Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 17.30.
PRESIDENTE. La seduta è aperta. Su richiesta del Presidente
del Gruppo parlamentare dei DS la seduta è sospesa fino alle ore
18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.35, è ripresa alle ore 18.05)
La seduta è ripresa.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che per ragioni del suo uffico
l'onorevole D'Andrea è in missione il 21 e 22 luglio 1999.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Papania ha chiesto
congedo per la presente seduta.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
COMUNICAZIONE DI DELIBERA DEL CONSIGLIO DI STATO
PRESIDENTE. Comunico che il Consiglio di Stato in sede
giurisdizionale, Sezione IV, con ordinanza resa nella Camera di
Consiglio del 13 luglio 1999, pervenuta alla Segreteria generale
dell'ARS il 20 luglio successivo, ha respinto l'appello
presentato da Maesano Ascenzio Maria Catena avverso l'ordinanza
del TAR del Lazio, Sez. I, del 5 maggio 1999 (comunicata nella
seduta d'Aula n. 250 del 6 luglio 1999), che aveva accolto la
domanda di sospensione, proposta dall'on. Giovanni Barbagallo,
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25
febbraio 1999.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Designazione componente nel consiglio di amministrazione
dello IACP di Palermo (n. 260)
- pervenuta in data 5 luglio 1999
- trasmessa in data 16 luglio 1999
- Ente parco dei Nebrodi - Nomina del Presidente - Legge
regionale 6 giugno 1981, n. 98, art. 9 bis (n. 261)
- pervenuta in data 15 luglio 1999
- trasmessa in data 21 luglio 1999
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 21.07.1999:BARBAGALLO Giovanni-GALLETTI-SILVESTRO
TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 21.07.1999:CATANOSO sostituito da GRANATA
SPEZIALE sostituito da ZANNA
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 20.07.1999: RICEVUTO
" " 21.07.1999: GIANNOPOLO-LEANZA-PIGNATARO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
ASSENZE
Riunione del 20.07.1999 (ant.): COSTA-SCALIA
" " 20.07.1999 (pom): LEONTINI-COSTA-SCALIA-TURANO
" " 20.07.1999 (ser.): LEONTINI-BARBAGALLO Giovanni-
COSTA-MANZULLO-SCALIA-TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 20.07.1999 (ant.): TRIMARCHI sostituito da VILLARI
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 21.07.1999: VICARI-CAPUTO-CINTOLA-PELLEGRINO
STRANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 21.07.1999: ADRAGNA sostituito da BARBAGALLO G.
GIANNOPOLO sostituito da VILLARI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 20.07.1999: ADRAGNA-BURGARETTA-BRIGUGLIO-CALANNA
CANINO-CATANIA-D'AQUINO-GUARNERA
MARTINO-SPERANZA
" " 21.07.1999: ADRAGNA-BRIGUGLIO-CALANNA
CANINO-CATANIA-D'AQUINO-GUARNERA
MARTINO-SPERANZA
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 3210 - Delucidazioni in ordine ai criteri di nomina dei
componenti dei comitati di gestione degli ambiti
territoriali di caccia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
La Corte Gioacchino; Guarnera Vincenzo
----------------
N. 3211 - Opportune iniziative finalizzate a garantire
l'applicazione delle leggi in materia di esercizio di
attività artigianali nei comuni della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
- Assessore Cooperazione
***
Trimarchi Giovanni
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3207 - Iniziative volte ad assicurare una corretta
distribuzione delle risorse umane all'interno del settore
salute mentale della A.U.S.L. n. 7 di Ragusa.
- Assessore Sanità
***
Ortisi Egidio; Lo Certo Sebastiano; Pezzino Vincenzo; Mele
Manlio
----------------
N. 3208 - Attuazione della legge n. 433 del 1991 in merito
alla riparazione dei danni provocati dal sisma del 13
dicembre 1990 nelle provincie di Catania, Siracusa e
Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
***
Strano Antonino; Stancanelli Raffaele
----------------
N. 3209 - Notizie in ordine alla proposta, avanzata dal
Provveditore agli studi di Ragusa, di accorpare l'Istituto
tecnico commerciale 'F. Besta' al Liceo classico del Comune
di Comiso.
- Assessore Beni Culturali
***
La Grua Saverio
----------------
N. 3212 - Notizie in ordine alla mancata attivazione della
'residenza sanitaria assistita' e del 'centro gravi' presso
l'AUSL n. 7 di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Ricotta Michele
----------------
N. 3213 - Opportuni provvedimenti per il rispetto della
normativa vigente in materia di dotazione organica delle
professionalità dirigenziali dell'Azienda ospedaliera
'Gravina' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Ricotta Michele; La Grua Saverio
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 372 - Provvedimenti urgenti per definire
l'applicabilità o meno nella Regione siciliana della legge
'Merloni ter'.
Beninati Antonino; Scoma Francesco; Croce Antonino;
Bufardeci Giambattista; Barone Nicolò; Alfano Angelo
Presentata il 21/07/99
----------------
RITIRO DI FIRMA DA ATTO POLITICO
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 21 luglio 1999, l'on.
Saverio La Grua ha dichiarato di ritirare la propria firma dalla
mozione n. 367 "Sfiducia nei confronti dell'Assessore per
l'industria".
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 367 "Sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Presidente della Regione, On. Capodicasa, nel
mese di aprile del 1999, ha assunto ad interim
l'Assessorato Industria, a seguito di un
provvedimento di custodia cautelare nei confronti
dell'Assessore in carica;
- ancora oggi permane tale incarico ad interim;
- indipendentemente dalle valutazioni di ordine
giudiziario, che non possono investire lo
svolgimento dell'attività politica, è opportuno che
ai vertici dell'Esecutivo regionale vi sia la
massima trasparenza, anche alla luce della
delicatissima fase politica che attraversa la
Regione siciliana, che deve dare di sé limpido
esempio di correttezza amministrativa e di difesa
della legalità;
- non è possibile procrastinare ulteriormente la
separazione della carica di Assessore dalla
responsabilità di un ramo dell'Amministrazione;
CONSIDERATO che in base all'art. 9 dello Statuto gli
Assessori sono preposti espressamente ai singoli
rami dell'Amministrazione;
RAVVISATA, pertanto, l'anomalia costituzionale, politica ed
amministrativa di quanto denunciato;
VISTA la necessità di ripristinare la legalità statutaria,
nonché di riaffermare la centralità della questione
morale che l'On. Capodicasa, nelle dichiarazioni
programmatiche, ha posto come elemento fondante del
suo Esecutivo e che deve restare alla base di ogni
agire politico del Governo della Regione siciliana;
CONSIDERATO altresì che l'ulteriore permanenza al Governo
dell'On. Castiglione verrebbe a ledere i detti
principi,
ESPRIME SFIDUCIA NEI CONFRONTI
DELL'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
(13 luglio 1999)
STANCANELLI - TRICOLI - SOTTOSANTI -
LA GRUA - NICOLOSI - AULICINO -
SCAMMACCA DELLA BRUCA - SCALIA -
ALFANO - STRANO - RICOTTA - GRANATA -
BRIGUGLIO - CAPUTO - CATANOSO GENOESE -
COSTA
N. 370 - Iniziative al fine di giungere alle dimissioni
dell'Assessore regionale per l'industria.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la centralità della questione morale viene
drammaticamente riproposta in Sicilia dai tanti
segnali e dalle vicende che riguardano diversi
ambiti degli enti locali e della Pubblica
Amministrazione;
- esponenti della politica siciliana tornano
ricorrentemente sulla ribalta nazionale per vicende
che li vedono coinvolti in episodi di corruzione,
scambi di interessi o, addirittura, rapporti
organici con l'organizzazione mafiosa denominata
'Cosa nostra';
- l'omicidio del dottor Filippo Basile, dirigente
dell'Assessorato Agricoltura e foreste, riapre nel
modo più tragico il capitolo della burocrazia
regionale, vero tessuto connettivo del sistema di
potere ed elemento di continuità con le vecchie
classi dirigenti;
- la burocrazia regionale è attraversata da un
conflitto tra continuità e rottura con le
'tradizionali' pratiche di gestione della macchina
amministrativa;
- è necessario, in questo quadro, dare certezza e
fiducia istituzionale e politica a quanti,
lavoratrici e lavoratori, funzionari e dirigenti,
all'interno della Pubblica Amministrazione
regionale, operano quotidianamente per rompere con
ogni pratica e gestione clientelare del potere ed
affermare e difendere, con il proprio comportamento,
i principi di trasparenza e di legalità;
CONSIDERATO che :
- anche nelle ultime settimane, la questione morale
si è riproposta nel forte intreccio con gli
interessi mafiosi, come dimostra l'inchiesta sulle
ecomafie relativa alla gestione della discarica di
Pollina, (tale inchiesta coinvolge il Presidente
della Provincia regionale di Palermo, Francesco
Musotto, per il quale, solo pochi giorni fa, per
altra vicenda giudiziaria, è stata avanzata dalla
Procura generale di Palermo una richiesta di
condanna a nove anni di reclusione nel processo di
appello per concorso in associazione mafiosa);
- sui rapporti tra politica, mafia e mondo
economico-finanziario sono già in corso di
dibattimento diversi processi, primo tra tutti
quello contro l'on. Marcello Dell'Utri;
- negli ultimi mesi, soltanto nella Provincia
regionale di Palermo, tre consigli comunali, guidati
da Giunte di diverso colore politico, sono stati
sciolti per infiltrazioni mafiose;
- la vicenda dell'ospedale 'Garibaldi' di Catania,
la cui inchiesta, nello scorso aprile, portò
all'arresto dell'Assessore regionale in carica, on.
Giuseppe Castiglione, è ancora in via di evoluzione;
- la suddetta inchiesta riporta all'attenzione il
tema della trasparenza negli appalti e il rapporto
di scambio tra politica, imprese e mafia, da sempre
collante del sistema di potere in Sicilia;
- ferma restando l'azione indipendente della
magistratura per il ripristino della legalità, alla
quale, nel rispetto della reciproca autonomia, la
politica deve esprimere sostegno e solidarietà, i
predetti elementi richiamano la politica stessa alle
proprie responsabilità e al primato della propria
azione e della propria coerenza;
- l'on. Castiglione, in questa legislatura, ha
rappresentato un punto di inamovibilità e continuità
nella gestione politica dell'Assessorato Industria,
avendo ricoperto lo stesso incarico sia nei Governi
del Polo, presieduti dall'on. Provenzano e dall'on.
Drago, che nell'attuale Governo di centrosinistra;
- la permanenza nella Giunta regionale dell'on.
