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Resoconto d'Aula della Seduta n. 103 di giovedì 28 novembre 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     SBONA, segretario f.f.,  dà  lettura  del  processo verbale della
  seduta  precedente  che,   non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                MISSIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che sono  in missione, per ragioni del loro
  ufficio, i seguenti deputati:

       - l'onorevole Infurna  dal 27 al 28 novembre 2002;

       - l'onorevole Paffumi il 28 novembre 2002;

       - l'onorevole Fleres  dal 28 al 29 novembre 2002;

       - l'onorevole Tricoli dal 25 al 29 novembre 2002;

       - l'onorevole Incardona  il 29 novembre 2002;

       - l'onorevole Moschetto  dal 3 al 5 dicembre 2002;

       - l'onorevole Burgaretta Aparo  dal  30  novembre al 4 dicembre
         2002.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che sono state presentati i seguenti disegni
  di legge:

       - "Disposizioni in  favore dei familiari di Giovanni Bonsignore
  e Filippo Basile" (n. 533)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato dagli  onorevoli  Forgione,  Liotta  in  data  27
  novembre 2002

       -  "Disciplina   dell'istituto  del  referendum  nella  Regione
  siciliana" (n. 534)
       - iniziativa parlamentare
       -    presentato     dagli     onorevoli    Ardizzone,    Leanza
  Edoardo,Moschetto,  Crisafulli,   Franchina,   Ioppolo,   Lo  Monte,
  Sanzeri, Savarino, Scoma in data 27 novembre 2002

       - "Istituzione del registro  dei pareri resi e del registro dei
  pareri richiesti da enti  sottoposti  a  vigilanza e controllo della
  Regione siciliana" (n. 535)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
  in data 27 novembre 2002

    ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI  DISEGNI  DI  LEGGE  E DI CONTESTUALE
    INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che i  seguenti  disegni di legge sono stati
  presentati ed inviati alle competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -  "Norme  per   l'elevazione   in   comune   autonomo  con  la
  denominazione  di  'Piano  Tavola'  delle  frazioni  dei  comuni  di
  Belpasso, Motta  Sant'Anastasia,  Misterbianco e Camporotondo etneo"
  (n. 528)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dagli  onorevoli Barbagallo, Raiti, Liotta in data
  21 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Disposizioni per  la valorizzazione di organismi associativi
  che tutelano gli interessi dei disabili" (n. 529),
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dall'onorevole Incardona in data 22 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Contributo alla Fondazione Guarino Amella per la istituzione
  ed il funzionamento dell'Archivio dell'autonomia siciliana" (n. 532)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dall'onorevole Capodicasa in data 25 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

                                   BILANCIO (II)

       - "Norme finanziarie  urgenti  -  Variazioni  al bilancio della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda misura salva
  deficit" (n. 527)
       - iniziativa governativa
       - presentato dal vice presidente della Regione (CASTIGLIONE) su
  proposta dell'Assessore per il  bilancio  e  le  finanze (PAGANO) in
  data 20 novembre 2002
       - trasmesso in data 22 novembre 2002
       - PARERE COMMISSIONE I, III, IV, V E VI

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       - "Norme in materia di  vendita diretta a domicilio e di tutela
  dei consumatori dalle forme di vendita diretta piramidale e da altre
  forme analoghe" (n. 526)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dagli  onorevoli  Fleres,  Catania  G., Maurici in
  data 19 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Norme per la protezione del succo sanguinello" (n. 530)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato   dagli  onorevoli  Ortisi,  Galletti,  Manzullo,
  Papania, Spampinato in data 25 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Norme per il  riutilizzo  delle  acque  in agricoltura e per
  fronteggiare la crisi idrica siciliana" (n. 531)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato   dagli  onorevoli  Ortisi,  Galletti,  Manzullo,
  Papania, Spampinato in data 25 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

    COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE  ALLE  COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che i  seguenti  disegni di legge sono stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       - "Norme per l'estensione  dei  benefici di cui all'articolo 4,
  commi 1 e 3 della  legge  regionale  13  settembre  1999, n.  20, ai
  figli delle vittime del disastro aereo di Ustica del 27 giugno 1980"
  (n. 524)
       - iniziativa parlamentare

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       - "Compartecipazione  azionaria  della  Regione siciliana sulla
  proprietà dello stabilimento FIAT di Termini Imerese" (n.  523)
       - iniziativa parlamentare

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       - "Disciplina  urbanistica  di 'Aree attrezzate multifunzionali
  plain air' a vocazione turistica" (n. 522)
       - iniziativa parlamentare

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       - "Intervento straordinario  per la realizzazione del monumento
  alla Madonna del Porto della città di Trapani" (n.  525)
       - iniziativa parlamentare

                     INVIATI IN DATA 21 NOVEMBRE 2002.

                       COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

    PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  richieste   di   parere   ed  assegnate  alle  seguenti  commissioni
  permanenti:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

         - "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico
      di  Ragusa - Ricostituzione consiglio di amministrazione" (n.
      96)
         - pervenuto in data 18 novembre 2002
         - trasmesso in data 20 novembre 2002

         - "Accademia  di belle arti di Palermo - Nomina presidente
      del consiglio di amministrazione" (n. 97)
         - pervenuto in data 18 novembre 2002
         - trasmesso in data 20 novembre 2002

         - "Stazione sperimentale  consorziale  di granicoltura per
      la Sicilia - Nomina commissario straordinario" (n. 98)
         - pervenuto in data 22 novembre 2002
         - trasmesso in data 25 novembre 2002

                       COMUNICAZIONE DI PARERI RESI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  resi,  dalle  competenti
  Commissioni legislative, i seguenti pareri:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       - "Ente parco fluviale dell'Alcantara - Designazione componenti
  del collegio dei revisori" (n. 70)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Consorzio ASI  di  Siracusa  -  Designazione  presidente del
  collegio dei revisori" (n. 87)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       -  "Istituto   zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia  -
  Sostituzione componente del consiglio di amministrazione" (n.  88)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "IACP di Palermo  -  Nomina  presidente e vice presidente del
  consiglio di amministrazione" (n. 89)
       - parere reso in data 20 novembre 2002
       - trasmesso in data 25 novembre 2002

       -  "IACP  di Catania  -  Nomina  presidente  del  consiglio  di
  amministrazione" (n. 90)
       - parere reso in data 20 novembre 2002
       - trasmesso in data 25 novembre 2002

       -  "IACP di  Caltanissetta  -  Integrazione  del  consiglio  di
  amministrazione" (n. 91)
       - parere reso in data 20 novembre 2002
       - trasmesso in data 25 novembre 2002

       -  "IACP  di   Trapani   -   Integrazione   del   consiglio  di
  amministrazione" (n. 93)
       - parere reso in data 20 novembre 2002
       - trasmesso in data 25 novembre 2002

       -  Consorzio ASI  di  Palermo  -  Designazione  presidente  del
  collegio dei revisori" (n. 94)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Azienda autonoma  provinciale  per l'incremento turistico di
  Ragusa - Ricostituzione consiglio di amministrazione"
       (n. 96)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Accademia di belle  arti  di Palermo - Nomina presidente del
  consiglio di amministrazione" (n. 97)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

       - "Stazione sperimentale  consorziale  di  granicoltura  per la
  Sicilia - Nomina commissario straordinario" (n. 98)
       - parere reso in data 26 novembre 2002
       - trasmesso in data 28 novembre 2002

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       - "Proposta modifica  statuto  CIFDA  -  Delibera del consiglio
  generale n.  2026 del 20.9.2002 - Richiesta attivazione procedure ex
  articolo 1 della legge regionale n. 88 del 1982" (n. 92)
       - parere reso in data 20 novembre 2002
       - trasmesso in data 21 novembre 2002

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       - "Piano propaganda turistica per l'anno 2003" (n. 86)
       - parere reso in data 19 novembre 2002
       - trasmesso in data 21 novembre 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

   PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni alle  riunioni delle
           Commissioni per il periodo 19 - 27 novembre 2002:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)
   Assenze
   Riunione del 20.11.02: ARDIZZONE
       "     "  21.11.02: CRISAFULLI-IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-SANZERI
       "     "  26.11.02 (ant.): BARBAGALLO-IOPPOLO
       "     "  26.11.02 (pom.): BARBAGALLO-SANZERI
       "     "  27.11.02: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-IOPPOLO-SCOMA

   Sostituzioni
   Riunione del 20.11.02: CRISAFULLI sostituito da GIANNOPOLO
                          LO MONTE        "      " AMENDOLIA
       "     "  26.11.02 (pom.): IOPPOLO  "      " INFURNA

                              BILANCIO (II)
   Assenze
   Riunione del 20.11.02: CROCE-PAPANIA-GENOVESE-LEANZA V.-LIOTTA-
      "      "  26.11.02 (ant.): CROCE-GENOVESE-LIOTTA-ROTELLA-
                                 SPEZIALE
      "      "  26.11.02 (pom.): CROCE-CINTOLA-GENOVESE-LIOTTA-
                                 MANCUSO-SPEZIALE
      "      "  27.11.02: CROCE-CAPODICASA-MANCUSO
   Sostituzioni
   Riunione del 26.11.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE
      "      "  27.11.02: LEONTINI     "      "  BALDARI
                          CINTOLA      "      "  SAVARINO

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
   Assenze
   Riunione del 20.11.02: BORZACCHELLI-GAROFALO-GIAMBRONE-GALLETTI-
                          PANARELLO-TURANO
      "      "  21.11.02: NICOTRA-ODDO-GAROFALO-GIAMBRONE-LO CURTO-
                          INCARDONA-GALLETTI-TURANO
      "      "  25.11.02: GAROFALO-GIAMBRONE-PANARELLO

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 19.11.02: DE BENEDICTIS-INFURNA
      "      "  20.11.02 (ant.): BENINATI-ZAGO-ACIERNO- DE BENEDICTIS
                                 GURRIERI-INFURNA-LO CURTO-MAURICI
                                 VICARI
      "      "  20.11.02 (pom.): BENINATI-ZAGO-DE BENEDICTIS-RAITI
                                 VICARI
      "      "  21.11.02: BENINATI-ZAGO-ACIERNO-DE BENEDICTIS-GURRIERI
                          INFURNA-LO CURTO-MAURICI-SPAMPINATO-VICARI
      "      "  27.11.02 (ant.): MAURICI
      "      "  27.11.02 (pom.): INFURNA-SPAMPINATO-VICARI

   Sostituzioni
   Riunione del 19.11.02: BENINATI sostituito da LEANZA E.
                          GURRIERI       "    "  BARBAGALLO
                          MAURICI        "    "  CATANIA G.
                          VICARI         "    "  LEONTINI
      "      "   20.11.02 (pom.): INFURNA sostituito da IOPPOLO
      "      "   27.11.02 (ant.): SPAMPINATO    "    "  ORTISI

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Riunione del 26.11.02: FERRO-SEGRETO-TUMINO-VITRANO
      "      "  27.11.02: CATANIA F.-GIAMBRONE-GIANNOPOLO

   Sostituzioni
   Riunione del 26.11.02: CATANIA   sostituito da MAURICI
                          GIAMBRONE     "       " MERCADANTE

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 21.11.02 (ant.): CRACOLICI-MORINELLO
      "      "  21.11.02 (pom.): BASILE-CRACOLICI-LEANZA V.-MANZULLO
                                 MORINELLO-PISTORIO
      "      "  26.11.02: CRACOLICI-LEANZA V.-MANZULLO-MORINELLO
      "      "  27.11.02: LEANZA V.

   Sostituzioni
   Riunione del 21.11.02: CRISTAUDO sostituito da ANTINORO
                          PISTORIO       "     "  BORZACCHELLI
      "      "  21.11.02: CRISTAUDO      "     "  ANTINORO
      "      "  27.11.02: FORMICA        "     "  INCARDONA
                          MORINELLO      "     "  RAITI

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

   PRESIDENTE. Comunico  che   sono   state   presentate  le  seguenti
           interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale:

            N.  911  -  Notizie  sulla  mancata  corresponsione  delle
          retribuzioni ai dipendenti dell'Azienda ospedaliera  'Civico
          Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatari:
          Gurrieri Sebastiano; Vitrano Gaspare;  Barbagallo  Giovanni;
          Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 915 -  Erogazione  delle  somme  dovute  per  il  fermo
          biologico.
            - Presidente Regione
          Firmatario: Papania Antonino

            N. 916 - Notizie sull'attuazione del decreto del Ministero
          del lavoro in materia di accreditamento delle sedi formative
          ed orientative.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Firmatario: Papania Antonino

            N. 917 - Iniziative per il rilancio  ed  il  potenziamento
          dell'ospedale di Alcamo (TP).
            - Assessore Sanità
          Firmatario: Oddo Camillo

            N. 918 - Ispezione presso il Comune di Corleone (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Firmatari:
          Speziale Calogero; Capodicasa  Angelo;  Cracolici  Antonino;
          Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis  Roberto;  Giannopolo
          Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
          Zago Salvatore

            N. 921 - Notizie  circa  l'erogazione  agli  enti  gestori
          degli interventi del Piano regionale dell'offerta  formativa
          2001/2002, delle somme loro spettanti.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Firmatario: Papania Antonino;

           - con richiesta di risposta scritta:

            N. 909 - Opportune iniziative allo scopo di  sostenere  il
          settore        agricolo,  zootecnico  e  turistico  catanese
          danneggiato dalla caduta delle ceneri dell'Etna.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Turismo
          Firmatari:
          Liotta Santo; Forgione Francesco; Barbagallo Giovanni; Raiti
          Salvatore

            N. 910 - Notizie circa la realizzazione di
          termovalorizzatori in Sicilia.
            - Presidente Regione
          Firmatario: Giannopolo Domenico

            N. 912 - Interventi al fine  di  garantire  la  parità  di
          trattamento ai vice Presidenti  dei  Consigli  comunali,  ai
          sensi della legge regionale n. 30 del 2000.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Firmatari: Liotta Santo; Forgione Francesco

            N. 913 -  Iniziative  urgenti  per  la  riattivazione  del
          controllo sugli atti degli enti locali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N.    914  -  Notizie  circa  l'applicazione  della  legge
          regionale n. 7 del 2002, in materia di appalti pubblici.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 919 - Motivi  del  mancato  pagamento  agli  allevatori
          delle   indennità  arretrate  per  l'abbattimento  dei  capi
          affetti da brucellosi.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatario: Raiti Salvatore

            N. 920 - Razionalizzazione dei criteri  retributivi  degli
          operai a tempo indeterminato dell'Azienda Foreste  demaniali
          della Regione.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Bilancio
          Firmatario: Virzi' Gioacchino

            N. 922 - Iniziative per eliminare i  disagi  patiti  dagli
          alunni, e dalle  loro  famiglie,  della  scuola  materna  di
          Nicolosi      (CT),  causati  dall'introduzione  dell'orario
          ridotto.
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
          Firmatario:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 923 - Notizie  sulla  carenza  di  personale  ravvisata
          nell'ospedale di contrada Coste di Giarre (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 924 - Provvedimenti  per  superare  i  disagi  per  gli
          alunni   del  plesso  scolastico  'San  Giovanni  Bosco'  di
          Biancavilla (CT), provocati  dai  danni  alle  strutture  in
          seguito ai recenti eventi sismici.
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Enti Locali
          Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 925 - Verifica dei criteri adottati per la  nomina  dei
          componenti del Consiglio regionale dell'urbanistica.
            - Presidente Regione
          Firmatario: Forgione Francesco

            N. 926 - Iniziative  circa  il  ritardato  versamento  dei
          contributi a carico della  Regione,  ai  sensi  della  legge
          regionale n. 79  del  1975,  sugli  interessi  per  mutui  a
          cooperative edilizie.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            - Assessore Cooperazione
          Firmatario: Villari Giovanni

            N. 927 - Provvedimenti circa la richiesta  di  concessione
          mineraria per l'imbottigliamento di acqua, nel territorio di
          Santo Stefano di Quisquina (AG).
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Firmatario: Raiti Salvatore.

                        ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.  Comunico  che   è   stata   presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 73 - Notizie circa il progetto presentato dal Comune di
          Calatafimi-Segesta per la realizzazione di infrastrutture di
          collegamento in contrada Kaggera a Segesta.
          - Presidente Regione
          - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Ferro Giovanni

                            ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

       N. 180 "Opportune iniziative allo scopo di sostenere il settore
  agricolo, zootecnico e  turistico  catanese danneggiato dalla caduta
  delle ceneri vulcaniche",  degli  onorevoli  Liotta Santo;  Forgione
  Francesco;  Barbagallo  Giovanni;  Raiti  Salvatore;  Presentata  il
  20/11/02

       N.  181 "Impiego  del  personale  in  mobilità della formazione
  professionale", degli onorevoli Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;
  Maurici Giuseppe;  Scoma Francesco; Mercadante Giovanni;  Presentata
  il 21/11/02

       N. 182 -  Iniziative  per  fronteggiare  l'emergenza  scaturita
  dagli   eventi  tellurici   e   dai   fenomeni   vulcanici,   nonché
  provvedimenti volti a  favorire  gli interventi di protezione civile
  nei  comuni   interessati",   degli   onorevoli   Fleres  Salvatore;
  Barbagallo  Giovanni;  Catania  Franco;  Garofalo  Ottavio;  Catania
  Giuseppe; Scoma Francesco; Maurici Giuseppe;  Presentata il 22/11/02

       N.  183  "Iniziative  al  fine  di  dotare  di un farmacista le
  strutture  sanitarie  private",  degli  onorevoli  Fleres Salvatore;
  Catania  Giuseppe;  Maurici Giuseppe;  Scoma Francesco Presentata il
  22/11/02

       N.  184 " Iniziative  per  respingere  i tentativi di riduzione
  dell'autonomia della  Regione  siciliana",  degli  onorevoli  Fleres
  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;  Scoma Francesco;
  Presentata il 22/11/02

       N. 185 "Iniziative in  merito  al decreto legislativo n.198 del
  2002 in materia di  realizzazione  di  infrastrutture per le reti di
  telecomunicazioni"  degli   onorevoli   Morinello  Salvatore;  Ferro
  Giovanni;   Miccichè   Calogero;   Raiti  Salvatore;  Presentata  il
  22/11/02

       N. 186 "Iniziative per  il  monitoraggio  dei prezzi al fine di
  garantirne  la   trasparenza",  degli  onorevoli  Fleres  Salvatore;
  Catania  Giuseppe;   Maurici  Giuseppe;  Scoma  Francesco;  Garofalo
  Ottavio.
       Presentata il 26/11/02

     PRESIDENTE. Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del
  giorno della  seduta  successiva  perchè  se ne determini la data di
  discussione.

