Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 13.17.
PRESIDENTE. La seduta è aperta. Avverto che del processo
verbale delle sedute nn. 256 e 257 sarà data lettura nella seduta
successiva.
Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
- "Interventi a sostegno delle attività produttive in Sicilia"
(n. 955)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (Lo
Giudice) in data 28 luglio 1999
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
Interrogazione con richiesta di risposta orale.
N. 3230 - Opportuni provvedimenti in materia di riorganizzazione
della rete ospedaliera.
PIGNATARO
ANNUNZIO DI MOZIONE
N. 377 - Interventi presso il Governo nazionale per far
cessare la politica persecutoria posta in essere
dalle autorità iraniane nei confronti della
popolazione di religione ebraica.
(28 luglio 1999)
STANCANELLI - STRANO - GRANATA -
RICOTTA - SCALIA - CATANOSO GENOESE -
VIRZI' - BRIGUGLIO
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma nono
del Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
CALENDARIO DEI LAVORI
PRESIDENTE. Comunico l'esito delle riunioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari del 29 e del 30 luglio
1999:
la sessione estiva si protrarrà fino al prossimo 15 settembre,
con una sospensione dei lavori d'Aula dal 5 agosto al 2
settembre;
la mattina del 15 settembre l'Assemblea affronterà l'esame del
documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF);
è stato altresì assunto l'impegno di incardinare la discussione
generale dei seguenti disegni di legge concernenti:
- n. 957 Riscossione tributi;
- nn. 609-842 Proroga Statuto (I Commissione);
- nn. 918-.... Riforma pubblica Amministrazione (I
Commissione);
- n. 910/A Autonomia scolastica (V Commissione);
è stato inoltre deciso di procedere all'esame dell'articolato
dei seguenti disegni di legge concernenti:
- n. 929 Disposizioni in materia di lavoro (V Commissione);
- nn. 909-920-830-706/A "Riforma della disciplina del
Commercio" (III Commissione);
- nn. 795-.... Norme antiracket (I Commissione);
- n. 851/A "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e
private, agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti
autoservizi pubblici per il trasporto di persone" (IV
Commissione);
- n. 933 "Modifica alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16
concernente 'Riordino della legislazione in materia forestale e
di tutela della vegetazione'. Dotazione di squadre di pronto
intervento" (IV Commissione);
- n. 852/A "Modifiche al comma 1 dell'articolo 1 della legge
regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
durata in carica del Comitato regionale di controllo" (I
Commissione);
- nn. 442-54-473/A "Disciplina della prospezione, della
ricerca, della coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio
di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (III Commissione);
- n. 450 "Disciplina dell'esercizio delle attività
professionali delle agenzie di viaggi e turismo";
- nn. 218-350-20-66-186-192-374/A "Istituzione dell'anagrafe
canina e norme per la tutela degli animali da affezione e la
prevenzione del randagismo" (VI Commissione);
- n. 929/A "Disposizioni in materia di beni culturali e di
teatri";
- n. 475/A "Modifica e riapertura dei termini della legge
regionale 1 marzo 1995, n. 19, concernente giacimenti di
materiali da cava nel territorio della Regione siciliana" (III
Commissione);
- nn. 453-302-724/A "Istituzione del parco archeologico e
paesaggistico della Valle dei templi di Agrigento e del parco
archeologico integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa" (V
Commissione);
- n. 947 Eventi calamitosi in agricoltura (III Commissione);
- nn. 930-945 Rinegoziazione mutui in agricoltura (III
Commissione);
- nn. 368-675-662 "Disposizioni organiche in materia di
pesca";
- n. 782 Lavoro per i detenuti.
La Conferenza ha altresì deliberato che:
gli ordini del giorno non strettamente attinenti all'oggetto
dei disegni di legge vengano trasformati in mozioni;
nella seduta del 2 settembre p.v. saranno discusse le mozioni
di sfiducia nei confronti dell'Assessore per l'industria,
onorevole Castiglione;
nella seduta del 5 agosto il Presidente della Regione,
onorevole Capodicasa, esprimerà le proprie decisioni circa le
eventuali dimissioni del Governo in carica.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 375 - Notizie circa le condizioni praticate dal Banco di
Sicilia nella concessione di mutui ai Comuni, ed in
particolare al Comune di Genova, nonché sulle
politiche di sviluppo per le imprese siciliane e
nazionali.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Banco di Sicilia si è aggiudicato la gara per
la concessione di un mutuo di 107 miliardi di lire
al Comune di Genova;
- il mutuo avrà la durata di 15 anni, un tasso
euribor sei mesi aggiornato di una spred di 0.033;
- sempre il Banco di Sicilia ha di recente stipulato
un accordo con la Provincia di Genova per
l'erogazione di finanziamenti finalizzati all'avvio
di nuove iniziative imprenditoriali in quel
territorio, accordo, che per il primo trimestre di
quest'anno, ha già prodotto finanziamenti relativi a
sei operazioni per un importo di oltre 132 miliardi
di lire;
- lo stesso Banco di Sicilia, forse in virtù della
sua composizione societaria, si è sempre
caratterizzato, almeno a parole, per una politica di
sviluppo della nostra Regione, anche se in concreto
non sembra abbia prodotto risultati significativi,
