Presidenza del vicepresidente Fleres
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
n. 906 - Interventi per garantire la funzionalità del
Reparto di Pediatria dell'ospedale di Alcamo (TP).
- Assessore Sanità
Firmatario: Papania Antonino;
n. 907 - Definizione del piano regionale delle cave.
- Assessore Industria
Firmatario: Oddo Camillo;
n. 908 - Corresponsione ai lavoratori del Servizio
antincendio boschivo della quota dovuta a carico del
bilancio regionale.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Oddo Camillo;
- con richiesta di risposta scritta;
n. 905 - Notizie circa i bandi di gara per le condotte
idriche Gela-Aragona e Favara.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Tumino Carmelo.
SULLA GIORNATA NAZIONALE DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si celebra oggi, con la Giornata
nazionale dell'infanzia e dell'adolescenza, il 13 anniversario della
firma della Convenzione ONU sui diritti dei fanciulli.
Da allora ad oggi si sono compiuti molti passi avanti in
direzione della salvaguardia delle giovani generazioni.
Tuttavia è necessario continuare e rafforzare la presenza ed il
ruolo delle istituzioni in difesa dell'infanzia, anche attraverso
una più solida politica sociale di prevenzione e di difesa di ogni
forma di abuso e sfruttamento dei minori.
In tal senso, concordiamo con il Capo dello Stato circa
l'esigenza di un forte impegno, oltre che delle istituzioni, anche
del mondo dell'informazione e della comunicazione, quali strumenti
di una sempre maggiore diffusione della cultura, della tutela e
della solidarietà.
Anche il nostro Parlamento ha il dovere di affrontare queste
tematiche contribuendo al varo di provvedimenti in grado di
migliorare il livello di salvaguardia dei minori, così come ha già
fatto in occasione di specifici eventi.
Dunque, l'auspicio che oggi formuliamo con forza è quello che
le giovani generazioni possano sentirsi sempre più sicure e
garantite in una società che è capace di farle crescere con le
istituzioni a loro fianco e con la certezza di avere solide
prospettive nella piena affermazione dei loro diritti inalienabili.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 178 "Iniziative circa il funzionamento delle sedi RAI in
Sicilia", degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Garofalo;
N. 179 "Iniziative al fine di agevolare i rapporti relazionali ed
affettivi per i detenuti in espiazione di pena", degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici, Scoma, Garofalo, Mercadante.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PAFFUMI segretario:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la riforma costituzionale, all'articolo 117, assegna
alle regioni potere legislativo in materia di
comunicazione; da ciò deriva la necessità di un
immediato impegno ad occuparsi dei temi relativi
allo sviluppo dell'informazione locale ed alla
rappresentanza pluralistica del territorio siciliano
anche sui media nazionali;
- l'azienda pubblica radio televisiva, che percepisce
il canone dai cittadini, è dunque un patrimonio non
esclusivo dello Stato ma di tutte le istituzioni e,
pertanto, la Regione siciliana ha l'obbligo di
difendere e sviluppare le sedi della RAI esistenti
sul suo territorio;
- nel rinnovo del contratto di servizio 2003-2004 con
la RAI, questa volta aperto anche alle Regioni ed ad
altri organismi della società civile, occorre
prevedere ed avanzare specifiche proposte che non
coinvolgano soltanto RAI 3 - che ha particolare
riguardo per la Regione siciliana - ma tutte le
altre produzioni e reti RAI adatte anche alla
diffusione di eventi e notizie regionali, come RAI
Internazionale, RAI Sat, RAI News 24, etc.;
- la RAI, comunque, riceve il canone anche dai
cittadini,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a predisporre precise azioni e progetti per
rivendicare una maggiore presenza sulle reti RAI
della realtà siciliana in tutti i settori della vita
pubblica, dall'economia all'ambiente, dalla cultura
allo spettacolo, dal sociale alla scienza e
a quant'altro riguardi la Regione;
- a contribuire ad un progetto preciso per rilanciare
le sedi della RAI operanti nel territorio siciliano
ed a coinvolgere in tale discussione l'intero
Parlamento;
- a porre in essere quant'altro necessario al fine di
attuare quanto in premessa indicato." (178)
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è necessario favorire i rapporti relazionali ed
affettivi per i detenuti in espiazione di pena;
- tali rapporti, infatti, contribuiscono e favoriscono
il reinserimento dei soggetti e, comunque,
permettono di mantenere vivi quei sentimenti
fondamentali per l'esistenza umana;
- sarebbe opportuno prevedere, così come avviene in
altri Paesi, la possibilità di coltivare tali
rapporti affettivi anche all'interno delle strutture
carcerarie;
- è necessario comunque porre in essere quegli atti
affinché possano essere concessi appositi permessi
per particolari eventi familiari,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
vengano sollecitate le procedure relative
all'approvazione del disegno di legge n. 3020 e di
tutte le altre eventuali misure che possano
collegarsi allo spirito della norma ed
all'obiettivo che la stessa si propone circa il
reinserimento dei detenuti e la possibilità per gli
stessi di fruire degli affetti familiari." (179)
PRESIDENTE Dispongo che le mozioni testé lette vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO
PRESIDENTE Il punto III dell'ordine del giorno reca:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica:
'Bilancio e finanze'.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo un breve
rinvio dello svolgimento degli atti ispettivi per disporre della
relativa documentazione necessaria.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole Assessore per
il Bilancio e le finanze non è in questo momento nelle condizioni di
rispondere alle interrogazioni ed alle interpellanze, propongo
l'inversione dell'ordine del giorno passando al punto IV per poi
tornare al punto III.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULLE NOTIZIE STAMPA RELATIVE AD ASSENZE DI DEPUTATI
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi sto
approfittando di questo intervento per leggere un mio comunicato. In
questi ultimi giorni è andato alla ribalta, su vari quotidiani, un
tema che non ci fa molto onore. Poiché io non desidero arrivare a
scontri personali, perché a volte, quando si parla a braccio,
magari ci si lascia prendere dalla foga dell'intervento e si possono
suscitare delle sofferenze negli avversari politici e poiché voglio
evitare ulteriori denunce che mi hanno profondamente ferito negli
ultimi mesi, leggo un passo che spero venga inserito nel resoconto
della seduta odierna, per evitare spiacevoli inconvenienti:
"Ho letto con dispiacere, negli ultimi giorni, sugli organi di
stampa come con pochissime righe scritte sia possibile screditare un
lavoro parlamentare svolto con passione e continuità. Però ho anche
scoperto, grazie a queste letture, come io, sempre presente in Aula
tranne in un'occasione, sia reo di ben 12 assenze al momento del
voto finale delle leggi.
