Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE
PRESIDENTE Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Istituto statale per sordomuti di Sicilia con sede in
Palermo - Designazione presidente e componente del consiglio
di amministrazione" (n. 101)
- pervenuto in data 10 dicembre 2002
- trasmesso in data 11 dicembre 2002
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 940 - Notizie sui risultati del monitoraggio della
Commissione regionale di cardiochirurgia sull'Unità
operativa di cardiochirurgia dell'Azienda ospedaliera
'Papardo' e iniziative urgenti per il potenziamento di tale
Unità.
- Assessore Sanità
Firmatario: Beninati Antonino
- con richiesta di risposta orale:
N. 939 - Notizie in ordine alle iniziative assunte a
seguito dell'emergenza Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 941 - Costituzione dei Consigli di amministrazione
delle Opere Pie di Palermo e provincia.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Mercadante Giovanni
N. 942 - Notizie sulla situazione economica e sugli
sprechi nella gestione del patrimonio dell'AUSL n. 6 di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Vitrano Gaspare; Gurrieri Sebastiano
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, in data 11 dicembre
2002, la seguente mozione:
N. 187 - Impegno del Governo ad assumere le iniziative
necessarie per l'avviamento al lavoro dei lavoratori
forestali.
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Onorevoli colleghi, per assenza del Governo e della
Commissione, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
11.15.
(La seduta, sospesa alle ore 10.40, è ripresa alle ore 11.35)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME FINANZIARIE
URGENTI - VARIAZIONI DI BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2002 - SECONDA MISURA SALVA DEFICIT" (527/A)
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge n. 527/A "Norme
finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2002 - seconda misura salva deficit".
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, in riferimento all'articolo 11 "Recepimento di norme
statali in materia di riscossione" il Governo, ovviamente, ieri non
era nelle condizioni di avere alcuni dati tecnici che erano stati
richiesti dall'onorevole Speziale e, pertanto, ritenendo che la
discussione in Commissione si fosse esaurita, il Governo aveva
ritenuto di non attrezzarsi su detti dati tecnici. Oggi siamo nelle
condizioni di potere dare maggiori spiegazioni; tuttavia, poichè
l'argomento è di grande interesse vorrei, se possibile, fornire tali
spiegazioni quando in l'Aula vi sarà un numero maggiore di deputati.
Chiedo, pertanto, un ulteriore accantonamento dell'articolo 11.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Si passa, pertanto, all'articolo 13. Ne do lettura:
"Art. 13.
Enti economici
1. Per le finalità di cui all'articolo 7, comma 6, della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 5.165
migliaia di euro, U.P.B. 5.2.1.3.4, capitolo 243701.
2. Per le finalità di cui all'articolo 12, comma 2, della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 5.165
migliaia di euro, U.P.B. 5.2.1.3.4, capitolo 244102.
3. All'onere di cui ai commi 1 e 2, pari a 10.330 milioni
di euro si provvede, con parte delle disponibilità della
U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704 accantonamento 1012."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
"Art. 14.
Siti minerari
1. La Resais S.p.A. può anticipare, per conto della
Regione siciliana, che provvede al relativo rimborso previa
rendicontazione, le spese per effettuare i lavori
indispensabili per assicurare le condizioni lavorative del
personale addetto alla custodia e/o alla vigilanza, affidata
a soggetti in possesso dei requisiti previsti dall'articolo
134 del Testo unico lavoratori pubblica sicurezza, sia dei
siti minerari, sia dei beni patrimoniali trasferiti ai sensi
del comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 20 gennaio
1999, n. 5, di proprietà della Regione, nonché le spese per
la messa in sicurezza, la salvaguardia e la protezione della
pubblica incolumità, delle pertinenze, delle aree e del
territorio ed altresì della bonifica e del ripristino dei
luoghi relativi ai siti minerari dismessi.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2002, 2003 e 2004, la
spesa di 1.550 migliaia di euro, U.P.B. 5.2.1.3.4, capitolo
243303.
3. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1, per
l'esercizio finanziario 2002, si fa fronte con parte delle
disponibilità della U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704
accantonamento 1007.
4. L'onere previsto per gli esercizi finanziari 2003 e
2004 trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione,
U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1007."
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Liotta e Forgione: emendamento 14.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 14.2.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
soppressivo all'articolo 14 che abbiamo presentato, non ha come
finalità quella di non riconoscere l'esigenza che con il medesimo
articolo viene ravvisata, l'esigenza cioè di intervenire per la
messa in sicurezza dei siti minerari dismessi, per la custodia dei
siti e tutto ciò che è connesso con dei beni che comportano anche un
pericolo, ove non custoditi, per la pubblica incolumità.
Ciò che, invece, non ci convince e che vorrei sottolineare
affinché l'Assemblea ne prenda conoscenza, è l'introduzione, oltre
alla custodia dei siti, anche della cosiddetta vigilanza con il
ricorso a personale che abbia determinati requisiti, cioè abbia i
requisiti previsti dall'articolo 134 del Testo unico dei lavoratori
di pubblica sicurezza. Il che significa che noi passiamo dalla
semplice custodia alla vigilanza, per cui dall'uso che in passato si
è fatto del personale RESAIS, quindi a costo zero per la Regione (a
costo zero perchè già lo paghiamo, perchè se non lo utilizziamo per
la custodia lo paghiamo comunque e, quindi, rimane sempre un onere)
o, meglio, a costo aggiuntivo zero per la Regione, all'introduzione
di una nuova dizione dell'articolo che, appunto, ci fa passare da
questo tipo di utilizzazione del personale a quello della vigilanza,
con personale che abbia i requisiti di cui all'articolo 134 del
Testo unico dei lavoratori di pubblica sicurezza. Questi cioè devono
avere l'autorizzazione all'uso delle armi, cose che vengono
attualmente richieste alla polizia di Stato o agli altri organi
della sicurezza, nonchè alle società di vigilanza (i metronotte).
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, questa è una sua deduzione.
CAPODICASA No, Signor Presidente, al secondo rigo è scritto "per
assicurare le condizioni lavorative del personale addetto alla
custodia e/o vigilanza affidata, a soggetti...". Qui è molto sottile
la cosa.
PRESIDENTE Non è sottile, onorevole Capodicasa, il testo è
formale: se si intende affidare all'esterno della RESAIS va
specificato, altrimenti il testo, così com'è - lo dico perchè così è
inteso - significa affidare al personale interno alla RESAIS.
CAPODICASA Poichè questo personale non ha questi requisiti ...
PRESIDENTE Deve essere riqualificato.
CAPODICASA Le dico subito la RESAIS cosa farà. Signor
Presidente, lei, da ex assessore regionale, sa che ce ne siamo
occupati e abbiamo resistito alle innumerevoli pressioni perchè,
oltre alla custodia, fosse introdotta anche la vigilanza, in modo
tale da affidare a personale esterno, a società esterne la vigilanza
che non poteva essere espletata, garantita dal personale RESAIS.
Allora, qui c'è una sottile modifica, perchè è congegnata in
modo tale da non apparire, dell'attuale funzione di custodia che,
ovviamente, muta in vigilanza e, non potendo noi garantire questa
con il personale della RESAIS, faremo ricorso a personale esterno.
Tanto è vero che poi al comma 3 ed al comma 4 è previsto un onere
finanziario; cosa che non sarebbe necessaria se fosse questa una
interpretazione non fondata.
Allora, il punto qual è? Questi siti non hanno bisogno di
vigilanza, hanno bisogno di custodia, che è cosa diversa, in quanto
i custodi devono solo avvertire eventuali incauti visitatori che non
siano edotti del rischio che corrono nell'attraversare quei luoghi o
nell'introdursi nei luoghi che ovviamente non sono aperti al
pubblico, dei pericoli che corrono.
La vigilanza è qualcosa che richiede, invece, l'arma per
difendere i siti da qualcuno che vuole asportare, danneggiare; ma si
tratta di siti ampiamente danneggiati, dove è stato asportato
ampiamente, dove non c'è alcun bene da vigilare e da difendere.
Ed allora, onorevole Assessore, delle due l'una: o lei vuole le
variazioni di rigore e, diciamo sarebbe molto arduo definire tali
queste variazioni, o vuole fare una finanziaria che favorisca - non
sarà lei personalmente, ci saranno altri, magari della maggioranza o
del Governo, che puntano a questo obiettivo - qualche società di
vigilanza nelle assegnazioni, per potere magari poi fare qualche
assunzione, etc.
Sono dell'avviso che questa è una spesa assolutamente
impropria, immagino che...
ACIERNO Non ha attinenza.
CAPODICASA Non ha attinenza, infatti i commi 2, 3 e 4 sono
teorici.
ACIERNO Non ha attinenza la norma.
CAPODICASA Presidente, volevo sottolineare ciò perchè non passi
inosservato, perlomeno per fare capire che ci siamo accorti della
manovra che ci sta dietro.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, il testo sottoposto alla
valutazione dell'Aula è sostanzialmente ben scritto e parla della
possibilità di 'addetto alla custodia e/o vigilanza affidata';
significa, per quanto riguarda questa Presidenza, che viene
sottoposto alla valutazione dell'Aula sostanzialmente questo
concetto: che la RESAIS se ritiene di dovere fare la vigilanza,
avendo il personale interno, può fare anche la vigilanza; se la
RESAIS non ha personale interno mantiene la custodia.
Quello che viene sottoposto alla votazione dell'Aula è il testo
con questa interpretazione; se ci sono modifiche a questa
interpretazione debbono essere formalizzate con emendamenti
specificativi al testo. Poichè gli emendamenti specificativi non ci
sono ed il testo con queste interpretazioni vi viene sottoposto da
chi vi parla, il pronunziamento deve avvenire su questo.
SPEZIALE Presidente, specifichiamo meglio con norma...
CAPODICASA Basta dire 'senza ricorso al personale esterno'.
PRESIDENTE E' sufficiente che qualcuno presenti un sub
emendamento o il Governo si incarichi di riscrivere 'senza ricorso
al personale esterno'; ma per quanto ci riguarda, se così resta
stabilito, in sede di coordinamento possiamo sistemare le cose in
questi termini.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, mi rimetto in questo momento ad un giudizio complessivo
da parte dell'Aula, anche per capire realmente l'interpretazione
quale potrebbe essere: certamente quello che l'onorevole Presidente
dell'Assemblea ha testè affermato è convincente, però penso che
forse in questo momento sarebbe opportuno un momento di riflessione.
PRESIDENTE No Assessore, essendo interpretazione di quello che
ha detto la Presidenza, mi assumo la responsabilità di sottoporvi
anche un subemendamento formale. Infatti, essendo scaduti i termini
per la loro presentazione, questa Presidenza potrebbe proporlo al
fine di specificare 'senza ricorso a personale esterno'.
Allora, si passa alla votazione di questa modifica che
sostanzialmente recita: 'senza ricorso a personale esterno'.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, vorrei capire se l'Aula è nelle condizioni di articolare
un ragionamento.
PRESIDENTE Onorevole Pagano, il testo sottoposto alla
valutazione dell'Aula, se lo scrivete in altro modo vuol dire
un'altra cosa, se lo scrivete così come è scritto vuol dire
esattamente quello che io mi sono permesso di interpretare. Questa
è la precisazione formale di quello che è stato interpretato dalla
Presidenza, dopodiché si sottopone alla votazione e si corregge in
senso linguistico il testo. A meno che non ci siano altri punti di
vista.
TRICOLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TRICOLI Signor Presidente, il tema è stato affrontato anche in
terza Commissione, dove poi per una questione di speditezza dei
lavori, stante anche l'urgenza con cui si attendevano le variazioni
di bilancio, si è ritenuto opportuno rinviare l'argomento alla
Commissione 'Bilancio'. Mi sembra, comunque, che questo testo sia
stato sostanzialmente formalizzato dagli uffici, e che sia anche in
linea con quella che è la legislazione complessiva, in particolare
in materia di RESAIS.
Io non credo, quindi, che sia necessario aggiungere altro,
fermo restando che l'interpretazione è esattamente quella che lei ha
voluto specificare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, formalizziamo per evitare
equivoci. Credo non ci sia nulla di straordinario: si specifica un
dato di cui tutti siamo convinti e questo evita qualunque imbarazzo.
Pongo in votazione il testo della proposta che
sostanzialmente recita 'dopo le parole 'custodia e o vigilanza
affidata a soggetti senza ricorso a personale esterno in
possesso....'.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la proposta emendativa era una
specifica che il Presidente ha ritenuto di fare, avuto il consenso
dell'Aula. Se, però, l'Aula ritiene addirittura di dovere tentare
di bocciare detta specifica che il Presidente fa, non c'è bisogno
che predisponga formalmente il relativo emendamento.
FORMICA Non lo faccia
PRESIDENTE Allora, state confermando il testo e
l'interpretazione che dà il Presidente?
CAPODICASA No, se si vota va bene Presidente, se non si vota
l'interpretazione a parole non va bene
PRESIDENTE No, l'interpretazione non si vota: io offro la
lettura con l'interpretazione, dopodichè, se si vota un emendamento
su cui tutta l'Aula è d'accordo è una cosa, se l'emendamento non si
ritiene di doverlo sottoporre in votazione, è un'altra cosa.
Il Presidente non pone in votazione l'emendamento con il
rischio che venga respinto. Perchè ciò significherebbe sancire che
l'interpretazione non è sostenuta dal Presidente. Ed io, onorevole
Capodicasa, non lo voglio sancire questo; voglio fare sancire che
l'interpretazione è quella sostenuta dal Presidente.
CAPODICASA D'accordo, allora lo ponga in votazione
PRESIDENTE No
(Brusìo in Aula)
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, non avrebbe alcun significato
stravolgere l'approvazione dell'emendamento che il Presidente,
correttamente, si è offerto di presentare a chiarimento di una norma
che, se rimane tale, nonostante la interpretazione della Presidenza
e le cose verbalmente qui affermate non persegue il risultato.
Infatti, la legge è legge e la norma scritta non è costituita dalle
interpretazioni; queste possono valere solo nel caso in cui si vada
alla sede giurisdizionale.
Onorevole Cintola, lei che fa tanto il rigoroso, questa è una
norma che sta aggiungendo nuovi oneri finanziari alla Regione. Ne
parlo con cognizione di causa perchè me ne sono occupato da
Presidente della Regione nonchè da assessore ad interim
dell'Industria. Le assicuro che le pressioni che ho ricevuto in quel
momento, per passare dalla semplice custodia alla custodia e/o
vigilanza, come recita oggi l'emendamento, erano tante. Ciò in
quanto ci sono società di metronotte, etc., che aspirerebbero -
magari con il concorso di qualche parlamentare o di qualche
assessore o di qualche componente della maggioranza, che introducono
norme di questo tipo - ad avere stipulate le convenzioni e così
custodire e vigilare su "pietre". In realtà, l'unica esigenza non è
di custodire le pietre, ma di avere una custodia che impedisca
all'ignaro passante di correre dei pericoli, essendo, quelle
archeologiche, zone che vanno sottoposte ad un processo di
salvaguardia.
E' una situazione, onorevole Cintola, che assomiglia molto alla
discussione svolta ieri. E mi meraviglia che venga sostenuta da una
certa area della maggioranza: quella della Multiservizi, siamo
sempre lì. Il fatto è che la nuova moda che è in vigore - onorevoli
colleghi di Alleanza nazionale, non so quanto siate coinvolti nella
vicenda - è quella che, siccome non si possono più favorire tramite
raccomandazioni le assunzioni nell'ente pubblico perchè i concorsi
sono ormai organizzati in un certo modo, le assunzioni avvengono per
chiamata diretta attraverso questi meccanismi obliqui. Da un lato
si costituiscono le società miste, che, essendo regolate da un
regime privatistico possono assumere per chiamata diretta, ed ecco
allora Multiservizi, la Biophera, società che assumono senza dover
rendere conto a nessuno.
C'è questo nuovo andazzo - perchè questa è la nuova
filosofia che il clientelismo e il potere siciliano hanno adottato -
cioè ampliare, con la normativa proposta, la custodia passandola a
vigilanza senza che ce ne sia bisogno. E' ho spiegato perché.
Infatti, non c'è niente da difendere con le armi, onorevole Cintola.
Si tratta di siti minerari dismessi e c'é soltanto da impedire
che qualche ignaro passante, mettendo un piede in una buca non ben
custodita, si faccia male. Questo è il punto. Se si vuole
introdurre la vigilanza è perché si vogliono dare in convenzione a
società private le funzioni, appunto, di vigilanza e poi chiedere di
assumere questo o quell'altro nostro cliente che passa dalle nostre
segreterie.
Il punto è questo: se volete che la mia interpretazione venga
considerata malevola e non fondata, dovrete approvare l'emendamento
del Presidente dell'Assemblea; se non deve approvarlo sostenendo
che non é necessario, poichè qui nessuno è fesso, vi dico che
allora c'é recondito pensiero che state nascondendo per poi
applicare la norma. Non basta, infatti, dire che l'interpretazione
è questa, perché, come si sa, l'interpretazione storica di una norma
può essere fatta valere soltanto in sede giurisdizionale, per cui se
c'è una controparte che ricorre può portare davanti al giudice
l'interpretazione storica secondo le parole del Presidente ovvero
secondo quelle del Presidente della Commissione. Ma se questo non
c'é e non ci sarà, perché non c'é alcun contro interesse che si
contrapporrà, allora questa interpretazione ha soltanto valore di
palliativo, circostanza che ovviamente a noi non basta per potere
recedere dalla nostra posizione.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Capodicasa, che apprezzo, sotto molti
aspetti, e desidero ringraziare invitandolo, però, a ricordarsi,
ogni qualvolta interviene, dei miei interventi, perché se si
ricorda soltanto degli interventi di una parte e non dell'altra e
poi attacca il mio gruppo, il mio partito dicendo che è il peggiore
di tutti, che c'è un inciucio tra l'UDC e la sinistra diventa tutto
acqua che non lava più, non è più acqua di fonte.
Noi siamo disponibili a votare l'articolo 14 nella sua attuale
formulazione con l' interpretazione autentica - che condividiamo -
che ne ha fatto il Presidente dell'Assemblea ...
CAPODICASA Avete la coda di paglia
CINTOLA ... onorevole Capodicasa, la prego. Io non richiamo
l'interpretazione resa e verbalizzata di un Presidente
dell'Assemblea iscritto all'UDC; io richiamo l'interpretazione
autentica di un Presidente al quale continuo a riconoscere un ruolo
determinante dal punto di vista istituzionale, politico, etico e
morale ...
(Interruzioni dell'onorevole Capodicasa)
CINTOLA ... pertanto, aggiungo in termini inequivocabili, poichè
l'intenzione specifica di quell'articolo è esattamente sul solco
delle cose dette da lei, onorevole Capodicasa, e riprese dal
Presidente dell'Assemblea, noi confermiamo il nostro assenso
sull'articolo, considerato che con quella interpretazione l'articolo
14 prevede ciò che il Governo, la maggioranza e la Commissione hanno
votato in Commissione Bilancio. Dobbiamo dividerci pure sulle cose
che ci vedono pienamente d'accordo?
Non ci sarebbe stata necessità di questo mio intervento se non
fossi stato chiamato in causa, considerato che nell'intervento del
collega Tricoli era racchiuso il pensiero del Governo e della
maggioranza. Per quanto mi riguarda, non sto facendo altro che
riconfermare in maniera pacata il nostro assenso; non c'è niente che
ci divide, siamo pienamente d'accordo: l'interpretazione del
Presidente dell'Assemblea è l'interpretazione autentica
dell'articolo. Pertanto, invito la Presidenza a porre in votazione
l'articolo 14.
PRESIDENTE Come preannunciato in precedenza, la seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.05, è ripresa alle ore 12.13)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, l'articolo 14 è accantonato.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
"Art. 15.
Obbligazioni pregresse imprenditoria giovanile
1. Il dipartimento regionale industria è autorizzato ad
utilizzare le somme eliminate per perenzione amministrativa
previa reiscrizione in bilancio ai sensi degli articoli 7 e 8
della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni, impegnate per le finalità dell'articolo 22
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, per le quali
non sussiste più alcuna obbligazione per far fronte ad altre
obbligazioni assunte nell'esercizio finanziario 2001 in
favore di soggetti che, pur avendo tutti i requisiti previsti
dalla legge regionale n. 25 del 1993 ed inseriti utilmente
nelle relative graduatorie, non hanno fruito della erogazione
dei contributi a seguito della riduzione della stanziamento
ai sensi dell'articolo 34 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 21.'
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Papania
l'allegato emendamento 15.1.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 15R, di riscrittura dell'articolo 15.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la denominazione
dell'articolo 15 recita "Obbligazioni pregresse imprenditoria
giovanile". Credo sia doveroso da parte del Governo offrire nella
sua azione politica tutte le garanzie necessarie affinché i giovani
possano affacciarsi con serenità al mondo dell'imprenditoria. E noi
sappiamo bene che già paghiamo un prezzo elevatissimo quando si
parla di imprenditoria in Sicilia.
Un' attenta politica non fa altro che attrarre investimenti e
quindi creare nuova imprenditoria e, quindi, quel volano virtuoso
che attorno a un momento imprenditoriale si crea, e di cui credo che
la Sicilia abbia una grande necessità.
Ciò che mi dispiace - e lo dico senza alcun timore - è vedere
un Governo molto spesso criticato dall'opposizione, la quale svolge
un suo preciso ruolo, un dovere; l'opposizione deve criticare
l'azione del Governo, diversamente perderebbe il ruolo di
opposizione, e convergere quando l'azione del Governo è
condivisibile.
Ma che il Governo tutte le volte che l'opposizione alza il
tono della voce sotto il profilo politico - e dico ciò senza volere
offendere nessuno - evidenzia la differenziazione tra l'azione
politica del Governo e la proposta che l'opposizione fa nello
svolgere il suo ruolo, il Governo non perde occasione di
accantonare.
Ora, voglio capire qual è lo spirito di tutto ciò. Mi viene da
pensare subito che forse l'opposizione ha ragione, ma, nel momento
in cui comincio a pensare che l'opposizione ha ragione, rischio di
avere una crisi di coscienza e di non sentirmi più maggioranza, ma
di sentirmi opposizione.
Troppe volte sembra, mi dà l'impressione che l'opposizione
abbia ragione, poi, magari, nei fatti, l'opposizione ha le sue
ragioni, che però sono ragioni opposte a quelle della maggioranza.
Allora, proprio per potere svolgere tranquillamente il ruolo di
rappresentante di maggioranza in quest'Aula, inviterei il Governo ad
attivare il meccanismo opposto e non ad interpretare la parte del
bambino che viene quasi sempre scoperto - a dire dell'opposizione,
attenzione - con le mani nella marmellata, quando, invece, le norme
sono chiare.
Abbiamo accantonato l'articolo 14 perché, dal suo punto di
vista, l'onorevole Capodicasa aveva sollevato delle perplessità
su quella norma che, a suo vedere (ma lui è sempre opposizione)
nascondeva un tranello e rischiava di costituire un nuovo costo per
le casse della Regione.
Dal mio punto di vista di maggioranza, quel tranello non c'è,
ancorché ben espresso nella "atipica" interpretazione autentica
data dal Presidente dell'Assemblea - e dico "atipica" perché è
strano che prima che si approvi una norma ci sia già
l'interpretazione autentica.
Ma io una certezza ce l'ho: il Governo che io sostengo
tranelli normativi non ne fa; il Governo che io sostengo è un
Governo che vuole fare una seria politica di risanamento del
bilancio e, quindi, non propone norme per aggravare ulteriormente il
bilancio della Regione; il Governo che io sostengo non utilizza la
manovra di bilancio per favorire "singoli"; il Governo che io
sostengo è un Governo che fa un' attentissima politica e che ha una
maggioranza vigile nel sostenerlo in questo tipo di politica. Tutte
le volte che invece il Governo accantona rischia trasmettere alla
sua maggioranza un messaggio del tipo: "attenzione, perchè, forse,
io non sono quello che voi credete Attenzione, scrivete bene le
cose, perchè io vi favorisco Se avete bisogno di aiutare questo o
quello, io lo faccio." E poichè io so che così non è, suggerisco ai
rappresentanti dell'opposizione una più attenta lettura
dell'articolo 14, perchè in esso non si parla soltanto dei siti
minerari, più volte citati dall'onorevole Capodicasa, e per i quali
giustamente, dice: "bisogna solo stare attenti che il cittadino non
cada nel buco o il cittadino non inciampi nella pietra e, quindi,
non c'è bisogno di sorveglianza, ma di custodia. Ma in quello
stesso articolo, oltre che dei siti minerari, si parla anche di
patrimonio che viene trasferito e, quindi, è probabile che, per la
parte riguardante il patrimonio, potrebbe essere necessaria la
vigilanza, perchè è cosa ben diversa.
Credo che ciò che sto dicendo sia contenuto nell'articolo 14 e,
quindi, rendersi credibili difendiamo le nostre posizioni nelle sedi
opportune ed evitiamo di nasconderci dietro l'accantonamento.
Pertanto, o ritiriamo i provvedimenti che consideriamo errati,
poichè, essendo esseri umani possiamo sbagliare, anche se in buona
fede, ovvero, se siamo convinti di essere nel giusto, abbiamo il
diritto-dovere di difendere le nostre posizioni.
PAPANIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per dire che condivido lo spirito della norma al nostro
esame, la quale, utilizzando risorse già in possesso della Regione
siciliana, attiva procedure che consentono ad altre imprese di
poterne usufruire.
Ho presentato all'articolo 15 un comma aggiuntivo che consente
l'utilizzazione dello stesso meccanismo anche per i fondi di
formazione continua, fondi del Ministero del lavoro che attualmente
sono giacenti e che non potremmo utilizzare se non approvassimo una
norma che preveda lo scorrimento delle graduatorie.
Invito, pertanto, il Governo e l'Aula ad approvare
l'emendamento 15.1.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho seguito con
attenzione l'intervento dell'onorevole Papania, e mi sembra di
capire che si vuole applicare il meccanismo previsto dall'
emendamento 15R, per fondi diversi. Condivido questa impostazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, desidero rispondere brevemente
all'interessante quesito posto dall'onorevole Papania.
I fondi di cui stiamo trattando, che sono quelli presi in esame
dal suo emendamento, sono fondi vincolati, quindi nulla vieta
all'amministrazione diretta di intervenire, se si condivide questo
tipo di orientamento, attraverso le normali vie amministrative.
Quindi, di fatto, non possiamo pregiudicare l'azione del Governo e
quindi l'autonomia dello stesso all'interno di un pur ammirevole e
condivisibile incardinamento legislativo. Ammettendo pienamente la
validità dell'idea, lo si può, però, lasciare tranquillamente alle
vie amministrative, perché si tratta di fondi vincolati. Possiamo
ulteriormente discuterne in un secondo momento, ma io ritengo che,
proprio perché ultroneo, possiamo lasciare tutto così com'è.
Mentre devo necessariamente fare un discorso molto più ampio
con riferimento all'intervento molto sibillino fatto dall'onorevole
Acierno.
Non entro nel merito, ma penso che l'intervento dell'onorevole
Acierno probabilmente sarebbe stato più gradito se fosse stato
svolto nel momento precedente, anche perché il Governo non ha
accantonato l'articolo 14 dopo pochi secondi, l' ha accantonato, per
lo meno dopo circa venti minuti buoni di discussione. In questi
venti minuti il Governo ha sollecitato espressamente il dibattito
dell'Aula, e ciò anche per comprendere se l' interpretazione
dell'onorevole Presidente dell'Assemblea andasse in una direzione
ovvero nell'altra. Infatti, poichè siamo tutti infarinati di
diritto, ma non siamo fini giuristi, era evidente che qualche lecito
sospetto esistesse e quindi si chiedeva il conforto dell'Aula,
conforto che certamente era anche da intravedere da un punto di
vista politico.
PRESIDENTE Il sospetto era interpretativo. L'onorevole Pagano
non voleva insinuare nulla; ha semplicemente precisato che ci poteva
essere un sospetto interpretativo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io desidererei che durante i miei interventi non si
facesse la disamina delle singole parole, considerato che ritengo
che all'interno di questa Assemblea siamo collocabili nella
categoria "uomini' e quindi, come tali, dobbiamo avere rispetto
reciproco e non andare alle offese. Le mie parole non possono che
essere interpretate nel senso in cui diceva il Presidente: cioè
intendevo parlare di dubbio sull'interpretazione, ovviamente e non
inerente al rapporto personale. Detto questo, poichè siamo tutti
infarinati di diritto ma non certamente fini giuristi, si era
chiesto espressamente il conforto dell'Assemblea, si era chiesto che
l'Aula si comportasse in termini di dibattito, come deve procedere
un qualsiasi Parlamento., Da qui la dialettica e la contrapposizione
di tesi, che certamente sono politiche e fondate anche su basi
tecnico-giuridiche. Su questi elementi mi pare di potere dire che il
Governo non ha ricevuto molto in termini di conforto, anzi forse
qualche silenzio imbarazzante; dopo venti minuti, probabilmente
anche di più, di un dibattito sterile, il fatto che l'articolo 14
sia stato accantonato non è stato frutto di una logica da fuga da
Alcatraz, ma, semmai, esattamente il contrario: la necessità di
inquadrare il problema in termini più ampi e di vederlo in termini
politici adeguati e supportato adeguatamente; quindi, non certo
nella logica interpretativa dell'onorevole Acierno. Pensavo di non
intervenire su questo argomento, ma poichè sono stato chiamato in
causa, devo necessariamente fare un ragionamento molto più ampio.
Veda, onorevole Acierno, non è così; qui non c'è alcuna fuga da
parte dell'opposizione, non ci si sente imbarazzati, né, tantomeno,
si ha un complesso di inferiorità.
Semmai è esattamente il contrario. Questo Governo, in
particolare il ramo cui sono preposto ha dimostrato, quando ha
potuto, sempre e dovunque, che c'è una barra dritta che va verso una
direzione ben precisa, che non sto qui a ripetere qual è, perché
ormai ne abbiamo la nausea tutti, il primo io. Se lo vogliamo
ripetere ancora una volta: rigore.
Se il rigore non è un'opinione, ma è frutto di una logica
politica ben precisa, non ci sono interpretazioni terze, ce n'è solo
una, ed è chiaro che poi possono accadere anche i momenti
imbarazzanti, i momenti in cui le norme possono essere scritte male,
i momenti in cui c'è una dialettica ed un dibattito diverso, ma
all'interno di una logica ben precisa e di un range comunque
estremamente ridotto: oltre non si può andare.
Sorprende, quindi, che arrivino ogni tanto delle sollecitazioni
che, certo, non possono essere quelle del normale dibattito
politico.
Pur non di meno, siccome devo affrontare l'argomento, perché mi
è stato chiesto, l'avrei evitato volentieri, io tengo a precisare
quello che è accaduto soltanto in queste giornate; non faccio
evocazioni storiche e non sto qui a dire in un anno e mezzo di
governo che cosa è accaduto perché poi, probabilmente, saremmo qui a
fare le nottate, a mettere i materassi per terra ed il Presidente
Crisafulli, giustamente, dovrà sospendere, ma almeno quello che è
accaduto in questi giorni - consentitemi - dobbiamo ripetercelo.
Noi abbiamo accantonato l'articolo 8 e l'articolo 9 di questo
testo di legge e li abbiamo accantonati per un semplice motivo:
perché sia nel primo caso che nel secondo, si sembravano legittime
le discussioni che sono state portate avanti da questo Parlamento,
indipendentemente dall'area di appartenenza, significatamente, nel
caso specifico, uno degli articoli ha avuto una sollecitazione da
parte dell'opposizione, un altro da parte del centrodestra.
Ebbene, se andate a vedere i lavori d'Aula, visto che non avete
memoria storica, vi accorgerete che l'articolo 8 è stato riscritto,
a dimostrazione che c'era una interpretazione certamente favorevole
ai dubbi che sono stati sollevati dall'Aula e l'articolo 9 è stato
confermato puntualmente.
Allora, non ci sono delle fughe, non ci sono delle
interpretazioni diverse, c'è una onestà intellettuale che sta a
giudicare le cose come stanno e siccome nessuno di noi ha scienze
infuse e nessuno è stato illuminato, su questo argomento, dallo
Spirito Santo, per quanto uno ci creda e, quindi, può portare avanti
anche problematiche logiche di questo tipo, ma siccome non c'è la
scienza esatta, sempre, è chiaro che da questo punto di vista
ascoltare tutti e poi decidere è una delle prerogative di un Governo
serio, un Governo che non è ideologizzato, un Governo che ha un
programma ben preciso con cui si deve misurare e, giorno dopo
giorno, si misura anche con la propria faccia.
Quindi, ci stanno anche bene, da questo punto di vista, le
critiche, ci stanno bene anche le osservazioni e, poi,
evidentemente, all'interno di questo si sceglie.
Ma che cosa debbo raccontare, visto che dobbiamo parlare di
dibattito, che cosa è successo con l'articolo 12? Con l'articolo 12
questo Governo ha votato contro un orientamento che veniva da
autorevoli strati della maggioranza, ha detto di no al comma quarto
dell'articolo 12.
Se lo vada a leggere che cosa c'era, onorevole Acierno, visto
che abbiamo la memoria corta. Lì abbiamo detto, in maniera chiara,
che il Governo era contrario, abbiamo anche rischiato, c'è stato
anche qualche parlamentare che ha detto: se adesso te lo bocciano
che fa ti dimetti?
Premesso che non mi sarei dimesso perché questo è da ricondurre
all'interno di una giustezza delle proprie idee e, soprattutto, di
un convincimento serio e profondo, quindi non si cambia idea
all'interno di questo, però è un dato di fatto che si è rischiato,
anche da un punto di vista politico, e siccome la politica è fatta
di battaglie quotidiane che, giorno dopo giorno, si fanno, la
sommatoria di queste battaglie, alcune si vincono, altre si perdono,
poi determina un risultato finale e non c'è dubbio che la sconfitta,
ieri, avrebbe potuto significare qualche cosa che, invece, non è
avvenuta; abbiamo avuto il coraggio di rischiare e di dire: questa
norma non la condividiamo, sfidando anche delle amicizie personali,
dei rapporti personali e quest'Aula si è pronunciata in una certa
maniera.
Chiarito, quindi, che non abbiamo da dimostrare nulla, men che
meno su questo argomento, onorevole Acierno, l'accantonamento
dell'articolo 14 è sacrosanto, si faccia un dibattito serio fuori da
questo Parlamento, si faccia un discorso che vada incontro anche
alle esigenze del Governo e, dopodiché, la maggioranza tutta dica al
Governo come dobbiamo comportarci e come dobbiamo muoverci, tenendo
conto che, comunque, già da questa discussione, da questo
comportamento, abbiamo fatto capire abbondantemente qual è
l'orientamento dello stesso.
PRESIDENTE Si passa alla votazione dell'emendamento 15.R.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole del
nostro Gruppo all'emendamento che è stato ispirato dall'onorevole
Papania.
Approfitto, però, del mio intervento per fare una brevissima
considerazione su quanto affermato ora dall'onorevole Pagano e
spinto dall'onorevole Acierno.
L'onorevole Acierno ha la grande capacità, se insiste ancora,
di farmi ricredere su una delle cose che credevo fossero molto
radicate in me: cioè la giustezza dell'avere introdotto le norme del
maggioritario con premio di maggioranza, perché mi sono chiesto la
ragione per la quale l'onorevole Acierno da un anno e mezzo si sia
assunto il compito di bacchettare la maggioranza al solo scopo di
portarla sempre allo scontro con l'opposizione, 'a prescindere' -
direbbe Totò - dal merito delle questioni.
ACIERNO Totò chi?
CAPODICASA Totò, non Totò Cuffaro. E mi sono chiesto perché;
perché è l'unico che fa questo mestiere, ed una spiegazione comincio
a darmela: perché siccome io sono sempre stato convinto che qui
dentro prima siamo deputati e rappresentanti degli interessi della
gente, del popolo, e poi siamo di maggioranza e di opposizione; lui,
invece, prima è di maggioranza, e poi è deputato, in quanto
maggioranza qualunque cosa succeda bisogna dare addosso e comunque
già il fatto che sia una tesi sostenuta dall'opposizione non è
valida, non è da accogliere; in quanto deputato io penso che abbiamo
tutti interesse a capire se le cose che si dicono siano vere o no, a
prescindere da chi le dice e se sono o no nell'interesse della
Sicilia. Io così interpreto.
L'onorevole Acierno forse non lo interpreta così perché essendo
stato eletto nel listino, quindi senza il voto dei siciliani, solo
con il voto della maggioranza, lui risponde solo alla maggioranza,
quindi per lui esiste solo la verità della maggioranza, giusta o
sbagliata che sia è quella.
Questa interpretazione, che è solo dell'onorevole Acierno
perché non la vedo molto diffusa, ci induce a riflettere sul senso
della nostra funzione, che non è quello di aderire, sostenere,
appoggiare acriticamente ciò che fa la maggioranza, ciò che ti porta
in Aula il Governo.
SPEZIALE Non ne vale la pena
CAPODICASA No, ne vale la pena perché è un metodo che lui ha
usato: ogni volta a bacchettare; e quel povero assessore a dovere
dare spiegazioni del perché accantona un articolo, cosa che in
questa Aula è avvenuta alcune centinaia di migliaia di volte, forse
milioni nei cinquant'anni di storia della Regione, perché
accantonare ha la solo funzione, il solo scopo di approfondire.
Onorevole Assessore, lei non si deve giustificare assolutamente
di volere approfondire un argomento nel momento in cui un deputato,
sia pure di opposizione, solleva un dubbio, sottolinea una questione
e giustamente tutti insieme ci vogliamo capire un poco di più.
Quindi, credo - e chiudo - signor Presidente, che questo
dibattito improprio sulla funzione del Parlamento, perché poi, alla
fine, se fosse quella che dice l'onorevole Acierno la funzione del
Parlamento, lui potrebbe benissimo stare a casa sua, noi potremmo
benissimo stare a casa nostra, ci mandiamo le opinioni per lettera,
tanto poi, alla fine, ciò che la maggioranza ha scritto bisogna
fare.
Ora, siccome il Parlamento serve per emendare, per discutere,
per abrogare, per correggere, per introdurre nuova materia, credo
che, onorevole Pagano, siamo tutti abilitati a fare quello che
abbiamo fatto: lei ad accantonare e noi eventualmente a proporre di
accantonare.
TURANO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è stato
stamattina un dibattito effervescente sul ruolo della maggioranza e
sul ruolo dell'opposizione, dibattito subito raccolto dall'Assessore
che, chiaramente, indicava le linee...
Signor Presidente, questa mattina per mezz'ora si è fatta
politica di un certo livello e lo spunto su cui...
PRESIDENTE Onorevole Turano, gradirei che ci facesse
comprendere il livello, perché altrimenti avremmo difficoltà a
proseguire nei lavori.
TURANO Signor Presidente, il vademecum che speravo arrivasse
con l'allegata interpretazione autentica, mi permetteva di fare
sintesi. Io conosco le sue interpretazioni autentiche e gli ordini
del giorno a proposito dei lavoratori della forestale all'inizio
della scorsa legislatura.
Io non intervenivo nel merito dell'articolato perché il 14 è,
per un giudizio inappellabile della Presidenza, accantonato e il 15
mi sembra che vada per le giuste vie, però mi sembra di capire che
il livello politico del dibattito che si è instaurato meriti di
essere affrontato, perché se così dovesse essere e se così dovesse
continuarsi per tutti lavori di questa legge importante che ci
permette di chiudere l'esercizio finanziario - e io spero che sia
così - ci sarebbe la possibilità di confrontarsi dialetticamente su
ogni singolo punto senza correre il rischio di probabili intese
trasversali che non riguardano più la minoranza o la maggioranza,
perché l'onorevole Acierno ha ragione, ma riguardano interessi di
una parte della minoranza o della maggioranza che poi inficiano il
percorso legislativo.
Allora io traevo spunto da quello che ha detto l'onorevole
Capodicasa per augurare che questo metro di valutazione potesse
essere seguito per tutto l'iter della legge.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sto presentando un subemendamento
all'emendamento dell'onorevole Papania in cui il Dipartimento
Agenzia regionale per l'impiego venga sostituito con l'Assessorato
regionale al Lavoro.
Sono favorevole a questo subemendamento perché ci permette di
utilizzare delle somme relative alla legge numero 236 del 1993 per
tutti i soggetti che hanno fatto domanda senza bisogno di
graduatoria perché non esiste un piano in proposito.
Siccome i soggetti sono tutti attività imprenditoriali, noi
metteremo in condizione l'Assessorato di pagare tutti quelli che
hanno presentato le domande.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, premesso che quello che ho detto prima su questo
argomento che trattasi di fondi vincolati è esattamente
l'impostazione che volevamo dare e che continuiamo a dare, con la
precisazione dell'assessore Stancanelli, penso che possiamo essere
tutti soddisfatti e, quindi, l'emendamento a questo punto può essere
accolto.
Quindi, il Governo da parere favorevole all'emendamento 15.1.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 15.1.1.
Pongo in votazione l'emendamento 15 R del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.1.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 11, in precedenza
accantonato.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 11, che è molto tecnico,
recepisce il nuovo impianto di calcolo delle remunerazioni ai
concessionari che è stato già lanciato dal Governo nazionale qualche
settimana fa. Quindi, noi stiamo recependo, di fatto, quello che il
Ministro Tremonti ha già attivato.
Intanto, dobbiamo chiederci perché il Governo nazionale, a
distanza di tre anni dalla riforma della riscossione, è intervenuto
e che cosa, in Sicilia, è successo in questo periodo.
Io, quindi, debbo necessariamente fare una specie di
parallelo. Perché, di fatto, durante la gestione del Governo
Capodicasa, si è verificato esattamente quello che, in questo
momento, il Governo sta facendo con un altro "rassemblement".
E' chiaro che quel giorno - mi pare che eravamo nel marzo 2000
- il Governo Capodicasa recepì le disposizioni dell'allora Ministro
Visco che aveva impiantato, con la riforma, un calcolo di
remunerazione per i concessionari che era basato su un aggio e sulle
somme riscosse. Sto guardando: era l'articolo 17 del decreto
legislativo 112 del 1999. Contemporaneamente, con l'articolo 59,
comma 2, si è previsto un cosiddetto "meccanismo di salvaguardia".
Che cosa significa? Di fatto, si garantiva una sostanziale in
varianza della remunerazione del servizio in rapporto al vecchio
sistema disciplinato con la legge dell'88. In altre parole, si
tutelava l'equilibrio economico dell'azienda in riscossione, anche
in pendenza del nuovo regime. Quindi, per renderla ancora più
semplice: Visco, nel '99 fa la legge; nel 2000 Capodicasa recepisce
la norma di Visco; viene fatto un nuovo regime in termini di
remunerazione, però viene applicato il cosiddetto "meccanismo di
salvaguardia" che salvaguardia le remunerazioni dei concessionari
che provenivano dalla legge del 1988.
