Presidenza del presidente LO PORTO
SPAMPINATO segretario, f.f, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni si intende
approvato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, a nome di tutta l'Assemblea
regionale, formule gli auguri all'onorevole Spampinato che oggi
sposerà presso la Cappella Palatina di Palazzo dei Normanni.
MISSIONE
PRESIDENTE Comunico che, per ragioni del suo ufficio, l'
onorevole Orlando è in missione dal 30 novembre al 4 dicembre 2002.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Sanità
N. 6 - Interventi di risanamento sanitario per la
eradicazione della tubercolosi e della brucellosi.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 200 - Urgente avvio di iniziative atte a consentire la
fruibilità del parco di Trepunti (CT).
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 203 - Provvedimenti urgenti per la sistemazione di un
pozzo nero e la bonifica dell'area circostante a Nesima, VII
Municipalità di Catania.
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 327 - Rimozione del Direttore generale della AUSL 5 di
Messina.
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè
Calogero
N. 392 - Iniziative in merito all'assegnazione di
incarichi di primariato presso l'ospedale S. Elia di
Caltanissetta.
Firmatari: Cracolici Antonino
N. 484 - Ispezione presso l'AUSL 5 di Messina.
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Disposizioni riguardante l'Ente di sviluppo agricolo
(ESA), l'istituto regionale della vite e del vino (IRVV) e
i consorzi di bonifica" (n. 536)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Giambrone, Mercadante, Leanza
E., Baldari, Confalone in data 28 novembre 2002
- "Norme sul referendum e sull'iniziativa popolare" (n.
537)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Spampinato, Ortisi, Galletti,
Manzullo, Papania, Ortisi, in data 29 novembre 2002
- "Istituzione dell'ufficio permanente dell'emergenza Etna
ed interventi urgenti per la stazione turistica di Piano
Provenzana a Linguaglossa (CT) e per i comuni danneggiati
dai terremoti del 27 e 31 ottobre 2002 e dalla successiva
colata lavica" (n. 538)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Raiti, Barbagallo, Fleres,
Ioppolo, Leanza Nicola, Liotta, Pistorio, Spampinato,
Villari, Catania Franco, Moschetto, Borzacchelli,
Amendolia, Basile, Cristaudo, Ferro, Garofalo, Mancuso,
Miccichè, Morinello, Nicotra, Orlando, Rotella in data 29
novembre
2002.
- "Modifica del comma 1 dell'articolo 42 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, riguardante la modalità per
la concessione dei servizi socio-assistenziali." (n. 539)
- iniziativa parlamentare
- presento dagli onorevoli De Benedictis, Speziale,
Cracolici in data 2 dicembre 2002.
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 28 novembre 2002, alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Disposizioni in favore dei familiari di Giovanni
Bonsignore e Filippo Basile" (n. 533)
- iniziativa parlamentare
- "Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione
siciliana" (n. 534)
- iniziativa parlamentare
- "Istituzione del registro dei pareri resi e del registro
dei pareri richiesti da enti sottoposti a vigilanza e
controllo della Regione siciliana" (n. 535)
- iniziativa parlamentare
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che in data 29 novembre 2002 l'onorevole
Sanzeri ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 507
"Norme sul riscontro parlamentare dell'attività dell'amministrazione
regionale e degli enti e delle aziende da essa dipendenti e/o
vigilati e/o controllati. Modifiche alla legge regionale 15 maggio
2000, n. 10" presentato dagli onorevoli Fleres ed altri in data 24
ottobre 2002.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE Comunico le seguenti richieste di parere pervenute
dal Governo ed assegnate alla competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Camere di commercio isolane. Designazione componenti
effettivi in seno al collegio dei revisori" (n. 99)
- pervenuto in data 28 novembre 2002
- trasmesso in data 28 novembre 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Accordo di Programma Quadro (APQ) - Energia" (n. 100)
- pervenuto in data 2 dicembre 2002
- trasmesso in data 3 dicembre 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni per il periodo 28 novembre - 2 dicembre 2002:
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 28.11.02 (ant.): CROCE-LIOTTA
" " 28.11.02 (pom.): CROCE-GENOVESE-LIOTTA
" " 2.12.02 (ant.): CROCE-GENOVESE-LEANZA V.-LIOTTA
" " 2.12.02 (pom.): CROCE-GENOVESE-LIOTTA
Sostituzioni
Riunione del 28.11.02 (ant.): CINTOLA sostituito da SAVARINO
D'ANTONI " " LO MONTE
MANCUSO " " BORZACCHELLI
ROTELLA " " LO CURTO
" " 28.11.02 (pom.): CINTOLA " " PISTORIO
D'ANTONI " " LO MONTE
FLERES " " MERCANDANTE
" " 2.12.02 (ant.): D'ANTONI " " LO MONTE
MANCUSO " " PISTORIO
ROTELLA " " LO CURTO
" " 2.12.02 (pom.): D'ANTONI " " LO MONTE
LEANZA V. " " SCOMA
MANCUSO " " PISTORIO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 28.11.02 (ant.): BORZACCHELLI-CATANIA-GAROFALO-GIAMBRONE
LO CURTO-INCARDONA-GALLETTI
" " 28.11.02 (pom.): GAROFALO-LO CURTO-INCARDONA
" " 02.12.02: NICOTRA-GAROFALO-GIAMBRONE-INCARDONA
Sostituzioni
Riunione del 28.11.02 (ant.): NICOTRA sostituito da SEGRETO
" " 28.11.02 (pom.): NICOTRA " " SEGRETO
GIAMBRONE " " MOSCHETTO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 28.11.02: CRISTAUDO-ZANGARA
Sostituzioni
Riunione del 28.11.02: DINA sostituito da BORZACCHELLI
MORINELLO " " RAITI
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso
copia delle seguenti deliberazioni:
- n. 370 del 15 novembre 2002 "POR Sicilia 2000/2006 -
Modifica delle misure 1.02, 1.04a, 1.05 del Complemento di
programmazione - Procedura scritta n. 10/02";
- n. 373 del 15 novembre 2002 "Ripartizione territoriale
dei fondi stanziati per le spese in conto capitale dello
stato di previsione della spesa del bilancio della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2002 - Assessorato
regionale dei beni culturali, ambientali e della pubblica
istruzione - Dipartimento Regione pubblica istruzione".
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 928 - Notizie circa la richiesta di parere
dell'Assessorato enti locali all'Ufficio legislativo e
legale della Regione, in ordine alla legittimità della
previsione in alcuni Statuti comunali dell'Ufficio di
presidenza.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 929 - Iniziative per porre rimedio alla grave
esposizione debitoria delle strutture sanitarie pubbliche
della Sicilia.
- Assessore Sanità
Firmatario: De Benedictis Roberto
- con richiesta di risposta scritta:
N. 930 - Provvedimenti circa la nomina del Segretario
generale della Camera di commercio di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Firmatari:
Villari Giovanni; Raiti Salvatore; Liotta Santo; Speziale
Calogero; Barbagallo Giovanni
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 74 - Interventi per garantire, in tempi brevi, la
fruibilità dell'autostrada Messina-Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari:
Panarello Filippo; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo Camillo; Villari
Giovanni; Zago Salvatore.
TRASFORMAZIONE DI INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA ORALE
IN INTERROGAZIONE CON RICHISTA DI RISPOSTA SCRITTA
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 26 novembre 2002,
trasmessa al Servizio di Segreteria il 28 novembre successivo, l'on.
Villari ha chiesto che l'interrogazione a sua firma, con richiesta
di risposta orale, n. 558 "Notizie sulla concessione del servizio
di acquedotto presso il comune di Mascalucia (CT)" venga trasformata
in interrogazione con richiesta di risposta scritta con carattere
d'urgenza.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI APPOSIZIONE DI FIRMA AD ATTI
ISPETTIVI
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Segreto ha chiesto di
volere apporre la propria firma all'interpellanze n. 1 e alle
interrogazioni nn. 221. 320, 693 e 733.
Presidenza del presidente LO PORTO
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera D),
e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- N. 180 "Opportune iniziative allo scopo di sostenere il
settore agricolo, zootecnico e turistico catanese
danneggiato dalla caduta delle ceneri vulcaniche", degli
onorevoli Liotta, Forgione, Barbagallo e Raiti.
- N. 181 "Impiego del personale in mobilità della
formazione professionale", degli onorevoli Fleres, Catania
G, Scoma e Mercadante.
- N. 182 "Iniziative per fronteggiare l'emergenza scaturita
dagli eventi tellurici e dai fenomeni vulcanici, nonché
provvedimenti volti a favorire gli interventi di protezione
civile nei comuni interessati", degli onorevoli Fleres;
Barbagallo; Catania Franco; Garofalo; Catania Giuseppe;
Scoma; Maurici;
- N. 183 "Iniziative al fine di dotare di un farmacista le
strutture sanitarie private", degli onorevoli Fleres;
Catania Giuseppe; Maurici; Scoma;
- N. 184 "Iniziative per respingere i tentativi di
riduzione dell'autonomia della Regione siciliana", degli
onorevoli Fleres; Catania Giuseppe; Maurici; Scoma;
- N. 185 "Iniziative in merito al decreto legislativo n.198
del 2002 in materia di realizzazione di infrastrutture per
le reti di telecomunicazioni" degli onorevoli Morinello;
Ferro; Miccichè; Raiti;
- N. 186 "Iniziative per il monitoraggio dei prezzi al fine
di garantirne la trasparenza", degli onorevoli Fleres;
Catania; Maurici; Scoma; Garofalo.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il decreto del Ministero dell'economia e finanze, in
relazione ai recenti avvenimenti calamitosi
verificatisi con l'eruzione dell'Etna, ha sospeso il
pagamento dei tributi sino al 31 marzo 2003 per quei
comuni i cui territori sono stati interessati dalle
colate laviche (Belpasso, Castiglione di Sicilia,
Linguaglossa, Nicolosi e Ragalna) o dallo sciame
sismico (Acireale, Milo, Piedimonte Etneo, S.