Non voglio discutere sull'ottimo lavoro portato avanti dai
corrispondenti parlamentari, ma non posso permettere che qualche
collega, per guadagnarsi qualche titolo sui giornali, butti fango
sul lavoro di tutti.
Voglio fare presente che il lettore che acquista il giornale e
legge questi testuali titoli: 'L'A.R.S dei deputati fantasma' o
titoli simili, fa ben poca differenza tra chi è davvero assente e
tra chi invece non vota le leggi della maggioranza perché le ritiene
contro i suoi principi e contro i cittadini, in pratica utilizzando
il non voto come strumento politico parlamentare.
Il biasimo del lettore, attonito dai titoloni, è identico anche
se le due cose sono - e voi lo sapete - diametralmente opposte. Io
che sono stato sempre presente in Aula, tranne in un'occasione nel
lontano novembre scorso durante la campagna elettorale
amministrativa ad Agrigento, e sempre presente anche nelle due
Commissioni affidatemi, la prima e la terza, e che ho utilizzato il
non voto come diniego alle politiche discriminatorie della
maggioranza, vedo con eccessivo fastidio una strumentalizzazione di
fatto sull'argomento.
Sparare nel mucchio è facile, perché si finisce col non
colpire nessuno e, alla fine, gli unici ad essere offesi sono quelli
che portano avanti il loro ruolo di parlamentari con serietà e
passione."
Non aggiungo altro, perché sono profondamente amareggiato,
sdegnato per le cose che ho visto in questi ultimi due giorni.
Allora, per evitare di fare l'elenco dei buoni e dei cattivi,
concludo qui il mio intervento, per non andare oltre, perché poi si
va in campi personali e non desidero fare nomi per una ragione anche
di stile. Spero che il fatto che uno non voti le leggi della
maggioranza non sia un fatto criminoso, ma anche fa parte del gioco
democratico di un consesso istituzionale come l'Assemblea.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, io sono costretto ancora una
volta a ricordarle che quando si chiede di intervenire sull'ordine
dei lavori si deve intervenire sull'ordine dei lavori. Lo spazio per
questo tipo di comunicazioni - è la seconda volta che glielo faccio
notare - è alla fine dei lavori parlamentari. Quando si concludono i
lavori parlamentari, c'è uno specifico articolo del nostro
Regolamento che consente a qualsiasi deputato di fare le
comunicazioni che ritiene opportuno fare.
Siccome è la seconda volta che io glielo dico, la invito
formalmente ad evitare che ci sia una terza volta, perché altrimenti
mi vedrò costretto a toglierle la parola.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 405/A "MODIFICHE
ED INTEGRAZIONI ALL'ARTICOLO 12 DELLA LEGGE REGIONALE 23 MAGGIO
1991, N. 36, IN MATERIA DI COOPERAZIONE"
PRESIDENTE Si passa punto IV dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 405/A "Modifiche ed
integrazioni all'articolo 12 della legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36, in materia di cooperazione".
Invito i componenti la I Commissione "Affari istituzionali" a
prendere posto al banco delle commissioni.
Ricordo che nella seduta precedente era stata conclusa la
discussione generale del disegno di legge e che era stato approvato
il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
"Art. 1.
Personale destinato all'area speciale istituita
presso la RESAIS S.p.A.
1. Il personale beneficiario dei provvedimenti di cui
all'articolo 12 della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36,
all'articolo 3 della legge regionale 10 ottobre 1994, n. 35
e all'articolo 43 della legge regionale 7 agosto 1997, n.
30, privo dei requisiti anagrafico-contributivi minimi per il
conseguimento dei trattamenti pensionistici di vecchiaia ed
anzianità, viene trasferito, nel rispetto del trattamento
economico-normativo-previdenziale posseduto alla data di
entrata in vigore della presente legge, nell'apposita area
speciale transitoria ad esaurimento istituita presso la
RESAIS S.p.A., alle cui dipendenze rimane in carico fino al
verificarsi delle previsioni di cui agli articoli 4 e 5 della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5."
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Mercadante
l'allegato emendamento 1.1.
MERCADANTE Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
RAITI Io voto contro.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
Normativa applicabile
1. Durante il periodo di permanenza nell'apposita area di
cui all'articolo 1, restano applicabili le disposizioni
contenute al comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 18
febbraio 1986, n. 7, nonché gli articoli 4 e 5 della legge
regionale 20 gennaio 1999, n. 5, con esclusione
dell'articolo 6 della medesima legge regionale.
