BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ascoltando la
lettura del verbale ho sentito che nella parte finale il deputato
segretario ha letto che 'la seduta, sospesa alle ore 22.00, è
ripresa alle ore 23.00'. Ma così non è; infatti ieri la seduta è
stata chiusa alle ore 21.30. Desidero un chiarimento in proposito.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, lei non ha sentito bene; la sua
impressione è errata.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, il processo verbale si
intende approvato.
Si passa al punto I dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
- "Disciplina urbanistica di 'Aree attrezzate multifunzionali
plain air' a vocazione turistica" (n. 522)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Papania in data 12 novembre 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Norme a tutela della pubblica e privata incolumità dei
fabbricati destinati ad ospitare scuole dell'obbligo nel
territorio regionale e conseguente istituzione del fascicolo
del fabbricato scolastico" (n. 517)
- iniziativa parlamentare
- PARERE V COMMISSIONE
- "Modifiche alle tabelle per la formazione dei contingenti,
riguardanti l'occupazione forestale, di cui all'articolo 46
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16" (n. 518)
- iniziativa parlamentare
- "Soppressione degli Istituti autonomi case popolari
(IIAACCPP) operanti nel territorio della Regione siciliana.
Costituzione dell'Agenzia regionale finanziaria immobiliare
siciliana (ARFIS). Norme per agevolare l'acquisto della prima
casa" (n. 519)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della
difesa del suolo" (n. 521)
- iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per l'ulteriore assunzione di personale nel Servizio
di emergenza-urgenza 118" (n. 520)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 12 NOVEMBRE 2002
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che in data 12 novembre 2002 l'onorevole
Antinoro ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 520
"Norme per l'ulteriore assunzione di personale nel servizio di
emergenza-urgenza 118" presentato dagli onorevoli Lo Giudice
Vincenzo ed altri in data 7 novembre 2002.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 897 - Notizie circa il CIAPI di Priolo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
- Assessore Industria
- Assessore Beni Culturali
***
Sbona Sebastiano; Burgaretta Aparo Sebastiano
----------------
- con richiesta di risposta scritta
N. 895 - Iniziative per fronteggiare i danni subiti dagli
allevatori in conseguenza dell'emissione di cenere vulcanica
dall'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Raiti Salvatore
----------------
N. 896 - Notizie sul mancato pagamento dell'indennizzo per
la siccità agli allevatori siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Raiti Salvatore
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 177 - Sostegno e valorizzazione del settore 'no profit".
Ferro Giovanni; Forgione Francesco; Barbagallo Giovanni;
Ortisi Egidio; Speziale Calogero; Lo Monte Carmelo
Presentata il 12/11/02
----------------
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "INTERVENTI PER
L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO IN SICILIA"
(NN. 271-341/A)
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge: "Interventi per
l'attuazione del diritto allo studio universitario in Sicilia" (nn.
271-341/A).
Invito i componenti la V Commissione legislativa "Cultura,
formazione e lavoro" a prendere posto al banco delle commissioni.
Presidenza del presidente Cristaldi
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera non ho
potuto fare questo richiamo al Regolamento in quanto c'è stata la
richiesta di verifica del numero legale, la cui mancanza ha fatto
rinviare la seduta ad oggi.
Il mio richiamo al Regolamento va agganciato esattamente
all'ultimo momento della seduta d'Aula di ieri sera.
Desidero richiamare l'attenzione della Presidenza
sull'emendamento aggiuntivo 31.9, sul quale ieri sera è mancato il
numero legale; l'emendamento era stato dichiarato ammissibile dalla
Presidenza e posto in votazione. Esso, però, riguarda materia
totalmente estranea al disegno di legge al nostro esame; riguarda,
infatti, enti lirici e sinfonici e nessuna attinenza ha con il
disegno di legge concernente il diritto allo studio universitario.
Elogiandola, desidero ricordare alla Presidenza che quando il
Governo ha presentato la finanziaria 2002 la stessa Presidenza ha
opportunamente operato degli stralci assegnandoli, a seconda della
competenza, alle Commissioni legislative.
Questa norma faceva parte dello stralcio assegnato dalla
Presidenza alla Commissione legislativa "Ambiente e territorio". A
mio avviso, dunque, per poter porre in votazione quell'emendamento
aggiuntivo - ancorché lei, signor Presidente, lo abbia ritenuto
ammissibile pur riguardando materia totalmente estranea al testo al
nostro esame - è necessario il parere della IV Commissione
legislativa da lei già investita per la stessa problematica durante
l'esame della finanziaria.
Pertanto, le chiedo, signor Presidente, ove possibile e sempre
con il massimo rispetto, di rivedere la posizione sull'ammissibilità
dell'emendamento 31.9. Ove, infatti, lei dovesse continuare a
ritenerlo ammissibile, le chiedo, ai sensi del nostro Regolamento,
di inviarlo alla IV Commissione in quanto quella Commissione ha il
diritto-dovere di esprimere il parere sullo stesso.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il richiamo al Regolamento
dell'onorevole Acierno risiede su una base normativa precisa ed io
ne prendo atto.
Tuttavia ci sono fasi nei processi legislativi, soprattutto in
quest'Assemblea, in cui gli accordi politici possono essere
coinvolgenti non al punto di stravolgere, ma al punto di superare le
difficoltà di ordine regolamentare.
Durante la riunione che abbiamo avuto ieri, alla quale ha
partecipato anche lei, onorevole Acierno, tenutasi per procedere in
direzione della composizione anziché in quella della divisione,
avevamo stabilito, nel corso di un dibattito abbastanza lungo ...
ACIERNO Avevamo parlato di riscrittura.
PRESIDENTE No, no, un momento, di questo dobbiamo parlare. Se le
riunioni hanno un esito finale su cui tutti concordano, non è
consentito ad alcuno venire qui pubblicamente a dissentire.
Lei, naturalmente non mi sta seguendo perché probabilmente è
già soddisfatto di aver posto la questione senza preoccuparsi poi
della soluzione da darle.
Onorevole Acierno, sto cercando di dare una soluzione alla
questione da lei posta.
Riassumendo: poiché c'è stata una riunione e pensavo si fosse
raggiunta un'intesa politica sulla ammissibilità dell'emendamento,
credevo che questo emendamento fosse tra quelli ritenuti possibili.
Poiché lei pone un problema preciso, devo, a questo punto,
chiedere il parere del Governo.
Onorevole assessore, l'onorevole Acierno - per riassumere il
suo punto di vista - chiede che l'emendamento 31.9 venga inviato in
IV Commissione per il parere di rito. Il parere del Governo?
