Presidenza del vicepresidente Fleres
SBONA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, i seguenti deputati:
- l'onorevole Infurna dal 27 al 28 novembre 2002;
- l'onorevole Paffumi il 28 novembre 2002;
- l'onorevole Fleres dal 28 al 29 novembre 2002;
- l'onorevole Tricoli dal 25 al 29 novembre 2002;
- l'onorevole Incardona il 29 novembre 2002;
- l'onorevole Moschetto dal 3 al 5 dicembre 2002;
- l'onorevole Burgaretta Aparo dal 30 novembre al 4 dicembre
2002.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Disposizioni in favore dei familiari di Giovanni Bonsignore
e Filippo Basile" (n. 533)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 27
novembre 2002
- "Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione
siciliana" (n. 534)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ardizzone, Leanza
Edoardo,Moschetto, Crisafulli, Franchina, Ioppolo, Lo Monte,
Sanzeri, Savarino, Scoma in data 27 novembre 2002
- "Istituzione del registro dei pareri resi e del registro dei
pareri richiesti da enti sottoposti a vigilanza e controllo della
Regione siciliana" (n. 535)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
in data 27 novembre 2002
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'elevazione in comune autonomo con la
denominazione di 'Piano Tavola' delle frazioni dei comuni di
Belpasso, Motta Sant'Anastasia, Misterbianco e Camporotondo etneo"
(n. 528)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Raiti, Liotta in data
21 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Disposizioni per la valorizzazione di organismi associativi
che tutelano gli interessi dei disabili" (n. 529),
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Incardona in data 22 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Contributo alla Fondazione Guarino Amella per la istituzione
ed il funzionamento dell'Archivio dell'autonomia siciliana" (n. 532)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Capodicasa in data 25 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
BILANCIO (II)
- "Norme finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda misura salva
deficit" (n. 527)
- iniziativa governativa
- presentato dal vice presidente della Regione (CASTIGLIONE) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (PAGANO) in
data 20 novembre 2002
- trasmesso in data 22 novembre 2002
- PARERE COMMISSIONE I, III, IV, V E VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Norme in materia di vendita diretta a domicilio e di tutela
dei consumatori dalle forme di vendita diretta piramidale e da altre
forme analoghe" (n. 526)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici in
data 19 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Norme per la protezione del succo sanguinello" (n. 530)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ortisi, Galletti, Manzullo,
Papania, Spampinato in data 25 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Norme per il riutilizzo delle acque in agricoltura e per
fronteggiare la crisi idrica siciliana" (n. 531)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ortisi, Galletti, Manzullo,
Papania, Spampinato in data 25 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'estensione dei benefici di cui all'articolo 4,
commi 1 e 3 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, ai
figli delle vittime del disastro aereo di Ustica del 27 giugno 1980"
(n. 524)
- iniziativa parlamentare
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Compartecipazione azionaria della Regione siciliana sulla
proprietà dello stabilimento FIAT di Termini Imerese" (n. 523)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Disciplina urbanistica di 'Aree attrezzate multifunzionali
plain air' a vocazione turistica" (n. 522)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Intervento straordinario per la realizzazione del monumento
alla Madonna del Porto della città di Trapani" (n. 525)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 21 NOVEMBRE 2002.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
richieste di parere ed assegnate alle seguenti commissioni
permanenti:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico
di Ragusa - Ricostituzione consiglio di amministrazione" (n.
96)
- pervenuto in data 18 novembre 2002
- trasmesso in data 20 novembre 2002
- "Accademia di belle arti di Palermo - Nomina presidente
del consiglio di amministrazione" (n. 97)
- pervenuto in data 18 novembre 2002
- trasmesso in data 20 novembre 2002
- "Stazione sperimentale consorziale di granicoltura per
la Sicilia - Nomina commissario straordinario" (n. 98)
- pervenuto in data 22 novembre 2002
- trasmesso in data 25 novembre 2002
COMUNICAZIONE DI PARERI RESI
PRESIDENTE. Comunico che sono stati resi, dalle competenti
Commissioni legislative, i seguenti pareri:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Ente parco fluviale dell'Alcantara - Designazione componenti
del collegio dei revisori" (n. 70)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Consorzio ASI di Siracusa - Designazione presidente del
collegio dei revisori" (n. 87)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia -
Sostituzione componente del consiglio di amministrazione" (n. 88)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "IACP di Palermo - Nomina presidente e vice presidente del
consiglio di amministrazione" (n. 89)
- parere reso in data 20 novembre 2002
- trasmesso in data 25 novembre 2002
- "IACP di Catania - Nomina presidente del consiglio di
amministrazione" (n. 90)
- parere reso in data 20 novembre 2002
- trasmesso in data 25 novembre 2002
- "IACP di Caltanissetta - Integrazione del consiglio di
amministrazione" (n. 91)
- parere reso in data 20 novembre 2002
- trasmesso in data 25 novembre 2002
- "IACP di Trapani - Integrazione del consiglio di
amministrazione" (n. 93)
- parere reso in data 20 novembre 2002
- trasmesso in data 25 novembre 2002
- Consorzio ASI di Palermo - Designazione presidente del
collegio dei revisori" (n. 94)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico di
Ragusa - Ricostituzione consiglio di amministrazione"
(n. 96)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Accademia di belle arti di Palermo - Nomina presidente del
consiglio di amministrazione" (n. 97)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
- "Stazione sperimentale consorziale di granicoltura per la
Sicilia - Nomina commissario straordinario" (n. 98)
- parere reso in data 26 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Proposta modifica statuto CIFDA - Delibera del consiglio
generale n. 2026 del 20.9.2002 - Richiesta attivazione procedure ex
articolo 1 della legge regionale n. 88 del 1982" (n. 92)
- parere reso in data 20 novembre 2002
- trasmesso in data 21 novembre 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Piano propaganda turistica per l'anno 2003" (n. 86)
- parere reso in data 19 novembre 2002
- trasmesso in data 21 novembre 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni alle riunioni delle
Commissioni per il periodo 19 - 27 novembre 2002:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 20.11.02: ARDIZZONE
" " 21.11.02: CRISAFULLI-IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-SANZERI
" " 26.11.02 (ant.): BARBAGALLO-IOPPOLO
" " 26.11.02 (pom.): BARBAGALLO-SANZERI
" " 27.11.02: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-IOPPOLO-SCOMA
Sostituzioni
Riunione del 20.11.02: CRISAFULLI sostituito da GIANNOPOLO
LO MONTE " " AMENDOLIA
" " 26.11.02 (pom.): IOPPOLO " " INFURNA
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 20.11.02: CROCE-PAPANIA-GENOVESE-LEANZA V.-LIOTTA-
" " 26.11.02 (ant.): CROCE-GENOVESE-LIOTTA-ROTELLA-
SPEZIALE
" " 26.11.02 (pom.): CROCE-CINTOLA-GENOVESE-LIOTTA-
MANCUSO-SPEZIALE
" " 27.11.02: CROCE-CAPODICASA-MANCUSO
Sostituzioni
Riunione del 26.11.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE
" " 27.11.02: LEONTINI " " BALDARI
CINTOLA " " SAVARINO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 20.11.02: BORZACCHELLI-GAROFALO-GIAMBRONE-GALLETTI-
PANARELLO-TURANO
" " 21.11.02: NICOTRA-ODDO-GAROFALO-GIAMBRONE-LO CURTO-
INCARDONA-GALLETTI-TURANO
" " 25.11.02: GAROFALO-GIAMBRONE-PANARELLO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 19.11.02: DE BENEDICTIS-INFURNA
" " 20.11.02 (ant.): BENINATI-ZAGO-ACIERNO- DE BENEDICTIS
GURRIERI-INFURNA-LO CURTO-MAURICI
VICARI
" " 20.11.02 (pom.): BENINATI-ZAGO-DE BENEDICTIS-RAITI
VICARI
" " 21.11.02: BENINATI-ZAGO-ACIERNO-DE BENEDICTIS-GURRIERI
INFURNA-LO CURTO-MAURICI-SPAMPINATO-VICARI
" " 27.11.02 (ant.): MAURICI
" " 27.11.02 (pom.): INFURNA-SPAMPINATO-VICARI
Sostituzioni
Riunione del 19.11.02: BENINATI sostituito da LEANZA E.
GURRIERI " " BARBAGALLO
MAURICI " " CATANIA G.
VICARI " " LEONTINI
" " 20.11.02 (pom.): INFURNA sostituito da IOPPOLO
" " 27.11.02 (ant.): SPAMPINATO " " ORTISI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Riunione del 26.11.02: FERRO-SEGRETO-TUMINO-VITRANO
" " 27.11.02: CATANIA F.-GIAMBRONE-GIANNOPOLO
Sostituzioni
Riunione del 26.11.02: CATANIA sostituito da MAURICI
GIAMBRONE " " MERCADANTE
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 21.11.02 (ant.): CRACOLICI-MORINELLO
" " 21.11.02 (pom.): BASILE-CRACOLICI-LEANZA V.-MANZULLO
MORINELLO-PISTORIO
" " 26.11.02: CRACOLICI-LEANZA V.-MANZULLO-MORINELLO
" " 27.11.02: LEANZA V.
Sostituzioni
Riunione del 21.11.02: CRISTAUDO sostituito da ANTINORO
PISTORIO " " BORZACCHELLI
" " 21.11.02: CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 27.11.02: FORMICA " " INCARDONA
MORINELLO " " RAITI
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 911 - Notizie sulla mancata corresponsione delle
retribuzioni ai dipendenti dell'Azienda ospedaliera 'Civico
Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari:
Gurrieri Sebastiano; Vitrano Gaspare; Barbagallo Giovanni;
Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 915 - Erogazione delle somme dovute per il fermo
biologico.
- Presidente Regione
Firmatario: Papania Antonino
N. 916 - Notizie sull'attuazione del decreto del Ministero
del lavoro in materia di accreditamento delle sedi formative
ed orientative.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Papania Antonino
N. 917 - Iniziative per il rilancio ed il potenziamento
dell'ospedale di Alcamo (TP).
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 918 - Ispezione presso il Comune di Corleone (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
Zago Salvatore
N. 921 - Notizie circa l'erogazione agli enti gestori
degli interventi del Piano regionale dell'offerta formativa
2001/2002, delle somme loro spettanti.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Papania Antonino;
- con richiesta di risposta scritta:
N. 909 - Opportune iniziative allo scopo di sostenere il
settore agricolo, zootecnico e turistico catanese
danneggiato dalla caduta delle ceneri dell'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Turismo
Firmatari:
Liotta Santo; Forgione Francesco; Barbagallo Giovanni; Raiti
Salvatore
N. 910 - Notizie circa la realizzazione di
termovalorizzatori in Sicilia.
- Presidente Regione
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 912 - Interventi al fine di garantire la parità di
trattamento ai vice Presidenti dei Consigli comunali, ai
sensi della legge regionale n. 30 del 2000.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari: Liotta Santo; Forgione Francesco
N. 913 - Iniziative urgenti per la riattivazione del
controllo sugli atti degli enti locali.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 914 - Notizie circa l'applicazione della legge
regionale n. 7 del 2002, in materia di appalti pubblici.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 919 - Motivi del mancato pagamento agli allevatori
delle indennità arretrate per l'abbattimento dei capi
affetti da brucellosi.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 920 - Razionalizzazione dei criteri retributivi degli
operai a tempo indeterminato dell'Azienda Foreste demaniali
della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Bilancio
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 922 - Iniziative per eliminare i disagi patiti dagli
alunni, e dalle loro famiglie, della scuola materna di
Nicolosi (CT), causati dall'introduzione dell'orario
ridotto.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
Firmatario:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 923 - Notizie sulla carenza di personale ravvisata
nell'ospedale di contrada Coste di Giarre (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 924 - Provvedimenti per superare i disagi per gli
alunni del plesso scolastico 'San Giovanni Bosco' di
Biancavilla (CT), provocati dai danni alle strutture in
seguito ai recenti eventi sismici.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 925 - Verifica dei criteri adottati per la nomina dei
componenti del Consiglio regionale dell'urbanistica.
- Presidente Regione
Firmatario: Forgione Francesco
N. 926 - Iniziative circa il ritardato versamento dei
contributi a carico della Regione, ai sensi della legge
regionale n. 79 del 1975, sugli interessi per mutui a
cooperative edilizie.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Villari Giovanni
N. 927 - Provvedimenti circa la richiesta di concessione
mineraria per l'imbottigliamento di acqua, nel territorio di
Santo Stefano di Quisquina (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Raiti Salvatore.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 73 - Notizie circa il progetto presentato dal Comune di
Calatafimi-Segesta per la realizzazione di infrastrutture di
collegamento in contrada Kaggera a Segesta.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Ferro Giovanni
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 180 "Opportune iniziative allo scopo di sostenere il settore
agricolo, zootecnico e turistico catanese danneggiato dalla caduta
delle ceneri vulcaniche", degli onorevoli Liotta Santo; Forgione
Francesco; Barbagallo Giovanni; Raiti Salvatore; Presentata il
20/11/02
N. 181 "Impiego del personale in mobilità della formazione
professionale", degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe; Scoma Francesco; Mercadante Giovanni; Presentata
il 21/11/02
N. 182 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza scaturita
dagli eventi tellurici e dai fenomeni vulcanici, nonché
provvedimenti volti a favorire gli interventi di protezione civile
nei comuni interessati", degli onorevoli Fleres Salvatore;
Barbagallo Giovanni; Catania Franco; Garofalo Ottavio; Catania
Giuseppe; Scoma Francesco; Maurici Giuseppe; Presentata il 22/11/02
N. 183 "Iniziative al fine di dotare di un farmacista le
strutture sanitarie private", degli onorevoli Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco Presentata il
22/11/02
N. 184 " Iniziative per respingere i tentativi di riduzione
dell'autonomia della Regione siciliana", degli onorevoli Fleres
Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco;
Presentata il 22/11/02
N. 185 "Iniziative in merito al decreto legislativo n.198 del
2002 in materia di realizzazione di infrastrutture per le reti di
telecomunicazioni" degli onorevoli Morinello Salvatore; Ferro
Giovanni; Miccichè Calogero; Raiti Salvatore; Presentata il
22/11/02
N. 186 "Iniziative per il monitoraggio dei prezzi al fine di
garantirne la trasparenza", degli onorevoli Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco; Garofalo
Ottavio.
