Presidenza del vicepresidente Silvestro
La seduta è aperta alle ore 16.20.
LO CERTO , segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute numero 374 del 4 aprile 2001 e numero 375 del 9
aprile 2001 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Antonino Papania ha
chiesto congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Disposizioni sui porti e sul demanio marittimo regionale
(n. 1265)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Giannopolo, Pignataro, Speziale
in data 5 aprile 2001
- "Nuove norme sul deposito e la custodia del materiale
elettorale di cui alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29,
concernente l'elezione dei deputati all'Assemblea regionale
siciliana" (n. 1266)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Silvestro, Lo Certo, D'Andrea,
Scoma in data 10 aprile 2001
COMUNICAZIONE DI PARERE RESO
PRESIDENTE. Comunico il seguente parere reso dalla competente
Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Borse di studio aggiuntive regionali per la facoltà di
medicina e chirurgia - Anno accademico 2000/2001. Piano di
assegnazione e ripartizione" (n. 364)
- reso in data 27 marzo 2001
- inviato in data 4 aprile 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni legislative per il periodo dal 3 al 5
aprile 2001:
BILANCIO E FINANZE (II)
ASSENZE
Riunione del 3.4.2001 (ant): GIANNOPOLO-LIOTTA-MANZULLO-SPAGNA
" " " (pom.): GIANNOPOLO-CINTOLA-LIOTTA-SPAGNA
SPEZIALE
" " 4.4.2001 (ant.): CALANNA-LIOTTA-MANZULLO-SPAGNA
SPEZIALE
" " 4.4.2001 (pom.): CALANNA-CINTOLA-LIOTTA-SPEZIALE
" " 5.4.2001 (ant.): GIANNOPOLO-AULICINO-CALANNA-LIOTTA
MANZULLO-SPAGNA-SPEZIALE
" " 5.4.2001 (pom.): GIANNOPOLO-CALANNA-MANZULLO-
PIGNATARO-SPEZIALE
COMUNICAZIONI DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
dell'articolo 2, comma 3, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32, ha trasmesso copia delle deliberazioni, n. 149 e n. 160
adottate dalla Giunta regionale il 20-21 marzo 2001.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 4403 - Equa applicazione nella Regione siciliana dei
provvedimenti e delle sanzioni in materia di abusivismo
vitivinicolo della Comunità europea.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Oddo Camillo
N. 4405 - Chiarimenti in ordine all'ispezione effettuata
presso la CIDEC di Trapani da parte dell'Assessorato
Cooperazione.
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Oddo Camillo
N. 4411 - Provvedimenti circa l'elezione a Sindaco del
Comune di Carini (PA) del dott. La Fata, Dipendente
dell'AUSL n. 6 di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari: Mele Manlio; Zanna Antonio;
- con richiesta di risposta scritta:
N. 4404 - Piena applicazione, da parte del Comune di
Partinico, del Piano attuativo in zona territoriale D2.
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 4406 - Notizie in ordine agli interventi previsti dal
Programma pluriennale regionale attuativo del Regolamento
CEE n. 2080/92 - campagna 1998/99 per la provincia di
Palermo.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 4407 - Lavori di sistemazione della Via San Girolamo ad
Acireale (CT).
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 4408 - Notizie circa il funzionamento del Dipartimento
di salute mentale del distretto di Caltagirone, in
provincia di Catania.
- Assessore Sanità
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 4409 - Verifica dei criteri di applicazione
dell'imposta ICI a San Giovanni Galermo (CT).
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 4410 - Revoca dei decreti assessoriali del 17 gennaio
2001, relativi a concorsi interni nel ruolo tecnico
dell'Amministrazione dei Beni culturali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Martino Federico.
N. 4412 - Notizie circa l'assegnazione dei pazienti presso
le Comunità alloggio e le Residenze sanitarie assistite
site nella provincia di Catania.
- Assessore Sanità
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 4413 - Informazioni sull'erogazione dei benefici
creditizi rivolti agli artigiani nel periodo compreso tra
il 1 aprile e l'8 gennaio 2001.
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Fleres Salvatore
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 525 "Sollecita riformulazione dei termini e dei
criteri relativi alla regolarizzazione dei vigneti di
Riesi, Butera, Mazzarino, Vallelunga, Marianopoli e Gela",
degli onorevoli Pagano, Castiglione, D'Aquino,
Croce.
Presentata il 6/04/01
N. 526 "Interventi presso il Governo nazionale per
l'abolizione del canone televisivo", degli onorevoli
Pagano, Castiglione, D'Aquino, Croce.
Presentata il 6/04/01
N. 527 "Impegno del Governo della Regione nei confronti
del Ministero delle Telecomunicazioni per il rispetto del
codice di autoregolamentazione nei mass-media", degli
onorevoli Pagano, Castiglione, D'Aquino, Croce.
Presentata il 6/04/01
RICOTTA. Dichiaro di voler apporre la mia firma alle tre
mozioni testé comunicate.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 3 aprile 2001,
pervenuta al Servizio di Segreteria il 4 aprile successivo,
l'onorevole Croce ha chiesto di apporre la propria firma
all'interrogazione n. 4346: "Attuazione degli impegni economici
assunti nel nuovo contratto collettivo per la medicina generale".
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articolo 83, lettera
D), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 521 "Interventi per intensificare il ricorso a
prestazioni sanitarie alternative al ricovero ospedaliero",
degli onorevoli Fleres, Croce, Beninati e Accardo;
N. 522 "Liquidazione delle istanze pregresse del settore
vitivinicolo, presentate ai sensi del POP 1994-99 misura
8.3", degli onorevoli Fleres, Croce, Accardo, Beninati e
Castiglione.
N. 523 "Indennizzo agli agricoltori operanti nell'area
protetta del Bosco di Santo Pietro a Caltagirone (CT)", degli
onorevoli Fleres, Accardo, Croce, Grimaldi.
N. 524 "Iniziative circa la recente divulgazione di materiale
di propaganda sul nazismo presso il Liceo classico 'G.
Garibaldi' di Palermo", degli onorevoli Guarnera, La Corte,
Vella, Piro.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LO CERTO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è facilmente riscontrabile una costante
lievitazione dei costi della sanità pubblica
nonostante alcuni recenti provvedimenti abbiano
razionalizzato alcuni aspetti legati ai costi dei
diversi servizi ed alle modalità di erogazione degli
stessi;
- in alcune province siciliane ed in altre Regioni
italiane si stanno sperimentando forme di
prestazioni sanitarie alternative al ricovero, per
esempio nel caso di malati terminali, malati
cronici, parti, etc.;
- tali forme alternative di cura comportano un
notevole risparmio dei costi per singola
prestazione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
a verificare la possibilità di sperimentare e
regolamentare l'erogazione di prestazioni sanitarie
alternative al ricovero ospedaliero. " (521)
(21 marzo 2001)
FLERES - CROCE - BENINATI -
ACCARDO
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- presso gli Ispettorati provinciali
dell'agricoltura della Sicilia giacciono numerose
pratiche relative al settore vitivinicolo, attinenti
alla misura 8.3 del POP 1994/1999, regolarmente
presentate ed istruite;
- tali pratiche sono rimaste per la gran parte
inevase perché non sono state reperite le risorse
per far fronte agli impegni finanziari conseguenti;
- il complemento di programmazione al punto 4.2.1
ammette al finanziamento, con i fondi di Agenda
2000, le pratiche pregresse relative alle precedenti
misure del POP 8.1, 8.2, 8.4, 8.5, 8.6, 8.7, 9.3,
11.1;
- le pratiche presentate con il POP 1994-1999,
misura 8.3, settore vitivinicolo, non trovano
rispondenza nel POR perché tale settore è
disciplinato dalla nuova organizzazione comune di
mercato;
- all'interno della stessa organizzazione di mercato
non sono previsti i finanziamenti per il pregresso;
- tale situazione si ripercuote gravemente sulla
categoria, penalizzando duramente quegli operatori
che hanno ritenuto di investire per la realizzazione
delle opere di miglioramento fondiario, assumendone
direttamente gli oneri;
- tale eventuale impostazione creerebbe, tra
l'altro, difformità di trattamento tra imprenditori
agricoli delle stessa Regione, seppure di comparti
diversi, rischiando di generare un notevole
contenzioso;
- è necessario dunque intervenire al più presto per
fronteggiare questa emergenza che potrebbe
definitivamente cancellare un nutrito numero di
imprese vitivinicole,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad adottare con urgenza un provvedimento che preveda
lo stanziamento delle somme necessarie a coprire
l'esposizione delle aziende vitivinicole siciliane
derivante dalle pratiche pregresse giacenti presso
gli Ispettorati agrari, presentate a norma della
precedente programmazione (POP 1994-99, misura 8.3)
e non ancora liquidate." (522)
(21 marzo 2001)
FLERES - CROCE - ACCARDO -
BENINATI - CASTIGLIONE
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'attuale perimetrazione dell'area protetta del
Bosco di Santo Pietro ricomprende numerosi terreni
agricoli;
- le limitazioni nell'attività venatoria hanno
prodotto un'eccessiva proliferazione di conigli che
aggrediscono irrimediabilmente le colture provocando
danni assai consistenti;
- è indispensabile procedere alla riperimetrazione
dell'area ed all'avvio di una attività venatoria
selezionata e programmata così da limitare la
presenza di conigli e, dunque, ridurre i danni;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a provvedere alla riperimetrazione dell'area
protetta del Bosco di Santo Pietro a Caltagirone;
- a programmare una corretta azione di prelievo
venatorio selettivo relativo alle specie cunicole
eccedentarie;
- a risarcire gli agricoltori danneggiati." (523)
(22 marzo 2001)
FLERES - ACCARDO - CROCE -
GRIMALDI
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- recentemente al Liceo classico 'G. Garibaldi' di
Palermo sono stati distribuiti volantini e materiale
di propaganda sulla cultura antisemita e sulle SS,
nei quali quest'ultime sono viste sotto una luce di
rispetto e dedizione a ideali nobili, piuttosto che
come belve feroci macchiatesi dei crimini più atroci
che l'uomo sia mai stato in grado di compiere verso
suoi simili;
- la divulgazione di tale materiale è in palese
contrasto con la normativa attuale che vieta la
propaganda e la diffusione in qualsiasi forma di
materiale che inciti all'odio razziale;