2. Al personale di cui all'articolo 1 si applica, altresì,
l'articolo 10 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5.
3. Per il personale dei consorzi agrari di cui
all'articolo 43 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30,
ancora in servizio presso i consorzi medesimi, la disciplina
di cui alla presente legge si applica, in forza dell'articolo
5, comma 4, della legge 28 ottobre 1999, n. 410, come
modificato dall'articolo 52, comma 33, della legge 28
dicembre 2001, n. 448, fino al 31 gennaio 2004."
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
RAITI Io voto contro.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:
"Art. 3.
Abrogazione di norme
1. Sono abrogati l'articolo 12 della legge regionale 23
maggio 1991, n. 36, l'articolo 3 della legge regionale 10
ottobre 1994, n. 35, l'articolo 43 della legge regionale 7
agosto 1997, n. 30, nonché tutte le disposizioni di legge
in contrasto con gli articoli 1 e 2 della presente legge."
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
RAITI Io voto contro.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
"Art. 4.
Norma finanziaria
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 1002, la spesa di 414 migliaia di
euro cui si fa fronte con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 2.2.1.3.1. - capitolo 144106.
2. Per gli esercizi successivi la spesa è valutata in
12.000 migliaia di euro per ciascun anno e trova riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione - U.P.B. 2.2.1.3.1. -
codice 06.02.01."
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
RAITI Io voto contro.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
"Art. 5.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione."
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
RAITI Io voto contro.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo per
l'odierna seduta relative agli onorevoli Ardizzone, Lo Giudice,
Savona, Costa, Mancuso, Catania Franco, Beninati, Croce, Giambrone e
Misuraca.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE N.
405/A "MODIFICHE ED INTEGRAZIONI DELL'ARTICOLO 12 DELLA LEGGE
REGIONALE 23 MAGGIO 1991, N. 36, IN MATERIA DI COOPERAZIONE"
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per appello nominale
del disegno di legge "Modifiche ed integrazioni dell'articolo 12
della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 in materia di
cooperazione" (405/A).
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il mio
voto contrario a questo disegno di legge, così come ho votato contro
tutti gli articoli, perché ritengo che stiamo facendo una
ingiustizia, in quanto stiamo applicando una normativa per dare la
possibilità di una qualificazione giuridica a parte del personale
precario che negli anni, in questa Regione, è stato abbondantemente
presente, ed in qualche maniera foraggiato, non dando risposte
chiare e concrete e non facendo alcuna scelta strategica in materia.
Stiamo facendo, anzi state facendo, una discriminazione nei
confronti di coloro che restano fuori; la state facendo nella
maniera più bieca - dal punto di vista clientelare - e quindi state
ledendo il principio delle pari opportunità per tutti coloro i
quali si trovano in questa situazione. Nello stesso tempo,
contraddite un dettato normativo che prevede la chiusura di tutti
gli enti economici che facevano capo alla Regione: l' ESPI, l'EMS,
l'AZASI, e quindi anche la RESAIS, e con essa riportate in vita, in
maniera subdola, quella società di cui la Regione faceva parte e che
contraddice totalmente la normativa vigente.
Ritengo, pertanto, e non mi dilungo oltre, che la legge che la
maggioranza si accinge ad approvare sia una legge assolutamente
discriminatoria, non opportuna, che alimenta, ancora una volta, con
una misura urgente, temporanea e tampone, un bieco clientelismo e
che comporta una spesa di risorse indiscriminata in un momento in
cui la crisi dell'occupazione in Sicilia è così acuta da destare
preoccupazione ed allarme.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla norma che
stiamo per votare esprimo un voto favorevole perché, avendo fatto
un raffronto finanziario, ho visto che la Regione potrebbe
risparmiare, per dipendente pro-capite, quasi 63 mila euro l'anno,
per ogni dipendente della RESAIS. Questo rappresenta un vantaggio
economico che la Regione acquisterebbe immediatamente a partire
dall'anno prossimo, e che è pertanto nell'interesse generale della
Regione, ma anche nell'interesse di questi lavoratori che sono stati
penalizzati con le leggi precedenti.
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per appello nominale del
disegno di legge "Modifiche ed integrazioni dell'articolo 12 della
legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 in materia di cooperazione"
(405/A).
Dichiaro aperta la votazione. Invito il deputato segretario a
procedere all'appello.
PAFFUMI segretario (procede al primo ed al secondo appello).
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo il risultato della votazione per appello
nominale del disegno di legge "Modifiche ed integrazioni
dell'articolo 12 della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 in
materia di cooperazione" (405/A):
Presenti ........ 40
L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è pertanto sospesa per un'ora e riprenderà alle
19.40.
(La seduta, sospesa alle ore 18.42, è ripresa alle ore 18.57)
La seduta è ripresa.
CONGEDO
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Granata ha chiesto congedo
per la seduta odierna. Non sorgendo osservazioni, il congendo si
intende accordato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO
405/A:"MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALL'ARTICOLO 12 DELLA LEGGE
REGIONALE 23 MAGGIO 1991, N.36, IN MATERIA DI COOPERAZIONE"
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per appello nominale del
disegno di legge "Modifiche ed integrazioni dell'articolo 12 della
legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 in materia di cooperazione"
(405/A).
Dichiaro aperta la votazione. Invito il deputato segretario a
procedere all'appello.
PAFFUMI segretario (procede al primo ed al secondo appello).
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 61
Contrari 1
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
'BILANCIO E FINANZE'
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica:
'Bilancio e Finanze'.
