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Resoconto d'Aula della Seduta n. 104 di mercoledì 04 dicembre 2002
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   Presidenza del presidente LO PORTO


     SPAMPINATO   segretario,  f.f,  dà  lettura  del processo verbale
  della  seduta  precedente  che, non sorgendo osservazioni si intende
  approvato.

        PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  a nome di tutta l'Assemblea
  regionale,  formule  gli  auguri  all'onorevole  Spampinato che oggi
  sposerà presso la Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni.

                                MISSIONE

     PRESIDENTE   Comunico  che,  per  ragioni  del  suo  ufficio,  l'
  onorevole Orlando è in missione dal 30 novembre al 4 dicembre 2002.

             ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  pervenute  le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

           - da parte dell'Assessore per la Sanità

            N.   6  -  Interventi  di  risanamento  sanitario  per  la
          eradicazione della tubercolosi e della brucellosi.
          Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 200 - Urgente avvio di iniziative atte a consentire  la
          fruibilità del parco di Trepunti (CT).
          Firmatario: Fleres Salvatore

            N. 203 - Provvedimenti urgenti per la sistemazione  di  un
          pozzo nero e la bonifica dell'area circostante a Nesima, VII
          Municipalità di Catania.
          Firmatario: Fleres Salvatore

            N. 327 - Rimozione del Direttore generale della AUSL 5  di
          Messina.
          Firmatari: Forgione     Francesco;  Liotta  Santo;  Miccichè
          Calogero

            N.    392  -  Iniziative  in  merito  all'assegnazione  di
          incarichi   di  primariato  presso  l'ospedale  S.  Elia  di
          Caltanissetta.
          Firmatari: Cracolici Antonino

            N. 484 - Ispezione presso l'AUSL 5 di Messina.
          Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

           - "Disposizioni  riguardante  l'Ente  di  sviluppo agricolo
           (ESA), l'istituto regionale della  vite e del vino (IRVV) e
           i consorzi di bonifica" (n. 536)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli onorevoli Giambrone, Mercadante, Leanza
           E., Baldari, Confalone in data 28 novembre 2002

           - "Norme sul  referendum  e  sull'iniziativa  popolare" (n.
           537)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli onorevoli Spampinato, Ortisi, Galletti,
           Manzullo, Papania, Ortisi, in data 29 novembre 2002

           - "Istituzione  dell'ufficio permanente dell'emergenza Etna
           ed interventi urgenti  per  la  stazione turistica di Piano
           Provenzana a Linguaglossa  (CT)  e per i comuni danneggiati
           dai terremoti del 27  e  31 ottobre 2002 e dalla successiva
           colata lavica" (n. 538)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli  Raiti,  Barbagallo, Fleres,
           Ioppolo,  Leanza   Nicola,  Liotta,  Pistorio,  Spampinato,
           Villari,    Catania    Franco,   Moschetto,   Borzacchelli,
           Amendolia, Basile,  Cristaudo,  Ferro,  Garofalo,  Mancuso,
           Miccichè, Morinello, Nicotra,  Orlando,  Rotella in data 29
           novembre
           2002.

           -  "Modifica del  comma  1  dell'articolo  42  della  legge
           regionale 2 agosto 2002, n.  7, riguardante la modalità per
           la concessione dei servizi socio-assistenziali." (n. 539)
           - iniziativa parlamentare
           -  presento   dagli   onorevoli  De  Benedictis,  Speziale,
           Cracolici in data 2 dicembre 2002.

    COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI   DI  LEGGE  ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti disegni di legge sono stati
  inviati,  in  data  28  novembre  2002,  alle competenti Commissioni
  legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           -  "Disposizioni  in   favore  dei  familiari  di  Giovanni
           Bonsignore e Filippo Basile" (n. 533)
           - iniziativa parlamentare

           - "Disciplina  dell'istituto  del  referendum nella Regione
           siciliana" (n. 534)
           - iniziativa parlamentare

           - "Istituzione del registro  dei pareri resi e del registro
           dei pareri richiesti  da  enti  sottoposti  a  vigilanza  e
           controllo della Regione siciliana" (n. 535)
           - iniziativa parlamentare

         COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE   Comunico  che  in  data 29 novembre 2002 l'onorevole
  Sanzeri ha  chiesto  di  apporre la firma al disegno di legge n. 507
  "Norme sul riscontro parlamentare dell'attività dell'amministrazione
  regionale  e  degli  enti  e  delle  aziende  da essa dipendenti e/o
  vigilati  e/o controllati.  Modifiche alla legge regionale 15 maggio
  2000,  n.  10" presentato dagli onorevoli Fleres ed altri in data 24
  ottobre 2002.

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE   Comunico  le  seguenti richieste di parere pervenute
  dal Governo ed assegnate alla competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           - "Camere  di  commercio  isolane.  Designazione componenti
           effettivi in seno al collegio dei revisori" (n.  99)
         - pervenuto in data 28 novembre 2002
         - trasmesso in data 28 novembre 2002

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           - "Accordo di Programma Quadro (APQ) - Energia" (n. 100)
           - pervenuto in data 2 dicembre 2002
           - trasmesso in data 3 dicembre 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  le assenze e le sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni per il periodo 28 novembre - 2 dicembre 2002:

                              BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 28.11.02 (ant.): CROCE-LIOTTA
      "      "  28.11.02 (pom.): CROCE-GENOVESE-LIOTTA
      "      "   2.12.02 (ant.): CROCE-GENOVESE-LEANZA V.-LIOTTA
      "      "   2.12.02 (pom.): CROCE-GENOVESE-LIOTTA

   Sostituzioni
   Riunione del 28.11.02 (ant.): CINTOLA sostituito da SAVARINO
                                 D'ANTONI     "      " LO MONTE
                                 MANCUSO      "      " BORZACCHELLI
                                 ROTELLA      "      " LO CURTO
       "     "  28.11.02 (pom.): CINTOLA      "      " PISTORIO
                                 D'ANTONI     "      " LO MONTE
                                 FLERES       "      " MERCANDANTE
       "     "    2.12.02 (ant.): D'ANTONI    "      " LO MONTE
                                  MANCUSO     "      " PISTORIO
                                  ROTELLA     "      " LO CURTO
       "     "    2.12.02 (pom.): D'ANTONI    "      " LO MONTE
                                  LEANZA V.   "      " SCOMA
                                  MANCUSO     "      " PISTORIO

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione del 28.11.02 (ant.): BORZACCHELLI-CATANIA-GAROFALO-GIAMBRONE
                                 LO CURTO-INCARDONA-GALLETTI
       "     "  28.11.02 (pom.): GAROFALO-LO CURTO-INCARDONA
       "     "  02.12.02: NICOTRA-GAROFALO-GIAMBRONE-INCARDONA

   Sostituzioni
   Riunione del 28.11.02 (ant.): NICOTRA sostituito da SEGRETO
       "     "  28.11.02 (pom.): NICOTRA     "       " SEGRETO
                                 GIAMBRONE   "       " MOSCHETTO

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 28.11.02: CRISTAUDO-ZANGARA

   Sostituzioni
   Riunione del 28.11.02: DINA      sostituito da BORZACCHELLI
                          MORINELLO      "      " RAITI

              COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE  Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso
  copia delle seguenti deliberazioni:

           - n.  370 del  15  novembre  2002  "POR Sicilia 2000/2006 -
           Modifica delle misure  1.02, 1.04a, 1.05 del Complemento di
           programmazione - Procedura scritta n. 10/02";

           - n. 373  del  15  novembre 2002 "Ripartizione territoriale
           dei fondi stanziati per  le  spese  in conto capitale dello
           stato di previsione  della spesa del bilancio della Regione
           siciliana  per   l'anno   finanziario  2002  -  Assessorato
           regionale dei beni  culturali,  ambientali e della pubblica
           istruzione - Dipartimento Regione pubblica istruzione".

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE    Comunico    che    sono    state    presentate   le
  seguenti interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale:

            N. 928 - Notizie circa la richiesta di parere
          dell'Assessorato   enti  locali  all'Ufficio  legislativo  e
          legale della  Regione,  in  ordine  alla  legittimità  della
          previsione   in  alcuni  Statuti  comunali  dell'Ufficio  di
          presidenza.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Ferro Giovanni

            N.    929  -  Iniziative  per  porre  rimedio  alla  grave
          esposizione debitoria  delle strutture  sanitarie  pubbliche
          della Sicilia.
            - Assessore Sanità
          Firmatario: De Benedictis Roberto

           - con richiesta di risposta scritta:

            N. 930 - Provvedimenti  circa  la  nomina  del  Segretario
          generale della Camera di commercio di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
            Firmatari:
          Villari Giovanni; Raiti Salvatore;  Liotta  Santo;  Speziale
          Calogero; Barbagallo Giovanni

                        ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE   Comunico  che   è   stata   presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 74 - Interventi  per  garantire,  in  tempi  brevi,  la
          fruibilità dell'autostrada Messina-Palermo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            Firmatari:
          Panarello Filippo;  Speziale  Calogero;  Capodicasa  Angelo;
          Cracolici  Antonino;  Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis
          Roberto;      Giannopolo  Domenico;  Oddo  Camillo;  Villari
          Giovanni; Zago Salvatore.

    TRASFORMAZIONE  DI  INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA ORALE
    IN INTERROGAZIONE CON RICHISTA DI RISPOSTA SCRITTA

     PRESIDENTE    Comunico  che,  con  nota  del  26  novembre  2002,
  trasmessa al Servizio di Segreteria il 28 novembre successivo, l'on.
  Villari  ha  chiesto che l'interrogazione a sua firma, con richiesta
  di  risposta  orale, n.  558 "Notizie sulla concessione del servizio
  di acquedotto presso il comune di Mascalucia (CT)" venga trasformata
  in  interrogazione  con  richiesta di risposta scritta con carattere
  d'urgenza.

       L'Assemblea ne prende atto.

    COMUNICAZIONE  DI  RICHIESTA  DI  APPOSIZIONE  DI  FIRMA  AD  ATTI
    ISPETTIVI

     PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Segreto  ha  chiesto  di
  volere  apporre  la  propria  firma  all'interpellanze  n.  1 e alle
  interrogazioni nn.  221. 320, 693 e 733.


   Presidenza del presidente LO PORTO


           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE   Si  passa   al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per  gli  effetti degli articoli 83, lettera D),
  e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

           - N. 180 "Opportune  iniziative  allo scopo di sostenere il
           settore   agricolo,   zootecnico   e   turistico   catanese
           danneggiato dalla  caduta  delle  ceneri vulcaniche", degli
           onorevoli Liotta, Forgione, Barbagallo e Raiti.

           -  N.   181   "Impiego  del  personale  in  mobilità  della
           formazione professionale",  degli onorevoli Fleres, Catania
           G, Scoma e Mercadante.

           - N. 182 "Iniziative per fronteggiare l'emergenza scaturita
           dagli eventi tellurici  e  dai  fenomeni  vulcanici, nonché
           provvedimenti volti a favorire gli interventi di protezione
           civile nei  comuni  interessati",  degli  onorevoli Fleres;
           Barbagallo;  Catania  Franco;  Garofalo;  Catania Giuseppe;
           Scoma;  Maurici;

           - N.  183 "Iniziative al fine di dotare di un farmacista le
           strutture  sanitarie   private",  degli  onorevoli  Fleres;
           Catania Giuseppe;  Maurici; Scoma;

           -  N.  184   "Iniziative  per  respingere  i  tentativi  di
           riduzione dell'autonomia  della  Regione  siciliana", degli
           onorevoli Fleres; Catania Giuseppe; Maurici; Scoma;

           - N. 185 "Iniziative in merito al decreto legislativo n.198
           del 2002 in  materia di realizzazione di infrastrutture per
           le reti  di  telecomunicazioni"  degli onorevoli Morinello;
           Ferro; Miccichè; Raiti;

           - N. 186 "Iniziative per il monitoraggio dei prezzi al fine
           di garantirne  la  trasparenza",  degli  onorevoli  Fleres;
           Catania; Maurici; Scoma; Garofalo.

       Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il decreto del Ministero dell'economia e finanze, in
              relazione    ai   recenti   avvenimenti   calamitosi
              verificatisi con l'eruzione dell'Etna, ha sospeso il
              pagamento dei tributi sino al 31 marzo 2003 per quei
              comuni  i cui territori sono stati interessati dalle
              colate  laviche  (Belpasso,  Castiglione di Sicilia,
              Linguaglossa,  Nicolosi e  Ragalna)  o  dallo sciame
              sismico   (Acireale,   Milo,  Piedimonte  Etneo,  S.
              Venerina,   Zafferana   Etnea),   senza  considerare
              l'evento delle ceneri vulcaniche e dei lapilli;

            - la  caduta  di ceneri vulcaniche ha interessato gran
              parte   della  Sicilia  orientale  e  soprattutto  i
              territori di quasi tutti  i comuni pedemontani della
              Provincia  di  Catania,   causando   ingenti   danni
              all'economia  agricola, zootecnica  e  turistica  di
              tutta l'area;

            - il decreto dell'Assessore per gli enti locali del 25
              ottobre 2002 dispone, all'articolo 2, l'assegnazione
              di 150 mila euro a  ciascun comune il cui territorio
              sia  stato  interessato  dalla caduta  di  ceneri  e
              lapilli;

            - detta   somma   può   rappresentare  al  massimo  un
              contributo  per la pulizia delle strade dalla cenere
              e  non  risulta  proporzionato  alla  gravità  degli
              eventi  e  all'incidenza  economica degli stessi nei
              singoli   territori,   soprattutto  in  ordine  agli
              ingenti    danni    subiti    da    alcune   colture
              ortofrutticole pedemontane e della piana di Catania,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad attivare misure di aiuto economico a sostegno dei
              settori  agricolo, zootecnico e turistico nei comuni
              interessati dalla caduta di ceneri e lapilli. (180)

                                      LIOTTA - FORGIONE -
                                      BARBAGALLO - RAITI

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la legge regionale  n.  24  del  1976 ha previsto il
              finanziamento     degli     enti    di    formazione
              professionale;

            - la predetta legge  consente  agli  enti in parola di
              provvedere  all'assunzione  del personale occorrente
              per l'assolvimento dei propri compiti;

            - qualora gli  enti,  per  insufficienza o per mancato
              finanziamento, non  possano più garantire il proprio
              personale, lo  stesso  viene  posto  in  mobilità  e
              gestito   dagli   Uffici   provinciali   del  lavoro
              competenti per territorio;

            - sarebbe opportuno, per garantire l'occupazione e per
              non appesantire  ulteriormente le liste di mobilità,
              utilizzare tale  personale  per compiti specifici in
              settori  carenti,  come  ad esempio a supporto degli
              educatori   presso   le   Case  circondariali  della
              Sicilia,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad adottare  i  provvedimenti  necessari affinché il
              personale, in  atto  in  mobilità, della  formazione
              professionale, possa  prestare  la  propria  opera a
              supporto dell'operato degli educatori presso le Case
              circondariali della Sicilia;

            - a verificare  comunque  eventuali  altre ipotesi per
              consentire   l'attuazione   di  quanto  in  premessa
              indicato. (181)

                                      FLERES - CATANIA G. -
                                      MAURICI - SCOMA - MERCADANTE

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - negli ultimi giorni di  ottobre  la zona pedemontana
              della provincia di Catania  (in particolare i comuni
              di Acireale e S.  Venerina)   è  stata ripetutamente
              colpita  da  eventi sismici  che  hanno  causato  il
              crollo di alcune abitazioni  private e l'inagibilità
              di  decine  di  edifici   pubblici  e  privati,  con
              conseguente  evacuazione  di quasi  un  migliaio  di
              persone;

            - l'eruzione dell'Etna si protrae da  oltre  un mese e
              ha  già  comportato la  distruzione  degli  impianti
              sciistici  ubicati nel versante  di  Linguaglossa  e
              dell'unica  strada  che  collegava   il   comune  di
              Linguaglossa con Piano Provenzana,  nonché  di  gran
              parte della Pineta di Linguaglossa;

