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Resoconto d'Aula della Seduta n. 102 di mercoledì 20 novembre 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PAFFUMI  segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.

                         ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale:

           n.  906  -  Interventi  per  garantire  la funzionalità del
           Reparto di Pediatria dell'ospedale di Alcamo (TP).
           - Assessore Sanità
           Firmatario: Papania Antonino;

           n.  907 - Definizione del piano regionale delle cave.
           - Assessore Industria
           Firmatario: Oddo Camillo;

           n.   908   -  Corresponsione  ai  lavoratori  del  Servizio
           antincendio  boschivo  della  quota  dovuta  a  carico  del
           bilancio regionale.
           - Assessore Agricoltura
           Firmatario: Oddo Camillo;

           - con richiesta di risposta scritta;

           n.  905  -  Notizie  circa  i bandi di gara per le condotte
           idriche Gela-Aragona e Favara.
           - Presidente Regione
           - Assessore Lavori Pubblici
           Firmatario: Tumino Carmelo.

        SULLA GIORNATA NAZIONALE DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si celebra oggi, con la Giornata
  nazionale dell'infanzia e dell'adolescenza, il 13 anniversario della
  firma della Convenzione ONU sui diritti dei fanciulli.
       Da allora  ad  oggi  si  sono  compiuti  molti  passi avanti in
  direzione  della  salvaguardia delle giovani generazioni.
       Tuttavia è necessario continuare e rafforzare la presenza ed il
  ruolo  delle  istituzioni  in difesa dell'infanzia, anche attraverso
  una più solida  politica  sociale di prevenzione e di difesa di ogni
  forma di abuso e sfruttamento dei minori.
       In  tal  senso,  concordiamo  con  il  Capo  dello  Stato circa
  l'esigenza  di  un forte impegno, oltre che delle istituzioni, anche
  del  mondo  dell'informazione e della comunicazione, quali strumenti
  di  una  sempre  maggiore  diffusione  della cultura, della tutela e
  della solidarietà.
       Anche  il  nostro  Parlamento ha il dovere di affrontare queste
  tematiche   contribuendo  al  varo  di  provvedimenti  in  grado  di
  migliorare il  livello  di salvaguardia dei minori, così come ha già
  fatto in occasione di specifici eventi.
       Dunque,  l'auspicio  che oggi formuliamo con forza è quello che
  le   giovani  generazioni  possano  sentirsi  sempre  più  sicure  e
  garantite in  una  società  che  è  capace  di farle crescere con le
  istituzioni a  loro  fianco  e  con  la  certezza  di  avere  solide
  prospettive nella piena affermazione dei loro diritti inalienabili.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

    N. 178  "Iniziative  circa  il  funzionamento  delle  sedi  RAI in
  Sicilia", degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Garofalo;

    N. 179  "Iniziative al fine di agevolare i rapporti relazionali ed
  affettivi per  i  detenuti  in  espiazione di pena", degli onorevoli
  Fleres, Catania G., Maurici, Scoma, Garofalo, Mercadante.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PAFFUMI  segretario:

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la riforma costituzionale, all'articolo 117, assegna
              alle   regioni  potere  legislativo  in  materia  di
              comunicazione; da ciò  deriva  la  necessità  di  un
              immediato impegno ad  occuparsi  dei  temi  relativi
              allo  sviluppo   dell'informazione  locale  ed  alla
              rappresentanza pluralistica del territorio siciliano
              anche sui media nazionali;

            - l'azienda  pubblica radio televisiva, che percepisce
              il canone  dai cittadini, è dunque un patrimonio non
              esclusivo dello  Stato ma di tutte le istituzioni e,
              pertanto,  la  Regione  siciliana  ha  l'obbligo  di
              difendere e sviluppare  le  sedi della RAI esistenti
              sul suo territorio;

            - nel rinnovo  del contratto di servizio 2003-2004 con
              la RAI, questa volta aperto anche alle Regioni ed ad
              altri   organismi   della  società  civile,  occorre
              prevedere  ed  avanzare  specifiche proposte che non
              coinvolgano soltanto  RAI  3  -  che  ha particolare
              riguardo per  la  Regione  siciliana  -  ma tutte le
              altre  produzioni  e  reti  RAI  adatte  anche  alla
              diffusione di  eventi  e notizie regionali, come RAI
              Internazionale, RAI Sat, RAI News 24, etc.;

            - la  RAI,   comunque,  riceve  il  canone  anche  dai
              cittadini,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a   predisporre   precise   azioni  e  progetti  per
              rivendicare  una  maggiore  presenza  sulle reti RAI
              della realtà siciliana in tutti i settori della vita
              pubblica,  dall'economia all'ambiente, dalla cultura
              allo   spettacolo,   dal   sociale  alla  scienza  e
              a quant'altro riguardi la Regione;

            - a contribuire  ad un progetto preciso per rilanciare
              le sedi  della RAI operanti nel territorio siciliano
              ed   a  coinvolgere  in  tale  discussione  l'intero
              Parlamento;

            - a porre  in essere quant'altro necessario al fine di
              attuare quanto in premessa indicato." (178)

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - è necessario  favorire  i  rapporti  relazionali  ed
              affettivi per i detenuti in espiazione di pena;

            - tali rapporti, infatti, contribuiscono e favoriscono
              il   reinserimento   dei   soggetti   e,   comunque,
              permettono  di   mantenere   vivi   quei  sentimenti
              fondamentali per l'esistenza umana;

            - sarebbe opportuno  prevedere,  così  come avviene in
              altri  Paesi,   la  possibilità  di  coltivare  tali
              rapporti affettivi anche all'interno delle strutture
              carcerarie;

            - è necessario comunque  porre  in  essere quegli atti
              affinché possano  essere  concessi appositi permessi
              per particolari eventi familiari,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad intervenire  presso il Governo nazionale affinché
              vengano    sollecitate    le    procedure   relative
              all'approvazione del disegno  di  legge n. 3020 e di
              tutte  le   altre   eventuali   misure  che  possano
              collegarsi   allo    spirito    della    norma    ed
              all'obiettivo  che  la stessa si  propone  circa  il
              reinserimento dei detenuti e la  possibilità per gli
              stessi di fruire degli affetti familiari." (179)

     PRESIDENTE  Dispongo che le mozioni testé lette vengano demandate
  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché  se ne
  determini la data di discussione.

                    INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO

     PRESIDENTE    Il   punto   III   dell'ordine   del  giorno  reca:
  Svolgimento   di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  rubrica:
  'Bilancio e finanze'.

