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Resoconto d'Aula della Seduta n. 259 di venerdì 30 luglio 1999
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   Presidenza del presidente Cristaldi


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI

    La seduta è aperta alle ore 17,30.

     LO    CERTO ,   segretario,  dà  lettura  dei processi verbali
  delle            sedute nn. 256, 257 e  258  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  punto  I  dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico che  l'onorevole  La  Corte  ha  chiesto
  congedo per l'odierna seduta del 30 luglio 1999.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

    -  "Misure   di   prevenzione   dei   fenomeni  di  corruzione.
    Provvedimenti   amministrativi   nei   confronti  dei  pubblici
    funzionari   e  degli  amministratori  regionali,  provinciali,
    comunali e degli altri  enti o aziende sottoposte a controllo e
    vigilanza della Regione" (n. 956)
    - d'iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Vella in data 29
    luglio 1999

    - "Riforma e disciplina del servizio di riscossione dei tributi
    e  delle   altre   entrate   e   riordino  dell'amministrazione
    finanziaria regionale" (n. 957)
    - d'iniziativa governativa
    - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Capodicasa)  su
    proposta dell'Assessore per  il bilancio e le finanze (Piro) in
    data 30 luglio 1999

                 COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
               ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissione legislative del 27 e 29 luglio 1999.

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 27.07.1999: CATANOSO-TURANO
     "       "    28.07.1999, ant.: GALLETTI-TURANO
     "       "    "      "    pom.: BARBAGALLO G.-CIMINO-GALLETTI-TURANO
     "       "    29.07.1999: BARBAGALLO G.-BUFARDECI-CATANOSO-CIMINO-
                              FORGIONE-GALLETTI-TURANO-VIRZI'

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 27.07.1999: BARBAGALLO G. sostituito da ADRAGNA
                              GALLETTI      "          "  CINTOLA
                              SILVESTRO     "       "  GIANNOPOLO
      "      "    28.07.1999, ant.: CATANOSO sostituito da GRANATA
                                    SPEZIALE  "      "   TRIMARCHI
                                    VIRZI'   "       "   LA GRUA
      "      "     "     "    pom.: MONACO   "       "   CIPRIANI
                                    CATANOSO "       "   GRANATA
                                    SPEZIALE "       "   ZANNA
                                    VIRZI'   "       "   BRIGUGLIO

                              BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 28.07.1999: RICEVUTO-MISURACA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 28.07.1999: LIOTTA  sostituito da VELLA
                              SPAGNA    "   "       ZANGARA

                      AMBIENTE E TERRITORI (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 27.07.1999, ant.: ZAGO-VICARI-CINTOLA-GIANNOPOLO-
                                    GRIMALDI-MELE-PELLEGRINO-STRANO
      "        "   "       "  pom.: MELE-PELLEGRINO-STRANO
      "        "  28.07.1999: CAPUTO-GRIMALDI-PELELGRINO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 27.07.1999, pom: BENINATI sostituito da BARONE
                                   CAPUTO "            "  VIRZI'
                                   GRIMALDI "          "  D'AQUINO
        "      "  28.07.1999:      VICARI   "          "  MONACO
                                   BURGARETTA "        "  D'ANDREA
                                   STRANO    "         "  SCALIA

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     ASSENZE
     Riunione del 27.07.1999: CALANNA-CANINO-CATANIA-SPERANZA

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 27.07.1999: GUARNERA sostituito da LA CORTE
                              GUARNERA "         "  LA CORTE

           COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

     ASSENZE
     Riunione del 27.07.1999: SOTTOSANTI-ALFANO-D'ANDREA-DRAGO-GALLETTI-
                              LA CORTE-NICOLOSI-PROVENZANO-SCALICI-
                              VILLARI

    COMUNICAZIONE  DI  TRASMISSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
    ECONOMICO-FINANZIARIA

     PRESIDENTE. Comunico  che  con  nota  del  30  luglio  1999 il
  Presidente della  Regione  ha  trasmesso,  ai sensi dell'art.  2,
  comma 1,  della  legge  regionale  27  aprile  1999,  n.  10,  il
  Documento  di  programmazione  economico-finanziaria per gli anni
  2000-2002,  approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n.
  182 del 27 luglio 1999.

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    - con richiesta di risposta orale:

      N. 3231 - Provvedimenti per la  metanizzazione  di  comuni
    siciliani.
    - Presidente Regione
    - Assessore Industria
    Firmatario: Vicari Simona

      N. 3235 - Ispezione, ai sensi dell'art. 25 della  l.r.  n.
    44 del 1991, presso il  Consiglio  comunale  di  Calatabiano
    (CT).
    - Assessore Enti Locali
    Firmatario: Villari Giovanni

      N. 3236 - Notizie in merito allo stato di  attuazione  del
    Piano provinciale di previsione e prevenzione di Catania.
    - Presidente Regione
    - Assessore Enti Locali
    - Assessore Presidenza
    Firmatario: Pignataro Giuseppe

    - con richiesta di risposta scritta:

      N. 3232 - Notizie circa  il  comportamento  del  Consorzio
    siciliano di riabilitazione  (CSR)  di  Catania  e  l'intero
    sistema    dell'Associazione  italiana  assistenza  spastici
    (AIAS).
    - Presidente Regione
    Firmatario: Fleres Salvatore

      N. 3233 - Notizie circa il funzionamento  dell'Ufficio  di
    collocamento di Siracusa.
    - Assessore Lavoro
    Firmatario: Fleres Salvatore

      N. 3234  -  Notizie  circa  gli  incarichi  conferiti  dal
    Sindaco di Patti nei confronti degli  esperti  dallo  stesso
    nominati ed eventuale nomina di un Commissario ad acta.
    - Assessore Enti Locali
    Firmatario: Beninati Antonino

      N. 3237 - Notizie in ordine all'utilizzazione di  acque  a
    fini industriali nell'area di Campobello di Mazara (TP).
    - Assessore Lavori Pubblici
    Firmatario: Oddo Camillo

      N. 3238 - Opportuni  interventi  in  ordine  a  violazioni
    della     legislazione  sul  lavoro  da  parte  della  ditta
    'Tecno-Service' presso l'Azienda ospedaliera 'Cannizzaro' di
    Catania.
    - Assessore Lavoro
    - Assessore Sanità
    Firmatario: Liotta Santo

      N. 3239 - Applicazione delle norme a tutela  dei  soggetti
    sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio.
    - Assessore Sanità
    - Assessore Enti Locali
    Firmatario: Liotta Santo

      N. 3240 - Opportuni interventi presso il comune di Palermo
    in ordine  al  trasferimento  di  un  Ispettore  di  Polizia
    municipale.
    - Presidente Regione
    - Assessore Enti Locali
    Firmatario: Virzì Gioacchino

                          ANNUNZIO DI MOZIONI

    -  N.  380   "Opportuni  interventi  a  sostegno  del  comparto
    ortofrutticolo  del   Meridione",   a   firma  degli  onorevoli
    Stancanelli   Raffaele;   Briguglio  Carmelo;  Caputo  Salvino;
    Catanoso Genoese  Francesco;  Granata Benedetto Fabio;  La Grua
    Saverio; Ricotta  Michele;  Scalia  Giuseppe; Sottosanti Fulvio
    Salvatore;    Strano    Antonino;    Tricoli   Marzio;   Virzi'
    Gioacchino in data 29 luglio 1999

    -  N.  381 "Istituzione  di  una  misura  a  favore  dei  porti
    siciliani  all'interno   di   'agenda  2000'",  a  firma  degli
    onorevoli Fleres  Salvatore;  Barone  Nicolò;  Croce  Antonino;
    Alfano Angelo in data 30 luglio 1999

    - N.  382  "Interventi  in  favore dei lavoratori della Telecom
    operanti in Sicilia", a firma degli onorevoli Fleres Salvatore;
    Barone  Nicolò;  Croce  Antonino;  Alfano  Angelo  in  data  30
    luglio 1999

     PRESIDENTE.  Informo  che le predette mozioni saranno iscritte
  all'ordine del  giorno  della  seduta  successiva  perchè  se  ne
  determini la data di discussione.
       Avverto,   ai   sensi   dell'articolo   127,  comma  9,  del
  Regolamento interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del giorno:
  Lettura,  ai  sensi  e per gli effetti degli articoli 83, lettera
  d),   e   153  del  Regolamento  interno,  della  mozione n.  377
  "Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per  far  cessare la
  politica persecutoria posta in essere dalle autorità iraniane nei
  confronti  della popolazione di religione ebraica", a firma degli
  onorevoli Stancanelli, Strano, Granata, Ricotta, Scalia, Catanoso
  Genoese, Virzì e  Briguglio.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     LO CERTO  segretario:
                  << L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  due mesi fa 13 cittadini  iraniani  di  religione
              ebraica sono stati arrestati dalle autorità del loro
              Paese con la ridicola imputazione  di 'arroganza nel
              mondo'  e  'spionaggio  per  il  regime  sionista  e
              americano';

              - tale tipo di condanna porta,  secondo  le  attuali
              leggi  penali  iraniane, ad una  sicura  condanna  a
              morte, nonostante che, sia gli Stati Uniti d'America
              che Israele, abbiano  prontamente smentito qualsiasi
              collegamento con i tredici arrestati;

      CONSIDERATO che:

              -  questi  tredici iraniani  arrestati  son  vittime
              inconsapevoli della sorda lotta di  potere  in corso
              all'interno dell'establishment iraniano  che vede da
              un lato la frangia estremista  ed integralista della
              guida spirituale Ali Khamenei e  dall'altra la parte
              moderata   impersonata    dall'attuale    presidente
              Khatami;

              -  questa cinica mossa, volta  a  legittimare,  agli
              occhi del mondo intero,  l'intransigenza  totale del
              regime iraniano nei confronti di Israele  e di tutti
              i Paesi suoi alleati, viola le più elementari regole
              dei  diritti  dell'uomo, che  escludono  in  maniera
              totale e categorica  la  possibilità  di arrestare e
              condannare  individui  solo   per   la   loro   fede
              religiosa, cosa in realtà accaduta in Iran in questo
              preciso caso,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a sollecitare un intervento  ufficiale  ed urgente
              da parte del Governo nazionale  presso  le  autorità
              diplomatiche iraniane in Italia per  far  cessare la
              politica persecutoria posta in  essere  dal  Governo
              dell'Iran  nei  confronti   della   popolazione   di
              religione ebraica e perorare  altresì la liberazione
              immediata dei tredici arrestati>> (377)-

                               STANCANELLI - STRANO - GRANATA -
                               RICOTTA - SCALIA - CATANOSO GENOESE -
                               VIRZI' - BRIGUGLIO

       Non  sorgendo   osservazioni,   la   predetta  mozione  sarà
  demandate alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    DISCUSSIONE DELLA MOZIONE  N.  375 "NOTIZIE CIRCA LE CONDIZIONI
    PRATICATE DAL BANCO  DI  SICILIA  NELLA CONCESSIONE DI MUTUI AI
    COMUNI, ED IN  PARTICOLARE  AL  COMUNE DI GENOVA, NONCHE' SULLE
    POLITICHE DI SVILUPPO PER LE IMPRESE SICILIANE E NAZIONALI"

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine del giorno
  Discussione  della  mozione  n.  375 "Notizie circa le condizioni
  praticate  dal  Banco  di  Sicilia  nella concessione di mutui ai
  comuni,  ed  in  particolare  al  Comune  di Genova, nonchè sulle
  politiche  di  sviluppo  per  le imprese siciliane e nazionali" a
  firma  degli  onorevoli Fleres, Croce, Beninati, Grimaldi, Scoma,
  Pagano e D'Aquino.
       Ne dò lettura:
                  << L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  il  Banco di Sicilia si è aggiudicato la gara per
              la  concessione  di un mutuo di 107 miliardi di lire
              al Comune di Genova;

              -  il  mutuo  avrà  la  durata  di 15 anni, un tasso
              euribor sei mesi aggiornato di una spred di 0.033;

              - sempre il Banco di Sicilia ha di recente stipulato
              un   accordo   con   la   Provincia  di  Genova  per
              l'erogazione di  finanziamenti finalizzati all'avvio
              di   nuove  iniziative   imprenditoriali   in   quel
              territorio, accordo, che per il  primo  trimestre di
              quest'anno, ha già prodotto finanziamenti relativi a
              sei operazioni per un importo di  oltre 132 miliardi
              di lire;

              - lo stesso Banco di Sicilia, forse in  virtù  della
              sua   composizione   societaria,   si    è    sempre
              caratterizzato, almeno a parole, per una politica di
              sviluppo della nostra Regione, anche se  in concreto
              non sembra abbia prodotto  risultati  significativi,
              se non quelli a suo vantaggio che lo hanno portato a
              continuare  a gestire i servizi di  tesoreria  della
              Regione e di molti Enti locali dell'Isola, traendone
              significativi profitti a fronte dei  quali raramente
              si  è  riscontrata  una  disponibilità  a  sostenere
              l'attività e lo sviluppo, mentre i maggiori  oneri o
              le  perdite  sono  state  prevalentemente  scaricate
              sugli interlocutori pubblici;

              - con uno slogan, che oggi acquista  un  significato
              grottesco, pochi mesi addietro, il Banco  di Sicilia
              ha lanciato una campagna pubblicitaria il  cui testo
              era:  'La Sicilia ha dato tanto. Noi  vogliamo  dare
              tanto alla Sicilia.  Il nuovo Banco di  Sicilia.  Lo
              sviluppo in Sicilia. La Sicilia in Europa';

              -  con  tale  campagna  pubblicitaria detta Banca si
              accreditava   come  interlocutore  privilegiato  dei
              risparmiatori  e  degli  investitori siciliani ed in
              tal  senso  rastrellava  centinaia  e  centinaia  dì
              miliardi, che sarebbero dovuti servire per sostenere
              lo  sviluppo siciliano ma che, anche alla luce delle
              notizie di cui sopra, sostengono realtà ben distanti
              dalla Sicilia;

              - sarebbe opportuno accertare le condizioni di mutuo
              praticate  dal  Banco di  Sicilia  ai  Comuni  della
              Regione e quali altri  Comuni,  fuori dalla Sicilia,
              hanno goduto di servizi  e  supporti  finanziari  da
              parte del Banco di  Sicilia;

              -  sarebbe,   altresì,   opportuno  accertare  quali
              progetti   tale  Banca abbia   previsto   a   favore
              dell'imprenditoria siciliana,  nonché  quanto  abbia
              raccolto in Sicilia,  quanto  abbia  investito nella
              stessa Regione e quanto altrove;

              - sarebbe inoltre opportuno conoscere  le condizioni
              relative ai servizi di tesoreria che altri Istituti,
              diversi dal Banco di Sicilia,  praticherebbero  agli
              Enti locali e alla Regione per gli stessi;

              -  al  fine  di  razionalizzare  la  spesa,  rendere
              trasparenti i rapporti tra la Regione e il  Banco di
              Sicilia,  sarebbe  opportuno  attivare  un'audizione
              della Commissione  legislativa  Bilancio,  finanze e
              programmazione  dell'ARS,   allargata   a   tutti  i
              Presidenti delle Commissioni e  a tutti i Presidenti
              dei gruppi parlamentari con  i  vertici del Banco di
              Sicilia,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a sollecitare la convocazione di una  riunione della
              Commissione   legislativa    Bilancio,   finanze   e
              programmazione   allargata   ai   Presidenti   delle
              Commissioni ed ai Capigruppo parlamentari per audire
              i  vertici del Banco di  Sicilia  al  fine  di  fare
              chiarezza  sulle questioni di  cui  si  è  detto  in
              premessa>> (375).

