Presidenza del vicepresidente Crisafulli
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
COMUNICAZIONE DI NOTA DELL'ONOREVOLE GAROFALO
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Garofalo, eletto deputato
regionale nella Circoscrizione di Catania, ha fatto pervenire in
data odierna (10.12.2002) una lettera con la quale comunica di
essersi autosospeso dal Partito di Forza Italia e di aderire, come
indipendente, al Gruppo Misto dell'Assemblea Regionale siciliana,
fermo restando l'appoggio politico all'attuale Governo regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
- "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale per la
difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche" (n.
543)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione e Liotta, in data 6
Dicembre 2002
COMUNICAZIONE DELLE ASSENZE E DELLE SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE Comunico, ai sensi dell'art. 69, comma 4 del
Regolamento interno, le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle commissioni parlamentari del 4 dicembre 2002:
BILANCIO (II)
Sostituzioni
Riunione del 04.12.02: CROCE sostituito da CATANIA GIUSEPPE
LEONTINI " " CONFALONE
D'ANTONI " " LO MONTE
LEANZA V. " " MAURICI
MANCUSO SAVARINO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 04.12.02: BORZACCHELLI-GAROFALO-GIAMBRONE-LO CURTO-
GALLETTI-PANARELLO-TURANO
Sostituzioni
Riunione del 04.12.02: CATANIA sostituito da CONFALONE
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 934 - Interventi per garantire l'attuazione delle
proprie finalità da parte dell'Ente autonomo regionale
'Bellini'.
- Assessore Beni Culturali
***
Villari Giovanni
- con richiesta di risposta scritta:
N. 931 - Notizie circa la situazione della scuola materna
di via Don Alvaro Paternò, a San Gregorio (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 932 - Interventi di verifica in ordine alla legge
regionale n. 7 del 2002, in materia di appalti pubblici.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 933 - Ristrutturazione dell'edificio in cui è ubicato
l'istituto 'Regina Margherita' di Castiglione (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 935 - Iniziative urgenti per consentire l'ordinaria
gestione della scuola pubblica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Vitrano Gaspare; Gurrieri Sebastiano; Genovese Francantonio;
Barbagallo Giovanni; Zangara Andrea
----------------
N. 936 - Chiarimenti circa i termini di scadenza per la
presentazione delle istanze per l'accesso ai benefici di cui
alla legge regionale n. 32 del 2000.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Raiti Salvatore
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 75 - Notizie circa il finanziamento di due progetti di
rimboschimento nei territori di Vittoria e Comiso (RG).
- Assessore Agricoltura
***
Zago Salvatore
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "NORME FINANZIARIE URGENTI -
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 - SECONDA MISURA SALVA DEFICIT" (527/A)
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge "Norme finanziarie urgenti -
Variazioni al bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 - Seconda misura salva deficit" (527/A).
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 17,48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per
svolgere la relazione.
SAVONA relatore. Onorevoli colleghi, l'unito disegno di legge è
il necessario e logico completamento della manovra iniziata con la
legge 9 agosto 2002 n. 10 contenente "Variazioni di bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002; assestamento di
bilancio e prime misure salva deficit".
Con il disegno di legge che si propone, si apporta consistente
riduzione all'esercizio 2002 per un importo complessivo di circa 500
milioni di euro che, aggiunto alle maggiori entrate previste,
consente un rilevante risparmio di spesa. Tale maggiore risparmio
viene finalizzato in parte ad esigenze di spesa indifferibile o
addirittura obbligatorie per legge. In particolare, gli eventi più
rilevanti coperti dalla presente manovra di bilancio sono:
l'integrazione delle assegnazioni ai comuni e alle province per un
importo complessivo di 148 migliaia di euro.
L'assegnazione annuale a favore delle province tiene conto
delle attribuzioni alle stesse del gettito dell'imposta delle
assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore. Il cofinanziamento dell'accordo
di programma per il settore investimenti sanitari, stipulato con il
ministero della salute, è per un importo di 18.709 migliaia di euro.
Tale operazione consente di attivare risorse extraregionali per
l'importo complessivo di circa 1.000.000 di migliaia di euro per il
periodo 2002/2005, l'integrazione del contributo a pareggio del
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per l'importo di
23.970 migliaia di euro, il contributo per le misure di
accompagnamento a carattere sociale per i pescatori, per promuovere
l'interruzione temporanea delle attività di pesca, anche a causa di
eventi calamitosi, per l'importo di circa 10.000 migliaia di euro.
In relazione agli andamenti delle varie amministrazioni
regionali, con la presente manovra viene garantita la copertura di
maggiori spese per circa 110 migliaia di euro.
Infine, l'operazione è molto rilevante sui fondi di riserva che
vengono incrementati in misura considerevole per consentire
l'accantonamento, e per il ripiano del deficit dei bilanci delle
aziende sanitarie.
Nel disegno di legge, con l'abrogazione di talune norme di
spesa per la riscrittura di altre, si realizza un risparmio
strutturale di 100.000 migliaia di euro, risparmi che riporteranno i
loro effetti nel bilancio 2003 e successivi, in linea con quanto
previsto dal documento di programmazione economico-finanziario per
gli anni 2003/2006.
Si è inoltre adeguata la normativa regionale in materia di
controlli e monitoraggio della spesa pubblica per armonizzarla a
quella statale, rendendo così pregnanti gli obiettivi di finanza
pubblica al rispetto dei quali sono tenuti anche gli enti pubblici
non economici sottoposti a vigilanza e controllo della Regione.
Rispetto al testo presentato dal Governo e trasmesso dalla
Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana senza le parti
espunte, la commissione Bilancio ha operato una serie di
approfondimenti e modifiche che in larga misura hanno raccolto i
pareri espressi dalle commissioni di merito, anche se stringendo i
vincoli di bilancio hanno invece reso difficile l'accoglimento di
proposte incrementative sui diversi capitoli di spesa.
Del resto questa manovra si svolge ormai a ridosso della
chiusura dell'esercizio finanziario e, dunque, un ragionamento più
ponderato per tutte le problematiche rimaste fuori si potrà
sviluppare con la prossima discussione del bilancio di previsione
e della finanziaria.
Rispetto alle delicate problematiche del trasferimento agli
enti locali, la Commissione ha approvato l'articolo che integra i
trasferimenti come primo atto sui lavori di riscrittura del disegno
di legge e questo anche per consentire al Governo di quantificare
immediatamente la quota spettante a ciascuno al fine di dare avvio
alle procedure per l'adozione degli atti relativi all'erogazione di
bilancio.
Di fronte ai tempi necessari per l'approvazione della legge e
alle difficoltà anche tecniche di disarticolare una manovra
finanziaria che presenta una precisa caratteristica di unitarietà e
di equilibrio complessivo, la Commissione ha ritenuto di dover
rimettere all'Aula la decisione sull'opportunità di inserire nel
testo una norma autorizzativa per i Comuni per l'adozione delle
rispettive variazioni di bilancio entro il 20 dicembre piuttosto che
entro il 30 novembre.
Raccomandiamo all'Aula un esame tempestivo del provvedimento
stante l'imminenza dell'avvio della sessione di bilancio.
PRESIDENTE Il Governo chiede cinque minuti di sospensione.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 18.02)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, prima di dare inizio al dibattito sulla
base delle iscrizioni a parlare, la Presidenza ritiene doveroso
comunicare all'Assemblea un metodo di lavoro che sarà utilizzato per
l'esame delle variazioni di bilancio.
Sono state sollevate eccezioni da parte di alcuni colleghi
rispetto ad alcune norme che si ritiene essere improponibili.
La Presidenza, ha già assunto un atteggiamento per consentire
alla Commissione di merito - la Commissione Bilancio, sentito il
parere delle Commissioni competenti - di esaminare il testo; noi,
in coerenza con quell'atteggiamento, ma anche nel pieno rispetto
delle proposte pervenute dalle Commissioni di merito e valutate
positivamente dalla Commissione Bilancio, riteniamo di dover fare
una valutazione sui singoli aspetti del disegno di legge in uno con
gli emendamenti che saranno presentati dai colleghi e dal Governo
non più tardi di domani mattina alle ore 10.00, presso gli uffici
della Presidenza.
La Presidenza, alla riapertura dei lavori, che è
prevedibilmente fissata per domani sera alle ore 17.30 o, forse,
sarebbe meglio alle 17.00 - sempre che stasera si dovesse chiudere
la discussione generale - intende comunicare la parte di testo che
si ritiene eventualmente non proponibile e gli emendamenti che la
Presidenza ritiene improponibili nella discussione che si avvierà
domani, per evitare di dare agli uffici un'incombenza eccessiva di
valutazione di tutti gli emendamenti e, dunque, dei singoli
richiami.
Intendiamo comportarci sulla base di questo metodo per favorire
uno snellimento dei lavori d'Aula. Pertanto, i colleghi parlamentari
debbono sapere che chiudendo stasera - se si chiuderà stasera - la
discussione generale, si avrebbe tempo fino a domani alle ore 10.00
per la presentazione degli emendamenti presso gli uffici della
Presidenza.
Per quanto riguarda, invece, la parte finanziaria dei singoli
emendamenti, i colleghi ricorderanno che nell'approvazione del
bilancio del 2002, nonostante pur essendo stata tata introdotta la
modifica che prevede la struttura del bilancio in unità previsionale
di base (UPB), gli emendamenti, molto spesso, erano previsti solo
per capitoli; noi allora dichiarammo proponibili tutti gli
emendamenti dando agli uffici l'incombenza di fare gli adeguamenti
dai capitoli per UPB. E' importante, però, che gli emendamenti
siano compensati.
Intendiamo ripetere questo stesso atteggiamento, nel senso che
dichiareremo ammissibili tutti gli emendamenti compensati comunque e
gli uffici dovranna eventualmente soltanto solo riferirli alle unità
previsionali corrispondenti. Questo perché si tratta della stessa
manovra finanziaria del bilancio del 2002.
Per quanto riguarda, invece, l'esercizio finanziario del 2003
dovremmo trovare un metodo di lavoro che consenta ai parlamentari di
non limitare la loro capacità emendativa, anche di riduzione della
spesa e, nel frattempo, consentire agli uffici di potere lavorare
con celerità.
Questo è quanto si riteneva utile e opportuno comunicare
all'Aula.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, intervengo per salutare con
soddisfazione l'atteggiamento della Presidenza, comunicato all'Aula,
che non è nulla di speciale ma, in coerenza con le norme
regolamentari, intende dare un ordine ai lavori dell'Aula.
Volevo, però, signor Presidente, approfittare della
comunicazione per sottolineare il fatto che il primo lavoro svolto
dalla Presidenza, quello, tanto per intenderci, preliminare
all'esame da parte della Commissione Bilancio, devo dire che è un
lavoro parziale perché dalla ripulitura che la Presidenza ha fatto,
non tutte le norme che non sono attinenti con l'oggetto del disegno
di legge sono state eliminate.
