Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO
La seduta è aperta alle ore 17.52.
LO CERTO , segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
- "Interventi a favore del Centro di ricerche e studi
direzionali con sede in Palermo (CERISDI)" (n. 954)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Provenzano, Pagano, Croce, Alfano,
Beninati, Grimaldi, Scoma, D'Aquino in data 27 luglio 1999
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 3228 - Notizie sulla vicenda relativa alla 'Siciliana
Acque Minerali s.r.l.'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Cintola Salvatore
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N. 3229 - Opportune iniziative per scongiurare il pericolo
di inquinamento delle falde acquifere, connesso alla
realizzazione di una discarica di rifiuti solidi urbani a
Trabia (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Cintola Salvatore; Adragna Benedetto
----------------
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 3226 - Interventi in favore del quartiere di Picanello,
a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 3227 - Interventi per la manutenzione dei giardinetti
di largo Rosolino Pilo, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 346 - Ispezione presso il Consorzio siciliano di
riabilitazione (CSR) di Catania.
- Assessore Sanità
***
Guarnera Vincenzo; La Corte Gioacchino
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ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 375 - Notizie circa le condizioni praticate dal Banco
di Sicilia nella concessione di mutui ai Comuni, ed in
particolare al Comune di Genova, nonché sulle politiche di
sviluppo per le imprese siciliane e nazionali.
Fleres Salvatore; Croce Antonino; Beninati Antonino;
Grimaldi Ugo; Scoma Francesco; Pagano Alessandro; D'Aquino
Antonio
Presentata il 27/07/99
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N. 376 - Iniziative del Governo della Regione per
l'istituzione della Corte di Appello ad Agrigento.
Cimino Michele; Croce Antonino; Fleres Salvatore;
Provenzano Giuseppe; Beninati Antonino; Grimaldi Ugo; Scoma
Francesco; D'Aquino Antonio
Presentata il 27/07/99
----------------
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono
del Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 373 - Interventi urgenti in relazione alla trasformazione
dell'Azienda autonoma Terme di Sciacca in società a
capitale misto.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Azienda autonoma Terme di Sciacca è stata
istituita nel 1954, con lo scopo specifico di
amministrare e valorizzare il bacino idrotermale di
Sciacca, di proprietà della Regione siciliana;
- nel 1997 l'Azienda, con proprio atto deliberativo,
decideva di trasformarsi in società mista costituita
per il 95% da capitale pubblico e per il restante 5%
da un socio di minoranza, individuato in una
cooperativa di ex dipendenti, senza alcun tipo di
procedura ad evidenza pubblica;
CONSIDERATO che la delibera in questione, unitamente a
quella relativa allo schema di convenzione con la
nuova società, diveniva esecutiva 'ope legis' nel
1998, non essendo stata sottoposta a controllo da
parte dell'organo tutorio, (che, nel caso di specie,
è l'Assessorato Turismo, comunicazioni e trasporti
che, infatti, con propria nota le dichiarava nulle
il 26/8/1998);
PRESO ATTO che dal contenzioso scaturito, giunto innanzi al
Consiglio di giustizia amministrativa ed
all'Avvocatura distrettuale dello Stato, è derivato
un lungo rinvio che, di fatto, consente ancora oggi
all'Azienda di proseguire sulla sua linea di
artificiosa auto-attribuzione di prerogative
giuridiche da ente pubblico economico;
ATTESO che compete al massimo organo della Regione decidere
ed intervenire a tutela della legittimità violata e
degli interessi generali della comunità isolana e,
dunque, in difesa dei principi di economicità e
trasparenza, specie in rapporto a società a totale
partecipazione regionale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad applicare al più presto l'istituto
dell'annullamento, in relazione alla delibera n. 145
del 26/6/1997 del commissario straordinario
dell'Azienda autonoma delle Terme di Sciacca, nonché
alla n. 35 del 19/2/1998, per riavviare l'Azienda ad
una condizione di 'normalità' giuridica e funzionale
e alla prospettiva dell'ammortamento gestionale e
societario.
(22 luglio 1999)
VIRZI' - MELE - SCALIA -
CIMINO - STANCANELLI - RICOTTA
N. 374 - Iniziative al fine di pervenire al ripristino della
piena funzionalità della Giunta di Governo.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'art. 9 dello Statuto prevede che la
Giunta regionale sia composta dal Presidente della
Regione e da 12 Assessori e che questi ultimi siano
preposti dal Presidente della Regione ai singoli
rami dell'Amministrazione;
- dall'aprile del 1999, all'Assessore, On.
Castiglione, titolare dell''Industria', a seguito
dei fatti occorsigli, è stata ritirata la 'delega'
con delibera di Giunta;
- con la citata delibera, il Presidente della
Regione ha assunto 'ad interim' le competenze
relative al ramo dell'Industria;
- tale condizione evidenzia un ulteriore aspetto di
inadeguatezza del Governo in carica e della sua
presunta maggioranza, che, alle incertezze numeriche
ed alle insufficienze amministrative, aggiunge in
questo momento il consapevole ed ingiustificabile
mantenimento di una ridotta funzionalità della
compagine governativa;
- tale stato di cose, traducendosi nell'ibrida
scelta di mantenere l'Assessore Castiglione nella
composizione della Giunta, privandolo tuttavia
della 'delega', è assolutamente destituito di
fondamento' giuridico e statutario, ed è
insopportabile dal punto di vista del nocumento
provocato ai Siciliani ed alla loro legittima
aspirazione ad essere rappresentati ed amministrati
da un Governo capace di garantire almeno la piena
funzionalità del proprio assetto;
- non rientra nei propositi dei sottoscritti
deputati ingerirsi nelle valutazioni che hanno
indotto il Presidente della Regione ad avallare
l'autosospensione dell'Assessore Castiglione, che ai
nostri occhi appare come un'ipocrita attribuzione di
responsabilità che per convenienze di schieramento
non viene condotta alla plausibile conseguenza di
una sostituzione;
- altrimenti, in mancanza di remore, al Presidente
della Regione non spetterebbe altra soluzione che il
pieno reintegro dell'Assessore Castiglione nelle sue
funzioni, onde evitare il prosieguo delle
inadempienze del Governo e addirittura la sua
assenza come interlocutore o propositore di
iniziative legislative, come accade in questi giorni
a proposito della legge sulle cave, alla cui
predisposizione, nella Commissione competente, né il
Presidente della Regione né l'Assessore per
l'Industria hanno partecipato, evidenziando un
totale vuoto di idee e di posizioni,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a ripristinare la piena funzionalità della Giunta,
riconfermando la preposizione all'Industria dell'On.
Castiglione, oppure invitando lo stesso alle
dimissioni, consentendo l'elezione di un nuovo
Assessore.
(22 luglio 1999)
ALFANO - BUFARDECI - CROCE - FLERES
LEONTINI - BARONE - BENINATI - CIMINO
D'AQUINO - GRIMALDI - MISURACA -
PAGANO - SCOMA
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula del Presidente della
commissione Bilancio, sospendo la seduta per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.14)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto all'ordine del giorno:
discussione di disegni di legge.