                 COMUNICAZIONE DI RITIRO DI ATTO ISPETTIVO

     PRESIDENTE. Comunico che,  con  nota  pervenuta  alla  Segreteria
  generale  in  data  20  novembre 2002, l'onorevole Salvatore Fleres,
  primo  firmatario  dell'interrogazione  a  risposta  scritta n.  859
  "Notizie  sulla  carenza  di  personale presso l'Ufficio concessione
  contributi  individuali di Palermo", ha dichiarato di ritirarla, per
  provvedere ad una rivisitazione dell'atto.
       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PARERE, AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  41  TER,  COMMA 3, DELLO STATUTO
    SICILIANO,  SUL  DISEGNO  DI  LEGGE COSTITUZIONALE N. 1238 RECANTE
    "MODIFICHE   AGLI  STATUTI  DELLE  REGIONI  A  STATUTO  SPECIALE",
    PRESENTATO ALL SENATO DELLA REPUBBLICA

     PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  "Parere, ai  sensi  dell'articolo  41  ter,  comma  3, dello Statuto
  siciliano,  sul  disegno  di  legge  costituzionale  n. 1238 recante
  'Modifiche agli Statuti delle Regioni a Statuto speciale'".
       Onorevoli  colleghi, è la prima volta che l'Assemblea regionale
  siciliana è  chiamata  ad esprimere un parere su un disegno di legge
  costituzionale  recante  'Modifiche  agli  Statuti  delle  Regioni a
  Statuto speciale', presentato al Senato della Repubblica.
       Il  parere  è  stato  elaborato  all'unanimità, congiuntamente,
  dalla  Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
  e dalla I Commissione "Affari istituzionali" del nostro Parlamento.
       Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione speciale
  per  la revisione dello Statuto, onorevole Leanza Vincenzo, affinchè
  relazioni  opportunamente  sull'argomento  iscritto  all'ordine  del
  giorno dell'odierna seduta.

     LEANZA  VINCENZO ,  presidente  della Commissione speciale per la
  revisione  dello  Statuto  regionale.  Signor  Presidente, onorevoli
  colleghi,   questa  è  la  prima  volta  che  l'Assemblea  regionale
  siciliana si trova ad esprimere un parere su un disegno di legge che
  prevede la modifica del nostro Statuto.
       Ciò avviene  a seguito della Legge costituzionale n. 2 del 2001
  che ha  modificato  il  Titolo V della parte II della Costituzione e
  che ha  introdotto la norma per cui qualunque modifica degli statuti
  delle Regioni a Statuto speciale deve avere il parere dell'Assemblea
  regionale e dei Consigli regionali.
       La norma per  cui  si  chiede  il  parere è condivisa dalle due
  Commissioni, cioè la Commissione per la revisione dello Statuto e la
  Commissione  "Affari  istituzionali",  perchè rende più pregnante ed
  incisivo   il   parere   dell'Assemblea  regionale  siciliana  circa
  eventuali modifiche allo Statuto.
       Essa  prevede  l'intesa  obbligatoria  per  cui,  in  sostanza,
  nessuna modifica dello Statuto della Regione siciliana o delle altre
  Regioni  a statuto speciale può essere fatta senza la partecipazione
  ed il consenso della Regione stessa.
       Il    parere    espresso   dalle   due   Commissioni,   riunite
  congiuntamente, è stato favorevole, così come è favorevole il parere
  espresso dalle altre Regioni interessate al medesimo problema.
       Le  due  Commissioni  congiuntamente,  dunque,  raccomandano il
  parere  per  il  suo  esame  e  la  sua  approvazione  all'Assemblea
  regionale siciliana.

     PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
  "Affari   istituzionali",   onorevole  Ardizzone,  per  svolgere  la
  relazione.

     ARDIZZONE,  Presidente  della Commissione "Affari istituzionali".
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, il  Presidente  Leanza  ha
  esaustivamente  spiegato  l'iter  che  ha   seguito  questo  parere.
  Ritengo,  però,  che  l'espressione di questo  parere  debba  essere
  l'occasione per un dibattito - se l'Aula lo  riterrà  opportuno - su
  un argomento certamente di  grande  attualità  nel  nostro Paese: la
  devolution, cioè il progetto di  riforma costituzionale che si è già
  avviato al Senato. Questa sarebbe un'utile occasione.
       Onorevoli  colleghi, noi stiamo affrontando uno  dei  temi  più
  delicati  della  vicenda  politica  attuale   che   dovrebbe  vedere
  protagonista  la  Sicilia  ed,  in   particolar   modo,  l'Assemblea
  regionale  siciliana.
       Mi  sia consentito dire che  momentaneamente  questo  argomento
  riveste  un'importanza  pari, se  non maggiore, alle  variazioni  di
  bilancio,  se  poniamo  un  momento  di   riflessione.
       Diceva  bene  l'onorevole  Leanza:  già   altre  regioni  hanno
  pronunciato il loro parere certamente favorevole.
       Manifesto il ringraziamento  mio  personale e della Commissione
  tutta al dottor Tramontana  e  alla dottoressa Salamone del Servizio
  Studi  legislativi di questa  Assemblea  che  hanno  predisposto  la
  relazione che accompagna il  parere  in  esame,  nonchè proceduto ad
  elaborare un disegno di legge,  presentato  da  chi  vi  parla  e da
  numerosi componenti la I  Commissione,  in  materia  di  referendum:
  istituto innovativo nell'ambito del nostro ordinamento.
       Già nel 1997 era stato presentato un disegno  di legge, firmato
  tra gli altri dall'onorevole Virzì, se non ricordo male, che era già
  abbastanza innovativo, anche rispetto al disegno di legge presentato
  al  Senato  da parte del senatore Rollandin, e che prevedeva ancora,
  in maniera più pregnante, la partecipazione dell'Assemblea regionale
  siciliana ai progetti di revisione costituzionale.
       Voglio  ricordare a me stesso che il primo  Governo  di  questa
  Regione,   presieduto  dal  senatore  Alessi,  cadde  proprio  sulla
  circostanza   che   con   legge   costituzionale   (la  prima  legge
  dell'Assemblea  costituente),  si  approvò  lo Statuto della Regione
  siciliana,  ma  si  rinviò  ad  una legge ordinaria per le eventuali
  modifiche dicendo "udita  l'Assemblea";  adesso  diciamo:  "d'intesa
  con l'Assemblea".  Era questo ciò che il primo Governo della Regione
  siciliana voleva ed è stato a causa di ciò che il senatore Alessi si
  dimise. Ribadisco: "d'intesa con l'Assemblea", con tutta l'Assemblea
  dunque, senza distinzione tra maggioranza ed opposizione.
       E'  stato un atteggiamento provocatorio  tenuto   già in quella
  sede e, a distanza di  oltre  cinquant'anni,  abbiamo  nella  nostra
  Regione lo stesso problema.
       E debbo dire, purtroppo, che queste  sollecitazioni vengono dal
  Nord;  purtroppo, provengono dal  senatore  Rollandin.  L'iniziativa
  che è stata avviata brillantemente, autorevolmente in quest'Aula nel
  1997 con l'allora Presidente della I  Commissione  Filadelfio Basile
  (e tra gli altri firmatari ricordo gli onorevoli Virzì - questi sono
  atti parlamentari - Cintola, Piro e tanti  altri  parlamentari senza
  alcuna distinzione partitica)    cercava di rendere più pregnante la
  partecipazione - ripeto - dell'Assemblea  regionale ai provvedimenti
  di modifica dello Statuto.
       Guardate che  se  passasse  effettivamente, perché  il nostro è
  semplicemente un parere...

                 (Interruzione dell'onorevole Speziale)

       ARDIZZONE, presidente della Commissione "Affari Istituzionali".
  Onorevole Speziale, lo so che lei ha l'esigenza di 'stringere' e può
  essere  che  questi  siano discorsi fumosi, però se  ogni  tanto  ci
  dedicassimo anche a queste cose...

     CAPODICASA.   Onorevole  Ardizzone,  non   voleva   dire   questo
  l'onorevole Speziale: non voleva dire di 'stringere', voleva dire di
  'allargare'  Lei sta parlando troppo poco sulla 'devolution'.

     ARDIZZONE, presidente della  Commissione  "Affari Istituzionali".
  Devo dire  che  già  negli  interventi  che  sono  stati  svolti dai
  componenti  della  Commissione,  in  particolar  modo dall'onorevole
  Capodicasa - se  non  vado errato - si ricordava proprio il concetto
  pattizio del nostro Statuto.  Noi possiamo discutere quanto vogliamo
  se il nostro Statuto sia pattizio o meno.
       Ed  allora, il significato che bisogna dare a  questa  norma  è
  quello che effettivamente si rende pattizio lo  Statuto, perchè fino
  adesso  era pattizio da un punto di vista  politico  e  storico   ma
  certamente non giuridico, in quanto lo Stato può procedere a fare le
  riforme  senza  sentire  e  senza  alcuna   intesa  con  l'Assemblea
  regionale siciliana.
       Il mio voto favorevole, ma  ritengo anche quello dell'Assemblea
  così come è già avvenuto  nelle  due  Commissioni  congiuntamente, è
  scontato.
       Ho voluto  fare queste brevissime considerazioni nella speranza
  che si possa avviare  anche nella nostra Regione  un dibattito che è
  stato  sempre  vivo   e  che, purtroppo, viene  acceso "grazie" alla
  emergenza  -  perchè  di  una  emergenza  si  tratta   -  che  viene
  sollecitata dal Ministro Bossi.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  concordo con
  le  parole  del  Presidente  Leanza  ed anche  con  quelle  poc'anzi
  pronunciate   dall'onorevole   Ardizzone,    presidente    della   I
  Commissione, sull'importanza di questo disegno di legge  che, per la
  verità,  in  riferimento  alla  nostra Regione ha  un  valore  molto
  limitato, direi quasi simbolico, dal momento  che  la consultazione,
  l'espressione  "d'intesa  con  l'Assemblea",  e   quindi   per  essa
  l'Assemblea,  nel  caso  di modifiche dello Statuto  era  già  stata
  contemplata  nella  Legge costituzionale numero  2.  Quindi,  questo
  disegno  di  legge viene all'esame dell'Assemblea per  il  parere  a
  norma di quell'articolo.
       E  però,  ha  ragione  l'onorevole  Ardizzone  quando  dice  di
  approfittare  di  questa occasione, che  potrebbe  apparire  perfino
  routinaria - e lo sarà da un punto di vista della  prassi da oggi in
  avanti  -  per  affrontare,  cosa che avviene  di  rado  nell'ambito
  dell'Aula parlamentare, le questioni relative al nostro Statuto e ai
  processi  di  modifica  della  Costituzione   ed   al   federalismo;
  affrontare, dunque, questo tema che è di stringente attualità.
       Mi sarei  aspettato che, dopo avere richiamato questa esigenza,
  i relatori di maggioranza vi si fossero soffermati  un  po'  di più,
  se non altro perchè in questo momento, come si sa, al  Senato  è  in
  corso il dibattito su questa materia, chiamata impropriamente con un
  termine  inglese  "devolution",  che ha suscitato vivissime reazioni
  con  il  ricorso,  addirittura,   all'ostruzionismo  parlamentare da
  parte dell'opposizione.
       Non  è  frequente  il  ricorso  all'ostruzionismo  parlamentare
  dichiarato,   lo   si   fa  normalmente  per   casi   molto   gravi;
  evidentemente, questo  è  uno  di quei casi molto gravi che richiede
  una risposta tanto pronta e, direi, anche pesante.
       Stamattina mi sono procurato  l'intervento  del  Vicepresidente
  del Senato, senatore Domenico Fisichella, che è  intervenuto in quel
  dibattito.
       L'onorevole   Fisichella, si  sa, appartiene  alla  maggioranza
  parlamentare  che  sostiene il Governo e che  dovrebbe  sostenere il
  disegno di legge; egli, però, ha svolto un  intervento lungo e molto
  polemico contro questo disegno di legge.
       Vi  sono  parti  di  quell'intervento  che non condivido perchè
  hanno  come presupposto un'idea dello  Stato  ancora  centralistica;
  però, ho dovuto apprezzare il  coraggio  del senatore Fisichella che
  (per  la verità non è la prima volta:  lo  ha  già  fatto  in  altre
  occasioni da libero pensatore qual  è,  da  intellettuale di vaglia)
  non teme di suscitare le ire  del  Presidente Berlusconi, tanto meno
  di Bossi nel rivendicare e nel sostenere le  tesi che a lui sono più
  congeniali.
       Io mi sarei aspettato, di fronte a quel  disegno  di legge, che
  venisse  pure una simile presa di posizione -  non  dico  tanto  dai
  senatori della maggioranza che appartengono  al Polo in quell' Aula;
  non so se queste prese di posizione vi  saranno,  ma  ad oggi non ve
  sono  state  - dicevo, mi sarei  aspettato  qualcosa  di  forte,  di
  veramente forte da parte del  Presidente  della  nostra Regione che,
  come  si  sa,  ha  il  potere   di  rappresentanza  esterna,  o,  in
  alternativa - se il Presidente  vuole  essere  confortato  su questo
  argomento  - la presentazione di  un  ordine  del  giorno.  Insomma,
  qualche gesto che corregga questa  china  pericolosissima  su  cui è
  incamminato il dibattito in materia di federalismo nel nostro Paese.
       Il Presidente Cuffaro, dopo avere  "vagheggiato" sui giornali a
  seguito  della  proposta,  approvata  poi   in  Finanziaria,  che  è
  incostituzionale - anche se i colleghi della maggioranza hanno, come
  dire, quasi preso un "brodino" dopo  le  tante  catastrofi che fanno
  capo all'attuale Governo regionale e nazionale - cioè l'approvazione
  di quella norma firmata dall'onorevole  Saverio  Romano  o  promossa
  (adesso non so esattamente), che  dovrebbe trasferire 500 milioni di
  euro alla Sicilia. Adesso non so chi fa i conti...

     SPEZIALE. Nelle tabelle c'è scritto 'zero'

     CAPODICASA.  Lo so che c'è scritto 'zero', ma  sui  giornali si è
  vagheggiato di migliaia di miliardi che  sarebbero  dovuti  entrare:
  un grande successo dell'autonomia  Vi comunico che  quella  norma è,
  da  un lato, una beffa perchè non dice altro  che  ci  sarà  un'alta
  Commissione che si insedierà entro marzo e che  presenterà i criteri
  di  ripartizione  di  un  fondo;  di come  poi  verranno  attribuiti
  eventualmente questi fondi dallo Stato allo  Sicilia,  tenuto  conto
  che questa...non è normale per nulla

                 (Interruzione dell'onorevole Pistorio)

     CAPODICASA.   Onorevole  Pistorio, la invito  a  leggere  qualche
  articolo dello Statuto, che è norma costituzionale, dove si dice che
  in  applicazione  dell' articolo 43  del  nostro  Statuto  opera  la
  Commissione paritetica Stato-Regione.  Non  ci può essere Parlamento
  della Repubblica che modifichi le  norme  che  riguardano i rapporti
  tra lo Stato e la Regione  senza  che quella Commissione paritetica,
  composta,  cioè, metà da rappresentanti  della  Regione  e  metà  da
  rappresentanti dello Stato, esprima il  proprio  parere. Invece, con
  quell'articolo si è violato l'articolo 43 dello Statuto.
       Io  porrò  formalmente  il  problema,  con  atto  parlamentare.
  Quella norma è una beffa - e lo ribadisco  -  perchè  non si sa se è
  andata nel limbo di un'alta commissione  che  dovrebbe fissare poi i
  criteri; e lo si vedrà quando e  come  arriveranno questi soldi, che
  sono riconosciuti da sentenze della Corte Costituzionale.
       Quindi, nessuno ce li ha regalati  Sono  soldi riconosciuti con
  parecchie  sentenze  della Corte Costituzionale e  le  procedure  di
  approvazione delle norme di attuazione sono  state  ribadite, ancora
  una volta, per la sesta o settima volta, dalla  Corte Costituzionale
  con sentenza del luglio del 2001 ,  quando si dice che queste norme,
  se  debbono  essere  norme di  attuazione,  devono  essere  discusse
  attraverso la procedura costituzionale che  rimanda  al parere della
  Commissione paritetica.
       Quindi,  onorevoli  colleghi,  vedete che grave  lesione  si  è
  prodotta con quella norma: da un lato, si è dato  una  mano  a Bossi
  perché  Pagliarini  si  è  'infilato'  con   una   incursione   che,
  ovviamente, porta acqua solo al mulino delle regioni  più  forti. Ma
  noi come Regione siciliana abbiamo già, per  quanto  riguarda questi
  rapporti in materia finanziaria e tanto più in  materia di pagamento
  dei tributi da parte delle società che hanno sede legale fuori dalla
  Sicilia, acquisito da un punto  di vista della norma costituzionale;
  si trattava di trovare le modalità, non di introdurre.
       Io  so  che l'applicazione di questa norma  è  all'esame  della
  Commissione paritetica Stato-Regione, invece si è  proceduto con una
  norma che, onorevole Ardizzone, fa a pugni con  il  parere  che  noi
  stiamo dando qui questa sera. Infatti, per modificare le norme dello
  Statuto...