              (27 luglio 1999)

                                FLERES  - CROCE - BENINATI  -
                                GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Fleres per
  illustrare la mozione.

     FLERES.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  nei  giorni
  scorsi, con molta  enfasi,  l'ufficio stampa del Banco di Sicilia
  ha annunziato di aver vinto la gara per l'affidamento di un mutuo
  al comune di Genova  per  107  miliardi e di avere concesso altre
  agevolazioni a sei aziende  liguri  per  un  importo di oltre 132
  miliardi, nei giorni precedenti notizie simili sempre riguardanti
  la stessa Regione, affrontavano il tema della erogazione di altri
  interventi finanziari a favore dell'imprenditoria ligure.
       Ora che il Banco  di  Sicilia  riesca a collocare il proprio
  prodotto creditizio e finanziario  non  solo in Sicilia, ma anche
  in altre regioni di Italia e del mondo e lo faccia secondo quelle
  che sono le sue prerogative a noi fa molto piacere, sicuramente è
  una banca che comincia  a  ragionare  in  termini di impresa dopo
  avere per anni sprecato il denaro proprio e quello della Regione,
  essendo stata beneficiaria di  una serie di ripianamenti e di una
  serie di interventi  finanziari  che  sono  stati attribuiti alle
  finanze regionali, il dato però resta un altro.
       Il Banco di  Sicilia  recentemente  ha  avviato una campagna
  promozionale che sicuramente è depistante rispetto agli obiettivi
  che sta raggiungendo e questo al di là delle affermazioni che gli
  uffici del Banco  preposti  alle  pubbliche relazioni fanno anche
  sulla stampa di questi giorni,  secondo  cui  non  è vero che gli
  interventi del Banco di Sicilia riguardano soltanto altre Regioni
  perché  ci sono  anche  interventi  riguardanti  la  Sicilia,  in
  particolare il Comune  di  Siracusa,  i  finanziamenti  ai  patti
  territoriali dell'Alto  Simeto,  del  Calatino, del Corleonese, i
  BOC per Rosolini,  Caronia,  Vittoria,  Cefalù  e la provincia di
  Palermo.
       Ma, dicevo, appunto il dato  non  è  e  non riguarda solo ed
  esclusivamente gli interventi a  carico  di  enti pubblici o enti
  locali, riguarda, invece,  più  complessivamente  la politica del
  Banco di Sicilia che mentre annuncia attraverso i suoi interventi
  pubblicitari  che è  una  Banca  siciliana,  che  interviene  per
  portare, come dire,  la  finanza  siciliana  laddove  la  finanza
  conta,  per  investire nel  migliore  dei  modi  i  risparmi  dei
  siciliani, addirittura c'è uno  slogan  che  dice  "La Sicilia ha
  dato  tanto,  noi vogliamo  dare  tanto  alla  Sicilia",   ebbene
  sembrerebbe che il Banco  di  Sicilia  rispetto  a  questi  temi,
  piuttosto  che   orientarsi   pariteticamente   nelle  condizioni
  praticate alle imprese  siciliane  rispetto a quelle praticate ad
  altre imprese, prediliga  questo  tipo  di intervento fuori dalla
  Sicilia piuttosto che in  Sicilia e basta chiedere all'ultimo dei
  bottegai di questa Regione per avere conferma di questo elemento.
       Noi ci troviamo di  fronte  ad  un  sistema  creditizio  che
  continua a versare  all'imprenditoria  siciliana,  che continua a
  puntare gli interventi  che  determina  piuttosto  che sull'idea,
  piuttosto che  sull'imprenditorialità, sulla capacità di garanzia
  che  il  richiedente è  nelle  condizioni  di  fornire  e  questo
  sicuramente  non   serve   a   rilanciare  l'economia  siciliana,
  soprattutto non deve  essere  mistificata  un'azione  che punta a
  rastrellare  risparmi  dei   siciliani,  non   per  investirli  a
  condizioni di parità rispetto  al  resto di Italia in Sicilia, ma
  per, appunto, destinarli ad  altre  Regioni  di  Italia, ad altri
  interventi che con la Sicilia non hanno niente a che vedere.
       Allora, per una volta si  sia  chiari  e si tenti di dire la
  verità se questa verità  è  possibile  dirla,  cioè quella che la
  politica   creditizia   siciliana   e   in   questo   ha   grande
  responsabilità il Governo,  anche  il  Governo  della Regione, la
  politica creditizia siciliana  è  una  politica  strabica,  è una
  politica che ha un braccio  più lungo e uno più corto, quello più
  lungo  serve  a  rastrellare  risparmi  dei  siciliani  che  sono
  moltissimi, che superano i  70, gli 80 miliardi all'anno e quello
  più corto, invece,  quello  che  dovrebbe restituire all'economia
  siciliana in termini di  investimento, in termini di sviluppo, in
  termini  di condizione  agevolate  di  sviluppo  e,  invece,  non
  restituisce perché preferisce incamerare per destinare le risorse
  altrove.
       Allora, è veramente  grave  che  si  speculi sulla capacità,
  sulla notevole capacità dei siciliani di risparmiare e nonostante
  le condizioni di  disagio  economico  dei  siciliani, i siciliani
  risparmiano,  si  speculi su questa tendenza e si speculi facendo
  pagare  due volte alla Sicilia questa condizione:  la prima volta
  esportando   il  proprio  denaro  e  utilizzando  il  denaro  dei
  siciliani  altrove;  la seconda volta maggiorano e peggiorando le
  condizioni   creditizie   che   vengono  praticate  alle  imprese
  siciliane  e  probabilmente anche agli enti locali - lo vedremo -
  della  Sicilia,  facendo  comprare a loro il denaro a condizioni,
  appunto, diverse e peggiori da quelle praticate altrove.
       E allora, signor  Presidente, onorevoli colleghi, quello che
  noi dobbiamo fare è quello  di  tentare di ripristinare un minimo
  di pari opportunità, un minimo di equilibrio nelle condizioni che
  si sono venute a  determinare  dicendo  al  modo   creditizio  in
  generale e al Banco di  Sicilia  in  particolare che, se dobbiamo
  operare  in  regime  di   mercato,  noi  vogliamo  sapere  se  le
  condizioni che sono praticate in Sicilia sono le stesse praticate
  in altre parti d'Italia, sia  alle imprese e sia agli enti locali
  nei confronti dei quali  si  interviene.  Perchè  se così dovesse
  essere,  noi saremo lieti  della  nuova  politica  del  Banco  di
  Sicilia, ma se così non dovesse essere e, ripeto, basta chiederlo
  all'ultimo  bottegaio dell'ultimo  comune  di  questa  terra  per
  capire che così non è, e  allora  non è più possibile pensare che
  una Banca che è costata  alla  Regione  centinaia  e centinaia di
  miliardi, che ha prestato  denaro  a  centinaia  e  centinaia  di
  imprenditori falsi che hanno costruito le loro fortune sui debiti
  provati dal banco di Sicilia, oggi, in un momento in cui tenta di
  risanare le sue casse e  tenta di pesare meno nei confronti della
  Regione e nei confronti di  se  stessa, si provochi questa doppia
  velocità  , questa differenza  nell'intervento  che  si  viene  a
  creare.
       Noi vogliamo che il  Banco  di Sicilia emerga, riemerga, che
  il banco di Sicilia esca dalle  condizioni di disagio in cui si è
  trovato e cominci ad  esser banca. ma dobbiamo essere altrettanto
  liberi di considerarla una banca  come  le  altre  se il Banco di
  Sicilia considera la Regione, le imprese siciliane come le altre.
  E allora andiamo a  vedere  di  rideterminare, per esempio, tutti
  gli interventi che in atto  sono attribuiti al Banco di Sicilia e
  andiamo a vedere se ci sono altre banche che praticano condizioni
  migliori rispetto a quelle praticate dal Banco di Sicilia.
       Mi chiedo, per esempio,  se  tutte  le operazioni di credito
  agevolato che passano attraverso  l'IRFIS,  che  è  del  Banco di
  Sicilia, che passano attraverso il Banco di Sicilia relativamente
  al credito e al commercio, per esempio, che passano attraverso il
  banco di Sicilia per  quanto riguarda il credito alle cooperative
  edilizie, per esempio, sono  in  condizioni  di  mercato adeguate
  rispetto a quelle che vengono praticate da altre banche.
       Andiamo  a  vedere se i  servizi  di  tesoreria  ,  in  atto
  prevalentemente affidate al  Banco  di  Sicilia,  producono delle
  agevolazioni o comunque delle condizioni che possono considerarsi
  di mercato o comunque  competitive  rispetto  ad altre condizioni
  praticate da banche diverse dal Banco di Sicilia.
       E allora liberiamo, questo è quello che noi intendiamo dire,
  liberiamo l mercato del credito da questo tipo di condizionamenti
  e da questo tipo di  privilegi  che  comunque  si  sono  venuti a
  determinare  e  che  come  abbiamo  visto  producono  assai  poco
  rispetto a quello che  invece  ottengono, liberiamoli e andiamo a
  vedere complessivamente quali sono le condizioni migliori per gli
  enti locali, per le imprese  siciliane,  per  la Regione. E se la
  Regione deve tirare le orecchie o comunque verificare e accertare
  che condizioni reali, che  lo  faccia  subito,  proprio  per  non
  riproporre condizioni che sono veramente gravi e che rischiano di
  fare   diventare  grottesca   e   amara   persino   la   campagna
  pubblicitaria del Banco di  Sicilia  che,  sicuramente, non offre
  un'immagine reale di quello che  è  poi l suo comportamento con i
  risparmi dei siciliani stessi.
       E  allora volgiamo sapere -  ed  è  questo  il  senso  della
  mozione che abbiamo  presentato  -  vogliamo  sapere  sicuramente
  quali sono le condizioni di  mutuo praticate dal Banco di Sicilia
  ai diversi comuni dell'Isola ed in altri comuni esterni all'Isola
  e  se  questi  sono uguali;  quali  sono  le  aziende  che  hanno
  usufruito di finanziamenti in  virtù  dell'accordo di cui abbiamo
  parlato  e  quali sono  le  condizioni  praticate  dalle  imprese
  siciliane; quali sono i progetti  del  Banco  di  Sicilia  per la
  Sicilia e quali sono i progetti del Banco di Sicilia per le altre
  regioni o per altre zone  geografiche  del  Paese;  quali sono le
  condizioni praticate dagli altri istituti di credito rispetto,per
  esempio ai servizi di tesoreria  e  di  cassa degli enti locali -
  concludo   subito,  signor  Presidente  -;  qual  è  la  raccolta
  finanziaria che il Banco di Sicilia realizza in Sicilia e quale è
  il  ritorno  in  termini  di  investimento  che  questa  raccolta
  finanziaria  produce  e per queste ragioni, onorevole Presidente,
  onorevoli  colleghi,  noi  chiediamo  che  il  Governo attivi una
  verifica,  ma che sia una verifica reale profonda e per una volta
  non subalterna rispetto quelle che sono le scelte che il Banco di
  Sicilia  ha  fatto  e  che  talvolta,  vorrei  dire spesso, hanno
  condizionato  perfino  la  vita  di  questo  Parlamento  che si è
  sentito  subalterno  rispetto  ad  una  potenza  economica che ha
  condizionato  la vita della Regione ed ha condizionato la vita di
  tante imprese.
       Questo  è  quello  che  chiede  la  mozione  attraverso  una
  riunione che si potrebbe  determinare  in Commissione Finanza, ma
  questo  poi  si  vedrà   con   gli   strumenti   del  Regolamento
  parlamentare e con le scelte  che  il Governo intenderà fare, una
  riunione allargata ai  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, data
  l'importanza  della questione,  e  ai  Presidenti  delle  diverse
  commissioni  con  particolare  riferimento  a  quelle  che  hanno
  attinenza alle operazioni di natura creditizia.

