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Resoconto d'Aula della Seduta n. 106 di martedì 10 dicembre 2002
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   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


     BURGARETTA  APARO,  segretario,  dà  lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

               COMUNICAZIONE DI NOTA DELL'ONOREVOLE GAROFALO

     PRESIDENTE  Comunico  che  l'onorevole  Garofalo, eletto deputato
  regionale nella Circoscrizione  di  Catania,  ha  fatto pervenire in
  data odierna (10.12.2002) una  lettera  con  la  quale  comunica  di
  essersi autosospeso dal Partito  di  Forza Italia e di aderire, come
  indipendente, al  Gruppo  Misto  dell'Assemblea Regionale siciliana,
  fermo restando l'appoggio politico all'attuale Governo regionale.

       L'Assemblea ne prende atto.

                ANNUNZIO DI  PRESENTAZIONE  DI  DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE   Comunico che è  stato presentato il seguente disegno
  di legge:

      - "Norme per  il  riassetto organizzativo e funzionale per la
      difesa del suolo  e della gestione delle risorse idriche" (n.
      543)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli  onorevoli  Forgione e Liotta, in  data  6
      Dicembre 2002

    COMUNICAZIONE DELLE  ASSENZE  E  DELLE  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
    DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE   Comunico,  ai  sensi   dell'art.  69,  comma  4  del
  Regolamento interno, le assenze  e  le  sostituzioni  alle  riunioni
  delle commissioni parlamentari del 4 dicembre 2002:

                              BILANCIO (II)

   Sostituzioni
   Riunione del 04.12.02: CROCE   sostituito da CATANIA GIUSEPPE
                          LEONTINI    "      "  CONFALONE
                          D'ANTONI    "      "  LO MONTE
                          LEANZA V.   "      "  MAURICI
                          MANCUSO                SAVARINO

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione del 04.12.02: BORZACCHELLI-GAROFALO-GIAMBRONE-LO CURTO-
                          GALLETTI-PANARELLO-TURANO

   Sostituzioni
   Riunione del 04.12.02: CATANIA sostituito da CONFALONE

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE    Comunico    che    sono    state    presentate   le
  seguenti interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale:

            N. 934  -  Interventi  per  garantire  l'attuazione  delle
          proprie  finalità  da  parte  dell'Ente  autonomo  regionale
          'Bellini'.
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Villari Giovanni

           - con richiesta di risposta scritta:

            N. 931 - Notizie circa la situazione della scuola  materna
          di via Don Alvaro Paternò, a San Gregorio (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
                                ----------------
            N. 932 - Interventi  di  verifica  in  ordine  alla  legge
          regionale n. 7 del 2002, in materia di appalti pubblici.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
                                ----------------
            N. 933 - Ristrutturazione dell'edificio in cui  è  ubicato
          l'istituto 'Regina Margherita' di Castiglione (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
                                ----------------
            N. 935 - Iniziative  urgenti  per  consentire  l'ordinaria
          gestione della scuola pubblica in Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Vitrano Gaspare; Gurrieri Sebastiano; Genovese Francantonio;
          Barbagallo Giovanni; Zangara Andrea
                                ----------------
            N. 936 - Chiarimenti circa i termini di  scadenza  per  la
          presentazione delle istanze per l'accesso ai benefici di cui
          alla legge regionale n. 32 del 2000.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Raiti Salvatore

                        ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE   Comunico  che   è   stata   presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 75 - Notizie circa il finanziamento di due progetti  di
          rimboschimento nei territori di Vittoria e Comiso (RG).
            - Assessore Agricoltura
            ***
          Zago Salvatore


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI  LEGGE:  "NORME  FINANZIARIE  URGENTI -
    VARIAZIONI  AL  BILANCIO  DELLA   REGIONE   SICILIANA  PER  L'ANNO
    FINANZIARIO  2002  -   SECONDA   MISURA   SALVA  DEFICIT"  (527/A)

     PRESIDENTE   Si passa al  secondo  punto  dell'ordine del giorno:
  Discussione  del  disegno di  legge  "Norme  finanziarie  urgenti  -
  Variazioni  al  bilancio   della   Regione   siciliana   per  l'anno
  finanziario 2002 - Seconda misura salva deficit" (527/A).
       Invito i componenti  la  II  Commissione legislativa permanente
  'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.

       La seduta è sospesa per cinque minuti.

   (La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 17,48)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per
  svolgere la relazione.

     SAVONA  relatore.  Onorevoli colleghi, l'unito disegno di legge è
  il necessario e logico  completamento  della manovra iniziata con la
  legge 9 agosto 2002  n.  10 contenente "Variazioni di bilancio della
  Regione  e  del  bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2002;  assestamento di
  bilancio e prime misure salva deficit".
       Con  il disegno di legge che si propone, si apporta consistente
  riduzione all'esercizio 2002 per un importo complessivo di circa 500
  milioni  di  euro  che,  aggiunto  alle  maggiori  entrate previste,
  consente  un  rilevante risparmio di spesa.  Tale maggiore risparmio
  viene  finalizzato  in  parte  ad  esigenze di spesa indifferibile o
  addirittura  obbligatorie per legge.  In particolare, gli eventi più
  rilevanti   coperti   dalla   presente  manovra  di  bilancio  sono:
  l'integrazione  delle  assegnazioni ai comuni e alle province per un
  importo complessivo di 148 migliaia di euro.
       L'assegnazione  annuale  a  favore  delle  province tiene conto
  delle  attribuzioni  alle  stesse  del  gettito  dell'imposta  delle
  assicurazioni   contro  la  responsabilità  civile  derivante  dalla
  circolazione  dei veicoli a motore.  Il cofinanziamento dell'accordo
  di programma  per il settore investimenti sanitari, stipulato con il
  ministero della salute, è per un importo di 18.709 migliaia di euro.
  Tale operazione consente  di  attivare  risorse  extraregionali  per
  l'importo complessivo di circa  1.000.000 di migliaia di euro per il
  periodo 2002/2005, l'integrazione  del  contributo  a  pareggio  del
  bilancio  dell'Azienda delle  foreste  demaniali  per  l'importo  di
  23.970  migliaia  di  euro,   il   contributo   per   le  misure  di
  accompagnamento a carattere  sociale per i pescatori, per promuovere
  l'interruzione temporanea delle attività  di pesca, anche a causa di
  eventi calamitosi, per l'importo di circa 10.000 migliaia di euro.
       In  relazione  agli   andamenti   delle  varie  amministrazioni
  regionali,  con  la presente manovra viene garantita la copertura di
  maggiori spese per circa 110 migliaia di euro.
       Infine, l'operazione è molto rilevante sui fondi di riserva che
  vengono   incrementati   in   misura  considerevole  per  consentire
  l'accantonamento, e  per  il  ripiano  del deficit dei bilanci delle
  aziende sanitarie.
       Nel disegno di legge,  con  l'abrogazione  di  talune  norme di
  spesa  per  la  riscrittura   di  altre, si  realizza  un  risparmio
  strutturale di 100.000 migliaia di euro, risparmi che riporteranno i
  loro effetti nel bilancio 2003  e  successivi,  in  linea con quanto
  previsto dal documento  di  programmazione economico-finanziario per
  gli anni 2003/2006.
       Si è inoltre adeguata  la  normativa  regionale  in  materia di
  controlli e monitoraggio della  spesa  pubblica  per  armonizzarla a
  quella statale, rendendo così  pregnanti  gli  obiettivi  di finanza
  pubblica al rispetto dei quali  sono  tenuti anche gli enti pubblici
  non economici sottoposti a vigilanza e controllo della Regione.
       Rispetto al testo presentato  dal  Governo  e  trasmesso  dalla
  Presidenza   dell'Assemblea   regionale  siciliana  senza  le  parti
  espunte,   la   commissione   Bilancio   ha  operato  una  serie  di
  approfondimenti  e  modifiche  che  in larga misura hanno raccolto i
  pareri  espressi  dalle commissioni di merito, anche se stringendo i
  vincoli  di  bilancio  hanno invece reso difficile l'accoglimento di
  proposte incrementative sui diversi capitoli di spesa.
       Del  resto questa manovra  si  svolge  ormai  a  ridosso  della
  chiusura dell'esercizio finanziario  e,  dunque, un ragionamento più
  ponderato  per  tutte  le   problematiche  rimaste  fuori  si  potrà
  sviluppare  con  la  prossima discussione del bilancio di previsione
  e della finanziaria.
       Rispetto alle delicate  problematiche  del  trasferimento  agli
  enti locali, la Commissione  ha  approvato  l'articolo che integra i
  trasferimenti come primo atto  sui lavori di riscrittura del disegno
  di legge e questo anche  per  consentire  al Governo di quantificare
  immediatamente la quota spettante a  ciascuno  al fine di dare avvio
  alle procedure per l'adozione  degli atti relativi all'erogazione di
  bilancio.
       Di fronte ai tempi  necessari  per l'approvazione della legge e
  alle  difficoltà  anche   tecniche   di  disarticolare  una  manovra
  finanziaria che presenta una  precisa caratteristica di unitarietà e
  di  equilibrio  complessivo,  la  Commissione  ha  ritenuto di dover
  rimettere  all'Aula  la  decisione  sull'opportunità di inserire nel
  testo  una  norma  autorizzativa  per  i Comuni per l'adozione delle
  rispettive variazioni di bilancio entro il 20 dicembre piuttosto che
  entro il 30 novembre.
       Raccomandiamo all'Aula un  esame  tempestivo  del provvedimento
  stante l'imminenza dell'avvio della sessione di bilancio.

