Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
legge:
- "Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di
edilizia residenziale pubblica" (n. 544)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile,
Amendolia, Sanzeri in data 11 dicembre 2002.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 937 - Iniziative a favore degli autotrasportatori
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Basile Giuseppe;
N. 938 - Notizie riguardanti le nomine nel Consiglio
regionale dell'urbanistica.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatari: Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME FINANZIARIE
URGENTI - VARIAZIONI DI BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2002 - SECONDA MISURA SALVA DEFICIT" (527/A)
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge n. 527/A "Norme
finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2002 - seconda misura salva deficit".
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge si
era interrotto nella precedente seduta dopo la conclusione della
discussione generale e l'approvazione del passaggio all'esame degli
articoli.
Sento il dovere di comunicare all'Aula che, da un attento
esame, gran parte degli emendamenti aggiuntivi presentati sia dai
parlamentari che dal Governo, non hanno attinenza con il disegno di
legge in discussione.
Pertanto, per evitare che la Presidenza si trovi poi nelle
condizioni di doverli via via dichiarare improponibili, ritengo
opportuno che i parlamentari e lo stesso Governo facciano una
valutazione e li ritirino prima ancora che si arrivi alla loro
discussione, sapendo che in questa prima fase ci atterremo intanto
al testo e ai relativi emendamenti, così come esitati dalla
Commissione Bilancio.
Desidero, inoltre, rispondere ad una osservazione che è stata
sollevata ieri durante i lavori da alcuni parlamentari, i quali
ritenevano che nel testo vi fossero articoli non attinenti allo
stesso.
La Presidenza aveva già operato una scelta di riduzione,
inviando il testo alle Commissioni competenti nel merito; queste
ultime, però, e la Commissione Bilancio hanno ritenuto di aggiungere
alcune proposte all' articolato.
Nell'ambito delle cose valutate dalle Commissioni, la
Presidenza ritiene di doversi attenere a questa impostazione,
sapendo che, comunque, non c'è stata una modifica strutturale della
proposta. Se, invece, dovessero essere apprezzati positivamente
emendamenti aggiuntivi, che sono qui all'attenzione della
Presidenza, potremmo trovarci in difficoltà e non sottoporre alla
valutazione dell'Aula il testo di questi emendamenti.
Pertanto, sulla base di tali valutazioni, riteniamo
complessivamente proponibile il testo del disegno di legge e i
relativi emendamenti, che costituiscono un primo blocco, con
esclusione di alcuni che saranno comunicati prima ancora della loro
trattazione.
E' infatti volontà di questa Presidenza, stasera, comunicare
gli emendamenti aggiuntivi che saranno ritenuti ammissibili; gli
altri la Presidenza li considererà da non sottoporre alla
valutazione dell'Aula. Vi sono, ad esempio, emendamenti che
riguardano i lavori pubblici, la sanità, l'emergenza, e così via.
Io ritengo doveroso che i parlamentari siano informati prima e,
pertanto, invito i relativi firmatari a ritirare tali emendamenti.
Diversamente, al fine di garantire il corretto svolgimento dei
lavori la Presidenza sarà costretta a dichiararli improponibili.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
ACIERNO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
sollecitare la Presidenza rispetto ad una richiesta, già avanzata a
mezzo lettera al Presidente dell'Assemblea, in merito alla modifica
dell'articolo del nostro Regolamento che riguarda la composizione
del Consiglio di Presidenza.
La modifica apportata all'inizio di questa legislatura prevede
che, ove i Gruppi regolarmente costituiti all'atto dell'insediamento
dell'Ufficio di Presidenza, non trovino in questo rappresentanza,
l'Ufficio di Presidenza venga successivamente integrato attraverso
l'elezione dovuta di un deputato segretario.
Ho, come dicevo, già sollecitato per lettera il Presidente
dell'Assemblea e sollecito nuovamente la Presidenza poiché il
Gruppo Misto, regolarmente costituito, non è rappresentato
all'interno dell'Ufficio di Presidenza. E non è, signor Presidente,
- per sgombrare il campo da ogni equivoco - un fatto di poltrone o
di posti di potere; la questione è che tutti i deliberati
dell'Ufficio di Presidenza non vengono comunicati ai Gruppi che sono
normalmente rappresentati in seno a quell'organismo. L'unico Gruppo
che non è rappresentato - e, ripeto, regolarmente costituito ai
sensi del nostro Regolamento - è il Gruppo parlamentare Misto.
Quindi io prego, cortesemente, di ritenere questa mia istanza
come prioritaria nel rispetto delle norme del nostro Regolamento.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la sua richiesta sarà
opportunamente discussa dal Consiglio di Presidenza e le sarà dato
atto in Aula dell' eventuale risposta.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 527/A
SPEZIALE Guardiamo noi il testo degli emendamenti.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, probabilmente non sono stato
chiaro: è intendimento della Presidenza evitare di fare un fascicolo
di tutti gli emendamenti presentati per poi dichiararli
improponibili.
Il senso dell'appello della Presidenza è che i singoli Gruppi o
i singoli parlamentari che hanno presentato emendamenti, avendone
chiaro il testo, valutino se ritengono che debbano essere discussi -
ed in questo caso li mantengono e la Presidenza assumerà le proprie
valutazioni - o li ritirano 'a monte' per evitare che possano essere
dichiarati improponibili. Se poi serve una breve sospensione della
seduta per poter fare questo esame non ho difficoltà a concederla.
SPEZIALE I Gruppi che hanno esaminato gli emendamenti li
ritengono ammissibili. Non c'è strumentalità nei Gruppi.
PRESIDENTE Non c'è da discutere su questo, c'è da ritenere se si
può fare o non si può fare.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
che rappresento, esprimo fiducia piena e totale nei confronti della
Presidenza per l'equilibrio e la saggezza dimostrati.
Per cui, così come il presidente Fleres non è stato contestato
da nessuno circa la dichiarazione di inammissibilità di articoli del
disegno di legge, riteniamo che lei abbia sufficiente e grande
equilibrio e autorità per dichiarare inammissibili tutti gli
emendamenti che non fanno parte del testo, tenuto conto che siamo
certi che Ella procederà con estremo rigore.
SPEZIALE Anche articoli del testo
PRESIDENTE Sugli articoli del testo la Presidenza si è già
pronunciata.
Onorevoli colleghi, prima di procedere credo sia utile
sospendere per 15 minuti i lavori d'Aula, in modo da consentire ai
colleghi di capire quali sono gli emendamenti aggiuntivi che la
Presidenza ritiene ammissibili.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 18.43)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Riduzione di spese
1. Le spese autorizzate per l'esercizio finanziario 2002
dalle leggi sottoelencate sono ridotte degli importi indicati
a fianco delle medesime:
a) legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, articolo 25,
U.P.B. 1.4.1.5.1, capitolo 109702, 250 migliaia di euro;
b) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
comma 2, tabella C per le finalità della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, articolo 2, comma 2, U.P.B. 1.6.2.6.1,
capitolo 516802, 2.500 migliaia di euro;
c) legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, articolo 2, comma
2, tabella C per le finalità della legge regionale 31 agosto
1998, n. 14, articolo 10, U.P.B. 1.6.2.6.88, capitolo
516003, 15 migliaia di euro;
d) legge regionale 4 aprile 1995, n. 28, articolo 12,
U.P.B. 2.2.2.6.1, capitolo 542815, 181 migliaia di euro;
e) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 119,
U.P.B. 6.2.1.3.2, capitolo 273704, 750 migliaia di euro;
f) legge regionale 6 aprile 1996, n. 23, articoli 2 e 6,
U.P.B. 6.2.1.3.4, capitolo 274101, 2.000 migliaia di euro;
g) legge regionale 6 luglio 1990, n. 10, U.P.B.
6.2.2.6.1, capitolo 672407, 10.293 migliaia di euro;
h) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
comma 2, tabella C, per le finalità della legge regionale 30
dicembre 2000, n. 35, articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 6, U.P.B.
6.2.2.6.2, capitolo 672419, 1.000 migliaia di euro;
i) legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, articoli 1, 3 e
4, U.P.B. 7.3.1.3.1, capitolo 317706, 3.099 migliaia di
euro;
j) legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, articolo 5,
U.P.B. 7.3.1.3.1, capitolo 317707, 517 migliaia di euro;
k) legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, articolo 2,
commi 2 e 8, U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322110, 3.099
migliaia di euro;
l) legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, articolo 1 comma
11, U.P.B. 7.4.1.3.2, capitolo 322105, 7.000 migliaia di
euro;
m) legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, articolo 3, U.P.B.
7.4.1.3.1, capitolo 322112, 10.000 migliaia di euro;
n) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 48, comma
1, U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322111, 41.571 migliaia di
euro;
o) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 49,
U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322113, 200 migliaia di euro;
p) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 articolo 130,
comma 2, tabella C per le finalità della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, articolo 57, U.P.B. 8.2.2.6.99,
capitolo 742824, 3.000 migliaia di euro;
q) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
comma 9, tabella I, U.P.B. 8.3.1.3.1, capitolo 346518, 30
migliaia di euro;
r) legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, articolo 2, comma
2, tabella C, per le finalità della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, articolo 175, U.P.B. 8.3.1.3.2,
capitolo 348106, 35.016 migliaia di euro;
s) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 64,
U.P.B. 9.3.1.3.3, capitolo 376546, 2.100 migliaia di euro;
t) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
tabella C per le finalità della legge 1 agosto 1977, n. 80,
U.P.B. 9.3.2.6.3, capitolo 776401, 800 migliaia di euro;
u) legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, articolo 20,
commi 1 e 2, U.P.B. 10.3.1.3.1, capitolo 417303, 1.033
migliaia di euro;
v) legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, articolo 20,
comma 5, U.P.B. 10.3.1.3.1, capitolo 417701, 517 migliaia di
euro;
w) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 71,
comma 2, U.P.B. 11.2.2.6.2, capitolo 842003, 922 migliaia di
euro;
x) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 40,
comma 4, U.P.B. 12.3.2.7.99, capitolo 876005, 750 migliaia
di euro;
y) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 105,
U.P.B. 12.3.2.7.99, capitolo 876004, 20.000 migliaia di euro;
z) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
Tabella I, U.P.B. 8.3.1.3.1, capitolo 346522, 400 migliaia di
euro;
aa) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
Tabella I, U.P.B. 8.3.1.3.1, capitolo 346521, 100 migliaia
di euro;
ab) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130
Tabella I, U.P.B. 8.3.1.3.1, capitolo 346519, 150 migliaia di
euro;
ac) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
Tabella I, U.P.B. 8.3.1.1.2, capitolo 346520, 500 migliaia di
euro.
ad) legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, articolo
40, U.P.B. 2.2.1.3.2, capitolo 144110, 300 migliaia di euro.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per fare
osservare, in merito alla procedura suggerita dalla Presidenza, che
ci sono alcuni emendamenti a firma mia, del Gruppo parlamentare dei
DS e del Centrosinistra, che sono stati depositati senza la
previsione della compensazione.