     PAGANO  assessore per il Bilancio  e  le finanze. Chiedo un breve
  rinvio dello svolgimento degli  atti  ispettivi  per  disporre della
  relativa documentazione necessaria.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole Assessore per
  il Bilancio e le finanze non è in questo momento nelle condizioni di
  rispondere  alle  interrogazioni  ed  alle  interpellanze,  propongo
  l'inversione dell'ordine del giorno  passando  al  punto  IV per poi
  tornare al punto III.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          SULLE NOTIZIE STAMPA RELATIVE AD ASSENZE DI DEPUTATI

     MICCICHE'  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'     Signor    Presidente,    onorevoli   colleghi   sto
  approfittando di questo intervento per leggere un mio comunicato. In
  questi  ultimi  giorni è andato alla ribalta, su vari quotidiani, un
  tema che  non  ci  fa molto onore. Poiché io non desidero arrivare a
  scontri personali, perché  a  volte,  quando  si  parla  a  braccio,
  magari ci si lascia prendere dalla foga dell'intervento e si possono
  suscitare delle sofferenze negli avversari politici e poiché  voglio
  evitare ulteriori denunce che  mi  hanno  profondamente ferito negli
  ultimi mesi, leggo un passo  che  spero venga inserito nel resoconto
  della seduta odierna, per evitare spiacevoli inconvenienti:
       "Ho letto  con dispiacere, negli ultimi giorni, sugli organi di
  stampa come con pochissime righe scritte sia possibile screditare un
  lavoro parlamentare  svolto con passione e continuità. Però ho anche
  scoperto, grazie  a queste letture, come io, sempre presente in Aula
  tranne in un'occasione,  sia  reo  di  ben 12 assenze al momento del
  voto finale delle leggi.
       Non  voglio  discutere  sull'ottimo  lavoro  portato avanti dai
  corrispondenti  parlamentari,  ma  non  posso permettere che qualche
  collega,  per  guadagnarsi  qualche titolo sui giornali, butti fango
  sul lavoro di tutti.
       Voglio fare  presente che il lettore che acquista il giornale e
  legge questi  testuali  titoli:  'L'A.R.S  dei  deputati fantasma' o
  titoli simili, fa  ben  poca  differenza tra chi è davvero assente e
  tra chi invece non vota le leggi della maggioranza perché le ritiene
  contro i  suoi principi e contro i cittadini, in pratica utilizzando
  il non voto come strumento politico parlamentare.
       Il biasimo del lettore, attonito dai titoloni, è identico anche
  se le due cose sono - e  voi lo sapete  - diametralmente opposte. Io
  che sono stato sempre presente  in  Aula, tranne in un'occasione nel
  lontano   novembre   scorso    durante    la   campagna   elettorale
  amministrativa  ad Agrigento, e  sempre  presente  anche  nelle  due
  Commissioni affidatemi, la prima e la  terza, e che ho utilizzato il
  non  voto  come   diniego   alle   politiche  discriminatorie  della
  maggioranza, vedo con  eccessivo fastidio una strumentalizzazione di
  fatto sull'argomento.
       Sparare nel  mucchio  è  facile,  perché  si  finisce  col  non
  colpire nessuno e, alla fine, gli unici ad essere offesi sono quelli
  che portano  avanti  il  loro  ruolo  di  parlamentari con serietà e
  passione."
       Non  aggiungo altro,  perché  sono  profondamente  amareggiato,
  sdegnato per le cose che ho  visto  in  questi  ultimi  due  giorni.
  Allora,  per evitare di fare  l'elenco  dei  buoni  e  dei  cattivi,
  concludo qui il mio intervento, per  non andare oltre, perché poi si
  va in campi personali e non desidero fare nomi per una ragione anche
  di stile.  Spero che il fatto  che  uno  non  voti  le  leggi  della
  maggioranza non sia un fatto criminoso,  ma anche fa parte del gioco
  democratico di un consesso istituzionale come l'Assemblea.

     PRESIDENTE   Onorevole  Micciché,  io  sono  costretto ancora una
  volta a  ricordarle  che quando si chiede di intervenire sull'ordine
  dei lavori si deve intervenire sull'ordine dei lavori. Lo spazio per
  questo tipo di  comunicazioni - è la seconda volta che glielo faccio
  notare - è alla fine dei lavori parlamentari. Quando si concludono i
  lavori   parlamentari,   c'è   uno  specifico  articolo  del  nostro
  Regolamento  che   consente   a   qualsiasi   deputato  di  fare  le
  comunicazioni che  ritiene  opportuno  fare.
       Siccome è  la  seconda  volta  che  io  glielo  dico, la invito
  formalmente ad evitare che ci sia una terza volta, perché altrimenti
  mi vedrò costretto a toglierle la parola.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 405/A "MODIFICHE
   ED INTEGRAZIONI ALL'ARTICOLO 12 DELLA LEGGE  REGIONALE  23  MAGGIO
   1991, N. 36, IN MATERIA DI COOPERAZIONE"

     PRESIDENTE  Si  passa  punto  IV dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione  del  disegno  di  legge  n.  405/A  "Modifiche ed
  integrazioni all'articolo  12  della legge regionale 23 maggio 1991,
  n.  36, in materia di cooperazione".
       Invito i  componenti  la I Commissione "Affari istituzionali" a
  prendere posto  al  banco  delle  commissioni.
       Ricordo che  nella  seduta  precedente  era  stata  conclusa la
  discussione  generale del disegno di legge e che era stato approvato
  il passaggio all'esame degli articoli.

       Si   passa   all'esame  dell'articolo  1. Ne do lettura:

                                "Art. 1.
              Personale destinato all'area speciale istituita
                          presso la RESAIS S.p.A.

          1.  Il  personale  beneficiario  dei  provvedimenti di cui
       all'articolo 12 della legge regionale 23 maggio 1991, n.  36,
       all'articolo  3 della legge regionale 10 ottobre 1994, n.  35
       e all'articolo 43 della  legge  regionale  7  agosto 1997, n.
       30, privo dei requisiti anagrafico-contributivi minimi per il
       conseguimento dei  trattamenti  pensionistici di vecchiaia ed
       anzianità, viene  trasferito,  nel  rispetto  del trattamento
       economico-normativo-previdenziale   posseduto  alla  data  di
       entrata in vigore  della  presente  legge, nell'apposita area
       speciale  transitoria  ad  esaurimento  istituita  presso  la
       RESAIS S.p.A., alle cui  dipendenze  rimane in carico fino al
       verificarsi delle previsioni di cui agli articoli 4 e 5 della
       legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5."

       Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Mercadante
  l'allegato emendamento 1.1.

     MERCADANTE  Lo ritiro.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto,
  chi  è  contrario  si  alzi.