Presentata il 26/11/02
PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI RITIRO DI ATTO ISPETTIVO
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
generale in data 20 novembre 2002, l'onorevole Salvatore Fleres,
primo firmatario dell'interrogazione a risposta scritta n. 859
"Notizie sulla carenza di personale presso l'Ufficio concessione
contributi individuali di Palermo", ha dichiarato di ritirarla, per
provvedere ad una rivisitazione dell'atto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PARERE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 TER, COMMA 3, DELLO STATUTO
SICILIANO, SUL DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE N. 1238 RECANTE
"MODIFICHE AGLI STATUTI DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE",
PRESENTATO ALL SENATO DELLA REPUBBLICA
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
"Parere, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 3, dello Statuto
siciliano, sul disegno di legge costituzionale n. 1238 recante
'Modifiche agli Statuti delle Regioni a Statuto speciale'".
Onorevoli colleghi, è la prima volta che l'Assemblea regionale
siciliana è chiamata ad esprimere un parere su un disegno di legge
costituzionale recante 'Modifiche agli Statuti delle Regioni a
Statuto speciale', presentato al Senato della Repubblica.
Il parere è stato elaborato all'unanimità, congiuntamente,
dalla Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
e dalla I Commissione "Affari istituzionali" del nostro Parlamento.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione speciale
per la revisione dello Statuto, onorevole Leanza Vincenzo, affinchè
relazioni opportunamente sull'argomento iscritto all'ordine del
giorno dell'odierna seduta.
LEANZA VINCENZO , presidente della Commissione speciale per la
revisione dello Statuto regionale. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questa è la prima volta che l'Assemblea regionale
siciliana si trova ad esprimere un parere su un disegno di legge che
prevede la modifica del nostro Statuto.
Ciò avviene a seguito della Legge costituzionale n. 2 del 2001
che ha modificato il Titolo V della parte II della Costituzione e
che ha introdotto la norma per cui qualunque modifica degli statuti
delle Regioni a Statuto speciale deve avere il parere dell'Assemblea
regionale e dei Consigli regionali.
La norma per cui si chiede il parere è condivisa dalle due
Commissioni, cioè la Commissione per la revisione dello Statuto e la
Commissione "Affari istituzionali", perchè rende più pregnante ed
incisivo il parere dell'Assemblea regionale siciliana circa
eventuali modifiche allo Statuto.
Essa prevede l'intesa obbligatoria per cui, in sostanza,
nessuna modifica dello Statuto della Regione siciliana o delle altre
Regioni a statuto speciale può essere fatta senza la partecipazione
ed il consenso della Regione stessa.
Il parere espresso dalle due Commissioni, riunite
congiuntamente, è stato favorevole, così come è favorevole il parere
espresso dalle altre Regioni interessate al medesimo problema.
Le due Commissioni congiuntamente, dunque, raccomandano il
parere per il suo esame e la sua approvazione all'Assemblea
regionale siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
"Affari istituzionali", onorevole Ardizzone, per svolgere la
relazione.
ARDIZZONE, Presidente della Commissione "Affari istituzionali".
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente Leanza ha
esaustivamente spiegato l'iter che ha seguito questo parere.
Ritengo, però, che l'espressione di questo parere debba essere
l'occasione per un dibattito - se l'Aula lo riterrà opportuno - su
un argomento certamente di grande attualità nel nostro Paese: la
devolution, cioè il progetto di riforma costituzionale che si è già
avviato al Senato. Questa sarebbe un'utile occasione.
Onorevoli colleghi, noi stiamo affrontando uno dei temi più
delicati della vicenda politica attuale che dovrebbe vedere
protagonista la Sicilia ed, in particolar modo, l'Assemblea
regionale siciliana.
Mi sia consentito dire che momentaneamente questo argomento
riveste un'importanza pari, se non maggiore, alle variazioni di
bilancio, se poniamo un momento di riflessione.
Diceva bene l'onorevole Leanza: già altre regioni hanno
pronunciato il loro parere certamente favorevole.
Manifesto il ringraziamento mio personale e della Commissione
tutta al dottor Tramontana e alla dottoressa Salamone del Servizio
Studi legislativi di questa Assemblea che hanno predisposto la
relazione che accompagna il parere in esame, nonchè proceduto ad
elaborare un disegno di legge, presentato da chi vi parla e da
numerosi componenti la I Commissione, in materia di referendum:
istituto innovativo nell'ambito del nostro ordinamento.
Già nel 1997 era stato presentato un disegno di legge, firmato
tra gli altri dall'onorevole Virzì, se non ricordo male, che era già
abbastanza innovativo, anche rispetto al disegno di legge presentato
al Senato da parte del senatore Rollandin, e che prevedeva ancora,
in maniera più pregnante, la partecipazione dell'Assemblea regionale
siciliana ai progetti di revisione costituzionale.
Voglio ricordare a me stesso che il primo Governo di questa
Regione, presieduto dal senatore Alessi, cadde proprio sulla
circostanza che con legge costituzionale (la prima legge
dell'Assemblea costituente), si approvò lo Statuto della Regione
siciliana, ma si rinviò ad una legge ordinaria per le eventuali
modifiche dicendo "udita l'Assemblea"; adesso diciamo: "d'intesa
con l'Assemblea". Era questo ciò che il primo Governo della Regione
siciliana voleva ed è stato a causa di ciò che il senatore Alessi si
dimise. Ribadisco: "d'intesa con l'Assemblea", con tutta l'Assemblea
dunque, senza distinzione tra maggioranza ed opposizione.
E' stato un atteggiamento provocatorio tenuto già in quella
sede e, a distanza di oltre cinquant'anni, abbiamo nella nostra
Regione lo stesso problema.
E debbo dire, purtroppo, che queste sollecitazioni vengono dal
Nord; purtroppo, provengono dal senatore Rollandin. L'iniziativa
che è stata avviata brillantemente, autorevolmente in quest'Aula nel
1997 con l'allora Presidente della I Commissione Filadelfio Basile
(e tra gli altri firmatari ricordo gli onorevoli Virzì - questi sono
atti parlamentari - Cintola, Piro e tanti altri parlamentari senza
alcuna distinzione partitica) cercava di rendere più pregnante la
partecipazione - ripeto - dell'Assemblea regionale ai provvedimenti
di modifica dello Statuto.
Guardate che se passasse effettivamente, perché il nostro è
semplicemente un parere...
(Interruzione dell'onorevole Speziale)
ARDIZZONE, presidente della Commissione "Affari Istituzionali".
Onorevole Speziale, lo so che lei ha l'esigenza di 'stringere' e può
essere che questi siano discorsi fumosi, però se ogni tanto ci
dedicassimo anche a queste cose...
CAPODICASA. Onorevole Ardizzone, non voleva dire questo
l'onorevole Speziale: non voleva dire di 'stringere', voleva dire di
'allargare' Lei sta parlando troppo poco sulla 'devolution'.
ARDIZZONE, presidente della Commissione "Affari Istituzionali".
Devo dire che già negli interventi che sono stati svolti dai
componenti della Commissione, in particolar modo dall'onorevole
Capodicasa - se non vado errato - si ricordava proprio il concetto
pattizio del nostro Statuto. Noi possiamo discutere quanto vogliamo
se il nostro Statuto sia pattizio o meno.
Ed allora, il significato che bisogna dare a questa norma è
quello che effettivamente si rende pattizio lo Statuto, perchè fino
adesso era pattizio da un punto di vista politico e storico ma
certamente non giuridico, in quanto lo Stato può procedere a fare le
riforme senza sentire e senza alcuna intesa con l'Assemblea
regionale siciliana.
Il mio voto favorevole, ma ritengo anche quello dell'Assemblea
così come è già avvenuto nelle due Commissioni congiuntamente, è
scontato.
Ho voluto fare queste brevissime considerazioni nella speranza
che si possa avviare anche nella nostra Regione un dibattito che è
stato sempre vivo e che, purtroppo, viene acceso "grazie" alla
emergenza - perchè di una emergenza si tratta - che viene
sollecitata dal Ministro Bossi.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con
le parole del Presidente Leanza ed anche con quelle poc'anzi
pronunciate dall'onorevole Ardizzone, presidente della I
Commissione, sull'importanza di questo disegno di legge che, per la
verità, in riferimento alla nostra Regione ha un valore molto
limitato, direi quasi simbolico, dal momento che la consultazione,
l'espressione "d'intesa con l'Assemblea", e quindi per essa
l'Assemblea, nel caso di modifiche dello Statuto era già stata
contemplata nella Legge costituzionale numero 2. Quindi, questo
disegno di legge viene all'esame dell'Assemblea per il parere a
norma di quell'articolo.
E però, ha ragione l'onorevole Ardizzone quando dice di
approfittare di questa occasione, che potrebbe apparire perfino
routinaria - e lo sarà da un punto di vista della prassi da oggi in
avanti - per affrontare, cosa che avviene di rado nell'ambito
dell'Aula parlamentare, le questioni relative al nostro Statuto e ai
processi di modifica della Costituzione ed al federalismo;
affrontare, dunque, questo tema che è di stringente attualità.
Mi sarei aspettato che, dopo avere richiamato questa esigenza,
i relatori di maggioranza vi si fossero soffermati un po' di più,
se non altro perchè in questo momento, come si sa, al Senato è in
corso il dibattito su questa materia, chiamata impropriamente con un
termine inglese "devolution", che ha suscitato vivissime reazioni
con il ricorso, addirittura, all'ostruzionismo parlamentare da
parte dell'opposizione.
Non è frequente il ricorso all'ostruzionismo parlamentare
dichiarato, lo si fa normalmente per casi molto gravi;
evidentemente, questo è uno di quei casi molto gravi che richiede
una risposta tanto pronta e, direi, anche pesante.
Stamattina mi sono procurato l'intervento del Vicepresidente
del Senato, senatore Domenico Fisichella, che è intervenuto in quel
dibattito.
L'onorevole Fisichella, si sa, appartiene alla maggioranza
parlamentare che sostiene il Governo e che dovrebbe sostenere il
disegno di legge; egli, però, ha svolto un intervento lungo e molto
polemico contro questo disegno di legge.
Vi sono parti di quell'intervento che non condivido perchè
hanno come presupposto un'idea dello Stato ancora centralistica;
però, ho dovuto apprezzare il coraggio del senatore Fisichella che
(per la verità non è la prima volta: lo ha già fatto in altre
occasioni da libero pensatore qual è, da intellettuale di vaglia)
non teme di suscitare le ire del Presidente Berlusconi, tanto meno
di Bossi nel rivendicare e nel sostenere le tesi che a lui sono più
congeniali.
Io mi sarei aspettato, di fronte a quel disegno di legge, che
venisse pure una simile presa di posizione - non dico tanto dai
senatori della maggioranza che appartengono al Polo in quell' Aula;
non so se queste prese di posizione vi saranno, ma ad oggi non ve
sono state - dicevo, mi sarei aspettato qualcosa di forte, di
veramente forte da parte del Presidente della nostra Regione che,
come si sa, ha il potere di rappresentanza esterna, o, in
alternativa - se il Presidente vuole essere confortato su questo
argomento - la presentazione di un ordine del giorno. Insomma,
qualche gesto che corregga questa china pericolosissima su cui è
incamminato il dibattito in materia di federalismo nel nostro Paese.
Il Presidente Cuffaro, dopo avere "vagheggiato" sui giornali a
seguito della proposta, approvata poi in Finanziaria, che è
incostituzionale - anche se i colleghi della maggioranza hanno, come
dire, quasi preso un "brodino" dopo le tante catastrofi che fanno
capo all'attuale Governo regionale e nazionale - cioè l'approvazione
di quella norma firmata dall'onorevole Saverio Romano o promossa
(adesso non so esattamente), che dovrebbe trasferire 500 milioni di
euro alla Sicilia. Adesso non so chi fa i conti...
SPEZIALE. Nelle tabelle c'è scritto 'zero'
CAPODICASA. Lo so che c'è scritto 'zero', ma sui giornali si è
vagheggiato di migliaia di miliardi che sarebbero dovuti entrare:
un grande successo dell'autonomia Vi comunico che quella norma è,
da un lato, una beffa perchè non dice altro che ci sarà un'alta
Commissione che si insedierà entro marzo e che presenterà i criteri
di ripartizione di un fondo; di come poi verranno attribuiti
eventualmente questi fondi dallo Stato allo Sicilia, tenuto conto
che questa...non è normale per nulla
(Interruzione dell'onorevole Pistorio)
CAPODICASA. Onorevole Pistorio, la invito a leggere qualche
articolo dello Statuto, che è norma costituzionale, dove si dice che
in applicazione dell' articolo 43 del nostro Statuto opera la
Commissione paritetica Stato-Regione. Non ci può essere Parlamento
della Repubblica che modifichi le norme che riguardano i rapporti
tra lo Stato e la Regione senza che quella Commissione paritetica,
composta, cioè, metà da rappresentanti della Regione e metà da
rappresentanti dello Stato, esprima il proprio parere. Invece, con
quell'articolo si è violato l'articolo 43 dello Statuto.
Io porrò formalmente il problema, con atto parlamentare.
Quella norma è una beffa - e lo ribadisco - perchè non si sa se è
andata nel limbo di un'alta commissione che dovrebbe fissare poi i
criteri; e lo si vedrà quando e come arriveranno questi soldi, che
sono riconosciuti da sentenze della Corte Costituzionale.
Quindi, nessuno ce li ha regalati Sono soldi riconosciuti con
parecchie sentenze della Corte Costituzionale e le procedure di
approvazione delle norme di attuazione sono state ribadite, ancora
una volta, per la sesta o settima volta, dalla Corte Costituzionale
con sentenza del luglio del 2001 , quando si dice che queste norme,
se debbono essere norme di attuazione, devono essere discusse
attraverso la procedura costituzionale che rimanda al parere della
Commissione paritetica.
Quindi, onorevoli colleghi, vedete che grave lesione si è
prodotta con quella norma: da un lato, si è dato una mano a Bossi
perché Pagliarini si è 'infilato' con una incursione che,
ovviamente, porta acqua solo al mulino delle regioni più forti. Ma
noi come Regione siciliana abbiamo già, per quanto riguarda questi
rapporti in materia finanziaria e tanto più in materia di pagamento
dei tributi da parte delle società che hanno sede legale fuori dalla
Sicilia, acquisito da un punto di vista della norma costituzionale;
si trattava di trovare le modalità, non di introdurre.