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 935/A: "MODIFICHE ALLA
LEGGE REGIONALE 8 LUGLIO 1977, N. 47 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI E ALLA LEGGE REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10"
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 935/A: "Modifiche alla legge regionale 8
luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni alla
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10".
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CAPODICASA, Presidente della Regione: Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Intervengo perchè vorrei
dare comunicazione all'Aula e offrire al dibattito politico
alcune valutazioni che sono state fatte prima in una riunione dei
capigruppo della maggioranza e, successivamente, in un incontro
informale che i capigruppo della maggioranza hanno avuto con i
capigruppo dell'opposizione a proposito dell'andamento dei lavori
d'Aula e alla possibilità di concludere la sessione estiva dando
un esito positivo al programma di lavoro che l'Aula si è dato.
La considerazione da cui siamo partiti è che, visto il clima
determinatosi in Aula per le risultanze dei lavori di questi
ultimi giorni, si rischiava di compromettere seriamente il buon
esito della sessione estiva.
Le ragioni di tutto ciò stanno innanzitutto in un problema
di chiarimento politico che deve intervenire all'interno della
maggioranza, che la maggioranza ha tentato, subito dopo le
elezioni europee, così come si era impegnata a fare, e che era
sembrato fosse stato sufficiente a garantire un proseguimento dei
lavori, fruttuoso, di questo fine sessione, fermo restando che
poi alla ripresa autunnale era già nelle intenzioni della
maggioranza arrivare a un profondo chiarimento che potesse anche
prevedere un possibile rimpasto attraverso una possibile crisi;
in una forma ancora da valutare ma che comunque non era esclusa
dal ventaglio di possibilità che venivano offerte.
Dall'altro lato le posizioni che le opposizioni avevano
assunto nel corso di questi giorni, in queste sedute, avevano
dimostrato chiaramente che nelle loro intenzioni vi era quella di
premere sull'acceleratore perchè una sofferenza interna alla
maggioranza avesse uno sbocco di carattere immediato attraverso
una dichiarazione di crisi da parte, appunto, della maggioranza e
del Governo.
Ora, mi pare del tutto evidente che le due cose messe
insieme, con il 'combinato disposto' che venivano a determinare,
avrebbero sicuramente portato l'Aula a una situazione di stallo
con il ricorso frequente, continuo, alla richiesta di verifica
del numero legale, di votazioni per appello nominale, di
dibattiti a volte impropri, presentazione di emendamenti non
aventi un interesse cogente immediato ma che ovviamente potevano
essere presentati solo allo scopo di prolungare ulteriormente il
dibattito ed arrivare alla chiusura della sessione avendo
approvato solo qualcuno dei provvedimento individuati nella
conferenza dei Capigruppo.
Allora il Governo della Regione, con il sostegno della
propria maggioranza ha assunto un orientamento che, a nostro
avviso, può servire a sbloccare la situazione e a rimuovere dal
terreno del confronto politico parlamentare il problema della
persistenza del mantenimento dell'attuale Governo e della sua
sopravvivenza oltre le ferie estive.
Abbiamo ritenuto, con senso di responsabilità, di dovere
assumere una iniziativa che è quella di sgomberare il terreno da
questo problema.
Qello della crisi di questo Governo è un problema che noi
siamo pronti a dichiarare, ovviamente con la formalizzazione nei
tempi che si riterrà più opportuni - cosa che noi vediamo con la
ripresa autunnale, a metà del mese di settembre - allo scopo di
rasserenare anche un clima politico nella maggioranza e nei
rapporti con l'opposizione in quest'Aula, e, alla luce di questo,
favorire tutti insieme - questo è un appello e una sfida che
lanciamo a tutti - un percorso parlamentare in questi prossimi
giorni e possibilmente, se occorreranno e ove intervenisse un
accordo in questo senso, anche prolungare di qualche giorno la
sessione estiva per consentire l'approvazione di importanti
disegni di legge nell'interesse non solo della dignità e del
prestigio di questa Assemblea, ma nell'interesse dei siciliani.
Noi sappiamo bene come molto spesso, retoricamente, in
questa Aula ci si appelli all'interesse complessivo della Regione
e dei siciliani, ma credo che mai come in passato questo appello
abbia un senso sia logico che politico. Abbiamo una situazione
molto pesante dal punto di vista economico-sociale, vi è una
ripresa del fenomeno mafioso con scontri interni, come si è visto
con i fatti di sangue che si sono verificati a Gela nei giorni
scorsi, ma anche in riferimento all'attacco ad alcuni settori
specifici: l'omicidio e l'assassinio del nostro dirigente,
Filippo Basile, nella unanime considerazione ha voluto essere
esattamente un segnale che va nel senso della intimidazione o
chissà, forse, nel senso di lanciare qualche messaggio di
carattere obliquo e trasversale, e forse anche di muovere minacce
nei riguardi di settori del mondo politico e della burocrazia.
Ed allora, da qui l'esigenza che l'Assemblea non si avviti
su se stessa, che le sofferenze interne alla maggioranza, e
magari una voglia da parte dell'opposizione di arrivare subito
allo show-down, dal punto di vista politico, non finisca per
gravare e per pesare su questa situazione. La gente non
comprenderebbe come i giochi politici, che pure sono legittimi,
possano portare ad una situazione di stasi e di paralisi.
Allora, per questa ragione noi siamo qui pronti a
dichiarare, sgombrando il campo dal problema della crisi di
Governo che intendiamo favorire, e chiediamo che l'Aula, le varie
componenti delle opposizioni, quelle di destra e di sinistra,
concordino su un percorso. Non si chiede un accordo sui
provvedimenti da portare in Aula nel merito, perché questo
sarebbe contrario al giusto confronto politico che invece vuole
una distinzione di opinioni; si chiede invece che si garantisca
un percorso senza che in Aula intervengano fattori estranei di
utilizzazione impropria del Regolamento, volto semplicemente ad
impedire che questo avvenga.
Allora, dal nostro punto di vista, onorevole Presidente,
riteniamo necessario che vi sia un incontro tra le varie
componenti. Del resto questa mattina qualche cosa del genere è
già avvenuto, anche se informalmente, e si è anche registrata una
certa disponibilità che io penso debba ulteriormente essere
verificata in Aula dal momento che il Governo in Aula, cioè alla
luce del sole, fa queste dichiarazioni. Dopodiché discuteremo:
non so se debba essere una conferenza dei capigruppo formalmente
convocata o un incontro informale tra i capigruppo per discutere
e decidere quali possano essere i provvedimenti da portare in
Aula e garantire che vengano approvati. Noi riteniamo, signor
Presidente, alcuni di questi provvedimenti imprescindibili, sia
per la storia che hanno alle spalle, sia per gli orientamenti
programmatici di tutte le componenti politiche di questa
Assemblea, che sono ormai patrimonio di tutti, al di là del
merito, del contenuto e delle risposte che si intendono dare.