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, la invito a concludere.

     CAPODICASA.  E'  così  importante  il  dibattito  che abbiamo già
  finito, almeno per quanto mi riguarda

     CASTIGLIONE, assessore  per  l'agricoltura e le foreste.  Era per
  'allargare'

     CAPODICASA. In realtà, il  dibattito meriterebbe un allargamento.
  Io   non  volevo  essere   ironico   prima,   durante   l'intervento
  dell'onorevole Ardizzone; lo dicevo  proprio  perché sollecitavo una
  riflessione, in quanto nella distrazione  generale  qui  tra  una  "
  normetta" e una " cosetta" stanno  passando  cose che, invece, hanno
  una  rilevanza  talmente grande che  impegnerà  la  Regione  per  il
  futuro.
       Io, per andare al punto politico  -  e  non  voglio  ovviamente
  sottrarre  altro  tempo  - mi sarei  aspettato  che, come  ha  fatto
  Fisichella,   facesse   il Presidente  della  Regione; tanto più che
  Fisichella  lo fa in omaggio a un  suo  punto  di  vista  di  natura
  costituzionale, mentre il Presidente  della  Regione  avrebbe dovuto
  farlo a tutela degli interessi  dei siciliani, della Regione. Questo
  è il punto
       Finalmente  il  Presidente  della  Regione  ha  rilasciato  una
  "intervistina" ieri a "La Repubblica" che corregge le altre prese di
  posizione in favore della 'devolution'  (lo  dirò nelle occasioni in
  cui avremo la possibilità di farlo che  quella  di  ieri  è solo una
  correzione), ma avremmo avuto bisogno  più di una "intervistina" che
  parla ad una 'fettina' di lettori di  quotidiani  in  Sicilia  e non
  parla  all'opinione  pubblica  nazionale e  tanto  meno  parla  alla
  maggioranza di Governo che governa a Roma.
                           (Interruzioni in Aula)
       Ma  quali  canali  politici,   onorevole   Savarino?  I  canali
  politici sono quelli istituzionali in  questa  materia. Che cosa fa?
  Si va a tirare la giacca a Bossi? Qual è il canale politico? Si va a
  bussare  alla casa dell'onorevole Micciché?
       Qui  c'è  in gioco la dignità, il  ruolo,  la  funzione  di  un
  Parlamento e di una Regione ed occorre  che  siano  quest'Aula ed il
  Governo, che ha il potere  di  rappresentanza  esterna,  a  compiere
  questi  atti.  Ed io reputo,  signor     Presidente,  che  noi  come
  Gruppo abbiamo già deciso:  cercheremo  di  investire  al più presto
  quest'Aula con apposito atto  parlamentare sull'argomento perché  si
  tratta di materia abbastanza delicata  -  come tutti possiamo capire
  - e rilevante per gli interessi della nostra Regione.
       Questo è  quanto volevo dire. Mi dispiace di non avere il tempo
  disponibile    per   sviluppare   bene   questo   ragionamento   che
  personalmente mi  sta molto a cuore. Spero che lo facciano anche gli
  altri colleghi;  in ogni caso, noi siamo ormai orientati a provocare
  un  dibattito d'Aula che     consenta  di  estendere  meglio  queste
  nostre valutazioni.
       Concludendo,  il  disegno  di  legge  -  ha ragione l'onorevole
  Ardizzone  sono  cose  che  ci  siamo detti anche in Commissione - è
  l'applicazione  di un principio che finora è stato solo presente nel
  dibattito  politico  (sia  nel  dibattito  politico-politico  sia in
  quello tecnico costituzionale) tra i costituzionalisti, quello della
  natura  pattizia  del nostro Statuto. Ma finora era solo pronunciato
  nei  dibattiti,  mai  realmente  calato  nell'ambito delle norme che
  regolano i rapporti tra Stato e Regione.
       Finalmente  questo  c'è: il nostro Statuto è pattizio perchè lo
  patteggiamo  nella  misura in cui esprimiamo un parere su ciò che il
  Parlamento  nazionale  deve  fare.  E  non  solo  con  i  disegni di
  legge-voto,  attraverso  cui l'Assemblea regionale normalmente opera
  in  questo  campo,  ma  anche attraverso l'espressione di pareri sui
  disegni  di  legge all'esame del Parlamento nazionale che riguardano
  in qualche misura la Sicilia e il suo Statuto.
       Il  nostro accordo con il disegno di legge è pertanto scontato,
  per  cui   daremo il nostro parere favorevole, analogamente a quanto
  abbiamo fatto in Commissione.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  mi  sono
  iscritto  a  parlare,  ai  sensi   dell'articolo  83,  comma  2  del
  Regolamento   interno,  per   discutere   l'argomento   che   stiamo
  affrontando con questo disegno di legge.
       Noi  siamo  ad  un  bivio,  cari  colleghi;  dobbiamo darci una
  smossa  per  cercare  di  ostacolare il tentativo della dissoluzione
  nazionale,  (altro che devolution ). Quello che stiamo discutendo in
  questo momento in questo disegno di legge costituzionale si può dire
  che  è  una sorta di contraltare, nel senso che forse i promotori di
  questo  disegno  di legge costituzionale, cominciando dall'onorevole
  Andreotti  per  finire  ai  senatori  regionalisti del Trentino Alto
  Adige,  hanno  capito che la vecchia Costituzione italiana è vecchia
  come  età  ma  giovane  come  spirito  e  come efficacia democratica
  soprattutto  e  che,  con  i  tempi che corrono, bisogna tutelare le
  regioni a statuto autonomo.
       Che cosa intendo dire?  Forse hanno capito che, con i tempi che
  corrono, bisogna mettere i paletti. Mentre prima la Costituzione era
  una  Carta  dei  diritti di questa Repubblica, di questa democrazia,
  oggi  c'è  il  rischio  che  venga contraffatta, venga modificata in
  peggio.  E  allora hanno cercato di mettere al riparo la possibilità
  che anche a livello parlamentare si possano porre le basi per minare
  l'autonomia e la specificità delle regioni autonome.
       Quando si dice  che 'le  modificazioni  sono  approvate  previa
  intesa',  -  perchè  oggi  si  dice  questo  -  lo si fa appunto per
  arginare   la  politica  forsennata  e  denigratoria  di  Bossi  nei
  confronti  delle  Regioni,  che   oltre  tutto  potrebbe  essere  un
  controsenso.
       Mentre,   infatti,  la  politica  della  Lega  è  una  politica
  regionalistica, guarda caso, quando si tratta di dare autonomia alle
  Regioni,  i signori della Lega esibiscono l'armamentario e tutta una
  serie di discussioni nazionalistiche ma esclusivamente padane.
       Questa norma ci mette  a riparo. Ma cos'è che fa da contraltare
  a  questo  argomento?  Io  ne parlerò prima della chiusura di questa
  seduta.
       Diceva bene l'onorevole Capodicasa: "Il nostro Presidente della
  Regione   ha  poteri  di  rappresentanza  esterna".
       E non bisogna limitarsi solo ad esprimere un parere, ma bisogna
  approfittare del dibattito che c'è al Senato per dire che noi questa
  "devoluzione" non la vogliamo, perché  significa  svendere la nostra
  autonomia.
       E   continuava   l'onorevole   Capodicasa:   "I  signori  della
  maggioranza non hanno inventato l'art. 37 dello Statuto che dice che
  le  società che operano in Sicilia, ma  che  hanno  sede  fuori  dal
  territorio  nazionale,  devono versare i  contributi  fiscali  e  le
  imposte sul nostro erario regionale".
       Questo, evidentemente, potrebbe essere una discussione che va a
  parare  in  un  ragionamento  molto  semplice: questa maggioranza in
  Sicilia  si  deve dare una sorta di riscatto anche nei confronti dei
  propri rappresentanti nazionali.
       Io non lo so se tutti i componenti di Forza Italia (che sono il
  primo  partito  della  maggioranza)  accetteranno tranquillamente la
  dissoluzione  della  Sicilia;  perché  la  devoluzione  di cui parla
  Bossi  ci  metterà  in  cattive  acque prima di tutto da un punto di
  vista finanziario, ma provocherà la  guerra  nella  nostra  Sicilia,
  mettendoci nelle condizioni di diventare un fortino assediato.
       Io già vedo tutta una serie di manifestazioni di gente che sarà
  colpita  da questo provvedimento, anche se qualcuno, indirettamente,
  penserà che possa essere un fatto positivo.
       Non  vorrei  che  l'onorevole La Loggia, che è il nipote di uno
  dei  promotori  della  nostro  Statuto   (addirittura  si  dice  che
  l'onorevole Giuseppe La Loggia sia il padre  degli articoli 37 e 38)
  ebbene,  non  vorrei che, se  passasse  la  proposta  dei  leghisti,
  diventasse l'affossatore di questi articoli.
       Infatti, se  passa  questa  proposta,  molto probabilmente, noi
  approveremo questo disegno di legge ...

     SPEZIALE.   La  proposta  non  è  dei  leghisti  ma  del  Governo
  Berlusconi.

     MICCICHE'.   Onorevole  Speziale  ha  ragione,  però  gli  stessi
  rappresentanti  della  maggioranza  hanno  anche  la  possibilità di
  rivedere  la  posizione  del  partito;  qui  ognuno  ha la testa per
  potere ragionare.
       Noi non dobbiamo fare come quelli che mettono la testa sotto la
  sabbia per non vedere le cose che possono succedere.
       Qui,  in  Sicilia,  può  succedere  di tutto;  le avvisaglie di
  questi  giorni,  le  manifestazioni degli operai della FIAT, come le
  dobbiamo definire?  Le uova che ci siamo presi al Consiglio comunale
  di Termini Imerese come le  dobbiamo  considerare? Un primo assaggio
  di una rivolta popolare. Oggi sono gli  operai della Fiat di Termini
  Imerese;  domani  saranno quelli dei  Cantieri  navali  di  Palermo;
  dopodomani saranno quelli della Necce di Gela e via discorrendo.
       E poi, con un effetto domino,  saranno quelli della scuola; poi
  saranno  quelli della sanità; poi  saranno  quelli  dei  Comuni.  Ee
  l'Assemblea come si pone di fronte a  questo  sfascio che il Governo
  nazionale sta portando alla Sicilia?
       Diceva bene  l'onorevole  Capodicasa  quando faceva riferimento
  alla legge finanziaria a proposito dell'articolo 37 di cui parlavano
  alcuni  esponenti  della  maggioranza  nazionale,  come  se avessero
  scoperto  chissà  che cosa.  E' una norma, appunto, che ha voluto la
  Sicilia, che hanno voluto i  siciliani  perchè  venisse  ripagato un
  torto che lo Stato italiano ha  operato  nei confronti della Regione
  siciliana da diversi decenni, anzi da qualche secolo.
       I ritardi che noi  abbiamo, da  un  punto  di vista economico e
  sociale,  e  tanti  altri aspetti della vita li possiamo considerare
  come  un  fatto  fatalistico,  perché  noi  siciliani abbiamo questa
  cattiva   stella,   Perché   noi   siamo   così  arretrati  rispetto
  all'economia  forte  del Nord, oppure è una politica protezionistica
  voluta dai Governi dall'Unità d'Italia in poi?
       E  allora  gli  articoli  37 e  38  erano  ispirati  da  questo
  principio: dare un aiuto a questa  Regione  che  è rimasta indietro,
  non solo per responsabilità delle  classi dirigenti, del baronaggio,
  di  tutti quelli che hanno governato  la  Sicilia,  ma  anche  dalla
  politica di governo dell'ultimo periodo, dall'unità d'Italia in poi.
       E  allora non ci possono  togliere  anche  questa  speranza.  E
  guarda caso - e mi riallaccio al ragionamento che farò a fine seduta
  - noi questi fondi dell'articolo 38  e  dell'articolo 37 li dobbiamo
  impegnare per risolvere un problema:  il problema degli operai della
  Fiat.
       Certo qualcuno potrà  dire  questo  è  un provvedimento che non
  potrà portare,  sicuramente,  un  esaurimento  finanziario per poter
  raggiungere  l' obiettivo  che  si  prefigge  il  disegno di legge -
  probabilmente  sarà  vero  -  ma  è un primo passo.
       Se  la  Regione ha altri fondi, altre risorse, li individui, ma
  questa potrebbe essere una sfida  da  lanciare  al Governo nazionale
  per dire che la Sicilia non vuole  delle  mance,  non  vuole  essere
  assistita. Questi fondi sono risorse  che  ci  toccano perché  siamo
  stati depredati per diversi secoli.

