Presidenza del presidente Lo Porto
(La seduta, sospesa alle ore 10,54, è ripresa alle ore 12,40)
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
MISSIONE
PRESIDENTE Comunico che, per ragioni del suo ufficio, l'
onorevole Lo Monte è in missione dal 19 dicembre 2002 al 7 gennaio
2003.
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni parlamentari per il periodo 11 - 18 dicembre 2002:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione dell'11.12.02: LEANZA E.-MICCICHE'-BARBAGALLO-CRISAFULLI
LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 18.12.02: SAVONA-CINTOLA-GENOVESE-LEANZA V.- MANCUSO
Sostituzioni
Riunione del 18.12.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 18.12.02: GAROFALO - INCARDONA - GALLETTI
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 953 - Interventi per la realizzazione di un aeroporto
nel territorio siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Vicari Simona;
N. 955 - Motivi della mancata applicazione, nella Regione
siciliana, della disposizione prevista dal comma 4 bis
dell'art. 13 della Legge n. 178 del 2002 a favore delle
aziende agricole colpite dalla eccezionale siccità degli
anni 2000, 2001 e 2002.
- Assessore Agricoltura
Firmatari:
Villari Giovanni; Barbagallo Giovanni; Liotta Santo; Raiti
Salvatore; Spampinato Giuseppe;
N. 956 - Provvedimenti per il rapido ripristino delle
condizioni dell'asse di collegamento Castelvetrano-Sciacca.
- Presidente Regione
Firmatario: Manzullo Giovanni;
N. 957 - Interventi di recupero ambientale del territorio
dei comuni di S. Filippo del Mela e Milazzo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Industria
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Formica Santi.
- Con richiesta di risposta scritta:
N. 948 - Notizie sul futuro dello stabilimento Keller di
Palermo e sulle garanzie per i suoi lavoratori.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;
N. 949 - Verifica delle scelte amministrative compiute in
seno al Consorzio di Bonifica 9 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Liotta Santo;
N. 950 - Notizie sulla destituzione di alcuni dirigenti
veterinari dell'Azienda USL n. 6 di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Vitrano Gaspare; Gurrieri Sebastiano;
N. 951 - Rimedi alla carenza degli edifici scolastici nel
Comune di Maniace.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Ioppolo Giovanni;
N. 952 - Applicazione del disposto della legge 14 febbraio
1992, n. 185, limitatamente alle tipologie di interventi non
disciplinati dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, in
materia di interventi a favore degli agricoltori danneggiati
da calamità naturali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Basile Giuseppe
N. 954 - Interventi per la realizzazione di un aeroporto
nel territorio siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Vicari Simona.
PRESIDENTE Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo, nella
riunione tenutasi il 18 dicembre 2002, ha indicato il seguente
programma dei lavori delle Commissioni e dell'Aula per la sessione
di bilancio:
- le Commissioni di merito sono autorizzate a riunirsi per
l'esame congiunto dei disegni di legge finanziaria e di bilancio,
per le parti di rispettiva competenza, dal 7 all'11 gennaio 2003;
- la Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi per l'esame
generale congiunto dei disegni di legge finanziaria e di bilancio,
dal 13 al 18 gennaio 2003;
- l'Aula terrà seduta per l'esame dei suddetti disegni di legge
a decorrere dal 21 gennaio 2003. Nel caso in cui a quella data le
Commissioni non dovessero avere esaurito il loro compito, nella
seduta del 21 gennaio si procederà all'esame e alla conseguente
approvazione del disegno di legge di esercizio provvisorio del
bilancio della Regione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, della mozione n. 189 "Iniziative per
la realizzazione delle infrastrutture essenziali a Montevago (TP)",
degli onorevoli Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè
Calogero; Morinello Salvatore.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il terremoto del 15 febbraio 1968 ha devastato la
zona del Belice e il Comune di Montevago è quello
che ha pagato il più alto tributo di vite umane
dell'intera Valle;
- dopo aver vissuto ventiquattro anni nelle
baraccopoli, da dieci anni la popolazione è
costretta a vivere in un gigantesco pantano che
interessa tutto il quartiere dell'ex baraccopoli;
CONSIDERATO che:
- nel 1990 furono appaltati ad un consorzio di imprese
dal Provveditorato delle opere pubbliche di Palermo
i lavori di parte dell'urbanizzazione di Montevago;
- i lavori di urbanizzazione furono affidati ad un
consorzio di imprese, guidato dalla ditta
Edicostruzioni di Roma;
- contemporaneamente furono assegnati i lotti ed
approvati i relativi progetti per la ricostruzione
delle case;
- nel 1994 uno degli imprenditori della ditta
appaltatrice fu accusato per mafia e da parte della
magistratura furono bloccati i lavori e chiusi i
cantieri;
PRESO ATTO del fatto che:
- nonostante l'imprenditore accusato sia stato
assolto, le opere di urbanizzazione sono rimaste
incomplete ed abbandonate per diverso tempo e i
cittadini sono stati abbandonati e costretti a
vivere in condizione igieniche malsane;
- nell'ex baraccopoli i montevaghesi hanno ricostruito
le loro case ma, da dieci anni le opere di
urbanizzazione attendono di essere completate;
- in quest'area manca tutto, le strade,
l'illuminazione e la rete fognaria;
RITENUTO che:
- il dramma di chi, ha vissuto la tragedia a causa
degli eventi naturali è stato aggravato da pastoie
burocratiche di ogni tipo;
- le condizioni in cui vivono oggi i montevaghesi
rappresentano una vergogna per tutta la classe
politica italiana che è ancora incapace di dare
risposte concrete e risolvere la vergognosa
situazione;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Ministro delle infrastrut-
ture e dei trasporti perchè si realizzino tutte le
infrastrutture indispensabili a garantire ai monte-
vaghesi la possibilità di vivere in condizioni
dignitose e siano realizzate e completate tutte le
opere preventivate per l'opera di ricostruzione del
paese." (189)
RAITI - FERRO
MICCICHE' - MORINELLO
PRESIDENTE Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
e finanziaria.
Presidenza del presidente Lo Porto
RINVIO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO
- FINANZIARIA PER GLI ANNI 2003-2006
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno
"Discussione del documento di programmazione economico-finanziaria
per gli anni 2003-2006".
Invito la II Commissione "Bilancio " a prendere posto
nell apposito banco.
SAVONA vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'articolo 73 bis.1 del Regolamento interno
prevede al comma 1 che gli atti di programmazione
economico-finanziaria vengano discussi in Aula sulla base di una
relazione della Commissione Bilancio e di eventuali relazioni di
minoranza. In effetti, la Commissione Bilancio, pur avendo dedicato
all'argomento un certo numero di sedute, non ha concluso i suoi
lavori e dunque non ha autorizzato una relazione.
Il Regolamento interno prevede comunque che tali atti vengano
iscritti all'ordine del giorno dell'Aula per essere discussi entro
termini precisi e dunque la Presidenza ha opportunamente
calendarizzato la discussione. Resta il fatto (che ha valenza
politica e procedurale) della mancata definizione dell'esame in
Commissione. E resta in tutta la sua evidenza il limite di una
discussione che ha un suo significato rilevante se svolta nella sua
collocazione naturale: l'avvio della fase infragovernativa di
definizione dei documenti finanziari rispetto alla quale il
Parlamento formula indirizzi ed obiettivi; che perde ogni valenza
nel momento in cui tali documenti sono definiti e disponibili.
Del resto, perché mai la discussione dovrebbe appassionarsi
sul quadro finanziario programmatico quando è già definito l'insieme
degli strumenti giuridici e di bilancio attraverso i quali il
Governo intende attuare quegli indirizzi? Nella migliore delle
ipotesi si potrà svolgere una sorta di discussione anticipata sulla
manovra depositata. Ma non è questo lo spirito per il quale lo
strumento del DPEF è stato introdotto nel nostro ordinamento.
Dunque, non la relazione io sono chiamato a rendere ma debbo
testimoniare un disagio che è di tutta la Commissione e manifestare
l'auspicio che si possa recuperare, a partire dal prossimo anno, una
corretta scansione nell'esame di tali documenti essendo, in questo
caso, il calendario aspetto sostanziale della discussione stessa.
PRESIDENTE Onorevole Savona, prendo atto di quanto lei ci ha
riferito. Comunque il problema è applicare il comma 4 dell'articolo
73 bis.1 del Regolamento come, appunto, mi accingo a fare dopo aver
ascoltato l'opinione e, se possibile, anche il merito relativamente
al documento da parte del Governo. Ringrazio l'assessore Granata
per essere presente, con una funzione rappresentativa qualificata,
ma per riferire sul documento finanziario occorre la presenza del
Presidente della Regione o dell'assessore per il bilancio. Onorevole
Granata, lei ha notizie in merito?
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Ho notizie che l'assessore per il bilancio sta
per arrivare in Aula.
(Entra in Aula l'onorevole Pagano, assessore per il bilancio e le
finanze)
PRESIDENTE Assessore Pagano, abbiamo dato avvio alla discussione
sul Documento di programmazione economico - finanziaria. Il
relatore, vicepresidente delle Commissione Bilancio, ci ha indicato
le difficoltà incontrate dalla Commissione nell'esaminare il testo;
sicché, ai sensi del comma 4 dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento,
l'Assemblea, trascorsi i venti giorni previsti dal Regolamento
stesso, è nel pieno titolo per affrontare il documento.
Chiedo la sua opinione, e dichiaro aperta la discussione
sul Documento di programmazione economico-finanziaria.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, lo scenario entro cui è stata
collocata l'analisi dell'economia siciliana contenuta nel Documento
di programmazione economico-finanziaria approvato dalla Giunta
regionale ha subìto, come è noto, un peggioramento.
Infatti mentre le previsioni degli istituti internazionali
elaborate nel mese di aprile 2002 erano state più favorevoli di
quelle formulate...
SPEZIALE Onorevole assessore, lei sta svolgendo la relazione di
merito al DPEF senza tenere conto di ciò che ha appena detto
l'onorevole Savona, relatore della Commissione Bilancio.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo scusa
per il mio ritardo ....
PRESIDENTE Onorevole Assessore, lei è autorizzato a riprendere
la parola tenendo presente che da parte del Presidente della
Commissione Bilancio è stato detto che la commissione non ha potuto
operare; pertanto, utilizziamo il termine di venti giorni previsti
dal nostro Regolamento. Se nel corso della sua relazione ci vuole
indicare le conseguenze e, se crede, le ragioni di tale evento,
avremo corrisposto alla richiesta dell'onorevole Speziale.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, al di là di quella che è stata l'interruzione, ritengo
che invece la chiave di lettura debba essere vista esattamente
all'interno di una situazione che è nota, che è stata spiegata a
tutti i livelli, anche in maniera informale durante il dibattito
della legge di variazioni in Commissione Bilancio.
Il Documento di programmazione economico-finanziaria ha subìto
indubbiamente una modifica: il fatto stesso che il Governo abbia
presentato la legge di bilancio e la finanziaria in ritardo rispetto
ai canonici tempi ne è la dimostrazione classica.
Tuttavia, il fatto che ci sia stato questo peggioramento e
questo cambiamento però ha intaccato relativamente poco, nel senso
che il quadro macroeconomico che avevamo previsto già durante
l'approvazione del Documento avvenuta il 24 luglio, di fatto, non è
stato modificato in maniera straordinaria ed è la controprova che
certamente, da un punto di vista sostanziale, avevamo operato in
maniera positiva.
Se quello che è stato detto - che però non ho avuto la
possibilità di ascoltare - da parte del Presidente della
Commissione è in linea con quanto però informalmente già si è detto
nei giorni precedenti, e trova riscontro nel fatto che oggi si possa
articolare un ragionamento che si è aperto, e quindi anche su quello
che non è stato oggetto di discussione in Commissione, non ci sono
difficoltà da parte del Governo ad un riscontro e ad un confronto
nella seduta odierna.
Quindi, se questo da un punto di vista procedurale può essere
utile, sarei dell'avviso, onorevole Presidente, di continuare nella
mia prolusione così come avevo iniziato prima. Se, invece, ci
dovessero essere osservazioni, il Governo si adegua tranquillamente
alla volontà dell'Assemblea. In tal senso, è pronto anche ad operare
una modifica in corso d'opera.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, lei ha giustamente sollevato un
problema di ordine regolamentare perché noi affrontiamo, o dovremmo
affrontare, il Documento di programmazione economico-finanziaria
senza che la Commissione di merito abbia espresso il parere di
competenza. E non lo ha espresso perché non si è riunita o perché è
stata disattenta rispetto alla questione. Infatti, come lei ben sa,
ho inviato una lettera e alla Presidenza ed al presidente della
Commissione, onorevole Croce, subito dopo la presentazione del
Documento di programmazione economico - finanziaria in cui facevo
rilevare che tutte le previsioni, le stime ed il quadro
macroeconomico di riferimento del Documento stesso, ormai erano
tutte superate abbondantemente dalla situazione economica.
Porto un esempio: la previsione di crescita prevista dal DPEF
era per il 2003 del 2,3 per cento. Tutti gli indicatori dicono, in
questo momento, che la previsione di crescita in Sicilia sarà la più
bassa degli ultimi 50 anni: noi avremo una previsione di crescita
dello 0,3 per cento per l'anno prossimo, uniformandoci, per la prima
volta, a quella nazionale.
Ora, la ragione per cui la Commissione Bilancio non ha
proseguito nell'esame consiste nel fatto che è stata chiesta al
Governo una integrazione rispetto alle previsioni e stime
originarie.
Il Governo, fino a stamattina, non ha mandato alcun testo
integrativo. Pertanto, non mi pare che l'Assemblea sia nelle
condizioni di avere un quadro completo del documento finanziario, in
quanto, pur essendo - per riconoscimento stesso del Governo - il
Documento di programmazione economico - finanziaria approvato dalla
Giunta nei tempi previsti dalla legge, prima del 30 luglio, risulta
comunque superato sia nel Quadro di riferimento macroeconomico, sia
nelle previsioni e nelle stime di crescita.
Pertanto, onorevole Presidente dell'Assemblea, io mi permetto
di sollevare l'esigenza che il Governo, intanto, ottemperi alla
integrazione del Documento, così come richiesto dalla Commissione
Bilancio; la Commissione Bilancio si riunisca per esprimere le
proprie valutazioni, essendo il Documento di programmazione
economico - finanziaria importantissimo nella formazione e del
bilancio e della finanziaria.