Castiglione, seppur senza deleghe, anche nella forma
atipica dell'annunciata autosospensione, rappresenta
quanto meno un'anomalia istituzionale;
- la suddetta soluzione appare più come una
mediazione tra le varie posizioni presenti nella
maggioranza, che non come una scelta di chiarezza
sulla questione morale;
- la politica siciliana, indipendentemente dalle
appartenenze e dagli schieramenti, deve inviare alla
società un segnale di rottura, di rinnovamento e di
autoriforma della propria funzione e del proprio
rapporto con la gestione della macchina
amministrativa e con il potere;
- le dimissioni dell'Assessore 'libererebbero'
definitivamente il Governo da ogni ombra e
consentirebbero, allo stesso on. Castiglione, di
rapportarsi all'autorità giudiziaria, libero da ogni
responsabilità politica e, come ogni cittadino,
tutelato dal sistema delle garanzie costituzionali,
sancite dal principio del diritto alla difesa nel
giusto processo;
- il Gruppo di Rifondazione Comunista, non essendo
composto da almeno nove deputati, necessari alla
presentazione di una mozione di sfiducia, così come
stabilito dall'art.157 del regolamento interno
dell'A.R.S.,
IMPEGNA L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
on. Castiglione Giuseppe a rassegnare le dimissioni
dalla carica di Assessore regionale preposto
all'industria.
(19 luglio 1999)
FORGIONE - LIOTTA - VELLA - MARTINO
N. 371 - Opportuni interventi per garantire il mantenimento
dell'ordine pubblico ed attuare un'adeguata politica
d'intervento nei confronti della criminalità mafiosa
a Monreale (PA).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nel mese di agosto 1998, l'Amministrazione del
comune di Monreale si attivava al fine di ottenere
il rilascio di un immobile occupato, senza alcun
titolo giuridicamente valido, dalla Comest S.p.A.,
concessionaria del servizio di metanizzazione del
Comune di Monreale, ubicato in un immobile al piano
terra dei locali destinati a caserma dei vigili
urbani (titolari della detta società erano i
fratelli Cavallotti di Belmonte Mezzagno, arrestati
il novembre scorso, per associazione mafiosa);
- i locali venivano lasciati dagli occupanti in uno
stato di devastazione ed in particolare, in una
stanza veniva lasciato per terra un mazzo di fiori
dall'intuibile macabro significato;
- nel mese di ottobre il consigliere comunale di
maggioranza, geom. Gaetano Terruso, al suo rientro a
casa, veniva brutalmente aggredito da ignoti a colpi
di bastone, subendo gravi lesioni agli arti
inferiori;
- pochi giorni dopo tale aggressione, ignoti si
introducevano di notte, per ben due volte, negli
uffici comunali dei lavori pubblici, compiendo atti
vandalici ed in particolare lasciavano, durante la
seconda incursione, un bastone sul tavolo di lavoro
dell'Assessore Mimmo Lo Coco;
- nel mese di novembre ignoti incendiavano
l'autovettura 'FIAT 500' del vicesindaco, Prof.
Claudio Burgio, Assessore all'urbanistica;
- il medesimo episodio si ripeteva nei confronti del
vicesindaco durante la notte di Natale del 1998:
questa volta veniva presa di mira la 'FIAT 127' di
proprietà dello stesso;
- nel mese di dicembre del 1998, ignoti
distruggevano con materiale esplodente una villa di
proprietà del sig. Giovanni La Corte, dipendente
comunale, componente dell'ufficio di gabinetto del
Sindaco e stretto collaboratore di quest'ultimo;
- sempre a dicembre, di notte, ignoti distruggevano
circa 200 composizioni floreali che arredavano le
due piazze principali di Monreale, danneggiando
anche la segnaletica stradale;
- in prossimità del Capodanno, alcuni ignoti si
introducevano di notte nel palazzo di città,
lasciandolo con le luci accese ed il portone aperto;
- nel mese di febbraio del 1999 era la volta della
villa del padre del sindaco che di notte veniva
danneggiata da ignoti i quali, dopo avere
accatastato numerosi mobili in un locale della
stessa, lasciavano posati sugli stessi una tanica
piena di liquido infiammabile ed una scatola di
fiammiferi;
- durante la preparazione dei festeggiamenti del
Santissimo Crocifisso, che si svolgono nei primi
giorni del mese di maggio, accadevano diversi
episodi:
1) il 23 aprile 1999, ignoti, armati di bastoni
aggredivano il presidente del comitato
organizzatore, sig. Nicola Demma, nominato dal
Sindaco, provocandogli gravi lesioni;
2) una gara pubblica indetta dall'Amministrazione
per l'allestimento delle luminarie nelle vie
cittadine andava inspiegabilmente deserta;
3) l'1 maggio 1999, di notte, ignoti incendiavano il
locale in cui era custodito un cavallo, che aveva
partecipato alle gare ippiche svoltesi il pomeriggio
precedente, di proprietà di un componente del
comitato per i festeggiamenti, provocando la morte
dell'animale;
- durante la notte tra il 6 ed il 7 giugno 1999,
veniva incendiata la villa di proprietà del Sig.
Carmelo Pupella, amico personale del Sindaco e
sostenitore elettorale dello stesso;
- in quella circostanza uno degli incendiari perdeva
la vita e veniva trovato carbonizzato all'interno
della villa; altri due complici, gravemente
ustionati, venivano ricoverati presso il reparto
grandi ustioni dell'ospedale 'Civico' di Palermo:
dei due, quello che versava in condizioni di
maggiore gravità, decedeva alcuni giorni dopo; il
terzo, appena dimesso dall'ospedale, era arrestato
per fatti di mafia;
- durante la notte tra il 10 e l'11 luglio 1999,
ignoti prendevano di mira l'autovettura FIAT UNO del
Prof. Roberto Oddo, ex Assessore della Giunta
Pantuso, distruggendola con il fuoco;
CONSIDERATO che:
- gli attentati e le intimidazioni registrati negli
ultimi tempi confermano la persistenza di
organizzazioni mafiose che tendono in tutti i modi a
riaffermare un loro controllo sul territorio;
- gli attentati tendono a colpire sia
l'Amministrazione locale, sia la libera
imprenditoria locale;
- i normali interventi operati dagli organi
competenti non sono serviti ad arginare il fenomeno;
- in questo contesto, il 13/5/1999, alcuni
consiglieri comunali esprimevano la sfiducia nei
confronti del Sindaco, interrompendo un'esperienza
amministrativa durata undici mesi,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi nei confronti degli organi dello
Stato affinché si intensifichi lo sforzo per
elaborare una politica d'intervento;
- a verificare che la nuova situazione
amministrativa non determini l'indebolimento
dell'iniziativa antimafia, che deve comunque restare
un impegno comune al di sopra di qualsiasi
differenza politica;
- ad esercitare le funzioni previste dallo Statuto
regionale in materia di ordine pubblico affinché gli
aspetti politici, nonché le ricadute sulla
popolazione, possano trovare una sede autorevole di
coordinamento e soluzione del problema.
(21 luglio 1999)
MELE - GUARNERA - FORGIONE -
LO CERTO - ORTISI
PRESIDENTE. In riferimento alle mozioni n. 367 e n. 370
informo che la loro data di discussione verrà determinata dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari la cui riunione
è fissata per le ore 11.00 di domani 23 luglio.
Avverto che la mozione n. 371 sarà demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini la
data di discussione.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
discussione di disegni di legge.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MODIFICHE E
RIAPERTURE DEI TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995 N. 19
CONCERNENTI GIACIMENTI DI MATERIALE DI CAVA NEL TERRITORIO
DELLA REGIONE SICILIANA" (N. 475/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 475/A: "Modifiche e riapertura dei termini
della legge regionale 1 marzo 1995 n. 19 concernente giacimenti
di materiali di cava nel territorio della Regione siciliana".
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
FLERES. Presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, desidero informare l'Aula per le determinazioni che
vorrà assumere che, così come stabilito ieri sera, la Terza
Commissione in via informale ha provveduto al riesame del disegno
di legge che riguarda le cave, ed ha individuato alcune soluzioni
che sembrano raccogliere il consenso dei colleghi che avevano
manifestato alcune osservazioni nel corso della seduta di ieri.
Dunque, se volessimo continuare la trattazione del disegno di
legge sulle cave, noi saremmo nelle condizioni di poterlo fare
subito, prima degli altri.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Giannopolo e Oddo un emendamento aggiuntivo articolo 1 bis.
(L'emendamento si trova allegato al presente resoconto
stenografico).
Dichiaro aperta la discussione sull'emendamento.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente noi stamattina abbiamo fatto una
riunione della III Commissione per provare a sbloccare questo
disegno di legge che ieri aveva incontrato già delle difficoltà,
mi pare, in questa Aula. E, con un lavoro svolto egregiamente
anche dal Presidente della Commissione, mi pare che si era
trovato un equilibrio, racchiuso in alcuni emendamenti raccolti
dal Presidente della Commissione e depositati alla Presidenza.
Se cominciamo a fare sub-emendamenti a quegli emendamenti
per ripristinare la filosofia precedente alla discussione di ieri
e per mettere in discussione anche l'equilibrio trovato io credo
che ci incamminiamo su una pessima strada per questo disegno di
legge.
Quindi io chiedo all'onorevole Giannopolo, che era presente
anch'egli alla discussione di stamattina di ritirare il sub
emendamento. Se non si ritira il sub emendamento io credo che si
esprima una volontà diversa da quella trovata in Commissione.
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi se l'Aula è d'accordo potremmo
intanto esaminare gli emendamenti che portano la firma del
Presidente della Commissione, in rappresentanza della Commissione
stessa, e che sono quelli concordati, quelli su cui si raggiunge
una convergenza. Gli altri, trattandosi di articoli aggiuntivi,
che sono esterni alla filosofia del testo originario, possiamo
trattarli dopo e momentaneamente accantonarli. Quindi la proposta
della Presidenza è quella di esaminare esclusivamente gli
emendamenti già depositati ieri e il testo del disegno di legge
più gli emendamenti presentati dalla Commissione, gli altri li
accantoniamo.
PRESIDENTE. Allora l'articolo 1 bis viene accantonato. Si
passa all'articolo 2.
Art. 2.
1. Il termine di cui all'articolo 4, comma 1, della legge
regionale 1 marzo 1995, n. 19, è riaperto e prorogato per un
periodo di 90 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
ZANNA. Ma cosa ha letto signor Presidente?
PRESIDENTE. Ho letto l'articolo 2 del disegno di legge. La
prego vivamente di stare attento onorevole Zanna. L'articolo 1
bis è accantonato. E' aperta la discussione sull'articolo 2.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Rinuncio a parlare.
PRESIDENTE. Si chiude la discussione sull'articolo 2. Ci sono
due emendamenti: 2.2 a firma degli onorevoli Martino e Forgione
"l'articolo 2 è soppresso". e l'articolo 2.1 dell'onorevole Mele
di cui "l'articolo 2 è soppresso".
Possiamo fare una discussione unificata dei due emendamenti.
E' aperta la discussione sugli emendamenti.
