Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PROVVISORIO LEANZA VINCENZO
La seduta è aperta alle ore 10.50
PRESIDENTE. Invito il Presidente della Regione e gli onorevoli
Assessori a prendere posto al banco del Governo.
Onorevoli colleghi, quale deputato più anziano, assumo la
Presidenza provvisoria dell'Assemblea, ai sensi dell'articolo 2
del Regolamento interno dell'Assemblea medesima.
Dichiaro aperta la tredicesima legislatura dell'Assemblea
regionale siciliana.
Do lettura dell'ordine del giorno dell'odierna seduta,
comunicato dal Presidente della Regione al domicilio dei
deputati, ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto della Regione
siciliana:
I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
II - Prestazione del giuramento prescritto dall'articolo
5 dello Statuto.
III - Costituzione dell'Ufficio definitivo di Presidenza
dell'Assemblea.
Costituzione dell'ufficio provvisorio di Presidenza
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
Invito gli onorevoli Savarino Giuseppa e Genovese
Francantonio, quali deputati più giovani fra i presenti, a
prendere posto al banco della Presidenza per esercitare le
funzioni di deputato segretario dell'Ufficio di Presidenza, ai
sensi dell'articolo 2, comma 2 del Regolamento interno.
(I deputati Savarino e Genovese assumono le loro funzioni al
banco della Presidenza)
Dichiaro così costituito l'Ufficio provvisorio di
Presidenza.
Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo
Giuramento dei deputati
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Prestazione del giuramento prescritto dall'articolo 5 dello
Statuto.
Dò lettura della formula del giuramento stabilita
dall'articolo 6 delle "Norme per l'attuazione dello Statuto della
Regione siciliana":
"Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana."
(Il Presidente provvisorio, levatosi in piedi, pronunzia ad
alta voce le parole: "Lo giuro". Successivamente giurano,
ciascuno dal proprio posto, i seguenti deputati presenti in
Aula):
Acierno, Amendolia, Antinoro, Ardizzone, Barbagallo, Basile,
Beninati, Borzacchelli, Burgaretta Aparo, Capodicasa, Cascio,
Castiglione, Catania, Cimino, Cintola, Confalone, Costa,
Cracolici, Crisafulli, Croce, Cuffaro, D'Andrea, D'Antoni,
D'Aquino, De Benedictis, Dina, Ferro, Fleres, Forgione,
Formica, Galletti, Genovese, Giambrone, Giannopolo, Granata,
Gurrieri, Incardona, Infurna, Ioppolo, Leanza Edoardo, Leanza
Nicola, Leontini, Liotta, Lo Curto, Lo Giudice, Lo Monte, Lo
Porto, Mancuso, Manzullo, Mercadante, Miccichè, Misuraca,
Morinello, Moschetto, Nicotra, Oddo, Ortisi, Paffumi, Pagano,
Panarello, Papania, Pistorio, Raiti, Rotella, Sanzeri,
Savarino, Savona, Sbona, Scoma, Segreto, Spampinato, Speziale,
Stancanelli, Tricoli, Tumino, Turano, Vicari, Villari, Virzì,
Vitrano, Zago, Zangara.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dò lettura della nota fatta
pervenire dall'onorevole Orlando concernente impegni
improrogabili che gli impediscono di essere presente alla prima
seduta della 13 legislatura:
"Improrogabili impegni di lavoro assunti in precedenza negli
Stati Uniti d'America mi impediscono il ritorno in Italia per la
seduta inaugurale della XIII legislatura, cui non potrò quindi
prendere parte.
Vi prego di porgere a tutti i colleghi deputati ed a tutto
il personale dell'Assemblea i miei migliori auguri di buon lavoro
per il lavoro che ci attende per il bene della nostra Regione.
Con la più sentita stima".
Onorevoli colleghi, quale presidente provvisorio di questa
seduta, desidero rivolgere un indirizzo di saluto a ciascuno dei
componenti ed all'Assemblea nel suo insieme, oltre che al
Governo.
Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo
Saluto del Presidente provvisorio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, seniores priores - dicevano
gli antichi romani - se il primato poco invidiabile di essere il
deputato più anziano di età tra i presenti ha riservato al
sottoscritto il privilegio di presiedere, sia pure
provvisoriamente, la seduta introduttiva di questa XIII
legislatura, il caso ha voluto che fosse ancora chi vi parla a
consegnare il testimone quale presidente uscente al primo
Presidente della Regione eletto direttamente dal popolo
siciliano.
Tale duplice circostanza, al di là dei formalismi e della
sua casualità, assume per me un significato particolare, in
quanto mi consente di potere ancora una volta rivendicare la
funzione di traghettatore tra la prima e la seconda Regione; un
traghettatore che ha tentato con umiltà, talvolta in solitudine,
di favorire ed assecondare la transizione dal vecchio assetto
statutario ad una nuova stagione dell'autonomismo siciliano,
basata sull'elezione diretta del capo dell'Esecutivo e sulla
distinzione netta di ruoli tra maggioranza ed opposizione.
Mi si consenta, quindi, di manifestare un sentimento di viva
emozione e di legittimo orgoglio per il significato personale che
intendo annettere all'apertura di questa seduta inaugurale della
nostra Assemblea, che si celebra dinnanzi ad illustri autorità e
personalità, nazionali e locali, che con la loro presenza hanno
ritenuto di elevarne il rilievo e che io ringrazio sentitamente a
nome di tutta l'Assemblea.