Inviterei quindi il Parlamento ad evitare di dare un senso
soltanto di approvazione rituale, perché è una questione
fondamentale che attiene al tasso di crescita, alle modalità di
intervento, agli obiettivi che saranno finalizzati. Tutto parte da
lì; se noi lo affrontiamo in modo rituale, ovviamente non
assolveremo fino in fondo al nostro compito.
Pertanto, signor Presidente, la invito a chiedere al Governo,
anzi la mia richiesta va in tal senso, una integrazione al Documento
da trasmettere alla Commissione Bilancio. Così, dopo le festività
natalizie, potremo procedere all'approvazione del Documento di
previsione economico - finanziaria, come integrato dal Governo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi è una precisa richiesta
dell'onorevole Speziale che coinvolge sia la Commissione di merito
sia il Governo. Altri intendono intervenire su tale richiesta?
SPEZIALE Signor Presidente, formulo la mia richiesta a nome di
tutto il centrosinistra.
PRESIDENTE In mancanza di altri interventi, do la parola al
Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, capisco le osservazioni
dell'onorevole Speziale; però, evidentemente, sono stato poco felice
nella spiegazione, sia pure molto succinta, che ho avuto modo di
dare poc'anzi.
Il Governo, di fatto, ad oggi non è nelle condizioni di
presentare - ovviamente dopo opportuno commento da parte del
sottoscritto - le note di variazione, le quali non stravolgono
comunque l'impianto precedente. Lo ripeto: noi siamo stati
volutamente prudenti nell'impostazione che è stata data al DPEF
approvato il 24 luglio; di conseguenza, le modifiche che il quadro
economico complessivo ha avuto modo di manifestare dal mese di
luglio in poi, dal mese di agosto in poi, di fatto non ci hanno
preso in contropiede, non hanno avuto modo di modificare in maniera
straordinaria l'impianto complessivo.
Pertanto, oggi sono tranquillamente in grado di dimostrare che
è una modifica, almeno dal punto di vista macroeconomico, certamente
non radicale rispetto a quello che era l'impianto originario. E mi
si consenta di dire che ciò è anche un merito del Governo.
Da questo punto di vista, il fatto stesso che non ci sia stata
l'opportunità di discuterne in Commissione Bilancio mi può
addolorare, perché abbiamo avuto modo di approvare delle leggi
importanti, significative per la complessità e significative anche
per la manovra che abbiamo avuto modo di apprezzare.
Tuttavia, il Governo, in quanto tale, a parte il dispiacere che
può avere nel caso specifico, non può bloccare la propria attività.
Siccome ho spiegato che sono pochissime le modifiche da apportare,
siamo a disposizione per un confronto "de visu" e in tempo reale già
oggi. Pertanto, il Governo insiste nel chiedere che oggi avvenga la
discussione, attraverso la lettura e il commento delle note di
variazione ed il quadro complessivo del quadriennio 2003-2006.
Se ciò può essere apprezzato dall'Aula nel suo complesso, non
ho alcuna difficoltà a riprendere la discussione che avevo iniziato
e dare spiegazione delle lievi modifiche intervenute dal 24 luglio
ad oggi.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'intervento del rappresentante del Governo sia stato estremamente
esplicativo, anche se è un po' paradossale la seduta odierna:
infatti il Documento di programmazione economico - finanziaria - e
questo è un invito che rivolgo anche all'onorevole Speziale, il
quale pone delle questioni assolutamente degne di merito - nel
momento in cui l'Assemblea regionale ha recepito la legge
finanziaria e la legge di bilancio, di fatto il DPEF è già integrato
perchè viene trascritto all'interno dei predetti documenti
finanziari. Quindi, di fatto, occorre andare a leggere quei
documenti.
La verità è un'altra. Io ripropongo sempre lo stesso tema: i
tempi. I tempi che non sono soltanto quelli del Governo, riguardano
tutti noi. Ancora una volta, infatti, questa mattina l'Aula,
convocata per le ore 10, ha iniziato i propri lavori con due ore e
mezzo di ritardo.
Se tutti ci abituassimo a rispettare i tempi, allora il DPEF
avrebbe senso. Ha senso nel momento in cui questa Aula, questa
Assemblea esprime il suo parere entro la fine del mese di luglio.
Infatti l'indirizzo, che comunque abbiamo il dovere e il diritto di
dare a quel documento, è propedeutico per il Governo per predisporre
la finanziaria e il bilancio.
Ma oggi, che quel documento già c'è, e ne abbiamo già preso
atto (perchè non è stato respinto, è stato accolto dall'Assemblea
regionale),nel momento in cui c'è, tutto il resto è da considerarsi
superato. Se integrazioni dovevano essere fatte, sono state fatte;
e sono state fatte nella legge finanziaria e nella legge di
bilancio. Si trovano già lì Che cosa stiamo discutendo, dunque
Stiamo discutendo del DPEF? No. Un minimo di dignità diamocela
Questo è un passaggio formale dovuto. Sbrighiamoci, evitiamo di
andare oltre. Perchè non solo ridiamo noi - anche se a denti
stretti - ma rischiamo di fare ridere quelli che stanno fuori da
questo Palazzo.
Pertanto, signor Presidente, colgo l'occasione per rivolgere
gli auguri a lei, all'Ufficio di Presidenza e a tutti i funzionari,
auspicando, però, che veramente dal 2003 si possa ritornare ad avere
certezza dei tempi. Il rispetto dei tempi fa sì che tutto venga
rimesso nel suo dovuto ordine; l' incertezza crea invece anche
queste situazioni al limite del paradosso.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho
apprezzato l'aria di sufficienza con la quale l'Assessore per il
bilancio ha dichiarato "sì, siamo addolorati perchè la Commissione
Bilancio non ne ha discusso.." Un'aria di sufficienza verso le
istituzioni di questo Parlamento.
Mi rendo conto che ormai ci si avvia a forme di Governo
extraparlamentari - noi non le condividiamo -, ma questo
atteggiamento è davvero intollerabile. Tra l'altro, non è la prima
volta che si dimostra tutto ciò
Poi il Governo aggiunge: "Le note di variazioni al DPEF le
abbiamo già pronte, però che volete? Inutile discutere, ormai siamo
qui e andiamo avanti." Tanto - poi ci spiega l'onorevole Acierno,
che debbo dire in Conferenza dei Capigruppo evita di fare il
guardiano ringhioso del Governo, ma in Aula non sa resistere a
questa tentazione - ormai le note di variazioni al DPEF sono già
scritte dentro la finanziaria, che problema c'è? Andiamo avanti.
E noi cosa siamo qui? Chi facciamo ridere? Facciamo piangere
con questo rapporto tra Governo ed istituzioni E siete offensivi
anche verso le dichiarazioni del Presidente della Commissione, che
credo abbia consegnato all'inizio dei lavori in quest' Aula una
riflessione sul rapporto tra il Parlamento e il Governo su materie
così delicate.
Io mi rendo conto che a voi non importa molto del DPEF: andava
fatto a luglio, siamo ormai a Natale, che problema c'è? Tanto poi
nella finanziaria il quadro di riferimento per inserire un po' di
'zozzagini' clientelari è indipendente dalla discussione e dal
rapporto tra Parlamento e Governo
Inviterei il Presidente dell'Assemblea regionale, invece, a far
rispettare il rapporto tra Governo e Parlamento; ci sono delle note
di variazioni al DPEF che noi prendiamo sul serio, non le trattiamo
con sufficienza. Queste note devono andare in Commissione Bilancio
e, se modificano anche solo di una virgola o di un punto la
finanziaria già depositata in Assemblea, questo lo deve fare
innanzitutto la Commissione Bilancio, se no si approva il DPEF così
come è, quello che è in questo momento in Aula senza che sia passato
formalmente dalla Commissione Bilancio.
Ma, ripeto, se il Governo, accogliendo l'esigenza posta
dall'onorevole Speziale, dice di dovere modificare il Documento di
programmazione economico - finanziaria al punto tale da far
dichiarare qui all'Assessore per il bilancio di avere già pronte le
note di variazioni, allora il Presidente dell'Assemblea faccia
rispettare il ruolo del Parlamento e trasmetta le note di variazioni
alla Commissione Bilancio.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha
facoltà.
ORTISI Gli onorevoli assessori mi scuseranno se non mi rivolgo a
loro ma esclusivamente al Presidente dell'Assemblea. Signor
Presidente, le esperienze che abbiamo maturato, come deputati di
centrodestra e di centrosinistra durante questi mesi, preconizzano
un futuro che nessuno di noi, penso, si augura: lo svuotamento
totale dell' essenza del Parlamento.
Allora nessuna meraviglia se qualche collega scambia questa
tribuna per un palco di tipo elettorale perché, se non possiamo
svolgere il ruolo che ci è affidato, è inevitabile che negli
interventi si vada al di là del ruolo medesimo e si scantoni con
tutto quello che di pericoloso - dal punto di vista istituzionale ma
anche dei rapporti fra i gruppi politici - ciò comporta.
L'ennesimo vulnus è quello che sta succedendo adesso. Io mi
ritrovo al terzo punto dell'ordine del giorno "Discussione del
Documento di programmazione economico - finanziaria per gli anni
2003-2006"; ho qui un 'malloppo' che da cireneo mi sono letto,
facendomi qualche risata naturalmente, perché le previsioni sono
superate da quanto è avvenuto: dal quadro macroeconomico a quello
che il Governo si ripromette, nel documento, di realizzare come
conseguenza della situazione economico-finanziaria; ma anche, se non
soprattutto, di quello che vuole fare.
Se avete letto con attenzione le parti centrali del Documento
stesso, vi sarete accorti che molte cose non si sono realizzate o si
sono realizzate cose opposte rispetto a quanto era scritto. Ma ciò è
avvenuto perché appartiene - e mi si consentirà il giudizio politico
- alla estemporaneità dell'azione di Governo, il quale non ha una
filosofia di fondo.
Ma voi dovete consentire, - a parte i tempi, onorevole Acierno,
nel merito - all'ultimo dei deputati, che sono io, di leggere quello
che l'assessore oggi in linea diretta pretende che noi apprendiamo
(anche quelli come me tardivi a comprendere) e lo studiamo e
assumiamo atteggiamenti conseguenziali. O ci volete togliere anche
questo diritto-dovere del parlamentare? Nessuno poi si lamenti se
quest' Aula diventa altro rispetto all'Aula parlamentare che noi
pensiamo sia E, in ogni caso, in definitiva, chiederò ai colleghi
del centrosinistra di abbandonare l'Aula se vi radicalizzate su
questo
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che noi oggi
siamo invitati qui a discutere é il Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2003 - 2006. Ho ascoltato gli
interventi che mi hanno preceduto; vi é stata una richiesta, credo
legittima, da parte dell'onorevole Speziale, di un approfondimento
del documento. Documento che, per stessa ammissione dell'assessore
per il bilancio, rischia di essere inattuale rispetto alle questioni
poste all'attenzione dell'Aula.
E, relativamente a questo, mi permetto di fare un esempio
concretissimo su una questione, sollevata nei giorni scorsi dal
nostro Gruppo parlamentare, che riguarda il tema dell'emergenza
rifiuti, in cui il Presidente della Regione ha definito la nostra
presa di posizione un problema di cavilli giuridici.
Ma il tema vero é che il Presidente della Regione non ha
risposto ad un'osservazione e ad un'obiezione che potrebbe divenire
negli anni anche inquietante per le casse della Regione siciliana e,
cioé, il fatto che noi siamo in presenza di un Commissario per
l'emergenza rifiuti, con un'ordinanza della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, di cui il Presidente della Regione é esattamente la
stessa figura. E questa ordinanza, da sentenze del Tar Lazio, Tar
Sicilia e Consiglio di Giustizia amministrativa, é stata caducata in
termini di nomina, di esistenza del commissariamento della Regione
siciliana per l'emergenza rifiuti.
Questo piano, a pagine 61 e 62, prevede l'utilizzazione di
ingenti risorse che la Comunità europea dovrebbe destinare alla
Sicilia per il superamento dell'emergenza rifiuti. Poichè ciascuno
di noi sa anche come si agisce in Europa, é legittimo prevedere,
rispetto ad un'ordinanza ormai non più in vigore, che la Comunità
europea possa anche aprire una procedura di infrazione nei confronti
della Regione siciliana, chiedendo un risarcimento e un rimborso che
ad essa sono destinate.
Questo lo dico perché un documento di programmazione
economico-finanziaria non può non tenere conto di un tema che é
stato posto - poi qualcuno ci dimostrerà giuridicamente che il tema
é errato o mal posto - ma noi non ci accontentiamo, ovviamente,
soltanto delle dichiarazioni rassicuranti del Presidente della
Regione che dice: "Ho un'ordinanza che mi guida a fare il
commissario" non tenendo conto che ci sono state ben tre sentenze
tra cui quella del Tar del Lazio che, invece, assolutamente ha
caducato la presenza del commissario.
Quindi, non fosse altro che per questa ragione, credo che una
maggiore possibilità di riflessione e di confronto in Commissione
Bilancio, nelle prossime giornate, possa consentirci di approvare,
tutti quanti come Parlamento, con consapevolezza, un documento così
importante come questo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riserva
esposta dall'onorevole Speziale sulla competenza della seconda
Commissione riguardo all'esame della nota di variazioni al DPEF
potrebbe essere - se i colleghi concordano, ma soprattutto se la
Presidenza intende consentirlo - ugualmente soddisfatta. Infatti
l'assessore ha chiarito che nella sostanza le variazioni non
stravolgono, non modificano e sono comunque riassorbite nella legge
finanziaria; tuttavia potrebbero essere ricondotte positivamente ad
un rispetto sia del lavoro dell'Aula che del lavoro della
Commissione. Si potrebbe cioè interrompere per il tempo necessario
il lavoro d'Aula, riunire subito la seconda Commissione per
apprezzare l'integrazione e ritornare in Aula, successivamente, per
l'approvazione dell'ordine del giorno relativo alla presa d'atto del
DPEF.
