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Resoconto d'Aula della Seduta n. 108 di giovedì 12 dicembre 2002
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   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


     PAFFUMI  segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE

     PRESIDENTE   Comunico  la  seguente richiesta di parere pervenuta
  dal Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -  "Istituto  statale  per  sordomuti  di Sicilia con sede in
      Palermo  - Designazione presidente e componente del consiglio
      di amministrazione" (n. 101)
      - pervenuto in data 10 dicembre 2002
      - trasmesso in data 11 dicembre 2002

                         ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale:

            N. 940 - Notizie  sui  risultati  del  monitoraggio  della
          Commissione       regionale  di  cardiochirurgia  sull'Unità
          operativa     di  cardiochirurgia  dell'Azienda  ospedaliera
          'Papardo' e iniziative urgenti per il potenziamento di  tale
          Unità.
            - Assessore Sanità
          Firmatario: Beninati Antonino

           - con richiesta di risposta orale:

            N. 939 - Notizie  in  ordine  alle  iniziative  assunte  a
          seguito dell'emergenza Etna.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            - Assessore Cooperazione
          Firmatario: Barbagallo Giovanni

            N. 941 -  Costituzione  dei  Consigli  di  amministrazione
          delle Opere Pie di Palermo e provincia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Mercadante Giovanni

            N. 942  -  Notizie  sulla  situazione  economica  e  sugli
          sprechi nella gestione del  patrimonio  dell'AUSL  n.  6  di
          Palermo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatari: Vitrano Gaspare; Gurrieri Sebastiano

                                ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE  Comunico che  è stata presentata, in data 11 dicembre
  2002, la seguente mozione:

            N. 187 - Impegno del Governo  ad  assumere  le  iniziative
          necessarie    per  l'avviamento  al  lavoro  dei  lavoratori
          forestali.
            Barbagallo    Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

       Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
       Onorevoli  colleghi,  per   assenza   del   Governo   e   della
  Commissione, sospendo la seduta  avvertendo  che riprenderà alle ore
  11.15.

     (La seduta, sospesa alle  ore 10.40, è ripresa alle ore 11.35)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    SEGUITO  DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME FINANZIARIE
    URGENTI  -  VARIAZIONI  DI  BILANCIO  DELLA  REGIONE SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 2002 - SECONDA MISURA SALVA DEFICIT" (527/A)

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito della  discussione  del  disegno  di  legge n.  527/A "Norme
  finanziarie urgenti - Variazioni al bilancio della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2002 - seconda misura salva deficit".
       Invito i componenti  la  II  Commissione legislativa permanente
  'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il   bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, in  riferimento  all'articolo  11  "Recepimento di norme
  statali in materia  di riscossione" il Governo, ovviamente, ieri non
  era nelle condizioni  di  avere  alcuni dati tecnici che erano stati
  richiesti dall'onorevole  Speziale  e, pertanto,  ritenendo  che  la
  discussione in  Commissione  si  fosse  esaurita,  il  Governo aveva
  ritenuto di non attrezzarsi su detti  dati tecnici. Oggi siamo nelle
  condizioni di  potere  dare  maggiori spiegazioni;  tuttavia, poichè
  l'argomento è di grande interesse vorrei, se possibile, fornire tali
  spiegazioni quando in l'Aula vi sarà un numero maggiore di deputati.
       Chiedo, pertanto, un ulteriore accantonamento dell'articolo 11.

     PRESIDENTE    Non   sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto.
       Si passa, pertanto, all'articolo 13. Ne do lettura:

                                "Art. 13.
                              Enti economici

         1.  Per le finalità di cui all'articolo  7, comma 6, della
      legge regionale 20 gennaio 1999, n.  5,  è  autorizzata,  per
      l'esercizio  finanziario  2002, l'ulteriore  spesa  di  5.165
      migliaia di euro, U.P.B. 5.2.1.3.4, capitolo 243701.

         2.  Per le finalità di cui all'articolo 12, comma 2, della
      legge  regionale 20 gennaio 1999, n.  5  è  autorizzata,  per
      l'esercizio  finanziario  2002, l'ulteriore  spesa  di  5.165
      migliaia di  euro,  U.P.B.  5.2.1.3.4,  capitolo  244102.

         3.  All'onere di cui ai commi 1 e 2, pari a 10.330 milioni
      di euro  si  provvede,  con  parte  delle disponibilità della
      U.P.B.  4.2.1.5.2,  capitolo 215704  accantonamento 1012."

       Lo pongo in  votazione.  Chi  è  favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                                "Art. 14.
                              Siti minerari

         1.   La  Resais  S.p.A. può anticipare,  per  conto  della
      Regione siciliana,  che  provvede al relativo rimborso previa
      rendicontazione,   le   spese   per   effettuare   i   lavori
      indispensabili per  assicurare  le  condizioni lavorative del
      personale addetto alla  custodia e/o alla vigilanza, affidata
      a soggetti in  possesso  dei requisiti previsti dall'articolo
      134 del Testo unico  lavoratori  pubblica  sicurezza, sia dei
      siti minerari, sia dei  beni patrimoniali trasferiti ai sensi
      del comma 2 dell'articolo  2 della legge regionale 20 gennaio
      1999, n. 5, di proprietà  della Regione, nonché  le spese per
      la messa in sicurezza,  la salvaguardia e la protezione della
      pubblica  incolumità, delle  pertinenze,  delle  aree  e  del
      territorio ed altresì della  bonifica  e  del  ripristino dei
      luoghi relativi ai siti minerari dismessi.

         2.  Per le finalità  di  cui al comma 1 è autorizzata, per
      ciascuno degli  esercizi  finanziari  2002,  2003  e 2004, la
      spesa  di 1.550 migliaia di euro, U.P.B.  5.2.1.3.4, capitolo
      243303.

         3.  All'onere derivante dall'applicazione del comma 1, per
      l'esercizio finanziario 2002, si fa fronte  con  parte  delle
      disponibilità  della  U.P.B.   4.2.1.5.2,    capitolo  215704
      accantonamento 1007.

         4.  L'onere previsto per gli esercizi  finanziari  2003  e
      2004 trova  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione,
      U.P.B.  4.2.1.5.2, accantonamento 1007."

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dagli onorevoli Liotta e Forgione:  emendamento 14.1;

    - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 14.2.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  soppressivo all'articolo 14 che  abbiamo  presentato,  non  ha  come
  finalità quella di non  riconoscere  l'esigenza  che con il medesimo
  articolo viene  ravvisata,  l'esigenza  cioè  di  intervenire per la
  messa in sicurezza  dei  siti minerari dismessi, per la custodia dei
  siti e tutto ciò che è connesso con dei beni che comportano anche un
  pericolo, ove non  custoditi,  per  la pubblica incolumità.
       Ciò che, invece,  non  ci  convince  e  che vorrei sottolineare
  affinché  l'Assemblea  ne prenda conoscenza, è l'introduzione, oltre
  alla custodia dei  siti,  anche  della  cosiddetta  vigilanza con il
  ricorso a personale  che  abbia  determinati requisiti, cioè abbia i
  requisiti previsti  dall'articolo 134 del Testo unico dei lavoratori
  di pubblica sicurezza.  Il  che  significa  che  noi  passiamo dalla
  semplice custodia alla vigilanza, per cui dall'uso che in passato si
  è fatto del personale  RESAIS, quindi a costo zero per la Regione (a
  costo zero perchè  già lo paghiamo, perchè se non lo utilizziamo per
  la custodia lo  paghiamo comunque e, quindi, rimane sempre un onere)
  o, meglio, a  costo aggiuntivo zero per la Regione, all'introduzione
  di una nuova  dizione  dell'articolo  che, appunto, ci fa passare da
  questo tipo di utilizzazione del personale a quello della vigilanza,
  con personale che  abbia  i  requisiti  di  cui all'articolo 134 del
  Testo unico dei lavoratori di pubblica sicurezza. Questi cioè devono
  avere  l'autorizzazione   all'uso   delle  armi,  cose  che  vengono
  attualmente richieste alla  polizia  di  Stato  o  agli altri organi
  della sicurezza, nonchè alle società di vigilanza (i metronotte).

     PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, questa è una sua deduzione.

     CAPODICASA  No, Signor Presidente, al secondo rigo è scritto "per
  assicurare le  condizioni  lavorative  del  personale  addetto  alla
  custodia e/o vigilanza affidata, a soggetti...". Qui è molto sottile
  la cosa.

     PRESIDENTE  Non è  sottile,  onorevole  Capodicasa,  il  testo  è
  formale:   se  si  intende  affidare  all'esterno  della  RESAIS  va
  specificato, altrimenti il testo, così com'è - lo dico perchè così è
  inteso - significa affidare al personale interno alla RESAIS.

     CAPODICASA  Poichè  questo personale non ha questi requisiti ...

     PRESIDENTE  Deve essere riqualificato.

     CAPODICASA   Le  dico   subito   la   RESAIS  cosa  farà.  Signor
  Presidente, lei, da  ex  assessore  regionale,  sa  che  ce ne siamo
  occupati e  abbiamo  resistito  alle  innumerevoli pressioni perchè,
  oltre alla custodia, fosse  introdotta  anche  la vigilanza, in modo
  tale da affidare a personale esterno, a società esterne la vigilanza
  che non poteva essere espletata, garantita dal personale RESAIS.
       Allora, qui c'è  una  sottile  modifica, perchè è congegnata in
  modo tale da  non  apparire,  dell'attuale funzione di custodia che,
  ovviamente, muta in  vigilanza  e,  non potendo noi garantire questa
  con il personale  della  RESAIS, faremo ricorso a personale esterno.
  Tanto è vero che poi  al  comma  3 ed al comma 4 è previsto un onere
  finanziario; cosa che  non  sarebbe  necessaria  se fosse questa una
  interpretazione non fondata.
       Allora, il punto qual  è?  Questi  siti  non  hanno  bisogno di
  vigilanza, hanno bisogno  di custodia, che è cosa diversa, in quanto
  i custodi devono solo avvertire eventuali incauti visitatori che non
  siano edotti del rischio che corrono nell'attraversare quei luoghi o
  nell'introdursi  nei  luoghi  che  ovviamente  non  sono  aperti  al
  pubblico, dei pericoli che corrono.
       La  vigilanza è  qualcosa  che  richiede,  invece,  l'arma  per
  difendere i siti da qualcuno che vuole asportare, danneggiare; ma si
  tratta di  siti  ampiamente  danneggiati,  dove  è  stato  asportato
  ampiamente, dove non c'è alcun bene da vigilare e da difendere.
       Ed allora, onorevole Assessore, delle due l'una: o lei vuole le
  variazioni di rigore  e,  diciamo  sarebbe molto arduo definire tali
  queste variazioni, o vuole fare una finanziaria che favorisca -  non
  sarà lei personalmente, ci saranno altri, magari della maggioranza o
  del Governo, che  puntano  a  questo  obiettivo - qualche società di
  vigilanza nelle  assegnazioni,  per  potere  magari poi fare qualche
  assunzione, etc.
       Sono  dell'avviso  che   questa   è   una  spesa  assolutamente
  impropria, immagino che...

     ACIERNO  Non ha attinenza.

     CAPODICASA  Non ha attinenza, infatti  i  commi  2,  3  e  4 sono
  teorici.

     ACIERNO  Non ha attinenza la norma.

     CAPODICASA  Presidente,  volevo sottolineare ciò perchè non passi
  inosservato, perlomeno per  fare  capire  che ci siamo accorti della
  manovra che ci sta dietro.

     PRESIDENTE   Onorevole   Capodicasa,  il  testo  sottoposto  alla
  valutazione dell'Aula è  sostanzialmente  ben  scritto e parla della
  possibilità  di 'addetto  alla  custodia  e/o  vigilanza  affidata';
  significa,  per   quanto   riguarda  questa  Presidenza,  che  viene
  sottoposto   alla   valutazione   dell'Aula  sostanzialmente  questo
  concetto: che la  RESAIS  se  ritiene  di  dovere fare la vigilanza,
  avendo il personale  interno,  può  fare  anche  la vigilanza; se la
  RESAIS non ha personale interno mantiene la custodia.
       Quello che viene sottoposto alla votazione dell'Aula è il testo
  con  questa   interpretazione;   se   ci  sono  modifiche  a  questa
  interpretazione   debbono   essere   formalizzate   con  emendamenti
  specificativi al testo.  Poichè gli emendamenti specificativi non ci
  sono ed il  testo  con queste interpretazioni vi viene sottoposto da
  chi vi parla, il pronunziamento deve avvenire su questo.

     SPEZIALE  Presidente, specifichiamo meglio con norma...

     CAPODICASA  Basta dire 'senza ricorso al personale esterno'.

     PRESIDENTE   E'  sufficiente   che   qualcuno   presenti  un  sub
  emendamento o il  Governo si incarichi  di riscrivere 'senza ricorso
  al personale esterno';  ma  per  quanto  ci  riguarda, se così resta
  stabilito, in sede  di  coordinamento  possiamo sistemare le cose in
  questi termini.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, mi rimetto in  questo momento ad un giudizio complessivo
  da parte dell'Aula,  anche  per  capire  realmente l'interpretazione
  quale potrebbe essere:  certamente quello che l'onorevole Presidente
  dell'Assemblea ha testè  affermato  è  convincente,  però  penso che
  forse in questo momento sarebbe opportuno un momento di riflessione.

     PRESIDENTE  No Assessore,  essendo  interpretazione di quello che
  ha detto la  Presidenza,  mi  assumo la responsabilità di sottoporvi
  anche un  subemendamento formale. Infatti, essendo scaduti i termini
  per la  loro  presentazione,  questa Presidenza potrebbe proporlo al
  fine di specificare 'senza ricorso a personale esterno'.
       Allora,  si   passa  alla  votazione  di  questa  modifica  che
  sostanzialmente recita: 'senza ricorso a personale esterno'.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, vorrei capire se l'Aula è nelle condizioni di articolare
  un ragionamento.

     PRESIDENTE    Onorevole   Pagano,   il   testo   sottoposto  alla
  valutazione dell'Aula, se  lo  scrivete  in  altro  modo  vuol  dire
  un'altra  cosa, se  lo  scrivete  così  come  è  scritto  vuol  dire
  esattamente quello che  io mi sono permesso di interpretare.  Questa
  è la precisazione  formale  di quello che è stato interpretato dalla
  Presidenza, dopodiché si  sottopone  alla votazione e si corregge in
  senso linguistico il testo.  A  meno che non ci siano altri punti di
  vista.

     TRICOLI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TRICOLI  Signor Presidente,  il  tema è stato affrontato anche in
  terza Commissione, dove  poi  per  una  questione  di speditezza dei
  lavori, stante anche  l'urgenza con cui si attendevano le variazioni
  di bilancio,  si  è  ritenuto  opportuno  rinviare  l'argomento alla
  Commissione 'Bilancio'.  Mi  sembra,  comunque, che questo testo sia
  stato sostanzialmente formalizzato  dagli uffici, e che sia anche in
  linea con quella  che  è la legislazione complessiva, in particolare
  in materia di RESAIS.
       Io non  credo,  quindi,  che  sia  necessario aggiungere altro,
  fermo restando che l'interpretazione è esattamente quella che lei ha
  voluto specificare.

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  formalizziamo   per  evitare
  equivoci. Credo non ci sia  nulla  di straordinario: si specifica un
  dato di cui tutti siamo convinti e questo evita qualunque imbarazzo.
       Pongo   in   votazione    il    testo    della proposta     che
  sostanzialmente  recita 'dopo le  parole  'custodia  e  o  vigilanza
  affidata  a   soggetti   senza   ricorso   a  personale  esterno  in
  possesso....'.
       Il parere del Governo?

     PAGANO   assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

                            (Brusìo in Aula)

     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  la  proposta emendativa era una
  specifica che il  Presidente  ha ritenuto di fare, avuto il consenso
  dell'Aula.  Se,  però,  l'Aula ritiene addirittura di dovere tentare
  di bocciare detta  specifica  che  il Presidente fa, non c'è bisogno
  che predisponga formalmente il relativo emendamento.

     FORMICA  Non lo faccia

     PRESIDENTE     Allora,    state    confermando    il    testo   e
  l'interpretazione che dà il Presidente?

     CAPODICASA  No, se  si  vota  va  bene Presidente, se non si vota
  l'interpretazione a parole non va bene

     PRESIDENTE   No,  l'interpretazione non  si  vota:  io  offro  la
  lettura con l'interpretazione, dopodichè,  se si vota un emendamento
  su cui tutta l'Aula è d'accordo  è una cosa, se l'emendamento non si
  ritiene di doverlo sottoporre in votazione, è un'altra cosa.
       Il  Presidente  non  pone  in  votazione  l'emendamento  con il
  rischio  che  venga respinto. Perchè ciò significherebbe sancire che
  l'interpretazione  non  è sostenuta dal Presidente. Ed io, onorevole
  Capodicasa,  non  lo  voglio sancire questo; voglio fare sancire che
  l'interpretazione è quella sostenuta dal Presidente.

     CAPODICASA  D'accordo, allora lo ponga in votazione

     PRESIDENTE  No

                             (Brusìo in Aula)

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente,  non  avrebbe  alcun significato
  stravolgere   l'approvazione  dell'emendamento  che  il  Presidente,
  correttamente, si è offerto di presentare a chiarimento di una norma
  che,  se rimane tale, nonostante la interpretazione della Presidenza
  e  le  cose  verbalmente  qui  affermate  non persegue il risultato.
  Infatti,  la legge è legge e la norma scritta non è costituita dalle
  interpretazioni;  queste possono valere solo nel caso in cui si vada
  alla  sede  giurisdizionale.
       Onorevole  Cintola,  lei che fa tanto il rigoroso, questa è una
  norma  che  sta  aggiungendo nuovi oneri finanziari alla Regione. Ne
  parlo  con  cognizione  di  causa  perchè  me  ne  sono  occupato da
  Presidente   della   Regione   nonchè   da   assessore   ad  interim
  dell'Industria. Le assicuro che le pressioni che ho ricevuto in quel
  momento,  per  passare  dalla  semplice  custodia  alla custodia e/o
  vigilanza,  come  recita  oggi  l'emendamento,  erano  tante. Ciò in
  quanto  ci  sono  società  di  metronotte, etc., che aspirerebbero -
  magari  con  il  concorso  di  qualche  parlamentare  o  di  qualche
  assessore o di qualche componente della maggioranza, che introducono
  norme  di  questo  tipo  -  ad avere stipulate le convenzioni e così
  custodire  e vigilare su "pietre". In realtà, l'unica esigenza non è
  di  custodire  le  pietre,  ma  di  avere una custodia che impedisca
  all'ignaro   passante  di  correre  dei  pericoli,  essendo,  quelle
  archeologiche,   zone   che  vanno  sottoposte  ad  un  processo  di
  salvaguardia.
       E' una situazione, onorevole Cintola, che assomiglia molto alla
  discussione svolta ieri. E  mi meraviglia che venga sostenuta da una
  certa  area della  maggioranza:  quella  della  Multiservizi,  siamo
  sempre lì.  Il fatto è che la nuova moda che è in vigore - onorevoli
  colleghi di Alleanza nazionale,  non so quanto siate coinvolti nella
  vicenda - è quella che,  siccome non si possono più favorire tramite
  raccomandazioni le assunzioni  nell'ente  pubblico perchè i concorsi
  sono ormai organizzati in un certo modo, le assunzioni avvengono per
  chiamata diretta attraverso  questi  meccanismi obliqui.  Da un lato
  si costituiscono le società  miste,  che,  essendo  regolate  da  un
  regime privatistico possono  assumere  per chiamata diretta, ed ecco
  allora Multiservizi, la  Biophera,  società che assumono senza dover
  rendere conto a nessuno.
       C'è questo  nuovo  andazzo   -   perchè   questa   è  la  nuova
  filosofia che il clientelismo e il potere siciliano hanno adottato -
  cioè ampliare,  con  la normativa proposta, la custodia passandola a
  vigilanza senza  che  ce  ne  sia  bisogno.  E'  ho spiegato perché.
  Infatti, non c'è niente da difendere con le armi, onorevole Cintola.
       Si tratta di siti minerari dismessi e c'é  soltanto da impedire
  che qualche ignaro  passante,  mettendo un piede in una buca non ben
  custodita,  si   faccia  male.  Questo  è  il  punto.  Se  si  vuole
  introdurre la  vigilanza è perché  si vogliono dare in convenzione a
  società private le funzioni, appunto, di vigilanza e poi chiedere di
  assumere questo  o quell'altro nostro cliente che passa dalle nostre
  segreterie.
       Il punto è  questo:  se volete che la mia interpretazione venga
  considerata malevola  e non fondata, dovrete approvare l'emendamento
  del Presidente  dell'Assemblea;  se  non  deve approvarlo sostenendo
  che non é  necessario,  poichè  qui  nessuno  è  fesso,  vi dico che
  allora  c'é   recondito  pensiero  che  state  nascondendo  per  poi
  applicare la  norma.  Non basta, infatti, dire che l'interpretazione
  è questa, perché, come si sa, l'interpretazione storica di una norma
  può essere fatta valere soltanto in sede giurisdizionale, per cui se
  c'è una controparte  che  ricorre  può  portare  davanti  al giudice
  l'interpretazione storica  secondo  le  parole del Presidente ovvero
  secondo quelle del  Presidente  della  Commissione. Ma se questo non
  c'é  e non ci  sarà,  perché  non c'é  alcun contro interesse che si
  contrapporrà, allora  questa  interpretazione  ha soltanto valore di
  palliativo, circostanza che  ovviamente  a  noi non basta per potere
  recedere dalla nostra posizione.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho ascoltato
  l'intervento  dell'onorevole  Capodicasa, che  apprezzo, sotto molti
  aspetti,  e  desidero ringraziare invitandolo, però,  a  ricordarsi,
  ogni  qualvolta  interviene,  dei  miei  interventi,  perché  se  si
  ricorda  soltanto degli interventi di una parte e non  dell'altra  e
  poi attacca il mio gruppo, il mio partito dicendo che è  il peggiore
  di tutti, che c'è un inciucio tra l'UDC e la sinistra  diventa tutto
  acqua  che  non  lava  più,  non  è  più acqua di fonte.
       Noi siamo disponibili a votare l'articolo 14 nella  sua attuale
  formulazione con l' interpretazione autentica - che  condividiamo  -
  che ne ha fatto il Presidente dell'Assemblea ...

     CAPODICASA  Avete la coda di paglia

     CINTOLA  ...   onorevole Capodicasa, la prego.  Io  non  richiamo
  l'interpretazione   resa   e   verbalizzata   di    un    Presidente
  dell'Assemblea  iscritto  all'UDC;   io  richiamo  l'interpretazione
  autentica di un Presidente al quale continuo a riconoscere  un ruolo
  determinante  dal  punto di vista istituzionale, politico,  etico  e
  morale ...

                (Interruzioni dell'onorevole Capodicasa)

     CINTOLA ...  pertanto, aggiungo in termini inequivocabili, poichè
  l'intenzione  specifica di quell'articolo è  esattamente  sul  solco
  delle  cose  dette  da  lei,  onorevole Capodicasa,  e  riprese  dal
  Presidente  dell'Assemblea,  noi  confermiamo   il   nostro  assenso
  sull'articolo, considerato che con quella interpretazione l'articolo
  14 prevede ciò che il Governo, la maggioranza e la Commissione hanno
  votato in Commissione Bilancio. Dobbiamo dividerci  pure  sulle cose
  che ci vedono pienamente d'accordo?
       Non ci sarebbe  stata necessità di questo mio intervento se non
  fossi stato  chiamato  in causa, considerato che nell'intervento del
  collega Tricoli era  racchiuso  il  pensiero  del  Governo  e  della
  maggioranza. Per quanto  mi  riguarda,  non  sto  facendo  altro che
  riconfermare in maniera pacata il nostro assenso; non c'è niente che
  ci   divide,   siamo  pienamente  d'accordo:  l'interpretazione  del
  Presidente     dell'Assemblea    è    l'interpretazione    autentica
  dell'articolo. Pertanto,  invito  la Presidenza a porre in votazione
  l'articolo 14.

     PRESIDENTE    Come  preannunciato  in  precedenza,  la  seduta  è
  sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 12.05, è ripresa alle ore 12.13)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi, l'articolo 14 è accantonato.
       Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                                "Art. 15.
              Obbligazioni pregresse imprenditoria giovanile

         1. Il dipartimento  regionale  industria  è autorizzato ad
      utilizzare le  somme  eliminate per perenzione amministrativa
      previa reiscrizione in bilancio ai sensi degli articoli 7 e 8
      della legge 5 agosto  1978,  n. 468 e successive modifiche ed
      integrazioni, impegnate  per  le  finalità  dell'articolo  22
      della legge regionale 1  settembre  1993, n. 25, per le quali
      non sussiste più alcuna  obbligazione per far fronte ad altre
      obbligazioni  assunte   nell'esercizio  finanziario  2001  in
      favore di soggetti che, pur avendo tutti i requisiti previsti
      dalla legge regionale n.  25  del  1993 ed inseriti utilmente
      nelle relative graduatorie, non hanno fruito della erogazione
      dei contributi a  seguito  della riduzione della stanziamento
      ai sensi dell'articolo  34  della legge regionale 10 dicembre
      2001, n. 21.'

       Comunico   che   è   stato  presentato  dall'onorevole  Papania
  l'allegato emendamento 15.1.
       Comunico, altresì,  che   è   stato   presentato   dal  Governo
  l'allegato emendamento 15R, di riscrittura dell'articolo 15.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la denominazione
  dell'articolo  15  recita   "Obbligazioni   pregresse  imprenditoria
  giovanile".  Credo sia doveroso da parte del  Governo  offrire nella
  sua azione politica tutte le garanzie necessarie  affinché i giovani
  possano affacciarsi con serenità al mondo  dell'imprenditoria. E noi
  sappiamo  bene  che già paghiamo un prezzo  elevatissimo  quando  si
  parla di imprenditoria in Sicilia.
       Un' attenta politica non  fa  altro che attrarre investimenti e
  quindi creare nuova  imprenditoria  e,  quindi, quel volano virtuoso
  che attorno a un momento imprenditoriale si crea, e di cui credo che
  la Sicilia abbia una grande necessità.
       Ciò che mi dispiace  -  e lo dico senza alcun timore - è vedere
  un Governo  molto spesso criticato dall'opposizione, la quale svolge
  un suo  preciso  ruolo,  un  dovere;  l'opposizione  deve  criticare
  l'azione  del   Governo,   diversamente   perderebbe   il  ruolo  di
  opposizione,  e   convergere   quando   l'azione   del   Governo   è
  condivisibile.
       Ma che il Governo   tutte  le  volte  che l'opposizione alza il
  tono della voce sotto  il profilo politico - e dico ciò senza volere
  offendere   nessuno - evidenzia  la  differenziazione  tra  l'azione
  politica del Governo  e  la  proposta  che  l'opposizione  fa  nello
  svolgere  il  suo   ruolo,   il   Governo  non  perde  occasione  di
  accantonare.
       Ora, voglio capire qual è lo spirito di tutto ciò.  Mi viene da
  pensare subito che  forse  l'opposizione ha ragione, ma, nel momento
  in cui comincio  a  pensare che l'opposizione ha ragione, rischio di
  avere una crisi  di  coscienza e di non sentirmi più maggioranza, ma
  di sentirmi opposizione.
       Troppe volte  sembra,  mi  dà  l'impressione  che l'opposizione
  abbia ragione, poi,  magari,  nei  fatti,  l'opposizione  ha  le sue
  ragioni, che però sono ragioni opposte a quelle della maggioranza.
       Allora, proprio per potere svolgere tranquillamente il ruolo di
  rappresentante di maggioranza in quest'Aula, inviterei il Governo ad
  attivare il meccanismo  opposto  e  non ad interpretare la parte del
  bambino che viene  quasi  sempre scoperto - a dire dell'opposizione,
  attenzione - con  le mani nella marmellata, quando, invece, le norme
  sono chiare.
       Abbiamo accantonato  l'articolo  14  perché,  dal  suo punto di
  vista, l'onorevole  Capodicasa  aveva  sollevato  delle  perplessità
  su quella norma  che,  a  suo  vedere  (ma lui è sempre opposizione)
  nascondeva un tranello  e rischiava di costituire un nuovo costo per
  le casse della Regione.
       Dal mio punto  di vista  di maggioranza, quel tranello non c'è,
  ancorché  ben  espresso  nella  "atipica"  interpretazione autentica
  data dal Presidente  dell'Assemblea  -  e  dico  "atipica" perché  è
  strano  che   prima   che   si   approvi   una  norma   ci  sia  già
  l'interpretazione autentica.
       Ma  io una  certezza  ce  l'ho:  il  Governo  che  io  sostengo
  tranelli normativi non  ne  fa;  il  Governo  che  io  sostengo è un
  Governo  che vuole  fare  una  seria  politica  di  risanamento  del
  bilancio e, quindi, non propone norme per aggravare ulteriormente il
  bilancio della Regione;  il  Governo che io sostengo non utilizza la
  manovra di bilancio  per  favorire  "singoli";  il  Governo  che  io
  sostengo è un Governo  che fa un' attentissima politica e che ha una
  maggioranza vigile nel sostenerlo  in questo tipo di politica. Tutte
  le volte che  invece  il  Governo accantona rischia trasmettere alla
  sua maggioranza  un  messaggio del tipo: "attenzione, perchè, forse,
  io non sono  quello  che  voi  credete  Attenzione, scrivete bene le
  cose, perchè io  vi  favorisco  Se avete bisogno di aiutare questo o
  quello, io lo faccio." E poichè  io so che così non è, suggerisco ai
  rappresentanti    dell'opposizione    una    più   attenta   lettura
  dell'articolo 14, perchè  in  esso  non  si  parla soltanto dei siti
  minerari, più volte  citati dall'onorevole Capodicasa, e per i quali
  giustamente, dice:  "bisogna solo stare attenti che il cittadino non
  cada nel buco  o  il  cittadino non inciampi nella pietra e, quindi,
  non c'è bisogno  di  sorveglianza,  ma  di  custodia.  Ma  in quello
  stesso articolo, oltre  che  dei  siti  minerari,  si parla anche di
  patrimonio che viene  trasferito  e, quindi, è probabile che, per la
  parte riguardante  il  patrimonio,  potrebbe  essere  necessaria  la
  vigilanza, perchè è cosa ben diversa.
       Credo che ciò che sto dicendo sia contenuto nell'articolo 14 e,
  quindi, rendersi credibili difendiamo le nostre posizioni nelle sedi
  opportune   ed  evitiamo  di  nasconderci  dietro  l'accantonamento.
  Pertanto, o  ritiriamo  i  provvedimenti  che  consideriamo  errati,
  poichè, essendo esseri  umani  possiamo sbagliare, anche se in buona
  fede, ovvero, se  siamo  convinti  di  essere nel giusto, abbiamo il
  diritto-dovere di difendere le nostre posizioni.

     PAPANIA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAPANIA    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi, intervengo
  brevemente per dire  che  condivido lo spirito della norma al nostro
  esame, la quale,  utilizzando  risorse già in possesso della Regione
  siciliana, attiva  procedure  che  consentono  ad  altre  imprese di
  poterne usufruire.
       Ho presentato  all'articolo 15 un comma aggiuntivo che consente
  l'utilizzazione  dello  stesso  meccanismo  anche  per  i  fondi  di
  formazione continua,  fondi del Ministero del lavoro che attualmente
  sono giacenti e  che non potremmo utilizzare se non approvassimo una
  norma che preveda lo scorrimento delle graduatorie.
       Invito,  pertanto,   il   Governo   e   l'Aula   ad   approvare
  l'emendamento 15.1.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ho seguito con
  attenzione l'intervento  dell'onorevole  Papania,  e  mi  sembra  di
  capire  che   si   vuole  applicare  il  meccanismo  previsto  dall'
  emendamento 15R, per fondi diversi. Condivido questa impostazione.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  desidero  rispondere  brevemente
  all'interessante quesito posto dall'onorevole Papania.
       I fondi di cui stiamo trattando, che sono quelli presi in esame
  dal suo  emendamento,  sono  fondi  vincolati,  quindi  nulla  vieta
  all'amministrazione diretta  di  intervenire, se si condivide questo
  tipo di  orientamento,  attraverso  le  normali  vie amministrative.
  Quindi, di fatto,  non  possiamo pregiudicare l'azione del Governo e
  quindi l'autonomia dello  stesso  all'interno di un pur ammirevole e
  condivisibile  incardinamento  legislativo. Ammettendo pienamente la
  validità dell'idea,  lo  si può, però, lasciare tranquillamente alle
  vie amministrative,  perché  si tratta di fondi vincolati.  Possiamo
  ulteriormente discuterne in  un  secondo momento, ma io ritengo che,
  proprio perché  ultroneo, possiamo lasciare tutto così com'è.
       Mentre devo  necessariamente  fare  un discorso molto più ampio
  con  riferimento all'intervento molto sibillino fatto dall'onorevole
  Acierno.
       Non entro  nel merito, ma penso che l'intervento dell'onorevole
  Acierno probabilmente  sarebbe  stato  più  gradito  se  fosse stato
  svolto nel momento  precedente,  anche  perché  il  Governo  non  ha
  accantonato l'articolo 14 dopo pochi secondi, l' ha accantonato, per
  lo meno dopo  circa  venti  minuti  buoni di discussione.  In questi
  venti minuti  il  Governo  ha sollecitato espressamente il dibattito
  dell'Aula,  e  ciò  anche  per  comprendere  se  l'  interpretazione
  dell'onorevole  Presidente  dell'Assemblea  andasse in una direzione
  ovvero  nell'altra.   Infatti, poichè   siamo  tutti  infarinati  di
  diritto, ma non siamo fini giuristi, era evidente che qualche lecito
  sospetto esistesse  e  quindi  si  chiedeva  il  conforto dell'Aula,
  conforto che certamente  era  anche  da  intravedere  da un punto di
  vista politico.

     PRESIDENTE   Il  sospetto  era interpretativo. L'onorevole Pagano
  non voleva insinuare nulla; ha semplicemente precisato che ci poteva
  essere un sospetto interpretativo.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  io  desidererei che durante i  miei interventi  non  si
  facesse la disamina delle singole parole,  considerato  che  ritengo
  che  all'interno  di  questa  Assemblea   siamo   collocabili  nella
  categoria  "uomini'  e quindi, come tali,  dobbiamo  avere  rispetto
  reciproco e non andare alle offese. Le mie  parole  non  possono che
  essere  interpretate  nel senso in cui diceva  il  Presidente:  cioè
  intendevo parlare di dubbio sull'interpretazione,  ovviamente  e non
  inerente al rapporto personale.  Detto questo,  poichè  siamo  tutti
  infarinati  di  diritto  ma  non certamente fini  giuristi,  si  era
  chiesto espressamente il conforto dell'Assemblea, si era chiesto che
  l'Aula si comportasse in termini di dibattito,  come  deve procedere
  un qualsiasi Parlamento., Da qui la dialettica e la contrapposizione
  di  tesi,  che certamente sono politiche e  fondate  anche  su  basi
  tecnico-giuridiche. Su questi elementi mi pare di potere dire che il
  Governo non ha ricevuto molto in termini  di  conforto,  anzi  forse
  qualche  silenzio imbarazzante;  dopo  venti  minuti,  probabilmente
  anche di più, di un dibattito sterile, il  fatto  che  l'articolo 14
  sia stato accantonato non è stato frutto di una  logica  da  fuga da
  Alcatraz,  ma,  semmai, esattamente il contrario:  la  necessità  di
  inquadrare il problema in termini più ampi e  di  vederlo in termini
  politici  adeguati  e supportato adeguatamente;  quindi,  non  certo
  nella logica interpretativa dell'onorevole Acierno.  Pensavo  di non
  intervenire su questo argomento, ma poichè sono  stato  chiamato  in
  causa, devo necessariamente fare un ragionamento  molto  più  ampio.
  Veda, onorevole Acierno, non è così;  qui non  c'è  alcuna  fuga  da
  parte dell'opposizione, non ci si sente  imbarazzati, né, tantomeno,
  si ha un complesso di inferiorità.
       Semmai  è   esattamente   il   contrario.  Questo  Governo,  in
  particolare il ramo  cui  sono  preposto  ha  dimostrato,  quando ha
  potuto, sempre e dovunque, che c'è una barra dritta che va verso una
  direzione ben precisa,  che  non  sto  qui a ripetere qual è, perché
  ormai ne  abbiamo  la  nausea  tutti,  il  primo  io. Se lo vogliamo
  ripetere ancora una volta: rigore.
       Se il rigore  non  è  un'opinione,  ma  è  frutto di una logica
  politica ben precisa, non ci sono interpretazioni terze, ce n'è solo
  una,  ed   è  chiaro  che  poi  possono  accadere  anche  i  momenti
  imbarazzanti, i momenti in cui le norme possono essere scritte male,
  i momenti in  cui  c'è  una  dialettica  ed un dibattito diverso, ma
  all'interno di  una  logica  ben  precisa  e  di  un  range comunque
  estremamente ridotto: oltre non si può andare.
       Sorprende, quindi, che arrivino ogni tanto delle sollecitazioni
  che,  certo,   non  possono  essere  quelle  del  normale  dibattito
  politico.
       Pur non di meno, siccome devo affrontare l'argomento, perché mi
  è stato  chiesto,  l'avrei  evitato volentieri, io tengo a precisare
  quello che  è  accaduto  soltanto  in  queste  giornate;  non faccio
  evocazioni storiche e  non  sto  qui  a  dire  in un anno e mezzo di
  governo che cosa è accaduto perché poi, probabilmente, saremmo qui a
  fare le nottate,  a  mettere  i materassi per terra ed il Presidente
  Crisafulli, giustamente, dovrà sospendere, ma  almeno  quello  che è
  accaduto in questi giorni - consentitemi - dobbiamo ripetercelo.
       Noi abbiamo  accantonato  l'articolo 8 e l'articolo 9 di questo
  testo di  legge  e  li  abbiamo  accantonati per un semplice motivo:
  perché sia nel primo caso che nel  secondo,  si sembravano legittime
  le discussioni che sono state portate  avanti  da questo Parlamento,
  indipendentemente dall'area di  appartenenza,  significatamente, nel
  caso specifico, uno degli articoli ha  avuto  una  sollecitazione da
  parte dell'opposizione, un altro da parte del centrodestra.
       Ebbene, se andate a vedere i lavori d'Aula, visto che non avete
  memoria storica,  vi accorgerete che l'articolo 8 è stato riscritto,
  a  dimostrazione che c'era una interpretazione certamente favorevole
  ai dubbi che  sono  stati sollevati dall'Aula e l'articolo 9 è stato
  confermato puntualmente.
       Allora,  non   ci   sono   delle   fughe,  non  ci  sono  delle
  interpretazioni diverse,  c'è  una  onestà  intellettuale  che sta a
  giudicare le cose  come  stanno  e siccome nessuno di noi ha scienze
  infuse e  nessuno  è  stato  illuminato,  su questo argomento, dallo
  Spirito Santo, per quanto uno ci creda e, quindi, può portare avanti
  anche problematiche logiche di questo tipo, ma  siccome  non  c'è la
  scienza  esatta,  sempre,  è chiaro che da  questo  punto  di  vista
  ascoltare tutti e poi decidere è una delle prerogative di un Governo
  serio, un Governo che non è ideologizzato,  un  Governo  che  ha  un
  programma  ben  preciso  con cui si deve  misurare  e,  giorno  dopo
  giorno, si misura anche con la propria faccia.
       Quindi, ci  stanno  anche  bene,  da  questo punto di vista, le
  critiche,  ci   stanno   bene   anche   le   osservazioni   e,  poi,
  evidentemente, all'interno di questo si sceglie.
       Ma che  cosa  debbo  raccontare,  visto che dobbiamo parlare di
  dibattito, che  cosa è successo con l'articolo 12? Con l'articolo 12
  questo Governo  ha  votato  contro  un  orientamento  che  veniva da
  autorevoli strati  della maggioranza, ha detto di no al comma quarto
  dell'articolo 12.
       Se lo  vada  a leggere che cosa c'era, onorevole Acierno, visto
  che abbiamo  la  memoria corta. Lì abbiamo detto, in maniera chiara,
  che il  Governo  era  contrario,  abbiamo anche rischiato, c'è stato
  anche qualche  parlamentare  che  ha detto: se adesso te lo bocciano
  che fa ti dimetti?
       Premesso che non mi sarei dimesso perché questo è da ricondurre
  all'interno di  una  giustezza delle proprie idee e, soprattutto, di
  un  convincimento  serio  e  profondo, quindi  non  si  cambia  idea
  all'interno di questo, però è un dato di  fatto  che si è rischiato,
  anche da un punto di vista politico, e  siccome  la politica è fatta
  di  battaglie  quotidiane  che, giorno dopo  giorno,  si  fanno,  la
  sommatoria di queste battaglie, alcune si vincono, altre si perdono,
  poi determina un risultato finale e non c'è dubbio che la sconfitta,
  ieri, avrebbe potuto significare qualche cosa  che,  invece,  non  è
  avvenuta; abbiamo avuto il coraggio di rischiare  e di dire:  questa
  norma non la condividiamo, sfidando  anche delle amicizie personali,
  dei rapporti personali e quest'Aula si è  pronunciata  in  una certa
  maniera.
       Chiarito, quindi,  che non abbiamo da dimostrare nulla, men che
  meno   su  questo  argomento,  onorevole  Acierno,  l'accantonamento
  dell'articolo 14 è sacrosanto, si faccia un dibattito serio fuori da
  questo Parlamento,  si  faccia  un  discorso che vada incontro anche
  alle esigenze del Governo e, dopodiché, la maggioranza tutta dica al
  Governo come dobbiamo comportarci e  come dobbiamo muoverci, tenendo
  conto  che,  comunque,  già  da   questa   discussione,   da  questo
  comportamento,   abbiamo  fatto  capire   abbondantemente   qual   è
  l'orientamento dello stesso.

     PRESIDENTE  Si passa alla votazione dell'emendamento 15.R.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor Presidente, dichiaro  il  voto  favorevole del
  nostro Gruppo all'emendamento che  è  stato  ispirato dall'onorevole
  Papania.
       Approfitto, però, del mio intervento  per  fare  una brevissima
  considerazione  su  quanto affermato  ora  dall'onorevole  Pagano  e
  spinto dall'onorevole Acierno.
       L'onorevole  Acierno  ha la grande capacità, se insiste ancora,
  di  farmi  ricredere  su  una  delle  cose che credevo fossero molto
  radicate in me: cioè la giustezza dell'avere introdotto le norme del
  maggioritario  con  premio di maggioranza, perché mi sono chiesto la
  ragione per  la  quale l'onorevole Acierno da un anno e mezzo si sia
  assunto  il  compito  di bacchettare la maggioranza al solo scopo di
  portarla  sempre  allo  scontro con l'opposizione, 'a prescindere' -
  direbbe Totò - dal merito delle questioni.

     ACIERNO  Totò chi?

     CAPODICASA   Totò, non Totò Cuffaro. E mi  sono  chiesto  perché;
  perché è l'unico che fa questo mestiere, ed una spiegazione comincio
  a  darmela:  perché siccome io sono sempre stato  convinto  che  qui
  dentro prima siamo deputati e rappresentanti  degli  interessi della
  gente, del popolo, e poi siamo di maggioranza e di opposizione; lui,
  invece,  prima  è  di  maggioranza,  e  poi  è  deputato,  in quanto
  maggioranza  qualunque  cosa succeda bisogna dare addosso e comunque
  già  il  fatto  che  sia  una  tesi sostenuta dall'opposizione non è
  valida, non è da accogliere; in quanto deputato io penso che abbiamo
  tutti interesse a capire se le cose che si dicono siano vere o no, a
  prescindere da  chi  le  dice  e  se  sono o no nell'interesse della
  Sicilia. Io così interpreto.
       L'onorevole Acierno forse non lo interpreta così perché essendo
  stato eletto nel listino, quindi senza il voto  dei  siciliani, solo
  con il voto della maggioranza, lui risponde  solo  alla maggioranza,
  quindi  per lui esiste solo la verità della  maggioranza,  giusta  o
  sbagliata che sia è quella.
       Questa  interpretazione,  che  è  solo  dell'onorevole  Acierno
  perché non la vedo molto diffusa, ci induce a  riflettere  sul senso
  della  nostra  funzione,  che non è quello  di  aderire,  sostenere,
  appoggiare acriticamente ciò che fa la maggioranza, ciò che ti porta
  in Aula il Governo.

     SPEZIALE  Non ne vale la pena

     CAPODICASA   No, ne vale la pena perché è un metodo  che  lui  ha
  usato:  ogni  volta  a bacchettare; e quel povero assessore a dovere
  dare  spiegazioni  del  perché  accantona  un  articolo, cosa che in
  questa  Aula è avvenuta alcune centinaia di migliaia di volte, forse
  milioni   nei   cinquant'anni   di   storia  della  Regione,  perché
  accantonare ha la solo funzione, il solo scopo di approfondire.
       Onorevole Assessore, lei non si deve giustificare assolutamente
  di  volere approfondire un argomento nel momento in cui un deputato,
  sia pure di opposizione, solleva un dubbio, sottolinea una questione
  e giustamente tutti insieme ci vogliamo capire un poco di più.
       Quindi,  credo  -  e  chiudo  -  signor  Presidente, che questo
  dibattito  improprio sulla funzione del Parlamento, perché poi, alla
  fine,  se  fosse quella che dice l'onorevole Acierno la funzione del
  Parlamento,  lui  potrebbe  benissimo stare a casa sua, noi potremmo
  benissimo  stare a casa nostra, ci mandiamo le opinioni per lettera,
  tanto  poi,  alla  fine,  ciò  che la maggioranza ha scritto bisogna
  fare.
       Ora,  siccome  il Parlamento serve per emendare, per discutere,
  per  abrogare,  per  correggere, per introdurre nuova materia, credo
  che,  onorevole  Pagano,  siamo  tutti  abilitati  a fare quello che
  abbiamo  fatto: lei ad accantonare e noi eventualmente a proporre di
  accantonare.

     TURANO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  c'è  stato
  stamattina  un dibattito effervescente sul ruolo della maggioranza e
  sul ruolo dell'opposizione, dibattito subito raccolto dall'Assessore
  che, chiaramente, indicava le linee...
       Signor  Presidente,  questa  mattina per mezz'ora  si  è  fatta
  politica di un certo livello e lo spunto su cui...

     PRESIDENTE     Onorevole   Turano,  gradirei   che   ci   facesse
  comprendere  il  livello,  perché  altrimenti  avremmo  difficoltà a
  proseguire nei lavori.

     TURANO   Signor  Presidente,  il  vademecum che speravo arrivasse
  con  l'allegata  interpretazione  autentica,  mi  permetteva di fare
  sintesi.  Io  conosco le sue interpretazioni autentiche e gli ordini
  del  giorno  a  proposito  dei lavoratori della forestale all'inizio
  della scorsa legislatura.
       Io  non  intervenivo nel merito dell'articolato perché il 14 è,
  per  un giudizio inappellabile della Presidenza, accantonato e il 15
  mi sembra  che  vada per le giuste vie, però mi sembra di capire che
  il  livello  politico  del  dibattito  che si è instaurato meriti di
  essere  affrontato,  perché se così dovesse essere e se così dovesse
  continuarsi  per  tutti  lavori  di  questa  legge importante che ci
  permette  di  chiudere  l'esercizio finanziario - e io spero che sia
  così  - ci sarebbe la possibilità di confrontarsi dialetticamente su
  ogni  singolo  punto  senza  correre  il rischio di probabili intese
  trasversali  che  non  riguardano più la minoranza o la maggioranza,
  perché  l'onorevole  Acierno  ha ragione, ma riguardano interessi di
  una  parte  della minoranza o della maggioranza che poi inficiano il
  percorso legislativo.
       Allora  io  traevo  spunto  da  quello che ha detto l'onorevole
  Capodicasa  per  augurare  che  questo  metro di valutazione potesse
  essere seguito per tutto l'iter della legge.

     STANCANELLI  assessore per  il  lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Chiedo  di parlare per
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI  assessore per  il  lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione   professionale   e   l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli    colleghi,    sto    presentando    un    subemendamento
  all'emendamento   dell'onorevole  Papania  in  cui  il  Dipartimento
  Agenzia  regionale  per l'impiego venga sostituito con l'Assessorato
  regionale al Lavoro.
       Sono favorevole a  questo  subemendamento perché ci permette di
  utilizzare  delle  somme relative alla legge numero 236 del 1993 per
  tutti   i   soggetti  che  hanno  fatto  domanda  senza  bisogno  di
  graduatoria perché non esiste un piano in proposito.
       Siccome i  soggetti  sono  tutti  attività imprenditoriali, noi
  metteremo in condizione  l'Assessorato  di  pagare  tutti quelli che
  hanno presentato le domande.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  premesso  che  quello  che  ho  detto  prima  su questo
  argomento   che   trattasi   di   fondi   vincolati   è  esattamente
  l'impostazione  che  volevamo  dare e che continuiamo a dare, con la
  precisazione  dell'assessore  Stancanelli, penso che possiamo essere
  tutti soddisfatti e, quindi, l'emendamento a questo punto può essere
  accolto.
       Quindi, il Governo da parere favorevole all'emendamento 15.1.

     PRESIDENTE    Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento 15.1.1.
       Pongo in votazione l'emendamento 15 R del Governo.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo   in   votazione   l'emendamento   15.1.1   del  Governo.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                                 (E'  approvato)

       Si   riprende   l'esame   dell'articolo   11,   in   precedenza
  accantonato.