Io chiedo che tutti gli emendamenti vengano compensati
utilizzando i fondi di riserva. Per quanto riguarda, invece, le
proposte che lei ha formulato, io mi permetto di porle una
questione, signor Presidente, che è di questa natura: il testo
all'esame del Parlamento contiene norme di qualsivoglia natura,
norme attinenti alle variazioni di bilancio e norme assolutamente
estranee; gli emendamenti presentati, ovviamente, tengono conto
della natura del provvedimento.
Vorrei sapere qual è la ragione per cui potrebbero essere
dichiarati ammissibili alcuni emendamenti anziché altri visto che il
testo è così vario, tranne che la Presidenza non sia orientata verso
una scrematura consistente del testo per cercare di avere soltanto
quella parte relativa alle norme di carattere finanziario; il che
darebbe titolarità alla Presidenza di ritenere non ammissibili anche
altri emendamenti.
Altra questione: sono stati presentati emendamenti da diversi
deputati, anche a firma del sottoscritto, che non ritroviamo nel
fascicolo. Sono emendamenti agli articoli del testo in esame ma che
non sono stati inseriti come tali ed, invece, sono stati
considerati, immagino, come emendamenti aggiuntivi.
Signor Presidente, chiedo che venga fatta una riflessione sulle
considerazioni da me svolte, prima ancora di iniziare la discussione
sull'articolo 1.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per intanto si dà atto
all'onorevole Speziale della richiesta di correggere gli emendamenti
che non sono compensati compensandoli con il fondo di riserva, per
cui si invitano gli Uffici a verificare che gli emendamenti siano
compensati con il fondo di riserva.
Per quanto riguarda gli altri punti, credo che a questo punto
della discussione sia sufficiente ricordare le dichiarazioni rese
dalla Presidenza in Aula: la Presidenza ha ritenuto, nel rispetto
massimo del lavoro svolto nella fase iniziale e dalla Presidenza
stessa e dagli Uffici che hanno espunto diversi articoli dal testo,
e nel rispetto, altresì, del lavoro svolto dalle Commissioni di
merito e dalla Commissione Bilancio, di considerare il testo, così
come è, proponibile per i lavori.
La Presidenza non ritiene ammissibili al testo emendamenti che
siano veri e propri articolati, proposte o norme nuove che,
sostanzialmente, sono nuove disposizioni aggiuntive alle leggi in
vigore.
Ritiene ammissibili, invece, come emendamenti aggiuntivi solo
quelli che hanno una motivazione di attivazione di spesa, di
pagamento di debiti, di autorizzazioni al Governo per attivare
meccanismi che impediscano danni all'erario dell'Amministrazione
regionale o emendamenti che possano consentire la soluzione di
alcune controversie.
Questa Presidenza non ritiene di poter accogliere altro. Ciò
comporta che gran parte degli emendamenti aggiuntivi saranno
dichiarati improponibili.
Per evitare lungaggini inutili la Presidenza - gli Uffici lo
stanno già facendo - sta predisponendo la copia dei testi dei pochi
emendamenti che, a suo giudizio, possono essere valutati dall'Aula,
perché complessivamente rispondono ai criteri enunciati.
Questo è l'intendimento della Presidenza che è a conoscenza che
è già stata depositata - formalmente dovrebbe essere stata
depositata o sta per essere depositata, forse è meglio usare questo
termine - la nuova finanziaria per l'anno 2003.
In quella sede sarà consentito ai deputati di formulare
eventuali proposte aggiuntive che non possono trovare accoglimento
nel disegno di legge in esame.
Credo di essere stato esauriente nelle considerazioni che
dovevo svolgere...
SPEZIALE Vi sono emendamenti al testo che non sono stati
riportati come tali.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, sarebbe bene che ci aiutasse
dicendoci quali sono.
SPEZIALE Devono dirli gli uffici, non io
PRESIDENTE Proseguiamo la discussione sull'articolo 1; nel
frattempo lei avrà modo e tempo con gli uffici di verificare quello
che ci ha appena detto.
LIOTTA Chiedo di parlare per porre una questione pregiudiziale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono firmatario
di una lettera che è stata inviata alla Presidenza, che ella
dovrebbe avere letto, nella quale si enumerano gli articoli che la
Presidenza ha espunto dal primitivo disegno di legge numero 527 e
che oggi si ritrovano inseriti nell'articolato all'esame dell'Aula.
Io ho apprezzato il modo in cui la Presidenza ha voluto
coniugare il rispetto per l'operato preliminare della Presidenza col
rispetto dovuto all'operato delle Commissioni. Ma quando questi due
rispetti sono inconciliabili e bisticciano fra loro, gradirei
sapere, per il futuro - non foss'altro perché capisco che mi debbo
attenere alle disposizioni che questa Presidenza in materia ha già
adottato - quale rilevanza avrà la dichiarazione di inammissibilità
che la Presidenza farà su qualsiasi articolo del disegno di legge
presentato in Aula.
Se verrà presentata la finanziaria fra qualche giorno e la
Presidenza dovesse decidere che un certo numero di articoli della
finanziaria stessa, come è avvenuto per il disegno di legge numero
527/A oggi all'esame dell'Aula, non fossero ammissibili e le
commissioni, invece, poi riproponessero quegli stessi articoli nel
nuovo articolato, fra i due 'rispetti' che lei, Presidente, ha
voluto evidenziare, quale dovrebbe prevalere? Per quanto riguarda,
infatti, il disposto regolamentare io so che la dichiarazione di
inammissibilità da parte del Presidente è inappellabile e siccome la
Presidenza si era già dichiarata rispetto a quegli articoli, mi
sorprende alquanto che adesso la stessa Presidenza ritenga
ammissibili in Aula quegli articoli che aveva prima espunto.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei invitare la
Presidenza a valutare, rispetto alla decisione che ci ha comunicato
e che, per quanto mi riguarda, per usare un eufemismo, poco
condivido, di dare la possibilità...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, consentite all'onorevole Ferro di
svolgere il suo intervento.
FERRO Signor Presidente, capisco che ci sono altre sedi dove si
decide ciò che l'Aula debba discutere, ma vorrei che lo decidessimo
in Aula, così facciamo prima. Lo dico, ovviamente, riferendomi agli
altri colleghi.
Siccome mi pare sostanzialmente confusa, ma sicuramente non
condivisibile, la scelta che la Presidenza sta adottando, e anche
contraddittoria ad un rapido esame del testo, vorrei che lei, signor
Presidente, riprendesse in considerazione la possibilità di
sospendere la seduta per consentire ai parlamentari di conoscere gli
emendamenti che la Presidenza ritenga di non dichiarare ammissibili
nonchè tutti gli emendamenti presentati da tutti i parlamentari.
PAPANIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, da una prima
analisi del testo che è approdato in Aula emerge che non ci sono le
tabelle, per cui noi parlamentari non siamo in condizione di
esaminare in questo momento il testo nel suo complesso. E ciò non mi
pare sia possibile.
Lei ha parlato successivamente di emendamenti che la Presidenza
dovrebbe ritenere improponibili: questo è nel diritto del Presidente
dell'Assemblea per gli emendamenti nuovi e fin qui non dichiarati né
proponibili né improponibili.
Le faccio presente che vi sono emendamenti dichiarati
proponibili che sono stati esaminati dalle Commissioni di merito,
dalla Commissione Bilancio, poi proposti per l'Aula e che, in questo
momento, non si trovano allegati al testo. Così come, invece, vi
sono emendamenti che la Presidenza ha dichiarato improponibili e
sono, invece, contenuti nel testo. Poiché questo genera una
situazione un poco confusa sarebbe utile una sospensione dei lavori
d'Aula.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, io sono tra quelli che ieri hanno
plaudito alla scelta della Presidenza di dare un ordine, fondato sul
rispetto del Regolamento, per l'esame del disegno di legge in Aula.
Vorrei venire incontro alla Presidenza, anche se quest'ultima
non ne ha bisogno avendo consulenze di provato valore, su come
procedere nei lavori. Va detto preliminarmente, e mi dispiace, che
un disegno di legge che non riporti le tabelle, con annessi gli
emendamenti alle tabelle, non può essere esaminato dall'Aula.
Siccome non ci sono le tabelle, noi dobbiamo... dottore Di Gregorio,
non ci sono le tabelle; ho qui il testo e non ci sono le tabelle.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, lei non ha il testo esatto.
Quello è uno strumento di lavoro; il testo è quello con gli
emendamenti collegati e le tabelle.
CAPODICASA Signor Presidente, credo che esaminare un disegno di
legge in materia di finanziaria o di bilancio, è sempre complicato.
Quindi, se non abbiamo la necessaria documentazione, credo che sia
opportuna una breve sospensione per avere tutti gli atti che
occorrono.
Per quanto riguarda, poi, la questione dell'ammissibilità degli
emendamenti, io ritengo che la Presidenza abbia già compiuto un
errore quando ha fatto quella prima scrematura degli articoli del
disegno di legge che era stato esitato dalla Giunta di Governo in
quanto- per così dire - ha largheggiato.