se non quelli a suo vantaggio che lo hanno portato a
continuare a gestire i servizi di tesoreria della
Regione e di molti Enti locali dell'Isola, traendone
significativi profitti a fronte dei quali raramente
si è riscontrata una disponibilità a sostenere
l'attività e lo sviluppo, mentre i maggiori oneri o
le perdite sono state prevalentemente scaricate
sugli interlocutori pubblici;
- con uno slogan, che oggi acquista un significato
grottesco, pochi mesi addietro, il Banco di Sicilia
ha lanciato una campagna pubblicitaria il cui testo
era: 'La Sicilia ha dato tanto. Noi vogliamo dare
tanto alla Sicilia. Il nuovo Banco di Sicilia. Lo
sviluppo in Sicilia. La Sicilia in Europa';
- con tale campagna pubblicitaria detta Banca si
accreditava come interlocutore privilegiato dei
risparmiatori e degli investitori siciliani ed in
tal senso rastrellava centinaia e centinaia dì
miliardi, che sarebbero dovuti servire per sostenere
lo sviluppo siciliano ma che, anche alla luce delle
notizie di cui sopra, sostengono realtà ben distanti
dalla Sicilia;
- sarebbe opportuno accertare le condizioni di mutuo
praticate dal Banco di Sicilia ai Comuni della
Regione e quali altri Comuni, fuori dalla Sicilia,
hanno goduto di servizi e supporti finanziari da
parte del Banco di Sicilia;
- sarebbe, altresì, opportuno accertare quali
progetti tale Banca abbia previsto a favore
dell'imprenditoria siciliana, nonché quanto abbia
raccolto in Sicilia, quanto abbia investito nella
stessa Regione e quanto altrove;
- sarebbe inoltre opportuno conoscere le condizioni
relative ai servizi di tesoreria che altri Istituti,
diversi dal Banco di Sicilia, praticherebbero agli
Enti locali e alla Regione per gli stessi;
- al fine di razionalizzare la spesa, rendere
trasparenti i rapporti tra la Regione e il Banco di
Sicilia, sarebbe opportuno attivare un'audizione
della Commissione legislativa Bilancio, finanze e
programmazione dell'ARS, allargata a tutti i
Presidenti delle Commissioni e a tutti i Presidenti
dei gruppi parlamentari con i vertici del Banco di
Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a sollecitare la convocazione di una riunione della
Commissione legislativa Bilancio, finanze e
programmazione allargata ai Presidenti delle
Commissioni ed ai Capigruppo parlamentari per audire
i vertici del Banco di Sicilia al fine di fare
chiarezza sulle questioni di cui si è detto in
premessa.
(27 luglio 1999)
FLERES - CROCE - BENINATI -
GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO
N. 376 - Iniziative del Governo della Regione per
l'istituzione della Corte di Appello ad Agrigento.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- da parte dei Consigli degli Ordini degli Avvocati
di Agrigento e Sciacca è stato stilato, nei giorni
scorsi, un documento congiunto che appronta le linee
d'azione per una serie di iniziative tendenti
all'istituzione in Agrigento della Corte di Appello;
- diverse sollecitazioni, in questa direzione, sono
state avanzate da Sindaci, rappresentanti delle
Istituzioni, delle forze sociali, sindacali e dalle
associazioni professionali, perché possano essere
programmati incontri con il Ministro Guardasigilli
per l'approfondimento delle tematiche in vista di un
accoglimento della richiesta;
- l'istituzione della Corte di Appello in una zona
di frontiera contro l'attività malavitosa, come è da
più parti considerata la Provincia di Agrigento,
rappresenta sicuramente un deterrente di grande
potenzialità per un'attività giudiziaria all'insegna
della speditezza, considerato il gran numero di
appelli che sono in corso presso la Corte di Appello
di Palermo, senza possibilità di definizione se non
a medio e lungo termine,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a svolgere ogni utile iniziativa presso il Ministro
di Grazia e Giustizia a sostegno delle richieste
avanzate dai Consigli degli Ordini degli Avvocati di
Agrigento e Sciacca.
(27 luglio 1999)
CIMINO - CROCE - FLERES - PROVENZANO
BENINATI - GRIMALDI - SCOMA - D'AQUINO
Onorevoli colleghi, avverto che le predette mozioni saranno
demandata alla Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MODIFICA E
RIAPERTURA DEI TERMINI DELLA LEGGE REGIONALE 1 MARZO 1995, N.
19, CONCERNENTE GIACIMENTI DI MATERIALI DI CAVA NEL TERRITORIO
DELLA REGIONE SICILIANA" (N. 475/A)
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno
discussione di disegni di legge. Si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge n. 475 /A "Modifica e riapertura
dei termini della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19 concernente
giacimenti di materiali da cava nel territorio della Regione
siciliana" posto al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 1.2 bis, sostitutivo dell'emendamento 1.2.
Onorevole Presidente Fleres, la Presidenza dell'Assemblea,
così come ha fatto in passato, fa notare che il comma 6 del
predetto emendamento, che recita "Ogni altra disposizione di
legge in contrasto con il presente articolo è abrogata", è
eccessivamente generico e non può essere giudicato ammissibile.
E' sempre per la stessa ragione che diventa difficile capire, da
parte del cittadino che legge l'articolo, qual è la parte che
viene abrogata. Quindi, vorrei chiederle di sopprimere il comma
6.
FLERES, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sono d'accordo con lei, ma la Commissione che ha
espresso questo emendamento non è la terza, è la quarta.
