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Resoconto d'Aula della Seduta n. 256 di mercoledì 28 luglio 1999
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


              PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SILVESTRO

    La seduta è aperta alle ore 17.52.

     LO CERTO , segretario,  dà  lettura del processo verbale della
  seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

    -  "Interventi   a  favore  del  Centro  di  ricerche  e  studi
    direzionali con sede in Palermo (CERISDI)" (n. 954)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Provenzano, Pagano, Croce, Alfano,
    Beninati, Grimaldi, Scoma, D'Aquino in data 27 luglio 1999

                           ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

       N. 3228 - Notizie sulla vicenda relativa  alla  'Siciliana
     Acque Minerali s.r.l.'.
       - Presidente Regione
       - Assessore Turismo
       ***
     Cintola Salvatore
                           ----------------
       N. 3229 - Opportune iniziative per scongiurare il pericolo
     di    inquinamento  delle  falde  acquifere,  connesso  alla
     realizzazione di una discarica di rifiuti  solidi  urbani  a
     Trabia (PA).
       - Presidente Regione
       - Assessore Territorio
       ***
     Cintola Salvatore; Adragna Benedetto
                           ----------------

  B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

       N. 3226 - Interventi in favore del quartiere di Picanello,
     a Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------
       N. 3227 - Interventi per la manutenzione  dei  giardinetti
     di largo Rosolino Pilo, a Catania.
       - Assessore Enti Locali
       ***
     Fleres Salvatore
                           ----------------

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

       N. 346  -  Ispezione  presso  il  Consorzio  siciliano  di
     riabilitazione (CSR) di Catania.
       - Assessore Sanità
       ***
     Guarnera Vincenzo; La Corte Gioacchino
                           ----------------

                           ANNUNZIO DI MOZIONI

       N. 375 - Notizie circa le condizioni praticate  dal  Banco
     di Sicilia nella concessione  di  mutui  ai  Comuni,  ed  in
     particolare al Comune di Genova, nonché sulle  politiche  di
     sviluppo per le imprese siciliane e nazionali.
       Fleres   Salvatore;  Croce  Antonino;  Beninati  Antonino;
     Grimaldi Ugo; Scoma Francesco; Pagano  Alessandro;  D'Aquino
     Antonio
     Presentata il 27/07/99
                           ----------------
       N.   376  -  Iniziative  del  Governo  della  Regione  per
     l'istituzione della Corte di Appello ad Agrigento.
       Cimino      Michele;  Croce  Antonino;  Fleres  Salvatore;
     Provenzano Giuseppe; Beninati Antonino; Grimaldi Ugo;  Scoma
     Francesco; D'Aquino Antonio
     Presentata il 27/07/99
                           ----------------

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma nono
  del  Regolamento  interno,  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Si passa  al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
      N. 373 - Interventi urgenti in relazione alla trasformazione
              dell'Azienda  autonoma Terme di Sciacca in società a
              capitale misto.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  l'Azienda  autonoma  Terme  di  Sciacca  è  stata
              istituita  nel  1954,  con  lo  scopo  specifico  di
              amministrare  e valorizzare il bacino idrotermale di
              Sciacca, di proprietà della Regione siciliana;

              - nel 1997 l'Azienda, con proprio atto deliberativo,
              decideva di trasformarsi in società mista costituita
              per il 95% da capitale pubblico e per il restante 5%
              da  un   socio  di  minoranza,  individuato  in  una
              cooperativa di  ex  dipendenti,  senza alcun tipo di
              procedura ad evidenza pubblica;

      CONSIDERATO che  la  delibera  in  questione,  unitamente  a
              quella relativa  allo  schema  di convenzione con la
              nuova  società,  diveniva  esecutiva 'ope legis' nel
              1998, non  essendo  stata  sottoposta a controllo da
              parte dell'organo tutorio, (che, nel caso di specie,
              è  l'Assessorato  Turismo, comunicazioni e trasporti
              che, infatti,  con  propria nota le dichiarava nulle
              il 26/8/1998);

      PRESO ATTO che  dal contenzioso scaturito, giunto innanzi al
              Consiglio    di    giustizia    amministrativa    ed
              all'Avvocatura  distrettuale dello Stato, è derivato
              un lungo  rinvio che, di fatto, consente ancora oggi
              all'Azienda   di   proseguire  sulla  sua  linea  di
              artificiosa    auto-attribuzione    di   prerogative
              giuridiche da ente pubblico economico;

      ATTESO che compete  al massimo organo della Regione decidere
              ed intervenire  a tutela della legittimità violata e
              degli  interessi  generali della comunità isolana e,
              dunque, in  difesa  dei  principi  di  economicità e
              trasparenza, specie  in  rapporto a società a totale
              partecipazione regionale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad    applicare    al    più    presto    l'istituto
              dell'annullamento, in relazione alla delibera n. 145
              del    26/6/1997   del   commissario   straordinario
              dell'Azienda autonoma delle Terme di Sciacca, nonché
              alla n. 35 del 19/2/1998, per riavviare l'Azienda ad
              una condizione di 'normalità' giuridica e funzionale
              e  alla  prospettiva  dell'ammortamento gestionale e
              societario.

              (22 luglio 1999)
                                   VIRZI' - MELE - SCALIA -
                                   CIMINO - STANCANELLI - RICOTTA

      N. 374 - Iniziative al fine di pervenire al ripristino della
              piena funzionalità della Giunta di Governo.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -   l'art.  9   dello   Statuto   prevede   che   la
              Giunta  regionale  sia composta dal Presidente della
              Regione  e da 12 Assessori e che questi ultimi siano
              preposti  dal  Presidente  della  Regione ai singoli
              rami dell'Amministrazione;

              -    dall'aprile   del   1999,   all'Assessore,  On.
              Castiglione,    titolare dell''Industria', a seguito
              dei  fatti  occorsigli, è stata ritirata la 'delega'
              con delibera di Giunta;

              -  con  la  citata  delibera,  il  Presidente  della
              Regione   ha  assunto  'ad  interim'  le  competenze
              relative al ramo dell'Industria;

              - tale condizione  evidenzia un ulteriore aspetto di
              inadeguatezza del Governo  in  carica  e  della  sua
              presunta maggioranza, che, alle incertezze numeriche
              ed alle  insufficienze  amministrative,  aggiunge in
              questo momento  il  consapevole  ed ingiustificabile
              mantenimento  di   una  ridotta  funzionalità  della
              compagine governativa;

              -  tale  stato  di  cose,  traducendosi  nell'ibrida
              scelta  di  mantenere  l'Assessore Castiglione nella
              composizione   della   Giunta,  privandolo  tuttavia
              della 'delega',   è   assolutamente   destituito  di
              fondamento'    giuridico    e    statutario,  ed   è
              insopportabile  dal  punto  di  vista  del nocumento
              provocato   ai  Siciliani  ed  alla  loro  legittima
              aspirazione  ad essere rappresentati ed amministrati
              da  un  Governo  capace di garantire almeno la piena
              funzionalità del proprio assetto;

              -  non  rientra   nei   propositi  dei  sottoscritti
              deputati  ingerirsi   nelle  valutazioni  che  hanno
              indotto  il Presidente  della  Regione  ad  avallare
              l'autosospensione dell'Assessore Castiglione, che ai
              nostri occhi appare come un'ipocrita attribuzione di
              responsabilità  che  per convenienze di schieramento
              non  viene  condotta  alla plausibile conseguenza di
              una sostituzione;

              -  altrimenti,  in mancanza di remore, al Presidente
              della Regione non spetterebbe altra soluzione che il
              pieno reintegro dell'Assessore Castiglione nelle sue
              funzioni,    onde   evitare   il   prosieguo   delle
              inadempienze   del  Governo  e  addirittura  la  sua
              assenza   come   interlocutore   o   propositore  di
              iniziative legislative, come accade in questi giorni
              a   proposito  della  legge  sulle  cave,  alla  cui
              predisposizione, nella Commissione competente, né il
              Presidente   della   Regione   né   l'Assessore  per
              l'Industria   hanno   partecipato,  evidenziando  un
              totale vuoto di idee e di posizioni,

                        IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              a ripristinare  la  piena funzionalità della Giunta,
              riconfermando la preposizione all'Industria dell'On.
              Castiglione,  oppure   invitando   lo   stesso  alle
              dimissioni,   consentendo  l'elezione  di  un  nuovo
              Assessore.