     PAGANO   assessore per  il  Bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     PAGANO   assessore  per   il   Bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo 11, che è molto tecnico,
  recepisce  il nuovo  impianto  di  calcolo  delle  remunerazioni  ai
  concessionari che è stato già lanciato dal Governo nazionale qualche
  settimana fa.  Quindi, noi stiamo recependo, di fatto, quello che il
  Ministro Tremonti ha già attivato.
       Intanto,  dobbiamo  chiederci  perché  il  Governo nazionale, a
  distanza  di tre anni dalla riforma della riscossione, è intervenuto
  e che cosa, in Sicilia, è successo in questo periodo.
       Io,  quindi,  debbo   necessariamente   fare   una   specie  di
  parallelo.  Perché,  di  fatto,  durante  la  gestione  del  Governo
  Capodicasa,  si  è  verificato  esattamente  quello  che,  in questo
  momento, il Governo sta facendo con un altro "rassemblement".
       E' chiaro  che quel giorno - mi pare che eravamo nel marzo 2000
  -  il Governo Capodicasa recepì le disposizioni dell'allora Ministro
  Visco   che   aveva  impiantato,  con  la  riforma,  un  calcolo  di
  remunerazione per i concessionari che era basato su un aggio e sulle
  somme  riscosse.  Sto  guardando:  era  l'articolo  17  del  decreto
  legislativo  112  del  1999.  Contemporaneamente, con l'articolo 59,
  comma  2,  si è previsto un cosiddetto "meccanismo di salvaguardia".
  Che  cosa  significa?  Di  fatto,  si  garantiva  una sostanziale in
  varianza  della  remunerazione  del  servizio in rapporto al vecchio
  sistema  disciplinato  con  la  legge  dell'88.  In altre parole, si
  tutelava  l'equilibrio  economico dell'azienda in riscossione, anche
  in  pendenza  del  nuovo  regime.  Quindi,  per  renderla ancora più
  semplice: Visco,  nel '99 fa la legge; nel 2000 Capodicasa recepisce
  la norma  di  Visco;  viene  fatto  un  nuovo  regime  in termini di
  remunerazione,  però  viene  applicato  il cosiddetto "meccanismo di
  salvaguardia"  che  salvaguardia  le remunerazioni dei concessionari
  che provenivano dalla legge del 1988.
       La  Regione siciliana,  quindi,  con  questo  atto  di  Governo
  importante, che sto leggendo, è avvenuto nel mese di marzo del 2000,
  comma 1 dell'articolo 21 della  legge  regionale  n.  8 del 17 marzo
  2000,  ne  disciplina di  fatto  gli  effetti  durante  il  bilancio
  regionale, per cui, si  è garantito, anche in Sicilia l'applicazione
  di un meccanismo  che,  sostanzialmente, erogava  una  remunerazione
  prescindendo dai risultati ottenuti e dalle riscossioni conseguite.
       Questa   era    la    logica    dell'allora    legge.   Quindi,
  indipendentemente da quello che si incassa, si riesce a garantire il
  concessionario. Giusto o sbagliato, non lo so. Non entro nel merito.
  I Governi, come tali,  debbono  essere  rispettati, almeno a livello
  istituzionale. Il  dibattito politico è ben altra cosa. Però, oggi -
  e  mi  riferisco  all'onorevole  Speziale  che, certamente da questo
  punto di  vista,  ha  sollecitato non poco questo dibattito - non si
  può immaginare  che  il  Governo della regione non possa fare quello
  che allora  fu  una  giusta  prerogativa  e  una  giusta istanza del
  Governo  Capodicasa.  Può  essere  che,  a  consuntivo,  tutto venga
  giudicato sbagliato  -  e saranno i fatti e la storia a giudicarlo -
  ma è un  dato di fatto - ed è questo il dato politico che certamente
  non può essere condiviso con l'onorevole Capodicasa - non può essere
  accettato  il  fatto,  che  questo  Governo stia recependo una norma
  dell'attuale Ministro Tremonti.
       Tra l'altro,  debbo  dire  che  non  è un recepimento fine a sé
  stesso nudo  e  crudo  e  soprattutto  scevro da ogni valutazione di
  ordine tecnico.  In  altre  parole,  non si sta accettando a scatola
  chiusa  "sic  et  simpliciter" una legge dello Stato solo perché c'è
  una  omogeneità  politica  e di colori politici.  No, esattamente il
  contrario.  Noi  siamo  fortemente  convinti  di  quello  che stiamo
  facendo  in questo momento e penso che lo possiamo fare e dimostrare
  con un semplice fatto: noi stiamo, in questo momento, invertendo una
  tendenza. Tutta la Sicilia si lamenta che il concessionario non è in
  grado  di  riscuotere  ciò  che  è  giusto  riscuotere  a livello di
  iscrizione  al  ruolo,  e  soprattutto  che i costi di gestione sono
  altissimi.
       Dopo questa attenta valutazione  che  ci  ha  coinvolto fin dal
  primo giorno probabilmente  in  assoluto  questo è stato l'argomento
  che più ha  attirato l'attenzione nei mass-media giacché  mediamente
  due-tre volte al mese  -  questa è stata la media degli interventi -
  da allora non si  è  fatto altro che parlare di questo argomento.
       E' chiaro che se in questo momento il Governo della Regione sta
  attenzionando  il  problema,  non   è  soltanto  per  una  ritrovata
  efficienza, che le  assicuro  onorevole Speziale si sta realizzando,
  stiamo andando incontro ad  una  ritrovata  efficienza  che  si  era
  smarrita ma, soprattutto, perché  c'è  una  attenzione  da parte dei
  mass-media, c'è una attenzione da parte dei gruppi parlamentari, c'è
  una attenzione  dell'opinione pubblica. Questo concessionario riesce
  ad essere produttivo  all'interno  delle  risorse finanziarie che si
  riesce ad incassare attraverso il ruolo, sì o no? Questo è il grande
  dibattito. Io lascerò la valutazione...

                            (Brusìo in Aula)

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comprendo che comincia ad essere
  tardi e ci possono  essere  altre  esigenze,  però dovete consentire
  all'onorevole Assessore su una  cosa  così delicata, che riguarda in
  buona sostanza il grosso dell'intervento di questo disegno di legge,
  di potere esplicitare il punto di vista del Governo.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Grazie per la
  sensibilità,  signor  Presidente.
       Stavo  dicendo  che   l'unico   sistema  per  potere  dare  una
  valutazione  serie a  quanto  oggi  stiamo  dibattendo,  può  venire
  soltanto dalla capacità di  simulare  dei dati e vedere cosa sarebbe
  successo con questa normativa  nell'anno  2000  e nell'anno 2001 che
  sono gli unici anni che  si  possono prendere ad esame, giacché  nel
  1999 c'era un'altra normativa,  nell'anno  2000 e nell'anno 2001, ma
  devo dire anche nell'anno 2002,  anche se non si é  ultimato, c'è ne
  stata un'altra di  normativa  che  giustamente  voi  avete recepito,
  onorevole Speziale, perché  è  chiaro che ognuno cerca di aggiustare
  le cose, la buona fede non  è  mai  messa in discussione da parte di
  chicchessìa, poi, evidentemente il  risultato  può essere più o meno
  conducente, più o meno  ottimale  all'interno  delle speranze che si
  hanno all'inizio, ma questa  è  un'altra storia.
       Allora valutiamo, facciamo  una  comparazione  tra l'anno 2000,
  l'anno 2001 e l'anno 2002 e vediamo se quel meccanismo che era stato
  ideato da Visco era migliore  o  peggiore  di  questo;  io faccio la
  valutazione e pure tirerò  le  conseguenze:  anno 2000, con la legge
  Visco noi abbiamo riscosso in Sicilia 165 miliardi a mezzo ruolo; il
  concessionario è stato remunerato con 119 miliardi. Parlo di vecchie
  lire  perché  allora  c'erano  le  lire  e anche la comparazione con
  l'anno  2002  avverrà  in lire, quindi 165 contro 119 e passa, cifre
  non certo esaltanti ma questi erano i numeri.
       Se ci fosse stato  la  legge Tremonti - usiamo questo sintetico
  nome solo per evitare ogni  volta la ripetizione della nuova norma -
  fermo restando i 165  miliardi in riscossione, noi avremmo avuto una
  parte fissa che è una  delle  due  prerogative  che il nuovo sistema
  legislativo impone, pari a  68  miliardi  e una parte variabile che,
  evidentemente, è la media degli aggi vigenti in questo momento, 9-11
  per cento, pari a  10 miliardi. Quindi, ci sarebbe costato incassare
  165 miliardi e 78  milioni  di vecchie lire.  Nell'anno 2001 abbiamo
  incassato 182 miliardi,  il  concessionario  è  stato remunerato con
  quel sistema con 119  miliardi,  a  parità di condizione noi avremmo
  avuto 70 miliardi, parte fissa,  e  altri  17  in parte variabile il
  totale fa 87 miliardi;,  quindi come vede avremmo avuto un risparmio
  sia nel primo caso  che nel secondo.
       Nell'anno 2002 tendenzialmente il dato che si riscuoterà questo
  anno sarà di 180  miliardi,  un  dato  straordinario, lo preannunzio
  subito, un dato straordinario,  nonostante  si  tratti  di una cifra
  pari a quella dell'anno  scorso  però  è un dato che tendenzialmente
  cambia  tutto, lo dico  con  orgoglio  ed  adesso  lo  spiegherò,  a
  dimostrazione che c'è una  ritrovata efficienza, e a fronte di tutto
  questo noi avremmo avuto in  eguale  misura 87 miliardi di costi nei
  confronti del concessionario, quindi  come  vede ancora una volta la
  dimostrazione dei tre anni  comparati  questo  è  il  dato serio, la
  simulazione sullo storico, avrebbe dimostrato che noi avremmo pagato
  meno,  molto  meno.
       Dicevo  poc'anzi:  perché  il dato è straordinario?  Io tengo a
  precisare  a  tutti  gli  onorevoli  colleghi in maniera tale che si
  esaurisca questa discussione e, una volta per tutte, finiscano anche
  le  lamentele  o  forse  un  rincorrersi di parole o chiacchiere che
  spesso   non   hanno   un   supporto   né  tecnico  né  politico;  a
  dimostrazione  di  questo  io vorrò dare giuste spiegazione e giuste
  soddisfazioni all'Aula perché  penso che ormai la tendenza sia stata
  certamente  invertita  ed  un  recupero  efficiente, certamente si è
  recuperato.
       Ricordo  quest'anno,  che  per quasi sei mesi il concessionario
  non  ha  emesso ruoli, non ha emesso cartelle esattoriali perché non
  arrivava  nulla  dall'Agenzia  delle  entrate in quanto c'è stato il
  change-over,  c'è  stata  l'introduzione  dell'euro, quindi il fatto
  stesso  che noi abbiamo cambiato sistema monetario ha fatto sì che i
  sistemi  di  meccanizzazione  informatici dell'Agenzia delle entrate
  non  elaborassero  cartelle e quindi di fatto il concessionario si è
  trovato  a  non potere lavorare per quasi sei mesi.
       Inoltre,  è  stata  emanata  la  norma  che  ha  rimodulato  la
  competenza  legislativa  delle commissioni tributarie, significa che
  le  commissioni  tributarie non hanno potuto lavorare fino ad aprile
  perché c'è stato il nuovo sistema legislativo, quindi fino ad aprile
  non  è  arrivata nessuna cartella nemmeno dal lavoro che normalmente
  viene svolto dalle commissioni tributarie.
       Tengo  a  precisare  che,  da  qualche mese, precisamente da un
  mese, il concessionario di Catania ha di fatto dimezzato le entrate,
  in  generale  come  riscossione,  quindi,  con  autotassazione ma lo
  stesso principio vale anche per l'iscrizione al ruolo, a seguito dei
  noti fatti sismici che ne hanno compromesso la riscossione perché il
  Governo  nazionale giustamente ha ritenuto di dare un'agevolazione e
  quindi di rimandare l'incasso delle imposte stesse.
       Ebbene,  se  sommate  questi  tre eventi vi renderete conto che
  praticamente per un importante meccanismo di nuovo sistema monetario
  per  sei  mesi  non  si  è  lavorato,  per  quattro mesi, ovviamente
  all'interno  della  stessa  problematica non sono cumulabili i mesi,
  un'altra  voce  consistente  che  sarebbe  quella  delle commissioni
  tributarie  non  hanno  lavorato, ed infine negli ultimi due mesi, e
  durerà  ovviamente  fino  alla  fine  di  dicembre,  la provincia di
  Catania,   che   certamente   non  è  la  provincia  di  Enna  o  di
  Caltanissetta  per  incassi  tributari,  ha  dato meno soddisfazioni
  all'Erario  siciliano.
       La sommatoria di tutto questo fa sì che siamo in un tendenziale
  di oltre il 100% in più rispetto all'anno scorso e questa è una cosa
  che  ci  deve fare inorgoglire a dimostrazione che finalmente questa
  Regione sta ritrovando efficienza anche su questo argomento ed è una
  cosa  che  dobbiamo  rimarcare  perché  indipendentemente dai colori
  politici  o all'efficienza dell'assessore di turno certamente c'è un
  motivo  di orgoglio; sono risorse in più che stiamo recuperando e mi
  sento  di  dire  che  se  la  tendenza  sarà  questa  da  qui a fine
  legislatura le risorse saranno molte ma molte di più.
       Non   appare   quindi   inutile,   caro   onorevole   Speziale,
  l'intervento che lei ha fatto. Io mi sono sorpreso ad essere sincero
  perché  dopo  che questa cosa l'abbiamo spiegata in lungo e in largo
  in  Commissione,  il fatto che  sia giunta anche in Aula francamente
  mi ha un po' sorpreso, però tengo a precisare che tutto quello che è
  stato  fatto che è il recepimento della norma nazionale non soltanto
  ha  prodotto uno straordinario vantaggio nei confronti della Regione
  ma,  soprattutto,  ha  creato  le basi per un'efficienza ritrovata
       Tengo  a  precisare  una  cosa,  onorevole  Speziale,  e questo
  nessuno  me  lo  potrà  negare, il recepimento di questa norma ci dà
  altri        due        vantaggi        oltre        a        quello
  efficientistico-numerario-contabile   nei   termini  che  ho  appena
  espresso:   innanzitutto   il  concessionario  dovrà  anticipare  le
  risorse  che, tendenzialmente, la  Regione  deve incassare, e questo
  penso  che  sia da salutare come un fatto positivo, cioè pagano loro
  quello  che poi, successivamente, incasseranno; è uno stimolo a fare
  di  meglio e a raggiungere gradi di efficienza che certamente finora
  non  ha avuto e in secondo luogo noi abbiamo introdotto, grazie alla
  norma   statale,   un   meccanismo  premiante  e  contemporaneamente
  punitivo:  più  incassi  più  ti  paghiamo,  meno  incassi  meno  ti
  paghiamo.
       Io   penso  che,  alla  luce  di  tutto  questo,  più  il  dato
  tendenziale  che  dicevo  poc'anzi  e, quindi, minori oneri solo per
  quest'anno,  che  certamente  non  è  un  anno tra i migliori, di 32
  miliardi, vada salutato come un evento positivo, come un momento che
  certamente produrrà vantaggi per la Sicilia e che, da un certo punto
  di  vista,  possono  garantire che questo Governo sta lavorando bene
  all'interno di un efficienza e di un'efficacia che finora, almeno in
  questo  settore,  non  c'erano  state  e  che  pian  piano si stanno
  ritrovando.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  onorevole
  assessore, la ringrazio per la sensibilità  che  ha  dimostrato  nei
  confronti dell'Aula visto che  questo  argomento  rischiava, essendo
  poi l'articolo  più  importante  delle  variazioni di bilancio; è il
  cardine fondamentale, rischiava di passare inosservato.
       Tuttavia ha dimostrato  come  fosse  ragionevole  la  richiesta
  fatta  ieri  da  parte  nostra  che  su  questo  argomento,  anziché
  intervenire a stralcio per  le  argomentazioni  stesse  che  Lei  ha
  introdotto nel corso  del  dibattito,  fosse  necessario  invece una
  norma di riordino dell'intero settore e non solo di recepimento.
       Ha fatto riferimento alla normativa della legge Visco: ieri nel
  corso  del  mio  intervento   non   c'è  stata  nessuna  volontà  di
  determinare un elemento comparativo  tra  la  legge Visco e la legge
  Tremonti, sono due fasi del  tutto diverse, quindi non era questa la
  ragione per cui noi abbiamo sollevato una questione fondamentale che
  ritorniamo a sollevare. E cioè quella che in materia di riscossione,
  alla  luce della  normativa  nazionale,  sarebbe  opportuno  che  il
  Parlamento, il Governo presentasse  un disegno di legge di riordino,
  perché al di  là dei proclami, diciamo, entusiastici dell'Assessore,
  ancora una volta si  capisce  che c'è una lentezza nella riscossione
  che  determina  grossi  problemi  per  quanto  riguarda  la  Regione
  siciliana.
       Inoltre, volevo ricordare  all'Assessore che non risponde ad un
  altro quesito che è insito  nella  normativa, posto da noi e cioè il
  fatto che mentre la  cosiddetta  legge  Tremonti a livello nazionale
  tra l'aggio fisso e la  capacità di introito ha 370 milioni di aggio
  fisso con l'obiettivo di introito  di 500 milioni di euro, a livello
  regionale questo dato è  capovolto.  Noi mettiamo 36 milioni di euro
  per incassarne 24 milioni.  Su  questo dato oggettivo, che è scritto
  nel  suo articolo, Lei non  ha  risposto,  ma  non  perché  ci  sia,
  diciamo, la non volontà -  perché  mi  rendo  conto  che  è  materia
  complessa, ma proprio perché è materia complessa sarebbe stato utile
  che questo argomento venisse  affrontato  con un disegno di legge di
  riforma.
       Voglio  dire,  a   proposito  del  Governo  Capodicasa,  voglio
  ricordare a Lei che  allora era attento parlamentare, che il Governo
  Capodicasa predispose un disegno  di  legge  di riordino del settore
  discusso e portato in Aula e gruppi di interessi ben definiti dentro
  questo Parlamento si sono  collegati con il settore di centro-destra
  per bocciare il disegno di legge dell'onorevole Capodicasa.
       La domanda è: perché quel disegno di legge non viene rivisitato
  e riportato all'attenzione del Parlamento? Questa è la questione che
  noi abbiamo sollevato ieri. Con il voto finale di settori, una parte
  dei  quali  aderirono  a  Nuova  Sicilia,  a  Democrazia Europea, si
  determinò  un'alleanza  in  quel  momento  tendente  ad affossare un
  disegno di legge il cui carattere era profondamente riformatore.
       La domanda, quindi,  onorevole Pagano, è di carattere politico:
  perché non stralcia questa  norma  e  non  ritenga  di ridefinire un
  disegno di legge organico che,  tenuto  conto  di una dinamica che è
  stata introdotta dalla legge  nazionale  n. 128 di quest'anno, possa
  determinare un complesso disegno che possa in qualche modo sopperire
  ai ritardi nella riscossione che  abbiamo  qui  in Sicilia e che Lei
  stesso ha denunciato con  minori introiti quest'anno per 32 miliardi
  di lire?
       Quindi, l'argomento che abbiamo  posto  è  di questa natura: se
  questo articolo 11 va calato  a  stralcio dentro un disegno di legge
  sulle variazioni o se  invece non si ritenga opportuno ridefinire la
  materia  con  un unico  disegno  di  legge  che  affronti  tutte  le
  questioni, non solo quelle  del  recepimento  ma  anche il modo come
  intervenire per accelerare  il  processo di riscossione nella nostra
  Regione.

     LO MONTE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha  facoltà.

     LO  MONTE .   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  voglio,
  intanto, in via pregiudiziale,  fare  chiarezza  su un passaggio del
  dibattito che stamattina in quest'Aula si è svolto.
       Onorevole Capodicasa, l'onorevole  Acierno,  che non ha bisogno
  sicuramente  di  difese   personali,   né  io  assolutamente  voglio
  assurgere a difensore di  questo  o  di quell'altro collega deputato
  perché ho profondo  rispetto  di tutti, sollevava un problema avendo
  presente che  qualche  suggerimento  venuto  dalla  maggioranza,  il
  Governo magari resiste, se poi, magari, lo stesso suggerimento viene
  dalla minoranza e il Governo  lo accoglie, il sospetto e le cose che
  diceva l'onorevole Acierno  non  sono  nè  astruse nè personali.  Mi
  riferisco particolarmente al  famoso  art.  8.  Io  ricordo  di aver
  motivato, forse non  sono bravo quanto l'onorevole Giannopolo, però,
  motivai che sostanzialmente si  andava  a mettere in grave disagio i
  comuni. Le stesse  motivazioni,  in  II  Commissione non hanno avuto
  accoglimento da parte del  Governo,  sono  contento lo stesso per il
  risultato;  lo hanno  avuto  in  Aula  su  imbeccata  dell'onorevole
  Giannopolo, mi fa piacere, perché, ripeto, l'onorevole Giannopolo ha
  fatto il sindaco fino a  qualche  anno fa e quindi è sicuramente più
  aggiornato di me.  Io l'ho  fatto  negli  anni  '80  -  '90, per cui
  probabilmente  non  ho  le  stesse  cognizioni  che  ha  l'onorevole
  Giannopolo.   Però,  quando   si  verificano  fatti  del  genere  si
  giustificano anche gli interventi dell'onorevole Acierno.
       Chiudo questo argomento.
       In  questo  articolo  11  il  terzo  comma,  obiettivamente, mi
  preoccupa e vorrei porlo all'attenzione di tutti.
       Al  paragrafo  b)  dell'art.  11,  si  prevede  che  "l'importo
  variabile di cui all'art.  3,  comma  4), del decreto" ecc.. ecc.."è
  costituito da un aggio di percentuale pari a quello vigente". Fino a
  qua va bene. "Per  la  Regione siciliana, al 31 dicembre 2001, sulle
  somme effettivamente riscosse  da  erogare entro l'anno successivo a
  quello  di   riferimento".  Sostanzialmente,  con  questo  articolo,
  onorevole  Assessore  in   questo  senso  desidero  che  Lei  faccia
  chiarezza, si verificherà  che noi dal 2003, non dall'anno corrente,
  andremo a corrispondere  un  aggio che è corrispondente al riscosso,
  che si aggancia al  riscosso;  mentre, per gli anni precedenti, noi,
  con l'ente che doveva riscuotere, abbiamo pagato un compenso fisso.
       Ora, vedete, la beffa  che oltre al danno io intravedo, beffa e
  danno immenso per la  Regione,  perché  con il compenso fisso non ha
  riscosso. E noi  abbiamo  pagato.  Adesso  ha  accumulato  un grande
  arretrato, si prevede quindi  una  grossa massa di riscossione e noi
  gli diamo un premio.  Cioè,  paghiamo due volte il lavoro che doveva
  essere fatto in via ordinaria negli anni precedenti.
       Io capisco  che  nella disattenzione, nella approssimazione con
  la quale spesso trattiamo  i  problemi può succedere di tutto. Però,
  io vi invito a  riflettere su questo aspetto, perché è possibile, io
  mi  opporrò  a  questo  articolo  così  come  è  formulato,  che  la
  percentuale sia agganciata  al  riscosso  per la massa da riscuotere
  dal 2003 in poi. Allora sono daccordo.  Su questo non ci sono dubbi.

     RAITI  Chiedo di parlare:

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI    Signor   Presidente,   onorevole   Assessore,  onorevoli
  colleghi,  non  posso  far  altro  che prendere atto dell'intervento
  preciso,  puntuale, dell'onorevole Lo Monte, il quale ha evidenziato
  la  problematica  vera  che sta a monte dell'articolo che andiamo ad
  esaminare.
       Vedete,   il   problema  della  riscossione  in  Sicilia,  così
  grave,  che va avanti da innumerevoli anni e va avanti in condizioni
  tali che sta diventando, anzi è diventata, una cancreca seria per le
  casse della nostra Regione.
       Oggi ci troviamo ad affrontare un articolato che non mette mano
  in maniera ordinaria e definitiva a questa problematica, cercando di
  estirpare  questo cancro, ma, di fatto, ci mette nelle condizioni di
  premiare  chi  è  stato,  nel passato, inefficente. Ci metterà nelle
  condizioni,  se  noi  dovessimo  approvare l'articolo così com'è, di
  pagare  due volte: una volta per l'inadempimento e l'altra volta per
  l'eventuale adempimento.
       Questo   non   è  assolutamente  possibile,  cosi  come  io  ho
  denunciato  altre  volte in questa materia; e non è possibile perchè
  l'inesatta,  inefficiente  e grave inadempienza della riscossione in
  Sicilia  è  stata  più  volte  denunciata,  evidenziata, non solo da
  questo  Parlamento,  non  solo  da  parlamentari di maggioranza e di
  minoranza,  non  solo  dal  Governo,  ma anche dalla Corte dei conti
  nell'ultima relazione presentata nel gennaio ultimo scorso.
       Vi  ricordo  che  ci  sono  dei  numeri  certi.  La MONTEPASCHI
  riscuote  in  Sicilia  l'8,5  per  cento  dei  crediti  che dovrebbe
  riscuotere.  L'8,5  per cento  Cioè, c'è il 92 per cento dei crediti
  non  riscossi.  Sono  dati ufficiali forniti dalla Corte dei conti e
  pubblicati sui giornali il 5 gennaio ultimo scorso.
       Noi abbiamo avuto nell'anno in corso, fino a marzo dell'anno in
  corso,  un  calo  degli  incassi  su  quell'8,5 per cento che già si
  prevedeva  di  incassare, nell'IRPEF del 47,16 per cento, nell'IRPEG
  dell'87,91  per  cento, nell'ILOR del meno 53,75 per cento, nell'IVA
  del meno 81,90 per cento, nel registro c'è solo un aumento del 9 per
  cento,  nelle tasse automobilistiche un calo del 45 per cento, nelle
  altre  imposte  dirette  c'è  un  incremento del 21 per cento, nelle
  altre  ancora  un  decremento  del  73 per cento. Cioè, nell'anno in
  corso,  paragonando  anno ad anno, c'è stato un calo complessivo del
  meno  65,25 per cento.
       Ecco,  già  riscuotevamo poco, l'8,5 per cento del complessivo,
  poi  abbiamo  un  calo  del  65,25  per cento in quella riscossione.
  Adesso  andiamo a far una norma con la quale diciamo:  "Ti diamo tot
  somme per incassare 36 milioni, per incassare 24 milioni, ma in ogni
  caso  ti mettiamo un aggio fisso per potere incassare quello che non
  hai  incassato  nell'anno  precedente  e  che,  in ogni caso, noi ti
  abbiamo lautamente pagato" Ecco perchè la provocazione che più volte
  ho fatto presente.
       Aboliamo   la   riscossione   delle   tasse   in   Sicilia.  Ci
  guadagneremo  molto  di  più  e metteremo - come diceva Keynes - 'un
  volano  economico di sviluppo', un moltiplicatore economico e almeno
  faremo qualche cosa di serio, una volta ogni tanto.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ben vengano queste discussioni in
  questi  momenti  di  confronto  perchè  è  chiaro che, specie su una
  materia  così  ostica  e  così  complessa,  la possibilità di potere
  raffrontare   tesi  diverse  può  produrre  solo  ed  esclusivamente
  vantaggi  per la nostra Regione.  In qualunque caso, e poi, nel caso
  specifico, anche se non  c'è un vantaggio oggettivo perché  la norma
  è stata già disegnata  e  ad  essa bisogna uniformarsi, in qualunque
  caso  il  dibattito  è   utile  per  chiarire  idee  e  per  evitare
  speculazioni o forse  anche  cattive  interpretazioni, in buona o in
  cattiva fede.
       Nel  caso  specifico  io  devo  dire  che  sono soddisfatto del
  dibattito  perché  certamente si è fatto un ragionamento ampio e che
  riesce  a  risolvere  uno  dei  problemi  più  spinosi  della nostra
  Regione.  Io  vorrei  sottolineare, per andare in ordine, quelli che
  sono  gli  aspetti  più  significativi  di  tutta  questa  intrigata
  vicenda.  Primo:  questa  norma,  che  ovviamente  è stata recepita,
  almeno mi auguro che ci accingiamo ad approvare, non ha prorogato la
  clausola di salvaguardia e questo personalmente significa che non dà
  posizioni   di   rendita   a  chicchessia.  Il  concessionario,  che
  indipendentemente  da  quello  che poteva incassare o meno, prendeva
  una  risorsa  finanziaria ben definita, da questo momento in poi non
  ha più posizione di rendita, deve lavorare, deve produrre, deve fare
  un  ragionamento,  complessivamente parlando, misurato in termini di
  efficienza.  Quindi  degli  obiettivi  che devono essere raggiunti e
  quindi  una  produttività e una valutazione risultati che sarà sotto
  gli occhi di tutti.
       Secondo:  la  nuova  remunerazione  dei concessionari, in tutta
  Italia,  quindi  anche  in  Sicilia, si compone di due parti abbiamo
  detto.  Spieghiamolo  ancora  meglio  quali  sono  le due parti: una
  indennità fissa, parametrata per l'anno 2002 al 58,7 per cento della
  remunerazione  corrisposta  nel precedente anno a titolo di clausole
  salvaguardia   e   nel  2003  nella  misura  del  53,3%  sempre  con
  riferimento  all'anno  2001.  Quindi,  un  parametro,  in termini di
  coefficiente  fisso,  che come si vede va anche a scalare e comunque
  con riferimento al massimo che avevano ottenuto rispetto all'anno in
  oggetto.
       L'importo  variabile  che  tanto  sta  facendo  discutere nella
  giornata odierna si compone di un importo variabile costituito di un
  aggio di  percentuale pari a quello vigente al 31 dicembre 2001, con
  incrementi  collegati  al  conseguimento  di  maggiori  riscossioni.
  Questo  importo  variabile, in questo momento, si misura nell'ambito
  del 9,11  per  cento. Quindi, intanto cominciamo a dire che in tutta
  Italia il sistema è uguale per tutti e soprattutto viene determinato
  in  una  misura assolutamente inequivocabile.  Cerco di andare anche
  lentamente  perché  mi  rendo  conto  che  essendo  materia  spinosa
  cercherò di essere il più chiaro possibile.
       Andiamo  a vedere l'osservazione che pone l'onorevole Lo Monte,
  affascinante  da  un certo punto di vista, nel senso che mi ha posto
  anche  un  dubbio,  però  il  dubbio  è  stato risolto semplicemente
  facendo una valutazione, anche con gli uffici, ma devo dire anche di
  ordine  logico,  tenendo  conto di un passaggio assolutamente unico.
  Noi   incasseremo,   anzi   il   concessionario   incasserà  risorse
  finanziarie  nell'anno  2003  sulla base del lavorato, usiamo questo
  termine.  Quindi  è  chiaro  che  questo  lavorato,  secondo la tesi
  dell'onorevole  Lo  Monte,  comprende  non soltanto la produzione in
  termini  di  cartelle  dell'anno  2003,  ma  anche quelle degli anni
  precedenti.  Ma questo è il lavoro che in qualunque caso deve essere
  soggetto  a  riscossione, cioè non è un fatto automatico l'emissione
  della   cartella   che   produce,   in  concreto,  con  un  rapporto
  estremamente  meccanicistico,  un  incasso  da  parte della Regione,
  magari   Perché  saremmo  nell'ordine  di  settemila  miliardi delle
  vecchie  lire,  per  fare  riferimento  alla  normativa anti 1999, o
  addirittura  di  3500  miliardi  di  lire,  di  residui  attivi, con
  riferimento a questi ultimi tre anni. Quindi, sarebbe troppo comodo
       Il  difficile  per il concessionario viene fuori dalla capacità
  non soltanto di emettere cartelle a seguito delle segnalazioni delle
  commissioni tributarie dell'agenzia delle entrate, ma dalla capacità
  di  attivare  meccanismi  autenticamente virtuosi nell'incasso degli
  stessi.  E  siccome  si  tratta  di  costi  variabili,  i costi sono
  commisurati alla capacità che lo stesso avrà. A me me può interessar
  de  meno,  direbbero  i  romani,  se  queste somme vengono incassate
  nell'anno  2003  o  2004, certo la tendenza è quella di incassare il
  più  presto  possibile  e  gli stessi in termini di competenza fanno
  riferimento  ad  anni  precedenti, perché non è importante questo, è
  importante  la  massa  finanziaria  che realmente riesce a portare a
  casa  e  poi  aggiungo  che  il  vero  problema  -  e  io ritengo di
  interpretare   correttamente   la   sollecitazione  intelligente  ed
  opportuna   dell'onorevole   Lo  Monte  -  i  costi  variabili,  per
  definizione,  sono  dei  costi  che  hanno un punto di pareggio, nel
  senso  che  più si riesce a incassare e più la percentuale, nel caso
  specifico  l'aggio,  legato  all'incasso produce un beneficio per il
  soggetto che è preposto a questo.
       E' chiaro  che  ci  sarà un punto di pareggio, nel senso che la
  massa  finanziaria  lavorata,  e  quindi gli incassi prodotti, da un
  certo momento  in  poi  avrà una inversione di tendenza, in quanto i
  costi  variabili  avranno raggiunto, rispetto ai parametri dell'anno
  precedente,   un  livello  talmente  smisurato  da  fare  guadagnare
  tantissimo al concessionario.
       Ebbene,  mentre  Lei  parlava,  io  mi sono fatto un calcolo in
  maniera  grossolana  e  frettolosa.  Sempre con riferimento all'anno
  2001,  che  è  uno storico, il concessionario è stato remunerato con
  119 miliardi;  con  il  nostro  sistema, oggi, ne avrebbe 87, di cui
  costi variabili pari a 17.
       Per  raggiungere  il  punto di pareggio, cioè 119 miliardi, che

  siccome  è il 9,11 per cento, avrebbe dovuto incassare qualcosa come
  320 miliardi in più di vecchie lire.
       E' un  calcolo  approssimativo, però è un dato di fatto che, da
  un certo punto di vista, ci può anche entusiasmare, perchè io auguro
  al   signor   concessionario   di  guadagnare  32  miliardi  in  più
  portandone, in proporzione, molti di più a noi.
       Allora,   onorevole   Lo   Monte,   io   penso  che  la  logica
  economico-finanziaria  non  ci  deve  assolutamente  preoccupare; la
  logica etica,  che  penso che è quello a cui fa riferimento, invece,
  effettivamente pone dei dubbi.
       Si  potrebbe dire che questo concessionario adesso si sveglierà
  e prenderà  soldi. A me non importa questo, a me interessa che porti
  finalmente  risorse  finanziarie  utili  per la nostra Regione e che
  raggiunga quell'efficienza che non ha mai avuto.
       Allo  stesso  tempo,  se  poi  il giudizio negativo riguarda il
  passato, io  non  posso farci nulla perchè le leggi in vigore allora
  erano quelle,  si  sono commessi una serie di errori negli ultimi 15
  anni  che  certamente  non  hanno  prodotto  risultati  positivi per
  nessuna regione italiana.
       Finalmente,  dopo  avere combattuto in passato i "demoni" delle
  agenzie  di  riscossione,  che  certamente tanto male hanno prodotto
  alla   Sicilia,  però,  avevano  un  metodo  che  in  principio  era
  interessante,  che  era  quello  della  percentuale variabile, oggi,
  superati  quei  fantasmi  del  passato,  che  ringraziando  Dio  non
  torneranno più, è giusto immaginare un sistema diverso che comprenda
  i meccanismi così come sono stati descritti.
       Se tutta  questa spiegazione ha un senso e se tutte le cose che
  oggi  abbiamo detto hanno una logica, questo articolo 11 va incontro
  ad un  periodo positivo per le finanze della Regione e, quindi, deve
  essere salutato positivamente.

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati presentati due emendamenti
  soppressivi:  l'11.1 a firma dell'onorevole Papania e l'11.2 a firma
  degli onorevoli Speziale e Capodicasa.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Onorevole  Presidente,  ci  saremmo  augurati  che  il
  Governo  avesse  tenuto  conto  dell'osservazione  di  fondo che noi
  abbiamo  formulato.  Vorrei  spiegare  le  ragioni per cui il nostro
  Gruppo  mantiene  l'emendamento  soppressivo  e  poi,  nel  caso non
  dovesse passare, voterà contro.
       Tutte  le  argomentazioni  che  Lei  ha  introdotto  stamattina
  impongono  necessariamente, è questa la riflessione di fondo, che ci
  sia  una  discussione  approfondita  sulla questione che riguarda la
  riscossione e che si proceda attraverso un disegno di legge organico
  che metta mano, in modo definitivo, a questa materia.
       Può  darsi  che  l'articolo,  così  com'è  scritto,  produca  i
  risultati  che  lei ha descritto, però noi avvertiamo l'esigenza che
  questo   argomento,   anziché  essere  affrontato  a  stralcio,  col
  recepimento  della  normativa  nazionale,  venga  affrontato  con un
  intervento organico e Lei insiste sul fatto che, invece, questo solo
  intervento  sia  esaustivo  di  una  materia  così  complessa e così
  complicata  che  pone tanti interrogativi e tante domande che ancora
  non hanno ricevuto risposta.
       Questa  è  la  ragione per cui noi insistiamo nei confronti del
  Governo perchè ritiri l'articolo 11 e si impegni, in tempi rapidi, a
  predisporre un disegno di legge organico della materia.
       Ove  il  Governo  dovesse  insistere, invece, nell'approvazione
  dell'articolo 11,  noi manteniamo l'emendamento soppressivo e nostro
  malgrado  saremmo costretti  a  dare  il  voto  contrario  al  testo
  dell'articolo.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, quando il  dibattito è costruttivo come in questi ultimi
  frangenti, certamente è  anche  entusiasmante  debbo  darne  atto  e
  merito all'opposizione.
       Onorevole Speziale, il Governo ha elaborato un disegno di legge
  che è  stato approvato dalla Giunta di Governo, durante l'estate. Ho
  chiesto notizia se in II Commissione fosse giunto, mi sorprende come
  ancora dalla  Giunta  di  Governo  non  sia  stato  trasmesso  in II
  Commissione.   Quindi   certamente   il   suo   intervento  è  visto
  positivamente dal Governo, mi farò carico personalmente di seguire e
  di capire  come  mai non sia ancora giunto in II Commissione, perchè
  noi   in  Giunta  l'abbiamo  approvato.  Con  riferimento  a  questa
  richiesta  di  porlo  all'interno  di  un disegno di legge organico:
  onorevole Capodicasa, forse questa Regione ha tante inefficienze che
  stiamo cercando, ognuno per la propria parte, di colmare.
       Noi non possiamo pensare  che  per  fare  un  disegno  di legge
  organico, che è già  pronto,  che è stato approvato dalla Giunta, si
  debba causare un danno alla Regione stessa, quindi mi si comprenderà
  nel dire che  per  quanto  ammirevole  nell'idea  ritengo che questa
  parte sostanziale non  indifferente  venga  qui  oggi  non  soltanto
  discussa, perchè la discussione  già  c'è  stata e si è esaurita, ma
  anche approvata, fermo restando  l'impegno  del Governo a far sì che
  in II Commissione venga trasmesso immediatamente il disegno di legge
  in  oggetto  e   subito  dopo  l'impegno  da  parte  del  Presidente
  dell'Assemblea a metterlo all'ordine  del  giorno, affinchè  dopo la
  legge finanziaria in  II  Commissione  si cominci a discutere questo
  importante e fondamentale disegno di legge.

     SPEZIALE    Con   questa   raccomandazione  ritiro  l'emendamento
  soppressivo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     PAPANIA  Ritiro l'emendamento a mia firma.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     LO MONTE  . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO MONTE  .  Signor Presidente, condivido le ragioni del Governo,
  però  debbo necessariamente  evidenziare  un  qualche  cosa  che  mi
  inquieta sul piano  personale,  oltre che sul piano politico, perchè
  la mia proposta non  voleva essere una messa in discussione di tutto
  l'impianto, nella maniera più assoluta, che io nella sua complessità
  approvo, sono disponibile  a  sostenere, però mi inquieta, ripeto il
  termine, perchè non  possa  essere  recepita  la  mia  proposta:  io
  sostanzialmente - e  lo ribadisco - propongo di agganciare l'importo
  variabile alla massa da riscuotere  dal 2002 in poi, già a me sembra
  una forzatura lasciare  il  2002,  però  voglio  dire  siccome siamo
  nell'ottica di un  rapporto  che  è  stato  sempre complesso, sempre
  difficile con il  concessionario,  e siccome dalle dichiarazioni che
  ha fatto l'Assessore  Pagano  probabilmente  noi per l'anno 2002 non
  siamo  stati  in   grado   di   fornire   gli   elementi  perchè  il
  concessionario potesse per  intero  fare  il  suo  dovere,  io dico:
  d'accordo per la massa da riscuotere dal 2002 in poi, riconosciamolo
  l'aggio  variabile,  ma  per  gli anni precedenti guardate che io mi
  pongo problemi  anche  costituzionali:  io  non  lo so se noi con un
  rapporto  consolidato, per il quale abbiamo già pagato un contratto,
  possiamo  riconoscere  altri  fondi,  altre  somme  ad  un contratto
  definito  e  possibilmente  non  onorato  fino  in fondo, perché  di
  questo trattasi.
       Allora  io  propongo  al  Governo  un  emendamento  che agganci
  l'aggio  variabile  all'anno 2002, alla massa da riscuotere dal 2002
  in  poi.  Fatto questo, penso che nessuno - io per lo meno lo prendo
  buono  per  me  -,  nessuno della maggioranza possa avere problemi a
  mantenere ed a sostenere l'intero articolo.

     PAGANO  assessore  per  il  Bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  Bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  mi  pare  di  potere  dire  che  il  fatto  che  i  due
  emendamenti  11.1  ed  11.2 siano stati ritirati, fa si che ormai su
  questo  argomento  ci  sia una serenità assoluta ed una condivisione
  totale  dell'Aula.  Questo  argomento  mi  incoraggia  -  sempre che
  l'onorevole  Acierno  non mi ritenga una specie di "toccata e fuga",
  come  poco  fa  diceva,  quindi  spero  che  venga compreso che è in
  termini  costruttivi - tenuto conto della giustezza degli argomenti,
  però nello stesso tempo anche della capacità di saperli compenetrare
  all'interno  di  un disegno organico, non certo di una occasionalità
  giuridica,  per  cui  ritengo che in questo momento sia opportuno un
  momento di riflessione. Siccome i lavori d'Aula stanno procedendo in
  maniera  spedita, e su questo argomento ci pronunceremo nell'arco di
  qualche  secondo  al rientro dalla pausa pranzo, mi sembra di potere
  capire,   Presidente,  che  lei  accennava  poc'anzi  a  questo,  ne
  chiederei  l'accantonamento  per  riprenderne  la  discussione  alla
  ripresa dei lavori, come primo argomento.

     PRESIDENTE   Dispongo  l'accantonamento   dell'articolo   11.
       La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15,30.

      (La seduta, sospesa alle ore 13.32, è ripresa alle ore 15.44)

       La seduta è ripresa.
       Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                                "Art. 16
                               Consorzi ASI

         1.   A decorrere dall'anno 2002, al  capitolo  642402  del
      bilancio della Regione non si applica il disposto dei commi 2
      e 3 dell'articolo 102 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
      6.

         2.  Per le finalità previste dagli articoli  27 e 28 della
      legge regionale 4  gennaio  1984,  n.  1,  è autorizzata, per
      l'esercizio finanziario  2002,  la  spesa  di 900 migliaia di
      euro, U.P.B. 5.2.2.6.2, capitolo 642402."

       Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Formica,
  Incardona ed altri l'allegato emendamento 16.1.
       Per assenza dall'Aula dei firmatari, lo dichiaro decaduto.
       Pongo in  votazione  l'articolo  16.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                                (Non è approvato)

       La seduta è sospesa.

      (La seduta, sospesa alle ore 15.44, è ripresa alle ore 15.47)

       La seduta è ripresa.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   intervengo   sull'articolo   16,  fermo  restando  che
  mi aspetto in proposito anche l'intervento dell'opposizione.
       Alla  ripresa  della  seduta  credo  ci sia stato un momento di
  confusione;  mentre  entravamo  in Aula ho avuto la sensazione, però
  potrei  essere smentito dall'opposizione, che fossimo in una fase di
  poca  chiarezza  in  merito alla votazione che si stava effettuando.
       Vorrei sapere se l'articolo 16 può essere ripresentato o meglio
  votato nuovamente.

     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  io  ho proceduto alla votazione
  dell'articolo  16.  Le  considerazioni  testé  svolte dall'onorevole
  Assessore potrebbero  essere  accolte se non ci fossero osservazioni
  da parte di  alcuno. Se dovessero essere sollevate osservazioni, per
  quanto mi riguarda,  l'articolo  16  è  già votato.
       Ripeto:   se   tutta   l'Aula  condividesse  le  considerazioni
  dell'Assessore, non  avrei  alcuna  difficoltà a procedere nel senso
  richiesto dall'onorevole Pagano.

     SPEZIALE  Signor Presidente, l'articolo 16 é stato votato o no?

     PRESIDENTE  Per quanto riguarda la Presidenza sì.

     CINTOLA   Noi avevamo  capito che il Presidente stesse ponendo in
  votazione l'emendamento 16.1.

     PRESIDENTE   Onorevole   Speziale,  la  confusione  è  sorta  tra
  l'emendamento e l'articolo 16.
       La Presidenza ha  chiaro  quello  che  ha  fatto;  semmai non é
  chiaro per l'Aula.  Tuttavia,  se  l'Aula  ritiene  che ci sia stata
  confusione al momento  della  votazione,  è  un  discorso; se non lo
  ritiene, la Presidenza ha già provveduto.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA    Onorevoli   colleghi,   ritengo  che  di  fronte  alla
  richiesta  avanzata anche dalla Presidenza dell'Assemblea, richiesta
  che va indirizzata  a  tutto  il  Parlamento,  non trattandosi di un
  articolo di  spesa  clientelare,  la Presidenza, poiché  é  accaduto
  altre volte, ha  acconsentito  che  si  addivenisse  ad  un maggiore
  approfondimento;  non stava  chiedendo  altro  che il consenso ad un
  ulteriore approfondimento della norma che era di carattere generale.

     PRESIDENTE   Onorevole  colleghi,  probabilmente  l'atteggiamento
  della Presidenza è stato frainteso.
       La  Presidenza  non ha fatto alcun  appello a nessuno; ha posto
  in discussione  e successivamente in votazione, secondo le procedure
  regolamentari,  l'articolo  16,  essendo decaduto l'emendamento 16.1
  per assenza dei firmatari.
       Pertanto, l'unica  cosa  che  potrei fare, qualora tutta l'Aula
  fosse stata indotta  in  errore a causa della rapidità della lettura
  del testo da  parte  della Presidenza, sarebbe quella di prendere in
  considerazione  questa  circostanza.  Tuttavia, poiché non riscontro
  unanimità di vedute  in  proposito,  la Presidenza ritiene di dovere
  procedere con l'articolo 17.
       Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.

                                "Art. 17.
                     Finanziamento programmi stralcio

         1.  Per il parziale finanziamento  dei  programmi stralcio
      di cui all'articolo 14 della legge 23  dicembre 2000, n. 388,
      per  il  quadriennio  2002-2005,  le  tariffe  di fognatura e
      depurazione  sono  aumentate  nella  misura  del  5 per cento
      annuo.

         2. L'aumento  di cui al comma 1, viene riscosso secondo la
      procedura vigente  dal  gestore  che pone le somme riscosse a
      disposizione degli enti attuatori dei programmi stralcio."

       Comunico che all'articolo 17 è stato presentato dagli onorevoli
  Speziale  e  Capodicasa  l'emendamento  17.1 soppressivo dell'intero
  articolo.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo in sé
  forse potrebbe  non  essere di grande rilievo, tuttavia introducendo
  un ulteriore balzello a  carico  dei  cittadini  (in  linea  con  la
  politica che il  Governo  di  centrodestra  sta  portando  avanti in
  Sicilia), abbiamo presentato l'emendamento soppressivo dell'articolo
  17.
       Ci troviamo di  fronte  alla  previsione di un incremento del 5
  per cento delle tariffe per l'allacciamento alle reti fognarie (che,
  come tutti sanno, in  Sicilia  sono  in  pessime  condizioni  e  mal
  funzionanti), e per  la  depurazione delle acque reflue, tariffe che
  già pesano  considerevolmente  sulle tasche dei cittadini siciliani.
       Considerate, onorevoli colleghi, che si pagano oltre 500 lire a
  metro cubo per  la depurazione delle acque pur in presenza del fatto
  che depuratori realmente  funzionanti  in Sicilia ne esistono 2 o 3;
  cioè, la stragrande  maggioranza di quelle strutture sono obsolete o
  non funzionanti, quindi non possono fornire alcun servizio.
       Lo avevamo già detto nel corso del dibattito in Commissione che
  eravamo contrari  all'incremento  di  quelle  tariffe  a  carico dei
  cittadini; l'Assessore  ci  aveva  spiegato  che  quell'aumento  era
  necessario in  quanto  avrebbe  consentito  di  approvare  programmi
  stralcio.
       Desidero   ricordare  all'Assessore  che  nelle  previsioni  di
  bilancio per quanto  riguarda  le  opere fognarie, in forza di leggi
  precedenti già da  alcuni  anni abbiamo una previsione di zero lire,
  nel senso che l'Assessorato regionale per il territorio e l'ambiente
  non ha e  non  utilizza  somme  da  destinare  ai  comuni per queste
  finalità.
       Ho appreso che  nella  finanziaria il Governo, non so in base a
  quale ragionamento,  lo  vedremo  appena finalmente potremo prendere
  visione del  testo,  avrebbe  modificato  la stessa previsione della
  legge  numero  71   del   1978  per  quanto  riguarda  le  opere  di
  urbanizzazione e  i  costi  di  costruzione.
       Come  tutti   certamente   saprete,   si   tratta  di  fondi  a
  destinazione vincolata,  cioè  sono  fondi  destinati  ai comuni per
  fare, appunto, opere di urbanizzazione.
       Non so in  base  a  quale  marchingegno  normativo, ma ho letto
  sulla stampa che  il  Governo  dovrebbe introitare qualcosa come 400
  miliardi di lire  dalle  opere  di  urbanizzazione  e  dai  costi di
  costruzione.
       Ci troviamo di fronte a una norma il cui unico effetto è quello
  di sovraccaricare i  cittadini  di ulteriori tasse senza, di contro,
  fornire servizi.
       Dunque, onorevoli  colleghi, oltre alle tasse istituite per una
  serie di servizi  -  penso  ai  ticket  sulla  sanità  -  il Governo
  vorrebbe aumentare ulteriormente questa tassa.
       Assessore Pagano,  da circa 12 anni sono parlamentare regionale
  e non ho mai  visto  un  governo  istituire tante tasse in così poco
  tempo, utilizzando tutti gli strumenti finanziari per sovraccaricare
  i cittadini. Esprimo  pertanto,  a  nome  del  Gruppo dei DS, parere
  contrario sull'articolo  17.
       Già in sede  di  Commissione  avevamo  chiesto  al  Governo  di
  ritirare l'articolo  in  discussione, in quanto non ne comprendevamo
  la ragion d'essere.  Tuttavia, se  il  Governo dovesse insistere nel
  mantenerlo,   ci  attesteremo  sul  nostro  emendamento  soppressivo
  dell'articolo.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non posso che
  condividere  l'intervento  testé  svolto dall'onorevole Speziale. Mi
  rendo conto che  il ricorso alla tassazione è sicuramente necessario
  per far sì che i cittadini contribuiscano a sostenere le spese della
  Regione o dello Stato, tuttavia prevedere di aumentare le tariffe di
  depurazione delle acque  e  di  allacciamento  alle reti fognarie ai
  siciliani, che sono  per più della metà sprovvisti di reti fognarie,
  mi sembra paradossale.
       Nella città di  Palermo, porto questo esempio perché è la città
  dove ho la  residenza,  pago  il  contributo  per la depurazione dei
  reflui, ma il  Golfo  di  Palermo è inquinato dagli scarichi fognari
  della città in quanto  ancora  oggi non è provvista di un sistema di
  depurazione delle acque reflue.
       La IV  Commissione,  competente  in  materia, nell'esprimere il
  parere su questo articolo, aveva dato una precisa indicazione:  cioè
  che questo aumento  del  5  per cento avrebbe dovuto essere limitato
  soltanto ai comuni provvisti di rete fognaria a servizio di tutto il
  comune e di  impianti  di  depurazione  di tutte le acque reflue del
  comune stesso. Ciò equivaleva  a dire che in Sicilia non c'è un solo
  comune che si  trova  in  quelle condizioni, però che era giusto che
  gli  enti locali  che  avessero  provveduto  a  realizzare  le  reti
  fognarie e  gli  impianti di depurazione, avrebbero potuto aumentare
  del 5 per cento quella tariffa.
       Pertanto in  presenza  di  inadempienza  da  parte  dei comuni,
  ritengo veramente paradossale  che  si chieda ai cittadini di pagare
  un costo maggiorato per un servizio che non viene fornito.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  ritengo
  assolutamente paradossale che  si  chieda di pagare ai cittadini dei
  comuni  dotati di  impianti  di  depurazione  e  di  non  pagare  ai
  cittadini dei comuni  sprovvisti di impianti di depurazione ...

