Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 19.10.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3202 - Notizie sulla gestione dell'ENAIP di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Barbagallo Giovanni
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N. 3203 - Interventi finalizzati alla valorizzazione dei
beni culturali ed archeologici dell'isola di Marettimo (TP).
- Assessore Beni Culturali
***
Oddo Camillo
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N. 3204 - Notizie in ordine agli interventi per
fronteggiare le emergenze di carattere sanitario nelle isole
Egadi (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
Oddo Camillo
----------------
N. 3205 - Notizie in ordine all'attuazione del decreto
assessoriale avente ad oggetto la scissione dell'autolinea
Siracusa - Catania - Palermo, in concessione alla Sais
s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Strano Antonino
----------------
N. 3206 - Iniziative in favore della società 'LIV' di
Belpasso (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Strano Antonino
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 371 - Opportuni interventi per garantire il
mantenimento dell'ordine pubblico ed attuare una adeguata
politica d'intervento nei confronti della criminalità
mafiosa a Monreale (PA).
Mele Manlio; Guarnera Vincenzo; Forgione Francesco; Lo
Certo Sebastiano; Ortisi Egidio
Presentata il 21/07/99
----------------
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
COMUNICAZIONE DI ELEZIONE DI PRESIDENTE DI GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 20 luglio 1999
(pervenuta alla Segreteria generale dell'ARS in pari data)
l'onorevole Vincenzo Pezzino ha comunicato di essere stato
eletto, in data 20 luglio 1999, Presidente del Gruppo
parlamentare 'I Democratici'.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi del nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
interno, dò il preavviso di trenta minuti al fine dell'eventuale
votazione mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della presente seduta.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 366 - Opportune iniziative al fine di impedire
l'estromissione dello stabilimento IMESI di Carini dal
gruppo Breda-Ansaldo e garantire un futuro ai lavoratori.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è in atto una forte mobilitazione dei lavoratori
dell'Imesi di Carini che, insieme con le
organizzazioni sindacali, stanno conducendo una dura
battaglia per scongiurare la cessione dello
stabilimento, da parte di Finmeccanica, ad altri
soggetti imprenditoriali;
- tale scelta, se confermata, oltre che essere
inaccettabile sul piano delle garanzie
occupazionali, risulterebbe incomprensibile dal
punto di vista industriale, alla luce di quanto
contenuto nel piano triennale (1999-2002) di
Ansaldo-Breda e da quanto emerso nell'incontro,
tenutosi presso il Ministero dell'Industria, il
5/5/1999:
a) la presentazione a breve del piano delle Ferrovie
dello Stato che prevede investimenti sul materiale
rotabile dopo tre anni di totale assenza di
commesse;
b) la volontà delle Ferrovie dello Stato di
esternalizzare la manutenzione giornaliera,
periodica e straordinaria;
c) la scelta del Governo di decentrare a livello
regionale la titolarità sulla politica dei trasporti
e delle reti ferroviarie;
d) lo sblocco di 4.000 miliardi di investimenti per
la mobilità urbana nelle grandi aree metropolitane
per consentire la realizzazione di nuove
metropolitane e linee tranviarie;
- tale ripresa di nuove ed importanti commesse
costituirà un grande rilancio dell'attività
produttiva dell'IMESI, un recupero dell'economia in
quel settore ed una positiva ricaduta sul piano
occupazionale;
CONSIDERATO che:
- nell'accordo siglato nel 1991, tra Breda - Regione
Siciliana - Organizzazioni sindacali, riconfermato
successivamente nel 1996, la Breda si impegnò,
superata la crisi congiunturale, a realizzare un
processo di diversificazione produttiva sul
ferroviario, rilanciando in tal modo lo stabilimento
attraverso investimenti e nuovi carichi di lavoro,
coprendo l'organico con 350 unità lavorative,
recuperandoli dai 400 che furono trasferiti alla
Resais, in base alla l.r. n. 23 del 1991;
- gli impegni assunti nell'accordo suddetto, ad
oggi, sono stati disattesi, mentre vi sono le
condizioni perché possano concretizzarsi attraverso
precise scelte;
- nel corso di un'assemblea aperta, tenutasi nei
mesi scorsi presso lo stabilimento di Carini, si
registrò la decisa volontà, da parte di tutti i
livelli istituzionali, di assumere concrete
iniziative nei confronti di Finmeccanica, allo scopo
di farla recedere dalla volontà di cedere l'IMESI e
far rispettare gli impegni assunti e non ancora
onorati;
- al di fuori del Gruppo Ansaldo-Breda non esistono
prospettive credibili per i lavoratori dell'IMESI,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in atto, già nell'incontro del 19 luglio,
presso la Presidenza della Regione, tutte le misure
necessarie affinché lo stabilimento IMESI di Carini
permanga all'interno della nuova società
Breda-Ansaldo e venga avviato il piano di rilancio
produttivo per la ripresa degli investimenti e il
riposizionamento dell'organico a 350 unità
lavorative.
