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Resoconto d'Aula della Seduta n. 258 di venerdì 30 luglio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 13.17.

     PRESIDENTE. La  seduta  è  aperta.  Avverto  che  del processo
  verbale delle sedute nn. 256 e 257 sarà data lettura nella seduta
  successiva.
       Si   passa   al   primo   punto   dell'ordine   del  giorno:
  Comunicazioni.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

    - "Interventi  a sostegno delle attività produttive in Sicilia"
    (n. 955)
    - d'iniziativa governativa
    - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa)  su
    proposta dell'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente (Lo
    Giudice) in data 28 luglio 1999

                           ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

    Interrogazione con richiesta di risposta orale.

  N. 3230 - Opportuni  provvedimenti  in  materia  di  riorganizzazione
            della rete ospedaliera.
                                            PIGNATARO

                           ANNUNZIO DI MOZIONE

   N. 377 - Interventi  presso  il Governo  nazionale  per  far
            cessare  la politica persecutoria  posta  in  essere
            dalle   autorità  iraniane   nei   confronti   della
            popolazione di religione ebraica.

              (28 luglio 1999)
                             STANCANELLI - STRANO - GRANATA -
                             RICOTTA - SCALIA - CATANOSO GENOESE -
                             VIRZI' - BRIGUGLIO

     PRESIDENTE.  Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma nono
  del  Regolamento  interno,  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                           CALENDARIO DEI LAVORI

     PRESIDENTE.  Comunico  l'esito delle riunioni della Conferenza
  dei Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  del 29 e del 30 luglio
  1999:
    la  sessione estiva si protrarrà fino al prossimo 15 settembre,
    con una  sospensione  dei  lavori  d'Aula  dal  5  agosto  al 2
    settembre;

    la  mattina del 15 settembre l'Assemblea affronterà l'esame del
    documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF);

    è stato altresì assunto l'impegno di incardinare la discussione
    generale dei seguenti disegni di legge concernenti:

    - n. 957 Riscossione tributi;
    - nn. 609-842 Proroga Statuto (I Commissione);
    -    nn.   918-....   Riforma   pubblica   Amministrazione   (I
    Commissione);
    - n. 910/A Autonomia scolastica (V Commissione);

    è  stato  inoltre deciso di procedere all'esame dell'articolato
    dei seguenti disegni di legge concernenti:

    - n. 929 Disposizioni in materia di lavoro (V Commissione);
    -   nn.   909-920-830-706/A   "Riforma   della  disciplina  del
    Commercio" (III Commissione);
    - nn. 795-.... Norme antiracket (I Commissione);
    -  n.  851/A  "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e
    private,  agli  enti  locali  ed  ai  loro  consorzi  esercenti
    autoservizi   pubblici   per   il  trasporto  di  persone"  (IV
    Commissione);
    - n.  933  "Modifica alla legge regionale 6 aprile 1996, n.  16
    concernente 'Riordino della legislazione in materia forestale e
    di  tutela  della vegetazione'.  Dotazione di squadre di pronto
    intervento" (IV Commissione);
    - n.  852/A  "Modifiche  al comma 1 dell'articolo 1 della legge
    regionale  7  dicembre  1998, n.  23, concernente il termine di
    durata  in  carica  del  Comitato  regionale  di  controllo" (I
    Commissione);
    -   nn.   442-54-473/A  "Disciplina  della  prospezione,  della
    ricerca,  della  coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio
    di  idrocarburi  liquidi  e gassosi e delle risorse geotermiche
    nella   Regione   siciliana.   Attuazione  della  direttiva  n.
    94/22.CE" (III Commissione);
    -    n.   450   "Disciplina   dell'esercizio   delle   attività
    professionali delle agenzie di viaggi e turismo";
    -  nn.  218-350-20-66-186-192-374/A  "Istituzione dell'anagrafe
    canina e  norme  per  la tutela degli animali da affezione e la
    prevenzione del randagismo" (VI Commissione);
    - n.  929/A  "Disposizioni  in  materia  di beni culturali e di
    teatri";
    -  n.  475/A  "Modifica  e  riapertura  dei termini della legge
    regionale  1  marzo  1995,  n.  19,  concernente  giacimenti di
    materiali  da cava nel territorio della Regione siciliana" (III
    Commissione);
    -  nn.  453-302-724/A  "Istituzione  del  parco  archeologico e
    paesaggistico  della  Valle dei templi di Agrigento e del parco
    archeologico integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa" (V
    Commissione);
    - n.  947 Eventi calamitosi in agricoltura (III Commissione);
    -   nn.   930-945  Rinegoziazione  mutui  in  agricoltura  (III
    Commissione);
    -   nn.  368-675-662  "Disposizioni  organiche  in  materia  di
    pesca";
    - n. 782 Lavoro per i detenuti.

    La Conferenza ha altresì deliberato che:

    gli  ordini  del  giorno non strettamente attinenti all'oggetto
    dei disegni di legge vengano trasformati in mozioni;

    nella  seduta del 2 settembre p.v.  saranno discusse le mozioni
    di  sfiducia  nei  confronti  dell'Assessore  per  l'industria,
    onorevole Castiglione;

    nella   seduta  del  5  agosto  il  Presidente  della  Regione,
    onorevole  Capodicasa,  esprimerà le proprie decisioni circa le
    eventuali dimissioni del Governo in carica.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Si passa  al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

      N. 375 - Notizie  circa le condizioni praticate dal Banco di
              Sicilia  nella concessione di mutui ai Comuni, ed in
              particolare   al  Comune  di  Genova,  nonché  sulle
              politiche  di  sviluppo  per  le imprese siciliane e
              nazionali.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  il  Banco di Sicilia si è aggiudicato la gara per
              la  concessione  di un mutuo di 107 miliardi di lire
              al Comune di Genova;

              -  il  mutuo  avrà  la  durata  di 15 anni, un tasso
              euribor sei mesi aggiornato di una spred di 0.033;

              - sempre il Banco di Sicilia ha di recente stipulato
              un   accordo   con   la   Provincia  di  Genova  per
              l'erogazione di  finanziamenti finalizzati all'avvio
              di   nuove  iniziative   imprenditoriali   in   quel
              territorio, accordo, che per il  primo  trimestre di
              quest'anno, ha già prodotto finanziamenti relativi a
              sei operazioni per un importo di  oltre 132 miliardi
              di lire;

