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Resoconto d'Aula della Seduta n. 1 di mercoledì 25 luglio 2001
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   Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo


    PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PROVVISORIO LEANZA VINCENZO

    La seduta  è aperta  alle ore 10.50

     PRESIDENTE. Invito il Presidente della Regione e gli onorevoli
  Assessori a prendere posto al banco del Governo.

    Onorevoli  colleghi,  quale  deputato  più anziano,  assumo  la
  Presidenza provvisoria dell'Assemblea, ai sensi  dell'articolo  2
  del Regolamento interno dell'Assemblea medesima.
       Dichiaro  aperta la tredicesima  legislatura  dell'Assemblea
  regionale siciliana.
       Do  lettura  dell'ordine  del  giorno  dell'odierna  seduta,
  comunicato  dal  Presidente  della  Regione  al   domicilio   dei
  deputati,  ai sensi dell'articolo 3 dello Statuto  della  Regione
  siciliana:

        I - Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.

       II - Prestazione del giuramento prescritto dall'articolo
            5 dello Statuto.

      III - Costituzione dell'Ufficio definitivo di Presidenza
            dell'Assemblea.

         Costituzione dell'ufficio provvisorio di Presidenza

     PRESIDENTE.  Si passa al  primo  punto dell'ordine del giorno:
  Costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza.
       Invito   gli  onorevoli   Savarino   Giuseppa   e   Genovese
  Francantonio,  quali  deputati  più  giovani  fra i  presenti,  a
  prendere  posto  al  banco  della  Presidenza per  esercitare  le
  funzioni  di deputato segretario dell'Ufficio di  Presidenza,  ai
  sensi dell'articolo 2, comma 2 del Regolamento interno.

    (I deputati Savarino e Genovese  assumono  le  loro funzioni al
    banco della Presidenza)

       Dichiaro   così    costituito   l'Ufficio   provvisorio   di
  Presidenza.


   Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo

                         Giuramento dei deputati

     PRESIDENTE. Si passa al  secondo punto dell'ordine del giorno:
  Prestazione  del  giuramento  prescritto  dall'articolo  5  dello
  Statuto.
       Dò   lettura  della   formula   del   giuramento   stabilita
  dall'articolo 6 delle "Norme per l'attuazione dello Statuto della
  Regione siciliana":

       "Giuro di essere fedele  alla  Repubblica italiana ed al suo
  Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
  e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
  al solo scopo del bene  inseparabile  dello Stato e della Regione
  siciliana."

    (Il Presidente provvisorio,  levatosi  in  piedi,  pronunzia ad
    alta  voce  le  parole:  "Lo giuro".  Successivamente  giurano,
    ciascuno  dal  proprio posto, i seguenti deputati  presenti  in
    Aula):

    Acierno, Amendolia,  Antinoro,  Ardizzone,  Barbagallo, Basile,
    Beninati, Borzacchelli,  Burgaretta  Aparo, Capodicasa, Cascio,
    Castiglione,  Catania,   Cimino,   Cintola,  Confalone,  Costa,
    Cracolici,  Crisafulli,  Croce,  Cuffaro,  D'Andrea,  D'Antoni,
    D'Aquino,  De  Benedictis,  Dina,  Ferro,   Fleres,   Forgione,
    Formica,  Galletti, Genovese, Giambrone,  Giannopolo,  Granata,
    Gurrieri, Incardona, Infurna, Ioppolo, Leanza  Edoardo,  Leanza
    Nicola,  Leontini, Liotta, Lo Curto, Lo Giudice, Lo  Monte,  Lo
    Porto,  Mancuso,  Manzullo,  Mercadante,   Miccichè,  Misuraca,
    Morinello, Moschetto, Nicotra, Oddo, Ortisi,  Paffumi,  Pagano,
    Panarello,   Papania,   Pistorio,  Raiti,   Rotella,   Sanzeri,
    Savarino, Savona, Sbona, Scoma, Segreto,  Spampinato, Speziale,
    Stancanelli, Tricoli, Tumino, Turano, Vicari,  Villari,  Virzì,
    Vitrano, Zago, Zangara.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  dò lettura della nota fatta
  pervenire     dall'onorevole    Orlando    concernente    impegni
  improrogabili che  gli  impediscono di essere presente alla prima
  seduta della 13  legislatura:
       "Improrogabili impegni di lavoro assunti in precedenza negli
  Stati  Uniti d'America mi impediscono il ritorno in Italia per la
  seduta  inaugurale  della  XIII legislatura, cui non potrò quindi
  prendere parte.
       Vi  prego  di porgere a tutti i colleghi deputati ed a tutto
  il personale dell'Assemblea i miei migliori auguri di buon lavoro
  per il lavoro che ci attende per il bene della nostra Regione.
       Con la più sentita stima".
       Onorevoli  colleghi,  quale presidente provvisorio di questa
  seduta,  desidero rivolgere un indirizzo di saluto a ciascuno dei
  componenti  ed  all'Assemblea  nel  suo  insieme,  oltre  che  al
  Governo.


   Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo

                    Saluto del Presidente provvisorio

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  seniores priores - dicevano
  gli antichi  romani - se il primato poco invidiabile di essere il
  deputato più  anziano  di  età  tra  i  presenti  ha riservato al
  sottoscritto    il    privilegio    di   presiedere,   sia   pure
  provvisoriamente,   la   seduta   introduttiva   di  questa  XIII
  legislatura, il  caso  ha  voluto che fosse ancora chi vi parla a
  consegnare   il  testimone  quale  presidente  uscente  al  primo
  Presidente   della   Regione   eletto   direttamente  dal  popolo
  siciliano.
       Tale  duplice  circostanza,  al di là dei formalismi e della
  sua  casualità,  assume  per  me  un  significato particolare, in
  quanto  mi  consente  di  potere  ancora una volta rivendicare la
  funzione  di  traghettatore tra la prima e la seconda Regione; un
  traghettatore  che ha tentato con umiltà, talvolta in solitudine,
  di  favorire  ed  assecondare  la transizione dal vecchio assetto
  statutario  ad  una  nuova  stagione  dell'autonomismo siciliano,
  basata  sull'elezione  diretta  del  capo  dell'Esecutivo e sulla
  distinzione netta di ruoli tra maggioranza ed opposizione.
       Mi si consenta, quindi, di manifestare un sentimento di viva
  emozione e di legittimo orgoglio per il significato personale che
  intendo  annettere all'apertura di questa seduta inaugurale della
  nostra  Assemblea, che si celebra dinnanzi ad illustri autorità e
  personalità,  nazionali  e locali, che con la loro presenza hanno
  ritenuto di elevarne il rilievo e che io ringrazio sentitamente a
  nome di tutta l'Assemblea.
       Dopo   cinque  legislature  passate  all'interno  di  questo
  palazzo  e  di  quest'Aula,  mentre  mi  accingo ad intraprendere
  insieme  a  voi  il  lavoro  di  parlamentare per la sesta volta,
  vorrei   formulare  con  estrema  brevità  alcune  riflessioni  e
  considerazioni  sulla  rilevanza  davvero storica che assumerà la
  XIII  legislatura  per  il  futuro  della  Regione: come ho avuto
  occasione  di  affermare  nel  corso  della  celebrazione del 50
  anniversario dello Statuto siciliano, il 15 maggio scorso a Villa
  Malfitano,  la  riforma  dello statuto regionale, apportata dalla
  legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, ispirata da una legge
  voto che  ha  visto  protagonista  questo  Parlamento, innesca un
  processo  irreversibile  di  rigenerazione  e  di modernizzazione
  dell'assetto delle istituzioni autonomistiche.
       Tale processo,  che  ha come obiettivo la ricostituzione del
  rapporto tra  la  società  siciliana  e  la  Regione, deve essere
  portato a  maturazione  soprattutto con il contributo della nuova
  classe  politica regionale, espressa dai siciliani nelle elezioni
  del 24  giugno  scorso,  che  hanno  consentito di individuare un
  Presidente  della  Regione  rafforzato  nella  sua legittimazione
  popolare   ed  una  rappresentanza  parlamentare  preordinata  al
  sostegno della  sua  iniziativa politica, forte anche del rinnovo
  di circa metà dei suoi componenti.
       La legge  costituzionale  n.  1  del  1999  aveva introdotto
  l'elezione  diretta del Presidente nelle Regioni ordinarie, dando
  nuovo impulso  alla  realtà  regionale siciliana. Dopo il varo di
  quella legge, le  Regioni  speciali correvano il serio rischio di
  restare indietro.  La Sicilia, con il suo retaggio istituzionale,
  e insieme  alle  altre regioni, oltre a promuovere essa stessa il
  completamento della  riforma dello Statuto, ha oggi il compito di
  essere  protagonista  del  cambiamento  istituzionale  a  livello
  nazionale, proponendo una nuova forma di regione che contrassegni
  il    riassetto   in   senso   federalista   della   Costituzione
  repubblicana.
       Come è a  tutti  voi  noto, lo Statuto siciliano del 1946 ha
  costituito una spinta formidabile verso un assetto costituzionale
  di tipo  regionale, e tale spinta si è tradotta nell'impostazione
  data alle  norme  del  Titolo V della Costituzione del 1948.
       Poi, però,  questo assetto è rimasto a lungo congelato, fino
  a quando nel  1970  sono nate le Regioni ordinarie. Ma anche dopo
  la nascita  delle  regioni  ordinarie  il regionalismo italiano è
  rimasto debole e con una identità poco definita.
       In quegli  anni,  in  Italia,  per realizzare la comune Casa
  democratica,  era  difficile seguire la strada del decentramento.
  Il modello istituzionale che si affermò fu quello dello Stato dei
  partiti e dello Stato sociale. In tale contesto, non c'era spazio
  per politiche differenziate sul piano territoriale, ed alla fine,
  anche la  specialità  di alcune regioni, come la Sicilia, è stata
  depotenziata.
       Oggi   la   realtà   è   diversa.   Sia  la  globalizzazione
  dell'economia che la crisi dei partiti storici e della democrazia
  italiana,   portano   all'esaltazione   del   ruolo  dei  governi
  substatali.  La  nostra  è l'era del federalismo, e quello in cui
  la Sicilia  dovrà  attendere  e  che  dovrà  promuovere  sarà  la
  responsabilizzazione   ed  anche  la  competizione  virtuosa  tra
  livelli istituzionali differenti.
       Con la  revisione  del Titolo V della Carta costituzionale e
  con  la   revisione  integrale  degli  Statuti  regionali, i  tre
  differenti livelli  istituzionali - statale, regionale e locale -
  dovranno  essere  dotati  di  poteri  e  funzioni  effettivamente
  esercitabili  nei rispettivi ambiti territoriali, all'insegna del
  principio    di    sussidiarietà,    del   principio   di   reale
  collaborazione,  del  principio  di  programmazione  economica  e
  finanziaria,    nonché    all'insegna    dell'innovazione   degli
  ordinamenti che  disciplinano  i  servizi  reali, la dotazione di
  infrastrutture,  la  promozione di iniziative imprenditoriali, la
  semplificazione  e lo snellimento delle procedure amministrative,
  ferma restando l'uniformità delle prestazioni sociali di base per
  i cittadini dell'intero territorio nazionale.
       La nuova forma di Governo, che trae  origine  dalla  riforma
  dello Statuto siciliano introdotta dalle  legge costituzionale n.
  2 del 2001, sembra andare, appunto, nella direzione  di una piena
  realizzazione di un disegno di democrazia immediata  e  di natura
  federalista. In primo luogo, in quanto per la prima volta dopo 55
  anni  di  vita  statutaria,  mediante   l'elezione   diretta  del
  Presidente e la normativa connessa, si realizza  un  processo  di
  stabilizzazione degli esecutivi regionali.
       Credo  che  nessuno più del sottoscritto  possa  vantare  in
  quest'Aula  il  primato  lusinghiero da  una  parte,  sintomatico
  dall'altra,  di  avere  fatto  parte di  sette  Giunte  regionali
  siciliane  nelle  ultime  quattro  legislature   in   qualità  di
  Assessore o di Presidente della Regione; ed è in tale qualità che
  posso  testimoniare  l'imprescindibile  esigenza   di  una  piena
  stabilità  dei  Governi regionali ai fini  di  una  realizzazione
  degli indirizzi politico-programmatici scevra da alibi di sorta e
  pienamente conseguente.
       In  secondo   luogo,   accanto  alla  stabilizzazione  degli
  Esecutivi, la nuova  forma  di  governo  derivante  dalla riforma
  statutaria è  caratterizzata  dalla  tendenziale differenziazione
  dei  ruoli  legislativo   ed   esecutivo,  seppur  non  abbandona
  integralmente la  formula  della  democrazia  parlamentare  com'è
  dimostrato dal mantenimento  della  sfiducia  al Governo da parte
