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Resoconto d'Aula della Seduta n. 107 di mercoledì 11 dicembre 2002
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   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


     PAFFUMI  segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

    PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di
  legge:

           -  "Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di
           edilizia residenziale pubblica" (n. 544)
           - iniziativa parlamentare
           -  presentato  dagli  onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile,
           Amendolia, Sanzeri in data 11 dicembre 2002.

                     ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

            N. 937  -  Iniziative  a  favore  degli  autotrasportatori
          siciliani.
          - Presidente Regione
          - Assessore Turismo
          - Assessore Cooperazione
          Firmatario: Basile Giuseppe;

            N. 938 -  Notizie  riguardanti  le  nomine  nel  Consiglio
          regionale dell'urbanistica.
          - Presidente Regione
          - Assessore Territorio
          Firmatari: Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    SEGUITO  DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME FINANZIARIE
    URGENTI  -  VARIAZIONI  DI  BILANCIO  DELLA  REGIONE SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 2002 - SECONDA MISURA SALVA DEFICIT" (527/A)

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito della  discussione  del  disegno  di  legge n.  527/A "Norme
  finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2002 - seconda misura salva deficit".
       Invito i componenti  la  II  Commissione legislativa permanente
  'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
       Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge si
  era  interrotto  nella  precedente  seduta dopo la conclusione della
  discussione  generale e l'approvazione del passaggio all'esame degli
  articoli.
       Sento  il  dovere  di  comunicare  all'Aula  che, da un attento
  esame,  gran  parte  degli emendamenti aggiuntivi presentati sia dai
  parlamentari che  dal Governo, non hanno attinenza con il disegno di
  legge in discussione.
       Pertanto, per evitare che  la  Presidenza  si  trovi  poi nelle
  condizioni di doverli via  via  dichiarare  improponibili,   ritengo
  opportuno che  i  parlamentari  e  lo  stesso  Governo  facciano una
  valutazione e  li  ritirino  prima  ancora  che  si arrivi alla loro
  discussione, sapendo  che  in questa prima fase ci atterremo intanto
  al  testo  e  ai  relativi  emendamenti,  così  come  esitati  dalla
  Commissione Bilancio.
       Desidero, inoltre, rispondere ad  una  osservazione che è stata
  sollevata ieri  durante  i  lavori  da  alcuni parlamentari, i quali
  ritenevano che  nel  testo  vi  fossero  articoli non attinenti allo
  stesso.
       La  Presidenza  aveva  già  operato  una  scelta  di riduzione,
  inviando  il  testo  alle  Commissioni competenti nel merito; queste
  ultime, però, e la Commissione Bilancio hanno ritenuto di aggiungere
  alcune proposte all' articolato.
       Nell'ambito  delle  cose   valutate   dalle   Commissioni,   la
  Presidenza  ritiene  di  doversi  attenere  a  questa  impostazione,
  sapendo che,  comunque, non c'è stata una modifica strutturale della
  proposta.  Se,  invece,  dovessero  essere  apprezzati positivamente
  emendamenti   aggiuntivi,   che   sono   qui   all'attenzione  della
  Presidenza,  potremmo  trovarci  in difficoltà e non sottoporre alla
  valutazione dell'Aula il testo di questi emendamenti.
       Pertanto,   sulla   base   di   tali   valutazioni,   riteniamo
  complessivamente proponibile  il  testo  del  disegno  di  legge e i
  relativi   emendamenti,  che  costituiscono  un  primo  blocco,  con
  esclusione di  alcuni che saranno comunicati prima ancora della loro
  trattazione.
       E' infatti volontà  di  questa  Presidenza, stasera, comunicare
  gli  emendamenti  aggiuntivi  che  saranno ritenuti ammissibili; gli
  altri   la   Presidenza   li  considererà  da  non  sottoporre  alla
  valutazione   dell'Aula.   Vi  sono,  ad  esempio,  emendamenti  che
  riguardano i lavori pubblici, la sanità, l'emergenza, e così via.
       Io ritengo doveroso che i parlamentari siano informati prima e,
  pertanto,  invito  i relativi firmatari a ritirare tali emendamenti.
  Diversamente,  al  fine  di  garantire  il  corretto svolgimento dei
  lavori la Presidenza sarà costretta a dichiararli improponibili.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                     PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     ACIERNO  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  desidero
  sollecitare la Presidenza rispetto  ad una richiesta, già avanzata a
  mezzo lettera al  Presidente dell'Assemblea, in merito alla modifica
  dell'articolo del nostro  Regolamento  che  riguarda la composizione
  del Consiglio di Presidenza.
       La modifica apportata  all'inizio di questa legislatura prevede
  che, ove i Gruppi regolarmente costituiti all'atto dell'insediamento
  dell'Ufficio  di  Presidenza,  non trovino in questo rappresentanza,
  l'Ufficio  di  Presidenza venga successivamente integrato attraverso
  l'elezione dovuta di un deputato segretario.
       Ho, come dicevo,  già  sollecitato  per  lettera  il Presidente
  dell'Assemblea  e  sollecito  nuovamente  la  Presidenza  poiché  il
  Gruppo   Misto,   regolarmente   costituito,   non  è  rappresentato
  all'interno dell'Ufficio di Presidenza.  E non è, signor Presidente,
  - per sgombrare  il  campo da ogni equivoco - un fatto di poltrone o
  di  posti   di  potere;  la  questione  è  che  tutti  i  deliberati
  dell'Ufficio di Presidenza non vengono comunicati ai Gruppi che sono
  normalmente rappresentati in seno a quell'organismo.  L'unico Gruppo
  che non  è  rappresentato  -  e,  ripeto, regolarmente costituito ai
  sensi del nostro Regolamento - è il Gruppo parlamentare Misto.
       Quindi  io  prego, cortesemente, di ritenere questa mia istanza
  come prioritaria nel rispetto delle norme del nostro Regolamento.

     PRESIDENTE     Onorevole    Acierno,  la   sua   richiesta   sarà
  opportunamente  discussa  dal Consiglio di Presidenza e le sarà dato
  atto in  Aula dell' eventuale risposta.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


         RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 527/A

     SPEZIALE  Guardiamo noi il testo degli emendamenti.

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  probabilmente  non  sono stato
  chiaro: è intendimento della Presidenza evitare di fare un fascicolo
  di   tutti   gli   emendamenti   presentati   per   poi  dichiararli
  improponibili.
       Il senso dell'appello della Presidenza è che i singoli Gruppi o
  i  singoli  parlamentari  che hanno presentato emendamenti, avendone
  chiaro il testo, valutino se ritengono che debbano essere discussi -
  ed in  questo caso li mantengono e la Presidenza assumerà le proprie
  valutazioni - o li ritirano 'a monte' per evitare che possano essere
  dichiarati  improponibili.  Se poi serve una breve sospensione della
  seduta per poter fare questo esame non ho difficoltà a concederla.

     SPEZIALE   I  Gruppi  che  hanno  esaminato  gli  emendamenti  li
  ritengono ammissibili. Non c'è strumentalità nei Gruppi.

     PRESIDENTE  Non c'è da discutere su questo, c'è da ritenere se si
  può fare o non si può fare.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
  che rappresento,  esprimo fiducia piena e totale nei confronti della
  Presidenza per l'equilibrio e la saggezza dimostrati.
       Per cui,  così come il presidente Fleres non è stato contestato
  da nessuno circa la dichiarazione di inammissibilità di articoli del
  disegno di  legge,  riteniamo  che  lei  abbia  sufficiente e grande
  equilibrio   e  autorità  per  dichiarare  inammissibili  tutti  gli
  emendamenti che  non  fanno  parte del testo, tenuto conto che siamo
  certi che Ella procederà con estremo rigore.

     SPEZIALE  Anche articoli del testo

     PRESIDENTE   Sugli  articoli  del  testo  la  Presidenza si è già
  pronunciata.
       Onorevoli   colleghi,   prima  di  procedere  credo  sia  utile
  sospendere per  15  minuti i lavori d'Aula, in modo da consentire ai
  colleghi di  capire  quali  sono  gli  emendamenti aggiuntivi che la
  Presidenza ritiene ammissibili.

      (La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 18.43)

       Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                  Art. 1.
                            Riduzione di spese

         1.  Le spese  autorizzate per l'esercizio finanziario 2002
      dalle leggi sottoelencate sono ridotte degli importi indicati
      a fianco delle medesime:

         a) legge regionale  15  maggio  2000,  n. 10, articolo 25,
      U.P.B. 1.4.1.5.1, capitolo 109702, 250 migliaia di euro;

         b) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2, articolo 130,
      comma 2, tabella  C  per  le finalità della legge regionale 3
      maggio  2001,  n.  6,  articolo 2, comma 2, U.P.B. 1.6.2.6.1,
      capitolo 516802, 2.500 migliaia di euro;

         c) legge regionale 3 maggio  2001, n. 6, articolo 2, comma
      2, tabella C per le  finalità della legge regionale 31 agosto
      1998,  n.   14,   articolo  10,  U.P.B.  1.6.2.6.88, capitolo
      516003, 15 migliaia di euro;

         d) legge regionale  4  aprile  1995,  n.  28, articolo 12,
      U.P.B.  2.2.2.6.1, capitolo 542815, 181 migliaia di euro;

         e) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2, articolo 119,
      U.P.B.  6.2.1.3.2, capitolo 273704, 750 migliaia di euro;

         f) legge regionale 6  aprile 1996, n.  23, articoli 2 e 6,
      U.P.B.  6.2.1.3.4, capitolo 274101, 2.000 migliaia di euro;

         g)  legge   regionale   6   luglio  1990,  n.  10,  U.P.B.
      6.2.2.6.1, capitolo 672407, 10.293 migliaia di euro;

         h) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2, articolo 130,
      comma 2, tabella  C, per le finalità della legge regionale 30
      dicembre 2000, n.  35,  articoli  1,  2,  3, 4, 5 e 6, U.P.B.
      6.2.2.6.2, capitolo 672419, 1.000 migliaia di euro;

         i) legge regionale 15 maggio 1991, n.  27, articoli 1, 3 e
      4,  U.P.B.  7.3.1.3.1,  capitolo  317706,  3.099  migliaia di
      euro;

         j) legge regionale  15  maggio  1991,  n.  27, articolo 5,
      U.P.B.  7.3.1.3.1, capitolo 317707, 517 migliaia di euro;

         k) legge regionale 26  novembre  2000, n.  24, articolo 2,
      commi  2   e  8,  U.P.B.  7.4.1.3.1, capitolo  322110,  3.099
      migliaia di euro;

         l) legge  regionale  9 agosto 2002, n. 9, articolo 1 comma
      11,  U.P.B.  7.4.1.3.2,  capitolo  322105,  7.000 migliaia di
      euro;

         m) legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, articolo 3, U.P.B.
      7.4.1.3.1, capitolo 322112, 10.000 migliaia di euro;

         n) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 48, comma
      1,  U.P.B.  7.4.1.3.1,  capitolo  322111,  41.571 migliaia di
      euro;

         o) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2,  articolo 49,
      U.P.B.  7.4.1.3.1, capitolo 322113, 200 migliaia di euro;

         p) legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2  articolo  130,
      comma 2, tabella C per  le  finalità della legge regionale 23
      dicembre   2000,  n.  32,  articolo  57,  U.P.B.  8.2.2.6.99,
      capitolo 742824, 3.000 migliaia di euro;

         q) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2, articolo 130,
      comma 9,  tabella  I,  U.P.B.  8.3.1.3.1, capitolo 346518, 30
      migliaia di euro;

         r) legge regionale 3 maggio  2001, n. 6, articolo 2, comma
      2,  tabella C, per  le  finalità  della  legge  regionale  23
      dicembre   2000,  n.  32,  articolo  175,  U.P.B.  8.3.1.3.2,
      capitolo 348106, 35.016 migliaia di euro;

         s) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2,  articolo 64,
      U.P.B.  9.3.1.3.3, capitolo 376546, 2.100 migliaia di euro;

         t) legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2,  articolo 130,
      tabella C per le  finalità della legge 1 agosto 1977, n.  80,
      U.P.B.  9.3.2.6.3, capitolo 776401, 800 migliaia di euro;

         u) legge regionale 3  luglio  2000,  n.  15,  articolo 20,
      commi  1  e  2,  U.P.B.  10.3.1.3.1, capitolo  417303,  1.033
      migliaia di euro;

         v) legge regionale 3  luglio  2000,  n.  15,  articolo 20,
      comma 5, U.P.B.  10.3.1.3.1, capitolo 417701, 517 migliaia di
      euro;

         w) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2,  articolo 71,
      comma 2, U.P.B.  11.2.2.6.2, capitolo 842003, 922 migliaia di
      euro;

         x) legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2,  articolo  40,
      comma  4,  U.P.B.  12.3.2.7.99, capitolo 876005, 750 migliaia
      di euro;

         y) legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2,  articolo 105,
      U.P.B. 12.3.2.7.99, capitolo 876004, 20.000 migliaia di euro;

         z) legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2,  articolo 130,
      Tabella I, U.P.B. 8.3.1.3.1, capitolo 346522, 400 migliaia di
      euro;

         aa) legge  regionale  26  marzo  2002, n. 2, articolo 130,
      Tabella  I,  U.P.B.  8.3.1.3.1, capitolo 346521, 100 migliaia
      di euro;

         ab) legge  regionale  26  marzo  2002,  n. 2, articolo 130
      Tabella I, U.P.B. 8.3.1.3.1, capitolo 346519, 150 migliaia di
      euro;

         ac) legge  regionale  26  marzo  2002, n. 2, articolo 130,
      Tabella I, U.P.B. 8.3.1.1.2, capitolo 346520, 500 migliaia di
      euro.