              - lo stesso Banco di Sicilia, forse in  virtù  della
              sua   composizione   societaria,   si    è    sempre
              caratterizzato, almeno a parole, per una politica di
              sviluppo della nostra Regione, anche se  in concreto
              non sembra abbia prodotto  risultati  significativi,
              se non quelli a suo vantaggio che lo hanno portato a
              continuare  a gestire i servizi di  tesoreria  della
              Regione e di molti Enti locali dell'Isola, traendone
              significativi profitti a fronte dei  quali raramente
              si  è  riscontrata  una  disponibilità  a  sostenere
              l'attività e lo sviluppo, mentre i maggiori  oneri o
              le  perdite  sono  state  prevalentemente  scaricate
              sugli interlocutori pubblici;

              - con uno slogan, che oggi acquista  un  significato
              grottesco, pochi mesi addietro, il Banco  di Sicilia
              ha lanciato una campagna pubblicitaria il  cui testo
              era:  'La Sicilia ha dato tanto. Noi  vogliamo  dare
              tanto alla Sicilia.  Il nuovo Banco di  Sicilia.  Lo
              sviluppo in Sicilia. La Sicilia in Europa';

              -  con  tale  campagna  pubblicitaria detta Banca si
              accreditava   come  interlocutore  privilegiato  dei
              risparmiatori  e  degli  investitori siciliani ed in
              tal  senso  rastrellava  centinaia  e  centinaia  dì
              miliardi, che sarebbero dovuti servire per sostenere
              lo  sviluppo siciliano ma che, anche alla luce delle
              notizie di cui sopra, sostengono realtà ben distanti
              dalla Sicilia;

              - sarebbe opportuno accertare le condizioni di mutuo
              praticate  dal  Banco di  Sicilia  ai  Comuni  della
              Regione e quali altri  Comuni,  fuori dalla Sicilia,
              hanno goduto di servizi  e  supporti  finanziari  da
              parte del Banco di  Sicilia;

              -  sarebbe,   altresì,   opportuno  accertare  quali
              progetti   tale  Banca abbia   previsto   a   favore
              dell'imprenditoria siciliana,  nonché  quanto  abbia
              raccolto in Sicilia,  quanto  abbia  investito nella
              stessa Regione e quanto altrove;

              - sarebbe inoltre opportuno conoscere  le condizioni
              relative ai servizi di tesoreria che altri Istituti,
              diversi dal Banco di Sicilia,  praticherebbero  agli
              Enti locali e alla Regione per gli stessi;

              -  al  fine  di  razionalizzare  la  spesa,  rendere
              trasparenti i rapporti tra la Regione e il  Banco di
              Sicilia,  sarebbe  opportuno  attivare  un'audizione
              della Commissione  legislativa  Bilancio,  finanze e
              programmazione  dell'ARS,   allargata   a   tutti  i
              Presidenti delle Commissioni e  a tutti i Presidenti
              dei gruppi parlamentari con  i  vertici del Banco di
              Sicilia,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a sollecitare la convocazione di una  riunione della
              Commissione   legislativa    Bilancio,   finanze   e
              programmazione   allargata   ai   Presidenti   delle
              Commissioni ed ai Capigruppo parlamentari per audire
              i  vertici del Banco di  Sicilia  al  fine  di  fare
              chiarezza  sulle questioni di  cui  si  è  detto  in
              premessa.

              (27 luglio 1999)

                                  FLERES - CROCE - BENINATI -
                                  GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO

      N. 376 - Iniziative   del    Governo   della   Regione   per
              l'istituzione della Corte di Appello ad Agrigento.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - da parte dei  Consigli degli Ordini degli Avvocati
              di Agrigento e Sciacca  è  stato stilato, nei giorni
              scorsi, un documento congiunto che appronta le linee
              d'azione  per  una   serie  di  iniziative  tendenti
              all'istituzione in Agrigento della Corte di Appello;

              - diverse sollecitazioni,  in questa direzione, sono
              state  avanzate  da  Sindaci,  rappresentanti  delle
              Istituzioni, delle forze  sociali, sindacali e dalle
              associazioni professionali,  perché  possano  essere
              programmati incontri  con  il Ministro Guardasigilli
              per l'approfondimento delle tematiche in vista di un
              accoglimento della richiesta;

              - l'istituzione della Corte  di  Appello in una zona
              di frontiera contro l'attività malavitosa, come è da
              più parti considerata  la  Provincia  di  Agrigento,
              rappresenta  sicuramente  un  deterrente  di  grande
              potenzialità per un'attività giudiziaria all'insegna
              della  speditezza, considerato  il  gran  numero  di
              appelli che sono in corso presso la Corte di Appello
              di Palermo, senza  possibilità di definizione se non
              a medio e lungo termine,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  svolgere ogni utile iniziativa presso il Ministro
              di  Grazia  e  Giustizia  a sostegno delle richieste
              avanzate dai Consigli degli Ordini degli Avvocati di
              Agrigento e Sciacca.

              (27 luglio 1999)

                                  CIMINO - CROCE - FLERES - PROVENZANO
                                  BENINATI - GRIMALDI - SCOMA - D'AQUINO

       Onorevoli  colleghi, avverto che le predette mozioni saranno
  demandata  alla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA DISCUSSUSSIONE  DEL  DISEGNO DI LEGGE "MODIFICA E
    RIAPERTURA DEI TERMINI  DELLA  LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995, N.
    19, CONCERNENTE GIACIMENTI  DI MATERIALI DI CAVA NEL TERRITORIO
    DELLA REGIONE SICILIANA" (N. 475/A)

     PRESIDENTE.  Si passa  al  terzo  punto dell'ordine del giorno
  discussione di disegni di  legge. Si procede con il seguito della
  discussione del disegno di legge n. 475 /A "Modifica e riapertura
  dei termini della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19 concernente
  giacimenti di materiali  da  cava  nel  territorio  della Regione
  siciliana" posto al numero 1).
       Invito i componenti  la  III  Commissione  a  prendere posto
  nell'apposito banco.
       Comunico  che   è   stato   presentato   dalla   Commissione
  l'emendamento 1.2 bis, sostitutivo dell'emendamento 1.2.
       Onorevole Presidente  Fleres,  la Presidenza dell'Assemblea,
  così come ha fatto in  passato,  fa  notare  che  il  comma 6 del
  predetto  emendamento, che recita  "Ogni  altra  disposizione  di
  legge  in  contrasto  con il presente  articolo  è  abrogata",  è
  eccessivamente generico e non  può  essere giudicato ammissibile.
  E' sempre per la stessa ragione  che diventa difficile capire, da
  parte del cittadino che legge l'articolo,  qual  è  la  parte che
  viene abrogata. Quindi, vorrei chiederle  di  sopprimere il comma
  6.