(13 luglio 1999)
FORGIONE - ZANNA - LIOTTA -
VELLA - MARTINO
Onorevoli colleghi, propongo che la predetta mozione venga
demandata alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di trattazione.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Mozione n. 367 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per
l'industria.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Presidente della Regione, On. Capodicasa, nel
mese di aprile del 1999, ha assunto ad interim
l'Assessorato Industria, a seguito di un
provvedimento di custodia cautelare nei confronti
dell'Assessore in carica;
- ancora oggi permane tale incarico ad interim;
- indipendentemente dalle valutazioni di ordine
giudiziario, che non possono investire lo
svolgimento dell'attività politica, è opportuno che
ai vertici dell'Esecutivo regionale vi sia la
massima trasparenza, anche alla luce della
delicatissima fase politica che attraversa la
Regione siciliana, che deve dare di sé limpido
esempio di correttezza amministrativa e di difesa
della legalità;
- non è possibile procrastinare ulteriormente la
separazione della carica di Assessore dalla
responsabilità di un ramo dell'Amministrazione;
CONSIDERATO che in base all'art. 9 dello Statuto gli
Assessori sono preposti espressamente ai singoli
rami dell'Amministrazione;
RAVVISATA, pertanto, l'anomalia costituzionale, politica ed
amministrativa di quanto denunciato;
VISTA la necessità di ripristinare la legalità statutaria,
nonché di riaffermare la centralità della questione
morale che l'On. Capodicasa, nelle dichiarazioni
programmatiche, ha posto come elemento fondante del
suo Esecutivo e che deve restare alla base di ogni
agire politico del Governo della Regione siciliana;
CONSIDERATO altresì che l'ulteriore permanenza al Governo
dell'On. Castiglione verrebbe a ledere i detti
principi,
ESPRIME SFIDUCIA NEI CONFRONTI
DELL'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
(13 luglio 1999)
STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI -
LA GRUA - NICOLOSI - AULICINO -
SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA -
ALFANO - STRANO - RICOTTA - GRANATA -
BRIGUGLIO - CAPUTO - CATANOSO GENOESE -
COSTA
Onorevole presidente della Regione, ho invitato l'onorevole
Stancanelli ad intervenire sulla mozione n. 367 nella seduta di
domani in quanto è intenzione della Presidenza di contattare i
presidenti dei gruppi parlamentari circa le decisioni da adottare
sull'andamento dei lavori.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Mozione n. 368 - Interventi presso il Governo nazionale per il
mantenimento del Ministero per le Politiche agricole.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che è intendimento del Governo nazionale
procedere all'accorpamento del Ministero per le
Politiche Agricole con il Ministero delle Attività
Produttive;
RITENUTO che il preannunciato accorpamento, di fatto,
costituisce una vera e propria soppressione del
Ministero per le Politiche Agricole, che danneggerà
irrimediabilmente l'agricoltura italiana e quella
siciliana in particolare;
TENUTO CONTO che in un momento di gravissima crisi del
settore agricolo, e mentre la politica europea ne
penalizza la crescita, la soppressione anzidetta
assesterà un ulteriore colpo a tutta l'agricoltura
italiana, che invece ha estremo bisogno di un
Ministero capace di valorizzare e difendere la
produzione agricola nazionale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
sia mantenuto in vita il Ministero per le Politiche
Agricole e ci si limiti ad una mera riorganizzazione
dello stesso, finalizzata a migliorarne il
funzionamento ed a rendere il Ministero strumento
efficace di sviluppo economico e capace di creare
prospettive di maggiore occupazione.