- tali comportamenti, oltre a essere di dubbia
valenza culturale e riprovevoli da un punto di vista
etico, sono perseguibili penalmente secondo il
decreto Mancino;
- il Liceo palermitano, in qualche modo, ha messo a
disposizione degli studenti che hanno distribuito il
materiale pseudo-culturale sopra menzionato, riuniti
in un gruppo autodenominatosi 'Nucleo Garibaldi',
spazi all'interno della scuola per potere
liberamente propagandare e distribuire il materiale
'informativo' e tenere seminari faziosi;
- fra i documenti distribuiti dagli studenti vi sono
anche due quaderni stampati dal circolo culturale
'Occidente', vicino agli ambienti di Alleanza
Nazionale, che annovera fra i suoi soci esponenti
politici di AN i quali hanno provveduto
tempestivamente a 'rassicurare' docenti e genitori
minimizzando in maniera strumentale il problema e
focalizzando, nell'iniziativa del 'Nucleo
Garibaldi', soltanto lo studio della vita e delle
azioni del nazionalista rumeno Zelea Codreanu e non
l'apologia del nazismo e dell'operato delle polizie
naziste e dell'antisemitismo;
CONSIDERATO che:
- è compito dei docenti e del preside in primis, con
la collaborazione degli studenti, vigilare sullo
svolgimento di una corretta didattica e sulle
attività extradidattiche che non debbono mai fare
del nazismo, dell'antisemitismo, del razzismo in
tutte le sue forme, materiale di propaganda per
promuovere l'odio verso razze considerate inferiori;
- i docenti e il preside dovrebbero invece favorire
l'assunzione di responsabilità degli studenti
promuovendo iniziative che siano espressione degli
interessi dei giovani, favorendo una corretta
informazione degli eventi funesti, del passato e
contemporanei;
- è estremamente scorretto che un partito politico -
che deve, comunque, rifarsi ai valori e agli ideali
della Costituzione - utilizzi associazioni
pseudo-culturali a esso vicine per propagandare
idee altrimenti improponibili, dato il loro passato
di complicità con i più atroci crimini che siano mai
stati commessi contro l'umanità;
- tali idee vengono propagandate all'interno della
scuola pubblica che, costituzionalmente, dovrebbe
educare al rispetto del prossimo e alla democrazia,
all'uguaglianza e al pluralismo, al fine di creare
il cittadino di domani,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a condannare fermamente tali comportamenti;
- a verificare chi e perché ha deciso di concedere
l'uso dei locali dell'istituto per una serie di
manifestazioni impregnate di xenofobia e di
esaltazione nazista;
- a richiamare pubblicamente il responsabile della
concessione del permesso d'uso dei locali affinché
la scuola continui a essere luogo di incontro, di
dibattito e di promozione fra i giovani di una
sensibilità autenticamente democratica;
- a farsi promotore nelle scuole della Sicilia,
utilizzando ogni moderno strumento della
comunicazione, di incontri e dibattiti sui periodi
cruciali della storia del Novecento (troppo spesso,
per motivi diversi, trascurati dagli insegnanti),
invitando a partecipare docenti e relatori senza
alcuna preclusione di nazionalità, fede politica e
religiosa." (524)
(28 marzo 2001)
GUARNERA - LA CORTE - MORINELLO -
VELLA - PIRO - ZANNA
PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni predette vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussione.
Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame congiunto del disegno di legge n.
1167-1195-1200-1202/A "Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2001 e bilancio pluriennale per
il triennio 2001-2003", e del disegno di legge n. 1168/A
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2001", posti
al n. 1) e 2).
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
'Bilancio' a prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il Presidente della della Commissione
e relatore, onorevole Sanzarello, per svolgere la relazione.
SANZARELLO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo anzitutto di dovere delle
spiegazioni all'Aula per questo ulteriore giorno di slittamento
del calendario di avvio della discussione; in effetti abbiamo
ritenuto utile, per consentire uno svolgimento ottimale e quanto
più spedito possibile dei lavori d'Aula, operare un ulteriore
momento di approfondimento tecnico dell'ambito della manovra del
governo dalla quale avviare la discussione di Aula. Si tratta di
tematiche complesse, come avremo modo di verificare nel prosieguo
della discussione, sulle quali mi permetto fin d'ora di
sollecitare il massimo di attenzione e di presenza di tutti i
Deputati, poichè la soluzione cui si è pervenuti alla fine è
stata sostanzialmente quella di affidare al lavoro dell'Aula la
definizione di una parte rilevante della manovra;
conseguentemente avremo un impegnativo lavoro sugli emendamenti
che governo e forze politiche proporranno all'Aula.
I problemi sottoposti all'attenzione della Commissione, per
quantità e qualità degli stessi, si sono rilevati di
difficilissima trattazione; il tentativo della Commissione di
mettere ordine negli stessi ha conseguito un risultato che, per
quanto significativo (in particolare con riferimento alla manovra
nelle tabelle della finanziaria), è stato tuttavia parziale: il
resto del lavoro è affidato all'Aula.
Debbo, tuttavia, dare atto alla Commissione Bilancio di
avere alla fine trovato, in una condizione di difficoltà che
sembrava inestricabile, collegata com'era ad una condizione
politica ed ad un clima pre-elettorale sempre più surriscaldato,
un momento di responsabile richiamo ai suoi essenziali compiti
istituzionali. L'atteggiamento responsabile dei Commissari,
senza distinzione di schieramento, ha consentito quello che ho
definito 'un sussulto di orgoglio istituzionale', che ha portato
a licenziare per l'Aula bilancio e finanziaria.
Devo altresì dare atto alla Presidenza dell'Assemblea, in
una contingenza politica estremamente difficoltosa, di avere
garantito ogni condizione perchè l'Assemblea venisse comunque
posta nelle condizioni di esaminare e deliberare sul bilancio in
tempi costituzionalmente conducenti e, nel contempo, di avere
garantito tutti i margini possibili per l'attività istruttoria
della Commissione Bilancio.
Si avvia a conclusione dunque, con la discussione in Aula,
una delle sessioni di bilancio più difficili degli ultimi anni;
difficoltà riconducibili certamente al clima della imminente
doppia competizione elettorale, ma anche al progressivo
irrigidirsi della finanza regionale rispetto al complesso delle
esigenze che la società siciliana e le forze produttive pongono.
E' un tema che passa alla prossima legislatura e sul quale mi
auguro le forze politiche vorranno confrontarsi nella
competizione elettorale, indicando con chiarezza terapie e
soluzioni rispetto ad un problema, quello degli equilibri della
finanza regionale, prioritario rispetto ad ogni altro.
Per venire, brevemente, ai documenti che sono oggi
sottoposti all'esame dell'Aula, occorre sottolineare che, per
quanto concerne gli aspetti di organizzazione e di struttura, il
bilancio a legislazione vigente per l'anno 2001 e per il triennio
2001-2003 si caratterizza per due importanti innovazioni.
La prima consiste in un nuovo assetto della struttura delle
entrate e delle spese, che consegue l'approvazione della legge di
riforma sulla dirigenza regionale. L'individuazione di nuovi
livelli di responsabilità gestionale ha infatti comportato
l'esigenza di suddividere le entrate e le spese per
amministrazioni e dipartimenti, riallocando i capitoli sulla base
del dipartimento cui ne viene affidata la gestione, nell'ambito
di quella autonomia operativa e di imputazione della
responsabilità che costituisce l'aspetto più innovativo e
pregnante di quella riforma.
La nuova strutturazione del bilancio per dipartimenti ha
reso inoltre necessario, in taluni casi, suddividere o accorpare
alcuni capitoli, rivederne la numerazione, la collocazione ed in
tanti casi i contenuti: tutto ciò introduce anche una maggiore
difficoltà a comparare analiticamente i dati di bilancio di
quest'anno con quelli dell'esercizio precedente.
La seconda innovazione è rappresentata dall'introduzione del
bilancio di previsione di cassa, articolato per amministrazioni,
rubriche, titoli e categorie con riguardo sia alle entrate che
alle spese, con separata evidenziazione degli aggregati
concernenti interventi comunitari e dei connessi finanziamenti
statali e regionali. Il bilancio di previsione di cassa, che si
affianca a quello di competenza, pur se con un diverso livello di
articolazione, sostituisce il precedente quadro sintetico: come
nel passato, le previsioni di cassa relative alle spese
costituiscono il limite per le autorizzazioni di pagamento. Uno
strumento sempre più importante, sia sotto il profilo operativo
che conoscitivo, al fine di ricostruire la portata dei flussi
finanziari effettivi di bilancio. Novità che, come vedremo nel
corso dell'esame, comportano anche sotto l'aspetto procedurale
taluni necessari adattamenti.
Siamo, peraltro, alla vigilia di una profonda innovazione in
materia di normativa contabile e di bilancio; quella che si
profila è una radicale riforma che non solo ridisegna struttura e
contenuti dei documenti contabili, ma incide nel profondo dei
rapporti tra Parlamento e Governo in materia finanziaria; un
dibattito che richiederebbe un respiro ed una consapevolezza che
le condizioni effettive in cui si propone oggi finiscono con il
comprimere; è una valutazione che l'Aula deve pur fare
riconoscendo al tema della riforma della legge n. 47/1977 uno
spazio di confronto adeguato pur nei limiti temporali di questa
nostra discussione.
Sotto il profilo quantitativo, il bilancio annuale di
competenza presenta un totale generale delle entrate e delle
spese pari a 31.661 miliardi di lire e quello pluriennale un
totale di 77.149 miliardi.
Le entrate finali, costituite dalla somma dei primi tre
titoli delle entrate (tributarie, extra-tributarie ed in conto
capitale), si attestano nel 2001 su 25.293 miliardi. Le entrate
tributarie risultano pari a 16.192 miliardi di lire: le
previsioni di bilancio sono state formulate tenendo conto sia
dell'impatto negativo che sull'aggregato discende dalle
disposizioni per la riduzione del carico fiscale delle famiglie
contenute nella legge finanziaria nazionale per il 2001, che
dalla possibilità determinatasi di potere iscrivere in bilancio
nuove entrate conseguenti alla recente pronuncia della Corte
costituzionale in materia di "riserve" all'erario dello Stato.