Ne sono residuate alcune che in Commissione Bilancio hanno
sollevato anche un vivace dibattito; allora la raccomandazione e la
preghiera che rivolgo alla Presidenza è che nel fare questo
screening, questo lavoro di ripulitura sugli emendamenti che
verranno presentati per l'Aula, si proceda anche ad una revisione
ulteriore delle norme che sono state esitate dalla Commissione
Bilancio e che oggi fanno parte del testo all'esame dell'Aula.
Il fatto che questo lavoro non lo si sia svolto in pieno o,
comunque, a mio giudizio, non tutto ciò che sarebbe stato opportuno
fare sia stato fatto, non implica che non lo si debba fare adesso,
al momento di approfondire l'esame in sede d'Aula.
Signor Presidente, un'ultima cosa a proposito degli emendamenti
in compensazione. Per quanto riguarda gli emendamenti in
compensazione, credo che per fare questo lavoro sia necessario
mettere a disposizione dei parlamentari anche lo stato della spesa
alla data di oggi, perché questo lavoro lo si può fare solo se si
ha in mano il livello di impegno dei singoli capitoli e delle
singole UPB, per potere fare un lavoro che non sia fondato su
ipotesi di impegno di ogni parlamentare ma sui dati oggettivi che in
Commissione noi avevamo ma che credo sia necessario fornire anche
all'Aula perché questo lavoro venga fatto adesso da ogni singolo
deputato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, credo doveroso puntualizzare
alcuni aspetti alle osservazioni che la Presidenza intende
accogliere nel senso che vanno nel solco delle dichiarazioni che la
Presidenza aveva reso.
Noi ci atterremo al lavoro che è stato svolto dalla Presidenza
e abbiamo intenzione di rivolgere il massimo rispetto a ciò che ha
fatto la Commissione di merito e le Commissioni proponenti perché il
testo del disegno di legge è sì di variazione, ma è anche un testo
che affronta altri aspetti, che tengono conto anche delle proposte
che sono arrivate dalle varie Commissioni.
Per cui, pur mantenendo il testo generale come testo di
variazione, è anche testo che affronta la razionalizzazione ed
interventi di altro genere.
Pertanto, nel solco delle cose che abbiamo già annunziato, noi
opereremo un'attenta valutazione di tutto il testo e di tutti gli
emendamenti per dare all'Aula un quadro completo all'inizio dei
lavori della seduta di domani sera, se stasera si concluderà la
discussione generale.
Nessuno può impedire ai parlamentari di fare le considerazioni
che ritengono di dover fare, così come nessuno può mettere in
condizione la Presidenza di effettuare le proprie valutazioni sui
singoli aspetti dell'articolato.
Sono state fatte pervenire ulteriori note di richiamo rispetto
alle procedure di cui abbiamo parlato. Questa parte si intende
chiusa.
Dichiaro aperta la discussione generale.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che la
discussione sulle variazioni di bilancio, che ha assunto anche, per
volontà propria e del Governo, un elemento distintivo di un modo di
essere e di proporsi da parte del Governo regionale, debba investire
in pieno la responsabilità dei gruppi parlamentari e del Parlamento
regionale.
Noi ci siamo trovati di fronte ad una variazione di bilancio
fatta in due tempi da parte del Governo regionale. Una prima parte
fatta nel mese di luglio ed una seconda parte fatta in questi
giorni. Le variazioni di bilancio hanno determinato ed hanno segnato
lo stato di salute del Governo.
Quello che in questi giorni la stampa ha scritto è poca cosa
rispetto a quello che in realtà si è verificato nelle varie
Commissioni e nella stessa Commissione Bilancio. E' il segnale di
uno scontro interno al Governo, di atteggiamento di disistima
personale, di atteggiamento di disistima politica, della mancanza di
un disegno di programmazione e di un progetto di intervento che ha
determinato un continuo ribaltamento interno alla Commissione fino
al punto che la stessa Commissione Bilancio, per potere portare a
compimento il lavoro sulla finanziaria e sulle variazioni di
bilancio, ha dovuto sospendere i propri lavori, su richiesta della
maggioranza, in una sola seduta, per ben dieci volte.
Questo la dice lunga sulle condizioni della maggioranza. In
altre situazioni, il Governo sarebbe stato già in crisi, si
sarebbero determinati profondi cambiamenti.
Questo la dice lunga anche sul fatto che il Governo tende a
nascondere i dati reali della condizione di crisi della nostra
Regione.
Voglio fare una riflessione a voce alta, assieme ai colleghi
parlamentari, per dire alcune cose che in parte noi abbiamo già
sostenuto in Commissione Bilancio: c'è un buco che il Governo non
copre neanche con le variazioni di bilancio ed è di 185 milioni di
euro, quello collegato al disavanzo annunciato da parte delle
aziende sanitarie locali e da parte delle aziende ospedaliere.
Voglio approfittare della presenza dell'assessore Cittadini per
dire che noi abbiamo posto la questione in Commissione Bilancio e il
Governo ci ha risposto che non era a conoscenza del fatto che c'è
ancora una condizione di disastro e di disequilibrio nelle aziende
sanitarie e ospedaliere.
Noi vogliamo comunicare all'assessore, dato che non ha avuto la
possibilità di averlo comunicato dai suoi uffici, che c'è una
competenza diretta da parte di tutti e due gli assessorati,
l'assessorato del bilancio e l'assessorato della sanità.
L'assessorato del bilancio esercita un controllo sui bilanci delle
aziende sanitarie.
Non potete nascondere al Parlamento regionale un disavanzo di
370 miliardi di lire, non perché questo dato non sia corretto, ma
perché nasconderlo determina la possibilità che venga inficiata la
stessa struttura delle variazioni e, conseguentemente, venga
inficiata la stessa struttura del bilancio futuro e della prossima
finanziaria.
Il fatto che non siete in grado di potere fare politiche di
settore, tese a razionalizzare e a mettere sotto controllo la spesa
sanitaria, non può essere nascosto all'Assemblea e alla Regione
siciliana.
Mi sarei aspettato - più volte lo abbiamo denunziato - da parte
della stampa regionale un titolo scandaloso sull'atteggiamento del
Governo, sul fatto che il Governo nasconda i numeri reali al
Parlamento regionale e li nasconda anche in Commissione.
Invece, questo fatto passa tranquillamente, nessuno solleva
problemi di carattere particolare, tutto viene spinto attraverso una
presunta fretta che tende, soltanto, a coprire un'assenza di
progetto di riforma finanziaria, di riordino del settore e di
rigore.
Più volte ho sentito parlare del famoso termine "rigore". Nelle
variazioni di bilancio non c'è alcuna politica di rigore e si
evidenzia un contrasto profondo tra maggioranza e governo, a seconda
di chi sia l'assessore di turno.
Onorevole Crisafulli, lei ha testé fatto riferimento ad una
norma che riguardava la vicenda dei consorzi di bonifica. Adesso,
voglio rappresentarla ai colleghi parlamentari. L'articolo 56
riportato nel testo che noi abbiamo all'esame come un emendamento
della Commissione, è stato presentato in III Commissione
dall'onorevole vicepresidente della Regione, onorevole Castiglione,
che ha chiesto il parere della III Commissione che ha espresso
parere favorevole.
La stessa norma, in Commissione Bilancio, ha avuto il parere
nettamente contrario da parte dell'assessore per il bilancio e le
finanze, al punto che sulla norma si è determinata una rottura tra
la maggioranza e lo stesso Governo il quale, utilizzando
quell'occasione, ha abbandonato, in palese dissenso con la
maggioranza che lo sostiene, i lavori parlamentari.
Vi è di più: dopo qualche minuto è arrivato il Presidente della
Regione che ha completato l'iter di approvazione delle variazioni di
bilancio, delegittimando così la funzione dell'assessore per il
bilancio e le finanze.
Tutto ciò ha una refluenza politica che si manifesta nel corso
della formazione della decisione e nel corso della formazione delle
variazioni di bilancio.
Noi continueremo a fare una battaglia per determinare una
condizione di reale razionalizzazione della spesa, perché siamo una
forza politica che vuole, a tutti i costi, cercare di mettere sotto
controllo la spesa della Regione.
Lo abbiamo fatto quando eravamo al Governo regionale, con il
Governo Capodicasa, quando abbiamo introdotto norme di contenimento
della spesa con la legge numero 10. Da quel momento in poi, tra il
2000 e il 2002 vi è una dilatazione della spesa corrente.
Onorevole Pagano, lei ed il suo Governo dovete spiegare come
mai siamo arrivati in questi due anni, durante i governi prima
Leanza e poi Cuffaro, a 4 mila miliardi di lire di spese correnti in
più.
Se non riesce a spiegarlo lei, tenteremo di spiegarlo noi: sono
tutte norme finalizzate ad alimentare un sistema riconducibile al
consenso.
Non c'è nessun rigore. Continuano ad esserci spese clientelari.
Lei stesso, in Commissione Bilancio, ha dovuto riconoscere due
questioni che erano all'attenzione della Commissione e che sono
presenti nel testo del disegno di legge e cioè la vicenda che
riguardava la Multiservizi e quella che riguardava Biosphera: sono
due strumenti che dilatano a dismisura la spesa regionale.
Per quanta riguarda la Multiservizi, ci troviamo di fronte ad
una convenzione fatta tra il suo Governo, l'assessore Noé e la
Multiservizi per utilizzare personale nell'ambito della Regione
siciliana per cui hanno stipulato una convenzione quinquennale senza
copertura finanziaria e normativa. I bilanci regionali - si sa -
sono annuali e poi danno copertura pluriennale. La convenzione
aveva, invece, una copertura quinquennale determinando l'assunzione
impropria di oltre 202 unità.
E' stato fatto osservare, anche da molti colleghi della
maggioranza, che la Multiservizi non ha assunto personale
proveniente dal bacino dei lavoratori socialmente utili, che la
Multiservizi ha assunto personale proveniente da altri settori,
venendo meno alla ragione per cui era stata formata e questo vale
anche per Biosphera. E' la ragione per la quale in Commissione
Bilancio è stato riscritto il testo che determina una contrazione
della spesa.
Assessore Pagano, noi siamo sicuri che nel corso delle
variazioni di bilancio, qualche assessore del suo Governo, se non
addirittura lo stesso Presidente della Regione, presenterà qualche
emendamento per dare copertura finanziaria alla Multiservizi anche
per il 2003 e per il 2004, così come è scritto nel testo originario.
Noi, in questa materia, ci apprestiamo a presentare un
emendamento che vogliamo qui comunicare.
Lei sa, assessore Pagano, che in Sicilia, le assunzioni nella
pubblica amministrazione vengono fatte sulla base di criteri rigidi
stabiliti dalla legge. Noi presenteremo una norma che stabilisce che
in tutte le società, a prevalente capitale pubblico, società
regionali e società miste, anche a livello periferico, per il
reclutamento del personale si proceda con criteri di evidenza
pubblica, in modo tale che si chiuda questa pagina vergognosa delle
assunzioni clientelari e si possa in questo modo razionalizzare
seriamente la spesa.
