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Resoconto d'Aula della Seduta n. 376 di martedì 10 aprile 2001
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   Presidenza del vicepresidente Silvestro


    La seduta è aperta alle ore 16.20.

     LO   CERTO   ,  segretario, dà  lettura  dei  processi verbali
  delle  sedute numero 374 del 4 aprile  2001  e  numero  375 del 9
  aprile          2001 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
  approvati.

     PRESIDENTE. Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Antonino   Papania ha
  chiesto   congedo   per   la   seduta  odierna.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

     PRESIDENTE  Si  passa  al  primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  stati  presentati  i seguenti
  disegni di legge:

      -  "Disposizioni  sui porti e sul demanio marittimo regionale
      (n. 1265)
      -  d'iniziativa  parlamentare
      - presentato dagli onorevoli Giannopolo, Pignataro, Speziale
      in data 5 aprile 2001

      -  "Nuove  norme  sul  deposito  e  la custodia del materiale
      elettorale  di cui alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29,
      concernente  l'elezione  dei deputati all'Assemblea regionale
      siciliana" (n. 1266)
      - d'iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli onorevoli Silvestro, Lo Certo, D'Andrea,
      Scoma in data 10 aprile 2001

                     COMUNICAZIONE DI PARERE RESO

     PRESIDENTE.  Comunico il seguente parere reso dalla competente
  Commissione legislativa:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      -  "Borse  di  studio  aggiuntive regionali per la facoltà di
      medicina  e  chirurgia  - Anno accademico 2000/2001. Piano di
      assegnazione e ripartizione" (n. 364)
      - reso in data 27 marzo 2001
      - inviato in data 4 aprile 2001

      COMUNICAZIONE DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI
                     DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle  Commissioni legislative per il periodo dal 3 al 5
  aprile 2001:
                         BILANCIO E FINANZE (II)

     ASSENZE
     Riunione del 3.4.2001 (ant): GIANNOPOLO-LIOTTA-MANZULLO-SPAGNA
        "      "     "     (pom.): GIANNOPOLO-CINTOLA-LIOTTA-SPAGNA
                                   SPEZIALE
        "      "  4.4.2001 (ant.): CALANNA-LIOTTA-MANZULLO-SPAGNA
                                   SPEZIALE
        "      "  4.4.2001 (pom.): CALANNA-CINTOLA-LIOTTA-SPEZIALE
        "      "  5.4.2001 (ant.): GIANNOPOLO-AULICINO-CALANNA-LIOTTA
                                   MANZULLO-SPAGNA-SPEZIALE
        "      "  5.4.2001 (pom.): GIANNOPOLO-CALANNA-MANZULLO-
                                   PIGNATARO-SPEZIALE

        COMUNICAZIONI DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
  dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n.  32, ha trasmesso copia delle deliberazioni, n.  149 e n.  160
  adottate dalla Giunta regionale il 20-21 marzo 2001.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni:

      - con richiesta di risposta orale:

           N. 4403 - Equa  applicazione  nella  Regione  siciliana dei
           provvedimenti e delle  sanzioni  in  materia  di abusivismo
           vitivinicolo della Comunità europea.
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Oddo Camillo

           N. 4405 -  Chiarimenti  in  ordine all'ispezione effettuata
           presso  la  CIDEC  di  Trapani  da  parte  dell'Assessorato
           Cooperazione.
           - Assessore Cooperazione
           Firmatario: Oddo Camillo

           N. 4411 - Provvedimenti  circa  l'elezione  a  Sindaco  del
           Comune  di  Carini  (PA)  del  dott.  La  Fata,  Dipendente
           dell'AUSL n. 6  di  Palermo.
           - Presidente Regione
           -  Assessore Enti  Locali
           Firmatari:  Mele Manlio;  Zanna Antonio;

           - con richiesta di risposta scritta:

           N.  4404 - Piena  applicazione,  da  parte  del  Comune  di
           Partinico, del Piano attuativo in zona territoriale D2.
           - Assessore Cooperazione
           Firmatario: Giannopolo Domenico

           N. 4406 - Notizie  in  ordine  agli interventi previsti dal
           Programma pluriennale  regionale  attuativo del Regolamento
           CEE n. 2080/92 -  campagna  1998/99  per  la  provincia  di
           Palermo.
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Giannopolo Domenico

           N. 4407 - Lavori di sistemazione della Via San Girolamo ad
          Acireale (CT).
          - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore

           N. 4408 - Notizie  circa  il funzionamento del Dipartimento
           di  salute  mentale   del   distretto  di  Caltagirone,  in
           provincia di Catania.
            - Assessore Sanità
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.   4409  -   Verifica   dei   criteri   di   applicazione
           dell'imposta ICI a San Giovanni Galermo (CT).
           - Assessore Enti Locali
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N. 4410 - Revoca  dei  decreti  assessoriali del 17 gennaio
           2001,  relativi  a   concorsi  interni  nel  ruolo  tecnico
           dell'Amministrazione dei Beni culturali.
           - Presidente Regione
           - Assessore Beni Culturali
           Firmatario: Martino Federico.

           N.  4412 - Notizie circa l'assegnazione dei pazienti presso
           le Comunità alloggio  e  le  Residenze  sanitarie assistite
           site nella provincia di Catania.
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Fleres Salvatore

           N.   4413  -   Informazioni  sull'erogazione  dei  benefici
           creditizi rivolti agli  artigiani  nel periodo compreso tra
           il 1 aprile e l'8 gennaio 2001.
           - Assessore Cooperazione
           Firmatario: Fleres Salvatore

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  mozioni:

           N.   525   "Sollecita  riformulazione  dei  termini  e  dei
           criteri  relativi  alla  regolarizzazione  dei  vigneti  di
           Riesi, Butera, Mazzarino,  Vallelunga, Marianopoli e Gela",
           degli     onorevoli    Pagano,    Castiglione,    D'Aquino,
           Croce.
           Presentata il 6/04/01

           N.   526   "Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per
           l'abolizione  del   canone   televisivo",  degli  onorevoli
           Pagano, Castiglione, D'Aquino, Croce.
           Presentata il  6/04/01

           N. 527  "Impegno  del  Governo  della Regione nei confronti
           del Ministero delle  Telecomunicazioni  per il rispetto del
           codice  di   autoregolamentazione  nei  mass-media",  degli
           onorevoli Pagano, Castiglione, D'Aquino, Croce.
           Presentata il 6/04/01

     RICOTTA.  Dichiaro  di  voler  apporre  la  mia firma alle tre
  mozioni testé comunicate.

                PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data di
  discussione.

        COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico   che  con  nota  del  3  aprile  2001,
  pervenuta  al  Servizio  di  Segreteria  il  4 aprile successivo,
  l'onorevole   Croce  ha  chiesto  di  apporre  la  propria  firma
  all'interrogazione n.  4346:  "Attuazione degli impegni economici
  assunti nel nuovo contratto collettivo per la medicina generale".

               L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

        PRESIDENTE. Si passa al  punto  II  dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e per  gli  effetti  degli articolo 83, lettera
  D), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

      N.   521   "Interventi   per   intensificare   il  ricorso  a
      prestazioni sanitarie alternative al ricovero ospedaliero",
      degli onorevoli Fleres, Croce, Beninati e Accardo;

      N.  522  "Liquidazione  delle  istanze  pregresse del settore
      vitivinicolo,  presentate  ai  sensi  del  POP 1994-99 misura
      8.3",  degli  onorevoli  Fleres,  Croce,  Accardo, Beninati e
      Castiglione.

      N.   523  "Indennizzo  agli  agricoltori  operanti  nell'area
      protetta del Bosco di Santo Pietro a Caltagirone (CT)", degli
      onorevoli Fleres, Accardo, Croce, Grimaldi.

      N. 524 "Iniziative circa la recente divulgazione di materiale
      di  propaganda  sul  nazismo  presso  il  Liceo  classico 'G.
      Garibaldi'  di  Palermo", degli onorevoli Guarnera, La Corte,
      Vella, Piro.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     LO CERTO , segretario:

                  "  L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              -   è    facilmente   riscontrabile   una   costante
              lievitazione  dei   costi   della   sanità  pubblica
              nonostante   alcuni  recenti  provvedimenti  abbiano
              razionalizzato alcuni  aspetti  legati  ai costi dei
              diversi servizi ed alle modalità di erogazione degli
              stessi;

              - in alcune  province  siciliane ed in altre Regioni
              italiane   si    stanno   sperimentando   forme   di
              prestazioni sanitarie  alternative  al ricovero, per
              esempio  nel   caso   di  malati  terminali,  malati
              cronici, parti, etc.;

              -  tali forme  alternative  di  cura  comportano  un
              notevole    risparmio    dei   costi   per   singola
              prestazione,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    e per esso
                            L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              a  verificare   la  possibilità  di  sperimentare  e
              regolamentare  l'erogazione di prestazioni sanitarie
              alternative al ricovero ospedaliero. " (521)

              (21 marzo 2001)
                                   FLERES - CROCE - BENINATI -
                                   ACCARDO

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              -     presso     gli     Ispettorati     provinciali
              dell'agricoltura della  Sicilia  giacciono numerose
              pratiche relative al settore vitivinicolo, attinenti
              alla misura  8.3  del  POP  1994/1999,  regolarmente
              presentate ed istruite;

              - tali  pratiche  sono  rimaste  per  la  gran parte
              inevase perché  non  sono  state reperite le risorse
              per far fronte agli impegni finanziari conseguenti;

              - il  complemento  di  programmazione al punto 4.2.1
              ammette al  finanziamento,  con  i  fondi  di Agenda
              2000, le pratiche pregresse relative alle precedenti
              misure del POP  8.1,  8.2,  8.4, 8.5, 8.6, 8.7, 9.3,
              11.1;

              - le  pratiche  presentate  con  il  POP  1994-1999,
              misura   8.3,   settore  vitivinicolo,  non  trovano
              rispondenza  nel   POR   perché   tale   settore   è
              disciplinato  dalla  nuova  organizzazione comune di
              mercato;

              - all'interno della stessa organizzazione di mercato
              non sono previsti i finanziamenti per il pregresso;

              - tale  situazione  si  ripercuote  gravemente sulla
              categoria,  penalizzando  duramente quegli operatori
              che hanno ritenuto di investire per la realizzazione
              delle opere  di miglioramento fondiario, assumendone
              direttamente gli oneri;

              -  tale   eventuale   impostazione   creerebbe,  tra
              l'altro, difformità  di trattamento tra imprenditori
              agricoli delle  stessa  Regione, seppure di comparti
              diversi,   rischiando   di   generare   un  notevole
              contenzioso;

              - è necessario dunque intervenire al  più presto per
              fronteggiare   questa    emergenza    che   potrebbe
              definitivamente  cancellare  un  nutrito  numero  di
              imprese vitivinicole,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad adottare con urgenza un provvedimento che preveda
              lo  stanziamento delle somme  necessarie  a  coprire
              l'esposizione delle  aziende  vitivinicole siciliane
              derivante  dalle  pratiche pregresse giacenti presso
              gli Ispettorati  agrari,  presentate  a  norma della
              precedente  programmazione (POP 1994-99, misura 8.3)
              e non ancora liquidate." (522)

              (21 marzo 2001)

                                     FLERES - CROCE - ACCARDO -
                                     BENINATI - CASTIGLIONE

                  "  L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              -  l'attuale  perimetrazione  dell'area protetta del
              Bosco  di  Santo Pietro ricomprende numerosi terreni
              agricoli;

              -   le  limitazioni  nell'attività  venatoria  hanno
              prodotto  un'eccessiva proliferazione di conigli che
              aggrediscono irrimediabilmente le colture provocando
              danni assai consistenti;

              -  è  indispensabile procedere alla riperimetrazione
              dell'area  ed  all'avvio  di  una attività venatoria
              selezionata   e  programmata  così  da  limitare  la
              presenza di conigli e, dunque, ridurre i danni;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -   a  provvedere  alla  riperimetrazione  dell'area
              protetta del Bosco di Santo Pietro a Caltagirone;

              -  a  programmare  una  corretta  azione di prelievo
              venatorio  selettivo  relativo  alle specie cunicole
              eccedentarie;