     PRESIDENTE  Il Governo chiede  cinque  minuti di sospensione.
       La seduta è sospesa per cinque minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 17.53, è ripresa alle ore 18.02)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare inizio al dibattito sulla
  base  delle  iscrizioni  a  parlare,  la Presidenza ritiene doveroso
  comunicare all'Assemblea un metodo di lavoro che sarà utilizzato per
  l'esame delle variazioni di bilancio.
       Sono  state sollevate eccezioni da  parte  di  alcuni  colleghi
  rispetto ad alcune norme che  si  ritiene  essere  improponibili.
       La  Presidenza,  ha già assunto un atteggiamento per consentire
  alla  Commissione  di  merito  - la Commissione Bilancio, sentito il
  parere  delle  Commissioni competenti - di esaminare il testo;  noi,
  in  coerenza  con  quell'atteggiamento,  ma anche nel pieno rispetto
  delle  proposte  pervenute  dalle  Commissioni  di merito e valutate
  positivamente  dalla  Commissione  Bilancio, riteniamo di dover fare
  una valutazione  sui singoli aspetti del disegno di legge in uno con
  gli  emendamenti  che  saranno presentati dai colleghi e dal Governo
  non più  tardi  di  domani mattina alle ore 10.00, presso gli uffici
  della Presidenza.
       La   Presidenza,    alla   riapertura   dei   lavori,   che   è
  prevedibilmente fissata  per  domani  sera  alle ore 17.30 o, forse,
  sarebbe meglio alle  17.00  - sempre che stasera si dovesse chiudere
  la discussione generale  -  intende comunicare la parte di testo che
  si ritiene  eventualmente  non  proponibile e gli emendamenti che la
  Presidenza ritiene  improponibili  nella  discussione che si avvierà
  domani, per  evitare  di dare agli uffici un'incombenza eccessiva di
  valutazione  di   tutti  gli  emendamenti  e,  dunque,  dei  singoli
  richiami.
       Intendiamo comportarci sulla base di questo metodo per favorire
  uno snellimento dei lavori d'Aula. Pertanto, i colleghi parlamentari
  debbono sapere  che  chiudendo stasera - se si chiuderà stasera - la
  discussione generale,  si avrebbe tempo fino a domani alle ore 10.00
  per  la  presentazione  degli  emendamenti  presso  gli uffici della
  Presidenza.
       Per quanto riguarda, invece, la  parte  finanziaria dei singoli
  emendamenti,  i  colleghi  ricorderanno  che  nell'approvazione  del
  bilancio  del  2002, nonostante pur essendo stata tata introdotta la
  modifica che prevede la struttura del bilancio in unità previsionale
  di  base  (UPB),  gli emendamenti, molto spesso, erano previsti solo
  per   capitoli;   noi   allora  dichiarammo  proponibili  tutti  gli
  emendamenti  dando  agli uffici l'incombenza di fare gli adeguamenti
  dai  capitoli  per  UPB.  E'  importante,  però, che gli emendamenti
  siano compensati.
       Intendiamo  ripetere questo stesso atteggiamento, nel senso che
  dichiareremo ammissibili tutti gli emendamenti compensati comunque e
  gli uffici dovranna eventualmente soltanto solo riferirli alle unità
  previsionali  corrispondenti.  Questo perché  si tratta della stessa
  manovra finanziaria del bilancio del 2002.
       Per  quanto  riguarda, invece, l'esercizio finanziario del 2003
  dovremmo trovare un metodo di lavoro che consenta ai parlamentari di
  non limitare la loro capacità emendativa, anche di  riduzione  della
  spesa e,  nel  frattempo,  consentire agli uffici di potere lavorare
  con celerità.
       Questo  è  quanto  si  riteneva  utile  e  opportuno comunicare
  all'Aula.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA    Signor  Presidente,  intervengo  per  salutare  con
  soddisfazione l'atteggiamento della Presidenza, comunicato all'Aula,
  che  non  è   nulla  di  speciale  ma,  in  coerenza  con  le  norme
  regolamentari,  intende dare un ordine ai lavori dell'Aula.
       Volevo,    però,    signor   Presidente,   approfittare   della
  comunicazione  per  sottolineare il fatto che il primo lavoro svolto
  dalla   Presidenza,   quello,   tanto  per  intenderci,  preliminare
  all'esame da  parte  della  Commissione Bilancio, devo dire che è un
  lavoro parziale perché  dalla ripulitura che la Presidenza ha fatto,
  non tutte  le norme che non sono attinenti con l'oggetto del disegno
  di legge sono state eliminate.
       Ne sono  residuate  alcune  che  in  Commissione Bilancio hanno
  sollevato anche  un vivace dibattito; allora la raccomandazione e la
  preghiera  che  rivolgo  alla  Presidenza  è  che  nel  fare  questo
  screening,  questo   lavoro  di  ripulitura  sugli  emendamenti  che
  verranno presentati  per  l'Aula,  si proceda anche ad una revisione
  ulteriore  delle  norme  che  sono  state  esitate dalla Commissione
  Bilancio e che oggi fanno parte del testo all'esame dell'Aula.
       Il fatto  che  questo  lavoro  non lo si sia svolto in pieno o,
  comunque, a  mio giudizio, non tutto ciò che sarebbe stato opportuno
  fare sia  stato  fatto, non implica che non lo si debba fare adesso,
  al momento di approfondire l'esame in sede d'Aula.
       Signor Presidente, un'ultima cosa a proposito degli emendamenti
  in  compensazione.   Per   quanto   riguarda   gli   emendamenti  in
  compensazione,  credo  che  per  fare  questo  lavoro sia necessario
  mettere  a  disposizione dei parlamentari anche lo stato della spesa
  alla data  di  oggi, perché  questo lavoro lo si può fare solo se si
  ha in  mano  il  livello  di  impegno  dei  singoli capitoli e delle
  singole UPB,  per  potere  fare  un  lavoro  che  non sia fondato su
  ipotesi di impegno di ogni parlamentare ma sui dati oggettivi che in
  Commissione  noi  avevamo  ma che credo sia necessario fornire anche
  all'Aula  perché  questo  lavoro  venga fatto adesso da ogni singolo
  deputato.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  credo  doveroso  puntualizzare
  alcuni   aspetti   alle   osservazioni  che  la  Presidenza  intende
  accogliere nel  senso che vanno nel solco delle dichiarazioni che la
  Presidenza aveva reso.
       Noi ci atterremo  al lavoro che è stato svolto dalla Presidenza
  e abbiamo intenzione  di  rivolgere il massimo rispetto a ciò che ha
  fatto la Commissione di merito e le Commissioni proponenti perché il
  testo del disegno di  legge  è sì di variazione, ma è anche un testo
  che affronta  altri  aspetti, che tengono conto anche delle proposte
  che sono arrivate dalle varie Commissioni.
       Per  cui,  pur  mantenendo  il  testo  generale  come  testo di
  variazione,  è  anche  testo  che  affronta  la razionalizzazione ed
  interventi di altro genere.
       Pertanto,  nel solco delle cose che abbiamo già annunziato, noi
  opereremo un'attenta  valutazione  di  tutto il testo e di tutti gli
  emendamenti  per  dare  all'Aula  un  quadro completo all'inizio dei
  lavori della  seduta  di  domani  sera,  se stasera si concluderà la
  discussione generale.
       Nessuno  può impedire ai parlamentari di fare le considerazioni
  che ritengono  di  dover  fare,  così  come  nessuno  può mettere in
  condizione  la  Presidenza  di effettuare le proprie valutazioni sui
  singoli aspetti dell'articolato.
       Sono  state fatte pervenire ulteriori note di richiamo rispetto
  alle  procedure  di  cui  abbiamo  parlato.  Questa parte si intende
  chiusa.
       Dichiaro aperta la discussione generale.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, penso che la
  discussione  sulle variazioni di bilancio, che ha assunto anche, per
  volontà  propria e del Governo, un elemento distintivo di un modo di
  essere e di proporsi da parte del Governo regionale, debba investire
  in  pieno la responsabilità dei gruppi parlamentari e del Parlamento
  regionale.
       Noi  ci  siamo  trovati di fronte ad una variazione di bilancio
  fatta  in  due tempi da parte del Governo regionale. Una prima parte
  fatta  nel  mese  di  luglio  ed  una  seconda parte fatta in questi
  giorni. Le variazioni di bilancio hanno determinato ed hanno segnato
  lo stato di salute del Governo.
       Quello  che  in  questi giorni la stampa ha scritto è poca cosa
  rispetto  a  quello  che  in  realtà  si  è  verificato  nelle varie
  Commissioni  e  nella  stessa Commissione Bilancio. E' il segnale di
  uno  scontro  interno  al  Governo,  di  atteggiamento  di disistima
  personale, di atteggiamento di disistima politica, della mancanza di
  un  disegno  di programmazione e di un progetto di intervento che ha
  determinato  un  continuo ribaltamento interno alla Commissione fino
  al punto che  la  stessa  Commissione Bilancio, per potere portare a
  compimento  il  lavoro  sulla  finanziaria  e  sulle  variazioni  di
  bilancio,  ha  dovuto sospendere i propri lavori, su richiesta della
  maggioranza, in una sola seduta, per ben dieci volte.
       Questo  la  dice  lunga  sulle condizioni della maggioranza. In
  altre  situazioni,  il  Governo  sarebbe  stato  già  in  crisi,  si
  sarebbero determinati profondi cambiamenti.
       Questo  la  dice  lunga  anche sul fatto che il Governo tende a
  nascondere  i  dati  reali  della  condizione  di crisi della nostra
  Regione.
       Voglio  fare  una  riflessione a voce alta, assieme ai colleghi
  parlamentari,  per  dire  alcune  cose  che in parte noi abbiamo già
  sostenuto  in  Commissione  Bilancio: c'è un buco che il Governo non
  copre neanche con le  variazioni  di bilancio ed è di 185 milioni di
  euro, quello  collegato  al  disavanzo  annunciato  da  parte  delle
  aziende sanitarie locali e da parte delle aziende ospedaliere.
       Voglio approfittare della presenza dell'assessore Cittadini per
  dire che noi abbiamo posto la questione in Commissione Bilancio e il
  Governo ci ha risposto  che  non  era a conoscenza del fatto che c'è
  ancora  una condizione di disastro e di disequilibrio  nelle aziende
  sanitarie e ospedaliere.
       Noi vogliamo comunicare all'assessore, dato che non ha avuto la
  possibilità  di  averlo  comunicato  dai  suoi  uffici,  che c'è una
  competenza  diretta  da  parte  di  tutti  e  due  gli  assessorati,
  l'assessorato   del   bilancio   e   l'assessorato   della   sanità.
  L'assessorato  del  bilancio esercita un controllo sui bilanci delle
  aziende sanitarie.
       Non  potete nascondere al Parlamento regionale  un disavanzo di
  370  miliardi  di  lire, non perché questo dato non sia corretto, ma
  perché  nasconderlo  determina la possibilità che venga inficiata la
  stessa   struttura   delle  variazioni  e,  conseguentemente,  venga
  inficiata  la  stessa struttura del bilancio futuro e della prossima
  finanziaria.
       Il  fatto  che  non  siete in grado di potere fare politiche di
  settore,  tese a razionalizzare e a mettere sotto controllo la spesa
  sanitaria,  non  può  essere  nascosto  all'Assemblea e alla Regione
  siciliana.
       Mi sarei aspettato - più volte lo abbiamo denunziato - da parte
  della  stampa  regionale un titolo scandaloso sull'atteggiamento del
  Governo,  sul  fatto  che  il  Governo  nasconda  i  numeri reali al
  Parlamento regionale e li nasconda anche in Commissione.
       Invece,  questo  fatto  passa  tranquillamente, nessuno solleva
  problemi di carattere particolare, tutto viene spinto attraverso una
  presunta  fretta  che  tende,  soltanto,  a  coprire  un'assenza  di
  progetto  di  riforma  finanziaria,  di  riordino  del  settore e di
  rigore.
       Più volte ho sentito parlare del famoso termine "rigore". Nelle
  variazioni  di  bilancio  non  c'è  alcuna  politica  di rigore e si
  evidenzia un contrasto profondo tra maggioranza e governo, a seconda
  di chi sia l'assessore di turno.
       Onorevole  Crisafulli,  lei  ha  testé fatto riferimento ad una
  norma  che  riguardava  la vicenda dei consorzi di bonifica. Adesso,
  voglio   rappresentarla  ai  colleghi  parlamentari.  L'articolo  56
  riportato  nel  testo  che noi abbiamo all'esame come un emendamento
  della   Commissione,   è   stato   presentato   in  III  Commissione
  dall'onorevole  vicepresidente della Regione, onorevole Castiglione,
  che  ha  chiesto  il  parere  della  III Commissione che ha espresso
  parere favorevole.
       La  stessa  norma,  in Commissione Bilancio, ha avuto il parere
  nettamente  contrario  da  parte dell'assessore per il bilancio e le
  finanze,  al  punto che sulla norma si è determinata una rottura tra
  la   maggioranza   e   lo   stesso  Governo  il  quale,  utilizzando
  quell'occasione,   ha   abbandonato,   in  palese  dissenso  con  la
  maggioranza che lo sostiene, i lavori parlamentari.
       Vi è di più: dopo qualche minuto è arrivato il Presidente della
  Regione che ha completato l'iter di approvazione delle variazioni di
  bilancio,  delegittimando  così  la  funzione  dell'assessore per il
  bilancio e le finanze.
       Tutto  ciò ha una refluenza politica che si manifesta nel corso
  della  formazione della decisione e nel corso della formazione delle
  variazioni di bilancio.
       Noi  continueremo  a  fare  una  battaglia  per determinare una
  condizione  di reale razionalizzazione della spesa, perché siamo una
  forza  politica che vuole, a tutti i costi, cercare di mettere sotto
  controllo la spesa della Regione.
       Lo  abbiamo  fatto  quando eravamo al Governo regionale, con il
  Governo  Capodicasa, quando abbiamo introdotto norme di contenimento
  della  spesa  con la legge numero 10. Da quel momento in poi, tra il
  2000 e il 2002 vi è una dilatazione della spesa corrente.
       Onorevole  Pagano,  lei  ed il suo Governo dovete spiegare come
  mai  siamo  arrivati  in  questi  due  anni, durante i governi prima
  Leanza e poi Cuffaro, a 4 mila miliardi di lire di spese correnti in