     DI MARTINO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI   MARTINO .    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'onorevole Fleres ha portato  qui  un  argomento che francamente
  non riesco bene a comprendere, lei  ha fatto parte di un Governo,
  esattamente del Governo  presieduto dall'onorevole Provenzano che
  praticamente  si  è  genuflesso dinnanzi alle pretese del Governo
  nazionale, smentendo anche un voto di questo Parlamento.
       Quindi,  il  suo  discorso  politicamente  è  inammissibile,
  perchè  proprio  il Governo, e la maggioranza di cui lei ha fatto
  parte,   hanno   fatto   si  che  oggi  il  Banco  di  Sicilia  è
  completamente  fuori  da ogni controllo sulla politica creditizia
  da parte della Regione siciliana.
       Ho detto a suo tempo che  il Banco di Sicilia sarebbe finito
  come  la"Compagnia delle Indie"  dove  gli  indiani  non  avevano
  assolutamente nessuna voce in  capitolo  perchè  i capitali erano
  olandesi o inglesi.
       Oggi  si  chiama  Banco di Sicilia, ma certamente la Regione
  siciliana  non ha nessun peso nella politica del Banco, perchè il
  ben  60  per  cento  di  questo  capitale sociale è in mano dello
  Stato,  del Ministero del Tesoro o di una appendice del Ministero
  del Tesoro quale il medio credito centrale.
       Quindi, concordo con lei,  onorevole  Fleres, soltanto su un
  fatto, che noi dobbiamo considerare  il  Banco  di  Sicilia  alla
  stregua di tutte le  altre banche, nessun privilegio particolare,
  quindi,  dobbiamo  incominciare   a   vedere   alla  scadenza  la
  questione della Tesoreria della Regione,  che  è  un  fatto molto
  importante, procedere all'appalto Tesoreria.
       Ma  il  vero  problema,  onorevole  Assessore, cosa facciamo
  della  quota  azionaria  del  Banco  di  Sicilia, atteso che, con
  questi  20  per  cento  della  quota  azionaria la Regione non ha
  nessun  peso,  non  ha  nessuna  voce in capitolo.
       La  Regione  può  accontentarsi soltanto di nominare qualche
  amministratore  del Banco di Sicilia ed io non penso che a questa
  Assemblea,   alla   popolazione   siciliana  interessa  avere  un
  rappresentante   per   coprire   un   posto   nel   Consiglio  di
  Amministrazione nel Banco di Sicilia, per poi il Banco di Sicilia
  potere  portare  avanti  la  propria  politica  facendo  i propri
  interessi che ritengo certamente legittimi.
       Poi anche qui c'è da vedere tutta la vicenda che riguarda il
  Medio  Credito.
       Mi  pare che qualche volta è stato annunziato al Governo che
  c'era  una questione aperta riguardante l'accorpamento tra Irfis,
  Crias  e Ircac, perché  a mio modo di vedere una struttura forte,
  aggregata,  una concentrazione di questi istituti potrebbe meglio
  garantire  l'imprenditoria  siciliana.
       Quindi, onorevole Fleres, onorevole Assessore, sono questi i
  problemi che abbiamo davanti, quindi, ben venga la riunione della
  Commissione  Bilancio  per affrontare questi problemi, ma il vero
  problema  non è quello di potere dare indicazioni, suggerimenti o
  indirizzi  al Banco di Sicilia, il vero problema è in che modo la
  Regione deve liberarsi di questa quota azionaria del 20 per cento
  che  non  gli  serve  a  niente, oppure vedere in che modo potere
  incidere con altri strumenti nella politica del Banco di Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
       Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  assessori,  onorevoli
  colleghi, la mozione in questione è di fondamentale importanza se
  si  pensa  a  cosa il Banco di Sicilia ha rappresentato nel corso
  della  storia  della  Regione  siciliana  e  cosa sta cercando di
  rappresentare.
       Lo  spot  del  Banco  di  Sicilia  di questi ultimi anni "La
  Sicilia  ha dato tanto, noi vogliamo dare tanto ai siciliani".
       Ma  questo Parlamento per avere notizie sulle condizioni che
  il  Banco opera a favore degli imprenditori, degli artigiani, dei
  commercianti,  dei  siciliani  stessi, per avere notizie circa la
  concessione  di  mutui che il Banco opera a favore dei Comuni, ha
  bisogno  di una mozione che deve essere votata dal Parlamento.
       E'  questo  quello  che  sta  avvenendo  perché  il Banco di
  Sicilia, di siciliano forse ha ormai soltanto il nome ed è giusto
  potere  chiedere  anche  che  quest'Assemblea, se ne ha i poteri,
  possa   creare  una  Commissione  d'indagine  per  vedere  se  le
  condizioni  che  il Banco di Sicilia opera a favore dei siciliani
  sono migliori, uguali o addirittura peggiori delle condizioni che
  sono operate dalle banche emiliane, dalle banche milanesi o dalle
  altre banche che stanno invadendo e stanno colonizzando il nostro
  territorio e la nostra economia.
       Questo è necessario farlo, per un atto di lealtà, di fiducia
  dei siciliani stessi, perché se  il Banco di Sicilia non è più il
  Banco dei siciliani, allora  quel  nome  oggi  non  è  altro  che
  un'appropriazione indebita, quel nome  oggi è un nome che trae in
  inganno i siciliani; se  invece  il  Banco  di  per  se  riesce a
  garantire  ancora   i   lavoratori   siciliani,   gli   operatori
  commerciali della Sicilia,  allora  a  buon  ragione  può portare
  avanti e può mettere  nelle  proprie insegne il nome del Banco di
  Sicilia.
       Penso che il  Governo  della Regione deve dare delle notizie
  sulle attività del  Banco  di  Sicilia, sulle condizioni che sono
  operate e quest'Assemblea nel caso in cui il Governo non dà delle
  risposte soddisfacenti ha  il  ruolo ed ha l'obbligo di attivarsi
  affinché  i  risparmi,  i  crediti  e  le attività economiche dei
  siciliani,  dei  piccoli  artigiani,  dei  piccoli  commercianti,
  vengano garantite.
       Il credito  siciliano sta vivendo momenti difficilissimi. La
  disoccupazione,  la   difficoltà   di   aprire  nuove  iniziative
  commerciali  ed  artigiane  ha  bisogno  obbligatoriamente di una
  banca che sia solidale e vicina alle iniziative produttive.
       Di fatto gli studi di economia  sono portati ad approfondire
  come il finanziamento non deve essere dato  in base alle garanzie
  che i soggetti riescono a portare avanti, ma in base all'idea, al
  progetto  e  all'iniziativa che si vuole  finanziare,  perchè  in
  Sicilia l'idea,  il  progetto  deve essere la valvola di sviluppo
  per l'occupazione e per la crescita culturale ed economica.
       Questo non sta avvenendo perchè le risorse  e i progetti non
  hanno purtroppo le gambe per camminare da  soli  ma hanno bisogno
  garanzie e coperture perchè altrimenti non  si riesce a garantire
  lo sviluppo.
       E siccome le nuove iniziative sono  quelle  che appartengono
  soprattutto ai  giovani,  a  quei  giovani  che  appena  laureati
  vogliono inventarsi un modo nuovo di lavoro per non andare sempre
  dietro al posto fisso, oggi più che mai è necessario che il Banco
  se rappresenta l'economia della Regione sSiciliana, l'economia di
  quei  giovani   che   vogliono  investire  con  idee,  con  nuove
  iniziative, il  banco  deve  essere  vicino  ai siciliani, a quei
  siciliani  oggi  che  vogliono  inventare  strutture artigianali,
  strutture commerciali, nuove imprese.
       A me pare, dalle notizie di stampa,  dalle notizie avute che
  questo non sta avvenendo, per questo è necessario  che  ci sia un
  colloquio diretto col governo, un colloquio  con  la  Commissione
  Bilancio e se questo percorso non da  notizie  certe  ed efficaci
  allora per ragioni di trasparenza e di  dignità nei confronti dei
  siciliani è necessario dare anche l'opportunità a una commissione
  di indagine di verificare le varie condizioni.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  anche perchè firmatario, insieme all'onorevole Fleres che bene ha
  fatto a predisporre  questa  mozione, su un argomento che non può
  passare  inosservato,  un  argomento  che  non  può  passare  nel
  silenzio, un  tema  importantissimo  che  guarda  lo  sviluppo di
  questa terra  e  quindi  che  guarda  anche  le prospettive della
  Sicilia,
       Io non sono contro il Nord e  quindi contro gli investimenti
  che le banche fanno al Nord, ma sono tra  coloro  che  si battono
  per difendere questa nostra terra, questa  nostra Sicilia e credo
  che l'argomento che l'onorevole Fleres ha voluto rappresentare si
  colloca proprio nell'ambito del grande progetto  che  la Regione,
  almeno per quello che riguarda me, intende affrontare.
       Una regione che è interessata ad  una  politica  di sviluppo
  del territorio non può non tenere conto che  il  Banco di Sicilia
  ancora oggi può essere un soggetto  importante  per  investimenti
  che  vanno verso l'imprenditoria siciliana, ma  che  vanno  nella
  direzione anche dell'occupazione e quindi  della  possibilità  di
  assicurare un posto di lavoro.
       Una  politica di sviluppo risente di  questi  argomenti,  ed
  allora questo Governo  non può rassegnarsi e non tenere conto che
  il Banco di Sicilia appartiene ancora ai siciliani.
       Con tutte  le vicende, con tutte le vicissitudini, onorevole
  Granata, questa Regione fa parte di questo contesto e quindi deve
  difendere questo patrimonio.
       A parte le  questioni  politiche,  io  credo, che è giusto e
  doveroso che un  governo pensi alla propria terra e quindi pensi,
  soprattutto, ad  impostare  meglio  un  programma  e  quindi  una
  politica.
       E allora il  Banco  di Sicilia, ancora oggi, può recitare un
  ruolo centrale nell'ambito  di una iniziativa che il Governo deve
  assumere; non so  se  sarà  questo  o  un  altro governo, ma deve
  assumere una  iniziativa  forte  per ricondurre le questioni alla
  nostra terra.
       I risparmi  dei  siciliani  non  possono  essere  motivo  di
  silenzio; i  risparmi  dei siciliani sono sacrifici dei siciliani
  ed è  giusto  che  questo  Governo,  questo  istituto importante,
  perché  non si  tratta  di  un  istituto  di  periferia  ma di un
  istituto internazionale  che  recita un ruolo importantissimo, ma
  non per la  Sicilia  in  questo  momento.
       Ecco perché il grande significato, la grande motivazione, il
  contenuto di  questa  mozione  che  l'onorevole  Fleres ha voluto
  rassegnare al  Parlamento  e non certamente in maniera rassegnata
  come la posizione dell'onorevole Di Martino.
       La rassegnazione sta per prevalere in Sicilia perché  questo
  Governo sta portando  la rassegnazione, nel senso di non guardare
  i momenti importanti  della  politica  e  dello  sviluppo, di non
  guardare nella  responsabilità  che questo Governo ha nel momento
  in cui si lascia  il  banco in balia di situazioni che stiamo per
  registrare, nel momento in cui i risparmi dei siciliani finiscono
  poi a Genova, a  Milano  o in altre parti delle Regioni e c'è una
  Sicilia che muore,  una Sicilia dei senza lavoro, una Sicilia che
  non ha Governo,  una  Sicilia  che  è terra di disperazione per i
  siciliani, dove c'è  solo il seme della morte che cammina.
       Signor Presidente e onorevoli colleghi, questo Parlamento si
  deve  svegliare   e  questo  Governo  o  altri  governi  dovranno
  affrontare i problemi  veri  dei siciliani e dello sviluppo della
  Sicilia.

     PIRO,    assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO,      assessore per il bilancio e le finanze.      Signor
  Presidente, come  risulta  evidente dalla parte impegnativa della
  mozione, la stessa chiede al Governo di fornire adeguati elementi
  conoscitivi sulle  questioni che solleva tali che, evidentemente,
  il Governo non è nelle condizioni di potere offrire adesso.
       Nello stesso  tempo  si  sollecita  un momento successivo di
  approfondimento e di confronto.  Qua viene proposta la sede della
  Commissione Bilancio.  In  funzione  di questo, il Governo non ha
  difficoltà ad  accogliere  la  mozione sia per quanto riguarda la
  parte che impegna il Governo a fornire gli elementi di conoscenza
  utili, sia  per quanto riguarda l'individuazione di un momento in
  cui nella Commissione Bilancio si può fare un approfondimento del
  dibattito.
       Detto questo, tuttavia, signor Presidente, io credo, e molto
  brevemente,  di  dover  sottolineare  almeno  alcuni passaggi.
       Il  primo.  Io  comprendo  anche  la  passione e,  devo dire
  condivido,  il livello dei  toni  che  su alcuni passaggi è stato
  posto da alcuni degli intervenuti.
       Quando  si  parla  della  Sicilia,  dei problemi seri che la
  Sicilia   ha,   e   quando   si   chiede  che  tutti  i  soggetti
  istituzionali,  economici  e  sociali  che  agiscono  in  Sicilia
  facciano fino in  fondo  la  propria parte, non si può che essere
  d'accordo.  E,  quindi,  non  si  può  non essere d'accordo sulla
  richiesta che si  fa  di  un impegno maggiore di una istituzione,
  qual è  adesso  il  Banco di Sicilia, dopo l'incorporazione della
  Cassa di Risparmio, che ha oltre 500 sportelli in Sicilia, ha una
  storia di  radicamento forte e capillare nel territorio siciliano
  e, nel bene  e  nel male, molte volte nel male, qualche volta nel
  bene, è  stata  senza  dubbio  una delle interfaccia, sicuramente
  l'interfaccia principale,  per  quanto  riguarda  il  settore del
  credito, dell'economia e delle istituzioni siciliane; interfaccia
  che spesso si  è  negativamente intrecciata con la politica e con
  il malaffare, come  hanno svelato sino in fondo le stesse vicende
  che hanno attraversato  il  Banco di Sicilia, ma anche le vicende
  che hanno portato alla liquidazione della Cassa di Risparmio.
       Dicevo però che, pur in presenza del riconoscimento, che non
  può  che  essere  oggettivo  e  doveroso,  dell'importanza che ha
  un'istituzione  qual  è il Banco di Sicilia rispetto all'economia
  siciliana, io credo che si deve anche porre attenzione al modo in
  cui si pongono le questioni. Devo dire la verità per alcuni versi
  e  per  alcuni passaggi credevo di essere in un parlamento di uno
  dei  paesi  a  socialismo  reale.  Cioè  uno di quei paesi in cui
  vigeva la 'politica  di  piano',  in  cui c'era il più esasperato
  dirigismo statalista,  in cui la politica pretendeva di dirigere,
  fin  nei   più   lontani   e  particolari  meandri,  lo  sviluppo
  dell'economia.
       Io  credo che ci sia una contraddizione di fondo tra l'avere
  preteso,    sostenuto,  in  maniera  anche  ideologica  forte, la
  necessità  della  privatizzazione  delle  proprietà  regionali  e
  statali,  l'avere  sostenuto  la necessità della piena espansione
  dell'economia  di  mercato,  avere  sostenuto  che bisognava dare
  libertà  al  mercato e, poi, sviluppare dibattiti che, per alcuni
  versi,  ripeto,  richiamano  vecchie  espressioni  dirigiste, con
  qualche  nostalgia per quella regione banchiera che è sicuramente
  al  fondamento  dei  disastri  che  nel  settore ci sono stati in
  Sicilia  e,  devo  dire la verità, non solo in Sicilia.
       Io   credo,   dunque,  che  bisognerebbe  prestare  maggiore
  attenzione  al modo stesso in cui si pongono le questioni per non
  determinare   una   contraddizione   insanabile   tra   ciò   che
  politicamente  si  sostieme e ciò che, poi, in relazione magari a
  fattispecie  particolari, si ritiene opportuno portare avanti. Lo
  dico  perchè  tutti  noi  credo  siamo  consapevoli  che è finita
  l'epoca  della  Regione  banchiera, che la presensa residua della
  Regione nel Banco  di  Sicilia  è  una presenza di minoranza, che
  nello  sviluppo  delle  privatizzazioni,  che  noi  non  vogliamo
  contrastare come  principio,  ma  che  vogliamo seguire passo per
  passo,  decisi   anche   a   contrastare   quegli  aspetti  della
  privatizzazione  che  dovessero  contrastare  con  gli  interessi
  fondamentali della Sicilia, della Regione siciliana. Tuttavia, in
  questo  percorso   che   a  noi  sembra  in  questo  momento  non
  opponibile, bisognerà  adeguare  anche  il  modo  di  porsi della
  Regione siciliana, il modo di porsi della politica.
       Il Banco di Sicilia probabilmente sarà partecipato con quote
  di  maggioranza  da  una  grossa  azienda,  da un grosso istituto
  nazionale  o  internazionale; la quota della Regione continuerà a
  rimanere  di  minoranza; gli interventi che noi dobbiamo fare non
  sono  tanto  quelli  rivolti  appunto al ruolo vecchio di regione
  banchiera,   quanto   quelli   di  un  intervento  sul  contesto,
  all'interno  del  quale  far  misurare e misurare noi stessi, far
  misurare  il  Banco  e  tutti  gli  altri soggetti bancari su una
  politica   di  sviluppo,  trovando  le  sinergie,  i  momenti  di
  confronto,  gli accordi, gli accordi di programma, gli indirizzi,
  i programmi stessi da portare avanti.
       In questo senso, devo dire la verità, ci si è mossi e si sta
  muovendo,  in  particolare  con  il  Banco  di  Sicilia,  con  la
  definizione  di intese e convenzioni che riguardano ad esempio al
  finanza  di  progetto,  riguardano per esempio la valutazione dei
  progetti, il  supporto che il Banco di Sicilia e il Medio Credito
  possono  dare  anche  con  riferimento alla finanza comunitaria e
  alla finanza alternativa.
       Io  vorrei  anche  che i colleghi che sono intervenuti e che
  hanno  presentato la mozione, prestassero attenzione al fatto che
  in  una  economia  di  mercato e con una grandissima mobilità dei
  soggetti che agiscono e dei capitali che si muovono, può capitare
  come  capita,  che  venga  fatto un prestito obbligazionario alla
  Regione  siciliana, con la partecipazione di una banca portoghese
  e di una  banca  olandese.  Non mi stupisce infatti che una banca
  siciliana, che  però  ha  ramificazioni  in tutta Italia, che per
  esempio è presente  da  oltre  50  anni  in  Liguria,  possa fare
  un'operazione di  mutuo,  partecipando a una normalissima gara, a
  un comune quale il comune di Genova.
       La  questione  che  si  pone, io credo, oltre a quella della
  partecipazione  del  Banco  alle  logiche complessive di sviluppo
  della   Regione,  è  l'abbattimento  delle  diseconomie  e  delle
  differenze che  tuttora  persistono  nella  politica creditizia e
  soprattutto nella  politica dei tassi, perchè differenziali - per
  fortuna più bassi perchè si sono abbassati i tassi - continuano a
  rimanere.
       Così  come evidentemente si chiede alla Regione e dall'altro
  lato  al  Banco  di  Sicilia,  di  riadeguare i propri rapporti -
  proprio  alla luce della intervenuta maggiore libertà del mercato
  - per altro all'adeguamento delle normative.
       In  questo  quadro,  per  quanto  riguarda  la questione dei
  servizi di tesoreria, che viene evidenziata nella mozione, vorrei
  ricordare che la  Regione  è  legata  al  Banco  di  Sicilia  per
  l'effettuazione del  Servizio  di  Tesoreria,  fino  a  tutto  il
  dicembre  del  duemila.  Tuttavia  l'Amministrazione regionale ha
  chiesto ed ha ottenuto la rinegoziazione delle condizioni che per
  convenzione erano  state  stabilite,  cosicché  si  è  potuto già
  diminuire il  tasso di commissione che la Regione corrisponde dal
  2 all'1,50 per  cento,  che  porta  ad un risparmio su base annua
  calcolabile tra 10 e 15 miliardi. Questo per l'anno 1999.
       Per  l'anno  2000,  abbiamo  chiesto  di  poter  rinegoziare
  ulteriormente le  condizioni,  fermo  restando  che  scadendo  il
  contratto che ci  lega al Banco di Sicilia il 31 dicembre 2000 la
  Regione  non   potrà  far  altro  che  adeguarsi  alle  normative
  comunitarie  vigenti  e  che  prevedono  che  per  i  servizi  di
  tesoreria  venga  effettuata  una  gara  addirittura  di  livello
  comunitario.
       Altre  questioni  abbiamo  rinegoziato: vorrei ricordare che
  con  la   legge   n.  10,  la  finanziaria,  abbiamo  rivisto  un
  meccanismo già  presente nella legge cosiddetta 'Sciangula' e che
  era rimasto tale  pur  dopo  le  novità introdotte dalla legge n.
  6/1997, per  il  quale  la  Regione continuava a corrispondere al
  Banco  di   Sicilia   sui   mutui  della  legge  'Sciangula'  una
  commissione annua di  5  miliardi  e che con la legge finanziaria
  questa commissione è stata abbassata da 5 miliardi a 250 milioni.
       Come si vede, dunque, questo Governo, questa amministrazione
  ha prestato  e  continua  a  prestare  la massima attenzione. Non
  solo.  Ha   avviato  e  concluso  e  continua  a  portare  avanti
  iniziative  tese  ad individuare le migliori condizioni possibili
  per la  Regione  all'interno  di un confronto complessivo che c'è
  con il  Banco,  come con tutto il sistema del Credito siciliano e
  non, perché possano realizzarsi all'interno di quella politica di
  contesto  di  iniziative per sollecitare lo sviluppo nella nostra
  Regione che il Governo intende portare avanti.
       Tutto  ciò,  signor  Presidente,  mi  riporta  al  punto  di
  partenza ed  a  riaffermare  il  parere  positivo del Governo per
  quanto   riguarda   la   parte   impegnativa   della   mozione  e
  all'assunzione degli impegni che essa comporta.

     PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole del Governo, pongo in
  votazione la  mozione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 475/A

     PRESIDENTE.  Si  passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
  'Discussione di disegni di legge' e segnatamente al seguito della
  discussione del  disegno  di  legge  "Modifica  e  riapertura dei
  termini della  legge  regionale 1 marzo 1995, n.  19, concernente
  giacimenti di  materiali  di  cava  nel  territorio della Regione
  siciliana (475/A), posto al numero 1.
       Il   Governo   aveva   chiesto   un   breve   accantonamento
  dell'emendamento  1.2  a  cui  è  stato presentato un emendamento
  dalla Commissione.
       Comunico   che   all'emendamento   della  Commissione  viene
  presentato il  subemendamento 1.2bis.1, che così recita: Al comma
  4, dopo  le  parole  "ingegneria  naturalistica" aggiungere:  "il
  nulla osta  dovrà  contenere  le  adeguate  prescrizioni  per  la
  minimizzazione dell'impatto  ambientale  e  per  la riduzione dei
  volumi estraibili  autorizzati";  al  comma  5,  dopo  la  parola
  "rispetto" aggiungere "di anche una sola".
       Onorevole  Piro,  siamo  pronti  per  la  trattazione  degli
  emendamenti.

     PIRO, Assessore  per  il  bilancio  e le finanze, Sì.

     PRESIDENTE.    Questo    emendamento    1.2bis.1   è   rivolto
  all'emendamento della Commissione.
       Onorevole Fleres,  gli uffici mi fanno rilevare che al punto
  5)   dell'emendamento   predisposto   dalla   Commissione  si  fa
  riferimento  alla  decadenza  della  concessione, mentre pare che
  l'atto sia un'autorizzazione e non una concessione.
       Si  tratterebbe  di  formalizzare  un emendamento tendente a
  sostituire    la    parola    "concessione"    con    la   parola
  "autorizzazione".
       Informo l'Aula  che in caso di approvazione dell'emendamento
  predisposto  dalla  Commissione, verranno assorbiti l'emendamento
  1.2.1 e l'emendamento 1.2.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli  colleghi,  il Governo ha presentato l'emendamento
  1.2 bis1A: il comma 5 è così sostituito:
       "5. Il mancato rispetto di anche una sola delle prescrizioni
  dell'Ente parco  comporta  la  decadenza  della  concessione e di
  eventuale autorizzazione".
       E'   sostitutivo   del   comma   5   dell'emendamento  della
  Commissione.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     FLERES, presidente e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.
       E' approvato  con  il  voto  contrario degli onorevoli Mele,
  Forgione e Martino.
       Pongo in  votazione  l'emendamento 1.2 bis.1 nella parte che
  riguarda l'aggiunzione  al  comma  4:  "Al comma 4 dopo le parole
  'ingegneria   naturalistica'  aggiungere  'Il  nulla  osta  dovrà
  contenere   le   adeguate   prescrizioni  per  la  minimizzazione
  dell'impatto ambientale  e per la riduzione dei volumi estraibili
  autorizzati'", mentre  non  viene posta in votazione la parte che
  riguarda il  comma  5  essendo  stata  assorbita  dal  precedente
  emendamento del Governo.
       Il parere del Governo?

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     FLERES, presidente e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E'approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento della Commissione nel testo
  risultante.
       Il parere del Governo?

     PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                         (E'approvato)

       L'emendamento 1.2.1 e l'emendamento 1.2 risultano assorbiti.

    Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 4.

     LO CERTO , segretario:
                                 <Art. 4.

          1.   La  presente legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.
          2. E' fatto obbligo a chiunque  spetti  di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione>.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     GRANATA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Signor  Presidente,  volevo intervenire per cercare,
  insieme agli altri  parlamentari,  di razionalizzare per quanto è
  possibile questi lavori  e  renderli  più  utili, visto le grandi
  emergenze che da più parti vengono sottolineate.
       Allora,  cominciamo  a  dare  concretezza  a  ciò  che,  sia
  attraverso la  stampa sia nei dibattiti, complessivamente abbiamo
  sostenuto tutti insieme.
       Credo che si debba,  se il Parlamento riterrà e il Governo è
  d'accordo, iniziare  questa  nostra  sessione  legislativa con il
  provvedimento  legislativo  relativo  alla  materia  lavoro,  per
  motivi intuibili, credo  che  siano di facilissima intuizione non
  occorre spiegare.
       Non credo di  dovere  indicare altre priorità se non quella,
  signor Presidente,  ne  approfitto  per  pregarla  di  voler  far
  riunire la  Commissione  Bilancio  nella mattinata di  lunedì per
  esitare il testo  unico  antiracket,  in  modo  tale che un'altra
  emergenza possa essere affrontata.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente, io sono d'accordo sull'esigenza
  di  chiedere  i   provvedimenti  sul  lavoro,  di  dare  priorità
  all'emergenza lavoro,  anche  per  evitare  che  quest'Aula venga
  assediata dai disoccupati e  noi  daremmo  un pessimo segno se in
  nome delle manovre politiche di questo Palazzo, che fuori vengono
  poco comprese,  ritardassimo  le  risposte  alle esigenze sociali
  della  Sicilia che  in  questo  momento  stanno  esplodendo  così
  drammaticamente.
       Quindi,   credo   che  l'intervento  dell'onorevole  Granata
  raccolga  questa esigenza  ed  anche  possiamo  dare  assieme  un
  segnale che al di  là  delle vicende della crisi politica, questo
  Parlamento  al  di   là   dei  rapporti  tra  la  maggioranza  ed
  opposizione che rimangono ed esistono nelle distinzioni politiche
  e strategiche di fondo, però in questo momento è impegnato a dare
  risposte legislative adeguate.
       Ovviamente, credo  anche  che  la Commissione Bilancio debba
  riunirsi lunedì per  apprezzare  il  disegno di legge sulle norme
  antiracket  e  antimafia   perché   anche  quello  è  un  momento
  importante e solenne di  questa  Assemblea in un momento che vede
  riesplodere  drammaticamente   la  questione  mafiosa  anche  con
  manifestazione violente da Palermo a Gela.
       Quindi,  penso   che   queste   priorità  vadano  sostenute,
  ovviamente fermo restando  gli  altri punti all'ordine del giorno
  così come assieme abbiamo definito la Conferenza dei Capigruppo.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  la  proposta  di prelievo del
  disegno di legge  n. 929/A <<Disposizioni in materia di lavoro>>.
  Il Parere del Governo?

     PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                             (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


      DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "PROVVEDIMENTI IN  MATERIA
      DI LAVORO (929/A)

     PRESIDENTE. Si passa  alla  discussione  del  disegno di legge
  numero 929/A "Disposizioni in materia di lavoro".
       Invito  i   componenti   la  Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Barone  per svolgere la
  relazione.

     BARONE,  presidente  della Commissione e relatore.  Mi rimetto
  al testo scritto della relazione.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale.
       Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,  risultano  presentati  emendamenti  al
  disegno di legge, fatto che non consente la trattazione in questa
  seduta.  Pertanto, o  vengono  ritirati gli emendamenti oppure ci
  si affida alla  riscrittura  degli  articoli,  qualora questa sia
  compatibile, evidentemente.
       C'è, intanto,  questo problema;  altrimenti sono costretto a
  rinviare il disegno di legge...

     ZANNA. Signor  Presidente,  chiedo  una  sospensione di cinque
  minuti per una verifica degli emendamenti:

     PRESIDENTE. Io posso sospendere la seduta per cinque minuti.

     PIRO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PIRO, assessore per  il  bilancio  e le finanze.  Chiedo scusa
  all'Aula ma credo  che  la proposta del Presidente dell'Assemblea
  miri ad agevolare i  lavori  nel  senso  che,  se  vi  sono degli
  emendamenti che possono  essere  accettati  dal  Governo  o dalla
  Commissione,  e   quindi   possono   essere   ripresentati   come
  riscrittura del testo,  questo  agevolerebbe  i lavori.  E' ovvio
  che per poter fare questa verifica è necessario qualche minuto di
  tempo. Quindi, se si  vuole  procedere  in questo modo il Governo
  non avrebbe obiezioni da fare, in linea di principio, è opportuno
  sospendere la seduta  per  cinque,  dieci  minuti,  verificare la
  portata degli emendamenti e poi decidere.

     PRESIDENTE. Io sono favorevole  naturalmente come notaio della
  seduta,  come suol dirsi; però, intendo  avvertire  l'Aula  e  lo
  stesso Governo che la riscrittura  dell'articolo  non  può essere
  un escamotage   per   superare    la    questione   regolamentare
  dell'emendamento.
       Quindi,  di  fatto,  nella  riscrittura  degli  articoli  si
  possono  soltanto   inglobare  quegli  emendamenti  di  carattere
  tecnico e  strettamente  attinenti  all'articolo.  Non può essere
  riscritto  un   articolo  in  qualche  maniera  inglobandolo  con
  emendamenti che non  sono  di natura tecnica. C'è questa proposta
  del Governo di sospensione di dieci minuti.

     PIRO,  assessore  per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, rinviamo l'esame.