GRANATA assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, il parere del Governo è
contrario, in quanto si tratta di una norma interpretativa. In ogni
caso, la Commissione competente ad esaminare quell'emendamento è la
V Commissione che, tra l'altro, essendo qui riunita, può esprimere
un parere immediato sull'emendamento in questione che tratta di enti
lirici e sinfonici che dipendono dalla competenza dell'Assessorato
dei Beni culturali.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, considerato che si tratta di "teatro" e considerato che
fino ad oggi la V Commissione ha espresso pareri in proposito, al di
là di ciò che sostiene l'onorevole Acierno ...
ACIERNO No, non lo dico io, lo ha detto il Presidente. Il
Presidente lo aveva assegnato alla IV Commissione; voi stabilite
invece che è di competenza della V Commissione.
Ripeto: l'emendamento faceva parte di uno stralcio assegnato
alla IV Commissione; voi avete ragione, ma gli atti vi
contraddicono. Io sostengo soltanto che la IV Commissione intende
esprimere il parere e che successivamente si potrà votare
l'emendamento.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io rivendico la competenza della V Commissione
eventualmente a dare il parere che comunque è stato dato. Adesso non
ho qui le carte, ma ricordo che nel famoso collegato avremmo anche
dato il parere sull'emendamento 31.9.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.9 del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRANATA assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 31.7 e
31.8.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 31.6 R1 del Governo. Il parere
della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro pertanto precluso l'emendamento 31.6 R.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 32.3
allegato.
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura.
"Art. 32.
Norma finanziaria
1. Per le finalità previste dall'articolo 24, comma 1, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di
20.000 migliaia di euro. Per la realizzazione di specifici
programmi d'interventi di cui al comma 2 del medesimo
articolo la spesa autorizzata, per l'esercizio finanziario
2002, ammonta a 194 migliaia di euro.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede quanto a 10.165
migliaia di euro con le disponibilità della U.P.B. 9.2.1.3.5
(capitolo 373312), quanto a 2.022 migliaia di euro con le
disponibilità della U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704,
accantonamento 1015) e quanto a 8.007 migliaia di euro con
parte delle disponibilità della U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704, accantonamento 1001) del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi successivi
la quantificazione degli oneri è determinata annualmente con
legge finanziaria."
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 32.R
allegato interamente sostitutivo dell'articolo 32. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Preciso che in sede di votazione finale sarà approvato un
emendamento, ai sensi dell'articolo 117, comma 2 del Regolamento
interno, per il coordinamento dell'emendamento 32.R con l'articolo
31.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti
articoli aggiuntivi:
- dal Governo: emendamento 32.1 R;
- dalla Commissione e dal Governo: emendamento 32.1.
Pongo in votazione l'emendamento 32.1R del Governo. Il parere
della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro pertanto precluso l'emendamento 32.1.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
articolo aggiuntivo 31.12 allegato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
articolo aggiuntivo 10 bis allegato.
GRANATA assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
L'emendamento 10 bis è la riproposizione di un emendamento che ieri,
nel corso dei lavori d'Aula, aveva avuto una dichiarazione di ritiro
da parte del proponente. Questo emendamento, però, riguarda la
partecipazione degli studenti dei consorzi universitari alla vita
dei nuovi organismi che regolano i nuovi enti che stiamo andando ad
istituire.
A mio avviso, il forte richiamo al Regolamento, sottolineato
dall'onorevole Cintola e da altri parlamentari della maggioranza, è
pertinente, considerato che si era già proceduto alla votazione.
Quindi, questo emendamento potrà trovare spazio nella
finanziaria per una rapidissima approvazione.
Dichiaro, pertanto, di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, purtroppo non ho capito se
l'emendamento 10 bis è stato ritirato o meno.
PRESIDENTE Sì, è stato ritirato.
Si riprende l'esame dell'emendamento 3.24 in precedenza
accantonato.
Ricordo che questo emendamento ha attinenza con tutta la
tematica legata all'articolo 2. Ricordo, altresì, che
sull'emendamento c'è il parere contrario della Commissione
"Bilancio" e della Commissione di merito.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Conferenza dei
Capigruppo abbiamo determinato "una volontà non regolamentare",
perché già abbiamo votato. Questo emendamento è stato votato con
l'articolo 2 e, fin quando l'articolo 2 rimarrà quello che è, questo
emendamento non potrà avere ingresso. Significherebbe, infatti,
aver stabilito prima di voler dare i soldi alle università private e
adesso, se lo approvassimo, ci contraddiremmo. Dunque, questo
emendamento non può essere oggetto di discussione; è assolutamente
improponibile fin tanto che l'articolo 2 rimarrà nella stesura
approvata dall'Assemblea.
Poi c'è l'articolo 117, ai sensi del quale potremo discutere,
se l'Aula sarà disponibile, a proposito delle conclusioni cui è
pervenuta la Presidenza dell'Assemblea; ma al momento io chiedo - se
fossero presenti i due presentatori dell'emendamento - di ritirarlo
per evitare che sia dichiarato improponibile dal Presidente.
Onorevoli colleghi, io continuo a rivolgere un pressante
appello al Presidente perché, sentiti anche i suoi uffici, dichiari
l'emendamento improponibile perché in contrasto con l'articolo 2
che già l'Assemblea ha approvato e che, pur essendo ancora in corso
una diatriba che di qui a poco credo che definiremo, al momento
attuale non può essere messo in votazione proprio perché l'Aula ha
già votato il contrario di quanto prevede l'emendamento al nostro
esame.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, i presentatori dell'emendamento
3.24 in questo momento sono assenti. Lo so che lei intende farlo
proprio, però, dobbiamo cercare di essere un po' più responsabili
nei confronti dell'Istituzione. Non si può difendere un emendamento
i cui presentatori sono assenti.
SPEZIALE Chiedo di parlare e di riprendere l'emendamento 3.24,
dell'onorevole Giannopolo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, sul piano formale il problema è
risolto...
PRESIDENTE Sì, d'accordo, potrei chiudere la vicenda sostenendo
una tesi che è parzialmente coincidente, sia pure con una
conclusione diversa da quella dell'onorevole Cintola.
Questo emendamento deve subire lo stesso destino che subirà il
comma 4 dell'articolo 2 quando andremo a discutere del ricorso
all'articolo 117 del Regolamento interno.
SPEZIALE Signor Presidente, non è così. Se lei mi fa parlare,
penso di potere dare un'interpretazione.
Sono dell'avviso che l'emendamento Villari, che è sub iudice in
quanto c'è una valutazione successiva a norma dell'articolo 117 del
nostro Regolamento, e l'emendamento Giannopolo e Villari sono due
fattispecie del tutto diverse. E adesso cercherò di spiegarne le
ragioni.
Qui non si tratta di una discriminazione.