Io so che l'applicazione di questa norma è all'esame della
Commissione paritetica Stato-Regione, invece si è proceduto con una
norma che, onorevole Ardizzone, fa a pugni con il parere che noi
stiamo dando qui questa sera. Infatti, per modificare le norme dello
Statuto...
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, la invito a concludere.
CAPODICASA. E' così importante il dibattito che abbiamo già
finito, almeno per quanto mi riguarda
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Era per
'allargare'
CAPODICASA. In realtà, il dibattito meriterebbe un allargamento.
Io non volevo essere ironico prima, durante l'intervento
dell'onorevole Ardizzone; lo dicevo proprio perché sollecitavo una
riflessione, in quanto nella distrazione generale qui tra una "
normetta" e una " cosetta" stanno passando cose che, invece, hanno
una rilevanza talmente grande che impegnerà la Regione per il
futuro.
Io, per andare al punto politico - e non voglio ovviamente
sottrarre altro tempo - mi sarei aspettato che, come ha fatto
Fisichella, facesse il Presidente della Regione; tanto più che
Fisichella lo fa in omaggio a un suo punto di vista di natura
costituzionale, mentre il Presidente della Regione avrebbe dovuto
farlo a tutela degli interessi dei siciliani, della Regione. Questo
è il punto
Finalmente il Presidente della Regione ha rilasciato una
"intervistina" ieri a "La Repubblica" che corregge le altre prese di
posizione in favore della 'devolution' (lo dirò nelle occasioni in
cui avremo la possibilità di farlo che quella di ieri è solo una
correzione), ma avremmo avuto bisogno più di una "intervistina" che
parla ad una 'fettina' di lettori di quotidiani in Sicilia e non
parla all'opinione pubblica nazionale e tanto meno parla alla
maggioranza di Governo che governa a Roma.
(Interruzioni in Aula)
Ma quali canali politici, onorevole Savarino? I canali
politici sono quelli istituzionali in questa materia. Che cosa fa?
Si va a tirare la giacca a Bossi? Qual è il canale politico? Si va a
bussare alla casa dell'onorevole Micciché?
Qui c'è in gioco la dignità, il ruolo, la funzione di un
Parlamento e di una Regione ed occorre che siano quest'Aula ed il
Governo, che ha il potere di rappresentanza esterna, a compiere
questi atti. Ed io reputo, signor Presidente, che noi come
Gruppo abbiamo già deciso: cercheremo di investire al più presto
quest'Aula con apposito atto parlamentare sull'argomento perché si
tratta di materia abbastanza delicata - come tutti possiamo capire
- e rilevante per gli interessi della nostra Regione.
Questo è quanto volevo dire. Mi dispiace di non avere il tempo
disponibile per sviluppare bene questo ragionamento che
personalmente mi sta molto a cuore. Spero che lo facciano anche gli
altri colleghi; in ogni caso, noi siamo ormai orientati a provocare
un dibattito d'Aula che consenta di estendere meglio queste
nostre valutazioni.
Concludendo, il disegno di legge - ha ragione l'onorevole
Ardizzone sono cose che ci siamo detti anche in Commissione - è
l'applicazione di un principio che finora è stato solo presente nel
dibattito politico (sia nel dibattito politico-politico sia in
quello tecnico costituzionale) tra i costituzionalisti, quello della
natura pattizia del nostro Statuto. Ma finora era solo pronunciato
nei dibattiti, mai realmente calato nell'ambito delle norme che
regolano i rapporti tra Stato e Regione.
Finalmente questo c'è: il nostro Statuto è pattizio perchè lo
patteggiamo nella misura in cui esprimiamo un parere su ciò che il
Parlamento nazionale deve fare. E non solo con i disegni di
legge-voto, attraverso cui l'Assemblea regionale normalmente opera
in questo campo, ma anche attraverso l'espressione di pareri sui
disegni di legge all'esame del Parlamento nazionale che riguardano
in qualche misura la Sicilia e il suo Statuto.
Il nostro accordo con il disegno di legge è pertanto scontato,
per cui daremo il nostro parere favorevole, analogamente a quanto
abbiamo fatto in Commissione.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono
iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno, per discutere l'argomento che stiamo
affrontando con questo disegno di legge.
Noi siamo ad un bivio, cari colleghi; dobbiamo darci una
smossa per cercare di ostacolare il tentativo della dissoluzione
nazionale, (altro che devolution ). Quello che stiamo discutendo in
questo momento in questo disegno di legge costituzionale si può dire
che è una sorta di contraltare, nel senso che forse i promotori di
questo disegno di legge costituzionale, cominciando dall'onorevole
Andreotti per finire ai senatori regionalisti del Trentino Alto
Adige, hanno capito che la vecchia Costituzione italiana è vecchia
come età ma giovane come spirito e come efficacia democratica
soprattutto e che, con i tempi che corrono, bisogna tutelare le
regioni a statuto autonomo.
Che cosa intendo dire? Forse hanno capito che, con i tempi che
corrono, bisogna mettere i paletti. Mentre prima la Costituzione era
una Carta dei diritti di questa Repubblica, di questa democrazia,
oggi c'è il rischio che venga contraffatta, venga modificata in
peggio. E allora hanno cercato di mettere al riparo la possibilità
che anche a livello parlamentare si possano porre le basi per minare
l'autonomia e la specificità delle regioni autonome.
Quando si dice che 'le modificazioni sono approvate previa
intesa', - perchè oggi si dice questo - lo si fa appunto per
arginare la politica forsennata e denigratoria di Bossi nei
confronti delle Regioni, che oltre tutto potrebbe essere un
controsenso.
Mentre, infatti, la politica della Lega è una politica
regionalistica, guarda caso, quando si tratta di dare autonomia alle
Regioni, i signori della Lega esibiscono l'armamentario e tutta una
serie di discussioni nazionalistiche ma esclusivamente padane.
Questa norma ci mette a riparo. Ma cos'è che fa da contraltare
a questo argomento? Io ne parlerò prima della chiusura di questa
seduta.
Diceva bene l'onorevole Capodicasa: "Il nostro Presidente della
Regione ha poteri di rappresentanza esterna".
E non bisogna limitarsi solo ad esprimere un parere, ma bisogna
approfittare del dibattito che c'è al Senato per dire che noi questa
"devoluzione" non la vogliamo, perché significa svendere la nostra
autonomia.
E continuava l'onorevole Capodicasa: "I signori della
maggioranza non hanno inventato l'art. 37 dello Statuto che dice che
le società che operano in Sicilia, ma che hanno sede fuori dal
territorio nazionale, devono versare i contributi fiscali e le
imposte sul nostro erario regionale".
Questo, evidentemente, potrebbe essere una discussione che va a
parare in un ragionamento molto semplice: questa maggioranza in
Sicilia si deve dare una sorta di riscatto anche nei confronti dei
propri rappresentanti nazionali.
Io non lo so se tutti i componenti di Forza Italia (che sono il
primo partito della maggioranza) accetteranno tranquillamente la
dissoluzione della Sicilia; perché la devoluzione di cui parla
Bossi ci metterà in cattive acque prima di tutto da un punto di
vista finanziario, ma provocherà la guerra nella nostra Sicilia,
mettendoci nelle condizioni di diventare un fortino assediato.
Io già vedo tutta una serie di manifestazioni di gente che sarà
colpita da questo provvedimento, anche se qualcuno, indirettamente,
penserà che possa essere un fatto positivo.
Non vorrei che l'onorevole La Loggia, che è il nipote di uno
dei promotori della nostro Statuto (addirittura si dice che
l'onorevole Giuseppe La Loggia sia il padre degli articoli 37 e 38)
ebbene, non vorrei che, se passasse la proposta dei leghisti,
diventasse l'affossatore di questi articoli.
Infatti, se passa questa proposta, molto probabilmente, noi
approveremo questo disegno di legge ...
SPEZIALE. La proposta non è dei leghisti ma del Governo
Berlusconi.
MICCICHE'. Onorevole Speziale ha ragione, però gli stessi
rappresentanti della maggioranza hanno anche la possibilità di
rivedere la posizione del partito; qui ognuno ha la testa per
potere ragionare.
Noi non dobbiamo fare come quelli che mettono la testa sotto la
sabbia per non vedere le cose che possono succedere.
Qui, in Sicilia, può succedere di tutto; le avvisaglie di
questi giorni, le manifestazioni degli operai della FIAT, come le
dobbiamo definire? Le uova che ci siamo presi al Consiglio comunale
di Termini Imerese come le dobbiamo considerare? Un primo assaggio
di una rivolta popolare. Oggi sono gli operai della Fiat di Termini
Imerese; domani saranno quelli dei Cantieri navali di Palermo;
dopodomani saranno quelli della Necce di Gela e via discorrendo.
E poi, con un effetto domino, saranno quelli della scuola; poi
saranno quelli della sanità; poi saranno quelli dei Comuni. Ee
l'Assemblea come si pone di fronte a questo sfascio che il Governo
nazionale sta portando alla Sicilia?
Diceva bene l'onorevole Capodicasa quando faceva riferimento
alla legge finanziaria a proposito dell'articolo 37 di cui parlavano
alcuni esponenti della maggioranza nazionale, come se avessero
scoperto chissà che cosa. E' una norma, appunto, che ha voluto la
Sicilia, che hanno voluto i siciliani perchè venisse ripagato un
torto che lo Stato italiano ha operato nei confronti della Regione
siciliana da diversi decenni, anzi da qualche secolo.
I ritardi che noi abbiamo, da un punto di vista economico e
sociale, e tanti altri aspetti della vita li possiamo considerare
come un fatto fatalistico, perché noi siciliani abbiamo questa
cattiva stella, Perché noi siamo così arretrati rispetto
all'economia forte del Nord, oppure è una politica protezionistica
voluta dai Governi dall'Unità d'Italia in poi?
E allora gli articoli 37 e 38 erano ispirati da questo
principio: dare un aiuto a questa Regione che è rimasta indietro,
non solo per responsabilità delle classi dirigenti, del baronaggio,
di tutti quelli che hanno governato la Sicilia, ma anche dalla
politica di governo dell'ultimo periodo, dall'unità d'Italia in poi.
E allora non ci possono togliere anche questa speranza. E
guarda caso - e mi riallaccio al ragionamento che farò a fine seduta
- noi questi fondi dell'articolo 38 e dell'articolo 37 li dobbiamo
impegnare per risolvere un problema: il problema degli operai della
Fiat.
Certo qualcuno potrà dire questo è un provvedimento che non
potrà portare, sicuramente, un esaurimento finanziario per poter
raggiungere l' obiettivo che si prefigge il disegno di legge -
probabilmente sarà vero - ma è un primo passo.
Se la Regione ha altri fondi, altre risorse, li individui, ma
questa potrebbe essere una sfida da lanciare al Governo nazionale
per dire che la Sicilia non vuole delle mance, non vuole essere
assistita. Questi fondi sono risorse che ci toccano perché siamo
stati depredati per diversi secoli.
PISTORIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'occasione di
questo disegno di legge è stata utilizzata per quello che è
l'esercizio doveroso della dialettica politica del presidente
Capodicasa, per porre questioni che sono, obiettivamente, in qualche
modo estranee alla stessa lettera della norma, relativamente alla
quale, ovviamente, preannuncio il voto favorevole del mio gruppo per
le considerazioni che ha espresso, con estrema competenza, il
presidente della Commissione, onorevole Ardizzone.
Però, proprio per l'autorevolezza dell'interlocutore, che ho
avuto il piacere di sentire dichiararsi mio amico, non si può
sfuggire alla responsabilità di un essenziale, anche se limitato,
confronto nel merito delle questioni che lui ha posto, anche perché
le ha condite di una venatura polemica, secondo me anche eccessiva,
contestando al Presidente della Regione, nella qualità di
rappresentante dell'autonomia regionale, una carenza d'iniziativa,
probabilmente una scarsa vis polemica, usando come contraltare il
gusto intellettuale, probabilmente frutto di un'attitudine liberale
e libertaria, in termini politici, del Vicepresidente del Senato,
onorevole Fisichella.
Onorevole Capodicasa, la vicenda dell'art. 37 va ascritta,
comunque, tra i successi della faticosa dialettica Stato-Regione
relativamente al riconoscimento delle risorse di competenza
regionale. Non ho, come si suol dire, da rilevare particolari dubbi
sul fatto che, certamente, la sede della Commissione paritetica
rimane competente per dirimere le questioni applicative ma, avere
utilizzato l'occasione della legge finanziaria per riconoscere, in
termini finanziari, il titolo alla Regione siciliana relativamente
alle risorse individuate con l'art. 37, non deve essere certamente
occasione di rammarico.
Il rinvio alla Commissione mi pare un atto doveroso e naturale
più aderente ad una difficoltà applicativa che lei per primo conosce
perché, certamente, non é semplice definire le quote di reddito che
debbono essere sottoposte a quel tipo di prelievo e, quindi, é
normale che questo possa essere rinviato ad una sede, in qualche
modo, un po' più tecnica.
Avere utilizzato la legge finanziaria non é un elemento che
espropria il titolo autonomistico ma é un'occasione, sul piano
politico, che é stata utilizzata anche in relazione alla congiuntura
sfavorevole sul piano finanziario, per, probabilmente, venire
incontro, anche come segnale di solidarietà politica del Governo
nazionale - e di questo non c'é certo da rammaricarsi - in una
condizione congiunturale difficile.
Ma la questione più delicata che lei ha posto, signor
Presidente, mi rivolgo esclusivamente a questa parte del suo
intervento, riguarda l'attenzione, la modalità con la quale la
nostra istituzione deve porsi rispetto alla questione della
devoluzione - a me non piace chiamarla devolution e nemmeno
devoluzione - rispetto al processo di avanzamento federalistico che
questo Paese comunque ha avviato.
Comprendo le regole della polemica politica ma l'accettazione
di un processo federalistico, come più aderente alla sensibilità
politica generale come riconoscimento e avanzamento rispetto alla
responsabilità di autogoverno delle comunità locali e regionali in
particolare, é un patrimonio culturale che é stato in qualche modo
già dal centro-sinistra, nella sua responsabilità di Governo,
affermato, sia in termini di atti legislativi sia in termini di
proposizioni programmatiche di fronte al corpo elettorale. E non
possiamo non essere coerenti per quanto riguarda la Casa delle
Libertà. E non che io ami propormi come il più autorevole nè il più
ortodosso esponente della Casa delle Libertà ma certamente non posso
disconoscere che sul tema del federalismo, quindi di un avanzamento
serio del processo federalistico, questa coalizione ha ottenuto il
consenso del Paese.