Questa potrebbe essere una soluzione per uscire dall'impasse e
per evitare ulteriori ritardi che, come il collega Acierno
opportunamente sottolineava, farebbero perdere tempo non soltanto
alla maggioranza ma a tutte le forze presenti in Aula e soprattutto
ai siciliani, dato che stiamo discutendo della finanziaria e di ciò
che attiene allo sviluppo della nostra regione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ho preso atto delle numerose
richieste che mi sono pervenute e del diretto invito rivoltomi,
soprattutto dagli onorevoli Ortisi, Forgione, Speziale e Leontini,
di assumere le mie responsabilità.
Obiettivamente il dato esiste, esiste perché lo ha ammesso
l'onorevole Savona, facente funzione di presidente della Commissione
Bilancio, ed anche perchè lo ha dichiarato lo stesso Governo.
In presenza però di una dichiarazione del Governo intorno alla
quale tutto gravita (e cioè che il Governo è già in possesso delle
variazioni al documento) e ostando quindi alla discussione del
medesimo solamente il mancato passaggio in Commissione Bilancio, io
vorrei sospendere per qualche minuto la seduta e fare una
velocissima consultazione informale dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per consentire all'Aula di lavorare su un documento
filtrato, dopo il doveroso passaggio istruttorio in Commissione
Bilancio.
Non sorgendo osservazioni, in ossequio alle esigenze ed alle
richieste che mi sono state rivolte, sospendo dunque la seduta per
dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.17, è ripresa alle ore 13.42)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, d'intesa con il Governo ed i presidenti dei
Gruppi parlamentari comunico che si è pervenuti alla decisione che
la Commissione "Bilancio" esaminerà le variazioni intervenute al
DPEF nella riunione convocata per l'8 gennaio prossimo.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, il punto III dell'ordine
del giorno "Discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2003-2006", è rinviato alla
seduta del 21 gennaio 2003.
Presidenza del presidente Lo Porto
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE RELATIVAMENTE ALLA
VICENDA RIGUARDANTE L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TERRITORIO E
L'AMBIENTE
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
"Comunicazioni del Presidente della Regione relativamente alla
vicenda riguardante l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente".
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, sono ben contento di potere prendere la parola oggi in
quest'Aula non solo perché torniamo nella sede storica e autorevole
del Parlamento e non solo per portare a conoscenza dell'Assemblea
regionale siciliana le decisioni che ho assunto a seguito delle
vicende che interessano un componente della Giunta di Governo che
presiedo, l'onorevole Bartolo Pellegrino, ma anche per potere
illustrare, compiutamente, il pensiero e il giudizio del Governo su
un tema così delicato com'è quello della legalità e della
trasparenza, sollevato dalla questione che oggi, qui, ci vede
impegnati.
Desidero subito entrare nel vivo affermando, senza infingimenti
o luoghi retorici, che legalità e trasparenza sono un patrimonio
costitutivo e irrinunciabile di questo Governo e della maggioranza
che lo sostiene, ma vorrei dire di tutto il Parlamento , quindi,
anche delle minoranze. Mi spiace, perciò, dover deludere quanti si
attardano ancora a ritenere, in buona o cattiva fede, che la lotta
alla legalità sia monopolio ideale soltanto di una parte o di alcune
parti politiche.
Su questo versante non possono esistere divisioni della
politica e chi le fomenta, spinto da interessi di schieramento,
rischia, oggettivamente, di indebolire l'azione di contrasto alla
illegalità.
In questa sede voglio, anzi, ribadire con forza la più ferma
condanna per l'episodio accaduto ieri allo Stadio di Palermo che
offende la Sicilia e offende anche i siciliani. Proprio i siciliani
attendono, sì, maggiore attenzione da parte del Governo nazionale,
ma non certo nella direzione auspicata dagli autori di un gesto
tanto scellerato ed esecrabile.
Una parzialità di valutazione sulla qualità dell'azione di
contrasto a tale genere di comportamenti deriva, certamente, dalla
scarsa chiarezza che in genere si attribuisce ai termini che ho
appena citato: legalità e trasparenza.
Non sono assolutamente disposto ad unirmi al coro di quanti, in
questi anni, hanno ritenuto di doverli superficialmente identificare
con il giustizialismo. Questo errore di prospettiva non rende
ragione, infatti, né della corretta tutela delle garanzie giuridiche
cui ogni cittadino ha diritto, né del corretto rapporto tra
attività proprie della magistratura e eventuali ricadute che tale
attività può avere sul piano politico quando, come in questa
circostanza, è coinvolto un esponente di Governo.
Intendo qui riferirmi, con grande concretezza, ad una accezione
di legalità e trasparenza, forse meno appariscente e meritevole di
rilievo giornalistico, ma più necessaria ed indispensabile: quella
fatta di quotidiana attività politica ed amministrativa volta al
raggiungimento degli scopi di interesse pubblico prefissati
attraverso azioni di buon governo, di efficienza, di rapidità nella
spesa, di snellimento burocratico, di chiarezza dell'iter
burocratico di ogni attività amministrativa. Senza nulla togliere ai
compiti della magistratura bisogna, però, riconoscere che c'è in
giro troppa voglia di sostituirsi ad essa, con rapidi ed
inappellabili giudizi morali che il circuito mediatico, con in testa
la TV, porta nelle nostre case applicandole ad ogni tipologia di
reato, finendo talvolta con il mettere in difficoltà l'operato della
stessa magistratura inquirente.
E', invece, certamente a tutti voi ben presente quanto la
legge (la n. 97 del 2001) ha voluto specificamente prevedere,
individuando le ipotesi in cui, a fronte di casi di coinvolgimento
di esponenti politici in procedimenti giudiziari, si determinano le
condizioni per una interruzione della loro responsabilità
amministrativa.
Ma oggi non ci troviamo di fronte a questa ipotesi, bensì di
fronte ad un atto di sensibilità che l'assessore Pellegrino ha
voluto porre in essere, senza esserne giuridicamente obbligato. Ho
deciso di accogliere tale sua volontà per favorire la sua libera
iniziativa nel porre in essere tutte le azioni che riterrà utili per
dimostrare l'estraneità ai fatti contestati e per mettere al riparo
l'azione del Governo da polemiche strumentali, evitando intralci
alla sua iniziativa e alla sua azione politica ed amministrativa.
In base a queste valutazioni ritengo, pertanto, che occorra
esprimere apprezzamento per la decisione liberamente assunta
dall'assessore Pellegrino di autosospendersi dalla responsabilità
politica ed amministrativa che ricopre nella Giunta di Governo.
Conseguentemente ho già provveduto ad assumere l'interim
dell'Assessorato del Territorio e Ambiente.
Tale scelta permarrà per il tempo necessario ad acquisire più
compiuti elementi di conoscenza e di configurazione dei fatti così
per come gli stessi scaturiranno dall'esame delle carte e
dall'azione della magistratura. Colgo, anzi, l'occasione per
ribadire la piena fiducia nell'azione della medesima, alla quale -
voglio ricordare - spetta l'ultimo giudizio sull'accertamento delle
responsabilità che sono contestate all'assessore Pellegrino.
L'odierna circostanza mi consente di ribadire la mia posizione
nei confronti del rispetto delle garanzie processuali, che non
è certamente nè di circostanza, nè di parte. La garanzia a tutela
dei cittadini, anche di coloro che fossero coinvolti in procedimenti
giudiziari, va infatti ribadita in ogni circostanza e a tutela di
ogni situazione, soprattutto quando ci si trova di fronte ad
avvenimenti che rischiano di incrinare il corretto rapporto tra
responsabilità politica e vicenda giudiziaria. Anch'esso è
espressione di quel principio di legalità che abbiamo voluto
ricordare e che ho fatto in apertura.
D'altra parte, proprio quest'Aula ha visto più volte svolgersi
dibattiti significativi che, pur coinvolgendo esponenti politici di
questa o quella parte, sempre hanno salvaguardato questo corretto
rapporto, lasciando a ciascuno piena autonomia e libertà di
esercizio delle proprie prerogative.
Ricordo perfettamente l'accorato intervento dell'allora
Presidente Capodicasa in occasione di una analoga situazione che
coinvolse un assessore della sua Giunta, che oggi è anche della mia.
In quella circostanza evidenziò la necessità di evitare quello che
definì "riflesso condizionato", il quale porta a far scattare
nell'opinione pubblica, soprattutto nazionale, inaccettabili
generalizzazioni ad una "criminalizzazione indiscriminata del mondo
politico siciliano".
So perfettamente che tutti noi qui presenti vogliamo
contribuire ad evitare simili improduttivi atteggiamenti. Ma per
far questo occorre resistere alla tentazione di rapidi e
superficiali giudizi sommari. Ma v'è di più: dobbiamo contribuire a
contrastare questa tendenza, quand'anche si manifestasse al di fuori
di quest'Aula, di questo Parlamento.
Il modo più produttivo per evitare questa deriva è riempire di
contenuti i due termini che ho citato in avvio del mio intervento:
legalità e trasparenza. Il Governo è già da tempo impegnato in
questa attività. L'Assemblea regionale è chiamata a svolgere per
intero la sua parte attraverso la insostituibile azione di
controllo e di indirizzo politico che, anche su temi così delicati,
le sono propri.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la discussione che noi oggi siamo chiamati a
svolgere è una discussione di grave entità.
Ed io vorrei partire da una considerazione che ho ascoltato
dalle parole del Presidente della Regione all'inizio del suo
intervento: il rispetto della legalità, dei principi della legalità,
dell'etica, sicuramente non sono monopolio di una parte ma sono, o
dovrebbero essere, patrimonio delle istituzioni che qui
rappresentiamo.
E su questo tipo di ragionamento io voglio attestarmi, senza
esprimere alcunché per quanto concerne gli aspetti penali che
potranno riguardare questa vicenda e le decisioni che la
magistratura assumerà nei mesi successivi.
Voglio, però, qui ricordare che oggi, a distanza di pochi
giorni l'uno dall'altro, si ripresenta dinanzi a questo Parlamento
una questione grande e importante come quella legata alla questione
morale, ai principi di legalità e che attraversano la Regione
siciliana con un esponente del suo Governo; riguardano un assessore
della città capoluogo di Regione. Mi riferisco cioè alle vicende che
riguardano il Comune di Palermo, mi riferisco allo striscione, che
qui è stato ricordato dal Presidente della Regione, ieri esposto
allo stadio 'Renzo Barbera', con cui veniva mandato un messaggio
inequivocabile contro la decisione assunta dal Parlamento nazionale
sul '41 bis'.
Io credo che la politica sia fatta oltre che di questioni di
sostanza anche di segni; e, quindi, a maggior ragione oggi si pone a
quest'Aula la necessità di riflettere rispetto a questi segni
negativi; in riferimento ai quali la più importante istituzione
della Regione siciliana dovrebbe a sua volta intervenire dando segni
positivi.
Il Presidente della Regione ci ha qui ricordato che l'assessore
Pellegrino si è autosospeso. Noi avevamo chiesto mesi addietro le
dimissioni dell'Assessore non per esprimere una opinione di
carattere giudiziario ma perché ritenevamo, già allora, che il
segno delle dimissioni dell'Assessore potesse essere un atto
concreto di chiarezza rispetto alla trasparenza e alla legalità che
devono essere garantiti da questo Parlamento e da questo Governo.
Ancora meno comprensibile - mi permetto di dire - è il
principio dell'autosospensione e del ritiro della delega, a maggiore
ragione collegato al fatto che l'assessore Pellegrino è assessore e
rimane, quindi, Assessore di questo Governo pur non essendo
parlamentare della Regione siciliana.
Io avrei preferito, onorevole Presidente della Regione - se mi
posso permettere di darle un consiglio - che lei avesse reso
molto più chiara per questa Regione una scelta, che era una scelta
di responsabilità a cui era chiamato a rispondere essendo il
Presidente eletto direttamente dai siciliani, e cioè quello di
dimettere l'assessore Pellegrino, di conservare per sè la delega -
come ha detto che comunque farà - non nominare altri assessori e
attendere l'esito delle procedure che la magistratura riterrà
opportuno avviare.
Tutto questo lei non ha voluto fare, non cogliendo - ripeto -
quella che era la necessità e l'opportunità di dare un segno
rispetto a tre episodi incredibilmente vicini nel tempo e che
rendono oggi più che mai importante e necessario dare un segno.
L'assessore Granata nei giorni scorsi come pensiero e omaggio
in occasione delle prossime festività ci ha regalato un libro...
GRANATA Non c'era alcun riferimento
FERRO Che non ci sia alcun riferimento, questo lo so
perfettamente; e proprio perché non c'era alcun riferimento non
cito neanche il titolo, così evitiamo polemiche che non servono.
Dicevo, ci ha regalato un libro che, in qualche modo, era un
segno di richiamo per tutti su qual è il bisogno di legalità e
giustizia in questa Regione.
Troppo spesso,quando la politica non riesce ad autodifendersi,
ad autoalimentarsi dei valori morali ed etici, si accusa poi la
magistratura di intervenire. Anche in questo caso io credo che la
politica abbia fatto un passo indietro intervenendo in ritardo
rispetto ad altri organi dello Stato che hanno il dovere di compiere
il loro lavoro come pure - io credo - la politica abbia il dovere di
difendere il proprio lavoro.
Per queste ragioni, avendo ascoltato le parole del Presidente
della Regione, io ed il Gruppo parlamentare che rappresento non ci
riteniamo assolutamente soddisfatti e come gesto forte, che vuole
essere un richiamo ai tanti siciliani onesti che ci sono in questa
regione, decidiamo di abbandonare l'Aula e di non partecipare al
dibattito.
(I deputati aderenti al Gruppo parlamentare "Sicilia 2010"
abbandonano l'Aula)
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
le dichiarazioni reseci dal Presidente della Regione e non nascondo
che trovo una certa contraddizione nell'espressione di giudizi di
condanna, come quella che giustamente il Presidente della Regione ha
fatto, in riferimento all'ultimo fatto di cronaca, quello che ha
visto ieri allo stadio di Palermo una sfida probabilmente senza
precedenti, molto grave che - come giustamente ha detto il
Presidente della Regione - offende tutti i siciliani.