La voce relativa ad accensione di prestiti è pari a 1.921
miliardi di lire.
Le spese correnti, a loro volta, risultano pari a 22.479
miliardi e corrispondono al 67 per cento del totale generale
delle spese, mentre quelle in conto capitale ammontano a
8.645 miliardi.
Passando ad esaminare i principali contenuti della manovra
da realizzare con la finanziaria, vanno tenute presenti le
considerazioni prima svolte per cui taluni aspetti qualificanti
della stessa non sono contenuti nel testo che avvia l'esame, ma
verranno proposti nel corso della discussione.
Il primo aspetto che mi preme sottolineare è che il livello
massimo del saldo netto da finanziare per l'anno 2001 viene
determinato, in termini di competenza, in 1.384 miliardi di lire,
mentre il limite massimo del ricorso al mercato finanziario, per
lo stesso anno, in sostanziale coerenza con l'obiettivo
dichiarato nel DPEF, è fissato,sempre in termini di competenza,
in 1.00O miliardi.
Il problema fondamentale con cui ha dovuto fare i conti la
finanziaria ha riguardato la necessità di approntare le risorse
necessarie per una serie di interventi qualificanti, senza
pregiudicare i saldi fissati dal DPEF. E debbo dire che questo è
certamente l'aspetto più significativo e politicamente rilevante
della manovra predisposta. Pur nei limiti delle risorse resesi
disponibili, la cui struttura viene analiticamente riportata
nell'apposito prospetto riepilogativo della finanziaria, e che
sotto forma di maggiori entrate finali o minori spese finali
ammontano a 2.312 miliardi di lire, si è dato vita ad una serie
di interventi che affrontano alcuni fondamentali nodi
dell'economia isolana. Credo che vada riconosciuta al governo,
in relazione alla ipotesi di istituzione di un tributo
ambientale, una significativa sensibilità politica: si tratta di
un elemento di grande novità ed importanza non soltanto per
quello che significa in sè, ma anche perché indica una
prospettiva le cui potenzialità in termini di benefici per le
finanze regionali sono tutte da esplorare.
Con riguardo più specifico alla manovra, vorrei anzitutto
sottolineare come tra le risorse del bilancio e gli ulteriori
stanziamenti predisposti con la finanziaria, si sono poste le
premesse per chiudere la pagina del precariato; risorse e
strumenti normativi sono tali da fare ritenere questo un
obiettivo praticabile. E' auspicabile che, sul versante del
rapporto tra Regione ed imprese, si individuino finalmente gli
strumenti giuridici e le risorse per chiudere l'annosa vicenda
che riguarda i contributi dovuti ai sensi dell'articolo 9 della
legge regionale n. 27/1991. Una analoga operazione dovrebbe
consentire alle aziende sanitarie di fruire di un flusso
significativo di risorse, che costituirebbe una boccata di
ossigeno per le loro esauste casse.
Risorse significative vengono appostate per la pesca,
l'imprenditoria giovanili, l'agricoltura, il credito alberghiero
e per l'attivazione graduale delle misure della legge regionale
n. 32/2000; verranno altresì reperite in finanziaria le risorse
per assicurare il cofinanziamento a carico della Regione di una
serie di interventi nazionali, tra i quali quelli in materia di
trasporti contenuti nella finanziaria 2000 dello Stato.
Insomma una manovra che, in definitiva, tende ad ancorare le
limitatissime risorse disponibili ad una prospettiva che cerca di
dare risposte a problemi posti dalla forze produttive e dalla
società siciliana.
Il lavoro possibile che si poteva fare è stato fatto,
l'auspicio è che adesso l'Aula concluda adeguatamente tale lavoro
dando alla Sicilia bilancio e finanziaria e con essi un quadro di
maggiori certezze alle forze imprenditoriali ed alla società
siciliana.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Piro. Ne ha facoltà.
PIRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è dubbio
che è una condizione estremamente anomala quella che ci vede da
questa sera impegnati nella discussione sui documenti finanziari
della Regione. Anomala ed estremamente grave, peraltro, non solo
per il tempo con il quale siamo costretti a lavorare intorno
al bilancio della Regione (siamo già nel mese di aprile, vicini
alla scadenza non ulteriormente prorogabile dell'esercizio
provvisorio che, come è noto, scade senza appello il 30 aprile);
ma ci troviamo a discutere il bilancio ormai sullo 'spirare' di
questa legislatura.
Abbiamo chiesto ripetutamente al governo, alla maggioranza,
allo stesso Presidente dell'Assemblea di fissare senza indugi la
data di chiusura di questa legislatura immediatamente dopo
l'approvazione del bilancio perché eravamo convinti e siamo
ancora ulteriormente persuasi che la fissazione della data di
chiusura della legislatura a subito dopo l'approvazione del
bilancio avrebbe potuto e ancora adesso può agevolare il percorso
stesso dell'esame del bilancio della legge finanziaria che, com'è
noto, è stato estremamente difficoltoso ed accidentato.
In verità, signor Presidente dell'Assemblea, noi questa sera
non avremmo neanche potuto o dovuto iniziare la discussione.
Soltanto la buona predisposizione da parte delle forze politiche
dei Gruppi e dei deputati dell'opposizione consente questa sera
di rinviare la discussione del bilancio che a termini
regolamentari non avrebbe potuto avere inizio dal momento che
soltanto alcune ore il disegno di legge finanziario fa è stato
effettivamente messo a disposizione dei deputati.
Ovviamente non si può che apprezzare lo sforzo fatto dal
Presidente della Commissione, onorevole Sanzarello, anche
relatore del disegno di legge, nel paludare i motivi che hanno
portato a questa situazione.
In altri tempi, in altri momenti le dichiarazioni
dell'onorevole Sanzarello sarebbero state estremamente impudiche;
in questo momento le prendiamo come candide, ma ovviamente, a
cominciare dallo stesso onorevole Sanzarello, tutti noi sappiamo
che le questioni vere sono state e sono altre.
Arriva in Aula un bilancio ad altissima improbabilità, anzi
un bilancio che può essere considerato - bilancio e finanziaria
evidentemente, da questo momento in poi quando farò riferimento
al bilancio farò riferimento ad entrambi gli strumenti, ad
entrambi i disegni di legge - arriva dunque all'esame dell'Aula
un bilancio ad altissima improbabilità, niente più che una bozza
di lavoro.
Bozza di lavoro intorno alla quale la Commissione Bilancio
si è lungamente agitata nello sforzo di produrre un risultato
accettabile per l'Aula.
Risultato che però non c'è stato e il bilancio in senso
stretto un po' meno, ma sicuramente il disegno di legge
finanziario, è un disegno di legge che è qui esclusivamente come
base, ma che non corrisponde per niente né alla manovra che il
Governo aveva presentato e neanche a quelle manovre successive
che i commissari della Commissione Bilancio avevano pur'essi
presentato.
Quindi sicuramente questo è un bilancio, una finanziaria,
che si faranno in Aula.
Ma qui si porrà e si pone immediatamente, signor Presidente,
un problema che occorre a mio avviso risolvere. Qual è
l'obiettivo, qual è il risultato che il Governo e la maggioranza
intendono conseguire ed entro quali tempi questo obiettivo e
questi risultati si vogliono conseguire? Perché non c'è dubbio
che si è di fronte ad una scelta secca che potrebbe peraltro
essere aiutata dal fatto che i contenuti della legge finanziaria
sono espressamente e chiaramente elencati nella legge n. 10 del
1999 e che il Regolamento dell'Assemblea, proprio a seguito
dell'approvazione di questa legge è stato appositamente
modificato, prevede esso stesso al rafforzamento delle
disposizioni di legge, prevede esso stesso una cornice
estremamente scarna e chiaramente definita entro la quale si può
collocare la legge finanziaria.
Lo dico perché con tutta evidenza se a questo si fà
riferimento il percorso della finanziaria sarà un percorso
relativamente agevole.
Se invece si volesse cogliere l'occasione da parte del
Governo innanzitutto, ma anche, a ruota, da parte dei deputati di
allargare i confini della finanziaria allora ci troveremmo di
fronte ad un parco emendamenti estremamente vario, articolato e
complesso e di fronte alla pratica impossibilità da parte
dell'Assemblea di giungere in tempi brevi all'approvazione degli
strumenti finanziari. Con tutte le conseguenze, con un
allungamento innaturale dei lavori dell'Assemblea ben oltre
l'inizio della campagna elettorale che, va ricordato, si colloca
già in questa settimana (venerdì 13 aprile) con una, tra
virgolette, violazione di quella che è stata una prassi sempre
rispettata, cioè che durante i periodi della campagna elettorale
per le elezioni politiche l'Assemblea resti rigorosamente chiusa,
inattiva, per consentire ai deputati di partecipare alla campagna
elettorale.
A maggior ragione quando sappiamo che numerosi deputati -
tra cui anche chi parla - sono candidati a queste elezioni e
certamente non possono essere messi nelle condizioni di non poter
adempiere ai propri compiti di parlamentare perchè ovviamente
giustamente impegnati in un altro compito, in un'altra funzione,
direi ad adempiere un altro dovere che è quello di sostenere la
propria candidatura, di sostenere lo schieramento del quale fanno
parte.
E con un'altra violazione di una prassi consolidata, questa
addirittura con fondamenti normativi, che è quella per la quale
una volta convocate le elezioni regionali l'Assemblea regionale
siciliana non si riunisce più.
E, dunque, signor Presidente, la questione che noi
all'inizio avevamo posto diventa, a mio avviso, assolutamente
decisiva, sotto il profilo politico ma anche sotto il profilo
istituzionale ai fini della discussione e della possibile
approvazione di questi strumenti finanziari. Cioè indicare
chiaramente la data di chiusura della legislatura e porre questa
data immediatamente a ridosso dell'approvazione di strumenti
finanziari e di quei provvedimenti - credo in questo momento uno
soltanto - già definiti dall'Assemblea e che aspettano soltanto
il voto finale.