     PRESIDENTE.  La proposta viene ritirata.  Pare  che  vi  siano
  degli aspetti  tecnici.  Sono stati presentati degli emendamenti,
  per cui il disegno di legge slitta e viene fissato al primo punto
  della seduta di lunedì pomeriggio.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     BATTAGLIA, assessore   per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.   Chiedo  di  parlare  sull'ordine  dei
  lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA, assessore   per   la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  chiedo scusa all'Aula,  com'è  noto, sono già da tempo ampiamente
  scaduti i termini che  il decreto legislativo numero 114 del 1998
  poneva a carico delle  regioni perchè si dotassero di una propria
  disciplina di recepimento  delle  norme  sul commercio. I termini
  scadevano il 24  aprile.  La  normativa  statale prevedeva che le
  regioni avessero ulteriori  sessanta  giorni  di  tempo; si è poi
  concordato con il  Ministero  che  i  sessanta  giorni  di  tempo
  scattassero dalla diffida  che il Ministero ha fatto alle regioni
  cosiddette inadempienti. La  diffida  è già arrivata alla Regione
  siciliana ai primi  di luglio.  I sessanta giorni, quindi, stanno
  per scadere. C'è  una  particolare e anche consistente, dal punto
  di vista del rapporto  con  il  Ministero,  che  il  3  agosto ha
  convocato a Roma  una riunione della Conferenza Stato-Regione per
  fare  il  punto  della  situazione  delle  Regioni  inadempienti,
  sarebbe quindi il caso  che  alla  data  del  3 agosto la Regione
  siciliana potesse arrivare  con  una  informazione,  in ordine al
  recepimento della legge  sul commercio, che in qualche maniera ne
  ipotizzi la possibile approvazione entro il 5 agosto.
       Signor  Presidente, considerato  che  già  si  è  svolta  la
  relazione che va  consumata  alla  fase relativa alla discussione
  generale che sono  stati  già  annunciati  emendamenti  al testo,
  alcuni dei quali anche  da parte del Governo, la proposta che noi
  facciamo che si possa prelevare il punto 5 all'ordine del giorno,
  cioè  l'esame  della   legge   sul   commercio  per  chiudere  la
  discussione generale e fare il passaggio all'esame degli articoli
  e  siccome  sono  stati  presentati  emendamenti  poter  trattare
  l'articolato la prossima settimana.

     PRESIDENTE.   L'onorevole   Assessore  Battaglia,  propone  il
  prelievo del punto 5 per le argomentazione che avete ascoltato.
       Pongo in votazione la richiesta del Governo.

     FLERES. Chiedo di parlare a favore della proposta del Governo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  la  mia
  dichiarazione di  contrarietà  alla  richiesta  del  Governo  non
  deriva dalla opportunità di  trattare  o  meno il testo, ma dalla
  accondiscendenza che  si  avverte  nell'affermazione  del Governo
  rispetto a vincoli che non vigono nella Regione siciliana.
       La  Regione  siciliana,  ai  sensi  dell'articolo  14  dello
  Statuto, gode di  autonomia  esclusiva  in  materia di commercio,
  dunque non può  essere  sottoposta  ai  vincoli  previsti  per la
  Regione a Statuto  ordinario, relativamente a una normativa nuova
  che deve essere  trattata  poichè  nella Regione siciliana esiste
  già una legge che disciplina il commercio.
       Questo non significa  che il testo non debba essere trattato
  ne che esso non  abbia  la dignità di essere affrontato dall'Aula
  con la necessaria serenità,  ma proprio per questo e anche perchè
  sono stati annunziati  i  numerosi  emendamenti,  molti  anche da
  parte del Governo e  non  solo  di  natura  tecnica,  ma anche di
  natura politica, mentre  nella  Commissione si era pervenuti a un
  accordo complessivo che sembrava essere condiviso sia dal Governo
  sia da tutta la  Commissione,  dato  che il testo è stato esitato
  all'unanimità, credo che  se  sono  venute meno le condizioni che
  erano    state    raggiunte    laboriosamente   in   Commissione,
  probabilmente le condizioni per trattare il testo in Aula essendo
  appunto un testo  assai  complesso  e  prevedendo  una  serie  di
  implicazioni di natura  normativa  ed anche di natura economica e
  sociale, credo che  piuttosto  che  correre  e  rischiare di fare
  qualche cosa di  non  esatto,  di non corretto, sarebbe opportuno
  invece consentire una  sorta  di  riunione  informale anche della
  Commissione per  prendere  visione  delle  proposte formulate per
  verificare se esistono  le  condizioni  per  affrontare  il testo
  fermo restando che in  Sicilia  non ci sono nè vincoli nè termini
  nè ci sono imposizioni  da parte di chi svilisce il proprio ruolo
  istituzionale  fuori   da  questo  Parlamento,  fuori  da  questa
  Assemblea magari promuovendo  agenzie  di  servizi  o società che
  vendono software e  nello stesso tempo pretendono di condizionare
  il   lavoro   parlamentare   dell'Assemblea  regionale  siciliana
  introducendo elementi che  niente  hanno  a  che  vedere  con  le
  facoltà autonomistiche della  Regione e con la possibilità che la
  Regione stessa  possa  legiferare  in  controtendenza  rispetto a
  indicazioni di carattere nazionale.
       Stamattina, un  sindacato,  credo  la  Filcam-CGIL,  che  ha
  brillato  per   assenza   durante  le  convocazioni  della  terza
  Commissione, ha scoperto  che  si  stava  discutendo il testo del
  Commercio e ha ritenuto  di  ricordare  che il decreto Bersani ha
  natura federalista, allora  se ha natura federalista reca con se,
  porta con se la  necessità di determinare le modificazioni che le
  condizioni territoriali  richiedono,  a  maggior  ragione laddove
  insieme alle condizioni di natura sociale ed economica ed insieme
  proprio alla  natura  federalistica  si aggiunge una connotazione
  autonomistica che  attribuisce  alla  ragione  stessa  la facoltà
  esclusiva di proporre,  modificare  o  non modificare un testo di
  legge.

     DI MARTINO . Chiedo di  parlare  a  favore  della proposta del
  Governo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Sicilia
  il commercio è  stato sempre regolamentato dalla legge 426, legge
  nazionale esplicitamente  abrogata con il Decreto Legislativo che
  porta il nome  del  Ministro  Bersani,  quindi, l'urgenza, signor
  Presidente, onorevoli  colleghi,  dipende  anche da questo fatto,
  cioè in Sicilia abbiamo un voto legislativo, perché tutto ciò che
  era basato sulla legge  426,  di  fatto  non  esiste  più.
       Signor Presidente, noi  non possiamo fare rivivere una legge
  nazionale...

     PRESIDENTE. Mi consenta,  onorevole Di Martino, non esiste più
  la legge 426 a Reggio  Calabria,  in Sicilia essendo stata la 426
  recepita, lo dico tra  virgolette, la legge regionale è in piedi.
  Non voglio entrare nel merito, perché è una questione tecnica.

     DI  MARTINO .  Signor   Presidente,   abbiamo   una  serie  di
  riferimenti espliciti alla 426  che  non  esiste  più,  ma  non è
  questo il problema, signor  Presidente,  i problemi sono di altra
  natura.
       Noi abbiamo una competenza esclusiva in materia di commercio
  e  questo  nessuno  lo può negare, anzi lo dobbiamo difendere, ma
  questa  competenza  esclusiva,  questa autonomia speciale non può
  essere  usata  per  fare  ritardare ogni sviluppo del commercio o
  bloccare  l'attività imprenditoriale nel settore del commercio in
  Sicilia,  dobbiamo  fare  in  modo invece di agevolarla e quindi,
  pare  più  che opportuna la proposta, la richiesta del Governo di
  prelievo  del  disegno  di legge riguardante il commercio, quanto
  meno  incardinarlo, perché vi sono emendamenti che stasera non si
  possono discutere, dobbiamo dare 24 ore di tempo.
       Stasera  quindi,  possiamo  fare  benissimo  la  discussione
  generale  sul  disegno  di  legge,  esitato  all'unanimità  dalla
  Commissione,  e  molto  spesso  le  Commissioni  sbagliano  anche
  all'unanimità  come nel caso concreto di questo disegno di legge,
  quindi,  facciamo la discussione generale, dopo di che procediamo
  secondo Regolamento.

     PRESIDENTE.  Pongo  in   votazione  la  proposta  del  Governo
  tendente  a prelevare  il  disegno  di  legge  di  riforma  della
  disciplina del commercio.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE  DEL DISEGNO DI LEGGE: "RIFORMA DELLA
    DISCIPLINA DEL COMMERCIO" (909-920-830-706/A).

     PRESIDENTE. Si passa  al seguito della discussione del disegno
  di legge nn.  909-920-830-706/A  "Riforma  della  disciplina  del
  commercio".
       Invito  i  componenti   la   Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Di Martino.
       Ne ha facoltà.

     DI  MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
  avvarrò  dei  venti  minuti regolamentari, cercherò brevemente di
  esprimere  la mia valutazione.
       Ricordiamo  tutti  le  polemiche  che  si  sono  svolte dopo
  l'emanazione del Decreto Legislativo Bersani.
       Si  è  verificato  un fatto curioso che tutti i liberisti di
  professione,  tutti  i liberali di cultura erano diventati nemici
  di   questo   Decreto  Bersani  che  andava  a  liberalizzare,  a
  modernizzare il commercio tranne alcune tranches di Forza Italia,
  che fa capo  all'onorevole Francesco Martino, i quali giudicavano
  valido il decreto  legislativo  approvato dal Governo Prodi a suo
  tempo.
       Signor Presidente, questo disegno di legge che ha esitato la
  Commissione  è una miscela  tra un corporativismo vecchio stile e
  una concezione sovietica del commercio,  per  cui non si riesce a
  capire perché, per esempio, in Sicilia non deve valere quello che
  avviene, sempre per esempio, a Villa S. Giovanni in Calabria.
       Non si riesce a capire  perché in Sicilia le associazioni di
  categoria dei commercianti fanno il  bello  e il cattivo tempo su
  chi deve o non deve entrare nel settore commerciale.
       In Sicilia, secondo me,  dobbiamo  mettere al bando un certo
  tabù che riguarda, per  esempio, la grande distribuzione.
       Noi non possiamo negare  che  la grande distribuzione dà dei
  vantaggi in termini di economia  fiscale  e quindi prezzi, ma non
  possiamo nemmeno mortificare i vantaggi del piccolo commercio che
  vengono  dati  in termini  di  prossimità  alle  residenze  e  di
  assistenza ai consumatori.
       Noi dobbiamo ridurre  al massimo l'intervento della pubblica
  amministrazione  e   semplificare  le  procedure  amministrative.
  Questo disegno di legge  va esattamente nella direzione opposta e
  non valorizza le capacità imprenditoriali e commerciali.
       Dobbiamo toglierci dalla mente  che  si  può diventare bravo
  operatore  commerciale, bravo  imprenditore  commerciale,  se  si
  hanno molti bolli, molte licenze e molte autorizzazioni.
       Il bravo commerciante lo  giudica il mercato, lo giudicano i
  consumatori e così non si può dire per quanto riguarda il disegno
  di legge esitato dalla  Commissione. Quindi noi siamo in presenza
  di una controriforma in salsa sicula rispetto al decreto Bersani.
  Non possiamo consentire, in  nome dell'autonomia speciale, che la
  Regione  faccia  un uso  distorto  di  questa  autonomia.
       Questo disegno di  legge  viola,  certamente,  l'articolo 43
  della Costituzione per la  libertà di impresa, viola l'articolo 3
  della Costituzione per  quanto riguarda l'uguaglianza dei diritti
  perché  non è permesso che a  un  cittadino di Villa S.  Giovanni
  viene  consentito  di aprire  un  certo  esercizio  senza  alcuna
  autorizzazione  mentre  in  Sicilia   si  ha  bisogno  di  questa
  autorizzazione.
       Signor Presidente, onorevole  Assessore  alla cooperazione e
  commercio, noi dobbiamo riportare l'impianto del disegno di legge
  n. 909 a quello che è lo  spirito  originario e a quelle che sono
  le finalità e i principi del decreto Bersani.  Dobbiamo eliminare
  l'invenzione tutta sicula che è quella di dividere il settore non
  alimentare in due sotto  settori:  uno  per  l'abbigliamento e le
  calzature e l'altro per i prodotti vari.
       Tutto ciò ha un  obiettivo  preciso: quello di legalizzare i
  cosiddetti  corsi  professionali   che,  molto  spesso,  sono  un
  taglieggiamento dei cittadini  che  vogliono  iniziare e svolgere
  l'attività commerciale.
       Non ha senso imporre  ai soggetti che vogliono intraprendere
  un'attività commerciale i corsi professionali quando si tratta di
  attività non alimentari, perché  non  è  in  pericolo  la  salute
  pubblica; quando invece è  in pericolo la salute pubblica bisogna
  obbligare a svolgere questi ruoli.
       Bisogna evitare che vengano  concentrati  i  corsi in alcune
  associazioni di categoria  ma  bisogna  allargare  la  platea dei
  soggetti che possono svolgere i corsi professionali.
       L'unica cosa accettabile di  questo  disegno  di  legge è la
  riduzione delle superfici  per quanto riguarda la tipologia degli
  esercizi commerciali,  quegli esercizi commerciali individuati da
  questo disegno di legge.
       Per andare  alla  conclusione, onorevole Presidente, ritengo
  che non è sufficiente  a difesa del commercio l'attuale legge, ma
  occorre  portare  avanti   altre  iniziative  che  riguardano  il
  credito, il rapporto con le banche, l'usura e il pizzo, cioè dare
  sicurezza agli operatori  commerciali, dare sicurezza a tutti gli
  imprenditori e quindi al  riguardo  dobbiamo dire che per portare
  avanti una battaglia per  lo  sviluppo del commercio, dare queste
  garanzie ai cittadini e  dichiarare  anche  noi che in materia la
  tolleranza deve essere zero.
       Quindi  anche  con   questi   strumenti  riteniamo  se  bene
  sistemati possiamo dare un contributo allo sviluppo dell'attività
  economica e commerciale della nostra Regione.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   io   desidero  fare  una
  considerazione, avendo dato una  lettura  al  disegno di legge, e
  senza invadere nessun campo, ma  ho  il dovere di dire che questo
  disegno  di  legge   trasformato   in   legge   è  uno  strumento
  illeggibile, perchè astruso,  ci vogliono avvocati sottili e fini
  per capire cosa vuole dire il legislatore.
       L'ho  notificato  anche  informalmente  al  governo,  vorrei
  capire, e tutti gli articoli  sono  così, come può una persona di
  cultura  relativamente   bassa   comprendere  l'articolo  7,  per
  esempio, nel quale articolo si dice "l'apertura, il trasferimento
  di sede nelle zone  del  territorio  comunale  non  sottoposte ai
  limiti di cui all'articolo 5, comma 2, lettera c) e l'ampliamento
  della superficie fino ai  limiti  di cui all'articolo 2, comma 1,
  lettera e) e di un esercizio di vicinato di cui al raggruppamento
  terzo dell'allegato A" e via dicendo..
       Vorrei capire che razza  di  legge è questa. Allora io credo
  che qui ci sono  funzionari, ci sono parlamentari che fanno parte
  di un organismo importante  che le leggi devono essere scritte in
  maniera tale che  un  semplice  cittadino  possa  interpretarle e
  possa, in qualche maniera,  leggerle in modo tale da poter capire
  che cosa ha davanti.
       E' formalmente corretto quello  che  c'è  scritto qui, non è
  socialmente  corretto  non   è   politicamente  corretto,  non  è
  possibile che un qualunque cittadino possa interpretare una legge
  del genere.
       Allora,  evidentemente,  con   tutto   il  rispetto  per  il
  Parlamento e dovendosi svolgere la discussione generale, io credo
  che in commissione,  sotto l'aspetto tecnico anzichè fare rimandi
  a commi e articoli di  altre  leggi si possa trascrivere che cosa
  quel comma e quell'articolo  dice,  in  maniera  semplice e senza
  bisogno di grandi avvocati  si  possa  capire  che razza di legge
  stiamo affrontando.

