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Resoconto d'Aula della Seduta n. 254 di giovedì 22 luglio 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


              PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 17.30.

     PRESIDENTE. La seduta  è  aperta.  Su richiesta del Presidente
  del Gruppo parlamentare dei  DS la seduta è sospesa fino alle ore
  18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.35, è ripresa alle ore 18.05)

    La seduta è ripresa.

     LO    CERTO ,   segretario,  dà  lettura  del processo verbale
  della   seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                               MISSIONE

     PRESIDENTE.   Comunico   che   per   ragioni  del  suo  uffico
  l'onorevole D'Andrea è in missione il 21 e 22 luglio 1999.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Papania  ha  chiesto
  congedo per la presente seduta.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

           COMUNICAZIONE DI DELIBERA DEL CONSIGLIO DI STATO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Consiglio  di  Stato  in  sede
  giurisdizionale, Sezione  IV,  con ordinanza resa nella Camera di
  Consiglio del  13 luglio 1999, pervenuta alla Segreteria generale
  dell'ARS  il   20   luglio   successivo,  ha  respinto  l'appello
  presentato da  Maesano  Ascenzio Maria Catena avverso l'ordinanza
  del TAR del  Lazio,  Sez.  I, del 5 maggio 1999 (comunicata nella
  seduta d'Aula n.  250  del  6  luglio 1999), che aveva accolto la
  domanda  di  sospensione, proposta dall'on.  Giovanni Barbagallo,
  del decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri del 25
  febbraio 1999.
       L'Assemblea ne prende atto.

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  Designazione componente  nel  consiglio  di  amministrazione
    dello IACP di Palermo (n. 260)
    - pervenuta in data 5 luglio 1999
    - trasmessa in data 16 luglio 1999

    -  Ente  parco dei Nebrodi -  Nomina  del  Presidente  -  Legge
    regionale 6 giugno 1981, n. 98, art. 9 bis (n. 261)
    - pervenuta in data 15 luglio 1999
    - trasmessa in data 21 luglio 1999

                 COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
               ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 21.07.1999:BARBAGALLO Giovanni-GALLETTI-SILVESTRO
                             TURANO
     SOSTITUZIONI
     Riunione del 21.07.1999:CATANOSO sostituito da GRANATA
                             SPEZIALE sostituito da ZANNA

                              BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 20.07.1999: RICEVUTO
        "      "  21.07.1999: GIANNOPOLO-LEANZA-PIGNATARO

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     ASSENZE
     Riunione del 20.07.1999 (ant.): COSTA-SCALIA
        "      "  20.07.1999 (pom):  LEONTINI-COSTA-SCALIA-TURANO
        "      "  20.07.1999 (ser.): LEONTINI-BARBAGALLO Giovanni-
                                     COSTA-MANZULLO-SCALIA-TURANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 20.07.1999 (ant.): TRIMARCHI sostituito da VILLARI

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 21.07.1999: VICARI-CAPUTO-CINTOLA-PELLEGRINO
                              STRANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 21.07.1999: ADRAGNA sostituito da BARBAGALLO G.
                              GIANNOPOLO sostituito da VILLARI

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     ASSENZE
     Riunione del 20.07.1999: ADRAGNA-BURGARETTA-BRIGUGLIO-CALANNA
                              CANINO-CATANIA-D'AQUINO-GUARNERA
                              MARTINO-SPERANZA
        "      "  21.07.1999: ADRAGNA-BRIGUGLIO-CALANNA
                              CANINO-CATANIA-D'AQUINO-GUARNERA
                              MARTINO-SPERANZA

                           ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

       N. 3210 - Delucidazioni in ordine ai criteri di nomina dei
     componenti        dei  comitati  di  gestione  degli  ambiti
     territoriali di caccia.
       - Presidente Regione
       - Assessore Agricoltura
       ***
     La Corte Gioacchino; Guarnera Vincenzo
                           ----------------
       N. 3211 - Opportune  iniziative  finalizzate  a  garantire
     l'applicazione  delle  leggi  in  materia  di  esercizio  di
     attività artigianali nei comuni della Regione.
       - Presidente Regione
       - Assessore Enti Locali
       - Assessore Territorio
       - Assessore Cooperazione
       ***
     Trimarchi Giovanni
                           ----------------
    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

       N. 3207 - Iniziative  volte  ad  assicurare  una  corretta
     distribuzione delle risorse umane  all'interno  del  settore
     salute mentale della A.U.S.L. n. 7 di Ragusa.
       - Assessore Sanità
       ***
     Ortisi Egidio; Lo Certo Sebastiano; Pezzino  Vincenzo;  Mele
     Manlio
                           ----------------
       N. 3208 - Attuazione della legge n. 433 del 1991 in merito
     alla riparazione  dei  danni  provocati  dal  sisma  del  13
     dicembre   1990  nelle  provincie  di  Catania,  Siracusa  e
     Ragusa.
       - Presidente Regione
       - Assessore Presidenza
       ***
     Strano Antonino; Stancanelli Raffaele
                           ----------------
       N. 3209 - Notizie in ordine alla  proposta,  avanzata  dal
     Provveditore agli studi di Ragusa, di  accorpare  l'Istituto
     tecnico commerciale 'F. Besta' al Liceo classico del  Comune
     di Comiso.
       - Assessore Beni Culturali
       ***
     La Grua Saverio
                           ----------------
       N. 3212 - Notizie in ordine alla mancata attivazione della
     'residenza sanitaria assistita' e del 'centro gravi'  presso
     l'AUSL n. 7 di Ragusa.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       ***
     Ricotta Michele
                           ----------------
       N. 3213 - Opportuni provvedimenti per  il  rispetto  della
     normativa vigente in materia  di  dotazione  organica  delle
     professionalità      dirigenziali  dell'Azienda  ospedaliera
     'Gravina' di Caltagirone (CT).
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       ***
     Ricotta Michele; La Grua Saverio
                           ----------------

                    ANNUNZIO DI MOZIONE

       N. 372 - Provvedimenti urgenti per definire
     l'applicabilità o meno nella Regione siciliana  della  legge
     'Merloni ter'.
       Beninati    Antonino;  Scoma  Francesco;  Croce  Antonino;
     Bufardeci Giambattista; Barone Nicolò; Alfano Angelo
     Presentata il 21/07/99
                           ----------------

    RITIRO DI FIRMA DA ATTO POLITICO

     PRESIDENTE. Comunico  che,  con nota del 21 luglio 1999, l'on.
  Saverio La Grua  ha dichiarato di ritirare la propria firma dalla
  mozione  n.   367  "Sfiducia  nei  confronti  dell'Assessore  per
  l'industria".
       L'Assemblea ne prende atto.

    Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Si passa  al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

    N. 367 "Sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - il Presidente della Regione,  On.  Capodicasa, nel
              mese  di  aprile  del  1999,  ha  assunto ad interim
              l'Assessorato   Industria,   a    seguito    di   un
              provvedimento di custodia  cautelare  nei  confronti
              dell'Assessore in carica;

              - ancora oggi permane tale incarico ad interim;

              -  indipendentemente  dalle  valutazioni  di  ordine
              giudiziario,   che   non    possono   investire   lo
              svolgimento dell'attività politica,  è opportuno che
              ai  vertici  dell'Esecutivo  regionale   vi  sia  la
              massima   trasparenza,   anche   alla   luce   della
              delicatissima  fase politica   che   attraversa   la
              Regione  siciliana,  che  deve dare  di  sé  limpido
              esempio di correttezza amministrativa  e  di  difesa
              della legalità;

              -  non è possibile  procrastinare  ulteriormente  la
              separazione   della  carica   di   Assessore   dalla
              responsabilità di un ramo dell'Amministrazione;

      CONSIDERATO  che  in  base  all'art.  9  dello  Statuto  gli
              Assessori  sono preposti  espressamente  ai  singoli
              rami  dell'Amministrazione;

      RAVVISATA, pertanto, l'anomalia costituzionale, politica ed
              amministrativa di quanto denunciato;

      VISTA la necessità di ripristinare  la  legalità statutaria,
              nonché di riaffermare la  centralità della questione
              morale  che l'On.  Capodicasa,  nelle  dichiarazioni
              programmatiche, ha posto come  elemento fondante del
              suo Esecutivo e che deve restare  alla  base di ogni
              agire politico del Governo della Regione siciliana;

      CONSIDERATO altresì che l'ulteriore  permanenza  al  Governo
              dell'On.  Castiglione  verrebbe  a  ledere  i  detti
              principi,

                         ESPRIME SFIDUCIA NEI CONFRONTI
                         DELL'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA

              (13 luglio 1999)
                                 STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI -
                                 LA GRUA - NICOLOSI - AULICINO -
                                 SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA -
                                 ALFANO - STRANO - RICOTTA - GRANATA -
                                 BRIGUGLIO - CAPUTO - CATANOSO GENOESE -
                                 COSTA

   N. 370  -  Iniziative al  fine  di  giungere  alle  dimissioni
      dell'Assessore regionale per l'industria.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              PREMESSO che:

              -  la   centralità   della  questione  morale  viene
              drammaticamente  riproposta  in  Sicilia  dai  tanti
              segnali  e  dalle  vicende  che  riguardano  diversi
              ambiti  degli   enti   locali   e   della   Pubblica
              Amministrazione;

              -  esponenti   della   politica   siciliana  tornano
              ricorrentemente sulla  ribalta nazionale per vicende
              che li vedono  coinvolti  in  episodi di corruzione,
              scambi  di   interessi   o,   addirittura,  rapporti
              organici  con  l'organizzazione  mafiosa  denominata
              'Cosa nostra';

              - l'omicidio  del  dottor  Filippo Basile, dirigente
              dell'Assessorato Agricoltura  e  foreste, riapre nel
              modo  più   tragico  il  capitolo  della  burocrazia
              regionale, vero  tessuto  connettivo  del sistema di
              potere ed elemento  di  continuità  con  le  vecchie
              classi dirigenti;

              -  la burocrazia  regionale  è  attraversata  da  un
              conflitto  tra   continuità   e   rottura   con   le
              'tradizionali' pratiche  di  gestione della macchina
              amministrativa;

              - è necessario,  in  questo  quadro, dare certezza e
              fiducia   istituzionale   e   politica   a   quanti,
              lavoratrici e  lavoratori,  funzionari  e dirigenti,
              all'interno     della    Pubblica    Amministrazione
              regionale, operano  quotidianamente  per rompere con
              ogni pratica e  gestione  clientelare  del potere ed
              affermare e difendere, con il proprio comportamento,
              i principi di trasparenza e di legalità;

              CONSIDERATO che :

              - anche nelle  ultime settimane, la questione morale
              si  è  riproposta   nel   forte  intreccio  con  gli
              interessi mafiosi,  come  dimostra l'inchiesta sulle
              ecomafie relativa  alla  gestione della discarica di
              Pollina, (tale  inchiesta  coinvolge  il  Presidente
              della  Provincia  regionale  di  Palermo,  Francesco
              Musotto, per il  quale,  solo  pochi  giorni fa, per
              altra vicenda  giudiziaria,  è  stata avanzata dalla
              Procura  generale   di   Palermo  una  richiesta  di
              condanna a nove  anni  di reclusione nel processo di
              appello per concorso in associazione mafiosa);

              -  sui  rapporti   tra   politica,   mafia  e  mondo
              economico-finanziario   sono   già   in   corso   di
              dibattimento  diversi   processi,  primo  tra  tutti
              quello contro l'on. Marcello Dell'Utri;

              -  negli   ultimi  mesi,  soltanto  nella  Provincia
              regionale di Palermo, tre consigli comunali, guidati
              da Giunte di  diverso  colore  politico,  sono stati
              sciolti per infiltrazioni mafiose;

              - la  vicenda  dell'ospedale 'Garibaldi' di Catania,
              la  cui   inchiesta,   nello  scorso  aprile,  portò
              all'arresto dell'Assessore  regionale in carica, on.
              Giuseppe Castiglione, è ancora in via di evoluzione;

              - la  suddetta  inchiesta  riporta all'attenzione il
              tema della trasparenza  negli  appalti e il rapporto
              di scambio tra  politica, imprese e mafia, da sempre
              collante del sistema di potere in Sicilia;

              -   ferma restando   l'azione   indipendente   della
              magistratura per  il ripristino della legalità, alla
              quale, nel  rispetto  della  reciproca autonomia, la
              politica deve  esprimere  sostegno  e solidarietà, i
              predetti elementi richiamano la politica stessa alle
              proprie responsabilità  e  al  primato della propria
              azione e della propria coerenza;

              -  l'on.  Castiglione,  in  questa  legislatura,  ha
              rappresentato un punto di inamovibilità e continuità
              nella  gestione politica dell'Assessorato Industria,
              avendo ricoperto lo  stesso incarico sia nei Governi
              del Polo, presieduti dall'on.  Provenzano e dall'on.
              Drago, che nell'attuale Governo di centrosinistra;

              - la  permanenza  nella  Giunta  regionale  dell'on.
              Castiglione, seppur senza deleghe, anche nella forma
              atipica dell'annunciata autosospensione, rappresenta
              quanto meno un'anomalia istituzionale;

              -  la  suddetta   soluzione   appare  più  come  una
              mediazione tra  le  varie  posizioni  presenti nella
              maggioranza, che non  come  una  scelta di chiarezza
              sulla questione morale;

              - la  politica  siciliana,  indipendentemente  dalle
              appartenenze e dagli schieramenti, deve inviare alla
              società un segnale  di rottura, di rinnovamento e di
              autoriforma della  propria  funzione  e  del proprio
              rapporto   con    la    gestione    della   macchina
              amministrativa e con il potere;

              -   le   dimissioni   dell'Assessore 'libererebbero'
              definitivamente  il   Governo   da   ogni   ombra  e
              consentirebbero,  allo  stesso  on.  Castiglione, di
              rapportarsi all'autorità giudiziaria, libero da ogni
              responsabilità  politica  e,  come  ogni  cittadino,
              tutelato dal  sistema delle garanzie costituzionali,
              sancite dal principio del  diritto  alla  difesa nel
              giusto processo;

              -  il  Gruppo di Rifondazione Comunista, non essendo
              composto  da  almeno  nove  deputati, necessari alla
              presentazione  di una mozione di sfiducia, così come
              stabilito  dall'art.157   del   regolamento  interno
              dell'A.R.S.,

                        IMPEGNA L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA

              on. Castiglione  Giuseppe a rassegnare le dimissioni
              dalla   carica   di   Assessore  regionale  preposto
              all'industria.