La stessa questione riguarda il fondo per il buono scuola. Ci
apprestiamo a presentare un emendamento, onorevole Assessore, che
riguarda il riutilizzo dei fondi per il buono scuola. Avrete letto
in questi giorni che il Governo nazionale ha dato il credito
d'imposta per chi va nelle scuole private. La doppia misura ci
sembra eccessiva. La misura prevista dal buono scuola regionale e la
misura prevista dal Governo nazionale sul credito d'imposta per chi,
nei prossimi tre anni frequenterà le scuole private, ci sembra una
misura eccessiva.
Noi presenteremo un emendamento per riutilizzare i soldi del
buono scuola per potere potenziare la scuola pubblica e per potere
fare un programma legato all'edilizia scolastica, così come ci
apprestiamo a presentare emendamenti sulla formazione.
Ho sentito oggi l'intervista rilasciata dall'assessore Pagano
che dice: noi nella legge finanziaria non affronteremo le leggi di
settore. Le leggi di settore le affronteremo dopo la finanziaria.
Assessore Pagano, sarebbe stato esattamente il contrario. Le
leggi di settore per ridurre le spese per poi portarsele in
finanziaria avreste dovuto farle già da un anno e mezzo: le leggi di
settore della sanità per mettere sotto controllo la spesa sanitaria,
le leggi di settore della formazione, le leggi di settore della
forestazione, le leggi di settore dei trasporti. Voi non riuscite a
farlo perché avete vincoli reciproci che vi legano a farvi
utilizzare la spesa come elemento di interscambio per il consenso
elettorale e politico.
Nel settore della formazione, abbiamo già presentato in
Commissione Bilancio, lo riproporremo adesso, un emendamento che
blocca quello che è avvenuto nel corso di questi anni con il Governo
Leanza e con il Governo Cuffaro. C'è stato un incremento di oltre
duemila unità che sono state assunte a carico del bilancio della
Regione nel settore della formazione. Non c'è, infatti, una regola
che stabilisce una volta per tutte che si definisca l'albo e che
l'albo poi vada ad esaurimento e se gli enti vogliono utilizzare
quel personale, lo prenderanno da quell'albo anziché, di volta in
volta, utilizzare personale che viene surrettiziamente immesso
nell'albo per poi essere assunto a tempo indeterminato, facendo
migliaia e migliaia di assunzioni.
Ecco qui spiegate le ragioni per cui avete sottratto
quattromila miliardi che potevano essere destinati alle politiche
d'investimento in Sicilia per destinarli, invece ad una politica
clientelare.
Ecco spiegata la ragione per cui in Sicilia c'è una caduta
degli investimenti.
Ecco spiegata la ragione per cui in Sicilia noi, nel corso
degli ultimi due anni, a differenza degli anni 1996-2001, abbiamo un
prodotto interno lordo che tra il 1996 ed il 2001 viaggiava
mediamente a tassi superiori di 3-4 volte quello nazionale che
adesso si è invece uniformato e tutti gli indicatori. Onorevole
Pagano, dicono che per l'anno prossimo noi avremo un PIL in Sicilia
inferiore, come tasso di crescita, a quello nazionale.
Sono queste spese che scoraggiano la possibilità di investire.
La possibilità di utilizzare questi 4.000 miliardi in conto capitale
per incentivare il sistema produttivo siciliano, avrebbe dato una
boccata di ossigeno in una condizione di crisi generale, invece
avete alimentato un sistema di natura clientelare.
Noi vogliamo lanciarvi la sfida della razionalizzazione e del
rigore, voi non avete assunto nessun rigore. Allora, se è così
dobbiamo smantellare molti servizi, dobbiamo smantellare Biosphera,
dobbiamo evitare che si facciano assunzioni clientelari nei consorzi
di bonifica, dobbiamo evitare che si utilizzi la Regione soltanto
per alimentare un sistema di potere che è ben conosciuto e ben
oliato nella nostra Regione.
Noi utilizzeremo l'occasione delle variazioni di bilancio per
proporre emendamenti modificativi e rigorosi e poi accettiamo la
sfida e vogliamo che essa sia giocata di fronte a due opzioni, a due
alternative: da una parte chi, assumendo a parole una politica
liberale, nella pratica quotidiana, esercita, invece, una logica
assistenziale e clientelare e, dall'altra parte, chi - come noi,
quando siamo stati al Governo - ha tentato una politica di
razionalizzazione della spesa e di contenimento e vuole misurarsi su
questi temi. Due opzioni per la nostra Regione.
Noi pensiamo che gran parte delle risorse della Regione debbano
essere destinate agli investimenti ed all'occupazione, alle
creazione di nuove opportunità, di nuove occasioni di lavoro,
all'indicazione di nuova ricchezza per la nostra Regione, perché
questa è la sfida davanti a noi, soprattutto dopo che il Governo
nazionale, il Governo Berlusconi, ha determinato una contrazione
consistente delle risorse destinate a strumenti virtuosi che hanno
determinato un incremento dell'occupazione ed una crescita del PIL:
mi riferisco ai patti territoriali, ai contratti d'area, al credito
d'imposta.
Visto che non arrivano i soldi da Roma, bisogna utilizzare le
nostre risorse, soprattutto indirizzate a queste finalità. Questa è
la ragione per cui noi accetteremo di buon grado un confronto
rigoroso, ma non vorremmo, onorevole Pagano, che lei continuasse ad
avere il solito atteggiamento 'vorrei ma non posso', che di volta in
volta lei dichiari rigore all'esterno e poi finisca, sulla base
delle pressioni che le provengono dai settori della sua maggioranza
e del suo stesso Governo, col non incidere nella la spesa corrente,
il vero cancro che potrebbe divorare la nostra Regione.
Siamo ad un passaggio decisivo ed in questo passaggio decisivo
noi vogliamo accettare la sfida della modernità e la modernità si
misura attraverso il fatto che le spese vengono indirizzate
soprattutto in direzione dei settori produttivi e che possano
determinare a creare ricchezza. Le vostre variazioni di bilancio e
la stessa finanziaria, così come avete annunciato, invece contengono
elementi che tendono ancora una volta ad incrementare la spesa ed
incrementare le spese correnti. Su questo terreno voi avrete la
nostra più netta opposizione.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, non è per essere corrivo rispetto
ai colleghi della maggioranza, ma mi sembra opportuno richiedere che
vi sia, ad un passaggio non secondario del dibattito parlamentare,
la voce di qualcuno che, oltre il relatore di maggioranza - che come
si sa normalmente svolge una relazione di natura tecnica - possa
darci le coordinate politiche delle scelte che sono state compiute
con le variazioni di bilancio che abbiamo all'esame.
Molti si sono affrettati - in primo luogo, presidenti di gruppi
parlamentari di maggioranza, componenti della Commissione - a
dichiarare ai giornali, dove, ovviamente, senza alcun
contraddittorio, si può sostenere qualsivoglia tesi. Il dibattito
parlamentare è altra cosa perchè vi è la possibilità di confrontare
le opinioni e di svolgere considerazioni che hanno la possibilità di
essere contraddette.
Le dichiarazioni che abbiamo ascoltato - visto che nessuno
interviene in Aula, ci rifacciamo a quelle dichiarazioni rese sulla
stampa - erano improntate - sia quelle dell'assessore sia quelle di
alcuni componenti della maggioranza - come avviene in tutti questi
casi, al principio informatore delle scelte che è quello del massimo
rigore, della razionalizzazione della spesa, di scelte ancorchè
impopolari ma miranti a dare ai nostri conti un assetto finalmente
equilibrato.
Ormai da un paio d'anni, forse anche più, perchè questa litania
ricorre già dal precedente Governo - il Governo Leanza - sentiamo di
volta in volta solenni proclami per porre un argine allo
slabbramento delle voci di bilancio della spesa regionale, ma poi i
fatti li smentiscono regolarmente.
Aspetto ancora, dopo tante dichiarazioni rese da parte di
colleghi della maggioranza, un solo - dicasi un solo - atto
legislativo in materia finanziaria che non contenga aumento di
spese.
In tutti i disegni di leggi di finanziaria presentati negli
ultimi anni, in tutte le variazioni di bilancio, si è sempre detto
che era la volta buona per contenere le spese, per operare risparmi
e che non una lira - oggi un euro - in più ci sarebbe stato di
spesa. L'onorevole Cintola, ad esempio, è tra i parlamentari che,
incautamente, ogni volta si impegnano in questo senso, ma
puntualmente viene smentito dagli stessi colleghi, viene smentito
dal Governo, perchè proprio ad ogni passaggio vi è invece un aumento
di spesa sebbene le dichiarazioni siano in senso opposto.
Questo passaggio non sfugge a questa logica.
Le variazioni di bilancio addirittura vengono pomposamente
titolate "seconda misura salva-deficit", così come si aggiunge anche
nel titolo della legge - il che ha tratto in inganno, a mio avviso,
la Presidenza dell'Assemblea nel fare l'analisi preliminare di
compatibilità delle "norme urgenti di razionalizzazione della spesa"
- alla fine dimostra che si tratta di una delle tante variazioni di
bilancio in cui certo fa da perno l'esigenza, direi quasi l'urgenza,
l'emergenza finanziaria legata al buco della sanità e al buco nei
trasferimenti con gli enti locali. Inoltre, si introducono nuove
norme di spesa sia nelle variazioni dei capitoli - ve ne sono in
aumento come si può vedere, e non per piccoli importi -, sia anche
per quanto riguarda nuove norme sostanziali che comportano ulteriori
impegni come vedremo nel corso dell'esame del disegno di legge.
Devo dire che, se non fosse intervenuta la Presidenza
dell'Assemblea e, diciamo pure, anche la Presidenza della
Commissione finanze, questo limite, già spostato al di là, sarebbe
stato abbondantemente sfondato fino al punto da tramutare quella che
doveva essere una misura salva deficit in una misura "incrementa
deficit". Così come è avvenuto quando nel mese di agosto l'assessore
alla sanità, che non ha una esperienza parlamentare, ma da tecnico,
si era impegnato entusiasticamente con un decreto salva deficit che
è stato immediatamente bloccato dal Presidente della Regione che ha
avocato a sè i poteri - cosa inaudita nella prassi di Governo - ha
tenuto tutti gli incontri con le categorie scalpitanti, prime fra
tutte quella delle cliniche private...
FORGIONE ..quelle non hanno motivo di scalpitare... hanno tutto
CAPODICASA .. si, ma sul decreto salva deficit avevano molto da
dire al punto che il Presidente della Regione le ha incontrate e
poi, come vuole la nobile tradizione di questa Regione, ha
riconosciuto totalmente le richieste che venivano fatte. E quel
decreto salva deficit è diventato un decreto incrementa deficit. E
non di qualche migliaio di euro, ma di alcune decine; qualcuno
calcola in alcune centinaia di miliardi di lire, quindi in parecchie
decine di milioni di euro.
Questa è la logica che ha presieduto le manovre di questo
Governo e, per quanto singoli esponenti del Governo gridino, gettino
l'allarme, è inutile perchè questo Governo non ha alle spalle una
politica di risanamento delle finanze. Ma c'è una ragione precisa:
non perchè ci sia la scarsa volontà di qualcuno, ma perchè questo
Governo nasce su presupposti che sono altri e sono i presupposti
dell'espansione della spesa attraverso le promesse elettorali.