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.    Signor    Presidente,    credo    di
  interpretare il suo intervento nel senso di aiutare il Parlamento
  a legiferare in maniera chiara.
       Le  debbo  però   dire   che  per  quanto  riguarda  proprio
  l'articolo  7,  l'articolo 7,  a  prescindere  il  fatto  che  la
  discussione  generale  e  la  discussione  sui  singoli  articoli
  servono anche a migliorarne  il  testo e la formulazione, però le
  debbo dire che l'articolo  7 per quanto può sembrare formulato in
  maniera astrusa, è invece di una chiarezza estrema.
       Sarà che magari letto in  una certa maniera e dopo un giorno
  di lavoro sembra di  difficile interpretazione, ma l'articolo 7 è
  uno degli articoli che è nella sua formulazione chiaro e preciso.
       Dopodiché possiamo fare  anche  uno  sforzo  a  scrivere gli
  articoli in maniera diversa,  ma  questo  è  sempre  consentito a
  chiunque. Chiunque  voglia  presentare emendamenti per riscrivere
  il testo, riscriverlo in maniera chiara, può farlo.
       Il  Governo  ha presentato emendamenti  probabilmente  anche
  all'articolo 7, adesso non mi ricordo. Se c'è  qualcuno che pensa
  di  scriverlo  in  maniera diversa e migliore non  ha  altro  che
  attivare  lo strumento, la procedura  della  presentazione  degli
  emendamenti. Il Governo così l'ha saputo scrivere, la Commissione
  così l'ha saputo scrivere, l'Aula può,  ovviamente,  scriverlo in
  maniera  anche  più  chiara. Ma le garantisco che  è  scritto  in
  maniera  estremamente  chiara,  che  può  capirlo  chiunque debba
  attivare un esercizio commerciale.

     PRESIDENTE.    Non   capisco  la  precisazione   del   Governo
  sull'intervento del Presidente. Ne terremo debitamente conto, con
  tutto il rispetto.

     BUFARDECI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BUFARDECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   io
  intervengo perchè su questa materia occorre fare,  a  mio avviso,
  chiarezza    per    evitare    che    possano    sorgere    delle
  strumentalizzazioni  sui  lavori che noi  stiamo  svolgendo  oggi
  pomeriggio. E' una posizione per la quale noi  riteniamo  che  un
  disegno di legge così rilevante, una riforma strutturale, anche a
  riguardo della nostra economia e del  nostro  sviluppo, abbisogna
  non  di  tempi particolarmente contingentati, non  di  tempi  che
  possono limitare il pieno svolgimento e l'ampio svolgimento di un
  dibattito  a  fronte del quale noi ci auguriamo  che  vi  possano
  essere  quegli approfondimenti che portino  a  migliorare  questo
  disegno  di  legge,  anche  per  questo richiamo  che  il  nostro
  Presidente  dell'Assemblea ci ha voluto fare,  anche  per  quanto
  riguarda il lato esclusivamente letterale del contenuto di questa
  legge  che,  quindi,  deve essere  ulteriormente  migliorata  non
  foss'altro   che   nel   lessico,  rendendola   più   chiara   ed
  intellegibile a tutti i siciliani.
       Ma credo che un dato fondamentale che deve essere chiarito è
  quello che la posizione che Forza Italia ha  inteso  assumere  in
  Commissione, che era comunque di approvazione  di  questo disegno
  di legge nel testo così come è stato  approvato,  peraltro  credo
  all'unanimità,  in  Commissione,  è  diverso   questo   indirizzo
  rispetto  a quello che il Governo ha maturato con  una  serie  di
  emendamenti che, per primi, ribadisco meritano un approfondimento
  ed un dibattito maggiore, perchè sì in questo  caso  abbiamo  due
  indirizzi assolutamente diversi e contrastanti.  Noi  abbiano  un
  indirizzo  che  tiene  conto  certamente, e ne  siamo  fautori  e
  paladini,  di  un  processo  di   liberalizzazione  dell'attività
  economica,  ma  siamo altrettanto paladini  e  siamo  altrettanto
  consapevoli dell'importanza di regolamentare tutta questa materia
  nella  nostra  Regione per le ragioni economiche,  sociali  e  di
  sicurezza del nostro territorio siciliano.
       Noi  siano assolutamente convinti che  una  liberalizzazione
  <<tout  court>> non vada nel segno dello  sviluppo  della  nostra
  Regione,  ma  possa  incorrere  in   qualche,  definiamolo  così,
  <<fastidio>>, in qualche controindicazione, che è sotto gli occhi
  di tutti, perchè non c'è dubbio che da più parti  si  levano alte
  le grida di pericoli di inquinamento, le grida  di riciclaggio di
  denaro,  le  grida di appropriazione  dei  settori  dell'attività
  economica da parte della criminalità organizzata. E non ricordare
  che  la Sicilia tristemente è affetta da  un  bubbone  terribile,
  qual  è  quello  della  mafia,  e  ritenere   che  le  condizioni
  socio-economiche,  di  sicurezza  del  nostro   territorio  siano
  assolutamente identiche a quelle di altre parti del nostro Paese,
  quali  ad  esempio possono essere quelle  del  Settentrione,  del
  Nord-Est,  dello  sviluppo  ricco  e  forte di  alcune  zone  del
  Centro-Nord  del  nostro Paese, ritenere che  una  riforma  possa
  andare  bene  un  po' per tutte le zone  geografiche  del  nostro
  Paese, secondo me, è un errore. Ed è un errore  forti  di  quella
  premessa:   dobbiamo  liberalizzare, dobbiamo  certamente  andare
  verso  quell'indirizzo,  ma dobbiamo saperlo fare,  con  il  buon
  senso e cum grano salis,,non trascurando le  forti differenze che
  vi sono la Sicilia ed il resto del Paese.
       Questa premessa mi porta a convincermi  ulteriormente che le
  modifiche che il Governo vuole apportare su  alcuni passaggi sono
  gravi  e  sono negative. Perchè laddove si  vuole  trasferire  la
  competenza per quanto riguarda, ad esempio, le autorizzazioni che
  riguardano  la  grande  distribuzione,  la   si  vuole  mantenere
  nell'ambito del comume, si commette un grande  errore.  Perchè la
  grande  distribuzione è troppo ovvio che  non  comporta  soltanto
  un'attività  economica  all'interno  di  quella  città,  di  quel
  comune,  ma  comporta  proprio  perchè  si  tratta  di  strutture
  particolarmente  rilevanti,  di  grande  distribuzione,  comporta
  interessi che toccano anche  più  zone del territorio di più enti
  locali.
       Per  cui  noi  riteniamo  che anche nell'interesse generale,
  strategico,   sia  assolutamente  migliore  e  preponderante  una
  soluzione   che   veda  la  Regione  come  competente  in  questa
  fattispecie.
       Noi  crediamo  che  anche  una serie di modifiche che questo
  Governo ha portato, per esempio, al nostro disegno di legge, così
  com'è  stato approvato in commissione, siano sbagliate per quanto
  riguarda,  ad esempio, il problema delle misure relative relative
  alla piccola attività commerciale: Anche in questo caso  è troppo
  ovvio che pensare che quelle misure possano essere  standard  per
  Monterosso  Almo,  il  mio paese, rispetto ad altri comuni  e  ad
  altre  realtà  di  altre  zone del territorio, mi  pare  talmente
  ovvio,  ma  anche  in questo caso, in maniera  troppo  pedissequa
  rispetto alla legge base Bersani, si commette un  errore  laddove
  si riproponesse una maniera pedissequa qui nel nostro territorio.
  E posso continuare anche per quanto riguarda alcune modifiche che
  questo  Governo  ha  inteso apportare anche nella  materia  degli
  orari  di  apertura e di chiusura delle attività  commerciali,  e
  anche per quanto riguarda, per esempio, l'eliminazione  di quella
  terza  tabella  che  la  commissione  ha  inteso   introdurre  ed
  approvare  nel  disegno  di legge base, così com'è  uscito  dalla
  Commissione,  per  quanto  riguarda   l'abbigliamento,  anch'esso
  soggetto ad autorizzazione.
       Così come in alcune cose - non integralmente su tutta questa
  materia  -  il  Governo  non  è  d'accordo  però  -   ad  esempio
  l'Assessore  Battaglia - per quanto riguarda la  limitazione  dei
  corsi  professionali  soltanto al settore alimentare,  mentre  il
  disegno  di  legge  della  Commissione  invece  estende  i  corsi
  professionali per tutti, e l'esempio, dibattendo  della  materia,
  il Presidente Fleres faceva, vorrei capire se è più grave  che il
  corso professionale debba essere svolto perchè non si  venda  una
  fettina  di  salame  avariato  rispetto al rischio che  si  possa
  correre  nel  vendere  invece  del  borotalco non so  bene  quale
  prodotto eventualmente pericoloso o velenoso.
       Quindi  sotto  questo profilo credo che lo  svolgimento  dei
  corsi professionali per tutte le categorie e per tutti i settori,
  rispetto soltanto a quello alimentare, mi sembra uno degli esempi
  per cui questa legge dev'essere assolutamente  migliorata.  Anche
  perchè,  capiamoci,  il  testo base di questa norma,  almeno  per
  quanto  riguarda la base e la liberalizzazione,  è  assolutamente
  coerente  con  quell'indirizzo di ispirazione che  proprio  Forza
  Italia  porta  avanti,  perchè laddove  occorre  l'autorizzazione
  soltanto per gli alimentari e per l'abbigliamento, e soltanto per
  i prodotti non alimentari non occorre autorizzazione, è  un altro
  esempio che serve a dimostrare come effettivamente  Forza  Italia
  vuole  la  liberalizzazione ma la vuole, ribadisco, con  il  buon
  senso  e  "cum grano salis" cioè tenendo conto di  questa  nostra
  realtà, perchè è comunque in questo disegno di legge il principio
  che basta la semplice comunicazione per l'avviamento e l'apertura
  di una qualunque piccola attività commerciale.
       Quindi sotto questo profilo si può  effettivamente  ritenere
  che è strumentale un atteggiamento del Polo, e nella fattispecie,
  da  parte di Forza Italia, laddove si batte perchè  questa  norma
  abbia  il  tempo  di  poter essere ulteriormente dibattuta  e  di
  potere essere approfondita e migliorata?
       Riteniamo  effettivamente  che  un  disegno  di  legge  così
  strategico,  ribadisco, nella nostra economia, perchè  tanto  per
  fare un esempio, che è sotto gli occhi di tutti, che anche alcuni
  settori  trainanti  del  nostro commercio, quali  possono  essere
  quelli   della  terza  tabella   dell'abbigliamento,   comportano
  certamente un approfondimento laddove, ribadisco, non fosse anche
  quel settore sottoposto ad autorizzazione. E laddove  si  facesse
  soltanto   una   distinzione   tra   settore    alimentare,   con
  l'autorizzazione, e tutti gli altri settori senza autorizzazione,
  si  ritiene  che  volere  anche  al   settore  dell'abbigliamento
  applicare la normativa dell'autorizzazione  è un fatto limitativo
  o  non  è  un  fatto  che  vada  nel  segno  di   garantire   una
  liberalizzazione sana e quanto più possibilmente  compatibile con
  quelle condizioni socio-economiche del nostro territorio?
       Ecco  perché  io  credo che questo disegno di legge che, via
  Dio,    noi    accogliamo    con   soddisfazione,   però   merita
  quell'approfondimento  che ci preoccupiamo tempi contingentati ed
  in  questo  credo  che vi sia stato anche qualche fraintendimento
  nel  corso della Conferenza dei Capigruppo a cui io informalmente
  ho  avuto  modo  di assistere, perché laddove il Presidente della
  Regione  replica  all'invito  che  faceva  il capogruppo di Forza
  Italia,  onorevole  Alfano,  che  dichiarava la disponibilità del
  nostro  Gruppo  di contingentare i tempi per alcune normative che
  riteniamo  urgenti  e indifferibili, mentre non poteva certamente
  garantire  un  percorso che "contingentato" in questo caso voleva
  significare  "accelerato"  e  quindi  a  mio avviso si correva il
  rischio,  come  qualche  deputato  anziano ricordava, anche della
  maggioranza,  stamane,  che si corre il rischio che con la fretta
  non  si fanno buone leggi, che senza approfondimenti non si fanno
  buone  leggi, non capisco la posizione per la quale stamattina il
  Presidente  disse va bene, posto che volete contingentare i tempi
  soltanto  per alcune e non per l'intero percorso legislativo, che
  è  un  percorso  che ormai ha superato addirittura anche le 16-18
  leggi  che  sono  elencate  tra  quelle  ipotizzabili che debbono
  essere  necessariamente  svolte,  pena  chissà  i ripensamenti di
  questo  Governo e di questo Presidente che ci notizierà alla luce
  di tutto quello che avverrà in quest'Aula, in cui il Polo e Forza
  Italia  è  già  dimostrato  non  partecipando  e  non cercando di
  ostacolare  un  percorso  che vada nel segno effettivamente dello
  svolgimento  delle  attività  e  nel  segno dell'emanazione delle
  leggi,  non  ha  - l'esempio di poc'anzi per quanto riguardava il
  disegno  di  legge  n. 929 che riguardava il lavoro nel corso del
  quale  non  si  è  neanche  praticamente  svolta  la  discussione
  generale  alla  quale si è rinunciato è un segno tangibile, vero,
  concreto di una disponibilità a fare sì che si lavori e si lavori
  su  quelle  che  noi come Forza Italia e come opposizione abbiamo
  ritenuto   essere   quelle  materie  fondamentali  che  venissero
  dibattute  e  che  sono  certamente  per  noi  materia urgente ed
  indifferibile,  la materia del lavoro innanzitutto, la materia di
  quelle  norme  che  riguardavano  i trasporti, che riguardavano i
  CORECO,  che  riguardavano  i  forestali,  erano  quelle  le vere
  priorità.  Tutte  le  altre,  ivi  comprese  riforme strutturali,
  significative,  di  settori forti della nostra economia, com'è il
  commercio   in  modo  particolare,  ritenevamo  e  continuiamo  a
  ritenere di essere coerenti con la nostra posizione assolutamente
  costruttiva     in     sede     di     opposizione,    meritavano
  quell'approfondimento  che viceversa il Presidente Capodicasa non
  ha   saputo   cogliere   dicendo   che   allora   visto   che  il
  contingentamento  poteva  andare  bene  soltanto e non per tutte,
  allora  a  questo punto vi faccio sapere dopo, vedremo quello che
  succederà da qua al 5.
       Un atteggiamento che non mi sembra di potere condividere, ma
  di dovere assolutamente contestare.
       E  quindi  non  posso  non rimarcare che questa normativa ci
  vede  assolutamente favorevoli che venga dibattuta e discussa. La
  nostra  grande  preoccupazione è quella che la fretta e quindi un
  mancato  eventuale  approfondimento anche in Commissione, sia dal
  punto  di  vista  letterale, che del contenuto per l'accertamento
  anche  di  queste  poche  battute  che  io  ho  svolto per quanto
  riguarda alcuni passi comunque significativi di differenza che vi
  è  fra  il  testo  così come approvato in Commissione ed il testo
  così  come  appare emendamento dal Governo successivamente a quel
  passaggio...
       Abbiamo   già   avuto   modo  di  vederli  perché  sono  già
  presentati.  Assessore  Battaglia, la posizione che il Governo ha
  svolto  anche  nei  confronti  della  Commissione successivamente
  all'approvazione  del  disegno  di  legge,  portano  certamente a
  quegli  esempi  che  ho  fatto di differenziazione tra questi due
  testi...