PRESIDENTE. Il comma 6 dell'emendamento aggiuntivo
all'articolo 1 è giudicato inammissibile; resta in piedi
l'impostazione dell'emendamento sino al comma 5.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, poiché la quarta Commissione,
"Ambiente e territorio", è competente anche in materia di parchi,
vorrei intanto ascoltare il parere del Presidente della
Commissione.
Qui ci troviamo con un emendamento che modifica la legge sui
parchi e consente l'apertura di nuove cave dentro le zone dei
parchi.
Io credo che questo sia un emendamento pericoloso e grave.
E' grave che venga riproposto, ostacola anche il lavoro e la
disponibilità che tutti noi abbiamo dato in Conferenza dei
capigruppo ed in quest'Aula anche a licenziare questa legge e lei
sa che questa legge ha un carattere estensivo su una serie di
materie che abbiamo trattato nella precedente riunione
dell'Assemblea. Noi qui andiamo a modificare la legge sui parchi
e apriamo un varco che nessuno potrà controllare. E' un
emendamento grave. E' sbagliato. Io credo che sbagli
l'onorevole Giannopolo ad insistere su questo emendamento perché
su questo io ritengo che questa Assemblea sarà costretta a
continuare ad insistere e, per quanto mi riguarda, ad opporsi con
tutti i mezzi.
MELE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MELE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi se non
sbaglio, proprio perché molti di noi avevamo sollevato in Aula -
peraltro alcuni parlamentari dell'opposizione, ma alcuni
parlamentari (anche molti) della maggioranza - forti perplessità
su questo emendamento, io confermo la nostra - del Gruppo
parlamentare - piena disponibilità a votare la legge sulle cave.
Devo però manifestare la totale opposizione rispetto a questo
emendamento. Se c'é un percorso che insieme abbiamo concordato
per l'approvazione di queste leggi, ciò non impone che ognuno di
noi, maggioranza o opposizione, possa permettersi di portare
avanti quello che ritiene opportuno, nel rispetto della libertà,
evidentemente, di ciascun parlamentare.
I colleghi non sanno, probabilmente, che su un altro disegno
di legge, quello relativo alla forestazione, arriverà un'altra
serie di emendamenti che tenderanno a stravolgere tutta la legge
sui parchi. Allora, su questo non siamo completamente
disponibili. Noi siamo disponibili ad approvare celermente il
disegno di legge sul problema sulle cave, per intenderci, ma non
siamo disponibili che per l'approvazione di un disegno di legge -
lo dico da Gruppo parlamentare della maggioranza, evidentemente -
si possa poi permettere di potere stravolgere tutta un'altra
materia.
Allora, io ritengo, e lo chiedo all'onorevole Giannopolo che
è il primo firmatario e poi anche al Presidente della mia
Commissione, che sarebbe più opportuno riflettere meglio insieme
e trattare e rivedere la materia sui parchi in altro apposito
disegno di legge, sganciare questo emendamento in modo tale che
l'Aula possa celermente varare il disegno di legge sulle cave.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Martino. Ne
ha facoltà.
DI MARTINO . Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, è da circa una
settimana che il problema è stato posto e dispiace che ancora qui
si operi una sorta di mistificazione. Ci sarebbe stato,
innanzitutto, tutto il tempo necessario per fare un
approfondimento della legislazione sui parchi, perché, se questo
approfondimento (ma anche una semplice lettura) fosse stato
fatto, ci si sarebbe accorti che noi non stiamo modificando
nessuna legislazione sui parchi.
Vorrei, allora, qui dire che l'articolo 16 della legge
numero 14/88, che modificava a sua volta la legge numero 98 del
1981, stabilisce, all'ultimo comma dell'articolo 16 della legge
numero 14/88, che in materia di cave e di altri divieti, in sede
di decreto istitutivo del parco e in sede di regolamento delle
attività esercitabili, è possibile introdurre, eccetera,
eccetera. Se parliamo del Parco dell'Etna e del Parco delle
Madonie, al decreto istitutivo viene espressamente prevista la
possibilità di esercizio di attività estrattiva. L'unica cosa
che viene introdotta rispetto a tutte le altre cave al di fuori
di 'Parco' è, com'è del tutto evidente, il nullaosta del
Presidente dell'Ente Parco.
Quindi, noi non stiamo modificando nessuna legge sui parchi,
stiamo semplicemente coordinando la legge sui parchi con
l'articolo 7 della legge numero 24 del 1991, che è la legge sulle
cave.
Questo problema é stato affrontato dall'Ufficio legislativo
e legale di questa Regione allorquando, in sede di applicazione
operativa della modifica delle attività esercitabili che reca la
previsione dell'attività estrattiva, é sorto il problema del
coordinamento con la legge numero 24 del 1991; perché,
trattandosi di materie non omogenee, un regolamento, essendo una
fonte secondaria, non può prevalere sulla legge numero 24 del
1991.
Ciò che noi stiamo facendo adesso é un raccordo con
l'articolo 7 della legge numero 24 del 1991, il quale articolo
prevede il divieto di aprire nuove cave all'interno delle aree
vincolate dalla legge numero 431, che é la legge Galasso, fra cui
ci sono anche le aree protette.
Quindi ci troviamo in presenza di una legge sui parchi più
permissiva e di una legge sulle cave più restrittiva: questo é il
paradosso Questo emendamento non fa altro che sanare questa
situazione.