Se nessuno chiede di parlare pongo in votazione gli
emendamenti.
La seduta è sospesa per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore 18.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino siamo, chiusa la discussione
generale, all'articolo 2. Sono stati presentati due emendamenti
soppressivi. si vota per il mantenimento o no dell'articolo 2.
Su richiesta del Governo, sospendo ulteriormente la seduta
per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 18.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2; sul mantenimento
dell'articolo 2 la discussione generale si è conclusa.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 2. Chi é
favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento-articolo aggiuntivo 2.3 a firma
dell'onorevole Fleres. Ne do lettura: "Le disposizioni di cui
all'articolo 1 si applicano oltre che al marmo e alle altre
pietre per uso ornamentale, alle calcareniti della provincia di
Trapani e al basalto dell'Etna, così come individuato dal decreto
dell'Assessore regionale per l'industria, il 16 giugno 1986".
PRESIDENTE. Il Parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
MELE. Questo è ciò che è scritto all'articolo 1.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. L'articolo 1 é
più esteso.
PRESIDENTE. E' un articolo aggiuntivo. Chiamiamolo 2 bis.
Pongo in votazione l'emendamento-articolo aggiuntivo 2.3.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento-articolo 2.6 aggiuntivo a firma
dell'onorevole Fleres.
Il parere del Governo?
CAPODICASA. Presidente della Regione. Favorevole.
MELE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire, il
DPR 12 aprile 1996, se non sbaglio, é la valutazione dell'impatto
ambientale, lo chiedo al firmatario: "Qual é il meccanismo per il
quale la valutazione dell'impatto ambientale, che viene fatta
sulla base di alcuni canoni, si applica solamente ai progetti di
cave e torbiere e non agli altri tipi di cave...
FLERES. Presidente della commissione e relatore. Il DPR
nazionale stabilisce le dimensioni a cui si applica il medesimo
e, sostanzialmente, la norma si allinea alla disciplina
nazionale.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento-articolo aggiuntivo 2.4 a firma
Fleres.
PIRO. Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO. Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'emendamento
che é stato approvato poco fa, l'emendamento 2.6, io credo che
sia opportuno che venga chiarito e, forse, credo che poi in sede
di coordinamento o col 117, se é giusta la questione che io
pongo, si potrebbe intervenire, é opportuno chiarire che il DPR
12 aprile 1996 si applica soltanto ai progetti di cave e torbiere
di cui allo stesso DPR e relativi allegati, ma sempre in materia
di cave, perchè così com'è scritto essendo un articolo aggiuntivo
sembra che in Sicilia il DPR del 12 aprile 1996 si applica solo
per le cave e le torbiere. Siccome è un articolo aggiuntivo,
onorevole Fleres, non vorrei che andassimo a bocciatura sicura...
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Si deve
inserire l'applicazione dell'articolo 1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento-articolo aggiuntivo n. 2.4 sul
quale è aperta la discussione generale.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
chiedere se su questo emendamento, è una richiesta soltanto
formale, se vi è il parere della Commissione bilancio, perchè io
dico che sia indispensabile in quanto si tratta di una riduzione
di sanzioni ed ha bisogno della Commissione bilancio, ritengo.
Questa è una mia richiesta ben precisa.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Lo aveva già
chiarito il Presidente dell'Assemblea ieri veramente. Su
richiesta dell'onorevole Mele che sollevò, o ieri o l'altro ieri
adesso non ricordo bene, la questione il Presidente
dell'Assemblea ebbe a chiarire che così come peraltro risulta dal
testo del disegno di legge la Commissione bilancio ha esaminato
il disegno di legge in questione nel corso di una seduta credo
del mese di settembre e lo ha esaminato nel testo che prevedeva
l'eliminazione delle sanzioni.
Poichè il testo adesso riduce le sanzioni ma non le elimina,
quindi rispetto alla opzione valutata dalla Commissione bilancio
qui c'è un mantenimento di entrate sicuramente in misura maggiore
di quanto non fosse al moment in cui la Commissione bilancio l'ha
presa in esame, quindi rispetto ad una eliminazione di entrata,
così come si prevedeva nel testo arrivato in Aula e preso in
esame dalla Commissione bilancio anche se assolutamente
priva...ma questo non è più un problema dell'Assessore al
bilancio è un problema dell'Assemblea onorevole Stancanelli
perchè la Commissione bilancio ha espresso parere favorevole, è
evidente che l'Assemblea o la Presidenza dell'Assemblea può
ritenere che quel parere dovesse essere corredato anche da una
quantificazione di quell'importo; tuttavia, se la Presidenza ha
ritenuto di poter mettere in discussione il disegno di legge, il
Governo non obietta, rispetto alla sua ulteriore obiezione la
situazione sta esattamente come le ho detto: nel testo arrivato
in Aula c'era la eliminazione delle sanzioni e quindi
un'eliminazione delle entrate pregresse, qui c'è una riduzione ,
quindi in questa ipotesi aumentano e non diminuiscono. Questo è
quanto in questo momento io le posso specificare.
PRESIDENTE. Mi pare che la risposta è stata esauriente. Si
passa all'articolo aggiuntivo. Lo pongo in votazione, chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento-articolo aggiuntivo 2.5 a firma
dell'onorevole Fleres sul quale è aperta la discussione generale.
Nessuno chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione
generale. Il parere del Governo?
FLERES, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. chi è d'accordo resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento-articolo aggiuntivo 2.7 a
firma dell'onorevole Fleres.
FLERES, presidente della Commissione. Questo emendamento, mi
rivolgo soprattutto agli onorevoli Croce, Alfano, D'Aquino e
Bufardeci, mira a sostituire gli emendamenti relativi presentati
dagli stessi deputati che punterebbero a non individuare un
direttore dei lavori esterno nelle cave di piccole dimensioni che
hanno un numero di dipendenti inferiore a cinque. Ci siamo resi
conto, anche verificando la questione con i tecnici
dell'assessorato, che, su questo emendamento nel caso in cui
fosse approvato - mi riferisco a quello a firma Croce -
provocherebbe un problema relativo alla disciplina che riguarda
l'infortunistica ed altro. E, allora, poiché l'obiettivo è quello
di contenere i costi - questo è l'obiettivo che si proponevano i
deputati firmatari - il medesimo può essere raggiunto consentendo
allo stesso direttore dei lavori di dirigere più cave, quindi
ammortizzando di fatto per singola cava il costo dello stesso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo aggiuntivo 2.7. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' approvato con il voto contrario dell'onorevole Forgione e
dell'onorevole Cintola.
Avendo approvato l'articolo aggiuntivo 2.4, dichiaro
precluso l'articolo 3 che è quello che riguardava le esenzioni e
pertanto dichiaro decaduti tutti gli emendamenti allo stesso
presentati.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi (allegati al presente recoconto): 3.1, 3.2, 3.3 e
3.4.
Dichiaro precluso l'emendamento 3.1 in seguito
all'approvazione del precedente articolo.
Per quanto riguarda gli emendamenti 3.2 e 3.4, avevamo
concordato che li accantonavamo.
FLERES, presidente della Commissione. Signor Presidente,
relativamente all'emendamento 3.2, l'orientamento che è invalso
nelle sedi contabili è che nel momento in cui si allargano i
destinatari di una norma di fatto si determina un incremento
della spesa e, allora, bisognerebbe semmai, presentare un sub
emendamento che precisi che, comunque, il tutto avvenga
nell'ambito dell'appostamento in bilancio. Per quanto riguarda
gli emendamenti del Governo 3.3 e 3.4 ritengo siano identici e
possano essere discussi perché sono tra quelli concordati.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il 3.2 mi pare di capire che
la Commissione preparerà un subemendamento.
Si passa allora alla discussione unificata degli emendamenti
3.3 e 3.4.
Il parere della Commissione?
FLERES, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si considera assorbito l'articolo aggiuntivo 3.3.
Si riprende l'esame dell'emendamento 1.2 degli onorevoli
Giannopolo e Oddo, in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Giannopolo,
Oddo ed altri un subemendamento 1.2.1 (allegato al presente
resoconto) interamente sostitutivo.
ADRAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADRAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi per quanto
riguarda questo emendamento ...
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 1.2.1 vanno aggiunte
le firme degli onorevoli Virzì e Aulicino.
ADRAGNA. Signor Presidente ritengo che questo emendamento non
possa essere trattato in quanto la competenza a trattarlo è della
IV Commissione e quindi chiedo proprio che venga inviato alla IV
Commissione, proprio perché quando si parla di parco c'è una
competenza dedicata, proprio a tal proposito, alla IV
Commissione.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi dobbiamo
stare attenti quando affrontiamo questioni che possono dare
immagine per qualche giorno sulla stampa. Facciamo la battaglia
per l'ambiente, questo ecologismo di ritorno. Li conosciamo
questi ambienti e questi soggetti che ogni tanto hanno bisogno di
un po' .....
Qua dobbiamo fare i conti con le implicazioni sul piano
occupazionale, delle attività economiche, di scelte che
potrebbero intercettare traumaticamente settori economici che in
questo momento vanno si regolamentati, resi compatibili.
Vediamo di approfondire per cercare di capire come si fa a
ridurre il danno di certe attività sull'ambiente, questo sì,
sforziamoci tutti insieme per cercare di capire che cosa succede
se noi, dal punto di vista legislativo, formalizziamo un percorso
che in qualche modo può procurare danni all'ambiente perché non
ci sono le garanzie di contesto, perché non chiediamo agli
operatori.
Ma, di fronte ad un emendamento del genere, per questo ho
voluto mettere la mia firma, perché mi sembra una cosa seria. Si
cerca in qualche modo di regolamentare con questo emendamento un
intervento con il massimo di garanzie per quanto riguarda
l'impatto, il ripristino delle situazioni, una serie di vincoli
comportamentali che vengono richiesti.
Se c'è un problema di Commissione di merito, onorevole
Adragna, affrontiamolo, però sostenere che l'emendamento è
inammissibile, come fa il Presidente Di Martino, mi sembra un po'
eccessivo.
Vogliamo restituire alla Commissione? Mi sembra un po'
eccessivo.
Secondo me va votato perché ci sono tutte le condizioni per
votarlo, se poi vogliamo proprio esasperarci va bene, una cosa
veloce, però vediamo di dare risposte serie ai problemi
occupazionali che vengono da settori economici legati, tra
l'altro, al settore dell'edilizia, tutto l'indotto, i materiali.