Il problema è questo: gli studenti pagano le tasse per
iscriversi all'università. Quando noi introitiamo queste tasse,
utilizziamo le tasse che vengono pagate dagli studenti per rendere
dei servizi, tant'è che al punto b) dell'articolo 3, che è
l'emendamento principale al quale si aggancia il subemendamento, è
previsto espressamente che l'accesso ai servizi è condizionato alla
partecipazione al costo da parte degli studenti, che si commisura in
due modi: uno, attraverso il pagamento delle tasse e, l'altro,
attraverso il contributo diretto che viene dato a seconda del
reddito.
Tutto questo si può svolgere dove noi introitiamo le tasse,
come Regione, ma dove le tasse non le prendiamo, nelle scuole
private, nelle scuole non statali, noi non possiamo dettare una
normativa perché significherebbe estendere, con i soldi che gli
studenti pagano, estendere ad altri, diritti che non possono essere
in questo momento tutelati da questa norma.
Quindi, signor Presidente, secondo il mio punto di vista, le
fattispecie all'esame sono assolutamente diverse.
Fra l'altro, a me sembra financo ovvio che quell'emendamento
debba essere approvato perché fa riferimento ad una fattispecie che
è contenuta nella norma.
Qual è la ragione per cui l'articolo 3, punto b), recita:
"L'accesso ai servizi è condizionato alla partecipazione al costo
dei servizi stessi"? Non abbiamo regolamentato le modalità di
erogazione nelle scuole non statali; abbiamo regolamentato le
modalità di erogazione nelle scuole statali. Poi abbiamo esteso un
principio, che riguarda le scuole non statali, che va tutto
regolamentato.
Per cui, non c'è guerra ideologica, così come falsamente viene
interpretato, c'è soltanto un problema di oculata gestione delle
risorse pubbliche che, in questo caso, non possono essere pagate dai
cittadini per sovvenzionare strutture diverse da quelle pubbliche.
Questa è la questione, non mi pare altra.
Per questa ragione, dichiaro di riprendere l'emendamento
dell'onorevole Giannopolo. Io ritengo che lo si debba esaminare
adesso, non c'entra niente subordinarlo alla votazione
dell'emendamento Villari che è stato sottoposto alla questione
dell'articolo 117 del Regolamento interno, in quanto l'emendamento
Villari evidenzia invece un'altra cosa: dice che nelle scuole
private non statali, nel caso in cui gli studenti non solo siano
meritevoli ma provengano da famiglie che non abbiano un elevato
reddito, a costoro si intende dare un un sostegno. Quindi, sono due
fattispecie del tutto diverse. Secondo me, va posto in votazione
questo e poi con il coordinamento formale a norma dell'articolo 117
si provvederà a correggere l'errore.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
lettera b) dell'articolo 3 alla quale si fa riferimento
nell'emendamento non è quella del primo comma, ma è quella che
riguarda il secondo comma e tutte le lettere a seguire perché ci si
riferisce ad alcuni interventi e non a tutti fra quelli previsti nei
principi generali delle tipologie di interventi. L'emendamento punta
ad escludere gli studenti delle università private da alcune
tipologie di intervento.
Questo emendamento intanto presuppone che per le altre
tipologie di intervento gli studenti delle università private
possano godere dei benefici. Questo è già un presupposto che io non
accetto in quanto firmatario di quell'emendamento all'articolo 2 che
sopprimeva il diritto per gli studenti delle scuole private a
partecipare al beneficio dei servizio.
Questo emendamento sposa la filosofia secondo cui gli studenti
delle scuole private, ed è questa la volontà che gli onorevoli
Giannopolo e Villari - almeno questa è la mia interpretazione -
volevano esprimere con l'emendamento in cui, tra l'altro, veniva
inserito il concetto che gli studenti delle scuole private
potevano fruire di questi servizi. E' questa la volontà che si
vuole esprimere con questo emendamento. I presentatori
dell'emendamento vogliono dire: sì, gli studenti delle università
private fruiscono di questi servizi tranne quelli elencati alle
lettere b), c), d), f), i), m) ed n) che si riferiscono all'elenco
del comma 2 dell'articolo 3. Non c'entra niente la partecipazione
alla spesa e quant'altro. Fra l'altro, la tassa per il diritto allo
studio viene pagata anche dagli studenti delle università private.
Per quanto mi riguarda questo emendamento non può che essere
legato alla sorte che avrà la questione dell'articolo 2, ma per una
questione più logica che regolamentare onorevole Cintola. Se passa
l'emendamento Villari nel testo così come è stato formulato
all'articolo 2, esso ha un senso logico ed io voterò a favore; se
non passa l'emendamento Villari all'articolo 2 questo emendamento
non può che essere dichiarato decaduto perché non ha alcun senso
escludere dalla fruizione dei benefici gente che a quei benefici non
ha accesso alcuno. Non so se è chiaro quindi il discorso. Io credo
che questo emendamento debba essere subordinato alla sorte che avrà
l'emendamento Villari all'articolo 2.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Liotta ha contribuito a creare, per quello che mi è
dato intendere, un ulteriore argomento di confusione, sul quale
vorrei fare chiarezza.
Io so di non potere aiutare la Presidenza, anzi la Presidenza
non ha bisogno del mio aiuto sulle valutazioni in ordine
all'ammissibilità o meno degli emendamenti. Ma, di fatto, come
possiamo subordinare un emendamento ad un articolo che è relativo
all'articolo 117 del Regolamento interno che serve per determinare
delle correzioni materiali? Le due cose devono camminare
necessariamente in maniera scissa, perchè se dovesse passare questo
indirizzo noi voteremmo con l'articolo 117 e successivamente
apriremmo di nuovo la votazione su un articolo che a quella logica è
legato. E siccome ciò non è possibile, credo che sia più giusto che
le due cose fossero tenute scisse.
Su questo emendamento deciderà la Presidenza se ritenerlo
ammissibile o meno. Nel caso in cui dovesse essere ritenuto
ammissibile lo voteremo; se, viceversa, così non dovesse essere,
subordinarlo al 117 costituirebbe la riapertura di una votazione che
con il 117, proprio per la correzione degli errori materiali, deve
essere chiusa.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare due
valutazioni. E sono le seguenti. L'onorevole Liotta poc'anzi ha
chiarito che questo emendamento tende ad evitare l'accesso ad alcuni
servizi da paerte degli studenti che frequentano le università
private, mentre altrove è previsto l'accesso ad altri servizi. Già
per un motivo di principio, io sarei contrario e sono contrario, per
lo stesso motivo di principio che ha indotto legittimamente
l'onorevole Liotta invece a dire "io andrei a monte". Si tratta di
due posizioni diverse proprio sul piano del principio. La mia
contrarietà è dovuta al fatto che riscontro una disparità che non
condivido assolutamente, nè ritengo che arbitrariamente questa
regolamentazione possa consentire agli studenti che frequentano le
università private di accedere ad alcuni servizi e non ad altri.