Pensiamo alla riforma della pubblica Amministrazione che avrebbe
un alto significato sia dal punto di vista del merito, e quindi
della sua innovazione, sia dal punto di vista della risposta agli
attacchi che ad essa sono stati mossi in questi ultimi tempi
anche per mano mafiosa. Credo che questo possa essere individuato
come uno dei terreni su cui può intervenire una parte di questo
accordo.
Poi vi sono i provvedimenti che conosciamo e che sono già
inseriti nel programma di questo fine sessione: la riforma del
commercio, la riforma del lavoro, i problemi del precariato, i
problemi degli autotrasportatori, i problemi legati allo sblocco
di alcuni accantonamenti contenuti in bilancio per quanto
riguarda i fondi globali. Si tratta di una serie di provvedimenti
di rilievo; vi è anche l'ipotesi dell'esame del disegno di legge
sul Parco archeologico della Valle dei Templi. Si tratta di
concordare, cosa che ovviamente non può essere fatta in
quest'Aula, la scaletta che ci dobbiamo dare. Dopodiché, andremo
a settembre con la crisi di governo; allora le forze politiche,
le coalizioni muoveranno le loro strategie politiche per la
composizione della crisi, cosi come riterranno di fare più
opportunamente.
Ognuno di noi lavorerà sulla base dei disegni che ritiene
valga la pena di perseguire, il centro-sinistra punterà ad un
rafforzamento della coalizione, ad un suo rilancio; le altre
forze lavoreranno per dare altre soluzioni alla crisi.
A noi interessa che tutto questo avvenga alla luce del sole
senza una crisi strisciante che logori le istituzioni e impedisca
a questo Parlamento di legiferare.
Se noi riusciremo a fare tutto ciò nella chiarezza delle
posizioni, per cui nessuno potrà parlare di 'inciucio' o di
consociativismo ma di responsabilità istituzionale, forse avremo
riscattato questo scorcio di sessione che, a nostro giudizio,
rischiava di non dare i frutti che tutti noi ci saremmo augurati
desse.
Dunque, è questo in poche parole, signor presidente, quanto
io volevo dichiarare all'Aula. Valuti la Presidenza, se
convocare una conferenza dei capigruppo - ove intervenisse un
consenso alla mia proposta volta a garantire questo percorso -
nei tempi che riterrà più opportuno, per individuare
eventualmente i disegni di legge, nonchè per stabilire eventuali
'sforamenti' di qualche giorno della sessione e così concludere,
per ritornare poi a data fissa, alla ripresa di settembre, in
quest'Aula perché il Governo qui presenti le proprie dimissioni.
STANCANELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
apprezzato molto l'intervento del presidente Capodicasa, però mi
è sembrato che il presidente Capodicasa stesse facendo un
discorso riferito a circa otto, nove mesi fa quando si è
insediato, cioè ci ha illustrato quello che possiamo definire un
programma di governo che si dovrebbe fare negli ultimi scorci di
questa sessione estiva.
Io ritengo che l'onorevole Capodicasa abbia un po'
equivocato quello che lui amabilmente ha definito un incontro con
i rappresentanti delle opposizioni perché si era detto in maniera
informale che le opposizioni erano pronte a valutare con il
governo un percorso se non si fosse sgomberato il campo. Se
avessimo la certezza ufficiale questa sera che questo governo,
che vuole fare tante cose così come ha elencato il presidente
Capodicasa, dicesse che queste cose non si sono potute fare negli
otto mesi che sono passati e quindi era necessario vedere cosa in
quattro giorni potere fare nell'interesse della Sicilia non
sgomberando il campo, ma dicendo apertamente che questo governo
era dimissionario e si sarebbe dovuto trovare la soluzione di
carattere tecnico per ufficializzare poi ai fini regolamentari
queste dimissioni.
Ma questa sera dovevamo prendere atto che il Governo
dichiarava le proprie dimissioni e chiedeva al Parlamento intero
di poter fare quei tre, quattro provvedimenti che, tutti assieme,
riteniamo essenziali nell'interesse dei siciliani e che questo
Governo da solo prendeva atto che non poteva fare.
Questo era il riferimento politico che abbiamo avuto
stamattina, questi erano i discorsi chiari alla luce del sole che
si sono fatti e, su questo, io chiedo - tranne che io non abbia
capito bene - al Presidente della Regione un chiarimento vero.
L'opposizione parlamentare vuole sapere se questo Governo da
stasera è dimissionario in maniera irrevocabile e vuole che si
collabori per quei tre, quattro provvedimenti che una conferenza
di Capigruppo potrà individuare, ma vogliamo saperlo sempre
rimanendo inteso che per motivi di carattere regolamentare
l'ufficializzazione, nel senso solo tecnico, avverrà alla prima
seduta utile di settembre che si era individuata al 2 settembre
perché così è fissata l'Aula, o che potrebbe essere spostata di
qualche giorno.
Questo era quello che ci eravamo detti e per questo io
ritengo che dobbiamo essere chiari ed accetto il suo invito,
onorevole Presidente, alla luce del sole, in modo che si sappia
che questo Governo è in crisi perché ha chiuso la esperienza che
è iniziata otto mesi fa.
Sulla base di questo ragionamento e sulla base di questo
impegno noi siamo qui in Aula per capire se abbiamo capito bene
stamattina o se non abbiamo capito bene oggi pomeriggio.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
il Presidente della Regione annunci qui stasera sostanzialmente
la fine di questa esperienza di Governo e lo fa in rapporto alla
presa d'atto di una difficoltà oggettiva che si è manifestata in
questa Aula in queste ultime settimane.
Una difficoltà a legiferare, una difficoltà a dare risposte
ai problemi della Sicilia, una difficoltà che è la difficoltà di
questo Parlamento: senza avere maggioranze e senza possibilità di
avere reali maggioranze alternative.
Lei ha detto, onorevole Presidente, che, per sbloccare il
lavoro parlamentare, è disposto a rassegnare le dimissioni nei
tempi e nei modi utili e concordati da questo Parlamento in un
rapporto tra la sua maggioranza e le opposizioni.
Mi sembra l'apertura della crisi. E dato che io so bene che
lei non è paragonabile ad altri Presidenti della Regione (penso
all'onorevole Drago e alla sceneggiata farsesca di dimissioni
annunciate a nome di tutto il Polo e poi mai presentate), se ben
capisco lei, stasera, sta dicendo che a settembre alla riapertura
il suo Governo si presenterà dimissionario.
Io ho letto le dichiarazioni e le posizioni del Capogruppo
di Forza Italia in questi giorni, dichiarazioni che dicono che la
priorità per Forza Italia è far cadere il Governo.
Noi, che siamo collocati all'opposizione da un'altra
postazione, vedremmo come priorità quella di dare risposta alle
emergenze politiche e sociali di questa Regione fermo restando la
critica che abbiamo mosso al suo Governo. E vorrei ripeterla qui
questa critica, che facemmo all'atto del suo insediamento, e la
potevamo fare solo noi di Rifondazione comunista e non il Polo
perché lei ingloba una parte del Polo nel suo Governo ed è
esattamente quella parte che ora sta tradendo la sua maggioranza.