Venerina, Zafferana Etnea), senza considerare
l'evento delle ceneri vulcaniche e dei lapilli;
- la caduta di ceneri vulcaniche ha interessato gran
parte della Sicilia orientale e soprattutto i
territori di quasi tutti i comuni pedemontani della
Provincia di Catania, causando ingenti danni
all'economia agricola, zootecnica e turistica di
tutta l'area;
- il decreto dell'Assessore per gli enti locali del 25
ottobre 2002 dispone, all'articolo 2, l'assegnazione
di 150 mila euro a ciascun comune il cui territorio
sia stato interessato dalla caduta di ceneri e
lapilli;
- detta somma può rappresentare al massimo un
contributo per la pulizia delle strade dalla cenere
e non risulta proporzionato alla gravità degli
eventi e all'incidenza economica degli stessi nei
singoli territori, soprattutto in ordine agli
ingenti danni subiti da alcune colture
ortofrutticole pedemontane e della piana di Catania,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare misure di aiuto economico a sostegno dei
settori agricolo, zootecnico e turistico nei comuni
interessati dalla caduta di ceneri e lapilli. (180)
LIOTTA - FORGIONE -
BARBAGALLO - RAITI
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la legge regionale n. 24 del 1976 ha previsto il
finanziamento degli enti di formazione
professionale;
- la predetta legge consente agli enti in parola di
provvedere all'assunzione del personale occorrente
per l'assolvimento dei propri compiti;
- qualora gli enti, per insufficienza o per mancato
finanziamento, non possano più garantire il proprio
personale, lo stesso viene posto in mobilità e
gestito dagli Uffici provinciali del lavoro
competenti per territorio;
- sarebbe opportuno, per garantire l'occupazione e per
non appesantire ulteriormente le liste di mobilità,
utilizzare tale personale per compiti specifici in
settori carenti, come ad esempio a supporto degli
educatori presso le Case circondariali della
Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad adottare i provvedimenti necessari affinché il
personale, in atto in mobilità, della formazione
professionale, possa prestare la propria opera a
supporto dell'operato degli educatori presso le Case
circondariali della Sicilia;
- a verificare comunque eventuali altre ipotesi per
consentire l'attuazione di quanto in premessa
indicato. (181)
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA - MERCADANTE
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- negli ultimi giorni di ottobre la zona pedemontana
della provincia di Catania (in particolare i comuni
di Acireale e S. Venerina) è stata ripetutamente
colpita da eventi sismici che hanno causato il
crollo di alcune abitazioni private e l'inagibilità
di decine di edifici pubblici e privati, con
conseguente evacuazione di quasi un migliaio di
persone;
- l'eruzione dell'Etna si protrae da oltre un mese e
ha già comportato la distruzione degli impianti
sciistici ubicati nel versante di Linguaglossa e
dell'unica strada che collegava il comune di
Linguaglossa con Piano Provenzana, nonché di gran
parte della Pineta di Linguaglossa;
- anche altri comuni della fascia pedemontana (in
particolare Nicolosi, Belpasso, Zafferana e gli
altri comuni dell'Etna) hanno subito gravi danni
provocati sia dalle ripetute scosse telluriche sia
dalla caduta della cenere vulcanica;
- l'evento vulcanico è ancora in corso sulla città di
Catania e su numerosi comuni dell'hinterland sui
quali continuano a riversarsi enormi quantitativi di
cenere vulcanica, che hanno determinato il
funzionamento ridotto dell'aeroporto 'Fontanarossa'
di Catania e provocato consistenti danni agli
edifici pubblici e privati e pesanti disagi alla
cittadinanza;
- la tromba d'aria abbattutasi su alcuni comuni della
provincia di Catania (in particolare su Nicolosi e
Misterbianco) ha provocato ulteriori danni,
aggravando di fatto la situazione degli stessi, già
duramente provati dal terremoto e dai quantitativi
di cenere caduti;
CONSIDERATO che il difficile momento in cui versa la città di
Catania e la sua provincia è confermato dai dati
diffusi dalle organizzazioni di categoria, dai quali
emerge un quadro allarmante della situazione
economica venutasi a verificare (basti pensare al
crollo delle vendite dei beni di largo consumo ed
alla contrazione delle richieste di prestazioni di
servizi, pari al 35 per cento),
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad individuare le soluzioni più idonee e tempestive
per fronteggiare lo stato di emergenza venutosi a
creare a seguito degli eventi calamitosi naturali;
- ad adottare i provvedimenti che saranno ritenuti più
idonei per garantire la realizzazione degli
interventi di verifica statica e di consolidamento
strutturale degli edifici pubblici e privati;
- a stabilire un piano di pronto intervento sanitario
atto a fronteggiare l'attuale emergenza, garantendo
così la qualità e tempestività del servizio, anche
in caso di reiterazioni di calamità naturali;
- a proporre al Governo nazionale, anche in deroga
alle attuali normative vigenti, l'aumento della
dotazione organica e dei mezzi dei Vigili del Fuoco;
- a disporre l'incremento della dotazione organica del
personale destinato agli interventi di protezione
civile, sia attraverso la stabilizzazione di quello
in servizio sia con l'assunzione di nuovo personale,
per l'impiego anche nella Sicilia occidentale, ove
si sono registrati fenomeni tellurici (come nella
città di Palermo) che hanno provocato notevoli
danni;
- ad intervenire presso il Governo nazionale ed il
Ministero della Difesa affinché venga autorizzato
l'impiego dell'Esercito e di mezzi militari a
supporto delle Amministrazioni comunali interessate,
per l'espletamento di tutte quelle attività che si
rendono necessarie per il ripristino delle migliori
condizioni di vivibilità e sicurezza della
collettività. (182)
FLERES - BARBAGALLO -
CATANIA F. - GAROFALO -
CATANIA G. - SCOMA - MAURICI
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'art. 38 della Costituzione (vedi anche l'art. 1
della legge 833 del 1978) sancisce la tutela della
salute come fondamentale diritto dell'individuo ed
interesse della collettività, da garantire mediante
il Servizio sanitario nazionale;
- l'assistenza ospedaliera è esercitata tramite gli
ospedali e gli altri istituti convenzionati presenti
sul territorio, assicurando livelli uniformi di
prestazioni sanitarie ed un elevato livello di
qualità;
- l'esistenza di due diverse forme di assistenza
ospedaliera, cioè una pubblica con servizio di
farmacia interna ed una privata senza quest'ultimo,
non è ammissibile;
- la presenza della farmacia interna è finalizzata ad
una migliore tutela della salute degli assistiti;
- tale assenza è peraltro in contrasto con gli
obiettivi del Piano sanitario regionale che, nel
prevedere il rilascio degli accreditamenti,
espressamente stabilisce che le strutture devono
possedere un elevato livello di qualità del
servizio/struttura,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
a promuovere un tavolo di concertazione tra i
rappresentanti delle strutture sanitarie private, i
rappresentanti dei farmacisti, titolari e non, e
l'Assessorato al fine di rendere obbligatoria la
presenza di almeno un farmacista nelle strutture
sanitarie private, in attuazione al Piano sanitario
regionale, con un minimo di posti letto da
concordare in sede di concertazione. (183)
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- profonde modificazioni sono intervenute e altre sono
attese o previste nell'ambito dei rapporti Stato -
Regioni, concernenti l'assetto del sistema delle
autonomie territoriali o le riforme di importanti
settori della pubblica Amministrazione;
- in particolare ricordiamo le modalità di
applicazione della riforma del del titolo V della
Costituzione, i disegni di legge recanti delega al
Governo per la riforma del sistema fiscale statale o
i nuovi ordinamenti posti in essere come il Piano
sanitario nazionale;
- qualsiasi iniziativa o comportamento lesivo delle
Autonomie speciali non può essere accolto da questo
Parlamento che rivendica anzi le proprie prerogative
autonome,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad opporsi con fermezza ad ogni tentativo tendente a
ridurre l'autonomia della Regione garantita dal
nostro Statuto;
- a riferire, presso la Commissione competente, in
ordine alla posizione assunta dalla Regione;
INVITA IL PRESIDENTE
DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ad approfondire la tematica presso la competente
Commissione ed ad assumere le necessarie iniziative.
(184)
FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
SCOMA
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 14 settembre 2002 è entrato in vigore il decreto
legislativo n. 198 del 4 settembre, recante
'Disposizioni volte ad accelerare la realizzazione
delle infrastrutture per le reti di
telecomunicazioni strategiche per la modernizzazione
e lo sviluppo del Paese', a norma dell'articolo 1,
comma 2, della legge n. 443 del 2001, comprendenti,
tra l'altro, le disposizioni per l'installazione
delle antenne per la telefonia cellulare;
- secondo la legge n. 443 del 2001 le categorie di
infrastrutture di telecomunicazioni, considerate
strategiche, sono 'opere di interesse nazionale',
realizzabili esclusivamente sulla base delle
procedure definite dal suddetto decreto, anche in
deroga alle disposizioni di cui all'articolo 8,
comma 1, lett. c) della legge n. 36 del 2001;
- tale disposizione sottrae, di fatto, ai Comuni la
possibilità di pianificare l'uso del proprio
territorio e di regolamentare le installazioni per
assicurare il corretto insediamento urbanistico e
territoriale degli impianti, così da minimizzare
l'esposizione delle popolazioni ai campi
elettromagnetici;
- all'articolo 3 il decreto legislativo n. 198
dispone, inoltre, che le antenne per radiomobili
sono compatibili con qualsiasi destinazione
urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del
territorio comunale, anche in deroga agli strumenti
urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o
regolamento, ivi comprese le Valutazioni di impatto
ambientale (VIA);
- l'articolo 5 stabilisce che per l'installazione
delle antenne UMTS o altre, con potenza di antenna
inferiore ai 20 W, è sufficiente la semplice
denuncia di inizio attività, senza quindi nessuna
verifica preventiva;
- l'articolo 11 del decreto legislativo n. 198 alla
rubrica 'Limitazioni legali alla proprietà privata'
modifica l'articolo 232 del DPR n. 156 del 1973,
concedendo di fatto la possibilità
dell'espropriazione per pubblica utilità per il
passaggio dei cavi per l'installazione delle antenne
della telefonia cellulare, con gravi limitazioni
alla proprietà privata;
- è, inoltre, consentito all'operatore di
telecomunicazioni incaricato del servizio di poter
agire direttamente in giudizio per fare cessare
eventuali impedimenti al passaggio ed
all'installazione delle infrastrutture;
- questa disposizione delegittima le manifestazioni di
dissenso dei cittadini all'installazione di
un'antenna elettro-inquinante;
- il suddetto decreto introduce il silenzio-assenso
per facilitare l'installazione degli impianti;
ritenuto che il suddetto decreto costituisce grave
lesione dei diritti fondamentali della persona e
dell'autonomia degli enti territoriali, privati
della prerogativa di cui all'articolo 8, comma 1
lett. c) e comma 6 della legge n. 36 del 22 febbraio
2001, della possibilità di pianificare e
regolamentare l'uso del proprio territorio in
relazione agli impianti fonte di inquinamento
elettromagnetico;
preso atto del fatto che il decreto legislativo ha
assunto a tutti gli effetti vigore di legge il 14
novembre 2002,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire tempestivamente presso il Ministero
delle comunicazioni affinché venga modificato il
decreto legislativo n. 198 del 2002, privilegiando
la tutela alla salute dei cittadini e non gli
interessi delle grandi compagnie telefoniche;
- a ricorrere alla Corte costituzionale, impugnando il
decreto legislativo n. 198 per la pronuncia di
incostituzionalità per violazione dell'articolo 117
della Costituzione. (185)
MORINELLO - FERRO -
MICCICHE' - RAITI
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'introduzione dell'euro ha innescato, fra l'altro,
un incremento dei costi al consumo in tutti i
comparti ed in particolar modo in quello alimentare;
- in Sicilia l'incremento dei costi al consumo ha
provocato disagi e proteste, determinando la dura
presa di posizione delle associazioni dei
consumatori e dei cittadini-utenti;
- è necessario reclamare provvedimenti urgenti per
evitare il peggioramento di una situazione che può
avere risvolti sull'ordine pubblico;
- la Regione siciliana ha il compito di promuovere
azioni rivolte a salvaguardare gli interessi dei
consumatori e delle imprese produttive mediante un
corretto equilibrio dei prezzi;
- la Regione siciliana potrebbe costituire un
Osservatorio regionale permanente con compiti di
vigilanza e monitoraggio sui prezzi e sul rispetto
dei vincoli di legge tra commercianti e consumatori,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a costituire presso l'Assessorato regionale
cooperazione, commercio, artigianato e pesca
l'Osservatorio regionale interassessoriale
permanente sui prezzi, al fine di garantirne la
massima trasparenza, avviando anche campagne di
sensibilizzazione e di conoscenza per il rispetto
della normativa vigente in difesa dei cittadini e
dei consumatori;
- ad emanare precise disposizioni affinché le Camere
di commercio, per ogni provincia, istituiscano un
Osservatorio provinciale permanente sui prezzi, come
avvenuto a Catania. (186)
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA -
GAROFALO
Dispongo che le mozioni predette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente LO PORTO
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
"COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
"Cooperazione, commercio, artigianato e pesca".
Si procede allo svolgimento dell'interpellanza numero 1
"Iniziative per far fronte allo stato di agitazione della marineria
di Sciacca (AG)", dell'onorevole Capodicasa.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che da diverse settimane le competenti
autorità hanno intensificato i controlli nei confronti
della marineria di Sciacca e hanno elevato diverse
centinaia di contravvenzioni relativamente alla
lunghezza del 'pesce spada';
osservato che le modalità di tale intervento hanno
costretto gli operatori del settore abilitati alla
pesca del pesce spada col sistema del 'palangaro', a
sospendere le loro attività con le inevitabili
ripercussioni economiche;
visto che l'esercizio di tale attività non consente
di selezionare a priori le misure del pescato e che la
taglia del pesce spada nelle zone interessate non
supera i 5 Kg e spesso non raggiunge i 140 cm previsti
dalle norme comunitarie come taglia minima;
considerato che in altre zone d'Italia si applica un
principio di buon senso e non una rigida e fiscale
applicazione delle norme, salvaguardando le ragioni di
tutela ma senza creare eccessivi contraccolpi nel campo
del lavoro e della occupazione;
preso atto dello stato di agitazione della marineria
di Sciacca conseguente a tale stato di cose;
per sapere quali iniziative intenda mettere in atto
per riportare un clima di operosa serenità in un
comparto rilevante della marineria isolana." (1)
CAPODICASA
Ha facoltà di parlare l'Assessore, onorevole Cimino, per
rispondere all'interpellanza.
CIMINO assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
riferimento all'interpellanza dell'onorevole Capodicasa, si precisa
che le problematiche evidenziate sono state già affrontate dal
competente Dipartimento della pesca.
Premesso che le norme comunitarie che regolano la cattura delle
taglie minime consentite non sono derogabili e che con il decreto
numero 150 del 2 febbraio 2001 si regolamentava l'uso del palangaro,
consentito esclusivamente con ami dal numero 0 al numero 2, proprio
al fine di limitare la cattura di specie giovanili dei grandi
Pelagici, tale provvedimento è stato adottato nel rispetto delle
finalità generali dell'articolo 142 della legge regionale 32/2000 e
sulla scorta delle indicazioni fornite dalla componente
tecnico-scientifica del Consiglio regionale della pesca.
Le iniziative dell'onorevole Capodicasa, sebbene condivise nel
merito, trovano una difficoltà nella normativa comunitaria, che
impone dei limiti in questo senso.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'interpellanza da me presentata non aveva, ovviamente, come
obiettivo un intervento da parte della Regione per modificare la
norma in materia, perché sappiamo essere una normativa che discende
da Regolamenti comunitari, non derogabile, e la stessa interpellanza
lo evidenzia.
Ciò che si chiedeva, con l'atto ispettivo, era un intervento,
da parte dell'Assessorato, che con il suggerimento da dare agli
organi competenti territorialmente, potesse rasserenare il clima che
si era determinato nell'ambito della marineria di Sciacca. Perché
la normativa ha un obiettivo da noi tutti condiviso, che è quello di
impedire che l'attività di pesca finisca, se non ben disciplinata,
per comportare un ulteriore aggravio dello sforzo di pesca e,
soprattutto nel settore dei grandi pelagici, finisca per interessare
le specie più giovani, quindi impedendo la riproduzione. Ma, nel
caso in specie, la difficoltà sta nel fatto che, una volta attivata
la pesca, non è facile distinguere tra la cattura di un pesce
giovane da un pesce di altre dimensioni o, meglio, quando
l'operazione è fatta è già praticamente compiuto il danno.