              (19 luglio 1999)
                               FORGIONE - LIOTTA - VELLA - MARTINO

      N. 371 - Opportuni  interventi per garantire il mantenimento
              dell'ordine pubblico ed attuare un'adeguata politica
              d'intervento nei confronti della criminalità mafiosa
              a Monreale (PA).

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - nel  mese  di  agosto  1998, l'Amministrazione del
              comune di  Monreale  si attivava al fine di ottenere
              il rilascio  di  un  immobile  occupato, senza alcun
              titolo  giuridicamente  valido, dalla Comest S.p.A.,
              concessionaria  del  servizio  di metanizzazione del
              Comune di  Monreale, ubicato in un immobile al piano
              terra dei  locali  destinati  a  caserma  dei vigili
              urbani   (titolari   della  detta  società  erano  i
              fratelli  Cavallotti di Belmonte Mezzagno, arrestati
              il novembre scorso, per associazione mafiosa);

              - i  locali venivano lasciati dagli occupanti in uno
              stato di  devastazione  ed  in  particolare,  in una
              stanza veniva  lasciato  per terra un mazzo di fiori
              dall'intuibile macabro significato;

              - nel  mese  di  ottobre  il consigliere comunale di
              maggioranza, geom. Gaetano Terruso, al suo rientro a
              casa, veniva brutalmente aggredito da ignoti a colpi
              di   bastone,   subendo   gravi  lesioni  agli  arti
              inferiori;

              - pochi  giorni  dopo  tale  aggressione,  ignoti si
              introducevano di  notte,  per  ben  due volte, negli
              uffici  comunali dei lavori pubblici, compiendo atti
              vandalici  ed  in particolare lasciavano, durante la
              seconda incursione,  un bastone sul tavolo di lavoro
              dell'Assessore Mimmo Lo Coco;

              -   nel   mese   di   novembre  ignoti  incendiavano
              l'autovettura  'FIAT   500' del  vicesindaco,  Prof.
              Claudio Burgio, Assessore all'urbanistica;

              - il medesimo episodio si ripeteva nei confronti del
              vicesindaco durante  la  notte  di  Natale del 1998:
              questa volta veniva presa  di  mira la 'FIAT 127' di
              proprietà dello stesso;

              -  nel   mese   di   dicembre   del   1998,   ignoti
              distruggevano  con materiale esplodente una villa di
              proprietà  del  sig.  Giovanni  La Corte, dipendente
              comunale,  componente  dell'ufficio di gabinetto del
              Sindaco e stretto collaboratore di quest'ultimo;

              - sempre  a dicembre, di notte, ignoti distruggevano
              circa  200  composizioni  floreali che arredavano le
              due  piazze  principali  di  Monreale,  danneggiando
              anche la segnaletica stradale;

              - in  prossimità  del  Capodanno,  alcuni  ignoti si
              introducevano   di   notte  nel  palazzo  di  città,
              lasciandolo con le luci accese ed il portone aperto;

              - nel mese  di  febbraio del 1999 era la volta della
              villa del  padre  del  sindaco  che  di notte veniva
              danneggiata   da   ignoti   i   quali,   dopo  avere
              accatastato  numerosi  mobili  in  un  locale  della
              stessa,  lasciavano  posati  sugli stessi una tanica
              piena di  liquido  infiammabile  ed  una  scatola di
              fiammiferi;

              -  durante  la  preparazione  dei festeggiamenti del
              Santissimo  Crocifisso,  che  si  svolgono nei primi
              giorni   del  mese  di  maggio,  accadevano  diversi
              episodi:

              1) il  23  aprile  1999,  ignoti, armati  di bastoni
              aggredivano     il     presidente    del    comitato
              organizzatore,   sig.  Nicola  Demma,  nominato  dal
              Sindaco, provocandogli gravi lesioni;

              2)  una  gara  pubblica indetta dall'Amministrazione
              per   l'allestimento   delle   luminarie  nelle  vie
              cittadine andava inspiegabilmente deserta;

              3) l'1 maggio 1999, di notte, ignoti incendiavano il
              locale in  cui  era  custodito un cavallo, che aveva
              partecipato alle gare ippiche svoltesi il pomeriggio
              precedente,   di  proprietà  di  un  componente  del
              comitato  per  i festeggiamenti, provocando la morte
              dell'animale;

              - durante la  notte  tra  il  6 ed il 7 giugno 1999,
              veniva incendiata  la  villa  di  proprietà del Sig.
              Carmelo  Pupella,  amico  personale  del  Sindaco  e
              sostenitore elettorale dello stesso;

              - in quella circostanza uno degli incendiari perdeva
              la  vita  e  veniva trovato carbonizzato all'interno
              della   villa;   altri   due   complici,  gravemente
              ustionati,  venivano  ricoverati  presso  il reparto
              grandi  ustioni  dell'ospedale  'Civico' di Palermo:
              dei  due,   quello  che  versava  in  condizioni  di
              maggiore  gravità,  decedeva  alcuni giorni dopo; il
              terzo,  appena  dimesso dall'ospedale, era arrestato
              per fatti di mafia;

              - durante la  notte  tra  il  10 e l'11 luglio 1999,
              ignoti prendevano di mira l'autovettura FIAT UNO del
              Prof.   Roberto  Oddo,  ex  Assessore  della  Giunta
              Pantuso, distruggendola con il fuoco;

      CONSIDERATO che:

              - gli  attentati e le intimidazioni registrati negli
              ultimi    tempi   confermano   la   persistenza   di
              organizzazioni mafiose che tendono in tutti i modi a
              riaffermare un loro controllo sul territorio;

              -    gli    attentati    tendono   a   colpire   sia
              l'Amministrazione     locale,    sia    la    libera
              imprenditoria locale;

              -   i   normali   interventi  operati  dagli  organi
              competenti non sono serviti ad arginare il fenomeno;

              -   in   questo   contesto,   il  13/5/1999,  alcuni
              consiglieri  comunali  esprimevano  la  sfiducia nei
              confronti  del  Sindaco, interrompendo un'esperienza
              amministrativa durata undici mesi,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - ad  attivarsi  nei  confronti  degli  organi dello
              Stato   affinché   si  intensifichi  lo  sforzo  per
              elaborare una politica d'intervento;

              -    a    verificare   che   la   nuova   situazione
              amministrativa    non    determini   l'indebolimento
              dell'iniziativa antimafia, che deve comunque restare
              un  impegno   comune   al   di  sopra  di  qualsiasi
              differenza politica;

              - ad  esercitare  le funzioni previste dallo Statuto
              regionale in materia di ordine pubblico affinché gli
              aspetti   politici,   nonché   le   ricadute   sulla
              popolazione,  possano trovare una sede autorevole di
              coordinamento e soluzione del problema.

              (21 luglio 1999)
                                     MELE - GUARNERA - FORGIONE -
                                     LO CERTO - ORTISI

     PRESIDENTE. In  riferimento  alle  mozioni  n.  367  e  n. 370
  informo che  la  loro data di discussione verrà determinata dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari la cui riunione
  è fissata per le ore 11.00 di domani 23 luglio.
       Avverto che la mozione n. 371 sarà demandata alla Conferenza
  dei Presidenti  dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini la
  data di discussione.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Si  passa  al secondo punto all'ordine del giorno:
  discussione di disegni di legge.

    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE "MODIFICHE E
    RIAPERTURE DEI TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995 N. 19
    CONCERNENTI  GIACIMENTI  DI  MATERIALE  DI  CAVA NEL TERRITORIO
    DELLA REGIONE SICILIANA" (N. 475/A)

     PRESIDENTE. Si procede con  il  seguito  della discussione del
  disegno di legge n.  475/A:  "Modifiche  e riapertura dei termini
  della legge regionale 1  marzo  1995 n. 19 concernente giacimenti
  di materiali di cava nel territorio della Regione siciliana".
       Invito i  componenti  la  III  Commissione  a prendere posto
  nell'apposito banco.

     FLERES. Presidente della  commissione  e  relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Presidente della  commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, desidero informare  l'Aula  per le determinazioni che
  vorrà assumere che, così  come  stabilito  ieri  sera,  la  Terza
  Commissione in via informale ha provveduto al riesame del disegno
  di legge che riguarda le cave, ed ha individuato alcune soluzioni
  che sembrano raccogliere il  consenso  dei  colleghi  che avevano
  manifestato alcune osservazioni nel  corso  della seduta di ieri.
  Dunque, se volessimo continuare  la  trattazione  del  disegno di
  legge sulle cave, noi  saremmo  nelle  condizioni di poterlo fare
  subito, prima degli altri.

     PRESIDENTE. Comunico che  è  stato  presentato dagli onorevoli
  Giannopolo e Oddo un emendamento aggiuntivo articolo 1 bis.
       (L'emendamento  si  trova  allegato  al  presente  resoconto
  stenografico).
       Dichiaro aperta la discussione sull'emendamento.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente noi stamattina abbiamo fatto una
  riunione  della  III  Commissione  per provare a sbloccare questo
  disegno  di legge che ieri aveva incontrato già delle difficoltà,
  mi  pare,  in  questa  Aula. E, con un lavoro svolto egregiamente
  anche  dal  Presidente  della  Commissione,  mi  pare  che si era
  trovato  un  equilibrio, racchiuso in alcuni emendamenti raccolti
  dal Presidente della Commissione e depositati alla Presidenza.
       Se  cominciamo  a  fare sub-emendamenti a quegli emendamenti
  per ripristinare la filosofia precedente alla discussione di ieri
  e  per mettere in discussione anche l'equilibrio trovato io credo
  che  ci  incamminiamo su una pessima strada per questo disegno di
  legge.
       Quindi  io chiedo all'onorevole Giannopolo, che era presente
  anch'egli  alla  discussione  di  stamattina  di  ritirare il sub
  emendamento.  Se non si ritira il sub emendamento io credo che si
  esprima una volontà diversa da quella trovata in Commissione.

     FLERES,  Presidente  della  Commissione  e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES,   Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi  se  l'Aula è d'accordo potremmo
  intanto  esaminare  gli  emendamenti  che  portano  la  firma del
  Presidente della Commissione, in rappresentanza della Commissione
  stessa,  e che sono quelli concordati, quelli su cui si raggiunge
  una convergenza.  Gli  altri, trattandosi di articoli aggiuntivi,
  che sono esterni alla  filosofia  del  testo originario, possiamo
  trattarli dopo e momentaneamente accantonarli. Quindi la proposta
  della  Presidenza  è   quella  di  esaminare  esclusivamente  gli
  emendamenti già depositati ieri e  il  testo del disegno di legge
  più gli emendamenti presentati  dalla  Commissione,  gli altri li
  accantoniamo.

     PRESIDENTE.  Allora  l'articolo  1  bis  viene accantonato. Si
  passa all'articolo 2.

                                  Art. 2.

       1.  Il  termine  di cui all'articolo 4, comma 1, della legge
  regionale  1  marzo  1995,  n.  19, è riaperto e prorogato per un
  periodo  di  90  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore della
  presente legge.

     ZANNA. Ma cosa ha letto signor Presidente?

     PRESIDENTE.  Ho  letto  l'articolo  2 del disegno di legge. La
  prego  vivamente  di  stare attento onorevole Zanna. L'articolo 1
  bis è accantonato. E' aperta la discussione sull'articolo 2.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA. Rinuncio a parlare.