  dell'Assemblea, anche se  con  la particolarità di comportare, in
  caso di approvazione,  la cessazione anticipata della legislatura
  in corso.
       Va osservato, come hanno già notato  illustri  studiosi, che
  l'ampliamento del circuito di  legittimazione  delle  Istituzioni
  governanti  della Regione, non equivale  necessariamente  ad  una
  perdita  di  ruolo,  funzioni,   prerogative   e  riconoscibilità
  istituzionale dell'Assemblea Regionale,  ad  esclusivo  vantaggio
  dell'Esecutivo, in quanto è preordinato tendenzialmente, appunto,
  a differenziare, meglio che in passato, compiti  e  funzioni  dei
  diversi organi.
       Mentre il "premier" regionale, dominus di una  Giunta  i cui
  membri sono di fronte a lui  responsabili,  tenterà doverosamente
  di  fare  valere  la  propria   forte   legittimazione   popolare
  nell'azione di Governo, spetterà sempre all'Assemblea - oltre che
  l'ordinaria  attività  di  formazione delle leggi  -  il  compito
  fondamentale di monitorare  l'azione  dell'Esecutivo, riscoprendo
  ed  esaltando  la  funzione  di  controllo  politico-parlamentare
  sull'attuazione dei programmi e delle leggi da  parte del Governo
  regionale e dell'apparato amministrativo servente.
       Accanto a questa tendenziale differenziazione  di  compiti e
  funzioni di Legislativo ed Esecutivo che  caratterizza  la  nuova
  forma  di Governo regionale, occorrerà  introdurre  strumenti  di
  funzionamento e di raccordo che consentono  di  rendere sinergica
  l'attività del Governo regionale e dell'Assemblea.
       Una  prima riforma del  Regolamento  interno  dell'Assemblea
  dovrà  riguardare  i  meccanismi  di  programmazione  dei  lavori
  dell'Assemblea e delle Commissioni legislative.
       La    legislatura    appena    trascorsa    ha    dimostrato
  l'indispensabilità di un buon funzionamento  della Conferenza dei
  Capigruppo  e   la   necessità   di  assicurare  al  Governo  una
  calendarizzazione   attendibile   del  lavoro  parlamentare,  per
  garantire una migliore funzionalità della nostra Assemblea che si
  avvale  del  supporto  della  struttura  guidata  dal  Segretario
  generale dott.  Giuffrida,  il  cui  livello è notoriamente assai
  elevato, si  rende  necessario  procedere  ad una revisione delle
  norme che  regolano l'andamento delle sessioni, dei calendari dei
  lavori,   il   funzionamento  della  Conferenza  dei  Capigruppo,
  l'assegnazione  dei  tempi  degli  interventi  ai  diversi gruppi
  parlamentari,  la fissazione tassativa degli orari di svolgimento
  delle  discussioni  generali,  particolari,  delle  votazioni  in
  commissioni  ed  aula  dei  provvedimenti iscritti all'ordine del
  giorno.
       Un   importante   cambiamento   delle   modalità   operative
  dell'Assemblea  dovrà  poi  riguardare la produzione legislativa.
  Non   c'è    bisogno   di   ripetere   la   massima   di   Tacito
  sull'associazione tra  la  degenerazione  delle  istituzioni e le
  plurimae leges  per  comprendere  l'insostenibilità  dell'odierna
  inflazione normativa, anche  a  livello  del  nostro  ordinamento
  regionale.
       Occorre uno sforzo  convinto,  in  primo  luogo da parte del
  nuovo governo della regione rivolto alla predisposizione di testi
  unici di semplificazione  in  grado di sostituire la congerie  di
  leggi e leggine di settori attualmente vigenti, interpretabili in
  molti casi a  fatica  anche  da  parte  degli  stessi  addetti ai
  lavori.
       Da parte  del  Parlamento occorre, poi, mettere ordine nella
  procedura di elaborazione  dei disegni di legge facendo sì che le
  modifiche, introdotte dall'aula ai testi delle commissioni, siano
  ridotte  al   minimo   indispensabile   al  fine  di  evitare  lo
  stravolgimento   della   coerenza,   logica   e   giuridica,  dei
  provvedimenti   approfonditi   ed   esitati   dalle   commissioni
  legislative.
       Strumenti necessari  di un miglioramento della qualità della
  legislazione che  accanto  ai parlamentari vede protagonisti, sul
  piano tecnico,  i  funzionari parlamentari dovrebbe essere sia la
  relazione  tecnica  sull'impatto amministrativo dei provvedimenti
  legislativi che  la  relazione  della  copertura  finanziaria  di
  ciascun   provvedimento  che,  rispetto  all'attuale  situazione,
  andrebbero generalizzate  a  tutti  i  disegni di legge fornendo,
  però,  ai parlamentari,  perchè  il  governo  ce  l'ha  perchè  è
  governo,  gli  strumenti  necessari  per  potere  accompagnare  i
  disegni di legge di queste relazioni tecniche.
       Per oltre mezzo  secolo  l'Assemblea, pur tra luci ed ombre,
  ha   rappresentato  uno  strumento  imprescindibile  di  legalità
  democratica  per   questa  nostra  terra  assai  bella  ma  anche
  difficile.
       Parlamentari  illustri, statisti, martiri della guerra della
  mafia  contro   le   istituzioni,   hanno   lasciato   un   segno
  incancellabile della loro presenza tra i banchi di quest'aula che
  ha  conosciuto  tante  pagine  di  storia  civile  della  Sicilia
  contemporanea.
       Forse  nell'era  della  comunicazione planetaria non abbiamo
  fatto ancora  abbastanza per trasmettere, ai cittadini siciliani,
  un messaggio di  apertura  delle istituzioni al mondo reale, alle
  numerosissime esigenze di informazioni, partecipazione, proposte,
  che generano  di  continuo  le innovazioni tecnologiche, il mondo
  imprenditoriale, il mondo del lavoro, la scuola e le famiglie.
       Concludendo, mi  permetto di esprimere l'auspicio che il neo
  Presidente  della  Regione,  e  la  sua  giunta  di  governo,  il
  Presidente   dell'Assemblea   che   sarà   eletto  tra  breve  da
  quest'Aula, e  i  suoi stessi parlamentari, sapranno tenere testa
  alle tante  questioni  da  affrontare  con energia ed impegno nel
  corso  di  questa tredicesima legislatura guadagnandosi sul campo
  il rispetto  delle istituzioni statali e comunitarie da una parte
  e quello  delle comunità locali e del popolo siciliano dall'altra
  perché, se  è  vero  che  il federalismo è la forma istituzionale
  propria  dell'era  della  globalizzazione, è altrettanto vero che
  quello in  cui  la  nostra  amata  Regione  deve  tendere non può
  semplicemente   rappresentare   il   corrispettivo   di  un  mero
  dimagrimento dello Stato centrale rispetto a poteri e funzioni in
  precedenza detenuti con conseguente ipertrofia e centralizzazione
  degli   apparati   amministrativi   regionali.   L'unica   strada
  utilmente percorribile  è  quella  della  creazione di un modello
  virtuoso  di  interrogazione tra i diversi livelli istituzionali,
  locali, regionali,  centrali  e  comunitari  in  un  rapporto  di
  fattiva  e  reciproca  collaborazione,  al  fine  di  determinare
  un'efficienza  degli  apparati  pubblici  che faccia rinascere la
  fiducia dei  cittadini  nelle  istituzioni  e  che  consenta alla
  nostra Regione di partecipare da protagonista alla costruzione di
  un nuovo Stato e di un'Europa uniti.
       Non  posso  chiudere  questo mio breve discorso introduttivo
  senza  porgere un saluto, il senso della nostra gratitudine ed il
  ringraziamento   per   la  sua  presenza  al  Presidente,  Nicola
  Cristaldi,  che  ci  sta assistendo. Un Presidente prestigioso di
  quest'Assemblea   della  passata  legislatura,  che  ha  condotto
  egregiamente  una  legislatura  difficile  e complessa. Auguri di
  buon   lavoro  al  Governo,  all'Assemblea.  Speriamo  di  potere
  rispondere  a  pieno  alle  attese  dei  siciliani per la seconda
  Regione che inizia da oggi. Grazie.

