Presidenza del presidente Cristaldi
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CRISTALDI
La seduta è aperta alle ore 17,30.
LO CERTO , segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute nn. 256, 257 e 258 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Si passa al punto I dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole La Corte ha chiesto
congedo per l'odierna seduta del 30 luglio 1999.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
- "Misure di prevenzione dei fenomeni di corruzione.
Provvedimenti amministrativi nei confronti dei pubblici
funzionari e degli amministratori regionali, provinciali,
comunali e degli altri enti o aziende sottoposte a controllo e
vigilanza della Regione" (n. 956)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Vella in data 29
luglio 1999
- "Riforma e disciplina del servizio di riscossione dei tributi
e delle altre entrate e riordino dell'amministrazione
finanziaria regionale" (n. 957)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Capodicasa) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Piro) in
data 30 luglio 1999
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI
ALLE RIUNIONI DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissione legislative del 27 e 29 luglio 1999.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 27.07.1999: CATANOSO-TURANO
" " 28.07.1999, ant.: GALLETTI-TURANO
" " " " pom.: BARBAGALLO G.-CIMINO-GALLETTI-TURANO
" " 29.07.1999: BARBAGALLO G.-BUFARDECI-CATANOSO-CIMINO-
FORGIONE-GALLETTI-TURANO-VIRZI'
SOSTITUZIONI
Riunione del 27.07.1999: BARBAGALLO G. sostituito da ADRAGNA
GALLETTI " " CINTOLA
SILVESTRO " " GIANNOPOLO
" " 28.07.1999, ant.: CATANOSO sostituito da GRANATA
SPEZIALE " " TRIMARCHI
VIRZI' " " LA GRUA
" " " " pom.: MONACO " " CIPRIANI
CATANOSO " " GRANATA
SPEZIALE " " ZANNA
VIRZI' " " BRIGUGLIO
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 28.07.1999: RICEVUTO-MISURACA
SOSTITUZIONI
Riunione del 28.07.1999: LIOTTA sostituito da VELLA
SPAGNA " " ZANGARA
AMBIENTE E TERRITORI (IV)
ASSENZE
Riunione del 27.07.1999, ant.: ZAGO-VICARI-CINTOLA-GIANNOPOLO-
GRIMALDI-MELE-PELLEGRINO-STRANO
" " " " pom.: MELE-PELLEGRINO-STRANO
" " 28.07.1999: CAPUTO-GRIMALDI-PELELGRINO
SOSTITUZIONI
Riunione del 27.07.1999, pom: BENINATI sostituito da BARONE
CAPUTO " " VIRZI'
GRIMALDI " " D'AQUINO
" " 28.07.1999: VICARI " " MONACO
BURGARETTA " " D'ANDREA
STRANO " " SCALIA
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 27.07.1999: CALANNA-CANINO-CATANIA-SPERANZA
SOSTITUZIONI
Riunione del 27.07.1999: GUARNERA sostituito da LA CORTE
GUARNERA " " LA CORTE
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
ASSENZE
Riunione del 27.07.1999: SOTTOSANTI-ALFANO-D'ANDREA-DRAGO-GALLETTI-
LA CORTE-NICOLOSI-PROVENZANO-SCALICI-
VILLARI
COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 30 luglio 1999 il
Presidente della Regione ha trasmesso, ai sensi dell'art. 2,
comma 1, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, il
Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2000-2002, approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n.
182 del 27 luglio 1999.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
- con richiesta di risposta orale:
N. 3231 - Provvedimenti per la metanizzazione di comuni
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Vicari Simona
N. 3235 - Ispezione, ai sensi dell'art. 25 della l.r. n.
44 del 1991, presso il Consiglio comunale di Calatabiano
(CT).
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Villari Giovanni
N. 3236 - Notizie in merito allo stato di attuazione del
Piano provinciale di previsione e prevenzione di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Presidenza
Firmatario: Pignataro Giuseppe
- con richiesta di risposta scritta:
N. 3232 - Notizie circa il comportamento del Consorzio
siciliano di riabilitazione (CSR) di Catania e l'intero
sistema dell'Associazione italiana assistenza spastici
(AIAS).
- Presidente Regione
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 3233 - Notizie circa il funzionamento dell'Ufficio di
collocamento di Siracusa.
- Assessore Lavoro
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 3234 - Notizie circa gli incarichi conferiti dal
Sindaco di Patti nei confronti degli esperti dallo stesso
nominati ed eventuale nomina di un Commissario ad acta.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Beninati Antonino
N. 3237 - Notizie in ordine all'utilizzazione di acque a
fini industriali nell'area di Campobello di Mazara (TP).
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 3238 - Opportuni interventi in ordine a violazioni
della legislazione sul lavoro da parte della ditta
'Tecno-Service' presso l'Azienda ospedaliera 'Cannizzaro' di
Catania.
- Assessore Lavoro
- Assessore Sanità
Firmatario: Liotta Santo
N. 3239 - Applicazione delle norme a tutela dei soggetti
sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio.
- Assessore Sanità
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Liotta Santo
N. 3240 - Opportuni interventi presso il comune di Palermo
in ordine al trasferimento di un Ispettore di Polizia
municipale.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Virzì Gioacchino
ANNUNZIO DI MOZIONI
- N. 380 "Opportuni interventi a sostegno del comparto
ortofrutticolo del Meridione", a firma degli onorevoli
Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo; Caputo Salvino;
Catanoso Genoese Francesco; Granata Benedetto Fabio; La Grua
Saverio; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti Fulvio
Salvatore; Strano Antonino; Tricoli Marzio; Virzi'
Gioacchino in data 29 luglio 1999
- N. 381 "Istituzione di una misura a favore dei porti
siciliani all'interno di 'agenda 2000'", a firma degli
onorevoli Fleres Salvatore; Barone Nicolò; Croce Antonino;
Alfano Angelo in data 30 luglio 1999
- N. 382 "Interventi in favore dei lavoratori della Telecom
operanti in Sicilia", a firma degli onorevoli Fleres Salvatore;
Barone Nicolò; Croce Antonino; Alfano Angelo in data 30
luglio 1999
PRESIDENTE. Informo che le predette mozioni saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perchè se ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 377
"Interventi presso il Governo nazionale per far cessare la
politica persecutoria posta in essere dalle autorità iraniane nei
confronti della popolazione di religione ebraica", a firma degli
onorevoli Stancanelli, Strano, Granata, Ricotta, Scalia, Catanoso
Genoese, Virzì e Briguglio.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO segretario:
<< L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- due mesi fa 13 cittadini iraniani di religione
ebraica sono stati arrestati dalle autorità del loro
Paese con la ridicola imputazione di 'arroganza nel
mondo' e 'spionaggio per il regime sionista e
americano';
- tale tipo di condanna porta, secondo le attuali
leggi penali iraniane, ad una sicura condanna a
morte, nonostante che, sia gli Stati Uniti d'America
che Israele, abbiano prontamente smentito qualsiasi
collegamento con i tredici arrestati;
CONSIDERATO che:
- questi tredici iraniani arrestati son vittime
inconsapevoli della sorda lotta di potere in corso
all'interno dell'establishment iraniano che vede da
un lato la frangia estremista ed integralista della
guida spirituale Ali Khamenei e dall'altra la parte
moderata impersonata dall'attuale presidente
Khatami;
- questa cinica mossa, volta a legittimare, agli
occhi del mondo intero, l'intransigenza totale del
regime iraniano nei confronti di Israele e di tutti
i Paesi suoi alleati, viola le più elementari regole
dei diritti dell'uomo, che escludono in maniera
totale e categorica la possibilità di arrestare e
condannare individui solo per la loro fede
religiosa, cosa in realtà accaduta in Iran in questo
preciso caso,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a sollecitare un intervento ufficiale ed urgente
da parte del Governo nazionale presso le autorità
diplomatiche iraniane in Italia per far cessare la
politica persecutoria posta in essere dal Governo
dell'Iran nei confronti della popolazione di
religione ebraica e perorare altresì la liberazione
immediata dei tredici arrestati>> (377)-
STANCANELLI - STRANO - GRANATA -
RICOTTA - SCALIA - CATANOSO GENOESE -
VIRZI' - BRIGUGLIO
Non sorgendo osservazioni, la predetta mozione sarà
demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 375 "NOTIZIE CIRCA LE CONDIZIONI
PRATICATE DAL BANCO DI SICILIA NELLA CONCESSIONE DI MUTUI AI
COMUNI, ED IN PARTICOLARE AL COMUNE DI GENOVA, NONCHE' SULLE
POLITICHE DI SVILUPPO PER LE IMPRESE SICILIANE E NAZIONALI"
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno
Discussione della mozione n. 375 "Notizie circa le condizioni
praticate dal Banco di Sicilia nella concessione di mutui ai
comuni, ed in particolare al Comune di Genova, nonchè sulle
politiche di sviluppo per le imprese siciliane e nazionali" a
firma degli onorevoli Fleres, Croce, Beninati, Grimaldi, Scoma,
Pagano e D'Aquino.
Ne dò lettura:
<< L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Banco di Sicilia si è aggiudicato la gara per
la concessione di un mutuo di 107 miliardi di lire
al Comune di Genova;
- il mutuo avrà la durata di 15 anni, un tasso
euribor sei mesi aggiornato di una spred di 0.033;
- sempre il Banco di Sicilia ha di recente stipulato
un accordo con la Provincia di Genova per
l'erogazione di finanziamenti finalizzati all'avvio
di nuove iniziative imprenditoriali in quel
territorio, accordo, che per il primo trimestre di
quest'anno, ha già prodotto finanziamenti relativi a
sei operazioni per un importo di oltre 132 miliardi
di lire;
- lo stesso Banco di Sicilia, forse in virtù della
sua composizione societaria, si è sempre
caratterizzato, almeno a parole, per una politica di
sviluppo della nostra Regione, anche se in concreto
non sembra abbia prodotto risultati significativi,
se non quelli a suo vantaggio che lo hanno portato a
continuare a gestire i servizi di tesoreria della
Regione e di molti Enti locali dell'Isola, traendone
significativi profitti a fronte dei quali raramente
si è riscontrata una disponibilità a sostenere
l'attività e lo sviluppo, mentre i maggiori oneri o
le perdite sono state prevalentemente scaricate
sugli interlocutori pubblici;
- con uno slogan, che oggi acquista un significato
grottesco, pochi mesi addietro, il Banco di Sicilia
ha lanciato una campagna pubblicitaria il cui testo
era: 'La Sicilia ha dato tanto. Noi vogliamo dare
tanto alla Sicilia. Il nuovo Banco di Sicilia. Lo
sviluppo in Sicilia. La Sicilia in Europa';
- con tale campagna pubblicitaria detta Banca si
accreditava come interlocutore privilegiato dei
risparmiatori e degli investitori siciliani ed in
tal senso rastrellava centinaia e centinaia dì
miliardi, che sarebbero dovuti servire per sostenere
lo sviluppo siciliano ma che, anche alla luce delle
notizie di cui sopra, sostengono realtà ben distanti
dalla Sicilia;
- sarebbe opportuno accertare le condizioni di mutuo
praticate dal Banco di Sicilia ai Comuni della
Regione e quali altri Comuni, fuori dalla Sicilia,
hanno goduto di servizi e supporti finanziari da
parte del Banco di Sicilia;
- sarebbe, altresì, opportuno accertare quali
progetti tale Banca abbia previsto a favore
dell'imprenditoria siciliana, nonché quanto abbia
raccolto in Sicilia, quanto abbia investito nella
stessa Regione e quanto altrove;
- sarebbe inoltre opportuno conoscere le condizioni
relative ai servizi di tesoreria che altri Istituti,
diversi dal Banco di Sicilia, praticherebbero agli
Enti locali e alla Regione per gli stessi;
- al fine di razionalizzare la spesa, rendere
trasparenti i rapporti tra la Regione e il Banco di
Sicilia, sarebbe opportuno attivare un'audizione
della Commissione legislativa Bilancio, finanze e
programmazione dell'ARS, allargata a tutti i
Presidenti delle Commissioni e a tutti i Presidenti
dei gruppi parlamentari con i vertici del Banco di
Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a sollecitare la convocazione di una riunione della
Commissione legislativa Bilancio, finanze e
programmazione allargata ai Presidenti delle
Commissioni ed ai Capigruppo parlamentari per audire
i vertici del Banco di Sicilia al fine di fare
chiarezza sulle questioni di cui si è detto in
premessa>> (375).