     FLERES,  presidente   della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, sono d'accordo  con  lei,  ma  la  Commissione che ha
  espresso questo emendamento non è la terza, è la quarta.

     PRESIDENTE.   Il    comma    6   dell'emendamento   aggiuntivo
  all'articolo  1  è   giudicato   inammissibile;  resta  in  piedi
  l'impostazione dell'emendamento sino al comma 5.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente,  poiché  la  quarta  Commissione,
  "Ambiente e territorio", è competente anche in materia di parchi,
  vorrei  intanto  ascoltare  il   parere   del   Presidente  della
  Commissione.
       Qui ci troviamo con un emendamento che modifica la legge sui
  parchi e consente l'apertura di nuove  cave  dentro  le  zone dei
  parchi.
       Io credo che questo sia un  emendamento  pericoloso e grave.
  E' grave che venga riproposto, ostacola  anche  il  lavoro  e  la
  disponibilità  che  tutti  noi abbiamo  dato  in  Conferenza  dei
  capigruppo ed in quest'Aula anche a licenziare questa legge e lei
  sa che questa legge ha un carattere  estensivo  su  una  serie di
  materie   che  abbiamo   trattato   nella   precedente   riunione
  dell'Assemblea. Noi qui andiamo a modificare  la legge sui parchi
  e  apriamo  un  varco  che  nessuno   potrà  controllare.  E'  un
  emendamento   grave.   E'  sbagliato.   Io   credo   che   sbagli
  l'onorevole Giannopolo ad insistere  su questo emendamento perché
  su  questo  io  ritengo che questa  Assemblea  sarà  costretta  a
  continuare ad insistere e, per quanto mi riguarda, ad opporsi con
  tutti i mezzi.

     MELE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MELE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  se  non
  sbaglio, proprio perché  molti di noi avevamo sollevato in Aula -
  peraltro   alcuni   parlamentari   dell'opposizione,   ma  alcuni
  parlamentari  (anche molti) della maggioranza - forti perplessità
  su  questo  emendamento,  io  confermo  la  nostra  -  del Gruppo
  parlamentare  - piena disponibilità a votare la legge sulle cave.
  Devo  però  manifestare  la  totale opposizione rispetto a questo
  emendamento.  Se  c'é  un percorso che insieme abbiamo concordato
  per  l'approvazione di queste leggi, ciò non impone che ognuno di
  noi,  maggioranza  o  opposizione,  possa  permettersi di portare
  avanti  quello che ritiene opportuno, nel rispetto della libertà,
  evidentemente, di ciascun parlamentare.
       I colleghi non sanno, probabilmente, che su un altro disegno
  di legge, quello relativo  alla  forestazione,  arriverà un'altra
  serie di emendamenti che tenderanno  a stravolgere tutta la legge
  sui  parchi.   Allora,  su   questo   non   siamo   completamente
  disponibili.  Noi siamo disponibili  ad  approvare  celermente il
  disegno di legge sul problema sulle  cave, per intenderci, ma non
  siamo disponibili che per l'approvazione di un disegno di legge -
  lo dico da Gruppo parlamentare della maggioranza, evidentemente -
  si  possa poi permettere di  potere  stravolgere  tutta  un'altra
  materia.
       Allora, io ritengo, e lo chiedo all'onorevole Giannopolo che
  è il primo  firmatario  e  poi  anche  al  Presidente  della  mia
  Commissione, che  sarebbe più opportuno riflettere meglio insieme
  e trattare e  rivedere  la  materia  sui parchi in altro apposito
  disegno di  legge,  sganciare questo emendamento in modo tale che
  l'Aula possa celermente varare il disegno di legge sulle cave.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare  l'onorevole  Di Martino. Ne
  ha facoltà.

     DI MARTINO . Rinuncio.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole Giannopolo. Ne
  ha facoltà.