E allora, ciò che si chiedeva era un intervento volto a
sollecitare un atteggiamento di buon senso da parte della
Capitaneria, evitare un esercizio fiscale delle competenze che le
sono attribuite, che avrebbe potuto avere, come per un periodo ha
avuto, quasi un significato ritorsivo nei riguardi della marineria,
con conseguenti ripercussioni sul risultato di pesca e quindi
sull'occupazione.
Il fatto che, come dice l'Assessore, non sia possibile un
intervento che modifichi le norme, a noi era abbastanza noto, ma
ovviamente l'intervento aveva un altro significato. Dal momento,
però, che ormai è passato tanto tempo, la situazione si è
rasserenata per via di una regolazione interna, territoriale che è
già intervenuta; prendiamo quindi atto della dichiarazione
dell'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 215 "Iniziative
nei confronti del precedente Commissario straordinario dell'Ente
autonomo Fiera del Mediterraneo, Avv. Marino Julo Cosentino", a
firma dell'onorevole Acierno. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- l'Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo ha acquisito
personalità giuridica a seguito dell'adozione del
Decreto del Presidente della Repubblica del 22 marzo
1954 n. 618, che contiene il suo statuto ancora oggi
vigente;
- la competenza sulla materia fieristica è stata
trasferita dallo Stato alla Regione siciliana per
effetto dell'art. 38 dalla legge regionale n. 34 del
1991;
- in base a detta norma è stato emanato il Decreto
presidenziale n. 44 del 3.9.1997, concernente la
'Disciplina delle manifestazioni fieristiche in Sicilia'
che reca - in allegato - lo Statuto tipo degli Enti
Fieristici aventi sede nel territorio della Regione;
- sulla scorta del citato schema tipo, l'Ente Fiera
ha adottato il nuovo statuto (deliberazione n. 16 del
31.5.1998);
- tale statuto è stato dapprima approvato con decreto
del Presidente della Regione n. 355 del 10.11.1998 e poi
inviato alla Corte dei Conti, che lo ha restituito non
approvato per alcune difformità rispetto allo statuto
tipo (nota n. 69 del 23.12.1998);
- con nota del 26.10.1999 l'Assessorato regionale
alla Cooperazione ha invitato l'Ente, in ossequio ai
rilievi della Corte dei Conti, ad adottare le modifiche
necessarie;
considerato che:
- contrariamente all'indirizzo assunto e di cui in
premessa, con decreto del Presidente della Regione
siciliana n. 478-gr. VII/SG in base alla nota inviata
dall'Assessore regionale alla Cooperazione n. 721 del
27.4.1999, è stato nominato Commissario straordinario
dell'Ente l'avv. Cosentino, nel presupposto che: 'lo
Statuto tipo approvato con DPR n. 44 del 1997, non
appariva in grado di assicurare un modello organizzativo
dell'Ente improntato a criteri di economicità ed
efficienza, che la stessa Corte dei Conti aveva ritenuto
requisito imprescindibile di carattere generale di tutti
gli enti sottoposti al controllo della regione'; e che
con la stessa nota sopra citata (n. 271 del 27.4.1999)
l'Assessorato alla Cooperazione ha dato notizia di avere
avviato la procedura per l'adozione di un nuovo statuto
tipo;
- il successivo decreto n. 508/gr.VII/SG del
3.8.1999, con cui è stato prorogato il mandato dell'avv.
Cosentino quale Commissario straordinario, si fondava
sul medesimo presupposto, 'tenuto conto del complesso
procedimento burocratico previsto per l'adozione del
nuovo statuto tipo degli enti fieristici';
- parimenti gli altri decreti di proroga nella
gestione commissariale riportano sempre le stesse
motivazioni 'tenuto conto del complesso procedimento
burocratico previsto per l'adozione del nuovo statuto
tipo degli enti fieristici';
-il precedente commissario dell'Ente, avv. Cosentino
, con delibera n. 457 del 9.6.2001, ha, inopinatamente e
contro ogni direttiva contenuta nei provvedimenti di
nomina, reiterato l'intento di riesumare le vecchie e
superate modificazioni suggerite sullo statuto dell'Ente
(ex DPR n. 44 del 1997), ritenuto dagli stessi organi di
governo inadeguato alle più moderne esigenze fieristiche
(cfr. tutti i decreti innanzi invocati), e ciò al solo
fine di dare una copertura di legittimità alla
partecipazione in enti o società;
- tale tentativo è stato comunque posto in non cale
dal Commissario di nuova nomina, dott. Greco, che ha
ritirato il nuovo testo dell'adottando statuto (nota del
17.9.2001 prot. n. 4412), con ciò ripristinando lo stato
di fatto e di diritto, ed ha conseguentemente inibito, a
mente del vigente statuto, all'Ente la possibilità di
costituire o partecipare a società di diritto privato;
considerato che:
- il vigente statuto dell'Ente, quindi, non prevede
che l'Ente stesso possa costituire società di diritto
privato o parteciparvi;
- sulla base di questo principio l'Assessorato
regionale alla Cooperazione, con nota prot. n. 385 del
22.2.1999, ha dichiarato che non trovano legittimazione
le deliberazioni con cui si era proceduto da parte
dell'Ente Fiera alla costituzione del CIEM (società
consortile), subordinando, quindi, la loro legittimità
all'approvazione del nuovo statuto da parte della Corte
dei Conti;
- conseguentemente lo stesso Assessorato alla
Cooperazione, con nota prot. n. 743 del 2.4.1999 ha
informato l'Ente, con riferimento alle variazioni di
bilancio di previsione 1998 da quest'ultimo predisposte,
che: 'la variazione in aumento della voce oneri diversi
di gestione dovuto al pagamento di una quota associativa
da versare al CERISDI e la variazione in aumento di L.
100.000.000 (centomilioni) di cui alla voce aumenti di
immobilizzi finanziari del preventivo finanziario dovuto
alla partecipazione dell'Ente Fiera al CIEM, sono da
ritenersi illegittime poichè l'attuale Statuto non
prevede la possibilità di aderire ad alcuna società o
Ente pubblico o privato di qualsiasi tipo e natura';
- tale posizione è stata ribadita in modo
inequivocabile da parte dello stesso Assessorato anche
in occasione di diverse e recenti note indirizzate
all'Ente ove si legge testualmente: ...si richiama
l'attenzione di codesto Collegio dei revisori al fine di
valutare la natura dei rapporti con la CIEM, la
partecipazione alla quale di codesta Fiera del
Mediterraneo, non trova nel vigente statuto
legittimazione (maggio 2001 prot. 1456); ed ancora 'ai
sensi del vigente statuto l'Ente non può legittimamente
partecipare alla costituzione di alcuna società' (prot.
n. 1194 del 9.5.2001);
ritenuto che:
- l'Ente continua in modo del tutto illegittimo, in
violazione delle più elementari norme a garanzia della
buona gestione ed amministrazione, a mantenere la
propria partecipazione in seno al CIEM ed in altre
società di diritto privato;
- in forza di dette partecipazioni sono state
destinate, e continuano ad essere impiegate, risorse
economiche e di personale, su attività che per norma
statutaria non sono consentite all'Ente;
- pertanto chi fino a ieri ha amministrato può godere
in aggiunta al normale compenso quale organo dell'Ente
Fiera, di una serie di emolumenti aggiuntivi per cariche
autodeterminate frutto di una strutturazione societaria
assimilabile latu sensu a quella di una holding, su cui
beninteso nulla vi è da obiettare poichè risponde ai più
moderni ed efficaci modelli organizzativi riconosciuti
su tutto il territorio nazionale, se non esistesse una
specifica norma statutaria che ne fa espresso divieto;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare nei
confronti del precedente Commissario, avv. Marino Julo
Cosentino, per avere determinato e perpetrato una
situazione di totale illegittimità e per avere abusato
dei propri poteri utilizzando le provvidenze economiche
dell'Ente Fiera in palese violazione delle norme
statutarie e per aver goduto di una serie di
provvidenza non dovute." (215)
ACIERNO
Ha facoltà di parlare l'Assessore, onorevole Cimino, per
rispondere all'interrogazione.
CIMINO assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento all'interrogazione numero 215, si rappresenta che,
con delibera numero 16 del 2001, l'Ente Autonomo Fiera del
Mediterraneo ha adeguato il proprio statuto tipo come parte
integrante del Regolamento emanato con decreto presidenziale del
1997.
Tale schema di statuto veniva approvato ai sensi dell'articolo
14, comma 2, del precitato decreto presidenziale; con talune
modifiche; tale decreto veniva poi riadottato nel 1998.
Su tale decreto la Corte dei Conti, con rilievo del 23 dicembre
1998, ha formulato osservazioni di non conformità con lo
statuto tipo del decreto presidenziale numero 44/97 di talune
previsioni presenti nello statuto adottato dall'Ente e più
precisamente ha formulato questo tipo di osservazioni: uno, riguardo
alla possibilità di consentire la corresponsione da parte delle
associazioni di categoria di contribuire in modo diverso rispetto
agli altri soci; l'altro tema riguarda la possibilità per la Giunta
esecutiva di conferire deleghe per materie ed importi predeterminati
al presidente dell'Ente stesso.
Ciò malgrado, ritenendo il rilievo della Corte del tutto
corretto, si intravedeva nelle modifiche delle previsioni gravate
dal rilievo il modo più celere per addivenire all'approvazione dello
statuto, indispensabile per la vita della struttura fieristica.
Manifestandosi di ritenere, però, che lo statuto tipo approvato
con decreto presidenziale numero 44/97 non fosse in grado di
assicurare un modello organizzativo degli enti fieristici
corrispondente ai criteri di economicità ed efficienza, veniva
comunicato nel 1999 alla Segreteria di Giunta di avere avviato la
procedura per l'adozione di un nuovo statuto tipo e frattanto si
rappresentava l'opportunità della nomina del commissario
straordinario; nomina che fu effettuata con l'avvocato Cosentino,
il quale è rimasto alla guida dell'Ente dal 1999 al 2001, con
successivi provvedimenti di proroga.
Alla scadenza del mandato, veniva conferito un mandato, sempre
all'avvocato Cosentino, fra cui vi era anche l'attribuzione del
compito di modificare il testo dello statuto dell'Ente in conformità
alle prescrizioni ed alle osservazioni che erano state poste dalla
Corte dei Conti.
In esecuzione al mandato conferito, e quindi non in modo
inopinato, con delibera commissariale del 2001, numero 457, si
procedeva alla modifica del testo dello statuto in conformità alle
prescrizioni ed alle osservazioni della Corte stessa.
Orbene, all'atto della nuova legislatura, attesa la scadenza
del mandato conferito all'avvocato Cosentino, è stato nominato quale
commissario straordinario il dottor Stapino Greco, con il compito
specifico, tra l'altro, della predisposizione del progetto di
trasformazione dell'ente in società per azioni, ai sensi e per gli
effetti della legge numero 7 del 2001.
Appare superfluo rappresentare che tale trasformazione, oltre
che imposta da una disposizione legislativa nazionale, è anche
dovuta per le disposizioni comunitarie.
Dalla relazione inviata dal suddetto Commissario, si può
affermare che il processo di trasformazione in società per azioni è
in dirittura d'arrivo e che nei prossimi mesi dell'anno venturo
l'Ente Fiera potrà essere la prima società per azioni istituita in
Italia.
Quanto sopra trova rispondenza anche nel disegno di legge
presentato dal sottoscritto e deliberato dalla Giunta di Governo,
che è già all'esame della competente Commissione legislativa,
destinato a stabilire il complesso normativo relativo all'attività
fieristica nel territorio della nostra Regione.
Tale disegno di legge, che mi auguro sarà presto all'attenzione
dell'Assemblea regionale siciliana, dovrà disciplinare, quindi,
nell'ambito dei principi fondamentali dettati dalla Costituzione
italiana e anche nell'ambito delle disposizioni della Comunità
Europea, lo svolgimento delle attività fieristiche nelle nostra
regione, appunto nel rispetto della stessa legge numero 7 del 2001.
Quindi appare evidente, alla luce dell'incombente normativa e
della chiusura della trasformazione in società per azioni delle
iniziative in corso, che dovrà essere predisposto un nuovo
regolamento sostitutivo del decreto presidenziale numero 44 del
1997.
Per quel che concerne la legittimità della partecipazione al
CIEM, devono ritenersi superate le perplessità avanzate
dall'interrogante, atteso quanto comunicato dall'Ente Fiera con nota
numero 1624 del 2001, relativamente all'avvenuto adeguamento ai
rilievi formulati dalla Corte dei Conti.
Tale comunicazione trovava la sua ragion d'essere anche
nell'orientamento espresso da questa Amministrazione con la nota
numero 2034, con la quale si invitata la Presidenza della Regione
con la Segreteria Generale a dar corso alla pubblicazione del
decreto presidenziale numero 335 del 1998, non più soggetto al
controllo della Corte dei Conti e quindi immediatamente efficace fin
dalla data di entrata in vigore delle norme di modifica del sistema
dei controlli della Corte dei Conti.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Acierno per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ACIERNO Mi sarebbe piaciuto, signor Presidente, dichiararmi
soddisfatto, ma la risposta dell'Assessore riguarda soltanto le
procedure di nomina dei vari commissari dell'Ente Fiera del
Mediterraneo negli ultimi anni, e non ha fornito chiarimenti a
nessuno, dico a nessuno, dei quesiti posti nella mia interrogazione.
Caro Assessore, il quesito era estremamente chiaro e semplice.