              (22 luglio 1999)
                            ALFANO -  BUFARDECI - CROCE -  FLERES
                            LEONTINI - BARONE - BENINATI - CIMINO
                            D'AQUINO  -  GRIMALDI  -  MISURACA  -
                            PAGANO - SCOMA

     PRESIDENTE.   Per   assenza  dall'Aula  del  Presidente  della
  commissione Bilancio, sospendo la seduta per quindici minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.14)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Si passa  al  terzo  punto  all'ordine del giorno:
  discussione di disegni di legge.

    DISCUSSIONE DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  935/A: "MODIFICHE ALLA
    LEGGE REGIONALE  8 LUGLIO 1977, N. 47 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED
    INTEGRAZIONI E ALLA LEGGE REGIONALE 27 APRILE 1999, N. 10"

     PRESIDENTE. Si procede con  il  seguito  della discussione del
  disegno di legge n.  935/A:  "Modifiche  alla  legge  regionale 8
  luglio 1977, n.  47  e  successive modifiche ed integrazioni alla
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10".
       Invito  i componenti la  II  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CAPODICASA, Presidente della Regione: Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Intervengo perchè vorrei
  dare comunicazione  all'Aula  e  offrire  al  dibattito  politico
  alcune valutazioni che sono state fatte prima in una riunione dei
  capigruppo della  maggioranza  e, successivamente, in un incontro
  informale che i  capigruppo  della  maggioranza hanno avuto con i
  capigruppo dell'opposizione a proposito dell'andamento dei lavori
  d'Aula e alla  possibilità di concludere la sessione estiva dando
  un esito positivo al programma di lavoro che l'Aula si è dato.
       La considerazione da cui siamo partiti è che, visto il clima
  determinatosi in Aula  per  le  risultanze  dei  lavori di questi
  ultimi giorni,  si  rischiava di compromettere seriamente il buon
  esito della sessione estiva.
       Le ragioni di  tutto  ciò stanno innanzitutto in un problema
  di chiarimento  politico  che  deve intervenire all'interno della
  maggioranza, che  la  maggioranza  ha  tentato,  subito  dopo  le
  elezioni europee, così come  si  era  impegnata a fare, e che era
  sembrato fosse stato sufficiente a garantire un proseguimento dei
  lavori, fruttuoso,  di  questo  fine sessione, fermo restando che
  poi  alla  ripresa  autunnale  era  già  nelle  intenzioni  della
  maggioranza arrivare  a un profondo chiarimento che potesse anche
  prevedere un  possibile  rimpasto attraverso una possibile crisi;
  in una forma ancora  da  valutare ma che comunque non era esclusa
  dal ventaglio di possibilità che venivano offerte.
       Dall'altro  lato  le  posizioni  che  le opposizioni avevano
  assunto  nel  corso  di  questi giorni, in queste sedute, avevano
  dimostrato chiaramente che nelle loro intenzioni vi era quella di
  premere  sull'acceleratore  perchè  una  sofferenza  interna alla
  maggioranza avesse  uno  sbocco di carattere immediato attraverso
  una dichiarazione di crisi da parte, appunto, della maggioranza e
  del Governo.
       Ora, mi pare  del  tutto  evidente  che  le  due  cose messe
  insieme, con  il 'combinato disposto' che venivano a determinare,
  avrebbero sicuramente  portato  l'Aula a una situazione di stallo
  con il  ricorso  frequente,  continuo, alla richiesta di verifica
  del  numero   legale,  di  votazioni  per  appello  nominale,  di
  dibattiti a volte  impropri,  presentazione  di  emendamenti  non
  aventi un interesse  cogente immediato ma che ovviamente potevano
  essere presentati solo  allo scopo di prolungare ulteriormente il
  dibattito  ed  arrivare   alla  chiusura  della  sessione  avendo
  approvato  solo  qualcuno  dei  provvedimento  individuati  nella
  conferenza dei Capigruppo.
       Allora  il  Governo  della  Regione,  con  il sostegno della
  propria maggioranza ha  assunto  un  orientamento  che,  a nostro
  avviso, può servire a  sbloccare  la situazione e a rimuovere dal
  terreno del confronto  politico  parlamentare  il  problema della
  persistenza del mantenimento  dell'attuale  Governo  e  della sua
  sopravvivenza oltre le ferie estive.
       Abbiamo  ritenuto,  con  senso  di responsabilità, di dovere
  assumere una  iniziativa che è quella di sgomberare il terreno da
  questo problema.
       Qello della crisi di  questo  Governo  è un problema che noi
  siamo pronti a  dichiarare, ovviamente con la formalizzazione nei
  tempi che si riterrà più  opportuni - cosa che noi vediamo con la
  ripresa autunnale, a metà del  mese  di settembre - allo scopo di
  rasserenare anche un  clima  politico  nella  maggioranza  e  nei
  rapporti con l'opposizione in quest'Aula, e, alla luce di questo,
  favorire tutti insieme - questo  è  un  appello  e  una sfida che
  lanciamo a tutti -  un  percorso  parlamentare in questi prossimi
  giorni e possibilmente,  se  occorreranno  e  ove intervenisse un
  accordo in questo senso,  anche  prolungare  di qualche giorno la
  sessione  estiva  per  consentire  l'approvazione  di  importanti
  disegni di legge nell'interesse  non  solo  della  dignità  e del
  prestigio di questa Assemblea, ma nell'interesse dei siciliani.
       Noi  sappiamo bene  come  molto  spesso,  retoricamente,  in
  questa Aula ci si appelli all'interesse complessivo della Regione
  e dei siciliani, ma credo  che mai come in passato questo appello
  abbia un senso sia  logico  che  politico. Abbiamo una situazione
  molto pesante dal punto  di  vista  economico-sociale,  vi  è una
  ripresa del fenomeno mafioso con scontri interni, come si è visto
  con i fatti di sangue  che  si  sono verificati a Gela nei giorni
  scorsi, ma anche  in  riferimento  all'attacco  ad alcuni settori
  specifici:   l'omicidio  e  l'assassinio  del  nostro  dirigente,
  Filippo Basile, nella  unanime  considerazione  ha  voluto essere
  esattamente un segnale che  va  nel  senso  della intimidazione o
  chissà,  forse,  nel  senso  di  lanciare  qualche  messaggio  di
  carattere obliquo e trasversale, e forse anche di muovere minacce
  nei riguardi di settori del mondo politico e della burocrazia.
       Ed allora, da qui  l'esigenza  che l'Assemblea non si avviti
  su se stessa, che  le  sofferenze  interne  alla  maggioranza,  e
  magari una voglia  da  parte  dell'opposizione di arrivare subito
  allo show-down, dal punto  di  vista  politico,  non  finisca per
  gravare  e  per  pesare   su  questa  situazione.  La  gente  non
  comprenderebbe come i  giochi  politici, che pure sono legittimi,
  possano portare ad una situazione di stasi e di paralisi.
       Allora,  per  questa  ragione   noi   siamo   qui  pronti  a
  dichiarare,  sgombrando il campo  dal  problema  della  crisi  di
  Governo che intendiamo favorire, e chiediamo che l'Aula, le varie
  componenti delle opposizioni,  quelle  di  destra  e di sinistra,
  concordino  su  un  percorso.   Non  si  chiede  un  accordo  sui
  provvedimenti  da portare  in  Aula  nel  merito,  perché  questo