La Regione siciliana, quindi, con questo atto di Governo
importante, che sto leggendo, è avvenuto nel mese di marzo del 2000,
comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale n. 8 del 17 marzo
2000, ne disciplina di fatto gli effetti durante il bilancio
regionale, per cui, si è garantito, anche in Sicilia l'applicazione
di un meccanismo che, sostanzialmente, erogava una remunerazione
prescindendo dai risultati ottenuti e dalle riscossioni conseguite.
Questa era la logica dell'allora legge. Quindi,
indipendentemente da quello che si incassa, si riesce a garantire il
concessionario. Giusto o sbagliato, non lo so. Non entro nel merito.
I Governi, come tali, debbono essere rispettati, almeno a livello
istituzionale. Il dibattito politico è ben altra cosa. Però, oggi -
e mi riferisco all'onorevole Speziale che, certamente da questo
punto di vista, ha sollecitato non poco questo dibattito - non si
può immaginare che il Governo della regione non possa fare quello
che allora fu una giusta prerogativa e una giusta istanza del
Governo Capodicasa. Può essere che, a consuntivo, tutto venga
giudicato sbagliato - e saranno i fatti e la storia a giudicarlo -
ma è un dato di fatto - ed è questo il dato politico che certamente
non può essere condiviso con l'onorevole Capodicasa - non può essere
accettato il fatto, che questo Governo stia recependo una norma
dell'attuale Ministro Tremonti.
Tra l'altro, debbo dire che non è un recepimento fine a sé
stesso nudo e crudo e soprattutto scevro da ogni valutazione di
ordine tecnico. In altre parole, non si sta accettando a scatola
chiusa "sic et simpliciter" una legge dello Stato solo perché c'è
una omogeneità politica e di colori politici. No, esattamente il
contrario. Noi siamo fortemente convinti di quello che stiamo
facendo in questo momento e penso che lo possiamo fare e dimostrare
con un semplice fatto: noi stiamo, in questo momento, invertendo una
tendenza. Tutta la Sicilia si lamenta che il concessionario non è in
grado di riscuotere ciò che è giusto riscuotere a livello di
iscrizione al ruolo, e soprattutto che i costi di gestione sono
altissimi.
Dopo questa attenta valutazione che ci ha coinvolto fin dal
primo giorno probabilmente in assoluto questo è stato l'argomento
che più ha attirato l'attenzione nei mass-media giacché mediamente
due-tre volte al mese - questa è stata la media degli interventi -
da allora non si è fatto altro che parlare di questo argomento.
E' chiaro che se in questo momento il Governo della Regione sta
attenzionando il problema, non è soltanto per una ritrovata
efficienza, che le assicuro onorevole Speziale si sta realizzando,
stiamo andando incontro ad una ritrovata efficienza che si era
smarrita ma, soprattutto, perché c'è una attenzione da parte dei
mass-media, c'è una attenzione da parte dei gruppi parlamentari, c'è
una attenzione dell'opinione pubblica. Questo concessionario riesce
ad essere produttivo all'interno delle risorse finanziarie che si
riesce ad incassare attraverso il ruolo, sì o no? Questo è il grande
dibattito. Io lascerò la valutazione...
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comprendo che comincia ad essere
tardi e ci possono essere altre esigenze, però dovete consentire
all'onorevole Assessore su una cosa così delicata, che riguarda in
buona sostanza il grosso dell'intervento di questo disegno di legge,
di potere esplicitare il punto di vista del Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Grazie per la
sensibilità, signor Presidente.
Stavo dicendo che l'unico sistema per potere dare una
valutazione serie a quanto oggi stiamo dibattendo, può venire
soltanto dalla capacità di simulare dei dati e vedere cosa sarebbe
successo con questa normativa nell'anno 2000 e nell'anno 2001 che
sono gli unici anni che si possono prendere ad esame, giacché nel
1999 c'era un'altra normativa, nell'anno 2000 e nell'anno 2001, ma
devo dire anche nell'anno 2002, anche se non si é ultimato, c'è ne
stata un'altra di normativa che giustamente voi avete recepito,
onorevole Speziale, perché è chiaro che ognuno cerca di aggiustare
le cose, la buona fede non è mai messa in discussione da parte di
chicchessìa, poi, evidentemente il risultato può essere più o meno
conducente, più o meno ottimale all'interno delle speranze che si
hanno all'inizio, ma questa è un'altra storia.
Allora valutiamo, facciamo una comparazione tra l'anno 2000,
l'anno 2001 e l'anno 2002 e vediamo se quel meccanismo che era stato
ideato da Visco era migliore o peggiore di questo; io faccio la
valutazione e pure tirerò le conseguenze: anno 2000, con la legge
Visco noi abbiamo riscosso in Sicilia 165 miliardi a mezzo ruolo; il
concessionario è stato remunerato con 119 miliardi. Parlo di vecchie
lire perché allora c'erano le lire e anche la comparazione con
l'anno 2002 avverrà in lire, quindi 165 contro 119 e passa, cifre
non certo esaltanti ma questi erano i numeri.
Se ci fosse stato la legge Tremonti - usiamo questo sintetico
nome solo per evitare ogni volta la ripetizione della nuova norma -
fermo restando i 165 miliardi in riscossione, noi avremmo avuto una
parte fissa che è una delle due prerogative che il nuovo sistema
legislativo impone, pari a 68 miliardi e una parte variabile che,
evidentemente, è la media degli aggi vigenti in questo momento, 9-11
per cento, pari a 10 miliardi. Quindi, ci sarebbe costato incassare
165 miliardi e 78 milioni di vecchie lire. Nell'anno 2001 abbiamo
incassato 182 miliardi, il concessionario è stato remunerato con
quel sistema con 119 miliardi, a parità di condizione noi avremmo
avuto 70 miliardi, parte fissa, e altri 17 in parte variabile il
totale fa 87 miliardi;, quindi come vede avremmo avuto un risparmio
sia nel primo caso che nel secondo.
Nell'anno 2002 tendenzialmente il dato che si riscuoterà questo
anno sarà di 180 miliardi, un dato straordinario, lo preannunzio
subito, un dato straordinario, nonostante si tratti di una cifra
pari a quella dell'anno scorso però è un dato che tendenzialmente
cambia tutto, lo dico con orgoglio ed adesso lo spiegherò, a
dimostrazione che c'è una ritrovata efficienza, e a fronte di tutto
questo noi avremmo avuto in eguale misura 87 miliardi di costi nei
confronti del concessionario, quindi come vede ancora una volta la
dimostrazione dei tre anni comparati questo è il dato serio, la
simulazione sullo storico, avrebbe dimostrato che noi avremmo pagato
meno, molto meno.
Dicevo poc'anzi: perché il dato è straordinario? Io tengo a
precisare a tutti gli onorevoli colleghi in maniera tale che si
esaurisca questa discussione e, una volta per tutte, finiscano anche
le lamentele o forse un rincorrersi di parole o chiacchiere che
spesso non hanno un supporto né tecnico né politico; a
dimostrazione di questo io vorrò dare giuste spiegazione e giuste
soddisfazioni all'Aula perché penso che ormai la tendenza sia stata
certamente invertita ed un recupero efficiente, certamente si è
recuperato.
Ricordo quest'anno, che per quasi sei mesi il concessionario
non ha emesso ruoli, non ha emesso cartelle esattoriali perché non
arrivava nulla dall'Agenzia delle entrate in quanto c'è stato il
change-over, c'è stata l'introduzione dell'euro, quindi il fatto
stesso che noi abbiamo cambiato sistema monetario ha fatto sì che i
sistemi di meccanizzazione informatici dell'Agenzia delle entrate
non elaborassero cartelle e quindi di fatto il concessionario si è
trovato a non potere lavorare per quasi sei mesi.
Inoltre, è stata emanata la norma che ha rimodulato la
competenza legislativa delle commissioni tributarie, significa che
le commissioni tributarie non hanno potuto lavorare fino ad aprile
perché c'è stato il nuovo sistema legislativo, quindi fino ad aprile
non è arrivata nessuna cartella nemmeno dal lavoro che normalmente
viene svolto dalle commissioni tributarie.
Tengo a precisare che, da qualche mese, precisamente da un
mese, il concessionario di Catania ha di fatto dimezzato le entrate,
in generale come riscossione, quindi, con autotassazione ma lo
stesso principio vale anche per l'iscrizione al ruolo, a seguito dei
noti fatti sismici che ne hanno compromesso la riscossione perché il
Governo nazionale giustamente ha ritenuto di dare un'agevolazione e
quindi di rimandare l'incasso delle imposte stesse.
Ebbene, se sommate questi tre eventi vi renderete conto che
praticamente per un importante meccanismo di nuovo sistema monetario
per sei mesi non si è lavorato, per quattro mesi, ovviamente
all'interno della stessa problematica non sono cumulabili i mesi,
un'altra voce consistente che sarebbe quella delle commissioni
tributarie non hanno lavorato, ed infine negli ultimi due mesi, e
durerà ovviamente fino alla fine di dicembre, la provincia di
Catania, che certamente non è la provincia di Enna o di
Caltanissetta per incassi tributari, ha dato meno soddisfazioni
all'Erario siciliano.
La sommatoria di tutto questo fa sì che siamo in un tendenziale
di oltre il 100% in più rispetto all'anno scorso e questa è una cosa
che ci deve fare inorgoglire a dimostrazione che finalmente questa
Regione sta ritrovando efficienza anche su questo argomento ed è una
cosa che dobbiamo rimarcare perché indipendentemente dai colori
politici o all'efficienza dell'assessore di turno certamente c'è un
motivo di orgoglio; sono risorse in più che stiamo recuperando e mi
sento di dire che se la tendenza sarà questa da qui a fine
legislatura le risorse saranno molte ma molte di più.
Non appare quindi inutile, caro onorevole Speziale,
l'intervento che lei ha fatto. Io mi sono sorpreso ad essere sincero
perché dopo che questa cosa l'abbiamo spiegata in lungo e in largo
in Commissione, il fatto che sia giunta anche in Aula francamente
mi ha un po' sorpreso, però tengo a precisare che tutto quello che è
stato fatto che è il recepimento della norma nazionale non soltanto
ha prodotto uno straordinario vantaggio nei confronti della Regione
ma, soprattutto, ha creato le basi per un'efficienza ritrovata
Tengo a precisare una cosa, onorevole Speziale, e questo
nessuno me lo potrà negare, il recepimento di questa norma ci dà
altri due vantaggi oltre a quello
efficientistico-numerario-contabile nei termini che ho appena
espresso: innanzitutto il concessionario dovrà anticipare le
risorse che, tendenzialmente, la Regione deve incassare, e questo
penso che sia da salutare come un fatto positivo, cioè pagano loro
quello che poi, successivamente, incasseranno; è uno stimolo a fare
di meglio e a raggiungere gradi di efficienza che certamente finora
non ha avuto e in secondo luogo noi abbiamo introdotto, grazie alla
norma statale, un meccanismo premiante e contemporaneamente
punitivo: più incassi più ti paghiamo, meno incassi meno ti
paghiamo.
Io penso che, alla luce di tutto questo, più il dato
tendenziale che dicevo poc'anzi e, quindi, minori oneri solo per
quest'anno, che certamente non è un anno tra i migliori, di 32
miliardi, vada salutato come un evento positivo, come un momento che
certamente produrrà vantaggi per la Sicilia e che, da un certo punto
di vista, possono garantire che questo Governo sta lavorando bene
all'interno di un efficienza e di un'efficacia che finora, almeno in
questo settore, non c'erano state e che pian piano si stanno
ritrovando.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, la ringrazio per la sensibilità che ha dimostrato nei
confronti dell'Aula visto che questo argomento rischiava, essendo
poi l'articolo più importante delle variazioni di bilancio; è il
cardine fondamentale, rischiava di passare inosservato.
Tuttavia ha dimostrato come fosse ragionevole la richiesta
fatta ieri da parte nostra che su questo argomento, anziché
intervenire a stralcio per le argomentazioni stesse che Lei ha
introdotto nel corso del dibattito, fosse necessario invece una
norma di riordino dell'intero settore e non solo di recepimento.
Ha fatto riferimento alla normativa della legge Visco: ieri nel
corso del mio intervento non c'è stata nessuna volontà di
determinare un elemento comparativo tra la legge Visco e la legge
Tremonti, sono due fasi del tutto diverse, quindi non era questa la
ragione per cui noi abbiamo sollevato una questione fondamentale che
ritorniamo a sollevare. E cioè quella che in materia di riscossione,
alla luce della normativa nazionale, sarebbe opportuno che il
Parlamento, il Governo presentasse un disegno di legge di riordino,
perché al di là dei proclami, diciamo, entusiastici dell'Assessore,
ancora una volta si capisce che c'è una lentezza nella riscossione
che determina grossi problemi per quanto riguarda la Regione
siciliana.
Inoltre, volevo ricordare all'Assessore che non risponde ad un
altro quesito che è insito nella normativa, posto da noi e cioè il
fatto che mentre la cosiddetta legge Tremonti a livello nazionale
tra l'aggio fisso e la capacità di introito ha 370 milioni di aggio
fisso con l'obiettivo di introito di 500 milioni di euro, a livello
regionale questo dato è capovolto. Noi mettiamo 36 milioni di euro
per incassarne 24 milioni. Su questo dato oggettivo, che è scritto
nel suo articolo, Lei non ha risposto, ma non perché ci sia,
diciamo, la non volontà - perché mi rendo conto che è materia
complessa, ma proprio perché è materia complessa sarebbe stato utile
che questo argomento venisse affrontato con un disegno di legge di
riforma.
Voglio dire, a proposito del Governo Capodicasa, voglio
ricordare a Lei che allora era attento parlamentare, che il Governo
Capodicasa predispose un disegno di legge di riordino del settore
discusso e portato in Aula e gruppi di interessi ben definiti dentro
questo Parlamento si sono collegati con il settore di centro-destra
per bocciare il disegno di legge dell'onorevole Capodicasa.
La domanda è: perché quel disegno di legge non viene rivisitato
e riportato all'attenzione del Parlamento? Questa è la questione che
noi abbiamo sollevato ieri. Con il voto finale di settori, una parte
dei quali aderirono a Nuova Sicilia, a Democrazia Europea, si
determinò un'alleanza in quel momento tendente ad affossare un
disegno di legge il cui carattere era profondamente riformatore.
La domanda, quindi, onorevole Pagano, è di carattere politico:
perché non stralcia questa norma e non ritenga di ridefinire un
disegno di legge organico che, tenuto conto di una dinamica che è
stata introdotta dalla legge nazionale n. 128 di quest'anno, possa
determinare un complesso disegno che possa in qualche modo sopperire
ai ritardi nella riscossione che abbiamo qui in Sicilia e che Lei
stesso ha denunciato con minori introiti quest'anno per 32 miliardi
di lire?
Quindi, l'argomento che abbiamo posto è di questa natura: se
questo articolo 11 va calato a stralcio dentro un disegno di legge
sulle variazioni o se invece non si ritenga opportuno ridefinire la
materia con un unico disegno di legge che affronti tutte le
questioni, non solo quelle del recepimento ma anche il modo come
intervenire per accelerare il processo di riscossione nella nostra
Regione.
LO MONTE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio,
intanto, in via pregiudiziale, fare chiarezza su un passaggio del
dibattito che stamattina in quest'Aula si è svolto.
Onorevole Capodicasa, l'onorevole Acierno, che non ha bisogno
sicuramente di difese personali, né io assolutamente voglio
assurgere a difensore di questo o di quell'altro collega deputato
perché ho profondo rispetto di tutti, sollevava un problema avendo
presente che qualche suggerimento venuto dalla maggioranza, il
Governo magari resiste, se poi, magari, lo stesso suggerimento viene
dalla minoranza e il Governo lo accoglie, il sospetto e le cose che
diceva l'onorevole Acierno non sono nè astruse nè personali. Mi
riferisco particolarmente al famoso art. 8. Io ricordo di aver
motivato, forse non sono bravo quanto l'onorevole Giannopolo, però,
motivai che sostanzialmente si andava a mettere in grave disagio i
comuni. Le stesse motivazioni, in II Commissione non hanno avuto
accoglimento da parte del Governo, sono contento lo stesso per il
risultato; lo hanno avuto in Aula su imbeccata dell'onorevole
Giannopolo, mi fa piacere, perché, ripeto, l'onorevole Giannopolo ha
fatto il sindaco fino a qualche anno fa e quindi è sicuramente più
aggiornato di me. Io l'ho fatto negli anni '80 - '90, per cui
probabilmente non ho le stesse cognizioni che ha l'onorevole
Giannopolo. Però, quando si verificano fatti del genere si
giustificano anche gli interventi dell'onorevole Acierno.
Chiudo questo argomento.
In questo articolo 11 il terzo comma, obiettivamente, mi
preoccupa e vorrei porlo all'attenzione di tutti.
Al paragrafo b) dell'art. 11, si prevede che "l'importo
variabile di cui all'art. 3, comma 4), del decreto" ecc.. ecc.."è
costituito da un aggio di percentuale pari a quello vigente". Fino a
qua va bene. "Per la Regione siciliana, al 31 dicembre 2001, sulle
somme effettivamente riscosse da erogare entro l'anno successivo a
quello di riferimento". Sostanzialmente, con questo articolo,
onorevole Assessore in questo senso desidero che Lei faccia
chiarezza, si verificherà che noi dal 2003, non dall'anno corrente,
andremo a corrispondere un aggio che è corrispondente al riscosso,
che si aggancia al riscosso; mentre, per gli anni precedenti, noi,
con l'ente che doveva riscuotere, abbiamo pagato un compenso fisso.
Ora, vedete, la beffa che oltre al danno io intravedo, beffa e
danno immenso per la Regione, perché con il compenso fisso non ha
riscosso. E noi abbiamo pagato. Adesso ha accumulato un grande
arretrato, si prevede quindi una grossa massa di riscossione e noi
gli diamo un premio. Cioè, paghiamo due volte il lavoro che doveva
essere fatto in via ordinaria negli anni precedenti.
Io capisco che nella disattenzione, nella approssimazione con
la quale spesso trattiamo i problemi può succedere di tutto. Però,
io vi invito a riflettere su questo aspetto, perché è possibile, io
mi opporrò a questo articolo così come è formulato, che la
percentuale sia agganciata al riscosso per la massa da riscuotere
dal 2003 in poi. Allora sono daccordo. Su questo non ci sono dubbi.
RAITI Chiedo di parlare:
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, non posso far altro che prendere atto dell'intervento
preciso, puntuale, dell'onorevole Lo Monte, il quale ha evidenziato
la problematica vera che sta a monte dell'articolo che andiamo ad
esaminare.
Vedete, il problema della riscossione in Sicilia, così
grave, che va avanti da innumerevoli anni e va avanti in condizioni
tali che sta diventando, anzi è diventata, una cancreca seria per le
casse della nostra Regione.
Oggi ci troviamo ad affrontare un articolato che non mette mano
in maniera ordinaria e definitiva a questa problematica, cercando di
estirpare questo cancro, ma, di fatto, ci mette nelle condizioni di
premiare chi è stato, nel passato, inefficente. Ci metterà nelle
condizioni, se noi dovessimo approvare l'articolo così com'è, di
pagare due volte: una volta per l'inadempimento e l'altra volta per
l'eventuale adempimento.
Questo non è assolutamente possibile, cosi come io ho
denunciato altre volte in questa materia; e non è possibile perchè
l'inesatta, inefficiente e grave inadempienza della riscossione in
Sicilia è stata più volte denunciata, evidenziata, non solo da
questo Parlamento, non solo da parlamentari di maggioranza e di
minoranza, non solo dal Governo, ma anche dalla Corte dei conti
nell'ultima relazione presentata nel gennaio ultimo scorso.
Vi ricordo che ci sono dei numeri certi. La MONTEPASCHI
riscuote in Sicilia l'8,5 per cento dei crediti che dovrebbe
riscuotere. L'8,5 per cento Cioè, c'è il 92 per cento dei crediti
non riscossi. Sono dati ufficiali forniti dalla Corte dei conti e
pubblicati sui giornali il 5 gennaio ultimo scorso.
Noi abbiamo avuto nell'anno in corso, fino a marzo dell'anno in
corso, un calo degli incassi su quell'8,5 per cento che già si
prevedeva di incassare, nell'IRPEF del 47,16 per cento, nell'IRPEG
dell'87,91 per cento, nell'ILOR del meno 53,75 per cento, nell'IVA
del meno 81,90 per cento, nel registro c'è solo un aumento del 9 per
cento, nelle tasse automobilistiche un calo del 45 per cento, nelle
altre imposte dirette c'è un incremento del 21 per cento, nelle
altre ancora un decremento del 73 per cento. Cioè, nell'anno in
corso, paragonando anno ad anno, c'è stato un calo complessivo del
meno 65,25 per cento.
Ecco, già riscuotevamo poco, l'8,5 per cento del complessivo,
poi abbiamo un calo del 65,25 per cento in quella riscossione.
Adesso andiamo a far una norma con la quale diciamo: "Ti diamo tot
somme per incassare 36 milioni, per incassare 24 milioni, ma in ogni
caso ti mettiamo un aggio fisso per potere incassare quello che non
hai incassato nell'anno precedente e che, in ogni caso, noi ti
abbiamo lautamente pagato" Ecco perchè la provocazione che più volte
ho fatto presente.
Aboliamo la riscossione delle tasse in Sicilia. Ci
guadagneremo molto di più e metteremo - come diceva Keynes - 'un
volano economico di sviluppo', un moltiplicatore economico e almeno
faremo qualche cosa di serio, una volta ogni tanto.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ben vengano queste discussioni in
questi momenti di confronto perchè è chiaro che, specie su una
materia così ostica e così complessa, la possibilità di potere
raffrontare tesi diverse può produrre solo ed esclusivamente
vantaggi per la nostra Regione. In qualunque caso, e poi, nel caso
specifico, anche se non c'è un vantaggio oggettivo perché la norma
è stata già disegnata e ad essa bisogna uniformarsi, in qualunque
caso il dibattito è utile per chiarire idee e per evitare
speculazioni o forse anche cattive interpretazioni, in buona o in
cattiva fede.
Nel caso specifico io devo dire che sono soddisfatto del
dibattito perché certamente si è fatto un ragionamento ampio e che
riesce a risolvere uno dei problemi più spinosi della nostra
Regione. Io vorrei sottolineare, per andare in ordine, quelli che
sono gli aspetti più significativi di tutta questa intrigata
vicenda. Primo: questa norma, che ovviamente è stata recepita,
almeno mi auguro che ci accingiamo ad approvare, non ha prorogato la
clausola di salvaguardia e questo personalmente significa che non dà
posizioni di rendita a chicchessia. Il concessionario, che
indipendentemente da quello che poteva incassare o meno, prendeva
una risorsa finanziaria ben definita, da questo momento in poi non
ha più posizione di rendita, deve lavorare, deve produrre, deve fare
un ragionamento, complessivamente parlando, misurato in termini di
efficienza. Quindi degli obiettivi che devono essere raggiunti e
quindi una produttività e una valutazione risultati che sarà sotto
gli occhi di tutti.
Secondo: la nuova remunerazione dei concessionari, in tutta
Italia, quindi anche in Sicilia, si compone di due parti abbiamo
detto. Spieghiamolo ancora meglio quali sono le due parti: una
indennità fissa, parametrata per l'anno 2002 al 58,7 per cento della
remunerazione corrisposta nel precedente anno a titolo di clausole
salvaguardia e nel 2003 nella misura del 53,3% sempre con
riferimento all'anno 2001. Quindi, un parametro, in termini di
coefficiente fisso, che come si vede va anche a scalare e comunque
con riferimento al massimo che avevano ottenuto rispetto all'anno in
oggetto.
L'importo variabile che tanto sta facendo discutere nella
giornata odierna si compone di un importo variabile costituito di un
aggio di percentuale pari a quello vigente al 31 dicembre 2001, con
incrementi collegati al conseguimento di maggiori riscossioni.
Questo importo variabile, in questo momento, si misura nell'ambito
del 9,11 per cento. Quindi, intanto cominciamo a dire che in tutta
Italia il sistema è uguale per tutti e soprattutto viene determinato
in una misura assolutamente inequivocabile. Cerco di andare anche
lentamente perché mi rendo conto che essendo materia spinosa
cercherò di essere il più chiaro possibile.
Andiamo a vedere l'osservazione che pone l'onorevole Lo Monte,
affascinante da un certo punto di vista, nel senso che mi ha posto
anche un dubbio, però il dubbio è stato risolto semplicemente
facendo una valutazione, anche con gli uffici, ma devo dire anche di
ordine logico, tenendo conto di un passaggio assolutamente unico.
Noi incasseremo, anzi il concessionario incasserà risorse
finanziarie nell'anno 2003 sulla base del lavorato, usiamo questo
termine. Quindi è chiaro che questo lavorato, secondo la tesi
dell'onorevole Lo Monte, comprende non soltanto la produzione in
termini di cartelle dell'anno 2003, ma anche quelle degli anni
precedenti. Ma questo è il lavoro che in qualunque caso deve essere
soggetto a riscossione, cioè non è un fatto automatico l'emissione
della cartella che produce, in concreto, con un rapporto
estremamente meccanicistico, un incasso da parte della Regione,
magari Perché saremmo nell'ordine di settemila miliardi delle
vecchie lire, per fare riferimento alla normativa anti 1999, o
addirittura di 3500 miliardi di lire, di residui attivi, con
riferimento a questi ultimi tre anni. Quindi, sarebbe troppo comodo
Il difficile per il concessionario viene fuori dalla capacità
non soltanto di emettere cartelle a seguito delle segnalazioni delle
commissioni tributarie dell'agenzia delle entrate, ma dalla capacità
di attivare meccanismi autenticamente virtuosi nell'incasso degli
stessi. E siccome si tratta di costi variabili, i costi sono
commisurati alla capacità che lo stesso avrà. A me me può interessar
de meno, direbbero i romani, se queste somme vengono incassate
nell'anno 2003 o 2004, certo la tendenza è quella di incassare il
più presto possibile e gli stessi in termini di competenza fanno
riferimento ad anni precedenti, perché non è importante questo, è
importante la massa finanziaria che realmente riesce a portare a
casa e poi aggiungo che il vero problema - e io ritengo di
interpretare correttamente la sollecitazione intelligente ed
opportuna dell'onorevole Lo Monte - i costi variabili, per
definizione, sono dei costi che hanno un punto di pareggio, nel
senso che più si riesce a incassare e più la percentuale, nel caso
specifico l'aggio, legato all'incasso produce un beneficio per il
soggetto che è preposto a questo.
E' chiaro che ci sarà un punto di pareggio, nel senso che la
massa finanziaria lavorata, e quindi gli incassi prodotti, da un
certo momento in poi avrà una inversione di tendenza, in quanto i
costi variabili avranno raggiunto, rispetto ai parametri dell'anno
precedente, un livello talmente smisurato da fare guadagnare
tantissimo al concessionario.
Ebbene, mentre Lei parlava, io mi sono fatto un calcolo in
maniera grossolana e frettolosa. Sempre con riferimento all'anno
2001, che è uno storico, il concessionario è stato remunerato con
119 miliardi; con il nostro sistema, oggi, ne avrebbe 87, di cui
costi variabili pari a 17.
Per raggiungere il punto di pareggio, cioè 119 miliardi, che
siccome è il 9,11 per cento, avrebbe dovuto incassare qualcosa come
320 miliardi in più di vecchie lire.
E' un calcolo approssimativo, però è un dato di fatto che, da
un certo punto di vista, ci può anche entusiasmare, perchè io auguro
al signor concessionario di guadagnare 32 miliardi in più
portandone, in proporzione, molti di più a noi.
Allora, onorevole Lo Monte, io penso che la logica
economico-finanziaria non ci deve assolutamente preoccupare; la
logica etica, che penso che è quello a cui fa riferimento, invece,
effettivamente pone dei dubbi.
Si potrebbe dire che questo concessionario adesso si sveglierà
e prenderà soldi. A me non importa questo, a me interessa che porti
finalmente risorse finanziarie utili per la nostra Regione e che
raggiunga quell'efficienza che non ha mai avuto.
Allo stesso tempo, se poi il giudizio negativo riguarda il
passato, io non posso farci nulla perchè le leggi in vigore allora
erano quelle, si sono commessi una serie di errori negli ultimi 15
anni che certamente non hanno prodotto risultati positivi per
nessuna regione italiana.
Finalmente, dopo avere combattuto in passato i "demoni" delle
agenzie di riscossione, che certamente tanto male hanno prodotto
alla Sicilia, però, avevano un metodo che in principio era
interessante, che era quello della percentuale variabile, oggi,
superati quei fantasmi del passato, che ringraziando Dio non
torneranno più, è giusto immaginare un sistema diverso che comprenda
i meccanismi così come sono stati descritti.
Se tutta questa spiegazione ha un senso e se tutte le cose che
oggi abbiamo detto hanno una logica, questo articolo 11 va incontro
ad un periodo positivo per le finanze della Regione e, quindi, deve
essere salutato positivamente.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati due emendamenti
soppressivi: l'11.1 a firma dell'onorevole Papania e l'11.2 a firma
degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Onorevole Presidente, ci saremmo augurati che il
Governo avesse tenuto conto dell'osservazione di fondo che noi
abbiamo formulato. Vorrei spiegare le ragioni per cui il nostro
Gruppo mantiene l'emendamento soppressivo e poi, nel caso non
dovesse passare, voterà contro.
Tutte le argomentazioni che Lei ha introdotto stamattina
impongono necessariamente, è questa la riflessione di fondo, che ci
sia una discussione approfondita sulla questione che riguarda la
riscossione e che si proceda attraverso un disegno di legge organico
che metta mano, in modo definitivo, a questa materia.
Può darsi che l'articolo, così com'è scritto, produca i
risultati che lei ha descritto, però noi avvertiamo l'esigenza che
questo argomento, anziché essere affrontato a stralcio, col
recepimento della normativa nazionale, venga affrontato con un
intervento organico e Lei insiste sul fatto che, invece, questo solo
intervento sia esaustivo di una materia così complessa e così
complicata che pone tanti interrogativi e tante domande che ancora
non hanno ricevuto risposta.
Questa è la ragione per cui noi insistiamo nei confronti del
Governo perchè ritiri l'articolo 11 e si impegni, in tempi rapidi, a
predisporre un disegno di legge organico della materia.
Ove il Governo dovesse insistere, invece, nell'approvazione
dell'articolo 11, noi manteniamo l'emendamento soppressivo e nostro
malgrado saremmo costretti a dare il voto contrario al testo
dell'articolo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, quando il dibattito è costruttivo come in questi ultimi
frangenti, certamente è anche entusiasmante debbo darne atto e
merito all'opposizione.
Onorevole Speziale, il Governo ha elaborato un disegno di legge
che è stato approvato dalla Giunta di Governo, durante l'estate. Ho
chiesto notizia se in II Commissione fosse giunto, mi sorprende come
ancora dalla Giunta di Governo non sia stato trasmesso in II
Commissione. Quindi certamente il suo intervento è visto
positivamente dal Governo, mi farò carico personalmente di seguire e
di capire come mai non sia ancora giunto in II Commissione, perchè
noi in Giunta l'abbiamo approvato. Con riferimento a questa
richiesta di porlo all'interno di un disegno di legge organico:
onorevole Capodicasa, forse questa Regione ha tante inefficienze che
stiamo cercando, ognuno per la propria parte, di colmare.
Noi non possiamo pensare che per fare un disegno di legge
organico, che è già pronto, che è stato approvato dalla Giunta, si
debba causare un danno alla Regione stessa, quindi mi si comprenderà
nel dire che per quanto ammirevole nell'idea ritengo che questa
parte sostanziale non indifferente venga qui oggi non soltanto
discussa, perchè la discussione già c'è stata e si è esaurita, ma
anche approvata, fermo restando l'impegno del Governo a far sì che
in II Commissione venga trasmesso immediatamente il disegno di legge
in oggetto e subito dopo l'impegno da parte del Presidente
dell'Assemblea a metterlo all'ordine del giorno, affinchè dopo la
legge finanziaria in II Commissione si cominci a discutere questo
importante e fondamentale disegno di legge.
SPEZIALE Con questa raccomandazione ritiro l'emendamento
soppressivo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PAPANIA Ritiro l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
LO MONTE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE . Signor Presidente, condivido le ragioni del Governo,
però debbo necessariamente evidenziare un qualche cosa che mi
inquieta sul piano personale, oltre che sul piano politico, perchè
la mia proposta non voleva essere una messa in discussione di tutto
l'impianto, nella maniera più assoluta, che io nella sua complessità
approvo, sono disponibile a sostenere, però mi inquieta, ripeto il
termine, perchè non possa essere recepita la mia proposta: io
sostanzialmente - e lo ribadisco - propongo di agganciare l'importo
variabile alla massa da riscuotere dal 2002 in poi, già a me sembra
una forzatura lasciare il 2002, però voglio dire siccome siamo
nell'ottica di un rapporto che è stato sempre complesso, sempre
difficile con il concessionario, e siccome dalle dichiarazioni che
ha fatto l'Assessore Pagano probabilmente noi per l'anno 2002 non
siamo stati in grado di fornire gli elementi perchè il
concessionario potesse per intero fare il suo dovere, io dico:
d'accordo per la massa da riscuotere dal 2002 in poi, riconosciamolo
l'aggio variabile, ma per gli anni precedenti guardate che io mi
pongo problemi anche costituzionali: io non lo so se noi con un
rapporto consolidato, per il quale abbiamo già pagato un contratto,
possiamo riconoscere altri fondi, altre somme ad un contratto
definito e possibilmente non onorato fino in fondo, perché di
questo trattasi.
Allora io propongo al Governo un emendamento che agganci
l'aggio variabile all'anno 2002, alla massa da riscuotere dal 2002
in poi. Fatto questo, penso che nessuno - io per lo meno lo prendo
buono per me -, nessuno della maggioranza possa avere problemi a
mantenere ed a sostenere l'intero articolo.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, mi pare di potere dire che il fatto che i due
emendamenti 11.1 ed 11.2 siano stati ritirati, fa si che ormai su
questo argomento ci sia una serenità assoluta ed una condivisione
totale dell'Aula. Questo argomento mi incoraggia - sempre che
l'onorevole Acierno non mi ritenga una specie di "toccata e fuga",
come poco fa diceva, quindi spero che venga compreso che è in
termini costruttivi - tenuto conto della giustezza degli argomenti,
però nello stesso tempo anche della capacità di saperli compenetrare
all'interno di un disegno organico, non certo di una occasionalità
giuridica, per cui ritengo che in questo momento sia opportuno un
momento di riflessione. Siccome i lavori d'Aula stanno procedendo in
maniera spedita, e su questo argomento ci pronunceremo nell'arco di
qualche secondo al rientro dalla pausa pranzo, mi sembra di potere
capire, Presidente, che lei accennava poc'anzi a questo, ne
chiederei l'accantonamento per riprenderne la discussione alla
ripresa dei lavori, come primo argomento.
PRESIDENTE Dispongo l'accantonamento dell'articolo 11.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15,30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.32, è ripresa alle ore 15.44)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
"Art. 16
Consorzi ASI
1. A decorrere dall'anno 2002, al capitolo 642402 del
bilancio della Regione non si applica il disposto dei commi 2
e 3 dell'articolo 102 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6.
2. Per le finalità previste dagli articoli 27 e 28 della
legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 900 migliaia di
euro, U.P.B. 5.2.2.6.2, capitolo 642402."
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Formica,
Incardona ed altri l'allegato emendamento 16.1.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, lo dichiaro decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 15.44, è ripresa alle ore 15.47)
La seduta è ripresa.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, intervengo sull'articolo 16, fermo restando che
mi aspetto in proposito anche l'intervento dell'opposizione.
Alla ripresa della seduta credo ci sia stato un momento di
confusione; mentre entravamo in Aula ho avuto la sensazione, però
potrei essere smentito dall'opposizione, che fossimo in una fase di
poca chiarezza in merito alla votazione che si stava effettuando.
Vorrei sapere se l'articolo 16 può essere ripresentato o meglio
votato nuovamente.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, io ho proceduto alla votazione
dell'articolo 16. Le considerazioni testé svolte dall'onorevole
Assessore potrebbero essere accolte se non ci fossero osservazioni
da parte di alcuno. Se dovessero essere sollevate osservazioni, per
quanto mi riguarda, l'articolo 16 è già votato.
Ripeto: se tutta l'Aula condividesse le considerazioni
dell'Assessore, non avrei alcuna difficoltà a procedere nel senso
richiesto dall'onorevole Pagano.
SPEZIALE Signor Presidente, l'articolo 16 é stato votato o no?
PRESIDENTE Per quanto riguarda la Presidenza sì.
CINTOLA Noi avevamo capito che il Presidente stesse ponendo in
votazione l'emendamento 16.1.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la confusione è sorta tra
l'emendamento e l'articolo 16.
La Presidenza ha chiaro quello che ha fatto; semmai non é
chiaro per l'Aula. Tuttavia, se l'Aula ritiene che ci sia stata
confusione al momento della votazione, è un discorso; se non lo
ritiene, la Presidenza ha già provveduto.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Onorevoli colleghi, ritengo che di fronte alla
richiesta avanzata anche dalla Presidenza dell'Assemblea, richiesta
che va indirizzata a tutto il Parlamento, non trattandosi di un
articolo di spesa clientelare, la Presidenza, poiché é accaduto
altre volte, ha acconsentito che si addivenisse ad un maggiore
approfondimento; non stava chiedendo altro che il consenso ad un
ulteriore approfondimento della norma che era di carattere generale.
PRESIDENTE Onorevole colleghi, probabilmente l'atteggiamento
della Presidenza è stato frainteso.
La Presidenza non ha fatto alcun appello a nessuno; ha posto
in discussione e successivamente in votazione, secondo le procedure
regolamentari, l'articolo 16, essendo decaduto l'emendamento 16.1
per assenza dei firmatari.
Pertanto, l'unica cosa che potrei fare, qualora tutta l'Aula
fosse stata indotta in errore a causa della rapidità della lettura
del testo da parte della Presidenza, sarebbe quella di prendere in
considerazione questa circostanza. Tuttavia, poiché non riscontro
unanimità di vedute in proposito, la Presidenza ritiene di dovere
procedere con l'articolo 17.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
"Art. 17.
Finanziamento programmi stralcio
1. Per il parziale finanziamento dei programmi stralcio
di cui all'articolo 14 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
per il quadriennio 2002-2005, le tariffe di fognatura e
depurazione sono aumentate nella misura del 5 per cento
annuo.
2. L'aumento di cui al comma 1, viene riscosso secondo la
procedura vigente dal gestore che pone le somme riscosse a
disposizione degli enti attuatori dei programmi stralcio."
Comunico che all'articolo 17 è stato presentato dagli onorevoli
Speziale e Capodicasa l'emendamento 17.1 soppressivo dell'intero
articolo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo in sé
forse potrebbe non essere di grande rilievo, tuttavia introducendo
un ulteriore balzello a carico dei cittadini (in linea con la
politica che il Governo di centrodestra sta portando avanti in
Sicilia), abbiamo presentato l'emendamento soppressivo dell'articolo
17.
Ci troviamo di fronte alla previsione di un incremento del 5
per cento delle tariffe per l'allacciamento alle reti fognarie (che,
come tutti sanno, in Sicilia sono in pessime condizioni e mal
funzionanti), e per la depurazione delle acque reflue, tariffe che
già pesano considerevolmente sulle tasche dei cittadini siciliani.
Considerate, onorevoli colleghi, che si pagano oltre 500 lire a
metro cubo per la depurazione delle acque pur in presenza del fatto
che depuratori realmente funzionanti in Sicilia ne esistono 2 o 3;
cioè, la stragrande maggioranza di quelle strutture sono obsolete o
non funzionanti, quindi non possono fornire alcun servizio.
Lo avevamo già detto nel corso del dibattito in Commissione che
eravamo contrari all'incremento di quelle tariffe a carico dei
cittadini; l'Assessore ci aveva spiegato che quell'aumento era
necessario in quanto avrebbe consentito di approvare programmi
stralcio.
Desidero ricordare all'Assessore che nelle previsioni di
bilancio per quanto riguarda le opere fognarie, in forza di leggi
precedenti già da alcuni anni abbiamo una previsione di zero lire,
nel senso che l'Assessorato regionale per il territorio e l'ambiente
non ha e non utilizza somme da destinare ai comuni per queste
finalità.
Ho appreso che nella finanziaria il Governo, non so in base a
quale ragionamento, lo vedremo appena finalmente potremo prendere
visione del testo, avrebbe modificato la stessa previsione della
legge numero 71 del 1978 per quanto riguarda le opere di
urbanizzazione e i costi di costruzione.
Come tutti certamente saprete, si tratta di fondi a
destinazione vincolata, cioè sono fondi destinati ai comuni per
fare, appunto, opere di urbanizzazione.
Non so in base a quale marchingegno normativo, ma ho letto
sulla stampa che il Governo dovrebbe introitare qualcosa come 400
miliardi di lire dalle opere di urbanizzazione e dai costi di
costruzione.
Ci troviamo di fronte a una norma il cui unico effetto è quello
di sovraccaricare i cittadini di ulteriori tasse senza, di contro,
fornire servizi.
Dunque, onorevoli colleghi, oltre alle tasse istituite per una
serie di servizi - penso ai ticket sulla sanità - il Governo
vorrebbe aumentare ulteriormente questa tassa.
Assessore Pagano, da circa 12 anni sono parlamentare regionale
e non ho mai visto un governo istituire tante tasse in così poco
tempo, utilizzando tutti gli strumenti finanziari per sovraccaricare
i cittadini. Esprimo pertanto, a nome del Gruppo dei DS, parere
contrario sull'articolo 17.
Già in sede di Commissione avevamo chiesto al Governo di
ritirare l'articolo in discussione, in quanto non ne comprendevamo
la ragion d'essere. Tuttavia, se il Governo dovesse insistere nel
mantenerlo, ci attesteremo sul nostro emendamento soppressivo
dell'articolo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
condividere l'intervento testé svolto dall'onorevole Speziale. Mi
rendo conto che il ricorso alla tassazione è sicuramente necessario
per far sì che i cittadini contribuiscano a sostenere le spese della
Regione o dello Stato, tuttavia prevedere di aumentare le tariffe di
depurazione delle acque e di allacciamento alle reti fognarie ai
siciliani, che sono per più della metà sprovvisti di reti fognarie,
mi sembra paradossale.
Nella città di Palermo, porto questo esempio perché è la città
dove ho la residenza, pago il contributo per la depurazione dei
reflui, ma il Golfo di Palermo è inquinato dagli scarichi fognari
della città in quanto ancora oggi non è provvista di un sistema di
depurazione delle acque reflue.