            - anche  altri  comuni della  fascia  pedemontana  (in
              particolare  Nicolosi,  Belpasso,  Zafferana  e  gli
              altri  comuni dell'Etna) hanno  subito  gravi  danni
              provocati sia dalle ripetute  scosse  telluriche sia
              dalla caduta della cenere vulcanica;

            - l'evento vulcanico è ancora in  corso sulla città di
              Catania  e su numerosi  comuni  dell'hinterland  sui
              quali continuano a riversarsi enormi quantitativi di
              cenere   vulcanica,  che    hanno   determinato   il
              funzionamento  ridotto dell'aeroporto 'Fontanarossa'
              di  Catania  e  provocato   consistenti  danni  agli
              edifici pubblici e privati  e  pesanti  disagi  alla
              cittadinanza;

            - la tromba d'aria abbattutasi  su alcuni comuni della
              provincia di Catania (in  particolare  su Nicolosi e
              Misterbianco)   ha    provocato   ulteriori   danni,
              aggravando di fatto la  situazione degli stessi, già
              duramente provati dal terremoto  e  dai quantitativi
              di cenere caduti;

     CONSIDERATO che il difficile momento in cui versa la città di
              Catania e la sua provincia  è  confermato  dai  dati
              diffusi dalle organizzazioni di categoria, dai quali
              emerge  un  quadro   allarmante   della   situazione
              economica venutasi a verificare  (basti  pensare  al
              crollo delle vendite dei beni  di  largo  consumo ed
              alla contrazione delle richieste  di  prestazioni di
              servizi, pari al 35 per cento),

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad individuare le soluzioni  più idonee e tempestive
              per fronteggiare lo stato  di  emergenza  venutosi a
              creare a seguito degli eventi calamitosi naturali;

            - ad adottare i provvedimenti che saranno ritenuti più
              idonei   per  garantire   la   realizzazione   degli
              interventi di verifica statica  e  di consolidamento
              strutturale degli edifici pubblici e privati;

            - a stabilire un piano  di pronto intervento sanitario
              atto a fronteggiare l'attuale  emergenza, garantendo
              così la qualità e  tempestività  del servizio, anche
              in caso di reiterazioni di calamità naturali;

            - a proporre al Governo  nazionale,  anche  in  deroga
              alle  attuali  normative  vigenti,  l'aumento  della
              dotazione organica e dei mezzi dei Vigili del Fuoco;

            - a disporre l'incremento della dotazione organica del
              personale destinato agli  interventi  di  protezione
              civile, sia attraverso la  stabilizzazione di quello
              in servizio sia con l'assunzione di nuovo personale,
              per l'impiego anche nella  Sicilia  occidentale, ove
              si  sono  registrati  fenomeni tellurici (come nella
              città  di  Palermo)  che  hanno  provocato  notevoli
              danni;

            - ad intervenire presso il  Governo  nazionale  ed  il
              Ministero della Difesa  affinché  venga  autorizzato
              l'impiego   dell'Esercito  e  di  mezzi  militari  a
              supporto delle Amministrazioni comunali interessate,
              per  l'espletamento  di tutte quelle attività che si
              rendono  necessarie per il ripristino delle migliori
              condizioni   di   vivibilità   e   sicurezza   della
              collettività. (182)

                                      FLERES - BARBAGALLO -
                                      CATANIA F. - GAROFALO -
                                      CATANIA G. - SCOMA - MAURICI

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - l'art. 38 della Costituzione (vedi  anche  l'art.  1
              della legge 833 del 1978) sancisce la  tutela  della
              salute come fondamentale diritto  dell'individuo  ed
              interesse della collettività, da garantire  mediante
              il Servizio sanitario nazionale;

            - l'assistenza ospedaliera è  esercitata  tramite  gli
              ospedali e gli altri istituti convenzionati presenti
              sul  territorio,  assicurando  livelli  uniformi  di
              prestazioni  sanitarie  ed  un  elevato  livello  di
              qualità;

            - l'esistenza  di  due  diverse  forme  di  assistenza
              ospedaliera,  cioè  una  pubblica  con  servizio  di
              farmacia  interna ed una privata senza quest'ultimo,
              non è ammissibile;

            - la presenza della  farmacia interna è finalizzata ad
              una migliore tutela della salute degli assistiti;

            - tale  assenza  è   peraltro  in  contrasto  con  gli
              obiettivi del Piano  sanitario  regionale  che,  nel
              prevedere    il   rilascio   degli   accreditamenti,
              espressamente stabilisce  che  le  strutture  devono
              possedere  un  elevato   livello   di   qualità  del
              servizio/struttura,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   e per esso
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              a  promuovere  un  tavolo  di  concertazione  tra  i
              rappresentanti delle  strutture sanitarie private, i
              rappresentanti  dei farmacisti,  titolari  e  non, e
              l'Assessorato al fine  di  rendere  obbligatoria  la
              presenza di almeno  un  farmacista  nelle  strutture
              sanitarie private, in  attuazione al Piano sanitario
              regionale,  con  un   minimo   di   posti  letto  da
              concordare in sede di concertazione.  (183)

                                        FLERES - CATANIA G. -
                                        MAURICI - SCOMA

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - profonde modificazioni sono intervenute e altre sono
              attese  o  previste nell'ambito dei rapporti Stato -
              Regioni,  concernenti  l'assetto  del  sistema delle
              autonomie  territoriali  o  le riforme di importanti
              settori della pubblica Amministrazione;

            -   in   particolare   ricordiamo   le   modalità   di
              applicazione della riforma del del  titolo  V  della
              Costituzione, i disegni di legge recanti  delega  al
              Governo per la riforma del sistema fiscale statale o
              i nuovi ordinamenti posti in essere  come  il  Piano
              sanitario nazionale;

            - qualsiasi  iniziativa  o  comportamento lesivo delle
              Autonomie  speciali non può essere accolto da questo
              Parlamento che rivendica anzi le proprie prerogative
              autonome,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad opporsi con fermezza ad ogni tentativo tendente a
              ridurre  l'autonomia  della  Regione  garantita  dal
              nostro Statuto;

            - a  riferire,  presso  la  Commissione competente, in
              ordine alla posizione assunta dalla Regione;

                              INVITA IL PRESIDENTE
                       DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              ad  approfondire  la  tematica  presso la competente
              Commissione ed ad assumere le necessarie iniziative.
              (184)

                                FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
                                SCOMA

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il 14 settembre 2002 è entrato in vigore il  decreto
              legislativo  n.   198   del   4  settembre,  recante
              'Disposizioni  volte  ad accelerare la realizzazione
              delle     infrastrutture     per    le    reti    di
              telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione
              e  lo  sviluppo del Paese', a norma dell'articolo 1,
              comma 2, della  legge n. 443 del 2001, comprendenti,
              tra l'altro,  le  disposizioni  per  l'installazione
              delle antenne per la telefonia cellulare;

            - secondo  la  legge  n.  443 del 2001 le categorie di
              infrastrutture   di  telecomunicazioni,  considerate
              strategiche, sono 'opere  di  interesse  nazionale',
              realizzabili   esclusivamente   sulla   base   delle
              procedure definite dal  suddetto  decreto,  anche in
              deroga  alle disposizioni  di  cui  all'articolo  8,
              comma 1, lett. c) della legge n. 36 del 2001;

            - tale disposizione sottrae, di  fatto,  ai  Comuni la
              possibilità  di  pianificare   l'uso   del   proprio
              territorio e di  regolamentare  le installazioni per
              assicurare il corretto  insediamento  urbanistico  e
              territoriale  degli  impianti, così  da  minimizzare
              l'esposizione    delle    popolazioni    ai    campi
              elettromagnetici;

            - all'articolo  3  il   decreto   legislativo  n.  198
              dispone, inoltre, che  le  antenne  per  radiomobili
              sono   compatibili    con   qualsiasi   destinazione
              urbanistica e sono realizzabili  in  ogni  parte del
              territorio comunale, anche  in deroga agli strumenti
              urbanistici e ad ogni altra  disposizione di legge o
              regolamento, ivi comprese  le Valutazioni di impatto
              ambientale (VIA);

            - l'articolo  5  stabilisce  che  per  l'installazione
              delle antenne UMTS o altre,  con  potenza di antenna
              inferiore  ai  20  W,   è  sufficiente  la  semplice
              denuncia di inizio  attività,  senza  quindi nessuna
              verifica preventiva;

            - l'articolo 11 del decreto  legislativo  n.  198 alla
              rubrica 'Limitazioni legali  alla proprietà privata'
              modifica l'articolo 232 del DPR  n.  156  del  1973,
              concedendo     di      fatto      la     possibilità
              dell'espropriazione  per  pubblica  utilità  per  il
              passaggio dei cavi per l'installazione delle antenne
              della telefonia  cellulare,  con  gravi  limitazioni
              alla proprietà privata;

            - è,     inoltre,    consentito    all'operatore    di
              telecomunicazioni incaricato  del  servizio di poter
              agire direttamente  in  giudizio  per  fare  cessare
              eventuali     impedimenti     al     passaggio    ed
              all'installazione delle infrastrutture;

            - questa disposizione delegittima le manifestazioni di
              dissenso   dei    cittadini   all'installazione   di
              un'antenna elettro-inquinante;

            - il suddetto decreto  introduce  il  silenzio-assenso
              per facilitare l'installazione degli impianti;

              ritenuto che il  suddetto  decreto costituisce grave
              lesione dei diritti  fondamentali  della  persona  e
              dell'autonomia  degli   enti  territoriali,  privati
              della prerogativa di cui  all'articolo  8,  comma  1
              lett. c) e comma 6 della legge n. 36 del 22 febbraio
              2001,   della   possibilità    di    pianificare   e
              regolamentare  l'uso  del   proprio   territorio  in
              relazione  agli  impianti   fonte   di  inquinamento
              elettromagnetico;

              preso atto del fatto che  il  decreto legislativo ha
              assunto a tutti gli effetti vigore  di  legge  il 14
              novembre 2002,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad intervenire tempestivamente  presso  il Ministero
              delle  comunicazioni affinché  venga  modificato  il
              decreto legislativo n.  198  del 2002, privilegiando
              la  tutela  alla  salute dei  cittadini  e  non  gli
              interessi delle grandi compagnie telefoniche;

            - a ricorrere alla Corte costituzionale, impugnando il
              decreto  legislativo  n. 198  per  la  pronuncia  di
              incostituzionalità per  violazione dell'articolo 117
              della Costituzione. (185)

                                            MORINELLO - FERRO -
                                            MICCICHE' - RAITI

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - l'introduzione dell'euro ha innescato,  fra l'altro,
              un  incremento  dei  costi  al  consumo in  tutti  i
              comparti ed in particolar modo in quello alimentare;

            - in  Sicilia  l'incremento  dei costi al  consumo  ha
              provocato  disagi  e  proteste, determinando la dura
              presa   di   posizione   delle    associazioni   dei
              consumatori e dei cittadini-utenti;

            - è  necessario  reclamare provvedimenti  urgenti  per
              evitare il peggioramento di una situazione  che  può
              avere risvolti sull'ordine pubblico;

            - la  Regione  siciliana ha il compito  di  promuovere
              azioni  rivolte  a salvaguardare gli  interessi  dei
              consumatori e delle imprese produttive  mediante  un
              corretto equilibrio dei prezzi;

            - la   Regione   siciliana  potrebbe   costituire   un
              Osservatorio  regionale permanente  con  compiti  di
              vigilanza e monitoraggio sui prezzi e  sul  rispetto
              dei vincoli di legge tra commercianti e consumatori,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  costituire  presso   l'Assessorato   regionale
              cooperazione,   commercio,   artigianato   e   pesca
              l'Osservatorio      regionale      interassessoriale
              permanente  sui  prezzi,  al fine di  garantirne  la
              massima  trasparenza,  avviando  anche  campagne  di
              sensibilizzazione  e di conoscenza per  il  rispetto
              della  normativa vigente in difesa dei  cittadini  e
              dei consumatori;

              - ad emanare precise disposizioni affinché le Camere
              di  commercio, per ogni provincia,  istituiscano  un
              Osservatorio provinciale permanente sui prezzi, come
              avvenuto a Catania. (186)

                                           FLERES - CATANIA G. -
                                           MAURICI - SCOMA -
                                           GAROFALO

       Dispongo  che   le   mozioni  predette  vengano demandate  alla
  Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perché  se  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente LO PORTO


    SVOLGIMENTO  DI INTERROGAZIONI  E  DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
    "COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA

     PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della rubrica
  "Cooperazione, commercio, artigianato e pesca".
       Si   procede   allo  svolgimento  dell'interpellanza  numero  1
  "Iniziative per  far fronte allo stato di agitazione della marineria
  di Sciacca (AG)", dell'onorevole Capodicasa.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
           cooperazione,  il  commercio, l'artigianato e la pesca,
           premesso   che   da  diverse  settimane  le  competenti
           autorità  hanno intensificato i controlli nei confronti
           della marineria di  Sciacca  e  hanno  elevato  diverse
           centinaia   di   contravvenzioni   relativamente   alla
           lunghezza del 'pesce spada';

             osservato che le modalità di  tale  intervento  hanno
           costretto  gli  operatori del  settore  abilitati  alla
           pesca del pesce spada col sistema  del  'palangaro',  a
           sospendere  le  loro  attività   con   le   inevitabili
           ripercussioni economiche;

             visto che l'esercizio di tale  attività  non consente
           di selezionare a priori le misure del  pescato e che la
           taglia  del  pesce  spada nelle  zone  interessate  non
           supera i 5 Kg e spesso non raggiunge  i 140 cm previsti
           dalle norme comunitarie come taglia minima;

             considerato che in altre zone d'Italia  si applica un
           principio  di buon senso e non  una  rigida  e  fiscale
           applicazione delle norme, salvaguardando  le ragioni di
           tutela ma senza creare eccessivi contraccolpi nel campo
           del lavoro e della occupazione;

             preso atto dello stato di  agitazione della marineria
           di Sciacca conseguente a tale stato di cose;

             per sapere quali iniziative intenda  mettere  in atto
           per  riportare  un  clima  di operosa  serenità  in  un
           comparto rilevante della marineria isolana." (1)

                                                   CAPODICASA

       Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore,  onorevole  Cimino,  per
  rispondere all'interpellanza.

     CIMINO     assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
  riferimento  all'interpellanza dell'onorevole Capodicasa, si precisa
  che le  problematiche  evidenziate  sono  state  già  affrontate dal
  competente   Dipartimento   della   pesca.
       Premesso che le norme comunitarie che regolano la cattura delle
  taglie minime  consentite  non  sono derogabili e che con il decreto
  numero 150 del 2 febbraio 2001 si regolamentava l'uso del palangaro,
  consentito esclusivamente  con ami dal numero 0 al numero 2, proprio
  al fine  di  limitare  la  cattura  di  specie  giovanili dei grandi
  Pelagici, tale  provvedimento  è  stato  adottato nel rispetto delle
  finalità generali  dell'articolo 142 della legge regionale 32/2000 e
  sulla    scorta   delle   indicazioni   fornite   dalla   componente
  tecnico-scientifica del Consiglio regionale della pesca.
       Le  iniziative dell'onorevole Capodicasa, sebbene condivise nel
  merito,  trovano  una  difficoltà  nella  normativa comunitaria, che
  impone dei limiti in questo senso.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Capodicasa per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     CAPODICASA      Signor     Presidente,     onorevoli    colleghi,
  l'interpellanza   da  me  presentata  non  aveva,  ovviamente,  come
  obiettivo un  intervento  da  parte  della Regione per modificare la
  norma in  materia, perché sappiamo essere una normativa che discende
  da Regolamenti comunitari, non derogabile, e la stessa interpellanza
  lo evidenzia.
       Ciò che  si  chiedeva, con l'atto ispettivo, era un intervento,
  da parte  dell'Assessorato,  che  con  il  suggerimento da dare agli
  organi competenti territorialmente, potesse rasserenare il clima che
  si era  determinato  nell'ambito della marineria di Sciacca.  Perché
  la normativa ha un obiettivo da noi tutti condiviso, che è quello di
  impedire che  l'attività  di pesca finisca, se non ben disciplinata,
  per comportare  un  ulteriore  aggravio  dello  sforzo  di  pesca e,
  soprattutto nel settore dei grandi pelagici, finisca per interessare
  le  specie  più  giovani, quindi impedendo la riproduzione.  Ma, nel
  caso  in specie, la difficoltà sta nel fatto che, una volta attivata
  la  pesca,  non  è  facile  distinguere  tra  la cattura di un pesce
  giovane   da   un  pesce  di  altre  dimensioni  o,  meglio,  quando
  l'operazione è fatta è già praticamente compiuto il danno.
       E allora,  ciò  che  si  chiedeva  era  un  intervento  volto a
  sollecitare  un   atteggiamento   di   buon  senso  da  parte  della
  Capitaneria, evitare  un  esercizio  fiscale delle competenze che le
  sono attribuite,  che  avrebbe  potuto avere, come per un periodo ha
  avuto, quasi  un significato ritorsivo nei riguardi della marineria,
  con conseguenti  ripercussioni  sul  risultato  di  pesca  e  quindi
  sull'occupazione.
       Il fatto  che,  come  dice  l'Assessore,  non  sia possibile un
  intervento che  modifichi  le  norme, a  noi era abbastanza noto, ma
  ovviamente  l'intervento  aveva  un altro significato.  Dal momento,
  però,  che   ormai  è  passato  tanto  tempo,  la  situazione  si  è
  rasserenata per  via  di una regolazione interna, territoriale che è
  già  intervenuta;  prendiamo   quindi   atto   della   dichiarazione
  dell'Assessore.

    PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero 215 "Iniziative
  nei  confronti  del  precedente  Commissario straordinario dell'Ente
  autonomo Fiera  del  Mediterraneo,  Avv.  Marino  Julo Cosentino", a
  firma dell'onorevole Acierno.  Ne do lettura:

            "Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore per la
          cooperazione, il  commercio,  l'artigianato  e la pesca,
          premesso che:

             - l'Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo ha acquisito
          personalità  giuridica   a   seguito  dell'adozione  del
          Decreto del Presidente della  Repubblica  del  22  marzo
          1954 n. 618, che contiene  il  suo  statuto  ancora oggi
          vigente;

             - la competenza  sulla  materia  fieristica  è  stata
          trasferita  dallo   Stato  alla  Regione  siciliana  per
          effetto dell'art. 38  dalla  legge  regionale  n. 34 del
          1991;

             - in base a  detta  norma  è stato emanato il Decreto
          presidenziale  n.   44   del  3.9.1997,  concernente  la
          'Disciplina delle manifestazioni fieristiche in Sicilia'
          che reca - in  allegato  -  lo  Statuto  tipo degli Enti
          Fieristici aventi sede nel territorio della Regione;

             -  sulla  scorta del citato schema tipo, l'Ente Fiera
          ha  adottato  il  nuovo statuto (deliberazione n. 16 del
          31.5.1998);

             - tale statuto è stato dapprima approvato con decreto
          del Presidente della Regione n. 355 del 10.11.1998 e poi
          inviato  alla  Corte dei Conti, che lo ha restituito non
          approvato  per  alcune  difformità rispetto allo statuto
          tipo (nota n. 69 del 23.12.1998);

             -  con  nota  del  26.10.1999 l'Assessorato regionale
          alla  Cooperazione  ha  invitato  l'Ente, in ossequio ai
          rilievi  della Corte dei Conti, ad adottare le modifiche
          necessarie;

             considerato che:

             -  contrariamente  all'indirizzo  assunto e di cui in
          premessa,  con  decreto  del  Presidente  della  Regione
          siciliana  n.  478-gr.  VII/SG in base alla nota inviata
          dall'Assessore  regionale  alla  Cooperazione n. 721 del
          27.4.1999,  è  stato  nominato Commissario straordinario
          dell'Ente  l'avv.  Cosentino, nel  presupposto che:  'lo
          Statuto tipo  approvato  con  DPR  n.  44  del 1997, non
          appariva in grado di assicurare un modello organizzativo
          dell'Ente   improntato   a  criteri  di  economicità  ed
          efficienza, che la stessa Corte dei Conti aveva ritenuto
          requisito imprescindibile di carattere generale di tutti
          gli enti  sottoposti  al controllo della regione'; e che
          con la  stessa  nota sopra citata (n. 271 del 27.4.1999)
          l'Assessorato alla Cooperazione ha dato notizia di avere
          avviato la  procedura per l'adozione di un nuovo statuto
          tipo;

             -  il  successivo   decreto   n.   508/gr.VII/SG  del
          3.8.1999, con cui è stato prorogato il mandato dell'avv.
          Cosentino  quale  Commissario  straordinario, si fondava
          sul medesimo presupposto,  'tenuto  conto  del complesso
          procedimento burocratico  previsto  per  l'adozione  del
          nuovo statuto tipo degli enti fieristici';

             -  parimenti  gli  altri  decreti  di  proroga  nella
          gestione  commissariale   riportano   sempre  le  stesse
          motivazioni 'tenuto  conto  del  complesso  procedimento
          burocratico previsto per  l'adozione  del  nuovo statuto
          tipo degli enti fieristici';

             -il precedente commissario dell'Ente, avv.  Cosentino
          , con delibera n. 457 del 9.6.2001, ha, inopinatamente e
          contro ogni direttiva  contenuta  nei  provvedimenti  di
          nomina, reiterato l'intento di riesumare  le  vecchie  e
          superate modificazioni suggerite sullo statuto dell'Ente
          (ex DPR n. 44 del 1997), ritenuto dagli stessi organi di
          governo inadeguato alle più moderne esigenze fieristiche
          (cfr. tutti i decreti innanzi invocati), e ciò  al  solo
          fine  di  dare  una  copertura   di   legittimità   alla
          partecipazione in enti o società;

             - tale tentativo è stato  comunque  posto in non cale
          dal Commissario di nuova  nomina,  dott.  Greco,  che ha
          ritirato il nuovo testo dell'adottando statuto (nota del
          17.9.2001 prot. n. 4412), con ciò ripristinando lo stato
          di fatto e di diritto, ed ha conseguentemente inibito, a
          mente del vigente statuto,  all'Ente  la  possibilità di
          costituire o partecipare a società di diritto privato;

             considerato che:

             - il vigente statuto  dell'Ente,  quindi, non prevede
          che l'Ente stesso possa  costituire  società  di diritto
          privato o parteciparvi;

             -  sulla  base  di  questo  principio   l'Assessorato
          regionale alla Cooperazione, con nota prot. n.  385  del
          22.2.1999, ha dichiarato che non trovano  legittimazione
          le deliberazioni con  cui  si  era  proceduto  da  parte
          dell'Ente Fiera  alla  costituzione  del  CIEM  (società
          consortile), subordinando, quindi, la  loro  legittimità
          all'approvazione del nuovo statuto da parte della  Corte
          dei Conti;

             -  conseguentemente   lo   stesso   Assessorato  alla
          Cooperazione, con nota prot.  n.  743  del  2.4.1999  ha
          informato l'Ente, con  riferimento  alle  variazioni  di
          bilancio di previsione 1998 da quest'ultimo predisposte,
          che: 'la variazione in  aumento della voce oneri diversi
          di gestione dovuto al pagamento di una quota associativa
          da versare al CERISDI e  la  variazione in aumento di L.
          100.000.000 (centomilioni) di cui  alla  voce aumenti di
          immobilizzi finanziari del preventivo finanziario dovuto
          alla partecipazione dell'Ente Fiera  al  CIEM,  sono  da
          ritenersi  illegittime   poichè  l'attuale  Statuto  non
          prevede la possibilità di  aderire  ad  alcuna società o
          Ente pubblico o privato di qualsiasi tipo e natura';

             -   tale  posizione  è   stata   ribadita   in   modo
          inequivocabile da parte  dello  stesso Assessorato anche
          in  occasione  di diverse  e  recenti  note  indirizzate
          all'Ente  ove  si  legge  testualmente:  ...si  richiama
          l'attenzione di codesto Collegio dei revisori al fine di
          valutare  la   natura  dei  rapporti  con  la  CIEM,  la
          partecipazione   alla   quale   di   codesta  Fiera  del
          Mediterraneo,    non    trova    nel   vigente   statuto
          legittimazione  (maggio 2001 prot. 1456);  ed ancora 'ai
          sensi  del vigente statuto l'Ente non può legittimamente
          partecipare  alla costituzione di alcuna società' (prot.
          n.  1194 del 9.5.2001);

             ritenuto che:

             - l'Ente continua in  modo  del tutto illegittimo, in
          violazione delle più elementari  norme  a garanzia della
          buona  gestione  ed   amministrazione,  a  mantenere  la
          propria  partecipazione in seno  al  CIEM  ed  in  altre
          società di diritto privato;

             -  in  forza  di   dette  partecipazioni  sono  state
          destinate, e continuano  ad  essere  impiegate,  risorse
          economiche e di personale,  su  attività  che  per norma
          statutaria non sono consentite all'Ente;

             - pertanto chi fino a ieri ha amministrato può godere
          in  aggiunta  al normale compenso quale organo dell'Ente
          Fiera, di una serie di emolumenti aggiuntivi per cariche
          autodeterminate  frutto di una strutturazione societaria
          assimilabile latu  sensu a quella di una holding, su cui
          beninteso nulla vi è da obiettare poichè risponde ai più
          moderni  ed  efficaci modelli organizzativi riconosciuti
          su tutto  il  territorio nazionale, se non esistesse una
          specifica norma statutaria che ne fa espresso divieto;

             per sapere quali provvedimenti intendano adottare nei
          confronti del precedente  Commissario,  avv. Marino Julo
          Cosentino,  per  avere   determinato  e  perpetrato  una
          situazione di totale illegittimità  e  per avere abusato
          dei propri poteri  utilizzando le provvidenze economiche
          dell'Ente  Fiera  in   palese   violazione  delle  norme
          statutarie  e  per  aver    goduto   di   una  serie  di
          provvidenza non dovute." (215)

                                                    ACIERNO

       Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore,  onorevole  Cimino,  per
  rispondere all'interrogazione.

     CIMINO     assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  con  riferimento  all'interrogazione numero 215, si rappresenta che,
  con  delibera   numero  16  del  2001,  l'Ente  Autonomo  Fiera  del
  Mediterraneo   ha   adeguato  il  proprio  statuto tipo  come  parte
  integrante  del  Regolamento  emanato  con decreto presidenziale del
  1997.
       Tale schema  di statuto veniva approvato ai sensi dell'articolo
  14,  comma  2,  del  precitato  decreto  presidenziale;  con  talune
  modifiche; tale  decreto  veniva  poi  riadottato  nel 1998.
       Su tale decreto la Corte dei Conti, con rilievo del 23 dicembre
  1998,  ha   formulato   osservazioni   di   non  conformità  con  lo
  statuto tipo  del  decreto  presidenziale  numero  44/97  di  talune
  previsioni   presenti   nello   statuto  adottato  dall'Ente  e  più
  precisamente ha formulato questo tipo di osservazioni: uno, riguardo
  alla possibilità  di  consentire  la  corresponsione  da parte delle
  associazioni di  categoria  di  contribuire in modo diverso rispetto
  agli altri  soci; l'altro tema riguarda la possibilità per la Giunta
  esecutiva di conferire deleghe per materie ed importi predeterminati
  al presidente dell'Ente stesso.
       Ciò malgrado,  ritenendo  il  rilievo  della  Corte  del  tutto
  corretto,  si  intravedeva  nelle modifiche delle previsioni gravate
  dal rilievo il modo più celere per addivenire all'approvazione dello
  statuto,  indispensabile  per  la  vita  della struttura fieristica.
       Manifestandosi di ritenere, però, che lo statuto tipo approvato
  con  decreto  presidenziale  numero 44/97  non  fosse  in  grado  di
  assicurare   un  modello   organizzativo   degli   enti   fieristici
  corrispondente  ai  criteri di  economicità  ed  efficienza,  veniva
  comunicato nel 1999 alla Segreteria di  Giunta  di  avere avviato la
  procedura per l'adozione di un nuovo  statuto  tipo  e  frattanto si
  rappresentava   l'opportunità    della    nomina   del   commissario
  straordinario;  nomina che fu  effettuata  con l'avvocato Cosentino,
  il  quale è rimasto alla guida  dell'Ente  dal  1999  al  2001,  con
  successivi provvedimenti di proroga.
       Alla scadenza  del mandato, veniva conferito un mandato, sempre
  all'avvocato Cosentino,  fra  cui  vi  era  anche l'attribuzione del
  compito di modificare il testo dello statuto dell'Ente in conformità
  alle prescrizioni  ed  alle osservazioni che erano state poste dalla
  Corte dei Conti.
       In esecuzione  al  mandato  conferito,  e  quindi  non  in modo
  inopinato, con  delibera  commissariale  del  2001,  numero  457, si
  procedeva alla  modifica  del testo dello statuto in conformità alle
  prescrizioni ed  alle  osservazioni  della  Corte  stessa.
       Orbene, all'atto della nuova  legislatura,  attesa  la scadenza
  del mandato conferito all'avvocato Cosentino, è stato nominato quale
  commissario straordinario il dottor  Stapino  Greco,  con il compito
  specifico,  tra  l'altro,  della  predisposizione  del  progetto  di
  trasformazione dell'ente in società per azioni,  ai  sensi e per gli
  effetti della legge numero 7 del 2001.
       Appare  superfluo  rappresentare che tale trasformazione, oltre
  che imposta  da  una  disposizione  legislativa  nazionale,  è anche
  dovuta per le disposizioni comunitarie.
       Dalla  relazione   inviata  dal  suddetto  Commissario, si  può
  affermare che  il processo di trasformazione in società per azioni è
  in dirittura  d'arrivo  e  che  nei  prossimi mesi dell'anno venturo
  l'Ente Fiera  potrà  essere la prima società per azioni istituita in
  Italia.
       Quanto sopra  trova  rispondenza  anche  nel  disegno  di legge
  presentato dal  sottoscritto  e  deliberato dalla Giunta di Governo,
  che  è  già  all'esame  della  competente  Commissione  legislativa,
  destinato  a  stabilire il complesso normativo relativo all'attività
  fieristica nel territorio della nostra Regione.
       Tale disegno di legge, che mi auguro sarà presto all'attenzione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  dovrà  disciplinare,  quindi,
  nell'ambito  dei  principi  fondamentali  dettati dalla Costituzione
  italiana  e  anche  nell'ambito  delle  disposizioni  della Comunità
  Europea,  lo  svolgimento  delle  attività  fieristiche nelle nostra
  regione, appunto nel rispetto della stessa legge numero 7 del 2001.
       Quindi  appare  evidente, alla luce dell'incombente normativa e
  della chiusura  della  trasformazione  in  società  per azioni delle
  iniziative  in   corso,   che  dovrà  essere  predisposto  un  nuovo
  regolamento  sostitutivo  del  decreto  presidenziale  numero 44 del
  1997.
       Per quel  che  concerne  la legittimità della partecipazione al
  CIEM,    devono   ritenersi   superate   le   perplessità   avanzate
  dall'interrogante, atteso quanto comunicato dall'Ente Fiera con nota
  numero  1624  del  2001,  relativamente  all'avvenuto adeguamento ai
  rilievi formulati dalla Corte dei Conti.
       Tale   comunicazione  trovava  la  sua  ragion  d'essere  anche
  nell'orientamento  espresso  da  questa  Amministrazione con la nota
  numero 2034,  con  la  quale si invitata la Presidenza della Regione
  con la  Segreteria  Generale  a  dar  corso  alla  pubblicazione del
  decreto presidenziale  numero  335  del  1998,  non  più soggetto al
  controllo della Corte dei Conti e quindi immediatamente efficace fin
  dalla data di  entrata in vigore delle norme di modifica del sistema
  dei controlli della Corte dei Conti.