              - a risarcire gli agricoltori danneggiati." (523)

              (22 marzo 2001)

                                    FLERES - ACCARDO - CROCE -
                                    GRIMALDI

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              -  recentemente  al Liceo classico 'G. Garibaldi' di
              Palermo sono stati distribuiti volantini e materiale
              di  propaganda  sulla cultura antisemita e sulle SS,
              nei  quali quest'ultime sono viste sotto una luce di
              rispetto  e dedizione a ideali nobili, piuttosto che
              come belve feroci macchiatesi dei crimini più atroci
              che l'uomo sia mai stato in grado di  compiere verso
              suoi simili;

              -  la  divulgazione  di  tale  materiale è in palese
              contrasto  con  la  normativa  attuale  che vieta la
              propaganda  e  la  diffusione  in qualsiasi forma di
              materiale che inciti all'odio razziale;

              -  tali  comportamenti,  oltre  a  essere  di dubbia
              valenza culturale e riprovevoli da un punto di vista
              etico,   sono  perseguibili  penalmente  secondo  il
              decreto Mancino;

              -  il Liceo palermitano, in qualche modo, ha messo a
              disposizione degli studenti che hanno distribuito il
              materiale pseudo-culturale sopra menzionato, riuniti
              in  un  gruppo  autodenominatosi 'Nucleo Garibaldi',
              spazi    all'interno   della   scuola   per   potere
              liberamente  propagandare e distribuire il materiale
              'informativo' e tenere seminari faziosi;

              - fra i documenti distribuiti dagli studenti vi sono
              anche  due  quaderni  stampati dal circolo culturale
              'Occidente',   vicino   agli  ambienti  di  Alleanza
              Nazionale,  che  annovera  fra i suoi soci esponenti
              politici    di   AN   i   quali   hanno   provveduto
              tempestivamente  a  'rassicurare' docenti e genitori
              minimizzando  in  maniera  strumentale il problema e
              focalizzando,    nell'iniziativa     del     'Nucleo
              Garibaldi',  soltanto lo studio della vita  e  delle
              azioni del nazionalista rumeno Zelea Codreanu  e non
              l'apologia del nazismo e dell'operato  delle polizie
              naziste e dell'antisemitismo;

     CONSIDERATO che:

              - è compito dei docenti e del preside in primis, con
              la  collaborazione  degli studenti,  vigilare  sullo
              svolgimento  di  una  corretta  didattica   e  sulle
              attività  extradidattiche che non debbono  mai  fare
              del  nazismo,  dell'antisemitismo, del  razzismo  in
              tutte  le  sue  forme, materiale di  propaganda  per
              promuovere l'odio verso razze considerate inferiori;

              - i docenti e il preside dovrebbero  invece favorire
              l'assunzione   di  responsabilità   degli   studenti
              promuovendo iniziative che siano  espressione  degli
              interessi  dei  giovani,  favorendo   una   corretta
              informazione  degli  eventi funesti, del  passato  e
              contemporanei;

              - è estremamente scorretto che un partito politico -
              che deve, comunque, rifarsi ai valori e  agli ideali
              della   Costituzione   -    utilizzi    associazioni
              pseudo-culturali  a  esso  vicine  per  propagandare
              idee  altrimenti improponibili, dato il loro passato
              di complicità con i più atroci crimini che siano mai
              stati commessi contro l'umanità;

              -  tali  idee vengono propagandate all'interno della
              scuola  pubblica  che,  costituzionalmente, dovrebbe
              educare  al rispetto del prossimo e alla democrazia,
              all'uguaglianza  e  al pluralismo, al fine di creare
              il cittadino di domani,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a condannare fermamente tali comportamenti;

              - a verificare chi e perché ha deciso  di  concedere
              l'uso  dei  locali  dell'istituto  per  una serie di
              manifestazioni   impregnate   di   xenofobia   e  di
              esaltazione nazista;

              -  a  richiamare pubblicamente il responsabile della
              concessione  del  permesso d'uso dei locali affinché
              la  scuola  continui a essere luogo di incontro,  di
              dibattito e di  promozione  fra  i  giovani  di  una
              sensibilità autenticamente democratica;

              -  a  farsi  promotore nelle scuole  della  Sicilia,
              utilizzando    ogni   moderno     strumento    della
              comunicazione, di incontri e dibattiti  sui  periodi
              cruciali della storia del Novecento  (troppo spesso,
              per  motivi diversi, trascurati  dagli  insegnanti),
              invitando  a  partecipare docenti e  relatori  senza
              alcuna preclusione di nazionalità, fede  politica  e
              religiosa." (524)

              (28 marzo 2001)
                                GUARNERA - LA CORTE - MORINELLO -
                                VELLA - PIRO - ZANNA

     PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni predette vengano demandate
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
  ne determini la data di discussione.
       Non sorgendo osservazioni resta  così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si  procede  con  l'esame  congiunto del disegno di legge n.
  1167-1195-1200-1202/A   "Bilancio  di  previsione  della  Regione
  siciliana  per l'anno finanziario 2001 e bilancio pluriennale per
  il  triennio  2001-2003",  e  del  disegno  di  legge  n.  1168/A
  Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2001", posti
  al n. 1) e 2).
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  'Bilancio' a prendere posto nell'apposito banco.
       Ha  facoltà di parlare il Presidente della della Commissione
  e relatore, onorevole Sanzarello, per svolgere la relazione.

     SANZARELLO,   presidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  anzitutto di dovere delle
  spiegazioni all'Aula per  questo  ulteriore giorno di slittamento
  del calendario di avvio  della  discussione;  in  effetti abbiamo
  ritenuto utile, per consentire  uno svolgimento ottimale e quanto
  più spedito possibile dei  lavori  d'Aula,  operare  un ulteriore
  momento di approfondimento  tecnico dell'ambito della manovra del
  governo dalla quale avviare la discussione di Aula.  Si tratta di
  tematiche complesse, come avremo modo di verificare nel prosieguo
  della  discussione,  sulle  quali   mi   permetto  fin  d'ora  di
  sollecitare il massimo di attenzione  e  di  presenza  di tutti i
  Deputati, poichè la soluzione    cui  si  è pervenuti alla fine è
  stata sostanzialmente quella di  affidare  al lavoro dell'Aula la
  definizione   di   una    parte    rilevante    della    manovra;
  conseguentemente avremo un  impegnativo  lavoro sugli emendamenti
  che governo e forze politiche proporranno all'Aula.
       I problemi sottoposti  all'attenzione della Commissione, per
  quantità  e  qualità  degli   stessi,   si   sono   rilevati   di
  difficilissima trattazione; il  tentativo  della  Commissione  di
  mettere ordine negli stessi ha  conseguito  un risultato che, per
  quanto significativo (in particolare con riferimento alla manovra
  nelle tabelle della finanziaria),  è  stato tuttavia parziale: il
  resto del lavoro è affidato all'Aula.
       Debbo, tuttavia, dare  atto  alla  Commissione  Bilancio  di
  avere alla fine trovato, in  una  condizione  di  difficoltà  che
  sembrava  inestricabile,  collegata  com'era  ad  una  condizione
  politica ed ad un  clima pre-elettorale sempre più surriscaldato,
  un momento di responsabile  richiamo  ai  suoi essenziali compiti
  istituzionali.   L'atteggiamento   responsabile  dei  Commissari,
  senza distinzione di schieramento,  ha  consentito  quello che ho
  definito 'un sussulto di  orgoglio istituzionale', che ha portato
  a licenziare per l'Aula bilancio e finanziaria.
       Devo altresì dare  atto  alla  Presidenza dell'Assemblea, in
  una  contingenza politica  estremamente  difficoltosa,  di  avere
  garantito ogni condizione  perchè  l'Assemblea  venisse  comunque
  posta nelle condizioni di esaminare  e deliberare sul bilancio in
  tempi costituzionalmente conducenti  e,  nel  contempo,  di avere
  garantito tutti i  margini  possibili  per l'attività istruttoria
  della Commissione Bilancio.
       Si avvia a conclusione dunque,  con  la discussione in Aula,
  una delle sessioni di bilancio  più  difficili degli ultimi anni;
  difficoltà  riconducibili certamente  al  clima  della  imminente
  doppia  competizione  elettorale,   ma   anche   al   progressivo
  irrigidirsi della finanza  regionale  rispetto al complesso delle
  esigenze che la società siciliana  e le forze produttive pongono.
  E' un tema che passa alla  prossima  legislatura  e  sul quale mi
  auguro   le   forze   politiche   vorranno   confrontarsi   nella
  competizione  elettorale,  indicando   con  chiarezza  terapie  e
  soluzioni rispetto ad un problema,  quello  degli equilibri della
  finanza regionale, prioritario rispetto ad ogni altro.
       Per  venire,  brevemente,   ai   documenti   che  sono  oggi
  sottoposti all'esame dell'Aula,  occorre  sottolineare  che,  per
  quanto concerne gli aspetti di  organizzazione e di struttura, il
  bilancio a legislazione vigente per l'anno 2001 e per il triennio
  2001-2003 si caratterizza per due importanti innovazioni.
       La prima consiste in un  nuovo assetto della struttura delle
  entrate e delle spese, che consegue l'approvazione della legge di
  riforma  sulla dirigenza  regionale.  L'individuazione  di  nuovi
  livelli  di  responsabilità   gestionale  ha  infatti  comportato
  l'esigenza   di  suddividere  le   entrate   e   le   spese   per
  amministrazioni e dipartimenti, riallocando i capitoli sulla base
  del dipartimento cui ne  viene  affidata la gestione, nell'ambito
  di   quella  autonomia   operativa   e   di   imputazione   della
  responsabilità  che  costituisce   l'aspetto   più  innovativo  e
  pregnante di quella riforma.
       La nuova strutturazione  del  bilancio  per  dipartimenti ha
  reso inoltre necessario, in  taluni casi, suddividere o accorpare
  alcuni capitoli, rivederne la  numerazione, la collocazione ed in
  tanti casi i contenuti: tutto  ciò  introduce  anche una maggiore
  difficoltà a comparare   analiticamente  i  dati  di  bilancio di
  quest'anno con quelli dell'esercizio precedente.
       La seconda innovazione è rappresentata dall'introduzione del
  bilancio di previsione  di cassa, articolato per amministrazioni,
  rubriche, titoli e categorie con  riguardo  sia  alle entrate che
  alle  spese,  con   separata   evidenziazione   degli   aggregati
  concernenti interventi comunitari  e  dei  connessi finanziamenti
  statali e regionali. Il bilancio  di  previsione di cassa, che si
  affianca a quello di competenza, pur se con un diverso livello di
  articolazione, sostituisce il  precedente quadro sintetico:  come
  nel  passato,  le  previsioni   di   cassa  relative  alle  spese
  costituiscono il limite per  le  autorizzazioni di pagamento. Uno
  strumento sempre più importante,  sia  sotto il profilo operativo
  che conoscitivo, al fine di  ricostruire  la  portata  dei flussi
  finanziari effettivi di bilancio.  Novità  che,  come vedremo nel
  corso dell'esame, comportano  anche  sotto  l'aspetto procedurale
  taluni necessari adattamenti.
       Siamo, peraltro, alla vigilia di una profonda innovazione in
  materia  di  normativa contabile e di  bilancio;  quella  che  si
  profila è una radicale riforma che non solo ridisegna struttura e
  contenuti dei documenti contabili, ma  incide  nel  profondo  dei
  rapporti  tra Parlamento e Governo  in  materia  finanziaria;  un
  dibattito che richiederebbe un respiro  ed una consapevolezza che
  le condizioni effettive in cui si  propone  oggi finiscono con il
  comprimere;   è  una  valutazione  che   l'Aula   deve  pur  fare
  riconoscendo al tema della riforma della  legge  n.  47/1977  uno
  spazio di confronto adeguato pur  nei  limiti temporali di questa
  nostra discussione.
       Sotto  il  profilo  quantitativo,  il  bilancio  annuale  di
  competenza  presenta un totale generale  delle  entrate  e  delle
  spese pari a 31.661 miliardi di  lire  e  quello  pluriennale  un
  totale di 77.149 miliardi.
       Le  entrate finali, costituite dalla  somma  dei  primi  tre
  titoli delle entrate (tributarie,  extra-tributarie  ed  in conto
  capitale), si attestano nel 2001 su  25.293  miliardi. Le entrate
  tributarie  risultano  pari  a  16.192   miliardi   di  lire:  le
  previsioni di bilancio sono state  formulate  tenendo  conto  sia
  dell'impatto   negativo   che   sull'aggregato   discende   dalle
  disposizioni per la riduzione del  carico  fiscale delle famiglie
  contenute  nella legge finanziaria nazionale  per  il  2001,  che
  dalla possibilità determinatasi di  potere  iscrivere in bilancio
  nuove  entrate conseguenti alla  recente  pronuncia  della  Corte
  costituzionale in materia di "riserve" all'erario dello Stato.
       La voce relativa ad accensione di  prestiti  è  pari a 1.921
  miliardi di lire.
       Le spese correnti, a loro volta,  risultano  pari  a  22.479
  miliardi  e corrispondono al 67 per  cento  del  totale  generale
  delle  spese,  mentre  quelle  in   conto  capitale  ammontano  a
  8.645 miliardi.
       Passando ad esaminare i  principali  contenuti della manovra
  da  realizzare  con  la finanziaria,  vanno  tenute  presenti  le
  considerazioni prima svolte per  cui  taluni aspetti qualificanti
  della stessa non sono contenuti nel  testo  che avvia l'esame, ma
  verranno proposti nel corso della discussione.
       Il primo aspetto che mi  preme sottolineare è che il livello
  massimo  del saldo netto da  finanziare  per  l'anno  2001  viene
  determinato, in termini di competenza, in 1.384 miliardi di lire,
  mentre il limite massimo del  ricorso al mercato finanziario, per
  lo  stesso  anno,   in   sostanziale   coerenza  con  l'obiettivo
  dichiarato nel DPEF, è  fissato,sempre  in termini di competenza,
  in 1.00O miliardi.
       Il problema fondamentale con cui  ha  dovuto fare i conti la
  finanziaria ha riguardato la  necessità  di approntare le risorse
  necessarie  per  una  serie  di  interventi  qualificanti,  senza
  pregiudicare i saldi fissati dal DPEF.  E debbo dire che questo è
  certamente l'aspetto più  significativo e politicamente rilevante
  della manovra predisposta. Pur  nei  limiti  delle risorse resesi
  disponibili,  la cui  struttura  viene  analiticamente  riportata
  nell'apposito prospetto riepilogativo  della  finanziaria,  e che
  sotto forma di maggiori entrate  finali  o  minori  spese  finali
  ammontano a 2.312 miliardi di lire,  si  è dato vita ad una serie
  di   interventi   che   affrontano   alcuni   fondamentali   nodi
  dell'economia isolana.  Credo  che  vada riconosciuta al governo,
  in  relazione  alla  ipotesi   di   istituzione   di  un  tributo
  ambientale, una significativa sensibilità politica:  si tratta di
  un  elemento di grande novità  ed  importanza  non  soltanto  per
  quello  che  significa  in  sè,   ma   anche  perché  indica  una
  prospettiva le cui potenzialità in  termini  di  benefici  per le
  finanze regionali sono tutte da esplorare.
       Con riguardo più  specifico  alla  manovra, vorrei anzitutto
  sottolineare come tra le risorse  del  bilancio  e  gli ulteriori
  stanziamenti predisposti con la  finanziaria,  si  sono  poste le
  premesse  per  chiudere  la  pagina  del  precariato;  risorse  e
  strumenti  normativi  sono  tali   da  fare  ritenere  questo  un
  obiettivo praticabile.  E'  auspicabile  che,  sul  versante  del
  rapporto tra Regione ed  imprese,  si  individuino finalmente gli
  strumenti giuridici e le  risorse  per  chiudere l'annosa vicenda
  che riguarda i contributi dovuti  ai  sensi dell'articolo 9 della
  legge  regionale n.  27/1991.  Una  analoga  operazione  dovrebbe
  consentire  alle  aziende  sanitarie   di  fruire  di  un  flusso
  significativo  di  risorse,  che  costituirebbe  una  boccata  di
  ossigeno per le loro esauste casse.
       Risorse  significative  vengono   appostate  per  la  pesca,
  l'imprenditoria giovanili,  l'agricoltura, il credito alberghiero
  e per l'attivazione graduale  delle  misure della legge regionale
  n.  32/2000;  verranno altresì reperite in finanziaria le risorse
  per assicurare il cofinanziamento a  carico  della Regione di una
  serie di interventi nazionali, tra  i  quali quelli in materia di
  trasporti contenuti nella finanziaria 2000 dello Stato.
       Insomma una manovra che, in definitiva, tende ad ancorare le
  limitatissime risorse disponibili ad una prospettiva che cerca di
  dare risposte a problemi posti  dalla  forze  produttive  e dalla
  società siciliana.
       Il  lavoro  possibile che si  poteva  fare  è  stato  fatto,
  l'auspicio è che adesso l'Aula concluda adeguatamente tale lavoro
  dando alla Sicilia bilancio e finanziaria e con essi un quadro di
  maggiori certezze alle  forze  imprenditoriali  ed  alla  società
  siciliana.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Piro. Ne ha facoltà.