La IV Commissione, competente in materia, nell'esprimere il
parere su questo articolo, aveva dato una precisa indicazione: cioè
che questo aumento del 5 per cento avrebbe dovuto essere limitato
soltanto ai comuni provvisti di rete fognaria a servizio di tutto il
comune e di impianti di depurazione di tutte le acque reflue del
comune stesso. Ciò equivaleva a dire che in Sicilia non c'è un solo
comune che si trova in quelle condizioni, però che era giusto che
gli enti locali che avessero provveduto a realizzare le reti
fognarie e gli impianti di depurazione, avrebbero potuto aumentare
del 5 per cento quella tariffa.
Pertanto in presenza di inadempienza da parte dei comuni,
ritengo veramente paradossale che si chieda ai cittadini di pagare
un costo maggiorato per un servizio che non viene fornito.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
assolutamente paradossale che si chieda di pagare ai cittadini dei
comuni dotati di impianti di depurazione e di non pagare ai
cittadini dei comuni sprovvisti di impianti di depurazione ...
FORMICA Ma l'onorevole Acierno ha sostenuto qualcosa di diverso.
CRACOLICI Detto questo desidero porre un altro problema.
Con l'introduzione in Sicilia della legge Galli e della
gestione del ciclo integrato delle acque, le tariffe, sia idriche
che del ciclo integrato, sono individuate attraverso i piani
d'ambito, strumenti attraverso i quali si programmano e si
progettano gli investimenti, si determinano le modalità con le quali
avviare le procedure di evidenza pubblica e quindi di assegnazione a
soggetti privati della gestione degli ATO.
Noi, insomma, abbiamo affermato l'autonomia degli ATO,
dall'altro lato, con norma, pensiamo di uniformare e di far
sottostare questa autonomia ad un principio di imposizione fiscale,
oltre tutto su programmi stralcio, relativi a che cosa se non alle
tariffe del ciclo integrato delle acque che devono essere riferite
ad investimenti relativi sempre al campo delle acque?
Io ho l'impressione che la materia sia stata inserita,
estremamente in maniera superficiale, in questa finanziaria.
Invito il Governo e l'Assessore a ritirare questa norma dalla
finanziaria, perché per davvero determina anche un principio e mette
in discussione un principio che il Parlamento siciliano ha voluto,
in qualche modo, attuare attraverso la costituzione degli ambiti e
tutta la procedura che darà vita alla gestione degli ATO in Sicilia.
Non credo che noi, come Parlamento, possiamo stabilire con
norma l'aumento di una tariffa per finanziare programmi che non sono
riferenti alle attività che riguardano, appunto, la gestione
integrata delle acque nell'ambito dell'ATO.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, io non ripeterò le argomentazioni
svolte dall'onorevole Speziale e dall'onorevole Cracolici, però,
invito il Governo a togliere di mezzo questo articolo per il
semplice fatto che non si capisce, in riferimento all'articolo 14
della legge numero 388, che cosa significa?
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, c'è un refuso dattilografico:
l'articolo è 141 e non 14. C'è un 1 in meno.
CINTOLA Allora si può fare
GIANNOPOLO No Non si può fare lo stesso, per le stesse
argomentazioni, e le spiego perché: in questo articolo non si
capisce chi è il soggetto impositore, non si capisce chi è il
soggetto imponibile, non si capisce i soldi a chi vanno, non si
capisce gli investimenti chi li deve fare.
Mi dovete spiegare che cosa è questo articolo
A parte il fatto che gli aumenti del 5% delle tariffe, di
norma, sfuggono alla programmazione dello Stato che li fa in ragione
del tasso di inflazione programmata, quindi, non si capisce davvero
a che cosa serve quest'articolo.
Io credo che per una questione di decenza il Governo farebbe
meglio a toglierlo di mezzo.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, anch'io evito di entrare nelle
argomentazioni dei colleghi che mi hanno preceduto, con i quali
concordo perfettamente. Oltre alle osservazioni che facevano gli
onorevoli Giannopolo e Cracolici, mi pare che, giustamente, loro
facevano riferimento al fatto che noi non abbiamo una competenza
specifica. A maggior ragione, non l'abbiamo perché le tariffe sono
esclusivamente di competenza degli enti locali.
Mi pare che noi non abbiamo alcuna competenza per dire dovete
aumentare del 5%, ma giustamente come diceva onorevole Giannopolo,
ma in base a quale criterio? Non si capisce per quale ragione noi
dobbiamo aumentare.
Ogni comune che fa pagare ai cittadini la tassa sui rifiuti
solidi urbani, la tassa della fognatura, il canone dell'acqua, ogni
cosa viene paragonata in base ai loro parametri, alle loro esigenze
amministrative. Non possiamo anche metterci a fare le tariffe di
qualsiasi comune e le paragoniamo a tutti A parte che questa è una
competenza finanziaria dello Stato, che ogni anno nella sua
finanziaria aumenta ormai a dismisura tutti questi servizi, ma mi
pare che stiamo facendo una intromissione nelle competenze degli
enti locali.
Quindi, questo aspetto, che mi pare non sia stato toccato, lo
voglio sottolineare io. E' un'ulteriore aggravio per quanto
riguarda il pagamento delle tasse, il carico fiscale dei cittadini;
è giusto pagare in base ai consumi, perché è collegato ai consumi,
come giustamente diceva l'onorevole Cracolici, consumi di acqua,
paragonati poi al consumo della fognatura, a parte il discorso
dell'onorevole Acierno che diceva che ci sono realtà dove,
addirittura, manca la fognatura, e questo ragionamento è già
eliminato in partenza. Però chiedo che questo venga spiegato
chiaramente perché io, in effetti, non ho capito.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
della bontà dell'articolo, però mi rendo anche conto che il Governo
può sull'argomento riflettere e, quindi, chiedo l'accantonamento
dell'articolo.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 17.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
'Art. 18.
Lavori socialmente utili
1. Per le finalità di cui all'articolo 48, comma 2, della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 3.071
migliaia di euro, U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322106.
2. Per le finalità di cui all'articolo 48, comma 3, della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 1.500
migliaia di euro, U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322116.
3. Al fine di consentire il finanziamento delle attività e
dei costi accessori previsti dalle convenzioni stipulate con
l'INPS e finalizzate al pagamento degli assegni di cui
all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17,
è autorizzata di 37.000 migliaia di euro.
4. Al fine di consentire, nel corso dell'anno 2003, lo
svolgimento degli interventi in favore dei soggetti in atto
impegnati nelle attività socialmente utili di cui
all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17,
l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione può
autorizzare la prosecuzione delle attività medesime.
5. Per le finalità di cui al comma 4 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2003, la spesa di 25.000 migliaia di
euro; il relativo onere trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.1, codice
12.02.02.'.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Papania: emendamento 18.1;
- dal Governo: emendamento 18.2.
- dagli onorevoli Crisafulli e Formica: emendamento 18.3.
Si passa all'emendamento 18.1.
PAPANIA Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
l'emendamento 18.1 perché l'articolo 18, come avrete notato, si
compone di due parti: una parte, che va fino al comma 3, che
riguarda, in buona sostanza, i finanziamenti indispensabili per la
continuazione delle attività socialmente utili. Al comma 4 si dice:
'al fine di consentire nel corso dell'anno 2003 lo svolgimento degli
interventi in favore dei soggetti in atto impegnati nelle attività
socialmente utili.'.
Se lasciassimo così la dizione, pur prevedendo l'articolo 1
della legge regionale 5 novembre 2001, numero 17, l'attività
socialmente utile e le attività di stabilizzazione che ne
conseguono, escluderemmo i lavoratori che in atto sono impegnati nei
percorsi di stabilizzazione. Pertanto, l'emendamento è
indispensabile per consentire la prosecuzione sia a quelli che in
atto sono impegnati in lavori socialmente utili, sia a quelli che in
atto sono impegnati in attività di collaborazione coordinata e
continuativa o in contratti di diritto privato.
Si tratta di un emendamento tecnico per consentire a tutti di
proseguire.
Colgo l'occasione per sottolineare che nell'emendamento a firma
dell'onorevole Formica non esiste un contratto già stipulato con la
Regione per le attività socialmente utili, quindi la proroga delle
attività socialmente utili contenuta nell'articolo 18 ricomprende i
soggetti indicati nell'emendamento dell'onorevole Formica.
L'emendamento del Governo dà un'integrazione ai lavoratori
socialmente utili che in atto sono impegnati per conto della Regione
siciliana e che percepiscono già un'indennità integrativa; serve per
consentire loro di continuare ad avere questa indennità integrativa
e anche la copertura assicurativa INPS ed INAIL.
Il comma 2 prevede l'indennità integrativa, i commi 3 e 9
prevedono la copertura assicurativa INPS ed INAIL.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, non intendo sollevare obiezioni
particolari né sull'articolo né sui due emendamenti; però, colgo
l'occasione - dal momento che sostanzialmente si tratta di un
finanziamento della prosecuzione, in parte, dei lavori socialmente
utili - per fare il punto sulla stabilizzazione che è la fuoriuscita
dal bacino dei lavori socialmente utili.
Vorrei che il Governo facesse un minimo di operazione-verità in
occasione dell'approvazione degli strumenti finanziari, sia
l'assestamento, in questo caso, sia il prossimo bilancio che la
legge finanziaria.
Noi sappiamo che la Regione siciliana deve procedere secondo un
piano progressivo che scagliona per interi anni percentuali di
fuoriuscite dal bacino dei lavori socialmente utili, al fine di
poter stare nelle previsioni e nelle disposizioni che consentono
l'utilizzo di risorse finanziarie nazionali previste dal decreto
legislativo numero 81 del 2000.
Abbiamo fatto una prima parte di stabilizzazione con i
contratti di diritto privato, anche se si tratta di una
stabilizzazione sui generis.
Per la seconda tranche della stabilizzazione si può affermare
che il Governo e l'Assessorato del lavoro hanno inteso fare questa
scommessa della esternalizzazione dei servizi negli enti locali o
nelle AUSL o negli enti che utilizzano lavoratori socialmente utili
ipotizzando anche l'utilizzo delle risorse del POR, Piano operativo
regionale Agenda 2000, previste dalla misura finanziata con il Fondo
sociale europeo per l'attività formativa.
La esternalizzazione è sostanzialmente fondata su due principi:
uno la realizzazione di società miste; l'altro l'affidamento
diretto, in deroga a leggi, statuti e regolamenti di questi servizi
che diversamente dovrebbero essere affidati in appalto.
Sulle società miste ho letto che adesso esiste - anche se non
ho avuto ancora modo di leggerla - un'ulteriore circolare
dell'Assessore che stabilisce possibilità per gli enti di avere
finanziamenti ai fini della costituzione; ma sulla questione
centrale, che è quella della deroga all'affidamento diretto a
soggetti terzi, come ad esempio cooperative o imprese private, dei
servizi da esternalizzare, so che esiste una procedura di infrazione
sulla normativa nazionale alla quale noi siamo, comunque,
agganciati.
Io chiedo che il Governo ci dica qualcosa in merito perché, se
questa infrazione dovesse essere anche trasferita nella legislazione
regionale a cui noi abbiamo agganciato il processo di
stabilizzazione attraverso lo strumento della esternalizzazione,
credo che bisognerà prendere atto, quanto prima, che è crollato un
punto fondamentale della stabilizzazione attraverso la
esternalizzazione.
E' inutile, onorevole Assessore, che ci prendiamo in giro. Già
con questa legge si è introdotto un principio estremamente
pericoloso, che è quello del ritorno all'indietro nel bacino dei
lavori socialmente utili. Abbiamo stabilito, infatti, che con la
Multiservizi e con la Biosfera che, a partire dal 1 gennaio 2003,
quei lavoratori socialmente utili ritornino al bacino dei lavori a
regime transitorio.
Badate bene che questa possibilità di ritorno all'indietro fra
un po' sarà estesa anche per i cosiddetti contrattisti, di diritto
privato o di collaborazione.
Qui bisogna fare una grande discussione e anche una
operazione-verità perché le politiche di stabilizzazione del
precariato se devono essere tali, devono essere chiare, devono
essere ancorate a principi normativi e obiettivi politici e
amministrativi ben precisi; si deve sapere qual è la platea reale
delle persone che dobbiamo stabilizzare; si deve sapere anche con
quale pianificazione di carattere finanziario affrontiamo tutta la
problematica.
Credo che siamo sull'orlo del precipizio e ancora forse non ce
ne siamo accorti.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto la
parola nel momento in cui il Presidente aveva specificato, a seguito
di una domanda sorta da un collega deputato, qual era il senso
dell'emendamento laddove è prevista la proroga dei contratti fino al
31 dicembre 2003.
Personalmente credo che questa norma sia giusta e necessaria
perché a questa proroga bisogna andare. La questione che mi pongo è
quella che questa norma, all'articolo 18 sia... e in questo senso
avremmo bisogno di un riordino di tutta una serie di atti
legislativi e amministrativi, mi riferisco a tutta una serie di
circolari intervenute ultimamente, non ultima quella che incentiva
gli enti di cui al decreto legislativo numero 29 del 1993, mi pare
tutti gli enti della Pubblica Amministrazione, a costituire società
miste, società comunque che puntino anche alla esternalizzazione dei
servizi.
Dico questo perché se questo processo non si accelera, come
l'Assessore ben sa, il rischio è che il processo di stabilizzazione
che passa attraverso un affidamento di tutta una serie di attività e
servizi ai soggetti LSU - e non mi riferisco naturalmente solo ai
cosiddetti articolisti dell'articolo 23 ma in generale - se questo
processo non è chiaro, trasparente e non è ben accelerato il rischio
è che noi ci troveremo in tempi non lunghi a dovere registrare, per
gli aumentati costi del processo della proroga dei contratti di
diritto privato, che dato che le retribuzioni vengono riferite alla
posizione del dipendente dal punto di vista contrattuale che
all'atto opera in quella determinata posizione, quindi, non si eroga
solo l'assegno nel caso di contratti di diritto privato ma si
retribuisce anche con un carico di oneri previdenziali, se pure a
part-time, il lavoratore.
La questione che io pongo è la necessità di un riordino di
tutta la materia che metta a punto ciò che mette a disposizione sul
piano normativo e finanziario la legge nazionale.
La legge numero 81 veniva ricordata poco fa dal collega
Giannopolo, ma soprattutto metterei un po' di ordine nelle nostre
disposizioni regionali su questa materia, perché la preoccupazione
che dobbiamo tutti avere, il Governo ma penso il Parlamento, la
Regione che non naviga in buone acque dal punto di vista
finanziario, è quella di evitare che i costi, sia nel percorso del
processo di stabilizzazione, che in generale di mantenimento dei
lavoratori LSU nelle attività che essi svolgono, vanno a lievitarsi
e anche in modo abnorme.
Quindi, vorrei sollevare qui anche tale questione proprio
perché discutiamo di una legge di assestamento di bilancio, anche se
oserei dire si tratta in questo caso, più che altro, di una
previsione sostanzialmente sull'anno 2003 che comunque condivido
perché bisogna necessariamente farla.
Fare un riordino è assolutamente necessario, in quel senso sono
d'accordo anche con la precisazione fatta con l'emendamento
dell'onorevole Papania. Il processo di stabilizzazione non solo deve
essere reversibile ma anche guidato sapendo che noi dobbiamo uscire,
tutti noi, la Sicilia deve uscire dalla logica di mantenere, perché
non si tratta di questo, neppure gli LSU lo vogliono, non si tratta
di mantenere questi soggetti per evitare problemi di ordine
pubblico, pressioni di qualsiasi tipo, ma dobbiamo cercare di fare
diventare questa una grande operazione produttiva.
Pertanto, sono d'accordo alla proroga al 31 dicembre del 2003
per quanto riguarda i contratti di diritto privato, sono d'accordo
all'accelerazione del processo di stabilizzazione, però, vorrei dire
di stare attenti perché se non facciamo presto e se non scarichiamo
in senso positivo, se non scarichiamo costi agli enti della Pubblica
Amministrazione verso i quali decentrare tutta una serie di
funzioni, anche di oneri, il rischio è che questa Regione, onorevole
Assessore per il Bilancio, rischia di impantanarsi su questo che è
il vero precariato che noi vorremmo, invece, non fosse tale,
speriamo da qui a breve.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, intervengo solo per riportare
i termini della discussione all'articolato di cui stavamo parlando.
Sia l'emendamento dell'onorevole Papania, sia l'emendamento del
Governo integrano in maniera corretta, perfezionano tutto l'articolo
presentato. Tutto il resto, secondo me, va rinviato ad altro periodo
perché non c'entra nulla, non c'entrano nulla i contratti di diritto
privato perché prorogarli fino al 31 dicembre 2003 significa... Non
so, non penso sia questo il momento per poterlo fare.
Rispetto ad alcune battute dell'onorevole Giannopolo voglio
dire che il Governo in questa fase ha avviato una serie di procedure
di stabilizzazione vera e lo sta facendo in maniera corretta anche
utilizzando, nell'ultimo periodo, i seminari e tutte le iniziative
che sono avvenute anche dopo la legge che abbiamo approvato ad
agosto.
Per quanto riguarda la numero 468, quella a cui si riferiva
l'onorevole Giannopolo, era l'articolo 10 che diceva che 'in
presenza di assunzioni del 40% di lavoratori nel regime transitorio
prioritario, il 40% di lavoratori socialmente utili, si andava a
gara senza evidenza pubblica fino ad un massimo dei 5 anni'.
La finanziaria di quest'anno, così come quella dell'anno
scorso, non è stata inserita, quindi penso che questa procedura
possiamo dimenticarla. Tutta la stabilizzazione è avvenuta finora
sulle società miste a prevalente carattere pubblico; noi dobbiamo
trovare il sistema - di questo l'Assessore ovviamente si farà carico
- per riproporre la numero 468, articolo 10 dove si dava
l'opportunità alle imprese private di andare a prelevare, proprio
dal bacino degli LSU, il 40% dei lavoratori senza evidenza pubblica,
fino ad un massimo di 5 anni.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente, vorrei
ringraziare l'onorevole Giannopolo per le considerazioni che ha
fatto perché, in effetti, pur non essendo materia di queste
variazioni di bilancio, ha posto un problema serio che però noi,
come Governo, ci siamo sforzati di affrontare e per il quale stiamo
procedendo. Come?
Abbiamo ritenuto, innanzitutto, di valutare quale fosse
l'impatto del precariato nel senso più ampio, cioè la platea di 47
mila soggetti - di questo si è trattato e si tratta - anche se poi
dobbiamo metterci d'accordo sul concetto di stabilizzazione, perché
purtroppo è passato un messaggio: la stabilizzazione intesa come
posto fisso all'interno della Regione. E' tutto il contrario:
stabilizzazione per noi ha un significato soltanto di fuoriuscita
dal bacino del precariato.
In questo anno e mezzo di attività noi siamo, attraverso
l'utilizzazione di tutte le misure stabilite dalla legislazione
precedente e dalla legislazione in vigore e con l'aiuto... non è
soltanto un problema di Governo, perché io devo ringraziare anche i
colleghi dell'opposizione che, in tutti i passaggi legislativi,
dalla legge numero 17 alla legge 9 sino all'attività per quanto
riguarda queste variazioni di bilancio sono state di collaborazione,
di critica, ma poi anche di collaborazione positiva con il Governo.
Siamo riusciti, dicevo, in questo anno e mezzo a fare
fuoriuscire dalla platea, nei modi che conoscete - dai contratti di
diritto privato, alle borse di autoimpiego che siamo riusciti a
sbloccare, alla esternalizzazione e ad altre misure - 32 mila
soggetti. E' un grosso risultato, ritengo, che però deve essere
proseguito perché, purtroppo, quest'anno il 30 per cento non
riusciremo a raggiungerlo.
Quali sono le attività? Lo dico brevemente perché, come diceva
l'onorevole Leanza Nicola, forse non è questo il momento, però,
sicuramente è la sede per dire quali sono le misure che abbiamo
attivato.
Innanzitutto abbiamo notato che nella Pubblica Amministrazione,
cioè nei soggetti utilizzatori della maggior parte degli LSU, un
ritardo nella utilizzazione della legislazione vigente. Ecco perché
abbiamo attivato, dal mese di settembre fino a domani, una serie di
seminari - ben trenta in tutta la Sicilia - in cui dei funzionari
della Società Italia Lavoro Sicilia S.p.A., una società mista tra
l'Italia Lavoro e la Regione Siciliana, hanno spiegato a tutti gli
amministratori - sono stati invitati tutti gli amministratori della
Sicilia in ogni convegno che è stato, appunto, zonale, per andare in
periferia - quali sono le misure di fuoriuscita che possono essere
utilizzate e per dare l'assistenza tecnica a titolo gratuito a tutte
le amministrazioni che vogliono utilizzarle.
Noi ci auguriamo che alla fine di questi seminari, cioè entro
la fine dell'anno, possiamo avere un quadro preciso delle richieste
che le amministrazioni competenti, a seguito della circolare numero
21 che abbiamo emanato prima di incominciare i seminari, facciano
per sapere come dobbiamo comportarci l'anno prossimo.
Questa norma, l'articolo 18, si inquadra perfettamente in
questo ragionamento logico perché, attraverso la utilizzazione, la
prosecuzione degli interventi fino al 2003, noi siamo nelle
condizioni di programmare ed abbiamo le risorse per farlo. Tra
parentesi, voglio dire che - e di questo ovviamente abbiamo fatto
felice l'Assessore al Bilancio - attraverso gli strumenti che
abbiamo utilizzato, quest'anno prevediamo di mettere cinquanta
miliardi delle vecchie lire meno nel bilancio perché arriviamo ad un
risparmio del genere.
Questa è la prima operazione che stiamo facendo.
La seconda riguarda i 3.600 soggetti che sono all'interno delle
strutture della Regione Siciliana. Ci sono 3.600 articolisti, oggi
LSU, che chiedono di entrare all'interno dei ruoli della Regione
Siciliana. Il Governo è stato netto in proposito, ha detto che non è
possibile - prima di tutto per motivi di carattere costituzionale,
ma ovviamente anche per motivi di carattere finanziario - che 3.600
soggetti, senza concorso, entrino nei ruoli della Regione.
In questo senso - e mi riallaccio a quanto dicevano sia
l'onorevole Giannopolo che l'onorevole Villari e l'onorevole Leanza
- abbiamo già attivato, attraverso la convocazione da parte del
Presidente della Regione del CODIPA, cioè del Coordinamento dei
Direttori dei Dipartimenti regionali (è stato fatto quindici giorni
fa) un incontro per sapere dall'Amministrazione regionale quali
servizi possono essere esternalizzati, che ritengono si debbano
esternalizzare, chiarendo che per "servizi esternalizzati" si
intendono quelli che non tolgono lavoro ad altri; perché non ha
senso creare delle strutture per esternalizzare i servizi quando
questi, per esempio, vengono fatti da altri soggetti.
Vuol dire togliere lavoro a qualcuno per darlo ad altro, non è
possibile. Allora, l'Amministrazione regionale si sta attivando in
questo senso, anche per dare risposta a questi 3.600 soggetti.
Questi sono i due passaggi procedurali che stiamo facendo per vedere
nel 2003 di ridurre ulteriormente la platea dei 32.000 soggetti.
Per quanto riguarda l'emendamento a firma dell'onorevole Crisafulli,
chiederei che venga ritirato magari con un ordine del giorno che
impegni il Governo regionale ad attivare queste procedure anche
perchè coloro i quali hanno un contratto di diritto privato è chiaro
che lo debbono avere rinnovato perchè come voi sapete la legge
prevede il passaggio da uno a tre anni, ci stiamo attivando nei
confronti di tutti gli enti utilizzatori per portarli a tre anni
(abbiamo fatto già la circolare in questo senso) non vedo perchè non
si debba fare anche con coloro i quali hanno il contratto con la
Regione siciliana. Se i firmatari dell'emendamento lo ritirano e
presentano l'ordine del giorno il Governo darà il proprio parere
favorevole. Mi rendo conto che è una materia importante e faticosa,
ma non penso, onorevole Giannopolo, che siamo sull'orlo del baratro.
Penso che sia una situazione difficile che abbiamo ereditato tutti
(non faccio riferimento solo a questo Governo) che dobbiamo
affrontare e che oggi stiamo affrontando al meglio tenendo presente
che abbiamo le risorse quelle che sono e i problemi di 32.000
soggetti (ovviamente mi rivolgo al numero, perchè se le cose ci
metteranno in condizione di monitorare chi effettivamente ha diritto
a rimanere nella platea e chi deve andare via, quindi nelle
condizioni di sapere quanti in effetti hanno diritto). Questa è la
posizione del Governo, queste sono le procedure che abbiamo
attivato, questa norma ci serve per fare stare tranquilli il 31
dicembre coloro i quali sono all'interno dei progetti ed il primo
gennaio sarebbero costretti ad andare fuori dai progetti stessi.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Accetto l'invito del Governo, e dichiaro di ritirare
l'emendamento annunciando già la presentazione di un ordine del
giorno che impegna il Governo nella risoluzione del problema posto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 18.1 dell'onorevole
Papania. Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'emendamento 18.2
del Governo. Il parere della Commissione?
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Cracolici ed altri l'ordine del giorno n. 174 "Erogazione di un
contributo straordinario in favore dei dipendenti della FIAT di
Termini Imerese.
L'Assemblea regionale siciliana
Impegna il Governo della Regione
Ad erogare un contributo straordinario pari a 512,00 Euro per ogni
lavoratore e lavoratrice dipendente della FIAT di Termini Imerese e
per ogni dipendente delle aziende dell'indotto che operano per conto
della FIAT al fine di attenuare gli effetti economici della lunga
vertenza che da oltre due mesi ha determinato una forte riduzione
del loro salario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo
risultante.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
Art. 19.
Interventi per l'occupazione negli enti locali
colpiti da calamità naturali
1. All'articolo 4 della legge regionale 23 gennaio 1998,
n. 3, sono aggiunti i seguenti commi:
'5. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione è
autorizzato a finanziare, nel 2002 e nel 2003, a seguito di
declaratoria della Giunta di Governo che individua gli enti
beneficiari e nell'ambito delle disponibilità finanziarie del
fondo siciliano per l'assistenza ed il collocamento dei
lavoratori disoccupati, per un importo sino a 5.000 migliaia
di euro, agli enti locali colpiti da calamità naturali a
seguito di eventi sismici, vulcanologi o idrogeologici
interventi straordinari per l'occupazione, in deroga alle
procedure di riparto di cui al comma 1. Per gli interventi
di cui al presente comma non trovano applicazione le
disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4, lettere a) e c).
6. Gli interventi di cui al comma 5 devono riguardare il
ripristino delle strutture e dei siti colpiti allo status quo
ante e la realizzazione di opere miranti all'abbattimento
delle relative barriere architettoniche.'.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, ho letto con attenzione l'articolo 19
e con franchezza ritengo indispensabile che l'Assessore per il
lavoro specifichi bene il significato dell'articolo 19, perchè
diversamente diventa una guerra tra poveri, io non sono della
provincia di Catania però mi sento vicino alle necessità individuate
dai comuni del catanese che sono stati colpiti da questa lunga crisi
sismica che l'Etna ha attivato.
Questo non vuol dire che si possono togliere soldi dal fondo
per destinarli, prevalentemente, alla provincia di Catania, perchè i
comuni della valle dell'Etna impegnati, in questo momento, con le
difficoltà che ne conseguono dall'eruzione dell'Etna, non hanno di
più rispetto ai comuni dell'intera Sicilia che soffrono la medesima
condizione di disagio e di difficoltà sotto l'aspetto occupazionale
dei lavoratori.
L'articolo 19, così come viene impiantato con il nuovo comma,
prevede lo storno delle somme dal fondo per l'utilizzazione da parte
del Governo regionale sulla declaratoria approvata in Giunta per gli
eventi sismici per il sostegno ai disagi provocati dall'eruzione
dell'Etna.
Io ritengo che questo lavoro lo debba fare l'Assessore per gli
enti locali per le finalità... onorevole Stancanelli non è una
sfiducia nei suoi confronti è soltanto un dato di fatto oggettivo.
L'Assessore per gli enti locali si deve preoccupare di utilizzare le
somme per gli eventi di disagio che si verificano di volta in volta
in Sicilia.
Tanto è vero che con la vecchia legge finanziaria del Governo
Capodicasa fu istituito un fondo pari al 10 per cento del
trasferimento di tutte le somme ai comuni, diviso con il 7,50 per
cento stabilito nella Conferenza regioni e autonomie locali; il 2,50
per cento a discrezione dell'Assessore per ogni singolo intervento
da fare nei comuni della Sicilia.
Con la finanziaria 'Cuffaro' fu legislativamente modellata
quella legge e fu ridotto il plafond dal 10 per cento al 5 per cento
stabilendo nuovi criteri e nuovi parametri siccome poi al comma 6 è
previsto che i siffatti interventi dovrebbero servire anche per
l'abbattimento delle barriere architettoniche e questo rientra di
nuovo tra le competenze dell'Assessore per gli enti locali, io
vorrei che il Governo specificasse bene il significato di questo
articolo, sotto due aspetti: se la competenza passa dagli enti
locali all'Assessorato Lavoro o quale è la percentuale delle somme
che vengono utilizzate per questo tipo di intervento, perchè se
dovesse essere un intervento a favore di una zona che merita sì
l'intervento, ma non a discapito di altre zone altrettanto
disagiate, io non sono d'accordo.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor presidente, onorevoli colleghi, la discussione di
questo articolo presuppone innanzitutto un ragionamento preliminare
che forse, anzi certamente è sfuggito all'onorevole Turano.
Noi qui ci troviamo a incominciare a ragionare su interventi
urgenti per far fronte ai disagi per le popolazioni colpite da
calamità naturali.
A questo articolo che è l'articolo 19 una decina di deputati,
almeno, tra cui io, abbiamo presentato degli emendamenti aggiuntivi.
Emendamenti che vanno nella direzione di rendere immediatamente
operativi alcuni interventi che hanno il loro presupposto in una
delibera di giunta regionale dopo una visita ufficiale tenuta sui
luoghi da parte del governo regionale.
In quella sede il governo regionale impegnò 53 milioni di euro
per far fronte alle esigenze immediate della provincia di Catania.
Quella era una delibera ufficiale con impegni ufficiali che avevano
avuto solo nella delibera di giunta una copertura finanziaria di 17
milioni di euro, mentre per le rimanenti somme non v'era copertura
finanziaria.
Questa situazione era cristallizzata al primo novembre di
quest'anno.
Dal primo novembre ad oggi quella situazione di disagio si è
ulteriormente incancrenita, ci sono stati altri eventi sismici.
L'eruzione continua.
La cenere lavica cade alternativamente su tutta la provincia di
Catania e non solo sulla provincia di Catania costantemente fino ad
oggi.
L'aeroporto di Catania lavora a singhiozzo uno due giorni a
settimana.
I danni che si stanno avendo sulla provincia di Catania sono
enormi.
Si parla di perdita di 10 milioni di euro a settimana solo per
la mancata presenza di turisti rapportata allo stesso periodo dello
scorso anno.
Ci sono migliaia di famiglie sfollate a Santa Venerina, ad
Acireale a Guardiamangno a Zafferana, a Milo e così via.
Il tetto di una scuola è caduto e per fortuna non ci sono stati
morti durante delle lezioni a Macchie di Giarre.
La situazione è assolutamente drammatica
E allora abbiamo ritenuto opportuno, tra l'altro, facendo
seguito, ripeto all'impegno del governo della Regione e facendo
seguito ad una assemblea tenutasi davanti agli sfollati di Santa
Venerina, a degli impegni presi da tutta la deputazione regionale e
nazionale sia di centrodestra che di centrosinistra e alla presenza
anche dell'assessore al lavoro Stancanelli a dire che avremmo
provveduto prima di Natale a dare delle risposte immediate che
possono, in qualche maniera, non dico sollevare del tutto, ma
comunque dire a quelle popolazioni che le istituzioni regionali sono
vicine al disagio che stanno vivendo.
A seguito di questo abbiamo presentato gli emendamenti che sono
aggiuntivi all'articolo 19.
Oggi io non trovo questi emendamenti allegati all'articolo sono
nel fascicolo a parte degli emendamenti aggiuntivi.
Allora prima di entrare nel merito, io vorrei sapere e chiedo
alla Presidenza, se quegli emendamenti saranno dichiarati
ammissibili o non lo saranno, se sarà possibile discutere e dare
risposte a quelle popolazioni per quello che è possibile fare o
meno.
In relazione a questo metto le mani avanti, perchè sia chiaro,
se quest'Assemblea in maniera immediata alle esigenze di quella
popolazione, facendo seguito agli impegni presi dal Governo, io ne
farò un caso e non credo solo io, faremo un caso politico in
provincia di Catania che durerà a lungo, perchè io vorrei sapere nel
caso in cui si pensasse che gli emendamenti siano improponibili,
vorrei sapere, per esempio, l'articolo 52 del testo di legge in
discussione che prevede delle sovvenzioni per garantire la ripresa
delle attività commerciali dell'incendio del palazzo di piazza
Generale Cascino se sia materia attinente a questo disegno di legge;
se l'articolo 57 che prevede un contributo a sostegno delle priorità
dell'attività produttiva di Legno Market di Palermo sia materia
attinente a questo disegno di legge; per altro articoli già
dichiarati inammissibili.
Allora, se il Governo e l'Assemblea tutta ritengono che sia
necessario affrontare delle provvidenze ad hoc a singoli soggetti,
anche possibilmente legittimi, ritengono di discuterne, io non
capisco perchè non si dovrebbe discutere ed approvare gli
emendamenti che riguardano posizioni oggettive di un'intera
popolazione dove non ci possono essere distinzioni di colore
politico, di appartenenza politica o di ragionamento complessivo,
allora, di questo ne dobbiamo discutere se la Presidenza ritiene di
dichiararli inammissibili.
Io vorrei saperlo, perchè è giusto che l'Assemblea lo sappia, è
giusto che noi lo sappiamo ora, perchè da questo dobbiamo prendere
le nostre determinazioni politiche.
Altro argomento che prendo e che do a supporto
dell'ammissibilità di quegli emendamenti scaturisce dal fatto che
c'è anche la copertura finanziaria, perchè la delibera di Giunta
regionale, che disponeva i 53 milioni di euro prevedeva delle
coperture finanziarie che erano individuate nei capitoli 672013, nei
capitoli 672006, nei capitoli 672003, nonchè nelle disponibilità
previste dall'articolo 49 della legge regionale 1049.
Quindi quello che è previsto in quegli emendamenti ha
teoricamente una copertura finanziaria che deve essere solo
disposta, facendo seguito agli impegni, sottolineo presi dal Governo
regionale, che deve essere disposta solo in via legislativa, perchè
se così non è quella Giunta regionale è solo una petizione di
principio che potrebbe essere definita un panegirico ma che di fatto
non affronta i problemi.
Siccome io credo che il Governo regionale tutto e l'Assemblea
tutta hanno a cuore l'esigenza di fare ripartire o quanto meno di
alleviare per quel che è possibile le difficoltà di un'intera
provincia, difficoltà che non hanno avuto il giusto peso in sede
nazionale; ricordo a tutti noi che il Governo nazionale, fino ad
oggi, ha stabilito un contributo di 10 milioni di euro, cioè a dire
20 miliardi di lire che sono il danno che quella provincia sopporta
in un giorno.
Per il resto il Governo nazionale ad oggi non ha dato nessuna
risposta; se noi vogliamo seguire quella linea che ben si faccia,
sapendo che le responsabilità politiche saranno ben individuate e
saranno responsabilità politiche non solo gravi, anzi gravissime, ma
che ci metteranno di fronte ad un fatto compiuto: l'Assemblea viene
chiamata a discutere ed a dare sovvenzioni per casi soggettivi e
particolari, mentre su casi di interesse generale, dove ci sono
tutti presupposti legislativi, dove si fa seguito agli impegni presi
dal Governo, dove c'è la copertura finanziaria che deve essere data
legislativamente, potrebbe non dare risposte ad una popolazione che
le attende.
Oltretutto gli impegni ai quali avrebbero dovuto dare risposta
entro il primo gennaio, se Lei ben ricorda, assessore Stancanelli,
mi è stato suggerito nell'assemblea tenuta a Santa Venerina, di fare
degli emendamenti in maniera tale che ciò fosse consentito e questo
suggerimento è venuto da Lei e da altri esponenti della Casa delle
libertà che in quella sede erano presenti.
Perchè ripeto, in questa materia non ci possono essere
distinzioni di colore politico nè di appartenenza.
Io a queste domande, prima di andare avanti, vorrei avere delle
risposte. E sulla base di quelle risposte, certamente, prenderò in
considerazione, e credo che non dovrei farlo solo io, la possibilità
di continuare a lavorare in questa Aula o meno.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, ho la sensazione che gli argomenti posti
all'attenzione dal collega Raiti, che evidentemente sono questioni
abbastanza importanti e serie, non sono, comunque, pertinenti
all'articolo 19.
Infatti, all'articolo 19, con la modifica che sostanzialmente
apporta all'articolo 4 della legge n. 3 del 1998, tende ad inserire
un criterio diverso per quanto concerne il riparto dei famosi fondi,
ciò significa, noi in questo momento prevediamo, con la modifica che
apportiamo, aggiungendo il comma 5 e 6 all'articolo 4 della legge
n. 3 del 1998, la possibilità, all'assessore al lavoro, e così via,
di intervenire con specifici provvedimenti di finanziamento di
cantieri di lavoro, io li chiamo con la vecchia denominazione,
tenendo conto che in quei comuni si sono registrate calamità
naturali.
Quali sono le calamità naturali che sono specificate
nell'articolo? Dagli eventi sismici a calamità che sono,
evidentemente, dettate da eventi idrogeologici, o comunque, mi
permetterei di aggiungere, con un subemendamento, di natura
atmosferica. Cosa voglio dire?
Siccome si capisce, mi pare, che non si tratti solo della
provincia di Catania, anche se le cose, evidentemente, e gli eventi
che hanno interessato la provincia di Catania hanno, indubbiamente,
un preminente interesse e debbono avere una preminente attenzione da
parte nostra, mi pare ovvio che tutto, invece, si va a racchiudere
qua sui criteri che utilizzerà il Governo nel fare la declaratoria.
La declaratoria che il Governo farà, e per questo io annuncio
già la presentazione di un ordine del giorno, è una declaratoria che
tiene conto di tutte le calamità naturali che sono accadute in
questi mesi in questa Isola?
Io credo che, ragionevolmente, si possa dire di sì
Signor Presidente, stavo dicendo, visto e considerato che si
tratta di modificare l'articolo 4 della legge n. 3 del 1998 e di
permettere all'assessore Stancanelli di utilizzare, per quanto
concerne le logiche di riparto, anche e soprattutto, la logica di
tenere conto degli eventi che sono accaduti, non solo in provincia
di Catania, perché noi diciamo qui: calamità naturali, dagli eventi
sismici fino a quelli idrogeologici, chiaro?
Allora, siccome risulta che alcuni comuni siciliani hanno
presentato, alla Presidenza della Regione ed al Governo di questa
Regione, specifica istanza per essere inclusi nella declaratoria,
perché hanno subito danni, per esempio da altri eventi atmosferici,
e non possono intervenire con mezzi propri, mi pare evidente che
tutto ciò, invece, dovrebbe essere minimo indicato in un ordine del
giorno approvato dall'Aula, dove si dice che il problema legato a
questo tipo di modifica dell'articolo 4 della legge n. 3 del 1998,
sta nel fatto di come la Giunta di Governo farà la declaratoria.
Perché se la Giunta di Governo fa la declaratoria, tenendo conto di
quante calamità naturali si sono succedute e quanti danni hanno
prodotto, io credo che abbiamo fatto una cosa che tutto sommato può
permettere domani di agire con un minimo di ragionevolezza.
Annuncio, quindi, Signor Presidente, la presentazione di uno
specifico ordine del giorno.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
rilevare come il Governo nazionale, rispetto a questa vicenda che,
in qualche modo, si riscontra anche nei contenuti della stessa
misura prevista dall'articolo 19 del testo di cui discutiamo, cioè
'Interventi per l'occupazione negli enti locali colpiti da calamità
naturali' Leggasi, per quanto mi riguarda, emergenza 'Etna' o
comunque emergenza di quell'area laddove queste calamità hanno
determinato tutta una serie di problemi richiamati più volte nel
dibattito di questa Aula.
Il problema, per quanto mi riguarda, non è solo quello
dell'approvazione di questo articolo, che interviene, intanto,
rispetto a quanto la misura stessa prevede, in qualche modo in
coerenza con impegni, almeno sul piano verbale, assunti dal Governo
regionale nella città di Linguaglossa, parlando di tutta una serie
di misure che riguardavano Piano Provenzana, quell'area, poi altri
comuni che sono stati via via colpiti drammaticamente da scosse
sismiche, dalle colate laviche e quant'altro. Pertanto, fermo
restando l'aspetto che attiene questo articolo, la domanda che pongo
è: dov'è il Governo nazionale? Chiedo questo al di là di ogni logica
di appartenenza, mi allarma come cittadino catanese, come siciliano,
credo allarmi tutti i siciliani. Una vicenda delicata questa che
riguarda l'emergenza etnica, il più grande vulcano attivo d'Europa,
rispetto a cui gli esperti sismologi, vulcanologi, dicono:
"guardate che questa è una fase complessa, di difficile lettura
rispetto all'evoluzione di questo vulcano che si presenta con
caratteristiche diverse rispetto al passato".
Quindi, c'è una situazione di allarme, determinata dagli eventi
sismici, in senso stretto, dall'eruzione vulcanica, dall'eruzione di
cenere lavica che sta determinando seri e rilevanti problemi in
tutti i comuni della provincia ed oltre la provincia di Catania.
Vorrei ricordare che è ben oltre la provincia di Catania. Siamo di
fronte ad un fenomeno che credo il Parlamento regionale,
rivolgendosi al Governo nazionale deve rimettere al centro del
dibattito politico e delle azioni e delle pressioni che il Governo
deve esercitare nei confronti del Governo nazionale, che è assente
rispetto a questa materia. Io vorrei ricordare che la Giunta
comunale di Catania è rappresentata autorevolmente ma evidentemente
senza fortuna dall'on. Scapagnini, sindaco di Catania, non ha avuto
una risposta rispetto ad alcune problematiche, sollevate proprio a
proposito della dichiarazione di emergenza e di calamità per tutti i
comuni della provincia di Catania e per Catania città, che - come si
sa - è un'area esclusa rispetto agli interventi sulle esenzioni o la
proroga delle esenzioni dei tributi e dei contributi, non inclusa,
come invece era avvenuto, per Linguaglossa, Acireale e Milo, mi
pare, tre comuni colpiti dagli eventi sismici.
Pertanto, la questione che io pongo, signor Presidente,
onorevoli colleghi, è questa: non vedo contraddizione tra l'articolo
19 che attiene ad una misura specifica, e cioè questa che riguarda
gli interventi previsti con misure dell'Assessorato del lavoro, con
degli emendamenti aggiuntivi a questo articolo che pongono questioni
di riordino e di procedura rispetto ad una volontà espressa dal
Governo regionale attraverso un disegno di legge cui è stato
presentato nella forma di emendamento aggiuntivo. Io non vedo, da
questo punto di vista, un'incoerenza.
