Presidenza del presidente Cristaldi
La seduta è aperta alle ore 18.49.
LO CERTO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute n. 380 del 19- 20 aprile e n. 381 del 20 aprile 2001 che,
non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
MISSI0NI
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del loro ufficio, gli
onorevoli D'Andrea e Zangara sono in missione per i giorni 3 e 4
maggio 2001.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Norme per la salvaguardia, il pieno utilizzo e fruizione
della Riserva naturale 'Pino D'Aleppo'" (n. 1269)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Zago e Battaglia in data 23 aprile
2001
- "Nuove norme per il riordino degli enti di edilizia
residenziale pubblica, per l'assegnazione degli alloggi e la
determinazione dei canoni di locazione" (n. 1270)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Zanna in data 23 aprile 2001
- "Istituzione di case da gioco nei comuni ad alta densità
turistica" (n. 1271)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Pellegrino in data 27 aprile 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI
PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni per il periodo
dal 12 al 20 aprile 2001.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 12.04.2001: MONACO-BARBAGALLO G.-AULICINO-CAPODICASA-
CIMINO-FORGIONE-LEONTINI-PETROTTA-SCALIA-
SILVESTRO-VIRZI'
" " 18.4.2001(ant.): ORTISI-MONACO-BARBAGALLO G.-AULICINO-
CAPODICASA-CIMINO-FORGIONE-GALLETTI-
LEONTINI-PETROTTA-VIRZI'
" " 18.4.2001(pom.): ORTISI-BARBAGALLO G.-AULICINO-
CAPODICASA-CIMINO-FORGIONE-GALLETTI-
LEONTINI-SILVESTRO-VIRZI'
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 20.04.2001: GIANNOPOLO-AULICINO-CALANNA-LIOTTA-SPAGNA-
SPEZIALE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 20.04.2001: BURGARETTA-PELLEGRINO-SCALICI-STRANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 20.04.2001: ZAGO sostituito da PIGNATARO
VICARI " " ALFANO
GRIMALDI " " CROCE
COMUNICAZIONE DI IMPUGNATIVE DA PARTE DEL COMMISSARIO DELLO
STATO
PRESIDENTE. Il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana con ricorsi del 27 aprile 2001 ha impugnato:
il disegno di legge n. 1168 "Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2001", approvato dall'Assemblea il 20
aprile 2001, nei sottoelencati articoli:
- articolo 6, comma 1 da "in misura" a "siciliana", 3 e 6, per
violazione dell'art. 120 della Costituzione;
- articolo 23, per violazione dell'articolo 97 Cost. e dei dd.
legislativi 406/1991 e 358/1992, in relazione ai limiti posti
dall'articolo 14 dello Statuto speciale;
- articoli 30, comma 6 e 31, comma 3, limitatamente all'inciso
"anche mediante scrittura privata", per violazione
dell'articolo 97 Cost. e dell'articolo 69, terzo comma R.D.
2440/1923 in relazione ai limiti posti dall'articolo 14 dello
Statuto speciale;
- articolo 38, comma 1, limitatamente all'inciso "per
riordinare il servizio di riscossione in modo che sia reso più
funzionale e meglio adeguato ai propri scopi ed alle finalità
previste dal d. leg.vo 112/1999 e successive modifiche ed
integrazioni", per violazione degli articoli 3 e 97 Cost.;
- articolo 57, comma 34, limitatamente all'inciso "in
quest'ultimo caso l'appaltatore utilizza la mano d'opera
iscritta nei contingenti di cui agli articoli 46 e seguenti
della sopracitata legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, secondo
i criteri previsti" per violazione dell'articolo 41 Cost.;
- articolo 60, per violazione degli articoli 3; 81, 4 comma;
97 e 128 Cost.;
- articoli 58, comma 2 e 61, per violazione dell'articolo 2
primo comma, lettera c) della legge 421/1992 e dell'articolo 23
d. leg.vo 546/1993, in relazione ai limiti posti dall'articolo
14 dello Statuto speciale;
- articolo 63, per violazione degli articoli 97 e 81, 4 comma
Cost.;
- articolo 85, per violazione degli articoli 3, 51 e 97 Cost.
nonchè dell'articolo 16 l. 56/1987;
- articolo 88, per violazione degli articoli 3 e 97 Cost.;
- articolo 89, per violazione degli articoli 3, 51 e 97 Cost.;
- articolo 90, comma 3, limitatamente alla parola "esecutiva",
per violazione degli articoli 9 e 97 Cost.;
- articoli 95, comma 1 e 97, per violazione degli articoli 14 e
17 dello Statuto speciale e dell'articolo 97 Cost. il disegno
di legge nn. 1075-775-832-1038-1054-1055-1087- 1097-1131
"Integrazioni e modifiche alla l.r. 1 settembre 1997, n. 33,
concernente 'Norme per la protezione, la tutela e l'incremento
della fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo
venatorio. Disposizioni per il settore agricolo e forestale e
in materia di lavori socialmente utili", approvato
dall'Assemblea il 20 aprile 2001 nei sottoelencati articoli:
- articolo 4, comma 1, lettera a), per violazione dell'articolo
1 e 21, comma 1, lettera c) della legge 157/1992 in relazione
ai limiti posti dall'articolo 14 dello Statuto speciale;
- articolo 11, comma 1, lettera c) e lettera e), per violazione
dell'articolo 14 della legge 157/1992 in relazione ai limiti
posti dall'articolo 14 dello Statuto speciale;
- articolo 11, comma 1, lettera f), limitatamente all'inciso
"anche in soprannumero", per violazione dell'articolo 14 della
l. 157/1992, in relazione ai limiti posti dall'articolo 14
dello Statuto speciale nonchè degli articoli 3 e 97 Cost.;
- articolo 17, per violazione dell'articolo 10, lettera e) e
dell'articolo 16, commi 1, 2 e 4 della l. 157/1992, in
relazione ai limiti posti dall'articolo 14 dello Statuto
speciale e per interferenza in materia penale;
- articolo 20, limitatamente all'inciso "che possono
comprendere porzioni delle attuali zone D di Parco" per
interferenza in materia penale e per violazione dell'articolo
30, comma 1, lettera d), della legge 157/1992 e dell'articolo
30, comma 1 della legge 394/1991;
- articolo 21, per violazione degli articoli 14, 17 e 36 dello
Statuto speciale e del D.P.R. 642 del 26 ottobre 1972.
- il disegno di legge n. 1147 "Norme per il riconoscimento del
periodo pre ruolo per il restante personale inquadrato a norma
della legge regionale 25 ottobre 1985, n. 39", approvato
dall'Assemblea il 20 aprile 2001 per violazione degli articoli
3, 97 e 81, IV comma della Costituzione.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 4424 "Nomina di un commissario straordinario presso il
comune di Agrigento".
Presidente Regione, Assessore Enti locali
Firmatario: Capodicasa Angelo
- con richiesta di risposta scritta:
N. 4425 "Rimozione delle cause che impediscono la ripresa delle
opera per la fruizione del Castello di Milazzo (ME)".
Presidente Regione, Assessore Beni Culturali
Firmatario: Martino Federico
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 462 "Nomina di un commissario straordinario presso il comune
di Agrigento".
Assessore Enti Locali
Firmatario: Zanna Antonio.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE NUMERO
1272
LEANZA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, presidente della Regione. Signor Presidente,
intervengo per chiedere la procedura di urgenza per il disegno di
legge del Governo che ripropone, nella nuova formulazione, le
norme impugnate dal Commissario dello Stato sulla Finanziaria e
sul Bilancio.
PRESIDENTE. La richiesta del Presidente della Regione sarà
posta all'ordine del giorno della seduta successive perchè venga
determinata la procedura per l'esame del disegno di legge a
seguito della richiesta di procedura d'urgenza.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
- n. 690 che impegna il Presidente della Regione a promulgare,
senza le parti impugnate, il disegno di legge approvato
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 20 aprile
2001, recante "'Integrazioni e modifiche alla legge regionale 1
settembre 1997, n. 33, concernente 'Norme per la protezione, la
tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la
regolamentazione del prelievo venatorio. Disposizioni per il
settore agricolo e forestale e in materia di lavori socialmente
utili'", degli onorevoli Cimino, Sanzarello, Calanna e
Beninati;
- n. 691 che impegna il Presidente della Regione a promulgare,
senza le parti impugnate, il disegno di legge approvato
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 20 aprile
2001, recante "Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2001", degli onorevoli Cimino, Sanzarello, Calanna e
Zangara.
STRANO. Non ho ben capito cosa si sta proponendo
PRESIDENTE. Si sta votando l'ordine del giorno autorizzativo
per il presidente della Regione a pubblicare la legge avente per
oggetto: Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2001.
STRANO. Ma è all'ordine del giorno?
PRESIDENTE. E' all'ordine del giorno
STRANO. Vorrei chiedere al Presidente della Regione che cosa
ha intenzione di proporre questa sera all'Aula
PRESIDENTE. Onorevole Strano, c'è una prassi consolidata
secondo la quale il Presidente della Regione non può promulgare
una legge che è stata in parte impugnata dal Commissario dello
Stato senza che vi sia un pronunciamento dell'Aula.
Presidenza del presidente Cristaldi
SULL'ORDINE DEI LAVORI
STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, chiedo di intervenire sull'ordine
dei lavori perchè mi pare che si stia proponendo qualche cosa che
non è all'ordine del giorno che noi abbiamo avuto recapitato.
Quindi vorrei capire su che cosa stiamo discutendo. Non riesco a
capire che cosa ci stia proponendo il presidente Leanza. Ma nel
contempo chiedo anche l'inversione dell'ordine del giorno. Non
so se qualcuno appoggerà o è regolamentare fare questa richiesta.
Vorrei che il punto due, comma due, venisse discusso prima
dell'ordine del giorno.
NICOLOSI. Non si può.
STRANO. Perchè non si può, onorevole Nicolosi Io lo sto
chiedendo, poi magari l'Aula dirà di no, ma vorremmo vedere il
Governo fino a che punto è legato a quello che vuol fare la
maggioranza. Allora il Gruppo di AN chiede l'inversione
dell'ordine del giorno, ponendo al numero 1) il disegno di legge
'Istituzione del Comitato regionale di controllo sugli atti degli
enti locali' e poi saremo disponibili anche a lavorare sugli
altri argomenti; vorremmo, a tal proposito, il pronunziamento
del Presidente Leanza che, questa sera, ci propone una cosa che
non è all'ordine del giorno in materia di finanziaria; non siamo
venuti preparati a discutere questo.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, la sua richiesta non è
accoglibile, c'è una obbligatorietà da parte dell'Assemblea di
pronunciarsi su quello che deve fare il Presidente della Regione
non riguarda argomenti su cui deve decidere o meno. L'Aula,
pertanto, ha l'obbligatorietà - così come è stato fatto
ritualmente da sempre ed è una prassi consolidata - di dire sì o
no; l'Aula può dire sì autorizzando in tal modo il Presidente
della Regione a promulgare la legge oppure no, non può dire lo
tratto dopo; ciò, dunque, non può farsi secondo il principio di
obbligatorietà.
Lei, onorevole Strano, ha facoltà, sull'ordine del giorno
che è in discussione, di votare a favore, di votare contro, di
astenersi, di andarsene; dunque ciò che vuole.
STRANO. Chiedo di parlare sulle sue dichiarazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, sulle mie dichiarazioni non c'è
dibattito.