     GIANNOPOLO.    Signor    Presidente   dell'Assemblea,   signor
  Presidente della  Regione,  onorevoli  colleghi,  è  da circa una
  settimana che il problema è stato posto e dispiace che ancora qui
  si  operi   una   sorta  di  mistificazione.  Ci  sarebbe  stato,
  innanzitutto,   tutto   il   tempo   necessario   per   fare   un
  approfondimento della legislazione sui  parchi, perché, se questo
  approfondimento  (ma  anche una  semplice  lettura)  fosse  stato
  fatto,  ci si sarebbe accorti  che  noi  non  stiamo  modificando
  nessuna legislazione sui parchi.
       Vorrei,  allora,  qui dire che  l'articolo  16  della  legge
  numero 14/88, che modificava a sua volta  la  legge numero 98 del
  1981, stabilisce, all'ultimo comma  dell'articolo  16 della legge
  numero 14/88, che in materia di cave e  di altri divieti, in sede
  di decreto istitutivo del parco e  in  sede  di regolamento delle
  attività   esercitabili,  è   possibile   introdurre,   eccetera,
  eccetera.  Se parliamo del Parco  dell'Etna  e  del  Parco  delle
  Madonie, al decreto istitutivo  viene  espressamente  prevista la
  possibilità di esercizio di  attività  estrattiva.  L'unica  cosa
  che viene introdotta rispetto a tutte le  altre  cave al di fuori
  di  'Parco'  è,  com'è  del  tutto  evidente,  il  nullaosta  del
  Presidente dell'Ente Parco.
       Quindi, noi non stiamo modificando nessuna legge sui parchi,
  stiamo  semplicemente   coordinando   la  legge  sui  parchi  con
  l'articolo 7 della legge numero 24 del 1991, che è la legge sulle
  cave.
       Questo problema  é stato affrontato dall'Ufficio legislativo
  e legale di questa Regione  allorquando,  in sede di applicazione
  operativa della modifica delle attività  esercitabili che reca la
  previsione  dell'attività estrattiva, é  sorto  il  problema  del
  coordinamento  con  la  legge  numero   24   del   1991;  perché,
  trattandosi di materie non omogenee,  un regolamento, essendo una
  fonte secondaria, non può prevalere  sulla  legge  numero  24 del
  1991.
       Ciò  che noi  stiamo  facendo  adesso   é  un  raccordo  con
  l'articolo 7 della  legge  numero  24 del 1991, il quale articolo
  prevede il divieto  di  aprire  nuove cave all'interno delle aree
  vincolate dalla legge numero 431, che é la legge Galasso, fra cui
  ci sono anche le aree protette.
       Quindi ci troviamo  in  presenza di una legge sui parchi più
  permissiva e di una legge sulle cave più restrittiva: questo é il
  paradosso   Questo emendamento non fa  altro  che  sanare  questa
  situazione.
       L'emendamento  affronta   due   fattispecie;  uno  é  quello
  dell'apertura  di   cave  per  pietra  ornamentale,  parliamo  di
  materiale lapideo di  pregio, non di materiale di cava qualsiasi,
  pietra ornamentale  di  modesta  entità,  soggetto  al  nullaosta
  dell'Ente Parco, il quale Ente Parco opera delle prescrizioni che
  - e mi dispiace che nessun ambientalista  o  che si professa tale
  in quest'Aula l'abbia posto seriamente  il  problema - finalmente
  si pone la questione del  recupero  delle  cave  contestuale alla
  coltivazione. I veri  ambientalisti  questa  battaglia dovrebbero
  fare  I veri ambientalisti
       Perché noi abbiamo la Sicilia  con  le ferite aperte, perché
  il recupero delle cave si fa a  fine  coltivazione, in assenza di
  somme disponibili, perché  la  fideiussione  che paga l'esercente
  della cava non é tale da potere coprire  le spese per un piano di
  recupero,  molto spesso  subentrano  questioni  nella  titolarità
  dell'attività estrattiva, per cui abbiamo le ferite aperte.
       La novità che  con questo emendamento si introduce  é quella
  del recupero  contestuale:  procede  la  coltivazione, procede il
  recupero contestuale della cava.
       Questa é una  novità  che  noi  stiamo  introducendo, che  é
  ulteriormente restrittiva.
       E infine c'é  la questione della regolarizzazione della cave
  in esercizio, che erano in  esercizio  prima dell'istituzione del
  parco, istituzione del parco che in  sede  di  decreto prevede la
  possibilità  dell'attività estrattiva. E  anche  per  queste  noi
  prevediamo il recupero ambientale contestuale.
       Quindi a me pare  che stiamo facendo - e chiudo - che stiamo
  introducendo dei correttivi  seri, anche in tema ambientale  e in
  tema di attività  estrattiva, alla attività estrattiva in area di
  parco.
       Ma vorrei dire  questo:  questo  Parlamento  ha  il dovere e
  l'obbligo di non ragionare in astratto,  e  anche il Governo. Noi
  abbiamo in Sicilia due parchi, il Parco  dei  Nebrodi  e il Parco
  delle  Madonie,  meno  il  Parco   dell'Etna,   che  sono  parchi
  fortemente antropizzati;  noi non  possiamo  guardare  ai  parchi
  siciliani  come  si guarda al Parco  dello  Stelvio  o  al  Parco
  d'Abruzzo, che hanno un livello di antropizzazione minimo. Quindi
  dobbiamo  ragionare  in  termini   di   sviluppo   integrato   ed
  eco-compatibile. Questo emendamento va in questa direzione.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  senza invadere campi che non
  competono al Presidente  dell'Assemblea  -  voi sapete che spesso
  comunque lo faccio,  ma  vengo perdonato - vorrei che l'Assemblea
  facesse una riflessione, perché nella legge sui parchi é previsto
  che  eventuali interventi  di  restauro  o  di  ripristino  degli
  immobili, debbano essere fatti utilizzando i materiali tipici del
  luogo.
       Lo   dico   solo    perché    formalmente    al   Presidente
  dell'Assemblea, così come credo al  Governo,  sono pervenute note
  con le quali vengono evidenziate  situazioni imbarazzanti: da una
  parte il restauro impone la utilizzazione della pietra tipica del
  luogo,  da un'altra parte c'è  la  necessità  di  estrarre  dallo
  stesso luogo la pietra tipica del luogo che  non può essere, se è
  tipica  del  luogo, di cento  chilometri  di  distanza.  Lo  dico
  soltanto  per  un  dovere,  essendo   state  sollevate  anche  al
  Presidente dell'Assemblea, formalmente  e  per  iscritto,  queste
  questioni,  sapendo  gli operatori che  si  stava  discutendo  di
  questo disegno di legge.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.

     CAPUTO. Signor Presidente, Onorevoli colleghi, è strano ma una
  volta tanto anche il  parlamentare di Alleanza nazionale si trova
  in sintonia con  un  parlamentare  di  un  gruppo  diametralmente
  opposto, ma su un disegno  di  legge  e  su  un  emendamento  che
  sostanzialmente  non  è   certamente   allarmante, ma  che  va  a
  regolamentare  un settore  importante  come  quello  delle  cave,
  specialmente le cave  esistenti all'interno dei parchi.
       La quarta Commissione alla quale appartengo ha formulato una
  serie di emendamenti che servono anche ad  evitare  da un lato la
  alterazione ambientale-geologica del  parco,  ma  dall'altro  che
  attività produttive che garantiscono lavoro e indotto all'interno
  dei parchi, come quello del  Parco  delle Madonie, possono essere
  penalizzate.
       Perché, quando nel regolamento  istitutivo  del  Parco delle
  Madonie risulta che coloro che  svolgono  attività  estrattiva di
  determinato materiale all'interno del parco  li  devono vendere e
  commercializzare solamente all'interno  dei  comuni facenti parte
  del  parco,  non  solo   è   anticostituzionale,  ma  sicuramente
  significa penalizzare un comparto produttivo  che oggi dà lavoro,
  economia, un indotto a decine e  decine  e  centinaia  di piccoli
  imprenditori.  Noi riteniamo, ed io  ritengo  a  nome  del Gruppo
  parlamentare di Alleanza nazionale,  che  questo emendamento vada
  votato, perché, senza alterare equilibri  ambientali,  dà  per la
  prima volta una regolamentazione di  quelle  che sono le attività
  all'interno delle zone del parco in  generale, ma del Parco delle
  Madonie in particolare.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Adragna. Ne ha
  facoltà.