     FORMICA  Ma l'onorevole Acierno ha sostenuto qualcosa di diverso.

     CRACOLICI  Detto  questo  desidero  porre un altro problema.
       Con  l'introduzione  in  Sicilia  della  legge  Galli  e  della
  gestione del ciclo  integrato  delle  acque, le tariffe, sia idriche
  che  del  ciclo  integrato,  sono  individuate  attraverso  i  piani
  d'ambito,  strumenti   attraverso   i  quali  si  programmano  e  si
  progettano gli investimenti, si determinano le modalità con le quali
  avviare le procedure di evidenza pubblica e quindi di assegnazione a
  soggetti privati  della  gestione  degli ATO.
       Noi,   insomma,   abbiamo   affermato  l'autonomia  degli  ATO,
  dall'altro  lato,  con  norma,  pensiamo  di  uniformare  e  di  far
  sottostare questa  autonomia ad un principio di imposizione fiscale,
  oltre tutto su  programmi  stralcio, relativi a che cosa se non alle
  tariffe del  ciclo  integrato delle acque che devono essere riferite
  ad investimenti relativi sempre al campo delle acque?
       Io  ho   l'impressione  che  la  materia  sia  stata  inserita,
  estremamente in maniera superficiale, in questa finanziaria.
       Invito il Governo  e  l'Assessore a ritirare questa norma dalla
  finanziaria, perché per davvero determina anche un principio e mette
  in discussione un  principio  che il Parlamento siciliano ha voluto,
  in qualche modo,  attuare  attraverso la costituzione degli ambiti e
  tutta la procedura che darà vita alla gestione degli ATO in Sicilia.
       Non credo  che  noi,  come  Parlamento,  possiamo stabilire con
  norma l'aumento di una tariffa per finanziare programmi che non sono
  riferenti   alle  attività  che  riguardano,  appunto,  la  gestione
  integrata delle acque nell'ambito dell'ATO.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO  Signor  Presidente, io non ripeterò le argomentazioni
  svolte dall'onorevole  Speziale  e  dall'onorevole  Cracolici, però,
  invito  il Governo a  togliere  di  mezzo  questo  articolo  per  il
  semplice fatto  che  non  si capisce, in riferimento all'articolo 14
  della legge numero 388, che cosa significa?

     PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo, c'è un refuso dattilografico:
  l'articolo è 141 e non 14. C'è un 1 in meno.

     CINTOLA  Allora si può fare

     GIANNOPOLO   No   Non si  può  fare  lo  stesso,  per  le  stesse
  argomentazioni, e  le  spiego  perché:  in  questo  articolo  non si
  capisce chi è  il  soggetto  impositore,  non  si  capisce  chi è il
  soggetto imponibile, non  si  capisce  i  soldi  a chi vanno, non si
  capisce gli investimenti chi li deve fare.
       Mi dovete spiegare che cosa è questo articolo
       A parte il fatto  che  gli  aumenti  del  5%  delle tariffe, di
  norma, sfuggono alla programmazione dello Stato che li fa in ragione
  del tasso di  inflazione programmata, quindi, non si capisce davvero
  a che cosa serve  quest'articolo.
       Io credo che per  una  questione  di decenza il Governo farebbe
  meglio a toglierlo di mezzo.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'  Signor  Presidente,  anch'io  evito  di  entrare nelle
  argomentazioni dei colleghi  che  mi  hanno  preceduto,  con i quali
  concordo perfettamente.  Oltre  alle  osservazioni  che facevano gli
  onorevoli Giannopolo e  Cracolici,  mi  pare  che, giustamente, loro
  facevano riferimento al  fatto  che  noi  non abbiamo una competenza
  specifica. A maggior  ragione,  non l'abbiamo perché le tariffe sono
  esclusivamente di competenza degli enti locali.
       Mi pare che noi  non  abbiamo alcuna competenza per dire dovete
  aumentare del  5%,  ma giustamente come diceva onorevole Giannopolo,
  ma in base  a  quale  criterio? Non si capisce per quale ragione noi
  dobbiamo aumentare.
       Ogni comune che fa  pagare  ai  cittadini  la tassa sui rifiuti
  solidi urbani, la  tassa della fognatura, il canone dell'acqua, ogni
  cosa viene paragonata in  base ai loro parametri, alle loro esigenze
  amministrative.  Non  possiamo  anche  metterci a fare le tariffe di
  qualsiasi comune e  le paragoniamo a tutti  A parte che questa è una
  competenza  finanziaria   dello  Stato,  che  ogni  anno  nella  sua
  finanziaria aumenta  ormai  a  dismisura tutti questi servizi, ma mi
  pare che  stiamo  facendo  una  intromissione nelle competenze degli
  enti locali.
       Quindi, questo  aspetto,  che mi pare non sia stato toccato, lo
  voglio   sottolineare   io.  E'  un'ulteriore  aggravio  per  quanto
  riguarda il  pagamento delle tasse, il carico fiscale dei cittadini;
  è giusto pagare  in  base ai consumi, perché è collegato ai consumi,
  come  giustamente  diceva  l'onorevole  Cracolici, consumi di acqua,
  paragonati poi  al  consumo  della  fognatura,  a  parte il discorso
  dell'onorevole  Acierno   che   diceva  che  ci  sono  realtà  dove,
  addirittura,  manca  la  fognatura,  e  questo  ragionamento  è  già
  eliminato  in  partenza.  Però  chiedo  che  questo  venga  spiegato
  chiaramente perché io, in effetti, non ho capito.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, mi rendo conto
  della bontà  dell'articolo, però mi rendo anche conto che il Governo
  può  sull'argomento  riflettere  e,  quindi, chiedo l'accantonamento
  dell'articolo.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
  dell'articolo 17.
       Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                                'Art. 18.
                         Lavori socialmente utili

         1.  Per le finalità di cui all'articolo 48, comma 2, della
      legge  regionale  26 marzo 2002, n.  2,  è  autorizzata,  per
      l'esercizio  finanziario  2002, l'ulteriore  spesa  di  3.071
      migliaia di euro, U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322106.

         2.  Per le finalità di cui all'articolo 48, comma 3, della
      legge  regionale  26  marzo 2002, n. 2,  è  autorizzata,  per
      l'esercizio  finanziario  2002, l'ulteriore  spesa  di  1.500
      migliaia di euro, U.P.B. 7.4.1.3.1, capitolo 322116.

         3. Al fine di consentire il finanziamento delle attività e
      dei costi accessori  previsti dalle convenzioni stipulate con
      l'INPS  e finalizzate  al  pagamento  degli  assegni  di  cui
      all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, n.  17,
      è autorizzata di 37.000 migliaia di euro.

         4. Al fine di  consentire,  nel  corso  dell'anno 2003, lo
      svolgimento degli interventi  in  favore dei soggetti in atto
      impegnati   nelle   attività   socialmente   utili   di   cui
      all'articolo 1 della legge  regionale 5 novembre 2001, n. 17,
      l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
      della  formazione   professionale   e   dell'emigrazione  può
      autorizzare la prosecuzione delle attività medesime.

         5.  Per le finalità di  cui  al comma 4 è autorizzata, per
      l'esercizio finanziario 2003,  la spesa di 25.000 migliaia di
      euro;  il  relativo   onere   trova  riscontro  nel  bilancio
      pluriennale   della   Regione,   U.P.B.   4.2.1.5.1,   codice
      12.02.02.'.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dall'onorevole Papania:  emendamento 18.1;

    - dal Governo:  emendamento 18.2.

    - dagli onorevoli Crisafulli e Formica: emendamento 18.3.

       Si passa all'emendamento 18.1.

     PAPANIA  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAPANIA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ho presentato
  l'emendamento 18.1  perché  l'articolo  18,  come  avrete notato, si
  compone di due  parti:  una  parte,  che  va  fino  al  comma 3, che
  riguarda, in  buona  sostanza, i finanziamenti indispensabili per la
  continuazione delle attività socialmente utili.  Al comma 4 si dice:
  'al fine di consentire nel corso dell'anno 2003 lo svolgimento degli
  interventi in  favore  dei soggetti in atto impegnati nelle attività
  socialmente utili.'.
       Se lasciassimo  così  la  dizione,  pur prevedendo l'articolo 1
  della  legge  regionale  5  novembre  2001,  numero  17,  l'attività
  socialmente  utile   e   le   attività  di  stabilizzazione  che  ne
  conseguono, escluderemmo i lavoratori che in atto sono impegnati nei
  percorsi    di    stabilizzazione.    Pertanto,    l'emendamento   è
  indispensabile per  consentire  la  prosecuzione sia a quelli che in
  atto sono impegnati in lavori socialmente utili, sia a quelli che in
  atto sono  impegnati  in  attività  di  collaborazione  coordinata e
  continuativa o in contratti di diritto privato.
       Si tratta di un emendamento tecnico  per  consentire a tutti di
  proseguire.
       Colgo l'occasione per sottolineare che nell'emendamento a firma
  dell'onorevole Formica non esiste un contratto  già stipulato con la
  Regione per le attività socialmente utili, quindi  la  proroga delle
  attività socialmente utili contenuta  nell'articolo 18 ricomprende i
  soggetti indicati nell'emendamento dell'onorevole Formica.
       L'emendamento  del  Governo  dà un'integrazione  ai  lavoratori
  socialmente utili che in atto sono impegnati per conto della Regione
  siciliana e che percepiscono già un'indennità integrativa; serve per
  consentire loro di continuare ad  avere questa indennità integrativa
  e anche la copertura assicurativa INPS ed INAIL.
       Il  comma  2  prevede  l'indennità  integrativa,  i commi 3 e 9
  prevedono la copertura assicurativa INPS ed INAIL.

     GIANNOPOLO   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  non intendo sollevare obiezioni
  particolari  né sull'articolo né sui  due  emendamenti;  però, colgo
  l'occasione - dal  momento  che  sostanzialmente  si  tratta  di  un
  finanziamento della prosecuzione, in  parte, dei  lavori socialmente
  utili - per fare il punto sulla stabilizzazione che è la fuoriuscita
  dal bacino dei lavori socialmente utili.
       Vorrei che il Governo facesse un minimo di operazione-verità in
  occasione   dell'approvazione  degli   strumenti   finanziari,   sia
  l'assestamento,  in  questo  caso,  sia  il prossimo bilancio che la
  legge finanziaria.
       Noi sappiamo che la Regione siciliana deve procedere secondo un
  piano  progressivo  che scagliona per  interi  anni  percentuali  di
  fuoriuscite  dal bacino dei lavori socialmente  utili,  al  fine  di
  poter  stare  nelle  previsioni  e nelle disposizioni che consentono
  l'utilizzo  di  risorse  finanziarie  nazionali previste dal decreto
  legislativo numero 81 del 2000.
       Abbiamo  fatto  una  prima  parte   di  stabilizzazione  con  i
  contratti  di  diritto  privato,  anche  se   si   tratta   di   una
  stabilizzazione sui generis.
       Per la seconda tranche della  stabilizzazione  si può affermare
  che il Governo e l'Assessorato del  lavoro  hanno inteso fare questa
  scommessa della esternalizzazione dei servizi  negli  enti  locali o
  nelle AUSL o negli enti che  utilizzano lavoratori socialmente utili
  ipotizzando anche l'utilizzo delle risorse  del POR, Piano operativo
  regionale Agenda 2000, previste dalla misura finanziata con il Fondo
  sociale europeo per l'attività formativa.
       La esternalizzazione è sostanzialmente fondata su due principi:
  uno  la  realizzazione  di   società  miste;  l'altro  l'affidamento
  diretto, in deroga a leggi, statuti  e regolamenti di questi servizi
  che diversamente dovrebbero essere affidati in appalto.
       Sulle società miste ho letto che adesso  esiste  - anche se non
  ho  avuto  ancora  modo  di   leggerla   -   un'ulteriore  circolare
  dell'Assessore  che stabilisce possibilità per  gli  enti  di  avere
  finanziamenti  ai  fini  della   costituzione;  ma  sulla  questione
  centrale, che  è  quella  della  deroga  all'affidamento  diretto  a
  soggetti terzi, come ad esempio cooperative  o  imprese private, dei
  servizi da esternalizzare, so che esiste una procedura di infrazione
  sulla   normativa   nazionale   alla   quale  noi  siamo,  comunque,
  agganciati.
       Io  chiedo che il Governo ci dica qualcosa in merito perché, se
  questa infrazione dovesse essere anche trasferita nella legislazione
  regionale   a   cui   noi   abbiamo   agganciato   il   processo  di
  stabilizzazione  attraverso  lo  strumento  della esternalizzazione,
  credo che bisognerà prendere atto, quanto prima, che  è  crollato un
  punto    fondamentale    della   stabilizzazione    attraverso    la
  esternalizzazione.
       E'  inutile, onorevole Assessore, che ci prendiamo in giro. Già
  con  questa  legge  si  è  introdotto   un   principio  estremamente
  pericoloso,  che è quello del ritorno all'indietro  nel  bacino  dei
  lavori  socialmente utili. Abbiamo stabilito, infatti,  che  con  la
  Multiservizi e con la Biosfera che, a partire dal  1   gennaio 2003,
  quei lavoratori socialmente utili ritornino al bacino  dei  lavori a
  regime transitorio.
       Badate  bene che questa possibilità di ritorno all'indietro fra
  un  po'  sarà estesa anche per i cosiddetti contrattisti, di diritto
  privato o di collaborazione.
       Qui   bisogna  fare  una  grande  discussione   e   anche   una
  operazione-verità  perché   le  politiche  di   stabilizzazione  del
  precariato  se  devono  essere tali, devono  essere  chiare,  devono
  essere  ancorate  a  principi  normativi  e   obiettivi  politici  e
  amministrativi ben precisi;  si deve sapere qual è  la  platea reale
  delle persone che dobbiamo stabilizzare; si deve  sapere  anche  con
  quale pianificazione di carattere finanziario affrontiamo  tutta  la
  problematica.
       Credo  che siamo sull'orlo del precipizio e ancora forse non ce
  ne siamo accorti.

     VILLARI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     VILLARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto la
  parola nel momento in cui il Presidente aveva specificato, a seguito
  di  una  domanda  sorta  da  un  collega deputato, qual era il senso
  dell'emendamento laddove è prevista la proroga dei contratti fino al
  31 dicembre 2003.
       Personalmente  credo  che  questa norma sia giusta e necessaria
  perché  a questa proroga bisogna andare. La questione che mi pongo è
  quella che questa norma, all'articolo 18 sia... e  in  questo  senso
  avremmo  bisogno  di  un  riordino  di  tutta  una   serie  di  atti
  legislativi  e  amministrativi, mi riferisco a tutta  una  serie  di
  circolari intervenute ultimamente, non ultima quella  che  incentiva
  gli enti di cui al decreto legislativo numero 29 del  1993,  mi pare
  tutti gli enti della Pubblica Amministrazione,  a costituire società
  miste, società comunque che puntino anche alla esternalizzazione dei
  servizi.
       Dico  questo  perché  se  questo processo non si accelera, come
  l'Assessore  ben sa, il rischio è che il processo di stabilizzazione
  che passa attraverso un affidamento di tutta una serie di attività e
  servizi ai soggetti LSU - e non mi riferisco  naturalmente  solo  ai
  cosiddetti articolisti dell'articolo 23 ma in generale  -  se questo
  processo non è chiaro, trasparente e non è ben accelerato il rischio
  è che noi ci troveremo in tempi non lunghi a  dovere registrare, per
  gli  aumentati  costi del processo della proroga  dei  contratti  di
  diritto privato, che dato che le retribuzioni  vengono riferite alla
  posizione  del  dipendente  dal  punto  di  vista  contrattuale  che
  all'atto opera in quella determinata posizione, quindi, non si eroga
  solo  l'assegno  nel  caso  di contratti di diritto  privato  ma  si
  retribuisce anche con un carico di oneri previdenziali,  se  pure  a
  part-time, il lavoratore.
       La questione  che  io  pongo  è  la necessità di un riordino di
  tutta la  materia che metta a punto ciò che mette a disposizione sul
  piano normativo e finanziario la legge nazionale.
       La  legge  numero  81  veniva  ricordata  poco  fa  dal collega
  Giannopolo,  ma  soprattutto  metterei un po' di ordine nelle nostre
  disposizioni  regionali  su questa materia, perché la preoccupazione
  che  dobbiamo  tutti  avere,  il  Governo ma penso il Parlamento, la
  Regione   che   non  naviga  in  buone  acque  dal  punto  di  vista
  finanziario, è  quella  di evitare che i costi, sia nel percorso del
  processo  di  stabilizzazione,  che  in generale di mantenimento dei
  lavoratori  LSU nelle attività che essi svolgono, vanno a lievitarsi
  e anche in modo abnorme.
       Quindi,  vorrei  sollevare  qui  anche  tale  questione proprio
  perché discutiamo di una legge di assestamento di bilancio, anche se
  oserei dire  si  tratta  in  questo  caso,  più  che  altro,  di una
  previsione  sostanzialmente  sull'anno  2003  che comunque condivido
  perché   bisogna   necessariamente   farla.
       Fare un riordino è assolutamente necessario, in quel senso sono
  d'accordo   anche   con  la  precisazione  fatta  con  l'emendamento
  dell'onorevole Papania. Il processo di stabilizzazione non solo deve
  essere reversibile ma anche guidato sapendo che noi dobbiamo uscire,
  tutti  noi, la Sicilia deve uscire dalla logica di mantenere, perché
  non si  tratta di questo, neppure gli LSU lo vogliono, non si tratta
  di   mantenere  questi  soggetti  per  evitare  problemi  di  ordine
  pubblico,  pressioni  di qualsiasi tipo, ma dobbiamo cercare di fare
  diventare questa una grande operazione produttiva.
       Pertanto,  sono  d'accordo alla proroga al 31 dicembre del 2003
  per  quanto  riguarda i contratti di diritto privato, sono d'accordo
  all'accelerazione del processo di stabilizzazione, però, vorrei dire
  di stare  attenti perché se non facciamo presto e se non scarichiamo
  in senso positivo, se non scarichiamo costi agli enti della Pubblica
  Amministrazione   verso  i  quali  decentrare  tutta  una  serie  di
  funzioni, anche di oneri, il rischio è che questa Regione, onorevole
  Assessore  per  il Bilancio, rischia di impantanarsi su questo che è
  il  vero  precariato  che  noi  vorremmo,  invece,  non  fosse tale,
  speriamo da qui a breve.

     LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEANZA NICOLA .  Signor Presidente, intervengo solo per riportare
  i termini della discussione all'articolato di cui stavamo parlando.
       Sia l'emendamento dell'onorevole Papania, sia l'emendamento del
  Governo integrano in maniera corretta, perfezionano tutto l'articolo
  presentato. Tutto il resto, secondo me, va rinviato ad altro periodo
  perché non c'entra nulla, non c'entrano nulla i contratti di diritto
  privato  perché prorogarli fino al 31 dicembre 2003 significa... Non
  so, non penso sia questo il momento per poterlo fare.
       Rispetto  ad  alcune  battute  dell'onorevole Giannopolo voglio
  dire che il Governo in questa fase ha avviato una serie di procedure
  di  stabilizzazione  vera e lo sta facendo in maniera corretta anche
  utilizzando,  nell'ultimo  periodo, i seminari e tutte le iniziative
  che  sono  avvenute  anche  dopo  la  legge che abbiamo approvato ad
  agosto.
       Per  quanto  riguarda  la  numero 468, quella a cui si riferiva
  l'onorevole  Giannopolo,  era  l'articolo  10  che  diceva  che  'in
  presenza  di assunzioni del 40% di lavoratori nel regime transitorio
  prioritario,  il  40%  di  lavoratori socialmente utili, si andava a
  gara senza  evidenza  pubblica  fino  ad  un massimo dei 5 anni'.
       La  finanziaria  di  quest'anno,  così  come  quella  dell'anno
  scorso,  non  è  stata  inserita,  quindi penso che questa procedura
  possiamo  dimenticarla.  Tutta  la stabilizzazione è avvenuta finora
  sulle  società  miste  a prevalente carattere pubblico; noi dobbiamo
  trovare il sistema - di questo l'Assessore ovviamente si farà carico
  -   per   riproporre  la  numero  468,  articolo  10  dove  si  dava
  l'opportunità  alle  imprese  private di andare a prelevare, proprio
  dal bacino degli LSU, il 40% dei lavoratori senza evidenza pubblica,
  fino ad un massimo di 5 anni.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione.  Signor Presidente, vorrei
  ringraziare  l'onorevole  Giannopolo  per  le  considerazioni che ha
  fatto   perché,  in  effetti, pur  non  essendo  materia  di  queste
  variazioni di bilancio,  ha  posto  un  problema serio che però noi,
  come Governo, ci  siamo sforzati di affrontare e per il quale stiamo
  procedendo.  Come?
       Abbiamo   ritenuto,   innanzitutto,  di  valutare  quale  fosse
  l'impatto del precariato  nel  senso più ampio, cioè la platea di 47
  mila soggetti - di  questo  si è trattato e si tratta - anche se poi
  dobbiamo  metterci d'accordo sul concetto di stabilizzazione, perché
  purtroppo è  passato  un  messaggio:  la stabilizzazione intesa come
  posto fisso  all'interno  della  Regione.  E'  tutto  il  contrario:
  stabilizzazione per  noi  ha  un significato soltanto di fuoriuscita
  dal bacino del precariato.
       In questo  anno  e  mezzo  di  attività  noi  siamo, attraverso
  l'utilizzazione  di  tutte  le  misure  stabilite dalla legislazione
  precedente e dalla  legislazione  in  vigore  e con l'aiuto... non è
  soltanto un problema  di Governo, perché io devo ringraziare anche i
  colleghi  dell'opposizione  che,  in  tutti  i passaggi legislativi,
  dalla legge numero  17  alla  legge  9  sino all'attività per quanto
  riguarda queste variazioni di bilancio sono state di collaborazione,
  di critica, ma poi anche di collaborazione positiva con il Governo.
       Siamo  riusciti,   dicevo,  in  questo  anno  e  mezzo  a  fare
  fuoriuscire dalla platea,  nei modi che conoscete - dai contratti di
  diritto privato,  alle  borse  di  autoimpiego  che siamo riusciti a
  sbloccare, alla  esternalizzazione  e  ad  altre  misure  -  32 mila
  soggetti. E'  un  grosso  risultato,  ritengo,  che però deve essere
  proseguito  perché,  purtroppo,  quest'anno  il  30  per  cento  non
  riusciremo a raggiungerlo.
       Quali sono  le attività? Lo dico brevemente perché, come diceva
  l'onorevole Leanza  Nicola,  forse  non  è  questo il momento, però,
  sicuramente è la  sede  per  dire  quali  sono le misure che abbiamo
  attivato.
       Innanzitutto abbiamo notato che nella Pubblica Amministrazione,
  cioè nei  soggetti  utilizzatori  della  maggior parte degli LSU, un
  ritardo  nella utilizzazione della legislazione vigente. Ecco perché
  abbiamo attivato, dal  mese di settembre fino a domani, una serie di
  seminari - ben  trenta  in tutta la Sicilia  - in cui dei funzionari
  della Società  Italia  Lavoro  Sicilia S.p.A., una società mista tra
  l'Italia Lavoro e  la  Regione Siciliana, hanno spiegato a tutti gli
  amministratori -  sono stati invitati tutti gli amministratori della
  Sicilia in ogni convegno che è stato, appunto, zonale, per andare in
  periferia - quali  sono  le misure di fuoriuscita che possono essere
  utilizzate e per dare l'assistenza tecnica a titolo gratuito a tutte
  le amministrazioni che vogliono utilizzarle.
       Noi  ci  auguriamo che alla fine di questi seminari, cioè entro
  la  fine dell'anno, possiamo avere un quadro preciso delle richieste
  che le  amministrazioni competenti, a seguito della circolare numero
  21 che  abbiamo  emanato  prima di incominciare i seminari, facciano
  per sapere  come  dobbiamo  comportarci  l'anno  prossimo.
       Questa  norma,  l'articolo  18,  si  inquadra  perfettamente in
  questo  ragionamento  logico perché, attraverso la utilizzazione, la
  prosecuzione  degli   interventi  fino  al  2003,  noi  siamo  nelle
  condizioni di  programmare  ed  abbiamo  le  risorse  per farlo. Tra
  parentesi, voglio dire  che  -  e di questo ovviamente abbiamo fatto
  felice l'Assessore  al  Bilancio  -  attraverso  gli  strumenti  che
  abbiamo   utilizzato, quest'anno  prevediamo  di  mettere  cinquanta
  miliardi delle vecchie lire meno nel bilancio perché arriviamo ad un
  risparmio del genere.
       Questa è la prima operazione che stiamo facendo.
       La seconda riguarda i 3.600 soggetti che sono all'interno delle
  strutture della  Regione Siciliana.  Ci sono 3.600 articolisti, oggi
  LSU, che  chiedono  di  entrare  all'interno dei ruoli della Regione
  Siciliana. Il Governo è stato netto in proposito, ha detto che non è
  possibile -  prima  di tutto per motivi di carattere costituzionale,
  ma ovviamente anche  per motivi di carattere finanziario - che 3.600
  soggetti, senza concorso, entrino nei ruoli della Regione.
       In  questo  senso - e  mi  riallaccio  a  quanto  dicevano  sia
  l'onorevole  Giannopolo che l'onorevole Villari e l'onorevole Leanza
  - abbiamo  già  attivato,  attraverso  la  convocazione da parte del
  Presidente della  Regione  del  CODIPA,  cioè  del Coordinamento dei
  Direttori dei Dipartimenti  regionali (è stato fatto quindici giorni
  fa) un  incontro  per  sapere  dall'Amministrazione  regionale quali
  servizi possono  essere  esternalizzati,  che  ritengono  si debbano
  esternalizzare,  chiarendo   che  per  "servizi  esternalizzati"  si
  intendono quelli che non  tolgono  lavoro  ad  altri;  perché non ha
  senso creare delle  strutture  per  esternalizzare  i servizi quando
  questi, per esempio, vengono fatti da altri soggetti.
       Vuol  dire togliere lavoro a qualcuno per darlo ad altro, non è
  possibile.  Allora,  l'Amministrazione regionale si sta attivando in
  questo  senso,  anche  per  dare  risposta  a questi 3.600 soggetti.
  Questi sono i due passaggi procedurali che stiamo facendo per vedere
  nel  2003  di  ridurre  ulteriormente la platea dei 32.000 soggetti.
  Per quanto riguarda l'emendamento a firma dell'onorevole Crisafulli,
  chiederei  che  venga  ritirato  magari con un ordine del giorno che
  impegni  il  Governo  regionale  ad  attivare queste procedure anche
  perchè coloro i quali hanno un contratto di diritto privato è chiaro
  che  lo  debbono  avere  rinnovato  perchè  come voi sapete la legge
  prevede  il  passaggio  da  uno  a tre anni, ci stiamo attivando nei
  confronti  di  tutti  gli  enti utilizzatori per portarli a tre anni
  (abbiamo fatto già la circolare in questo senso) non vedo perchè non
  si  debba  fare  anche  con coloro i quali hanno il contratto con la
  Regione  siciliana.  Se  i  firmatari dell'emendamento lo ritirano e
  presentano  l'ordine  del  giorno  il Governo darà il proprio parere
  favorevole.  Mi rendo conto che è una materia importante e faticosa,
  ma non penso, onorevole Giannopolo, che siamo sull'orlo del baratro.
  Penso  che  sia una situazione difficile che abbiamo ereditato tutti
  (non   faccio  riferimento  solo  a  questo  Governo)  che  dobbiamo
  affrontare  e che oggi stiamo affrontando al meglio tenendo presente
  che  abbiamo  le  risorse  quelle  che  sono  e i problemi di 32.000
  soggetti  (ovviamente  mi  rivolgo  al  numero, perchè se le cose ci
  metteranno in condizione di monitorare chi effettivamente ha diritto
  a  rimanere  nella  platea  e  chi  deve  andare  via,  quindi nelle
  condizioni  di sapere quanti in effetti hanno diritto).  Questa è la
  posizione   del  Governo,  queste  sono  le  procedure  che  abbiamo
  attivato,  questa  norma  ci  serve  per fare stare tranquilli il 31
  dicembre  coloro  i  quali sono all'interno dei progetti ed il primo
  gennaio sarebbero costretti ad andare fuori dai progetti stessi.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA  Accetto  l'invito  del  Governo,  e dichiaro di ritirare
  l'emendamento annunciando  già  la  presentazione  di  un ordine del
  giorno che impegna il Governo nella risoluzione del problema posto.

     PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 18.1 dell'onorevole
  Papania. Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  Vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento 18.2
  del Governo. Il parere della Commissione?

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  Vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE    Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole
  Cracolici ed altri  l'ordine  del  giorno  n.  174 "Erogazione di un
  contributo straordinario  in  favore  dei  dipendenti  della FIAT di
  Termini Imerese.

                     L'Assemblea regionale siciliana

                    Impegna il Governo della Regione

    Ad erogare un contributo straordinario pari a 512,00 Euro per ogni
  lavoratore e  lavoratrice dipendente della FIAT di Termini Imerese e
  per ogni dipendente delle aziende dell'indotto che operano per conto
  della FIAT al  fine  di attenuare  gli effetti economici della lunga
  vertenza che da  oltre  due  mesi ha determinato una forte riduzione
  del loro salario.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno. Il parere del
  Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE    Pongo   in   votazione   l'articolo  18, nel  testo
  risultante.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è  contrario si
  alzi.
                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                                 Art. 19.
              Interventi per l'occupazione negli enti locali
                       colpiti da calamità naturali

         1.  All'articolo 4 della legge regionale  23 gennaio 1998,
      n.  3, sono aggiunti i seguenti commi:

         '5.  L'Assessorato  regionale del lavoro, della previdenza
      sociale, della  formazione professionale e dell'emigrazione è
      autorizzato a finanziare, nel  2002  e nel 2003, a seguito di
      declaratoria della Giunta  di  Governo che individua gli enti
      beneficiari e nell'ambito delle disponibilità finanziarie del
      fondo  siciliano per  l'assistenza  ed  il  collocamento  dei
      lavoratori disoccupati, per  un importo sino a 5.000 migliaia
      di euro, agli enti  locali  colpiti  da  calamità  naturali a
      seguito  di   eventi  sismici,  vulcanologi  o  idrogeologici
      interventi straordinari  per  l'occupazione,  in  deroga alle
      procedure di riparto di  cui  al comma 1.  Per gli interventi
      di  cui  al   presente  comma  non  trovano  applicazione  le
      disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4, lettere a) e c).

         6. Gli interventi di  cui  al comma 5 devono riguardare il
      ripristino delle strutture e dei siti colpiti allo status quo
      ante e la  realizzazione  di  opere  miranti all'abbattimento
      delle relative barriere architettoniche.'.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO  Signor Presidente,  ho letto con attenzione l'articolo 19
  e con franchezza  ritengo  indispensabile  che  l'Assessore  per  il
  lavoro specifichi  bene  il  significato  dell'articolo  19,  perchè
  diversamente diventa una  guerra  tra  poveri,  io  non  sono  della
  provincia di Catania però mi sento vicino alle necessità individuate
  dai comuni del catanese che sono stati colpiti da questa lunga crisi
  sismica che l'Etna ha attivato.
       Questo non vuol dire  che  si  possono togliere soldi dal fondo
  per destinarli, prevalentemente, alla provincia di Catania, perchè i
  comuni della valle  dell'Etna  impegnati,  in questo momento, con le
  difficoltà che ne  conseguono  dall'eruzione dell'Etna, non hanno di
  più rispetto ai  comuni dell'intera Sicilia che soffrono la medesima
  condizione di disagio  e di difficoltà sotto l'aspetto occupazionale
  dei lavoratori.
       L'articolo 19, così  come  viene impiantato con il nuovo comma,
  prevede lo storno delle somme dal fondo per l'utilizzazione da parte
  del Governo regionale sulla declaratoria approvata in Giunta per gli
  eventi sismici per  il  sostegno  ai  disagi provocati dall'eruzione
  dell'Etna.
       Io ritengo che questo  lavoro lo debba fare l'Assessore per gli
  enti locali per  le  finalità...  onorevole  Stancanelli  non  è una
  sfiducia nei suoi confronti  è  soltanto un dato di fatto oggettivo.
  L'Assessore per gli enti locali si deve preoccupare di utilizzare le
  somme per gli eventi  di disagio che si verificano di volta in volta
  in Sicilia.
       Tanto è vero che  con  la vecchia legge finanziaria del Governo
  Capodicasa  fu  istituito  un   fondo  pari  al  10  per  cento  del
  trasferimento di tutte le  somme  ai  comuni, diviso con il 7,50 per
  cento stabilito nella Conferenza regioni e autonomie locali; il 2,50
  per cento a  discrezione  dell'Assessore per ogni singolo intervento
  da fare nei comuni della Sicilia.
       Con la  finanziaria  'Cuffaro'  fu  legislativamente  modellata
  quella legge e fu ridotto il plafond dal 10 per cento al 5 per cento
  stabilendo nuovi criteri e  nuovi parametri siccome poi al comma 6 è
  previsto che i  siffatti  interventi  dovrebbero  servire  anche per
  l'abbattimento delle  barriere  architettoniche  e questo rientra di
  nuovo tra le  competenze  dell'Assessore  per  gli  enti  locali, io
  vorrei che il  Governo  specificasse  bene  il significato di questo
  articolo, sotto due  aspetti:  se  la  competenza  passa  dagli enti
  locali all'Assessorato Lavoro  o  quale è la percentuale delle somme
  che vengono utilizzate  per  questo  tipo  di  intervento, perchè se
  dovesse essere un intervento  a  favore  di  una  zona che merita sì
  l'intervento,  ma  non   a   discapito  di  altre  zone  altrettanto
  disagiate, io non sono d'accordo.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI  Signor  presidente,  onorevoli colleghi, la discussione di
  questo articolo presuppone  innanzitutto un ragionamento preliminare
  che forse, anzi certamente è sfuggito all'onorevole Turano.
       Noi qui ci  troviamo  a  incominciare a ragionare su interventi
  urgenti per far fronte ai  disagi  per  le  popolazioni  colpite  da
  calamità naturali.
       A questo articolo che è  l'articolo  19 una decina di deputati,
  almeno, tra cui io, abbiamo presentato degli emendamenti aggiuntivi.
       Emendamenti che vanno nella direzione di rendere immediatamente
  operativi alcuni interventi che  hanno  il  loro  presupposto in una
  delibera di giunta regionale  dopo  una  visita ufficiale tenuta sui
  luoghi da parte del governo regionale.
       In quella sede il governo  regionale impegnò 53 milioni di euro
  per far fronte alle  esigenze  immediate della provincia di Catania.
  Quella era una delibera  ufficiale con impegni ufficiali che avevano
  avuto solo nella delibera di  giunta una copertura finanziaria di 17
  milioni di euro, mentre per  le  rimanenti somme non v'era copertura
  finanziaria.
       Questa situazione  era  cristallizzata  al  primo  novembre  di
  quest'anno.
       Dal primo novembre ad oggi  quella  situazione  di disagio si è
  ulteriormente incancrenita, ci  sono  stati  altri  eventi  sismici.
       L'eruzione continua.
       La cenere lavica cade alternativamente su tutta la provincia di
  Catania e non solo sulla  provincia di Catania costantemente fino ad
  oggi.
       L'aeroporto di Catania lavora  a  singhiozzo  uno  due giorni a
  settimana.
       I danni che si stanno  avendo  sulla  provincia di Catania sono
  enormi.
       Si parla di perdita di 10  milioni di euro a settimana solo per
  la mancata presenza di  turisti rapportata allo stesso periodo dello
  scorso anno.
       Ci sono migliaia  di  famiglie  sfollate  a  Santa Venerina, ad
  Acireale a Guardiamangno a Zafferana, a Milo e così via.
       Il tetto di una scuola è caduto e per fortuna non ci sono stati
  morti durante delle lezioni a  Macchie  di  Giarre.
       La situazione è assolutamente drammatica
       E allora  abbiamo  ritenuto  opportuno,  tra  l'altro,  facendo
  seguito, ripeto all'impegno  del  governo  della  Regione  e facendo
  seguito ad una  assemblea  tenutasi  davanti  agli sfollati di Santa
  Venerina, a degli impegni  presi da tutta la deputazione regionale e
  nazionale sia di  centrodestra che di centrosinistra e alla presenza
  anche  dell'assessore  al lavoro  Stancanelli  a  dire  che  avremmo
  provveduto prima di Natale  a  dare  delle  risposte  immediate  che
  possono,  in qualche maniera,  non  dico  sollevare  del  tutto,  ma
  comunque dire a quelle popolazioni che le istituzioni regionali sono
  vicine al disagio che stanno vivendo.
       A seguito di questo abbiamo presentato gli emendamenti che sono
  aggiuntivi all'articolo 19.
       Oggi io non trovo questi emendamenti allegati all'articolo sono
  nel fascicolo a parte degli emendamenti aggiuntivi.
       Allora prima di entrare  nel  merito, io vorrei sapere e chiedo
  alla  Presidenza,   se   quegli   emendamenti   saranno   dichiarati
  ammissibili o non lo  saranno,  se  sarà  possibile discutere e dare
  risposte a quelle popolazioni  per  quello  che  è  possibile fare o
  meno.
       In relazione a questo metto  le mani avanti, perchè sia chiaro,
  se quest'Assemblea in  maniera  immediata  alle  esigenze  di quella
  popolazione, facendo seguito agli  impegni  presi dal Governo, io ne
  farò  un caso e non credo  solo  io,  faremo  un  caso  politico  in
  provincia di Catania che durerà a lungo, perchè io vorrei sapere nel
  caso in cui si  pensasse  che  gli  emendamenti siano improponibili,
  vorrei sapere, per esempio, l'articolo  52  del  testo  di  legge in
  discussione che prevede  delle  sovvenzioni per garantire la ripresa
  delle  attività commerciali  dell'incendio  del  palazzo  di  piazza
  Generale Cascino se sia materia attinente a questo disegno di legge;
  se l'articolo 57 che prevede un contributo a sostegno delle priorità
  dell'attività produttiva di  Legno  Market  di  Palermo  sia materia
  attinente  a  questo  disegno  di  legge;  per  altro  articoli  già
  dichiarati inammissibili.
       Allora, se il Governo  e  l'Assemblea  tutta  ritengono che sia
  necessario affrontare delle  provvidenze  ad hoc a singoli soggetti,
  anche  possibilmente legittimi,  ritengono  di  discuterne,  io  non
  capisco  perchè  non   si   dovrebbe   discutere  ed  approvare  gli
  emendamenti  che   riguardano   posizioni   oggettive  di  un'intera
  popolazione  dove  non  ci  possono  essere  distinzioni  di  colore
  politico, di appartenenza  politica  o  di ragionamento complessivo,
  allora, di questo ne dobbiamo  discutere se la Presidenza ritiene di
  dichiararli inammissibili.
       Io vorrei saperlo, perchè è giusto che l'Assemblea lo sappia, è
  giusto che noi lo sappiamo  ora,  perchè da questo dobbiamo prendere
  le nostre determinazioni politiche.
       Altro   argomento   che    prendo   e   che   do   a   supporto
  dell'ammissibilità di quegli  emendamenti  scaturisce  dal fatto che
  c'è anche la copertura  finanziaria,  perchè  la  delibera di Giunta
  regionale,  che disponeva i  53  milioni  di  euro  prevedeva  delle
  coperture finanziarie che erano individuate nei capitoli 672013, nei
  capitoli 672006, nei  capitoli  672003,  nonchè  nelle disponibilità
  previste dall'articolo 49 della legge regionale 1049.
       Quindi  quello  che   è   previsto  in  quegli  emendamenti  ha
  teoricamente  una  copertura   finanziaria   che  deve  essere  solo
  disposta, facendo seguito agli impegni, sottolineo presi dal Governo
  regionale, che deve essere  disposta solo in via legislativa, perchè
  se così non è quella  Giunta  regionale  è  solo  una  petizione  di
  principio che potrebbe essere definita un panegirico ma che di fatto
  non affronta i problemi.
       Siccome io credo che  il  Governo regionale tutto e l'Assemblea
  tutta hanno a cuore l'esigenza  di  fare  ripartire o quanto meno di
  alleviare  per quel che  è  possibile  le  difficoltà  di  un'intera
  provincia, difficoltà che non hanno  avuto  il  giusto  peso in sede
  nazionale; ricordo a tutti noi  che  il  Governo  nazionale, fino ad
  oggi, ha stabilito un contributo di  10 milioni di euro, cioè a dire
  20 miliardi di lire che  sono il danno che quella provincia sopporta
  in un giorno.
       Per il resto il Governo  nazionale  ad oggi non ha dato nessuna
  risposta; se noi vogliamo seguire  quella  linea  che ben si faccia,
  sapendo che le  responsabilità  politiche  saranno ben individuate e
  saranno responsabilità politiche non solo gravi, anzi gravissime, ma
  che ci metteranno di fronte  ad un fatto compiuto: l'Assemblea viene
  chiamata a discutere ed a  dare  sovvenzioni  per  casi soggettivi e
  particolari, mentre su casi  di  interesse  generale,  dove  ci sono
  tutti presupposti legislativi, dove si fa seguito agli impegni presi
  dal Governo, dove c'è la  copertura finanziaria che deve essere data
  legislativamente, potrebbe non  dare risposte ad una popolazione che
  le attende.
       Oltretutto gli impegni  ai quali avrebbero dovuto dare risposta
  entro il primo gennaio,  se  Lei ben ricorda, assessore Stancanelli,
  mi è stato suggerito nell'assemblea tenuta a Santa Venerina, di fare
  degli emendamenti in maniera tale  che ciò fosse consentito e questo
  suggerimento è venuto da Lei  e  da altri esponenti della Casa delle
  libertà che in quella sede erano presenti.
       Perchè  ripeto,  in   questa  materia  non  ci  possono  essere
  distinzioni di colore politico nè di appartenenza.
       Io a queste domande, prima di andare avanti, vorrei avere delle
  risposte. E sulla base  di  quelle risposte, certamente, prenderò in
  considerazione, e credo che non dovrei farlo solo io, la possibilità
  di continuare a lavorare in questa Aula o meno.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO  Signor Presidente, ho la sensazione che gli argomenti posti
  all'attenzione dal collega  Raiti,  che evidentemente sono questioni
  abbastanza  importanti  e   serie,   non  sono, comunque, pertinenti
  all'articolo 19.
       Infatti, all'articolo 19,  con  la modifica che sostanzialmente
  apporta all'articolo 4 della legge n.  3 del 1998, tende ad inserire
  un criterio diverso per quanto concerne il riparto dei famosi fondi,
  ciò significa, noi in questo momento prevediamo, con la modifica che
  apportiamo, aggiungendo il comma  5  e 6  all'articolo 4 della legge
  n. 3 del 1998, la  possibilità, all'assessore al lavoro, e così via,
  di  intervenire con  specifici  provvedimenti  di  finanziamento  di
  cantieri di lavoro, io  li  chiamo  con  la  vecchia  denominazione,
  tenendo  conto  che in  quei  comuni  si  sono  registrate  calamità
  naturali.
       Quali  sono  le   calamità   naturali   che   sono  specificate
  nell'articolo?   Dagli  eventi   sismici   a   calamità   che  sono,
  evidentemente,  dettate da  eventi  idrogeologici,  o  comunque,  mi
  permetterei  di  aggiungere,   con   un  subemendamento,  di  natura
  atmosferica. Cosa voglio dire?
       Siccome si capisce, mi pare,  che  non  si  tratti  solo  della
  provincia di Catania, anche se  le cose, evidentemente, e gli eventi
  che hanno interessato la  provincia di Catania hanno, indubbiamente,
  un preminente interesse e debbono avere una preminente attenzione da
  parte nostra, mi pare ovvio  che  tutto, invece, si va a racchiudere
  qua sui criteri che utilizzerà il Governo nel fare la declaratoria.
       La declaratoria che il Governo  farà,  e per questo io annuncio
  già la presentazione di un ordine del giorno, è una declaratoria che
  tiene conto di tutte le  calamità  naturali  che  sono  accadute  in
  questi mesi in questa Isola?
       Io credo che, ragionevolmente, si possa dire di sì
       Signor Presidente, stavo dicendo,  visto  e  considerato che si
  tratta di modificare l'articolo 4 della  legge  n.  3  del 1998 e di
  permettere  all'assessore  Stancanelli  di  utilizzare,  per  quanto
  concerne le logiche di riparto,  anche  e  soprattutto, la logica di
  tenere conto degli eventi che  sono  accaduti, non solo in provincia
  di Catania, perché noi  diciamo qui: calamità naturali, dagli eventi
  sismici fino a quelli idrogeologici, chiaro?
       Allora,  siccome risulta  che  alcuni  comuni  siciliani  hanno
  presentato, alla Presidenza della  Regione  ed  al Governo di questa
  Regione, specifica istanza  per  essere  inclusi nella declaratoria,
  perché hanno subito danni,  per esempio da altri eventi atmosferici,
  e non possono intervenire con  mezzi  propri,  mi  pare evidente che
  tutto ciò, invece, dovrebbe essere  minimo indicato in un ordine del
  giorno approvato dall'Aula, dove si  dice  che  il problema legato a
  questo tipo di modifica dell'articolo  4  della legge n. 3 del 1998,
  sta nel fatto di come  la  Giunta  di  Governo farà la declaratoria.
  Perché se la Giunta di  Governo fa la declaratoria, tenendo conto di
  quante calamità naturali si  sono  succedute  e  quanti  danni hanno
  prodotto, io credo che abbiamo  fatto una cosa che tutto sommato può
  permettere domani di agire con un minimo di ragionevolezza.
       Annuncio, quindi, Signor  Presidente,  la  presentazione di uno
  specifico ordine del giorno.

     VILLARI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     VILLARI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  fare
  rilevare come  il  Governo nazionale, rispetto a questa vicenda che,
  in qualche  modo,  si  riscontra  anche  nei  contenuti della stessa
  misura prevista  dall'articolo 19  del testo di cui discutiamo, cioè
  'Interventi per  l'occupazione negli enti locali colpiti da calamità
  naturali'  Leggasi,  per  quanto  mi  riguarda,  emergenza  'Etna' o
  comunque  emergenza  di  quell'area  laddove  queste  calamità hanno
  determinato tutta  una  serie  di  problemi richiamati più volte nel
  dibattito di questa Aula.
       Il  problema,  per  quanto  mi  riguarda,  non  è  solo  quello
  dell'approvazione  di  questo  articolo,  che  interviene,  intanto,
  rispetto a quanto la misura  stessa  prevede,  in  qualche  modo  in
  coerenza con impegni, almeno sul  piano verbale, assunti dal Governo
  regionale nella città di Linguaglossa,  parlando  di tutta una serie
  di misure che riguardavano  Piano  Provenzana, quell'area, poi altri
  comuni che sono stati via  via  colpiti  drammaticamente  da  scosse
  sismiche,  dalle  colate  laviche  e  quant'altro.  Pertanto,  fermo
  restando l'aspetto che attiene questo articolo, la domanda che pongo
  è: dov'è il Governo nazionale? Chiedo questo al di là di ogni logica
  di appartenenza, mi allarma come cittadino catanese, come siciliano,
  credo allarmi tutti i siciliani.  Una  vicenda  delicata  questa che
  riguarda l'emergenza etnica, il  più grande vulcano attivo d'Europa,
  rispetto  a  cui   gli   esperti   sismologi,  vulcanologi,  dicono:
  "guardate che questa è una  fase  complessa,  di  difficile  lettura
  rispetto  all'evoluzione  di questo  vulcano  che  si  presenta  con
  caratteristiche  diverse  rispetto  al  passato".
       Quindi, c'è una situazione di allarme, determinata dagli eventi
  sismici, in senso stretto, dall'eruzione vulcanica, dall'eruzione di
  cenere lavica che sta determinando  seri  e  rilevanti  problemi  in
  tutti i comuni della provincia  ed  oltre  la  provincia di Catania.
  Vorrei ricordare che è ben oltre  la provincia di Catania.  Siamo di
  fronte  ad  un  fenomeno   che   credo   il   Parlamento  regionale,
  rivolgendosi  al Governo nazionale  deve  rimettere  al  centro  del
  dibattito politico e delle azioni  e  delle pressioni che il Governo
  deve esercitare nei confronti del  Governo  nazionale, che è assente
  rispetto  a  questa  materia. Io  vorrei  ricordare  che  la  Giunta
  comunale di Catania  è rappresentata autorevolmente ma evidentemente
  senza fortuna dall'on.  Scapagnini, sindaco di Catania, non ha avuto
  una risposta rispetto ad  alcune  problematiche, sollevate proprio a
  proposito della dichiarazione di emergenza e di calamità per tutti i
  comuni della provincia di Catania e per Catania città, che - come si
  sa - è un'area esclusa rispetto agli interventi sulle esenzioni o la
  proroga delle esenzioni dei tributi  e  dei contributi, non inclusa,
  come invece era avvenuto, per  Linguaglossa,  Acireale  e  Milo,  mi
  pare, tre comuni colpiti dagli eventi sismici.
       Pertanto,   la  questione  che  io  pongo,  signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, è questa: non vedo contraddizione tra l'articolo
  19 che attiene ad una misura  specifica,  e cioè questa che riguarda
  gli interventi previsti con  misure dell'Assessorato del lavoro, con
  degli emendamenti aggiuntivi a questo articolo che pongono questioni
  di riordino e di procedura  rispetto  ad  una  volontà  espressa dal
  Governo  regionale  attraverso  un disegno  di  legge  cui  è  stato
  presentato nella forma di emendamento  aggiuntivo.  Io  non vedo, da
  questo punto di vista, un'incoerenza.
       Mi pongo semmai un problema, e concludo con questo, ed è quello
  che noi - e qui sono come mi  piace essere, cioè estremamente chiaro
  e limpido - ci preoccupiamo, forse un po'  troppo spesso, - però non
  voglio  entrare  nel merito - del  problema  della  piccola  azienda
  commerciale - non so di quale comune,  di  quale provincia, di quale
  area  -,  in  cui si verifica un  incendio,  della  piccola  azienda
  artigianale, dove vi è non so quale  altro  problema  e  la  Regione
  interviene, ma non so fino a che punto ciò  sia giusto e lecito, dal
  punto   di   vista   della   logica   politica   e   dell'intervento
  istituzionale.  La stessa Regione,  invece,  mostra  disattenzione -
  cosa  che  a mio giudizio è grave -  rispetto  ad  una  vicenda  che
  richiama tutto il Parlamento regionale, tutte  le  forze politiche e
  cioè la vicenda di un vulcano che, in questa fase, si sta connotando
  come  un  rischio,  un  pericolo per le  popolazioni  non  solo  del
  catanese ma dell'intera Sicilia orientale.
       Voglio  anche  ricordare che  gli  esperti, rispetto  ai  nuovi
  fenomeni vulcanici, stanno manifestando qualche preoccupazione.  Chi
  tra noi non  è  andato  a  Catania?  A tutti i colleghi qui presenti
  sicuramente sarà  capitato  di  andare a Catania o in qualche comune
  della   provincia;   i   problemi   della   polvere   lavica  stanno
  incominciando a diventare estremamente seri, con una crisi economica
  pesante   per   l'agricoltura,   per   la   piccola   impresa,   per
  l'artigianato, per  i  servizi,  per  il  turismo,  per tutte quelle
  attività economiche  su  cui  si fonda l'economia catanese e, direi,
  anche dell'intera Sicilia orientale.
       Vi   esorto,  quindi,  ad  approvare  l'emendamento  aggiuntivo
  presentato, che  nulla  toglie  all'articolo  19,  sul  quale si può
  essere d'accordo, valutandolo con attenzione, sapendo che le risorse
  sono quelle  che fanno riferimento a quanto previsto dalla Giunta di
  Governo. Qui  non  si  aggiungono  nuove  risorse,  ma si utilizzano
  risorse già previste dalla Giunta regionale.
       Onorevole  Stancanelli,  nella  sua  norma lei ha anticipato in
  qualche  modo  l'orientamento  espresso  dalla  Giunta  di Governo a
  Linguaglossa.  Si  tratta  di andare avanti con gli altri interventi
  settoriali,  che nell'emendamento cui faceva riferimento l'onorevole
  Raiti noi vogliamo riproporre come norme di legge aggiuntive.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
  facoltà.