Io mi associo a questo giudizio di condanna e credo che non
possiamo soltanto limitarci a questo, ma abbiamo il dovere di
richiamare la società civile, la società della politica, le
istituzioni a reagire rispetto a questo tentativo - che negli ultimi
mesi si é perpetuato - di ricacciare la Sicilia negli anni più bui
e più oscuri, più inquietanti. E, però, credo che, con molta
onestà, il Presidente della Regione non possa usare due pesi e due
misure. Infatti, considero la vicenda che riguarda l'assessore
Pellegrino una vicenda di eguale pesantezza ai fini del giudizio di
offesa a tutti i siciliani tanto, più che l'onorevole Pellegrino é
un esponente di questo Governo. E, quindi, pur nella diversità dei
fatti, non credo che la vicenda Pellegrino possa essere chiusa o
risolta nell'attesa di un giudizio da parte degli organi inquirenti.
Onorevole Cuffaro, lei scambia il necessario rigore - di cui un
Governo deve dotarsi proprio perché rappresenta quella Sicilia che
si sente offesa da gesti come quello dello stadio o come quello
(penso) dell'onorevole Pellegrino - con il giustizialismo. Ma che
c'entra?
CUFFARO presidente della Regione. Non ho detto questo.
CRACOLICI Nessuno di noi ha posto o pone il problema in
riferimento alla esclusiva vicenda giudiziaria. Le dichiarazioni
riguardanti l'onorevole Pellegrino, quelle che abbiamo già
affrontato dieci mesi fa in quest'Aula, ed oggi le attribuzioni che
vengono contestate all'onorevole Pellegrino da parte del PM, ma
anche da parte di questo Parlamento si riferiscono al non avere
detto e raccontato tutta la verità dei fatti. Ecco perché
considero stucchevole, da parte del Presidente della Regione,
riferirsi ad un'attesa di eventi giudiziari quando qui la questione
che stiamo affrontando è solo, e vuol essere soltanto una
valutazione di ordine politico.
Onorevole Presidente della Regione, per molto meno un ministro
che mentre era su un aereo e conversava liberamente con dei
giornalisti ha fatto una battuta in riferimento all'omicidio del
professore Biagi di Bologna da parte delle Brigate Rosse, per quella
battuta, a distanza di qualche giorno, é stato costretto a
dimettersi. Non c'era una vicenda giudiziaria che riguardasse il
Ministro Scajola.
Per molto meno il sottosegretario all'Interno del Governo
Berlusconi, per dichiarazioni, giudizi espressi in riferimento alla
magistratura, ha dovuto rassegnare le dimissioni dall'incarico di
governo; mi riferisco all'onorevole Taormina.
Come vede, signor Presidente, esistono dei precedenti che ci
dicono che vicende che attengono alla classe politica non possono
essere soltanto o semplicemente rimandate o rinviate al giudizio di
organi inquirenti o giudicanti, qual'é appunto la magistratura.
C'é un giudizio che deve dare la classe politica proprio in
riferimento a quello che lei diceva e, cioé, che noi tutti abbiamo
il dovere morale e civile di rappresentare quella Sicilia che si
sente offesa ogni qual volta si compie un gesto che ci riporta al
peggior passato di questa terra.
Lei ha scelto una formula un po' bizantina per rappresentare
l'effetto della vicenda che riguarda l'onorevole Pellegrino.
Desidero ricordare a questa Aula che, se nella Conferenza dei
Capigruppo di qualche giorno fa non si fosse compiuto un gesto
forte, da parte dell'onorevole Speziale e dei colleghi del
centrosinistra, la vicenda Pellegrino sarebbe passata del tutto
inosservata in attesa di un suo pronunciamento, dopo quello
dell'onorevole Pellegrino, quantomeno sui mezzi di informazione. Il
quale dichiarava sostanzialmente che di quello che pensava e diceva
la minoranza o l'opposizione di questo Parlamento, dei giudizi e
delle richieste che venivano dall'opposizione, non riteneva di
doversi minimamente preoccupare.
Oggi prendiamo atto che di quei giudizi e di quella iniziativa
assunta in sede di Conferenza dei Capigruppo dai Ds e dal
centrosinistra, l'onorevole Pellegrino si è preoccupato a tal punto
che ha annunciato egli stesso di autosospendersi;e noi da questo
punto di vista non banalizziamo il significato politico di questo
gesto, non lo riduciamo nè lo minimizziamo. Resta, però, certamente
un problema che attiene al Presidente della Regione: un problema di
ordine innanzitutto giuridico, ancor prima che politico.
Onorevole Presidente, lei ha fatto riferimento al caso
precedente riguardante l'ex assessore Castiglione. Come lei ha
ricordato, l'onorevole Castiglione, che era assessore nel Governo
Capodicasa, si è autosospeso dalla carica pur rimanendo componente
formale della Giunta di governo. Però dimentica, onorevole
Presidente, che da quel governo ad oggi è cambiato il sistema
elettorale, il sistema politico; nel senso che in quel tempo
l'assessore veniva eletto dal Parlamento mentre oggi l'assessore è
nominato dal Presidente della Regione: si tratta di un incarico
fiduciario del Presidente ad un suo delegato e nella dimensione
fiduciaria tra il Presidente eletto e il suo delegato l'attribuzione
di una delega è un tutt'uno.
Come le è noto, la legge non prevede che lei nomini una giunta,
la legge prevede che nomini gli assessori e che lei possa revocarli.
Pertanto, la scelta che lei fa di separare i destini della delega
assumendola ad interim, con i destini di un componente del governo,
è una scelta che giuridicamente io considero un "bizantinismo
giuridico"; e tutto questo non fa venire meno la dimensione della
responsabilità politica.
Onorevole Presidente, la Sicilia attende atti di rigore, non di
giustizialismo. Gli atti di rigore potevano essere determinati già
qualche mese fa, senza aspettare vicende che non attengono alla
responsabilità. Non siamo un tribunale che dà giudizi in ordine alla
gravità o meno dei reati in cui vengono in qualche modo coinvolti
esponenti di Governo o qualunque esponente di questo Parlamento; la
nostra è una sede parlamentare nella quale il Governo ha il dovere,
come tale, di dare un segnale di rigore ai siciliani, anche a coloro
che ieri hanno messo lo striscione allo Stadio della Favorita.
Ma chi può condannare? O, forse non c'è in questo
atteggiamento anche il rischio di mandare un messaggio di ambiguità
a quanti ieri si sono resi responsabili materialmente e moralmente
di quel gesto?
Ritengo, Presidente, che lei debba prendere atto, ripeto, così
come è successo con il Governo nazionale per fatti meno gravi, ma
comunque gravi per gli effetti avuti sull'opinione pubblica, che la
vicenda Pellegrino non possa essere chiusa o risolta in un
tatticismo politico istituzionale.
Lei ha revocato con il suo provvedimento la delega
all'onorevole Pellegrino e ne ha assunto l' interim. Lei ha il
dovere giuridico e politico di revocare la nomina che ha fatto
all'atto della sua nomina a Presidente della Regione.
Noi su questo insistiamo, signor Presidente Perché ogni atto
costituisce un precedente: siamo ad un anno e mezzo di legislatura,
siamo in un momento difficile e complicato della vita politica,
sociale, istituzionale di questa Regione; abbiamo bisogno, al di là
delle differenze che ci potranno essere, come ci sono state, di
vedere sul piano dei contenuti dell'azione di Governo differenze tra
maggioranza ed opposizione; abbiamo bisogno di sapere che questo
Governo sia rigoroso proprio su questi fatti, che non si nasconda
attendendo la magistratura, ma che si assuma la responsabilità che
gli è data dall'elezione diretta e dal riconoscimento che la
maggioranza dei siciliani gli ha reso nell'eleggerlo a presidente
della Regione. Abbiamo bisogno di sapere che c'è un Governo che su
tali questioni non manda messaggi di ambiguità, di tentennamenti, o
come si dice in Sicilia di 'annacamenti'.
Ecco perché, onorevole Presidente, io le rinnovo la richiesta
di compiere un atto di 'igiene politica', nel senso di non
costituire precedenti ambigui. Ritengo che le ragioni che le hanno
fatto revocare la delega all'onorevole Pellegrino non siano
diverse...
SPEZIALE Non è così, è sospesa la funzione di Assessore.
CRACOLICI Allora, prendiamo atto che il Presidente ha
dichiarato una cosa e ha firmato un altro atto. Se è così ne prendo
atto Io ho sentito le parole, stavo commentando le parole del
Presidente, non degli atti che ha firmato. Comunque credo che le
ragioni che l'hanno indotta a revocare, qualora abbia soltanto
revocato, le deleghe all'assessore Pellegrino non siano diverse
dalle ragioni che a nostro avviso ci sono per revocare la nomina in
quanto Assessore dell'onorevole Pellegrino quale componente del
Governo della Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sempre
preferibile, sarebbe auspicabile - e questo è uno dei compiti della
politica - che un'Aula parlamentare non dovesse trovarsi in queste
condizioni, soprattutto in una regione come la Sicilia. Discutere
ripetutamente dei rapporti tra politica e mafia, discutere - come
lei ha richiamato, onorevole Presidente della Regione - del nesso
tra legalità e trasparenza, se avessimo una politica impermeabile
alla pervasività del potere mafioso, questo non avverrebbe.
Ma invece sappiamo che non è così. E che non è così ce lo
ricorda e ce lo ha ricordato tristemente ieri proprio quello
striscione allo stadio di Palermo: 'Contro il 41 bis Berlusconi
dimenticati la Sicilia', scritto da chi aveva riposto le proprie
attese in Berlusconi e nel suo Governo al punto da ricordargli che
aveva avuto una volta il loro consenso ma ora lo poteva dimenticare.
Vede, Presidente della Regione, è vero: la lotta alla mafia, i
temi della legalità e della trasparenza dovrebbero essere patrimonio
di tutti, ma non lo sono. E qui non c'è destra e sinistra; ci sono
le parti politicamente trasparenti e limpide della destra, del
centro e della sinistra, e ci sono le parti invece del centro, della
destra e della sinistra che non ritengono che la lotta alla mafia
sia una priorità.
Ed è anche per questo che noi ci troviamo in queste condizioni
in modo ricorrente, perchè non c'è solo lo striscione di ieri allo
stadio di Palermo a ricordarci che siamo in un momento delicato. Ci
sono due consiglieri provinciali in questo momento sotto inchiesta e
costretti agli arresti domiciliari, e non per vicende collegate a
fenomeni di corruzione; c'è un assessore al comune, c'è un sindaco
in un paesino, a Isnello, qui vicino, che ha ritenuto come primo
atto della sua giunta di rimuovere il nome della piazza dedicata a
Peppino Impastato. Perchè questo accanimento?
Ci sono i funerali di Nino Caponnetto dove la Regione Sicilia
non era rappresentata e Nino Caponnetto è stato un simbolo, un
patrimonio di tutti, a destra come a sinistra. Ma in questa fase
storica la Regione siciliana non ha ritenuto, lì dove era
rappresentato il Presidente della Repubblica e vi era grande parte
dei cittadini onesti dell'Italia, di mandare un segnale di
schieramento, nessun esponente del Governo della Regione era
presente a quei funerali.
Guardate che sono cose che si intrecciano, che ci parlano dello
stato della politica oggi e comunque della sensibilità della
politica oggi.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Forgione, lei era
presente a quei funerali? Non c'era neanche lei
FORGIONE Presidente della Regione, non era rappresentato neppure
il Governo nazionale a quel funerale Basta leggere i giornali: si
vada all'emeroteca dell'Assemblea e si vede cosa sono stati quei
funerali.
Ne abbiamo discusso con l'onorevole Granata, forse abbiamo
sensibilità diverse, ma se io fossi stato il Presidente della
Regione in quel momento non avrei trovato niente di più
importante, onorevole Cuffaro, e per motivi storici e per ciò che ha
simboleggiato come primo capo del pool antimafia a Palermo, al suo
posto per non essere a Firenze ai funerali di quel simbolo della
battaglia per la legalità.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Forgione, a quei
funerali non c'era neanche lei
FORGIONE Onorevole Presidente, io non sono il Governo della
Regione e comunque la mia parte politica era presente. E invece lei
probabilmente in quel momento avrà ritenuto più importante
inaugurare qualche mostra di olio o di agrumi siciliani. Ma questo
attiene alla sensibilità politica e culturale di ognuno di noi.
CUFFARO presidente della Regione. La sensibilità attiene alla
politica e non al Governo della Regione. Non c'era neanche lei
La sensibilità ce l'ha pure il Governo. Non si può predicare
bene e razzolare male, onorevole Forgione Non c'era neanche lei
FORGIONE Va bene, va bene. Non si preoccupi, Presidente della
Regione. Io non dispongo di gonfaloni
CUFFARO presidente della Regione. Non sono preoccupato.
FORGIONE Siamo ad un passaggio delicato. La vicenda
dell'onorevole Pellegrino riporta sempre a questi rapporti.
Vede, signor Presidente, noi non abbiamo ritenuto grave, quando
abbiamo discusso in quest'Aula della vicenda Pellegrino - ed è
grave, ovviamente - l'uso di alcuni termini nel linguaggio di un
uomo delle istituzioni.
Noi abbiamo ritenuto grave - ed è agli atti dei Carabinieri,
agli atti dei ROS, agli atti della Magistratura, nelle
intercettazioni che sono depositate presso il tribunale di Palermo a
conclusione delle indagini - che un uomo di Governo oltre ad
intrattenere rapporti - come ormai è documentato negli atti pubblici
presso la cancelleria di un tribunale - con uomini che stanno alla
testa di un'importante cosca mafiosa desse loro anche consigli su
come operare per riappropriarsi di alcuni beni che, sulla base della
legge per la confisca dei beni mafiosi, erano stati sottratti.
Questo abbiamo ritenuto grave E rispetto a questo io non devo
aspettare il rinvio a giudizio. La politica non deve aspettare
l'operato della magistratura.
C'è una documentazione dei Carabinieri, che è un'istituzione
che noi tutti rispettiamo; c'è una documentazione agli atti di
un'altra istituzione che è la magistratura, e rispetto a questo la
politica e anche l'onorevole Pellegrino, perchè no, devono
cautelarsi.
Sarebbe un errore se noi riconducessimo tutto alle sentenze
giudiziarie, agli atti giudiziari, all'iter processuale. No, quella
è una parte già documentata: ormai è ufficiale, è agli atti.
