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Resoconto d'Aula della Seduta n. 253 di mercoledì 21 luglio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 19.10.

     LO    CERTO ,   segretario,  dà  lettura  del processo verbale
  della   seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                           ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

       N. 3202 - Notizie sulla gestione dell'ENAIP di Catania.
       - Presidente Regione
       - Assessore Lavoro
       ***
     Barbagallo Giovanni

                           ----------------

       N. 3203 - Interventi finalizzati alla  valorizzazione  dei
     beni culturali ed archeologici dell'isola di Marettimo (TP).
       - Assessore Beni Culturali
       ***
     Oddo Camillo

                           ----------------

       N.     3204  -  Notizie  in  ordine  agli  interventi  per
     fronteggiare le emergenze di carattere sanitario nelle isole
     Egadi (TP).
       - Presidente Regione
       - Assessore Presidenza
       ***
     Oddo Camillo

                           ----------------

       N. 3205 - Notizie in  ordine  all'attuazione  del  decreto
     assessoriale avente ad oggetto la  scissione  dell'autolinea
     Siracusa - Catania  -  Palermo,  in  concessione  alla  Sais
     s.p.a.
       - Presidente Regione
       - Assessore Turismo
       ***
     Strano Antonino

                           ----------------

       N. 3206 - Iniziative in  favore  della  società  'LIV'  di
     Belpasso (CT).
       - Presidente Regione
       - Assessore Industria
       ***
     Strano Antonino

                           ----------------

                    ANNUNZIO DI MOZIONE

       N.       371  -  Opportuni  interventi  per  garantire  il
     mantenimento dell'ordine pubblico ed  attuare  una  adeguata
     politica    d'intervento  nei  confronti  della  criminalità
     mafiosa a Monreale (PA).
       Mele Manlio; Guarnera  Vincenzo;  Forgione  Francesco;  Lo
     Certo Sebastiano; Ortisi Egidio

     Presentata il 21/07/99

                           ----------------

    Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

    COMUNICAZIONE DI ELEZIONE DI PRESIDENTE DI GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.   Comunico   che  con  nota  del  20  luglio  1999
  (pervenuta  alla  Segreteria  generale  dell'ARS  in  pari  data)
  l'onorevole  Vincenzo  Pezzino  ha  comunicato  di  essere  stato
  eletto,  in   data   20   luglio   1999,  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare 'I Democratici'.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Ai  sensi  del  nono comma dell'articolo 127 del Regolamento
  interno, dò  il preavviso di trenta minuti al fine dell'eventuale
  votazione  mediante  procedimento  elettronico che dovessero aver
  luogo nel corso della presente seduta.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Si passa  al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   N. 366   -  Opportune   iniziative   al   fine   di   impedire
      l'estromissione  dello stabilimento  IMESI  di  Carini  dal
      gruppo Breda-Ansaldo e garantire un futuro ai lavoratori.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - è  in  atto una forte mobilitazione dei lavoratori
              dell'Imesi    di    Carini    che,    insieme con le
              organizzazioni sindacali, stanno conducendo una dura
              battaglia   per   scongiurare   la   cessione  dello
              stabilimento,  da  parte  di  Finmeccanica, ad altri
              soggetti imprenditoriali;

              -  tale  scelta,  se  confermata,  oltre  che essere
              inaccettabile     sul     piano    delle    garanzie
              occupazionali,   risulterebbe   incomprensibile  dal
              punto  di  vista  industriale,  alla  luce di quanto
              contenuto   nel   piano   triennale  (1999-2002)  di
              Ansaldo-Breda  e  da  quanto  emerso  nell'incontro,
              tenutosi  presso  il  Ministero  dell'Industria,  il
              5/5/1999:

              a) la presentazione a breve del piano delle Ferrovie
              dello  Stato  che prevede investimenti sul materiale
              rotabile   dopo   tre  anni  di  totale  assenza  di
              commesse;

              b)   la   volontà  delle  Ferrovie  dello  Stato  di
              esternalizzare    la    manutenzione    giornaliera,
              periodica e straordinaria;

              c) la  scelta  del  Governo  di decentrare a livello
              regionale la titolarità sulla politica dei trasporti
              e delle reti ferroviarie;

              d) lo  sblocco di 4.000 miliardi di investimenti per
              la  mobilità  urbana nelle grandi aree metropolitane
              per    consentire    la   realizzazione   di   nuove
              metropolitane e linee tranviarie;

              -  tale  ripresa  di  nuove  ed  importanti commesse
              costituirà    un   grande   rilancio   dell'attività
              produttiva  dell'IMESI, un recupero dell'economia in
              quel settore ed una positiva ricaduta sul piano
              occupazionale;

      CONSIDERATO che:

              - nell'accordo siglato nel 1991, tra Breda - Regione
              Siciliana  -  Organizzazioni sindacali, riconfermato
              successivamente  nel  1996,  la  Breda  si  impegnò,
              superata  la  crisi  congiunturale,  a realizzare un
              processo    di   diversificazione   produttiva   sul
              ferroviario, rilanciando in tal modo lo stabilimento
              attraverso  investimenti  e nuovi carichi di lavoro,
              coprendo   l'organico   con  350  unità  lavorative,
              recuperandoli  dai  400  che  furono trasferiti alla
              Resais, in base alla l.r. n. 23 del 1991;

              -  gli  impegni  assunti  nell'accordo  suddetto, ad
              oggi,   sono  stati  disattesi, mentre  vi  sono  le
              condizioni  perché possano concretizzarsi attraverso
              precise scelte;