Mi pongo semmai un problema, e concludo con questo, ed è quello
che noi - e qui sono come mi piace essere, cioè estremamente chiaro
e limpido - ci preoccupiamo, forse un po' troppo spesso, - però non
voglio entrare nel merito - del problema della piccola azienda
commerciale - non so di quale comune, di quale provincia, di quale
area -, in cui si verifica un incendio, della piccola azienda
artigianale, dove vi è non so quale altro problema e la Regione
interviene, ma non so fino a che punto ciò sia giusto e lecito, dal
punto di vista della logica politica e dell'intervento
istituzionale. La stessa Regione, invece, mostra disattenzione -
cosa che a mio giudizio è grave - rispetto ad una vicenda che
richiama tutto il Parlamento regionale, tutte le forze politiche e
cioè la vicenda di un vulcano che, in questa fase, si sta connotando
come un rischio, un pericolo per le popolazioni non solo del
catanese ma dell'intera Sicilia orientale.
Voglio anche ricordare che gli esperti, rispetto ai nuovi
fenomeni vulcanici, stanno manifestando qualche preoccupazione. Chi
tra noi non è andato a Catania? A tutti i colleghi qui presenti
sicuramente sarà capitato di andare a Catania o in qualche comune
della provincia; i problemi della polvere lavica stanno
incominciando a diventare estremamente seri, con una crisi economica
pesante per l'agricoltura, per la piccola impresa, per
l'artigianato, per i servizi, per il turismo, per tutte quelle
attività economiche su cui si fonda l'economia catanese e, direi,
anche dell'intera Sicilia orientale.
Vi esorto, quindi, ad approvare l'emendamento aggiuntivo
presentato, che nulla toglie all'articolo 19, sul quale si può
essere d'accordo, valutandolo con attenzione, sapendo che le risorse
sono quelle che fanno riferimento a quanto previsto dalla Giunta di
Governo. Qui non si aggiungono nuove risorse, ma si utilizzano
risorse già previste dalla Giunta regionale.
Onorevole Stancanelli, nella sua norma lei ha anticipato in
qualche modo l'orientamento espresso dalla Giunta di Governo a
Linguaglossa. Si tratta di andare avanti con gli altri interventi
settoriali, che nell'emendamento cui faceva riferimento l'onorevole
Raiti noi vogliamo riproporre come norme di legge aggiuntive.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Ringrazio l'onorevole Villari, il quale ha anticipato
argomenti che volevo trattare nel mio intervento, però voglio
sottolineare un fatto, concordando con gli oratori che mi hanno
preceduto: l'onorevole Turano credo che non volesse creare questo
scontro campanilistico fra le province siciliane, però io gli dico
che queste giuste rimostranze da lui evidenziate le dovrebbe fare
all'interno della maggioranza, perchè abbiamo letto sui giornali,
nell'ultimo periodo, quante promesse il Governo nazionale ha fatto
in occasione degli eventi calamitosi verificatisi nella provincia di
Catania.
Io chiedo, quindi, alla maggioranza di rivolgersi al Governo
nazionale per evitare che si faccia una guerra tra poveri delle
varie province, perchè, come giustamente diceva l'onorevole Turano,
se a Catania vi è una calamità naturale che sta danneggiando
l'economia della sua provincia, in altre province siciliane vi sono
altre calamità, a cominciare da quelle riguardanti i problemi
dell'occupazione, della mancanza di acqua, che ha provocato, nelle
province di Agrigento, di Caltanissetta ed in parte di Enna, grossi
disastri da un punto di vista sociale.
Per evitare di ripetere le cose dette dall'onorevole Villari e
dall'onorevole Raiti, io chiedo alla Presidenza di dichiarare
ammissibili gli emendamenti presentati dagli onorevoli Raiti ed
altri, che anche io ho firmato, condividendone appieno le
argomentazioni.
ROTELLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei, se
possibile, dare un contributo ai lavori di questo Parlamento
chiedendo ai colleghi che si sono occupati di un tema che mi sta
personalmente a cuore, credo come a tutti i colleghi parlamentari di
questa Assemblea ed in particolare a quelli che insistono nel
territorio della provincia di Catania, di dare la disponibilità a
discutere di questo tema, assumendocene qui l'impegno, cioè
dell'emergenza di cui abbiamo parlato nella finanziaria che andremo
ad affrontare da qui a qualche giorno, dove potremmo trovare il
sistema, attraverso un disegno di legge articolato da inserire nella
finanziaria, di affrontare le diverse fattispecie delle emergenze di
cui andiamo parlando, che impegnano una serie di settori,
dall'agricoltura al turismo, al commercio.
PRESIDENTE Onorevole Rotella, lei ha chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori
ROTELLA Se volessimo considerare questa proposta e volessimo
ritirare gli emendamenti di cui stiamo parlando per riproporli poi
nella finanziaria in maniera più completa, ciò consentirebbe la
velocizzazione dei lavori per l'approvazione delle variazioni di
bilancio e di affrontare immediatamente la questione di cui stiamo
parlando. E' una richiesta che vorrei fare ai colleghi che sono
intervenuti prima e a quelli che hanno presentato l'emendamento.
PRESIDENTE Vorrei fare notare all'onorevole Rotella che
purtroppo si sta discutendo di una cosa che non è scritta nel testo.
SPEZIALE E' un emendamento all'articolo 19.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non sono stati presentati
emendamenti all'articolo 19.
E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
invece che gli emendamenti presentati dall'onorevole Raiti siano
perfettamente pertinenti, non solo perché richiamano l'articolo 19 e
trattano una materia estremamente in sintonia con l'argomento che
stiamo trattando, ma anche perché la Giunta di Governo è venuta a
Linguaglossa a promettere cento miliardi per l'emergenza Etna, che
riguarda l'emergenza sismica, la polvere di lava vulcanica che
continua a fare danni devastanti al turismo, all'economia
commerciale. Come dicono gli esperti, dobbiamo abituarci a convivere
con questo fenomeno, che durerà almeno tre mesi. Ci sono già voli
cancellati per il 21 e per il 22 dicembre; siamo sul piano dei
flussi turistici quasi allo zero. Si calcola che in Sicilia
orientale ci siano stati già, secondo i dati che ha fornito la
Fiavet, circa 163 miliardi di danni di minori introiti delle agenzie
commerciali e delle agenzie turistiche.
Allora il problema esiste, non tanto nei confronti
dell'onorevole Stancanelli che, devo dire, è stato l'unico che ha
mantenuto gli impegni, perché, rispetto alla Giunta di Linguaglossa,
molti interventi previsti da quella Giunta andavano poi tradotti dal
punto di vista legislativo. Perché è facile promettere
rimodulazione di fondi e continuare a dire che ci sono i fondi
Gescal, i fondi che riguardano i beni culturali, che riguardano
tutte le rubriche degli assessorati, senza individuare il percorso
dal punto di vista legislativo che dia una risposta concreta a
quelle popolazioni.
Credo che questi emendamenti dell'onorevole Raiti debbano
essere discussi ora, perché non sono aggiuntivi, ma sono anche
modificativi e integrativi. E voglio che il Governo affronti questo
argomento in maniera più concreta ed efficace rispetto ai proclami,
perché in quella realtà non ci si può permettere più di fare
proclami, ma si deve aprire una vertenza Sicilia.
E il Governo regionale, se avesse una cultura di governo serio,
aprirebbe un conflitto con il Governo nazionale, perché il Governo
nazionale, dopo avere promesso le tasse e dopo avere promesso per
dieci volte la visita di Berlusconi, sta operando con i 10 miliardi
della Protezione civile, che sono gli unici ed insufficienti in
questo momento per fare fronte alle esigenze dei cittadini.
C'è un grave ritardo politico e quindi noi abbiamo un posizione
di forte contrasto nei confronti delle speculazioni bassissime del
Governo Cuffaro
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, sono convinto anch'io che l'onorevole
Stancanelli sia stato l'unico a dare una parziale risposta alle
promesse che sono state fatte dalla Giunta itinerante che si muoveva
tra Linguaglossa e Santa Venerina nei giorni della passerella;
giorni in cui si vantava che quei miliardi sarebbero stati spesi per
quelle aree e sembravano somigliare all'esercito di Mussolini - lo
cito senza voler essere offensivo, solo come esempio storico -. Si
andava a Santa Venerina e si sbandieravano alcuni miliardi e la
gente di quel comune pensava che quei miliardi fossero destinati al
terremoto di Santa Venerina; poi si andava a Linguaglossa - e mi
perdoni l'onorevole Raiti, ma probabilmente è al contrario, cioè
prima si andava a Linguaglossa e poi a Santa Venerina, ma per la
legge commutativa della politica il risultato non cambia - e si
promettevano gli stessi soldi.
Questo ha fatto il Governo in quei giorni, non ha mantenuto
quasi nulla di quelle promesse e questo articolo 19 è una prima
parziale risposta a tali esigenze. E, quindi, l'articolo 19 secondo
me va nella direzione giusta; il problema è che la risposta che
viene fornita con esso è una risposta insufficiente, noi vorremmo
integrarla con altre risposte che sono contenute negli emendamenti
che abbiamo sottoscritto insieme all'onorevole Raiti. Non vale
appellarsi a questioni di crusca regolamentare od a provenienze
all'area di Castrogiovanni, piuttosto che a quella Girgentana o
Mamertina, per disconoscere, onorevole Turano, che il disastro che
si è verificato nella provincia di Catania è un disastro che non
riguarda soltanto i Catanesi e che non riguarda soltanto il turismo,
perché i danni che ci saranno sulla campagna agrumicola quest'anno
saranno dei danni ingenti, perché sono già iniziati.
Io non so se sapete quali effetti vengono prodotti dalla caduta
della cenere sulle bucce delle arance nella provincia di Catania: la
conservabilità del prodotto, e quindi la sua commerciabilità, ne
risulta fortemente compromessa; e quando tu non puoi spedire sui
mercati europei un prodotto che resiste 15 o 20 giorni, quel
prodotto perde mercato, perde valore, perde prezzo. Sono danni
ingenti
Nessuno si può permettere di dire che la situazione è identica
dappertutto, perché tutti noi siamo coscienti della drammaticità
della situazione occupazionale nell'intera Isola, ma in questo
momento - credo che i Catanesi avrebbero fatto a meno di questa
ribalta - i disagi alla ribalta sono quelli della provincia di
Catania e quindi non è il caso di mettere in campo campanilismi o
provincialismi di qualsiasi natura, ma è il caso di dare risposte.
Quindi non appelliamoci a questioni di crusca ed io invito la
Presidenza a volere considerare che la materia dell'articolo 19 è
così pertinente, è così connessa con gli emendamenti presentati
dall'onorevole Raiti che sarebbe una grave ingiustizia considerare
quegli emendamenti fra quelli degli articoli aggiuntivi e quindi
espungerli dalla discussione in quest'Aula.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
certo soltanto per onore di firma ma perché il dibattito che si sta
sviluppando è un dibattito grandemente interessante e mi pare che si
agitino due problemi: il primo è l'articolo 19 come proposto dal
Governo e dall'Assessore Stancanelli in particolare, che con grande
sensibilità inserisce una norma nel contesto di norme finanziarie
urgenti e che quindi non può non fare riferimento ad una particolare
situazione che si è venuta a creare e che, ogni giorno di più, si
aggrava in provincia di Catania.
Certo, quando si tratta di una norma che ha un bacino
particolare, quello di una provincia, l'emotività dell'Assemblea si
alza, perché si pensa ad un provvedimento che vada in direzione di
una parte, seppure importante, della Regione, mentre altre parti in
questo momento potrebbero essere meno interessate.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui noi stiamo parlando
di una parte rilevante del territorio regionale, non certo di
un'azienda privata, stiamo parlando di eventi calamitosi naturali di
estrema gravità, non di incendi ad una fabbrica di legni; stiamo
parlando non di sostituirci ad una polizza assicurativa, ma di
interventi a sostegno dell'occupazione e dell'economia di una
provincia duramente colpita - qui non lo ha ricordato nessuno sino a
questo momento - da oltre un anno, perché un anno fà, nei mesi di
luglio, di agosto, la stessa parte del territorio della nostra Isola
è stata messa letteralmente in ginocchio da altri eventi calamitosi.
Ed allora, un po' di razionalità ed un po' di equilibrio: norme
finanziarie urgenti per una situazione straordinaria ed eccezionale
A questo si aggancia quello che l'onorevole Raiti aveva già
proposto, se non sbaglio con un suo disegno di legge, disegno di
legge che poi, attraverso un'operazione di restyling, attraverso
un'operazione di tecnica legislativa, ha tramutato in sette, otto
emendamenti che incidono sull'articolo 19.
Questi emendamenti sono strettamente connessi con l'articolo 19
così com'è stato proposto dal Governo della Regione e sono
emendamenti che meritano, io non li condivido tutti ed appieno, ma
sono emendamenti che vanno discussi, che vanno affrontati e sui
quali l'Assemblea si deve esprimere per approvarli o meno.
Intanto - e concludo, signor Presidente - l'articolo 19 com'è
stato proposto dal Governo nel disegno di legge che stiamo, ormai da
qualche giorno, affrontando, merita il pieno sostegno
dell'Assemblea. E qui, onorevoli colleghi che avete sollevato
qualche dubbio, non possono esservi incertezze o indecisioni circa
l'ambito di operatività all'interno della Sicilia. Non facciamo
guerre tra poveri, questo si, ma non dimentichiamo e, soprattutto
non minimizziamo un'autentica situazione di grande difficoltà e di
grande disagio che vive una parte rilevante della nostra Terra di
Sicilia.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha
facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, io intervengo brevemente per dire
che l'articolo, così com'è formulato, non è detto che vada ad
interessare Catania, può interessare chiunque. Allora, io non ho
problemi a sostenere che i cinque milioni di euro vadano a finire
alle zone di Catania, però questo andrebbe scritto chiaramente;
diversamente, se invece deve essere finalizzato a tutti gli eventi
calamitosi, lo si deve sapere da subito, in modo tale che tutti i
comuni presso cui si sono verificati eventi calamitosi possono
accedere.
Io non trovo disdicevole il fatto che si scriva nell'articolo
19, più chiaramente, che le somme vanno a finire a Catania, così
come è stato fatto con il decreto dell'Assessorato degli Enti locali
del 28 novembre 2002, che ripartisce all'interno del fondo per i
comuni e le province - per i comuni in questo caso - esattamente la
cifra di 1.345.000 euro ai comuni di Acireale, Linguaglossa, Milo,
Nicolosi, Piedimonte Etneo, Ragana, Sant'Alfio, Santa Venerina e
Zafferana. Se si vuole intervenire su questi comuni, che sono
quelli che non hanno più di 10.000 abitanti, che hanno avuto la
dichiarazione ai sensi dell'articolo 5 della legge numero 225 del
1992, lo si deve scrivere chiaramente Perchè non ci può essere un
equivoco attorno alla formulazione dell'articolo 19: da un lato si
dice che ci sono tutti, però alla fine, in verità, ce ne sono solo
alcuni. Diciamolo con chiarezza quali sono i comuni e quali sono gli
eventi calamitosi a cui bisogna riferirsi.
In questo caso inviterei il Governo a riformulare più
chiaramente l'articolo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo
partecipato ai lavori della Commissione, ricordo che in quella sede
l'articolo 19 aveva avuto una sua finalità ed era ricondotto, mi
pare, agli eventi vulcanologici e quindi sostanzialmente riguardava
la provincia di Catania. Sono state sollevate alcune questioni:
visto che alcune calamità hanno riguardato anche altre parti della
Sicilia, si è posto il problema di estendere la norma. I colleghi
catanesi presenti in Commissione si sono dichiarati sostanzialmente
d'accordo, però nella loro considerazione, ed è questo il punto che
intendo sollevare, si dava per scontato che ci sarebbe stato un
intervento massiccio, così come preannunciato dalla Giunta di
Governo, in quelle aree.
Stasera viene avanzato il dubbio che l'intervento non c'è sul
piano delle scelte di carattere amministrativo, è stato detto che
non è possibile farlo in questa sede perchè bisogna rinviarlo alla
finanziaria. In modo del tutto occasionale siamo venuti finalmente
in possesso della finanziaria, dove non c'è un solo articolo che
riguarda l'emergenza Catania, non c'è una sola parola che riguarda
il dramma che sta vivendo la provincia di Catania, qui denunciato da
tutti i colleghi, senza carattere e colore politico, dall'una e
dall'altra parte. Il problema che si pone di fronte a noi,
onorevole Presidente dell'Assemblea, è sapere qual è il momento ed
il luogo in cui si decide di intervenire organicamente con
provvedimenti su Catania.
I parlamentari dicono, stasera, di avere predisposto
emendamenti all'articolo 19; sono emendamenti affini al testo,
affrontano organicamente, seppur con punti di vista che possono
essere di volta in volta corretti, l'intervento in provincia di
Catania, tendono a soddisfare un impegno che il Governo regionale ha
assunto, per cui mi fa specie non aver trovato nell'ambito
dell'articolo 19 gli emendamenti aggiuntivi allo stesso articolo,
così come predisposti e presentati dai colleghi parlamentari.
Ovviamente sarà sfuggito alla Presidenza dell'Assemblea, ma io
faccio specie come mai gli uffici non abbiano inserito correttamente
gli emendamenti dell'onorevole Raiti e di altri colleghi
parlamentari all'articolo 19 per affinità allo stesso articolo 19,
riguardando materia affine, così com'è pratica costante in questo
Parlamento. Perchè non capirei se questi emendamenti, che sono come
commi aggiuntivi, noi dovremmo affrontarli, invece, come articoli
aggiuntivi, sui quali poi si dice che non c'è la copertura
finanziaria, per cui, dopo avere approvato il primo testo, il testo
normativo della legge di variazioni al bilancio, nessun altro
articolo sarà affrontato.
Noi poniamo questa questione, chiediamo che ora ed in questa
sede, la Presidenza trovi il modo, se non ritiene corretta la mia
interpretazione e quella di altri, nell'ambito delle variazioni di
bilancio di affrontare l'emergenza Catania e venga affrontata
attraverso provvedimenti normativi, per dare concretezza alle scelte
che il Governo ha preannunciato, per evitare che ancora una volta,
in quella realtà, oltre al danno c'è pure la beffa di un inganno che
verrebbe perpetrato e che sfiducierebbe il rapporto tra Istituzione
e ampie parti della nostra popolazione. Perchè, quando si
determinano questi inganni, si introduce anche una sfiducia nel
corretto rapporto democratico tra amministrati e amministratori, tra
governanti e cittadini e quindi è una questione delicatissima che,
secondo me, va posta e, secondo il mio punto di vista, onorevole
Presidente dell'Assemblea, lo ribadisco, correttamente l'onorevole
Raiti ha proposto emendamenti come commi aggiuntivi all'articolo 19
e, secondo me, andrebbero affrontati in questa sede, nell'ambito
dell'approvazione dell'articolo 19.
PRESIDENTE E' iscritto parlare l'onorevole Basile. Ne ha
facoltà.
BASILE Signor Presidente, mi corre l'obbligo associarmi alle
congratulazioni che sono state fatte all'Assessore Stancanelli per
il tempestivo intervento e per la sensibilità dimostrata nei
confronti delle comunità colpite dai danni, per cui questa sera
stiamo trattando il provvedimento riguardante - tra virgolette - i
cantieri di lavoro.
Io ritengo che il Governo Cuffaro, in quell'occasione, in
quella famosa Giunta di Linguaglossa, ha operato tutta una serie di
atti che questa sera, cari colleghi, non stanno arrivando in Aula
perchè sono atti amministrativi. Mi pare, per quanto riguarda
l'Assessore per gli Enti locali che già ci sono dei provvedimenti
che stanno arrivando nei comuni interessati: Linguaglossa, Milo,
Acireale ed altri.
Io vorrei fare un invito e cioè che, così come ho detto in
altre occasioni, a quello che è stato lo sciame sismico, alle
disavventure, non segua lo sciame delle polemiche e quindi questa
sera dare atto all'Assessore a continuare a lavorare per
l'approvazione dell'articolo 19. Vorrei poi invitare la Presidenza a
trovare, nel corso di questa sessione od eventualmente della
sessione di bilancio, la possibilità di varare quelle che sono le
norme - tra virgolette - portate avanti dal collega Raiti.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Moschetto. Ne ha
facoltà
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe troppo
facile ripetere ciò che è stato detto dai colleghi sull'emergenza
Catania, ma siccome dobbiamo andare avanti, io ritengo di proporre
alla Presidenza ed eventualmente al Governo una posizione mediana:
se è vero, come è vero, che tutto ciò che è stato detto, di fatto,
ha penalizzato, penalizza non solo Catania e provincia ma tutto
l'hinterland, se consideriamo che l'aeroporto si riflette in termini
di danno economico totale, lasciamo stare sugli otto emendamenti,
signor Presidente, ai fini dell'ammissibilità, le chiedo solo di
prestarmi un attimo di attenzione, perchè, riguardo agli otto
emendamenti, oggi, in corso di assestamento di bilancio non faremmo
neanche in tempo ad approntare gli atti amministrativi per la spesa,
ma sarebbe un segnale forte, in virtù di quello che è stato detto
dal Governo a Linguaglossa, recepire almeno l'ex emendamento 65.31,
i due milioni di euro alla provincia per la pulizia delle strade,
delle caditoie, di tutto ciò che riguarda la polvere nera, rinviando
tutto il resto alla finanziaria, per cercare di dare quanto più
possibile risposte. Rivolgo, pertanto, un invito veramente pressante
alla Presidenza, a non dichiararlo irricevibile, perchè la
dichiarazione di non ricevibilità di un emendamento che riguarda
veramente una calamità naturale per Catania, per i comuni
dell'hinterland di Catania, verrebbe visto come una prevenzione
contro, che certamente non è nelle intenzioni della Presidenza. Cioè
dichiarare almeno questo emendamento compatibile con la sostanza
dell'articolo 19, che riguarda l'occupazione negli enti locali
colpiti da calamità naturali.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia
voce vuole essere un po' fuori dal coro. Do atto all'assessore
Stancanelli del suo impegno - anche se poi bisognerà capire come
faremo a spendere questi soldi e come si faranno i cantieri di
lavoro entro l'anno.
Vorrei dire inoltre in modo molto chiaro, assessore
Stancanelli, che il disegno di legge messo in cantiere
dall'onorevole Raiti era un testo sull'emergenza Etna molto
articolato, ovviamente emendabile, migliorabile, però, era un
disegno di legge esauriente.
Il rischio è che con la presentazione estemporanea di
emendamenti a fine anno, ciò che era un'ottima iniziativa potrebbe
diventare soltanto un'opera di pura demagogia, e questo non era
nelle nostre intenzioni.
Io debbo dare anche atto al Governo regionale di avere fatto
alcune cose. Lo diceva poc'anzi l'onorevole Giannopolo: l'Assessore
per gli enti locali si era assunto una serie di impegni e li ha già
mantenuti.
Gli assessori Scammacca e Granata si sono impegnati a dare una
risposta e hanno predisposto il regolamento di 30 miliardi per tutto
ciò che riguarda le scuole e le opere di culto.
Stiamo attenti nel dire che il Governo regionale non ha fatto
nulla. Il Governo regionale rispetto a quella famosa delibera molte
cose le ha fatte, e le ha fatte per via amministrativa.
Quindi, il Governo regionale non è stato assente, da questo
punto di vista cerchiamo di essere chiari. E questo, l'onorevole
Raiti lo sa perfettamente bene.
Noi, nel momento in cui abbiamo firmato il disegno di legge
proposto dall'onorevole Raiti, lo abbiamo fatto perchè siamo
convinti che la catastrofe che sta investendo Catania meriti un
momento di particolare attenzione.
L'Etna non è dei catanesi, è della Sicilia. L'Etna è un
patrimonio, ma può rappresentare anche una sventura, data la sua
natura di vulcano attivo.
Quindi, da questo punto di vista l'Etna è di tutti i siciliani.
E a dimostrazione di ciò sta il fatto che in Commissione non abbiamo
voluto inserire in particolare Catania perchè questo problema delle
catastrofi o degli eventi sismici poteva capitare in qualunque altro
luogo. Tuttavia, c'era un'occasione per potere agire, era stato
fatto appositamente per questo.
Pertanto, onorevole Presidente, lei in piena libertà, senza
alcun condizionamento, faccia le scelte che ritiene più opportune.
Pertanto, inviterei il Governo a sollecitare un dibattito
d'Aula sull'emergenza Etna in modo che lo stesso Governo possa dare
tutte le comunicazioni necessarie su ciò che sta facendo al
riguardo.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor presidente,
onorevoli colleghi, è necessario alla fine di questo dibattito
sull'articolo 19, anche per fugare le perplessità e i dubbi che ha
sollevato all'inizio del dibattito l'onorevole Turano, partire dalla
ratio di questa norma.
Questa norma scaturisce dalla famosa giunta tenuta nel comune
di Linguaglossa sul caso Etna in cui il Governo si impegnò a
stanziare determinate somme per ciascun assessorato a favore delle
comunità colpite dagli eventi sismici.
Per quanto riguarda l'assessorato del lavoro, in
quell'occasione, ebbi a dire che potevamo utilizzare almeno 5
milioni di euro per i cantieri di lavoro. Ma per fare ciò, sostenni
in quella sede, era necessaria una riforma legislativa.
Ecco il punto. Questa norma è necessaria perchè i cantieri di
lavoro, come da legislazione vigente, possono essere utilizzati
soltanto per gli enti morali, mentre gli enti locali per potere
utilizzare tali risorse necessaria tutta una procedura di cui agli
articoli 2 e 3 della legge del 1998 che sostanzialmente non permette
praticamente agli enti locali di istituire cantieri di lavoro.
Pertanto, al fine di poter utilizzare le risorse del Fondo
dell'occupazione - che è un fondo diverso dal bilancio regionale,
quindi non c'è nessuno storno, non stiamo togliendo soldi a nessuno,
stiamo utilizzando somme che non avremmo utilizzato se non soltanto
per gli enti morali e soltanto in una certa parte -, abbiamo bisogno
di una norma sostanziale che ci permetta di derogare dalle procedure
di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 4.
Quindi, non c'è lotta e né guerra tra poveri, c'è la
possibilità di utilizzare quelle risorse che già ci sono.
Il problema della provincia di Catania e delle altre province
lo si è posto in Commissione. Infatti, il testo originario parlava
soltanto della provincia di Catania. E a tal proposito, da assessore
per il lavoro e contemporaneamente deputato della provincia di
Catania, mi sembrava poco opportuno che si presentasse una norma
soltanto per tale provincia.
Pertanto, come è stato ricordato correttamente dall'onorevole
Speziale, in Commissione si disse: allarghiamo a tutti gli enti che
hanno subito delle calamità naturali accertate con delibera che va
alla Giunta di Governo, non accertate quindi soltanto dall'assessore
per il lavoro, ma che abbiano una certificazione ben precisa, vale a
dire di declaratoria di calamità naturale a seguito di eventi
sismici, vulcanologici ed idrogeologici, qualcuno parlò anche di
danni dovuti a mareggiate ed altro. Noi abbiamo previsto questo
allargamento e, quindi, non per ipocrisia ma per i discorsi che
erano stati fatti in Commissione, abbiamo eliminato la provincia di
Catania e abbiamo inserito tutti gli enti locali che hanno subito
dei danni e i relativi interventi dei cantieri di lavoro potranno
essere utilizzati soltanto per il ripristino di quelle strutture
pubbliche danneggiate da tali eventi.
Ecco perchè non c'è nessuno storno, non c'è nessuna guerra fra
poveri, non c'è nessuna cosa che tolga a qualcuno e dia ad altri,
c'è soltanto la possibilità di utilizzare queste risorse.
Per quanto riguarda il 2002, non c'è la necessità di impegnare
le somme entro tale anno, questa norma essendo sostanziale è
necessaria per attivare i cantieri di lavoro anche per gli enti
locali e comprende sia il 2002 che il 2003. Noi speriamo che queste
risorse siano sufficienti per gli eventi avvenuti nel 2002 e per
eventuali danni a venire. Ovviamente, siccome non li possiamo dare
ad libitum, non appena sarà approvata la norma, saranno emesse le
opportune circolari e direttive per stabilire i termini entro cui
presentare i progetti per ottenere i finanziamenti. Questo è lo
spirito della norma.
Mi rendo conto che forse 5 milioni di euro sono pochi, Allora,
nel corso della riunione di Giunta tenutasi a Linguaglossa e che ho
ripetuto in commissione, dissi che era meglio non specificare alcuna
somma. Attualmente, la disponibilità finanziaria del Fondo per
l'occupazione è superiore ai 5 milioni di euro, quindi, se
l'Assemblea lo ritiene necessario, i 5 milioni di euro possono
diventare anche di più; possono anche non essere indicati
precisamente e si dirà soltanto 'nell'ambito della disponibilità',
eccetera. Tale scelta spetta all'Assemblea, e il Governo non potrà
che prenderne atto.
In conclusione, quindi le perplessità che sono state sollevate
in relazione a questa norma, penso siano superate alla luce di
questo iter che non è soltanto procedurale ma è anche nei fatti.
Il problema che viene posto da molti parlamentari, specialmente
della provincia di Catania - e passo alla seconda parte
dell'intervento - in relazione agli emendamenti aggiuntivi
all'articolo 19 o aggiuntivi al testo, devo dire che al riguardo non
ha importanza la procedura quanto la sostanza.
Ritengo che il tutto si possa superare, e di questo ho parlato
con l'assessore per il bilancio, con una riscrittura del testo
inserendo una norma sostanziale per la utilizzazione di queste
somme. E in ogni caso, in finanziaria non possiamo attivare spesa
se non è prevista una norma sostanziale. Quindi, se l'assessore per
il bilancio è d'accordo potremmo prevedere un terzo comma o una
riscrittura dell'articolo 19, che non preveda stanziamento di somme,
ma facendo una norma sostanziale che ci metta nelle condizioni di
stabilire poi in bilancio il quantum da stanziare.
In tal modo, manteniamo in vita l'articolo 19 e, quindi, la
norma sostanziale necessaria per attivare da domani i cantieri di
lavoro ed avere anche una cornice normativa da mettere nel bilancio.
Le risorse da stanziare per l'emergenza Etna le stabilirà
successivamente il Governo della Regione.
La mia proposta quindi è di accantonare l'articolo 19 e di
riscriverlo con questo eventuale terzo comma che dia possibilità,
ripeto, di potere agire. Invito dunque al ritiro degli articoli o
degli emendamenti aggiuntivi che verrebbero in ogni preclusi dalla
Presidenza, in quanto essa già si è espressa in questo senso.
Invece, salveremmo, sostanzialmente, le istanze presentate dalla
maggior parte dei deputati.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non vi sono altri iscritti a
parlare.
C'è una richiesta del Governo di sospendere i lavori d'Aula per
cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.43, è ripresa alle ore 18.20)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dal Governo l'allegato emendamento 19.R.1 di riscrittura
dell'articolo 19.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi desidero soltanto evidenziare che nei commi
aggiunti vogliamo far sì che ci sia già la norma sostanziale (che è
il comma 9) affinché poi in bilancio possiamo quantificare la somma.
Ovviamente, per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole
Moschetto di evidenziare almeno l'aspetto della pulizia, l'assessore
Pagano ha potuto trovare tra le pieghe del bilancio 2 miliardi, un
milione di euro, e per quest'ultimo periodo provvediamo con questi;
in bilancio poi troveremo le somme anche che per gli altri
interventi.
Se questo articolo così come è stato riscritto può essere
considerato moderatamente sufficiente, ritengo che gli altri
emendamenti possano essere ritirati; nel bilancio discuteremo poi
singolarmente tutte le iniziative previste nell'emendamento firmato
dall'onorevole Raiti e da altri deputati della provincia di Catania.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei dire che
non sono soddisfatto dell'emendamento presentato. Ma dire ciò è un
eufemismo perché ci si può dichiarare soddisfatti o meno se c'è un
contenuto che può o meno venire incontro alle esigenze che si
ponevano con gli emendamenti presentati.
Lo scopo e l'oggetto di quegli emendamenti, che di fatto
ripercorrono una proposta di legge organica già depositata e
firmata da tutta la deputazione catanese e non solo, era ed è uno
scopo oggettivo che prevede l'impegno legislativo di una copertura
finanziaria che era stata promessa dal Governo in una seduta di
Giunta regionale.
E' vero che è già stata disposta la distribuzione di somme, ma
quelle somme sono 17 milioni di euro su capitoli di bilancio già
individuati.
Il Governo aveva detto, e ha preso impegni, che avrebbe speso
immediatamente 53 milioni di euro.
Quegli emendamenti e quel disegno di legge, oltre a dare una
disciplina organica della materia che può essere corretta,
modificata, integrata, chiaramente, prevede l'impegno concreto della
differenza tra quanto detto e quanto fatto, perchè occorre un
impegno legislativo per colmare la differenza da 17 milioni di euro
a 53 milioni di euro.
Quindi, gli emendamenti rispondono pedissequamente a
quell'impegno preso. Dare una mancia di 2 milioni di euro in questo
contesto non risponde assolutamente a quella che voleva essere
l'iniziativa parlamentare mia e degli altri colleghi; noi non
chiediamo, almeno io, per quanto mi riguarda, non chiedo trattamenti
di favore per alcuno, non chiedo emendamenti per accontentare
qualcuno, qualche esigenza specifica, io ho posto un problema
politico ben preciso: quello di rispondere immediatamente, così
come per altro è stato dichiarato dal Governo e dagli esponenti
nazionali di centro destra, ad esigenze oggettive costanti di tutta
la popolazione dell'areale etneo, dagli sfollati, da coloro che non
possono abitare nella propria casa, dagli operatori turistici agli
operatori agricoli. Voi non immaginate quello che in questo momento
sta vivendo tutto l'areale etneo
Due sono le cose che chiedo preliminarmente: innanzitutto
vorrei che la Presidenza mi dicesse se i commi aggiunti all'articolo
19 saranno discussi o meno; seconda cosa: se ci dobbiamo fermare
solo a questo. Se così fosse, stiamo continuando a fare delle
promesse che poi di fatto non hanno alcun contenuto.
Allora, se è vero come è vero che l'abbiamo fatto altre volte
per esigenze particolari e può essere anche concepibile, io ritengo
che per problematiche di questa valenza e di questo genere che
stanno mettendo in ginocchio milioni di persone, non possiamo
permetterci di prenderle in giro.
Se questa è la decisione dell'Assemblea e del Governo, già
preannuncio non il mio voto contrario, io, nella mia qualità di
deputato e quale rappresentante dell'intero Gruppo parlamentare,
abbandonerò l'Aula perchè non ho e non abbiamo alcuna intenzione di
affrontare argomenti di questo genere come se ci fosse la
possibilità di dare una mancia a chicchessia
MICCICHE' Chiedo di parlare, per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi appresto a
fare una semplice dichiarazione di condivisione della proposta del
mio collega di Gruppo, onorevole Raiti. Faccio mie le idee da lui
espresse e, facendo riferimento all'emendamento del Governo, ritengo
che i mille euro (due miliardi di vecchie lire), che saranno
concessi alla provincia di Catania per pulire le strade dalla cenere
del vulcano, non serviranno neppure per comprare le scope, perchè
per togliere la cenere dalle strade della provincia, e ancor di più
della città di Catania, necessitano aspirapolveri di grande potenza
perché la situazione è, come da me personalmente constatata,
drammatica.
Dunque, i due miliardi che il Governo regionale concede a
Catania è una somma irrisoria e mette in cattiva luce anche la
serietà di chi lo ha proposto. Non credo, infatti, che in questo
momento la provincia di Catania abbia bisogno di soli due miliardi,
perché necessitano altre somme, del resto promesse dal Governo
itinerante nella stessa provincia di Catania.
Qualora il Governo dovesse continuasse su questa strada,
anch'io come l'onorevole Raiti abbandonerò l'Aula.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, intanto vorrei fare un breve richiamo
al Governo. Volevo fare notare che al comma 7 della riscrittura
dell'articolo 19, quando si autorizza la Regione a cofinanziare
interventi nazionali a favore degli enti locali colpiti da calamità
naturali a seguito di eventi sismici e vulcanologici.
Io credo che questo comma debba limitarsi ad autorizzare la
Regione al cofinanziamento di interventi nazionali, o comunitari
aggiungerei, a favore degli enti locali colpiti da calamità
naturali, perché altrimenti non ha significato in quanto potrebbe
succedere che un ente locale colpito da un'alluvione vede la
partecipazione di interventi da parte dello Stato e non da parte
della Regione.
Così formulato, poichè il significato che si vuole dare è
quello di cofinanziare interventi per eventi di calamità naturale,
limitarlo soltanto agli eventi sismici e vulcanologici mi pare
riduttivo rispetto al senso che il comma vuole avere.
Vorrei, inoltre, sottolineare, rispetto agli interventi che ci
sono stati sia prima che adesso da parte dell'onorevole Raiti, che
la problematica legata all'evento dell'eruzione dell'Etna, a
differenza delle canoniche calamità naturali - penso ad un'alluvione
piuttosto che ad un terremoto - che hanno sempre una durata limitata
nel tempo, consentono la valutazione del danno e, quindi, la ricerca
delle risorse necessarie per potere far fronte alle emergenze.
La problematica, invece, dell'eruzione dell'Etna, è una
problematica diversa. E' un evento di calamità naturale che dura e
continua a persistere nel tempo; per cui, sarebbe presuntuoso da
parte nostra potere stabilire una somma necessaria all'intervento
per il ripristino. A tal riguardo, faccio riferimento a quanto
scritto, per esempio, al comma 8 della riscrittura quando si parla
del milione di euro destinato, oltre che alla pulizia, che è un
problema contingente, giornaliero allo stato attuale, anche alla
manutenzione.
La manutenzione delle strade è un problema che, probabilmente,
dovremo affrontare soltanto nel momento in cui l'evento sarà finito,
perché pensare di procedere alla pulitura ed alla manutenzione
delle strade mentre c'è un'eruzione in corso potrebbe anche questo
essere un errore.
Ma ciò che è mancato a mio avviso - ed in tal senso sollecito
il Governo affinché in sede di Finanziaria intervenga - è non aver
considerato il danno biologico che la popolazione, colpita da questo
evento, sta subendo nell'inalare ogni giorno la polvere vulcanica,
che molto spesso trova al suo interno composti chimici che si
fissano nel tessuto muscolare creando danni irreparabili all'essere
umano.
Quindi, al di là delle 'bucce delle arance', che sono
sicuramente meritevoli di interesse da parte dell'Assemblea
regionale, chiedo al Governo in sede di Finanziaria, non in sede di
variazioni di bilancio, di iniziare a pensare al danno biologico che
le popolazioni, che sono soggette a respirare giornalmente le
polveri dell'eruzione del vulcano, stanno subendo.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, io avevo già detto, intervenendo
nella discussione generale, che questo Governo è un Governo che con
una mano dà e con l'altra toglie.
Questo gioco delle tre carte si può fare con molta eleganza,
stile e - diciamo - anche con una certa capacità tecnica che questa
maggioranza non ha, perchè più che di un pugile 'suonato' dà l'idea
di un uomo ubriaco che barcolla.
Allora, vorrei invitare i colleghi a rileggere l'articolo 1.
All'articolo 1, infatti, tra le tante leggi che definanziamo ce n'è
una che fa riferimento al capitolo 516802, U.P.B. 1.6.2.6.1. Il
titolo della legge reca 'Interventi per i comuni colpiti da eventi
sismici'. Il Governo da detto capitolo toglie ben 3.300 euro pari a
5 miliardi circa delle vecchie lire: quindi, con una mano togliamo 5
miliardi e con l'altra gliene diamo due
Onorevole Stancanelli, legga la tabella C 'Importi da iscrivere
in bilancio per il rifinanziamento di leggi di spesa' e si accorgerà
della incoerenza.
E, allora, se volete essere coerenti, dovete approvare
l'emendamento, presentato dal Gruppo dei DS, di soppressione di
quella previsione.
Non è necessario fare questo studio che ha impegnato il
Governo, ha impegnato gli uffici, ha richiesto sospensioni; basta
eliminare quella previsione e noi torniamo ad avere 5 miliardi senza
fare ulteriore propaganda. Ciò che fate è propaganda, perchè la
norma che ci viene proposta come riscrittura dell'articolo 19 in
sostanza cosa prevede? Prevede che il Presidente della Regione è
autorizzato a 'cofinanziare'.
Il termine 'cofinanziare' ha un significato tecnico nella
legislazione, non è una parola che può essere usata a discrezione.
Cofinanziare significa che ci deve essere un intervento che
arriva quando per la stessa materia c'è già un finanziamento dello
Stato. Infatti, il comma 8) dell'emendamento di riscrittura recita
"Il Presidente della Regione è autorizzato a cofinanziare gli
interventi nazionali a favore degli enti locali colpiti da calamità
naturali a seguito di eventi sismici e vulcanologici". Ciò significa
che se lo Stato non finanzierà interventi...
(Interruzione dell'onorevole Ioppolo)
E' così onorevole Ioppolo; lei è tra i più onesti
intellettualmente...
LO MONTE. Non facciamo graduatorie
CAPODICASA Non faccio graduatorie, ma poichè noto che
l'onorevole Ioppolo è sempre puntuale, ammette le cose con onestà,
gliene do atto.
Dicevo, se lo Stato non finanzierà interventi a favore degli
enti locali, questa norma risulterà una norma assolutamente inutile
in quanto il Presidente della Regione non potrà attivare un solo
euro in favore degli enti locali. Quindi, abbiamo fatto solamente
propaganda.
(Interruzione dell'onorevole Leanza Nicola)
Il punto non è questo, onorevole Leanza, perchè io avevo
previsto l'obiezione e quindi la relativa risposta.
La norma funziona così: al comma 9 si dice che 'per gli
esercizi finanziari successivi l'onere sarà quantificato annualmente
ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10'.
Cosa prevede la lettera g), comma 2 dell'articolo 3 della legge
10 del 1999? Prevede che nella legge finanziaria ogni anno sulla
base dei programmi che il Governo etc. si fissano etc.
Noi, nel frattempo, con il comma 7 e 8 abbiamo vincolato questo
finanziamento al cofinanziamento di interventi nazionali.
Lei immagina che dall'anno prossimo in poi il Governo nazionale
finanzierà interventi per gli enti locali dei comuni del catanese
per gli eventi sismici e vulcanologici di questi giorni? Io immagino
di no.
Ci è già andato bene che abbiano stanziato questi pochi euro
per l'anno in corso. Dall'anno prossimo in poi, onorevole Assessore
- mi rivolgo a lei che è catanese - deve sapere che di questa norma
non potrà utilizzare più un euro, sarà sufficiente per utilizzare i
due milioni, per l'anno in corso, per spazzare la cenere ma non per
fare interventi di natura e di entità che la Giunta si è impegnata a
fare nella famigerata riunione di Santa Venerina.