E questo è gravissimo. E vorrei dirlo anche al Presidente
della Commissione regionale antimafia che ha ritenuto di udire
dall'assessore Pellegrino che, probabilmente, quelle false
dichiarazioni rilasciate ai PM, così ritenute dai PM, sono state
rilasciate in quest'Aula e nella Commissione parlamentare antimafia,
visto che erano le stesse.
Il Presidente della Commissione parlamentare regionale
antimafia non può dire che "deve vedere le carte"; ma deve dire
innanzitutto politicamente cosa è opportuno fare nella sua
autonomia, e non nella sua appartenenza politica.
E invece io, dopo una settimana di silenzio, le uniche
affermazioni che ho sentito dal Presidente Incardona sono che
deve studiare le carte
Il Presidente Incardona non è nè un Pubblico Ministero nè un
esponente della magistratura giudicante. Come Istituzione noi
stiamo ponendo un problema di autonomia perchè esiste una questione
morale.
Potete ridere quanto volete, cari amici, ma i consiglieri
provinciali sono agli arresti e gli assessori comunali si sono
dimessi
Oggi siamo di fronte alle dimissioni di fatto di un assessore
regionale. Quindi lo state dicendo voi e lo si legge sulla stampa,
è oggettivo: una questione morale in Sicilia esiste e non è mai
finita.
E questo non è un problema della magistratura, ma è un
problema della politica. Tra giustizialismo e impunità per il
potere ci sta di mezzo la legalità. Io non voglio essere nè
giustizialista nè voglio essere affetto da quel "garantismo peloso"
che urla alla luna ogniqualvolta la giustizia supera le soglie del
potere.
Il potere non si può toccare. E allora, o la mafia è
una piccola, normale organizzazione criminale o ha la forza che ha
perchè gode di coperture politiche, istituzionali e dentro lo Stato.
E quindi noi stessi abbiamo il dovere di guardare a quel livello;
delle due l'una, ma diciamocelo una volta per tutte.
E allora, signor Presidente, e concludo, l'assessore Pellegrino
dichiara di autosospendersi e lei, onorevole Presidente della
Regione, deve compiere atti chiari.
Lei è un Presidente della Regione eletto dal popolo e a
differenza dell'assessore Castiglione, che è stato eletto da questa
Assemblea Regionale, l'assessore Pellegrino è stato da lei nominato
assessore. Lei deve revocare quella nomina: non esiste l'istituto
dell'autosospensione, esiste la revoca della nomina di assessore,
perché non c'è una distinzione tra l'ufficio di assessore e la
delega per la quale quell'assessore è stato nominato. Non c'è una
distinzione d'ufficio. E allora la revoca deve essere chiara: nel
momento in cui viene ritirata la delega e assunto l'interim, viene
revocata la funzione di assessore dell'onorevole Pellegrino. Questo
è un atto politico che può parlare in modo chiaro il linguaggio
della legalità e della trasparenza. Evitiamo i pasticci. Se noi
avessimo potuto, in quest'Aula avremmo presentato ora un ordine del
giorno tale da rendere chiaro ed esplicito l'atto che questo
Parlamento sta compiendo sulla base delle sue dichiarazioni; ma
anche chiaro deve essere quello che lei sta compiendo, onorevole
Presidente della Regione, per evitare che, ancora una volta, lei e
il suo governo, si carichino di problemi che alla fine condizionano
l'immagine complessiva non di un Governo e di una maggioranza, ma
dell'intero Parlamento, dell'intera istituzione e dell'intera
Sicilia.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, devo sottolineare che siamo
andati fuori da ogni regola nella durata degli interventi.
Essendo questa una discussione atipica rispetto ad un punto
all'ordine del giorno che non è contemplato dal nostro Regolamento
(non si tratta né di discussione di disegno di legge né di
mozione, né di ordine del giorno, né di funzione ispettiva), si
tratta di comunicazione del Presidente della Regione che la
Presidenza deve assimilare, in linea di massima, alla disciplina
relativa alle mozioni. Pertanto, ogni intervento non può superare i
cinque minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, le chiedo io stesso di togliermi la
parola dopo cinque minuti.
Legalità e trasparenza - ho preso un appunto qualche minuto fa,
signor Presidente - sono una endiadi chiarissima. E come nelle
endiadi significa legalità della trasparenza. Il primo valore - la
trasparenza - appartiene al 'fas' e l'altro - la legalità - allo
'ius'. La timidezza del suo riscontro fattuale, signor Presidente,
rischia di rendere petizione di principio quello che credo nelle sue
intenzioni volesse essere invece un intervento decisivo.
Noi non abbiamo chiesto nella Conferenza dei capigruppo di
anticipare un giudizio, ma di tenere in conto l'incompatibilità del
ruolo di un assessore con una terminologia che è inequivocabile, che
non si presta ad equivoci di sorta in ordine al rapporto con altro
pezzo dello Stato. Poi siamo arrivati ad un compromesso, anche
perché giustamente il Presidente Lo Porto chiedeva di risolvere in
altra sede quello che non si poteva discutere in sede di Conferenza
dei capigruppo. E per convocarla, peraltro, abbiamo trovato un
compromesso, per il quale lei signor Presidente, si era impegnato a
darci una risposta, che avrebbe poi tradotto in intervento in Aula,
nell'arco di 48 ore. E lo ha fatto nell'arco di tempo in cui per il
quale si era impegnato, di questo noi le dobbiamo dare atto.
Lei ha preferito accettare fondamentalmente l'autosospensione
dell'assessore, però nel suo intervento abbiamo notato che non
esclude ulteriori provvedimenti. Bene, per noi, l'atto sarà magari
simbolico; ma poniamo il caso per un attimo che il Presidente
dimettesse l'assessore Pellegrino. Chi impedirebbe al soggetto,
tramite accordi politici sottobanco, che appartengono alla storia
della nostra Sicilia, di continuare ad esercitare concretamente le
sue funzioni? Allora, meglio l'atto simbolico, cui - se è il caso -
siamo sicuri seguiranno ulteriori, pur non augurabili sul piano
personale, atti del Presidente.
L'accantonamento e la marginalizzazione dell'assessore
Pellegrino è già un pesante giudizio politico. Solo che la temperie
storica nella quale viviamo valuta soltanto le ricadute concrete,
pragmatiche, di vantaggio-svantaggio politico contingente; mai più i
gesti simbolici.
Ci fu un'epoca, si legga Dante in Auerbach, in cui la
riprovazione sociale era più importante delle ricadute concrete di
essa perché queste ultime dalla prima automaticamente derivavano.
Contestualizziamo, dunque: ci troviamo davanti a un bicchiere
mezzo vuoto e mezzo pieno, avrebbe potuto anche succedere che si
facesse finta di niente come è accaduto tantissime altre volte nella
storia della nostra politica e delle nostre istituzioni.
Per adesso riscontriamo l'accoglimento da parte del Presidente
della Regione delle nostre rimostranze. Per oggi basta, domani
vedremo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, il dibattito odierno è sicuramente utile.
Voglio ringraziarla, onorevole Presidente della Regione, perché
la vicenda che è successa ieri allo stadio di Palermo è veramente
grave e dolorosa. Anzi, mi auguro che, esattamente come succede
quando negli spalti la polizia indaga per venire a capo di chi ha
commesso atti delittuosi all'interno di uno stadio, così, nello
stesso identico modo, vengano individuati i promotori di questa
tristissima iniziativa e che, onestamente, non credo possa
coinvolgere in nessun modo e in nessuna maniera né questa
maggioranza né, tanto meno, il Governo.
Credo che ogni atto prodotto dall'insediamento di questa
legislatura, da questo Governo e dalla sua maggioranza, smentisca le
cose che io ho sentito dire in quest'Aula. E le smentisce con grande
fermezza. Mi rendo conto che quando una parte politica è priva di
argomenti, in Sicilia soprattutto, non perde occasione di cercare di
creare consensi attraverso la strumentalizzazione di notizie
giornalistiche.
Signor Presidente, lei sa che io ho grande stima di lei, sia
come persona che come politico. Credo che abbiamo dato fin troppo
spazio in quest'Aula a un dibattito che nasce, almeno per quanto mi
è dato di sapere, da notizie giornalistiche.
Sono stato abituato, per un fatto di cultura e di educazione, a
non entrare mai nel merito delle vicende giudiziarie dei singoli
perché ho sempre - e ancora oggi sempre di più - avuto fiducia
nella giustizia del nostro Paese, anche se mi rendo conto che la
giustizia è gestita dagli uomini e, quindi, anch'essa purtroppo, in
alcuni casi non è perfetta.
Non dimenticherò mai, mai nella mia vita, i giorni tremendi
seguiti all'arresto del Presidente della Provincia, onorevole
Francesco Musotto, quando sempre la stessa parte politica non perse
occasione per condannare - anche prima di un dibattito giudiziario
nelle giuste aule dei tribunali - il Presidente della Provincia
Francesco Musotto e quella parte politica fu smentita da due
sentenze che assolsero il Presidente della Provincia.
Però, come diceva giustamente qualcuno prima di me, quello è
passato, quindi non conta. Se c'era un assessore di un governo di
sinistra inquisito quello è passato, non conta; no, quello è il
nostro presente
Credo che noi dobbiamo sempre tenere presente che la politica
non deve e non può sostituirsi né alla giustizia né, tanto meno,
alla magistratura.
Allora, cosa è il "caso Pellegrino" oggi? Quest'Aula, infatti,
si è già occupata - anche attraverso un voto - del cosiddetto caso
Pellegrino.
Il fatto nuovo, per quanto mi è dato sapere, sono articoli di
stampa dove un pubblico ministero, per quello che io ho letto, a
conclusione di una indagine ha ritenuto, nei suoi poteri, di
avanzare una richiesta di rinvio a giudizio.
CUFFARO presidente della Regione. Nei confronti di chi?
LO CURTO . Non è così
ACIERNO Onorevole Presidente, ho detto "quello che mi è dato di
sapere è quello che io ho letto sulla stampa".
Siccome so, invece, che attualmente non c'è neanche una
richiesta di rinvio a giudizio formulata, mi chiedo: qual è
l'oggetto del nostro dibattito? Perché questo Parlamento, che si è
già pronunciato su una vicenda politico-giudiziaria, sta ritornando
indietro e ricomincia a dibattere?
Prendo atto che l'onorevole Pellegrino si è autosospeso, si è
dimesso, non so più quale sia il termine giuridico esatto da trovare
in questa discussione. Prendo atto del fatto che l'onorevole
Pellegrino, che ha sempre dimostrato senso politico, ha preso una
sua univoca decisione che il Presidente della Regione si è sentito
di accogliere, sempre per quel senso politico che ci differenzia,
per fortuna, dai nostri oppositori. Ma non capisco noi deputati
regionali cosa dobbiamo stabilire oggi rispetto al gravissimo
rischio che qualunque decisione dovesse assumere oggi quest'Aula
potrebbe inficiare, su una vicenda che non è per noi... non abbiamo
nessun potere di entrare nel merito di questa vicenda.
C'è una giustizia che deve fare il suo corso; ma lo deve fare
con serenità, senza il pregiudizio di un parere favorevole o
contrario rispetto agli atti che vanno esaminati. Ed io non mi
voglio prestare a questo gioco, onorevole Presidente della Regione,
non mi voglio più prestare al gioco di chi pensa che fare politica
in questa terra significa sempre dire: noi siamo i buoni o voi siete
i cattivi. Io non ci sto, anche perché, spesso e volentieri, sempre
perché credo nella giustizia, ho portato le carte alla giustizia.
Quando mi rendo conto che le cose non funzionano io prendo le
carte e le porto a chi è preposto a valutare le vicende.
Allora, rivolgo un appello ai miei colleghi della maggioranza:
la nostra debolezza nel non stare nelle Commissioni, nel non stare
in Aula quando bisogna dare il voto sta dando forza all'opposizione
che pretende di guidare non solo l'azione del Governo, ma di sancire
chi è buono e chi è cattivo. E allora un po' di orgoglio da parte di
tutti, perché io non mi sento né colpevole né mafioso né do modo a
costoro di esprimere giudizi su di me e su di noi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito che
si sta svolgendo in quest'Aula sulla vicenda occorsa all'assessore
Pellegrino e alla sua conseguente decisione di autosospendersi, sta
ripercorrendo antiche e negative chine.
Qualche mese fa avevamo messo in guardia, nel dibattito, il
Parlamento dal rischio incombente della strumentalizzazione facile
e, quindi, della tendenza a fare ripiombare il Parlamento stesso in
una dimensione negativa catastrofica e plumbea.
Quello che sta accadendo oggi conferma la ragione della nostra
preoccupazione di allora, perché la decisione del Presidente Cuffaro
di assumere le funzioni dell'assessore per il Territorio e di
preservare, quindi, l'attività del Governo dalle refluenze che sulla
stessa potrebbe esercitare una situazione di carattere personale che
l'assessore Pellegrino, invece, autonomamente e nel rispetto
dell'attività della Magistratura, ha il dovere di continuare a
chiedere, non è un'operazione bizantina, ma una valida soluzione dal
punto di vista sia politico che giuridico.
Onorevole Presidente Cuffaro, da oggi in poi in quest'Aula, e
fuori da quest'Aula, lei deve chiedere ai nostri interlocutori della
opposizione di interrogarsi sull'igiene e sulla pulizia dei
comportamenti quando hanno degli elementi da fornire sul suo
operato, sul mio operato e sull'operato di questa maggioranza.
L'igiene nei comportamenti, onorevoli Forgione e Cracolici, non
meritava di essere catapultata in quest'Aula con toni così
strumentalizzanti.
Il Governo Cuffaro assicura, con la sua attività quotidiana,
igiene e pulizia di condotta e di comportamento. Chi ha da
dimostrare il contrario o ha da paventare il contrario, ha il dovere
di indicare gli elementi dell'attività politica e di governo che
inficiano questa immagine e che prefigurano questo rischio e questo
pericolo.
Quando non si hanno elementi del genere, si entra a pieno
titolo nel campo della strumentalizzazione volgare, perché in
questo caso l'attività del Governo Cuffaro è preservata da ogni
refluenza e da ogni conseguenza negativa. Non c'è nemmeno una
iniziativa, da parte del Pubblico Ministero, di richiesta di rinvio
a giudizio; c'è una autonoma determinazione, per responsabilità
dell'assessore Pellegrino, cui non fa difetto la sensibilità
politica di autosospendersi dall'esercizio delle sue funzioni di
Assessore e il Presidente Cuffaro sensibilmente e regolarmente ne
assume ad interim la competenza.