         ad) legge regionale  1  settembre  1997,  n.  33, articolo
      40, U.P.B. 2.2.1.3.2, capitolo 144110, 300 migliaia di euro.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, solo per fare
  osservare,  in merito alla procedura suggerita dalla Presidenza, che
  ci  sono alcuni emendamenti a firma mia, del Gruppo parlamentare dei
  DS  e  del  Centrosinistra,  che  sono  stati  depositati  senza  la
  previsione della compensazione.
       Io  chiedo   che   tutti  gli  emendamenti  vengano  compensati
  utilizzando i fondi  di  riserva. Per  quanto  riguarda,  invece, le
  proposte  che  lei  ha  formulato,  io  mi  permetto  di  porle  una
  questione,  signor  Presidente,  che  è  di questa natura:  il testo
  all'esame  del  Parlamento  contiene  norme  di qualsivoglia natura,
  norme  attinenti  alle  variazioni di bilancio e norme assolutamente
  estranee;  gli  emendamenti  presentati,  ovviamente,  tengono conto
  della natura del provvedimento.
       Vorrei  sapere qual è la  ragione  per  cui  potrebbero  essere
  dichiarati ammissibili alcuni emendamenti anziché altri visto che il
  testo è così vario, tranne che la Presidenza non sia orientata verso
  una  scrematura  consistente del testo per cercare di avere soltanto
  quella  parte  relativa  alle norme di carattere finanziario; il che
  darebbe titolarità alla Presidenza di ritenere non ammissibili anche
  altri emendamenti.
       Altra  questione:  sono stati presentati emendamenti da diversi
  deputati,  anche  a  firma  del sottoscritto, che non ritroviamo nel
  fascicolo.  Sono emendamenti agli articoli del testo in esame ma che
  non   sono   stati   inseriti  come  tali  ed,  invece,  sono  stati
  considerati, immagino, come emendamenti aggiuntivi.
       Signor Presidente, chiedo che venga fatta una riflessione sulle
  considerazioni da me svolte, prima ancora di iniziare la discussione
  sull'articolo 1.

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  per  intanto   si   dà   atto
  all'onorevole Speziale della richiesta di correggere gli emendamenti
  che  non  sono compensati compensandoli con il fondo di riserva, per
  cui  si  invitano  gli Uffici a verificare che gli emendamenti siano
  compensati con il fondo di riserva.
       Per  quanto  riguarda gli altri punti, credo che a questo punto
  della  discussione  sia  sufficiente ricordare le dichiarazioni rese
  dalla  Presidenza  in  Aula: la Presidenza ha ritenuto, nel rispetto
  massimo  del  lavoro  svolto  nella fase iniziale e dalla Presidenza
  stessa  e dagli Uffici che hanno espunto diversi articoli dal testo,
  e  nel  rispetto,  altresì,  del  lavoro svolto dalle Commissioni di
  merito  e  dalla Commissione Bilancio, di considerare il testo, così
  come è, proponibile per i lavori.
       La  Presidenza non ritiene ammissibili al testo emendamenti che
  siano  veri  e  propri  articolati,  proposte  o  norme  nuove  che,
  sostanzialmente,  sono  nuove  disposizioni aggiuntive alle leggi in
  vigore.
       Ritiene ammissibili, invece, come  emendamenti  aggiuntivi solo
  quelli  che  hanno  una  motivazione di  attivazione  di  spesa,  di
  pagamento  di  debiti, di autorizzazioni  al  Governo  per  attivare
  meccanismi  che impediscano  danni  all'erario  dell'Amministrazione
  regionale  o  emendamenti che possano  consentire  la  soluzione  di
  alcune controversie.
       Questa  Presidenza  non  ritiene di poter accogliere altro. Ciò
  comporta   che  gran  parte  degli  emendamenti  aggiuntivi  saranno
  dichiarati improponibili.
       Per evitare lungaggini inutili  la  Presidenza  - gli Uffici lo
  stanno già facendo - sta  predisponendo la copia dei testi dei pochi
  emendamenti che, a suo giudizio,  possono essere valutati dall'Aula,
  perché complessivamente rispondono ai criteri enunciati.
       Questo è l'intendimento della Presidenza che è a conoscenza che
  è   già   stata  depositata  -  formalmente  dovrebbe  essere  stata
  depositata  o sta per essere depositata, forse è meglio usare questo
  termine - la nuova finanziaria per l'anno 2003.
       In  quella  sede  sarà  consentito  ai  deputati  di  formulare
  eventuali  proposte  aggiuntive che non possono trovare accoglimento
  nel disegno di legge in esame.
       Credo  di essere  stato  esauriente  nelle  considerazioni  che
  dovevo svolgere...

     SPEZIALE    Vi sono emendamenti  al  testo  che  non  sono  stati
  riportati come tali.

     PRESIDENTE  Onorevole Speziale,  sarebbe  bene  che  ci  aiutasse
  dicendoci quali sono.

     SPEZIALE  Devono dirli gli uffici, non io

     PRESIDENTE    Proseguiamo  la discussione  sull'articolo  1;  nel
  frattempo lei avrà modo e tempo con gli  uffici di verificare quello
  che ci ha appena detto.

     LIOTTA  Chiedo di parlare per porre una questione pregiudiziale.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LIOTTA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono firmatario
  di  una  lettera  che  è stata inviata  alla  Presidenza,  che  ella
  dovrebbe  avere  letto, nella quale si enumerano gli articoli che la
  Presidenza  ha  espunto  dal primitivo disegno di legge numero 527 e
  che oggi si ritrovano inseriti nell'articolato all'esame dell'Aula.
       Io  ho  apprezzato  il  modo in cui  la  Presidenza  ha  voluto
  coniugare il rispetto per l'operato preliminare della Presidenza col
  rispetto dovuto all'operato delle Commissioni.  Ma quando questi due
  rispetti  sono  inconciliabili  e  bisticciano  fra  loro,  gradirei
  sapere,  per il futuro - non foss'altro perché  capisco che mi debbo
  attenere  alle  disposizioni che questa Presidenza in materia ha già
  adottato  - quale rilevanza avrà la dichiarazione di inammissibilità
  che  la  Presidenza  farà su qualsiasi articolo del disegno di legge
  presentato in Aula.
       Se verrà presentata la  finanziaria  fra  qualche  giorno  e la
  Presidenza  dovesse  decidere  che un certo numero di articoli della
  finanziaria  stessa,  come è avvenuto per il disegno di legge numero
  527/A  oggi  all'esame  dell'Aula,  non  fossero  ammissibili  e  le
  commissioni,  invece,  poi riproponessero quegli stessi articoli nel
  nuovo  articolato,  fra  i  due  'rispetti'  che lei, Presidente, ha
  voluto  evidenziare, quale dovrebbe prevalere?  Per quanto riguarda,
  infatti,  il  disposto  regolamentare  io so che la dichiarazione di
  inammissibilità da parte del Presidente è inappellabile e siccome la
  Presidenza  si  era  già  dichiarata  rispetto a quegli articoli, mi
  sorprende   alquanto   che   adesso  la  stessa  Presidenza  ritenga
  ammissibili in Aula quegli articoli che aveva prima espunto.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei invitare la
  Presidenza  a valutare, rispetto alla decisione che ci ha comunicato
  e  che,  per  quanto  mi  riguarda,  per  usare  un  eufemismo, poco
  condivido, di dare la possibilità...

                            (Brusìo in Aula)

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, consentite all'onorevole Ferro di
  svolgere il suo intervento.

     FERRO  Signor Presidente, capisco che ci sono  altre sedi dove si
  decide ciò che l'Aula debba discutere, ma  vorrei che lo decidessimo
  in Aula, così facciamo prima. Lo  dico, ovviamente, riferendomi agli
  altri colleghi.
       Siccome mi pare  sostanzialmente  confusa, ma  sicuramente  non
  condivisibile, la scelta che la Presidenza  sta  adottando, e  anche
  contraddittoria ad un rapido esame del testo, vorrei che lei, signor
  Presidente,  riprendesse  in  considerazione   la   possibilità   di
  sospendere la seduta per consentire ai parlamentari di conoscere gli
  emendamenti  che la Presidenza ritenga di non dichiarare ammissibili
  nonchè tutti gli emendamenti presentati da tutti i parlamentari.

     PAPANIA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAPANIA  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  da  una  prima
  analisi del testo che è approdato in  Aula emerge che non ci sono le
  tabelle,  per  cui noi  parlamentari  non  siamo  in  condizione  di
  esaminare in questo momento il testo nel suo complesso. E ciò non mi
  pare sia possibile.
       Lei ha parlato successivamente di emendamenti che la Presidenza
  dovrebbe ritenere improponibili: questo è nel diritto del Presidente
  dell'Assemblea per gli emendamenti nuovi e fin qui non dichiarati né
  proponibili né improponibili.
       Le   faccio   presente   che  vi  sono  emendamenti  dichiarati
  proponibili  che  sono  stati esaminati dalle Commissioni di merito,
  dalla Commissione Bilancio, poi proposti per l'Aula e che, in questo
  momento,  non  si  trovano allegati al testo.  Così come, invece, vi
  sono  emendamenti  che  la  Presidenza ha dichiarato improponibili e
  sono,   invece,  contenuti  nel  testo.  Poiché  questo  genera  una
  situazione  un poco confusa sarebbe utile una sospensione dei lavori
  d'Aula.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor Presidente, io  sono tra quelli che ieri hanno
  plaudito alla scelta della Presidenza di dare un ordine, fondato sul
  rispetto del Regolamento, per l'esame del disegno di legge in Aula.
       Vorrei venire incontro  alla  Presidenza, anche se quest'ultima
  non ne ha bisogno avendo  consulenze  di  provato  valore,  su  come
  procedere nei lavori. Va  detto  preliminarmente, e mi dispiace, che
  un disegno di legge che  non  riporti  le  tabelle,  con annessi gli
  emendamenti  alle  tabelle,  non  può  essere  esaminato  dall'Aula.
  Siccome non ci sono le tabelle, noi dobbiamo... dottore Di Gregorio,
  non ci sono le tabelle;  ho qui il testo e non ci sono le tabelle.

     PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa,  lei  non  ha il testo esatto.
  Quello  è  uno strumento di  lavoro;  il  testo  è  quello  con  gli
  emendamenti collegati e le tabelle.