     PRESIDENTE. Si chiude la discussione sull'articolo 2.  Ci sono
  due emendamenti: 2.2 a  firma  degli onorevoli Martino e Forgione
  "l'articolo 2 è soppresso".  e l'articolo 2.1 dell'onorevole Mele
  di cui "l'articolo 2 è soppresso".
       Possiamo fare una discussione unificata dei due emendamenti.
  E' aperta la discussione sugli emendamenti.
       Se  nessuno   chiede  di  parlare  pongo  in  votazione  gli
  emendamenti.
       La seduta è sospesa per 10 minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore 18.30)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE. Onorevole Di Martino siamo,  chiusa la discussione
  generale, all'articolo 2. Sono stati  presentati  due emendamenti
  soppressivi. si vota per il mantenimento o no dell'articolo 2.
       Su richiesta del Governo,  sospendo  ulteriormente la seduta
  per un quarto d'ora.

      (La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 18.47)

       La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE.  Si  passa   all'articolo   2;   sul  mantenimento
  dell'articolo 2 la discussione generale si è conclusa.
       Pongo in votazione il  mantenimento  dell'articolo  2. Chi é
  favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

       Si passa all'emendamento-articolo  aggiuntivo  2.3  a  firma
  dell'onorevole Fleres. Ne do  lettura:  "Le  disposizioni  di cui
  all'articolo 1 si applicano oltre  che  al  marmo  e  alle  altre
  pietre per uso ornamentale,  alle  calcareniti della provincia di
  Trapani e al basalto dell'Etna, così come individuato dal decreto
  dell'Assessore regionale per l'industria, il 16 giugno 1986".

     PRESIDENTE. Il Parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     MELE. Questo è ciò che è scritto all'articolo 1.

     PIRO,  Assessore  per il bilancio e le finanze. L'articolo 1 é
  più esteso.

     PRESIDENTE. E' un articolo aggiuntivo. Chiamiamolo 2 bis.
       Pongo  in  votazione  l'emendamento-articolo aggiuntivo 2.3.
  Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento-articolo  2.6  aggiuntivo  a  firma
  dell'onorevole Fleres.
       Il parere del Governo?

     CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.

     MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire, il
  DPR 12 aprile 1996, se non sbaglio, é la valutazione dell'impatto
  ambientale, lo chiedo al firmatario: "Qual é il meccanismo per il
  quale  la  valutazione  dell'impatto  ambientale, che viene fatta
  sulla  base di alcuni canoni, si applica solamente ai progetti di
  cave e torbiere e non agli altri tipi di cave...

     FLERES.  Presidente  della  commissione  e  relatore.  Il  DPR
  nazionale  stabilisce  le dimensioni a cui si applica il medesimo
  e,   sostanzialmente,   la   norma  si  allinea  alla  disciplina
  nazionale.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi é favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento-articolo  aggiuntivo  2.4  a  firma
  Fleres.

     PIRO.    Assessore  per il bilancio e le finanze.   Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO.      Assessore  per il bilancio e le finanze.     Signor
  presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'emendamento
  che é stato approvato  poco  fa,  l'emendamento 2.6, io credo che
  sia opportuno che venga chiarito  e, forse, credo che poi in sede
  di coordinamento o col 117,  se  é  giusta  la  questione  che io
  pongo, si potrebbe intervenire,  é  opportuno chiarire che il DPR
  12 aprile 1996 si applica soltanto ai progetti di cave e torbiere
  di cui allo stesso DPR e  relativi allegati, ma sempre in materia
  di cave, perchè così com'è scritto essendo un articolo aggiuntivo
  sembra che in Sicilia il DPR del  12  aprile 1996 si applica solo
  per le cave e le  torbiere.  Siccome  è  un  articolo aggiuntivo,
  onorevole Fleres, non vorrei che andassimo a bocciatura sicura...

     FLERES,  Presidente  della Commissione  e  relatore.  Si  deve
  inserire l'applicazione dell'articolo 1.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa all'emendamento-articolo  aggiuntivo  n.  2.4  sul
  quale è aperta la discussione generale.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, io volevo
  chiedere  se  su questo emendamento,  è  una  richiesta  soltanto
  formale, se vi è il parere della  Commissione bilancio, perchè io
  dico che sia indispensabile in quanto si  tratta di una riduzione
  di sanzioni ed ha bisogno  della  Commissione  bilancio, ritengo.
  Questa è una mia richiesta ben precisa.

     PIRO, Assessore per il bilancio e le  finanze.  Lo  aveva  già
  chiarito  il  Presidente  dell'Assemblea   ieri   veramente.   Su
  richiesta dell'onorevole Mele che sollevò, o  ieri o l'altro ieri
  adesso   non   ricordo   bene,   la   questione   il   Presidente
  dell'Assemblea ebbe a chiarire che così come peraltro risulta dal
  testo del disegno di legge la  Commissione  bilancio ha esaminato
  il disegno di legge in questione nel  corso  di  una seduta credo
  del mese di settembre e lo ha  esaminato  nel testo che prevedeva
  l'eliminazione delle sanzioni.
       Poichè il testo adesso riduce le sanzioni ma non le elimina,
  quindi rispetto alla opzione  valutata dalla Commissione bilancio
  qui c'è un mantenimento di entrate sicuramente in misura maggiore
  di quanto non fosse al moment in cui la Commissione bilancio l'ha
  presa in esame, quindi rispetto ad  una  eliminazione di entrata,
  così come si prevedeva nel testo arrivato  in  Aula  e  preso  in
  esame   dalla  Commissione  bilancio   anche   se   assolutamente
  priva...ma  questo  non  è  più  un  problema  dell'Assessore  al
  bilancio  è  un  problema  dell'Assemblea  onorevole  Stancanelli
  perchè la Commissione bilancio ha  espresso  parere favorevole, è
  evidente  che  l'Assemblea o  la  Presidenza  dell'Assemblea  può
  ritenere che quel parere dovesse essere  corredato  anche  da una
  quantificazione di quell'importo; tuttavia,  se  la Presidenza ha
  ritenuto di poter mettere in discussione il  disegno di legge, il
  Governo non obietta, rispetto alla  sua  ulteriore  obiezione  la
  situazione sta esattamente come le ho  detto:  nel testo arrivato
  in  Aula  c'era  la  eliminazione   delle   sanzioni   e   quindi
  un'eliminazione delle entrate pregresse, qui  c'è una riduzione ,
  quindi in questa ipotesi aumentano e  non  diminuiscono. Questo è
  quanto in questo momento io le posso specificare.

     PRESIDENTE. Mi pare che la risposta  è  stata  esauriente.  Si
  passa  all'articolo  aggiuntivo. Lo pongo  in  votazione,  chi  è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

       Si passa all'emendamento-articolo  aggiuntivo  2.5  a  firma
  dell'onorevole Fleres sul quale è aperta la discussione generale.
  Nessuno chiede di intervenire,  dichiaro  chiusa  la  discussione
  generale.  Il parere del Governo?

     FLERES, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione.  chi  è  d'accordo  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E'approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento-articolo aggiuntivo 2.7 a
  firma dell'onorevole Fleres.

     FLERES, presidente della  Commissione.  Questo emendamento, mi
  rivolgo soprattutto agli  onorevoli  Croce,  Alfano,  D'Aquino  e
  Bufardeci, mira a sostituire  gli emendamenti relativi presentati
  dagli  stessi  deputati che punterebbero  a  non  individuare  un
  direttore dei lavori esterno nelle cave di piccole dimensioni che
  hanno un numero di dipendenti inferiore a  cinque.  Ci siamo resi
  conto,   anche   verificando   la   questione   con   i   tecnici
  dell'assessorato,  che, su questo emendamento  nel  caso  in  cui
  fosse  approvato  -  mi  riferisco  a  quello  a  firma  Croce  -
  provocherebbe un problema relativo  alla  disciplina che riguarda
  l'infortunistica ed altro. E, allora, poiché l'obiettivo è quello
  di contenere i costi - questo è  l'obiettivo che si proponevano i
  deputati firmatari - il medesimo può essere raggiunto consentendo
  allo stesso direttore dei lavori di  dirigere  più  cave,  quindi
  ammortizzando di fatto per singola cava il costo dello stesso.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione  l'articolo aggiuntivo 2.7. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       E' approvato con il voto contrario dell'onorevole Forgione e
  dell'onorevole Cintola.
       Avendo  approvato  l'articolo   aggiuntivo   2.4,   dichiaro
  precluso l'articolo 3 che è quello che  riguardava le esenzioni e
  pertanto  dichiaro decaduti tutti  gli  emendamenti  allo  stesso
  presentati.
       Comunico che  sono  stati  presentati i seguenti emendamenti
  aggiuntivi (allegati al  presente  recoconto):  3.1,  3.2,  3.3 e
  3.4.
       Dichiaro    precluso   l'emendamento    3.1    in    seguito
  all'approvazione del precedente articolo.
       Per  quanto  riguarda gli emendamenti  3.2  e  3.4,  avevamo
  concordato che li accantonavamo.

     FLERES,   presidente della  Commissione.   Signor  Presidente,
  relativamente all'emendamento 3.2, l'orientamento  che  è invalso
  nelle sedi contabili è che nel momento  in  cui  si  allargano  i
  destinatari  di una norma di fatto  si  determina  un  incremento
  della spesa e, allora, bisognerebbe  semmai,  presentare  un  sub
  emendamento  che  precisi  che,   comunque,   il   tutto  avvenga
  nell'ambito dell'appostamento in bilancio.  Per  quanto  riguarda
  gli emendamenti del Governo 3.3 e 3.4  ritengo  siano  identici e
  possano essere discussi perché sono tra quelli concordati.

     PRESIDENTE. Per quanto riguarda il 3.2 mi  pare  di capire che
  la Commissione preparerà un subemendamento.
    Si passa allora alla  discussione  unificata  degli emendamenti
  3.3 e 3.4.
       Il parere della Commissione?

     FLERES, presidente della  Commissione.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Li pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si considera assorbito l'articolo aggiuntivo 3.3.
       Si riprende  l'esame  dell'emendamento  1.2  degli onorevoli
  Giannopolo e Oddo, in precedenza accantonato.
       Comunico che  è stato presentato dagli onorevoli Giannopolo,
  Oddo ed altri  un  subemendamento  1.2.1  (allegato  al  presente
  resoconto) interamente sostitutivo.

     ADRAGNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ADRAGNA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi  per  quanto
  riguarda questo emendamento ...

     PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 1.2.1  vanno aggiunte
  le firme degli onorevoli Virzì e Aulicino.