Qui siamo tornati, onorevole Presidente Cuffaro, indietro di
tanti anni perché, se si ritorna ad elaborare il teorema in base al
quale la tutela e la preservazione della legalità derivano dalla
presenza o assenza ad un funerale che, peraltro, vede, da una parte,
rimproverare agli altri le assenze e, dalla propria parte, essere
protagonisti della stessa assenza; rispetto ad episodi del genere,
che si vogliono configurare come gravi, non si ha da attribuire al
Presidente della Regione la necessità di una presenza perché lui
dispone del gagliardetto e del gonfalone mentre chi è capo di una
forza politica non dispone, perché dispone del vessillo di
rappresentanza di un'intera regione e di una intera collettività.
Quindi, il ruolo è pari, equivalente; quindi si entra a pieno
titolo nella strumentalizzazione quando si utilizzano toni ed accuse
di questo tipo.
Si ha il dovere, in dibattiti del genere, quando si prefigurano
rischi, di indicare quali sono i rischi. Indicateli nell'attività
dell'Assessore Pellegrino; indicateli nell'attività del presidente
Cuffaro, indicateli nel ruolo e nell'attività dell'onorevole
Leontini e di chi volete, ma non entrate nel campo della plateale
strumentalizzazione di elementi che, in questo momento, non
configurano sicuramente un giudizio ma, dal vostro punto di vista,
hanno già configurato e formulato una condanna.
Siamo tornati indietro, lo avevamo paventato qualche mese fa.
Io ricordo che nel dibattito, con l'onorevole Forgione e con
l'onorevole Orlando, dissi "mai più come prima", proprio
parafrasando un riferimento e una sollecitazione che veniva proprio
da Forgione e da Orlando.
Stiamo invece, come prima, ritornando ai toni della censura
preventiva del rischio catastroficamente incombente e prefigurato e,
soprattutto, della proiezione su questa Aula e sul Governo della
Regione di ombre che non esistono perché poi non si ha un solo
elemento per indicarlo.
Oggi quest'Aula, confermando la validità dell'operato del
Presidente Cuffaro e del Governo, sta tutelando la dignità
dell'Aula, la dignità delle istituzioni, la pulizia e l'igiene di
comportamento del Governo del Presidente Cuffaro e dell'intera
maggioranza.
Tutto il resto è strumentalizzazione e si ha il dovere, cari
colleghi della maggioranza, di essere più presenti in dibattiti del
genere e di essere da oggi in poi più vigili affinché questi toni
pericolosi, perché nessuno chiude gli occhi di fronte al pericolo
che può derivare da infiltrazioni nelle istituzioni, tutti siamo
egualmente sensibili, ma quando si apre il varco alla
strumentalizzazione che tende, per logica di schieramento, a
proiettare necessariamente con obbligo nei confronti degli altri
dell'altrui posizione l'ombra del sospetto noi indeboliamo e
abbassiamo il livello delle garanzie.
Se a questo vogliamo ritornare, noi non ci stiamo. "Mai più
come prima" significa questo e lo ripeto a distanza di quattro mesi
dopo un dibattito come quello di quattro mesi fa sulla identica
vicenda che oggi trova un supplemento per una questione che si
aggiunge ma che non ha nulla a che fare con le discussioni di cui
trattammo allora.
Quindi, noi siamo per confermare la validità dell'operato del
Governo e siamo per attestare al Presidente Cuffaro la fiducia che
deriva dall'intera maggioranza nell'esercizio di vigilanza e di
controllo della medesima competenza che oggi il Presidente ha
avocato alla propria carica e alla propria funzione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando e
riesplosa la vicenda Pellegrino io mi sono chiesto più volte quali
fossero i fatti nuovi accaduti rispetto a tre mesi fa, quali
comportamenti nell'azione di governo hanno indotto a mettere in
campo quest'altro dibattito parlamentare e l'azione di Governo e
dello stesso assessore Bartolo Pellegrino.
Me lo sono chiesto perché appartengo a una forza politica,
Alleanza Nazionale, che da sempre si è schierata dalla parte della
trasparenza, della legalità, della correttezza di chi amministra,
perché chi amministra, chi ha la responsabilità della 'res publica'
deve essere più trasparente degli altri, deve essere più
responsabile degli altri, insomma, ha più obblighi del cittadino
comune.
E per quanto mi sia sforzato di vedere delle novità in questa
vicenda rispetto a tre mesi fa, ancora non riesco a vederne. A
quanto ci è dato sapere - ed è questo il rimprovero che rivolgo ad
alcuni colleghi della sinistra, quando si grida 'al lupo, al lupo ',
poi, quando il lupo c'é veramente non lo si coglie - la novità qual
è? E' quella che il dibattito parlamentare è stato sollecitato in
quanto - e questo, sì, sarebbe un fatto grave - l'assessore ha
mentito prima in Commissione Antimafia e poi in Parlamento, in
questa Aula. Ma per stabilire che l'Assessore ha mentito in
Commissione Antimafia e in questa Aula c'è bisogno che una sentenza
e, comunque, un tribunale lo certifichi. Ad oggi non c'è neppure la
richiesta di rinvio a giudizio sulla base della corretta
- per carità - interpretazione di un PM che dice: "non credo a
quello che dici, non credo a quello che hai detto".
Successivamente ci sarà un dibattimento e potrà essere vera la
supposizione del PM così come, invece, potrà essere smentita in
Tribunale. Ma di che stiamo parlando? AN sarà la prima a chiedere
al Governo di fare pulizia, qualora si accerti che ci sia stata
un'offesa grave al Parlamento, ma non lo può accettare una parte e
il Governatore, onorevole Cuffaro, in questa vicenda e lo stesso
onorevole Pellegrino, a cui va dato atto di grande sensibilità
politica, ha fatto un gesto che è andato oltre a quello che ci si
sarebbe potuti aspettare dimostrando grande sensibilità politica
perché, ripeto, a oggi non c'é veramente nulla.
E ben altri sono i problemi di trasparenza amministrativa a cui
quest'Aula dovrebbe stare attenta come molti oratori e il collega,
onorevole Leontini, hanno ribadito prima di me. Altro che fare una
discussione infinita sui fantasmi Ben altre cose, come afferma pure
l'illustre Vicepresidente dell'Assemblea, dovrebbero attirare
l'attenzione dei Parlamentari. Quindi, non dico di non fare
dibattiti sulla materia perché si tratta di una materia molto
seria, ma prima di investire il Parlamento facciamo in modo che ci
siano le basi perché ci possa essere la discussione e in questa
vicenda mancano proprio le basi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Pistorio. Ne ha
facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
con il timore di ripetere alcune cose che sono state già
precedentemente dette, molto correttamente, da chi mi ha anticipato
ed in modo particolare, l'onorevole Leontini, perché in questo
dibattito è importante che ci s'impegni anche per il futuro
acquisendo quelle che sono le posizioni e i princìpi di riferimento
in termini politici e in termini personali per cui è doveroso che su
un tema come questo che allude e, forse, anticipa un clima che qui
oggi, stamattina, é già sufficientemente avvelenato, si comprenda
qual è la cultura di riferimento e quale sarà l'impostazione con le
quali le forze politiche e, sul piano personale, i parlamentari si
appresteranno in vicende di questo tipo.
Ho avvertito con preoccupazione i toni davvero sgradevoli in
alcuni casi che hanno riprodotto o tentano di riprodurre un clima
che questo Parlamento - io non vi partecipavo ma mi è stato riferito
- e la nostra comunità politica ed umana ha vissuto e lo fanno
utilizzando strumentalmente una vicenda per la quale, probabilmente,
c'è un grado di strumentalizzazione che non era lecito consentire
perché la cultura di riferimento di chi si dice garantista non può
essere fungibile a seconda delle occasioni. I princìpi di garanzia
presumono l'innocenza dell'imputato.
In questo caso parliamo di una fase talmente arretrata da non
potere neanche definire, classificare come imputato l'oggetto di
questa vicenda e se noi dovessimo accettare il principio che una
qualsiasi iniziativa di tipo giudiziario imponga immediatamente la
ricezione da parte dell'ambito politico di queste iniziative,
faremmo arretrare il grado di garanzia, di tutela non della
politica, ma della persona ad un livello di brutalità. Ma c'è anche
da garantire, caro onorevole Speziale, e lo dico alla sua parte
politica di riferimento che tante volte si fa carico giustamente e
correttamente di garantire il principio costituzionale
dell'autonomia e della indipendenza della Magistratura, qualche
volta anche di garantire l'indipendenza della politica, valutando ed
apprestando una misura e un atteggiamento che sia rispettoso di
questo.
Noi abbiamo in questo caso, una vicenda che certamente pone dei
problemi, ma, in qualche modo, averla voluta forzare, aver voluto in
tutto i modi far discendere conseguenze politiche da questa
iniziativa giudiziaria è obbiettivamente strumentale. Però, a
questa strumentalità c'è chi ha risposto e lo ha fatto con molta
generosità, con intelligenza politica, ha compreso che questo clima
c'era che questa possibilità poteva essere gestita con asprezza, che
poteva danneggiare il Governo e le istituzioni ed ha avuto
sensibilità.
Debbo ringraziare l'assessore Pellegrino perché ha compiuto un
atto che, dal punto di vista della sensibilità politica, aiuta
l'istituzione, perché sgombra il campo dalle polemiche strumentali,
dagli eccessi facinorosi di chi ripercorra vecchie strade e tenta di
costruire un vecchio clima e separa la sua vicenda personale, in cui
certamente vi è qualche aspetto anche esteticamente sgradevole da
una vicenda amministrativa che ha bisogno di essere forte, salda,
perché cosi è forte e salda, libera da condizionamenti di qualsiasi
tipo l'azione del Governo Cuffaro.
Questo è il messaggio che da questa vicenda noi vogliamo
trarre, una indisponibilità assoluta a rendere la politica oggetto
passivo di iniziative e di strumentalizzazioni che la politica fa
sulla base, perché è la politica che ha strumentalizzato una
iniziativa giudiziaria in una fase assolutamente arretrata in cui
tutti gli elementi debbono essere verificati e accertati, ma alla
politica strumentale risponde la politica intelligente, aperta che
libera il Governo da un possibile imbarazzo, consenta all'azione
amministrativa di svolgersi in maniera sereno.
Correttamente il Presidente della Regione ha recepito la
richiesta di autosospensione lasciando che, ovviamente, la nomina ad
assessore fosse fatta salva, assicurando che, invece, la gestione
amministrativa fosse assunta alla sua responsabilità senza che,
quindi, il concretarsi dell'azione di governo possa essere in alcun
modo offuscato da questa vicenda.
Ora potranno gli uomini dell'opposizione, in qualche modo,
porre problemi sulla ammissibilità o sulla giustezza giuridica di
questa misura che è stata assunta dal Governo. Io sono convinto che
essa sia corretta e perfettamente legittima dal punto di vista
amministrativa, certamente ritengo assolutamente corretta, anzi,
dirò di più, generosa e intelligente dal punto di vista politico sia
la disponibilità dell'onorevole Pellegrino che l'atteggiamento
garantista, fermo, prudente e sereno del Presidente della Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che la
natura del dibattito e alcuni interventi - mi riferisco, in
particolare, all'intervento dell'onorevole Leontini e dello stesso
onorevole Pistorio - sono estranei rispetto alle questioni sollevate
da noi. Non c'è un atto pregiudiziale, non c'è un atto di ricerca
giustizialista.
Riportare indietro l'orologio, rispetto alla discriminante
giustizialisti e garantisti, è assolutamente fuorviante in questo
momento, perchè l'impressione che ho ricavato è che la qualità degli
interventi dei miei colleghi parlamentari è un passo indietro
rispetto alle stesse cose che ha detto il Presidente dell a Regione.
Noi viviamo una stagione particolare, che è quella di rendere
il più possibile credibili le istituzioni e il punto da noi
sollevato nella Conferenza dei Capigruppo - dove eravate presenti
voi - non è stata la vicenda giudiziaria dell'onorevole Pellegrino,
è stato il fatto che lo stesso onorevole Pellegrino, quando fu
investito della vicenda a tutti nota, pur non avendo diritto a
parlare in questo Parlamento, perchè l'onorevole Pellegrino non è
deputato regionale, in quell'occasione io, che sono stato tra quelli
che hanno mosso delle critiche al comportamento dell'onorevole
Pellegrino, ho ritenuto fondamentale che egli venisse in Parlamento
a giustificare i propri comportamenti. E, in deroga al Regolamento,
ho chiesto che parlasse in quest'Aula, perchè ritenevo che fosse
giusto che si determinasse un rapporto corretto tra l'Assessore
Pellegrino ed il Parlamento regionale, che era stato investito da
una vicenda che lo riguardava direttamente.
L'onorevole Pellegrino è venuto in Aula, è venuto in
Commissione Antimafia e, sia in Aula che in Commissione Antimafia -
ed è questo il punto che io ho sollevato alla Conferenza dei
Capigruppo - ha mentito Ora, non voglio fare riferimento alla
vicenda giudiziaria, ma ha mentito sulla sua vicenda giudiziaria, ha
mentito al Parlamento regionale - onorevole Leontini -, ha mentito
alla Commissione regionale Antimafia, ha utilizzato l'intervento
dentro il Parlamento regionale per determinare una valutazione ed un
orientamento del Parlamento regionale, a sua discolpa, senza
raccontarci i fatti e la verità.
Ora, il punto vero è questo: il Parlamento regionale può
rimanere indifferente rispetto al fatto che in una vicenda così
delicata un membro del Governo faccia false dichiarazioni al
Parlamento? La Commissione regionale Antimafia può rimanere
indifferente rispetto al fatto che un componente autorevole del
Governo possa mentire in modo così appalesato?
Le questioni che abbiamo posto sono di questa natura.
LEONTINI Ma chi glielo ha detto? Quando sarà giudicato vedremo
...