L'emendamento affronta due fattispecie; uno é quello
dell'apertura di cave per pietra ornamentale, parliamo di
materiale lapideo di pregio, non di materiale di cava qualsiasi,
pietra ornamentale di modesta entità, soggetto al nullaosta
dell'Ente Parco, il quale Ente Parco opera delle prescrizioni che
- e mi dispiace che nessun ambientalista o che si professa tale
in quest'Aula l'abbia posto seriamente il problema - finalmente
si pone la questione del recupero delle cave contestuale alla
coltivazione. I veri ambientalisti questa battaglia dovrebbero
fare I veri ambientalisti
Perché noi abbiamo la Sicilia con le ferite aperte, perché
il recupero delle cave si fa a fine coltivazione, in assenza di
somme disponibili, perché la fideiussione che paga l'esercente
della cava non é tale da potere coprire le spese per un piano di
recupero, molto spesso subentrano questioni nella titolarità
dell'attività estrattiva, per cui abbiamo le ferite aperte.
La novità che con questo emendamento si introduce é quella
del recupero contestuale: procede la coltivazione, procede il
recupero contestuale della cava.
Questa é una novità che noi stiamo introducendo, che é
ulteriormente restrittiva.
E infine c'é la questione della regolarizzazione della cave
in esercizio, che erano in esercizio prima dell'istituzione del
parco, istituzione del parco che in sede di decreto prevede la
possibilità dell'attività estrattiva. E anche per queste noi
prevediamo il recupero ambientale contestuale.
Quindi a me pare che stiamo facendo - e chiudo - che stiamo
introducendo dei correttivi seri, anche in tema ambientale e in
tema di attività estrattiva, alla attività estrattiva in area di
parco.
Ma vorrei dire questo: questo Parlamento ha il dovere e
l'obbligo di non ragionare in astratto, e anche il Governo. Noi
abbiamo in Sicilia due parchi, il Parco dei Nebrodi e il Parco
delle Madonie, meno il Parco dell'Etna, che sono parchi
fortemente antropizzati; noi non possiamo guardare ai parchi
siciliani come si guarda al Parco dello Stelvio o al Parco
d'Abruzzo, che hanno un livello di antropizzazione minimo. Quindi
dobbiamo ragionare in termini di sviluppo integrato ed
eco-compatibile. Questo emendamento va in questa direzione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, senza invadere campi che non
competono al Presidente dell'Assemblea - voi sapete che spesso
comunque lo faccio, ma vengo perdonato - vorrei che l'Assemblea
facesse una riflessione, perché nella legge sui parchi é previsto
che eventuali interventi di restauro o di ripristino degli
immobili, debbano essere fatti utilizzando i materiali tipici del
luogo.
Lo dico solo perché formalmente al Presidente
dell'Assemblea, così come credo al Governo, sono pervenute note
con le quali vengono evidenziate situazioni imbarazzanti: da una
parte il restauro impone la utilizzazione della pietra tipica del
luogo, da un'altra parte c'è la necessità di estrarre dallo
stesso luogo la pietra tipica del luogo che non può essere, se è
tipica del luogo, di cento chilometri di distanza. Lo dico
soltanto per un dovere, essendo state sollevate anche al
Presidente dell'Assemblea, formalmente e per iscritto, queste
questioni, sapendo gli operatori che si stava discutendo di
questo disegno di legge.
E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, Onorevoli colleghi, è strano ma una
volta tanto anche il parlamentare di Alleanza nazionale si trova
in sintonia con un parlamentare di un gruppo diametralmente
opposto, ma su un disegno di legge e su un emendamento che
sostanzialmente non è certamente allarmante, ma che va a
regolamentare un settore importante come quello delle cave,
specialmente le cave esistenti all'interno dei parchi.
La quarta Commissione alla quale appartengo ha formulato una
serie di emendamenti che servono anche ad evitare da un lato la
alterazione ambientale-geologica del parco, ma dall'altro che
attività produttive che garantiscono lavoro e indotto all'interno
dei parchi, come quello del Parco delle Madonie, possono essere
penalizzate.
Perché, quando nel regolamento istitutivo del Parco delle
Madonie risulta che coloro che svolgono attività estrattiva di
determinato materiale all'interno del parco li devono vendere e
commercializzare solamente all'interno dei comuni facenti parte
del parco, non solo è anticostituzionale, ma sicuramente
significa penalizzare un comparto produttivo che oggi dà lavoro,
economia, un indotto a decine e decine e centinaia di piccoli
imprenditori. Noi riteniamo, ed io ritengo a nome del Gruppo
parlamentare di Alleanza nazionale, che questo emendamento vada
votato, perché, senza alterare equilibri ambientali, dà per la
prima volta una regolamentazione di quelle che sono le attività
all'interno delle zone del parco in generale, ma del Parco delle
Madonie in particolare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Adragna. Ne ha
facoltà.
ADRAGNA. Signor Presidente, questo emendamento è frutto di
una rielaborazione a seguito del dibattito avvenuto in seno alla
Commissione Ambiente e territorio, che tiene conto sia degli
emendamenti 1.2 e 1.2.1 dell'onorevole Giannopolo ed altri, sia
anche delle proposte formulate da altri deputati. Inoltre ha
registrato in Commissione, questo emendamento,,anche
l'orientamento favorevole da parte del Governo.