              -  nel  corso  di  un'assemblea aperta, tenutasi nei
              mesi  scorsi  presso  lo  stabilimento di Carini, si
              registrò la  decisa  volontà,  da  parte  di tutti i
              livelli    istituzionali,   di   assumere   concrete
              iniziative nei confronti di Finmeccanica, allo scopo
              di farla  recedere dalla volontà di cedere l'IMESI e
              far  rispettare  gli  impegni  assunti  e non ancora
              onorati;

              - al  di fuori del Gruppo Ansaldo-Breda non esistono
              prospettive credibili per i lavoratori dell'IMESI,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a porre  in  atto, già  nell'incontro del 19 luglio,
              presso  la Presidenza della Regione, tutte le misure
              necessarie  affinché lo stabilimento IMESI di Carini
              permanga    all'interno    della    nuova    società
              Breda-Ansaldo  e  venga avviato il piano di rilancio
              produttivo  per  la  ripresa degli investimenti e il
              riposizionamento    dell'organico    a   350   unità
              lavorative.

              (13 luglio 1999)
                                   FORGIONE - ZANNA - LIOTTA -
                                   VELLA - MARTINO

       Onorevoli  colleghi,  propongo che la predetta mozione venga
  demandata  alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di trattazione.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

    Mozione n.  367  -  Sfiducia  nei  confronti dell'Assessore per
  l'industria.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - il Presidente della Regione,  On.  Capodicasa, nel
              mese  di  aprile  del  1999,  ha  assunto ad interim
              l'Assessorato   Industria,   a    seguito    di   un
              provvedimento di custodia  cautelare  nei  confronti
              dell'Assessore in carica;

              - ancora oggi permane tale incarico ad interim;

              -  indipendentemente  dalle  valutazioni  di  ordine
              giudiziario,   che   non    possono   investire   lo
              svolgimento dell'attività politica,  è opportuno che
              ai  vertici  dell'Esecutivo  regionale   vi  sia  la
              massima   trasparenza,   anche   alla   luce   della
              delicatissima  fase politica   che   attraversa   la
              Regione  siciliana,  che  deve dare  di  sé  limpido
              esempio di correttezza amministrativa  e  di  difesa
              della legalità;

              -  non è possibile  procrastinare  ulteriormente  la
              separazione   della  carica   di   Assessore   dalla
              responsabilità di un ramo dell'Amministrazione;

      CONSIDERATO  che  in  base  all'art.  9  dello  Statuto  gli
              Assessori  sono preposti  espressamente  ai  singoli
              rami  dell'Amministrazione;

      RAVVISATA, pertanto, l'anomalia costituzionale, politica ed
              amministrativa di quanto denunciato;

      VISTA la necessità di ripristinare  la  legalità statutaria,
              nonché di riaffermare la  centralità della questione
              morale  che l'On.  Capodicasa,  nelle  dichiarazioni
              programmatiche, ha posto come  elemento fondante del
              suo Esecutivo e che deve restare  alla  base di ogni
              agire politico del Governo della Regione siciliana;

      CONSIDERATO altresì che l'ulteriore  permanenza  al  Governo
              dell'On.  Castiglione  verrebbe  a  ledere  i  detti
              principi,

                         ESPRIME SFIDUCIA NEI CONFRONTI
                         DELL'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA

              (13 luglio 1999)
                                 STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI -
                                 LA GRUA - NICOLOSI - AULICINO -
                                 SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA -
                                 ALFANO - STRANO - RICOTTA - GRANATA -
                                 BRIGUGLIO - CAPUTO - CATANOSO GENOESE -
                                 COSTA

       Onorevole  presidente della Regione, ho invitato l'onorevole
  Stancanelli ad  intervenire sulla mozione n.  367 nella seduta di
  domani in  quanto  è  intenzione della Presidenza di contattare i
  presidenti dei gruppi parlamentari circa le decisioni da adottare
  sull'andamento dei lavori.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

    Mozione n.  368 - Interventi presso il Governo nazionale per il
    mantenimento del Ministero per le Politiche agricole.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO   che   è  intendimento  del  Governo  nazionale
              procedere  all'accorpamento  del  Ministero  per  le
              Politiche  Agricole  con il Ministero delle Attività
              Produttive;

      RITENUTO che   il   preannunciato  accorpamento,  di  fatto,
              costituisce  una  vera  e  propria  soppressione del
              Ministero  per le Politiche Agricole, che danneggerà
              irrimediabilmente  l'agricoltura  italiana  e quella
              siciliana  in  particolare;

      TENUTO CONTO  che  in  un  momento  di  gravissima crisi del
              settore  agricolo,  e  mentre la politica europea ne
              penalizza  la  crescita,  la  soppressione anzidetta
              assesterà  un  ulteriore colpo a tutta l'agricoltura
              italiana,  che  invece  ha  estremo  bisogno  di  un
              Ministero  capace  di  valorizzare  e  difendere  la
              produzione agricola nazionale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire presso il Governo nazionale affinché
              sia  mantenuto in vita il Ministero per le Politiche
              Agricole e ci si limiti ad una mera riorganizzazione
              dello    stesso,  finalizzata   a   migliorarne   il
              funzionamento  ed  a  rendere il Ministero strumento
              efficace  di  sviluppo  economico e capace di creare
              prospettive di maggiore occupazione.