Come ho avuto già modo di dire in Commissione Bilancio, quando
si largheggia, in sede di esame degli articoli proposti dalla Giunta
di Governo, nessuno deve poi stupirsi del fatto che, prima la
Commissione di merito e poi la Commissione Bilancio, e quindi a
maggior ragione l'Aula, forzino quelle aperture, anche limitate, che
sono contenute nel testo.
A mio giudizio, il testo al nostro esame, ancorché esitato
dalla Commissione e filtrato dal parere della Presidenza, contiene
degli elementi spuri rispetto al testo. Perché non sarebbe
difficile procedere, nonostante la complessità della materia...
Intanto, il titolo del disegno di legge non è vero che autorizzi
'slabbramenti' a piacere, perché recita così 'Norme finanziarie
urgenti...', e le norme finanziarie urgenti è ben facile
identificarle. Si tratta di norme di carattere finanziario che hanno
una esigenza, una urgenza immediata, quindi, riferita al bilancio
del 2002; oppure, ancorché ricadenti sul bilancio 2003, che
rivestono una tale urgenza da comportare l'esigenza di un intervento
immediato. Poi dice "variazioni di bilancio", e sappiamo cosa sono
le variazioni di bilancio; infine aggiunge "seconda misura salva
deficit", quindi parla di misure di contenimento della spesa, perché
"salva deficit" ha soltanto o questo significato.
Se si andasse oltre queste tre fattispecie che il titolo del
disegno di legge indica, credo che sarebbe molto difficile per la
Presidenza contenere le spinte che verranno dall'Aula; inoltre,
un'eventuale decisione in questo senso si appaleserebbe solamente
come un atto di ingiustizia, di autoritarismo o, persino, di
prevaricazione.
Pertanto, signor Presidente, penso che la Presidenza - non so
quali siano gli emendamenti ovvero gli emendamenti articoli
aggiuntivi ammessi, ne sto discutendo al buio, sto enunciando
soltanto dei principi di carattere generale - debba esaminarli
nuovamente.
Se la Presidenza vuole avere il consenso dell'Aula, a mio
parere, deve fare quest'opera di pulitura per giustificare agli
occhi del Parlamento le scelte che adotterà.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero, se è
possibile, fare un ragionamento di due minuti senza disturbare chi
deve parlare d'altro e, viceversa, senza che io venga disturbato da
coloro che parlano d'altro.
Noi ci siamo visti settantadue ore fa, quando è stato richiesto
il tempo previsto dal Regolamento dopo l'approvazione del parere da
parte della Commissione Bilancio.
Ieri è stata chiusa la discussione generale ed è stato
indicato il termine delle ore 10.00 di questa mattina per la
presentazione degli emendamenti.
Ritengo che se il testo del disegno di legge non fosse stato
completo, nessuno al mondo avrebbe potuto presentare un
emendamento. Se non ci fossero state le tabelle nessuno, onorevole
Giannopolo, avrebbe potuto presentare emendamenti alle tabelle ...
GIANNOPOLO Non ci sono gli emendamenti, non sono stati
distribuiti.
CINTOLA Appellarsi alla mancanza di legittimità, di completezza
del disegno di legge per un'ulteriore richiesta di rinvio mi sembra,
in parole semplici, voler fare dell'ostruzionismo.
Desidero aggiungere un'altra considerazione.
Il Presidente di turno circa un'ora fa, ad inizio di seduta,
ha chiarito quale fosse l'intendimento della Presidenza, e ciò in
continuità a quanto fatto dal Presidente Fleres (il quale aveva
cassato parecchi articoli dal disegno di legge di assestamento), ed
ha aggiunto che era suo intendimento restringere al massimo e
accogliere un numero limitato di emendamenti aggiuntivi presentati.
C'è stato chi ha contestato questo tipo di impostazione; c'è
stato chi ha sollecitato il Presidente a procedere con l'esame del
disegno di legge.
Noi stasera dovremmo discutere un disegno di legge di estrema
importanza, anche se in ritardo, e la discussione generale sul testo
l'abbiamo già fatta. volere rinviare di un quarto d'ora, di
un'altra mezz'ora, di un'ora ha lo scopo di coartare la volontà
della Presidenza, di cercare di limitare i poteri che la Presidenza
ha per Regolamento e di cercare di invogliare il Presidente per
ottenere qualche emendamento in più in maniera tale che facciamo
qualche "par condicio" che serva all'Aula per potere respirare?
Ritengo che nella sua autonomia e nella sua autorevolezza il
Presidente dell'Assemblea sappia come procedere; lo invoco io dalla
maggioranza, sapendo che il Presidente di turno dell'Assemblea
questa sera non è certamente un uomo della maggioranza, è un uomo
delle istituzioni e alle istituzioni vanno salvaguardati il ruolo,
la competenza e l'autorità.
Se vogliamo continuare a chiedere rinvii, possiamo farlo; io
ritengo, però, signor Presidente, che tutti i tempi previsti siano
trascorsi e che non ci siano più altri tempi da invocare se non
quelli dell'ostruzionismo puro. Potete farlo, lo si può fare,
assumendosi, però, la responsabilità di fronte alla gente che noi ci
stiamo ancora crogiolando su rinvii che oggi come oggi non sono più
della maggioranza, sono di un'opposizione che spesso è presente come
è presente l'onorevole Orlando in questa sede e altrove: infatti,
riesce ad andare in televisione, ma qui non viene più a difendere
gli interessi della Sicilia.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo che
stiamo esercitando alcun ostruzionismo sia considerando gli
argomenti che hanno addotto i colleghi che mi hanno preceduto sia
perché non condivido e non credo che la Presidenza possa permettere
che inizi la discussione del disegno di legge senza che i deputati
abbiano il testo degli emendamenti presentati, come è giusto che
sia.
Non mi pare che si stia chiedendo qualcosa di strano o che si
voglia esercitare chissà quale tipo di ostruzionismo.
Vorremmo soltanto sapere che fine hanno fatto gli emendamenti
aggiuntivi che sono stati depositati da ieri sera fino alle ore
10.00 di questa mattina e come sono stati dichiarati. Se verranno
forniti a ciascuno di noi, potremo renderci conto di come sono
andate le cose e i lavori potranno proseguire. Non mi si venga a
dire che distribuendo ora soltanto gli emendamenti alle tabelle
abbiamo risolto il problema
Se questo per l'onorevole Cintola è fare ostruzionismo,
l'onorevole Cintola non ha capito cosa stiamo trattando. Stiamo
trattando di una materia delicatissima: rispetto del Regolamento.
Il Regolamento prevede che tutti gli emendamenti depositati debbano
essere distribuiti ai deputati. Ciò non è avvenuto, non sono stati
distribuiti, li abbiamo chiesti più volte, ma non si riesce ad
averli.
Chiedo formalmente alla Presidenza di farci avere gli
emendamenti; dopodiché potremo proseguire i nostri lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, credo sia doveroso che tutti i
deputati abbiano il testo del disegno di legge con le relative
tabelle e le proposte emendative allo stesso. Considerato che c'è
una novità, che è stata introdotta ieri sera, cioè quella di fornire
tutti gli emendamenti ammissibili e non ...
ODDO Sì, anche quelli non ammissibili.
PRESIDENTE Prima di cominciare vi metteremo in condizione di
avere tutti gli emendamenti ritenuti ammissibili. Quelli ritenuti
inammissibili non li troverete ...
SPEZIALE No, signor Presidente, noi li vogliamo tutti; poi lei
di volta in volta li dichiarerà ammissibili o meno.
PRESIDENTE Se li volete tutti, allora il meccanismo è quello
tradizionale: prima si procede con l'articolato e con gli
emendamenti al testo; quando si finirà l'esame dell'articolato e
degli emendamenti, metteremo in circolazione gli emendamenti
aggiuntivi, come è sempre avvenuto. Il fatto che si chiedano tutti
gli emendamenti subito prima, introducendo una novità,
surrettiziamente, devo dire con molta onestà, non mi pare consono ai
lavori d'Aula.
Pertanto, se volete tutti gli emendamenti, vuol dire che non
viene accolta l'ipotesi che avevo formulato ieri sera; ne prendo
atto, non è obbligatorio che si sia tutti d'accordo. La Presidenza,
comunque, intende rispettare ed avvalersi delle prerogative previste
dall'articolo 7 del Regolamento interno dell'Assemblea. Capisco
tutte le considerazioni, ma i lavori devono procedere e la
Presidenza intende mettere in moto il meccanismo.
La seduta è sospesa per dieci minuti per fornire i deputati di
tutta la documentazione necessaria.
(La seduta, sospesa alle ore 19.11, è ripresa alle ore 19.24)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, avete avuto il testo del disegno di legge
con annessi gli emendamenti alle tabelle e al testo. Per quanto
riguarda gli emendamenti aggiuntivi, gli uffici stanno lavorando e,
comunque, secondo il meccanismo tradizionale, di essi si discuterà
dopo che avremo discusso tutti gli articoli.
Avverto che avrete copia di tutti gli emendamenti presentati:
sia di quelli ammissibili che di quelli ritenuti inammissibili.
Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, chiedo di procedere così come
abbiamo proceduto in Commissione. Gli articoli 1 e 2 hanno un
contenuto "trasversale", come l'abbiamo definito in Commissione, in
quanto definanziano intervenendo su un numero imprecisato di leggi.
Per evitare che la discussione si arenasse subito, in
Commissione li avevamo accantonati decidendo di discuterli alla
fine, una volta avuto un quadro più preciso.
Per maggiore speditezza dei lavori converrebbe fare la stessa
operazione qui in Aula, se il Governo è favorevole, così come lo era
stato in Commissione.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
degli articoli 1 e 2.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
"Art. 3.
Interventi di solidarietà internazionale
1. Per le finalità dell'articolo 196 della legge
regionale 23 novembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2002, l'ulteriore spesa di 900 migliaia di euro, U.P.B.
1.1.1.3.99, capitolo 100328".