(13 luglio 1999)
LA GRUA - SCALIA - RICOTTA -
VIRZI' - CATANOSO GENOESE -
STANCANELLI
N. 369 - Interventi presso il Governo nazionale per garantire
la permanenza dell'IMESI all'interno del gruppo
Ansaldo-Breda.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la Breda/Ansaldo, in virtù delle difficoltà
competitive oggettive del settore trasporti a
livello mondiale, è interessata da profondi processi
di ristrutturazione, riorganizzazione e
razionalizzazione dei propri siti produttivi (15
sedi in 10 città);
- il testo predisposto dal Ministero del Lavoro
sulla vertenza Breda/Ansaldo afferma che l'esistenza
di 15 siti in 10 città rappresenta un elemento di
debolezza per la società, e che per questa ragione
l'Azienda riconferma l'indirizzo volto alla ricerca
di operatori in grado anche da soli di rilevare e
garantire la continuità aziendale;
- il piano di razionalizzazione dei siti e del
relativo abbattimento dei costi gestionali non
prevede processi di accorpamento in quelle città in
cui vi siano più siti, ma dismissione di altri, fra
i quali l'Imesi di Carini;
- il tentativo della Breda/Ansaldo di far visitare
il 28.6.1999 lo stabilimento di Carini allo scopo di
cederlo al gruppo Metz e lo stesso incontro del 1
luglio '99 del Presidente della Regione, on.
Capodicasa, con i vertici dell'azienda, hanno
ribadito la volontà di ricercare soggetti
imprenditoriali, cui cedere l'Imesi;
- dalle logiche contenute nel piano triennale (1999
- 2002) di Ansaldo/Breda, e dalle dichiarazioni
fatte dal Sottosegretario ai Trasporti, on.
Angelini, nell'incontro del 5.5.'99 al Ministero
dell'Industria si evince la possibilità concreta di
un rilancio del settore e quindi di Ansaldo-Breda
che è in grado di consentire recuperi occupazionali;
- l'Imesi di Carini, dopo la chiusura della Cometra
di Messina, rimane l'unica presenza Ansaldo/Breda
in Sicilia che, con i suoi 5 milioni di abitanti e
l'arretratezza strutturale nel settore ferroviario,
è una delle Regioni in cui sono prevedibili
investimenti, sia sul fronte delle Ferrovie dello
Stato che su altri versanti, sempre del settore
trasporti, e da parte di operatori altri (dal
privato agli enti locali);
- sono stati già avanzati progetti per la
realizzazione della metropolitana di Catania, per il
collegamento ferroviario Palermo-Punta Raisi, per
l'utilizzazione degli anelli ferroviari delle aree
metropolitane attualmente in disuso, ecc., progetti
che possono consentire all'Imesi di Carini, nel
rispetto delle norme della Comunità Europea, di
partecipare alle gare internazionali in nome e per
conto del Gruppo Ansaldo/Breda, utilizzando la
propria collocazione sul territorio come elemento
aggiuntivo per potersi aggiudicare le commesse;
- la decisione di dismissione di siti industriali e
in particolare di quello di Carini, oltre che
inaccettabile sul piano sindacale, è incomprensibile
sul piano industriale;
- oltre a queste valutazioni di natura industriale,
vi è un'altra specificità dell'Imesi, legata
all'accordo dei '91 siglato tra Breda - Regione
Siciliana - organizzazioni sindacali che prima
ancora di essere intesa sindacale, è un accordo che
ha regolato le condizioni di acquisto, da parte
della Breda, dell'Imesi di Carini;
- attraverso tale accordo la Breda si impegnò con la
Regione siciliana ad acquisire interamente il
pacchetto azionario dell'Imesi a un prezzo politico
e a scaricare l'organico attraverso la legge
regionale n. 23 del 1991, in base alla quale venne
autorizzata a trasferire alla Resais circa 400
lavoratori;
- la Breda s'impegnò altresì, superata la crisi
congiunturale, a realizzare un processo di
diversificazione sul piano ferroviario, rilanciando
in tal modo lo stabilimento attraverso investimenti
e nuovi carichi di lavoro in grado di riposizionare
l'organico a 350 unità;
- l'impegno assunto dalla Breda nel 1991 e
riconfermato nell'accordo dei 1996, è a tutt'oggi
disatteso,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- ad attivare un confronto istituzionale con il
Governo nazionale per avviare un ulteriore e
definitivo incontro con Finmeccanica sul destino
dell'Imesi, della quale si garantisca la sua
permanenza nel gruppo Ansaldo/Breda;
- ad intervenire nei confronti del Ministro per
l'Industria al fine di sostenere tali posizioni.