     CAPODICASA  Signor Presidente,  credo che esaminare un disegno di
  legge in materia di finanziaria  o di bilancio, è sempre complicato.
  Quindi, se non abbiamo  la  necessaria documentazione, credo che sia
  opportuna  una  breve sospensione  per  avere  tutti  gli  atti  che
  occorrono.
       Per quanto riguarda, poi, la questione dell'ammissibilità degli
  emendamenti, io  ritengo  che  la  Presidenza  abbia già compiuto un
  errore quando  ha  fatto  quella prima scrematura degli articoli del
  disegno di legge che era  stato  esitato  dalla Giunta di Governo in
  quanto- per così dire - ha largheggiato.
       Come ho avuto già modo  di dire in Commissione Bilancio, quando
  si largheggia, in sede di esame degli articoli proposti dalla Giunta
  di  Governo, nessuno deve poi  stupirsi  del  fatto  che,  prima  la
  Commissione di merito e poi  la  Commissione  Bilancio,  e  quindi a
  maggior ragione l'Aula, forzino quelle aperture, anche limitate, che
  sono contenute nel testo.
       A mio giudizio, il  testo  al  nostro  esame,  ancorché esitato
  dalla Commissione e filtrato  dal  parere della Presidenza, contiene
  degli  elementi  spuri  rispetto   al   testo.  Perché  non  sarebbe
  difficile  procedere, nonostante  la  complessità  della  materia...
  Intanto, il titolo del disegno  di  legge  non  è vero che autorizzi
  'slabbramenti' a piacere,  perché  recita  così  'Norme  finanziarie
  urgenti...',  e  le  norme   finanziarie   urgenti   è   ben  facile
  identificarle. Si tratta di norme di carattere finanziario che hanno
  una esigenza, una urgenza  immediata,  quindi,  riferita al bilancio
  del  2002;  oppure,  ancorché   ricadenti  sul  bilancio  2003,  che
  rivestono una tale urgenza da comportare l'esigenza di un intervento
  immediato.  Poi  dice "variazioni di bilancio", e sappiamo cosa sono
  le  variazioni  di  bilancio;  infine aggiunge "seconda misura salva
  deficit", quindi parla di misure di contenimento della spesa, perché
  "salva deficit" ha soltanto o questo significato.
       Se si  andasse  oltre queste tre fattispecie  che il titolo del
  disegno  di  legge  indica, credo che sarebbe molto difficile per la
  Presidenza  contenere  le  spinte  che  verranno dall'Aula; inoltre,
  un'eventuale  decisione  in  questo senso si appaleserebbe solamente
  come  un  atto  di  ingiustizia,  di  autoritarismo  o,  persino, di
  prevaricazione.
       Pertanto,  signor  Presidente, penso che la Presidenza - non so
  quali   siano   gli  emendamenti  ovvero  gli  emendamenti  articoli
  aggiuntivi  ammessi,  ne  sto  discutendo  al  buio,  sto enunciando
  soltanto  dei  principi  di  carattere  generale  - debba esaminarli
  nuovamente.
       Se la  Presidenza  vuole  avere  il  consenso  dell'Aula, a mio
  parere,  deve  fare  quest'opera  di  pulitura per giustificare agli
  occhi del Parlamento le scelte che adotterà.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, desidero, se è
  possibile, fare  un  ragionamento di due minuti senza disturbare chi
  deve parlare  d'altro e, viceversa, senza che io venga disturbato da
  coloro che  parlano d'altro.
       Noi ci siamo visti settantadue ore fa, quando è stato richiesto
  il tempo  previsto dal Regolamento dopo l'approvazione del parere da
  parte della Commissione Bilancio.
       Ieri è  stata  chiusa  la  discussione  generale   ed  è  stato
  indicato il  termine  delle  ore  10.00  di  questa  mattina  per la
  presentazione degli emendamenti.
       Ritengo che  se  il  testo del disegno di legge non fosse stato
  completo,   nessuno   al   mondo   avrebbe   potuto   presentare  un
  emendamento. Se  non  ci fossero state le tabelle nessuno, onorevole
  Giannopolo, avrebbe potuto presentare emendamenti alle tabelle ...

     GIANNOPOLO    Non   ci  sono  gli  emendamenti,  non  sono  stati
  distribuiti.

     CINTOLA   Appellarsi alla mancanza di legittimità, di completezza
  del disegno di legge per un'ulteriore richiesta di rinvio mi sembra,
  in parole semplici, voler fare dell'ostruzionismo.
       Desidero  aggiungere  un'altra considerazione.
       Il Presidente  di  turno  circa un'ora fa, ad inizio di seduta,
  ha  chiarito  quale  fosse l'intendimento della Presidenza, e ciò in
  continuità  a  quanto  fatto  dal  Presidente Fleres (il quale aveva
  cassato  parecchi articoli dal disegno di legge di assestamento), ed
  ha  aggiunto  che  era  suo  intendimento  restringere  al massimo e
  accogliere un numero limitato di emendamenti aggiuntivi presentati.
       C'è stato  chi  ha  contestato questo tipo di impostazione; c'è
  stato chi  ha  sollecitato il Presidente a procedere con l'esame del
  disegno di legge.
       Noi stasera  dovremmo  discutere un disegno di legge di estrema
  importanza, anche se in ritardo, e la discussione generale sul testo
  l'abbiamo  già  fatta.  volere  rinviare  di  un  quarto  d'ora,  di
  un'altra mezz'ora,  di  un'ora  ha  lo  scopo di coartare la volontà
  della Presidenza,  di cercare di limitare i poteri che la Presidenza
  ha per  Regolamento  e  di  cercare  di invogliare il Presidente per
  ottenere  qualche  emendamento  in  più in maniera tale che facciamo
  qualche "par condicio" che serva all'Aula per potere respirare?
       Ritengo  che  nella  sua autonomia e nella sua autorevolezza il
  Presidente  dell'Assemblea sappia come procedere; lo invoco io dalla
  maggioranza,  sapendo  che  il  Presidente  di  turno dell'Assemblea
  questa sera  non  è  certamente un uomo della maggioranza, è un uomo
  delle  istituzioni  e alle istituzioni vanno salvaguardati il ruolo,
  la competenza e l'autorità.
       Se  vogliamo  continuare  a chiedere rinvii, possiamo farlo; io
  ritengo,  però,  signor Presidente, che tutti i tempi previsti siano
  trascorsi e  che  non  ci  siano  più altri tempi da invocare se non
  quelli  dell'ostruzionismo  puro.  Potete  farlo,  lo  si  può fare,
  assumendosi, però, la responsabilità di fronte alla gente che noi ci
  stiamo ancora  crogiolando su rinvii che oggi come oggi non sono più
  della maggioranza, sono di un'opposizione che spesso è presente come
  è  presente  l'onorevole  Orlando in questa sede e altrove: infatti,
  riesce ad  andare  in  televisione, ma qui non viene più a difendere
  gli interessi della Sicilia.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  credo  che
  stiamo   esercitando   alcun   ostruzionismo  sia  considerando  gli
  argomenti che  hanno  addotto i colleghi che mi hanno preceduto  sia
  perché non  condivido e non credo che la Presidenza possa permettere
  che inizi  la  discussione del disegno di legge senza che i deputati
  abbiano  il  testo  degli  emendamenti presentati, come è giusto che
  sia.
       Non mi  pare  che si stia chiedendo qualcosa di strano o che si
  voglia esercitare chissà quale tipo di ostruzionismo.
       Vorremmo  soltanto  sapere che fine hanno fatto gli emendamenti
  aggiuntivi che  sono  stati  depositati  da  ieri sera fino alle ore
  10.00 di  questa  mattina e come sono stati dichiarati.  Se verranno
  forniti a  ciascuno  di  noi,  potremo  renderci  conto di come sono
  andate le  cose  e  i lavori potranno proseguire.  Non mi si venga a
  dire  che  distribuendo  ora  soltanto  gli emendamenti alle tabelle
  abbiamo risolto il problema
       Se   questo  per  l'onorevole  Cintola  è  fare  ostruzionismo,
  l'onorevole  Cintola  non  ha  capito cosa stiamo trattando.  Stiamo
  trattando  di  una  materia delicatissima: rispetto del Regolamento.
  Il  Regolamento prevede che tutti gli emendamenti depositati debbano
  essere distribuiti  ai  deputati. Ciò non è avvenuto, non sono stati
  distribuiti, li  abbiamo  chiesti  più  volte,  ma  non si riesce ad
  averli.
       Chiedo   formalmente   alla   Presidenza  di  farci  avere  gli
  emendamenti;  dopodiché potremo proseguire i nostri lavori.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  credo sia doveroso che tutti i
  deputati abbiano  il  testo  del  disegno  di  legge con le relative
  tabelle  e  le proposte emendative allo stesso.  Considerato che c'è
  una novità, che è stata introdotta ieri sera, cioè quella di fornire
  tutti gli emendamenti ammissibili e non ...

     ODDO  Sì, anche quelli non ammissibili.

     PRESIDENTE   Prima  di  cominciare  vi metteremo in condizione di
  avere  tutti  gli emendamenti ritenuti ammissibili.  Quelli ritenuti
  inammissibili non li troverete ...

     SPEZIALE   No,  signor Presidente, noi li vogliamo tutti; poi lei
  di volta in volta li dichiarerà ammissibili o meno.

     PRESIDENTE   Se  li  volete  tutti, allora il meccanismo è quello
  tradizionale:   prima   si   procede  con  l'articolato  e  con  gli
  emendamenti  al  testo;  quando  si finirà l'esame dell'articolato e
  degli   emendamenti,   metteremo  in  circolazione  gli  emendamenti
  aggiuntivi, come  è  sempre avvenuto. Il fatto che si chiedano tutti
  gli    emendamenti    subito   prima,   introducendo   una   novità,
  surrettiziamente, devo dire con molta onestà, non mi pare consono ai
  lavori  d'Aula.
       Pertanto,  se  volete  tutti gli emendamenti, vuol dire che non
  viene  accolta  l'ipotesi  che  avevo formulato ieri sera; ne prendo
  atto, non  è obbligatorio che si sia tutti d'accordo. La Presidenza,
  comunque, intende rispettare ed avvalersi delle prerogative previste
  dall'articolo  7  del  Regolamento  interno  dell'Assemblea. Capisco
  tutte   le  considerazioni,  ma  i  lavori  devono  procedere  e  la
  Presidenza intende mettere in moto il meccanismo.
       La seduta  è sospesa per dieci minuti per fornire i deputati di
  tutta la documentazione necessaria.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.11, è ripresa alle ore 19.24)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  avete avuto il testo del disegno di legge
  con annessi  gli  emendamenti  alle  tabelle e al testo.  Per quanto
  riguarda  gli emendamenti aggiuntivi, gli uffici stanno lavorando e,
  comunque,  secondo  il meccanismo tradizionale, di essi si discuterà
  dopo che  avremo  discusso  tutti gli articoli.
       Avverto  che  avrete copia di tutti gli emendamenti presentati:
  sia di quelli ammissibili che di quelli ritenuti inammissibili.
       Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente,  chiedo  di  procedere così come
  abbiamo proceduto  in  Commissione.  Gli  articoli  1  e  2 hanno un
  contenuto  "trasversale", come l'abbiamo definito in Commissione, in
  quanto  definanziano intervenendo su un numero imprecisato di leggi.
       Per   evitare   che  la  discussione  si  arenasse  subito,  in
  Commissione  li  avevamo  accantonati  decidendo  di discuterli alla
  fine, una volta avuto un quadro più preciso.
       Per  maggiore speditezza dei lavori  converrebbe fare la stessa
  operazione qui in Aula, se il Governo è favorevole, così come lo era
  stato in Commissione.

     PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  degli articoli 1 e 2.
       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                "Art. 3.
                 Interventi di solidarietà internazionale

         1.   Per  le   finalità   dell'articolo  196  della  legge
      regionale 23 novembre 2000,  n.  32 e successive modifiche ed
      integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'esercizio  finanziario
      2002, l'ulteriore  spesa  di  900  migliaia  di  euro, U.P.B.
      1.1.1.3.99, capitolo 100328".