Informo che, relativamente alla interrogazione numero 318
"Iniziative per impedire processi di esternalizzazione dei servizi e
tutelare i lavoratori del Banco di Sicilia", degli onorevoli
Miccichè, Forgione e Liotta e alle interpellanze numero 19 "Notizie
circa al nomina di un 'advisor' della Regione per la vicenda Banco
di Sicilia - Banco di Roma", degli onorevoli Ortisi, Spampinato,
Raiti e Papania e numero 63 "Tutela del patrimonio e dei dipendenti
del Banco di Sicilia, in seguito alla fusione con Banca di Roma",
dell'onorevole Raiti, il Presidente della Regione Cuffaro ha
comunicato di volere rispondere direttamente.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione numero
471 "Piena applicazione nella Regione siciliana dell'articolo 25
comma 5 della legge 488/2001, circa la compartecipazione dei Comuni
siciliani al gettito IRPEF", dell'onorevole Cracolici si intende
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento della interrogazione numero 477
"Adeguata dotazione organica dell'Ufficio delle entrate di Gela",
degli onorevoli Morinello, Ferro e Raiti. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
bilancio e finanze, premesso che:
- negli ultimi anni gli uffici provinciali delle
entrate hanno visto aumentare considerevolmente le loro
competenze in materia di tributi e assistenza fiscale;
- sono oramai numerosi i contribuenti che
giornalmente richiedono assistenza e servizi di varia
natura ai competenti uffici;
- un regolare funzionamento degli uffici finanziari è
condizione indispensabile affinché i contribuenti e i
diversi soggetti economici possano svolgere
proficuamente le proprie attività;
- il bacino di utenza dell'Agenzia delle Entrate
Ufficio di Gela è di circa 185.000 abitanti;
- la dotazione organica dell'Ufficio di Gela è
fortemente sottodimensionata rispetto alle reali
esigenze;
- uffici con le stesse competenze e con pressoché lo
stesso bacino di utenza, hanno a disposizione dotazioni
organiche tre volte superiori (come l'Ufficio di
Caltanissetta, con circa 121 dipendenti), se non
addirittura di cinque volte superiori, come avviene per
l'Ufficio di Agrigento con circa 195 dipendenti;
- La Direzione regionale della Sicilia e i
rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, in
relazione all'accordo quadro sul reimpiego del personale
del Centro di servizio di Palermo e per la procedura di
mobilità da attivarsi nell'ambito della Regione
siciliana per la copertura di sedi vacanti e
particolarmente disagiate, hanno individuato la carenza
per l'Ufficio di Gela;
- L'Ufficio di Gela è stato considerato Ufficio
disagiato di prima fascia, con 38 dipendenti, di cui 26
appartenenti all'area C e 12 all'area B;
considerato che:
- il personale è costretto giornalmente a una mole di
lavoro sproporzionata rispetto alle unità lavorative in
organico;
- da diverso tempo le organizzazioni sindacali
chiedono un adeguamento alle effettive esigenze
dell'ufficio;
- la carenza di organico comporta notevoli disagi ai
contribuenti che quotidianamente richiedono servizi e
assistenza all'Ufficio di Gela;
- i recenti sviluppi sull'Enichem di Gela stanno
creando pesanti ripercussioni sull'economia gelese,
creando, alla luce degli ultimi avvenimenti un clima
sociale decisamente esplosivo;
- il perdurare di questa situazione all'Ufficio delle
entrate di Gela aggrava la già pesante situazione
dell'economia della città,
per sapere:
- se il Governo sia a conoscenza della situazione
dell'ufficio gelese;
- quali provvedimenti intenda prendere il Governo
regionale e l'Assessore per il Bilancio e per le Finanze
al fine di mettere l'Ufficio di Gela in condizione di
poter sopperire all'enorme quantità di servizi che
giornalmente gli vengono richiesti dai contribuenti;
- se non ritenga di intervenire tempestivamente
presso l'Ufficio regionale delle entrate e presso il
Ministero delle Finanze per dotare l'Ufficio di Gela
della dotazione organica richiesta dalle organizzazioni
sindacali". (477)
MORINELLO - FERRO - RAITI
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Pagano per
rispondere alla interrogazione
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione numero 477, gli
interroganti, onorevoli Morinello, Ferro e Raiti, hanno chiesto di
sapere se il Governo sia a conoscenza della situazione dell'ufficio
finanziario gelese e quali provvedimenti intenda prendere
l'assessore per il bilancio e le finanze al fine di mettere
l'ufficio di Gela in condizioni di potere sopperire all'enorme
quantità di servizi che giornalmente gli vengono richiesti dai
contribuenti e se non ritenga di intervenire tempestivamente presso
l'Ufficio regionale delle entrate del Ministero delle Finanze per
fornire l'ufficio di Gela della dotazione organica richiesta dalle
organizzazioni sindacali.
Come sapete, la nostra Regione, per l'espletamento delle
funzioni attribuite dallo Statuto, si avvale degli uffici periferici
dell'amministrazione statale e, quindi, anche degli uffici
finanziari la cui organizzazione, i cui compiti, sono regolati dallo
Stato. Ho dovuto, quindi, richiedere dettagliate informazioni sulle
problematiche sorte all'Ufficio finanziario di Gela direttamente al
direttore dell'Agenzia delle entrate, Direzione regionale siciliana,
il quale ha ampiamente illustrato i motivi del disagio che l'ufficio
di Gela sta subendo, nonché le iniziative intraprese per la
risoluzione delle stesse.