STRANO. Ma l'obbligatorietà da cosa discende? La prassi
consolidata è una cosa, mentre la norma è un'altra.
PRESIDENTE. Lei sarà a conoscenza del fatto che esiste una
sentenza della Corte Costituzionale, distribuita a tutti i
Deputati e mi dispiace che lei non l'abbia letta, che impone di
fare questo.
STRANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Dichiaro, signor Presidente, che questo modo di
procedere, non certo dell'Assemblea ma del Governo, non certo
della Presidenza dell'Assemblea ma del Governo ci sorprende
perchè ciò che è prassi consolidata può non diventare norma per
alcuni; quindi noi avremmo preferito che si scorresse l'ordine
del giorno nelle materie indicate, siccome il Governo,
evidentemente, fa orecchio da mercante su alcuni argomenti che
sono prioritari oltre a quelli del bilancio, io su questo tema
dell'ordine del giorno mi asterrò, personalmente, e mi assenterò
dall'Aula (d'altronde il numero legale è abbastanza ampio) non
comportando problemi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio ricordare, perchè è
citato anche nell'ordine del giorno, che la procedura è
conseguenza di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con
sentenza numero 205 del 1996.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, lei fa uno sforzo, a mio
avviso, immane ma inutile, perchè l'onorevole Strano essendo
stato uomo di Governo ed attualmente autorevole esponente della
maggioranza, non può non sapere che gli ordini del giorno
autorizzativi discendono dalla sentenza n. 205 della Corte
Costituzionale che obbliga, direi a questo punto essendo un
dettato costituzionale, della Corte Costituzionale, l'Assemblea
qualora fosse dell'opinione di dovere promulgare le norme non
impugnate a votare un ordine del giorno autorizzativo.
Allora, io cosa devo capire, onorevole Strano, che lei è
contro il Governo e vuole fare un attacco al Presidente Leanza ed
alla maggioranza.
STRANO. Sono sue interpretazioni.
CAPODICASA. Interpretazioni, per��, abbastanza fondate perchè
essendo la materia assolutamente pacifica mi pare chiaro che non
può essere questo il motivo. L'onorevole Leanza ha tutto il modo
di rispondere all'attacco, credo sia vano richiedere la verifica
del numero legale in quanto l'ordine del giorno si vota per
alzata e seduta e non si può verificare il numero legale quando
si vota per alzata e seduta, onorevole Strano. Le dispiace, la
faremo Presidente dell'Assemblea alla prossima legislatura.
Onorevole Presidente, noi abbiamo votato contro la legge
finanziaria perché non abbiamo condiviso alcune delle norme che
vi erano contenute, alcune di quelle impugnate, forse anche tutte
le norme impugnate, hanno avuto il nostro parere contrario in
Aula ed in primo luogo la norma che riguarda l'imposizione di una
tassa, una tariffa per quanto riguarda il transito del gas metano
nella nostra Regione.
Quindi noi quando verrà il disegno di legge apposito in Aula
a cui avete dato la procedura d'urgenza, torneremo a votare no.
Ma mi pare chiaro che dobbiamo per forza autorizzare la
pubblicazione delle parti non impugnate altrimenti non si sblocca
il bilancio, si ferma la macchina amministrativa, onorevole
Strano. Non è ininfluente il fatto che questa sera noi votiamo o
non votiamo, perché diversamente non potendo pubblicare la legge
finanziaria non scatta il bilancio, il bilancio di fatto non
entra in vigore.
Quindi, mi pare chiaro che l'Aula avendo avuto quel senso di
responsabilità che ovviamente sopperisce ad una carenza della
maggioranza, consentito che si votasse e che si approvasse la
finanziaria e il bilancio, non può non consentire che si approvi
l'ordine del giorno autorizzativo.
STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi le
considerazioni dell'onorevole Strano ovviamente sono da
considerarsi "provocatorie" perché l'onorevole Strano conosce il
Regolamento, conosce la sentenza della Corte Costituzionale e
quindi è chiaro che voteremo l'ordine del giorno.
Però una considerazione va fatta: Nino Strano non parla a
caso, è evidente, l'Onorevole Strano ha posto un problema serio
che non è quello relativo alla votazione sull'ordine del giorno
ma è quello relativo ad una certa sofferenza che vi è all'interno
della maggioranza, sicuramente all'interno di Alleanza Nazionale,
per delle considerazioni che all'interno di Alleanza Nazionale,
del gruppo stiamo facendo su determinati atteggiamenti di questo
Governo che noi sosteniamo lealmente e in cui c'è fra l'altro un
nostro rappresentante che purtroppo a volte è distratto e non
vede, non sta attento a problemi che vengono sottoposti,
problemi, come dice l'onorevole Tricoli, della gente.
Allora, io ritengo che questa sera è chiaro che voteremo
l'ordine del giorno come è altresì chiaro che il Presidente
Leanza, che è stato regolarmente consultato su alcune cose
che interessano la gente, ci dia delle risposte possibilmente
anche in Aula.
Signor Presidente, l'onorevole Strano ha posto il problema,
come sa fare lui, provocatoriamente, noi voteremo l'ordine del
giorno però chiediamo al Presidente della Regione e al Governo
che queste difficoltà che ci troviamo ad affrontare vengano
risolte nel più breve tempo possibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'ordine
del giorno numero 690.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 691.
Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, vorremmo chiedere il prelievo
dall'ordine del giorno del disegno di legge posto al numero 2)
Istituzione del Comitato regionale di controllo sugli atti degli
enti locali".
Noi sappiamo, con quanto impegno il Presidente Leanza sta
seguendo questa materia, quindi non vorremmo deluderlo. Sappiamo
anche la sua specifica competenza in questo settore. Quindi, il
Presidente Leanza, così attento a questa materia e così sensibile
ai richiami della maggioranza, vorremmo si tranquillizzasse.
D'altronde lui sa che vi sono questi CO.RE.CO. sospesi da mesi,
conosce benissimo la materia ed è una materia controversa. Ci
sono state due sentenze, una del TAR di Catania e una del TAR di
Palermo. Il Presidente Leanza sa perfettamente che vi sono dei
professionisti non pagati da un anno, quindi siamo certi che il
Governo accederà a questa nostra richiesta perché ci stupirebbe
se non lo facesse. D'altronde un Governo forte che ha una
maggioranza d'Aula lo può dimostrare questa sera sin dal primo
punto all'ordine del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Strano ha
formalizzato la proposta di prelievo del disegno di legge posto
al numero 2) "Istituzione del Comitato regionale di controllo
sugli atti degli enti locali".
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, noi siamo di parere contrario
alla proposta dell'onorevole Strano, non solo perché abbiamo al
primo punto un argomento che abbiamo lasciato in sospeso la
seduta precedente e che riguarda l'estensione dei benefici
dell'art. 39 della legge n. 10 del 2000 ai dipendenti degli Enti
locali, della USL, che seguono l'iter parlamentare di questo
disegno di legge da tanto tempo e sarebbe opportuno che nella
serata di oggi si definisse in un modo o nell'altro. Ma, anche
perché, noi abbiamo una obiezione di merito su questo disegno di
legge, considerato che l'Assemblea sull'argomento è tornata più
volte ed abbiamo dibattuto l'argomento tirandone fuori gli
elementi essenziali. Prima di tutto noi siamo per "non contro i
controlli", l'onorevole Barbagallo è pronto ad intervenire e so
qual'è, conosco il suo punto di vista. L'abbiamo già detto altre
volte, onorevole Barbagallo, il Gruppo dei DS non è contrario al
mantenimento di alcune forme di controllo sugli atti degli Enti
locali. Noi siamo contrari ad una proroga dell'attuale sistema,
perché è dispendioso, inutile, crea una situazione di grave
spreco, anche da punto di vista finanziario e non riforma i
controlli. Mentre noi abbiamo un disegno di legge che è stato
varato dal governo precedente, che è già stato esitato dalla
Commissione e che è arrivato all'Aula, che riforma i controlli,
cioè che mantenendo i controlli li riforma.
Io non voglio aggiungere, onorevoli colleghi, che la riforma
federalista approvata dal Parlamento nazionale abolisce quasi del
tutto i controlli. Dice l'onorevole Giannopolo che li abolisce
del tutto. Ebbene, che abolisce del tutto i controlli in materia
degli atti degli Enti locali, ma anche se quest'Aula non
intendesse seguire questo indirizzo contenuto nel disegno di
legge, dovrebbe proporsi il problema della riforma e non tanto
quello di una pura e semplice proroga degli attuali CO.RE.CO. che
suonano come una offesa al bisogno dei siciliani e io dico
perfino al bisogno di controllo degli atti. Quindi, per questa
ragione siamo contrari, onorevole Presidente, per l'una e per
l'altra cosa, per andare avanti sul primo disegno di legge, che
oggi ci onora della presenza di tanti osservatori dentro l'Aula,
e poi il secondo punto, che è quello di merito su cui ho detto.
BARBAGALLO GIOVANNI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO GIOVANNI . Signor Presidente, io so che il gruppo
dei DS è d'accordo, non mi pare che il disegno di legge parli
solo di una proroga, c'è l'esigenza di chiarire questo discorso
dei controlli in Sicilia. Io sono d'accordo per il prelievo
chiesto dall'onorevole Strano.
MORINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche noi
deputati dei Comunisti Italiani riteniamo che l'ordine del giorno
vada rispettato per cui ci pronunciamo contro la richiesta
dell'onorevole Strano, anche perché io ritengo che ci siano
attese che noi non possiamo eludere. Al primo punto c'è
l'estensione dell'articolo 39 a tanti soggetti che, giustamente,
rivendicano una sanatoria ed una estensione di benefici e di
diritti che sono stati prima fissati per altre figure, per cui
gli ex dipendenti dei patronati scolastici, i dipendenti che
lavorano nella sanatoria edilizia, quelli della ex legge n. 285,
penso che in questa seduta debbano trovare soddisfazione.
La vicenda dei controlli è una vicenda molto importante per
cui riteniamo che successivamente l'Aula potrà affrontare la
materia con gli approfondimenti dovuti. E' una materia che noi
non possiamo eludere e ritengo che il Parlamento, a fine
legislatura, debba comprendere anche la necessità di andare ad
una sistemazione complessiva nella materia però noi riteniamo che
l'ordine del giorno vada rispettato in modo tale da poter dare
risposte a quella gente che ci sta osservando e ci sta
ascoltando.
AULICINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AULICINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
contro il prelievo e sono per la trattazione del disegno di legge
con tutti gli emendamenti, cioè il disegno di legge sappiamo che
è appesantito da una serie di richieste peraltro, nella mia
valutazione, tutte legittime perché se dobbiamo fare l'operazione
di equiparazione non al contratto regionale perché per fortuna
della Sicilia l'onorevole Fleres ha cambiato idea e con il suo
emendamento ha cambiato posizione e quel disegno di legge di
Forza Italia che chiedeva l'equiparazione al contratto dei
regionali e l'estensione dei benefici della legge n. 10 ai
dipendenti ex legge n. 285 è stato saggiamente modificato
dall'onorevole Fleres che ha capito che era una provocazione.