Per quanto riguarda, poi, i disegni di legge, detto della
loro assoluta improbabilità e della loro scarsissima
attendibilità, verrebbe assolutamente voglia di non parlarne
perchè veramente c'è poco da discutere, perchè ciò che c'è stato
consegnato non corrisponde alla verità, perchè per compensare
quella manovra che il Governo aveva presentato sulla finanziaria
e che poi non è stata approvata in commissione Bilancio gli
uffici hanno dovuto predisporre una complessa manovra di taglio e
cucito sul bilancio, cosichè le cifre esposte nel bilancio,
numerosi appostamenti in realtà sono un mero espediente di
carattere contabile per riuscire a portare in Aula un bilancio
quanto meno in equilibrio.
Questo io credo non sia il frutto del caso, ma è frutto
immediato, diretto della straordinaria situazione politica che si
è determinata, e quando dico straordinaria mi riferisco alla
straordinaria negatività della situazione politica che si è
determinata con un Governo assolutamente raccogliticcio, privo di
una qualche coerenza politica, all'interno del quale in questo
momento convivono componenti che si fronteggiano alle elezioni
politiche in maniera esasperata, contrapposta con una chiara
delegittimazione del contesto politico-democratico all'interno
del quale la formazione di un governo si deve collocare.
Le conseguenze di tutto questo sono sotto gli occhi di
tutti: la paralisi totale dell'Assemblea regionale, una
commissione Bilancio che solo grazie alla presenza decisiva
dell'opposizione, anche numerica, e di alcuni volenterosi
deputati della maggioranza è riuscita alla fine comunque a
portare un disegno di legge in Aula.
Ma senza una seria, approfondita, attenta valutazione dei
contenuti del bilancio, dei contenuti della finanziaria, del
contesto economico e del contesto finanziario dentro i quali
questi strumenti si collocano e senza avere la chiara percezione
di quale effettivamente sarà, poi, lo strumento finanziario che
uscirà da questa Assemblea.
Qui, noi dobbiamo chiaramente avvertire, anzi denunciare i
rischi che potrà determinare una manovra assolutamente
'raffazzonata', priva di qualsiasi consenso all'interno della
stessa maggioranza, continuamente 'strattonata' dalle pressioni e
dalle richieste, innanzitutto degli assessori, molti dei quali
sono anche candidati direttamente in queste elezioni politiche,
comunque, evidentemente, saranno candidati alle elezioni
regionali, 'strattonata' insomma da tutte le parti.
Il rischio è che venga fuori una manovra assolutamente
deleteria all'interno di quel processo di risanamento effettivo
che ormai da qualche anno è stato avviato e che ha conseguito
risultati significativi ed importanti nell'avere conseguito un
miglioramento generale di tutti i dati del bilancio: risparmio
pubblico; riduzione dello squilibrio tra entrate ed uscite, anzi,
determinazione di un avanzo di amministrazione come quello che si
è verificato nel 2000 e nell'esercizio 1999 di oltre 1.300
miliardi; diminuzione dello squilibrio tra previsioni di
competenze e previsioni di cassa; diminuzione quasi assoluta
dell'azzeramento delle differenze che una volta esistevano,
grandi e perniciose, tra le previsioni soprattutto delle entrate
e le risultanze effettive, cioè a consuntivo, tanto è vero che
l'anno scorso il consuntivo ha manifestato più entrate di quante
addirittura ne erano state previste nel bilancio di previsione.
Insomma,tutti questi dati insieme indicano come
effettivamente sia stato avviato un processo di risanamento, un
processo virtuoso nei conti regionali e che senza una rigorosa
gestione delle pulsioni, spesso di carattere elettorale come in
questo momento, dei differenziali, senza una attenta valutazione
di quelli che possono essere i ricorsi al mercato programmato
rischia, appunto, di fare invertire la rotta, di cambiare il
segno del risanamento avviato. E le avvisaglie, a mio avviso, ci
sono tutte.
Questo bilancio contiene previsioni di entrate altamente
improbabili, a cominciare dal cosiddetto 'dazio' sul transito di
metano, che noi contestiamo. Probabilmente avremo occasione di
parlarne più nel merito se il Governo riproporrà l'emendamento. A
nostro avviso, esso si configura come un vero e proprio dazio
all'entrata, o quanto meno come una tassa di passaggio sulla cui
proponibilità nutriamo forti dubbi, ma che, comunque, ammesso che
possa superare il vaglio di costituzionalità, certamente ha
un'altissima probabilità che non si realizzino poi i risultati
sperati, nel senso che sicuramente gli strumenti cui le parti
interessate potranno fare ricorso bloccherà, e chissà per quanti
anni, l'effettivo pagamento di questa tassa che pure era stato
previsto che portasse in bilancio già da quest'anno circa 160-170
miliardi.
Altrettanto seri dubbi nutriamo sulla effettiva consistenza
della manovra previste per le entrate fiscali.
A questo proposito registriamo un dato positivo e di grande
successo delle iniziative che negli anni sono state portate
avanti e che negli ultimi due anni avevano impegnato strenuamente
il Governo della Regione. Mi riferisco in particolare alla
questione delle riserve sulle entrate erariali a favore dello
Stato. Come è noto, a seguito di alcune sentenze sicuramente
favorevoli alla Regione siciliana e in virtù dell'ordinanza con
cui la Corte costituzionale ha sospeso l'efficacia del decreto
ministeriale che ne aveva determinato la misura, tali riserve
produrranno quest'anno - e sarà così sicuramente anche per gli
anni a venire - , un salto nelle entrate tributarie della Regione
di parecchie centinaia di miliardi.
Ma non mi riferisco evidentemente a questo, quando sostengo
che potrebbe esserci una improbabilità anche nella valutazione
delle entrate tributarie, piuttosto mi riferisco alle stime fatte
che non hanno, secondo noi, preso nella giusta considerazione gli
effetti della riduzione fiscale che già a partire dal primo
gennaio di quest'anno sono state attuate nel Paese, sia per
quanto riguarda l'IRPEF, l'IRPEG e le altre entrate tributarie a
seguito delle leggi approvate dal Parlamento, attraverso delle
manovre presentate dal Governo nazionale che riducono già di
parecchi punti la pressione fiscale generale sulle famiglie, sui
lavoratori e sulle imprese.
La situazione per quanto riguarda la manovra che è stata qui
presentata ci appare abbastanza critica e riguarda l'allungamento
dei tempi del rimborso dei debiti. Tale manovra sicuramente è da
guardare con attenzione, anche per gli effetti e per i rischi
futuri che all'interno di essa si possono presentare.
Ogni operazione di questo tipo, dietro cioè le cosiddette
operazioni inderivate c'è sicuramente un vantaggio
nell'immediato, ma vi è anche un altrettanto appesantimento ed un
rischio collegato a ciò che potrà essere l'andamento dei mercati
finanziari nel futuro, rischio che potrebbe essere molto alto per
la Regione.
Per quanto riguarda il versante della spesa - e concludo -
moltissimi dei vincoli e delle norme di contenimento che erano
stati inseriti con la legge 10 del 1999 e la legge 8 del 2000
sono stati smantellati.
Non ci sono dunque più vincoli all'erogazione dei
contributi; non ci sono più i limiti posti per i trasferimenti a
favore dei numerosi enti regionali che continuano a sopravvivere
a se stessi, continuando ad appesantire il bilancio della
Regione.
In conclusione, tutto ciò ci porta a dire che tale manovra è
non soltanto assolutamente inattendibile, ma è anche pericolosa
perchè, per l'appunto, con 'una botta sola' si potrebbe dire,
viene cancellato in questi anni quanto di buono è stato
costruito.
Soprattutto vengono debellati questi presupposti normativi
che avevano vincolato il bilancio dentro confini molto ristretti
la cui liberazione da questi vincoli non solo produce in questo
momento effetti di innalzamento della spesa, ma sicuramente porta
il bilancio anche per i prossimi anni in condizioni di
squilibrio.
Questo si può dire è affidato al futuro Governo, alla futura
Assemblea, ma certamente non è mai una bella operazione,
sicuramente, assolutamente censurabile sotto il profilo
politico-istituzionale, che si guardi all'oggi nell'arraffare
quanto più possibile e poco sicuri dei danni che si producono per
il futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era iniziata in
maniera molto faticosa un'azione di risanamento del bilancio
della nostra Regione e tutti sappiamo, in termini finanziari, e
lo dico per la storia, quanto è stato complesso agire per portare
via via i nostri conti in modo presentabile.
Il precedente Governo ha tentato di fare questo tipo di
operazione, come ha tentato e ci è riuscito - dobbiamo dire - a
Roma stava tentando di portare i nostri conti in condizione di
guardare a prospettive sicuramente più rosee per quanto concerne
la nostra Regione, meno legate alla congiuntura, a spinte che
indubbiamente risentono del clima elettorale. E vedete, io sono
convinto che anche quest'Aula ha recepito, pur con le poche
presenze, qual è la grossa difficoltà che si presenta dinanzi a
noi, ed è una difficoltà di questo tipo: una maggioranza che si
presenta in ordine sparso, forse in maniera così grave da
ritenere anche da parte nostra che c'è bisogno di stare in
quest'Aula, di garantire comunque che i lavori vadano avanti e
che nella stessa Commissione si proceda a fare quello che si può
fare.
Non c'è un obiettivo politico, c'è solo l'intento di gestire
al meglio, in chiave solo elettorale, la manovra finanziaria nel
suo complesso, bilancio e legge finanziaria comprese. E tutto ciò
non può passare inosservato, tutto ciò deve essere comunque posto
all'attenzione e la Regione siciliana forse per la prima volta -
parlo evidentemente di aspetti storici recenti - non è stata e
non è in grado di assicurare una manovra che risponda
complessivamente alle esigenze di quest'Isola.
Io non ho avuto tempo - come diceva il collega che mi ha
preceduto - di approfondire il bilancio, perché è ovvio che è
stato consegnato proprio in questi minuti si potrebbe dire. Ho
dato solo una scorsa di massima e penso che due questioni già
saltano agli occhi. La prima: noi abbiamo rispetto agli
appuntamenti di agenda 2000 una questione che riguarda
l'agricoltura che forse è più esplosiva di quanto pensiamo. Non
ci sono risorse tali che possono tutto sommato interessare gli
agricoltori siciliani e far pensare che si può dare una risposta
concreta alle tante e tante - per esempio - pratiche pregresse
che giacciono dal 1992 fino ai giorni nostri, fino all'ottobre
1999, si potrebbe indicare quella data perché sappiamo tutti che
con agenda 2000 l'Unione europea non ne vuol sentir parlare di
finanziare pratiche pregresse relative a interventi sia di
miglioramento fondiario, sia di acquisto di macchinari e così
via.