     MICCICHE'   Ringrazio l'onorevole Villari, il quale ha anticipato
  argomenti  che  volevo  trattare  nel  mio  intervento,  però voglio
  sottolineare un  fatto,  concordando  con  gli  oratori che mi hanno
  preceduto:  l'onorevole  Turano  credo che non volesse creare questo
  scontro campanilistico  fra  le province siciliane, però io gli dico
  che queste  giuste  rimostranze  da lui evidenziate le dovrebbe fare
  all'interno  della  maggioranza,  perchè abbiamo letto sui giornali,
  nell'ultimo  periodo,  quante promesse il Governo nazionale ha fatto
  in occasione degli eventi calamitosi verificatisi nella provincia di
  Catania.
       Io  chiedo,  quindi,  alla maggioranza di rivolgersi al Governo
  nazionale per  evitare  che  si  faccia  una guerra tra poveri delle
  varie  province, perchè, come giustamente diceva l'onorevole Turano,
  se a  Catania  vi  è  una  calamità  naturale  che  sta danneggiando
  l'economia della  sua provincia, in altre province siciliane vi sono
  altre  calamità,  a  cominciare  da  quelle  riguardanti  i problemi
  dell'occupazione,  della  mancanza di acqua, che ha provocato, nelle
  province di  Agrigento, di Caltanissetta ed in parte di Enna, grossi
  disastri da un punto di vista sociale.
       Per evitare  di ripetere le cose dette dall'onorevole Villari e
  dall'onorevole  Raiti,  io  chiedo  alla  Presidenza  di  dichiarare
  ammissibili  gli  emendamenti  presentati  dagli  onorevoli Raiti ed
  altri,   che   anche   io  ho  firmato,  condividendone  appieno  le
  argomentazioni.

     ROTELLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ROTELLA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei,  se
  possibile,  dare  un  contributo  ai  lavori  di  questo  Parlamento
  chiedendo ai colleghi  che  si  sono  occupati di un tema che mi sta
  personalmente a cuore, credo come a tutti i colleghi parlamentari di
  questa Assemblea  ed  in  particolare  a  quelli  che  insistono nel
  territorio della  provincia  di  Catania, di dare la disponibilità a
  discutere   di   questo  tema,  assumendocene  qui  l'impegno,  cioè
  dell'emergenza  di cui abbiamo parlato nella finanziaria che andremo
  ad affrontare  da  qui  a  qualche  giorno, dove potremmo trovare il
  sistema, attraverso un disegno di legge articolato da inserire nella
  finanziaria, di affrontare le diverse fattispecie delle emergenze di
  cui   andiamo   parlando,   che  impegnano  una  serie  di  settori,
  dall'agricoltura al turismo, al commercio.

     PRESIDENTE    Onorevole   Rotella,  lei  ha  chiesto  di  parlare
  sull'ordine dei lavori

     ROTELLA   Se  volessimo  considerare  questa proposta e volessimo
  ritirare gli  emendamenti  di cui stiamo parlando per riproporli poi
  nella  finanziaria  in  maniera  più  completa, ciò consentirebbe la
  velocizzazione  dei  lavori  per  l'approvazione delle variazioni di
  bilancio e di  affrontare  immediatamente la questione di cui stiamo
  parlando. E' una  richiesta  che  vorrei  fare  ai colleghi che sono
  intervenuti prima e a quelli che hanno presentato l'emendamento.

     PRESIDENTE    Vorrei  fare  notare   all'onorevole   Rotella  che
  purtroppo si sta discutendo di una cosa che non è scritta nel testo.

     SPEZIALE  E' un emendamento all'articolo 19.

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale, non   sono   stati   presentati
  emendamenti all'articolo 19.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ritengo
  invece  che gli emendamenti presentati  dall'onorevole  Raiti  siano
  perfettamente pertinenti, non solo perché richiamano l'articolo 19 e
  trattano  una  materia  estremamente in sintonia con l'argomento che
  stiamo trattando, ma  anche  perché  la Giunta di Governo è venuta a
  Linguaglossa  a  promettere cento miliardi per l'emergenza Etna, che
  riguarda  l'emergenza  sismica,  la  polvere  di  lava vulcanica che
  continua   a   fare   danni   devastanti  al  turismo,  all'economia
  commerciale. Come dicono gli esperti, dobbiamo abituarci a convivere
  con questo  fenomeno,  che  durerà almeno tre mesi. Ci sono già voli
  cancellati per il  21  e  per  il  22  dicembre; siamo sul piano dei
  flussi  turistici  quasi  allo  zero.  Si  calcola  che  in  Sicilia
  orientale ci  siano  stati  già,  secondo  i  dati che ha fornito la
  Fiavet, circa 163 miliardi di danni di minori introiti delle agenzie
  commerciali e delle agenzie turistiche.
       Allora   il   problema   esiste,   non   tanto   nei  confronti
  dell'onorevole Stancanelli  che,  devo  dire, è stato l'unico che ha
  mantenuto gli impegni, perché, rispetto alla Giunta di Linguaglossa,
  molti interventi previsti da quella Giunta andavano poi tradotti dal
  punto   di   vista   legislativo.   Perché   è   facile   promettere
  rimodulazione di  fondi  e  continuare  a  dire  che ci sono i fondi
  Gescal, i  fondi  che  riguardano  i  beni culturali, che riguardano
  tutte  le  rubriche degli assessorati, senza individuare il percorso
  dal punto  di  vista  legislativo  che  dia  una risposta concreta a
  quelle popolazioni.
       Credo  che  questi  emendamenti  dell'onorevole  Raiti  debbano
  essere discussi  ora,  perché  non  sono  aggiuntivi,  ma sono anche
  modificativi e  integrativi. E voglio che il Governo affronti questo
  argomento in  maniera più concreta ed efficace rispetto ai proclami,
  perché  in  quella  realtà  non  ci  si  può  permettere più di fare
  proclami, ma si deve aprire una vertenza Sicilia.
       E il Governo regionale, se avesse una cultura di governo serio,
  aprirebbe un conflitto con il Governo nazionale,  perché  il Governo
  nazionale, dopo  avere  promesso  le tasse e dopo avere promesso per
  dieci volte  la visita di Berlusconi, sta operando con i 10 miliardi
  della Protezione  civile,  che  sono  gli  unici ed insufficienti in
  questo momento per fare fronte alle esigenze dei cittadini.
       C'è un grave ritardo politico e quindi noi abbiamo un posizione
  di forte contrasto nei  confronti  delle speculazioni bassissime del
  Governo Cuffaro

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Liotta. Ne ha
  facoltà.

     LIOTTA   Signor Presidente, sono convinto anch'io che l'onorevole
  Stancanelli sia  stato  l'unico  a  dare  una parziale risposta alle
  promesse che sono state fatte dalla Giunta itinerante che si muoveva
  tra  Linguaglossa  e  Santa  Venerina  nei  giorni della passerella;
  giorni in cui si vantava che quei miliardi sarebbero stati spesi per
  quelle aree  e  sembravano somigliare all'esercito di Mussolini - lo
  cito senza  voler essere offensivo, solo come esempio storico -.  Si
  andava a  Santa  Venerina  e  si  sbandieravano alcuni miliardi e la
  gente di  quel comune pensava che quei miliardi fossero destinati al
  terremoto di  Santa  Venerina;  poi  si andava a Linguaglossa - e mi
  perdoni  l'onorevole  Raiti,  ma  probabilmente è al contrario, cioè
  prima si andava  a  Linguaglossa  e  poi a Santa Venerina, ma per la
  legge commutativa  della  politica  il  risultato  non cambia - e si
  promettevano gli stessi soldi.
       Questo ha  fatto  il  Governo  in quei giorni, non ha mantenuto
  quasi nulla  di  quelle  promesse  e  questo articolo 19 è una prima
  parziale risposta  a tali esigenze. E, quindi, l'articolo 19 secondo
  me va  nella  direzione  giusta;  il  problema è che la risposta che
  viene fornita  con  esso  è una risposta insufficiente, noi vorremmo
  integrarla  con  altre risposte che sono contenute negli emendamenti
  che  abbiamo  sottoscritto  insieme  all'onorevole  Raiti.  Non vale
  appellarsi  a  questioni  di  crusca  regolamentare od a provenienze
  all'area  di  Castrogiovanni,  piuttosto  che  a quella Girgentana o
  Mamertina,  per  disconoscere, onorevole Turano, che il disastro che
  si è  verificato  nella  provincia  di Catania è un disastro che non
  riguarda soltanto i Catanesi e che non riguarda soltanto il turismo,
  perché i  danni  che ci saranno sulla campagna agrumicola quest'anno
  saranno dei danni ingenti, perché sono già iniziati.
       Io non so se sapete quali effetti vengono prodotti dalla caduta
  della cenere sulle bucce delle arance nella provincia di Catania: la
  conservabilità  del  prodotto,  e  quindi la sua commerciabilità, ne
  risulta fortemente  compromessa;  e  quando  tu non puoi spedire sui
  mercati europei  un  prodotto  che  resiste  15  o  20  giorni, quel
  prodotto  perde  mercato,  perde  valore,  perde  prezzo. Sono danni
  ingenti
       Nessuno si  può permettere di dire che la situazione è identica
  dappertutto,  perché  tutti  noi  siamo coscienti della drammaticità
  della  situazione  occupazionale  nell'intera  Isola,  ma  in questo
  momento -  credo  che  i  Catanesi  avrebbero fatto a meno di questa
  ribalta -  i  disagi  alla  ribalta  sono  quelli della provincia di
  Catania e quindi  non  è  il caso di mettere in campo campanilismi o
  provincialismi di qualsiasi natura, ma è il caso di dare risposte.
       Quindi non  appelliamoci  a questioni di crusca ed io invito la
  Presidenza a  volere  considerare  che la materia dell'articolo 19 è
  così  pertinente,  è  così  connessa  con gli emendamenti presentati
  dall'onorevole  Raiti  che sarebbe una grave ingiustizia considerare
  quegli  emendamenti  fra  quelli  degli articoli aggiuntivi e quindi
  espungerli dalla discussione in quest'Aula.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Ioppolo. Ne ha
  facoltà.

     IOPPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non intervengo
  certo soltanto per  onore di firma ma perché il dibattito che si sta
  sviluppando è un dibattito grandemente interessante e mi pare che si
  agitino due  problemi:  il  primo  è l'articolo 19 come proposto dal
  Governo  e dall'Assessore Stancanelli in particolare, che con grande
  sensibilità  inserisce  una  norma nel contesto di norme finanziarie
  urgenti e che quindi non può non fare riferimento ad una particolare
  situazione che si  è  venuta  a creare e che, ogni giorno di più, si
  aggrava in provincia di Catania.
       Certo,  quando  si  tratta  di  una  norma  che  ha  un  bacino
  particolare,  quello di una provincia, l'emotività dell'Assemblea si
  alza, perché  si  pensa ad un provvedimento che vada in direzione di
  una parte,  seppure importante, della Regione, mentre altre parti in
  questo momento potrebbero essere meno interessate.
       Signor  Presidente, onorevoli colleghi, qui noi stiamo parlando
  di una  parte  rilevante  del  territorio  regionale,  non  certo di
  un'azienda privata, stiamo parlando di eventi calamitosi naturali di
  estrema gravità,  non  di  incendi  ad una fabbrica di legni; stiamo
  parlando non  di  sostituirci  ad  una  polizza  assicurativa, ma di
  interventi  a  sostegno  dell'occupazione  e  dell'economia  di  una
  provincia duramente colpita - qui non lo ha ricordato nessuno sino a
  questo momento -  da  oltre  un anno, perché un anno fà, nei mesi di
  luglio, di agosto, la stessa parte del territorio della nostra Isola
  è stata messa letteralmente in ginocchio da altri eventi calamitosi.
       Ed allora, un po' di razionalità ed un po' di equilibrio: norme
  finanziarie urgenti per una situazione straordinaria ed eccezionale
  A  questo  si  aggancia  quello  che  l'onorevole  Raiti  aveva  già
  proposto, se  non  sbaglio  con  un suo disegno di legge, disegno di
  legge  che  poi,  attraverso  un'operazione di restyling, attraverso
  un'operazione  di  tecnica  legislativa, ha tramutato in sette, otto
  emendamenti che incidono sull'articolo 19.
       Questi emendamenti sono strettamente connessi con l'articolo 19
  così  com'è   stato  proposto  dal  Governo  della  Regione  e  sono
  emendamenti che  meritano,  io non li condivido tutti ed appieno, ma
  sono emendamenti  che  vanno  discussi,  che  vanno affrontati e sui
  quali l'Assemblea si deve esprimere per approvarli o meno.
       Intanto -  e  concludo, signor Presidente - l'articolo 19 com'è
  stato proposto dal Governo nel disegno di legge che stiamo, ormai da
  qualche    giorno,    affrontando,    merita   il   pieno   sostegno
  dell'Assemblea.  E  qui,  onorevoli  colleghi  che  avete  sollevato
  qualche  dubbio,  non possono esservi incertezze o indecisioni circa
  l'ambito  di  operatività  all'interno  della Sicilia.  Non facciamo
  guerre tra  poveri,  questo  si, ma non dimentichiamo e, soprattutto
  non  minimizziamo  un'autentica situazione di grande difficoltà e di
  grande disagio  che  vive  una parte rilevante della nostra Terra di
  Sicilia.

     PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha
  facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor Presidente, io intervengo brevemente per dire
  che l'articolo,  così  com'è  formulato,  non  è  detto  che vada ad
  interessare  Catania,  può  interessare  chiunque. Allora, io non ho
  problemi a  sostenere  che  i cinque milioni di euro vadano a finire
  alle  zone  di  Catania,  però  questo andrebbe scritto chiaramente;
  diversamente, se  invece  deve essere finalizzato a tutti gli eventi
  calamitosi, lo si  deve  sapere  da subito, in modo tale che tutti i
  comuni  presso  cui  si  sono  verificati  eventi calamitosi possono
  accedere.
       Io non  trovo  disdicevole il fatto che si scriva nell'articolo
  19, più  chiaramente,  che  le  somme vanno a finire a Catania, così
  come è stato fatto con il decreto dell'Assessorato degli Enti locali
  del 28  novembre  2002,  che  ripartisce all'interno del fondo per i
  comuni e le  province - per i comuni in questo caso - esattamente la
  cifra di  1.345.000  euro ai comuni di Acireale, Linguaglossa, Milo,
  Nicolosi,  Piedimonte  Etneo,  Ragana,  Sant'Alfio, Santa Venerina e
  Zafferana.  Se  si  vuole  intervenire  su  questi  comuni, che sono
  quelli che  non  hanno  più  di  10.000 abitanti, che hanno avuto la
  dichiarazione ai  sensi  dell'articolo  5 della legge numero 225 del
  1992, lo  si  deve scrivere chiaramente  Perchè non ci può essere un
  equivoco attorno  alla formulazione dell'articolo 19:  da un lato si
  dice che ci  sono  tutti, però alla fine, in verità, ce ne sono solo
  alcuni. Diciamolo con chiarezza quali sono i comuni e quali sono gli
  eventi calamitosi  a cui bisogna riferirsi.
       In   questo   caso  inviterei  il  Governo  a  riformulare  più
  chiaramente l'articolo.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   avendo
  partecipato ai  lavori della Commissione, ricordo che in quella sede
  l'articolo 19  aveva  avuto  una  sua finalità ed era ricondotto, mi
  pare,  agli eventi vulcanologici e quindi sostanzialmente riguardava
  la  provincia  di  Catania.  Sono  state sollevate alcune questioni:
  visto che  alcune  calamità hanno riguardato anche altre parti della
  Sicilia, si  è  posto il problema di estendere la norma.  I colleghi
  catanesi  presenti in Commissione si sono dichiarati sostanzialmente
  d'accordo, però  nella loro considerazione, ed è questo il punto che
  intendo sollevare,  si  dava  per  scontato  che ci sarebbe stato un
  intervento  massiccio,  così  come  preannunciato  dalla  Giunta  di
  Governo, in quelle aree.
       Stasera viene  avanzato  il dubbio che l'intervento non c'è sul
  piano delle  scelte  di  carattere amministrativo, è stato detto che
  non è  possibile  farlo in questa sede perchè bisogna rinviarlo alla
  finanziaria.  In  modo del tutto occasionale siamo venuti finalmente
  in possesso  della  finanziaria,  dove  non c'è un solo articolo che
  riguarda l'emergenza  Catania,  non c'è una sola parola che riguarda
  il dramma che sta vivendo la provincia di Catania, qui denunciato da
  tutti i  colleghi,  senza  carattere  e  colore politico, dall'una e
  dall'altra  parte.  Il  problema  che  si  pone  di  fronte  a  noi,
  onorevole Presidente  dell'Assemblea,  è sapere qual è il momento ed
  il  luogo   in  cui  si  decide  di  intervenire  organicamente  con
  provvedimenti  su Catania.
       I   parlamentari   dicono,   stasera,   di   avere  predisposto
  emendamenti  all'articolo  19;  sono  emendamenti  affini  al testo,
  affrontano  organicamente,  seppur  con  punti  di vista che possono
  essere di  volta  in  volta  corretti,  l'intervento in provincia di
  Catania, tendono a soddisfare un impegno che il Governo regionale ha
  assunto,  per   cui  mi  fa  specie  non  aver  trovato  nell'ambito
  dell'articolo  19  gli  emendamenti aggiuntivi allo stesso articolo,
  così  come  predisposti  e  presentati  dai  colleghi  parlamentari.
  Ovviamente  sarà  sfuggito  alla  Presidenza  dell'Assemblea,  ma io
  faccio specie come mai gli uffici non abbiano inserito correttamente
  gli   emendamenti   dell'onorevole   Raiti   e   di  altri  colleghi
  parlamentari  all'articolo  19 per affinità allo stesso articolo 19,
  riguardando  materia  affine,  così com'è pratica costante in questo
  Parlamento.  Perchè non capirei se questi emendamenti, che sono come
  commi  aggiuntivi,  noi  dovremmo affrontarli, invece, come articoli
  aggiuntivi,  sui  quali  poi  si  dice  che  non  c'è  la  copertura
  finanziaria, per  cui, dopo avere approvato il primo testo, il testo
  normativo  della  legge  di  variazioni  al  bilancio,  nessun altro
  articolo  sarà affrontato.
       Noi poniamo  questa  questione,  chiediamo che ora ed in questa
  sede, la  Presidenza  trovi  il modo, se non ritiene corretta la mia
  interpretazione  e  quella di altri, nell'ambito delle variazioni di
  bilancio  di  affrontare  l'emergenza  Catania  e  venga  affrontata
  attraverso provvedimenti normativi, per dare concretezza alle scelte
  che il  Governo  ha preannunciato, per evitare che ancora una volta,
  in quella realtà, oltre al danno c'è pure la beffa di un inganno che
  verrebbe perpetrato  e che sfiducierebbe il rapporto tra Istituzione
  e  ampie   parti   della   nostra  popolazione.  Perchè,  quando  si
  determinano questi  inganni,  si  introduce  anche  una sfiducia nel
  corretto rapporto democratico tra amministrati e amministratori, tra
  governanti e cittadini  e  quindi è una questione delicatissima che,
  secondo me, va posta  e,  secondo  il  mio punto di vista, onorevole
  Presidente  dell'Assemblea,  lo ribadisco, correttamente l'onorevole
  Raiti ha  proposto emendamenti come commi aggiuntivi all'articolo 19
  e, secondo  me,  andrebbero  affrontati  in questa sede, nell'ambito
  dell'approvazione dell'articolo 19.

     PRESIDENTE    E'  iscritto  parlare  l'onorevole  Basile.  Ne  ha
  facoltà.

     BASILE   Signor  Presidente,  mi  corre l'obbligo associarmi alle
  congratulazioni  che  sono state fatte all'Assessore Stancanelli per
  il  tempestivo  intervento  e  per  la  sensibilità  dimostrata  nei
  confronti delle  comunità  colpite  dai  danni,  per cui questa sera
  stiamo trattando  il  provvedimento riguardante - tra virgolette - i
  cantieri di lavoro.
       Io  ritengo  che  il  Governo  Cuffaro,  in quell'occasione, in
  quella famosa  Giunta di Linguaglossa, ha operato tutta una serie di
  atti che  questa  sera,  cari colleghi, non stanno arrivando in Aula
  perchè  sono  atti  amministrativi.  Mi  pare,  per  quanto riguarda
  l'Assessore per  gli  Enti  locali che già ci sono dei provvedimenti
  che  stanno  arrivando  nei  comuni interessati: Linguaglossa, Milo,
  Acireale ed altri.
       Io vorrei fare  un  invito  e  cioè  che, così come ho detto in
  altre occasioni,  a  quello  che  è  stato  lo  sciame sismico, alle
  disavventure, non  segua  lo  sciame delle polemiche e quindi questa
  sera   dare   atto   all'Assessore   a  continuare  a  lavorare  per
  l'approvazione dell'articolo 19. Vorrei poi invitare la Presidenza a
  trovare,  nel  corso  di  questa  sessione  od  eventualmente  della
  sessione di  bilancio,  la  possibilità di varare quelle che sono le
  norme - tra virgolette - portate avanti dal collega Raiti.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Moschetto. Ne ha
  facoltà

     MOSCHETTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe troppo
  facile ripetere ciò  che  è  stato detto dai colleghi sull'emergenza
  Catania, ma siccome  dobbiamo  andare avanti, io ritengo di proporre
  alla Presidenza  ed  eventualmente al Governo una posizione mediana:
  se è vero, come è  vero,  che tutto ciò che è stato detto, di fatto,
  ha penalizzato, penalizza  non  solo  Catania  e  provincia ma tutto
  l'hinterland, se consideriamo che l'aeroporto si riflette in termini
  di danno  economico  totale,  lasciamo stare sugli otto emendamenti,
  signor Presidente,  ai  fini  dell'ammissibilità,  le chiedo solo di
  prestarmi un  attimo  di  attenzione,  perchè,  riguardo  agli  otto
  emendamenti, oggi, in  corso di assestamento di bilancio non faremmo
  neanche in tempo ad approntare gli atti amministrativi per la spesa,
  ma sarebbe un segnale  forte,  in  virtù di quello che è stato detto
  dal Governo  a Linguaglossa, recepire almeno l'ex emendamento 65.31,
  i due milioni di  euro  alla  provincia per la pulizia delle strade,
  delle caditoie, di tutto ciò che riguarda la polvere nera, rinviando
  tutto il resto  alla  finanziaria,  per  cercare  di dare quanto più
  possibile risposte. Rivolgo, pertanto, un invito veramente pressante
  alla  Presidenza,   a   non   dichiararlo  irricevibile,  perchè  la
  dichiarazione di  non  ricevibilità  di  un emendamento che riguarda
  veramente  una   calamità   naturale   per  Catania,  per  i  comuni
  dell'hinterland di  Catania,  verrebbe  visto  come  una prevenzione
  contro, che certamente non è nelle intenzioni della Presidenza. Cioè
  dichiarare almeno  questo  emendamento  compatibile  con la sostanza
  dell'articolo  19,  che riguarda  l'occupazione  negli  enti  locali
  colpiti da calamità naturali.

     LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEANZA  NICOLA . Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  la  mia
  voce  vuole  essere un po' fuori dal  coro.  Do  atto  all'assessore
  Stancanelli del suo impegno - anche se  poi  bisognerà  capire  come
  faremo  a  spendere questi soldi e come si  faranno  i  cantieri  di
  lavoro entro l'anno.
       Vorrei   dire   inoltre  in  modo   molto   chiaro,   assessore
  Stancanelli,   che   il  disegno  di   legge   messo   in   cantiere
  dall'onorevole   Raiti   era  un  testo  sull'emergenza  Etna  molto
  articolato,   ovviamente  emendabile,  migliorabile,  però,  era  un
  disegno di legge esauriente.
       Il  rischio  è  che  con   la   presentazione  estemporanea  di
  emendamenti a fine anno, ciò che  era  un'ottima iniziativa potrebbe
  diventare  soltanto un'opera di pura demagogia,  e  questo  non  era
  nelle nostre intenzioni.
       Io debbo dare anche atto al Governo  regionale  di  avere fatto
  alcune cose. Lo diceva poc'anzi  l'onorevole Giannopolo: l'Assessore
  per gli enti locali si era assunto una serie di  impegni e li ha già
  mantenuti.
       Gli assessori Scammacca e Granata si sono  impegnati a dare una
  risposta e hanno predisposto il regolamento di 30 miliardi per tutto
  ciò che riguarda le scuole e le opere di culto.
       Stiamo attenti nel dire che il Governo  regionale  non ha fatto
  nulla.  Il Governo regionale rispetto a quella famosa delibera molte
  cose le ha fatte, e le ha fatte per via amministrativa.
       Quindi, il Governo regionale non è  stato  assente,  da  questo
  punto di vista cerchiamo di essere  chiari.  E  questo,  l'onorevole
  Raiti lo sa perfettamente bene.
       Noi, nel momento in cui abbiamo firmato  il  disegno  di  legge
  proposto  dall'onorevole  Raiti,  lo  abbiamo   fatto  perchè  siamo
  convinti  che la catastrofe che sta  investendo  Catania  meriti  un
  momento di particolare attenzione.
       L'Etna  non  è  dei  catanesi, è della  Sicilia.  L'Etna  è  un
  patrimonio, ma può rappresentare anche una  sventura,  data  la  sua
  natura di vulcano attivo.
       Quindi, da questo punto di vista l'Etna è di tutti i siciliani.
  E a dimostrazione di ciò sta il fatto che in Commissione non abbiamo
  voluto inserire in particolare Catania  perchè questo problema delle
  catastrofi o degli eventi sismici poteva capitare in qualunque altro
  luogo.  Tuttavia, c'era un'occasione per  potere  agire,  era  stato
  fatto appositamente per questo.
       Pertanto,  onorevole Presidente, lei in  piena  libertà,  senza
  alcun condizionamento, faccia le scelte che ritiene più opportune.
       Pertanto,  inviterei  il  Governo a  sollecitare  un  dibattito
  d'Aula sull'emergenza Etna in modo che lo  stesso Governo possa dare
  tutte  le  comunicazioni  necessarie  su  ciò  che  sta  facendo  al
  riguardo.

     STANCANELLI  assessore per il lavoro,  la  previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI  assessore per il lavoro,  la  previdenza sociale, la
  formazione  professionale  e   l'emigrazione.   Signor   presidente,
  onorevoli  colleghi,  è necessario alla  fine  di  questo  dibattito
  sull'articolo 19, anche per fugare le perplessità e  i  dubbi che ha
  sollevato all'inizio del dibattito l'onorevole Turano, partire dalla
  ratio di questa norma.
       Questa norma scaturisce dalla famosa  giunta  tenuta nel comune
  di  Linguaglossa  sul   caso Etna in cui il  Governo  si  impegnò  a
  stanziare determinate somme per ciascun  assessorato  a favore delle
  comunità colpite dagli eventi sismici.
       Per   quanto   riguarda   l'assessorato    del    lavoro,    in
  quell'occasione,  ebbi  a  dire che  potevamo  utilizzare  almeno  5
  milioni di euro per i cantieri di lavoro.  Ma per fare ciò, sostenni
  in quella sede, era necessaria una riforma legislativa.
       Ecco il punto.  Questa  norma è necessaria perchè i cantieri di
  lavoro,  come  da legislazione vigente,  possono  essere  utilizzati
  soltanto  per gli enti morali, mentre gli  enti  locali  per  potere
  utilizzare tali risorse necessaria tutta una  procedura  di cui agli
  articoli 2 e 3 della legge del 1998 che sostanzialmente non permette
  praticamente agli enti locali di istituire cantieri di lavoro.
       Pertanto,  al fine di poter utilizzare  le  risorse  del  Fondo
  dell'occupazione - che è un fondo  diverso  dal  bilancio regionale,
  quindi non c'è nessuno storno, non stiamo togliendo soldi a nessuno,
  stiamo utilizzando somme che non avremmo  utilizzato se non soltanto
  per gli enti morali e soltanto in una certa parte -, abbiamo bisogno
  di una norma sostanziale che ci permetta di derogare dalle procedure
  di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 4.
       Quindi,  non  c'è  lotta  e  né  guerra   tra  poveri,  c'è  la
  possibilità di utilizzare quelle risorse che già ci sono.
       Il problema della  provincia  di Catania e delle altre province
  lo si è posto in Commissione. Infatti,  il  testo originario parlava
  soltanto della provincia di Catania. E a tal proposito, da assessore
  per  il  lavoro e contemporaneamente  deputato  della  provincia  di
  Catania, mi sembrava poco opportuno che  si  presentasse  una  norma
  soltanto per tale provincia.
       Pertanto, come è stato  ricordato  correttamente dall'onorevole
  Speziale, in Commissione si disse: allarghiamo a  tutti gli enti che
  hanno subito delle calamità naturali accertate  con  delibera che va
  alla Giunta di Governo, non accertate quindi soltanto dall'assessore
  per il lavoro, ma che abbiano una certificazione ben precisa, vale a
  dire  di  declaratoria  di calamità naturale  a  seguito  di  eventi
  sismici,  vulcanologici ed idrogeologici, qualcuno  parlò  anche  di
  danni  dovuti a mareggiate ed altro.  Noi  abbiamo  previsto  questo
  allargamento  e, quindi, non per ipocrisia ma  per  i  discorsi  che
  erano stati fatti in Commissione, abbiamo  eliminato la provincia di
  Catania e abbiamo inserito tutti gli enti  locali  che  hanno subito
  dei danni e i relativi interventi dei  cantieri  di  lavoro potranno
  essere utilizzati soltanto per il  ripristino  di  quelle  strutture
  pubbliche danneggiate da tali eventi.
       Ecco perchè non  c'è nessuno storno, non c'è nessuna guerra fra
  poveri, non c'è nessuna  cosa  che  tolga a qualcuno e dia ad altri,
  c'è soltanto la possibilità di utilizzare queste risorse.
       Per quanto riguarda  il 2002, non c'è la necessità di impegnare
  le  somme  entro  tale  anno, questa  norma  essendo  sostanziale  è
  necessaria  per attivare i cantieri di lavoro  anche  per  gli  enti
  locali e comprende sia il 2002 che il 2003.  Noi speriamo che queste
  risorse siano sufficienti per gli eventi avvenuti  nel  2002  e  per
  eventuali  danni a venire. Ovviamente, siccome  non li possiamo dare
  ad libitum, non appena sarà approvata la  norma,  saranno  emesse le
  opportune circolari e direttive per stabilire  i  termini  entro cui
  presentare  i progetti per ottenere i  finanziamenti.  Questo  è  lo
  spirito della norma.
       Mi rendo conto che forse 5 milioni di  euro sono pochi, Allora,
  nel corso della riunione di Giunta tenutasi a  Linguaglossa e che ho
  ripetuto in commissione, dissi che era meglio non specificare alcuna
  somma.  Attualmente,  la  disponibilità finanziaria  del  Fondo  per
  l'occupazione  è  superiore  ai  5  milioni   di  euro,  quindi,  se
  l'Assemblea  lo  ritiene necessario, i 5  milioni  di  euro  possono
  diventare  anche  di  più;  possono   anche   non   essere  indicati
  precisamente e si dirà soltanto  'nell'ambito  della disponibilità',
  eccetera.  Tale scelta spetta all'Assemblea, e  il Governo non potrà
  che prenderne atto.
       In conclusione, quindi le perplessità  che sono state sollevate
  in  relazione  a questa norma, penso siano  superate  alla  luce  di
  questo iter che non è soltanto procedurale ma è anche nei fatti.
       Il problema che viene posto da molti parlamentari, specialmente
  della  provincia  di  Catania  -  e   passo   alla   seconda   parte
  dell'intervento   -  in  relazione   agli   emendamenti   aggiuntivi
  all'articolo 19 o aggiuntivi al testo, devo dire che al riguardo non
  ha importanza la procedura quanto la sostanza.
       Ritengo che il tutto si possa superare, e  di questo ho parlato
  con  l'assessore  per il bilancio, con  una  riscrittura  del  testo
  inserendo  una  norma sostanziale per  la  utilizzazione  di  queste
  somme.  E in ogni caso, in finanziaria  non  possiamo attivare spesa
  se non è prevista una norma sostanziale.  Quindi, se l'assessore per
  il  bilancio è d'accordo potremmo prevedere un  terzo  comma  o  una
  riscrittura dell'articolo 19, che non preveda stanziamento di somme,
  ma facendo una norma sostanziale che ci  metta  nelle  condizioni di
  stabilire poi in bilancio il quantum da stanziare.
       In tal modo, manteniamo in vita l'articolo  19  e,  quindi,  la
  norma sostanziale necessaria per attivare da  domani  i  cantieri di
  lavoro ed avere anche una cornice normativa da mettere nel bilancio.
  Le  risorse da  stanziare  per   l'emergenza   Etna   le   stabilirà
  successivamente  il Governo della Regione.
       La  mia proposta quindi è di accantonare  l'articolo  19  e  di
  riscriverlo con questo eventuale terzo  comma  che  dia possibilità,
  ripeto, di potere agire. Invito dunque al  ritiro  degli  articoli o
  degli emendamenti aggiuntivi che verrebbero  in  ogni preclusi dalla
  Presidenza,  in  quanto  essa già si è  espressa  in  questo  senso.
  Invece,  salveremmo, sostanzialmente, le  istanze  presentate  dalla
  maggior parte dei deputati.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  non  vi  sono  altri  iscritti a
  parlare.
       C'è una richiesta del Governo di sospendere i lavori d'Aula per
  cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle  ore 17.43, è ripresa alle ore 18.20)

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato
  dal   Governo   l'allegato   emendamento   19.R.1   di   riscrittura
  dell'articolo 19.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione   professionale   e   l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi  desidero  soltanto  evidenziare  che  nei commi
  aggiunti vogliamo far  sì che ci sia già la norma sostanziale (che è
  il comma 9) affinché poi in bilancio possiamo quantificare la somma.
       Ovviamente,  per  quanto  riguarda  la richiesta dell'onorevole
  Moschetto di evidenziare almeno l'aspetto della pulizia, l'assessore
  Pagano ha potuto  trovare  tra le pieghe del bilancio 2 miliardi, un
  milione di  euro, e per quest'ultimo periodo provvediamo con questi;
  in  bilancio  poi  troveremo  le  somme  anche  che  per  gli  altri
  interventi.
       Se  questo  articolo  così  come  è  stato riscritto può essere
  considerato   moderatamente   sufficiente,  ritengo  che  gli  altri
  emendamenti  possano  essere ritirati;  nel bilancio discuteremo poi
  singolarmente  tutte le iniziative previste nell'emendamento firmato
  dall'onorevole Raiti e da altri deputati della provincia di Catania.

     RAITI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei dire che
  non sono  soddisfatto  dell'emendamento presentato. Ma dire ciò è un
  eufemismo perché ci  si può dichiarare  soddisfatti o meno se c'è un
  contenuto che può  o  meno  venire  incontro  alle  esigenze  che si
  ponevano con gli emendamenti presentati.
       Lo scopo  e  l'oggetto  di  quegli  emendamenti, che  di  fatto
  ripercorrono  una  proposta  di  legge  organica  già  depositata  e
  firmata da tutta  la  deputazione  catanese e non solo, era ed è uno
  scopo oggettivo  che  prevede l'impegno legislativo di una copertura
  finanziaria che era  stata  promessa  dal  Governo  in una seduta di
  Giunta regionale.
       E' vero che  è già stata disposta la distribuzione di somme, ma
  quelle somme sono  17  milioni  di  euro su capitoli di bilancio già
  individuati.
       Il Governo aveva  detto,  e ha preso impegni, che avrebbe speso
  immediatamente 53 milioni di euro.
       Quegli emendamenti e  quel  disegno  di legge, oltre a dare una
  disciplina   organica   della   materia  che  può  essere  corretta,
  modificata, integrata, chiaramente, prevede l'impegno concreto della
  differenza tra  quanto  detto  e  quanto  fatto,  perchè  occorre un
  impegno legislativo per  colmare la differenza da 17 milioni di euro
  a 53 milioni di euro.
       Quindi,    gli   emendamenti   rispondono   pedissequamente   a
  quell'impegno preso.  Dare una mancia di 2 milioni di euro in questo
  contesto non  risponde  assolutamente  a  quella  che  voleva essere
  l'iniziativa parlamentare  mia  e  degli  altri  colleghi;  noi  non
  chiediamo, almeno io, per quanto mi riguarda, non chiedo trattamenti
  di favore  per  alcuno,  non  chiedo  emendamenti  per  accontentare
  qualcuno, qualche  esigenza  specifica,  io  ho  posto  un  problema
  politico  ben  preciso:  quello  di  rispondere immediatamente, così
  come per altro  è  stato  dichiarato  dal  Governo e dagli esponenti
  nazionali di  centro destra, ad esigenze oggettive costanti di tutta
  la popolazione  dell'areale etneo, dagli sfollati, da coloro che non
  possono abitare  nella  propria casa, dagli operatori turistici agli
  operatori agricoli.  Voi non immaginate quello che in questo momento
  sta vivendo tutto  l'areale  etneo
       Due  sono  le  cose  che  chiedo preliminarmente:  innanzitutto
  vorrei che la Presidenza mi dicesse se i commi aggiunti all'articolo
  19 saranno discussi  o  meno;  seconda  cosa: se ci dobbiamo fermare
  solo a questo.  Se  così  fosse,  stiamo  continuando  a  fare delle
  promesse che poi di fatto non hanno alcun contenuto.
       Allora, se  è  vero come è vero che l'abbiamo fatto altre volte
  per esigenze  particolari e può essere anche concepibile, io ritengo
  che per  problematiche  di  questa  valenza  e  di questo genere che
  stanno mettendo  in  ginocchio  milioni  di  persone,  non  possiamo
  permetterci di prenderle in giro.
       Se questa  è  la  decisione  dell'Assemblea  e del Governo, già
  preannuncio non il  mio  voto  contrario,  io, nella  mia qualità di
  deputato  e  quale  rappresentante  dell'intero Gruppo parlamentare,
  abbandonerò l'Aula perchè  non ho e non abbiamo alcuna intenzione di
  affrontare  argomenti   di   questo  genere  come  se  ci  fosse  la
  possibilità di dare una mancia a chicchessia

     MICCICHE'  Chiedo di parlare, per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi appresto a
  fare  una  semplice dichiarazione di condivisione della proposta del
  mio collega di  Gruppo,  onorevole  Raiti. Faccio mie le idee da lui
  espresse e, facendo riferimento all'emendamento del Governo, ritengo
  che i mille  euro  (due  miliardi  di  vecchie  lire),  che  saranno
  concessi alla provincia di Catania per pulire le strade dalla cenere
  del vulcano,  non  serviranno  neppure per comprare le scope, perchè
  per togliere la  cenere dalle strade della provincia, e ancor di più
  della  città di Catania, necessitano aspirapolveri di grande potenza
  perché  la  situazione  è,  come  da  me  personalmente  constatata,
  drammatica.
       Dunque,  i  due  miliardi  che  il  Governo regionale concede a
  Catania  è  una  somma  irrisoria  e  mette in cattiva luce anche la
  serietà  di  chi  lo ha proposto.  Non credo, infatti, che in questo
  momento  la provincia di Catania abbia bisogno di soli due miliardi,
  perché  necessitano  altre  somme,  del  resto  promesse dal Governo
  itinerante nella stessa provincia di Catania.
       Qualora  il  Governo  dovesse  continuasse  su  questa  strada,
  anch'io come l'onorevole Raiti abbandonerò l'Aula.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor Presidente, intanto vorrei fare un breve richiamo
  al Governo. Volevo  fare  notare  che  al  comma 7 della riscrittura
  dell'articolo 19,  quando  si  autorizza  la  Regione a cofinanziare
  interventi nazionali  a favore degli enti locali colpiti da calamità
  naturali a seguito di eventi sismici e vulcanologici.
       Io credo  che  questo  comma  debba limitarsi ad autorizzare la
  Regione al  cofinanziamento  di  interventi  nazionali, o comunitari
  aggiungerei,  a   favore  degli  enti  locali  colpiti  da  calamità
  naturali, perché  altrimenti  non  ha significato in quanto potrebbe
  succedere che  un  ente  locale  colpito  da  un'alluvione  vede  la
  partecipazione di interventi  da  parte  dello  Stato e non da parte
  della Regione.
       Così formulato,  poichè  il  significato  che  si  vuole dare è
  quello di  cofinanziare  interventi per eventi di calamità naturale,
  limitarlo soltanto  agli  eventi  sismici  e  vulcanologici  mi pare
  riduttivo rispetto al senso che il comma vuole avere.
       Vorrei, inoltre,  sottolineare, rispetto agli interventi che ci
  sono stati sia  prima  che adesso da parte dell'onorevole Raiti, che
  la   problematica   legata  all'evento  dell'eruzione  dell'Etna,  a
  differenza delle canoniche calamità naturali - penso ad un'alluvione
  piuttosto che ad un terremoto - che hanno sempre una durata limitata
  nel tempo, consentono la valutazione del danno e, quindi, la ricerca
  delle risorse necessarie per potere far fronte alle emergenze.
       La   problematica,   invece,  dell'eruzione  dell'Etna,  è  una
  problematica diversa. E'  un  evento di calamità naturale che dura e
  continua a persistere  nel  tempo;  per  cui, sarebbe presuntuoso da
  parte nostra  potere  stabilire  una somma necessaria all'intervento
  per il  ripristino.  A  tal  riguardo,  faccio  riferimento a quanto
  scritto, per esempio,  al  comma 8 della riscrittura quando si parla
  del milione di  euro  destinato,  oltre  che  alla pulizia, che è un
  problema contingente,  giornaliero  allo  stato  attuale, anche alla
  manutenzione.
       La manutenzione  delle strade è un problema che, probabilmente,
  dovremo affrontare soltanto nel momento in cui l'evento sarà finito,
  perché  pensare  di  procedere  alla  pulitura  ed alla manutenzione
  delle strade  mentre  c'è un'eruzione in corso potrebbe anche questo
  essere un errore.
       Ma ciò che è  mancato  a mio avviso - ed in tal senso sollecito
  il Governo affinché  in  sede di Finanziaria intervenga - è non aver
  considerato il danno biologico che la popolazione, colpita da questo
  evento, sta  subendo  nell'inalare ogni giorno la polvere vulcanica,
  che molto spesso  trova  al  suo  interno  composti  chimici  che si
  fissano nel  tessuto muscolare creando danni irreparabili all'essere
  umano.
       Quindi,  al  di  là   delle  'bucce  delle  arance',  che  sono
  sicuramente  meritevoli   di   interesse   da  parte  dell'Assemblea
  regionale, chiedo al  Governo in sede di Finanziaria, non in sede di
  variazioni di bilancio, di iniziare a pensare al danno biologico che
  le popolazioni,  che  sono  soggette  a  respirare  giornalmente  le
  polveri dell'eruzione del vulcano, stanno subendo.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor  Presidente,  io avevo già detto, intervenendo
  nella discussione generale,  che questo Governo è un Governo che con
  una mano dà e con l'altra toglie.
       Questo gioco delle  tre  carte  si può fare con molta eleganza,
  stile e - diciamo  - anche con una certa capacità tecnica che questa
  maggioranza non ha,  perchè più che di un pugile 'suonato' dà l'idea
  di un uomo ubriaco che barcolla.
       Allora, vorrei  invitare  i  colleghi a rileggere l'articolo 1.
  All'articolo 1, infatti,  tra le tante leggi che definanziamo ce n'è
  una che  fa  riferimento  al  capitolo  516802, U.P.B. 1.6.2.6.1. Il
  titolo della legge  reca  'Interventi per i comuni colpiti da eventi
  sismici'. Il Governo  da detto capitolo toglie ben 3.300 euro pari a
  5 miliardi circa delle vecchie lire: quindi, con una mano togliamo 5
  miliardi e con l'altra gliene diamo due
       Onorevole Stancanelli, legga la tabella C 'Importi da iscrivere
  in bilancio per il rifinanziamento di leggi di spesa' e si accorgerà
  della incoerenza.
       E,  allora,   se   volete  essere  coerenti,  dovete  approvare
  l'emendamento, presentato  dal  Gruppo  dei  DS,  di soppressione di
  quella previsione.
       Non è  necessario  fare  questo  studio  che  ha  impegnato  il
  Governo, ha  impegnato  gli  uffici, ha richiesto sospensioni; basta
  eliminare quella previsione e noi torniamo ad avere 5 miliardi senza
  fare ulteriore  propaganda.  Ciò  che  fate  è propaganda, perchè la
  norma che  ci  viene  proposta  come riscrittura dell'articolo 19 in
  sostanza cosa  prevede?  Prevede  che  il Presidente della Regione è
  autorizzato a 'cofinanziare'.
       Il  termine 'cofinanziare'  ha  un  significato  tecnico  nella
  legislazione, non è una  parola  che può essere usata a discrezione.
       Cofinanziare significa  che  ci  deve  essere un intervento che
  arriva quando per  la  stessa materia c'è già un finanziamento dello
  Stato. Infatti,  il  comma 8) dell'emendamento di riscrittura recita
  "Il Presidente  della  Regione  è  autorizzato  a  cofinanziare  gli
  interventi nazionali  a favore degli enti locali colpiti da calamità
  naturali a seguito di eventi sismici e vulcanologici". Ciò significa
  che se lo Stato non finanzierà interventi...

                   (Interruzione dell'onorevole Ioppolo)

       E'  così   onorevole   Ioppolo;   lei   è   tra  i  più  onesti
  intellettualmente...

     LO MONTE. Non facciamo graduatorie

     CAPODICASA    Non   faccio   graduatorie,   ma  poichè  noto  che
  l'onorevole Ioppolo  è  sempre puntuale, ammette le cose con onestà,
  gliene do atto.
       Dicevo, se  lo  Stato  non finanzierà interventi a favore degli
  enti locali,  questa norma risulterà una norma assolutamente inutile
  in quanto il  Presidente  della  Regione  non potrà attivare un solo
  euro in  favore  degli  enti locali. Quindi, abbiamo fatto solamente
  propaganda.

                (Interruzione dell'onorevole Leanza Nicola)

       Il punto non  è  questo,  onorevole  Leanza,  perchè  io  avevo
  previsto l'obiezione e quindi la relativa risposta.
       La norma funziona  così:  al  comma  9  si  dice  che  'per gli
  esercizi finanziari successivi l'onere sarà quantificato annualmente
  ai sensi dell'articolo  3, comma 2, lettera g) della legge regionale
  27 aprile 1999, n.  10'.
       Cosa prevede la lettera g), comma 2 dell'articolo 3 della legge
  10 del 1999?  Prevede  che  nella  legge finanziaria ogni anno sulla
  base dei programmi che il Governo etc.   si fissano etc.
       Noi, nel frattempo, con il comma 7 e 8 abbiamo vincolato questo
  finanziamento al cofinanziamento di interventi nazionali.
       Lei immagina che dall'anno prossimo in poi il Governo nazionale
  finanzierà interventi per  gli  enti  locali dei comuni del catanese
  per gli eventi sismici e vulcanologici di questi giorni? Io immagino
  di no.
       Ci è già andato  bene  che  abbiano stanziato questi pochi euro
  per l'anno  in corso. Dall'anno prossimo in poi, onorevole Assessore
  - mi rivolgo a  lei che è catanese - deve sapere che di questa norma
  non potrà utilizzare  più un euro, sarà sufficiente per utilizzare i
  due milioni, per l'anno  in corso, per spazzare la cenere ma non per
  fare interventi di natura e di entità che la Giunta si è impegnata a
  fare nella  famigerata  riunione  di Santa Venerina.
       Dico famigerata  perchè, quando ho appreso dal telegiornale che
  la Giunta si  era  impegnata  a stanziare cento miliardi di lire per
  quelle zone,  io  che  faccio  parte  della Commissione 'Bilancio' e
  qualcosa di conti  capisco  mi  sono  domandato da dove si potessero
  prendere cento miliardi  delle  vecchie  lire  e  in un solo colpo a
  favore di questi  comuni.  Non che sia contrario a questo, anzi sono
  molto favorevole, ma mi sapeva di una sciocchezza colossale
       Mi sono,  pertanto,  premurato  in  Aula  a leggere i resoconti
  stenografici quando  insieme  con l'onorevole Speziale (si esaminava
  il disegno di  legge  sul  diritto allo studio ed a rappresentare il
  Governo  era   l'onorevole   Granata)   abbiamo   chiesto   da  dove
  provenissero questi cento  miliardi,  se  si pensava ad una legge in
  tal senso; ci  è stato detto che nessuna legge era necessaria perchè
  ciascun ramo  dell'amministrazione  si  era impegnato ad operare dei
  risparmi all'interno  della  rubrica  di  propria  competenza per un
  ammontare di  cento  miliardi  di  lire  da destinare interamente ai
  comuni del catanese  colpiti da eventi calamitosi. Chiedo se c'è una
  decisione e mi viene risposto che esiste una delibera di Giunta.
       Corro dietro ancora  una  volta  alla  Giunta  per avere quella
  delibera, ma non vi è alcuna delibera
       Onorevole Castiglione,  se me la fornirà le sarò grato.  Vorrei
  capire cosa prevede  tale  delibera,  dal  momento che non c'è alcun
  modo per fare  l'operazione  che  avete  detto  di  fare  in  quella
  riunione.  Alla fine  tutti  i nodi vengono al pettine:  non pensate
  di vivere di  propaganda,  perchè  poi,  alla fine, di propaganda si
  muore
       La conferma di tutto ciò è nel fatto che togliete 5 miliardi da
  una legge per  eventi  sismici  e  ne  mettete  2  miliardi.  Cinque
  miliardi li togliete,  due li aggiungete, ve ne restano tre: cosa ve
  ne fate?

     LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEANZA NICOLA .  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, soltanto
  per  dichiarare  che  lo  sforzo  del  Governo  è    uno  sforzo  da
  approvare;  dichiaro, quindi, il mio voto favorevole all'emendamento
  di riscrittura.
       Volevo chiedere  all'Assessore Pagano o al Vicepresidente della
  Regione  se  possono  spiegare  in  maniera  più opportuna di quanto
  scritto  ovvero  prevedere  una  finestra  legislativa  da  dedicare
  all'emergenza Catania,  in  modo  da far capire all'Aula, in maniera
  chiara, l'impegno del Governo in tal senso.
       Un'ultima cosa volevo dire rispetto alla famigerata delibera di
  cui parlava l'onorevole Capodicasa:  non  sta  a  me  dire  cosa sta
  facendo il Governo,  ma  penso che nel corso del dibattito che spero
  si svolgerà  nel  corso  della  suddetta  finestra  legislativa,  il
  Governo potrà dimostrare in maniera inoppugnabile che i 100 miliardi
  dichiarati e impegnati  in quella delibera sono stati spesi o quanto
  meno impegnati.
       Ogni Assessorato  ha  racimolato  le  somme  nell'ambito  degli
  stanziamenti assegnati. Vi diranno esattamente cosa hanno speso.  In
  quella delibera, ad esempio, non è scritto dei 30 miliardi dei fondi
  Gescal per quanto  riguarda il ripristino delle scuole e delle opere
  di culto; quindi, nessuna propaganda da parte di questo Governo.
       Cerchiamo di restare nei  fatti  e,  in  un  confronto  chiaro,
  definito con  il  Governo,  certamente  si  potrà  fare chiarezza su
  questa vicenda.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  il  mio intervento non vuole essere
  esaustivo di  un  problema che attiene alla sensibilità collettiva e
  alla solidarietà  più  autentica di una popolazione che, certamente,
  sta vivendo  grandi  disagi  e  il nostro intervento legislativo, in
  generale e  di  qualsiasi  azione  anche dell'esecutivo, non può che
  essere visto  con  interesse  e  passione  per  la risoluzione dello
  stesso.
       Nel  caso   specifico,   tutti   gli   interventi  hanno  fatto
  comprendere perfettamente  quello che è l'argomento principale della
  giornata odierna,  perché questo, sicuramente fra tutti gli articoli
  discussi, è quello su cui bisogna prestare maggiore attenzione.
       Però, mi pare di poter dire che il Governo è intervenuto almeno
  oggi in  maniera  autorevole e all'interno delle risorse finanziarie
  che  sono  a  disposizione  anche  in  maniera  adeguata.
       Certo, le  popolazioni  interessate  meritano  molto di più. Le
  risorse  che   necessitano   sono,   da   questo   punto  di  vista,
  assolutamente  inadeguate  e  insufficienti.
       Abbiamo scoperto  quanto danno abbia potuto provocare la cenere
  e la  polvere  lavica  ai  settori fondamentali dell'agricoltura, ai
  settori fondamentali  del  turismo  e  dell'economia tutta, ma direi
  però che non ci  sono  dubbi  che  oggi  abbiamo cercato di dare una
  risposta  seria  così  come  abbondantemente spiegato dall'onorevole
  Stancanelli, nel  corso  del  suo intervento, che non riprenderò per
  evitare ripetizioni e soprattutto perdite fondamentali di tempo.
       Penso, invece, valga la pena rimarcare l'attenzione sugli altri
  tre commi che  sono  stati  aggiunti a seguito della riscrittura del
  Governo.   Vorrei   evidenziarli.
       La riscrittura del  Governo  aggiungendo  i  commi  7,  8  e  9
  all'art.  4  della  Legge  regionale  n.  3  del  23  gennaio  1998,
  certamente  sono  interventi  interessanti.  Intanto, abbiamo  fatto
  nostra quella che  era  un'esigenza  in  Aula che è emersa nel corso
  degli interventi  testè  svoltisi  che  consentirà  la  pulizia e la
  manutenzione delle strade  oggetto  della caduta di cenere e mi pare
  che questo sia  un  fatto assolutamente importante visto che i danni
  che  sono   stati   creati   da   questo   evento  atmosferico  sono
  straordinariamente notevoli. E, quindi, da questo punto di vista non
  ci siamo sottratti, pur avendo delle risorse finanziarie limitate.
       Ma il dato  più  importante  ritengo  sia  il comma 9. E' stata
  chiesta una finestra  legislativa  e  mi  pare di poter dire che nel
  momento stesso  in  cui  noi  abbiamo  scritto  che  negli  esercizi
  finanziari successivi  a  questo  sarà  quantificato annualmente, ai
  sensi di una legge  già esistente, la legge n. 10 del 27 aprile 1999
  - che se non  erro  è  proprio  una  legge varata durante il Governo
  presieduto dall'onorevole  Capodicasa  -  in quel famoso aiuto viene
  data la  possibilità  oggi di agganciarci a quel momento legislativo
  e, quindi, di  consentire  un  momento  significativo da un punto di
  vista finanziario  e  puntuale  giacché  abbiamo  fatto  riferimento
  all'annualità.
       Non posso  essere  d'accordo con l'onorevole Capodicasa, quando
  addirittura prende  per  'sbandati' o forse come 'pugili suonati' il
  nostro Governo  o  peggio ancora 'ubriachi'. Non lo posso accettare,
  caro onorevole Capodicasa, le cose non stanno come dice lei.
       Vuole sapere il perché? Perché  la  solidarietà  non è una cosa
  soggettiva: o ci si  crede  e  si  porta  avanti o non ci si crede e
  allora a quel  punto  si può fare anche sfoggio di abilità oratoria.
  Nel caso specifico,  questo  Governo  ci  tiene, e come se ci tiene
  Penso  che gli  interventi  che  sono  stati  fatti  in  materia  di
  solidarietà sono  stati  fin troppo eccessivi in questa Regione, non
  faccio riferimento  certamente a questo di cui oggi stiamo trattando
  su cui nessuno può discutere.
       Allora, se così  stanno  le cose penso che non meritiamo questo
  appellativo, anzi semmai il contrario.
       Con riferimento  specifico  a  ciò  che lei ha detto, onorevole
  Capodicasa, le cose non stanno assolutamente come dice lei. Infatti,
  la legge regionale n.  2  del  26  marzo  2002,  art.  130  comma 2,
  tabella C, che  richiama  la precedente legge n.  6 del maggio 2001,
  che  iscrive  nell'U.P.B.  1.6.2.6.6.1  capitolo  516802 (come potrà
  notare sono  molto preciso) fa riferimento agli interventi a seguito
  del terremoto del 1990/91.  Allora c'è poco da fare: se le somme che
  sono state appostate, pari a due milioni e mezzo di euro ad oggi non
  sono state spese,  poi  se tutti voi mi dite come mai non sono state
  spese  è  un  altro  ragionamento,  attiene  ad  un'efficienza della
  Pubblica Amministrazione, della burocrazia che certamente non stiamo
  qui a sollevare, perché  onorevole Capodicasa, siamo tutti d'accordo
  nel   dire  che  c'è  un'inefficienza  in  generale  della  Pubblica
  Amministrazione e della burocrazia. Quindi, per favore non sfondiamo
  porte aperte  perché  sono  il  primo  io a dirle che le cose stanno
  così.
       Ma   se   lei,   onorevole   Capodicasa,   fa   riferimento   a
  quell'intervento legislativo, mi dispiace ma lei è fuori pista.  Non
  faccio 'riferimenti alcolici' perché  certamente non appartiene alla
  mia cultura.
       Non stanno così  le  cose,  onorevole Capodicasa.  Se lei mi fa
  finire, le dimostrerò  che  il  tasso  alcolico  di questo Governo è
  assolutamente  sotto   la  media;  nessun  carabiniere  ci  potrebbe
  arrestare per guida in stato di ebrezza, almeno su questo
       Da   questo    punto    di    vista,    onorevole   Capodicasa,
  quell'intervento legislativo, quel riferimento  a cui lei fa cenno è
  espressamente previsto per  interventi specifici per manutenzione di
  edifici che sono stati danneggiati da quell'evento calamitoso. Se la
  somma non è stata spesa,  non può essere in riferimento a questo che
  è un altro evento calamitoso.
       Allora, la somma  è stata spesa...

                (Interruzione dell'onorevole Capodicasa)

       Onorevole Capodicasa,  lei  non  può  dire  due  cose diverse e
  cambiando soggetto  in  corso  d'opera;  dimostra  una  abilità  non
  indifferente, ma è un'altra storia ancora quella che sta dicendo.
       Il Governo ha impostato una  manovra ed è stata una manovra che
  ha tenuto conto di economie  fatte in alcuni capitoli a vantaggio di
  altri. In corso d'opera,  ai  sensi  dell'articolo  19  del presente
  disegno di legge, ci si  rende  conto  (e l'iniziativa è del Governo
  perché il testo-base è del  Governo,  a cui si sono agganciati altri
  emendamenti autorevoli  di  tutto  il  Parlamento)  che è necessario
  aggiungere, ai 10  miliardi delle vecchie lire, ai cinque milioni di
  Euro, altri interventi.  Ne prendiamo atto ed aggiungiamo, ma questo
  non va in contrapposizione o in contraddizione a quello vecchio.
       Quindi, questo Governo certamente  non  dà  con  una mano e non
  toglie con l'altra
       Aggiungo  un  altro   particolare  che  non  è  secondario:  il
  cofinanziamento, nel caso specifico  è  anche utile, perché è chiaro
  che l'azione che il  Governo  della  Regione deve portare avanti nei
  confronti del Governo nazionale  non  si  può  esaurire  con  questa
  iniziativa, perché sarebbe  non  soltanto banale, ma anche offensivo
  nei confronti dei siciliani stessi.
       Faccio  presente  che  il  Governo  nazionale,  in  materia  di
  calamità, da questo punto  di  vista,  è stato - usiamo un termine -
  assolutamente parco  nei  confronti  di  tutti;  nel  senso  che  ha
  giustificato negli  atti pubblici e nelle dichiarazioni pubbliche la
  difficoltà finanziaria  quale  elemento  per  non  potere  concedere
  risorse al Molise, per dirne una, oltre che alla Sicilia.

     SPEZIALE   Tranne che per l'alluvione al Nord...

     PAGANO  assessore per  il  Bilancio  e le Finanze.  E' chiaro che
  sia la problematica  del Molise che la problematica della Sicilia in
  materia di calamità  devono  essere affrontate ed io sono sicuro che
  il nostro Presidente della Regione, che ha la possibilità di sedersi
  al tavolo della Presidenza del Consiglio quando si tratta di materia
  della Regione Siciliana, non mancherà di avanzare quelle che sono le
  nostre  giuste   richieste  per  fare  fronte  alle  esigenze  della
  popolazione siciliana.

     PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 19.R.1.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     FERRO  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta  si  associano gli onorevoli Capodicasa, Gurrieri,
    Oddo e Raiti)

                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE    Essendo   la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
       Invito il deputato segretario a fare l'appello.

     SCOMA  segretario. (procede all'appello).

                         RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica  del  numero  legale:
  presenti 48. L'Assemblea è in numero legale.
       Pongo in votazione l'emendamento 19.R.1.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 20, Ne do lettura:

                                "Art. 20.
                          Obbligazioni pregresse

         1.   Per  far  fronte  agli oneri  pregressi  relativi  al
      pagamento  di contributi sugli  interessi  dei  finanziamenti
      concessi  in  favore   di  operatori  della  pesca  ai  sensi
      dell'articolo 10 della legge regionale 27 maggio 1987, n. 26,
      è autorizzata, per  l'esercizio finanziario 2002, la spesa di
      6 migliaia di euro, U.P.B. 8.3.2.6.1.

         2.  Per le finalità di cui all'articolo 30,  commi  3 e 6,
      della legge regionale 23 maggio 1991, n.  36,  è autorizzata,
      per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 656 migliaia di
      euro, U.P.B. 8.2.2.6.5, ex capitolo 75239.

         3.   Per  far  fronte  agli oneri  pregressi  relativi  al
      pagamento del contributo relativo alle  spese di coltivazione
      dovuto ai produttori agrumicoli esclusi  dai finanziamenti di
      cui alla  legge  1  marzo  1986,  n.  64,  è autorizzata, per
      l'esercizio  finanziario  2002,  la  spesa  di 75 migliaia di
      euro, U.P.B.  2.2.1.3.1.

         4.  Per  far  fronte  agli  oneri  pregressi  relativi  al
      pagamento di interessi  su  mutui  in  favore  dei lavoratori
      emigrati  è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la
      spesa di 100  migliaia  di  euro,  U.P.B. 7.2.2.6.1, capitolo
      713301.

         5.  Per  far  fronte  agli  oneri  pregressi  relativi  al
      pagamento  di  interessi   su  finanziamenti  in  favore  dei
      lavoratori   emigrati    è   autorizzata,   per   l'esercizio
      finanziario 2002 la spesa  di  1  migliaia  di  euro,  U.P.B.
      7.2.2.7.1, capitolo 713302."

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               "Art. 21.
      Fondo per lo sviluppo della propaganda dei prodotti siciliani

         1.  Per le finalità di cui  all'articolo  17  della  legge
      regionale 28 giugno 1966, n. 14  e  successive  modifiche  ed
      integrazioni,  è  autorizzata,  per  l'esercizio  finanziario
      2002, l'ulteriore spesa di 400 migliaia  di  euro destinata a
      favorire la promozione dei prodotti e delle PMI siciliane sui
      mercati  interni ed  esteri,  nell'ottica  di  sviluppare  la
      capacità di penetrazione  di  nuovi  mercati  da  parte delle
      imprese medesime, U.P.B.  8.2.1.3.2, capitolo 342525."

       Comunico che all'articolo 21 è stato presentato dagli onorevoli
  Liotta e  Forgione  l'emendamento 1.4 soppressivo dell'articolo.
       Per assenza dall'Aula dei firmatari, lo dichiaro decaduto.
       Pongo  in  votazione  l'articolo  21.  Chi  è  favorevole resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                                "Art. 22.
                                 C.I.E.M.

         1.  Il  contributo straordinario previsto dall'articolo 67
      della legge  regionale  10  dicembre 2001, n.  21 deve essere
      utilizzato per spese di gestione connesse allo svolgimento di
      attività  in  favore  dell'amministrazione  regionale e degli
      enti pubblici da essa dipendenti e/o comunque vigilati.

         2. Per le attività da svolgere le somme sono erogate sulla
      base  di   apposita   convenzione   tra  l'Assessorato  della
      cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca e
      il  C.I.E.M.,  previo  parere  della  competente  commissione
      legislativa dell'Assemblea regionale siciliana."

       Comunico che é stato presentato dall'onorevole Sbona l'allegato
  emendamento 22.1.
       Comunico,  altresì,   che   é   stato  presentato  dal  Governo
  l'allegato subemendamento 22.1.1 all'emendamento 22.1.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sto prendendo
  visione del subemendamento testé annunziato e devo dire che mi sarei
  aspettato l'illustrazione dell'emendamento presentato dall'onorevole
  Sbona,  considerato che l'articolo 22 nella sua attuale formulazione
  é  stato  modificato  dalla  Commissione  rispetto alla formulazione
  originaria presentata dal Governo.
       Con l'emendamento dell'onorevole Sbona e col subemendamento del
  Governo con il quale si fa un regalo di fine anno, si è ripristinato
  ciò  che  le  commissioni  -  e  vorrei ricordarlo ai colleghi della
  maggioranza - avevano determinato.
       Il comma  2 dell'emendamento Sbona stabilisce che il contributo
  di gestione é determinato  ai  sensi  della  lettera  h) del comma 2
  dell'articolo 3 della  legge  n.  10  del  1999,  quindi  diventa un
  finanziamento permanente  per  attività  di gestione che dovevano in
  teoria avere soltanto la compartecipazione all'atto della fondazione
  del CIEM, non della  gestione  del  CIEM,  il  quale,  come  è noto,
  dovrebbe  autofinanziarsi  svolgendo  attività  di promozione con la
  partecipazione  diretta  delle  imprese  che  hanno  l'ambizione  di
  internazionalizzare i loro prodotti.
       Con questa norma stiamo costruendo un carrozzone
       Invito l'onorevole  Sbona  a ritirare l'emendamento affinchè il
  subemendamento non  abbia  sede  di  discussione.  Vorrei che l'Aula
  fosse attenta su  questo  aspetto:  con  il comma 2 dell'emendamento
  Sbona stiamo regionalizzando il CIEM.
       Pertanto reitero  il  mio invito all'onorevole Sbona a ritirare
  l'emendamento.

     SBONA  Dichiaro di ritirare l'emendamento 22.1.

     PRESIDENTE    L'Assemblea    ne    prende   atto.   Pertanto   il
  subemendamento 22.1.1 decade.
       Pongo in votazione l'articolo 22.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                              (E' approvato)

       Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                                "Art. 23.
                            Centri commerciali

         1.  L'Assessorato   regionale   della   cooperazione,  del
      commercio, dell'artigianato e  della  pesca  è  autorizzato a
      concedere   contributi   straordinari   per   consentire   il
      completamento di centri commerciali finanziati ai sensi degli
      articoli 14 e 15 della legge regionale 4 agosto 1978, n. 26.

         2. Per le finalità di  cui  al  comma 1 è autorizzata, per
      l'esercizio finanziario 2002,  la  spesa  di  70  migliaia di
      euro, U.P.B. 8.2.2.6.2, capitolo 742406."

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                              (E' approvato)

       Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                                "Art. 24.
                        Impianti di marinocoltura

         1. Per le finalità dell'articolo 6  della  legge regionale
      23  dicembre  2000,  n. 29 e  dell'articolo  46  della  legge
      regionale 26 marzo 2002, n. 2, è autorizzata, per l'esercizio
      finanziario 2002, la spesa di 516  migliaia  di  euro, U.P.B.
      8.3.1.3.99."

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                              (E' approvato)

       Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                                "Art. 25.
                         Interventi per la pesca

         1. Per le finalità dell'articolo 170, comma 1, della legge
      regionale  23  dicembre  2000,  n.  32,  è  autorizzata,  per
      l'esercizio  finanziario 2002, la spesa di  516  migliaia  di
      euro,  U.P.B.  8.3.1.3.2.

         2.   Per  le finalità di cui all'articolo  170,  comma  2,
      della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è autorizzata,
      per l'esercizio finanziario 2002, l'ulteriore spesa di 10.000
      migliaia di euro, U.P.B.  8.3.1.3.2, capitolo 348105.

         3. Per l'esercizio finanziario 2002, all'onere  di  cui al
      comma 1 si provvede a valere sull'U.P.B. 8.3.1.3.2,  capitolo
      348105."

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  per  chiedere  al   Governo  a  che  punto  siamo  con  l'attuazione
  dell'articolo  170  della   legge   32  del  2000  riguardante    le
  imbarcazioni fino a  18  metri,  il cosiddetto, fra virgolette, oggi
  dobbiamo  cominciare  a  dirlo,  fermo  biologico.  E  lo  cito  fra
  virgolette perchè  va  differenziato  dal  fermo  tecnico che spesso
  veniva confuso con  il  fermo  biologico.  Oggi  sappiamo che questo
  tipo di intervento  invece  deve  essere  collegato  con  dei veri e
  propri piani di  recupero  delle  risorse acquatiche, definite in un
  certo modo nell'articolo 170, ittiche per quanto concerne l'articolo
  175.
       Colgo l'occasione per chiedere all'assessore Cimino, che questa
  sera è presente in  Aula, non soltanto in quale fase ci troviamo per
  quanto  concerne  l'attuazione di quell'articolo, ma a quale tipo di
  iniziative l'Assessore pensa per sbloccare l'altro articolo, il 175,
  il  quale  sicuramente  darebbe  una risposta un po' più consistente
  alla  pesca  siciliana.  Questa richiesta sarà anche posta alla base
  di una valutazione per quanto riguarda l'espressione da parte nostra
  di un voto sereno e consapevole.

     CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca.  Signor Presidente, ringrazio l'onorevole
  Oddo per l'opportunità che mi offre di chiarire come a proposito dei
  piani  di  ripopolamento  ittico  del  pescespada e del gambero, che
  l'onorevole  Oddo ha anche ripreso con un'interrogazione trattata la
  settimana  scorsa,  abbiamo anche attivato l'ambasciata italiana per
  quanto concerne l'approvazione di quei piani, che darebbero un forte
  segnale sia alla piccola che alla grande pesca.
       Abbiamo  già  predisposto  lo  studio  dell'IREPAC  per  quanto
  concerne  le  risposte  scientifiche  che la Commissione richiedeva.
  Queste  risposte  le  abbiamo  inviate  l'altro ieri, confrontandoci
  anche  con   il   Ministero  delle  attività  produttive  e  con  il
  sottosegretario Paolo Scarpa.
       Siamo  ormai nella fase conclusiva dell'approvazione dei piani,
  i quali daranno notevole credibilità alla  pesca siciliana.
       Per quanto riguarda, invece, la tematica del fermo tecnico, del
  fermo  biologico  penso  che  nei  primi giorni del prossimo mese di
  gennaio  saremo pronti per fornire le dovute risposte alla marineria
  siciliana.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,   nell'esprimere   il   mio  voto
  favorevole sull'articolo in discussione, desidero approfittare della
  presenza dell'Assessore  per  la  cooperazione  e rivolgere anche un
  appello alla  Presidenza,  nel  rispetto  che  noi comunque dobbiamo
  sempre avere  sia nei confronti dei cittadini che hanno per ricaduta
  benefici o  meno dalle norme che vengono varate da questa Assemblea,
  sia nel rispetto delle norme comunitarie.
       Io mi pongo un  problema  al  quale  mi auguro l'Assessore e la
  Presidenza,  nel  dichiarare  l'ammissibilità  di determinate norme,
  possano dare contezza.
       L'articolo  23,  approvato  in  precedenza,  prevede contributi
  straordinari per  il completamento di centri commerciali; ebbene, io
  penso  che  quell'articolo  sarà certamente impugnato dalla Comunità
  europea.
       Pertanto, onde  evitare  che  le  imprese  pensino di godere di
  contributi  che  poi  non  avranno,  in  quanto  arriverà la cattiva
  notizia  che  non potranno essere erogati essendo quel provvedimento
  in palese violazione delle norme comunitarie, inviterei il Governo a
  fare  un'attenta  riflessione  sugli  articoli  successivi  a quello
  adesso  al  nostro  esame,  proprio  per  evitare  di  continuare ad
  approvare provvedimenti legislativi in palese contrasto con le norme
  comunitarie alle quali comunque siamo soggetti.

     ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  segnalare un  aspetto  che  secondo  me non è stato ben attenzionato
  dall'Assessore.
       Si tratta di  questo.  Noi  ci  stiamo riferendo ai commi 1 e 2
  dell'articolo 170 e  io  poc'anzi  chiedevo a che punto siamo con la
  sua attuazione  in  quanto,  come  l'Assessore  sicuramente saprà, i
  commi 1 e 2 dell'articolo 170 prevedono dal prepensionamento fino ad
  altri  interventi   che,   legati  anche  ai  piani  di  protezione,
  intervengono soltanto  su  un settore della pesca siciliana:  quello
  delle imbarcazioni "18 metri fuori tutto".
       Desideravo sapere a che punto questi nuovi stanziamenti, queste
  nuove risorse a disposizione dei commi 1 e 2 dell'articolo 170 della
  legge n.  32  del 2000  potranno venire incontro alle esigenze della
  piccola pesca.  Infatti, le  misure  previste ai commi 1 e 2 sono di
  diverso  tipo:  prepensionamento, pagamento compensativo individuale
  per pescatori imbarcati  su  navi  da pesca oggetto di una misura di
  arresto     temporaneo,    pagamento    compensativo    individuale,
  riconversione  e  diversificazione  dell'attività  professionale  di
  pesca, premio individuale ai giovani pescatori.
       L'articolo  170  ci  offre  l'occasione  per  capire  in  quale
  direzione sta andando la politica per la pesca in Sicilia per quanto
  concerne   gli   interventi   per   i  giovani  pescatori  e  per  i
  prepensionamenti;  per  capire  come  intendiamo dare alla marineria
  siciliana  un  volto  diverso  in  termini  di  riqualificazione, di
  riammodernamento e di riconversione.
       Questo era  il  punto.  Non  intendevo richiamare la ormai nota
  questione relativa  all'articolo  175,  il  quale per due anni non è
  stato  attuato.  Desideravo  capire a che punto siamo con l'articolo
  170  considerato  che è l'unica questione su cui il Governo è andato
  avanti.   Infatti, sulla  legge  n.  33  'Calamità  naturali'  siamo
  assolutamente  in  alto  mare  -  non mi pare ci sia definizione più
  adatta  - e per quanto concerne l'articolo 175 va ancora peggio.
       Mi  rendo conto, signor Presidente, che per economia dei lavori
  non  sia  possibile  questa  sera  aprire  un  confronto  su  questi
  articoli,  tuttavia  spero  che  l'assessore Cimino voglia prenderne
  atto per un futuro appuntamento.
       Mi  dichiaro  comunque assolutamente contrario all'approvazione
  dell'articolo  in discussione, in quanto non si riesce ad avere dati
  chiari  sul  modo  in  cui si sta operando in un settore che, ancora
  oggi,  è decisivo per la complessiva crescita economica della nostra
  Isola.

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'articolo 25.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                                'Art. 26.
            Contributi in favore di associazioni e fondazioni

         1. Ferme restando le norme che regolano la concessione dei
      singoli contributi,  ove  non  previsto,  i  destinatari  dei
      contributi e degli altri trasferimenti di cui alla lettera h)
      del comma 2  dell'articolo  3 della legge regionale 27 aprile
      1999, n. 10  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  sono
      tenuti:

         a) a presentare,  ai  fini  dell'erogazione  di  una prima
      quota pari al 60  per cento delle somme, un piano dettagliato
      del programma da  realizzare;

         b) a presentare entro sessanta giorni dall'ultimazione del
      programma, il rendiconto delle spese effettuate al fine della
      erogazione  del   saldo.

         2. La mancata  presentazione del rendiconto nei termini di
      cui alla lettera b)  del  comma  1  comporta  la  revoca  del
      provvedimento di  concessione con la conseguente restituzione
      delle   somme    già   erogate,   nonché   l'esclusione   dal
      finanziamento per l'anno successivo.'.

       Lo pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                                'Art. 27.
                 Cofinanziamento Accordo programma sanità

         1. L'Assessorato regionale della sanità  è  autorizzato  a
      cofinanziare  l'Accordo  di  Programma  per  il settore degli
      investimenti  sanitari'  stipulato  il  30 aprile 2002 con il
      Ministero  della  salute  per l'importo complessivo di 58.141
      migliaia   di   euro   per   il   periodo  2002-2005,  U.P.B.
      10.2.2.6.2, capitolo 812009.

         2.    Per   l'esercizio   finanziario   2002   l'onere   è
      quantificato in 18.709 migliaia di euro, cui  si provvede con
      parte delle riduzioni di cui all'articolo  1.

         3.  Per gli  esercizi  successivi  la  spesa  complessiva,
      valutata in 39.432  migliaia  di  euro,  trova  riscontro nel
      bilancio pluriennale  della Regione (U.P.B. 4.2.2.8.1, codice
      26.04.02)   ed    è   quantificata   annualmente   ai   sensi
      dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge regionale 27
      aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni.'.

       Lo pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                                'Art. 28.
             Potenziamento attività di controllo veterinario

         1.  In adempimento delle disposizioni di  cui alla lettera
      b),  comma  1,  dell'articolo 5 del  decreto  legislativo  19
      novembre  1998,  n.  432, la somma di  10  migliaia  di  euro
      versata dalle aziende unità sanitarie  locali  nell'anno 2002
      in  applicazione  del  medesimo  articolo,   è  destinata  al
      potenziamento delle attività di controllo ed al coordinamento
      del piano residui, U.P.B. 10.3.1.3.1, capitolo 416517.

         2.  Le somme versate sul capitolo 1921  del bilancio della
      Regione in applicazione dell'articolo 5, comma  1, lettera b)
      del  decreto  legislativo 19 novembre 1998,  n.  432,  nonché
      quelle iscritte nel corrispondente capitolo  di  spesa 416517
      sono con vincolo di specifica destinazione.

       Lo pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                                'Art. 29.
                Vigilanza aziende sanitarie ed ospedaliere

         1.  Al comma 8 dell'articolo 32  della  legge  regionale 7
      marzo 1997, n. 6 e successive  modifiche ed integrazioni dopo
      le   parole  'per  la   Sicilia'   aggiungere   'all'Istituto
      Mediterraneo   per  i  trapianti  e  le   terapie   ad   alta
      specializzazione (ISMETT s.r.l.).'.

       Comunico  che  all'articolo  29  è stato presentato dal Governo
  l'allegato emendamento 29.1.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'articolo  29,  ancor  prima  dell'emendamento  del Governo, sia un
  punto assai delicato in quanto con esso viene stabilito che verranno
  sottoposti  a  vigilanza  gli  atti  finanziari, i regolamenti, ecc.
  dell'ISMETT.
       Tuttavia, devo  dire che purtroppo si tratterà di una vigilanza
  soltanto  virtuale,  considerato  che  -  e lo dico all'Assessore al
  bilancio  - nell'anno 2002 l'Assessorato del bilancio del bilancio e
  d'Assessorato della sanità hanno reso esecutivi, cioè senza produrre
  osservazioni  nei trenta giorni  previsti  dalla  legge,  i  bilanci
  preventivi delle  aziende  sanitarie  ospedaliere  determinando  una
  condizione inusuale per le  norme  sulla contabilità ovvero che sono
  stati approvati dalle aziende,  e  quindi  resi  esecutivi  dai  due
  Assessorati, bilanci con un  disavanzo  presunto  di  195 milioni di
  euro e in questa variazione di  bilancio non vi è nulla che sani ciò
  che l'Assessorato è in grado di  sapere  grazie al fatto che ha reso
  esecutivi bilanci non controllati. Glielo posso assicurare.
       Detto questo,  stiamo  sottoponendo  a vigilanza una società di
  cui non  la  Regione  ma  l'Azienda civico e l'Azienda Cervello sono
  soci  insieme all'università di Pittsburgh; cioè stiamo sottoponendo
  a controllo  preventivo  e successivo una struttura che dovrebbe - e
  mi auguro che  prima o poi sarà - essere finanziata esclusivamente a
  DRG cercando  in  qualche  modo  di togliere quella finzione che per
  anni è stata  oggetto di una convenzione che non ha prodotto effetti
  e  cioè  la  finzione  di  un finanziamento per il know-how e per la
  formazione   che   l'ISMETT  doveva  produrre  nei  confronti  degli
  operatori  sanitari  siciliani (credo che siano circa venti miliardi
  l'anno).
       Signor Presidente,  credo  che si sta legiferando su un aspetto
  che  in realtà dovrebbe essere prerogativa dei soci nel consiglio di
  amministrazione dell'ISMETT come funzione propria, rappresentando le
  due aziende e, quindi, indirettamente la Regione.
       La verità qual è?
       La verità  è  che nel consiglio di amministrazione dell'ISMETT,
  oggi,  non   c'è   più   il  direttore  generale  in  quanto  legale
  rappresentante  dell'Ospedale  civico  o  il  direttore  generale in
  quanto legale  rappresentante dell'Ospedale Cervello, ma vi sono due
  signori che  a titolo personale sono consiglieri di amministrazione,
  di cui uno presidente, che non rappresentano, pertanto, né l'Azienda
  civico né l'azienda Cervello.
       Allora,  questo  Governo,  non avendo la forza - mi riferisco a
  due signori che hanno fatto i direttori generali fino a pochi giorni
  fa  -  di determinare le condizioni perché all'interno del consiglio
  di  amministrazione  siano ristabilite le funzioni di rappresentanza
  da  parte  delle  due  aziende pubbliche, aggira o vorrebbe aggirare
  formalmente il problema sottoponendo a vigilanza un'azienda privata,
  di  cui  la parte pubblica ha il capitale maggioritario;  ciò, se da
  un  lato  costituisce  un precedente, dall'altro lato, di fatto, con
  questa norma si viene a stabilire una novità.
       Per  cui,  non  so  domani,  ma  potrebbe  anche  succedere che
  l'ISMETT  per  una  ragione  o  l'altra vada in disavanzo per cui la
  Regione  esercitando la vigilanza determinerebbe anche le condizioni
  di ripianamento perdite.
       Credo  che  stiamo  decidendo che l'ISMETT diventi un'ulteriore
  azienda, oltre  le  ventisei  già  costituite, del sistema sanitario
  regionale.
       Il Governo  farebbe bene, a mio avviso, a ritirare questa norma
  ed esercitare  le  funzioni  amministrative  e politiche affinché si
  ripristini  all'interno del consiglio di amministrazione dell'ISMETT
  quella  rappresentanza,  come  in teoria doveva essere, dell'azienda
  civico e dell'azienda Cervello ovvero con i direttori generali delle
  due aziende.

     PANARELLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PANARELLO    Signor   Presidente,  siccome  l'articolo  parla  di
  recepimento  di una norma e l'emendamento in relazione ai bilanci di
  esercizio  mi  pare  che introduca un elemento di oscurità perché la
  norma  che  si  intende  reperire riguarda i bilanci di previsione e
  tutto  il resto, mentre qua si parla di bilancio di esercizio; credo
  che non sia neanche proponibile l'emendamento.
       Per quanto riguarda la norma mi associo alle considerazioni che
  ha già fatto  il  collega Cracolici che mi sembrano di assoluto buon
  senso  oltre  che  un  poco  contraddittorie.  L'articolo  mi sembra
  contraddittorio  con gli indirizzi più volte ribaditi dall'Assessore
  Pagano  sulla  necessità  di  evitare  da  parte  della  Regione  la
  necessità  di  farsi  carico  di  enti e di soggetti che sono invece
  privati.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ho assistito in questo momento a una
  richiesta a dir poco strana per non dire bizzarra.
       Di  solito  quando  la  Regione  spende  i  propri  denari,  la
  richiesta  che  viene  fatta  è  sempre  quella di dire come è stato
  esercitato il controllo, quale è stato l'indirizzo, quale è stata la
  programmazione,   che   a  seguito  di  queste  risorse  finanziarie
  destinate a enti gli stessi enti abbiano risposto.
       E tutto questo, ovviamente, non  può  essere  detto  a me, cari
  onorevoli che  siete  intervenuti, perché certamente il sottoscritto
  in materia di  Ismett,  qualche  pagina l'ha scritta. E penso che da
  questo punto di  vista  ha prodotto anche degli effetti positivi. Io
  ricordo che anni fa nel 1997 ci siamo messi "contro il mondo" pur di
  fare approvare e di portare avanti una iniziativa che invece dai più
  non veniva compresa e capita.
       Oggi  mi  rendo  conto, invece, che  tutti  hanno  interesse  a
  'cavalcare  la  tigre',  a  portare  avanti come fiore all'occhiello
  questa struttura che certamente ci porta prestigio e lustro.
       Però,  veda, caro onorevole Cracolici, noi non dobbiamo pensare
  soltanto  all'immagine  e  all'effetto immagine che è straordinario,
  che  è  importante  e  che  non deve essere raccontato a me che sono
  stato  l'iniziatore.  Dobbiamo  pensare  a una struttura complessiva
  che  deve  essere  attentamente  osservata, studiata e verificata in
  ogni  singolo aspetto. Questa struttura è lanciata ad avere un costo
  per la Regione siciliana direttamente o indirettamente - questo poco
  importa  -  che  è  pari  a  quasi  40 milioni di euro.  E in questo
  momento,  su  questo  ente, che regolarmente ogni mese viene erogato
  con  fondi  del  Fondo  sanitario  regionale,  non si riceve nessuna
  informazione e non si ha nessuna dritta.
       Questo  penso  che non sia normale e auspicabile e mi sorprende
  che  addirittura  questa  richiesta venga da chi si è fatto paladino
  nel  corso degli anni - almeno così mi è stato detto dei DS - di una
  ricerca  della  trasparenza,  del  controllo  e  dell'esercizio  del
  controllo.
       Noi vogliamo inserirci,  il Governo e la Regione vuole leggerci
  chiaro,  non  è   possibile  che  su  questo  ente  dove  quest'anno
  si  spenderanno  40  milioni  di euro non si abbia la possibilità di
  saperne di più.
       Qui non si  ha solo un livello di assistenza essenziale; qui si
  stanno immaginando  anche  la  formazione  e gli aggiornamenti delle
  generazioni future  della  classe  dirigente  della  nostra Regione.
       Abbiamo  bisogno  di  capire  dai  bilanci,  abbiamo bisogno di
  capire  dalla  lettura  attenta  di  quelli  che  sono gli strumenti
  ovviamente  non  certo  di  un  bilancio  preventivo, infatti c'è un
  emendamento   del   Governo  che  va  a  rettificare  l'impostazione
  originaria  proprio  perché  siamo andati incontro alle esigenze che
  lei ha detto poc'anzi.
       Quindi,  non certo bilancio preventivo ma almeno, in termini di
  bilancio  di  esercizio,  abbiamo bisogno di comprendere di più e di
  sapere se il denaro pubblico è ben speso.
       In tutto questo non penso che sia questa una cosa da vedere con
  ostilità o con negatività, anzi, semmai guardata con interesse e con
  la giusta  attenzione  di  una  Regione  che  in passato è stata fin
  troppo distratta e che non ha badato ai propri interessi.
       Noi, a maggior ragione, perché qui c'è capitale straniero e non
  vogliamo  essere accusati un giorno di disattenzione o forse, peggio
  ancora,  di essere stati colonizzati. Questa frase cinque anni fa mi
  fu detta  in  lungo  e  in  largo e cinque anni fa abbiamo creato le
  condizioni perché questa cosa non avvenisse.
       Oggi   che   siamo  alla  vigilia  di  nuovi  patti,  di  nuove
  possibilità  di ridisegnare gli accordi sociali in un momento in cui
  tutto   deve   essere   rivisitato   anche  da  un  punto  di  vista
  contrattualistico,  è  giusto  che  ci sia un normale controllo e la
  Regione  non vuole perdere questa opportunità che ci viene richiesta
  da  tutta  la  società civile, che ci viene richiesta esattamente da
  quei medici  che  in  passato ci hanno detto di esercitare un giusto
  controllo nell'interesse della Regione stessa.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  prima  ancora  di passare alle
  dichiarazioni di voto credo sia utile che gli Uffici approfondiscano
  alcuni   aspetti   tecnici   dell'articolo  29,  aspetti  tecnici  e
  giuridici,   perché   non  vorrei  fare  correre  il  rischio,  come
  Presidenza,  all'Aula  di  votare uno strumento che poi potrebbe non
  essere  congruo  o  concludente, per usare un eufemismo.
       Pertanto,  preferisco momentaneamente soprassedere e consentire
  agli uffici di fare le valutazioni necessarie, anche ambientali, per
  andare oltre e proporre in discussione gli ulteriori articoli.
       C'è  un  problema  tecnico.  Ci sono i funzionari che mi stanno
  ponendo   una   serie   di   problemi,   onorevole  Pagano.  C'è  un
  interrogativo  perché  non  è  un  ente,  è  una società per azioni;
  onorevole Stancanelli, è una società di capitali a cui dovrebbe fare
  il  controllo  sul  bilancio  la  Regione  siciliana. Con gli Uffici
  stiamo  verificando  se  questo  sul  piano legislativo e del Codice
  Civile sia possibile.
       Probabilmente  ha  ragione  l'Assessore  che  conosce meglio di
  chiunque  altro  la  materia  e il problema non si pone. Siccome gli
  Uffici  si  sono posti questo interrogativo, lo stiamo verificando e
  tra cinque minuti lo sapremo.
       Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                                 Art. 30.
                     Variazioni normative di bilancio

         1. Al comma 1  dell'articolo  55  della  legge regionale 3
      maggio  2001,  n. 6,  le  parole  'nonché  le  variazioni  di
      bilancio compensative  tra  spese correnti di amministrazione
      di cui all'articolo 15 della legge regionale 7 marzo 1997, n.
      6  con  esclusione  di   quelle   in   diminuzione  di  spese
      obbligatorie' sono sostituite  con  le  seguenti  'nonché  il
      reintegro delle disponibilità dei capitoli di spesa a seguito
      dell'emissione dei mandati da  regolare  in  conto sospeso ai
      sensi  dell'articolo  4  del  decreto  del  Presidente  della
      Regione 5 ottobre 1999, n. 563 o per la regolazione contabile
      di somme pagate anche  in  esercizi  precedenti dall'istituto
      cassiere  a  seguito  di   pignoramenti,  ferme  restando  le
      eventuali responsabilità per danno erariale.'.

         2. Al comma 3  dell'articolo  8  della  legge regionale 27
      febbraio 1992, n.  2, le parole 'l'Assessore regionale per il
      bilancio  e le finanze'  sono  sostituite  dalle  parole  'il
      dirigente generale  del  Dipartimento  bilancio  e  finanze.'

         3. Il comma 2  dell'articolo  55  della  legge regionale 3
      maggio 2001, n.  6  è  abrogato.

         4. L'articolo 15 della legge regionale 7 marzo 1997, n.  6
      è abrogato.

         5. La lettera d),  comma  1, dell'articolo 36, della legge
      regionale  17  marzo  2000,   n.   8,   è   così  sostituita:

         'd)  compensative fra  i  capitoli  di  spesa  concernenti
      retribuzioni ed altri assegni  al  personale, in servizio con
      contratto  a  tempo   determinato   o   indeterminato,  o  in
      quiescenza, della Regione siciliana, nonché  per l'attuazione
      dell'articolo 6, comma 3,  del  decreto  del Presidente della
      Regione 11 novembre 1999, n. 26;'.

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                                 Art. 31.
                         Contributi previdenziali

         1. Al comma 1 dell'articolo 5  della  legge  regionale  26
      marzo  2002, n. 2 le parole 'i  contributi  di  quiescenza  e
      previdenza ...  dello 0,5  per  cento'  sono sostituite dalle
      parole 'le aliquote relative  ai  contributi  di quiescenza e
      previdenza a carico del personale regionale, cui si applicano
      le disposizioni della legge regionale 23 febbraio 1962, n. 2,
      vengono incrementate ogni anno  ciascuna  di  0,25,  fino  al
      raggiungimento delle relative aliquote statali.'.

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

        PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                              (E' approvato)

       Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                                 Art. 32.
             Modifiche all'articolo 13 della legge regionale
                         10 dicembre 2001, n. 21

         1.  Al comma 1 dell'articolo 13  della  legge regionale 10
      dicembre 2001, n. 21, dopo le parole  'gli  oneri relativi al
      personale'  sono  aggiunte  le  parole   'con  qualifica  non
      dirigenziale',  e  dopo  le  parole   'sino   alla   chiusura
      dell'esercizio.'  sono  aggiunte  le  parole   'Nel  caso  di
      trasferimento  o assegnazione presso gli  uffici  di  diretta
      collaborazione del Presidente o degli  assessori, il relativo
      trattamento  economico  accessorio  è posto  a  carico  degli
      stessi.  Nel  caso  di  maggiori  oneri,   su  richiesta  del
      responsabile della spesa dei predetti uffici, l'Assessore per
      il bilancio e le  finanze  è  autorizzato  ad  effettuate  le
      necessarie variazioni di bilancio con prelevamento dal fondo,
      appositamente  istituito   nella   rubrica  del  dipartimento
      bilancio e tesoro, a  valere  sulle  disponibilità  del Fondo
      efficienza  servizi  di   cui   all'articolo  4  della  legge
      regionale 25 marzo 2002, n.1.'.

         2.   All'articolo  13 della legge  regionale  10  dicembre
      2001, n.  21, sono aggiunti i seguenti commi:

         '2.  Nel caso di trasferimento o assegnazione di personale
      con  qualifica  dirigenziale da  un  dipartimento  regionale,
      ufficio  speciale,  ufficio  di  diretta  collaborazione  del
      Presidente  o  degli Assessori o qualsiasi  altro  ufficio  a
      gestione  autonoma  ad  un altro,  nel  corso  dell'esercizio
      finanziario, dopo l'approvazione del  bilancio della Regione,
      il  Dipartimento  regionale  del   personale,   dei   servizi
      generali,  di  quiescenza,  previdenza   ed   assistenza  del
      personale,  sulla  base  della   retribuzione   di  posizione
      attribuita a seguito di incarico dall'ufficio di provenienza,
      richiederà  al  dipartimento   del   bilancio   e  tesoro  le
      conseguenti variazioni compensative di bilancio.  Nel caso di
      maggiori oneri, le variazioni di bilancio sono effettuate con
      prelevamento dal fondo, appositamente istituito nella rubrica
      del  Dipartimento  bilancio   e   tesoro,   a   valere  sulle
      assegnazioni previste  dal  contratto collettivo regionale di
      lavoro dell'area della  dirigenza  recepito  con  il  decreto
      presidenziale 22 giugno 2001, n. 10.

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                                 Art. 33.
             Modifiche all'articolo 39 della legge regionale
                           17 marzo 2000, n. 8

         1.  L'articolo 39 della legge regionale 8 marzo 2000, n. 8
      è sostituito dal seguente:

         'Art. 39 - 1.  Nello  stato  di previsione della spesa del
      bilancio  della  Regione  -   Rubrica  bilancio  e  tesoro  è
      istituito un fondo cui  fare  confluire i finanziamenti della
      Unione  europea  e  i  cofinanziamenti  statali  e  regionali
      relativi al POR 2000-2006.

         2.  Le somme previste nel  complemento  di  programmazione
      vengono  iscritte  con  legge  di  bilancio   o  con  decreti
      dell'Assessore  regionale  per il bilancio e  le  finanze  in
      appositi  capitoli dello stato  di  previsione  dell'entrata,
      tenendo distinte le assegnazioni  dello  Stato  e dell'Unione
      europea, ed in appositi capitoli  dello  stato  di previsione
      della  spesa  distinti  per   misure,   sottomisure   e,  ove
      necessario, azioni, se attribuibili a dipartimenti diversi da
      quello del responsabile di misura.

         3.   Ai  sensi  del comma 3 dell'articolo  8  della  legge
      regionale 8 luglio 1977, n. 47, l'Assessore  regionale per il
      bilancio  e  le  finanze, su richiesta  del  responsabile  di
      misura, può iscrivere in un esercizio  somme eccedenti quelle
      inserite nella previsione indicativa della spesa pubblica per
      anno  del  quadro  finanziario  delle  misure  contenute  nel
      complemento  di  programmazione,  compensando  tali  maggiori
      spese con minori stanziamenti  nelle  singole  misure per gli
      esercizi successivi.

         4.  Le economie di spesa realizzate sul  fondo  di  cui al
      comma 1 o sugli stanziamenti  dei  capitoli di cui al comma 2
      possono essere riprodotte  con  le  modalità  previste  dagli
      articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 467.

         5.   Con  le stesse modalità di cui  al  comma  2  vengono
      iscritte  o riprodotte le somme derivanti  da  modifiche  del
      complemento di programmazione.

         6.  Ai fini del monitoraggio finanziario  dello  stato  di
      attuazione  del  P.O.R.,  la  Presidenza   della   Regione  e
      l'Assessorato  regionale  del  bilancio   e   delle   finanze
      realizzano  un   apposito   sistema   di   codificazione   ad
      integrazione  di  quello  già  presente  nel  bilancio  della
      Regione.

         7.  L'Assessorato regionale del bilancio  e delle finanze,
      Dipartimento  bilancio e tesoro,  partecipa  al  monitoraggio
      finanziario durante l'attuazione del  P.O.R.,  fermo restando
      quanto  previsto  dall'articolo 4 della  legge  regionale  23
      dicembre  2000, n. 32.

         8.   Al fine di  consentire  la  piena  realizzazione  del
      Programma operativo  regionale  della  Sicilia  2000-2006,  a
      decorrere  dall'anno   2001,  lo  stanziamento  dei  capitoli
      relativi alle singole misure  può contenere somme relative ad
      interventi coerenti finanziati con fondi regionali e statali.

         9.   Delle variazioni  di  bilancio  di  cui  al  presente
      articolo è  data  tempestiva  comunicazione  alla Commissione
      bilancio e finanze  ed  alla  Commissione  per  l'esame delle
      questioni  concernenti   l'attività  della  comunità  europea
      dell'Assemblea regionale siciliana.

         10.  Per la misura 7.01 'Assistenza tecnica',  al  fine di
      migliorare e semplificare le procedure di spesa, pur restando
      unitaria  sotto  il  profilo  organizzativo  e  funzionale la
      programmazione  delle  relative attività nella competenza del
      dipartimento  della  programmazione,  le  risorse finanziarie
      assegnate  alla  misura, in ragione delle specifiche esigenze
      dei  responsabili  di  misura, vengono iscritte, su richiesta
      dell'autorità  di  gestione,  in capitoli di previsione della
      spesa  nelle rubriche pertinenza dei dipartimenti che attuano
      le singole attività a valere sulle misure, sottomisure e, ove
      necessario, azioni e linee di intervento interessate.'.

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

        PRESIDENTE  Si passa all'art. 34. Ne do lettura:

                                 Art. 34.
                 Controllo e monitoraggio spesa pubblica

         1.    Qualsiasi   disposizione   o   atto   amministrativo
      assessoriale  o  dirigenziale  che  possa  comportare  oneri,
      diretti  o  indiretti  a  carico  del bilancio della Regione,
      anche    di    esercizi   futuri,   deve   essere   trasmessa
      preventivamente    dall'Amministrazione    competente    alla
      rispettiva  ragioneria centrale e, comunque, ha effetto entro
      i   limiti   delle   autorizzazioni  di  spesa  previste  nei
      provvedimenti legislativi da cui trae origine ed iscritte nel
      bilancio  di  previsione  della Regione.  La comunicazione da
      parte degli uffici dell'Amministrazione deve essere corredata
      di  una  scheda  che  indichi  l'ammontare  di tali oneri per
      ciascuno    degli   esercizi   finanziari   interessati.   Le
      ragionerie   centrali   devono   comunicare   all'Assessorato
      regionale del bilancio e delle finanze, Dipartimento bilancio
      e  tesoro  l'avvenuto  raggiungimento  dei predetti limiti di
      spesa,  individuati  nei rispettivi stanziamenti iscritti nel
      bilancio di previsione della Regione ai sensi della normativa
      di  riferimento.  Qualora  la  comunicazione  da  parte delle
      Amministrazioni  venisse omessa, i dirigenti delle ragionerie
      hanno  l'obbligo  d'informare  l'Assessore  regionale  per il
      bilancio e le finanze, il dirigente generale del Dipartimento
      bilancio e tesoro e l'Assessore competente per l'accertamento
      delle responsabilità.