              (13 luglio 1999)
                                      LA GRUA - SCALIA - RICOTTA -
                                      VIRZI' - CATANOSO GENOESE -
                                      STANCANELLI

   N. 369 - Interventi presso  il Governo nazionale per garantire
      la   permanenza    dell'IMESI    all'interno   del   gruppo
      Ansaldo-Breda.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO   che:

              -   la  Breda/Ansaldo,  in  virtù  delle  difficoltà
              competitive   oggettive   del  settore  trasporti  a
              livello mondiale, è interessata da profondi processi
              di      ristrutturazione,     riorganizzazione     e
              razionalizzazione  dei  propri  siti  produttivi (15
              sedi in  10  città);

              -  il  testo  predisposto  dal  Ministero del Lavoro
              sulla vertenza Breda/Ansaldo afferma che l'esistenza
              di 15  siti  in  10 città rappresenta un elemento di
              debolezza per  la  società, e che per questa ragione
              l'Azienda  riconferma l'indirizzo volto alla ricerca
              di operatori  in  grado  anche da soli di rilevare e
              garantire  la  continuità  aziendale;

              - il  piano  di  razionalizzazione  dei  siti  e del
              relativo   abbattimento  dei  costi  gestionali  non
              prevede  processi di accorpamento in quelle città in
              cui vi  siano più siti, ma dismissione di altri, fra
              i quali  l'Imesi  di  Carini;

              -  il  tentativo della Breda/Ansaldo di far visitare
              il 28.6.1999 lo stabilimento di Carini allo scopo di
              cederlo al  gruppo  Metz e lo stesso incontro del  1
              luglio   '99   del  Presidente  della  Regione,  on.
              Capodicasa,   con   i  vertici  dell'azienda,  hanno
              ribadito    la   volontà   di   ricercare   soggetti
              imprenditoriali, cui cedere l'Imesi;

              -  dalle logiche contenute nel piano triennale (1999
              -  2002)  di  Ansaldo/Breda,  e  dalle dichiarazioni
              fatte   dal   Sottosegretario   ai   Trasporti,  on.
              Angelini,  nell'incontro  del  5.5.'99  al Ministero
              dell'Industria  si evince la possibilità concreta di
              un  rilancio  del  settore e quindi di Ansaldo-Breda
              che è in grado di consentire recuperi occupazionali;

              - l'Imesi  di Carini, dopo la chiusura della Cometra
              di  Messina,  rimane  l'unica presenza Ansaldo/Breda
              in Sicilia che,  con  i suoi 5 milioni di abitanti e
              l'arretratezza  strutturale nel settore ferroviario,
              è   una   delle  Regioni  in  cui  sono  prevedibili
              investimenti,  sia  sul  fronte delle Ferrovie dello
              Stato  che  su  altri  versanti,  sempre del settore
              trasporti,  e  da  parte  di  operatori  altri  (dal
              privato agli enti locali);

              -   sono   stati   già   avanzati  progetti  per  la
              realizzazione della metropolitana di Catania, per il
              collegamento  ferroviario  Palermo-Punta  Raisi, per
              l'utilizzazione  degli  anelli ferroviari delle aree
              metropolitane  attualmente in disuso, ecc., progetti
              che  possono  consentire  all'Imesi  di  Carini, nel
              rispetto  delle  norme  della  Comunità  Europea, di
              partecipare  alle  gare internazionali in nome e per
              conto   del  Gruppo  Ansaldo/Breda,  utilizzando  la
              propria  collocazione  sul  territorio come elemento
              aggiuntivo per potersi aggiudicare le commesse;

              - la  decisione di dismissione di siti industriali e
              in  particolare  di  quello  di  Carini,  oltre  che
              inaccettabile sul piano sindacale, è incomprensibile
              sul  piano industriale;

              -  oltre a queste valutazioni di natura industriale,
              vi   è   un'altra   specificità  dell'Imesi,  legata
              all'accordo  dei  '91  siglato  tra  Breda - Regione
              Siciliana   -  organizzazioni  sindacali  che  prima
              ancora di  essere intesa sindacale, è un accordo che
              ha  regolato  le  condizioni  di  acquisto, da parte
              della Breda, dell'Imesi di Carini;

              - attraverso tale accordo la Breda si impegnò con la
              Regione   siciliana   ad  acquisire  interamente  il
              pacchetto  azionario dell'Imesi a un prezzo politico
              e   a   scaricare  l'organico  attraverso  la  legge
              regionale n.  23  del 1991, in base alla quale venne
              autorizzata  a  trasferire  alla  Resais  circa  400
              lavoratori;

              -  la  Breda  s'impegnò  altresì,  superata la crisi
              congiunturale,   a   realizzare   un   processo   di
              diversificazione  sul piano ferroviario, rilanciando
              in  tal modo lo stabilimento attraverso investimenti
              e nuovi carichi di lavoro in grado di riposizionare
              l'organico  a  350  unità;

              -   l'impegno   assunto   dalla  Breda  nel  1991  e
              riconfermato  nell'accordo  dei  1996, è a tutt'oggi
              disatteso,

                        IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              -  ad  attivare  un  confronto  istituzionale con il
              Governo   nazionale   per  avviare  un  ulteriore  e
              definitivo  incontro  con  Finmeccanica  sul destino
              dell'Imesi,   della   quale  si  garantisca  la  sua
              permanenza    nel   gruppo   Ansaldo/Breda;

              -  ad  intervenire  nei  confronti  del Ministro per
              l'Industria al fine di sostenere tali posizioni.