Il problema che si pone non é, quindi, di attuare una linea di
resistenza - io, di quelli che vogliono resistere, resistere,
resistere, non sono particolarmente innamorato - ritengo che il
problema si ponga in un confronto sul merito della questione. Non
può essere il Presidente della Regione siciliana che si arrocca su
una posizione di rifiuto del federalismo o, comunque, della
devoluzione, riservando esclusivamente alla nostra condizione
speciale la possibilità di esercitare la responsabilità di
autogoverno; non può avere paura la Regione siciliana di un
avanzamento di queste responsabilità. Il problema che ci dobbiamo
porre piuttosto è il tipo di federalismo che dobbiamo costruire in
questo Paese.
Non è contestabile che una costruzione nazionale, che
riconoscesse autonomia esclusiva alle regioni, per esempio in
materia di sanità o di istruzione, possa essere perfettamente
compatibile con un quadro di unità nazionale.
Il nostro legislatore già nel passato ha individuato materie
affidandole alla competenza esclusiva delle regioni, riservandone
altre alla competenza esclusiva dello Stato centrale e costruendo un
altro istituto giuridico, faticosamente applicabile, che è quello
della competenza legislativa ripartita o concorrente.
Se alcune di queste materie fuoriescono dalla competenza
ripartita e rientrano nella competenza esclusiva delle regioni non è
motivo per gridare allo scandalo; si tratta di gestire con misura la
ripartizione delle risorse e di assicurare quei meccanismi di
riequilibrio che consentano che il federalismo, o comunque il
processo di avanzamento dell'autogoverno regionale, aiutino la
crescita delle comunità ed assicurino lo sviluppo equilibrato del
Paese.
Non si tratta di costruire trincee, non si può chiedere al
Presidente della Regione siciliana, antesignano e capofila
dell'autogoverno regionale, di costruire le barricate. Si tratta,
nel merito, di costruire le proposte perché il Paese non venga
lacerato in un avanzamento delle sue differenze ma venga
accompagnato per una crescita armonica.
Seppure può apparire uno slogan, noi abbiamo immaginato, per il
patrimonio politico che rappresentiamo, che il modello di
federalismo solidale o cooperativo sia uno strumento giuridico; una
occasione di crescita solidale del Paese.
Abbiamo esperienze che appartengono alla nostra cultura
politica, come quelle della grande area tedesca che hanno costruito
un federalismo cooperativo e solidale che sta tentando di recuperare
squilibri e ritardi molto più gravi di quelli del Mezzogiorno del
Paese rispetto al Nord del Paese.
E' un federalismo talmente forte da essersi caricato il ritardo
drammatico della Germania dell'est e avere costruito una politica
finanziaria di tale generosità, di tale forza da tentare di
riequilibrare, in un lasso di tempo forse fin troppo limitato, con
ricadute gravissime sul terreno della finanza pubblica tedesca,
quelle aree così degradate in ragione di una cultura politica che le
aveva marcate con un ritardo ed una desuetudine ai modelli di
sviluppo culturale, sociale, politico europeo.
Questa è la cultura di federalismo che noi vogliamo e su questo
ci confronteremo dentro la compagine di governo, dentro il
Parlamento nazionale e anche nell'ambito della maggioranza.
Il Presidente della Regione sarà ben felice di assumere questa
responsabilità in nome di una Sicilia che non vuole privilegi o
specialità ma che vuole confrontarsi su questo terreno in termini di
assoluta capacità politica ed amministrativa.
PRESIDENTE. Non avendo altri deputati chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione.
Pongo in votazione il parere sul disegno di legge
costituzionale n. 1238 recante 'Modifiche agli statuti delle
Regioni a statuto speciale , presentato al Senato della Repubblica'.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Avverto che il parere reso dall'Assemblea sarà
comunicato al Governo della Repubblica secondo le modalità previste.
CAPODICASA. Cosa prevede la procedura: si dà un parere globale
sul disegno di legge o sui singoli articoli?
PRESIDENTE. Il parere è globale.
Onorevoli colleghi, comunico che alle ore 19.30 sarà convocata
una riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
DELLA RUBRICA 'Agricoltura e foreste'
PRESIDENTE. Si procede con il punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica:
'Agricoltura e foreste'.
Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che l'assessore per
l'agricoltura e le foreste, onorevole Castiglione, invierà risposta
scritta all'interpellanza n. 8 "Notizie sul mancato adeguamento
alla normativa comunitaria sul finanziamento di primo aiuto ai
giovani agricoltori", dell'onorevole Lo Monte.
Per accordo tra le parti all' interrogazione n. 239 "Sostegno
agli imprenditori agricoli della provincia di Siracusa per i danni
subiti a causa della siccità", degli onorevoli Burgaretta Aparo e
Sbona, verrà data risposta scritta.
Per assenza dall'Aula del firmatario l' interrogazione n. 282
"Sostegno alla produzione agricola 'biologica' siciliana",
dell'onorevole Spampinato Giuseppe, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento della interpellanza n. 13
"Erogazione dei contributi per l'annata agraria 1997/1998, ai sensi
del regolamento comunitario 2078/92", dell'onorevole Raiti.
Ne dò lettura:
" Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste premesso che gli
agricoltori, secondo quanto previsto dagli aiuti
comunitari di cui alle misure agroambientali
riguardanti il ritiro dei terreni seminativi, ai sensi
del Regolamento comunitario 2078/92, hanno fatto
domanda di contributo relativamente all'annata agraria
1997/1998;
rilevato che gli agricoltori, in riferimento al
contributo per l'annata agraria suddetta, non hanno
ricevuto, ad oggi, nessuna notizia dalla Regione;
ritenuto che la mancata assegnazione del contributo
crea ulteriore disagio alla situazione economica già di
per sè precaria degli agricoltori;
per conoscere quali provvedimenti intendano adottare
affinchè gli agricoltori possano percepire il
contributo dovuto." (13)
RAITI
Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'agricoltura e foreste,
onorevole Castigione, per rispondere all'interpellanza.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in relazione all'interpellanza n.
13, con la quale l'onorevole Raiti ha chiesto notizie in merito
all'erogazione dei contributi per l'annata agraria 1997/1998, ai
sensi del Regolamento comunitario 2078/92, rendo noto quanto segue:
Relativamente all'annata agraria 1997/1998 su 35.268 richieste
di contributo per le misure agroambientali di cui al Regolamento
2078 del 1992, ed in particolare per il ritiro dei terreni
seminativi, nello scorso mese di marzo 2002 già n. 35.100 avevano
avuto erogato l'aiuto comunitario.
Soltanto per 168 pratiche, corrispondenti allo 0,0047% del
totale, l'AGEA non aveva ancora proceduto alla liquidazione dei
rispettivi importi per diverse cause, non tutte risolvibili a
livello regionale. In particolare, soltanto in un caso relativo
all'Ispettorato di Caltanissetta la sospensione del pagamento è
stata richiesta dalla Regione e, precisamente, a causa di un errore
nel conteggio della somma da erogare. In tutti gli altri casi è
stata la stessa AGEA - a causa ad esempio di compensazioni con altre
somme dovute allo stesso beneficiario, oppure perchè il pagamento
era già stato emesso, oppure perchè i dati forniti dal beneficiario
erano incompleti, o ancora perchè esistevano, per lo stesso
beneficiario, dei problemi su altri regolamenti comunitari - a
sospendere i pagamenti.
Di maggiore rilevanza le situazioni dell'Ispettorato di
Trapani, dove in 76 casi vi sono stati problemi per importi
ricalcolati e non congruenti, e dell'Ispettorato di Messina dove,
invece, i pagamenti sono stati bloccati in ben 75 casi per recuperi
che l'AGEA doveva effettuare sugli stessi beneficiari.
Ad oggi, tranne i casi di compensazione o recupero - che,
comunque, rispetto all'enorme mole di pagamenti già effettuati
costituiscono una percentuale assolutamente irrisoria - tutti gli
altri casi sono stati sostanzialmente risolti ed i rispettivi
pagamenti regolarmente effettuati dall'AGEA.
PRESIDENTE.Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI. Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, io mi dichiaro soddisfatto nel contenuto della risposta,
ma colgo l'occasione per evidenziare alla Presidenza dell'Assemblea
una distonia che, purtroppo, nei lavori di quest'Assemblea regionale
si verifica sempre e che io non perdo occasione di sollevare e di
attenzionare volta per volta.
Signor Presidente, non è possibile che ad un'interpellanza del
4 dicembre 2001 venga data risposta dopo un anno. Qualche cosa non
funziona nel meccanismo.
Noi abbiamo discusso, precedentemente a queste comunicazioni,
su alcuni problemi di riforma costituzionale dello Stato che
riguardano l'assetto complessivo sia dello Stato, sia delle
discipline organizzative ordinamentali.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, lei comprende come, sulla base di
quello che è il contenuto dell'interrogazione o dell'interpellanza,
i tempi di risposta non possano essere uguali per tutte. Vi possono
essere interrogazioni più semplici, la cui risposta può essere
approntata in poco tempo, altre un po' più complesse per le quali è
necessario poter utilizzare più tempo.
In ogni caso l'Assemblea iscrive all'ordine del giorno gli atti
ispettivi nel momento in cui il Governo comunica di aver pronta la
risposta.
RAITI. Lei, signor Presidente, credo che sminuisca - se li riduce
a questa affermazione - i motivi del mio ragionamento. Io
attenzionavo al Presidente dell'Assemblea non una carenza di
procedure da parte dell'Assemblea stessa, bensì il fatto che è
impossibile che il Governo risponda a distanza di un anno ad
interpellanze. Il meccanismo di controllo dei parlamentari
dell'Assemblea regionale viene totalmente a scemare e ad essere
ininfluente se il Governo ha questi tempi lunghi. E il ragionamento
che faccio non è riferito alla singola interpellanza; capisco bene,
infatti, che ci possono essere interpellanze per le quali occorre
più tempo, occorrono delle ispezioni, bisogna assumere dati, ma in
ogni caso, un anno è un tempo assolutamente lungo. Possono essere
necessari tempi variabili, ma per le risposte agli atti ispettivi
che oggi sono in svolgimento, tra i quali alcuni sono a mia firma,
abbiamo dovuto aspettare quasi un anno.
Non è un rimprovero che muovo all'Assessore all'Agricoltura o
al Governo, è un'attenzione che chiedo che l'Assemblea svolga,
perché quando le risposte agli atti ispettivi presentati pervengono
con ritardi eccessivi viene depotenziato fino quasi a vanificarlo il
potere di controllo del nostro parlamento regionale sull'attività
del Governo.
Per quanto riguarda la risposta dell'Assessore,
mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 424: "Tutela della
serricoltura Siciliana", a firma degli onorevoli Cracolici, Speziale
ed altri. Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che nelle ultime settimane si è assistito a una
sconsiderata campagna di disinformazione contro i
prodotti della serricoltura siciliana, che riforniscono
da decenni il mercato nazionale di prodotti fuori
stagione, in concorrenza con agguerriti e organizzati
soggetti economici europei ed extracomunitari;
osservato che tale campagna ha attribuito ai
produttori agricoli siciliani l'aumento dei prezzi dei
prodotti orticoli e ha teso a indirizzare i consumatori
italiani verso i prodotti congelati e surgelati (che
pure, in gran parte, hanno origine nelle stesse serre
siciliane);
visto che per accreditare inesistenti speculazioni di
prodotti agricoli siciliani si è perfino negato che la
serricoltura siciliana sia stata interessata dalle
gelate del dicembre 2001 e del gennaio di quest'anno
(ignorando che il 97 per cento delle serre in Sicilia,
pur essendo ubicata in aree a forte escursione termica,
è priva di riscaldamento);
rilevato, pertanto, che i produttori siciliani sono
colpiti due volte, avendo subito il danno delle gelate
e, poi, la beffa del boicottaggio a favore dei prodotti
congelati;
per sapere:
- quali iniziative siano state attivate per
comprendere le origini di questa campagna denigratoria e
per verificare chi ne abbia tratto vantaggio;
- quale ruolo abbia avuto l'industria conserviera
nell'attacco alla produzione ortofrutticola (in
particolare alle zucchine) che rappresentano oggi dal 60
all'80 per cento del prodotto fresco italiano,
assicurando lavoro, autonomia e dignità a 120.000
addetti;
- quali iniziative intenda mettere in atto per
sostenere la produzione e rendere trasparente il
rapporto tra prezzi all'origine e prezzi al consumo;
- quali azioni intenda compiere perché il Governo
nazionale applichi compiutamente e senza deroghe le
norme comunitarie relativamente alla commercializzazione
dei prodotti ortofrutticoli (rubricazione e numerazione
dei centri di condizionamento, incentivazione
all'aggregazione dei produttori agricoli e serricoli,
valorizzazione dell'associazionismo siciliano a tutela e
garanzia dei produttori nel rapporto con il mercato);
- come intenda utilizzare le risorse del pacchetto
Sicilia della legge finanziaria 2001 (art. 137) per
abbattere i costi energetici delle aziende serricole e
agricole colpite da calamità naturali, secondo lo schema
già attivato in Sicilia con le leggi regionali n. 13 del
1988 e n. 13 del 1990 (art. 11), e per abbattere i costi
di trasporto delle aziende serricole (art. 133);
- se non ritenga utile definire misure urgenti e
specifiche per ripristinare i capitali impegnati per la
conduzione delle aziende, in base al corrispettivo
documentato del prodotto perduto per effetto combinato
delle gelate e della campagna di disinformazione;
- se non ritenga necessario utilizzare le modalità
previste per il credito d'imposta al fine di rendere
immediato, possibile e concreto il sollievo finanziario
delle aziende agricole e commerciali, sulla base di un
calcolo dell'ammontare dei benefici erogabili, riassunti
in un conto o in una carta di credito, utilizzabile dai
singoli operatori economici;
- se non valuti indispensabile un'urgente campagna di
promozione contro la confusione instillata nei
consumatori e preservare i prodotti orticoli della
serricoltura siciliana da ogni forma di attacco e
strumentalizzazione."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste. In relazione
all'interrogazione 424 rendo noto quanto segue.