Poi, nella mia valutazione, considerato che in prima
Commissione tutti i parlamentari hanno votato all'unanimità
(quindi i componenti di Forza Italia, i componenti di AN, i
componenti di Democrazia Europea) tutti tranne due voti di
astensione dei rappresentati dei DS, considerato che tutti hanno
concordato sull'emendamento a firma degli onorevoli Lo Certo e
Aulicino, che peraltro è stato proposto dopo che l'esponente di
Forza Italia in prima Commissione aveva chiesto egli di proporre,
d'intesa con il Governo e l'onorevole Granata che lo
rappresentava, un quesito all'Ufficio legislativo, fatto questo,
considerato che in prima Commissione tutti hanno concordato
sull'opportunità di estendere a tutti, a questo punto io non vedo
perchè noi dobbiamo non trattare questo disegno di legge e vedere
chi deve andare in pensione con venticinque anni di contributi o
di requisito contributivo, dal punto di vista pensionistico, e
chi, non soltanto alle dipendenze degli enti locali, ma
complessivamente in Sicilia perchè, per quanto mi riguarda, sono
dell'avviso che se dobbiamo far passare tutti sotto la copertura
dei regionali, debbono passare proprio tutti.
Non sono dell'avviso, quindi, che il disegno di legge passi
"leggero" e da ora, quindi, propongo che si incominci a lavorare
su questo disegno di legge. Mi sembra corretto, primo, per
rispettare tutti quegli amici cinquantenni delle leggi 285, 37 e
8, che da qualche tempo hanno tutti stabilito di avere il diritto
all'estensione della legge 10, perchè è un diritto loro, poi
perchè mi sembra giusto che il tutto venga discusso alla luce
dell'esigenza, che abbiamo tutti, di non creare discriminazioni
tra dipendenti e dipendenti.
ALFANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del
gruppo parlamentare di Forza Italia, esprimo l'opinione di
mantenere inalterato l'ordine del giorno e di proseguire a
trattare le questioni che sono connesse alla estensione
dell'applicazione dell'articolo 39 della legge numero 10 del 15
maggio 2000, perchè questo era l'ordine del giorno individuato
nella scorsa seduta, perchè riteniamo che questo problema meriti
una risposta non ipocrita, quindi una risposta urgente.
Riteniamo che sul tema dei CO.RE.CO. l'Aula debba continuare
a lavorare, ma debba continuare a lavorare dopo avere risolto
questo problema.
VELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ormai siamo
alle ultime battute di questa legislatura e non mi pare che nei
colleghi e in tutta l'Assemblea vi sia una serenità e una volontà
precisa di definire dei percorsi; penso che vi sia molta
pretestuosità nelle proposizioni, nelle iniziative che alcuni
deputati fanno.
Non ritengo sia necessario pensare di adottare misure di
rinvio, poichè le discussione sul primo punto dell'ordine del
giorno era già stata avviata, addirittura vi sono state delle
iniziative molto spiritose che tendevano a "dribblare" la
discussione stessa.
Oggi noi siamo qui, e mi pare che i numeri ci sono, perchè
finalmente si dia il via alla discussione e alla definizione di
questo passaggio legislativo. Io ritengo che sia necessario,
ritengo che questo passaggio legislativo arriva tardivo perchè
penso che l'occasione buona doveva essere quella della riforma
delle Pubblica amministrazione; così non è stato e, allora, oggi
noi siamo nelle condizioni di rimediare a a tutte le iniquità, a
tutte le sperequazioni che ci sono in questo ambito di intervento
che noi andiamo ad adottare.
Per quanto riguarda la questione dei CO.RE.CO., io non credo
che ci siano le condizioni perchè noi, nè oggi, nè domani,
entriamo nel merito di tutta la problematica, perchè è talmente
complessa che richiederebbe probabilmente mezza legislatura;
penso, invece, che sia necessario richiamarsi ad un senso di
responsabilità, anche da parte di quei deputati che hanno "alzato
il tiro", le voci e le grida rispetto all'opportunità di una
proroga, perchè si valuti la necessità che anche in Sicilia, in
ragione proprio dell'esiguità dei tempi che noi abbiamo, si
conceda la possibilità a questi CO.RE.CO., così come sono, di
poter operare, perchè non è possibile lasciare la Sicilia in una
condizione, non dico di mancanza di controlli e, quindi, di
impossibilità effettiva di garantire la certezza dei diritti alle
pubbliche amministrazioni ed ai cittadini.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riallaccio
a quanto avvenuto nell'ultima seduta dell'Assemblea, quando, alle
sette e mezza di mattina eravamo quasi decisi e pronti a
votare il disegno di legge che è al primo punto all'ordine del
giorno. E quella mattina questo non fu possibile perché per
regolamento presentammo due, tre, quattro emendamenti, non so
quanti diventarono quella mattina, bisognava rinviare l'Aula.
E rinviare l'Aula per un fatto regolamentare ma che oggi noi
si sia qui principalmente per il primo disegno di legge del quale
l'ordine del giorno si fregia al primo punto, non ci sono dubbi.
La preoccupazione forte che mi viene è quella di avere visto un
disegno di legge con un solo articolo e con decine di emendamenti
che forse metteranno a rischio quella legge che quella mattina
poteva essere votata e che oggi non so se i colleghi non
dovessero ritirare gli emendamenti che hanno presentato, se
potremo portare a termine quella legge che aveva un significato e
continua ad averlo, di giustizia e di equiparazione in Sicilia.
Mentre a me pare che anche attraverso quel "cavallo di Troia" si
stiano inserendo, si vogliono inserire una serie di normative che
ritengo vadano al di la e al di fuori del testo.
Per cui in sintesi il gruppo del C.D.U. ritiene di andare
avanti con l'ordine del giorno così come è fatto, invitando
addirittura i colleghi deputati e il Governo - se c'è anche il
Governo che ha presentato emendamenti - a ritirare gli
emendamenti e ad esaminare la legge così come era stata concepita
e posta in essere. Sono convinto che altrimenti con gli
emendamenti che sono stati presentati si mette a rischio l'intero
disegno di legge. Cioè da un lato si dice che si vuole fare la
legge, dall'altro, la si vuole affossare. Noi abbiamo un dovere,
quello che ci siamo dati quella mattina, di andare avanti con
quel disegno di legge, con quell'articolo e senza emendamenti.
E poi andare avanti se c'è il tempo, ed è giusto che ci sia,
a tenere conto di una proposta fatta dal collega Strano che io
ritengo utile solo se è seconda, ma non seconda per non farla;
seconda perché si possa agire sui CO.RE.CO. e si possano a dare
questi organismi che in Sicilia occorrano. Gli ultimi episodi
forse ci insegnano che occorrono più di quanto non si possa
pensare.
Una cosa è che il comune decida senza avere un controllo
sopra se stesso, e una cosa che i sindaci, non sempre quelli
della seconda Repubblica, non sempre attivi e pronti a
comprendere le ragioni dell'iter burocratico, abbaino e sappiano
come interpretare non interpretare ma eseguire le leggi e di
conseguenza comportarsi.
Per cui ritengo di dover fare l'appello al Presidente
dell'Assemblea perché si vada avanti con quel disegno di legge e
che si ritirino tutti gli emendamenti per rimarcare l'importanza
di quel disegno di legge se davvero l'Aula vuole andare avanti su
questo disegno di legge. Come noi del C.D.U. vogliamo andare
avanti su quel disegno di legge.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati lei fa parte del gruppo di
Forza Italia e ha già parlato il suo capogruppo.
LO CERTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CERTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi non credo sia
opportuno entrare nel merito delle leggi perché stiamo
discutendo soltanto se invertire l'ordine del giorno o meno.
Non è opportuno quindi fare demagogia alla presenza dei
tanti interessati; nel merito del disegno di legge entreremo se e
quando lo affronteremo nell'articolato.
Io da pivellino come sono all'interno di questa Assemblea
regionale ho accumulato però quel tanto di esperienza che mi fa
dire che normalmente quando si chiede l'inversione dell'ordine
del giorno non è perché c'è qualcosa di urgentissimo da fare
prima di un'altra legge; ma normalmente ciò avviene quando non si
vuole fare niente, cioè quando si vuole affossare l'attività
dell'Aula per non fare niente.
La mia proposta quindi, se c'è volontà da parte di questa
Assemblea, è di seguire così com'è l'ordine del giorno e
procedere per svolgerlo interamente; discutiamo di tutto, e se è
necessario, entrando nel merito, vedere ciò che è possibile fare
e ciò che non lo è.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLEGRINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,intervento
soltanto per esprimere due considerazioni. Siamo arrivati ormai
alla conclusione dell'attività di questa Assemblea e continuare a
parlare di inversione dell'ordine del giorno o disquisire su
questa materia la considero soltanto una perdita di tempo. Ci
sono una serie di categorie interessate alla questione. Dico che
non è serio avere lusingato una serie di categorie e di avere
posto nuovamente il disegno di legge all'ordine del giorno
stasera. Sono perchè l'Assemblea dia continuità e rispetti
l'ordine del giorno a suo tempo concordato; si faccia la 285; si
proceda con i CORECO e con tutto il resto che c'è da fare. A meno
che qui non si voglia perdere tempo e continuare a fare una
commedia che non fa bene a nessuno.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LEANZA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il Governo esprime l'opinione che anche il
disegno di legge che riguarda il riordino dei controlli sia un
disegno di legge che è auspicabile venga definito entro questo
breve periodo che ci separa dalle elezioni. Se non altro per dare
chiarezza a chiunque e certezza nei comportamenti.
STRANO. Quindi non stasera.
LEANZA, Presidente della Regione. Il Governo apprezza
questa richiesta sotto il profilo della necessità di definire il
problema, tuttavia, chiede il ritiro di tale richiesta di
prelievo; se non dovesse essere ritirata, il Governo si rimette
alla volontà dell'Aula ed è pronto a continuare.
STRANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il linguaggio
utilizzato dal Presidente della regione ci ha fatto rievocare
veramente tempi nobili, quelli dei dorotei; il Presidente ha
detto: è auspicabile che venga discusso in un lasso di tempo che
ci separa" ... Apprezziamo la sensibilità e la necessità. Questi
sono linguaggi vecchi che usava il tuo maestro Mariano Rumor ai
tempi - cattivi maestri che noi non intendiamo seguire.
Ad ogni buon conto, signor Presidente, mi pare che la
richiesta del Presidente sia una richiesta fuori luogo, così come
è motivata. Mi convince più la motivazione di dovere discutere
un disegno di legge a favore dei dipendenti. Le motivazioni
riportate dal presidente Leanza sono così dorotee, così piccole e
non credibili e risibili che il mio attaccamento alla precedente
proposta sarebbe assolutamente inossidabile. Ma è molto più
convincente, a fronte di una provocazione che ho lanciato,
invece, continuare con la discussione della 39 e della 285, così
come in precedenza concordato.
Non è sicuramente però da apprezzare l'intervento di chi
ancora una volta non vuole i controlli sugli atti delle città. E
stiamo vedendo anche dagli ultimi episodi che sono avvenuti anche
in Sicilia recentemente quanto questi controlli siano necessari.
Ed allora ci spiace che il Governo da me sostenuto voglia eludere
ancora una volta i controlli sugli atti amministrativi ponendosi
fuori da ogni logica di legittimità sulla posizione da assumere
nei confronti dei Coreco, quindi, non accedo assolutamente alla
richiesta del Presidente, onorevole Leanza, ma la ritiro perché
era soltanto una provocazione e bisogna che si discuta il disegno
di legge in ordine alla 285. Fosse stato per l'onorevole Leanza
saremmo rimasti fermi nella richiesta.
LEANZA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA, presidente della Regione, Signor Presidente, chiedendo
scusa a lei e all'intera Assemblea, compreso l'onorevole Strano,
il Governo intende chiarire che ritiene assolutamente necessario
definire il sistema dei controlli e dunque definire il disegno di
legge.