         2.  Per gli  enti  pubblici  non  economici  sottoposti  a
      vigilanza  e/o   controllo   della  Regione  provvedono  agli
      analoghi adempimenti di vigilanza e segnalazione i rispettivi
      collegi sindacali o di revisione  dei  conti.

         3.  Ai fini di  un efficace controllo sulla spesa, qualora
      nel  corso  dell'attuazione  delle  leggi si verifichino o si
      prevedano  scostamenti rispetto alle previsioni di spesa o di
      entrata   indicate   dalle  medesime  leggi,  al  fine  della
      copertura finanziaria, l'Amministrazione competente deve dare
      tempestiva  comunicazione  all'Assessore per il bilancio e le
      finanze   al   fine  di  assumere  le  eventuali  conseguenti
      iniziative legislative.

         4.  Ai  fini di un efficace controllo e monitoraggio degli
      andamenti   di   finanza  pubblica,  qualora  si  accerti  un
      rilevante  scostamento  dagli  obiettivi di finanza pubblica,
      l'Assessore  per il bilancio e le finanze, previa delibera di
      Giunta,   dispone   con   proprio   decreto   la  limitazione
      all'assunzione  di impegni di spesa o all'emissione di titoli
      di  pagamento  a  carico  del  bilancio  della  Regione,  con
      esclusione  delle  spese  relative  agli  stipendi,  assegni,
      pensioni  e  altre  spese fisse o aventi natura obbligatoria,
      agli  interessi,  alle  poste correttive e compensative delle
      entrate   comprese   le  regolazioni  contabili,  alle  spese
      derivanti   dall'attuazione   di   programmi   comunitari   e
      nazionali,   alle  annualità  relative  ai  limiti  d'impegno
      decorrenti da esercizi precedenti e alle rate di ammortamento
      mutui.   Per   effettive   motivate  e  documentate  esigenze
      l'Assessore  per  il bilancio e le finanze, su proposta delle
      competenti  amministrazioni,  può escludere altre spese dalla
      predetta  limitazione  all'assunzione  di  impegni di spesa o
      all'emissione di titoli di pagamento.

         5.  Per le medesime finalità  e  con le modalità di cui al
      comma  4,  l'Assessore  per  il bilancio e le finanze può con
      proprio   decreto   disporre   la   riduzione   di  spese  di
      funzionamento  degli enti pubblici non economici sottoposti a
      vigilanza  e/o  controllo della Regione anche se previste nei
      rispettivi   bilanci.  E'  fatto  obbligo  a  ciascun  organo
      interno   di   revisione   e   di   controllo   di   vigilare
      sull'applicazione  di  tale decreto, assicurando la congruità
      delle   conseguenti   variazioni   di  bilancio.  L'eventuale
      maggiore  avanzo  finanziario  è  reso  indisponibile  fino a
      diversa  determinazione  dell'Assessore  per il bilancio e le
      finanze, sentito l'Assessore competente.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Onorevole  Assessore, lei sta riproponendo un articolo
  di controllo e monitoraggio  della  spesa pubblica che, come lei sa,
  trova il nostro  totale accordo. Tuttavia, questo articolo ripropone
  una  modalità che  era  già  prevista  nella  finanziaria  dell'anno
  scorso.  Questo non ha  impedito  che  lei  non esercitasse, fino in
  fondo, il controllo.
       Nel corso della discussione generale noi abbiamo sollevato, sia
  in Commissione Sanità, sia  in Commissione Bilancio, sia in Aula, il
  fatto che le Aziende Unità Sanitarie Locali e le Aziende Ospedaliere
  hanno un disavanzo di bilancio  pari  a  370 miliardi di lire e, pur
  essendo sottoposte al controllo dell'Assessore, sono "sfuggite", nel
  senso che questo ancora non viene a conoscenza...

     CAPODICASA   Ripristiniamo i controlli

     SPEZIALE  Il problema è che la norma a me è sembrata di carattere
  generale e generica ed io penso - ed avevo chiesto - che l'Assessore
  avrebbe  dovuto  riscriverla,  di  individuare  nel  circuito  della
  formazione della decisione,  quando si determina un inghippo che non
  risponde al circuito  politico della decisione, che venga sanzionato
  il comportamento, perché  scrivere  che  c'è  un controllo e, come è
  avvenuto nel settore della  Sanità,  dove  abbiamo  un  buco  di 370
  miliardi,  questo non  comporta  alcuna  sanzione  per  nessuno  dei
  responsabili che non  ha  adempiuto  al  procedimento stabilito, non
  capisco che senso abbia la norma.
       Avevo  chiesto  all'Assessore  di  riscrivere  la  norma  e  di
  prevedere elementi di  carattere  sanzionatorio  per  dare efficacia
  alla  norma stessa, perché  la  norma,  così  come  è  scritta,  non
  produrrà effetti produce enunciamenti di principio, come solitamente
  dice l'Assessore Pagano: "norma pedagogica".
       Noi,  in  questa   materia   non   abbiamo   bisogno  di  norme
  pedagogiche,  ma di  norme  cogenti  in  cui  venga  individuata  la
  responsabilità di chi si omette ad un adempimento dovuto per legge.
       Ecco la ragione per  cui io penso che se l'Assessore lo volesse
  riscrivere, individuando anche livelli di responsabilità che possono
  essere sanzionati, sarebbe migliore dell'articolo che noi abbiamo in
  questo momento all'esame del Parlamento.

     PAGANO   assessore per  il  Bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   Bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  molto sinteticamente,
  anche perché  su questo  argomento  abbiamo dibattuto in lungo ed in
  largo in Commissione.
       Noi abbiamo recepito qui la legge nazionale, abbiamo cercato di
  creare le condizioni  affinché  documenti,  decreti,  iniziative  di
  qualunque specie e di  qualunque genere da parte  non soltanto degli
  Assessori che,  ovviamente,  sono  stati entusiasticamente d'accordo
  nell'accettare questa norma, giacché  è passata in Giunta di Governo
  con una assoluta serenità,  consentisse  anche il controllo da parte
  dei dirigenti.
       Questa  norma non è  vero  che  in  passato,  anzi  "che  nella
  finanziaria dell'anno scorso",  per  citare le parole dell'onorevole
  Speziale - l'ho segnate  poc'anzi  - era, di fatto, prevista, perché
  non esiste nulla di tutto questo.
       Onorevole  Speziale, le  uniche  norme  che  esistono  sono  un
  Regio Decreto del 1923 che consente su per giù  quello che lei trova
  scritto nell'articolo 34, ma in maniera molto  larvata  ed in appena
  quattro righe di legge ed una circolare del  maggio  di quest'anno a
  firma dell'onorevole  presidente  Cuffaro e dell'onorevole assessore
  Pagano.  Dopodiché  non  esiste  nient'altro e siccome abbiamo avuto
  la possibilità di  verificare  che  lo  Stato  ha  avvertito  questa
  esigenza e lei sa che lo  Stato è molto più organizzato di noi da un
  punto di  vista,  non soltanto dell'indirizzo, della programmazione,
  ma anche e soprattutto del controllo.
       Noi ci siamo fatti  una  domanda semplice: la Regione Siciliana
  ha uno strumento vetusto  che  risale  ad  oltre settant'anni fa; lo
  Stato,  che  certamente  è molto più organizzato di noi, ha avuto la
  sensibilità  con  il  decreto  legge  194  del  mese di settembre di
  attivare  questi meccanismi di controllo.  Non si comprendeva meglio
  per  quale  motivo  anche  la  Regione non dovesse fare altrettanto.
  Quindi,  le  assicuro  che  non  esisteva  nessuna  forma analoga di
  controllo  e  semmai  il  ragionamento  che  dobbiamo  fare,  e sono
  d'accordo  con  lei,  è  quello  di  immaginare anche delle forme di
  sanzione e di punizione.
       Non  nascondo  che  dopo le sollecitazioni che sono arrivate da
  parte  della  Commissione,  in  particolare  da  parte  sua, abbiamo
  dibattuto  a  lungo  con  i  tecnici  sulle  modalità di intervento.
       Riteniamo   che   un   approfondimento   su  questo  campo  sia
  assolutamente  indispensabile  per  evitare  di  scrivere,  non dico
  sciocchezze,  ma  sicuramente  cose non adeguate.
       Certamente  questa, però, è  una  pietra  miliare, questa legge
  esattamente negli stessi termini nei quali l'ha concepita lo Stato è
  una   pietra  miliare.  Se  da  qui  ai  prossimi  mesi  avvertiremo
  l'esigenza  di  un  comportamento scorretto da parte di organi della
  pubblica   amministrazione   certamente   provvederemo...

     SPEZIALE   I  direttori  delle ASL non le hanno comunicato - come
  lei ci ha riferito - i bilanci delle aziende

    PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze.  Tengo a precisare
  una  cosa:  i  direttori  delle  ASL  non  avevano avuto fino a quel
  momento  la  possibilità  di  mandare  nulla  all'Assessore  per  il
  bilancio,   perché   non   era  richiesto.  Lei  si  riferisce  alla
  finanziaria  di  quest'anno, ovvero quella del 26 marzo 2002, numero
  2, da  quel  momento sì, ma il bilancio scade il 31 dicembre, quindi
  ancora  il  primo  bilancio  non può essere ancora arrivato, giacché
  sarà  approvato nel mese di febbraio-marzo-aprile con riferimento al
  31  marzo.  Quindi,  quello che abbiamo fatto è esattamente in linea
  con quello  che  ha  fatto  lo  Stato ed è all'interno di una logica
  giuridica  assolutamente  ineccepibile.  Questa era la modalità e su
  questo certamente ci siamo mossi.

     LO MONTE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO MONTE . Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto
  nuovamente ad intervenire, costretto  perché  io  non  amo  fare  il
  provocatore  o quello che fa il 'bastian contrario'.  Però in questo
  articolo     sostanzialmente    si    realizza    una    rivoluzione
  nell'amministrazione  della  Regione  perché  se  dovesse passare il
  testo  così  come  è  stato scritto, non capisco perché (siccome nel
  resto  dell'articolato  non  trovo alcuna spiegazione) manteniamo in
  ogni  Assessorato il dirigente di ragioneria e mi chiedo e lo chiedo
  al  Governo  ed  all'Assemblea  che  funzione  avrà  il dirigente di
  ragioneria  che  a me pare, se non ricordo male, ma nella confusione
  mettiamo in discussione anche l'alfabeto e non le leggi o i princìpi
  costituzionali, che il dirigente di ragioneria dislocato presso ogni
  Assessorato  dipenda dall'Assessore al bilancio.  E a me pare che su
  ogni  decreto  di  spesa  il  dirigente metta il proprio visto.
       Quindi,  vorrei  porre  all'attenzione  dell'Aula questa grande
  discrasia.  Se  passa  questa  norma  vediamo di regolamentare e far
  rientrare   all'Assessorato   al   bilancio  tutti  i  dirigenti  di
  ragioneria  che  ci  sono presso le varie amministrazioni e presso i
  vari  Assessorati.
       Dico  di  più:  leggo  ad  un  certo  punto  che il controllo è
  preventivo e  mi  può stare bene che il controllo si preveda per gli
  esercizi futuri, quando si impegnano somme degli esercizi futuri, ma
  quando già il dirigente che ha un bilancio approvato lo sottoponiamo
  a  passare  nuovamente  dal bilancio per una disposizione qualsiasi,
  credo  che  veramente contraddiciamo noi stessi, le leggi e le poche
  cose   che   ancora  funzionano.
       Quindi,  Assessore Pagano, parlo particolarmente con lei, visto
  che  c'è  molta  distrazione  sulle  cose  che io sto sforzandomi di
  sottoporre  all'Aula,  la  pregherei di accantonare questo articolo,
  perché  a  mio  avviso  ci  sono  alcune  cose  che vanno senz'altro
  riviste.  Addirittura  al  comma  2 prevediamo che questo controllo,
  che è preventivo, venga affidato al Collegio dei revisori dei conti,
  quindi  mi  interrogo  sul  fatto  se  un  parco,  per  esempio, nel
  deliberare,   nel   determinarsi,   per   potere   procedere,   deve
  sostanzialmente  avere  il  visto  del  collegio  dei revisori.  Non
  capisco   bene   come   è   il   testo  e  vorrei  averlo  spiegato,
  particolarmente l'articolo 2.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  io  non so se qui c'è una rivoluzione  nell'ordinamento
  giuridico  regionale,  me lo auguro perché certamente non mi pare di
  potere dire che in questo momento l'Amministrazione regionale brilli
  per efficienza e per qualità nel controllo della spesa.
       Certamente  non  possiamo  immaginare  che  il  problema  possa
  essere  esaurito  con  una  organizzazione come quella a cui abbiamo
  assistito in questi anni e che si trova tutt'oggi vigente.
       Onorevole Lo Monte, in questo momento le Ragionerie, presso gli
  Assessorati, ricevono i documenti contabili: decreti, circolari solo
  esclusivamente  se  c'è la sensibilità da parte dell'Assessore o del
  Dirigente  generale  di  portarla a un controllo e mediamente questa
  sensibilità avviene solo esclusivamente se c'è una cifra.
       Spesso  quando  ci  sono  documenti  di  natura organizzativa o
  organizzatori,  che dir si voglia, siccome attengono a un livello di
  organizzazione,  spesso  i  Dirigenti  sono  portati a dire: non c'è
  spesa  e  tutto  questo  li  porta  ad essere esentati per decisione
  soltanto personale al controllo stesso.
       Questo  che le sto dicendo non è frutto di una causalità che si
  è  verificata  tre  volte  nel  corso  della  storia  della  Regione
  siciliana,  queste  cose  si  verificano  decine  e  decine di volte
  regolarmente ogni anno, in ogni Assessorato.
       Siccome  c'è  anche  una  sorta  di  pudore e di rispetto della
  istituzione  Regione siciliana, io non mi permetterò di fare qui gli
  elenchi,  perché  sarebbe  anche  poco dignitoso nei confronti della
  Regione stessa e nei confronti anche di uomini che giustamente hanno
  portato  avanti  una impostazione  amministrativa soltanto perché le
  regole  consentivano  loro  di  fare  quello che finora hanno fatto.
  La  gente,  infatti,  si  muove  e  si  comporta  all'interno  di un
  comportamento che è diretta conseguenza di una legge esistente.
       Se la legge ti punisce, tu ti comporti in una certa maniera, se
  la legge non ti punisce ti comporti in maniera altrettanto diversa.
       Basti  pensare  alla legge sugli stadi, per dirne una, lei è un
  Avvocato, non so se ha notato statisticamente come le violenze negli
  stadi siano finite, perché tutto questo? Perché sono diventati tutti
  santi?  No,  perché  sono  cambiate  le  modalità  dell'arresto, del
  controllo,  del  sistema  di  verifica,  dell'onere  della  prova  e
  soprattutto del giudizio che avviene nell'arco di poche ore.
       Allora, voglio dire che i comportamenti vanno disciplinati e io
  ritengo  che  questa  Regione,  che  non  è  una  Regione  a Statuto
  ordinario  ma  a  Statuto  speciale, quindi è un sottosistema, ha le
  stesse  modalità di intervento di uno Stato.  Noi ci vantiamo spesso
  di  essere  uno  Stato, però, abbiamo il buon senso o forse anche il
  cattivo  gusto - dipende dai punti di vista - di ritenerci uno Stato
  quando ci sono gli onori e di non ritenere di essere Stato quando ci
  sono gli oneri.
       Questa  norma  certamente  va  ascritta  alla  normale  civiltà
  giuridica,  anche  perché  non  abbiamo  fatto  altro  che  copiarla
  pedissequamente rispetto a quella dello Stato.
       Siccome  ci rendiamo conto che le sue osservazioni sono animate
  da  grande  spirito  di  confronto  e  di crescita, soltanto per una
  questione  di  rispetto  e di stile nei suoi confronti, onorevole Lo
  Monte,  certamente  mi  sento  di  dire  che,  in  questo momento, è
  accantonato e quindi in coda avremo modo di discuterlo.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, l'articolo 34 è accantonato.
       Si passa all'articolo 35.
       Ne dò lettura.

                                 Art. 35.
          Contenimento dei costi di gestione e manutenzione del
                           patrimonio regionale

         1.  Nelle  more  di  una  generale razionalizzazione della
      gestione    del    patrimonio   regionale,   finalizzata   al
      contenimento  dei costi di mantenimento, gli edifici di culto
      e  le  loro  pertinenze  di proprietà della Regione siciliana
      affidati  a  qualunque titolo ad enti ecclesiastici da almeno
      40 anni, sono ceduti in proprietà a titolo gratuito in favore
      degli  stessi.

         2.  Le disposizioni del presente articolo non si applicano
      per  gli  immobili  che  fanno  parte  del demanio artistico,
      storico   o   archeologico  costituenti  abbazie,  certose  e
      monasteri.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 35.2;

       -   dagli   onorevoli   Speziale,   Cracolici   e   Capodicasa:
  emendamento 35.1.

       Comunico  altresì   che   è   stato   presentato   dal  Governo
  l'emendamento 35.R di riscrittura dell'articolo 35.

       L'emendamento 35.1 è assorbito dall'emendamento 35.R.

     TUMINO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TUMINO   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, desidero capire
  chi è l'assessore che dovrebbe rispondere. Assessore Pagano al comma
  1 in  fondo  ci  sta scritto purchè vengano destinati alla fruizione
  sociale per cortesia mi spiega cosa significa?

     PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole Tumino
  questo articolo  è  stato  scritto  a  più mani e nel caso specifico
  anche con  il  Presidente  della  prima Commissione che non so se in
  questo  momento è quì e ritiene opportuno illustrarlo anche perchè è
  una norma di merito.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  mi rivolgo al
  Presidente    dell'Assemblea   per   sollevare   una   pregiudiziale
  sull'emendamento  35.R  a  firma del Governo in quanto l'emendamento
  35.R non  è  soltanto  una riscrittura ma ci sono una serie di commi
  che non erano presenti nella formulazione iniziale.
       Quindi credo che prima di potere fare esaminare all'Aula questo
  emendamento  bisogna convocare la Commissione legislativa competente
  per materia,  far  dare  il  parere  alla Commissione competente per
  materia e poi sottoporlo all'Aula.  Credo sarebbe opportuno da parte
  del   Governo  ritirare  quest'emendamento  e  proporre  la  stesura
  dell'emendamento  originario  che  era già stato esaminato sia dalla
  prima Commissione che dalla seconda.
       Pongo, pertato, una pregiudiziale.

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  sugli  emendamenti  non  sono
  possibili pregiudiziali.

     ROTELLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ROTELLA   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   mi   corre
  l'obbligo,   chiedere   alla   Presidenza   l'ammissibilità   di  un
  emendamento  che  se dovesse essere apprezzato da questa Presidenza,
  visto  che  emendamenti analoghi dalla Presidenza sono stati cassati
  nella scrematura  di  tutte  le  proposte  che  erano  arrivate alla
  Presidenza,   articoli   analoghi   a  questo,  se  dovesse  passare
  quest'emendamento  si  innescherebbe  in  quest'Aula  un  momento di
  grandissimo  disagio,  perchè  quest'articolo  oltre ai problemi che
  pone l'onorevole Acierno, non ha nessuna attinenza con le variazioni
  di bilancio.
       Quest'articolo,  signor  Presidente,   se  venisse  considerato
  all'interno  della  finanziaria,  potrebbe  trovare  uno  spazio  di
  accoglimento, ma nelle variazioni di bilancio  quest'articolo non ha
  nessuna  attinenza signor Presidente.
       Pertanto, invito il Governo al ritiro.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo  per
  evidenziare  alla  Presidenza  a  futura memoria,  cioè  per  quando
  affronteremo gli articoli aggiuntivi che non  possiamo fare due pesi
  e due misure, se riteniamo ammissibile  questo articolo dovremmo poi
  ritenere ammissibili tutti gli articoli aggiuntivi che nulla hanno a
  che vedere con la norma finanziaria.
       Premesso  questo,  se  ricordate onorevoli colleghi, componenti
  della quarta  Commissione, colleghi con i quali siamo stati chiamati
  ad  esaminare  quest'articolo  in  quarta Commissione e nella seduta
  abbiamo  approvato  un  emendamento  soppressivo di quest'articolo a
  firma dell'onorevole Vicari e mia.
       Abbiamo soppresso quest'articolo perchè  chiedevamo  al Governo
  di sapere com'è possibile fare una liberalità di questo genere senza
  sapere  che  cosa  stiamo  donando,  quale   patrimonio,  per  quale
  ammontare, dove ricade e quali sono  le  conseguenze  effettive  che
  questo ha sul patrimonio della Regione?
       Onorevoli colleghi, vi invito a riflettere, quest'articolo dice
  che noi  cediamo  a  titolo  gratuito,  a  chiunque  lo  possieda  a
  qualunque  titolo,  un  patrimonio della Regione che potrebbe essere
  immenso.
       Lo  cediamo  gratuitamente,  senza  sapere  di  fatto se stiamo
  cedendo  solo  dei  beni destinati allo scopo di culto perché qui si
  dice  chiaramente  che  noi  cediamo anche le pertinenze. Pertinenze
  significa,   possibilmente,   appartamenti,   immobili  vari,  campi
  sportivi e così via.
       Io  penso  che  questa  sia  una  norma,  presentata  in questo
  momento,  a  dir  poco  vergognosa,  che dovrebbe fare riflettere il
  Governo,  la Presidenza dell'Assemblea, o a ritenere inammissibile o
  a ritirare questo articolo.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, in verità questo articolo, che non
  riesco a comprendere per quale motivo stia creando tanti problemi di
  coscienza,  in  verità  è  razionalizzazione  della spesa.
       Io  non  ho  alcuna  difficoltà  a  ritirarlo,  quindi,  adesso
  provvederò  a  farlo, però è giusto che si sappia a cosa sta andando
  incontro  la  Regione.
       Con  questo  articolo  gli edifici destinati al culto, che sono
  stati  finanziati  con risorse finanziarie dell'edilizia popolare, e
  che  quindi appartengono alla Regione, chiese, luoghi di culto e con
  relative  pertinenze, costruiti  in  quartieri  popolari, e che sono
  ormai vecchi, vetusti, perché  gli anni a cui si fa riferimento sono
  quelli  del primissimo dopoguerra, devono essere, da questo punto di
  vista, ristrutturati per essere fruibili. Ciò significa, adeguamento
  alla  legge n.  626: scivoli per disabili, barriere architettoniche.
  Ci sono  state  molteplici  richieste  che a questo assessorato sono
  giunte.
       Benissimo
       Noi prendiamo  atto  che  i  lavori  d'Aula  non possono essere
  interrotti.  Faccio  presente che c'è un secondo comma che escludeva
  tutto  ciò   che   aveva   a   che   fare   con  vincoli  artistici,
  architettonici,  eccetera.  A questo punto vi faccio presente, però,
  che questa  cosa  produrrà  dei  danni  finanziari  in  Sicilia.  Lo
  ripresenteremo in altra data.
       Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     CASTIGLIONE  vice presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE   vice  presidente  della Regione. Signor Presidente,
  dai  lavori d'Aula emerge una necessità di approfondimento. L'intero
  articolo si rinvia ad altra sede, al testo della finanziaria magari,
  per un approfondimento necessario.

     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  su  richiesta del Governo e non
  sorgendo osservazioni, l'articolo 35 viene stralciato dal disegno di
  legge in esame per essere riproposto nella finanziaria.

       Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                                "Art. 36.
               Disposizioni sul bilancio dell'Azienda delle
                            foreste demaniali

         1.  Al comma 1  dell'articolo  17 della legge regionale 10
      dicembre 2001, n. 21, le parole 'per l'anno finanziario 2002'
      sono sostituite con  le parole 'per l'anno finanziario 2003'.

         2.  Il  termine  di  cui al comma 2 dell'articolo 17 della
      legge regionale  10  dicembre 2001, n.  21, è prorogato al 30
      aprile 2003."

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                                "Art. 37.
                    Contributi ad aziende di trasporto

         1. A decorrere dall'esercizio 2003,  nella  determinazione
      del   costo  economico  standardizzato  per   chilometro   di
      percorrenza finalizzato all'erogazione del  contributo  annuo
      di esercizio di cui all'articolo 4 della  legge  regionale 14
      giugno 1983, n. 68 e successive modifiche ed integrazioni non
      sono incluse le quote di ammortamento o  gli oneri finanziari
      di beni acquistati o acquisiti in leasing  con  il contributo
      regionale   a   qualunque   titolo  erogato  per   la   parte
      corrispondente all'ammontare del contributo stesso."

       Comunico  che  all'articolo 37 è stato presentato l'emendamento
  37.1 a firma dell'onorevole Capodicasa.

       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  37.  Chi  è  favorevole resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                                'Art. 38.
                           Sospensione benefici

         1.  Le  agevolazioni di cui all'applicazione dell'articolo
      14  della  legge regionale  30  marzo  1998,  n.  5,  vengono
      temporaneamente  sospese  a  far  data  dall'attivazione  dei
      benefici derivanti  dall'attuazione  dell'articolo  135 della
      legge 23 dicembre 2000, n.  388, per i collegamenti aerei tra
      la Sicilia e le isole  minori e fino alla scadenza dei citati
      benefici  di cui  all'articolo  135  della  citata  legge  n.
      388 del 2000.'.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                                'Art. 39.
                        Modifiche norme contabili

         1. All'articolo 1  della legge regionale 8 luglio 1977, n.
      47 sono apportate le seguenti modifiche:

         - Al comma 6, dopo  le  parole  'Il  bilancio  annuale  di
      previsione' aggiungere le parole 'in termini di competenza'.

         -   Il  comma  10  è  così  sostituito:  'Per  ogni  unità
      previsionale di base del  bilancio  di  previsione è indicato
      l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare o delle
      spese che si prevede  di  impegnare nell'anno cui il bilancio
      si riferisce. Con  riguardo  alle  entrate erariali spettanti
      alla Regione si intendono  per  accertate  le  somme  versate
      nelle apposite  contabilità  speciali  o  direttamente  nella
      cassa regionale.

         - Dopo il comma 10  è  introdotto il seguente comma 10 bis
      'Il bilancio annuale di  previsione,  in  termini di cassa, è
      articolato  per l'entrata e  per  la  spesa,  per  centri  di
      responsabilità,  corrispondenti  ai  dipartimenti  regionali,
      agli  uffici   di   diretta   collaborazione   all'opera  del
      Presidente della Regione e  degli  assessori  ed  agli uffici
      speciali cui è affidata  la  relativa  gestione, con separata
      evidenziazione    dell'aggregato    concernente    interventi
      comunitari, statali e connessi cofinanziamenti.'.

         -   Al  comma 11  sopprimere  le  parole  'mentre  fra  le
      previsioni delle entrate di cassa, di cui alla lettera c) del
      medesimo comma è iscritto l'ammontare presunto della giacenza
      di  cassa  all'inizio   dell'esercizio  cui  il  bilancio  si
      riferisce'.

         -  Dopo il comma 11 aggiungere i seguenti commi:

         '11 bis. Fra le previsioni di cassa di cui al comma 10 bis
      è iscritto fra le entrate l'ammontare presunto della giacenza
      di  cassa  all'inizio   dell'esercizio  cui  il  bilancio  si
      riferisce  e fra le  spese  appositi  fondi  di  riserva  per
      l'integrazione delle  autorizzazioni  di  cassa  di  ciascuna
      amministrazione  in  relazione  ad  indifferibili  necessità;
      alle  occorrenti   variazioni   si   provvede   con   decreti
      dell'Assessore regionale per il  bilancio  e  le  finanze, su
      richiesta della  competente  amministrazione,  previo  parere
      della competente ragioneria centrale.  Al fine di adeguare le
      previsioni  di cassa  alle  effettive  esigenze  di  ciascuna
      amministrazione  regionale,   l'Assessore  regionale  per  il
      bilancio e le finanze  è  altresì  autorizzato ad effettuare,
      con  propri   decreti,   tutte   le   occorrenti   variazioni
      compensative di cassa;  è  inoltre  autorizzato ad effettuare
      le  variazioni derivanti da  maggiori  o  minori  entrate  di
      cassa, quelle conseguenti all'applicazione  di legge e per il
      pagamento  di  obbligazioni  indifferibili  e  improrogabili.
      Entro il limite delle  autorizzazioni  di cassa stabilito per
      ciascun aggregato  di  ciascuna  amministrazione, i pagamenti
      sono disposti, di norma,  per  importi  non  superiori  a  un
      dodicesimo per ciascun mese dell'anno.

         11 ter. Per i  fondi  di  riserva  da  adoperarsi  per  la
      riproduzione di residui  passivi perenti, per la riproduzione
      di economie e  per  l'incremento delle dotazioni dei capitoli
      relativi  a  spese  obbligatorie,  oltre  alla  dotazione  di
      competenza è prevista una dotazione di cassa. Alle occorrenti
      variazioni di cassa si  provvede con le modalità previste per
      le correlate variazioni di competenza.'.

         -  Il comma 12  è sostituito da seguente: 'Formano oggetto
      di  approvazione   dell'Assemblea   regionale   siciliana  le
      previsioni del bilancio di  competenza  di  cui  al  comma 10
      nonchè le previsioni di bilancio  di cassa di cui al comma 10
      bis riassunte in  apposito  quadro. Le previsioni di spesa di
      cui  ai  medesimi   commi  costituiscono  il  limite  per  le
      autorizzazioni rispettivamente, di impegno e di pagamento'.

         -  Al  comma  13  dopo  le  parole  'Nel  quadro  generale
      riassuntivo,  redatto   per   titoli,  con  riferimento  alle
      dotazioni di competenza' sopprimere le parole 'e di cassa'.

         - Sopprimere il comma 21 bis.

         - Sopprimere il comma 21 ter.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                               'Art. 40.
              Riproduzione di somme eliminate per perenzione

         1. Le somme  eliminate per perenzione amministrativa negli
      esercizi finanziari 2001 e  2002 ed impegnate per le finalità
      di cui all'articolo 13  della legge regionale 16 maggio 1978,
      n. 8, all'articolo 21  della  legge regionale 17 maggio 1984,
      n. 31 ed agli articoli  1  e 4 della legge regionale 28 marzo
      1986, n. 18,  sono  riprodotte  in  bilancio  d'ufficio dalla
      competente ragioneria  centrale,  all'atto dell'emissione dei
      relativi titoli di spesa.'.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                                  'Art. 41.
              Anticipazione somme riscosse dai concessionari

         1. Al comma 1,  dell'articolo  7, della legge regionale 30
      marzo 1998,  n. 5, come modificato ed integrato dall'articolo
      4, comma 8, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, sono
      aggiunte   le   parole   'e   successive   modificazioni   ed
      integrazioni'.

         2.  Al  comma   1  quater  dell'articolo  7,  della  legge
      regionale 30 marzo 1998, n.  5,  dopo le parole 'n. 140' sono
      aggiunte   le   parole   'e   successive   modificazioni   ed
      integrazioni'.'.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                               'Art. 42.
          Consorzio di ripopolamento ittico golfo di Catania

         1. Il comma  7  dell'articolo 172 della legge regionale n.
      32 del 2000  è  abrogato.  Si  applica  l'ultimo  periodo del
      comma 2  dell'articolo  3  della  legge  regionale 9 dicembre
      1998, n. 33.'.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                                'Art. 43.
                Funzionamento Commissione per l'emersione
                          del lavoro irregolare

         1. Il comma 1  dell'articolo  5  della  legge  regionale 9
      agosto 2002, n. 9, è sostituito dal seguente:

         1.  Per  il   funzionamento  ed  il  raggiungimento  delle
      finalità  della  commissione  regionale  istituita  ai  sensi
      dell'articolo 78, comma 4,  della  legge 23 dicembre 1998, n.
      448 e successive  modifiche  ed integrazioni, ivi compreso il
      pagamento  dei compensi e  delle  spese  di  missione  per  i
      componenti, nonchè gli  oneri  per  il  trattamento economico
      accessorio previsto per  il personale regionale in favore del
      personale della  pubblica amministrazione comandato presso la
      Commissione, è autorizzata la spesa di 50 migliaia di euro.

         2. Il comma 3  dell'articolo  5  della  legge  regionale 9
      agosto 2002, n. 9, è sostituito dal seguente:

         3. Per le spese  di  missione si applicano le disposizioni
      vigenti per i dirigenti generali.'.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                                'Art. 44.
                  Determinazione quota di partecipazione
                          prestazioni sanitarie

         1. Il comma 3  dell'articolo  9  della  legge regionale 26
      marzo 2002, n. 2, è così sostituito:

         '3. L'Assessore  regionale  per la sanità, periodicamente,
      provvede con proprio  decreto  di  concerto  con  l'Assessore
      regionale per il bilancio  e le finanze, previa deliberazione
      della Giunta  regionale,  sentita  la  competente commissione
      legislativa dell'Assemblea  regionale, a dare attuazione alle
      disposizioni che  prevedono la determinazione regionale della
      quota di partecipazione, nonchè ad individuare le modalità di
      partecipazione al  corso  della  prestazione  da  parte degli
      assistiti.'.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       - dagli onorevoli Liotta e Forgione:  emendamento 44.1;

       - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 44.2.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 44
  individua   con   l'istituto   della   decretazione   la   quota  di
  partecipazione  nonchè  le modalità di partecipazione al costo delle
  prestazioni  sanitarie  da  parte degli assistiti, in parole povere,
  non solo  l'aumento dei tickets sulla sanità, ma la diversificazione
  dei tickets stessi sulle prestazioni sanitarie.
       Allora, la prima obiezione che desidero fare alla Presidenza è:
  cosa c'entra con la variazione  di  bilancio questa norma? Nel senso
  che è una norma tipicamente  da  finanziaria  oltretutto non mi pare
  che la stessa possa contenere i costi della sanità per l'anno 2002.
       La  prima  obiezione che faccio è questa:  in che relazione sta
  questa norma con la variazione di bilancio?
       Considerato  che,  comunque,  qualora  dovesse essere approvata
  norma  non  potrebbe  di  certo  avere effetti finanziari per l'anno
  2002.
       La  prima  richiesta,  pertanto,  che  faccio  al  Governo è di
  stralciare  questa  norma dalla variazione di bilancio e valutare se
  riproporla in finanziaria - che è lo strumento più idoneo, credo sia
  una cosa  che  anche la Presidenza possa valutare,  sebbene mi renda
  conto che non è una materia di cui la presidenza può farsi carico.
       Nel  merito della norma, signor Presidente, anche se mi rimetto
  alla  sensibilità  del  Governo  di  affrontare  questa questione in
  finanziaria, noi  stiamo decidendo - a scatola chiusa - di aprire un
  sistema  nel  quale  non solo con la decretazione, seppur sentita la
  Commissione  legislativa di merito - ma sappiamo cosa voglia dire il
  'sentire'  - aumentiamo i ticket, che sono stati invece disciplinati
  da legge dell'Assemblea regionale nella scorsa finanziaria, l'entità
  del ticket.
       Stabiliamo che sempre con l'istituto della decretazione si apra
  un ventaglio di possibilità sulle modalità con le quali il cittadino
  partecipa  alle  prestazioni sanitarie che può, persino, arrivare al
  paradosso  cioè  il  ticket  non si pagherà più sulla prestazione ma
  sulla specialità della singola prestazione.
       Banalizzo,  chiaramente,  l'intendimento  del  Governo. Non  si
  pagherà  più  il ticket soltanto sull'esame del sangue ma si pagherà
  sull'esame  dei  trigliceridi, sull'esame della quantità dei globuli
  rossi o  bianchi.
       Siamo  alla  via del ticket per la soluzione dei problemi della
  spesa sanitaria.
       Considero  inaccettabile  e  immorale  questa  scelta.
       Rinnovo  l'appello affinchè il Governo approfondisca la materia
  e,  comunque,  assuma l'intendimento di portare questa materia nello
  strumento più  proprio  che  è  la legge finanziaria e non invece la
  variazione di bilancio.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE .  Signor  Presidente,  vorrei  fare mio l'intervento
  dell'onorevole  Cracolici,  mi ero riproposto di non intervenire, ma
  essendo  Presidente della Commissione sanità era giusto che qualcosa
  la dicessi anch'io.
       Onorevole  Assessore  Pagano, mettere questi articoli in questa
  variazione  di  bilancio mi sembra una forzatura, volere mistificare
  questo   articolo   con   l'espressione  "sentito  il  parere  della
  Commissione"   è  una  grande  sciocchezza.  Perché  con  il  parere
  obbligatorio ma non vincolante della commissione abbiamo assistito a
  una serie  di  cose  sbagliate.  La  commissione  si  esprime, fa un
  grosso  lavoro,  affronta  il  piano  socio-sanitario  dedicando ore
  diurne e  notturne,  alla fine l'assessore alla sanità e l'assessore
  agli enti locali lo pubblicano e dicono:  nonostante il parere della
  commissione andiamo avanti lo stesso.
       Quindi   è   sbagliato   inserire  questo  articolo  in  queste
  variazioni   di   bilancio.   Perché   le  variazioni  di  bilancio,
  l'assestamento di  bilancio,  lo  storno  di  fondi, si possono fare
  anche  in  diversi altri periodi dell'anno. Quindi questa variazione
  non frutta  niente perché prima che sia effettuata questa variazione
  siamo già al 2003.
       Usiamo, onorevole assessore, le vie canoniche. Inseriamo questo
  discorso nella  finanziaria  e  se  è il caso mettiamo anche che per
  queste cose  "pericolose" se possibile non il parere obbligatorio ma
  il parere  vincolante  della  commissione.  In  modo  che  alla fine
  finisca la  frustrazione di questi colleghi deputati che giorno dopo
  giorno hanno  la  sensazione  di  non  contare  niente. Che senso ha
  riunirsi,  deliberare, discutere, portare competenze ed esperienze e
  fare sacrifici per poi vedere vanificato il proprio lavoro.
       Quindi onorevole assessore, anche per non creare "vulnus" nella
  maggioranza la  prego  cordialmente di ritirare questo articolo e di
  presentarlo  diverso,  più  appropriato,  più giusto perché mi rendo
  conto  di   quali  sono  le  sue  preoccupazioni  finanziarie  e  di
  presentarlo alla prossima finanziaria.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  determinazione della quota di
  partecipazione  alle  prestazioni  sanitarie,  comunemente  chiamato
  ticket, è  stato  già  affrontato  da  questo Parlamento. Ed è stato
  affrontato non  più  tardi  di  7-8  mesi fa.
       Con l'articolo 9 della legge finanziaria n. 2 del 2002, è stata
  posta  in   essere   una  norma  molto  chiara  in  questo  senso  e
  assolutamente  non  suscettibile  di  interpretazioni.  La norma era
  composta da  tre  commi. Con i primi due commi veniva individuata la
  platea di  coloro che dovevano sostenere il costo. Quindi in maniera
  chiara e  precisa con riferimento alla norma nazionale e agli indici
  Ise, venivano  identificati  coloro che dovevano pagare il ticket da
  quel  momento, dal giorno dell'approvazione. Successivamente, con il
  terzo  comma,  veniva  stabilito che con decreto dell'assessore alla
  sanità, di  concerto  con  l'assessore  al  Bilancio  per  la  parte
  finanziaria,  sentita  la  commissione  competente,  dovesse  essere
  stabilita la modalità operativa.
       Di fatto, quindi, questo Parlamento si  é già pronunciato circa
  la possibilità di potere legiferare in  materia  di  ticket, materia
  indispensabile per potere contenere la spesa sanitaria.
       Faccio presente che, da quando questo decreto é stato approvato
  dal  Parlamento, c'é  stato un contenimento  quantificabile  in  una
  percentuale oscillante fra il 13 e il 18 per  cento, i dati non sono
  ancora in nostro possesso con precisione ma  il  dato  tendenziale é
  di un risparmio che va all'interno di queste  percentuali  e il dato
  non é sicuramente da sottovalutare.
       Con questo articolo  non  si vuole fare nulla di più e nulla di
  meno di quello che già ha deciso il Parlamento  il  15  marzo  2002,
  semmai  ne  vuole  disciplinare  le  modalità,  nel  senso  che  può
  accadere, in corso d'opera, periodicamente,  annualmente  di  dovere
  stabilire che alcune di queste prestazioni  vengano  disciplinate in
  maniera diversa. L'esempio classico, canonico che  si  fa,  quasi da
  manuale, é  quello della colonna vertebrale  soggetta  a prestazione
  diagnostica  che,  in  questo  momento,  tutti   i  medici  generici
  stabiliscono in maniera univoca per tutta  la  colonna,  invece,  se
  passa  un  emendamento  del  genere,  l'assessore   per   la  Sanità
  tranquillamente la può disciplinare dicendo che,  ogni  volta,  ogni
  singolo  pezzo  della  colonna  vertebrale deve  essere  soggetto  a
  ticket.
       Vi ho raccontato un esempio che  certamente  non é suscettibile
  di  nessuno scandalo; mi sorprende, onorevole  Capodicasa,  che  lei
  dica questo, perché l'ho detto esattamente  negli  stessi termini in
  Commissione.

     CAPODICASA  No, al contrario

     PAGANO   assessore  per il Bilancio e  le  finanze.  Non  abbiamo
  aumentato la platea dei contribuenti,  abbiamo  semplicemente  fatto
  quello che in altre Regioni si fa già.
       Il Governo  della Regione si appella al senso di responsabilità
  del  Parlamento  per far sì che una norma  di  questo  spessore,  di
  questo tenore venga disciplinata in maniera semplice ed essenziale.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo alla
  Presidenza,   perché    condivido    perfettamente    quanto   detto
  dall'Assessore Pagano nel merito di questo  articolo.  Ho  ascoltato
  l'intervento del presidente della Commissione Sanità ed allora pongo
  una  domanda  al Presidente dell'Assemblea: ma  se  questo  articolo
  fosse un disegno di legge con un articolo unico, l'Assemblea a quale
  commissione  legislativa  lo  avrebbe  assegnato?  Alla  Commissione
  Bilancio o alla Commissione Sanità? Perché, quando c'é il Presidente
  della Commissione Sanità che dichiara che  questo  articolo  non  ha
  avuto  il  parere della Commissione Sanità, il  problema  non  é  un
  problema del Governo, ma dell'Assemblea.
       Io,  finché   farò  parte  di questa  Assemblea,  continuerò  a
  sostenere  la  necessità,  l'importanza  ed  il  diritto-dovere  che
  abbiamo  nelle competenti commissioni legislative  di  esprimere  il
  parere  sulle norme e invito la Presidenza,  ancora  una  volta,  ad
  attenersi a quanto disposto sia dal nostro  Regolamento, ma ancor di
  più dal nostro Statuto.  Noi non possiamo  continuare  a  violare le
  norme del nostro Regolamento e del nostro  Statuto, che ci impongono
  il passaggio dalle commissioni legislative.
       Allora, invito la Presidenza, una volta e per tutte, ad evitare
  di perseguire  questa  logica  aberrante  di continuare a sottoporre
  alla valutazione  dell'Aula  norme  che  non abbiano avuto il parere
  dalle competenti commissioni legislative.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà.  Nel frattempo  la  Presidenza  sta
  verificando quanto ha detto l'onorevole Lo Giudice.

     CAPODICASA  Signor Presidente, non c'é bisogno  che faccia questa
  verifica,  perché   l'onorevole  Lo  Giudice  é   uomo   di  massima
  affidabilità.
       Onorevole  Presidente,  in  effetti  c'é   un   primo  problema
  procedurale,  regolamentare, che  giustamente   la   Presidenza  sta
  approfondendo, perché,  passi per 'normette' che non hanno un grande
  peso, può  passare  anche  per  qualche  norma  che é  passata dalla
  Commissione di merito in un modo, prevista in modo sostanziale nella
  Commissione Bilancio  con  l'intervento  del  Governo e non ritorna,
  come a  mio  avviso  dovrebbe  essere,  nella  Commissione di merito
  quando viene  modificata  sostanzialmente, ma qui siamo di fronte ad
  una  materia   delicatissima.   Io  mi  auguro  che  le  cose  dette
  dall'onorevole Cracolici,  i  colleghi  le  abbiano  in qualche modo
  memorizzate,  perché  l'Assessore  ha fatto una dichiarazione, oggi,
  che mi soddisfa  e  non  é  vero, come egli ha affermato rispondendo
  alla mia  interruzione,  che  queste  stesse  cose le aveva dette in
  Commissione Bilancio.
       Alla contestazione - onorevole Virzì - che noi avevamo fatto in
  Commissione  Bilancio  all'articolo,  sostenendo,  come  ne  eravamo
  pienamente convinti, che non si trattasse  di  mera ridefinizione di
  una  formula  che  già  era  contenuta   nella   legge  finanziaria,
  l'Assessore   invece   replicò   che  quella   era   solamente   una
  rivisitazione allo scopo di rendere più -  come  dire  - applicabile
  quell'articolo, senza alcun riferimento al merito.
       Oggi   l'Assessore   ci   conferma,   ed    é    una   conferma
  autorevolissima, che con quell'articolo noi altro non stiamo facendo
  che, in una materia così delicata che tocca  le tasche dei cittadini
  su un punto delicatissimo qual é quello  dell salute, noi deleghiamo
  l'Assessore  per la Sanità, per oggi e per  il  futuro,  ad  operare
  attraverso  decreto, sentita la Commissione.  Arriva  il  Presidente
  della Commissione Sanità e dice che  questo 'sentita la Commissione'
  in   un  punto  così  delicato  ovviamente   non   é   assolutamente
  sufficiente, perché, come si é  dimostrato in altre circostanze, poi
  l'Assessore,  non  essendo  vincolato a quel  parere,  procede  come
  ritiene  più  opportuno.
       Ma qui parliamo del ticket applicato alle prestazioni sanitarie
  -  e vado alle conclusioni - e siccome  questo  significa  una  cosa
  sola, aumento del ticket, aumento della tassazione, della cosiddetta
  "compartecipazione dell'utente alla spesa  sanitaria",  noi dobbiamo
  sapere che votando questo articolo, a parte  tutte  le  questioni di
  ordine  procedurale  e regolamentare, stiamo  aumentando  i  ticket,
  quindi nessuno poi faccia finta di niente.

     CASTIGLIONE   assessore  per l'agricoltura e le foreste. Ma se il
  Governo li vuole diminuire

     CAPODICASA   No,  onorevole  Castiglione,  l'Assessore  ha  testé
  detto che  lo  fa  perché  deve  spezzettare  ulteriormente, e lo ha
  dichiarato anche  in Commissione Bilancio, ha detto che serve questo
  articolo  per  contenere  la  spesa  sanitaria,  ma  in  Commissione
  Bilancio aveva  detto  'nell'ambito della norma già approvata', oggi
  dice invece  che  questa  rimodulazione  modifica  quella  norma, ed
  infatti é  così.  Questa  norma  andrà  ulteriormente  a far gravare
  sulle spalle  degli  utenti  siciliani  un  costo  aggiuntivo per le
  prestazioni sanitarie, in una maniera che io considero perfino, come
  possiamo dire,  offensiva  per  i  siciliani  e  per  i  medici  che
  prescrivono, perchè  l'onorevole  Pagano  continua  a  dire  che  in
  Sicilia si  fa  shopping  farmaceutico,  che  i  medici  prescrivono
  l'intera colonna vertebrale quando invece c'è bisogno di prescrivere
  solo una  parte.  Questo  è un attacco alla professione medica nella
  sua serietà e  nella  sua  deontologia   Dopo  di che poi ci sono le
  conseguenze.  La verità  è  che  lei  è  convinto da anni che devono
  pagare   L'onorevole  Tremonti  lo chiamano 'l'onorevole tre conti',
  noi lei non lo chiameremo onorevole Pagano, lo chiameremo 'onorevole
  Pàgano, con l'accento sulla prima 'a'.

                               (Applausi)

       Perchè la verità è che la sua idea è  solo quella di far pagare
  ai cittadini siciliani i costi dei buchi che  voi  avete  creato,  a
  cominciare  dal  mancato  controllo  sui bilanci  delle  U.S.L.  che
  portano quel disavanzo che noi tutti  conosciamo, passando poi anche
  per il cosiddetto 'decreto salva deficit', che  dà tanti vantaggi ai
  laboratori  privati,  verso i quali non si taglia  nulla  e  non  si
  aggiunge  nessun  onere.  Gli oneri si mettono  solo  a  carico  dei
  cittadini. Ecco qual è la verità che sottende questa norma

     CASTIGLIONE  assessore per l'Agricoltura e le  foreste. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE   assessore per l'Agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, non per alimentare polemiche, però ritengo che il testo,
  il   tenore  della  norma  sia   assolutamente   leggibile,   perché
  "L'Assessore regionale per la sanità,  periodicamente,  provvede con
  proprio  decreto  di  concerto  con  l'Assessore  regionale  per  il
  bilancio e le finanze, previa deliberazione  della Giunta regionale,
  sentita  la  competente   commissione   legislativa   dell'Assemblea
  regionale,  a  dare attuazione alle disposizioni  che  prevedono  la
  determinazione regionale della quota di  partecipazione,  nonché  ad
  individuare le modalità di partecipazione al costo della prestazione
  da  parte  degli  assistiti."  Ritengo  che   sia   una   norma   di
  programmazione e quindi, laddove sarà necessario un contenimento dei
  costi, io credo che sia opportuno inserirla in  questo  testo, in un
  testo di variazioni di bilancio.

     CRACOLICI  E che c'entra con le variazioni di bilancio?

     CASTIGLIONE   assessore  per  l'Agricoltura e  le  foreste.  Ogni
  qualvolta la Giunta regionale, sentita  la  commissione legislativa,
  determinerà il costo della partecipazione sanitaria, in quel momento
  ci  potrà  essere  una  valutazione  di  natura  politica  circa  il
  contenimento o l'aggravio delle spese a  carico  dei cittadini.  Noi
  riteniamo che questa sia la procedura amministrativa ...

     CAPODICASA  Questo  spetta  all'Assemblea, perché  gli  interessi
  diffusi dei cittadini li  conosciamo  noi  e siamo noi quelli che li
  rappresentiamo.