     RAITI  Io voto contro.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 2. Ne do lettura:

                                 "Art. 2.
                           Normativa applicabile

          1. Durante  il periodo di permanenza nell'apposita area di
       cui  all'articolo  1,  restano  applicabili  le  disposizioni
       contenute al comma 6 dell'articolo 1 della legge regionale 18
       febbraio 1986, n.  7,  nonché  gli articoli 4 e 5 della legge
       regionale   20   gennaio   1999,   n.   5,   con   esclusione
       dell'articolo 6 della medesima legge regionale.

          2. Al personale di cui all'articolo 1 si applica, altresì,
       l'articolo 10 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5.

          3.  Per  il   personale   dei   consorzi   agrari  di  cui
       all'articolo 43 della legge  regionale  7 agosto 1997, n. 30,
       ancora in servizio  presso i consorzi medesimi, la disciplina
       di cui alla presente legge si applica, in forza dell'articolo
       5,  comma 4, della  legge  28  ottobre  1999,  n.  410,  come
       modificato  dall'articolo  52,   comma  33,  della  legge  28
       dicembre 2001, n. 448, fino al 31 gennaio 2004."

       Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

     RAITI  Io voto contro.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne do lettura:

                                 "Art. 3.
                            Abrogazione di norme

          1.  Sono abrogati l'articolo 12 della  legge  regionale 23
       maggio 1991, n.  36, l'articolo 3  della  legge  regionale 10
       ottobre 1994, n. 35, l'articolo 43  della  legge  regionale 7
       agosto 1997, n.  30,  nonché  tutte  le disposizioni di legge
       in contrasto con gli articoli 1 e 2 della presente legge."

       Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

     RAITI  Io voto contro.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                                 "Art. 4.
                             Norma finanziaria

          1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per
       l'esercizio finanziario  1002,  la  spesa  di 414 migliaia di
       euro  cui   si   fa  fronte  con  parte  delle  disponibilità
       dell'U.P.B. 2.2.1.3.1. - capitolo 144106.

          2. Per  gli  esercizi  successivi  la  spesa è valutata in
       12.000 migliaia  di  euro  per ciascun anno e trova riscontro
       nel bilancio  pluriennale della Regione - U.P.B. 2.2.1.3.1. -
       codice 06.02.01."

       Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

     RAITI  Io voto contro.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                                 "Art. 5.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della  Regione  siciliana  ed  entrerà in vigore il
       giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione."

       Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

     RAITI  Io voto contro.

                             (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                 CONGEDI

     PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute richieste di congedo per
  l'odierna  seduta  relative  agli  onorevoli  Ardizzone, Lo Giudice,
  Savona, Costa, Mancuso, Catania Franco, Beninati, Croce, Giambrone e
  Misuraca.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    VOTAZIONE FINALE PER  APPELLO  NOMINALE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE N.
    405/A "MODIFICHE  ED  INTEGRAZIONI  DELL'ARTICOLO  12  DELLA LEGGE
    REGIONALE 23 MAGGIO 1991, N. 36, IN MATERIA DI COOPERAZIONE"

     PRESIDENTE  Si  passa  alla votazione finale per appello nominale
  del disegno  di  legge  "Modifiche  ed integrazioni dell'articolo 12
  della  legge  regionale   23  maggio  1991,  n.  36  in  materia  di
  cooperazione" (405/A).

     RAITI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  esprimo il mio
  voto contrario a questo disegno di legge, così come ho votato contro
  tutti   gli   articoli,   perché  ritengo  che  stiamo  facendo  una
  ingiustizia,  in  quanto stiamo applicando una normativa per dare la
  possibilità  di  una  qualificazione giuridica a parte del personale
  precario  che negli anni, in questa Regione, è stato abbondantemente
  presente,  ed  in  qualche  maniera  foraggiato,  non dando risposte
  chiare e concrete e non facendo alcuna scelta strategica in materia.
       Stiamo facendo,  anzi  state  facendo,  una discriminazione nei
  confronti di coloro  che  restano  fuori;  la  state  facendo  nella
  maniera più bieca -  dal punto di vista clientelare - e quindi state
  ledendo il principio  delle  pari  opportunità  per   tutti coloro i
  quali   si   trovano  in  questa  situazione.  Nello  stesso  tempo,
  contraddite  un  dettato  normativo che prevede la chiusura di tutti
  gli  enti  economici che facevano capo alla Regione: l' ESPI, l'EMS,
  l'AZASI,  e quindi anche la RESAIS, e con essa riportate in vita, in
  maniera subdola, quella società di cui la Regione faceva parte e che
  contraddice totalmente la normativa vigente.
       Ritengo, pertanto, e  non mi dilungo oltre, che la legge che la
  maggioranza si  accinge  ad  approvare sia una  legge  assolutamente
  discriminatoria,  non opportuna, che alimenta, ancora una volta, con
  una  misura  urgente,  temporanea e tampone, un bieco clientelismo e
  che  comporta  una  spesa di risorse indiscriminata in un momento in
  cui  la  crisi  dell'occupazione  in Sicilia è così acuta da destare
  preoccupazione ed allarme.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sulla norma che
  stiamo per votare  esprimo  un  voto favorevole perché, avendo fatto
  un  raffronto   finanziario,   ho  visto  che  la  Regione  potrebbe
  risparmiare, per dipendente  pro-capite,  quasi 63 mila euro l'anno,
  per ogni  dipendente  della RESAIS.  Questo rappresenta un vantaggio
  economico che  la  Regione  acquisterebbe  immediatamente  a partire
  dall'anno  prossimo,  e che è pertanto nell'interesse generale della
  Regione, ma anche nell'interesse di questi lavoratori che sono stati
  penalizzati con le leggi precedenti.

     PRESIDENTE  Indìco  la  votazione finale per appello nominale del
  disegno di  legge  "Modifiche ed integrazioni dell'articolo 12 della
  legge regionale 23  maggio  1991, n.  36 in materia di cooperazione"
  (405/A).

       Dichiaro  aperta  la votazione. Invito il deputato segretario a
  procedere all'appello.

     PAFFUMI  segretario (procede al primo ed al secondo appello).

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE   Proclamo il risultato della votazione per appello
  nominale   del   disegno  di  legge  "Modifiche  ed  integrazioni
  dell'articolo  12  della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 in
  materia di cooperazione" (405/A):

        Presenti ........ 40

       L'Assemblea non è  in numero legale.
       La seduta  è  pertanto  sospesa  per  un'ora e riprenderà  alle
  19.40.

      (La seduta, sospesa alle ore 18.42, è ripresa alle ore 18.57)

    La seduta è ripresa.