  sarebbe contrario al  giusto  confronto politico che invece vuole
  una distinzione di opinioni;  si  chiede invece che si garantisca
  un percorso senza che  in  Aula  intervengano fattori estranei di
  utilizzazione impropria  del  Regolamento, volto semplicemente ad
  impedire che questo avvenga.
       Allora, dal nostro  punto  di  vista,  onorevole Presidente,
  riteniamo  necessario  che  vi  sia  un  incontro  tra  le  varie
  componenti. Del resto questa  mattina  qualche  cosa del genere è
  già avvenuto, anche se informalmente, e si è anche registrata una
  certa  disponibilità che  io  penso  debba  ulteriormente  essere
  verificata in Aula dal momento  che il Governo in Aula, cioè alla
  luce del sole,  fa  queste dichiarazioni. Dopodiché  discuteremo:
  non so se debba  essere una conferenza dei capigruppo formalmente
  convocata o un incontro  informale tra i capigruppo per discutere
  e decidere quali possano  essere  i  provvedimenti  da portare in
  Aula e garantire  che  vengano  approvati.  Noi riteniamo, signor
  Presidente, alcuni  di  questi provvedimenti imprescindibili, sia
  per la storia che  hanno  alle  spalle,  sia per gli orientamenti
  programmatici  di  tutte   le   componenti  politiche  di  questa
  Assemblea, che sono ormai  patrimonio  di  tutti,  al  di  là del
  merito, del contenuto e  delle  risposte  che  si intendono dare.
  Pensiamo alla riforma  della pubblica Amministrazione che avrebbe
  un alto significato sia dal  punto  di vista del merito, e quindi
  della sua innovazione, sia dal punto di vista della risposta agli
  attacchi che ad essa  sono  stati  mossi  in  questi ultimi tempi
  anche per mano mafiosa. Credo che questo possa essere individuato
  come uno dei terreni su  cui  può intervenire una parte di questo
  accordo.
       Poi vi sono i  provvedimenti  che  conosciamo e che sono già
  inseriti nel programma di  questo  fine  sessione: la riforma del
  commercio, la riforma del  lavoro,  i  problemi del precariato, i
  problemi degli autotrasportatori,  i problemi legati allo sblocco
  di  alcuni  accantonamenti   contenuti  in  bilancio  per  quanto
  riguarda i fondi globali. Si tratta di una serie di provvedimenti
  di rilievo; vi è  anche l'ipotesi dell'esame del disegno di legge
  sul Parco archeologico della  Valle  dei  Templi.  Si  tratta  di
  concordare,  cosa  che   ovviamente   non  può  essere  fatta  in
  quest'Aula, la scaletta che ci dobbiamo dare.  Dopodiché, andremo
  a settembre con la  crisi  di governo; allora le forze politiche,
  le coalizioni muoveranno  le  loro  strategie  politiche  per  la
  composizione  della crisi,  cosi  come  riterranno  di  fare  più
  opportunamente.
       Ognuno di  noi  lavorerà  sulla base dei disegni che ritiene
  valga la  pena  di  perseguire,  il centro-sinistra punterà ad un
  rafforzamento della  coalizione,  ad  un  suo  rilancio; le altre
  forze lavoreranno per  dare  altre  soluzioni  alla  crisi.
       A noi interessa che  tutto questo avvenga alla luce del sole
  senza una crisi strisciante che logori le istituzioni e impedisca
  a questo Parlamento di  legiferare.
       Se noi riusciremo a  fare  tutto  ciò  nella chiarezza delle
  posizioni,  per cui  nessuno  potrà  parlare  di  'inciucio' o di
  consociativismo ma  di responsabilità istituzionale, forse avremo
  riscattato questo scorcio  di  sessione  che,  a nostro giudizio,
  rischiava di non dare i  frutti che tutti noi ci saremmo augurati
  desse.
       Dunque, è questo  in poche parole, signor presidente, quanto
  io  volevo  dichiarare   all'Aula.   Valuti   la  Presidenza,  se
  convocare una conferenza  dei  capigruppo  -  ove intervenisse un
  consenso alla mia proposta  volta  a  garantire questo percorso -
  nei   tempi  che   riterrà   più   opportuno,   per   individuare
  eventualmente i disegni  di legge, nonchè per stabilire eventuali
  'sforamenti' di qualche  giorno della sessione e così concludere,
  per ritornare poi a  data  fissa,  alla  ripresa di settembre, in
  quest'Aula perché  il Governo qui presenti le proprie dimissioni.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  ho
  apprezzato molto  l'intervento del presidente Capodicasa, però mi
  è  sembrato  che  il  presidente  Capodicasa  stesse  facendo  un
  discorso  riferito a  circa  otto,  nove  mesi  fa  quando  si  è
  insediato, cioè ci  ha illustrato quello che possiamo definire un
  programma di governo  che si dovrebbe fare negli ultimi scorci di
  questa sessione estiva.
       Io  ritengo   che   l'onorevole   Capodicasa  abbia  un  po'
  equivocato quello che lui amabilmente ha definito un incontro con
  i rappresentanti delle opposizioni perché si era detto in maniera
  informale che le  opposizioni  erano  pronte  a  valutare  con il
  governo un percorso  se  non  si  fosse  sgomberato  il campo. Se
  avessimo la  certezza  ufficiale  questa sera che questo governo,
  che vuole fare  tante  cose  così  come ha elencato il presidente
  Capodicasa, dicesse che queste cose non si sono potute fare negli
  otto mesi che sono passati e quindi era necessario vedere cosa in
  quattro giorni  potere  fare  nell'interesse  della  Sicilia  non
  sgomberando il  campo,  ma dicendo apertamente che questo governo
  era dimissionario e  si  sarebbe  dovuto  trovare la soluzione di
  carattere tecnico  per  ufficializzare  poi ai fini regolamentari
  queste dimissioni.
       Ma  questa  sera  dovevamo  prendere  atto  che  il  Governo
  dichiarava le proprie  dimissioni e chiedeva al Parlamento intero
  di poter fare quei tre, quattro provvedimenti che, tutti assieme,
  riteniamo essenziali  nell'interesse  dei  siciliani e che questo
  Governo da solo prendeva atto che non poteva fare.
       Questo  era   il  riferimento  politico  che  abbiamo  avuto
  stamattina, questi erano i discorsi chiari alla luce del sole che
  si sono fatti e, su  questo,  io chiedo - tranne che io non abbia
  capito bene - al Presidente della Regione un chiarimento vero.
       L'opposizione parlamentare vuole sapere se questo Governo da
  stasera è dimissionario  in  maniera  irrevocabile e vuole che si
  collabori per quei tre,  quattro provvedimenti che una conferenza
  di Capigruppo  potrà  individuare,  ma  vogliamo  saperlo  sempre
  rimanendo  inteso  che  per  motivi  di  carattere  regolamentare
  l'ufficializzazione, nel  senso  solo tecnico, avverrà alla prima
  seduta utile di settembre  che  si era individuata al 2 settembre
  perché così è fissata  l'Aula, o  che potrebbe essere spostata di
  qualche giorno.
       Questo era quello  che  ci  eravamo  detti  e  per questo io
  ritengo che dobbiamo  essere  chiari  ed  accetto  il suo invito,
  onorevole Presidente, alla  luce  del sole, in modo che si sappia
  che questo Governo è  in crisi perché ha chiuso la esperienza che
  è iniziata otto mesi fa.
       Sulla base di  questo  ragionamento  e  sulla base di questo
  impegno  noi siamo qui  in Aula per capire se abbiamo capito bene
  stamattina o se non abbiamo capito bene oggi pomeriggio.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, mi pare che