(27 luglio 1999)
FLERES - CROCE - BENINATI -
GRIMALDI - SCOMA - PAGANO - D'AQUINO
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres per
illustrare la mozione.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi nei giorni
scorsi, con molta enfasi, l'ufficio stampa del Banco di Sicilia
ha annunziato di aver vinto la gara per l'affidamento di un mutuo
al comune di Genova per 107 miliardi e di avere concesso altre
agevolazioni a sei aziende liguri per un importo di oltre 132
miliardi, nei giorni precedenti notizie simili sempre riguardanti
la stessa Regione, affrontavano il tema della erogazione di altri
interventi finanziari a favore dell'imprenditoria ligure.
Ora che il Banco di Sicilia riesca a collocare il proprio
prodotto creditizio e finanziario non solo in Sicilia, ma anche
in altre regioni di Italia e del mondo e lo faccia secondo quelle
che sono le sue prerogative a noi fa molto piacere, sicuramente è
una banca che comincia a ragionare in termini di impresa dopo
avere per anni sprecato il denaro proprio e quello della Regione,
essendo stata beneficiaria di una serie di ripianamenti e di una
serie di interventi finanziari che sono stati attribuiti alle
finanze regionali, il dato però resta un altro.
Il Banco di Sicilia recentemente ha avviato una campagna
promozionale che sicuramente è depistante rispetto agli obiettivi
che sta raggiungendo e questo al di là delle affermazioni che gli
uffici del Banco preposti alle pubbliche relazioni fanno anche
sulla stampa di questi giorni, secondo cui non è vero che gli
interventi del Banco di Sicilia riguardano soltanto altre Regioni
perché ci sono anche interventi riguardanti la Sicilia, in
particolare il Comune di Siracusa, i finanziamenti ai patti
territoriali dell'Alto Simeto, del Calatino, del Corleonese, i
BOC per Rosolini, Caronia, Vittoria, Cefalù e la provincia di
Palermo.
Ma, dicevo, appunto il dato non è e non riguarda solo ed
esclusivamente gli interventi a carico di enti pubblici o enti
locali, riguarda, invece, più complessivamente la politica del
Banco di Sicilia che mentre annuncia attraverso i suoi interventi
pubblicitari che è una Banca siciliana, che interviene per
portare, come dire, la finanza siciliana laddove la finanza
conta, per investire nel migliore dei modi i risparmi dei
siciliani, addirittura c'è uno slogan che dice "La Sicilia ha
dato tanto, noi vogliamo dare tanto alla Sicilia", ebbene
sembrerebbe che il Banco di Sicilia rispetto a questi temi,
piuttosto che orientarsi pariteticamente nelle condizioni
praticate alle imprese siciliane rispetto a quelle praticate ad
altre imprese, prediliga questo tipo di intervento fuori dalla
Sicilia piuttosto che in Sicilia e basta chiedere all'ultimo dei
bottegai di questa Regione per avere conferma di questo elemento.
Noi ci troviamo di fronte ad un sistema creditizio che
continua a versare all'imprenditoria siciliana, che continua a
puntare gli interventi che determina piuttosto che sull'idea,
piuttosto che sull'imprenditorialità, sulla capacità di garanzia
che il richiedente è nelle condizioni di fornire e questo
sicuramente non serve a rilanciare l'economia siciliana,
soprattutto non deve essere mistificata un'azione che punta a
rastrellare risparmi dei siciliani, non per investirli a
condizioni di parità rispetto al resto di Italia in Sicilia, ma
per, appunto, destinarli ad altre Regioni di Italia, ad altri
interventi che con la Sicilia non hanno niente a che vedere.
Allora, per una volta si sia chiari e si tenti di dire la
verità se questa verità è possibile dirla, cioè quella che la
politica creditizia siciliana e in questo ha grande
responsabilità il Governo, anche il Governo della Regione, la
politica creditizia siciliana è una politica strabica, è una
politica che ha un braccio più lungo e uno più corto, quello più
lungo serve a rastrellare risparmi dei siciliani che sono
moltissimi, che superano i 70, gli 80 miliardi all'anno e quello
più corto, invece, quello che dovrebbe restituire all'economia
siciliana in termini di investimento, in termini di sviluppo, in
termini di condizione agevolate di sviluppo e, invece, non
restituisce perché preferisce incamerare per destinare le risorse
altrove.
Allora, è veramente grave che si speculi sulla capacità,
sulla notevole capacità dei siciliani di risparmiare e nonostante
le condizioni di disagio economico dei siciliani, i siciliani
risparmiano, si speculi su questa tendenza e si speculi facendo
pagare due volte alla Sicilia questa condizione: la prima volta
esportando il proprio denaro e utilizzando il denaro dei
siciliani altrove; la seconda volta maggiorano e peggiorando le
condizioni creditizie che vengono praticate alle imprese
siciliane e probabilmente anche agli enti locali - lo vedremo -
della Sicilia, facendo comprare a loro il denaro a condizioni,
appunto, diverse e peggiori da quelle praticate altrove.
E allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che
noi dobbiamo fare è quello di tentare di ripristinare un minimo
di pari opportunità, un minimo di equilibrio nelle condizioni che
si sono venute a determinare dicendo al modo creditizio in
generale e al Banco di Sicilia in particolare che, se dobbiamo
operare in regime di mercato, noi vogliamo sapere se le
condizioni che sono praticate in Sicilia sono le stesse praticate
in altre parti d'Italia, sia alle imprese e sia agli enti locali
nei confronti dei quali si interviene. Perchè se così dovesse
essere, noi saremo lieti della nuova politica del Banco di
Sicilia, ma se così non dovesse essere e, ripeto, basta chiederlo
all'ultimo bottegaio dell'ultimo comune di questa terra per
capire che così non è, e allora non è più possibile pensare che
una Banca che è costata alla Regione centinaia e centinaia di
miliardi, che ha prestato denaro a centinaia e centinaia di
imprenditori falsi che hanno costruito le loro fortune sui debiti
provati dal banco di Sicilia, oggi, in un momento in cui tenta di
risanare le sue casse e tenta di pesare meno nei confronti della
Regione e nei confronti di se stessa, si provochi questa doppia
velocità , questa differenza nell'intervento che si viene a
creare.
Noi vogliamo che il Banco di Sicilia emerga, riemerga, che
il banco di Sicilia esca dalle condizioni di disagio in cui si è
trovato e cominci ad esser banca. ma dobbiamo essere altrettanto
liberi di considerarla una banca come le altre se il Banco di
Sicilia considera la Regione, le imprese siciliane come le altre.
E allora andiamo a vedere di rideterminare, per esempio, tutti
gli interventi che in atto sono attribuiti al Banco di Sicilia e
andiamo a vedere se ci sono altre banche che praticano condizioni
migliori rispetto a quelle praticate dal Banco di Sicilia.
Mi chiedo, per esempio, se tutte le operazioni di credito
agevolato che passano attraverso l'IRFIS, che è del Banco di
Sicilia, che passano attraverso il Banco di Sicilia relativamente
al credito e al commercio, per esempio, che passano attraverso il
banco di Sicilia per quanto riguarda il credito alle cooperative
edilizie, per esempio, sono in condizioni di mercato adeguate
rispetto a quelle che vengono praticate da altre banche.
Andiamo a vedere se i servizi di tesoreria , in atto
prevalentemente affidate al Banco di Sicilia, producono delle
agevolazioni o comunque delle condizioni che possono considerarsi
di mercato o comunque competitive rispetto ad altre condizioni
praticate da banche diverse dal Banco di Sicilia.
E allora liberiamo, questo è quello che noi intendiamo dire,
liberiamo l mercato del credito da questo tipo di condizionamenti
e da questo tipo di privilegi che comunque si sono venuti a
determinare e che come abbiamo visto producono assai poco
rispetto a quello che invece ottengono, liberiamoli e andiamo a
vedere complessivamente quali sono le condizioni migliori per gli
enti locali, per le imprese siciliane, per la Regione. E se la
Regione deve tirare le orecchie o comunque verificare e accertare
che condizioni reali, che lo faccia subito, proprio per non
riproporre condizioni che sono veramente gravi e che rischiano di
fare diventare grottesca e amara persino la campagna
pubblicitaria del Banco di Sicilia che, sicuramente, non offre
un'immagine reale di quello che è poi l suo comportamento con i
risparmi dei siciliani stessi.
E allora volgiamo sapere - ed è questo il senso della
mozione che abbiamo presentato - vogliamo sapere sicuramente
quali sono le condizioni di mutuo praticate dal Banco di Sicilia
ai diversi comuni dell'Isola ed in altri comuni esterni all'Isola
e se questi sono uguali; quali sono le aziende che hanno
usufruito di finanziamenti in virtù dell'accordo di cui abbiamo
parlato e quali sono le condizioni praticate dalle imprese
siciliane; quali sono i progetti del Banco di Sicilia per la
Sicilia e quali sono i progetti del Banco di Sicilia per le altre
regioni o per altre zone geografiche del Paese; quali sono le
condizioni praticate dagli altri istituti di credito rispetto,per
esempio ai servizi di tesoreria e di cassa degli enti locali -
concludo subito, signor Presidente -; qual è la raccolta
finanziaria che il Banco di Sicilia realizza in Sicilia e quale è
il ritorno in termini di investimento che questa raccolta
finanziaria produce e per queste ragioni, onorevole Presidente,
onorevoli colleghi, noi chiediamo che il Governo attivi una
verifica, ma che sia una verifica reale profonda e per una volta
non subalterna rispetto quelle che sono le scelte che il Banco di
Sicilia ha fatto e che talvolta, vorrei dire spesso, hanno
condizionato perfino la vita di questo Parlamento che si è
sentito subalterno rispetto ad una potenza economica che ha
condizionato la vita della Regione ed ha condizionato la vita di
tante imprese.
Questo è quello che chiede la mozione attraverso una
riunione che si potrebbe determinare in Commissione Finanza, ma
questo poi si vedrà con gli strumenti del Regolamento
parlamentare e con le scelte che il Governo intenderà fare, una
riunione allargata ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, data
l'importanza della questione, e ai Presidenti delle diverse
commissioni con particolare riferimento a quelle che hanno
attinenza alle operazioni di natura creditizia.
DI MARTINO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Fleres ha portato qui un argomento che francamente
non riesco bene a comprendere, lei ha fatto parte di un Governo,
esattamente del Governo presieduto dall'onorevole Provenzano che
praticamente si è genuflesso dinnanzi alle pretese del Governo
nazionale, smentendo anche un voto di questo Parlamento.
Quindi, il suo discorso politicamente è inammissibile,
perchè proprio il Governo, e la maggioranza di cui lei ha fatto
parte, hanno fatto si che oggi il Banco di Sicilia è
completamente fuori da ogni controllo sulla politica creditizia
da parte della Regione siciliana.
Ho detto a suo tempo che il Banco di Sicilia sarebbe finito
come la"Compagnia delle Indie" dove gli indiani non avevano
assolutamente nessuna voce in capitolo perchè i capitali erano
olandesi o inglesi.
Oggi si chiama Banco di Sicilia, ma certamente la Regione
siciliana non ha nessun peso nella politica del Banco, perchè il
ben 60 per cento di questo capitale sociale è in mano dello
Stato, del Ministero del Tesoro o di una appendice del Ministero
del Tesoro quale il medio credito centrale.
Quindi, concordo con lei, onorevole Fleres, soltanto su un
fatto, che noi dobbiamo considerare il Banco di Sicilia alla
stregua di tutte le altre banche, nessun privilegio particolare,
quindi, dobbiamo incominciare a vedere alla scadenza la
questione della Tesoreria della Regione, che è un fatto molto
importante, procedere all'appalto Tesoreria.
Ma il vero problema, onorevole Assessore, cosa facciamo
della quota azionaria del Banco di Sicilia, atteso che, con
questi 20 per cento della quota azionaria la Regione non ha
nessun peso, non ha nessuna voce in capitolo.
La Regione può accontentarsi soltanto di nominare qualche
amministratore del Banco di Sicilia ed io non penso che a questa
Assemblea, alla popolazione siciliana interessa avere un
rappresentante per coprire un posto nel Consiglio di
Amministrazione nel Banco di Sicilia, per poi il Banco di Sicilia
potere portare avanti la propria politica facendo i propri
interessi che ritengo certamente legittimi.
Poi anche qui c'è da vedere tutta la vicenda che riguarda il
Medio Credito.
Mi pare che qualche volta è stato annunziato al Governo che
c'era una questione aperta riguardante l'accorpamento tra Irfis,
Crias e Ircac, perché a mio modo di vedere una struttura forte,
aggregata, una concentrazione di questi istituti potrebbe meglio
garantire l'imprenditoria siciliana.