                              (applausi)


   Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo

    Convocazione della  Commissione provvisoria per la verifica dei
    poteri

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ai sensi dell'articolo 2 bis
  del Regolamento  interno, convoco  la Commissione per la verifica
  dei poteri  al fine di procedere alla proclamazione dei candidati
  che subentrano  ai  deputati  optanti  tra più collegi.
       La  Commissione  provvisoria  di  verifica  è costituita, ai
  sensi   dell'articolo   2  ter  del  Regolamento  interno,  dagli
  onorevoli:  Zangara,  Cintola,  Forgione,  D'andrea  membri della
  Commissione   per   la   verifica  dei  poteri  della  precedente
  legislatura,  e  dai seguenti altri deputati:  Ardizzone, Catania
  Franco, Formica, Leontini e Zago.
       Sospendo, quindi,  la  seduta  e  invito  la  Commissione  a
  riunirsi.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 13.13)

    La seduta è ripresa.

    Comunicazione della nota  pervenuta  da parte  del   Presidente
    della Commissione provvisoria per la verifica dei poteri

     PRESIDENTE. Dò lettura  della  seguente  lettera  pervenuta da
  parte  del  Presidente   della  Commissione  provvisoria  per  la
  verifica   dei   poteri:
       "Onorevole  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana
  comunico che la  Commissione  provvisoria  per  la  verifica  dei
  poteri riunitasi ai sensi degli  articoli  2  bis  e  2  ter  del
  Regolamento interno, ha  preso  atto delle seguenti dichiarazioni
  di opzione, dopo averne verificato la regolarità:

       -  dell'onorevole  ROTELLA  Domenico,  eletto  nel  collegio
  circoscrizionale di  Catania  e  nel  collegio  regionale, per il
  collegio regionale;

       -   dell'onorevole  FLERES  Salvatore  Eugenio,  eletto  nel
  collegio circoscizionale di Catania e nel collegio regionale, per
  il collegio regionale;

       -   dell'onorevole   CIMINO  Michele,  eletto  nel  collegio
  circoscrizionale di  Agrigento  e  nel collegio regionale, per il
  collegio circoscrizionale;

       -   dell'onorevole   LEANZA  Vincenzo  Gaetano,  eletto  nel
  collegio  circoscrizionale  di  Messina e nel collegio regionale,
  per il collegio regionale;

       -  dell'onorevole COSTA David Salvatore, eletto nel collegio
  circoscrizionale di  Trapani  e  nel  collegio  regionale, per il
  collegio regionale;

       -   dell'onorevole   CROCE  Antonino,  eletto  nel  collegio
  circoscrizionale di  Trapani  e  nel  collegio  regionale, per il
  collegio regionale.

       In   conseguenza   di   ciò,   la   Commissione,   ai  sensi
  dell'articolo 1,  comma  3, della legge costituzionale 31 gennaio
  2001, n.  2,  e  del  combinato  disposto  dell'articolo 16 della
  legge  17  febbraio  1968,  n.  108  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni e  dell'articolo  60  della legge regionale 20 marzo
  1951,  n.  29,  ha  proceduto  agli  accertamenti  necessari  per
  assegnare i  seggi  resisi  vacanti,  nei  rispettivi collegi, ai
  primi dei non eletti nelle rispettive liste.
       Ha,    quindi,    deliberato   all'unanimità   di   proporre
  l'attribuzione dei seggi in parola ai candidati:

       - CRISTAUDO Giovanni che, nella lista avente il contrassegno
  'Nuova  Sicilia'  del collegio circoscrizionale di Catania, nella
  quale  è  stato  eletto l'onorevole Rotella, segue immediatamente
  con voti 3.470 l'unico degli eletti, onorevole Rotella;

       - GAROFALO  Ottavio  che, nella lista avente il contrassegno
  'Forza  Italia'  del  collegio circoscrizionale di Catania, nella
  quale è stato eletto l'onorevole Fleres, segue immediatamente con
  voti 11.308 l'ultimo degli eletti, onorevole Moschetto;