Dico famigerata perchè, quando ho appreso dal telegiornale che
la Giunta si era impegnata a stanziare cento miliardi di lire per
quelle zone, io che faccio parte della Commissione 'Bilancio' e
qualcosa di conti capisco mi sono domandato da dove si potessero
prendere cento miliardi delle vecchie lire e in un solo colpo a
favore di questi comuni. Non che sia contrario a questo, anzi sono
molto favorevole, ma mi sapeva di una sciocchezza colossale
Mi sono, pertanto, premurato in Aula a leggere i resoconti
stenografici quando insieme con l'onorevole Speziale (si esaminava
il disegno di legge sul diritto allo studio ed a rappresentare il
Governo era l'onorevole Granata) abbiamo chiesto da dove
provenissero questi cento miliardi, se si pensava ad una legge in
tal senso; ci è stato detto che nessuna legge era necessaria perchè
ciascun ramo dell'amministrazione si era impegnato ad operare dei
risparmi all'interno della rubrica di propria competenza per un
ammontare di cento miliardi di lire da destinare interamente ai
comuni del catanese colpiti da eventi calamitosi. Chiedo se c'è una
decisione e mi viene risposto che esiste una delibera di Giunta.
Corro dietro ancora una volta alla Giunta per avere quella
delibera, ma non vi è alcuna delibera
Onorevole Castiglione, se me la fornirà le sarò grato. Vorrei
capire cosa prevede tale delibera, dal momento che non c'è alcun
modo per fare l'operazione che avete detto di fare in quella
riunione. Alla fine tutti i nodi vengono al pettine: non pensate
di vivere di propaganda, perchè poi, alla fine, di propaganda si
muore
La conferma di tutto ciò è nel fatto che togliete 5 miliardi da
una legge per eventi sismici e ne mettete 2 miliardi. Cinque
miliardi li togliete, due li aggiungete, ve ne restano tre: cosa ve
ne fate?
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto
per dichiarare che lo sforzo del Governo è uno sforzo da
approvare; dichiaro, quindi, il mio voto favorevole all'emendamento
di riscrittura.
Volevo chiedere all'Assessore Pagano o al Vicepresidente della
Regione se possono spiegare in maniera più opportuna di quanto
scritto ovvero prevedere una finestra legislativa da dedicare
all'emergenza Catania, in modo da far capire all'Aula, in maniera
chiara, l'impegno del Governo in tal senso.
Un'ultima cosa volevo dire rispetto alla famigerata delibera di
cui parlava l'onorevole Capodicasa: non sta a me dire cosa sta
facendo il Governo, ma penso che nel corso del dibattito che spero
si svolgerà nel corso della suddetta finestra legislativa, il
Governo potrà dimostrare in maniera inoppugnabile che i 100 miliardi
dichiarati e impegnati in quella delibera sono stati spesi o quanto
meno impegnati.
Ogni Assessorato ha racimolato le somme nell'ambito degli
stanziamenti assegnati. Vi diranno esattamente cosa hanno speso. In
quella delibera, ad esempio, non è scritto dei 30 miliardi dei fondi
Gescal per quanto riguarda il ripristino delle scuole e delle opere
di culto; quindi, nessuna propaganda da parte di questo Governo.
Cerchiamo di restare nei fatti e, in un confronto chiaro,
definito con il Governo, certamente si potrà fare chiarezza su
questa vicenda.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento non vuole essere
esaustivo di un problema che attiene alla sensibilità collettiva e
alla solidarietà più autentica di una popolazione che, certamente,
sta vivendo grandi disagi e il nostro intervento legislativo, in
generale e di qualsiasi azione anche dell'esecutivo, non può che
essere visto con interesse e passione per la risoluzione dello
stesso.
Nel caso specifico, tutti gli interventi hanno fatto
comprendere perfettamente quello che è l'argomento principale della
giornata odierna, perché questo, sicuramente fra tutti gli articoli
discussi, è quello su cui bisogna prestare maggiore attenzione.
Però, mi pare di poter dire che il Governo è intervenuto almeno
oggi in maniera autorevole e all'interno delle risorse finanziarie
che sono a disposizione anche in maniera adeguata.
Certo, le popolazioni interessate meritano molto di più. Le
risorse che necessitano sono, da questo punto di vista,
assolutamente inadeguate e insufficienti.
Abbiamo scoperto quanto danno abbia potuto provocare la cenere
e la polvere lavica ai settori fondamentali dell'agricoltura, ai
settori fondamentali del turismo e dell'economia tutta, ma direi
però che non ci sono dubbi che oggi abbiamo cercato di dare una
risposta seria così come abbondantemente spiegato dall'onorevole
Stancanelli, nel corso del suo intervento, che non riprenderò per
evitare ripetizioni e soprattutto perdite fondamentali di tempo.
Penso, invece, valga la pena rimarcare l'attenzione sugli altri
tre commi che sono stati aggiunti a seguito della riscrittura del
Governo. Vorrei evidenziarli.
La riscrittura del Governo aggiungendo i commi 7, 8 e 9
all'art. 4 della Legge regionale n. 3 del 23 gennaio 1998,
certamente sono interventi interessanti. Intanto, abbiamo fatto
nostra quella che era un'esigenza in Aula che è emersa nel corso
degli interventi testè svoltisi che consentirà la pulizia e la
manutenzione delle strade oggetto della caduta di cenere e mi pare
che questo sia un fatto assolutamente importante visto che i danni
che sono stati creati da questo evento atmosferico sono
straordinariamente notevoli. E, quindi, da questo punto di vista non
ci siamo sottratti, pur avendo delle risorse finanziarie limitate.
Ma il dato più importante ritengo sia il comma 9. E' stata
chiesta una finestra legislativa e mi pare di poter dire che nel
momento stesso in cui noi abbiamo scritto che negli esercizi
finanziari successivi a questo sarà quantificato annualmente, ai
sensi di una legge già esistente, la legge n. 10 del 27 aprile 1999
- che se non erro è proprio una legge varata durante il Governo
presieduto dall'onorevole Capodicasa - in quel famoso aiuto viene
data la possibilità oggi di agganciarci a quel momento legislativo
e, quindi, di consentire un momento significativo da un punto di
vista finanziario e puntuale giacché abbiamo fatto riferimento
all'annualità.
Non posso essere d'accordo con l'onorevole Capodicasa, quando
addirittura prende per 'sbandati' o forse come 'pugili suonati' il
nostro Governo o peggio ancora 'ubriachi'. Non lo posso accettare,
caro onorevole Capodicasa, le cose non stanno come dice lei.
Vuole sapere il perché? Perché la solidarietà non è una cosa
soggettiva: o ci si crede e si porta avanti o non ci si crede e
allora a quel punto si può fare anche sfoggio di abilità oratoria.
Nel caso specifico, questo Governo ci tiene, e come se ci tiene
Penso che gli interventi che sono stati fatti in materia di
solidarietà sono stati fin troppo eccessivi in questa Regione, non
faccio riferimento certamente a questo di cui oggi stiamo trattando
su cui nessuno può discutere.
Allora, se così stanno le cose penso che non meritiamo questo
appellativo, anzi semmai il contrario.
Con riferimento specifico a ciò che lei ha detto, onorevole
Capodicasa, le cose non stanno assolutamente come dice lei. Infatti,
la legge regionale n. 2 del 26 marzo 2002, art. 130 comma 2,
tabella C, che richiama la precedente legge n. 6 del maggio 2001,
che iscrive nell'U.P.B. 1.6.2.6.6.1 capitolo 516802 (come potrà
notare sono molto preciso) fa riferimento agli interventi a seguito
del terremoto del 1990/91. Allora c'è poco da fare: se le somme che
sono state appostate, pari a due milioni e mezzo di euro ad oggi non
sono state spese, poi se tutti voi mi dite come mai non sono state
spese è un altro ragionamento, attiene ad un'efficienza della
Pubblica Amministrazione, della burocrazia che certamente non stiamo
qui a sollevare, perché onorevole Capodicasa, siamo tutti d'accordo
nel dire che c'è un'inefficienza in generale della Pubblica
Amministrazione e della burocrazia. Quindi, per favore non sfondiamo
porte aperte perché sono il primo io a dirle che le cose stanno
così.
Ma se lei, onorevole Capodicasa, fa riferimento a
quell'intervento legislativo, mi dispiace ma lei è fuori pista. Non
faccio 'riferimenti alcolici' perché certamente non appartiene alla
mia cultura.
Non stanno così le cose, onorevole Capodicasa. Se lei mi fa
finire, le dimostrerò che il tasso alcolico di questo Governo è
assolutamente sotto la media; nessun carabiniere ci potrebbe
arrestare per guida in stato di ebrezza, almeno su questo
Da questo punto di vista, onorevole Capodicasa,
quell'intervento legislativo, quel riferimento a cui lei fa cenno è
espressamente previsto per interventi specifici per manutenzione di
edifici che sono stati danneggiati da quell'evento calamitoso. Se la
somma non è stata spesa, non può essere in riferimento a questo che
è un altro evento calamitoso.
Allora, la somma è stata spesa...
(Interruzione dell'onorevole Capodicasa)
Onorevole Capodicasa, lei non può dire due cose diverse e
cambiando soggetto in corso d'opera; dimostra una abilità non
indifferente, ma è un'altra storia ancora quella che sta dicendo.
Il Governo ha impostato una manovra ed è stata una manovra che
ha tenuto conto di economie fatte in alcuni capitoli a vantaggio di
altri. In corso d'opera, ai sensi dell'articolo 19 del presente
disegno di legge, ci si rende conto (e l'iniziativa è del Governo
perché il testo-base è del Governo, a cui si sono agganciati altri
emendamenti autorevoli di tutto il Parlamento) che è necessario
aggiungere, ai 10 miliardi delle vecchie lire, ai cinque milioni di
Euro, altri interventi. Ne prendiamo atto ed aggiungiamo, ma questo
non va in contrapposizione o in contraddizione a quello vecchio.
Quindi, questo Governo certamente non dà con una mano e non
toglie con l'altra
Aggiungo un altro particolare che non è secondario: il
cofinanziamento, nel caso specifico è anche utile, perché è chiaro
che l'azione che il Governo della Regione deve portare avanti nei
confronti del Governo nazionale non si può esaurire con questa
iniziativa, perché sarebbe non soltanto banale, ma anche offensivo
nei confronti dei siciliani stessi.
Faccio presente che il Governo nazionale, in materia di
calamità, da questo punto di vista, è stato - usiamo un termine -
assolutamente parco nei confronti di tutti; nel senso che ha
giustificato negli atti pubblici e nelle dichiarazioni pubbliche la
difficoltà finanziaria quale elemento per non potere concedere
risorse al Molise, per dirne una, oltre che alla Sicilia.
SPEZIALE Tranne che per l'alluvione al Nord...
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. E' chiaro che
sia la problematica del Molise che la problematica della Sicilia in
materia di calamità devono essere affrontate ed io sono sicuro che
il nostro Presidente della Regione, che ha la possibilità di sedersi
al tavolo della Presidenza del Consiglio quando si tratta di materia
della Regione Siciliana, non mancherà di avanzare quelle che sono le
nostre giuste richieste per fare fronte alle esigenze della
popolazione siciliana.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 19.R.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
FERRO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa, Gurrieri,
Oddo e Raiti)
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Invito il deputato segretario a fare l'appello.
SCOMA segretario. (procede all'appello).
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
presenti 48. L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 19.R.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20, Ne do lettura:
"Art. 20.
Obbligazioni pregresse
1. Per far fronte agli oneri pregressi relativi al
pagamento di contributi sugli interessi dei finanziamenti
concessi in favore di operatori della pesca ai sensi
dell'articolo 10 della legge regionale 27 maggio 1987, n. 26,
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di
6 migliaia di euro, U.P.B. 8.3.2.6.1.
2. Per le finalità di cui all'articolo 30, commi 3 e 6,
della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 656 migliaia di
euro, U.P.B. 8.2.2.6.5, ex capitolo 75239.
3. Per far fronte agli oneri pregressi relativi al
pagamento del contributo relativo alle spese di coltivazione
dovuto ai produttori agrumicoli esclusi dai finanziamenti di
cui alla legge 1 marzo 1986, n. 64, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 75 migliaia di
euro, U.P.B. 2.2.1.3.1.
4. Per far fronte agli oneri pregressi relativi al
pagamento di interessi su mutui in favore dei lavoratori
emigrati è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la
spesa di 100 migliaia di euro, U.P.B. 7.2.2.6.1, capitolo
713301.
5. Per far fronte agli oneri pregressi relativi al
pagamento di interessi su finanziamenti in favore dei
lavoratori emigrati è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2002 la spesa di 1 migliaia di euro, U.P.B.
7.2.2.7.1, capitolo 713302."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
"Art. 21.
Fondo per lo sviluppo della propaganda dei prodotti siciliani
1. Per le finalità di cui all'articolo 17 della legge
regionale 28 giugno 1966, n. 14 e successive modifiche ed
integrazioni, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2002, l'ulteriore spesa di 400 migliaia di euro destinata a
favorire la promozione dei prodotti e delle PMI siciliane sui
mercati interni ed esteri, nell'ottica di sviluppare la
capacità di penetrazione di nuovi mercati da parte delle
imprese medesime, U.P.B. 8.2.1.3.2, capitolo 342525."
Comunico che all'articolo 21 è stato presentato dagli onorevoli
Liotta e Forgione l'emendamento 1.4 soppressivo dell'articolo.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, lo dichiaro decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
"Art. 22.
C.I.E.M.
1. Il contributo straordinario previsto dall'articolo 67
della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21 deve essere
utilizzato per spese di gestione connesse allo svolgimento di
attività in favore dell'amministrazione regionale e degli
enti pubblici da essa dipendenti e/o comunque vigilati.
2. Per le attività da svolgere le somme sono erogate sulla
base di apposita convenzione tra l'Assessorato della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca e
il C.I.E.M., previo parere della competente commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana."
Comunico che é stato presentato dall'onorevole Sbona l'allegato
emendamento 22.1.
Comunico, altresì, che é stato presentato dal Governo
l'allegato subemendamento 22.1.1 all'emendamento 22.1.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sto prendendo
visione del subemendamento testé annunziato e devo dire che mi sarei
aspettato l'illustrazione dell'emendamento presentato dall'onorevole
Sbona, considerato che l'articolo 22 nella sua attuale formulazione
é stato modificato dalla Commissione rispetto alla formulazione
originaria presentata dal Governo.
Con l'emendamento dell'onorevole Sbona e col subemendamento del
Governo con il quale si fa un regalo di fine anno, si è ripristinato
ciò che le commissioni - e vorrei ricordarlo ai colleghi della
maggioranza - avevano determinato.
Il comma 2 dell'emendamento Sbona stabilisce che il contributo
di gestione é determinato ai sensi della lettera h) del comma 2
dell'articolo 3 della legge n. 10 del 1999, quindi diventa un
finanziamento permanente per attività di gestione che dovevano in
teoria avere soltanto la compartecipazione all'atto della fondazione
del CIEM, non della gestione del CIEM, il quale, come è noto,
dovrebbe autofinanziarsi svolgendo attività di promozione con la
partecipazione diretta delle imprese che hanno l'ambizione di
internazionalizzare i loro prodotti.
Con questa norma stiamo costruendo un carrozzone
Invito l'onorevole Sbona a ritirare l'emendamento affinchè il
subemendamento non abbia sede di discussione. Vorrei che l'Aula
fosse attenta su questo aspetto: con il comma 2 dell'emendamento
Sbona stiamo regionalizzando il CIEM.
Pertanto reitero il mio invito all'onorevole Sbona a ritirare
l'emendamento.
SBONA Dichiaro di ritirare l'emendamento 22.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Pertanto il
subemendamento 22.1.1 decade.
Pongo in votazione l'articolo 22.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
"Art. 23.
Centri commerciali
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del
commercio, dell'artigianato e della pesca è autorizzato a
concedere contributi straordinari per consentire il
completamento di centri commerciali finanziati ai sensi degli
articoli 14 e 15 della legge regionale 4 agosto 1978, n. 26.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 70 migliaia di
euro, U.P.B. 8.2.2.6.2, capitolo 742406."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
"Art. 24.
Impianti di marinocoltura
1. Per le finalità dell'articolo 6 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 29 e dell'articolo 46 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2002, la spesa di 516 migliaia di euro, U.P.B.
8.3.1.3.99."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
"Art. 25.
Interventi per la pesca
1. Per le finalità dell'articolo 170, comma 1, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 516 migliaia di
euro, U.P.B. 8.3.1.3.2.
2. Per le finalità di cui all'articolo 170, comma 2,
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 10.000
migliaia di euro, U.P.B. 8.3.1.3.2, capitolo 348105.
3. Per l'esercizio finanziario 2002, all'onere di cui al
comma 1 si provvede a valere sull'U.P.B. 8.3.1.3.2, capitolo
348105."
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
per chiedere al Governo a che punto siamo con l'attuazione
dell'articolo 170 della legge 32 del 2000 riguardante le
imbarcazioni fino a 18 metri, il cosiddetto, fra virgolette, oggi
dobbiamo cominciare a dirlo, fermo biologico. E lo cito fra
virgolette perchè va differenziato dal fermo tecnico che spesso
veniva confuso con il fermo biologico. Oggi sappiamo che questo
tipo di intervento invece deve essere collegato con dei veri e
propri piani di recupero delle risorse acquatiche, definite in un
certo modo nell'articolo 170, ittiche per quanto concerne l'articolo
175.
Colgo l'occasione per chiedere all'assessore Cimino, che questa
sera è presente in Aula, non soltanto in quale fase ci troviamo per
quanto concerne l'attuazione di quell'articolo, ma a quale tipo di
iniziative l'Assessore pensa per sbloccare l'altro articolo, il 175,
il quale sicuramente darebbe una risposta un po' più consistente
alla pesca siciliana. Questa richiesta sarà anche posta alla base
di una valutazione per quanto riguarda l'espressione da parte nostra
di un voto sereno e consapevole.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole
Oddo per l'opportunità che mi offre di chiarire come a proposito dei
piani di ripopolamento ittico del pescespada e del gambero, che
l'onorevole Oddo ha anche ripreso con un'interrogazione trattata la
settimana scorsa, abbiamo anche attivato l'ambasciata italiana per
quanto concerne l'approvazione di quei piani, che darebbero un forte
segnale sia alla piccola che alla grande pesca.
Abbiamo già predisposto lo studio dell'IREPAC per quanto
concerne le risposte scientifiche che la Commissione richiedeva.
Queste risposte le abbiamo inviate l'altro ieri, confrontandoci
anche con il Ministero delle attività produttive e con il
sottosegretario Paolo Scarpa.
Siamo ormai nella fase conclusiva dell'approvazione dei piani,
i quali daranno notevole credibilità alla pesca siciliana.
Per quanto riguarda, invece, la tematica del fermo tecnico, del
fermo biologico penso che nei primi giorni del prossimo mese di
gennaio saremo pronti per fornire le dovute risposte alla marineria
siciliana.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, nell'esprimere il mio voto
favorevole sull'articolo in discussione, desidero approfittare della
presenza dell'Assessore per la cooperazione e rivolgere anche un
appello alla Presidenza, nel rispetto che noi comunque dobbiamo
sempre avere sia nei confronti dei cittadini che hanno per ricaduta
benefici o meno dalle norme che vengono varate da questa Assemblea,
sia nel rispetto delle norme comunitarie.
Io mi pongo un problema al quale mi auguro l'Assessore e la
Presidenza, nel dichiarare l'ammissibilità di determinate norme,
possano dare contezza.
L'articolo 23, approvato in precedenza, prevede contributi
straordinari per il completamento di centri commerciali; ebbene, io
penso che quell'articolo sarà certamente impugnato dalla Comunità
europea.
Pertanto, onde evitare che le imprese pensino di godere di
contributi che poi non avranno, in quanto arriverà la cattiva
notizia che non potranno essere erogati essendo quel provvedimento
in palese violazione delle norme comunitarie, inviterei il Governo a
fare un'attenta riflessione sugli articoli successivi a quello
adesso al nostro esame, proprio per evitare di continuare ad
approvare provvedimenti legislativi in palese contrasto con le norme
comunitarie alle quali comunque siamo soggetti.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
segnalare un aspetto che secondo me non è stato ben attenzionato
dall'Assessore.
Si tratta di questo. Noi ci stiamo riferendo ai commi 1 e 2
dell'articolo 170 e io poc'anzi chiedevo a che punto siamo con la
sua attuazione in quanto, come l'Assessore sicuramente saprà, i
commi 1 e 2 dell'articolo 170 prevedono dal prepensionamento fino ad
altri interventi che, legati anche ai piani di protezione,
intervengono soltanto su un settore della pesca siciliana: quello
delle imbarcazioni "18 metri fuori tutto".
Desideravo sapere a che punto questi nuovi stanziamenti, queste
nuove risorse a disposizione dei commi 1 e 2 dell'articolo 170 della
legge n. 32 del 2000 potranno venire incontro alle esigenze della
piccola pesca. Infatti, le misure previste ai commi 1 e 2 sono di
diverso tipo: prepensionamento, pagamento compensativo individuale
per pescatori imbarcati su navi da pesca oggetto di una misura di
arresto temporaneo, pagamento compensativo individuale,
riconversione e diversificazione dell'attività professionale di
pesca, premio individuale ai giovani pescatori.
L'articolo 170 ci offre l'occasione per capire in quale
direzione sta andando la politica per la pesca in Sicilia per quanto
concerne gli interventi per i giovani pescatori e per i
prepensionamenti; per capire come intendiamo dare alla marineria
siciliana un volto diverso in termini di riqualificazione, di
riammodernamento e di riconversione.
Questo era il punto. Non intendevo richiamare la ormai nota
questione relativa all'articolo 175, il quale per due anni non è
stato attuato. Desideravo capire a che punto siamo con l'articolo
170 considerato che è l'unica questione su cui il Governo è andato
avanti. Infatti, sulla legge n. 33 'Calamità naturali' siamo
assolutamente in alto mare - non mi pare ci sia definizione più
adatta - e per quanto concerne l'articolo 175 va ancora peggio.
Mi rendo conto, signor Presidente, che per economia dei lavori
non sia possibile questa sera aprire un confronto su questi
articoli, tuttavia spero che l'assessore Cimino voglia prenderne
atto per un futuro appuntamento.
Mi dichiaro comunque assolutamente contrario all'approvazione
dell'articolo in discussione, in quanto non si riesce ad avere dati
chiari sul modo in cui si sta operando in un settore che, ancora
oggi, è decisivo per la complessiva crescita economica della nostra
Isola.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 25. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
'Art. 26.
Contributi in favore di associazioni e fondazioni
1. Ferme restando le norme che regolano la concessione dei
singoli contributi, ove non previsto, i destinatari dei
contributi e degli altri trasferimenti di cui alla lettera h)
del comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni sono
tenuti:
a) a presentare, ai fini dell'erogazione di una prima
quota pari al 60 per cento delle somme, un piano dettagliato
del programma da realizzare;
b) a presentare entro sessanta giorni dall'ultimazione del
programma, il rendiconto delle spese effettuate al fine della
erogazione del saldo.
2. La mancata presentazione del rendiconto nei termini di
cui alla lettera b) del comma 1 comporta la revoca del
provvedimento di concessione con la conseguente restituzione
delle somme già erogate, nonché l'esclusione dal
finanziamento per l'anno successivo.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
'Art. 27.
Cofinanziamento Accordo programma sanità
1. L'Assessorato regionale della sanità è autorizzato a
cofinanziare l'Accordo di Programma per il settore degli
investimenti sanitari' stipulato il 30 aprile 2002 con il
Ministero della salute per l'importo complessivo di 58.141
migliaia di euro per il periodo 2002-2005, U.P.B.
10.2.2.6.2, capitolo 812009.
2. Per l'esercizio finanziario 2002 l'onere è
quantificato in 18.709 migliaia di euro, cui si provvede con
parte delle riduzioni di cui all'articolo 1.
3. Per gli esercizi successivi la spesa complessiva,
valutata in 39.432 migliaia di euro, trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione (U.P.B. 4.2.2.8.1, codice
26.04.02) ed è quantificata annualmente ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
'Art. 28.
Potenziamento attività di controllo veterinario
1. In adempimento delle disposizioni di cui alla lettera
b), comma 1, dell'articolo 5 del decreto legislativo 19
novembre 1998, n. 432, la somma di 10 migliaia di euro
versata dalle aziende unità sanitarie locali nell'anno 2002
in applicazione del medesimo articolo, è destinata al
potenziamento delle attività di controllo ed al coordinamento
del piano residui, U.P.B. 10.3.1.3.1, capitolo 416517.
2. Le somme versate sul capitolo 1921 del bilancio della
Regione in applicazione dell'articolo 5, comma 1, lettera b)
del decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 432, nonché
quelle iscritte nel corrispondente capitolo di spesa 416517
sono con vincolo di specifica destinazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
'Art. 29.
Vigilanza aziende sanitarie ed ospedaliere
1. Al comma 8 dell'articolo 32 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni dopo
le parole 'per la Sicilia' aggiungere 'all'Istituto
Mediterraneo per i trapianti e le terapie ad alta
specializzazione (ISMETT s.r.l.).'.
Comunico che all'articolo 29 è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 29.1.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'articolo 29, ancor prima dell'emendamento del Governo, sia un
punto assai delicato in quanto con esso viene stabilito che verranno
sottoposti a vigilanza gli atti finanziari, i regolamenti, ecc.
dell'ISMETT.
Tuttavia, devo dire che purtroppo si tratterà di una vigilanza
soltanto virtuale, considerato che - e lo dico all'Assessore al
bilancio - nell'anno 2002 l'Assessorato del bilancio del bilancio e
d'Assessorato della sanità hanno reso esecutivi, cioè senza produrre
osservazioni nei trenta giorni previsti dalla legge, i bilanci
preventivi delle aziende sanitarie ospedaliere determinando una
condizione inusuale per le norme sulla contabilità ovvero che sono
stati approvati dalle aziende, e quindi resi esecutivi dai due
Assessorati, bilanci con un disavanzo presunto di 195 milioni di
euro e in questa variazione di bilancio non vi è nulla che sani ciò
che l'Assessorato è in grado di sapere grazie al fatto che ha reso
esecutivi bilanci non controllati. Glielo posso assicurare.
Detto questo, stiamo sottoponendo a vigilanza una società di
cui non la Regione ma l'Azienda civico e l'Azienda Cervello sono
soci insieme all'università di Pittsburgh; cioè stiamo sottoponendo
a controllo preventivo e successivo una struttura che dovrebbe - e
mi auguro che prima o poi sarà - essere finanziata esclusivamente a
DRG cercando in qualche modo di togliere quella finzione che per
anni è stata oggetto di una convenzione che non ha prodotto effetti
e cioè la finzione di un finanziamento per il know-how e per la
formazione che l'ISMETT doveva produrre nei confronti degli
operatori sanitari siciliani (credo che siano circa venti miliardi
l'anno).
Signor Presidente, credo che si sta legiferando su un aspetto
che in realtà dovrebbe essere prerogativa dei soci nel consiglio di
amministrazione dell'ISMETT come funzione propria, rappresentando le
due aziende e, quindi, indirettamente la Regione.
La verità qual è?
La verità è che nel consiglio di amministrazione dell'ISMETT,
oggi, non c'è più il direttore generale in quanto legale
rappresentante dell'Ospedale civico o il direttore generale in
quanto legale rappresentante dell'Ospedale Cervello, ma vi sono due
signori che a titolo personale sono consiglieri di amministrazione,
di cui uno presidente, che non rappresentano, pertanto, né l'Azienda
civico né l'azienda Cervello.
Allora, questo Governo, non avendo la forza - mi riferisco a
due signori che hanno fatto i direttori generali fino a pochi giorni
fa - di determinare le condizioni perché all'interno del consiglio
di amministrazione siano ristabilite le funzioni di rappresentanza
da parte delle due aziende pubbliche, aggira o vorrebbe aggirare
formalmente il problema sottoponendo a vigilanza un'azienda privata,
di cui la parte pubblica ha il capitale maggioritario; ciò, se da
un lato costituisce un precedente, dall'altro lato, di fatto, con
questa norma si viene a stabilire una novità.
Per cui, non so domani, ma potrebbe anche succedere che
l'ISMETT per una ragione o l'altra vada in disavanzo per cui la
Regione esercitando la vigilanza determinerebbe anche le condizioni
di ripianamento perdite.
Credo che stiamo decidendo che l'ISMETT diventi un'ulteriore
azienda, oltre le ventisei già costituite, del sistema sanitario
regionale.
Il Governo farebbe bene, a mio avviso, a ritirare questa norma
ed esercitare le funzioni amministrative e politiche affinché si
ripristini all'interno del consiglio di amministrazione dell'ISMETT
quella rappresentanza, come in teoria doveva essere, dell'azienda
civico e dell'azienda Cervello ovvero con i direttori generali delle
due aziende.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, siccome l'articolo parla di
recepimento di una norma e l'emendamento in relazione ai bilanci di
esercizio mi pare che introduca un elemento di oscurità perché la
norma che si intende reperire riguarda i bilanci di previsione e
tutto il resto, mentre qua si parla di bilancio di esercizio; credo
che non sia neanche proponibile l'emendamento.
Per quanto riguarda la norma mi associo alle considerazioni che
ha già fatto il collega Cracolici che mi sembrano di assoluto buon
senso oltre che un poco contraddittorie. L'articolo mi sembra
contraddittorio con gli indirizzi più volte ribaditi dall'Assessore
Pagano sulla necessità di evitare da parte della Regione la
necessità di farsi carico di enti e di soggetti che sono invece
privati.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho assistito in questo momento a una
richiesta a dir poco strana per non dire bizzarra.
Di solito quando la Regione spende i propri denari, la
richiesta che viene fatta è sempre quella di dire come è stato
esercitato il controllo, quale è stato l'indirizzo, quale è stata la
programmazione, che a seguito di queste risorse finanziarie
destinate a enti gli stessi enti abbiano risposto.
E tutto questo, ovviamente, non può essere detto a me, cari
onorevoli che siete intervenuti, perché certamente il sottoscritto
in materia di Ismett, qualche pagina l'ha scritta. E penso che da
questo punto di vista ha prodotto anche degli effetti positivi. Io
ricordo che anni fa nel 1997 ci siamo messi "contro il mondo" pur di
fare approvare e di portare avanti una iniziativa che invece dai più
non veniva compresa e capita.
Oggi mi rendo conto, invece, che tutti hanno interesse a
'cavalcare la tigre', a portare avanti come fiore all'occhiello
questa struttura che certamente ci porta prestigio e lustro.
Però, veda, caro onorevole Cracolici, noi non dobbiamo pensare
soltanto all'immagine e all'effetto immagine che è straordinario,
che è importante e che non deve essere raccontato a me che sono
stato l'iniziatore. Dobbiamo pensare a una struttura complessiva
che deve essere attentamente osservata, studiata e verificata in
ogni singolo aspetto. Questa struttura è lanciata ad avere un costo
per la Regione siciliana direttamente o indirettamente - questo poco
importa - che è pari a quasi 40 milioni di euro. E in questo
momento, su questo ente, che regolarmente ogni mese viene erogato
con fondi del Fondo sanitario regionale, non si riceve nessuna
informazione e non si ha nessuna dritta.
Questo penso che non sia normale e auspicabile e mi sorprende
che addirittura questa richiesta venga da chi si è fatto paladino
nel corso degli anni - almeno così mi è stato detto dei DS - di una
ricerca della trasparenza, del controllo e dell'esercizio del
controllo.
Noi vogliamo inserirci, il Governo e la Regione vuole leggerci
chiaro, non è possibile che su questo ente dove quest'anno
si spenderanno 40 milioni di euro non si abbia la possibilità di
saperne di più.
Qui non si ha solo un livello di assistenza essenziale; qui si
stanno immaginando anche la formazione e gli aggiornamenti delle
generazioni future della classe dirigente della nostra Regione.
Abbiamo bisogno di capire dai bilanci, abbiamo bisogno di
capire dalla lettura attenta di quelli che sono gli strumenti
ovviamente non certo di un bilancio preventivo, infatti c'è un
emendamento del Governo che va a rettificare l'impostazione
originaria proprio perché siamo andati incontro alle esigenze che
lei ha detto poc'anzi.
Quindi, non certo bilancio preventivo ma almeno, in termini di
bilancio di esercizio, abbiamo bisogno di comprendere di più e di
sapere se il denaro pubblico è ben speso.
In tutto questo non penso che sia questa una cosa da vedere con
ostilità o con negatività, anzi, semmai guardata con interesse e con
la giusta attenzione di una Regione che in passato è stata fin
troppo distratta e che non ha badato ai propri interessi.
Noi, a maggior ragione, perché qui c'è capitale straniero e non
vogliamo essere accusati un giorno di disattenzione o forse, peggio
ancora, di essere stati colonizzati. Questa frase cinque anni fa mi
fu detta in lungo e in largo e cinque anni fa abbiamo creato le
condizioni perché questa cosa non avvenisse.
Oggi che siamo alla vigilia di nuovi patti, di nuove
possibilità di ridisegnare gli accordi sociali in un momento in cui
tutto deve essere rivisitato anche da un punto di vista
contrattualistico, è giusto che ci sia un normale controllo e la
Regione non vuole perdere questa opportunità che ci viene richiesta
da tutta la società civile, che ci viene richiesta esattamente da
quei medici che in passato ci hanno detto di esercitare un giusto
controllo nell'interesse della Regione stessa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prima ancora di passare alle
dichiarazioni di voto credo sia utile che gli Uffici approfondiscano
alcuni aspetti tecnici dell'articolo 29, aspetti tecnici e
giuridici, perché non vorrei fare correre il rischio, come
Presidenza, all'Aula di votare uno strumento che poi potrebbe non
essere congruo o concludente, per usare un eufemismo.
Pertanto, preferisco momentaneamente soprassedere e consentire
agli uffici di fare le valutazioni necessarie, anche ambientali, per
andare oltre e proporre in discussione gli ulteriori articoli.
C'è un problema tecnico. Ci sono i funzionari che mi stanno
ponendo una serie di problemi, onorevole Pagano. C'è un
interrogativo perché non è un ente, è una società per azioni;
onorevole Stancanelli, è una società di capitali a cui dovrebbe fare
il controllo sul bilancio la Regione siciliana. Con gli Uffici
stiamo verificando se questo sul piano legislativo e del Codice
Civile sia possibile.
Probabilmente ha ragione l'Assessore che conosce meglio di
chiunque altro la materia e il problema non si pone. Siccome gli
Uffici si sono posti questo interrogativo, lo stiamo verificando e
tra cinque minuti lo sapremo.
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
Art. 30.
Variazioni normative di bilancio
1. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, le parole 'nonché le variazioni di
bilancio compensative tra spese correnti di amministrazione
di cui all'articolo 15 della legge regionale 7 marzo 1997, n.
6 con esclusione di quelle in diminuzione di spese
obbligatorie' sono sostituite con le seguenti 'nonché il
reintegro delle disponibilità dei capitoli di spesa a seguito
dell'emissione dei mandati da regolare in conto sospeso ai
sensi dell'articolo 4 del decreto del Presidente della
Regione 5 ottobre 1999, n. 563 o per la regolazione contabile
di somme pagate anche in esercizi precedenti dall'istituto
cassiere a seguito di pignoramenti, ferme restando le
eventuali responsabilità per danno erariale.'.
2. Al comma 3 dell'articolo 8 della legge regionale 27
febbraio 1992, n. 2, le parole 'l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze' sono sostituite dalle parole 'il
dirigente generale del Dipartimento bilancio e finanze.'
3. Il comma 2 dell'articolo 55 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6 è abrogato.
4. L'articolo 15 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6
è abrogato.
5. La lettera d), comma 1, dell'articolo 36, della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8, è così sostituita:
'd) compensative fra i capitoli di spesa concernenti
retribuzioni ed altri assegni al personale, in servizio con
contratto a tempo determinato o indeterminato, o in
quiescenza, della Regione siciliana, nonché per l'attuazione
dell'articolo 6, comma 3, del decreto del Presidente della
Regione 11 novembre 1999, n. 26;'.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
Art. 31.
Contributi previdenziali
1. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 le parole 'i contributi di quiescenza e
previdenza ... dello 0,5 per cento' sono sostituite dalle
parole 'le aliquote relative ai contributi di quiescenza e
previdenza a carico del personale regionale, cui si applicano
le disposizioni della legge regionale 23 febbraio 1962, n. 2,
vengono incrementate ogni anno ciascuna di 0,25, fino al
raggiungimento delle relative aliquote statali.'.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
Art. 32.
Modifiche all'articolo 13 della legge regionale
10 dicembre 2001, n. 21
1. Al comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 10
dicembre 2001, n. 21, dopo le parole 'gli oneri relativi al
personale' sono aggiunte le parole 'con qualifica non
dirigenziale', e dopo le parole 'sino alla chiusura
dell'esercizio.' sono aggiunte le parole 'Nel caso di
trasferimento o assegnazione presso gli uffici di diretta
collaborazione del Presidente o degli assessori, il relativo
trattamento economico accessorio è posto a carico degli
stessi. Nel caso di maggiori oneri, su richiesta del
responsabile della spesa dei predetti uffici, l'Assessore per
il bilancio e le finanze è autorizzato ad effettuate le
necessarie variazioni di bilancio con prelevamento dal fondo,
appositamente istituito nella rubrica del dipartimento
bilancio e tesoro, a valere sulle disponibilità del Fondo
efficienza servizi di cui all'articolo 4 della legge
regionale 25 marzo 2002, n.1.'.
2. All'articolo 13 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 21, sono aggiunti i seguenti commi:
'2. Nel caso di trasferimento o assegnazione di personale
con qualifica dirigenziale da un dipartimento regionale,
ufficio speciale, ufficio di diretta collaborazione del
Presidente o degli Assessori o qualsiasi altro ufficio a
gestione autonoma ad un altro, nel corso dell'esercizio
finanziario, dopo l'approvazione del bilancio della Regione,
il Dipartimento regionale del personale, dei servizi
generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del
personale, sulla base della retribuzione di posizione
attribuita a seguito di incarico dall'ufficio di provenienza,
richiederà al dipartimento del bilancio e tesoro le
conseguenti variazioni compensative di bilancio. Nel caso di
maggiori oneri, le variazioni di bilancio sono effettuate con
prelevamento dal fondo, appositamente istituito nella rubrica
del Dipartimento bilancio e tesoro, a valere sulle
assegnazioni previste dal contratto collettivo regionale di
lavoro dell'area della dirigenza recepito con il decreto
presidenziale 22 giugno 2001, n. 10.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
Art. 33.
Modifiche all'articolo 39 della legge regionale
17 marzo 2000, n. 8
1. L'articolo 39 della legge regionale 8 marzo 2000, n. 8
è sostituito dal seguente:
'Art. 39 - 1. Nello stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione - Rubrica bilancio e tesoro è
istituito un fondo cui fare confluire i finanziamenti della
Unione europea e i cofinanziamenti statali e regionali
relativi al POR 2000-2006.
2. Le somme previste nel complemento di programmazione
vengono iscritte con legge di bilancio o con decreti
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze in
appositi capitoli dello stato di previsione dell'entrata,
tenendo distinte le assegnazioni dello Stato e dell'Unione
europea, ed in appositi capitoli dello stato di previsione
della spesa distinti per misure, sottomisure e, ove
necessario, azioni, se attribuibili a dipartimenti diversi da
quello del responsabile di misura.
3. Ai sensi del comma 3 dell'articolo 8 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47, l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze, su richiesta del responsabile di
misura, può iscrivere in un esercizio somme eccedenti quelle
inserite nella previsione indicativa della spesa pubblica per
anno del quadro finanziario delle misure contenute nel
complemento di programmazione, compensando tali maggiori
spese con minori stanziamenti nelle singole misure per gli
esercizi successivi.
4. Le economie di spesa realizzate sul fondo di cui al
comma 1 o sugli stanziamenti dei capitoli di cui al comma 2
possono essere riprodotte con le modalità previste dagli
articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 467.
5. Con le stesse modalità di cui al comma 2 vengono
iscritte o riprodotte le somme derivanti da modifiche del
complemento di programmazione.
6. Ai fini del monitoraggio finanziario dello stato di
attuazione del P.O.R., la Presidenza della Regione e
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
realizzano un apposito sistema di codificazione ad
integrazione di quello già presente nel bilancio della
Regione.
7. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze,
Dipartimento bilancio e tesoro, partecipa al monitoraggio
finanziario durante l'attuazione del P.O.R., fermo restando
quanto previsto dall'articolo 4 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32.
8. Al fine di consentire la piena realizzazione del
Programma operativo regionale della Sicilia 2000-2006, a
decorrere dall'anno 2001, lo stanziamento dei capitoli
relativi alle singole misure può contenere somme relative ad
interventi coerenti finanziati con fondi regionali e statali.
9. Delle variazioni di bilancio di cui al presente
articolo è data tempestiva comunicazione alla Commissione
bilancio e finanze ed alla Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività della comunità europea
dell'Assemblea regionale siciliana.
10. Per la misura 7.01 'Assistenza tecnica', al fine di
migliorare e semplificare le procedure di spesa, pur restando
unitaria sotto il profilo organizzativo e funzionale la
programmazione delle relative attività nella competenza del
dipartimento della programmazione, le risorse finanziarie
assegnate alla misura, in ragione delle specifiche esigenze
dei responsabili di misura, vengono iscritte, su richiesta
dell'autorità di gestione, in capitoli di previsione della
spesa nelle rubriche pertinenza dei dipartimenti che attuano
le singole attività a valere sulle misure, sottomisure e, ove
necessario, azioni e linee di intervento interessate.'.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'art. 34. Ne do lettura:
Art. 34.
Controllo e monitoraggio spesa pubblica
1. Qualsiasi disposizione o atto amministrativo
assessoriale o dirigenziale che possa comportare oneri,
diretti o indiretti a carico del bilancio della Regione,
anche di esercizi futuri, deve essere trasmessa
preventivamente dall'Amministrazione competente alla
rispettiva ragioneria centrale e, comunque, ha effetto entro
i limiti delle autorizzazioni di spesa previste nei
provvedimenti legislativi da cui trae origine ed iscritte nel
bilancio di previsione della Regione. La comunicazione da
parte degli uffici dell'Amministrazione deve essere corredata
di una scheda che indichi l'ammontare di tali oneri per
ciascuno degli esercizi finanziari interessati. Le
ragionerie centrali devono comunicare all'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, Dipartimento bilancio
e tesoro l'avvenuto raggiungimento dei predetti limiti di
spesa, individuati nei rispettivi stanziamenti iscritti nel
bilancio di previsione della Regione ai sensi della normativa
di riferimento. Qualora la comunicazione da parte delle
Amministrazioni venisse omessa, i dirigenti delle ragionerie
hanno l'obbligo d'informare l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze, il dirigente generale del Dipartimento
bilancio e tesoro e l'Assessore competente per l'accertamento
delle responsabilità.