Stiamo attenti. Già noi abbiamo un precariato strutturale di
massa che è incardinato su 40 mila articolisti, i PIP, quei pochi
settori che dovremmo incentivare, tra l'altro vediamo di fare un
lavoro serio con i piani regolatori nei comuni, il comune di
Palermo faccia la sua parte, nei comuni vediamo di creare le
condizioni per un decoro dell'attività edilizio, io dico perché
questi settori indotti abbiano più lavoro. C'è un problema
inverso, non tanto di mortificare le attività indotte, ma di
creare le condizioni perché l'indotto dell'edilizia decolli e
facciamo in modo che però l'indotto sia nella condizione di
supportare, io spero, il rilancio dell'attività edilizia.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo
avuto modo già in sede della discussione generale di accennare a
questa problematica che è una problematica che nasce dal vivo di
una realtà che vuole mettersi in movimento.
Io interverrò solo per spiegare quali sono i precedenti ed i
precedenti sono questi: sin dal 1990, 91 tutti i Comuni ricadenti
dentro il Parco delle Madonie, parliamo di 15 Comuni hanno votato
con rispettive delibere dei Consigli Comunali assunte tutte
all'unanimità hanno votato una richiesta di modifica della
disciplina delle attività esercitabili dentro l'area di parco.
Questa modifica della disciplina delle aree, delle attività
esercitabili è stata sottoposta all'approvazione e al parere del
Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale che
è l'organo massimo di questa Regione e che è rappresentativo del
meglio della cultura ambientalista, non me ne vogliano alcuni
parvenù dell'ambientalismo che vedo passeggiare in questo
Palazzo, che è il meglio dell'ambientalismo in Sicilia, il quale
Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale ha
detto che limitatamente ad attività estrattive finalizzate alle
esigenze di recupero ambientale, alle esigenze legate agli
interventi edilizi ricadenti nei Comuni del Parco, queste
attività estrattive, che necessariamente non possono che essere
di modesta entità sono possibili.
L'Ente Parco delle Madonie a seguito di questa istruttoria e
a seguito di questa decisione tradotta nel decreto dell'Assessore
pro tempore al Territorio e all'Ambiente, l'onorevole Burtone,
decreto assessoriale n. 286 dell'aprile 1996, l'Ente Parco sulla
base di questo decreto ha posto il problema di rilasciare e
cominciare a pianificare questa attività se nonché è stato fatto
sollevare un problema in ordine alla compatibilità e al
riferimento con la legislazione.
L'Ufficio legislativo e legale della Regione ha detto
all'Assessore al Territorio che occorrerebbe dal momento che la
modifica della disciplina è fonte normativa secondaria,
occorrerebbe equiparare la disciplina attraverso una modifica
della legge.
Questo è l'antefatto e questa è la norma che lì meglio e
anzi con più paletti viene specificata in ordine alle attività
estrattive all'interno degli enti parco, viene specificata e
viene ulteriormente approfondita.
Voglio dire così come diceva l'onorevole Aulicino,
l'emendamento pone una serie di procedure e pone una serie di
paletti su tutta la procedura che garantisce sicuramente anche le
esigenze di tutela ambientale, e tuttavia, io finisco con una
battuta, se noi non dovessimo approvare questo emendamento
dovremmo allora fare una direttiva il Presidente della Regione ha
l'obbligo da questo punto di vista agli enti parco della Sicilia
e a tutte le Soprintendenze perché la finiscano e la smettano di
prescrivere nei loro nulla osta che bisogna utilizzare la pietra
locale per i rifacimenti, per gli interventi edilizi, per le
opere pubbliche e anche per le opere private perché, se così
dovesse essere, noi dobbiamo sapere che l'economia, anche quella
legale, verrebbe ad essere ulteriormente fermata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla base dell'osservazione
dell'onorevole Adragna, debbo dire che così com'è formulato il
sub emendamento riguarda materia di competenza della IV
Commissione, mentre l'articolo aggiuntivo 1.2, così com'è
formulato, era ammissibile. Quindi, o i proponenti riformulano il
sub emendamento in maniera tale che possa essere discusso ...
Così com'è formulato il sub emendamento, se l'onorevole Adragna
insiste, io debbo dichiararlo non ammissibile.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
questione sollevata dal Presidente Adragna ha un aspetto
formalistico e l'altro aspetto di sostanza.
Voglio ricordare a me stesso che, come chiamano i giuristi,
interna corporis, secondo la costante giurisprudenza
costituzionale, vale nell'iter procedurale della formazione della
legge.
Qualunque proposta che riguarda modifiche legislative o
proposte di legge devono essere valutate dalla Commissione di
merito e nessun altra Commissione può assorbire le competenze
della Commissione deputata secondo il Regolamento perché, se noi
non dovessimo rispettare questa procedura, il Commissario dello
Stato può benissimo impugnare la norma perché non si è rispettato
l'iter procedurale.
Andiamo alla sostanza della questione del disegno di legge.
Io facendo parte di una minoranza più forte dell'Assemblea
ritengo di agevolare anche il compito della minoranza più debole.
Questo modo di operare nel rispetto assoluto del Regolamento e
del buon senso - aggiungo io - consentirà all'Assemblea di
procedere ed approvare speditamente questo disegno di legge.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è troppo
chiaro questo emendamento per non capirne il senso e per non
comprendere che interviene in materie delicate e noi dovremmo
evitare anche di modificare norme importanti frutto di
discussioni, di dibattiti, di un avanzamento della coscienza
civile di questa Regione tradotta poi in legge, come fu, tutta la
legislazione sui parchi e sull'ambiente, dovremmo evitare la
cattiva abitudine di modificare con altre leggi leggi importanti
e sostanziali anche per un'idea dello sviluppo, della difesa del
territorio, dell'ambiente. Già abbiamo denunciato come in un
certo senso questa legge andava a sanare alcune situazioni, che
era quella di un certo abusivismo che riguarda le cave. Qui
invece noi interveniamo in una materia diversa e delicata qual è
la legge sui parchi, la legge istitutiva e la natura stessa di un
parco, nemmeno per sanare situazioni esistenti di abusivismo che
va normato, di abusivismo che va sanato - e noi saremmo comunque
contrari - ma l'emendamento è chiaro "si autorizza l'apertura di
nuove attività estrattive" in un'area che è quella di un parco
naturale, anche se in zona 'D' - alla Catalano andrebbe detta
questa cosa - che proprio perché è parco naturale prevede un
vincolo di natura ambientale, quindi c'è proprio un conflitto tra
l'idea di apertura di nuove attività devastanti per l'ambiente,
com'è una cava, e la natura stessa di quell'area, di quella
tutela e di quel vincolo contenuto nella natura della zona 'D',
dove pure vengono utilizzate alcune attività produttive, ma nella
natura della zona 'B' di un parco. Ora, non c'è dubbio che anche
dal punto di vista formale la richiesta del presidente della IV
Commissione, se il presidente la ritira noi la facciamo propria,
perché c'è bisogno di un rispetto e di una dignità istituzionale
anche legislativa in questa Assemblea e quella materia essendo
materia della Commissione ambiente e territorio deve ritornare
alla Commissione ambiente e territorio per un approfondimento.
Però è chiaro che questo emendamento non agevola il percorso già
accidentato per una legge di tre articoli di questo disegno di
legge. Allora, io credo che buon senso consentirebbe
all'onorevole Giannopolo di ritirare questo emendamento, ma non
lo ritira e anche qui quando si dice "ma è il parco che deve
autorizzare una nuova attività", ma il consiglio del parco è
fatto dai sindaci, le pressioni che si sviluppano dentro l'ente
le conosciamo e noi rischiamo di fare una norma che autorizza una
cava in ogni comune, perché non c'è un vincolo. Noi rischiamo di
autorizzare una cava in ogni comune con l'effetto devastante che
in un'area limitata come quella del parco delle Madonie o dei
Nebrodi o dell'Etna può avere questa norma, che non avrà più
vincoli a quel punto, se non quello della modesta entità e anche
la norma sul contestuale recupero ambientale, noi sappiamo essere
una norma che sostanzialmente non recupera, intanto perché il
deposito di somme è talmente irrisorio rispetto all'entità del
danno provocato che mette qualunque amministrazione non in grado
di risanare e di recuperare - ce lo diceva stamattina l'ingegnere
in Commissione - ma la contestualità di fatto non esiste. Allora,
noi rischiamo di fare un obbrobrio che interviene su una legge
esistente che stabilisce dei vincoli e non creiamo nemmeno le
condizioni di agevolezza per giungere all'approvazione di questa
legge. Non c'è dubbio che qualora il Presidente non decidesse di
demandare alla quarta Commissione un nuovo apprezzamento di
questa norma, qualora si decidesse di andare avanti utilizzeremo
tutti gli strumenti per non consentire a questa Assemblea di
approvare questo emendamento.
ZANNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, brevissimamente volevo esprimere
alcune considerazioni. Comprendo le ragioni che qui in
particolare l'onorevole Giannopolo ha esposto a sostegno di
questo emendamento; le comprendo, le capisco, però vorrei
invitare l'onorevole Giannopolo ed i proponenti a ritirare questo
emendamento.
Quindi togliere anche da un certo imbarazzo anche la
Presidenza nella valutazione sull'ammissibilità o meno di questo
emendamento.
Chiedo di ritirare questo emendamento per due ragioni: la
prima è che stamattina per circa 4 o 5 ore la III Commissione,
insieme ad altri deputati, ha discusso e definito un accordo -
non c'è nulla di scandaloso, si è scelta questa strada, si sono
fatte delle valutazioni ed è necessaria, ritengo, da parte di
tutti rispettare questo accordo. Lo ha rispettato chi ha
rinunciato ad un'opposizione ad un disegno di legge - che
comunque per quanto mi riguarda non condivido nella sua filosofia
- ma se si è fatto un accordo ognuno rinuncia ad una parte delle
proprie convinzioni, delle proprie motivazioni e per far
rispettare l'accordo non si sono trovati strumenti, non si sono
adoperati strumenti che si potevano adoperare come quello della
richiesta continua di numero legale, viste le scarse presenze di
questa sera dentro questo Parlamento.
Ma siccome siamo persone serie e quando si definisce un
accordo e si vuole rispettare lo si rispetta, accettando non solo
di rinunciare, ripeto, alle proprie tesi, ma accogliendo anche
proposte che, come dire, vanno perfino oltre, diciamo, la mia
natura ed i miei orientamenti. Vorrei ricordare che abbiamo
approvato poco fa un emendamento il 2.5 sulle cave esistenti
autorizzate in presenza di vincolo sopravvenuto successivamente e
quindi il meccanismo dei nulla-osta della Sovrintendenza, e mi
pare che già sia un bel macigno, visto che parliamo di pietre, in
questo cammino.
Io no vorrei che si tiri troppo la corda da questo punto di
vista. Quindi chiedo ai proponenti di ritirare questo
emendamento. Questo emendamento non faceva parte dell'accordo e
no si può accettare un accordo quando conviene perché gli altri
rinunciano e non si accetta l'accordo quando deve esserci dalla
propria parte un atteggiamento di rinuncia alle proprie tesi.