       -  BALDARI   Nicola   Renato  che,  nella  lista  avente  il
  contrassegno  'Forza  Italia'  del  collegio  circoscrizionale di
  Messina, nella  quale è stato eletto l'onorevole Leanza Vincenzo,
  segue  immediatamente  con  voti  8.925  l'ultimo  degli  eletti,
  onorevole D'Aquino;

       - CATANIA Giuseppe  che,  nella  lista  n. 3 - La Casa delle
  Libertà -  Cuffaro Presidente del collegio regionale, nella quale
  è  stato eletto l'onorevole Cimino, segue immediatamente l'ultimo
  degli eletti, onorevole Cimino;

       - FRATELLO  Onofrio  che, nella lista avente il contrassegno
  'CCD  -  Cristiano  Democratici' del collegio circoscrizionale di
  Trapani, nella  quale  è  stato  eletto  l'onorevole Costa, segue
  immediatamente  con  voti 6.934 l'unico degli eletti, l'onorevole
  Costa;

       - MAURICI  Giuseppe  che, nella lista avente il contrassegno
  'Forza  Italia'  del  collegio circoscrizionale di Trapani, nella
  quale è  stato eletto l'onorevole Croce, segue immediatamente con
  voti 9.052 l'unico degli eletto, l'onorevole CROCE.

       Preciso,  infine,  che  l'attribuzione  di seggi ai candiati
  subentranti a  seguito  di  opzione  è  subordinata, ai sensi del
  comma  1  dell'articolo  2  bis  del  Regolamento  interno,  alla
  convalida dei deputati optanti nel collegio di opzione.

                                        IL PRESIDENTE  Zangara."

       Onorevoli  colleghi,  se non vi sono osservazioni, s'intende
  che  l'Assemblea  prende  atto della comunicazione del Presidente
  della   Commissione  provvisoria  per  la  verifica  dei  poteri.
  Pertanto,  vista  la  regolarità delle opzioni e subordinatamente
  alla convalida  dei  deputati  optanti  nel  collegio di opzione,
  proclamo  eletti  deputati:  Baldari  Nicola, Cristaudo Giovanni,
  Fratello  Onofrio,  Garofalo  Ottavio, Maurici Giuseppe e Catania
  Giuseppe.
       Avverto  che  da  oggi  decorrono  i  venti  giorni  per  la
  presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi dell'art.
  61, terzo comma, della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.

       (Gli  onorevoli   Baldari,   Catania   Giuseppe,  Cristaudo,
  Fratello, Garofalo e Maurici entrano in Aula).

       Poiché  gli  onorevoli Baldari, Catania Giuseppe, Cristaudo,
  Fratello, Garofalo e Maurici  sono  presenti in Aula, li invito a
  prestare il giuramento di rito.
       Dò  lettura della formula del giuramento stabilita dall'art.
  6 delle norme di attuazione dello Statuto siciliano:
       'Giuro  di  essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
  Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
  e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
  al  solo  scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
  siciliana'.
       Gli  onorevoli   Baldari,   Catania   Giuseppe,   Cristaudo,
  Fratello, Garofalo, Maurici  pronunciano  ad  alta voce le parole
  "Lo giuro".
       Onorevoli  colleghi,  dichiaro  immessi  nelle  funzioni  di
  deputati   all'Assemblea   regionale   siciliana  gli  onorevoli:
  Baldari, Catania, Cristaudo, Fratello, Garofalo e Maurici.

                              (applausi)


   Presidenza del presidente provvisorio Leanza Vincenzo


      Elezione del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

     PRESIDENTE.  Si passa al  terzo  punto dell'ordine del giorno:
  Costituzione     dell'Ufficio     definitivo     di    Presidenza
  dell'Assemblea.
       A norma dell'articolo  3 del Regolamento interno, costituito
  l'Ufficio  provvisorio di  Presidenza,  l'Assemblea  procede alla
  elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto.
       E' eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei
  due terzi dei componenti dell'Assemblea.
       Qualora nessun deputato ottenga tale maggioranza, si procede
  ad  una  seconda  votazione   nella   quale  è  sufficiente,  per
  l'elezione,   la  metà  più   uno   dei   voti   dei   componenti
  dell'Assemblea.   Se  nessun   deputato   abbia   riportato  tale
  maggioranza,  si  procederà,   nel   giorno  successivo, a  nuova
  votazione.  Risulterà eletto il  candidato  che abbia ottenuto la
  maggioranza assoluta dei  voti.
       Qualora nella terza  votazione nessuno abbia riportato detta
  maggioranza,  l'Assemblea  procederà, nello  stesso   giorno,  al
  ballottaggio fra i due  candidati  che  hanno ottenuto il maggior
  numero  di  voti  e  viene  proclamato  eletto  colui  che  abbia
  conseguito  la  maggioranza,  anche  relativa.  La  votazione  si
  effettuerà a norma dell'articolo  4  bis  del Regolamento interno
  mediante  segno  preferenziale su  schede  recanti  a  stampa  il
  Cognome e nome di tutti i deputati.

                Prima votazione a scrutinio  segreto

     PRESIDENTE.  Indìco,  pertanto, la prima votazione a scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea ed invito il
  deputato segretario a procedere all'appello.

     SAVARINO, segretario provvisorio, procede all'appello.

    Prendono parte alla votazione:  Acierno,  Amendolia,  Antinoro,
    Ardizzone, Baldari, Barbagallo, Basile, Beninati, Borzacchelli,
    Burgaretta  Aparo,  Capodicasa,  Cascio,  Castiglione,  Catania
    Franco, Catania  Giuseppe,  Cimino,  Cintola, Confalone, Costa,
    Cracolici,  Crisafulli,  Cristaudo,  Croce,  Cuffaro, D'Andrea,
    D'Antoni,  D'Aquino,   De   Benedictis,  Dina,  Ferro,  Fleres,
    Forgione,  Formica,  Fratello,  Galletti,  Garofalo,  Genovese,
    Giambrone,  Giannopolo,  Granata, Gurrieri, Incardona, Infurna,
    Ioppolo,  Leanza   Edoardo,  Leanza  Nicola,  Leanza  Vincenzo,
    Leontini, Lo Curto,  Lo  Giudice,  Lo Monte, Lo Porto, Mancuso,
    Manzullo,  Maurici,  Mercadante, Miccichè, Misuraca, Morinello,
    Moschetto, Nicotra,  Oddo,  Ortisi, Paffumi, Pagano, Panarello,
    Papania, Pistorio,  Raiti,  Rotella, Sanzeri, Savarino, Savona,
    Sbona,   Scoma,  Segreto,  Spampinato,  Speziale,  Stancanelli,
    Tricoli, Tumino, Turano, Vicari, Villari, Virzì, Vitrano, Zago,
    Zangara.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