2. Per gli enti pubblici non economici sottoposti a
vigilanza e/o controllo della Regione provvedono agli
analoghi adempimenti di vigilanza e segnalazione i rispettivi
collegi sindacali o di revisione dei conti.
3. Ai fini di un efficace controllo sulla spesa, qualora
nel corso dell'attuazione delle leggi si verifichino o si
prevedano scostamenti rispetto alle previsioni di spesa o di
entrata indicate dalle medesime leggi, al fine della
copertura finanziaria, l'Amministrazione competente deve dare
tempestiva comunicazione all'Assessore per il bilancio e le
finanze al fine di assumere le eventuali conseguenti
iniziative legislative.
4. Ai fini di un efficace controllo e monitoraggio degli
andamenti di finanza pubblica, qualora si accerti un
rilevante scostamento dagli obiettivi di finanza pubblica,
l'Assessore per il bilancio e le finanze, previa delibera di
Giunta, dispone con proprio decreto la limitazione
all'assunzione di impegni di spesa o all'emissione di titoli
di pagamento a carico del bilancio della Regione, con
esclusione delle spese relative agli stipendi, assegni,
pensioni e altre spese fisse o aventi natura obbligatoria,
agli interessi, alle poste correttive e compensative delle
entrate comprese le regolazioni contabili, alle spese
derivanti dall'attuazione di programmi comunitari e
nazionali, alle annualità relative ai limiti d'impegno
decorrenti da esercizi precedenti e alle rate di ammortamento
mutui. Per effettive motivate e documentate esigenze
l'Assessore per il bilancio e le finanze, su proposta delle
competenti amministrazioni, può escludere altre spese dalla
predetta limitazione all'assunzione di impegni di spesa o
all'emissione di titoli di pagamento.
5. Per le medesime finalità e con le modalità di cui al
comma 4, l'Assessore per il bilancio e le finanze può con
proprio decreto disporre la riduzione di spese di
funzionamento degli enti pubblici non economici sottoposti a
vigilanza e/o controllo della Regione anche se previste nei
rispettivi bilanci. E' fatto obbligo a ciascun organo
interno di revisione e di controllo di vigilare
sull'applicazione di tale decreto, assicurando la congruità
delle conseguenti variazioni di bilancio. L'eventuale
maggiore avanzo finanziario è reso indisponibile fino a
diversa determinazione dell'Assessore per il bilancio e le
finanze, sentito l'Assessore competente.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Onorevole Assessore, lei sta riproponendo un articolo
di controllo e monitoraggio della spesa pubblica che, come lei sa,
trova il nostro totale accordo. Tuttavia, questo articolo ripropone
una modalità che era già prevista nella finanziaria dell'anno
scorso. Questo non ha impedito che lei non esercitasse, fino in
fondo, il controllo.
Nel corso della discussione generale noi abbiamo sollevato, sia
in Commissione Sanità, sia in Commissione Bilancio, sia in Aula, il
fatto che le Aziende Unità Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere
hanno un disavanzo di bilancio pari a 370 miliardi di lire e, pur
essendo sottoposte al controllo dell'Assessore, sono "sfuggite", nel
senso che questo ancora non viene a conoscenza...
CAPODICASA Ripristiniamo i controlli
SPEZIALE Il problema è che la norma a me è sembrata di carattere
generale e generica ed io penso - ed avevo chiesto - che l'Assessore
avrebbe dovuto riscriverla, di individuare nel circuito della
formazione della decisione, quando si determina un inghippo che non
risponde al circuito politico della decisione, che venga sanzionato
il comportamento, perché scrivere che c'è un controllo e, come è
avvenuto nel settore della Sanità, dove abbiamo un buco di 370
miliardi, questo non comporta alcuna sanzione per nessuno dei
responsabili che non ha adempiuto al procedimento stabilito, non
capisco che senso abbia la norma.
Avevo chiesto all'Assessore di riscrivere la norma e di
prevedere elementi di carattere sanzionatorio per dare efficacia
alla norma stessa, perché la norma, così come è scritta, non
produrrà effetti produce enunciamenti di principio, come solitamente
dice l'Assessore Pagano: "norma pedagogica".
Noi, in questa materia non abbiamo bisogno di norme
pedagogiche, ma di norme cogenti in cui venga individuata la
responsabilità di chi si omette ad un adempimento dovuto per legge.
Ecco la ragione per cui io penso che se l'Assessore lo volesse
riscrivere, individuando anche livelli di responsabilità che possono
essere sanzionati, sarebbe migliore dell'articolo che noi abbiamo in
questo momento all'esame del Parlamento.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto sinteticamente,
anche perché su questo argomento abbiamo dibattuto in lungo ed in
largo in Commissione.
Noi abbiamo recepito qui la legge nazionale, abbiamo cercato di
creare le condizioni affinché documenti, decreti, iniziative di
qualunque specie e di qualunque genere da parte non soltanto degli
Assessori che, ovviamente, sono stati entusiasticamente d'accordo
nell'accettare questa norma, giacché è passata in Giunta di Governo
con una assoluta serenità, consentisse anche il controllo da parte
dei dirigenti.
Questa norma non è vero che in passato, anzi "che nella
finanziaria dell'anno scorso", per citare le parole dell'onorevole
Speziale - l'ho segnate poc'anzi - era, di fatto, prevista, perché
non esiste nulla di tutto questo.
Onorevole Speziale, le uniche norme che esistono sono un
Regio Decreto del 1923 che consente su per giù quello che lei trova
scritto nell'articolo 34, ma in maniera molto larvata ed in appena
quattro righe di legge ed una circolare del maggio di quest'anno a
firma dell'onorevole presidente Cuffaro e dell'onorevole assessore
Pagano. Dopodiché non esiste nient'altro e siccome abbiamo avuto
la possibilità di verificare che lo Stato ha avvertito questa
esigenza e lei sa che lo Stato è molto più organizzato di noi da un
punto di vista, non soltanto dell'indirizzo, della programmazione,
ma anche e soprattutto del controllo.
Noi ci siamo fatti una domanda semplice: la Regione Siciliana
ha uno strumento vetusto che risale ad oltre settant'anni fa; lo
Stato, che certamente è molto più organizzato di noi, ha avuto la
sensibilità con il decreto legge 194 del mese di settembre di
attivare questi meccanismi di controllo. Non si comprendeva meglio
per quale motivo anche la Regione non dovesse fare altrettanto.
Quindi, le assicuro che non esisteva nessuna forma analoga di
controllo e semmai il ragionamento che dobbiamo fare, e sono
d'accordo con lei, è quello di immaginare anche delle forme di
sanzione e di punizione.
Non nascondo che dopo le sollecitazioni che sono arrivate da
parte della Commissione, in particolare da parte sua, abbiamo
dibattuto a lungo con i tecnici sulle modalità di intervento.
Riteniamo che un approfondimento su questo campo sia
assolutamente indispensabile per evitare di scrivere, non dico
sciocchezze, ma sicuramente cose non adeguate.
Certamente questa, però, è una pietra miliare, questa legge
esattamente negli stessi termini nei quali l'ha concepita lo Stato è
una pietra miliare. Se da qui ai prossimi mesi avvertiremo
l'esigenza di un comportamento scorretto da parte di organi della
pubblica amministrazione certamente provvederemo...
SPEZIALE I direttori delle ASL non le hanno comunicato - come
lei ci ha riferito - i bilanci delle aziende
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Tengo a precisare
una cosa: i direttori delle ASL non avevano avuto fino a quel
momento la possibilità di mandare nulla all'Assessore per il
bilancio, perché non era richiesto. Lei si riferisce alla
finanziaria di quest'anno, ovvero quella del 26 marzo 2002, numero
2, da quel momento sì, ma il bilancio scade il 31 dicembre, quindi
ancora il primo bilancio non può essere ancora arrivato, giacché
sarà approvato nel mese di febbraio-marzo-aprile con riferimento al
31 marzo. Quindi, quello che abbiamo fatto è esattamente in linea
con quello che ha fatto lo Stato ed è all'interno di una logica
giuridica assolutamente ineccepibile. Questa era la modalità e su
questo certamente ci siamo mossi.
LO MONTE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto
nuovamente ad intervenire, costretto perché io non amo fare il
provocatore o quello che fa il 'bastian contrario'. Però in questo
articolo sostanzialmente si realizza una rivoluzione
nell'amministrazione della Regione perché se dovesse passare il
testo così come è stato scritto, non capisco perché (siccome nel
resto dell'articolato non trovo alcuna spiegazione) manteniamo in
ogni Assessorato il dirigente di ragioneria e mi chiedo e lo chiedo
al Governo ed all'Assemblea che funzione avrà il dirigente di
ragioneria che a me pare, se non ricordo male, ma nella confusione
mettiamo in discussione anche l'alfabeto e non le leggi o i princìpi
costituzionali, che il dirigente di ragioneria dislocato presso ogni
Assessorato dipenda dall'Assessore al bilancio. E a me pare che su
ogni decreto di spesa il dirigente metta il proprio visto.
Quindi, vorrei porre all'attenzione dell'Aula questa grande
discrasia. Se passa questa norma vediamo di regolamentare e far
rientrare all'Assessorato al bilancio tutti i dirigenti di
ragioneria che ci sono presso le varie amministrazioni e presso i
vari Assessorati.
Dico di più: leggo ad un certo punto che il controllo è
preventivo e mi può stare bene che il controllo si preveda per gli
esercizi futuri, quando si impegnano somme degli esercizi futuri, ma
quando già il dirigente che ha un bilancio approvato lo sottoponiamo
a passare nuovamente dal bilancio per una disposizione qualsiasi,
credo che veramente contraddiciamo noi stessi, le leggi e le poche
cose che ancora funzionano.
Quindi, Assessore Pagano, parlo particolarmente con lei, visto
che c'è molta distrazione sulle cose che io sto sforzandomi di
sottoporre all'Aula, la pregherei di accantonare questo articolo,
perché a mio avviso ci sono alcune cose che vanno senz'altro
riviste. Addirittura al comma 2 prevediamo che questo controllo,
che è preventivo, venga affidato al Collegio dei revisori dei conti,
quindi mi interrogo sul fatto se un parco, per esempio, nel
deliberare, nel determinarsi, per potere procedere, deve
sostanzialmente avere il visto del collegio dei revisori. Non
capisco bene come è il testo e vorrei averlo spiegato,
particolarmente l'articolo 2.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, io non so se qui c'è una rivoluzione nell'ordinamento
giuridico regionale, me lo auguro perché certamente non mi pare di
potere dire che in questo momento l'Amministrazione regionale brilli
per efficienza e per qualità nel controllo della spesa.
Certamente non possiamo immaginare che il problema possa
essere esaurito con una organizzazione come quella a cui abbiamo
assistito in questi anni e che si trova tutt'oggi vigente.
Onorevole Lo Monte, in questo momento le Ragionerie, presso gli
Assessorati, ricevono i documenti contabili: decreti, circolari solo
esclusivamente se c'è la sensibilità da parte dell'Assessore o del
Dirigente generale di portarla a un controllo e mediamente questa
sensibilità avviene solo esclusivamente se c'è una cifra.
Spesso quando ci sono documenti di natura organizzativa o
organizzatori, che dir si voglia, siccome attengono a un livello di
organizzazione, spesso i Dirigenti sono portati a dire: non c'è
spesa e tutto questo li porta ad essere esentati per decisione
soltanto personale al controllo stesso.
Questo che le sto dicendo non è frutto di una causalità che si
è verificata tre volte nel corso della storia della Regione
siciliana, queste cose si verificano decine e decine di volte
regolarmente ogni anno, in ogni Assessorato.
Siccome c'è anche una sorta di pudore e di rispetto della
istituzione Regione siciliana, io non mi permetterò di fare qui gli
elenchi, perché sarebbe anche poco dignitoso nei confronti della
Regione stessa e nei confronti anche di uomini che giustamente hanno
portato avanti una impostazione amministrativa soltanto perché le
regole consentivano loro di fare quello che finora hanno fatto.
La gente, infatti, si muove e si comporta all'interno di un
comportamento che è diretta conseguenza di una legge esistente.
Se la legge ti punisce, tu ti comporti in una certa maniera, se
la legge non ti punisce ti comporti in maniera altrettanto diversa.
Basti pensare alla legge sugli stadi, per dirne una, lei è un
Avvocato, non so se ha notato statisticamente come le violenze negli
stadi siano finite, perché tutto questo? Perché sono diventati tutti
santi? No, perché sono cambiate le modalità dell'arresto, del
controllo, del sistema di verifica, dell'onere della prova e
soprattutto del giudizio che avviene nell'arco di poche ore.
Allora, voglio dire che i comportamenti vanno disciplinati e io
ritengo che questa Regione, che non è una Regione a Statuto
ordinario ma a Statuto speciale, quindi è un sottosistema, ha le
stesse modalità di intervento di uno Stato. Noi ci vantiamo spesso
di essere uno Stato, però, abbiamo il buon senso o forse anche il
cattivo gusto - dipende dai punti di vista - di ritenerci uno Stato
quando ci sono gli onori e di non ritenere di essere Stato quando ci
sono gli oneri.
Questa norma certamente va ascritta alla normale civiltà
giuridica, anche perché non abbiamo fatto altro che copiarla
pedissequamente rispetto a quella dello Stato.
Siccome ci rendiamo conto che le sue osservazioni sono animate
da grande spirito di confronto e di crescita, soltanto per una
questione di rispetto e di stile nei suoi confronti, onorevole Lo
Monte, certamente mi sento di dire che, in questo momento, è
accantonato e quindi in coda avremo modo di discuterlo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'articolo 34 è accantonato.
Si passa all'articolo 35.
Ne dò lettura.
Art. 35.
Contenimento dei costi di gestione e manutenzione del
patrimonio regionale
1. Nelle more di una generale razionalizzazione della
gestione del patrimonio regionale, finalizzata al
contenimento dei costi di mantenimento, gli edifici di culto
e le loro pertinenze di proprietà della Regione siciliana
affidati a qualunque titolo ad enti ecclesiastici da almeno
40 anni, sono ceduti in proprietà a titolo gratuito in favore
degli stessi.
2. Le disposizioni del presente articolo non si applicano
per gli immobili che fanno parte del demanio artistico,
storico o archeologico costituenti abbazie, certose e
monasteri.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 35.2;
- dagli onorevoli Speziale, Cracolici e Capodicasa:
emendamento 35.1.
Comunico altresì che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 35.R di riscrittura dell'articolo 35.
L'emendamento 35.1 è assorbito dall'emendamento 35.R.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero capire
chi è l'assessore che dovrebbe rispondere. Assessore Pagano al comma
1 in fondo ci sta scritto purchè vengano destinati alla fruizione
sociale per cortesia mi spiega cosa significa?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole Tumino
questo articolo è stato scritto a più mani e nel caso specifico
anche con il Presidente della prima Commissione che non so se in
questo momento è quì e ritiene opportuno illustrarlo anche perchè è
una norma di merito.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi mi rivolgo al
Presidente dell'Assemblea per sollevare una pregiudiziale
sull'emendamento 35.R a firma del Governo in quanto l'emendamento
35.R non è soltanto una riscrittura ma ci sono una serie di commi
che non erano presenti nella formulazione iniziale.
Quindi credo che prima di potere fare esaminare all'Aula questo
emendamento bisogna convocare la Commissione legislativa competente
per materia, far dare il parere alla Commissione competente per
materia e poi sottoporlo all'Aula. Credo sarebbe opportuno da parte
del Governo ritirare quest'emendamento e proporre la stesura
dell'emendamento originario che era già stato esaminato sia dalla
prima Commissione che dalla seconda.
Pongo, pertato, una pregiudiziale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sugli emendamenti non sono
possibili pregiudiziali.
ROTELLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi corre
l'obbligo, chiedere alla Presidenza l'ammissibilità di un
emendamento che se dovesse essere apprezzato da questa Presidenza,
visto che emendamenti analoghi dalla Presidenza sono stati cassati
nella scrematura di tutte le proposte che erano arrivate alla
Presidenza, articoli analoghi a questo, se dovesse passare
quest'emendamento si innescherebbe in quest'Aula un momento di
grandissimo disagio, perchè quest'articolo oltre ai problemi che
pone l'onorevole Acierno, non ha nessuna attinenza con le variazioni
di bilancio.
Quest'articolo, signor Presidente, se venisse considerato
all'interno della finanziaria, potrebbe trovare uno spazio di
accoglimento, ma nelle variazioni di bilancio quest'articolo non ha
nessuna attinenza signor Presidente.
Pertanto, invito il Governo al ritiro.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
evidenziare alla Presidenza a futura memoria, cioè per quando
affronteremo gli articoli aggiuntivi che non possiamo fare due pesi
e due misure, se riteniamo ammissibile questo articolo dovremmo poi
ritenere ammissibili tutti gli articoli aggiuntivi che nulla hanno a
che vedere con la norma finanziaria.
Premesso questo, se ricordate onorevoli colleghi, componenti
della quarta Commissione, colleghi con i quali siamo stati chiamati
ad esaminare quest'articolo in quarta Commissione e nella seduta
abbiamo approvato un emendamento soppressivo di quest'articolo a
firma dell'onorevole Vicari e mia.
Abbiamo soppresso quest'articolo perchè chiedevamo al Governo
di sapere com'è possibile fare una liberalità di questo genere senza
sapere che cosa stiamo donando, quale patrimonio, per quale
ammontare, dove ricade e quali sono le conseguenze effettive che
questo ha sul patrimonio della Regione?
Onorevoli colleghi, vi invito a riflettere, quest'articolo dice
che noi cediamo a titolo gratuito, a chiunque lo possieda a
qualunque titolo, un patrimonio della Regione che potrebbe essere
immenso.
Lo cediamo gratuitamente, senza sapere di fatto se stiamo
cedendo solo dei beni destinati allo scopo di culto perché qui si
dice chiaramente che noi cediamo anche le pertinenze. Pertinenze
significa, possibilmente, appartamenti, immobili vari, campi
sportivi e così via.
Io penso che questa sia una norma, presentata in questo
momento, a dir poco vergognosa, che dovrebbe fare riflettere il
Governo, la Presidenza dell'Assemblea, o a ritenere inammissibile o
a ritirare questo articolo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in verità questo articolo, che non
riesco a comprendere per quale motivo stia creando tanti problemi di
coscienza, in verità è razionalizzazione della spesa.
Io non ho alcuna difficoltà a ritirarlo, quindi, adesso
provvederò a farlo, però è giusto che si sappia a cosa sta andando
incontro la Regione.
Con questo articolo gli edifici destinati al culto, che sono
stati finanziati con risorse finanziarie dell'edilizia popolare, e
che quindi appartengono alla Regione, chiese, luoghi di culto e con
relative pertinenze, costruiti in quartieri popolari, e che sono
ormai vecchi, vetusti, perché gli anni a cui si fa riferimento sono
quelli del primissimo dopoguerra, devono essere, da questo punto di
vista, ristrutturati per essere fruibili. Ciò significa, adeguamento
alla legge n. 626: scivoli per disabili, barriere architettoniche.
Ci sono state molteplici richieste che a questo assessorato sono
giunte.
Benissimo
Noi prendiamo atto che i lavori d'Aula non possono essere
interrotti. Faccio presente che c'è un secondo comma che escludeva
tutto ciò che aveva a che fare con vincoli artistici,
architettonici, eccetera. A questo punto vi faccio presente, però,
che questa cosa produrrà dei danni finanziari in Sicilia. Lo
ripresenteremo in altra data.
Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
CASTIGLIONE vice presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE vice presidente della Regione. Signor Presidente,
dai lavori d'Aula emerge una necessità di approfondimento. L'intero
articolo si rinvia ad altra sede, al testo della finanziaria magari,
per un approfondimento necessario.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo e non
sorgendo osservazioni, l'articolo 35 viene stralciato dal disegno di
legge in esame per essere riproposto nella finanziaria.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
"Art. 36.
Disposizioni sul bilancio dell'Azienda delle
foreste demaniali
1. Al comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 10
dicembre 2001, n. 21, le parole 'per l'anno finanziario 2002'
sono sostituite con le parole 'per l'anno finanziario 2003'.
2. Il termine di cui al comma 2 dell'articolo 17 della
legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21, è prorogato al 30
aprile 2003."
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
"Art. 37.
Contributi ad aziende di trasporto
1. A decorrere dall'esercizio 2003, nella determinazione
del costo economico standardizzato per chilometro di
percorrenza finalizzato all'erogazione del contributo annuo
di esercizio di cui all'articolo 4 della legge regionale 14
giugno 1983, n. 68 e successive modifiche ed integrazioni non
sono incluse le quote di ammortamento o gli oneri finanziari
di beni acquistati o acquisiti in leasing con il contributo
regionale a qualunque titolo erogato per la parte
corrispondente all'ammontare del contributo stesso."
Comunico che all'articolo 37 è stato presentato l'emendamento
37.1 a firma dell'onorevole Capodicasa.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 37. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
'Art. 38.
Sospensione benefici
1. Le agevolazioni di cui all'applicazione dell'articolo
14 della legge regionale 30 marzo 1998, n. 5, vengono
temporaneamente sospese a far data dall'attivazione dei
benefici derivanti dall'attuazione dell'articolo 135 della
legge 23 dicembre 2000, n. 388, per i collegamenti aerei tra
la Sicilia e le isole minori e fino alla scadenza dei citati
benefici di cui all'articolo 135 della citata legge n.
388 del 2000.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
'Art. 39.
Modifiche norme contabili
1. All'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 sono apportate le seguenti modifiche:
- Al comma 6, dopo le parole 'Il bilancio annuale di
previsione' aggiungere le parole 'in termini di competenza'.
- Il comma 10 è così sostituito: 'Per ogni unità
previsionale di base del bilancio di previsione è indicato
l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare o delle
spese che si prevede di impegnare nell'anno cui il bilancio
si riferisce. Con riguardo alle entrate erariali spettanti
alla Regione si intendono per accertate le somme versate
nelle apposite contabilità speciali o direttamente nella
cassa regionale.
- Dopo il comma 10 è introdotto il seguente comma 10 bis
'Il bilancio annuale di previsione, in termini di cassa, è
articolato per l'entrata e per la spesa, per centri di
responsabilità, corrispondenti ai dipartimenti regionali,
agli uffici di diretta collaborazione all'opera del
Presidente della Regione e degli assessori ed agli uffici
speciali cui è affidata la relativa gestione, con separata
evidenziazione dell'aggregato concernente interventi
comunitari, statali e connessi cofinanziamenti.'.
- Al comma 11 sopprimere le parole 'mentre fra le
previsioni delle entrate di cassa, di cui alla lettera c) del
medesimo comma è iscritto l'ammontare presunto della giacenza
di cassa all'inizio dell'esercizio cui il bilancio si
riferisce'.
- Dopo il comma 11 aggiungere i seguenti commi:
'11 bis. Fra le previsioni di cassa di cui al comma 10 bis
è iscritto fra le entrate l'ammontare presunto della giacenza
di cassa all'inizio dell'esercizio cui il bilancio si
riferisce e fra le spese appositi fondi di riserva per
l'integrazione delle autorizzazioni di cassa di ciascuna
amministrazione in relazione ad indifferibili necessità;
alle occorrenti variazioni si provvede con decreti
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, su
richiesta della competente amministrazione, previo parere
della competente ragioneria centrale. Al fine di adeguare le
previsioni di cassa alle effettive esigenze di ciascuna
amministrazione regionale, l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze è altresì autorizzato ad effettuare,
con propri decreti, tutte le occorrenti variazioni
compensative di cassa; è inoltre autorizzato ad effettuare
le variazioni derivanti da maggiori o minori entrate di
cassa, quelle conseguenti all'applicazione di legge e per il
pagamento di obbligazioni indifferibili e improrogabili.
Entro il limite delle autorizzazioni di cassa stabilito per
ciascun aggregato di ciascuna amministrazione, i pagamenti
sono disposti, di norma, per importi non superiori a un
dodicesimo per ciascun mese dell'anno.
11 ter. Per i fondi di riserva da adoperarsi per la
riproduzione di residui passivi perenti, per la riproduzione
di economie e per l'incremento delle dotazioni dei capitoli
relativi a spese obbligatorie, oltre alla dotazione di
competenza è prevista una dotazione di cassa. Alle occorrenti
variazioni di cassa si provvede con le modalità previste per
le correlate variazioni di competenza.'.
- Il comma 12 è sostituito da seguente: 'Formano oggetto
di approvazione dell'Assemblea regionale siciliana le
previsioni del bilancio di competenza di cui al comma 10
nonchè le previsioni di bilancio di cassa di cui al comma 10
bis riassunte in apposito quadro. Le previsioni di spesa di
cui ai medesimi commi costituiscono il limite per le
autorizzazioni rispettivamente, di impegno e di pagamento'.
- Al comma 13 dopo le parole 'Nel quadro generale
riassuntivo, redatto per titoli, con riferimento alle
dotazioni di competenza' sopprimere le parole 'e di cassa'.
- Sopprimere il comma 21 bis.
- Sopprimere il comma 21 ter.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
'Art. 40.
Riproduzione di somme eliminate per perenzione
1. Le somme eliminate per perenzione amministrativa negli
esercizi finanziari 2001 e 2002 ed impegnate per le finalità
di cui all'articolo 13 della legge regionale 16 maggio 1978,
n. 8, all'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984,
n. 31 ed agli articoli 1 e 4 della legge regionale 28 marzo
1986, n. 18, sono riprodotte in bilancio d'ufficio dalla
competente ragioneria centrale, all'atto dell'emissione dei
relativi titoli di spesa.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
'Art. 41.
Anticipazione somme riscosse dai concessionari
1. Al comma 1, dell'articolo 7, della legge regionale 30
marzo 1998, n. 5, come modificato ed integrato dall'articolo
4, comma 8, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, sono
aggiunte le parole 'e successive modificazioni ed
integrazioni'.
2. Al comma 1 quater dell'articolo 7, della legge
regionale 30 marzo 1998, n. 5, dopo le parole 'n. 140' sono
aggiunte le parole 'e successive modificazioni ed
integrazioni'.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
'Art. 42.
Consorzio di ripopolamento ittico golfo di Catania
1. Il comma 7 dell'articolo 172 della legge regionale n.
32 del 2000 è abrogato. Si applica l'ultimo periodo del
comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 9 dicembre
1998, n. 33.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
'Art. 43.
Funzionamento Commissione per l'emersione
del lavoro irregolare
1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 9
agosto 2002, n. 9, è sostituito dal seguente:
1. Per il funzionamento ed il raggiungimento delle
finalità della commissione regionale istituita ai sensi
dell'articolo 78, comma 4, della legge 23 dicembre 1998, n.
448 e successive modifiche ed integrazioni, ivi compreso il
pagamento dei compensi e delle spese di missione per i
componenti, nonchè gli oneri per il trattamento economico
accessorio previsto per il personale regionale in favore del
personale della pubblica amministrazione comandato presso la
Commissione, è autorizzata la spesa di 50 migliaia di euro.
2. Il comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale 9
agosto 2002, n. 9, è sostituito dal seguente:
3. Per le spese di missione si applicano le disposizioni
vigenti per i dirigenti generali.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
'Art. 44.
Determinazione quota di partecipazione
prestazioni sanitarie
1. Il comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, è così sostituito:
'3. L'Assessore regionale per la sanità, periodicamente,
provvede con proprio decreto di concerto con l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, previa deliberazione
della Giunta regionale, sentita la competente commissione
legislativa dell'Assemblea regionale, a dare attuazione alle
disposizioni che prevedono la determinazione regionale della
quota di partecipazione, nonchè ad individuare le modalità di
partecipazione al corso della prestazione da parte degli
assistiti.'.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Liotta e Forgione: emendamento 44.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 44.2.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 44
individua con l'istituto della decretazione la quota di
partecipazione nonchè le modalità di partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie da parte degli assistiti, in parole povere,
non solo l'aumento dei tickets sulla sanità, ma la diversificazione
dei tickets stessi sulle prestazioni sanitarie.
Allora, la prima obiezione che desidero fare alla Presidenza è:
cosa c'entra con la variazione di bilancio questa norma? Nel senso
che è una norma tipicamente da finanziaria oltretutto non mi pare
che la stessa possa contenere i costi della sanità per l'anno 2002.
La prima obiezione che faccio è questa: in che relazione sta
questa norma con la variazione di bilancio?
Considerato che, comunque, qualora dovesse essere approvata
norma non potrebbe di certo avere effetti finanziari per l'anno
2002.
La prima richiesta, pertanto, che faccio al Governo è di
stralciare questa norma dalla variazione di bilancio e valutare se
riproporla in finanziaria - che è lo strumento più idoneo, credo sia
una cosa che anche la Presidenza possa valutare, sebbene mi renda
conto che non è una materia di cui la presidenza può farsi carico.
Nel merito della norma, signor Presidente, anche se mi rimetto
alla sensibilità del Governo di affrontare questa questione in
finanziaria, noi stiamo decidendo - a scatola chiusa - di aprire un
sistema nel quale non solo con la decretazione, seppur sentita la
Commissione legislativa di merito - ma sappiamo cosa voglia dire il
'sentire' - aumentiamo i ticket, che sono stati invece disciplinati
da legge dell'Assemblea regionale nella scorsa finanziaria, l'entità
del ticket.
Stabiliamo che sempre con l'istituto della decretazione si apra
un ventaglio di possibilità sulle modalità con le quali il cittadino
partecipa alle prestazioni sanitarie che può, persino, arrivare al
paradosso cioè il ticket non si pagherà più sulla prestazione ma
sulla specialità della singola prestazione.
Banalizzo, chiaramente, l'intendimento del Governo. Non si
pagherà più il ticket soltanto sull'esame del sangue ma si pagherà
sull'esame dei trigliceridi, sull'esame della quantità dei globuli
rossi o bianchi.
Siamo alla via del ticket per la soluzione dei problemi della
spesa sanitaria.
Considero inaccettabile e immorale questa scelta.
Rinnovo l'appello affinchè il Governo approfondisca la materia
e, comunque, assuma l'intendimento di portare questa materia nello
strumento più proprio che è la legge finanziaria e non invece la
variazione di bilancio.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, vorrei fare mio l'intervento
dell'onorevole Cracolici, mi ero riproposto di non intervenire, ma
essendo Presidente della Commissione sanità era giusto che qualcosa
la dicessi anch'io.
Onorevole Assessore Pagano, mettere questi articoli in questa
variazione di bilancio mi sembra una forzatura, volere mistificare
questo articolo con l'espressione "sentito il parere della
Commissione" è una grande sciocchezza. Perché con il parere
obbligatorio ma non vincolante della commissione abbiamo assistito a
una serie di cose sbagliate. La commissione si esprime, fa un
grosso lavoro, affronta il piano socio-sanitario dedicando ore
diurne e notturne, alla fine l'assessore alla sanità e l'assessore
agli enti locali lo pubblicano e dicono: nonostante il parere della
commissione andiamo avanti lo stesso.
Quindi è sbagliato inserire questo articolo in queste
variazioni di bilancio. Perché le variazioni di bilancio,
l'assestamento di bilancio, lo storno di fondi, si possono fare
anche in diversi altri periodi dell'anno. Quindi questa variazione
non frutta niente perché prima che sia effettuata questa variazione
siamo già al 2003.
Usiamo, onorevole assessore, le vie canoniche. Inseriamo questo
discorso nella finanziaria e se è il caso mettiamo anche che per
queste cose "pericolose" se possibile non il parere obbligatorio ma
il parere vincolante della commissione. In modo che alla fine
finisca la frustrazione di questi colleghi deputati che giorno dopo
giorno hanno la sensazione di non contare niente. Che senso ha
riunirsi, deliberare, discutere, portare competenze ed esperienze e
fare sacrifici per poi vedere vanificato il proprio lavoro.
Quindi onorevole assessore, anche per non creare "vulnus" nella
maggioranza la prego cordialmente di ritirare questo articolo e di
presentarlo diverso, più appropriato, più giusto perché mi rendo
conto di quali sono le sue preoccupazioni finanziarie e di
presentarlo alla prossima finanziaria.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la determinazione della quota di
partecipazione alle prestazioni sanitarie, comunemente chiamato
ticket, è stato già affrontato da questo Parlamento. Ed è stato
affrontato non più tardi di 7-8 mesi fa.
Con l'articolo 9 della legge finanziaria n. 2 del 2002, è stata
posta in essere una norma molto chiara in questo senso e
assolutamente non suscettibile di interpretazioni. La norma era
composta da tre commi. Con i primi due commi veniva individuata la
platea di coloro che dovevano sostenere il costo. Quindi in maniera
chiara e precisa con riferimento alla norma nazionale e agli indici
Ise, venivano identificati coloro che dovevano pagare il ticket da
quel momento, dal giorno dell'approvazione. Successivamente, con il
terzo comma, veniva stabilito che con decreto dell'assessore alla
sanità, di concerto con l'assessore al Bilancio per la parte
finanziaria, sentita la commissione competente, dovesse essere
stabilita la modalità operativa.
Di fatto, quindi, questo Parlamento si é già pronunciato circa
la possibilità di potere legiferare in materia di ticket, materia
indispensabile per potere contenere la spesa sanitaria.
Faccio presente che, da quando questo decreto é stato approvato
dal Parlamento, c'é stato un contenimento quantificabile in una
percentuale oscillante fra il 13 e il 18 per cento, i dati non sono
ancora in nostro possesso con precisione ma il dato tendenziale é
di un risparmio che va all'interno di queste percentuali e il dato
non é sicuramente da sottovalutare.
Con questo articolo non si vuole fare nulla di più e nulla di
meno di quello che già ha deciso il Parlamento il 15 marzo 2002,
semmai ne vuole disciplinare le modalità, nel senso che può
accadere, in corso d'opera, periodicamente, annualmente di dovere
stabilire che alcune di queste prestazioni vengano disciplinate in
maniera diversa. L'esempio classico, canonico che si fa, quasi da
manuale, é quello della colonna vertebrale soggetta a prestazione
diagnostica che, in questo momento, tutti i medici generici
stabiliscono in maniera univoca per tutta la colonna, invece, se
passa un emendamento del genere, l'assessore per la Sanità
tranquillamente la può disciplinare dicendo che, ogni volta, ogni
singolo pezzo della colonna vertebrale deve essere soggetto a
ticket.
Vi ho raccontato un esempio che certamente non é suscettibile
di nessuno scandalo; mi sorprende, onorevole Capodicasa, che lei
dica questo, perché l'ho detto esattamente negli stessi termini in
Commissione.
CAPODICASA No, al contrario
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Non abbiamo
aumentato la platea dei contribuenti, abbiamo semplicemente fatto
quello che in altre Regioni si fa già.
Il Governo della Regione si appella al senso di responsabilità
del Parlamento per far sì che una norma di questo spessore, di
questo tenore venga disciplinata in maniera semplice ed essenziale.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo alla
Presidenza, perché condivido perfettamente quanto detto
dall'Assessore Pagano nel merito di questo articolo. Ho ascoltato
l'intervento del presidente della Commissione Sanità ed allora pongo
una domanda al Presidente dell'Assemblea: ma se questo articolo
fosse un disegno di legge con un articolo unico, l'Assemblea a quale
commissione legislativa lo avrebbe assegnato? Alla Commissione
Bilancio o alla Commissione Sanità? Perché, quando c'é il Presidente
della Commissione Sanità che dichiara che questo articolo non ha
avuto il parere della Commissione Sanità, il problema non é un
problema del Governo, ma dell'Assemblea.
Io, finché farò parte di questa Assemblea, continuerò a
sostenere la necessità, l'importanza ed il diritto-dovere che
abbiamo nelle competenti commissioni legislative di esprimere il
parere sulle norme e invito la Presidenza, ancora una volta, ad
attenersi a quanto disposto sia dal nostro Regolamento, ma ancor di
più dal nostro Statuto. Noi non possiamo continuare a violare le
norme del nostro Regolamento e del nostro Statuto, che ci impongono
il passaggio dalle commissioni legislative.
Allora, invito la Presidenza, una volta e per tutte, ad evitare
di perseguire questa logica aberrante di continuare a sottoporre
alla valutazione dell'Aula norme che non abbiano avuto il parere
dalle competenti commissioni legislative.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Nel frattempo la Presidenza sta
verificando quanto ha detto l'onorevole Lo Giudice.
CAPODICASA Signor Presidente, non c'é bisogno che faccia questa
verifica, perché l'onorevole Lo Giudice é uomo di massima
affidabilità.
Onorevole Presidente, in effetti c'é un primo problema
procedurale, regolamentare, che giustamente la Presidenza sta
approfondendo, perché, passi per 'normette' che non hanno un grande
peso, può passare anche per qualche norma che é passata dalla
Commissione di merito in un modo, prevista in modo sostanziale nella
Commissione Bilancio con l'intervento del Governo e non ritorna,
come a mio avviso dovrebbe essere, nella Commissione di merito
quando viene modificata sostanzialmente, ma qui siamo di fronte ad
una materia delicatissima. Io mi auguro che le cose dette
dall'onorevole Cracolici, i colleghi le abbiano in qualche modo
memorizzate, perché l'Assessore ha fatto una dichiarazione, oggi,
che mi soddisfa e non é vero, come egli ha affermato rispondendo
alla mia interruzione, che queste stesse cose le aveva dette in
Commissione Bilancio.
Alla contestazione - onorevole Virzì - che noi avevamo fatto in
Commissione Bilancio all'articolo, sostenendo, come ne eravamo
pienamente convinti, che non si trattasse di mera ridefinizione di
una formula che già era contenuta nella legge finanziaria,
l'Assessore invece replicò che quella era solamente una
rivisitazione allo scopo di rendere più - come dire - applicabile
quell'articolo, senza alcun riferimento al merito.
Oggi l'Assessore ci conferma, ed é una conferma
autorevolissima, che con quell'articolo noi altro non stiamo facendo
che, in una materia così delicata che tocca le tasche dei cittadini
su un punto delicatissimo qual é quello dell salute, noi deleghiamo
l'Assessore per la Sanità, per oggi e per il futuro, ad operare
attraverso decreto, sentita la Commissione. Arriva il Presidente
della Commissione Sanità e dice che questo 'sentita la Commissione'
in un punto così delicato ovviamente non é assolutamente
sufficiente, perché, come si é dimostrato in altre circostanze, poi
l'Assessore, non essendo vincolato a quel parere, procede come
ritiene più opportuno.
Ma qui parliamo del ticket applicato alle prestazioni sanitarie
- e vado alle conclusioni - e siccome questo significa una cosa
sola, aumento del ticket, aumento della tassazione, della cosiddetta
"compartecipazione dell'utente alla spesa sanitaria", noi dobbiamo
sapere che votando questo articolo, a parte tutte le questioni di
ordine procedurale e regolamentare, stiamo aumentando i ticket,
quindi nessuno poi faccia finta di niente.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Ma se il
Governo li vuole diminuire
CAPODICASA No, onorevole Castiglione, l'Assessore ha testé
detto che lo fa perché deve spezzettare ulteriormente, e lo ha
dichiarato anche in Commissione Bilancio, ha detto che serve questo
articolo per contenere la spesa sanitaria, ma in Commissione
Bilancio aveva detto 'nell'ambito della norma già approvata', oggi
dice invece che questa rimodulazione modifica quella norma, ed
infatti é così. Questa norma andrà ulteriormente a far gravare
sulle spalle degli utenti siciliani un costo aggiuntivo per le
prestazioni sanitarie, in una maniera che io considero perfino, come
possiamo dire, offensiva per i siciliani e per i medici che
prescrivono, perchè l'onorevole Pagano continua a dire che in
Sicilia si fa shopping farmaceutico, che i medici prescrivono
l'intera colonna vertebrale quando invece c'è bisogno di prescrivere
solo una parte. Questo è un attacco alla professione medica nella
sua serietà e nella sua deontologia Dopo di che poi ci sono le
conseguenze. La verità è che lei è convinto da anni che devono
pagare L'onorevole Tremonti lo chiamano 'l'onorevole tre conti',
noi lei non lo chiameremo onorevole Pagano, lo chiameremo 'onorevole
Pàgano, con l'accento sulla prima 'a'.
(Applausi)
Perchè la verità è che la sua idea è solo quella di far pagare
ai cittadini siciliani i costi dei buchi che voi avete creato, a
cominciare dal mancato controllo sui bilanci delle U.S.L. che
portano quel disavanzo che noi tutti conosciamo, passando poi anche
per il cosiddetto 'decreto salva deficit', che dà tanti vantaggi ai
laboratori privati, verso i quali non si taglia nulla e non si
aggiunge nessun onere. Gli oneri si mettono solo a carico dei
cittadini. Ecco qual è la verità che sottende questa norma
CASTIGLIONE assessore per l'Agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE assessore per l'Agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, non per alimentare polemiche, però ritengo che il testo,
il tenore della norma sia assolutamente leggibile, perché
"L'Assessore regionale per la sanità, periodicamente, provvede con
proprio decreto di concerto con l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze, previa deliberazione della Giunta regionale,
sentita la competente commissione legislativa dell'Assemblea
regionale, a dare attuazione alle disposizioni che prevedono la
determinazione regionale della quota di partecipazione, nonché ad
individuare le modalità di partecipazione al costo della prestazione
da parte degli assistiti." Ritengo che sia una norma di
programmazione e quindi, laddove sarà necessario un contenimento dei
costi, io credo che sia opportuno inserirla in questo testo, in un
testo di variazioni di bilancio.
CRACOLICI E che c'entra con le variazioni di bilancio?
CASTIGLIONE assessore per l'Agricoltura e le foreste. Ogni
qualvolta la Giunta regionale, sentita la commissione legislativa,
determinerà il costo della partecipazione sanitaria, in quel momento
ci potrà essere una valutazione di natura politica circa il
contenimento o l'aggravio delle spese a carico dei cittadini. Noi
riteniamo che questa sia la procedura amministrativa ...
CAPODICASA Questo spetta all'Assemblea, perché gli interessi
diffusi dei cittadini li conosciamo noi e siamo noi quelli che li
rappresentiamo.
CASTIGLIONE assessore per l'Agricoltura e le foreste. Al
Governo sembra invece una norma di razionalizzazione e quindi le
valutazioni politiche si faranno ogni qualvolta si determinano le
condizioni della spesa della partecipazione sanitaria.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente della Regione, io sono molto
imbarazzato ad intervenire per la seconda volta, però vi rivolgo una
preghiera nell'interesse complessivo della dignità del Governo e
dell'Assemblea e cioè di ritirare questo articolo, perchè ci sono
negatività dal punto di vista politico e dal punto di vista morale.