  più.
       Se non riesce a spiegarlo lei, tenteremo di spiegarlo noi: sono
  tutte  norme  finalizzate  ad alimentare un sistema riconducibile al
  consenso.
       Non c'è nessun rigore. Continuano ad esserci spese clientelari.
  Lei  stesso,  in  Commissione  Bilancio,  ha  dovuto riconoscere due
  questioni  che  erano  all'attenzione  della  Commissione e che sono
  presenti  nel  testo  del  disegno  di  legge  e cioè la vicenda che
  riguardava  la  Multiservizi e quella che riguardava Biosphera: sono
  due strumenti che dilatano a dismisura la spesa regionale.
       Per  quanta  riguarda la Multiservizi, ci troviamo di fronte ad
  una convenzione  fatta  tra  il  suo  Governo, l'assessore Noé  e la
  Multiservizi  per  utilizzare  personale  nell'ambito  della Regione
  siciliana per cui hanno stipulato una convenzione quinquennale senza
  copertura finanziaria  e  normativa.  I  bilanci regionali - si sa -
  sono annuali  e  poi  danno  copertura  pluriennale.  La convenzione
  aveva, invece, una  copertura quinquennale determinando l'assunzione
  impropria di oltre 202 unità.
       E'  stato  fatto  osservare,  anche  da  molti  colleghi  della
  maggioranza,   che   la   Multiservizi   non  ha  assunto  personale
  proveniente dal  bacino  dei  lavoratori  socialmente  utili, che la
  Multiservizi  ha  assunto  personale  proveniente  da altri settori,
  venendo meno alla  ragione  per  cui era stata formata e questo vale
  anche per  Biosphera.  E'  la  ragione  per  la quale in Commissione
  Bilancio  è  stato  riscritto il testo che determina una contrazione
  della spesa.
       Assessore   Pagano,  noi  siamo  sicuri  che  nel  corso  delle
  variazioni  di  bilancio,  qualche assessore del suo Governo, se non
  addirittura  lo  stesso Presidente della Regione, presenterà qualche
  emendamento  per  dare copertura finanziaria alla Multiservizi anche
  per il 2003 e per il 2004, così come è scritto nel testo originario.
       Noi,  in   questa   materia, ci  apprestiamo  a  presentare  un
  emendamento che vogliamo qui comunicare.
       Lei  sa,  assessore Pagano, che in Sicilia, le assunzioni nella
  pubblica  amministrazione vengono fatte sulla base di criteri rigidi
  stabiliti dalla legge. Noi presenteremo una norma che stabilisce che
  in  tutte  le  società,  a  prevalente  capitale  pubblico,  società
  regionali  e  società  miste,  anche  a  livello  periferico, per il
  reclutamento  del  personale  si  proceda  con  criteri  di evidenza
  pubblica, in  modo tale che si chiuda questa pagina vergognosa delle
  assunzioni  clientelari  e  si  possa  in questo modo razionalizzare
  seriamente la spesa.
       La stessa  questione riguarda il fondo per il buono scuola.  Ci
  apprestiamo  a  presentare  un emendamento, onorevole Assessore, che
  riguarda il  riutilizzo  dei fondi per il buono scuola. Avrete letto
  in questi  giorni  che  il  Governo  nazionale  ha  dato  il credito
  d'imposta per  chi  va  nelle  scuole  private.  La doppia misura ci
  sembra eccessiva. La misura prevista dal buono scuola regionale e la
  misura prevista dal Governo nazionale sul credito d'imposta per chi,
  nei prossimi  tre  anni frequenterà le scuole private, ci sembra una
  misura eccessiva.
       Noi  presenteremo  un  emendamento per riutilizzare i soldi del
  buono scuola per  potere  potenziare la scuola pubblica e per potere
  fare un  programma  legato  all'edilizia  scolastica,  così  come ci
  apprestiamo a presentare emendamenti sulla formazione.
       Ho  sentito  oggi l'intervista rilasciata dall'assessore Pagano
  che dice:  noi  nella legge finanziaria non affronteremo le leggi di
  settore.  Le  leggi  di settore le affronteremo dopo la finanziaria.
       Assessore  Pagano,  sarebbe  stato esattamente il contrario. Le
  leggi di  settore  per  ridurre  le  spese  per  poi  portarsele  in
  finanziaria avreste dovuto farle già da un anno e mezzo: le leggi di
  settore della sanità per mettere sotto controllo la spesa sanitaria,
  le leggi  di  settore  della  formazione,  le leggi di settore della
  forestazione, le  leggi di settore dei trasporti. Voi non riuscite a
  farlo  perché   avete  vincoli  reciproci  che  vi  legano  a  farvi
  utilizzare la  spesa  come  elemento di interscambio per il consenso
  elettorale e politico.
       Nel   settore  della  formazione,  abbiamo  già  presentato  in
  Commissione  Bilancio,  lo  riproporremo  adesso, un emendamento che
  blocca quello che è avvenuto nel corso di questi anni con il Governo
  Leanza e  con  il  Governo Cuffaro. C'è stato un incremento di oltre
  duemila  unità  che  sono  state assunte a carico del bilancio della
  Regione nel  settore  della formazione. Non c'è, infatti, una regola
  che stabilisce una  volta  per  tutte  che si definisca l'albo e che
  l'albo poi  vada  ad  esaurimento  e se gli enti vogliono utilizzare
  quel personale,  lo  prenderanno  da quell'albo anziché, di volta in
  volta,  utilizzare  personale  che  viene  surrettiziamente  immesso
  nell'albo per  poi  essere  assunto  a  tempo indeterminato, facendo
  migliaia e migliaia di assunzioni.
       Ecco   qui   spiegate   le  ragioni  per  cui  avete  sottratto
  quattromila  miliardi  che  potevano essere destinati alle politiche
  d'investimento in  Sicilia  per  destinarli,  invece ad una politica
  clientelare.
       Ecco spiegata  la  ragione  per  cui  in Sicilia c'è una caduta
  degli investimenti.
       Ecco spiegata  la  ragione  per  cui  in Sicilia noi, nel corso
  degli ultimi due anni, a differenza degli anni 1996-2001, abbiamo un
  prodotto  interno  lordo che  tra  il  1996  ed  il  2001  viaggiava
  mediamente a tassi superiori  di  3-4  volte  quello  nazionale  che
  adesso si è invece  uniformato  e  tutti  gli  indicatori. Onorevole
  Pagano, dicono che per l'anno  prossimo noi avremo un PIL in Sicilia
  inferiore, come tasso di  crescita, a quello nazionale.
       Sono queste spese  che scoraggiano la possibilità di investire.
  La possibilità di utilizzare questi 4.000 miliardi in conto capitale
  per  incentivare  il  sistema produttivo siciliano, avrebbe dato una
  boccata  di  ossigeno  in  una  condizione di crisi generale, invece
  avete alimentato un sistema di natura clientelare.
       Noi vogliamo lanciarvi  la  sfida della razionalizzazione e del
  rigore, voi non avete  assunto  nessun  rigore.  Allora,  se  è così
  dobbiamo  smantellare molti servizi, dobbiamo smantellare Biosphera,
  dobbiamo evitare che si facciano assunzioni clientelari nei consorzi
  di  bonifica,  dobbiamo  evitare che si utilizzi la Regione soltanto
  per alimentare  un  sistema  di  potere  che  è ben conosciuto e ben
  oliato nella nostra Regione.
       Noi utilizzeremo l'occasione  delle  variazioni di bilancio per
  proporre emendamenti modificativi  e  rigorosi  e  poi accettiamo la
  sfida e vogliamo che essa sia giocata di fronte a due opzioni, a due
  alternative: da una parte  chi,  assumendo  a  parole  una  politica
  liberale, nella pratica  quotidiana,  esercita,  invece,  una logica
  assistenziale  e  clientelare  e,  dall'altra parte, chi - come noi,
  quando  siamo  stati  al  Governo  -  ha  tentato  una  politica  di
  razionalizzazione della spesa e di contenimento e vuole misurarsi su
  questi temi.  Due opzioni per la nostra Regione.
       Noi pensiamo che gran parte delle risorse della Regione debbano
  essere  destinate   agli   investimenti   ed  all'occupazione,  alle
  creazione  di nuove  opportunità,  di  nuove  occasioni  di  lavoro,
  all'indicazione di nuova  ricchezza  per  la  nostra Regione, perché
  questa è la sfida davanti  a  noi,  soprattutto  dopo che il Governo
  nazionale, il Governo  Berlusconi,  ha  determinato  una contrazione
  consistente delle risorse  destinate  a strumenti virtuosi che hanno
  determinato un incremento  dell'occupazione ed una crescita del PIL:
  mi riferisco ai patti  territoriali, ai contratti d'area, al credito
  d'imposta.
       Visto che non arrivano  i  soldi da Roma, bisogna utilizzare le
  nostre risorse, soprattutto indirizzate a queste finalità.  Questa è
  la ragione  per  cui  noi  accetteremo  di  buon  grado un confronto
  rigoroso,  ma non vorremmo, onorevole Pagano, che lei continuasse ad
  avere il solito atteggiamento 'vorrei ma non posso', che di volta in
  volta  lei  dichiari  rigore  all'esterno  e poi finisca, sulla base
  delle  pressioni che le provengono dai settori della sua maggioranza
  e  del suo stesso Governo, col non incidere nella la spesa corrente,
  il vero cancro che potrebbe divorare la nostra Regione.
       Siamo ad un passaggio  decisivo ed in questo passaggio decisivo
  noi vogliamo accettare la  sfida  della  modernità e la modernità si
  misura  attraverso  il   fatto  che  le  spese  vengono  indirizzate
  soprattutto  in direzione  dei  settori  produttivi  e  che  possano
  determinare a creare ricchezza.  Le  vostre variazioni di bilancio e
  la stessa finanziaria, così come avete annunciato, invece contengono
  elementi che tendono ancora  una  volta  ad incrementare la spesa ed
  incrementare le spese correnti.  Su  questo  terreno  voi  avrete la
  nostra più netta opposizione.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor Presidente, non  è per essere corrivo rispetto
  ai colleghi della maggioranza, ma mi sembra opportuno richiedere che
  vi sia, ad un  passaggio  non secondario del dibattito parlamentare,
  la voce di qualcuno che, oltre il relatore di maggioranza - che come
  si sa  normalmente  svolge  una  relazione di natura tecnica - possa
  darci  le  coordinate politiche delle scelte che sono state compiute
  con le variazioni di bilancio che abbiamo all'esame.
       Molti si sono affrettati - in primo luogo, presidenti di gruppi
  parlamentari  di  maggioranza,  componenti  della  Commissione  -  a
  dichiarare    ai    giornali,    dove,   ovviamente,   senza   alcun
  contraddittorio,  si  può  sostenere qualsivoglia tesi. Il dibattito
  parlamentare è  altra cosa perchè vi è la possibilità di confrontare
  le opinioni e di svolgere considerazioni che hanno la possibilità di
  essere contraddette.
       Le dichiarazioni  che  abbiamo  ascoltato  -  visto che nessuno
  interviene in  Aula, ci rifacciamo a quelle dichiarazioni rese sulla
  stampa -  erano improntate - sia quelle dell'assessore sia quelle di
  alcuni componenti  della  maggioranza - come avviene in tutti questi
  casi, al principio informatore delle scelte che è quello del massimo
  rigore,  della  razionalizzazione  della  spesa,  di scelte ancorchè
  impopolari ma  miranti  a dare ai nostri conti un assetto finalmente
  equilibrato.
       Ormai da un paio d'anni, forse anche più, perchè questa litania
  ricorre già dal precedente Governo - il Governo Leanza - sentiamo di
  volta  in   volta   solenni   proclami  per  porre  un  argine  allo
  slabbramento  delle voci di bilancio della spesa regionale, ma poi i
  fatti li smentiscono regolarmente.
       Aspetto ancora,  dopo  tante  dichiarazioni  rese  da  parte di
  colleghi della  maggioranza,  un  solo  -  dicasi  un  solo  -  atto
  legislativo  in  materia  finanziaria  che  non  contenga aumento di
  spese.
       In  tutti  i  disegni  di leggi di finanziaria presentati negli
  ultimi anni,  in  tutte le variazioni di bilancio, si è sempre detto
  che era  la volta buona per contenere le spese, per operare risparmi
  e che non  una  lira  -  oggi  un  euro - in più ci sarebbe stato di
  spesa.  L'onorevole  Cintola,  ad esempio, è tra i parlamentari che,
  incautamente,   ogni   volta   si  impegnano  in  questo  senso,  ma
  puntualmente  viene  smentito  dagli stessi colleghi, viene smentito
  dal Governo, perchè proprio ad ogni passaggio vi è invece un aumento
  di spesa sebbene le dichiarazioni siano in senso opposto.
       Questo passaggio  non  sfugge  a  questa  logica.
       Le  variazioni  di  bilancio  addirittura  vengono pomposamente
  titolate "seconda misura salva-deficit", così come si aggiunge anche
  nel titolo  della legge - il che ha tratto in inganno, a mio avviso,
  la  Presidenza  dell'Assemblea  nel  fare  l'analisi  preliminare di
  compatibilità delle "norme urgenti di razionalizzazione della spesa"
  - alla  fine dimostra che si tratta di una delle tante variazioni di
  bilancio in cui certo fa da perno l'esigenza, direi quasi l'urgenza,
  l'emergenza  finanziaria  legata  al buco della sanità e al buco nei
  trasferimenti  con  gli  enti  locali. Inoltre, si introducono nuove
  norme di  spesa  sia  nelle  variazioni dei capitoli - ve ne sono in
  aumento come  si  può vedere, e non per piccoli importi -, sia anche
  per quanto riguarda nuove norme sostanziali che comportano ulteriori
  impegni come vedremo nel corso dell'esame del disegno di legge.
       Devo  dire  che,   se   non  fosse  intervenuta  la  Presidenza
  dell'Assemblea   e,   diciamo   pure,   anche  la  Presidenza  della
  Commissione  finanze, questo  limite, già spostato al di là, sarebbe
  stato abbondantemente sfondato fino al punto da tramutare quella che
  doveva  essere  una  misura  salva deficit in una misura "incrementa
  deficit". Così come è avvenuto quando nel mese di agosto l'assessore
  alla  sanità, che non ha una esperienza parlamentare, ma da tecnico,
  si  era impegnato entusiasticamente con un decreto salva deficit che
  è  stato immediatamente bloccato dal Presidente della Regione che ha
  avocato a  sè  i poteri - cosa inaudita nella prassi di Governo - ha
  tenuto  tutti  gli  incontri con le categorie scalpitanti, prime fra
  tutte quella delle cliniche private...