Ebbene, pur sapendo questo, il Governo vuole mettere a
disposizione per l'intera Sicilia su mille miliardi (trovo questa
cifra, e se sbaglio, sono pronto a riconoscere l'errore) una
cifra che va da 150 a 180 miliardi; cosa che ritengo veramente
mortificante vista la delicatezza dell'intera questione, del come
questo Governo dovrebbe porsi l'obiettivo, non tanto di far
fronte a tutto ciò che è pregresso (perché lì evidentemente si
rischia soltanto di fare demagogia e questa non è assolutamente
la scelta che ho fatto intervenendo questa sera). Piuttosto,
c'era e c'è l'esigenza di discutere di qualcosa di più credibile
che riesca comunque a venire incontro a coloro che hanno già
fatto gli interventi di bonifica e così via e aspettano dalla
Regione siciliana quello che essa così non darà.
Ed era opportuno trovare una soluzione, era opportuno che
opposizione e maggioranza su questa questione, come si è fatto in
Commissione e nelle audizioni tenute nella stessa con tutte le
associazioni di categoria, che si individuasse un punto di
equilibrio il più serio possibile. E il punto di equilibrio
poteva esserci guardando la cifra complessiva della manovra e le
varie poste, chiamiamole così. E' altamente probabile che si
possano individuare soluzioni che potevano portare a questo tipo
di impostazione destinando, rispetto all'ammontare complessivo,
il 50 per cento del fabbisogno, cioè circa 500 miliardi.
In tal modo, chiudiamo con il pregresso che costituisce la
palla al piede in quanto segmento importante dell'economia
siciliana; dopodiché, mettiamo mano ad una buona spesa per
quanto concerne anche "Agenda 2000" che tutti sappiamo non essere
il "Pozzo di San Patrizio" ma una opportunità seria per fare in
modo, non solo di spendere bene i finanziamenti, ma di potere,
tutto sommato, progettare con intelligenza e lungimiranza e non
fare gli errori commessi nel passato di cui anche da questo punto
di vista il centro-destra porta una grande responsabilità.
Onorevoli colleghi, desidero offrirvi, in occasione della
discussione generale in corso, questi dati sulla manovra
finanziaria. Dal 1992 al 1999, 1998 più che 1999, il denaro
relativo all'Unione europea per quanto concerne gli interventi in
agricoltura sono stati utilizzati in percentuali assolutamente
ridicole, in percentuali che vanno addirittura sotto il 10%.
Questa è la realtà, nel 1999, si riesce a spendere una
percentuale assolutamente interessante che è quasi il 78-79%
delle somme che l'Unione europea metteva a disposizione della
nostra Regione.
C'è lì una precisa indicazione e l'indicazione è comunque la
capacità di curare i passaggi, l'iter, la negoziazione con
l'Unione europea e spendere il denaro bene in questa nostra
Isola.
Vedete, noi non riusciremo né a dare una risposta credibile,
questo Governo non riuscirà né a dare una risposta credibile,
come dicevo agli agricoltori che aspettano questi contributi da
ormai quasi 8 anni, nè riusciremo a fare una cosa che poteva
tutto sommato essere anche degna di nota e di apprezzamento
politico e cioè l'ipotesi che poco fa ha fatto intravedere di
avere evidentemente rispetto a questo, consapevolezza che una
scelta che andava equamente distribuita e abbassata, cioè
decurtata insomma attorno al 50% poteva tutto sommato anche
incrociare la comprensione da parte degli stessi agricoltori
siciliani, così non si capisce quello che si vuole fare, e così
andremo evidentemente non più a parlare come è giusto che
dovremmo parlare di una "Agenda 2000" gestita con grande cautela
e con intelligenza, gestita partendo dalla possibilità di dare
opportunità identiche pari opportunità agli agricoltori siciliani
cominciare sin d'ora a pensare come attrezzare le strutture della
Regione siciliana, dell'Assessorato agricoltura e foreste per
divulgare, per informare, per orientare, per far capire che
quelle opportunità vanno evidentemente sfruttate al meglio per
avere dunque politiche agricole vere, per riuscire quindi a
mettere in campo un minimo di progettualità che potrebbe fare di
questa Regione una delle regioni più avanzate del Mediterraneo.
La seconda questione è quella che riguarda la pesca: non c'è
ombra di ciò che dovrà sempre più signifi, rispetto anche a ciò
che rappresenterà il programma specifico all'interno di Agenda
2000, ma di cosa potrà significare per noi siciliani esercitare
una attività di pesca rispetto a ciò che è evidentemente la
nostra esperienza un po' più in un clima di serenità per tanti e
tanti operatori.
Non c'è traccia di come si vuole attivare, per esempio,
l'articolo 170 della legge 32, quella legge su cui tanto
sicuramente ritorneremo a discutere per i limiti che sta
evidentemente presentando ogni giorno che passa. Anche se tutti
abbiamo detto, ed io lo ripeto e lo sottolineo, che quello,
comunque, è stato uno sforzo importante.
Ma i limiti stanno venendo fuori: basta citare ciò che
evidentemente si sta verificando nel campo, soprattutto, del
settore artigiano e del settore delle piccole e medie imprese.
Dicevo, però, l'articolo 170 della legge 32 che prevede, di
fatto, la possibilità di attivare i piani di protezione per la
pesca e di intervenire quindi a favore della piccola pesca;
chiaro che si vuole solo e solamente delegare ad un momento di
spesa relativa ad Agenda 2000. Non c'è uno sforzo da parte di
questo Governo, nel bilancio, per vedere in che misura noi
puntiamo su un altro settore fondamentale della nostra economia
su scala regionale.
L'articolo 175 sappiamo, per quanto concerne il piano di
recupero delle risorse ittiche, ancora è bloccato perchè
evidentemente non si riesce a presentare una relazione
scientifica che si può definire tale. Quindi siamo nella fase in
cui anche il piano di recupero delle risorse ittiche con tutto
ciò che ha comportato come discussione e come polemiche è nelle
condizioni di non potere assolutamente produrre alcun effetto.
La questione relativa alle calamità naturali o altre cause
che hanno determinato un danno all'attività di pesca, cioè la
legge n. 33, è nelle condizioni che è stato annunciato giorno fa
l'emanazione di un regolamento e quel regolamento invece ancora
non lo vediamo assolutamente ne pubblicato ne riusciamo a capire
in che misura, dal punto di vista anche dell'intervento possibile
che la legge n. 33 permette rispetto anche alle disponibilità che
dovremmo vedere in questo bilancio, ne si riesce a capire come
realmente questa spesa è possibile attivarla.
Non stiamo dando cioè, questo Governo non sta dando risposte
a milioni di pescatori, perchè di questo si tratta, cioè di
operatori che dal punto di vista anche dell'esercizio
dell'attività di pesca traggono sostegno per veramente migliaia e
migliaia di famiglie.
Questo è un pezzo del ragionamento, certo è una scelta che
bisogna fare, è una opzione evidentemente di portare ad esempio
tre o quattro questioni.
Ed io una terza, presidente, prima di concludere, la voglio
portare all'attenzione di quest'Aula. Oneri di servizio pubblico.
Tanto si è parlato all'interno di questa Assemblea di come
abbattere il costo delle tariffe. Ebbene, abbiamo una
finanziaria, una legge che il Parlamento italiano ha dato nel
mese di dicembre, ha prodotto nel mese di dicembre che dal punto
di vista anche della continuità territoriale permette alla
Regione siciliana, con tutto ciò che ha comportato anche la
negoziazione in tempi diversi con l'Unione europea permette di
considerare questa Isola, arcipelago a tutti gli effetti,
permette e permetterebbe di applicare gli oneri di servizio
pubblico.
Ho visto che timidamente, questo evidentemente andrà
discusso ancora meglio al momento in cui si tratterà proprio il
bilancio voce per voce, capitolo per capitolo, ebbene ho visto
che viene indicata la spesa, il cofinanziamento indispensabile
rispetto a quanto ha lo Stato destinato all'applicazione degli
oneri di servizio pubblico anche in Sicilia. Ancora oggi noi non
sappiamo se siamo nelle condizioni di accelerare, per non saltare
evidentemente anche l'appuntamento estivo che voi capite bene che
cosa significa che per la nostra Isola, non solo direi in termini
di turismo ma, soprattutto in termini turistici, ebbene noi non
siamo nelle condizioni di sapere, pur quando il ministro Bersani
ha dato già delega al Presidente della Regione, se è possibile
attivare la Conferenza di servizio per definire, appunto, gli
oneri di servizi pubblici, con tutto ciò che comporta lo studio
dei voli, l'indicazione delle tratte sociali e così via.
Eppure tutto ciò dovrebbe essere già fatto da tempo; i
termini che la legge ha fissato sono stati abbondantemente
suparati, non riusciamo a capire come il Governo non punti
decisamente su questo tipo di scelta, su questo tipo di
opportunità. Perchè io ricordo bene, cari colleghi, quante
discussioni in questa Aula sono state fatte nel momento in cui il
centro-sinistra governava ed il centro-destra faceva opposizione.
Quante scelte, quante indicazioni, quanti ordini del giorno,
quante mozioni, quante discussioni sono state fatte per quanto
concerne l'abbattimento del costo delle tariffe. Direi,
oltrettutto, voi sapete bene che questo potrebbe anche
significare andare oltre l'abbattimento del costo del biglietto
aereo, ma potrebbe anche significare, con risorse evidentemente
da porre a carico del bilancio regionale, quante altre
possibilità abbiamo per ridurre i costi che riguardano i
trasporti dalla Sicilia al resto del mondo - direi - e non solo
dell'Italia.
Vedo solo la timida previsione di mettere la quota del 50
per cento di quanto lo Stato ha destinato per il 2001, e cioè 25
miliardi, dato che lo Stato ne ha destinati 50, e dopo di che non
vedo, invece, nessun'altra indicazione. Poteva essere possibile,
invece, come discuterne ed adottare, questa volta, atti concreti,
nessuna altra indicazione per quanto concerne, invece, la
riduzione di tutto ciò che significa costo dei trasporti in
Sicilia.