Io non me la sento - mi dovete consentire -, per un fatto di
coscienza, di varare un articolo di questo tipo, che va a vessare
gli utenti siciliani che hanno più bisogno, che sono gli ammalati e
i bisognosi di salute, se prima non facciamo un serio controllo
sull'attività di tutti i dittatori che stanno dirigendo le UU.SS.LL.
in Sicilia.
La mia Commissione si è data un programma, quello di uscire dal
palazzo, di andare fuori, di andare in giro e vedere esattamente
come stanno le cose. Orbene, onorevole Pagano, lei sa quanto affetto
e quanta stima ho per la sua persona e per il lavoro che sta
facendo, però devo dirle che prima di parlare dei ticket vediamo
quanto si spende in Sicilia per consulenti, per decreti ingiuntivi
....
(Applausi dai banchi della sinistra)
... vediamo quanto si spende per convenzioni fasulle. Io sono
stato in giro e ho fatto una serie di incontri, di audizioni,
regolarmente autorizzato dal Presidente dell'Assemblea; devo dirvi,
purtroppo, perché avrei chiesto un dibattito ufficiale su queste
cose, prima che noi ci affossiamo per colpa della cattiva conduzione
della sanità in Sicilia, avrei voluto un dibattito serio su queste
cose.
Io non credo che si possa, con un articolo infiltrato nelle
variazioni di bilancio, dare corso a queste cose, credo che un
argomento di così grosso spessore, di così grossa pregnanza abbia
bisogno di un dibattito particolarmente serio. Pertanto, vi prego
caldamente: non mi costringete a diversificarmi per motivi di
coscienza. Penso, sento, vedo, attraverso noi siciliani che siamo
bravi per il linguaggio dello sguardo e dell'espressione del viso,
che tanti colleghi deputati sentono la stessa amarezza che sento io.
Vi rivolgo, quindi, una preghiera calda ed affettuosa: per favore,
ritirate questo articolo e sarà oggetto di grosso dibattito nella
Commissione Sanità, che deve avere la dignità politica, perchè
rappresenta l'Assemblea, di discutere queste cose, di parlare di
queste cose ed in questa Assemblea, dove i colleghi eletti dal
popolo hanno il diritto ed il dovere di dibattere un argomento così
serio, così importante, così pregnante.
La sanità in Sicilia costa, in riferimento al decreto numero
347, esattamente quanto costa in Lombardia. Noi, onorevole Pagano,
spendiamo in Sicilia 12.000 miliardi di lire e siamo 5 milioni e 300
mila abitanti; in Lombardia sono 5 milioni e 600 mila abitanti e ne
spendono 12.300 miliardi circa. Sapete qual è la differenza?
Secondo me, e secondo voi, qual è la qualità della sanità in
Sicilia? Qual è la qualità della sanità in Lombardia?
Allora, se così è, c'è qualcosa che non va. E se è vero, come
è vero, che, nonostante i nostri articoli, una serie di direttori
generali sforano terribilmente, volgarmente, vergognosamente con
bilanci già approvati, con consuntivi già approvati, di gran lunga
il bilancio di previsione, qualcosa che non va ci deve essere. Io
non credo che noi possiamo fare, così come faceva una volta lo
Stato, che quando aveva bisogno di quattrini aumentava il prezzo
della benzina. Se noi andiamo avanti con i ticket non risolveremo il
problema. Perchè se è vero, come è vero, - dice l'onorevole Pagano
ed io ci credo - che abbiamo avuto un risparmio sul tetto della
farmacia, perchè è vero quello che dice, perchè il decreto numero
347 ci impone un massimo, credo che sia del 13%, quindi 1.300
miliardi circa, quest'anno forse chiuderemo con 2.500 miliardi, io
non credo che sia il ticket a salvare queste cose, perchè non le sta
salvando. Potremmo arrivare anche al ticket, però quando noi
politicamente, eticamente e moralmente ci siamo messi la coscienza a
posto per avere tolto tutte quelle vergognose sacche di spesa che in
questo momento ammorbano e attanagliano la sanità siciliana.
Allora, vi prego, per piacere, non costringetemi e non
costringete altri a fare cose diverse e difformi. Io sono
componente della maggioranza, mi onoro di portare sulla giacca
l'emblema dell'UDC, per quanto mi riguarda, voglio sostenere la
maggioranza però vi prego, in questo caso, con molto garbo, con
molta umiltà: ritiratelo e sarà oggetto, sicuramente a breve, fra
15-20 giorni, di discussioni più attente, più corpose in un
dibattito in cui possa sentirsi l'Assemblea partecipare, ogni
deputato ha la dignità di potere partecipare per determinare il
destino della sanità in Sicilia. La scorciatoia non fa onore nè al
Governo nè all'Assemblea.
(Applausi)
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, dopo le riflessioni del Presidente della Commissione,
ritengo opportuno un approfondimento in altra sede, nella sede
finanziaria, anche perchè il tema delle consulenze già è stato posto
e la deliberazione della Giunta regionale di Governo ha affrontato
anche questo tema, ponendo un ridimensionamento del numero delle
consulenze, così come un'azione di contenimento della spesa, quindi
ritengo che portare una discussione approfondita alla finanziaria
può essere anche opportuna.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, io la ringrazio perchè ha
tolto dall'imbarazzo la Presidenza dell'Assemblea. Credo di avere
compreso che si chiede, anche per questo articolo, lo stralcio ed il
transito nel testo della finanziaria. Ho capito bene, onorevole
Presidente della Commissione?
SAVONA relatore. Si.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'esame dell'articolo 45.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 45R, di riscrittura dell'articolo 45.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, semplicemente per sollecitare la
Presidenza, in quanto credo che anche il comma 2 della riscrittura,
quindi dell'emendamento 45R, necessiti del parere della Commissione
legislativa competente e quindi non può essere così sottoposto
all'esame dell'Aula. Riguarda una riformulazione della legge
regionale numero 7 del 2 agosto 2002.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, soltanto per una precisazione e perché
a verbale resti quello che ritengo sia, almeno analizzando il
dettato dell'emendamento 45R, la volontà del Governo. Quando si pose
il problema del Sovrintendente del Palazzo d'Orleans, ci fu il
Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana che si
riunì affinché tra i vari siti fosse scorporato quello
dell'Assemblea regionale, dove si tengono i lavori parlamentari.
Questa decisione si raggiunse di concerto con il Presidente della
Regione. Siccome io non conosco tutte le disposizioni, sono certo
che nell'ampliare gli eventuali poteri al Sovrintendente del Palazzo
non si fa riferimento alla gestione del Palazzo dove ha sede
l'Assemblea regionale.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, oltre ad
associarmi alla richiesta legittima dell'onorevole Acierno, vorrei
capire che relazione ha questa materia con gli assestamenti di
bilancio, innanzitutto. E poi, siccome l'emendamento parla di una
relazione con la legge regionale numero 4, articolo 94, che non è
contenuto nella documentazione a supporto, io chiedo al Governo e al
Presidente dell'Assemblea di accantonare questo articolo e di
fornirci la documentazione di supporto, perché gradirei capire che
cosa noi stiamo esaminando e in quale tessuto normativo andiamo ad
incidere.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei
banalizzare i ragionamenti se dico che spesso noi ci aggrappiamo,
come spesso fa qualche autorevole deputato di quest'Aula, ai
formalismi. Se si tratta di variazioni o non di variazioni, non mi
sto riferendo certamente all'onorevole Raiti, però, siccome ho
seguito , come peraltro l'assessore Scammacca e come tutti i
deputati messinesi, le vicende relative alla legge sul risanamento
di Messina e, nella fattispecie, alle disposizioni della legge
regionale 15 maggio 2002, numero 4, io ricordo a me stesso che,
quando abbiano votato, di notte, la legge sugli appalti, vista la
confusione che c'era, abbiamo creato un danno enorme proprio alle
disposizioni che due mesi prima erano state votate dalla stessa
Aula. Cioè noi abbiamo messo in discussione se quelle norme si
applicavano o meno. E, mentre l'Istituto autonomo case popolari
andava avanti, progettava, concordava con il comune di Messina tutte
le opere e la legge sul risanamento trovava così attuazione a
distanza di dodici anni, noi ci siamo incartati in quella notte.
Io gradirei che non si ripetesse l'errore che si è fatto quando
si è votata la legge sugli appalti, per cui esprimo il mio voto
favorevole su questo emendamento predisposto dal Governo.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi capita
spesso di dare ragione al collega Acierno, ma credo che, leggendo
bene il comma 2 dell'emendamento 45R, non vi siano dubbi che non si
parla del risanamento di Messina, ma si parla di una modifica
surrettizia - mi permetto dire - della legge approvata nei mesi
scorsi sugli appalti, in materia di pubblicazione di bandi di gara.
Mi ricordo anche, e voglio ricordare a tutti noi, che già in
quell'occasione vi fu un'ampia ed anche accesa discussione sui
criteri da adottare per la pubblicazione dei bandi.
Quindi, delle due l'una: o il Governo modifica questo
emendamento, ritirando il comma 2, sostanzialmente, oppure,
viceversa cominciamo a discutere su quello che significa in una
norma di variazione di bilancio la legittimità a rendere ammissibile
un tema come questo che nulla ha a che vedere con materie di
finanziarie urgenti.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, intervengo solo per precisare che non vi è alcuna
modifica sostanziale alla legge numero 7; vi sono semplicemente al
primo comma due importanti precisazioni e cioè che contrariamente a
quanto dispone il comma 2 dell'articolo 42 della legge 7 che
testualmente renderebbe abrogate tutte le norme regionali
incompatibili, generali e speciali, in contrasto o comunque
incompatibili con la legge, si è reso necessario confermare la
vigenza della norma votata dall'Assemblea sotto l'articolo 94 della
legge finanziaria che dà particolare disposizioni al sovrintendente
di Palazzo d'Orleans anche in materia di acquisti, nonché
salvaguardare le disposizioni agevolative per il risanamento di
Messina portate dalla legge numero 4 del 2002 che risulterebbe di
fatto abrogata quindici o venti giorni, un mese dopo la sua entrata
in vigore.
Il comma 2 invece inserisce la parola 'regionali' dopo
l'allocuzione 'dei principali quotidiani' al solo fine di evitare
che la pubblicità vada, ve lo leggo nel testo vigente: "per i lavori
di importo compreso tra duecento mila e un milione di euro gli
avvisi ed i bandi di gara sono pubblicati nella Gazzetta e per
estratto su almeno tre dei principali quotidiani aventi maggiore
diffusione nella provincia in cui si eseguono i lavori, nonché su un
periodico a diffusione regionale".
Con l'inserimento della parola 'regionali' diventerebbe:
"pubblicati sulla Gazzetta e per estratto su almeno tre dei
principali quotidiani regionali aventi maggiore diffusione nella
provincia in cui si eseguono i lavori", perché per esempio in alcune
province potrebbe essere il Corriere dello Sport piuttosto che la
Gazzetta dello Sport.
Noi non riteniamo che questa fosse la volontà del Parlamento o
di nessuno di noi, né ci permettiamo ritenere questa una modifica
sostanziale; qualche modifica di dettaglio, quale per esempio quella
di cui si è parlato su La Stampa relativa ad una fascia di esenzione
per gli acquisti più che a trattativa privata, acquisti diretti,
verrà presentata nella finanziaria e sottoposta al vaglio delle
competenti commissioni ed ovviamente del Parlamento.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà:
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
contesto la bontà del comma 2, posso assicurare che nella legge
numero 7 errori, cioè cose che possono sembrare degli errori e che
effettivamente lo sono, altre volte sono dei pretesti, ce ne sono,
non solo questo, ma ce ne sono anche altri, però il comma 2 è
materia estranea perché se noi introduciamo la modifica alla legge
numero 7 dobbiamo dichiarare ammissibili tanti altri emendamenti che
sono incipienti al disegno di legge, per cui io suggerirei di
togliere il comma 2 e di lasciare il comma 1 che è pertinente.
Questo è un problema che, sono convinto, l'Assessore può
risolvere in via amministrativa, basta che nella circolare specifica
che bisogna intendere quei quotidiani che sono letti normalmente
dagli imprenditori e non il Corriere dello Sport; però mi rendo
conto che può essere necessaria una modifica, ma non è tema di oggi.
PRESIDENTE Non essendovi altri iscritti a parlare, la seduta è
sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21,05, è ripresa alle ore 21,11)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo 45.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
"Art. 46.
Riduzione del prezzo di acquisto di alloggi
1. Il termine di cui al comma 5 dell'articolo 23 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, già prorogato
dall'articolo 5 della legge regionale 3 novembre 1994, n. 43,
è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2003".
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato la
riscrittura dell'articolo 46.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei bisogno
che il Governo mi chiarisse rispetto alla stesura del comma 2
dell'emendamento 46R, per come risulta scritto: gli alloggi
popolari di proprietà o facenti parte del patrimonio della Regione o
gestiti dalla stessa o costruiti con il concorso dei contributi
della Regione vengono ceduti agli assegnatari, ovvero agli aventi
diritto e ai soggetti che hanno presentato o presentano regolare
domanda di riscatto.
Vorrei capire, ammetto la mia ignoranza, rispetto a questa
stesura, cosa significa? Vengono ceduti senza fissare le modalità, i
prezzi, potrebbe, ma ripeto, ammetto prioritariamente la mia
ignoranza, così formulato potrebbe sembrare che basta fare richiesta
e viene ceduto l'immobili, però vorrei che il Governo, appunto, mi
desse le spiegazioni.
PAGANO assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi ci sono, dunque, due elementi essenziali; la
prima, la parte finale di questo comma, quando parla che presenta
una particolare domanda di riscatto; con il secondo comma vengono
stabilite le modalità, non questo secondo comma perché questo è una
riscrittura per rendere più agevole la vendita, con il secondo comma
della versione originale vengono stabilite le modalità per stabilire
il prezzo.
Con questo emendamento il prezzo viene stabilito in maniera
celere dagli Uffici dello IACP che quindi si assumono, di fatto, la
responsabilità e l'onere di valutare un bene su cui loro lavorano
365 giorni l'anno.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, una volta tanto
concordo con la proposta presentata dal Governo, riguardante
l'articolo 36R, perché non si fa altro che recepire la legge 26 del
1963.
E' interamente copiata dalla vecchia legge regionale del
riscatto, quindi vorrei dire all'onorevole Acierno che riscatto
significa riscattarsi l'alloggio in base ad un parametro che poi
sarà stabilito sempre dalla Regione attraverso l'Ufficio dei lavori
pubblici. L'assessore Scammacca può dare eventualmente qualche
illustrazione.
Per la valutazione degli alloggi regionali esiste un parametro;
all'epoca il parametro era il costo di costruzione rivalutato negli
ultimi anni con delle leggi successive. Allora c'era l'assessore Lo
Giudice e lo sapeva benissimo.
Riscatto non significa che gli alloggi si cedono gratuitamente,
gli aventi diritto, gli assegnatari pagheranno questo immobile in
base ad un parametro stabilito con la legge 26/63, quindi non si fa
altro che ripristinare, per gli alloggi regionali, una formulazione
ormai consolidata all'interno dell'Istituto Case Popolari.
Quindi è giusto che venga ripristinata in questo modo perché ci
sono molti cittadini che non hanno riscattato l'alloggio in quanto è
sopraggiunta una norma nazionale che inglobava anche gli alloggi
regionali.
Finalmente dopo tanto tempo, dopo tanti ricorsi hanno dato
ragione ad alcuni cittadini che hanno fatto ricorso contro il
vecchio provvedimento del Governo fatto, se non erro, nel 1998,
perché doveva recepire la legge nazionale.
Ci hanno dato ragione e quindi verrà ripristinata la vecchia
norma del 1963, la legge 26; siamo sulla buona strada, anche perché
abbiamo visto che da quando c'è la norma di recepimento della legge
nazionale nessun alloggio regionale è stato riscattato, perché i
cittadini che avevano avuto in assegnazione questo alloggio avevano
formulato un contratto in base ad una norma ben stabilita che parte
addirittura dal 1948, cioè gli alloggi regionali vanno riscattati
con una normativa completamente regionale senza nessuna
intromissione della legge nazionale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
da parte del Governo dell'articolo 46 mi obbliga a trasformare in
sub emendamento all'emendamento del Governo il testo
dell'emendamento da me presentato, che altro non è che una norma
senza oneri a carico della Regione, che consente di variare il
termine decennale, che era previsto dalla legge 43/94, termine dopo
il quale poteva alienarsi l'immobile riscattato di portarlo a cinque
anni per una ragione: il termine decennale nasceva da un principio
che era lo stesso termine che veniva utilizzato qualora colui che
riscattava l'immobile si rivolgeva all'ente proprietario ed era
l'ente a far pagare in dieci anni il riscatto dell'immobile.
Con questa norma, di fatto, che noi stiamo traslando di anno in
anno, abbiamo sempre traslato al possibilità dello sconto del 25 per
cento per l'acquisto dell'immobile riscattato, quindi quella norma
che vincolava a dieci anni la non alienazione è illogica rispetto
alla norma così come si è consolidata negli ultimi sette anni, cioè
nel tempo del riscatto dell'immobile.
Per cui chiedo al Governo di considerare che questo era un
subemendamento alla norma che in qualche modo si è trasformata nel
tempo.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor presidente, onorevoli colleghi, chiedo che
questo articolo venga accantonato perché, ricordo a me stesso, che
quest'anno abbiamo legiferato almeno tre o quattro volte in materia
di edilizia popolare.
Nel merito, obiettivamente, è condivisibile l'articolo nel suo
contenuto, però mi sorge un dubbio, relativamente al comma tre, dove
si parla di alloggi popolari di proprietà o facenti parte del
patrimonio della Regione.
Abbiamo a tutt'oggi degli alloggi popolari di proprietà
comunale.
Chi dovrebbe procedere, poi, alla determinazione del valore di
riscatto?
Imponiamoci una regola che è quella di legiferare in maniera
adeguata. Noi stiano inserendo infatti nel contesto delle variazioni
di bilancio - abbiamo gridato allo scandalo per altre norme - norme
che in precedenza avevamo chiesto al Governo non di accantonarle, ma
addirittura di ritirarle.
Se potessimo tornare all'indirizzo iniziale che ci siamo dati
allorquando il presidente Fleres aveva dichiarato inammissibili
alcuni emendamenti, non sarebbe male. Ora, nella solita nottata che
certamente non è quella 'dei lunghi coltelli', constatiamo che si
stanno inserendo norme che rischiano di essere in contrasto con
precedenti norme che questa Assemblea si è data non molti mesi fa.
Chiedo quindi al Governo un po' più di disciplina e di non
portare avanti questi articoli. E su questo, concordo con
l'onorevole Acierno, vorrei che le Commissioni riflettessero
attentamente.
Se ci siamo dati un'impostazione una certa impostazione su
alcuni emendamenti e su alcuni articoli, chiedo che si prosegua su
quest'indirizzo abbastanza rigoroso che l'Assemblea si è dato.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
ne chiede il rinvio in sede di discussione di finanziaria.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 47. Ne do lettura.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, l'articolo 47 è stato trasferito nel disegno di legge
finanziaria.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha
puntualmente risposto al mio quesito, lo ha ritirato, però rischia
di ripresentarlo in finanziaria senza un'opportuna modifica,
assessore Pagano.
Ci sono tre categorie di soggetti che vengono individuati nel
secondo comma: gli assegnatari, gli aventi diritto e la terza
categoria sono i soggetti che hanno presentato o presentano regolare
domanda di riscatto. Così formulato, sembrerebbe che esiste la
categoria di chi presenta o presenterà la domanda di riscatto,
mentre gli aventi diritto e gli assegnatari non hanno bisogno di
presentare domanda di riscatto e diventerebbero, per come è
formulato attualmente il comma due, assegnatari di alloggi popolari
senza alcun onere.
Allora, la norma va identificata in modo che sia gli
assegnatari che gli aventi diritto, che anche terzi che abbiano
presentato o presenteranno regolare domanda di riscatto, possono
diventare assegnatari e proprietari degli immobili.
Questo è il suggerimento che ho tentato di darvi, per evitare
di fare approvare una norma che non persegue il risultato che vi
siete preposti.
PRESIDENTE Si dà atto della specificazione dell'onorevole
Acierno.
Pongo in votazione l'articolo 47.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
"Art. 48.
Contributi a favore dello sport sociale,
giovanile e scolastico
1. Il secondo comma dell'articolo 14 della legge regionale
16 maggio 1978, n. 8, è sostituito dai seguenti:
'Nel piano per la concessione di contributi a favore delle
iniziative dello sport sociale, giovanile e scolastico,
saranno riservati i seguenti finanziamenti nella misura
massima del:
a) 15 per cento a sostegno delle attività degli enti di
promozione sportiva e del tempo libero;
b) 25 per cento a sostegno delle spese di funzionamento
dei centri di preparazione, di avviamento o di addestramento
ad iniziativa degli enti locali, delle organizzazioni
sportive e promozionali;
c) 2 per cento a sostegno dell'attività scolastica ad
iniziativa degli organi di autogoverno della scuola;
d) 8 per cento a sostegno dell'organizzazione di
manifestazioni sportive.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati gli allegati
emendamenti:
- dagli onorevoli Liotta e Forgione: emendamenti 48.2 e
48.3;
- dagli onorevoli Zago e De Benedictis: emendamento 48.1.
- dal Governo: emendamento 48.4.
Si passa all'emendamento 48.2 degli onorevoli Liotta e
Forgione. Per assenza dall'Aula degli onorevoli proponenti, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 48.1 degli onorevoli Zago e De
Benedictis.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 48.4 del Governo.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, questo emendamento fa riferimento alla
legge finanziaria che l'anno scorso questa Assemblea ha approvato.
In essa era contenuta la norma di individuazione per
l'autocertificazione per quanto riguarda l'accesso al contributo
delle società sportive; ed ovviamente l'autocertificazione entrava
in vigore a partire dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
della Regione. Questo emendamento che il Governo ha presentato in
sostanza autorizza l'autocertificazione anche per la stagione
1999-2000, quindi si eliminerebbero praticamente 6.000 pratiche che
attualmente giacciono all'assessorato al turismo, quindi si
accelererebbero le procedure per l'accesso ai contributi della
scorsa stagione.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA "Al fine di accelerare le procedure per la
liquidazione..., si applicano anche alla stagione sportiva
1999-2000". Ma la stagione sportiva è fatta di eventi sportivi,
vorrei comprendere cosa significa che noi ribadiamo gli stessi
eventi sportivi del 1999-2000. E se è così perché il Governo arriva
ad oggi senza che questo emendamento sia passato da alcuna
Commissione? Perché io non ricordo di averlo visto in Commissione
Bilancio, non ricordo di averlo visto in Commissione di merito, non
ricordo nulla. C'è l'urgenza dell'ultimo istante, perché? Perché
quest'Aula è costretta a ratificare e non deve essere posta nelle
condizioni di capire, poi magari di ubbidire, ma soprattutto di
combattere?
Ma, in questi termini io non riesco più a comprendere. Se è
necessario ed urgente, perché non ci abbiamo pensato otto giorni fa,
dieci giorni fa? Perché stasera ancora abbiamo emendamenti
aggiuntivi?
Deliziosamente in tanti sono stati ritirati. Se io faccio una
proposta al Governo di ritirare l'emendamento, perché non lo ritira
e lo porta in finanziaria?
CASTIGLIONE assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
Va bene, onorevole Cintola, ritiriamo l'emendamento 48.4.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Sinceramente non pensavo di dovermi cimentare sullo
sport in questa finanziaria. Intervengo per dire che con questo
articolo stiamo andando a modificare una sola cosa: con l'articolo
14 della legge n. 8 prevedevamo un piano di riparto che individuava
nelle attività sportive, fatte da dentro, una quota pari al 10 per
cento. Con questa norma stiamo stabilendo che alle scuole si dà il 2
per cento ed alle manifestazioni sportive, cioè agli eventi che sono
finanziati anche dagli enti locali, diamo l'8 per cento.
Cioè stiamo decidendo con questa norma di non dare più una lira
per l'avviamento allo sport nelle scuole.
Io considero la norma sbagliata, stiamo cancellando l'attività
sportiva, di base, nelle scuole. Se si devono finanziare le
manifestazioni sportive, si vada a prendere dal 15 per cento che è
già contenuto nella norma che dice "a sostegno delle attività degli
enti di promozione sportiva e del tempo libero" e in quella sede si
finanzino le manifestazioni sportive. Non si fa il 15 più l'8 per
cento, determinando una riduzione pesantissima dell'attività
sportiva nelle scuole siciliane.
Io invito il Governo a ritirare questo articolo.
CASCIO assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Sull'emendamento 48.4 che è stato ritirato avrei
qualcosa da dire e cioè che anche per quest'anno le società
catanesi, che sono quelle che più avevano urgenza dell'approvazione
di questo emendamento, rimarranno senza i contributi della stagione
1999-2000; perché in questa direzione andava l'emendamento.
Per quanto riguarda l'articolo 48, onorevole Cracolici, questo
8 per cento, che ritagliamo all'interno della quota destinata alle
scuole, lo ritagliamo prendendo spunto dal fatto che, negli ultimi
anni, questi soldi non venivano spesi perché le scuole non erano in
grado di spenderli e, comunque, il due per cento che lasciamo è
bastevole per le esigenze delle scuole.
Con l' 8 per cento che prendiamo da quella quota parte
finanziamo manifestazioni sportive che sul territorio hanno lo
stesso effetto dello sport di base. Promozione dello sport.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, avevo chiesto al Governo una
riflessione. Io considero questa norma un atto che nasce
probabilmente da esigenze meramente finanziarie e legate ad un fatto
probabilmente di cronaca, ma stiamo determinando a regime un sistema
che capovolge il sistema di sostegno all'avviamento allo sport.
Onorevole Assessore io ho molto rispetto per lo sport promosso
attraverso eventi sportivi, ma fino a quando nella nostra società
non ci sarà uno sport di base diffuso che vede, innanzitutto, le
scuole come luogo della diffusione dello sport di base, gli stessi
eventi saranno soltanto spettacoli, non luoghi dove mettere in
concorrenza la capacità dei ragazzi e delle ragazze siciliani a fare
sport ma anche a poter aspirare a diventare in qualche modo un
campione di sport.
Voi state cancellando l'idea che lo sport diventi soltanto uno
strumento di elite attraverso eventi. E' sbagliato. State
impostando la politica sportiva cancellando l'idea della diffusione.
Guardate, non è un fatto che le scuole non spendono i fondi.
Le scuole non li spendono perchè il meccanismo con il quale
interagiscono in rapporto alla Regione è tale che determina quella
farraginosità per cui moltissime scuole neanche lo sanno che la
Regione ha destinato il 10 per cento dell'attività a sostegno dello
sport giovanile per le scuole siciliane.
Lo considero sbagliato; voterò contro. Spero che l'Aula abbia
chiaro che stiamo andando a modificare, per un fatto di cronaca
finanziario, una norma generale che resiste dal 1978.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, proverei credo, avendo qualche esperienza sul campo, a
portare una riflessione che può servire per chiarire di cosa stiamo
parlando.
Al di là dei fatti di cronaca finanziaria, mi permetto di dire
che lo sport è fatto certamente di tante cose ma quello che più
conta è garantire in primo luogo una promozione dell'attività
sportiva, a partire dal basso fino ad arrivare agli eventi sportivi,
alle grandi manifestazioni.
Se in tutto questo non troviamo un equilibrio dal punto di
vista concettuale, noi continueremo a trovarci esattamente come lei
denunciava rispetto alle situazioni delle associazioni di Catania e,
mi permetto anche di dire, che sostenere che le scuole non spendono
i fondi che sono destinati all'attività sportiva, probabilmente
(anche qui una battuta detta con molta leggerezza) sarebbe utile
approfondire il perchè le scuole non spendono queste somme.
Vi sono infatti due considerazioni che andrebbero fatte: la
prima riguarda l'edilizia sportiva scolastica: forse sarebbe bene
fare un monitoraggio per capire in quali condizioni versano le
scuole in termini di impiantistica sportiva; la seconda riguarda
la necessità che l'assessorato regionale allo sport, che gestisce
direttamente le somme in rapporto ad enti locali, associazioni,
scuole e così via, si ponga finalmente il tema di decentrare la
spesa pur in un quadro di regole regionali.
Ecco perchè, al di là del ritiro dell'emendamento, credo che
una riflessione un attimo più approfondita, che possa anche indicare
qual è il percorso che il Governo vuole prendere in termini di
politica sportiva, possa essere utile e quindi che un
accantonamento, come è già avvenuto per altri precedenti articoli,
possa aiutare a sviluppare un ragionamento un pò più approfondito e
un poco più puntuale.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con
gli ultimi due interventi, dell'onorevole Cracolici e dell'onorevole
Ferro, non mi soffermo sulle cose che hanno detto perchè le
condivido appieno. Voglio soltanto fare un appello a quei deputati
della maggioranza che ancora credono al concetto di solidarietà,
credono ancora che la scuola pubblica non è un optional, non è un
incidente di percorso della nostra Repubblica democratica, fondata
sopratutto sul lavoro e sulla solidarietà. Credo che questo
articolo, così impostato la dica lunga, la dica tutta, su come parte
della maggioranza (mi riferisco principalmente a Forza Italia) in
questo ultimo periodo sta cercando di forzare la mano su tutto un
sistema di privatizzazioni, in modo più accelerato possibile, per
poter smantellare gli ultimi baluardi della difesa dello stato di
diritto e della solidarietà del nostro Paese nei confronti delle
popolazioni che hanno bisogno di una scolarizzazione di massa, e lo
sport fa parte della scolarizzazione di massa.
Per determinare l'eliminazione di tutto quello che è concetto
di diritto per i meno abbienti, per tutti i soggetti che hanno
diritto ad un'istruzione ed anche ad un'attività sportiva che é,
come dicevano giustamente i due oratori che mi hanno preceduto,
l'asse portante della nostra Repubblica, della nostra democrazia.
Quindi, signori della maggioranza, signori del Governo, per un
minimo di riflessione, credo sia opportuno ritirare questo articolo,
anche per le considerazioni espresse da altri deputati inerenti alla
irricevibilità dell'argomento.
Faccio quindi appello alla parte centrista della maggioranza,
principalmente a quella dell'UDC, che ancora crede in certi valori
della nostra democrazia.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente chiedo il rinvio dell'articolo ad altra sede; la
finanziaria mi sembra la sede più opportuna.
PRESIDENTE
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 49. Ne dò lettura:
'Art. 49.
Incrementi di spesa
1. Le spese autorizzate dalle leggi sottoelencate sono
incrementate per l'esercizio finanziario 2002 degli importi
indicati a fianco delle medesime:
a) legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, articolo 18,
U.P.B. 7.3.1.3.2, capitolo 317708, 775 migliaia di euro;
b) legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, articolo 130,
comma 9, Tabella I e successive modifiche ed integrazioni,
U.P.B. 1.3.13.1, capitolo 104523, 284 migliaia di euro;
c) legge regionale 6 aprile 1996, n. 19, articolo 8,
U.P.B. 9.3.1.3.1, capitolo 377311, 500 migliaia di euro.'
Comunico che all'articolo 49 è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 49.1.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne dò lettura:
"Art. 50.
Fondo per la definizione di controversie
1. E' istituito nel bilancio della Regione un fondo per
far fronte agli oneri derivanti dalla definizione delle
controversie relative alla costruzione della diga Gibbesi,
alla costruzione dell'ospedale generale civile di Sciacca (I,
II e III stralcio) nonchè alla realizzazione dell'area
artigianale nel territorio comunale di Sinagra (Me).
2. Le somme sono iscritte nelle apposite U.P.B. con
decreto dell'Assessore per il bilancio e le finanze su
richiesta degli Assessori regionali interessati e previo
parere delle competenti ragionerie centrali.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 17.653 migliaia di
euro; per l'anno 2003 la spesa è valutata in 12.042 migliaia
di euro."
PRESIDENTE Comunico che all'articolo 50 sono stati
presentati i seguenti emendamenti allegati:
- dagli onorevoli Liotta e Forgione: emendamento 50.1;
- dagli onorevoli Borzacchelli, Savona e Lo Giudice:
emendamento 50.3;
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo un
accantonamento dell'articolo 50 e dei relativi emendamenti per una
riscrittura.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 51. Ne dò lettura:
"Art. 51.
Strutture per la commercializzazione dei prodotti ittici
e per la portualità peschereccia
1. Per la redazione di uno studio sulla portualità e sulle
strutture a terra connesse alla commercializzazione dei
prodotti ittici finalizzato ad un'ottimale utilizzazione
degli investimenti delle pertinenti misure del POR Sicilia
2000-2006, nonchè alla realizzazione di interventi per la
sicurezza della portualità peschereccia siciliana è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002 la spesa di 200
migliaia di euro, U.P.B. 8.3.2.6.1."
PRESIDENTE Comunico che all'articolo 51 è stato presentato
l'emendamento 51.1 a firma degli onorevoli Liotta e Forgione.
Non essendo presenti in Aula i firmatari, lo dichiaro decaduto.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
evidenziare un ragionamento preliminare alla discussione del merito.
L'articolo 51, se non erro, riporta pedissequamente
l'indicazione letterale contenuta nell'articolo 34 del disegno di
legge approdato all'Assemblea regionale siciliana il 20 novembre
2002.
Questo articolo 34 è stato dichiarato irricevibile da parte
della Presidenza di questa Assemblea. Cioè a dire nell'esame
preliminare sull' attinenza alle materie in discussione, il
Presidente di questo Parlamento ha detto che questo argomento non
atteneva all'oggetto del disegno di legge, cioè alle variazioni di
bilancio. Pertanto, è stato estromesso e non è stato inviato di
conseguenza alle Commissioni preposte. Oggi ce lo ritroviamo,
letteralmente sotto mentite spoglie, nell' articolo 51.
Per una questione di rispetto del lavoro della Presidenza, ma
ancor più di rispetto di tutta l'Assemblea e delle Commissioni che
non hanno esaminato, così come avrebbero dovuto, questo disegno
articolo, che tra l'altro certamente non riguarda la materia in
oggetto, chiedo che preliminarmente il Presidente confermi
l'irricevibilità o che il Governo ritiri l'articolo in questione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 51.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
'Art. 52.
Contributi per ripristino attività imprenditoriali
a seguito incendio Piazza Generale Cascino
1. L'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca a seguito dell'incendio verificatosi
il 27 agosto 1999 in piazza Generale Cascino, al fine di
garantire la ripresa delle attività commerciali ed
artigianali nonché il mantenimento dei livelli occupazioni
alla data del sinistro, è autorizzato ad erogare un
contributo una tantum in base al danno ricevuto e stimato
tramite perizia giurata e fino ad un massimo del 50 per cento
dell'importo risultante dalla perizia medesima.
2. Dal beneficio di cui al comma 1 sono esclusi i soggetti
coinvolti nel caso in cui sia accertata l'origine dolosa
dell'incendio. L'importo dell'indennizzo non può superare il
limite della regola 'de minimis'.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la
spesa complessiva di euro 510 migliaia per l'esercizio
finanziario 2002.'
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a chi aveva
pensato questo articolo - quindi al Governo - volevo chiedere:
poichè viene introdotta la norma di salvaguardia sull ' eventuale
accertamento dell'origine dolosa dei danni dell'incendio; poichè,
dalla lettura dei giornali abbiamo appreso che sono già emerse
alcune responsabilità, non capisco cosa possa significare legiferare
in questo preciso momento, quando sono in corso accertamenti sulle
responsabilità di quell'incendio, dal momento che è aperta tutta la
questione sull'assicurazione o sulle responsabilità.
Vorrei essere rassicurato sulla congruità del provvedimento che
ci accingiamo a fare.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni l'articolo 52 è stralciato,
nel senso che viene proposto di inserirlo nel testo della
finanziaria.
Si riprende l'esame dell'articolo 50 e dei relativi emendamenti
in precedenza accantonati.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 50 R di riscrittura dell'articolo 50.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta sospesa alle ore 21,51, è ripresa alle ore 21,52.)
La seduta è ripresa. Onorevoli colleghi, l'Assessore chiede un
ulteriore accantonamento dell'articolo 50.
Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.
Si passa all'articolo 53.
Ne do lettura:
'Art. 53.
Applicazione nella Regione dell'articolo 8
del decreto legislativo 468 del 1997
1. Il secondo periodo del comma 2 dell'articolo 8 del
decreto legislativo n. 468 del 1997, come recepito
dall'articolo 1, comma 1, della legge regionale 23 gennaio
1998, n. 3, va inteso che dall'entrata in vigore della stessa
legge la tariffa oraria dell'importo integrativo da
corrispondere ai soggetti impiegati in lavori socialmente
utili va calcolata detraendo dalla retribuzione iniziale
mensile prevista per i dipendenti che svolgono attività
analoghe presso il soggetto utilizzatore le ritenute
previdenziali ed assistenziali, nonché l'ammontare
dell'assegno ASU, e dividendo l'importo risultante per il
numero di ore eccedenti le 20 ore settimanali (ore ASU)
ottenute dalla differenza tra l'orario convenzionale e
mensile del dipendente ed il monte ore medio mensile di
utilizzazione in ASU, pari a 86 ore.'
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54.
Ne do lettura:
'Art. 54.
Centri interaziendali di addestramento professionale
1. Per i Centri interaziendali di addestramento
professionale integrato della Sicilia, enti rientranti tra
quelli ai quali si applica il dettato dell'articolo 83 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 la stessa norma trova
applicazione anche per i componenti del consiglio di
amministrazione.
2. L'onere conseguente l'applicazione del comma 1 grava
sui bilanci degli enti di pertinenza.'
Comunico che all'articolo 54 è stato presentato un emendamento,
il 54.1 a firma dell'onorevole Ferro.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta
chiedo, in via preliminare, di sapere che cosa c'entra questo
articolo con le variazioni di bilancio e di assestamento.
Ricordo a me stesso e ricordo ancora a futura memoria che, con
l'articolo 50, stiamo trattando (se non ricordo male)
dell'innalzamento dell'indennità ai componenti del Consiglio
d'Amministrazione del CIAPI che viene equiparata all'indennità
prevista per i presidenti delle province regionali della Sicilia.
Se il Governo non mi smentisce su questa cosa, io ritengo che -
essendomi reso conto della vergogna che contiene l'articolo 54 -
vada ritirato.
PRESIDENTE L'articolo 54, su proposta del Governo, viene
stralciato.
Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
'Art. 55.
Consorzi di ripopolamento ittico
1. Per il funzionamento dei Consorzi di ripopolamento
ittico di cui alla legge regionale 1 agosto 1974, n. 31, e
successive modifiche ed integrazioni è concesso per
l'esercizio finanziario 2002, a valere sul capitolo 746401,
un contributo pari a 517 migliaia di euro, così ripartito:
a) 258.228 per il Consorzio di ripopolamento ittico del
Golfo di Patti;
b) 154.937 per il Consorzio di ripopolamento ittico di
Castellamare del Golfo;
c) 103.291 per il Consorzio di ripopolamento ittico del
Golfo di Catania.'
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
'Art. 56.
Consorzi di bonifica
1. L'articolo 3 della legge regionale 25 maggio 1995, n.
45 è sostituito dal seguente:
'Art. 3 - 1. Il territorio regionale è diviso in nove
comprensori di bonifica coincidenti con i territori delle
nove province regionali. Il consorzio ha sede nel territorio
del comune che ha il maggior numero di abitanti.
2. Per l'attuazione di quanto disposto dal comma 1, sono
nominati, con decreto del Presidente della Regione,
commissari ad acta scelti tra i dirigenti
dell'Amministrazione regionale.
3. Ai consorzi soppressi si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 24 della legge regionale 25 maggio 1995, n.
45 e successive modifiche ed integrazioni.
4. I piani di organizzazione variabile previsti dalla
contrattazione collettiva di settore sono ridefiniti dai
nuovi consorzi di bonifica sulla base delle direttive
stabiliti dall'assessore regionale competente.
5. Ai fini di quanto disposto dall'articolo 32 della
legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, la disciplina di
settore contenuta nei contratti collettivi di lavoro continua
a trovare applicazione in quanto recepita nei termini e con
le modalità di cui all'articolo 3 della legge regionale 10
aprile 1978, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni. A
tal fine al personale dipendente sono estese le disposizioni
di cui all'articolo 5 della legge regionale 6 agosto 1997, n.
27. All'onere derivante dall'applicazione delle norme di cui
sopra si provvede con parte delle disponibilità del capitolo
147303 del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2002. Il personale operaio di cui all'articolo 30 della
legge regionale 25 maggio 1995, n. 45, ove in esubero, è
utilizzato dall'Amministrazione regionale per i lavori di cui
alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 nelle fasce di
garanzia occupazionali corrispondenti.'
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Ioppolo: emendamenti 56.1, 56.2, 56.3,
56.4, 56.5, 56.6;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 56.11
e 56.14;
- dall'onorevole Leontini: emendamento 56.17;
- dagli onorevoli Ioppolo, Incardona, Infurna, Formica,
Tricoli, Virzì: emendamenti 56.18, 56.19, 56.20, 56.21,
56.22 e 56.23;
- dagli onorevoli Liotta ed altri: emendamento 56.7;
- dall'onorevole Morinello: emendamento 56.10;
- dagli onorevoli Speziale, Capodicasa e De Benedictis:
emendamenti 56.12, 56.13, 56.15, 56.16;
- dagli onorevoli Speziale ed altri: emendamento 56.8;
- dall'onorevole Miccichè: emendamento 56.9.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, per l'articolo 56 il Governo, sta procedendo ad una
revisione più organica delle norme relative ai consorzi di bonifica
e quindi chiede il rinvio alla sede finanziaria per approfondire i
temi posti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo soltanto per chiedere
una conferma pubblica al Governo.
Circola un testo improprio, immagino, della finanziaria già
esitata dalla Giunta di Governo, nel quale è contenuto una norma
riguardante i consorzi di bonifica.
Già nel corso della finanziaria che sta per essere esitata.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, sull'ordine dei lavori di stasera
o quelli di tutto il periodo?
SPEZIALE Voglio sapere in base a quale valutazione il
Presidente della Regione ha detto che la norma viene stralciata e
mandata in sede finanziaria.
La norma, fra l'altro, questa norma, così come è, contiene
spesa, avendo dichiarato voi che in finanziaria non vanno le norme
di spesa, immagino che tutte le parti contenenti norme di spesa non
saranno trasferite in finanziaria.
Per la parte riorganizzativa, invece, avete già approvato un
testo. Nel testo sono previsti gli accorpamenti di due consorzi,
mentre nel testo che viene stralciato stasera l'accorpamento dei
consorzi è previsto con una certa modalità.
Io desidero sapere dal Governo quale è il testo che sarà
inserito in finanziaria.
PRESIDENTE Il testo di riferimento base è il testo dell'articolo
56 stralciato e transitato nella finanziaria.
Poi il Governo, le Commissioni, i deputati possono modificarlo,
ma come testo di riferimento base è quello che è stato esitato.
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura.
'Art. 57.