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 3.1;
- dagli onorevoli Liotta e Forgione: emendamento 1.5;
- dagli onorevoli Villari e altri: emendamento 3.2.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, noi chiediamo la soppressione
dell'articolo 3 considerato che neanche il Governo ha saputo dirci
con esattezza quali siano stati gli impegni per il 2002 e che si
prevede, invece, un ulteriore incremento dell'U.P.B. e del capitolo
per 900 migliaia di euro.
In occasione della discussione della legge n. 32 del 2000
avevamo posto - i colleghi lo ricorderanno certamente - alcune
questioni. Ovviamente, non eravamo contrari all'intervento di
solidarietà internazionale, ma avevamo sollevato questioni relative
alle modalità di spesa della somma che veniva appostata in bilancio.
Si tratta di spese che devono essere effettuate all'estero
senza un controllo; ciò invece dovrebbe essere fatto sulla base di
un piano.
Allora avevamo posto l'esigenza di maggiore trasparenza nella
spesa di questi fondi. Nel momento in cui si intende effettuare un
ulteriore incremento del capitolo, sarebbe auspicabile che il
Governo ci dica come quelle somme sono state impegnate, spese; come
è stata l'esperienza in questo settore e dopodiché l'Aula potrà
accordare il proprio consenso ad un ulteriore incremento.
Mi pare sia del tutto legittimo, nel momento in cui andiamo a
decidere un aumento di quel fondo, sapere che cosa è stato fatto
finora delle somme che abbiamo stanziato.
L'onorevole Stancanelli mi suggerisce che voglio sapere troppo
e quindi mi fermo qui, signor Presidente, sperando che il Governo ci
dica qualcosa di più di quanto non ha saputo fare in Commissione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, come ho già detto in Commissione, ribadisco che
dall'Assessorato alla Presidenza giungono notizie di una
programmazione che già si è attivata, tant'è vero che hanno
insistito per il mantenimento dell'importo; quindi, più di questo,
in termini operativi e finanziari, non posso dire. L'assessore
competente non avrà nessuna difficoltà ad essere più preciso.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento soppressivo. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.5 dell'onorevole Liotta.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Liotta, ho il dovere di farle notare che
l'emendamento è collegato agli articoli precedentemente accantonati
per una eventuale compensazione, per cui dipende da lei ritenere se
discuterlo ora o successivamente.
Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per fare
notare che dalla lettura dell'emendamento emerge un errore
materiale: quel '1.500 Euro' va letto '150.000 Euro', perché 750 dei
900.000 Euro vengono utilizzati in un altro mio emendamento per
compensare un ulteriore emendamento; quindi, evidentemente, c'è
stato un errore materiale. Che si discuta adesso, che si voti
adesso, o che si discuta nel momento in cui si compensa con l'altro,
in ogni caso è da leggere come '150.000' e non come '1.500 Euro'.
PRESIDENTE Allora, onorevole Liotta, cosa propone?
LIOTTA Ne discutiamo al momento del primo articolo quando si fa
la compensazione; comunque è '150.000', signor Presidente.
PRESIDENTE Allora, l'emendamento 1.5 è trasferito all'articolo
2.
Si passa all'emendamento 3.2 degli onorevoli Dina ed altri.
Essendo assente l'onorevole Dina, lo dichiaro decaduto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.5 degli onorevoli Liotta e
Forgione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Valorizzazione del patrimonio regionale
1. Per le finalità dell'articolo 41 della legge regionale
10 dicembre 2001, n. 21, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 100 migliaia di euro
U.P.B. 1.4.1.1.2, capitolo 108537.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
'Art. 5.
Funzionamento Comitato regionale per il servizio
radiotelevisivo
1. Per l'attività svolta dal Comitato regionale per il
servizio radiotelevisivo già previsto dalla legge regionale
12 gennaio 1993, n. 12, nel periodo gennaio-marzo 2002,
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di
28 migliaia di euro U.P.B. 1.3.1.1.2, capitolo 104522.'
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato dagli onorevoli
Fleres e Scoma l'emendamento 5.1 allegato.
Lo dichiaro improponibile.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
'Art. 6.
Lavori di pubblica utilità articolo 54
del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274
1. I responsabili dei Dipartimenti regionali e degli
uffici equiparati, sulla base delle convenzioni stipulate
dalla Presidenza della Regione con i presidenti dei tribunali
della Sicilia, sono autorizzati ad erogare le somme
occorrenti per la copertura assicurativa di cui al comma 3
dell'articolo 2 del decreto del Ministero della Giustizia del
26 marzo 2001, emanato in attuazione del decreto legislativo
28 agosto 2000, n. 274.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 50 migliaia di
euro.
3. Su richiesta dei soggetti di cui al comma 1, con
decreti del dirigente generale del Dipartimento bilancio e
tesoro e con le modalità previste dall'articolo 7 della legge
5 agosto 1978, n. 468, sono iscritte nel bilancio della
Regione le somme medesime nei pertinenti capitoli di spesa,
da inserire nell'elenco delle spese obbligatorie e d'ordine
di cui al medesimo articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n.
468.'
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
'Art. 7.
Organizzazione di volontariato di Protezione civile
1. Per le finalità previste dall'articolo 7 della legge
regionale 31 agosto 1998, n. 14 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 414 migliaia di
euro U.P.B. 1.6.1.3.2, capitolo 117701.
2. Per le finalità previste dall'articolo 2, comma 2,
della legge regionale 31 agosto 1998, n. 14 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 250 migliaia di
euro U.P.B. 1.6.1.1.2, capitolo 116504.'
Comunico che è stato presentato dall' onorevole Morinello ed
altri l'emendamento 7.1 allegato.
Lo dichiaro improponibile.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
'Art. 8.
Assegnazioni agli enti locali
1. Le assegnazioni ai comuni e alle province, previste
dall'articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8
sono determinate, per l'esercizio finanziario 2002,
rispettivamente, in 764.167 e in 159.259 migliaia di euro.
L'assegnazione a favore delle province è determinato tenendo
conto del gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la
responsabilità civile derivante dalla circolazione dei
veicoli a motore alle stesse attribuito ai sensi
dell'articolo 10 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
2. A decorrere dall'esercizio 2003, una quota dei
trasferimenti agli enti locali previsti dall'articolo 13
della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8, è destinata ad
investimenti e il relativo stanziamento è previsto fra le
spese in conto capitale del bilancio della Regione,
rispettivamente nelle seguenti misure percentuali:
a) 20 per cento per i comuni sotto i 3.000 abitanti;
b) 25 per cento per i comuni sotto i 10.000 abitanti;
c) 30 per cento per i comuni oltre i 10.000 abitanti.'
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Beninati: emendamento 8.5;
- dall'onorevole Papania: emendamenti 8.2 e 8.1;
- dall'onorevole Giannopolo: emendamento 8.4;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 8.8, 8.7,
8.6;
- dall'onorevole Giannopolo e Speziale: emendamento 8.3;
- dal Governo: emendamento 8.9.
GIANNOPOLO Chido di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 8 per dichiarare che sono, evidentemente, d'accordo
sul punto - relativamente al comma 1 - che stabilisce l'assegnazione
a comuni e province delle risorse finanziarie facenti capo al fondo
unico per garantire la funzione propria istituzionale di quegli
enti.
Sono, semmai, preoccupato per la comunicazione dell'Assessore
per il Bilancio in ordine al fatto che con la legge finanziaria del
2003 e, quindi, con il bilancio 2003 il Governo sin d'ora mette le
mani avanti annunciando tagli ai trasferimenti agli enti locali. Ma
su questo discuteremo poi nel merito quando arriverà il testo della
legge finanziaria.
Quello che non si può condividere è la reintroduzione, fatta in
modo surrettizio con il secondo comma dell'articolo 8, della
distinzione tra fondi rientranti fra le spese correnti, da un lato,
e fondi rientranti fra le spese in conto capitale, dall'altro.
Vorrei dire che scritta così, a mio modesto avviso, la norma in
ogni caso non sarebbe applicabile. Infatti, cosa significa spese in
conto capitale? Qual è questo conto capitale? Cosa intendiamo per
conto capitale da erogare agli enti locali a partire dal bilancio
2003? Intendiamo investimenti nel settore dei lavori pubblici, nel
settore dei servizi sociali, nel settore industriale? Non si
capisce a che titolo e con quale finalità questo conto capitale
dovrebbe essere determinato nel bilancio della Regione, a cui gli
enti locali poi sono obbligati a fare riferimento.
Ma, a parte questo, vorrei dire che noi facciamo un ritorno
all'indietro rispetto al 1997 quando, per la prima volta - e ciò fu
salutato positivamente da tutte le forze parlamentari di
centrodestra e di centrosinistra oltre che dalle associazioni degli
enti locali - al fine di semplificare i trasferimenti e di garantire
autonomia agli enti locali nella programmazione delle risorse, si
unificarono i fondi e si istituì un fondo unico.
Se la Regione, e vorrei che l'Assessore per il bilancio e le
finanze mi seguisse, ha un problema in ordine al patto di stabilità
e quindi ha bisogno nella sua contabilità di bilancio di ridurre le
spese correnti e di aumentare le spese in conto capitale, tutto
questo non può avvenire ledendo l'autonomia degli enti locali.
Questo recupero di stabilità finanziaria da parte della
Regione, lo si deve fare attraverso le altre spese correnti
esagerate, non attraverso la frammentazione dei fondi in conto
capitale e delle spese correnti agli enti locali. Devono sapere
l'Assessore per il bilancio e l'Assessore per gli enti locali che la
distinzione di '30 per cento', anche di meno, è un nonsenso che
mette in difficoltà, strangola comuni e province, perchè ormai gli
enti locali utilizzano questi trasferimenti solo e semplicemente per
garantire, a loro volta, stipendi e servizi fondamentali.
Cosa deve succedere? Non si devono pagare gli stipendi, non si
devono istituire servizi sociali fondamentali? Pare che vogliate
questo. La Regione, invece, deve continuare ad avere le spese
correnti, che sono in gran parte anche alimentate da finalità di
tipo parassitario.