     PIRO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  non c'è dubbio
  che è una condizione estremamente  anomala  quella che ci vede da
  questa sera impegnati  nella discussione sui documenti finanziari
  della Regione. Anomala ed  estremamente grave, peraltro, non solo
  per il  tempo  con il    quale siamo costretti a lavorare intorno
  al  bilancio  della Regione (siamo già nel mese di aprile, vicini
  alla   scadenza   non  ulteriormente  prorogabile  dell'esercizio
  provvisorio  che, come è noto, scade senza appello il 30 aprile);
  ma  ci  troviamo a discutere il bilancio ormai sullo 'spirare' di
  questa  legislatura.
       Abbiamo  chiesto ripetutamente al governo, alla maggioranza,
  allo  stesso Presidente dell'Assemblea di fissare senza indugi la
  data  di  chiusura  di  questa  legislatura  immediatamente  dopo
  l'approvazione  del  bilancio  perché  eravamo  convinti  e siamo
  ancora  ulteriormente  persuasi  che  la fissazione della data di
  chiusura  della  legislatura  a  subito  dopo  l'approvazione del
  bilancio avrebbe potuto e ancora adesso può agevolare il percorso
  stesso dell'esame del bilancio della legge finanziaria che, com'è
  noto, è stato estremamente difficoltoso ed accidentato.
       In verità, signor Presidente dell'Assemblea, noi questa sera
  non avremmo neanche potuto  o  dovuto  iniziare  la  discussione.
  Soltanto la buona predisposizione  da parte delle forze politiche
  dei Gruppi e dei  deputati  dell'opposizione consente questa sera
  di  rinviare  la  discussione   del   bilancio   che   a  termini
  regolamentari non avrebbe potuto  avere  inizio  dal  momento che
  soltanto  alcune  ore  il disegno di legge finanziario fa è stato
  effettivamente messo a disposizione dei deputati.
       Ovviamente non si può  che  apprezzare  lo  sforzo fatto dal
  Presidente  della   Commissione,   onorevole   Sanzarello,  anche
  relatore del disegno di legge,  nel  paludare  i motivi che hanno
  portato a questa situazione.
       In  altri  tempi,   in   altri   momenti   le  dichiarazioni
  dell'onorevole Sanzarello sarebbero state estremamente impudiche;
  in questo momento le  prendiamo  come  candide,  ma ovviamente, a
  cominciare dallo stesso  onorevole Sanzarello, tutti noi sappiamo
  che le questioni vere sono state e sono altre.
       Arriva in Aula un  bilancio ad altissima improbabilità, anzi
  un bilancio che può  essere  considerato - bilancio e finanziaria
  evidentemente, da questo momento  in  poi quando farò riferimento
  al  bilancio  farò riferimento  ad  entrambi  gli  strumenti,  ad
  entrambi i disegni di  legge  - arriva dunque all'esame dell'Aula
  un bilancio ad altissima  improbabilità, niente più che una bozza
  di lavoro.
       Bozza  di  lavoro intorno alla quale la Commissione Bilancio
  si  è  lungamente  agitata  nello sforzo di produrre un risultato
  accettabile  per  l'Aula.
       Risultato  che  però  non  c'è  stato e il bilancio in senso
  stretto   un  po'  meno,  ma  sicuramente  il  disegno  di  legge
  finanziario,  è un disegno di legge che è qui esclusivamente come
  base, ma  che  non corrisponde per niente né  alla manovra che il
  Governo  aveva  presentato  e neanche a quelle manovre successive
  che  i  commissari  della  Commissione  Bilancio avevano pur'essi
  presentato.
       Quindi sicuramente questo  è  un  bilancio, una finanziaria,
  che si faranno in Aula.
       Ma qui si porrà e si pone immediatamente, signor Presidente,
  un  problema  che  occorre   a   mio  avviso  risolvere.  Qual  è
  l'obiettivo, qual è il risultato  che il Governo e la maggioranza
  intendono conseguire ed entro  quali  tempi  questo  obiettivo  e
  questi risultati si vogliono  conseguire?  Perché  non c'è dubbio
  che si è di fronte  ad  una  scelta  secca  che potrebbe peraltro
  essere aiutata dal fatto  che i contenuti della legge finanziaria
  sono espressamente e chiaramente  elencati  nella legge n. 10 del
  1999 e che il  Regolamento  dell'Assemblea,     proprio a seguito
  dell'approvazione  di  questa   legge   è   stato   appositamente
  modificato,   prevede  esso   stesso   al   rafforzamento   delle
  disposizioni  di  legge,   prevede   esso   stesso   una  cornice
  estremamente scarna e chiaramente  definita entro la quale si può
  collocare la legge finanziaria.
       Lo  dico  perché  con tutta  evidenza  se  a  questo  si  fà
  riferimento  il  percorso  della  finanziaria  sarà  un  percorso
  relativamente   agevole.
       Se  invece  si  volesse  cogliere  l'occasione  da parte del
  Governo innanzitutto, ma anche, a ruota, da parte dei deputati di
  allargare  i  confini  della  finanziaria allora ci troveremmo di
  fronte  ad  un parco emendamenti estremamente vario, articolato e
  complesso  e  di  fronte  alla  pratica  impossibilità  da  parte
  dell'Assemblea  di giungere in tempi brevi all'approvazione degli
  strumenti   finanziari.   Con   tutte   le  conseguenze,  con  un
  allungamento  innaturale  dei  lavori  dell'Assemblea  ben  oltre
  l'inizio  della campagna elettorale che, va ricordato, si colloca
  già  in  questa  settimana  (venerdì  13  aprile)  con  una,  tra
  virgolette,  violazione  di  quella che è stata una prassi sempre
  rispettata,  cioè che durante i periodi della campagna elettorale
  per le elezioni politiche l'Assemblea resti rigorosamente chiusa,
  inattiva, per consentire ai deputati di partecipare alla campagna
  elettorale.
       A  maggior  ragione  quando sappiamo che numerosi deputati -
  tra cui  anche  chi  parla  -  sono candidati a queste elezioni e
  certamente non possono essere messi nelle condizioni di non poter
  adempiere  ai  propri  compiti  di parlamentare perchè ovviamente
  giustamente  impegnati in un altro compito, in un'altra funzione,
  direi ad  adempiere  un altro dovere che è quello di sostenere la
  propria candidatura, di sostenere lo schieramento del quale fanno
  parte.
       E con un'altra violazione di  una prassi consolidata, questa
  addirittura con fondamenti normativi, che  è  quella per la quale
  una volta convocate le  elezioni  regionali l'Assemblea regionale
  siciliana non si riunisce più.
       E,  dunque,  signor  Presidente,   la   questione   che  noi
  all'inizio avevamo posto diventa,  a  mio  avviso,  assolutamente
  decisiva, sotto il profilo politico  ma  anche  sotto  il profilo
  istituzionale  ai  fini  della   discussione  e  della  possibile
  approvazione  di  questi   strumenti  finanziari.  Cioè  indicare
  chiaramente la data di chiusura  della legislatura e porre questa
  data  immediatamente a  ridosso  dell'approvazione  di  strumenti
  finanziari e di quei provvedimenti -  credo in questo momento uno
  soltanto - già definiti dall'Assemblea  e  che aspettano soltanto
  il voto finale.
       Per  quanto  riguarda,  poi, i disegni di legge, detto della
  loro    assoluta   improbabilità   e   della   loro   scarsissima
  attendibilità,  verrebbe  assolutamente  voglia  di  non parlarne
  perchè  veramente c'è poco da discutere, perchè ciò che c'è stato
  consegnato  non  corrisponde  alla  verità, perchè per compensare
  quella  manovra che il Governo aveva presentato sulla finanziaria
  e  che  poi  non  è  stata  approvata in commissione Bilancio gli
  uffici hanno dovuto predisporre una complessa manovra di taglio e
  cucito  sul  bilancio,  cosichè  le  cifre  esposte nel bilancio,
  numerosi  appostamenti  in  realtà  sono  un  mero  espediente di
  carattere  contabile  per  riuscire a portare in Aula un bilancio
  quanto meno in equilibrio.
       Questo io credo non sia il frutto  del  caso,  ma  è  frutto
  immediato, diretto della straordinaria situazione politica che si
  è  determinata, e quando dico  straordinaria  mi  riferisco  alla
  straordinaria  negatività  della situazione  politica  che  si  è
  determinata con un Governo assolutamente raccogliticcio, privo di
  una qualche coerenza politica, all'interno  del  quale  in questo
  momento convivono componenti che  si  fronteggiano  alle elezioni
  politiche  in maniera esasperata,  contrapposta  con  una  chiara
  delegittimazione del  contesto  politico-democratico  all'interno
  del quale la formazione di un governo si deve collocare.
       Le  conseguenze di tutto questo  sono  sotto  gli  occhi  di
  tutti:  la  paralisi   totale   dell'Assemblea   regionale,   una
  commissione  Bilancio  che solo  grazie  alla  presenza  decisiva
  dell'opposizione,  anche  numerica,   e   di  alcuni  volenterosi
  deputati  della  maggioranza  è riuscita  alla  fine  comunque  a
  portare un disegno di legge in Aula.
       Ma senza una seria,  approfondita,  attenta  valutazione dei
  contenuti  del bilancio, dei  contenuti  della  finanziaria,  del
  contesto  economico e del contesto  finanziario  dentro  i  quali
  questi strumenti si collocano e  senza avere la chiara percezione
  di  quale  effettivamente sarà, poi, lo strumento finanziario che
  uscirà da questa Assemblea.
       Qui, noi dobbiamo chiaramente  avvertire,  anzi denunciare i
  rischi   che   potrà   determinare   una   manovra  assolutamente
  'raffazzonata',  priva  di  qualsiasi  consenso all'interno della
  stessa maggioranza, continuamente 'strattonata' dalle pressioni e
  dalle  richieste,  innanzitutto  degli assessori, molti dei quali
  sono  anche  candidati direttamente in queste elezioni politiche,
  comunque,   evidentemente,   saranno   candidati   alle  elezioni
  regionali, 'strattonata' insomma da tutte le parti.
       Il  rischio  è  che  venga  fuori  una manovra assolutamente
  deleteria  all'interno  di quel processo di risanamento effettivo
  che ormai da  qualche  anno  è  stato avviato e che ha conseguito
  risultati  significativi  ed  importanti nell'avere conseguito un
  miglioramento generale  di  tutti i dati del bilancio:  risparmio
  pubblico; riduzione dello squilibrio tra entrate ed uscite, anzi,
  determinazione di un avanzo di amministrazione come quello che si
  è verificato  nel  2000  e  nell'esercizio  1999  di  oltre 1.300
  miliardi;   diminuzione   dello   squilibrio  tra  previsioni  di
  competenze  e  previsioni  di  cassa;  diminuzione quasi assoluta
  dell'azzeramento  delle  differenze  che  una  volta  esistevano,
  grandi e  perniciose, tra le previsioni soprattutto delle entrate
  e le  risultanze  effettive,  cioè a consuntivo, tanto è vero che
  l'anno scorso  il consuntivo ha manifestato più entrate di quante
  addirittura ne erano state previste nel bilancio di previsione.
       Insomma,tutti    questi    dati    insieme   indicano   come
  effettivamente sia  stato  avviato un processo di risanamento, un
  processo virtuoso  nei  conti  regionali e che senza una rigorosa
  gestione delle  pulsioni,  spesso di carattere elettorale come in
  questo  momento, dei differenziali, senza una attenta valutazione
  di quelli  che  possono  essere  i ricorsi al mercato programmato
  rischia, appunto,  di  fare  invertire  la  rotta, di cambiare il
  segno del  risanamento avviato. E le avvisaglie, a mio avviso, ci
  sono tutte.
       Questo  bilancio  contiene  previsioni  di entrate altamente
  improbabili, a  cominciare dal cosiddetto 'dazio' sul transito di
  metano,  che  noi contestiamo.  Probabilmente avremo occasione di
  parlarne più nel merito se il Governo riproporrà l'emendamento. A
  nostro avviso,  esso  si  configura  come un vero e proprio dazio
  all'entrata, o  quanto meno come una tassa di passaggio sulla cui
  proponibilità nutriamo forti dubbi, ma che, comunque, ammesso che
  possa  superare  il  vaglio  di  costituzionalità,  certamente ha
  un'altissima probabilità  che  non  si realizzino poi i risultati
  sperati, nel  senso  che  sicuramente  gli strumenti cui le parti
  interessate potranno  fare ricorso bloccherà, e chissà per quanti
  anni, l'effettivo  pagamento  di  questa tassa che pure era stato
  previsto che portasse in bilancio già da quest'anno circa 160-170
  miliardi.
       Altrettanto  seri dubbi nutriamo sulla effettiva consistenza
  della manovra previste per le entrate fiscali.
       A questo  proposito registriamo un dato positivo e di grande
  successo delle  iniziative  che  negli  anni  sono  state portate
  avanti e che negli ultimi due anni avevano impegnato strenuamente
  il Governo  della  Regione.  Mi  riferisco  in  particolare  alla
  questione delle  riserve  sulle  entrate  erariali a favore dello
  Stato. Come  è  noto,  a  seguito  di alcune sentenze sicuramente
  favorevoli alla  Regione  siciliana e in virtù dell'ordinanza con
  cui la  Corte  costituzionale  ha sospeso l'efficacia del decreto
  ministeriale che  ne  aveva  determinato  la misura, tali riserve
  produrranno quest'anno  -  e  sarà così sicuramente anche per gli
  anni a venire - , un salto nelle entrate tributarie della Regione
  di parecchie centinaia di miliardi.
       Ma non  mi riferisco evidentemente a questo, quando sostengo
  che  potrebbe  esserci  una improbabilità anche nella valutazione