SPEZIALE Adesso arrivo al giudizio. Sul fatto di volere a tutti
i costi dipingere la vicenda giudiziaria come essenza fondamentale
per la formulazione di un giudizio sulla stessa vicenda, che ha
carattere politico, io non ci sto La vicenda giudiziaria ha un suo
percorso; la politica deve preservare comunque e sempre. E su
questo io convengo con il giudizio espresso dal Presidente della
Regione quando dice: la battaglia per la legalità, per la
trasparenza e contro la mafia è patrimonio di tutti, è patrimonio
comune. Ma questo patrimonio è di tutti ed è comune se c'è un
rapporto di lealtà; se c'è qualcuno che viene a raccontare cose
false viene meno il rapporto di lealtà e di fiducia.
Io sono d'accordo, mai più come prima, ma nel senso di non
potere utilizzare liberamente il Parlamento per dire cose diverse
rispetto ai fatti così come si sono verificati. Quindi volere fare
un dibattito su giustizialisti e garantisti è assolutamente fuori
luogo, il dibattito va fatto nel merito delle questioni. Ed io, nel
merito delle questioni, avevo chiesto in quell'occasione, al
Presidente della Regione, davanti a tutti voi, che bisognava fare un
atto che, nel dispiegarsi della vicenda giudiziaria, mettesse a
garanzia il Parlamento regionale ed il Governo regionale.
Questo atto il Presidente della Regione lo ha fatto dicendo che
ci sarebbe stata una sorta di sensibilità da parte dell'onorevole
Pellegrino. Ora, onorevoli colleghi, io sono il primo a riconoscere
la sensibilità dei miei colleghi, ma nella fattispecie, se la
questione non fosse stata sollevata con determinazione nell'ambito
della Conferenza dei Capigruppo, noi oggi non avremmo parlato della
vicenda Pellegrino. Non c'è stata una sensibilità autonoma
dell'onorevole Pellegrino, nè del Governo, rispetto alla materia;
c'è stata una iniziativa che indotto l'onorevole Pellegrino a
determinarsi nel senso di autosospendersi. Il Presidente della
Regione prende atto e fa un provvedimento.
Ora, Presidente, io qui voglio sollevare la questione in modo
chiaro, per evitare che ci siano dubbi interpretativi: è stato
richiamato anche da lei il caso Castiglione con il caso Pellegrino,
sono due fattispecie assolutamente diverse: Castiglione era eletto
dal Parlamento regionale come assessore, il Presidente della
Regione, in quel caso, aveva soltanto il potere di conferire la
delega, di affidargli un assessorato, ma veniva eletto nella qualità
di assessore dal Parlamento regionale, per cui l'onorevole
Capodicasa ha fatto bene, allora, a chiedere l'autosospensione della
delega.
La fattispecie oggi è profondamente modificata, tant'è che,
molto correttamente, gli uffici della Regione richiamano il testo
modificato dello Statuto: oggi il Presidente della Regione in forza
dello Statuto è eletto direttamente dal popolo. Al secondo comma è
detto che "il Presidente della Regione procede alla nomina ed alla
revoca degli assessori". Non c'è una distinzione tra la funzione di
assessore e la delega che viene ricoperta, per cui il Presidente
fa...
PISTORIO No, fa due decreti Su questo discuteremo
SPEZIALE No, non si tratta di opinione. Veda, io pongo il
problema, poi se c'è un'interpretazione forzata ci sono gli uffici
che possono darci una corretta interpretazione: io sostengo che,
molto correttamente, gli estensori del provvedimento, che sono
ovviamente gli uffici della Regione, hanno richiamato la modifica
statutaria ed hanno fatto riferimento alla parte in cui il
Presidente della Regione procede alla revoca ed alla nomina degli
assessori. Contemporaneamente, decreta l'articolo 1: in relazione
alle premesse, e quindi a riferimento dello Statuto, l'esercizio
delle funzioni ...
PISTORIO Delle funzioni Stiamo punteggiando
SPEZIALE "L'esercizio delle funzioni di assessore regionale per
il territorio e per l'ambiente sono temporaneamente assunte dal
Presidente della Regione", il provvedimento, correttamente, fa
riferimento alla temporaneità dell'assunzione di responsabilità del
Presidente della Regione, perchè dà implicitamente per scontato che
è venuta meno la funzione di assessore dell'onorevole Pellegrino,
non della delega. Perchè, quando lui l'ha nominato, anche se con due
provvedimenti, sul piano amministrativo, lo ha fatto in forza di una
norma costituzionale che dà al Presidente della Regione la facoltà
di nomina e di revoca degli assessori, non di attribuzione della
delega; quindi, il Presidente della Regione, correttamente, con
questo decreto, di fatto, assumendosi la carica 'ad interim'
dell'Assessorato del Territorio e dell'ambiente, fa venire meno la
funzione di assessore, non di delega dell'assessore Pellegrino.
Noi diamo questa interpretazione, tuttavia, siccome non siamo
il Vangelo ...
LO CURTO . Meno male
SPEZIALE Ascolti, però non è neanche lei il Vangelo, nessuno qui
è il Vangelo, fra l'altro, visto che adesso siamo sotto Natale
Siccome ci sono gli uffici preposti a potere esprimere,
diciamo, un proprio parere rispetto a materia di interpretazione,
noi insistiamo: l'onorevole Pellegrino non solo non deve svolgere
alcuna funzione in rapporto alla delega, l'onorevole Pellegrino -
non è giustizialismo - non deve, in forza delle modifiche
statutarie, partecipare alla Giunta di Governo, neanche quando essa,
onorevole Presidente, si riunisce ...
ACIERNO Se no?
SPEZIALE No, stiamo dando un carattere interpretativo, se no li
fai tu Fino ad oggi non abbiamo sollevato fatti minacciosi contro,
c'è qualcuno che ha inteso dare una lettura di contrapposizione e
qualcuno financo è arrivato al punto di sostenere in questa sede che
il Presidente della Regione, siccome deve fare la finanziaria e noi
abbiamo posto il problema, allora ... guardate che vi verrebbe
financo più facile fare la finanziaria senza la nostra presenza in
Aula. Non è questa la ragione; è che il Presidente della Regione
avverte la qualità di un dibattito che si sviluppa in questo
Parlamento ed all'esterno, capisce perfettamente che il tema della
lotta alla mafia, della trasparenza della verità è un tema che deve
permeare costantemente il Parlamento regionale e assume in
condizioni di equilibrio politico, delle determinazioni.
Pertanto, noi diamo questa interpretazione, il Presidente della
Regione può dare la sua interpretazione. Noi facciamo appello agli
uffici dell'Assemblea perché in questa materia venga assolutamente
dispiegata la questione fino in fondo, anche perché non c'è un
precedente, i precedenti a cui si faceva riferimento, come ho
spiegato, non si attagliano alla nostra vicenda.
Quindi, nessuno, com'è avvenuto stamattina, strumentalizzi al
contrario, che ad una corretta vicenda, posta correttamente da parte
nostra, si possa dare forzatamente una lettura di una discriminante
giustizialista o di antigiustizialismo, perchè questo è un tema che
appartiene al passato.
I temi garantisti sono quelli che sono alla ricerca della
verità; chi cerca di omettere o in qualche modo di ovattare la
verità non è garantista.
LO CURTO . Ma neanche quelli che la stravolgono la verità
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella. Ne ha
facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, ho aspettato che si sviluppasse il dibattito,
devo dirvi con un pizzico di curiosità, e perché avvertivo ed
avverto il bisogno, onorevole Presidente, di mettere le cose al
posto giusto, perché ho la sensazione che le cose malevolmente sono
state messe al posto sbagliato.
Cominciamo subito da un fatto che è stato ribadito dal
Presidente del Gruppo parlamentare di Alleanza Nazione, onorevole
Formica: quest'Aula, in merito alla questione che riguarda
l'onorevole Pellegrino, si è pronunciata, cioè c'è un voto di
quest'Aula; c'è un giudizio di carattere politico che quest'Aula ha
espresso con un voto a scrutinio segreto - questo lo vorrei ripetere
- dove ognuno aveva la possibilità di esprimere un voto ed un
giudizio in assoluta libertà e l'Aula si è espressa.
E io avevo immaginato che in quella fase avesse vinto la
democrazia, che fosse finalmente in quest'Aula arrivata una fase
veramente nuova, che smentiva tutte le cose che l'onorevole Pistorio
diceva, di fatti pregressi che quest'Aula ha conosciuto bene. Il
Presidente della Regione sa cosa significa essere aggrediti; anche
il Presidente dell'Assemblea sa cosa significa essere aggrediti
E molti deputati sanno cosa significa essere aggrediti, onorevole
Incardona, perché spesso il gioco della mafia e dell'antimafia si
mette sul campo o per spiazzare o per fare altre cose. Invece noi
dobbiamo rimettere le cose al posto giusto.
E vi debbo dire che voglio fare riferimento a quel giudizio
d'Aula: l'Aula si è espressa. E poi c'è stato un fatto nuovo, ci
sono stati dei giornali che hanno parlato, hanno parlato tanto, ci
sono dei parlamentari che invece di parlare dentro quest'Aula
continuano a parlare sui giornali, ogni tanto appaiono, poi
scompaiono quasi in maniera miracolosa. Però voglio dire, Presidente
della Regione, le chiedo: lei ha sollecitato per caso l'onorevole
Pellegrino a dare la sua disponibilità alla sospensione? Io le
faccio una domanda e vorrei che lei mi rispondesse.
PRESIDENTE Onorevole Rotella, faccia il suo intervento.
ROTELLA No, Presidente, la mia non è una domanda fuori dal mio
intervento, perché le dico subito che, per le notizie che io ho,
per le notizie che il Presidente della Regione mi ha dato e per
l'intervento che il Presidente della Regione ha fatto in quest'Aula,
l'onorevole Pellegrino non è stato sollecitato a ricevere, da parte
della maggioranza e del Governo, nessuna sospensione.
E voglio dire, onorevoli colleghi, guardate che atti come
quello che ha compiuto l'onorevole Pellegrino in quest'Aula non è
che sono consueti e va apprezzato il gesto che egli ha compiuto,
perché ha compiuto un gesto senza che nessuno della maggioranza
glielo avesse chiesto, perché gli interventi che si sono susseguiti
hanno ribadito questo concetto.
Quindi, intanto va ringraziato l'onorevole Pellegrino per un
atto che non gli è stato chiesto da questa maggioranza, che ha
voluto compiere. Io mi aspettavo, onorevole Speziale, che qualcuno
della minoranza avesse chiesto in quest'Aula che si istituisse una
commissione per verificare se in effetti l'onorevole Pellegrino
avesse mentito a questo Parlamento e alla Commissione Antimafia
oppure no. Invece, noi abbiamo una capacità, che è veramente
incredibile, nel riuscire ad assolvere o a condannare velocemente,
senza neanche acquisire alcun elemento, perchè comunque il giudizio
ci viene consegnato. Siccome noi abbiamo questo dono quasi divino di
riuscire ad assolvere o a condannare con una perfezione assoluta,
non abbiamo bisogno di conoscere gli atti. Ma di che stiamo
parlando noi? C'è una persona che alla fine viene indicata per
avere reso delle dichiarazioni mendaci, alla fine noi la giudichiamo
ancora prima che lo facciano gli altri. Questo mi pare veramente un
metodo che con la cultura che noi andiamo professando non c'entra
assolutamente niente.
Noi dobbiamo esattamente riconoscere quali sono le
responsabilità e anch'io voglio saperlo quali sono le
responsabilità. Io voglio sapere quali sono le persone di cui mi
sono circondato, chi sono i miei amici e su questo credo che bisogna
fare chiarezza. Sono convinto che in quest'Aula bisognerà chiedere
scusa all'onorevole Pellegrino quando si conosceranno fino in fondo
le questioni.
E tuttavia, onorevole Presidente dell'Assemblea, io prendo atto
di questo gesto che l'Assessore Pellegrino ha compiuto. E state
tranquilli che non c'è bisogno di fare altre sollecitazioni, perché
un uomo che è capace di questi gesti e di questi comportamenti non
ha bisogno di essere ulteriormente incoraggiato a fare altro. Perché
potete stare tranquilli che, per quanto mi riguarda e per la
conoscenza che ho dell'uomo e dell'amministratore, io non ho mai
registrato nell'operato politico e nell'operato amministrativo
dell'onorevole Pellegrino un solo gesto, un solo atto che potesse
essere censurabile. E tuttavia io lo capisco, Presidente, ma io non
voglio fare un'arringa difensiva dell'onorevole Pellegrino, anche
perché non ne ha bisogno.
PRESIDENTE Lo faccia pure, se crede, ma nei tempi
ROTELLA Avevo soltanto il bisogno di ribadire in quest'Aula che
non è stata accertata nessuna dichiarazione mendace dell'Assessore
Pellegrino; che oggi le istituzioni non hanno il diritto di sentirsi
offese, perché non c'è nessun accertamento che va in questa
direzione. L'onorevole Pellegrino non è stato ancora raggiunto da
nessun provvedimento, l'assessore Pellegrino ha voluto compiere un
atto che nessuno gli ha chiesto e, debbo dire, lo ha fatto proprio
per sfidare - questo lo dico tra virgolette - una politica che non
appartiene, che non può appartenere a questa Assemblea, alla dignità
dei singoli deputati.
Allora, Presidente, con la serenità di chi sa di avere in fondo
consegnato, che consegna ancora all'assessore Pellegrino questo
scettro di persona assolutamente al di sopra di ogni sospetto, per
come vive, per come è vissuto e per come continua a vivere,
Presidente, il Gruppo parlamentare di Nuova Sicilia conferma
all'assessore Pellegrino ed al Governo la fiducia, la stima,
l'apprezzamento.
Vuole però ribadire in quest'Aula una cosa, onorevole
Presidente, c'è un problema di carattere politico che noi non
possiamo più sottacere: noi dobbiamo sapere se questa maggioranza è
ancora maggioranza, noi abbiamo bisogno di sapere se questa
maggioranza può sottostare o può subire l'aggressione di una
opposizione che dice: non votiamo la Finanziaria. E qual è il
problema? Se c'è una maggioranza di 63 deputati in quest'Aula, quale
problema ha a votare la Finanziaria, onorevole Leontini, onorevole
Formica, ma di che stiamo parlando? Non è questo il tema o gli
argomenti per cui noi possiamo metterci in ginocchio rispetto a
queste minacce, che certamente non ci intimidiscono.