     CASTIGLIONE   assessore  per  l'Agricoltura  e   le  foreste.  Al
  Governo sembra invece una norma di  razionalizzazione  e  quindi  le
  valutazioni politiche si faranno ogni qualvolta  si  determinano  le
  condizioni della spesa della partecipazione sanitaria.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE .  Signor  Presidente della Regione,  io  sono  molto
  imbarazzato ad intervenire per la seconda volta, però vi rivolgo una
  preghiera  nell'interesse complessivo della dignità  del  Governo  e
  dell'Assemblea e cioè di ritirare questo  articolo,  perchè  ci sono
  negatività dal punto di vista politico e dal punto di vista morale.
       Io non me la sento - mi dovete consentire  -,  per  un fatto di
  coscienza, di varare un articolo di questo tipo,  che  va  a vessare
  gli utenti siciliani che hanno più bisogno, che  sono gli ammalati e
  i  bisognosi di salute, se prima non  facciamo  un  serio  controllo
  sull'attività di tutti i dittatori che stanno dirigendo le UU.SS.LL.
  in Sicilia.
       La mia Commissione si è data un programma, quello di uscire dal
  palazzo, di andare fuori, di andare in  giro  e  vedere  esattamente
  come stanno le cose. Orbene, onorevole Pagano, lei sa quanto affetto
  e  quanta  stima  ho per la sua persona e  per  il  lavoro  che  sta
  facendo, però devo dirle che prima di  parlare  dei  ticket  vediamo
  quanto si spende in Sicilia per  consulenti,  per decreti ingiuntivi
  ....
                  (Applausi dai banchi della sinistra)

       ... vediamo quanto si spende per  convenzioni  fasulle. Io sono
  stato  in  giro  e ho fatto una serie  di  incontri,  di  audizioni,
  regolarmente autorizzato dal Presidente  dell'Assemblea; devo dirvi,
  purtroppo,  perché avrei chiesto un dibattito  ufficiale  su  queste
  cose, prima che noi ci affossiamo per colpa della cattiva conduzione
  della sanità in Sicilia, avrei voluto un  dibattito  serio su queste
  cose.
       Io non credo che si possa, con  un  articolo  infiltrato  nelle
  variazioni  di  bilancio, dare corso a queste  cose,  credo  che  un
  argomento di così grosso spessore, di  così  grossa  pregnanza abbia
  bisogno di un dibattito particolarmente serio.  Pertanto,  vi  prego
  caldamente:  non  mi  costringete  a diversificarmi  per  motivi  di
  coscienza.  Penso, sento, vedo, attraverso noi  siciliani  che siamo
  bravi per il linguaggio dello sguardo  e  dell'espressione del viso,
  che tanti colleghi deputati sentono la stessa amarezza che sento io.
  Vi rivolgo, quindi, una preghiera calda  ed affettuosa:  per favore,
  ritirate questo articolo e sarà oggetto  di  grosso  dibattito nella
  Commissione  Sanità,  che  deve avere la  dignità  politica,  perchè
  rappresenta  l'Assemblea, di discutere queste cose,  di  parlare  di
  queste  cose  ed in questa Assemblea, dove  i  colleghi  eletti  dal
  popolo hanno il diritto ed il dovere di  dibattere un argomento così
  serio, così importante, così pregnante.
       La sanità in Sicilia costa, in  riferimento  al  decreto numero
  347, esattamente quanto costa in Lombardia.  Noi,  onorevole Pagano,
  spendiamo in Sicilia 12.000 miliardi di lire e siamo 5 milioni e 300
  mila abitanti;  in Lombardia sono 5 milioni e 600 mila abitanti e ne
  spendono  12.300  miliardi  circa.   Sapete qual  è  la  differenza?
  Secondo  me,  e  secondo  voi, qual è la  qualità  della  sanità  in
  Sicilia? Qual è la qualità della sanità in Lombardia?
       Allora, se così è, c'è qualcosa che non va.  E  se è vero, come
  è vero, che, nonostante i nostri articoli,  una  serie  di direttori
  generali  sforano terribilmente,  volgarmente,  vergognosamente  con
  bilanci già approvati, con consuntivi già  approvati,  di gran lunga
  il bilancio di previsione, qualcosa che non va  ci  deve essere.  Io
  non  credo  che noi possiamo fare, così come  faceva  una  volta  lo
  Stato, che quando aveva bisogno di  quattrini  aumentava  il  prezzo
  della benzina. Se noi andiamo avanti con i ticket non risolveremo il
  problema.  Perchè se è vero, come è vero,  - dice l'onorevole Pagano
  ed  io ci credo - che abbiamo avuto un  risparmio  sul  tetto  della
  farmacia, perchè è vero quello che dice,  perchè  il  decreto numero
  347  ci  impone  un massimo, credo che sia  del  13%,  quindi  1.300
  miliardi circa, quest'anno forse chiuderemo con  2.500  miliardi, io
  non credo che sia il ticket a salvare queste cose, perchè non le sta
  salvando.   Potremmo  arrivare  anche  al ticket,  però  quando  noi
  politicamente, eticamente e moralmente ci siamo messi la coscienza a
  posto per avere tolto tutte quelle vergognose sacche di spesa che in
  questo momento ammorbano e attanagliano la sanità siciliana.
       Allora,  vi  prego,   per  piacere,  non  costringetemi  e  non
  costringete  altri  a  fare  cose  diverse   e   difformi.  Io  sono
  componente  della  maggioranza,  mi onoro di  portare  sulla  giacca
  l'emblema  dell'UDC,  per quanto mi riguarda,  voglio  sostenere  la
  maggioranza  però vi prego, in questo caso,  con  molto  garbo,  con
  molta umiltà: ritiratelo e sarà oggetto,  sicuramente  a  breve, fra
  15-20  giorni,  di  discussioni  più  attente,  più  corpose  in  un
  dibattito  in  cui  possa  sentirsi  l'Assemblea  partecipare,  ogni
  deputato  ha la dignità di potere  partecipare  per  determinare  il
  destino della sanità in Sicilia.  La scorciatoia non  fa onore nè al
  Governo nè all'Assemblea.

                               (Applausi)

     PAGANO   assessore  per  il  Bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   Bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, dopo le  riflessioni  del  Presidente della Commissione,
  ritengo  opportuno  un  approfondimento in altra  sede,  nella  sede
  finanziaria, anche perchè il tema delle consulenze già è stato posto
  e la deliberazione della Giunta regionale  di  Governo ha affrontato
  anche  questo tema, ponendo un ridimensionamento  del  numero  delle
  consulenze, così come un'azione di contenimento  della spesa, quindi
  ritengo che portare una discussione  approfondita  alla  finanziaria
  può essere anche opportuna.

     PRESIDENTE    Onorevole  Presidente, io la  ringrazio  perchè  ha
  tolto dall'imbarazzo la Presidenza dell'Assemblea.  Credo  di  avere
  compreso che si chiede, anche per questo articolo, lo stralcio ed il
  transito  nel  testo della finanziaria. Ho  capito  bene,  onorevole
  Presidente della Commissione?

     SAVONA  relatore. Si.

     PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
       Si passa all'esame dell'articolo 45.
       Comunico  che  è  stato  presentato   dal   Governo  l'allegato
  emendamento 45R, di riscrittura dell'articolo 45.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente, semplicemente  per  sollecitare  la
  Presidenza, in quanto credo che anche il  comma 2 della riscrittura,
  quindi dell'emendamento 45R, necessiti del  parere della Commissione
  legislativa  competente  e  quindi non può  essere  così  sottoposto
  all'esame  dell'Aula.   Riguarda  una   riformulazione  della  legge
  regionale numero 7 del 2 agosto 2002.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO  Signor Presidente, soltanto per una precisazione e perché
  a  verbale  resti  quello che ritengo  sia,  almeno  analizzando  il
  dettato dell'emendamento 45R, la volontà del Governo. Quando si pose
  il  problema  del Sovrintendente del Palazzo  d'Orleans,  ci  fu  il
  Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale  siciliana  che  si
  riunì   affinché    tra  i  vari  siti   fosse   scorporato   quello
  dell'Assemblea  regionale, dove si tengono  i  lavori  parlamentari.
  Questa decisione si raggiunse di concerto  con  il  Presidente della
  Regione. Siccome io non conosco tutte  le  disposizioni,  sono certo
  che nell'ampliare gli eventuali poteri al Sovrintendente del Palazzo
  non  si  fa  riferimento  alla gestione del  Palazzo  dove  ha  sede
  l'Assemblea regionale.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI     Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   oltre   ad
  associarmi alla richiesta legittima  dell'onorevole  Acierno, vorrei
  capire  che  relazione ha questa materia  con  gli  assestamenti  di
  bilancio, innanzitutto. E poi, siccome l'emendamento  parla  di  una
  relazione con la legge regionale numero 4, articolo  94,  che  non è
  contenuto nella documentazione a supporto, io chiedo al Governo e al
  Presidente  dell'Assemblea  di  accantonare  questo  articolo  e  di
  fornirci la documentazione di supporto, perché  gradirei  capire che
  cosa noi stiamo esaminando e in quale  tessuto  normativo andiamo ad
  incidere.

     ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io non vorrei
  banalizzare i ragionamenti se dico che  spesso  noi  ci aggrappiamo,
  come  spesso  fa  qualche  autorevole  deputato  di  quest'Aula,  ai
  formalismi. Se si tratta di variazioni o non  di  variazioni, non mi
  sto  riferendo  certamente  all'onorevole Raiti,  però,  siccome  ho
  seguito  ,  come  peraltro  l'assessore Scammacca  e  come  tutti  i
  deputati messinesi, le vicende relative alla  legge  sul risanamento
  di  Messina  e,  nella fattispecie, alle  disposizioni  della  legge
  regionale  15 maggio 2002, numero 4, io ricordo  a  me  stesso  che,
  quando abbiano votato, di notte, la legge  sugli  appalti,  vista la
  confusione che c'era, abbiamo creato un  danno  enorme  proprio alle
  disposizioni  che due mesi prima erano  state  votate  dalla  stessa
  Aula.   Cioè noi abbiamo messo in discussione  se  quelle  norme  si
  applicavano  o meno.  E, mentre l'Istituto  autonomo  case  popolari
  andava avanti, progettava, concordava con il comune di Messina tutte
  le  opere  e  la legge sul risanamento  trovava  così  attuazione  a
  distanza di dodici anni, noi ci siamo incartati in quella notte.
       Io gradirei che non si ripetesse l'errore che si è fatto quando
  si è  votata  la  legge  sugli  appalti, per cui esprimo il mio voto
  favorevole su questo emendamento predisposto dal Governo.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  mi capita
  spesso di dare ragione al collega Acierno,  ma  credo  che, leggendo
  bene il comma 2 dell'emendamento 45R, non vi siano  dubbi che non si
  parla  del  risanamento  di Messina, ma si  parla  di  una  modifica
  surrettizia  - mi permetto dire - della  legge  approvata  nei  mesi
  scorsi sugli appalti, in materia di pubblicazione di bandi di gara.
       Mi ricordo anche, e voglio ricordare a tutti  noi,  che  già in
  quell'occasione  vi  fu  un'ampia ed anche  accesa  discussione  sui
  criteri da adottare per la pubblicazione dei bandi.
       Quindi,   delle   due  l'una:  o  il  Governo  modifica  questo
  emendamento,   ritirando   il   comma  2,  sostanzialmente,  oppure,
  viceversa cominciamo  a  discutere  su  quello  che significa in una
  norma di variazione di bilancio la legittimità a rendere ammissibile
  un tema come  questo  che  nulla  ha  a  che  vedere  con materie di
  finanziarie urgenti.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA ,  assessore  per i lavori pubblici. Signor
  Presidente, intervengo solo  per  precisare  che  non  vi  è  alcuna
  modifica sostanziale alla  legge  numero 7; vi sono semplicemente al
  primo comma due  importanti precisazioni e cioè che contrariamente a
  quanto  dispone il comma  2  dell'articolo  42  della  legge  7  che
  testualmente  renderebbe   abrogate   tutte   le   norme   regionali
  incompatibili,  generali   e   speciali,  in  contrasto  o  comunque
  incompatibili con la  legge,  si  è  reso  necessario  confermare la
  vigenza della norma  votata dall'Assemblea sotto l'articolo 94 della
  legge finanziaria  che dà particolare disposizioni al sovrintendente
  di  Palazzo  d'Orleans   anche   in   materia  di  acquisti,  nonché
  salvaguardare le  disposizioni  agevolative  per  il  risanamento di
  Messina portate dalla legge  numero  4  del 2002 che risulterebbe di
  fatto abrogata quindici o  venti giorni, un mese dopo la sua entrata
  in vigore.
       Il  comma  2   invece   inserisce   la  parola 'regionali' dopo
  l'allocuzione 'dei principali  quotidiani'  al  solo fine di evitare
  che la pubblicità vada, ve lo leggo nel testo vigente: "per i lavori
  di importo compreso tra  duecento  mila  e  un  milione  di euro gli
  avvisi ed i bandi  di  gara  sono  pubblicati  nella  Gazzetta e per
  estratto su almeno  tre  dei  principali  quotidiani aventi maggiore
  diffusione nella provincia in cui si eseguono i lavori, nonché su un
  periodico a diffusione regionale".
       Con   l'inserimento   della  parola  'regionali'  diventerebbe:
  "pubblicati  sulla  Gazzetta  e  per  estratto  su  almeno  tre  dei
  principali quotidiani  regionali  aventi  maggiore  diffusione nella
  provincia in cui si eseguono i lavori", perché per esempio in alcune
  province potrebbe essere  il  Corriere  dello Sport piuttosto che la
  Gazzetta dello Sport.
       Noi non riteniamo che  questa fosse la volontà del Parlamento o
  di nessuno di noi,  né  ci  permettiamo ritenere questa una modifica
  sostanziale; qualche modifica di dettaglio, quale per esempio quella
  di cui si è parlato su La Stampa relativa ad una fascia di esenzione
  per gli acquisti  più  che  a  trattativa privata, acquisti diretti,
  verrà presentata nella  finanziaria  e  sottoposta  al  vaglio delle
  competenti commissioni ed ovviamente del Parlamento.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà:

     GIANNOPOLO   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  non
  contesto la bontà del  comma  2,  posso  assicurare  che nella legge
  numero 7 errori, cioè  cose  che possono sembrare degli errori e che
  effettivamente lo sono, altre  volte  sono dei pretesti, ce ne sono,
  non solo questo, ma ce  ne  sono  anche  altri,  però  il  comma 2 è
  materia estranea perché  se  noi introduciamo la modifica alla legge
  numero 7 dobbiamo dichiarare ammissibili tanti altri emendamenti che
  sono incipienti al disegno  di  legge,  per  cui  io  suggerirei  di
  togliere il comma 2 e di lasciare il comma 1 che è pertinente.
       Questo  è un  problema  che,  sono  convinto,  l'Assessore  può
  risolvere in via amministrativa, basta che nella circolare specifica
  che bisogna intendere  quei  quotidiani  che  sono letti normalmente
  dagli imprenditori e non  il  Corriere  dello  Sport;  però mi rendo
  conto che può essere necessaria una modifica, ma non è tema di oggi.

     PRESIDENTE  Non  essendovi  altri iscritti a parlare, la seduta è
  sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 21,05, è ripresa alle ore 21,11)

     PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  assessore per i lavori pubblici. Signor
  Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo 45.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                                "Art. 46.
               Riduzione del prezzo di acquisto di alloggi

         1. Il termine  di  cui  al  comma 5 dell'articolo 23 della
      legge  regionale  26   marzo   2002,   n.  2,  già  prorogato
      dall'articolo 5 della legge regionale 3 novembre 1994, n. 43,
      è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2003".

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha  presentato la
  riscrittura dell'articolo 46.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, avrei bisogno
  che il  Governo  mi  chiarisse  rispetto  alla  stesura  del comma 2
  dell'emendamento   46R,   per  come  risulta  scritto:  gli  alloggi
  popolari di proprietà o facenti parte del patrimonio della Regione o
  gestiti dalla  stessa  o  costruiti  con  il concorso dei contributi
  della  Regione  vengono  ceduti agli assegnatari, ovvero agli aventi
  diritto e  ai  soggetti  che  hanno presentato o presentano regolare
  domanda di riscatto.
       Vorrei  capire,  ammetto  la mia ignoranza, rispetto  a  questa
  stesura, cosa significa? Vengono ceduti senza fissare le modalità, i
  prezzi,  potrebbe,  ma  ripeto,  ammetto  prioritariamente   la  mia
  ignoranza, così formulato potrebbe sembrare che basta fare richiesta
  e viene ceduto l'immobili, però vorrei che il Governo,  appunto,  mi
  desse le spiegazioni.

     PAGANO   assessore  per  il  lavoro,  la previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  lavoro,  la previdenza  sociale,  la
  formazione   professionale  e  l'emigrazione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi  ci  sono, dunque, due elementi  essenziali;  la
  prima,  la parte finale di questo comma, quando parla  che  presenta
  una  particolare domanda di riscatto; con il secondo  comma  vengono
  stabilite le modalità, non questo secondo comma perché questo  è una
  riscrittura per rendere più agevole la vendita, con il secondo comma
  della versione originale vengono stabilite le modalità per stabilire
  il prezzo.
       Con  questo  emendamento il prezzo viene stabilito  in  maniera
  celere dagli Uffici dello IACP che quindi si assumono, di  fatto, la
  responsabilità  e l'onere di valutare un bene su cui  loro  lavorano
  365 giorni l'anno.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, una volta tanto
  concordo   con  la  proposta  presentata  dal  Governo,  riguardante
  l'articolo  36R, perché non si fa altro che recepire la legge 26 del
  1963.
       E'  interamente  copiata  dalla  vecchia  legge  regionale  del
  riscatto,  quindi  vorrei  dire  all'onorevole  Acierno che riscatto
  significa  riscattarsi  l'alloggio  in  base ad un parametro che poi
  sarà  stabilito sempre dalla Regione attraverso l'Ufficio dei lavori
  pubblici.  L'assessore  Scammacca  può  dare  eventualmente  qualche
  illustrazione.
       Per la valutazione degli alloggi regionali esiste un parametro;
  all'epoca  il parametro era il costo di costruzione rivalutato negli
  ultimi  anni con delle leggi successive. Allora c'era l'assessore Lo
  Giudice e lo sapeva benissimo.
       Riscatto non significa che gli alloggi si cedono gratuitamente,
  gli  aventi  diritto,  gli assegnatari pagheranno questo immobile in
  base  ad un parametro stabilito con la legge 26/63, quindi non si fa
  altro  che ripristinare, per gli alloggi regionali, una formulazione
  ormai consolidata all'interno dell'Istituto Case Popolari.
       Quindi è giusto che venga ripristinata in questo modo perché ci
  sono molti cittadini che non hanno riscattato l'alloggio in quanto è
  sopraggiunta  una  norma  nazionale  che inglobava anche gli alloggi
  regionali.
       Finalmente  dopo  tanto  tempo,  dopo  tanti ricorsi hanno dato
  ragione  ad  alcuni  cittadini  che  hanno  fatto  ricorso contro il
  vecchio  provvedimento  del  Governo  fatto,  se non erro, nel 1998,
  perché doveva recepire la legge nazionale.
       Ci  hanno  dato  ragione e quindi verrà ripristinata la vecchia
  norma  del 1963, la legge 26; siamo sulla buona strada, anche perché
  abbiamo  visto che da quando c'è la norma di recepimento della legge
  nazionale  nessun  alloggio  regionale è stato riscattato, perché  i
  cittadini  che avevano avuto in assegnazione questo alloggio avevano
  formulato  un contratto in base ad una norma ben stabilita che parte
  addirittura  dal  1948,  cioè gli alloggi regionali vanno riscattati
  con    una   normativa   completamente   regionale   senza   nessuna
  intromissione della legge nazionale.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
  da parte  del  Governo  dell'articolo 46 mi obbliga a trasformare in
  sub    emendamento    all'emendamento    del    Governo   il   testo
  dell'emendamento da  me  presentato,  che  altro non è che una norma
  senza oneri  a  carico  della  Regione,  che  consente di variare il
  termine decennale,  che era previsto dalla legge 43/94, termine dopo
  il quale poteva alienarsi l'immobile riscattato di portarlo a cinque
  anni per  una  ragione: il termine decennale nasceva da un principio
  che era  lo  stesso  termine che veniva utilizzato qualora colui che
  riscattava  l'immobile  si  rivolgeva  all'ente  proprietario ed era
  l'ente a far pagare in dieci anni il riscatto dell'immobile.
       Con questa norma, di fatto, che noi stiamo traslando di anno in
  anno, abbiamo sempre traslato al possibilità dello sconto del 25 per
  cento  per  l'acquisto dell'immobile riscattato, quindi quella norma
  che  vincolava  a  dieci anni la non alienazione è illogica rispetto
  alla  norma così come si è consolidata negli ultimi sette anni, cioè
  nel tempo del riscatto dell'immobile.
       Per cui  chiedo  al  Governo  di  considerare che questo era un
  subemendamento alla  norma  che in qualche modo si è trasformata nel
  tempo.

     ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo che
  questo articolo  venga  accantonato perché, ricordo a me stesso, che
  quest'anno abbiamo  legiferato almeno tre o quattro volte in materia
  di edilizia popolare.
       Nel  merito, obiettivamente, è condivisibile l'articolo nel suo
  contenuto, però mi sorge un dubbio, relativamente al comma tre, dove
  si parla  di  alloggi  popolari  di  proprietà  o  facenti parte del
  patrimonio della Regione.
       Abbiamo   a  tutt'oggi  degli  alloggi  popolari  di  proprietà
  comunale.
       Chi  dovrebbe procedere, poi, alla determinazione del valore di
  riscatto?
       Imponiamoci  una  regola  che è quella di legiferare in maniera
  adeguata. Noi stiano inserendo infatti nel contesto delle variazioni
  di bilancio  - abbiamo gridato allo scandalo per altre norme - norme
  che in precedenza avevamo chiesto al Governo non di accantonarle, ma
  addirittura di ritirarle.
       Se  potessimo  tornare all'indirizzo iniziale che ci siamo dati
  allorquando  il  presidente  Fleres  aveva  dichiarato inammissibili
  alcuni emendamenti,  non sarebbe male. Ora, nella solita nottata che
  certamente non  è  quella  'dei lunghi coltelli', constatiamo che si
  stanno inserendo  norme  che  rischiano  di  essere in contrasto con
  precedenti norme che questa Assemblea si è data non molti mesi fa.
       Chiedo quindi  al  Governo  un  po'  più di disciplina e di non
  portare   avanti   questi   articoli.  E  su  questo,  concordo  con
  l'onorevole   Acierno,   vorrei  che  le  Commissioni  riflettessero
  attentamente.
       Se  ci  siamo  dati  un'impostazione  una certa impostazione su
  alcuni emendamenti  e  su alcuni articoli, chiedo che si prosegua su
  quest'indirizzo abbastanza rigoroso che l'Assemblea si è dato.

     CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
  ne chiede il rinvio in sede di discussione di finanziaria.

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 47. Ne do lettura.

     CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e le foreste. Signor
  Presidente, l'articolo  47  è  stato trasferito nel disegno di legge
  finanziaria.

     PRESIDENTE  L'Assemblea  ne prende atto.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  il Governo ha
  puntualmente risposto  al  mio quesito, lo ha ritirato, però rischia
  di   ripresentarlo   in  finanziaria  senza  un'opportuna  modifica,
  assessore Pagano.
       Ci sono  tre  categorie di soggetti che vengono individuati nel
  secondo comma:  gli  assegnatari,  gli  aventi  diritto  e  la terza
  categoria sono i soggetti che hanno presentato o presentano regolare
  domanda di  riscatto.  Così  formulato,  sembrerebbe  che  esiste la
  categoria di  chi  presenta  o  presenterà  la  domanda di riscatto,
  mentre gli aventi  diritto  e  gli  assegnatari non hanno bisogno di
  presentare  domanda   di  riscatto  e  diventerebbero,  per  come  è
  formulato attualmente  il comma due, assegnatari di alloggi popolari
  senza alcun onere.
       Allora,  la   norma   va  identificata  in  modo  che  sia  gli
  assegnatari che  gli  aventi  diritto,  che  anche terzi che abbiano
  presentato o  presenteranno  regolare  domanda  di riscatto, possono
  diventare assegnatari e proprietari degli immobili.
       Questo è il  suggerimento  che ho tentato di darvi, per evitare
  di fare  approvare  una  norma  che non persegue il risultato che vi
  siete preposti.

     PRESIDENTE  Si   dà   atto  della  specificazione  dell'onorevole
  Acierno.
       Pongo in votazione l'articolo 47.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto; chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                                "Art. 48.
                 Contributi a favore dello sport sociale,
                          giovanile e scolastico

         1. Il secondo comma dell'articolo 14 della legge regionale
      16 maggio 1978, n. 8, è sostituito dai seguenti:

         'Nel piano per la concessione di contributi a favore delle
      iniziative  dello  sport  sociale,  giovanile  e  scolastico,
      saranno  riservati  i  seguenti  finanziamenti  nella  misura
      massima del:

         a) 15 per  cento  a  sostegno delle attività degli enti di
      promozione sportiva e del tempo libero;

         b) 25 per  cento  a  sostegno delle spese di funzionamento
      dei centri  di preparazione, di avviamento o di addestramento
      ad   iniziativa   degli  enti  locali,  delle  organizzazioni
      sportive e promozionali;

         c) 2  per  cento  a  sostegno  dell'attività scolastica ad
      iniziativa degli organi di autogoverno della scuola;

         d)  8   per   cento   a  sostegno  dell'organizzazione  di
      manifestazioni sportive.

        PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati presentati gli allegati
  emendamenti:

           -  dagli  onorevoli  Liotta e Forgione:  emendamenti 48.2 e
           48.3;

           - dagli onorevoli Zago e De Benedictis: emendamento 48.1.

           - dal Governo: emendamento 48.4.

       Si   passa   all'emendamento  48.2  degli  onorevoli  Liotta  e
  Forgione.  Per  assenza   dall'Aula  degli  onorevoli proponenti, lo
  dichiaro decaduto.

       Si  passa  all'emendamento  48.1  degli  onorevoli  Zago  e  De
  Benedictis.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)
       Si passa all'emendamento 48.4 del Governo.

     CASCIO   assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASCIO   assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, questo emendamento fa riferimento alla
  legge  finanziaria  che l'anno scorso questa Assemblea ha approvato.
  In   essa   era   contenuta   la   norma   di   individuazione   per
  l'autocertificazione  per  quanto  riguarda  l'accesso al contributo
  delle  società  sportive; ed ovviamente l'autocertificazione entrava
  in  vigore  a  partire  dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
  della  Regione.  Questo  emendamento che il Governo ha presentato in
  sostanza   autorizza  l'autocertificazione  anche  per  la  stagione
  1999-2000,  quindi si eliminerebbero praticamente 6.000 pratiche che
  attualmente   giacciono   all'assessorato   al  turismo,  quindi  si
  accelererebbero  le  procedure  per  l'accesso  ai  contributi della
  scorsa stagione.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA    "Al   fine   di   accelerare   le   procedure  per  la
  liquidazione...,   si   applicano   anche   alla  stagione  sportiva
  1999-2000".  Ma  la  stagione  sportiva  è fatta di eventi sportivi,
  vorrei  comprendere  cosa  significa  che  noi  ribadiamo gli stessi
  eventi sportivi del 1999-2000. E se è così perché  il Governo arriva
  ad   oggi  senza  che  questo  emendamento  sia  passato  da  alcuna
  Commissione?  Perché  io  non ricordo di averlo visto in Commissione
  Bilancio,  non ricordo di averlo visto in Commissione di merito, non
  ricordo  nulla.  C'è  l'urgenza  dell'ultimo istante, perché? Perché
  quest'Aula  è  costretta  a ratificare e non deve essere posta nelle
  condizioni di  capire,  poi  magari  di  ubbidire, ma soprattutto di
  combattere?
       Ma, in questi  termini  io  non  riesco più a comprendere. Se è
  necessario ed urgente, perché non ci abbiamo pensato otto giorni fa,
  dieci   giorni   fa?   Perché  stasera  ancora  abbiamo  emendamenti
  aggiuntivi?
       Deliziosamente in tanti sono stati  ritirati.  Se io faccio una
  proposta al Governo di ritirare  l'emendamento, perché non lo ritira
  e lo porta in finanziaria?

     CASTIGLIONE   assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
  Va bene, onorevole Cintola, ritiriamo l'emendamento 48.4.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Sinceramente  non  pensavo di dovermi cimentare sullo
  sport in questa finanziaria. Intervengo  per  dire  che  con  questo
  articolo stiamo andando a modificare  una sola cosa:  con l'articolo
  14 della legge n.  8 prevedevamo un piano di riparto che individuava
  nelle attività sportive, fatte da dentro, una  quota  pari al 10 per
  cento. Con questa norma stiamo stabilendo che alle scuole si dà il 2
  per cento ed alle manifestazioni sportive, cioè agli eventi che sono
  finanziati anche dagli enti locali, diamo l'8 per cento.
       Cioè stiamo decidendo con questa norma di non dare più una lira
  per l'avviamento allo sport  nelle scuole.
       Io  considero la norma sbagliata, stiamo cancellando l'attività
  sportiva,  di  base,  nelle  scuole.  Se  si  devono  finanziare  le
  manifestazioni sportive, si vada a prendere dal  15  per cento che è
  già contenuto nella norma che dice  "a sostegno delle attività degli
  enti di promozione sportiva e del tempo libero"  e in quella sede si
  finanzino le manifestazioni sportive.  Non si fa  il  15 più l'8 per
  cento,  determinando  una   riduzione   pesantissima   dell'attività
  sportiva nelle scuole siciliane.
       Io invito il Governo a ritirare questo articolo.

     CASCIO  assessore  regionale per il turismo, le comunicazioni e i
  trasporti.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASCIO  assessore  regionale per il turismo, le comunicazioni e i
  trasporti.   Sull'emendamento   48.4  che  è  stato  ritirato  avrei
  qualcosa  da dire  e  cioè  che  anche  per  quest'anno  le  società
  catanesi, che sono quelle che  più avevano urgenza dell'approvazione
  di questo emendamento, rimarranno senza  i contributi della stagione
  1999-2000; perché  in questa direzione andava l'emendamento.
       Per  quanto riguarda l'articolo 48, onorevole Cracolici, questo
  8 per cento, che ritagliamo  all'interno  della quota destinata alle
  scuole, lo ritagliamo prendendo spunto  dal  fatto che, negli ultimi
  anni, questi soldi non venivano spesi perché  le scuole non erano in
  grado di spenderli e, comunque, il due  per  cento  che  lasciamo  è
  bastevole per le esigenze delle scuole.
       Con  l'  8  per  cento che  prendiamo  da  quella  quota  parte
  finanziamo  manifestazioni  sportive che  sul  territorio  hanno  lo
  stesso effetto dello sport di base. Promozione dello sport.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI    Signor  Presidente, avevo  chiesto  al  Governo  una
  riflessione.   Io  considero  questa  norma   un   atto   che  nasce
  probabilmente da esigenze meramente finanziarie e legate ad un fatto
  probabilmente di cronaca, ma stiamo determinando a regime un sistema
  che capovolge il sistema di sostegno all'avviamento allo sport.
       Onorevole Assessore  io ho molto rispetto per lo sport promosso
  attraverso eventi  sportivi,  ma  fino a quando nella nostra società
  non ci sarà  uno  sport  di  base diffuso che vede, innanzitutto, le
  scuole come luogo della diffusione dello  sport  di base, gli stessi
  eventi  saranno  soltanto spettacoli, non  luoghi  dove  mettere  in
  concorrenza la capacità dei ragazzi e delle ragazze siciliani a fare
  sport  ma anche a poter aspirare a  diventare  in  qualche  modo  un
  campione  di  sport.
       Voi state cancellando l'idea che  lo sport diventi soltanto uno
  strumento  di  elite  attraverso   eventi.   E'   sbagliato.   State
  impostando la politica sportiva cancellando l'idea della diffusione.
       Guardate, non è un fatto che le  scuole  non  spendono i fondi.
  Le  scuole  non  li  spendono perchè  il  meccanismo  con  il  quale
  interagiscono in rapporto alla Regione  è  tale che determina quella
  farraginosità per cui moltissime scuole  neanche  lo  sanno  che  la
  Regione ha destinato il 10 per  cento dell'attività a sostegno dello
  sport giovanile per le scuole siciliane.
       Lo  considero sbagliato;  voterò contro. Spero che l'Aula abbia
  chiaro  che  stiamo  andando  a  modificare, per un fatto di cronaca
  finanziario, una norma generale che resiste dal 1978.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     FERRO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  assessore,  proverei  credo,  avendo qualche esperienza sul campo, a
  portare  una riflessione che può servire per chiarire di cosa stiamo
  parlando.
       Al di là dei fatti di cronaca  finanziaria, mi permetto di dire
  che lo sport è fatto certamente di tante  cose  ma  quello  che  più
  conta  è  garantire  in primo  luogo  una  promozione  dell'attività
  sportiva, a partire dal basso fino ad arrivare agli eventi sportivi,
  alle grandi manifestazioni.
       Se in tutto questo non troviamo  un  equilibrio  dal  punto  di
  vista concettuale, noi continueremo a  trovarci esattamente come lei
  denunciava rispetto alle situazioni delle associazioni di Catania e,
  mi permetto anche di dire, che sostenere  che le scuole non spendono
  i  fondi che sono  destinati  all'attività  sportiva,  probabilmente
  (anche qui una battuta detta  con  molta  leggerezza)  sarebbe utile
  approfondire il perchè le scuole non spendono queste somme.
       Vi sono infatti due considerazioni  che  andrebbero  fatte:  la
  prima riguarda l'edilizia sportiva  scolastica:  forse  sarebbe bene
  fare  un monitoraggio per capire  in  quali  condizioni  versano  le
  scuole in termini di impiantistica  sportiva;    la seconda riguarda
  la necessità che l'assessorato regionale  allo  sport,  che gestisce
  direttamente  le somme in rapporto  ad  enti  locali,  associazioni,
  scuole e così via, si ponga finalmente  il  tema  di  decentrare  la
  spesa pur in un quadro di regole regionali.
       Ecco perchè, al di là  del  ritiro  dell'emendamento, credo che
  una riflessione un attimo più approfondita, che possa anche indicare
  qual  è il percorso che il Governo  vuole  prendere  in  termini  di
  politica   sportiva,   possa   essere  utile   e   quindi   che   un
  accantonamento, come è già avvenuto  per  altri precedenti articoli,
  possa aiutare a sviluppare un ragionamento  un pò più approfondito e
  un poco più puntuale.

     MICCICHE'   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, concordo con
  gli ultimi due interventi, dell'onorevole Cracolici e dell'onorevole
  Ferro,  non  mi  soffermo  sulle  cose  che  hanno  detto  perchè le
  condivido   appieno. Voglio soltanto fare un appello a quei deputati
  della  maggioranza  che  ancora  credono al concetto di solidarietà,
  credono ancora che la scuola pubblica non è  un  optional,  non è un
  incidente di percorso della  nostra  Repubblica democratica, fondata
  sopratutto  sul  lavoro  e  sulla   solidarietà.  Credo  che  questo
  articolo, così impostato la dica lunga, la dica tutta, su come parte
  della maggioranza (mi riferisco principalmente  a  Forza  Italia) in
  questo ultimo periodo sta cercando di forzare  la  mano  su tutto un
  sistema di privatizzazioni, in modo  più  accelerato  possibile, per
  poter smantellare gli ultimi baluardi  della  difesa  dello stato di
  diritto e della solidarietà del  nostro  Paese  nei  confronti delle
  popolazioni che hanno bisogno di una  scolarizzazione di massa, e lo
  sport fa parte della scolarizzazione  di  massa.
       Per determinare l'eliminazione di tutto  quello  che è concetto
  di  diritto per i meno abbienti, per  tutti  i  soggetti  che  hanno
  diritto ad un'istruzione ed anche  ad  un'attività  sportiva  che é,
  come dicevano giustamente i due  oratori  che  mi  hanno  preceduto,
  l'asse portante della nostra Repubblica, della nostra democrazia.
       Quindi, signori della maggioranza, signori  del Governo, per un
  minimo di riflessione, credo sia opportuno ritirare questo articolo,
  anche per le considerazioni espresse da altri deputati inerenti alla
  irricevibilità dell'argomento.
       Faccio quindi appello alla  parte  centrista della maggioranza,
  principalmente a quella dell'UDC, che  ancora  crede in certi valori
  della nostra democrazia.

     CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente  chiedo  il  rinvio  dell'articolo   ad  altra  sede;  la
  finanziaria mi sembra la sede più opportuna.

     PRESIDENTE

    Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
       Si passa all'articolo 49. Ne dò lettura:

                                'Art. 49.
                           Incrementi di spesa

         1. Le  spese  autorizzate  dalle  leggi sottoelencate sono
      incrementate  per  l'esercizio finanziario 2002 degli importi
      indicati a fianco delle medesime:

         a) legge regionale  26  novembre 2000, n. 24, articolo 18,
      U.P.B. 7.3.1.3.2, capitolo 317708, 775 migliaia di euro;

         b) legge regionale  26  marzo  2002,  n.  2, articolo 130,
      comma 9,  Tabella  I  e successive modifiche ed integrazioni,
      U.P.B. 1.3.13.1, capitolo 104523, 284 migliaia di euro;

         c) legge regionale  6  aprile  1996,  n.  19,  articolo 8,
      U.P.B. 9.3.1.3.1, capitolo 377311, 500 migliaia di euro.'

       Comunico che all'articolo 49 è  stato  presentato  dal  Governo
  l'allegato emendamento 49.1.
       Lo  pongo  in  votazione.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     PRESIDENTE    Pongo   in   votazione   l'articolo  49  nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Si passa all'articolo 50. Ne dò lettura:

                                "Art. 50.
                 Fondo per la definizione di controversie

         1. E' istituito  nel  bilancio  della Regione un fondo per
      far fronte  agli  oneri  derivanti  dalla  definizione  delle
      controversie relative  alla  costruzione  della diga Gibbesi,
      alla costruzione dell'ospedale generale civile di Sciacca (I,
      II  e  III  stralcio)  nonchè  alla  realizzazione  dell'area
      artigianale nel  territorio  comunale di Sinagra (Me).

         2.  Le somme  sono  iscritte  nelle  apposite  U.P.B.  con
      decreto  dell'Assessore per  il  bilancio  e  le  finanze  su
      richiesta degli  Assessori  regionali  interessati  e  previo
      parere delle competenti ragionerie centrali.

         3. Per le finalità  di  cui  al comma 1 è autorizzata, per
      l'esercizio finanziario 2002,  la spesa di 17.653 migliaia di
      euro; per l'anno  2003 la spesa è valutata in 12.042 migliaia
      di euro."

     PRESIDENTE    Comunico   che   all'articolo   50   sono  stati
  presentati i seguenti emendamenti allegati:

           -  dagli  onorevoli  Liotta e Forgione:  emendamento 50.1;

           -  dagli  onorevoli  Borzacchelli,  Savona  e  Lo  Giudice:
           emendamento 50.3;

     CASTIGLIONE  assessore per  l'agricoltura e le foreste. Chiedo un
  accantonamento dell'articolo 50 e dei  relativi  emendamenti per una
  riscrittura.

     PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni,  così resta stabilito.
       Si passa all'articolo 51. Ne dò lettura:

                                "Art. 51.
        Strutture  per la commercializzazione dei prodotti ittici
                     e per la portualità peschereccia

         1. Per la redazione di uno studio sulla portualità e sulle
      strutture  a  terra  connesse  alla  commercializzazione  dei
      prodotti  ittici  finalizzato  ad  un'ottimale  utilizzazione
      degli investimenti  delle  pertinenti  misure del POR Sicilia
      2000-2006, nonchè  alla  realizzazione  di  interventi per la
      sicurezza   della   portualità   peschereccia   siciliana   è
      autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002 la spesa di 200
      migliaia di euro, U.P.B. 8.3.2.6.1."

        PRESIDENTE  Comunico che all'articolo  51  è  stato presentato
  l'emendamento 51.1 a firma degli onorevoli Liotta e Forgione.
       Non essendo presenti in Aula i firmatari, lo dichiaro decaduto.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI    Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,   io  vorrei
  evidenziare un ragionamento preliminare alla discussione del merito.
       L'articolo   51,   se   non   erro,   riporta   pedissequamente
  l'indicazione letterale contenuta  nell'articolo  34  del disegno di
  legge approdato  all'Assemblea regionale  siciliana  il  20 novembre
  2002.
       Questo articolo 34  è  stato  dichiarato  irricevibile da parte
  della  Presidenza  di  questa  Assemblea.  Cioè  a  dire  nell'esame
  preliminare  sull'  attinenza  alle   materie   in  discussione,  il
  Presidente di questo Parlamento ha  detto  che  questo argomento non
  atteneva all'oggetto del disegno di  legge,  cioè alle variazioni di
  bilancio.  Pertanto, è stato estromesso e non  è  stato  inviato  di
  conseguenza  alle  Commissioni  preposte.  Oggi  ce  lo  ritroviamo,
  letteralmente sotto mentite spoglie, nell' articolo 51.
       Per una questione di rispetto  del  lavoro della Presidenza, ma
  ancor più di rispetto di tutta  l'Assemblea  e delle Commissioni che
  non  hanno esaminato, così come  avrebbero  dovuto,  questo  disegno
  articolo, che tra l'altro certamente  non  riguarda  la  materia  in
  oggetto,  chiedo  che   preliminarmente   il   Presidente   confermi
  l'irricevibilità o che il Governo ritiri l'articolo in questione.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione   l'articolo   51.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                                'Art. 52.
            Contributi per ripristino attività imprenditoriali
                a seguito incendio Piazza Generale Cascino

         1.   L'Assessore   per   la  cooperazione,  il  commercio,
      l'artigianato e la pesca a seguito dell'incendio verificatosi
      il  27  agosto  1999  in  piazza Generale Cascino, al fine di
      garantire   la   ripresa   delle   attività   commerciali  ed
      artigianali nonché  il  mantenimento  dei livelli occupazioni
      alla  data  del   sinistro,   è  autorizzato  ad  erogare  un
      contributo una tantum in  base  al  danno  ricevuto e stimato
      tramite perizia giurata e fino ad un massimo del 50 per cento
      dell'importo risultante dalla perizia medesima.

         2. Dal beneficio di cui al comma 1 sono esclusi i soggetti
      coinvolti  nel  caso  in  cui  sia accertata l'origine dolosa
      dell'incendio.  L'importo dell'indennizzo non può superare il
      limite della regola 'de minimis'.

         3.  Per  le  finalità  di  cui al comma 1 è autorizzata la
      spesa  complessiva  di  euro  510  migliaia  per  l'esercizio
      finanziario 2002.'

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  a chi aveva
  pensato  questo articolo - quindi  al  Governo  -  volevo  chiedere:
  poichè  viene introdotta la norma  di  salvaguardia sull ' eventuale
  accertamento dell'origine dolosa  dei  danni dell'incendio;  poichè,
  dalla  lettura dei giornali abbiamo  appreso  che  sono  già  emerse
  alcune responsabilità, non capisco cosa possa significare legiferare
  in questo preciso momento, quando  sono  in corso accertamenti sulle
  responsabilità di quell'incendio, dal momento  che è aperta tutta la
  questione sull'assicurazione o sulle responsabilità.
       Vorrei essere rassicurato sulla congruità del provvedimento che
  ci accingiamo a fare.

     PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni l'articolo 52 è stralciato,
  nel  senso  che  viene  proposto   di   inserirlo  nel  testo  della
  finanziaria.
       Si riprende l'esame dell'articolo 50 e dei relativi emendamenti
  in precedenza  accantonati.
       Comunico  che  è   stato   presentato  dal  Governo  l'allegato
  emendamento 50 R di riscrittura dell'articolo 50.
       La seduta è sospesa per un minuto.

    (La seduta sospesa alle ore 21,51, è ripresa alle ore 21,52.)

       La seduta è ripresa. Onorevoli  colleghi, l'Assessore chiede un
  ulteriore accantonamento dell'articolo 50.
       Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.
       Si passa all'articolo 53.
       Ne do lettura:

                                'Art. 53.
                Applicazione nella Regione dell'articolo 8
                   del decreto legislativo 468 del 1997

         1.  Il  secondo  periodo  del  comma 2 dell'articolo 8 del
      decreto  legislativo  n.   468   del   1997,   come  recepito
      dall'articolo 1, comma 1,  della  legge  regionale 23 gennaio
      1998, n. 3, va inteso che dall'entrata in vigore della stessa
      legge   la   tariffa   oraria   dell'importo integrativo   da
      corrispondere ai soggetti  impiegati  in  lavori  socialmente
      utili  va calcolata  detraendo  dalla  retribuzione  iniziale
      mensile  prevista per  i  dipendenti  che  svolgono  attività
      analoghe  presso  il   soggetto   utilizzatore   le  ritenute
      previdenziali   ed    assistenziali,    nonché    l'ammontare
      dell'assegno ASU, e  dividendo  l'importo  risultante  per il
      numero  di ore eccedenti le  20  ore  settimanali  (ore  ASU)
      ottenute  dalla  differenza   tra  l'orario  convenzionale  e
      mensile  del dipendente ed il  monte  ore  medio  mensile  di
      utilizzazione in ASU, pari a 86 ore.'

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 54.
       Ne do lettura:

                                'Art. 54.
           Centri interaziendali di addestramento professionale

         1.   Per  i   Centri   interaziendali   di   addestramento
      professionale integrato della  Sicilia,  enti  rientranti tra
      quelli ai quali si applica  il dettato dell'articolo 83 della
      legge regionale  3  maggio  2001,  n. 6 la stessa norma trova
      applicazione   anche   per  i  componenti  del  consiglio  di
      amministrazione.

         2. L'onere conseguente  l'applicazione  del  comma 1 grava
      sui bilanci degli enti di pertinenza.'

       Comunico che all'articolo 54 è stato presentato un emendamento,
  il 54.1 a firma dell'onorevole Ferro.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  ancora  una volta
  chiedo,  in  via preliminare, di  sapere  che  cosa  c'entra  questo
  articolo con le variazioni di bilancio e di assestamento.
       Ricordo a me stesso e ricordo ancora  a futura memoria che, con
  l'articolo   50,   stiamo   trattando    (se   non   ricordo   male)
  dell'innalzamento  dell'indennità  ai   componenti   del   Consiglio
  d'Amministrazione  del  CIAPI  che  viene  equiparata  all'indennità
  prevista per i presidenti delle province regionali della Sicilia.
       Se il Governo non mi smentisce su questa cosa, io ritengo che -
  essendomi reso conto della  vergogna  che  contiene  l'articolo 54 -
  vada ritirato.

     PRESIDENTE    L'articolo  54,  su  proposta  del  Governo,  viene
  stralciato.

       Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.
       Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                                'Art. 55.
                     Consorzi di ripopolamento ittico

         1.  Per il  funzionamento  dei  Consorzi  di ripopolamento
      ittico di cui alla legge regionale  1  agosto  1974, n. 31, e
      successive  modifiche   ed   integrazioni   è   concesso  per
      l'esercizio finanziario  2002,  a valere sul capitolo 746401,
      un contributo pari a 517 migliaia di euro, così ripartito:

         a) 258.228 per il  Consorzio  di  ripopolamento ittico del
      Golfo di Patti;

         b) 154.937 per il  Consorzio  di  ripopolamento  ittico di
      Castellamare del Golfo;

         c) 103.291  per il  Consorzio  di ripopolamento ittico del
      Golfo di Catania.'

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto,  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                                'Art. 56.
                           Consorzi di bonifica

         1.  L'articolo  3 della legge regionale 25 maggio 1995, n.
      45 è sostituito dal seguente:

         'Art. 3 - 1.  Il  territorio  regionale  è  diviso in nove
      comprensori di bonifica  coincidenti  con  i  territori delle
      nove province regionali. Il consorzio  ha sede nel territorio
      del comune che ha il maggior numero di abitanti.

         2.  Per l'attuazione di quanto  disposto dal comma 1, sono
      nominati,  con  decreto   del   Presidente   della   Regione,
      commissari    ad    acta     scelti     tra    i    dirigenti
      dell'Amministrazione regionale.

         3.  Ai  consorzi soppressi si applicano le disposizioni di
      cui all'articolo  24 della legge regionale 25 maggio 1995, n.
      45 e successive modifiche ed integrazioni.

         4. I  piani  di  organizzazione  variabile  previsti dalla
      contrattazione  collettiva  di  settore  sono  ridefiniti dai
      nuovi   consorzi  di  bonifica  sulla  base  delle  direttive
      stabiliti dall'assessore regionale competente.

         5.  Ai  fini  di  quanto  disposto  dall'articolo 32 della
      legge  regionale 25 maggio  1995,  n.  45,  la  disciplina di
      settore contenuta nei contratti collettivi di lavoro continua
      a trovare applicazione in quanto  recepita  nei termini e con
      le modalità  di  cui  all'articolo 3 della legge regionale 10
      aprile 1978,  n.  2 e successive modifiche ed integrazioni. A
      tal fine  al personale dipendente sono estese le disposizioni
      di cui all'articolo 5 della legge regionale 6 agosto 1997, n.
      27.  All'onere derivante dall'applicazione delle norme di cui
      sopra si provvede  con parte delle disponibilità del capitolo
      147303 del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
      2002.  Il personale  operaio  di  cui  all'articolo  30 della
      legge regionale 25  maggio  1995,  n.  45,  ove in esubero, è
      utilizzato dall'Amministrazione regionale per i lavori di cui
      alla legge regionale  6  aprile  1996,  n.  16 nelle fasce di
      garanzia occupazionali corrispondenti.'

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

           - dall'onorevole  Ioppolo:  emendamenti  56.1,  56.2, 56.3,
           56.4,  56.5, 56.6;

           - dagli  onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 56.11
           e 56.14;

           - dall'onorevole Leontini: emendamento 56.17;

           - dagli  onorevoli  Ioppolo,  Incardona,  Infurna, Formica,
           Tricoli, Virzì:  emendamenti  56.18,  56.19,  56.20, 56.21,
           56.22 e 56.23;

           - dagli onorevoli Liotta ed altri: emendamento 56.7;

           - dall'onorevole Morinello: emendamento 56.10;

           - dagli  onorevoli  Speziale,  Capodicasa  e De Benedictis:
           emendamenti 56.12, 56.13,  56.15, 56.16;

           - dagli onorevoli Speziale ed altri: emendamento 56.8;

           - dall'onorevole Miccichè: emendamento 56.9.

     CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura e  le foreste. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura  e  le  foreste.  Signor
  Presidente, per l'articolo 56 il  Governo,  sta  procedendo  ad  una
  revisione più organica delle norme  relative ai consorzi di bonifica
  e quindi chiede il rinvio alla  sede  finanziaria per approfondire i
  temi posti.

     PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor Presidente, intervengo    soltanto per chiedere
  una conferma pubblica al Governo.
       Circola un testo improprio,  immagino,  della  finanziaria  già
  esitata dalla Giunta di Governo, nel  quale  è  contenuto  una norma
  riguardante i consorzi di bonifica.
       Già nel corso della finanziaria che sta per essere esitata.

     PRESIDENTE  Onorevole Speziale, sull'ordine dei lavori di stasera
  o quelli di tutto il periodo?

        SPEZIALE    Voglio  sapere  in base  a  quale  valutazione  il
  Presidente della Regione ha detto che  la  norma  viene stralciata e
  mandata in sede finanziaria.
       La norma, fra l'altro, questa  norma,  così  come  è,  contiene
  spesa, avendo dichiarato voi che in  finanziaria  non vanno le norme
  di spesa, immagino che tutte le parti  contenenti norme di spesa non
  saranno trasferite in finanziaria.
       Per la parte riorganizzativa, invece,  avete  già  approvato un
  testo. Nel testo sono previsti gli  accorpamenti  di  due  consorzi,
  mentre nel testo che viene  stralciato  stasera  l'accorpamento  dei
  consorzi è previsto con una certa modalità.
       Io  desidero  sapere dal Governo quale  è  il  testo  che  sarà
  inserito in finanziaria.

     PRESIDENTE  Il testo di riferimento base è il testo dell'articolo
  56 stralciato e transitato nella finanziaria.
       Poi il Governo, le Commissioni, i deputati possono modificarlo,
  ma come testo di riferimento base è quello che è stato esitato.
       Si passa all'articolo 57. Ne do lettura.