Quindi, onorevole Fleres, onorevole Assessore, sono questi i
problemi che abbiamo davanti, quindi, ben venga la riunione della
Commissione Bilancio per affrontare questi problemi, ma il vero
problema non è quello di potere dare indicazioni, suggerimenti o
indirizzi al Banco di Sicilia, il vero problema è in che modo la
Regione deve liberarsi di questa quota azionaria del 20 per cento
che non gli serve a niente, oppure vedere in che modo potere
incidere con altri strumenti nella politica del Banco di Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino.
Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli assessori, onorevoli
colleghi, la mozione in questione è di fondamentale importanza se
si pensa a cosa il Banco di Sicilia ha rappresentato nel corso
della storia della Regione siciliana e cosa sta cercando di
rappresentare.
Lo spot del Banco di Sicilia di questi ultimi anni "La
Sicilia ha dato tanto, noi vogliamo dare tanto ai siciliani".
Ma questo Parlamento per avere notizie sulle condizioni che
il Banco opera a favore degli imprenditori, degli artigiani, dei
commercianti, dei siciliani stessi, per avere notizie circa la
concessione di mutui che il Banco opera a favore dei Comuni, ha
bisogno di una mozione che deve essere votata dal Parlamento.
E' questo quello che sta avvenendo perché il Banco di
Sicilia, di siciliano forse ha ormai soltanto il nome ed è giusto
potere chiedere anche che quest'Assemblea, se ne ha i poteri,
possa creare una Commissione d'indagine per vedere se le
condizioni che il Banco di Sicilia opera a favore dei siciliani
sono migliori, uguali o addirittura peggiori delle condizioni che
sono operate dalle banche emiliane, dalle banche milanesi o dalle
altre banche che stanno invadendo e stanno colonizzando il nostro
territorio e la nostra economia.
Questo è necessario farlo, per un atto di lealtà, di fiducia
dei siciliani stessi, perché se il Banco di Sicilia non è più il
Banco dei siciliani, allora quel nome oggi non è altro che
un'appropriazione indebita, quel nome oggi è un nome che trae in
inganno i siciliani; se invece il Banco di per se riesce a
garantire ancora i lavoratori siciliani, gli operatori
commerciali della Sicilia, allora a buon ragione può portare
avanti e può mettere nelle proprie insegne il nome del Banco di
Sicilia.
Penso che il Governo della Regione deve dare delle notizie
sulle attività del Banco di Sicilia, sulle condizioni che sono
operate e quest'Assemblea nel caso in cui il Governo non dà delle
risposte soddisfacenti ha il ruolo ed ha l'obbligo di attivarsi
affinché i risparmi, i crediti e le attività economiche dei
siciliani, dei piccoli artigiani, dei piccoli commercianti,
vengano garantite.
Il credito siciliano sta vivendo momenti difficilissimi. La
disoccupazione, la difficoltà di aprire nuove iniziative
commerciali ed artigiane ha bisogno obbligatoriamente di una
banca che sia solidale e vicina alle iniziative produttive.
Di fatto gli studi di economia sono portati ad approfondire
come il finanziamento non deve essere dato in base alle garanzie
che i soggetti riescono a portare avanti, ma in base all'idea, al
progetto e all'iniziativa che si vuole finanziare, perchè in
Sicilia l'idea, il progetto deve essere la valvola di sviluppo
per l'occupazione e per la crescita culturale ed economica.
Questo non sta avvenendo perchè le risorse e i progetti non
hanno purtroppo le gambe per camminare da soli ma hanno bisogno
garanzie e coperture perchè altrimenti non si riesce a garantire
lo sviluppo.
E siccome le nuove iniziative sono quelle che appartengono
soprattutto ai giovani, a quei giovani che appena laureati
vogliono inventarsi un modo nuovo di lavoro per non andare sempre
dietro al posto fisso, oggi più che mai è necessario che il Banco
se rappresenta l'economia della Regione sSiciliana, l'economia di
quei giovani che vogliono investire con idee, con nuove
iniziative, il banco deve essere vicino ai siciliani, a quei
siciliani oggi che vogliono inventare strutture artigianali,
strutture commerciali, nuove imprese.
A me pare, dalle notizie di stampa, dalle notizie avute che
questo non sta avvenendo, per questo è necessario che ci sia un
colloquio diretto col governo, un colloquio con la Commissione
Bilancio e se questo percorso non da notizie certe ed efficaci
allora per ragioni di trasparenza e di dignità nei confronti dei
siciliani è necessario dare anche l'opportunità a una commissione
di indagine di verificare le varie condizioni.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
anche perchè firmatario, insieme all'onorevole Fleres che bene ha
fatto a predisporre questa mozione, su un argomento che non può
passare inosservato, un argomento che non può passare nel
silenzio, un tema importantissimo che guarda lo sviluppo di
questa terra e quindi che guarda anche le prospettive della
Sicilia,
Io non sono contro il Nord e quindi contro gli investimenti
che le banche fanno al Nord, ma sono tra coloro che si battono
per difendere questa nostra terra, questa nostra Sicilia e credo
che l'argomento che l'onorevole Fleres ha voluto rappresentare si
colloca proprio nell'ambito del grande progetto che la Regione,
almeno per quello che riguarda me, intende affrontare.
Una regione che è interessata ad una politica di sviluppo
del territorio non può non tenere conto che il Banco di Sicilia
ancora oggi può essere un soggetto importante per investimenti
che vanno verso l'imprenditoria siciliana, ma che vanno nella
direzione anche dell'occupazione e quindi della possibilità di
assicurare un posto di lavoro.
Una politica di sviluppo risente di questi argomenti, ed
allora questo Governo non può rassegnarsi e non tenere conto che
il Banco di Sicilia appartiene ancora ai siciliani.
Con tutte le vicende, con tutte le vicissitudini, onorevole
Granata, questa Regione fa parte di questo contesto e quindi deve
difendere questo patrimonio.
A parte le questioni politiche, io credo, che è giusto e
doveroso che un governo pensi alla propria terra e quindi pensi,
soprattutto, ad impostare meglio un programma e quindi una
politica.
E allora il Banco di Sicilia, ancora oggi, può recitare un
ruolo centrale nell'ambito di una iniziativa che il Governo deve
assumere; non so se sarà questo o un altro governo, ma deve
assumere una iniziativa forte per ricondurre le questioni alla
nostra terra.
I risparmi dei siciliani non possono essere motivo di
silenzio; i risparmi dei siciliani sono sacrifici dei siciliani
ed è giusto che questo Governo, questo istituto importante,
perché non si tratta di un istituto di periferia ma di un
istituto internazionale che recita un ruolo importantissimo, ma
non per la Sicilia in questo momento.
Ecco perché il grande significato, la grande motivazione, il
contenuto di questa mozione che l'onorevole Fleres ha voluto
rassegnare al Parlamento e non certamente in maniera rassegnata
come la posizione dell'onorevole Di Martino.
La rassegnazione sta per prevalere in Sicilia perché questo
Governo sta portando la rassegnazione, nel senso di non guardare
i momenti importanti della politica e dello sviluppo, di non
guardare nella responsabilità che questo Governo ha nel momento
in cui si lascia il banco in balia di situazioni che stiamo per
registrare, nel momento in cui i risparmi dei siciliani finiscono
poi a Genova, a Milano o in altre parti delle Regioni e c'è una
Sicilia che muore, una Sicilia dei senza lavoro, una Sicilia che
non ha Governo, una Sicilia che è terra di disperazione per i
siciliani, dove c'è solo il seme della morte che cammina.
Signor Presidente e onorevoli colleghi, questo Parlamento si
deve svegliare e questo Governo o altri governi dovranno
affrontare i problemi veri dei siciliani e dello sviluppo della
Sicilia.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, come risulta evidente dalla parte impegnativa della
mozione, la stessa chiede al Governo di fornire adeguati elementi
conoscitivi sulle questioni che solleva tali che, evidentemente,
il Governo non è nelle condizioni di potere offrire adesso.
Nello stesso tempo si sollecita un momento successivo di
approfondimento e di confronto. Qua viene proposta la sede della
Commissione Bilancio. In funzione di questo, il Governo non ha
difficoltà ad accogliere la mozione sia per quanto riguarda la
parte che impegna il Governo a fornire gli elementi di conoscenza
utili, sia per quanto riguarda l'individuazione di un momento in
cui nella Commissione Bilancio si può fare un approfondimento del
dibattito.
Detto questo, tuttavia, signor Presidente, io credo, e molto
brevemente, di dover sottolineare almeno alcuni passaggi.
Il primo. Io comprendo anche la passione e, devo dire
condivido, il livello dei toni che su alcuni passaggi è stato
posto da alcuni degli intervenuti.
Quando si parla della Sicilia, dei problemi seri che la
Sicilia ha, e quando si chiede che tutti i soggetti
istituzionali, economici e sociali che agiscono in Sicilia
facciano fino in fondo la propria parte, non si può che essere
d'accordo. E, quindi, non si può non essere d'accordo sulla
richiesta che si fa di un impegno maggiore di una istituzione,
qual è adesso il Banco di Sicilia, dopo l'incorporazione della
Cassa di Risparmio, che ha oltre 500 sportelli in Sicilia, ha una
storia di radicamento forte e capillare nel territorio siciliano
e, nel bene e nel male, molte volte nel male, qualche volta nel
bene, è stata senza dubbio una delle interfaccia, sicuramente
l'interfaccia principale, per quanto riguarda il settore del
credito, dell'economia e delle istituzioni siciliane; interfaccia
che spesso si è negativamente intrecciata con la politica e con
il malaffare, come hanno svelato sino in fondo le stesse vicende
che hanno attraversato il Banco di Sicilia, ma anche le vicende
che hanno portato alla liquidazione della Cassa di Risparmio.
Dicevo però che, pur in presenza del riconoscimento, che non
può che essere oggettivo e doveroso, dell'importanza che ha
un'istituzione qual è il Banco di Sicilia rispetto all'economia
siciliana, io credo che si deve anche porre attenzione al modo in
cui si pongono le questioni. Devo dire la verità per alcuni versi
e per alcuni passaggi credevo di essere in un parlamento di uno
dei paesi a socialismo reale. Cioè uno di quei paesi in cui
vigeva la 'politica di piano', in cui c'era il più esasperato
dirigismo statalista, in cui la politica pretendeva di dirigere,
fin nei più lontani e particolari meandri, lo sviluppo
dell'economia.
Io credo che ci sia una contraddizione di fondo tra l'avere
preteso, sostenuto, in maniera anche ideologica forte, la
necessità della privatizzazione delle proprietà regionali e
statali, l'avere sostenuto la necessità della piena espansione
dell'economia di mercato, avere sostenuto che bisognava dare
libertà al mercato e, poi, sviluppare dibattiti che, per alcuni
versi, ripeto, richiamano vecchie espressioni dirigiste, con
qualche nostalgia per quella regione banchiera che è sicuramente
al fondamento dei disastri che nel settore ci sono stati in
Sicilia e, devo dire la verità, non solo in Sicilia.
Io credo, dunque, che bisognerebbe prestare maggiore
attenzione al modo stesso in cui si pongono le questioni per non
determinare una contraddizione insanabile tra ciò che
politicamente si sostieme e ciò che, poi, in relazione magari a
fattispecie particolari, si ritiene opportuno portare avanti. Lo
dico perchè tutti noi credo siamo consapevoli che è finita
l'epoca della Regione banchiera, che la presensa residua della
Regione nel Banco di Sicilia è una presenza di minoranza, che
nello sviluppo delle privatizzazioni, che noi non vogliamo
contrastare come principio, ma che vogliamo seguire passo per
passo, decisi anche a contrastare quegli aspetti della
privatizzazione che dovessero contrastare con gli interessi
fondamentali della Sicilia, della Regione siciliana. Tuttavia, in
questo percorso che a noi sembra in questo momento non
opponibile, bisognerà adeguare anche il modo di porsi della
Regione siciliana, il modo di porsi della politica.
Il Banco di Sicilia probabilmente sarà partecipato con quote
di maggioranza da una grossa azienda, da un grosso istituto
nazionale o internazionale; la quota della Regione continuerà a
rimanere di minoranza; gli interventi che noi dobbiamo fare non
sono tanto quelli rivolti appunto al ruolo vecchio di regione
banchiera, quanto quelli di un intervento sul contesto,
all'interno del quale far misurare e misurare noi stessi, far
misurare il Banco e tutti gli altri soggetti bancari su una
politica di sviluppo, trovando le sinergie, i momenti di
confronto, gli accordi, gli accordi di programma, gli indirizzi,
i programmi stessi da portare avanti.