Contributo a sostegno della ripresa dell'attività
produttiva della 'Legno Market S.p.a.' di Palermo
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del
commercio, dell'artigianato e della pesca, a seguito
dell'incendio del 7 agosto 2001, che ha parzialmente
distrutto lo stabilimento della 'Legno Market S.p.A.' con
sede in Palermo, al fine di garantire la prosecuzione
dell'attività imprenditoriale nonché il mantenimento in
piena attività del personale in servizio alla data del
sinistro, è autorizzato ad erogare, alla medesima società per
l'esercizio finanziario 2002, un contributo straordinario di
1000 migliaia di euro, U.P.B. 8.2.1.3.2.'
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Liotta e altri: emendamento 57.1;
- dal Governo: emendamento 57.2.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Io non entro nel merito dell'articolo perchè vorrei
che mi si spiegassero le ragioni per le quali viene attivata una
procedura anomala, in considerazione del fatto che quest'articolo
l'ho visto circolare alcuni mesi fa durante la discussione in terza
commissione; mi pare sia stato presentato un disegno di legge da
parte del Governo, ed io ricordo che non ho avuto modo di
contestarlo, ma ho ho fatto delle domande all'assessore che
sosteneva questo disegno di legge.
Avevo chiesto se questo contributo rientrava nell'ipotesi di
contributo a favore delle imprese che erano state vittime dell'usura
o del racket di memoria abbastanza triste come, per esempio, i fatti
dell'assassinio del commerciante Libero Grassi. E proprio in
considerazione di questo ricordo che c'era un altro disegno di
legge, riguardava appunto il contributo alla SIGMA di Libero Grassi,
proprio per le considerazioni riguardanti la lotta all'usura per
risarcire, appunto, quelle imprese che sono state vittime dell'usura
e del racket.
Ebbene, non entrando nel merito di questo articolo, vorrei
sapere per quale ragione, visto che questo articolo è frutto di una
trasposizione di un disegno di legge del Governo, venga inserito in
questo contesto e non venga inserito ugualmente il disegno di legge
a favore dell'impresa SIGMA di Libero Grassi, in considerazione del
fatto che sappiamo benissimo che Libero Grassi ha pagato con la vita
il rifiuto.
Proprio in considerazione di questo fatto, ho presentato un
emendamento copiando alla virgola il disegno di legge del Governo.
Non so se, però, questo emendamento, che ho presentato copiando
interamente l'articolo del disegno di legge del Governo, che fine
abbia fatto, se è stato reso ammissibile o meno, se no, in questo
caso, credo che ci siano delle disparità molto evidenti che devono
essere bandite in questo contesto.
Il mio è soltanto un intervento preliminare per avere maggiori
chiarimenti da parte del Governo, dopo di che discuterò in merito
all'argomento.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io stasera rischio
di essere pedante, ma non posso fare a meno di sottolineare che
anche questa norma era contenuta nel disegno di legge originario e
che era stata dichiarata inammissibile.
Ora ce la ritroviamo di nuovo qui dopo l'iter che abbiamo detto
in precedenza per altre norme, cioè a dire dopo non essere stata
visionata dalla Commissione competente.
Ma non è questo ciò che mi preme sottolineare; mi preme
sottolineare il fatto che noi dovremmo dare ad una ditta privata un
contributo per un evento doloso di cui sicuramente ce ne
dispiaciamo, ma per cui certamente vi dovrebbe essere una
assicurazione che copre i danni per gli eventi dolosi. Qui si
propone un contributo di un migliaio di Euro, cioè a dire è quasi la
metà del contributo - e faccio riflettere i colleghi - che, dopo
un'ampia discussione, il Governo si è impegnato ad erogare per la
risoluzione dei problemi insorti nella provincia di Catania.
Con questa norma diamo metà della stessa somma ad un soggetto
privato per una disgrazia che ha colpito la propria attività
commerciale senza sapere se questo evento è coperto di
assicurazione avendo in tal modo un doppio rimborso, se è un evento
che è stato causato da origini incerte, se vi sono delle
responsabilità individuate o individuabili in maniera tale che i
soggetti che hanno causato il danno possono essere chiamati a
risarcire il danno.
E' una norma che, a mio parere, si è inserita in maniera
invereconda in un contesto di questo genere.
Se abbiamo po' di rispetto nei confronti di tutte quelle
persone che in questo momento in Sicilia soffrono disagi enormi a
partire dai lavoratori della FIAT per arrivare agli sfollati del
terremoto, ritengo che sia buona creanza che questa norma sia
ritirata dal Governo o che sia dichiarata inammissibile dalla
Presidenza.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo
alcune cose dette dall'onorevole Raiti che avrebbero, secondo me, la
necessità di essere precisate; ovviamente attendiamo una risposta da
parte del Governo.
La prima domanda è questa: si tratta di un incendio doloso o
accidentale? Se è un incendio accidentale, normalmente questo tipo
di eventi sono coperti da assicurazione e, quindi, noi dovremmo
scrivere almeno che la Regione interviene...
PRESIDENTE L'Unione non sarebbe d'accordo.
CAPODICASA E quindi anche in questo caso non sarebbe d'accordo?
PRESIDENTE Se si tratta di incendio doloso sì.
CAPODICASA E allora, la domanda è questa: se è doloso rientra
nella fattispecie di cui alla legge antiracket. Per come conosco le
cose di Sicilia la ragione è sempre quella, a meno che il dolo non è
causato dall'impiegato che è stato licenziato.
La norma dice solo, come sostiene l'onorevole Raiti,
l'equivalente di quanto abbiamo dato dopo tre ore di discussione a
tutti i comuni per le calamità naturali conseguenti all'eruzione
dell'Etna dei comuni del catanese, quindi tanto per capirci la
dimensione dell'interno.
La seconda cosa è legata al fatto che se è doloso noi dobbiamo
mettere un vincolo, ed il vincolo non può che essere una
dichiarazione della Questura, della Prefettura, perché è singolare
che noi interveniamo con un contributo così massiccio senza che ci
sia qualche giustificazione a monte.
Se non è doloso ma accidentale, allora bisogna capire se c'è o
non c'è assicurazione, quante volte si ripristina il danno e viene
coperto e risarcito.
VICARI Vi sono cose che l'assicurazione risarcisce ed altre no.
CAPODICASA Al massimo noi potremmo intervenire, ove si voglia
fare un intervento di questo tipo, per la parte che l'assicurazione
non copre, e bisogna capire quant'è.
L'articolo, così formulato, dà l'idea - e forse non lo è - di
una regalia che viene fatta con tutte le prudenze del caso che si
possono usare, ma tale può essere definita se non intervengono
alcune spiegazioni che hanno quella origine, dopodiché c'è il punto
metodologico regolamentare ma non lo solleviamo più perché abbiamo
visto che ormai il Regolamento è stato sfondato da tutti i lati.
La Presidenza lo espunge con proprio provvedimento dal testo e
poi lo riammette in Aula. Bisogna che la Presidenza si metta
d'accordo con se stessa se è una cosa che può o non può entrare
nelle variazioni di bilancio. Dopodiché mi pare chiaro, signor
Presidente, che qui è saltata ogni regola e ne prendiamo atto.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor presidente, onorevoli colleghi, che "mamma
Regione" si interessi dei figli sfortunati é una cosa positiva che
apprezzo, però "mamma Regione" non può stabilire che ci siano figli
e figliastri
O "mamma Regione" si interessa di tutti i figli sfortunati,
altrimenti mi sembra sbagliato, anche perché, signor presidente,
l'articolo 50 e l'articolo 52, discussi cinque minuti fa, hanno
fatto gridare allo scandalo. Perché l'articolo 50, che é un articolo
perfetto, ha il difetto di destinare quattrini a beneficiari ben
determinati.
Allora si disse "no", bisogno fare in modo che sia un
intervento di carattere generico, per cui per tutti coloro che hanno
contenziosi, che hanno lodi arbitrali e favori, o hanno problemi con
la Regione, si interviene con un capitolo ad hoc. Questo avete detto
e, giustamente, sono d'accordo perché c'era un emendamento a mia
firma, dell'onorevole Savona e dell'onorevole Borzacchelli é stato
tolto perché non bisogna dare contributi o interventi a beneficiari
ben determinati.
Abbiamo poi, affrontato l'articolo 52 "Piazza Generale
Cascino", hanno gridato allo scandalo ed io condivido perché
trattasi di beneficiario ben determinato.
Non so se questo "Legno Market" é un beneficiario determinato o
non lo é, non lo capisco. Può essere "Legno Market" tutta la
Sicilia?
Allora, vi dico: se deve essere per esecutori ben determinati -
e non ridete - nel mio Comune, nella tribù di Canicattì si é
bruciata una stalla e sono morti un mulo e due capre. Vi chiedo un
contributo, perché se é così, allora, due miliardi a "Legno Market"
e due milioni al mio concittadino che ha perso il mulo e le capre
Allora, "Legno Market" ha amici di alto bordo, Lo Giudice ha
come amico uno che ha la stalla, un mulo e due capre. Ognuno difende
quello che può difendere.
Quindi, o inseriamo nello storno di fondi e nelle variazioni di
bilancio un capitolo di carattere generale per tutti gli eventi
calamitosi, luttuosi, dolosi, dolorosi che dir si voglia, io ci sto,
diversamente, questa mi sembra una forzatura anche in termini
regolamentari. Onorevole Presidente della Regione, sa quanto io la
stimi e le voglia bene, tanto da suscitare le gelosie di qualcuno,
però le dico che questa cosa non é possibile.
Quindi, o torniamo indietro all'articolo 50 e l'approviamo,
così com'é, per Gibbesi, per l'ospedale di Sciacca, per la zona
artigianale di Messina, per il lodo di Porto Empedocle, allora ci
sto; se deve essere un intervento di carattere generale, diciamo con
un capitolo ad hoc che tutti coloro che hanno subìto incendi dolosi
possono chiedere, con perizia giurata, con altre cose, un intervento
alla Regione e si costituisca un apposito capitolo.
Questo articolo così com'é é improponibile o, altrimenti, fa
diventare improponibili gli articoli 50 e 52.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 57.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 50 in
precedenza accantonato.
Comunico che é stato presentato l'emendamento di riscrittura
50.R.1 allegato.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto sia
l'emendamento 50.R che l'emendamento 50.R.1. Non faccio tutti i
ragionamenti di carattere preliminare che sono insiti nei
ragionamenti che ho fatto prima per non perdere tempo perché ci
troviamo nella stessa situazione già più volte individuata, però mi
pare onorevole Presidente, che la riscrittura di questo articolo che
può definirsi corretta sia quella del 50.R e non del 50.R.1.
Ritengo che la riscrittura corretta sia quella perché noi
stiamo stabilendo, così come diceva l'onorevole Lo Giudice
nell'intervento precedente, un capitolo, una unità previsionale di
base ad hoc che possa consentire in via generale alla Regione di
chiudere delle controversie che l'hanno vista sconfitta in attività
in controversie giudiziarie. E' una unità previsionale di base di
carattere generale che fa fronte ad esigenze necessitate da pronunce
giudiziarie.
Mentre l'emendamento 50.R dice correttamente che é istituito
nel bilancio della Regione un fondo per far fronte agli oneri
derivanti da procedure esecutive per la realizzazione di
infrastrutture pubbliche, questo non viene detto nel 50.R.1 che,
invece, parla genericamente di controversie pendenti.
Il nodo della questione sta proprio qui, perché se noi
applicassimo la dizione originaria va bene perché procedure
esecutive si hanno quando vi é una sentenza, un titolo esecutivo,
cioé a dire una sentenza passata in giudicato che condanna
l'Amministrazione ad un eventuale pagamento. Significa che noi
avremmo una pronuncia certa di danni che l'Amministrazione deve
risarcire.
Se noi approviamo così come é proposto l'emendamento 50.R.1 si
parla di controversie pendenti, significa che non vi é alcun
giudizio dell'Autorità giudiziaria; vi sono delle procedure di
contestazione in corso dove la Regione potrebbe risultare
soccombente o vincitrice. Così facendo, apriamo un margine di
discrezionalità nella gestione di questi fondi che ritengo debba
crearci qualche perplessità.
Questo mi sentivo in dovere di sottolineare, sarà poi
l'Assemblea ed il Governo a prendere una decisione in merito; però
la precisazione ritengo che sia opportuna ed indifferibile.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CRACOLICI Signor Presidente, vorrei fare una domanda con lo
spirito di chi vuole capire. Una cosa era il testo originario che
individuava i soggetti per cui c'era bisogno di una norma, il 50.R
in qualche modo istituiva un fondo senza individuare i soggetti,
però mi permetto di chiedere: ma nel bilancio della Regione non
dovrebbe esserci un fondo o un capitolo di bilancio che riguarda le
eventuali controversie, liti che si risolvono a seguito di
transazione? Perché, se così è, e cosa che immagino debba esserci,
non credo che noi dobbiamo fare una norma, dobbiamo semplicemente
con emendamento variare le tabelle relative al capitolo dove c'è la
norma.
Se scriviamo la norma di un fondo che è già istituito e credo
che debba essere istituito perché è naturale che un ente abbia un
fondo per liti e contenziosi che si risolvono con transazioni. Non
capisco il senso della norma.
Chiedo, pertanto, al Vicepresidente della Regione, onorevole
Castiglione di fare questa verifica, altrimenti non c'è neanche
bisogno della norma e si fa una variazione di tabelle e si impingua
il capitolo, se quest'ultimo esiste.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, devo dire che tutti gli interventi
che mi hanno preceduto hanno un contenuto notevole. L'intervento
dell'onorevole Cracolici è perfetto da un punto di vista formale,
peraltro anche quello dell'onorevole Raiti, però se noi leggiamo
attentamente il contenuto dell'emendamento 50.R.1 ci rendiamo conto
che è un emendamento rafforzativo. E' vero che c'è sicuramente un
capitolo di bilancio regionale che prevede un fondo, si spera,
adeguato per la definizione delle controversie; è pur vero quello
che diceva l'onorevole Raiti che l'emendamento 50.R.1 è diverso dal
50 R. Però stiamo attenti: per una Amministrazione oculata è meglio
prevenire le liti, per cui sarebbe opportuno unificare i due
emendamenti.
Se l'Aula è d'accordo, visto che è stato riscritto più volte,
possiamo dire che "per far fronte agli oneri derivanti dalla
definizione delle controversie pendenti e a quelle derivanti da
procedure esecutive"; a mio avviso questo non comporta alcuno
scandalo. Chi è che amministra o che è amministrato si rende conto
come spesso è meglio evitare, soprattutto per la pubblica
amministrazione, che si arrivi alla sentenza, alla definizione di
una lite.
Debbo dire che ha ragione certamente l'onorevole Raiti, ma ha
un contenuto pregevole il 50.R.1. Per cui, noi possiamo unificare i
due emendamenti aggiungendo che 'per fare fronte agli oneri
derivanti dalla definizione delle controversie pendenti e a quelle
derivanti da procedure esecutive'.
Peraltro, c'è da dire, ma è inutile fare disquisizioni, che
forse non ci sarebbe neanche bisogno perché...
CRACOLICI In quel caso si può usare il fondo di riserva.
ARDIZZONE Si, però forse è meglio specificare poiché noi non
sempre siamo chiari, si tratta di tecnicismo giuridico. Lo dico
senza mezzi termini: è rafforzativo.
Come, peraltro, ritengo rafforzativo, rispetto al ragionamento
pregevole che faceva l'onorevole Cracolici, quanto contenuto nel
comma 2 dell'emendamento 50.R.1, laddove si dice che occorre il
parere della Ragioneria centrale e il parere dell'Avvocatura
distrettuale dello Stato.
Noi con una norma stiamo sancendo contenziosi grossi, come si è
voluto far comprendere. Ritengo che unificando i ragionamenti che
sono stati fatti in quest'Aula si vuole pervenire ad un emendamento
unico che, appunto, unifichi il 50.R.1 e il 50.R.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, nel bilancio della Regione (mi
dispiace che non è presente l'Assessore per il Bilancio) non c'è un
capitolo che riguarda lodi o contestazione; non esiste. E questo
articolo è lodevole perchè va a sanare una serie di situazioni
difficili, particolari.
Posso parlare, ad esempio, tra questi argomenti che sono
articoli della legge, di due perchè li conosco essendo due fatti
della provincia di Agrigento.
Gibbesi: se noi non chiudiamo un contenzioso e non spendiamo i
quattrini per Gibbesi, onorevole Assessore per l'agricoltura, se non
paghiamo il contenzioso per la diga di Gibbesi, rischiamo di dover
rimborsare alla Comunità europea duecento miliardi di lire.
Queste cose lei certamente le sa meglio di me. Noi abbiamo
ricevuto un finanziamento con compartecipazione di Comunità europea
(onorevole Capodicasa, lei ricorderà senz'altro queste cose), Stato
con i fondi CIPE e Amministrazione regionale.
Abbiamo speso un mare di quattrini; la diga non va avanti
perchè esiste una difficoltà, un'opera di placcaggio nella parte
sinistra della stessa e, pertanto, se non viene ultimata e non si
chiede il permesso al Corpo nazionale dighe per l'invasamento,
l'opera è vanificata e siamo costretti, dopo aver ricevuto - lei sa
meglio di me - diverse proroghe, a rimandare indietro i quattrini
all'Europa. Tra l'altro, l'Europa non fa come faceva prima che
gridava, gridava e non faceva niente; ora l'Europa taglia, ce li
toglie da altri fondi. Questo articolo è importante. Che poi ne
facciamo un articolo di carattere generico e inserito anche Gibbesi,
sarà sicuramente cura del Governo, che è molto attento appena
istituito il capitolo, di fare in modo che venga risolto questo
contenzioso perchè tale. Perchè in questo caso c'è una sentenza
passata in giudicato.
L'altro episodio riguarda Sciacca. L'ospedale civile di
Sciacca ha un contenzioso con l'impresa che l'ha costruito di circa
sette miliardi di lire con decreti ingiuntivi in atto. Che cosa
succede? Con decreto ingiuntivo la USL paga e paghiamo noi.
Ci potrebbe essere, come diceva l'onorevole Cracolici, la
possibilità di una transazione, quindi questo capitolo deve
contenere anche la transazione.
Non conosco l'altro episodio di Messina, perchè non è la mia
provincia; però dico, poichè sono d'accordo con gli interventi che
mi hanno preceduto, che bisogna evitare di parlare di beneficiari
ben determinati. Realizziamo questo articolo, mettiamo i quattrini e
diciamo "non cause pendenti", che non ci interessano, ma rapporti
chiusi dovuti a: o sentenze passate in giudicato o lodi arbitrali
già realizzate oppure transazioni che sono vie positive perchè con
la transazione spesso si paga meno del 50 per cento.
Una cosa non vi convince, comunque, in questo emendamento
perchè sembra "uscito dalla porta ed entrato dalla finestra":
avevate previsto esattamente alla lira 17.653 migliaia di euro per
l'anno 2002; 12.042 per l'anno 2003 per tre opere. Poichè ora per
un discorso di carattere generale mettete gli stessi importi, che
significa? Questi importi fatti alla lira sono le sommatorie
precise di un debito che la Regione ha. Allora, delle due l'una: o
modifichiamo l'importo o lasciamo stare le cose come stanno.
Questo importo è preciso, alla lira, l'importo che noi dobbiamo a
Gibbesi, Ospedale e Messina. E' inutile che qua ci riempiamo la
bocca dicendo che lo stiamo facendo per tutti, questi quattrini se
li mangiano queste tre realtà. O lasciamo le cose come stanno con
molta verità e così tranquilli facciamo la cosa ben precisa, e io
non sono d'accordo per la coerenza di poco fa, oppure modifichiamo
gli importi. Mettiamo al posto di 17, 27; al posto di 12, 22, per
dire che allarghiamo la possibilità a qualche altro che in questo
momento potrebbe avere o un loro arbitrale positivo o una sentenza
passata in giudicato.
LO MONTE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE . Onorevoli colleghi, io concordo con il collega
Ardizzone che suggerisce di aggiungere alle controversie pendenti
"e/o definite", così facciamo entrare nel fondo anche altre liti
che potrebbero trovarsi già con sentenza definitiva e quindi in fase
di esecuzione. Per quanto diceva invece l'onorevole Lo Giudice io
dico che se continuiamo a discutere e a dilungarci con queste
variazioni, probabilmente nessuna delle tre controversie che
inizialmente nell'emendamento avevano trovato spazio troveranno
transazione. Le somme, se costituiscono un problema per l'Assessore
al bilancio, che non vedo, e quindi, se necessariamente dobbiamo
trovare altri fondi per rispondere all'esigenza che sollevava
l'onorevole Lo Giudice, io sono convinto che possiamo anche non
toccare le risorse che già abbiamo appostato in quanto sono convinto
che sarà difficile, quasi impossibile, per il 2002 chiudere tutte e
tre le controversie che inizialmente trovavano spazio
nell'emendamento precedente. Quindi io suggerisco che alle
controversie pendenti venga aggiunta la parola 'o definite', che
significa anche con sentenza e che però sono nella fase di
esecuzione, perché allarga il raggio d'azione. Dopodiché questo è
un articolo, a mio avviso, che se utilizzato bene consentirà di
risparmiare alla Regione diversi miliardi. Io so, e l'assessore al
bilancio lo sa pure (mi dispiace che non c'é) che per quanto
riguarda Gibbesi, l'Avvocatura dello Stato ha già fatto una proposta
alla Presidenza della Regione ed all'Assessorato al bilancio di
transazione, transazione che ci farà risparmiare qualche cosa come
20 miliardi perché l'udienza, pare che sia il 19 (la prossima
settimana), e l'Avvocatura dello Stato ha detto sostanzialmente che
siamo sicuramente soccombenti. Quindi se arriva la sentenza, se non
si attiva già da lunedì il momento transitivo con, per esempio,
Gibbesi, rischiamo di rimettere dalle casse regionali qualche cosa
come 20 miliardi. Quindi è uno strumento che serve sicuramente al
Governo, ma serve ai siciliani.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io debbo
dire che dopo circa un'ora di dibattito la lezione dell'onorevole Lo
Giudice, che io considero mio maestro in Commissione, mi consente di
dire che se noi ritornassimo al testo originario eviteremmo di
creare un pozzo senza fondo in una logica di capitoli da impinguare
sempre e di contenziosi da trasferire sempre alle Regioni. Il mio
vuole essere un suggerimento: se tornassimo al testo originario,
forse potremmo dare una risposta concreta ai siciliani.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è fatto un
gran dibattere sull'argomento, io ancora, per la verità, così come
non avevo compreso la ratio della prima stesura della norma quando
venne presentata dal Governo, non ne comprendo neanche adesso la
ratio. Non solo perché essa è finalizzata a tre opere ma perché c'è
uno strumento che dispone la Giunta e il Governo, i cosiddetti Fondi
di riserva. Per le spese non previste dai capitoli di bilancio,
tutte le spese anche le controversie che nascono si utilizzano i
fondi di riserva.
La ragione per cui noi dobbiamo normare una materia che è già
definita nei suoi caratteri, mi sembra come la ricerca di una
copertura normativa che finisce con l'essere una limitazione perché
questo imporrebbe, di volta in volta, per tutte le controversie che
noi avremo di qualsiasi natura, e sono tantissime, di dovere sempre
poi ricorrere allo strumento legislativo. Questa è una limitazione
dell'esercizio di una funzione che ha la Giunta di governo che
invece può risolvere le controversie utilizzando direttamente i
Fondi di riserva con un'autonomia propria della Giunta.
Io continuo a non comprendere la ratio anzi se il Governo me la
spiegasse perché non è spiegato perché se si chiude Gibbesi, cosa
si attiva. E poi perché non si Gibbesi non si chiude in modo
autonomo, visto che l'Avvocatura dello Stato è già definito. Non si
capisce perché Bisogna sopportare la norma.
Se facciamo la norma costituiamo un precedente per le tante
controversie che ci sono di qualsiasi carattere che noi abbiamo in
Sicilia. Secondo questa è una limitazione perché stabiliremmo il
precedente che su ogni questione dobbiamo agire con norma.
Io invito il Governo a ritirarlo perché mi sembra assolutamente
inopportuno. Il Governo se vuole poi un'indicazione dell'Aula perché
la materia è delicata relativamente alle controversie rispetto a
queste tre opere pubbliche, si faccia un ordine del giorno ma non si
ricorre ad una norma che apre precedenti che, secondo me,
costituiscono poi un aggravio nelle procedure future.
Pertanto, signor Presidente della Regione, io la inviterei a
ritirare la norma, a non gravare il bilancio della Regione, a
utilizzare i Fondi di riserva per soddisfare le controversie che di
volta in volta la Regione è chiamata quando perde.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non conoscevo bene la norma però
ricordo alcune vicende che sono accadute in Giunta e di fatto si
sono prospettate alcune questioni, non ultima la questione della
diga Gibbesi, dove c'è un'ipotesi avanzata dall'Avvocatura
distrettuale della Regione che sollecita il Governo a definire il
contenzioso in atto perché un aggravamento della procedura potrebbe
comportare un ulteriore onere per l'amministrazione regionale.
Di fatto, da quel momento, noi non siamo stati tecnicamente
nelle condizioni di potere addivenire alla soluzione prospettata
dall'Avvocatura.
La necessità delle Istituzioni di un fondo, ed io mi rendo
conto che forse oggi la previsione di un fondo generico piuttosto
che un fondo determinato che beneficiari determinati può essere
anche opportuno.
La previsione originaria che individuava i beneficiari è
sembrata una soluzione che invece abbisognava di un riscrittura da
parte del Governo.
Quindi, ritengo che oggi per l'ampiezza e le tante opere
pubbliche che si sono realizzate nella nostra Sicilia e soprattutto
gestendo una struttura come quella dell'agricoltura, dove la
realizzazione di numerosi invasi e quindi mi fa ritenere che
purtroppo potrà non essere l'unico caso.
Allora oggi l'istituzione di un fondo senza un beneficiario
finale e soprattutto con una previsione finanziaria, una dotazione
finanziaria potrebbe immediatamente poter far transigere alcune
soluzioni immediate, così come sollecitato più volte dall'Avvocatura
e nel contempo dare una possibilità tutte le volte che le
amministrazioni supportate e coadiuvate da un parere autorevole
dell'Avvocatura dello Stato riterranno di dovere addivenire ad una
soluzione transattiva piuttosto che continuare e proseguire
nell'opera e soprattutto molto spesso non realizzare quelle opere
che si ritengono necessarie e che vanno definite, quindi, a me
sembra che la formulazione con l'accorgimento e la correzione
chiesta e suggerita dall'onorevole Lo Monte 'pendenti o definite'
sia la soluzione definitiva ed io ritengo che l'Aula possa essere
nelle condizioni di poter votare l'emendamento così e l'istituzione
del capitolo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, credo che la discussione sia
stata sufficientemente ampia e si siano chiariti tutti gli aspetti
dell'ipotesi legislativa.
L'emendamento 50.R.1 è emendato da un subemendamento che dopo
le parole 'pendenti' aggiunge 'o definite'.
Pongo in votazione il subemendamento 50.R.2 con la specifica 'o
definite'.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l'emendamento sostitutivo così come
modificato dalla votazione precedente. Il 50.R.1 è stato presentato
dal Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 50.2 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 58 in precedenza accantonato.
Dichiaro aperta la discussione generale.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
l'impressione che qui ci vogliono prendere per il naso. Io credo che
hanno toccato duro su un argomento perché 'si scrive acqua, ma si
legge vino'.
Io credo che sarebbe opportuno che per questo articolo il
Presidente della Regione ci venga a spiegare di che cosa si tratti,
se no c'è qualcuno che ci venga qui a spiegare che cosa c'entra
l'acqua con questo articolo, perché io leggendo l'articolo, facendo
riferimento a tutta una serie di riferimenti normativi ho visto che
di acqua c'è ben poca.
Una cosa è la siccità, una cosa è parlare di acqua, di
emergenza idrica.
Siccome quest'articolo fa riferimento a tutta una serie di
ordinanze ministeriali, parte dal periodo del governo Capodicasa
fino ad arrivare al governo Cuffaro.
Ci sono quattro ordinanze di cui debbo dire che la prima
ordinanza parla, ordinanza 31 marzo 2000, all'epoca c'era un governo
di centrosinistra, c'era un Presidente della regione di
centrosinistra e leggendo attentamente le ordinanze credo che
all'epoca si era molto più pratici nell'indicare i problemi e la
soluzione dei problemi che erano posti al tappeto a quell'epoca.
Le ordinanze successive, a partire dall'ordinanza 22 marzo 2002
n. 3189, per finire con l'ordinanza 28 giugno 2002 n. 3224 e
l'ultima ordinanza del Presidente del Consiglio Berlusconi, perchè è
firmata da Berlusconi firma anche queste cose, n. 3252 del 27
novembre 2002, qualche giorno fa.
Allora, io vorrei capire, intanto non sto entrando nel merito,
è per capire, siccome fa riferimento l'ordinanza 27 novembre 2002,
vorrei capire quando fu fatto quest'articolo, è un articolo
aggiuntivo, faceva parte delle norme stralciate che sono state rese
inammissibili o meno, qualcuno mi può dare a volo questa
indicazione, visto che conoscete abbastanza bene, specialmente i
componenti della commissione bilancio?
Mi sanno indicare se l'articolo 58 è un articolo scritto,
inserito successivamente oppure è stato sempre .. o no?
E' nato così oppure è nato lungo il percorso della formazione
di questo iter del disegno di legge?
Qualcuno potrebbe spiegarlo perchè alcune note non mi
corrispondono.
Quando è nato l'articolo 58, è nato strada facendo oppure è
nato quando è stato approvato da parte del governo il disegno di
legge?
Io aspetto una risposta perchè qui non c'è scritto quando è
stato inserito questo articolo, e poi andiamo a vedere di che si
tratta. E' una curiosità, vorrei capire i passaggi devono essere
chiari, non mi pare che siano chiari.
Comunque, in attesa che qualcuno mi sappia dare una spiegazione
io continuo il mio ragionamento.
Dicevo poc'anzi che in questo articolo c'è messo emergenza
idrica, c'è scritto emergenza idrica, una parola magica, un effetto
così vediamo questa parola e tutti capiamo visto che quest'anno c'è
stata una carenza terribile e quindi parlare di acqua nella casa
dell'impiccato mi pare che sia una cosa ovvia e giusto per
risolverlo questo problema.
Però, purtroppo, l'impiccato non c'è più e noi stiamo parlando
di un'acqua di che cosa si sta parlando non si sa.
Ho l'impressione che bisogna riscrivere l'articolo, bisogna
chiamarlo per un'altra cosa, emergenza siccità, contributo per la
siccità.
Se si tratta di questo è meglio che andate a riscrivere per
evitare che scambiamo lucciole per lanterne, chissà magari, visto
che chi vi parla del problema acqua ne ha fatto una battaglia, un
senso di battaglia anche di carattere....
Presidente, sto parlando di una cosa seria, vengo subito al
nocciolo della questione.
Ebbene, cosa ho rilevato leggendo l'articolo, facendo
riferimento al testo dell'articolo?
Siccome fa riferimento a ordinanze, mi sono letto tutte le
ordinanze, siccome dice, posso leggere? Per le finalità di cui al
primo comma, articolo 9, ecc. ecc., l'ordinanza del 31 marzo 2000,
Governo Capodicasa; ordinanza 3189, 3224, 3259...
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, la invito a concludere.
MICCICHE' .. è autorizzata per esercizio finanziario la spesa di
lire 25 miliardi, poi c'è un emendamento che porta a 30 miliardi.
Poi fa riferimento all'articolo 8 e vedo dell'ordinanza 3189
...
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, si attenga al tempo previsto dal
Regolamento.
MICCICHE' Ma i limiti di tempo, ma mi deve dare una spiegazione
Qui ci sono dodici pagine e potrei dire che c'è una cosa che non
collima, c'è una contraddizione.
Qui c'è messo che dobbiamo spendere 30 miliardi per risolvere
il problema idrico in Sicilia, invece questi 30 miliardi, papale,
papale, servono per dare contributo per quanto riguarda la siccità
nelle zone.
Siccome fa riferimento all'articolo 8, l'articolo 8 rimanda
all'articolo 2 della stessa ordinanza, andiamo a vedere l'articolo 2
e dice: "A seguito della situazione di emergenza cagionata dalla
prolungata siccità che ha compromesso gravemente le riserve
vegetative e determinato ingenti danni all'intero settore zootecnico
in tutto il territorio della Regione siciliana"; cioè a dire che
quei soldi servono per dare contributi per chi ha avuto danno per la
siccità.
E allora dobbiamo chiamare le cose come stanno, dobbiamo dare
contributi per quanto riguarda questo settore.
Io non ho niente in contrario, ma chiamiamolo così e non
chiamiamola emergenza idrica, che non centra niente l'emergenza
idrica.
Questo è il mio ragionamento, dopo di che ognuno si assuma le
responsabilità.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi io intervengo
per dire che sono contrario a questo articolo perché si continua a
perpetuare una impostazione che, a mio avviso, dovrebbe vedere il
Parlamento impegnato in una discussione, invece, che tenda a
capovolgere i termini della questione relativamente al modo come
affrontare l'emergenza idrica e anche altre emergenze.
Io voto contro perché non che qualsiasi cittadino, tanto più
chi rappresenta i cittadini in questa sede, non si rende conto del
fatto che nella nostra Regione la dotazione idrica per ogni
abitante, intanto per i fini civili, è molto più ridotta rispetto ad
altri abitanti del resto del Paese o che la stessa dotazione idrica
per i fini irrigui, o produttivi, o industriali è sicuramente
carente.
Ma una cosa è stabilire che c'è questo dato che appartiene, in
parte, solo in minima parte, a cause naturali perché come è stato
dimostrato anche da illustri professori universitari, studiosi, che
oggi, magari, sono alla corte del Commissario delegato per
l'emergenza idrica; il problema non è tanto la piovosità o la
potenzialità idrica della nostra Regione, ma quanto la incapacità
che ha avuto questa Regione di ottimizzare questa risorsa, di
conservarla e di usarla in modo razionale e intelligente.
Il problema, quindi, è le modalità come il potere politico
affronta l'emergenza.
Io, cari colleghi, caro Governo, caro Presidente, sono
assolutamente ancora incapace di comprendere a che cosa servono i
poteri speciali al Presidente Cuffaro.
Vorrei sapere da quasi un anno di questa attribuzione di poteri
speciali cosa ha fatto il Commissario delegato per eliminare il
problema dell'emergenza idrica.
Io avrei potuto comprendere che la procedura, per esempio, per
giungere all'Autorità unica per le acque, la procedura per definire
gli ambiti territoriali ottimali, che sono tutti adempimenti
necessari per rientrare dentro la programmazione nazionale ed
europea, dovesse subire un'accelerazione e quindi c'era la necessità
anche di derogare. Ma mi si deve spiegare qual'è la differenza tra
una situazione normale e la situazione gestita con i poteri
straordinari del potere del Presidente della Regione in ordine, per
esempio, alla definizione dei piani provinciali di
approvvigionamento idrico, in ordine agli interventi che si devono
fare e in ordine alle competenze dei vari soggetti.
La verità è - e che questo Parlamento purtroppo non se ne vuole
rendere conto - che attraverso l'attribuzione di poteri che si
perpetueranno nel tempo l'emergenza rifiuti, il Presidente della
Regione per l'emergenza rifiuti ha avuto conferito poteri speciali
fino al 31 dicembre 2004. L'ordinanza del 2002, in ordine
all'emergenza idrica, adesso va ad essere rinnovata, anzi pare che
sia stata già rinnovata, per altri due anni.
Io capisco, invece, una cosa: che intorno a queste due
emergenze si gioca buona parte del potere politico, del consenso; mi
permetto di dire che in questa Regione si giocano anche buona parte
degli affari, sia quelli leciti che quelli illeciti. Ecco perché non
comprendo perché il Parlamento regionale non chieda al Presidente
della Regione di venire a riferire via via, passo passo, le cose che
fa, come utilizza questi poteri di deroga, come utilizza le risorse,
quali sono gli strumenti che ha messo in campo, quali sono i
risultati dal momento che, allo stato attuale, non esiste
possibilità alcuna di controllare gli atti che il Presidente della
Regione, nella sua qualità di Commissario, va compiendo.
Io quindi sono contro qualsiasi articolo che finanzia, che dia
soldi al Commissario delegato per l'emergenza idrica da spendere ai
sensi dell'articolo 9, comma 1, delle ordinanze che via via si sono
succedute.
Non lo capisco, non lo comprendo, e credo che il Parlamento
siciliano dovrebbe chiedere più conto e ragione di tutto ciò al
Commissario delegato, che oggi si chiama Presidente Cuffaro, domani
si potrà chiamare anche in un altro modo.
Non capisco l'afasia del Parlamento regionale, non capisco
perché nessuno parla di queste due questioni.
Io cerco di fare la mia parte, anche se capisco che è difficile
con questo clima e in questa situazione.
Spero che ci sia un minimo di resipiscenza e che si cominci a
discutere ed entrare nel merito delle questioni.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non faccio
un lungo intervento perché l'emergenza idrica c'è in Sicilia, tant'è
che vari governo l'hanno riconosciuta con ordinanze di protezione
civile che si sono susseguite fino ai giorni nostri.
Il motivo per cui si suscitano tante perplessità nell'Aula - e
noi stessi abbiamo presentato un emendamento soppressivo - è che non
sono ben chiare e sarebbe stato opportuno avere il Commissario per
l'emergenza idrica, che è il Presidente della Regione ed è presente
in Aula, per avere con lui un confronto; non sono ben chiare le
modalità di attuazione delle norme delle ordinanze di protezione
civile, in relazione alle disponibilità finanziarie che si chiedono
con l'articolo 58.
Su tutta questa materia così come, per altro verso, sulla
materia relativa ai rifiuti di cui è commissario il Presidente della
Regione, ci sarebbe la necessità di avere un confronto in Aula e
approfondire la materia, perché siamo nella fase di attuazione del
cuore delle ordinanze. Sono stati già emessi provvedimenti per
quanto riguarda l'emergenza idrica, così come per quanto riguarda
l'emergenza rifiuti, per opere e realizzazioni che comportano degli
stanziamenti notevoli.
Sarebbe opportuno, nel momento in cui si chiede all'Assemblea
una disponibilità ulteriore di sessanta miliardi di lire, capire per
quali finalità, non in modo generale, come recita la norma, per le
finalità dell'articolo 1 o 9 o 7 o 10 e via dicendo, non hanno una
destinazione precisa.
Ad un certo punto, si fa riferimento ad un articolo di una
delle tante ordinanze emesse, il quale a sua volta fa riferimento
all'accordo di programma-quadro idrico sottoscritto nel mese di
ottobre 2001 con il Governo nazionale e con tutti i successivi
rifacimenti, modifiche ed integrazioni che l'accordo di
programma-quadro ha subìto successivamente.
Vorremmo sapere di tutte quelle opere che sono comprese
nell'accordo di programma-quadro quali sono quelle che con i
sessanta miliardi di cui si chiede la disponibilità, debbono essere
finanziate perché non tutte hanno lo stesso carattere di priorità e
non tutte risolvono problemi di carattere emergenziale che gravano
oggi sulla nostra Regione.
Era questo il motivo. C'é poca chiarezza. Si chiedono i soldi,
oltretutto, si chiedono i fondi della legge 183 ed anche della 448
in base alla quale è molto difficile che si possa argomentare che
siano utilizzabili.
La legge 448, infatti, era norma della finanziaria del Governo
Prodi, con la quale venivano svincolati i fondi vincolati dello
Stato, verso la Regione siciliana, purché con apposita norma, la
Regione li utilizzasse negli stessi settori di provenienza.
Il settore idrico, in quale settore lo dobbiamo intendere? Nel
settore lavori pubblici, nel settore di servizi? Io non so bene, se
questa norma sia stata approfondita e si sia ben riflettuto.
Se ci fosse da parte del Governo o da qualcuno dei suoi
rappresentanti qui presenti, la possibilità di darci qualche
spiegazione, potremmo anche ritirare il nostro emendamento, ma se
questo chiarimento non arriva, insistiamo sull'emendamento che
abbiamo presentato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 58.1 degli onorevoli
Speziale e Capodicasa. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
SPEZIALE Chiedo la verifica del numero legale.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
BURGARETTA APARO, segretario. (Procede all'appello)
PRESIDENTE Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 23.12, è ripresa alle ore 23.24)
La seduta è ripresa.
RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti...... 37
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è rinviata a domani, venerdì 13 dicembre 2002, alle
ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 187 - Impegno del Governo ad assumere le iniziative
necessarie per l'avviamento al lavoro dei lavoratori
forestali.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- a seguito delle disposizioni dell'Assessorato
regionale agricoltura e foreste, l'Ispettorato
dipartimentale delle foreste ha avanzato richieste
di avviamento al lavoro che:
a) consentiranno ai lavoratori inseriti nelle
graduatorie di espletare le 51 giornate lavorati-
ve, permettendo loro di ultimare le 101 o le 151
giornate previste nell'anno solare;
b) garantiranno sole le 6 giornate lavorative ai
lavoratori fuori graduatoria (cinquantunisti),
precludendo loro di raggiungere le 51 giornate
entro l'anno solare qualora non verranno reperite
le risorse finanziarie occorrenti;
c) escluderanno totalmente dall'avviamento alle
attività forestali i lavoratori di cui alla legge
n. 83 del 1970;
CONSIDERATO che:
- le attività dei lavoratori forestali costituiscono
l'unica fonte di reddito per molte famiglie;
RITENUTO che:
- i provvedimenti adottati stanno alla base delle
suddette richieste di avviamento effettuate
dall'Ispettorato dipartimentale delle foreste;
- appare opportuno un tempestivo intervento finalizza-
to a dare la necessaria copertura finanziaria per
garantire i livelli occupazionali degli anni prece-
denti;
- il perdurare di tale situazione d'incertezza deter-
mina un clima di tensione e di diffuso disagio tra i
braccianti agricoli e, in particolare, tra quelli
che operano nei comuni del calatino, i quali hanno
già inviato diversi ordini del giorno approvati dai
rispettivi Consigli comunali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- all'impinguamento dei fondi necessari all'avvio dei
lavoratori forestali, iscritti e non nelle graduato-
rie, nonchè di quelli di cui alla legge n. 83 del
1970, che consenta di garantire l'avviamento alle
attività forestali dei suddetti lavoratori come
negli anni precedenti;
- a valorizzare le risorse ambientali e naturalisti-
che della Sicilia, utilizzando i fondi europei ed
impiegando i lavoratori forestali che uscirebbero in
tal modo definitivamente da questa situazione
precaria ed incerta nella quale si trovano attual-
mente.
(11 dicembre 2002)
BARBAGALLO - GENOVESE -
GURRIERI - TUMINO -
VITRANO - ZANGARA
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-"Norme finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 - Seconda
misura salva deficit" (n. 527/A) (Seguito)
Relatore: On. Riccardo Savona.
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 23.35.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.30)