    (Il Presidente procede allo spoglio delle schede)

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico il  risultato della votazione a scrutinio
  segreto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea:

     Presenti e votanti....... 88
     Astenuti..................nessuno
     Maggioranza.............. 60

       Hanno ottenuto voti i deputati:

     Lo Porto .......... 52
     Lo Monte ..........  2
     Lo Giudice ........  1
     Capodicasa ........  1
     Crisafulli ........  1
     Maurici ...........  1
     Schede bianche .... 29
     Scheda nulla ......  1

       Non avendo alcun deputato riportato, a norma dell'articolo 3
  del  Regolamento  interno,  la  maggioranza  dei  due  terzi  dei
  componenti  dell'Assemblea,  l'elezione   non   ha   avuto  esito
  positivo.
       Si procede, pertanto, ad una seconda votazione nella quale è
  sufficiente  per  l'elezione  la  metà  più  uno  dei  componenti
  dell'Assemblea.

                SECONDA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

     PRESIDENTE. Indìco la  seconda  votazione  a scrutinio segreto
  per l'elezione del Presidente dell'Assemblea.
       Essa  si  svolgerà  con  le  stesse modalità della votazione
  precedente.
       Invito il deputato segretario a fare l'appello.

     SAVARINO, segretario   provvisorio,  procede all'appello

    Prendono parte alla votazione:  Acierno,  Amendolia,  Antinoro,
    Ardizzone, Baldari, Barbagallo, Basile, Beninati, Borzacchelli,
    Burgaretta  Aparo,  Capodicasa,  Cascio,  Castiglione,  Catania
    Franco,  Catania  Giuseppe,  Cimino, Cintola, Confalone, Costa,
    Cracolici,  Crisafulli,  Cristaudo,  Croce,  Cuffaro, D'Andrea,
    D'Antoni,   D'Aquino,   De  Benedictis,  Dina,  Ferro,  Fleres,
    Forgione,  Formica,  Fratello,  Galletti,  Garofalo,  Genovese,
    Giambrone, Giannopolo, Granata,  Incardona,  Infurna,  Ioppolo,
    Leanza Edoardo, Leanza Nicola,  Leanza  Vincenzo,  Leontini, Lo
    Curto,  Lo  Giudice, Lo Monte,  Lo  Porto,  Mancuso,  Manzullo,
    Maurici,  Mercadante,  Miccichè,   Moschetto,   Nicotra,  Oddo,
    Ortisi, Paffumi, Pagano,  Panarello,  Papania, Pistorio, Raiti,
    Rotella,  Sanzeri, Savarino,  Savona,  Sbona,  Scoma,  Segreto,
    Spampinato,  Speziale, Stancanelli,  Tricoli,  Tumino,  Turano,
    Vicari, Villari, Virzì, Vitrano, Zago, Zangara.

        PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la votazione  e  procedo  allo
  spoglio dalle schede.

          (Il Presidente procede allo spoglio delle schede)

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico  il  risultato  della  votazione  per  la
  elezione del Presidente dell'Assemblea:

                Presenti e votanti....... 85
                Maggioranza.............. 46

           Hanno ottenuto voti i deputati:

                Lo Porto ................ 48
                Lo Monte ................  5
                Leanza Nicola ...........  1
                Fleres ..................  1
                Pistorio ................  1
                Crisafulli ..............  1
                Schede bianche .......... 28

       Proclamo    eletto   Presidente   dell'Assemblea   regionale
  siciliana il deputato onorevole  Lo Porto Guido.

                              (Applausi)
    Insediamento e discorso di rito del Presidente dell'Assemblea

     PRESIDENTE.  Invito,  pertanto,  l'onorevole  Lo Porto Guido a
  prendere il suo posto e ad assumere le sue funzioni.


   Presidenza del presidente Lo Porto

       (Il Presidente, scambiato l'abbraccio di rito col Presidente
                        provvisorio, si insedia).