     PISTORIO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PISTORIO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, l'occasione di
  questo  disegno  di  legge  è stata  utilizzata  per  quello  che  è
  l'esercizio  doveroso  della   dialettica  politica  del  presidente
  Capodicasa, per porre questioni che sono, obiettivamente, in qualche
  modo estranee alla stessa lettera  della  norma,  relativamente alla
  quale, ovviamente, preannuncio il voto favorevole del mio gruppo per
  le  considerazioni  che  ha espresso,  con  estrema  competenza,  il
  presidente della Commissione, onorevole Ardizzone.
       Però, proprio  per  l'autorevolezza  dell'interlocutore, che ho
  avuto  il  piacere  di  sentire  dichiararsi  mio  amico, non si può
  sfuggire  alla  responsabilità  di un essenziale, anche se limitato,
  confronto  nel merito delle questioni che lui ha posto, anche perché
  le  ha condite di una venatura polemica, secondo me anche eccessiva,
  contestando   al   Presidente   della   Regione,  nella  qualità  di
  rappresentante  dell'autonomia  regionale, una carenza d'iniziativa,
  probabilmente  una  scarsa vis polemica, usando  come contraltare il
  gusto  intellettuale, probabilmente frutto di un'attitudine liberale
  e  libertaria,  in  termini politici, del Vicepresidente del Senato,
  onorevole Fisichella.
       Onorevole Capodicasa, la  vicenda  dell'art.  37  va  ascritta,
  comunque, tra i  successi  della  faticosa  dialettica Stato-Regione
  relativamente  al   riconoscimento   delle   risorse  di  competenza
  regionale.  Non ho, come si suol dire, da rilevare particolari dubbi
  sul fatto che,  certamente,  la  sede  della  Commissione paritetica
  rimane competente per  dirimere  le  questioni applicative ma, avere
  utilizzato l'occasione della  legge  finanziaria per riconoscere, in
  termini finanziari, il  titolo  alla Regione siciliana relativamente
  alle risorse individuate con  l'art.  37, non deve essere certamente
  occasione di rammarico.
       Il  rinvio alla Commissione mi pare un atto doveroso e naturale
  più aderente ad una difficoltà applicativa che lei per primo conosce
  perché,  certamente, non é semplice definire le quote di reddito che
  debbono  essere  sottoposte  a  quel  tipo  di prelievo e, quindi, é
  normale  che  questo  possa  essere rinviato ad una sede, in qualche
  modo,  un po' più tecnica.
       Avere  utilizzato  la  legge finanziaria non é  un elemento che
  espropria  il  titolo  autonomistico  ma  é  un'occasione, sul piano
  politico, che é stata utilizzata anche in relazione alla congiuntura
  sfavorevole   sul   piano  finanziario, per,  probabilmente,  venire
  incontro,  anche  come  segnale  di solidarietà politica del Governo
  nazionale  -  e  di  questo  non c'é  certo da rammaricarsi - in una
  condizione  congiunturale  difficile.
       Ma   la  questione  più  delicata  che  lei  ha  posto,  signor
  Presidente,  mi  rivolgo  esclusivamente  a  questa  parte  del  suo
  intervento,  riguarda  l'attenzione,  la  modalità  con  la quale la
  nostra   istituzione   deve  porsi  rispetto  alla  questione  della
  devoluzione  -  a  me  non  piace  chiamarla  devolution  e  nemmeno
  devoluzione  - rispetto al processo di avanzamento federalistico che
  questo   Paese  comunque  ha  avviato.
       Comprendo  le regole della polemica politica ma  l'accettazione
  di  un  processo  federalistico, come  più aderente alla sensibilità
  politica  generale  come  riconoscimento e avanzamento rispetto alla
  responsabilità  di  autogoverno delle comunità locali e regionali in
  particolare, é  un patrimonio culturale che é  stato in qualche modo
  già  dal  centro-sinistra,  nella  sua  responsabilità  di  Governo,
  affermato, sia  in  termini  di  atti  legislativi sia in termini di
  proposizioni  programmatiche  di  fronte  al corpo elettorale. E non
  possiamo  non  essere  coerenti  per  quanto  riguarda la Casa delle
  Libertà. E  non che io ami propormi come il più autorevole nè il più
  ortodosso esponente della Casa delle Libertà ma certamente non posso
  disconoscere  che sul tema del federalismo, quindi di un avanzamento
  serio  del  processo federalistico, questa coalizione ha ottenuto il
  consenso  del  Paese.
       Il  problema che si pone non é, quindi, di attuare una linea di
  resistenza  -  io,  di  quelli  che  vogliono  resistere, resistere,
  resistere,  non  sono  particolarmente  innamorato  - ritengo che il
  problema  si  ponga in un confronto sul merito della questione.  Non
  può  essere  il Presidente della Regione siciliana che si arrocca su
  una   posizione  di  rifiuto  del  federalismo  o,  comunque,  della
  devoluzione,  riservando  esclusivamente   alla   nostra  condizione
  speciale  la  possibilità  di   esercitare   la   responsabilità  di
  autogoverno;   non  può  avere paura  la  Regione  siciliana  di  un
  avanzamento di queste responsabilità. Il  problema  che  ci dobbiamo
  porre piuttosto è il tipo di  federalismo  che dobbiamo costruire in
  questo Paese.
       Non  è  contestabile   che   una   costruzione  nazionale,  che
  riconoscesse  autonomia  esclusiva  alle  regioni,  per  esempio  in
  materia  di  sanità  o di  istruzione,  possa  essere  perfettamente
  compatibile con un quadro di unità nazionale.
       Il nostro legislatore già  nel  passato  ha individuato materie
  affidandole alla competenza  esclusiva  delle  regioni, riservandone
  altre alla competenza esclusiva dello Stato centrale e costruendo un
  altro istituto giuridico,  faticosamente  applicabile,  che è quello
  della competenza legislativa ripartita o concorrente.
       Se  alcune  di  queste  materie  fuoriescono  dalla  competenza
  ripartita e rientrano nella competenza esclusiva delle regioni non è
  motivo per gridare allo scandalo; si tratta di gestire con misura la
  ripartizione  delle  risorse e  di  assicurare  quei  meccanismi  di
  riequilibrio  che  consentano che  il  federalismo,  o  comunque  il
  processo  di  avanzamento  dell'autogoverno  regionale,  aiutino  la
  crescita  delle  comunità  ed assicurino lo sviluppo equilibrato del
  Paese.
       Non si tratta di costruire  trincee,  non  si  può  chiedere al
  Presidente  della  Regione   siciliana,   antesignano   e   capofila
  dell'autogoverno regionale, di  costruire  le  barricate. Si tratta,
  nel merito, di costruire le  proposte  perché  il  Paese  non  venga
  lacerato  in  un  avanzamento   delle   sue   differenze   ma  venga
  accompagnato per una crescita armonica.
       Seppure può apparire uno slogan, noi abbiamo immaginato, per il
  patrimonio   politico   che   rappresentiamo,   che  il  modello  di
  federalismo solidale o cooperativo sia  uno strumento giuridico; una
  occasione di crescita solidale del Paese.
       Abbiamo   esperienze   che  appartengono  alla  nostra  cultura
  politica,  come quelle della grande area tedesca che hanno costruito
  un federalismo cooperativo e solidale che sta tentando di recuperare
  squilibri  e  ritardi  molto più gravi di quelli del Mezzogiorno del
  Paese rispetto al Nord del Paese.
       E' un federalismo talmente forte da essersi caricato il ritardo
  drammatico della Germania dell'est  e  avere  costruito una politica
  finanziaria  di  tale  generosità,  di  tale  forza  da  tentare  di
  riequilibrare,  in  un lasso di tempo forse fin troppo limitato, con
  ricadute  gravissime  sul  terreno  della  finanza pubblica tedesca,
  quelle aree così degradate in ragione di una cultura politica che le
  aveva  marcate  con  un  ritardo  ed  una  desuetudine ai modelli di
  sviluppo culturale, sociale, politico europeo.
       Questa è la cultura di federalismo che noi vogliamo e su questo
  ci  confronteremo  dentro  la   compagine   di  governo,  dentro  il
  Parlamento nazionale e anche nell'ambito della maggioranza.
       Il  Presidente della Regione sarà ben felice di assumere questa
  responsabilità  in  nome  di  una  Sicilia che non vuole privilegi o
  specialità ma che vuole confrontarsi su questo terreno in termini di
  assoluta capacità politica ed amministrativa.

     PRESIDENTE.   Non  avendo  altri  deputati  chiesto  di  parlare,
  dichiaro chiusa la discussione.
       Pongo   in   votazione   il   parere   sul   disegno  di  legge
  costituzionale   n.  1238  recante  'Modifiche  agli  statuti  delle
  Regioni a statuto speciale , presentato al Senato della Repubblica'.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Avverto  che  il  parere  reso  dall'Assemblea  sarà
  comunicato al Governo della Repubblica secondo le modalità previste.

     CAPODICASA.  Cosa prevede la procedura: si dà   un parere globale
  sul disegno di legge o sui singoli articoli?

     PRESIDENTE. Il parere è globale.
       Onorevoli  colleghi, comunico che alle ore 19.30 sarà convocata
  una   riunione   della   Conferenza   dei   Presidenti   dei  Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


             SVOLGIMENTO  DI  INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
             DELLA RUBRICA 'Agricoltura e foreste'

     PRESIDENTE.  Si  procede con il punto III dell'ordine del giorno:
  Svolgimento   di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  Rubrica:
  'Agricoltura e foreste'.
       Non  sorgendo osservazioni, resta stabilito che l'assessore per
  l'agricoltura  e le foreste, onorevole Castiglione, invierà risposta
  scritta  all'interpellanza  n.  8  "Notizie  sul mancato adeguamento
  alla  normativa  comunitaria  sul  finanziamento  di  primo aiuto ai
  giovani agricoltori", dell'onorevole Lo Monte.
       Per  accordo tra le parti all' interrogazione n.  239 "Sostegno
  agli  imprenditori  agricoli della provincia di Siracusa per i danni
  subiti  a  causa  della siccità", degli onorevoli Burgaretta Aparo e
  Sbona, verrà data risposta scritta.
       Per  assenza dall'Aula del firmatario l' interrogazione n.  282
  "Sostegno   alla   produzione   agricola   'biologica'   siciliana",
  dell'onorevole   Spampinato  Giuseppe,  si  intende  trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
       Si   procede   allo   svolgimento  della  interpellanza  n.  13
  "Erogazione  dei contributi per l'annata agraria 1997/1998, ai sensi
  del regolamento comunitario 2078/92", dell'onorevole Raiti.
       Ne dò lettura:

           " Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
           l'agricoltura   e   le   foreste   premesso   che   gli
           agricoltori,   secondo   quanto  previsto  dagli  aiuti
           comunitari    di   cui   alle   misure   agroambientali
           riguardanti  il ritiro dei terreni seminativi, ai sensi
           del   Regolamento   comunitario  2078/92,  hanno  fatto
           domanda  di contributo relativamente all'annata agraria
           1997/1998;

             rilevato  che  gli  agricoltori,  in  riferimento  al
           contributo  per  l'annata  agraria  suddetta, non hanno
           ricevuto, ad oggi, nessuna notizia dalla Regione;

             ritenuto  che  la mancata assegnazione del contributo
           crea ulteriore disagio alla situazione economica già di
           per sè precaria degli agricoltori;

             per  conoscere quali provvedimenti intendano adottare
           affinchè   gli   agricoltori   possano   percepire   il
           contributo dovuto." (13)

                                             RAITI

       Ha  facoltà di parlare l'Assessore per l'agricoltura e foreste,
  onorevole Castigione, per rispondere all'interpellanza.

     CASTIGLIONE, assessore  per  l'agricoltura  e  le foreste. Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in relazione all'interpellanza n.
  13, con la  quale  l'onorevole  Raiti  ha  chiesto notizie in merito
  all'erogazione dei  contributi  per  l'annata  agraria 1997/1998, ai
  sensi del Regolamento comunitario 2078/92, rendo noto quanto segue:
       Relativamente  all'annata agraria 1997/1998 su 35.268 richieste
  di contributo per  le  misure  agroambientali  di cui al Regolamento
  2078  del  1992,  ed  in  particolare  per  il  ritiro  dei  terreni
  seminativi, nello scorso  mese  di  marzo 2002 già n. 35.100 avevano
  avuto erogato l'aiuto comunitario.
       Soltanto per  168  pratiche,  corrispondenti  allo  0,0047% del
  totale, l'AGEA  non  aveva  ancora  proceduto  alla liquidazione dei
  rispettivi importi  per  diverse  cause,  non  tutte  risolvibili  a
  livello regionale.  In  particolare,  soltanto  in  un caso relativo
  all'Ispettorato di  Caltanissetta  la  sospensione  del  pagamento è
  stata richiesta dalla  Regione e, precisamente, a causa di un errore
  nel conteggio della somma  da  erogare.  In  tutti  gli altri casi è
  stata la stessa AGEA - a causa ad esempio di compensazioni con altre
  somme dovute  allo  stesso  beneficiario, oppure perchè il pagamento
  era già stato  emesso, oppure perchè i dati forniti dal beneficiario
  erano  incompleti,   o  ancora  perchè  esistevano,  per  lo  stesso
  beneficiario, dei  problemi  su  altri  regolamenti  comunitari  - a
  sospendere i pagamenti.
       Di   maggiore   rilevanza  le  situazioni  dell'Ispettorato  di
  Trapani,  dove in  76  casi  vi  sono  stati  problemi  per  importi
  ricalcolati e  non  congruenti,  e dell'Ispettorato di Messina dove,
  invece, i pagamenti sono  stati bloccati in ben 75 casi per recuperi
  che l'AGEA doveva effettuare sugli stessi beneficiari.
       Ad oggi, tranne  i  casi  di  compensazione  o  recupero - che,
  comunque, rispetto  all'enorme  mole  di  pagamenti  già  effettuati
  costituiscono una  percentuale  assolutamente  irrisoria - tutti gli
  altri casi  sono  stati  sostanzialmente  risolti  ed  i  rispettivi
  pagamenti regolarmente effettuati dall'AGEA.

     PRESIDENTE.Ha   facoltà   di   parlare   l'onorevole   Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI.   Signor   Presidente,   onorevole   Assessore,  onorevoli
  colleghi, io  mi  dichiaro soddisfatto nel contenuto della risposta,
  ma colgo  l'occasione per evidenziare alla Presidenza dell'Assemblea
  una distonia che, purtroppo, nei lavori di quest'Assemblea regionale
  si verifica sempre e  che  io  non perdo occasione di sollevare e di
  attenzionare volta per volta.
       Signor  Presidente, non è possibile che ad un'interpellanza del
  4  dicembre  2001 venga data risposta dopo un anno. Qualche cosa non
  funziona nel meccanismo.
       Noi  abbiamo  discusso, precedentemente a queste comunicazioni,
  su  alcuni  problemi  di  riforma  costituzionale  dello  Stato  che
  riguardano  l'assetto   complessivo   sia  dello  Stato,  sia  delle
  discipline organizzative ordinamentali.

     PRESIDENTE. Onorevole  Raiti,  lei  comprende come, sulla base di
  quello che  è il contenuto dell'interrogazione o dell'interpellanza,
  i tempi di risposta  non possano essere uguali per tutte. Vi possono
  essere interrogazioni  più  semplici,  la  cui  risposta  può essere
  approntata in poco tempo,  altre un po' più complesse per le quali è
  necessario poter utilizzare più tempo.
       In ogni caso l'Assemblea iscrive all'ordine del giorno gli atti
  ispettivi nel momento in  cui  il Governo comunica di aver pronta la
  risposta.

     RAITI. Lei, signor Presidente, credo che sminuisca - se li riduce
  a  questa  affermazione   -   i  motivi  del  mio  ragionamento.  Io
  attenzionavo  al   Presidente  dell'Assemblea  non  una  carenza  di
  procedure da parte  dell'Assemblea  stessa,  bensì  il  fatto  che è
  impossibile che il  Governo  risponda  a  distanza  di  un  anno  ad
  interpellanze.   Il   meccanismo   di   controllo  dei  parlamentari
  dell'Assemblea regionale  viene  totalmente  a  scemare  e ad essere
  ininfluente se il Governo ha questi tempi lunghi.  E il ragionamento
  che faccio non è riferito alla singola interpellanza;  capisco bene,
  infatti, che ci possono  essere  interpellanze  per le quali occorre
  più tempo, occorrono delle  ispezioni,  bisogna assumere dati, ma in
  ogni caso, un anno è  un  tempo assolutamente lungo.  Possono essere
  necessari tempi variabili, ma  per  le  risposte agli atti ispettivi
  che oggi sono in svolgimento, tra  i  quali alcuni sono a mia firma,
  abbiamo dovuto aspettare quasi un anno.
       Non è un  rimprovero  che muovo all'Assessore all'Agricoltura o
  al Governo, è  un'attenzione  che  chiedo  che  l'Assemblea  svolga,
  perché  quando le risposte agli atti ispettivi presentati pervengono
  con ritardi eccessivi viene depotenziato fino quasi a vanificarlo il
  potere di  controllo  del  nostro parlamento regionale sull'attività
  del Governo.
       Per     quanto     riguarda    la    risposta   dell'Assessore,
  mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n. 424: "Tutela della
  serricoltura Siciliana", a firma degli onorevoli Cracolici, Speziale
  ed altri. Ne do lettura.

            "All'Assessore  per   l'agricoltura   e   le  foreste,
          premesso che nelle ultime settimane si è assistito a una
          sconsiderata  campagna   di   disinformazione  contro  i
          prodotti della  serricoltura siciliana, che riforniscono
          da  decenni  il  mercato  nazionale  di  prodotti  fuori
          stagione,  in  concorrenza  con agguerriti e organizzati
          soggetti economici europei ed extracomunitari;

             osservato  che   tale   campagna   ha  attribuito  ai
          produttori agricoli  siciliani  l'aumento dei prezzi dei
          prodotti orticoli e ha  teso a indirizzare i consumatori
          italiani verso i  prodotti  congelati  e  surgelati (che
          pure, in  gran  parte,  hanno origine nelle stesse serre
          siciliane);

             visto che per accreditare inesistenti speculazioni di
          prodotti agricoli siciliani si  è  perfino negato che la
          serricoltura  siciliana   sia  stata  interessata  dalle
          gelate del dicembre 2001  e  del  gennaio  di quest'anno
          (ignorando che il 97  per  cento delle serre in Sicilia,
          pur essendo ubicata in  aree a forte escursione termica,
          è priva di riscaldamento);

             rilevato,  pertanto,  che i produttori siciliani sono
          colpiti due  volte,  avendo subito il danno delle gelate
          e, poi,  la beffa del boicottaggio a favore dei prodotti
          congelati;

             per sapere:

             -  quali   iniziative   siano   state   attivate  per
          comprendere le origini di questa campagna denigratoria e
          per verificare  chi  ne  abbia  tratto vantaggio;

             -  quale  ruolo  abbia  avuto l'industria conserviera
          nell'attacco    alla   produzione   ortofrutticola   (in
          particolare alle zucchine) che rappresentano oggi dal 60
          all'80   per   cento   del   prodotto  fresco  italiano,
          assicurando   lavoro,  autonomia  e  dignità  a  120.000
          addetti;

             -  quali  iniziative  intenda  mettere  in  atto  per
          sostenere  la   produzione   e  rendere  trasparente  il
          rapporto tra prezzi all'origine e prezzi al consumo;

             - quali azioni  intenda  compiere  perché  il Governo
          nazionale applichi  compiutamente  e  senza  deroghe  le
          norme comunitarie relativamente alla commercializzazione
          dei prodotti  ortofrutticoli (rubricazione e numerazione
          dei    centri    di    condizionamento,   incentivazione
          all'aggregazione dei  produttori  agricoli  e serricoli,
          valorizzazione dell'associazionismo siciliano a tutela e
          garanzia dei produttori nel rapporto con il mercato);

             - come intenda  utilizzare  le  risorse del pacchetto
          Sicilia della legge  finanziaria  2001  (art.  137)  per
          abbattere i costi  energetici  delle aziende serricole e
          agricole colpite da calamità naturali, secondo lo schema
          già attivato in Sicilia con le leggi regionali n. 13 del
          1988 e n. 13 del 1990 (art. 11), e per abbattere i costi
          di trasporto delle aziende serricole (art. 133);

             - se non ritenga  utile  definire  misure  urgenti  e
          specifiche per ripristinare  i capitali impegnati per la
          conduzione  delle   aziende, in  base  al  corrispettivo
          documentato del  prodotto  perduto per effetto combinato
          delle gelate e della campagna di disinformazione;

             - se non  ritenga  necessario  utilizzare le modalità
          previste per il credito  d'imposta  al  fine  di rendere
          immediato, possibile  e concreto il sollievo finanziario
          delle aziende agricole e  commerciali,  sulla base di un
          calcolo dell'ammontare dei benefici erogabili, riassunti
          in un conto o in  una carta di credito, utilizzabile dai
          singoli operatori economici;

             - se non valuti indispensabile un'urgente campagna di
          promozione   contro   la   confusione   instillata   nei
          consumatori  e  preservare  i  prodotti  orticoli  della
          serricoltura  siciliana  da  ogni  forma  di  attacco  e
          strumentalizzazione."

       Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per rispondere
  all'interrogazione.

     CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste.  In relazione
  all'interrogazione 424 rendo noto quanto segue.
       Per  sostenere  la  produzione  e  fornire  agli  operatori del
  settore un adeguato strumento  di  lavoro e di informazioni in tempi
  reali   sull'andamento   dei  prezzi,  l'Assessorato  -  nell'ambito
  dell'attivazione  della  misura  4.13  del  POR,  che  prevede,  tra
  l'altro,    la   realizzazione   dell'Osservatorio   della   filiera
  ortofrutticola  - intende attivare una convenzione con il "Consorzio
  Infomercati".  Tale  Consorzio - costituito com'è noto in esecuzione
  del disposto  di  cui  all'articolo  2 della legge 421 dell'8 agosto
  1996, ed  il  cui statuto è stato approvato nel 1997 con decreto del
  Ministro  dell'Industria,  del  Commercio  e  dell'Artigianato  - ha
  carattere obbligatorio ed ha le seguenti finalità:
       -  realizzare un sistema informatico e telematico su  tutto  il
  territorio nazionale dei mercati agroalimentari all'ingrosso;
       -  gestire  e  diffondere le informazioni raccolte in  modo  da
  assicurare la trasparenza della formazione dei  prezzi  all'ingrosso
  dei prodotti agroalimentari;
       -  provvedere  al  collegamento  con  organismi  comunitari  ed
  extra-comunitari,   anche   al  fine  di  raccogliere  e  diffondere
  l'informazione sulle tendenze dei mercati internazionali.
       Nell'ambito  dell'attivazione  della  misura 4.06 "Investimenti
  aziendali"  del  POR,  è  stata  utilizzata  dai  settori Orticolo e
  Floricolo vivaistico-Piante ornamentali una quota di risorse pari al
  59,45%  della  quota  destinata  all'azione  "Colture vegetali", che
  corrisponde  al  finanziamento  di  progetti per oltre 30 milioni di
  euro.


   Presidenza del Presidente LO PORTO


                  PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO

       Per  quanto  concerne  la  valorizzazione  dell'associazionismo
  siciliano a  tutela  e  garanzia  dei produttori nel rapporto con il
  mercato,  si  rappresenta che l'Assessorato Agricoltura, in virtù di
  quanto previsto  dalla nuova O.C.M. di cui al Regolamento CE 2200/96
  ed  i  relativi regolamenti d'esecuzione, provvede al riconoscimento
  delle  associazioni  di  produttori,  incentivando  in  tal  modo il
  fenomeno  dell'associazionismo  siciliano  ed intervenendo, altresì,
  sempre  attraverso le organizzazioni di produttori, al finanziamento
  dei  piani  operativi  di  cui  i  singoli  produttori  associati ne
  ricavano  benefici  diretti  ed indiretti attraverso la collocazione
  del prodotto  nel mercato.  Allo stato attuale in Sicilia sono state
  riconosciute,  ai sensi del precitato Regolamento, ed in particolare
  per  l'ortofrutta,  n.  40  organizzazioni di produttori a cui fanno
  capo  circa 50.000 produttori ortofrutticoli. L'Assessorato ha anche
  cercato  di promuovere queste forme di associazione anche attraverso
  le organizzazioni professionali di categoria, al fine di contrastare
  forme di speculazione da parte degli operatori commerciali.
       Relativamente  all'articolo  137 lettera b) della legge 388 del
  23   dicembre   2000   (finanziaria   2001),   si  fa  presente  che
  l'Assessorato  ha  provveduto  ad emanare uno specifico bando per la
  crisi agrumicola  siciliana, la cui istruttoria è oggi in corso. Per
  quanto  concerne l'abbattimento dei costi per il riscaldamento delle
  serre,  la stessa finanziaria ha previsto l'azzeramento delle accise
  per  l'acquisto  di  carburante  finalizzato  al riscaldamento delle
  serre;  la Regione, con propria circolare, ha provveduto a formulare
  direttive ai competenti Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura per
  l'erogazione del carburante ad accisa azzerata.
       Relativamente  ad  ipotesi  di  riproposizione degli interventi
  previsti  dall'articolo  1  della  legge  13  del  1998 e successive
  modifiche,  per  abbattere i costi energetici, occorre ricordare che
  la  Commissione  Europea  considera  tali  interventi come "aiuti al
  funzionamento" e che, pertanto, questi non vengono autorizzati.
       Riguardo alle  misure  urgenti  e specifiche per ripristinare i
  capitali impiegati per la conduzione delle aziende per effetto delle
  gelate, si fa presente che l'Assessorato ha provveduto, attraverso i
  propri  Ispettorati  provinciali,  a  delimitare  tutti  i territori
  danneggiati  da  tale  avversità  atmosferica  ed  in particolare le
  colture  protette,  ai  sensi  della  legge  185/92.  Il  Governo ha
  provveduto  a  deliberare  dette  calamità  ed  il  Ministero per le
  Politiche  Agricole  e  Forestali  con  propri  decreti ha declamato
  l'eccezionalità  dell'evento  per  quanto  concerne  le provincie di
  Catania,   Enna,   Caltanissetta,   Ragusa,  Agrigento  e  Siracusa;
  conseguentemente   le   aziende   danneggiate,  ricadenti  in  detti
  territori,  possono  usufruire  dei  benefici  previsti  dalla legge
  185/92.  Onorevole  Raiti,  c'è  un  vantaggio a rispondere in tempi
  lunghi; se  avessimo  risposto  in  tempo non avremmo un quadro così
  completo.
       Per il  credito  di imposta, si fa presente che le agevolazioni
  sono regolate dal comma 3 dell'articolo 11 della legge 178/2002, che
  prevede  la possibilità a favore delle imprese agricole di avvalersi
  del   credito   d'imposta,  purchè  abbiano  presentato  domanda  su
  investimenti ammissibili di agevolazioni ai sensi del Regolamento CE
  1257/99  e  che  tale  domanda  sia  stata  istruita  favorevolmente
  dall'Ente  incaricato.  Pertanto,  l'Amministrazione si attiverà per
  dare  il  relativo  parere  agli  imprenditori  agricoli che faranno
  richiesta  di  agevolazione del credito di imposta all'Agenzia delle
  entrate.
       Relativamente alla campagna di promozione, la Regione ha già da
  alcuni  anni  consolidato  la  propria  partecipazione  alle due più
  importanti  manifestazioni  fieristiche  del settore:  la Macfrut di
  Cesena e la  Frut  Logistica  di  Berlino, per le quali quasi il 90%
  degli operatori provengono dalla zona di Ragusa.
       Inoltre  la campagna di promozione  avviata  con  la  circolare
  pubblicata sulla Gazzetta  ufficiale  del  15 novembre scorso per la
  quale occorre presentare  le  relative  istanze entro il prossimo 16
  dicembre,  prevede la  possibilità  di  finanziare  ai  Consorzi  di
  tutela,  alle  organizzazioni  di  produttori  ed  alle  cooperative
  attività  all'interno  dei   punti   vendita,   che   come  è  noto-
  costituiscono un importante mezzo promozionale.
       Sempre relativamente alla promozione, nei giorni scorsi è stato
  siglato tra la  Presidenza  della  Regione  ed  il  Ministero  delle
  attività produttive un  accordo  di  programma nell'ambito del quale
  sarà attivato uno  specifico progetto per la promozione del prodotto
  agroalimentare all'estero.
       Tale progetto è  in  fase  di  predisposizione  da  parte degli
  uffici dell'Assessorato e dopo l'approvazione da parte del Ministero
  sarà attuato con l'Istituto per il Commercio con l'estero.
       Il progetto, la  cui  dotazione  finanziaria  pari  a  circa un
  milione di euro, sarà assicurata  al  50% dalla Regione e al 50% dal
  Ministero, si svilupperà  secondo tre grandi line: 1) ortofrutticolo
  di qualità, con  particolare  riferimento  sia  alle  fiere  ed alla
  promozione della  grande distribuzione organizzata sia alle missioni
  di importatori nel territorio; 2) biologico; 3) florovivaismo.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Capodicasa per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Aassessore.

     CAPODICASA. Prendiamo atto della riposta dell'assessore.

     PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  438  "Misure  di
  sostegno all'agricoltura siciliana", a firma degli onorevoli Villari
  ed altri. Ne do lettura.

            "All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che con
          decreto   assessoriale  del  7  febbraio  2000  è  stato
          approvato  il  progetto  di consolidamento del Sagrato e
          della Chiesa Maria Santissima di Custonaci;

             considerato  che dopo i lavori effettuati dalla ditta
          aggiudicataria dell'appalto la Chiesa risulta fatiscente
          ed il  Sagrato  continua ad essere coperto con una serie
          di tavole  che  nulla  hanno a che fare con la struttura
          architettonica;

             osservato  che  è   inammissibile   che   a   seguito
          dell'entità della spesa sostenuta con fondi regionali il
          risultato del lavoro sia così  scadente  e lontano dalla
          necessaria  salvaguardia  e  tutela   di  uno  dei  beni
          culturali più importanti del territorio siciliano;

             visto   che:

             - il muro  di  cinta  esterno  della  Chiesa  risulta
          lesionato e che non si  hanno  notizie  sufficienti  sul
          restauro della facciata e sui lavori interni;

             - gli organismi  preposti  ai  controlli,  a  partire
          della  Soprintendenza  ai  Beni  Culturali,  non   hanno
          ritenuto indispensabile intervenire;

             per  sapere  quali  iniziative  intenda  prendere per
          ripristinare  le  condizioni  estetiche  originali della
          Chiesa  Maria  Santissima  di Custonaci e per avviare il
          completamento  definitivo  dei  lavori di consolidamento
          superando l'attuale assurda precarietà."

     VILLARI. Chiedo  che  venga  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.

     PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta cosi stabilito.
       Si  passa all'interrogazione n.  452 "Iniziative per evitare la
  perdita delle quote latte spettanti alla Sicilia". Ne do lettura.

            "All'Assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste,
          premesso  che  l'E.S.A. è proprietario  di  quote  latte
          secondo la vigente normativa europea;

             rilevato che lo  stesso Ente ha ceduto alla Siciliana
          Zootecnica  tali   quote,   a   condizione  che  venisse
          rispettato  un  programma   di   utilizzo  di  tutte  le
          quote-latte;

             visto  che la suddetta azienda non ha rispettato tale
          programma, né l'E.S.A. ha vigilato su quanto concordato,

             per sapere:

             - se non si  corra  concretamente  il rischio che gli
          undici milioni di quote latte della  Sicilia non vengano
          utilizzate  e  quindi, secondo le  norme,  ripartite  in
          ambito nazionale;

             - quali iniziative  intenda  assumere  per evitare di
          far perdere alla Sicilia le quote latte o parte di esse."

     VILLARI. Chiedo  che  venga  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Si  passa  alla interpellanza n.  32 "Rimedi alla situazione di
  abbandono  in cui versano i fondi agricoli ricadenti all'interno del
  Parco  dell'Etna",  a firma degli onorevoli Raiti, Orlando, Ferro ed
  altri. Ne do lettura.

          "Al     Presidente    della    Regione,    all'Assessore
           per l'agricoltura  e  le foreste e all'Assessore per il
           territorio e l'ambiente, premesso che:

         - in  data  4 aprile 1987 è stato pubblicato  il  decreto
           presidenziale    recante   'Istituzione    del    Parco
           dell'Etna', con il quale sono state individuate  4 zone
           differenziate di protezione (A, B, C e D);

         - la  finalità  della istituzione del Parco è  quella  di
           '..concorrere     alla      salvaguardia,     gestione,
           conservazione  e difesa del paesaggio  e  dell'ambiente
           naturale,   per  consentire  migliori   condizioni   di
           abitabilità  nell'ambito dello sviluppo dell'economia e
           di  un  corretto assetto dei territori interessati ...'
           nonchè  per  '..salvaguardare  le attività produttive e
           lavorative  tradizionali  ..', così come  sancito dalle
           norme  per  l'istituzione  nella regione  siciliana  di
           parchi e riserve (legge regionale n. 98 del 1981  e  n.
           14 del 1988);

         - il decreto istitutivo del Parco consente, per le zone B
           e C 'la realizzazione di strutture edilizie (magazzini,
           depositi attrezzi, stradelle di accesso, cisterne etc;)
           necessarie  per  la conduzione del  fondo,  utilizzando
           tipologie del patrimonio edilizio rurale etneo';

         - il parere 2 del 1993 del Comitato  tecnico  scientifico
           del Parco ha regolamentato la costruzione di fabbricati
           rurali nelle zone B e C del Parco dell'Etna, ritoccando
           verso il basso l'indice di cubatura dei normali terreni
           agricoli (da 0,030 a 0,025 mq/mc) e imponendo  il lotto
           minimo   di   10.000   mq,  consentendo,   quindi,   la
           realizzazione di circa 80 mq di costruzione  su  10.000
           mq di fondo agricolo;

         - con l'art.  10 della legge regionale n. 16 del  1996 al
           comma  1  si  è  stabilito  che:  'sono  vietate  nuove
           costruzioni  all'interno  dei  boschi  e   delle  fasce
           forestali ed entro la zona di rispetto di 50  metri dal
           limite esterno dei medesimi';

         - nella definizione di 'bosco' (art. 4 legge regionale n.
           16 del 1996), alla quale associare il divieto  di nuove
           edificazioni,  viene  fatta rientrare anche  la  'bassa
           macchia  mediterranea',  che  praticamente  ricomprende
           tutto ciò che nasce di spontaneo in un terreno incolto;

         rilevato che:

         - alla  luce  di  quanto sopra nel territorio  del  Parco
           dell'Etna  non  viene  più permessa  l'edificazione  di
           fabbricati rurali a servizio dell'agricoltura;

         - i  vincoli  ambientali  che  il legislatore  ha  inteso
           applicare per la tutela dell'ecosistema,  rischiano  di
           fatto   di   soffocare  una  vastissima   porzione   di
           territorio, ed appaiono disgiunti proprio dal complesso
           delle strategie finalizzate al suo rilancio ed alla sua
           valorizzazione;

         - l'assoluto  rigore  delle  norme  ha  'imbalsamato'  un
           patrimonio naturalistico che rischia di divenire fine a
           se stesso;

         - nella definizione di 'macchia  mediterranea'  rientrano
           tutte le formazioni vegetali spontanee che crescono nei
           fondi incolti;

         - il  divieto  di  edificazione,  ai sensi  dell'art.  10
           della  legge regionale n.  16 del 1996, si  estende  di
           fatto alla quasi totalità dei terreni  ricadenti  nella
           perimetrazione  del  Parco dell'Etna,  spingendosi,  in
           alcuni casi, alle zone circostanti ai centri abitati;

         - i fondi agricoli sull'Etna che fino a  qualche decennio
           fa erano coltivati a vigneto, frutteto e  noccioleto  e
           che si estendevano fino alle quote di 1200  metri circa
           sul  livello  del  mare,  con l'Istituzione  del  Parco
           dell'Etna  e  con  i vincoli da esso  discendenti  sono
           stati  totalmente  abbandonati per  l'impossibilità  di
           ripristinare le colture catastali (così  come  disposto
           dallo stesso Comitato tecnico scientifico),  laddove si
           è instaturato, nel frattempo, il 'bosco';

         - i  fondi  agricoli  in  cui  esiste   qualche   piccolo
           fabbricato rurale sono tenuti, nella quasi totalità dei
           casi,  in  più  che buone condizioni, e  il  fabbricato
           costituisce un punto di riferimento importante affinchè
           l'attività agricola possa essere espletata;

         - la  non  disponibilità  dell'Ente Parco a  prendere  in
           considerazione non il cambio di coltura, ma addirittura
           il  ripristino  delle  colture  originarie  su  terreni
           agricoli che risultano tuttora catastati  come  vigneti
           e/o  frutteti,  laddove  si  è  instaurata  la  macchia
           mediterranea,  di  fatto contribuisce  ulteriormente  a
           mummificare tutto il territorio del parco vanificando o
           tradendo  le  finalità  di  salvaguardare  le  attività
           produttive e lavorative tradizionali;

         - con  cadenze periodiche vengono  organizzati  convegni,
           nei centri etnei, sul tema 'Sviluppo rurale integrato e
           sostenibile  del  Parco dell'Etna', nei  quali  vengono
           lanciati  proclami  secondo cui obiettivi  specifici  e
           prioritari  del  Parco  sarebbero  la  riqualificazione
           delle  aree agricole e la conservazione  del  paesaggio
           agricolo tradizionale;

         ritenuto che:

         - una  serie  di  provvedimenti   normativi  restrittivi,
           sommando  gli  effetti  gli  uni  agli   altri,   hanno
           penalizzato  oltremodo  il  persistere  delle  attività
           produttive e lavorative;

         - una situazione così restrittiva rende i  fondi agricoli
           non  più  fruibili  dai  proprietari  che  scelgono  di
           abbandonarli  e  di  non  provvedere  alla  pulizia  di
           routine  contro  il  rischio  di  incendio,  ritenendo,
           forse, di non avere più nulla da perdere;

         - quanto  sopra  esposto  determina il  fallimento  delle
           finalità della normativa quadro  e  una  situazione  di
           rischio di incendi;

         - basti  infatti  considerare  che  i  terreni in  cui  è
           presente la macchia mediterranea si  trovano, talvolta,
           a breve distanza da quello che, a partire dai  1.100  -
           1.200  metri  di quota, può essere  veramente  definito
           'bosco' (querce, castagni e pini), e che rappresenta il
           vero patrimonio boschivo da salvaguardare ;

         - è possibile e legittimo far coesistere  la salvaguardia
           della  natura  con lo sviluppo accorto  delle  attività
           produttive   e  lavorative  tradizionali,   così   come
           sostenuto nelle finalità di cui alla  normativa  quadro
           dei parchi e delle riserve naturali in Sicilia;

         - è  necessario  riposizionare  i due  costrutti  mentali
           attraverso i quali è stato guardato il  territorio  del
           Parco; da un lato bisogna abbandonare le  posizioni  di
           liberismo  selvaggio ed aggressivo,  mentre  dall'altro
           bisogna  necessariamente  ammorbidire le  posizioni  di
           conservatori  oltranzisti fino  all'autolesionismo  del
           territorio stesso;

         - allo  stato  attuale, dopo tante promesse  mancate,  il
           Parco  dell'Etna  è  visto,  specie  dalla  popolazione
           residente, come un'istituzione prettamente vincolistica
           e  non  propositiva  in termini di  effettivo  sviluppo
           economico,  anche  a causa del mancato avvio  di  nuove
           iniziative imprenditoriali che possano creare  posti di
           lavoro;

         - in  altre  zone  d'Italia,  laddove  nei  parchi  si  è
           riusciti a tramutare in realtà il  cosiddetto 'sviluppo
           compatibile',  si registrano redditi  pro-capite  della
           popolazione al di sopra della media nazionale;

         - la  situazione economica ed occupazionale,  specie  nei
           piccoli-medi  centri abitati che  ricadono  all'interno
           della perimetrazione del Parco, registra certamente una
           situazione tutt'altro che florida;

         - nè il Parco dell'Etna, nè i Comuni possono farsi carico
           di  effettuare  le  operazioni  di pulizia di  tutti  i
           terreni privati abbandonati;

         - non può essere imposto ai proprietari di  effettuare le
           operazioni  di  pulitura  se  poi  non se  ne  consente
           'l'utilizzo';

           per conoscere se intendano agire  per  risolvere questa
           situazione di crisi ormai non più differibile  che  sta
           portando, oltre che all'abbandono dei  fondi  agricoli,
           con tutto quello che comporta  in  termini  di  visione
           vincolistica del Parco, all'aggravarsi, anno dopo anno,
           del  rischio  incendio  che  viene  autoalimentato  con
           l'aumentare dei fondi abbandonati;"

       Su  richiesta  del firmatario e non sorgendo osservazioni, alla
  interpellanza n. 32 verrà data risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  n.  565  "Liquidazione dei danni
  all'agricoltura  provocati  dagli  eventi atmosferici calamitosi del
  1999, 2000 e 2001", a firma dell'onorevole Oddo. Ne do lettura.