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 3.1;

    - dagli onorevoli Liotta e Forgione:  emendamento 1.5;

    - dagli onorevoli Villari e altri: emendamento 3.2.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente,  noi  chiediamo  la soppressione
  dell'articolo  3  considerato che neanche il Governo ha saputo dirci
  con esattezza  quali  siano  stati  gli impegni per il 2002 e che si
  prevede,  invece, un ulteriore incremento dell'U.P.B. e del capitolo
  per  900  migliaia  di  euro.
       In  occasione  della  discussione  della  legge n.  32 del 2000
  avevamo  posto  -  i  colleghi  lo  ricorderanno certamente - alcune
  questioni.   Ovviamente,  non  eravamo  contrari  all'intervento  di
  solidarietà  internazionale, ma avevamo sollevato questioni relative
  alle modalità di spesa della somma che veniva appostata in bilancio.
       Si  tratta  di  spese  che  devono essere effettuate all'estero
  senza un controllo;  ciò  invece dovrebbe essere fatto sulla base di
  un piano.
       Allora  avevamo  posto l'esigenza di maggiore trasparenza nella
  spesa di  questi fondi.  Nel momento in cui si intende effettuare un
  ulteriore  incremento  del  capitolo,  sarebbe  auspicabile  che  il
  Governo ci dica come quelle somme sono state impegnate, spese;  come
  è  stata  l'esperienza  in  questo  settore e dopodiché l'Aula potrà
  accordare il proprio consenso ad un ulteriore incremento.
       Mi pare  sia  del tutto legittimo, nel momento in cui andiamo a
  decidere un  aumento  di  quel  fondo, sapere che cosa è stato fatto
  finora delle somme che abbiamo stanziato.
       L'onorevole  Stancanelli mi suggerisce che voglio sapere troppo
  e quindi mi fermo qui, signor Presidente, sperando che il Governo ci
  dica qualcosa di più di quanto non ha saputo fare in Commissione.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  come  ho  già   detto  in  Commissione,  ribadisco  che
  dall'Assessorato   alla   Presidenza   giungono   notizie   di   una
  programmazione  che  già  si  è  attivata,  tant'è  vero  che  hanno
  insistito per il mantenimento  dell'importo;  quindi, più di questo,
  in  termini operativi e  finanziari,  non  posso  dire.  L'assessore
  competente non avrà nessuna difficoltà ad essere più preciso.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  soppressivo. Il
  parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 1.5 dell'onorevole Liotta.

     LIOTTA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Onorevole  Liotta, ho  il  dovere di farle notare che
  l'emendamento  è collegato agli articoli precedentemente accantonati
  per una eventuale compensazione, per  cui dipende da lei ritenere se
  discuterlo ora o successivamente.
       Ne ha facoltà.

     LIOTTA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, solo  per fare
  notare  che  dalla   lettura   dell'emendamento   emerge  un  errore
  materiale: quel '1.500 Euro' va letto '150.000 Euro', perché 750 dei
  900.000 Euro vengono utilizzati  in  un  altro  mio  emendamento per
  compensare  un ulteriore  emendamento;  quindi,  evidentemente,  c'è
  stato  un errore materiale. Che  si  discuta  adesso,  che  si  voti
  adesso, o che si discuta nel momento in cui si compensa con l'altro,
  in ogni caso è da leggere come '150.000' e non come '1.500 Euro'.

     PRESIDENTE  Allora, onorevole Liotta, cosa propone?

     LIOTTA  Ne  discutiamo al momento del primo articolo quando si fa
  la compensazione; comunque è '150.000', signor Presidente.

     PRESIDENTE  Allora, l'emendamento  1.5  è trasferito all'articolo
  2.
       Si passa all'emendamento 3.2 degli onorevoli Dina ed altri.
       Essendo assente l'onorevole Dina, lo dichiaro decaduto.
       Pongo in votazione l'emendamento  1.5  degli onorevoli Liotta e
  Forgione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                 Art. 4.
                 Valorizzazione del patrimonio regionale

         1.  Per le finalità dell'articolo 41 della legge regionale
      10 dicembre  2001,  n.  21,  è  autorizzata,  per l'esercizio
      finanziario 2002,  l'ulteriore  spesa di 100 migliaia di euro
      U.P.B. 1.4.1.1.2, capitolo 108537.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                'Art. 5.
        Funzionamento   Comitato   regionale   per   il   servizio
                             radiotelevisivo

         1.  Per l'attività  svolta  dal  Comitato regionale per il
      servizio radiotelevisivo  già  previsto dalla legge regionale
      12 gennaio 1993,  n.  12,  nel  periodo  gennaio-marzo  2002,
      è autorizzata, per  l'esercizio finanziario 2002, la spesa di
      28 migliaia di euro U.P.B. 1.3.1.1.2, capitolo 104522.'

       Comunico che all'articolo 5  è stato presentato dagli onorevoli
  Fleres   e   Scoma   l'emendamento   5.1   allegato.
       Lo dichiaro improponibile.
       Pongo  in  votazione  l'articolo  5.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                'Art. 6.
                  Lavori di pubblica utilità articolo 54
              del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274

         1.  I responsabili  dei  Dipartimenti  regionali  e  degli
      uffici equiparati,  sulla  base  delle  convenzioni stipulate
      dalla Presidenza della Regione con i presidenti dei tribunali
      della  Sicilia,  sono   autorizzati   ad   erogare  le  somme
      occorrenti per la copertura  assicurativa  di  cui al comma 3
      dell'articolo 2 del decreto del Ministero della Giustizia del
      26 marzo 2001,  emanato in attuazione del decreto legislativo
      28 agosto 2000, n. 274.

         2. Per le finalità di  cui  al  comma 1 è autorizzata, per
      l'esercizio finanziario 2002,  la  spesa  di  50  migliaia di
      euro.

         3.  Su richiesta dei soggetti  di  cui  al  comma  1,  con
      decreti del dirigente  generale  del  Dipartimento bilancio e
      tesoro e con le modalità previste dall'articolo 7 della legge
      5 agosto 1978,  n.  468,  sono  iscritte  nel  bilancio della
      Regione le  somme  medesime nei pertinenti capitoli di spesa,
      da inserire  nell'elenco  delle spese obbligatorie e d'ordine
      di cui al medesimo  articolo  7 della legge 5 agosto 1978, n.
      468.'

       Lo pongo in  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto;  chi è
  contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                'Art. 7.

           Organizzazione di volontariato di Protezione civile

         1.  Per le  finalità  previste dall'articolo 7 della legge
      regionale  31  agosto   1998,   n.   14  è  autorizzata,  per
      l'esercizio finanziario 2002,  la  spesa  di  414 migliaia di
      euro U.P.B.  1.6.1.3.2, capitolo 117701.

         2.  Per le finalità  previste  dall'articolo  2,  comma 2,
      della legge regionale 31 agosto  1998,  n.  14 è autorizzata,
      per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 250 migliaia di
      euro U.P.B. 1.6.1.1.2, capitolo 116504.'

       Comunico che è stato  presentato  dall'  onorevole Morinello ed
  altri l'emendamento 7.1 allegato.
       Lo dichiaro improponibile.
       Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                'Art. 8.
                      Assegnazioni agli enti locali

         1.  Le assegnazioni  ai  comuni  e alle province, previste
      dall'articolo 13 della legge  regionale  17  marzo 2000, n. 8
      sono   determinate,   per   l'esercizio   finanziario   2002,
      rispettivamente, in  764.167  e  in 159.259 migliaia di euro.
      L'assegnazione a  favore delle province è determinato tenendo
      conto del  gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la
      responsabilità   civile   derivante  dalla  circolazione  dei
      veicoli  a   motore   alle   stesse   attribuito   ai   sensi
      dell'articolo 10 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

         2.   A  decorrere   dall'esercizio  2003,  una  quota  dei
      trasferimenti agli  enti  locali  previsti  dall'articolo  13
      della legge regionale 17  marzo  2000,  n.  8, è destinata ad
      investimenti e il  relativo  stanziamento  è  previsto fra le
      spese  in  conto   capitale   del   bilancio  della  Regione,
      rispettivamente nelle seguenti misure percentuali:

         a) 20 per cento per i comuni sotto i 3.000 abitanti;

         b) 25 per cento per i comuni sotto i 10.000 abitanti;

         c) 30 per cento per i comuni oltre i 10.000 abitanti.'

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

       - dall'onorevole Beninati:  emendamento 8.5;

       - dall'onorevole Papania:  emendamenti 8.2 e 8.1;

       - dall'onorevole Giannopolo: emendamento 8.4;

       -  dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 8.8, 8.7,
  8.6;

        - dall'onorevole Giannopolo e Speziale: emendamento 8.3;

       - dal Governo: emendamento 8.9.

     GIANNOPOLO  Chido di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  sull'articolo 8 per  dichiarare  che  sono, evidentemente, d'accordo
  sul punto - relativamente al comma 1 - che stabilisce l'assegnazione
  a comuni e province delle  risorse finanziarie facenti capo al fondo
  unico per  garantire  la  funzione  propria  istituzionale di quegli
  enti.
       Sono, semmai, preoccupato  per  la comunicazione dell'Assessore
  per il Bilancio in ordine al  fatto che con la legge finanziaria del
  2003 e, quindi, con il bilancio  2003  il Governo sin d'ora mette le
  mani avanti annunciando tagli  ai trasferimenti agli enti locali. Ma
  su questo discuteremo poi nel  merito quando arriverà il testo della
  legge finanziaria.
       Quello che non si può condividere è la reintroduzione, fatta in
  modo  surrettizio   con  il  secondo  comma  dell'articolo  8, della
  distinzione tra fondi rientranti fra  le spese correnti, da un lato,
  e fondi rientranti fra le spese in conto capitale, dall'altro.
       Vorrei dire che scritta così, a mio modesto avviso, la norma in
  ogni caso non sarebbe  applicabile. Infatti, cosa significa spese in
  conto capitale? Qual è  questo  conto  capitale? Cosa intendiamo per
  conto capitale da erogare agli  enti  locali  a partire dal bilancio
  2003?  Intendiamo investimenti nel  settore dei lavori pubblici, nel
  settore  dei  servizi  sociali,  nel  settore  industriale?  Non  si
  capisce a che titolo e  con  quale  finalità  questo  conto capitale
  dovrebbe essere determinato nel  bilancio  della  Regione, a cui gli
  enti locali poi sono obbligati a fare riferimento.
       Ma, a parte questo, vorrei  dire  che  noi  facciamo un ritorno
  all'indietro rispetto al 1997 quando, per  la prima volta - e ciò fu
  salutato  positivamente  da   tutte   le   forze   parlamentari   di
  centrodestra e di centrosinistra  oltre che dalle associazioni degli
  enti locali - al fine di semplificare i trasferimenti e di garantire
  autonomia agli enti locali  nella  programmazione  delle risorse, si
  unificarono i fondi e si istituì un fondo unico.
       Se la Regione, e  vorrei  che  l'Assessore per il bilancio e le
  finanze mi seguisse, ha  un problema in ordine al patto di stabilità
  e quindi ha bisogno  nella sua contabilità di bilancio di ridurre le
  spese correnti e di aumentare  le  spese  in  conto  capitale, tutto
  questo non può avvenire ledendo l'autonomia degli enti locali.
       Questo  recupero   di  stabilità  finanziaria  da  parte  della
  Regione,  lo  si  deve  fare  attraverso  le  altre  spese  correnti
  esagerate,  non attraverso la  frammentazione  dei  fondi  in  conto
  capitale e delle spese  correnti  agli  enti  locali.  Devono sapere
  l'Assessore per il bilancio e l'Assessore per gli enti locali che la
  distinzione di '30 per cento',  anche  di  meno,  è  un nonsenso che
  mette in difficoltà, strangola  comuni  e province, perchè ormai gli
  enti locali utilizzano questi trasferimenti solo e semplicemente per
  garantire, a loro volta, stipendi e servizi fondamentali.
       Cosa deve succedere?  Non si devono pagare gli stipendi, non si
  devono istituire servizi  sociali  fondamentali?  Pare  che vogliate
  questo.  La Regione, invece,  deve  continuare  ad  avere  le  spese
  correnti, che sono in gran  parte  anche  alimentate  da finalità di
  tipo parassitario.
       Ciò  è inaccettabile
       Invito  il  Governo  a  togliere  il  comma  2 dell'articolo, a
  rimandare   semmai   la    questione    in    sede   di   Conferenza
  Regione-autonomie locali, con la finanziaria 2003.
       Adesso abbiamo solo  il  problema  di  fare  l'assestamento  di
  bilancio 2002 e di garantire i trasferimenti agli enti locali per il
  2002.  Per il  2003 ci sarà poi lo strumento della finanziaria e del
  bilancio, che  deve  seguire la strada propria, anche di discussione
  preventiva con le forze sociali ed istituzionali.
       Ho presentato un emendamento  che  consente agli enti locali di
  fare le variazioni di bilancio  solo  per  questa  parte, al fine di
  iscrivere  in entrata tali  somme.  Spero  che  l'emendamento  venga
  apprezzato perchè è il minimo indispensabile che si possa fare.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  il  Governo comunica che intende
  riscrivere  il  testo   dell'articolo   8.  Ne  propongo,  pertanto,
  l'accantonamento.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

    Si passa all'articolo 9.  Ne do lettura:

                                 Art. 9
            Fondo miglioramento servizi di polizia municipale

         1. Il comma 9  dell'articolo  76  della legge regionale 26
      marzo 2002, n. 2,  è  sostituito dal seguente:

         '1. Il fondo per  il  miglioramento dei servizi di polizia
      municipale, istituito con  il  comma 1 dell'articolo 13 della
      legge  regionale  1   agosto   1990,   n.  17,  è  finanziato
      nell'ambito delle somme  attribuite  al  fondo  unico  per le
      autonomie locali.