  il Presidente  della  Regione annunci qui stasera sostanzialmente
  la fine di questa esperienza  di Governo e lo fa in rapporto alla
  presa d'atto di una  difficoltà oggettiva che si è manifestata in
  questa Aula in queste ultime settimane.
       Una difficoltà  a legiferare, una difficoltà a dare risposte
  ai problemi della  Sicilia, una difficoltà che è la difficoltà di
  questo Parlamento: senza avere maggioranze e senza possibilità di
  avere reali maggioranze alternative.
       Lei ha  detto,  onorevole  Presidente, che, per sbloccare il
  lavoro parlamentare,  è  disposto  a rassegnare le dimissioni nei
  tempi e nei modi  utili  e  concordati da questo Parlamento in un
  rapporto tra la sua maggioranza e le opposizioni.
       Mi sembra l'apertura della  crisi. E dato che io so bene che
  lei non è  paragonabile  ad altri Presidenti della Regione (penso
  all'onorevole Drago  e  alla  sceneggiata  farsesca di dimissioni
  annunciate a nome di tutto  il Polo e poi mai presentate), se ben
  capisco lei, stasera, sta dicendo che a settembre alla riapertura
  il suo Governo si presenterà dimissionario.
       Io ho letto  le  dichiarazioni e le posizioni del Capogruppo
  di Forza Italia in questi giorni, dichiarazioni che dicono che la
  priorità per Forza Italia è far cadere il Governo.
       Noi, che   siamo   collocati   all'opposizione  da  un'altra
  postazione, vedremmo  come  priorità quella di dare risposta alle
  emergenze politiche e sociali di questa Regione fermo restando la
  critica che abbiamo mosso al suo Governo.  E vorrei ripeterla qui
  questa critica, che  facemmo  all'atto del suo insediamento, e la
  potevamo fare solo noi  di  Rifondazione  comunista e non il Polo
  perché lei ingloba una  parte  del  Polo  nel  suo  Governo  ed è
  esattamente quella parte che ora sta tradendo la sua maggioranza.
  Cioè noi le  dicemmo, onorevole Presidente Capodicasa, che questo
  Governo nasceva  con  le  logiche  democristiane, sarebbe vissuto
  prigioniero  delle   logiche   democristiane,  e   sarebbe  morto
  prigioniero delle  logiche  democristiane.  E' esattamente quello
  che sta succedendo.
       E questo la  dice  lunga anche sulla natura dell'opposizione
  di destra. La priorità è far cadere il Governo.
       Sono arrivati persino  a  proporre una questione morale, chi
  di questa questione  morale  dovrebbe non poterne parlare proprio
  perché   riguarda  esponenti  di  Governo  che  rappresentano  la
  continuità tra Polo  e Centro sinistra. Noi su questo, presidente
  Capodicasa, abbiamo tenuto un'altra posizione.
       Abbiamo parlato  della  questione  morale perché  ritenevamo
  proprio la trasmigrazione  di  pezzi  del  Polo  dentro il Centro
  sinistra  la   vera   questione   morale,   vorrei   dirlo  anche
  all'onorevole   Claudio   Fava.
       E' tutta qui  la  vicenda  dell'assessore Castiglione, e per
  questo non è  un'arma  nelle  mani  del Polo, perché  l'assessore
  Castiglione è assessore di questo Governo, come lo fu dei governi
  Drago e Provenzano.
       E qui, vorrei  sentire parole più chiare anche dentro questa
  maggioranza, vorrei sentirle non solo dall'onorevole Guarnera che
  queste cose le ha  dette  quando  era deputato della Rete, ma dal
  capogruppo dei Comunisti  italiani  e  dal  Partito dei Comunisti
  italiani.
       Il Polo pone  il  problema  della  legge  di  riforma  della
  Pubblica amministrazione, ma poi  le dice che questa legge non si
  può fare, eppure quella  legge  il Governo dice è quasi la stessa
  di quella fatta dall'assessore Bufardeci. Perché  non la votate?
       E  questo   spiega,   presidente   Capodicasa,   perché  gli
  emendamenti   alla    legge    sulla   riforma   della   Pubblica
  amministrazione  sono  solo  quelli  di  Rifondazione  comunista,
  perché  siete simili in quella impostazione.
       Andate  in  prima   Commissione  e  vedrete  che  tutti  gli
  emendamenti strutturali,  di  fondo,  d'impostazione,  se  volete
  alternativi al  modello di riforma della Pubblica amministrazione
  presentata  al   Governo,   sono   solo  quelli  di  Rifondazione
  comunista.
       Noi non vi diciamo  però  che  quella legge non va fatta, vi
  diciamo che quella legge va fatta, ma va modificata e va cambiata
  e noi, senza  ostruzionismo,  ci  battiamo  per modificarla e per
  cambiarla.
       Si  parla  della  priorità,  ce  lo  ricorda  il  presidente
  Granata, della legge  antiracket  e il presidente Granata sa bene
  in Commissione quali sono  le forze realmente impegnate a fare, a
  migliorare ed a qualificare  la  legge antiracket, come se per il
  Polo e per un  pezzo del Polo il problema fosse solo l'agitazione
  pubblica di questi  temi,  ma  non  la definizione vera. Perché?
       Perché, la priorità  è  quella  che dice l'onorevole Alfano.
  Questo Governo deve cadere   Per  me  questo Governo può cadere o
  non può cadere, staremo  e stiamo all'opposizione e per noi non è
  un problema di quale Governo e a quale Governo fare l'opposizione
  e come si qualifica un'opposizione e come dall'opposizione si può
  qualificare una risposta di governo ai problemi dei siciliani.
       Per questo, noi  oggi  individuiamo  una priorità: quella di
  chiudere questa  sessione  estiva  avendo  fatto  delle  riforme,
  avendo dato delle risposte, prime tra tutte quelle che riguardano
  il lavoro e  l'emergenza  occupazionale  del precariato in questa
  Regione, prime tra tutte queste.
       Abbiamo visto che  il Governo Capodicasa oggi ha un deputato
  in meno della sua  maggioranza  ed  uno  pensa  ad una differenza
  strategica politica, di  fondo,  tra l'onorevole Turano ed il suo
  partito e questo Governo,  poi legge i giornali e dice che questo
  Governo non ha fatto la sanatoria sull'abusivismo e quindi non ci
  sono più le condizioni per stare in maggioranza. E' questa la sua
  maggioranza, onorevole Capodicasa.
       E' il problema dell'abusivismo.
       Io non vedo più gli esponenti della lista Dini in quest'Aula
  e nella politica siciliana  e  si mette in crisi il Governo della
  Regione, sempre per quello che leggo sui giornali, perché non c'è
  un assessore provinciale a Siracusa.
       Beh, se vi rivolgete all'onorevole Spagna, sfiducia anche il
  Presidente della provincia  così  si  riapre  lo  spazio  per gli
  assessori dopo che ha sfiduciato anche il sindaco della città.
       Insomma, Presidente  Silvestro,  vedo  un  pastrocchio della
  politica. Si, se questa Assemblea regionale avesse la possibilità
  di sciogliersi, questo  sarebbe  il momento dello scioglimento di
  questa Assemblea  regionale,  perché  questa  Assemblea regionale
  rappresenta la fine della politica, perché tutte le maggioranze e
  tutte le componenti sono prigioniere dei trasformismi, l'ho detto
  mille volte, ogni  deputato  singolo,  qui, soprattutto in questa
  folla al centro  della  politica siciliana, ha una valigia carica
  di interessi personali  e  particolari  da  portare  da  un  polo
  all'altro, è qui  la  crisi  della  sua  maggioranza,  presidente
  Capodicasa, per questo...