STRANO. Quando? Ci dica quando, Presidente
LEANZA, presidente della Regione. Onorevole Strano, lei deve
consentire ai colleghi di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Strano, vorrei pregarla di consentire al
Presidente della Regione di esprimere le proprie considerazioni.
LEANZA, presidente della Regione. Desidero riaffermare la
volontà del Governo di definire questo disegno di legge sui
controlli.
STRANO. Quando?
LEANZA, presidente della Regione. Quando non dipende da me.
Il Governo è pronto a continuare anche stasera.
STRANO. Lo dica di volerlo continuare stasera
LEANZA, presidente della Regione. Stasera il Governo è pronto
a continuare.
Onorevole Presidente, il Governo voleva semplicemente
esprimere la propria posizione, null'altro, rimettendosi al
giudizio dell'Assemblea e alle decisioni della Presidenza
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro della proposta
di prelievo avanzata dall'onorevole Strano.
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "ESTENSIONE DELL'APPLICAZIONE
DELL'ART. 39 DELLA L.R. 15 MAGGIO 2000, N. 10" (1176)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
"Estensione dell'applicazione dell'articolo 39 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10" (1176/A), posto al secondo
punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la Prima Commissione "Affari
istituzionali" a prendere posto nell'apposito banco.
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'articolo 1.
LO CERTO, segretario:
Articolo 1.
1. Al personale inquadrato ai sensi della legge
regionale 25 ottobre 1985, n. 39, in atto in servizio presso
gli enti locali, le aziende sanitarie locali e ospedaliere si
applicano le disposizioni dell'articolo 39 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10.
2. I benefici previsti dall'articolo 39 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 sono altresì estesi agli
altri dipendenti degli enti locali e delle aziende unità
sanitarie locali e ospedaliere e al personale di cui alla
legge regionale 5 agosto 1982, n. 93.
3. Gli oneri sono a carico degli enti nei quali tale
personale presta servizio.
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati
alcuni emendamenti. I suddetti emendamenti sono stati inviati
alla Commissione bilancio per la copertura finanziaria. Tuttavia,
la Commissione bilancio non ha dato la copertura finanziaria ad
alcuno degli emendamenti presentati, per cui gli stessi sono
dichiarati improponibili. In conseguenza, anche i relativi
subemendamenti non hanno veicolo di trascinamento e quindi sono
dichiarati decaduti.
ZANNA. Signor Presidente, decadono anche quegli emendamenti
che non necessitano di copertura finanziaria?
CRISAFULLI. Praticamente non rimane solo il testo così com'é?
PRESIDENTE. No, secondo gli apprezzamenti fatti dalla
Presidenza e dagli uffici, tutti gli emendamenti necessitano di
copertura finanziaria. Si rimane, quindi, all'articolo 1.
CRISAFULLI. Praticamente non rimane solo il testo così com'é?
PRESIDENTE. Il testo rimane così com'è. Ciò non significa,
badate bene, però che non si possa fare sotto l'aspetto pratico
una riscrittura, se si dovesse rendere necessaria.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ribadire
la mia piena solidarietà e anche, essendo secondo firmatario di
questo disegno di legge, vorrei richiamare l'attenzione dei
colleghi e della Commissione per cercare di mettere a frutto
attraverso questo disegno di legge, un'attenta valutazione di
quanto il Commissario dello Stato ha detto nella legge impugnata
la notte del 19 - 20 di aprile.
Avendo letto attentamente il parere del Commissario
, vorrei dare dei suggerimenti alla Commissione al fine di
riuscire almeno a sanare quell'articolo che, diciamocelo pure,
sembrava dovesse avere un cammino semplice e sul quale invece ci
sono state alcune osservazioni.
Pertanto suggerisco, non essendo firmatario degli
emendamenti che sono stati presentati; ma se a seguito di altri
interventi ci dovesse essere voglia di dare alla Commissione dei
suggerimenti su come, dice bene il Presidente dell'Assemblea,
migliorare e formulare meglio questo articolo qui in Aula.
Suggerisco alcuni appunti, non avendo avuto l'opportunità di
farlo con emendamenti e in particolare il Commissario sulla legge
antecedente ha posto da quello che mi dà da capire un quesito,
sembrerebbe che noi richiamando riconoscimento per le Aziende
sanitarie e per gli enti sottoposti a vigilanza del comma 9
dell'articolo 39 in effetti non abbiamo forse specificato che non
potevamo richiamare il contratto di cui gli Enti locali hanno
come tale e pertanto sarebbe opportuno chiarire qui che essendo
anche trattando di Aziende ospedaliere il personale di aziende
ospedaliere o anche quelli dei patronati scolastici sarebbe
opportuno, secondo me, aggiungere per superare quanto il
Commissario dice nel rispetto dei proprio contratti collettivi.
Cioè il riconoscimento sembrerebbe che potrebbe essere si
certo non possiamo riconoscere al personale delle Aziende
ospedaliere per intero il comma 9 che dice un contratto degli
Enti locali il 347, pertanto sarebbe opportuno al primo comma
aggiungere nel rispetto dei contratti collettivi di competenza,
perchè il contratto di coloro che transitarono agli enti locali
era il 347, i contratti di coloro che sono andati alle aziende
sanitarie è un altro contratto se non sbaglio il 348, posso
sbagliarmi ma sono molto vicini o 347 o 348 o 349.
Quindi sarebbe bene scrivere questo perchè altrimenti già
noi abbiamo una norma che è stata impugnata e quindi la faremmo
rimpugnare immediatamente. Sposterei al comma 1 la parte che
riguarda il personale di cui alla legge regionale 5 agosto 1982
numero 93, in quanto gli riconosceremmo tutti i servizi o tutti i
presupposti che la legge 39 dà ai regionali però non gli abbiamo
prima riconosciuto il preruolo che era la cosa fondamentale che
era previsto oggi nella legge impugnata.
Detto questo credo che lasceremmo così due commi che a
questo punto con l'auspicio che il primo ed il secondo abbiamo un
esito positivo dal Commissario, ma certamente forse riscrivendo
meglio il primo con queste correzioni quanto meno diamo la
possibilità di ritornare su questo argomento avendo preso atto
del cosiddetto parere del Commissario sull'altra legge. Credo
questa sia una opportunità che il presidente della Commissione
possa valutare se tenerne conto o meno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Cimino, all'onorevole Tricoli e poi all'onorevole
Stancanelli, ho da fare una precisazione. Quando ho comunicato
che non c'era la copertura finanziaria per gli emendamenti e
quindi erano improponibili in tal senso, alludevo e facevo
riferimento agli emendamenti che necessitano di copertura
finanziaria. Gli altri emendamenti che pure potrebbero essere
discussi perchè non necessitano di copertura finanziaria sono
giudicati improponibili perchè fuori materia.
Dico anche che la copertura finanziaria non è stata concessa
perchè la Commissione bilancio non ha raggiunto il numero legale.
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
CRISAFULLI. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. NE ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor presidente, siccome io ho previsto di
chiedere la parola per dichiarazione di voto, volevo solo capire
se secondo il suo pronunciamento nella sostanza non rimane in
vita nessun emendamento sia perchè non c'è copertura in quanto
non c'è il numero legale, sia perchè improponibili in quanto
materia estranea per cui emendamenti non ce ne sono.
PRESIDENTE. Desidero specificare a lei e specificare all'Aula
che se dal dibattito in fase di dichiarazioni dovesse verificarsi
la enunciazione di una impercorribilità, cioè se viene detto
"approvato così non è percorribile per questo, c'è una fase..."
CRISAFULLI. No... questa è altra cosa. Questo riguarda il
testo così come è.
PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti sono giudicati
improponibili, quindi il testo è questo.
CRISAFULLI. Caso mai si può riscrivere il testo dell'articolo
1. Su questo mi riservo di dire qualcosa io in sede di
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Se le considerazioni dell'onorevole Beninati
dovessero essere considerate per gli aspetti che egli ha
sollevato percorribili da parte della Commissione o da parte del
Governo, le due entità hanno possibilità di riscrivere
l'articolo, ma non può essere cambiato il senso dello stesso
articolo.
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con vero
piacere noto come questa fase dell'attività parlamentare si
conclude con due importanti provvedimenti che richiamano
l'attenzione della prima commissione legislativa. Questo disegno
di legge presentato dagli onorevoli Fleres e Beninati che hanno
visto anche apporre la mia firma e il successivo disegno di
legge, quello sui CORECO, dove il sottoscritto è anche relatore.
Voglio sottolineare come nel presente disegno di legge si
noti un certo interesse da parte del mondo che vive
quotidianamente alcune problematiche ed era così forse magari
opportuno poter prendere in considerazione alcuni emendamenti che
non pongono alcun onere, alcuna spesa, emendamenti che sono già
stati presentati dal sottoscritto e che possono dare a questa
legge maggiore importanza e maggiore visibilità considerato che
già questo è un ottimo risultato e dobbiamo, in tempi celeri,
riuscire a raggiungerlo.
PRESIDENTE. Onorevol Cimino, apprezzo il suo intervento ma
purtroppo il pronunciamento dell'Assemblea non consente di poter
percorre la strada. Comprendo le sue ragioni, ma non ho niente
da farci.
TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
ricorso del commissario dello Stato dinanzi alla Corte
costituzionale che recentemente abbiamo avuto occasione di
leggere dovrebbe invitare questa Assemblea ad una certa prudenza
non soltanto nella emanazione delle norme che poi verranno
pubblicate nella Gazzetta ufficiale ma anche sulla costruzione
sintattica e sul modo di periodare le norme che noi approviamo in
quest'Aula, cioè noi abbiamo sostanzialmente in appena due commi
di un medesimo articolo introdotto una rivoluzione copernicana
nel sistema della Regione siciliana e del trattamento del
personale di tutta la Regione, con appena, infatti, dieci righe
abbiamo cercato di dare in pasto - questo è il termine giusto - a
categorie che sono vastissime nella Regione una legge,
un'aspettativa, che sappiamo benissimo con ogni probabilità non
riuscirà mai a tradursi in una reale e concreta possibilità di
miglioramento del trattamento economico da parte di tanta gente.
Mi spiego con più chiarezza. Credo sia indispensabile
approvare la norma articolandola, anziché in due commi, in almeno
cinque commi talché sarà possibile - anche in considerazione di
quelle che saranno successivamente le determinazioni del
Commissario dello Stato - capire se in alcuni di questi casi ci
vorrà una copertura finanziaria o se c'è un profilo di
incostituzionalità in tutti i casi o soltanto in alcuni di essi.
Avere accomunato diverse categorie di soggetti in un
medesimo comma, ad esempio nel comma 2 dove si parla del
personale degli enti locali, nel primo caso; delle Aziende unità
sanitarie locali, nel secondo caso; delle aziende ospedaliere,
nel terzo caso; e del personale di cui alla legge n. 93/1982,
nel quarto caso.
Allora, mi sembra che sia più logico che la Commissione o il
Governo riscriva questo articolo in modo da renderlo frazionato
in almeno quattro commi che consentano poi una valutazione se ci
dovesse essere, speriamo di no, un ricorso anche in questo caso
da parte del Commissario dello Stato, di far capire alla futura
Assemblea regionale o ad una seduta successiva che si potrebbe
fare, quali possono essere i correttivi, in quali casi ci vuole
la copertura finanziaria, dove ci sono profili di
incostituzionalità, dove invece non ce ne sono.