Per sostenere la produzione e fornire agli operatori del
settore un adeguato strumento di lavoro e di informazioni in tempi
reali sull'andamento dei prezzi, l'Assessorato - nell'ambito
dell'attivazione della misura 4.13 del POR, che prevede, tra
l'altro, la realizzazione dell'Osservatorio della filiera
ortofrutticola - intende attivare una convenzione con il "Consorzio
Infomercati". Tale Consorzio - costituito com'è noto in esecuzione
del disposto di cui all'articolo 2 della legge 421 dell'8 agosto
1996, ed il cui statuto è stato approvato nel 1997 con decreto del
Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato - ha
carattere obbligatorio ed ha le seguenti finalità:
- realizzare un sistema informatico e telematico su tutto il
territorio nazionale dei mercati agroalimentari all'ingrosso;
- gestire e diffondere le informazioni raccolte in modo da
assicurare la trasparenza della formazione dei prezzi all'ingrosso
dei prodotti agroalimentari;
- provvedere al collegamento con organismi comunitari ed
extra-comunitari, anche al fine di raccogliere e diffondere
l'informazione sulle tendenze dei mercati internazionali.
Nell'ambito dell'attivazione della misura 4.06 "Investimenti
aziendali" del POR, è stata utilizzata dai settori Orticolo e
Floricolo vivaistico-Piante ornamentali una quota di risorse pari al
59,45% della quota destinata all'azione "Colture vegetali", che
corrisponde al finanziamento di progetti per oltre 30 milioni di
euro.
Presidenza del Presidente LO PORTO
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO
Per quanto concerne la valorizzazione dell'associazionismo
siciliano a tutela e garanzia dei produttori nel rapporto con il
mercato, si rappresenta che l'Assessorato Agricoltura, in virtù di
quanto previsto dalla nuova O.C.M. di cui al Regolamento CE 2200/96
ed i relativi regolamenti d'esecuzione, provvede al riconoscimento
delle associazioni di produttori, incentivando in tal modo il
fenomeno dell'associazionismo siciliano ed intervenendo, altresì,
sempre attraverso le organizzazioni di produttori, al finanziamento
dei piani operativi di cui i singoli produttori associati ne
ricavano benefici diretti ed indiretti attraverso la collocazione
del prodotto nel mercato. Allo stato attuale in Sicilia sono state
riconosciute, ai sensi del precitato Regolamento, ed in particolare
per l'ortofrutta, n. 40 organizzazioni di produttori a cui fanno
capo circa 50.000 produttori ortofrutticoli. L'Assessorato ha anche
cercato di promuovere queste forme di associazione anche attraverso
le organizzazioni professionali di categoria, al fine di contrastare
forme di speculazione da parte degli operatori commerciali.
Relativamente all'articolo 137 lettera b) della legge 388 del
23 dicembre 2000 (finanziaria 2001), si fa presente che
l'Assessorato ha provveduto ad emanare uno specifico bando per la
crisi agrumicola siciliana, la cui istruttoria è oggi in corso. Per
quanto concerne l'abbattimento dei costi per il riscaldamento delle
serre, la stessa finanziaria ha previsto l'azzeramento delle accise
per l'acquisto di carburante finalizzato al riscaldamento delle
serre; la Regione, con propria circolare, ha provveduto a formulare
direttive ai competenti Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura per
l'erogazione del carburante ad accisa azzerata.
Relativamente ad ipotesi di riproposizione degli interventi
previsti dall'articolo 1 della legge 13 del 1998 e successive
modifiche, per abbattere i costi energetici, occorre ricordare che
la Commissione Europea considera tali interventi come "aiuti al
funzionamento" e che, pertanto, questi non vengono autorizzati.
Riguardo alle misure urgenti e specifiche per ripristinare i
capitali impiegati per la conduzione delle aziende per effetto delle
gelate, si fa presente che l'Assessorato ha provveduto, attraverso i
propri Ispettorati provinciali, a delimitare tutti i territori
danneggiati da tale avversità atmosferica ed in particolare le
colture protette, ai sensi della legge 185/92. Il Governo ha
provveduto a deliberare dette calamità ed il Ministero per le
Politiche Agricole e Forestali con propri decreti ha declamato
l'eccezionalità dell'evento per quanto concerne le provincie di
Catania, Enna, Caltanissetta, Ragusa, Agrigento e Siracusa;
conseguentemente le aziende danneggiate, ricadenti in detti
territori, possono usufruire dei benefici previsti dalla legge
185/92. Onorevole Raiti, c'è un vantaggio a rispondere in tempi
lunghi; se avessimo risposto in tempo non avremmo un quadro così
completo.
Per il credito di imposta, si fa presente che le agevolazioni
sono regolate dal comma 3 dell'articolo 11 della legge 178/2002, che
prevede la possibilità a favore delle imprese agricole di avvalersi
del credito d'imposta, purchè abbiano presentato domanda su
investimenti ammissibili di agevolazioni ai sensi del Regolamento CE
1257/99 e che tale domanda sia stata istruita favorevolmente
dall'Ente incaricato. Pertanto, l'Amministrazione si attiverà per
dare il relativo parere agli imprenditori agricoli che faranno
richiesta di agevolazione del credito di imposta all'Agenzia delle
entrate.
Relativamente alla campagna di promozione, la Regione ha già da
alcuni anni consolidato la propria partecipazione alle due più
importanti manifestazioni fieristiche del settore: la Macfrut di
Cesena e la Frut Logistica di Berlino, per le quali quasi il 90%
degli operatori provengono dalla zona di Ragusa.
Inoltre la campagna di promozione avviata con la circolare
pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 15 novembre scorso per la
quale occorre presentare le relative istanze entro il prossimo 16
dicembre, prevede la possibilità di finanziare ai Consorzi di
tutela, alle organizzazioni di produttori ed alle cooperative
attività all'interno dei punti vendita, che come è noto-
costituiscono un importante mezzo promozionale.
Sempre relativamente alla promozione, nei giorni scorsi è stato
siglato tra la Presidenza della Regione ed il Ministero delle
attività produttive un accordo di programma nell'ambito del quale
sarà attivato uno specifico progetto per la promozione del prodotto
agroalimentare all'estero.
Tale progetto è in fase di predisposizione da parte degli
uffici dell'Assessorato e dopo l'approvazione da parte del Ministero
sarà attuato con l'Istituto per il Commercio con l'estero.
Il progetto, la cui dotazione finanziaria pari a circa un
milione di euro, sarà assicurata al 50% dalla Regione e al 50% dal
Ministero, si svilupperà secondo tre grandi line: 1) ortofrutticolo
di qualità, con particolare riferimento sia alle fiere ed alla
promozione della grande distribuzione organizzata sia alle missioni
di importatori nel territorio; 2) biologico; 3) florovivaismo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Aassessore.
CAPODICASA. Prendiamo atto della riposta dell'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 438 "Misure di
sostegno all'agricoltura siciliana", a firma degli onorevoli Villari
ed altri. Ne do lettura.
"All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che con
decreto assessoriale del 7 febbraio 2000 è stato
approvato il progetto di consolidamento del Sagrato e
della Chiesa Maria Santissima di Custonaci;
considerato che dopo i lavori effettuati dalla ditta
aggiudicataria dell'appalto la Chiesa risulta fatiscente
ed il Sagrato continua ad essere coperto con una serie
di tavole che nulla hanno a che fare con la struttura
architettonica;
osservato che è inammissibile che a seguito
dell'entità della spesa sostenuta con fondi regionali il
risultato del lavoro sia così scadente e lontano dalla
necessaria salvaguardia e tutela di uno dei beni
culturali più importanti del territorio siciliano;
visto che:
- il muro di cinta esterno della Chiesa risulta
lesionato e che non si hanno notizie sufficienti sul
restauro della facciata e sui lavori interni;
- gli organismi preposti ai controlli, a partire
della Soprintendenza ai Beni Culturali, non hanno
ritenuto indispensabile intervenire;
per sapere quali iniziative intenda prendere per
ripristinare le condizioni estetiche originali della
Chiesa Maria Santissima di Custonaci e per avviare il
completamento definitivo dei lavori di consolidamento
superando l'attuale assurda precarietà."
VILLARI. Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta cosi stabilito.
Si passa all'interrogazione n. 452 "Iniziative per evitare la
perdita delle quote latte spettanti alla Sicilia". Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che l'E.S.A. è proprietario di quote latte
secondo la vigente normativa europea;
rilevato che lo stesso Ente ha ceduto alla Siciliana
Zootecnica tali quote, a condizione che venisse
rispettato un programma di utilizzo di tutte le
quote-latte;
visto che la suddetta azienda non ha rispettato tale
programma, né l'E.S.A. ha vigilato su quanto concordato,
per sapere:
- se non si corra concretamente il rischio che gli
undici milioni di quote latte della Sicilia non vengano
utilizzate e quindi, secondo le norme, ripartite in
ambito nazionale;
- quali iniziative intenda assumere per evitare di
far perdere alla Sicilia le quote latte o parte di esse."
VILLARI. Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa alla interpellanza n. 32 "Rimedi alla situazione di
abbandono in cui versano i fondi agricoli ricadenti all'interno del
Parco dell'Etna", a firma degli onorevoli Raiti, Orlando, Ferro ed
altri. Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione, all'Assessore
per l'agricoltura e le foreste e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
- in data 4 aprile 1987 è stato pubblicato il decreto
presidenziale recante 'Istituzione del Parco
dell'Etna', con il quale sono state individuate 4 zone
differenziate di protezione (A, B, C e D);
- la finalità della istituzione del Parco è quella di
'..concorrere alla salvaguardia, gestione,
conservazione e difesa del paesaggio e dell'ambiente
naturale, per consentire migliori condizioni di
abitabilità nell'ambito dello sviluppo dell'economia e
di un corretto assetto dei territori interessati ...'
nonchè per '..salvaguardare le attività produttive e
lavorative tradizionali ..', così come sancito dalle
norme per l'istituzione nella regione siciliana di
parchi e riserve (legge regionale n. 98 del 1981 e n.
14 del 1988);
- il decreto istitutivo del Parco consente, per le zone B
e C 'la realizzazione di strutture edilizie (magazzini,
depositi attrezzi, stradelle di accesso, cisterne etc;)
necessarie per la conduzione del fondo, utilizzando
tipologie del patrimonio edilizio rurale etneo';
- il parere 2 del 1993 del Comitato tecnico scientifico
del Parco ha regolamentato la costruzione di fabbricati
rurali nelle zone B e C del Parco dell'Etna, ritoccando
verso il basso l'indice di cubatura dei normali terreni
agricoli (da 0,030 a 0,025 mq/mc) e imponendo il lotto
minimo di 10.000 mq, consentendo, quindi, la
realizzazione di circa 80 mq di costruzione su 10.000
mq di fondo agricolo;
- con l'art. 10 della legge regionale n. 16 del 1996 al
comma 1 si è stabilito che: 'sono vietate nuove
costruzioni all'interno dei boschi e delle fasce
forestali ed entro la zona di rispetto di 50 metri dal
limite esterno dei medesimi';
- nella definizione di 'bosco' (art. 4 legge regionale n.
16 del 1996), alla quale associare il divieto di nuove
edificazioni, viene fatta rientrare anche la 'bassa
macchia mediterranea', che praticamente ricomprende
tutto ciò che nasce di spontaneo in un terreno incolto;
rilevato che:
- alla luce di quanto sopra nel territorio del Parco
dell'Etna non viene più permessa l'edificazione di
fabbricati rurali a servizio dell'agricoltura;
- i vincoli ambientali che il legislatore ha inteso
applicare per la tutela dell'ecosistema, rischiano di
fatto di soffocare una vastissima porzione di
territorio, ed appaiono disgiunti proprio dal complesso
delle strategie finalizzate al suo rilancio ed alla sua
valorizzazione;
- l'assoluto rigore delle norme ha 'imbalsamato' un
patrimonio naturalistico che rischia di divenire fine a
se stesso;
- nella definizione di 'macchia mediterranea' rientrano
tutte le formazioni vegetali spontanee che crescono nei
fondi incolti;
- il divieto di edificazione, ai sensi dell'art. 10
della legge regionale n. 16 del 1996, si estende di
fatto alla quasi totalità dei terreni ricadenti nella
perimetrazione del Parco dell'Etna, spingendosi, in
alcuni casi, alle zone circostanti ai centri abitati;
- i fondi agricoli sull'Etna che fino a qualche decennio
fa erano coltivati a vigneto, frutteto e noccioleto e
che si estendevano fino alle quote di 1200 metri circa
sul livello del mare, con l'Istituzione del Parco
dell'Etna e con i vincoli da esso discendenti sono
stati totalmente abbandonati per l'impossibilità di
ripristinare le colture catastali (così come disposto
dallo stesso Comitato tecnico scientifico), laddove si
è instaturato, nel frattempo, il 'bosco';
- i fondi agricoli in cui esiste qualche piccolo
fabbricato rurale sono tenuti, nella quasi totalità dei
casi, in più che buone condizioni, e il fabbricato
costituisce un punto di riferimento importante affinchè
l'attività agricola possa essere espletata;
- la non disponibilità dell'Ente Parco a prendere in
considerazione non il cambio di coltura, ma addirittura
il ripristino delle colture originarie su terreni
agricoli che risultano tuttora catastati come vigneti
e/o frutteti, laddove si è instaurata la macchia
mediterranea, di fatto contribuisce ulteriormente a
mummificare tutto il territorio del parco vanificando o
tradendo le finalità di salvaguardare le attività
produttive e lavorative tradizionali;
- con cadenze periodiche vengono organizzati convegni,
nei centri etnei, sul tema 'Sviluppo rurale integrato e
sostenibile del Parco dell'Etna', nei quali vengono
lanciati proclami secondo cui obiettivi specifici e
prioritari del Parco sarebbero la riqualificazione
delle aree agricole e la conservazione del paesaggio
agricolo tradizionale;
ritenuto che:
- una serie di provvedimenti normativi restrittivi,
sommando gli effetti gli uni agli altri, hanno
penalizzato oltremodo il persistere delle attività
produttive e lavorative;
- una situazione così restrittiva rende i fondi agricoli
non più fruibili dai proprietari che scelgono di
abbandonarli e di non provvedere alla pulizia di
routine contro il rischio di incendio, ritenendo,
forse, di non avere più nulla da perdere;
- quanto sopra esposto determina il fallimento delle
finalità della normativa quadro e una situazione di
rischio di incendi;
- basti infatti considerare che i terreni in cui è
presente la macchia mediterranea si trovano, talvolta,
a breve distanza da quello che, a partire dai 1.100 -
1.200 metri di quota, può essere veramente definito
'bosco' (querce, castagni e pini), e che rappresenta il
vero patrimonio boschivo da salvaguardare ;
- è possibile e legittimo far coesistere la salvaguardia
della natura con lo sviluppo accorto delle attività
produttive e lavorative tradizionali, così come
sostenuto nelle finalità di cui alla normativa quadro
dei parchi e delle riserve naturali in Sicilia;
- è necessario riposizionare i due costrutti mentali
attraverso i quali è stato guardato il territorio del
Parco; da un lato bisogna abbandonare le posizioni di
liberismo selvaggio ed aggressivo, mentre dall'altro
bisogna necessariamente ammorbidire le posizioni di
conservatori oltranzisti fino all'autolesionismo del
territorio stesso;
- allo stato attuale, dopo tante promesse mancate, il
Parco dell'Etna è visto, specie dalla popolazione
residente, come un'istituzione prettamente vincolistica
e non propositiva in termini di effettivo sviluppo
economico, anche a causa del mancato avvio di nuove
iniziative imprenditoriali che possano creare posti di
lavoro;
- in altre zone d'Italia, laddove nei parchi si è
riusciti a tramutare in realtà il cosiddetto 'sviluppo
compatibile', si registrano redditi pro-capite della
popolazione al di sopra della media nazionale;
- la situazione economica ed occupazionale, specie nei
piccoli-medi centri abitati che ricadono all'interno
della perimetrazione del Parco, registra certamente una
situazione tutt'altro che florida;
- nè il Parco dell'Etna, nè i Comuni possono farsi carico
di effettuare le operazioni di pulizia di tutti i
terreni privati abbandonati;
- non può essere imposto ai proprietari di effettuare le
operazioni di pulitura se poi non se ne consente
'l'utilizzo';
per conoscere se intendano agire per risolvere questa
situazione di crisi ormai non più differibile che sta
portando, oltre che all'abbandono dei fondi agricoli,
con tutto quello che comporta in termini di visione
vincolistica del Parco, all'aggravarsi, anno dopo anno,
del rischio incendio che viene autoalimentato con
l'aumentare dei fondi abbandonati;"
Su richiesta del firmatario e non sorgendo osservazioni, alla
interpellanza n. 32 verrà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 565 "Liquidazione dei danni
all'agricoltura provocati dagli eventi atmosferici calamitosi del
1999, 2000 e 2001", a firma dell'onorevole Oddo. Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che il Ministro per le politiche agricole ha
assegnato alla Regione siciliana i fondi della legge n.