Dopo cinque legislature passate all'interno di questo
palazzo e di quest'Aula, mentre mi accingo ad intraprendere
insieme a voi il lavoro di parlamentare per la sesta volta,
vorrei formulare con estrema brevità alcune riflessioni e
considerazioni sulla rilevanza davvero storica che assumerà la
XIII legislatura per il futuro della Regione: come ho avuto
occasione di affermare nel corso della celebrazione del 50
anniversario dello Statuto siciliano, il 15 maggio scorso a Villa
Malfitano, la riforma dello statuto regionale, apportata dalla
legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, ispirata da una legge
voto che ha visto protagonista questo Parlamento, innesca un
processo irreversibile di rigenerazione e di modernizzazione
dell'assetto delle istituzioni autonomistiche.
Tale processo, che ha come obiettivo la ricostituzione del
rapporto tra la società siciliana e la Regione, deve essere
portato a maturazione soprattutto con il contributo della nuova
classe politica regionale, espressa dai siciliani nelle elezioni
del 24 giugno scorso, che hanno consentito di individuare un
Presidente della Regione rafforzato nella sua legittimazione
popolare ed una rappresentanza parlamentare preordinata al
sostegno della sua iniziativa politica, forte anche del rinnovo
di circa metà dei suoi componenti.
La legge costituzionale n. 1 del 1999 aveva introdotto
l'elezione diretta del Presidente nelle Regioni ordinarie, dando
nuovo impulso alla realtà regionale siciliana. Dopo il varo di
quella legge, le Regioni speciali correvano il serio rischio di
restare indietro. La Sicilia, con il suo retaggio istituzionale,
e insieme alle altre regioni, oltre a promuovere essa stessa il
completamento della riforma dello Statuto, ha oggi il compito di
essere protagonista del cambiamento istituzionale a livello
nazionale, proponendo una nuova forma di regione che contrassegni
il riassetto in senso federalista della Costituzione
repubblicana.
Come è a tutti voi noto, lo Statuto siciliano del 1946 ha
costituito una spinta formidabile verso un assetto costituzionale
di tipo regionale, e tale spinta si è tradotta nell'impostazione
data alle norme del Titolo V della Costituzione del 1948.
Poi, però, questo assetto è rimasto a lungo congelato, fino
a quando nel 1970 sono nate le Regioni ordinarie. Ma anche dopo
la nascita delle regioni ordinarie il regionalismo italiano è
rimasto debole e con una identità poco definita.
In quegli anni, in Italia, per realizzare la comune Casa
democratica, era difficile seguire la strada del decentramento.
Il modello istituzionale che si affermò fu quello dello Stato dei
partiti e dello Stato sociale. In tale contesto, non c'era spazio
per politiche differenziate sul piano territoriale, ed alla fine,
anche la specialità di alcune regioni, come la Sicilia, è stata
depotenziata.
Oggi la realtà è diversa. Sia la globalizzazione
dell'economia che la crisi dei partiti storici e della democrazia
italiana, portano all'esaltazione del ruolo dei governi
substatali. La nostra è l'era del federalismo, e quello in cui
la Sicilia dovrà attendere e che dovrà promuovere sarà la
responsabilizzazione ed anche la competizione virtuosa tra
livelli istituzionali differenti.
Con la revisione del Titolo V della Carta costituzionale e
con la revisione integrale degli Statuti regionali, i tre
differenti livelli istituzionali - statale, regionale e locale -
dovranno essere dotati di poteri e funzioni effettivamente
esercitabili nei rispettivi ambiti territoriali, all'insegna del
principio di sussidiarietà, del principio di reale
collaborazione, del principio di programmazione economica e
finanziaria, nonché all'insegna dell'innovazione degli
ordinamenti che disciplinano i servizi reali, la dotazione di
infrastrutture, la promozione di iniziative imprenditoriali, la
semplificazione e lo snellimento delle procedure amministrative,
ferma restando l'uniformità delle prestazioni sociali di base per
i cittadini dell'intero territorio nazionale.
La nuova forma di Governo, che trae origine dalla riforma
dello Statuto siciliano introdotta dalle legge costituzionale n.
2 del 2001, sembra andare, appunto, nella direzione di una piena
realizzazione di un disegno di democrazia immediata e di natura
federalista. In primo luogo, in quanto per la prima volta dopo 55
anni di vita statutaria, mediante l'elezione diretta del
Presidente e la normativa connessa, si realizza un processo di
stabilizzazione degli esecutivi regionali.
Credo che nessuno più del sottoscritto possa vantare in
quest'Aula il primato lusinghiero da una parte, sintomatico
dall'altra, di avere fatto parte di sette Giunte regionali
siciliane nelle ultime quattro legislature in qualità di
Assessore o di Presidente della Regione; ed è in tale qualità che
posso testimoniare l'imprescindibile esigenza di una piena
stabilità dei Governi regionali ai fini di una realizzazione
degli indirizzi politico-programmatici scevra da alibi di sorta e
pienamente conseguente.