     ADRAGNA.  Signor Presidente, questo  emendamento  è  frutto di
  una rielaborazione a seguito del  dibattito avvenuto in seno alla
  Commissione  Ambiente e territorio, che  tiene  conto  sia  degli
  emendamenti 1.2 e 1.2.1 dell'onorevole  Giannopolo  ed altri, sia
  anche  delle proposte formulate da  altri  deputati.  Inoltre  ha
  registrato    in     Commissione,    questo    emendamento,,anche
  l'orientamento favorevole da parte del Governo.
       L'emendamento  non  deve  destare   allarme  in  quanto  non
  stravolge assolutamente la legislazione  regionale  in materia di
  zone protette.  Le  attività  estrattive  consentite  all'interno
  delle zone dei parchi che vogliamo  ricordare  sono  le  zone  di
  controllo nelle quali sono previste  tutte  le  attività previste
  dal Regolamento del parco, sono estremamente limitate, sottoposte
  a  severi  controlli volti ad  evitare  l'esercizio  di  attività
  indiscriminate  e, tra l'altro,  prevedono  contestualmente  -  e
  questo  è  il  punto   qualificante   anche   dell'emendamento  -
  interventi di riqualificazione ambientale.
       L'emendamento  intende anche  risolvere  una  situazione  di
  incertezza normativa per le cave preesistenti al parco, derivante
  dal contrasto tra l'articolo 7  della  legge  regionale 15 maggio
  1991 numero 24, riguardante  l'autorizzazione  per  l'apertura di
  cave,  e la legislazione sui  parchi,  articolo  17  della  legge
  regionale  numero  98  del 1981,  così  come  risulta  sostituito
  dall'articolo 16 della legge regionale  9  agosto 1988 numero 14,
  che consente, soprattutto ai decreti  istitutivi  dei  parchi, di
  introdurre  deroghe  al divieto di  coltivazione  di  cave  nella
  misura compatibile con le finalità del parco stesso.
       Perchè Presidente ,  per quanto riguarda l'apertura di nuove
  cave,  l'emendamento  prevede  che  gli  Enti  Parco,  nelle more
  dell'approvazione  del  piano territoriale di coordinamento e del
  piano  regionale  dei  materiali  di  cava,  possono  consentire,
  limitatamente alle zone D di  parco, l'apertura di nuove attività
  estrattive  di  modesta  entità,  come   definito   dal  comma  2
  dell'articolo 18 della legge regionale 18 febbraio 1986, numero 7
  e quindi con cubaggio non superiore ai trentamila metri cubi.
       A tutela dei siti naturalistici,  è previsto che 'l'apertura
  avvenga previa individuazione, entro sessanta giorni dall'entrata
  in vigore della presente legge, dei  siti idonei anche in ragione
  della compatibilità ambientale dell'attività estrattiva.'
       Il procedimento  prevede  inoltre  che  l'individuazione dei
  siti sia  soggetta  all'approvazione  dell'Assessorato  regionale
  Territorio e Ambiente, sentito il C.R.T.A.
       'La  coltivazione  di nuove  cave  deve  essere  finalizzata
  esclusivamente alla produzione di materiale  lapideo di pregio da
  utilizzare negli interventi edilizi  ammessi  dal Regolamento del
  parco, nonchè per gli interventi  da  realizzare  nei  comuni del
  parco e per quelli comunque  finalizzati al recupero ambientale',
  come diceva ella, Presidente, poco fa.
       Tale  previsione consente  pertanto  di  utilizzare  per  le
  abitazioni i materiali presenti nella zona.
       'Le  coltivazioni  di  cui  ai  commi  1  e  2,  oltre  alle
  prescritte  autorizzazioni  di  legge in  materia  di  cave  sono
  soggette  al  nullaosta  dell'Ente  parco,   sentito   il  CTS  a
  condizione  che si proceda  al  contestuale  recupero  ambientale
  delle aree di cave.
       Per le cave esistenti ed autorizzate alla data di entrata in
  vigore della presente  legge  e  ricadenti all'interno dei parchi
  regionali in zone classificate D al fine della prosecuzione delle
  attività occorrerà il  rilascio  di apposita nullaosta rilasciato
  dal Presidente dell'ente parco sentito  il CTS, purchè si proceda
  al contestuale recupero ambientale delle aree di cava utilizzando
  esclusivamente  tecniche  di   rinaturazione   e   di  ingegneria
  naturalistica.
       Il mancato rispetto  delle  prescrizioni  dell'ente parco in
  ordine al recupero  ambientale  contestuale  delle  aree  di cava
  comporta la decadenza delle concessioni'.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Zanna. Ne ha
  facoltà.

     ZANNA. Onorevole Presidente,  è  un pò difficile discutere con
  un pò di serenità  su  questo  emendamento, perchè chiaramente si
  sono accesi subito gli animi.
       Si  sono  accesi  anche  perchè  questo emendamento è andato
  oltre  un percorso che si  era  stabilito  quando  quest'Aula  ha
  iniziato ad esaminare questo disegno di legge.
       E  io,  prima di entrare,  brevissimamente,  nel  merito  di
  questo emendamento, vorrei proprio partire  da  una questione che
  già ho sollevato la volta scorsa, quando  poi l'Aula ha deciso di
  rinviare questo emendamento alla IV Commissione.
       Io  reinvito i presentatori, in  questo  caso  credo  la  IV
  Commissione, a ritirare questo emendamento,  a  ritirarlo per due
  ragioni;  anche  se  l'onorevole  Virzì  la  volta  scorsa  si  è
  scandalizzato di questo, ripeto le ragioni.
       La  prima  ragione  è  perchè per definire questo disegno di
  legge l'Aula ha deciso, alcuni giorni  fà,  di  rimandarlo in III
  Commissione, visto il dibattito che si era aperto in quest'Aula e
  visti gli emendamenti che sono stati presentati.
       Questa scelta, questa strada indicata  puntava - e credo che
  si  è  riusciti in questo intento -  a  trovare  un  accordo  per
  definire il testo definitivo per questa legge.
       La III Commissione si è riunita, ha definito gli emendamenti
  e gli articoli, è ritornata in Aula e  si è favorito, da parte di
  chi  aveva  rappresentato   nella   discussione   generale  certi
  orientamenti, si è favorito la  discussione  e  l'approvazione di
  tutti gli articoli concordati in III Commissione.
       Questo  emendamento è  diverso  e  va  oltre  quell'accordo,
  quella discussione ed è  stato  nuovamente  riproposto in Aula da
  alcuni parlamentari.
       Visto  come  ci  si   è   comportati,   visto   il  percorso
  individuato, visto che si è definito  una  maniera  e un modo per
  chiudere  questo  disegno  di legge,  e  questo  emendamento  non
  c'entra  nulla  con  quel percorso,  reinvito  i  presentatori  a
  ritirare questo emendamento.
       La seconda ragione che ho sostenuto e che ribadisco e che mi
  porta a dire no, alla fine,  a  questo  emendamento,è  che questo
  emendamento pone, solleva l'utilizzo, la fruibilità, la gestione,
  le attività annesse alle zone D)  di  parco  dando  un messaggio,
  l'ennesimo  messaggio  a  questi territori,  a  queste  parti  di
  territorio  normate,  tutelate e  garantite,  di  zone  anch'esse
  facenti  parte delle aree protette dei  parchi  e  che  hanno  un
  importante utilizzo, una  importante funzione nella salvaguardia,
  una sorta di cuscinetto rispetto  alle  zone  di  maggior pregio,
  come sono le zone A) e le zone B).
       Se noi diamo questo  segnale, è  un  segnale devastante, può
  essere, come in parte già lo è, un grimaldello per altri attacchi
  a zone protette come i boschi;   lo  voglio dire perché so che in
  IV Commissione come  quasi  contestualmente  alla  discussione di
  questo emendamento in base  alla discussione sulla modifica della
  legge 16, si è aperto un dibattito sui boschi...