         2. A tal fine  l'Assessore  regionale per gli enti locali,
      di concerto con l'Assessore  regionale  per  il bilancio e le
      finanze, sentita  la  Conferenza  Regione  Autonomie  Locali,
      riserva  una  quota   da   assegnare   nel   rispetto   delle
      prescrizioni contenute nei commi 2 e 3 dell'articolo 13 della
      legge regionale 1 agosto 1990, n. 17.

         3.   Restano   in   vigore   le   disposizioni   contenute
      nell'articolo 7 della legge  regionale 15 maggio 1991, n. 21,
      come sostituito dall'articolo  16  della  legge  regionale 12
      novembre 1996, n.  41  e  modificato  dall'articolo  57 della
      legge   regionale   27   aprile   1999,   n.   10,   relative
      all'istituzione ed  al  finanziamento  del  fondo  efficienza
      servizi  per  il  personale  degli  enti  locali,  in  quanto
      compatibili con le vigenti disposizioni contrattuali.'.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente, credo che questo articolo sia da
  salutare  positivamente  perché  viene  a  sanare  una  incongruenza
  presente nella finanziaria dell'anno passato dove, con una forzatura
  evidentissima operata dalla maggioranza, si era destinato alle forze
  di polizia municipale la quota spettante per l'indennità di pubblica
  sicurezza all'interno del fondo senza alcuna destinazione vincolata.
  Per cui quest'anno tutti i  comuni,  quasi  tutti  i  comuni,  hanno
  utilizzato i fondi per altre  finalità e ai dipendenti della polizia
  municipale non è andata  l'indennità  che viene corrisposta ormai da
  diversi anni.
       Però,  bisogna  anche  dire  che  questa  riserva,  che  adesso
  prevediamo, è una riserva  senza  alcun  limite,  oserei dire, senza
  l'aumento di trasferimento ai  comuni;  è  una  quota che ritagliamo
  all'interno  del  fondo da  destinare  alla  polizia  municipale,  e
  facciamo  bene,  ma  non facciamo  bene  ai  comuni  che  si  vedono
  decurtata una quota che,  quando  l'abbiamo  attribuita,  era  stata
  calcolata  in  modo   complessivo.
       Quindi,  favoriamo  o, meglio, ripristiniamo  un  diritto della
  polizia municipale ma, nello  stesso  tempo,  togliamo  i  soldi  ai
  comuni  che  ovviamente  non   potranno   utilizzarli   per  i  fini
  istituzionali previsti dalla legge.
       Volevo solo sottolineare, quindi,  che  se  si  tratta  di  una
  dimenticanza  da  parte  del   Governo,  si  ponga  rimedio  con  un
  emendamento.
       Se è questa la volontà del  Governo,  lo  si dica e così almeno
  noi  sapremo-  e  lo sapranno  anche  gli  enti  locali  -  che  nei
  trasferimenti ai comuni e  alle  province  quest'anno  c'è  stato un
  taglio. Non so quantificarlo  in  questo  momento,  ma,  a giudicare
  dagli appostamenti di bilancio degli esercizi finanziari precedente,
  dovrebbe variare tra i 20  e  i  25  miliardi, nelle varie annualità
  questa cifra è cambiata. Siccome  ritengo  che  non si tratta di una
  cifra irrisoria, quella che  verrebbe  sottratta  ai comuni, sarebbe
  opportuno ripristinarla. E non sarà per questo che si sfonderanno le
  casse della Regione.
       Assessore Pagano, sappiamo bene che le casse della Regione sono
  già sfondate per conto proprio

     LEONTINI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEONTINI   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è un
  articolo che sicuramente mira  a ripristinare un criterio funzionale
  nel trattamento dell'attività della Polizia municipale.
       E'  vero  che  l'esperienza discendente dall'applicazione della
  norma  contenuta  nella  finanziaria  dell'anno  scorso,  ha visto i
  comuni applicare la norma che avevamo inserito in quella finanziaria
  in  modo disinvolto, disattendendo la necessità di un coinvolgimento
  della Polizia municipale sia  in  compiti  di  programmazione che di
  formazione, ma ciò  disattendendo  altresì  un trattamento economico
  della Polizia municipale che fosse riconducibile a tutte le attività
  che questo servizio espleta nell'ambito dei servizi comunali.
       Quindi,  è una norma funzionale, equa; una norma che ripristina
  un  rapporto  corretto  tra la pubblica Amministrazione ed una parte
  importante dei servizi. E' una norma che, in questo momento, non può
  essere sostenuta da una  richiesta di ulteriore incremento ai comuni
  se essa discende  proprio  dall'osservazione  che, nell'ambito delle
  somme  assegnate  ai  comuni,   sono   stati   proprio  i  comuni  a
  disattendere la norma precedente  e  ad utilizzarla in modo difforme
  alle finalità che, implicitamente,  noi  volevamo  attribuire con la
  finanziaria del 2002.
       Adesso  è  bene  che si ritorni al criterio precedente, che sia
  esplicitato  il  vincolo, e  che  sia  esplicitato  in  questo modo.
  Peraltro,  la  riserva  finalizzata  alla  Polizia  municipale è una
  riserva che ammonta, credo, a  23 miliardi - mi corregga l'assessore
  Pagano - e, quindi, ritengo  che  in  questo  ambito  la norma possa
  essere ricondotta ad un  equo  comportamento  da  parte  dei comuni.
  Credo che la Regione faccia  bene, in questo momento, a ripristinare
  con la norma tale  rapporto riconducibile ad un'indicazione centrale
  che,  peraltro, di volta in  volta,  potrà  essere  poi  trattata  e
  discussa, così come la  norma  prevede, attraverso le trattative con
  il CRAL.
       E' una norma, quindi,  che  merita  di  essere  sostenuta  (per
  questo l'ho presentata in Commissione) ed è da sostenere per il voto
  in  questo  Parlamento.  Debbo,  inoltre,  aggiungere  che  è  stata
  sollecitata dai sindacati della  Polizia  municipale,  dal SILPOL in
  modo particolare e, quindi,  sicuramente  sarebbe  il  frutto  di un
  sensibile accoglimento delle rivendicazioni che tutto il corpo della
  Polizia municipale ed il  loro sindacato, a livello regionale, hanno
  rivendicato e sostenuto nei rapporti  con le forze politiche, con il
  Governo e con la maggioranza.