              (13 luglio 1999)
                                 GUARNERA - LA CORTE - DI MARTINO -
                                 ZANGARA - ADRAGNA

       Onorevoli colleghi, propongo che le predette mozioni vengano
  demandata  alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di trattazione.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

   N. 370  -  Iniziative al  fine  di  giungere  alle  dimissioni
      dell'Assessore regionale per l'industria.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              PREMESSO che:

              -  la   centralità   della  questione  morale  viene
              drammaticamente  riproposta  in  Sicilia  dai  tanti
              segnali  e  dalle  vicende  che  riguardano  diversi
              ambiti  degli   enti   locali   e   della   Pubblica
              Amministrazione;

              -  esponenti   della   politica   siciliana  tornano
              ricorrentemente sulla  ribalta nazionale per vicende
              che li vedono  coinvolti  in  episodi di corruzione,
              scambi  di   interessi   o,   addirittura,  rapporti
              organici  con  l'organizzazione  mafiosa  denominata
              'Cosa nostra';

              - l'omicidio  del  dottor  Filippo Basile, dirigente
              dell'Assessorato Agricoltura  e  foreste, riapre nel
              modo  più   tragico  il  capitolo  della  burocrazia
              regionale, vero  tessuto  connettivo  del sistema di
              potere ed elemento  di  continuità  con  le  vecchie
              classi dirigenti;

              -  la burocrazia  regionale  è  attraversata  da  un
              conflitto  tra   continuità   e   rottura   con   le
              'tradizionali' pratiche  di  gestione della macchina
              amministrativa;

              - è necessario,  in  questo  quadro, dare certezza e
              fiducia   istituzionale   e   politica   a   quanti,
              lavoratrici e  lavoratori,  funzionari  e dirigenti,
              all'interno     della    Pubblica    Amministrazione
              regionale, operano  quotidianamente  per rompere con
              ogni pratica e  gestione  clientelare  del potere ed
              affermare e difendere, con il proprio comportamento,
              i principi di trasparenza e di legalità;

              CONSIDERATO che :

              - anche nelle  ultime settimane, la questione morale
              si  è  riproposta   nel   forte  intreccio  con  gli
              interessi mafiosi,  come  dimostra l'inchiesta sulle
              ecomafie relativa  alla  gestione della discarica di
              Pollina, (tale  inchiesta  coinvolge  il  Presidente
              della  Provincia  regionale  di  Palermo,  Francesco
              Musotto, per il  quale,  solo  pochi  giorni fa, per
              altra vicenda  giudiziaria,  è  stata avanzata dalla
              Procura  generale   di   Palermo  una  richiesta  di
              condanna a nove  anni  di reclusione nel processo di
              appello per concorso in associazione mafiosa);

              -  sui  rapporti   tra   politica,   mafia  e  mondo
              economico-finanziario   sono   già   in   corso   di
              dibattimento  diversi   processi,  primo  tra  tutti
              quello contro l'on. Marcello Dell'Utri;

              -  negli   ultimi  mesi,  soltanto  nella  Provincia
              regionale di Palermo, tre consigli comunali, guidati
              da Giunte di  diverso  colore  politico,  sono stati
              sciolti per infiltrazioni mafiose;

              - la  vicenda  dell'ospedale 'Garibaldi' di Catania,
              la  cui   inchiesta,   nello  scorso  aprile,  portò
              all'arresto dell'Assessore  regionale in carica, on.
              Giuseppe Castiglione, è ancora in via di evoluzione;

              - la  suddetta  inchiesta  riporta all'attenzione il
              tema della trasparenza  negli  appalti e il rapporto
              di scambio tra  politica, imprese e mafia, da sempre
              collante del sistema di potere in Sicilia;

              -   ferma restando   l'azione   indipendente   della
              magistratura per  il ripristino della legalità, alla
              quale, nel  rispetto  della  reciproca autonomia, la
              politica deve  esprimere  sostegno  e solidarietà, i
              predetti elementi richiamano la politica stessa alle
              proprie responsabilità  e  al  primato della propria
              azione e della propria coerenza;

              -  l'on.  Castiglione,  in  questa  legislatura,  ha
              rappresentato un punto di inamovibilità e continuità
              nella  gestione politica dell'Assessorato Industria,
              avendo ricoperto lo  stesso incarico sia nei Governi
              del Polo, presieduti dall'on.  Provenzano e dall'on.
              Drago, che nell'attuale Governo di centrosinistra;

              - la  permanenza  nella  Giunta  regionale  dell'on.
              Castiglione, seppur senza deleghe, anche nella forma
              atipica dell'annunciata autosospensione, rappresenta
              quanto meno un'anomalia istituzionale;

              -  la  suddetta   soluzione   appare  più  come  una
              mediazione tra  le  varie  posizioni  presenti nella
              maggioranza, che non  come  una  scelta di chiarezza
              sulla questione morale;

              - la  politica  siciliana,  indipendentemente  dalle
              appartenenze e dagli schieramenti, deve inviare alla
              società un segnale  di rottura, di rinnovamento e di
              autoriforma della  propria  funzione  e  del proprio
              rapporto   con    la    gestione    della   macchina
              amministrativa e con il potere;

              -   le   dimissioni   dell'Assessore 'libererebbero'
              definitivamente  il   Governo   da   ogni   ombra  e
              consentirebbero,  allo  stesso  on.  Castiglione, di
              rapportarsi all'autorità giudiziaria, libero da ogni
              responsabilità  politica  e,  come  ogni  cittadino,
              tutelato dal  sistema delle garanzie costituzionali,
              sancite dal principio del  diritto  alla  difesa nel
              giusto processo;

              -  il  Gruppo di Rifondazione Comunista, non essendo
              composto  da  almeno  nove  deputati, necessari alla
              presentazione  di una mozione di sfiducia, così come
              stabilito  dall'art.157   del   regolamento  interno
              dell'A.R.S.,

                        IMPEGNA L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA

              on. Castiglione  Giuseppe a rassegnare le dimissioni
              dalla   carica   di   Assessore  regionale  preposto
              all'industria.