Cioè noi le dicemmo, onorevole Presidente Capodicasa, che questo
Governo nasceva con le logiche democristiane, sarebbe vissuto
prigioniero delle logiche democristiane, e sarebbe morto
prigioniero delle logiche democristiane. E' esattamente quello
che sta succedendo.
E questo la dice lunga anche sulla natura dell'opposizione
di destra. La priorità è far cadere il Governo.
Sono arrivati persino a proporre una questione morale, chi
di questa questione morale dovrebbe non poterne parlare proprio
perché riguarda esponenti di Governo che rappresentano la
continuità tra Polo e Centro sinistra. Noi su questo, presidente
Capodicasa, abbiamo tenuto un'altra posizione.
Abbiamo parlato della questione morale perché ritenevamo
proprio la trasmigrazione di pezzi del Polo dentro il Centro
sinistra la vera questione morale, vorrei dirlo anche
all'onorevole Claudio Fava.
E' tutta qui la vicenda dell'assessore Castiglione, e per
questo non è un'arma nelle mani del Polo, perché l'assessore
Castiglione è assessore di questo Governo, come lo fu dei governi
Drago e Provenzano.
E qui, vorrei sentire parole più chiare anche dentro questa
maggioranza, vorrei sentirle non solo dall'onorevole Guarnera che
queste cose le ha dette quando era deputato della Rete, ma dal
capogruppo dei Comunisti italiani e dal Partito dei Comunisti
italiani.
Il Polo pone il problema della legge di riforma della
Pubblica amministrazione, ma poi le dice che questa legge non si
può fare, eppure quella legge il Governo dice è quasi la stessa
di quella fatta dall'assessore Bufardeci. Perché non la votate?
E questo spiega, presidente Capodicasa, perché gli
emendamenti alla legge sulla riforma della Pubblica
amministrazione sono solo quelli di Rifondazione comunista,
perché siete simili in quella impostazione.
Andate in prima Commissione e vedrete che tutti gli
emendamenti strutturali, di fondo, d'impostazione, se volete
alternativi al modello di riforma della Pubblica amministrazione
presentata al Governo, sono solo quelli di Rifondazione
comunista.
Noi non vi diciamo però che quella legge non va fatta, vi
diciamo che quella legge va fatta, ma va modificata e va cambiata
e noi, senza ostruzionismo, ci battiamo per modificarla e per
cambiarla.
Si parla della priorità, ce lo ricorda il presidente
Granata, della legge antiracket e il presidente Granata sa bene
in Commissione quali sono le forze realmente impegnate a fare, a
migliorare ed a qualificare la legge antiracket, come se per il
Polo e per un pezzo del Polo il problema fosse solo l'agitazione
pubblica di questi temi, ma non la definizione vera. Perché?
Perché, la priorità è quella che dice l'onorevole Alfano.
Questo Governo deve cadere Per me questo Governo può cadere o
non può cadere, staremo e stiamo all'opposizione e per noi non è
un problema di quale Governo e a quale Governo fare l'opposizione
e come si qualifica un'opposizione e come dall'opposizione si può
qualificare una risposta di governo ai problemi dei siciliani.
Per questo, noi oggi individuiamo una priorità: quella di
chiudere questa sessione estiva avendo fatto delle riforme,
avendo dato delle risposte, prime tra tutte quelle che riguardano
il lavoro e l'emergenza occupazionale del precariato in questa
Regione, prime tra tutte queste.
Abbiamo visto che il Governo Capodicasa oggi ha un deputato
in meno della sua maggioranza ed uno pensa ad una differenza
strategica politica, di fondo, tra l'onorevole Turano ed il suo
partito e questo Governo, poi legge i giornali e dice che questo
Governo non ha fatto la sanatoria sull'abusivismo e quindi non ci
sono più le condizioni per stare in maggioranza. E' questa la sua
maggioranza, onorevole Capodicasa.
E' il problema dell'abusivismo.
Io non vedo più gli esponenti della lista Dini in quest'Aula
e nella politica siciliana e si mette in crisi il Governo della
Regione, sempre per quello che leggo sui giornali, perché non c'è
un assessore provinciale a Siracusa.
Beh, se vi rivolgete all'onorevole Spagna, sfiducia anche il
Presidente della provincia così si riapre lo spazio per gli
assessori dopo che ha sfiduciato anche il sindaco della città.
Insomma, Presidente Silvestro, vedo un pastrocchio della
politica. Si, se questa Assemblea regionale avesse la possibilità
di sciogliersi, questo sarebbe il momento dello scioglimento di
questa Assemblea regionale, perché questa Assemblea regionale
rappresenta la fine della politica, perché tutte le maggioranze e
tutte le componenti sono prigioniere dei trasformismi, l'ho detto
mille volte, ogni deputato singolo, qui, soprattutto in questa
folla al centro della politica siciliana, ha una valigia carica
di interessi personali e particolari da portare da un polo
all'altro, è qui la crisi della sua maggioranza, presidente
Capodicasa, per questo...
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, stiamo facendo brevi
dichiarazioni sulle dichiarazioni del Presidente.
FORGIONE. ... per questo noi guardiamo con rispetto e con
attenzione alla vicenda politica che si apre. Non lo faremo
isolando Rifondazione comunista, non lo faremo con scelte
politiciste e governativiste a tutti i costi perché non è questo
che ci interessa. Guarderemo seriamente alla fase politica che si
sta aprendo perché oggi con la crisi annunciata da lei,
presidente Capodicasa, si prende atto che la sinistra deve
ritornare a fare la sinistra, perché quando si consegna armi e
bagagli nelle mani del centro muore delle logiche che hanno
sempre caratterizzato il centro; e se questa è, almeno salvate la
dignità, l'identità di una sinistra che non può morire
prigioniera di questo o di quel deputato centrista pronto a
trasmigrare da un polo all'altro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, qui non è che si apre
un dibattito sulle dichiarazione del Presidente della Regione. Il
Presidente della Regione ha fatto delle dichiarazioni: ha chiesto
che nel percorso delineato ci sia anche una riunione dei
Presidenti dei gruppi parlamentare per concordare gli esiti
dell'attività dell'Assemblea, anche in rapporto alle
dichiarazioni del Presidente della Regione, non credo che ci sia
necessità di fare un dibattito; ritengo, invece, che possiamo, se
l'Assemblea è d'accordo, continuare l'esame dei disegni di legge
e convocare, per domani a mezzogiorno, la Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari.
Non facciamo una discussione politica sulle dichiarazioni
del Presidente che sono..., a me pare..., possiamo anche farlo.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
colleghi deputati, vero è che è non usuale che di fronte a
dichiarazioni del Presidente della Regione, che rimandano a
scenari tutti da definire, non si apra un dibattito specifico,
però non c'è dubbio che la vaghezza della comunicazione del
Presidente della Regione ha posto il problema.