La direzione regionale delle entrate ha rappresentato che le
difficoltà in cui versa l'ufficio di Gela dipendono essenzialmente
dalla carenza di personale e dall'assoluta indisponibilità di
dipendenti di altri uffici di questa Regione a trasferimenti presso
la predetta sede. Questo fatto, in verità, non è una novità perché
la stessa problematica per questa sede si verifica per quasi tutti
gli uffici periferici regionali lì presenti. Si tratta, quindi, del
personale che, evidentemente, non vuole trasferirsi presso questa
sede cosiddetta disagiata.
In particolare, questa problematica che attiene a tutti gli
uffici statali per l'agenzia delle entrate è ancora più accentuata,
in quanto l'agenzia delle entrate ha comunicato di avere attivato in
data 9 marzo 2001 un interpello in tutta la provincia di
Caltanissetta, al fine di individuare i dipendenti disponibili ad un
distacco; tutto ciò con esito negativo.
In data 1 agosto 2001 ha attivato al suo interno la procedura
di mobilità incentivante e volontaria assegnando due unità di
personale. Ha richiesto, infine, in data 10 aprile 2002, alla
direzione centrale del personale per l'agenzia delle entrate
l'assegnazione, stavolta in Sicilia, quindi, quest'ultimo
particolare comportamento dell'ufficio ha riguardato l'intera
Nazione, di persone in organico presso altri uffici di altre regioni
che intendessero trasferirsi nella città di Gela e, nel frattempo,
ha messo a punto un progetto secondo il quale pratiche di Gela
dovrebbero essere disimpegnate presso l'ufficio di Agrigento, dove
la dotazione di personale è maggiore, ma dal quale non risulta
possibile trasferire personale.
Questo modello organizzativo, che è stato definito dall'agenzia
delle entrate 'telelavoro', per le modalità molto similari a questa
procedura ormai consolidata, lo scorso 27 giugno è stato oggetto di
una riunione operativa tra i dirigenti degli uffici coinvolti, ed è
finalizzato principalmente ad evitare il verificarsi di decadenze e
prescrizioni delle pratiche di più imminente scadenza; senza
tralasciare di far notare che anche l'assegnazione di tre funzionari
vincitori di un concorso pubblico, distaccati temporaneamente con
regolare processo formativo presso l'ufficio di Agrigento, ha
portato alla nascita di un contenzioso presso il giudice del lavoro
di Agrigento che ha disposto l'assegnazione definitiva presso
l'ufficio di Agrigento e su cui la direzione regionale delle entrate
ha proposto appello alla decisione a mezzo Avvocatura distrettuale
dello Stato di Palermo.
E' opportuno, quindi, evidenziare che l'agenzia delle entrate
ha posto in atto tutte le iniziative possibili per risolvere la
problematica dell'ufficio di Gela e rimane in attesa di ricevere
comunicazioni dalla direzione centrale per l'assegnazione di
personale proveniente da altre regioni d'Italia.
Pur non sussistendo la possibilità di un intervento diretto da
parte del Governo regionale per pervenire ad una soluzione alle
problematiche rappresentate, si assicura che si continuerà ad
insistere presso la direzione regionale delle entrate per attivare
tutte le iniziative necessarie che, comunque, sono state fin qui
illustrate.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si procede allo svolgimento della interpellanza
numero 43 "Notizie circa il tributo ambientale previsto nella
legge finanziaria 2002", dell'onorevole Gurrieri. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
bilancio e le finanze,
PREMESSO che:
- erano più che prevedibili le reazioni
all'introduzione del cosiddetto 'tributo ambientale'
previsto dall'art. 6 della finanziaria regionale 2002,
per il suo evidente significato di distorsione del
mercato, di dazio sul transito e di vincolo alla libera
circolazione dei beni e dei servizi;
- il tributo ambientale nella fattispecie introdotta è
vietato dalla legislazione nazionale, europea e dalla
giurisprudenza costituzionale (violazione degli artt.
117, 119 e 120 della Costituzione; decreto legislativo
164/2000 - artt 1,3 e ss., 9 e ss., 164 - sulla rete
nazionale dei gasdotti; legge costituzionale 3/2001
sulla devoluzione; art. 6, trattato istitutivo della
Comunità Europea; art. 23, sulla base delle modifiche
introdotte dal Trattato di Amsterdam, ecc.);
- ciò è stato, del resto, sottolineato dall'Authority
per l'energia elettrica e il gas, che ha infatti
inviato al Governo una segnalazione in cui si sostiene
che tale tributo presenta 'profili di illegittimità
tali da determinare gravi impedimenti alla
realizzazione degli obiettivi di liberalizzazione e
apertura del mercato interno del gas naturale,
nazionale ed europeo, nonché rilevanti ripercussioni
sulla sicurezza degli approvvigionamenti';
- il tributo suddetto non può essere spacciato per
'tributo ambientale' dal momento che il metanodotto non
inquina proprio niente, né c'è nulla da risanare;
- sono ben altre le aziende inquinanti, che hanno sedi
nel Nord Italia e non hanno mai pagato tasse in
Sicilia,e hanno reso Gela, Augusta, Priolo, Milazzo,
Ragusa e tante altre aree della Sicilia, zone ad alto
rischio ambientale e di nocività per la salute dei
cittadini;
- queste aziende sono trattate dalla Regione con i
guanti gialli e mille convenevoli;
- nonostante le dichiarazioni del Governo secondo cui
'Questa tassa non colpirà mai il cittadino ma è il
giusto risarcimento da parte di quelle aziende che
hanno sfruttato la nostra terra inquinandola in maniera
selvaggia e che continuano a versare i propri tributi