185 del 1992 per procedere alla liquidazione, nei
confronti di numerosi agricoltori siciliani, dei danni
provocati dalla siccità del 1999/2000 e dalla
grandinata del 2001;
considerato che lo stato di crisi che sta attraversando il
settore agricolo scaturisce anche dal pesante pregresso
(1992/1999), dal mancato pagamento dei contributi
riguardanti i settori vitivinicolo, olivicolo e
dall'acquisto di macchinari agricoli;
ritenuto che lo stato di siccità registrato anche quest'anno
con il 55% di precipitazioni medie in meno, rispetto al
2000 e 2001, contribuisce ad aggravare la già precaria
situazione in cui versano la maggior parte delle
imprese agricole;
per sapere se non ritenga di intervenire urgentemente per
velocizzare l'istruttoria delle pratiche, al fine di
assicurare l'immediato pagamento dei fondi di cui in
premessa."
Non essendo presente l'onorevole interrogante, l'interrogazione
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 602 "Notizie sulla riserva
orientata di Monte Pellegrino". a firma dell'onorevole Virzì. Ne do
lettura.
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che può considerarsi
largamente fallito il tentativo di ripopolamento
faunistico con animali d'allevamento, il cui tasso di
sopravvivenza è mediamente del 5-6 per cento (senza
alcun intervento di prelievo venatorio) e che tale
metodologia è enormemente onerosa per la pubblica
amministrazione;
per sapere:
- se risponda a verità che tra il 2001 ed il 2002 per ben
tre volte l'ente gestore della riserva naturale
orientata di Monte Pellegrino abbia rifiutato la
richiesta della Ripartizione faunistico-venatoria di
Palermo, di prelievo di coniglio selvatico (localmente
in eccesso) ai fini di ripopolamento in altre aree
della provincia;
- se il Governo della Regione ritenga legittimo
l'atteggiamento del gestore della riserva di Monte
Pellegrino e se non valuti che tale reiterato rifiuto
comporti, nell'immediato e in prospettiva, un danno
oggettivo alle finanze regionali, oltre che ad una più
razionale politica del ripopolamento faunistico
attraverso il trasferimento di capi selvatici a cura
della pubblica amministrazione."
VIRZI'. Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, cosi resta stabilito.
Si passa alla interrogazione n. 605: "Notizie in merito allo
stato di abbandono della riserva Arcia", a firma degli onorevoli
Morinello, Raiti e Ferro. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- l'Amministrazione comunale di Niscemi ha sottratto
al Centro educazione ambientale (C.e.a.) la manutenzione
dei sentieri dell'area verde e delle aree attrezzate del
bosco di Arcia;
- il C.e.a. è un'organizzazione ambientalista che
opera prevalentemente nel comune di Niscemi, e che ha
fino ad oggi ottenuto ottimi risultati nel campo
dell'educazione al rispetto dell'ambiente, rivolta
soprattutto nei confronti dei più giovani;
- il C.e.a., a causa della revoca
dell'Amministrazione comunale di Niscemi, ha dovuto
concludere tutti gli impegni presi con le scuole che si
erano prenotate per visitare la riserva;
- la capacità organizzativa e la professionalità
degli operatori del C.e.a. ha permesso, in un anno, di
raddoppiare il numero dei visitatori della riserva;
considerato che:
- la manutenzione del bosco è stata affidata ad altre
organizzazioni locali;
- da notizie apprese a mezzo stampa e da rimostranze
di diversi cittadini, si evince una situazione di quasi
totale abbandono della riserva;
- la riserva di Arcia costituisce per il comune di
Niscemi una risorsa sia ambientale che economica,
per sapere:
- se il Governo e l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste siano a conoscenza della situazione della
riserva ambientale di Arcia;
- quali provvedimenti intendano prendere al fine di
ripristinare condizioni di fruibilità normali per i
cittadini niscemesi e i visitatori."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
interrogazione.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste. In
riferimento alla interrogazione n. 605 rappresento quanto segue:
L'amministrazione comunale di Niscemi stipulò in data 15
gennaio 2001 con il Centro di educazione ambientale (CEA) una
convenzione per la gestione e manutenzione dell'area a verde e delle
aree attrezzate del bosco Arcia.
La durata della convenzione andava dal 1 gennaio 2001 al 31
dicembre 2001; la stessa fu affidata in via diretta senza il
coinvolgimento di altre associazioni.
Alla scadenza della predetta convenzione l'Amministrazione
comunale ritenne, per una maggiore trasparenza amministrativa, di
stabilire che per l'anno 2002 la gestione e la manutenzione di che
trattasi venissero affidate ad associazioni di settore, previo
esperimento di trattativa con predeterminazione di criteri e
modalità per l'affidamento.
Pertanto vennero invitate le seguenti associazioni: CEA
(Centro di educazione ambientale) di Niscemi, SWF (Fondo siciliano
per la natura) di Niscemi, AGESCI Gruppo Niscemi 1, AGESCI gruppo
Niscemi 2, CNGEI sezione Niscemi, WWF (Fondo mondiale per la natura)
sez. di Niscemi, Associazione Niscemi.net, Leo Club di Niscemi,
Rangers d'Italia sezione di Niscemi.
All'invito non risposero il CEA, il SWF, l'Agesci gruppo
Niscemi 2, il Leo club di Niscemi; quindi il Centro di educazione
ambientale non partecipò alla trattativa, nonostante fosse stata
appositamente invitata.
A seguito di comparazione e verifica dei criteri, modalità e
dati tra le offerte pervenute a quella amministrazione, la gestione
e la manutenzione dei sentieri e delle aree attrezzate in argomento
vennero affidate al raggruppamento di associazioni AGESCI Gruppo
Niscemi 1, WWF sezione Niscemi e Associazione Niscemi.net.
Infine si rende noto che il suddetto raggruppamento di
Associazioni, che sono concessionari sino al 31 dicembre 2002, hanno
recuperato parte delle staccionate divelte, pulito le aree
rendendole fruibili per i cittadini niscemesi, i visitatori ed
adempiuto perfettamente alla convenzione che regola i rapporti tra
le parti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI. Signor Presidente, onorevole Assessore, mi dichiaro
insoddisfatto, perchè ritengo la risposta dell'Assessore non
affronta il merito della questione; l'onorevole Assessore ha fatto
semplicemente un analisi del percorso amministrativo mediante il
quale si è arrivati a concedere la gestione del bosco in questione
ad associazioni diverse rispetto a quelle che la gestivano prima.
Ciò che l'interrogazione voleva si affrontasse in maniera
precipua è capire se effettivamente vi sia lo stato di abbandono
della riserva; perchè non si è data esecuzione agli obblighi
contrattuali previsti dal bando; per quale motivo c'è stata, credo
che poi sia conseguenziale allo stato di abbandono dell'iter, una
diminuzione quasi del 50 per cento dei turisti che fruiscono della
riserva. Poichè la tutela del patrimonio ambientale è una delle
priorità che questa Regione deve affrontare per garantire il
turismo, lo sviluppo economico delle nostre comunità, un argomento
del genere è esemplare di come non è possibile permettere,
nonostante vi siano delle risorse pubbliche ingenti spese in questo
settore, non sia possibile permettere il depauperamento di questo
patrimonio.
L'interrogazione a questo non dà risposta; per tale motivo mi
dichiaro non soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione n. 629: "Notizie
circa la difesa del patrimonio boschivo siciliano", a firma
dell'onorevole Galletti. Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che:
- da notizie di stampa si apprende che il Governo
regionale intenderebbe affidare la lotta ai piromani,
con probabili finanziamenti regionali, ad associazioni
venatorie ed ambientaliste;
- la lotta ai piromani e la difesa del patrimonio
boschivo necessitano di personale che abbia acquisito
professionalità in materia;
- nel settore della forestazione vi sono parecchie
categorie di lavoratori precari con specifiche
professionalità e competenze;
per sapere:
- se sia vera la notizia diffusa dalla stampa;
- se non ritenga utile affidare ai lavoratori precari
della forestale questo servizio;
- se non ritenga urgente affrontare il problema della
stabilizzazione di questi lavoratori precari, anche
per la necessità di offrire servizi antincendio
efficaci e svolti con professionalità."
Non essendo presente in Aula, l'onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa alla interrogazione n. 630: "Notizie circa
l'espletamento del concorso per l'assunzione di 357 guardie
forestali, bandito nel dicembre del 1998", a firma dell'onorevole
Manzullo. Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che:
- nel dicembre del 1998 l'Assessorato agricoltura ha
bandito un concorso per l'assunzione di 357 guardie
forestali, per titoli ed esami con una preselezione per
titoli;
- questo concorso ha subito notevoli vicissitudini ed
ancora oggi non sono state avviate le procedure di
preselezione;
- pertanto si ipotizzano tempi ancora piuttosto lunghi
e certamente non compatibili con l'efficienza della
Pubblica Amministrazione, la certezza del diritto e la
trasparenza, dal momento che tempi così lunghi
favoriscono chi si propone all'interno del classico
circuito della 'raccomandazione' o
dell'intermediazione;
- a quest'ultimo proposito, occorre ricordare che nel
gennaio 1999 si è scoperto che vi erano alcune linee
telefoniche '166' che fornivano informazioni a prezzi
salati su come compilare i complicati moduli per
partecipare al concorso;
- le domande presentate a febbraio 1999 sono state
circa 43000, ma il lettore ottico, costato 40 milioni
di lire, che avrebbe dovuto selezionare le domande si è
rotto e non è stato mai rimesso in funzione, cosicché
per esaminare le domande ci si è avvalsi degli uffici
dell'Assessorato, con il risultato che in 7 mesi di
lavoro sono state esaminate soltanto 400 domande;
- l'Assessore per l'agricoltura e le foreste pro
tempore, on. Cuffaro, ritenne di dover ricorrere ad una
ditta esterna, ma su questa proposta ci fu un tira e
molla di pareri legali che portò all'emissione di un
nuovo bando e alla riapertura dei termini per la
presentazione delle domande;
- acquisite altre 3000 domande, si è perso ulteriore
tempo per la scelta della ditta che avrebbe dovuto
effettuare la preselezione, anche per carenza dei fondi
occorrenti (circa 4 miliardi di lire);
- si è appreso che, alla fine, l'Assessorato ha deciso
di avvalersi del FORMEZ, in virtù di una convenzione
che il FORMEZ avrebbe stipulato con la Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
- un nuovo intoppo a questo punto è insorto, dal
momento che il nuovo contratto di lavoro dei dipendenti
regionali, entrato in vigore lo scorso gennaio, prevede
per il personale che svolge anche funzioni di polizia
giudiziaria, l'inquadramento nella fascia C;
- il bando di concorso del 1998 prevede invece
requisiti e qualifiche inquadrabili nella fascia B,
visto anche che sarebbe sufficiente il possesso della
licenza di scuola media inferiore, con la quale invece
non si può accedere alla fascia C;
per sapere:
- se non ritenga che sia intollerabile il fatto che
siano trascorsi oltre 53 mesi da quando è stato bandito
il concorso, e se non ritenga che vi siano state
responsabilità nell'Amministrazione per tale
incredibile ritardo;
- come valuti che si debbano superare gli ostacoli e le
problematiche insorte;
- quali tempi a questo punto preveda per l'espletamento
del concorso e per l'assunzione dei vincitori.