Ciò è inaccettabile
Invito il Governo a togliere il comma 2 dell'articolo, a
rimandare semmai la questione in sede di Conferenza
Regione-autonomie locali, con la finanziaria 2003.
Adesso abbiamo solo il problema di fare l'assestamento di
bilancio 2002 e di garantire i trasferimenti agli enti locali per il
2002. Per il 2003 ci sarà poi lo strumento della finanziaria e del
bilancio, che deve seguire la strada propria, anche di discussione
preventiva con le forze sociali ed istituzionali.
Ho presentato un emendamento che consente agli enti locali di
fare le variazioni di bilancio solo per questa parte, al fine di
iscrivere in entrata tali somme. Spero che l'emendamento venga
apprezzato perchè è il minimo indispensabile che si possa fare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo comunica che intende
riscrivere il testo dell'articolo 8. Ne propongo, pertanto,
l'accantonamento.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9
Fondo miglioramento servizi di polizia municipale
1. Il comma 9 dell'articolo 76 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, è sostituito dal seguente:
'1. Il fondo per il miglioramento dei servizi di polizia
municipale, istituito con il comma 1 dell'articolo 13 della
legge regionale 1 agosto 1990, n. 17, è finanziato
nell'ambito delle somme attribuite al fondo unico per le
autonomie locali.
2. A tal fine l'Assessore regionale per gli enti locali,
di concerto con l'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, sentita la Conferenza Regione Autonomie Locali,
riserva una quota da assegnare nel rispetto delle
prescrizioni contenute nei commi 2 e 3 dell'articolo 13 della
legge regionale 1 agosto 1990, n. 17.
3. Restano in vigore le disposizioni contenute
nell'articolo 7 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 21,
come sostituito dall'articolo 16 della legge regionale 12
novembre 1996, n. 41 e modificato dall'articolo 57 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, relative
all'istituzione ed al finanziamento del fondo efficienza
servizi per il personale degli enti locali, in quanto
compatibili con le vigenti disposizioni contrattuali.'.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, credo che questo articolo sia da
salutare positivamente perché viene a sanare una incongruenza
presente nella finanziaria dell'anno passato dove, con una forzatura
evidentissima operata dalla maggioranza, si era destinato alle forze
di polizia municipale la quota spettante per l'indennità di pubblica
sicurezza all'interno del fondo senza alcuna destinazione vincolata.
Per cui quest'anno tutti i comuni, quasi tutti i comuni, hanno
utilizzato i fondi per altre finalità e ai dipendenti della polizia
municipale non è andata l'indennità che viene corrisposta ormai da
diversi anni.
Però, bisogna anche dire che questa riserva, che adesso
prevediamo, è una riserva senza alcun limite, oserei dire, senza
l'aumento di trasferimento ai comuni; è una quota che ritagliamo
all'interno del fondo da destinare alla polizia municipale, e
facciamo bene, ma non facciamo bene ai comuni che si vedono
decurtata una quota che, quando l'abbiamo attribuita, era stata
calcolata in modo complessivo.
Quindi, favoriamo o, meglio, ripristiniamo un diritto della
polizia municipale ma, nello stesso tempo, togliamo i soldi ai
comuni che ovviamente non potranno utilizzarli per i fini
istituzionali previsti dalla legge.
Volevo solo sottolineare, quindi, che se si tratta di una
dimenticanza da parte del Governo, si ponga rimedio con un
emendamento.
Se è questa la volontà del Governo, lo si dica e così almeno
noi sapremo- e lo sapranno anche gli enti locali - che nei
trasferimenti ai comuni e alle province quest'anno c'è stato un
taglio. Non so quantificarlo in questo momento, ma, a giudicare
dagli appostamenti di bilancio degli esercizi finanziari precedente,
dovrebbe variare tra i 20 e i 25 miliardi, nelle varie annualità
questa cifra è cambiata. Siccome ritengo che non si tratta di una
cifra irrisoria, quella che verrebbe sottratta ai comuni, sarebbe
opportuno ripristinarla. E non sarà per questo che si sfonderanno le
casse della Regione.
Assessore Pagano, sappiamo bene che le casse della Regione sono
già sfondate per conto proprio
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo che sicuramente mira a ripristinare un criterio funzionale
nel trattamento dell'attività della Polizia municipale.
E' vero che l'esperienza discendente dall'applicazione della
norma contenuta nella finanziaria dell'anno scorso, ha visto i
comuni applicare la norma che avevamo inserito in quella finanziaria
in modo disinvolto, disattendendo la necessità di un coinvolgimento
della Polizia municipale sia in compiti di programmazione che di
formazione, ma ciò disattendendo altresì un trattamento economico
della Polizia municipale che fosse riconducibile a tutte le attività
che questo servizio espleta nell'ambito dei servizi comunali.
Quindi, è una norma funzionale, equa; una norma che ripristina
un rapporto corretto tra la pubblica Amministrazione ed una parte
importante dei servizi. E' una norma che, in questo momento, non può
essere sostenuta da una richiesta di ulteriore incremento ai comuni
se essa discende proprio dall'osservazione che, nell'ambito delle
somme assegnate ai comuni, sono stati proprio i comuni a
disattendere la norma precedente e ad utilizzarla in modo difforme
alle finalità che, implicitamente, noi volevamo attribuire con la
finanziaria del 2002.
Adesso è bene che si ritorni al criterio precedente, che sia
esplicitato il vincolo, e che sia esplicitato in questo modo.
Peraltro, la riserva finalizzata alla Polizia municipale è una
riserva che ammonta, credo, a 23 miliardi - mi corregga l'assessore
Pagano - e, quindi, ritengo che in questo ambito la norma possa
essere ricondotta ad un equo comportamento da parte dei comuni.
Credo che la Regione faccia bene, in questo momento, a ripristinare
con la norma tale rapporto riconducibile ad un'indicazione centrale
che, peraltro, di volta in volta, potrà essere poi trattata e
discussa, così come la norma prevede, attraverso le trattative con
il CRAL.
E' una norma, quindi, che merita di essere sostenuta (per
questo l'ho presentata in Commissione) ed è da sostenere per il voto
in questo Parlamento. Debbo, inoltre, aggiungere che è stata
sollecitata dai sindacati della Polizia municipale, dal SILPOL in
modo particolare e, quindi, sicuramente sarebbe il frutto di un
sensibile accoglimento delle rivendicazioni che tutto il corpo della
Polizia municipale ed il loro sindacato, a livello regionale, hanno
rivendicato e sostenuto nei rapporti con le forze politiche, con il
Governo e con la maggioranza.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa maggioranza
può fare qualsiasi cosa, purchè chiami le cose con il loro nome.
Intanto questa norma non ripristina lo stato antecedente,
perchè non è affatto così.
Nella finanziaria di due anni fa e a partire dal 1997 il fondo
miglioramenti servizi della Polizia municipale veniva finanziato con
un apposito capitolo e con uno stanziamento a parte.
Questo Parlamento fece una scelta, con la finanziaria ed il
bilancio del 1997: finanziare e, quindi, trasferire, di fatto, i
fondi ai comuni con una blindatura a monte, e quei fondi erano
destinati all'uso del Fondo miglioramento servizi della Polizia
municipale.
L'anno scorso è stato modificato il regime con una scelta che
l'assessore Pagano ricorderà benissimo, perchè nella finanziaria
dell'anno scorso fu fatta ed animò anche un certo dibattito in
quest'Aula. Oggi non si ritorna allo stato antecedente a quello
della finanziaria del 2002 ma si introduce un nuovo regime,
falsificando le cose.
Io sono d'accordo che il trasferimento sia blindato e che sia
destinato e vincolato al Fondo miglioramento servizi della Polizia
municipale, ma che questo avvenga a danno dei trasferimenti ai
comuni è paradossale.
Questo Governo si sta prendendo il merito di dire alla
categoria della Polizia municipale che le sta restituendo quanto
l'anno scorso le era stato tolto; però l'onere di questo
trasferimento lo trasferisce pari pari ai Comuni che si vedono
decurtati di una cifra pari a quella che poi costituisce il fondo
miglioramento servizi alla Polizia municipale.
E' il gioco delle tre carte: i Comuni danno 23 miliardi, questo
Governo si prende il merito. Credo sia giusto dare il fondo
miglioramento servizi alla Polizia municipale; tuttavia deve essere
fatto con modalità profondamente diverse e ripristinando quanto
quest'Aula aveva scelto nel 1997 e, cioè, trasferendo le somme per
il fondo miglioramento servizi in un apposito capitolo; a parte il
fondo miglioramento servizi, a parte del fondo per i Comuni.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il
Governo con l'articolo 72 della legge 2/2002 abbia fatto un errore
grave nel cancellare dieci anni di legge 17 che stabiliva, a seguito
di normativa nazionale, l'indennità, una particolare indennità ai
nostri componenti i corpi di Polizia municipali o ai Vigili urbani
in generale della Sicilia.
Questo atteggiamento da parte del Governo, a mio avviso, ha
testimoniato scarsa sensibilità verso il ruolo del servizio di
Polizia municipale. Io, invece, invito il Governo a rivalutare
profondamente, rivedendo anche aspetti della stessa legge regionale
del 1990, adeguando ed ipotizzando una funzione nuova, moderna da
parte della Polizia municipale ai fini della prevenzione, del
controllo, non solo del Codice della strada ma anche della
prevenzione e della repressione dell'abusivismo, della migliore
specializzazione in materia di polizia sanitaria, in materia di
controllo del territorio, in materia di sicurezza dei cittadini.
Credo ci siano parecchi argomenti che debbano spingere il
Governo e anche il Parlamento regionale a tornare in questo settore
cercando di far fare un passo in avanti, cercando anche di
migliorare la qualità del servizio di Polizia municipale, ritenuto
come uno dei servizi fondamentali.