Sarebbe un arbitrio.
SPEZIALE Ma se non li pagano i servizi
LEONTINI Per quanto riguarda la conclusione, quella di far
discendere l'ammissibilità di questo emendamento - contro il quale
io e il mio gruppo votiamo e che io non ritengo ammissibile e
proponibile - dall'applicazione dell'articolo 117 del Regolamento
interno, io sono portatore di una posizione che è per il
mantenimento ed il rispetto del voto d'Aula. E quindi non potrei
assolutamente far discendere, in una direzione che è quella
dell'incertezza, la ammissibilità di questo emendamento che non
ritengo ammissibile. Per cui io sono contrario alla proponibilità
dello stesso.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, se l'intervento
fatto poc'anzi può aver fatto credere che il mio gruppo fosse
contrario a questo emendamento, ci tengo a precisare in fase di
dichiarazione di voto che il nostro voto sarà favorevole, stante le
condizioni in cui viene posto in votazione l'emendamento. E'chiaro
infatti che si presuppone che gli studenti delle università private
possano accedere generalmente ai servizi. Se è così, è chiaro che la
restrizione fatta dall'emendamento Giannopoloe Villari mi sta bene
e, quindi, il mio gruppo voterà favorevolmente.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento articolo aggiuntivo
3.24. Il parere del Governo?
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 33. Invito il deputato
segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO, segretario:
"Art. 33.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione".
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.46, è ripresa alle ore 13.03)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati, ai
sensi dell'articolo 117, comma 2, del Regolamento interno gli
allegati emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 117.1, 117.2 e 117.4;
- dall'onorevole Spampinato: emendamento 117.3;
- dall'onorevole Acierno: emendamento 117.5.
Onorevoli colleghi, relativamente agli emendamenti 117.1,
117.2, 117.4 e 117.5, preciso che gli stessi si intendono accolti e
quindi saranno considerati in sede di coordinamento formale del
disegno di legge.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Per quanto riguarda l'emendamento 117.3 dell'onorevole
Spampinato che così recita: "All'articolo 2, comma 2, sostituire le
parole 'nonchè gli iscritti ai corsi di formazione' con le parole
'nonchè agli studenti iscritti ai corsi di alta formazione'", reputo
che non sia necessario far ricorso all'articolo 117 del Regolamento
interno in ordine all'articolo 2 in quanto dal contesto dello stesso
si evince chiaramente che si tratta di "formazione elevata" per il
vincolo del titolo di studio. Pertanto, l'emendamento 117.3 non
è ammissibile.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, in merito al dibattito svoltosi in Aula
nella seduta n. 95 del 30 ottobre 2002 sulla votazione degli
emendamenti presentati al comma 4 dell'articolo 2 del disegno di
legge n. 271-341/A, vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sulla
circostanza che siano state effettuate nel corso della seduta n. 93
del 24 ottobre 2002 più votazioni, tutte valide, ma tra loro
contraddittorie.
Così come ho ribadito nella seduta n. 96 del 5 novembre 2002, è
necessario eliminare tale contraddizione mediante un coordinamento
che riporti tutto nella ratio reale della norma quale è stata voluta
dalla maggioranza in quel momento presente in Aula.
Io ricordo bene che a tale proposito, riconoscendo la passione
e la base di discussione su questo argomento cui ha dato luogo il
dibattito in Assemblea, offrii, promisi, proposi il ricorso
all'articolo 117 del Regolamento interno che, dopo uno studio
particolare, mi risultò, e mi risulta tuttora, essere l'unica strada
percorribile.
La norma contenuta nel nostro Regolamento è presente nel
Regolamento interno del Senato. Faccio riferimento al Senato
perché, essendo molto carente la normativa in materia nel nostro
Regolamento, mi è sembrato opportuno riferirmi all'ispirazione
dell'identica norma presente nel Regolamento del Senato della
Repubblica. Regolamento cui, com'è noto, questa Assemblea ha da
sempre fatto riferimento, prevedendo la possibilità che vengano
apportate le modificazioni di coordinamento che appaiano opportune
per eliminare quelle disposizioni già approvate che sono in
contrasto tra loro ed inconciliabili con lo scopo della legge.
Ritengo, pertanto, opportuno che l'Aula autorizzi la Presidenza
dell'Assemblea a procedere alle modificazioni di coordinamento
qualora venga così interpretata la ratio del Regolamento del Senato
e la ratio del nostro Regolamento, fermo restando, naturalmente,
all'impegno preso in quest'Aula, che non intendo smentire né
negare, di fare ricorso all'articolo 117 qualora l'Aula lo richieda.
GRANATA assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione. Onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, noi siamo arrivati, grazie al lavoro dell'Aula e al
lavoro soprattutto effettuato in Commissione, alla fase finale
dell'approvazione di un importante disegno di legge che rappresenta
- voglio ricordarlo soprattutto ai parlamentari di maggioranza - uno
dei punti programmatici con i quali l'attuale Governo si è
presentato agli elettori siciliani.
E' chiaro che volere riaprire adesso discussioni, in
riferimento al Regolamento, su questioni che possono concretamente
essere risolte in tempi rapidissimi da un punto di vista
legislativo, sarebbe una pratica ai limiti del masochistico.
Riaprire, ad esempio, una discussione che già si è avuta, peraltro
con appassionati interventi, sull'interpretazione di ciò che è
avvenuto in quella confusa seduta d'Aula (non ricordo la data, ma
sapete tutti a cosa mi riferisco) sarebbe inutile.
La proposta del Governo è di chiedere il ricorso all'articolo
117, formulando così la possibilità per l'Aula e proponendo a
quest'ultima un percorso che individua alcuni articoli, tra i quali
l'articolo 'incriminato', insieme all'articolo altrettanto, in una
fase di confusione, condiviso - ne sono certo - dalla stragrande
maggioranza dell'Aula (mi riferisco all'emendamento Tumino relativo
alla partecipazione degli studenti dei consorzi universitari alla
vita dell'Ente), ed insieme ad un altro emendamento che è stato
dichiarato improponibile, ma che rappresenta anch'esso una assoluta
necessità del Governo per potere governare delicati passaggi
amministrativi (mi riferisco a quello relativo all'Arpa) di
trasferire questi emendamenti direttamente all'interno della legge
finanziaria. In tal modo si eviterebbe una defatigante riapertura di
un dibattito in Aula assolutamente virtuale e inutile.