MANZULLO. Chiedo che venga trasformata in interrogazione con
risposta scritta.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione n. 662: "Notizie sul
mancato rispetto della legge regionale per la rinegoziazione dei
mutui agrari", a firma degli onorevoli Miccichè, Ferro, Raiti e
Morinello. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che:
- nei periodi di ristrettezza economica e finanziaria,
come quello che stiamo attraversando, ogni entrata o
risparmio di spesa è una boccata d'ossigeno per le
casse regionali;
- bisogna ridurre gli interessi dei mutui agrari per
portare concreti aiuti alle piccole e medio imprese
agricole;
considerato che:
- il Banco di Sicilia è stato quasi svenduto al Banco
di Roma, ed è chiaro che i maggiori oneri economici di
cui la Regione dovrà farsi carico per coprire gli
interessi dei mutui agrari, pattuiti con leggi
precedenti, rappresentano un ulteriore danno
finanziario per la Regione stessa;
- l'art. 2 della legge regionale n. 22 del 28 settembre
1999, che prevede la rinegoziazione dei mutui agrari i
cui oneri sono a carico della Comunità europea, al fine
di favorire la riduzione del costo delle operazioni
creditizie e conseguire una corrispondente limitazione
dei contributi in conto interesse, è rimasta inattuata;
- tale provvedimento comporterebbe un risparmio, non
solo per l'utenza ma anche per le casse regionali;
per sapere perché non venga fatta rispettare la legge
regionale n. 22 del 1999."
Su richiesta del firmatario e favorevole il Governo, alla
interrogazione n. 630 verrà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 662 "Notizie sul mancato
rispetto della legge regionale per la rinegoziazione dei mutui
agrari." a firma degli onorevoli Miccichè, Ferro, Raiti e Morinello.
Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che:
- nei periodi di ristrettezza economica e finanziaria,
come quello che stiamo attraversando, ogni entrata o
risparmio di spesa è una boccata d'ossigeno per le
casse regionali;
- bisogna ridurre gli interessi dei mutui agrari per
portare concreti aiuti alle piccole e medio imprese
agricole;
considerato che:
- il Banco di Sicilia è stato quasi svenduto al Banco
di Roma, ed è chiaro che i maggiori oneri economici di
cui la Regione dovrà farsi carico per coprire gli
interessi dei mutui agrari, pattuiti con leggi
precedenti, rappresentano un ulteriore danno
finanziario per la Regione stessa;
- l'art. 2 della legge regionale n. 22 del 28 settembre
1999, che prevede la rinegoziazione dei mutui agrari i
cui oneri sono a carico della Comunità europea, al fine
di favorire la riduzione del costo delle operazioni
creditizie e conseguire una corrispondente limitazione
dei contributi in conto interesse, è rimasta inattuata;
- tale provvedimento comporterebbe un risparmio, non
solo per l'utenza ma anche per le casse regionali;
per sapere perchè non venga fatta rispettare la legge
regionale n. 22 del 1999"
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste. Signor
Presidente, onorevole colleghi, il problema della rinegoziazione dei
mutui agrari è senz'altro tra quelli ai quali il Governo della
Regione ed in particolare l'Assessorato cui sono preposto dedica la
massima attenzione; devo tuttavia rilevare alcune imprecisioni
contenute nell'atto ispettivo in argomento, dovute probabilmente al
frequente succedersi di provvedimenti normativi ed amministrativi in
una materia di indubbia complessità.
Va precisato innanzitutto che gli interventi di cui
all'articolo 2 della legge regionale n. 22 del 1999, rubricato
"Rinegoziazione mutui agrari", non prevede interventi finanziati o
cofinanziati con fondi comunitari: si tratta, per contro di
interventi a totale carico del Bilancio della Regione.
Fatta questa premessa va però precisato che l'intervento in
questione si configura come regime di aiuto: ed è ben noto che
nessuna disposizione recante interventi di tale natura può essere
attuata se non a seguito della definizione del procedimento di
autorizzazione da parte della Commissione Europea. Tale procedimento
è tutt'ora in corso, pur avendo fornito alla Commissione tutte le
rassicurazioni richieste; al riguardo si evidenzia che la
Commissione, nell'ultima richiesta di complementi di informazione,
ha evidenziato due punti, direttamente discendenti dagli
orientamenti comunitari in materia di aiuti in agricoltura:
- l'impossibilità di prevedere, in applicazione dell'articolo 2
della legge 22 del 1999 la rinegoziazione di mutui stipulati in
virtù di leggi statali, delle quali la Regione non è in grado di
dimostrare l'avvenuta notifica alla Commissione;
- la necessità di non alterare, soprattutto nel caso di estinzione
anticipata, l'entità del contributo originariamente concesso in
termini di equivalente sovvenzione netto.
Ci si è quindi impegnati, da un lato a limitare la
rinegoziazione alle sole operazioni finanziate sulla base della
normativa regionale (legge 13/86, autorizzata dalla commissione fino
al 31/12/1997); dall'altro a non alterare l'entità del contributo
originariamente concesso. La posizione assunta (l'unica
sostenibile, si ribadisce, alla luce dei vigenti orientamenti
comunitari) dovrebbe consentire di ottenere l'autorizzazione
comunitaria, ottenuta la quale si darà tempestivamente attuazione
alla norma.
E' pur vero però che la maggior parte delle passività in essere
riguarda operazioni finanziate in base a norme statali, e che le
sollecitazioni che pervengono dal mondo agricolo riguardano
soprattutto la rinegoziazione di tali operazioni; a tali istanze del
mondo agricolo potrà darsi risposta concreta attraverso l'
attuazione delle disposizioni recentemente adottate con norme
nazionali, a partire dall'articolo 128, comma 5 della legge
388/2000.
In proposito, l'assessorato sta provvedendo in questi giorni
alla circolare di attuazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Micciché per
dichiararsi soddisfatto o mento della risposta dell'Assessore.
MICCICHE'. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto.
L'Assessore ha fatto riferimento alla norma nazionale, alla legge
Omnibus che può compensare questa richiesta di rinegoziazione dei
mutui; se ciò avverrà la normativa nazionale cui fa riferimento
l'Assessore, possiamo dire che abbiamo fatto un passo in avanti.
Ricordo all'Assessore che la rinegoziazione dei mutui non va
soltanto a vantaggio degli utenti o dei mutuanti che hanno contratto
il mutuo agrario, ma va anche a vantaggio della Regione, la quale
potrebbe risparmiare una notevole somma di denaro.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste. Quello che
potevamo fare in via amministrativa lo abbiamo fatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 668: "Iniziative per
l'elezione degli organi di (v. nota) amministrazione dei Consorzi di
bonifica", a firma dell'onorevole Oddo. Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- i Consorzi di bonifica rappresentano uno strumento
indispensabile per la razionalizzazione e
l'ammodernamento delle strutture che si occupano del
rilancio economico dell'agricoltura siciliana;
- da lungo tempo i Consorzi non possono contare sui loro
vertici istituzionali e continuano ad essere gestiti da
commissari straordinari che non possono programmare lo
sviluppo degli Enti, rimanendo ancorati all'ordinaria
amministrazione;
- viene di fatto impedito ai soci l'esercizio di
determinare, attraverso democratiche elezioni,
l'assetto dei vertici dei Consorzi di bonifica;
- tali Consorzi registrano una crisi crescente e non
riescono a dare risposte concrete al comparto agricolo,
soprattutto in questa fase di evidente crisi idrica ed
economica;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per
procedere all'elezione dei Presidenti e dei Consigli
d'Amministrazione dei Consorzi di bonifica, che
potranno sicuramente migliorare la qualità e dare
servizi più efficienti e concreti ad uno dei settori
più importanti dell'economia siciliana."
Non essendo presente l'onorevole firmatario, l'interrogazione
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 701: "potenziamento del Centro
vivaistico regionale", a firma dell'onorevole Giannopolo.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- con l'articolo 25 della legge regionale n. 11 del
1989 è stato istituito il Centro vivaistico regionale e
con la successiva legge n. 16 del 1996 all'articolo 15
si è disposto che il Centro Vivaistico Regionale
svolgesse la sua attività alle dirette dipendenze della
Direzione regionale delle Foreste;
- l'attività del Centro, nel corso di questi anni è
stata scarsamente potenziata ed attenzionata, come
invece avrebbe dovuto essere vista l'importanza della
sua funzione per una moderna, avanzata e
qualitativamente elevata politica forestale nella nostra
regione;
- a conferma dell'autonomia funzionale del Centro
vivaistico regionale, nel bilancio della Regione era
stato istituito un apposito capitolo con il quale
finanziare le sue attività;
- la soppressione del comma 4 dell'art. 15 della
legge regionale n. 16 del 1996 operata attraverso il
comma 18 dell'art. 129 della legge regionale n. 2 del
2002, non può significare la perdita del profilo
organizzativo autonomo del Centro rispetto all'Azienda
foreste demaniali che rivendicherebbe una competenza
esclusiva in materia di vivai assimilandoli a semplice
struttura demaniale;
rilevato che in sede di applicazione della legge
regionale n. 10 del 2000 che ridisegna un nuovo assetto
organizzativo e burocratico del settore forestale, si
sta tentando erroneamente di sopprimere di fatto le
funzioni del Centro vivaistico regionale con grave danno
per lo sviluppo su tutto il territorio regionale di
quelle attività che al comma 2 dell'art. 15 della legge
regionale n. 16 del 1996 erano individuate nella ...
conservazione, riproduzione e miglioramento genetico
delle specie vegetali autoctone ;
tenuto conto che il potenziamento ed il riordino
dell'attività vivaistica regionale può costituire un
momento produttivo significativo, anche sul piano
occupazionale, degli interventi volti all'aumento delle
superfici boscate ed alla riqualificazione del
patrimonio boschivo esistente, così come del resto è
previsto da alcune misure del Piano operativo regionale
(P.O.R.) della Sicilia.
atteso che questa situazione d'incertezza
sull'assetto funzionale e sulla prospettiva del Centro
vivaistico regionale siciliano, non solo rende
ulteriormente difficile il Piano di riqualificazione
degli stabilimenti vivaistici più volte auspicato, (con
il passaggio ad esempio dagli attuali 36 a 10 vivai), ma
sta determinando la demotivazione del personale che
dirige ed opera nei vivai e il deterioramento delle
stesse strutture vivaistiche,
per sapere:
- se non ritenga opportuno emanare una disposizione
che innanzitutto faccia chiarezza sulle competenze e
sull'appartenenza del Centro vivaistico regionale
siciliano alla Direzione Foreste e quindi respingere
ogni ipotesi di soppressione in via di fatto o in via di
diritto del Centro;
- se non ritenga opportuno potenziare sul piano
finanziario, del personale e delle strutture il Centro
vivaistico regionale in tutte le sue articolazioni
centrali e periferiche."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste. In
riferimento all'interrogazione n. 701 rappresento che in atto il
Regolamento delle attribuzioni delle competenze attribuisce al
Dipartimento Foreste il Centro vivaistico regionale istituito con
l'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 1989.
Il comma 4 della legge regionale 16/96 disponeva che alle spese
occorrenti per l'attività del Centro provvedeva l'Azienda Foreste
Demaniali della Regione siciliana; infatti l'azienda dotava il
Centro delle somme necessarie sia al suo funzionamento sia al
potenziamento e ammodernamento degli impianti vivaistici.
Con la legge regionale n. 2 del 2002, articolo 129, comma 18, è
stata decisa la soppressione del quarto comma dell'articolo 15 della
legge regionale 16 del 1996.
La soppressione del comma in questione, unita all'applicazione
della legge regionale n. 10 del 2000, ha portato a questioni
interpretative tra il Centro vivaistico regionale e il Dipartimento
Azienda foreste demaniali in merito alla gestione complessiva dei
vivai regionali.
E' da rilevare come l'entrata in vigore della legge regionale
n. 10 del 2000 (riforma dell'amministrazione regionale) ha portato
di fatto all'apertura di una serie di problematiche relative alle
competenze tra i due Dipartimenti, Foreste e Azienda, che finora
sono state parzialmente risolte caso per caso, ma che richiedono
certamente una azione sistematica di riordino.
In tale ambito intendo attuare un tavolo tecnico con le due
strutture finalizzato ad individuare soluzioni operative e suggerire
possibili interventi normativi per garantire un' attuazione efficace
delle politiche forestali, giungendo in tale contesto al
potenziamento delle funzioni e delle attività del Centro vivaistico
regionale.
Tuttavia l'attività di gestione dei vivai forestali è stata
portata a termine dal Dipartimento Azienda foreste demaniali ed in
atto è in corso sia la distribuzione delle piantine per la
piantumazione sia la nuova programmazione dei fabbisogni.
In capo al Centro vivaistico regionale, come Servizio del
Dipartimento delle Foreste, di fatto restano tutte le altre
competenze già attribuite come: gli studi e la sperimentazione nel
settore vivaistico forestale finalizzati ad una migliore tutela e
rispetto dell'ambiente; promozione ed introduzione di nuove
metodologie operative e di più efficienti moduli organizzativi
dell'attività sementiero-vivaistico forestale; applicazione della
normativa nazionale e regionale sulla produzione dei materiali di
propagazione e relativa attività di vigilanza e di certificazione;
coordinamento tecnico-operativo delle attività connesse alla
costituzione e al mantenimento dei boschi e degli arborei da seme,
nonchè alla raccolta dei semi e all'utilizzo degli altri prodotti
concernenti i boschi iscritti; tenuta del libro regionale dei boschi
da seme; statistica e raccolta dei dati relativi al fabbisogno di
produzione vivaistica nella Regione.
Attività parimenti qualificanti per il Centro vivaistico
regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, sostanzialmente mi dichiaro
insoddisfatto ma in modo imbarazzato. Infatti, l'Assessore risponde
all'interrogazione dicendo che si attiverà un tavolo tecnico per
chiarire meglio le competenze dell' Azienda foreste demaniali e
Dipartimento Foreste dell'Assessorato agricoltura, per individuare
soluzioni normative.
Io penso che non ci sia bisogno di alcuna soluzione normativa
perchè la soppressione del capitolo di spesa in testa al Centro
vivaistico regionale non significa di per se sopprimere l'autonomia
funzionale del Centro.
Ribadisco ancora una volta la necessità dell'autonomia
funzionale del Centro, così come previsto dalla legge istitutiva, e
la necessità che attorno al Centro vivaistico si sviluppino
politiche di programmazione e di razionalizzazione, .Nell'
interrogazione citavo che bisogna passare da 36 a 10 vivai, perchè
l'eccessiva polverizzazione rende difficoltosa anche la politica di
programmazione, di forte promozione dell'attività produttiva da
parte del Centro vivaistico, di cui c'è estremamente bisogno.