Abbiamo, per esempio, sempre sottolineato il fatto che nel
programma di questo Governo - sia quello presentato agli elettori
sia quello svolto in Aula - non si è mai fatto cenno ad una
emergenza finanziaria ed alla necessità di farvi fronte con misure
precise. C'è una ragione: le premesse e i presupposti su cui nasce
questa maggioranza sono quelle dell'espansione della spesa e non
del contenimento.
Quando si procede in questo modo vuol dire che alla base c'è un
pensiero esplicito, o recondito, che è quello di non operare
attraverso processi di riforma.
L'assessore Pagano in Commissione finanze, rispondendo ad
alcune obiezioni che l'opposizione muoveva, ha dichiarato che
durante questo Governo aveva operato risparmi nel settore della
spesa corrente per circa il 25%.
Onorevole Pagano, lei facendo quella dichiarazione ha
implicitamente ammesso il deficit strutturale politico di questo
Governo.
Perché, se nonostante queste misure, che ovviamente sono tutte
da verificare, continuiamo a correre dietro ai buchi di bilancio,
alle falle che in qualche caso diventano vere e proprie voragini,
come quella della sanità, vuol dire che avete fallito nelle misure
da adottare. Perché voi continuate a fare scelte di natura
contingente e temporanea, misure di pura restrizione che non portano
a modifiche strutturali della spesa nella nostra Regione.
Ecco la ragione per la quale questo procedere per singoli casi,
senza una strategia guida, attraverso provvedimenti-tampone, porta
alla fine ad una situazione dagli effetti assai provvisori, che non
danno al bilancio la possibilità di ridisegnare altri schemi. A
dimostrarlo sono le misure, il decreto salva deficit, i passaggi
parlamentari dal punto di vista finanziario, laddove ogni volta il
risultato, alla fine della festa, rimane sempre lo stesso: andiamo
con un ulteriore incremento in voci significative che impegnano per
l'oggi e che purtroppo, come il caso della Multiservizi, della
Biophera (come ricordava l'onorevole Speziale) tendono ad impegnare
anche per gli anni a venire.
E volendo andare ora a un esame del testo, vorrei dire che c'è
poco da stare allegri.
L'onorevole Cintola ha dichiarato ai giornali, nel momento in
cui è stato esitato il disegno di legge dalla Commissione, che è
stata fatta una grande operazione: 500 milioni di euro di risparmi.
Il cittadino che legge capisce che qui siamo in presenza di una
grande attività di contenimento della spesa: mille miliardi di
risparmi; ci sarà un vantaggio nel prossimo bilancio da questi
risparmi che con le variazioni di bilancio abbiamo operato
Mille miliardi sono una bella cifra ma non sa che questa cifra
prima di tutto serve a tamponare due sole voci, è una pezza che si
mette al buco di bilancio che ormai è una specie di pozzo senza
fondo.
Ed io confermo quanto detto in Commissione: a mio giudizio
quella previsione di deficit nella sanità per il 2002 è parziale.
E non affermiamo queste cose sulla base di una previsione
teorica, ma lo affermiamo sulla base di dichiarazioni fatte in
Commissione sanità dal funzionario addetto dell'assessorato della
sanità.
Mi sarei augurato che non si fosse alzato l'assessore Cittadini
quando è stato detto che i bilanci delle Usl, che l'assessore Pagano
con una norma introdotta nella legge finanziaria ha preteso di poter
controllare non solo attraverso i competenti uffici dell'assessorato
alla sanità, ma anche attraverso i competenti uffici
dell'assessorato al bilancio, nel 2002 sono stati tutti approvati
per decorrenza di termini; cioè nessuno, nonostante le norme sempre
più rigorose e sempre più penetranti, che introduciamo nelle leggi,
passa ma vengono approvati per decorrenza dei termini, trascorsi i
40 giorni di rito.
Non ci sarebbe nulla di grave se quei bilanci fossero stati
bilanci in ordine, purtroppo però apprendiamo che i bilanci delle
Usl siciliane, che sono stati approvati per decorrenza dei termini,
senza che alcuno vi abbia buttato uno sguardo distratto, contenevano
385 miliardi di deficit. Cioè noi abbiamo approvato per la
negligenza di questo Governo nel ramo della sanità e nel ramo del
bilancio i bilanci delle Usl con 385 miliardi di deficit
Chi paga questi conti?
Li pagheranno i cittadini Infatti avete inserito nel disegno
di legge sulle variazioni di bilancio un'ulteriore norma che ha il
solo scopo di irrigidire i ticket nel settore della sanità ed
estenderli, sia dal punto di vista delle prestazioni sia dal punto
di vista degli utenti.
Infatti, quella norma che qualcuno in Commissione si è
affrettato a dire (immagino lo farà anche qui in Aula) trattarsi di
una norma che non punta ad introdurre nuovi ticket ma che è solo per
razionalizzare le modalità di applicazione della partecipazione alla
spesa sanitaria per i cittadini siciliani ha solo questo scopo, dare
(o pretendere di dare, perché dubito sulla legittimità
dell'applicazione di quella norma) all'assessore per decreto la
facoltà di modificare le modalità di partecipazione che, come si sa,
non sono neutre rispetto agli effetti. Infatti modificare le
modalità di compartecipazione alla spesa significa incrementare o
ridurre i ticket nella sanità
Ecco chi paga la negligenza di questo Governo
Sono conti e deduzioni che, come ci ha insegnato Aristotele, è
facile fare.
Se la situazione è questa e se andiamo ad analizzare come si
reperiscono questi fondi, onorevole Cintola, questi 500 milioni di
euro non sono affatto risparmi o lo sono in minima parte, perché lei
sa che 196 milioni di euro sono rinvenienze che dalla sanità, a
causa della rimodulazione del fondo sanitario, ci troviamo ad avere
senza avere risparmiato nulla; si trattava della quota di
cofinanziamento in eccedenza della Regione siciliana, è stato
rimodulato il fondo da attribuire alla Sicilia, quindi ci troviamo
questi soldi non impegnati. Ma per la restante parte, nella grande
misura si tratta di definanziamento di leggi.
Ma alle spalle di chi stiamo risparmiando i 500 milioni di
euro? Alle spalle di artigiani, alle spalle di utenti della sanità,
alle spalle delle vittime di Via Pagano, alle spalle di coloro i
quali auspicano che vi siano interventi nel settore dei beni
culturali, nel settore della salvaguardia monumentale. Tutte leggi,
alcune delle quali approvate nel 2002, che vengono definanziate con
questa norma.
Ormai è una prassi che questo Governo porta avanti da tempo:
nel corso dell'anno approva delle leggi e dà; nel corso dello stesso
anno ne approva altre e toglie. Insomma, con una mano dà e con
l'altra toglie. Un giorno si dice "abbiamo finanziato le leggi per
gli artigiani", l'indomani non si dice, però, che quella legge con
un'altra legge è stata definanziata. E' il gioco delle tre carte
Pertanto, definire questa operazione ignobile sul piano
politico e chiaramente falsa, menzognera nei riguardi dei siciliani,
credo sia poca cosa. Vedremo poi se questo andazzo cessa con le
variazioni di bilancio del 2002 o proseguirà anche con la
finanziaria del 2003.
La mia impressione è che, purtroppo, ormai questa è - come
possiamo definirla - una cifra di questo Governo, un modo di essere.
E' difficile immaginare che ci possa essere una sterzata dal momento
che questa non è già avvenuta in un momento di grave crisi qual è
quello che noi viviamo e che vediamo crescere drammaticamente. E'
solo per questo ulteriore motivo che sono intervenuto. Infatti
l'onorevole Speziale aveva detto quale era il senso della battaglia
che abbiamo condotto in Commissione e quella che condurremo
nell'Aula, ma mi faceva molta specie che non ci fosse un collega
della maggioranza, prima che si chiudesse la discussione generale,
intenzionato a svolgere un piccolo intervento per dare conto almeno
qui del lavoro e delle scelte da voi compiute in Commissione.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
maggiore responsabilità per chi intende rappresentare degnamente il
popolo è dire la verità; ci sono verità belle, ci sono verità meno
belle, ci sono luci e ci sono ombre, però il volere affermare che
tutto è ombra, che tutto è catastrofico, che nulla si salva, ritengo
sia contrario alla realtà che noi viviamo.
Alcune scelte nazionali vengono da lontano, e non da vicino.
Come quando per esempio il Governo di centro sinistra tolse il
ticket su scala nazionale e lo riversò sulle regioni, su quelle più
deboli, sulla Sicilia. Perché, se da un lato hanno tolto il ticket
su scala nazionale, era chiaro che le regioni più deboli avrebbero
dovuto per forza di cose intervenire per mitigare la spesa che
veniva ad essere assommata solo alle regioni. E la nostra regione è
una delle più deboli e che paga, quindi, un costo più forte.
Non c'è dubbio che il Governo ha presentato una manovra e l'ha
presentata anche in ritardo; e questa è ombra, non è luce.
Non c'è dubbio che questo Governo ha presentato una manovra che
l'Assemblea, il Presidente dell'Assemblea, assieme al lavoro
producente e serio svolto del vicepresidente della Commissione
Bilancio, onorevole Riccardo Savona, ha mitigato in tanti articoli.
Infatti alcune norme sono state ritenute improponibili e, quindi, da
trattare in sede di finanziaria o di altre leggi.
La Commissione Bilancio compiutamente, assieme al lavoro fatto
dalle altre Commissioni di merito, ha ridotto, ha tentato, è
riuscita ad imporsi a non presentare emendamenti di spesa e nel 90
per cento dei casi c'è anche riuscita.
E non sempre coloro i quali parlano di rigore, sia nella
maggioranza che nell'opposizione, poi al rigore, fino in fondo si
attengono.
A volte diventano anche personaggi che 'il rigore non lo sanno
tirare', o tirano un corner o diventano raccattapalle perché si
accontentano anche delle briciole pur di far vedere che ci sono.
Ma la Commissione bilancio e le altre Commissioni, a mio
avviso, hanno introdotto elementi ulteriori, non solo di novità ma
di restrizione forte della spesa e della spesa corrente in modo
particolare.
Le battaglie più forti sono avvenute anche nel settore della
sanità; mi riferisco ad un emendamento presentato dal Governo e in
ordine al quale i componenti di maggioranza presenti in Commissione,
pur essendo in maggioranza, hanno condiviso l'intento delle
opposizioni, modificandone il testo...
CAPODICASA Noi abbiamo votato contro.
CINTOLA Stavo dicendo che hanno contribuito a modificare, non a
votare.
Infatti abbiamo modificato il testo scritto, anche con
l'intervento dell'onorevole collega Liotta che ha elaborato una
stesura dell'emendamento più significativa.
Emendamento che, per la parte che rappresentavo in quella
Commissione, ritenevo addirittura di dover cassare. Infatti mi
pareva opportuno, forse lo è ancora, che un solo fatto
amministrativo potesse produrre gli stessi effetti senza dovere
scomodare l'Assemblea a legiferare su un campo che, per quanto mi
riguarda, ancora lo sostengo, non ha bisogno di una norma ma solo di
una applicazione di una norma precedente.
