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Resoconto d'Aula della Seduta n. 382 di mercoledì 02 maggio 2001
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   Presidenza del presidente Cristaldi


    La seduta è aperta alle ore 18.49.

     LO  CERTO, segretario, dà lettura dei processi  verbali  delle
  sedute n. 380 del 19- 20 aprile e n.  381 del 20 aprile 2001 che,
  non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

                               MISSI0NI

     PRESIDENTE.  Comunico che, per ragioni del loro  ufficio,  gli
  onorevoli D'Andrea e Zangara sono in missione per i giorni 3  e 4
  maggio 2001.

            ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono stati presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    -  "Norme  per  la  salvaguardia, il pieno utilizzo e fruizione
  della Riserva naturale 'Pino D'Aleppo'" (n. 1269)

    - d'iniziativa parlamentare

    - presentato dagli onorevoli Zago e Battaglia in data 23 aprile
  2001

    -   "Nuove  norme  per  il  riordino  degli  enti  di  edilizia
  residenziale  pubblica,  per  l'assegnazione  degli  alloggi e la
  determinazione dei canoni di locazione" (n. 1270)

    - d'iniziativa parlamentare

    - presentato dall'onorevole Zanna in data 23 aprile 2001

    -  "Istituzione  di  case  da  gioco nei comuni ad alta densità
  turistica" (n. 1271)

    - d'iniziativa parlamentare

    - presentato dall'onorevole Pellegrino in data 27 aprile 2001

   COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE  RIUNIONI  DELLE
   COMMISSIONI

     PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni per  il periodo
  dal 12 al 20 aprile 2001.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     ASSENZE
     Riunione del 12.04.2001: MONACO-BARBAGALLO G.-AULICINO-CAPODICASA-
                              CIMINO-FORGIONE-LEONTINI-PETROTTA-SCALIA-
                              SILVESTRO-VIRZI'

         "     "  18.4.2001(ant.): ORTISI-MONACO-BARBAGALLO G.-AULICINO-
                             CAPODICASA-CIMINO-FORGIONE-GALLETTI-
                             LEONTINI-PETROTTA-VIRZI'

         "     "  18.4.2001(pom.): ORTISI-BARBAGALLO G.-AULICINO-
                             CAPODICASA-CIMINO-FORGIONE-GALLETTI-
                             LEONTINI-SILVESTRO-VIRZI'

                              BILANCIO (II)

     ASSENZE
     Riunione del 20.04.2001: GIANNOPOLO-AULICINO-CALANNA-LIOTTA-SPAGNA-
                              SPEZIALE

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     ASSENZE
     Riunione del 20.04.2001: BURGARETTA-PELLEGRINO-SCALICI-STRANO

     SOSTITUZIONI
     Riunione del 20.04.2001: ZAGO     sostituito da PIGNATARO
                              VICARI       "       " ALFANO
                              GRIMALDI     "       " CROCE

    COMUNICAZIONE  DI  IMPUGNATIVE DA PARTE DEL  COMMISSARIO  DELLO
    STATO

     PRESIDENTE.   Il   Commissario  dello  Stato  per  la  Regione
  siciliana con ricorsi del 27 aprile 2001 ha impugnato:
    il  disegno  di  legge n. 1168  "Disposizioni  programmatiche e
    finanziarie  per  l'anno  2001", approvato dall'Assemblea il 20
    aprile 2001, nei sottoelencati articoli:
    - articolo  6, comma 1 da "in misura" a "siciliana", 3 e 6, per
    violazione dell'art. 120 della Costituzione;
    - articolo 23, per violazione dell'articolo 97 Cost.  e dei dd.
    legislativi  406/1991  e 358/1992, in relazione ai limiti posti
    dall'articolo 14 dello Statuto speciale;
    - articoli  30, comma 6 e 31, comma 3, limitatamente all'inciso
    "anche    mediante    scrittura    privata",   per   violazione
    dell'articolo  97  Cost.  e  dell'articolo 69, terzo comma R.D.
    2440/1923  in  relazione ai limiti posti dall'articolo 14 dello
    Statuto speciale;
    -   articolo   38,   comma  1,  limitatamente  all'inciso  "per
    riordinare il  servizio di riscossione in modo che sia reso più
    funzionale  e  meglio adeguato ai propri scopi ed alle finalità
    previste  dal  d.  leg.vo  112/1999  e  successive modifiche ed
    integrazioni", per violazione degli articoli 3 e 97 Cost.;
    -   articolo   57,   comma  34,  limitatamente  all'inciso  "in
    quest'ultimo   caso  l'appaltatore  utilizza  la  mano  d'opera
    iscritta  nei  contingenti  di  cui agli articoli 46 e seguenti
    della sopracitata legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, secondo
    i criteri previsti" per violazione dell'articolo 41 Cost.;
    - articolo  60, per violazione degli articoli 3;  81, 4  comma;
    97 e 128 Cost.;
    - articoli  58,  comma  2  e 61, per violazione dell'articolo 2
    primo comma, lettera c) della legge 421/1992 e dell'articolo 23
    d.  leg.vo 546/1993, in relazione ai limiti posti dall'articolo
    14 dello Statuto speciale;
    - articolo  63, per violazione degli articoli 97 e 81, 4  comma
    Cost.;
    - articolo  85,  per violazione degli articoli 3, 51 e 97 Cost.
    nonchè dell'articolo 16 l. 56/1987;
    - articolo 88, per violazione degli articoli 3 e 97 Cost.;
    - articolo 89, per violazione degli articoli 3, 51 e 97 Cost.;
    -  articolo 90, comma 3, limitatamente alla parola "esecutiva",
    per violazione degli articoli 9 e 97 Cost.;
    - articoli 95, comma 1 e 97, per violazione degli articoli 14 e
    17  dello Statuto speciale e dell'articolo 97 Cost.  il disegno
    di   legge   nn.   1075-775-832-1038-1054-1055-1087-  1097-1131
    "Integrazioni  e  modifiche alla l.r. 1 settembre 1997, n.  33,
    concernente  'Norme per la protezione, la tutela e l'incremento
    della  fauna  selvatica  e per la regolamentazione del prelievo
    venatorio.  Disposizioni  per il settore agricolo e forestale e
    in    materia   di   lavori   socialmente   utili",   approvato
    dall'Assemblea il 20 aprile 2001 nei sottoelencati articoli:
    - articolo 4, comma 1, lettera a), per violazione dell'articolo
    1 e  21,  comma 1, lettera c) della legge 157/1992 in relazione
    ai limiti posti dall'articolo 14 dello Statuto speciale;
    - articolo 11, comma 1, lettera c) e lettera e), per violazione
    dell'articolo  14  della  legge 157/1992 in relazione ai limiti
    posti dall'articolo 14 dello Statuto speciale;
    -  articolo  11,  comma 1, lettera f), limitatamente all'inciso
    "anche  in soprannumero", per violazione dell'articolo 14 della
    l.  157/1992,  in  relazione  ai  limiti posti dall'articolo 14
    dello Statuto speciale nonchè degli articoli 3 e 97 Cost.;
    -  articolo  17,  per violazione dell'articolo 10, lettera e) e
    dell'articolo 16,  commi  1,  2  e  4  della  l.  157/1992,  in
    relazione  ai  limiti  posti  dall'articolo  14  dello  Statuto
    speciale e per interferenza in materia penale;
    -   articolo   20,   limitatamente   all'inciso   "che  possono
    comprendere  porzioni  delle  attuali  zone  D  di  Parco"  per
    interferenza  in  materia penale e per violazione dell'articolo
    30,  comma  1, lettera d), della legge 157/1992 e dell'articolo
    30, comma 1 della legge 394/1991;
    - articolo  21, per violazione degli articoli 14, 17 e 36 dello
    Statuto speciale e del D.P.R.  642 del 26 ottobre 1972.
    - il  disegno di legge n. 1147 "Norme per il riconoscimento del
    periodo  pre ruolo per il restante personale inquadrato a norma
    della  legge  regionale  25  ottobre  1985,  n.  39", approvato
    dall'Assemblea  il 20 aprile 2001 per violazione degli articoli
    3, 97 e 81, IV comma della Costituzione.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono state presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

    N.  4424  "Nomina  di  un  commissario  straordinario presso il
    comune di Agrigento".
    Presidente Regione, Assessore Enti locali
    Firmatario: Capodicasa Angelo

    - con richiesta di risposta scritta:

    N. 4425 "Rimozione delle cause che impediscono la ripresa delle
    opera per la fruizione del Castello di Milazzo (ME)".
    Presidente Regione, Assessore Beni Culturali
    Firmatario: Martino Federico

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

    N. 462 "Nomina di un commissario straordinario presso il comune
    di Agrigento".
    Assessore Enti Locali
    Firmatario: Zanna Antonio.

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


    RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER IL DISEGNO DI LEGGE NUMERO
    1272

     LEANZA, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     LEANZA,     presidente della Regione.    Signor    Presidente,
  intervengo per chiedere la procedura di urgenza per il disegno di
  legge del Governo  che  ripropone,  nella  nuova formulazione, le
  norme impugnate dal  Commissario  dello Stato sulla Finanziaria e
  sul Bilancio.

     PRESIDENTE.  La richiesta  del  Presidente  della Regione sarà
  posta all'ordine del giorno  della seduta successive perchè venga
  determinata la procedura per  l'esame  del  disegno  di  legge  a
  seguito della richiesta di procedura d'urgenza.
       Comunico che sono  stati  presentati  i  seguenti ordini del
  giorno:

    - n.  690 che impegna il Presidente della Regione a promulgare,
    senza  le  parti  impugnate,  il  disegno  di  legge  approvato
    dall'Assemblea  regionale  siciliana nella seduta del 20 aprile
    2001, recante "'Integrazioni e modifiche alla legge regionale 1
    settembre 1997, n. 33, concernente 'Norme per la protezione, la
    tutela  e   l'incremento   della   fauna  selvatica  e  per  la
    regolamentazione  del  prelievo venatorio.  Disposizioni per il
    settore agricolo e forestale e in materia di lavori socialmente
    utili'",   degli   onorevoli   Cimino,  Sanzarello,  Calanna  e
    Beninati;

    - n.  691 che impegna il Presidente della Regione a promulgare,
    senza  le  parti  impugnate,  il  disegno  di  legge  approvato
    dall'Assemblea  regionale  siciliana nella seduta del 20 aprile
    2001,  recante  "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per
    l'anno  2001",  degli  onorevoli  Cimino, Sanzarello, Calanna e
    Zangara.

     STRANO. Non ho ben capito cosa si sta proponendo

     PRESIDENTE.  Si sta  votando l'ordine del giorno autorizzativo
  per il presidente della Regione  a pubblicare la legge avente per
  oggetto: Disposizioni  programmatiche  e  finanziarie  per l'anno
  2001.

     STRANO. Ma è all'ordine del giorno?

     PRESIDENTE. E' all'ordine del giorno

     STRANO.  Vorrei chiedere al  Presidente della Regione che cosa
  ha intenzione di proporre questa sera all'Aula

     PRESIDENTE.  Onorevole  Strano,  c'è  una  prassi  consolidata
  secondo la quale il  Presidente  della Regione non può promulgare
  una legge che è stata  in  parte  impugnata dal Commissario dello
  Stato senza che vi sia un pronunciamento dell'Aula.


   Presidenza del presidente Cristaldi


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     STRANO.  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO.  Signor  Presidente, chiedo di intervenire sull'ordine
  dei lavori perchè mi pare che si stia proponendo qualche cosa che
  non è all'ordine del  giorno  che  noi  abbiamo avuto recapitato.
  Quindi vorrei capire su che cosa stiamo discutendo.  Non riesco a
  capire che cosa ci stia  proponendo il presidente Leanza.  Ma nel
  contempo chiedo anche  l'inversione  dell'ordine del giorno.  Non
  so se qualcuno appoggerà o è regolamentare fare questa richiesta.
  Vorrei che il  punto  due,  comma  due,  venisse  discusso  prima
  dell'ordine del giorno.

     NICOLOSI.  Non si può.

     STRANO.  Perchè non si  può,  onorevole  Nicolosi   Io  lo sto
  chiedendo, poi magari l'Aula dirà  di  no, ma  vorremmo vedere il
  Governo fino a che punto è  legato  a  quello  che  vuol  fare la
  maggioranza.   Allora   il   Gruppo  di  AN  chiede  l'inversione
  dell'ordine  del giorno, ponendo al numero 1) il disegno di legge
  'Istituzione del Comitato regionale di controllo sugli atti degli
  enti  locali'  e  poi  saremo  disponibili anche a lavorare sugli
  altri  argomenti;  vorremmo,  a  tal proposito, il pronunziamento
  del  Presidente  Leanza che, questa sera, ci propone una cosa che
  non è all'ordine del giorno in materia di finanziaria;  non siamo
  venuti preparati a discutere questo.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Strano,  la  sua   richiesta   non  è
  accoglibile, c'è una obbligatorietà da  parte  dell'Assemblea  di
  pronunciarsi su quello che deve fare il  Presidente della Regione
  non  riguarda  argomenti  su cui deve decidere  o  meno.  L'Aula,
  pertanto,  ha  l'obbligatorietà  -  così  come   è   stato  fatto
  ritualmente da sempre ed è una prassi consolidata -  di dire sì o
  no; l'Aula può dire sì autorizzando in  tal  modo  il  Presidente
  della Regione a promulgare la legge oppure no,  non  può  dire lo
  tratto dopo;  ciò, dunque, non può farsi  secondo il principio di
  obbligatorietà.
       Lei, onorevole Strano, ha facoltà,  sull'ordine  del  giorno
  che è in discussione, di votare a favore,  di  votare  contro, di
  astenersi, di andarsene; dunque ciò che vuole.