Noi, e ha detto bene l'onorevole Stancanelli, avevamo
individuato insieme un percorso, e forse una precisazione del
Presidente della Regione può essere utile. Stiamo intervenendo
positivamente, costruttivamente. Non vogliamo fare polemiche,
abbiamo creduto, abbiamo compreso che c'è uno sforzo da parte del
Presidente della Regione di comprendere le ragioni della Sicilia.
In questo senso, noi opposizione, sollecitati a farci carico
dei problemi della Sicilia, abbiamo deciso, come facciamo
normalmente, di non far cadere questo invito, però lo abbiamo
inserito in un contesto, noi non saremmo stati contrari comunque
a fare un'azione costruttiva d'Aula, prescindendo da questa
posizione del presidente Capodicasa.
Io non vorrei che passasse il messaggio negativo che
l'opposizione decide di entrare nel merito delle leggi
incardinate solo perché ha ottenuto da parte del Presidente
della Regione l'impegno alle dimissioni.
Questo sarebbe sbagliato. L'opposizione avrebbe fatto
comunque la sua parte in questa Aula rispetto ai provvedimenti
già incardinati; è chiaro che noi comunque (l'avevamo del resto
concordato in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari)
avremmo dato il nostro contributo in questi pochi giorni che ci
separano dal riposo estivo, perché alcuni provvedimenti di legge
seri, provvedimenti del lavoro, l'antiracket, il commercio, in
qualche modo avrebbero dovuto trovare risposta da parte di questo
Parlamento.
Qual è il fatto nuovo che si è inserito ieri? La novità è
che abbiamo appreso, e poi abbiamo verificato, e abbiamo toccato
con mano e riscontrato che il Presidente della Regione fa appello
al Parlamento, questo abbiamo capito, perché valuta inadeguata
strutturalmente la sua maggioranza.
Quindi non c'è dubbio che per un atto di estrema chiarezza
al nostro interno e per rispetto ai siciliani, se un fatto nuovo
si è determinato ieri, dopo che avevamo concordato in conferenza
dei capigruppo un itinerario, è questo il fatto nuovo.
Perché mai queste comunicazioni del Presidente della
Regione? Quale sarebbe il fatto nuovo? Che ad un certo punto
decidiamo di fare esattamente le cose che avevamo deciso di fare
con la conferenza dei capigruppo?
Ma quando mai. La verità è che tutti insieme in queste
ultime ore abbiamo capito che c'è il fatto nuovo dei diniani,
della inconsistenza parlamentare che dovrebbe supportare questo
disegno di medio-lungo periodo, di un governo a gittata non
breve, e a questo punto noi desideriamo, e lì concordo con il
Presidente del gruppo parlamentare di AN, che si faccia estrema
chiarezza e che il Presidente della Regione integri la sua
comunicazione o comunque chiarisca se per caso abbiamo
interpretato male.
Noi abbiamo capito esattamente questo e cioè che si apre,
anche se non formalmente, virtualmente la crisi, che il tutto
viene formalizzato all'inizio di settembre, e che non in cambio
perché noi non siamo al mercato, l'opposizione farà la sua parte
prendendo atto di questa novità
E' il Presidente della Regione in difficoltà; è il
Presidente della Regione che ha capito, ha toccato con mano che
la maggioranza non c'è più, si è sfarinata Ne ha preso atto, fa
l'appello al Parlamento, l'opposizione intende farsi carico dei
problemi della Sicilia e certamente vuole in queste giornate di
lavoro intenso dare, insieme ai partiti della maggioranza, a
questo punto visto che si crea la condizione per una convergenza
non strategica, di breve momento, perché poi è chiaro a settembre
ci guarderemo in faccia e vedremo quali saranno le soluzioni da
dare per la Sicilia e che tipo di esecutivo e con quale
maggioranza questo Parlamento dovrà continuare a lavorare.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, Presidente della Regione. Signor Presidente, io
sento l'esigenza di reintervenire per evitare che improprie
interpretazione delle poche cose che ho detto possano dare luogo
a fraintendimenti.
Le cose che ho detto sono nel resoconto stenografico da cui
risulta che ho fatto affermazioni molto chiare circa il percorso
che il governo indica con il sostegno della sua maggioranza.
Da un lato abbiamo sostenuto che alla ripresa autunnale, a
data fissa che stabilirà la conferenza dei capigruppo il governo
si presenterà in Aula per rassegnare formalmente le dimissioni e
aprire, come ormai da tempo si è usi fare in questo Parlamento,
anche un breve dibattito su queste dichiarazioni.
Dall'altro lato abbiamo ritenuto necessario, sgombrando il
terreno dalla questione relativa alle dimissioni (perché abbiamo
dichiarato che le formalizzeremo alla ripresa autunnale),
concordare oggi un percorso per questo fine sessione, che
individui alcuni disegni di legge.
Non so se saranno 3-4, come dice l'onorevole Stancanelli,
perché nella posizione dell'onorevole Stancanelli ho intravisto
una qualche preoccupazione, non era sciolto, parlava con il freno
a mano tirato, c'è qualcosa che non capisco; perché dal momento
che c'è una dichiarazione formale da parte del Presidente che non
può dichiarare oggi irrevocabilmente perché questo, come tutti
sappiamo, dal punto di vista regolamentare significa la chiusura
dei lavori d'Aula.
Quindi mi pare chiaro.
Quindi noi annunciamo l'intenzione che alla ripresa
autunnale formalizzeremo le dimissioni, quindi oggi siamo perché
col governo in carica, come è giusto che sia, si proceda ad
approvare alcuni disegni di legge, che saranno concordati -
abbiamo detto - in una sede formale o informale che si stabilirà
- non è esattamente questo il problema.
In questi disegni di legge noi possiamo inserire le cose più
importanti e le più urgenti: le più importanti e le più urgenti
Sottolineo le due cose, perché questo credo che torni utile per
il prestigio di questa Istituzione. Dopodiché, il merito sarà un
merito libero da accordi e da possibili intese, perché il merito
è attirato dalla logica parlamentare, come sempre è avvenuto,
come ordinariamente avviene.
Dopodiché, a conclusione di questo percorso che forse
necessiterà di un qualche prolungamento - ribadisco - delle
sessione estiva di qualche giorno, allora noi potremo concludere
con la indicazione della data alla ripresa autunnale in cui
l'Assemblea tornerà a riunirsi perché il Governo formalmente
rassegni le dimissioni e apra il dibattito su questo.
Ecco perché allora mi apparirebbe improprio, signor
Presidente, che noi apriamo ora il dibattito sul significato
della crisi, sulle sue motivazioni che, penso, debba essere
invece svolto quando ci sarà una relazione sulle motivazioni
della crisi, cosa che avverrà alla ripresa autunnale. Quando il
Governo rassegnerà le proprie dimissioni, non farà altro che
motivarle, spiegarne le ragioni, dare anche delle indicazioni per
quanto è nella sua competenza e su questo si svilupperà il
dibattito.