     FORGIONE ..quelle non hanno motivo di scalpitare... hanno tutto

     CAPODICASA .. si, ma  sul  decreto salva deficit avevano molto da
  dire al punto che  il  Presidente  della  Regione le ha incontrate e
  poi,  come  vuole   la  nobile  tradizione  di  questa  Regione,  ha
  riconosciuto  totalmente  le  richieste  che  venivano fatte. E quel
  decreto  salva  deficit è diventato un decreto incrementa deficit. E
  non  di  qualche  migliaio  di  euro,  ma di alcune decine; qualcuno
  calcola in alcune centinaia di miliardi di lire, quindi in parecchie
  decine di milioni di euro.
       Questa è la logica  che  ha  presieduto  le  manovre  di questo
  Governo e, per quanto singoli esponenti del Governo gridino, gettino
  l'allarme,  è  inutile  perchè questo Governo non ha alle spalle una
  politica  di risanamento delle finanze.  Ma c'è una ragione precisa:
  non perchè  ci  sia  la scarsa volontà di qualcuno, ma perchè questo
  Governo  nasce  su  presupposti  che sono altri e sono i presupposti
  dell'espansione della spesa attraverso le promesse elettorali.
       Abbiamo, per esempio,  sempre  sottolineato  il  fatto  che nel
  programma di questo  Governo  -  sia quello presentato agli elettori
  sia quello svolto in Aula  -  non  si  è  mai  fatto  cenno  ad  una
  emergenza finanziaria ed alla  necessità  di farvi fronte con misure
  precise.  C'è una ragione:  le premesse e i presupposti su cui nasce
  questa maggioranza sono  quelle  dell'espansione  della  spesa e non
  del contenimento.
       Quando si procede in questo modo vuol dire che alla base c'è un
  pensiero  esplicito, o  recondito,  che  è  quello  di  non  operare
  attraverso processi di riforma.
       L'assessore  Pagano  in  Commissione  finanze,  rispondendo  ad
  alcune  obiezioni  che  l'opposizione  muoveva,  ha  dichiarato  che
  durante questo  Governo  aveva  operato  risparmi  nel settore della
  spesa corrente per circa il 25%.
       Onorevole   Pagano,   lei   facendo   quella  dichiarazione  ha
  implicitamente ammesso  il  deficit  strutturale  politico di questo
  Governo.
       Perché, se  nonostante queste misure, che ovviamente sono tutte
  da verificare, continuiamo  a  correre  dietro ai buchi di bilancio,
  alle falle che  in  qualche  caso diventano vere e proprie voragini,
  come quella della  sanità,  vuol dire che avete fallito nelle misure
  da  adottare.  Perché   voi  continuate  a  fare  scelte  di  natura
  contingente e temporanea, misure di pura restrizione che non portano
  a modifiche strutturali della spesa nella nostra Regione.
       Ecco la ragione per la quale questo procedere per singoli casi,
  senza una  strategia  guida, attraverso provvedimenti-tampone, porta
  alla fine ad  una situazione dagli effetti assai provvisori, che non
  danno al  bilancio  la  possibilità  di ridisegnare altri schemi.  A
  dimostrarlo sono  le  misure,  il  decreto salva deficit, i passaggi
  parlamentari dal  punto  di vista finanziario, laddove ogni volta il
  risultato, alla  fine  della festa, rimane sempre lo stesso: andiamo
  con un  ulteriore incremento in voci significative che impegnano per
  l'oggi e che  purtroppo,  come  il  caso  della  Multiservizi, della
  Biophera (come  ricordava l'onorevole Speziale) tendono ad impegnare
  anche per gli anni a venire.
       E volendo andare ora a  un esame del testo, vorrei dire che c'è
  poco da stare allegri.
       L'onorevole Cintola ha  dichiarato  ai giornali, nel momento in
  cui è stato esitato  il  disegno  di  legge dalla Commissione, che è
  stata fatta una grande operazione: 500 milioni di euro di risparmi.
       Il cittadino che legge capisce che qui siamo in presenza di una
  grande attività di  contenimento  della  spesa:  mille  miliardi  di
  risparmi; ci sarà  un  vantaggio   nel prossimo  bilancio  da questi
  risparmi che con  le  variazioni  di bilancio abbiamo operato
       Mille miliardi sono una  bella cifra ma non sa che questa cifra
  prima di tutto serve a  tamponare  due sole voci, è una pezza che si
  mette al buco di bilancio  che  ormai  è  una  specie di pozzo senza
  fondo.
       Ed io confermo  quanto  detto  in  Commissione:  a mio giudizio
  quella previsione di deficit nella sanità per il 2002 è parziale.
       E non affermiamo  queste  cose  sulla  base  di  una previsione
  teorica, ma  lo  affermiamo  sulla  base  di  dichiarazioni fatte in
  Commissione sanità  dal  funzionario  addetto dell'assessorato della
  sanità.
       Mi sarei augurato che non si fosse alzato l'assessore Cittadini
  quando è stato detto che i bilanci delle Usl, che l'assessore Pagano
  con una norma introdotta nella legge finanziaria ha preteso di poter
  controllare non solo attraverso i competenti uffici dell'assessorato
  alla   sanità,    ma    anche   attraverso   i   competenti   uffici
  dell'assessorato al bilancio,  nel  2002  sono stati tutti approvati
  per decorrenza di  termini; cioè nessuno, nonostante le norme sempre
  più rigorose  e sempre più penetranti, che introduciamo nelle leggi,
  passa ma  vengono  approvati per decorrenza dei termini, trascorsi i
  40 giorni di rito.
       Non ci sarebbe  nulla  di  grave  se quei bilanci fossero stati
  bilanci in ordine,  purtroppo  però  apprendiamo che i bilanci delle
  Usl siciliane, che  sono stati approvati per decorrenza dei termini,
  senza che alcuno vi abbia buttato uno sguardo distratto, contenevano
  385  miliardi  di   deficit.  Cioè  noi  abbiamo  approvato  per  la
  negligenza di questo Governo  nel  ramo  della sanità e nel ramo del
  bilancio i bilanci delle Usl con 385 miliardi di deficit
       Chi paga  questi  conti?
       Li pagheranno i  cittadini   Infatti avete inserito nel disegno
  di legge sulle variazioni  di  bilancio un'ulteriore norma che ha il
  solo scopo di irrigidire  i  ticket  nel  settore  della  sanità  ed
  estenderli, sia dal punto  di  vista delle prestazioni sia dal punto
  di vista degli utenti.
       Infatti,  quella   norma  che  qualcuno  in  Commissione  si  è
  affrettato a dire (immagino  lo farà anche qui in Aula) trattarsi di
  una norma che non punta ad introdurre nuovi ticket ma che è solo per
  razionalizzare le modalità di applicazione della partecipazione alla
  spesa sanitaria per i cittadini siciliani ha solo questo scopo, dare
  (o   pretendere   di   dare,   perché   dubito   sulla   legittimità
  dell'applicazione di  quella  norma)  all'assessore  per  decreto la
  facoltà di modificare le modalità di partecipazione che, come si sa,
  non  sono  neutre  rispetto  agli  effetti.  Infatti  modificare  le
  modalità di  compartecipazione  alla  spesa significa incrementare o
  ridurre i ticket nella  sanità
       Ecco chi paga la  negligenza  di  questo Governo
       Sono conti e deduzioni  che, come ci ha insegnato Aristotele, è
  facile fare.
       Se la situazione è questa  e  se  andiamo ad analizzare come si
  reperiscono questi fondi,  onorevole  Cintola, questi 500 milioni di
  euro non sono affatto risparmi o lo sono in minima parte, perché lei
  sa che 196 milioni  di  euro  sono  rinvenienze  che dalla sanità, a
  causa della rimodulazione  del fondo sanitario, ci troviamo ad avere
  senza  avere  risparmiato   nulla;   si   trattava  della  quota  di
  cofinanziamento  in  eccedenza  della  Regione  siciliana,  è  stato
  rimodulato il fondo  da  attribuire alla Sicilia, quindi ci troviamo
  questi soldi non impegnati.  Ma  per la restante parte, nella grande
  misura si tratta di definanziamento di leggi.
       Ma alle spalle di  chi  stiamo  risparmiando  i  500 milioni di
  euro?  Alle spalle di artigiani, alle spalle di utenti della sanità,
  alle spalle delle vittime  di  Via  Pagano,  alle spalle di coloro i
  quali  auspicano che  vi  siano  interventi  nel  settore  dei  beni
  culturali, nel settore della salvaguardia monumentale.  Tutte leggi,
  alcune delle quali  approvate nel 2002, che vengono definanziate con
  questa norma.
       Ormai è una prassi  che  questo  Governo porta avanti da tempo:
  nel corso dell'anno approva delle leggi e dà; nel corso dello stesso
  anno ne approva altre e  toglie.  Insomma,  con  una  mano  dà e con
  l'altra toglie.  Un giorno  si dice "abbiamo finanziato le leggi per
  gli artigiani", l'indomani non  si  dice, però, che quella legge con
  un'altra legge è stata definanziata. E' il gioco delle tre carte
       Pertanto,   definire   questa  operazione  ignobile  sul  piano
  politico e chiaramente falsa, menzognera nei riguardi dei siciliani,
  credo sia poca  cosa.  Vedremo  poi  se  questo andazzo cessa con le
  variazioni  di   bilancio   del  2002  o  proseguirà  anche  con  la
  finanziaria del 2003.
       La mia impressione è che,  purtroppo,  ormai  questa  è  - come
  possiamo definirla - una cifra di questo Governo, un modo di essere.
  E' difficile immaginare che ci possa essere una sterzata dal momento
  che questa non è già  avvenuta  in  un momento di grave crisi qual è
  quello che noi  viviamo  e  che vediamo crescere drammaticamente. E'
  solo per questo  ulteriore  motivo  che  sono  intervenuto.  Infatti
  l'onorevole Speziale aveva  detto quale era il senso della battaglia
  che  abbiamo  condotto   in  Commissione  e  quella  che  condurremo
  nell'Aula, ma mi faceva  molta  specie  che  non ci fosse un collega
  della maggioranza, prima  che  si chiudesse la discussione generale,
  intenzionato a svolgere  un piccolo intervento per dare conto almeno
  qui del lavoro e delle scelte da voi compiute in Commissione.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  la
  maggiore responsabilità per  chi intende rappresentare degnamente il
  popolo è dire la verità; ci  sono  verità belle, ci sono verità meno
  belle, ci sono luci e ci  sono  ombre,  però il volere affermare che
  tutto è ombra, che tutto è catastrofico, che nulla si salva, ritengo
  sia contrario alla realtà che noi viviamo.
       Alcune scelte  nazionali  vengono  da lontano, e non da vicino.
  Come quando  per  esempio  il  Governo  di  centro sinistra tolse il
  ticket su scala  nazionale e lo riversò sulle regioni, su quelle più
  deboli, sulla Sicilia.  Perché,  se da un lato hanno tolto il ticket
  su scala  nazionale,  era chiaro che le regioni più deboli avrebbero
  dovuto per  forza  di  cose  intervenire  per  mitigare la spesa che
  veniva ad essere  assommata solo alle regioni. E la nostra regione è
  una delle più deboli e che paga, quindi, un costo più forte.
       Non c'è dubbio che il  Governo ha presentato una manovra e l'ha
  presentata anche in ritardo; e questa è ombra, non è luce.
       Non c'è dubbio che questo Governo ha presentato una manovra che
  l'Assemblea,  il   Presidente   dell'Assemblea,  assieme  al  lavoro
  producente  e  serio  svolto  del  vicepresidente  della Commissione
  Bilancio, onorevole  Riccardo Savona, ha mitigato in tanti articoli.
  Infatti alcune norme sono state ritenute improponibili e, quindi, da
  trattare in  sede  di  finanziaria  o di altre leggi.
       La  Commissione Bilancio compiutamente, assieme al lavoro fatto
  dalle altre  Commissioni  di  merito,  ha  ridotto,  ha  tentato,  è
  riuscita ad imporsi  a  non presentare emendamenti di spesa e nel 90
  per cento dei casi c'è anche riuscita.
       E non  sempre  coloro  i  quali  parlano  di  rigore, sia nella
  maggioranza che  nell'opposizione,  poi  al rigore, fino in fondo si
  attengono.
       A volte  diventano anche personaggi che 'il rigore non lo sanno
  tirare', o  tirano  un  corner  o  diventano raccattapalle perché si
  accontentano anche delle briciole pur di far vedere che ci sono.
       Ma  la  Commissione  bilancio  e  le  altre  Commissioni, a mio
  avviso,  hanno  introdotto elementi ulteriori, non solo di novità ma
  di restrizione  forte  della  spesa  e  della spesa corrente in modo
  particolare.
       Le  battaglie  più  forti sono avvenute anche nel settore della
  sanità; mi  riferisco  ad un emendamento presentato dal Governo e in
  ordine al quale i componenti di maggioranza presenti in Commissione,
  pur   essendo   in  maggioranza,  hanno  condiviso  l'intento  delle
  opposizioni, modificandone  il  testo...

     CAPODICASA  Noi abbiamo votato contro.