                                'Art. 57.
            Contributo a sostegno della ripresa dell'attività
            produttiva della 'Legno Market S.p.a.' di Palermo

         1.   L'Assessorato   regionale   della   cooperazione, del
      commercio,   dell'artigianato  e della   pesca,   a   seguito
      dell'incendio  del  7   agosto   2001,  che  ha  parzialmente
      distrutto lo stabilimento  della  'Legno  Market  S.p.A.' con
      sede  in  Palermo,  al  fine  di  garantire  la  prosecuzione
      dell'attività  imprenditoriale   nonché  il  mantenimento  in
      piena  attività  del personale  in  servizio  alla  data  del
      sinistro, è autorizzato ad erogare, alla medesima società per
      l'esercizio finanziario 2002,  un contributo straordinario di
      1000 migliaia di euro, U.P.B. 8.2.1.3.2.'

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

           -  dagli  onorevoli  Liotta e altri:  emendamento 57.1;

           -  dal Governo: emendamento 57.2.

     MICCICHE' Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'  Io non entro nel  merito  dell'articolo  perchè vorrei
  che mi si spiegassero le ragioni per  le  quali  viene  attivata una
  procedura anomala, in considerazione  del  fatto  che quest'articolo
  l'ho visto circolare alcuni mesi fa  durante la discussione in terza
  commissione; mi pare sia stato presentato  un  disegno  di  legge da
  parte  del  Governo, ed  io  ricordo  che   non  ho  avuto  modo  di
  contestarlo,  ma  ho  ho  fatto   delle  domande  all'assessore  che
  sosteneva questo disegno di legge.
       Avevo chiesto se  questo  contributo  rientrava nell'ipotesi di
  contributo a favore delle imprese che erano state vittime dell'usura
  o del racket di memoria abbastanza triste come, per esempio, i fatti
  dell'assassinio  del  commerciante   Libero  Grassi.  E  proprio  in
  considerazione di questo ricordo  che  c'era  un  altro  disegno  di
  legge, riguardava appunto il contributo alla SIGMA di Libero Grassi,
  proprio per le  considerazioni  riguardanti  la  lotta all'usura per
  risarcire, appunto, quelle imprese che sono state vittime dell'usura
  e del racket.
       Ebbene,  non  entrando  nel  merito  di questo articolo, vorrei
  sapere per  quale ragione, visto che questo articolo è frutto di una
  trasposizione di  un disegno di legge del Governo, venga inserito in
  questo contesto  e non venga inserito ugualmente il disegno di legge
  a favore  dell'impresa SIGMA di Libero Grassi, in considerazione del
  fatto che sappiamo benissimo che Libero Grassi ha pagato con la vita
  il rifiuto.
       Proprio  in  considerazione  di  questo fatto, ho presentato un
  emendamento copiando  alla  virgola il disegno di legge del Governo.
  Non so  se,  però,  questo  emendamento,  che ho presentato copiando
  interamente l'articolo  del  disegno  di legge del Governo, che fine
  abbia fatto, se  è  stato  reso ammissibile o meno, se no, in questo
  caso, credo  che  ci siano delle disparità molto evidenti che devono
  essere bandite in questo contesto.
       Il mio  è soltanto un intervento preliminare per avere maggiori
  chiarimenti da  parte  del  Governo, dopo di che discuterò in merito
  all'argomento.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io stasera rischio
  di essere  pedante,  ma  non  posso  fare a meno di sottolineare che
  anche questa  norma  era contenuta nel disegno di legge originario e
  che era stata dichiarata inammissibile.
       Ora ce la ritroviamo di nuovo qui dopo l'iter che abbiamo detto
  in precedenza per altre  norme,  cioè  a  dire dopo non essere stata
  visionata dalla  Commissione competente.
       Ma non  è  questo  ciò  che  mi  preme  sottolineare;  mi preme
  sottolineare il  fatto che noi dovremmo dare ad una ditta privata un
  contributo  per   un   evento   doloso  di  cui  sicuramente  ce  ne
  dispiaciamo,   ma   per   cui  certamente  vi  dovrebbe  essere  una
  assicurazione che  copre  i  danni  per  gli  eventi  dolosi. Qui si
  propone un contributo di un migliaio di Euro, cioè a dire è quasi la
  metà del  contributo  -  e  faccio riflettere i colleghi - che, dopo
  un'ampia discussione,  il  Governo  si è impegnato ad erogare per la
  risoluzione dei problemi insorti nella provincia di Catania.
       Con questa  norma  diamo metà della stessa somma ad un soggetto
  privato per  una  disgrazia  che  ha  colpito  la  propria  attività
  commerciale   senza   sapere   se   questo   evento   è  coperto  di
  assicurazione avendo  in tal modo un doppio rimborso, se è un evento
  che  è   stato   causato  da  origini  incerte,  se  vi  sono  delle
  responsabilità  individuate  o  individuabili  in maniera tale che i
  soggetti che  hanno  causato  il  danno  possono  essere  chiamati a
  risarcire il danno.
       E' una norma che, a  mio  parere,  si  è  inserita  in  maniera
  invereconda in un contesto di questo genere.
       Se abbiamo  po'  di  rispetto  nei  confronti  di  tutte quelle
  persone che  in  questo  momento in Sicilia soffrono disagi enormi a
  partire dai  lavoratori  della  FIAT  per arrivare agli sfollati del
  terremoto, ritengo  che  sia  buona  creanza  che  questa  norma sia
  ritirata  dal  Governo  o  che  sia  dichiarata  inammissibile dalla
  Presidenza.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  riprendo
  alcune cose dette dall'onorevole Raiti che avrebbero, secondo me, la
  necessità di essere precisate; ovviamente attendiamo una risposta da
  parte del Governo.
       La prima domanda è questa:   si  tratta di un incendio doloso o
  accidentale?  Se  è un incendio accidentale, normalmente questo tipo
  di eventi  sono  coperti  da  assicurazione  e, quindi, noi dovremmo
  scrivere almeno che la Regione interviene...

     PRESIDENTE  L'Unione non sarebbe d'accordo.

     CAPODICASA  E quindi anche in questo caso non sarebbe d'accordo?

     PRESIDENTE  Se si tratta di incendio doloso sì.

     CAPODICASA   E  allora, la domanda è questa:  se è doloso rientra
  nella fattispecie  di cui alla legge antiracket. Per come conosco le
  cose di Sicilia la ragione è sempre quella, a meno che il dolo non è
  causato dall'impiegato che è stato licenziato.
       La   norma   dice   solo,   come  sostiene  l'onorevole  Raiti,
  l'equivalente di  quanto  abbiamo dato dopo tre ore di discussione a
  tutti  i  comuni  per  le calamità naturali conseguenti all'eruzione
  dell'Etna dei  comuni  del  catanese,  quindi  tanto  per capirci la
  dimensione dell'interno.
       La seconda cosa  è legata al fatto che se è doloso noi dobbiamo
  mettere  un   vincolo,   ed  il  vincolo  non  può  che  essere  una
  dichiarazione  della  Questura, della Prefettura, perché è singolare
  che noi  interveniamo  con un contributo così massiccio senza che ci
  sia qualche giustificazione a monte.
       Se non è doloso ma  accidentale, allora bisogna capire se c'è o
  non c'è assicurazione, quante volte  si  ripristina il danno e viene
  coperto e risarcito.

     VICARI  Vi sono cose che l'assicurazione risarcisce ed altre no.

     CAPODICASA  Al massimo noi  potremmo  intervenire,  ove si voglia
  fare un intervento di questo  tipo, per la parte che l'assicurazione
  non copre, e bisogna capire quant'è.
       L'articolo, così formulato,  dà  l'idea - e forse non lo è - di
  una regalia che  viene  fatta  con tutte le prudenze del caso che si
  possono usare,  ma  tale  può  essere  definita  se non intervengono
  alcune spiegazioni che hanno quella origine, dopodiché  c'è il punto
  metodologico  regolamentare  ma non lo solleviamo più perché abbiamo
  visto che ormai il Regolamento è stato sfondato da tutti i lati.
       La Presidenza lo espunge  con proprio provvedimento dal testo e
  poi  lo  riammette in Aula.  Bisogna  che  la  Presidenza  si  metta
  d'accordo con se stessa se è  una  cosa  che  può  o non può entrare
  nelle  variazioni di bilancio.  Dopodiché  mi  pare  chiaro,  signor
  Presidente, che qui è saltata ogni regola e ne prendiamo atto.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE .  Signor  presidente, onorevoli colleghi, che "mamma
  Regione" si  interessi  dei figli sfortunati é una cosa positiva che
  apprezzo, però  "mamma Regione" non può stabilire che ci siano figli
  e figliastri
       O "mamma  Regione" si  interessa  di  tutti i figli sfortunati,
  altrimenti  mi  sembra  sbagliato,  anche perché, signor presidente,
  l'articolo  50  e  l'articolo  52,  discussi cinque minuti fa, hanno
  fatto gridare allo scandalo. Perché l'articolo 50, che é un articolo
  perfetto, ha  il  difetto  di  destinare quattrini a beneficiari ben
  determinati.
       Allora  si  disse  "no",  bisogno  fare  in  modo  che  sia  un
  intervento di carattere generico, per cui per tutti coloro che hanno
  contenziosi, che hanno lodi arbitrali e favori, o hanno problemi con
  la Regione, si interviene con un capitolo ad hoc. Questo avete detto
  e, giustamente,  sono  d'accordo  perché  c'era un emendamento a mia
  firma,  dell'onorevole  Savona e dell'onorevole Borzacchelli é stato
  tolto perché  non bisogna dare contributi o interventi a beneficiari
  ben determinati.
       Abbiamo   poi,   affrontato   l'articolo  52  "Piazza  Generale
  Cascino",  hanno  gridato  allo  scandalo  ed  io  condivido  perché
  trattasi di beneficiario ben determinato.
       Non so se questo "Legno Market" é un beneficiario determinato o
  non lo  é,  non  lo  capisco.  Può  essere  "Legno  Market" tutta la
  Sicilia?
       Allora, vi dico: se deve essere per esecutori ben determinati -
  e non ridete  -  nel  mio  Comune,  nella  tribù  di  Canicattì si é
  bruciata una stalla  e  sono morti un mulo e due capre. Vi chiedo un
  contributo, perché  se é così, allora, due miliardi a "Legno Market"
  e due milioni al mio concittadino che ha perso il mulo e le capre
       Allora,  "Legno  Market"  ha amici di alto bordo, Lo Giudice ha
  come amico uno che ha la stalla, un mulo e due capre. Ognuno difende
  quello che  può difendere.
       Quindi, o inseriamo nello storno di fondi e nelle variazioni di
  bilancio  un  capitolo  di  carattere  generale per tutti gli eventi
  calamitosi, luttuosi, dolosi, dolorosi che dir si voglia, io ci sto,
  diversamente,  questa  mi  sembra  una  forzatura  anche  in termini
  regolamentari.  Onorevole  Presidente della Regione, sa quanto io la
  stimi e  le  voglia bene, tanto da suscitare le gelosie di qualcuno,
  però le dico che questa cosa non é possibile.
       Quindi,  o  torniamo  indietro  all'articolo 50 e l'approviamo,
  così com'é,  per  Gibbesi,  per  l'ospedale  di Sciacca, per la zona
  artigianale di  Messina,  per  il lodo di Porto Empedocle, allora ci
  sto; se deve essere un intervento di carattere generale, diciamo con
  un capitolo  ad hoc che tutti coloro che hanno subìto incendi dolosi
  possono chiedere, con perizia giurata, con altre cose, un intervento
  alla Regione e si costituisca un apposito capitolo.
       Questo  articolo  così  com'é é improponibile o, altrimenti, fa
  diventare improponibili gli articoli 50 e 52.

     CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e le foreste. Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 57.

     PRESIDENTE    Non   sorgendo   osservazioni, dispongo  nel  senso
  richiesto.
       Onorevoli  colleghi,  si  riprende  l'esame dell'articolo 50 in
  precedenza accantonato.
       Comunico  che  é  stato presentato l'emendamento di riscrittura
  50.R.1 allegato.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  letto  sia
  l'emendamento  50.R  che  l'emendamento  50.R.1.  Non faccio tutti i
  ragionamenti   di   carattere   preliminare   che  sono  insiti  nei
  ragionamenti che  ho  fatto  prima  per  non perdere tempo perché ci
  troviamo nella  stessa situazione già più volte individuata, però mi
  pare onorevole Presidente, che la riscrittura di questo articolo che
  può definirsi corretta sia quella del 50.R e non del 50.R.1.
       Ritengo  che  la  riscrittura  corretta  sia quella perché  noi
  stiamo   stabilendo,   così   come  diceva  l'onorevole  Lo  Giudice
  nell'intervento  precedente,  un capitolo, una unità previsionale di
  base ad  hoc  che  possa  consentire in via generale alla Regione di
  chiudere  delle controversie che l'hanno vista sconfitta in attività
  in controversie  giudiziarie.  E'  una unità previsionale di base di
  carattere generale che fa fronte ad esigenze necessitate da pronunce
  giudiziarie.
       Mentre  l'emendamento  50.R dice correttamente che é  istituito
  nel bilancio  della  Regione  un  fondo  per  far  fronte agli oneri
  derivanti   da   procedure   esecutive   per   la  realizzazione  di
  infrastrutture  pubbliche,  questo  non  viene detto nel 50.R.1 che,
  invece, parla genericamente di controversie pendenti.
       Il  nodo  della  questione  sta  proprio  qui,  perché  se  noi
  applicassimo   la   dizione  originaria  va  bene  perché  procedure
  esecutive si  hanno  quando vi é  una sentenza, un titolo esecutivo,
  cioé  a   dire  una  sentenza  passata  in  giudicato  che  condanna
  l'Amministrazione  ad  un  eventuale  pagamento.  Significa  che noi
  avremmo  una  pronuncia  certa  di  danni che l'Amministrazione deve
  risarcire.
       Se noi approviamo così come é  proposto l'emendamento 50.R.1 si
  parla di  controversie  pendenti,  significa  che  non  vi  é  alcun
  giudizio  dell'Autorità  giudiziaria;  vi  sono  delle  procedure di
  contestazione   in   corso   dove   la  Regione  potrebbe  risultare
  soccombente  o  vincitrice.  Così  facendo,  apriamo  un  margine di
  discrezionalità  nella  gestione  di  questi fondi che ritengo debba
  crearci  qualche  perplessità.
       Questo   mi   sentivo   in  dovere  di  sottolineare, sarà  poi
  l'Assemblea ed  il Governo a prendere una decisione in merito;  però
  la precisazione ritengo che sia opportuna ed indifferibile.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  vorrei  fare  una domanda con lo
  spirito di  chi  vuole  capire. Una cosa era il testo originario che
  individuava i  soggetti  per cui c'era bisogno di una norma, il 50.R
  in qualche  modo  istituiva  un  fondo senza individuare i soggetti,
  però mi  permetto  di  chiedere:  ma  nel bilancio della Regione non
  dovrebbe esserci  un fondo o un capitolo di bilancio che riguarda le
  eventuali   controversie,   liti  che  si  risolvono  a  seguito  di
  transazione?  Perché,  se così è, e cosa che immagino debba esserci,
  non credo  che  noi  dobbiamo fare una norma, dobbiamo semplicemente
  con emendamento  variare le tabelle relative al capitolo dove c'è la
  norma.
       Se scriviamo  la  norma di un fondo che è già istituito e credo
  che debba  essere  istituito  perché è naturale che un ente abbia un
  fondo per  liti  e contenziosi che si risolvono con transazioni. Non
  capisco il  senso  della  norma.
       Chiedo,  pertanto,  al  Vicepresidente della Regione, onorevole
  Castiglione  di  fare  questa  verifica,  altrimenti non c'è neanche
  bisogno della norma  e si fa una variazione di tabelle e si impingua
  il capitolo, se quest'ultimo esiste.

     ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE   Signor Presidente, devo dire che tutti gli interventi
  che  mi  hanno  preceduto  hanno un contenuto notevole. L'intervento
  dell'onorevole Cracolici  è  perfetto  da un punto di vista formale,
  peraltro  anche  quello  dell'onorevole  Raiti, però se noi leggiamo
  attentamente  il contenuto dell'emendamento 50.R.1 ci rendiamo conto
  che è  un  emendamento  rafforzativo. E' vero che c'è sicuramente un
  capitolo di  bilancio  regionale  che  prevede  un  fondo, si spera,
  adeguato per  la  definizione delle controversie;  è pur vero quello
  che diceva  l'onorevole Raiti che l'emendamento 50.R.1 è diverso dal
  50 R.  Però stiamo attenti: per una Amministrazione oculata è meglio
  prevenire  le  liti, per  cui  sarebbe  opportuno  unificare  i  due
  emendamenti.
       Se l'Aula  è  d'accordo, visto che è stato riscritto più volte,
  possiamo  dire  che "per  far  fronte  agli  oneri  derivanti  dalla
  definizione  delle  controversie  pendenti  e  a quelle derivanti da
  procedure  esecutive";  a  mio  avviso  questo  non  comporta alcuno
  scandalo. Chi  è  che amministra o che è amministrato si rende conto
  come   spesso   è   meglio  evitare,  soprattutto  per  la  pubblica
  amministrazione,  che  si  arrivi alla sentenza, alla definizione di
  una lite.
       Debbo dire  che  ha ragione certamente l'onorevole Raiti, ma ha
  un contenuto  pregevole il 50.R.1. Per cui, noi possiamo unificare i
  due   emendamenti  aggiungendo  che  'per  fare  fronte  agli  oneri
  derivanti  dalla  definizione delle controversie pendenti e a quelle
  derivanti da procedure esecutive'.
       Peraltro, c'è  da  dire,  ma  è inutile fare disquisizioni, che
  forse non ci sarebbe neanche bisogno perché...

     CRACOLICI  In quel caso si può usare il fondo di riserva.

     ARDIZZONE   Si,  però  forse  è meglio specificare poiché noi non
  sempre  siamo  chiari,  si  tratta  di tecnicismo giuridico. Lo dico
  senza mezzi termini: è rafforzativo.
       Come, peraltro, ritengo  rafforzativo, rispetto al ragionamento
  pregevole  che  faceva  l'onorevole  Cracolici, quanto contenuto nel
  comma 2  dell'emendamento  50.R.1,  laddove  si  dice che occorre il
  parere   della  Ragioneria  centrale  e  il  parere  dell'Avvocatura
  distrettuale dello Stato.
       Noi con una norma stiamo sancendo contenziosi grossi, come si è
  voluto  far  comprendere.  Ritengo che unificando i ragionamenti che
  sono stati  fatti in quest'Aula si vuole pervenire ad un emendamento
  unico che, appunto, unifichi il 50.R.1 e il 50.R.

     LO GIUDICE .  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE .  Signor  Presidente, nel bilancio della Regione (mi
  dispiace che  non è presente l'Assessore per il Bilancio) non c'è un
  capitolo che  riguarda  lodi  o contestazione; non esiste.  E questo
  articolo è  lodevole  perchè  va  a  sanare  una serie di situazioni
  difficili,   particolari.
       Posso  parlare,  ad  esempio, tra  questi  argomenti  che  sono
  articoli della  legge,  di  due  perchè li conosco essendo due fatti
  della provincia di Agrigento.
       Gibbesi:  se noi non chiudiamo un contenzioso e non spendiamo i
  quattrini per Gibbesi, onorevole Assessore per l'agricoltura, se non
  paghiamo il  contenzioso  per la diga di Gibbesi, rischiamo di dover
  rimborsare  alla Comunità europea duecento miliardi di lire.
       Queste cose  lei  certamente  le  sa meglio di me.  Noi abbiamo
  ricevuto  un finanziamento con compartecipazione di Comunità europea
  (onorevole  Capodicasa, lei ricorderà senz'altro queste cose), Stato
  con i fondi CIPE e Amministrazione regionale.
       Abbiamo speso  un  mare  di  quattrini;  la  diga non va avanti
  perchè esiste  una  difficoltà,  un'opera  di placcaggio nella parte
  sinistra della stessa  e,  pertanto,  se non viene ultimata e non si
  chiede il  permesso  al  Corpo  nazionale  dighe  per l'invasamento,
  l'opera è vanificata  e siamo costretti, dopo aver ricevuto - lei sa
  meglio di  me  -  diverse proroghe, a rimandare indietro i quattrini
  all'Europa.  Tra  l'altro,  l'Europa  non  fa  come faceva prima che
  gridava, gridava  e  non  faceva  niente; ora l'Europa taglia, ce li
  toglie da  altri  fondi.  Questo  articolo è importante.  Che poi ne
  facciamo un articolo di carattere generico e inserito anche Gibbesi,
  sarà sicuramente  cura  del  Governo,  che  è  molto  attento appena
  istituito il  capitolo,  di  fare  in  modo che venga risolto questo
  contenzioso perchè  tale.  Perchè  in  questo  caso c'è una sentenza
  passata in giudicato.
       L'altro   episodio   riguarda  Sciacca.  L'ospedale  civile  di
  Sciacca ha  un contenzioso con l'impresa che l'ha costruito di circa
  sette miliardi  di  lire  con  decreti ingiuntivi in atto.  Che cosa
  succede?  Con  decreto  ingiuntivo  la  USL paga e paghiamo noi.
       Ci  potrebbe  essere,  come  diceva  l'onorevole  Cracolici, la
  possibilità   di   una  transazione,  quindi  questo  capitolo  deve
  contenere anche  la  transazione.
       Non conosco  l'altro  episodio  di Messina, perchè non è la mia
  provincia; però  dico,  poichè sono d'accordo con gli interventi che
  mi hanno  preceduto,  che  bisogna evitare di parlare di beneficiari
  ben determinati. Realizziamo questo articolo, mettiamo i quattrini e
  diciamo "non  cause  pendenti",  che non ci interessano, ma rapporti
  chiusi dovuti  a:  o  sentenze passate in giudicato o lodi arbitrali
  già realizzate  oppure  transazioni che sono vie positive perchè con
  la transazione spesso  si  paga meno del 50 per cento.
       Una cosa  non  vi  convince,  comunque,  in  questo emendamento
  perchè sembra  "uscito  dalla  porta  ed  entrato  dalla  finestra":
  avevate previsto  esattamente  alla lira 17.653 migliaia di euro per
  l'anno 2002;  12.042  per l'anno 2003 per tre opere.  Poichè ora per
  un discorso  di  carattere  generale mettete gli stessi importi, che
  significa?  Questi  importi  fatti  alla  lira  sono  le  sommatorie
  precise di un debito che la Regione ha.  Allora, delle due l'una:  o
  modifichiamo  l'importo  o  lasciamo  stare  le  cose  come  stanno.
  Questo importo è preciso,  alla  lira,  l'importo che noi dobbiamo a
  Gibbesi, Ospedale e Messina.  E'  inutile  che  qua  ci riempiamo la
  bocca dicendo che lo  stiamo  facendo per tutti, questi quattrini se
  li mangiano queste tre realtà.  O  lasciamo  le cose come stanno con
  molta verità e così tranquilli  facciamo  la  cosa ben precisa, e io
  non sono d'accordo per  la  coerenza di poco fa, oppure modifichiamo
  gli importi.  Mettiamo al posto di  17,  27; al posto di 12, 22, per
  dire che allarghiamo la  possibilità  a  qualche altro che in questo
  momento potrebbe avere o  un  loro arbitrale positivo o una sentenza
  passata in giudicato.

     LO MONTE .  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO  MONTE .  Onorevoli  colleghi,  io  concordo  con  il  collega
  Ardizzone  che  suggerisce  di aggiungere alle controversie pendenti
  "e/o  definite",  così  facciamo  entrare nel fondo anche altre liti
  che potrebbero trovarsi già con sentenza definitiva e quindi in fase
  di  esecuzione.  Per  quanto diceva invece l'onorevole Lo Giudice io
  dico  che  se  continuiamo  a  discutere  e  a dilungarci con queste
  variazioni,   probabilmente   nessuna  delle  tre  controversie  che
  inizialmente  nell'emendamento  avevano  trovato  spazio  troveranno
  transazione.  Le somme, se costituiscono un problema per l'Assessore
  al  bilancio,  che  non  vedo, e quindi, se necessariamente dobbiamo
  trovare  altri  fondi  per  rispondere  all'esigenza  che  sollevava
  l'onorevole  Lo  Giudice,  io  sono  convinto che possiamo anche non
  toccare le risorse che già abbiamo appostato in quanto sono convinto
  che  sarà difficile, quasi impossibile, per il 2002 chiudere tutte e
  tre    le    controversie    che   inizialmente   trovavano   spazio
  nell'emendamento   precedente.   Quindi   io   suggerisco  che  alle
  controversie  pendenti  venga  aggiunta  la parola 'o definite', che
  significa  anche  con  sentenza  e  che  però  sono  nella  fase  di
  esecuzione, perché  allarga il raggio d'azione.  Dopodiché  questo è
  un  articolo,  a  mio  avviso,  che se utilizzato bene consentirà di
  risparmiare  alla  Regione diversi miliardi. Io so, e l'assessore al
  bilancio  lo  sa  pure  (mi  dispiace  che  non  c'é) che per quanto
  riguarda Gibbesi, l'Avvocatura dello Stato ha già fatto una proposta
  alla  Presidenza  della  Regione  ed  all'Assessorato al bilancio di
  transazione,  transazione  che ci farà risparmiare qualche cosa come
  20  miliardi  perché  l'udienza,  pare  che  sia  il 19 (la prossima
  settimana),  e l'Avvocatura dello Stato ha detto sostanzialmente che
  siamo  sicuramente soccombenti. Quindi se arriva la sentenza, se non
  si  attiva  già  da  lunedì  il momento transitivo con, per esempio,
  Gibbesi,  rischiamo  di rimettere dalle casse regionali qualche cosa
  come  20  miliardi.  Quindi è uno strumento che serve sicuramente al
  Governo, ma serve ai siciliani.

     MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MOSCHETTO   Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi, io debbo
  dire che dopo circa un'ora di dibattito la lezione dell'onorevole Lo
  Giudice, che io considero mio maestro in Commissione, mi consente di
  dire  che  se  noi  ritornassimo  al  testo originario eviteremmo di
  creare  un pozzo senza fondo in una logica di capitoli da impinguare
  sempre  e  di  contenziosi da trasferire sempre alle Regioni. Il mio
  vuole  essere  un  suggerimento:  se tornassimo al testo originario,
  forse  potremmo  dare  una  risposta concreta ai siciliani.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, si è fatto un
  gran dibattere sull'argomento,  io  ancora, per la verità, così come
  non avevo compreso  la  ratio della prima stesura della norma quando
  venne presentata dal  Governo,  non  ne  comprendo neanche adesso la
  ratio. Non solo perché  essa è finalizzata a tre opere ma perché c'è
  uno strumento che dispone la Giunta e il Governo, i cosiddetti Fondi
  di riserva. Per  le  spese  non  previste  dai capitoli di bilancio,
  tutte le spese  anche  le  controversie  che nascono si utilizzano i
  fondi di riserva.
       La ragione per  cui  noi dobbiamo normare una materia che è già
  definita nei suoi  caratteri,  mi  sembra  come  la  ricerca  di una
  copertura normativa  che finisce con l'essere una limitazione perché
  questo imporrebbe, di  volta in volta, per tutte le controversie che
  noi avremo di  qualsiasi natura, e sono tantissime, di dovere sempre
  poi ricorrere  allo  strumento legislativo. Questa è una limitazione
  dell'esercizio di una  funzione  che  ha  la  Giunta  di governo che
  invece può  risolvere  le  controversie  utilizzando  direttamente i
  Fondi di riserva con un'autonomia propria della Giunta.
  Io continuo a non  comprendere  la  ratio  anzi  se il Governo me la
  spiegasse  perché  non  è spiegato perché se si chiude Gibbesi, cosa
  si  attiva.  E  poi  perché  non  si  Gibbesi  non si chiude in modo
  autonomo,  visto che l'Avvocatura dello Stato è già definito. Non si
  capisce perché Bisogna sopportare la norma.
       Se facciamo la  norma  costituiamo  un  precedente per le tante
  controversie che ci  sono  di qualsiasi carattere che noi abbiamo in
  Sicilia. Secondo  questa  è  una  limitazione perché stabiliremmo il
  precedente che su ogni questione dobbiamo agire con norma.
       Io invito il Governo a ritirarlo perché mi sembra assolutamente
  inopportuno. Il Governo se vuole poi un'indicazione dell'Aula perché
  la materia  è  delicata  relativamente  alle controversie rispetto a
  queste tre opere pubbliche, si faccia un ordine del giorno ma non si
  ricorre  ad  una   norma   che  apre  precedenti  che,  secondo  me,
  costituiscono poi un aggravio nelle procedure future.
       Pertanto,  signor  Presidente  della Regione, io la inviterei a
  ritirare  la  norma,  a  non  gravare  il  bilancio della Regione, a
  utilizzare  i Fondi di riserva per soddisfare le controversie che di
  volta in volta la Regione è chiamata quando perde.

     CASTIGLIONE  assessore  per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE  assessore  per  l'agricoltura  e  le foreste. Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  conoscevo  bene la norma però
  ricordo alcune vicende  che  sono  accadute  in Giunta e di fatto si
  sono prospettate  alcune  questioni,  non  ultima la questione della
  diga   Gibbesi,   dove   c'è   un'ipotesi  avanzata  dall'Avvocatura
  distrettuale  della  Regione  che sollecita il Governo a definire il
  contenzioso  in atto perché un aggravamento della procedura potrebbe
  comportare un ulteriore onere per l'amministrazione regionale.
       Di fatto, da  quel  momento,  noi  non siamo stati tecnicamente
  nelle condizioni  di  potere  addivenire  alla soluzione prospettata
  dall'Avvocatura.
       La necessità delle  Istituzioni  di  un  fondo,  ed io mi rendo
  conto che forse  oggi  la  previsione di un fondo generico piuttosto
  che un  fondo  determinato  che  beneficiari  determinati può essere
  anche opportuno.
       La  previsione  originaria  che  individuava  i  beneficiari  è
  sembrata una soluzione  che  invece abbisognava di un riscrittura da
  parte del Governo.
       Quindi, ritengo che  oggi  per  l'ampiezza  e  le  tante  opere
  pubbliche che si  sono realizzate nella nostra Sicilia e soprattutto
  gestendo  una   struttura  come  quella  dell'agricoltura,  dove  la
  realizzazione  di numerosi  invasi  e  quindi  mi  fa  ritenere  che
  purtroppo potrà non essere l'unico caso.
       Allora  oggi  l'istituzione  di  un fondo senza un beneficiario
  finale  e  soprattutto con una previsione finanziaria, una dotazione
  finanziaria  potrebbe  immediatamente  poter  far  transigere alcune
  soluzioni immediate, così come sollecitato più volte dall'Avvocatura
  e   nel  contempo  dare  una  possibilità  tutte  le  volte  che  le
  amministrazioni  supportate  e  coadiuvate  da  un parere autorevole
  dell'Avvocatura  dello  Stato riterranno di dovere addivenire ad una
  soluzione   transattiva   piuttosto   che  continuare  e  proseguire
  nell'opera  e  soprattutto  molto spesso non realizzare quelle opere
  che  si  ritengono  necessarie  e  che  vanno definite, quindi, a me
  sembra  che  la  formulazione  con  l'accorgimento  e  la correzione
  chiesta  e  suggerita  dall'onorevole Lo Monte 'pendenti o definite'
  sia  la  soluzione  definitiva ed io ritengo che l'Aula possa essere
  nelle  condizioni di poter votare l'emendamento così e l'istituzione
  del capitolo.

     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  credo  che  la  discussione sia
  stata sufficientemente ampia  e  si siano chiariti tutti gli aspetti
  dell'ipotesi legislativa.
       L'emendamento 50.R.1 è  emendato  da un subemendamento che dopo
  le parole 'pendenti' aggiunge 'o definite'.
       Pongo in votazione il subemendamento 50.R.2 con la specifica 'o
  definite'.
       Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE   assessore   per   l'agricoltura   e   le   foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi é favorevole  resti  seduto;  chi  é contrario si
  alzi.

                          (E approvato)

       Pongo  in   votazione   l'emendamento   sostitutivo  così  come
  modificato dalla votazione precedente.  Il 50.R.1 è stato presentato
  dal Governo.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi é favorevole  resti  seduto;  chi  é contrario si
  alzi.

                          (E approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento 50.2 del Governo. Il parere
  della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
       Chi é favorevole resti seduto;  chi é contrario si alzi.

                          (E approvato)

       Si riprende l'esame dell'articolo 58 in precedenza accantonato.
       Dichiaro aperta la discussione generale.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,   ho
  l'impressione che qui ci vogliono prendere per il naso. Io credo che
  hanno toccato duro su un  argomento  perché  'si scrive acqua, ma si
  legge vino'.
       Io credo che sarebbe  opportuno  che  per  questo  articolo  il
  Presidente della Regione ci venga  a spiegare di che cosa si tratti,
  se no c'è qualcuno che ci  venga  qui  a  spiegare  che cosa c'entra
  l'acqua con questo articolo,  perché io leggendo l'articolo, facendo
  riferimento a tutta una serie  di riferimenti normativi ho visto che
  di acqua c'è ben poca.
       Una  cosa  è  la  siccità,  una  cosa  è  parlare  di acqua, di
  emergenza idrica.
       Siccome quest'articolo  fa  riferimento  a  tutta  una serie di
  ordinanze  ministeriali,  parte  dal  periodo del governo Capodicasa
  fino ad arrivare al governo Cuffaro.
       Ci sono  quattro  ordinanze  di  cui  debbo  dire  che la prima
  ordinanza parla, ordinanza 31 marzo 2000, all'epoca c'era un governo
  di   centrosinistra,   c'era   un   Presidente   della   regione  di
  centrosinistra  e  leggendo  attentamente  le  ordinanze  credo  che
  all'epoca si  era  molto  più  pratici nell'indicare i problemi e la
  soluzione dei problemi che erano posti al tappeto a quell'epoca.
       Le ordinanze successive, a partire dall'ordinanza 22 marzo 2002
  n. 3189, per  finire  con  l'ordinanza  28  giugno  2002  n.  3224 e
  l'ultima ordinanza del Presidente del Consiglio Berlusconi, perchè è
  firmata da  Berlusconi  firma  anche  queste  cose,  n.  3252 del 27
  novembre 2002, qualche giorno fa.
       Allora, io  vorrei capire, intanto non sto entrando nel merito,
  è per  capire,  siccome fa riferimento l'ordinanza 27 novembre 2002,
  vorrei  capire   quando  fu  fatto  quest'articolo,  è  un  articolo
  aggiuntivo, faceva  parte delle norme stralciate che sono state rese
  inammissibili  o   meno,   qualcuno   mi  può  dare  a  volo  questa
  indicazione,  visto  che  conoscete  abbastanza bene, specialmente i
  componenti della commissione bilancio?
       Mi sanno  indicare  se  l'articolo  58  è  un articolo scritto,
  inserito successivamente oppure è stato sempre .. o no?
       E' nato  così  oppure è nato lungo il percorso della formazione
  di questo iter del disegno di legge?
       Qualcuno    potrebbe   spiegarlo  perchè  alcune  note  non  mi
  corrispondono.
       Quando è  nato  l'articolo  58, è nato strada facendo oppure  è
  nato quando è  stato  approvato  da  parte del governo il disegno di
  legge?
       Io aspetto  una  risposta  perchè  qui non c'è scritto quando è
  stato inserito questo  articolo,  e  poi  andiamo a vedere di che si
  tratta. E'  una  curiosità,  vorrei  capire i passaggi devono essere
  chiari, non mi pare che siano chiari.
       Comunque, in attesa che qualcuno mi sappia dare una spiegazione
  io continuo il mio ragionamento.
       Dicevo poc'anzi  che  in  questo  articolo  c'è messo emergenza
  idrica, c'è  scritto emergenza idrica, una parola magica, un effetto
  così vediamo  questa parola e tutti capiamo visto che quest'anno c'è
  stata una  carenza  terribile  e  quindi parlare di acqua nella casa
  dell'impiccato  mi  pare  che  sia  una  cosa  ovvia  e  giusto  per
  risolverlo questo problema.
       Però, purtroppo,  l'impiccato non c'è più e noi stiamo parlando
  di un'acqua di che cosa si sta parlando non si sa.
       Ho  l'impressione  che  bisogna  riscrivere l'articolo, bisogna
  chiamarlo per  un'altra  cosa,  emergenza siccità, contributo per la
  siccità.
       Se si tratta  di  questo  è  meglio che andate a riscrivere per
  evitare che  scambiamo  lucciole  per lanterne, chissà magari, visto
  che chi vi  parla  del  problema acqua ne ha fatto una battaglia, un
  senso di battaglia anche di carattere....
       Presidente, sto  parlando  di  una  cosa seria, vengo subito al
  nocciolo della questione.
       Ebbene,   cosa   ho   rilevato   leggendo  l'articolo,  facendo
  riferimento al testo dell'articolo?
       Siccome fa riferimento a  ordinanze,  mi  sono  letto  tutte le
  ordinanze, siccome dice, posso leggere?  Per  le  finalità di cui al
  primo comma, articolo 9, ecc.  ecc.,  l'ordinanza del 31 marzo 2000,
  Governo Capodicasa; ordinanza 3189, 3224, 3259...

     PRESIDENTE  Onorevole Miccichè,  la  invito  a  concludere.

     MICCICHE' ..  è autorizzata per esercizio finanziario la spesa di
  lire 25 miliardi, poi c'è un emendamento che porta a 30 miliardi.
       Poi  fa  riferimento  all'articolo 8 e vedo dell'ordinanza 3189
  ...

     PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, si attenga al tempo previsto dal
  Regolamento.

     MICCICHE'  Ma i limiti di tempo, ma mi deve dare una spiegazione
  Qui ci sono dodici pagine e  potrei  dire  che  c'è una cosa che non
  collima, c'è una contraddizione.
       Qui c'è messo che  dobbiamo  spendere 30 miliardi per risolvere
  il problema idrico in  Sicilia,  invece  questi 30 miliardi, papale,
  papale, servono per dare  contributo  per quanto riguarda la siccità
  nelle zone.
       Siccome fa riferimento  all'articolo  8,  l'articolo  8 rimanda
  all'articolo 2 della stessa ordinanza, andiamo a vedere l'articolo 2
  e dice: "A seguito  della  situazione  di  emergenza cagionata dalla
  prolungata  siccità  che   ha   compromesso  gravemente  le  riserve
  vegetative e determinato ingenti danni all'intero settore zootecnico
  in  tutto  il  territorio  della Regione siciliana"; cioè a dire che
  quei soldi servono per dare contributi per chi ha avuto danno per la
  siccità.
       E allora dobbiamo chiamare  le  cose come stanno, dobbiamo dare
  contributi per quanto riguarda questo settore.
       Io  non ho niente in  contrario,  ma  chiamiamolo  così  e  non
  chiamiamola emergenza idrica,  che  non  centra  niente  l'emergenza
  idrica.
       Questo è il mio ragionamento,  dopo  di che ognuno si assuma le
  responsabilità.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi io intervengo
  per dire che sono contrario  a  questo articolo perché si continua a
  perpetuare una impostazione che,  a  mio  avviso, dovrebbe vedere il
  Parlamento  impegnato  in  una  discussione,  invece,  che  tenda  a
  capovolgere i termini della  questione  relativamente  al  modo come
  affrontare l'emergenza idrica e anche altre emergenze.
       Io  voto  contro  perché non che qualsiasi cittadino, tanto più
  chi  rappresenta  i cittadini in questa sede, non si rende conto del
  fatto  che  nella  nostra  Regione  la  dotazione  idrica  per  ogni
  abitante, intanto per i fini civili, è molto più ridotta rispetto ad
  altri  abitanti del resto del Paese o che la stessa dotazione idrica
  per  i  fini  irrigui,  o  produttivi,  o  industriali è sicuramente
  carente.
       Ma una cosa è stabilire  che c'è questo dato che appartiene, in
  parte,  solo  in  minima parte, a cause naturali perché come è stato
  dimostrato  anche da illustri professori universitari, studiosi, che
  oggi,   magari,   sono  alla  corte  del  Commissario  delegato  per
  l'emergenza  idrica;  il  problema  non  è  tanto  la piovosità o la
  potenzialità  idrica  della  nostra Regione, ma quanto la incapacità
  che  ha  avuto  questa  Regione  di  ottimizzare  questa risorsa, di
  conservarla e di usarla in modo razionale e intelligente.
       Il problema, quindi, è  le  modalità  come  il  potere politico
  affronta l'emergenza.
       Io,  cari  colleghi,   caro   Governo,   caro  Presidente, sono
  assolutamente ancora incapace di  comprendere  a  che cosa servono i
  poteri speciali al Presidente Cuffaro.
       Vorrei sapere da quasi un anno di questa attribuzione di poteri
  speciali cosa ha fatto  il  Commissario  delegato  per  eliminare il
  problema dell'emergenza idrica.
       Io  avrei potuto comprendere che la procedura, per esempio, per
  giungere  all'Autorità unica per le acque, la procedura per definire
  gli   ambiti  territoriali  ottimali,  che  sono  tutti  adempimenti
  necessari  per  rientrare  dentro  la  programmazione  nazionale  ed
  europea, dovesse subire un'accelerazione e quindi c'era la necessità
  anche  di derogare.  Ma mi si deve spiegare qual'è la differenza tra
  una  situazione  normale  e  la  situazione  gestita  con  i  poteri
  straordinari  del potere del Presidente della Regione in ordine, per
  esempio,    alla    definizione    dei    piani    provinciali    di
  approvvigionamento  idrico,  in ordine agli interventi che si devono
  fare e in ordine alle competenze dei vari soggetti.
       La verità è - e che questo Parlamento purtroppo non se ne vuole
  rendere  conto  -  che  attraverso  l'attribuzione  di poteri che si
  perpetueranno  nel  tempo  l'emergenza  rifiuti, il Presidente della
  Regione  per  l'emergenza rifiuti ha avuto conferito poteri speciali
  fino   al   31  dicembre  2004.  L'ordinanza  del  2002,  in  ordine
  all'emergenza  idrica,  adesso va ad essere rinnovata, anzi pare che
  sia stata già rinnovata, per altri due anni.
       Io  capisco,  invece,  una  cosa:  che  intorno  a  queste  due
  emergenze si gioca buona parte del potere politico, del consenso; mi
  permetto  di dire che in questa Regione si giocano anche buona parte
  degli affari, sia quelli leciti che quelli illeciti. Ecco perché non
  comprendo  perché  il  Parlamento regionale non chieda al Presidente
  della Regione di venire a riferire via via, passo passo, le cose che
  fa, come utilizza questi poteri di deroga, come utilizza le risorse,
  quali  sono  gli  strumenti  che  ha  messo  in  campo, quali sono i
  risultati   dal   momento   che,  allo  stato  attuale,  non  esiste
  possibilità  alcuna  di controllare gli atti che il Presidente della
  Regione, nella sua qualità di Commissario, va compiendo.
       Io  quindi sono contro qualsiasi articolo che finanzia, che dia
  soldi  al Commissario delegato per l'emergenza idrica da spendere ai
  sensi  dell'articolo 9, comma 1, delle ordinanze che via via si sono
  succedute.
       Non  lo  capisco,  non  lo comprendo, e credo che il Parlamento
  siciliano  dovrebbe  chiedere  più  conto  e ragione di tutto ciò al
  Commissario  delegato, che oggi si chiama Presidente Cuffaro, domani
  si potrà  chiamare anche in un altro modo.
       Non  capisco  l'afasia  del  Parlamento  regionale, non capisco
  perché nessuno parla di queste due questioni.
       Io cerco di fare la mia parte, anche se capisco che è difficile
  con  questo clima e in questa situazione.
       Spero  che  ci sia un minimo di resipiscenza e che si cominci a
  discutere ed entrare nel merito delle questioni.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non faccio
  un lungo intervento perché l'emergenza idrica c'è in Sicilia, tant'è
  che  vari  governo  l'hanno riconosciuta con ordinanze di protezione
  civile che si sono susseguite fino ai giorni nostri.
       Il  motivo per cui si suscitano tante perplessità nell'Aula - e
  noi stessi abbiamo presentato un emendamento soppressivo - è che non
  sono  ben  chiare e sarebbe stato opportuno avere il Commissario per
  l'emergenza  idrica, che è il Presidente della Regione ed è presente
  in  Aula,  per  avere  con  lui un confronto; non sono ben chiare le
  modalità  di  attuazione  delle  norme delle ordinanze di protezione
  civile,  in relazione alle disponibilità finanziarie che si chiedono
  con l'articolo 58.
       Su  tutta questa materia così  come,  per  altro  verso,  sulla
  materia relativa ai rifiuti di cui è commissario il Presidente della
  Regione, ci sarebbe la necessità di  avere  un  confronto  in Aula e
  approfondire la materia, perché siamo  nella  fase di attuazione del
  cuore  delle ordinanze. Sono  stati  già  emessi  provvedimenti  per
  quanto riguarda l'emergenza idrica,  così  come  per quanto riguarda
  l'emergenza rifiuti, per opere  e realizzazioni che comportano degli
  stanziamenti notevoli.
       Sarebbe opportuno,  nel  momento in cui si chiede all'Assemblea
  una disponibilità ulteriore di sessanta miliardi di lire, capire per
  quali finalità, non  in  modo generale, come recita la norma, per le
  finalità dell'articolo 1 o  9  o 7 o 10 e via dicendo, non hanno una
  destinazione precisa.
       Ad un certo punto, si fa  riferimento  ad  un  articolo  di una
  delle tante ordinanze emesse, il  quale  a  sua volta fa riferimento
  all'accordo di programma-quadro  idrico  sottoscritto  nel  mese  di
  ottobre 2001 con il Governo  nazionale  e  con  tutti  i  successivi
  rifacimenti,   modifiche   ed    integrazioni   che   l'accordo   di
  programma-quadro ha subìto successivamente.
       Vorremmo  sapere  di  tutte  quelle  opere  che  sono  comprese
  nell'accordo  di  programma-quadro  quali  sono  quelle  che  con  i
  sessanta miliardi  di cui si chiede la disponibilità, debbono essere
  finanziate perché  non tutte hanno lo stesso carattere di priorità e
  non tutte  risolvono  problemi di carattere emergenziale che gravano
  oggi sulla nostra Regione.
       Era questo il motivo. C'é  poca chiarezza. Si chiedono i soldi,
  oltretutto, si chiedono i fondi della  legge  183 ed anche della 448
  in base alla quale è molto  difficile  che  si possa argomentare che
  siano utilizzabili.
       La legge  448, infatti, era norma della finanziaria del Governo
  Prodi, con  la  quale  venivano  svincolati  i fondi vincolati dello
  Stato, verso  la  Regione  siciliana, purché  con apposita norma, la
  Regione li utilizzasse negli stessi settori di provenienza.
       Il settore idrico, in quale  settore lo dobbiamo intendere? Nel
  settore lavori pubblici, nel settore di  servizi? Io non so bene, se
  questa norma sia stata approfondita e si sia ben riflettuto.
       Se  ci  fosse da parte del  Governo  o  da  qualcuno  dei  suoi
  rappresentanti  qui  presenti,   la  possibilità  di  darci  qualche
  spiegazione, potremmo anche ritirare  il  nostro  emendamento, ma se
  questo  chiarimento  non  arriva,  insistiamo  sull'emendamento  che
  abbiamo presentato.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 58.1 degli onorevoli
  Speziale e Capodicasa. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     SPEZIALE  Chiedo la verifica del numero legale.

                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE    Essendo   la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.

     BURGARETTA APARO, segretario. (Procede all'appello)

     PRESIDENTE  Sospendo la seduta.

      (La seduta, sospesa alle ore 23.12, è ripresa alle ore 23.24)

       La seduta è ripresa.

               RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

                 Presenti...... 37

       Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.
       La seduta è rinviata  a  domani, venerdì 13 dicembre 2002, alle
  ore 10.30,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

     N. 187 - Impegno   del  Governo  ad  assumere  le  iniziative
              necessarie per l'avviamento al lavoro dei lavoratori
              forestali.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - a   seguito   delle   disposizioni  dell'Assessorato
              regionale   agricoltura   e  foreste,  l'Ispettorato
              dipartimentale  delle  foreste ha avanzato richieste
              di avviamento al lavoro che:

              a) consentiranno   ai   lavoratori   inseriti  nelle
                 graduatorie di espletare le 51 giornate lavorati-
                 ve, permettendo  loro di ultimare le 101 o le 151
                 giornate previste nell'anno solare;

              b) garantiranno  sole  le  6  giornate lavorative ai
                 lavoratori  fuori  graduatoria  (cinquantunisti),
                 precludendo  loro  di  raggiungere le 51 giornate
                 entro l'anno solare qualora non verranno reperite
                 le risorse finanziarie occorrenti;

              c) escluderanno   totalmente   dall'avviamento  alle
                 attività forestali i lavoratori di cui alla legge
                 n.  83 del 1970;

            CONSIDERATO che:

            - le  attività  dei lavoratori forestali costituiscono
              l'unica fonte di reddito per molte famiglie;

            RITENUTO che:

            - i  provvedimenti  adottati  stanno  alla  base delle
              suddette    richieste   di   avviamento   effettuate
              dall'Ispettorato dipartimentale delle foreste;

            - appare opportuno un tempestivo intervento finalizza-
              to  a  dare  la necessaria copertura finanziaria per
              garantire  i livelli occupazionali degli anni prece-
              denti;

            - il  perdurare di tale situazione d'incertezza deter-
              mina un clima di tensione e di diffuso disagio tra i
              braccianti  agricoli  e,  in particolare, tra quelli
              che  operano  nei comuni del calatino, i quali hanno
              già  inviato diversi ordini del giorno approvati dai
              rispettivi Consigli comunali,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - all'impinguamento dei fondi necessari all'avvio dei
              lavoratori forestali, iscritti e non nelle graduato-
              rie, nonchè  di  quelli di cui alla legge n.  83 del
              1970,  che  consenta  di garantire l'avviamento alle
              attività  forestali  dei  suddetti  lavoratori  come
              negli anni precedenti;

              - a valorizzare le risorse ambientali e naturalisti-
              che  della  Sicilia,  utilizzando i fondi europei ed
              impiegando i lavoratori forestali che uscirebbero in
              tal   modo   definitivamente  da  questa  situazione
              precaria  ed  incerta nella quale si trovano attual-
              mente.

            (11 dicembre 2002)

                                         BARBAGALLO - GENOVESE -
                                         GURRIERI - TUMINO -
                                         VITRANO - ZANGARA

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

        -"Norme finanziarie urgenti  -  Variazioni  al  bilancio della
          Regione siciliana per  l'anno  finanziario  2002  -  Seconda
          misura salva deficit" (n. 527/A) (Seguito)

          Relatore: On. Riccardo Savona.

     IV - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

      V - ELEZIONE  DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E  MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

     VI - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI  UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE DI  NOVE  COMPONENTI  DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  SEI  COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE  DI  CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE  DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVII - ELEZIONE  DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE  DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 23.35.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.30)