              (19 luglio 1999)
                               FORGIONE - LIOTTA - VELLA - MARTINO

       Onorevoli colleghi,  anche per la mozione n. 370 vale quanto
  precedentemente detto per la mozione n. 367.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE "MODIFICHE E
    RIAPERTURE DEI TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995 N. 19
    CONCERNENTI  GIACIMENTI  DI  MATERIALE  DI  CAVA NEL TERRITORIO
    DELLA REGIONE SICILIANA" (N. 475/A)

     PRESIDENTE. Si  passa  al  terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di  disegni di legge. Si procede con il seguito della
  discussione  del   disegno   di  legge  n.  475/A:  "Modifiche  e
  riapertura dei  termini  della legge regionale 1 marzo 1995 n. 19
  concernente giacimenti  di materiali di cava nel territorio della
  Regione siciliana.
       Invito i  componenti  la  III  Commissione  a prendere posto
  nell'apposito banco.
       Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'articolo

     LO CERTO , segretario:
                                <<Art. 1.

          1.  All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 1 marzo
       1995,  n.   19, le parole:  'le  autorizzazioni  relative  ad
       attività estrattive del marmo e delle  altre  pietre  per uso
       ornamentale'   sono   sostituite    dalle    seguenti:    'le
       autorizzazioni relative ad  attività estrattive dei materiali
       lapidei  di  cui  all'articolo 39  della  legge  regionale  9
       dicembre 1980, n. 127'>>.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico che all'articolo 1
  sono stati  presentati  i seguenti emendamenti: emendamento 1.7 a
  firma degli  onorevoli  Martino  e  Forgione;  emendamento  1.6 a
  firma   dell'onorevole   Mele;   emendamento   1.5  del  Governo;
  emendamento   1.4  a  firma  degli  onorevoli  Oddo,  Giannopolo,
  Pignataro, Croce  e  Fleres;  emendamento  1.1, 1.3 e 1.2 a firma
  degli onorevoli Oddo e Giannopolo.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     Mele.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, già ieri in sede
  di  discussione  generale  alcuni  parlamentari sono intervenuti,
  motivando e  chiedendo  al  Presidente  dell'Assemblea e poi agli
  altri colleghi  firmatari  del rientro di questo disegno di legge
  in Aula per una serie di motivazioni.
       Intanto a partire proprio dall'articolo 1 emergono una serie
  di fatti  e  di  problemi  che sicuramente finirebbero per creare
  ulteriori e  grossissimi danni e grossissima voce nel rispetto al
  disegno di  legge  19  del  1995  già presentati.
       In particolare  proprio  l'articolo  1  che con l'articolo 1
  della legge  19  del  1995  aveva  determinato  un  meccanismo di
  contenimento nei criteri di estrazione limitando l'estrazione dei
  materiali lapidei solamente ai materiali marmorei, con l'articolo
  1 sostanzialmente  amplia  tutte  le  possibilità di estrazione a
  tutti  i   materiali  lapidei  in  generale  (quando  dico  tutti
  materiali lapidei,  intendo  dire  dalla  pomice  al  marmo,  dai
  calcaneriti  alla  sabbia).
       Sostanzialmente  questo  primo  articolo  finisce  per  fare
  collassare  e  determinare  meccanismi che determinerebbero e che
  causerebbero sicuramente un danno ambientale irreparabile.
       Però,  al  di là dell'articolo 1, onorevole Presidente, ieri
  avevamo chiesto  proprio  in forza della legge 19 e del fatto che
  questo disegno  di  legge creava dei momenti di forte distorsione
  rispetto alla legge che questo stesso Parlamento ha approvato, se
  il  disegno   di   legge  poteva  essere  rinviato  di  nuovo  in
  Commissione e potevano essere messi dei paletti in questo senso.
       Tra l'altro voglio  precisare  che  proprio ieri l'onorevole
  Granata, primo firmatario  del disegno di legge, aveva concordato
  con la richiesta da  noi  avanzata  il rientro in Commissione del
  disegno di legge e  la  revisione  di  alcuni  punti.  Quindi, in
  questo senso io chiederei all'onorevole Presidenza dell'Assemblea
  di farsi interprete  di  questi sentimenti, rimandando il disegno
  di legge in terza Commissione e probabilmente poi anche in quarta
  Commissione   'Territorio  ed  Ambiente',  per  un  parere  della
  Commissione visto  che  questo  disegno  di legge peraltro incide
  anche sui  problemi  ambientali,  tanto da poterlo rivedere nella
  sua giusta dimensione.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorniamo su un
  argomento che  abbiamo trattato ieri e mi dispiace dover rilevare
  questa contrarietà  che  va  oltre i limiti anche della questione
  dell'onorevole Mele.  Io  spero  che  la  legge  venga  fuori dal
  Parlamento, come qualcuno vuole anche nei banchi rappresentare in
  questo momento.
       Io  credo  veramente  che  questa  è  una  legge  che  rende
  praticabile  una  procedura  che  come  diceva  ieri  l'onorevole
  Giannopolo, e lo diceva molto bene e non per fare un complimento,
  un apprezzamento, ha creato una serie di contraddizioni.
       Quindi,  l'articolo 1  si  colloca  proprio  nell'ambito  di
  questa idea di creare  una  condizione  di  semplificazione  e di
  restituire agli operatori la possibilità anche di un'applicazione
  più serena rispetto a quella che la legge 19 ha rappresentato con
  tutta la buona  volontà espressa dall'onorevole Mele, allorquando
  è stato lui uno dei partecipi all'elaborazione di quella legge.
       Ritorno,    perciò,    a   rappresentare   l'importanza   di
  quest'articolo 1,  oltretutto  mi pare che da più parti politiche
  si fa voce  di approvare questa legge, anche se con qualche lieve
  modifica, ma  nell'ambito  del contenuto e quindi, la possibilità
  di applicazione dell'articolo 39 della legge 127 dell'80.
       Mi pare  che  questa  sia  una  delle buone occasioni per il
  Parlamento   per   realizzare   un  momento  d'insieme  che  vede
  soprattutto  una  migliore condizione di rappresentare una grande
  esigenza avvertita  non  solo dagli operatori, ma avvertita anche
  dalle  associazioni  che  hanno  fatto  rilevare  questa  carenza
  nell'ambito dell'articolo 1 della legge 19 del '95.
       Quindi,   ritengo  opportuno  andare  avanti  valutando  gli
  emendamenti e  approvando,  se  è  possibile,  questa  legge  che
  sicuramente farà  bene  e  non  certamente  le questioni che sono
  state sollevate dall'onorevole Mele ed anche dall'onorevole Zanna
  ieri, che  parlano di smantellamento di una legge, della legge 19
  del '95 che non è così; oltretutto c'è, ripeto, nell'ambito anche
  di questa  proposta  una  linearità  di  comportamento  di cui il
  legislatore deve tenere conto e quindi, mi pare che il Parlamento
  non debba perdere  altro tempo se non quello di andare avanti nei
  lavori per approvare la legge.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'esame degli emendamenti presentati.