In questo senso, devo dire la verità, ci si è mossi e si sta
muovendo, in particolare con il Banco di Sicilia, con la
definizione di intese e convenzioni che riguardano ad esempio al
finanza di progetto, riguardano per esempio la valutazione dei
progetti, il supporto che il Banco di Sicilia e il Medio Credito
possono dare anche con riferimento alla finanza comunitaria e
alla finanza alternativa.
Io vorrei anche che i colleghi che sono intervenuti e che
hanno presentato la mozione, prestassero attenzione al fatto che
in una economia di mercato e con una grandissima mobilità dei
soggetti che agiscono e dei capitali che si muovono, può capitare
come capita, che venga fatto un prestito obbligazionario alla
Regione siciliana, con la partecipazione di una banca portoghese
e di una banca olandese. Non mi stupisce infatti che una banca
siciliana, che però ha ramificazioni in tutta Italia, che per
esempio è presente da oltre 50 anni in Liguria, possa fare
un'operazione di mutuo, partecipando a una normalissima gara, a
un comune quale il comune di Genova.
La questione che si pone, io credo, oltre a quella della
partecipazione del Banco alle logiche complessive di sviluppo
della Regione, è l'abbattimento delle diseconomie e delle
differenze che tuttora persistono nella politica creditizia e
soprattutto nella politica dei tassi, perchè differenziali - per
fortuna più bassi perchè si sono abbassati i tassi - continuano a
rimanere.
Così come evidentemente si chiede alla Regione e dall'altro
lato al Banco di Sicilia, di riadeguare i propri rapporti -
proprio alla luce della intervenuta maggiore libertà del mercato
- per altro all'adeguamento delle normative.
In questo quadro, per quanto riguarda la questione dei
servizi di tesoreria, che viene evidenziata nella mozione, vorrei
ricordare che la Regione è legata al Banco di Sicilia per
l'effettuazione del Servizio di Tesoreria, fino a tutto il
dicembre del duemila. Tuttavia l'Amministrazione regionale ha
chiesto ed ha ottenuto la rinegoziazione delle condizioni che per
convenzione erano state stabilite, cosicché si è potuto già
diminuire il tasso di commissione che la Regione corrisponde dal
2 all'1,50 per cento, che porta ad un risparmio su base annua
calcolabile tra 10 e 15 miliardi. Questo per l'anno 1999.
Per l'anno 2000, abbiamo chiesto di poter rinegoziare
ulteriormente le condizioni, fermo restando che scadendo il
contratto che ci lega al Banco di Sicilia il 31 dicembre 2000 la
Regione non potrà far altro che adeguarsi alle normative
comunitarie vigenti e che prevedono che per i servizi di
tesoreria venga effettuata una gara addirittura di livello
comunitario.
Altre questioni abbiamo rinegoziato: vorrei ricordare che
con la legge n. 10, la finanziaria, abbiamo rivisto un
meccanismo già presente nella legge cosiddetta 'Sciangula' e che
era rimasto tale pur dopo le novità introdotte dalla legge n.
6/1997, per il quale la Regione continuava a corrispondere al
Banco di Sicilia sui mutui della legge 'Sciangula' una
commissione annua di 5 miliardi e che con la legge finanziaria
questa commissione è stata abbassata da 5 miliardi a 250 milioni.
Come si vede, dunque, questo Governo, questa amministrazione
ha prestato e continua a prestare la massima attenzione. Non
solo. Ha avviato e concluso e continua a portare avanti
iniziative tese ad individuare le migliori condizioni possibili
per la Regione all'interno di un confronto complessivo che c'è
con il Banco, come con tutto il sistema del Credito siciliano e
non, perché possano realizzarsi all'interno di quella politica di
contesto di iniziative per sollecitare lo sviluppo nella nostra
Regione che il Governo intende portare avanti.
Tutto ciò, signor Presidente, mi riporta al punto di
partenza ed a riaffermare il parere positivo del Governo per
quanto riguarda la parte impegnativa della mozione e
all'assunzione degli impegni che essa comporta.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo, pongo in
votazione la mozione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 475/A
PRESIDENTE. Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
'Discussione di disegni di legge' e segnatamente al seguito della
discussione del disegno di legge "Modifica e riapertura dei
termini della legge regionale 1 marzo 1995, n. 19, concernente
giacimenti di materiali di cava nel territorio della Regione
siciliana (475/A), posto al numero 1.
Il Governo aveva chiesto un breve accantonamento
dell'emendamento 1.2 a cui è stato presentato un emendamento
dalla Commissione.
Comunico che all'emendamento della Commissione viene
presentato il subemendamento 1.2bis.1, che così recita: Al comma
4, dopo le parole "ingegneria naturalistica" aggiungere: "il
nulla osta dovrà contenere le adeguate prescrizioni per la
minimizzazione dell'impatto ambientale e per la riduzione dei
volumi estraibili autorizzati"; al comma 5, dopo la parola
"rispetto" aggiungere "di anche una sola".
Onorevole Piro, siamo pronti per la trattazione degli
emendamenti.
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze, Sì.
PRESIDENTE. Questo emendamento 1.2bis.1 è rivolto
all'emendamento della Commissione.
Onorevole Fleres, gli uffici mi fanno rilevare che al punto
5) dell'emendamento predisposto dalla Commissione si fa
riferimento alla decadenza della concessione, mentre pare che
l'atto sia un'autorizzazione e non una concessione.
Si tratterebbe di formalizzare un emendamento tendente a
sostituire la parola "concessione" con la parola
"autorizzazione".
Informo l'Aula che in caso di approvazione dell'emendamento
predisposto dalla Commissione, verranno assorbiti l'emendamento
1.2.1 e l'emendamento 1.2.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato l'emendamento
1.2 bis1A: il comma 5 è così sostituito:
"5. Il mancato rispetto di anche una sola delle prescrizioni
dell'Ente parco comporta la decadenza della concessione e di
eventuale autorizzazione".
E' sostitutivo del comma 5 dell'emendamento della
Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
FLERES, presidente e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
E' approvato con il voto contrario degli onorevoli Mele,
Forgione e Martino.
Pongo in votazione l'emendamento 1.2 bis.1 nella parte che
riguarda l'aggiunzione al comma 4: "Al comma 4 dopo le parole
'ingegneria naturalistica' aggiungere 'Il nulla osta dovrà
contenere le adeguate prescrizioni per la minimizzazione
dell'impatto ambientale e per la riduzione dei volumi estraibili
autorizzati'", mentre non viene posta in votazione la parte che
riguarda il comma 5 essendo stata assorbita dal precedente
emendamento del Governo.
Il parere del Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FLERES, presidente e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento della Commissione nel testo
risultante.
Il parere del Governo?
PIRO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
L'emendamento 1.2.1 e l'emendamento 1.2 risultano assorbiti.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 4.
LO CERTO , segretario:
<Art. 4.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione>.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
GRANATA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Signor Presidente, volevo intervenire per cercare,
insieme agli altri parlamentari, di razionalizzare per quanto è
possibile questi lavori e renderli più utili, visto le grandi
emergenze che da più parti vengono sottolineate.
Allora, cominciamo a dare concretezza a ciò che, sia
attraverso la stampa sia nei dibattiti, complessivamente abbiamo
sostenuto tutti insieme.
Credo che si debba, se il Parlamento riterrà e il Governo è
d'accordo, iniziare questa nostra sessione legislativa con il
provvedimento legislativo relativo alla materia lavoro, per
motivi intuibili, credo che siano di facilissima intuizione non
occorre spiegare.
Non credo di dovere indicare altre priorità se non quella,
signor Presidente, ne approfitto per pregarla di voler far
riunire la Commissione Bilancio nella mattinata di lunedì per
esitare il testo unico antiracket, in modo tale che un'altra
emergenza possa essere affrontata.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, io sono d'accordo sull'esigenza
di chiedere i provvedimenti sul lavoro, di dare priorità
all'emergenza lavoro, anche per evitare che quest'Aula venga
assediata dai disoccupati e noi daremmo un pessimo segno se in
nome delle manovre politiche di questo Palazzo, che fuori vengono
poco comprese, ritardassimo le risposte alle esigenze sociali
della Sicilia che in questo momento stanno esplodendo così
drammaticamente.
Quindi, credo che l'intervento dell'onorevole Granata
raccolga questa esigenza ed anche possiamo dare assieme un
segnale che al di là delle vicende della crisi politica, questo
Parlamento al di là dei rapporti tra la maggioranza ed
opposizione che rimangono ed esistono nelle distinzioni politiche
e strategiche di fondo, però in questo momento è impegnato a dare
risposte legislative adeguate.
Ovviamente, credo anche che la Commissione Bilancio debba
riunirsi lunedì per apprezzare il disegno di legge sulle norme
antiracket e antimafia perché anche quello è un momento
importante e solenne di questa Assemblea in un momento che vede
riesplodere drammaticamente la questione mafiosa anche con
manifestazione violente da Palermo a Gela.
Quindi, penso che queste priorità vadano sostenute,
ovviamente fermo restando gli altri punti all'ordine del giorno
così come assieme abbiamo definito la Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di prelievo del
disegno di legge n. 929/A <<Disposizioni in materia di lavoro>>.
Il Parere del Governo?
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "PROVVEDIMENTI IN MATERIA
DI LAVORO (929/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
numero 929/A "Disposizioni in materia di lavoro".
Invito i componenti la Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barone per svolgere la
relazione.
BARONE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo scritto della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, risultano presentati emendamenti al
disegno di legge, fatto che non consente la trattazione in questa
seduta. Pertanto, o vengono ritirati gli emendamenti oppure ci
si affida alla riscrittura degli articoli, qualora questa sia
compatibile, evidentemente.
C'è, intanto, questo problema; altrimenti sono costretto a
rinviare il disegno di legge...
ZANNA. Signor Presidente, chiedo una sospensione di cinque
minuti per una verifica degli emendamenti:
PRESIDENTE. Io posso sospendere la seduta per cinque minuti.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo scusa
all'Aula ma credo che la proposta del Presidente dell'Assemblea
miri ad agevolare i lavori nel senso che, se vi sono degli
emendamenti che possono essere accettati dal Governo o dalla
Commissione, e quindi possono essere ripresentati come
riscrittura del testo, questo agevolerebbe i lavori. E' ovvio
che per poter fare questa verifica è necessario qualche minuto di
tempo. Quindi, se si vuole procedere in questo modo il Governo
non avrebbe obiezioni da fare, in linea di principio, è opportuno
sospendere la seduta per cinque, dieci minuti, verificare la
portata degli emendamenti e poi decidere.
PRESIDENTE. Io sono favorevole naturalmente come notaio della
seduta, come suol dirsi; però, intendo avvertire l'Aula e lo
stesso Governo che la riscrittura dell'articolo non può essere
un escamotage per superare la questione regolamentare
dell'emendamento.
Quindi, di fatto, nella riscrittura degli articoli si
possono soltanto inglobare quegli emendamenti di carattere
tecnico e strettamente attinenti all'articolo. Non può essere
riscritto un articolo in qualche maniera inglobandolo con
emendamenti che non sono di natura tecnica. C'è questa proposta
del Governo di sospensione di dieci minuti.
PIRO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, rinviamo l'esame.
PRESIDENTE. La proposta viene ritirata. Pare che vi siano
degli aspetti tecnici. Sono stati presentati degli emendamenti,
per cui il disegno di legge slitta e viene fissato al primo punto
della seduta di lunedì pomeriggio.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare sull'ordine dei
lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
chiedo scusa all'Aula, com'è noto, sono già da tempo ampiamente
scaduti i termini che il decreto legislativo numero 114 del 1998
poneva a carico delle regioni perchè si dotassero di una propria
disciplina di recepimento delle norme sul commercio. I termini
scadevano il 24 aprile. La normativa statale prevedeva che le
regioni avessero ulteriori sessanta giorni di tempo; si è poi
concordato con il Ministero che i sessanta giorni di tempo
scattassero dalla diffida che il Ministero ha fatto alle regioni
cosiddette inadempienti. La diffida è già arrivata alla Regione
siciliana ai primi di luglio. I sessanta giorni, quindi, stanno
per scadere. C'è una particolare e anche consistente, dal punto
di vista del rapporto con il Ministero, che il 3 agosto ha
convocato a Roma una riunione della Conferenza Stato-Regione per
fare il punto della situazione delle Regioni inadempienti,
sarebbe quindi il caso che alla data del 3 agosto la Regione
siciliana potesse arrivare con una informazione, in ordine al
recepimento della legge sul commercio, che in qualche maniera ne
ipotizzi la possibile approvazione entro il 5 agosto.