     CINTOLA  Stavo  dicendo che hanno contribuito a modificare, non a
  votare.
       Infatti   abbiamo   modificato  il  testo  scritto,  anche  con
  l'intervento  dell'onorevole  collega  Liotta  che  ha elaborato una
  stesura dell'emendamento più significativa.
       Emendamento  che,  per  la  parte  che  rappresentavo in quella
  Commissione,  ritenevo  addirittura  di  dover  cassare.  Infatti mi
  pareva  opportuno,   forse   lo   è   ancora,   che  un  solo  fatto
  amministrativo  potesse  produrre  gli  stessi  effetti senza dovere
  scomodare l'Assemblea  a  legiferare  su un campo che, per quanto mi
  riguarda, ancora lo sostengo, non ha bisogno di una norma ma solo di
  una applicazione di una norma precedente.
       Tra le  ombre  ci  metto  tutte le sospensioni, tra le ombre ci
  metto   tutte   le   interpretazioni, anche  a  volte  faziose, che,
  all'interno  della  stessa  maggioranza,  hanno  prodotto  alla fine
  risultati positivi.
       Ritengo di  dovere confermare che la maggioranza è stata, anche
  in   questo   contesto,   responsabile   per   certi  aspetti  forse
  riservandosi gli  affondi finali in televisione e in Aula, piuttosto
  che nelle  Commissioni  dove  mi  è  sembrato  essere  sorto  non un
  'inciucio', una  sorta di collaborazione attiva a modifiche che sono
  state a volte  sostanziali,  a  volte  forti  e tali da doverci fare
  ripetere che la manovra esce dal governo con una cifra ed esce dalle
  Commissioni senza  che  impegni di spesa ulteriori le Commissioni, e
  quindi l'Assemblea, abbia voluto.
       E  l'appello   che  ci  siamo  fatti  come  maggioranza  a  non
  presentare  emendamenti  di  spesa,  dico  che  è  stato  largamente
  raggiunto. E mi auguro che ora l'Aula faccia lo sforzo definitivo.
       Mi auguro  che  questo assestamento di bilancio sia uguale alla
  finanziaria e  al  bilancio  che abbiamo fatto l'anno scorso, quello
  per il quale  il Commissario dello Stato ebbe a dire, alla fine, che
  avevamo fatto un buon bilancio e una buona finanziaria.

     CAPODICASA  Il giudizio del Commissario dello Stato riguardava la
  costituzionalità, non il merito.

     CINTOLA   Quella finanziaria di allora fu un punto di riferimento
  forte sul  quale  il  Commissario  dello  Stato  ebbe  a dire parole
  estremamente  favorevoli.  Io  mi  auguro  che  la stessa cosa possa
  vedere  impegnata  l'Aula,  le  Commissioni,  il  Governo prima, con
  l'assessore  Pagano  che  ha svolto un ruolo a volte determinante, a
  volte  stressante,  a  volte  non  sempre  collimante  con la stessa
  volontà  della  maggioranza  in  una  dialettica  che  alla  fine ha
  prodotto anche risultati positivi ...

     CAPODICASA  Il risultato di farlo scappare dalla Commissione.

     CINTOLA    E' vero,  anche  questo.  Così  come  è  vero  che  la
  Commissione continuò  portandolo  a  termine  il  lavoro  che  aveva
  lasciato l'assessore Pagano  con le sue firme, continuando fino alla
  fine, per gli ultimi  tre  emendamenti  e  le tabelle, il lavoro che
  aveva preparato.  Questo non senza contestazioni, che ci sono state,
  e non senza  dialoghi forti all'interno della stessa maggioranza per
  produrre un  risultato  positivo:  quello  che  abbiamo espresso sui
  giornali e che  forse  sarà  una  pietra  tombale  per questa stessa
  maggioranza, la quale riesce  a  fare sforzi enormi ma alla fine non
  riesce a dare  un  esito  ottimale  al  lavoro fatto. Infatti, nelle
  ultime battute si  riesce  anche  a  capovolgere  il sacrificio e la
  volontà di questa  maggioranza e di quest'Aula, sia come maggioranza
  che minoranza, in  quanto  tentiamo  di  guardare  alle  cose che ci
  dividono piuttosto che a quelle che ci debbono fare stare insieme.
       A me pare  che  la  cosa  più importante che ci deve fare stare
  insieme non sia quella  di  avere un voto in più, un consenso in più
  ovvero far prevalere la propria parte politica, ma quella di rendere
  un servizio alla gente.  Da questo punto di vista riteniamo di avere
  la coscienza a posto per avere fatto il nostro dovere fino in fondo,
  non senza errori, onorevole Capodicasa.
       Chi non lavora, non  fa errori; su questo dubbi non ne ho. Che,
  però, il lavoro  svolto  da  questo  Governo,  dal  Presidente della
  Regione  con   l'Esecutivo  sia  pregevole,  forse  ancora  non  ben
  amalgamato,  forse   ancora  fatto  di  annunci  che  distruggono  e
  modificano, a volte,  gli stessi risultati positivi verso i quali si
  può andare e si è andati é senza difesa di ufficio.
       Infatti, se questa  manovra  esce  fuori modificata in meglio e
  con maggiore  rigore  da  parte  delle Commissioni competenti, della
  commissione Bilancio nella ultima stesura, con gli apporti ulteriori
  che  l'Aula  ha  il   diritto   e   il  dovere  di  dare  da  qui  a
  ventiquattr'ore,   quando   presenterà   gli  emendamenti  e  quando
  discuteremo in Aula  di  potere  apprezzare  ancora meglio il lavoro
  fatto, io ritengo che  non  ci  sia  da gridare allo scandalo né  da
  raccapricciarsi se abbiamo leggi che non consentono alla Sicilia uno
  sviluppo, se abbiamo da  modificare il divario tra il nord e il sud,
  senza renderci conto  che  al  Parlamento nazionale per ora si gioca
  una partita mortale per la Sicilia, perché dopo 31 anni, dal 1971 ad
  oggi, dopo la rapina  che  lo  Stato  ha  fatto  nei confronti della
  Regione  siciliana  sull'articolo  37 dall'atto costitutivo potremmo
  essere in grado di  dare  una  svolta vera e solenne alla Sicilia ed
  invece ci presentiamo all'esterno ...

                            (brusìo in Aula)

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   per   cortesia,  consentite
  all'onorevole Cintola di completare il suo intervento.

     CINTOLA   Credevo che ci fosse l'Aula in cui si dovesse discutere
  ed  ascoltare e poi un corridoio dove si potesse fumare e continuare
  ad  essere assenti.  Noi diamo all'esterno la sensazione del degrado
  affinché  il  Governo  nazionale  possa  guardarci come se fossimo i
  soliti accattoni.
       Non abbiamo neppure  il senso del pudore a proposito del nostro
  modo di presentarci  all'esterno.  Siamo in un momento delicato, c'è
  una finanziaria che è  al  Senato,  dalla  Camera è passato un certo
  articolo  che  potrebbe  dare  alcuni  risultati  piccoli,  modesti,
  grandi, grandissimi, con  l'Alta  Corte, senza l'Alta Corte, ma é in
  discussione, c'è un rimedio  e  un recupero di due anni di "Tremonti
  bis" che ha penalizzato  la  Sicilia con il bonus che abbiamo pagato
  soltanto noi in  Sicilia,  mentre il resto d'Italia non l'ha pagato,
  perché  non l'aveva  mai  incassato  e  quindi  non  poteva pagarlo,
  abbiamo problemi di grande importanza a proposito della salvaguardia
  degli interessi della  Sicilia  e  della  salvaguardia  di  chi oggi
  governa ma domani  può essere opposizione e riportare al Governo chi
  oggi più si lamenta in termini distruttivi meno crea occasioni reali
  per la Sicilia.
       Io comprendo  che  il  ruolo  dell'opposizione  non  può essere
  quello che io  invoco,  comprendo meno quando nella maggioranza, per
  far valere piccoli,  piccolissimi interessi di bottega, non si tiene
  conto di quello  che  un'opinione  pubblica attenta vuole che questa
  maggioranza  'bulgara', con  62  deputati  sulla  carta  e  con  gli
  spiccioli e gli  sconti  che  invece in continuazione diamo in Aula,
  con presenze scarse,  non sempre attente, riusciamo a produrre quasi
  a sacrificare noi  stessi;  e  non  basta  sacrificare  noi  stessi,
  perché  nel sacrificio  che facciamo di noi stessi, sacrifichiamo la
  gente che ha creduto  in  noi.
       Assessore Pagano,  se dovessi farle un rimprovero, gliene farei
  uno solo a proposito di ciò che lei ha detto e che é stato riportato
  sulla sulla stampa  quando  non  venivano  pagati  gli  stipendi  ai
  deputati; per bacchettarli  tutti lei ha detto: Bene, così capiranno
  che devono fare una politica di rigore.
       Lei sa, onorevole Pagano, perché anche lei é deputato come noi,
  che le commissioni e  hanno fatto fino in fondo il loro dovere e che
  sulle impostazioni che a  parole  lei  ha  espresso  e che nei fatti
  abbiamo raggiunto abbiamo  dato  il  senso  del  nostro  lavoro e lo
  spirito di servizio  che  ha  animato questa maggioranza e il gruppo
  dell'UDC, che mi  onoro  di  rappresentare, nella presenza attenta e
  numericamente valida in Aula e in tutte le commissioni.
       Desidero rivolgere  un  appello  forte  agli alleati, quello di
  evitare le frizioni, di tentare di trovare quella comune valutazione
  che serve a rendere  più  forte non il Governo, ma l'interesse della
  Sicilia che guarda  a questo Governo e a questa maggioranza. Avremo,
  allora, un'opposizione  non  docile, perché  non serve l'opposizione
  docile, ma pronta  ad  un  discorso  più  elevato,  più  forte,  più
  conclusivo.
       Nelle parole  dette  dall'onorevole Capodicasa per larghe parti
  riscontro non soltanto una critica nei confronti della maggioranza e
  del Governo, ma  un'assunzione  di  responsabilità  che  mi sento di
  condividere, una linea più forte, più programmata, più rigorosa, più
  certa di potere  arrivare  al  pareggio  del bilancio che sarebbe da
  sola la più grande ed importante delle riforme.
       Mi rendo conto  del perché l'onorevole Capodicasa abbia a cuore
  più degli altri  questo  aspetto  perché  quel  Governo  che  lei ha
  presieduto su questo campo  ha  lavorato  bene  e fino in fondo. So,
  però, che oggi  anche questo Governo vuole lavorare su quella strada
  e, laddove non ci  riesca  non abbiamo il dovere di crocifiggere, ma
  di concertare linee  e  di  imporre  soluzioni  che l'Aula nella sua
  interezza può fare, per ridare alla Sicilia la possibilità di quella
  crescita che tutti diciamo,  a  parole,  di  volere, ma che poi, nei
  fatti, ci differenzia.
       Onorevole  Capodicasa,  le batoste elettorali,  i  consensi  in
  meno,  a volte non ci spingono ad essere più  generosi  con  l'altra
  parte,  ma  sono le cose che spesso ci meritiamo  anche  se  abbiamo
  operato nel senso più giusto e più serio della parola, non sempre le
  cose fatte bene  hanno  prodotto  risultati  buoni,  forse perché  i
  leaders che ci  hanno  rappresentato  in  questa  battaglia,  da una
  parte, non erano  quelli  che  potevano bene rappresentare il lavoro
  svolto anche in  quest'Aula  nei cinque anni passati, dai governi di
  centro destra, così come dai governi di centro sinistra.
       L'appello forte che  intendo  rivolgere  a  me  stesso é di non
  glorificarmi troppo di  un assestamento di bilancio che chissà quali
  da fare e chissà quali alte vette morali raggiunge.
       Abbiamo  fatto  il  possibile  con estrema onestà e correttezza
  tagliando  il  più  possibile  interessi  particolari  e personali e
  tentando  di  portare a compimento un lavoro che può essere di aiuto
  all'emarginato, al debole siciliano.
       C'è molto da fare ancora. Lo si può fare se dismettiamo i panni
  dei politici e ci  rendiamo  conto  di  essere politici che hanno il
  dovere di rappresentare  un popolo che ci chiede risposte esaurienti
  e certe.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Formica. Ne ha
  facoltà.

     FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, dopo un anno e
  mezzo di  legislatura  abbiamo  certamente  raggiunto un primato (lo
  faceva notare  anche  l'onorevole  Cintola  nel  suo  intervento: il
  primato è che siamo  molto ma molto bravi ad oscurare ciò che questo
  Governo e questa  maggioranza  fanno,  nel  bene  e  nel male; siamo
  bravi.
       Vorrei fare alcune  considerazioni  e  mi  rivolgo  a  tutti  i
  colleghi.
       Questo Governo che  non  funzione  e questa maggioranza che non
  funziona  in un  anno  e  mezzo  sono  riusciti  a  predisporre  una
  finanziaria che da  più  parti  è  stata riconosciuta come una buona
  finanziaria; una finanziaria  che  conteneva  una  serie di norme di
  carattere generale, delle vere e proprie leggi di riforma, e l'hanno
  condotta in porto.
       Questo  Governo è riuscito dopo dieci anni, questa maggioranza,
  assieme  al  valido  contributo di tutto il Parlamento, è riuscita a
  fare la riforma della  legge sugli appalti, riforma per la quale più
  governi erano  caduti, compreso l'ultimo.
       Nell'ultima legislatura,  la  riforma  degli  appalti  da tutti
  invocata, dalla  Magistratura,  dalle  forze  politiche, dalle forze
  sociali ed imprenditoriali,  non  si  era  riusciti  a farla; questa
  maggioranza è riuscita  a  farla  con  questo  Parlamento,  ed è una
  riforma importante.