     MELE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE. Signor  Presidente,  io volevo solamente sottoporre alla
  sua attenzione un  problema:  credo  che all'articolo 3 ci sia un
  problema di  copertura  finanziaria, relativo alle minori entrate
  ed alla  differenziazione  delle  entrate  che  verrebbero  a non
  entrare nelle casse  della  Regione  e  quindi  a una mancanza di
  copertura finanziaria rispetto al disegno di legge in esame.
       Io non  credo  che sia andata in Commissione Finanze, quindi
  credo -  qua  l'onorevole  Piro  e  il  Presidente  della Regione
  possono aiutarci entrambi - che il disegno di legge sarebbe anche
  dovuto essere  esaminato  dalla  seconda  Commissione 'Bilancio',
  dove credo non sia andato.

     PRESIDENTE. Onorevole  Mele, debbo dire che se viene sollevata
  una questione  riguardante  l'articolo  3  è  sull'articolo 3 che
  dovremo decidere.  Per  quanto riguarda l'articolo 1 e l'articolo
  2, non risulta alla Presidenza che ci siano problemi di copertura
  finanziaria, quindi   il suo rilievo sarà preso in considerazione
  nel momento in cui si giunge all'articolo 3.
       Non  essendoci   nessun   altro   deputato   che  chiede  di
  intervenire  sugli emendamenti  all'articolo  1,  si  passa  alla
  votazione degli emendamenti.
       Emendamento  1.7   degli   onorevoli   Martino   e  Forgione
  "L'articolo è soppresso".
       Non  essendo  presenti  in  Aula  i  firmatari, lo  dichiaro
  decaduto.
       Si passa all'emendamento 1.6 dell'onorevole Mele "L'articolo
  è soppresso".
       Lo pongo in  votazione.  Chi  è  favorevole  si alzi;  chi è
  contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

        PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.5 del Governo.
       Onorevole Presidente  della  Regione, esiste  una  sorta  di
  similitudine fra  l'emendamento  1.5  e l'emendamento 1.4.
       Comunico che è  stato presentato adesso dalla Commissione il
  seguente sub-emendamento  all'emendamento  1.5:  <Dopo  le parole
  'materiali lapidei' aggiungere  'e  di  tutti gli altri materiali
  assimilati'>.  Comunico  che  qualora dovesse risultare approvato
  l'emendamento della  Commissione  e successivamente l'emendamento
  del  Governo,  sarebbe  precluso  l'emendamento  1.4,  o  meglio,
  sarebbe assorbito l'emendamento 1.4. L'Aula ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento della Commissione.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente  della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento 1.5 presentato
  dal Governo.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     FLERES, presidente della  Commissione  e  relatore. Mi rimetto
  all'Aula.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                          (E' approvato)

     PRESIDENTE. Dichiaro precluso l'emendamento 1.4.
       Si  passa  all'emendamento  1.1,  a  firma  degli  onorevoli
  Giannopolo e Oddo.
       Lo pongo in votazione.

       Il parere del Governo?

     CAPODICASA,   presidente  della Regione.   Chiedo   che  venga
  illustrato.