Signor Presidente, considerato che già si è svolta la
relazione che va consumata alla fase relativa alla discussione
generale che sono stati già annunciati emendamenti al testo,
alcuni dei quali anche da parte del Governo, la proposta che noi
facciamo che si possa prelevare il punto 5 all'ordine del giorno,
cioè l'esame della legge sul commercio per chiudere la
discussione generale e fare il passaggio all'esame degli articoli
e siccome sono stati presentati emendamenti poter trattare
l'articolato la prossima settimana.
PRESIDENTE. L'onorevole Assessore Battaglia, propone il
prelievo del punto 5 per le argomentazione che avete ascoltato.
Pongo in votazione la richiesta del Governo.
FLERES. Chiedo di parlare a favore della proposta del Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia
dichiarazione di contrarietà alla richiesta del Governo non
deriva dalla opportunità di trattare o meno il testo, ma dalla
accondiscendenza che si avverte nell'affermazione del Governo
rispetto a vincoli che non vigono nella Regione siciliana.
La Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 14 dello
Statuto, gode di autonomia esclusiva in materia di commercio,
dunque non può essere sottoposta ai vincoli previsti per la
Regione a Statuto ordinario, relativamente a una normativa nuova
che deve essere trattata poichè nella Regione siciliana esiste
già una legge che disciplina il commercio.
Questo non significa che il testo non debba essere trattato
ne che esso non abbia la dignità di essere affrontato dall'Aula
con la necessaria serenità, ma proprio per questo e anche perchè
sono stati annunziati i numerosi emendamenti, molti anche da
parte del Governo e non solo di natura tecnica, ma anche di
natura politica, mentre nella Commissione si era pervenuti a un
accordo complessivo che sembrava essere condiviso sia dal Governo
sia da tutta la Commissione, dato che il testo è stato esitato
all'unanimità, credo che se sono venute meno le condizioni che
erano state raggiunte laboriosamente in Commissione,
probabilmente le condizioni per trattare il testo in Aula essendo
appunto un testo assai complesso e prevedendo una serie di
implicazioni di natura normativa ed anche di natura economica e
sociale, credo che piuttosto che correre e rischiare di fare
qualche cosa di non esatto, di non corretto, sarebbe opportuno
invece consentire una sorta di riunione informale anche della
Commissione per prendere visione delle proposte formulate per
verificare se esistono le condizioni per affrontare il testo
fermo restando che in Sicilia non ci sono nè vincoli nè termini
nè ci sono imposizioni da parte di chi svilisce il proprio ruolo
istituzionale fuori da questo Parlamento, fuori da questa
Assemblea magari promuovendo agenzie di servizi o società che
vendono software e nello stesso tempo pretendono di condizionare
il lavoro parlamentare dell'Assemblea regionale siciliana
introducendo elementi che niente hanno a che vedere con le
facoltà autonomistiche della Regione e con la possibilità che la
Regione stessa possa legiferare in controtendenza rispetto a
indicazioni di carattere nazionale.
Stamattina, un sindacato, credo la Filcam-CGIL, che ha
brillato per assenza durante le convocazioni della terza
Commissione, ha scoperto che si stava discutendo il testo del
Commercio e ha ritenuto di ricordare che il decreto Bersani ha
natura federalista, allora se ha natura federalista reca con se,
porta con se la necessità di determinare le modificazioni che le
condizioni territoriali richiedono, a maggior ragione laddove
insieme alle condizioni di natura sociale ed economica ed insieme
proprio alla natura federalistica si aggiunge una connotazione
autonomistica che attribuisce alla ragione stessa la facoltà
esclusiva di proporre, modificare o non modificare un testo di
legge.
DI MARTINO . Chiedo di parlare a favore della proposta del
Governo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Sicilia
il commercio è stato sempre regolamentato dalla legge 426, legge
nazionale esplicitamente abrogata con il Decreto Legislativo che
porta il nome del Ministro Bersani, quindi, l'urgenza, signor
Presidente, onorevoli colleghi, dipende anche da questo fatto,
cioè in Sicilia abbiamo un voto legislativo, perché tutto ciò che
era basato sulla legge 426, di fatto non esiste più.
Signor Presidente, noi non possiamo fare rivivere una legge
nazionale...
PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Di Martino, non esiste più
la legge 426 a Reggio Calabria, in Sicilia essendo stata la 426
recepita, lo dico tra virgolette, la legge regionale è in piedi.
Non voglio entrare nel merito, perché è una questione tecnica.
DI MARTINO . Signor Presidente, abbiamo una serie di
riferimenti espliciti alla 426 che non esiste più, ma non è
questo il problema, signor Presidente, i problemi sono di altra
natura.
Noi abbiamo una competenza esclusiva in materia di commercio
e questo nessuno lo può negare, anzi lo dobbiamo difendere, ma
questa competenza esclusiva, questa autonomia speciale non può
essere usata per fare ritardare ogni sviluppo del commercio o
bloccare l'attività imprenditoriale nel settore del commercio in
Sicilia, dobbiamo fare in modo invece di agevolarla e quindi,
pare più che opportuna la proposta, la richiesta del Governo di
prelievo del disegno di legge riguardante il commercio, quanto
meno incardinarlo, perché vi sono emendamenti che stasera non si
possono discutere, dobbiamo dare 24 ore di tempo.
Stasera quindi, possiamo fare benissimo la discussione
generale sul disegno di legge, esitato all'unanimità dalla
Commissione, e molto spesso le Commissioni sbagliano anche
all'unanimità come nel caso concreto di questo disegno di legge,
quindi, facciamo la discussione generale, dopo di che procediamo
secondo Regolamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta del Governo
tendente a prelevare il disegno di legge di riforma della
disciplina del commercio.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "RIFORMA DELLA
DISCIPLINA DEL COMMERCIO" (909-920-830-706/A).
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno
di legge nn. 909-920-830-706/A "Riforma della disciplina del
commercio".
Invito i componenti la Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Martino.
Ne ha facoltà.
DI MARTINO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
avvarrò dei venti minuti regolamentari, cercherò brevemente di
esprimere la mia valutazione.
Ricordiamo tutti le polemiche che si sono svolte dopo
l'emanazione del Decreto Legislativo Bersani.
Si è verificato un fatto curioso che tutti i liberisti di
professione, tutti i liberali di cultura erano diventati nemici
di questo Decreto Bersani che andava a liberalizzare, a
modernizzare il commercio tranne alcune tranches di Forza Italia,
che fa capo all'onorevole Francesco Martino, i quali giudicavano
valido il decreto legislativo approvato dal Governo Prodi a suo
tempo.
Signor Presidente, questo disegno di legge che ha esitato la
Commissione è una miscela tra un corporativismo vecchio stile e
una concezione sovietica del commercio, per cui non si riesce a
capire perché, per esempio, in Sicilia non deve valere quello che
avviene, sempre per esempio, a Villa S. Giovanni in Calabria.
Non si riesce a capire perché in Sicilia le associazioni di
categoria dei commercianti fanno il bello e il cattivo tempo su
chi deve o non deve entrare nel settore commerciale.
In Sicilia, secondo me, dobbiamo mettere al bando un certo
tabù che riguarda, per esempio, la grande distribuzione.
Noi non possiamo negare che la grande distribuzione dà dei
vantaggi in termini di economia fiscale e quindi prezzi, ma non
possiamo nemmeno mortificare i vantaggi del piccolo commercio che
vengono dati in termini di prossimità alle residenze e di
assistenza ai consumatori.
Noi dobbiamo ridurre al massimo l'intervento della pubblica
amministrazione e semplificare le procedure amministrative.
Questo disegno di legge va esattamente nella direzione opposta e
non valorizza le capacità imprenditoriali e commerciali.
Dobbiamo toglierci dalla mente che si può diventare bravo
operatore commerciale, bravo imprenditore commerciale, se si
hanno molti bolli, molte licenze e molte autorizzazioni.
Il bravo commerciante lo giudica il mercato, lo giudicano i
consumatori e così non si può dire per quanto riguarda il disegno
di legge esitato dalla Commissione. Quindi noi siamo in presenza
di una controriforma in salsa sicula rispetto al decreto Bersani.
Non possiamo consentire, in nome dell'autonomia speciale, che la
Regione faccia un uso distorto di questa autonomia.
Questo disegno di legge viola, certamente, l'articolo 43
della Costituzione per la libertà di impresa, viola l'articolo 3
della Costituzione per quanto riguarda l'uguaglianza dei diritti
perché non è permesso che a un cittadino di Villa S. Giovanni
viene consentito di aprire un certo esercizio senza alcuna
autorizzazione mentre in Sicilia si ha bisogno di questa
autorizzazione.
Signor Presidente, onorevole Assessore alla cooperazione e
commercio, noi dobbiamo riportare l'impianto del disegno di legge
n. 909 a quello che è lo spirito originario e a quelle che sono
le finalità e i principi del decreto Bersani. Dobbiamo eliminare
l'invenzione tutta sicula che è quella di dividere il settore non
alimentare in due sotto settori: uno per l'abbigliamento e le
calzature e l'altro per i prodotti vari.
Tutto ciò ha un obiettivo preciso: quello di legalizzare i
cosiddetti corsi professionali che, molto spesso, sono un
taglieggiamento dei cittadini che vogliono iniziare e svolgere
l'attività commerciale.
Non ha senso imporre ai soggetti che vogliono intraprendere
un'attività commerciale i corsi professionali quando si tratta di
attività non alimentari, perché non è in pericolo la salute
pubblica; quando invece è in pericolo la salute pubblica bisogna
obbligare a svolgere questi ruoli.
Bisogna evitare che vengano concentrati i corsi in alcune
associazioni di categoria ma bisogna allargare la platea dei
soggetti che possono svolgere i corsi professionali.
L'unica cosa accettabile di questo disegno di legge è la
riduzione delle superfici per quanto riguarda la tipologia degli
esercizi commerciali, quegli esercizi commerciali individuati da
questo disegno di legge.
Per andare alla conclusione, onorevole Presidente, ritengo
che non è sufficiente a difesa del commercio l'attuale legge, ma
occorre portare avanti altre iniziative che riguardano il
credito, il rapporto con le banche, l'usura e il pizzo, cioè dare
sicurezza agli operatori commerciali, dare sicurezza a tutti gli
imprenditori e quindi al riguardo dobbiamo dire che per portare
avanti una battaglia per lo sviluppo del commercio, dare queste
garanzie ai cittadini e dichiarare anche noi che in materia la
tolleranza deve essere zero.
Quindi anche con questi strumenti riteniamo se bene
sistemati possiamo dare un contributo allo sviluppo dell'attività
economica e commerciale della nostra Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io desidero fare una
considerazione, avendo dato una lettura al disegno di legge, e
senza invadere nessun campo, ma ho il dovere di dire che questo
disegno di legge trasformato in legge è uno strumento
illeggibile, perchè astruso, ci vogliono avvocati sottili e fini
per capire cosa vuole dire il legislatore.
L'ho notificato anche informalmente al governo, vorrei
capire, e tutti gli articoli sono così, come può una persona di
cultura relativamente bassa comprendere l'articolo 7, per
esempio, nel quale articolo si dice "l'apertura, il trasferimento
di sede nelle zone del territorio comunale non sottoposte ai
limiti di cui all'articolo 5, comma 2, lettera c) e l'ampliamento
della superficie fino ai limiti di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera e) e di un esercizio di vicinato di cui al raggruppamento
terzo dell'allegato A" e via dicendo..
Vorrei capire che razza di legge è questa. Allora io credo
che qui ci sono funzionari, ci sono parlamentari che fanno parte
di un organismo importante che le leggi devono essere scritte in
maniera tale che un semplice cittadino possa interpretarle e
possa, in qualche maniera, leggerle in modo tale da poter capire
che cosa ha davanti.
E' formalmente corretto quello che c'è scritto qui, non è
socialmente corretto non è politicamente corretto, non è
possibile che un qualunque cittadino possa interpretare una legge
del genere.
Allora, evidentemente, con tutto il rispetto per il
Parlamento e dovendosi svolgere la discussione generale, io credo
che in commissione, sotto l'aspetto tecnico anzichè fare rimandi
a commi e articoli di altre leggi si possa trascrivere che cosa
quel comma e quell'articolo dice, in maniera semplice e senza
bisogno di grandi avvocati si possa capire che razza di legge
stiamo affrontando.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, credo di
interpretare il suo intervento nel senso di aiutare il Parlamento
a legiferare in maniera chiara.