Tra le ombre ci metto tutte le sospensioni, tra le ombre ci
metto tutte le interpretazioni, anche a volte faziose, che,
all'interno della stessa maggioranza, hanno prodotto alla fine
risultati positivi.
Ritengo di dovere confermare che la maggioranza è stata, anche
in questo contesto, responsabile per certi aspetti forse
riservandosi gli affondi finali in televisione e in Aula, piuttosto
che nelle Commissioni dove mi è sembrato essere sorto non un
'inciucio', una sorta di collaborazione attiva a modifiche che sono
state a volte sostanziali, a volte forti e tali da doverci fare
ripetere che la manovra esce dal governo con una cifra ed esce dalle
Commissioni senza che impegni di spesa ulteriori le Commissioni, e
quindi l'Assemblea, abbia voluto.
E l'appello che ci siamo fatti come maggioranza a non
presentare emendamenti di spesa, dico che è stato largamente
raggiunto. E mi auguro che ora l'Aula faccia lo sforzo definitivo.
Mi auguro che questo assestamento di bilancio sia uguale alla
finanziaria e al bilancio che abbiamo fatto l'anno scorso, quello
per il quale il Commissario dello Stato ebbe a dire, alla fine, che
avevamo fatto un buon bilancio e una buona finanziaria.
CAPODICASA Il giudizio del Commissario dello Stato riguardava la
costituzionalità, non il merito.
CINTOLA Quella finanziaria di allora fu un punto di riferimento
forte sul quale il Commissario dello Stato ebbe a dire parole
estremamente favorevoli. Io mi auguro che la stessa cosa possa
vedere impegnata l'Aula, le Commissioni, il Governo prima, con
l'assessore Pagano che ha svolto un ruolo a volte determinante, a
volte stressante, a volte non sempre collimante con la stessa
volontà della maggioranza in una dialettica che alla fine ha
prodotto anche risultati positivi ...
CAPODICASA Il risultato di farlo scappare dalla Commissione.
CINTOLA E' vero, anche questo. Così come è vero che la
Commissione continuò portandolo a termine il lavoro che aveva
lasciato l'assessore Pagano con le sue firme, continuando fino alla
fine, per gli ultimi tre emendamenti e le tabelle, il lavoro che
aveva preparato. Questo non senza contestazioni, che ci sono state,
e non senza dialoghi forti all'interno della stessa maggioranza per
produrre un risultato positivo: quello che abbiamo espresso sui
giornali e che forse sarà una pietra tombale per questa stessa
maggioranza, la quale riesce a fare sforzi enormi ma alla fine non
riesce a dare un esito ottimale al lavoro fatto. Infatti, nelle
ultime battute si riesce anche a capovolgere il sacrificio e la
volontà di questa maggioranza e di quest'Aula, sia come maggioranza
che minoranza, in quanto tentiamo di guardare alle cose che ci
dividono piuttosto che a quelle che ci debbono fare stare insieme.
A me pare che la cosa più importante che ci deve fare stare
insieme non sia quella di avere un voto in più, un consenso in più
ovvero far prevalere la propria parte politica, ma quella di rendere
un servizio alla gente. Da questo punto di vista riteniamo di avere
la coscienza a posto per avere fatto il nostro dovere fino in fondo,
non senza errori, onorevole Capodicasa.
Chi non lavora, non fa errori; su questo dubbi non ne ho. Che,
però, il lavoro svolto da questo Governo, dal Presidente della
Regione con l'Esecutivo sia pregevole, forse ancora non ben
amalgamato, forse ancora fatto di annunci che distruggono e
modificano, a volte, gli stessi risultati positivi verso i quali si
può andare e si è andati é senza difesa di ufficio.
Infatti, se questa manovra esce fuori modificata in meglio e
con maggiore rigore da parte delle Commissioni competenti, della
commissione Bilancio nella ultima stesura, con gli apporti ulteriori
che l'Aula ha il diritto e il dovere di dare da qui a
ventiquattr'ore, quando presenterà gli emendamenti e quando
discuteremo in Aula di potere apprezzare ancora meglio il lavoro
fatto, io ritengo che non ci sia da gridare allo scandalo né da
raccapricciarsi se abbiamo leggi che non consentono alla Sicilia uno
sviluppo, se abbiamo da modificare il divario tra il nord e il sud,
senza renderci conto che al Parlamento nazionale per ora si gioca
una partita mortale per la Sicilia, perché dopo 31 anni, dal 1971 ad
oggi, dopo la rapina che lo Stato ha fatto nei confronti della
Regione siciliana sull'articolo 37 dall'atto costitutivo potremmo
essere in grado di dare una svolta vera e solenne alla Sicilia ed
invece ci presentiamo all'esterno ...
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per cortesia, consentite
all'onorevole Cintola di completare il suo intervento.
CINTOLA Credevo che ci fosse l'Aula in cui si dovesse discutere
ed ascoltare e poi un corridoio dove si potesse fumare e continuare
ad essere assenti. Noi diamo all'esterno la sensazione del degrado
affinché il Governo nazionale possa guardarci come se fossimo i
soliti accattoni.
Non abbiamo neppure il senso del pudore a proposito del nostro
modo di presentarci all'esterno. Siamo in un momento delicato, c'è
una finanziaria che è al Senato, dalla Camera è passato un certo
articolo che potrebbe dare alcuni risultati piccoli, modesti,
grandi, grandissimi, con l'Alta Corte, senza l'Alta Corte, ma é in
discussione, c'è un rimedio e un recupero di due anni di "Tremonti
bis" che ha penalizzato la Sicilia con il bonus che abbiamo pagato
soltanto noi in Sicilia, mentre il resto d'Italia non l'ha pagato,
perché non l'aveva mai incassato e quindi non poteva pagarlo,
abbiamo problemi di grande importanza a proposito della salvaguardia
degli interessi della Sicilia e della salvaguardia di chi oggi
governa ma domani può essere opposizione e riportare al Governo chi
oggi più si lamenta in termini distruttivi meno crea occasioni reali
per la Sicilia.
Io comprendo che il ruolo dell'opposizione non può essere
quello che io invoco, comprendo meno quando nella maggioranza, per
far valere piccoli, piccolissimi interessi di bottega, non si tiene
conto di quello che un'opinione pubblica attenta vuole che questa
maggioranza 'bulgara', con 62 deputati sulla carta e con gli
spiccioli e gli sconti che invece in continuazione diamo in Aula,
con presenze scarse, non sempre attente, riusciamo a produrre quasi
a sacrificare noi stessi; e non basta sacrificare noi stessi,
perché nel sacrificio che facciamo di noi stessi, sacrifichiamo la
gente che ha creduto in noi.
Assessore Pagano, se dovessi farle un rimprovero, gliene farei
uno solo a proposito di ciò che lei ha detto e che é stato riportato
sulla sulla stampa quando non venivano pagati gli stipendi ai
deputati; per bacchettarli tutti lei ha detto: Bene, così capiranno
che devono fare una politica di rigore.
Lei sa, onorevole Pagano, perché anche lei é deputato come noi,
che le commissioni e hanno fatto fino in fondo il loro dovere e che
sulle impostazioni che a parole lei ha espresso e che nei fatti
abbiamo raggiunto abbiamo dato il senso del nostro lavoro e lo
spirito di servizio che ha animato questa maggioranza e il gruppo
dell'UDC, che mi onoro di rappresentare, nella presenza attenta e
numericamente valida in Aula e in tutte le commissioni.
Desidero rivolgere un appello forte agli alleati, quello di
evitare le frizioni, di tentare di trovare quella comune valutazione
che serve a rendere più forte non il Governo, ma l'interesse della
Sicilia che guarda a questo Governo e a questa maggioranza. Avremo,
allora, un'opposizione non docile, perché non serve l'opposizione
docile, ma pronta ad un discorso più elevato, più forte, più
conclusivo.
Nelle parole dette dall'onorevole Capodicasa per larghe parti
riscontro non soltanto una critica nei confronti della maggioranza e
del Governo, ma un'assunzione di responsabilità che mi sento di
condividere, una linea più forte, più programmata, più rigorosa, più
certa di potere arrivare al pareggio del bilancio che sarebbe da
sola la più grande ed importante delle riforme.
Mi rendo conto del perché l'onorevole Capodicasa abbia a cuore
più degli altri questo aspetto perché quel Governo che lei ha
presieduto su questo campo ha lavorato bene e fino in fondo. So,
però, che oggi anche questo Governo vuole lavorare su quella strada
e, laddove non ci riesca non abbiamo il dovere di crocifiggere, ma
di concertare linee e di imporre soluzioni che l'Aula nella sua
interezza può fare, per ridare alla Sicilia la possibilità di quella
crescita che tutti diciamo, a parole, di volere, ma che poi, nei
fatti, ci differenzia.
Onorevole Capodicasa, le batoste elettorali, i consensi in
meno, a volte non ci spingono ad essere più generosi con l'altra
parte, ma sono le cose che spesso ci meritiamo anche se abbiamo
operato nel senso più giusto e più serio della parola, non sempre le
cose fatte bene hanno prodotto risultati buoni, forse perché i
leaders che ci hanno rappresentato in questa battaglia, da una
parte, non erano quelli che potevano bene rappresentare il lavoro
svolto anche in quest'Aula nei cinque anni passati, dai governi di
centro destra, così come dai governi di centro sinistra.
L'appello forte che intendo rivolgere a me stesso é di non
glorificarmi troppo di un assestamento di bilancio che chissà quali
da fare e chissà quali alte vette morali raggiunge.
Abbiamo fatto il possibile con estrema onestà e correttezza
tagliando il più possibile interessi particolari e personali e
tentando di portare a compimento un lavoro che può essere di aiuto
all'emarginato, al debole siciliano.
C'è molto da fare ancora. Lo si può fare se dismettiamo i panni
dei politici e ci rendiamo conto di essere politici che hanno il
dovere di rappresentare un popolo che ci chiede risposte esaurienti
e certe.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo un anno e
mezzo di legislatura abbiamo certamente raggiunto un primato (lo
faceva notare anche l'onorevole Cintola nel suo intervento: il
primato è che siamo molto ma molto bravi ad oscurare ciò che questo
Governo e questa maggioranza fanno, nel bene e nel male; siamo
bravi.
Vorrei fare alcune considerazioni e mi rivolgo a tutti i
colleghi.
Questo Governo che non funzione e questa maggioranza che non
funziona in un anno e mezzo sono riusciti a predisporre una
finanziaria che da più parti è stata riconosciuta come una buona
finanziaria; una finanziaria che conteneva una serie di norme di
carattere generale, delle vere e proprie leggi di riforma, e l'hanno
condotta in porto.
Questo Governo è riuscito dopo dieci anni, questa maggioranza,
assieme al valido contributo di tutto il Parlamento, è riuscita a
fare la riforma della legge sugli appalti, riforma per la quale più
governi erano caduti, compreso l'ultimo.