Io so bene che l'Ente Fiera - ed è opportuno ripeterlo - l'Ente
Fiera del Mediterraneo da anni deve essere trasformato in società
per azioni, ed io mi auguro che il Governo Cuffaro sia il Governo
che trasformerà, primo ente in Italia, la Fiera del Mediterraneo in
una società per azioni, ma ancora così non è.
Ma, quel che è peggio, è che il Commissario, dottor Cosentino,
ha utilizzato un ente per fare società di capitali, cosa vietata dal
suo statuto Per quanto ci siano stati buoni intendimenti e tutte le
delibere necessarie e tutti i mandati di Commissario straordinario
dati al dottor Cosentino per trasformare l'Ente in società di
capitale, questi atti dal quel Commissario non sono stati prodotti,
con un'aggravante, che il precedente creato da questo signore dà
modo all'attuale commissario, per evitare di perdere investimenti
già fatti, di perseguire una strada che è assolutamente illegittima,
col rischio che questa persona, che nulla ha a che vedere con queste
strane strategie di investimento di capitali degli enti, potrebbe
trovarsi oggi o domani coinvolto in illeciti nei confronti della
gestione di soldi pubblici.
La inviterei, allora, onorevole Assessore, a dare una risposta,
intanto per un fatto di rispetto nei confronti di noi poveri
deputati che non godiamo delle prerogative di chi siede nel tavolo
della Giunta, e poi perché il nostro lavoro di sindacato ispettivo è
meritevole, quanto meno, di una risposta sui quesiti.
Allora, forse i suoi uffici non hanno neanche letto questa
interrogazione e hanno letto, soltanto il titolo, che riguardava
l'Ente Fiera del Mediterraneo, e le hanno suggerito una risposta che
non è altro che una sterile rappresentazione di passaggi documentali
su nomine di commissari straordinari e quant'altro.
I quesiti - ed io glieli ripongo qui - sono: quali
provvedimenti il suo Assessorato, e lei come Assessore pro-tempore,
intende prendere nei confronti di un commissario di un Ente che ha
utilizzato soldi pubblici con finalità diverse da quelle che lo
statuto dell'Ente gli imponeva? Un commissario straordinario che era
stato nominato per trasformare l'Ente in società per azioni e non ha
ottemperato al suo dovere, però ha creato società per azioni
facendovi partecipare l'ente, cosa vietata dallo statuto, ripeto,
vietata
Vorrei continuare a chiederle: quali provvedimenti lei intende
prendere a salvaguardia dei soldi pubblici? Perchè non avete fatto
niente fino adesso, e lei qui non ha portato nessuna risposta, come
se lei fosse d'accordo con il fatto che un ente di diritto pubblico
può violare, a piacimento di un commissario straordinario, le norme
statutarie. Io non credo che lei sia propenso ad assumersi questo
tipo di responsabilità, ma la sua risposta, che rimane agli atti di
quest'Aula, la rende complice di un reato, perchè avere contribuito
con capitali di un ente pubblico alla costituzione di una società
per azioni è vietato dallo statuto e lei non mi ha dato nessuna
risposta, continuando a mantenere aperto questo capitolo, per cui le
preannuncio che domani stesso ripresenterò un'interrogazione per
chiederle di nuovo conto e ragione del perchè lei non sta
intervenendo, anzi, del perchè abbia inserito nelle variazioni di
bilancio un articolo che riguarda proprio questa società per azioni,
chiedendo alla Regione di continuare a mettere soldi in questa
società per azioni.
Mi deve dare una risposta su tutto questo
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 221 "Iniziative
presso il Governo nazionale in merito al divieto dell'uso delle reti
derivanti per la pesca del pesce spada", a firma degli onorevoli
Villari e Oddo. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e All'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- la chiusura dell'attività con reti derivanti per la
pesca del pesce spada ha procurato in Sicilia la perdita
di migliaia di posti di lavoro sia nella produzione che
nell'indotto;
- in tutta Italia, a seguito del piano di
riconversione, sono rimaste in attività meno di cento
imbarcazioni, mentre le flotte degli altri Paesi del
Mediterraneo sono cresciute a dismisura, vanificando, in
questo modo, qualsiasi beneficio ambientale, con la
conseguenza macroscopica che l'UE da produttrice di
pesce spada è diventata importatrice;
considerato che:
- la messa al bando delle reti derivanti, decisa
senza alcun legittimo coinvolgimento delle Regioni, si è
rilevata fallimentare, poiché ha provocato danni ingenti
sia sotto il profilo economico che sociale, senza
peraltro produrre alcun vantaggio sul piano
ecobiologico;
- la riconversione di gran parte della flotta
all'utilizzo degli attrezzi della piccola pesca provoca
oggi un maggiore impatto sulle risorse costiere, tanto
da essere considerata la vera emergenza ambientale, ed
anche un maggiore conflitto tra pescatori;
- la comunicazione della Commissione, (COM (2000) 1)
riconosce l'opportunità di una più attenta applicazione
del principio precauzionale;
- l'UE non ha realizzato alcuna analisi sociale dei
costi e benefici e si è dimostrata del tutto
inadempiente intorno alle necessità, previste dal piano
di riconversione, di realizzare monitoraggi scientifici
attinenti al mantenimento delle misure restrittive;
visto che:
- in questa logica il danno presunto provocato dalle
reti derivanti non è mai stato eliminato mentre permane
per la Sicilia lo stato di emergenza ambientale e
sociale;
- gli stessi Regolamenti dell'UE, negli articoli
preliminari, reputano plausibile, a determinate
condizioni, il mantenimento delle reti derivanti;
- l'ONU non aveva mai preteso una bando totale ma
criteri più rigorosi nell'esercizio dell'attività e, di
conseguenza, sono numerose le perplessità anche in
ordine alla giurisprudenza comunitaria in materia di
diritti sociali ed economici, derivanti dal perpetuarsi
di quella che ormai si evidenzia come una palese
ingiustizia,
per sapere:
se, al fine di fronteggiare le nuove ed inedite
problematiche che scaturiscono dall'applicazione del
piano di riconversione delle spadare in Sicilia,
intendano chiedere al Ministro per le politiche agricole
sia una moratoria degli attuali divieti in attesa delle
necessarie verifiche scientifiche, che poiché il
problema investe anche Paesi non Comunitari, misure che
regolino ed armonizzino l'attività di pesca in tutto il
Mediterraneo." (221)
VILLARI - ODDO
Ha facoltà di parlare l'Assessore, onorevole Cimino, per
rispondere all'interrogazione.
CIMINO assessore per la Cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
riferimento all'interrogazione predisposta dall'onorevole Villari
"Iniziative presso il governo nazionale in merito al divieto
dell'uso delle reti derivanti per la pesca del pesce spada", in atto
il negoziato con la Comunità europea promosso dal Mipaf non ha
sortito l'effetto desiderato, stando che non si è registrata alcuna
possibilità di prorogare l'uso della spadara neanche per quelle
centinaia di imprese che intendevano continuare l'attività.
Di contro, il Ministero ha ritenuto di estendere, sia pure in
misura ridotta, i benefici del piano spadare, consentendo un
consistente ristoro economico, con il decreto ministeriale numero 25
del 2002 alle imprese di pesca che, in ogni caso, dall'1 gennaio
2002 non hanno più potuto utilizzare questo metodo di pesca.
Comunque, siamo in continuo contatto con il Ministero e con il
Sottosegretario alla pesca proprio per trovare una soluzione ad un
annoso problema che ha visto la partecipazione di un'attività di
lavoro in passato approvata anche dalla Comunità ed oggi non più
riconosciuta e consentita.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ODDO Signor Presidente, onorevole Assessore, con l'onorevole
Villari ci siamo posti tempo fa il problema relativo, non solo alle
conseguenze della sospensione del divieto per quanto concerne l'uso
delle reti derivanti per la pesca del pesce spada, ma al modo in cui
il Governo regionale stava affrontando la questione. E' questa la
ragione per cui abbiamo presentato l'interrogazione al nostro esame
che pone tre questioni.
La prima: cosa stiamo facendo e a che punto è la trattativa con
l'Unione europea per quanto concerne l'intera questione italiana che
lei sa bene ha riflessi diversi rispetto anche al riverbero negativo
che, invece, il divieto ha avuto in Sicilia, perché in Sicilia ha
significato perdita di posti di lavoro consistenti in quanto ci si
rifà alla produzione e all'indotto. Noi non abbiamo calcolato, per
la verità, quanti posti di lavoro abbiamo perso, ma credo che siano
abbastanza numerosi.
La seconda attiene al fatto che non abbiamo assolutamente
affrontato l'altro problema che è prettamente siciliano, e cioè
l'utilizzo delle reti derivanti per quanto concerne anche il
passaggio cosiddetto del pesce spada.
Di per sé credo che in questa parte d'Italia, in questa parte
d'Europa assolutamente non è provato che provochi danni come,
invece, nel provvedimento emesso dall'Unione europea viene
stigmatizzato. Perché? Perché deve essere possibile capire se si
dispone di uno studio attento, prima ancora di porre un divieto di
questo tipo senza consultare addirittura le regioni.
Ci risulta che il Governo della Regione non è stato consultato.
Noi siamo paragonati in un certo qual senso per l'utilizzo delle
reti derivanti ad altre realtà dove sussistono altre condizioni dal
punto di vista ecobiologico marino e questo è assolutamente
inaccettabile.
Quindi, il Governo deve necessariamente sviluppare
un'argomentazione dal punto di vista anche delle ragioni da noi
poste all'Unione europea, che tenga conto delle particolarità
dell'arcipelago siciliano e dell'utilizzo dalle nostre parti delle
spadare cosiddette, perché una cosa è che noi utilizziamo le
spadare in alto Tirreno, altra cosa è che le utilizziamo nel Canale
di Sicilia, nel basso Tirreno o nel basso Mediterraneo. E' cosa
totalmente diversa.
Non voglio improvvisarmi esperto, ma avendo più volte discusso
con coloro che, tutto sommato, credo che in merito abbiano una
grossa esperienza, ritengo che significhi tutt'altro rispetto alla
valutazione che, invece, si è fatta di carattere generale a livello
di Unione europea. Innanzitutto, perché non è provato che l'uso
delle reti derivanti, e quindi dele spadare, comporti un danno
ambientale. Inoltre, non è stato accertato, nel senso che non c'è
alcuno studio specifico per cui si possa giungere a queste
conclusioni. In terzo luogo, non si tiene conto delle specificità
dell'arcipelago siciliano. Quarto punto, stiamo registrando
semplicemente una passività da parte del nostro Governo perché le
cose da lei riferite sono legate alla trattativa con il Governo
italiano.
Il Governo italiano sta ponendo alcune questioni riguardanti la
riconversione, l'applicazione e l'attuazione di quanto disposto
dall'Unione europea; non sta, però, contestando che di fatto e in
assenza di uno studio serio non si poteva mettere in campo quel tipo
di provvedimento. Non solo: l'Unione europea in questo momento sta
importando pesce spada (l'Italia, da questo punto di vista come
pescaggio era tra i primi posti). In atto siamo invece, non solo
penalizzati più degli altri, non poniamo il problema siciliano, non
poniamo l'altro problema cioè che l'utilizzo delle attrezzature per
la pesca costiera è il vero problema che sollevano i tecnici e gli
esperti.
E' questo il vero problema, cioè tenere conto realmente degli
sforzi che implica questo tipo di pesca che è molto diffuso; e sono
proprio quelle tecniche che gli esperti stanno indicando che è
possibile producano un danno.
E allora noi dobbiamo seriamente impostare una politica anche
per la pesca partendo da una questione specifica; dobbiamo, però,
impostarla non tanto per essere protezionisti o per avanzare sempre
le specificità siciliane, ma tenendo conto realmente di come noi
siciliani riusciamo a produrre anche un pescato di un certo tipo e
di come influisce questo tipo di pesca attrezzato, anche riguardo
alle reti derivanti, rispetto a ciò che pone l'Unione europea.
Diversamente, non avremo alcun peso al tavolo delle trattative,
andiamo solo all'ufficio che sappiamo bene quanta attenzione ha nei
confronti della Regione siciliana, in negativo, per quanto concerne
tutti i rilievi mossi alla '32', i rilievi mossi a tutte le
questioni dei piani di recupero delle risorse ittiche, cioè, siamo
semplicemente conosciuti in Europa per fatti negativi.
L'Europa non conosce la nostra specificità anche per quanto
concerne questo argomento; è necessario che la conosca ed è
necessario attrezzare, quindi, una serie di argomenti che tengano
conto non solo delle nostre specificità, ma anche di ciò che sta
accadendo nel momento in cui si è fatto divieto delle reti
derivanti.
Pertanto, mi dichiaro insoddisfatto e credo che in questo
momento insieme con l'onorevole Villari si possa richiedere al
Governo di sviluppare seriamente una politica per quanto concerne la
pesca, e per tutto ciò che è in sospeso con l'Unione europea e nel
contempo si possa porre la questione che attiene alle spadare in
Sicilia, non evidentemente in tutta la penisola italiana, perchè
ovviamente ci sono realtà in cui le cose sono assolutamente diverse.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 242 "Notizie sul
processo di riorganizzazione della CRIAS in attuazione della legge
regionale".