Le debbo però dire che per quanto riguarda proprio
l'articolo 7, l'articolo 7, a prescindere il fatto che la
discussione generale e la discussione sui singoli articoli
servono anche a migliorarne il testo e la formulazione, però le
debbo dire che l'articolo 7 per quanto può sembrare formulato in
maniera astrusa, è invece di una chiarezza estrema.
Sarà che magari letto in una certa maniera e dopo un giorno
di lavoro sembra di difficile interpretazione, ma l'articolo 7 è
uno degli articoli che è nella sua formulazione chiaro e preciso.
Dopodiché possiamo fare anche uno sforzo a scrivere gli
articoli in maniera diversa, ma questo è sempre consentito a
chiunque. Chiunque voglia presentare emendamenti per riscrivere
il testo, riscriverlo in maniera chiara, può farlo.
Il Governo ha presentato emendamenti probabilmente anche
all'articolo 7, adesso non mi ricordo. Se c'è qualcuno che pensa
di scriverlo in maniera diversa e migliore non ha altro che
attivare lo strumento, la procedura della presentazione degli
emendamenti. Il Governo così l'ha saputo scrivere, la Commissione
così l'ha saputo scrivere, l'Aula può, ovviamente, scriverlo in
maniera anche più chiara. Ma le garantisco che è scritto in
maniera estremamente chiara, che può capirlo chiunque debba
attivare un esercizio commerciale.
PRESIDENTE. Non capisco la precisazione del Governo
sull'intervento del Presidente. Ne terremo debitamente conto, con
tutto il rispetto.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo perchè su questa materia occorre fare, a mio avviso,
chiarezza per evitare che possano sorgere delle
strumentalizzazioni sui lavori che noi stiamo svolgendo oggi
pomeriggio. E' una posizione per la quale noi riteniamo che un
disegno di legge così rilevante, una riforma strutturale, anche a
riguardo della nostra economia e del nostro sviluppo, abbisogna
non di tempi particolarmente contingentati, non di tempi che
possono limitare il pieno svolgimento e l'ampio svolgimento di un
dibattito a fronte del quale noi ci auguriamo che vi possano
essere quegli approfondimenti che portino a migliorare questo
disegno di legge, anche per questo richiamo che il nostro
Presidente dell'Assemblea ci ha voluto fare, anche per quanto
riguarda il lato esclusivamente letterale del contenuto di questa
legge che, quindi, deve essere ulteriormente migliorata non
foss'altro che nel lessico, rendendola più chiara ed
intellegibile a tutti i siciliani.
Ma credo che un dato fondamentale che deve essere chiarito è
quello che la posizione che Forza Italia ha inteso assumere in
Commissione, che era comunque di approvazione di questo disegno
di legge nel testo così come è stato approvato, peraltro credo
all'unanimità, in Commissione, è diverso questo indirizzo
rispetto a quello che il Governo ha maturato con una serie di
emendamenti che, per primi, ribadisco meritano un approfondimento
ed un dibattito maggiore, perchè sì in questo caso abbiamo due
indirizzi assolutamente diversi e contrastanti. Noi abbiano un
indirizzo che tiene conto certamente, e ne siamo fautori e
paladini, di un processo di liberalizzazione dell'attività
economica, ma siamo altrettanto paladini e siamo altrettanto
consapevoli dell'importanza di regolamentare tutta questa materia
nella nostra Regione per le ragioni economiche, sociali e di
sicurezza del nostro territorio siciliano.
Noi siano assolutamente convinti che una liberalizzazione
<<tout court>> non vada nel segno dello sviluppo della nostra
Regione, ma possa incorrere in qualche, definiamolo così,
<<fastidio>>, in qualche controindicazione, che è sotto gli occhi
di tutti, perchè non c'è dubbio che da più parti si levano alte
le grida di pericoli di inquinamento, le grida di riciclaggio di
denaro, le grida di appropriazione dei settori dell'attività
economica da parte della criminalità organizzata. E non ricordare
che la Sicilia tristemente è affetta da un bubbone terribile,
qual è quello della mafia, e ritenere che le condizioni
socio-economiche, di sicurezza del nostro territorio siano
assolutamente identiche a quelle di altre parti del nostro Paese,
quali ad esempio possono essere quelle del Settentrione, del
Nord-Est, dello sviluppo ricco e forte di alcune zone del
Centro-Nord del nostro Paese, ritenere che una riforma possa
andare bene un po' per tutte le zone geografiche del nostro
Paese, secondo me, è un errore. Ed è un errore forti di quella
premessa: dobbiamo liberalizzare, dobbiamo certamente andare
verso quell'indirizzo, ma dobbiamo saperlo fare, con il buon
senso e cum grano salis,,non trascurando le forti differenze che
vi sono la Sicilia ed il resto del Paese.
Questa premessa mi porta a convincermi ulteriormente che le
modifiche che il Governo vuole apportare su alcuni passaggi sono
gravi e sono negative. Perchè laddove si vuole trasferire la
competenza per quanto riguarda, ad esempio, le autorizzazioni che
riguardano la grande distribuzione, la si vuole mantenere
nell'ambito del comume, si commette un grande errore. Perchè la
grande distribuzione è troppo ovvio che non comporta soltanto
un'attività economica all'interno di quella città, di quel
comune, ma comporta proprio perchè si tratta di strutture
particolarmente rilevanti, di grande distribuzione, comporta
interessi che toccano anche più zone del territorio di più enti
locali.
Per cui noi riteniamo che anche nell'interesse generale,
strategico, sia assolutamente migliore e preponderante una
soluzione che veda la Regione come competente in questa
fattispecie.
Noi crediamo che anche una serie di modifiche che questo
Governo ha portato, per esempio, al nostro disegno di legge, così
com'è stato approvato in commissione, siano sbagliate per quanto
riguarda, ad esempio, il problema delle misure relative relative
alla piccola attività commerciale: Anche in questo caso è troppo
ovvio che pensare che quelle misure possano essere standard per
Monterosso Almo, il mio paese, rispetto ad altri comuni e ad
altre realtà di altre zone del territorio, mi pare talmente
ovvio, ma anche in questo caso, in maniera troppo pedissequa
rispetto alla legge base Bersani, si commette un errore laddove
si riproponesse una maniera pedissequa qui nel nostro territorio.
E posso continuare anche per quanto riguarda alcune modifiche che
questo Governo ha inteso apportare anche nella materia degli
orari di apertura e di chiusura delle attività commerciali, e
anche per quanto riguarda, per esempio, l'eliminazione di quella
terza tabella che la commissione ha inteso introdurre ed
approvare nel disegno di legge base, così com'è uscito dalla
Commissione, per quanto riguarda l'abbigliamento, anch'esso
soggetto ad autorizzazione.
Così come in alcune cose - non integralmente su tutta questa
materia - il Governo non è d'accordo però - ad esempio
l'Assessore Battaglia - per quanto riguarda la limitazione dei
corsi professionali soltanto al settore alimentare, mentre il
disegno di legge della Commissione invece estende i corsi
professionali per tutti, e l'esempio, dibattendo della materia,
il Presidente Fleres faceva, vorrei capire se è più grave che il
corso professionale debba essere svolto perchè non si venda una
fettina di salame avariato rispetto al rischio che si possa
correre nel vendere invece del borotalco non so bene quale
prodotto eventualmente pericoloso o velenoso.
Quindi sotto questo profilo credo che lo svolgimento dei
corsi professionali per tutte le categorie e per tutti i settori,
rispetto soltanto a quello alimentare, mi sembra uno degli esempi
per cui questa legge dev'essere assolutamente migliorata. Anche
perchè, capiamoci, il testo base di questa norma, almeno per
quanto riguarda la base e la liberalizzazione, è assolutamente
coerente con quell'indirizzo di ispirazione che proprio Forza
Italia porta avanti, perchè laddove occorre l'autorizzazione
soltanto per gli alimentari e per l'abbigliamento, e soltanto per
i prodotti non alimentari non occorre autorizzazione, è un altro
esempio che serve a dimostrare come effettivamente Forza Italia
vuole la liberalizzazione ma la vuole, ribadisco, con il buon
senso e "cum grano salis" cioè tenendo conto di questa nostra
realtà, perchè è comunque in questo disegno di legge il principio
che basta la semplice comunicazione per l'avviamento e l'apertura
di una qualunque piccola attività commerciale.
Quindi sotto questo profilo si può effettivamente ritenere
che è strumentale un atteggiamento del Polo, e nella fattispecie,
da parte di Forza Italia, laddove si batte perchè questa norma
abbia il tempo di poter essere ulteriormente dibattuta e di
potere essere approfondita e migliorata?
Riteniamo effettivamente che un disegno di legge così
strategico, ribadisco, nella nostra economia, perchè tanto per
fare un esempio, che è sotto gli occhi di tutti, che anche alcuni
settori trainanti del nostro commercio, quali possono essere
quelli della terza tabella dell'abbigliamento, comportano
certamente un approfondimento laddove, ribadisco, non fosse anche
quel settore sottoposto ad autorizzazione. E laddove si facesse
soltanto una distinzione tra settore alimentare, con
l'autorizzazione, e tutti gli altri settori senza autorizzazione,
si ritiene che volere anche al settore dell'abbigliamento
applicare la normativa dell'autorizzazione è un fatto limitativo
o non è un fatto che vada nel segno di garantire una
liberalizzazione sana e quanto più possibilmente compatibile con
quelle condizioni socio-economiche del nostro territorio?
Ecco perché io credo che questo disegno di legge che, via
Dio, noi accogliamo con soddisfazione, però merita
quell'approfondimento che ci preoccupiamo tempi contingentati ed
in questo credo che vi sia stato anche qualche fraintendimento
nel corso della Conferenza dei Capigruppo a cui io informalmente
ho avuto modo di assistere, perché laddove il Presidente della
Regione replica all'invito che faceva il capogruppo di Forza
Italia, onorevole Alfano, che dichiarava la disponibilità del
nostro Gruppo di contingentare i tempi per alcune normative che
riteniamo urgenti e indifferibili, mentre non poteva certamente
garantire un percorso che "contingentato" in questo caso voleva
significare "accelerato" e quindi a mio avviso si correva il
rischio, come qualche deputato anziano ricordava, anche della
maggioranza, stamane, che si corre il rischio che con la fretta
non si fanno buone leggi, che senza approfondimenti non si fanno
buone leggi, non capisco la posizione per la quale stamattina il
Presidente disse va bene, posto che volete contingentare i tempi
soltanto per alcune e non per l'intero percorso legislativo, che
è un percorso che ormai ha superato addirittura anche le 16-18
leggi che sono elencate tra quelle ipotizzabili che debbono
essere necessariamente svolte, pena chissà i ripensamenti di
questo Governo e di questo Presidente che ci notizierà alla luce
di tutto quello che avverrà in quest'Aula, in cui il Polo e Forza
Italia è già dimostrato non partecipando e non cercando di
ostacolare un percorso che vada nel segno effettivamente dello
svolgimento delle attività e nel segno dell'emanazione delle
leggi, non ha - l'esempio di poc'anzi per quanto riguardava il
disegno di legge n. 929 che riguardava il lavoro nel corso del
quale non si è neanche praticamente svolta la discussione
generale alla quale si è rinunciato è un segno tangibile, vero,
concreto di una disponibilità a fare sì che si lavori e si lavori
su quelle che noi come Forza Italia e come opposizione abbiamo
ritenuto essere quelle materie fondamentali che venissero
dibattute e che sono certamente per noi materia urgente ed
indifferibile, la materia del lavoro innanzitutto, la materia di
quelle norme che riguardavano i trasporti, che riguardavano i
CORECO, che riguardavano i forestali, erano quelle le vere
priorità. Tutte le altre, ivi comprese riforme strutturali,
significative, di settori forti della nostra economia, com'è il
commercio in modo particolare, ritenevamo e continuiamo a
ritenere di essere coerenti con la nostra posizione assolutamente
costruttiva in sede di opposizione, meritavano
quell'approfondimento che viceversa il Presidente Capodicasa non
ha saputo cogliere dicendo che allora visto che il
contingentamento poteva andare bene soltanto e non per tutte,
allora a questo punto vi faccio sapere dopo, vedremo quello che
succederà da qua al 5.