     LIOTTA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LIOTTA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa maggioranza
  può fare qualsiasi cosa, purchè chiami le cose con il loro nome.
       Intanto  questa  norma  non  ripristina  lo  stato antecedente,
  perchè non è affatto così.
       Nella finanziaria  di due anni fa e a partire dal 1997 il fondo
  miglioramenti servizi della Polizia municipale veniva finanziato con
  un apposito capitolo e con uno stanziamento a parte.
       Questo  Parlamento  fece  una  scelta, con la finanziaria ed il
  bilancio del 1997: finanziare  e,  quindi,  trasferire,  di fatto, i
  fondi ai comuni con una  blindatura  a  monte,  e  quei  fondi erano
  destinati all'uso del  Fondo  miglioramento  servizi  della  Polizia
  municipale.
       L'anno  scorso  è stato modificato il regime con una scelta che
  l'assessore  Pagano  ricorderà  benissimo,  perchè nella finanziaria
  dell'anno  scorso  fu  fatta  ed  animò  anche un certo dibattito in
  quest'Aula.  Oggi  non  si  ritorna  allo stato antecedente a quello
  della  finanziaria  del  2002  ma  si  introduce  un  nuovo  regime,
  falsificando le cose.
       Io  sono  d'accordo che il trasferimento sia blindato e che sia
  destinato  e  vincolato al Fondo miglioramento servizi della Polizia
  municipale,  ma  che  questo  avvenga  a  danno dei trasferimenti ai
  comuni è paradossale.
       Questo  Governo  si  sta  prendendo  il  merito  di  dire  alla
  categoria  della  Polizia  municipale  che le sta restituendo quanto
  l'anno   scorso   le   era  stato  tolto;  però  l'onere  di  questo
  trasferimento lo trasferisce pari  pari  ai  Comuni  che  si  vedono
  decurtati di una cifra pari  a  quella  che poi costituisce il fondo
  miglioramento servizi alla Polizia municipale.
       E' il gioco delle tre carte: i Comuni danno 23 miliardi, questo
  Governo  si  prende  il merito.  Credo  sia  giusto  dare  il  fondo
  miglioramento servizi alla  Polizia municipale; tuttavia deve essere
  fatto con modalità  profondamente  diverse  e  ripristinando  quanto
  quest'Aula aveva scelto nel 1997  e,  cioè, trasferendo le somme per
  il fondo miglioramento servizi in  un  apposito capitolo; a parte il
  fondo miglioramento servizi, a parte del fondo per i Comuni.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, penso che il
  Governo con l'articolo 72  della  legge 2/2002 abbia fatto un errore
  grave nel cancellare dieci anni di legge 17 che stabiliva, a seguito
  di normativa  nazionale,  l'indennità,  una particolare indennità ai
  nostri componenti i  corpi  di Polizia municipali o ai Vigili urbani
  in generale della Sicilia.
       Questo  atteggiamento  da  parte  del Governo, a mio avviso, ha
  testimoniato  scarsa  sensibilità  verso  il  ruolo  del servizio di
  Polizia  municipale.  Io,  invece,  invito  il  Governo a rivalutare
  profondamente,  rivedendo anche aspetti della stessa legge regionale
  del  1990,  adeguando  ed ipotizzando una funzione nuova, moderna da
  parte  della  Polizia  municipale  ai  fini  della  prevenzione, del
  controllo,   non  solo  del  Codice  della  strada  ma  anche  della
  prevenzione  e  della  repressione  dell'abusivismo,  della migliore
  specializzazione  in  materia  di  polizia  sanitaria, in materia di
  controllo  del  territorio,  in  materia di sicurezza dei cittadini.
       Credo  ci  siano  parecchi  argomenti  che  debbano spingere il
  Governo e  anche il Parlamento regionale a tornare in questo settore
  cercando  di  far  fare  un  passo  in  avanti,  cercando  anche  di
  migliorare  la  qualità del servizio di Polizia municipale, ritenuto
  come uno  dei servizi fondamentali.
       Il Governo  ha  sbagliato  a sostenere ciò che ha sostenuto con
  l'articolo 76  e, a  mio  avviso,  continua  a sbagliare ancora oggi
  facendo  rientrare tutto nell'ambito dei trasferimenti del fondo per
  gli  enti  locali. Infatti, ancorché  dice  che  è  fatta  salva  la
  legislazione  precedente,  nei fatti però svilisce, sminuisce quella
  legislazione  di  settore  nel momento in cui comunque fa discendere
  l'erogazione delle indennità ai vigili urbani all'interno del fondo.
       Pertanto,  concordo  con  quanto  detto  dall'onorevole Liotta,
  tuttavia   ritengo   anche  che  il  Governo  abbia  qui  l'obbligo,
  presentando   un   emendamento,  di  dirci,  prima  della  votazione
  dell'articolo  9,  in  quale  misura  questa  indennità  deve essere
  ritagliata  all'interno  del  fondo globale degli enti locali.  Deve
  essere di  20  miliardi,  di 25 miliardi o 30 miliardi?
       Ritengo  che  non  possa  essere  inferiore, per  esempio, a 25
  miliardi di lire o  13 milioni di euro.  Quindi invito il  Governo a
  specificare in  questa  sede  qual è la quota da assegnare, per tale
  finalità,  all'interno  del  fondo,  poiché  tutte  le altre riserve
  all'interno del fondo sono tutte quantificate ed anche parametrate.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, penso di intrattenervi pochi minuti
  su questa  norma,  anche  perché  è  stata  abbondantemente discussa
  l'anno scorso e anche perchè mi pare che i lavori procedono talmente
  bene che è  proprio  un  peccato  rallentarne  il corso.
       Tuttavia  è  indispensabile  fare  una  precisazione  di ordine
  metodologico  e  soprattutto  di  ordine  politico:  il  Governo  ha
  sposato, e non da  oggi  ma  dal  primo giorno che si è insediato, a
  fine luglio  dell'anno  scorso,  una  linea  che  era  anche  quella
  prevista dal  Governo  Cuffaro  in sede di campagna elettorale, cioè
  l'applicazione, per   quanto   più  è  possibile, del  principio  di
  sussidiarietà, ovvero  la  capacità di delegare agli enti più vicini
  ai cittadini le  capacità e le volontà decisorie; nel caso specifico
  nulla togliendo  e nulla questio sul fondo della Polizia Municipale,
  i quali Vigili devono essere assolutamente tutelati.
       Onorevole Giannopolo, partendo dal presupposto che il principio
  di sussidiarietà  deve essere applicato dovunque, e quindi a maggior
  ragione negli Enti locali, nessuno, ed a maggior ragione il Governo,
  vuole togliere  il  sacrosanto  diritto  alla  Polizia municipale di
  ricevere  delle  indennità  di  pubblica  sicurezza.
       Giustamente, ci  rendiamo  conto - non l'abbiamo mai negato nel
  momento stesso in cui ci siamo resi conto di ciò - che molti sindaci
  fanno i furbi  e  cioè che le risorse finanziarie destinate a questa
  categoria in  verità vengono destinate verso altre finalità, sia pur
  nobili.
       L'emendamento    che    è   stato   proposto   in   Commissione
  dall'onorevole Leontini  ed  altri  è  stato  in maniera positiva ed
  entusiasticamente  accettato  dal  Governo, perchè va esattamente in
  direzione a quella che è la duplice esigenza:  da un lato, quella da
  lei sollevata  e  cioè  il fatto che bisogna tutelare attraverso una
  garanzia  assoluta  le  indennità  dei  Vigili  urbani;  dall'altra,
  quella di creare  le  condizioni  perché  la  Regione decida il meno
  possibile   su   argomentazioni   che  sono  lontane  rispetto  alla
  quotidianità.
       Allora, si  comprenderà  che  nel  caso  specifico,  sui Vigili
  urbani,   la   programmazione  specifica  dei  loro  compiti  spetta
  esclusivamente   all'amministrazione  comunale  e  l'emendamento  in
  oggetto risolve tutti  e  due  i  problemi.  Quindi,  se lo leggiamo
  assieme, si  renderà  conto  che  ogni  anno, specificatamente, deve
  essere riservata una  quota da assegnare nel rispetto della norma in
  esame.  Da  chi  viene  stabilita  questa norma? Viene stabilita con
  decreto dell'assessore per gli enti locali, che va a discutere tutto
  questo presso la Conferenza Regione - Autonomie locali.
       Nel  caso  specifico,  quindi,  sarà  il  massimo  consesso  di
  confronto, il  tavolo  -  chiamiamolo  con un termine non certamente
  appropriato, ma che rende l'idea - di concertazione fra la Regione e
  le autonomie locali  che stabilirà di anno in anno qual è la riserva
  che per  legge  deve  essere  assegnata.  A  questo  punto, tutte le
  risorse finanziarie che sono dentro sono più che sufficienti, perchè
  sono pari  a  quelle dell'anno scorso; certamente abbiamo rispettato
  il principio  e  quindi  penso  che  lei, onorevole Giannopolo, sarà
  sicuramente soddisfatto della soluzione trovata.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'onorevole
  Pagano non  ci ha convinti, nè sul piano del metodo nè sul piano del
  merito. Sul  piano  del  metodo,  l'onorevole Pagano, a meno che non
  pretenda  di   prendere   in  giro  i  deputati,  non  può  fare  le
  affermazioni  che  ha  fatto,  addirittura  richiamandosi  ai  sacri
  principi del programma del Governo Cuffaro, quando stiamo esaminando
  l'articolo  9.   All'articolo   8,   in   omaggio  al  principio  di
  sussidiarietà, si  stabilisce o si pretende di stabilire addirittura
  la percentuale delle somme che nei bilanci dei comuni fino a tremila
  abitanti e  sopra  i  tremila abitanti dobbiamo destinare alle spese
  correnti o alle spese in conto capitale.  Questo, cioè, è il massimo
  del  centralismo   che   noi   possiamo   prevedere  in  materia  di
  attribuzioni delle risorse ai comuni. L'articolo 9, invece, dice che
  si applica  il principio di sussidiarietà, perché  ovviamente non si
  vuole assumere la responsabilità di definire per legge una quota che
  spetta agli enti locali per destinarla al fondo per il miglioramento
  dei servizi.
       Ora, in  ogni  caso,  la  risposta dell'Assessore è per lo meno
  elusiva,   perché   la   domanda  posta  dall'onorevole  Giannopolo,
  dall'onorevole Liotta e  da  me medesimo, a cui non si risponde, era
  questa: ma destinando una quota del fondo trasferito ai comuni, alla
  polizia  municipale,  essendo  il  fondo  pari  a  quello  dell'anno
  passato, a cui  si  aggiungeva a parte il fondo per il miglioramento
  dei servizi  della  polizia  municipale,  che  quindi aumentava quel
  fondo, dal momento  in  cui  noi ritagliamo una quota per la polizia
  municipale senza  incrementare il fondo, altro non abbiamo fatto che
  togliere venti,  venticinque  miliardi ai comuni siciliani, e dunque
  il fondo  viene  decurtato  di venti, venticinque miliardi. Potranno
  essere di più,  come  potranno  essere  di  meno,  a seconda di come
  deciderà  l'assessore  di  concerto  con  la  Conferenza  Regione  -
  Autonomie  locali,  ma  sempre  decurtazione  è.  A  questa  domanda
  l'assessore non risponde
       Quindi, cosa  vuole,  che  invocando  il principio magico della
  sussidiarietà noi  ci  convinciamo  del  fatto  che  quella  norma è
  esaustiva?  Noi  abbiamo  detto  che  è  una  buona norma, onorevole
  Leontini, che  viene  a  sanare  una  incongruenza  introdotta nella
  finanziaria passata,  ma  se  non  la  completiamo con una ulteriore
  posta finanziaria, quella  norma si tradurrà, sì, in un vantaggio da
  definire successivamente,  come lei dice, per la polizia municipale,
  ma si tramuterà  sicuramente  in uno svantaggio per i comuni e per i
  cittadini, ai quali devono essere erogati i servizi.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, chiedo  l'accantonamento  dell' articolo 9 ai fini di un
  approfondimento.

     PRESIDENTE   Su  richiesta del Governo, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 9.
       Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:

                                Art. 10
                          Oneri per il personale

         1.   Per  far   fronte   agli   oneri   relativi  a  spese
      obbligatorie derivanti  dall'esecuzione  di sentenze emesse a
      seguito    di     contenzioso    promosso    dal    personale
      dell'Amministrazione   regionale   per   la  rideterminazione
      economica ai sensi  dell'articolo  3 della legge regionale 15
      giugno 1988, n. 11 e dell'articolo 5 della legge regionale 15
      maggio 1991, n.  19,  nonchè per gli oneri pregressi relativi
      al  trattamento   economico  accessorio  del  personale,  per
      l'esercizio finanziario 2002  è  istituito nel bilancio della
      Regione, rubrica dipartimento tesoro, un fondo a destinazione
      vincolata con la dotazione  di 1.800 migliaia di euro, U.P.B.
      4.2.1.5.3.

         2.  Il  dirigente  generale  del  dipartimento  bilancio e
      tesoro è autorizzato ad apportare le necessarie variazioni di
      bilancio per  il trasferimento delle somme dal predetto fondo
      alle pertinenti  unità previsionali di base, su richiesta del
      competente  dirigente  generale  o del dirigente responsabile
      della gestione  della  spesa.

         3.  Per  i dirigenti del ruolo professionale per i quali è
      necessario assicurare la  continuità della iscrizione ad albi
      professionali, il  relativo  versamento  viene effettuato dai
      dipartimenti regionali ed  uffici  equiparati  ai sensi della
      legge  regionale  15 maggio  2000,  n.  10,  presso  i  quali
      prestano servizio.

       Poichè nessuno chiede di parlare, pongo in votazione l'articolo
  10.  Chi é  favorevole resti seduto; chi é  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:

                                 Art. 11.
           Recepimento norme statali in materia di riscossione

         1.  Nella Regione siciliana  i  commi  4,  5,  6, 7, 8 e 9
      dell'articolo 3 del  decreto  legge  8  luglio 2002, n.  138,
      convertito, con modificazioni, in legge 8 agosto 2002, n. 178
      e successive  modifiche  ed integrazioni, si applicano con le
      seguenti modifiche:

         a) l'indennità di  cui all'articolo 3, comma 4, lettera a)
      del decreto legge  8  luglio  2002,  n.  138  è fissata nella
      misura pari a 36.168  migliaia  di euro, per l'anno 2002, e a
      32.747 migliaia di euro, per l'anno 2003;

         b) L'importo variabile  di  cui  all'articolo  3, comma 4,
      lettera  b)  del  decreto   legge  8  luglio  2002,  n.  138,
      convertito con modificazioni  dalla  legge  8 agosto 2002, n.
      178, è costituito da  un  aggio  di percentuale pari a quella
      vigente, per la Regione  siciliana, al 31 dicembre 2001 sulle
      somme  effettivamente   riscosse   da  erogare  entro  l'anno
      successivo a quello di riferimento;

         c) l'indennità di  cui  alla  lettera  a)  è ripartita con
      decreto  dell'Assessore   regionale  per  il  bilancio  e  le
      finanze, da  emanare  entro  trenta  giorni dall'approvazione
      della presente legge ed  entro  il  31 luglio dell'anno 2003,
      tra  i  concessionari  operanti  nella  Regione,  secondo  la
      percentuale con la  quale  gli  stessi  hanno usufruito della
      clausola di salvaguardia;

         d) gli obiettivi  di  cui  all'articolo  3,  comma  6  del
      decreto legge 8  luglio  2002,  n.  138, convertito in legge,
      sono fissati in  misura  pari  a 24.534 migliaia di euro, per
      l'anno 2002 e a 49.068 migliaia di euro, per l'anno 2003;

         e) l'anticipazione di  cui  all'articolo  3,  comma 7, del
      decreto  legge  8   luglio   2002,  n.  138,  convertito  con
      modificazioni  dalla  legge   8   agosto  2002,  n.  178,  da
      corrispondersi entro dieci  giorni  dalla  data di entrata in
      vigore della presente legge,  è  fissata  in  misura  pari  a
      12.267 migliaia di euro e  in misura pari alla differenza tra
      il valore dell'obiettivo  assegnato  e  l'importo  di  quanto
      anticipato o effettivamente  riscosso  al  13  dicembre 2002,
      entro i successivi venti giorni dalla prima anticipazione.

         2.  Per i ruoli emessi da uffici  operanti  nel territorio
      della  Regione  siciliana  non si  applica  la  maggiorazione
      dell'aggio di  cui  all'articolo  17,  comma  2,  del decreto
      legislativo 13 aprile 1999, n.  112.

         3.   All'onere   derivante   dalle   disposizioni  di  cui
      al  comma  1,   lettera   a)  si  provvede,  per  l'esercizio
      finanziario  2002,  con  parte  delle  disponibilità  di  cui
      all'U.P.B.   4.3.1.5.3,   capitolo  216516;  per  l'esercizio
      finanziario  2003   l'onere   trova  riscontro  nel  bilancio
      pluriennale della Regione, U.P.B.  4.3.1.5.3.