Poichè l'articolo 2 - voglio ricordarlo perché bisogna entrare
anche nel merito delle questioni che noi rappresentiamo: non siamo
ad un convegno di civilisti, siamo in un Parlamento - si riferisce
ad interventi legati agli studenti dell'unica università privata
legalmente riconosciuta esistente in Sicilia e questo tipo di
apertura, costituzionalmente ineccepibile a giudizio del Governo e
sono certo di stragrande maggioranza dell'Aula, può essere utilmente
portata, insieme alla partecipazione degli studenti dei consorzi
universitari alla vita dell'amministrazione dell'università e
insieme a quell'emendamento che ho citato prima, relativo al
funzionamento dell'Arpa all'interno della legge finanziaria, io
propongo all'Aula, attraverso l'articolo 117, di trasferire questi
articoli nel disegno di legge Finanziaria e la maggioranza del
Parlamento, che si esprimerà liberamente, in sede parlamentare
arriverà all'approvazione di questo ulteriore passaggio.
Capisco - lo devo dire, anche se rischio di fare un 'autogol'
di tipo diplomatico - che è un appello alla razionalità e
all'equilibrio, perché non ho sottolineato in modo casuale
l'importanza centrale nel programma di Governo, onestamente, devo
dire, non confortata da una assidua frequenza dell'intero Governo in
Aula nel corso dell'esame di questo disegno di legge, ma
certamente...
FORGIONE Però nel finale c'è tutto
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica amministrazione. Dicevo, ma certamente questo disegno di
legge figurava tra i punti programmatici che il Presidente Cuffaro
ha ha indicato agli elettori siciliani (peraltro, sappiamo tutti che
il Presidente Cuffaro è impegnato in una questione centrale per il
futuro della vita di questa Regione, cioè la vertenza di Termini
Imerese e quindi ovviamente guida altro tipo di situazioni fuori da
quest'Aula).
Ritengo, pertanto, che perdere ancora del tempo su una
questione che nella sostanza non cambia nulla per quanto riguarda la
normativa e che può essere ampiamente recuperata nel giro di 15
giorni all'interno del disegno di legge Finanziaria, soltanto per
riaprire una sorta di schermaglia ideologica, di cui non si sente né
il motivo né il bisogno perché nel frattempo interromperemmo
l'applicazione di una norma che, oltre ad essere nel programma,
attiva spesa riguardante i servizi, le opere, le mense, la
riorganizzazione del mondo universitario.
Quindi, l'Aula è dinanzi a questo bivio: se accedere a questo
percorso, che mi sembra il più razionale e anche il più indolore
possibile per tutti e chiudere questa vicenda attraverso il ricorso
all'articolo 117, o se avvitarsi ulteriormente su se stessa in una
discussione che resterebbe puramente di tipo accademico, perché non
sposterebbe nulla e consentirebbe comunque, in sede di riscrittura,
una definizione pressoché analoga, ma senza l'approvazione
dell'Aula, di un passaggio che la legittima e che rappresenta un
impegno per la prospettiva in Finanziaria.
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
ACIERNO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sempre con il
massimo rispetto nei confronti della Presidenza, voglio fare un
richiamo al Regolamento e, segnatamente, agli articoli 111 comma 2,
112 comma 3 e 117 comma 1 e comma 2, in riferimento alla votazione
dell'articolo aggiuntivo, emendamento 31.9, riguardante gli enti
lirici e sinfonici e il Teatro Bellini di Catania. Questo perché,
signor Presidente...
PRESIDENTE Mi dispiace onorevole Acierno, parliamo solamente
dell'articolo 2...
ACIERNO Io sto facendo un richiamo al Regolamento...
PRESIDENTE Se, però, è legato all'articolo 31 è assolutamente
improponibile, in quanto lo abbiamo già votato.
ACIERNO Signor Presidente, il richiamo al Regolamento - ed ho
citato gli articoli - mi consente di intervenire. Il comma 1
dell'articolo 117 recita: "Prima della votazione finale, la
Commissione, il Governo o un deputato, possono richiamare la
Presidenza etc.", ed è ciò che io sto facendo.
PRESIDENTE ... Su temi di rettifica o di annullamento, soltanto
per questi. Lei sta proponendo un ricorso all'articolo 117
relativamente all'articolo 31. Non è richiamo al Regolamento, è una
sua legittima richiesta estranea al richiamo al Regolamento.
ACIERNO Signor Presidente, la intenda così. Come faccio a
richiamare l'articolo 117 se non faccio un richiamo al Regolamento?
Me lo dica lei?
PRESIDENTE Onorevole Acierno, prosegua il suo intervento.
ACIERNO Dicevo, la votazione sull'emendamento 31.9, che io ho
contestato per estraneità di materia, ma ancor di più ho suggerito
alla Presidenza, prima di metterlo ai voti, di fare esprimere il
parere alla IV Commissione competente insieme alla V Commissione,
come risulta dall'atto numero di protocollo 2248, trasmesso il 4
febbraio 2002 al Presidente dell'Assemblea e al direttore del
Servizio dell'attività legislativa, allorquando la IV Commissione
legislativa ha dato, su mandato del Presidente dell'Assemblea,
parere sull'articolo 21 della legge finanziaria presentata dal
Governo, il cui titolo reca: 'Trasformazione degli enti lirici e
sinfonici e comitato Taormina Arte'. Per cui, Signor Presidente,
ribadisco ai sensi dell'articolo 117 di annullare la votazione
sull'emendamento 31.9; di fare esprimere il parere alla IV
Commissione, come di diritto, ai sensi del nostro Regolamento e di
rimetterlo in votazione.
CINTOLA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il richiamo al
Regolamento è quello di applicare il Regolamento
PRESIDENTE Sì, questo è importante
CINTOLA Quando l'Aula vota senza che nessuno prima di votare ha
fatto un richiamo all'improponibilità dei testi, una volta che ha
votato, ha votato Non si può più mettere in discussione una
decisione che l'Aula stessa ha approvato. Altrimenti, non c'è più
diritto di stare in quest'Aula
C'è il diritto di proporre le baby pensioni, di farci additare
come quelli che non siamo, è un Parlamento che ha fatto il suo
dovere fino in fondo fino ad oggi, è un Parlamento che ha
sacrificato posizioni di ordine personale, ogni singolo deputato
alla ricerca forte dell'applicazione di una inversione di tendenza
reale in Sicilia. Se riprendiamo, onorevole Acierno, a dare conto e
ragione che un solo deputato possa "distruggere" il Regolamento, io
dico: noi abbiamo un Regolamento Il Regolamento che l'Aula ha
votato, signor Presidente, e su ciò che si è votato non si può
ritornare.
Così come quando il Governo poc'anzi nel suo intervento ha
detto che aveva un componimento da fare, si stava applicando ad una
volontà che se non è unanime, da parte dell'Assemblea, se c'è un
solo deputato che non dovesse condividere che l'articolo 2 è stato
votato, non si può andare avanti, perché il Regolamento non lo
supera nessuno. Soltanto l'Assemblea può farlo L'Assemblea ha
votato ed è sovrana a superare tutti i regolamenti
SPAMPINATO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
soddisfatto rispetto all'interpretazione del Regolamento che lei e
l'assessore Granata avete dato e la soluzione che è stata suggerita
rispetto alla votazione dell'articolo 2.