Un atteggiamento che non mi sembra di potere condividere, ma
di dovere assolutamente contestare.
E quindi non posso non rimarcare che questa normativa ci
vede assolutamente favorevoli che venga dibattuta e discussa. La
nostra grande preoccupazione è quella che la fretta e quindi un
mancato eventuale approfondimento anche in Commissione, sia dal
punto di vista letterale, che del contenuto per l'accertamento
anche di queste poche battute che io ho svolto per quanto
riguarda alcuni passi comunque significativi di differenza che vi
è fra il testo così come approvato in Commissione ed il testo
così come appare emendamento dal Governo successivamente a quel
passaggio...
Abbiamo già avuto modo di vederli perché sono già
presentati. Assessore Battaglia, la posizione che il Governo ha
svolto anche nei confronti della Commissione successivamente
all'approvazione del disegno di legge, portano certamente a
quegli esempi che ho fatto di differenziazione tra questi due
testi...
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Sono qua gli emendamenti.
BUFARDECI. Ce ne sono alcuni presentati in Commissione anche
in precedenza, che vanno nel segno di una differenza tra quel
testo e questo.
BATTAGLIA, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca.1Il Governo non ha presentato finora
alcun emendamento né in Commissione, né in Aula.
BUFARDECI. La posizione per la quale vi è stata, diciamo, la
querelle, anche in Conferenza dei Capigruppo, nasce proprio da
questo, dal fatto che la Commissione ha richiesto un
approfondimento, una verifica di questa materia proprio perché vi
sono delle differenze che sono sorte dalla data di approvazione
della Commissione in poi.
Questo è un dato incontrovertibile. E' inutile che ce lo
nascondiamo. Che poi non sono state formalizzate attraverso gli
emendamenti che il Governo si riserva di fare, va bene. Ma già si
conoscono però quegli indirizzi e noi comunque nell'elencazione,
anche se assolutamente breve che io ho svolto poc'anzi di alcuni
degli esempi che portano a ritenere questa legge assolutamente
migliorabile e da migliorare attraverso proprio quell'indirizzo
che è avuto sin dalla Commissione, con gli aggiustamenti che ho
poc'anzi accennato, mi portano a ritenere che proprio questa è
una materia per la quale il contingentamento dei tempi sia
assolutamente incompatibile, proprio perchè - ribadisco - la
liberalizzazione "tout court" nella nostra Regione, nella nostra
economia, non è paragonabile, ed in alcuni casi compatibile, con
quel procedimento assolutamente liberalizzante, senza quelle
distinzioni alle quali ho accennato.
Perchè, ribadisco, è altra cosa il nostro piccolo comune,
altra cosa sono le misure delle attività commerciali in qualche
nostro piccolo comune, in qualche nostra zona, rispetto al resto
del Paese.
Per cui, con questo auspicio e forte di questa volontà ho
preso la parola ed ho richiesto di intervenire forte del
convincimento che, attraverso questi aggiustamenti e gli altri
che quest'Aula sarà produrre, potremo, comunque, andare a
svolgere una attività che vada nel segno di migliorare la legge e
di rendere un servizio ai nostri concittadini per quel settore -
ribadisco - strategico che ha sempre rappresentato il commercio
nella nostra economia, per tutti i settori che ad essa fanno
riferimento.
Quindi, con questo auspicio, concludo il mio intervento e mi
auguro che ci sia modo che quest'Aula, eventualmente, rimetta
alla Commissione, per un approfondimento non solo del lessico del
testo ma anche, e, soprattutto, delle parti di differenziazione
che vi possono essere tra un indirizzo che, ad esempio, assessore
Battaglia, è certamente esistente come differente tra la
competenza per quanto riguarda la grande distribuzione a carico
del comune rispetto a quella che noi pensiamo essere migliore, a
vantaggio della competenza della Regione. Per citare un esempio
che vi è come di differenza tra i due orientamenti.
Ma mi auguro che quest'Aula sappia ulteriormente migliorarla
e fare sì che effettivamente, nel corso dei lavori di questi
giorni, si possa produrre una legge che quest'Aula, quest'Aula, e
concludo, assessore Battaglia e signori del Governo, quello che
io voglio ulteriormente puntualizzare, e mi scuso, assessore
Battaglia, se ho voluto poc'anzi fare riferimento anche ad un mio
commento di natura strettamente politic per quanto riguardava i
lavori e le conclusioni che vi sono stati nella Conferenza dei
capigruppo, quello che deve essere assolutamente certo è che
quest'Aula è assolutamente aperta e pronta a fare sì che
quest'Aula possa eventualmente approvare una legge che serve ai
siciliani.
Che non può, viste le condizioni politiche che stiamo
vivendo in questi giorni, da martedì ad oggi, con le
dichiarazioni che hanno preceduto queste giornate molto convulse
di lavori e di conferenze dei capigruppo, con lo stato di crisi
di questo Governo non c'è dubbio che a fare queste riforme
strutturali deve essere quest'Aula, ma, ribadisco, nel pieno
rispetto dei tempi, dei termini, della necessità di
approfondimento e di miglioramento che una legge così importante
ha.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor presidente, onorevoli colleghi, io, molto
brevemente, non occuperò nè venti nè dieci minuti ma appena due o
tre minuti per fare delle osservazioni che sono forse ovvie.
Questo disegno di legge, proposto dal Governo, dal
presidente della Regione Capodicasa e dall'assessore Battaglia,
tiene conto del disegno di legge Beninati del 14 maggio 1999, del
disegno di legge Fleres dell'11 novembre 1998, del disegno di
legge Capodicasa, Battaglia ed altri del 28 maggio 1998.
Tiene conto, cioè, di altri quattro disegni di legge che
sono alla base del disegno di legge che arriva in Aula.
E' corroborato, altresì, da un voto unanime della
Commissione, nella quale Commissione l'opposizione è in
maggioranza rispetto alla maggioranza che presenta poi alla fine
il disegno di legge.
Allora io mi rendo conto che se non ci sono le risibili
impostazioni di carattere personalistico questo disegno di legge
ha avuto un approfondimento, non secondario, ma forte, da parte
delle opposizioni più che dalla stessa maggioranza, avendo
ingresso in Aula con un parere unanime di quella Commissione.
E anche negli incontri fatti nella riunione dei capigruppo
io non posso non dimenticare ciò che ha detto Fleres, presidente
di quella Commissione ed anche negli incontri fatti nella
riunione di capigruppo, io non posso non dimenticare ciò che ha
detto Fleres, Presidente di quella Commissione, se il disegno di
legge passa così per come è uscito dalla Commissione, anche
quindi con gli strafalcioni di cui il Presidente dell'Assemblea
ha fatto cenno inizialmente all'articolo 7, se passa nel modo
come la Commissione lo ha esitato, non avremmo difficoltà ad
approvarlo.
Cosa diversa è quando si arriva in Aula e per una mera,
secondo me, questione di principio ci si appella ad emendamenti,
ad approfondimenti ulteriori, a modifiche che possono essere
realisticamente apportate, se c'era il cosiddetto buon senso e la
cosiddetta indicazione del buon Governo a favore della gente di
Sicilia, che può essere affrontato nelle 24 ore, che poi
diventano 72 in cui, finita la discussione generale, gli
emendamenti vengono ripresentati in Aula.
Cioè non osta nulla sul piano della legittimità dell'atto,
se poi al di là delle legittimità c'è o interesse di ordine
politico, di maggioranza e opposizione, o ancora peggio interessi
personali non bene identificabili e certamente non nobili che
debbono portare alla non approvazione del disegno di legge con
l'urgenza che il disegno di legge merita, vedi la questione su
Palermo in cui c'è da un lato un Sindaco che sta applicando con
la sua Giunta la legge nazionale e in difformità a quanto la
Regione dovrà ancora legiferare.
Cioè un'assurdita nell'assurdità, il chè significa che il
disegno di legge è urgente, è indilazionabile ed ha la necessità
di essere sì anche corretto, sì anche modificato, ma ci sono i
tempi per poterlo fare se ci si vuole mettere alla luce del sole,
senza dovere difendere anche interessi di cui anche i giornali
hanno sottolineato qualche parte che io non considero vere e
reali, però è stata sui giornali riportata qualche notizia che
intereserebbe più o meno da vicino problemi di carattere piccolo,
settoriale, non di interesse generale, ma se queste non ci sono a
monte io ritengo che si possa arrivare in tempi brevi a quelle
modifiche che vengono richieste con gli emendamenti ed alla
soluzione per dare ai cittadini di Sicilia una legge nuova,
snella e che dia certezza di diritto e, quindi, di assoluta
certezza nei confronti della pubblica amministrazione.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopodiché l'Aula sarà sospesa per
trenta minuti perché il Presidente dell'Assemblea ha necessità di
incontrare una delegazione. Ho due Vicepresidenti, uno è
impegnato per una riunione importante, l'altro è sistematicamente
latitante, per cui dobbiamo organizzare i lavori in maniera tale
da poter adempiere gli impegni che abbiamo assunto.
BENINATI. L'intervento che mi appresterò a fare, caro
Presidente, è certamente, anzi trova la mia persona in lieve
difficoltà nell'intervento anche perché devo dire che questo
disegno di legge nel mese di luglio-agosto 1998 fu presentato
quale Assessore alla cooperazione, dal sottoscritto con il
Governo Drago.
L'imbarazzo che io ho e devo dirlo è nel manifestare che
oggi ho appreso che il disegno di legge è diventato urgente, ma
devo dire che il disegno di legge e ribadisco e leggerò anche la
circolare dell'Assessore, non ritengo che sia talmente urgente
perché l'urgenza di questo disegno di legge se allora la vogliamo
mettere sotto questo tono, beh, allora si potevano prendere i
contenuti dei disegni di legge che erano già pronti ancora prima
di ripresentarne un altro, si portavano degli emendamenti in
Commissione e forse il disegno di legge a marzo, ad aprile era
già fatto.
Tutto questo non si è fatto, e allora? Questa grande
urgenza che oggi noi stiamo vedendo, rispetto ad altri disegni di
legge che, e mi scuso, sono certamente più urgenti di questo Io
ne rammento uno, signor Presidente, a cui so che anche lei è
molto attaccato, ma forse è molto più urgente il disegno di legge
della pesca, perchè da due anni e mezzo la Sicilia non ha legge,
che la legge che, mi creda, la Sicilia ce l'ha la legge. Ce l'ha
talmente chiara che l'Assessore, nella circolare, lo dice pure.
Alla fine della circolare che c'è stata nel momento in cui ci fu
il dibattito, la diatriba, con il sindaco del comune di Palermo
sull'applicazione o meno della legge nazionale, la circolare
termina proprio così: "nelle more dell'approvazione di un
disegno di legge - che giustamente l'Assessore stava andando a
formalizzare, ma non valeva la pena perchè già ce n'era uno di
otto mesi prima fatto, nonchè agosto del 1998 - non si verifica
alcuna caducazione immediata della legge regionale n. 43 del
1972, nè nel suo insieme nè singole disposizioni. L'attuazione
delle norme fondamentali di grande riforma della nuova legge
richiederà l'esercizio della potestà legislativa della Regione
siciliana".
Quindi, mi scusi Assessore, lei si è contraddetto con
quanto ha detto nella circolare, perchè ora ha detto che in
effetti la legge nazionale sovraffà l'autonomia.
La circolare dice ben altro: "al momento desta dunque fermo
il dovere di tutte le autorità in indirizzo di continuare ad
applicare la legislazione regionale vigente in materia". La data
di questa circolare è il 23 aprile 1999, pubblicata nella
Gazzetta il 14 maggio 1999.
E allora, Assessore, non dobbiamo di colpo fare diventare le
cose da non urgenti a urgenti. Questa legge non è urgente. Io
condivido buona parte di questa legge, anche perchè, mi scusi,
per circa 44 commi questa legge da lei presentata è stata copiata
da altra, per circa 44 commi. Quindi, io sono per questa legge;
ma non mi dica che questa legge è urgente, altrimenti, mi creda,
vuol dire che noi vogliamo dire che tutto è urgente. E invece
della legge sulla pesca, che è urgente, non se ne parla neanche
in quest'Assemblea.
Dal 1996 questa Regione non ha legge sulla pesca.. Ma
nessuno dice niente.
Quindi il mio intervento sulla discussione generale, proprio
si limita a questo: all'inopportunità di aver fatto uno sforzo di
voler discutere questa legge, che oltretutto, forse, comporterà,
anche data la quantità degli articoli, a dilungarci su alcuni
articoli, quindi ci occuperà del tempo. E forse credo che era più
urgente in questo momento levarci tutti i disegni di legge più
celeri e, al limite, lasciare alla fine questo disegno di legge.