     STRANO. Chiedo di parlare sulle sue dichiarazioni.

     PRESIDENTE. Onorevole Strano, sulle mie  dichiarazioni non c'è
  dibattito.

     STRANO.   Ma  l'obbligatorietà  da cosa  discende?  La  prassi
  consolidata è una cosa, mentre la norma è un'altra.

     PRESIDENTE.  Lei sarà a conoscenza del fatto  che  esiste  una
  sentenza  della  Corte  Costituzionale,  distribuita  a  tutti  i
  Deputati e mi dispiace che lei non l'abbia  letta,  che impone di
  fare questo.

     STRANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO.  Dichiaro,  signor  Presidente,  che  questo  modo  di
  procedere,  non certo dell'Assemblea ma del  Governo,  non  certo
  della  Presidenza  dell'Assemblea  ma del  Governo  ci  sorprende
  perchè ciò che è prassi consolidata può  non  diventare norma per
  alcuni;  quindi noi avremmo preferito che  si  scorresse l'ordine
  del   giorno  nelle  materie  indicate,   siccome   il   Governo,
  evidentemente, fa orecchio da mercante su  alcuni  argomenti  che
  sono prioritari oltre a quelli del bilancio,  io  su  questo tema
  dell'ordine del giorno mi asterrò, personalmente,  e mi assenterò
  dall'Aula (d'altronde il numero legale   è  abbastanza ampio) non
  comportando problemi.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, voglio  ricordare, perchè  è
  citato  anche  nell'ordine  del  giorno,  che   la   procedura  è
  conseguenza di quanto stabilito dalla  Corte  Costituzionale  con
  sentenza numero 205 del 1996.

    CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente,  lei  fa  uno  sforzo,  a  mio
  avviso, immane  ma  inutile,  perchè  l'onorevole  Strano essendo
  stato uomo di  Governo  ed attualmente autorevole esponente della
  maggioranza,  non può  non  sapere  che  gli  ordini  del  giorno
  autorizzativi  discendono  dalla  sentenza  n.  205  della  Corte
  Costituzionale che obbliga,  direi  a  questo  punto  essendo  un
  dettato  costituzionale,  della Corte Costituzionale, l'Assemblea
  qualora fosse dell'opinione  di  dovere  promulgare  le norme non
  impugnate a votare un ordine del giorno autorizzativo.
       Allora,  io cosa devo capire, onorevole Strano,  che  lei  è
  contro il Governo e vuole fare un attacco al Presidente Leanza ed
  alla maggioranza.

     STRANO. Sono sue interpretazioni.

     CAPODICASA. Interpretazioni, per��,  abbastanza  fondate perchè
  essendo la materia assolutamente pacifica mi pare  chiaro che non
  può essere questo il motivo. L'onorevole Leanza  ha tutto il modo
  di rispondere all'attacco, credo sia vano  richiedere la verifica
  del  numero  legale in quanto l'ordine del  giorno  si  vota  per
  alzata e seduta e  non  si può verificare il numero legale quando
  si vota per alzata  e  seduta, onorevole Strano.  Le dispiace, la
  faremo Presidente dell'Assemblea alla prossima legislatura.
       Onorevole  Presidente,  noi abbiamo votato contro  la  legge
  finanziaria perché non abbiamo condiviso alcune  delle  norme che
  vi erano contenute, alcune di quelle impugnate, forse anche tutte
  le  norme impugnate, hanno avuto il nostro  parere  contrario  in
  Aula ed in primo luogo la norma che riguarda l'imposizione di una
  tassa, una tariffa per quanto riguarda il transito del gas metano
  nella nostra Regione.
       Quindi noi quando verrà il disegno di legge apposito in Aula
  a cui avete dato la procedura d'urgenza, torneremo  a  votare no.
  Ma  mi  pare  chiaro  che  dobbiamo  per   forza  autorizzare  la
  pubblicazione delle parti non impugnate altrimenti non si sblocca
  il  bilancio,  si  ferma  la macchina  amministrativa,  onorevole
  Strano. Non è ininfluente il fatto che questa sera  noi votiamo o
  non votiamo, perché diversamente non potendo  pubblicare la legge
  finanziaria  non  scatta il bilancio, il bilancio  di  fatto  non
  entra in vigore.
       Quindi, mi pare chiaro che l'Aula avendo avuto quel senso di
  responsabilità che  ovviamente  sopperisce  ad  una carenza della
  maggioranza, consentito che  si  votasse  e  che si approvasse la
  finanziaria e il bilancio,  non può non consentire che si approvi
  l'ordine del giorno autorizzativo.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi   le
  considerazioni   dell'onorevole   Strano   ovviamente   sono   da
  considerarsi "provocatorie"  perché l'onorevole Strano conosce il
  Regolamento, conosce  la  sentenza  della  Corte Costituzionale e
  quindi è chiaro che voteremo l'ordine del giorno.
       Però una considerazione va fatta: Nino Strano  non  parla  a
  caso, è evidente, l'Onorevole Strano ha posto  un  problema serio
  che non è quello relativo alla votazione  sull'ordine  del giorno
  ma è quello relativo ad una certa sofferenza che vi è all'interno
  della maggioranza, sicuramente all'interno di Alleanza Nazionale,
  per delle considerazioni che all'interno di  Alleanza  Nazionale,
  del gruppo stiamo facendo su determinati  atteggiamenti di questo
  Governo che noi sosteniamo lealmente e in cui c'è  fra l'altro un
  nostro  rappresentante che purtroppo a volte è  distratto  e  non
  vede,  non  sta   attento  a  problemi  che  vengono  sottoposti,
  problemi, come dice l'onorevole Tricoli, della gente.
       Allora, io  ritengo che questa sera è  chiaro  che  voteremo
  l'ordine  del  giorno  come è altresì chiaro  che  il  Presidente
  Leanza,  che  è  stato  regolarmente consultato  su  alcune  cose
  che interessano la  gente,  ci  dia  delle risposte possibilmente
  anche in Aula.
       Signor Presidente,  l'onorevole Strano ha posto il problema,
  come sa fare  lui,  provocatoriamente,  noi voteremo l'ordine del
  giorno però chiediamo  al  Presidente  della Regione e al Governo
  che queste difficoltà  che  ci  troviamo  ad  affrontare  vengano
  risolte nel più breve tempo possibile.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in  votazione  l'ordine
  del giorno numero 690.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                  (E' approvato)

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 691.
       Chi è d'accordo resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                  (E' approvato)

                         DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.

                              SULL'ORDINE DEI LAVORI

     STRANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO.  Signor  Presidente,  vorremmo  chiedere  il  prelievo
  dall'ordine  del  giorno  del disegno di legge posto al numero 2)
  Istituzione  del Comitato regionale di controllo sugli atti degli
  enti locali".
       Noi  sappiamo,  con  quanto impegno il Presidente Leanza sta
  seguendo questa materia, quindi non vorremmo deluderlo.  Sappiamo
  anche  la sua specifica competenza in questo settore.  Quindi, il
  Presidente Leanza, così attento a questa materia e così sensibile
  ai  richiami  della  maggioranza,  vorremmo  si tranquillizzasse.
  D'altronde  lui sa che vi sono questi CO.RE.CO.  sospesi da mesi,
  conosce  benissimo  la  materia ed è una materia controversa.  Ci
  sono  state due sentenze, una del TAR di Catania e una del TAR di
  Palermo.  Il  Presidente  Leanza sa perfettamente che vi sono dei
  professionisti  non  pagati da un anno, quindi siamo certi che il
  Governo  accederà a questa nostra richiesta perché  ci stupirebbe
  se  non  lo  facesse.  D'altronde  un  Governo  forte  che ha una
  maggioranza  d'Aula  lo  può dimostrare questa sera sin dal primo
  punto all'ordine del giorno

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   l'onorevole   Strano  ha
  formalizzato  la  proposta di prelievo del disegno di legge posto
  al  numero  2)  "Istituzione  del Comitato regionale di controllo
  sugli atti degli enti locali".

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, noi siamo di parere contrario
  alla  proposta  dell'onorevole Strano, non solo perché abbiamo al
  primo  punto  un  argomento  che  abbiamo  lasciato in sospeso la
  seduta   precedente e che   riguarda  l'estensione  dei  benefici
  dell'art.  39 della legge n. 10 del 2000 ai dipendenti degli Enti
  locali,  della  USL,  che  seguono  l'iter parlamentare di questo
  disegno  di  legge  da  tanto tempo e sarebbe opportuno che nella
  serata  di  oggi  si definisse in un modo o nell'altro. Ma, anche
  perché,  noi abbiamo una obiezione di merito su questo disegno di
  legge,  considerato  che l'Assemblea sull'argomento è tornata più
  volte  ed  abbiamo  dibattuto  l'argomento  tirandone  fuori  gli
  elementi  essenziali.  Prima di tutto noi siamo per "non contro i
  controlli",  l'onorevole  Barbagallo è pronto ad intervenire e so
  qual'è,  conosco il suo punto di vista. L'abbiamo già detto altre
  volte,  onorevole Barbagallo, il Gruppo dei DS non è contrario al
  mantenimento  di  alcune forme di controllo sugli atti degli Enti
  locali.  Noi  siamo contrari ad una proroga dell'attuale sistema,
  perché  è  dispendioso,  inutile,  crea  una  situazione di grave
  spreco,  anche  da  punto  di  vista  finanziario e non riforma i
  controlli.  Mentre  noi  abbiamo  un disegno di legge che è stato
  varato  dal  governo  precedente,  che  è già stato esitato dalla
  Commissione  e  che è arrivato all'Aula, che riforma i controlli,
  cioè che mantenendo i controlli li riforma.
       Io non voglio aggiungere, onorevoli colleghi, che la riforma
  federalista approvata dal Parlamento nazionale abolisce quasi del
  tutto  i  controlli.  Dice l'onorevole Giannopolo che li abolisce
  del  tutto. Ebbene, che abolisce del tutto i controlli in materia
  degli  atti  degli  Enti  locali,  ma  anche  se  quest'Aula  non
  intendesse  seguire  questo  indirizzo  contenuto  nel disegno di
  legge,  dovrebbe  proporsi  il problema della riforma e non tanto
  quello di una pura e semplice proroga degli attuali CO.RE.CO. che
  suonano  come  una  offesa  al  bisogno  dei  siciliani e io dico
  perfino  al  bisogno  di controllo degli atti. Quindi, per questa
  ragione  siamo  contrari,  onorevole  Presidente, per l'una e per
  l'altra  cosa,  per andare avanti sul primo disegno di legge, che
  oggi  ci onora della presenza di tanti osservatori dentro l'Aula,
  e poi il secondo punto, che è quello di merito su cui ho detto.

     BARBAGALLO GIOVANNI . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  GIOVANNI .  Signor Presidente, io so che il gruppo
  dei  DS  è  d'accordo,  non mi pare che il disegno di legge parli
  solo  di  una proroga, c'è l'esigenza di chiarire questo discorso
  dei  controlli  in  Sicilia.  Io  sono  d'accordo per il prelievo
  chiesto dall'onorevole Strano.

     MORINELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, anche noi
  deputati dei Comunisti Italiani riteniamo che l'ordine del giorno
  vada  rispettato  per  cui  ci  pronunciamo  contro  la richiesta
  dell'onorevole  Strano,  anche  perché  io  ritengo  che ci siano
  attese   che  noi  non  possiamo  eludere.  Al  primo  punto  c'è
  l'estensione  dell'articolo 39 a tanti soggetti che, giustamente,
  rivendicano  una  sanatoria  ed  una  estensione di benefici e di
  diritti  che  sono  stati prima fissati per altre figure, per cui
  gli  ex  dipendenti  dei  patronati  scolastici, i dipendenti che
  lavorano nella sanatoria edilizia, quelli della ex legge n.  285,
  penso  che  in  questa  seduta debbano trovare soddisfazione.
       La  vicenda dei controlli è una vicenda molto importante per
  cui  riteniamo  che  successivamente  l'Aula  potrà affrontare la
  materia  con  gli approfondimenti dovuti.  E' una materia che noi
  non  possiamo  eludere  e  ritengo  che  il  Parlamento,  a  fine
  legislatura,  debba  comprendere  anche la necessità di andare ad
  una sistemazione complessiva nella materia però noi riteniamo che
  l'ordine  del  giorno  vada rispettato in modo tale da poter dare
  risposte   a  quella  gente  che  ci  sta  osservando  e  ci  sta
  ascoltando.

     AULICINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     AULICINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sono
  contro il prelievo e sono per la trattazione del disegno di legge
  con  tutti gli emendamenti, cioè il disegno di legge sappiamo che
  è  appesantito  da  una  serie  di  richieste peraltro, nella mia
  valutazione, tutte legittime perché se dobbiamo fare l'operazione
  di  equiparazione  non  al contratto regionale perché per fortuna
  della  Sicilia  l'onorevole  Fleres ha cambiato idea e con il suo
  emendamento  ha  cambiato  posizione  e  quel disegno di legge di
  Forza  Italia  che  chiedeva  l'equiparazione  al  contratto  dei
  regionali  e  l'estensione  dei  benefici  della  legge  n. 10 ai
  dipendenti  ex  legge  n.  285  è  stato  saggiamente  modificato
  dall'onorevole Fleres che ha capito che era una provocazione.
       Poi,   nella  mia  valutazione,  considerato  che  in  prima
  Commissione  tutti  i  parlamentari  hanno  votato  all'unanimità
  (quindi  i  componenti  di  Forza  Italia,  i componenti di AN, i
  componenti  di  Democrazia  Europea)  tutti  tranne  due  voti di
  astensione  dei rappresentati dei DS, considerato che tutti hanno
  concordato  sull'emendamento  a  firma degli onorevoli Lo Certo e
  Aulicino,  che  peraltro è stato proposto dopo che l'esponente di
  Forza Italia in prima Commissione aveva chiesto egli di proporre,
  d'intesa   con   il   Governo   e   l'onorevole  Granata  che  lo
  rappresentava,  un quesito all'Ufficio legislativo, fatto questo,
  considerato  che  in  prima  Commissione  tutti  hanno concordato
  sull'opportunità di estendere a tutti, a questo punto io non vedo
  perchè noi dobbiamo non trattare questo disegno di legge e vedere
  chi  deve andare in pensione con venticinque anni di contributi o
  di  requisito  contributivo,  dal punto di vista pensionistico, e
  chi,   non   soltanto  alle  dipendenze  degli  enti  locali,  ma
  complessivamente  in Sicilia perchè, per quanto mi riguarda, sono
  dell'avviso  che se dobbiamo far passare tutti sotto la copertura
  dei regionali, debbono passare proprio tutti.
       Non sono  dell'avviso, quindi, che il disegno di legge passi
  "leggero" e  da ora, quindi, propongo che si incominci a lavorare
  su questo  disegno  di  legge.  Mi  sembra  corretto,  primo, per
  rispettare tutti  quegli amici cinquantenni delle leggi 285, 37 e
  8, che da qualche tempo hanno tutti stabilito di avere il diritto
  all'estensione della  legge  10,  perchè  è  un diritto loro, poi
  perchè mi  sembra  giusto  che  il tutto venga discusso alla luce
  dell'esigenza,  che  abbiamo tutti, di non creare discriminazioni
  tra dipendenti e dipendenti.

     ALFANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ALFANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a nome del
  gruppo  parlamentare  di  Forza  Italia,  esprimo  l'opinione  di
  mantenere  inalterato  l'ordine  del  giorno  e  di  proseguire a
  trattare   le   questioni   che  sono  connesse  alla  estensione
  dell'applicazione  dell'articolo  39 della legge numero 10 del 15
  maggio  2000,  perchè  questo era l'ordine del giorno individuato
  nella  scorsa seduta, perchè riteniamo che questo problema meriti
  una risposta non ipocrita, quindi una risposta urgente.
       Riteniamo che sul tema dei CO.RE.CO. l'Aula debba continuare
  a  lavorare,  ma  debba  continuare a lavorare dopo avere risolto
  questo problema.

     VELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VELLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ormai siamo
  alle  ultime  battute di questa legislatura e non mi pare che nei
  colleghi e in tutta l'Assemblea vi sia una serenità e una volontà
  precisa  di  definire  dei  percorsi;  penso  che  vi  sia  molta
  pretestuosità  nelle  proposizioni,  nelle  iniziative che alcuni
  deputati fanno.
       Non  ritengo  sia  necessario  pensare di adottare misure di
  rinvio,  poichè  le  discussione  sul primo punto dell'ordine del
  giorno era  già  stata  avviata,  addirittura vi sono state delle
  iniziative   molto  spiritose  che  tendevano  a  "dribblare"  la
  discussione stessa.
       Oggi noi  siamo  qui, e mi pare che i numeri ci sono, perchè
  finalmente si  dia  il via alla discussione e alla definizione di
  questo  passaggio  legislativo.  Io  ritengo  che sia necessario,
  ritengo  che  questo  passaggio legislativo arriva tardivo perchè
  penso  che  l'occasione  buona doveva essere quella della riforma
  delle Pubblica  amministrazione; così non è stato e, allora, oggi
  noi siamo  nelle condizioni di rimediare a a tutte le iniquità, a
  tutte le sperequazioni che ci sono in questo ambito di intervento
  che noi andiamo ad adottare.
       Per quanto riguarda la questione dei CO.RE.CO., io non credo
  che ci  siano  le  condizioni  perchè  noi,  nè  oggi, nè domani,
  entriamo nel  merito  di tutta la problematica, perchè è talmente
  complessa  che  richiederebbe  probabilmente  mezza  legislatura;
  penso, invece,  che  sia  necessario  richiamarsi  ad un senso di
  responsabilità, anche da parte di quei deputati che hanno "alzato
  il tiro",  le  voci  e  le  grida rispetto all'opportunità di una
  proroga, perchè  si  valuti la necessità che anche in Sicilia, in
  ragione  proprio  dell'esiguità  dei  tempi  che  noi abbiamo, si
  conceda la  possibilità  a  questi  CO.RE.CO., così come sono, di
  poter operare,  perchè non è possibile lasciare la Sicilia in una
  condizione, non  dico  di  mancanza  di  controlli  e, quindi, di
  impossibilità effettiva di garantire la certezza dei diritti alle
  pubbliche amministrazioni ed ai cittadini.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riallaccio
  a quanto avvenuto nell'ultima seduta dell'Assemblea, quando, alle
  sette  e  mezza  di  mattina  eravamo  quasi  decisi  e  pronti a
  votare  il  disegno  di legge che è al primo punto all'ordine del
  giorno.  E  quella  mattina  questo  non fu possibile perché  per
  regolamento  presentammo  due,  tre,  quattro emendamenti, non so
  quanti diventarono quella mattina, bisognava rinviare l'Aula.
       E rinviare l'Aula per un fatto regolamentare ma che oggi noi
  si sia qui principalmente per il primo disegno di legge del quale
  l'ordine del giorno  si fregia al primo punto, non ci sono dubbi.
  La preoccupazione forte  che  mi viene è quella di avere visto un
  disegno di legge con un solo articolo e con decine di emendamenti
  che forse  metteranno  a  rischio quella legge che quella mattina
  poteva essere votata  e  che  oggi  non  so  se  i  colleghi  non
  dovessero  ritirare  gli  emendamenti  che  hanno  presentato, se
  potremo portare a termine quella legge che aveva un significato e
  continua ad  averlo,  di giustizia e di equiparazione in Sicilia.
  Mentre a me  pare che anche attraverso quel "cavallo di Troia" si
  stiano inserendo, si vogliono inserire una serie di normative che
  ritengo vadano al di la e al di fuori del testo.
       Per cui  in  sintesi  il gruppo del C.D.U. ritiene di andare
  avanti con  l'ordine  del  giorno  così  come  è fatto, invitando
  addirittura i colleghi  deputati  e  il Governo - se c'è anche il
  Governo  che   ha   presentato   emendamenti  -  a  ritirare  gli
  emendamenti e ad esaminare la legge così come era stata concepita
  e  posta  in  essere.   Sono  convinto  che  altrimenti  con  gli
  emendamenti che sono stati presentati si mette a rischio l'intero
  disegno di legge.  Cioè da un lato si dice che  si  vuole fare la
  legge, dall'altro, la si vuole affossare. Noi  abbiamo un dovere,
  quello  che ci siamo dati quella mattina, di  andare  avanti  con
  quel disegno di legge, con quell'articolo e senza emendamenti.
       E poi andare avanti se c'è il tempo, ed è giusto che ci sia,
  a tenere conto  di  una  proposta fatta dal collega Strano che io
  ritengo utile solo se è seconda, ma non seconda  per  non  farla;
  seconda perché  si possa agire sui CO.RE.CO. e si  possano a dare
  questi  organismi che in Sicilia occorrano.  Gli  ultimi  episodi
  forse  ci  insegnano  che occorrono più di quanto  non  si  possa
  pensare.
       Una cosa  è  che  il  comune decida senza avere un controllo
  sopra se stesso,  e  una  cosa  che  i sindaci, non sempre quelli
  della  seconda   Repubblica,   non   sempre  attivi  e  pronti  a
  comprendere  le ragioni dell'iter burocratico, abbaino e sappiano
  come interpretare  non  interpretare  ma  eseguire  le leggi e di
  conseguenza comportarsi.
       Per cui  ritengo  di  dover  fare  l'appello  al  Presidente
  dell'Assemblea perché  si vada avanti con quel disegno di legge e
  che si  ritirino tutti gli emendamenti per rimarcare l'importanza
  di quel disegno di legge se davvero l'Aula vuole andare avanti su
  questo disegno  di  legge.  Come  noi  del C.D.U. vogliamo andare
  avanti su quel disegno di legge.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole  Beninati  lei  fa  parte  del gruppo di
  Forza Italia e ha già parlato il suo capogruppo.

     LO CERTO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO CERTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi non credo sia
  opportuno   entrare  nel  merito  delle   leggi   perché   stiamo
  discutendo soltanto se invertire l'ordine del giorno o meno.
       Non  è  opportuno quindi fare demagogia  alla  presenza  dei
  tanti interessati; nel merito del disegno di legge entreremo se e
  quando lo affronteremo nell'articolato.
       Io da  pivellino  come  sono all'interno di questa Assemblea
  regionale ho  accumulato  però quel tanto di esperienza che mi fa
  dire  che  normalmente  quando si chiede l'inversione dell'ordine
  del giorno  non  è  perché  c'è  qualcosa di urgentissimo da fare
  prima di un'altra legge; ma normalmente ciò avviene quando non si
  vuole  fare  niente, cioè quando si  vuole  affossare  l'attività
  dell'Aula per non fare niente.
       La mia proposta quindi, se c'è volontà da  parte  di  questa
  Assemblea,  è  di  seguire  così  com'è  l'ordine  del  giorno  e
  procedere per svolgerlo interamente; discutiamo di tutto,  e se è
  necessario, entrando nel merito, vedere ciò che  è possibile fare
  e ciò che non lo è.

     PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PELLEGRINO.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi,intervento
  soltanto per esprimere due considerazioni.  Siamo  arrivati ormai
  alla conclusione dell'attività di questa Assemblea e continuare a
  parlare  di  inversione dell'ordine del giorno  o  disquisire  su
  questa  materia la considero soltanto una perdita  di  tempo.  Ci
  sono una serie di categorie interessate alla questione.  Dico che
  non  è serio avere lusingato una serie di categorie  e  di  avere
  posto  nuovamente  il  disegno  di legge  all'ordine  del  giorno
  stasera.  Sono  perchè  l'Assemblea  dia  continuità  e  rispetti
  l'ordine del giorno a suo tempo concordato; si faccia  la 285; si
  proceda con i CORECO e con tutto il resto che c'è da fare. A meno
  che  qui  non  si voglia perdere tempo e continuare  a  fare  una
  commedia che non fa bene a nessuno.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     LEANZA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA,   presidente  della  Regione.    Signor    Presidente,
  onorevoli colleghi, il Governo esprime l'opinione  che  anche  il
  disegno di legge che riguarda il riordino dei  controlli  sia  un
  disegno di legge che è auspicabile venga  definito  entro  questo
  breve periodo che ci separa dalle elezioni. Se non altro per dare
  chiarezza a chiunque e certezza nei comportamenti.

     STRANO. Quindi non stasera.

     LEANZA,  Presidente  della  Regione.   Il   Governo   apprezza
  questa richiesta sotto il profilo della necessità  di definire il
  problema,  tuttavia,  chiede  il  ritiro  di  tale  richiesta  di
  prelievo; se non dovesse essere ritirata, il  Governo  si rimette
  alla volontà dell'Aula ed è pronto a continuare.

     STRANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STRANO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  il linguaggio
  utilizzato  dal Presidente della regione ci  ha  fatto  rievocare
  veramente  tempi  nobili, quelli dei dorotei;  il  Presidente  ha
  detto: è auspicabile che venga discusso in un lasso  di tempo che
  ci separa" ... Apprezziamo la sensibilità e  la necessità. Questi
  sono linguaggi vecchi che usava il tuo maestro  Mariano  Rumor ai
  tempi - cattivi maestri che noi non intendiamo  seguire.
       Ad  ogni  buon  conto,  signor Presidente, mi  pare  che  la
  richiesta del Presidente sia una richiesta fuori luogo, così come
  è motivata.  Mi convince più la motivazione  di  dovere discutere
  un  disegno  di  legge a favore dei  dipendenti.  Le  motivazioni
  riportate dal presidente Leanza sono così dorotee, così piccole e
  non credibili e risibili che il mio  attaccamento alla precedente
  proposta  sarebbe  assolutamente inossidabile.  Ma  è  molto  più
  convincente,  a  fronte  di  una provocazione  che  ho  lanciato,
  invece, continuare con la discussione della 39 e  della 285, così
  come  in  precedenza  concordato.
       Non  è sicuramente però da apprezzare  l'intervento  di  chi
  ancora una volta non vuole i controlli sugli atti delle città.  E
  stiamo vedendo anche dagli ultimi episodi che sono avvenuti anche
  in Sicilia recentemente quanto questi  controlli siano necessari.
  Ed allora ci spiace che il Governo da me sostenuto voglia eludere
  ancora una volta i controlli sugli  atti amministrativi ponendosi
  fuori da ogni logica di legittimità sulla  posizione  da assumere
  nei confronti dei Coreco, quindi, non  accedo  assolutamente alla
  richiesta del Presidente, onorevole Leanza, ma  la  ritiro perché
  era soltanto una provocazione e bisogna che si discuta il disegno
  di legge in ordine alla 285. Fosse stato  per  l'onorevole Leanza
  saremmo rimasti fermi nella richiesta.

     LEANZA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA, presidente della Regione, Signor Presidente, chiedendo
  scusa a lei e all'intera Assemblea,  compreso l'onorevole Strano,
  il Governo intende chiarire che  ritiene assolutamente necessario
  definire il sistema dei controlli e dunque definire il disegno di
  legge.