          "All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

      premesso  che  il  Ministro per  le  politiche  agricole  ha
           assegnato alla Regione siciliana i fondi della legge n.
           185  del  1992 per  procedere  alla  liquidazione,  nei
           confronti di numerosi  agricoltori siciliani, dei danni
           provocati  dalla  siccità   del   1999/2000   e   dalla
           grandinata del 2001;

      considerato che  lo stato di  crisi che sta attraversando il
           settore agricolo scaturisce anche dal pesante pregresso
           (1992/1999),  dal  mancato   pagamento  dei  contributi
           riguardanti  i  settori   vitivinicolo,   olivicolo   e
           dall'acquisto di macchinari agricoli;

      ritenuto che lo stato di siccità registrato anche quest'anno
           con il 55% di precipitazioni medie in meno, rispetto al
           2000 e 2001,  contribuisce ad aggravare la già precaria
           situazione  in  cui  versano  la  maggior  parte  delle
           imprese agricole;

      per sapere se non ritenga  di  intervenire  urgentemente per
           velocizzare l'istruttoria delle  pratiche,  al  fine di
           assicurare l'immediato pagamento dei  fondi  di  cui in
           premessa."

       Non essendo presente l'onorevole interrogante, l'interrogazione
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  n.  602  "Notizie  sulla riserva
  orientata  di Monte Pellegrino". a firma dell'onorevole Virzì. Ne do
  lettura.

          "Al  Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per
           l'agricoltura e  le  foreste  e  all'Assessore  per  il
           territorio e l'ambiente, premesso che può  considerarsi
           largamente  fallito  il  tentativo   di   ripopolamento
           faunistico con animali d'allevamento, il cui  tasso  di
           sopravvivenza è mediamente del  5-6  per  cento  (senza
           alcun intervento di  prelievo  venatorio)  e  che  tale
           metodologia  è  enormemente  onerosa  per  la  pubblica
           amministrazione;

      per sapere:

         - se risponda a verità che tra il 2001 ed il 2002 per ben
           tre   volte   l'ente  gestore  della  riserva  naturale
           orientata   di  Monte  Pellegrino  abbia  rifiutato  la
           richiesta  della Ripartizione  faunistico-venatoria  di
           Palermo, di prelievo di  coniglio selvatico (localmente
           in  eccesso)  ai fini di ripopolamento  in  altre  aree
           della provincia;

         - se   il  Governo  della   Regione   ritenga   legittimo
           l'atteggiamento  del  gestore della  riserva  di  Monte
           Pellegrino  e  se non valuti che tale reiterato rifiuto
           comporti,  nell'immediato  e  in prospettiva, un  danno
           oggettivo  alle finanze regionali, oltre che ad una più
           razionale   politica   del   ripopolamento   faunistico
           attraverso  il  trasferimento  di capi selvatici a cura
           della pubblica amministrazione."

     VIRZI'.  Chiedo  che  venga  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, cosi resta stabilito.
       Si  passa  alla  interrogazione n. 605: "Notizie in merito allo
  stato  di  abbandono  della  riserva Arcia", a firma degli onorevoli
  Morinello, Raiti e Ferro. Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
          l'agricoltura e le foreste, premesso che:

             - l'Amministrazione comunale di Niscemi ha  sottratto
          al Centro educazione ambientale (C.e.a.) la manutenzione
          dei sentieri dell'area verde e delle aree attrezzate del
          bosco di Arcia;

             - il C.e.a.  è  un'organizzazione  ambientalista  che
          opera prevalentemente nel comune di Niscemi,  e  che  ha
          fino  ad  oggi  ottenuto  ottimi  risultati  nel   campo
          dell'educazione  al  rispetto   dell'ambiente,   rivolta
          soprattutto nei confronti dei più giovani;

             -    il    C.e.a.,    a    causa     della     revoca
          dell'Amministrazione  comunale  di  Niscemi,  ha  dovuto
          concludere tutti gli impegni presi con le scuole che  si
          erano prenotate per visitare la riserva;

             - la  capacità  organizzativa  e  la  professionalità
          degli operatori del C.e.a. ha permesso, in un  anno,  di
          raddoppiare il numero dei visitatori della riserva;

             considerato che:

             - la manutenzione del bosco è stata affidata ad altre
          organizzazioni locali;

             - da notizie apprese a mezzo stampa e da  rimostranze
          di diversi cittadini, si evince una situazione di  quasi
          totale abbandono della riserva;

             - la riserva di Arcia costituisce per  il  comune  di
          Niscemi una risorsa sia ambientale che economica,

             per sapere:

             - se il Governo e l'Assessore per l'agricoltura e  le
          foreste  siano  a  conoscenza  della  situazione   della
          riserva ambientale di Arcia;

             - quali provvedimenti intendano prendere al  fine  di
          ripristinare condizioni  di  fruibilità  normali  per  i
          cittadini niscemesi e i visitatori."

       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
  interrogazione.

     CASTIGLIONE,   assessore   per   l'agricoltura   e   foreste.  In
  riferimento alla interrogazione n.  605 rappresento quanto segue:
       L'amministrazione  comunale  di  Niscemi  stipulò  in  data  15
  gennaio  2001  con  il  Centro  di  educazione  ambientale (CEA) una
  convenzione per la gestione e manutenzione dell'area a verde e delle
  aree attrezzate del bosco Arcia.
       La  durata  della  convenzione andava dal 1 gennaio 2001 al 31
  dicembre  2001;  la  stessa  fu  affidata  in  via  diretta senza il
  coinvolgimento di altre associazioni.
       Alla  scadenza  della  predetta  convenzione  l'Amministrazione
  comunale  ritenne,  per  una maggiore trasparenza amministrativa, di
  stabilire che  per  l'anno 2002 la gestione e la manutenzione di che
  trattasi  venissero  affidate  ad  associazioni  di  settore, previo
  esperimento   di  trattativa  con  predeterminazione  di  criteri  e
  modalità per l'affidamento.
       Pertanto   vennero   invitate  le  seguenti  associazioni:  CEA
  (Centro  di  educazione ambientale) di Niscemi, SWF (Fondo siciliano
  per la  natura)  di  Niscemi, AGESCI Gruppo Niscemi 1, AGESCI gruppo
  Niscemi 2, CNGEI sezione Niscemi, WWF (Fondo mondiale per la natura)
  sez.  di  Niscemi,  Associazione  Niscemi.net,  Leo Club di Niscemi,
  Rangers d'Italia sezione di Niscemi.
       All'invito  non  risposero  il  CEA,  il  SWF,  l'Agesci gruppo
  Niscemi 2,  il  Leo  club di Niscemi; quindi il Centro di educazione
  ambientale  non  partecipò  alla  trattativa, nonostante fosse stata
  appositamente invitata.
       A  seguito  di  comparazione e verifica dei criteri, modalità e
  dati  tra le offerte pervenute a quella amministrazione, la gestione
  e la  manutenzione dei sentieri e delle aree attrezzate in argomento
  vennero  affidate  al  raggruppamento  di associazioni AGESCI Gruppo
  Niscemi 1, WWF sezione Niscemi e Associazione Niscemi.net.
       Infine   si  rende  noto  che  il  suddetto  raggruppamento  di
  Associazioni, che sono concessionari sino al 31 dicembre 2002, hanno
  recuperato   parte   delle   staccionate  divelte,  pulito  le  aree
  rendendole  fruibili  per  i  cittadini  niscemesi,  i visitatori ed
  adempiuto  perfettamente  alla convenzione che regola i rapporti tra
  le parti.

     PRESIDENTE.   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI.   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  mi  dichiaro
  insoddisfatto,   perchè   ritengo  la  risposta  dell'Assessore  non
  affronta  il  merito della questione; l'onorevole Assessore ha fatto
  semplicemente  un  analisi  del  percorso amministrativo mediante il
  quale si  è  arrivati a concedere la gestione del bosco in questione
  ad associazioni diverse rispetto a quelle che la gestivano prima.
       Ciò  che  l'interrogazione  voleva  si  affrontasse  in maniera
  precipua è  capire  se  effettivamente  vi sia lo stato di abbandono
  della  riserva;  perchè  non  si  è  data  esecuzione  agli obblighi
  contrattuali  previsti  dal bando; per quale motivo c'è stata, credo
  che  poi  sia  conseguenziale allo stato di abbandono dell'iter, una
  diminuzione quasi  del  50 per cento dei turisti che fruiscono della
  riserva.  Poichè  la  tutela  del  patrimonio ambientale è una delle
  priorità  che  questa  Regione  deve  affrontare  per  garantire  il
  turismo,  lo  sviluppo economico delle nostre comunità, un argomento
  del   genere  è  esemplare  di  come  non  è  possibile  permettere,
  nonostante  vi siano delle risorse pubbliche ingenti spese in questo
  settore,  non  sia  possibile permettere il depauperamento di questo
  patrimonio.
       L'interrogazione  a  questo non dà risposta; per tale motivo mi
  dichiaro non soddisfatto.

     PRESIDENTE.   Si  passa  alla  interrogazione  n.  629:  "Notizie
  circa   la  difesa  del  patrimonio  boschivo  siciliano",  a  firma
  dell'onorevole Galletti.  Ne do lettura.

          "All'Assessore per  l'agricoltura e le foreste, premesso
           che:

           - da notizie  di  stampa  si  apprende  che  il Governo
           regionale intenderebbe  affidare  la lotta ai piromani,
           con  probabili finanziamenti regionali, ad associazioni
           venatorie ed ambientaliste;

           - la lotta  ai  piromani  e  la  difesa  del patrimonio
           boschivo  necessitano  di personale che abbia acquisito
           professionalità in materia;

           - nel  settore  della  forestazione  vi  sono parecchie
           categorie   di   lavoratori   precari   con  specifiche
           professionalità e competenze;

           per sapere:

           - se sia vera la notizia diffusa dalla stampa;

           - se non  ritenga  utile affidare ai lavoratori precari
           della forestale questo servizio;

           - se non  ritenga  urgente affrontare il problema della
           stabilizzazione  di  questi  lavoratori  precari, anche
           per   la   necessità  di  offrire  servizi  antincendio
           efficaci e svolti con professionalità."

       Non   essendo   presente  in  Aula,  l'onorevole  interrogante,
  l'interrogazione  si  intende  presentata  con richiesta di risposta
  scritta.
       Si   passa   alla   interrogazione   n.   630: "Notizie   circa
  l'espletamento   del   concorso  per  l'assunzione  di  357  guardie
  forestali,  bandito  nel  dicembre del 1998", a firma dell'onorevole
  Manzullo. Ne do lettura.

          "All'Assessore per  l'agricoltura e le foreste, premesso
           che:

           -  nel  dicembre  del 1998 l'Assessorato agricoltura ha
           bandito  un  concorso  per  l'assunzione di 357 guardie
           forestali, per titoli ed esami con una preselezione per
           titoli;

           -  questo  concorso ha subito notevoli vicissitudini ed
           ancora  oggi  non  sono  state  avviate le procedure di
           preselezione;

           -  pertanto si ipotizzano tempi ancora piuttosto lunghi
           e  certamente  non  compatibili  con l'efficienza della
           Pubblica  Amministrazione, la certezza del diritto e la
           trasparenza,   dal   momento   che  tempi  così  lunghi
           favoriscono  chi  si  propone  all'interno del classico
           circuito        della        'raccomandazione'        o
           dell'intermediazione;

           -  a  quest'ultimo proposito, occorre ricordare che nel
           gennaio  1999  si  è scoperto che vi erano alcune linee
           telefoniche  '166'  che fornivano informazioni a prezzi
           salati  su  come  compilare  i  complicati  moduli  per
           partecipare al concorso;

           -  le  domande  presentate  a  febbraio 1999 sono state
           circa  43000,  ma il lettore ottico, costato 40 milioni
           di lire, che avrebbe dovuto selezionare le domande si è
           rotto  e  non è stato mai rimesso in funzione, cosicché
           per  esaminare  le domande ci si è avvalsi degli uffici
           dell'Assessorato,  con  il  risultato  che in 7 mesi di
           lavoro sono state esaminate soltanto 400 domande;

           -  l'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste  pro
           tempore, on. Cuffaro, ritenne di dover ricorrere ad una
           ditta  esterna,  ma  su questa proposta ci fu un tira e
           molla di pareri legali che  portò  all'emissione  di un
           nuovo  bando  e  alla riapertura  dei  termini  per  la
           presentazione delle domande;

           -  acquisite  altre  3000 domande, si è perso ulteriore
           tempo  per  la  scelta  della  ditta che avrebbe dovuto
           effettuare la preselezione, anche per carenza dei fondi
           occorrenti (circa 4 miliardi di lire);

           - si è appreso  che, alla fine, l'Assessorato ha deciso
           di avvalersi del  FORMEZ,  in  virtù di una convenzione
           che il FORMEZ  avrebbe  stipulato con la Presidenza del
           Consiglio dei Ministri;

           -  un nuovo intoppo  a  questo  punto  è  insorto,  dal
           momento che il nuovo contratto di lavoro dei dipendenti
           regionali, entrato in vigore lo scorso gennaio, prevede
           per il personale  che  svolge anche funzioni di polizia
           giudiziaria, l'inquadramento nella fascia C;

           -  il  bando   di  concorso  del  1998  prevede  invece
           requisiti e  qualifiche  inquadrabili  nella  fascia B,
           visto anche che sarebbe  sufficiente  il possesso della
           licenza di scuola media inferiore,  con la quale invece
           non si può accedere alla fascia C;

           per sapere:

           - se non ritenga  che  sia  intollerabile  il fatto che
           siano trascorsi oltre 53 mesi da quando è stato bandito
           il  concorso, e se  non  ritenga  che  vi  siano  state
           responsabilità     nell'Amministrazione     per    tale
           incredibile ritardo;

           - come valuti che si debbano superare gli ostacoli e le
           problematiche insorte;

           - quali tempi a questo punto preveda per l'espletamento
           del concorso e per l'assunzione dei vincitori.

     MANZULLO.  Chiedo  che  venga  trasformata  in interrogazione con
  risposta scritta.

     PRESIDENTE.  Si  passa  alla  interrogazione n. 662: "Notizie sul
  mancato  rispetto  della  legge  regionale per la rinegoziazione dei
  mutui  agrari",  a  firma  degli  onorevoli Miccichè, Ferro, Raiti e
  Morinello. Ne do lettura:

          "Al  Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per
           l'agricoltura  e le  foreste  e  all'Assessore  per  il
           bilancio e le finanze, premesso che:

           - nei periodi  di ristrettezza economica e finanziaria,
           come quello che  stiamo  attraversando,  ogni entrata o
           risparmio di spesa è  una  boccata  d'ossigeno  per  le
           casse regionali;

           - bisogna ridurre gli  interessi  dei  mutui agrari per
           portare concreti aiuti  alle  piccole  e  medio imprese
           agricole;

           considerato che:

           - il Banco di Sicilia  è  stato quasi svenduto al Banco
           di Roma, ed è chiaro  che i maggiori oneri economici di
           cui  la Regione dovrà  farsi  carico  per  coprire  gli
           interessi  dei   mutui   agrari,   pattuiti  con  leggi
           precedenti,    rappresentano    un    ulteriore   danno
           finanziario per la Regione stessa;

           - l'art. 2 della legge regionale n. 22 del 28 settembre
           1999, che prevede la  rinegoziazione dei mutui agrari i
           cui oneri sono a carico della Comunità europea, al fine
           di favorire la  riduzione  del  costo  delle operazioni
           creditizie e  conseguire una corrispondente limitazione
           dei contributi in conto interesse, è rimasta inattuata;

           - tale  provvedimento  comporterebbe  un risparmio, non
           solo per l'utenza ma anche per le casse regionali;

           per sapere perché non  venga  fatta rispettare la legge
           regionale n. 22 del 1999."