Sviluppare oggi il dibattito su questo mi sembra improprio
perché si svolgerebbe al buio, senza cioè un confronto con le
considerazioni che il Governo può fare su questo e mi sembrerebbe
improprio perché la sede oggi non è questa, ma è quella in cui
verranno formalizzate le dimissioni.
Dopodiché, onorevole Presidente, ci siamo rimessi anche alla
valutazione della Presidenza perché indichi, eventualmente
intervenisse un accordo in questo senso, anche le tappe di
carattere regolamentare perché questo percorso si realizzi.
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Alfano, mi scusi, la dichiarazione del
Presidente della Regione fa chiarezza sui dubbi sollevati. Credo
sia stato abbastanza chiaro circa le obiezioni sollevate nel
corso della breve discussione sulle precedenti dichiarazioni.
Sull'ordine dei lavori la Presidenza fa una proposta,
onorevole Alfano, se lei mi consente. E' quella che prevede la
convocazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per domani 29 luglio alle ore 12.00 per definire,
sulla base delle indicazioni del Presidente della Regione, il
calendario dei lavori dell'Aula. Continuiamo adesso l'attività
legislativa, così come concordato nella precedente Conferenza.
Non ci sono altri motivi che possano determinare la sospensione
della normale attività legislativa.
ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi è un motivo
per la sospensione dei lavori questa sera. Si è verificato in
fatto politico rilevante: il Presidente della Regione ha reso
politicamente le proprie dichiarazioni di dimissioni ed ha reso
politicamente aperta la crisi di Governo.
Questa è la sostanza La forma è che saranno formalizzate a
settembre in apertura della sessione autunnale. Rispetto a questo
quadro, e poiché domattina vi sarà la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, così come da ella proposto, signor
Presidente dell'Assemblea, propongo di rinviare direttamente al
termine dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, perché procedere questa sera, in presenza di questo
fatto politico nuovo, mi pare incongruo. La mia proposta è quindi
di aggiornare anche il dibattito di questa sera a dopo le
determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io insisto nel mantenere le
decisioni della Conferenza precedente che è quella di continuare
l'attività legislativa già prevista. Le dichiarazioni del
Presidente della Regione rispondono ad una esigenza posta
dall'Assemblea.
(confusione in Aula)
COSTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori perché forse
è stato intempestivo quello che è stato detto. Noi chiediamo per
la ripresa dei lavori d'Aula la sospensione di un'ora. Perché
oltre al fatto che il centro-destra ha una conferenza stampa,
riteniamo di doverci sentire e poi di procedere.
PRESIDENTE. L'Assemblea è aggiornata a trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.55, è ripresa alle ore 19.32)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento interamente sostitutivo
dell'articolo 5, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
6.
LO CERTO , segretario:
Art. 6.
Proroga termine in materia sanitaria
1. Il termine di cui al comma 1 dell'articolo 38 della
legge regionale 7 agosto 1997, n. 30, già prorogato al 31
dicembre 1998 con l'articolo 13 della legge regionale 23
gennaio 1998, n. 3, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre
1999.
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 6 è stato presentato
l'emendamento 6.1, degli onorevoli Zanna, Oddo, Monaco e
Pignataro.
Non essendo presenti in Aula i firmatari, lo dichiaro
decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FLERES. La procedura per la votazione è stata indetta?
PRESIDENTE. Sì, è stata indetta.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente onorevoli colleghi, lei poc'anzi
non aveva compreso che il Presidente della Regione aveva
annunziato le sue dimissioni e riteneva che quest'Aula potesse
andare avanti a discutere non so bene cosa.
Adesso ritiene votati articoli che non sono stati neanche
discussi, non è stata aperta la discussione generale, non è stato
fatto altro.
Lei sta violando il Regolamento.
Allora, io vorrei invitarla ad evitare di avviarsi in
procedure un po' eccessivamente accelerate, di curare bene le
operazioni di voto, di annunciarle, di attendere l'espressione
dei pareri del Governo e della Commissione e per quanto riguarda
l'articolo appena votato, posto che sia stato votato desidero
sapere come ho votato io che ero in Aula.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENTE. L'articolo 6, così come gli altri articoli posti
in votazione da questa Presidenza sono stati tutti, come
prescrive il Regolamento, messi in votazione chiedendo il parere
della Commissione e del Governo quando ci sono stati gli
emendamenti.
Quindi non le consento di fare queste osservazioni,
onorevole Fleres. Lei stia più attento e vedrà come gli altri
colleghi suoi, partecipa ai lavori di questa Assemblea.
Si passa all'esame dell'articolo 4 che era stato
accantonato.
All'articolo 4 è stato presentato un emendamento 4.1, a
firma degli onorevoli Mele, Cintola ed altri.
All'emendamento 4.1 è stato presentato dal Governo
l'emendamento sostitutivo 4.1.1.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
FLERES. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento del Governo, al di là del merito che può o meno
essere condiviso, desideravo sapere se è stato sottoposto alla
valutazione della Commissione competente e qualora non fosse
stato sottoposto alla Commissione competente, chiedo che lo
stesso venga inviato alla medesima affinché se ne discuta per
l'acquisizione del relativo parere. Così come è stato fatto per
analogo disegno di legge di altra natura nel momento in cui è
stata chiesta la convocazione della Commissione IV per la
trattazione della materia attinente ai parchi e alle riserve.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO - Assessore regionale per il bilancio e le Finanze - Nel
testo del disegno di legge è stata inserita una norma che
riguarda l'applicazione dell'articolo 32 della legge n. 10 che,
come è noto, riguarda una norma organica per rideterminare la
misura dei tassi agevolati in maniera uniforme in tutti i settori
di attività che vengono finanziati con provvedimenti creditizi
agevolati.
Nel corso dell'applicazione, sia pure di questi pochi mesi,
sono sorti alcuni problemi tra i quali quello a cui si rivolge
l'articolo già presente nel testo che prevede che per gli
interventi - cosiddetti "de minimis" - ovviamente non è
necessario la comunicazione all'Unione Europea, il ché consente
evidentemente si potere liberamente dare corso a tutti gli
interventi che, restando sotto le soglie comunitarie non devono
soggiacere alla comunicazione da effettuare, così come prevede -
credo che la norma l'abbia inserita l'onorevole Fleres, se non
ricordo male -, l'articolo 32 della legge.
Nello stesso tempo si prevede, sempre con riferimento
all'articolo 32 della legge n. 10 che - ricordo - è una legge che
è stata portata in Aula come legge finanziaria, è stata gestita
dall'Assessorato Bilancio e dalla Commissione Bilancio, sia pure
con il parere delle Commissioni, riguarda la possibilità che, nel
caso in cui venissero perfezionate operazioni con l'applicazione
delle vecchie misure, viene data la possibilità, quando dovesse
arrivare la comunicazione favorevole da parte dell'Unione
Europea, agli Assessori competenti, di rideterminare le misure
applicando quelle nuove. Credo che sia quanto viene richiesto,
quanto si può fare e nella forma in cui si può fare in questo
momento per andare ulteriormente incontro alle esigenze
dell'attività produttiva.