                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO

     PRESIDENTE.  Signor   Presidente   della   Regione,  onorevoli
  colleghi, se da una parte l'evoluzione della politica italiana ha
  reso di grande attualità il  tema del federalismo e dall'altra ha
  condotto  alla  ricerca   ed   all'individuazione  di  un  legame
  unitario, capace  di  rendere  inalienabile  l'appartenenza  alla
  comunità nazionale e attraverso  di  essa la proiezione in Europa
  dei numerosi problemi della Sicilia,  in uno con la sua vocazione
  mediterranea, è arrivato il momento  di dichiarare a voce alta il
  primato  dell'istituzione   regionale  siciliana  in  termini  di
  autogoverno  e  di  autonomia,   sia   per   i  tempi  della  sua
  realizzazione, sia per i  contenuti  storici  e  culturali che le
  hanno saputo imprimere i suoi protagonisti.
       Ecco  perché lascio  il  mandato  parlamentare  romano,  per
  tuffarmi interamente nella  vita  e  nell'attività del Parlamento
  siciliano, non solamente  per  esserne  l'arbitro e l'applicatore
  dei regolamenti, ma  anche per essere l'interprete delle tensioni
  civili, sociali e culturali che attraversano la realtà siciliana.
       Voglio esprimere i sensi della mia più profonda riconoscenza
  per la fiducia  che  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha voluto
  manifestare  chiamandomi   alla   Presidenza  di  questo  storico
  Parlamento.
       Pur  riconoscendomi   espressione  di  una  maggioranza  ben
  definita, voglio confermare  all'Assemblea  che  mi  sforzerò  di
  assicurare  quella opportuna  posizione  di  imparzialità  che  è
  garanzia  necessaria  per   il   sereno  svolgimento  della  vita
  parlamentare,  ma  anche  mezzo  di  autorevolezza  della  stessa
  Presidenza.
       Sono convinto che questa sia una grande responsabilità a cui
  spero di corrispondere  con  impegno  e  soprattutto  con  quello
  spirito di servizio che ha  animato  la  mia  storia  personale e
  politica.
       La Sicilia oggi più che mai ha bisogno di istituzioni forti,
  ha bisogno di uomini che  siano capaci di comprendere i segni dei
  tempi  e in questo  senso  di  elaborare  risposte  coerenti  con
  l'eccezionalità del tempo vissuto.
       Infatti, il tempo  che  viviamo,  a  tratti  inquietante,  a
  tratti  esaltante,  è sicuramente un tempo straordinario perchè è
  il  tempo  in  cui,  come  non  mai,  i destini dell'uomo, il suo
  presente  e  soprattutto  il  suo  futuro,  sono  nelle sue mani.
  Dall'uomo  dipende  infatti  il  disegno  di  un avvenire di pace
  sociale  e  di  sviluppo  che  costituisce lo sbocco certo di una
  transizione irta di contraddizioni, di rotture ma anche di grandi
  prospettive.
       Siamo, infatti, nelle piccole come nelle grandi cose, ad una
  svolta,  una  svolta  oltre  la quale la saggezza delle decisioni
  assunte  sarà determinante proprio perchè in molti casi carica di
  una drammatica irreversibilità.
       Questo tempo, che scaglia l'uomo al centro, che ne esalta la
  centralità, richiama  però  il  senso  della  responsabilità,  la
  responsabilità della  guida  dei  processi,  piccoli e grandi che
  siano, una  responsabilità forte a cui nessuno può sottrarsi, una
  responsabilità che  è vieppiù  sottolineata dalla interdipendenza
  indotta dai  processi  di globalizzazione dei quali, constatatane
  la ineluttabilità  senza  lasciarsi  fuorviare  dai segnali più o
  meno forti, nè aprioristicamente per partito preso, rifiutarne il
  corso. Bisogna  coglierne  e  mettere a profitto i tanti elementi
  positivi.  Non si  può  fermare il tempo, nessuno può scendere da
  questo carro per  guardare  gli altri che corrono, siamo tutti ad
  ogni latitudine coinvolti e partecipi.
       Queste  considerazioni  vanno  fatte  perchè si rifletta, si
  abbia contezza  di  ciò  che  ci aspetta al di là delle posizioni
  politiche  di  cui  ognuno  di noi è portatore, dobbiamo capire i
  segni  dei  tempi  e  responsabilmente  dare risposte mature alle
  tante domande che ci vengono poste dalla comunità amministrata.
       Molte cose sono cambiate anche nel nostro Paese, si è chiusa
  soprattutto la  pagina delle contrapposizioni ideologiche che pur
  nella loro  drammatica  emergenza  hanno  tuttavia  prodotto  una
  crescita complessiva.
       E' venuto  il  momento  del  confronto  sui programmi, sulle
  grandi problematiche, sui  quali  dobbiamo ricercare il più vasto
  consenso, non ci  sono  più  idoli  intangibili  che  nel passato
  compromettevano   una  serena  comprensione  delle  problematiche
  contingenti, oggi si  può  parlare  e  agire con maggiore libertà
  sapendo che non sono in gioco le regole democratiche.
       Oggi, ad esempio, si può e si è trovato il consenso generale
  sulla  condanna  di  fenomeni  devastanti  come  quello  mafioso,
  nessuno più  ne  disconosce  l'effetto  devastante  che  esso  ha
  sull'ordinato sviluppo  sociale  ed economico della nostra terra.
  Siamo tutti  convinti della opportunità di essere presidio attivo
  della società, è infatti  il tempo della grande mobilitazione che
  dobbiamo rinnovare ed  esaltare  per  confermare  quella forza di
  reazione che il  compianto  Paolo  Borsellino,  del quale abbiamo
  ricordato  pochi  giorni   fa   la   tragica   fine,  considerava
  fondamentale spezzare finalmente il dominio del male.
       Una  grande  mobilitazione  sulla  quale  fondare  qualsiasi
  progetto di sviluppo  in  grado  di schiodare la nostra terra dal
  circuito  vizioso  della  depressione. Alla nostra responsabilità
  deve dunque  corrispondere la responsabilità della gente che deve
  avere capacità critica  facendo  sentire la propria voce, non per
  la ricerca del privilegio, ma per l'affermazione della giustizia.
       Noi, Assemblea regionale siciliana, dobbiamo essere in grado
  di ascoltare e  di  sintonizzarci sui bisogni della gente essendo
  consapevoli della  rivoluzione  copernicana che la modifica della
  Statuto con  l'elezione  diretta  del Presidente della Regione ha
  introdotto.
       Questa tredicesima legislatura sarà, dunque, sicuramente una
  legislatura  costituente, le modifiche statutarie intervenute che
  offrono all'esecutivo la  garanzia della stabilità e lo spazio di
  operatività necessari  per  rendere effettiva l'azione di Governo
  necessitano infatti di un opportuno completamento.
       L'Assemblea tutta è dunque chiamata  a  lavorare con impegno
  al completamento del nuovo disegno  istituzionale; un impegno del
  quale tutti noi, al di là  delle  parti politiche, dobbiamo farci
  carico, perchè è un'occasione storica alla  quale non possiamo nè
  dobbiamo sottrarci.
       Il problema che ci si pone sta tuttavia  a  monte,  ed  è un
  problema  fondamentale  per  la stessa  democrazia.  Ci  si  pone
  infatti  il  tema  del  bilanciamento   tra   il   primato  della
  decisionalità, che in questi anni abbiamo  un po' tutti con forza