Ci sono categorie di persone che nel tempo hanno avuto un
iter legislativo completamente diverso e separato che ovviamente
non possiamo, poi in un medesimo comma, accomunare - trascurando
la storia della legislazione regionale.
Dobbiamo, invece, cercare di salvaguardare le legittime
aspettative delle singole categorie del personale che è
interessato a queste norme, perchè altrimenti il risultato
potrebbe essere quello di avere un impugnativa del Commissario
dello Stato su tutto; certamente non una razionalizzazione
dell'intervento del Commissario su alcuni punti, credo pertanto
che sia indispensabile - e ciò può essere fatto in poco tempo -
che il Governo o la Commissione, che a ciò sono preposti e che
per Regolamento possono esercitare questa facoltà, riscrivano
immediatamente questo articolo, dando così la possibilità di
essere articolato in almeno sei o sette commi e successivamente
vedere se tutti i commi di questa legge possono essere promulgati
dal Presidente della Regione, se ve ne sono alcuni che si
salvano, se ve ne sono alcuni che, successivamente, necessitano
di una copertura, di un accorgimento da parte dell'Assemblea
regionale e quindi avere la possibilità nel tempo di venire
incontro agli interessi di tutte le categorie.
Ho voluto precisare ciò, perchè non vorrei che la legittima
aspettativa di tanta gente si trasformasse in una occasione
pre-elettorale che mi auguro non appartenga più alla logica di
questa Assemblea.
STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
semplicemente riaffermare quanto detto dall'onorevole Tricoli ed
anche alla luce dell'impugnativa del Commissario dello Stato
sulla legge che abbiamo approvato nell'ultima seduta, relativa
anche al personale, fare in modo - ed io mi rivolgo al Governo -
che quanto andiamo ad approvare questa sera - ed io vorrei
ricordare che, assieme agli altri componenti del Gruppo di
Alleanza nazionale, abbiamo firmato l'emendamento in una prima
fase che poi è stato trasformato in disegno di legge, quindi non
possiamo non essere favorevoli - io vorrei che il Governo ci
dicesse che alla luce di quell'impugnativa che è stata letta,
l'approvazione questa sera di questo disegno di legge, a cui noi
daremo il parere favorevole, non sia soltanto un espediente per
dire: abbiamo fatto quello che potevamo fare, poi il Commissario
dello Stato lo ha impugnato e non potevamo fare altro.
Io vorrei che si facesse un passo avanti: valutare tutto
quello che è possibile fare anche da un punto di vista
tecnico-giuridico, per evitare che sia soltanto un voto dato
questa sera ed una impugnativa data fra tre o quattro giorni.
Questo è l'aspetto che ritengo, anche da un punto di vista
morale e politico, dobbiamo porci questa sera. Finisco sotto
questo profilo.
Per quanto riguarda gli emendamenti che il Presidente ha
detto improponibili, o perché mancanti di copertura finanziaria o
perché improponibili in quanto non riconducibili al testo del
disegno di legge, siccome noi abbiamo considerato soltanto due
emendamenti, non altri, per non appesantire anche il disegno di
legge, io ritengo che gli emendamenti 1.54 e 1.55 non abbiano
bisogno di copertura finanziaria; sono quelli firmati da me,
perché quello relativo ai dipendenti dell'EAS sono a carico di un
altro ente e, per quanto riguarda l'emendamento 1.55, si tratta
di mantenere in servizio del personale limitatissimo per scopi
istituzionali e non ha bisogno di copertura, perché lascia
l'organico così com'è.
Se poi, invece, lo si considera improponibile perché è in
difformità dal testo del disegno di legge, io ritengo che
entrambi fanno riferimento alla legge numero 10 e quindi non ci
dovrebbe essere questa improponibilità, per cui mi affido alla
valutazione del Presidente per valutare meglio questa
considerazione che già è stata fatta in relazione alla
improponibilità a tutti gli emendamenti. La ringrazio Presidente
e gradirei che il Governo ci dicesse qualcosa sulla prima
considerazione che abbiamo fatto sia io che l'onorevole Tricoli.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Morinello. Ne ha
facoltà.
MORINELLO. Signor Presidente, esprimo la mia soddisfazione e
quella dei deputati dei Comunisti italiani perché finalmente
questo disegno di legge viene discusso in Aula e sta per essere
approvato, esitato con i dovuti accorgimenti che qui nel
dibattito sono necessari, perché noi non possiamo appunto
incorrere nelle tappe delle procedure previste per i controlli di
legittimità delle leggi dell'Assemblea regionale.
Esprimo soddisfazione per la conclusione, finalmente, di
tutta una serie di attese di tanti e tanti lavoratori che hanno
maturato diritti da anni, che hanno, anche in virtù di sentenze
della giustizia amministrativa, avuto riconosciuto i loro
diritti, come i tecnici della sanatoria edilizia. Così come si
arriva finalmente a sanare situazioni come quelle dei lavoratori
degli ex enti disciolti, come i Patronati scolastici, che sono
stati inquadrati nei ruoli ai sensi della legge numero 93 del
1982 - e che noi vediamo richiamata nell'articolo 2 di questo
disegno di legge che stiamo approvando - che rivendicano il
servizio pregresso presso il disciolto patrimonio scolastico da
cui non hanno percepito la liquidazione, per cui non è un
trattamento di favore o di assistenza che noi elargiamo a questi
soggetti, ma saniamo una ingiustizia, anche perché altri
lavoratori, giustamente, nel corso del tempo, in virtù di leggi,
hanno avuto riconosciuto questo diritto alla ricostruzione della
carriera. Non hanno percepito la liquidazione, e l'ente locale
non ha potuto riconoscere i comuni presso cui essi operano, non
hanno potuto riconoscere il servizio pregresso e l'anzianità
contrattuale maturata. Mentre lo Stato garantisce lo stesso
servizio e gli stessi diritti, la Regione siciliana fino ad
ora non lo ha fatto, per cui noi, con questa norma che andiamo ad
approvare, poniamo fine a questa situazione di ingiustizia.
E dobbiamo fare in modo che questa legge sia una legge
perfetta, non impugnabile, per cui, se c'è la necessità di
riscrivere la legge, di articolarla nel modo dovuto, in modo tale
da non incappare nell'impugnativa del Commissario dello Stato, è
bene che lo facciamo. Ma, onorevole Presidente della Regione,
onorevole Assessore al Bilancio, noi lo dobbiamo fare in tempi
che non rimandano ad altre sessioni, lo dobbiamo fare in tempi
celeri, per cui, se è necessaria una pausa di un'ora per
riscrivere questo disegno di legge, è bene che questa pausa non
impedisca, in ogni caso, l'approvazione della legge entro questa
sera, entro questa notte. Così, anche altri soggetti, come
quelli della legge numero 285, con questa legge vedono
riconosciuti i loro diritti.
Però, io volevo, onorevole Presidente, richiamare
l'attenzione del Governo su due subemendamenti. Io mi rivolgo
soprattutto al Presidente della Regione, all'Assessore al
Bilancio, con cui prima abbiamo affrontato una questione che
ritengo sia importante e fondamentale: in queste ore sono in
corso occupazioni da parte degli agricoltori della Sicilia dei
Consorzi di Bonifica, nella legge finanziaria, onorevole
assessore al Bilancio, era data per scontata, come lei ben sa - e
me lo ha assicurato anche l'assessore Cuffaro - che le norme
relative al trasferimento di contributi ai consorzi per alleviare
gli oneri di gestione, che poi si riverberano e ricadano sui
costi dell'irrigazione, venivano fatte proprie dal Governo, che
ha presentato un apposito emendamento, una apposita norma che
richiamava un emendamento che il Gruppo dei Comunisti Italiani -
firmatari il sottoscritto e l'onorevole La Corte - aveva a suo
tempo presentato e che qui io voglio richiamare e che
inopinatamente, non si sa per quale motivo, perché non abbiamo
avuto alcuna spiegazione, troviamo espunto dal testo finale che è
stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. E' una questione molto
importante che ha gravi riflessi sull'economia e sulla società
siciliana. Tra l'altro abbiamo presentato degli emendamenti a
nome anche di altri tre deputati, dei subemendamenti a questo
disegno di legge, che il Presidente ha dichiarato non
accoglibili. Ma penso che una riflessione e una risposta da
parte del Governo su una materia così delicata vada fatta anche
in questa sede e voglio ricapitolare.
PRESIDENTE. Non può ricapitolare, onorevole Morinello, il
tempo è ampiamente scaduto. Può dire soltanto se vota a favore o
contro.
MORINELLO. Quindi, nel votare a favore di questa legge, come
dicevo prima, voglio invitare il Governo ad assumere un impegno
solenne e formale perché trovi il modo di sanare questa
situazione paradossale che si è determinata nelle ore convulse
dell'approvazione della legge finanziaria, in modo tale da dare
risposte agli agricoltori che in queste ore stanno occupando i
Consorzi di Bonifica, in modo tale che possa essere data loro una
risposta positiva da parte del Parlamento siciliano, perché
l'impegno verbale che è stato assunto possa essere tradotto anche
in comportamenti e in atti normativi. Per cui, onorevole
assessore al Bilancio, onorevole Presidente della Regione,
ritengo che una risposta da parte loro sia quanto mai opportuna,
dato che abbiamo preso atto della non accoglibilità dei
subemendamenti che noi abbiamo presentato in materia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne
ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, solo due questioni: la prima
è relativa alla richiesta fatta dall'onorevole Tricoli per quanto
concerne la scomposizione dei due commi in più commi, perché
venga fatta una valutazione più specifica e di merito da parte
del Commissario dello Stato. Essendo questo disegno di legge a
forte rischio di impugnativa, come noi sappiamo, probabilmente e
tecnicamente la proposta dell'onorevole Tricoli si potrebbe
accogliere, anche se nell'ultima impugnativa del Commissario
dello Stato (quella che abbiamo in discussione sulla legge
finanziaria) abbiamo notato che il Commissario stesso non impugna
più solo articoli o commi, impugna addirittura gli incisi o
addirittura le parole; impugna la parola 'esecutiva' di un
intero comma e di un intero articolo. Quindi, teoricamente,
essendo questo l'indirizzo, il Commissario dello Stato può
impugnare una parola del comma senza inficiare l'intero comma.
Però io mi dichiaro - ed arrivo al secondo punto - d'accordo
con l'ipotesi di riscrittura che dovrebbe fare il Governo, perché
consentirebbe di ritornare su un argomento che era stato
all'origine del rinvio della seduta la volta precedente, quello
dei tecnici della sanatoria della legge numero 26. Siccome ho
avuto modo di riscontrare nell'Aula, l'altra volta, un diffuso
consenso all'ipotesi di inserire questa fattispecie, che è comune
ai dipendenti degli enti locali ex legge numero 285, credo che,
proprio perché si tratta della medesima fattispecie, si potrebbe
riscrivere e ricomprenderla.
Onorevole Presidente, siccome Ella ha dichiarato
improponibili gli emendamenti, ve ne è uno a mia firma che va in
questa direzione; io, per il rispetto che ho al pronunciamento
del Presidente dell'Assemblea, che, come si sa, in questa materia
dice il Regolamento essere insindacabile, non chiedo di
riconsiderare il mio emendamento perché è stato, a giudizio del
Presidente, dichiarato improponibile in quanto la Commissione
Finanze non l'ha esaminato per una parte e per una parte sono
estranei alla materia.