Se si fosse arrivati in tempo a concluderlo, bene, ma se questo
tempo io vedo che già comincia a prendersi su questa legge, che
non è urgente, io rassegnerei questa attenzione: di rivalutare
l'opportunità di discutere una legge che urgente non è e invece,
abbiamo detto, che è una legge urgente. Urgente non lo è.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
Riprenderà alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.29, è ripresa alle ore 20,04)
La seduta è ripresa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, la legge in oggetto è una legge di fondamentale
importanza per la Sicilia ed in particolare per gli operatori
economici siciliani e questa sessione d'Aula può, probabilmente,
caratterizzarsi per dare un segnale forte a chi opera in Sicilia
nel commercio, nell'artigianato, nelle attività produttive.
Perchè la legge sul commercio e la legge antiracket possono
rappresentare e devono rappresentare il momento qualificante
dell'attività di questa Assemblea.
Però dobbiamo stare attenti, dobbiamo essere vigili affinchè
le leggi siano leggi che realmente diano un servizio ai siciliani
e non creino solo ed esclusivamente confusione o momenti di
interpretazione.
Per questo condivido in pieno il monito ed il richiamo che
ha voluto fare il Presidente dell'Assemblea, onorevole Cristaldi,
dicendo che questa legge in alcune parti è una legge
incomprensibile.
E' una legge che ha bisogno chi deve interpretarla per
attuarla.
E non condivido da quanto detto da altri colleghi
precedentemente da questo banco, che questa legge è una legge che
è stata voluta da tutti, che ha avuto valutazioni anche di altri
governi e di altri deputati. Ma è necessaria che una legge di
questo genere possa avere un momento di grande attenzione da
parte della Commissione, affinchè sia una legge trasparente ed
immediatamente operabile dagli stessi commercianti che, poi, vuoi
o non vuoi, sono i soggetti a cui questa legge è diretta ed è
indirizzata.
Creare una legge sul commercio che richiama ad articoli, a
commi, a subcommi vuole creare confusione e crea sicuramente
danno a chi giornalmente opera in questo settore.
I commercianti siciliani e, purtroppo devo dirlo, dato le
notizie anche di questi giorni sui giornali, un momento fa un
gioielliere di Pisa è stato accoltellato, dimostrano come
l'attività del commerciante, come l'attività dell'artigiano e
dell'imprenditore hanno di bisogno - ed in Sicilia in particolar
modo - un'attenzione chiara, un'attenzione trasparente.
Questa legge, questa legge sul commercio è la legge che
andremo a discutere anche fra qualche giorno dell'antiracket,
possono essere delle leggi qualificanti del nostro Parlamento e
dell'attività di questi anni.
Però in questo senso è necessario avere un impegno chiaro e
forte non solo del Governo, ma della Commissione e del Parlamento
tutto.
Per questo è necessario che questa legge abbia ancora
momenti di valutazione, momenti di intesa fra i diversi soggetti
di quest'Aula, soprattutto con le organizzazioni dei
commercianti, con le organizzazioni del settore.
Importante notare come questa legge non deve garantire un
recepimento sic et simpliciter della legge nazionale, perché
dimostrerebbe una sconfitta della Sicilia, una sconfitta di
quella autonomia legislativa che ha garantito ed ha
caratterizzato la storia di questo Paese.
Infatti, ai sensi dello Statuto della nostra Regione, con
l'articolo 14 lettera l), lettera t), la Regione ha un'autonomia
legislativa esclusiva in materia di commercio e questa autonomia
è bene che la Sicilia sappia sfruttarla, sappia farla valere
soprattutto in tema di commercio.
Alcuni costituzionalisti autorevoli siciliani hanno definito
l'autonomia come una palla al piede per la Sicilia e questa palla
al piede purtroppo la stiamo vivendo anche in questi anni
soprattutto con il ritardo alle riforme strutturali e alle
riforme costituzionali che questa Regione ancora non riesce ad
adottare a differenza del resto del Paese.
Quindi, questa legge in materia di commercio deve
rappresentare il momento qualificante di un lavoro che il
Parlamento, la Commissione riesce a fare in termini di chiarezza,
di trasparenza ed anche in termini di innovazione, non è giusto e
rappresenterebbe una vera sconfitta dare o recepire una legge
nazionale.
E' per questo questa legge, una legge che tende a garantire,
a rispettare e a disciplinare un settore forte della Sicilia, un
settore economicamente produttivo come quello del commercio deve
trovare una larga convergenza e deve essere facilmente
comprensibile.
Inoltre, voglio anche sottolineare come avere distinto in
una tabella a parte il settore dell'abbigliamento rappresenta un
momento importante non solo come momento legislativo, come
momento di interessi economici, come momento di interessi più
svariati che riguardano le diverse tabelle merceologiche, ma
rappresenta la vittoria di una cultura, la vittoria di una storia
che ha visto la sartoria siciliana, che ha visto il mondo
dell'abbigliamento siciliano distinguersi e fare della Sicilia
anche qualcosa di qualificante e questo lo dico anche da soggetto
interessato, considerato che la mia famiglia, da diverse
generazioni opera in questo settore posso ritenere come il mondo
dell'abbigliamento siciliano è sempre stato all'avanguardia e
distinto rispetto a quello napoletano e rispetto a quello del
resto del Paese.
Voler distinguere, quindi, in una tabella diversa quella
dell'abbigliamento può volere anche significare rispettare
un'arte, una storia, una cultura che in Sicilia non è stata solo
quella dei beni archeologici ma anche quella delle sartorie e
dell'abbigliamento.
E per questo sono contrario nelle facili intuizioni o nei
facili provvedimenti che concernono la grande distribuzione.
Dobbiamo stare attenti a ciò che possono determinare i grandi
ipermercati o a ciò che può determinare la grande distribuzione
per anche per il modo di fare impresa, per il modo di fare
artigianato, per il modo di fare commercio in Sicilia.
E per questo i permessi per l'apertura di centri commerciali
o per l'apertura di grossi ipermercati, sebbene la cultura di
Forza Italia è una cultura liberista non è quella che può
dipendere dall'autorizzazione di un solo comune.
Perchè, onorevoli colleghi, un ipermercato, un centro
commerciale determina la variazione economica del tessuto non
solo di un piccolo comune ma dei comuni limitrofi e, a volte,
anche dell'intera provincia.
Questo soprattutto nel territorio siciliano, territorio
formato anche da piccoli comuni vicini che con la presenza di
centri di questo genere non determinerebbero sicuramente nuova
occupazione ma possono determinare danno all'economia e danno
anche alle nuove iniziative imprenditoriali che i giovani, i
disoccupati vogliono portare avanti:
Questa legge deve anche potersi collegare con le le leggi
del mondo del lavoro che si stanno portando avanti a livello
europeo ma anche nazionale e siciliano.
Nella legge sul lavoro che avremo nei prossimi giorni in
discussione, si inserisce addirittura il piano di inserimento
professionale seniores. Questi sono segnali momentanei, ma in
Sicilia l'economia, in Sicilia l'occupazione si può creare solo
con il commercio, dando sostegno al commercio. E pare strano che
i lavori di quest'oggi sono stati segnati da una mozione sul
Banco di Sicilia da un disegno di legge sul lavoro, da un disegno
di legge antiracket, da un disegno di legge sul commercio,
disegno di legge che vede la presenza di Forza Italia per
garantire la trasparenza e per garantire la comprensibilità delle
normative presenti:
Concludo volendo però approfittare non per piaggeria ma
perchè lo ritengo veramente un richiamo e un monito interessante
e che l'Assemblea e il Parlamento deve ritenere indispensabile,
il monito del Presidente dell'assemblea.
Questa legge deve essere il fiore all'occhiello della
Sicilia. E siccome è indirizzata a gente semplice, indirizzata a
gente che quotidianamente lavora con la praticità, questa legge
non può farsi richiamando articoli, controarticoli e tabelle, ma
deve essere la legge della semplificazione, la legge della gente
semplice, la legge che crede realmente a chi non vuole avere a
che fare con norme e contronorme, ma vuole avere un rapporto
diretto con i cittadini, con il proprio prodotto.
PRESIDENTE. Grazie, a lei onorevole Cimino.
Non essendoci altri deputati iscritti a parlare dichiaro
chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, poichè all'articolo 1 sono stati presentati
alcuni emendamenti, il disegno di legge viene rinviato a lunedì.
Presidenza del presidente Cristaldi
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE <<CONTRIBUTI DI
ESERCIZIO ALLE AZIENDE PUBBLICHE E PRIVATE, AGLI ENTI LOCALI ED
AI LORO CONSORZI ESERCENTI AUTOSERVIZI PUBBLICI PER IL
TRASPORTO DI PERSONE>> (851/A)
PRESIDENTE. Si torna al seguito della discussione del Disegno
di legge n. 851/A "Contributi di esercizio alle aziende
pubbliche e private, agli enti enti locali ed ai loro consorzi
esercenti autoservizi pubblici per il trasporto di persone",
posto al numero 2) del IV punto dell'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, era stato votato il passaggio all'esame
degli articoli, si era all'articolo 1, erano stati presentati
degli emendamenti, quindi per norma regolamentare era stato
sospeso; adesso sono rispettati i termini previsti dal
Regolamento.
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 1. Non avendo
alcun deputato chiesto di parlare lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi...
Presidenza del presidente Cristaldi
ALFANO. Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
PRESENTI.......26
VOTANTI........21
MAGGIORANZA....45
RICHIEDENTI.....5
CONGEDI.........2
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 21,30.
(La seduta, sospesa alle ore 20,25, è ripresa alle ore 21,30)
La seduta è ripresa. Siamo in fase di votazione
dell'articolo 1. Non sono stati presentati emendamenti.
BENINATI. Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
PRESENTI..... 26
VOTANTI...... 21
MAGGIORANZA...45
RICHIEDENTI....5
L'Assemblea non è in numero legale.
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta lunedì 2 agosto
1999, alle ore 18,30, con il seguente ordine del giorno,
chiarendo che le commissioni sono autorizzate a riunirsi nella
mattinata di lunedì e nelle ore antecedenti l'orario di
convocazione dell'Assemblea:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
- N. 380 "Opportuni interventi a sostegno del comparto
ortofrutticolo del Meridione", a firma degli onorevoli
Stancanelli Raffaele; Briguglio Carmelo; Caputo Salvino;
Catanoso Genoese Francesco; Granata Benedetto Fabio; La
Grua Saverio; Ricotta Michele; Scalia Giuseppe; Sottosanti
Fulvio Salvatore; Strano Antonino; Tricoli Marzio; Virzì
Gioacchino;
(29/07/99)
- N. 381 "Istituzione di una misura a favore dei porti
siciliani all'interno di 'Agenda 2000' ", a firma degli
onorevoli Fleres Salvatore; Barone Nicolò; Croce Antonino;
Alfano Angelo;
(30/07/99)
- N. 382 "Interventi in favore dei lavoratori della Telecom
operanti in Sicilia", a firma degli onorevoli Fleres
Salvatore; Barone Nicolò; Croce Antonino; Alfano Angelo.
(30/07/99)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Disposizioni in materia di lavoro" (n. 929/A) (seguito)
Relatore: Onorevole Barone
2) "Riforma della disciplina del commercio" (nn.
909-920-830-706/A) (seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
3) "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali ed ai loro consorzi esercenti autoservizi
pubblici per il trasporto di persone" (n. 851/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Adragna
4) "Modifiche al comma 1, dell'articolo 1, della legge
regionale 7 dicembre 1998, n. 23, concernente il termine di
durata in carica del Comitato regionale di controllo" (n.
852/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Virzì
5) "Disciplina della prospezione, della ricerca, della
coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva n.
94/22.CE" (nn. 442 - 54 - 473/A) (Seguito)
Relatore: Onorevole Fleres
6) "Istituzione del Parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento e del Parco archeologico
integrato di Selinunte, Segesta e Cave di Cusa" (nn.
453-302-724/A)
Relatore: Onorevole Adragna
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
demaniali per l'esercizio finanziario 1997" (n. 767/A)
2) "Modifiche alla legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni e alla legge regionale
27 aprile 1999, n. 10" (n. 935/A)
3) "Modifica e riapertura dei termini della legge regionale 1
marzo 1995, n. 19, concernente giacimenti di materiali di
cava nel territorio della Regione siciliana" (n. 475/A)
La seduta è tolta alle ore 21.40.