     PRESIDENTE   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Acierno  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     ACIERNO  Mi  sarebbe  piaciuto,  signor  Presidente,  dichiararmi
  soddisfatto,  ma la risposta  dell'Assessore  riguarda  soltanto  le
  procedure  di  nomina  dei   vari  commissari  dell'Ente  Fiera  del
  Mediterraneo  negli ultimi anni, e  non  ha  fornito  chiarimenti  a
  nessuno, dico a nessuno, dei quesiti posti nella mia interrogazione.
       Caro Assessore,  il quesito era estremamente chiaro e semplice.
  Io so bene  che  l'Ente  Fiera  -  ed è opportuno ripeterlo - l'Ente
  Fiera del  Mediterraneo  da  anni deve essere trasformato in società
  per azioni, ed  io  mi  auguro che il Governo Cuffaro sia il Governo
  che trasformerà,  primo ente in Italia, la Fiera del Mediterraneo in
  una società per azioni, ma ancora così non è.
       Ma, quel  che è peggio, è che il Commissario, dottor Cosentino,
  ha utilizzato un ente per fare società di capitali, cosa vietata dal
  suo statuto  Per quanto ci siano stati buoni intendimenti e tutte le
  delibere necessarie  e  tutti i mandati di Commissario straordinario
  dati al  dottor  Cosentino  per  trasformare  l'Ente  in  società di
  capitale, questi  atti dal quel Commissario non sono stati prodotti,
  con un'aggravante,  che  il  precedente  creato da questo signore dà
  modo  all'attuale  commissario,  per evitare di perdere investimenti
  già fatti, di perseguire una strada che è assolutamente illegittima,
  col rischio che questa persona, che nulla ha a che vedere con queste
  strane strategie  di  investimento  di capitali degli enti, potrebbe
  trovarsi oggi  o  domani  coinvolto  in illeciti nei confronti della
  gestione di soldi pubblici.
       La inviterei, allora, onorevole Assessore, a dare una risposta,
  intanto per  un  fatto  di  rispetto  nei  confronti  di  noi poveri
  deputati che  non  godiamo delle prerogative di chi siede nel tavolo
  della Giunta, e poi perché il nostro lavoro di sindacato ispettivo è
  meritevole, quanto meno, di una risposta sui quesiti.
       Allora, forse  i  suoi  uffici  non  hanno neanche letto questa
  interrogazione e hanno letto,  soltanto  il  titolo,  che riguardava
  l'Ente Fiera del Mediterraneo, e le hanno suggerito una risposta che
  non è altro che una sterile rappresentazione di passaggi documentali
  su nomine di commissari straordinari e quant'altro.
       I  quesiti   -   ed   io  glieli  ripongo  qui  -  sono:  quali
  provvedimenti il  suo Assessorato, e lei come Assessore pro-tempore,
  intende prendere nei  confronti  di un commissario di un Ente che ha
  utilizzato soldi  pubblici  con  finalità  diverse  da quelle che lo
  statuto dell'Ente gli imponeva? Un commissario straordinario che era
  stato nominato per trasformare l'Ente in società per azioni e non ha
  ottemperato  al  suo  dovere, però  ha  creato  società  per  azioni
  facendovi partecipare l'ente, cosa  vietata  dallo  statuto, ripeto,
  vietata
       Vorrei  continuare a chiederle: quali provvedimenti lei intende
  prendere a  salvaguardia  dei soldi pubblici? Perchè non avete fatto
  niente fino adesso,  e lei qui non ha portato nessuna risposta, come
  se lei fosse d'accordo con il fatto  che un ente di diritto pubblico
  può violare, a piacimento di  un commissario straordinario, le norme
  statutarie.  Io non credo che lei  sia  propenso ad assumersi questo
  tipo di responsabilità, ma la sua  risposta, che rimane agli atti di
  quest'Aula, la rende complice di  un reato, perchè avere contribuito
  con capitali di un ente pubblico  alla  costituzione  di una società
  per azioni è vietato dallo statuto e  lei  non  mi  ha  dato nessuna
  risposta, continuando a mantenere aperto questo capitolo, per cui le
  preannuncio che domani  stesso  ripresenterò  un'interrogazione  per
  chiederle  di  nuovo  conto  e  ragione   del  perchè  lei  non  sta
  intervenendo, anzi, del perchè  abbia  inserito  nelle variazioni di
  bilancio un articolo che riguarda proprio questa società per azioni,
  chiedendo  alla Regione di continuare  a  mettere  soldi  in  questa
  società per azioni.
       Mi deve dare una risposta su tutto questo

     PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione numero 221 "Iniziative
  presso il Governo nazionale in merito al divieto dell'uso delle reti
  derivanti per  la  pesca  del  pesce spada", a firma degli onorevoli
  Villari e Oddo. Ne do lettura:

            "Al Presidente  della  Regione  e All'Assessore per la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato e la pesca,
          premesso che:

             - la chiusura dell'attività con reti derivanti per la
          pesca del pesce spada ha procurato in Sicilia la perdita
          di migliaia di  posti di lavoro sia nella produzione che
          nell'indotto;

             -  in   tutta   Italia,   a   seguito  del  piano  di
          riconversione, sono  rimaste  in  attività meno di cento
          imbarcazioni,  mentre  le  flotte  degli altri Paesi del
          Mediterraneo sono cresciute a dismisura, vanificando, in
          questo  modo,  qualsiasi  beneficio  ambientale,  con la
          conseguenza  macroscopica  che  l'UE  da  produttrice di
          pesce spada è diventata importatrice;

             considerato che:

             - la  messa  al  bando  delle  reti derivanti, decisa
          senza alcun legittimo coinvolgimento delle Regioni, si è
          rilevata fallimentare, poiché ha provocato danni ingenti
          sia  sotto  il  profilo  economico  che  sociale,  senza
          peraltro    produrre    alcun    vantaggio   sul   piano
          ecobiologico;

             -  la   riconversione  di  gran  parte  della  flotta
          all'utilizzo degli  attrezzi della piccola pesca provoca
          oggi un maggiore  impatto  sulle risorse costiere, tanto
          da essere considerata  la  vera emergenza ambientale, ed
          anche un maggiore conflitto tra pescatori;

             - la  comunicazione della Commissione, (COM (2000) 1)
          riconosce  l'opportunità di una più attenta applicazione
          del principio precauzionale;

             - l'UE  non  ha realizzato alcuna analisi sociale dei
          costi  e   benefici   e   si   è  dimostrata  del  tutto
          inadempiente  intorno alle necessità, previste dal piano
          di  riconversione, di realizzare monitoraggi scientifici
          attinenti al mantenimento delle misure restrittive;

             visto che:

             - in  questa logica il danno presunto provocato dalle
          reti  derivanti non è mai stato eliminato mentre permane
          per  la  Sicilia  lo  stato  di  emergenza  ambientale e
          sociale;

             -  gli  stessi  Regolamenti  dell'UE,  negli articoli
          preliminari,    reputano    plausibile,  a   determinate
          condizioni, il mantenimento delle reti derivanti;

             - l'ONU non  aveva  mai  preteso una bando totale  ma
          criteri  più rigorosi nell'esercizio dell'attività e, di
          conseguenza,  sono  numerose  le  perplessità  anche  in
          ordine  alla  giurisprudenza  comunitaria  in materia di
          diritti  sociali ed economici, derivanti dal perpetuarsi
          di  quella  che  ormai  si  evidenzia  come  una  palese
          ingiustizia,

             per sapere:

             se, al  fine  di  fronteggiare  le  nuove  ed inedite
          problematiche  che  scaturiscono  dall'applicazione  del
          piano   di   riconversione  delle  spadare  in  Sicilia,
          intendano chiedere al Ministro per le politiche agricole
          sia una  moratoria degli attuali divieti in attesa delle
          necessarie   verifiche   scientifiche,   che  poiché  il
          problema  investe anche Paesi non Comunitari, misure che
          regolino  ed armonizzino l'attività di pesca in tutto il
          Mediterraneo." (221)

                                               VILLARI - ODDO

       Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore,  onorevole  Cimino,  per
  rispondere all'interrogazione.

     CIMINO     assessore   per   la   Cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e  la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
  riferimento  all'interrogazione  predisposta  dall'onorevole Villari
  "Iniziative  presso  il  governo  nazionale  in  merito  al  divieto
  dell'uso delle reti derivanti per la pesca del pesce spada", in atto
  il negoziato  con  la  Comunità  europea  promosso  dal Mipaf non ha
  sortito l'effetto  desiderato, stando che non si è registrata alcuna
  possibilità di  prorogare  l'uso  della  spadara  neanche per quelle
  centinaia di imprese che intendevano continuare l'attività.
       Di contro, il  Ministero  ha ritenuto di estendere, sia pure in
  misura   ridotta,  i  benefici  del  piano  spadare, consentendo  un
  consistente ristoro economico, con il decreto ministeriale numero 25
  del 2002 alle  imprese  di  pesca  che, in ogni caso, dall'1 gennaio
  2002 non hanno più potuto utilizzare questo metodo di pesca.
       Comunque, siamo in continuo contatto  con il Ministero e con il
  Sottosegretario alla pesca proprio  per  trovare una soluzione ad un
  annoso problema che ha  visto  la  partecipazione  di un'attività di
  lavoro in passato approvata anche  dalla  Comunità  ed  oggi non più
  riconosciuta e consentita.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole  Oddo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     ODDO   Signor Presidente,  onorevole  Assessore,  con l'onorevole
  Villari ci siamo posti tempo fa  il problema relativo, non solo alle
  conseguenze della sospensione del  divieto per quanto concerne l'uso
  delle reti derivanti per la pesca del pesce spada, ma al modo in cui
  il  Governo  regionale  stava affrontando la questione. E' questa la
  ragione  per cui abbiamo presentato l'interrogazione al nostro esame
  che pone tre questioni.
       La prima: cosa stiamo facendo e a che punto è la trattativa con
  l'Unione europea per quanto concerne l'intera questione italiana che
  lei sa bene ha riflessi diversi rispetto anche al riverbero negativo
  che, invece, il  divieto  ha avuto in Sicilia, perché  in Sicilia ha
  significato perdita di  posti  di lavoro consistenti in quanto ci si
  rifà alla  produzione  e all'indotto. Noi non abbiamo calcolato, per
  la verità, quanti  posti di lavoro abbiamo perso, ma credo che siano
  abbastanza numerosi.
       La  seconda attiene al  fatto  che  non  abbiamo  assolutamente
  affrontato l'altro problema che  è  prettamente  siciliano,  e  cioè
  l'utilizzo  delle  reti  derivanti  per  quanto  concerne  anche  il
  passaggio cosiddetto del pesce spada.
       Di per sé credo che in  questa  parte d'Italia, in questa parte
  d'Europa  assolutamente  non è  provato  che  provochi  danni  come,
  invece,  nel  provvedimento   emesso   dall'Unione   europea   viene
  stigmatizzato.  Perché?  Perché  deve  essere possibile capire se si
  dispone di uno studio attento, prima  ancora  di porre un divieto di
  questo tipo senza consultare addirittura le regioni.
       Ci risulta che il Governo della Regione non è stato consultato.
  Noi siamo paragonati in un  certo  qual  senso  per l'utilizzo delle
  reti derivanti ad altre  realtà dove sussistono altre condizioni dal
  punto  di  vista  ecobiologico   marino  e  questo  è  assolutamente
  inaccettabile.
       Quindi,   il    Governo    deve    necessariamente   sviluppare
  un'argomentazione dal punto di  vista  anche  delle  ragioni  da noi
  poste  all'Unione  europea,  che  tenga  conto  delle  particolarità
  dell'arcipelago siciliano e  dell'utilizzo  dalle nostre parti delle
  spadare  cosiddette, perché  una  cosa  è  che  noi  utilizziamo  le
  spadare in alto Tirreno, altra cosa  è che le utilizziamo nel Canale
  di Sicilia, nel basso Tirreno  o  nel  basso  Mediterraneo.  E' cosa
  totalmente diversa.
       Non voglio improvvisarmi esperto,  ma avendo più volte discusso
  con coloro che, tutto sommato,  credo  che  in  merito  abbiano  una
  grossa esperienza, ritengo  che  significhi tutt'altro rispetto alla
  valutazione che, invece, si è  fatta di carattere generale a livello
  di Unione europea. Innanzitutto,  perché  non  è  provato  che l'uso
  delle reti  derivanti,  e  quindi  dele  spadare,  comporti un danno
  ambientale. Inoltre, non  è  stato  accertato, nel senso che non c'è
  alcuno  studio   specifico  per  cui  si  possa  giungere  a  queste
  conclusioni.  In  terzo  luogo, non si tiene conto delle specificità
  dell'arcipelago   siciliano.   Quarto   punto,   stiamo  registrando
  semplicemente una  passività  da  parte del nostro Governo perché le
  cose da lei  riferite  sono  legate  alla  trattativa con il Governo
  italiano.
       Il Governo italiano sta ponendo alcune questioni riguardanti la
  riconversione,  l'applicazione e  l'attuazione  di  quanto  disposto
  dall'Unione europea;  non sta, però,  contestando  che di fatto e in
  assenza di uno studio serio non si poteva mettere in campo quel tipo
  di provvedimento. Non solo:  l'Unione  europea in questo momento sta
  importando pesce  spada  (l'Italia,  da  questo  punto di vista come
  pescaggio era tra  i  primi  posti).  In atto siamo invece, non solo
  penalizzati più  degli altri, non poniamo il problema siciliano, non
  poniamo l'altro  problema cioè che l'utilizzo delle attrezzature per
  la pesca costiera  è  il vero problema che sollevano i tecnici e gli
  esperti.
       E' questo il vero  problema,  cioè tenere conto realmente degli
  sforzi che implica questo tipo di pesca che è molto diffuso;  e sono
  proprio quelle tecniche che  gli  esperti  stanno  indicando  che  è
  possibile producano un danno.
       E allora noi dobbiamo  seriamente  impostare una politica anche
  per la pesca partendo  da  una  questione specifica; dobbiamo, però,
  impostarla non tanto per  essere protezionisti o per avanzare sempre
  le specificità siciliane, ma  tenendo  conto  realmente  di come noi
  siciliani riusciamo a produrre anche un  pescato  di un certo tipo e
  di come influisce questo  tipo  di  pesca attrezzato, anche riguardo
  alle reti derivanti, rispetto  a  ciò  che  pone  l'Unione  europea.
       Diversamente, non avremo alcun peso al tavolo delle trattative,
  andiamo solo all'ufficio che  sappiamo bene quanta attenzione ha nei
  confronti della Regione siciliana,  in negativo, per quanto concerne
  tutti  i  rilievi  mossi alla '32',  i  rilievi  mossi  a  tutte  le
  questioni dei piani di  recupero  delle risorse ittiche, cioè, siamo
  semplicemente conosciuti in Europa  per fatti negativi.
       L'Europa non conosce la  nostra  specificità  anche  per quanto
  concerne  questo  argomento;  è  necessario  che  la  conosca  ed  è
  necessario attrezzare, quindi, una  serie  di  argomenti che tengano
  conto non solo delle nostre specificità, ma  anche  di  ciò  che sta
  accadendo  nel  momento  in  cui  si  è  fatto  divieto  delle  reti
  derivanti.
       Pertanto,  mi dichiaro insoddisfatto  e  credo  che  in  questo
  momento  insieme con l'onorevole  Villari  si  possa  richiedere  al
  Governo di sviluppare seriamente una politica per quanto concerne la
  pesca, e per tutto  ciò  che è in sospeso con l'Unione europea e nel
  contempo si possa  porre  la  questione  che attiene alle spadare in
  Sicilia, non  evidentemente  in  tutta  la penisola italiana, perchè
  ovviamente ci sono realtà in cui le cose sono assolutamente diverse.