La seconda motivazione è più nel merito dell'emendamento:
questo e un altro emendamento che riguarda le zone D di parco. Io
non vorrei - questo è un altro esempio - che passi la tesi -
l'abbiamo impedito quando abbiamo discusso la legge sulla caccia,
quando si volevano aprire la caccia nelle zone D di parco - che
passasse la convinzione che queste zone D abbiano poco valore,
quindi è possibile cacciare, è possibile cavare, e non so domani
cosa sarà possibile fare in un'altra legge che andremo a
discutere.
Le zone D nei parchi hanno un valore; avranno meno valore
come paesaggio e come natura A delle zone B di parco, ma hanno
esse stesse di per sé un valore, ma hanno soprattutto un valore
id cuscinetto tra il resto del territorio e le zone di maggior
pregio, le zone B e le zone D dei parchi.
Se noi cominciamo ... E' un altro ragionamento quello di
stringere le zone D: allora si fa una discussione di merito dei
confini delle zone D dei parchi. Ma se invece la scelta è quella
che alla prima occasione ci dobbiamo infilare una norma che
deroga alla normativa vigente, allora qua va a finire che queste
zone D diventano una sorta di formaggio con i buchi dove farci
tutto quello che tentiamo di farci non applicando le norme.
Anche per questa ragione io ritengo che abbia ragione -
scusate il bisticcio di parole - il Presidente della IV
commissione, onorevole Adragna, nel sollevare che visto che
stiamo discutendo di attività in zona di parco è necessario che
questa valutazione venga fatta non dalla III commissione, che ha
un'altra finalità, ma dalla commissione competente.
In ultimo, io vorrei dire una cosa all'onorevole Giannopolo.
Io non so a chi si riferisca lui quando parla del meglio
dell'ambientalismo o degli scienziati dell'ambientalismo o dei
parvenu ambientalisti che girano in questo Palazzo.
Io, ripeto, non so a chi si riferisca, forse all'onorevole
Virzì.
VIRZI'. Non sono un parvenu per il parco.
ZANNA. So soltanto che il compito che io ho qui dentro
insieme agli altri 89 parlamentarI è quello legislativo, devo
fare delle leggi e delle norme.
Io non voglio assumermi responsabilità - non sarò un
ambientalista, uno scienziato, il meglio dell'ambientalismo,
probabilmente sarò un parvenu dell'ambientalismo - oltre quella
che ho, che è quella di fare delle leggi. Non voglio fare delle
leggi che permettano danni all'ambiente.
Io ho la paura che una norma di questo tipo possa portarci a
questo e, quindi, la responsabilità ce l'ho per intero e voglio
adoperarla al meglio, cercando di fare le cose in maniera chiara
e trasparente per tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
sia bello di fronte ad un Parlamento parlare di accordi
intervenuti, che dovrebbero in qualche modo restringere la
capacità di valutazione di quest'Aula.
Io di questi accordi non so nulla, ho scoperto in Aula un
emendamento che trovo assolutamente ragionevole, non so se questo
ha stracciato accordi che erano intervenuti in corridoi, in
stanze più o meno chiuse. Ritengo che, come parlamentare, questo
non possa e non debba nè interessare me, nè interessare l'Aula
nel suo complesso.
ZANNA. Si è riunita la III commissione.
VIRZI'. Non ha importanza Rimane sovrana l'Aula in ogni caso,
non è che in III commissione vi appattate le carte - come dite
voi - ed il discorso è chiuso. Continua a legiferare il
Parlamento, fino a quando ce lo permetterete.
Il problema vero è che non esisterebbe il problema della
zona D se artificiosamente qualche parvenu dell'ambientalismo non
avesse fatto calare i parchi siciliani in zone totalmente
antropizzate e già di per sè in grave crisi occupazionale e
sociale. Questa è la verità.
Voi avete calato la cappa di vetro dell'ingessatura sociale
su intere zone della Sicilia, non abitate da scoiattoli che sono
tanto apprezzati dall'onorevole Zanna, ma da persone normali che
debbono lavorare e che avevano già in atto, non abusivamente,
concessioni in quel terreno e si sono visti ridicolmente
approvare patti oppure regolamenti di parco, in cui si dice che
si può costruire nel parco solo con la pietra del parco, però nel
punto successivo si scriveva che la pietra del parco non può
essere cavata.
Cari amici, noi ci siamo aggrovigliati nel nome dello zelo
da pasdaran ambientalistico in una situazione davvero grottesca,
che ha ingessato non un arto sano - badate bene - nè un arto
risanato, ma un arto fratturato per continuare a tenerlo
fratturato.
Chi conosce la situazione del Parco delle Madonie sa che ci
si attendeva dal Parco che fosse un volano di sviluppo e, invece,
è diventata un'ulteriore penalizzazione.
Io credo addirittura che sia incompleta l'emendamento
dell'onorevole Giannopolo, perchè parla ad esempio di nuove cave.
Ma ci sono situazioni di ingiustizia plateale da risanare, cioè
di cave che esistevano, che erano operanti e si sono viste calare
la mannaia del parco, famiglie finite, chiuse, lavoratori a casa
d'emblé, senza preavviso.
Attenzione non parlo di abusivi, parlavo di gente che aveva
un rapporto assolutamente normale con la Pubblica
Amministrazione.
Perché gli abusivi, nonostante me, l'onorevole Mele, gli
ambientalisti più zelanti come l'onorevole Zanna, non si
spaventano del fatto che noi approviamo una legge più o meno
restrittiva, continuano; stanno cavando adesso.
Noi dobbiamo legiferare in funzione delle persone per bene,
non dei potenziali mascalzoni; si legifera presumendo che le cose
che noi diciamo hanno un impatto rilevante e serio con la gente
per bene di questa terra, che ci tiene ad avere un rapporto
normale con la pubblica amministrazione, e che lo aveva.
E questo d'improvviso é stato interrotto, senza che a
nessuno venisse, ad esempio, in mente una cosa equivalente al
riposo biologico, come é stato fatto per la pesca; gli abbiamo
chiuso un'attività e gli abbiamo detto che non c'era nessun
ristoro, nessuna alternativa, nessuna scappatoia; noi chiudiamo
un esercizio commerciale, una fabbrica un'azienda, un'attività di
lavorazione.
E non abbiamo saputo mettere in campo nessun tipo di
alternativa. Ma non soltanto per i proprietari, per intere fasce
delle nostre vecchie comunità montane, come nei Nebrodi e nelle
Madonie.
Allora, poco fa sentivo, fuori sacco, l'onorevole Piro che
diceva: allora voi volete l'abolizione dei parchi sic et
simpliciter.
PETROTTA. Si, si, l'onorevole Piro ha ragione.
VIRZI'. Beh, voi rischiate di creare una marea montante di
disaffezione presso la gente, che condurrà a questa aberrazione.
Io pure sono favorevole, in nome di una concezione culturale
totalmente diversa, in nome della tradizione, in nome di ciò che
é antico ed eterno, in nome di ciò che merita di essere
conservato, io sono per la natura, per l'ambiente, io non voglio
che mio figlio possa scambiare il latte come una bevanda simile
alla Coca Cola - una volta me lo ha chiesto "In quale fabbrica si
fa il latte? Quale macchinetta lo fa?" -. Io desidero un mondo
normale come e quanto voi, però dobbiamo mettere la gente nelle
condizioni di accettare come ragionevoli le cose che noi facciamo
per difendere la natura. Cioè rendere compatibile con
l'antropizzazione e con le attività umane i vincoli che noi già
mettiamo.
Altrimenti creerete una spaventosa crisi di rigetto nei
confronti del principio stesso.
E poi onorevole Di Martino, io qua leggi per gli angeli on
ne ho mai visto fare; le leggi qua si sono fatte sempre per
qualcuno; in genere per qualcuno che veniva a gridare qua sotto;
e in genere quando quelli che venivano a gridare qua sotto
avevano le bandiere di un certo colore, e le sedie affittate da
qualcuno.
Quindi non si é mai legiferato né per i filosofi, né per gli
angeli, nè per le nuvole. Si fanno le leggi perle cose concrete,
per dare risposte ai problemi che esistono, che urgono.
E allora francamente non c'é nessuna vergogna a dire che noi
stiamo cercando di porre mano a una cosa sulla quale sarebbe
saggio che si ritornasse in altra sede, perché é anche vero,
francamente, che questa materia l'ho personalmente affrontata con
un lungo carteggio intercorso fra me, il parco delle Madonie e
l'Assessore al territorio e all'ambiente.
So che é in preparazione un piano regionale delle miniere
che decollerà nel 2001. E nelle more, che cosa raccontiamo alla
gente? che i nostri studiosi stanno preparando ... infatti si
dice "2001 odissea nell'ospizio".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mele. Ne ha
facoltà.
MELE. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi. Solamente
poche battute. Io credo che sia - mi permetta onorevole
Giannopolo, lei sa che noi abbiamo grande stima nei suoi
confronti, però mi permetto di dire che é assolutamente evidente
la volontà ... molti di noi l'abbiamo nei confronti dell'amico
.. parlo a titolo personale e non ho problemi a parlare a titolo
personale ... comunque devo dire che é evidente la volontà che
bisognerebbe rivedere nell'emendamento proposto.
L'emendamento non fa altro che stravolgere, vorrei ricordare
che in questa Aula molti di noi nella precedente legislatura, pur
se una legislatura assolutamente distorta, chiamiamola così,
abbiamo fatto grandi battaglie affinché i parchi e le riserve
venissero istituiti con apposite leggi regionali.
Oggi una serie di leggi stanno, con una serie di leggi già
nella scorsa legislatura, ma soprattutto in questa attuale, dopo
di che, dicevo con una serie di ulteriori leggi, abbiamo finito
per stravolgere tutta quella legislazione che avevamo adottato.
Vede, onorevole Virzì, non possiamo, non essendo riusciti ad
avviare quelle che sono state le corrette procedure che abbiamo
avviato con la legislazione sui parchi e le riserve, oggi
decidere di stravolgere tutto e di distruggere i parchi, solo
perché, concordo con lei, non sono state attivati nel modo
corretto una serie di meccanismi. Occorre capire, piuttosto,
perché non mettere in moto correttamente quanto é stato fatto
con le leggi precedenti.
Piuttosto, la realtà é una. Per esempio, rispetto alle
riserve, questo é un tema che bisognerebbe porre al presidente
della quarta commissione, questa Assemblea, per le zone "B", ha
legiferato con la volontà, l'obbligatorietà di redigere piani
particolareggiati di recupero.
Su questa cosa, l'assessorato al territorio e all'ambiente
ed i comuni interessati non stanno facendo assolutamente nulla,
con quel risultato, che diceva giustamente l'onorevole Virzì, che
poi alla fine non essendo sotto il controllo giuridico della
pianificazione urbanistica, queste zone "B" delle riserve stanno
tutte per essere distrutte in Sicilia, perché la stessa Regione
siciliana non ha fatto, nonostante questo Parlamento ha fatto la
legge, quanto avrebbe dovuto.