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che nel corso della audizione del 26 settembre
2001 in III Commissione (Attività produttive) dell'ARS,
l'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, ha annunciato il ritiro del
decreto di trasferimento alla CRIAS delle funzioni
relative all'erogazione degli aiuti all'investimento per
la realizzazione di laboratori artigiani, così come
previsto dalla legge regionale n. 32 del 2000;
preso atto delle ragioni, illustrate in Commissione,
che hanno portato l'Assessore alla decisione di ritirare
il decreto, e cioè l'inadeguatezza dei mezzi e degli
strumenti a disposizione della CRIAS a causa della
mancata definizione dei nuovi assetti dell'Istituto
derivante dal progetto di riorganizzazione previsto
dalla suddetta legge regionale n. 32;
atteso che le competenze inerenti la concessione dei
contributi alle imprese artigiane continueranno ad
essere rivestite dalle Province, nelle more della
definizione del processo di riorganizzazione della
CRIAS;
valutata con favore la disponibilità, annunciata
dall'Assessore in Commissione, a prevedere in bilancio
lo stanziamento delle somme necessarie ad evadere le
richieste di finanziamento presentate dalle imprese
artigiane prima dell'operatività del nuovo regime di
aiuti previsto dalla legge regionale n. 32 del 2000,
per sapere:
- a che punto sia il processo di riorganizzazione
della CRIAS, volto a dotare l'Istituto dei mezzi e degli
strumenti idonei allo svolgimento dei nuovi compiti
sanciti dalla legge regionale n. 32 del 2000;
- se non intenda accelerare i tempi di
riorganizzazione dell'istituto, onde dare piena e
completa attuazione al dettato della legge regionale n.
32 del 2000 e procedere all'erogazione dei contributi
agli investimenti richiesti dalle imprese artigiane in
virtù di quanto previsto dalla suddetta normativa." (242)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
interrogazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. In riferimento alla interrogazione
presentata dall'onorevole Incardona, si rappresenta che il processo
volto allo svolgimento dei compiti sanciti dalla legge regionale
numero 32 del 2000 ed affidati alla CRIAS è ormai in fase
conclusiva.
Con decreto assessoriale numero 803 del 18 maggio 2001,
registrato dalla Corte dei Conti il 10 gennaio 2002, venivano
infatti conferite alla CRIAS le funzioni relative ala concessione ed
alla erogazione dei benefici di cui all'articolo 48 della legge
regionale numero 32 del 2000, come modificato dall'articolo 111
della legge regionale numero 6 del 2001, e quindi di quelli di cui
al POR Sicilia 2000-2006 e del relativo Complemento di
programmazione, sottomisura 4.01.b riguardante gli aiuti
all'artigianato.
In particolare, con l'articolo 5 del citato decreto
assessoriale si disponeva che la CRIAS era tenuta a predisporre
appositi avvisi, secondo quanto stabilito dall'articolo 14, comma 2,
della legge numero 32/2000, da pubblicare previa approvazione
dell'Assessorato cui sono preposto.
Successivamente, il Comitato di sorveglianza sollevava alcune
obiezioni circa l'affidamento diretto alla CRIAS delle competenze
sopra richiamate. Alcune obiezioni venivano superate positivamente
grazie al parere reso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento per le Politiche comunitarie. Con il relativo parere di
legittimità dell'affidamento diretto dei servizi ai sensi
dell'articolo 111 e 115 della legge regionale numero 6 del 2001,
quindi la CRIAS veniva investita della competenza per l'attuazione
della sottomisura 4.01.b del Complemento di programmazione.
In ottemperanza, quindi, alle disposizioni di cui all'articolo
14 della legge regionale numero 32 del 2000 ed in particolare del
comma 2, con il quale si dispone che i regimi di aiuto previsti
dalla legge regionale numero 32 del 2000 devono essere erogati per
il tramite di bandi o avvisi pubblici indicanti il termine iniziale
e finale per la presentazione delle istanze e alle disposizioni di
cui all'art. 187 della l.r. 32/2000, è stato approvato e
pubblicato il 12 luglio 2002 lo schema di avviso pubblico, adeguato
alle osservazioni formulate unitariamente dal Tavolo tecnico
istituito presso la Presidenza della Regione - Dipartimento della
Programmazione - nella riunione del 7.4.2002 ed alle conseguenti
modifiche alla scheda tecnica della sottomisura 4.01.b, proposte
dall'Assessorato cui sono preposto ed approvate dal Comitato di
Sorveglianza nella seduta del 17 e 18 giugno 2002.
Il 10 ottobre 2002 sono scaduti i termini per la presentazione
delle istanze dirette alla CRIAS, la quale ha iniziato l'istruttoria
delle ben 1.147 domande pervenute; la stessa si concluderà entro i
90 giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle
menzionate istanze.
Riteniamo che oggi la CRIAS stia adempiendo alle attività che
venivano imposte dalla legge n. 32 del 2000 e delle attività
dell'Assessorato e pensiamo di potere evadere buona parte di queste
pratiche, sebbene i fondi non siano in misura alquanto sufficienti
per riuscire a coprire tutte le istanze che sono pervenute.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Incardona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
INCARDONA Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 274 "Adozione di una
nuova disciplina dell'attività di ottico", a firma dell'onorevole
Cracolici.
Ne do lettura:
"All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che:
- con decreto del Presidente della Regione n. 64/95
emanato in attuazione della legge regionale n. 25 del
1993 - il cui art. 71, comma 6, ha demandato
all'Assessore le modalità di svolgimento per l'attività
di ottico - è stato stabilito, che, fatte salve le
attività degli esercizi preesistenti, i comuni non
possono rilasciare più di una licenza ogni 10.000
abitanti;
- con la legge regionale n. 28 del 1999 sono state
fatte salve, in quanto compatibili, le norme di cui al
decreto n. 64/95 contraddicendo lo spirito e la ragione
delle norme che affermavano un processo di
liberalizzazione delle attività commerciali, pur se
entro determinati parametri dimensionali;
considerato che:
- lo stesso CGA con parere 663/94 ha sottoposto ad
osservazioni la proposta di regolamento, sollevando
dubbi di legittimità sui limiti di rilascio delle
autorizzazioni che non rientrano tra le modalità di
svolgimento dell'attività di ottico e, ciò malgrado, è
stato pubblicato lo stesso testo proposto per il parere
al CGA;
- il TAR Sicilia, sede di Palermo, con sentenza del
10 luglio 2001 ha accolto la richiesta di sospensiva del
provvedimento di diffida del Comune di Palermo, in nome
dei principi di liberalizzazione del commercio previsti
dal decreto legislativo n. 114 del 1999 e recepito
dalla legge regionale n. 28 del 1999;
ritenuto che tali norme, confermate dalla circolare
n. 2 del 19 gennaio 2001 dell'Assessore al ramo,
appaiono in palese contrasto con i principi sulla libera
concorrenza che regolano le direttive comunitarie e
introducono una specialità nell'attività di vendita dei
materiali ottici assolutamente originale rispetto alla
legislazione nazionale;
per sapere quali iniziative si intendano adottare per
revocare la circolare del 19 gennaio 2001 e per emanare
un nuovo decreto che fissi principi universali senza
garantire nicchie di mercato in contrasto con i principi
fissati dalle leggi della Regione." (274)
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 275 "Notizie sulle nomine per il
Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Speciale Aeroporto di
Catania", a firma degli onorevoli Villari, Barbagallo, Liotta,
Spampinato, Raiti.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che la Giunta della Camera di Commercio di
Catania ha proceduto, in data 15 ottobre 2001, al
rinnovo dei propri rappresentanti all'Azienda speciale
dell'aeroporto di Catania (Asac);
considerato che:
- tra le nomine per il Consiglio di amministrazione
spicca quella del prof. Guido Ziccone, senatore di Forza
Italia nonché responsabile politico dello stesso partito
nel Comune di Catania, indicato addirittura come
presidente;
- tale nomina assume la caratteristica di una pesante
interferenza politica nella vita amministrativa di un
soggetto giuridico ed economico che, soprattutto in
questa fase di crescita dello scalo catanese e di tutti
i servizi ad esso connessi, ha bisogno della massima
autonomia amministrativa e gestionale;
ritenuto che:
l'aeroporto si trova in una fase particolarmente
delicata ed impegnativa, per tutti i soggetti
istituzionali interessati, sia per l'accresciuto volume
di traffico sia per il processo di privatizzazione
avviato;
l'Asac ha pertanto bisogno di quella stabilità e
certezza di poteri che invece rischiano di essere messi
in discussione dalle motivazioni che potrebbero
sottendere la scelta di qualche rappresentante;
constatato che la scelta, nello specifico, del prof.
Ziccone sembra essere legata a logiche politiche di
spartizione piuttosto che ad un'esigenza di alto impegno
e specifica professionalità nella gestione
amministrativa dell'azienda;
per sapere:
- quali criteri siano stati adottati dalla Camera di
Commercio di Catania nella designazione dei propri
rappresentanti all'Asac e se eventualmente sia sfuggito
alla Giunta della stessa che un suo designato è senatore
della Repubblica in carica e che è stato votato dai
cittadini espressamente per questo mandato;
- quali urgenti provvedimenti intendano adottare per
ripristinare il giusto principio della separazione tra
potere politico e potere amministrativo-gestionale,
considerato che, stando alle scelte fin qui compiute,
l'Asac sarebbe presieduta da un senatore della
Repubblica attualmente in carica e segretario di un
partito della città, sede dello stesso aeroporto;
- se non intendano intervenire urgentemente per
evitare il determinarsi di una condizione anomala per
l'assoluta inopportunità della scelta fatta, se non
addirittura per l'incompatibilità di fatto tra le
diverse cariche che verrebbero a sommarsi sulla stessa
persona e che pertanto getterebbero un'ombra sul futuro
dell'aeroporto di Catania e dell'Asac." (275)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CIMINO assessore per la Cooperazione, il Commercio,
l'Artigianato e la Pesca. In riferimento all'interrogazione
presentata dall'onorevole Villari ed altri recante "Notizie sulle
nomine per il Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Speciale
Aeroporto di Catania" in data 15.10.01, la Giunta camerale della
Camera di commercio di Catania ha nominato, previa votazione a
scrutinio segreto, i propri rappresentanti. Fra questi
rappresentanti del Consiglio di Amministrazione dell'ASAC figuravano
anche il professore senatore Guido Ziccone, il professore Alfio
D'Urso e l'avvocato Monaco Crea, tutti in possesso dei requisiti di
onorabilità, competenza e professionalità.
Nella circostanza, richiamata particolarmente nella
interrogazione in esame, il professore Guido Ziccone è stato
nominato in quanto ordinario di Diritto penale nell'Università degli
Studi di Catania e poichè lo stesso ricopriva la carica di Senatore
della Repubblica, aveva accettato l'incarico con riserva.
Nel dicembre 2002 il predetto professore Ziccone, dimostrando
un alto senso dello Stato, ha rinunciato alla carica di Consigliere
di Amministrazione, al fine di non ritardare l'azione del Consiglio
di Amministrazione dell'ASAC.
La Giunta camerale, in data 7 gennaio 2002, prendendo atto
delle dimissioni del professore Ziccone, ha provveduto
successivamente a nominare il professore Rodolfo De Dominicis.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VILLARI Signor Presidente, desidero soltanto fare una
precisazione generale che scaturisce dal fatto che non si può che
prendere atto del fatto che il problema non esiste più; e questo, mi
permetta, signor Presidente, è un problema di carattere generale a
cui, mi rendo conto, non è facile dare una risposta. Mi riferisco al
ritardo enorme con cui si risponde all'interrogazione. Quella
precedente a firma dell'onorevole Oddo, ad esempio, risale circa a
quattordici mesi fa; questa al nostro esame risale al 18 ottobre
2001.
Pongo tale problema perché è un dato che crea difficoltà; nel
tempo, è ovvio, tutto muta.
Per quanto attiene all'interrogazione a mia firma la questione
non si pone in quanto il professore Ziccone, effettivamente, si è
dimesso dall'incarico anche se a seguito di sollecitazioni e
denunzie che sono state fatte anche sulla stampa; ma devo
riproporre un problema che riguarda anche altre situazioni.
Mi permetto di dire all'Assessore ed al Governo (lo direi a
qualsiasi altro Governo) che qualche giorno fa sulla stampa si è
affrontato un problema simile riguardante l'IACP di Catania, per il
quale si pensava di nominare (ma la I Commissione "Affari
istituzionali" ha dato parere negativo) il coordinatore di Forza
Italia di Catania, l'avvocato Gibino. La stessa considerazione, a
suo tempo, fu fatta per il senatore Ziccone, persona illustre,
eminente, un professionista stimato da tutti, e non può che essere
così considerate le sue doti, le sue qualità; e però il senatore
Ziccone è un senatore di Forza Italia e al momento era anche
coordinatore, non ricordo se comunale o provinciale, di Forza
Italia.
Io penso che ci sia un problema di opportunità che qualsiasi
Governo deve porsi. Oppure, se nessuno toglie il diritto ad assumere
un incarico, un ruolo, soprattutto quando si esprimono
professionalità di un certo livello, il punto è che l'interessato
deve avere il buon senso, prima che si proceda alla nomina, di
prendere atto della oggettiva incompatibilità dei ruoli.
Nel caso in questione, per il senatore Ziccone, per quanto
attiene alla nomina di Presidente del Consiglio di Amministrazione
dell'ASAC, lo stesso ha avuto il buon gusto di dimettersi
a seguito di denunzie e rilievi che sono stati fatti da parlamentari
e, a Catania, anche da altri organi politici.