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Sono  qua  gli emendamenti.

     BUFARDECI.  Ce  ne sono alcuni presentati in Commissione anche
  in  precedenza,  che  vanno  nel segno di una differenza tra quel
  testo e questo.

     BATTAGLIA, assessore  per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.1Il  Governo  non  ha  presentato finora
  alcun emendamento né in Commissione, né  in Aula.

     BUFARDECI.  La  posizione per la quale vi è stata, diciamo, la
  querelle,  anche  in  Conferenza dei Capigruppo, nasce proprio da
  questo,   dal   fatto   che   la   Commissione  ha  richiesto  un
  approfondimento, una verifica di questa materia proprio perché vi
  sono  delle  differenze che sono sorte dalla data di approvazione
  della Commissione in poi.
       Questo  è  un  dato  incontrovertibile. E' inutile che ce lo
  nascondiamo.  Che  poi non sono state formalizzate attraverso gli
  emendamenti che il Governo si riserva di fare, va bene. Ma già si
  conoscono  però quegli indirizzi e noi comunque nell'elencazione,
  anche  se assolutamente breve che io ho svolto poc'anzi di alcuni
  degli  esempi  che  portano a ritenere questa legge assolutamente
  migliorabile  e  da migliorare attraverso proprio quell'indirizzo
  che è avuto sin  dalla  Commissione, con gli aggiustamenti che ho
  poc'anzi accennato, mi  portano  a  ritenere che proprio questa è
  una materia per  la  quale  il  contingentamento  dei  tempi  sia
  assolutamente incompatibile,  proprio  perchè  -  ribadisco  - la
  liberalizzazione "tout  court" nella nostra Regione, nella nostra
  economia, non è  paragonabile, ed in alcuni casi compatibile, con
  quel  procedimento  assolutamente  liberalizzante,  senza  quelle
  distinzioni alle quali ho accennato.
       Perchè,  ribadisco,  è  altra cosa il nostro piccolo comune,
  altra  cosa  sono le misure delle attività commerciali in qualche
  nostro  piccolo comune, in qualche nostra zona, rispetto al resto
  del Paese.
       Per  cui,  con  questo auspicio e forte di questa volontà ho
  preso  la  parola  ed  ho  richiesto  di  intervenire  forte  del
  convincimento  che,  attraverso  questi aggiustamenti e gli altri
  che   quest'Aula  sarà  produrre,  potremo,  comunque,  andare  a
  svolgere una attività che vada nel segno di migliorare la legge e
  di  rendere un servizio ai nostri concittadini per quel settore -
  ribadisco  -  strategico che ha sempre rappresentato il commercio
  nella  nostra  economia,  per  tutti  i settori che ad essa fanno
  riferimento.
       Quindi, con questo auspicio, concludo il mio intervento e mi
  auguro  che  ci  sia  modo che quest'Aula, eventualmente, rimetta
  alla Commissione, per un approfondimento non solo del lessico del
  testo  ma  anche, e, soprattutto, delle parti di differenziazione
  che vi possono essere tra un indirizzo che, ad esempio, assessore
  Battaglia,   è   certamente  esistente  come  differente  tra  la
  competenza  per  quanto riguarda la grande distribuzione a carico
  del  comune rispetto a quella che noi pensiamo essere migliore, a
  vantaggio  della  competenza della Regione. Per citare un esempio
  che vi è come di differenza tra i due orientamenti.
       Ma mi auguro che quest'Aula sappia ulteriormente migliorarla
  e  fare  sì  che  effettivamente,  nel corso dei lavori di questi
  giorni, si possa produrre una legge che quest'Aula, quest'Aula, e
  concludo,  assessore  Battaglia e signori del Governo, quello che
  io  voglio  ulteriormente  puntualizzare,  e  mi scuso, assessore
  Battaglia, se ho voluto poc'anzi fare riferimento anche ad un mio
  commento  di  natura strettamente politic per quanto riguardava i
  lavori  e  le  conclusioni che vi sono stati nella Conferenza dei
  capigruppo,  quello  che  deve  essere  assolutamente certo è che
  quest'Aula  è  assolutamente  aperta  e  pronta  a  fare  sì  che
  quest'Aula  possa  eventualmente approvare una legge che serve ai
  siciliani.
       Che  non  può,  viste  le  condizioni  politiche  che stiamo
  vivendo   in   questi   giorni,   da  martedì  ad  oggi,  con  le
  dichiarazioni  che hanno preceduto queste giornate molto convulse
  di lavori  e  di conferenze dei capigruppo, con lo stato di crisi
  di  questo  Governo  non  c'è  dubbio  che  a fare queste riforme
  strutturali  deve  essere  quest'Aula,  ma,  ribadisco, nel pieno
  rispetto   dei   tempi,   dei   termini,   della   necessità   di
  approfondimento  e di miglioramento che una legge così importante
  ha.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io, molto
  brevemente, non occuperò nè venti nè dieci minuti ma appena due o
  tre minuti per fare delle osservazioni che sono forse ovvie.
       Questo   disegno   di   legge,  proposto  dal  Governo,  dal
  presidente  della  Regione Capodicasa e dall'assessore Battaglia,
  tiene conto del disegno di legge Beninati del 14 maggio 1999, del
  disegno  di  legge  Fleres  dell'11 novembre 1998, del disegno di
  legge Capodicasa, Battaglia ed altri del 28 maggio 1998.
       Tiene  conto,  cioè,  di  altri quattro disegni di legge che
  sono alla base del disegno di legge che arriva in Aula.
       E'   corroborato,   altresì,   da   un  voto  unanime  della
  Commissione,   nella   quale   Commissione   l'opposizione  è  in
  maggioranza  rispetto alla maggioranza che presenta poi alla fine
  il disegno di legge.
       Allora io  mi  rendo  conto  che  se non ci sono le risibili
  impostazioni  di carattere personalistico questo disegno di legge
  ha  avuto  un approfondimento, non secondario, ma forte, da parte
  delle  opposizioni  più  che  dalla  stessa  maggioranza,  avendo
  ingresso in Aula con un parere unanime di quella Commissione.
       E  anche  negli incontri fatti nella riunione dei capigruppo
  io  non posso non dimenticare ciò che ha detto Fleres, presidente
  di  quella  Commissione  ed  anche  negli  incontri  fatti  nella
  riunione di capigruppo, io  non  posso non dimenticare ciò che ha
  detto Fleres, Presidente  di quella Commissione, se il disegno di
  legge passa così  per  come  è  uscito  dalla  Commissione, anche
  quindi con gli  strafalcioni  di cui il Presidente dell'Assemblea
  ha fatto cenno  inizialmente  all'articolo  7,  se passa nel modo
  come la Commissione  lo  ha  esitato,  non  avremmo difficoltà ad
  approvarlo.
       Cosa diversa  è  quando  si  arriva  in Aula e per una mera,
  secondo  me, questione di principio ci si appella ad emendamenti,
  ad  approfondimenti ulteriori,  a  modifiche  che  possono essere
  realisticamente apportate, se c'era il cosiddetto buon senso e la
  cosiddetta  indicazione  del buon Governo a favore della gente di
  Sicilia,  che  può  essere  affrontato  nelle  24  ore,  che  poi
  diventano   72   in   cui, finita  la  discussione  generale, gli
  emendamenti vengono ripresentati in Aula.
       Cioè  non  osta nulla sul piano della legittimità dell'atto,
  se poi  al  di  là  delle  legittimità  c'è o interesse di ordine
  politico, di maggioranza e opposizione, o ancora peggio interessi
  personali  non  bene  identificabili  e certamente non nobili che
  debbono  portare  alla  non approvazione del disegno di legge con
  l'urgenza che  il  disegno  di legge merita, vedi la questione su
  Palermo in  cui  c'è da un lato un Sindaco che sta applicando con
  la sua  Giunta  la  legge  nazionale  e in difformità a quanto la
  Regione dovrà ancora legiferare.
       Cioè  un'assurdita  nell'assurdità,  il chè significa che il
  disegno di  legge è urgente, è indilazionabile ed ha la necessità
  di essere  sì  anche  corretto, sì anche modificato, ma ci sono i
  tempi per poterlo fare se ci si vuole mettere alla luce del sole,
  senza  dovere  difendere  anche interessi di cui anche i giornali
  hanno  sottolineato  qualche  parte  che  io non considero vere e
  reali,  però  è  stata sui giornali riportata qualche notizia che
  intereserebbe più o meno da vicino problemi di carattere piccolo,
  settoriale, non di interesse generale, ma se queste non ci sono a
  monte io  ritengo  che  si possa arrivare in tempi brevi a quelle
  modifiche  che  vengono  richieste  con  gli  emendamenti ed alla
  soluzione  per  dare  ai  cittadini  di  Sicilia una legge nuova,
  snella e  che  dia  certezza  di  diritto  e, quindi, di assoluta
  certezza nei confronti della pubblica amministrazione.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha  facoltà. Dopodiché l'Aula sarà sospesa per
  trenta minuti perché il Presidente dell'Assemblea ha necessità di
  incontrare  una   delegazione.   Ho  due  Vicepresidenti,  uno  è
  impegnato per una riunione importante, l'altro è sistematicamente
  latitante, per cui  dobbiamo organizzare i lavori in maniera tale
  da poter adempiere gli impegni che abbiamo assunto.

     BENINATI.   L'intervento   che  mi  appresterò  a  fare,  caro
  Presidente, è certamente,  anzi  trova  la  mia  persona in lieve
  difficoltà nell'intervento  anche  perché  devo  dire  che questo
  disegno di legge  nel  mese  di  luglio-agosto 1998 fu presentato
  quale  Assessore  alla  cooperazione,  dal  sottoscritto  con  il
  Governo Drago.
       L'imbarazzo che  io  ho  e  devo dirlo è nel manifestare che
  oggi ho  appreso  che il disegno di legge è diventato urgente, ma
  devo dire  che il disegno di legge e ribadisco e leggerò anche la
  circolare  dell'Assessore,  non  ritengo che sia talmente urgente
  perché l'urgenza di questo disegno di legge se allora la vogliamo
  mettere sotto questo  tono,  beh, allora  si  potevano prendere i
  contenuti dei disegni di  legge che erano già pronti ancora prima
  di ripresentarne un  altro,  si  portavano  degli  emendamenti in
  Commissione e forse il  disegno  di  legge a marzo, ad aprile era
  già fatto.
       Tutto  questo non  si  è  fatto,  e  allora?  Questa  grande
  urgenza che oggi noi stiamo vedendo, rispetto ad altri disegni di
  legge che, e mi scuso, sono certamente più urgenti di questo   Io
  ne rammento uno, signor  Presidente,  a  cui  so  che anche lei è
  molto attaccato, ma forse è molto più urgente il disegno di legge
  della pesca, perchè da  due anni e mezzo la Sicilia non ha legge,
  che la legge che, mi creda, la Sicilia ce l'ha la legge.  Ce l'ha
  talmente chiara che  l'Assessore,  nella circolare, lo dice pure.
  Alla fine della circolare  che c'è stata nel momento in cui ci fu
  il dibattito, la diatriba,  con  il sindaco del comune di Palermo
  sull'applicazione o  meno  della  legge  nazionale,  la circolare
  termina  proprio   così:  "nelle  more  dell'approvazione  di  un
  disegno di legge  -  che  giustamente l'Assessore stava andando a
  formalizzare, ma non valeva  la  pena  perchè già ce n'era uno di
  otto mesi prima fatto,  nonchè  agosto del 1998 - non si verifica
  alcuna caducazione immediata  della  legge  regionale  n.  43 del
  1972, nè nel  suo  insieme nè singole disposizioni.  L'attuazione
  delle norme fondamentali  di  grande  riforma  della  nuova legge
  richiederà l'esercizio  della  potestà  legislativa della Regione
  siciliana".
       Quindi, mi   scusi  Assessore,  lei  si  è  contraddetto con
  quanto ha  detto  nella  circolare,  perchè  ora  ha detto che in
  effetti la legge nazionale sovraffà l'autonomia.
       La circolare  dice ben altro: "al momento desta dunque fermo
  il dovere  di  tutte  le  autorità  in indirizzo di continuare ad
  applicare la  legislazione regionale vigente in materia". La data
  di questa  circolare  è  il  23  aprile  1999,  pubblicata  nella
  Gazzetta il 14 maggio 1999.
       E allora, Assessore, non dobbiamo di colpo fare diventare le
  cose da non  urgenti  a  urgenti.  Questa legge non è urgente. Io
  condivido buona  parte  di  questa legge, anche perchè, mi scusi,
  per circa 44 commi questa legge da lei presentata è stata copiata
  da altra, per  circa  44 commi. Quindi, io sono per questa legge;
  ma non mi  dica che questa legge è urgente, altrimenti, mi creda,
  vuol dire che  noi  vogliamo  dire  che tutto è urgente. E invece
  della legge sulla  pesca,  che è urgente, non se ne parla neanche
  in quest'Assemblea.
       Dal 1996  questa  Regione  non  ha  legge  sulla  pesca.. Ma
  nessuno dice niente.
       Quindi il mio intervento sulla discussione generale, proprio
  si limita a questo: all'inopportunità di aver fatto uno sforzo di
  voler  discutere questa legge, che oltretutto, forse, comporterà,
  anche data  la  quantità  degli  articoli, a dilungarci su alcuni
  articoli, quindi ci occuperà del tempo. E forse credo che era più
  urgente in  questo  momento  levarci tutti i disegni di legge più
  celeri e,  al limite, lasciare alla fine questo disegno di legge.
  Se si fosse  arrivati  in tempo a concluderlo, bene, ma se questo
  tempo io vedo  che  già comincia a prendersi su questa legge, che
  non è  urgente,  io  rassegnerei questa attenzione: di rivalutare
  l'opportunità di  discutere una legge che urgente non è e invece,
  abbiamo detto, che è una legge urgente. Urgente non lo è.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   la   seduta  è  sospesa.
  Riprenderà alle ore 20.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.29, è ripresa alle ore  20,04)