Ebbene, io concludo Assessore con un'altra sottolineatura.
Lei sa che, circa un mese fa, in provincia di Trapani è successa
una cosa abbastanza incresciosa e drammatica: intere famiglie,
per fortuna senza vittime, non hanno più una casa dove abitare.
La frana di Macari, una contrada di San Vito Lo Capo, è un
punto su cui io vorrei concludere senza alcuna considerazione, ma
solo segnalando a lei, Assessore e al Governo di questa Regione,
la possibilità in sede di discussione, nei momenti più delicati
dove è evidente che la disponibilità di tutti noi è quella di
dare comunque la possibilità di ottimizzare al massimo questa
manovra finanziaria per le condizioni che ho detto, anche sotto
il profilo delle evidenti situazioni che si sono verificate dal
punto di vista politico, io penso che dovremmo dare, come
Assemblea, come Governo della Regione siciliana. un segnale a
queste famiglie per non farle sentire completamente abbandonate e
per fare in modo che possano ritornare ad abitare in una loro
casa data che quella franca le ha completamente distrutte. Lei sa
che in questa casi bisogna semplicemente mettersi tutti a
disposizione di un qualcosa che potrebbe dal punto di vista di
anche dare una risposta che credo sia un ulteriore segno di
civiltà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo quasi alla
conclusione di un 'viaggio' iniziato nel 1996, si può dire siamo
agli ultimi sgoccioli, e dobbiamo lasciare il passa ad altri
momenti, momenti in cui approveremo la finanziaria e il bilancio,
mi auguro presto, prestissimo e chissà se poi ci sarà qualche
altra possibilità per qualche altra legge importante - dicevo -
dobbiamo lasciare il passo alle scadenze naturali, che sono
quelle delle elezioni.
E di elezioni quest'anno ne abbiamo due, forse ne abbiamo di
più di due, visto che si vota il 13 maggio per le nazionali e
poi, penso, si dice, il 24 giugno. Poi vedremo città importanti
come Palermo - nella mia provincia abbiamo Marsala,
Castelvetrano, Alcamo -, quindi un anno pieno di contenuto
politico e di impegno a livello elettorale.
Ma siamo qui per discutere strumenti importantissimi come la
Finanziaria e il Bilancio e, se da una parte questa Finanziaria,
questo Bilancio non contengono tutte le attese, dall'altra parte
credo che bisogni, almeno per quello che è la mia parte politica,
assicurare innanzitutto il buon andamento nella pubblica
amministrazione, dell'Istituzione e, quindi, credo che uno sforzo
in direzione di migliorare questa Finanziaria e, quindi, il
Bilancio, ancora si possa fare.
Abbiamo lavorato in condizioni difficili, ripeto, sotto i
colpi di due campagne elettorali imminenti, con tutte le
turbolenze, con tutte le fibrillazioni e con l'assenza di
parlamentari nelle Commissioni - e non mi riferisco soltanto alla
minoranza, ma mi riferisco anche alla maggioranza che,
francamente ha disertato le Commissioni -, quindi un atto di
responsabilità, quindi la possibilità di mettere in campo tutte
le iniziative che servono, almeno nei settori trainanti
dell'economia e nel riordino complessivo delle Istituzioni.
Questo atto di responsabilità, quindi, a mio avviso, si deve
richiamare su argomenti che sono e che rimangono vitali nella
nostra economia quando parliamo ed affrontiamo i problemi
dell'agricoltura.
Io non voglio prendere le difese della mia Terra, della mia
provincia di Trapani, però esiste un problema, esiste un grosso
problema in relazione ad un dibattito che è venuto fuori non
soltanto qui in Parlamento, con mozioni, con interrogazioni, con
interpellanze, ma categorie importanti hanno manifestato anche,
hanno protestato, hanno criticato. Ed allora dobbiamo dare una
risposta. Certo, non possiamo darla nella sua interezza quando
parliamo di situazioni pregresse, di pratiche che giacciono nei
cassetti, negli scaffali degli Ispettorati delle province e la
provincia di Trapani è penalizzata al massimo allorquando
occorrono per il fabbisogno minimo almeno 50 miliardi.
Io non dico che in questa Finanziaria, che in questo
Bilancio bisogna iscrivere 150 miliardi, perché so che è
impossibile, però che il Governo, come ha fatto anche il
presidente della Commissione "Bilancio", come ha fatto
l'assessore Nicolosi, ha dato un minimo di garanzia per un
importo che possa essere l'avvio di una situazione che può
sanarsi nel tempo ed allora credo che il Governo dovrà farsi
carico nel bilancio di inserire - come ha già fatto, credo - un
importo che sia rispettoso, che rappresenti almeno una parte di
necessità.
Ed allora io non voglio quantificare: avevo detto che,
oltre i 50 miliardi del Governo, avevo predisposto un emendamento
di altri 30 miliardi, non dico 80 miliardi ma bisogna trovare una
soluzione, quindi chiedo al Governo, al Parlamento di trovare una
soluzione.
Ma non basta la questione dell'agricoltura, perché poi
abbiamo altri settori importantissimi come il turismo, come altri
momenti della vita economica e sociale, quando si parla di
problemi dell'occupazione, quando si parla della stabilizzazione,
del precariato, quando si parla di norme per attivare i POR e
quindi della legge numero 32 del 2000.
Ci sono delle cose che dobbiamo completare, che non possono
passare inosservate nel momento in cui si affrontano i problemi
dei collegamenti marittimi con le isole minori. Questo è un
problema serio e già mi pare che abbiamo avuto la protesta, lo
sciopero di quelle compagnie, di quelle società che operano e che
danno sicurezza e garanzia ai cittadini che non vivono in
terraferma.
Quindi, qui bisogna inserire una norma che non sia soltanto
di proroga, ma che sia soprattutto la possibilità di agganciarsi
al dettato dell'Unione Europea quando pone la questione che entro
il 30 settembre bisogna fare i bandi. E' una cosa serissima e lo
dico qui, lo dico al Governo, lo dico al Presidente
dell'Assemblea, perché non si può emanare una Finanziaria senza
una norma del genere; questo lo desidero fortemente
Come, del resto, bisogna affrontare una volta per tutte
questa situazione delle disparità di trattamento del personale
dipendente: personale dipendente degli enti locali, personale
dipendente delle Unità sanitarie locali, personale dipendente
delle Aziende ospedaliere, personale dipendente degli ex
Patronati. Una cosa su cui bisogna lavorare, appunto per evitare
che si continui sempre su questioni di disparità, mentre noi
siamo per creare un grande equilibrio e quindi ragionare. Qui
ancora non si vuol capire che bisogna queste cose metterle fuori
per dare certezze. Allora, credo che il problema vada affrontato
seriamente, anche nel riconoscere a questo personale i benefici
dell'articolo 39 della legge numero 10 del 2000.
Ma non basta neanche questo, ci sono altri settori
importanti su cui bisogna lavorare, su cui bisogna completare il
lavoro che è iniziato in Commissione e che non ha potuto trovare
posto nell'ambito della Finanziaria. Ci sono tanti emendamenti
che meritano di essere trattati.
Allora dico che questa è l'occasione in cui, finita la
discussione generale su questo disegno di legge, si possa
determinare l'ultimo atto di responsabilità complessiva per
verificare quali sono i settori su cui si può intervenire, quindi
recuperare questi emendamenti, nell'ambito anche di un riordino
complessivo che parla di norme che regolano la contabilità, di
norme che organizzano le entrate e le uscite, e su questo mi pare
che ci sia, in linea di massima, un'intesa.
Tutto questo deve essere coordinato e deve essere portato a
compimento in questa seduta; credo, domani, al massimo dopodomani
dobbiamo dare uno strumento e dobbiamo dare serenità a tutti i
cittadini siciliani, agli artigiani, ai commercianti, alle
imprese, a tutti, a tutta la macchina dell'Istituzione regionale.
Questo è il nostro compito, l'ultimo, poi andremo a casa,
andremo a fare la campagna elettorale, visto che qui i
parlamentari non vengono più, visto che per recuperare un po' di
parlamentari non so che cosa ci vuole. Io credo che bisogna fare
appello all'ultima occasione, all'ultima responsabilità.
Allora, credo che questo mio intervento vada in questa
direzione, di sollecitare, di invitare i parlamentari a stare in
Aula a seguire il dibattito, a dare un contributo sereno,
corretto perché si possa determinare la conclusione di questa
legislatura.
Altre due cose voglio dire al Presidente e all'Assessore,
perché poi ci sarà la possibilità di poter intervenire, due cose
importantissime: una è la scuola, le scuole materne non statali,
che meritano rispetto perché anche qui, amici miei, si tratta di
una disparità di trattamento rispetto alle questioni tra la
Sicilia e le altre Regioni. Allora anche qui credo che bisogna
correre al riparo, bisogna rimediare e quindi bisogna accantonare
un importo nei fondi globali per dare una risposta anche in
questa direzione.
E credo che il Governo, credo che la Commissione, credo che
il Parlamento dovranno accettare questo suggerimento. E come
parlo delle scuole materne non statali, parlo di un'altra
possibilità di accantonamento, cui faceva riferimento l'onorevole
Oddo allorquando si soffermava sul problema dell'evento franoso
di Macari - San Vito Lo Capo, la mia terra, per il quale sono
stati presentati disegni di legge - l'ha presentato l'onorevole
Oddo, l'ho presentato io, l'ha presentato l'onorevole Canino -.
Bisogna creare le condizioni per dare una risposta a questa
comunità che ha avuto non soltanto un problema che poteva anche
essere tragico, nel senso di una tragedia che si è abbattuta su
quel territorio, ma c'è una caduta di immagine di un paese, di
una comunità che, guarda caso, è il fiore all'occhiello della
provincia di Trapani per quanto riguarda il turismo.
Allora non bisogna soltanto pensare a dare il contributo
alle famiglie, ai proprietari che hanno subito il danno, bisogna
pensare che c'è un ente locale in difficoltà in questo momento,
che è il comune di San Vito Lo Capo, e lo dicevamo l'altro giorno
ad un incontro con il sindaco, con l'onorevole Canino e con altre
persone a San Vito Lo Capo, allorquando veramente quest'anno ci
sono state persone che, non sapendo l'evento che cosa avesse
determinato, hanno già disdetto le vacanze a San Vito Lo Capo.