     PRESIDENTE.   Onorevole   Forgione,   stiamo   facendo   brevi
  dichiarazioni sulle dichiarazioni del Presidente.

     FORGIONE. ... per  questo  noi  guardiamo  con  rispetto e con
  attenzione alla vicenda  politica  che  si  apre.  Non  lo faremo
  isolando  Rifondazione   comunista,  non  lo  faremo  con  scelte
  politiciste e governativiste a  tutti i costi perché non è questo
  che ci interessa. Guarderemo seriamente alla fase politica che si
  sta  aprendo  perché   oggi  con  la  crisi  annunciata  da  lei,
  presidente  Capodicasa, si  prende  atto  che  la  sinistra  deve
  ritornare a fare la  sinistra, perché  quando  si consegna armi e
  bagagli nelle mani  del  centro  muore  delle  logiche  che hanno
  sempre caratterizzato il centro; e se questa è, almeno salvate la
  dignità,  l'identità  di   una   sinistra   che  non  può  morire
  prigioniera di questo  o  di  quel  deputato  centrista  pronto a
  trasmigrare da un polo all'altro.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, qui non è che si apre
  un dibattito sulle dichiarazione del Presidente della Regione. Il
  Presidente della Regione ha fatto delle dichiarazioni: ha chiesto
  che  nel  percorso  delineato  ci  sia  anche  una  riunione  dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentare per  concordare  gli  esiti
  dell'attività   dell'Assemblea,   anche    in    rapporto    alle
  dichiarazioni del Presidente della Regione, non  credo che ci sia
  necessità di fare un dibattito; ritengo, invece, che possiamo, se
  l'Assemblea è d'accordo,  continuare l'esame dei disegni di legge
  e  convocare,  per   domani  a  mezzogiorno,  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari.
       Non facciamo  una  discussione  politica sulle dichiarazioni
  del Presidente che sono..., a me pare..., possiamo anche farlo.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO. Signor  Presidente, signor Presidente della Regione,
  colleghi deputati, vero è  che  è  non  usuale  che  di  fronte a
  dichiarazioni del  Presidente  della  Regione,  che  rimandano  a
  scenari tutti da  definire,  non  si apra un dibattito specifico,
  però non c'è  dubbio  che  la  vaghezza  della  comunicazione del
  Presidente della Regione ha posto il problema.
       Noi,  e  ha  detto  bene  l'onorevole  Stancanelli,  avevamo
  individuato insieme un  percorso, e  forse  una  precisazione del
  Presidente della  Regione  può  essere utile. Stiamo intervenendo
  positivamente,  costruttivamente.  Non  vogliamo  fare polemiche,
  abbiamo creduto, abbiamo compreso che c'è uno sforzo da parte del
  Presidente della Regione di comprendere le ragioni della Sicilia.
       In questo senso, noi opposizione, sollecitati a farci carico
  dei  problemi  della  Sicilia,  abbiamo   deciso,  come  facciamo
  normalmente, di non  far  cadere  questo  invito, però lo abbiamo
  inserito in un  contesto, noi non saremmo stati contrari comunque
  a  fare  un'azione  costruttiva  d'Aula, prescindendo  da  questa
  posizione del presidente Capodicasa.
       Io  non  vorrei  che  passasse  il  messaggio  negativo  che
  l'opposizione   decide  di  entrare  nel   merito   delle   leggi
  incardinate  solo perché  ha ottenuto  da  parte  del  Presidente
  della Regione l'impegno alle dimissioni.
       Questo   sarebbe   sbagliato.  L'opposizione  avrebbe  fatto
  comunque la sua  parte  in  questa Aula rispetto ai provvedimenti
  già incardinati; è  chiaro  che noi comunque (l'avevamo del resto
  concordato in  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari)
  avremmo dato il nostro  contributo  in questi pochi giorni che ci
  separano dal riposo  estivo, perché alcuni provvedimenti di legge
  seri, provvedimenti  del  lavoro,  l'antiracket, il commercio, in
  qualche modo avrebbero dovuto trovare risposta da parte di questo
  Parlamento.
       Qual è il fatto nuovo  che  si  è inserito ieri? La novità è
  che abbiamo appreso,  e poi abbiamo verificato, e abbiamo toccato
  con mano e riscontrato che il Presidente della Regione fa appello
  al Parlamento,  questo  abbiamo  capito, perché valuta inadeguata
  strutturalmente la sua maggioranza.
       Quindi non c'è dubbio che  per  un atto di estrema chiarezza
  al nostro interno e per  rispetto ai siciliani, se un fatto nuovo
  si è determinato ieri, dopo  che avevamo concordato in conferenza
  dei capigruppo un itinerario, è questo il fatto nuovo.
       Perché  mai   queste   comunicazioni  del  Presidente  della
  Regione? Quale sarebbe il  fatto  nuovo?  Che  ad  un certo punto
  decidiamo di fare esattamente  le cose che avevamo deciso di fare
  con la conferenza dei capigruppo?
       Ma quando mai. La  verità  è  che  tutti  insieme  in queste
  ultime ore abbiamo capito  che  c'è  il  fatto nuovo dei diniani,
  della inconsistenza  parlamentare  che dovrebbe supportare questo
  disegno di medio-lungo  periodo,  di  un  governo  a  gittata non
  breve, e a questo  punto  noi  desideriamo,  e lì concordo con il
  Presidente del gruppo  parlamentare  di AN, che si faccia estrema
  chiarezza e che  il  Presidente  della  Regione  integri  la  sua
  comunicazione  o   comunque   chiarisca   se   per  caso  abbiamo
  interpretato male.
       Noi abbiamo capito esattamente  questo  e  cioè che si apre,
  anche se non formalmente,  virtualmente  la  crisi,  che il tutto
  viene formalizzato all'inizio di  settembre,  e che non in cambio
  perché noi non siamo  al mercato, l'opposizione farà la sua parte
  prendendo atto di questa novità
       E'  il  Presidente   della   Regione  in  difficoltà;  è  il
  Presidente della Regione che ha  capito,  ha toccato con mano che
  la maggioranza non c'è più, si  è sfarinata  Ne ha preso atto, fa
  l'appello al Parlamento,  l'opposizione  intende farsi carico dei
  problemi della Sicilia e  certamente  vuole in queste giornate di
  lavoro intenso dare, insieme  ai  partiti  della  maggioranza,  a
  questo punto visto che si  crea la condizione per una convergenza
  non strategica, di breve momento, perché poi è chiaro a settembre
  ci guarderemo in faccia  e  vedremo quali saranno le soluzioni da
  dare  per  la Sicilia  e  che  tipo  di  esecutivo  e  con  quale
  maggioranza questo Parlamento dovrà continuare a lavorare.

     CAPODICASA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  Presidente della Regione.  Signor  Presidente, io
  sento  l'esigenza di  reintervenire  per  evitare  che  improprie
  interpretazione delle poche cose  che ho detto possano dare luogo
  a fraintendimenti.
       Le cose che ho detto  sono nel resoconto stenografico da cui
  risulta che ho fatto  affermazioni molto chiare circa il percorso
  che il governo indica con il sostegno della sua maggioranza.
       Da un lato abbiamo  sostenuto  che alla ripresa autunnale, a
  data fissa che stabilirà  la conferenza dei capigruppo il governo
  si presenterà in Aula  per rassegnare formalmente le dimissioni e
  aprire, come ormai da tempo  si  è usi fare in questo Parlamento,
  anche un breve dibattito su queste dichiarazioni.
       Dall'altro lato  abbiamo  ritenuto necessario, sgombrando il
  terreno dalla  questione relativa alle dimissioni (perché abbiamo
  dichiarato  che   le   formalizzeremo  alla  ripresa  autunnale),
  concordare  oggi  un  percorso  per  questo  fine  sessione,  che
  individui alcuni disegni di legge.
       Non so se  saranno  3-4, come  dice l'onorevole Stancanelli,
  perché nella  posizione  dell'onorevole Stancanelli ho intravisto
  una qualche preoccupazione, non era sciolto, parlava con il freno
  a mano tirato, c'è  qualcosa che non capisco;  perché dal momento
  che c'è una dichiarazione formale da parte del Presidente che non
  può dichiarare  oggi  irrevocabilmente  perché questo, come tutti
  sappiamo, dal punto  di vista regolamentare significa la chiusura
  dei lavori d'Aula.
       Quindi mi pare chiaro.
       Quindi  noi   annunciamo   l'intenzione   che  alla  ripresa
  autunnale formalizzeremo  le dimissioni, quindi oggi siamo perché
  col governo in carica,  come  è  giusto  che  sia,  si proceda ad
  approvare alcuni disegni  di  legge,  che  saranno  concordati  -
  abbiamo detto - in  una sede formale o informale che si stabilirà
  - non è esattamente questo il problema.
       In questi disegni di legge noi possiamo inserire le cose più
  importanti e le più urgenti: le più  importanti e le più urgenti
  Sottolineo le due cose, perché questo  credo  che torni utile per
  il prestigio di questa Istituzione. Dopodiché,  il merito sarà un
  merito libero da accordi e da  possibili intese, perché il merito
  è attirato dalla logica parlamentare,  come  sempre  è  avvenuto,
  come ordinariamente avviene.
       Dopodiché,  a  conclusione  di  questo  percorso  che  forse
  necessiterà  di  un qualche prolungamento  -  ribadisco  -  delle
  sessione estiva di qualche giorno,  allora noi potremo concludere
  con la indicazione  della  data  alla  ripresa  autunnale  in cui
  l'Assemblea tornerà  a  riunirsi  perché  il  Governo formalmente
  rassegni le dimissioni e apra il dibattito su questo.
       Ecco  perché  allora  mi   apparirebbe   improprio,   signor
  Presidente,  che noi apriamo ora  il  dibattito  sul  significato
  della  crisi,  sulle sue motivazioni  che,  penso,  debba  essere
  invece  svolto quando ci sarà  una  relazione  sulle  motivazioni
  della crisi, cosa  che  avverrà alla ripresa autunnale. Quando il
  Governo rassegnerà le  proprie  dimissioni,  non  farà  altro che
  motivarle, spiegarne le ragioni, dare anche delle indicazioni per
  quanto è nella sua  competenza  e  su  questo  si  svilupperà  il
  dibattito.
       Sviluppare oggi il dibattito su  questo  mi sembra improprio
  perché si svolgerebbe al buio, senza  cioè  un  confronto  con le
  considerazioni che il Governo può fare su questo e mi sembrerebbe
  improprio perché la sede oggi non è questa,  ma  è  quella in cui
  verranno formalizzate le dimissioni.
       Dopodiché, onorevole Presidente, ci siamo rimessi anche alla
  valutazione  della  Presidenza   perché   indichi,  eventualmente
  intervenisse un accordo  in  questo  senso,  anche  le  tappe  di
  carattere regolamentare perché questo percorso si realizzi.