       La seduta è ripresa.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

     CIMINO.  Signor  presidente,  onorevole  assessore,  onorevoli
  colleghi,  la  legge  in  oggetto  è una  legge  di  fondamentale
  importanza  per la Sicilia ed in particolare  per  gli  operatori
  economici siciliani e questa sessione  d'Aula può, probabilmente,
  caratterizzarsi per dare un segnale forte a chi  opera in Sicilia
  nel commercio, nell'artigianato, nelle attività produttive.
       Perchè la  legge sul commercio e la legge antiracket possono
  rappresentare  e  devono  rappresentare  il  momento qualificante
  dell'attività di questa Assemblea.
       Però dobbiamo stare attenti, dobbiamo essere vigili affinchè
  le leggi siano leggi che realmente diano un servizio ai siciliani
  e  non  creino  solo ed esclusivamente confusione  o  momenti  di
  interpretazione.
       Per questo condivido in pieno il monito ed  il  richiamo che
  ha voluto fare il Presidente dell'Assemblea, onorevole Cristaldi,
  dicendo   che  questa  legge  in  alcune  parti   è   una   legge
  incomprensibile.
       E'  una  legge  che ha bisogno chi  deve  interpretarla  per
  attuarla.
       E  non  condivido  da  quanto  detto   da   altri   colleghi
  precedentemente da questo banco, che questa legge è una legge che
  è stata voluta da tutti, che ha avuto valutazioni  anche di altri
  governi  e di altri deputati. Ma è necessaria che  una  legge  di
  questo  genere  possa avere un momento di  grande  attenzione  da
  parte della Commissione, affinchè sia una  legge  trasparente  ed
  immediatamente operabile dagli stessi commercianti che, poi, vuoi
  o non vuoi, sono i soggetti a cui questa legge  è  diretta  ed  è
  indirizzata.
       Creare una legge sul commercio che richiama  ad  articoli, a
  commi,  a  subcommi vuole creare confusione  e  crea  sicuramente
  danno a chi giornalmente opera in questo settore.
       I commercianti siciliani e, purtroppo devo  dirlo,  dato  le
  notizie  anche di questi giorni sui giornali, un  momento  fa  un
  gioielliere  di  Pisa  è  stato   accoltellato,  dimostrano  come
  l'attività  del commerciante, come  l'attività  dell'artigiano  e
  dell'imprenditore hanno di bisogno - ed in  Sicilia in particolar
  modo - un'attenzione chiara, un'attenzione trasparente.
       Questa  legge,  questa  legge  sul  commercio è la legge che
  andremo  a  discutere  anche  fra qualche giorno dell'antiracket,
  possono  essere  delle leggi qualificanti del nostro Parlamento e
  dell'attività di questi anni.
       Però  in questo senso è necessario avere un impegno chiaro e
  forte non solo del Governo, ma della Commissione e del Parlamento
  tutto.
       Per  questo  è  necessario  che  questa  legge  abbia ancora
  momenti  di valutazione, momenti di intesa fra i diversi soggetti
  di    quest'Aula,   soprattutto   con   le   organizzazioni   dei
  commercianti, con le organizzazioni del settore.
       Importante  notare  come  questa legge non deve garantire un
  recepimento  sic  et  simpliciter  della  legge nazionale, perché
  dimostrerebbe  una  sconfitta  della  Sicilia,  una  sconfitta di
  quella   autonomia   legislativa   che   ha   garantito   ed   ha
  caratterizzato la storia di questo Paese.
       Infatti,  ai  sensi  dello Statuto della nostra Regione, con
  l'articolo  14 lettera l), lettera t), la Regione ha un'autonomia
  legislativa  esclusiva in materia di commercio e questa autonomia
  è  bene  che  la  Sicilia  sappia sfruttarla, sappia farla valere
  soprattutto in tema di commercio.
       Alcuni costituzionalisti autorevoli siciliani hanno definito
  l'autonomia come una palla al piede per la Sicilia e questa palla
  al  piede  purtroppo  la  stiamo  vivendo  anche  in  questi anni
  soprattutto  con  il  ritardo  alle  riforme  strutturali  e alle
  riforme  costituzionali  che  questa Regione ancora non riesce ad
  adottare a differenza del resto del Paese.
       Quindi,   questa   legge   in   materia  di  commercio  deve
  rappresentare  il  momento  qualificante  di  un  lavoro  che  il
  Parlamento, la Commissione riesce a fare in termini di chiarezza,
  di trasparenza ed anche in termini di innovazione, non è giusto e
  rappresenterebbe  una  vera  sconfitta  dare o recepire una legge
  nazionale.
       E' per questo questa legge, una legge che tende a garantire,
  a  rispettare e a disciplinare un settore forte della Sicilia, un
  settore  economicamente produttivo come quello del commercio deve
  trovare   una   larga   convergenza   e  deve  essere  facilmente
  comprensibile.
       Inoltre,  voglio  anche  sottolineare come avere distinto in
  una  tabella a parte il settore dell'abbigliamento rappresenta un
  momento  importante  non  solo  come  momento  legislativo,  come
  momento  di  interessi  economici,  come momento di interessi più
  svariati  che  riguardano  le  diverse  tabelle merceologiche, ma
  rappresenta la vittoria di una cultura, la vittoria di una storia
  che  ha  visto  la  sartoria  siciliana,  che  ha  visto il mondo
  dell'abbigliamento  siciliano  distinguersi  e fare della Sicilia
  anche qualcosa di qualificante e questo lo dico anche da soggetto
  interessato,   considerato   che  la  mia  famiglia,  da  diverse
  generazioni  opera in questo settore posso ritenere come il mondo
  dell'abbigliamento  siciliano  è  sempre  stato all'avanguardia e
  distinto  rispetto  a  quello  napoletano e rispetto a quello del
  resto del Paese.
       Voler  distinguere,  quindi,  in  una tabella diversa quella
  dell'abbigliamento   può   volere  anche  significare  rispettare
  un'arte, una storia,  una cultura che in Sicilia non è stata solo
  quella dei  beni  archeologici  ma  anche quella delle sartorie e
  dell'abbigliamento.
       E  per  questo  sono contrario nelle facili intuizioni o nei
  facili  provvedimenti  che  concernono  la  grande distribuzione.
  Dobbiamo  stare  attenti  a  ciò che possono determinare i grandi
  ipermercati  o  a ciò che può determinare la grande distribuzione
  per anche  per  il  modo  di  fare  impresa,  per il modo di fare
  artigianato,  per  il  modo  di  fare commercio in Sicilia.
       E per questo i permessi per l'apertura di centri commerciali
  o  per  l'apertura  di  grossi ipermercati, sebbene la cultura di
  Forza  Italia  è  una  cultura  liberista  non  è  quella che può
  dipendere   dall'autorizzazione   di   un  solo  comune.
       Perchè,   onorevoli  colleghi,  un  ipermercato,  un  centro
  commerciale  determina  la  variazione  economica del tessuto non
  solo  di  un  piccolo  comune ma dei comuni limitrofi e, a volte,
  anche  dell'intera  provincia.
       Questo  soprattutto  nel  territorio  siciliano,  territorio
  formato  anche  da  piccoli  comuni vicini che con la presenza di
  centri  di  questo  genere non determinerebbero sicuramente nuova
  occupazione  ma  possono  determinare  danno all'economia e danno
  anche  alle  nuove  iniziative  imprenditoriali  che i giovani, i
  disoccupati vogliono portare avanti:
       Questa  legge  deve  anche potersi collegare con le le leggi
  del  mondo  del  lavoro  che  si stanno portando avanti a livello
  europeo  ma  anche  nazionale e siciliano.
       Nella  legge  sul  lavoro  che avremo nei prossimi giorni in
  discussione,  si  inserisce  addirittura  il piano di inserimento
  professionale  seniores.  Questi  sono  segnali momentanei, ma in
  Sicilia  l'economia,  in Sicilia l'occupazione si può creare solo
  con  il commercio, dando sostegno al commercio. E pare strano che
  i  lavori  di  quest'oggi  sono  stati segnati da una mozione sul
  Banco di Sicilia da un disegno di legge sul lavoro, da un disegno
  di  legge  antiracket,  da  un  disegno  di  legge sul commercio,
  disegno  di  legge  che  vede  la  presenza  di  Forza Italia per
  garantire la trasparenza e per garantire la comprensibilità delle
  normative presenti:
       Concludo  volendo  però  approfittare  non  per piaggeria ma
  perchè lo  ritengo veramente un richiamo e un monito interessante
  e che  l'Assemblea  e il Parlamento deve ritenere indispensabile,
  il monito del Presidente dell'assemblea.
       Questa  legge  deve  essere  il  fiore  all'occhiello  della
  Sicilia.  E siccome è indirizzata a gente semplice, indirizzata a
  gente  che  quotidianamente lavora con la praticità, questa legge
  non  può farsi richiamando articoli, controarticoli e tabelle, ma
  deve  essere la legge della semplificazione, la legge della gente
  semplice,  la  legge  che crede realmente a chi non vuole avere a
  che  fare  con  norme  e  contronorme, ma vuole avere un rapporto
  diretto con i cittadini, con il proprio prodotto.

     PRESIDENTE. Grazie, a lei onorevole Cimino.
       Non  essendoci altri  deputati  iscritti a parlare  dichiaro
  chiusa  la  discussione generale.
       Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, poichè all'articolo 1 sono stati presentati
  alcuni emendamenti, il disegno di legge viene rinviato a lunedì.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<CONTRIBUTI DI
    ESERCIZIO ALLE AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE, AGLI ENTI LOCALI ED
    AI   LORO   CONSORZI  ESERCENTI  AUTOSERVIZI  PUBBLICI  PER  IL
    TRASPORTO DI PERSONE>> (851/A)

     PRESIDENTE. Si  torna al seguito della discussione del Disegno
  di  legge   n.   851/A  "Contributi  di  esercizio  alle  aziende
  pubbliche e private,  agli  enti  enti locali ed ai loro consorzi
  esercenti  autoservizi  pubblici  per  il  trasporto di persone",
  posto al numero 2) del IV punto dell'ordine del giorno.
       Onorevoli  colleghi, era stato votato il passaggio all'esame
  degli articoli,  si  era  all'articolo  1, erano stati presentati
  degli  emendamenti,  quindi  per  norma  regolamentare  era stato
  sospeso;   adesso   sono   rispettati   i  termini  previsti  dal
  Regolamento.
       Onorevoli  colleghi,  si  passa  all'articolo  1. Non avendo
  alcun deputato chiesto di parlare lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi...


   Presidenza del presidente Cristaldi


     ALFANO. Chiedo la verifica del numero legale.

                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione:

     PRESENTI.......26
     VOTANTI........21
     MAGGIORANZA....45
     RICHIEDENTI.....5
     CONGEDI.........2

       L'Assemblea  non  è  in  numero legale, pertanto la seduta è
  sospesa e riprenderà alle ore 21,30.

    (La seduta, sospesa alle ore 20,25, è ripresa alle ore 21,30)

       La  seduta  è   ripresa.   Siamo   in   fase   di  votazione
  dell'articolo 1. Non sono stati presentati emendamenti.

     BENINATI. Chiedo la verifica del numero legale.

                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione).

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

    PRESENTI..... 26

    VOTANTI...... 21

    MAGGIORANZA...45

    RICHIEDENTI....5

       L'Assemblea non è in numero legale.


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta lunedì 2 agosto
  1999,  alle  ore  18,30,  con  il  seguente  ordine  del  giorno,
  chiarendo che  le  commissioni  sono autorizzate a riunirsi nella
  mattinata  di   lunedì   e  nelle  ore  antecedenti  l'orario  di
  convocazione dell'Assemblea:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA, AI SENSI E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

          - N.  380  "Opportuni  interventi  a  sostegno del comparto
          ortofrutticolo del  Meridione",  a  firma  degli  onorevoli
          Stancanelli  Raffaele;  Briguglio  Carmelo; Caputo Salvino;
          Catanoso Genoese  Francesco;  Granata  Benedetto  Fabio; La
          Grua Saverio;  Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti
          Fulvio Salvatore;  Strano  Antonino;  Tricoli Marzio; Virzì
          Gioacchino;

          (29/07/99)

          - N. 381 "Istituzione  di  una  misura  a  favore dei porti
          siciliani all'interno di  'Agenda  2000'  ",  a firma degli
          onorevoli Fleres  Salvatore; Barone Nicolò; Croce Antonino;
          Alfano Angelo;

          (30/07/99)

          - N. 382 "Interventi in favore dei lavoratori della Telecom
          operanti  in  Sicilia",  a  firma  degli  onorevoli  Fleres
          Salvatore; Barone Nicolò; Croce Antonino; Alfano Angelo.

          (30/07/99)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Disposizioni in materia di lavoro" (n. 929/A) (seguito)

          Relatore: Onorevole Barone

       2) "Riforma    della    disciplina    del    commercio"   (nn.
          909-920-830-706/A) (seguito)

          Relatore: Onorevole Fleres

       3) "Contributi  di esercizio alle aziende pubbliche e private,
          agli enti  locali ed ai loro consorzi esercenti autoservizi
          pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A) (Seguito)

          Relatore: Onorevole Adragna

       4) "Modifiche   al  comma  1,  dell'articolo  1,  della  legge
          regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
          durata in  carica  del Comitato regionale di controllo" (n.
          852/A) (Seguito)

          Relatore: Onorevole Virzì

       5) "Disciplina   della   prospezione,   della  ricerca,  della
          coltivazione,   del   trasporto   e   dello  stoccaggio  di
          idrocarburi  liquidi  e gassosi e delle risorse geotermiche
          nella  Regione  siciliana.  Attuazione  della  direttiva n.
          94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)

          Relatore: Onorevole Fleres

       6) "Istituzione  del  Parco archeologico e paesaggistico della
          Valle dei  Templi  di  Agrigento  e  del Parco archeologico
          integrato di  Selinunte,  Segesta  e  Cave  di  Cusa"  (nn.
          453-302-724/A)

          Relatore: Onorevole Adragna

     IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Approvazione  del rendiconto generale dell'Amministrazione
          della   Regione  siciliana  e  dell'Azienda  delle  foreste
          demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)

       2) "Modifiche alla  legge  regionale  8  luglio 1977, n.  47 e
          successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
          27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)

       3) "Modifica e  riapertura dei termini della legge regionale 1
          marzo 1995,  n.  19, concernente giacimenti di materiali di
          cava nel territorio della Regione siciliana" (n. 475/A)

                 La seduta è tolta alle ore  21.40.