Il Governo ha sbagliato a sostenere ciò che ha sostenuto con
l'articolo 76 e, a mio avviso, continua a sbagliare ancora oggi
facendo rientrare tutto nell'ambito dei trasferimenti del fondo per
gli enti locali. Infatti, ancorché dice che è fatta salva la
legislazione precedente, nei fatti però svilisce, sminuisce quella
legislazione di settore nel momento in cui comunque fa discendere
l'erogazione delle indennità ai vigili urbani all'interno del fondo.
Pertanto, concordo con quanto detto dall'onorevole Liotta,
tuttavia ritengo anche che il Governo abbia qui l'obbligo,
presentando un emendamento, di dirci, prima della votazione
dell'articolo 9, in quale misura questa indennità deve essere
ritagliata all'interno del fondo globale degli enti locali. Deve
essere di 20 miliardi, di 25 miliardi o 30 miliardi?
Ritengo che non possa essere inferiore, per esempio, a 25
miliardi di lire o 13 milioni di euro. Quindi invito il Governo a
specificare in questa sede qual è la quota da assegnare, per tale
finalità, all'interno del fondo, poiché tutte le altre riserve
all'interno del fondo sono tutte quantificate ed anche parametrate.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, penso di intrattenervi pochi minuti
su questa norma, anche perché è stata abbondantemente discussa
l'anno scorso e anche perchè mi pare che i lavori procedono talmente
bene che è proprio un peccato rallentarne il corso.
Tuttavia è indispensabile fare una precisazione di ordine
metodologico e soprattutto di ordine politico: il Governo ha
sposato, e non da oggi ma dal primo giorno che si è insediato, a
fine luglio dell'anno scorso, una linea che era anche quella
prevista dal Governo Cuffaro in sede di campagna elettorale, cioè
l'applicazione, per quanto più è possibile, del principio di
sussidiarietà, ovvero la capacità di delegare agli enti più vicini
ai cittadini le capacità e le volontà decisorie; nel caso specifico
nulla togliendo e nulla questio sul fondo della Polizia Municipale,
i quali Vigili devono essere assolutamente tutelati.
Onorevole Giannopolo, partendo dal presupposto che il principio
di sussidiarietà deve essere applicato dovunque, e quindi a maggior
ragione negli Enti locali, nessuno, ed a maggior ragione il Governo,
vuole togliere il sacrosanto diritto alla Polizia municipale di
ricevere delle indennità di pubblica sicurezza.
Giustamente, ci rendiamo conto - non l'abbiamo mai negato nel
momento stesso in cui ci siamo resi conto di ciò - che molti sindaci
fanno i furbi e cioè che le risorse finanziarie destinate a questa
categoria in verità vengono destinate verso altre finalità, sia pur
nobili.
L'emendamento che è stato proposto in Commissione
dall'onorevole Leontini ed altri è stato in maniera positiva ed
entusiasticamente accettato dal Governo, perchè va esattamente in
direzione a quella che è la duplice esigenza: da un lato, quella da
lei sollevata e cioè il fatto che bisogna tutelare attraverso una
garanzia assoluta le indennità dei Vigili urbani; dall'altra,
quella di creare le condizioni perché la Regione decida il meno
possibile su argomentazioni che sono lontane rispetto alla
quotidianità.
Allora, si comprenderà che nel caso specifico, sui Vigili
urbani, la programmazione specifica dei loro compiti spetta
esclusivamente all'amministrazione comunale e l'emendamento in
oggetto risolve tutti e due i problemi. Quindi, se lo leggiamo
assieme, si renderà conto che ogni anno, specificatamente, deve
essere riservata una quota da assegnare nel rispetto della norma in
esame. Da chi viene stabilita questa norma? Viene stabilita con
decreto dell'assessore per gli enti locali, che va a discutere tutto
questo presso la Conferenza Regione - Autonomie locali.
Nel caso specifico, quindi, sarà il massimo consesso di
confronto, il tavolo - chiamiamolo con un termine non certamente
appropriato, ma che rende l'idea - di concertazione fra la Regione e
le autonomie locali che stabilirà di anno in anno qual è la riserva
che per legge deve essere assegnata. A questo punto, tutte le
risorse finanziarie che sono dentro sono più che sufficienti, perchè
sono pari a quelle dell'anno scorso; certamente abbiamo rispettato
il principio e quindi penso che lei, onorevole Giannopolo, sarà
sicuramente soddisfatto della soluzione trovata.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Pagano non ci ha convinti, nè sul piano del metodo nè sul piano del
merito. Sul piano del metodo, l'onorevole Pagano, a meno che non
pretenda di prendere in giro i deputati, non può fare le
affermazioni che ha fatto, addirittura richiamandosi ai sacri
principi del programma del Governo Cuffaro, quando stiamo esaminando
l'articolo 9. All'articolo 8, in omaggio al principio di
sussidiarietà, si stabilisce o si pretende di stabilire addirittura
la percentuale delle somme che nei bilanci dei comuni fino a tremila
abitanti e sopra i tremila abitanti dobbiamo destinare alle spese
correnti o alle spese in conto capitale. Questo, cioè, è il massimo
del centralismo che noi possiamo prevedere in materia di
attribuzioni delle risorse ai comuni. L'articolo 9, invece, dice che
si applica il principio di sussidiarietà, perché ovviamente non si
vuole assumere la responsabilità di definire per legge una quota che
spetta agli enti locali per destinarla al fondo per il miglioramento
dei servizi.
Ora, in ogni caso, la risposta dell'Assessore è per lo meno
elusiva, perché la domanda posta dall'onorevole Giannopolo,
dall'onorevole Liotta e da me medesimo, a cui non si risponde, era
questa: ma destinando una quota del fondo trasferito ai comuni, alla
polizia municipale, essendo il fondo pari a quello dell'anno
passato, a cui si aggiungeva a parte il fondo per il miglioramento
dei servizi della polizia municipale, che quindi aumentava quel
fondo, dal momento in cui noi ritagliamo una quota per la polizia
municipale senza incrementare il fondo, altro non abbiamo fatto che
togliere venti, venticinque miliardi ai comuni siciliani, e dunque
il fondo viene decurtato di venti, venticinque miliardi. Potranno
essere di più, come potranno essere di meno, a seconda di come
deciderà l'assessore di concerto con la Conferenza Regione -
Autonomie locali, ma sempre decurtazione è. A questa domanda
l'assessore non risponde
Quindi, cosa vuole, che invocando il principio magico della
sussidiarietà noi ci convinciamo del fatto che quella norma è
esaustiva? Noi abbiamo detto che è una buona norma, onorevole
Leontini, che viene a sanare una incongruenza introdotta nella
finanziaria passata, ma se non la completiamo con una ulteriore
posta finanziaria, quella norma si tradurrà, sì, in un vantaggio da
definire successivamente, come lei dice, per la polizia municipale,
ma si tramuterà sicuramente in uno svantaggio per i comuni e per i
cittadini, ai quali devono essere erogati i servizi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento dell' articolo 9 ai fini di un
approfondimento.
PRESIDENTE Su richiesta del Governo, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 9.
Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10
Oneri per il personale
1. Per far fronte agli oneri relativi a spese
obbligatorie derivanti dall'esecuzione di sentenze emesse a
seguito di contenzioso promosso dal personale
dell'Amministrazione regionale per la rideterminazione
economica ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 15
giugno 1988, n. 11 e dell'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 1991, n. 19, nonchè per gli oneri pregressi relativi
al trattamento economico accessorio del personale, per
l'esercizio finanziario 2002 è istituito nel bilancio della
Regione, rubrica dipartimento tesoro, un fondo a destinazione
vincolata con la dotazione di 1.800 migliaia di euro, U.P.B.
4.2.1.5.3.
2. Il dirigente generale del dipartimento bilancio e
tesoro è autorizzato ad apportare le necessarie variazioni di
bilancio per il trasferimento delle somme dal predetto fondo
alle pertinenti unità previsionali di base, su richiesta del
competente dirigente generale o del dirigente responsabile
della gestione della spesa.
3. Per i dirigenti del ruolo professionale per i quali è
necessario assicurare la continuità della iscrizione ad albi
professionali, il relativo versamento viene effettuato dai
dipartimenti regionali ed uffici equiparati ai sensi della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, presso i quali
prestano servizio.
Poichè nessuno chiede di parlare, pongo in votazione l'articolo
10. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Recepimento norme statali in materia di riscossione
1. Nella Regione siciliana i commi 4, 5, 6, 7, 8 e 9
dell'articolo 3 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138,
convertito, con modificazioni, in legge 8 agosto 2002, n. 178
e successive modifiche ed integrazioni, si applicano con le
seguenti modifiche:
a) l'indennità di cui all'articolo 3, comma 4, lettera a)
del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138 è fissata nella
misura pari a 36.168 migliaia di euro, per l'anno 2002, e a
32.747 migliaia di euro, per l'anno 2003;
b) L'importo variabile di cui all'articolo 3, comma 4,
lettera b) del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138,
convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 2002, n.
178, è costituito da un aggio di percentuale pari a quella
vigente, per la Regione siciliana, al 31 dicembre 2001 sulle
somme effettivamente riscosse da erogare entro l'anno
successivo a quello di riferimento;
c) l'indennità di cui alla lettera a) è ripartita con
decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, da emanare entro trenta giorni dall'approvazione
della presente legge ed entro il 31 luglio dell'anno 2003,
tra i concessionari operanti nella Regione, secondo la
percentuale con la quale gli stessi hanno usufruito della
clausola di salvaguardia;
d) gli obiettivi di cui all'articolo 3, comma 6 del
decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito in legge,
sono fissati in misura pari a 24.534 migliaia di euro, per
l'anno 2002 e a 49.068 migliaia di euro, per l'anno 2003;
e) l'anticipazione di cui all'articolo 3, comma 7, del
decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito con
modificazioni dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, da
corrispondersi entro dieci giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, è fissata in misura pari a
12.267 migliaia di euro e in misura pari alla differenza tra
il valore dell'obiettivo assegnato e l'importo di quanto
anticipato o effettivamente riscosso al 13 dicembre 2002,
entro i successivi venti giorni dalla prima anticipazione.