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Onorevole  Alfano,  mi scusi, la dichiarazione del
  Presidente della Regione  fa chiarezza sui dubbi sollevati. Credo
  sia stato abbastanza  chiaro  circa  le  obiezioni  sollevate nel
  corso della breve discussione sulle precedenti dichiarazioni.
       Sull'ordine  dei  lavori  la  Presidenza  fa  una  proposta,
  onorevole Alfano, se lei  mi  consente.  E' quella che prevede la
  convocazione  della   Conferenza   dei   Presidenti   dei  Gruppi
  parlamentari per domani  29  luglio  alle ore 12.00 per definire,
  sulla base delle  indicazioni  del  Presidente  della Regione, il
  calendario dei  lavori  dell'Aula.  Continuiamo adesso l'attività
  legislativa, così  come  concordato  nella precedente Conferenza.
  Non ci sono  altri  motivi che possano determinare la sospensione
  della normale attività legislativa.

     ALFANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, vi è un motivo
  per la sospensione dei  lavori  questa  sera.  Si è verificato in
  fatto politico rilevante:  il  Presidente  della  Regione ha reso
  politicamente le proprie  dichiarazioni  di dimissioni ed ha reso
  politicamente aperta la crisi di Governo.
       Questa è la sostanza  La forma  è che saranno formalizzate a
  settembre in apertura della sessione autunnale. Rispetto a questo
  quadro, e poiché  domattina  vi sarà la Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari,  così  come  da  ella  proposto,  signor
  Presidente dell'Assemblea,  propongo  di rinviare direttamente al
  termine dei lavori  della  Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi
  parlamentari, perché procedere questa sera, in presenza di questo
  fatto politico nuovo, mi pare incongruo. La mia proposta è quindi
  di  aggiornare anche il  dibattito  di  questa  sera  a  dopo  le
  determinazioni  della   Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  io  insisto nel mantenere le
  decisioni della Conferenza  precedente che è quella di continuare
  l'attività  legislativa   già   prevista.  Le  dichiarazioni  del
  Presidente  della   Regione  rispondono  ad  una  esigenza  posta
  dall'Assemblea.

    (confusione in Aula)

     COSTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     COSTA.  Signor Presidente, sull'ordine dei lavori perché forse
  è stato intempestivo quello  che è stato detto. Noi chiediamo per
  la ripresa dei  lavori  d'Aula  la  sospensione di un'ora. Perché
  oltre al fatto  che  il  centro-destra  ha una conferenza stampa,
  riteniamo di doverci sentire e poi di procedere.

     PRESIDENTE. L'Assemblea è aggiornata a trenta minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.55, è ripresa alle ore 19.32)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento interamente sostitutivo
  dell'articolo 5, a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Invito  il  deputato segretario a dare lettura dell'articolo
  6.

     LO CERTO , segretario:

                                  Art. 6.
                    Proroga termine in materia sanitaria

          1. Il termine di cui  al  comma  1  dell'articolo 38 della
       legge regionale 7 agosto 1997,  n.  30,  già  prorogato al 31
       dicembre 1998 con l'articolo  13  della  legge  regionale  23
       gennaio 1998, n. 3,  è ulteriormente prorogato al 31 dicembre
       1999.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  all'articolo  6 è stato presentato
  l'emendamento   6.1,   degli  onorevoli  Zanna,  Oddo,  Monaco  e
  Pignataro.
       Non essendo  presenti  in  Aula  i  firmatari,  lo  dichiaro
  decaduto.
       Pongo in votazione l'articolo 6.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     FLERES. La procedura per la votazione è stata indetta?

     PRESIDENTE. Sì, è stata indetta.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Onorevole  Presidente onorevoli colleghi, lei poc'anzi
  non  aveva   compreso  che  il  Presidente  della  Regione  aveva
  annunziato le  sue  dimissioni  e riteneva che quest'Aula potesse
  andare avanti a discutere non so bene cosa.
       Adesso ritiene  votati  articoli  che non sono stati neanche
  discussi, non è stata aperta la discussione generale, non è stato
  fatto altro.
       Lei sta violando il Regolamento.
       Allora, io  vorrei  invitarla  ad  evitare  di  avviarsi  in
  procedure un  po'  eccessivamente  accelerate,  di curare bene le
  operazioni di  voto,  di  annunciarle, di attendere l'espressione
  dei pareri del  Governo e della Commissione e per quanto riguarda
  l'articolo appena  votato,  posto  che  sia stato votato desidero
  sapere come ho votato io che ero in Aula.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     PRESIDENTE. L'articolo  6,  così come gli altri articoli posti
  in  votazione   da  questa  Presidenza  sono  stati  tutti,  come
  prescrive il  Regolamento, messi in votazione chiedendo il parere
  della  Commissione  e  del  Governo  quando  ci  sono  stati  gli
  emendamenti.
       Quindi  non   le   consento  di  fare  queste  osservazioni,
  onorevole Fleres. Lei  stia  più  attento  e vedrà come gli altri
  colleghi suoi, partecipa ai lavori di questa Assemblea.
       Si  passa    all'esame   dell'articolo   4   che  era  stato
  accantonato.
       All'articolo 4  è  stato  presentato  un  emendamento 4.1, a
  firma degli onorevoli Mele, Cintola ed altri.
       All'emendamento   4.1   è   stato   presentato  dal  Governo
  l'emendamento sostitutivo 4.1.1.
       Il parere della Commissione?

     DI   MARTINO ,   presidente   della  Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

     FLERES.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     FLERES.     Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento del Governo, al di  là  del  merito  che  può  o meno
  essere condiviso, desideravo  sapere  se  è stato sottoposto alla
  valutazione della Commissione  competente  e  qualora  non  fosse
  stato  sottoposto alla  Commissione  competente,  chiedo  che  lo
  stesso venga inviato alla  medesima  affinché  se  ne discuta per
  l'acquisizione del relativo parere.  Così  come è stato fatto per
  analogo disegno di legge di  altra  natura  nel  momento in cui è
  stata  chiesta  la  convocazione  della  Commissione  IV  per  la
  trattazione della materia attinente ai parchi e alle riserve.

     PIRO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO - Assessore regionale per  il bilancio e le Finanze - Nel
  testo  del disegno di  legge  è  stata  inserita  una  norma  che
  riguarda l'applicazione dell'articolo  32  della legge n. 10 che,
  come è noto, riguarda  una  norma  organica  per rideterminare la
  misura dei tassi agevolati in maniera uniforme in tutti i settori
  di attività che  vengono  finanziati  con provvedimenti creditizi
  agevolati.
       Nel corso dell'applicazione,  sia pure di questi pochi mesi,
  sono sorti alcuni problemi tra  i  quali  quello a cui si rivolge
  l'articolo  già  presente nel  testo  che  prevede  che  per  gli
  interventi  -  cosiddetti   "de   minimis"  -  ovviamente  non  è
  necessario la comunicazione  all'Unione  Europea, il ché consente
  evidentemente  si potere  liberamente  dare  corso  a  tutti  gli
  interventi che, restando  sotto  le soglie comunitarie non devono
  soggiacere alla comunicazione  da effettuare, così come prevede -
  credo che la norma  l'abbia  inserita  l'onorevole Fleres, se non
  ricordo male -, l'articolo 32 della legge.
       Nello  stesso  tempo  si  prevede,  sempre  con  riferimento
  all'articolo 32 della legge n. 10 che - ricordo - è una legge che
  è stata portata in  Aula  come legge finanziaria, è stata gestita
  dall'Assessorato Bilancio e  dalla Commissione Bilancio, sia pure
  con il parere delle Commissioni, riguarda la possibilità che, nel
  caso in cui  venissero perfezionate operazioni con l'applicazione
  delle vecchie misure,  viene  data la possibilità, quando dovesse
  arrivare  la   comunicazione   favorevole  da  parte  dell'Unione
  Europea, agli Assessori  competenti,  di  rideterminare le misure
  applicando quelle nuove.  Credo  che  sia quanto viene richiesto,
  quanto si può fare e nella  forma  in  cui  si può fare in questo
  momento  per   andare   ulteriormente   incontro   alle  esigenze
  dell'attività produttiva.
       Con  il  terzo   comma   si  sopprime  una  lettera,  sempre
  dell'articolo 32 della legge  10 che ha quelle caratteristiche di
  cui   abbiamo   parlato,   la   cui   interpretazione   è   stata
  particolarmente   difficile   che,   in   effetti,   non   sembra
  corrispondere ad alcuna finalità plausibile e, quindi, si ritiene
  opportuna la soppressione.
       Per  quanto riguarda  gli  altri  due  commi:  uno  riguarda
  l'utilizzo  dei fondi istituiti  presso  la  CRIAS  e  l'IRFIS  e
  l'altro riguarda una  questione  legata  ai consorzi di garanzia.
  Sono norme non  particolarmente innovative, ma norme soltanto che
  consentono la fluidificazione  di  norme  già  esistenti  e  che,
  quindi, si presentano  essenzialmente  con  la  caratteristica di
  fluidificare l'erogazione finanziaria.
       Da qui, a  mio  avviso,  Presidente,  la  compatibilità  con
  questo disegno di legge,  a  parte  la compatibilità di carattere
  generale che si tratta di  norme  che vanno a modificare la legge
  n. 10 del 1999.