In secondo luogo, accanto alla stabilizzazione degli
Esecutivi, la nuova forma di governo derivante dalla riforma
statutaria è caratterizzata dalla tendenziale differenziazione
dei ruoli legislativo ed esecutivo, seppur non abbandona
integralmente la formula della democrazia parlamentare com'è
dimostrato dal mantenimento della sfiducia al Governo da parte
dell'Assemblea, anche se con la particolarità di comportare, in
caso di approvazione, la cessazione anticipata della legislatura
in corso.
Va osservato, come hanno già notato illustri studiosi, che
l'ampliamento del circuito di legittimazione delle Istituzioni
governanti della Regione, non equivale necessariamente ad una
perdita di ruolo, funzioni, prerogative e riconoscibilità
istituzionale dell'Assemblea Regionale, ad esclusivo vantaggio
dell'Esecutivo, in quanto è preordinato tendenzialmente, appunto,
a differenziare, meglio che in passato, compiti e funzioni dei
diversi organi.
Mentre il "premier" regionale, dominus di una Giunta i cui
membri sono di fronte a lui responsabili, tenterà doverosamente
di fare valere la propria forte legittimazione popolare
nell'azione di Governo, spetterà sempre all'Assemblea - oltre che
l'ordinaria attività di formazione delle leggi - il compito
fondamentale di monitorare l'azione dell'Esecutivo, riscoprendo
ed esaltando la funzione di controllo politico-parlamentare
sull'attuazione dei programmi e delle leggi da parte del Governo
regionale e dell'apparato amministrativo servente.
Accanto a questa tendenziale differenziazione di compiti e
funzioni di Legislativo ed Esecutivo che caratterizza la nuova
forma di Governo regionale, occorrerà introdurre strumenti di
funzionamento e di raccordo che consentono di rendere sinergica
l'attività del Governo regionale e dell'Assemblea.
Una prima riforma del Regolamento interno dell'Assemblea
dovrà riguardare i meccanismi di programmazione dei lavori
dell'Assemblea e delle Commissioni legislative.
La legislatura appena trascorsa ha dimostrato
l'indispensabilità di un buon funzionamento della Conferenza dei
Capigruppo e la necessità di assicurare al Governo una
calendarizzazione attendibile del lavoro parlamentare, per
garantire una migliore funzionalità della nostra Assemblea che si
avvale del supporto della struttura guidata dal Segretario
generale dott. Giuffrida, il cui livello è notoriamente assai
elevato, si rende necessario procedere ad una revisione delle
norme che regolano l'andamento delle sessioni, dei calendari dei
lavori, il funzionamento della Conferenza dei Capigruppo,
l'assegnazione dei tempi degli interventi ai diversi gruppi
parlamentari, la fissazione tassativa degli orari di svolgimento
delle discussioni generali, particolari, delle votazioni in
commissioni ed aula dei provvedimenti iscritti all'ordine del
giorno.
Un importante cambiamento delle modalità operative
dell'Assemblea dovrà poi riguardare la produzione legislativa.
Non c'è bisogno di ripetere la massima di Tacito
sull'associazione tra la degenerazione delle istituzioni e le
plurimae leges per comprendere l'insostenibilità dell'odierna
inflazione normativa, anche a livello del nostro ordinamento
regionale.
Occorre uno sforzo convinto, in primo luogo da parte del
nuovo governo della regione rivolto alla predisposizione di testi
unici di semplificazione in grado di sostituire la congerie di
leggi e leggine di settori attualmente vigenti, interpretabili in
molti casi a fatica anche da parte degli stessi addetti ai
lavori.
Da parte del Parlamento occorre, poi, mettere ordine nella
procedura di elaborazione dei disegni di legge facendo sì che le
modifiche, introdotte dall'aula ai testi delle commissioni, siano
ridotte al minimo indispensabile al fine di evitare lo
stravolgimento della coerenza, logica e giuridica, dei
provvedimenti approfonditi ed esitati dalle commissioni
legislative.
Strumenti necessari di un miglioramento della qualità della
legislazione che accanto ai parlamentari vede protagonisti, sul
piano tecnico, i funzionari parlamentari dovrebbe essere sia la
relazione tecnica sull'impatto amministrativo dei provvedimenti
legislativi che la relazione della copertura finanziaria di
ciascun provvedimento che, rispetto all'attuale situazione,
andrebbero generalizzate a tutti i disegni di legge fornendo,
però, ai parlamentari, perchè il governo ce l'ha perchè è
governo, gli strumenti necessari per potere accompagnare i
disegni di legge di queste relazioni tecniche.
Per oltre mezzo secolo l'Assemblea, pur tra luci ed ombre,
ha rappresentato uno strumento imprescindibile di legalità
democratica per questa nostra terra assai bella ma anche
difficile.
Parlamentari illustri, statisti, martiri della guerra della
mafia contro le istituzioni, hanno lasciato un segno
incancellabile della loro presenza tra i banchi di quest'aula che
ha conosciuto tante pagine di storia civile della Sicilia
contemporanea.
Forse nell'era della comunicazione planetaria non abbiamo
fatto ancora abbastanza per trasmettere, ai cittadini siciliani,
un messaggio di apertura delle istituzioni al mondo reale, alle
numerosissime esigenze di informazioni, partecipazione, proposte,
che generano di continuo le innovazioni tecnologiche, il mondo
imprenditoriale, il mondo del lavoro, la scuola e le famiglie.