     PRESIDENTE.    Onorevole   Giannopolo,   il   Governo   chiede
  l'illustrazione  dell'emendamento.  Onorevole  Giannopolo,  è  un
  fatto straordinario, ma  se  viene  chiesto  lei deve specificare
  meglio il contenuto dell'emendamento.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Presidente, si  tratta  di  questo:  l'articolo  7
  della legge numero 24 del  1991  precisava  che  non  si potevano
  aprire  nuove  cave,  nuove  attività  estrattive  nei  territori
  sottoposti a vincolo.
       Si  può  verificare  una  situazione  di  questo  tipo:  una
  attività estrattiva già autorizzata, che è precedente all'entrata
  in vigore della legge 95,  in  quale  regime  si viene a trovare?
  Questo  la legge non lo  specifica.  Noi  parliamo  di  piani  di
  coltivazione  che  erano   stati   autorizzati  prima  e  che  si
  dispiegano successivamente  alla  entrata  in  vigore  dell'altra
  normativa.
       Per cui in questo caso dovremmo fare una precisazione ed una
  puntualizzazione della normativa stabilendo che, qualora il piano
  di coltivazione viene  rinnovato  o  viene chiesto un ampliamento
  fissando però un paletto nell'ampliamento che è quello del limite
  massimo del 30 per cento  rispetto al precedente, si va in deroga
  all'articolo 7 della legge numero 24.
       Non so  se  sono riuscito a spiegare l'emendamento, parliamo
  di una attività  già  presente, di una attività che era già sorta
  antecedentemente alla legge del '91 e alla legge 95.

     PRESIDENTE.  Onorevole Presidente, l'intervento dell'onorevole
  Giannopolo  è   stato   chiarissimo.   Il   parere   del  Governo
  sull'emendamento 1.1?.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     FLERES, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.1.  Chi  è
  favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  1.3,  a  firma  degli  onorevoli
  Giannopolo e Oddo.  Il parere del Governo?

     CAPODICASA, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     FLERES, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente, onorevole  colleghi,  ieri  c'è
  stata una discussione  su  questo disegno di legge complicata con
  il ritiro della  firma  da  parte  di un presentatore stesso, del
  primo firmatario del  disegno di legge e una disponibilità, anche
  del Governo, sulla  base  di diverse richieste di gruppi politici
  diversi e di parlamentari diversi a rimandare il disegno di legge
  in Commissione.
       Io formalmente,  Presidente,  per il tipo di discussione che
  c'è stata ieri  chiedo  che  il  disegno di legge venga rimandato
  in Commissione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,  intanto  dobbiamo  porre in
  votazione l'emendamento  1.3. La sua proposta immediatamente dopo
  sarà posta in votazione.

       Pongo in votazione  l'emendamento  1.3.  Chi è favorevole si
  alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.   C'è  la  richiesta  dell'onorevole  Forgione  di
  rinviare  il disegno di  legge  in  Commissione;  il  parere  del
  Governo?

     CAPODICASA,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  come ho detto ieri, ci rimettiamo alla volontà dell'Aula.

     PRESIDENTE.  Pongo  in   votazione  per  alzata  e  seduta  la
  richiesta dell'onorevole Forgione.  Chi è d'accordo a rinviare il
  disegno di legge in Commissione  si  alzi;  chi  non  è d'accordo
  resti seduto.

                          (Non è approvata)

     PRESIDENTE.  Si passa,  quindi, alla votazione dell'articolo 1
  così come è stato emendato.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Specifico il  significato  della votazione:  qualsiasi tasto
  può essere pressato dai deputati.
       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

       Presenti    40
       Votanti     35
       Richiedenti  5
       Congedi      1

       L'Assemblea non è in  numero  legale,  pertanto  la seduta è
  sospesa e riprenderà alle ore 20,50.

       (La seduta, sospesa alle ore 19.45, è ripresa alle ore 20.52)


   Presidenza del presidente Cristaldi


     PRESIDENTE.  Pongo   in   votazione  l'articolo  1  nel  testo
  risultante. Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  Presidente   della   Regione.  Signor Presidente,
  la discussione  sull'articolo  1  ha  evidenziato  un'esigenza di
  approfondimento tecnico  che  non  significa  ovviamente  che  il
  disegno di  legge  non  sia stato discusso nella III Commissione,
  così come  il  Regolamento  prevede,  significa  che  da parte di
  alcuni colleghi,  di alcuni gruppi è stata evidenziata durante la
  sospensione dell'Aula  l'esigenza di tornare in Commissione nella
  mattinata di domani che a quanto pare sarà destinata ai lavori di
  commissione, perché  su  due,  tre  passaggi del disegno di legge
  potrebbe intervenire un accordo, ovviamente nella sede competente
  che  è   quella   della  commissione,  e  favorire  così  poi  lo
  snellimento dei  lavori d'Aula che diversamente, essendo una sede
  impropria  per   fare  gli  approfondimenti  che  si  richiedono,
  potrebbe invece ulteriormente impiegare molto più tempo di quanto
  invece  non  se  ne  possa  impiegare  dopo  il  passaggio  della
  Commissione.
       Pertanto, signor Presidente,  se  non  sorgono obiezioni, mi
  sembra che i colleghi sono  tutti  d'accordo, il disegno di legge
  può  tornare  domani pomeriggio  in  Aula  per  essere  approvato
  rapidamente.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  non  sorgendo  osservazioni,
  viene accolta la richiesta del  Governo di rinviare il disegno di
  legge in commissione.
       Avverto  l'Aula  che  è  intendimento  della  Presidenza  di
  convocare  l'Aula  per   domani   pomeriggio   consentendo   alle
  commissioni di potersi riunire nella mattinata di domani.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE "DISCIPLINA
    DELLA  PROSPEZIONE,  DELLA  RICERCA,  DELLA  COLTIVAZIONE,  DEL
    TRASPORTO E DELLO STOCCAGGIO DI IDROCARBURI LIQUIDI E GASSOSI E
    DELLE  RISORSE  GEOTERMICHE NELLA REGIONE SICILIANA. ATTUAZIONE
    DELLA DIRETTIVA N. 94/22.CE" (NN. 442 - 54 - 473/A)