2. Per i ruoli emessi da uffici operanti nel territorio
della Regione siciliana non si applica la maggiorazione
dell'aggio di cui all'articolo 17, comma 2, del decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
3. All'onere derivante dalle disposizioni di cui
al comma 1, lettera a) si provvede, per l'esercizio
finanziario 2002, con parte delle disponibilità di cui
all'U.P.B. 4.3.1.5.3, capitolo 216516; per l'esercizio
finanziario 2003 l'onere trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione, U.P.B. 4.3.1.5.3.
4. Il maggior onere derivante dalle disposizioni di cui
al comma 1, lettera b), valutato in 10.781 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2003 e in 13.016 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2004, trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione siciliana, U.P.B.
4.3.1.5.3.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Papania: emendamento 11.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 11.2.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, a quest'articolo
ho presentato un emendamento soppressivo, a firma mia e
dell'onorevole Capodicasa. Essendo questo un articolo molto
delicato, noi avevamo sostenuto che il Governo dovesse mettere
l'Aula nelle condizioni di farne una valutazione compiuta prima di
andare al voto.
L'articolo 11 é un articolo complesso e, nel corso dei lavori
della Commissione, avevamo chiesto al Governo di ritirarlo.
Riproponiamo questa esigenza ,- anche se ci rendiamo conto che in
un'Aula così distratta e con un Governo così distratto il tema
potrebbe non riguardare; ma la materia di riscossione é alquanto
delicata e occorre un disegno di legge organico che l'affronti
complessivamente.
Il Governo in Commissione ha insistito perché si procedesse,
invece, a stralci attraverso l'articolo 11 ed ha fornito una serie
di spiegazioni che a noi sono sembrate assolutamente incongrue;
soprattutto l'analogia della norma, rispetto alla norma statale, che
é e rimane incongrua. Perché la norma, così com'é scritta, -
invito i colleghi a fare una semplice riflessione - prevede che il
tasso fisso per la riscossione che viene dato sia di 370 milioni di
euro, rispetto ad un obiettivo fissato dalla normativa nazionale,
con la legge numero 308, di 500 milioni di euro. Ci troviamo,
invece, con l'articolo del Governo, con un tasso fisso di 36 milioni
di euro ed un obiettivo di gran lunga inferiore rispetto al tasso
fisso, cioé a 24 milioni di euro; con l'elemento aggiuntivo che ciò
comporta un onere aggiuntivo per il bilancio 2002 di altri 12
milioni di euro.
Mentre é comprensibile la norma dello Stato, che rispetto ad
una condizione fissa stabilisce un elemento premiale, però
incrementa le entrate dello Stato, continuiamo a non spiegarci,
onorevole Pagano, e lei non è riuscito a dare una spiegazione
convincente in Commissione, come mai qui si stabilisca che il tasso
fisso per il 2002 è di 36 milioni di euro rispetto ad entrate
presunte che ammontano attorno a 24 milioni di euro. E' una
incongruenza che noi vogliamo venga chiarita.
Pertanto, ci troviamo di fronte a due opzioni: o il Governo,
così come io mi auguro, ritira l'articolo e predispone un testo
organico di legge sulla riscossione, oppure noi siamo costretti a
chiedere la soppressione dell'articolo stesso, dal momento che ci
sono elementi non convincenti. E non stiamo parlando di somme
residuali, onorevole Presidente della Regione, onorevole Pagano,
stiamo parlando di alcune decine di miliardi di vecchie lire che
incomprensibilmente verrebbero date senza che questo permetta di
raggiungere l'incremento della riscossione della riscossione in
Sicilia.
Per cui, onorevole Presidente, io le suggerisco ancora una
volta quello che avevo detto in Commissione Bilancio, e cioè che
venga ritirato l'articolo e che il Governo proceda con una norma
organica sulla riscossione, in modo tale che l'Aula discuta attorno
alle questioni legate alla riscossione. Fra l'altro, voglio
ricordare che sul tema era stato presentato un disegno di legge, che
poi fu bocciato dall'Aula, anche se precedente all'ingresso della
normativa nazionale.
Sono queste le motivazioni che ci hanno portato a chiedere la
soppressione dell'articolo. Tuttavia, noi formuliamo l'augurio che
il Governo in questa sede ritiri l'articolo 11.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Speziale, la proposta che oggi viene fatta al Governo e che è stata
abbondantemente discussa in Commissione - e non una volta, perchè
l'abbiamo ripresa ripetutamente da un punto di vista
tecnico-politico, senza contare poi le relazioni che abbiamo fatto
pervenire a tutti ...
SPEZIALE Lei si era impegnato a fornire una relazione per
spiegare questa incongruenza.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. La relazione le è
stata fornita, onorevole Speziale, e sorprende che lei mi dica ciò.
Siccome la relazione le è stata fornita, io non ho nessuna
difficoltà a diffondere la relazione stessa, però provo a spiegarla
materialmente.
Questa norma consente di applicare in Sicilia lo stesso
criterio remunerativo che è stato applicato in tutta la nazione.
Tengo a precisare, ed è un fatto non secondario, che abbiamo
presentato un disegno di legge che è stato approvato dalla Giunta di
Governo e che deve essere trasmesso alla Commissione competente.
Dentro tutto questo, ovviamente, sarebbe stato poi inserito anche
l'emendamento di cui oggi stiamo trattando, giacché quel disegno di
legge risale al giugno di quest'anno (quello presentato dal
sottoscritto), mentre le modifiche di cui oggi stiamo trattando
risalgono all'8 agosto 2002, per la precisione con la legge numero
178 dello Stato.
Quindi noi, da questo punto di vista, abbiamo preferito,
approfittando di un appuntamento importante come la legge di
variazione di bilancio, creare le condizioni perchè un aspetto
importante di questo disegno di legge, che allora non fu previsto,
oggi addirittura venisse inserito. Quindi anticipiamo i tempi:
andiamo all'interno di una logica di efficienza tanto auspicata, che
lei ha qui richiamato.
Questa norma che, dicevo, non fa altro che richiamare la norma
statale, ha degli aspetti innovativi di non secondaria importanza:
determiniamo l'introduzione del criterio dell'importo variabile,
oltre che un'indennità fissa; correliamo il raggiungimento degli
obiettivi della riscossione in maniera chiara ad un risultato anche
economico da dare al concessionario. Inoltre, per il calcolo
dell'indennità variabile applichiamo l'aggio di percentuale che è
pari a quello vigente a livello nazionale; viene previsto, in
relazione all'obiettivo suddetto, un sistema premiante nel caso in
cui l'obiettivo venga raggiunto da parte del concessionario ed
inoltre delle penalità nel caso in cui lo stesso concessionario non
raggiunga l'obiettivo.
Ma mi pare di potere dire che, da questo punto di vista, se
legge efficientistica si può definire, questa senz'altro lo è, e
comunque, in soldoni, a conti fatti, essa crea le condizioni per un
risparmio di oltre 13 milioni di euro nei confronti della Regione.E
questo mi pare, in tempi di vacche magre, che sia un obiettivo da
non poter assolutamente disattendere. Per cui, con questo articolo
11 di recepimento di norme statali in materia di riscossione, non
possiamo che confermare l'orientamento già dato in Commissione.
RAITI Signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma agli
emendamenti 11.1 e 11.2.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, mi sento in dovere di intervenire su questo
emendamento, anche per fare seguito al ragionamento che ho fatto nel
marzo ultimo scorso, quando si trattò di votare l'emendamento che
stabiliva, nella legge finanziaria, gli emolumenti in materia di
riscossione.
Io allora ebbi a dire, signor Presidente, onorevole Assessore
per il bilancio, che questa è l'unica Regione al mondo dove si
prevede di riscuotere delle tasse e la riscossione delle tasse costa
certamente di più delle tasse stesse che si riscuotono. E quindi ho
detto in via provocatoria: varrebbe la pena, se noi vogliamo
contenere la spesa della Regione siciliana, dire che noi non
riscuotiamo le tasse. Perché, se noi non riscuotessimo le tasse
avremmo un risparmio certo per il bilancio della Regione, avremmo
fatto una misura di sostegno alle imprese e alle famiglie siciliane
e avremmo risolto un problema annoso, creando le condizioni, caso
mai, per ripartire poi in maniera seria e decorosa, come credo
l'Unione europea ci imponga.
Quel ragionamento che io ebbi a fare nel marzo di quest'anno
viene oggi ulteriormente rafforzato da questa norma che andiamo a
discutere.
Sostanzialmente noi diciamo: con tasso fisso paghiamo per la
riscossione 36 milioni 168 mila euro, ne incassiamo, invece, come
obbligo per questa corresponsione, 24 milioni. Cioè a dire: noi qui
stiamo certificando che abbiamo perso certamente, per riscuotere le
tasse, 12 milioni di euro, mentre nello Stato, a cui ci richiamiamo
così come dice l'assessore Pagano, si paga 300 per incassarne 600,
580; qui invece paghiamo 36 milioni per incassarne 24.
Allora, dico, se questo è il modo di ragionare in materia di
assestamento di bilancio, se questo è il modo di dire che noi stiamo
razionalizzando la spesa, se, invece di porre mano in maniera seria
a questa benedetta riscossione di tributi in Sicilia, si ragiona in
questo modo, io propongo, in maniera decisa e certa, di dire che per
il prossimo anno in Sicilia non si paghino le tasse: rescindiamo il
contratto con le agenzie di riscossione, con la Montepaschi Serit, e
così certamente avremo guadagnato, certamente avremo evitato di
incentivare e di aiutare altre assunzioni clientelari, altro spreco
di denaro pubblico a danno di 'mamma Regione', sempre disponibile a
pagare. Checché se ne dica, quali che siano i programmi. Di fatto,
c'è che noi ci rimettiamo sempre, e di certo non facciamo il bene
della nostra terra. E per questi motivi, chiaramente, esprimo voto
contrario.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo sospendo
la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.25, è ripresa alle ore 20.32)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Si riprende l'esame dell'articolo 8 in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato l'allegato emendamento 8.R del
Governo di riscrittura dell'articolo 8 precisando che all'ultimo
comma dello stesso emendamento vanno cassate le parole
"all'assestamento e".