Su questo la nostra commissione dovrebbe attenzionare. E
allora, io credo, piuttosto, che quando noi, per esempio, andiamo
a mettere, come in questo emendamento: gli enti parco, nelle more
dell'approvazione, eccetera, possono consentire nuove attività
estrattive di modesta entità.
Il fatto che noi mettiamo di modesta entità, mi viene alla
mente, excusatio non petita, accusatio manifesta, diciamo, di
modesta entità e non grande.
Dopo di che diciamo: fino all'approvazione del piano
territoriale di coordinamento, nel senso che concediamo un
illecito, ma lo concediamo fino a quando, poi, approveremo un
piano che, con l'attuale gestione dell'Assemblea, non dipende dal
Governo, ma dipende da una disattenzione generale, fino a quando
non approveremo questo piano, finiremo, evidentemente, per
distruggere, ulteriormente questi parchi.
Mi chiedo, e lo chiedo all'onorevole Giannopolo, io non
voglio fare né la parte dell'ambientalista né la parte
dell'accanito estremista, quale compatibilità ambientale c'é,
rispetto all'esistenza di un parco, con le attività estrattive.
Io vorrei capirlo. Con questa legge stiamo autorizzando la
riapertura delle cave di tufo di Favignana, bellissime, perché
ormai storicizzate, ma storicizzate perché abbiamo i giardini.
Non é così. Le cave di pomice le abbiamo limitate in commissione,
e oggi diciamo: apriamo pure le cave estrattive, se pur
limitatamente ad un certo periodo e se pur in modesta dimensione
anche nelle zone sottoposte a parco.
Allora, io il parco ed ho concluso, onorevole presidente, lo
vedo più non come un vincolo, onorevole Virzì, se fosse
sviluppato nella sua giusta dimensione, ma come una grossissima
potenzialità economica ed allora sarebbe bene che questa
Assemblea e la commissione apposita attivassero tutte le
procedure affinché i parchi possano sviluppare, così come, per
altro, la legislazione regionale prevede.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Petrotta. Ne ha
facoltà.
PETROTTA. Signor presidente, onorevoli colleghi, i miei
interventi iniziano, forse, da ora dopo avere svolto per due anni
e mezzo, abbondantemente, tutto quello che potevo fare per quanto
riguarda il compito istituzionale della commissione bilancio. Ma
quante cose mi fanno considerare e vorrei che queste prime parole
le sentiste, per dirle con la stessa chiarezza che io userò.
Ma cosa diciamo alla gente fuori? Cosa abbiamo da dire, in
questo momento, alla gente mentre si cerca un po' di sviluppo
nelle attività necessarie per dare lavoro a qualcuno. Cosa si
cerca? Ogni tanto si cita l'onorevole Zanna, non so perché,
forse perché portato avanti, proprio dagli scoiattolo, dalle
cose di cui qualcheduno che mi ha preceduto fin ora, lo ha
esaltato per questo suo compito particolare.
Voglio soltanto dire che in questi giorni io ho avuto modo
di sentire, e non faccio quello che altri colleghi stanno
facendo, di sentire quello che avviene all'IMESI, quello che
avviene in altre zone, dove giorno per giorno anziché trovare
occupazione aumenta la disoccupazione. E sulla questione delle
limitazioni ai parchi e alle limitazioni poste da questi
dispositivi di legge c'è da dire che si è soltanto voluto
uccidere la possibilità di dare alla gente lavoro e si è anche
voluto dire qui lo sviluppo si deve bloccare. Non esiste più vita
dove c'è un parco amministrato con le norme che noi abbiamo
voluto e che ancora continuiamo a sostenere.
Esiste solo una cosa: la conseguenza dannosa che in questo
momento noi tra un po' di giorni reclamiamo di andare in ferie
mentre c'è gente che cerca un pezzo di pane, e per quanto
riguarda questi dispositivi limitativi delle aree protette, dei
parchi vergognosamente c'è da dire, e lo sappiamo tutti, non sono
che paralizzanti per la vita della zona, specie per tutta quella
che ricade nei dintorni e quella che attorno ad essi potrebbe
trovare vita.
Colleghi io vi esorto soltanto a dire, non ripetiamo quello
che molti dicono e cioè che stiamo qui per parlare con il compito
che in realtà istituzionalmente scaturisce dai Parlamenti dove si
deve solo parlare. Io vi esorterei a vedere i veri bisogni della
gente, vi esorterei a vedere come possiamo interpretare nel
migliore dei modi e certamente non calpestando quello che molte
persone per bene, non gli esaltati, molte persone razionali, non
quelle che del cervello ne fanno un uso soltanto distorto, quello
cioè di vedere se la natura deve essere protetta e chi non lo
deve fare?
Lo dobbiamo fare
Ma chi dice che noi non lo vogliamo fare se sostenendo
queste tesi ci poniamo contro le esaltazioni di alcuni, se
sostenendo queste tesi diciamo che vogliamo garantire sia pur di
poco le possibilità di sviluppo sia sotto l'aspetto lavorativo,
ma sia ancora sotto l'aspetto turistico; è stato il mio pallino
fin dall'inizio di questa legislatura e ne abbiamo fatto pezza da
piedi.
Il turismo, il turismo nelle aree protette, il turismo nei
parchi, mi volete dire quando cesserà questo breve intervento
dove avete provato di avere dato il vostro contributo per questi
sviluppi? Dove avete cercato tutti di dare il vostro apporto per
fare migliorare le condizioni della gente? Avete ancora il
coraggio di dire alla gente fuori che vi interessate dei loro
problemi o dei pochi problemi che forse dietro le quinte
interessano a qualcuno? E se io dovessi leggere gli interessi che
possono ricadere su qualcuno dirò fatti, nomi e cognomi.
Concludo solo dicendo: usiamo razionalmente il nostro
cervello. Io vivo in una zona che è vicino direi anche forse
dentro, alcuni di questi punti considerati vincolati per non dare
più la possibilità alla gente di dire: posso fare qualcosa. Le
norme onorevoli le avete fatte voi, le norme le avete fatte voi
questo è paralizzante col rischio anche di finire in galera se si
rimuove una pietra? Ma è vergognoso che noi deputati di questa
Regione possiamo sostenere queste tesi ed è ancora più vergognoso
non dare possibilità di sviluppo e di lavoro alla gente della
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io visto che
l'argomento sta particolarmente appassionando l'Aula ed essendo
stata sollevata fin dall'inizio un'osservazione da parte del
Presidente della IV Commissione, mi permetterei di chiederLe
intanto di accantonare il subemendamento, di andare avanti con la
legge, se è finita se c'è solo questo meglio ancora, e di far
convocare al Presidente della IV Commissione per martedì mattina,
con l'impegno della Presidenza, di procedere martedì pomeriggio
all'esame in qualche modo che vincoli anche il parere della
Commissione, perchè a questo punto mi pare che ormai sono state
spiegate abbondantemente le ragioni di chi è favorevole e di chi
è contrario, essendo fondamentale il parere della IV Commissione
io ritengo che debba essere acquisito e ritornare in Aula martedì
per il voto sull'emendamento e sul testo del disegno di legge.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino lei chiede di parlare sulla
proposta dell'onorevole Speziale? La Presidenza ha il dovere di
rispettare il Regolamento e, quindi, la Presidenza deve
accogliere l'osservazione posta dall'onorevole Adragna poiché
questo attiene ai poteri della Quarta Commissione. La Presidenza
avvalendosi del Regolamento art. 112, 8 e 9 comma, accantona la
discussione, la rinvia alla seduta successiva e dà la possibilità
alla Quarta Commissione di apprezzare gli emendamenti.
Però, prima di rinviare, possiamo passara alla votazione
dell'emendamento all'articolo aggiuntivo che avevamo accantonato
e cioè il 3.2 a firma Croce, Alfano:
- all'articolo 2 della legge regionale 6 giugno '75 n. 41
vengono aggiunte le seguenti parole "d) per l'acquisto di terreni
da esibire all'attività estrattiva".
Non c'è necessità di una specificazione perché siccome fa
parte del corpo di una legge per la quale c'è un finanziamento
apposito non c'è necessità di aggiungere qualcos'altro.
E' chiaro onorevole Forgione? Poiché questa proposta se
approvata viene inserita nella legge 41 con un altro punto
oggetto dell'applicazione della legge 41 non è necessario
specificare, qui, la copertura finanziaria perché questa
s'intende nell'ambito delle attività della legge.
Onorevole Forgione ha capito di cosa sto parlando?
L'articolo aggiuntivo propone di aggiungere tra gli altri compiti
della legge 41 anche quello di finanziare la possibilità di
acquistare terreni per le cave. Si era detto, sulla base di
un'osservazione fatta dall'onorevole Piro, che occorreva
precisare meglio gli ambiti entro cui si poteva finanziare entro
cui si poteva fare questo tipo di attività. Non è necessario fare
questa specificazione perché siccome è un compito che fa parte
della legge 41 su cui c'è poi un finanziamento generale non è
necessario specificare.
Pongo in votazione l'articolo aggiuntivo 3.2. Chi è
d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORGIONE. Non ci sono i presentatori non si può approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, abbia pazienza, lo avevamo
accantonato. E, allora la discussione sulla presente legge è
accantonata e rinviata alla seduta successiva. Intanto la Quarta
Commissione è autorizzata a riunirsi per esaminare l'emendamento
1.2 ed il subemendamento 1.2.1.
FORGIONE. Ribadisco che il 3.2 non si poteva approvare perché
da mezz'ora le dicevo che non erano presenti in Aula i
presentatori
PRESIDENTE. L'emendamento 3.2 era stato accantonato,
verificatosi il fatto che non c'era necessità di una
specifcazione per quanto riguardava le fonti di finanziamento, è
già stato messo in discussione e approvato. La discussione è
accantonata riprenderà nella seduta successiva, dopo che la IV
Commissione avrà apprezzato l'emendamento 1.2 e il sub
emendamento 1.2.1.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente volevo fare una proposta sull'ordine dei lavori anche
per semplificare la discussione generale e consentire un congruo
lasso di tempo per presentare gli emendamenti relativi.
Se la Presidenza e l'Aula sono d'accordo potremmo effettuare
la relazione del disegno di legge sul commercio, in modo tale che
ci sia il tempo fino a martedì per la presentazione degli
emendamenti e così sostanzialmente c'è la possibilità per i
colleghi e per l'Aula di avere.....
PRESIDENTE. Lei chiede il prelievo del punto V all'ordine del
giorno.
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Esattamente.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni il prelievo si intende
accordato.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "RIFORMA DELLA DISCIPLINA DEL
COMMERCIO" (nn. 909-920-830-706/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
"Riforma della disciplina del commercio" (nn. 909-920-830-706/A)
Invito la III Commissione a prendere posto al banco alla
medesima assegnato. Prego l'onorevole Presidente della
Commissione di svolgere la relazione.