Nell'ultima legislatura, la riforma degli appalti da tutti
invocata, dalla Magistratura, dalle forze politiche, dalle forze
sociali ed imprenditoriali, non si era riusciti a farla; questa
maggioranza è riuscita a farla con questo Parlamento, ed è una
riforma importante.
CAPODICASA E' una legge fatta dall'opposizione.
FORMICA No, è una legge fatta dalla maggioranza. Le leggi sono
fatte dal Parlamento e lei lo sa bene, onorevole Capodicasa e in
questo Parlamento, fino a prova del contrario, i numeri ce li ha la
maggioranza. Certo, è stata fatta con il contributo e con il
concorso anche dell'opposizione, ma ci mancherebbe altro Non è un
provvedimento del Governo, é' una legge approvata dal Parlamento, ma
questa maggioranza l'ha fatta e bene.
E' stata approvata la legge sul diritto allo studio e sul
diritto allo studio. Era un provvedimento che si reclamava da
tantissimi anni, faceva parte del programma della maggioranza,
faceva parte del programma del Presidente della Regione, é stata
approvata.
E' stato approvato un provvedimento sul lavoro che ha sbloccato
trecento miliardi a favore delle imprese; erano soldi che le imprese
aspettavano da sei anni per le assunzioni fatte.
E' stata approvata la legge sul diritto allo studio
universitario che da ventitré anni si aspettava; é stata
approvata.
Ebbene, per tutte queste norme siamo riusciti a far passare il
messaggio della polemica sul nulla
Ne ricordo una per tutti: quella sul diritto allo studio che
riguardava in tutto 50 studenti in Sicilia e per la quale il Governo
si era già impegnato che l'avrebbe riproposta in finanziaria e
quindi non sarebbe cambiato nulla. E' passata l'idea di una
maggioranza spaccata, è passata l'idea dello sfacelo sul nulla,
piuttosto che constatare che l'opposizione ha votato gratuitamente,
senza nulla ottenere in cambio, quella norma. Quindi, anziché far
passare il messaggio di un'opposizione che vota gratuitamente, e
ripeto gratuitamente, dal punto di vista politico chiaramente, una
norma, anziché passare il messaggio di una grande vittoria della
maggioranza, passa la polemica sul nulla
Andiamo all'assestamento di bilancio. E' la prima volta, mi
aiuti Presidente Capodicasa, lei ha certamente più esperienza di me,
ma credo che sia una delle poche volte, se non l'unica, che una
manovra di bilancio, in questo caso l'assestamento di bilancio,
viene presentata dal Governo con 66 articoli, va in Commissione e,
anziché subire un aumento di articoli viene fuori dalla Commissione
con una diminuzione di articoli ...
CAPODICASA Ma perché il Presidente dell'Assemblea ha cassato
numerosi articoli del disegno di legge presentato dal Governo, non
perché l'abbiate voluto voi
FORMICA Non è mai accaduto che in Commissione non venissero
aumentati gli articoli con l'apporto giusto dei parlamentari. E'
accaduto. Tuttavia, ancora una volta, anziché prendere atto della
rigorosa manovra e del rigoroso comportamento tenuto dalla
maggioranza parlamentare che si è autoimposta un contegno ed un
comportamento di rigore, viene fuori la polemica.
Dobbiamo continuare così? Io ritengo di no. Io ritengo che
questa maggioranza parlamentare abbia dato i suoi frutti, però
questa maggioranza ha bisogno di concertarsi meglio, ha bisogno di
comunicare meglio. Grandi risultati sono stati ottenuti, ma siamo di
fronte all'approvazione di un disegno di legge, quello
dell'assestamento di bilancio, e soprattutto di una manovra di
bilancio della nuova finanziaria che, rispetto alla situazione di
bilancio della Regione Sicilia, necessita di una grande compattezza
ma anche di un grande contributo da parte di tutti i parlamentari,
in quanto ritengo che tutti siano consapevoli della gravità della
situazione delle casse regionali.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA Gli articoli possono diminuire pur rimanendo identica la
materia, onorevole Capodicasa; una variazione di bilancio può essere
contenuta anche in un solo articolo e si possono trasformare tutti
gli articoli in commi dell'articolo unico. Questa argomentazione mi
sembra, quindi quantomeno irrilevante, non ha alcuna pertinenza con
la materia di cui abbiamo trattato.
Vi è stata una prima diminuzione del numero degli articoli del
disegno di legge perché l'intervento del Presidente dell'Assemblea
ha espunto dal vecchio disegno di legge n. 527 una serie di
porcherie ignobili sotto il profilo politico ed indegne sotto
qualsiasi altro profilo.
Ci saremmo vergognati di trattarle in un disegno di legge di
variazione di bilancio. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
avevo alcuna intenzione onorevoli colleghi di intervenire leghi e
signor Presidente, di intervenire in un dibattito generale che
sempre più in quest'Aula si fa stanco, per qualsiasi tipo di disegno
di legge, per poi animarsi un po' sull'articolato, tuttavia
l'intervento dell'onorevole Cintola mi ha stimolato; devo
necessariamente intervenire Mi sembra paradossale che questo Governo
e questa maggioranza avvertano la necessità di chiamare in causa il
presunto aiuto che sarebbe venuto in Commissione Bilancio da un
deputato dell'opposizione, nella fattispecie il sottoscritto, in
occasione della redazione dell'articolo 44, che è quello che
modifica il regime delle contribuzioni dei cittadini alle
prestazioni sanitarie. E' una cosa assolutamente ridicola
Mi sembra, appunto, paradossale che la maggioranza e il Governo
abbiano bisogno di questa argomentazione per sostenere l'articolo
44, il quale ha creato molti problemi all'interno della stessa
maggioranza e fra la maggioranza e l'Assessore al bilancio durante i
lavori in Commissione. Tanti problemi che, appunto, alla
"innobiltà" politica si aggiunge anche la indecenza sotto il profilo
linguistico nel modo in cui veniva espresso l'articolato. Ed è
soltanto per correggere l'indecenza linguistica dell'articolo 44 che
mi sono permesso di venire in aiuto di questa maggioranza; soltanto
per correggere e portare in buon italiano l'articolo 44. Me ne
pento amaramente; mai più interverrò ad aiutare questa maggioranza
affinché possa esprimersi in lingua italiana. Presenti gli articoli
come vuole, perchè se poi la pena che devo pagare in Aula è quella
di sentirmi dire che sono io che sostengo l'aumento del ticket per i
cittadini, mi sembra una cosa veramente vergognosa; non ha senso.
IOPPOLO Il suo era un sostegno lessicale.
LIOTTA Sostegno lessicale, appunto; un sostegno lessicale che
non interverrà mai più in questo senso. Fate pure gli strafalcioni
di cui siete capaci, di cui siete maestri ...
IOPPOLO Facciano.
LIOTTA Facciano, sì, mi perdoni, onorevole Ioppolo. Facciano gli
strafalcioni di cui sono capaci, di cui sono maestri; noi non
interverremo più a correggerli. Signor Presidente, temo che, al di
là di questo paradosso, queste variazioni di bilancio dimostrino
ancora di più, ancora una volta di più l'assenza totale di qualsiasi
respiro strategico nella programmazione economica di questo Governo.
Qualcuno dovrebbe avere il coraggio in questa Aula, visto che non è
possibile farlo in altre sedi, di spiegare a questa maggioranza ed a
questo Governo che cosa significa, ancora una volta, sotto il
profilo linguistico ed economico, il termine "assestamento di
bilancio".
Qualcuno dovrebbe spiegarglielo, perchè le manovre che di volta
in volta questo Governo presenta in quest'Aula come variazioni di
bilancio non hanno nulla a che vedere con le variazioni di bilancio,
con un assestamento di bilancio.
Vi sono fior di leggi - altri deputati l'hanno fatto notare
prima di me - approvate quest'anno che vengono definanziate per
intero: settanta miliardi di fermo biologico spazzati via; decine e
decine di miliardi sottratti a leggi che avevano finalità
specifiche. Quando si sottraggono queste somme non si sta
realizzando un rigore, non si sta togliendo soldi a leggi di spesa
inutili - quelle sì andrebbero aggredite da questa maggioranza, da
questo Governo, da questo Parlamento si sta semplicemente
dimostrando che non si è avuta alcuna capacità di spesa durante
l'anno. Questa è la verità
Se riesco a prelevare l'intera somma - decine e decine di
miliardi - da un capitolo, vuol dire che all'inizio dell'anno ho
sbagliato a destinare a quel capitolo decine e decine di miliardi.
Posso, Signori della maggioranza, in fase di previsione di bilancio
ho destinato cento ed alla fine dell'anno mi ritrovo come residuo
non impegnato dieci e quel dieci lo sposto su un altro capitolo,
quella è una variazione di bilancio; ma se all'inizio dell'anno a
quel capitolo ho destinato cento ed alla fine dell'anno mi ritrovo
ancora cento e quel cento non lo impegno per quella finalità e lo
sposto verso capitoli di spesa e di contribuzione non sto facendo
una variazione di bilancio, ma - come diceva poc'anzi l'onorevole
Capodicasa, sto dando con una mano e sto togliendo forse con altre
due. Nei lavori di Commissione si é chiamata in causa la
razionalizzazione.
Vi sono alcuni articoli in questo disegno di legge che sono
stati definiti malamente di razionalizzazione, chiamando in causa
una qualità che difetta enormemente a questa maggioranza ed a questo
Governo; infatti la razionalità nulla ha a che vedere con l'articolo
che riguarda, per esempio, i Consorzi di bonifica. Quante volte ci
siamo riempiti la bocca dicendo, onorevole Assessore al Bilancio,
che avremmo dovuto intervenire su alcune tematiche con leggi quadro
E se c'è una tematica sulla quale sarebbe utile e necessario
intervenire con una legge di settore è proprio quella che riguarda i
Consorzi di bonifica ed il regime delle acque in agricoltura; ebbene
cosa facciamo? Interveniamo con delle leggine in variazione di
bilancio che hanno tutto il sapore di aggiustamenti di rese dei
conti. Qualcuno in Commissione ha scomodato la razionalità, ha
preteso che portare da undici a nove i Consorzi di bonifica
rappresentasse una razionalizzazione. Io non so se questo di per sè
sia una razionalizzazione;. non sono convinto che il rispetto di
alcuni fattori di scala non sia razionalizzazione. Non sempre
accorpare molto significa razionalizzare; non sempre parcellizzare
molto vuol dire razionalizzare. Nella fattispecie siamo intervenuti
con una norma pasticciata, con una norma parziale che non aveva
alcun respiro di legge quadro, alcun respiro di intervento generale
nel settore e a questo pasticcio ne abbiamo aggiunto un altro,
considerato che le modifiche intervenute in Commissione su questo
tema sono state ancora più pasticciate. Vorrei capire,infatti,
quale razionalità ci sia nel sostenere che un ente che deve gestire
delle acque e che quindi dovrebbe essere calibrato sul territorio
sulla base di alcune considerazioni scientifiche che attengono i
bacini idrogeografici, debba essere allocato nel comune con la
popolazione maggiore.