fuori dalla Sicilia', l'Authority si sofferma a
chiarire come il tributo voluto dal governo Cuffaro
rappresenta un ostacolo alla circolazione di beni tra
le regioni dello Stato e tra gli Stati dell'U.E.;
- inoltre tale tributo, secondo l'Authority produrrebbe
aumenti del gas algerino di circa il 30 per cento
all'entrata di Mazara del Vallo e tra il 90 per cento e
il 15 per cento sui 17 punti di uscita sul territorio
nazionale;
- ciò comporterebbe un aumento medio di circa il 6 per
cento del prezzo finale per metro cubo in Sicilia,
incidendo con un aumento del 10 per cento per la
realizzazione di nuove infrastrutture in Sicilia e
'pregiudicando da un lato lo sviluppo di nuovi
investimenti nella Regione, dall'altro la realizzazione
delle iniziative già programmate per nuove importazioni
di gas';
PER CONOSCERE:
- se il Governo regionale intenda insistere sulla
lettera e sulla sostanza del già citato art. 6 della
legge finanziaria regionale 2002;
- come intenda fronteggiare gli insostenibili e
vessatori aumenti del gas metano che si
scaricherebbero, secondo quanto affermato dall'Autorità
per l'energia elettrica e il gas, sulle tasche dei
cittadini siciliani;
- come valuti la previsione dell'Autorità per l'energia
elettrica e il gas, di un blocco dello sviluppo di
nuovi investimenti nella Regione e delle iniziative già
programmate per nuove importazioni di gas;
- quali iniziative abbia in progetto per contrastare
efficacemente l'inquinamento reale delle imprese che
agiscono a Gela, Ragusa, Priolo e Milazzo, visto che si
tassa un metanodotto che non genera alcun inquinamento
e si lasciano tranquille le aziende che da tempo si
segnalano per gli allarmanti tassi di inquinamento del
territorio". (43)
GURRIERI
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore Pagano per
rispondere alla interpellanza.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interpellanza numero 43
l'interpellante, onorevole Sebastiano Gurrieri, ha chiesto diverse
notizie circa l'applicazione dell'articolo 6 della legge finanziaria
regionale 2002.
A tal riguardo vi rappresento che il tributo ambientale, di cui
all'articolo 5 della legge regionale 6/2001, così come è sostituito
dall'articolo 6 della legge regionale 2/2002, viene istituito allo
scopo di finanziare investimenti finalizzati a ridurre e prevenire
il potenziale danno ambientale derivante dalle condotte installate
sul territorio della Regione siciliana, nelle quali è contenuto il
gas metano. In tal senso, il soggetto passivo del tributo viene
identificato nel proprietario dei gasdotti di prima specie, secondo
la classificazione di cui al decreto ministeriale 24 novembre 1984,
e la base imponibile è costituita dal volume dei gasdotti. I
gasdotti di prima specie rappresentano un danno ambientale
potenziale. Infatti, la sostanza che essi contengono è altamente
infiammabile e un'eventuale rottura del gasdotto, a causa della
forte pressione, potrebbe causare un'esplosione vera e propria con
disastrose conseguenze per l'ambiente.
Giova sottolineare che i gasdotti di prima specie sono quelli
che hanno una maggiore pressione, per la precisione superiore a 24
bar, la cui esplosione causerebbe danni di almeno sette volte
superiori rispetto a quelli causati da condotti di altre specie che,
per intenderci, sono quelli presenti all'interno delle città.
Pertanto, un eventuale danno di siffatte dimensioni ricadrebbe
interamente sulla collettività. In tal senso, trova giustificazione
anche la base imponibile del tributo identificato nel volume del
gasdotto.
Del resto, recenti fatti di cronaca hanno dimostrato la
pericolosità delle condotte di un gas metano; basti pensare al
crollo del palazzo di Roma avvenuto nel mese di febbraio scorso, a
seguito della esplosione di una condotta del gas, per rendersi conto
che il danno potenziale è reale.
Quanto espresso fin qui dimostra chiaramente come il tributo di
cui all'articolo 5 della legge regionale n. 6 del 2001, così come
sostituito dall'articolo 6 della legge regionale n. 2 del 2002, sia
un tributo ambientale e non un dazio; infatti, il dazio, per essere
tale, deve colpire una merce, mentre il tributo ambientale
assoggetta a imposta i gasdotti e non il gas che è la merce
trasportata.
La stessa SNAM, inoltre, rimarca come il tributo istituito in
precedenza con l'articolo 5 della legge regionale n. 6 del 2001,
fosse stato configurato dal Commissario dello Stato come dazio. E'
una tesi che già conosciamo, e lo stesso Commissario, a cui
sicuramente non sarà sfuggita la differenza tra il tributo istituito
con la legge regionale n. 2 del 2002 e quello istituito con la legge
regionale n. 6 del 2001, tant'é che quella legge fu cassata mentre
questa è rimasta; e proprio perché non è sfuggita questa differenza,
non ha ritenuto questo tributo un dazio.
Ciò dimostra come lo stesso debba essere considerato, a tutti
gli effetti, un tributo ambientale, anche in considerazione del
fatto che il Commissario dello Stato in Sicilia è figura
istituzionale che vigila sulle eventuali incostituzionalità delle
leggi regionali.
A seguito dell'istituzione del tributo ambientale di cui
all'articolo 5 della legge regionale n. 6 del 2001, così come
sostituito dall'articolo 6 della legge regionale n. 2 del 2002, e
per effetto di richiesta da parte della SNAM rete gas, l'autorità
per l'energia elettrica ed il gas ha prodotto diverse delibere
sollevando questioni di legittimità costituzionale del tributo
ambientale.