L'oggetto della vicenda non era il merito, il contenuto
dell'articolo 2, ma il rispetto di una volontà, così come lei ha
fatto riferimento nel suo intervento, una volontà espressa dal
Parlamento siciliano.
Quindi, noi ci dichiariamo pienamente soddisfatti della
soluzione che è stata prospettata.
Nel merito, ci sarà la possibilità poi di discutere del
problema, in considerazione delle cose dette dall'onorevole Granata,
in sede di discussione del disegno di legge Finanziaria.
Il principio che la volontà espressa dal Parlamento siciliano
in un determinato momento sia stata rispettata, è motivo di grande
una soddisfazione; quindi, ringraziamo ella, signor Presidente, ed
il Governo per la soluzione scelta.
PRESIDENTE Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come l'Aula
nelle sedute precedenti aveva concordato di affidare alla Presidenza
un momento di consultazione con la Commissione per il Regolamento e
poi l'applicazione dell'articolo 117, adesso, in merito alla
posizione che la Presidenza ha anticipato ed ha espresso poi in
questa seduta sull'argomento, io, esprimendo una posizione che prima
di tutto - ritengo - interpreti la posizione di tutto il mio Gruppo,
devo fare qualche riflessione sulle parole che ha usato l'assessore
Granata nel suo intervento.
E' sicuramente condivisibile ed encomiabile lo sforzo
dell'Assessore, del Governo, di dirimere una controversia e di
sottrarla a motivazioni di carattere prevalentemente ideologico che
potrebbero viziarla ed alla fine, sostanzialmente, non aiutare alla
soluzione del problema.
Però, è anche vero che una maggioranza in quest'Aula - lo
ripeto per la seconda volta perché lo dissi un mese fa - non vorrei
proprio alla vigilia del voto su un disegno di legge così importante
ed alla vigilia del prossimo inizio della sessione di bilancio,
ripeterlo con posizioni ancora più conseguenti, più forti e più
dure di quelle di un mese fa.
Una maggioranza ha il dovere al proprio interno di concordare
quali siano le indicazioni di maggioranza e alla fine farle
prevalere, ovviamente nel dibattito costruttivo con la minoranza e
con i suggerimenti e le indicazioni della minoranza.
Il principio del rinvio alla Finanziaria è un principio che,
dal mio punto di vista, non ci consente di rispettare il voto
dell'Aula, un voto che, sebbene in una seduta confusa, ha fornito
un'indicazione sulla quale poi tutti all'interno della maggioranza
concordiamo.
Noi siamo per il rispetto del voto dell'Aula, non siamo per
allontanarci da questo principio; il rinvio alla Finanziaria, oggi,
ci farebbe uscire da quest'Aula con un testo che comunque fuori da
questa Aula dovremmo commentare con un certo imbarazzo rinviando
alla Finanziaria.
Se noi vogliamo consolidare, istituzionalizzare il principio in
base al quale questo Parlamento deve legiferare a singhiozzo, per
frammenti vari, per tutta una serie di operazioni che deve sommare e
sovrapporre nel tempo, noi verremo meno alla nostra identità di
maggioranza e al nostro dovere di fornire indicazioni che sono
rispettose del programma che abbiamo dato ai siciliani. Questa
legge per molti aspetti aderisce a quel programma e l'abbiamo
portata in Aula rispettosi di quel programma. Noi non possiamo oggi
dare appuntamento alla finanziaria.
Ci sarà un dibattito promosso dagli atenei la prossima
settimana ed io ai rettori o agli accademici non andrò a dire
"sapete, con imbarazzo debbo giustificare questo articolato, vi do
appuntamento alla Finanziaria perché noi all'ARS deliberiamo e
legiferiamo per singulti, per frammenti, per operazioni successivi,
per sovrapposizioni "...
FORGIONE Prima fate i pasticci...
LEONTINI Il pasticcio lo avete fatto voi
Allora, io chiedo di concludere il mio intervento, non credo
sia giustificabile una posizione che intende sfruttare le assenze
degli altri. Io non credo che lei, collega, voglia teorizzare il
principio che l'assenza degli altri possa consentire di far
prevalere i suoi principi.
Poichè proprio dall'onorevole Forgione l'anno scorso alla
vigilia della finanziaria mi sono sentito dire che la finanziaria si
deve occupare di materia finanziaria e non di norme che riguardano i
vari settori e in Conferenza dei capigruppo mi ha risposto
sdegnosamente che il normare i settori della pubblica
amministrazione, inserendo norme che potessero fare riferimento alle
varie rubriche della pubblica amministrazione, era un tentativo di
prevaricare perché la finanziaria si occupa di finanza e non di
settori, rispettoso di quel principio che lei ieri inalberava, oggi
dico che il suo è un intervento strumentale.
Noi siamo per un rispetto coerente del voto d'Aula e siamo
perchè si legiferi in modo organico e sistematico sia per questo
disegno di legge, sia per tutti gli altri disegni di legge che,
assieme con gli altri gruppi di questa Assemblea, soprattutto della
maggioranza, noi vogliamo siano, appunto, organici e rispettosi del
nostro programma non rinviando ad altri frammenti di altre
finanziarie perchè altrimenti saremo venuti meno al nostro dovere di
amministratori di legislatori, di uomini politici, ma soprattutto di
persone che hanno dato un programma a questo Sicilia e che lo
vogliono onorare.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato molto
utile che dopo l'intervento dell'Assessore Granata mi abbia
consentito di prendere la parola subito dopo gli interventi
autorevoli di esponenti della maggioranza; perché così è più chiara
l'operazione che si sta svolgendo, e cioè un perfetto gioco delle
parti politiche per cui l'Assessore e il Presidente dell'Assemblea
si dichiarano disponibili a spostare questa materia sulla
finanziaria, l'Aula con altro ruolo politico invece si assume il
diritto di cassare la posizione dell'Assessore.
Noi, per quanto ci riguarda, condividiamo l'impostazione che
l'Assessore aveva dato alla materia, ovviamente senza trasferire con
ciò alcun impegno alla Finanziaria. La nostra posizione non era
ideologica tanto che non abbiamo affrontato questo argomento in
termini politici dico io e ideologici dite voi, ma l'abbiamo
affrontato in termini regolamentari. Secondo noi l'emendamento 2.6
dell'onorevole Villari non si reggeva in piedi, non doveva essere
messo ai voti. Non voglio tornare nel merito della questione, ma
credo sia utile chiarire che mentre il percorso proposto
dall'Assessore in qualche modo ripristina una prassi regolamentare
che era stata violata in quest'Aula, ciò che con atteggiamento
prevaricatore la maggioranza vuole fare in questa sede è, invece,
reintrodurre - e ora sì - ideologicamente il contenuto del comma 4
dell'articolo 2.