(13 luglio 1999)
GUARNERA - LA CORTE - DI MARTINO -
ZANGARA - ADRAGNA
Onorevoli colleghi, propongo che le predette mozioni vengano
demandata alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di trattazione.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
N. 370 - Iniziative al fine di giungere alle dimissioni
dell'Assessore regionale per l'industria.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la centralità della questione morale viene
drammaticamente riproposta in Sicilia dai tanti
segnali e dalle vicende che riguardano diversi
ambiti degli enti locali e della Pubblica
Amministrazione;
- esponenti della politica siciliana tornano
ricorrentemente sulla ribalta nazionale per vicende
che li vedono coinvolti in episodi di corruzione,
scambi di interessi o, addirittura, rapporti
organici con l'organizzazione mafiosa denominata
'Cosa nostra';
- l'omicidio del dottor Filippo Basile, dirigente
dell'Assessorato Agricoltura e foreste, riapre nel
modo più tragico il capitolo della burocrazia
regionale, vero tessuto connettivo del sistema di
potere ed elemento di continuità con le vecchie
classi dirigenti;
- la burocrazia regionale è attraversata da un
conflitto tra continuità e rottura con le
'tradizionali' pratiche di gestione della macchina
amministrativa;
- è necessario, in questo quadro, dare certezza e
fiducia istituzionale e politica a quanti,
lavoratrici e lavoratori, funzionari e dirigenti,
all'interno della Pubblica Amministrazione
regionale, operano quotidianamente per rompere con
ogni pratica e gestione clientelare del potere ed
affermare e difendere, con il proprio comportamento,
i principi di trasparenza e di legalità;
CONSIDERATO che :
- anche nelle ultime settimane, la questione morale
si è riproposta nel forte intreccio con gli
interessi mafiosi, come dimostra l'inchiesta sulle
ecomafie relativa alla gestione della discarica di
Pollina, (tale inchiesta coinvolge il Presidente
della Provincia regionale di Palermo, Francesco
Musotto, per il quale, solo pochi giorni fa, per
altra vicenda giudiziaria, è stata avanzata dalla
Procura generale di Palermo una richiesta di
condanna a nove anni di reclusione nel processo di
appello per concorso in associazione mafiosa);
- sui rapporti tra politica, mafia e mondo
economico-finanziario sono già in corso di
dibattimento diversi processi, primo tra tutti
quello contro l'on. Marcello Dell'Utri;
- negli ultimi mesi, soltanto nella Provincia
regionale di Palermo, tre consigli comunali, guidati
da Giunte di diverso colore politico, sono stati
sciolti per infiltrazioni mafiose;
- la vicenda dell'ospedale 'Garibaldi' di Catania,
la cui inchiesta, nello scorso aprile, portò
all'arresto dell'Assessore regionale in carica, on.
Giuseppe Castiglione, è ancora in via di evoluzione;
- la suddetta inchiesta riporta all'attenzione il
tema della trasparenza negli appalti e il rapporto
di scambio tra politica, imprese e mafia, da sempre
collante del sistema di potere in Sicilia;
- ferma restando l'azione indipendente della
magistratura per il ripristino della legalità, alla
quale, nel rispetto della reciproca autonomia, la
politica deve esprimere sostegno e solidarietà, i
predetti elementi richiamano la politica stessa alle
proprie responsabilità e al primato della propria
azione e della propria coerenza;
- l'on. Castiglione, in questa legislatura, ha
rappresentato un punto di inamovibilità e continuità
nella gestione politica dell'Assessorato Industria,
avendo ricoperto lo stesso incarico sia nei Governi
del Polo, presieduti dall'on. Provenzano e dall'on.
Drago, che nell'attuale Governo di centrosinistra;
- la permanenza nella Giunta regionale dell'on.