     STRANO. Quando? Ci dica quando, Presidente

     LEANZA,  presidente della Regione.  Onorevole Strano, lei deve
  consentire ai colleghi di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole Strano, vorrei pregarla di consentire al
  Presidente della Regione di esprimere le proprie considerazioni.

     LEANZA,   presidente della Regione.  Desidero  riaffermare  la
  volontà  del  Governo  di definire questo disegno  di  legge  sui
  controlli.

     STRANO. Quando?

     LEANZA, presidente della Regione.  Quando non  dipende  da me.
  Il Governo è pronto a continuare anche stasera.

     STRANO. Lo dica di volerlo continuare stasera

     LEANZA, presidente della Regione.  Stasera il Governo è pronto
  a   continuare.
       Onorevole   Presidente,   il  Governo  voleva  semplicemente
  esprimere  la  propria  posizione,  null'altro,  rimettendosi  al
  giudizio  dell'Assemblea  e  alle   decisioni   della  Presidenza
  dell'Assemblea.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea prende atto del ritiro della proposta
  di prelievo avanzata dall'onorevole Strano.

    DISCUSSIONE  DEL DISEGNO DI LEGGE "ESTENSIONE DELL'APPLICAZIONE
    DELL'ART. 39 DELLA L.R. 15 MAGGIO 2000, N. 10" (1176)

     PRESIDENTE.  Si passa alla discussione del  disegno  di  legge
  "Estensione  dell'applicazione  dell'articolo  39   della   legge
  regionale  15  maggio 2000, n.  10" (1176/A),  posto  al  secondo
  punto dell'ordine del giorno.
       Invito   i   componenti   la   Prima   Commissione   "Affari
  istituzionali" a prendere posto nell'apposito banco.

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  dare lettura
  dell'articolo 1.

    LO CERTO, segretario:
                            Articolo 1.

           1.   Al   personale  inquadrato  ai  sensi  della  legge
      regionale  25 ottobre 1985, n. 39, in atto in servizio presso
      gli enti locali, le aziende sanitarie locali e ospedaliere si
      applicano   le  disposizioni  dell'articolo  39  della  legge
      regionale 15 maggio 2000, n. 10.
           2.  I  benefici  previsti  dall'articolo  39 della legge
      regionale 15 maggio  2000,  n.  10  sono  altresì estesi agli
      altri dipendenti degli  enti  locali  e  delle  aziende unità
      sanitarie locali e  ospedaliere  e  al  personale di cui alla
      legge regionale 5 agosto 1982, n. 93.
           3. Gli  oneri  sono  a  carico degli enti nei quali tale
      personale presta servizio.

     PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati
  alcuni  emendamenti. I suddetti emendamenti  sono  stati  inviati
  alla Commissione bilancio per la copertura finanziaria. Tuttavia,
  la Commissione bilancio non ha dato la  copertura  finanziaria ad
  alcuno  degli  emendamenti presentati, per cui  gli  stessi  sono
  dichiarati  improponibili.   In  conseguenza,  anche  i  relativi
  subemendamenti non hanno veicolo di trascinamento  e  quindi sono
  dichiarati decaduti.

     ZANNA. Signor  Presidente,  decadono  anche quegli emendamenti
  che non necessitano di copertura finanziaria?

     CRISAFULLI. Praticamente non rimane solo il testo così com'é?

     PRESIDENTE.  No,  secondo  gli   apprezzamenti   fatti   dalla
  Presidenza e dagli uffici, tutti gli  emendamenti  necessitano di
  copertura finanziaria.  Si rimane, quindi, all'articolo 1.

     CRISAFULLI. Praticamente non rimane solo il testo così com'é?

     PRESIDENTE. Il testo  rimane  così  com'è.  Ciò non significa,
  badate bene, però che non si possa fare  sotto  l'aspetto pratico
  una riscrittura, se si dovesse rendere necessaria.

     BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, nel ribadire
  la mia piena solidarietà e anche, essendo  secondo  firmatario di
  questo  disegno  di  legge, vorrei  richiamare  l'attenzione  dei
  colleghi  e  della Commissione per cercare di  mettere  a  frutto
  attraverso  questo disegno di legge,  un'attenta  valutazione  di
  quanto il Commissario dello Stato ha detto  nella legge impugnata
  la  notte  del  19 - 20 di aprile.
       Avendo  letto  attentamente  il   parere   del   Commissario
  ,  vorrei  dare  dei  suggerimenti alla Commissione  al  fine  di
  riuscire almeno a sanare quell'articolo  che,  diciamocelo  pure,
  sembrava dovesse avere un cammino semplice e sul  quale invece ci
  sono state alcune osservazioni.
       Pertanto   suggerisco,   non   essendo    firmatario   degli
  emendamenti che sono stati presentati; ma se a  seguito  di altri
  interventi ci dovesse essere voglia di dare  alla Commissione dei
  suggerimenti  su come, dice bene  il  Presidente  dell'Assemblea,
  migliorare e formulare meglio questo articolo qui in Aula.
       Suggerisco alcuni appunti, non avendo avuto l'opportunità di
  farlo con emendamenti e in particolare il Commissario sulla legge
  antecedente ha posto da quello che  mi  dà  da capire un quesito,
  sembrerebbe  che noi richiamando riconoscimento  per  le  Aziende
  sanitarie  e  per  gli enti sottoposti a vigilanza  del  comma  9
  dell'articolo 39 in effetti non abbiamo forse specificato che non
  potevamo  richiamare il contratto di cui gli  Enti  locali  hanno
  come tale e pertanto sarebbe opportuno chiarire  qui  che essendo
  anche trattando di Aziende ospedaliere il  personale  di  aziende
  ospedaliere  o  anche  quelli dei  patronati  scolastici  sarebbe
  opportuno,  secondo  me,  aggiungere  per   superare   quanto  il
  Commissario dice nel rispetto dei proprio contratti collettivi.
       Cioè il riconoscimento  sembrerebbe  che  potrebbe essere si
  certo  non  possiamo   riconoscere  al  personale  delle  Aziende
  ospedaliere per intero il  comma  9  che  dice un contratto degli
  Enti locali il 347,  pertanto  sarebbe  opportuno  al primo comma
  aggiungere nel rispetto  dei  contratti collettivi di competenza,
  perchè il contratto di  coloro  che transitarono agli enti locali
  era il 347, i contratti  di  coloro  che sono andati alle aziende
  sanitarie è un altro  contratto  se  non  sbaglio  il  348, posso
  sbagliarmi ma sono molto vicini o 347 o 348 o 349.
       Quindi sarebbe bene  scrivere  questo  perchè altrimenti già
  noi abbiamo una norma che  è  stata impugnata e quindi la faremmo
  rimpugnare  immediatamente.  Sposterei al comma 1  la  parte  che
  riguarda il personale di cui alla legge regionale  5  agosto 1982
  numero 93, in quanto gli riconosceremmo tutti i servizi o tutti i
  presupposti che la legge 39 dà ai regionali però  non gli abbiamo
  prima riconosciuto il preruolo che era la  cosa  fondamentale che
  era previsto oggi nella legge impugnata.
       Detto  questo credo che lasceremmo  così  due  commi  che  a
  questo punto con l'auspicio che il primo ed il secondo abbiamo un
  esito positivo dal  Commissario,  ma certamente forse riscrivendo
  meglio  il  primo  con  queste correzioni quanto  meno  diamo  la
  possibilità di ritornare su questo argomento  avendo  preso  atto
  del  cosiddetto parere del Commissario  sull'altra  legge.  Credo
  questa sia una opportunità che il  presidente  della  Commissione
  possa valutare se tenerne conto o meno.

     PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi,  prima  di  dare  la  parola
  all'onorevole Cimino, all'onorevole Tricoli  e  poi all'onorevole
  Stancanelli, ho da fare una precisazione.  Quando  ho  comunicato
  che  non  c'era la copertura finanziaria per  gli  emendamenti  e
  quindi  erano  improponibili  in  tal senso,  alludevo  e  facevo
  riferimento  agli  emendamenti  che   necessitano   di  copertura
  finanziaria.  Gli altri emendamenti che  pure  potrebbero  essere
  discussi  perchè non necessitano di  copertura  finanziaria  sono
  giudicati improponibili perchè fuori materia.
       Dico anche che la copertura finanziaria non è stata concessa
  perchè la Commissione bilancio non ha raggiunto il numero legale.

                      PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     CRISAFULLI.  Chiedo di  parlare  per  richiamo al regolamento.

     PRESIDENTE. NE ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  presidente,  siccome  io  ho  previsto di
  chiedere  la parola per dichiarazione di voto, volevo solo capire
  se  secondo  il  suo  pronunciamento nella sostanza non rimane in
  vita  nessun  emendamento  sia perchè non c'è copertura in quanto
  non  c'è  il  numero  legale,  sia perchè improponibili in quanto
  materia estranea per cui emendamenti non ce ne sono.

     PRESIDENTE.  Desidero specificare a lei e specificare all'Aula
  che se dal dibattito in fase di dichiarazioni dovesse verificarsi
  la enunciazione di  una  impercorribilità,  cioè  se  viene detto
  "approvato così non è percorribile per questo, c'è una fase..."

     CRISAFULLI. No... questa  è  altra  cosa.  Questo  riguarda il
  testo così come è.

     PRESIDENTE.   Tutti    gli    emendamenti    sono    giudicati
  improponibili, quindi il testo è questo.

     CRISAFULLI.  Caso mai si può riscrivere il testo dell'articolo
  1.  Su  questo  mi  riservo  di  dire  qualcosa  io  in  sede  di
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.   Se  le  considerazioni  dell'onorevole  Beninati
  dovessero  essere  considerate   per  gli  aspetti  che  egli  ha
  sollevato percorribili da parte  della Commissione o da parte del
  Governo,  le  due   entità   hanno   possibilità   di  riscrivere
  l'articolo, ma non può  essere  cambiato  il  senso  dello stesso
  articolo.

     CIMINO.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CIMINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  vero
  piacere  noto come  questa  fase  dell'attività  parlamentare  si
  conclude  con   due   importanti   provvedimenti  che  richiamano
  l'attenzione della prima commissione legislativa.  Questo disegno
  di legge presentato dagli  onorevoli  Fleres e Beninati che hanno
  visto anche apporre la mia  firma  e  il  successivo  disegno  di
  legge, quello sui CORECO, dove il sottoscritto è anche relatore.
       Voglio sottolineare come  nel  presente  disegno di legge si
  noti  un  certo  interesse   da   parte   del   mondo   che  vive
  quotidianamente alcune problematiche  ed  era  così  forse magari
  opportuno poter prendere in considerazione alcuni emendamenti che
  non pongono alcun onere,  alcuna  spesa, emendamenti che sono già
  stati presentati dal sottoscritto  e  che  possono  dare a questa
  legge maggiore importanza  e  maggiore visibilità considerato che
  già questo è un ottimo  risultato  e  dobbiamo,  in tempi celeri,
  riuscire a raggiungerlo.

     PRESIDENTE.  Onorevol Cimino,  apprezzo  il  suo intervento ma
  purtroppo il pronunciamento  dell'Assemblea non consente di poter
  percorre la strada.  Comprendo le  sue  ragioni, ma non ho niente
  da farci.

     TRICOLI.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, credo che il
  ricorso  del  commissario   dello   Stato   dinanzi   alla  Corte
  costituzionale  che   recentemente  abbiamo  avuto  occasione  di
  leggere dovrebbe invitare  questa Assemblea ad una certa prudenza
  non  soltanto nella  emanazione  delle  norme  che  poi  verranno
  pubblicate nella Gazzetta  ufficiale  ma  anche sulla costruzione
  sintattica e sul modo di periodare le norme che noi approviamo in
  quest'Aula, cioè noi abbiamo sostanzialmente in  appena due commi
  di un medesimo articolo introdotto  una  rivoluzione  copernicana
  nel  sistema  della  Regione  siciliana  e  del  trattamento  del
  personale di tutta la Regione, con appena,  infatti,  dieci righe
  abbiamo cercato di dare in pasto - questo è il termine giusto - a
  categorie   che  sono  vastissime  nella   Regione   una   legge,
  un'aspettativa, che sappiamo benissimo con  ogni  probabilità non
  riuscirà mai a tradursi in una reale e  concreta  possibilità  di
  miglioramento del trattamento economico da parte di tanta gente.
       Mi  spiego  con  più  chiarezza.  Credo  sia  indispensabile
  approvare la norma articolandola, anziché in due commi, in almeno
  cinque commi talché sarà possibile - anche  in  considerazione di
  quelle  che  saranno  successivamente   le   determinazioni   del
  Commissario dello Stato - capire se in alcuni di  questi  casi ci
  vorrà  una  copertura  finanziaria  o  se  c'è   un   profilo  di
  incostituzionalità in tutti i casi o soltanto in alcuni di essi.
       Avere  accomunato  diverse   categorie  di  soggetti  in  un
  medesimo  comma,  ad  esempio nel  comma  2  dove  si  parla  del
  personale degli enti locali, nel primo caso;  delle Aziende unità
  sanitarie locali, nel  secondo  caso;  delle aziende ospedaliere,
  nel terzo caso;  e del  personale  di cui alla legge n.  93/1982,
  nel quarto caso.
       Allora, mi sembra che sia più logico che la Commissione o il
  Governo riscriva questo articolo  in  modo da renderlo frazionato
  in almeno quattro commi che  consentano poi una valutazione se ci
  dovesse essere, speriamo di no,  un  ricorso anche in questo caso
  da parte del Commissario dello  Stato, di  far capire alla futura
  Assemblea regionale o ad  una  seduta  successiva che si potrebbe
  fare, quali possono essere i  correttivi,  in quali casi ci vuole
  la   copertura   finanziaria,    dove    ci   sono   profili   di
  incostituzionalità, dove invece non ce ne sono.
       Ci sono categorie di persone  che  nel  tempo hanno avuto un
  iter legislativo completamente  diverso e separato che ovviamente
  non possiamo, poi in  un medesimo comma, accomunare - trascurando
  la storia della legislazione regionale.
       Dobbiamo,  invece, cercare  di  salvaguardare  le  legittime
  aspettative  delle  singole   categorie   del   personale  che  è
  interessato  a  queste  norme,  perchè  altrimenti  il  risultato
  potrebbe essere quello di  avere  un  impugnativa del Commissario
  dello  Stato  su  tutto;  certamente  non  una  razionalizzazione
  dell'intervento del Commissario  su  alcuni punti, credo pertanto
  che sia indispensabile - e ciò  può  essere fatto in poco tempo -
  che il Governo o la Commissione,  che  a  ciò sono preposti e che
  per Regolamento possono  esercitare  questa  facoltà,  riscrivano
  immediatamente questo articolo,  dando  così  la  possibilità  di
  essere articolato in almeno  sei  o sette commi e successivamente
  vedere se tutti i commi di questa legge possono essere promulgati
  dal  Presidente  della Regione, se  ve  ne  sono  alcuni  che  si
  salvano, se ve ne  sono  alcuni che, successivamente, necessitano
  di una copertura, di  un  accorgimento  da  parte  dell'Assemblea
  regionale e quindi avere  la  possibilità  nel  tempo  di  venire
  incontro agli interessi di tutte le categorie.
       Ho voluto precisare ciò,  perchè non vorrei che la legittima
  aspettativa  di tanta gente  si  trasformasse  in  una  occasione
  pre-elettorale che mi auguro  non  appartenga  più alla logica di
  questa Assemblea.

     STANCANELLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, io vorrei
  semplicemente  riaffermare quanto detto dall'onorevole Tricoli ed
  anche alla  luce  dell'impugnativa  del  Commissario  dello Stato
  sulla legge  che  abbiamo  approvato nell'ultima seduta, relativa
  anche al personale, fare  in modo - ed io mi rivolgo al Governo -
  che quanto andiamo  ad  approvare  questa  sera  -  ed  io vorrei
  ricordare che,  assieme  agli  altri  componenti  del  Gruppo  di
  Alleanza nazionale,  abbiamo  firmato  l'emendamento in una prima
  fase che poi  è stato trasformato in disegno di legge, quindi non
  possiamo non essere  favorevoli  -  io  vorrei  che il Governo ci
  dicesse che alla  luce  di  quell'impugnativa  che è stata letta,
  l'approvazione questa sera  di questo disegno di legge, a cui noi
  daremo il parere  favorevole,  non sia soltanto un espediente per
  dire: abbiamo fatto  quello che potevamo fare, poi il Commissario
  dello Stato lo ha impugnato e non potevamo fare altro.
       Io vorrei che  si  facesse  un  passo avanti: valutare tutto
  quello  che  è   possibile  fare  anche  da  un  punto  di  vista
  tecnico-giuridico, per evitare  che  sia  soltanto  un  voto dato
  questa sera ed una impugnativa data fra tre o quattro giorni.
       Questo è l'aspetto  che  ritengo, anche da un punto di vista
  morale e  politico,  dobbiamo  porci  questa  sera. Finisco sotto
  questo profilo.
       Per quanto  riguarda  gli  emendamenti  che il Presidente ha
  detto improponibili, o perché mancanti di copertura finanziaria o
  perché improponibili  in  quanto  non  riconducibili al testo del
  disegno di  legge,  siccome  noi abbiamo considerato soltanto due
  emendamenti, non  altri,  per non appesantire anche il disegno di
  legge, io  ritengo  che  gli  emendamenti 1.54 e 1.55 non abbiano
  bisogno di  copertura  finanziaria;  sono  quelli  firmati da me,
  perché quello relativo ai dipendenti dell'EAS sono a carico di un
  altro ente  e,  per quanto riguarda l'emendamento 1.55, si tratta
  di mantenere  in  servizio  del personale limitatissimo per scopi
  istituzionali e  non  ha  bisogno  di  copertura,  perché  lascia
  l'organico così com'è.
       Se poi,  invece,  lo  si considera improponibile perché è in
  difformità dal  testo  del  disegno  di  legge,  io  ritengo  che
  entrambi fanno  riferimento  alla legge numero 10 e quindi non ci
  dovrebbe essere  questa  improponibilità,  per cui mi affido alla
  valutazione   del   Presidente   per   valutare   meglio   questa
  considerazione  che   già   è   stata  fatta  in  relazione  alla
  improponibilità  a tutti gli emendamenti. La ringrazio Presidente
  e gradirei  che  il  Governo  ci  dicesse  qualcosa  sulla  prima
  considerazione che  abbiamo fatto sia io che l'onorevole Tricoli.
  Grazie.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Morinello. Ne ha
  facoltà.

     MORINELLO. Signor  Presidente,  esprimo la mia soddisfazione e
  quella dei  deputati  dei  Comunisti  italiani  perché finalmente
  questo disegno di  legge  viene discusso in Aula e sta per essere
  approvato,  esitato   con  i  dovuti  accorgimenti  che  qui  nel
  dibattito  sono   necessari,  perché  noi  non  possiamo  appunto
  incorrere nelle tappe delle procedure previste per i controlli di
  legittimità  delle  leggi dell'Assemblea regionale.
       Esprimo  soddisfazione  per  la  conclusione, finalmente, di
  tutta una serie  di  attese di tanti e tanti lavoratori che hanno
  maturato diritti  da  anni, che hanno, anche in virtù di sentenze
  della   giustizia   amministrativa,  avuto  riconosciuto  i  loro
  diritti, come  i  tecnici  della sanatoria edilizia. Così come si
  arriva finalmente  a sanare situazioni come quelle dei lavoratori
  degli ex  enti  disciolti,  come i Patronati scolastici, che sono
  stati inquadrati  nei  ruoli  ai  sensi della legge numero 93 del
  1982 -  e  che  noi  vediamo richiamata nell'articolo 2 di questo
  disegno di  legge  che  stiamo  approvando  -  che rivendicano il
  servizio  pregresso  presso il disciolto patrimonio scolastico da
  cui non  hanno  percepito  la  liquidazione,  per  cui  non  è un
  trattamento di  favore o di assistenza che noi elargiamo a questi
  soggetti,   ma   saniamo  una  ingiustizia,  anche  perché  altri
  lavoratori, giustamente,  nel corso del tempo, in virtù di leggi,
  hanno  avuto riconosciuto questo diritto alla ricostruzione della
  carriera. Non  hanno  percepito  la liquidazione, e l'ente locale
  non ha  potuto  riconoscere i comuni presso cui essi operano, non
  hanno  potuto  riconoscere  il  servizio  pregresso e l'anzianità
  contrattuale  maturata.  Mentre  lo  Stato  garantisce  lo stesso
  servizio e  gli  stessi  diritti, la  Regione  siciliana  fino ad
  ora non lo ha fatto, per cui noi, con questa norma che andiamo ad
  approvare, poniamo  fine  a questa situazione di ingiustizia.
       E  dobbiamo  fare  in  modo  che  questa legge sia una legge
  perfetta, non  impugnabile,  per  cui, se  c'è  la  necessità  di
  riscrivere la legge, di articolarla nel modo dovuto, in modo tale
  da non  incappare nell'impugnativa del Commissario dello Stato, è
  bene che  lo  facciamo.  Ma,  onorevole Presidente della Regione,
  onorevole Assessore  al  Bilancio,  noi lo dobbiamo fare in tempi
  che non  rimandano  ad  altre sessioni, lo dobbiamo fare in tempi
  celeri, per  cui,  se  è  necessaria  una  pausa  di  un'ora  per
  riscrivere questo  disegno  di legge, è bene che questa pausa non
  impedisca, in  ogni caso, l'approvazione della legge entro questa
  sera, entro  questa  notte.  Così,  anche  altri  soggetti,  come
  quelli  della   legge   numero   285,  con  questa  legge  vedono
  riconosciuti   i   loro   diritti.
       Però,    io   volevo,   onorevole   Presidente,   richiamare
  l'attenzione del  Governo  su  due  subemendamenti. Io mi rivolgo
  soprattutto   al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  al
  Bilancio, con  cui  prima  abbiamo  affrontato  una questione che
  ritengo sia  importante  e  fondamentale:  in  queste ore sono in
  corso occupazioni  da  parte  degli agricoltori della Sicilia dei
  Consorzi   di   Bonifica,   nella  legge  finanziaria,  onorevole
  assessore al Bilancio, era data per scontata, come lei ben sa - e
  me lo  ha  assicurato  anche  l'assessore  Cuffaro - che le norme
  relative al trasferimento di contributi ai consorzi per alleviare
  gli oneri  di  gestione,  che  poi  si riverberano e ricadano sui
  costi  dell'irrigazione,  venivano fatte proprie dal Governo, che
  ha presentato  un  apposito  emendamento,  una apposita norma che
  richiamava un  emendamento che il Gruppo dei Comunisti Italiani -
  firmatari il  sottoscritto  e  l'onorevole La Corte - aveva a suo
  tempo  presentato   e   che   qui  io  voglio  richiamare  e  che
  inopinatamente, non  si  sa  per quale motivo, perché non abbiamo
  avuto alcuna spiegazione, troviamo espunto dal testo finale che è
  stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. E' una questione molto
  importante che  ha  gravi  riflessi sull'economia e sulla società
  siciliana.  Tra  l'altro  abbiamo  presentato degli emendamenti a
  nome anche  di  altri  tre  deputati, dei subemendamenti a questo
  disegno  di   legge,   che   il   Presidente  ha  dichiarato  non
  accoglibili.  Ma  penso  che  una  riflessione  e una risposta da
  parte del  Governo  su una materia così delicata vada fatta anche
  in questa sede e voglio ricapitolare.

     PRESIDENTE. Non  può  ricapitolare,  onorevole  Morinello,  il
  tempo è ampiamente scaduto.  Può dire soltanto se vota a favore o
  contro.

     MORINELLO. Quindi, nel  votare  a favore di questa legge, come
  dicevo prima, voglio  invitare  il Governo ad assumere un impegno
  solenne  e  formale   perché  trovi  il  modo  di  sanare  questa
  situazione paradossale che  si  è  determinata nelle ore convulse
  dell'approvazione della legge  finanziaria,  in modo tale da dare
  risposte agli agricoltori  che  in  queste ore stanno occupando i
  Consorzi di Bonifica, in modo tale che possa essere data loro una
  risposta positiva  da  parte  del  Parlamento  siciliano,  perché
  l'impegno verbale che è stato assunto possa essere tradotto anche
  in  comportamenti   e  in  atti  normativi.  Per  cui,  onorevole
  assessore   al  Bilancio,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  ritengo che  una risposta da parte loro sia quanto mai opportuna,
  dato  che   abbiamo   preso  atto  della  non  accoglibilità  dei
  subemendamenti che noi abbiamo presentato in materia.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne
  ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, solo due questioni:  la prima
  è relativa alla richiesta fatta dall'onorevole Tricoli per quanto
  concerne la  scomposizione  dei  due  commi  in più commi, perché
  venga fatta  una  valutazione  più specifica e di merito da parte
  del Commissario  dello  Stato.  Essendo questo disegno di legge a
  forte rischio  di impugnativa, come noi sappiamo, probabilmente e
  tecnicamente  la  proposta  dell'onorevole  Tricoli  si  potrebbe
  accogliere,  anche  se  nell'ultima  impugnativa  del Commissario
  dello Stato  (quella  che  abbiamo  in  discussione  sulla  legge
  finanziaria) abbiamo notato che il Commissario stesso non impugna
  più solo  articoli  o  commi,  impugna  addirittura  gli incisi o
  addirittura le  parole;  impugna  la  parola  'esecutiva'  di  un
  intero comma  e  di  un  intero  articolo.  Quindi, teoricamente,
  essendo  questo  l'indirizzo,  il  Commissario  dello  Stato  può
  impugnare una parola del comma senza inficiare l'intero comma.
       Però io mi dichiaro - ed arrivo al secondo punto - d'accordo
  con l'ipotesi di riscrittura che dovrebbe fare il Governo, perché
  consentirebbe  di   ritornare  su  un  argomento  che  era  stato
  all'origine del  rinvio  della seduta la volta precedente, quello
  dei tecnici  della  sanatoria  della  legge numero 26. Siccome ho
  avuto modo  di  riscontrare  nell'Aula, l'altra volta, un diffuso
  consenso all'ipotesi di inserire questa fattispecie, che è comune
  ai dipendenti  degli  enti locali ex legge numero 285, credo che,
  proprio perché  si tratta della medesima fattispecie, si potrebbe
  riscrivere  e ricomprenderla.
       Onorevole    Presidente,    siccome   Ella   ha   dichiarato
  improponibili gli emendamenti,  ve ne è uno a mia firma che va in
  questa direzione;  io,  per  il rispetto che ho al pronunciamento
  del Presidente dell'Assemblea, che, come si sa, in questa materia
  dice   il   Regolamento   essere  insindacabile,  non  chiedo  di
  riconsiderare il  mio emendamento perché  è stato, a giudizio del
  Presidente,  dichiarato  improponibile  in  quanto la Commissione
  Finanze non l'ha  esaminato  per  una  parte e per una parte sono
  estranei alla materia.
       Questo a  me sembrerebbe che, nell'ambito di una riscrittura
  dell'articolo,  possa  essere  ripreso  non  esorbitando,  a  mio
  giudizio, dai  limiti del disegno di legge che abbiamo all'esame,
  ma lo  si  può  fare, ovviamente, atteso che l'orientamento della
  Presidenza è di quella natura, solo se interviene una riscrittura
  da parte  del Governo, che, a mio parere, completerebbe un quadro
  di  equità  che  a  questo  punto  mi  sembrerebbe  doveroso  che
  l'Assemblea  completasse.  Per  cui nulla da eccepire all'ipotesi
  della riscrittura,  ma motivata dal nostro punto di vista più con
  questo nuovo  elemento  di  merito  che  non  dal  punto di vista
  tecnico,  perché  l'ultimo  orientamento  del  Commissario  dello
  Stato, a  mio  avviso,  ci  mette  sufficientemente al riparo dal
  rischio di cui parlava l'onorevole Tricoli.
       Poi, un'annotazione finale - e chiudo -: forse sarebbe stato
  bene, così come la Commissione prima aveva saggiamente suggerito,
  di dotarsi di  un  qualche  parere che ci avrebbe messo di più al
  riparo dai rischi di impugnativa, che ovviamente, a questo punto,
  sono  rischi   reali  e  che  -  io  concordo  con  quanto  detto
  dall'onorevole  Tricoli e dall'onorevole Stancanelli - potrebbero
  intervenire  successivamente, ma poi l'Aula, visto l'orientamento
  da parte  della  Presidenza  di tornare a convocarla, di riunirla
  nuovamente, prenderà successivamente in esame.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Fleres. Ne ha
  facoltà.