VICARI Impossibile.
PRESIDENTE Non lo deve dire a me, onorevole Vicari, lo deve dire
all'Assessore per il bilancio; questo è il testo della riscrittura
che va inteso in questo modo. Dopo di che, lei è in condizione di
prendere la parola e spiegare le motivazioni di eventuali modifiche
o sostituzioni o cambi o ritiri. Se è chiaro il senso
della riscrittura dell'emendamento è aperta la discussione
sullo stesso.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vedo che il
Governo in qualche modo ha colto il senso del dibattito per alcune
parti, per altre invece lo ha assolutamente trascurato.
Per quanto riguarda la dizione 'variazioni di bilancio', il
Governo ha tenuto conto dell'emendamento che era stato presentato
dal gruppo dei DS di derogare ai termini previsti per l'approvazione
dei bilanci dei comuni.
Per quanto riguarda il comma 3 invece del nuovo emendamento,
signor Presidente, io, al di là delle questioni che sono state
correttamente sollevate da altri colleghi, voglio sollevare una
questione di costituzionalità.
Non mi pare possibile che, con norma della Regione, alla luce
del titolo V della Costituzione noi possiamo imporre ai comuni, che
notoriamente godono di potestà autonoma, un vincolo sulla
destinazione delle risorse che noi attribuiamo loro.
Per cui, per non incorrere in vizi di incostituzionalità,
vorrei che l'assessore Pagano mi rispondesse al riguardo. Io sono
infatti preoccupato dal fatto che il Commissario dello Stato possa
impugnare il comma 3 dell'articolo 8R, così come è stato riscritto
dal Governo. Esso, a mio avviso, viola princìpi di carattere
costituzionale: non solo va considerata la potestà autonoma dei
comuni, ma alla luce, ripeto, onorevole Pagano, della modifica del
Titolo V della Costituzione, noi non possiamo imporre vincoli di
destinazione nei bilanci comunali.
Ritengo dunque che il comma 3 sia palesemente incostituzionale.
Pertanto, le chiedo di ritirarlo e di procedere all'approvazione
dell'emendamento cassando il comma 3.
PRESIDENTE Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.36, è ripresa alle ore
20.47).
PRESIDENTE Propongo l'ulteriore accantonamento dell'articolo
8 e dei relativi emendamenti.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
"Art. 12.
Convenzione Multiservizi e Biosphera
1. Al fine di consentire il finanziamento delle attività e dei
costi accessori relativi all'anno 2002, previsti dalla convenzione
stipulata con la Multiservizi S.p.A., finalizzato all'attuazione
delle misure di cui all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2001, n. 17, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la
spesa di 1.300 migliaia di euro.
2. Per le finalità di cui all'articolo 94 della legge
regionale 10 dicembre 2001 n. 21, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2002, la spesa di 2.066 migliaia di euro.
3. I precari utilizzati nell'ambito dei processi di
stabilizzazione dalle società Multiservizi S.p.A. e Biosphera
S.p.A., per i quali non vanno a buon fine i relativi processi di
stabilizzazione, riacquistano lo status di lavoratori socialmente
utili e ritornano ad essere utilizzati nell'ambito
dell'amministrazione regionale in quanto tali, anche presso le
stesse società.
4. E' fatto divieto di assunzione di lavoratori che non siano
rivenienti dal bacino delle attività socialmente utili".
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati gli allegati
emendamenti:
- dall'onorevole Papania: emendamenti 12.1, 12.2 e 12.3;
- dall'onorevole Giannopolo: emendamento 12.4;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 12.5;
- dal Governo: emendamento 12.7;
- dagli onorevoli Dina, Fratello e Franchina: emendamento
12.6.
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 12.1, 12.4 e 12.5,
tutti interamente soppressivi dell'articolo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 12.2 a firma
dell'onorevole Papania.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 12.7 a firma del
Governo.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo ritira.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.3 a firma dell'onorevole Papania.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 12.6 a firma degli onorevoli
Dina, Fratello e Franchina.
DINA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento mira
semplicemente a consentire a società miste di mantenere quel ruolo e
quella flessibilità di strutture che hanno una impostazione
privatistica; la possibilità di reperire su una platea ampia del
mercato del lavoro professionalità che non sono reperibili nella
platea degli LSU e, quindi, dei precari.
Quindi, è un'opportunità per garantire la funzionalità di
queste società che potranno avere, nel tentativo anche di reperire
nuove opportunità di inserimento e nuove opportunità di conquista
dei segmenti di lavori nuovi, perché in atto alcuni svolgono
un'attività di intermediazione tra pubblica amministrazione e
lavoratori, mentre successivamente si potranno conferire dei servizi
aggiunti e, pertanto, si renderà necessaria l'opportunità di
reperire nuove professionalità.
Non possiamo limitare l'operatività di queste società perché
significherebbe negare quella che è la finalità vera di queste
società costituite ai sensi della legge n. 26. Sono società che
devono avere la loro flessibilità, la loro capacità di individuare
professionalità di un certo tipo.
Pertanto, in società che mirano ad avere una impostazione e una
flessibilità privatistica porre questi limiti significa impedire uno
sviluppo che potrà garantire anche ulteriori implementazioni di
manodopera e di occupati. Infatti, con i servizi aggiuntivi si
svilupperanno opportunità nuove per i lavoratori che provengono dal
bacino dei precari, ma per realizzare queste opportunità
occorreranno professionalità diverse, il management bisognerà
integrarlo ed implementarlo. Pertanto, non si possono porre con la
previsione normativa dei limiti che non hanno senso.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro il mio
voto favorevole all'emendamento e non capisco come possa il Governo,
su questa materia, dare parere contrario. Stiamo parlando di due
società per azioni che non possono avere una classe dirigente
all'interno se non approviamo l'emendamento dell'onorevole Dina, con
il quale si intende attingere a professionalità esterne ove non
siano presenti nel bacino principale dal quale attingere
occupazione.
Allora, o noi queste società le sciogliamo di fatto, ce ne
usciamo perchè non abbiamo più interesse a mantenerle e il
precariato lo manteniamo nel sistema del precariato, oppure diamo
modo a queste società di avere all'interno quelle professionalità
necessarie a svolgere l'oggetto sociale. Pertanto, ripeto, il mio
voto all'emendamento Dina è assolutamente favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 12.6, a firma degli
onorevoli Dina ed altri.
DINA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE La richiesta non è appoggiata a termini di
Regolamento.
VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE SULL'EMANDAMENTO 12.6
DINA Chiedo che la votazione avvenga per appello nominale.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale
dell'emendamento 12.6. Invito il deputato segretario a procedere al
primo e al secondo appello.
PAFFUMI segretario, procede al primo e al secondo appello.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
(Si procede al computo dei voti)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE.
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per appello nominale
dell'emendamento 12.6:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 13
Contrari 44
Astenuti 3
(L'Assemblea non approva)
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un errore
involontario commesso dagli Uffici, non si è tenuto conto che
all'articolo 12 è stato presentato un emendamento dal Gruppo
parlamentare dei D.S. che si aggancia alle modalità di assunzione
di personale degli Enti sottoposti al controllo e sorveglianza della
Regione o a società miste, che penso abbia le caratteristiche per
essere considerato come emendamento aggiuntivo a questo articolo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 8 e dei
relativi emendamenti in precedenza accantonati.
Comunico che è stato presentato dal Governo l' allegato
emendamento 8R1 di riscrittura dell'articolo 8.
Avverto che l'eventuale approvazione dell'emendamento
precluderebbe tutti i residui emendamenti.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi credo che
dobbiamo anche fare i conti col calendario nel prevedere la
possibilità che i Comuni apportino le variazioni di bilancio.
Se si scrive infatti 'entro 20 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge', poiché è presumibile che l'entrata in vigore della
presente legge avverrà dopo il 15 dicembre, significa che si fa una
variazione di bilancio per l'anno finanziario 2002 nel 2003 cosa che
non mi pare tecnicamente possibile.
Dal momento che c'era l'altro emendamento che diceva 'i Comuni
sono autorizzati a farli entro il 31 dicembre', mi pareva più
logico.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici la logica molto spesso non
collima con le volontà; le assicuro che l'emendamento, così come è
scritto, è accettabile perché è possibile anche nell'anno
successivo fare le variazioni dell'anno precedente. Ci sono
precedenti in questo Parlamento e i Comuni, per la parte regionale,
hanno fatto le variazioni l'anno successivo. Le assicuro.
Che poi lei non lo condivida perché non le pare logico è un
opinione rispettabile ma pur sempre un opinione.
CRACOLICI Signor Presidente, lei mi assicura che ci sono dei
precedenti, io le assicuro che nessun comune oltre il 31 dicembre
2002 potrà assumere impegni sull'anno finanziario 2002, tranne che
non blocchino le lancette dell'orologio a mezza notte per sei
sette-giorni.
Siccome oltre alla variazione bisognerà fare gli impegni, e li
fanno i dirigenti dei comuni, non potranno essere assunti impegni su
un bilancio approvato nel 2003.
PRESIDENTE Comunico che all'emendamento di riscrittura 8R.1 è
stato presentato dall'onorevole Speziale l' emendamento 8R.1.1. che
così recita: "il comma 3 è soppresso". Credo di avere illustrato
sufficientemente il significato dell'emendamento.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8R1, a firma del Governo,
interamente sostitutivo dell'articolo 8.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE I residui emendamenti sono preclusi.
Si riprende l'esame dell'articolo 9 precedentemente
accantonato.
Vi era una ipotesi di riscrittura tecnica, l'assessore ci dice
che non c'è bisogno e che rimane così com'è.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 12
dicembre 2002, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-"Norme finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda
misura salva deficit" (n. 527/A) (Seguito)
Relatore: On. Riccardo Savona.
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 21.19.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30)