                                  CONGEDO

     PRESIDENTE  Comunico che  l'onorevole  Granata ha chiesto congedo
  per  la  seduta  odierna.  Non sorgendo osservazioni, il congendo si
  intende accordato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    VOTAZIONE FINALE PER APPELLO  NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO
    405/A:"MODIFICHE  ED  INTEGRAZIONI  ALL'ARTICOLO  12  DELLA  LEGGE
    REGIONALE 23 MAGGIO 1991, N.36, IN MATERIA DI COOPERAZIONE"

     PRESIDENTE  Indìco la  votazione  finale per appello nominale del
  disegno di legge  "Modifiche  ed integrazioni dell'articolo 12 della
  legge regionale 23 maggio  1991,  n.  36 in materia di cooperazione"
  (405/A).
       Dichiaro  aperta  la votazione. Invito il deputato segretario a
  procedere all'appello.

     PAFFUMI  segretario (procede al primo ed al secondo appello).

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

         Presenti e votanti       62
         Maggioranza              32
         Favorevoli               61
         Contrari                  1

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SVOLGIMENTO  DI  INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA  RUBRICA
    'BILANCIO E FINANZE'

    PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento   di   interrogazioni  e  interpellanze  della  Rubrica:
  'Bilancio e Finanze'.
       Informo  che,  relativamente  alla  interrogazione  numero  318
  "Iniziative per impedire processi di esternalizzazione dei servizi e
  tutelare  i  lavoratori  del  Banco  di  Sicilia",  degli  onorevoli
  Miccichè, Forgione e Liotta  e alle interpellanze numero 19 "Notizie
  circa al nomina di un  'advisor'  della Regione per la vicenda Banco
  di Sicilia - Banco  di  Roma",  degli  onorevoli Ortisi, Spampinato,
  Raiti e Papania e numero  63 "Tutela del patrimonio e dei dipendenti
  del Banco di Sicilia, in  seguito  alla  fusione con Banca di Roma",
  dell'onorevole  Raiti,  il   Presidente  della  Regione  Cuffaro  ha
  comunicato di volere rispondere direttamente.
       Per assenza  dall'Aula  del firmatario, l'interrogazione numero
  471 "Piena applicazione  nella  Regione  siciliana  dell'articolo 25
  comma 5 della legge  488/2001, circa la compartecipazione dei Comuni
  siciliani al gettito  IRPEF",  dell'onorevole  Cracolici  si intende
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
       Si procede allo  svolgimento  della  interrogazione  numero 477
  "Adeguata dotazione organica  dell'Ufficio  delle  entrate di Gela",
  degli onorevoli Morinello, Ferro e Raiti. Ne do lettura:

            "Al Presidente della Regione e  all'Assessore  per  il
          bilancio e finanze, premesso che:

             - negli ultimi  anni  gli  uffici  provinciali  delle
          entrate hanno visto aumentare considerevolmente le  loro
          competenze in materia di tributi e assistenza fiscale;

             -   sono   oramai   numerosi   i   contribuenti   che
          giornalmente richiedono assistenza e  servizi  di  varia
          natura ai competenti uffici;

             - un regolare funzionamento degli uffici finanziari è
          condizione indispensabile affinché i  contribuenti  e  i
          diversi    soggetti    economici    possano     svolgere
          proficuamente le proprie attività;

             - il bacino  di  utenza  dell'Agenzia  delle  Entrate
          Ufficio di Gela è di circa 185.000 abitanti;

             -  la  dotazione  organica  dell'Ufficio  di  Gela  è
          fortemente   sottodimensionata   rispetto   alle   reali
          esigenze;

             - uffici con le stesse competenze e con pressoché  lo
          stesso bacino di utenza, hanno a disposizione  dotazioni
          organiche  tre  volte  superiori  (come   l'Ufficio   di
          Caltanissetta,  con  circa  121  dipendenti),   se   non
          addirittura di cinque volte superiori, come avviene  per
          l'Ufficio di Agrigento con circa 195 dipendenti;

             -  La  Direzione  regionale   della   Sicilia   e   i
          rappresentanti  delle   Organizzazioni   sindacali,   in
          relazione all'accordo quadro sul reimpiego del personale
          del Centro di servizio di Palermo e per la procedura  di
          mobilità  da   attivarsi   nell'ambito   della   Regione
          siciliana  per  la   copertura   di   sedi   vacanti   e
          particolarmente disagiate, hanno individuato la  carenza
          per l'Ufficio di Gela;

             - L'Ufficio  di  Gela  è  stato  considerato  Ufficio
          disagiato di prima fascia, con 38 dipendenti, di cui  26
          appartenenti all'area C e 12 all'area B;

             considerato che:

             - il personale è costretto giornalmente a una mole di
          lavoro sproporzionata rispetto alle unità lavorative  in
          organico;

             -  da  diverso  tempo  le  organizzazioni   sindacali
          chiedono  un   adeguamento   alle   effettive   esigenze
          dell'ufficio;

             - la carenza di organico comporta notevoli disagi  ai
          contribuenti che quotidianamente  richiedono  servizi  e
          assistenza all'Ufficio di Gela;

             - i recenti  sviluppi  sull'Enichem  di  Gela  stanno
          creando  pesanti  ripercussioni  sull'economia   gelese,
          creando, alla luce degli  ultimi  avvenimenti  un  clima
          sociale decisamente esplosivo;

             - il perdurare di questa situazione all'Ufficio delle
          entrate  di  Gela  aggrava  la  già  pesante  situazione
          dell'economia della città,

             per sapere:

             - se il Governo sia  a  conoscenza  della  situazione
          dell'ufficio gelese;

             - quali provvedimenti  intenda  prendere  il  Governo
          regionale e l'Assessore per il Bilancio e per le Finanze
          al fine di mettere l'Ufficio di Gela  in  condizione  di
          poter  sopperire  all'enorme  quantità  di  servizi  che
          giornalmente gli vengono richiesti dai contribuenti;

             -  se  non  ritenga  di  intervenire  tempestivamente
          presso l'Ufficio regionale delle  entrate  e  presso  il
          Ministero delle Finanze per  dotare  l'Ufficio  di  Gela
          della dotazione organica richiesta dalle  organizzazioni
          sindacali". (477)

                                     MORINELLO - FERRO - RAITI

       Ha  facoltà  di   parlare   l'onorevole  assessore  Pagano  per
  rispondere alla interrogazione