     FLERES.  Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ho
  l'abitudine  di  dosare  i  miei  interventi  in  funzione  delle
  opinioni del  Commissario  dello Stato o di altre istituzioni; io
  so di fare  parte,  fino a questo momento, di una Istituzione che
  gode del consenso popolare e mi esprimo in funzione di quelle che
  sono le convinzioni  che si formano mano a mano che il Parlamento
  è chiamato  ad  affrontare  i  singoli problemi che vengono posti
  alla sua attenzione.
       Peraltro,  onorevole  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  i
  funzionari dello Stato ricoprono le cariche  ad interim  e il mio
  intervento  rischia  di  essere  assolutamente non coerente con i
  tempi,  nel  senso che rischio di parlare oggi ad una Istituzione
  che domani potrebbe essere un'altra.
       Peraltro  credo che la  glasnost  che ha attraversato interi
  settori dello Stato debba essere completata in ogni sua parte, in
  ogni sua aspetto, in ogni suo ufficio, in ogni sua competenza.
       Sono  convinto  che ciascun uomo, come tutti noi, risente di
  condizionamenti, guai se così non fosse; c'è chi resiste a questi
  condizionamenti,  c'è  chi  soggiace  a questi condizionamenti e,
  dunque,  è  opportuno  invece,  fare  un  ragionamento  di natura
  generale ed astratta  ed è quello che tenterò di fare nel momento
  in cui  esprimo la mia opinione rispetto all'opportunità, o meno,
  di riscrivere questo articolo 1.
       Dico   subito  che  sono  contrario  alla  sua  riscrittura,
  onorevole  Presidente  dell'Assemblea, onorevole Presidente della
  Regione, perchè questo potrebbe comportare il rischio di riaprire
  un confronto che è già stato chiuso da un pronunciamento espresso
  dalla  Presidenza  dell'Assemblea  che  riguarda  altre parti non
  incluse nell'articolo  1,  ma  oggetto  di  emendamenti che erano
  stati presentati.
       Onorevole  Presidente dell'Assemblea, io non so se tutti gli
  emendamenti  avessero  l'esigenza  di  una copertura finanziaria,
  perchè  non  li  ho  letti tutti, so però che è stata assunta una
  decisione,  e  su  questa non si può tornare indietro, sarebbe un
  errore politico ma anche un errore procedurale.
       Sono   convinto   che   la   riscrittura   dell'articolo   1
  rischierebbe  di riaprire il confronto sull'esigenza di copertura
  finanziaria  di parte degli emendamenti dichiarati improponibili,
  perchè non muniti di copertura finanziaria e, dunque, ritengo che
  si  debba  procedere  alla  votazione  dell'articolo  1 nella sua
  attuale stesura.
       Peraltro, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, io sono
  convinto  che  c'è  un'attenzione  di natura politica da parte di
  altre  istituzioni,  rispetto  a questo Parlamento, e il momento,
  purtroppo,  si presta. Sono convinto che alcune delle motivazioni
  espresse  nell'impugnativa non abbiano assolutamente riscontro di
  natura   costituzionale   e,   peraltro,  l'alta  percentuale  di
  sconfitta dell'ufficio del Commissario dello Stato, rispetto alle
  leggi approvate da questo Parlamento, mi conferma che sbagliare è
  umano  e  tutti  possiamo sbagliare, può sbagliare il Parlamento,
  può sbagliare il Commissario dello Stato.
       Certo,  se  l'errore fosse indotto da motivazioni diverse da
  quelle   di   natura   costituzionale,   questo   significherebbe
  sicuramente uno snaturamento dei compiti che attengono a ciascuna
  istituzione, e questo sicuramente sarebbe grave se accadesse o se
  fosse accaduto.
       Credo,  quindi,  onorevoli  colleghi,  che  se  noi vogliamo
  veramente  procedere all'approvazione di questo disegno di legge,
  nella   consapevolezza   che  è  giusto  estendere  o,  comunque,
  applicare  una  disposizione ad un certo numero di lavoratori che
  nascono  da una medesima madre, che è la Regione siciliana, e che
  hanno  subito trattamenti diversi, a seconda dell'utilizzo che di
  essi  si  è  fatto  nei  diversi  enti, se noi vogliamo veramente
  approvare   questa   legge   dobbiamo  farlo  nella  sua  attuale
  formulazione,  ben  sapendo  che  possiamo  pure  sbagliare,  che
  sbagliare  è umano ma, così com'è umano per l'Assemblea regionale
  siciliana,  può  essere  umano per altri organismi a cui spettano
  compiti   diversi,   anche   perchè,   alla   fine,  è  la  Corte
  Costituzionale  che  poi  esprime la propria opinione, alla quale
  ciascuno  di  noi,  naturalmente,  avrà  il piacere di adeguarsi,
  convinto che quello è l'ultimo grado di giudizio, il grado che ci
  consentirà  di  dire  se  l'interpretazione  che è stata data dal
  Parlamento è una interpretazione corretta o è una interpretazione
  scorretta.
       Per  quanto  ci  riguarda, noi consideriamo questa legge una
  perequazione,   una   ingiustizia   sanata,   una   esigenza   di
  omogeneizzare  comportamenti, rispetto a soggetti diversi, mentre
  altri ritengono che così non sia come dimostrano i pronunciamenti
  riguardanti   una   fattispecie   analoga  a  quella  che  stiamo
  discutendo   questa   sera;  una  fattispecie  che  evidentemente
  appalesa,  ancora   una   volta,  una  certa  non  omogeneità  di
  comportamenti nel  tempo  da  parte  degli uffici a cui spetta il
  controllo delle  leggi  approvate dal Parlamento, il controllo di
  costituzionalità,  onorevole  Presidente,  non certo il controllo
  politico, che non spetta a nessuno se non al Parlamento stesso.
       Dunque, per  riassumere, io  sono  favorevole  a che si voti
  l'articolo 1  nella sua attuale formulazione e si affronti semmai
  la reazione corretta o non corretta nelle sedi più opportune.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Manzullo. Ne ha
  facoltà.

     MANZULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi come
  gruppo UDEUR  siamo  favorevoli  al  disegno  di legge, ma volevo
  anche aggiungere che siamo contrari a una rivisitazione del testo
  del disegno di  legge  stesso.  Lo  siamo  anche per un motivo di
  opportunità, in  quanto forti potrebbero essere le tentazioni che
  una   rimodulazione  del  testo  potrebbe  provocare  all'interno
  dell'Assemblea stessa.
       Noi  abbiamo  accettato - io  in particolare come firmatario
  anche di  un  emendamento  -  la  decisione  che la Presidenza ha
  voluto assumere  ritenendo  che  quella  era  la strada anche per
  agevolare un  percorso  di un disegno di legge che sicuramente ci
  ha visti  impegnati  e ha visto impegnata la grande attenzione di
  chi in  questi  anni,  forse  involontariamente,  ha  subito  una
  ingiustizia.  Pertanto,  siamo convinti che il testo va approvato
  nella prima  stesura,  convinti come siamo che, eventualmente, il
  Governo e  la  Presidenza  possano  anche  supportarlo  di quelle
  indicazioni esplicative che possono aiutare anche un percorso nel
  Commissario  dello  Stato,  perché, percorrere situazioni diverse
  potrebbe essere anche l'inizio di non arrivare a una conclusione.
  I tempi  non ce lo permettono, la volontà dell'Assemblea espressa
  anche nell'ultima seduta era quella di andare avanti.
       Pertanto,  per quanto ci riguarda, noi siamo per arrivare ad
  una votazione con il testo originale.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Strano. Ne ha
  facoltà.

     STRANO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, per ribadire
  soltanto  l'assoluta  volontà  di Alleanza nazionale di procedere
  per l'approvazione di questo disegno di legge; un emendamento che
  tra  l'altro,  vorrei  ricordare,  è stato firmato dall'onorevole
  Tricoli,  dall'onorevole  Stancanelli,  dall'onorevole  Virzì, da
  tutto  il   Gruppo.  Ma  intervengo  soltanto  per  ribadire  una
  preoccupazione,  che è stata già formulata dall'onorevole Tricoli
  e che  non  vorremmo  si  trasformasse  in  dura  realtà:  diceva
  l'onorevole  Capodicasa  che  lo tranquillizzava l'estensione dei
  rilievi posti  dal  Commissario  dello Stato. Noi invece ne siamo
  preoccupati.  Allora  non  è  peregrina  la  tesi  che  sosteneva
  l'onorevole  Tricoli  di  dividere settorialmente dipendenti Asl,
  dipendenti di  altro  genere,  a  fare diversi commi, che possono
  tranquillizzare   l'Aula   e   possono  tranquillizzare  anche  i
  lavoratori che  aspettano  ed  hanno  l'ansia di vedere approvata
  questa legge  non  impugnata  dal Commissario dello Stato e hanno
  diritto, a nostro  avviso, ad  avere questa perequazione e questo
  riconoscimento.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Certo. Ne ha
  facoltà.

     LO CERTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  abbia  fatto  bene il Presidente a dichiarare improponibili tutti
  gli  emendamenti.  Perché  questa  legge  non  tratta problemi di
  immissione in ruolo, di stabilizzazioni, di aumenti di stipendio,
  di  regolarizzazione  comunque  dal  punto di vista giuridico che
  comportano spese.
       Se la  vogliamo  dire  per com'è e fino in fondo, intanto il
  fatto che la  legge  sia  divisa  in due commi dà la possibilità,
  neanche al Commissario dello Stato, di fare confusione, perchè la
  prima parte  riguarda  i  dipendenti  della  legge  numero 39, il
  secondo comma tutto  il  resto.  Se si pensa che il secondo comma
  deve essere  impugnato,  ciò  non  inficia  il primo comma, che è
  relativo a  tutti  i  dipendenti  che  sono stati inseriti con la
  legge numero 39.
       E ora, se  la  vogliamo  dire  fino  in fondo la questione e
  tutta, io  credo  che  c'è  il  problema  dell'equiparazione,  se
  dobbiamo farla  la  facciamo  e  la diciamo fino in fondo: questi
  sono dipendenti  che  hanno svolto le stesse mansioni e le stesse
  funzioni dei  loro  pari  grado  regionali, avendo un trattamento
  economico inferiore  per  tanti  anni  e  non  chiedono di essere
  risarciti.  La verità  qual è? Siccome si è inserita con la legge
  numero 10 la  possibilità  di  andare  in pensione con 25 anni di
  anzianità  senza  penalizzazioni, questi dipendenti dicono: visto
  che mi dai un trattamento economico differenziato, di meno, visto
  che per  tanto  tempo sono stato utilizzato nelle stesse funzioni
  con  caratteristiche  diverse,  almeno questa possibilità come la
  dai ad altri me  la  vuoi dare? E solo questa la richiesta.  E io
  credo che  questo non comporti nessuna possibilità di apertura di
  immissioni di  altri  emendamenti  e neanche la riscrittura della
  legge che  divide completamente i dipendenti assunti con la legge
  numero 39 e  tutto  il  resto.
       Quindi una  votazione  secca  sui  due  articoli  e  poi  il
  Commissario dello Stato faccia quello che vuole, però mi pare che
  l'impugnativa che  ha  fatto  all'ultimo disegno di legge sia una
  disparità di  trattamento  messa  in  atto  dal Commissario dello
  Stato perchè,  mentre  per i dipendenti degli enti locali è stata
  riconosciuta   la  possibilità  del  servizio  pre-ruolo,  per  i
  dipendenti della  sanità,  che poi sono un numero sparuto, non ha
  consentito che  lo  stesso  diritto  venisse praticato.
       Noi, per quello che ci riguarda, utilizziamo la funzione che
  ci spetta,  facciamo  le leggi, poi il Commissario dello Stato si
  atteggi come crede, io credo però che l'Assemblea regionale debba
  difendere poi in tutte le istanze i provvedimenti che assume, per
  fare in modo che la giustezza della richiesta di molti lavoratori
  che attendono possa essere realizzata.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Barbagallo
  Giovanni. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  GIOVANNI .  Signor Presidente, solo per dichiarare
  il voto favorevole del Gruppo dei Popolari per il testo così come
  è stato esitato dalla Commissione.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ho
  chiesto di parlare perchè ritengo doveroso, essendo stato uno dei
  presentatori  degli emendamenti che hanno prodotto lo spostamento
  del disegno  di  legge  dall'ultima  seduta  alla seduta di oggi,
  dovere  argomentare.  Pur  prendendo atto, senza nessun motivo di
  disappunto,  delle  argomentazioni  del Presidente, avrei gradito
  che  la  Commissione  Finanze  si fosse pronunziata sullo spirito
  degli emendamenti  da me proposti. Tenuto conto che il disegno di
  legge  in   questione   definisce   l'applicazione  dei  benefici
  dell'articolo 39 della legge  n.  10  -  che  ho  la  pretesa  di
  conoscere - a tutti i  dipendenti  degli  Enti locali e a tutti i
  dipendenti  delle Usl  e  lascia  fuori,  signor  Presidente,  il
  personale    dipendente    della    Regione   siciliana   assunto
  successivamente alla legge  2186.  Avrei  ritenuto  giusto che il
  testo avesse  contemplato  quest'altro  personale  oltre  che  il
  personale della legge  n.  26 che, comunemente, chiamiamo i nuovi
  tecnici della sanatoria  edilizia.  Prendo atto, però, di ciò che
  si è determinato  e  cioè dell'impossibilità della Commissione di
  potersi pronunciare e  prendo  atto  della  conclusione  a  cui è
  arrivato il Presidente  dell'Assemblea per la celerità dei nostri
  lavori. Pertanto, credo di  poter dire fin da ora che, con questo
  elemento di difficoltà rispetto al mancato completamento, non c'è
  problema a procedere rispetto  al testo del disegno di legge così
  come ci viene  formulato.  Sarebbe  stato  meglio  che quel testo
  fosse stato arricchito  dagli  emendamenti  che  io stesso mi ero
  fatto carico di proporre.

     BARONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARONE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, innanzitutto
  annunzio subito  il  voto  favorevole  sul  disegno  di  legge in
  discussione. Pure  essendo  uno  fra  quelli che ha presentato un
  emendamento,   a  proposito  di  altre  categorie  di  personale,
  evidentemente  dichiaro  subito  la  mia disponibilità a ritirare
  quell'emendamento proprio  per  dare  un  percorso più agevole al
  disegno di  legge  ed  all'approvazione dello stesso. Credo, però
  che, qualche  precisazione  su  questo  disegno  di  legge  e sul
  personale di  cui  stiamo  parlando, vada fatta. Se dovesse avere
  ragione il  Commissario  dello  Stato - ho letto l'impugnativa da
  qualche minuto  - il quale nell'impugnare il disegno di legge che
  riguardava  il  personale  dipendente  dalle  Usl  delle  aziende
  sanitarie locali, individuava disparità di trattamento e altresì,
  nello  stesso personale, individuava una non competenza specifica
  da parte della  Regione  siciliana, devo dire che questo non è il
  caso. Se  questa  situazione  a cui fa riferimento il Commissario
  dello Stato  nella  sentenza  che  conosciamo  tutti, visto che è
  stata distribuita  in  Aula,  devo  dire  che  proprio  su questa
  motivazione e  proprio  su questo disegno di legge, non credo che
  abbia da  accampare  pretese  o diritto alcuno proprio perché - e
  questo va sancito  una  volta  e  per  tutte - questo personale è
  entrato alla  Regione  siciliana  ai sensi della legge n. 285 del
  1977, è  stata ulteriormente quella legge nazionale ripresa dalla
  legge n. 37  del  1978, quindi era una categoria di personale del
  tutto  omogenea  appunto  perché  fa  riferimento  ad  una  legge
  regionale con la quale questo personale precario - visto che è un
  termine di attualità che usiamo in questo momento - è entrato nel
  ruolo dell'amministrazione regionale .
       Per cui alla  fine  io  dico  - al di là del fatto che, alla
  fine, accetteremo probabilmente la sentenza del Commissario dello
  Stato sull'argomento  -  è  opportuno  che  non allarghiamo tutto
  quello che  è  stato  inserito  sotto  forma  di  emendamenti nel
  disegno  di  legge  che  stiamo  trattando  proprio  per  evitare
  sollecitazioni o  pruriti  diversi da parte del Commissario dello
  Stato - con  tutto  il rispetto per l'istituzione e su questo non
  ci piove -  ma  vorrò  vedere  se dovrà andare in contro tendenza
  rispetto a quello che ha specifica nella sentenza di impugnazione
  di quel disegno  di legge a cui facevo riferimento prima, e vorrò
  vedere che cosa avrà da dire nel momento in cui avrà individuato,
  innanzitutto senza  ore  il  carico  della  Regione e, in secondo
  piano, che  è  un fatto sicuramente più importante e, quindi, non
  trascurabile, il fatto che questo personale, ripeto, è entrato in
  Amministrazione ai sensi di una legge regionale che riprendeva la
  normativa nazionale e cioè la legge n. 285 del 1977.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, prendo parte a
  questo dibattito sul voto e ne prendo parte quasi da sconfitto.
       Debbo dire questa sera la prima cosa che mi viene in mente è
  proprio la sconfitta.
       Avrei voluto partecipare ad un dibattito con un entusiasmo e
  quindi con una  possibilità  di  dare  a  chi aspetta risposte un
  minimo di serenità.
       Ma  credo   che   anche  arrampicandoci  sugli  specchi  non
  riusciremo  a   dare   quella   serenità;  a  raggiungere  almeno
  quell'obiettivo se non si accetta eventualmente una soluzione.
       E la soluzione  che  dirò io è questa: noi siamo in presenza
  di una impugnativa del  Commissario  dello  Stato  sul disegno di
  legge n. 1147.
       Su questo credo  che  il  Governo non può mancare, nel senso
  che deve opporsi e deve opporsi con tutta la forza.
       Poi siamo in  presenza  anche  di  un  disegno  di legge che
  stiamo  discutendo  che  è  il  1146,  che  ripropone  nella  sua
  esposizione generale qualche tratto che già è stato impugnato dal
  Commissario dello Stato.
       E allora io dico questo: noi dobbiamo andare avanti
       Noi non possiamo fermarci
       Noi non possiamo riscrivere più nulla.
       Noi dobbiamo votare  questo disegno di legge così come venne
  fuori dalla I  Commissione  legislativa;  ma  con  un impegno, un
  impegno forte che io dico che questo Governo se ci dovesse essere
  una nuova impugnativa  deve  farsi  carico del problema perchè il
  Governo non solo  si  deve  opporre  ma deve anche trovare quelle
  soluzioni che  all'interno  di  questa  impugnativa  sanno più di
  politico che di altro.
       E' stato commesso un atto politico che si può ribaltare solo
  se il Governo si opporrà questo atto politico.
       Io non sono  contro il Commissario dello Stato, non sono mai
  stato  contro  chi  deve  controllare  gli  atti,  però  mi  pare
  eccessivo caro Presidente della Regione.
       E mi pare eccessivo perchè tratta materia che a mio avviso è
  soltanto politica.
       E allora credo che questo Governo potrà sviluppare meglio la
  tematica per opporsi  e quindi restituire il disegno di legge che
  diventa legge.
       Non è la  prima  volta onorevoli colleghi.
       E' inutile che ci  nascondiamo.
       Non è la prima volta che questo Parlamento approva le leggi,
  vengono impugnate e poi  la  Corte  Costituzionale  ci rimanda la
  legge perchè avevamo ragione.
       Non è la prima volta.
       Ecco perchè è un  appello  che faccio al Governo, alla forza
  del Governo se questo disegno di legge verrà impugnato il Governo
  dovrà produrre tutta una  serie  di  motivazioni  a  sostegno  di
  questo disegno di legge.
       Non è pensabile,  non è possibile che si possa andare avanti
  sempre a colpi di  mano  e si vada avanti sempre con disparità di
  trattamento tra tizio  e  caio  o  tra  l'impiegato  della  porta
  accanto e l'altro che sta in fondo al corridoio.
       E' ora di finirla.
       E allora caro  Presidente  della  Regione,  caro  Presidente
  dell'Assemblea pur con tutta l'amarezza, debbo dire, perchè io ho
  ascoltato tutti i colleghi,  quasi  quasi rassegnati per dire non
  ce la faremo, io credo  ancora  che  la possibilità ci può essere
  nella misura in cui questo  Governo farà valere la sua forza e le
  motivazioni che in questo disegno di legge ci sono.
       Io ringrazio  Signor Presidente e spero nella benevolenza di
  tutto il Parlamento.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Vella. Ne ha
  facoltà.

     VELLA. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, noi ci avviamo
  alla  chiusura  di  questa  legislatura  evidenziando  non  poche
  incrinature  di  quelle  che   sono  e  che  potevano  essere  le
  prerogative che questa Assemblea regionale siciliana aveva e che,
  ritengo, non ha opportunamente utilizzato.
       Il fatto che molti deputati rimarchino e centrino quelli che
  sono gli spazi  di  intervento  legittimi  del  Commissario dello
  Stato,  evidenzia come  minimi  e  ridotti  siano  gli  spazi  di
  autonomia che noi  stessi  ci  siamo  creati  sulla  capacità  di
  definire  passaggi  legislativi  inattaccabili  e  inimpugnabili.
  Questo  evidenzia   un   limite  di  questa  Assemblea  regionale
  siciliana, una incapacità di questa Assemblea regionale siciliana
  di definire percorsi  di sedimentazione, di arrivare a momenti di
  sintesi di tutta  la fase di travaglio di un percorso legislativo
  per cui noi  molte  volte  arriviamo  in Assemblea non preparati,
  arriviamo in Assemblea  con  disegni  di legge che non sono stati
  approfonditi negli  aspetti  legislativi di costituzionalità o di
  legittimità in quanto tale.
       Bene,  allora  io   non   posso   che  esprimere  una  ampia
  soddisfazione rispetto a quella che sarà l'approvazione di questo
  disegno di legge comprendendo che ormai sia difficile riuscire ad
  inserire qualche elemento  di  giustizia, di recupero di spazi di
  iniquità che ci  sono - per altro ho presentato degli emendamenti
  che,  ritengo,   non   richiedessero   certamente  una  copertura
  finanziaria - ma  comprendo,  comprendo  le  ragioni  di  stretta
  economicità che abbiamo  per cui ritengo che la storia si iscrive
  in questa Regione  siciliana  anche  muovendo  le piccole pietre.
  Guai se noi  avessimo la pretesa di rimuovere le montagne, perchè
  così facendo rischieremmo  di  fare  cadere tutto.
       Già  è importante  che  una  pietra  si  muova  ma  è  anche
  importante che quello  che  noi  stasera  stiamo  facendo  sia di
  monito a chi  domani  sarà qua, perchè finalmente tutti gli spazi
  di iniquità, di sperequazione che ci sono sia nell'apparato della
  pubblica  amministrazione  che  nell'apparato  degli  altri  enti
  paralleli, si vada  ad  una  riforma complessiva che metta fine a
  quelli che sono  gli  spazi  anche di clientelismo, di sofferenza
  che ci sono  nel mondo della pubblica amministrazione.  Pertanto,
  non posso che  pronunciare  e  pronuncio  il  voto  favorevole di
  Rifondazione Comunista.

     PRESIDENTE.  E' iscritto  a  parlare l'onorevole Virzì.  Ne ha
  facoltà.

     VIRZI'. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, noi senz'altro
  votiamo a favore  perchè  credo  -  insieme a tanti altri abbiamo
  proprio scritto manualmente  nella  sede  del  Gruppo,  credo  in
  simultanea un po' con  tutti  gli altri -, proprio questo tipo di
  emendamento che oggi  assume  la  dignità  di  una legge.
       Tuttavia vorrei conoscere  l'atteggiamento di questo Governo
  nel merito e nello stile, mi  si  consenta  di  dire,  per quanto
  riguarda le impugnative del  Commissario  dello  Stato  perchè il
  Commissario dello Stato entra e  come  in corpore vili, perchè io
  non credo che abbia  dignità  costituzionale,  una  obiezione che
  riguarda una multa ai cacciatori  di cinquantamila o di centomila
  lire.  Siamo nel campo delle  oblazioni,  di cio' che è puramente
  amministrativo.   Si  diceva una  volta  "de  minimis  non  curat
  pretor".  Qua si è entrati nel pelo dell'uovo.
       Io credo, in  relazione  a cio' e in relazione alla capacità
  della classe politica, di  difendere  quel  poco  che formalmente
  residua dell'autonomia regionale, se non possiamo realisticamente
  tutti, soggetti  e  complementi oggetti, cautelarci tutti insieme
  lasciando  sì la  legge  così  come  è  anche  letteralmente,  ma
  periodando in A, B,  C  così  di  fronte  ai  tiri  a  lupara del
  Commissario dello  Stato  è  possibile  che  qualcuno sopravviva.
  Perchè di questo dobbiamo preoccuparci oggettivamente. Perchè non
  ci troviamo più  di  fronte  a  interventi cautelativi su un alto
  livello costituzionale  e  istituzionale, entra nel dettaglio, si
  occupa delle  piccole  cose, ha perfettamente ragione l'onorevole
  Capodicasa, interviene  sugli incisi, sui sostantivi usati, sugli
  avverbi, aggiusta le virgole.
       E allora siccome credo che politicamente e moralmente stiamo
  facendo un atto di grande  giustizia  abbiamo  il dovere, come si
  dice all''Alitalia', di  riproteggerlo  usando  tutte  le cautele
  possibili,    non     grandi,    maxi-emendamenti    sostitutivi,
  semplicemente invece di virgola  'a)',  'b)', 'c), nella speranza
  che qualcuno sopravviva al tiro  al  bersaglio  perchè che ci sia
  una volontà punitiva eccessiva  da  parte  di  questo Commissario
  dello  Stato,  mi  pare   che   l'Assemblea   ne  debba  prendere
  serenamente atto.
       Solo  questa  entusiastica   adesione  dal  punto  di  vista
  politico   e   morale   e   questo   sommesso   suggerimento   di
  autocautelarci per garantire un minimo del nostro risultato.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Zanna. Ne ha
  facoltà.