Credo che questa maggioranza pervicacemente insisterà su tale
impostazione e ci fa anche comodo, perchè in questo modo le cose si
svolgono in maniera più chiara fra chi da questa legge vuole alcune
cose e chi invece avrebbe voluto altre cose. E credo anche che in
questo modo sarà più chiaro anche per pezzi del centro sinistra, che
sarebbero indotti a votare favorevolmente questa legge; sarà più
chiaro per voi comprendere così quale deve essere il voto finale su
questa legge.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI Signor Presidente, la ringrazio dell'opportunità che
mi ha dato di intervenire. Effettivamente l'imbarazzo è massimo,
perchè ritengo - e vorrei sgombrare il campo da qualunque equivoco:
il mio intervento non sia visto a favore o contro qualcuno - di
essere stato chiamato in causa più volte in Commissione, da parte di
tutti i colleghi, sia della maggioranza che dell'opposizione, anche
in merito alla legge finanziaria, quella più importante, perchè in
quella sede, con alcuni emendamenti, si procedette con alcuni pareri
che la II Commissione ha espresso, ma che di fatto riguardavano più
il merito.
Chiuso quel capitolo, noi abbiamo avuto una riunione in
Commissione più volte e quindi ora devo, purtroppo, non esimermi dal
farlo, per aver preso l'impegno che tutte quelle volte che in
Commissione o in Aula pervenivano degli emendamenti - e questo
problema forse sarebbe bene che si chiarisse anche fra tutti i
Presidenti delle Commissioni, perchè altrimenti non facciamo altro
che aumentare la confusione: sono arrivati erroneamente addirittura
alcuni disegni di legge alla mia Commissione - li avrei ritrasmessi
alla commissione di merito.
Ora, noi ci troviamo, in particolare nella fattispecie - e
questo non so, perchè io sono intervenuto dopo - ma quanto detto
dall'onorevole Acierno, se risulta vero, essendo intervenuto
preliminarmente al voto - e credo che sia vero -, avendo egli posto
questo problema, mi mette in grosso imbarazzo, perchè su questa
vicenda la Commissione, in particolare nella finanziaria, aveva
espresso il parere, essendo competente per la sua parte, perchè c'è
un'anomalia, e cioè che alcuni teatri sono di competenza del
Turismo, altri sono di competenza dei Beni culturali. A questo
punto, su una norma del genere o d'intesa si esprime questo parere o
altrimenti c'è un vizio di forma. Perchè oggi questo articolo che si
sta per approvare è in contraddizione totale con quanto la
Commissione aveva già espresso a febbraio.
PRESIDENTE Onorevole Beninati, per capire, a quale articolo si
riferisce?
BENINATI All'emendamento aggiuntivo 31.9.
PRESIDENTE Ma è già stato votato
BENINATI Si, Presidente, siccome l'onorevole Acierno aveva posto
questo problema prima del voto, e non dopo, io mi permetto
semplicemente di far notare questa anomalia. perché sulla
questione, oltre tutto - annunzio a tutti i colleghi - c'è in corso
anche una vicenda giudiziaria che vede coinvolto l'Assessorato del
Turismo in particolare e chi, in una veste legittima, ha posto le
sue riserve a tutto un insieme di procedure che sono state adottate.
Quindi io, se è possibile, non so se gli uffici lo condividono
o se è possibile farlo, però devo evidenziare questa anomalia,
perché noi come Commissione su questo articolo, su cui, credo,
avevamo il giusto e legittimo diritto ad esprimere il parere, non
abbiamo espresso nulla. Lo avevamo espresso l'altro anno, perché
l'altro anno la Presidenza, sullo stesso articolo, sullo stesso
emendamento ci aveva posto il problema, tant'è vero che siamo
entrati nel merito e l'avevamo pure modificato. Oggi sta ritornando
quasi lo stesso articolo e sta per essere approvato in Aula.
E' un problema che io pongo e rimetto a lei, signor Presidente,
perchè il giudizio preliminare al voto era stato espresso
dall'onorevole Acierno sul non trattare questo articolo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Antinoro. Ne ha
facoltà.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi - nel frattempo altri argomenti si
sono aggiunti, ma non entro nel merito - io vorrei dire solo questo,
che, grazie al lavoro che l'Assemblea ha compiuto in queste - non
ricordo più - otto, dieci sedute, grazie al lavoro svolto
egregiamente sia da esponenti della maggioranza che dell'opposizione
in Commissione e grazie anche al Governo che, appunto, lo aveva nel
suo programma, finalmente oggi, spero, mi auguro, nonostante tutto
si esiterà un disegno di legge che è atteso, come sappiamo, dal
1985.
Sulla vicenda, però, dell'articolo 2, io non mi posso esimere
dal fare alcune considerazioni. Comprendo perfettamente le ragioni
che spingono l'assessore Granata a tracciare quell'ipotesi di
percorso per agevolare l'approvazione della legge nell'arco di poco
tempo, però se è vero, com'è vero, che dobbiamo unire gli sforzi di
un'approvazione veloce di questa legge, che oramai è arrivata
sostanzialmente al voto finale, al di là di questo problema relativo
all'articolo 117, è pur vero che non possiamo calpestare il
Regolamento. Ed essendo già pervenuti all'idea di ricorrere
comunque all'articolo 117 per la riformulazione del famoso comma 4
dell'articolo 2, per quello che deve essere il destino del comma 4,
io ritengo sia opportuno arrivare alla definizione del percorso che
già ci eravamo dati e che la Presidenza aveva già suggerito. Ciò
per evitare, al di là del merito di quello che si diceva poc'anzi da
parte dell'onorevole Leontini - col cui intervento concordo in parte
- di frammentare una legge così importante per la Regione siciliana
con articoli che si troveranno pubblicati in una determinata parte
della raccolta della Gazzetta Ufficiale ed altri articoli che si
ritroveranno in altra parte, evitando così di creare confusioni
terribili nel cittadino che va a leggere le norme che noi
approviamo, tantissime volte con richiami ad altre norme pubblicate
su altre Gazzette.
Allora, siccome dobbiamo produrre una legge che sia organica e
sia utile alla popolazione studentesca e al mondo universitario
siciliano, ritengo opportuno continuare a mantenere quel percorso
che la Presidenza di questa Assemblea aveva già determinato.
FORMICA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, avevo chiesto di parlare sul
dibattito.
PRESIDENTE Non risulta iscritto a parlare.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito alla
richiesta avanzata dal Governo sulla spinosa questione dell'articolo
117, che tanto dibattito ha suscitato in quest'Aula al momento di
quella sfortunata votazione, che è stata successivamente affrontata
in Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari, ritengo che,
comunque, il Regolamento dell'Assemblea, del Parlamento debba essere
rispettato.