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione numero 477, gli
  interroganti, onorevoli  Morinello,  Ferro e Raiti, hanno chiesto di
  sapere se  il Governo sia a conoscenza della situazione dell'ufficio
  finanziario   gelese   e   quali   provvedimenti   intenda  prendere
  l'assessore  per il  bilancio  e  le  finanze  al  fine  di  mettere
  l'ufficio di  Gela  in  condizioni  di  potere  sopperire all'enorme
  quantità di  servizi  che  giornalmente  gli  vengono  richiesti dai
  contribuenti e  se non ritenga di intervenire tempestivamente presso
  l'Ufficio regionale  delle  entrate  del Ministero delle Finanze per
  fornire l'ufficio  di  Gela della dotazione organica richiesta dalle
  organizzazioni sindacali.
       Come  sapete,   la  nostra  Regione, per  l'espletamento  delle
  funzioni attribuite dallo Statuto, si avvale degli uffici periferici
  dell'amministrazione  statale   e,   quindi,   anche   degli  uffici
  finanziari la cui organizzazione, i cui compiti, sono regolati dallo
  Stato.  Ho dovuto, quindi, richiedere dettagliate informazioni sulle
  problematiche  sorte all'Ufficio finanziario di Gela direttamente al
  direttore dell'Agenzia delle entrate, Direzione regionale siciliana,
  il quale ha ampiamente illustrato i motivi del disagio che l'ufficio
  di  Gela  sta  subendo,  nonché  le  iniziative  intraprese  per  la
  risoluzione  delle  stesse.
       La  direzione  regionale  delle entrate ha rappresentato che le
  difficoltà  in  cui versa l'ufficio di Gela dipendono essenzialmente
  dalla  carenza  di  personale  e  dall'assoluta  indisponibilità  di
  dipendenti  di altri uffici di questa Regione a trasferimenti presso
  la  predetta sede.  Questo fatto, in verità, non è una novità perché
  la stessa problematica  per  questa sede si verifica per quasi tutti
  gli uffici  periferici regionali lì presenti. Si tratta, quindi, del
  personale che,  evidentemente,  non  vuole trasferirsi presso questa
  sede cosiddetta disagiata.
       In  particolare,  questa  problematica  che attiene a tutti gli
  uffici statali  per l'agenzia delle entrate è ancora più accentuata,
  in quanto l'agenzia delle entrate ha comunicato di avere attivato in
  data  9  marzo   2001   un  interpello  in  tutta  la  provincia  di
  Caltanissetta, al fine di individuare i dipendenti disponibili ad un
  distacco; tutto ciò con esito negativo.
       In  data  1 agosto 2001 ha attivato al suo interno la procedura
  di  mobilità  incentivante  e  volontaria  assegnando  due  unità di
  personale.  Ha  richiesto, infine,  in  data  10  aprile  2002, alla
  direzione   centrale  del  personale  per  l'agenzia  delle  entrate
  l'assegnazione,    stavolta   in   Sicilia,   quindi,   quest'ultimo
  particolare   comportamento   dell'ufficio  ha  riguardato  l'intera
  Nazione, di persone in organico presso altri uffici di altre regioni
  che  intendessero  trasferirsi nella città di Gela e, nel frattempo,
  ha  messo  a  punto  un  progetto  secondo il quale pratiche di Gela
  dovrebbero essere  disimpegnate  presso l'ufficio di Agrigento, dove
  la dotazione di  personale  è  maggiore,  ma  dal  quale non risulta
  possibile trasferire personale.
       Questo modello organizzativo, che è stato definito dall'agenzia
  delle  entrate 'telelavoro', per le modalità molto similari a questa
  procedura  ormai consolidata, lo scorso 27 giugno è stato oggetto di
  una riunione operativa  tra i dirigenti degli uffici coinvolti, ed è
  finalizzato principalmente  ad evitare il verificarsi di decadenze e
  prescrizioni  delle   pratiche  di  più  imminente  scadenza;  senza
  tralasciare di far notare che anche l'assegnazione di tre funzionari
  vincitori di  un  concorso  pubblico, distaccati temporaneamente con
  regolare  processo  formativo  presso  l'ufficio  di  Agrigento,  ha
  portato alla nascita  di un contenzioso presso il giudice del lavoro
  di  Agrigento  che  ha  disposto  l'assegnazione  definitiva  presso
  l'ufficio di Agrigento e su cui la direzione regionale delle entrate
  ha proposto  appello  alla decisione a mezzo Avvocatura distrettuale
  dello Stato di Palermo.
       E'  opportuno,  quindi, evidenziare che l'agenzia delle entrate
  ha  posto  in  atto  tutte  le iniziative possibili per risolvere la
  problematica  dell'ufficio  di  Gela  e rimane in attesa di ricevere
  comunicazioni   dalla   direzione  centrale  per  l'assegnazione  di
  personale proveniente da altre regioni d'Italia.
       Pur  non sussistendo la possibilità di un intervento diretto da
  parte  del  Governo  regionale  per  pervenire ad una soluzione alle
  problematiche   rappresentate, si  assicura  che  si  continuerà  ad
  insistere  presso  la direzione regionale delle entrate per attivare
  tutte  le  iniziative  necessarie  che, comunque, sono state fin qui
  illustrate.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    RAITI. Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE   Si  procede  allo  svolgimento  della  interpellanza
  numero  43  "Notizie  circa  il  tributo  ambientale  previsto nella
  legge finanziaria 2002", dell'onorevole Gurrieri. Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore per il
           bilancio e le finanze,

      PREMESSO che:

           -    erano    più    che    prevedibili   le   reazioni
           all'introduzione  del  cosiddetto  'tributo ambientale'
           previsto  dall'art. 6 della finanziaria regionale 2002,
           per  il  suo  evidente  significato  di distorsione del
           mercato, di dazio sul transito e di vincolo alla libera
           circolazione dei beni e dei servizi;

           -  il tributo ambientale nella fattispecie introdotta è
           vietato  dalla  legislazione nazionale, europea e dalla
           giurisprudenza  costituzionale  (violazione degli artt.
           117,  119 e 120 della Costituzione; decreto legislativo
           164/2000  -  artt  1,3 e ss., 9 e ss., 164 - sulla rete
           nazionale  dei  gasdotti;  legge  costituzionale 3/2001
           sulla  devoluzione;  art.  6, trattato istitutivo della
           Comunità  Europea;  art. 23, sulla base delle modifiche
           introdotte  dal  Trattato di Amsterdam, ecc.);

           -  ciò  è stato, del resto, sottolineato dall'Authority
           per l'energia  elettrica  e  il  gas,  che  ha  infatti
           inviato al  Governo una segnalazione in cui si sostiene
           che  tale  tributo  presenta  'profili di illegittimità
           tali    da    determinare    gravi   impedimenti   alla
           realizzazione  degli  obiettivi  di  liberalizzazione e
           apertura   del   mercato   interno  del  gas  naturale,
           nazionale  ed  europeo, nonché  rilevanti ripercussioni
           sulla sicurezza degli approvvigionamenti';

           -  il  tributo  suddetto non può essere  spacciato  per
           'tributo ambientale' dal momento che il metanodotto non
           inquina proprio niente, né c'è nulla da risanare;