Castiglione, seppur senza deleghe, anche nella forma
atipica dell'annunciata autosospensione, rappresenta
quanto meno un'anomalia istituzionale;
- la suddetta soluzione appare più come una
mediazione tra le varie posizioni presenti nella
maggioranza, che non come una scelta di chiarezza
sulla questione morale;
- la politica siciliana, indipendentemente dalle
appartenenze e dagli schieramenti, deve inviare alla
società un segnale di rottura, di rinnovamento e di
autoriforma della propria funzione e del proprio
rapporto con la gestione della macchina
amministrativa e con il potere;
- le dimissioni dell'Assessore 'libererebbero'
definitivamente il Governo da ogni ombra e
consentirebbero, allo stesso on. Castiglione, di
rapportarsi all'autorità giudiziaria, libero da ogni
responsabilità politica e, come ogni cittadino,
tutelato dal sistema delle garanzie costituzionali,
sancite dal principio del diritto alla difesa nel
giusto processo;
- il Gruppo di Rifondazione Comunista, non essendo
composto da almeno nove deputati, necessari alla
presentazione di una mozione di sfiducia, così come
stabilito dall'art.157 del regolamento interno
dell'A.R.S.,
IMPEGNA L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
on. Castiglione Giuseppe a rassegnare le dimissioni
dalla carica di Assessore regionale preposto
all'industria.
(19 luglio 1999)
FORGIONE - LIOTTA - VELLA - MARTINO
Onorevoli colleghi, anche per la mozione n. 370 vale quanto
precedentemente detto per la mozione n. 367.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MODIFICHE E
RIAPERTURE DEI TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995 N. 19
CONCERNENTI GIACIMENTI DI MATERIALE DI CAVA NEL TERRITORIO
DELLA REGIONE SICILIANA" (N. 475/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge n. 475/A: "Modifiche e
riapertura dei termini della legge regionale 1 marzo 1995 n. 19
concernente giacimenti di materiali di cava nel territorio della
Regione siciliana.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
LO CERTO , segretario:
<<Art. 1.
1. All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 1 marzo
1995, n. 19, le parole: 'le autorizzazioni relative ad
attività estrattive del marmo e delle altre pietre per uso
ornamentale' sono sostituite dalle seguenti: 'le
autorizzazioni relative ad attività estrattive dei materiali
lapidei di cui all'articolo 39 della legge regionale 9
dicembre 1980, n. 127'>>.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 1
sono stati presentati i seguenti emendamenti: emendamento 1.7 a
firma degli onorevoli Martino e Forgione; emendamento 1.6 a
firma dell'onorevole Mele; emendamento 1.5 del Governo;
emendamento 1.4 a firma degli onorevoli Oddo, Giannopolo,
Pignataro, Croce e Fleres; emendamento 1.1, 1.3 e 1.2 a firma
degli onorevoli Oddo e Giannopolo.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Mele. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già ieri in sede
di discussione generale alcuni parlamentari sono intervenuti,
motivando e chiedendo al Presidente dell'Assemblea e poi agli
altri colleghi firmatari del rientro di questo disegno di legge
in Aula per una serie di motivazioni.
Intanto a partire proprio dall'articolo 1 emergono una serie
di fatti e di problemi che sicuramente finirebbero per creare
ulteriori e grossissimi danni e grossissima voce nel rispetto al
disegno di legge 19 del 1995 già presentati.
In particolare proprio l'articolo 1 che con l'articolo 1
della legge 19 del 1995 aveva determinato un meccanismo di
contenimento nei criteri di estrazione limitando l'estrazione dei
materiali lapidei solamente ai materiali marmorei, con l'articolo
1 sostanzialmente amplia tutte le possibilità di estrazione a
tutti i materiali lapidei in generale (quando dico tutti
materiali lapidei, intendo dire dalla pomice al marmo, dai
calcaneriti alla sabbia).
Sostanzialmente questo primo articolo finisce per fare
collassare e determinare meccanismi che determinerebbero e che
causerebbero sicuramente un danno ambientale irreparabile.
Però, al di là dell'articolo 1, onorevole Presidente, ieri
avevamo chiesto proprio in forza della legge 19 e del fatto che
questo disegno di legge creava dei momenti di forte distorsione
rispetto alla legge che questo stesso Parlamento ha approvato, se
il disegno di legge poteva essere rinviato di nuovo in
Commissione e potevano essere messi dei paletti in questo senso.
Tra l'altro voglio precisare che proprio ieri l'onorevole
Granata, primo firmatario del disegno di legge, aveva concordato
con la richiesta da noi avanzata il rientro in Commissione del
disegno di legge e la revisione di alcuni punti. Quindi, in
questo senso io chiederei all'onorevole Presidenza dell'Assemblea
di farsi interprete di questi sentimenti, rimandando il disegno
di legge in terza Commissione e probabilmente poi anche in quarta
Commissione 'Territorio ed Ambiente', per un parere della
Commissione visto che questo disegno di legge peraltro incide
anche sui problemi ambientali, tanto da poterlo rivedere nella
sua giusta dimensione.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorniamo su un
argomento che abbiamo trattato ieri e mi dispiace dover rilevare
questa contrarietà che va oltre i limiti anche della questione
dell'onorevole Mele. Io spero che la legge venga fuori dal
Parlamento, come qualcuno vuole anche nei banchi rappresentare in
questo momento.