     PRESIDENTE  Si  passa alla interrogazione numero 242 "Notizie sul
  processo di  riorganizzazione  della CRIAS in attuazione della legge
  regionale".
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato e la pesca,
          premesso  che nel corso della audizione del 26 settembre
          2001  in III Commissione (Attività produttive) dell'ARS,
          l'Assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
          l'artigianato  e  la  pesca, ha annunciato il ritiro del
          decreto  di  trasferimento  alla  CRIAS  delle  funzioni
          relative all'erogazione degli aiuti all'investimento per
          la  realizzazione  di  laboratori  artigiani,  così come
          previsto dalla legge regionale n. 32 del 2000;

             preso  atto delle ragioni, illustrate in Commissione,
          che hanno portato l'Assessore alla decisione di ritirare
          il  decreto,  e  cioè  l'inadeguatezza dei mezzi e degli
          strumenti  a  disposizione  della  CRIAS  a  causa della
          mancata  definizione  dei  nuovi  assetti  dell'Istituto
          derivante  dal  progetto  di  riorganizzazione  previsto
          dalla suddetta legge regionale n. 32;

             atteso  che le competenze inerenti la concessione dei
          contributi   alle  imprese  artigiane  continueranno  ad
          essere   rivestite  dalle  Province,  nelle  more  della
          definizione   del  processo  di  riorganizzazione  della
          CRIAS;

             valutata   con  favore  la  disponibilità, annunciata
          dall'Assessore  in  Commissione, a prevedere in bilancio
          lo  stanziamento  delle  somme  necessarie ad evadere le
          richieste  di  finanziamento  presentate  dalle  imprese
          artigiane  prima  dell'operatività  del  nuovo regime di
          aiuti previsto dalla legge regionale n. 32 del 2000,

             per sapere:

             -  a  che  punto  sia il processo di riorganizzazione
          della CRIAS, volto a dotare l'Istituto dei mezzi e degli
          strumenti  idonei  allo  svolgimento  dei  nuovi compiti
          sanciti dalla legge regionale n. 32 del 2000;

             -    se   non   intenda   accelerare   i   tempi   di
          riorganizzazione   dell'istituto,   onde  dare  piena  e
          completa  attuazione al dettato della legge regionale n.
          32  del  2000  e procedere all'erogazione dei contributi
          agli  investimenti  richiesti dalle imprese artigiane in
          virtù di quanto previsto dalla suddetta normativa." (242)

       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
  interrogazione.

     CIMINO    assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la   pesca.  In  riferimento  alla  interrogazione
  presentata dall'onorevole Incardona,  si rappresenta che il processo
  volto allo svolgimento dei  compiti  sanciti  dalla  legge regionale
  numero  32  del  2000  ed  affidati  alla  CRIAS  è  ormai  in  fase
  conclusiva.
       Con  decreto  assessoriale  numero  803  del  18  maggio  2001,
  registrato  dalla  Corte dei Conti  il  10  gennaio  2002,  venivano
  infatti conferite alla CRIAS le funzioni relative ala concessione ed
  alla erogazione dei benefici di  cui  all'articolo  48  della  legge
  regionale numero 32 del  2000,  come  modificato  dall'articolo  111
  della legge regionale numero 6 del  2001, e  quindi di quelli di cui
  al   POR  Sicilia  2000-2006   e   del   relativo   Complemento   di
  programmazione,   sottomisura    4.01.b    riguardante   gli   aiuti
  all'artigianato.
       In  particolare,  con   l'articolo   5   del   citato   decreto
  assessoriale si disponeva che la  CRIAS  era  tenuta  a  predisporre
  appositi avvisi, secondo quanto stabilito dall'articolo 14, comma 2,
  della  legge  numero  32/2000,  da  pubblicare  previa  approvazione
  dell'Assessorato cui sono preposto.
       Successivamente, il Comitato  di  sorveglianza sollevava alcune
  obiezioni circa l'affidamento  diretto  alla  CRIAS delle competenze
  sopra richiamate. Alcune  obiezioni  venivano superate positivamente
  grazie al parere reso dalla  Presidenza del Consiglio dei Ministri -
  Dipartimento per le Politiche comunitarie. Con il relativo parere di
  legittimità   dell'affidamento  diretto   dei   servizi   ai   sensi
  dell'articolo 111 e 115 della  legge  regionale  numero  6 del 2001,
  quindi la CRIAS veniva  investita  della competenza per l'attuazione
  della sottomisura 4.01.b del Complemento di programmazione.
       In ottemperanza, quindi, alle  disposizioni di cui all'articolo
  14 della legge regionale numero 32  del  2000  ed in particolare del
  comma 2, con il quale si  dispone  che  i  regimi  di aiuto previsti
  dalla legge regionale numero 32  del  2000 devono essere erogati per
  il tramite di bandi o  avvisi pubblici indicanti il termine iniziale
  e finale per la presentazione  delle  istanze e alle disposizioni di
  cui  all'art.   187  della  l.r.   32/2000,   è  stato  approvato  e
  pubblicato il 12 luglio 2002  lo schema di avviso pubblico, adeguato
  alle  osservazioni  formulate   unitariamente   dal  Tavolo  tecnico
  istituito presso la Presidenza  della  Regione  - Dipartimento della
  Programmazione - nella riunione  del  7.4.2002  ed  alle conseguenti
  modifiche alla scheda  tecnica  della  sottomisura  4.01.b, proposte
  dall'Assessorato cui sono preposto  ed  approvate  dal  Comitato  di
  Sorveglianza nella seduta del 17 e 18 giugno 2002.
       Il 10 ottobre 2002  sono scaduti i termini per la presentazione
  delle istanze dirette alla CRIAS, la quale ha iniziato l'istruttoria
  delle ben 1.147 domande pervenute;  la  stessa si concluderà entro i
  90 giorni dalla scadenza dei  termini  per  la  presentazione  delle
  menzionate istanze.
       Riteniamo che oggi la  CRIAS  stia adempiendo alle attività che
  venivano  imposte dalla legge  n.  32  del  2000  e  delle  attività
  dell'Assessorato e pensiamo di  potere evadere buona parte di queste
  pratiche, sebbene i fondi  non  siano in misura alquanto sufficienti
  per riuscire a coprire tutte le istanze che sono pervenute.

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Incardona  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     INCARDONA  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE  Si passa  all'interrogazione  n. 274 "Adozione di una
  nuova disciplina dell'attività  di  ottico",  a firma dell'onorevole
  Cracolici.
       Ne do lettura:

            "All'Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
          l'artigianato e la pesca, premesso che:

             - con decreto del Presidente della Regione  n.  64/95
          emanato  in attuazione della legge regionale n.  25  del
          1993  -  il  cui  art.   71,  comma  6,   ha   demandato
          all'Assessore le modalità di svolgimento  per l'attività
          di  ottico  -  è  stato stabilito, che, fatte  salve  le
          attività  degli  esercizi  preesistenti,  i  comuni  non
          possono  rilasciare  più  di  una  licenza  ogni  10.000
          abitanti;

             - con la legge regionale n. 28 del  1999  sono  state
          fatte salve, in quanto compatibili, le norme di  cui  al
          decreto n. 64/95 contraddicendo lo spirito e la  ragione
          delle   norme   che   affermavano   un    processo    di
          liberalizzazione  delle  attività  commerciali,  pur  se
          entro determinati parametri dimensionali;

             considerato che:

             -  lo stesso CGA con parere 663/94 ha  sottoposto  ad
          osservazioni  la  proposta  di  regolamento,  sollevando
          dubbi  di  legittimità   sui  limiti di  rilascio  delle
          autorizzazioni  che  non  rientrano tra le  modalità  di
          svolgimento  dell'attività  di ottico e, ciò malgrado, è
          stato pubblicato  lo stesso testo proposto per il parere
          al CGA;

             - il TAR Sicilia, sede di Palermo, con  sentenza  del
          10 luglio 2001 ha accolto la richiesta di sospensiva del
          provvedimento di  diffida del Comune di Palermo, in nome
          dei  principi di liberalizzazione del commercio previsti
          dal decreto  legislativo  n.  114  del  1999  e recepito
          dalla legge regionale n. 28 del 1999;

             ritenuto che tali norme, confermate  dalla  circolare
          n.  2  del  19  gennaio  2001  dell'Assessore  al  ramo,
          appaiono in palese contrasto con i principi sulla libera
          concorrenza  che  regolano  le  direttive  comunitarie e
          introducono  una specialità nell'attività di vendita dei
          materiali  ottici  assolutamente originale rispetto alla
          legislazione nazionale;

             per sapere quali iniziative si intendano adottare per
          revocare la  circolare del 19 gennaio 2001 e per emanare
          un  nuovo  decreto  che  fissi principi universali senza
          garantire nicchie di mercato in contrasto con i principi
          fissati dalle leggi della Regione." (274)

       Per  assenza  dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si passa all'interrogazione n. 275 "Notizie sulle nomine per il
  Consiglio di  Amministrazione  dell'Azienda  Speciale  Aeroporto  di
  Catania",  a firma  degli  onorevoli  Villari,  Barbagallo,  Liotta,
  Spampinato, Raiti.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato e la pesca,
          premesso  che  la  Giunta  della  Camera di Commercio di
          Catania  ha  proceduto,  in  data  15  ottobre  2001, al
          rinnovo  dei  propri rappresentanti all'Azienda speciale
          dell'aeroporto di Catania (Asac);

             considerato  che:

             -  tra  le nomine per il Consiglio di amministrazione
          spicca quella del prof. Guido Ziccone, senatore di Forza
          Italia nonché responsabile politico dello stesso partito
          nel   Comune   di  Catania,  indicato  addirittura  come
          presidente;

             - tale nomina assume la caratteristica di una pesante
          interferenza  politica  nella  vita amministrativa di un
          soggetto  giuridico  ed  economico  che,  soprattutto in
          questa fase  di crescita dello scalo catanese e di tutti
          i  servizi  ad  esso  connessi, ha bisogno della massima
          autonomia amministrativa e gestionale;

             ritenuto  che:

             l'aeroporto  si trova  in  una  fase  particolarmente
          delicata   ed  impegnativa,   per   tutti   i   soggetti
          istituzionali interessati,  sia per l'accresciuto volume
          di  traffico sia  per  il  processo  di  privatizzazione
          avviato;

             l'Asac ha pertanto  bisogno  di  quella  stabilità  e
          certezza di poteri che  invece rischiano di essere messi
          in  discussione   dalle   motivazioni   che   potrebbero
          sottendere la scelta di qualche rappresentante;

             constatato  che la scelta, nello specifico, del prof.
          Ziccone  sembra  essere  legata  a  logiche politiche di
          spartizione piuttosto che ad un'esigenza di alto impegno
          e     specifica     professionalità    nella    gestione
          amministrativa dell'azienda;

             per sapere:

             -  quali criteri siano stati adottati dalla Camera di
          Commercio  di  Catania  nella  designazione  dei  propri
          rappresentanti  all'Asac e se eventualmente sia sfuggito
          alla Giunta della stessa che un suo designato è senatore
          della Repubblica  in  carica  e  che  è stato votato dai
          cittadini espressamente per questo mandato;

             - quali urgenti  provvedimenti intendano adottare per
          ripristinare il giusto  principio  della separazione tra
          potere  politico   e  potere  amministrativo-gestionale,
          considerato che, stando  alle  scelte  fin qui compiute,
          l'Asac  sarebbe  presieduta   da   un   senatore   della
          Repubblica attualmente in  carica  e  segretario  di  un
          partito della città, sede dello stesso aeroporto;

             -  se  non  intendano  intervenire  urgentemente  per
          evitare il determinarsi  di  una  condizione anomala per
          l'assoluta  inopportunità della  scelta  fatta,  se  non
          addirittura  per  l'incompatibilità   di  fatto  tra  le
          diverse cariche che  verrebbero  a sommarsi sulla stessa
          persona e che  pertanto getterebbero un'ombra sul futuro
          dell'aeroporto di Catania e dell'Asac." (275)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CIMINO    assessore   per    la   Cooperazione,   il   Commercio,
  l'Artigianato  e  la   Pesca.   In   riferimento  all'interrogazione
  presentata dall'onorevole Villari  ed  altri  recante "Notizie sulle
  nomine per il  Consiglio  di  Amministrazione  dell'Azienda Speciale
  Aeroporto di Catania" in data  15.10.01,  la  Giunta  camerale della
  Camera  di commercio di Catania  ha  nominato,  previa  votazione  a
  scrutinio   segreto,   i    propri    rappresentanti.   Fra   questi
  rappresentanti del Consiglio di Amministrazione dell'ASAC figuravano
  anche il professore senatore  Guido  Ziccone,  il  professore  Alfio
  D'Urso e l'avvocato Monaco Crea,  tutti in possesso dei requisiti di
  onorabilità, competenza e professionalità.
       Nella    circostanza,    richiamata    particolarmente    nella
  interrogazione  in  esame,  il  professore  Guido  Ziccone  è  stato
  nominato in quanto ordinario di Diritto penale nell'Università degli
  Studi di Catania e poichè lo  stesso ricopriva la carica di Senatore
  della Repubblica, aveva accettato l'incarico con riserva.
       Nel dicembre 2002   il predetto professore Ziccone, dimostrando
  un alto senso dello Stato,  ha rinunciato alla carica di Consigliere
  di Amministrazione, al fine di  non ritardare l'azione del Consiglio
  di Amministrazione dell'ASAC.
       La Giunta camerale,  in  data  7  gennaio  2002, prendendo atto
  delle   dimissioni   del    professore    Ziccone,   ha   provveduto
  successivamente a nominare il professore  Rodolfo De Dominicis.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     VILLARI    Signor  Presidente,   desidero   soltanto   fare   una
  precisazione generale che scaturisce dal  fatto  che  non si può che
  prendere atto del fatto che il problema non esiste più; e questo, mi
  permetta, signor  Presidente,  è un problema di carattere generale a
  cui, mi rendo conto, non è facile dare una risposta. Mi riferisco al
  ritardo  enorme  con  cui  si  risponde  all'interrogazione.  Quella
  precedente a  firma  dell'onorevole Oddo, ad esempio, risale circa a
  quattordici mesi fa;  questa  al  nostro  esame risale al 18 ottobre
  2001.
       Pongo tale problema perché è  un  dato che crea difficoltà; nel
  tempo, è ovvio, tutto muta.
       Per quanto attiene all'interrogazione  a mia firma la questione
  non si pone in quanto  il  professore  Ziccone, effettivamente, si è
  dimesso  dall'incarico  anche  se  a  seguito  di  sollecitazioni  e
  denunzie  che  sono  state  fatte   anche   sulla  stampa;  ma  devo
  riproporre  un problema che  riguarda  anche  altre  situazioni.
       Mi permetto di dire all'Assessore  ed  al  Governo  (lo direi a
  qualsiasi altro Governo) che qualche  giorno  fa  sulla  stampa si è
  affrontato un problema simile riguardante  l'IACP di Catania, per il
  quale  si  pensava  di  nominare   (ma   la  I  Commissione  "Affari
  istituzionali" ha dato parere  negativo)  il  coordinatore  di Forza
  Italia di Catania, l'avvocato  Gibino.  La  stessa considerazione, a
  suo  tempo, fu fatta per  il  senatore  Ziccone,  persona  illustre,
  eminente, un professionista stimato da  tutti,  e non può che essere
  così considerate le sue doti, le  sue  qualità;  e  però il senatore
  Ziccone  è  un senatore di Forza  Italia  e  al  momento  era  anche
  coordinatore,  non  ricordo se  comunale  o  provinciale,  di  Forza
  Italia.
       Io penso che ci  sia  un  problema di opportunità che qualsiasi
  Governo deve porsi. Oppure, se nessuno toglie il diritto ad assumere
  un   incarico,   un   ruolo,   soprattutto   quando   si   esprimono
  professionalità di un certo  livello,  il  punto è che l'interessato
  deve avere il buon senso, prima  che  si  proceda  alla  nomina,  di
  prendere atto della oggettiva incompatibilità dei ruoli.
       Nel caso in questione,  per  il  senatore  Ziccone,  per quanto
  attiene alla nomina  di  Presidente del Consiglio di Amministrazione
  dell'ASAC,  lo  stesso  ha   avuto   il  buon  gusto  di  dimettersi
  a seguito di denunzie e rilievi che sono stati fatti da parlamentari
  e, a Catania, anche da altri  organi  politici.
       Al di là di ciò, esiste  un  problema  del  quale  non  sarebbe
  neppure  il  caso di parlare,  di  farlo  diventare  oggetto  di  un
  dibattito, di un atto ispettivo,  come in questo caso, perché  viene
  da sé che nasce una  oggettiva  incompatibilità fra ruoli e funzioni
  che non depongono bene -  ripeto  -  per  ragioni di incompatibilità
  politica.
       Considerato  che oggi il fatto  non  sussiste,  non  posso  che
  chiedere che si prenda atto almeno di questa valutazione che mi sono
  permesso di fare. E per questo  mi  rivolgo  al Governo (ma lo avrei
  fatto anche se il Governo fosse stato di diverso colore politico), è
  un  problema di opportunità:  se  io  fossi  segretario  comunale  o
  provinciale dei DS e mi dicessero di rappresentare un ente pubblico,
  io mi dimetterei; potrei accettare l'incarico di direzione dell'ente
  pubblico, ma mi dimetterei dal ruolo di segretario di un partito.
       Facevo l'esempio dell'avvocato  Gibino,  riferendomi allo IACP,
  perché   la I Commissione, due  settimane  fa,  ha  espresso  parere
  negativo per la stessa ragione. Io credo che sia un problema di buon
  senso rispetto al quale tutti dobbiamo attenerci.
       Il problema non è dichiararsi insoddisfatto o meno, ma prendere
  atto della non esistenza di un  problema  e  di  rilevare  in questo
  senso, nei confronti del Governo,  l'esigenza  di avere una maggiore
  oculatezza rispetto  a  queste  scelte,  quindi,  in questo caso, da
  parte della Camera  di  Commercio  e  da  parte  del  Governo  che è
  l'organo di vigilanza rispetto all'ente stesso.

     PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione  n.  293  "Tutela  dei
  diritti dei lavoratori della  cooperativa  'Salus  83',  operante  a
  Gela", a firma dell'onorevole Speziale.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore per gli
          enti  locali  e  all'Assessore  per  la cooperazione, il
          commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

             -  con  nota  del 24.9.2001 la CGIL funzione pubblica
          (sede di Gela) ha richiesto un incontro con il Comune di
          Gela  per concertare le procedure di cambio gestione per
          i  servizi  di assistenza domiciliare agli anziani ed ai
          portatori  di  handicap;

             - ad oggi tale nota è priva di riscontro, anche se le
          disposizioni    contrattuali    richiedono    un'attenta
          vigilanza  dell'ente  appaltante  sulle   operazioni  di
          cambio di gestione;

             considerato   che   è   stato   totalmente  disatteso
          l'articolo    37   del   C.C.N.L.,   data   la   mancata
          comunicazione  che  la  ditta  appaltante avrebbe dovuto
          effettuare  con la massima tempestività all'associazione
          di categoria;

             osservato  che  la  cooperativa  Salus 83, con sede a
          Catania  via Acireale 5, ha preteso dalle lavoratrici la
          sottoscrizione    di    una   dichiarazione   contenente
          l'accettazione  di  clausole e di deliberazioni adottate
          dagli   organismi   sociali  della  cooperativa,  nonché
          l'accettazione  della  retribuzione  stabilita  dal CdA,
          senza che le stesse lavoratrici  fossero preliminarmente
          informate del contenuto delle disposizioni dello statuto
          e pena la minaccia della non  assunzione:  tutto  questo
          nella  più  assoluta mancanza di rispetto  del  C.C.N.L.
          delle cooperative sociali;

             rilevato  che   le   lavoratrici   hanno   più  volte
          dichiarato che  la cooperativa aggiudicataria continua a
          perpetrare  una  discriminazione sindacale nei confronti
          della CGIL funzione pubblica;

             osservato che  quanto  esposto  viola alcuni principi
          fondamentali (come la libertà sindacale  del lavoratore)
          sanciti dalla stessa Costituzione;

             per  sapere se non ritenga opportuno  predisporre  in
          tempi rapidi un'ispezione amministrativa  nei  confronti
          della stazione appaltante e della cooperativa su citata,
          affinché   vengano   adottati  tutti   i   provvedimenti
          necessari per ristabilire le più  elementari  condizioni
          di salvaguardia dei diritti fondamentali dei lavoratori."(293)

       Per  assenza  dall'Aula  del  firmatario,  l'interrogazione  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione   n.   320   "Liquidazione  delle
  indennità di fermo tecnico ai  pescatori  siciliani,  per  gli  anni
  1998/1999", a firma  degli  onorevoli  Villari, Panarello, Speziale,
  Oddo, Morinello, Spampinato e Raiti.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore per il
          bilancio   e   le   finanze   e   all'Assessore  per  la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato e la pesca,
          premesso che:

             -  non  sono  state ancora liquidate le somme per gli
          anni 1998 e  1999  delle  pratiche  di fermo tecnico, da
          parte delle Camere  di  commercio della Sicilia;

             - solo per la provincia di Catania gli oneri relativi
          ammontano a L.  350  milioni,  per  il  1998, e a L. 415
          milioni per il 1999;

             - anche per la mucillagine, (dell'anno 2000), nulla è
          stato ancora  previsto,  mentre  sono stati segnalati da
          più parti danni rilevanti;

             visto  che  il  Governo,  in  particolare l'Assessore
          regionale  al  bilancio, ha proposto di cancellare dalle
          previsioni  di  spesa delle variazioni al bilancio della
          Regione per l'anno  finanziario  2001, L. 97 miliardi ed
          800 milioni nei  capitoli 348105 e 348106, riguardanti i
          contributi per  le misure di accompagnamento a carattere
          sociale (etc.) e le indennità da erogare ai pescatori;

             considerato   che   la   Terza  commissione  dell'ARS
          ha contestato  l'abbattimento delle suddette somme e che
          lo  stesso   Assessore   alla  cooperazione  ha  chiesto
          all'Assessore per  il  bilancio non solo il mantenimento
          delle somme in  oggetto,  ma  anche  un  incremento di 6
          miliardi di lire  per  far fronte alle richieste rimaste
          inevase per le  finalità delle leggi regionali n. 30 del
          1998 e n. 24  del  1999, considerato che le stesse somme
          previste non saranno sufficienti;

             per  sapere  se non ritenga di dovere intervenire con
          sollecitudine  al  fine  di  procedere alla liquidazione
          delle indennità ai pescatori, per evitare altri problemi
          ad  un  settore  che  già  versa in difficili e critiche
          condizioni." (320)
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CIMINO    assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
  merito alla interrogazione  presentata  dagli  onorevoli  Villari ed
  altri con la quale viene sollecitata la liquidazione delle indennità
  di fermo tecnico ai pescatori siciliani  per  gli  anni  del  1998 e
  1999, si rappresenta che i  problemi  di  mancata liquidità di cassa
  non  hanno  consentito   per   l'esercizio   finanziario   2001   il
  trasferimento delle somme  necessarie  ai  funzionari  delegati alla
  spesa.
       A seguito della pubblicazione  della legge finanziaria n. 2 del
  2002,  si  è  proceduto   al   trasferimento  delle  somme  ed  alle
  conseguenti liquidazioni a cura delle Camere di commercio.
       Ad oggi si ha notizia  che  tutti  i  pescatori  e gli armatori
  destinatari delle leggi n. 30 del  1998  e  n.  24  del  1999  hanno
  ricevuto il contributo previsto per l'adeguamento delle imbarcazioni
  alle leggi per la sicurezza nel posto di lavoro.
       Per quanto concerne  l'altra  problematica,  la mucillagine, si
  evidenzia  che  il  relativo   regolamento   è   stato  già  inviato
  dall'Assessorato     della      Cooperazione,     del     Commercio,
  dell'artigianato  e  della pesca,  con  il  parere  della  Direzione
  generale, al Consiglio di giustizia  amministrativa  e siamo in fase
  di risposta e di alcune delucidazioni.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     VILLARI  Signor Presidente, credo  che  anche  in  questo caso si
  ponga, mi riferisco all'aspetto  cronologico,  il problema di prima,
  seppure per aspetti completamente diversi.
       Effettivamente,  la  questione è  nei  termini  di  cui  diceva
  l'Assessore.  Per quanto  attiene  all'erogazione  dell'indennità di
  fermo,  questa è stata erogata per  gli  anni  a  cui  si  riferisce
  l'interrogazione, il 1998 e il 1999, quindi da questo punto di vista
  prendo atto dell'intervento che  allora  mi  permisi di sollecitare,
  anche informalmente all'Assessore, per questa ragione perché venisse
  presto risolto.
       Per il resto c'è in  atto un parere chiesto, diceva il Governo,
  al Consiglio di giustizia amministrativa. Si attenderà...

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Per la mucillagine.

     VILLARI  Rispetto a questo, invece, non ci sono ancora novità. Ne
  prendo e mi dichiaro soddisfatto della risposta.

     PRESIDENTE    Si  passa   all'interrogazione   n.  474  "Verifica
  dell'operato del Comune di  Custonaci circa l'ampliamento della zona
  artigianale", a firma dell'onorevole Oddo.
       Ne do lettura:

           "All'Assessore  per  la  cooperazione,   il  commercio,
           l'artigianato  e  la  pesca   e  all'Assessore  per  il
           territorio e l'ambiente, premesso  che  con delibera di
           giunta n. 147 del 12.9.2001, il  Comune di Custonaci ha
           affidato l'incarico per la progettazione di massima per
           l'ampliamento  della  zona  artigianale  esistente  con
           costruzione  di  relative   opere   di   urbanizzazione
           primaria;

           considerato che la legislazione  regionale  prevede  la
           realizzazione  dei   Piani  d'insediamento  produttivi,
           disponendo  tra  l'altro  che   il  finanziamento  alle
           Amministrazioni  locali  sia   subordinato   alla  loro
           approvazione da parte dell'A.R.T.A.;

           osservato  che la  progettazione  urbanistica  relativa
           all'ampliamento  della  zona   artigianale,   senza  la
           preventiva approvazione di uno  specifico  P.I.P., è in
           palese violazione della norma in vigore;

           per  sapere se non  ritenga  indispensabile  verificare
           l'operato dell'Amministrazione comunale di Custonaci in
           merito     alla     procedura     adottata,    relativa
           all'ampliamento della vecchia zona artigianale." (474)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la   pesca.  Signor  Presidente,  con  riferimento
  all'interrogazione n.  474 dell'onorevole  Oddo,  si precisa che non
  rientra tra le  competenze dell'Assessorato Cooperazione la verifica
  sulle procedure adottate  dalle  amministrazioni comunali in materia
  di varianti urbanistica.
       Nella fattispecie, l'Assessorato a  cui  sono  preposto  non ha
  alcuna  competenza di esprimere  parere sulle procedure adottate dal
  Comune di Custonaci, né  sulla redazione della variante urbanistica,
  né  sulla successiva approvazione della stessa.
       Ciò in considerazione che  dette  procedure  si  riferiscono ad
  aspetti esclusivamente  tecnici  legati  alla  corretta applicazione
  della  normativa  urbanistica   in   atto   vigente  nel  territorio
  regionale.
       Tuttavia,   in    relazione    all'interrogazione    presentata
  dall'onorevole Oddo, desidero sottolineare  che  non  è stato emesso
  alcun  provvedimento  di   finanziamento,  perché   trattandosi   di
  ampliamento e non di completamento, come  previsto  dal  bando della
  misura 4.02B del POR, non era un'opera finanziabile.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà   di   parlare   l'onorevole  Oddo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     ODDO  Signor Presidente, non  so  chi  deve  bene  documentare il
  Presidente  della  Regione  per  quanto  concerne  le  deleghe  agli
  assessori per rispondere alle interrogazioni. Non è compito mio.
       Penso che lei, nella qualità di Presidente di questa Assemblea,
  forse qualcosa può indicare:  di  essere  un  po'  più  accorti,  di
  decidere chi è l'assessore  competente, di leggere le interrogazioni
  meno velocemente, di dargli un peso assolutamente maggiore di quello
  che ha un atto ispettivo, ma  considerare,  a  mio  avviso, gli atti
  ispettivi non solo sotto forma  burocratica di passaggio delle carte
  a  qualche  assessore,  che,   giustamente,   così   come  ha  detto
  l'Assessore Cimino, eccepisce  la incompetenza sulla materia, perchè
  altrimenti si vanificherebbe  l'attività  ispettiva  di ogni singolo
  parlamentare.

     PRESIDENTE  Onorevole Oddo, poichè il suo rilievo è molto fondato
  e del resto l'Assessore non  può  che  eccepire  la  incompatibilità
  sulla materia, assicuro che l'atto ispettivo resta in vita in attesa
  che  si  chiarisca  con  il  Governo  a  chi  spetta la competenza a
  rispondere.

     ODDO   Posso  anche  accedere  alla  sua  proposta.  Mi  permetto
  semplicemente di  segnalarle  un'altra questione.
       L'interrogazione risale al 5  marzo  2002;  sono trascorsi otto
  mesi. Io spero semplicemente,  signor Presidente, accedendo alla sua
  proposta, che non passino  nuovamente  otto  mesi, perchè altrimenti
  non ha senso discutere le  interrogazioni  e  soprattutto  in questo
  caso,  dove,  a  mio  avviso,   vi  sono  problemi  seri  di  natura
  urbanistica.  Quando si innescano meccanismi di un certo tipo, anche
  i comuni confinanti cominciano a  chiedersi  il  perchè  non possono
  aiutare i loro artigiani nella maniera in cui lo fa un altro comune.
       Quindi, credo  che  l'argomento  sia  molto  serio.  Non voglio
  enfatizzarlo, ma comunque spero che  non  venga  trattato  fra  otto
  mesi.

     PRESIDENTE  Onorevole  Oddo, per  quanto  riguarda il rilievo dei
  tempi lunghi mosso sia da  lei  che  dall'onorevole  Villari, voglio
  precisare  che,  rispetto   alla  media,  siamo  abbastanza  avanti;
  infatti, abbiamo realizzato  notevoli passi in avanti nell'adempiere
  a questo compito. Tuttavia, mi  farò  carico di segnalare al Governo
  l'urgenza con cui deve essere  data  risposta  alle  interpellanze e
  alle interrogazioni. Nella  prossima  riunione  della Conferenza dei
  presidenti dei gruppi parlamentari  proporrò  di dedicare una seduta
  alla settimana soltanto allo svolgimento dell'attività ispettiva.
       Si  passa  all'interpellanza  n.  40  "Iniziativa  urgente  per
  riconsegnare   al   comparto  dell'artigianato  l'autogoverno  delle
  commissioni provinciali e regionali", a firma degli onorevoli Sbona,
  Franchina, Borzacchelli e Fratello.
       Ne do lettura:

          "All'Assessore  per  la   cooperazione,   il  commercio,
           l'artigianato e la pesca,

      PREMESSO che:

         - l'on. Assessore Michele Cimino,  dopo  aver  sciolto in
           data   27.9.2001   le   commissioni   provinciali   per
           l'artigianato di Sicilia per  aver  superato il periodo
           di legge previsto (cinque anni), ha nominato Commissari
           straordinari,  nel   rispetto  dell'autogoverno   della
           categoria, i Presidenti uscenti delle stesse CCPPA;

         - dopo  sei mesi, senza avere  indetto  le  elezioni,  ha
           sostituito i precedenti  Commissari  con funzionari del
           proprio ufficio e/o  Gabinetto, supportando tale scelta
           con un parere dell'Ufficio legislativo  e legale del 30
           agosto  2001,  nel  quale  le  CCPPA  vengono  definite
           'organi di codesto  Assessorato  attraverso cui codesto
           Assessorato  agisce  ed  opera  nell'interesse  di  una
           determinata categoria';

         - le  operazioni  di  'revisione'  degli albi provinciali
           delle  imprese  artigiane  per accertare l'esistenza in
           vita  di  tutte  le imprese artigiane iscritte all'AIA,
           sono  superate  dalle  innovazioni  sulla   tenuta  del
           Registro  delle imprese previa la  riscossione  annuale
           del cosiddetto 'diritto camerale';