Concludendo, mi permetto di esprimere l'auspicio che il neo
Presidente della Regione, e la sua giunta di governo, il
Presidente dell'Assemblea che sarà eletto tra breve da
quest'Aula, e i suoi stessi parlamentari, sapranno tenere testa
alle tante questioni da affrontare con energia ed impegno nel
corso di questa tredicesima legislatura guadagnandosi sul campo
il rispetto delle istituzioni statali e comunitarie da una parte
e quello delle comunità locali e del popolo siciliano dall'altra
perché, se è vero che il federalismo è la forma istituzionale
propria dell'era della globalizzazione, è altrettanto vero che
quello in cui la nostra amata Regione deve tendere non può
semplicemente rappresentare il corrispettivo di un mero
dimagrimento dello Stato centrale rispetto a poteri e funzioni in
precedenza detenuti con conseguente ipertrofia e centralizzazione
degli apparati amministrativi regionali. L'unica strada
utilmente percorribile è quella della creazione di un modello
virtuoso di interrogazione tra i diversi livelli istituzionali,
locali, regionali, centrali e comunitari in un rapporto di
fattiva e reciproca collaborazione, al fine di determinare
un'efficienza degli apparati pubblici che faccia rinascere la
fiducia dei cittadini nelle istituzioni e che consenta alla
nostra Regione di partecipare da protagonista alla costruzione di
un nuovo Stato e di un'Europa uniti.
Non posso chiudere questo mio breve discorso introduttivo
senza porgere un saluto, il senso della nostra gratitudine ed il
ringraziamento per la sua presenza al Presidente, Nicola
Cristaldi, che ci sta assistendo. Un Presidente prestigioso di
quest'Assemblea della passata legislatura, che ha condotto
egregiamente una legislatura difficile e complessa. Auguri di
buon lavoro al Governo, all'Assemblea. Speriamo di potere
rispondere a pieno alle attese dei siciliani per la seconda
Regione che inizia da oggi. Grazie.
(applausi)
Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo
Convocazione della Commissione provvisoria per la verifica dei
poteri
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 2 bis
del Regolamento interno, convoco la Commissione per la verifica
dei poteri al fine di procedere alla proclamazione dei candidati
che subentrano ai deputati optanti tra più collegi.
La Commissione provvisoria di verifica è costituita, ai
sensi dell'articolo 2 ter del Regolamento interno, dagli
onorevoli: Zangara, Cintola, Forgione, D'andrea membri della
Commissione per la verifica dei poteri della precedente
legislatura, e dai seguenti altri deputati: Ardizzone, Catania
Franco, Formica, Leontini e Zago.
Sospendo, quindi, la seduta e invito la Commissione a
riunirsi.
(La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 13.13)
La seduta è ripresa.
Comunicazione della nota pervenuta da parte del Presidente
della Commissione provvisoria per la verifica dei poteri
PRESIDENTE. Dò lettura della seguente lettera pervenuta da
parte del Presidente della Commissione provvisoria per la
verifica dei poteri:
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
comunico che la Commissione provvisoria per la verifica dei
poteri riunitasi ai sensi degli articoli 2 bis e 2 ter del
Regolamento interno, ha preso atto delle seguenti dichiarazioni
di opzione, dopo averne verificato la regolarità:
- dell'onorevole ROTELLA Domenico, eletto nel collegio
circoscrizionale di Catania e nel collegio regionale, per il
collegio regionale;
- dell'onorevole FLERES Salvatore Eugenio, eletto nel
collegio circoscizionale di Catania e nel collegio regionale, per
il collegio regionale;
- dell'onorevole CIMINO Michele, eletto nel collegio
circoscrizionale di Agrigento e nel collegio regionale, per il
collegio circoscrizionale;
- dell'onorevole LEANZA Vincenzo Gaetano, eletto nel
collegio circoscrizionale di Messina e nel collegio regionale,
per il collegio regionale;
- dell'onorevole COSTA David Salvatore, eletto nel collegio
circoscrizionale di Trapani e nel collegio regionale, per il
collegio regionale;
- dell'onorevole CROCE Antonino, eletto nel collegio
circoscrizionale di Trapani e nel collegio regionale, per il
collegio regionale.
In conseguenza di ciò, la Commissione, ai sensi
dell'articolo 1, comma 3, della legge costituzionale 31 gennaio
2001, n. 2, e del combinato disposto dell'articolo 16 della
legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche ed
integrazioni e dell'articolo 60 della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29, ha proceduto agli accertamenti necessari per
assegnare i seggi resisi vacanti, nei rispettivi collegi, ai
primi dei non eletti nelle rispettive liste.