Allora, il problema è questo: non solo il contributo alle
famiglie, ma bisogna accantonare un importo per l'amministrazione
comunale di San Vito Lo Capo.
Qui mi fermo, perché parleremo più avanti di cose che
meritano di essere trattare, credo ce ne siano tante.
Allora, onorevole Piro, onorevole Crisafulli, se noi questa
sera, domani, riuscissimo a trovare una sintesi sulle cose da
fare, faremmo una cosa giusta per la popolazione della Sicilia,
e poi potremmo dire di avere completato il nostro lavoro, la
nostra legislatura e forse potremmo dare più serenità, più
tranquillità a tutti nel momento in cui, domani sera al massimo,
possiamo concludere positivamente la questione.
Credo, signor Presidente, di poter affermare che questo
strumento necessita l'urgenza di approvazione e però necessita di
una rimodulazione che deve essere attenta e che non deve creare
momenti ancora più difficili di quelli che noi abbiamo vissuto.
Facciamo, ripeto, l'ultimo atto di responsabilità E su
questo, il mio Partito, Forza Italia, può dire che è sempre stato
nelle Commissioni, in Parlamento a lavorare proprio per questo
gesto e questo atto di grande responsabilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
documento finanziario di programmazione arriva in Aula con molto
ritardo e arriva in Aula dopo che questa Assemblea ha già votato
quattro mesi di esercizio provvisorio. Questo già di per sé dice
che l'Assemblea non ha fatto il proprio dovere fino in fondo, né
l'Assemblea né le Commissioni, ritenendo, alla fine dei cinque
anni di legislatura, di volere bollare l'Assemblea regionale
siciliana, dal 1996 ad oggi, forse come una delle peggiori
Assemblee che si sono succedute negli anni dell'autonomia
siciliana.
Non c'è stato il colpo d'ala che è stato invocato dal
Governo e dalla stessa Presidenza della commissione Bilancio e
finanze; l'assenza in Aula di larghe parti del Governo e
dell'Assemblea stessa nel documento più serio e più importante
per la vita amministrativa della Regione conferma fortemente un
assenteismo ingiustificato da parte dei deputati, dei Gruppi,
degli assessori, dei Partiti che sostengono la maggioranza e di
quelli che, anche stando all'opposizione, non credo abbiano fatto
il proprio dovere fino in fondo.
Non voglio nè drammatizzare il momento, nè esaltarlo,
intendo rammaricarmi perchè quello che poteva essere fatto per la
Sicilia e per i siciliani quest'Assemblea non è riuscito a farlo
nè con i governi di centro-destra, nè con i governi di
centro-sinistra.
Io ritengo che assessori che hanno fatto il proprio
dovere - e tra questi io includo l'assessore Nicolosi, che è
stato presente, attivo, ha cercato in tutti i modi di dare un
impulso e di fare il proprio dovere fino in fondo, forse perchè è
quello che più aveva responsabilmente sulle sue spalle l'onere e
della finanziaria e delle variazioni di bilancio e del bilancio
stesso - alla fine vengono in Aula con un bilancio strettamente
collegato alle necessità, e non oltre, con una Finanziaria
strettamente ristretta che non ha potuto tenere conto nè di
esigenze di larga programmazione, nè di esigenze di richieste di
spinte forti popolari. Ha tenuto, però, fermo l'indebitamento,
non lasciandolo sfiorare e non lasciandolo sforare come previsto
dal precedente assessore, onorevole Piro, al quale va - anche se
lui è all'opposizione - il mio personale riconoscimento per il
lavoro che ha svolto. Questo a volere significare che
centro-destre e contro-sinistra servono a poco se non ci sono
uomini che si vogliono dedicare fino in fondo con spirito di
servizio al loro lavoro negli interessi generali della
collettività.
E siamo, ancora oggi, alle prese con un documento
finanziario che avrebbe dovuto essere già votato nel dicembre
dell'anno scorso, tenendo fuori dall'Aula le esigenze della
gente, tenendo fuori dall'Aula le espressioni migliori che sono
quelle dei bisognosi fuori dall'Aula.
In questi cinque anni non abbiamo saputo tenere fuori e
chiudere la vertenza del precariato, facendoci assaltare ad ogni
momento di scadenza. Io ritengo che anche in questo, nelle
esigenze di chiuderlo il precariato in Sicilia, non siamo stati
capaci di porre la parola fine, dando il diritto a chi ce l'ha e
tentando di guardare a chi un precariato non l'ha mai avuto in
Sicilia e che resta diseredato e fuori da qualsivoglia
proposizione di miglioramento personale, familiare, del vivere
civile in questa Regione.
Noi siamo stati assaltati dalla folla che aveva il diritto
di assaltare e non abbiamo saputo prevenire la folla che ci
assaltava perché avremmo dovuto essere, prima di loro, pronti a
legiferare ed a fare il nostro lavoro compatibilmente alle
risorse finanziarie sempre più degradate della Regione siciliana.
Oggi, l'invito che faccio al Governo - e lo faccio forte,
convinto - è che nella Finanziaria, con gli emendamenti che sono
migliaia, centinaia, non si sfori, che con quegli emendamenti si
tenga conto di esigenze che vadano al di là delle singole fazioni
e clan, e si tenga conto dell'interesse generale della Sicilia.
Se dovessimo perdere il contatto con 'Agenda 2000',
assessore Nicolosi, noi avremmo dato la parola fine alla volontà
di riscatto della nostra terra di Sicilia. Negli anni che vanno
dal 2001 al 2006 noi con questo bilancio e con questa Finanziaria
o prepariamo nel giro di poche ore il dettato legislativo
necessario oppure saremo stati colpevoli di alto tradimento nei
confronti dell'autonomia siciliana e dei siciliani in genere.
Dovremmo avere il coraggio di allontanare da noi le piccole
cose, anche se importanti e giuste, e tenere conto, in un ultimo
atto di coraggio e di lealtà verso chi ci ha eletto, degli
interessi reali della Sicilia. E questo non è un appello che
posso fare solo al Governo, è l'appello che faccio a me stesso ed
all'Assemblea.
E' un appello che faccio perché le ore che ci separano
dall'approvazione finale di questo documento, che può
considerarsi anche alla fine, l'approvazione e la fine della
legislatura, si possa quanto meno dire che al di là degli errori
commessi, dell'assenteismo cocente oramai in Aula e nelle
Commissioni, possa il Governo e l'Assemblea consegnare una legge
che consenta alla Sicilia di non perdere neppure una lira degli
ultimi soldi che la Comunità europea dal 2001 al 2006 consegnerà
ai siciliani. Sarebbe la cosa peggiore e non ci sarebbe
sicuramente un avvenire morale per ognuno di noi se non ci
attenessimo fortemente e se non ci ancorassimo fortemente a
volere legiferare nell'interesse generale, non tenendo conto del
piccolo e del particolare, anche se importante e giusto, ma i
tempi non ci consentono di fare il tutto ed il meglio nel giro
delle ore che ci separano dall'approvazione definitiva del
Bilancio e della Finanziaria.
Onorevole assessore, è stanca ed inutile l'Assemblea, che ha
condotto anche in Commissione lavori estenuanti, che avrebbero
potuto essere risolti già due mesi prima se la condizione a cui
siamo pervenuti negli ultimi giorni, se non nelle ultime ore,
fosse stata accettata, così come il Governo aveva proposto, debbo
dire con onore e dignità. Il Governo l'aveva proposto di arrivare
in Aula strettamente collegati alla legge, per dare poi
all'Assemblea la possibilità non di sforarla ma di esaminare
assieme al Presidente dell'Assemblea, nella proponibilità degli
emendamenti, la parola finale, importante e definitiva.
Io so che sto parlando al vento, e di questo mi rammarico
ancora di più, però libero nella mia coscienza di rappresentante
del popolo la volontà di esprimere la concettualità che sento nel
profondo del mio io, nella convinzione che almeno lascio a queste
pagine che vengono dattiloscritte e ciclostilate il pensiero che
in questi cinque anni ha pervaso il mio essere presente, sia in
Aula che in Assemblea, a svolgere il mio compito, quanto meno, il
compito di non far mancare il numero legale nè in Aula nè nelle
commissioni.
Io ritengo, onorevole Assessore, che a lei spetti il compito
del rispetto della legge e del rispetto della Finanziaria, così
come la legge vuole, imponendo soluzioni alternative e possibili
solo per le cose che servono fortemente all'ancoraggio della
Sicilia all'Europa e tenendo conto che, se dovessimo tenere in
considerazione e portare avanti fatti settoriali ancorché giusti,
siano tutti i fatti settoriali ad avere udienza e ad avere
definizione da parte dell'Assemblea oppure nessuno, facendo un
ulteriore appello a questa Assemblea che può ancora tenere sedute
valide per leggi che possono anche essere considerate giuste ed
urgenti, ma non intasando una Finanziaria che ha i suoi scopi
precisi e definiti dentro i quali il Governo e l'Assemblea hanno
il diritto e il dovere di percorrere una strada che sia della
legittimità istituzionale e legislativa.
Io ritengo - forse sarà tra gli ultimi interventi di questa
mia presenza in Assemblea - che oggi il considerarsi di
maggioranza o di opposizione è ben poca cosa rispetto al fatto
che abbiamo il dovere tutti insieme di concorrere fortemente a
che il Bilancio e la Finanziaria siano due documenti che servono
al riscatto della Sicilia e che consentano alla Sicilia di non
restare 'Cenerentola', ma di avanzare nello scacchiere dello
sviluppo e dell'inversione di tendenza reale.
A questo e alla nuova legge elettorale, che darà stabilità
di governo e ampiezza di maggioranza per operare, vengono
affidate le speranze residue di chi non ha voce, di chi è debole,
di chi è emarginato, di chi deve sopportare i soprusi a volte di
una burocrazia bieca e assente e di assessori incapaci a
svolgere, spesso, il loro ruolo istituzionale, tra assessorati e
commissioni di Assemblea, con assenteismi colpevoli da parte
degli assessori nei confronti dell'Aula e della Sicilia.