         - la  Regione  siciliana  ha  recepito  la  legge  quadro
           nazionale per l'artigianato con la legge  regionale  18
           febbraio  1986  n.  3,  con  la  quale  al  titolo  III
           definisce   gli   'Organi  di  autogoverno   e   tutela
           dell'artigianato',   stabilendo  che   le   commissioni
           provinciali per l'artigianato devono  essere costituite
           per due terzi da titolari di imprese artigiane e che il
           presidente ed il vice presidente devono  essere  eletti
           scegliendoli fra i due terzi dei titolari artigiani;

         - le  Commissioni  provinciali per  l'artigianato,  nelle
           more   del   riordinamento   degli   enti    locali   e
           dell'istituzione   dei  liberi  consorzi,   hanno  sede
           presso   ciascuna   Camera  di   commercio,  industria,
           artigianato e agricoltura;

         - l'On.  Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il
           commercio , l'artigianato e la pesca  non  ha potere di
           'nomina' delle Commissioni, nella considerazione che le
           Commissioni   provinciali   per    l'artigianato   sono
           costituite  e non nominate con decreto  assessoriale  e
           che 'l'attività di segreteria di ciascuna commissione è
           assicurata  dalla  competente camera di  commercio,  la
           quale provvede altresì alla custodia degli atti ed alle
           spese di funzionamento della commissione';

      PER CONOSCERE:

         - quali  siano  i presupposti di legge  che  hanno  fatto
           affermare all'Ufficio legislativo e legale,  nel parere
           prot.   1482/247.11.2001   del   17.9.2001,    che   le
           commissioni    'sono     organi    dell'amministrazione
           regionale,   più   precisamente   organi   di   codesto
           Assessorato attraverso cui codesto  Assessorato  agisce
           ed opera nell'interesse di una determinata categoria';

         - quali  elementi avesse l'Ufficio legislativo  e  legale
           per   affermare,   che   'una  diversa  interpretazione
           renderebbe  inspiegabile  il  pagamento  di indennità e
           compensi ad un organo estraneo alla Regione', visto che
           non  risulta  alcun pagamento a carico dell'Assessorato
           regionale per  compensi  ai  presidenti e ai componenti
           delle Commissioni provinciali per l'artigianato;

         - quali motivi hanno indotto l'Assessorato  a  richiedere
           parere  all'Ufficio  legislativo  e legale e  non  alla
           'competente    commissione    legislativa    permanente
           dell'Assemblea    regionale   siciliana,   sulla   base
           delle interpretazioni di cui alla presente legge' (art.
           11 della legge  regionale  n.  3  del  1986),  unica  a
           potere dare 'interpretazione autentica' di una norma di
           legge emanata dall'Assemblea regionale siciliana;

         - se non intenda, per ristabilire chiarezza e trasparenza
           delle norme suesposte:

           1) revocare il decreto assessoriale n.  366/7S  del  12
              aprile 2002;

           2) nominare i nove commissari straordinari scegliendoli
              fra  artigiani  iscritti negli albi  provinciali  da
              almeno  tre anni, sentite le  federazioni  regionali
              delle    quattro     Confederazioni     maggiormente
              rappresentative a livello regionale;

           3) individuare  la  data delle elezioni per  i  rinnovi
              delle  Commissioni  provinciali   per  l'artigianato
              entro e non oltre il 31 ottobre  2002,  nominando  a
              garanzia  di  tutte  le  liste   che  parteciperanno
              all'elezione dei due terzi dei componenti artigiani,
              quattro commissari ad acta, designati uno per ognuna
              delle    quattro     confederazioni     maggiormente
              rappresentative,   al  fine di collaborare   con   i
              Commissari  straordinari nelle  operazioni  previste
              dal  decreto  25  novembre   1986   dell'Assessorato
              Cooperazione (Regolamento elettorale per  il rinnovo
              delle commissioni provinciali dell'artigianato della
              Regione siciliana)." (40)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e  la  pesca.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,
  con riferimento all'interpellanza n.  40  degli  onorevoli  Sbona ed
  altri, si rassegnano qui di seguito gli idonei elementi di risposta.
       Preliminarmente, si riferisce che con  la  legge regionale n. 3
  del 1986, recante "Norme per  la  tutela  e  la  valorizzazione,  lo
  sviluppo dell'artigianato siciliano"  sono state istituite, ai sensi
  dell'articolo  9  e   successivi,  le  Commissioni  provinciali  per
  l'artigianato aventi sede presso le Camere di commercio siciliane.
       Le Commissioni provinciali  per l'artigianato sono organismi di
  autogoverno e tutela dell'artigianato,  così come sancito dal titolo
  III della legge regionale n.  3  del 1986, preposte alla iscrizione,
  modifica, cancellazione dell'impresa, in relazione alla sussistenza,
  modificazione o perdita dei requisiti di  cui agli articoli 2, 3 e 4
  della legge n.  443 del 1985  (articolo 8 della legge regionale n. 3
  del 1986).
       Le  suddette  Commissioni  vengono  elette  direttamente  dagli
  stessi artigiani iscritti negli albi  provinciali  da almeno un anno
  e, successivamente, nominate con  decreto assessoriale per la durata
  in carica di cinque anni, secondo il disposto dell'articolo 10 della
  legge regionale n. 3 del 1986.
       Le Commissioni nominate a seguito delle ultime elezioni svolte,
  sono scadute  nell'agosto  2001 e non è stato possibile procedere al
  tempestivo rinnovo delle  medesime in quanto i comuni, soprattutto i
  capoluoghi di provincia, non hanno fornito le informazioni richieste
  ai sensi dell'articolo  12  della  legge  regionale  n.  1 del 1979,
  relativamente alla  verifica  del  possesso  dei  requisiti previsti
  sopra citati, elementi  essenziali  per le Commissioni al fine della
  revisione degli albi, così come previsto dall'articolo 8 della legge
  regionale n. 3 del 1986.  Al  riguardo,  si ritiene evidenziare alla
  cortese attenzione degli  onorevoli  interpellanti  che la revisione
  degli  albi  della  quale dibattiamo  - e di ciò siamo perfettamente
  consapevoli  -  rappresenta  la  vera circostanza indispensabile per
  procedere   al   rinnovo  delle  commissioni,  secondo  il  disposto
  dell'articolo 13 della legge regionale n. 3 del 1986.
       Al fine  quindi  di  consentire il regolare funzionamento delle
  commissioni e  nell'intento precipuo di non arrecare alcuna forma di
  ritardo e danno  alla  categoria degli artigiani, i quali per potere
  svolgere   l'attività   devono  necessariamente  risultare  iscritti
  all'albo provinciale  competente  per territorio, si è fatto ricorso
  alla nomina  di  commissari  straordinari,  facendo  ricadere in una
  prima fase la  scelta  sui  presidenti uscenti per un periodo di sei
  mesi, scaduto il quale si  è  mantenuta nel corso del mese di aprile
  u.s. la gestione commissariale,  per  un  periodo  ulteriore  di sei
  mesi e poi prorogata a  tutto  il  31 dicembre 2002, procedendo alla
  sostituzione dei  presidenti  uscenti-commissari  con  funzionari in
  servizio presso l'Amministrazione  regionale sulla scorta del parere
  reso, a seguito  di  analoga  richiesta  avanzata  dall'Assessorato,
  dall'Ufficio legislativo e legale, prot. 14820 del 30 agosto 2001.
       Va  da  sé   che,  allorquando   i  comuni  consentiranno  alle
  commissioni di effettuare la  revisione  degli albi, si procederà al
  rinnovo delle  commissioni  medesime.  Ed  invero  l'Assessorato  ha
  prontamente  diffidato  quelle amministrazioni comunali inadempienti
  per restituire  in tempi assolutamente brevi agli artigiani l'organo
  ordinario di  autogoverno. Già presso le segreterie delle rispettive
  commissioni cominciano  a pervenire, da parte di quegli enti locali,
  i dati necessari alla revisione degli albi.
       Ovviamente, l'Assessorato non  ha  mancato  di  vigilare  ed ha
  attivato ogni  ulteriore  iniziativa  per  giungere all'insediamento
  delle  commissioni,   tanto   auspicato   dagli   artigiani,   dalle
  organizzazioni  di  categoria  ed,  in  ultimo,  ma  non  certo  per
  importanza, dall'Assessorato  cui  sono  preposto.  Né  appare utile
  soffermarsi  ulteriormente  sulle operazioni di revisione; revisione
  che non può  esplicitarsi con la semplice verifica del pagamento del
  diritto camerale  da parte dell'artigiano, ma attraverso la verifica
  del possesso  per  l'artigiano  dei  requisiti previsti dalla citata
  legge 443 del 1985, così come richiamata dall'articolo 5 della legge
  regionale 36 del 1986, unica condizione per l'iscrizione all'albo.
       Si riferisce  infine  che  nel contempo l'ufficio legislativo e
  legale ha dato ragione all'attività svolta dall'Assessorato e quindi
  non si può soprassedere alle disposizioni legislative che sono state
  indicate.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà   di   parlare  l'onorevole  Sbona  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     SBONA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dichiaro
  parzialmente soddisfatto e parzialmente insoddisfatto.
       Soddisfatto in quanto,  leggendo la data di presentazione delle
  altre  interrogazioni,  la   mia   è   quella  cui  l'Assessore  sta
  rispondendo dopo appena  cinque mesi; insoddisfatto per il contenuto
  della risposta testè letta dall'Assessore.
       Per essere  sintetico,  onorevole  Assessore,  avevo presentato
  l'interpellanza perché  ritenevo  e  ritengo, assieme con i colleghi
  che  l'hanno  controfirmata,  che  le  commissioni  provinciali  per
  l'artigianato siano degli organismi che non vanno intesi come legati
  da  un  cordone   ombelicale   all'Assessorato.  Per  questo  motivo
  chiedevo  la  revoca   del   decreto   assessoriale.   La   risposta
  dell'onorevole Assessore avrebbe  potuto  chiarire  i  miei  dubbi e
  quindi avrei potuto fare un passo indietro rispetto a quella che non
  è  un'ostinata  convinzione,  ma dopo la risposta resto sempre dello
  stesso avviso.
       Noi facciamo riferimento, per quanto riguarda le commissioni di
  cui stiamo trattando, ad una legge quadro del 1985, e poi alla legge
  regionale  n.  3  del 1986.  Secondo queste normative, a mio avviso,
  l'Assessore  non  ha  potere  di  nomina delle commissioni perchè le
  commissioni  provinciali  per  l'artigianato  sono  costituite,  non
  nominate,  con  decreto  assessoriale, e l'attività di segreteria di
  ciascuna   commissione  è  assicurata  dalla  competente  Camera  di
  Commercio, la quale provvede altresì alla custodia degli atti etc.
       Mi sono reso conto, e  sono  più  che  sicuro  della buona fede
  dell'Assessore - vorrei essere altrettanto convinto della buona fede
  degli uffici, considerato che  l'Assessore  si  rifà  ad  un  parere
  dell'Ufficio  legislativo  e  legale  -  che  secondo quel parere le
  commissioni   sono   organi   dell'Amministrazione   regionale,  più
  precisamente  organi  di  codesto  Assessorato  attraverso  cui esso
  agisce  ad  opera  nell'interesse  di una determinata categoria.  Io
  sono  un  neodeputato,  vorrei  capire,  non  so  se  effettivamente
  sia  necessario  rivolgersi  ad  un  ufficio  competente  ovvero non
  sarebbe stato più ortodosso rivolgersi alla Commissione parlamentare
  che mi pare abbia il compito preciso di esprimere il parere.
       Da parte mia ritengo  sussistano i motivi per cui avevo chiesto
  la  revoca  del decreto e la nomina di nuovi commissari straordinari
  scegliendoli  tra  gli  artigiani iscritti negli albi provinciali da
  almeno  tre  anni,  sentite  le  federazioni regionali delle quattro
  confederazioni    e   successivamente   di   individuare   la   data
  dell'elezione  per  il  rinnovo  delle  Commissioni;  questo dice la
  legge.

     PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza n.  23: 'Provvedimenti in
  favore dell'equipaggio  del  peschereccio  recentemente affondato al
  largo  di  Trabia (PA)',  a  firma  dell'onorevole  Tricoli.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
           cooperazione,  il  commercio, l'artigianato e la pesca,
           premesso che:

             -  nei giorni  scorsi nello specchio di mare al largo
           del golfo di Trabia un motopeschereccio della marineria
           di  Porticello (PA) di proprietà della cooperativa Mare
           Nostrum, si è inabissato;

             -  tale  sciagura, allo stato attuale dei fatti, pare
           dovuta ad un incidente verificatosi durante una battuta
           di pesca;

             -  al momento dell'incidente sul natante si trovavano
           due  uomini  oltre  il  comandante,  i  quali  per puro
           miracolo  sono  riusciti  a  mettersi  in  salvo grazie
           all'intervento  di  un'imbarcazione  che  si trovava in
           zona;
             -   nulla   si   è   potuto   per   il  recupero  del
           motopeschereccio,   affondato  in  un  tratto  di  mare
           profondo un centinaio di metri;

             - tale sciagura sarà causa di gravi  problemi  per  i
           tre marinai dell'equipaggio, che  si  troveranno  senza
           alcuna fonte di reddito, con  conseguente  grave  danno
           per sé e per le proprie famiglie;

             per conoscere se possano essere predisposti, a favore
           dei   marinai   vittime   di  tale  spiacevole vicenda,
           interventi   di   tipo  economico  volti  all'eventuale
           ripristino delle loro condizioni occupazionali." (23)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

     CIMINO    assessore   per    la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la   pesca.   Con   riferimento  all'interpellanza
  n. 23, si informa che su iniziativa del sottoscritto è stato emanato
  un  provvedimento legislativo  (articolo  7  della  legge  regionale
  3/10/2002, n. 16) che, estendendo i contenuti delle precedenti norme
  sulle calamità naturali,  consentirà  anche  all'impresa di pesca di
  Porticello di ottenere un  contributo  sia  per il mancato esercizio
  dell'attività di pesca dell'equipaggio del natante, che per le spese
  di recupero e di ristrutturazione del natante stesso.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di   parlare  l'onorevole  Tricoli  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     TRICOLI   Signor  Presidente, prendo  la  parola  brevemente  per
  esternare la mia totale soddisfazione per la risposta dell'onorevole
  Assessore, la quale fa  chiarezza anche a livello di interpretazione
  della norma circa l'opportunità  e  la  possibilità  di  erogare  un
  contributo che doveva essere dato  a tutte quelle persone - e questo
  è  il caso  dell'equipaggio  del  peschereccio  di  Porticello - che
  rischiano  la vita quotidianamente  e  non  hanno  la  certezza  del
  proprio reddito familiare.  Occorre che l'Assemblea ed il Governo si
  occupino, nel  modo  puntuale - a mio avviso - in cui lo sta facendo
  l'Assessore  Cimino,  delle  questioni  che  concernono  le attività
  imprenditoriali  che  non  comportano  soltanto  i rischi del libero
  mercato, ma anche il rischio di essere soggette a fenomeni difficili
  da  determinare,  quali le condizioni meteorologiche e del mare. Una
  cosa,  infatti,  è aprire una cartoleria, un'altra cosa è esercitare
  un'attività di pesca, come faceva appunto l'impresa di cui trattasi.
       Credo che avere dato  quel  segnale  a  livello legislativo, ma
  anche avere  dichiarato l'importantissimo impegno amministrativo che
  l'Assessore intende prendere dia  un  margine  di certezza a tutti i
  pescatori - e alle  loro  famiglie  - che in Sicilia quotidianamente
  rischiano  la  vita,   rischiano   il  lavoro  con  questa  attività
  pericolosa e incerta.

     PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione n. 693: "Notizie sugli
  impedimenti  che  ostacolano lo svolgimento del concorso a direttore
  generale dell'IRCAC", a firma dell'onorevole Ferro". Ne do lettura:

          "Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore  per  la
           cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,

      premesso che:

         - con delibere nn. 8496 del 21.4.1999, 8476 del 27.4.2000
           e 8973 del  15.1.2001,  il Consiglio di Amministrazione
           dell'IRCAC, presieduto  dall'Avv.  Francesco Romano, ha
           approvato  il bando  di  concorso  per  titoli  per  la
           copertura   di    1   posto   di   Direttore   generale
           dell'Istituto   regionale    per    il   credito   alla
           cooperazione;

         - in  data  25.5.2001   il  bando  di  concorso  è  stato
           pubblicato sulla GURS, serie speciale concorsi, n. 7;

         - entro i trenta  giorni  utili  sono state presentate 18
           domande di partecipazione al concorso, tra le quali una
           da  parte   di   un   dirigente   interno  all'Istituto
           esercitante le  funzioni di direttore generale mediante
           incarico a  tempo  determinato  conferito dal Consiglio
           d'amministrazione in carica;

         - quest'ultimo ha proposto ricorso gerarchico concernente
           la formulazione  del  bando al Presidente della Regione
           e, da quel momento, l'esperimento di tutte le formalità
           inerenti   all'esame   delle   domande,   nonché   alla
           formazione della Commissione interna per la valutazione
           dei titoli, si è inspiegabilmente bloccato;

         - ad oggi non  risulta  l'adozione di alcun provvedimento
           al  fine   del  corretto  svolgimento  della  procedura
           concorsuale, né si  ha  notizia  alcuna  dell'esito del
           ricorso proposto  dal  concorrente,  con la conseguenza
           che  l'Istituto,  oltre  a  non  essere  dotato  di  un
           consiglio d'amministrazione  (scaduto a novembre 2001 e
           non ancora rinnovato  dalla  Giunta regionale) si trova
           senza Direttore generale  e  quindi  senza alcuna guida
           sia di indirizzo politico che amministrativo;

      per sapere:

         - quali siano i  motivi  che  ostacolano  lo  svolgimento
           della procedura concorsuale  che doterebbe l'Ente di un
           Direttore generale;

         - per  quali   motivi   il  Consiglio  d'amministrazione,
           scaduto a novembre 2001, non è stato ancora rinnovato;

         - quali iniziative  intenda  assumere  per  sbloccare una
           situazione divenuta assurda e assai pregiudizievole per
           il corretto funzionamento dell'Istituto." (693)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la  pesca. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo
  8 lettera e) della legge  regionale n.  212 del 1979 e dell'articolo
  20 dello statuto dell'IRCAC,  la  nomina  del  direttore generale da
  parte del consiglio  d'amministrazione  deve  avvenire  a seguito di
  concorso pubblico per  titoli.
       Con deliberazione del  1998, l'IRCAC ha adottato il regolamento
  per l'assunzione del  direttore generale mediante concorso pubblico.
  Con deliberazione successiva del  1999 è stato adottato lo schema di
  bando.   Con delibera  del  2001  il  consiglio  di  amministrazione
  dell'IRCAC ha deliberato  di  procedere alla pubblicazione del bando
  di concorso per la  copertura  del  posto  di  direttore  generale -
  organo dell'Istituto -  nel  testo  allegato  alla deliberazione del
  1999, con cui vengono apportate modifiche al bando ed al Regolamento
  del direttore generale,  rendendolo  compatibile con le disposizioni
  di cui all'articolo 31 della  legge  regionale  n.  6  del 1997.
       La Giunta di Governo  con  deliberazione  n.  162 del marzo del
  2001, ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale n. 36 del 1991
  e dell'articolo 3 della legge  regionale  n.  2  del  1978  ha  reso
  parere favorevole  all'approvazione  della  citata deliberazione del
  2001.
       In  data 25 maggio  2001  è  stato  pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione il bando  di  concorso per titoli a un posto
  di  direttore generale.
       A  seguito  del   ricorso  straordinario  al  Presidente  della
  Regione proposto avverso  l'IRCAC  per  l'annullamento del bando, il
  Consiglio di amministrazione  pro-tempore nella seduta del 26 giugno
  2001 con decisione  mai  sottoposta al controllo dell'organo tutorio
  (Assessorato della  Cooperazione)   ha  ritenuto  di  sospendere  la
  procedure concorsuale in  attesa  dell'esito del ricorso.
       In ordine alla predetta decisione, con nota protocollo n.  2368
  del 26 ottobre  2001, l'Assessorato della  Cooperazione, poiché  non
  risultava disposta alcuna  sospensiva  da parte dell'autorità adita,
  nell'interesse dell'Ente ha rappresentato la necessità di proseguire
  la procedura concorsuale per  la  copertura  del  posto di direttore
  generale.
       Considerato che in data  5 novembre 2001 è scaduto il Consiglio
  d'amministrazione dell'IRCAC,  l'Assessorato  alla  cooperazione  ha
  ritenuto di rinviare  la  questione  alla  competenza  del Consiglio
  d'amministrazione in fase di ricostruzione.
       Con decreto presidenziale n.  218  del  2002  è  stato nominato
  quale commissario straordinario dell'IRCAC il dottor Stefano Filì.
       Con  nota  di  protocollo  n.  21683  del 2002 indirizzata alla
  Presidenza  dell'Ufficio legislativo e legale e per conoscenza anche
  a  questa  Amministrazione,  il  commissario  dell'Ente  ha  chiesto
  notizie in merito al sopracitato ricorso straordinario al Presidente
  della Regione.
       Con nota del 2002 il Commissario straordinario dell'Istituto ha
  rappresentato all'Assessorato  Cooperazione alcune problematiche che
  rendono difficile la  prosecuzione  della  procedura  concorsuale in
  questione.
       In  particolare, considerato che l'art. 5 del bando di concorso
  pubblico prevede che "gli  esami  dei  titoli  e la graduatoria sono
  atti che ai sensi dell'art.  17 della legge regionale n. 46 del 1995
  sono demandati agli  uffici  dell'IRCAC  sotto la responsabilità del
  capo della struttura burocratica dello stesso" e che tra i candidati
  al concorso di  direttore  alcuni  sono  dirigenti  dell'Istituto  e
  quindi può riscontrarsi nell'ipotesi di affidamento di cui al citato
  articolo  5  del  bando   di  concorso,  un  evidente  conflitto  di
  interesse. L'Organo  tutorio (l'Assessorato della Cooperazione), sta
  valutando ipotesi risolutive  per  lo  svolgimento  della  procedura
  concorsuale a garanzia di imparzialità.

     PRESIDENTE   Onorevole Cimino,  in  qualità  di  deputato  che ha
  il diritto di capire, le chiedo: il ricorso che è stato proposto che
  esito ha avuto, trattandosi di ricorso gerarchico?

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Si  tratta di un ricorso straordinario al
  Presidente della Regione; ancora non ha avuto alcun esito.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Ferro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     FERRO  Signor Presidente,  onorevole  Assessore, ho ascoltato con
  interesse la descrizione dell'excursus del concorso di cui trattasi,
  tuttavia ciò era  già  rappresentato nell'interrogazione a mia firma
  presentata nei mesi scorsi.
       Per  chi  ha   avuto  una  qualche  esperienza  nella  pubblica
  amministrazione  è  ovvio   che  spesso  il  ricorso  gerarchico  al
  Presidente della Regione  sostanzialmente  non produce altro effetto
  che  un  prolungamento   dei  tempi  talmente  abissale  da  portare
  inevitabilmente enti di  interesse  rilevante,  come  quello  di cui
  stiamo parlando, sull'orlo del precipizio.
       Mi rendo conto che  abbiamo  una  Regione  commissariata per il
  problema delle acque,  commissariata  per  il  problema dei rifiuti,
  commissariata per una serie di  altri  enti  ad essa collegati ed in
  genere i commissari non  portano  bene.  Credo,  infatti,  che  essi
  rappresentino una sorta  di  ferita  istituzionale,  una  crepa  che
  produce  in  qualche   modo  un  rallentamento  dell'attività  delle
  istituzioni e degli  istituti  anche di importanza strategica, quale
  credo sia l'IRCAC nel campo della cooperazione.
       Lo  stato  dell'arte - mi  risulta - impedisce fondamentalmente
  anche l'utilizzazione di risorse  e  di  fondi,  considerato  che in
  questa gestione commissariale  diventa poi difficile firmare.
       Ho la sensazione peraltro  che  lo stesso commissario - la dico
  esattamente come la penso -  possa  avere un interesse a bloccare il
  bando di concorso che era stato emanato.
       Mi rendo conto che  si  tratta  di  una situazione complicata e
  difficile.  Credo che  la  risposta dell'Assessore sia insufficiente
  non tanto perchè egli  non  voglia  rispondere,  quanto  perchè  non
  risolve in questo momento  il  problema,  rinviandolo  ad  una  data
  successiva;  in sostanza, non  affronta un tema sul quale vorrei che
  l'Assessore riflettesse con  grande  attenzione  per  capire  se  il
  commissario straordinario nominato  dal  Governo  sia esattamente la
  persona più indicata  a  consentire  l'espletamento  del  concorso e
  quindi la dotazione di un nuovo organismo legittimamente nominato.

     PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione n. 710 "Notizie in merito
  all'esercizio delle pesca a strascico nel tratto antistante la costa
  tra Riposto e Calatabiano",  a  firma  degli onorevoli Raiti, Ferro,
  Spampinato, Morinello, Orlando, Micciché. Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore per la
           cooperazione,  il  commercio, l'artigianato e la pesca,
           premesso che:

           - con l'art. 9 della legge regionale n. 25 del 1990, al
           fine  di  favorire il ripopolamento ittico nel golfo di
           Catania, è  stato  vietato  l'esercizio  della  pesca a
           strascico e/o con  sistemi  assimilabili  nel tratto di
           mare compreso entro  la  congiungente tra Capo Molino e
           Capo Santacroce;

           -   detto   divieto   ha   causato   l'emigrazione  dei
           pescherecci  che  esercitano  la  pesca a strascico nel
           tratto  di  mare  tra  Riposto  e  la  foce  del  fiume
           Alcantara,  con  il  conseguente  depauperamento  della
           flora e della fauna marina nella costa antistante;

           -  il Comune di Riposto da anni evidenzia l'acutizzarsi
           del fenomeno  e  protesta  contro  la pesca a strascico
           chiedendo, invano, alla Regione di intervenire;

           considerato  che  l'estensione  del  divieto da Catania
           fino   alla  foce  del  fiume  Alcantara,  tramite  una
           modifica  all'art.  9  della  legge regionale n. 25 del
           1990,   consentirebbe   il   ripopolamento  ittico  nel
           circondario marittimo ripostese;

           per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per
           porre rimedio a quanto sopra esposto."

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     CIMINO    assessore    per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la   pesca.   Signor   Presidente,   il   comma  7
  dell'articolo 172 della legge regionale n.  32 del 2000 testualmente
  recita: "Per le finalità di cui all'articolo 9 della legge regionale
  n. 25 del 1990, il  Golfo di Catania ricomprende altresì i territori
  dei comuni di Catalabiano  e  Siracusa".
       Pertanto il legislatore  ha  inteso estendere ai soli territori
  dei  comuni di Calatabiano  e  Siracusa  i  divieti  e  le  finalità
  previste  dall'articolo  9  della  legge  regionale  25 del 1990.
       Qualora l'intento del legislatore fosse quello di ricomprendere
  nel  Golfo di Catania  tutto  il  territorio  costiero  che  va  dal
  territorio  di Calatabiano  a  Siracusa,  si  renderebbe  necessaria
  un'apposita  norma  legislativa   che   interpreti   in   tal  senso
  autenticamente il disposto del comma 7 dell'articolo 172 della legge
  citata.
       Tale facoltà è demandata all'Assemblea regionale e in tal senso
  sono pronto a sposare, anche  a  nome  del  Governo, l'iniziativa in
  questione.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI    Signor   Presidente,   onorevole  Assessore,  intervengo
  brevemente  innanzitutto per  dare  atto  all'assessore Cimino della
  celerità della sua risposta.
       Prendo atto che è  passato  un  lasso  di  tempo  assolutamente
  accettabile, diversamente da ciò  che  accade in riferimento ad atti
  ispettivi di competenza di altri Assessori e quindi mi sembra giusto
  darne atto all'Assessore Cimino.
       Detto questo, mi  dichiaro  insoddisfatto della sua risposta in
  quanto la problematica in argomento, così come lei ha evidenziato, è
  estremamente importante, considerato  che  la  pesca a strascico sta
  depauperando un tratto  di  fondale  marittimo  di  assoluto  pregio
  naturale  e  i  comuni   di   Riposto  e  Calatabiano  spesso  hanno
  evidenziato queste problematiche.
       E'  vero  che   occorre   intervenire   con   un  provvedimento
  legislativo - e prendo atto che lei ha dato una disponibilità in tal
  senso -, ma abbiamo  già presentato insieme all'onorevole Villari ed
  altri colleghi un disegno di legge che va proprio nella direzione da
  lei auspicata, onorevole  Assessore.  Pertanto, prendendo atto della
  volontà politica da lei  espressa, la inviterei a sollecitare, anche
  in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, una corsia non
  dico  preferenziale, ma  quantomeno  urgente,  in  maniera  tale  da
  affrontare e risolvere  la  problematica  in  questione;  la invito,
  altresì, ad utilizzare la sua  forza  di membro del Governo per dare
  risposte immediate alle esigenze di quel tratto di litorale.

     PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza n. 54 "Interventi urgenti
  per  garantire  sicurezza  agli  alloggi  di  edilizia  economica  e
  popolare  realizzati  dal  consorzio 'La Casa Nostra' di Messina", a
  firma dell'onorevole Genovese. Ne do lettura:

            "Al Presidente della Regione, premesso che:

             -  si  continuano  a  verificare  numerosi sbarchi di
          clandestini  lungo  le coste della Sicilia e delle isole
          ricomprese nel territorio della Regione, con particolare
          riferimento a Lampedusa e Pantelleria;

             -  tale circostanza aggrava la situazione nazionale e
          locale dell'ordine pubblico, per le ben note connessioni
          tra il fenomeno in questione e la malavita organizzata;

             - sarebbe opportuno richiedere maggiore attenzione da
          parte  del  Governo  nazionale  o  avvalersi  dei poteri
          spettanti al Presidente della Regione ai sensi dell'art.
          31 dello Statuto siciliano;

             per  sapere  quali  interventi  si intendano porre in
          essere  per  impedire  o  ridurre  il continuo sbarco di
          clandestini  in  Sicilia  e se si intendano utilizzare i
          citati  poteri  statutari  da parte del Presidente della
          Regione." (54)

       Non  sorgendo  osservazioni,  resta  stabilito  che l'assessore
  Cimino invierà risposta scritta all'interpellanza n.54.
       Si    passa    all'interrogazione   n.   733   "Notizie   circa
  l'autorizzazione  al   fermo   biologico",  a  firma  dell'onorevole
  Papania. Ne do lettura:

          "All'Assessore   per   la  cooperazione,  il  commercio,
           l'artigianato e la pesca, premesso che :

           - a  tutt'oggi  nessuna  decisione  è  stata assunta in
           merito  all'effettuazione  del fermo biologico e presso
           le marinerie siciliane è diffuso un forte allarme anche
           in  relazione  all'assenza  di  informazioni  da  parte
           dell'Amministrazione regionale;

           - a  riprova  di  ciò, una  riunione  indetta presso il
           Comune di  Mazara del Vallo per il giorno 5 agosto 2002
           è  stata revocata dal Presidente del Consiglio comunale
           per   l'annunciata  assenza  dei  rappresentanti  della
           Regione - Direzione Pesca;

           per sapere quale sia effettivamente la situazione anche
           relativamente  al  confronto  con  la UE, relativamente
           all'autorizzazione  al fermo biologico e quali siano le
           iniziative   che   il  Governo  ha  assunto  o  intenda
           assumere." (733)

       Per   assenza  dall'Aula  del  firmatario, l'interrogazione  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Onorevoli colleghi, la seduta  è  rinviata  a domani, giovedì 5
  dicembre 2002, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente LO PORTO


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         "Norme finanziarie urgenti  -  Variazioni  al  bilancio della
          Regione siciliana per  l'anno  finanziario  2002  -  Seconda
          misura salva deficit" (n. 527)

    III - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE,  PREVISTO  DALLA  LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

      V - ELEZIONE  DI  NOVE   COMPONENTI   DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI  DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

  XVIII - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI."

        La seduta è tolta alle ore 12.25.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.10)