Quindi, Assessore, aspetterò gli sviluppi di questo tavolo
tecnico; nel frattempo, penso che si debba dare corso alla legge
istitutiva del Centro vivaistico regionale ma anche alla legge
10/2000 che, in buona sostanza, riporta il Centro alle dipendenze
del Dipartimento Foreste dell'Assessorato e non lo riconduce alle
competenze dell'Azienda Demaniale che è cosa diversa. Non posso
dichiararmi soddisfatto perché non viene sciolto il nodo secondo cui
il Centro vivaistico deve mantenere una sua autonomia; questo è
garanzia di programmazione e di politica di settore che,
diversamente, temo non possano esserci.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 52 "Garanzie di parità
di trattamento per gli agricoltori della provincia di Trapani", a
firma dell'onorevole Oddo: Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- l'emergenza siccità ha colpito l'intero territorio
regionale, mettendo in discussione la produzione di
svariate colture e l'attività zootecnica, che
rappresentano risorse fondamentali per l'economia
dell'Isola;
- la provincia di Trapani è tra le più danneggiate
dalla crisi idrica e dagli effetti negativi determinati
dalle poche infrastrutture per irrigazione;
- la perdita di produzione per le coltivazioni
cerealicole è di circa l'80 per cento;
- lo scorso 4 aprile il Capo dell'Ispettorato agrario
di Trapani ha organizzato un'assemblea con le
organizzazioni di categoria, gli ordini professionali ed
i funzionari dello stesso Ufficio e delle Condotte
agrarie, per una verifica della situazione generale del
settore in relazione alla proposta di Declaratoria nei
termini della legge n. 185 del 1992;
- nella citata riunione i vertici dell'Ispettorato
agrario hanno invitato i rappresentanti di categoria a
soprassedere sulla presentazione di segnalazione dei
danni per evitare d'intasare l'Ufficio, viste le
evidenti difficoltà degli agricoltori;
- non si è tenuto conto delle richieste degli
agricoltori nella formulazione della Declaratoria che si
limita ad includere solo 12 Comuni su 24 della Provincia
di Trapani (Poggioreale, Castelvetrano, Salaparuta,
Gibellina, Calatafimi, Salemi, Santa Ninfa, Buseto
Palizzolo, Trapani, Erice, Paceco e Valderice).
per conoscere:
- quali iniziative intenda intraprendere affinché
venga riformulata la proposta di Declaratoria, in
questione, includendo l'intera Provincia di Trapani ;
- se non ritenga indispensabile intervenire
urgentemente per evitare il concretizzarsi di una
possibile discriminazione che si verrebbe a creare fra
gli agricoltori per effetto della Declaratoria così come
è stata formulata."
Non sorgendo osservazioni resta cosi stabilito che alla
interpellanza verrà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 709: "Interventi per garantire
parità di trattamento agli agricoltori trapanesi", a firma
dell'onorevole Papania:
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che:
- gli interventi per l'emergenza siccità in agricoltura
escludono la provincia di Trapani dai benefici previsti
dalla legge per le aree agricole danneggiate dalla
siccità per gli anni dal 2000 al 2002;
- il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha
infatti previsto che possono usufruire delle
provvidenze solo quelle aziende che abbiano usufruito
per due annate agrarie non consecutive, nel periodo
1995-1999, dei benefici previsti dalla legge 185/92
(fondo di solidarietà nazionale);
- tale esclusione è confermata da riscontri fatti
presso l'Ispettorato agricoltura di Trapani e ciò
determina anche l'impossibilità di usufruire dei
finanziamenti decennali a tasso agevolato, unica misura
in grado di salvare dal fallimento tante aziende
agricole;
questa situazione rischia di perpetrare una palese ed
ingiustificata discriminazione nei confronti degli
agricoltori della provincia di Trapani;
per sapere se non ritenga necessario adoperarsi nei
confronti del Ministero per le Politiche Agricole e
Forestali affinché il periodo per utilizzare le
provvidenze previste per l'emergenza siccità non sia
quello 1995-1999, bensì quello 1995-2000."
Non essendo presente l'onorevole interrogante, l'interrogazione
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 53: "Applicazione agli
agricoltori siciliani delle agevolazioni finanziarie previste dalla
legge Sabatini", a firma dell'onorevole Oddo:
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- la legge n. 1329 del 1965 (c.d. legge Sabatini)
prevede agevolazioni finanziarie nel settore agricolo
per l'acquisto di macchinari per le piccole e medie
imprese, mediante un contributo sugli interessi e sulla
dilazione dei pagamenti;
- tali agevolazioni sono state importanti negli anni
per l'ammodernamento e lo sviluppo dell'agricoltura
siciliana;
considerato che il Mediocredito Centrale, Istituto
competente a gestire ed erogare i fondi previsti dalla
citata legge, ha comunicato, già nel mese di novembre
2001, l'avvenuto esaurimento delle risorse disponibili
per gli interventi agevolativi sugli investimenti
localizzati nelle Regioni a Statuto speciale e nelle
Province autonome;
ritenuto che la destinazione di ulteriori risorse
finanziarie, nel contesto della seria crisi che
interessa l'agricoltura siciliana - legata anche agli
effetti negativi prodotti dalla siccità - potrebbe
contribuire ad alleviare le difficoltà in cui versano
migliaia di agricoltori;
per conoscere se non ritenga indispensabile ed urgente
intervenire per individuare e rendere disponibili le
somme necessarie a soddisfare le richieste presentate
da molti agricoltori siciliani al Mediocredito
Centrale, onde assicurare loro la possibilità di
acquistare nuovi macchinari, usufruendo delle
condizioni agevolative previste dalla suddetta legge."
Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che l'assessore
Castiglione invierà risposta scritta all'interpellanza n. 53.
Si passa all'interrogazione n. 722: "Misure di sostegno per le
aziende olearie", a firma dell'onorevole Zago. Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
considerato che il verificarsi di continue calamità
naturali dovute alla persistente siccità hanno ridotto
la produzione olearia mettendo in serie difficoltà
finanziarie le aziende del settore;
ritenuto che in un simile contesto assuma rilevanza il
problema dell'ammodernamento e dell'installazione di
nuovi impianti oleari adeguati alle normative vigenti;
per sapere se non ritenga di adottare misure specifiche di
sostegno per le aziende olearie quali:
a) snellire le procedure e gli adempimenti a carico dei
frantoiani oleari, trattandosi di un'attività
stagionale di breve periodo che non consente di
predisporre uno specifico apparato burocratico;
b) fare in modo che la consegna dei registri di
lavorazione da parte dell'AGEA avvenga entro il mese di
agosto e non a fine campagna, considerato che già nei
primi mesi di settembre inizia la lavorazione delle
olive;
c) provvedere a una dilazione nei pagamenti delle rate di
mutui e prestiti accesi per adeguare gli impianti ai
nuovi regolamenti europei e ministeriali;
d) istituire un fondo di rotazione per prestiti
agevolati, di durata quinquennale, per consentire la
gestione degli impianti e delle attività connesse;
e) far sì che sia riconosciuto un giusto compenso al
frantoiano interessato per il lavoro burocratico svolto
per conto della UE e di altri enti pubblici, sino ad
oggi svolto gratuitamente."
Non essendo presente l'onorevole Zago, l'interrogazione si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 737: "Notizie in merito alla
corretta delimitazione delle zone dove non può essere esercitata la
caccia", a firma degli onorevoli Ferro e Raiti. Ne do lettura.
"All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che:
- gli ambiti territoriali di caccia (ATC) sono unità
territoriali di gestione e di prelievo venatorio
programmato e commisurato alle risorse faunistiche;
- si tratta di zone tra loro fondamentalmente omogenee
destinate alla fruibilità faunistico-venatoria dei
cacciatori;
- il proprietario o il conduttore di un fondo, incluso
nel piano faunistico-venatorio regionale, che intenda
vietare l'esercizio dell'attività venatoria deve
avanzare all'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste richiesta motivata;
- l'esercizio venatorio è vietato in ogni caso nei fondi
chiusi da muro o da rete metallica o da altro mezzo, di
altezza non inferiore a metri 1,20;
- i divieti ad esercitare l'attività venatoria nei fondi
per espressa richiesta del proprietario o del
conduttore o perché chiusi come precisato nel punto
precedente, sono resi noti mediante tabelle apposite,
poste a cura e spese del proprietario o conduttore del
fondo;
- tali tabelle devono delimitare in maniera chiara e
visibile il perimetro dell'area interessata;
considerato che:
- le indicazioni poste dai proprietari e dai conduttori
non sono sufficienti ad evidenziare le zone ove
l'attività venatoria è preclusa;
- avvengono continuamente 'sconfinamenti' nelle aree
private precluse alla caccia a causa della scarsa
visibilità o della mancanza delle tabelle apposite;
ritenuto che:
- tal sconfinamenti creano spesso contrasti tra
proprietari dei fondi e cacciatori ignari di trovarsi
in zone precluse alla caccia;
- l'esercizio della caccia in zone private interdette
crea danno alle colture e può dare origine a pericolo
per l'incolumità delle persone;
per sapere:
- se sia a conoscenza del problema;
- quali iniziative intenda intraprendere per attuare una
corretta delimitazione delle zone appartenenti a
privati ove l'attività venatoria è preclusa per
espressa richiesta degli stessi."
D'accordo tra le parti, resta stabilito che all'interrogazione
n. 737 verrà data risposta scritta.
INTERVENTO AI SENSI DELL'ARTICOLO 83, COMMA 2, DEL REGOLAMENTO
INTERNO
MICCICHE'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, credo che la discussione che è
stata fatta oggi in merito al parere sul disegno di legge
costituzionale ci abbia offerto vari spunti. Io ne ho approfittato
per innescare un dibattito, soprattutto all'interno della
maggioranza; ma ciò non è stato possibile se si eccettua
l'intervento dell'onorevole Pistorio. Pensavo che il mio intervento
e quello dell'onorevole Capodicasa potesse dare spunto ad un
dibattito più ampio, ma non è stato così.
Questo è un fatto negativo, visto che frequentemente, da una
settimana a questa parte, si sta parlando di "devolution".
Approfittando di questa norma del Regolamento, preannuncio che
presenterò nella prossima seduta, quando si discuterà del disegno di
legge sulla variazione di bilancio, un ordine del giorno con il
quale spero di poter discutere davvero l'argomento che riguarda
l'applicazione degli articoli 37 e 38 dell Statuto, al fine di
risolvere un problema che sta diventando drammatico. Mi riferisco
alla chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese.
Perché dico questo, signor Presidente? Per evitare che nel
momento in cui presenterò l'ordine del giorno sull'argomento ci
possa essere una disattenzione e ilarità.
Non sto facendo una minaccia, signor Presidente, ma su questo
argomento desidero che la maggioranza prenda una posizione, dica
chiaramente cosa intende fare, come intende risolvere l'annoso
problema del licenziamento, della cassa integrazione degli operai di
Termini Imerese. La chiusura della Fiat di Termini Imerese è il
primo passo verso la dissoluzione della nostra Regione, signor
Presidente. E lo stesso Presidente della Regione, se da un lato dice
che la Regione è solidale e vuole essere di aiuto e impedire il
licenziamento, non sta facendo niente di concreto.
Pertanto, presento questo disegno di legge, che non pretendo
che sia approvato così com'è, per buttare il sasso nello stagno, per
smuovere le acque, per far prendere posizione al Governo, perché il
Governo trovi una soluzione al problema.
Oggi, a Roma, si sta mettendo in discussione il piano
industriale della Fiat. Abbiamo visto che coloro che stanno
ostacolando il piano industriale della Fiat sono solo i sindacati,
grazie alla mobilitazione degli operai di Termini Imerese.
Abbiamo visto un Governo nazionale assente e un Governo
regionale anch'esso assente sulla proposta, anche se è assente
materialmente dal tavolo delle trattative perché il Governo
nazionale ha fatto di tutto per escludere la Regione da questa
trattativa.
E siamo stati esclusi dal partecipare al tavolo delle
trattative pur se siamo interessati in prima persona; la nostra
solidarietà non serve a niente se non portiamo sul tavolo della
discussione una proposta. E il disegno di legge che ho presentato,
signor Presidente, è una proposta, una provocazione, un inizio della
discussione E, guarda caso, questo problema si aggancia al discorso
sulla devolution. Non voglio dare l'impressione di saltare di palo
in frasca, ma è così perché, guarda caso, io ho cercato di trovare
le risorse per entrare nella partecipazione azionaria della Fiat
attraverso quella forma - e ho concluso - della risorsa che oggi il
Governo nazionale ci vuole togliere. Per questa ragione voglio che
il Presidente della Regione sfidi il Governo nazionale perchè la
Regione mantenga la propria autonomia. Il disegno di legge che ho
presentato va in questa direzione e, sulla stessa scia, presenterò
un ordine del giorno in occasione della discussione sulle variazioni
di bilancio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari che avrebbe dovuto avere luogo alle 19.30 di
questa sera è rinviata a domani, venerdì 29 novembre 2002, alle ore
11.00 perché la Commissione Bilancio questa sera non ha ancora
completato i propri lavori.
La seduta è rinviata a mercoledì, 4 dicembre 2002, alle ore
10,30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente LO PORTO
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 180 - Opportune iniziative allo scopo di sostenere il
settore agricolo, zootecnico e turistico catanese
danneggiato dalla caduta delle ceneri vulcaniche.
LIOTTA - FORGIONE -
BARBAGALLO - RAITI
N. 181 - Impiego del personale in mobilità della formazione
professionale.
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA - MERCADANTE
N. 182 - Iniziative per fronteggiare l'emergenza scaturita
dagli eventi tellurici e dai fenomeni vulcanici,
nonché provvedimenti volti a favorire gli interventi
di protezione civile nei comuni interessati.
FLERES - BARBAGALLO -
CATANIA F. - GAROFALO -
CATANIA G. - SCOMA - MAURICI
N. 183 - Iniziative al fine di dotare di un farmacista le
strutture sanitarie private.
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA
N. 184 - Iniziative per respingere i tentativi di riduzione
dell'autonomia della Regione siciliana.
FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
SCOMA
N. 185 - Iniziative in merito al decreto legislativo n. 198
in materia di realizzazione di infrastrutture per le
reti di telecomunicazioni.
MORINELLO - FERRO -
MICCICHE' - RAITI
N. 186 - Iniziatvie per il monitoraggio dei prezzi al fine di
garantirne la trasparenza.
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA -
GAROFALO
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: "Cooperazione, commercio, artigianato e pesca".
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E
MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981,
N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE PER
LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
PER LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19.37.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.05)