  e determinazione reclamato ed  auspicato,  con  l'esigenza  della
  rappresentanza   e   della    sottolineatura    della   vocazione
  istituzionale  dei parlamenti, sempre più in  crisi  di  ruolo  e
  deboli di immagine.
       Bisogna, dunque, lavorare con  serietà  e  senza preconcetti
  alla   ricerca   di  nuovi   equilibri,   fra   decisionalità   e
  rappresentanza perchè, ripeto, questo è lo snodo fondamentale del
  sistema democratico.
       Ecco  allora la necessità di  riprendere  tutti  insieme  un
  assetto  istituzionale  che  fughi il  pericolo  latente  di  uno
  svuotamento   sostanziale  dell'Organo   parlamentare,   il   cui
  risultato non può sicuramente essere rappresentato una conquista,
  ma soltanto una perdita di valore.
       L'Assemblea  deve ritornare ad  essere  la  fondamentale  ed
  autorevole sede di rappresentanza  degli  orientamenti politici e
  degli  interessi  territoriali  e  per  ciò  stesso  deve  essere
  garantita e rafforzata nel suo ruolo  naturale  senza  con questo
  aspirare a classi politiche superate dal contesto storico.
       Su  questo  tema  si deve  pretendere  chiarezza  fugando  i
  possibili equivoci.
       L'Assemblea deve pretendere in  particolare di esercitare la
  competenza  relativa   all'esercizio   dell'indirizzo   generale,
  all'esercizio  delle  funzioni  di   conoscenza  e  di  controllo
  dell'azione  del Governo e dell'Amministrazione  e  a  quella  di
  comunicazione nei confronti dei cittadini.
       In  tale  ambito  occorre  sottolineare  l'impegno  volto  a
  controllare i flussi di spesa e a porre in essere ogni iniziativa
  per  fluidificare  l'andamento  delle   spese   con   riferimento
  specifico alle risorse di provenienza comunitaria.
       Tutto ciò con l'obiettivo  di  essere coprotagonisti insieme
  al Governo del riscatto economico e sociale della nostra Sicilia.
       In  sintesi  occorre  creare   un  rapporto  che  garantisca
  pienezza   di  poteri  al  Governo  e  pienezza  di  capacità  di
  rappresentanza di indirizzo e controllo all'Assemblea.
       D'altra  parte  è  anche   interesse  dello  stesso  Governo
  sostenere  il diritto di  esercizio  pieno  della  rappresentanza
  assembleare, perchè quest'ultima sia di  sostegno  e  di garanzia
  nel confronto che dovrà instaurarsi con gli organi centrali dello
  Stato  per  reclamare  la  piena   attuazione   di   uno  statuto
  autonomistico concepito per essere  lo  strumento  necessario per
  disincagliare  la  nostra  Terra   dagli   antichi   vincoli  del
  sottosviluppo e della miseria.
       Sono   i  problemi  della   nostra   Terra,   le   vocazioni
  all'impegno, le tensioni positive, che devono trovare ingresso in
  quest'Aula,  sfuggendo alle tentazioni  del  piccolo  cabotaggio,
  della  mera  affermazione  personale,   scollata  da  un  disegno
  complessivo  di  crescita  della società. Questo è il luogo della
  politica  alta,  della politica alta che non può essere profanata
  dai  risentimenti,  dalle ripicche o dalle progettualità di basso
  profilo,  in questo senso il mio appello va alle forze politiche,
  perchè si impedisca - ed il mio sforzo sarà diretto a questo fine
  - lo svuotamento delle istituzioni.
       Ricordiamoci  che  dallo   scadimento   delle   istituzioni,
  dell'istituzione assembleare in particolare,  non  ne  trarrà  in
  vantaggio  l'uno  o  l'altro attore  politico,  ma  ne  risentirà
  negativamente la comunità alla quale noi  tutti abbiamo il dovere
  di rispondere.
       La ridefinizione del sistema dei poteri è dunque l'occasione
  per il recupero dell'alta politica, quella che qui dentro si deve
  praticare e che troverà nel suo  Presidente  non solo il garante,
  ma anche il propulsore.
       Intraprendiamo, dunque, con fiducia il lungo percorso che ci
  attende orgogliosi di rappresentare gli interessi, ma soprattutto
  le speranze del nostro popolo, speranze che non possiamo tradire,
  anche perchè sono le nostre stesse speranze.
       Nella    Presidenza   dell'Assemblea   regionale   siciliana
  troverete la  sensibilità  necessaria e il sostegno che tutti voi
  vi attendete.
       Consentitemi,  nel   rinnovare  il  mio  ringraziamento,  di
  formulare l'augurio  di  un  proficuo  lavoro  e  di rivolgere un
  pensiero riconoscente  a  quanti  hanno  lavorato,  pagando anche
  prezzi  altissimi,   per  il  bene  di  questa  nostra  terra,  a
  cominciare dalle  vittime innocenti della criminalità mafiosa. Un
  ringraziamento   a   quanti,   magistrati,   uomini  delle  forze
  dell'ordine,  amministratori,  lavorano  affrontando  rischi  non
  indifferenti per  garantire democrazia e legalità. Un saluto alle
  forze  sociali,  alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali,
  nonché alle  rappresentanze del variegato mondo del volontariato,
  chiamate ad  essere  protagoniste  ed  artefici  di  un confronto
  responsabile per  proiettare  l'Isola  verso  nuovi  traguardi di
  crescita economica, civile e sociale.
       Un saluto  ai  miei  predecessori, coloro che hanno occupato
  questo  scanno,   che  hanno  onorato  la  storia  dell'autonomia
  siciliana e  -  se  mi  permettete  -  un  saluto particolarmente
  affettuoso  al  mio  immediato  predecessore,  Nicola  Cristaldi,
  personaggio che  ha  impresso  sicuramente  una forte personalità
  alla Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana.
       Un ulteriore  augurio  ed  un  saluto  al  Presidente  della
  Regione ed  al  suo  Governo,  convinto  come  sono  che  saranno
  all'altezza del  mandato  che  il popolo siciliano ha voluto loro
  affidare.
       Rivolgo un  deferente  saluto  al  Capo  dello  Stato, Carlo
  Azeglio Ciampi, di  cui  è  nota  la simpatia nei confronti della
  nostra Isola e dei siciliani tutti.
       Con l'aiuto di Dio e il sostegno dei siciliani, vinceremo la
  sfida che il tempo presente ci propone.

                              (Applausi)

       Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un'ora, in attesa
  di   alcune   consultazioni  che  mi  corre  obbligo  tenere  per
  considerare  l'opportunità  di  un  rinvio  per  il completamento
  dell'Ufficio  di  Presidenza o in giornata, o domani, o a data da
  destinarsi.   Fra   un'ora   riprenderemo   la   seduta   per  la
  comunicazione ufficiale delle decisioni.
       La seduta è, pertanto, sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.07, è ripresa alle ore 17.10)

       La  seduta  è  ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto

       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 31 luglio
  2001, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - GIURAMENTO DI DEPUTATO.

     II - SEGUITO DELLA COSTITUZIONE DELL'UFFICIO DEFINITIVO DI
          PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA.

       La seduta è tolta alle ore 17.11

    (Licenziato dal Servizio dei Resoconto alle ore 18.00)