Questo a me sembrerebbe che, nell'ambito di una riscrittura
dell'articolo, possa essere ripreso non esorbitando, a mio
giudizio, dai limiti del disegno di legge che abbiamo all'esame,
ma lo si può fare, ovviamente, atteso che l'orientamento della
Presidenza è di quella natura, solo se interviene una riscrittura
da parte del Governo, che, a mio parere, completerebbe un quadro
di equità che a questo punto mi sembrerebbe doveroso che
l'Assemblea completasse. Per cui nulla da eccepire all'ipotesi
della riscrittura, ma motivata dal nostro punto di vista più con
questo nuovo elemento di merito che non dal punto di vista
tecnico, perché l'ultimo orientamento del Commissario dello
Stato, a mio avviso, ci mette sufficientemente al riparo dal
rischio di cui parlava l'onorevole Tricoli.
Poi, un'annotazione finale - e chiudo -: forse sarebbe stato
bene, così come la Commissione prima aveva saggiamente suggerito,
di dotarsi di un qualche parere che ci avrebbe messo di più al
riparo dai rischi di impugnativa, che ovviamente, a questo punto,
sono rischi reali e che - io concordo con quanto detto
dall'onorevole Tricoli e dall'onorevole Stancanelli - potrebbero
intervenire successivamente, ma poi l'Aula, visto l'orientamento
da parte della Presidenza di tornare a convocarla, di riunirla
nuovamente, prenderà successivamente in esame.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non ho
l'abitudine di dosare i miei interventi in funzione delle
opinioni del Commissario dello Stato o di altre istituzioni; io
so di fare parte, fino a questo momento, di una Istituzione che
gode del consenso popolare e mi esprimo in funzione di quelle che
sono le convinzioni che si formano mano a mano che il Parlamento
è chiamato ad affrontare i singoli problemi che vengono posti
alla sua attenzione.
Peraltro, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, i
funzionari dello Stato ricoprono le cariche ad interim e il mio
intervento rischia di essere assolutamente non coerente con i
tempi, nel senso che rischio di parlare oggi ad una Istituzione
che domani potrebbe essere un'altra.
Peraltro credo che la glasnost che ha attraversato interi
settori dello Stato debba essere completata in ogni sua parte, in
ogni sua aspetto, in ogni suo ufficio, in ogni sua competenza.
Sono convinto che ciascun uomo, come tutti noi, risente di
condizionamenti, guai se così non fosse; c'è chi resiste a questi
condizionamenti, c'è chi soggiace a questi condizionamenti e,
dunque, è opportuno invece, fare un ragionamento di natura
generale ed astratta ed è quello che tenterò di fare nel momento
in cui esprimo la mia opinione rispetto all'opportunità, o meno,
di riscrivere questo articolo 1.
Dico subito che sono contrario alla sua riscrittura,
onorevole Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
Regione, perchè questo potrebbe comportare il rischio di riaprire
un confronto che è già stato chiuso da un pronunciamento espresso
dalla Presidenza dell'Assemblea che riguarda altre parti non
incluse nell'articolo 1, ma oggetto di emendamenti che erano
stati presentati.
Onorevole Presidente dell'Assemblea, io non so se tutti gli
emendamenti avessero l'esigenza di una copertura finanziaria,
perchè non li ho letti tutti, so però che è stata assunta una
decisione, e su questa non si può tornare indietro, sarebbe un
errore politico ma anche un errore procedurale.
Sono convinto che la riscrittura dell'articolo 1
rischierebbe di riaprire il confronto sull'esigenza di copertura
finanziaria di parte degli emendamenti dichiarati improponibili,
perchè non muniti di copertura finanziaria e, dunque, ritengo che
si debba procedere alla votazione dell'articolo 1 nella sua
attuale stesura.
Peraltro, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, io sono
convinto che c'è un'attenzione di natura politica da parte di
altre istituzioni, rispetto a questo Parlamento, e il momento,
purtroppo, si presta. Sono convinto che alcune delle motivazioni
espresse nell'impugnativa non abbiano assolutamente riscontro di
natura costituzionale e, peraltro, l'alta percentuale di
sconfitta dell'ufficio del Commissario dello Stato, rispetto alle
leggi approvate da questo Parlamento, mi conferma che sbagliare è
umano e tutti possiamo sbagliare, può sbagliare il Parlamento,
può sbagliare il Commissario dello Stato.
Certo, se l'errore fosse indotto da motivazioni diverse da
quelle di natura costituzionale, questo significherebbe
sicuramente uno snaturamento dei compiti che attengono a ciascuna
istituzione, e questo sicuramente sarebbe grave se accadesse o se
fosse accaduto.
Credo, quindi, onorevoli colleghi, che se noi vogliamo
veramente procedere all'approvazione di questo disegno di legge,
nella consapevolezza che è giusto estendere o, comunque,
applicare una disposizione ad un certo numero di lavoratori che
nascono da una medesima madre, che è la Regione siciliana, e che
hanno subito trattamenti diversi, a seconda dell'utilizzo che di
essi si è fatto nei diversi enti, se noi vogliamo veramente
approvare questa legge dobbiamo farlo nella sua attuale
formulazione, ben sapendo che possiamo pure sbagliare, che
sbagliare è umano ma, così com'è umano per l'Assemblea regionale
siciliana, può essere umano per altri organismi a cui spettano
compiti diversi, anche perchè, alla fine, è la Corte
Costituzionale che poi esprime la propria opinione, alla quale
ciascuno di noi, naturalmente, avrà il piacere di adeguarsi,
convinto che quello è l'ultimo grado di giudizio, il grado che ci
consentirà di dire se l'interpretazione che è stata data dal
Parlamento è una interpretazione corretta o è una interpretazione
scorretta.
Per quanto ci riguarda, noi consideriamo questa legge una
perequazione, una ingiustizia sanata, una esigenza di
omogeneizzare comportamenti, rispetto a soggetti diversi, mentre
altri ritengono che così non sia come dimostrano i pronunciamenti
riguardanti una fattispecie analoga a quella che stiamo
discutendo questa sera; una fattispecie che evidentemente
appalesa, ancora una volta, una certa non omogeneità di
comportamenti nel tempo da parte degli uffici a cui spetta il
controllo delle leggi approvate dal Parlamento, il controllo di
costituzionalità, onorevole Presidente, non certo il controllo
politico, che non spetta a nessuno se non al Parlamento stesso.
Dunque, per riassumere, io sono favorevole a che si voti
l'articolo 1 nella sua attuale formulazione e si affronti semmai
la reazione corretta o non corretta nelle sedi più opportune.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Manzullo. Ne ha
facoltà.
MANZULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi come
gruppo UDEUR siamo favorevoli al disegno di legge, ma volevo
anche aggiungere che siamo contrari a una rivisitazione del testo
del disegno di legge stesso. Lo siamo anche per un motivo di
opportunità, in quanto forti potrebbero essere le tentazioni che
una rimodulazione del testo potrebbe provocare all'interno
dell'Assemblea stessa.
Noi abbiamo accettato - io in particolare come firmatario
anche di un emendamento - la decisione che la Presidenza ha
voluto assumere ritenendo che quella era la strada anche per
agevolare un percorso di un disegno di legge che sicuramente ci
ha visti impegnati e ha visto impegnata la grande attenzione di
chi in questi anni, forse involontariamente, ha subito una
ingiustizia. Pertanto, siamo convinti che il testo va approvato
nella prima stesura, convinti come siamo che, eventualmente, il
Governo e la Presidenza possano anche supportarlo di quelle
indicazioni esplicative che possono aiutare anche un percorso nel
Commissario dello Stato, perché, percorrere situazioni diverse
potrebbe essere anche l'inizio di non arrivare a una conclusione.
I tempi non ce lo permettono, la volontà dell'Assemblea espressa
anche nell'ultima seduta era quella di andare avanti.
Pertanto, per quanto ci riguarda, noi siamo per arrivare ad
una votazione con il testo originale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Strano. Ne ha
facoltà.
STRANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per ribadire
soltanto l'assoluta volontà di Alleanza nazionale di procedere
per l'approvazione di questo disegno di legge; un emendamento che
tra l'altro, vorrei ricordare, è stato firmato dall'onorevole
Tricoli, dall'onorevole Stancanelli, dall'onorevole Virzì, da
tutto il Gruppo. Ma intervengo soltanto per ribadire una
preoccupazione, che è stata già formulata dall'onorevole Tricoli
e che non vorremmo si trasformasse in dura realtà: diceva
l'onorevole Capodicasa che lo tranquillizzava l'estensione dei
rilievi posti dal Commissario dello Stato. Noi invece ne siamo
preoccupati. Allora non è peregrina la tesi che sosteneva
l'onorevole Tricoli di dividere settorialmente dipendenti Asl,
dipendenti di altro genere, a fare diversi commi, che possono
tranquillizzare l'Aula e possono tranquillizzare anche i
lavoratori che aspettano ed hanno l'ansia di vedere approvata
questa legge non impugnata dal Commissario dello Stato e hanno
diritto, a nostro avviso, ad avere questa perequazione e questo
riconoscimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Certo. Ne ha
facoltà.
LO CERTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
abbia fatto bene il Presidente a dichiarare improponibili tutti
gli emendamenti. Perché questa legge non tratta problemi di
immissione in ruolo, di stabilizzazioni, di aumenti di stipendio,
di regolarizzazione comunque dal punto di vista giuridico che
comportano spese.
Se la vogliamo dire per com'è e fino in fondo, intanto il
fatto che la legge sia divisa in due commi dà la possibilità,
neanche al Commissario dello Stato, di fare confusione, perchè la
prima parte riguarda i dipendenti della legge numero 39, il
secondo comma tutto il resto. Se si pensa che il secondo comma
deve essere impugnato, ciò non inficia il primo comma, che è
relativo a tutti i dipendenti che sono stati inseriti con la
legge numero 39.
E ora, se la vogliamo dire fino in fondo la questione e
tutta, io credo che c'è il problema dell'equiparazione, se
dobbiamo farla la facciamo e la diciamo fino in fondo: questi
sono dipendenti che hanno svolto le stesse mansioni e le stesse
funzioni dei loro pari grado regionali, avendo un trattamento
economico inferiore per tanti anni e non chiedono di essere
risarciti. La verità qual è? Siccome si è inserita con la legge
numero 10 la possibilità di andare in pensione con 25 anni di
anzianità senza penalizzazioni, questi dipendenti dicono: visto
che mi dai un trattamento economico differenziato, di meno, visto
che per tanto tempo sono stato utilizzato nelle stesse funzioni
con caratteristiche diverse, almeno questa possibilità come la
dai ad altri me la vuoi dare? E solo questa la richiesta. E io
credo che questo non comporti nessuna possibilità di apertura di
immissioni di altri emendamenti e neanche la riscrittura della
legge che divide completamente i dipendenti assunti con la legge
numero 39 e tutto il resto.
Quindi una votazione secca sui due articoli e poi il
Commissario dello Stato faccia quello che vuole, però mi pare che
l'impugnativa che ha fatto all'ultimo disegno di legge sia una
disparità di trattamento messa in atto dal Commissario dello
Stato perchè, mentre per i dipendenti degli enti locali è stata
riconosciuta la possibilità del servizio pre-ruolo, per i
dipendenti della sanità, che poi sono un numero sparuto, non ha
consentito che lo stesso diritto venisse praticato.