Io mi auguro che questo mio intervento provochi un minimo di
forza ideale in ognuno di noi, perchè si possa procedere
celermente, presto e subito, per dare risposte concrete e non
affollare più l'antistante l'Aula dell'Assemblea regionale
siciliana da voci che gridano giustamente il loro diritto di
esserci con risposte, da parte nostra, inadeguate, tardive e non
comprensive degli interessi generali di una Sicilia che, quando
non viene governata, viene consegnata alla mafia e alla
delinquenza.
Ho visto troppi 'Soloni' parlare di antimafia, non sapendo
che l'unica vera offensiva contro la mafia è quella di dare
certezza di diritto ai cittadini e, laddove è possibile, pane e
lavoro, senza raccomandazioni e senza frustrazioni, che pur
vengono poste in essere da chi ritiene di detenere un potere che
non è suo e che serve, e dovrebbe servire, solo a dare speranza a
chi ormai alla speranza non è più abituato neppure a credere.
Grazie.
NICOLOSI, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLOSI, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, giunge alla fase finale un lungo
lavoro anche difficile che ha caratterizzato questi mesi intorno
alle questioni del bilancio e della finanziaria, un lavoro che è
stato complesso per lo stesso Governo, considerato che la
proposta iniziale parte dal mese di ottobre e poi, invece, la
fase finale vede l'Assemblea chiamata a valutare le questioni
finanziarie e di bilancio sei mesi dopo, il che ha comportato una
serie di necessari e opportuni aggiustamenti e quindi una
continua attività che ha visto impegnato l'Assessorato, il
Governo e la Commissione in queste analisi che si sono
intrecciate anche a vicende politiche, a una fase conclusiva
della legislatura che certamente poi spinge anche le parti
politiche ad enfatizzare le differenze e le diversità, a cercare
qualche volta di mettere il dito sulla piaga.
Credo che oggi, invece, si possa salutare con compiacimento,
seppur nella diversità delle posizioni espresse, una condizione.
Siamo moderatamente compiaciuti del fatto che in Aula oggi si
registri, sarà anche perché siamo alla fase finale non soltanto
di una legislatura, ma presumibilmente di una vicenda politica
che si è snodata con ritmi e con modalità, certo, anche
differenti in alcuni casi, ma che dal 18, dal 24, dal 25 giugno -
non so ancora la data, il Governo non l'ha stabilito - certamente
sarà di tipo diverso, qualunque siano le vicende d'Aula,
qualunque siano i risultati il solo fatto di poter salutare
l'evento dell'elezione diretta del Presidente con le norme
antiribaltone che in qualche misura vi sono collegate,
determinerà fatalmente un cambiamento notevolissimo della vita
delle istituzioni regionali, è auspicabile che a un quadro
istituzionale che si rassoda con queste modifiche intervenute con
l'autorevolezza che deriverà ai governi dall'elezione diretta
possa anche accompagnarsi una condizione, in particolare, della
finanza regionale che consenta di governare i processi siciliani
con maggiore attenzione, con maggiore adeguatezza, con maggiore
opportunità.
E' su questo versante che io mi permetto di rassegnare
qualche considerazione che parte dall'avvio di questa legislatura
che certamente è stata una legislatura difficile, qualcuno l'ha
definita anche in maniera un po' pesante, però alcuni aspetti
positivi, presumibilmente, penso possa averli registrati, in
particolare proprio sul governo della finanza regionale.
Mi sono permesso di dire, in qualche occasione, che la
Regione siciliana ha avuto due grandi presidenti, in particolare,
nella propria storia che poi ricomincia dall'elezione diretta che
avremo fra poco: uno è Giuseppe Alessi, l'altro è stato Piersanti
Mattarella.
Non trascurerei, tuttavia, la intelligenza, forse
l'impoliticità di Giuseppe Provenzano quando ha aperto, ha
illuminato e ha piazzato i riflettori su una condizione della
finanza regionale veramente difficile. Vorrei ascrivere anche a
lui un merito, che poi complessivamente in questa legislatura è
stato dei presidenti e degli assessori al bilancio che si sono
succeduti, in misura limitata, anche l'ultimo Governo, seppur con
un tempo ridottissimo, hanno saputo progressivamente dare alle
finanze regionali una condizione di miglioramento progressivo che
ci consente di interloquire con gli organi statali senza più
l'apprensione di una volta, senza le preoccupazioni di una volta,
senza i rimproveri che spesso prendevamo.
Qualche volta ho cercato di sminuire la valenza specifica
degli strumenti che stiamo presentando, che pure hanno un loro
valore che potrebbero essere abbondantemente difesi in
quest'Aula. Il vero dato della politica siciliana parte dalle
prossime elezioni Pertanto, quello che conta, secondo me, è non
consegnare al prossimo Governo una situazione difficile, una
situazione complicata, una situazione che, anziché seguire quel
passo, se vogliamo, lento di risanamento finanziario, invece, lo
indebolisca nella fase finale con la finanziaria e il bilancio da
votare da qui a qualche giorno.
Questa è stata una mia preoccupazione, l'ho rassegnata, e
devo dire che mi pare che in questi ultimi giorni c'è stata
considerazione per questo orientamento e trovo nell'atteggiamento
responsabile dei deputati una sostanziale adesione a quella che è
una linea che deve fare di tutto, perchè la Regione che va ad
essere governata con sistemi e metodi diversi possa essere una
Regione in grado di poter sostenere questo ritmo.
Per esempio, ci siamo preoccupati in questi mesi di fare in
modo che l'indebitamento della Regione negli anni 2001 e 2002
potesse essere ridotto al massimo, anche con la riduzione dei
debiti che attualmente sono in corso e, quindi, con un
riposizionamento di questi debiti proprio per consentire al
Governo che verrà di avere un tempo congruo, un anno, un anno e
mezzo per capire come deve muoversi, cosa deve fare, su quali
versanti agire, nonostante alcune vicende provvide, come la
sentenza della Corte costituzionale sulle riserve. Riteniamo che
la vicenda dei gas che passano o si estraggono in Sicilia,
determina una condizione di attenzione per le risorse e, quindi,
per le finanze regionali che certamente possono essere migliori
rispetto al passato dando, così, l'opportunità al Governo che
verrà di muoversi con maggiore agibilità e con opportune
iniziative che tonifichino l'economia siciliana.
Quindi, evito in questa fase di entrare nello specifico
degli eventi; ci.sarà il momento della discussione delle
proposte, degli articoli, degli emendamenti che ci offriranno
ancora altre occasioni di valutare, di precisare le cose che
vogliamo dire.
Complessivamente valuto che questa legislatura, pur con le
difficoltà politiche da cui è stata segnata, abbia fatto un buon
lavoro, abbia prodotto un buon risultato. A noi il compito con il
voto della finanziaria e del bilancio di non andare al di là e di
consegnare al prossimo Governo una condizione finanziaria
dignitosa.
Per questo raccolgo l'appello dei colleghi parlamentari
intervenuti, lo ribadisco: dobbiamo fare in modo che la
finanziaria si muova dentro canali che siano conseguenti con il
dettato della legge che ha posto i limiti della finanziaria
stessa. Andare oltre significa, probabilmente, sforare nelle
disponibilità finanziarie; non credo che sia opportuno farlo
anche perchè, torno a dire, nessuno di coloro i quali è qui
seduto presumibilmente avrà la possibilità in questi termini di
gestire il bilancio; sarà in nuovo Governo poi, con gli
adattamenti che conseguiranno all'assestamento, a dare un taglio
e anche i deputati che torneranno a sedere in questa Aula avranno
quella opportunità che sarà data da quegli aggiustamenti
piuttosto che dai contenuti specifici di questo bilancio.
In questo senso e con queste prospettive credo che si possa
rapidamente andare alla conclusione avendo come punto fermo
l'idea che i conti della Regione è bene che siano salvaguardati
per fare in modo che il prossimo Governo possa trovarsi in
maniera idonea per affrontare le emergenze e il lavoro di cinque
anni che ne conseguirà.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario sia alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Silvestro
COMUNICAZIONE DI DIMISSIONI DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dò lettura della nota del 10
aprile 2001, pervenuta a questa Assemblea regionale in pari data,
con la quale l'onorevole Giuseppe Scalia ha rassegnato le
dimissioni irrevocabili dalla carica di deputato regionale:
"Al Signor Presidente dell'ARS. Il sottoscritto onorevole
Giuseppe Scalia, membro dell'Assemblea regionale siciliana,
eletto nel Collegio di Agrigento, comunica alla S.V. Onorevole
Presidente, le proprie irrevocabili dimissioni da deputato di
questa Assemblea regionale siciliana".
Avverto che le predette dimissioni saranno poste all'ordine
del giorno della seduta successiva.
Avverto che gli emendamenti al disegno di legge possono
essere presentati entro le ore 11.00 di domani mattina.
Presidenza del vicepresidente Silvestro
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì 12 aprile
2001, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 525 - Sollecita riformulazione dei termini e dei criteri
relativi alla regolarizzazione dei vigneti di Riesi,
Butera, Mazzarino, Vallelunga, Marianopoli e Gela.
Pagano Alessandro; Castiglione Giuseppe, D'Aquino Antonio,
Croce Antonino.
Presentata il 06.04.2001
N. 526 - Interventi presso il Governo nazionale per l'abolizione
del canone televisivo.
Pagano Alessandro; Castiglione Giuseppe; D'Aquino Antonio;
Croce Antonino.
Presentata il 06.04.2001.
N. 527 - Impegno del Governo della Regione nei confronti del
Ministero delle Telecomunicomunicazioni per il rispetto del
codice di autoregolamentazione nei mass media.
Pagano Alessandro; Castiglione Giuseppe; D'Aquino Antonio;
Croce Antonino.
Presentata il 06.04.2001.
III - DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE GIUSEPPE SCALIA DALLA CARICA DI
DEPUTATO REGIONALE.
IV - PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER l'ANNO FINANZIARIO 2001 (doc. n. 116).
Relatori: I deputati Questori
V - RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2000. (doc. n.
117). Relatori: I deputati Questori
VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2001 e bilancio pluriennale per il triennio
2001-2003". (n. 1167-1115-1200-1202/A) (seguito)
Relatore: on.le Sanzarello
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2001".
(n. 1168/A) (seguito).
Relatore: on.le Sanzarello.
La seduta è tolta alle ore 18.10.
(Licenziato dal Servizio resoconti alle ore 20.00)