     CAPODICASA  E' una legge fatta dall'opposizione.

     FORMICA   No,  è una legge fatta dalla maggioranza. Le leggi sono
  fatte dal Parlamento e  lei  lo  sa  bene, onorevole Capodicasa e in
  questo Parlamento, fino a  prova del contrario, i numeri ce li ha la
  maggioranza.  Certo, è stata  fatta  con  il  contributo  e  con  il
  concorso anche dell'opposizione,  ma  ci mancherebbe altro  Non è un
  provvedimento del Governo, é' una legge approvata dal Parlamento, ma
  questa maggioranza l'ha fatta e bene.
       E' stata approvata la  legge  sul  diritto  allo  studio  e sul
  diritto allo studio.  Era  un  provvedimento  che  si  reclamava  da
  tantissimi anni,  faceva  parte  del  programma  della  maggioranza,
  faceva parte del  programma  del  Presidente  della Regione, é stata
  approvata.
       E' stato approvato un provvedimento sul lavoro che ha sbloccato
  trecento miliardi a favore delle imprese; erano soldi che le imprese
  aspettavano da sei anni per le assunzioni fatte.
       E'  stata  approvata   la   legge   sul   diritto  allo  studio
  universitario  che  da   ventitré   anni   si   aspettava;  é  stata
  approvata.
       Ebbene,  per tutte queste norme siamo riusciti a far passare il
  messaggio della polemica sul nulla
       Ne ricordo una per  tutti:  quella  sul diritto allo studio che
  riguardava in tutto 50 studenti in Sicilia e per la quale il Governo
  si era già  impegnato  che  l'avrebbe  riproposta  in  finanziaria e
  quindi  non  sarebbe  cambiato  nulla.  E'  passata  l'idea  di  una
  maggioranza spaccata, è  passata  l'idea  dello  sfacelo  sul nulla,
  piuttosto che  constatare che l'opposizione ha votato gratuitamente,
  senza nulla ottenere  in  cambio, quella norma.  Quindi, anziché far
  passare il messaggio  di  un'opposizione  che  vota gratuitamente, e
  ripeto gratuitamente, dal  punto  di vista politico chiaramente, una
  norma, anziché passare  il  messaggio  di  una grande vittoria della
  maggioranza, passa  la  polemica sul nulla
       Andiamo all'assestamento di  bilancio.  E' la  prima  volta, mi
  aiuti Presidente Capodicasa, lei ha certamente più esperienza di me,
  ma credo che sia  una  delle  poche  volte,  se non l'unica, che una
  manovra di bilancio,  in  questo  caso  l'assestamento  di bilancio,
  viene presentata dal Governo  con  66 articoli, va in Commissione e,
  anziché  subire un aumento di articoli viene fuori dalla Commissione
  con  una diminuzione di  articoli ...

     CAPODICASA  Ma perché il  Presidente  dell'Assemblea  ha  cassato
  numerosi articoli del disegno di legge  presentato  dal Governo, non
  perché l'abbiate voluto voi

     FORMICA  Non è  mai  accaduto  che  in  Commissione non venissero
  aumentati gli articoli  con  l'apporto  giusto dei parlamentari.  E'
  accaduto. Tuttavia, ancora una volta,  anziché  prendere  atto della
  rigorosa  manovra  e  del   rigoroso   comportamento   tenuto  dalla
  maggioranza  parlamentare che si è autoimposta  un  contegno  ed  un
  comportamento di rigore, viene fuori la polemica.
       Dobbiamo continuare così?  Io  ritengo  di  no.  Io ritengo che
  questa  maggioranza  parlamentare abbia dato  i  suoi  frutti,  però
  questa maggioranza ha bisogno di concertarsi  meglio,  ha bisogno di
  comunicare meglio. Grandi risultati sono stati ottenuti, ma siamo di
  fronte   all'approvazione   di   un   disegno   di   legge,   quello
  dell'assestamento  di  bilancio, e soprattutto  di  una  manovra  di
  bilancio della nuova finanziaria che,  rispetto  alla  situazione di
  bilancio della Regione Sicilia, necessita  di una grande compattezza
  ma anche di un grande contributo da  parte  di tutti i parlamentari,
  in quanto ritengo che tutti siano  consapevoli  della  gravità della
  situazione delle casse regionali.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Liotta. Ne ha
  facoltà.

     LIOTTA   Gli articoli possono diminuire pur rimanendo identica la
  materia, onorevole Capodicasa; una variazione di bilancio può essere
  contenuta anche in un  solo  articolo e si possono trasformare tutti
  gli articoli in  commi dell'articolo unico. Questa argomentazione mi
  sembra, quindi quantomeno  irrilevante, non ha alcuna pertinenza con
  la  materia  di  cui   abbiamo   trattato.
       Vi è stata una prima diminuzione  del numero degli articoli del
  disegno di legge perché  l'intervento  del Presidente dell'Assemblea
  ha  espunto  dal  vecchio  disegno di legge  n.  527  una  serie  di
  porcherie  ignobili  sotto  il profilo  politico  ed  indegne  sotto
  qualsiasi altro profilo.
       Ci saremmo vergognati di trattarle in  un  disegno  di legge di
  variazione di bilancio.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non
  avevo alcuna intenzione onorevoli colleghi  di  intervenire  leghi e
  signor  Presidente,  di intervenire in  un  dibattito  generale  che
  sempre più in quest'Aula si fa stanco, per qualsiasi tipo di disegno
  di  legge,  per  poi  animarsi   un  po'  sull'articolato,  tuttavia
  l'intervento   dell'onorevole   Cintola  mi   ha   stimolato;   devo
  necessariamente intervenire Mi sembra paradossale che questo Governo
  e questa maggioranza avvertano la necessità  di chiamare in causa il
  presunto  aiuto che sarebbe venuto in  Commissione  Bilancio  da  un
  deputato  dell'opposizione, nella fattispecie  il  sottoscritto,  in
  occasione  della  redazione  dell'articolo  44,  che  è  quello  che
  modifica  il  regime  delle   contribuzioni   dei   cittadini   alle
  prestazioni sanitarie. E' una cosa assolutamente ridicola
       Mi sembra, appunto, paradossale che la maggioranza e il Governo
  abbiano bisogno  di  questa  argomentazione per sostenere l'articolo
  44, il quale  ha  creato  molti  problemi  all'interno  della stessa
  maggioranza e fra la maggioranza e l'Assessore al bilancio durante i
  lavori  in   Commissione.   Tanti   problemi   che,   appunto,  alla
  "innobiltà" politica si aggiunge anche la indecenza sotto il profilo
  linguistico nel modo  in  cui  veniva  espresso  l'articolato.  Ed è
  soltanto per correggere l'indecenza linguistica dell'articolo 44 che
  mi sono permesso di  venire in aiuto di questa maggioranza; soltanto
  per correggere e portare  in  buon  italiano  l'articolo  44.  Me ne
  pento amaramente; mai  più  interverrò ad aiutare questa maggioranza
  affinché possa esprimersi  in lingua italiana. Presenti gli articoli
  come vuole, perchè se poi  la  pena che devo pagare in Aula è quella
  di sentirmi dire che sono io che sostengo l'aumento del ticket per i
  cittadini, mi sembra una cosa veramente vergognosa; non ha senso.

     IOPPOLO  Il suo era un sostegno lessicale.

     LIOTTA   Sostegno  lessicale,  appunto; un sostegno lessicale che
  non interverrà mai più  in questo senso.  Fate pure gli strafalcioni
  di cui siete capaci, di cui siete maestri ...

     IOPPOLO  Facciano.

     LIOTTA  Facciano, sì, mi perdoni, onorevole Ioppolo. Facciano gli
  strafalcioni di cui sono  capaci,  di  cui  sono  maestri;  noi  non
  interverremo più a  correggerli.  Signor Presidente, temo che, al di
  là di questo  paradosso,  queste  variazioni  di bilancio dimostrino
  ancora di più, ancora una volta di più l'assenza totale di qualsiasi
  respiro strategico nella programmazione economica di questo Governo.
  Qualcuno dovrebbe avere il  coraggio in questa Aula, visto che non è
  possibile farlo in altre sedi, di spiegare a questa maggioranza ed a
  questo Governo che  cosa  significa,  ancora  una  volta,  sotto  il
  profilo  linguistico  ed  economico,  il  termine  "assestamento  di
  bilancio".
       Qualcuno dovrebbe spiegarglielo, perchè le manovre che di volta
  in volta questo  Governo  presenta  in quest'Aula come variazioni di
  bilancio non hanno nulla a che vedere con le variazioni di bilancio,
  con un assestamento di bilancio.
       Vi sono fior di  leggi  -  altri  deputati l'hanno fatto notare
  prima di me  -  approvate  quest'anno  che  vengono definanziate per
  intero: settanta miliardi  di fermo biologico spazzati via; decine e
  decine  di  miliardi   sottratti   a   leggi  che  avevano  finalità
  specifiche.   Quando  si   sottraggono   queste  somme  non  si  sta
  realizzando un rigore, non  si sta  togliendo soldi a leggi di spesa
  inutili - quelle  sì  andrebbero aggredite da questa maggioranza, da
  questo  Governo,   da   questo   Parlamento   si  sta  semplicemente
  dimostrando che non si  è  avuta  alcuna  capacità  di spesa durante
  l'anno. Questa è la verità
       Se  riesco  a  prelevare  l'intera  somma  - decine e decine di
  miliardi - da un  capitolo,  vuol  dire  che all'inizio dell'anno ho
  sbagliato a destinare a  quel  capitolo decine e decine di miliardi.
  Posso, Signori della  maggioranza, in fase di previsione di bilancio
  ho destinato cento ed  alla  fine  dell'anno mi ritrovo come residuo
  non impegnato dieci e  quel  dieci  lo  sposto su un altro capitolo,
  quella è una variazione  di  bilancio;  ma se all'inizio dell'anno a
  quel capitolo ho destinato  cento  ed alla fine dell'anno mi ritrovo
  ancora cento e quel  cento  non  lo impegno per quella finalità e lo
  sposto verso capitoli di  spesa  e  di contribuzione non sto facendo
  una variazione di  bilancio,  ma  - come diceva poc'anzi l'onorevole
  Capodicasa, sto dando con  una  mano e sto togliendo forse con altre
  due.  Nei  lavori  di   Commissione   si  é  chiamata  in  causa  la
  razionalizzazione.
       Vi sono alcuni articoli  in  questo  disegno  di legge che sono
  stati definiti  malamente  di  razionalizzazione, chiamando in causa
  una qualità che difetta enormemente a questa maggioranza ed a questo
  Governo; infatti la razionalità nulla ha a che vedere con l'articolo
  che riguarda, per esempio,  i  Consorzi di bonifica. Quante volte ci
  siamo riempiti la  bocca  dicendo,  onorevole Assessore al Bilancio,
  che avremmo dovuto intervenire su alcune tematiche con leggi quadro
  E  se c'è una  tematica  sulla  quale  sarebbe  utile  e  necessario
  intervenire con una legge di settore è proprio quella che riguarda i
  Consorzi di bonifica ed il regime delle acque in agricoltura; ebbene
  cosa facciamo?  Interveniamo  con  delle  leggine  in  variazione di
  bilancio che hanno tutto  il  sapore  di  aggiustamenti  di rese dei
  conti.  Qualcuno in  Commissione  ha  scomodato  la  razionalità, ha
  preteso  che  portare da  undici  a  nove  i  Consorzi  di  bonifica
  rappresentasse una razionalizzazione.  Io non so se questo di per sè
  sia una razionalizzazione;.  non  sono  convinto  che il rispetto di
  alcuni  fattori di  scala  non  sia  razionalizzazione.  Non  sempre
  accorpare molto  significa  razionalizzare; non sempre parcellizzare
  molto vuol dire razionalizzare.  Nella fattispecie siamo intervenuti
  con una norma pasticciata,  con  una  norma  parziale  che non aveva
  alcun respiro di  legge quadro, alcun respiro di intervento generale
  nel settore e a  questo  pasticcio  ne  abbiamo  aggiunto  un altro,
  considerato che le  modifiche  intervenute  in Commissione su questo
  tema sono  state  ancora  più  pasticciate.  Vorrei  capire,infatti,
  quale razionalità ci sia  nel sostenere che un ente che deve gestire
  delle acque e  che  quindi  dovrebbe essere calibrato sul territorio
  sulla base di  alcune  considerazioni  scientifiche  che attengono i
  bacini idrogeografici, debba  essere  allocato  nel  comune  con  la
  popolazione maggiore.
       Ad un pasticcio, quello cioè dell'intervento in quel settore in
  sede di variazioni di  bilancio,  con  una  leggina  a  "spizzichi e
  muzzuna", come diciamo in siciliano, si aggiunge un altro intervento
  pasticciato.
       Cari colleghi, su  questo  disegno  di  legge  non avrei voluto
  intervenire in sede di discussione generale;
       Ritengo, infatti, che non si debba sempre intervenire d'ufficio
  su tutto.  Peraltro  credo  che  il  confronto  sull'articolato  del
  disegno di legge, il  confronto sul campo farà chiarezza anche delle
  sciocchezze che sono state  dette in Aula circa gli schieramenti dei
  vari deputati in  Commissione.
       Signor Presidente, mi  permetto  di  rivolgerle  un  appello  a
  proposito  delle procedure  che  saranno  adottate  in  sessione  di
  bilancio per lo  svolgimento  dei lavori, considerato che nella fase
  di redazione del disegno  di  legge al nostro esame alcune di quelle
  procedure  in   Commissione   sono  state  bellamente  aggirate.  Mi
  riferisco  essenzialmente   alle   procedure   di  sostituzione  dei
  deputati.  Signor  Presidente,.é'  inammissibile  che in Commissione
  bilancio non si abbia  la  certezza istante per istante di conoscere
  quali sono i membri della Commissione.  La maggioranza ha realizzato
  sostituzioni in tempo  reale  ogni  dieci  minuti;  non  è possibile
  discutere dell'articolo 44 con un soggetto che rappresenta un gruppo
  e  dopo  dieci   minuti  constatare  che  sull'articolo  44  bisogna
  confrontarsi con un altro soggetto che rappresenta lo stesso gruppo.
       Comprendo che non eravamo ancora in sessione di bilancio, ma in
  sessione di bilancio il  mio  Gruppo  chiederà per iscritto, come da
  regolamento, che una sostituzione in Commissione Bilancio durante la
  sessione di bilancio valga per tutta la sessione.
       Quindi,  variazioni  di   bilancio  senza  respiro  strategico,
  variazioni che raschiano  il  fondo  della pentola, che incrementano
  ancora la spesa  clientelare,  che  introducono  su  alcune  materie
  leggine che non modificano  in  maniera  strategica i settori su cui
  intervengono;, insomma, un  preludio  ad  una  finanziaria  che sarà
  ancora peggiore.