     ZANNA. Signor Presidente, non entro  nel merito del disegno di
  legge ma mi sia consentito  fare  delle valutazioni sul dibattito
  che si è svolto fino ad  ora  perchè  ci  si  è  approfittato, di
  questa tribuna e del dibattito  su  questo  disegno di legge, per
  fare  un  pò  di campagna  elettorale;  e  finchè  si  tratta  di
  intervenire per sottolineare la  propria  adesione  -  visto  che
  tutti hanno parlato a favore di  questo  disegno  di  legge  - lo
  posso anche capire e comprendere,  visto  che è presente un folto
  pubblico, che non è  normale,  per  ascoltare  questo intervento,
  dire da questo podio che si è  a  favore di questa legge si pensa
  di raccogliere qualche consenso in più.
       Questo, dunque, è legittimo  e  naturale.  Quello che io non
  accetto e che respingo è  quello  che è stato affermato per altri
  versi e si tratta  sempre  di  campagna  elettorale;  cioè  si  è
  parlato di impugnativa  politica,  di  un Commissario dello Stato
  che  non è un  Commissario  dello  Stato  ma  un  Commissario  di
  Governo, non si è detto ma  si è fatto capire che è un Governo di
  centrosinistra e che  il  Commissario  dello Stato, quindi, visto
  che è nominato dal Ministro degli interni - che in questo momento
  si chiama Enzo Bianco, di Catania, candidato del centrosinistra -
  consente che il teorema  si chiuda e qualora il Commissario dello
  Stato impugna questa legge...

     FLERES. Grazie per questa dichiarazione.

     ZANNA.  Quindi, nel momento  in cui il Commissario dello Stato
  impugnerà questa legge la  colpa  sarà  non del Commissario dello
  Stato, ma del Commissario del Governo nominato dal Ministro degli
  interni  che  si  chiama  Enzo  Bianco  che  è  un  Ministro  del
  centrosinistra, quindi, cari  cittadini  e  dipendenti degli enti
  locali, sapete con chi prendervela.
       Questa  è una  cosa  indecente,  di  chi  ha  responsabilità
  istituzionali,  quando  fa  le   leggi  e  si  deve  assumere  la
  responsabilità  fino  in  fondo;  se  siamo  dei  buoni  e  bravi
  legislatori la la legge verrà fatta bene e non sarà impugnata dal
  Commissario dello Stato, se non  siamo in grado di fare una legge
  seria,  giusta,  equilibrata   e   mirata,  saremo   dei  cattivi
  legislatori.
       Detto   questo,    respingo    queste   bassissime   manovre
  elettoralistiche che sono  state  qui fatte perchè il Commissario
  dello Stato non può essere Commissario dello Stato o di Governo a
  corrente alternata a seconda  cosa  impugna,  e  sono stato tra i
  primi a criticare il  Commissario  dello  Stato  quando non mi ha
  convinto  su alcune prese  di  posizione,  ma  non  mi  sono  poi
  lamentato al punto  di  giudicare  manovre  politiche  quando  ha
  confermato norme che personalmente  non  mi  stavano  bene  e che
  avevo pure votato  contro  in  quest'Aula.
       Sappiamo benissimo che l'Aula  o  meglio  il  Governo  ha un
  potere  che abbiamo  esercitato  e  abbiamo  spesso,  spessissimo
  esercitato  in  maniera   positiva,  che  quando  c'è  una  norma
  impugnata dal Commissario  dello  Stato viene riproposta da sola,
  in alcuni casi, e  si va, qualora venisse ulteriormente impugnata
  dal Commissario dello Stato, davanti alla Corte Costituzionale.
       O ancora, così come è stato per la legge sulla catalogazione
  in Sicilia, impugnata  quasi  per intero dallo stesso Commissario
  dello Stato e non  promulgata  neanche nelle parti non impugnate,
  siamo andati dinnanzi  alla  Corte  Costituzionale,  siamo  stati
  autorevolmente ben  difesi  davanti  alla  Corte  Costituzionale,
  abbiamo vinto in quella sede e  la  legge  poi è stata pubblicata
  così come era stata deliberata da questo Parlamento.
       Lo   dico  Onorevole  Presidente  dell'Assemblea,  Onorevole
  Presidente della Regione perché faccio un passo indietro: mi pare
  che noi  questa  sera  con  i  due  ordini del giorno che abbiamo
  approvato,  non  abbiamo  delegato  il  Governo  a  pubblicare il
  disegno  di  legge  1147  che  è  stato interamente impugnato dal
  Commissario  dello  Stato, votato nell'ultima seduta che riguarda
  il personale.

     PRESIDENTE. La invito a sintetizzare, Onorevole Zanna.

     ZANNA.  Abbiamo  il  potere  di  ricorrere  davanti alla Corte
  Costituzionale, mi  pare, infatti mi ero rivolto anche a lei, che
  negli  ordini  del  giorno che abbiamo approvato di pubblicazione
  della  legge,  non  abbiamo  detto  al  Governo  di pubblicare il
  disegno  di  legge  1147  che  è  stato interamente impugnato dal
  Commissario.  Mi  pare  di  no.  Quindi quel disegno di legge noi
  possiamo  andare davanti alla Corte Costituzionale a difendere le
  nostre prerogative.
       Così  ritengo,  in  maniera  naturale  e  serena, qualora il
  Commissario dello Stato impugnasse il disegno di legge che stiamo
  discutendo,  noi possiamo tranquillamente difenderci davanti alla
  Corte  Costituzionale,  siamo  convinti, e per quanto mi riguarda
  sono  convinto,  che quello che stiamo facendo è una cosa giusta,
  sacrosanta e che sta nelle nostre funzioni e nei nostri poteri.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  permettete  prima  che  il
  Presidente  della  Regione  esprima  le proprie posizioni, che il
  Presidente dell'Assemblea faccia alcune considerazioni.
       Il   Commissario   dello   Stato   non   è  una  controparte
  dell'Assemblea  Regionale Siciliana. Il Commissario dello Stato è
  anzi   una   entità   istituzionale   che   rafforza  i  principi
  autonomistici  della  Sicilia.  Esiste  qui  il Commissario dello
  Stato in altre parti è il Commissario del Governo. Il Commissario
  dello  Stato  tra  l'altro  anche  sul  piano personale ha grande
  rispetto  del  Parlamento  e  in  più occasioni, anche suscitando
  polemiche   di   livello   nazionale,   ha   difeso   i  principi
  dell'autonomia isolana.
       Su alcune materie, il Commissario dello Stato legittimamente
  ritiene di sollevare problemi di costituzionalità, legittimamente
  il  Parlamento regionale ritiene di dovere insistere su una certa
  posizione,  non significa che l'una parte offende l'altra, perché
  ci  sono  ruoli  istituzionali  che devono essere esercitati e da
  parte  del  Commissario  dello  Stato  c'è  sempre  stato  grande
  rispetto istituzionale nei confronti del Parlamento.
       La  vicenda  andrà  davanti  alla  Corte Costituzionale e la
  Corte  Costituzionale  per il disegno di legge impugnato e per le
  norme  impugnate  deciderà   cosicché  non  ci  sentiamo  affatto
  prigionieri  in  questo   caso  della  precedente  decisione  del
  Commissario dello Stato,  intanto  perché  il  Commissario  dello
  Stato valuterà se si tratta  della  stessa fattispecie, se non si
  tratta della stessa fattispecie avrà  il via libera, se si tratta
  della stessa fattispecie ci sembra a questo punto persino normale
  che si colleghi al  pronunciamento della Corte Costituzionale per
  la vicenda precedente e sarà  appunto  la  Corte  a  decidere sul
  tutto.
       Quindi, se  da  una  parte  non  c'è  tono di sfida da parte
  dell'Assemblea  nei confronti del Commissario, permettete di dire
  che  non  c'è  nemmeno alcuna attività di prevaricazione da parte
  del   Commissario   dello   Stato  nei  confronti  dell'Assemblea
  Regionale.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna  gli  onorevoli  Sudano,  Drago,  Catanoso e Granata, non
  sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.

     PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  il  Presidente  della
  Regione.

     LEANZA,     Presidente della Regione.    Signor    Presidente,
  onorevoli colleghi, io sottoscrivendo  quello che ha detto, tanto
  autorevolmente il Presidente dell'Assemblea, circa il Commissario
  dello Stato, le sue funzioni  e  l'esercizio  di  tali  funzioni,
  desidero comunicare e  affermare  dinanzi  all'Assemblea  che  il
  Governo per la parte di  propria  competenza,  difenderà  fino in
  fondo  e  con  tutte le  argomentazioni  valide  le  ragioni,  la
  competenza e il ruolo della  Regione siciliana.  Credo che ci sia
  una  lunga  storia  di   contenzioso  per  vari  argomenti  sulle
  impugnative dei Commissari dello Stato  che si sono succeduti nel
  periodo  dell'Autonomia  regionale  siciliana.  E  la  storia  di
  questo percorso dice che spesso,  molto  spesso, le ragioni della
  Regione   sono   state   positivamente   valutate   dalla   Corte
  Costituzionale.  Quindi, il Governo per  la sua parte farà il suo
  dovere,  lo  farà  con scrupolo,  con  impegno,  fino  in  fondo,
  esercitando le prerogative costituzionali del Governo stesso.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2.
       Ne dò lettura.
                                 Art. 2.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.
          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.

       Lo pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna gli  onorevoli  Cuffaro,  Trimarchi,  Catania,  Vicari  e
  Basile.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Cristaldi


    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "ESTENSIONE DELL'APPLICAZIONE  DELL'ARTICOLO 39 DELLA LEGGE RE-
    GIONALE 15 MAGGIO 2000, N. 10" (N. 1176/A)

     PRESIDENTE. Indìco la  votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge: "Estensione dell'applicazione dell'articolo
  39 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10" (n. 1176/A).
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

               Presenti e votanti     43
               Maggioranza            22
               Favorevoli             42
               Astenuti                1

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cristaldi


       Onorevoli colleghi,  la  seduta  è  rinviata a mercoledì, 16
  maggio 2001, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

     I - COMUNICAZIONI

    II- RICHIESTA  DI  PROCEDURA D'URGENZA PER L'ESAME DEL DISEGNO DI
          LEGGE:  "  MODIFICHE ED INTEGRAZIONI AGLI ARTT. 58, 61, 63,
          89   ED   ARTICOLO   AGGIUNTIVO   DELLA   LEGGE   APPROVATA
          DALL'ASSEMBLEA  REGIONALE SICILIANA NELLA SEDUTA N. 380 DEL
          19-20  APRILE  2001 RECANTE: 'DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
          FINANZIARIE PER L'ANNO 2001'" (N. 1272)

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1) "Istituzione  del  Comitato  regionale di controllo sugli atti
          degli enti locali". (nn. 1045-448-594-744-1021-1040/A)
          (Seguito)

          Relatore: on.le Cimino

    2) " Provvedimenti   urgenti   a  favore  dello  sviluppo,  della
          riqualificazione  e  del  riordino della fascia costiera in
          Sicilia e norme per il governo del territorio". (n. 1169)

    3) "Recupero edilizio della fascia costiera siciliana". (n. 153)

    4) "Disposizioni  integrative  in  materia  di  urbanistica  e di
          territorio". (n. 190)

    5) "Norme  in  materia  di  canoni  per  le concessioni demaniali
          marittime". (n. 268)

    6) "Norme per la corretta gestione delle coste". (N. 269)

    7) "Disposizioni  integrative  in  materia  di  urbanistica  e di
          territorio. (n. 281)

    8) "Norme    integrative   sugli   uffici   ed   i   procedimenti
          amministrativi relativi alla gestione del demanio marittimo
          regionale". (n. 562)

    9) "Snellimento  delle  procedure  di competenza dell'Assessorato
          regionale   del   territorio   e   dell'ambiente   e  delle
          amministrazioni  comunali  in  materia di urbanistica". (n.
          571) (artt. 9-22-23)

    10) "Norme  sul  recupero  urbanistico  di insediamenti abusivi e
          sulle concessioni demaniali marittime". (n. 670)

    11) "Disposizioni  per  la  determinazione  dei canoni relativi a
          concessioni demaniali marittime". (n. 885)

    12) "Riassetto e  risanamento  urbanistico;  rilancio  di settori
          produttivi e  recupero  di patrimonio edilizio destinato ad
          attività produttive". (n. 912)

    13) "Norme per  la  definizione  dei  piani  particolareggiati di
          recupero estesi alle  opere  in  sanatoria  entro 150 metri
          dalla battigia". (n. 951)

    14) "Disciplina del  procedimento  di  concessione  di  beni  del
          demanio  marittimo   per   la  realizzazione  di  strutture
          dedicate alla nautica da diporto". (n. 1098)

    15) "Norme  per  la tutela,  la  valorizzazione  e  recupero  del
          sistema costiero siciliano". (n. 1150)

    16) "Norme  per  la   tutela   e   la  salvaguardia  delle  coste
          siciliane". (n. 1155).

       La seduta è tolta alle ore 21.05.

       (Licenziato dal Servizio resoconti alle ore 22.00)