     BATTAGLIA.   Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA.   Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la  pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  ad integrazione di quanto testè detto dall'Assessore Piro e anche
  per maggiore  conoscenza dell'onorevole Fleres, volevo richiamare
  l'attenzione dell'onorevole  Fleres  e dell'Aula sull'opportunità
  di votare invece  stasera  l'emendamento  in questione specie per
  quanto riguarda i commi 4 e 5.
       In modo particolare  l'onorevole Fleres ricorderà, perchè ne
  fu allora uno  dei  sostenitori,  la  Regione  siciliana  approvò
  nell'agosto  del  1997  la   legge  n.  31,  era  una  legge  che
  interveniva a sostegno della piccola e media impresa. La legge 31
  dell'agosto  1997   venne   sottoposto   all'esame   della  parte
  dell'unione Europea perchè conteneva provvedimenti anche a favore
  di aziende che a  giudizio  dell'Unione Europea opera nel settore
  dell'agricoltura.
       Con la legge 10,  la finanziaria, abbiamo soppresso la parte
  oggetto  della   impugnativa,   della   osservazione   da   parte
  dell'unione Europea sostanzialmente  sbloccando  la  legge 31. Il
  problema è che la  legge  31,  proprio perchè approvata nel 1997,
  adesso è priva di  copertura  finanziaria.  Con il comma 4 stiamo
  sostanzialmente stabilendo che le piccole e medie imprese possono
  per i benefici della  legge  31  utilizzare i fondi della Regione
  presso Crias ed Irfis.
       Quindi, è un provvedimento che sostanzialmente in aggiunta a
  quanto fatto con la  legge  10  sblocca  la  possibilità  di dare
  attuazione alla legge 31  a favore delle piccole e medie imprese.
  E' una norma veramente  di carattere finanziaria che interviene a
  completamento di una manovra già iniziata con la legge 10. Quindi
  è  perfettamente  pertinente  al  testo  in  discussione e non ha
  bisogno  di valutazione di merito perchè la valutazione di merito
  era  stata  fatta  quando  fu  della legge 31, senza questa norma
  sarebbe  vanificato  quanto  fatto  con  la  legge 10 proprio per
  superare le ragioni dell'impugnativa dell'osservazione  da  parte
  dell'Unione europea.
       Il  comma  5  obbedisce   ad  un'altra  necessità;  vi  sono
  finanziamenti comunitari che  mettono  a  disposizione  circa  40
  miliardi  per  i consorzi fidi  della  piccola  e  media  impresa
  industriale, della piccola e media impresa artigianale.
       Il Presidente della Regione ha  già fatto le convenzioni con
  Artigiancassa  ed  Irfis   per  utilizzare  questi  finanziamenti
  comunitari da mettere a disposizione  per  i  consorzi  fidi,  il
  problema  è  che l'attuale  normativa  regionale  in  materia  di
  consorzi fidi prevede solo l'esercizio fino a 100 milioni, invece
  l'Unione Europea dispone interventi in  conto capitale. Se non si
  aggiunge alla normativa regionale la possibilità di poter fare da
  parte di consorzi fidi aperture  e  linee  di  credito  in  conto
  capitale, noi corriamo il rischio, anzi abbiamo la certezza che i
  40 miliardi nonostante si  siano  stipulate  le  convenzioni  con
  Irfis  e Artigiancassa non  potranno  mai  essere  utilizzate  in
  quanto  l'Unione  Europea non  consente  di  utilizzarli  per  il
  credito  all'esercizio,  ma   solo  per  investimenti.  La  norma
  sostanzialmente dice questo: che  ai  consorzi  fidi  siciliani è
  possibile operare anche  con riferimento ai finanziamenti europei
  in conto capitale fino al tetto di 500 milioni che è un tetto che
  appare congruo per investimenti.
       Se non si approvano queste due norme noi manterremo bloccata
  la  legge  31  per  la  piccola  e media impresa e  perderemmo  i
  finanziamenti  comunitari  per  i consorzi fidi sempre  a  favore
  della piccola e media impresa industriale e artigianale.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, io desideravo
  ringraziare il Governo per le precisazioni ma avevo ben chiaro il
  significato  dell'emendamento  e   le  precisazioni  del  Governo
  confermano un dato formale che è quello che se stiamo parlando di
  impresa,  stiamo  parlando   di   attività  produttive  e  dunque
  l'emendamento  richiede  il  previsto  parere  della  Commissione
  attività produttive.
       Tuttavia onorevole Presidente, onorevoli colleghi, poichè ci
  stiamo avviando verso la  conclusione di una sessione legislativa
  ma anche verso la conclusione  di  una  esperienza di governo non
  saremo  certamente noi a  ostacolare  il  percorso  normativo  di
  interventi  di  questa  natura, anche perchè essi non determinano
  differenziazioni  di natura culturale, come noi abbiamo precisato
  nel  corso della conferenza stampa che abbiamo appena svolto.  E,
  allora,  non  insisterò  rispetto  a questo tema, mentre insisto,
  onorevole    Presidente    dell'Assemblea    e   della   Regione,
  sull'opportunità che i lavori dell'Aula proseguano domani dopo la
  Conferenza  dei capigruppo, poichè i fatti che si sono verificati
  questa  sera certamente necessitano di un approfondimento e di un
  confronto  all'interno  dei  Gruppi  e,  poi,  all'interno  della
  Conferenza  dei  capigruppo,  per  accertare  quelli  che  sono i
  passaggi che devono essere compiuti.
       Per  la  verità, il mio  intervento  di  poc'anzi  intendeva
  pervenire a questo risultato attraverso  una  soluzione di natura
  tecnica e non di natura politica,  tant'è  che nella mia premessa
  avevo   detto:  "fermo   restando    il    giudizio   di   merito
  sull'emendamento, ecc. ecc.".  Allora,  onorevole Presidente, noi
  come  gruppo di Forza Italia,  essendomi  sentito  anche  con  il
  Capogruppo e con gli altri  colleghi, ribadiamo l'opportunità che
  questa sera l'Assemblea sospenda i propri  lavori e li aggiorni a
  domani,  dopo  la Conferenza dei  capigruppo,  per  consentire  a
  ciascun gruppo parlamentare di confrontarsi rispetto ai fatti che
  si  sono  verificati  e poi  di  confrontarsi  all'interno  della
  Conferenza  dei  capigruppo  rispetto al  percorso  che  è  stato
  individuato e che è stato  anche  suggerito  dal Presidente della
  Regione nel momento in cui ha  annunciato la sua volontà politica
  di dimettersi.
       Questo sicuramente non altera  l'andamento di questo disegno
  di legge o  potenzialmente  non lo  altera,  nel senso che questo
  disegno di legge, come gli  altri,  rientra all'interno di quella
  valutazione che la Conferenza dei capigruppo dovrà fare e ciascun
  gruppo dovrà fare rispetto  all'attività  legislativa  di  questo
  scorcio  di  legislatura.
       E,  dunque,  onorevole Presidente,  ribadisco,  a  nome  del
  gruppo di Forza Italia, la  richiesta di sospendere l'attività di
  questa sera e di aggiornarla a  domani  dopo  la  Conferenza  dei
  capigruppo che, a questo punto,  potrebbe  essere pure anticipata
  nell'ora del suo svolgimento, anche  per  consentire poi all'Aula
  di potere proseguire o, comunque, di  prendere atto di quelle che
  saranno le decisioni che la Conferenza stessa assumerà.