         4.  Il  maggior  onere derivante dalle disposizioni di cui
      al comma 1, lettera  b),  valutato in 10.781 migliaia di euro
      per l'esercizio finanziario 2003 e in 13.016 migliaia di euro
      per  l'esercizio   finanziario   2004,  trova  riscontro  nel
      bilancio  pluriennale   della   Regione   siciliana,   U.P.B.
      4.3.1.5.3.

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

           - dall'onorevole Papania:  emendamento 11.1;

           - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 11.2.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a quest'articolo
  ho  presentato   un   emendamento   soppressivo,   a   firma  mia  e
  dell'onorevole   Capodicasa.   Essendo   questo  un  articolo  molto
  delicato, noi  avevamo  sostenuto  che  il  Governo  dovesse mettere
  l'Aula nelle  condizioni  di farne una valutazione compiuta prima di
  andare al voto.
       L'articolo 11 é  un  articolo complesso e, nel corso dei lavori
  della   Commissione,   avevamo  chiesto  al  Governo  di  ritirarlo.
  Riproponiamo questa esigenza  ,-  anche  se ci rendiamo conto che in
  un'Aula così distratta  e  con  un  Governo  così  distratto il tema
  potrebbe non  riguardare;  ma  la  materia di riscossione é alquanto
  delicata e  occorre  un  disegno  di  legge  organico che l'affronti
  complessivamente.
       Il Governo  in  Commissione ha insistito perché  si procedesse,
  invece, a stralci  attraverso  l'articolo 11 ed ha fornito una serie
  di spiegazioni  che  a  noi  sono  sembrate assolutamente incongrue;
  soprattutto l'analogia della norma, rispetto alla norma statale, che
  é  e rimane  incongrua.  Perché  la  norma,  così  com'é  scritta, -
  invito i colleghi  a  fare una semplice riflessione - prevede che il
  tasso fisso per  la riscossione che viene dato sia di 370 milioni di
  euro, rispetto  ad  un  obiettivo fissato dalla normativa nazionale,
  con la legge  numero  308,  di  500  milioni  di euro.  Ci troviamo,
  invece, con l'articolo del Governo, con un tasso fisso di 36 milioni
  di euro ed  un  obiettivo  di gran lunga inferiore rispetto al tasso
  fisso, cioé  a 24 milioni di euro; con l'elemento aggiuntivo che ciò
  comporta un onere  aggiuntivo  per  il  bilancio  2002  di  altri 12
  milioni di euro.
       Mentre é  comprensibile  la  norma dello Stato, che rispetto ad
  una   condizione   fissa   stabilisce  un  elemento  premiale,  però
  incrementa le  entrate  dello  Stato,  continuiamo  a non spiegarci,
  onorevole Pagano,  e  lei  non  è  riuscito  a  dare una spiegazione
  convincente in  Commissione, come mai qui si stabilisca che il tasso
  fisso per il  2002  è  di  36  milioni  di  euro rispetto ad entrate
  presunte che  ammontano  attorno  a  24  milioni  di  euro.  E'  una
  incongruenza che noi vogliamo venga chiarita.
       Pertanto, ci  troviamo  di  fronte a due opzioni: o il Governo,
  così come  io  mi  auguro,  ritira  l'articolo e predispone un testo
  organico di  legge  sulla  riscossione, oppure noi siamo costretti a
  chiedere la  soppressione  dell'articolo  stesso, dal momento che ci
  sono elementi  non  convincenti.  E  non  stiamo  parlando  di somme
  residuali,  onorevole  Presidente  della  Regione, onorevole Pagano,
  stiamo parlando  di  alcune  decine  di miliardi di vecchie lire che
  incomprensibilmente  verrebbero  date  senza  che questo permetta di
  raggiungere  l'incremento  della  riscossione  della  riscossione in
  Sicilia.
       Per cui,  onorevole  Presidente,  io  le  suggerisco ancora una
  volta quello  che  avevo  detto  in Commissione Bilancio, e cioè che
  venga ritirato  l'articolo  e  che  il Governo proceda con una norma
  organica sulla  riscossione, in modo tale che l'Aula discuta attorno
  alle   questioni   legate  alla  riscossione.  Fra  l'altro,  voglio
  ricordare che sul tema era stato presentato un disegno di legge, che
  poi fu  bocciato  dall'Aula,  anche se precedente all'ingresso della
  normativa nazionale.
       Sono queste le  motivazioni  che ci hanno portato a chiedere la
  soppressione  dell'articolo.  Tuttavia, noi formuliamo l'augurio che
  il Governo in questa sede ritiri l'articolo 11.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Speziale, la proposta  che oggi viene fatta al Governo e che è stata
  abbondantemente discussa  in  Commissione  - e non una volta, perchè
  l'abbiamo    ripresa    ripetutamente   da   un   punto   di   vista
  tecnico-politico, senza  contare  poi le relazioni che abbiamo fatto
  pervenire a tutti ...

     SPEZIALE  Lei  si  era  impegnato  a  fornire  una  relazione per
  spiegare questa incongruenza.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. La relazione le è
  stata fornita, onorevole  Speziale, e sorprende che lei mi dica ciò.
  Siccome  la  relazione  le  è  stata  fornita,  io  non  ho  nessuna
  difficoltà a  diffondere la relazione stessa, però provo a spiegarla
  materialmente.
       Questa  norma  consente  di  applicare  in  Sicilia  lo  stesso
  criterio remunerativo  che  è  stato  applicato in tutta la nazione.
  Tengo a precisare,  ed  è  un  fatto  non  secondario,  che  abbiamo
  presentato un disegno di legge che è stato approvato dalla Giunta di
  Governo e  che  deve  essere  trasmesso alla Commissione competente.
  Dentro tutto  questo,  ovviamente,  sarebbe stato poi inserito anche
  l'emendamento di  cui oggi stiamo trattando, giacché quel disegno di
  legge  risale   al  giugno  di  quest'anno  (quello  presentato  dal
  sottoscritto), mentre  le  modifiche  di  cui  oggi stiamo trattando
  risalgono all'8 agosto  2002,  per la precisione con la legge numero
  178 dello Stato.
       Quindi noi,  da  questo  punto  di  vista,  abbiamo  preferito,
  approfittando  di  un  appuntamento  importante  come  la  legge  di
  variazione di  bilancio,  creare  le  condizioni  perchè  un aspetto
  importante di  questo  disegno di legge, che allora non fu previsto,
  oggi  addirittura  venisse  inserito.  Quindi  anticipiamo  i tempi:
  andiamo all'interno di una logica di efficienza tanto auspicata, che
  lei ha qui richiamato.
       Questa norma  che, dicevo, non fa altro che richiamare la norma
  statale, ha  degli  aspetti innovativi di non secondaria importanza:
  determiniamo  l'introduzione  del  criterio  dell'importo variabile,
  oltre  che  un'indennità  fissa;  correliamo il raggiungimento degli
  obiettivi della  riscossione in maniera chiara ad un risultato anche
  economico  da  dare  al  concessionario.  Inoltre,  per  il  calcolo
  dell'indennità  variabile  applichiamo  l'aggio di percentuale che è
  pari a  quello  vigente  a  livello  nazionale;  viene  previsto, in
  relazione all'obiettivo  suddetto,  un sistema premiante nel caso in
  cui l'obiettivo  venga  raggiunto  da  parte  del  concessionario ed
  inoltre delle penalità  nel caso in cui lo stesso concessionario non
  raggiunga l'obiettivo.
       Ma mi pare  di  potere  dire  che, da questo punto di vista, se
  legge efficientistica  si  può   definire, questa senz'altro lo è, e
  comunque, in soldoni,  a conti fatti, essa crea le condizioni per un
  risparmio di oltre  13 milioni di euro nei confronti della Regione.E
  questo mi pare,  in  tempi  di vacche magre, che sia un obiettivo da
  non poter  assolutamente  disattendere. Per cui, con questo articolo
  11 di recepimento  di  norme  statali in materia di riscossione, non
  possiamo che confermare l'orientamento già dato in Commissione.

     RAITI  Signor  Presidente,  dichiaro di apporre la mia firma agli
  emendamenti 11.1 e 11.2.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi,  mi  sento  in  dovere  di intervenire su questo
  emendamento, anche per fare seguito al ragionamento che ho fatto nel
  marzo ultimo  scorso,  quando  si trattò di votare l'emendamento che
  stabiliva, nella  legge  finanziaria,  gli  emolumenti in materia di
  riscossione.
       Io allora  ebbi  a dire, signor Presidente, onorevole Assessore
  per il bilancio,  che  questa  è  l'unica  Regione  al mondo dove si
  prevede di riscuotere delle tasse e la riscossione delle tasse costa
  certamente di più  delle tasse stesse che si riscuotono. E quindi ho
  detto in  via  provocatoria:  varrebbe  la  pena,  se  noi  vogliamo
  contenere la  spesa  della  Regione  siciliana,  dire  che  noi  non
  riscuotiamo le  tasse.  Perché,  se  noi  non riscuotessimo le tasse
  avremmo un  risparmio  certo  per il bilancio della Regione, avremmo
  fatto una misura  di sostegno alle imprese e alle famiglie siciliane
  e avremmo  risolto  un  problema annoso, creando le condizioni, caso
  mai, per ripartire  poi  in  maniera  seria  e  decorosa, come credo
  l'Unione europea ci  imponga.
       Quel ragionamento che  io  ebbi  a fare nel marzo di quest'anno
  viene oggi  ulteriormente  rafforzato  da questa norma che andiamo a
  discutere.
       Sostanzialmente  noi  diciamo:  con tasso fisso paghiamo per la
  riscossione 36  milioni  168  mila euro, ne incassiamo, invece, come
  obbligo per questa  corresponsione, 24 milioni. Cioè a dire: noi qui
  stiamo certificando  che abbiamo perso certamente, per riscuotere le
  tasse, 12 milioni  di euro, mentre nello Stato, a cui ci richiamiamo
  così come dice  l'assessore  Pagano, si paga 300 per incassarne 600,
  580; qui invece paghiamo 36 milioni per incassarne 24.
       Allora, dico, se  questo  è  il modo di ragionare in materia di
  assestamento di bilancio, se questo è il modo di dire che noi stiamo
  razionalizzando la  spesa, se, invece di porre mano in maniera seria
  a questa  benedetta riscossione di tributi in Sicilia, si ragiona in
  questo modo, io propongo, in maniera decisa e certa, di dire che per
  il prossimo anno  in Sicilia non si paghino le tasse: rescindiamo il
  contratto con le agenzie di riscossione, con la Montepaschi Serit, e
  così  certamente  avremo  guadagnato,  certamente  avremo evitato di
  incentivare e  di aiutare altre assunzioni clientelari, altro spreco
  di denaro pubblico  a danno di 'mamma Regione', sempre disponibile a
  pagare. Checché se  ne  dica, quali che siano i programmi. Di fatto,
  c'è che noi  ci  rimettiamo  sempre, e di certo non facciamo il bene
  della nostra  terra.  E per questi motivi, chiaramente, esprimo voto
  contrario.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo sospendo
  la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 20.25, è ripresa alle ore 20.32)

     PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti.

     PRESIDENTE   Non   sorgendo   osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto.
       Si riprende l'esame dell'articolo 8 in precedenza accantonato.
       Comunico che è  stato presentato l'allegato emendamento 8.R del
  Governo di riscrittura  dell'articolo  8  precisando  che all'ultimo
  comma   dello   stesso   emendamento   vanno   cassate   le   parole
  "all'assestamento e".

     VICARI  Impossibile.