     ADRAGNA. Ma non ha prodotto alcun emendamento.

     ZANNA. Per fortuna, onorevole  Adragna,  per  fortuna  non  ha
  prodotto  alcun  emendamento,  che   però,   visto   che   questo
  emendamento è stato presentato in Aula,  non  è  detto che questa
  discussione  non  anticipi  una   discussione  che  faremo  nelle
  modifiche della legge numero 16  con  emendamenti  riproposti  un
  quest'Aula.
       Quindi io concludo  riproponendo  ai  firmatari  di ritirare
  questo emendamento.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole Granata, ne ha
  facoltà.

     GRANATA. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, io intervengo
  sull'emendamento per annunciare  la  mia  perplessità  anche  sul
  metodo con cui abbiamo  iniziato  a lavorare. Siamo appena usciti
  da una Conferenza dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, nella
  quale abbiamo cercato, più o  meno autorevolmente, di fissare una
  metodologia; siamo partiti con il primo  disegno di legge e credo
  che sul primo emendamento dell'articolo  1  del  primo disegno di
  legge, al di là e a prescindere da chi  ha voluto o non ha voluto
  contingentare  i tempi, siamo arrivati  già  a  nove  interventi,
  tutti ascrivibili alla maggioranza.
       Ora, voglio dire, noi abbiamo  tutte  le  intenzioni  di far
  fare questa e le altre leggi, ma tutto ciò non va annunciato come
  petizione di principio nelle Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari, va perseguito come prassi.  Siccome, mi pare ovvio,
  per il clima che si respira e  per  le  cose importanti contenute
  sia nell'emendamento, sia nelle  controdeduzioni  allo stesso che
  il Parlamento deve votare, anche senza un vincolo ormai di ordine
  di  maggioranza  e  di  minoranza,   facciamo   delle   leggi  di
  ispirazione parlamentare iniziando da questo  primo articolo e si
  passi  rapidamente  a fare esprimere  al  Parlamento  la  propria
  opinione su ogni emendamento e  su ogni articolo; sempre concesso
  che vogliamo fare le leggi e se  vogliamo onorare ciò che abbiamo
  annunciato pomposamente nelle  nostre  Conferenze  dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari, altrimenti  temo  che  la  metodologia
  inaugurata,  quando  arriveremo  a   parlare   di  commercio,  di
  anti-racket  o  di  non so cos'altro,  non  depone  bene  per  la
  fruttuosa  prosecuzione  dei  lavori che,  mi  auguro,  trovi  la
  sincera adesione da parte del Parlamento regionale.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
  facoltà.

     NICOLOSI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io non ho
  seguito  in  maniera particolare il cammino di questa legge sulle
  cave  e, pur  valutando   importante   avviare   iniziative   che
  rilancino  settori  produttivi,  tuttavia   sono  particolarmente
  preoccupato quando queste iniziative  incidono  e intervengono su
  possibili  luoghi  di  particolare  pregio  della  nostra  realtà
  regionale - in questo caso  luoghi  ambientali,  parchi  -  dove,
  specialmente nelle zone particolarmente antropizzate - e concordo
  con chi ha definito tali il Parco delle  Madonie  e  il Parco dei
  Nebrodi  -  tuttavia  gli  interventi   possono  essere  tali  da
  sconvolgere questi assetti.
       Certo, tutto ciò  che  è  previsto  per  questi parchi, dove
  insistono  persone,  abitanti,  comuni,  che  da  tempo  sono  lì
  insediati, devono essere  guardati  con  una  attenzione  che sia
  rivolta all'uno e all'altro aspetto.
       Se tutto questo  può  avvenire  all'interno di una normativa
  specifica  dei  parchi,  credo che  sia  preferibile  rispetto  a
  incursioni all'interno di altre leggi,  quali  quelle  che stiamo
  esaminando in questa occasione.
       Quindi,  concordo  con  le perplessità espresse dai colleghi
  che  in questo senso si sono pronunciati e invito ad esaminare la
  proposta in questione all'interno di quella normativa.
       Tuttavia  non posso non notare  quanto  già  evidenziato  da
  altri  colleghi e che fa  riferimento  a  quanto  discusso  nella
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari.  Si è parlato
  di un cammino agevolato, accelerato intorno alle leggi che stiamo
  valutando, però tutto questo non  può  avvenire a discapito della
  qualità delle cose che diciamo e anche dei contenuti, per cui non
  può essere vincolante l'idea di  aver messo all'ordine del giorno
  una legge perché  poi la si  porti per forza all'approvazione con
  qualsiasi contenuto.  Le cose  che  intervengono  all'interno  di
  questa discussione testimoniano  che  le  preoccupazioni espresse
  prima  sono  assolutamente  valide e  vanno  tenute  presenti  e,
  comunque,  confermano che la  proposta  di  emendamento  andrebbe
  ritirata.

     CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, presidente dell  Regione. Signor Presidente, credo
  che l'andamento della discussione  sull'emendamento  1.2  bis non
  sia da prendere a modello  per  quanto  concerne il proseguimento
  dei lavori dell'Aula.  E' un lascito della seduta precedente, non
  rientra negli accordi intervenuti nel  corso della Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari  e,  essendo materia altamente
  controversa, perché  suscita, com'è  naturale  che sia, confronti
  che vanno oltre il merito effettivo  delle  questioni,  ma  si fa
  riferimento  a qualche posizione di  principio,  io  ritengo  che
  vadano composte sul terreno concreto di una mediazione effettiva,
  che salvaguardi, da un lato i valori ambientali di aree altamente
  pregiate,  quali  quelle  dei parchi,  e  dall'altro  lato  anche
  attività produttive che hanno, non  solo  il diritto di esistere,
  ma, come dice qualcuno che ha  esperienza  in  materia,  hanno il
  dovere il esistere, perché  vi  sono  zone,  comuni,  con  valori
  ambientali  nei  centri storici di  notevole  rilievo,  che,  per
  essere restaurati, risanati e  ristrutturati,  hanno  bisogno  di
  materiale che deve essere reperito nell'area di parco, perché  si
  tratta di materiali lapidei specifici.
       Ecco allora perché, onorevole  Presidente,  ritengo  che sia
  opportuno, lavorando sulla base di  questo  emendamento  che a me
  sembra si avvia a trovare una soluzione,  che  torni  di nuovo in
  commissione per una riflessione  ulteriore, considerato che dagli
  incontri che si sono avuti,  anche  dalle  opinioni  che  abbiamo
  potuto registrare, si può trovare il  modo  per comporre punti di
  vista differenti che a me sembra,  arrivati  a  questo  punto del
  disegno di legge, sarebbe errato  che  non  fossero  riportati  a
  composizione.
       Per  quanto riguarda, invece,  il  futuro  dell'esame  degli
  altri  disegni  di legge, così  come  è  stato  sollevato  adesso
  dall'onorevole  Nicolosi, vorrei  dire,  signor  Presidente,  che
  l'accordo che noi vorremmo realizzare  di natura procedurale, che
  non tocca il merito delle questioni, non significa che, di fronte
  a  vicende  complesse  che  possono   suscitare  punti  di  vista
  conflittuali, per forza si debba trovare l'accordo;  l'Assemblea,
  il   Presidente,   in    nome    della    volontà   maggioritaria
  dell'Assemblea,  garantisce  la  libera  espressione  dei  Gruppi
  parlamentari  intorno  alla materia  che  trattiamo,  siano  essi
  disegni di legge o siano  emendamenti. Poi l'Aula decide comunque
  e ciascuno voterà e si orienterà  secondo  il  proprio  punto  di
  vista.
       Quindi,  non  è che il fatto che c'è un accordo può impedire
  che  le  posizioni  vengano  illustrate  e  quindi possano essere
  proposte  all'Aula,  ma  l'Aula poi alla fine deve decidere senza
  che  si  dilunghi  in una discussione, che a questo punto avrebbe
  solo  il  significato  di  impedire che il programma che ci siamo
  dati venga realizzato nei tempi che abbiamo stabilito.
       Io non avrei preoccupazione per l'eventuale contingentamento
  o  autocontingentamento  dei  tempi, visto che il contigentamento
  non è  stato accettato. Perché in questo caso ciò che conta è che
  le  posizioni  possano essere espresse liberamente e alla fine si
  pervenga ad una decisione attraverso un voto dell'Aula.
       Quindi, io  ritengo che fare una commistione fra il merito e
  il  metodo  in questo caso non serve. Dobbiamo distinguere le due
  cose:  il  merito  è lasciato libero alla interpretazione ed alla
  volontà  dell'Aula,  sul metodo, invece, sarebbe opportuno che ci
  vincolassimo reciprocamente.
       Per  quanto  riguarda  questo  emendamento,  però, onorevole
  Presidente,  io  la  pregherei  di  accantonarlo momentaneamente,
  anche   se  magari  potremmo  anche  decidere  di  rimandarlo  in
  Commissione,  ma  un accantonamento forse servirebbe anche perché
  informalmente si trovino i modi per arrivare a una composizione.

     PRESIDENTE.  L'unico  articolo  che  impedisce  l'approvazione
  finale di questo disegno di legge è proprio questo, quindi se Lei
  mi  chiede di mandarlo in Commissione, non sorgendo osservazioni,
  lo faccio.

     CAPODICASA.  Presidente  della  Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Presidente  della  Regione.  Non  in  Commissione
  Presidente,  io  chiedo  l'accantonamento, per tornarci poi nella
  seduta pomeridiana o nella prossima seduta.

     CAPUTO. La discussione non è chiusa sull'emendamento?

     PRESIDENTE.   La  discussione  è  chiusa.  Altri  deputati  se
  vogliono   intervenire   possono   farlo  come  dichiarazione  di
  voto  finale. Non c'è una discussione aperta, l'emendamento viene
  accantonato,  ma  al  tempo  stesso  è sospesa la discussione sul
  disegno di legge.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a oggi, venerdì 30
  luglio 1999, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

   II -  LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 377 - Interventi  presso  il Governo  nazionale  per  far
              cessare  la politica persecutoria  posta  in  essere
              dalle   autorità  iraniane   nei   confronti   della
              popolazione di religione ebraica.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  due mesi fa 13 cittadini  iraniani  di  religione
              ebraica sono stati arrestati dalle autorità del loro
              Paese con la ridicola imputazione  di 'arroganza nel
              mondo'  e  'spionaggio  per  il  regime  sionista  e
              americano';

              - tale tipo di condanna porta,  secondo  le  attuali
              leggi  penali  iraniane, ad una  sicura  condanna  a
              morte, nonostante che, sia gli Stati Uniti d'America
              che Israele, abbiano  prontamente smentito qualsiasi
              collegamento con i tredici arrestati;

      CONSIDERATO che:

              -  questi  tredici iraniani  arrestati  son  vittime
              inconsapevoli della sorda lotta di  potere  in corso
              all'interno dell'establishment iraniano  che vede da
              un lato la frangia estremista  ed integralista della
              guida spirituale Ali Khamenei e  dall'altra la parte
              moderata   impersonata    dall'attuale    presidente
              Khatami;

              -  questa cinica mossa, volta  a  legittimare,  agli
              occhi del mondo intero,  l'intransigenza  totale del
              regime iraniano nei confronti di Israele  e di tutti
              i Paesi suoi alleati, viola le più elementari regole
              dei  diritti  dell'uomo, che  escludono  in  maniera
              totale e categorica  la  possibilità  di arrestare e
              condannare  individui  solo   per   la   loro   fede
              religiosa, cosa in realtà accaduta in Iran in questo
              preciso caso,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a sollecitare un intervento  ufficiale  ed urgente
              da parte del Governo nazionale  presso  le  autorità
              diplomatiche iraniane in Italia per  far  cessare la
              politica persecutoria posta in  essere  dal  Governo
              dell'Iran  nei  confronti   della   popolazione   di
              religione ebraica e perorare  altresì la liberazione
              immediata dei tredici arrestati.