           - sono ben altre le aziende inquinanti, che  hanno sedi
           nel  Nord  Italia  e  non  hanno  mai pagato  tasse  in
           Sicilia,e hanno reso  Gela, Augusta,  Priolo,  Milazzo,
           Ragusa  e tante altre aree della Sicilia, zone ad  alto
           rischio  ambientale  e  di nocività per la  salute  dei
           cittadini;

           -  queste  aziende  sono trattate dalla Regione  con  i
           guanti gialli e mille convenevoli;

           -  nonostante  le dichiarazioni del Governo secondo cui
           'Questa tassa  non  colpirà  mai  il  cittadino ma è il
           giusto  risarcimento  da  parte  di  quelle aziende che
           hanno sfruttato la nostra terra inquinandola in maniera
           selvaggia e  che  continuano a versare i propri tributi
           fuori   dalla   Sicilia',  l'Authority  si  sofferma  a
           chiarire  come  il  tributo  voluto dal governo Cuffaro
           rappresenta  un  ostacolo alla circolazione di beni tra
           le regioni dello Stato e tra gli Stati dell'U.E.;

           - inoltre tale tributo, secondo l'Authority produrrebbe
           aumenti del  gas  algerino  di  circa  il  30 per cento
           all'entrata di Mazara del Vallo e tra il 90 per cento e
           il 15 per  cento  sui 17 punti di uscita sul territorio
           nazionale;

           - ciò comporterebbe un aumento medio di circa il  6 per
           cento  del  prezzo  finale per metro cubo  in  Sicilia,
           incidendo  con  un  aumento  del  10 per cento  per  la
           realizzazione  di  nuove  infrastrutture in  Sicilia  e
           'pregiudicando  da  un  lato  lo  sviluppo   di   nuovi
           investimenti nella Regione, dall'altro la realizzazione
           delle iniziative già programmate per nuove importazioni
           di gas';

      PER CONOSCERE:

           -  se  il  Governo  regionale intenda  insistere  sulla
           lettera  e sulla sostanza del già citato art.  6  della
           legge finanziaria regionale 2002;

           -   come   intenda  fronteggiare  gli  insostenibili  e
           vessatori    aumenti    del    gas    metano   che   si
           scaricherebbero, secondo quanto affermato dall'Autorità
           per l'energia  elettrica  e  il  gas,  sulle tasche dei
           cittadini siciliani;

           - come valuti la previsione dell'Autorità per l'energia
           elettrica e  il  gas,  di  un  blocco dello sviluppo di
           nuovi investimenti nella Regione e delle iniziative già
           programmate per nuove importazioni di gas;

           -  quali  iniziative abbia in progetto  per contrastare
           efficacemente  l'inquinamento  reale  delle imprese che
           agiscono a Gela, Ragusa, Priolo e Milazzo, visto che si
           tassa  un metanodotto che non genera alcun inquinamento
           e si  lasciano  tranquille  le  aziende che da tempo si
           segnalano  per gli allarmanti tassi di inquinamento del
           territorio". (43)