Ha, quindi, deliberato all'unanimità di proporre
l'attribuzione dei seggi in parola ai candidati:
- CRISTAUDO Giovanni che, nella lista avente il contrassegno
'Nuova Sicilia' del collegio circoscrizionale di Catania, nella
quale è stato eletto l'onorevole Rotella, segue immediatamente
con voti 3.470 l'unico degli eletti, onorevole Rotella;
- GAROFALO Ottavio che, nella lista avente il contrassegno
'Forza Italia' del collegio circoscrizionale di Catania, nella
quale è stato eletto l'onorevole Fleres, segue immediatamente con
voti 11.308 l'ultimo degli eletti, onorevole Moschetto;
- BALDARI Nicola Renato che, nella lista avente il
contrassegno 'Forza Italia' del collegio circoscrizionale di
Messina, nella quale è stato eletto l'onorevole Leanza Vincenzo,
segue immediatamente con voti 8.925 l'ultimo degli eletti,
onorevole D'Aquino;
- CATANIA Giuseppe che, nella lista n. 3 - La Casa delle
Libertà - Cuffaro Presidente del collegio regionale, nella quale
è stato eletto l'onorevole Cimino, segue immediatamente l'ultimo
degli eletti, onorevole Cimino;
- FRATELLO Onofrio che, nella lista avente il contrassegno
'CCD - Cristiano Democratici' del collegio circoscrizionale di
Trapani, nella quale è stato eletto l'onorevole Costa, segue
immediatamente con voti 6.934 l'unico degli eletti, l'onorevole
Costa;
- MAURICI Giuseppe che, nella lista avente il contrassegno
'Forza Italia' del collegio circoscrizionale di Trapani, nella
quale è stato eletto l'onorevole Croce, segue immediatamente con
voti 9.052 l'unico degli eletto, l'onorevole CROCE.
Preciso, infine, che l'attribuzione di seggi ai candiati
subentranti a seguito di opzione è subordinata, ai sensi del
comma 1 dell'articolo 2 bis del Regolamento interno, alla
convalida dei deputati optanti nel collegio di opzione.
IL PRESIDENTE Zangara."
Onorevoli colleghi, se non vi sono osservazioni, s'intende
che l'Assemblea prende atto della comunicazione del Presidente
della Commissione provvisoria per la verifica dei poteri.
Pertanto, vista la regolarità delle opzioni e subordinatamente
alla convalida dei deputati optanti nel collegio di opzione,
proclamo eletti deputati: Baldari Nicola, Cristaudo Giovanni,
Fratello Onofrio, Garofalo Ottavio, Maurici Giuseppe e Catania
Giuseppe.
Avverto che da oggi decorrono i venti giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi dell'art.
61, terzo comma, della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.
(Gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe, Cristaudo,
Fratello, Garofalo e Maurici entrano in Aula).
Poiché gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe, Cristaudo,
Fratello, Garofalo e Maurici sono presenti in Aula, li invito a
prestare il giuramento di rito.
Dò lettura della formula del giuramento stabilita dall'art.
6 delle norme di attuazione dello Statuto siciliano:
'Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana'.
Gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe, Cristaudo,
Fratello, Garofalo, Maurici pronunciano ad alta voce le parole
"Lo giuro".
Onorevoli colleghi, dichiaro immessi nelle funzioni di
deputati all'Assemblea regionale siciliana gli onorevoli:
Baldari, Catania, Cristaudo, Fratello, Garofalo e Maurici.
(applausi)
Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo
Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Costituzione dell'Ufficio definitivo di Presidenza
dell'Assemblea.
A norma dell'articolo 3 del Regolamento interno, costituito
l'Ufficio provvisorio di Presidenza, l'Assemblea procede alla
elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto.
E' eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei
due terzi dei componenti dell'Assemblea.
Qualora nessun deputato ottenga tale maggioranza, si procede
ad una seconda votazione nella quale è sufficiente, per
l'elezione, la metà più uno dei voti dei componenti
dell'Assemblea. Se nessun deputato abbia riportato tale
maggioranza, si procederà, nel giorno successivo, a nuova
votazione. Risulterà eletto il candidato che abbia ottenuto la
maggioranza assoluta dei voti.
Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta
maggioranza, l'Assemblea procederà, nello stesso giorno, al
ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior
numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia
conseguito la maggioranza, anche relativa. La votazione si
effettuerà a norma dell'articolo 4 bis del Regolamento interno
mediante segno preferenziale su schede recanti a stampa il
Cognome e nome di tutti i deputati.
Prima votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indìco, pertanto, la prima votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea ed invito il
deputato segretario a procedere all'appello.
SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello.
Prendono parte alla votazione: Acierno, Amendolia, Antinoro,
Ardizzone, Baldari, Barbagallo, Basile, Beninati, Borzacchelli,
Burgaretta Aparo, Capodicasa, Cascio, Castiglione, Catania
Franco, Catania Giuseppe, Cimino, Cintola, Confalone, Costa,
Cracolici, Crisafulli, Cristaudo, Croce, Cuffaro, D'Andrea,
D'Antoni, D'Aquino, De Benedictis, Dina, Ferro, Fleres,
Forgione, Formica, Fratello, Galletti, Garofalo, Genovese,
Giambrone, Giannopolo, Granata, Gurrieri, Incardona, Infurna,
Ioppolo, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leanza Vincenzo,
Leontini, Lo Curto, Lo Giudice, Lo Monte, Lo Porto, Mancuso,
Manzullo, Maurici, Mercadante, Miccichè, Misuraca, Morinello,
Moschetto, Nicotra, Oddo, Ortisi, Paffumi, Pagano, Panarello,
Papania, Pistorio, Raiti, Rotella, Sanzeri, Savarino, Savona,
Sbona, Scoma, Segreto, Spampinato, Speziale, Stancanelli,
Tricoli, Tumino, Turano, Vicari, Villari, Virzì, Vitrano, Zago,
Zangara.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
(Il Presidente procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti....... 88
Astenuti..................nessuno
Maggioranza.............. 60
Hanno ottenuto voti i deputati:
Lo Porto .......... 52
Lo Monte .......... 2
Lo Giudice ........ 1
Capodicasa ........ 1
Crisafulli ........ 1
Maurici ........... 1
Schede bianche .... 29
Scheda nulla ...... 1
Non avendo alcun deputato riportato, a norma dell'articolo 3
del Regolamento interno, la maggioranza dei due terzi dei
componenti dell'Assemblea, l'elezione non ha avuto esito
positivo.