FLERES, Presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il Governo nazionale ha emanato, avvalendosi di una
delega prevista dall'articolo 4, comma 4, lettera c) della legge
15 marzo 1997, n. 59, il decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114
concernente la riforma della disciplina relativa al settore del
commercio.
Con tale decreto si prevede una disciplina basata su
principi diversi rispetto a quelli indicati dalle precedenti
normative statali di cui si è prevista in maniera graduale
l'abrogazione.
L'articolo 2 del decreto legislativo prevede che 'le regioni
a statuto speciale '...provvedano a quanto disposto dal presente
decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle
relative norme di attuazione'.
La Regione siciliana, come è noto, ha - ai sensi
dell'articolo 14, comma 1, lettera d), dello Statuto - competenza
legislativa 'esclusiva' in materia di commercio, salva la
disciplina dei rapporti privati, competenza che deve esercitarsi
nel rispetto dei 'limiti delle leggi costituzionali dello Stato'.
In relazione alla legge 11 giugno 1971, n. 426, la Regione
siciliana, condividendo le scelte di massima fatte dal
legislatore statale nel 1971, si è limitata a recepire la
disciplina da essa prevista, introducendo alcune modifiche in
relazione a taluni aspetti procedurali (legge regionale 22 luglio
1972, n. 43 e successive modifiche).
In ordine agli indirizzi contenuti nel decreto n. 114/1998
relativo al commercio, con il presente disegno di legge si è
ritenuto necessario introdurre alcune integrazioni e modifiche in
relazione alle particolari caratteristiche socio-economiche
dell'Isola, pur nel rispetto del nuovo impianto normativo del
provvedimento statale.
Il disegno di legge licenziato dalla Commissione propone una
nuova regolamentazione del commercio ed una nuova disciplina
sugli orari dei negozi; riconferma, invece, le vigenti leggi
regionali sulla disciplina del commercio su aree pubbliche e
sulle vendite straordinarie e di liquidazione, già disciplinate
in modo differenziato rispetto alla precedente normativa statale.
Il testo interviene altresì in materia di sperimentazione di
nuove forme di vendita dei giornali allineandosi alla recente
normativa nazionale.
La necessità di apportare alcune modifiche ed integrazioni
alla normativa statale discende dalla particolare natura del
territorio dell'Isola, dalla situazione socio-economica, dalla
consistenza dell'apparato distributivo, che deve svilupparsi
nelle forme più innovative per meglio rispondere alle esigenze
dei consumatori. E' necessario, inoltre, consentire un aumento
reale dell'occupazione anche nel settore del commercio, pur nella
salvaguardia delle diverse forme distributive e nel perseguimento
di un equilibrio ottimale tra piccole, medie e grandi strutture
di vendita, al fine di promuovere una sana concorrenza
nell'interesse dei consumatori e delle stesse categorie
imprenditoriali.
In particolare, nella Regione si rilevano attualmente poco
meno di 360 mila imprese, di cui 115.000 nel settore commerciale;
ciò offre una precisa dimensione delle problematiche affrontate
nel testo, anche se nel corso del 1997 e del 1998 si è
evidenziata ancora una situazione di crisi del settore
commerciale al dettaglio, in quanto sono prevalenti le imprese
cancellate dall'anagrafe camerale, rispetto alle nuove
iscrizioni.
Tale difficoltà perdura da anni come si deduce dal fatto
che, nel periodo 1995-1997, tra le nuove imprese iscritte (12.146
unità) e quelle fuoriuscite dal mercato (13.195) vi è stato un
saldo negativo di 1.049 unità.
Tale situazione e le prospettive di sviluppo delle strutture
distributive inducono a mantenere alcuni istituti, già previsti
dalla legge n. 426 del 1971, come la qualificazione culturale e
professionale degli operatori, a garanzia e tutela dei
consumatori, ed anche allo scopo di consentire l'immissione nel
settore di operatori professionalmente preparati ad affrontare le
sfide di un mercato sempre più concorrenziale, nonchè a
conservare, limitatamente ai generi di largo e generale consumo
(alimentari e prodotti dell'abbigliamento), uno strumento di
programmazione.
Si ritiene, invece, di poter adeguare la normativa siciliana
alle indicazioni contenute nel decreto legislativo n. 114/1998
sulla liberalizzazione - ferma restando la qualificazione
professionale degli operatori - delle piccole strutture di
vendita relative al settore non alimentare ed ai prodotti non di
largo e generale consumo, la soppressione del registro degli
esercenti il commercio, i criteri di programmazione urbanistica e
commerciale per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e
grandi strutture, la disciplina delle forme speciali di vendita e
altri aspetti della nuova normativa, semplificando le procedure
per l'accorpamento di più punti vendita.
La presente proposta, nello stabilire le norme che
disciplinano il commercio al dettaglio nel territorio della
Regione siciliana, è coerente agli indirizzi espressi dal
legislatore statale, pur tenendo conto delle caratteristiche
territoriali e socio-economiche delle varie aree della Regione e
della sua configurazione isolana.
Il testo si articola in otto titoli:
I) Principi generali;
II) Requisiti per l'esercizio delle attività commerciali;
III) Esercizio dell'attività di vendita al dettaglio;
IV) Orari di vendita;
V) Offerta di vendita;
VI) Forme speciali di vendita al dettaglio;
VII) Sanzioni;
VIII) Disposizioni transitorie.
Il Titolo I concerne l'oggetto e le finalità della legge e,
nel rispetto della competenza esclusiva in materia della Regione,
si ispira alle indicazioni del decreto Bersani al fine di
ottenere trasparenza nel mercato, maggiore concorrenza, reale
libertà di impresa e libera circolazione delle merci, tutela del
consumatore, equilibrio tra le diverse tipologie di vendita,
valorizzazione del servizio commerciale nelle aree urbane,
rurali, montane ed insulari.
Il testo distingue tre tipologie di esercizi commerciali al
dettaglio, in base alla loro dimensione: esercizi di vicinato
(ovvero piccole strutture), medie e grandi strutture di vendita.
Viene invece mantenuta intatta l'attuale disciplina del commercio
su aree pubbliche, pur con delle parziali modifiche all'aspetto
sanzionatorio.
Il Titolo II disciplina i requisiti per l'esercizio
dell'attività commerciale e divide i prodotti in due settori
merceologici, alimentare e non alimentare. Nell'ambito di
quest'ultimo, il settore dell'abbigliamento è stato individuato
come ulteriore raggruppamento merceologico con carattere
sperimentale per un triennio.
Relativamente ai requisiti prescritti, il testo prevede che
per lo svolgimento di attività commerciale sia necessario avere
espletato tale attività per almeno un biennio o aver frequentato
un corso di qualificazione riconosciuto dalla Regione e tenuto da
enti specializzati.
Il Titolo III si occupa della rete distributiva e della sua
programmazione, in modo da garantire uno sviluppo organico del
settore sia per tipologia merceologica sia per dimensione. La
programmazione è affidata alla Regione ed ai comuni sulla base di
indicazioni miranti ad assicurare il raggiungimento di tale
obiettivo.
In tal senso è previsto un Osservatorio regionale per il
commercio, rappresentativo dei diversi interessi istituzionali,
imprenditoriali, sindacali e dei consumatori.
Il regime delle autorizzazioni all'apertura, ampliamento,
trasferimento degli esercizi di vendita varia in relazione alla
tipologia dell'esercizio, e cioè a seconda che si tratti di una
piccola, media o grande struttura di vendita. Per l'apertura di
un esercizio di vicinato, salvo che per il settore alimentare e
dell'abbigliamento, non è più necessaria l'autorizzazione
amministrativa ma è sufficiente la semplice comunicazione al
comune dell'avvio dell'attività.
Gli esercizi di vicinato sono quelli aventi dimensione fino
a 100 metri quadri nei comuni con popolazione inferiore a 10.000
abitanti; fino a 150 metri quadri nei comuni con popolazione non
oltre i 100.000 abitanti e fino a 200 metri quadri nei comuni con
popolazione oltre i 100.000 abitanti.
Gli esercizi di media dimensione sono quelli aventi
superficie superiore a quella degli esercizi di vicinato e fino a
600 metri quadri nei comuni con popolazione fino a 10.000
abitanti; fino a 1.000 metri quadri nei comuni con popolazione
fino a 100.000 abitanti; fino a 1.500 metri quadri nei comuni
con popolazione superiore a 100.000 abitanti.
Le grandi strutture sono gli esercizi di vendita con
superficie superiore agli esercizi di media dimensione.
Secondo il presente disegno di legge il rilascio delle
autorizzazioni per le medie strutture di vendita è di competenza
dei comuni in cui esse ricadono, mentre per le grandi strutture
tale competenza è attribuita alla Regione che convoca all'uopo
una conferenza di servizi di cui fanno parte rappresentanti
dell'Assessorato della cooperazione, del
commercio,dell'artigianato e della pesca, della provincia
regionale, del comune e della camera di commercio.
Alla conferenza di servizi partecipano a titolo consultivo i
rappresentanti dei comuni contermini, delle organizzazioni dei
consumatori, dei lavoratori e delle imprese.
Il testo prevede inoltre alcune disposizioni particolari a
salvaguardia dei piccoli comuni, dei comuni montani e delle isole
minori e dei centri storici.
Il titolo IV disciplina gli orari di vendita, allargando la
fascia oraria, che si articola in 12 ore lavorative da svolgersi
tra le 7 e le 22 o, durante i periodi di vigenza dell'ora legale,
tra le 7 e le 23.
I comuni, d'intesa con le organizzazioni di categoria ed i
sindacati, possono prevedere una diversa articolazione degli
orari per alcune zone del territorio, con possibilità di derogare
all'obbligo di chiusura domenicale e festiva per otto domeniche a
cui si aggiungono quelle del mese di dicembre.
Sempre per quanto riguarda gli orari, sono previste deroghe
per i comuni turistici, le aree ricadenti in prossimità di grandi
arterie viarie, il settore alimentare, che deve comunque
assicurare l'apertura di un numero adeguato di esercizi per
garantire il servizio anche nei giorni di chiusura, sulla base di
apposita turnazione.
Il titolo V, a tutela dei consumatori, si occupa della
pubblicità dei prezzi, disponendo che siano indicati in modo
chiaro e ben leggibile il costo e la qualità dei prodotti.
Il titolo VI regolamenta le forme speciali di vendita al
dettaglio, ovvero: le vendite straordinarie e di liquidazione;
la vendita in spacci aziendali; la vendita attraverso apparecchi
automatici, per corrispondenza o attraverso radio, televisione o
altri mezzi di comunicazione; la vendita a domicilio; il
commercio elettronico; introducendo norme che regolano tali
materie e tutelano i consumatori.