Al di là di ciò, esiste un problema del quale non sarebbe
neppure il caso di parlare, di farlo diventare oggetto di un
dibattito, di un atto ispettivo, come in questo caso, perché viene
da sé che nasce una oggettiva incompatibilità fra ruoli e funzioni
che non depongono bene - ripeto - per ragioni di incompatibilità
politica.
Considerato che oggi il fatto non sussiste, non posso che
chiedere che si prenda atto almeno di questa valutazione che mi sono
permesso di fare. E per questo mi rivolgo al Governo (ma lo avrei
fatto anche se il Governo fosse stato di diverso colore politico), è
un problema di opportunità: se io fossi segretario comunale o
provinciale dei DS e mi dicessero di rappresentare un ente pubblico,
io mi dimetterei; potrei accettare l'incarico di direzione dell'ente
pubblico, ma mi dimetterei dal ruolo di segretario di un partito.
Facevo l'esempio dell'avvocato Gibino, riferendomi allo IACP,
perché la I Commissione, due settimane fa, ha espresso parere
negativo per la stessa ragione. Io credo che sia un problema di buon
senso rispetto al quale tutti dobbiamo attenerci.
Il problema non è dichiararsi insoddisfatto o meno, ma prendere
atto della non esistenza di un problema e di rilevare in questo
senso, nei confronti del Governo, l'esigenza di avere una maggiore
oculatezza rispetto a queste scelte, quindi, in questo caso, da
parte della Camera di Commercio e da parte del Governo che è
l'organo di vigilanza rispetto all'ente stesso.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 293 "Tutela dei
diritti dei lavoratori della cooperativa 'Salus 83', operante a
Gela", a firma dell'onorevole Speziale.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per gli
enti locali e all'Assessore per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:
- con nota del 24.9.2001 la CGIL funzione pubblica
(sede di Gela) ha richiesto un incontro con il Comune di
Gela per concertare le procedure di cambio gestione per
i servizi di assistenza domiciliare agli anziani ed ai
portatori di handicap;
- ad oggi tale nota è priva di riscontro, anche se le
disposizioni contrattuali richiedono un'attenta
vigilanza dell'ente appaltante sulle operazioni di
cambio di gestione;
considerato che è stato totalmente disatteso
l'articolo 37 del C.C.N.L., data la mancata
comunicazione che la ditta appaltante avrebbe dovuto
effettuare con la massima tempestività all'associazione
di categoria;
osservato che la cooperativa Salus 83, con sede a
Catania via Acireale 5, ha preteso dalle lavoratrici la
sottoscrizione di una dichiarazione contenente
l'accettazione di clausole e di deliberazioni adottate
dagli organismi sociali della cooperativa, nonché
l'accettazione della retribuzione stabilita dal CdA,
senza che le stesse lavoratrici fossero preliminarmente
informate del contenuto delle disposizioni dello statuto
e pena la minaccia della non assunzione: tutto questo
nella più assoluta mancanza di rispetto del C.C.N.L.
delle cooperative sociali;
rilevato che le lavoratrici hanno più volte
dichiarato che la cooperativa aggiudicataria continua a
perpetrare una discriminazione sindacale nei confronti
della CGIL funzione pubblica;
osservato che quanto esposto viola alcuni principi
fondamentali (come la libertà sindacale del lavoratore)
sanciti dalla stessa Costituzione;
per sapere se non ritenga opportuno predisporre in
tempi rapidi un'ispezione amministrativa nei confronti
della stazione appaltante e della cooperativa su citata,
affinché vengano adottati tutti i provvedimenti
necessari per ristabilire le più elementari condizioni
di salvaguardia dei diritti fondamentali dei lavoratori."(293)
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 320 "Liquidazione delle
indennità di fermo tecnico ai pescatori siciliani, per gli anni
1998/1999", a firma degli onorevoli Villari, Panarello, Speziale,
Oddo, Morinello, Spampinato e Raiti.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
bilancio e le finanze e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- non sono state ancora liquidate le somme per gli
anni 1998 e 1999 delle pratiche di fermo tecnico, da
parte delle Camere di commercio della Sicilia;
- solo per la provincia di Catania gli oneri relativi
ammontano a L. 350 milioni, per il 1998, e a L. 415
milioni per il 1999;
- anche per la mucillagine, (dell'anno 2000), nulla è
stato ancora previsto, mentre sono stati segnalati da
più parti danni rilevanti;
visto che il Governo, in particolare l'Assessore
regionale al bilancio, ha proposto di cancellare dalle
previsioni di spesa delle variazioni al bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2001, L. 97 miliardi ed
800 milioni nei capitoli 348105 e 348106, riguardanti i
contributi per le misure di accompagnamento a carattere
sociale (etc.) e le indennità da erogare ai pescatori;
considerato che la Terza commissione dell'ARS
ha contestato l'abbattimento delle suddette somme e che
lo stesso Assessore alla cooperazione ha chiesto
all'Assessore per il bilancio non solo il mantenimento
delle somme in oggetto, ma anche un incremento di 6
miliardi di lire per far fronte alle richieste rimaste
inevase per le finalità delle leggi regionali n. 30 del
1998 e n. 24 del 1999, considerato che le stesse somme
previste non saranno sufficienti;
per sapere se non ritenga di dovere intervenire con
sollecitudine al fine di procedere alla liquidazione
delle indennità ai pescatori, per evitare altri problemi
ad un settore che già versa in difficili e critiche
condizioni." (320)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
merito alla interrogazione presentata dagli onorevoli Villari ed
altri con la quale viene sollecitata la liquidazione delle indennità
di fermo tecnico ai pescatori siciliani per gli anni del 1998 e
1999, si rappresenta che i problemi di mancata liquidità di cassa
non hanno consentito per l'esercizio finanziario 2001 il
trasferimento delle somme necessarie ai funzionari delegati alla
spesa.
A seguito della pubblicazione della legge finanziaria n. 2 del
2002, si è proceduto al trasferimento delle somme ed alle
conseguenti liquidazioni a cura delle Camere di commercio.
Ad oggi si ha notizia che tutti i pescatori e gli armatori
destinatari delle leggi n. 30 del 1998 e n. 24 del 1999 hanno
ricevuto il contributo previsto per l'adeguamento delle imbarcazioni
alle leggi per la sicurezza nel posto di lavoro.
Per quanto concerne l'altra problematica, la mucillagine, si
evidenzia che il relativo regolamento è stato già inviato
dall'Assessorato della Cooperazione, del Commercio,
dell'artigianato e della pesca, con il parere della Direzione
generale, al Consiglio di giustizia amministrativa e siamo in fase
di risposta e di alcune delucidazioni.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VILLARI Signor Presidente, credo che anche in questo caso si
ponga, mi riferisco all'aspetto cronologico, il problema di prima,
seppure per aspetti completamente diversi.
Effettivamente, la questione è nei termini di cui diceva
l'Assessore. Per quanto attiene all'erogazione dell'indennità di
fermo, questa è stata erogata per gli anni a cui si riferisce
l'interrogazione, il 1998 e il 1999, quindi da questo punto di vista
prendo atto dell'intervento che allora mi permisi di sollecitare,
anche informalmente all'Assessore, per questa ragione perché venisse
presto risolto.
Per il resto c'è in atto un parere chiesto, diceva il Governo,
al Consiglio di giustizia amministrativa. Si attenderà...
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Per la mucillagine.
VILLARI Rispetto a questo, invece, non ci sono ancora novità. Ne
prendo e mi dichiaro soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 474 "Verifica
dell'operato del Comune di Custonaci circa l'ampliamento della zona
artigianale", a firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
"All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che con delibera di
giunta n. 147 del 12.9.2001, il Comune di Custonaci ha
affidato l'incarico per la progettazione di massima per
l'ampliamento della zona artigianale esistente con
costruzione di relative opere di urbanizzazione
primaria;
considerato che la legislazione regionale prevede la
realizzazione dei Piani d'insediamento produttivi,
disponendo tra l'altro che il finanziamento alle
Amministrazioni locali sia subordinato alla loro
approvazione da parte dell'A.R.T.A.;
osservato che la progettazione urbanistica relativa
all'ampliamento della zona artigianale, senza la
preventiva approvazione di uno specifico P.I.P., è in
palese violazione della norma in vigore;
per sapere se non ritenga indispensabile verificare
l'operato dell'Amministrazione comunale di Custonaci in
merito alla procedura adottata, relativa
all'ampliamento della vecchia zona artigianale." (474)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, con riferimento
all'interrogazione n. 474 dell'onorevole Oddo, si precisa che non
rientra tra le competenze dell'Assessorato Cooperazione la verifica
sulle procedure adottate dalle amministrazioni comunali in materia
di varianti urbanistica.
Nella fattispecie, l'Assessorato a cui sono preposto non ha
alcuna competenza di esprimere parere sulle procedure adottate dal
Comune di Custonaci, né sulla redazione della variante urbanistica,
né sulla successiva approvazione della stessa.
Ciò in considerazione che dette procedure si riferiscono ad
aspetti esclusivamente tecnici legati alla corretta applicazione
della normativa urbanistica in atto vigente nel territorio
regionale.
Tuttavia, in relazione all'interrogazione presentata
dall'onorevole Oddo, desidero sottolineare che non è stato emesso
alcun provvedimento di finanziamento, perché trattandosi di
ampliamento e non di completamento, come previsto dal bando della
misura 4.02B del POR, non era un'opera finanziabile.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ODDO Signor Presidente, non so chi deve bene documentare il
Presidente della Regione per quanto concerne le deleghe agli
assessori per rispondere alle interrogazioni. Non è compito mio.
Penso che lei, nella qualità di Presidente di questa Assemblea,
forse qualcosa può indicare: di essere un po' più accorti, di
decidere chi è l'assessore competente, di leggere le interrogazioni
meno velocemente, di dargli un peso assolutamente maggiore di quello
che ha un atto ispettivo, ma considerare, a mio avviso, gli atti
ispettivi non solo sotto forma burocratica di passaggio delle carte
a qualche assessore, che, giustamente, così come ha detto
l'Assessore Cimino, eccepisce la incompetenza sulla materia, perchè
altrimenti si vanificherebbe l'attività ispettiva di ogni singolo
parlamentare.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, poichè il suo rilievo è molto fondato
e del resto l'Assessore non può che eccepire la incompatibilità
sulla materia, assicuro che l'atto ispettivo resta in vita in attesa
che si chiarisca con il Governo a chi spetta la competenza a
rispondere.
ODDO Posso anche accedere alla sua proposta. Mi permetto
semplicemente di segnalarle un'altra questione.
L'interrogazione risale al 5 marzo 2002; sono trascorsi otto
mesi. Io spero semplicemente, signor Presidente, accedendo alla sua
proposta, che non passino nuovamente otto mesi, perchè altrimenti
non ha senso discutere le interrogazioni e soprattutto in questo
caso, dove, a mio avviso, vi sono problemi seri di natura
urbanistica. Quando si innescano meccanismi di un certo tipo, anche
i comuni confinanti cominciano a chiedersi il perchè non possono
aiutare i loro artigiani nella maniera in cui lo fa un altro comune.
Quindi, credo che l'argomento sia molto serio. Non voglio
enfatizzarlo, ma comunque spero che non venga trattato fra otto
mesi.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, per quanto riguarda il rilievo dei
tempi lunghi mosso sia da lei che dall'onorevole Villari, voglio
precisare che, rispetto alla media, siamo abbastanza avanti;
infatti, abbiamo realizzato notevoli passi in avanti nell'adempiere
a questo compito. Tuttavia, mi farò carico di segnalare al Governo
l'urgenza con cui deve essere data risposta alle interpellanze e
alle interrogazioni. Nella prossima riunione della Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari proporrò di dedicare una seduta
alla settimana soltanto allo svolgimento dell'attività ispettiva.
Si passa all'interpellanza n. 40 "Iniziativa urgente per
riconsegnare al comparto dell'artigianato l'autogoverno delle
commissioni provinciali e regionali", a firma degli onorevoli Sbona,
Franchina, Borzacchelli e Fratello.