Si procede, pertanto, ad una seconda votazione nella quale è
sufficiente per l'elezione la metà più uno dei componenti
dell'Assemblea.
SECONDA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE. Indìco la seconda votazione a scrutinio segreto
per l'elezione del Presidente dell'Assemblea.
Essa si svolgerà con le stesse modalità della votazione
precedente.
Invito il deputato segretario a fare l'appello.
SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello
Prendono parte alla votazione: Acierno, Amendolia, Antinoro,
Ardizzone, Baldari, Barbagallo, Basile, Beninati, Borzacchelli,
Burgaretta Aparo, Capodicasa, Cascio, Castiglione, Catania
Franco, Catania Giuseppe, Cimino, Cintola, Confalone, Costa,
Cracolici, Crisafulli, Cristaudo, Croce, Cuffaro, D'Andrea,
D'Antoni, D'Aquino, De Benedictis, Dina, Ferro, Fleres,
Forgione, Formica, Fratello, Galletti, Garofalo, Genovese,
Giambrone, Giannopolo, Granata, Incardona, Infurna, Ioppolo,
Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Leanza Vincenzo, Leontini, Lo
Curto, Lo Giudice, Lo Monte, Lo Porto, Mancuso, Manzullo,
Maurici, Mercadante, Miccichè, Moschetto, Nicotra, Oddo,
Ortisi, Paffumi, Pagano, Panarello, Papania, Pistorio, Raiti,
Rotella, Sanzeri, Savarino, Savona, Sbona, Scoma, Segreto,
Spampinato, Speziale, Stancanelli, Tricoli, Tumino, Turano,
Vicari, Villari, Virzì, Vitrano, Zago, Zangara.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione e procedo allo
spoglio dalle schede.
(Il Presidente procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per la
elezione del Presidente dell'Assemblea:
Presenti e votanti....... 85
Maggioranza.............. 46
Hanno ottenuto voti i deputati:
Lo Porto ................ 48
Lo Monte ................ 5
Leanza Nicola ........... 1
Fleres .................. 1
Pistorio ................ 1
Crisafulli .............. 1
Schede bianche .......... 28
Proclamo eletto Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana il deputato onorevole Lo Porto Guido.
(Applausi)
Insediamento e discorso di rito del Presidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Invito, pertanto, l'onorevole Lo Porto Guido a
prendere il suo posto e ad assumere le sue funzioni.
Presidenza del presidente Lo Porto
(Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
provvisorio, si insedia).
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO
PRESIDENTE. Signor Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, se da una parte l'evoluzione della politica italiana ha
reso di grande attualità il tema del federalismo e dall'altra ha
condotto alla ricerca ed all'individuazione di un legame
unitario, capace di rendere inalienabile l'appartenenza alla
comunità nazionale e attraverso di essa la proiezione in Europa
dei numerosi problemi della Sicilia, in uno con la sua vocazione
mediterranea, è arrivato il momento di dichiarare a voce alta il
primato dell'istituzione regionale siciliana in termini di
autogoverno e di autonomia, sia per i tempi della sua
realizzazione, sia per i contenuti storici e culturali che le
hanno saputo imprimere i suoi protagonisti.
Ecco perché lascio il mandato parlamentare romano, per
tuffarmi interamente nella vita e nell'attività del Parlamento
siciliano, non solamente per esserne l'arbitro e l'applicatore
dei regolamenti, ma anche per essere l'interprete delle tensioni
civili, sociali e culturali che attraversano la realtà siciliana.
Voglio esprimere i sensi della mia più profonda riconoscenza
per la fiducia che l'Assemblea regionale siciliana ha voluto
manifestare chiamandomi alla Presidenza di questo storico
Parlamento.
Pur riconoscendomi espressione di una maggioranza ben
definita, voglio confermare all'Assemblea che mi sforzerò di
assicurare quella opportuna posizione di imparzialità che è
garanzia necessaria per il sereno svolgimento della vita
parlamentare, ma anche mezzo di autorevolezza della stessa
Presidenza.
Sono convinto che questa sia una grande responsabilità a cui
spero di corrispondere con impegno e soprattutto con quello
spirito di servizio che ha animato la mia storia personale e
politica.
La Sicilia oggi più che mai ha bisogno di istituzioni forti,
ha bisogno di uomini che siano capaci di comprendere i segni dei
tempi e in questo senso di elaborare risposte coerenti con
l'eccezionalità del tempo vissuto.