     ADRAGNA. Signor Presidente ritengo che questo  emendamento non
  possa essere trattato in quanto la competenza a trattarlo è della
  IV Commissione e quindi chiedo proprio che venga  inviato alla IV
  Commissione,  proprio  perché quando si parla di  parco  c'è  una
  competenza   dedicata,   proprio   a  tal  proposito,   alla   IV
  Commissione.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi dobbiamo
  stare  attenti  quando  affrontiamo  questioni che  possono  dare
  immagine per qualche giorno sulla stampa.  Facciamo  la battaglia
  per  l'ambiente,  questo  ecologismo  di ritorno.  Li  conosciamo
  questi ambienti e questi soggetti che ogni tanto hanno bisogno di
  un po' .....
       Qua  dobbiamo  fare i conti con le  implicazioni  sul  piano
  occupazionale,   delle   attività  economiche,  di   scelte   che
  potrebbero intercettare traumaticamente settori economici  che in
  questo momento vanno si regolamentati, resi  compatibili.
       Vediamo di approfondire per cercare di capire come  si  fa a
  ridurre  il  danno di certe attività  sull'ambiente,  questo  sì,
  sforziamoci tutti insieme per cercare di capire  che cosa succede
  se noi, dal punto di vista legislativo, formalizziamo un percorso
  che in qualche modo può procurare danni  all'ambiente perché  non
  ci  sono  le  garanzie  di contesto, perché  non  chiediamo  agli
  operatori.
       Ma, di fronte ad un emendamento del genere,  per  questo  ho
  voluto mettere la mia firma, perché mi sembra una cosa seria.  Si
  cerca in qualche modo di regolamentare con  questo emendamento un
  intervento  con  il  massimo  di  garanzie  per  quanto  riguarda
  l'impatto, il ripristino delle situazioni, una  serie  di vincoli
  comportamentali che vengono richiesti.
       Se  c'è  un  problema di Commissione  di  merito,  onorevole
  Adragna,  affrontiamolo,  però  sostenere  che   l'emendamento  è
  inammissibile, come fa il Presidente Di Martino, mi sembra un po'
  eccessivo.
       Vogliamo  restituire  alla  Commissione?  Mi sembra  un  po'
  eccessivo.
       Secondo me va votato perché  ci sono tutte le condizioni per
  votarlo, se poi vogliamo proprio esasperarci va  bene,  una  cosa
  veloce,  però  vediamo  di  dare  risposte   serie   ai  problemi
  occupazionali  che  vengono  da  settori  economici  legati,  tra
  l'altro, al settore dell'edilizia, tutto l'indotto,  i materiali.
  Stiamo  attenti.  Già noi abbiamo un  precariato  strutturale  di
  massa che è incardinato su 40 mila articolisti, i PIP, quei pochi
  settori che dovremmo incentivare, tra l'altro vediamo  di fare un
  lavoro  serio  con i piani regolatori nei comuni,  il  comune  di
  Palermo faccia la sua  parte,  nei  comuni  vediamo  di creare le
  condizioni per un  decoro  dell'attività edilizio, io dico perché
  questi  settori indotti  abbiano  più  lavoro.  C'è  un  problema
  inverso, non tanto  di  mortificare  le  attività  indotte, ma di
  creare le  condizioni  perché  l'indotto  dell'edilizia decolli e
  facciamo in modo  che  però  l'indotto  sia  nella  condizione di
  supportare, io spero, il rilancio dell'attività edilizia.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io avevo
  avuto modo  già in sede della discussione generale di accennare a
  questa problematica  che è una problematica che nasce dal vivo di
  una realtà che vuole mettersi in movimento.
       Io interverrò solo per spiegare quali sono i precedenti ed i
  precedenti sono questi: sin dal 1990, 91 tutti i Comuni ricadenti
  dentro il Parco delle Madonie, parliamo di 15 Comuni hanno votato
  con  rispettive  delibere  dei  Consigli  Comunali  assunte tutte
  all'unanimità  hanno  votato  una  richiesta  di  modifica  della
  disciplina delle attività esercitabili dentro l'area di parco.
       Questa  modifica della disciplina delle aree, delle attività
  esercitabili  è stata sottoposta all'approvazione e al parere del
  Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale che
  è l'organo  massimo di questa Regione e che è rappresentativo del
  meglio  della  cultura  ambientalista,  non me ne vogliano alcuni
  parvenù    dell'ambientalismo  che  vedo  passeggiare  in  questo
  Palazzo,  che è il meglio dell'ambientalismo in Sicilia, il quale
  Consiglio  regionale per la protezione del patrimonio naturale ha
  detto  che  limitatamente ad attività estrattive finalizzate alle
  esigenze  di  recupero  ambientale,  alle  esigenze  legate  agli
  interventi   edilizi  ricadenti  nei  Comuni  del  Parco,  queste
  attività  estrattive,  che necessariamente non possono che essere
  di modesta entità sono possibili.
       L'Ente Parco delle Madonie a seguito di questa istruttoria e
  a seguito di questa decisione tradotta nel decreto dell'Assessore
  pro tempore al  Territorio  e  all'Ambiente, l'onorevole Burtone,
  decreto assessoriale n.  286 dell'aprile 1996, l'Ente Parco sulla
  base di questo decreto  ha  posto  il  problema  di  rilasciare e
  cominciare a pianificare  questa attività se nonché è stato fatto
  sollevare  un  problema   in   ordine  alla  compatibilità  e  al
  riferimento con la legislazione.
       L'Ufficio  legislativo  e  legale  della  Regione  ha  detto
  all'Assessore  al  Territorio che occorrerebbe dal momento che la
  modifica   della   disciplina   è   fonte  normativa  secondaria,
  occorrerebbe  equiparare  la  disciplina  attraverso una modifica
  della legge.
       Questo è  l'antefatto  e  questa  è la norma che lì meglio e
  anzi  con  più  paletti viene specificata in ordine alle attività
  estrattive  all'interno  degli  enti  parco,  viene specificata e
  viene ulteriormente approfondita.
       Voglio   dire   così   come   diceva  l'onorevole  Aulicino,
  l'emendamento pone  una  serie  di  procedure e pone una serie di
  paletti su tutta la procedura che garantisce sicuramente anche le
  esigenze  di  tutela  ambientale,  e tuttavia, io finisco con una
  battuta,  se  noi  non  dovessimo  approvare  questo  emendamento
  dovremmo allora fare una direttiva il Presidente della Regione ha
  l'obbligo da  questo punto di vista agli enti parco della Sicilia
  e a  tutte le Soprintendenze perché la finiscano e la smettano di
  prescrivere nei loro  nulla osta che bisogna utilizzare la pietra
  locale per i  rifacimenti,  per  gli  interventi  edilizi, per le
  opere pubbliche e anche  per  le  opere  private  perché, se così
  dovesse essere, noi  dobbiamo sapere che l'economia, anche quella
  legale, verrebbe ad essere ulteriormente fermata.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sulla base dell'osservazione
  dell'onorevole Adragna, debbo  dire  che  così com'è formulato il
  sub  emendamento   riguarda   materia   di  competenza  della  IV
  Commissione,  mentre  l'articolo  aggiuntivo  1.2,    così  com'è
  formulato, era ammissibile. Quindi, o i proponenti riformulano il
  sub emendamento in  maniera  tale  che  possa essere discusso ...
  Così com'è formulato  il  sub emendamento, se l'onorevole Adragna
  insiste, io debbo dichiararlo non ammissibile.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI   MARTINO .   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  questione   sollevata   dal  Presidente  Adragna  ha  un  aspetto
  formalistico e l'altro aspetto di sostanza.
       Voglio ricordare  a me stesso che, come chiamano i giuristi,
  interna corporis,     secondo    la    costante    giurisprudenza
  costituzionale, vale nell'iter procedurale della formazione della
  legge.
       Qualunque  proposta  che  riguarda  modifiche  legislative o
  proposte  di  legge  devono  essere valutate dalla Commissione di
  merito  e  nessun  altra  Commissione può assorbire le competenze
  della  Commissione deputata secondo il Regolamento perché, se noi
  non  dovessimo  rispettare questa procedura, il Commissario dello
  Stato può benissimo impugnare la norma perché non si è rispettato
  l'iter procedurale.
       Andiamo alla sostanza  della questione del disegno di legge.
  Io  facendo parte  di  una  minoranza  più  forte  dell'Assemblea
  ritengo di agevolare anche il compito della minoranza più debole.
  Questo modo di  operare  nel  rispetto assoluto del Regolamento e
  del buon senso  -  aggiungo  io  -  consentirà  all'Assemblea  di
  procedere ed approvare speditamente questo disegno di legge.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  troppo
  chiaro questo emendamento per  non  capirne  il  senso  e per non
  comprendere che interviene  in  materie  delicate  e noi dovremmo
  evitare  anche   di   modificare   norme   importanti  frutto  di
  discussioni, di  dibattiti,  di  un  avanzamento  della coscienza
  civile di questa Regione tradotta poi in legge, come fu, tutta la
  legislazione sui  parchi  e  sull'ambiente,  dovremmo  evitare la
  cattiva abitudine di  modificare con altre leggi leggi importanti
  e sostanziali anche  per un'idea dello sviluppo, della difesa del
  territorio, dell'ambiente.  Già  abbiamo  denunciato  come  in un
  certo senso questa  legge  andava a sanare alcune situazioni, che
  era quella di un  certo  abusivismo  che  riguarda  le  cave. Qui
  invece noi interveniamo in  una materia diversa e delicata qual è
  la legge sui parchi, la legge istitutiva e la natura stessa di un
  parco, nemmeno per  sanare situazioni esistenti di abusivismo che
  va normato, di abusivismo  che va sanato - e noi saremmo comunque
  contrari - ma  l'emendamento è chiaro "si autorizza l'apertura di
  nuove attività estrattive" in  un'area  che  è quella di un parco
  naturale, anche se in  zona  'D'  -  alla Catalano andrebbe detta
  questa cosa - che  proprio  perché  è  parco  naturale prevede un
  vincolo di natura ambientale, quindi c'è proprio un conflitto tra
  l'idea di apertura  di  nuove attività devastanti per l'ambiente,
  com'è una cava, e  la  natura  stessa  di  quell'area,  di quella
  tutela e di quel  vincolo  contenuto nella natura della zona 'D',
  dove pure vengono utilizzate alcune attività produttive, ma nella
  natura della zona 'B'  di un parco. Ora, non c'è dubbio che anche
  dal punto di vista  formale  la richiesta del presidente della IV
  Commissione, se il  presidente la ritira noi la facciamo propria,
  perché c'è bisogno di  un rispetto e di una dignità istituzionale
  anche legislativa in  questa  Assemblea  e quella materia essendo
  materia della  Commissione  ambiente  e territorio deve ritornare
  alla Commissione  ambiente  e  territorio per un approfondimento.
  Però è chiaro che  questo emendamento non agevola il percorso già
  accidentato per una legge  di  tre  articoli di questo disegno di
  legge.   Allora,   io   credo   che   buon   senso  consentirebbe
  all'onorevole Giannopolo  di  ritirare questo emendamento, ma non
  lo ritira e anche qui  quando  si  dice  "ma  è il parco che deve
  autorizzare una nuova  attività",  ma  il  consiglio  del parco è
  fatto dai sindaci,  le  pressioni che si sviluppano dentro l'ente
  le conosciamo e noi rischiamo di fare una norma che autorizza una
  cava in ogni comune,  perché non c'è un vincolo. Noi rischiamo di
  autorizzare una cava  in ogni comune con l'effetto devastante che
  in un'area limitata come  quella  del  parco  delle Madonie o dei
  Nebrodi o dell'Etna può  avere  questa  norma,  che  non avrà più
  vincoli a quel punto,  se non quello della modesta entità e anche
  la norma sul contestuale recupero ambientale, noi sappiamo essere
  una norma che  sostanzialmente  non  recupera,  intanto perché il
  deposito di somme  è  talmente  irrisorio rispetto all'entità del
  danno provocato che  mette qualunque amministrazione non in grado
  di risanare e di recuperare - ce lo diceva stamattina l'ingegnere
  in Commissione - ma la contestualità di fatto non esiste. Allora,
  noi rischiamo di fare  un  obbrobrio  che interviene su una legge
  esistente che stabilisce  dei  vincoli  e  non creiamo nemmeno le
  condizioni di  agevolezza per giungere all'approvazione di questa
  legge. Non c'è dubbio  che qualora il Presidente non decidesse di
  demandare alla  quarta  Commissione  un  nuovo  apprezzamento  di
  questa norma, qualora  si decidesse di andare avanti utilizzeremo
  tutti gli strumenti  per  non  consentire  a  questa Assemblea di
  approvare questo emendamento.

     ZANNA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZANNA.  Signor  Presidente,  brevissimamente  volevo esprimere
  alcune  considerazioni.   Comprendo   le   ragioni   che  qui  in
  particolare  l'onorevole Giannopolo  ha  esposto  a  sostegno  di
  questo  emendamento;   le  comprendo,  le  capisco,  però  vorrei
  invitare l'onorevole Giannopolo ed i proponenti a ritirare questo
  emendamento.
       Quindi  togliere  anche  da  un  certo  imbarazzo  anche  la
  Presidenza nella valutazione  sull'ammissibilità o meno di questo
  emendamento.
       Chiedo di ritirare  questo  emendamento  per due ragioni: la
  prima è che stamattina per  circa  4  o 5 ore la III Commissione,
  insieme ad altri deputati,  ha  discusso  e definito un accordo -
  non c'è nulla di  scandaloso,  si è scelta questa strada, si sono
  fatte delle valutazioni  ed  è  necessaria,  ritengo, da parte di
  tutti  rispettare  questo   accordo.  Lo  ha  rispettato  chi  ha
  rinunciato  ad un'opposizione  ad  un  disegno  di  legge  -  che
  comunque per quanto mi riguarda non condivido nella sua filosofia
  - ma se si è  fatto un accordo ognuno rinuncia ad una parte delle
  proprie  convinzioni,   delle   proprie  motivazioni  e  per  far
  rispettare l'accordo non  si  sono trovati strumenti, non si sono
  adoperati strumenti che  si  potevano adoperare come quello della
  richiesta continua di  numero legale, viste le scarse presenze di
  questa sera dentro questo Parlamento.
       Ma siccome siamo persone  serie  e  quando  si  definisce un
  accordo e si vuole rispettare lo si rispetta, accettando non solo
  di rinunciare, ripeto,  alle  proprie  tesi, ma accogliendo anche
  proposte che, come dire,  vanno  perfino  oltre,  diciamo, la mia
  natura ed i  miei  orientamenti.  Vorrei  ricordare  che  abbiamo
  approvato poco fa un  emendamento  il  2.5  sulle  cave esistenti
  autorizzate in presenza di vincolo sopravvenuto successivamente e
  quindi il meccanismo  dei  nulla-osta  della Sovrintendenza, e mi
  pare che già sia un bel macigno, visto che parliamo di pietre, in
  questo cammino.
       Io no vorrei che si tiri  troppo la corda da questo punto di
  vista.  Quindi  chiedo   ai   proponenti   di   ritirare   questo
  emendamento. Questo emendamento  non  faceva parte dell'accordo e
  no si può accettare  un  accordo quando conviene perché gli altri
  rinunciano e non si  accetta  l'accordo quando deve esserci dalla
  propria parte un atteggiamento di rinuncia alle proprie tesi.
       La seconda motivazione  è  più  nel merito dell'emendamento:
  questo e un altro emendamento che riguarda le zone D di parco. Io
  non vorrei - questo è un  altro  esempio  -  che  passi la tesi -
  l'abbiamo impedito quando abbiamo discusso la legge sulla caccia,
  quando si volevano aprire la caccia  nelle  zone D di parco - che
  passasse la convinzione che  queste  zone  D abbiano poco valore,
  quindi è possibile cacciare,  è possibile cavare, e non so domani
  cosa  sarà  possibile  fare  in  un'altra  legge  che  andremo  a
  discutere.
       Le zone D nei  parchi  hanno  un valore; avranno meno valore
  come paesaggio e come natura A  delle  zone  B di parco, ma hanno
  esse stesse di per sé  un  valore, ma hanno soprattutto un valore
  id cuscinetto tra il resto  del  territorio  e le zone di maggior
  pregio, le zone B e le zone D dei parchi.
       Se noi cominciamo ...  E'  un  altro  ragionamento quello di
  stringere le zone D: allora  si  fa una discussione di merito dei
  confini delle zone D dei parchi.  Ma se invece la scelta è quella
  che alla prima occasione  ci  dobbiamo  infilare  una  norma  che
  deroga alla normativa vigente,  allora qua va a finire che queste
  zone D diventano una sorta  di  formaggio  con i buchi dove farci
  tutto quello che tentiamo di farci non applicando le norme.
       Anche  per  questa ragione io ritengo che  abbia  ragione  -
  scusate  il  bisticcio  di  parole  -  il   Presidente  della  IV
  commissione,  onorevole  Adragna,  nel sollevare  che  visto  che
  stiamo discutendo di attività in zona di  parco  è necessario che
  questa valutazione venga fatta non dalla III  commissione, che ha
  un'altra finalità, ma dalla commissione competente.
       In ultimo, io vorrei dire una cosa all'onorevole Giannopolo.
  Io  non so a  chi  si  riferisca  lui  quando  parla  del  meglio
  dell'ambientalismo  o  degli  scienziati dell'ambientalismo o dei
  parvenu ambientalisti che girano in questo Palazzo.
       Io,  ripeto,  non so a chi si riferisca, forse all'onorevole
  Virzì.