Ne do lettura:
"All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca,
PREMESSO che:
- l'on. Assessore Michele Cimino, dopo aver sciolto in
data 27.9.2001 le commissioni provinciali per
l'artigianato di Sicilia per aver superato il periodo
di legge previsto (cinque anni), ha nominato Commissari
straordinari, nel rispetto dell'autogoverno della
categoria, i Presidenti uscenti delle stesse CCPPA;
- dopo sei mesi, senza avere indetto le elezioni, ha
sostituito i precedenti Commissari con funzionari del
proprio ufficio e/o Gabinetto, supportando tale scelta
con un parere dell'Ufficio legislativo e legale del 30
agosto 2001, nel quale le CCPPA vengono definite
'organi di codesto Assessorato attraverso cui codesto
Assessorato agisce ed opera nell'interesse di una
determinata categoria';
- le operazioni di 'revisione' degli albi provinciali
delle imprese artigiane per accertare l'esistenza in
vita di tutte le imprese artigiane iscritte all'AIA,
sono superate dalle innovazioni sulla tenuta del
Registro delle imprese previa la riscossione annuale
del cosiddetto 'diritto camerale';
- la Regione siciliana ha recepito la legge quadro
nazionale per l'artigianato con la legge regionale 18
febbraio 1986 n. 3, con la quale al titolo III
definisce gli 'Organi di autogoverno e tutela
dell'artigianato', stabilendo che le commissioni
provinciali per l'artigianato devono essere costituite
per due terzi da titolari di imprese artigiane e che il
presidente ed il vice presidente devono essere eletti
scegliendoli fra i due terzi dei titolari artigiani;
- le Commissioni provinciali per l'artigianato, nelle
more del riordinamento degli enti locali e
dell'istituzione dei liberi consorzi, hanno sede
presso ciascuna Camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura;
- l'On. Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio , l'artigianato e la pesca non ha potere di
'nomina' delle Commissioni, nella considerazione che le
Commissioni provinciali per l'artigianato sono
costituite e non nominate con decreto assessoriale e
che 'l'attività di segreteria di ciascuna commissione è
assicurata dalla competente camera di commercio, la
quale provvede altresì alla custodia degli atti ed alle
spese di funzionamento della commissione';
PER CONOSCERE:
- quali siano i presupposti di legge che hanno fatto
affermare all'Ufficio legislativo e legale, nel parere
prot. 1482/247.11.2001 del 17.9.2001, che le
commissioni 'sono organi dell'amministrazione
regionale, più precisamente organi di codesto
Assessorato attraverso cui codesto Assessorato agisce
ed opera nell'interesse di una determinata categoria';
- quali elementi avesse l'Ufficio legislativo e legale
per affermare, che 'una diversa interpretazione
renderebbe inspiegabile il pagamento di indennità e
compensi ad un organo estraneo alla Regione', visto che
non risulta alcun pagamento a carico dell'Assessorato
regionale per compensi ai presidenti e ai componenti
delle Commissioni provinciali per l'artigianato;
- quali motivi hanno indotto l'Assessorato a richiedere
parere all'Ufficio legislativo e legale e non alla
'competente commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regionale siciliana, sulla base
delle interpretazioni di cui alla presente legge' (art.
11 della legge regionale n. 3 del 1986), unica a
potere dare 'interpretazione autentica' di una norma di
legge emanata dall'Assemblea regionale siciliana;
- se non intenda, per ristabilire chiarezza e trasparenza
delle norme suesposte:
1) revocare il decreto assessoriale n. 366/7S del 12
aprile 2002;
2) nominare i nove commissari straordinari scegliendoli
fra artigiani iscritti negli albi provinciali da
almeno tre anni, sentite le federazioni regionali
delle quattro Confederazioni maggiormente
rappresentative a livello regionale;
3) individuare la data delle elezioni per i rinnovi
delle Commissioni provinciali per l'artigianato
entro e non oltre il 31 ottobre 2002, nominando a
garanzia di tutte le liste che parteciperanno
all'elezione dei due terzi dei componenti artigiani,
quattro commissari ad acta, designati uno per ognuna
delle quattro confederazioni maggiormente
rappresentative, al fine di collaborare con i
Commissari straordinari nelle operazioni previste
dal decreto 25 novembre 1986 dell'Assessorato
Cooperazione (Regolamento elettorale per il rinnovo
delle commissioni provinciali dell'artigianato della
Regione siciliana)." (40)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento all'interpellanza n. 40 degli onorevoli Sbona ed
altri, si rassegnano qui di seguito gli idonei elementi di risposta.
Preliminarmente, si riferisce che con la legge regionale n. 3
del 1986, recante "Norme per la tutela e la valorizzazione, lo
sviluppo dell'artigianato siciliano" sono state istituite, ai sensi
dell'articolo 9 e successivi, le Commissioni provinciali per
l'artigianato aventi sede presso le Camere di commercio siciliane.
Le Commissioni provinciali per l'artigianato sono organismi di
autogoverno e tutela dell'artigianato, così come sancito dal titolo
III della legge regionale n. 3 del 1986, preposte alla iscrizione,
modifica, cancellazione dell'impresa, in relazione alla sussistenza,
modificazione o perdita dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4
della legge n. 443 del 1985 (articolo 8 della legge regionale n. 3
del 1986).
Le suddette Commissioni vengono elette direttamente dagli
stessi artigiani iscritti negli albi provinciali da almeno un anno
e, successivamente, nominate con decreto assessoriale per la durata
in carica di cinque anni, secondo il disposto dell'articolo 10 della
legge regionale n. 3 del 1986.
Le Commissioni nominate a seguito delle ultime elezioni svolte,
sono scadute nell'agosto 2001 e non è stato possibile procedere al
tempestivo rinnovo delle medesime in quanto i comuni, soprattutto i
capoluoghi di provincia, non hanno fornito le informazioni richieste
ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale n. 1 del 1979,
relativamente alla verifica del possesso dei requisiti previsti
sopra citati, elementi essenziali per le Commissioni al fine della
revisione degli albi, così come previsto dall'articolo 8 della legge
regionale n. 3 del 1986. Al riguardo, si ritiene evidenziare alla
cortese attenzione degli onorevoli interpellanti che la revisione
degli albi della quale dibattiamo - e di ciò siamo perfettamente
consapevoli - rappresenta la vera circostanza indispensabile per
procedere al rinnovo delle commissioni, secondo il disposto
dell'articolo 13 della legge regionale n. 3 del 1986.
Al fine quindi di consentire il regolare funzionamento delle
commissioni e nell'intento precipuo di non arrecare alcuna forma di
ritardo e danno alla categoria degli artigiani, i quali per potere
svolgere l'attività devono necessariamente risultare iscritti
all'albo provinciale competente per territorio, si è fatto ricorso
alla nomina di commissari straordinari, facendo ricadere in una
prima fase la scelta sui presidenti uscenti per un periodo di sei
mesi, scaduto il quale si è mantenuta nel corso del mese di aprile
u.s. la gestione commissariale, per un periodo ulteriore di sei
mesi e poi prorogata a tutto il 31 dicembre 2002, procedendo alla
sostituzione dei presidenti uscenti-commissari con funzionari in
servizio presso l'Amministrazione regionale sulla scorta del parere
reso, a seguito di analoga richiesta avanzata dall'Assessorato,
dall'Ufficio legislativo e legale, prot. 14820 del 30 agosto 2001.
Va da sé che, allorquando i comuni consentiranno alle
commissioni di effettuare la revisione degli albi, si procederà al
rinnovo delle commissioni medesime. Ed invero l'Assessorato ha
prontamente diffidato quelle amministrazioni comunali inadempienti
per restituire in tempi assolutamente brevi agli artigiani l'organo
ordinario di autogoverno. Già presso le segreterie delle rispettive
commissioni cominciano a pervenire, da parte di quegli enti locali,
i dati necessari alla revisione degli albi.
Ovviamente, l'Assessorato non ha mancato di vigilare ed ha
attivato ogni ulteriore iniziativa per giungere all'insediamento
delle commissioni, tanto auspicato dagli artigiani, dalle
organizzazioni di categoria ed, in ultimo, ma non certo per
importanza, dall'Assessorato cui sono preposto. Né appare utile
soffermarsi ulteriormente sulle operazioni di revisione; revisione
che non può esplicitarsi con la semplice verifica del pagamento del
diritto camerale da parte dell'artigiano, ma attraverso la verifica
del possesso per l'artigiano dei requisiti previsti dalla citata
legge 443 del 1985, così come richiamata dall'articolo 5 della legge
regionale 36 del 1986, unica condizione per l'iscrizione all'albo.
Si riferisce infine che nel contempo l'ufficio legislativo e
legale ha dato ragione all'attività svolta dall'Assessorato e quindi
non si può soprassedere alle disposizioni legislative che sono state
indicate.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Sbona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SBONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
parzialmente soddisfatto e parzialmente insoddisfatto.
Soddisfatto in quanto, leggendo la data di presentazione delle
altre interrogazioni, la mia è quella cui l'Assessore sta
rispondendo dopo appena cinque mesi; insoddisfatto per il contenuto
della risposta testè letta dall'Assessore.
Per essere sintetico, onorevole Assessore, avevo presentato
l'interpellanza perché ritenevo e ritengo, assieme con i colleghi
che l'hanno controfirmata, che le commissioni provinciali per
l'artigianato siano degli organismi che non vanno intesi come legati
da un cordone ombelicale all'Assessorato. Per questo motivo
chiedevo la revoca del decreto assessoriale. La risposta
dell'onorevole Assessore avrebbe potuto chiarire i miei dubbi e
quindi avrei potuto fare un passo indietro rispetto a quella che non
è un'ostinata convinzione, ma dopo la risposta resto sempre dello
stesso avviso.
Noi facciamo riferimento, per quanto riguarda le commissioni di
cui stiamo trattando, ad una legge quadro del 1985, e poi alla legge
regionale n. 3 del 1986. Secondo queste normative, a mio avviso,
l'Assessore non ha potere di nomina delle commissioni perchè le
commissioni provinciali per l'artigianato sono costituite, non
nominate, con decreto assessoriale, e l'attività di segreteria di
ciascuna commissione è assicurata dalla competente Camera di
Commercio, la quale provvede altresì alla custodia degli atti etc.
Mi sono reso conto, e sono più che sicuro della buona fede
dell'Assessore - vorrei essere altrettanto convinto della buona fede
degli uffici, considerato che l'Assessore si rifà ad un parere
dell'Ufficio legislativo e legale - che secondo quel parere le
commissioni sono organi dell'Amministrazione regionale, più
precisamente organi di codesto Assessorato attraverso cui esso
agisce ad opera nell'interesse di una determinata categoria. Io
sono un neodeputato, vorrei capire, non so se effettivamente
sia necessario rivolgersi ad un ufficio competente ovvero non
sarebbe stato più ortodosso rivolgersi alla Commissione parlamentare
che mi pare abbia il compito preciso di esprimere il parere.
Da parte mia ritengo sussistano i motivi per cui avevo chiesto
la revoca del decreto e la nomina di nuovi commissari straordinari
scegliendoli tra gli artigiani iscritti negli albi provinciali da
almeno tre anni, sentite le federazioni regionali delle quattro
confederazioni e successivamente di individuare la data
dell'elezione per il rinnovo delle Commissioni; questo dice la
legge.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 23: 'Provvedimenti in
favore dell'equipaggio del peschereccio recentemente affondato al
largo di Trabia (PA)', a firma dell'onorevole Tricoli.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- nei giorni scorsi nello specchio di mare al largo
del golfo di Trabia un motopeschereccio della marineria
di Porticello (PA) di proprietà della cooperativa Mare
Nostrum, si è inabissato;
- tale sciagura, allo stato attuale dei fatti, pare
dovuta ad un incidente verificatosi durante una battuta
di pesca;
- al momento dell'incidente sul natante si trovavano
due uomini oltre il comandante, i quali per puro
miracolo sono riusciti a mettersi in salvo grazie
all'intervento di un'imbarcazione che si trovava in
zona;
- nulla si è potuto per il recupero del
motopeschereccio, affondato in un tratto di mare
profondo un centinaio di metri;
- tale sciagura sarà causa di gravi problemi per i
tre marinai dell'equipaggio, che si troveranno senza
alcuna fonte di reddito, con conseguente grave danno
per sé e per le proprie famiglie;
per conoscere se possano essere predisposti, a favore
dei marinai vittime di tale spiacevole vicenda,
interventi di tipo economico volti all'eventuale
ripristino delle loro condizioni occupazionali." (23)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interpellanza.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Con riferimento all'interpellanza
n. 23, si informa che su iniziativa del sottoscritto è stato emanato
un provvedimento legislativo (articolo 7 della legge regionale
3/10/2002, n. 16) che, estendendo i contenuti delle precedenti norme
sulle calamità naturali, consentirà anche all'impresa di pesca di
Porticello di ottenere un contributo sia per il mancato esercizio
dell'attività di pesca dell'equipaggio del natante, che per le spese
di recupero e di ristrutturazione del natante stesso.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Tricoli per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
TRICOLI Signor Presidente, prendo la parola brevemente per
esternare la mia totale soddisfazione per la risposta dell'onorevole
Assessore, la quale fa chiarezza anche a livello di interpretazione
della norma circa l'opportunità e la possibilità di erogare un
contributo che doveva essere dato a tutte quelle persone - e questo
è il caso dell'equipaggio del peschereccio di Porticello - che
rischiano la vita quotidianamente e non hanno la certezza del
proprio reddito familiare. Occorre che l'Assemblea ed il Governo si
occupino, nel modo puntuale - a mio avviso - in cui lo sta facendo
l'Assessore Cimino, delle questioni che concernono le attività
imprenditoriali che non comportano soltanto i rischi del libero
mercato, ma anche il rischio di essere soggette a fenomeni difficili
da determinare, quali le condizioni meteorologiche e del mare. Una
cosa, infatti, è aprire una cartoleria, un'altra cosa è esercitare
un'attività di pesca, come faceva appunto l'impresa di cui trattasi.