                                                       GURRIERI

       Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  assessore  Pagano  per
  rispondere alla interpellanza.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  con  l'interpellanza  numero  43
  l'interpellante, onorevole  Sebastiano  Gurrieri, ha chiesto diverse
  notizie circa l'applicazione dell'articolo 6 della legge finanziaria
  regionale 2002.
       A tal riguardo vi rappresento che il tributo ambientale, di cui
  all'articolo 5  della legge regionale 6/2001, così come è sostituito
  dall'articolo 6  della  legge regionale 2/2002, viene istituito allo
  scopo di  finanziare  investimenti finalizzati a ridurre e prevenire
  il  potenziale  danno ambientale derivante dalle condotte installate
  sul territorio  della  Regione siciliana, nelle quali è contenuto il
  gas metano.  In  tal  senso,  il  soggetto passivo del tributo viene
  identificato nel  proprietario dei gasdotti di prima specie, secondo
  la classificazione  di cui al decreto ministeriale 24 novembre 1984,
  e la  base  imponibile  è  costituita  dal  volume  dei gasdotti.  I
  gasdotti   di   prima   specie  rappresentano  un  danno  ambientale
  potenziale. Infatti,  la  sostanza  che essi contengono è  altamente
  infiammabile e  un'eventuale  rottura  del  gasdotto,  a causa della
  forte pressione,  potrebbe  causare un'esplosione vera e propria con
  disastrose conseguenze per l'ambiente.
       Giova  sottolineare  che i gasdotti di prima specie sono quelli
  che  hanno  una maggiore pressione, per la precisione superiore a 24
  bar,  la  cui  esplosione  causerebbe  danni  di  almeno sette volte
  superiori rispetto a quelli causati da condotti di altre specie che,
  per intenderci, sono quelli presenti all'interno delle città.
       Pertanto,  un eventuale danno di siffatte dimensioni ricadrebbe
  interamente  sulla collettività. In tal senso, trova giustificazione
  anche  la  base  imponibile  del tributo identificato nel volume del
  gasdotto.
       Del  resto,  recenti  fatti  di  cronaca  hanno  dimostrato  la
  pericolosità delle  condotte  di  un  gas  metano; basti pensare al
  crollo del palazzo  di  Roma avvenuto nel mese di febbraio scorso, a
  seguito della esplosione di una condotta del gas, per rendersi conto
  che il danno potenziale è reale.
       Quanto espresso fin qui dimostra chiaramente come il tributo di
  cui all'articolo 5  della  legge  regionale n. 6 del 2001, così come
  sostituito dall'articolo 6  della legge regionale n. 2 del 2002, sia
  un tributo ambientale  e non un dazio; infatti, il dazio, per essere
  tale,  deve   colpire   una  merce,  mentre  il  tributo  ambientale
  assoggetta a imposta i  gasdotti  e  non  il  gas  che  è  la  merce
  trasportata.
       La  stessa  SNAM, inoltre, rimarca come il tributo istituito in
  precedenza  con  l'articolo  5  della legge regionale n. 6 del 2001,
  fosse stato  configurato  dal Commissario dello Stato come dazio. E'
  una  tesi che  già  conosciamo,  e  lo  stesso  Commissario,  a  cui
  sicuramente non sarà sfuggita la differenza tra il tributo istituito
  con la legge regionale n. 2 del 2002 e quello istituito con la legge
  regionale n. 6  del  2001, tant'é che quella legge fu cassata mentre
  questa è rimasta; e proprio perché non è sfuggita questa differenza,
  non ha ritenuto questo tributo un dazio.
       Ciò  dimostra  come lo stesso debba essere considerato, a tutti
  gli  effetti,  un  tributo  ambientale,  anche in considerazione del
  fatto   che   il   Commissario  dello  Stato  in  Sicilia  è  figura
  istituzionale  che  vigila  sulle eventuali incostituzionalità delle
  leggi regionali.
       A  seguito  dell'istituzione  del  tributo  ambientale  di  cui
  all'articolo  5  della  legge  regionale  n.  6  del 2001, così come
  sostituito  dall'articolo  6  della legge regionale n. 2 del 2002, e
  per  effetto  di  richiesta da parte della SNAM rete gas, l'autorità
  per l'energia  elettrica  ed  il  gas  ha  prodotto diverse delibere
  sollevando  questioni  di  legittimità  costituzionale  del  tributo
  ambientale.
       Tutti questi  sono  fatti  di cronaca perché sono apparsi nelle
  nostre testate nazionali.
       Su  tali  deliberazioni,  si  fa  osservare, che l'autorità per
  l'energia elettrica ed il gas è organismo che non ha alcun potere di
  delegittimazione  di  leggi  regionali,  ma  soltanto quello di fare
  segnalazioni.
       Pertanto,   non   si   ritiene  di  entrare  nel  merito  delle
  motivazioni  che  hanno accompagnato le suddette delibere, in quanto
  le  stesse  si  riducono  a meri convincimenti dell'autorità, ma non
  certo a uno status giuridico, deliberato in termini di certezze.
       Ciò  che, invece,  importa  delle suddette deliberazioni è che,
  certamente, non  hanno  sortito alcun effetto, né potranno sortirlo,
  visto che  l'articolo 127 della Costituzione della Repubblica recita
  testualmente "Il  Governo,  quando  ritenga  che una legge regionale
  ecceda le  competenze  della Regione, può promuovere la questione di
  legittimità  costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale, entro
  60  giorni   dalla   sua   pubblicazione"   e   che  sono  trascorsi
  abbondantemente i  60  giorni  previsti  dal succitato articolo 127,
  senza che questo tributo ambientale sia stato impugnato da organi di
  governo,  presso   gli   organi   competenti   e   cioè   la   Corte
  costituzionale, e  senza  che  nemmeno  lo  stesso Commissario dello
  Stato che  vigila sulla Costituzione, abbia mai impugnato l'articolo
  6 della legge in esame.
       Sulla  base  di  quanto  comunicato,  si ritiene che il tributo
  ambientale  di  cui  all'articolo  5  della legge regionale n. 6 del
  2001,  così come sostituito dall'articolo 6 della legge regionale n.
  2  del  2002,  sia a tutti gli effetti un tributo legittimo e che lo
  stesso non può avere effetti sulle tariffe del gas.
       Pertanto, sarà cura del Governo regionale effettuare un'attenta
  valutazione sulla sussistenza o meno dei presupposti di un'eventuale
  impugnativa sull'eventuale deliberazione dell'autorità per l'energia
  elettrica  e  il gas, che potrebbe riconoscere il tributo ambientale
  in tariffa.
       Certamente,  vigileremo perché  non possiamo consentire - leggo
  negli occhi  l'interrogazione  simbolica da parte di voi tutti - che
  questo  tributo  venga   spalmato   nei   confronti   di   tutti   i
  cittadini regionali o  della Nazione che sia perché, ovviamente, per
  le motivazioni appena  dette,  ciò  sarebbe  contro  anche  un fatto
  etico.
       Con    riferimento   alle   previsioni   dell'autorità,  quindi
  dell'energia del gas  circa  l'eventuale  blocco  dello  sviluppo di
  nuovi investimenti nella  Regione e delle iniziative già programmate
  per nuove importazioni  di  gas,  è  compito  del  Governo regionale
  intervenire  nel  caso   in   cui  si  verificassero  sostanziali  o
  preoccupanti riflessi economici;  cosa  che  in atto, dopo otto mesi
  dall'approvazione della legge,  non è stata colta in nessun segnale,
  se non a livello di qualche dichiarazione.
       Con   riferimento,  infine, alle  richieste  notizie  circa  le
  iniziative   poste   in   essere   o  in  progetto  per  contrastare
  efficacemente  l'inquinamento  reale  delle  imprese  che agiscono a
  Gela,  Ragusa,  Priolo e Milazzo, premesso che già esistono gli enti
  preposti  a  vigilare  per una corretta applicazione della normativa
  vigente in materia  di  inquinamento,  intendo,  nella  mia qualità,
  investire la Giunta  di  Governo affinché possano prendersi in esame
  iniziative finalizzate  ad  intervenire  al  risanamento ambientale.
       Chiudo facendo  due  osservazioni.  La  prima: recentemente c'é
  stato il convegno  nazionale  dei  dottori  commercialisti  tenuto a
  Rimini alla presenza delle più alte autorità dello Stato.
       In quella occasione  uno  dei  relatori  principali,  il noto e
  prestigioso tributarista Victor Ukmar ha avuto modo di elogiare - mi
  dispiace che sia soltanto questo il caso in cui sia stato elogiato -
  la Regione  siciliana  come  l'unica  che di fatto abbia nell'ambito
  delle path lines  dato vita ad un meccanismo virtuoso di federalismo
  fiscale; lasciamo  stare  la  bontà  o  meno  dell'iniziativa, però,
  certamente è  stato  identificato da uno dei più grandi tributaristi
  italiani, forse il più grande, come un modello virtuoso di autonomia
  fiscale con capacità di intervenire direttamente, naturalmente dando
  per scontato che  dovremo vigilare che questo non abbia un riverbero
  negativo nei  confronti dei cittadini attraverso il ribaltamento nei
  confronti degli stessi, cosa che in atto non è ancora avvenuta.
       Preciso ancora  che  le  risorse finanziarie sono entrate nelle
  casse della  Regione:  noi  regolarmente, ogni mese, da aprile, cioè
  dal  giorno   in   cui   è  diventata  operativa  la  norma,  quindi
  praticamente in tempo reale, continuiamo ad incassare le imposte che
  sono misurabili nell'ordine  di circa 4-5 milioni di euro ogni mese.
  La  cosa   comporta   un   vantaggio  non  indifferente.
       Chiudo la tematica...