L'emendamento non deve destare allarme in quanto non
stravolge assolutamente la legislazione regionale in materia di
zone protette. Le attività estrattive consentite all'interno
delle zone dei parchi che vogliamo ricordare sono le zone di
controllo nelle quali sono previste tutte le attività previste
dal Regolamento del parco, sono estremamente limitate, sottoposte
a severi controlli volti ad evitare l'esercizio di attività
indiscriminate e, tra l'altro, prevedono contestualmente - e
questo è il punto qualificante anche dell'emendamento -
interventi di riqualificazione ambientale.
L'emendamento intende anche risolvere una situazione di
incertezza normativa per le cave preesistenti al parco, derivante
dal contrasto tra l'articolo 7 della legge regionale 15 maggio
1991 numero 24, riguardante l'autorizzazione per l'apertura di
cave, e la legislazione sui parchi, articolo 17 della legge
regionale numero 98 del 1981, così come risulta sostituito
dall'articolo 16 della legge regionale 9 agosto 1988 numero 14,
che consente, soprattutto ai decreti istitutivi dei parchi, di
introdurre deroghe al divieto di coltivazione di cave nella
misura compatibile con le finalità del parco stesso.
Perchè Presidente , per quanto riguarda l'apertura di nuove
cave, l'emendamento prevede che gli Enti Parco, nelle more
dell'approvazione del piano territoriale di coordinamento e del
piano regionale dei materiali di cava, possono consentire,
limitatamente alle zone D di parco, l'apertura di nuove attività
estrattive di modesta entità, come definito dal comma 2
dell'articolo 18 della legge regionale 18 febbraio 1986, numero 7
e quindi con cubaggio non superiore ai trentamila metri cubi.
A tutela dei siti naturalistici, è previsto che 'l'apertura
avvenga previa individuazione, entro sessanta giorni dall'entrata
in vigore della presente legge, dei siti idonei anche in ragione
della compatibilità ambientale dell'attività estrattiva.'
Il procedimento prevede inoltre che l'individuazione dei
siti sia soggetta all'approvazione dell'Assessorato regionale
Territorio e Ambiente, sentito il C.R.T.A.
'La coltivazione di nuove cave deve essere finalizzata
esclusivamente alla produzione di materiale lapideo di pregio da
utilizzare negli interventi edilizi ammessi dal Regolamento del
parco, nonchè per gli interventi da realizzare nei comuni del
parco e per quelli comunque finalizzati al recupero ambientale',
come diceva ella, Presidente, poco fa.
Tale previsione consente pertanto di utilizzare per le
abitazioni i materiali presenti nella zona.
'Le coltivazioni di cui ai commi 1 e 2, oltre alle
prescritte autorizzazioni di legge in materia di cave sono
soggette al nullaosta dell'Ente parco, sentito il CTS a
condizione che si proceda al contestuale recupero ambientale
delle aree di cave.
Per le cave esistenti ed autorizzate alla data di entrata in
vigore della presente legge e ricadenti all'interno dei parchi
regionali in zone classificate D al fine della prosecuzione delle
attività occorrerà il rilascio di apposita nullaosta rilasciato
dal Presidente dell'ente parco sentito il CTS, purchè si proceda
al contestuale recupero ambientale delle aree di cava utilizzando
esclusivamente tecniche di rinaturazione e di ingegneria
naturalistica.
Il mancato rispetto delle prescrizioni dell'ente parco in
ordine al recupero ambientale contestuale delle aree di cava
comporta la decadenza delle concessioni'.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
facoltà.
ZANNA. Onorevole Presidente, è un pò difficile discutere con
un pò di serenità su questo emendamento, perchè chiaramente si
sono accesi subito gli animi.
Si sono accesi anche perchè questo emendamento è andato
oltre un percorso che si era stabilito quando quest'Aula ha
iniziato ad esaminare questo disegno di legge.
E io, prima di entrare, brevissimamente, nel merito di
questo emendamento, vorrei proprio partire da una questione che
già ho sollevato la volta scorsa, quando poi l'Aula ha deciso di
rinviare questo emendamento alla IV Commissione.
Io reinvito i presentatori, in questo caso credo la IV
Commissione, a ritirare questo emendamento, a ritirarlo per due
ragioni; anche se l'onorevole Virzì la volta scorsa si è
scandalizzato di questo, ripeto le ragioni.
La prima ragione è perchè per definire questo disegno di
legge l'Aula ha deciso, alcuni giorni fà, di rimandarlo in III
Commissione, visto il dibattito che si era aperto in quest'Aula e
visti gli emendamenti che sono stati presentati.
Questa scelta, questa strada indicata puntava - e credo che
si è riusciti in questo intento - a trovare un accordo per
definire il testo definitivo per questa legge.
La III Commissione si è riunita, ha definito gli emendamenti
e gli articoli, è ritornata in Aula e si è favorito, da parte di
chi aveva rappresentato nella discussione generale certi
orientamenti, si è favorito la discussione e l'approvazione di
tutti gli articoli concordati in III Commissione.
Questo emendamento è diverso e va oltre quell'accordo,
quella discussione ed è stato nuovamente riproposto in Aula da
alcuni parlamentari.
Visto come ci si è comportati, visto il percorso
individuato, visto che si è definito una maniera e un modo per
chiudere questo disegno di legge, e questo emendamento non
c'entra nulla con quel percorso, reinvito i presentatori a
ritirare questo emendamento.