Si è in particolare ritenuto di approntare una disciplina
per il commercio elettronico, in una materia in continua
evoluzione e che ha bisogno di adeguata regolamentazione, anche a
livello nazionale, al precipuo scopo di sviluppare un'attività
che potrebbe offrire in Sicilia, soprattutto per i giovani,
interessanti sviluppi in termini di nuove imprenditorialità e di
occupazione.
Il titolo VII prevede, a seconda della violazione
riscontrata, sanzioni che vanno da uno a trenta milioni.
Il titolo VIII, infine, disciplina la fase transitoria di
applicazione della legge in modo da realizzare un progressivo
adeguamento normativo tra il vecchio ed il nuovo regime. Le norme
finali riguardano la vendita della stampa periodica e quotidiana,
il commercio su aree pubbliche, le camere di commercio, il
passaggio di proprietà degli esercizi per atto tra vivi o a causa
di morte del titolare.
Il testo non prevede alcun onere a carico del bilancio della
Regione e rappresenta una valida sintesi, frutto dell'incontro
delle diverse posizioni politiche, tra la normativa nazionale e
quella regionale in atto vigente, tenuto conto delle condizioni
socio-economiche della Sicilia e nel rispetto delle esigenze
degli imprenditori e dei consumatori, dei soggetti istituzionali
interessati.
Per le considerazioni svolte si auspica una rapida
approvazione da parte dell'Assemblea del disegno di legge.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, io a titolo personale ho aderito
alla sollecitazione del presidente Fleres, peraltro apprezzata e
gradita da tutto il Parlamento. Ho capito che si trattava di
incardinareil disegno di legge, ma non che si sarebbe poi
proceduto alla discussione generale. Come si fa a discutere un
disegno di legge così importante con questo clima Non è
possibile. Per rispetto al terziario, ai commercianti chiedo che
la discussione generale si faccia seriamente.
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, nessuno vuole comprimere la
discussione generale. E' responsabilità dei deputati se non sono
presenti in Aula, ma la Presidenza vuole dare a tutti la
possibilità di intervenire sulla discussione generale, sugli
articoli e anche sugli emendamenti. Non è questo il problema.
Abbiamo prelevato per incardinare, poteva essere una soluzione
quella di aprire la discussione generale stasera, siccome in sede
di articolato si apre la discussione generale. Ma dal momento
che sorgono osservazioni...
DI MARTINO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, vi sono molti deputati di
questa Assemblea che ritengo svolgono come lo sanno fare,
evidentemente con tutti i limiti, le modestie che ognuno di noi
porta con sé, che appunto per questo impegno che intendono
portare avanti con i lavori parlamentari non hanno avuto il tempo
materiale per una lettura nemmeno superficiale del disegno di
legge. Io non voglio formalizzarmi su norme regolamentari, però
avevamo capito dalla presentazione del disegno di legge da parte
dell'onorevole Fleres, presidente della III Commissione, che si
trattava di incardinare la discussione generale con la relazione,
anche perché avevamo bisogno di ascoltare la relazione per
poterci preparare poi in un dibattito più serio. Ora, io mi
permetto di proporrle, signor Presidente, di continuare un altro
po' i nostri lavori d'Aula con il prelievo del disegno di legge
n. 935 che è altrettanto importante. Vi sono scadenze immediate
che riguardano la finanza della Regione siciliana. Pertanto, mi
rivolgo a lei per chiederle se è possibile prelevare il disegno
di legge n. 935 e così guadagnare altro tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Di Martino, l'intenzione della
presidenza era quella di recuperare le 24 ore previste dal
Regolamento avvalendosi dei precedenti, dando la possibilità ai
deputati di presentare gli emendamenti al disegno di legge entro
domani alle ore 12.00. Tuttavia, siccome sono sorte
osservazioni, la presidenza non può che prenderne atto e rinviare
la discussione generale ad altra seduta.
C'è la proposta di prelievo del disegno di legge n...
PIRO, Assessore al bilancio e alle finanze. E' la prosecuzione
dell'ordine del giorno, signor Presidente.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni si considera approvata
la proposta di prelievo del disegno di legge n. 935/A, chiesta
dall'onorevole Di Martino.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 935/A.
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge n.
935/A posto al III punto dell'ordine del giorno e segnatamente al
posto n. 3.
Invito i componenti la Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Martino, relatore, per
svolgere la relazione.
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Signor Presidente, chiedo di potere svolgere la relazione nel
corso della discussione generale della nuova seduta
dell'Assemblea in cui si discuterà il relativo disegno di legge.
PRESIDENTE. Così come per il disegno di legge precedente la
discussione viene rinviata ad un momento successivo. Io se posso
dare un consiglio, onorevole Assessore, la discussione generale
si potrebbe fare stasera ed eventualmente per gli emendamenti
possiamo dare un termine entro domani per presentare gli
emendamenti, visto che è meno complicato della legge sul
commercio.
E' aperta la discussione generale. Nessuno chiede di
parlare.
Si passa agli articoli fermo restando che per quanto
riguarda gli emendamenti, in base a precedenti, il Presidente
accorda ai deputati la possibilità che fino a domani...
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE n. 851/A
PRESIDENTE. Dal momento che l'Aula non è d'accordo a discutere
il prosieguo del disegno di legge n. 935, si passa al disegno di
legge n. 851/A "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e
private, agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti
autoservizi pubblici per il trasporto di persone", posto al punto
n. 4.
Invito i componenti la commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Adragna, relatore, per
svolgere la relazione.
ADRAGNA. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni la discussione
generale sul disegno di legge viene rinviata ad una seduta
successiva.
Visto che nessuno chiede di parlare dichiaro chiusa la
discussione generale. Pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti al disegno di legge possono essere
presentati entro domani a mezzogiorno.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
L'Assemblea terrà seduta martedì 27 luglio 1999, alle ore
17,00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 372 - Provvedimenti urgenti per definire l'applicabilità
o meno nella Regione siciliana della legge 'Merloni
ter'.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in data 10 novembre 1998, il Senato della Repub-
blica ha approvato la legge quadro sui lavori pub-
blici, meglio nota come 'Merloni ter' alimentando,
già dalla sua pubblicazione, il dubbio
sull'applicabilità o meno della legge nazionale
nella Regione siciliana, e particolarmente in
materia di conferimento degli incarichi
professionali;
- nessuna iniziativa risulta intrapresa dal Governo
della Regione per definire e dipanare incertezze
circa l'applicabilità o meno della norma nazionale,
specificamente per il conferimento di incarichi
professionali per le progettazioni;
CONSIDERATO che:
- la legge 'Merloni ter' nella nuova formulazione
rispetto alla legge 'Merloni bis', all'art. 1 comma
2, stabilisce, ora esplicitamente, che per le
legislazioni regionali rappresentano norme
fondamentali di riforma economica e sociale soltanto
i principi desumibili dalle disposizioni di legge,
cioè i suoi nuclei essenziali e non tutte le
disposizioni in essa contenute, modificando così
quanto previsto dal medesimo articolo della
precedente 'Merloni bis', che aveva ritenuto di
vincolare al rispetto integrale di tutta la legge
anche le Regioni e le Province autonome;
- l'art. 17 della legge 'Merloni ter',
'Effettuazioni attività di progettazioni', recepisce
quanto auspicato dalle categorie professionali,
riconoscendo in modo concreto, e quindi
riqualificando, la figura del libero professionista,
il quale viene nuovamente e specificamente a pieno
titolo compreso tra i soggetti cui è destinata la
redazione di progetti preliminari, definitivi ed
esecutivi, in forma singola o associata, ovviamente
con l'adozione di procedure le più trasparenti
possibile da disciplinare con regolamento (ad oggi
non ancora pubblicato);
RITENUTO che:
- nella legge nazionale però niente si dice in
relazione al rapporto con la normativa regionale ed
all'applicabilità del regolamento di attuazione
della norma nazionale alle Regioni a Statuto
ordinario, né tanto meno alle Regioni a Statuto
speciale, in quanto esse non sono ricomprese fra i
destinatari dello stesso e pertanto non si può non
evidenziare un ulteriore pericolo che aggiungerà
confusione al caos normativo già oggi esistente
nelle norme sui lavori pubblici in Sicilia;
- l'entrata in vigore del regolamento di attuazione
della legge nazionale, ormai prossimo, anche per
quanto anzidetto, non avrà effetti sulla
legislazione regionale, ma poiché abroga il
regolamento oggi esistente sui lavori pubblici (R.D.
n. 350 del 1895) e tutte le sue successive
modifiche, sortirà l'effetto di paralizzare in tale
materia la legislazione regionale, che nella maggior
parte dei suoi articoli richiama e rimanda le R.D.
n. 350 del 1895;
- nella nostra Regione le procedure per il
conferimento degli incarichi sono disciplinate
dall'art. 5, comma 9 della l.r. n. 21 del 1985 che,
in carenza di regolamento regionale, previsto dal
comma 10, pone come limitazione il cumulo degli
incarichi e come obbligo la valorizzazione delle
professionalità e delle comprovate competenze
professionali con unica soglia, pari a 200 mila ecu
per competenze tecniche, così come interpretato
dalla l.r. 22 aprile 1996 n. 22, art. 5;
NELL'APPROSSIMARSI di incarichi professionali per progetta-
zione che gli enti locali, le aziende sanitarie,
etc. conferiranno a liberi professionisti per una
rapida stesura di progettazioni esecutive (si veda
'Agenda 2000', Piano edilizia sanitaria, etc.),
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI
- a definire con urgenza in maniera chiara e
trasparente le modalità e la soglia di importo entro
cui le Amministrazioni locali ed altre possano
conferire incarichi di progettazione diretta, senza
incorrere in illeciti amministrativi che produrranno
quale unico effetto il ritardo per l'attivazione di
spesa nel settore di competenza;
- in prossimità della pubblicazione del nuovo
regolamento di applicazione della legge 'Merloni
ter', a definire entro e non oltre 90 giorni dalla
approvazione della presente mozione, in maniera
completa e chiara, i termini entro cui la normativa
nazionale risulti o meno applicabile nella Regione
siciliana o viceversa.
(21 luglio 1999)
BENINATI - SCOMA - CROCE -
BUFARDECI - BARONE - ALFANO
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale
della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19, concernente
giacimenti di materiali di cava nel territorio della
Regione siciliana" (n. 475/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
2) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
3) "Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)
Relatore: Onorevole Di Martino
4) "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti autoservizi
pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A)
Relatore: Onorevole Adragna
5) "Riforma della disciplina del commercio" (nn.
909-920-830-706/A)
Relatore: Onorevole Fleres
6) "Modifiche al comma 1, dell'articolo 1, della legge
regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
durata in carica del Comitato regionale di controllo" (n.
852/A)
Relatore: Onorevole Virzì
7) "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)
Relatore: Onorevole Di Martino
La seduta è tolta alle ore 20,23.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.30)