  delle entrate tributarie, piuttosto mi riferisco alle stime fatte
  che non hanno, secondo noi, preso nella giusta considerazione gli
  effetti della  riduzione  fiscale  che  già  a  partire dal primo
  gennaio di  quest'anno  sono  state  attuate  nel  Paese, sia per
  quanto riguarda  l'IRPEF, l'IRPEG e le altre entrate tributarie a
  seguito  delle  leggi  approvate dal Parlamento, attraverso delle
  manovre presentate  dal  Governo  nazionale  che  riducono già di
  parecchi punti  la pressione fiscale generale sulle famiglie, sui
  lavoratori e sulle imprese.
       La situazione per quanto riguarda la manovra che è stata qui
  presentata ci appare abbastanza critica e riguarda l'allungamento
  dei tempi  del rimborso dei debiti. Tale manovra sicuramente è da
  guardare con  attenzione,  anche  per  gli effetti e per i rischi
  futuri che all'interno di essa si possono presentare.
       Ogni operazione  di  questo  tipo, dietro cioè le cosiddette
  operazioni    inderivate    c'è    sicuramente    un    vantaggio
  nell'immediato, ma vi è anche un altrettanto appesantimento ed un
  rischio collegato  a ciò che potrà essere l'andamento dei mercati
  finanziari nel futuro, rischio che potrebbe essere molto alto per
  la Regione.
       Per quanto  riguarda  il versante della spesa - e concludo -
  moltissimi dei  vincoli  e  delle norme di contenimento che erano
  stati inseriti con  la  legge  10  del 1999 e la legge 8 del 2000
  sono stati smantellati.
       Non   ci   sono   dunque   più  vincoli  all'erogazione  dei
  contributi; non ci  sono più i limiti posti per i trasferimenti a
  favore dei  numerosi enti regionali che continuano a sopravvivere
  a  se  stessi,  continuando  ad  appesantire  il  bilancio  della
  Regione.
       In conclusione, tutto ciò ci porta a dire che tale manovra è
  non  soltanto  assolutamente inattendibile, ma è anche pericolosa
  perchè, per  l'appunto,  con  'una  botta sola' si potrebbe dire,
  viene  cancellato   in  questi  anni  quanto  di  buono  è  stato
  costruito.
       Soprattutto  vengono  debellati questi presupposti normativi
  che avevano  vincolato il bilancio dentro confini molto ristretti
  la cui  liberazione  da questi vincoli non solo produce in questo
  momento effetti di innalzamento della spesa, ma sicuramente porta
  il  bilancio   anche   per  i  prossimi  anni  in  condizioni  di
  squilibrio.
       Questo si può dire è affidato al futuro Governo, alla futura
  Assemblea,  ma   certamente  non  è  mai  una  bella  operazione,
  sicuramente,   assolutamente   censurabile   sotto   il   profilo
  politico-istituzionale,  che  si  guardi  all'oggi nell'arraffare
  quanto più possibile e poco sicuri dei danni che si producono per
  il futuro.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Oddo. Ne ha
  facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, era iniziata in
  maniera  molto  faticosa  un'azione  di  risanamento del bilancio
  della nostra  Regione  e tutti sappiamo, in termini finanziari, e
  lo dico per la storia, quanto è stato complesso agire per portare
  via via i nostri conti in modo presentabile.
       Il precedente Governo ha  tentato  di  fare  questo  tipo di
  operazione, come ha tentato e ci  è  riuscito - dobbiamo dire - a
  Roma stava tentando di portare  i  nostri  conti in condizione di
  guardare a prospettive sicuramente  più rosee per quanto concerne
  la nostra  Regione,  meno  legate  alla congiuntura, a spinte che
  indubbiamente risentono  del clima elettorale.  E vedete, io sono
  convinto che  anche  quest'Aula  ha  recepito,  pur  con le poche
  presenze, qual  è  la grossa difficoltà che si presenta dinanzi a
  noi, ed è  una  difficoltà di questo tipo: una maggioranza che si
  presenta in  ordine  sparso,  forse  in  maniera  così  grave  da
  ritenere anche  da  parte  nostra  che  c'è  bisogno  di stare in
  quest'Aula, di  garantire  comunque  che i lavori vadano avanti e
  che nella stessa  Commissione si proceda a fare quello che si può
  fare.
       Non c'è un obiettivo politico, c'è solo l'intento di gestire
  al meglio,  in chiave solo elettorale, la manovra finanziaria nel
  suo complesso, bilancio e legge finanziaria comprese. E tutto ciò
  non può passare inosservato, tutto ciò deve essere comunque posto
  all'attenzione e  la Regione siciliana forse per la prima volta -
  parlo evidentemente  di  aspetti  storici recenti - non è stata e
  non  è   in   grado   di  assicurare  una  manovra  che  risponda
  complessivamente alle esigenze di quest'Isola.
       Io non ho avuto tempo -  come  diceva  il  collega che mi ha
  preceduto - di approfondire il  bilancio,  perché  è  ovvio che è
  stato consegnato proprio in  questi  minuti  si potrebbe dire. Ho
  dato solo una scorsa di  massima  e  penso  che due questioni già
  saltano  agli  occhi.   La   prima:  noi  abbiamo  rispetto  agli
  appuntamenti  di  agenda   2000   una   questione   che  riguarda
  l'agricoltura che forse è  più  esplosiva di quanto pensiamo. Non
  ci sono risorse tali   che  possono tutto sommato interessare gli
  agricoltori siciliani e far pensare  che si può dare una risposta
  concreta alle tante e tante  -  per  esempio - pratiche pregresse
  che giacciono dal 1992  fino  ai  giorni nostri, fino all'ottobre
  1999, si potrebbe indicare quella data perché  sappiamo tutti che
  con agenda 2000 l'Unione europea  non  ne  vuol sentir parlare di
  finanziare  pratiche  pregresse  relative  a  interventi  sia  di
  miglioramento fondiario, sia di  acquisto  di  macchinari  e così
  via.
       Ebbene, pur  sapendo  questo,  il  Governo  vuole  mettere a
  disposizione per l'intera Sicilia su mille miliardi (trovo questa
  cifra, e  se  sbaglio,  sono  pronto  a riconoscere l'errore) una
  cifra che va  da  150  a 180 miliardi; cosa che ritengo veramente
  mortificante vista la delicatezza dell'intera questione, del come
  questo Governo  dovrebbe  porsi  l'obiettivo,  non  tanto  di far
  fronte a  tutto  ciò  che è pregresso (perché lì evidentemente si
  rischia soltanto  di  fare demagogia e questa non è assolutamente
  la scelta  che  ho  fatto  intervenendo  questa sera). Piuttosto,
  c'era e  c'è l'esigenza di discutere di qualcosa di più credibile
  che riesca  comunque  a  venire  incontro  a coloro che hanno già
  fatto gli  interventi  di  bonifica  e così via e aspettano dalla
  Regione siciliana quello che essa così non darà.
       Ed era  opportuno  trovare  una soluzione, era opportuno che
  opposizione e maggioranza su questa questione, come si è fatto in
  Commissione e  nelle  audizioni  tenute nella stessa con tutte le
  associazioni di  categoria,  che  si  individuasse  un  punto  di
  equilibrio il  più  serio  possibile.  E  il  punto di equilibrio
  poteva esserci  guardando la cifra complessiva della manovra e le
  varie poste,  chiamiamole  così.  E'  altamente  probabile che si
  possano individuare  soluzioni che potevano portare a questo tipo
  di  impostazione  destinando, rispetto all'ammontare complessivo,
  il 50 per  cento  del fabbisogno, cioè circa 500 miliardi.
       In tal  modo,  chiudiamo con il pregresso che costituisce la
  palla  al  piede  in  quanto  segmento  importante  dell'economia
  siciliana;  dopodiché,  mettiamo  mano  ad  una  buona  spesa per
  quanto concerne anche "Agenda 2000" che tutti sappiamo non essere
  il "Pozzo di  San  Patrizio" ma una opportunità seria per fare in
  modo, non  solo  di  spendere bene i finanziamenti, ma di potere,
  tutto sommato,  progettare  con intelligenza e lungimiranza e non
  fare gli errori commessi nel passato di cui anche da questo punto
  di vista il centro-destra porta una grande responsabilità.
       Onorevoli  colleghi,  desidero  offrirvi, in occasione della
  discussione   generale   in  corso,  questi  dati  sulla  manovra
  finanziaria. Dal  1992  al  1999,  1998  più  che 1999, il denaro
  relativo all'Unione europea per quanto concerne gli interventi in
  agricoltura  sono  stati  utilizzati in percentuali assolutamente
  ridicole, in  percentuali  che  vanno  addirittura  sotto il 10%.
  Questa  è   la  realtà,  nel  1999,  si  riesce  a  spendere  una
  percentuale  assolutamente  interessante  che  è  quasi il 78-79%
  delle somme  che  l'Unione  europea  metteva a disposizione della
  nostra Regione.
       C'è lì una precisa indicazione e l'indicazione è comunque la
  capacità  di  curare  i  passaggi,  l'iter,  la  negoziazione con
  l'Unione  europea  e  spendere  il  denaro  bene in questa nostra
  Isola.
       Vedete, noi non riusciremo né a dare una risposta credibile,
  questo  Governo  non  riuscirà  né a dare una risposta credibile,
  come  dicevo  agli agricoltori che aspettano questi contributi da
  ormai  quasi  8  anni,  nè  riusciremo a fare una cosa che poteva
  tutto  sommato  essere  anche  degna  di  nota e di apprezzamento
  politico  e  cioè  l'ipotesi  che poco fa ha fatto intravedere di
  avere  evidentemente  rispetto  a  questo, consapevolezza che una
  scelta   che  andava  equamente  distribuita  e  abbassata,  cioè
  decurtata  insomma  attorno  al  50%  poteva  tutto sommato anche
  incrociare  la  comprensione  da  parte  degli stessi agricoltori
  siciliani,  così  non si capisce quello che si vuole fare, e così
  andremo  evidentemente  non  più  a  parlare  come  è  giusto che
  dovremmo  parlare di una "Agenda 2000" gestita con grande cautela
  e  con  intelligenza,  gestita partendo dalla possibilità di dare
  opportunità identiche pari opportunità agli agricoltori siciliani
  cominciare sin d'ora a pensare come attrezzare le strutture della
  Regione  siciliana,  dell'Assessorato  agricoltura  e foreste per
  divulgare,  per  informare,  per  orientare,  per  far capire che
  quelle  opportunità  vanno  evidentemente sfruttate al meglio per
  avere  dunque  politiche  agricole  vere,  per  riuscire quindi a
  mettere  in campo un minimo di progettualità che potrebbe fare di
  questa Regione una delle regioni più avanzate del Mediterraneo.
       La seconda questione è quella che riguarda la pesca: non c'è
  ombra di ciò  che  dovrà sempre più signifi, rispetto anche a ciò
  che  rappresenterà  il  programma specifico all'interno di Agenda
  2000, ma  di  cosa potrà significare per noi siciliani esercitare
  una attività  di  pesca  rispetto  a  ciò  che è evidentemente la
  nostra esperienza un  po' più in un clima di serenità per tanti e
  tanti operatori.
       Non  c'è  traccia  di  come  si vuole attivare, per esempio,
  l'articolo  170  della  legge  32,  quella  legge  su  cui  tanto
  sicuramente   ritorneremo  a  discutere  per  i  limiti  che  sta
  evidentemente  presentando  ogni giorno che passa. Anche se tutti
  abbiamo detto,  ed  io  lo  ripeto  e  lo sottolineo, che quello,
  comunque, è stato uno sforzo importante.
       Ma  i  limiti  stanno  venendo  fuori:  basta citare ciò che
  evidentemente  si  sta  verificando  nel  campo, soprattutto, del
  settore artigiano e del settore delle piccole e medie imprese.
       Dicevo,  però, l'articolo 170 della legge 32 che prevede, di
  fatto, la  possibilità  di  attivare i piani di protezione per la
  pesca  e  di  intervenire  quindi  a  favore della piccola pesca;
  chiaro che  si  vuole  solo e solamente delegare ad un momento di
  spesa relativa  ad  Agenda  2000.  Non c'è uno sforzo da parte di
  questo  Governo,  nel  bilancio,  per  vedere  in  che misura noi
  puntiamo  su  un altro settore fondamentale della nostra economia
  su scala regionale.
       L'articolo  175  sappiamo,  per  quanto concerne il piano di
  recupero   delle   risorse  ittiche,  ancora  è  bloccato  perchè
  evidentemente   non   si   riesce   a  presentare  una  relazione
  scientifica che  si può definire tale. Quindi siamo nella fase in
  cui anche  il  piano  di recupero delle risorse ittiche con tutto
  ciò che  ha  comportato come discussione e come polemiche è nelle
  condizioni di non potere assolutamente produrre alcun effetto.
       La  questione  relativa alle calamità naturali o altre cause
  che  hanno  determinato  un  danno all'attività di pesca, cioè la
  legge n.  33, è nelle condizioni che è stato annunciato giorno fa
  l'emanazione  di  un regolamento e quel regolamento invece ancora
  non  lo vediamo assolutamente ne pubblicato ne riusciamo a capire
  in che misura, dal punto di vista anche dell'intervento possibile
  che la legge n. 33 permette rispetto anche alle disponibilità che
  dovremmo vedere  in  questo  bilancio, ne si riesce a capire come
  realmente questa spesa è possibile attivarla.
       Non stiamo dando cioè, questo Governo non sta dando risposte
  a milioni  di  pescatori,  perchè  di  questo  si tratta, cioè di
  operatori   che   dal   punto   di   vista  anche  dell'esercizio
  dell'attività di pesca traggono sostegno per veramente migliaia e
  migliaia di famiglie.
       Questo è  un  pezzo del ragionamento, certo è una scelta che
  bisogna  fare,  è una opzione evidentemente di portare ad esempio
  tre o quattro questioni.