La seconda ragione che ho sostenuto e che ribadisco e che mi
porta a dire no, alla fine, a questo emendamento,è che questo
emendamento pone, solleva l'utilizzo, la fruibilità, la gestione,
le attività annesse alle zone D) di parco dando un messaggio,
l'ennesimo messaggio a questi territori, a queste parti di
territorio normate, tutelate e garantite, di zone anch'esse
facenti parte delle aree protette dei parchi e che hanno un
importante utilizzo, una importante funzione nella salvaguardia,
una sorta di cuscinetto rispetto alle zone di maggior pregio,
come sono le zone A) e le zone B).
Se noi diamo questo segnale, è un segnale devastante, può
essere, come in parte già lo è, un grimaldello per altri attacchi
a zone protette come i boschi; lo voglio dire perché so che in
IV Commissione come quasi contestualmente alla discussione di
questo emendamento in base alla discussione sulla modifica della
legge 16, si è aperto un dibattito sui boschi...
ADRAGNA. Ma non ha prodotto alcun emendamento.
ZANNA. Per fortuna, onorevole Adragna, per fortuna non ha
prodotto alcun emendamento, che però, visto che questo
emendamento è stato presentato in Aula, non è detto che questa
discussione non anticipi una discussione che faremo nelle
modifiche della legge numero 16 con emendamenti riproposti un
quest'Aula.
Quindi io concludo riproponendo ai firmatari di ritirare
questo emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Granata, ne ha
facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sull'emendamento per annunciare la mia perplessità anche sul
metodo con cui abbiamo iniziato a lavorare. Siamo appena usciti
da una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, nella
quale abbiamo cercato, più o meno autorevolmente, di fissare una
metodologia; siamo partiti con il primo disegno di legge e credo
che sul primo emendamento dell'articolo 1 del primo disegno di
legge, al di là e a prescindere da chi ha voluto o non ha voluto
contingentare i tempi, siamo arrivati già a nove interventi,
tutti ascrivibili alla maggioranza.
Ora, voglio dire, noi abbiamo tutte le intenzioni di far
fare questa e le altre leggi, ma tutto ciò non va annunciato come
petizione di principio nelle Conferenze dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, va perseguito come prassi. Siccome, mi pare ovvio,
per il clima che si respira e per le cose importanti contenute
sia nell'emendamento, sia nelle controdeduzioni allo stesso che
il Parlamento deve votare, anche senza un vincolo ormai di ordine
di maggioranza e di minoranza, facciamo delle leggi di
ispirazione parlamentare iniziando da questo primo articolo e si
passi rapidamente a fare esprimere al Parlamento la propria
opinione su ogni emendamento e su ogni articolo; sempre concesso
che vogliamo fare le leggi e se vogliamo onorare ciò che abbiamo
annunciato pomposamente nelle nostre Conferenze dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, altrimenti temo che la metodologia
inaugurata, quando arriveremo a parlare di commercio, di
anti-racket o di non so cos'altro, non depone bene per la
fruttuosa prosecuzione dei lavori che, mi auguro, trovi la
sincera adesione da parte del Parlamento regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Nicolosi. Ne ha
facoltà.
NICOLOSI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
seguito in maniera particolare il cammino di questa legge sulle
cave e, pur valutando importante avviare iniziative che
rilancino settori produttivi, tuttavia sono particolarmente
preoccupato quando queste iniziative incidono e intervengono su
possibili luoghi di particolare pregio della nostra realtà
regionale - in questo caso luoghi ambientali, parchi - dove,
specialmente nelle zone particolarmente antropizzate - e concordo
con chi ha definito tali il Parco delle Madonie e il Parco dei
Nebrodi - tuttavia gli interventi possono essere tali da
sconvolgere questi assetti.
Certo, tutto ciò che è previsto per questi parchi, dove
insistono persone, abitanti, comuni, che da tempo sono lì
insediati, devono essere guardati con una attenzione che sia
rivolta all'uno e all'altro aspetto.
Se tutto questo può avvenire all'interno di una normativa
specifica dei parchi, credo che sia preferibile rispetto a
incursioni all'interno di altre leggi, quali quelle che stiamo
esaminando in questa occasione.
Quindi, concordo con le perplessità espresse dai colleghi
che in questo senso si sono pronunciati e invito ad esaminare la
proposta in questione all'interno di quella normativa.
Tuttavia non posso non notare quanto già evidenziato da
altri colleghi e che fa riferimento a quanto discusso nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Si è parlato
di un cammino agevolato, accelerato intorno alle leggi che stiamo
valutando, però tutto questo non può avvenire a discapito della
qualità delle cose che diciamo e anche dei contenuti, per cui non
può essere vincolante l'idea di aver messo all'ordine del giorno
una legge perché poi la si porti per forza all'approvazione con
qualsiasi contenuto. Le cose che intervengono all'interno di
questa discussione testimoniano che le preoccupazioni espresse
prima sono assolutamente valide e vanno tenute presenti e,
comunque, confermano che la proposta di emendamento andrebbe
ritirata.