E' certo, però, che si è trattato in quell'occasione di una
votazione per lo meno anomala, quanto alla rappresentatività del
Parlamento, quanto al numero dei parlamentari che hanno partecipato
alla votazione stessa.
E' vero, però, anche che, quando si esprime il convincimento in
un'Aula parlamentare che un argomento che è stato già discusso debba
essere riveduto perchè esso può essere stato fonte di nuova
interpretazione, nuovo oggetto di riflessione da parte dei
parlamentari stessi, e di fronte all'assicurazione data dal Governo
sulla risoluzione del problema - perchè, alla fine, un'Aula
parlamentare di che cosa si deve occupare se non di risolvere il
problema? Questo è quello per cui siamo stati eletti e svolgiamo la
nostra attività all'interno di questo parlamento -, rispettando così
in fondo la volontà della maggior parte dell'Aula espressa durante
il dibattito di questa legge, riteniamo che la questione possa
essere così superata.
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo per
l'odierna seduta relative agli onorevoli Catania Franco, Giambrone,
Misuraca, Mancuso, Ardizzone e Costa.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE
NN. 271-341/A
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 comma 2 del Regolamento interno, l'allegato
emendamento 117.6. Lo pongo in votazione.
SPEZIALE Chiedo la votazione per scrutinio segreto, però, per
accelerare i tempi, preferisco ritirare la richiesta.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 117.6 del Governo.
Chi è favorevole alzi la mano.
(E' approvato)
La seduta è sospesa per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.47, è ripresa alle ore 13.51)
La seduta è ripresa.
LEONTINI Chiedo la controprova sulla votazione
CINTOLA Chiediamo la controprova sulla votazione
dell'emendamento
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non ci sarà alcuna controprova,
perchè posso assicurare gli onorevoli Leontini e Cintola che la
maggioranza era visivamente perfetta. Non ho bisogno del conforto
della riprova, sono sicuro di quello che dico.
VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
NN. 271-341/A "INTERVENTI PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO
STUDIO UNIVERSITARIO IN SICILIA"
PRESIDENTE Indìco la votazione per appello nominale del disegno
di legge nn. 271-341/A "Interventi per l'attuazione del diritto
allo studio universitario in Sicilia".
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole risponde
sì; chi è contrario risponde no; chi si astiene dichiara di
astenersi.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
BURGARETTA APARO, segretario, procede al primo ed al secondo
appello.
Votano sì: Amendolia, Antinoro, Barbagallo, Basile, Borzacchelli,
Burgaretta Aparo, Cintola, Cracolici, De Benedictis, Dina,
Formica, Franchina, Fratello, Giannopolo, Granata, Gurrieri,
Infurna, Ioppolo, Leanza Nicola, Lo Porto, Manzullo, Panarello,
Papania, Raiti, Savarino, Savona, Sbona, Segreto, Spampinato,
Speziale, Stancanelli, Tricoli, Tumino, Turano, Virzì, Vitrano,
Zago, Zangara.
Votano no: Acierno, Forgione, Liotta, Micciché.
Si astengono: Baldari, Beninati, Catania Giuseppe, Fleres, Leanza
Edoardo, Leanza Vincenzo, Leontini, Maurici, Mercadante,
Morinello, Scoma, Vicari.
Sono in congedo: Ardizzone, Capodicasa, Catania F., Costa,
Crisafulli, Cristaudo, Giambrone, Mancuso, Misuraca, Ortisi,
Paffumi, Pistorio.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Invito il deputato segretario a procedere al computo dei voti.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per appello
nominale:
Presenti e votanti ....... 54
Maggioranza .............. 28
Favorevoli ............... 38
Contrari ................. 04
Astenuti ................. 12
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, proporrei di convocare la seduta per oggi
pomeriggio per esaminare l'unico disegno di legge pronto per l'Aula,
quello sui trasporti, in modo da recuperare un pomeriggio di lavoro.
LEONTINI Dovremmo riunirci in Conferenza dei capigruppo.
PRESIDENTE Onorevole Leontini, il testo di legge sui trasporti
è l'unico disponibile per l'esame dell'Aula: non ce ne sono altri.
Pertanto, raccogliendo la proposta dell'onorevole Leontini, possiamo
fare oggi pomeriggio la legge sui trasporti e domani mattina
convocare la conferenza dei capigruppo per il calendario dei lavori.
SPEZIALE Il disegno di legge sui trasporti non è ancora stato
esitato dalla Commissione.
PRESIDENTE Non è la prima volta che accade di far dipendere
dall'efficienza della Commissione la possibilità di convocare
l'Aula; poiché si tratta di una semplice presa d'atto, è verosimile
ritenere che in giornata si concluda l'iter in Commissione.
Naturalmente, se non dovesse accadere, uno su mille, siamo sempre in
tempo a rinviare l'Aula, ma possiamo provare a recuperare un
pomeriggio di lavoro.
CINTOLA Occorrono le quarantotto ore per la presentazione degli
emendamenti. Gli onorevoli Speziale e Giannopolo richiedono
l'applicazione del Regolamento, quindi l'Aula non si può riunire.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, delle
provocazioni dell'onorevole Cintola non mi interessa assolutamente
niente. Occuparci dell'esame del disegno di legge che finanzia il
sistema dei trasporti in concessione oggi pomeriggio, presuppone
un'urgenza e una emergenza. Se dobbiamo stare alle urgenze ed
emergenze mi consenta, Presidente, ci sono ben altre urgenze ed
emergenze. Allora io chiedo l'applicazione del Regolamento: lei può
iscrivere all'ordine del giorno il disegno di legge, ma io chiedo i
tempi regolamentari dall'esito della Commissione perché devo avere
il tempo di presentare emendamenti a questo testo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Giannopolo ha solo
parzialmente ragione, nel senso che questo sui trasporti è l'unico
provvedimento che l'Aula può esaminare. Poichè, però, l'onorevole
Giannopolo ha chiesto l'applicazione del Regolamento, non posso
rinviare la seduta ad oggi pomeriggio.
Comunico che la Conferenza dei Capigruppo è convocata per
martedì 19 novembre 2002 alle ore 10.00.
La seduta è rinviata a martedì 19 novembre 2002 alle ore 17.30
con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 177 - Sostegno e valorizzazione del settore 'no profit'.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Contributi di esercizio alle aziende pubbliche e private,
agli enti locali e loro consorzi esercenti autoservizi
pubblici locali per il trasporto di persone" (n. 474)
2) - "Modifiche ed integrazioni all'articolo 12 della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 36, in materia di cooperazione"
(n. 405/A)
Relatore: on.le Franchina
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PERLA
PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 14.10
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.30)