Io credo veramente che questa è una legge che rende
praticabile una procedura che come diceva ieri l'onorevole
Giannopolo, e lo diceva molto bene e non per fare un complimento,
un apprezzamento, ha creato una serie di contraddizioni.
Quindi, l'articolo 1 si colloca proprio nell'ambito di
questa idea di creare una condizione di semplificazione e di
restituire agli operatori la possibilità anche di un'applicazione
più serena rispetto a quella che la legge 19 ha rappresentato con
tutta la buona volontà espressa dall'onorevole Mele, allorquando
è stato lui uno dei partecipi all'elaborazione di quella legge.
Ritorno, perciò, a rappresentare l'importanza di
quest'articolo 1, oltretutto mi pare che da più parti politiche
si fa voce di approvare questa legge, anche se con qualche lieve
modifica, ma nell'ambito del contenuto e quindi, la possibilità
di applicazione dell'articolo 39 della legge 127 dell'80.
Mi pare che questa sia una delle buone occasioni per il
Parlamento per realizzare un momento d'insieme che vede
soprattutto una migliore condizione di rappresentare una grande
esigenza avvertita non solo dagli operatori, ma avvertita anche
dalle associazioni che hanno fatto rilevare questa carenza
nell'ambito dell'articolo 1 della legge 19 del '95.
Quindi, ritengo opportuno andare avanti valutando gli
emendamenti e approvando, se è possibile, questa legge che
sicuramente farà bene e non certamente le questioni che sono
state sollevate dall'onorevole Mele ed anche dall'onorevole Zanna
ieri, che parlano di smantellamento di una legge, della legge 19
del '95 che non è così; oltretutto c'è, ripeto, nell'ambito anche
di questa proposta una linearità di comportamento di cui il
legislatore deve tenere conto e quindi, mi pare che il Parlamento
non debba perdere altro tempo se non quello di andare avanti nei
lavori per approvare la legge.
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti presentati.
MELE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor Presidente, io volevo solamente sottoporre alla
sua attenzione un problema: credo che all'articolo 3 ci sia un
problema di copertura finanziaria, relativo alle minori entrate
ed alla differenziazione delle entrate che verrebbero a non
entrare nelle casse della Regione e quindi a una mancanza di
copertura finanziaria rispetto al disegno di legge in esame.
Io non credo che sia andata in Commissione Finanze, quindi
credo - qua l'onorevole Piro e il Presidente della Regione
possono aiutarci entrambi - che il disegno di legge sarebbe anche
dovuto essere esaminato dalla seconda Commissione 'Bilancio',
dove credo non sia andato.
PRESIDENTE. Onorevole Mele, debbo dire che se viene sollevata
una questione riguardante l'articolo 3 è sull'articolo 3 che
dovremo decidere. Per quanto riguarda l'articolo 1 e l'articolo
2, non risulta alla Presidenza che ci siano problemi di copertura
finanziaria, quindi il suo rilievo sarà preso in considerazione
nel momento in cui si giunge all'articolo 3.
Non essendoci nessun altro deputato che chiede di
intervenire sugli emendamenti all'articolo 1, si passa alla
votazione degli emendamenti.
Emendamento 1.7 degli onorevoli Martino e Forgione
"L'articolo è soppresso".
Non essendo presenti in Aula i firmatari, lo dichiaro
decaduto.
Si passa all'emendamento 1.6 dell'onorevole Mele "L'articolo
è soppresso".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.5 del Governo.
Onorevole Presidente della Regione, esiste una sorta di
similitudine fra l'emendamento 1.5 e l'emendamento 1.4.
Comunico che è stato presentato adesso dalla Commissione il
seguente sub-emendamento all'emendamento 1.5: <Dopo le parole
'materiali lapidei' aggiungere 'e di tutti gli altri materiali
assimilati'>. Comunico che qualora dovesse risultare approvato
l'emendamento della Commissione e successivamente l'emendamento
del Governo, sarebbe precluso l'emendamento 1.4, o meglio,
sarebbe assorbito l'emendamento 1.4. L'Aula ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento della Commissione.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5 presentato
dal Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FLERES, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Dichiaro precluso l'emendamento 1.4.