CAPODICASA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, presidente dell Regione. Signor Presidente, credo
che l'andamento della discussione sull'emendamento 1.2 bis non
sia da prendere a modello per quanto concerne il proseguimento
dei lavori dell'Aula. E' un lascito della seduta precedente, non
rientra negli accordi intervenuti nel corso della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e, essendo materia altamente
controversa, perché suscita, com'è naturale che sia, confronti
che vanno oltre il merito effettivo delle questioni, ma si fa
riferimento a qualche posizione di principio, io ritengo che
vadano composte sul terreno concreto di una mediazione effettiva,
che salvaguardi, da un lato i valori ambientali di aree altamente
pregiate, quali quelle dei parchi, e dall'altro lato anche
attività produttive che hanno, non solo il diritto di esistere,
ma, come dice qualcuno che ha esperienza in materia, hanno il
dovere il esistere, perché vi sono zone, comuni, con valori
ambientali nei centri storici di notevole rilievo, che, per
essere restaurati, risanati e ristrutturati, hanno bisogno di
materiale che deve essere reperito nell'area di parco, perché si
tratta di materiali lapidei specifici.
Ecco allora perché, onorevole Presidente, ritengo che sia
opportuno, lavorando sulla base di questo emendamento che a me
sembra si avvia a trovare una soluzione, che torni di nuovo in
commissione per una riflessione ulteriore, considerato che dagli
incontri che si sono avuti, anche dalle opinioni che abbiamo
potuto registrare, si può trovare il modo per comporre punti di
vista differenti che a me sembra, arrivati a questo punto del
disegno di legge, sarebbe errato che non fossero riportati a
composizione.
Per quanto riguarda, invece, il futuro dell'esame degli
altri disegni di legge, così come è stato sollevato adesso
dall'onorevole Nicolosi, vorrei dire, signor Presidente, che
l'accordo che noi vorremmo realizzare di natura procedurale, che
non tocca il merito delle questioni, non significa che, di fronte
a vicende complesse che possono suscitare punti di vista
conflittuali, per forza si debba trovare l'accordo; l'Assemblea,
il Presidente, in nome della volontà maggioritaria
dell'Assemblea, garantisce la libera espressione dei Gruppi
parlamentari intorno alla materia che trattiamo, siano essi
disegni di legge o siano emendamenti. Poi l'Aula decide comunque
e ciascuno voterà e si orienterà secondo il proprio punto di
vista.
Quindi, non è che il fatto che c'è un accordo può impedire
che le posizioni vengano illustrate e quindi possano essere
proposte all'Aula, ma l'Aula poi alla fine deve decidere senza
che si dilunghi in una discussione, che a questo punto avrebbe
solo il significato di impedire che il programma che ci siamo
dati venga realizzato nei tempi che abbiamo stabilito.
Io non avrei preoccupazione per l'eventuale contingentamento
o autocontingentamento dei tempi, visto che il contigentamento
non è stato accettato. Perché in questo caso ciò che conta è che
le posizioni possano essere espresse liberamente e alla fine si
pervenga ad una decisione attraverso un voto dell'Aula.
Quindi, io ritengo che fare una commistione fra il merito e
il metodo in questo caso non serve. Dobbiamo distinguere le due
cose: il merito è lasciato libero alla interpretazione ed alla
volontà dell'Aula, sul metodo, invece, sarebbe opportuno che ci
vincolassimo reciprocamente.
Per quanto riguarda questo emendamento, però, onorevole
Presidente, io la pregherei di accantonarlo momentaneamente,
anche se magari potremmo anche decidere di rimandarlo in
Commissione, ma un accantonamento forse servirebbe anche perché
informalmente si trovino i modi per arrivare a una composizione.
PRESIDENTE. L'unico articolo che impedisce l'approvazione
finale di questo disegno di legge è proprio questo, quindi se Lei
mi chiede di mandarlo in Commissione, non sorgendo osservazioni,
lo faccio.
CAPODICASA. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Presidente della Regione. Non in Commissione
Presidente, io chiedo l'accantonamento, per tornarci poi nella
seduta pomeridiana o nella prossima seduta.
CAPUTO. La discussione non è chiusa sull'emendamento?
PRESIDENTE. La discussione è chiusa. Altri deputati se
vogliono intervenire possono farlo come dichiarazione di
voto finale. Non c'è una discussione aperta, l'emendamento viene
accantonato, ma al tempo stesso è sospesa la discussione sul
disegno di legge.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a oggi, venerdì 30
luglio 1999, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 377 - Interventi presso il Governo nazionale per far
cessare la politica persecutoria posta in essere
dalle autorità iraniane nei confronti della
popolazione di religione ebraica.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- due mesi fa 13 cittadini iraniani di religione
ebraica sono stati arrestati dalle autorità del loro
Paese con la ridicola imputazione di 'arroganza nel
mondo' e 'spionaggio per il regime sionista e
americano';
- tale tipo di condanna porta, secondo le attuali
leggi penali iraniane, ad una sicura condanna a
morte, nonostante che, sia gli Stati Uniti d'America
che Israele, abbiano prontamente smentito qualsiasi
collegamento con i tredici arrestati;
CONSIDERATO che:
- questi tredici iraniani arrestati son vittime
inconsapevoli della sorda lotta di potere in corso
all'interno dell'establishment iraniano che vede da
un lato la frangia estremista ed integralista della
guida spirituale Ali Khamenei e dall'altra la parte
moderata impersonata dall'attuale presidente
Khatami;
- questa cinica mossa, volta a legittimare, agli
occhi del mondo intero, l'intransigenza totale del
regime iraniano nei confronti di Israele e di tutti
i Paesi suoi alleati, viola le più elementari regole
dei diritti dell'uomo, che escludono in maniera
totale e categorica la possibilità di arrestare e
condannare individui solo per la loro fede
religiosa, cosa in realtà accaduta in Iran in questo
preciso caso,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a sollecitare un intervento ufficiale ed urgente
da parte del Governo nazionale presso le autorità
diplomatiche iraniane in Italia per far cessare la
politica persecutoria posta in essere dal Governo
dell'Iran nei confronti della popolazione di
religione ebraica e perorare altresì la liberazione
immediata dei tredici arrestati.