Infatti, il tempo che viviamo, a tratti inquietante, a
tratti esaltante, è sicuramente un tempo straordinario perchè è
il tempo in cui, come non mai, i destini dell'uomo, il suo
presente e soprattutto il suo futuro, sono nelle sue mani.
Dall'uomo dipende infatti il disegno di un avvenire di pace
sociale e di sviluppo che costituisce lo sbocco certo di una
transizione irta di contraddizioni, di rotture ma anche di grandi
prospettive.
Siamo, infatti, nelle piccole come nelle grandi cose, ad una
svolta, una svolta oltre la quale la saggezza delle decisioni
assunte sarà determinante proprio perchè in molti casi carica di
una drammatica irreversibilità.
Questo tempo, che scaglia l'uomo al centro, che ne esalta la
centralità, richiama però il senso della responsabilità, la
responsabilità della guida dei processi, piccoli e grandi che
siano, una responsabilità forte a cui nessuno può sottrarsi, una
responsabilità che è vieppiù sottolineata dalla interdipendenza
indotta dai processi di globalizzazione dei quali, constatatane
la ineluttabilità senza lasciarsi fuorviare dai segnali più o
meno forti, nè aprioristicamente per partito preso, rifiutarne il
corso. Bisogna coglierne e mettere a profitto i tanti elementi
positivi. Non si può fermare il tempo, nessuno può scendere da
questo carro per guardare gli altri che corrono, siamo tutti ad
ogni latitudine coinvolti e partecipi.
Queste considerazioni vanno fatte perchè si rifletta, si
abbia contezza di ciò che ci aspetta al di là delle posizioni
politiche di cui ognuno di noi è portatore, dobbiamo capire i
segni dei tempi e responsabilmente dare risposte mature alle
tante domande che ci vengono poste dalla comunità amministrata.
Molte cose sono cambiate anche nel nostro Paese, si è chiusa
soprattutto la pagina delle contrapposizioni ideologiche che pur
nella loro drammatica emergenza hanno tuttavia prodotto una
crescita complessiva.
E' venuto il momento del confronto sui programmi, sulle
grandi problematiche, sui quali dobbiamo ricercare il più vasto
consenso, non ci sono più idoli intangibili che nel passato
compromettevano una serena comprensione delle problematiche
contingenti, oggi si può parlare e agire con maggiore libertà
sapendo che non sono in gioco le regole democratiche.
Oggi, ad esempio, si può e si è trovato il consenso generale
sulla condanna di fenomeni devastanti come quello mafioso,
nessuno più ne disconosce l'effetto devastante che esso ha
sull'ordinato sviluppo sociale ed economico della nostra terra.
Siamo tutti convinti della opportunità di essere presidio attivo
della società, è infatti il tempo della grande mobilitazione che
dobbiamo rinnovare ed esaltare per confermare quella forza di
reazione che il compianto Paolo Borsellino, del quale abbiamo
ricordato pochi giorni fa la tragica fine, considerava
fondamentale spezzare finalmente il dominio del male.
Una grande mobilitazione sulla quale fondare qualsiasi
progetto di sviluppo in grado di schiodare la nostra terra dal
circuito vizioso della depressione. Alla nostra responsabilità
deve dunque corrispondere la responsabilità della gente che deve
avere capacità critica facendo sentire la propria voce, non per
la ricerca del privilegio, ma per l'affermazione della giustizia.
Noi, Assemblea regionale siciliana, dobbiamo essere in grado
di ascoltare e di sintonizzarci sui bisogni della gente essendo
consapevoli della rivoluzione copernicana che la modifica della
Statuto con l'elezione diretta del Presidente della Regione ha
introdotto.
Questa tredicesima legislatura sarà, dunque, sicuramente una
legislatura costituente, le modifiche statutarie intervenute che
offrono all'esecutivo la garanzia della stabilità e lo spazio di
operatività necessari per rendere effettiva l'azione di Governo
necessitano infatti di un opportuno completamento.
L'Assemblea tutta è dunque chiamata a lavorare con impegno
al completamento del nuovo disegno istituzionale; un impegno del
quale tutti noi, al di là delle parti politiche, dobbiamo farci
carico, perchè è un'occasione storica alla quale non possiamo nè
dobbiamo sottrarci.
Il problema che ci si pone sta tuttavia a monte, ed è un
problema fondamentale per la stessa democrazia. Ci si pone
infatti il tema del bilanciamento tra il primato della
decisionalità, che in questi anni abbiamo un po' tutti con forza
e determinazione reclamato ed auspicato, con l'esigenza della
rappresentanza e della sottolineatura della vocazione
istituzionale dei parlamenti, sempre più in crisi di ruolo e
deboli di immagine.
Bisogna, dunque, lavorare con serietà e senza preconcetti
alla ricerca di nuovi equilibri, fra decisionalità e
rappresentanza perchè, ripeto, questo è lo snodo fondamentale del
sistema democratico.
Ecco allora la necessità di riprendere tutti insieme un
assetto istituzionale che fughi il pericolo latente di uno
svuotamento sostanziale dell'Organo parlamentare, il cui
risultato non può sicuramente essere rappresentato una conquista,
ma soltanto una perdita di valore.
L'Assemblea deve ritornare ad essere la fondamentale ed
autorevole sede di rappresentanza degli orientamenti politici e
degli interessi territoriali e per ciò stesso deve essere
garantita e rafforzata nel suo ruolo naturale senza con questo
aspirare a classi politiche superate dal contesto storico.