     VIRZI'. Non sono un parvenu per il parco.

     ZANNA.  So soltanto che  il  compito  che  io  ho  qui  dentro
  insieme agli altri  89  parlamentarI  è  quello legislativo, devo
  fare delle leggi e delle norme.
       Io  non  voglio  assumermi  responsabilità  -  non  sarò  un
  ambientalista,  uno  scienziato,  il  meglio  dell'ambientalismo,
  probabilmente  sarò  un parvenu dell'ambientalismo - oltre quella
  che ho,  che è quella di fare delle leggi.  Non voglio fare delle
  leggi  che permettano danni all'ambiente.
       Io ho la paura che una norma di questo tipo possa portarci a
  questo  e,  quindi, la responsabilità ce l'ho per intero e voglio
  adoperarla  al meglio, cercando di fare le cose in maniera chiara
  e trasparente per tutti.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Virzì. Ne ha
  facoltà.

     VIRZI'. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che non
  sia  bello  di   fronte  ad  un  Parlamento  parlare  di  accordi
  intervenuti,  che  dovrebbero  in  qualche  modo  restringere  la
  capacità di valutazione di quest'Aula.
       Io di questi accordi  non  so  nulla, ho scoperto in Aula un
  emendamento che trovo assolutamente ragionevole, non so se questo
  ha stracciato  accordi  che  erano  intervenuti  in  corridoi, in
  stanze più o  meno chiuse. Ritengo che, come parlamentare, questo
  non possa e  non  debba  nè interessare me, nè interessare l'Aula
  nel suo complesso.

     ZANNA. Si è riunita la III commissione.

     VIRZI'. Non ha importanza  Rimane sovrana l'Aula in ogni caso,
  non è che in  III  commissione  vi appattate le carte - come dite
  voi  -  ed  il  discorso  è  chiuso.  Continua  a  legiferare  il
  Parlamento, fino a quando ce lo permetterete.
       Il problema vero  è  che  non  esisterebbe il problema della
  zona D se artificiosamente qualche parvenu dell'ambientalismo non
  avesse  fatto  calare  i  parchi  siciliani  in  zone  totalmente
  antropizzate e già  di  per  sè  in  grave  crisi occupazionale e
  sociale. Questa è la verità.
       Voi avete  calato la cappa di vetro dell'ingessatura sociale
  su intere zone  della Sicilia, non abitate da scoiattoli che sono
  tanto apprezzati  dall'onorevole Zanna, ma da persone normali che
  debbono lavorare e  che  avevano  già  in atto, non abusivamente,
  concessioni   in  quel  terreno  e  si  sono  visti  ridicolmente
  approvare  patti  oppure regolamenti di parco, in cui si dice che
  si può costruire nel parco solo con la pietra del parco, però nel
  punto  successivo  si  scriveva  che  la pietra del parco non può
  essere cavata.
       Cari  amici,  noi ci siamo aggrovigliati nel nome dello zelo
  da  pasdaran ambientalistico in una situazione davvero grottesca,
  che ha  ingessato  non  un  arto  sano - badate bene - nè un arto
  risanato,   ma  un  arto  fratturato  per  continuare  a  tenerlo
  fratturato.
       Chi conosce la  situazione del Parco delle Madonie sa che ci
  si attendeva dal Parco che fosse un volano di sviluppo e, invece,
  è diventata un'ulteriore penalizzazione.
       Io   credo  addirittura  che  sia  incompleta  l'emendamento
  dell'onorevole Giannopolo, perchè parla ad esempio di nuove cave.
  Ma ci sono  situazioni  di ingiustizia plateale da risanare, cioè
  di cave che esistevano, che erano operanti e si sono viste calare
  la mannaia del  parco, famiglie finite, chiuse, lavoratori a casa
  d'emblé, senza preavviso.
       Attenzione  non parlo di abusivi, parlavo di gente che aveva
  un    rapporto    assolutamente    normale    con   la   Pubblica
  Amministrazione.
       Perché gli  abusivi,  nonostante  me,  l'onorevole Mele, gli
  ambientalisti  più   zelanti   come  l'onorevole  Zanna,  non  si
  spaventano del fatto  che  noi  approviamo  una  legge più o meno
  restrittiva, continuano;  stanno cavando adesso.
       Noi  dobbiamo legiferare in funzione delle persone per bene,
  non dei potenziali mascalzoni; si legifera presumendo che le cose
  che  noi  diciamo hanno un impatto rilevante e serio con la gente
  per  bene  di  questa  terra,  che  ci tiene ad avere un rapporto
  normale con la pubblica amministrazione, e che lo aveva.
       E  questo  d'improvviso  é  stato  interrotto,  senza  che a
  nessuno  venisse,  ad  esempio,  in mente una cosa equivalente al
  riposo  biologico,  come é  stato fatto per la pesca; gli abbiamo
  chiuso  un'attività  e  gli  abbiamo  detto  che non c'era nessun
  ristoro,  nessuna alternativa, nessuna scappatoia;  noi chiudiamo
  un esercizio commerciale, una fabbrica un'azienda, un'attività di
  lavorazione.
       E  non  abbiamo  saputo  mettere  in  campo  nessun  tipo di
  alternativa.  Ma non soltanto per i proprietari, per intere fasce
  delle  nostre  vecchie comunità montane, come nei Nebrodi e nelle
  Madonie.
       Allora,  poco  fa sentivo, fuori sacco, l'onorevole Piro che
  diceva:   allora  voi  volete  l'abolizione  dei  parchi  sic  et
  simpliciter.

     PETROTTA. Si, si, l'onorevole Piro ha ragione.

     VIRZI'.  Beh,  voi  rischiate  di creare una marea montante di
  disaffezione presso la gente, che condurrà a questa aberrazione.
       Io pure sono favorevole, in nome di una concezione culturale
  totalmente diversa, in  nome della tradizione, in nome di ciò che
  é  antico  ed eterno,  in  nome  di  ciò  che  merita  di  essere
  conservato, io sono  per la natura, per l'ambiente, io non voglio
  che mio figlio  possa  scambiare il latte come una bevanda simile
  alla Coca Cola - una volta me lo ha chiesto "In quale fabbrica si
  fa  il latte?  Quale macchinetta lo fa?" -.  Io desidero un mondo
  normale  come  e quanto voi, però dobbiamo mettere la gente nelle
  condizioni di accettare come ragionevoli le cose che noi facciamo
  per   difendere   la   natura.   Cioè   rendere  compatibile  con
  l'antropizzazione  e  con le attività umane i vincoli che noi già
  mettiamo.
       Altrimenti creerete  una  spaventosa  crisi  di  rigetto nei
  confronti del principio stesso.
       E poi onorevole Di  Martino,  io qua leggi per gli angeli on
  ne ho mai visto  fare;  le  leggi  qua  si  sono fatte sempre per
  qualcuno; in genere  per qualcuno che veniva a gridare qua sotto;
  e in genere  quando  quelli  che  venivano  a  gridare  qua sotto
  avevano le bandiere di  un  certo colore, e le sedie affittate da
  qualcuno.
       Quindi non si é mai legiferato né per i filosofi, né per gli
  angeli, nè per le nuvole.  Si fanno le leggi perle cose concrete,
  per dare risposte ai problemi che esistono, che urgono.
       E allora francamente non c'é nessuna vergogna a dire che noi
  stiamo cercando di  porre  mano  a  una  cosa sulla quale sarebbe
  saggio che si  ritornasse  in  altra  sede,  perché é anche vero,
  francamente, che questa materia l'ho personalmente affrontata con
  un lungo carteggio  intercorso  fra  me, il parco delle Madonie e
  l'Assessore al territorio e all'ambiente.
       So che é  in  preparazione  un piano regionale delle miniere
  che decollerà nel  2001.  E nelle more, che cosa raccontiamo alla
  gente? che i  nostri  studiosi  stanno  preparando ... infatti si
  dice "2001 odissea nell'ospizio".

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Mele. Ne ha
  facoltà.

     MELE.  Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi.  Solamente
  poche  battute.  Io   credo  che  sia  -  mi  permetta  onorevole
  Giannopolo,  lei  sa  che  noi  abbiamo  grande  stima  nei  suoi
  confronti,  però mi permetto di dire che é assolutamente evidente
  la volontà ...  molti  di  noi l'abbiamo nei confronti dell'amico
  ..  parlo a titolo personale e non ho problemi a parlare a titolo
  personale  ...  comunque  devo dire che é evidente la volontà che
  bisognerebbe rivedere nell'emendamento proposto.
       L'emendamento non fa altro che stravolgere, vorrei ricordare
  che in questa Aula molti di noi nella precedente legislatura, pur
  se  una  legislatura  assolutamente  distorta,  chiamiamola così,
  abbiamo  fatto  grandi  battaglie affinché  i parchi e le riserve
  venissero istituiti con apposite leggi regionali.
       Oggi  una  serie di leggi stanno, con una serie di leggi già
  nella  scorsa legislatura, ma soprattutto in questa attuale, dopo
  di  che,  dicevo con una serie di ulteriori leggi, abbiamo finito
  per stravolgere tutta quella legislazione che avevamo adottato.
       Vede, onorevole Virzì, non possiamo, non essendo riusciti ad
  avviare  quelle  che sono state le corrette procedure che abbiamo
  avviato  con  la  legislazione  sui  parchi  e  le  riserve, oggi
  decidere  di  stravolgere  tutto  e di distruggere i parchi, solo
  perché,  concordo  con  lei,  non  sono  state  attivati nel modo
  corretto  una  serie  di  meccanismi.  Occorre capire, piuttosto,
  perché  non  mettere  in moto correttamente quanto é  stato fatto
  con le leggi precedenti.
       Piuttosto, la realtà  é  una.  Per  esempio,  rispetto  alle
  riserve, questo é  un  tema  che bisognerebbe porre al presidente
  della quarta commissione,  questa  Assemblea, per le zone "B", ha
  legiferato  con  la  volontà,  l'obbligatorietà di redigere piani
  particolareggiati di recupero.
       Su  questa  cosa, l'assessorato al territorio e all'ambiente
  ed  i  comuni interessati non stanno facendo assolutamente nulla,
  con quel risultato, che diceva giustamente l'onorevole Virzì, che
  poi  alla  fine  non  essendo  sotto il controllo giuridico della
  pianificazione  urbanistica, queste zone "B" delle riserve stanno
  tutte  per essere distrutte in Sicilia, perché  la stessa Regione
  siciliana  non ha fatto, nonostante questo Parlamento ha fatto la
  legge, quanto avrebbe dovuto.
       Su questo  la  nostra  commissione  dovrebbe attenzionare. E
  allora, io credo, piuttosto, che quando noi, per esempio, andiamo
  a mettere, come in questo emendamento: gli enti parco, nelle more
  dell'approvazione,  eccetera,  possono  consentire nuove attività
  estrattive di modesta entità.
       Il fatto che noi  mettiamo  di modesta entità, mi viene alla
  mente,  excusatio  non  petita,  accusatio manifesta, diciamo, di
  modesta entità e non grande.
       Dopo   di  che  diciamo:  fino  all'approvazione  del  piano
  territoriale  di  coordinamento,  nel  senso  che  concediamo  un
  illecito,  ma  lo  concediamo  fino a quando, poi, approveremo un
  piano che, con l'attuale gestione dell'Assemblea, non dipende dal
  Governo,  ma dipende da una disattenzione generale, fino a quando
  non   approveremo  questo  piano,  finiremo,  evidentemente,  per
  distruggere, ulteriormente questi parchi.
       Mi chiedo, e  lo  chiedo  all'onorevole  Giannopolo,  io non
  voglio  fare  né   la   parte   dell'ambientalista  né  la  parte
  dell'accanito  estremista,  quale  compatibilità  ambientale c'é,
  rispetto  all'esistenza  di un parco, con le attività estrattive.
  Io  vorrei  capirlo.  Con  questa  legge  stiamo  autorizzando la
  riapertura  delle  cave  di tufo di Favignana, bellissime, perché
  ormai  storicizzate,  ma  storicizzate perché abbiamo i giardini.
  Non é così. Le cave di pomice le abbiamo limitate in commissione,
  e   oggi  diciamo:  apriamo  pure  le  cave  estrattive,  se  pur
  limitatamente  ad un certo periodo e se pur in modesta dimensione
  anche nelle zone sottoposte a parco.
       Allora, io il parco ed ho concluso, onorevole presidente, lo
  vedo  più  non   come  un  vincolo,  onorevole  Virzì,  se  fosse
  sviluppato nella sua  giusta  dimensione, ma come una grossissima
  potenzialità  economica   ed   allora  sarebbe  bene  che  questa
  Assemblea  e   la   commissione  apposita  attivassero  tutte  le
  procedure affinché i  parchi  possano  sviluppare, così come, per
  altro, la legislazione regionale prevede.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Petrotta. Ne ha
  facoltà.