Credo che avere dato quel segnale a livello legislativo, ma
anche avere dichiarato l'importantissimo impegno amministrativo che
l'Assessore intende prendere dia un margine di certezza a tutti i
pescatori - e alle loro famiglie - che in Sicilia quotidianamente
rischiano la vita, rischiano il lavoro con questa attività
pericolosa e incerta.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 693: "Notizie sugli
impedimenti che ostacolano lo svolgimento del concorso a direttore
generale dell'IRCAC", a firma dell'onorevole Ferro". Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- con delibere nn. 8496 del 21.4.1999, 8476 del 27.4.2000
e 8973 del 15.1.2001, il Consiglio di Amministrazione
dell'IRCAC, presieduto dall'Avv. Francesco Romano, ha
approvato il bando di concorso per titoli per la
copertura di 1 posto di Direttore generale
dell'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione;
- in data 25.5.2001 il bando di concorso è stato
pubblicato sulla GURS, serie speciale concorsi, n. 7;
- entro i trenta giorni utili sono state presentate 18
domande di partecipazione al concorso, tra le quali una
da parte di un dirigente interno all'Istituto
esercitante le funzioni di direttore generale mediante
incarico a tempo determinato conferito dal Consiglio
d'amministrazione in carica;
- quest'ultimo ha proposto ricorso gerarchico concernente
la formulazione del bando al Presidente della Regione
e, da quel momento, l'esperimento di tutte le formalità
inerenti all'esame delle domande, nonché alla
formazione della Commissione interna per la valutazione
dei titoli, si è inspiegabilmente bloccato;
- ad oggi non risulta l'adozione di alcun provvedimento
al fine del corretto svolgimento della procedura
concorsuale, né si ha notizia alcuna dell'esito del
ricorso proposto dal concorrente, con la conseguenza
che l'Istituto, oltre a non essere dotato di un
consiglio d'amministrazione (scaduto a novembre 2001 e
non ancora rinnovato dalla Giunta regionale) si trova
senza Direttore generale e quindi senza alcuna guida
sia di indirizzo politico che amministrativo;
per sapere:
- quali siano i motivi che ostacolano lo svolgimento
della procedura concorsuale che doterebbe l'Ente di un
Direttore generale;
- per quali motivi il Consiglio d'amministrazione,
scaduto a novembre 2001, non è stato ancora rinnovato;
- quali iniziative intenda assumere per sbloccare una
situazione divenuta assurda e assai pregiudizievole per
il corretto funzionamento dell'Istituto." (693)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo
8 lettera e) della legge regionale n. 212 del 1979 e dell'articolo
20 dello statuto dell'IRCAC, la nomina del direttore generale da
parte del consiglio d'amministrazione deve avvenire a seguito di
concorso pubblico per titoli.
Con deliberazione del 1998, l'IRCAC ha adottato il regolamento
per l'assunzione del direttore generale mediante concorso pubblico.
Con deliberazione successiva del 1999 è stato adottato lo schema di
bando. Con delibera del 2001 il consiglio di amministrazione
dell'IRCAC ha deliberato di procedere alla pubblicazione del bando
di concorso per la copertura del posto di direttore generale -
organo dell'Istituto - nel testo allegato alla deliberazione del
1999, con cui vengono apportate modifiche al bando ed al Regolamento
del direttore generale, rendendolo compatibile con le disposizioni
di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 6 del 1997.
La Giunta di Governo con deliberazione n. 162 del marzo del
2001, ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale n. 36 del 1991
e dell'articolo 3 della legge regionale n. 2 del 1978 ha reso
parere favorevole all'approvazione della citata deliberazione del
2001.
In data 25 maggio 2001 è stato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione il bando di concorso per titoli a un posto
di direttore generale.
A seguito del ricorso straordinario al Presidente della
Regione proposto avverso l'IRCAC per l'annullamento del bando, il
Consiglio di amministrazione pro-tempore nella seduta del 26 giugno
2001 con decisione mai sottoposta al controllo dell'organo tutorio
(Assessorato della Cooperazione) ha ritenuto di sospendere la
procedure concorsuale in attesa dell'esito del ricorso.
In ordine alla predetta decisione, con nota protocollo n. 2368
del 26 ottobre 2001, l'Assessorato della Cooperazione, poiché non
risultava disposta alcuna sospensiva da parte dell'autorità adita,
nell'interesse dell'Ente ha rappresentato la necessità di proseguire
la procedura concorsuale per la copertura del posto di direttore
generale.
Considerato che in data 5 novembre 2001 è scaduto il Consiglio
d'amministrazione dell'IRCAC, l'Assessorato alla cooperazione ha
ritenuto di rinviare la questione alla competenza del Consiglio
d'amministrazione in fase di ricostruzione.
Con decreto presidenziale n. 218 del 2002 è stato nominato
quale commissario straordinario dell'IRCAC il dottor Stefano Filì.
Con nota di protocollo n. 21683 del 2002 indirizzata alla
Presidenza dell'Ufficio legislativo e legale e per conoscenza anche
a questa Amministrazione, il commissario dell'Ente ha chiesto
notizie in merito al sopracitato ricorso straordinario al Presidente
della Regione.
Con nota del 2002 il Commissario straordinario dell'Istituto ha
rappresentato all'Assessorato Cooperazione alcune problematiche che
rendono difficile la prosecuzione della procedura concorsuale in
questione.
In particolare, considerato che l'art. 5 del bando di concorso
pubblico prevede che "gli esami dei titoli e la graduatoria sono
atti che ai sensi dell'art. 17 della legge regionale n. 46 del 1995
sono demandati agli uffici dell'IRCAC sotto la responsabilità del
capo della struttura burocratica dello stesso" e che tra i candidati
al concorso di direttore alcuni sono dirigenti dell'Istituto e
quindi può riscontrarsi nell'ipotesi di affidamento di cui al citato
articolo 5 del bando di concorso, un evidente conflitto di
interesse. L'Organo tutorio (l'Assessorato della Cooperazione), sta
valutando ipotesi risolutive per lo svolgimento della procedura
concorsuale a garanzia di imparzialità.
PRESIDENTE Onorevole Cimino, in qualità di deputato che ha
il diritto di capire, le chiedo: il ricorso che è stato proposto che
esito ha avuto, trattandosi di ricorso gerarchico?
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Si tratta di un ricorso straordinario al
Presidente della Regione; ancora non ha avuto alcun esito.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
FERRO Signor Presidente, onorevole Assessore, ho ascoltato con
interesse la descrizione dell'excursus del concorso di cui trattasi,
tuttavia ciò era già rappresentato nell'interrogazione a mia firma
presentata nei mesi scorsi.
Per chi ha avuto una qualche esperienza nella pubblica
amministrazione è ovvio che spesso il ricorso gerarchico al
Presidente della Regione sostanzialmente non produce altro effetto
che un prolungamento dei tempi talmente abissale da portare
inevitabilmente enti di interesse rilevante, come quello di cui
stiamo parlando, sull'orlo del precipizio.
Mi rendo conto che abbiamo una Regione commissariata per il
problema delle acque, commissariata per il problema dei rifiuti,
commissariata per una serie di altri enti ad essa collegati ed in
genere i commissari non portano bene. Credo, infatti, che essi
rappresentino una sorta di ferita istituzionale, una crepa che
produce in qualche modo un rallentamento dell'attività delle
istituzioni e degli istituti anche di importanza strategica, quale
credo sia l'IRCAC nel campo della cooperazione.
Lo stato dell'arte - mi risulta - impedisce fondamentalmente
anche l'utilizzazione di risorse e di fondi, considerato che in
questa gestione commissariale diventa poi difficile firmare.
Ho la sensazione peraltro che lo stesso commissario - la dico
esattamente come la penso - possa avere un interesse a bloccare il
bando di concorso che era stato emanato.
Mi rendo conto che si tratta di una situazione complicata e
difficile. Credo che la risposta dell'Assessore sia insufficiente
non tanto perchè egli non voglia rispondere, quanto perchè non
risolve in questo momento il problema, rinviandolo ad una data
successiva; in sostanza, non affronta un tema sul quale vorrei che
l'Assessore riflettesse con grande attenzione per capire se il
commissario straordinario nominato dal Governo sia esattamente la
persona più indicata a consentire l'espletamento del concorso e
quindi la dotazione di un nuovo organismo legittimamente nominato.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 710 "Notizie in merito
all'esercizio delle pesca a strascico nel tratto antistante la costa
tra Riposto e Calatabiano", a firma degli onorevoli Raiti, Ferro,
Spampinato, Morinello, Orlando, Micciché. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
premesso che:
- con l'art. 9 della legge regionale n. 25 del 1990, al
fine di favorire il ripopolamento ittico nel golfo di
Catania, è stato vietato l'esercizio della pesca a
strascico e/o con sistemi assimilabili nel tratto di
mare compreso entro la congiungente tra Capo Molino e
Capo Santacroce;
- detto divieto ha causato l'emigrazione dei
pescherecci che esercitano la pesca a strascico nel
tratto di mare tra Riposto e la foce del fiume
Alcantara, con il conseguente depauperamento della
flora e della fauna marina nella costa antistante;
- il Comune di Riposto da anni evidenzia l'acutizzarsi
del fenomeno e protesta contro la pesca a strascico
chiedendo, invano, alla Regione di intervenire;
considerato che l'estensione del divieto da Catania
fino alla foce del fiume Alcantara, tramite una
modifica all'art. 9 della legge regionale n. 25 del
1990, consentirebbe il ripopolamento ittico nel
circondario marittimo ripostese;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per
porre rimedio a quanto sopra esposto."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, il comma 7
dell'articolo 172 della legge regionale n. 32 del 2000 testualmente
recita: "Per le finalità di cui all'articolo 9 della legge regionale
n. 25 del 1990, il Golfo di Catania ricomprende altresì i territori
dei comuni di Catalabiano e Siracusa".
Pertanto il legislatore ha inteso estendere ai soli territori
dei comuni di Calatabiano e Siracusa i divieti e le finalità
previste dall'articolo 9 della legge regionale 25 del 1990.
Qualora l'intento del legislatore fosse quello di ricomprendere
nel Golfo di Catania tutto il territorio costiero che va dal
territorio di Calatabiano a Siracusa, si renderebbe necessaria
un'apposita norma legislativa che interpreti in tal senso
autenticamente il disposto del comma 7 dell'articolo 172 della legge
citata.
Tale facoltà è demandata all'Assemblea regionale e in tal senso
sono pronto a sposare, anche a nome del Governo, l'iniziativa in
questione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, intervengo
brevemente innanzitutto per dare atto all'assessore Cimino della
celerità della sua risposta.
Prendo atto che è passato un lasso di tempo assolutamente
accettabile, diversamente da ciò che accade in riferimento ad atti
ispettivi di competenza di altri Assessori e quindi mi sembra giusto
darne atto all'Assessore Cimino.
Detto questo, mi dichiaro insoddisfatto della sua risposta in
quanto la problematica in argomento, così come lei ha evidenziato, è
estremamente importante, considerato che la pesca a strascico sta
depauperando un tratto di fondale marittimo di assoluto pregio
naturale e i comuni di Riposto e Calatabiano spesso hanno
evidenziato queste problematiche.
E' vero che occorre intervenire con un provvedimento
legislativo - e prendo atto che lei ha dato una disponibilità in tal
senso -, ma abbiamo già presentato insieme all'onorevole Villari ed
altri colleghi un disegno di legge che va proprio nella direzione da
lei auspicata, onorevole Assessore. Pertanto, prendendo atto della
volontà politica da lei espressa, la inviterei a sollecitare, anche
in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, una corsia non
dico preferenziale, ma quantomeno urgente, in maniera tale da
affrontare e risolvere la problematica in questione; la invito,
altresì, ad utilizzare la sua forza di membro del Governo per dare
risposte immediate alle esigenze di quel tratto di litorale.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 54 "Interventi urgenti
per garantire sicurezza agli alloggi di edilizia economica e
popolare realizzati dal consorzio 'La Casa Nostra' di Messina", a
firma dell'onorevole Genovese. Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, premesso che:
- si continuano a verificare numerosi sbarchi di
clandestini lungo le coste della Sicilia e delle isole
ricomprese nel territorio della Regione, con particolare
riferimento a Lampedusa e Pantelleria;
- tale circostanza aggrava la situazione nazionale e
locale dell'ordine pubblico, per le ben note connessioni
tra il fenomeno in questione e la malavita organizzata;
- sarebbe opportuno richiedere maggiore attenzione da
parte del Governo nazionale o avvalersi dei poteri
spettanti al Presidente della Regione ai sensi dell'art.
31 dello Statuto siciliano;
per sapere quali interventi si intendano porre in
essere per impedire o ridurre il continuo sbarco di
clandestini in Sicilia e se si intendano utilizzare i
citati poteri statutari da parte del Presidente della
Regione." (54)
Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che l'assessore
Cimino invierà risposta scritta all'interpellanza n.54.
Si passa all'interrogazione n. 733 "Notizie circa
l'autorizzazione al fermo biologico", a firma dell'onorevole
Papania. Ne do lettura:
"All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che :
- a tutt'oggi nessuna decisione è stata assunta in
merito all'effettuazione del fermo biologico e presso
le marinerie siciliane è diffuso un forte allarme anche
in relazione all'assenza di informazioni da parte
dell'Amministrazione regionale;
- a riprova di ciò, una riunione indetta presso il
Comune di Mazara del Vallo per il giorno 5 agosto 2002
è stata revocata dal Presidente del Consiglio comunale
per l'annunciata assenza dei rappresentanti della
Regione - Direzione Pesca;
per sapere quale sia effettivamente la situazione anche
relativamente al confronto con la UE, relativamente
all'autorizzazione al fermo biologico e quali siano le
iniziative che il Governo ha assunto o intenda
assumere." (733)
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 5
dicembre 2002, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente LO PORTO
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"Norme finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda
misura salva deficit" (n. 527)
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI."
La seduta è tolta alle ore 12.25.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.10)