       Ed  io una terza, presidente, prima di concludere, la voglio
  portare all'attenzione di quest'Aula. Oneri di servizio pubblico.
       Tanto  si  è parlato all'interno di questa Assemblea di come
  abbattere   il   costo   delle   tariffe.   Ebbene,  abbiamo  una
  finanziaria,  una  legge  che  il Parlamento italiano ha dato nel
  mese di  dicembre, ha prodotto nel mese di dicembre che dal punto
  di  vista  anche  della  continuità  territoriale  permette  alla
  Regione  siciliana,  con  tutto  ciò  che  ha comportato anche la
  negoziazione  in  tempi  diversi con l'Unione europea permette di
  considerare   questa  Isola,  arcipelago  a  tutti  gli  effetti,
  permette  e  permetterebbe  di  applicare  gli  oneri di servizio
  pubblico.
       Ho   visto   che  timidamente,  questo  evidentemente  andrà
  discusso ancora  meglio  al momento in cui si tratterà proprio il
  bilancio  voce  per  voce, capitolo per capitolo, ebbene ho visto
  che  viene  indicata  la spesa, il cofinanziamento indispensabile
  rispetto  a  quanto  ha lo Stato destinato all'applicazione degli
  oneri di  servizio pubblico anche in Sicilia. Ancora oggi noi non
  sappiamo se siamo nelle condizioni di accelerare, per non saltare
  evidentemente anche l'appuntamento estivo che voi capite bene che
  cosa significa che per la nostra Isola, non solo direi in termini
  di turismo  ma,  soprattutto in termini turistici, ebbene noi non
  siamo nelle  condizioni di sapere, pur quando il ministro Bersani
  ha dato  già  delega  al Presidente della Regione, se è possibile
  attivare la  Conferenza  di  servizio  per definire, appunto, gli
  oneri di  servizi  pubblici, con tutto ciò che comporta lo studio
  dei voli, l'indicazione delle tratte sociali e così via.
       Eppure tutto  ciò  dovrebbe  essere  già  fatto  da tempo; i
  termini  che  la  legge  ha  fissato  sono  stati abbondantemente
  suparati, non  riusciamo  a  capire  come  il  Governo  non punti
  decisamente  su   questo  tipo  di  scelta,  su  questo  tipo  di
  opportunità.  Perchè  io  ricordo  bene,  cari  colleghi,  quante
  discussioni in questa Aula sono state fatte nel momento in cui il
  centro-sinistra governava ed il centro-destra faceva opposizione.
       Quante scelte, quante indicazioni, quanti ordini del giorno,
  quante  mozioni,  quante  discussioni sono state fatte per quanto
  concerne   l'abbattimento   del   costo   delle  tariffe.  Direi,
  oltrettutto,   voi   sapete   bene   che  questo  potrebbe  anche
  significare  andare  oltre l'abbattimento del costo del biglietto
  aereo,  ma  potrebbe anche significare, con risorse evidentemente
  da   porre   a   carico  del  bilancio  regionale,  quante  altre
  possibilità   abbiamo  per  ridurre  i  costi  che  riguardano  i
  trasporti dalla Sicilia  al  resto del mondo - direi - e non solo
  dell'Italia.
       Vedo solo  la  timida  previsione di mettere la quota del 50
  per cento di  quanto lo Stato ha destinato per il 2001, e cioè 25
  miliardi, dato che lo Stato ne ha destinati 50, e dopo di che non
  vedo,  invece, nessun'altra indicazione. Poteva essere possibile,
  invece, come discuterne ed adottare, questa volta, atti concreti,
  nessuna   altra  indicazione  per  quanto  concerne,  invece,  la
  riduzione di  tutto  ciò  che  significa  costo  dei trasporti in
  Sicilia.
       Ebbene,  io  concludo Assessore con un'altra sottolineatura.
  Lei sa che,  circa un mese fa, in provincia di Trapani è successa
  una  cosa  abbastanza  incresciosa e drammatica: intere famiglie,
  per fortuna  senza  vittime, non hanno più una casa dove abitare.
       La frana di  Macari,  una contrada di San Vito Lo Capo, è un
  punto su cui io vorrei concludere senza alcuna considerazione, ma
  solo segnalando  a lei, Assessore e al Governo di questa Regione,
  la possibilità  in  sede di discussione, nei momenti più delicati
  dove è  evidente  che  la  disponibilità di tutti noi è quella di
  dare  comunque  la  possibilità  di ottimizzare al massimo questa
  manovra finanziaria  per  le condizioni che ho detto, anche sotto
  il profilo  delle  evidenti situazioni che si sono verificate dal
  punto di  vista  politico,  io  penso  che  dovremmo  dare,  come
  Assemblea,  come  Governo  della  Regione siciliana. un segnale a
  queste famiglie per non farle sentire completamente abbandonate e
  per fare  in  modo  che  possano ritornare ad abitare in una loro
  casa data che quella franca le ha completamente distrutte. Lei sa
  che  in  questa  casi  bisogna  semplicemente  mettersi  tutti  a
  disposizione di  un  qualcosa  che potrebbe dal punto di vista di
  anche dare  una  risposta  che  credo  sia  un ulteriore segno di
  civiltà.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo quasi alla
  conclusione di  un 'viaggio' iniziato nel 1996, si può dire siamo
  agli ultimi  sgoccioli,  e  dobbiamo  lasciare  il passa ad altri
  momenti, momenti in cui approveremo la finanziaria e il bilancio,
  mi auguro  presto,  prestissimo  e  chissà se poi ci sarà qualche
  altra possibilità  per  qualche altra legge importante - dicevo -
  dobbiamo  lasciare  il  passo  alle  scadenze  naturali, che sono
  quelle delle  elezioni.
       E di elezioni quest'anno ne abbiamo due, forse ne abbiamo di
  più di  due,  visto  che  si vota il 13 maggio per le nazionali e
  poi,  penso, si dice, il 24 giugno.  Poi vedremo città importanti
  come   Palermo   -   nella   mia   provincia   abbiamo   Marsala,
  Castelvetrano,  Alcamo  -,  quindi  un  anno  pieno  di contenuto
  politico e di impegno a livello elettorale.
       Ma siamo qui per discutere strumenti importantissimi come la
  Finanziaria e il Bilancio  e, se da una parte questa Finanziaria,
  questo Bilancio non  contengono tutte le attese, dall'altra parte
  credo che bisogni, almeno per quello che è la mia parte politica,
  assicurare  innanzitutto   il   buon   andamento  nella  pubblica
  amministrazione, dell'Istituzione e, quindi, credo che uno sforzo
  in direzione di  migliorare  questa  Finanziaria  e,  quindi,  il
  Bilancio, ancora si possa fare.
       Abbiamo lavorato  in  condizioni  difficili, ripeto, sotto i
  colpi  di   due  campagne  elettorali  imminenti,  con  tutte  le
  turbolenze,  con  tutte  le  fibrillazioni  e  con  l'assenza  di
  parlamentari nelle Commissioni - e non mi riferisco soltanto alla
  minoranza,  ma   mi   riferisco   anche   alla  maggioranza  che,
  francamente ha disertato  le  Commissioni  -,   quindi un atto di
  responsabilità, quindi  la  possibilità di mettere in campo tutte
  le  iniziative   che   servono,   almeno  nei  settori  trainanti
  dell'economia e nel riordino complessivo delle Istituzioni.
       Questo atto di responsabilità, quindi, a mio avviso, si deve
  richiamare su argomenti  che  sono  e  che rimangono vitali nella
  nostra  economia   quando  parliamo  ed  affrontiamo  i  problemi
  dell'agricoltura.
       Io non voglio  prendere le difese della mia Terra, della mia
  provincia di Trapani,  però  esiste un problema, esiste un grosso
  problema in relazione  ad  un  dibattito  che  è venuto fuori non
  soltanto qui  in Parlamento, con mozioni, con interrogazioni, con
  interpellanze, ma  categorie  importanti hanno manifestato anche,
  hanno protestato,  hanno  criticato.  Ed allora dobbiamo dare una
  risposta. Certo, non  possiamo  darla  nella sua interezza quando
  parliamo di situazioni  pregresse,  di pratiche che giacciono nei
  cassetti, negli scaffali  degli  Ispettorati  delle province e la
  provincia  di   Trapani  è  penalizzata  al  massimo  allorquando
  occorrono per il fabbisogno minimo almeno 50 miliardi.
       Io  non dico  che  in  questa  Finanziaria,  che  in  questo
  Bilancio  bisogna  iscrivere   150  miliardi,  perché  so  che  è
  impossibile,  però  che  il  Governo,  come  ha  fatto  anche  il
  presidente  della   Commissione   "Bilancio",   come   ha   fatto
  l'assessore Nicolosi, ha  dato  un  minimo  di  garanzia  per  un
  importo che possa  essere  l'avvio  di  una  situazione  che  può
  sanarsi nel tempo ed  allora  credo  che  il  Governo dovrà farsi
  carico nel bilancio di  inserire  - come ha già fatto, credo - un
  importo che sia  rispettoso,  che rappresenti almeno una parte di
  necessità.
       Ed  allora  io  non  voglio  quantificare:  avevo detto che,
  oltre i 50 miliardi del Governo, avevo predisposto un emendamento
  di altri 30 miliardi, non dico 80 miliardi ma bisogna trovare una
  soluzione, quindi chiedo al Governo, al Parlamento di trovare una
  soluzione.
       Ma non  basta  la  questione  dell'agricoltura,  perché  poi
  abbiamo altri settori importantissimi come il turismo, come altri
  momenti della vita  economica  e  sociale,  quando  si  parla  di
  problemi dell'occupazione, quando si parla della stabilizzazione,
  del precariato, quando si  parla  di  norme  per attivare i POR e
  quindi della legge numero 32 del 2000.
       Ci sono delle  cose che dobbiamo completare, che non possono
  passare inosservate nel  momento  in cui si affrontano i problemi
  dei collegamenti marittimi  con  le  isole  minori.  Questo  è un
  problema serio e già  mi  pare  che abbiamo avuto la protesta, lo
  sciopero di quelle compagnie, di quelle società che operano e che
  danno  sicurezza  e   garanzia  ai  cittadini  che  non vivono in
  terraferma.
       Quindi, qui bisogna  inserire una norma che non sia soltanto
  di proroga, ma  che sia soprattutto la possibilità di agganciarsi
  al dettato dell'Unione Europea quando pone la questione che entro
  il 30 settembre bisogna  fare i bandi. E' una cosa serissima e lo
  dico  qui,  lo   dico   al   Governo,   lo   dico  al  Presidente
  dell'Assemblea, perché  non  si può emanare una Finanziaria senza
  una norma del genere;  questo lo desidero fortemente
       Come, del resto,  bisogna  affrontare  una  volta  per tutte
  questa situazione  delle  disparità  di trattamento del personale
  dipendente: personale  dipendente  degli  enti  locali, personale
  dipendente delle  Unità  sanitarie  locali,  personale dipendente
  delle  Aziende   ospedaliere,   personale   dipendente  degli  ex
  Patronati. Una cosa  su cui bisogna lavorare, appunto per evitare
  che si continui  sempre  su  questioni  di  disparità, mentre noi
  siamo per creare  un  grande  equilibrio  e quindi ragionare. Qui
  ancora non si vuol  capire che bisogna queste cose metterle fuori
  per dare certezze.  Allora, credo che il problema vada affrontato
  seriamente, anche nel  riconoscere  a questo personale i benefici
  dell'articolo 39 della legge numero 10 del 2000.
       Ma  non  basta   neanche   questo,  ci  sono  altri  settori
  importanti su cui  bisogna lavorare, su cui bisogna completare il
  lavoro che è iniziato  in Commissione e che non ha potuto trovare
  posto nell'ambito  della  Finanziaria.  Ci sono tanti emendamenti
  che  meritano di  essere  trattati.
       Allora dico che  questa  è  l'occasione  in  cui,  finita la
  discussione  generale  su  questo  disegno  di  legge,  si  possa
  determinare  l'ultimo  atto  di  responsabilità  complessiva  per
  verificare quali sono i settori su cui si può intervenire, quindi
  recuperare questi  emendamenti,  nell'ambito anche di un riordino
  complessivo che parla  di  norme  che regolano la contabilità, di
  norme che organizzano le entrate e le uscite, e su questo mi pare
  che ci sia, in linea di massima, un'intesa.
       Tutto questo deve  essere coordinato e deve essere portato a
  compimento in questa seduta; credo, domani, al massimo dopodomani
  dobbiamo dare uno strumento  e  dobbiamo  dare serenità a tutti i
  cittadini  siciliani,   agli  artigiani,  ai  commercianti,  alle
  imprese, a tutti, a tutta la macchina dell'Istituzione regionale.
       Questo è il  nostro  compito,  l'ultimo, poi andremo a casa,
  andremo  a  fare   la   campagna  elettorale,  visto  che  qui  i
  parlamentari non vengono più,  visto che per recuperare un po' di
  parlamentari non so che  cosa ci vuole. Io credo che bisogna fare
  appello all'ultima occasione, all'ultima responsabilità.
       Allora, credo che  questo  mio  intervento  vada  in  questa
  direzione, di sollecitare,  di invitare i parlamentari a stare in
  Aula  a seguire  il  dibattito,  a  dare  un  contributo  sereno,
  corretto perché si  possa  determinare  la  conclusione di questa
  legislatura.
       Altre due cose  voglio  dire  al Presidente e all'Assessore,
  perché poi ci sarà  la possibilità di poter intervenire, due cose
  importantissime: una è  la scuola, le scuole materne non statali,
  che meritano rispetto perché  anche qui, amici miei, si tratta di
  una disparità di  trattamento  rispetto  alle  questioni  tra  la
  Sicilia e le altre  Regioni.  Allora  anche qui credo che bisogna
  correre al riparo, bisogna rimediare e quindi bisogna accantonare
  un importo nei fondi  globali  per  dare  una  risposta  anche in
  questa direzione.
       E credo che il  Governo, credo che la Commissione, credo che