Tutti questi sono fatti di cronaca perché sono apparsi nelle
nostre testate nazionali.
Su tali deliberazioni, si fa osservare, che l'autorità per
l'energia elettrica ed il gas è organismo che non ha alcun potere di
delegittimazione di leggi regionali, ma soltanto quello di fare
segnalazioni.
Pertanto, non si ritiene di entrare nel merito delle
motivazioni che hanno accompagnato le suddette delibere, in quanto
le stesse si riducono a meri convincimenti dell'autorità, ma non
certo a uno status giuridico, deliberato in termini di certezze.
Ciò che, invece, importa delle suddette deliberazioni è che,
certamente, non hanno sortito alcun effetto, né potranno sortirlo,
visto che l'articolo 127 della Costituzione della Repubblica recita
testualmente "Il Governo, quando ritenga che una legge regionale
ecceda le competenze della Regione, può promuovere la questione di
legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale, entro
60 giorni dalla sua pubblicazione" e che sono trascorsi
abbondantemente i 60 giorni previsti dal succitato articolo 127,
senza che questo tributo ambientale sia stato impugnato da organi di
governo, presso gli organi competenti e cioè la Corte
costituzionale, e senza che nemmeno lo stesso Commissario dello
Stato che vigila sulla Costituzione, abbia mai impugnato l'articolo
6 della legge in esame.
Sulla base di quanto comunicato, si ritiene che il tributo
ambientale di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 6 del
2001, così come sostituito dall'articolo 6 della legge regionale n.
2 del 2002, sia a tutti gli effetti un tributo legittimo e che lo
stesso non può avere effetti sulle tariffe del gas.
Pertanto, sarà cura del Governo regionale effettuare un'attenta
valutazione sulla sussistenza o meno dei presupposti di un'eventuale
impugnativa sull'eventuale deliberazione dell'autorità per l'energia
elettrica e il gas, che potrebbe riconoscere il tributo ambientale
in tariffa.
Certamente, vigileremo perché non possiamo consentire - leggo
negli occhi l'interrogazione simbolica da parte di voi tutti - che
questo tributo venga spalmato nei confronti di tutti i
cittadini regionali o della Nazione che sia perché, ovviamente, per
le motivazioni appena dette, ciò sarebbe contro anche un fatto
etico.
Con riferimento alle previsioni dell'autorità, quindi
dell'energia del gas circa l'eventuale blocco dello sviluppo di
nuovi investimenti nella Regione e delle iniziative già programmate
per nuove importazioni di gas, è compito del Governo regionale
intervenire nel caso in cui si verificassero sostanziali o
preoccupanti riflessi economici; cosa che in atto, dopo otto mesi
dall'approvazione della legge, non è stata colta in nessun segnale,
se non a livello di qualche dichiarazione.
Con riferimento, infine, alle richieste notizie circa le
iniziative poste in essere o in progetto per contrastare
efficacemente l'inquinamento reale delle imprese che agiscono a
Gela, Ragusa, Priolo e Milazzo, premesso che già esistono gli enti
preposti a vigilare per una corretta applicazione della normativa
vigente in materia di inquinamento, intendo, nella mia qualità,
investire la Giunta di Governo affinché possano prendersi in esame
iniziative finalizzate ad intervenire al risanamento ambientale.
Chiudo facendo due osservazioni. La prima: recentemente c'é
stato il convegno nazionale dei dottori commercialisti tenuto a
Rimini alla presenza delle più alte autorità dello Stato.
In quella occasione uno dei relatori principali, il noto e
prestigioso tributarista Victor Ukmar ha avuto modo di elogiare - mi
dispiace che sia soltanto questo il caso in cui sia stato elogiato -
la Regione siciliana come l'unica che di fatto abbia nell'ambito
delle path lines dato vita ad un meccanismo virtuoso di federalismo
fiscale; lasciamo stare la bontà o meno dell'iniziativa, però,
certamente è stato identificato da uno dei più grandi tributaristi
italiani, forse il più grande, come un modello virtuoso di autonomia
fiscale con capacità di intervenire direttamente, naturalmente dando
per scontato che dovremo vigilare che questo non abbia un riverbero
negativo nei confronti dei cittadini attraverso il ribaltamento nei
confronti degli stessi, cosa che in atto non è ancora avvenuta.
Preciso ancora che le risorse finanziarie sono entrate nelle
casse della Regione: noi regolarmente, ogni mese, da aprile, cioè
dal giorno in cui è diventata operativa la norma, quindi
praticamente in tempo reale, continuiamo ad incassare le imposte che
sono misurabili nell'ordine di circa 4-5 milioni di euro ogni mese.
La cosa comporta un vantaggio non indifferente.
Chiudo la tematica...
LIOTTA Dove sono, invece, i 250 miliardi promessi?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Io dicevo su base
annua; a regime di tratta di 250 miliardi. Faccio anche presente -
so che lei è professore di matematica ed è molto attento a questo,
quindi starò attento anche io a non commettere errori - che
contemporaneamente all'introito di questo tributo, noi provvediamo
ad accantonare queste somme in un apposito fondo per investimenti
nei confronti dell'ambiente perché è chiaro che essendo tributo
ambientale deve avere una ricaduta sociale nei territori della
nostra regione.
Penso che, al di là di tutto questo, questo primo, forse anche
'primitivo', usiamo anche questo termine, inizio di federalismo
fiscale, di autonomia fiscale in senso lato, possa essere, comunque,
ed aspettiamo suggerimenti anche dal Parlamento, un buon inizio per
realizzare compiutamente quel percorso virtuoso che deve vedere la
nostra Regione autonoma e non più capace di avere una difficoltà
derivante dal riverbero di risorse da parte dello Stato.