Con il terzo comma si sopprime una lettera, sempre
dell'articolo 32 della legge 10 che ha quelle caratteristiche di
cui abbiamo parlato, la cui interpretazione è stata
particolarmente difficile che, in effetti, non sembra
corrispondere ad alcuna finalità plausibile e, quindi, si ritiene
opportuna la soppressione.
Per quanto riguarda gli altri due commi: uno riguarda
l'utilizzo dei fondi istituiti presso la CRIAS e l'IRFIS e
l'altro riguarda una questione legata ai consorzi di garanzia.
Sono norme non particolarmente innovative, ma norme soltanto che
consentono la fluidificazione di norme già esistenti e che,
quindi, si presentano essenzialmente con la caratteristica di
fluidificare l'erogazione finanziaria.
Da qui, a mio avviso, Presidente, la compatibilità con
questo disegno di legge, a parte la compatibilità di carattere
generale che si tratta di norme che vanno a modificare la legge
n. 10 del 1999.
BATTAGLIA. Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA. Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ad integrazione di quanto testè detto dall'Assessore Piro e anche
per maggiore conoscenza dell'onorevole Fleres, volevo richiamare
l'attenzione dell'onorevole Fleres e dell'Aula sull'opportunità
di votare invece stasera l'emendamento in questione specie per
quanto riguarda i commi 4 e 5.
In modo particolare l'onorevole Fleres ricorderà, perchè ne
fu allora uno dei sostenitori, la Regione siciliana approvò
nell'agosto del 1997 la legge n. 31, era una legge che
interveniva a sostegno della piccola e media impresa. La legge 31
dell'agosto 1997 venne sottoposto all'esame della parte
dell'unione Europea perchè conteneva provvedimenti anche a favore
di aziende che a giudizio dell'Unione Europea opera nel settore
dell'agricoltura.
Con la legge 10, la finanziaria, abbiamo soppresso la parte
oggetto della impugnativa, della osservazione da parte
dell'unione Europea sostanzialmente sbloccando la legge 31. Il
problema è che la legge 31, proprio perchè approvata nel 1997,
adesso è priva di copertura finanziaria. Con il comma 4 stiamo
sostanzialmente stabilendo che le piccole e medie imprese possono
per i benefici della legge 31 utilizzare i fondi della Regione
presso Crias ed Irfis.
Quindi, è un provvedimento che sostanzialmente in aggiunta a
quanto fatto con la legge 10 sblocca la possibilità di dare
attuazione alla legge 31 a favore delle piccole e medie imprese.
E' una norma veramente di carattere finanziaria che interviene a
completamento di una manovra già iniziata con la legge 10. Quindi
è perfettamente pertinente al testo in discussione e non ha
bisogno di valutazione di merito perchè la valutazione di merito
era stata fatta quando fu della legge 31, senza questa norma
sarebbe vanificato quanto fatto con la legge 10 proprio per
superare le ragioni dell'impugnativa dell'osservazione da parte
dell'Unione europea.
Il comma 5 obbedisce ad un'altra necessità; vi sono
finanziamenti comunitari che mettono a disposizione circa 40
miliardi per i consorzi fidi della piccola e media impresa
industriale, della piccola e media impresa artigianale.
Il Presidente della Regione ha già fatto le convenzioni con
Artigiancassa ed Irfis per utilizzare questi finanziamenti
comunitari da mettere a disposizione per i consorzi fidi, il
problema è che l'attuale normativa regionale in materia di
consorzi fidi prevede solo l'esercizio fino a 100 milioni, invece
l'Unione Europea dispone interventi in conto capitale. Se non si
aggiunge alla normativa regionale la possibilità di poter fare da
parte di consorzi fidi aperture e linee di credito in conto
capitale, noi corriamo il rischio, anzi abbiamo la certezza che i
40 miliardi nonostante si siano stipulate le convenzioni con
Irfis e Artigiancassa non potranno mai essere utilizzate in
quanto l'Unione Europea non consente di utilizzarli per il
credito all'esercizio, ma solo per investimenti. La norma
sostanzialmente dice questo: che ai consorzi fidi siciliani è
possibile operare anche con riferimento ai finanziamenti europei
in conto capitale fino al tetto di 500 milioni che è un tetto che
appare congruo per investimenti.
Se non si approvano queste due norme noi manterremo bloccata
la legge 31 per la piccola e media impresa e perderemmo i
finanziamenti comunitari per i consorzi fidi sempre a favore
della piccola e media impresa industriale e artigianale.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desideravo
ringraziare il Governo per le precisazioni ma avevo ben chiaro il
significato dell'emendamento e le precisazioni del Governo
confermano un dato formale che è quello che se stiamo parlando di
impresa, stiamo parlando di attività produttive e dunque
l'emendamento richiede il previsto parere della Commissione
attività produttive.
Tuttavia onorevole Presidente, onorevoli colleghi, poichè ci
stiamo avviando verso la conclusione di una sessione legislativa
ma anche verso la conclusione di una esperienza di governo non
saremo certamente noi a ostacolare il percorso normativo di
interventi di questa natura, anche perchè essi non determinano
differenziazioni di natura culturale, come noi abbiamo precisato
nel corso della conferenza stampa che abbiamo appena svolto. E,
allora, non insisterò rispetto a questo tema, mentre insisto,
onorevole Presidente dell'Assemblea e della Regione,
sull'opportunità che i lavori dell'Aula proseguano domani dopo la
Conferenza dei capigruppo, poichè i fatti che si sono verificati
questa sera certamente necessitano di un approfondimento e di un
confronto all'interno dei Gruppi e, poi, all'interno della
Conferenza dei capigruppo, per accertare quelli che sono i
passaggi che devono essere compiuti.
Per la verità, il mio intervento di poc'anzi intendeva
pervenire a questo risultato attraverso una soluzione di natura
tecnica e non di natura politica, tant'è che nella mia premessa
avevo detto: "fermo restando il giudizio di merito
sull'emendamento, ecc. ecc.". Allora, onorevole Presidente, noi
come gruppo di Forza Italia, essendomi sentito anche con il
Capogruppo e con gli altri colleghi, ribadiamo l'opportunità che
questa sera l'Assemblea sospenda i propri lavori e li aggiorni a
domani, dopo la Conferenza dei capigruppo, per consentire a
ciascun gruppo parlamentare di confrontarsi rispetto ai fatti che
si sono verificati e poi di confrontarsi all'interno della
Conferenza dei capigruppo rispetto al percorso che è stato
individuato e che è stato anche suggerito dal Presidente della
Regione nel momento in cui ha annunciato la sua volontà politica
di dimettersi.
Questo sicuramente non altera l'andamento di questo disegno
di legge o potenzialmente non lo altera, nel senso che questo
disegno di legge, come gli altri, rientra all'interno di quella
valutazione che la Conferenza dei capigruppo dovrà fare e ciascun
gruppo dovrà fare rispetto all'attività legislativa di questo
scorcio di legislatura.