     PETROTTA.  Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,  i  miei
  interventi iniziano, forse, da ora dopo avere svolto per due anni
  e mezzo, abbondantemente, tutto quello che potevo fare per quanto
  riguarda il  compito istituzionale della commissione bilancio. Ma
  quante cose mi fanno considerare e vorrei che queste prime parole
  le sentiste, per dirle con la stessa chiarezza che io userò.
       Ma  cosa diciamo alla gente fuori?  Cosa abbiamo da dire, in
  questo  momento,  alla  gente  mentre si cerca un po' di sviluppo
  nelle  attività  necessarie  per  dare lavoro a qualcuno. Cosa si
  cerca?  Ogni  tanto  si  cita  l'onorevole  Zanna, non so perché,
  forse  perché  portato  avanti,  proprio  dagli scoiattolo, dalle
  cose  di  cui  qualcheduno  che  mi  ha  preceduto fin ora, lo ha
  esaltato per questo suo compito particolare.
       Voglio soltanto dire che  in  questi giorni io ho avuto modo
  di  sentire,  e  non  faccio  quello  che  altri  colleghi stanno
  facendo,  di  sentire  quello  che  avviene all'IMESI, quello che
  avviene  in  altre  zone, dove giorno per giorno anziché  trovare
  occupazione  aumenta  la  disoccupazione. E sulla questione delle
  limitazioni   ai  parchi  e  alle  limitazioni  poste  da  questi
  dispositivi  di  legge  c'è  da  dire  che  si  è soltanto voluto
  uccidere  la  possibilità  di dare alla gente lavoro e si è anche
  voluto dire qui lo sviluppo si deve bloccare. Non esiste più vita
  dove  c'è  un  parco  amministrato  con  le norme che noi abbiamo
  voluto e che ancora continuiamo a sostenere.
       Esiste  solo una cosa:  la conseguenza dannosa che in questo
  momento  noi  tra  un po' di giorni reclamiamo di andare in ferie
  mentre  c'è  gente  che  cerca  un  pezzo  di  pane, e per quanto
  riguarda  questi  dispositivi limitativi delle aree protette, dei
  parchi vergognosamente c'è da dire, e lo sappiamo tutti, non sono
  che  paralizzanti per la vita della zona, specie per tutta quella
  che  ricade  nei  dintorni  e quella che attorno ad essi potrebbe
  trovare vita.
       Colleghi io vi esorto  soltanto a dire, non ripetiamo quello
  che molti dicono e cioè che stiamo qui per parlare con il compito
  che in realtà istituzionalmente scaturisce dai Parlamenti dove si
  deve solo parlare. Io vi  esorterei a vedere i veri bisogni della
  gente, vi esorterei  a  vedere  come  possiamo  interpretare  nel
  migliore dei modi e  certamente  non calpestando quello che molte
  persone  per bene, non gli esaltati, molte persone razionali, non
  quelle che del cervello ne fanno un uso soltanto distorto, quello
  cioè di  vedere  se  la  natura deve essere protetta e chi non lo
  deve fare?
       Lo dobbiamo fare
       Ma  chi  dice  che  noi  non  lo vogliamo fare se sostenendo
  queste  tesi  ci  poniamo  contro  le  esaltazioni  di alcuni, se
  sostenendo  queste tesi diciamo che vogliamo garantire sia pur di
  poco  le  possibilità di sviluppo sia sotto l'aspetto lavorativo,
  ma  sia  ancora sotto l'aspetto turistico; è stato il mio pallino
  fin dall'inizio di questa legislatura e ne abbiamo fatto pezza da
  piedi.
       Il  turismo,  il turismo nelle aree protette, il turismo nei
  parchi,  mi  volete  dire  quando cesserà questo breve intervento
  dove  avete provato di avere dato il vostro contributo per questi
  sviluppi?  Dove avete cercato tutti di dare il vostro apporto per
  fare  migliorare  le  condizioni  della  gente?  Avete  ancora il
  coraggio  di  dire  alla  gente fuori che vi interessate dei loro
  problemi  o  dei  pochi  problemi  che  forse  dietro  le  quinte
  interessano a qualcuno? E se io dovessi leggere gli interessi che
  possono ricadere su qualcuno dirò fatti, nomi e cognomi.
       Concludo  solo   dicendo:  usiamo  razionalmente  il  nostro
  cervello. Io vivo in una  zona  che  è  vicino  direi anche forse
  dentro, alcuni di questi punti considerati vincolati per non dare
  più la possibilità alla  gente  di  dire: posso fare qualcosa. Le
  norme onorevoli le avete fatte  voi,  le norme le avete fatte voi
  questo è paralizzante col rischio anche di finire in galera se si
  rimuove una pietra? Ma  è  vergognoso  che noi deputati di questa
  Regione possiamo sostenere queste tesi ed è ancora più vergognoso
  non dare possibilità di  sviluppo  e  di  lavoro alla gente della
  Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, io visto che
  l'argomento sta  particolarmente  appassionando l'Aula ed essendo
  stata sollevata fin  dall'inizio  un'osservazione  da  parte  del
  Presidente  della  IV  Commissione,  mi  permetterei di chiederLe
  intanto di accantonare il subemendamento, di andare avanti con la
  legge, se  è  finita  se  c'è solo questo meglio ancora, e di far
  convocare al Presidente della IV Commissione per martedì mattina,
  con  l'impegno  della Presidenza, di procedere martedì pomeriggio
  all'esame  in  qualche  modo  che  vincoli  anche il parere della
  Commissione,  perchè  a questo punto mi pare che ormai sono state
  spiegate  abbondantemente le ragioni di chi è favorevole e di chi
  è  contrario, essendo fondamentale il parere della IV Commissione
  io ritengo che debba essere acquisito e ritornare in Aula martedì
  per il voto sull'emendamento e sul testo del disegno di legge.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole Di Martino  lei  chiede di parlare sulla
  proposta dell'onorevole Speziale?  La  Presidenza ha il dovere di
  rispettare  il  Regolamento   e,   quindi,   la  Presidenza  deve
  accogliere l'osservazione  posta  dall'onorevole  Adragna  poiché
  questo attiene ai poteri della Quarta Commissione.  La Presidenza
  avvalendosi  del Regolamento art.  112, 8 e 9 comma, accantona la
  discussione, la rinvia alla seduta successiva e dà la possibilità
  alla Quarta Commissione di apprezzare gli emendamenti.
       Però,  prima  di  rinviare,  possiamo passara alla votazione
  dell'emendamento  all'articolo aggiuntivo che avevamo accantonato
  e cioè il 3.2 a firma Croce, Alfano:
       -  all'articolo  2 della legge regionale 6 giugno '75 n.  41
  vengono aggiunte le seguenti parole "d) per l'acquisto di terreni
  da esibire all'attività estrattiva".
       Non  c'è  necessità  di una specificazione perché siccome fa
  parte  del  corpo  di una legge per la quale c'è un finanziamento
  apposito non c'è necessità di aggiungere qualcos'altro.
       E'  chiaro  onorevole  Forgione?  Poiché  questa proposta se
  approvata  viene  inserita  nella  legge  41  con  un altro punto
  oggetto   dell'applicazione   della  legge  41  non è  necessario
  specificare,   qui,   la   copertura  finanziaria  perché  questa
  s'intende nell'ambito delle attività della legge.
       Onorevole  Forgione  ha   capito   di   cosa  sto  parlando?
  L'articolo aggiuntivo propone di aggiungere tra gli altri compiti
  della  legge  41  anche  quello  di  finanziare la possibilità di
  acquistare  terreni  per  le  cave.  Si  era detto, sulla base di
  un'osservazione   fatta   dall'onorevole   Piro,   che  occorreva
  precisare  meglio gli ambiti entro cui si poteva finanziare entro
  cui si poteva fare questo tipo di attività. Non è necessario fare
  questa  specificazione  perché  siccome è un compito che fa parte
  della  legge  41  su cui  c'è poi un finanziamento generale non è
  necessario specificare.
       Pongo  in  votazione   l'articolo   aggiuntivo  3.2.  Chi  è
  d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     FORGIONE. Non ci sono i presentatori non si può approvare.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione, abbia  pazienza, lo  avevamo
  accantonato. E, allora la  discussione  sulla  presente  legge  è
  accantonata e rinviata alla  seduta successiva. Intanto la Quarta
  Commissione è autorizzata  a riunirsi per esaminare l'emendamento
  1.2 ed il subemendamento 1.2.1.

     FORGIONE. Ribadisco che il  3.2 non si poteva approvare perché
  da   mezz'ora  le  dicevo  che  non  erano  presenti  in  Aula  i
  presentatori

     PRESIDENTE.   L'emendamento   3.2   era   stato   accantonato,
  verificatosi   il   fatto   che   non   c'era  necessità  di  una
  specifcazione  per quanto riguardava le fonti di finanziamento, è
  già  stato  messo  in  discussione e approvato.  La discussione è
  accantonata  riprenderà  nella  seduta successiva, dopo che la IV
  Commissione   avrà   apprezzato   l'emendamento   1.2  e  il  sub
  emendamento 1.2.1.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES, Presidente  della  Commissione  e  relatore. Chiedo di
  parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES,  Presidente   della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente volevo fare  una proposta sull'ordine dei lavori anche
  per semplificare la  discussione generale e consentire un congruo
  lasso di tempo per presentare gli emendamenti relativi.
       Se la Presidenza e l'Aula sono d'accordo potremmo effettuare
  la relazione del disegno di legge sul commercio, in modo tale che
  ci  sia  il  tempo  fino  a  martedì  per  la presentazione degli
  emendamenti  e  così  sostanzialmente  c'è  la  possibilità per i
  colleghi e per l'Aula di avere.....

     PRESIDENTE. Lei chiede  il prelievo del punto V all'ordine del
  giorno.

     FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Esattamente.

     PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni il prelievo si intende
  accordato.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "RIFORMA DELLA DISCIPLINA DEL
    COMMERCIO" (nn. 909-920-830-706/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione del disegno di legge
  "Riforma della disciplina del commercio" (nn. 909-920-830-706/A)
       Invito  la  III  Commissione  a prendere posto al banco alla
  medesima    assegnato.   Prego   l'onorevole   Presidente   della
  Commissione di svolgere la relazione.