  il Parlamento  dovranno  accettare  questo  suggerimento.  E come
  parlo  delle  scuole  materne  non  statali,  parlo  di  un'altra
  possibilità di accantonamento, cui faceva riferimento l'onorevole
  Oddo allorquando  si  soffermava sul problema dell'evento franoso
  di Macari - San Vito  Lo  Capo,  la  mia terra, per il quale sono
  stati presentati disegni  di  legge - l'ha presentato l'onorevole
  Oddo, l'ho presentato io, l'ha presentato l'onorevole Canino -.
       Bisogna creare le  condizioni per dare una risposta a questa
  comunità che ha avuto  non  soltanto un problema che poteva anche
  essere tragico, nel senso  di  una tragedia che si è abbattuta su
  quel territorio, ma c'è  una  caduta  di immagine di un paese, di
  una comunità che, guarda  caso, è  il  fiore  all'occhiello della
  provincia di Trapani per quanto riguarda il turismo.
       Allora non bisogna  soltanto  pensare  a  dare il contributo
  alle famiglie, ai  proprietari che hanno subito il danno, bisogna
  pensare che c'è un  ente  locale in difficoltà in questo momento,
  che è il comune di San Vito Lo Capo, e lo dicevamo l'altro giorno
  ad un incontro con il sindaco, con l'onorevole Canino e con altre
  persone a San  Vito  Lo Capo, allorquando veramente quest'anno ci
  sono state persone  che, non  sapendo  l'evento  che  cosa avesse
  determinato, hanno già disdetto le vacanze a San Vito Lo Capo.
       Allora, il problema  è  questo:  non solo il contributo alle
  famiglie, ma bisogna accantonare un importo per l'amministrazione
  comunale di San Vito Lo Capo.
       Qui mi fermo,  perché  parleremo  più  avanti  di  cose  che
  meritano di essere  trattare,  credo  ce  ne siano tante.
       Allora, onorevole  Piro, onorevole Crisafulli, se noi questa
  sera, domani, riuscissimo  a  trovare  una  sintesi sulle cose da
  fare, faremmo una  cosa  giusta per la popolazione della Sicilia,
  e poi potremmo dire  di  avere  completato  il  nostro lavoro, la
  nostra  legislatura e  forse  potremmo  dare  più  serenità,  più
  tranquillità a tutti nel  momento in cui, domani sera al massimo,
  possiamo concludere positivamente la questione.
       Credo, signor  Presidente,  di  poter  affermare  che questo
  strumento necessita l'urgenza di approvazione e però necessita di
  una rimodulazione che deve  essere  attenta e che non deve creare
  momenti ancora più difficili di quelli che noi abbiamo vissuto.
       Facciamo, ripeto,  l'ultimo  atto  di  responsabilità   E su
  questo, il mio Partito, Forza Italia, può dire che è sempre stato
  nelle Commissioni, in  Parlamento  a  lavorare proprio per questo
  gesto e questo atto di grande responsabilità.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  questo
  documento finanziario di  programmazione arriva in Aula con molto
  ritardo e arriva in  Aula dopo che questa Assemblea ha già votato
  quattro mesi di esercizio provvisorio. Questo già di per sé  dice
  che l'Assemblea non ha  fatto il proprio dovere fino in fondo, né
  l'Assemblea né le  Commissioni,  ritenendo,  alla fine dei cinque
  anni di  legislatura,  di  volere  bollare  l'Assemblea regionale
  siciliana, dal 1996  ad  oggi,  forse  come  una  delle  peggiori
  Assemblee  che   si  sono  succedute  negli  anni  dell'autonomia
  siciliana.
       Non  c'è  stato  il  colpo  d'ala  che  è stato invocato dal
  Governo  e  dalla  stessa Presidenza della commissione Bilancio e
  finanze;  l'assenza  in  Aula  di  larghe  parti  del  Governo  e
  dell'Assemblea  stessa  nel  documento più serio e più importante
  per  la  vita amministrativa della Regione conferma fortemente un
  assenteismo  ingiustificato  da  parte  dei deputati, dei Gruppi,
  degli  assessori,  dei Partiti che sostengono la maggioranza e di
  quelli che, anche stando all'opposizione, non credo abbiano fatto
  il proprio dovere fino in fondo.
       Non  voglio  nè  drammatizzare  il  momento,  nè  esaltarlo,
  intendo rammaricarmi perchè quello che poteva essere fatto per la
  Sicilia e per i  siciliani quest'Assemblea non è riuscito a farlo
  nè  con  i  governi   di  centro-destra,  nè  con  i  governi  di
  centro-sinistra.
       Io   ritengo  che  assessori  che  hanno  fatto  il  proprio
  dovere - e tra  questi  io  includo  l'assessore  Nicolosi, che è
  stato presente, attivo, ha  cercato  in  tutti  i modi di dare un
  impulso e di fare il proprio dovere fino in fondo, forse perchè è
  quello che più  aveva responsabilmente sulle sue spalle l'onere e
  della finanziaria e  delle  variazioni di bilancio e del bilancio
  stesso - alla fine  vengono  in Aula con un bilancio strettamente
  collegato  alle necessità,  e  non  oltre,  con  una  Finanziaria
  strettamente ristretta che  non  ha  potuto  tenere  conto  nè di
  esigenze di larga  programmazione, nè di esigenze di richieste di
  spinte forti  popolari.  Ha  tenuto, però, fermo l'indebitamento,
  non lasciandolo sfiorare  e non lasciandolo sforare come previsto
  dal precedente assessore, onorevole  Piro, al quale va - anche se
  lui è all'opposizione  -  il  mio personale riconoscimento per il
  lavoro  che  ha   svolto.   Questo   a   volere  significare  che
  centro-destre e contro-sinistra  servono  a  poco  se non ci sono
  uomini che si vogliono  dedicare  fino  in  fondo  con spirito di
  servizio  al   loro   lavoro   negli   interessi  generali  della
  collettività.
       E  siamo,  ancora   oggi,   alle   prese  con  un  documento
  finanziario che avrebbe  dovuto  essere  già  votato nel dicembre
  dell'anno scorso,  tenendo  fuori  dall'Aula  le  esigenze  della
  gente, tenendo fuori  dall'Aula  le espressioni migliori che sono
  quelle dei bisognosi fuori dall'Aula.
       In  questi  cinque  anni  non  abbiamo saputo tenere fuori e
  chiudere la vertenza  del precariato, facendoci assaltare ad ogni
  momento di scadenza.  Io  ritengo  che  anche  in  questo,  nelle
  esigenze di chiuderlo  il  precariato in Sicilia, non siamo stati
  capaci di porre la parola  fine, dando il diritto a chi ce l'ha e
  tentando di guardare a  chi  un  precariato non l'ha mai avuto in
  Sicilia  e  che   resta   diseredato   e  fuori  da  qualsivoglia
  proposizione di  miglioramento  personale,  familiare, del vivere
  civile in questa Regione.
       Noi  siamo  stati assaltati dalla folla che aveva il diritto
  di assaltare e non  abbiamo  saputo  prevenire  la  folla  che ci
  assaltava perché  avremmo  dovuto essere, prima di loro, pronti a
  legiferare  ed a  fare  il  nostro  lavoro  compatibilmente  alle
  risorse finanziarie sempre più degradate della Regione siciliana.
       Oggi, l'invito che faccio  al  Governo - e  lo faccio forte,
  convinto - è che  nella Finanziaria, con gli emendamenti che sono
  migliaia, centinaia, non  si sfori, che con quegli emendamenti si
  tenga conto di esigenze che vadano al di là delle singole fazioni
  e clan, e si tenga conto dell'interesse generale della Sicilia.
       Se  dovessimo   perdere   il  contatto  con  'Agenda  2000',
  assessore Nicolosi, noi  avremmo dato la parola fine alla volontà
  di riscatto della nostra  terra  di Sicilia. Negli anni che vanno
  dal 2001 al 2006 noi con questo bilancio e con questa Finanziaria
  o  prepariamo nel  giro  di  poche  ore  il  dettato  legislativo
  necessario oppure saremo  stati  colpevoli di alto tradimento nei
  confronti dell'autonomia siciliana e dei siciliani in genere.
       Dovremmo  avere il coraggio di allontanare da noi le piccole
  cose,  anche se importanti e giuste, e tenere conto, in un ultimo
  atto  di  coraggio  e  di  lealtà  verso  chi ci ha eletto, degli
  interessi reali della Sicilia.  E  questo  non  è  un appello che
  posso fare solo al Governo, è l'appello che faccio a me stesso ed
  all'Assemblea.
       E' un appello che  faccio  perché  le  ore  che  ci separano
  dall'approvazione   finale   di   questo   documento,   che   può
  considerarsi anche alla  fine,  l'approvazione  e  la  fine della
  legislatura, si possa quanto  meno dire che al di là degli errori
  commessi,  dell'assenteismo   cocente  oramai  in  Aula  e  nelle
  Commissioni, possa il  Governo e l'Assemblea consegnare una legge
  che consenta alla Sicilia  di  non perdere neppure una lira degli
  ultimi soldi che la  Comunità europea dal 2001 al 2006 consegnerà
  ai  siciliani.   Sarebbe  la  cosa  peggiore  e  non  ci  sarebbe
  sicuramente un avvenire morale  per  ognuno  di  noi  se  non  ci
  attenessimo fortemente e  se  non  ci  ancorassimo  fortemente  a
  volere legiferare  nell'interesse generale, non tenendo conto del
  piccolo e del particolare,  anche  se  importante  e giusto, ma i
  tempi non ci consentono  di  fare  il tutto ed il meglio nel giro
  delle  ore  che  ci  separano  dall'approvazione  definitiva  del
  Bilancio e della Finanziaria.
       Onorevole assessore, è stanca ed inutile l'Assemblea, che ha
  condotto anche in Commissione  lavori  estenuanti, che  avrebbero
  potuto essere risolti già due mesi  prima  se la condizione a cui
  siamo pervenuti negli ultimi giorni,  se  non  nelle  ultime ore,
  fosse stata accettata, così come il Governo aveva proposto, debbo
  dire con onore e dignità. Il Governo l'aveva proposto di arrivare
  in  Aula  strettamente  collegati   alla   legge,  per  dare  poi
  all'Assemblea la possibilità non  di  sforarla  ma  di  esaminare
  assieme al  Presidente  dell'Assemblea, nella proponibilità degli
  emendamenti, la parola finale, importante e definitiva.
       Io so che sto parlando  al  vento,  e di questo mi rammarico
  ancora di più, però  libero nella mia coscienza di rappresentante
  del popolo la volontà di esprimere la concettualità che sento nel
  profondo del mio io, nella convinzione che almeno lascio a queste
  pagine che vengono  dattiloscritte e ciclostilate il pensiero che
  in questi cinque anni  ha  pervaso il mio essere presente, sia in
  Aula che in Assemblea, a svolgere il mio compito, quanto meno, il
  compito di non far  mancare  il numero legale nè in Aula nè nelle
  commissioni.
       Io ritengo, onorevole Assessore, che a lei spetti il compito
  del rispetto della  legge  e del rispetto della Finanziaria, così
  come la legge  vuole, imponendo soluzioni alternative e possibili
  solo per le  cose  che  servono  fortemente  all'ancoraggio della
  Sicilia all'Europa e  tenendo  conto  che, se dovessimo tenere in
  considerazione e portare avanti fatti settoriali ancorché giusti,
  siano tutti i fatti  settoriali  ad  avere  udienza  e  ad  avere
  definizione da  parte  dell'Assemblea  oppure nessuno, facendo un
  ulteriore appello a questa Assemblea che può ancora tenere sedute
  valide per leggi  che  possono anche essere considerate giuste ed
  urgenti, ma non intasando  una  Finanziaria  che  ha i suoi scopi
  precisi e definiti dentro  i quali il Governo e l'Assemblea hanno
  il diritto e il  dovere  di  percorrere  una strada che sia della
  legittimità istituzionale e legislativa.
       Io ritengo - forse  sarà tra gli ultimi interventi di questa
  mia  presenza  in   Assemblea  -  che  oggi  il  considerarsi  di
  maggioranza o di opposizione  è  ben  poca cosa rispetto al fatto
  che abbiamo il  dovere  tutti  insieme di concorrere fortemente a
  che il Bilancio e  la Finanziaria siano due documenti che servono
  al riscatto della Sicilia  e  che  consentano alla Sicilia di non
  restare 'Cenerentola',  ma  di  avanzare  nello  scacchiere dello
  sviluppo e dell'inversione di tendenza reale.
       A questo e  alla  nuova legge elettorale, che darà stabilità
  di  governo  e  ampiezza  di  maggioranza  per  operare,  vengono
  affidate le speranze residue di chi non ha voce, di chi è debole,
  di chi è emarginato,  di chi deve sopportare i soprusi a volte di
  una  burocrazia  bieca  e  assente  e  di  assessori  incapaci  a
  svolgere, spesso, il  loro ruolo istituzionale, tra assessorati e
  commissioni di  Assemblea,  con  assenteismi  colpevoli  da parte
  degli assessori nei confronti dell'Aula e della Sicilia.
       Io mi auguro che questo mio intervento provochi un minimo di
  forza   ideale  in  ognuno  di  noi, perchè  si  possa  procedere
  celermente, presto  e  subito, per  dare  risposte concrete e non
  affollare  più  l'antistante   l'Aula   dell'Assemblea  regionale
  siciliana  da voci che gridano giustamente  il  loro  diritto  di
  esserci con risposte,  da parte nostra, inadeguate, tardive e non
  comprensive degli interessi  generali  di una Sicilia che, quando
  non  viene  governata,   viene   consegnata  alla  mafia  e  alla
  delinquenza.
       Ho visto troppi 'Soloni' parlare  di  antimafia, non sapendo
  che  l'unica  vera offensiva contro la mafia  è  quella  di  dare
  certezza di diritto ai  cittadini  e, laddove è possibile, pane e
  lavoro, senza  raccomandazioni  e  senza  frustrazioni,  che  pur
  vengono poste in essere  da chi ritiene di detenere un potere che
  non è suo e che serve, e dovrebbe servire, solo a dare speranza a
  chi ormai alla speranza  non  è  più  abituato neppure a credere.
  Grazie.