Si passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli
Giannopolo e Oddo.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo che venga
illustrato.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, il Governo chiede
l'illustrazione dell'emendamento. Onorevole Giannopolo, è un
fatto straordinario, ma se viene chiesto lei deve specificare
meglio il contenuto dell'emendamento.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Presidente, si tratta di questo: l'articolo 7
della legge numero 24 del 1991 precisava che non si potevano
aprire nuove cave, nuove attività estrattive nei territori
sottoposti a vincolo.
Si può verificare una situazione di questo tipo: una
attività estrattiva già autorizzata, che è precedente all'entrata
in vigore della legge 95, in quale regime si viene a trovare?
Questo la legge non lo specifica. Noi parliamo di piani di
coltivazione che erano stati autorizzati prima e che si
dispiegano successivamente alla entrata in vigore dell'altra
normativa.
Per cui in questo caso dovremmo fare una precisazione ed una
puntualizzazione della normativa stabilendo che, qualora il piano
di coltivazione viene rinnovato o viene chiesto un ampliamento
fissando però un paletto nell'ampliamento che è quello del limite
massimo del 30 per cento rispetto al precedente, si va in deroga
all'articolo 7 della legge numero 24.
Non so se sono riuscito a spiegare l'emendamento, parliamo
di una attività già presente, di una attività che era già sorta
antecedentemente alla legge del '91 e alla legge 95.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, l'intervento dell'onorevole
Giannopolo è stato chiarissimo. Il parere del Governo
sull'emendamento 1.1?.
CAPODICASA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
FLERES, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è
favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, a firma degli onorevoli
Giannopolo e Oddo. Il parere del Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FLERES, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevole colleghi, ieri c'è
stata una discussione su questo disegno di legge complicata con
il ritiro della firma da parte di un presentatore stesso, del
primo firmatario del disegno di legge e una disponibilità, anche
del Governo, sulla base di diverse richieste di gruppi politici
diversi e di parlamentari diversi a rimandare il disegno di legge
in Commissione.
Io formalmente, Presidente, per il tipo di discussione che
c'è stata ieri chiedo che il disegno di legge venga rimandato
in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, intanto dobbiamo porre in
votazione l'emendamento 1.3. La sua proposta immediatamente dopo
sarà posta in votazione.
Pongo in votazione l'emendamento 1.3. Chi è favorevole si
alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. C'è la richiesta dell'onorevole Forgione di
rinviare il disegno di legge in Commissione; il parere del
Governo?
CAPODICASA, presidente della Regione. Signor Presidente,
come ho detto ieri, ci rimettiamo alla volontà dell'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione per alzata e seduta la
richiesta dell'onorevole Forgione. Chi è d'accordo a rinviare il
disegno di legge in Commissione si alzi; chi non è d'accordo
resti seduto.
(Non è approvata)
PRESIDENTE. Si passa, quindi, alla votazione dell'articolo 1
così come è stato emendato.
Presidenza del presidente Cristaldi
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Specifico il significato della votazione: qualsiasi tasto
può essere pressato dai deputati.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 40
Votanti 35
Richiedenti 5
Congedi 1
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 20,50.
(La seduta, sospesa alle ore 19.45, è ripresa alle ore 20.52)
Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
la discussione sull'articolo 1 ha evidenziato un'esigenza di
approfondimento tecnico che non significa ovviamente che il
disegno di legge non sia stato discusso nella III Commissione,
così come il Regolamento prevede, significa che da parte di
alcuni colleghi, di alcuni gruppi è stata evidenziata durante la
sospensione dell'Aula l'esigenza di tornare in Commissione nella
mattinata di domani che a quanto pare sarà destinata ai lavori di
commissione, perché su due, tre passaggi del disegno di legge
potrebbe intervenire un accordo, ovviamente nella sede competente
che è quella della commissione, e favorire così poi lo
snellimento dei lavori d'Aula che diversamente, essendo una sede
impropria per fare gli approfondimenti che si richiedono,
potrebbe invece ulteriormente impiegare molto più tempo di quanto
invece non se ne possa impiegare dopo il passaggio della
Commissione.
Pertanto, signor Presidente, se non sorgono obiezioni, mi
sembra che i colleghi sono tutti d'accordo, il disegno di legge
può tornare domani pomeriggio in Aula per essere approvato
rapidamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni,
viene accolta la richiesta del Governo di rinviare il disegno di
legge in commissione.