Tradotto concretamente sarebbe auspicabile che noi avessimo la
possibilità di compiere definitivamente il nostro percorso fiscale
ed avere le nostre entrate in maniera autonoma, addirittura al cento
per cento; sarebbe questo il definitivo compimento del principio di
sussidiarietà, di federalismo che penso sia auspicato da tutte le
forze politiche.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Gurrieri per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GURRIERI Onorevole Assessore, mi dichiaro insoddisfatto perché
ritengo che lei non abbia documentato l'elemento più importante del
quesito che io ho posto; anche perché so che l'Authority europea
ha chiesto al Governo nazionale di scrivere alla Regione siciliana
ponendo alcuni quesiti, sono 12 o 13 punti, e mi pare che non sia
stata data risposta.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Abbiamo risposto.
GURRIERI Siccome rispetto a come l'avete impostato in
finanziaria quest'anno, e paragonato anche al quesito posto dalla
Authority europea, ci sono delle contraddizioni che necessitano di
un chiarimento, quindi, rispetto a come lei ha posto la questione, e
cioè che tutto è risolto solo perché il Commissario ha vigilato
bene, secondo me il Commissario dello Stato ha vigilato male perché,
rispetto al pronunciamento dell'anno precedente e sempre sullo
stesso argomento si era espresso in una maniera diversa; quindi,
molto probabilmente quest'anno le informazioni, le sollecitazioni ed
i chiarimenti sono avvenuti in una maniera diversa rispetto al 2001.
Pertanto, le chiedo cortesemente copia, se lei vuole farmi dono
di questo suo scritto, perché ho bisogno di verificare le cose che
sono state dette. E ciò anche perché è proprio di oggi la verifica
che ho potuto fare col suo collega assessore in Commissione sanità,
il quale aveva affermato di avere chiesto un parere legale su una
posizione di incompatibilità del manager Cusumano della ASL 7 di
Ragusa e poi, sempre nello stesso assessorato, su mia richiesta, mi
è stato detto che non esisteva nessun parere legale.
Quindi, non voglio fare di tutta l'erba un fascio; prendo atto
di fatti documentali e la mia riserva nei suoi confronti non è sul
piano personale ma sul piano di una maggioranza che gestisce la cosa
pubblica in una maniera, secondo me, errata.
Chiudo ritenendomi insoddisfatto della sua risposta e chiedo
ufficialmente che mi venga fornita la relativa copia.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per una breve replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Gurrieri, la ringrazio per il garbo con il quale mi ha posto il
quesito e io sono convinto che col tempo avrà modo di ricredersi e
di essere soddisfatto per due ordini di motivi: innanzitutto perché
il Commissario dello Stato l'anno scorso ha impugnato la norma, e
oggi non ha cambiato opinione mentre è completamente diversa quella
norma; norma che dal Governo di allora era stata "impostata" come un
vero e proprio dazio, e che giustamente il Commissario dello Stato
aveva impugnato.
Quest'anno il Governo ha avuto il buon senso, visto che
volevamo colpire non la merce trasportata, cioè il gas, bensì i
rischi derivanti dalla possibilità più o meno teorica di
deflagrazione, di istituire un tributo di natura ambientale; tant'è
vero che l'abbiamo azzeccata. Diceva una volta qualcuno, che poi è
diventato celebre per le sue intolleranze: tutti coloro che si sono
confrontati sotto un profilo proprio del diritto, con questa norma
hanno dovuto ammettere la bontà tecnica della norma stessa.
Io tengo a precisare che non solo il Commissario dello Stato,
che certamente si è avvicinato in maniera molto critica, ma anche i
Ministeri delle attività produttive e dell'economia, hanno ritenuto
- l'ho spiegato poc'anzi nell'interrogazione - di non doversi
appellare alla Corte costituzionale ed hanno fatto trascorrere il
periodo previsto per l'eventuale ricorso alla Corte.
L'Unione europea, che ovviamente risente delle distanze, non
conoscendo le tematiche nostre ha portato avanti le uniche
argomentazioni, che sono quelle addotte dalla SNAM. E cioè: l'Unione
europea ci accusa ancora una volta - ed è un argomento trito e
ritrito - di avere messo in moto un meccanismo di dazio e di tasse
di proprietà, e io le assicuro che sono due presupposti giuridici
assolutamente inesistenti. E, ancora una volta, negli 11 quesiti, di
cui sicuramente gliene farò avere copia, perché è un suo diritto
averli, noi abbiamo spiegato che in verità non trattarsi né di dazio
né di tasse di proprietà, piuttosto di un tributo ambientale. Tanto
è vero che abbiamo accantonato queste somme per destinarle ad
investimenti produttivi in materia di ambiente.
Per tutti questi motivi, sono convinto che lei, da siciliano,
non potrà che essere soddisfatto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per
consentire una riunione, così come stabilito in precedenza, della
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari circa il programma
dei lavori concernenti le variazioni di bilancio.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.32, è ripresa alle ore 22.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì,
28 novembre 2002, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - PARERE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
SICILIANO, SUL DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1238
RECANTE 'MODIFICHE AGLI STATUTI DELLE REGIONI A STATUTO
SPECIALE', PRESENTATO AL SENATO DELLA REPUBBLICA.
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: "Agricoltura e foreste".
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E
MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981,
N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE PER
LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
PERLA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 22.24.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30)