     NICOLOSI, assessore per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOLOSI, assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze. Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi, giunge alla fase finale un lungo
  lavoro anche  difficile che ha caratterizzato questi mesi intorno
  alle questioni  del bilancio e della finanziaria, un lavoro che è
  stato  complesso  per  lo  stesso  Governo,  considerato  che  la
  proposta iniziale  parte  dal  mese  di ottobre e poi, invece, la
  fase finale  vede  l'Assemblea  chiamata  a valutare le questioni
  finanziarie e di bilancio sei mesi dopo, il che ha comportato una
  serie  di  necessari  e  opportuni  aggiustamenti  e  quindi  una
  continua  attività  che  ha  visto  impegnato  l'Assessorato,  il
  Governo  e   la   Commissione  in  queste  analisi  che  si  sono
  intrecciate anche  a  vicende  politiche,  a  una fase conclusiva
  della legislatura  che  certamente  poi  spinge  anche  le  parti
  politiche ad  enfatizzare le differenze e le diversità, a cercare
  qualche volta di mettere il dito sulla piaga.
       Credo che oggi, invece, si possa salutare con compiacimento,
  seppur  nella diversità delle posizioni espresse, una condizione.
  Siamo moderatamente  compiaciuti  del  fatto  che in Aula oggi si
  registri, sarà anche  perché  siamo alla fase finale non soltanto
  di una  legislatura,  ma  presumibilmente di una vicenda politica
  che  si  è  snodata  con  ritmi  e  con  modalità,  certo,  anche
  differenti in alcuni casi, ma che dal 18, dal 24, dal 25 giugno -
  non so ancora la data, il Governo non l'ha stabilito - certamente
  sarà  di   tipo  diverso,  qualunque  siano  le  vicende  d'Aula,
  qualunque siano i  risultati  il  solo  fatto  di  poter salutare
  l'evento  dell'elezione  diretta  del  Presidente  con  le  norme
  antiribaltone  che   in   qualche   misura   vi  sono  collegate,
  determinerà  fatalmente  un  cambiamento notevolissimo della vita
  delle istituzioni  regionali,  è  auspicabile  che  a  un  quadro
  istituzionale che si rassoda con queste modifiche intervenute con
  l'autorevolezza  che  deriverà  ai  governi dall'elezione diretta
  possa anche  accompagnarsi  una condizione, in particolare, della
  finanza regionale  che consenta di governare i processi siciliani
  con maggiore  attenzione,  con maggiore adeguatezza, con maggiore
  opportunità.
       E' su questo  versante  che  io  mi  permetto  di rassegnare
  qualche considerazione che parte dall'avvio di questa legislatura
  che certamente  è  stata una legislatura difficile, qualcuno l'ha
  definita anche in  maniera  un  po'  pesante, però alcuni aspetti
  positivi,  presumibilmente, penso  possa  averli  registrati,  in
  particolare proprio sul governo della finanza regionale.
       Mi sono permesso  di  dire,  in  qualche  occasione,  che la
  Regione siciliana ha avuto due grandi presidenti, in particolare,
  nella propria storia che poi ricomincia dall'elezione diretta che
  avremo fra poco: uno è Giuseppe Alessi, l'altro è stato Piersanti
  Mattarella.
       Non    trascurerei,   tuttavia,   la   intelligenza,   forse
  l'impoliticità  di  Giuseppe  Provenzano  quando  ha  aperto,  ha
  illuminato e ha  piazzato  i  riflettori  su una condizione della
  finanza regionale  veramente  difficile. Vorrei ascrivere anche a
  lui un merito,  che  poi complessivamente in questa legislatura è
  stato dei presidenti  e  degli  assessori al bilancio che si sono
  succeduti, in misura limitata, anche l'ultimo Governo, seppur con
  un tempo  ridottissimo,  hanno  saputo progressivamente dare alle
  finanze regionali una condizione di miglioramento progressivo che
  ci consente di  interloquire  con  gli  organi  statali senza più
  l'apprensione di una volta, senza le preoccupazioni di una volta,
  senza i rimproveri  che spesso prendevamo.
       Qualche volta  ho  cercato  di sminuire la valenza specifica
  degli strumenti che  stiamo  presentando,  che pure hanno un loro
  valore   che   potrebbero   essere   abbondantemente   difesi  in
  quest'Aula. Il  vero  dato  della  politica siciliana parte dalle
  prossime elezioni  Pertanto,  quello che conta, secondo me, è non
  consegnare al  prossimo  Governo  una  situazione  difficile, una
  situazione complicata,  una situazione che, anziché  seguire quel
  passo, se  vogliamo, lento di risanamento finanziario, invece, lo
  indebolisca nella fase finale con la finanziaria e il bilancio da
  votare  da  qui  a  qualche   giorno.
       Questa è stata una  mia  preoccupazione,  l'ho rassegnata, e
  devo dire che mi pare che  in  questi  ultimi  giorni  c'è  stata
  considerazione per questo orientamento e trovo nell'atteggiamento
  responsabile dei deputati una sostanziale adesione a quella che è
  una linea che deve fare di  tutto,  perchè  la  Regione che va ad
  essere governata con sistemi  e  metodi  diversi possa essere una
  Regione in grado di poter  sostenere questo ritmo.
       Per esempio, ci siamo preoccupati  in questi mesi di fare in
  modo che l'indebitamento della  Regione  negli  anni  2001 e 2002
  potesse essere ridotto al  massimo,  anche  con  la riduzione dei
  debiti  che  attualmente  sono   in   corso  e,  quindi,  con  un
  riposizionamento  di questi  debiti  proprio  per  consentire  al
  Governo che verrà di avere un  tempo  congruo, un anno, un anno e
  mezzo per capire come deve  muoversi,  cosa  deve  fare, su quali
  versanti  agire, nonostante  alcune  vicende  provvide,  come  la
  sentenza della Corte  costituzionale sulle riserve. Riteniamo che
  la  vicenda dei gas che  passano  o  si  estraggono  in  Sicilia,
  determina una condizione di  attenzione per le risorse e, quindi,
  per le finanze regionali  che  certamente possono essere migliori
  rispetto al passato dando,  così,  l'opportunità  al  Governo che
  verrà  di  muoversi  con   maggiore  agibilità  e  con  opportune
  iniziative che tonifichino l'economia siciliana.
       Quindi, evito in questa  fase  di  entrare  nello  specifico
  degli  eventi;  ci.sarà   il   momento  della  discussione  delle
  proposte, degli articoli,  degli  emendamenti  che  ci offriranno
  ancora altre occasioni di  valutare,  di  precisare  le  cose che
  vogliamo dire.
       Complessivamente valuto che  questa  legislatura, pur con le
  difficoltà politiche da cui è  stata segnata, abbia fatto un buon
  lavoro, abbia prodotto un buon risultato. A noi il compito con il
  voto della finanziaria e del bilancio di non andare al di là e di
  consegnare  al  prossimo   Governo   una  condizione  finanziaria
  dignitosa.
       Per  questo raccolgo  l'appello  dei  colleghi  parlamentari
  intervenuti,  lo  ribadisco:  dobbiamo   fare   in  modo  che  la
  finanziaria  si  muova dentro canali che siano conseguenti con il
  dettato  della  legge  che  ha  posto  i limiti della finanziaria
  stessa.  Andare  oltre  significa,  probabilmente,  sforare nelle
  disponibilità  finanziarie;  non  credo  che  sia opportuno farlo
  anche  perchè,  torno  a  dire,  nessuno  di coloro i quali è qui
  seduto  presumibilmente  avrà la possibilità in questi termini di
  gestire   il  bilancio;  sarà  in  nuovo  Governo  poi,  con  gli
  adattamenti  che conseguiranno all'assestamento, a dare un taglio
  e anche i deputati che torneranno a sedere in questa Aula avranno
  quella   opportunità   che  sarà  data  da  quegli  aggiustamenti
  piuttosto che dai contenuti specifici di questo bilancio.
       In questo senso  e con queste prospettive credo che si possa
  rapidamente  andare  alla  conclusione  avendo  come  punto fermo
  l'idea  che  i conti della Regione è bene che siano salvaguardati
  per  fare  in  modo  che  il  prossimo  Governo possa trovarsi in
  maniera  idonea per affrontare le emergenze e il lavoro di cinque
  anni che ne conseguirà.