Noi, per quello che ci riguarda, utilizziamo la funzione che
ci spetta, facciamo le leggi, poi il Commissario dello Stato si
atteggi come crede, io credo però che l'Assemblea regionale debba
difendere poi in tutte le istanze i provvedimenti che assume, per
fare in modo che la giustezza della richiesta di molti lavoratori
che attendono possa essere realizzata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo
Giovanni. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO GIOVANNI . Signor Presidente, solo per dichiarare
il voto favorevole del Gruppo dei Popolari per il testo così come
è stato esitato dalla Commissione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
chiesto di parlare perchè ritengo doveroso, essendo stato uno dei
presentatori degli emendamenti che hanno prodotto lo spostamento
del disegno di legge dall'ultima seduta alla seduta di oggi,
dovere argomentare. Pur prendendo atto, senza nessun motivo di
disappunto, delle argomentazioni del Presidente, avrei gradito
che la Commissione Finanze si fosse pronunziata sullo spirito
degli emendamenti da me proposti. Tenuto conto che il disegno di
legge in questione definisce l'applicazione dei benefici
dell'articolo 39 della legge n. 10 - che ho la pretesa di
conoscere - a tutti i dipendenti degli Enti locali e a tutti i
dipendenti delle Usl e lascia fuori, signor Presidente, il
personale dipendente della Regione siciliana assunto
successivamente alla legge 2186. Avrei ritenuto giusto che il
testo avesse contemplato quest'altro personale oltre che il
personale della legge n. 26 che, comunemente, chiamiamo i nuovi
tecnici della sanatoria edilizia. Prendo atto, però, di ciò che
si è determinato e cioè dell'impossibilità della Commissione di
potersi pronunciare e prendo atto della conclusione a cui è
arrivato il Presidente dell'Assemblea per la celerità dei nostri
lavori. Pertanto, credo di poter dire fin da ora che, con questo
elemento di difficoltà rispetto al mancato completamento, non c'è
problema a procedere rispetto al testo del disegno di legge così
come ci viene formulato. Sarebbe stato meglio che quel testo
fosse stato arricchito dagli emendamenti che io stesso mi ero
fatto carico di proporre.
BARONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
annunzio subito il voto favorevole sul disegno di legge in
discussione. Pure essendo uno fra quelli che ha presentato un
emendamento, a proposito di altre categorie di personale,
evidentemente dichiaro subito la mia disponibilità a ritirare
quell'emendamento proprio per dare un percorso più agevole al
disegno di legge ed all'approvazione dello stesso. Credo, però
che, qualche precisazione su questo disegno di legge e sul
personale di cui stiamo parlando, vada fatta. Se dovesse avere
ragione il Commissario dello Stato - ho letto l'impugnativa da
qualche minuto - il quale nell'impugnare il disegno di legge che
riguardava il personale dipendente dalle Usl delle aziende
sanitarie locali, individuava disparità di trattamento e altresì,
nello stesso personale, individuava una non competenza specifica
da parte della Regione siciliana, devo dire che questo non è il
caso. Se questa situazione a cui fa riferimento il Commissario
dello Stato nella sentenza che conosciamo tutti, visto che è
stata distribuita in Aula, devo dire che proprio su questa
motivazione e proprio su questo disegno di legge, non credo che
abbia da accampare pretese o diritto alcuno proprio perché - e
questo va sancito una volta e per tutte - questo personale è
entrato alla Regione siciliana ai sensi della legge n. 285 del
1977, è stata ulteriormente quella legge nazionale ripresa dalla
legge n. 37 del 1978, quindi era una categoria di personale del
tutto omogenea appunto perché fa riferimento ad una legge
regionale con la quale questo personale precario - visto che è un
termine di attualità che usiamo in questo momento - è entrato nel
ruolo dell'amministrazione regionale .
Per cui alla fine io dico - al di là del fatto che, alla
fine, accetteremo probabilmente la sentenza del Commissario dello
Stato sull'argomento - è opportuno che non allarghiamo tutto
quello che è stato inserito sotto forma di emendamenti nel
disegno di legge che stiamo trattando proprio per evitare
sollecitazioni o pruriti diversi da parte del Commissario dello
Stato - con tutto il rispetto per l'istituzione e su questo non
ci piove - ma vorrò vedere se dovrà andare in contro tendenza
rispetto a quello che ha specifica nella sentenza di impugnazione
di quel disegno di legge a cui facevo riferimento prima, e vorrò
vedere che cosa avrà da dire nel momento in cui avrà individuato,
innanzitutto senza ore il carico della Regione e, in secondo
piano, che è un fatto sicuramente più importante e, quindi, non
trascurabile, il fatto che questo personale, ripeto, è entrato in
Amministrazione ai sensi di una legge regionale che riprendeva la
normativa nazionale e cioè la legge n. 285 del 1977.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Croce. Ne ha
facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo parte a
questo dibattito sul voto e ne prendo parte quasi da sconfitto.
Debbo dire questa sera la prima cosa che mi viene in mente è
proprio la sconfitta.
Avrei voluto partecipare ad un dibattito con un entusiasmo e
quindi con una possibilità di dare a chi aspetta risposte un
minimo di serenità.
Ma credo che anche arrampicandoci sugli specchi non
riusciremo a dare quella serenità; a raggiungere almeno
quell'obiettivo se non si accetta eventualmente una soluzione.
E la soluzione che dirò io è questa: noi siamo in presenza
di una impugnativa del Commissario dello Stato sul disegno di
legge n. 1147.
Su questo credo che il Governo non può mancare, nel senso
che deve opporsi e deve opporsi con tutta la forza.
Poi siamo in presenza anche di un disegno di legge che
stiamo discutendo che è il 1146, che ripropone nella sua
esposizione generale qualche tratto che già è stato impugnato dal
Commissario dello Stato.
E allora io dico questo: noi dobbiamo andare avanti
Noi non possiamo fermarci
Noi non possiamo riscrivere più nulla.
Noi dobbiamo votare questo disegno di legge così come venne
fuori dalla I Commissione legislativa; ma con un impegno, un
impegno forte che io dico che questo Governo se ci dovesse essere
una nuova impugnativa deve farsi carico del problema perchè il
Governo non solo si deve opporre ma deve anche trovare quelle
soluzioni che all'interno di questa impugnativa sanno più di
politico che di altro.
E' stato commesso un atto politico che si può ribaltare solo
se il Governo si opporrà questo atto politico.
Io non sono contro il Commissario dello Stato, non sono mai
stato contro chi deve controllare gli atti, però mi pare
eccessivo caro Presidente della Regione.
E mi pare eccessivo perchè tratta materia che a mio avviso è
soltanto politica.
E allora credo che questo Governo potrà sviluppare meglio la
tematica per opporsi e quindi restituire il disegno di legge che
diventa legge.
Non è la prima volta onorevoli colleghi.
E' inutile che ci nascondiamo.
Non è la prima volta che questo Parlamento approva le leggi,
vengono impugnate e poi la Corte Costituzionale ci rimanda la
legge perchè avevamo ragione.
Non è la prima volta.
Ecco perchè è un appello che faccio al Governo, alla forza
del Governo se questo disegno di legge verrà impugnato il Governo
dovrà produrre tutta una serie di motivazioni a sostegno di
questo disegno di legge.
Non è pensabile, non è possibile che si possa andare avanti
sempre a colpi di mano e si vada avanti sempre con disparità di
trattamento tra tizio e caio o tra l'impiegato della porta
accanto e l'altro che sta in fondo al corridoio.
E' ora di finirla.
E allora caro Presidente della Regione, caro Presidente
dell'Assemblea pur con tutta l'amarezza, debbo dire, perchè io ho
ascoltato tutti i colleghi, quasi quasi rassegnati per dire non
ce la faremo, io credo ancora che la possibilità ci può essere
nella misura in cui questo Governo farà valere la sua forza e le
motivazioni che in questo disegno di legge ci sono.
Io ringrazio Signor Presidente e spero nella benevolenza di
tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vella. Ne ha
facoltà.
VELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ci avviamo
alla chiusura di questa legislatura evidenziando non poche
incrinature di quelle che sono e che potevano essere le
prerogative che questa Assemblea regionale siciliana aveva e che,
ritengo, non ha opportunamente utilizzato.
Il fatto che molti deputati rimarchino e centrino quelli che
sono gli spazi di intervento legittimi del Commissario dello
Stato, evidenzia come minimi e ridotti siano gli spazi di
autonomia che noi stessi ci siamo creati sulla capacità di
definire passaggi legislativi inattaccabili e inimpugnabili.
Questo evidenzia un limite di questa Assemblea regionale
siciliana, una incapacità di questa Assemblea regionale siciliana
di definire percorsi di sedimentazione, di arrivare a momenti di
sintesi di tutta la fase di travaglio di un percorso legislativo
per cui noi molte volte arriviamo in Assemblea non preparati,
arriviamo in Assemblea con disegni di legge che non sono stati
approfonditi negli aspetti legislativi di costituzionalità o di
legittimità in quanto tale.
Bene, allora io non posso che esprimere una ampia
soddisfazione rispetto a quella che sarà l'approvazione di questo
disegno di legge comprendendo che ormai sia difficile riuscire ad
inserire qualche elemento di giustizia, di recupero di spazi di
iniquità che ci sono - per altro ho presentato degli emendamenti
che, ritengo, non richiedessero certamente una copertura
finanziaria - ma comprendo, comprendo le ragioni di stretta
economicità che abbiamo per cui ritengo che la storia si iscrive
in questa Regione siciliana anche muovendo le piccole pietre.
Guai se noi avessimo la pretesa di rimuovere le montagne, perchè
così facendo rischieremmo di fare cadere tutto.
Già è importante che una pietra si muova ma è anche
importante che quello che noi stasera stiamo facendo sia di
monito a chi domani sarà qua, perchè finalmente tutti gli spazi
di iniquità, di sperequazione che ci sono sia nell'apparato della
pubblica amministrazione che nell'apparato degli altri enti
paralleli, si vada ad una riforma complessiva che metta fine a
quelli che sono gli spazi anche di clientelismo, di sofferenza
che ci sono nel mondo della pubblica amministrazione. Pertanto,
non posso che pronunciare e pronuncio il voto favorevole di
Rifondazione Comunista.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi senz'altro
votiamo a favore perchè credo - insieme a tanti altri abbiamo
proprio scritto manualmente nella sede del Gruppo, credo in
simultanea un po' con tutti gli altri -, proprio questo tipo di
emendamento che oggi assume la dignità di una legge.
Tuttavia vorrei conoscere l'atteggiamento di questo Governo
nel merito e nello stile, mi si consenta di dire, per quanto
riguarda le impugnative del Commissario dello Stato perchè il
Commissario dello Stato entra e come in corpore vili, perchè io
non credo che abbia dignità costituzionale, una obiezione che
riguarda una multa ai cacciatori di cinquantamila o di centomila
lire. Siamo nel campo delle oblazioni, di cio' che è puramente
amministrativo. Si diceva una volta "de minimis non curat
pretor". Qua si è entrati nel pelo dell'uovo.
Io credo, in relazione a cio' e in relazione alla capacità
della classe politica, di difendere quel poco che formalmente
residua dell'autonomia regionale, se non possiamo realisticamente
tutti, soggetti e complementi oggetti, cautelarci tutti insieme
lasciando sì la legge così come è anche letteralmente, ma
periodando in A, B, C così di fronte ai tiri a lupara del
Commissario dello Stato è possibile che qualcuno sopravviva.
Perchè di questo dobbiamo preoccuparci oggettivamente. Perchè non
ci troviamo più di fronte a interventi cautelativi su un alto
livello costituzionale e istituzionale, entra nel dettaglio, si
occupa delle piccole cose, ha perfettamente ragione l'onorevole
Capodicasa, interviene sugli incisi, sui sostantivi usati, sugli
avverbi, aggiusta le virgole.