Ad un pasticcio, quello cioè dell'intervento in quel settore in
sede di variazioni di bilancio, con una leggina a "spizzichi e
muzzuna", come diciamo in siciliano, si aggiunge un altro intervento
pasticciato.
Cari colleghi, su questo disegno di legge non avrei voluto
intervenire in sede di discussione generale;
Ritengo, infatti, che non si debba sempre intervenire d'ufficio
su tutto. Peraltro credo che il confronto sull'articolato del
disegno di legge, il confronto sul campo farà chiarezza anche delle
sciocchezze che sono state dette in Aula circa gli schieramenti dei
vari deputati in Commissione.
Signor Presidente, mi permetto di rivolgerle un appello a
proposito delle procedure che saranno adottate in sessione di
bilancio per lo svolgimento dei lavori, considerato che nella fase
di redazione del disegno di legge al nostro esame alcune di quelle
procedure in Commissione sono state bellamente aggirate. Mi
riferisco essenzialmente alle procedure di sostituzione dei
deputati. Signor Presidente,.é' inammissibile che in Commissione
bilancio non si abbia la certezza istante per istante di conoscere
quali sono i membri della Commissione. La maggioranza ha realizzato
sostituzioni in tempo reale ogni dieci minuti; non è possibile
discutere dell'articolo 44 con un soggetto che rappresenta un gruppo
e dopo dieci minuti constatare che sull'articolo 44 bisogna
confrontarsi con un altro soggetto che rappresenta lo stesso gruppo.
Comprendo che non eravamo ancora in sessione di bilancio, ma in
sessione di bilancio il mio Gruppo chiederà per iscritto, come da
regolamento, che una sostituzione in Commissione Bilancio durante la
sessione di bilancio valga per tutta la sessione.
Quindi, variazioni di bilancio senza respiro strategico,
variazioni che raschiano il fondo della pentola, che incrementano
ancora la spesa clientelare, che introducono su alcune materie
leggine che non modificano in maniera strategica i settori su cui
intervengono;, insomma, un preludio ad una finanziaria che sarà
ancora peggiore.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con gli
interventi dei colleghi Speziale e Capodicasa. Desidero
semplicemente aggiungere alcune considerazioni.
C'è un gioco virtuoso nell'ambito proprio del confronto
parlamentare, che è quello che la maggioranza sostiene due, tre,
quattro questioni importanti, ne fa un cavallo di battaglia, propone
anche ipotesi di sviluppo serie, punta, cioè, a fare una manovra che
si chiama, in questo caso, 'misura salva deficit due', non solo per
assestare effettivamente il bilancio, ma per orientare risorse verso
settori specifici, razionalizzare, tentare di predisporre già
interventi di riforma per quanto concerne specifici settori. E
tutto questo dovrebbe, tutto sommato, trovare un'opposizione attenta
che si confronta ed evidentemente formula controproposte.
Effettivamente, tutto questo mi pare che stia avvenendo in parte.
Questa sera ho ascoltato sia gli interventi dei colleghi di
opposizione, sia gli interventi dei colleghi di maggioranza. Dagli
interventi dei colleghi di opposizione evidentemente viene fuori che
tre, quattro, cinque questioni che vengono sollevate, e non solo
contestate, sono comunque cinque, sei questioni su cui l'opposizione
si batterà.
Non ho realmente capito, dagli interventi dei colleghi di
maggioranza, quali sono i punti di forza su cui ci si sta battendo;
non l'ho capito A meno che non devo pensare che i punti di forza
sono la Multiservizi S.p.A., la Biosphera e come mettiamo mano al
discorso che riguarda i consorzi di bonifica o comunque altro.
Perché, se questi sono i punti di forza, mi pare che ci troviamo
dinanzi non ad una manovra che dovrebbe mirare, tutto sommato, anche
a contenere il deficit, ma ad una manovra che ripete ormai vecchie
logiche politiche, che tanto danno hanno provocato, dal punto di
vista anche e soprattutto del dissesto finanziario, alla nostra
Regione.
E allora non mi pare che si possa parlare in questo disegno di
individuazione di sprechi e di contenimento reale della spesa. C'è
una manovra che recupera da 800 a mille miliardi senza che questi
vengano realmente investiti in settori assolutamente strategici per
la nostra economia; non ci sono Ci sono piccoli aggiustamenti,
quasi con una logica delle piccole pratiche, di qualcosa che si è
inceppato anche per una incapacità di governare.
Ci sono quindi 800, mille miliardi che vengono a destra e a
manca, diciamo, messi in condizione di ruotare all'interno di questa
manovra, ma sostanzialmente queste somme - lo diceva poc'anzi anche
il collega Liotta - vengono sottratte a settori della nostra
economia assolutamente da considerare strategici. Ne cito uno, non
per amore solo e semplicemente di una parte di questa nostra
benedetta realtà siciliana, ma per la seconda volta questo
Parlamento assiste al fallimento di quella che è una politica - mi
dispiace per l'Assessore Cimino - per la pesca in Sicilia. Noi
siamo al secondo anno che prendiamo atto che il Governo non riesce a
mettere in campo, a tirare fuori da Bruxelles il piano di recupero
delle risorse ittiche, gambero e pesce spada, con tutti i guai che
sono arrivati dopo i provvedimenti anche dell'Unione europea per
quanto concerne le reti derivanti.
Quindi, abbiamo perso le tracce del piano di recupero delle
risorse ittiche: da due anni noi prendiamo i soldi previsti per
l'attuazione dell'articolo 175 della legge numero 32 e li andiamo ad
utilizzare per come si ispira il testo che abbiamo oggi iniziato ad
esaminare e cioè una piccola serie di interventi, innumerevoli,
tampone che assolutamente non hanno nessun respiro strategico sotto
il profilo dello sviluppo. Perché, se ne avessero uno, l'avremmo
sicuramente individuato e, seriamente, come opposizione avremmo
detto: 'è una cosa valida'
Seconda questione: non c'è uno straccio di proposta per quanto
concerne il modo in cui la nostra Regione aiuti i nostri artigiani,
la piccola e media impresa, l'imprenditoria siciliana ad uscire da
una difficoltà enorme che sta registrando, e voi sapete perché. Non
solo la 'Tremonti bis' ma anche, e soprattutto, il gioco
assolutamente perverso, proprio da manipolatori, che si sta facendo
sul credito d'imposta che gli imprenditori siciliani potrebbero
utilizzare; dovrebbe essere utilizzato a marzo, con un meccanismo
così farraginoso che scoraggia, tanto che già evidentemente anche
gli stessi interessati hanno compreso che si tratta solo di fumo
negli occhi e non invece di un'opportunità a portata di mano.
Ed anche lì vogliamo aprire una discussione, non tanto per
sostituirci a chi sta, nel Parlamento italiano, discutendo di
finanziaria, ma anche perché ci potevano essere e ci possono essere
modi abbastanza, secondo me, semplici per fare in modo che da questo
punto di vista si intervenga per come si deve a sostegno di altri
settori della nostra economia siciliana che mi pare siano
assolutamente strategici: artigiani, piccole e medie imprese,
imprenditoria.
Terza questione: non c'è uno straccio di intervento per quanto
concerne le questioni che riguardano l'agricoltura; c'è qualche
aggiustamento, al solito, con la logica delle pratiche, qualche
francobollo disegnato magari in una certa maniera che tende a dire:
si è inceppata qualcosa, vediamo come fluidificarla, punto e basta;
senza tenere conto che ci troviamo di fronte ad una situazione in
cui la nostra agricoltura ha circa sette, otto anni di pregresso
molto, molto complesso su cui l'Unione Europea solleva questioni di
un certo tipo, che sappiamo tutti.
Nessuna soluzione il Governo prospetta per quanto concerne
anche quello che sta accadendo in questo momento nelle varie IPA,
nelle sedi provinciali dei vari ispettorati per quanto concerne
l'accesso ai cosiddetti 'benefici' - fra virgolette - legati al
decreto omnibus del Governo per la siccità. Sta succedendo che si
assiste a code notturne di centinaia e centinaia di agricoltori, sta
succedendo che arrivano tecnici con faldoni di 50, 60 pratiche sotto
il braccio, sta succedendo che si va alla logica della tessera per
avere un chilo di pane e questo Governo fa finta che tutto questo
non sta accadendo in Sicilia e ci propone, appunto, la logica delle
biosfere e la logica dei multiservizi. Questo è ciò che realmente
emerge da questo disegno di legge
E non solo: quando non si vuole intraprendere una discussione
seria che riguarda anche settori importanti della nostra realtà
isolana, quando non si vuole discutere, per esempio, di cosa
realmente potrebbe significare un consorzio di bonifica inserito in
un ambito territoriale ottimale, e cioè quell'ambito che secondo me
è chiamato ...
Signor Presidente, ho concluso, la ringrazio e ringrazio
quest'Aula per l'attenzione e soprattutto per il modo in cui si sta
svolgendo questo dibattito. Su norme così importanti questo
Parlamento è distratto; la maggioranza non viene qui a parlare;
Forza Italia, che è il partito che all'interno della maggioranza ha
un peso di un certo tipo, rinuncia a parlare; non si ascoltano
nemmeno coloro che parlano; questo è un altro punto a sfavore della
credibilità di questo Parlamento
LEONTINI Forza Italia parlerà nel corso delle dichiarazioni di
voto a conclusione dell'attività dell'Aula, che è sovrana.
ODDO Io stavo dicendo delle cose diverse e tu, se non ti
dispiace, ascolti, mi fai parlare e non vai in giro per l'Aula
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, certo, parlare in queste condizioni, sia nel modo che nel
metodo, è alquanto difficile, perché, con quello che la Sicilia sta
attraversando in questi mesi, trovarci a non avere nemmeno quel
minimo di pudore, di attenzione per dibattere su tematiche così
importanti in un'Aula semivuota crea non poche difficoltà,
soprattutto alla coscienza di ciascuno di noi - o almeno dovrebbe
crearle - più che alle valutazioni politiche, che poi nell'arena
politica è giusto che vi siano.
Io pensavo fosse opportuno evidenziare modalità, atteggiamenti
- signor Presidente, chiedo a lei nella sua qualità - che vanno nel
solco del poco riguardo - chiamiamolo eufemisticamente così - che il
Governo ha rispetto a questa 'benedetta' Assemblea regionale o
Parlamento che dir si voglia.
Vede, signor Presidente, lei che ha qualche anno in più di
esperienza rispetto alla mia, mi dovrebbe spiegare come fa un
Governo della Regione a inviare delle risposte a interrogazioni
parlamentari risposte che non hanno nessuna intestazione, né data,
né firma dell'Assessore che ha teoricamente risposto alle
interrogazioni. Credo che questa sia una domanda che la Presidenza
si debba porre: se è possibile che un deputato dell'Assemblea
regionale riceva una risposta di questo tipo, anche dal punto di
vista formale, da parte del Governo. Credo che la Presidenza, per
tutelare le prerogative di quest'Assemblea, almeno su questo aspetto
dovrebbe dire qualche cosa.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, la Presidenza, intanto, dovrebbe
essere messa a conoscenza del fatto.