     FLERES, Presidente della  Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  il  Governo  nazionale  ha emanato, avvalendosi di una
  delega  prevista dall'articolo 4, comma 4, lettera c) della legge
  15 marzo 1997, n. 59, il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114
  concernente  la  riforma della disciplina relativa al settore del
  commercio.
       Con  tale  decreto  si  prevede  una  disciplina  basata  su
  principi  diversi  rispetto  a  quelli  indicati dalle precedenti
  normative  statali  di  cui  si  è  prevista  in maniera graduale
  l'abrogazione.
       L'articolo 2 del decreto legislativo prevede che 'le regioni
  a  statuto speciale '...provvedano a quanto disposto dal presente
  decreto  secondo  le  previsioni  dei  rispettivi statuti e delle
  relative norme di attuazione'.
       La   Regione   siciliana,   come  è  noto,  ha  -  ai  sensi
  dell'articolo 14, comma 1, lettera d), dello Statuto - competenza
  legislativa   'esclusiva'  in  materia  di  commercio,  salva  la
  disciplina  dei rapporti privati, competenza che deve esercitarsi
  nel rispetto dei 'limiti delle leggi costituzionali dello Stato'.
       In  relazione  alla legge 11 giugno 1971, n. 426, la Regione
  siciliana,   condividendo   le   scelte   di  massima  fatte  dal
  legislatore  statale  nel  1971,  si  è  limitata  a  recepire la
  disciplina  da  essa  prevista,  introducendo alcune modifiche in
  relazione a taluni aspetti procedurali (legge regionale 22 luglio
  1972, n. 43 e successive modifiche).
       In  ordine  agli indirizzi contenuti nel decreto n. 114/1998
  relativo  al  commercio,  con  il  presente disegno di legge si è
  ritenuto necessario introdurre alcune integrazioni e modifiche in
  relazione   alle   particolari  caratteristiche  socio-economiche
  dell'Isola,  pur  nel  rispetto  del nuovo impianto normativo del
  provvedimento statale.
       Il disegno di legge licenziato dalla Commissione propone una
  nuova  regolamentazione  del  commercio  ed  una nuova disciplina
  sugli  orari  dei  negozi;  riconferma,  invece, le vigenti leggi
  regionali  sulla  disciplina  del  commercio  su aree pubbliche e
  sulle  vendite  straordinarie e di liquidazione, già disciplinate
  in modo differenziato rispetto alla precedente normativa statale.
  Il  testo  interviene  altresì  in  materia di sperimentazione di
  nuove  forme  di  vendita  dei giornali allineandosi alla recente
  normativa nazionale.
       La  necessità  di apportare alcune modifiche ed integrazioni
  alla  normativa  statale  discende  dalla  particolare natura del
  territorio  dell'Isola,  dalla  situazione socio-economica, dalla
  consistenza  dell'apparato  distributivo,  che  deve  svilupparsi
  nelle  forme  più  innovative per meglio rispondere alle esigenze
  dei  consumatori.  E'  necessario, inoltre, consentire un aumento
  reale dell'occupazione anche nel settore del commercio, pur nella
  salvaguardia delle diverse forme distributive e nel perseguimento
  di  un  equilibrio ottimale tra piccole, medie e grandi strutture
  di   vendita,   al   fine  di  promuovere  una  sana  concorrenza
  nell'interesse   dei   consumatori   e   delle  stesse  categorie
  imprenditoriali.
       In  particolare,  nella Regione si rilevano attualmente poco
  meno di 360 mila imprese, di cui 115.000 nel settore commerciale;
  ciò  offre  una precisa dimensione delle problematiche affrontate
  nel testo,  anche  se  nel  corso  del  1997  e  del  1998  si  è
  evidenziata   ancora   una   situazione   di  crisi  del  settore
  commerciale  al  dettaglio,  in quanto sono prevalenti le imprese
  cancellate    dall'anagrafe   camerale,   rispetto   alle   nuove
  iscrizioni.
       Tale  difficoltà  perdura  da  anni come si deduce dal fatto
  che, nel periodo 1995-1997, tra le nuove imprese iscritte (12.146
  unità)  e  quelle  fuoriuscite dal mercato (13.195) vi è stato un
  saldo negativo di 1.049 unità.
       Tale situazione e le prospettive di sviluppo delle strutture
  distributive  inducono  a mantenere alcuni istituti, già previsti
  dalla  legge n.  426 del 1971, come la qualificazione culturale e
  professionale   degli   operatori,   a   garanzia  e  tutela  dei
  consumatori,  ed  anche allo scopo di consentire l'immissione nel
  settore di operatori professionalmente preparati ad affrontare le
  sfide   di   un  mercato  sempre  più  concorrenziale,  nonchè  a
  conservare,  limitatamente  ai generi di largo e generale consumo
  (alimentari  e  prodotti  dell'abbigliamento),  uno  strumento di
  programmazione.
       Si ritiene, invece, di poter adeguare la normativa siciliana
  alle  indicazioni  contenute nel decreto legislativo n.  114/1998
  sulla   liberalizzazione   -  ferma  restando  la  qualificazione
  professionale  degli  operatori  -  delle  piccole  strutture  di
  vendita  relative al settore non alimentare ed ai prodotti non di
  largo  e  generale  consumo,  la  soppressione del registro degli
  esercenti il commercio, i criteri di programmazione urbanistica e
  commerciale  per  il rilascio delle autorizzazioni per le medie e
  grandi strutture, la disciplina delle forme speciali di vendita e
  altri  aspetti  della nuova normativa, semplificando le procedure
  per l'accorpamento di più punti vendita.
       La   presente   proposta,   nello  stabilire  le  norme  che
  disciplinano  il  commercio  al  dettaglio  nel  territorio della
  Regione   siciliana,  è  coerente  agli  indirizzi  espressi  dal
  legislatore  statale,  pur  tenendo  conto  delle caratteristiche
  territoriali  e socio-economiche delle varie aree della Regione e
  della sua configurazione isolana.
       Il testo si articola in otto titoli:
       I) Principi generali;
       II) Requisiti per l'esercizio delle attività commerciali;
       III) Esercizio dell'attività di vendita al dettaglio;
       IV) Orari di vendita;
       V) Offerta di vendita;
       VI) Forme speciali di vendita al dettaglio;
       VII) Sanzioni;
       VIII) Disposizioni transitorie.
       Il  Titolo I concerne l'oggetto e le finalità della legge e,
  nel rispetto della competenza esclusiva in materia della Regione,
  si  ispira  alle  indicazioni  del  decreto  Bersani  al  fine di
  ottenere  trasparenza  nel  mercato,  maggiore concorrenza, reale
  libertà  di impresa e libera circolazione delle merci, tutela del
  consumatore,  equilibrio  tra  le  diverse  tipologie di vendita,
  valorizzazione   del  servizio  commerciale  nelle  aree  urbane,
  rurali, montane ed insulari.
       Il  testo distingue tre tipologie di esercizi commerciali al
  dettaglio,  in  base  alla loro dimensione:  esercizi di vicinato
  (ovvero  piccole strutture), medie e grandi strutture di vendita.
  Viene invece mantenuta intatta l'attuale disciplina del commercio
  su  aree  pubbliche, pur con delle parziali modifiche all'aspetto
  sanzionatorio.
       Il   Titolo   II  disciplina  i  requisiti  per  l'esercizio
  dell'attività  commerciale  e  divide  i  prodotti in due settori
  merceologici,   alimentare   e  non  alimentare.  Nell'ambito  di
  quest'ultimo,  il  settore dell'abbigliamento è stato individuato
  come   ulteriore   raggruppamento   merceologico   con  carattere
  sperimentale per un triennio.
       Relativamente  ai requisiti prescritti, il testo prevede che
  per  lo  svolgimento di attività commerciale sia necessario avere
  espletato  tale attività per almeno un biennio o aver frequentato
  un corso di qualificazione riconosciuto dalla Regione e tenuto da
  enti specializzati.
       Il  Titolo III si occupa della rete distributiva e della sua
  programmazione,  in  modo  da garantire uno sviluppo organico del
  settore  sia  per  tipologia  merceologica sia per dimensione. La
  programmazione è affidata alla Regione ed ai comuni sulla base di
  indicazioni  miranti  ad  assicurare  il  raggiungimento  di tale
  obiettivo.
       In  tal  senso  è  previsto un Osservatorio regionale per il
  commercio,  rappresentativo  dei diversi interessi istituzionali,
  imprenditoriali, sindacali e dei consumatori.
       Il  regime  delle  autorizzazioni all'apertura, ampliamento,
  trasferimento  degli  esercizi di vendita varia in relazione alla
  tipologia  dell'esercizio,  e cioè a seconda che si tratti di una
  piccola,  media  o grande struttura di vendita. Per l'apertura di
  un  esercizio  di vicinato, salvo che per il settore alimentare e
  dell'abbigliamento,   non   è   più  necessaria  l'autorizzazione
  amministrativa  ma  è  sufficiente  la  semplice comunicazione al
  comune dell'avvio dell'attività.
       Gli  esercizi di vicinato sono quelli aventi dimensione fino
  a  100 metri quadri nei comuni con popolazione inferiore a 10.000
  abitanti;  fino a 150 metri quadri nei comuni con popolazione non
  oltre i 100.000 abitanti e fino a 200 metri quadri nei comuni con
  popolazione oltre i 100.000 abitanti.
       Gli   esercizi   di  media  dimensione  sono  quelli  aventi
  superficie superiore a quella degli esercizi di vicinato e fino a
  600  metri  quadri  nei  comuni  con  popolazione  fino  a 10.000
  abitanti;  fino  a  1.000 metri quadri nei comuni con popolazione
  fino  a  100.000  abitanti;  fino a 1.500 metri quadri nei comuni
  con popolazione superiore a 100.000 abitanti.
       Le  grandi  strutture  sono  gli  esercizi  di  vendita  con
  superficie superiore agli esercizi di media dimensione.
       Secondo  il  presente  disegno  di  legge  il rilascio delle
  autorizzazioni  per le medie strutture di vendita è di competenza
  dei  comuni  in cui esse ricadono, mentre per le grandi strutture
  tale  competenza  è  attribuita alla Regione che convoca all'uopo
  una  conferenza  di  servizi  di  cui  fanno parte rappresentanti
  dell'Assessorato         della          cooperazione,         del
  commercio,dell'artigianato   e  della  pesca,   della   provincia
  regionale, del comune e della camera di commercio.
       Alla conferenza di servizi partecipano a titolo consultivo i
  rappresentanti  dei comuni contermini, delle  organizzazioni  dei
  consumatori, dei lavoratori e delle imprese.
       Il testo prevede inoltre alcune disposizioni  particolari  a
  salvaguardia dei piccoli comuni, dei comuni montani e delle isole
  minori e dei centri storici.
       Il titolo IV disciplina gli orari di vendita,  allargando la
  fascia oraria, che si articola in 12 ore lavorative  da svolgersi
  tra le 7 e le 22 o, durante i periodi di vigenza dell'ora legale,
  tra le 7 e le 23.
       I comuni, d'intesa con le organizzazioni di categoria  ed  i
  sindacati,  possono  prevedere  una diversa  articolazione  degli
  orari per alcune zone del territorio, con possibilità di derogare
  all'obbligo di chiusura domenicale e festiva per otto domeniche a
  cui si aggiungono quelle del mese di dicembre.
       Sempre per quanto riguarda gli orari, sono  previste deroghe
  per i comuni turistici, le aree ricadenti in prossimità di grandi
  arterie  viarie,  il  settore  alimentare,  che   deve   comunque
  assicurare  l'apertura  di  un  numero adeguato di  esercizi  per
  garantire il servizio anche nei giorni di chiusura, sulla base di
  apposita turnazione.
       Il  titolo  V,  a  tutela dei consumatori, si  occupa  della
  pubblicità  dei  prezzi,  disponendo che siano indicati  in  modo
  chiaro e ben leggibile il costo e la qualità dei prodotti.
       Il  titolo  VI regolamenta le forme speciali di  vendita  al
  dettaglio, ovvero:  le vendite straordinarie e  di  liquidazione;
  la vendita in spacci aziendali;  la vendita attraverso apparecchi
  automatici, per corrispondenza o attraverso radio,  televisione o
  altri  mezzi  di  comunicazione;   la  vendita  a  domicilio;  il
  commercio  elettronico;   introducendo  norme che  regolano  tali
  materie e tutelano i consumatori.
       Si  è in particolare ritenuto di approntare  una  disciplina
  per  il  commercio  elettronico,  in  una  materia   in  continua
  evoluzione e che ha bisogno di adeguata regolamentazione, anche a
  livello  nazionale, al precipuo scopo di  sviluppare  un'attività
  che  potrebbe  offrire  in  Sicilia, soprattutto per  i  giovani,
  interessanti sviluppi in termini di nuove imprenditorialità  e di
  occupazione.
       Il   titolo   VII  prevede,  a  seconda   della   violazione
  riscontrata, sanzioni che vanno da uno a trenta milioni.
       Il  titolo VIII, infine, disciplina la fase  transitoria  di
  applicazione  della  legge in modo da realizzare  un  progressivo
  adeguamento normativo tra il vecchio ed il nuovo regime. Le norme
  finali riguardano la vendita della stampa periodica e quotidiana,
  il  commercio  su  aree  pubbliche,  le camere di  commercio,  il
  passaggio di proprietà degli esercizi per atto tra vivi o a causa
  di morte del titolare.
       Il testo non prevede alcun onere a carico del bilancio della
  Regione  e rappresenta una valida sintesi,  frutto  dell'incontro
  delle diverse posizioni politiche, tra la normativa  nazionale  e
  quella regionale in atto vigente, tenuto conto  delle  condizioni
  socio-economiche  della  Sicilia  e nel rispetto  delle  esigenze
  degli imprenditori e dei consumatori, dei  soggetti istituzionali
  interessati.