     PRESIDENTE. Dichiaro  chiusa la discussione generale. Pongo in
  votazione   il   passaggio   all'esame   degli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario sia alzi.

                             (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


     COMUNICAZIONE DI DIMISSIONI DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dò lettura della nota del 10
  aprile 2001, pervenuta a questa Assemblea regionale in pari data,
  con  la  quale  l'onorevole  Giuseppe  Scalia  ha  rassegnato  le
  dimissioni irrevocabili dalla carica di deputato regionale:
       "Al  Signor  Presidente dell'ARS.  Il sottoscritto onorevole
  Giuseppe  Scalia,  membro  dell'Assemblea   regionale  siciliana,
  eletto  nel Collegio di Agrigento, comunica alla  S.V.  Onorevole
  Presidente,  le  proprie irrevocabili dimissioni da  deputato  di
  questa Assemblea regionale siciliana".
       Avverto che le predette dimissioni saranno  poste all'ordine
  del giorno della seduta successiva.
       Avverto  che  gli  emendamenti al disegno di  legge  possono
  essere presentati entro le ore 11.00 di domani mattina.


   Presidenza del vicepresidente Silvestro


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì 12 aprile
  2001, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

    N. 525 -  Sollecita riformulazione  dei  termini  e  dei  criteri
          relativi  alla   regolarizzazione  dei  vigneti  di  Riesi,
          Butera, Mazzarino, Vallelunga, Marianopoli e Gela.
          Pagano Alessandro;  Castiglione Giuseppe, D'Aquino Antonio,
          Croce Antonino.
          Presentata il 06.04.2001

    N. 526 - Interventi  presso il Governo nazionale per l'abolizione
          del canone televisivo.
          Pagano  Alessandro; Castiglione Giuseppe; D'Aquino Antonio;
          Croce Antonino.
          Presentata il 06.04.2001.

    N. 527 - Impegno  del  Governo  della  Regione  nei confronti del
          Ministero delle Telecomunicomunicazioni per il rispetto del
          codice di autoregolamentazione nei mass media.
          Pagano Alessandro; Castiglione Giuseppe;  D'Aquino Antonio;
          Croce Antonino.
          Presentata il 06.04.2001.

    III - DIMISSIONI  DELL'ONOREVOLE  GIUSEPPE SCALIA DALLA CARICA DI
          DEPUTATO REGIONALE.

     IV - PROGETTO  DI   BILANCIO  INTERNO  DELL'ASSEMBLEA  REGIONALE
          SICILIANA  PER  l'ANNO  FINANZIARIO  2001  (doc.  n.  116).
          Relatori: I deputati Questori

      V - RENDICONTO  DELLE  ENTRATE  E  DELLE  SPESE  DELL'ASSEMBLEA
          REGIONALE SICILIANA PER  L'ANNO  FINANZIARIO 2000. (doc. n.
          117).  Relatori: I deputati Questori

     VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1) "Bilancio di previsione  della  Regione  siciliana  per l'anno
          finanziario 2001 e  bilancio  pluriennale  per  il triennio
          2001-2003".  (n. 1167-1115-1200-1202/A) (seguito)
          Relatore:  on.le Sanzarello

    2) "Disposizioni  programmatiche  e finanziarie per l'anno 2001".
          (n. 1168/A) (seguito).
          Relatore: on.le Sanzarello.

    La seduta è tolta alle ore 18.10.

    (Licenziato dal Servizio resoconti alle ore 20.00)