     PRESIDENTE  Non lo deve dire a me, onorevole Vicari, lo deve dire
  all'Assessore per  il  bilancio; questo è il testo della riscrittura
  che va inteso in questo modo.  Dopo  di  che, lei è in condizione di
  prendere la parola e  spiegare le motivazioni di eventuali modifiche
  o  sostituzioni  o  cambi   o   ritiri.   Se   è   chiaro  il  senso
  della  riscrittura   dell'emendamento   è   aperta   la  discussione
  sullo stesso.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io vedo che il
  Governo in qualche  modo  ha colto il senso del dibattito per alcune
  parti, per altre invece lo ha assolutamente trascurato.
       Per quanto riguarda  la  dizione  'variazioni  di bilancio', il
  Governo ha tenuto  conto  dell'emendamento  che era stato presentato
  dal gruppo dei DS di derogare ai termini previsti per l'approvazione
  dei bilanci dei comuni.
       Per quanto  riguarda  il  comma 3 invece del nuovo emendamento,
  signor Presidente, io, al  di  là  delle  questioni  che  sono state
  correttamente sollevate da  altri  colleghi,  voglio  sollevare  una
  questione di costituzionalità.
       Non mi  pare  possibile che, con norma della Regione, alla luce
  del titolo  V della Costituzione noi possiamo imporre ai comuni, che
  notoriamente   godono   di   potestà   autonoma,  un  vincolo  sulla
  destinazione delle risorse che noi attribuiamo loro.
       Per cui, per  non  incorrere  in  vizi  di  incostituzionalità,
  vorrei che l'assessore Pagano  mi  rispondesse  al riguardo. Io sono
  infatti preoccupato dal fatto  che  il Commissario dello Stato possa
  impugnare il comma 3  dell'articolo  8R, così come è stato riscritto
  dal  Governo.  Esso, a  mio  avviso,  viola  princìpi  di  carattere
  costituzionale: non solo  va  considerata  la  potestà  autonoma dei
  comuni, ma alla luce,  ripeto,  onorevole Pagano, della modifica del
  Titolo V della Costituzione, noi  non  possiamo  imporre  vincoli di
  destinazione nei bilanci comunali.
       Ritengo dunque che il comma 3 sia palesemente incostituzionale.
  Pertanto, le chiedo  di  ritirarlo  e  di procedere all'approvazione
  dell'emendamento cassando il comma 3.

     PRESIDENTE  Sospendo la seduta per cinque minuti.

               (La seduta, sospesa alle  ore 20.36, è ripresa alle ore
           20.47).

        PRESIDENTE   Propongo l'ulteriore accantonamento dell'articolo
  8 e dei relativi emendamenti.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

       Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                                "Art. 12.
                Convenzione Multiservizi e Biosphera

       1.  Al fine di consentire il finanziamento delle attività e dei
  costi accessori relativi  all'anno  2002, previsti dalla convenzione
  stipulata con  la  Multiservizi  S.p.A.,  finalizzato all'attuazione
  delle misure di cui  all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
  2001, n.  17, è  autorizzata,  per  l'esercizio finanziario 2002, la
  spesa di 1.300 migliaia di euro.

       2.   Per  le  finalità  di  cui  all'articolo  94  della  legge
  regionale 10 dicembre 2001  n.  21,  è  autorizzata, per l'esercizio
  finanziario 2002, la spesa di 2.066 migliaia di euro.

       3.   I  precari   utilizzati   nell'ambito   dei   processi  di
  stabilizzazione  dalle   società  Multiservizi  S.p.A.  e  Biosphera
  S.p.A., per i quali non  vanno  a  buon  fine i relativi processi di
  stabilizzazione, riacquistano  lo  status  di lavoratori socialmente
  utili    e    ritornano    ad    essere    utilizzati    nell'ambito
  dell'amministrazione  regionale in  quanto  tali,  anche  presso  le
  stesse società.

       4. E' fatto divieto  di  assunzione di lavoratori che non siano
  rivenienti dal bacino delle attività socialmente utili".

     PRESIDENTE   Comunico che  sono  stati  presentati  gli  allegati
  emendamenti:

           - dall'onorevole Papania:  emendamenti 12.1, 12.2 e 12.3;

           - dall'onorevole Giannopolo: emendamento 12.4;

           - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 12.5;

           - dal Governo:  emendamento 12.7;

           - dagli  onorevoli  Dina, Fratello e Franchina: emendamento
           12.6.

        PRESIDENTE   Si  passa  agli  emendamenti  12.1,  12.4 e 12.5,
  tutti interamente soppressivi dell'articolo.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE   assessore   per   l'agricoltura   e   le   foreste.
  Contrario.

     PRESIDENTE    Li   pongo   congiuntamente  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Non sono approvati)

        PRESIDENTE    Si    passa   all'emendamento   12.2   a   firma
  dell'onorevole Papania.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE   assessore   per   l'agricoltura   e   le   foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                              E' approvato)

        PRESIDENTE    Si  passa   all'emendamento  12.7  a  firma  del
  Governo.

     CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
  lo ritira.

        PRESIDENTE    L'Assemblea    ne    prende   atto.
       Si passa all'emendamento 12.3 a firma dell'onorevole Papania.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE   assessore   per   l'agricoltura   e   le   foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 12.6 a firma degli onorevoli
  Dina, Fratello e Franchina.

     DINA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DINA  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'emendamento mira
  semplicemente a consentire a società miste di mantenere quel ruolo e
  quella  flessibilità  di   strutture   che  hanno  una  impostazione
  privatistica; la possibilità di  reperire  su  una  platea ampia del
  mercato del lavoro  professionalità  che  non  sono reperibili nella
  platea degli LSU e, quindi, dei precari.
       Quindi,  è un'opportunità  per  garantire  la  funzionalità  di
  queste società che potranno  avere, nel  tentativo anche di reperire
  nuove opportunità di  inserimento  e  nuove opportunità di conquista
  dei  segmenti  di lavori  nuovi,  perché  in  atto  alcuni  svolgono
  un'attività  di   intermediazione  tra  pubblica  amministrazione  e
  lavoratori, mentre successivamente si potranno conferire dei servizi
  aggiunti  e,  pertanto,   si  renderà  necessaria  l'opportunità  di
  reperire nuove professionalità.
       Non possiamo limitare  l'operatività  di  queste società perché
  significherebbe negare quella che  è  la  finalità  vera  di  queste
  società costituite ai sensi della  legge  n.  26.  Sono  società che
  devono avere la loro  flessibilità,  la loro capacità di individuare
  professionalità di un certo tipo.
       Pertanto, in società che mirano ad avere una impostazione e una
  flessibilità privatistica porre questi limiti significa impedire uno
  sviluppo  che  potrà  garantire  anche  ulteriori implementazioni di
  manodopera e  di  occupati.  Infatti,  con  i  servizi aggiuntivi si
  svilupperanno opportunità  nuove per i lavoratori che provengono dal
  bacino   dei   precari,   ma   per   realizzare  queste  opportunità
  occorreranno   professionalità   diverse,  il  management  bisognerà
  integrarlo ed  implementarlo.  Pertanto, non si possono porre con la
  previsione normativa dei limiti che non hanno senso.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, dichiaro il mio
  voto favorevole all'emendamento e non capisco come possa il Governo,
  su questa materia, dare  parere  contrario.  Stiamo  parlando di due
  società  per azioni che  non  possono  avere  una  classe  dirigente
  all'interno se non approviamo l'emendamento dell'onorevole Dina, con
  il quale si intende  attingere  a  professionalità  esterne  ove non
  siano  presenti  nel   bacino   principale   dal   quale   attingere
  occupazione.
       Allora, o noi queste società  le  sciogliamo  di  fatto,  ce ne
  usciamo  perchè  non  abbiamo   più  interesse  a  mantenerle  e  il
  precariato lo manteniamo  nel  sistema  del precariato, oppure diamo
  modo a queste  società  di  avere all'interno quelle professionalità
  necessarie a svolgere  l'oggetto  sociale.  Pertanto, ripeto, il mio
  voto all'emendamento Dina è assolutamente favorevole.

     PRESIDENTE  Pongo in  votazione l'emendamento 12.6, a firma degli
  onorevoli Dina ed altri.

     DINA  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

     PRESIDENTE   La  richiesta   non   è   appoggiata  a  termini  di
  Regolamento.

    VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE SULL'EMANDAMENTO 12.6

     DINA  Chiedo che la votazione avvenga per appello nominale.

     PRESIDENTE   Essendo  la   richiesta   appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco    la    votazione    per   appello   nominale
  dell'emendamento 12.6.  Invito il deputato segretario a procedere al
  primo e al secondo appello.

     PAFFUMI  segretario, procede al primo e al secondo appello.

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

             (Si procede al computo dei voti)

                     RISULTATO DELLA VOTAZIONE.

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per appello nominale
  dell'emendamento 12.6:

       Presenti e votanti 60

       Maggioranza        31

       Favorevoli         13

       Contrari           44

       Astenuti            3

                        (L'Assemblea non approva)

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, per un errore
  involontario  commesso  dagli  Uffici,  non  si  è  tenuto conto che
  all'articolo  12  è  stato  presentato  un  emendamento  dal  Gruppo
  parlamentare  dei  D.S.  che si aggancia alle modalità di assunzione
  di personale degli Enti sottoposti al controllo e sorveglianza della
  Regione o a  società  miste,  che penso abbia le caratteristiche per
  essere considerato come emendamento aggiuntivo a questo articolo.

        PRESIDENTE  Pongo in votazione   l'articolo   12,   nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi, si  riprende l'esame dell'articolo 8 e dei
  relativi emendamenti in precedenza accantonati.
       Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  l'  allegato
  emendamento 8R1 di riscrittura dell'articolo 8.
       Avverto   che    l'eventuale    approvazione   dell'emendamento
  precluderebbe tutti i residui emendamenti.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  credo  che
  dobbiamo  anche  fare  i  conti  col  calendario  nel  prevedere  la
  possibilità  che i Comuni apportino le variazioni di bilancio.

    Se si scrive infatti 'entro 20 giorni dall'entrata in vigore della
  presente legge', poiché  è presumibile che l'entrata in vigore della
  presente  legge avverrà dopo il 15 dicembre, significa che si fa una
  variazione di bilancio per l'anno finanziario 2002 nel 2003 cosa che
  non mi pare tecnicamente possibile.
       Dal  momento che c'era l'altro emendamento che diceva 'i Comuni
  sono  autorizzati  a  farli  entro  il  31  dicembre', mi pareva più
  logico.

     PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici  la  logica  molto  spesso  non
  collima con  le  volontà; le assicuro che l'emendamento, così come è
  scritto,   è   accettabile   perché   è  possibile  anche  nell'anno
  successivo   fare   le  variazioni  dell'anno  precedente.  Ci  sono
  precedenti  in questo Parlamento e i Comuni, per la parte regionale,
  hanno  fatto  le variazioni l'anno successivo. Le assicuro.
       Che  poi  lei  non lo condivida perché  non le pare logico è un
  opinione rispettabile ma pur sempre un opinione.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  lei  mi assicura che ci sono dei
  precedenti,  io  le  assicuro che nessun comune oltre il 31 dicembre
  2002  potrà  assumere impegni sull'anno finanziario 2002, tranne che
  non  blocchino  le  lancette  dell'orologio  a  mezza  notte per sei
  sette-giorni.
       Siccome  oltre alla variazione bisognerà fare gli impegni, e li
  fanno i dirigenti dei comuni, non potranno essere assunti impegni su
  un bilancio approvato nel 2003.

     PRESIDENTE  Comunico che all'emendamento  di  riscrittura  8R.1 è
  stato presentato dall'onorevole Speziale  l' emendamento 8R.1.1. che
  così recita:  "il comma 3 è soppresso".  Credo  di  avere illustrato
  sufficientemente il significato dell'emendamento.
       Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  8R1,  a firma del Governo,
  interamente sostitutivo dell'articolo 8.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE  I residui emendamenti sono preclusi.

       Si    riprende    l'esame   dell'articolo   9   precedentemente
  accantonato.
       Vi  era una ipotesi di riscrittura tecnica, l'assessore ci dice
  che non c'è bisogno e che rimane così com'è.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, la seduta   è rinviata a domani, giovedì 12
  dicembre 2002, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

        -"Norme finanziarie urgenti  -  Variazioni  al  bilancio della
          Regione siciliana per  l'anno  finanziario  2002  -  Seconda
          misura salva deficit" (n. 527/A) (Seguito)

              Relatore: On. Riccardo Savona.

    III - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE,  PREVISTO  DALLA  LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

      V - ELEZIONE  DI  NOVE   COMPONENTI   DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI  DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

  XVIII - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 21.19.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30)