E, dunque, onorevole Presidente, ribadisco, a nome del
gruppo di Forza Italia, la richiesta di sospendere l'attività di
questa sera e di aggiornarla a domani dopo la Conferenza dei
capigruppo che, a questo punto, potrebbe essere pure anticipata
nell'ora del suo svolgimento, anche per consentire poi all'Aula
di potere proseguire o, comunque, di prendere atto di quelle che
saranno le decisioni che la Conferenza stessa assumerà.
PRESIDENTE. Considerate le osservazioni del Governo e
dell'onorevole Fleres, si passa all'esame dell'emendamento
sostitutivo all'emendamento 4.1, presentato dal Governo.
Il parere della Commissione?
DI MARTINO , Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
<<Art. 7.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>>.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
BARBAGALLO Salvino, assessore per gli enti locali. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Salvino, assessore per gli enti locali. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, se l'onorevole Fleres un attimo
mi ascolta .... Io non vorrei dissentire dalla sua proposta, però
volevo dire che c'era anche l'esigenza di approvare il disegno di
legge sui CORECO, che è una cosa semplice. Si tratta del disegno
di legge n. 852/A. Se possiamo effettuare un prelievo rispetto
all'ordine del giorno e andare avanti su questo... Si tratta -
ripeto - semplicemente di due articoli. Propongo quindi, se
l'Aula è d'accordo, di incardinarlo.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, noi ribadiamo la proposta di
sospendere l'Aula ed aggiornarci a domani. Tuttavia possiamo
accedere in parte alla proposta dell'onorevole Barbagallo nel
senso che potrebbe essere resa la relazione in Aula al fine di
incardinare il disegno di legge, e aggiornare la trattazione
dell'articolato a domani, dopo la Conferenza dei capigruppo.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
PRESIDENTE. Si passa al prelievo del disegno di legge 852/A
"Modifiche al comma 1, dell'articolo 1, della legge regionale 7
dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di durata in carica
del Comitato regionale di controllo".
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzi, relatore, per
svolgere la relazione.
VIRZI', relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Onorevole Presidente, io sono perchè questo
disegno di legge venga affrontato, perchè la questione della vita
dei Coreco, soprattutto per il pregresso è una questione che sta
sotto gli occhi di tutti.
Tuttavia, mi permetto di rilevare che noi stiamo andando di
proroga in proroga. Nessuno vieta a questo parlamento, già sin da
questa sessione, di affrontare il problema della riforma. Questa
era la questione che io volevo porre dal momento che andremo ad
una discussione nel merito del disegno di legge, almeno fra 24
ore, invito il Governo a fare un approfondimento in questa
direzione, e quindi invito espressamente il Governo a prendere in
esame anche l'esigenza di introdurre già in questo testo alcuni
elementi di riforma.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onde evitare
che con crisi di Governo a settembre, bilancio e tutto il resto,
io non credo che a dicembre i Coreco potranno, con questa proroga
al 31 di dicembre, arrivare ad una cosa che sia concreta, io
dico: facciamo un rinvio al 30 giugno, o quanto meno staccando
tutto quando avremo al riforma che annulli i Coreco.
Fare una proroga al 31 di dicembre, onorevole Assessore,
ritengo non sia conducente, perchè a tre mesi ci ritroveremmo
nelle stesse condizioni di oggi.
Dovremo fare un ulteriore disegno di legge per una ulteriore
proroga.
Allora io dico che si vada - e il Governo se ne faccia
carico - al 30 giugno del 2000 e/o, ci si aggiunge, se c'è la
riforma che annulla i Coreco, ovviamente anticiparne la
definitiva chiusura.
BARBAGALLO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo solo per dire che il Governo non è che non si è posto
i problemi del Coreco, il problemi del Coreco se li è posti tanto
è vero che l'Assessorato da me diretto ha predisposto già una
bozza di riforma dei Coreco contemperendolo con quella che può
essere la legge Bassanini e tante altre leggi, con quella che è
la nostra realtà amministrativa regionale dell'Isola. E,
purtuttavia, rispetto alle cose dette dall'onorevole Giannopolo e
dall'onorevole Cintola, il Governo è pronto a poter fare tutti
gli approfondimenti di questo mondo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che, come abbiamo fatto precedentemente, entro le
ore 12.00 di domani è possibile presentare emendamenti al disegno
di legge.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
SULL'ORDINE DEI LAVORI
AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, non è una articolazione
all'interno dell'opposizione. Non vedo cosa cambia se questo
disegno di legge oltre che incardinarlo lo trattiamo. Anche
perché, siccome queste cose dovremo farle comunque, e tutti siamo
interessati a fare le cose che vanno fatte, questo è un disegno
di legge che comunque dovremo esaminare. Non ci sono
controindicazioni. Può essere migliorato. Quindi propongo che si
entri nel merito dell'articolato sin da adesso.
PRESIDENTE. Onorevole Aulicino, abbiamo proceduto in questo
modo, cioè dando la possibilità fino alla 12.00 di domani di
presentare gli emendamenti, per superare la questione delle "24
ore". Quindi, domani pomeriggio possiamo anche approvare il
disegno di legge, altrimenti avremmo difficoltà.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Informo l'Aula che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari è convocata per domani, 29 luglio, alle ore 12.00
nella Sala Pompeiana.
L'Assemblea è convocata per domani, giovedì 29 luglio, alle
ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 375 - Notizie circa le condizioni praticate dal Banco di
Sicilia nella concessione di mutui ai Comuni, ed
in particolare al Comune di Genova, nonché sulle
politiche di sviluppo per le imprese siciliane e
nazionali.
(Presentata il 27/07/99)
FLERES - CROCE - BENINATI -
GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO
------------------------
N. 376 - Iniziative del Governo della Regione per l'istitu-
zione della Corte di Appello ad Agrigento.
(Presentata il 27/07/99)
CIMINO - CROCE - FLERES - PROVENZANO
BENINATI - GRIMALDI - SCOMA - D'AQUINO
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale 1
marzo 1995, n. 19, concernente giacimenti di materiali di
cava nel territorio della Regione siciliana" (n. 475/A)
(Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
2) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
3) "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti autoservizi
pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Adragna
4) "Riforma della disciplina del commercio" (nn.
909-920-830-706/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
5) "Modifiche al comma 1, dell'articolo 1, della legge
regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
durata in carica del Comitato regionale di controllo" (n.
852/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Virzì
6) "Disposizioni in materia di lavoro" (n. 929/A)
Relatore: Onorevole Barone
7) "Istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del Parco archeologico in-
tegrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa" (nn. 453-302-
724/A)
Relatore: Onorevole Adragna
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI
1 "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)
2 "Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
27 aprile 1999, n. 10 (n. 935/A)
La seduta è tolta alle ore 20.03.
(Licenziato dal servizio dei resoconti alle ore 21.00)