     PRESIDENTE    E'  iscritto a  parlare  l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

     ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, concordo con gli
  interventi   dei    colleghi   Speziale   e   Capodicasa.   Desidero
  semplicemente aggiungere alcune considerazioni.
       C'è   un  gioco  virtuoso  nell'ambito  proprio  del  confronto
  parlamentare,  che  è  quello  che la maggioranza sostiene due, tre,
  quattro questioni importanti, ne fa un cavallo di battaglia, propone
  anche ipotesi di sviluppo serie, punta, cioè, a fare una manovra che
  si  chiama, in questo caso, 'misura salva deficit due', non solo per
  assestare effettivamente il bilancio, ma per orientare risorse verso
  settori   specifici,  razionalizzare,  tentare  di  predisporre  già
  interventi  di  riforma  per  quanto  concerne specifici settori.  E
  tutto questo dovrebbe, tutto sommato, trovare un'opposizione attenta
  che   si   confronta   ed   evidentemente   formula  controproposte.
  Effettivamente, tutto questo mi pare che stia avvenendo in parte.
       Questa sera ho ascoltato  sia  gli  interventi  dei colleghi di
  opposizione, sia gli interventi  dei  colleghi di maggioranza. Dagli
  interventi dei colleghi di opposizione evidentemente viene fuori che
  tre, quattro, cinque questioni  che  vengono  sollevate,  e non solo
  contestate, sono comunque cinque, sei questioni su cui l'opposizione
  si batterà.
       Non  ho realmente capito,  dagli  interventi  dei  colleghi  di
  maggioranza, quali sono i punti di  forza su cui ci si sta battendo;
  non l'ho capito  A meno che non  devo  pensare  che i punti di forza
  sono la  Multiservizi  S.p.A.,  la Biosphera e come mettiamo mano al
  discorso che  riguarda  i  consorzi  di  bonifica  o comunque altro.
  Perché, se  questi  sono  i  punti di forza, mi pare che ci troviamo
  dinanzi non ad una manovra che dovrebbe mirare, tutto sommato, anche
  a contenere  il  deficit, ma ad una manovra che ripete ormai vecchie
  logiche politiche,  che  tanto  danno  hanno provocato, dal punto di
  vista  anche  e  soprattutto  del  dissesto finanziario, alla nostra
  Regione.
       E allora  non mi pare che si possa parlare in questo disegno di
  individuazione di  sprechi  e di contenimento reale della spesa. C'è
  una manovra  che  recupera  da 800 a mille miliardi senza che questi
  vengano  realmente investiti in settori assolutamente strategici per
  la nostra  economia;  non  ci  sono   Ci sono piccoli aggiustamenti,
  quasi con  una  logica  delle piccole pratiche, di qualcosa che si è
  inceppato anche per una incapacità di governare.
       Ci sono quindi 800, mille  miliardi  che  vengono  a destra e a
  manca, diciamo, messi in condizione di ruotare all'interno di questa
  manovra, ma  sostanzialmente queste somme - lo diceva poc'anzi anche
  il collega  Liotta  -  vengono  sottratte  a  settori  della  nostra
  economia  assolutamente da considerare strategici.  Ne cito uno, non
  per amore  solo  e  semplicemente  di  una  parte  di  questa nostra
  benedetta   realtà   siciliana,  ma  per  la  seconda  volta  questo
  Parlamento assiste  al  fallimento di quella che è una politica - mi
  dispiace per  l'Assessore  Cimino  -  per  la pesca in Sicilia.  Noi
  siamo al secondo anno che prendiamo atto che il Governo non riesce a
  mettere in  campo,  a tirare fuori da Bruxelles il piano di recupero
  delle risorse  ittiche,  gambero e pesce spada, con tutti i guai che
  sono  arrivati  dopo  i  provvedimenti anche dell'Unione europea per
  quanto concerne le reti derivanti.
       Quindi, abbiamo perso le  tracce  del  piano  di recupero delle
  risorse ittiche: da due anni  noi  prendiamo  i  soldi  previsti per
  l'attuazione dell'articolo 175 della legge numero 32 e li andiamo ad
  utilizzare per come si ispira  il testo che abbiamo oggi iniziato ad
  esaminare e cioè una  piccola  serie  di  interventi,  innumerevoli,
  tampone che assolutamente non  hanno nessun respiro strategico sotto
  il profilo dello sviluppo.  Perché,  se  ne  avessero uno, l'avremmo
  sicuramente  individuato e,  seriamente,  come  opposizione  avremmo
  detto: 'è una cosa valida'
       Seconda questione: non c'è  uno straccio di proposta per quanto
  concerne il modo in cui  la nostra Regione aiuti i nostri artigiani,
  la piccola e media  impresa,  l'imprenditoria siciliana ad uscire da
  una difficoltà enorme che sta  registrando, e voi sapete perché. Non
  solo  la  'Tremonti  bis'   ma   anche,   e  soprattutto,  il  gioco
  assolutamente perverso, proprio da  manipolatori, che si sta facendo
  sul credito d'imposta  che  gli  imprenditori  siciliani  potrebbero
  utilizzare; dovrebbe essere utilizzato  a  marzo,  con un meccanismo
  così farraginoso che scoraggia,  tanto  che  già evidentemente anche
  gli stessi interessati hanno compreso  che  si  tratta  solo di fumo
  negli occhi e non invece  di  un'opportunità  a portata di mano.
       Ed anche lì vogliamo  aprire  una  discussione,  non  tanto per
  sostituirci  a  chi sta,  nel  Parlamento  italiano,  discutendo  di
  finanziaria, ma anche perché  ci potevano essere e ci possono essere
  modi abbastanza, secondo me, semplici per fare in modo che da questo
  punto di vista si intervenga per  come  si  deve a sostegno di altri
  settori  della  nostra  economia   siciliana   che   mi  pare  siano
  assolutamente  strategici:  artigiani,   piccole  e  medie  imprese,
  imprenditoria.
       Terza questione: non c'è  uno straccio di intervento per quanto
  concerne le questioni  che  riguardano  l'agricoltura;  c'è  qualche
  aggiustamento, al solito, con  la  logica  delle  pratiche,  qualche
  francobollo disegnato magari in una  certa maniera che tende a dire:
  si è inceppata qualcosa,  vediamo come fluidificarla, punto e basta;
  senza tenere conto che ci  troviamo  di  fronte ad una situazione in
  cui la nostra agricoltura ha  circa  sette,  otto  anni di pregresso
  molto, molto complesso su  cui l'Unione Europea solleva questioni di
  un certo tipo, che  sappiamo  tutti.
       Nessuna soluzione il  Governo  prospetta  per  quanto  concerne
  anche quello che sta accadendo  in  questo  momento nelle varie IPA,
  nelle sedi provinciali dei  vari  ispettorati  per  quanto  concerne
  l'accesso ai cosiddetti 'benefici'  -  fra  virgolette  -  legati al
  decreto omnibus del Governo per  la  siccità.  Sta succedendo che si
  assiste a code notturne di centinaia e centinaia di agricoltori, sta
  succedendo che arrivano tecnici con faldoni di 50, 60 pratiche sotto
  il braccio, sta succedendo che  si  va alla logica della tessera per
  avere un chilo di pane e  questo  Governo  fa finta che tutto questo
  non sta accadendo in Sicilia  e ci propone, appunto, la logica delle
  biosfere e la logica dei  multiservizi.  Questo  è ciò che realmente
  emerge da questo disegno di legge
       E non solo: quando  non  si vuole intraprendere una discussione
  seria che riguarda anche  settori  importanti  della  nostra  realtà
  isolana,  quando  non si  vuole  discutere,  per  esempio,  di  cosa
  realmente potrebbe significare un  consorzio di bonifica inserito in
  un ambito territoriale ottimale,  e cioè quell'ambito che secondo me
  è chiamato ...
       Signor  Presidente,  ho  concluso,  la  ringrazio  e  ringrazio
  quest'Aula per l'attenzione e soprattutto  per il modo in cui si sta
  svolgendo  questo  dibattito.   Su   norme  così  importanti  questo
  Parlamento è distratto; la  maggioranza  non  viene  qui  a parlare;
  Forza Italia, che è il  partito che all'interno della maggioranza ha
  un peso di un certo  tipo,  rinuncia  a  parlare;  non  si ascoltano
  nemmeno coloro che parlano; questo  è un altro punto a sfavore della
  credibilità di questo Parlamento

     LEONTINI  Forza  Italia  parlerà nel corso delle dichiarazioni di
  voto a conclusione dell'attività dell'Aula, che è sovrana.

     ODDO  Io stavo  dicendo  delle  cose  diverse  e  tu,  se  non ti
  dispiace, ascolti, mi fai parlare e non vai in giro per l'Aula

     PRESIDENTE   E'  iscritto a  parlare  l'onorevole  Raiti.  Ne  ha
  facoltà.

     RAITI    Signor   Presidente,   onorevole   Assessore,  onorevoli
  colleghi, certo, parlare in queste  condizioni, sia nel modo che nel
  metodo, è alquanto difficile, perché,  con quello che la Sicilia sta
  attraversando in questi mesi,  trovarci  a  non  avere  nemmeno quel
  minimo di pudore, di  attenzione  per  dibattere  su  tematiche così
  importanti  in  un'Aula   semivuota   crea   non  poche  difficoltà,
  soprattutto alla coscienza di ciascuno  di  noi  - o almeno dovrebbe
  crearle -  più  che  alle  valutazioni politiche, che poi nell'arena
  politica è giusto che vi siano.
       Io  pensavo fosse opportuno evidenziare modalità, atteggiamenti
  - signor  Presidente, chiedo a lei nella sua qualità - che vanno nel
  solco del poco riguardo - chiamiamolo eufemisticamente così - che il
  Governo  ha  rispetto  a  questa 'benedetta' Assemblea  regionale  o
  Parlamento che dir si voglia.
       Vede, signor Presidente, lei  che  ha  qualche  anno  in più di
  esperienza rispetto alla  mia,  mi  dovrebbe  spiegare  come  fa  un
  Governo  della  Regione  a  inviare  delle risposte a interrogazioni
  parlamentari  risposte che non hanno nessuna intestazione, né  data,
  né   firma   dell'Assessore   che   ha  teoricamente  risposto  alle
  interrogazioni.  Credo  che questa sia una domanda che la Presidenza
  si debba  porre:  se  è  possibile  che  un  deputato dell'Assemblea
  regionale riceva  una  risposta  di  questo tipo, anche dal punto di
  vista formale,  da  parte del Governo.  Credo che la Presidenza, per
  tutelare le prerogative di quest'Assemblea, almeno su questo aspetto
  dovrebbe dire qualche cosa.

     PRESIDENTE  Onorevole  Raiti,  la  Presidenza,  intanto, dovrebbe
  essere messa a conoscenza del fatto.

     RAITI  La sto mettendo a conoscenza pubblicamente e le consegnerò
  immediatamente il documento che ho ricevuto.