              (28 luglio 1999)

                               STANCANELLI - STRANO - GRANATA -
                               RICOTTA - SCALIA - CATANOSO GENOESE -
                               VIRZI' - BRIGUGLIO

   III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 375 - Notizie  circa le condizioni praticate dal Banco di
              Sicilia  nella concessione di mutui ai Comuni, ed in
              particolare   al  Comune  di  Genova,  nonché  sulle
              politiche  di  sviluppo  per  le imprese siciliane e
              nazionali.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  il  Banco di Sicilia si è aggiudicato la gara per
              la  concessione  di un mutuo di 107 miliardi di lire
              al Comune di Genova;

              -  il  mutuo  avrà  la  durata  di 15 anni, un tasso
              euribor sei mesi aggiornato di una spred di 0.033;

              - sempre il Banco di Sicilia ha di recente stipulato
              un   accordo   con   la   Provincia  di  Genova  per
              l'erogazione di  finanziamenti finalizzati all'avvio
              di   nuove  iniziative   imprenditoriali   in   quel
              territorio, accordo, che per il  primo  trimestre di
              quest'anno, ha già prodotto finanziamenti relativi a
              sei operazioni per un importo di  oltre 132 miliardi
              di lire;

              - lo stesso Banco di Sicilia, forse in  virtù  della
              sua   composizione   societaria,   si    è    sempre
              caratterizzato, almeno a parole, per una politica di
              sviluppo della nostra Regione, anche se  in concreto
              non sembra abbia prodotto  risultati  significativi,
              se non quelli a suo vantaggio che lo hanno portato a
              continuare  a gestire i servizi di  tesoreria  della
              Regione e di molti Enti locali dell'Isola, traendone
              significativi profitti a fronte dei  quali raramente
              si  è  riscontrata  una  disponibilità  a  sostenere
              l'attività e lo sviluppo, mentre i maggiori  oneri o
              le  perdite  sono  state  prevalentemente  scaricate
              sugli interlocutori pubblici;

              - con uno slogan, che oggi acquista  un  significato
              grottesco, pochi mesi addietro, il Banco  di Sicilia
              ha lanciato una campagna pubblicitaria il  cui testo
              era:  'La Sicilia ha dato tanto. Noi  vogliamo  dare
              tanto alla Sicilia.  Il nuovo Banco di  Sicilia.  Lo
              sviluppo in Sicilia. La Sicilia in Europa';

              -  con  tale  campagna  pubblicitaria detta Banca si
              accreditava   come  interlocutore  privilegiato  dei
              risparmiatori  e  degli  investitori siciliani ed in
              tal  senso  rastrellava  centinaia  e  centinaia  dì
              miliardi, che sarebbero dovuti servire per sostenere
              lo  sviluppo siciliano ma che, anche alla luce delle
              notizie di cui sopra, sostengono realtà ben distanti
              dalla Sicilia;

              - sarebbe opportuno accertare le condizioni di mutuo
              praticate  dal  Banco di  Sicilia  ai  Comuni  della
              Regione e quali altri  Comuni,  fuori dalla Sicilia,
              hanno goduto di servizi  e  supporti  finanziari  da
              parte del Banco di  Sicilia;

              -  sarebbe,   altresì,   opportuno  accertare  quali
              progetti   tale  Banca abbia   previsto   a   favore
              dell'imprenditoria siciliana,  nonché  quanto  abbia
              raccolto in Sicilia,  quanto  abbia  investito nella
              stessa Regione e quanto altrove;

              - sarebbe inoltre opportuno conoscere  le condizioni
              relative ai servizi di tesoreria che altri Istituti,
              diversi dal Banco di Sicilia,  praticherebbero  agli
              Enti locali e alla Regione per gli stessi;

              -  al  fine  di  razionalizzare  la  spesa,  rendere
              trasparenti i rapporti tra la Regione e il  Banco di
              Sicilia,  sarebbe  opportuno  attivare  un'audizione
              della Commissione  legislativa  Bilancio,  finanze e
              programmazione  dell'ARS,   allargata   a   tutti  i
              Presidenti delle Commissioni e  a tutti i Presidenti
              dei gruppi parlamentari con  i  vertici del Banco di
              Sicilia,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a chiarire le questioni di cui si è detto in premes-
              sa con i vertici del Banco di Sicilia anche mediante
              la convocazione   di  un'apposita   riunione   della
              Commissione Bilancio allargata  alla  partecipazione
              dei Presidenti delle Commissioni legislative  perma-
              nenti ed ai Presidenti dei Gruppi parlamentari.

              (27 luglio 1999)

                                  FLERES  - CROCE - BENINATI  -
                                  GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO

  IV  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Modifica  e riapertura dei termini della legge regionale 1
      marzo  1995, n.  19, concernente giacimenti di materiali di
      cava  nel  territorio  della  Regione siciliana" (n. 475/A)
      (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   2) "Contributi di esercizio  alle aziende pubbliche e private,
      agli enti locali ed  ai loro consorzi esercenti autoservizi
      pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Adragna

   3) "Modifiche   al  comma  1,  dell'articolo  1,  della  legge
      regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
      durata  in  carica del Comitato regionale di controllo" (n.
      852/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Virzì

   4) "Disciplina  della   prospezione,   della   ricerca,  della
      coltivazione,  del  trasporto   e   dello   stoccaggio   di
      idrocarburi liquidi e  gassosi  e delle risorse geotermiche
      nella  Regione siciliana.  Attuazione  della  direttiva  n.
      94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   5) "Riforma   della    disciplina    del    commercio"    (nn.
      909-920-830-706/A) (Seguito)

      Relatore: Onorevole Fleres

   6) "Disposizioni in materia di lavoro" (n. 929/A)

       Relatore: Onorevole Barone

   7) "Istituzione del  Parco  archeologico e paesaggistico della
      Valle dei Templi  di  Agrigento  e  del  Parco archeologico
      integrato  di Selinunte,  Segesta  e  Cave  di  Cusa"  (nn.
      453-302-724/A)

       Relatore: Onorevole Adragna

   V - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) "Approvazione  del rendiconto generale dell'Amministrazione
      della   Regione  siciliana  e  dell'Azienda  delle  foreste
      demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)

   2) "Modifiche  alla  legge  regionale  8 luglio 1977, n.  47 e
      successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
      27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)

                   LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 14.05

         (licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.15)