       Su  richiesta  del  firmatario  e  favorevole  il Governo, alla
  interrogazione n. 630 verrà data risposta scritta.
       Si   passa  all'interrogazione  n.  662  "Notizie  sul  mancato
  rispetto  della  legge  regionale  per  la  rinegoziazione dei mutui
  agrari." a firma degli onorevoli Miccichè, Ferro, Raiti e Morinello.
  Ne do lettura.

          "Al  Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per
           l'agricoltura  e le  foreste  e  all'Assessore  per  il
           bilancio e le finanze, premesso che:

           - nei periodi  di ristrettezza economica e finanziaria,
           come quello che  stiamo  attraversando,  ogni entrata o
           risparmio di spesa è  una  boccata  d'ossigeno  per  le
           casse regionali;

           - bisogna ridurre gli  interessi  dei  mutui agrari per
           portare concreti aiuti  alle  piccole  e  medio imprese
           agricole;

           considerato che:

           - il Banco di Sicilia  è  stato quasi svenduto al Banco
           di Roma, ed è chiaro  che i maggiori oneri economici di
           cui  la Regione dovrà  farsi  carico  per  coprire  gli
           interessi  dei   mutui   agrari,   pattuiti  con  leggi
           precedenti,    rappresentano    un    ulteriore   danno
           finanziario per la Regione stessa;

           - l'art. 2 della legge regionale n. 22 del 28 settembre
           1999, che prevede la  rinegoziazione dei mutui agrari i
           cui oneri sono a carico della Comunità europea, al fine
           di favorire la  riduzione  del  costo  delle operazioni
           creditizie e  conseguire una corrispondente limitazione
           dei contributi in conto interesse, è rimasta inattuata;

           - tale  provvedimento  comporterebbe  un risparmio, non
           solo per l'utenza ma anche per le casse regionali;

           per sapere perchè non venga fatta rispettare la legge
           regionale n. 22 del 1999"

    Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CASTIGLIONE,   assessore  per  l'agricoltura  e  foreste.  Signor
  Presidente, onorevole colleghi, il problema della rinegoziazione dei
  mutui agrari  è  senz'altro  tra  quelli  ai  quali il Governo della
  Regione  ed in particolare l'Assessorato cui sono preposto dedica la
  massima  attenzione;  devo  tuttavia  rilevare  alcune  imprecisioni
  contenute  nell'atto ispettivo in argomento, dovute probabilmente al
  frequente succedersi di provvedimenti normativi ed amministrativi in
  una materia di indubbia complessità.
       Va   precisato   innanzitutto   che   gli   interventi  di  cui
  all'articolo  2  della  legge  regionale  n.  22 del 1999, rubricato
  "Rinegoziazione  mutui  agrari", non prevede interventi finanziati o
  cofinanziati   con  fondi  comunitari:  si  tratta,  per  contro  di
  interventi a totale carico del Bilancio della Regione.
       Fatta  questa  premessa  va  però precisato che l'intervento in
  questione  si  configura  come  regime  di  aiuto: ed è ben noto che
  nessuna  disposizione  recante  interventi di tale natura può essere
  attuata  se  non  a  seguito  della  definizione del procedimento di
  autorizzazione da parte della Commissione Europea. Tale procedimento
  è  tutt'ora  in  corso, pur avendo fornito alla Commissione tutte le
  rassicurazioni   richieste;   al   riguardo   si  evidenzia  che  la
  Commissione,  nell'ultima  richiesta di complementi di informazione,
  ha   evidenziato   due   punti,   direttamente   discendenti   dagli
  orientamenti comunitari in materia di aiuti in agricoltura:

    -  l'impossibilità  di  prevedere, in applicazione dell'articolo 2
    della  legge  22  del 1999 la rinegoziazione di mutui stipulati in
    virtù  di  leggi statali, delle quali la Regione non è in grado di
    dimostrare l'avvenuta notifica alla Commissione;

    - la necessità di non alterare, soprattutto nel caso di estinzione
    anticipata,  l'entità  del  contributo originariamente concesso in
    termini di equivalente sovvenzione netto.
       Ci  si   è   quindi   impegnati,  da  un  lato  a  limitare  la
  rinegoziazione  alle  sole  operazioni  finanziate  sulla base della
  normativa regionale (legge 13/86, autorizzata dalla commissione fino
  al  31/12/1997);  dall'altro  a non alterare l'entità del contributo
  originariamente    concesso.    La    posizione   assunta   (l'unica
  sostenibile,  si  ribadisce,  alla  luce  dei  vigenti  orientamenti
  comunitari)  dovrebbe   consentire   di ottenere   l'autorizzazione
  comunitaria, ottenuta  la  quale  si darà tempestivamente attuazione
  alla norma.
       E' pur vero però che la maggior parte delle passività in essere
  riguarda  operazioni  finanziate  in  base a norme statali, e che le
  sollecitazioni   che   pervengono   dal  mondo  agricolo  riguardano
  soprattutto la rinegoziazione di tali operazioni; a tali istanze del
  mondo   agricolo   potrà   darsi  risposta  concreta  attraverso  l'
  attuazione   delle  disposizioni  recentemente  adottate  con  norme
  nazionali,   a  partire  dall'articolo  128,  comma  5  della  legge
  388/2000.
       In  proposito,  l'assessorato  sta provvedendo in questi giorni
  alla circolare di attuazione.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Micciché  per
  dichiararsi soddisfatto o mento della risposta dell'Assessore.

     MICCICHE'.    Signor    Presidente,   mi   ritengo   soddisfatto.
  L'Assessore  ha  fatto  riferimento alla norma nazionale, alla legge
  Omnibus  che  può  compensare questa richiesta di rinegoziazione dei
  mutui;  se  ciò  avverrà  la  normativa nazionale cui fa riferimento
  l'Assessore,  possiamo  dire  che  abbiamo fatto un passo in avanti.
  Ricordo  all'Assessore  che  la  rinegoziazione  dei  mutui  non  va
  soltanto a vantaggio degli utenti o dei mutuanti che hanno contratto
  il mutuo  agrario,  ma  va anche a vantaggio della Regione, la quale
  potrebbe risparmiare una notevole somma di denaro.

     CASTIGLIONE,  assessore  per  l'agricoltura e foreste. Quello che
  potevamo fare in via amministrativa lo abbiamo fatto.

     PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione n.  668: "Iniziative per
  l'elezione degli organi di (v. nota) amministrazione dei Consorzi di
  bonifica", a firma dell'onorevole Oddo. Ne do lettura.

          "Al   Presidente   della  Regione  e  all'Assessore  per
           l'agricoltura e le foreste,  premesso che:

         - i  Consorzi  di  bonifica  rappresentano  uno strumento
           indispensabile     per     la    razionalizzazione    e
           l'ammodernamento  delle  strutture  che si occupano del
           rilancio economico dell'agricoltura siciliana;

         - da  lungo tempo i Consorzi non possono contare sui loro
           vertici istituzionali e continuano ad essere gestiti da
           commissari  straordinari che non possono programmare lo
           sviluppo  degli  Enti, rimanendo ancorati all'ordinaria
           amministrazione;

         - viene   di   fatto  impedito  ai  soci  l'esercizio  di
           determinare,    attraverso    democratiche    elezioni,
           l'assetto dei vertici dei Consorzi di bonifica;

         - tali   Consorzi  registrano  una  crisi crescente e non
           riescono a dare risposte concrete al comparto agricolo,
           soprattutto in questa  fase di evidente crisi idrica ed
           economica;

      per sapere   quali   iniziative  intenda  intraprendere  per
           procedere all'elezione  dei  Presidenti  e dei Consigli
           d'Amministrazione   dei   Consorzi   di  bonifica,  che
           potranno  sicuramente  migliorare  la  qualità  e  dare
           servizi più efficienti  e  concreti  ad uno dei settori
           più importanti dell'economia siciliana."

       Non  essendo  presente l'onorevole firmatario, l'interrogazione
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  passa all'interrogazione n.  701: "potenziamento del Centro
  vivaistico regionale", a firma dell'onorevole Giannopolo.

            "All'Assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste,
          premesso che:

             - con l'articolo 25 della legge regionale n.  11  del
          1989 è stato istituito il Centro vivaistico regionale  e
          con la successiva legge n. 16 del 1996  all'articolo  15
          si  è  disposto  che  il  Centro  Vivaistico   Regionale
          svolgesse la sua attività alle dirette dipendenze  della
          Direzione regionale delle Foreste;

             - l'attività del Centro, nel corso di questi  anni  è
          stata  scarsamente  potenziata  ed  attenzionata,   come
          invece avrebbe dovuto essere  vista  l'importanza  della
          sua   funzione   per    una    moderna,    avanzata    e
          qualitativamente elevata politica forestale nella nostra
          regione;

             - a conferma  dell'autonomia  funzionale  del  Centro
          vivaistico regionale, nel  bilancio  della  Regione  era
          stato  istituito  un  apposito  capitolo  con  il  quale
          finanziare le sue attività;

             - la soppressione del  comma  4  dell'art.  15  della
          legge regionale n. 16 del  1996  operata  attraverso  il
          comma 18 dell'art. 129 della legge regionale  n.  2  del
          2002,  non  può  significare  la  perdita  del   profilo
          organizzativo autonomo del Centro  rispetto  all'Azienda
          foreste demaniali  che  rivendicherebbe  una  competenza
          esclusiva in materia di vivai assimilandoli  a  semplice
          struttura demaniale;

             rilevato che in  sede  di  applicazione  della  legge
          regionale n. 10 del 2000 che ridisegna un nuovo  assetto
          organizzativo e burocratico del  settore  forestale,  si
          sta tentando erroneamente  di  sopprimere  di  fatto  le
          funzioni del Centro vivaistico regionale con grave danno
          per lo sviluppo su  tutto  il  territorio  regionale  di
          quelle attività che al comma 2 dell'art. 15 della  legge
          regionale n. 16 del 1996 erano  individuate  nella   ...
          conservazione,  riproduzione  e  miglioramento  genetico
          delle specie vegetali autoctone ;

             tenuto conto che  il  potenziamento  ed  il  riordino
          dell'attività vivaistica  regionale  può  costituire  un
          momento  produttivo  significativo,  anche   sul   piano
          occupazionale, degli interventi volti all'aumento  delle
          superfici   boscate   ed   alla   riqualificazione   del
          patrimonio boschivo esistente, così  come  del  resto  è
          previsto da alcune misure del Piano operativo  regionale
          (P.O.R.) della Sicilia.

             atteso    che    questa    situazione    d'incertezza
          sull'assetto funzionale e sulla prospettiva  del  Centro
          vivaistico   regionale   siciliano,   non   solo   rende
          ulteriormente difficile  il  Piano  di  riqualificazione
          degli stabilimenti vivaistici più volte auspicato,  (con
          il passaggio ad esempio dagli attuali 36 a 10 vivai), ma
          sta determinando  la  demotivazione  del  personale  che
          dirige ed opera nei  vivai  e  il  deterioramento  delle
          stesse strutture vivaistiche,

             per sapere:

             - se non ritenga opportuno emanare  una  disposizione
          che innanzitutto faccia  chiarezza  sulle  competenze  e
          sull'appartenenza  del   Centro   vivaistico   regionale
          siciliano alla Direzione  Foreste  e  quindi  respingere
          ogni ipotesi di soppressione in via di fatto o in via di
          diritto del Centro;

             - se  non  ritenga  opportuno  potenziare  sul  piano
          finanziario, del personale e delle strutture  il  Centro
          vivaistico  regionale  in  tutte  le  sue  articolazioni
          centrali e periferiche."
       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     CASTIGLIONE,   assessore   per   l'agricoltura   e   foreste.  In
  riferimento  all'interrogazione  n.  701  rappresento che in atto il
  Regolamento  delle  attribuzioni  delle  competenze  attribuisce  al
  Dipartimento  Foreste  il  Centro vivaistico regionale istituito con
  l'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 1989.

       Il comma 4 della legge regionale 16/96 disponeva che alle spese
  occorrenti  per  l'attività  del Centro provvedeva l'Azienda Foreste
  Demaniali  della  Regione  siciliana;  infatti  l'azienda  dotava il
  Centro  delle  somme  necessarie  sia  al  suo  funzionamento sia al
  potenziamento e ammodernamento degli impianti vivaistici.
       Con la legge regionale n. 2 del 2002, articolo 129, comma 18, è
  stata decisa la soppressione del quarto comma dell'articolo 15 della
  legge regionale 16 del 1996.
       La  soppressione del comma in questione, unita all'applicazione
  della legge  regionale  n.  10  del  2000,  ha  portato  a questioni
  interpretative  tra il Centro vivaistico regionale e il Dipartimento
  Azienda  foreste  demaniali  in merito alla gestione complessiva dei
  vivai regionali.
       E'  da  rilevare come l'entrata in vigore della legge regionale
  n.  10  del 2000 (riforma dell'amministrazione regionale) ha portato
  di  fatto  all'apertura  di una serie di problematiche relative alle
  competenze  tra  i  due  Dipartimenti, Foreste e Azienda, che finora
  sono  state  parzialmente  risolte  caso per caso, ma che richiedono
  certamente una azione sistematica di riordino.
       In tale  ambito  intendo  attuare  un tavolo tecnico con le due
  strutture finalizzato ad individuare soluzioni operative e suggerire
  possibili interventi normativi per garantire un' attuazione efficace
  delle   politiche   forestali,   giungendo   in   tale  contesto  al
  potenziamento  delle funzioni e delle attività del Centro vivaistico
  regionale.
       Tuttavia  l'attività di gestione dei vivai  forestali  è  stata
  portata a termine dal Dipartimento Azienda foreste  demaniali  ed in
  atto  è  in  corso  sia  la  distribuzione  delle  piantine  per  la
  piantumazione sia la nuova programmazione dei fabbisogni.
       In  capo  al  Centro vivaistico regionale,  come  Servizio  del
  Dipartimento  delle  Foreste,  di  fatto  restano   tutte  le  altre
  competenze già attribuite come: gli studi e  la  sperimentazione nel
  settore vivaistico forestale finalizzati ad una  migliore  tutela  e
  rispetto   dell'ambiente;   promozione   ed  introduzione  di  nuove
  metodologie  operative  e  di  più  efficienti  moduli organizzativi
  dell'attività  sementiero-vivaistico  forestale;  applicazione della
  normativa  nazionale  e  regionale sulla produzione dei materiali di
  propagazione  e  relativa attività di vigilanza e di certificazione;
  coordinamento   tecnico-operativo   delle   attività  connesse  alla
  costituzione e  al  mantenimento dei boschi e degli arborei da seme,
  nonchè  alla  raccolta  dei semi e all'utilizzo degli altri prodotti
  concernenti i boschi iscritti; tenuta del libro regionale dei boschi
  da seme;  statistica  e  raccolta dei dati relativi al fabbisogno di
  produzione vivaistica nella Regione.
       Attività  parimenti  qualificanti  per  il   Centro  vivaistico
  regionale.

     PRESIDENTE.   Ha facoltà di parlare  l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,  sostanzialmente  mi  dichiaro
  insoddisfatto  ma in modo imbarazzato. Infatti, l'Assessore risponde
  all'interrogazione  dicendo  che  si  attiverà un tavolo tecnico per
  chiarire  meglio  le  competenze  dell'  Azienda foreste demaniali e
  Dipartimento  Foreste  dell'Assessorato agricoltura, per individuare
  soluzioni normative.
       Io penso  che  non ci sia bisogno di alcuna soluzione normativa
  perchè la  soppressione  del  capitolo  di  spesa in testa al Centro
  vivaistico  regionale non significa di per se sopprimere l'autonomia
  funzionale del Centro.
       Ribadisco   ancora   una   volta  la  necessità  dell'autonomia
  funzionale  del Centro, così come previsto dalla legge istitutiva, e
  la   necessità  che  attorno  al  Centro  vivaistico  si  sviluppino
  politiche   di   programmazione   e   di  razionalizzazione,  .Nell'
  interrogazione citavo  che  bisogna passare da 36 a 10 vivai, perchè
  l'eccessiva  polverizzazione rende difficoltosa anche la politica di
  programmazione,  di  forte  promozione  dell'attività  produttiva da
  parte del Centro vivaistico, di cui c'è estremamente bisogno.
       Quindi,  Assessore,  aspetterò  gli  sviluppi  di questo tavolo
  tecnico; nel  frattempo,  penso  che  si debba dare corso alla legge
  istitutiva  del  Centro  vivaistico  regionale  ma  anche alla legge
  10/2000  che,  in  buona sostanza, riporta il Centro alle dipendenze
  del  Dipartimento  Foreste  dell'Assessorato e non lo riconduce alle
  competenze  dell'Azienda  Demaniale  che  è  cosa diversa. Non posso
  dichiararmi soddisfatto perché non viene sciolto il nodo secondo cui
  il  Centro  vivaistico  deve  mantenere  una sua autonomia; questo è
  garanzia   di   programmazione   e   di  politica  di  settore  che,
  diversamente, temo non possano esserci.

     PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza n. 52 "Garanzie di parità
  di trattamento  per  gli  agricoltori della provincia di Trapani", a
  firma dell'onorevole Oddo: Ne do lettura.

            "All'Assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste,
          premesso che:

             - l'emergenza siccità ha colpito l'intero  territorio
          regionale, mettendo  in  discussione  la  produzione  di
          svariate   colture   e   l'attività   zootecnica,    che
          rappresentano  risorse   fondamentali   per   l'economia
          dell'Isola;

             - la provincia di Trapani è tra  le  più  danneggiate
          dalla crisi idrica e dagli effetti negativi  determinati
          dalle poche infrastrutture per irrigazione;

             -  la  perdita  di  produzione  per  le  coltivazioni
          cerealicole è di circa l'80 per cento;

             - lo scorso 4 aprile il Capo dell'Ispettorato agrario
          di  Trapani   ha   organizzato   un'assemblea   con   le
          organizzazioni di categoria, gli ordini professionali ed
          i funzionari  dello  stesso  Ufficio  e  delle  Condotte
          agrarie, per una verifica della situazione generale  del
          settore in relazione alla proposta di  Declaratoria  nei
          termini della legge n. 185 del 1992;

             - nella citata riunione  i  vertici  dell'Ispettorato
          agrario hanno invitato i rappresentanti di  categoria  a
          soprassedere sulla  presentazione  di  segnalazione  dei
          danni  per  evitare  d'intasare  l'Ufficio,   viste   le
          evidenti difficoltà degli agricoltori;

             -  non  si  è  tenuto  conto  delle  richieste  degli
          agricoltori nella formulazione della Declaratoria che si
          limita ad includere solo 12 Comuni su 24 della Provincia
          di  Trapani  (Poggioreale,  Castelvetrano,   Salaparuta,
          Gibellina,  Calatafimi,  Salemi,  Santa  Ninfa,   Buseto
          Palizzolo, Trapani, Erice, Paceco e Valderice).

             per conoscere:

             - quali  iniziative  intenda  intraprendere  affinché
          venga  riformulata  la  proposta  di  Declaratoria,   in
          questione, includendo l'intera Provincia di Trapani ;

             -   se   non   ritenga   indispensabile   intervenire
          urgentemente  per  evitare  il  concretizzarsi  di   una
          possibile discriminazione che si verrebbe a  creare  fra
          gli agricoltori per effetto della Declaratoria così come
          è stata formulata."

       Non   sorgendo  osservazioni  resta  cosi  stabilito  che  alla
  interpellanza verrà data risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione n. 709: "Interventi per garantire
  parità   di   trattamento   agli  agricoltori  trapanesi",  a  firma
  dell'onorevole Papania:

          "All'Assessore per l'agricoltura e le  foreste, premesso
           che:

           - gli interventi per l'emergenza siccità in agricoltura
           escludono la provincia di Trapani dai benefici previsti
           dalla legge per  le  aree  agricole  danneggiate  dalla
           siccità per gli anni dal 2000 al 2002;

           - il  Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha
           infatti    previsto   che   possono   usufruire   delle
           provvidenze  solo  quelle aziende che abbiano usufruito
           per due  annate  agrarie  non  consecutive, nel periodo
           1995-1999,  dei  benefici  previsti  dalla legge 185/92
           (fondo di solidarietà nazionale);

           -  tale esclusione  è  confermata  da  riscontri  fatti
           presso  l'Ispettorato  agricoltura  di  Trapani  e  ciò
           determina  anche   l'impossibilità   di  usufruire  dei
           finanziamenti decennali a tasso agevolato, unica misura
           in  grado  di  salvare  dal  fallimento  tante  aziende
           agricole;

           questa situazione rischia  di  perpetrare una palese ed
           ingiustificata   discriminazione  nei  confronti  degli
           agricoltori della provincia di Trapani;

           per sapere se  non  ritenga  necessario  adoperarsi nei
           confronti del Ministero  per  le  Politiche  Agricole e
           Forestali  affinché  il   periodo   per  utilizzare  le
           provvidenze previste per  l'emergenza  siccità  non sia
           quello 1995-1999, bensì quello 1995-2000."

       Non essendo presente l'onorevole interrogante, l'interrogazione
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si   passa   all'interpellanza   n.   53:   "Applicazione  agli
  agricoltori  siciliani delle agevolazioni finanziarie previste dalla
  legge Sabatini", a firma dell'onorevole Oddo:

          "All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,

      premesso che:

           - la legge  n.  1329  del  1965  (c.d.  legge Sabatini)
           prevede  agevolazioni  finanziarie nel settore agricolo
           per l'acquisto di  macchinari  per  le  piccole e medie
           imprese, mediante un contributo sugli interessi e sulla
           dilazione dei pagamenti;

           - tali  agevolazioni  sono  state importanti negli anni
           per  l'ammodernamento  e  lo  sviluppo dell'agricoltura
           siciliana;

      considerato   che   il   Mediocredito   Centrale,   Istituto
           competente a gestire  ed erogare i fondi previsti dalla
           citata legge, ha  comunicato,  già nel mese di novembre
           2001, l'avvenuto esaurimento  delle risorse disponibili
           per   gli  interventi  agevolativi  sugli  investimenti
           localizzati nelle  Regioni  a  Statuto speciale e nelle
           Province autonome;

      ritenuto  che   la   destinazione   di   ulteriori   risorse
           finanziarie,  nel   contesto   della  seria  crisi  che
           interessa l'agricoltura  siciliana  - legata anche agli
           effetti negativi  prodotti  dalla  siccità  -  potrebbe
           contribuire ad alleviare  le  difficoltà in cui versano
           migliaia di agricoltori;

      per conoscere  se  non  ritenga  indispensabile  ed  urgente
           intervenire per  individuare  e  rendere disponibili le
           somme necessarie  a  soddisfare le richieste presentate
           da   molti   agricoltori   siciliani   al  Mediocredito
           Centrale,  onde   assicurare  loro  la  possibilità  di
           acquistare    nuovi    macchinari,   usufruendo   delle
           condizioni agevolative previste dalla suddetta legge."

       Non  sorgendo  osservazioni,  resta  stabilito  che l'assessore
  Castiglione invierà risposta scritta all'interpellanza n. 53.
       Si  passa all'interrogazione n. 722: "Misure di sostegno per le
  aziende olearie", a firma dell'onorevole Zago. Ne do lettura.

          "All'Assessore   per   l'agricoltura   e   le   foreste,
           considerato  che  il  verificarsi  di continue calamità
           naturali  dovute alla persistente siccità hanno ridotto
           la  produzione  olearia  mettendo  in  serie difficoltà
           finanziarie le aziende del settore;

      ritenuto  che in un  simile  contesto  assuma  rilevanza  il
           problema  dell'ammodernamento  e  dell'installazione di
           nuovi impianti oleari adeguati alle normative vigenti;

      per sapere se non ritenga  di  adottare misure specifiche di
           sostegno per le aziende olearie quali:

         a) snellire le procedure e  gli  adempimenti a carico dei
           frantoiani    oleari,    trattandosi   di   un'attività
           stagionale  di  breve  periodo  che  non  consente   di
           predisporre uno specifico apparato burocratico;

         b) fare   in   modo  che  la  consegna  dei  registri  di
           lavorazione da parte dell'AGEA avvenga entro il mese di
           agosto  e  non a fine campagna, considerato che già nei
           primi  mesi  di  settembre  inizia la lavorazione delle
           olive;

         c) provvedere a una dilazione nei pagamenti delle rate di
           mutui  e  prestiti  accesi per adeguare gli impianti ai
           nuovi regolamenti europei e ministeriali;

         d) istituire   un    fondo   di  rotazione  per  prestiti
           agevolati,  di  durata  quinquennale, per consentire la
           gestione degli impianti e delle attività connesse;

         e) far  sì  che  sia  riconosciuto  un giusto compenso al
           frantoiano interessato per il lavoro burocratico svolto
           per conto  della  UE  e di altri enti pubblici, sino ad
           oggi svolto gratuitamente."

       Non  essendo  presente  l'onorevole  Zago, l'interrogazione  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  n.  737: "Notizie in merito alla
  corretta delimitazione  delle zone dove non può essere esercitata la
  caccia", a firma degli onorevoli Ferro e Raiti. Ne do lettura.

          "All'Assessore  per l'agricoltura e le foreste, premesso
           che:

         - gli  ambiti  territoriali  di  caccia  (ATC) sono unità
           territoriali   di  gestione  e  di  prelievo  venatorio
           programmato e commisurato alle risorse faunistiche;

         - si tratta  di  zone  tra loro fondamentalmente omogenee
           destinate   alla  fruibilità  faunistico-venatoria  dei
           cacciatori;

         - il  proprietario  o  il conduttore di un fondo, incluso
           nel  piano  faunistico-venatorio regionale, che intenda
           vietare   l'esercizio   dell'attività   venatoria  deve
           avanzare all'Assessore regionale per l'agricoltura e le
           foreste richiesta motivata;

         - l'esercizio  venatorio è vietato in ogni caso nei fondi
           chiusi da muro o da rete metallica o da altro mezzo, di
           altezza non inferiore  a  metri  1,20;

         - i divieti  ad esercitare l'attività venatoria nei fondi
           per  espressa   richiesta   del   proprietario   o  del
           conduttore o  perché  chiusi  come  precisato nel punto
           precedente, sono  resi  noti mediante tabelle apposite,
           poste a cura  e spese del proprietario o conduttore del
           fondo;

         - tali  tabelle  devono  delimitare  in  maniera chiara e
           visibile il perimetro dell'area interessata;

      considerato che:

         - le  indicazioni  poste dai proprietari e dai conduttori
           non   sono  sufficienti  ad  evidenziare  le  zone  ove
           l'attività venatoria è preclusa;

         - avvengono   continuamente  'sconfinamenti'  nelle  aree
           private  precluse  alla  caccia  a  causa  della scarsa
           visibilità o della mancanza delle tabelle apposite;

      ritenuto che:

         - tal   sconfinamenti   creano   spesso   contrasti   tra
           proprietari  dei  fondi e cacciatori ignari di trovarsi
           in zone precluse alla caccia;

         - l'esercizio  della  caccia  in  zone private interdette
           crea  danno  alle colture e può dare origine a pericolo
           per l'incolumità delle persone;

      per sapere:

         - se sia a conoscenza del problema;

         - quali  iniziative intenda intraprendere per attuare una
           corretta   delimitazione   delle  zone  appartenenti  a
           privati   ove   l'attività  venatoria  è  preclusa  per
           espressa richiesta degli stessi."

       D'accordo  tra le parti, resta stabilito che all'interrogazione
  n. 737 verrà data risposta scritta.

    INTERVENTO  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  83, COMMA 2, DEL REGOLAMENTO
    INTERNO

    MICCICHE'. Chiedo di parlare  ai  sensi  dell'articolo 83, comma 2
  del Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  credo  che  la discussione che è
  stata  fatta   oggi  in  merito  al  parere  sul  disegno  di  legge
  costituzionale ci abbia offerto  vari spunti.  Io ne ho approfittato
  per   innescare  un   dibattito,   soprattutto   all'interno   della
  maggioranza;   ma  ciò  non   è   stato  possibile  se  si  eccettua
  l'intervento dell'onorevole Pistorio.  Pensavo che il mio intervento
  e  quello  dell'onorevole  Capodicasa  potesse  dare  spunto  ad  un
  dibattito più ampio, ma non è stato così.
       Questo è  un  fatto  negativo, visto che frequentemente, da una
  settimana a questa parte, si sta parlando di "devolution".
       Approfittando  di questa norma del Regolamento, preannuncio che
  presenterò nella prossima seduta, quando si discuterà del disegno di
  legge sulla  variazione  di  bilancio,  un  ordine del giorno con il
  quale  spero  di  poter  discutere  davvero l'argomento che riguarda
  l'applicazione degli  articoli  37  e  38  dell  Statuto, al fine di
  risolvere  un  problema  che sta diventando drammatico. Mi riferisco
  alla chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese.
       Perché  dico  questo, signor  Presidente?  Per  evitare che nel
  momento  in  cui  presenterò  l'ordine  del giorno sull'argomento ci
  possa essere una disattenzione e ilarità.
       Non sto facendo  una  minaccia, signor Presidente, ma su questo
  argomento desidero che  la  maggioranza  prenda  una posizione, dica
  chiaramente cosa  intende  fare,  come  intende  risolvere  l'annoso
  problema del licenziamento, della cassa integrazione degli operai di
  Termini Imerese. La chiusura  della  Fiat  di  Termini  Imerese è il
  primo  passo verso la  dissoluzione  della  nostra  Regione,  signor
  Presidente. E lo stesso Presidente della Regione, se da un lato dice
  che la Regione è  solidale  e  vuole  essere  di aiuto e impedire il
  licenziamento, non sta facendo niente di concreto.
       Pertanto, presento  questo  disegno  di legge, che non pretendo
  che sia approvato così com'è, per buttare il sasso nello stagno, per
  smuovere le acque, per far prendere posizione al Governo, perché  il
  Governo trovi una soluzione al problema.
       Oggi,  a  Roma,   si  sta  mettendo  in  discussione  il  piano
  industriale  della  Fiat.   Abbiamo  visto  che  coloro  che  stanno
  ostacolando il piano  industriale  della Fiat sono solo i sindacati,
  grazie alla mobilitazione degli operai di Termini Imerese.
       Abbiamo  visto  un  Governo  nazionale  assente  e  un  Governo
  regionale  anch'esso assente  sulla  proposta, anche  se  è  assente
  materialmente  dal   tavolo   delle  trattative  perché  il  Governo
  nazionale ha fatto di  tutto  per  escludere  la  Regione  da questa
  trattativa.
       E  siamo   stati   esclusi  dal  partecipare  al  tavolo  delle
  trattative pur  se  siamo  interessati  in prima persona;  la nostra
  solidarietà non serve  a  niente  se  non  portiamo sul tavolo della
  discussione una proposta.  E  il disegno di legge che ho presentato,
  signor Presidente, è una proposta, una provocazione, un inizio della
  discussione  E, guarda caso, questo problema si aggancia al discorso
  sulla devolution.  Non  voglio dare l'impressione di saltare di palo
  in frasca, ma è  così  perché, guarda caso, io ho cercato di trovare
  le risorse  per  entrare  nella  partecipazione azionaria della Fiat
  attraverso quella forma -  e ho concluso - della risorsa che oggi il
  Governo nazionale  ci  vuole togliere. Per questa ragione voglio che
  il Presidente  della  Regione  sfidi  il Governo nazionale perchè la
  Regione mantenga la  propria  autonomia.  Il disegno di legge che ho
  presentato va  in  questa direzione e, sulla stessa scia, presenterò
  un ordine del giorno in occasione della discussione sulle variazioni
  di bilancio.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
  gruppi parlamentari  che  avrebbe  dovuto  avere luogo alle 19.30 di
  questa sera è rinviata a domani, venerdì  29 novembre 2002, alle ore
  11.00 perché  la Commissione Bilancio  questa  sera  non  ha  ancora
  completato i propri lavori.
       La seduta è  rinviata  a  mercoledì,  4 dicembre 2002, alle ore
  10,30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente LO PORTO


      I - COMUNICAZIONI.

    II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
          D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

     N. 180 - Opportune  iniziative  allo  scopo  di  sostenere il
              settore  agricolo,  zootecnico  e turistico catanese
              danneggiato dalla caduta delle ceneri vulcaniche.

                                      LIOTTA - FORGIONE -
                                      BARBAGALLO - RAITI

     N. 181 - Impiego del  personale  in mobilità della formazione
              professionale.
                                      FLERES - CATANIA G. -
                                      MAURICI - SCOMA - MERCADANTE

     N. 182 - Iniziative per  fronteggiare  l'emergenza  scaturita
              dagli  eventi  tellurici e  dai  fenomeni vulcanici,
              nonché provvedimenti volti a favorire gli interventi
              di protezione civile nei comuni interessati.

                                      FLERES - BARBAGALLO -
                                      CATANIA F. - GAROFALO -
                                      CATANIA G. - SCOMA - MAURICI

     N. 183 - Iniziative  al fine di dotare di un farmacista le
              strutture sanitarie private.

                                        FLERES - CATANIA G. -
                                        MAURICI - SCOMA

     N. 184 - Iniziative  per  respingere i tentativi di riduzione
              dell'autonomia della Regione siciliana.

                                FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
                                SCOMA

     N. 185 - Iniziative  in  merito al decreto legislativo n. 198
              in materia di realizzazione di infrastrutture per le
              reti di telecomunicazioni.

                                            MORINELLO - FERRO -
                                            MICCICHE' - RAITI

     N. 186 - Iniziatvie per il monitoraggio dei prezzi al fine di
              garantirne la trasparenza.

                                           FLERES - CATANIA G. -
                                           MAURICI - SCOMA -
                                           GAROFALO

    III - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI   ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA:  "Cooperazione, commercio, artigianato e pesca".

      IV - ELEZIONE  DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
          GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E
          MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981,
          N.  96.

    VI - ELEZIONE   DI   NOVE   COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VII - ELEZIONE  DI  UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     VIII -  ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER  LA  GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA  CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,    FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE PER
          LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO   REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIII - ELEZIONE  DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          PER LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  CONSIGLIO  DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
          AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO DI
          AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE  DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI  DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE   E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 19.37.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.05)