(28 luglio 1999)
STANCANELLI - STRANO - GRANATA -
RICOTTA - SCALIA - CATANOSO GENOESE -
VIRZI' - BRIGUGLIO
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 375 - Notizie circa le condizioni praticate dal Banco di
Sicilia nella concessione di mutui ai Comuni, ed in
particolare al Comune di Genova, nonché sulle
politiche di sviluppo per le imprese siciliane e
nazionali.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Banco di Sicilia si è aggiudicato la gara per
la concessione di un mutuo di 107 miliardi di lire
al Comune di Genova;
- il mutuo avrà la durata di 15 anni, un tasso
euribor sei mesi aggiornato di una spred di 0.033;
- sempre il Banco di Sicilia ha di recente stipulato
un accordo con la Provincia di Genova per
l'erogazione di finanziamenti finalizzati all'avvio
di nuove iniziative imprenditoriali in quel
territorio, accordo, che per il primo trimestre di
quest'anno, ha già prodotto finanziamenti relativi a
sei operazioni per un importo di oltre 132 miliardi
di lire;
- lo stesso Banco di Sicilia, forse in virtù della
sua composizione societaria, si è sempre
caratterizzato, almeno a parole, per una politica di
sviluppo della nostra Regione, anche se in concreto
non sembra abbia prodotto risultati significativi,
se non quelli a suo vantaggio che lo hanno portato a
continuare a gestire i servizi di tesoreria della
Regione e di molti Enti locali dell'Isola, traendone
significativi profitti a fronte dei quali raramente
si è riscontrata una disponibilità a sostenere
l'attività e lo sviluppo, mentre i maggiori oneri o
le perdite sono state prevalentemente scaricate
sugli interlocutori pubblici;
- con uno slogan, che oggi acquista un significato
grottesco, pochi mesi addietro, il Banco di Sicilia
ha lanciato una campagna pubblicitaria il cui testo
era: 'La Sicilia ha dato tanto. Noi vogliamo dare
tanto alla Sicilia. Il nuovo Banco di Sicilia. Lo
sviluppo in Sicilia. La Sicilia in Europa';
- con tale campagna pubblicitaria detta Banca si
accreditava come interlocutore privilegiato dei
risparmiatori e degli investitori siciliani ed in
tal senso rastrellava centinaia e centinaia dì
miliardi, che sarebbero dovuti servire per sostenere
lo sviluppo siciliano ma che, anche alla luce delle
notizie di cui sopra, sostengono realtà ben distanti
dalla Sicilia;
- sarebbe opportuno accertare le condizioni di mutuo
praticate dal Banco di Sicilia ai Comuni della
Regione e quali altri Comuni, fuori dalla Sicilia,
hanno goduto di servizi e supporti finanziari da
parte del Banco di Sicilia;
- sarebbe, altresì, opportuno accertare quali
progetti tale Banca abbia previsto a favore
dell'imprenditoria siciliana, nonché quanto abbia
raccolto in Sicilia, quanto abbia investito nella
stessa Regione e quanto altrove;
- sarebbe inoltre opportuno conoscere le condizioni
relative ai servizi di tesoreria che altri Istituti,
diversi dal Banco di Sicilia, praticherebbero agli
Enti locali e alla Regione per gli stessi;
- al fine di razionalizzare la spesa, rendere
trasparenti i rapporti tra la Regione e il Banco di
Sicilia, sarebbe opportuno attivare un'audizione
della Commissione legislativa Bilancio, finanze e
programmazione dell'ARS, allargata a tutti i
Presidenti delle Commissioni e a tutti i Presidenti
dei gruppi parlamentari con i vertici del Banco di
Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a chiarire le questioni di cui si è detto in premes-
sa con i vertici del Banco di Sicilia anche mediante
la convocazione di un'apposita riunione della
Commissione Bilancio allargata alla partecipazione
dei Presidenti delle Commissioni legislative perma-
nenti ed ai Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(27 luglio 1999)
FLERES - CROCE - BENINATI -
GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale 1
marzo 1995, n. 19, concernente giacimenti di materiali di
cava nel territorio della Regione siciliana" (n. 475/A)
(Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
2) "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti autoservizi
pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Adragna
3) "Modifiche al comma 1, dell'articolo 1, della legge
regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
durata in carica del Comitato regionale di controllo" (n.
852/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Virzì
4) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
5) "Riforma della disciplina del commercio" (nn.
909-920-830-706/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
6) "Disposizioni in materia di lavoro" (n. 929/A)
Relatore: Onorevole Barone
7) "Istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del Parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa" (nn.
453-302-724/A)
Relatore: Onorevole Adragna
V - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)
2) "Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)
LA SEDUTA E' TOLTA ALLE ORE 14.05
(licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.15)