         Per  le  considerazioni   svolte  si  auspica  una  rapida
      approvazione da parte dell'Assemblea del disegno di legge.

     PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor Presidente, io a titolo personale ho aderito
  alla  sollecitazione del presidente Fleres, peraltro apprezzata e
  gradita da  tutto  il  Parlamento.  Ho  capito che si trattava di
  incardinareil disegno  di  legge,  ma  non  che  si  sarebbe  poi
  proceduto alla  discussione  generale.  Come si fa a discutere un
  disegno  di  legge  così  importante  con  questo  clima   Non  è
  possibile.  Per rispetto al terziario, ai commercianti chiedo che
  la discussione generale si faccia seriamente.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Aulicino,  nessuno vuole comprimere la
  discussione  generale. E' responsabilità dei deputati se non sono
  presenti in  Aula,  ma  la  Presidenza  vuole  dare  a  tutti  la
  possibilità  di  intervenire  sulla  discussione  generale, sugli
  articoli e  anche  sugli  emendamenti.  Non è questo il problema.
  Abbiamo  prelevato  per  incardinare, poteva essere una soluzione
  quella di aprire la discussione generale stasera, siccome in sede
  di articolato  si  apre  la discussione generale.  Ma dal momento
  che sorgono osservazioni...

     DI MARTINO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO .  Signor  Presidente,  vi  sono molti deputati di
  questa  Assemblea  che  ritengo  svolgono  come  lo  sanno  fare,
  evidentemente con  tutti  i limiti, le modestie che ognuno di noi
  porta con  sé,  che  appunto  per  questo  impegno  che intendono
  portare avanti con i lavori parlamentari non hanno avuto il tempo
  materiale  per  una  lettura  nemmeno superficiale del disegno di
  legge.  Io  non voglio formalizzarmi su norme regolamentari, però
  avevamo capito  dalla presentazione del disegno di legge da parte
  dell'onorevole  Fleres,  presidente della III Commissione, che si
  trattava di incardinare la discussione generale con la relazione,
  anche  perché  avevamo  bisogno  di  ascoltare  la  relazione per
  poterci preparare  poi  in  un  dibattito  più serio.  Ora, io mi
  permetto  di proporrle, signor Presidente, di continuare un altro
  po' i  nostri  lavori d'Aula con il prelievo del disegno di legge
  n.  935  che è altrettanto importante. Vi sono scadenze immediate
  che  riguardano  la finanza della Regione siciliana. Pertanto, mi
  rivolgo a  lei  per chiederle se è possibile prelevare il disegno
  di legge n.  935 e così guadagnare altro tempo.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Di   Martino,   l'intenzione   della
  presidenza  era quella di  recuperare  le  24  ore  previste  dal
  Regolamento avvalendosi dei  precedenti,  dando la possibilità ai
  deputati di  presentare gli emendamenti al disegno di legge entro
  domani   alle   ore   12.00.   Tuttavia,   siccome   sono   sorte
  osservazioni, la presidenza non può che prenderne atto e rinviare
  la discussione generale ad altra seduta.
       C'è la proposta di prelievo del disegno di legge n...

     PIRO, Assessore al bilancio e alle finanze. E' la prosecuzione
  dell'ordine del giorno, signor Presidente.

     PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni si considera approvata
  la proposta  di  prelievo  del disegno di legge n. 935/A, chiesta
  dall'onorevole Di Martino.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 935/A.

     PRESIDENTE.  Si passa alla discussione del disegno di legge n.
  935/A posto al III punto dell'ordine del giorno e segnatamente al
  posto n. 3.
       Invito   i   componenti  la  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
       Ha facoltà di  parlare l'onorevole Di Martino, relatore, per
  svolgere la relazione.

     DI  MARTINO ,   Presidente   della   Commissione  e  relatore.
  Signor  Presidente,  chiedo  di  potere svolgere la relazione nel
  corso    della    discussione   generale   della   nuova   seduta
  dell'Assemblea in cui si discuterà il relativo disegno di legge.

     PRESIDENTE. Così come per  il  disegno  di legge precedente la
  discussione viene  rinviata ad un momento successivo. Io se posso
  dare  un  consiglio, onorevole Assessore, la discussione generale
  si  potrebbe  fare  stasera  ed eventualmente per gli emendamenti
  possiamo   dare  un  termine  entro  domani  per  presentare  gli
  emendamenti,   visto  che  è  meno  complicato  della  legge  sul
  commercio.
       E'  aperta  la   discussione  generale.  Nessuno  chiede  di
  parlare.
       Si  passa  agli  articoli  fermo  restando  che  per  quanto
  riguarda  gli  emendamenti,  in  base a precedenti, il Presidente
  accorda ai deputati la possibilità che fino a domani...


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


               DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE n. 851/A

    PRESIDENTE.  Dal momento che l'Aula non è d'accordo a discutere
  il  prosieguo del disegno di legge n. 935, si passa al disegno di
  legge n.  851/A "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e
  private,   agli   enti  locali  ed  ai  loro  consorzi  esercenti
  autoservizi pubblici per il trasporto di persone", posto al punto
  n. 4.
       Invito   i   componenti  la  commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Adragna, relatore, per
  svolgere la relazione.

     ADRAGNA. Mi rimetto al testo della relazione scritta.

     PRESIDENTE.   Se   non  sorgono  osservazioni  la  discussione
  generale sul  disegno  di  legge  viene  rinviata  ad  una seduta
  successiva.
       Visto  che  nessuno  chiede  di  parlare  dichiaro chiusa la
  discussione  generale.  Pongo in votazione il passaggio all'esame
  degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Gli   emendamenti   al   disegno  di  legge  possono  essere
  presentati entro domani a mezzogiorno.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       L'Assemblea  terrà  seduta  martedì 27 luglio 1999, alle ore
  17,00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 372 - Provvedimenti  urgenti per definire l'applicabilità
              o meno  nella Regione siciliana della legge 'Merloni
              ter'.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -   in data 10 novembre 1998, il Senato della Repub-
              blica  ha  approvato la legge quadro sui lavori pub-
              blici,  meglio  nota come 'Merloni ter' alimentando,
              già    dalla    sua    pubblicazione,    il   dubbio
              sull'applicabilità  o  meno  della  legge  nazionale
              nella   Regione   siciliana,  e  particolarmente  in
              materia     di    conferimento    degli    incarichi
              professionali;

              -  nessuna iniziativa risulta intrapresa dal Governo
              della  Regione  per  definire  e dipanare incertezze
              circa  l'applicabilità o meno della norma nazionale,
              specificamente  per  il  conferimento  di  incarichi
              professionali per le progettazioni;

      CONSIDERATO che:

              -  la  legge 'Merloni  ter' nella nuova formulazione
              rispetto alla legge 'Merloni bis', all'art.  1 comma
              2,  stabilisce,   ora  esplicitamente,  che  per  le
              legislazioni     regionali    rappresentano    norme
              fondamentali di riforma economica e sociale soltanto
              i principi  desumibili  dalle disposizioni di legge,
              cioè  i  suoi  nuclei  essenziali  e  non  tutte  le
              disposizioni  in  essa  contenute,  modificando così
              quanto   previsto   dal   medesimo   articolo  della
              precedente 'Merloni  bis',  che  aveva  ritenuto  di
              vincolare al  rispetto  integrale  di tutta la legge
              anche le Regioni e le Province autonome;

              -   l'art.    17    della   legge   'Merloni   ter',
              'Effettuazioni attività di progettazioni', recepisce
              quanto  auspicato   dalle  categorie  professionali,
              riconoscendo    in   modo    concreto,   e    quindi
              riqualificando, la figura del libero professionista,
              il quale viene nuovamente  e  specificamente a pieno
              titolo compreso tra i soggetti  cui  è  destinata la
              redazione  di progetti  preliminari,  definitivi  ed
              esecutivi, in forma  singola o associata, ovviamente
              con  l'adozione  di  procedure  le  più  trasparenti
              possibile da disciplinare  con  regolamento (ad oggi
              non ancora pubblicato);

      RITENUTO che:

              - nella  legge  nazionale  però  niente  si  dice in
              relazione al  rapporto con la normativa regionale ed
              all'applicabilità   del  regolamento  di  attuazione
              della  norma   nazionale   alle  Regioni  a  Statuto
              ordinario, né tanto  meno  alle  Regioni  a  Statuto
              speciale, in  quanto  esse non sono ricomprese fra i
              destinatari dello  stesso  e pertanto non si può non
              evidenziare  un  ulteriore  pericolo  che aggiungerà
              confusione al  caos  normativo  già  oggi  esistente
              nelle norme sui lavori pubblici in Sicilia;

              - l'entrata  in vigore del regolamento di attuazione
              della legge  nazionale,  ormai  prossimo,  anche per
              quanto    anzidetto,    non   avrà   effetti   sulla
              legislazione   regionale,   ma   poiché   abroga  il
              regolamento oggi esistente sui lavori pubblici (R.D.
              n.   350  del  1895)  e   tutte  le  sue  successive
              modifiche, sortirà l'effetto  di paralizzare in tale
              materia la legislazione regionale, che nella maggior
              parte dei suoi articoli  richiama e rimanda  le R.D.
              n. 350 del 1895;

              -  nella   nostra   Regione   le  procedure  per  il
              conferimento    degli  incarichi  sono  disciplinate
              dall'art. 5, comma 9 della l.r.  n. 21 del 1985 che,
              in carenza di  regolamento  regionale,  previsto dal
              comma  10, pone come  limitazione  il  cumulo  degli
              incarichi e come  obbligo  la  valorizzazione  delle
              professionalità  e   delle   comprovate   competenze
              professionali con unica soglia, pari  a 200 mila ecu
              per  competenze  tecniche,  così  come  interpretato
              dalla l.r. 22 aprile 1996 n. 22, art. 5;

      NELL'APPROSSIMARSI di incarichi professionali per  progetta-
              zione che gli enti  locali,  le  aziende  sanitarie,
              etc. conferiranno a liberi  professionisti  per  una
              rapida stesura di progettazioni esecutive  (si  veda
              'Agenda 2000', Piano edilizia sanitaria, etc.),

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    e per esso
                        L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

              - a definire   con   urgenza  in  maniera  chiara  e
              trasparente le modalità e la soglia di importo entro
              cui  le  Amministrazioni  locali  ed  altre  possano
              conferire  incarichi di progettazione diretta, senza
              incorrere in illeciti amministrativi che produrranno
              quale  unico effetto il ritardo per l'attivazione di
              spesa nel settore di competenza;

                 - in prossimità  della  pubblicazione  del  nuovo
              regolamento di  applicazione  della  legge  'Merloni
              ter', a definire entro e non oltre 90  giorni  dalla
              approvazione  della  presente  mozione,  in  maniera
              completa e chiara, i termini entro cui la  normativa
              nazionale risulti o meno applicabile  nella  Regione
              siciliana o viceversa.

              (21 luglio 1999)
                                    BENINATI - SCOMA - CROCE -
                                    BUFARDECI - BARONE - ALFANO

  III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Modifica e riapertura  dei  termini  della legge regionale
      della legge regionale 1  marzo  1995,  n.  19,  concernente
      giacimenti  di  materiali  di  cava  nel  territorio  della
      Regione siciliana" (n. 475/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   2) "Disciplina  della   prospezione,   della   ricerca,  della
      coltivazione,  del  trasporto   e   dello   stoccaggio   di
      idrocarburi liquidi e  gassosi  e delle risorse geotermiche
      nella  Regione siciliana.  Attuazione  della  direttiva  n.
      94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   3) "Modifiche alla legge regionale  8  luglio  1977,  n.  47 e
      successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
      27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)

      Relatore: Onorevole Di Martino

   4) "Contributi di esercizio  alle aziende pubbliche e private,
      agli enti locali ed  ai loro consorzi esercenti autoservizi
      pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A)

      Relatore: Onorevole Adragna

   5) "Riforma   della    disciplina    del    commercio"    (nn.
      909-920-830-706/A)

      Relatore: Onorevole Fleres

   6) "Modifiche   al  comma  1,  dell'articolo  1,  della  legge
      regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
      durata  in  carica del Comitato regionale di controllo" (n.
      852/A)

      Relatore: Onorevole Virzì

   7) "Approvazione  del rendiconto generale dell'Amministrazione
      della  Regione   siciliana  e  dell'Azienda  delle  foreste
      demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)

      Relatore: Onorevole Di Martino

    La seduta è tolta alle ore 20,23.

        (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.30)