E allora siccome credo che politicamente e moralmente stiamo
facendo un atto di grande giustizia abbiamo il dovere, come si
dice all''Alitalia', di riproteggerlo usando tutte le cautele
possibili, non grandi, maxi-emendamenti sostitutivi,
semplicemente invece di virgola 'a)', 'b)', 'c), nella speranza
che qualcuno sopravviva al tiro al bersaglio perchè che ci sia
una volontà punitiva eccessiva da parte di questo Commissario
dello Stato, mi pare che l'Assemblea ne debba prendere
serenamente atto.
Solo questa entusiastica adesione dal punto di vista
politico e morale e questo sommesso suggerimento di
autocautelarci per garantire un minimo del nostro risultato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zanna. Ne ha
facoltà.
ZANNA. Signor Presidente, non entro nel merito del disegno di
legge ma mi sia consentito fare delle valutazioni sul dibattito
che si è svolto fino ad ora perchè ci si è approfittato, di
questa tribuna e del dibattito su questo disegno di legge, per
fare un pò di campagna elettorale; e finchè si tratta di
intervenire per sottolineare la propria adesione - visto che
tutti hanno parlato a favore di questo disegno di legge - lo
posso anche capire e comprendere, visto che è presente un folto
pubblico, che non è normale, per ascoltare questo intervento,
dire da questo podio che si è a favore di questa legge si pensa
di raccogliere qualche consenso in più.
Questo, dunque, è legittimo e naturale. Quello che io non
accetto e che respingo è quello che è stato affermato per altri
versi e si tratta sempre di campagna elettorale; cioè si è
parlato di impugnativa politica, di un Commissario dello Stato
che non è un Commissario dello Stato ma un Commissario di
Governo, non si è detto ma si è fatto capire che è un Governo di
centrosinistra e che il Commissario dello Stato, quindi, visto
che è nominato dal Ministro degli interni - che in questo momento
si chiama Enzo Bianco, di Catania, candidato del centrosinistra -
consente che il teorema si chiuda e qualora il Commissario dello
Stato impugna questa legge...
FLERES. Grazie per questa dichiarazione.
ZANNA. Quindi, nel momento in cui il Commissario dello Stato
impugnerà questa legge la colpa sarà non del Commissario dello
Stato, ma del Commissario del Governo nominato dal Ministro degli
interni che si chiama Enzo Bianco che è un Ministro del
centrosinistra, quindi, cari cittadini e dipendenti degli enti
locali, sapete con chi prendervela.
Questa è una cosa indecente, di chi ha responsabilità
istituzionali, quando fa le leggi e si deve assumere la
responsabilità fino in fondo; se siamo dei buoni e bravi
legislatori la la legge verrà fatta bene e non sarà impugnata dal
Commissario dello Stato, se non siamo in grado di fare una legge
seria, giusta, equilibrata e mirata, saremo dei cattivi
legislatori.
Detto questo, respingo queste bassissime manovre
elettoralistiche che sono state qui fatte perchè il Commissario
dello Stato non può essere Commissario dello Stato o di Governo a
corrente alternata a seconda cosa impugna, e sono stato tra i
primi a criticare il Commissario dello Stato quando non mi ha
convinto su alcune prese di posizione, ma non mi sono poi
lamentato al punto di giudicare manovre politiche quando ha
confermato norme che personalmente non mi stavano bene e che
avevo pure votato contro in quest'Aula.
Sappiamo benissimo che l'Aula o meglio il Governo ha un
potere che abbiamo esercitato e abbiamo spesso, spessissimo
esercitato in maniera positiva, che quando c'è una norma
impugnata dal Commissario dello Stato viene riproposta da sola,
in alcuni casi, e si va, qualora venisse ulteriormente impugnata
dal Commissario dello Stato, davanti alla Corte Costituzionale.
O ancora, così come è stato per la legge sulla catalogazione
in Sicilia, impugnata quasi per intero dallo stesso Commissario
dello Stato e non promulgata neanche nelle parti non impugnate,
siamo andati dinnanzi alla Corte Costituzionale, siamo stati
autorevolmente ben difesi davanti alla Corte Costituzionale,
abbiamo vinto in quella sede e la legge poi è stata pubblicata
così come era stata deliberata da questo Parlamento.
Lo dico Onorevole Presidente dell'Assemblea, Onorevole
Presidente della Regione perché faccio un passo indietro: mi pare
che noi questa sera con i due ordini del giorno che abbiamo
approvato, non abbiamo delegato il Governo a pubblicare il
disegno di legge 1147 che è stato interamente impugnato dal
Commissario dello Stato, votato nell'ultima seduta che riguarda
il personale.
PRESIDENTE. La invito a sintetizzare, Onorevole Zanna.
ZANNA. Abbiamo il potere di ricorrere davanti alla Corte
Costituzionale, mi pare, infatti mi ero rivolto anche a lei, che
negli ordini del giorno che abbiamo approvato di pubblicazione
della legge, non abbiamo detto al Governo di pubblicare il
disegno di legge 1147 che è stato interamente impugnato dal
Commissario. Mi pare di no. Quindi quel disegno di legge noi
possiamo andare davanti alla Corte Costituzionale a difendere le
nostre prerogative.
Così ritengo, in maniera naturale e serena, qualora il
Commissario dello Stato impugnasse il disegno di legge che stiamo
discutendo, noi possiamo tranquillamente difenderci davanti alla
Corte Costituzionale, siamo convinti, e per quanto mi riguarda
sono convinto, che quello che stiamo facendo è una cosa giusta,
sacrosanta e che sta nelle nostre funzioni e nei nostri poteri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettete prima che il
Presidente della Regione esprima le proprie posizioni, che il
Presidente dell'Assemblea faccia alcune considerazioni.
Il Commissario dello Stato non è una controparte
dell'Assemblea Regionale Siciliana. Il Commissario dello Stato è
anzi una entità istituzionale che rafforza i principi
autonomistici della Sicilia. Esiste qui il Commissario dello
Stato in altre parti è il Commissario del Governo. Il Commissario
dello Stato tra l'altro anche sul piano personale ha grande
rispetto del Parlamento e in più occasioni, anche suscitando
polemiche di livello nazionale, ha difeso i principi
dell'autonomia isolana.
Su alcune materie, il Commissario dello Stato legittimamente
ritiene di sollevare problemi di costituzionalità, legittimamente
il Parlamento regionale ritiene di dovere insistere su una certa
posizione, non significa che l'una parte offende l'altra, perché
ci sono ruoli istituzionali che devono essere esercitati e da
parte del Commissario dello Stato c'è sempre stato grande
rispetto istituzionale nei confronti del Parlamento.
La vicenda andrà davanti alla Corte Costituzionale e la
Corte Costituzionale per il disegno di legge impugnato e per le
norme impugnate deciderà cosicché non ci sentiamo affatto
prigionieri in questo caso della precedente decisione del
Commissario dello Stato, intanto perché il Commissario dello
Stato valuterà se si tratta della stessa fattispecie, se non si
tratta della stessa fattispecie avrà il via libera, se si tratta
della stessa fattispecie ci sembra a questo punto persino normale
che si colleghi al pronunciamento della Corte Costituzionale per
la vicenda precedente e sarà appunto la Corte a decidere sul
tutto.
Quindi, se da una parte non c'è tono di sfida da parte
dell'Assemblea nei confronti del Commissario, permettete di dire
che non c'è nemmeno alcuna attività di prevaricazione da parte
del Commissario dello Stato nei confronti dell'Assemblea
Regionale.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Sudano, Drago, Catanoso e Granata, non
sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della
Regione.
LEANZA, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io sottoscrivendo quello che ha detto, tanto
autorevolmente il Presidente dell'Assemblea, circa il Commissario
dello Stato, le sue funzioni e l'esercizio di tali funzioni,
desidero comunicare e affermare dinanzi all'Assemblea che il
Governo per la parte di propria competenza, difenderà fino in
fondo e con tutte le argomentazioni valide le ragioni, la
competenza e il ruolo della Regione siciliana. Credo che ci sia
una lunga storia di contenzioso per vari argomenti sulle
impugnative dei Commissari dello Stato che si sono succeduti nel
periodo dell'Autonomia regionale siciliana. E la storia di
questo percorso dice che spesso, molto spesso, le ragioni della
Regione sono state positivamente valutate dalla Corte
Costituzionale. Quindi, il Governo per la sua parte farà il suo
dovere, lo farà con scrupolo, con impegno, fino in fondo,
esercitando le prerogative costituzionali del Governo stesso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2.
Ne dò lettura.
Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Cuffaro, Trimarchi, Catania, Vicari e
Basile.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Cristaldi
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"ESTENSIONE DELL'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 39 DELLA LEGGE RE-
GIONALE 15 MAGGIO 2000, N. 10" (N. 1176/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge: "Estensione dell'applicazione dell'articolo
39 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10" (n. 1176/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 42
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cristaldi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 16
maggio 2001, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II- RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER L'ESAME DEL DISEGNO DI
LEGGE: " MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AGLI ARTT. 58, 61, 63,
89 ED ARTICOLO AGGIUNTIVO DELLA LEGGE APPROVATA
DALL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA NELLA SEDUTA N. 380 DEL
19-20 APRILE 2001 RECANTE: 'DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
FINANZIARIE PER L'ANNO 2001'" (N. 1272)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Istituzione del Comitato regionale di controllo sugli atti
degli enti locali". (nn. 1045-448-594-744-1021-1040/A)
(Seguito)
Relatore: on.le Cimino
2) " Provvedimenti urgenti a favore dello sviluppo, della
riqualificazione e del riordino della fascia costiera in
Sicilia e norme per il governo del territorio". (n. 1169)
3) "Recupero edilizio della fascia costiera siciliana". (n. 153)
4) "Disposizioni integrative in materia di urbanistica e di
territorio". (n. 190)
5) "Norme in materia di canoni per le concessioni demaniali
marittime". (n. 268)
6) "Norme per la corretta gestione delle coste". (N. 269)
7) "Disposizioni integrative in materia di urbanistica e di
territorio. (n. 281)
8) "Norme integrative sugli uffici ed i procedimenti
amministrativi relativi alla gestione del demanio marittimo
regionale". (n. 562)
9) "Snellimento delle procedure di competenza dell'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente e delle
amministrazioni comunali in materia di urbanistica". (n.
571) (artt. 9-22-23)
10) "Norme sul recupero urbanistico di insediamenti abusivi e
sulle concessioni demaniali marittime". (n. 670)
11) "Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a
concessioni demaniali marittime". (n. 885)
12) "Riassetto e risanamento urbanistico; rilancio di settori
produttivi e recupero di patrimonio edilizio destinato ad
attività produttive". (n. 912)
13) "Norme per la definizione dei piani particolareggiati di
recupero estesi alle opere in sanatoria entro 150 metri
dalla battigia". (n. 951)
14) "Disciplina del procedimento di concessione di beni del
demanio marittimo per la realizzazione di strutture
dedicate alla nautica da diporto". (n. 1098)
15) "Norme per la tutela, la valorizzazione e recupero del
sistema costiero siciliano". (n. 1150)
16) "Norme per la tutela e la salvaguardia delle coste
siciliane". (n. 1155).
La seduta è tolta alle ore 21.05.
(Licenziato dal Servizio resoconti alle ore 22.00)