     PRESIDENTE.   Considerate   le   osservazioni  del  Governo  e
  dell'onorevole   Fleres,   si  passa  all'esame  dell'emendamento
  sostitutivo all'emendamento 4.1, presentato dal Governo.
       Il parere della Commissione?

     DI  MARTINO ,  Presidente   della   Commissione   e  relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)
       Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                <<Art. 7.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione>>.

       Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

     BARBAGALLO Salvino, assessore per gli  enti  locali. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  Salvino, assessore per  gli  enti  locali.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, se l'onorevole Fleres un attimo
  mi ascolta .... Io non vorrei dissentire dalla sua proposta, però
  volevo dire che c'era anche l'esigenza di approvare il disegno di
  legge sui  CORECO, che è una cosa semplice. Si tratta del disegno
  di  legge  n.  852/A. Se possiamo effettuare un prelievo rispetto
  all'ordine del  giorno  e  andare avanti su questo... Si tratta -
  ripeto  -  semplicemente  di  due  articoli.  Propongo quindi, se
  l'Aula è d'accordo, di incardinarlo.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Onorevole  Presidente,  noi  ribadiamo la proposta di
  sospendere  l'Aula  ed  aggiornarci  a  domani. Tuttavia possiamo
  accedere  in  parte  alla  proposta dell'onorevole Barbagallo nel
  senso  che  potrebbe  essere resa la relazione in Aula al fine di
  incardinare  il  disegno  di  legge,  e aggiornare la trattazione
  dell'articolato a domani, dopo la Conferenza dei capigruppo.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     PRESIDENTE.  Si  passa  al prelievo del disegno di legge 852/A
  "Modifiche  al  comma 1, dell'articolo 1, della legge regionale 7
  dicembre  1998, n. 23, concernente il termine di durata in carica
  del Comitato regionale di controllo".
       Invito  i  componenti  la  I  Commissione  a  prendere posto
  nell'apposito banco.
       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Virzi,  relatore, per
  svolgere la relazione.

     VIRZI', relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.

     PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Onorevole  Presidente,  io  sono  perchè  questo
  disegno di legge venga affrontato, perchè la questione della vita
  dei  Coreco, soprattutto per il pregresso è una questione che sta
  sotto gli occhi di tutti.
       Tuttavia,  mi permetto di rilevare che noi stiamo andando di
  proroga in proroga. Nessuno vieta a questo parlamento, già sin da
  questa sessione, di affrontare il problema della riforma.  Questa
  era la  questione  che io volevo porre dal momento che andremo ad
  una discussione  nel  merito  del disegno di legge, almeno fra 24
  ore,  invito  il  Governo  a  fare  un  approfondimento in questa
  direzione, e quindi invito espressamente il Governo a prendere in
  esame  anche  l'esigenza di introdurre già in questo testo alcuni
  elementi di riforma.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, onde evitare
  che con  crisi di Governo a settembre, bilancio e tutto il resto,
  io non credo che a dicembre i Coreco potranno, con questa proroga
  al 31  di  dicembre,  arrivare  ad  una cosa che sia concreta, io
  dico: facciamo  un  rinvio  al 30 giugno, o quanto meno staccando
  tutto quando avremo al riforma che annulli i Coreco.
       Fare  una  proroga  al  31 di dicembre, onorevole Assessore,
  ritengo  non  sia  conducente,  perchè a tre mesi ci ritroveremmo
  nelle stesse condizioni di oggi.
       Dovremo fare un ulteriore disegno di legge per una ulteriore
  proroga.
       Allora  io  dico  che  si  vada  - e il Governo se ne faccia
  carico  -  al  30  giugno del 2000 e/o, ci si aggiunge, se c'è la
  riforma   che   annulla   i  Coreco,  ovviamente  anticiparne  la
  definitiva chiusura.

     BARBAGALLO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  io
  intervengo solo per  dire che il Governo non è che non si è posto
  i problemi del Coreco, il problemi del Coreco se li è posti tanto
  è vero  che  l'Assessorato  da  me diretto ha predisposto già una
  bozza  di  riforma  dei Coreco contemperendolo con quella che può
  essere la  legge  Bassanini e tante altre leggi, con quella che è
  la   nostra   realtà   amministrativa  regionale  dell'Isola.  E,
  purtuttavia, rispetto alle cose dette dall'onorevole Giannopolo e
  dall'onorevole Cintola, il  Governo  è  pronto a poter fare tutti
  gli approfondimenti di questo mondo.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la  discussione generale. Pongo in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Preciso  che,  come  abbiamo fatto precedentemente, entro le
  ore 12.00 di domani è possibile presentare emendamenti al disegno
  di legge.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     AULICINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,   non   è   una   articolazione
  all'interno  dell'opposizione. Non vedo  cosa  cambia  se  questo
  disegno  di  legge oltre che  incardinarlo  lo  trattiamo.  Anche
  perché, siccome queste cose dovremo farle comunque, e tutti siamo
  interessati  a  fare le cose che vanno fatte, questo è un disegno
  di   legge   che   comunque   dovremo   esaminare.  Non  ci  sono
  controindicazioni.  Può essere migliorato. Quindi propongo che si
  entri nel merito dell'articolato sin da adesso.

     PRESIDENTE. Onorevole Aulicino,  abbiamo  proceduto  in questo
  modo, cioè dando la possibilità fino  alla  12.00  di  domani  di
  presentare gli emendamenti, per superare  la  questione delle "24
  ore".  Quindi,  domani  pomeriggio  possiamo  anche  approvare il
  disegno di legge, altrimenti avremmo difficoltà.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Informo  l'Aula  che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari  è  convocata  per domani, 29 luglio, alle ore 12.00
  nella Sala Pompeiana.
       L'Assemblea è convocata per domani,  giovedì 29 luglio, alle
  ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

      N. 375 - Notizie circa le condizioni praticate dal Banco di
               Sicilia nella concessione di mutui ai Comuni,   ed
               in particolare al Comune di Genova, nonché   sulle
               politiche di sviluppo per le imprese siciliane   e
               nazionali.
           (Presentata il 27/07/99)

                                  FLERES - CROCE - BENINATI -
                                  GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO
                        ------------------------
      N. 376 - Iniziative del Governo della Regione per l'istitu-
               zione della Corte di Appello ad Agrigento.
           (Presentata il 27/07/99)

                                  CIMINO - CROCE - FLERES - PROVENZANO
                                  BENINATI - GRIMALDI - SCOMA - D'AQUINO

  III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Modifica  e riapertura dei termini della legge regionale 1
      marzo  1995, n.  19, concernente giacimenti di materiali di
      cava  nel  territorio  della  Regione siciliana" (n. 475/A)
      (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   2) "Disciplina  della   prospezione,   della   ricerca,  della
      coltivazione,  del  trasporto   e   dello   stoccaggio   di
      idrocarburi liquidi e  gassosi  e delle risorse geotermiche
      nella  Regione siciliana.  Attuazione  della  direttiva  n.
      94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   3) "Contributi di esercizio  alle aziende pubbliche e private,
      agli enti locali ed  ai loro consorzi esercenti autoservizi
      pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Adragna

   4) "Riforma   della    disciplina    del    commercio"    (nn.
      909-920-830-706/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   5) "Modifiche   al  comma  1,  dell'articolo  1,  della  legge
      regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
      durata  in  carica del Comitato regionale di controllo" (n.
      852/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Virzì

   6) "Disposizioni in materia di lavoro" (n. 929/A)

       Relatore: Onorevole Barone

   7) "Istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della
       Valle dei Templi di Agrigento e del Parco archeologico in-
       tegrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa" (nn. 453-302-
       724/A)

       Relatore: Onorevole Adragna

  IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI

   1 "Approvazione  del  rendiconto generale dell'Amministrazione
      della  Regione   siciliana  e  dell'Azienda  delle  foreste
      demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)

   2 "Modifiche alla legge regionale  8  luglio  1977,  n.  47  e
      successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
      27 aprile 1999, n. 10 (n. 935/A)

    La seduta è tolta alle ore 20.03.

  (Licenziato dal servizio dei resoconti alle ore 21.00)