Su questo tema si deve pretendere chiarezza fugando i
possibili equivoci.
L'Assemblea deve pretendere in particolare di esercitare la
competenza relativa all'esercizio dell'indirizzo generale,
all'esercizio delle funzioni di conoscenza e di controllo
dell'azione del Governo e dell'Amministrazione e a quella di
comunicazione nei confronti dei cittadini.
In tale ambito occorre sottolineare l'impegno volto a
controllare i flussi di spesa e a porre in essere ogni iniziativa
per fluidificare l'andamento delle spese con riferimento
specifico alle risorse di provenienza comunitaria.
Tutto ciò con l'obiettivo di essere coprotagonisti insieme
al Governo del riscatto economico e sociale della nostra Sicilia.
In sintesi occorre creare un rapporto che garantisca
pienezza di poteri al Governo e pienezza di capacità di
rappresentanza di indirizzo e controllo all'Assemblea.
D'altra parte è anche interesse dello stesso Governo
sostenere il diritto di esercizio pieno della rappresentanza
assembleare, perchè quest'ultima sia di sostegno e di garanzia
nel confronto che dovrà instaurarsi con gli organi centrali dello
Stato per reclamare la piena attuazione di uno statuto
autonomistico concepito per essere lo strumento necessario per
disincagliare la nostra Terra dagli antichi vincoli del
sottosviluppo e della miseria.
Sono i problemi della nostra Terra, le vocazioni
all'impegno, le tensioni positive, che devono trovare ingresso in
quest'Aula, sfuggendo alle tentazioni del piccolo cabotaggio,
della mera affermazione personale, scollata da un disegno
complessivo di crescita della società. Questo è il luogo della
politica alta, della politica alta che non può essere profanata
dai risentimenti, dalle ripicche o dalle progettualità di basso
profilo, in questo senso il mio appello va alle forze politiche,
perchè si impedisca - ed il mio sforzo sarà diretto a questo fine
- lo svuotamento delle istituzioni.
Ricordiamoci che dallo scadimento delle istituzioni,
dell'istituzione assembleare in particolare, non ne trarrà in
vantaggio l'uno o l'altro attore politico, ma ne risentirà
negativamente la comunità alla quale noi tutti abbiamo il dovere
di rispondere.
La ridefinizione del sistema dei poteri è dunque l'occasione
per il recupero dell'alta politica, quella che qui dentro si deve
praticare e che troverà nel suo Presidente non solo il garante,
ma anche il propulsore.
Intraprendiamo, dunque, con fiducia il lungo percorso che ci
attende orgogliosi di rappresentare gli interessi, ma soprattutto
le speranze del nostro popolo, speranze che non possiamo tradire,
anche perchè sono le nostre stesse speranze.
Nella Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana
troverete la sensibilità necessaria e il sostegno che tutti voi
vi attendete.
Consentitemi, nel rinnovare il mio ringraziamento, di
formulare l'augurio di un proficuo lavoro e di rivolgere un
pensiero riconoscente a quanti hanno lavorato, pagando anche
prezzi altissimi, per il bene di questa nostra terra, a
cominciare dalle vittime innocenti della criminalità mafiosa. Un
ringraziamento a quanti, magistrati, uomini delle forze
dell'ordine, amministratori, lavorano affrontando rischi non
indifferenti per garantire democrazia e legalità. Un saluto alle
forze sociali, alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali,
nonché alle rappresentanze del variegato mondo del volontariato,
chiamate ad essere protagoniste ed artefici di un confronto
responsabile per proiettare l'Isola verso nuovi traguardi di
crescita economica, civile e sociale.
Un saluto ai miei predecessori, coloro che hanno occupato
questo scanno, che hanno onorato la storia dell'autonomia
siciliana e - se mi permettete - un saluto particolarmente
affettuoso al mio immediato predecessore, Nicola Cristaldi,
personaggio che ha impresso sicuramente una forte personalità
alla Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana.
Un ulteriore augurio ed un saluto al Presidente della
Regione ed al suo Governo, convinto come sono che saranno
all'altezza del mandato che il popolo siciliano ha voluto loro
affidare.
Rivolgo un deferente saluto al Capo dello Stato, Carlo
Azeglio Ciampi, di cui è nota la simpatia nei confronti della
nostra Isola e dei siciliani tutti.
Con l'aiuto di Dio e il sostegno dei siciliani, vinceremo la
sfida che il tempo presente ci propone.
(Applausi)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un'ora, in attesa
di alcune consultazioni che mi corre obbligo tenere per
considerare l'opportunità di un rinvio per il completamento
dell'Ufficio di Presidenza o in giornata, o domani, o a data da
destinarsi. Fra un'ora riprenderemo la seduta per la
comunicazione ufficiale delle decisioni.
La seduta è, pertanto, sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.07, è ripresa alle ore 17.10)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 31 luglio
2001, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - GIURAMENTO DI DEPUTATO.
II - SEGUITO DELLA COSTITUZIONE DELL'UFFICIO DEFINITIVO DI
PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA.
La seduta è tolta alle ore 17.11
(Licenziato dal Servizio dei Resoconto alle ore 18.00)