RAITI La sto mettendo a conoscenza pubblicamente e le consegnerò
immediatamente il documento che ho ricevuto.
PRESIDENTE Se ci fa pervenire quanto in suo possesso,
verificheremo se è la risposta ufficiale o se si tratta della nota
informale che qualcuno ha inviato.
RAITI E' la risposta ufficiale che mi è stata recapitata in
busta, senza alcuna firma, né intestazione, né data
PRESIDENTE Io non ho motivo di contestarlo, lei deve consentire,
però, alla Presidenza di fare le verifiche necessarie. Questo
documento non è niente.
RAITI Non è niente, ma intanto mi viene recapitato come risposta
ufficiale del Governo ad un atto ispettivo presentato da un deputato
dell'Assemblea regionale.
Ecco, vede, questo è il sintomo preciso del livello a cui
stiamo arrivando o siamo già arrivati. Purtroppo, non vi è nemmeno
il minimo rispetto di forma, immaginiamoci il rispetto nei contenuti
e nel metodo E siccome sono un avvocato, e la forma spesso è
sostanza, credo che su queste cose si debba ragionare.
Detto questo, che era un appunto che mi sentivo in dovere di
fare, perché mi sono sentito leso nella dignità prima di
parlamentare e poi personale, tale episodio ci incanala e ci immette
nella discussione delle variazioni di bilancio che stiamo
affrontando.
Signor Presidente, io non volevo intervenire questa sera,
perché egregiamente avevano rappresentato le posizioni della
minoranza l'onorevole Speziale e l'onorevole Capodicasa, ma,
sentire, così come ho sentito, ancora una volta delle dichiarazioni
mirabolanti che continuano ad essere vuote e senza il minimo di
contenuto e di sostanza fattiva, mi ha indotto a precisare alcune
cose.
Noi, purtroppo, assistiamo costantemente in quest'Aula, davanti
alle telecamere e attraversi i mezzi di informazione, a delle
dichiarazioni che sono rivolte al nostro popolo siciliano come se
tutto andasse bene, come se si stesse provvedendo, come se già si
stessero affrontassero le problematiche in maniera seria e coerente.
E sentirlo ancora in quest'Aula, da parte dell'onorevole Cintola, fa
particolarmente male, perché si dimentica e si vorrebbe far capire
ai siciliani, che per fortuna già incominciano a capire, che ci sono
delle cose che sono assolutamente inconsistenti, irreali; cose dette
da persone che non hanno il minimo senso di responsabilità.
Noi come possiamo dire che abbiamo fatto un buon lavoro, quando
siamo al 10 dicembre e stiamo affrontando le variazioni di bilancio
dell'anno corrente; quando noi in questo momento dovremmo trovarci
in sessione di bilancio per discutere della finanziaria e del
bilancio del prossimo anno? Ad oggi, non abbiamo discusso nemmeno
del documento di programmazione economica e finanziaria, e mi si
viene a dire in quest'Aula, con proclami, che stiamo facendo il
nostro dovere, che il Governo va bene
Ma che facciamo, scherziamo? Non è possibile affrontare
ragionamenti di tale levatura con una posizione di questo tipo
Rendiamoci conto di qual è la situazione: siamo al 10 di
dicembre, i comuni non hanno potuto chiudere i propri bilanci il 30
di novembre, così come previsto dalla legislazione vigente, perché
noi non abbiamo fatto gli assestamenti, non abbiamo dato gli
impinguamenti di bilancio promessi dal Governo nella manifestazione
dell'ANCI e gli enti locali, quindi, si trovano in estrema
difficoltà perché non hanno nessun supporto normativo.
Noi del centro sinistra abbiamo chiesto lo stralcio di questi
due articoli, che erano assolutamente condivisi. In Conferenza dei
capigruppo si era detto che la maggioranza avrebbe previsto tempi
contingentati; che si sarebbero tenute sedute d'Aula il sabato e la
domenica per approvare entro il 28 di novembre tutta la manovra. Mi
hanno notificato, in sede di quella Conferenza dei capigruppo, il
telegramma a mano della convocazione della Commissione: per tutta
risposta, la mattina del giorno successivo, quando sono andato in
Commissione dove c'erano solo due deputati di maggioranza, la
riunione non si è potuta svolgere
Ecco, ai proclami devono seguire i fatti Non è possibile che
noi prendiamo in giro, costantemente, il popolo siciliano dicendo
delle cose che poi non attuiamo; non è possibile continuare a dire
che tutto va bene quando tutto va male. Perché la maggioranza non
esiste Ci sono dei problemi che dovrebbero essere affrontati in
Aula in maniera seria e dignitosa, per dare a quelle che sono le
problematiche esistenti all'interno della maggioranza, che sono
state evidenziate innumerevoli volte, una risoluzione concreta.
Non è una necessità solo della maggioranza, è una necessità del
popolo siciliano. Infatti poi si deve andare avanti ad affrontare le
questioni e le problematiche. Oggi avremmo dovuto affrontare il
bilancio e la finanziaria per il prossimo anno e questo non accade.
Poi mi si dice da questo scranno: è vero, le cose vanno male
perché nel Governo nazionale non si tengono in considerazione le
difficoltà che ha la Sicilia (e non si sa se l'articolo 37 ci potrà
dare 500 milioni di euro) per la scarsa attenzione che ha il Governo
verso il Sud; per questo asse nordista.
Ma io mi chiedo: nella maggioranza a livello nazionale ci sta
il centro sinistra o il centro destra? E' organico e condivisibile
l'atteggiamento che si ha sulla 'devolution' a livello nazionale, da
parte dell'onorevole Bossi da forze, come l'UDC, che qui hanno un
peso fondamentale insostituibile e che esprimono il governatore
della Sicilia? Queste lamentele che vengono fatte da questi scranni
al popolo siciliano quale conseguenze hanno? Non hanno nessuna
conseguenza; sono dichiarazioni vuote e di principio. Così non
sarebbero state se a queste corrispondessero atteggiamenti politici,
che qui io non trovo, anche se quelle lamentele sono condivisibili,
anzi sacrosante e oggettive.
Ma se la politica ha un senso, se le decisioni e quello che
diciamo devono avere un senso, vi devono essere delle conseguenze
che invece non ci sono. Ci sono solo proclamazioni.
Così come è proclamazione il fatto che l'assessore al Bilancio
si alza durante una seduta di Commissione, facendo delle
dichiarazioni, e viene successivamente smentito dal Presidente della
Regione con atteggiamenti totalmente contrari, che vanno in
contrasto con quanto stabilito dallo stesso Governo.
Il Governo ha una voce o ne ha due? Se in politica ci sono
delle regole e quelle regole hanno un senso, qualche cosa non
funziona e qualcuno dovrebbe prendere seri provvedimenti invece di
fare finta che nulla accada.
Ecco, mentre accadono tutte queste cose, che sono serie,
oggettive e concrete, noi ci troviamo ad assistere, purtroppo, a
proclami che quasi quasi dobbiamo subire come se fossero delle cose
serie.
Finisco dicendo che non è possibile nemmeno che con variazioni
di bilancio, che dovrebbero prevedere l'assestamento delle poste che
non sono state spese durante questo anno per trasferirle in un
contesto complessivo di taglio della spesa, poi vi si trovino norme,
portate oggi in quest'Aula, che hanno una direzione totalmente
opposta. Ne cito una come esempio: l'articolo 54 sottoposto alla
nostra valutazione prevede, niente di meno, che l'aumento degli
emolumenti del presidente del consiglio direttivo del CIAPI,
equiparandolo a quello del Presidente della Provincia; emolumenti
che arrivano quasi a nove, dieci mila euro al mese. E' possibile che
queste siano norme di assestamento, di riduzione della spesa, di
variazioni di bilancio o sono norme che vanno a premiare l'attività
di costoro, forse per il lavoro egregio che hanno fatto nel gestire
il concorso del '118'?
Questi sono i fatti veri, oggettivi sui quali bisognerebbe
discutere, riflettere e poi parlare, perché parlare senza riflettere
mi pare che non deponga nel migliore dei modi.
Concludo dicendo che io, come componente politica, non ho
presentato alcun emendamento alle variazioni di bilancio e non
intendo presentarne se non in riferimento ad un disegno di legge
sull'emergenza Etna, così com'è stato suggerito da tutti i
parlamentari, di destra, di centro e di sinistra che hanno
sottoscritto quel disegno di legge, e così com'è stato dichiarato
dal Governo della Regione in una riunione della Giunta regionale
tenuta sui luoghi. Mi sembra vi fossero delle somme a disposizione
di quelle popolazioni duramente colpite della provincia di Catania e
che continuano ad essere colpite dall'emergenza Etna, dai sismi e
dalle eruzioni.
A quelle problematiche così importanti tutti abbiamo dichiarato
di voler dare risposte certe ed immediate; il Governo della Regione
ha dichiarato che avrebbe stanziato 53 milioni di euro con copertura
finanziaria certa, e quella copertura è possibile individuarla. E
siccome è stato detto durante una manifestazione a Santa Venerina
organizzata da un comitato cittadino, perplesso sulla mancanza di
risposte del Governo nazionale all'emergenza Etna, perché il
Governo nazionale del nostro Presidente Berlusconi fino ad oggi ha
dato 10 milioni di euro per un'emergenza che dura da due mesi - 10
milioni di euro come se fossero una mancia per poveri - a quelle
popolazioni bisogna dare una risposta. E questa deputazione della
provincia etnea ha detto che avrebbe dato una risposta prima del
Natale di quest'anno.
E, siccome certamente questo sarà l'ultimo disegno di legge che
valuteremo in questa sessione, dato che poi si andrà in sessione
di bilancio, per dare una conseguenzialità agli impegni presi
davanti ai cittadini che avremmo cominciato a dare una risposta
certa, immediata e tangibile dell'attenzione degli organi politici e
delle istituzioni ai disagi che vivono costantemente tutti i giorni,
per questo motivo, concordandolo con tutti gli altri deputati
catanesi di qualsiasi partito politico - e di questo bisogna darne
atto - ho presentato questi emendamenti alla manovra correttiva,
sapendo che forse, anzi certamente non rientrano nel tema delle
variazioni di bilancio, ma danno una risposta seria, certa ed
immediata a problemi ed esigenze di una popolazione che affronterà
il prossimo Natale con uno stato di disagio enorme, in cui molti
vivono in baracche, senza la possibilità di dare ai propri figli
l'affetto e il calore umano che è possibile nelle circostanze
ordinarie.
In questa direzione vanno quegli emendamenti, che sono gli
unici che ho presentato, anche perché condivisi da tutta la
deputazione siciliana. Io mi auguro che almeno su questo si possano
dare risposte certe e concrete e non chiacchiere, solo chiacchiere,
come se chi governa questa Regione fosse la casa delle chiacchiere e
libertà.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non essendovi altri iscritti a
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti
al disegno di legge è fissato per le ore 10.00 di domani, mercoledì
11 dicembre 2002.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì' 11
dicembre 2002, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-"Norme finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda
misura salva deficit" (n. 527/A) (Seguito)
Relatore: On. Riccardo Savona.
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19.55.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45)