     PRESIDENTE.  Si passa al seguito della discussione del disegno
  di legge  posto  al  n. 2 del terzo punto dell'ordine del giorno:
  "Disciplina della prospezione, della ricerca, della coltivazione,
  del trasporto e dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi
  e  delle risorse geotermiche nella Regione siciliana.  Attuazione
  della   direttiva   n.   94/22"  (nn.  442  -  54  -  473/A).  La
  Commissione è la stessa.
       Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'articolo
  1.

     LO CERTO , segretario:

                               <<Art. 1.
                             Oggetto e finalità

          1.  La   presente  legge  disciplina  la  prospezione,  la
       ricerca, la  coltivazione,  il  trasporto  e lo stoccaggio di
       idrocarburi liquidi  e  gassosi  nel territorio della Regione
       siciliana   in   conformità  alle  direttive  della  Comunità
       Europea, nella salvaguardia degli interessi nazionali.

          2.  Sono  altresì  disciplinati  dalla  presente  legge la
       ricerca e la  coltivazione di giacimenti di gas diversi dagli
       idrocarburi nonché delle risorse geotermiche>> .

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'articolo  2. Invito il deputato segretario a
  darne lettura.

     LO CERTO , segretario:

                                <<Art. 2.
                                Definizioni

          1. Ai sensi della presente legge si intende per:

          a)   Assessore:   l'Assessore  per  l'industria,  autorità
       competente   al   conferimento   dei   titoli   minerari  per
       prospezione, ricerca, coltivazione, trasporto e stoccaggio di
       idrocarburi, che si avvale, per l'istruttoria ed il controllo
       sull'esercizio   dell'attività   del  Corpo  regionale  delle
       miniere,  Ufficio   regionale   per   gli  idrocarburi  e  la
       geotermia;

          b) URIG:  Ufficio  regionale  per  gli  idrocarburi  e  la
       geotermia;

          c) Consiglio:  Consiglio  regionale  delle  miniere di cui
       alla legge regionale 6 dicembre 1948, n. 48;

          d) GURS:  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana;

          e) BUIG:  Bollettino  ufficiale  degli idrocarburi e della
       geotermia di cui all'articolo 43 della legge 11 gennaio 1957,
       n. 6;

          f) GUCE:  Gazzetta ufficiale della Comunità Europea>>.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

     CROCE. Chiedo la verifica del numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

       (Si procede alla votazione mediante il sistema elettronico)

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a causa di problemi tecnici al
  sistema  di  votazione elettronica, si procede alla votazione per
  la verifica del numero legale per appello nominale.
       Invito il deputato segretario a fare l'appello.

     LO CERTO , segretario, fa l'appello.

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  procedere al
  secondo appello.

     LO CERTO , segretario, procede al secondo appello.

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  procedere al
  computo dei presenti.

     LO CERTO , segretario, procede al computo dei presenti.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   proclamo  l'esito  della
  votazione:

     Presenti  40

       L'Assemblea non è in numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi,  l'Assemblea  terrà  seduta  giovedì  22
  luglio 1999, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

   N. 367 - Sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria.

               STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI - LA GRUA - NICOLOSI -
               AULICINO - SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA - ALFANO
               STRANO - RICOTTA - GRANATA - BRIGUGLIO - CAPUTO -
               CATANOSO - COSTA
          Presentata il 13/07/99

   N. 370  -  Iniziative al  fine  di  giungere  alle  dimissioni
      dell'Assessore regionale per l'industria.

                                  FORGIONE - LIOTTA - VELLA -
                                  MARTINO -
         Presentata il 19/07/99

   N. 371 - Opportuni interventi per garantire il mantenimento dell'or-
          dine pubblico ed  attuare  una adeguata politica d'intervento
          nei confronti della criminalità mafiosa a Monreale (PA).

                                  MELE - GUARNERA - FORGIONE -
                                  LO CERTO - ORTISI
          Presentata il 21.07.99

  III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Modifica e riapertura  dei  termini  della legge regionale
      della legge regionale 1  marzo  1995,  n.  19,  concernente
      giacimenti  di  materiali  di  cava  nel  territorio  della
      Regione siciliana" (n. 475/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   2) "Disciplina  della   prospezione,   della   ricerca,  della
      coltivazione,  del  trasporto   e   dello   stoccaggio   di
      idrocarburi liquidi e  gassosi  e delle risorse geotermiche
      nella  Regione siciliana.  Attuazione  della  direttiva  n.
      94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   3) "Modifiche alla legge regionale  8  luglio  1977,  n.  47 e
      successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
      27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)

      Relatore: Onorevole Di Martino

   4) "Contributi di esercizio  alle aziende pubbliche e private,
      agli enti locali ed  ai loro consorzi esercenti autoservizi
      pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A)

      Relatore: Onorevole Adragna

   5) "Riforma   della    disciplina    del    commercio"    (nn.
      909-920-830-706/A)

      Relatore: Onorevole Fleres

       La seduta é tolta alle ore 21,10.

          (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.40)