     LIOTTA  Dove sono, invece, i 250 miliardi promessi?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Io dicevo su base
  annua;  a regime di tratta di 250 miliardi.  Faccio anche presente -
  so che lei è  professore  di matematica ed è molto attento a questo,
  quindi  starò attento  anche  io  a  non  commettere  errori  -  che
  contemporaneamente  all'introito  di questo tributo, noi provvediamo
  ad accantonare  queste  somme  in un apposito fondo per investimenti
  nei confronti  dell'ambiente  perché  è  chiaro  che essendo tributo
  ambientale deve  avere  una  ricaduta  sociale  nei  territori della
  nostra regione.
       Penso che, al  di là di tutto questo, questo primo, forse anche
  'primitivo', usiamo  anche  questo  termine,  inizio  di federalismo
  fiscale, di autonomia fiscale in senso lato, possa essere, comunque,
  ed aspettiamo  suggerimenti anche dal Parlamento, un buon inizio per
  realizzare compiutamente  quel  percorso virtuoso che deve vedere la
  nostra Regione autonoma  e  non  più  capace di avere una difficoltà
  derivante dal riverbero di risorse da parte dello Stato.
       Tradotto concretamente  sarebbe auspicabile che noi avessimo la
  possibilità di  compiere  definitivamente il nostro percorso fiscale
  ed avere le nostre entrate in maniera autonoma, addirittura al cento
  per cento; sarebbe  questo il definitivo compimento del principio di
  sussidiarietà, di federalismo  che  penso  sia auspicato da tutte le
  forze politiche.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Gurrieri  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     GURRIERI   Onorevole  Assessore, mi dichiaro insoddisfatto perché
  ritengo che  lei non abbia documentato l'elemento più importante del
  quesito che io  ho  posto;  anche perché  so che l'Authority europea
  ha chiesto  al  Governo nazionale di scrivere alla Regione siciliana
  ponendo alcuni quesiti, sono  12  o  13 punti, e mi pare che non sia
  stata data risposta.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Abbiamo risposto.

     GURRIERI    Siccome   rispetto   a   come  l'avete  impostato  in
  finanziaria quest'anno, e paragonato anche  al  quesito  posto dalla
  Authority europea, ci sono delle  contraddizioni  che necessitano di
  un chiarimento, quindi, rispetto a come lei ha posto la questione, e
  cioè che tutto è risolto solo  perché  il  Commissario  ha  vigilato
  bene, secondo me il Commissario dello Stato ha vigilato male perché,
  rispetto  al  pronunciamento dell'anno  precedente  e  sempre  sullo
  stesso argomento si era espresso  in  una  maniera  diversa; quindi,
  molto probabilmente quest'anno le informazioni, le sollecitazioni ed
  i chiarimenti sono avvenuti in una maniera diversa rispetto al 2001.
       Pertanto, le chiedo cortesemente copia, se lei vuole farmi dono
  di questo suo scritto,  perché  ho bisogno di verificare le cose che
  sono state dette. E ciò anche perché  è  proprio di oggi la verifica
  che ho potuto fare col suo  collega assessore in Commissione sanità,
  il quale aveva affermato di avere chiesto  un  parere  legale su una
  posizione di incompatibilità del manager  Cusumano  della  ASL  7 di
  Ragusa e poi, sempre nello stesso  assessorato, su mia richiesta, mi
  è stato detto che non esisteva  nessun  parere  legale.
       Quindi, non voglio fare di tutta  l'erba un fascio; prendo atto
  di fatti documentali e la mia riserva  nei  suoi confronti non è sul
  piano personale ma sul piano di una maggioranza che gestisce la cosa
  pubblica in una maniera, secondo me, errata.
       Chiudo ritenendomi  insoddisfatto  della  sua risposta e chiedo
  ufficialmente che mi venga fornita la relativa copia.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare per una breve replica.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Gurrieri, la ringrazio per il  garbo  con  il  quale  mi ha posto il
  quesito e io sono convinto  che  col tempo avrà modo di ricredersi e
  di essere soddisfatto per due ordini di motivi:  innanzitutto perché
  il Commissario dello Stato l'anno scorso  ha  impugnato  la norma, e
  oggi non ha cambiato opinione  mentre è completamente diversa quella
  norma; norma che dal Governo di allora era stata "impostata" come un
  vero e proprio dazio, e che  giustamente  il Commissario dello Stato
  aveva impugnato.
       Quest'anno  il  Governo  ha avuto  il  buon  senso,  visto  che
  volevamo colpire non la merce trasportata,  cioè  il  gas,  bensì  i
  rischi  derivanti  dalla  possibilità  più   o   meno   teorica   di
  deflagrazione, di istituire un tributo  di natura ambientale; tant'è
  vero che l'abbiamo azzeccata. Diceva una  volta  qualcuno, che poi è
  diventato celebre per le sue intolleranze:  tutti coloro che si sono
  confrontati sotto un profilo proprio  del  diritto, con questa norma
  hanno dovuto ammettere la bontà tecnica della norma stessa.
       Io tengo a precisare che non  solo  il Commissario dello Stato,
  che certamente si è avvicinato in maniera  molto critica, ma anche i
  Ministeri delle attività produttive  e dell'economia, hanno ritenuto
  -  l'ho  spiegato  poc'anzi nell'interrogazione  -  di  non  doversi
  appellare alla Corte costituzionale ed  hanno  fatto  trascorrere il
  periodo previsto per l'eventuale ricorso alla Corte.
       L'Unione europea,  che  ovviamente  risente delle distanze, non
  conoscendo  le  tematiche  nostre  ha   portato   avanti  le  uniche
  argomentazioni, che sono quelle addotte dalla SNAM. E cioè: l'Unione
  europea ci accusa ancora una volta -  ed  è  un  argomento  trito  e
  ritrito - di avere messo in moto un  meccanismo  di dazio e di tasse
  di proprietà, e io le assicuro  che  sono  due presupposti giuridici
  assolutamente inesistenti. E, ancora una volta, negli 11 quesiti, di
  cui sicuramente gliene farò avere copia,  perché  è  un  suo diritto
  averli, noi abbiamo spiegato che in verità non trattarsi né di dazio
  né di tasse di proprietà, piuttosto di un tributo ambientale.  Tanto
  è  vero  che abbiamo accantonato  queste  somme  per  destinarle  ad
  investimenti produttivi in materia di ambiente.
       Per tutti questi motivi,  sono  convinto che lei, da siciliano,
  non potrà che essere soddisfatto.

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   sospendo   la   seduta  per
  consentire  una  riunione,  così come stabilito in precedenza, della
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari circa il programma
  dei lavori concernenti le variazioni di bilancio.
       La seduta è sospesa.

          (La seduta, sospesa alle ore 20.32, è ripresa alle ore 22.20)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a giovedì,
  28 novembre 2002, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

    II - PARERE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
          SICILIANO,  SUL  DISEGNO  DI  LEGGE  COSTITUZIONALE  N. 1238
          RECANTE  'MODIFICHE  AGLI  STATUTI  DELLE  REGIONI A STATUTO
          SPECIALE', PRESENTATO AL SENATO DELLA REPUBBLICA.

    III - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI   ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA:  "Agricoltura e foreste".

      IV - ELEZIONE  DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
          GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E
          MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981,
          N.  96.

    VI - ELEZIONE   DI   NOVE   COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VII - ELEZIONE  DI  UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     VIII -  ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER  LA  GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA  CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,    FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE PER
          LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO   REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIII - ELEZIONE  DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          PERLA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  CONSIGLIO  DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
          AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
          AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE  DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI  DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE   E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 22.24.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30)