     PRESIDENTE    Se   ci   fa  pervenire  quanto  in  suo  possesso,
  verificheremo se  è  la risposta ufficiale o se si tratta della nota
  informale che qualcuno ha inviato.

     RAITI  E' la risposta  ufficiale  che  mi  è  stata recapitata in
  busta, senza alcuna firma, né intestazione, né data

     PRESIDENTE  Io non ho motivo di contestarlo, lei deve consentire,
  però,  alla  Presidenza di  fare  le  verifiche  necessarie.  Questo
  documento non è niente.

     RAITI  Non è niente, ma intanto mi viene recapitato come risposta
  ufficiale del Governo ad un atto ispettivo presentato da un deputato
  dell'Assemblea regionale.
       Ecco, vede, questo è il  sintomo  preciso  del  livello  a  cui
  stiamo arrivando o siamo già  arrivati.  Purtroppo, non vi è nemmeno
  il minimo rispetto di forma, immaginiamoci il rispetto nei contenuti
  e nel  metodo   E  siccome  sono  un  avvocato,  e la forma spesso è
  sostanza, credo che su queste cose si debba ragionare.
       Detto questo, che era un  appunto  che  mi sentivo in dovere di
  fare,  perché  mi  sono   sentito   leso   nella  dignità  prima  di
  parlamentare e poi personale, tale episodio ci incanala e ci immette
  nella   discussione   delle   variazioni   di  bilancio  che  stiamo
  affrontando.
       Signor  Presidente,  io  non  volevo  intervenire  questa sera,
  perché   egregiamente   avevano  rappresentato  le  posizioni  della
  minoranza   l'onorevole   Speziale  e  l'onorevole  Capodicasa,  ma,
  sentire, così  come ho sentito, ancora una volta delle dichiarazioni
  mirabolanti che  continuano  ad  essere  vuote  e senza il minimo di
  contenuto e  di  sostanza  fattiva, mi ha indotto a precisare alcune
  cose.
       Noi, purtroppo, assistiamo costantemente in quest'Aula, davanti
  alle telecamere  e  attraversi  i  mezzi  di  informazione,  a delle
  dichiarazioni che  sono  rivolte  al nostro popolo siciliano come se
  tutto andasse  bene,  come  se si stesse provvedendo, come se già si
  stessero affrontassero le problematiche in maniera seria e coerente.
  E sentirlo ancora in quest'Aula, da parte dell'onorevole Cintola, fa
  particolarmente male,  perché  si dimentica e si vorrebbe far capire
  ai siciliani, che per fortuna già incominciano a capire, che ci sono
  delle cose che sono assolutamente inconsistenti, irreali; cose dette
  da persone che non hanno il minimo senso di responsabilità.
       Noi come possiamo dire che abbiamo fatto un buon lavoro, quando
  siamo al 10 dicembre e  stiamo affrontando le variazioni di bilancio
  dell'anno corrente; quando noi  in  questo momento dovremmo trovarci
  in  sessione di bilancio  per  discutere  della  finanziaria  e  del
  bilancio del  prossimo  anno?  Ad oggi, non abbiamo discusso nemmeno
  del documento  di  programmazione  economica  e finanziaria, e mi si
  viene a  dire  in  quest'Aula,  con  proclami, che stiamo facendo il
  nostro dovere,  che il Governo va bene
       Ma   che  facciamo,  scherziamo?  Non  è  possibile  affrontare
  ragionamenti di tale levatura con una posizione di questo tipo
       Rendiamoci  conto di qual è  la  situazione:  siamo  al  10  di
  dicembre, i comuni non hanno  potuto chiudere i propri bilanci il 30
  di novembre, così come  previsto  dalla legislazione vigente, perché
  noi  non  abbiamo fatto  gli  assestamenti,  non  abbiamo  dato  gli
  impinguamenti  di bilancio promessi dal Governo nella manifestazione
  dell'ANCI  e   gli  enti  locali,  quindi,  si  trovano  in  estrema
  difficoltà perché  non hanno nessun supporto normativo.
       Noi del centro sinistra  abbiamo  chiesto lo stralcio di questi
  due articoli, che erano  assolutamente  condivisi. In Conferenza dei
  capigruppo si era detto  che  la  maggioranza avrebbe previsto tempi
  contingentati; che  si sarebbero tenute sedute d'Aula il sabato e la
  domenica per approvare entro il 28 di novembre tutta la manovra.  Mi
  hanno notificato,  in  sede  di quella Conferenza dei capigruppo, il
  telegramma  a  mano  della convocazione della Commissione: per tutta
  risposta, la  mattina  del  giorno successivo, quando sono andato in
  Commissione  dove  c'erano  solo  due  deputati  di  maggioranza, la
  riunione non si è potuta svolgere
       Ecco, ai proclami devono seguire  i  fatti  Non è possibile che
  noi prendiamo in giro,  costantemente,  il  popolo siciliano dicendo
  delle cose che poi non  attuiamo;  non è possibile continuare a dire
  che tutto va bene quando  tutto  va  male. Perché la maggioranza non
  esiste  Ci sono dei  problemi  che  dovrebbero  essere affrontati in
  Aula in maniera seria e dignitosa,  per  dare  a  quelle che sono le
  problematiche  esistenti all'interno  della  maggioranza,  che  sono
  state evidenziate innumerevoli  volte, una risoluzione concreta.
       Non è una necessità solo della maggioranza, è una necessità del
  popolo siciliano. Infatti poi si deve andare avanti ad affrontare le
  questioni  e  le  problematiche.  Oggi  avremmo dovuto affrontare il
  bilancio e la finanziaria per il prossimo anno e questo non accade.
       Poi mi si dice da questo  scranno:  è  vero, le cose vanno male
  perché nel Governo nazionale  non  si  tengono  in considerazione le
  difficoltà che ha  la Sicilia (e non si sa se l'articolo 37 ci potrà
  dare 500 milioni di euro) per la scarsa attenzione che ha il Governo
  verso il Sud; per questo asse nordista.
       Ma io mi chiedo: nella  maggioranza  a livello nazionale ci sta
  il centro sinistra o il  centro  destra? E' organico e condivisibile
  l'atteggiamento che si ha sulla 'devolution' a livello nazionale, da
  parte dell'onorevole Bossi da forze,  come  l'UDC,  che qui hanno un
  peso fondamentale insostituibile  e  che  esprimono  il  governatore
  della Sicilia?  Queste lamentele che vengono fatte da questi scranni
  al  popolo siciliano quale  conseguenze  hanno?  Non  hanno  nessuna
  conseguenza;  sono dichiarazioni vuote  e  di  principio.  Così  non
  sarebbero state se a queste corrispondessero atteggiamenti politici,
  che qui  io non trovo, anche se quelle lamentele sono condivisibili,
  anzi sacrosante  e  oggettive.
       Ma se  la  politica  ha  un senso, se le decisioni e quello che
  diciamo devono  avere  un  senso, vi devono essere delle conseguenze
  che invece non ci sono. Ci sono solo proclamazioni.
       Così come è proclamazione  il fatto che l'assessore al Bilancio
  si  alza  durante  una   seduta   di   Commissione,   facendo  delle
  dichiarazioni, e viene successivamente smentito dal Presidente della
  Regione   con   atteggiamenti  totalmente  contrari,  che  vanno  in
  contrasto con  quanto  stabilito dallo stesso Governo.
       Il Governo ha  una  voce  o  ne  ha due? Se in politica ci sono
  delle regole  e  quelle  regole  hanno  un  senso, qualche  cosa non
  funziona  e  qualcuno dovrebbe prendere seri provvedimenti invece di
  fare finta che nulla accada.
       Ecco,  mentre  accadono  tutte  queste  cose, che  sono  serie,
  oggettive e concrete, noi  ci  troviamo  ad  assistere, purtroppo, a
  proclami che quasi quasi dobbiamo  subire come se fossero delle cose
  serie.
       Finisco dicendo che non  è possibile nemmeno che con variazioni
  di bilancio, che dovrebbero prevedere l'assestamento delle poste che
  non sono  state  spese  durante  questo  anno  per trasferirle in un
  contesto complessivo di taglio della spesa, poi vi si trovino norme,
  portate  oggi  in  quest'Aula,  che  hanno  una direzione totalmente
  opposta.  Ne  cito  una come esempio:  l'articolo 54 sottoposto alla
  nostra  valutazione  prevede,  niente  di  meno, che l'aumento degli
  emolumenti   del  presidente  del  consiglio  direttivo  del  CIAPI,
  equiparandolo  a  quello  del Presidente della Provincia; emolumenti
  che arrivano quasi a nove, dieci mila euro al mese. E' possibile che
  queste siano  norme  di  assestamento,  di riduzione della spesa, di
  variazioni di  bilancio o sono norme che vanno a premiare l'attività
  di costoro,  forse per il lavoro egregio che hanno fatto nel gestire
  il concorso del '118'?
       Questi sono  i  fatti  veri,  oggettivi  sui quali bisognerebbe
  discutere, riflettere e poi parlare, perché parlare senza riflettere
  mi pare che non deponga nel migliore dei modi.
       Concludo  dicendo che io,  come  componente  politica,  non  ho
  presentato  alcun emendamento alle  variazioni  di  bilancio  e  non
  intendo presentarne  se  non  in  riferimento ad un disegno di legge
  sull'emergenza   Etna,   così  com'è  stato  suggerito  da  tutti  i
  parlamentari,  di   destra,  di  centro  e  di  sinistra  che  hanno
  sottoscritto quel  disegno  di  legge, e così com'è stato dichiarato
  dal Governo  della  Regione  in  una riunione della Giunta regionale
  tenuta sui  luoghi.  Mi sembra vi fossero delle somme a disposizione
  di quelle popolazioni duramente colpite della provincia di Catania e
  che continuano  ad  essere  colpite dall'emergenza Etna, dai sismi e
  dalle eruzioni.
       A quelle problematiche così importanti tutti abbiamo dichiarato
  di voler  dare risposte certe ed immediate; il Governo della Regione
  ha dichiarato che avrebbe stanziato 53 milioni di euro con copertura
  finanziaria  certa,  e  quella copertura è possibile individuarla. E
  siccome è  stato  detto  durante una manifestazione a Santa Venerina
  organizzata  da  un  comitato cittadino, perplesso sulla mancanza di
  risposte   del  Governo  nazionale  all'emergenza  Etna,  perché  il
  Governo nazionale  del  nostro Presidente Berlusconi fino ad oggi ha
  dato 10 milioni  di  euro per un'emergenza che dura da due mesi - 10
  milioni di  euro  come  se  fossero una mancia per poveri - a quelle
  popolazioni  bisogna  dare una risposta.  E questa deputazione della
  provincia etnea  ha  detto  che  avrebbe dato una risposta prima del
  Natale di quest'anno.
       E, siccome certamente questo sarà l'ultimo disegno di legge che
  valuteremo in questa sessione, dato  che  poi  si  andrà in sessione
  di  bilancio,  per  dare  una  conseguenzialità  agli  impegni presi
  davanti ai  cittadini  che  avremmo  cominciato  a dare una risposta
  certa, immediata e tangibile dell'attenzione degli organi politici e
  delle istituzioni ai disagi che vivono costantemente tutti i giorni,
  per  questo  motivo,  concordandolo  con  tutti  gli  altri deputati
  catanesi di  qualsiasi  partito politico - e di questo bisogna darne
  atto  -  ho  presentato  questi emendamenti alla manovra correttiva,
  sapendo che  forse,  anzi  certamente  non  rientrano nel tema delle
  variazioni di  bilancio,  ma  danno  una  risposta  seria,  certa ed
  immediata a  problemi  ed esigenze di una popolazione che affronterà
  il prossimo  Natale  con  uno  stato di disagio enorme, in cui molti
  vivono in  baracche,  senza  la  possibilità di dare ai propri figli
  l'affetto e  il  calore  umano  che  è  possibile  nelle circostanze
  ordinarie.
       In questa direzione vanno  quegli  emendamenti,  che  sono  gli
  unici  che  ho  presentato,  anche  perché  condivisi  da  tutta  la
  deputazione siciliana. Io mi auguro  che almeno su questo si possano
  dare risposte certe e  concrete e non chiacchiere, solo chiacchiere,
  come se chi governa questa Regione fosse la casa delle chiacchiere e
  libertà.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi,  non  essendovi altri iscritti a
  parlare,  dichiaro  chiusa   la   discussione   generale e pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Avverto che il termine  per  la presentazione degli emendamenti
  al disegno di legge è fissato  per le ore 10.00 di domani, mercoledì
  11 dicembre 2002.

       Onorevoli  colleghi,  la seduta  è  rinviata  a  mercoledì'  11
  dicembre 2002, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

        -"Norme finanziarie urgenti  -  Variazioni  al  bilancio della
          Regione siciliana per  l'anno  finanziario  2002  -  Seconda
          misura salva deficit" (n. 527/A) (Seguito)

        Relatore: On. Riccardo Savona.

    III - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE,  PREVISTO  DALLA  LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

      V - ELEZIONE  DI  NOVE   COMPONENTI   DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI  DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

  XVIII - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 19.55.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45)