Avverto l'Aula che è intendimento della Presidenza di
convocare l'Aula per domani pomeriggio consentendo alle
commissioni di potersi riunire nella mattinata di domani.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "DISCIPLINA
DELLA PROSPEZIONE, DELLA RICERCA, DELLA COLTIVAZIONE, DEL
TRASPORTO E DELLO STOCCAGGIO DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI E
DELLE RISORSE GEOTERMICHE NELLA REGIONE SICILIANA. ATTUAZIONE
DELLA DIRETTIVA N. 94/22.CE" (NN. 442 - 54 - 473/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge posto al n. 2 del terzo punto dell'ordine del giorno:
"Disciplina della prospezione, della ricerca, della coltivazione,
del trasporto e dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi
e delle risorse geotermiche nella Regione siciliana. Attuazione
della direttiva n. 94/22" (nn. 442 - 54 - 473/A). La
Commissione è la stessa.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
1.
LO CERTO , segretario:
<<Art. 1.
Oggetto e finalità
1. La presente legge disciplina la prospezione, la
ricerca, la coltivazione, il trasporto e lo stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio della Regione
siciliana in conformità alle direttive della Comunità
Europea, nella salvaguardia degli interessi nazionali.
2. Sono altresì disciplinati dalla presente legge la
ricerca e la coltivazione di giacimenti di gas diversi dagli
idrocarburi nonché delle risorse geotermiche>> .
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
LO CERTO , segretario:
<<Art. 2.
Definizioni
1. Ai sensi della presente legge si intende per:
a) Assessore: l'Assessore per l'industria, autorità
competente al conferimento dei titoli minerari per
prospezione, ricerca, coltivazione, trasporto e stoccaggio di
idrocarburi, che si avvale, per l'istruttoria ed il controllo
sull'esercizio dell'attività del Corpo regionale delle
miniere, Ufficio regionale per gli idrocarburi e la
geotermia;
b) URIG: Ufficio regionale per gli idrocarburi e la
geotermia;
c) Consiglio: Consiglio regionale delle miniere di cui
alla legge regionale 6 dicembre 1948, n. 48;
d) GURS: Gazzetta ufficiale della Regione siciliana;
e) BUIG: Bollettino ufficiale degli idrocarburi e della
geotermia di cui all'articolo 43 della legge 11 gennaio 1957,
n. 6;
f) GUCE: Gazzetta ufficiale della Comunità Europea>>.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CROCE. Chiedo la verifica del numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione mediante il sistema elettronico)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a causa di problemi tecnici al
sistema di votazione elettronica, si procede alla votazione per
la verifica del numero legale per appello nominale.
Invito il deputato segretario a fare l'appello.
LO CERTO , segretario, fa l'appello.
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a procedere al
secondo appello.
LO CERTO , segretario, procede al secondo appello.
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a procedere al
computo dei presenti.
LO CERTO , segretario, procede al computo dei presenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, proclamo l'esito della
votazione:
Presenti 40
L'Assemblea non è in numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta giovedì 22
luglio 1999, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 367 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria.
STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI - LA GRUA - NICOLOSI -
AULICINO - SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA - ALFANO
STRANO - RICOTTA - GRANATA - BRIGUGLIO - CAPUTO -
CATANOSO - COSTA
Presentata il 13/07/99
N. 370 - Iniziative al fine di giungere alle dimissioni
dell'Assessore regionale per l'industria.
FORGIONE - LIOTTA - VELLA -
MARTINO -
Presentata il 19/07/99
N. 371 - Opportuni interventi per garantire il mantenimento dell'or-
dine pubblico ed attuare una adeguata politica d'intervento
nei confronti della criminalità mafiosa a Monreale (PA).
MELE - GUARNERA - FORGIONE -
LO CERTO - ORTISI
Presentata il 21.07.99
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale
della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19, concernente
giacimenti di materiali di cava nel territorio della
Regione siciliana" (n. 475/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
2) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
3) "Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)
Relatore: Onorevole Di Martino
4) "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti autoservizi
pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A)
Relatore: Onorevole Adragna
5) "Riforma della disciplina del commercio" (nn.
909-920-830-706/A)
Relatore: Onorevole Fleres
La seduta é tolta alle ore 21,10.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.40)