Allora, se volete venire a votare la Finanziaria, amici
dell'opposizione, fatelo, è un vostro diritto ed è un vostro dovere,
soprattutto; se voi non lo farete, lo farà questa maggioranza,
onorevole Presidente della Regione, assumendosi per intero la
responsabilità. Pazienza, avrete perso un'occasione per dare il
vostro contributo, ancora una volta, alla società siciliana.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne ha
facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevole colleghi, io credo che
sia doveroso rammentare a tutti noi che oggi ci troviamo a discutere
non delle vicende precedenti agli atti che ci ha comunicato il
Presidente, perché su quelle vicende ognuno di noi può avere la
propria opinione, può avere il proprio punto di vista, può ritenere
financo legittimi una serie di ragionamenti che sono stati fatti da
vari deputati in quest'Aula. Né mi interessa discutere più di tanto
dell'eventuale capacità della maggioranza di esistere in quanto
tale, a prescindere dal ruolo dell'opposizione.
Io vorrei solo ricordare, a chi ci ricorda che c'è una
maggioranza, che sarebbe utile intanto che lo ricordasse alla
maggioranza stessa ed al Governo, atteso che ancora i testi che
consentono di discutere della Finanziaria debbono essere - così come
si è deciso venti minuti fa - valutati dalla rispettiva Commissione
competente, che è la Commissione Bilancio, e non per gesto
dell'opposizione ma proprio per gesti che riguardano la maggioranza
ed il Governo, per cui se c'è un problema riguarda questa
coalizione.
Il problema di cui stiamo discutendo è un altro ed è quello
legato agli atti amministrativi - almeno io mi sono dato questo
schema - che sono stati consumati dal Presidente della Regione in
osservanza a quanto detto all'onorevole Pellegrino rispetto alla sua
vicenda, perché se avessimo dovuto dare conto alle cose dette
dall'onorevole Pellegrino avremmo dovuto allargare la rosa, tenuto
conto che faceva capire che c'erano tanti altri colleghi suoi nella
stessa situazione. Invece, questo dimostra che non c'è un
atteggiamento né giustizialistico, né persecutorio, c'è un
ragionamento su un atto, che ha trovato l'accoglimento da parte del
Presidente della Regione, tenuto conto che c'è una dichiarazione
unilaterale dell'onorevole Pellegrino - che io saluto -, come
contributo a questo Parlamento, onorevole Rotella, perché favorisce
il ripristino di un clima di rispetto della politica e delle
istituzioni. Così come favorisce un clima di rispetto della politica
e delle istituzioni l'atteggiamento che conseguentemente ha
determinato il Presidente della Regione.
Non vorrei però, signor Presidente della Regione, che, onde
ossequiare in maniera eccessiva tutti questi atteggiamenti, si
compissero atti che possono mettere in pregiudicato gli atti
successivi dell'amministrazione regionale e del Governo della
Regione siciliana, legando a questo possibili illegittimità
amministrative e possibili contenziosi con autorità esterne a questo
Parlamento, che metterebbero in grave difficoltà la funzionalità
delle regole. E mi riferisco all'atto amministrativo, al decreto,
che, così come ricordato in quest'Aula, ha un suo percorso: "visti
gli atti; vista la modifica dello Statuto; visto il secondo comma
dell'articolo 9 dello Statuto, si determina quanto segue".
Credo che faccia male chiunque a ritenere che non ci sia una
linearità di comportamento. Il comportamento deve essere lineare, se
si vuole salvaguardare quanto di positivo sta venendo fuori da
questa discussione. Perché, se tutto è fatto con il trucco, allora è
ancora peggio, è il rimedio peggiore del male, se c'era un male.
Io credo che tutto questo debba essere evidente, e lo dico al
Presidente della Regione. Proprio perché deve essere salvaguardato
il percorso messo in atto che ha portato a lei, signor Presidente, a
determinare queste scelte, noi dobbiamo avere un atteggiamento
conseguente, per salvaguardare e valorizzare i suoi gesti,
altrimenti corriamo il rischio di dimostrare che siamo una sorta di
sede nebulosa, in cui tutto è possibile ed è possibile anche il
contrario, atteso che poi le carte ognuno le può interpretare e non
applicare.
Se si arriva fino a questo, io credo che si fa un torto financo
all'applicazione pedissequa dei testi votati dalla Camera e dal
Senato come riforma costituzionale del nostro ordinamento.
Io credo che tutto questo deve essere chiaro e non mi voglio
assolutamente accanire, perché so perfettamente che il Presidente
della Regione su queste questioni si atterrà al massimo di
funzionalità, di trasparenza e di legittimità, facendo verificare
gli atti agli uffici competenti perché vengano applicati in maniera
regolare e per evitare di mettere in discussione successivi atti che
possono essere compiuti in maniera irregolare da una Giunta di
Governo che, in quanto tale, non esiste; esiste un Governo formato
su preposizione di deleghe assessoriali, ma non esiste più la Giunta
in quanto tale. Grazie.
PRESIDENTE Grazie onorevole Crisafulli.
Su quanto detto dall'onorevole Crisafulli e proposto in termini
diversi dall'onorevole Speziale, io devo precisare che gli uffici
dell'Assemblea non hanno nessun potere di intervento.
CRISAFULLI Io parlavo di uffici del Governo
PRESIDENTE Ho capito il discorso dell'onorevole Crisafulli, ma
non quello dell'onorevole Speziale, per cui non posso raccogliere
l'invito. Raccolgo l'invito, da rivolgere al Governo, di accertare
la legittimità del suo provvedimento con gli organi che sono
previsti dalla legge: Consiglio di Giustizia Amministrativa ed
eventualmente anche l'Avvocatura dello Stato.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, col mio intervento introduttivo ritenevo, evidentemente
sbagliandomi, di aver dato delle indicazioni o comunque avere
illustrato il percorso che in questi tre giorni, dopo la Conferenza
dei presidenti dei Gruppi parlamentari, avevamo messo in atto perché
si potesse, in quest'Aula, continuare un iter parlamentare che è
quello dell'approvazione della Finanziaria a partire da oggi col
DPEF. Non perché questo, avevamo ritenuto fosse una specie di
ricatto; se questo in qualche modo avessero pensato, non l'avremmo
mai accettato, ma perché ritenevamo che dalla richiesta fatta dalle
opposizioni, che prima di accettare avevo in qualche modo detto di
sentire il bisogno di ascoltare - perché non l'avevo ancora fatto-
l'assessore Pellegrino, per concordare insieme a lui, potesse
rasserenare un clima che credo sia indispensabile, oltre che
importante, perché insieme tutte le forze politiche possano fare
una grande battaglia sulla legalità e sulla trasparenza.
E sono grato quasi a tutti gli intervenuti, all'onorevole
Speziale soprattutto, per aver ricordato che le battaglie antimafia
o comunque le battaglie per la legalità e per la trasparenza non
possono essere patrimonio soltanto di alcuni, come avevo detto, ma
sono patrimonio della politica, di quelli che vogliono portare alla
politica un contributo onesto e leale per quanto riguarda
soprattutto questi temi.
Evidentemente credo ci sia bisogno di qualche mio passaggio per
spiegare meglio gli atti che abbiamo fatto, perché dagli interventi
è probabile che si sia ingenerata, certo per responsabilità mia che
non saputo ben spiegare, anche qualche confusione.
Con un decreto, vengono innanzitutto nominati gli assessori e
poi, con un decreto a parte, vengono affidate le deleghe agli
assessori nominati. L'assessore Pellegrino non ha avuto bisogno,
quando l'ho ...
SPEZIALE Con la modifica costituzionale, il decreto ...
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Speziale, la
modifica costituzionale non prevede un iter di come devono essere
nominati. Queste sono le procedure che il Governo ha ritenuto di
adottare dopo avere consultato gli organi di cui dispone, non ultimo
certamente i nostri uffici.
Comunque non è questo il problema, perché, se noi ci
attardassimo, onorevole Crisafulli, a pensare che la questione sia
di carattere procedurale, faremmo torto alle nostre sensibilità,
oltre che alla sua intelligenza. Qui il problema è di natura
politica, quindi non mi attarderei a discutere delle procedure che
hanno ben poco valore quando invece ci si trovi d'accordo sul fatto
politico.
L'assessore Pellegrino non mi ha dato il tempo di parlare,
perché mi ha chiesto e mi ha notificato la sua volontà di
autosospendersi, non perché l'autosospensione fosse un atto dovuto,
perché certamente non lo è, ma, dato il clima politico, diventava
un atto politico per permettere una discussione serena e per
aspettare soprattutto che lui potesse leggere gli atti che lo
riguardavano. Qualcuno lo ha detto, io lo ripeto: in atto c'è
soltanto la fine di un processo istruttorio dei pubblici ministeri,
che è stato depositato.
Non c'è alcuna richiesta di rinvio a giudizio e non potrebbe
esserci considerato che dalla data in cui l'onorevole Pellegrino
verrà in possesso degli atti istruttori depositati (e credo che già
ne sia), avrà un certo lasso di tempo previsto dalle norme per
presentare le proprie memorie difensive. Dopo ciò i pubblici
ministeri valuteranno se esistono gli estremi per una richiesta di
rinvio a giudizio, richiesta che poi dovrà essere vagliata
dall'altra parte della Magistratura, la quale valuterà se rinviare a
giudizio o meno.
Tutto questo processo ancora non c'è; c'è soltanto, per
informazione, il deposito degli atti istruttori. Organi di stampa -
sarà anche vero, non lo sappiamo - dicono che si evince un percorso
non confacente alle dichiarazioni che l'onorevole Pellegrino ha reso
in quest'Aula e alla Commissione Antimafia.
Ma questo va accertato. In questo caso mi convince l'ipotesi
che avanza l'onorevole Rotella. E' giusto che la Magistratura vada
avanti per la sua strada, tuttavia, credo che questo Parlamento è
sovrano nel dover accertare se l'onorevole Pellegrino abbia
dichiarato cose diverse in due momenti diversi ovvero se, comunque,
dagli atti si evince che ci sia stata una dichiarazione
dell'onorevole Pellegrino non confacente alla realtà.
Mi convince ciò che dice l'onorevole Rotella; non so quale
debba essere la sede nella quale, come Parlamento, ci si possa
attribuire questa prerogativa e fare una verifica. Non credo che
bisognerà aspettare i tempi lunghi delle procedure giudiziarie.
Se questa sede è la Commissione Antimafia, credo sia giusto,
onorevole Presidente dell'Assemblea, che quella Commissione,
acquisiti gli atti - che oramai sono pubblici - valutasse se quelle
dichiarazioni mendaci ci siano state o meno. L'onorevole Pellegrino
chiede che si faccia questo in fretta e, nel frattempo, si
autosospende.
Il decreto che hanno preparato i miei Uffici e che io ho
firmato è un decreto con il quale assumo le funzioni di Assessore
regionale per il territorio. E' chiaro che l'assessore Pellegrino
non eserciterà più le funzioni di Assessore, è chiaro che
l'assessore Pellegrino non parteciperà alle riunioni della Giunta di
Governo, considerato che per sua scelta ha deciso di autosospendersi
dall'esercitare qualsiasi attività di Governo.
Tuttavia permane il fatto politico, onorevole Crisafulli, che
l'onorevole Pellegrino ha scelto di autosospendersi affinché si
possa fare definitivamente chiarezza su questa vicenda.
Che poi questo Governo abbia scelto di agire con il massimo di
rigore, onorevole Cracolici, non c'è alcun dubbio. Non c'è
"annacamento" in alcun senso: né attribuibile a fattori criminali
né attribuibile ad altri fattori che non sono criminali, ma che non
sono condivisibili.
FORGIONE Parli in italiano, non in toscano, onorevole
Presidente.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Forgione, si è
capito benissimo ciò che intendevo dire. Questo Governo potrebbe
indicare numerosi provvedimenti che non hanno avuto "annacamenti".
L'onorevole Granata me ne suggerisce uno: il sequestro dei tanti
pozzi d'acqua che abbiamo effettuato; l'avevano detto tutti, ma noi
l'abbiamo fatto.
Questo Governo non ha potuto partecipare, onorevole Forgione,
al funerale del giudice Caponnetto; ma a lei certamente non sarà
sfuggito che questo Governo e il sottoscritto erano presenti su
tutti i giornali d'Italia con una dichiarazione a commento della
morte del giudice Caponnetto. Questo Governo ha pure fatto il
necrologio ricordandolo come "un uomo, un magistrato, una persona
che ha contribuito moltissimo a quelle che sono state alcune scelte
importanti di questa Regione".
E' chiaro che lei, onorevole Forgione, non mi ha potuto vedere
al funerale perchè non c'ero, ma non c'era neanche lei; però era
presente il giornalista Travaglio, il quale ha notato che non
c'eravamo nè io nè altri, compreso lei; Travaglio, evidentemente, ha
avuto il tempo per andarci e noi ne prendiamo atto.
Ribadisco che la nostra non era un'assenza colpevole, era
un'assenza; come pure assenti siamo stati in occasione dei funerali
di tanti altri onesti servitori dello Stato ai quali non ho potuto
partecipare personalmente, ma ai quali abbiamo partecipato come
Governo della Regione sia con il necrologio che con una presenza.
Ma di questo non farei un caso; diversamente rischieremmo di
confondere la politica con lo pseudo giornalismo che fa Travaglio.
Onorevole Speziale, la Commissione Antimafia accerti se
l'onorevole Pellegrino ha mentito; credo sia giusto per un
componente del Governo che ci possa essere questa possibilità.
Lungi da noi voler trasformare questo dibattito - e credo che
non l'abbiamo fatto - tra chi è per il giustizialismo e chi è per il
garantismo. Questo Parlamento è perchè le regole vengano tutte
rispettate e perchè ci sia una giusta garanzia per tutti i cittadini
nelle forme dovute che tutti quanti abbiamo qui in qualche modo
ricordato.
Bizantinismo mi pare il tentare in tutti i modi di farmi dire o
di far dire al mio decreto ciò che non ha detto e che non voleva
dire. Il decreto è qui, alla vista di tutti e dice esattamente le
cose che ci sono scritte.
E' chiaro che la finanziaria rappresenta l'atto politico, oltre
che del Governo, del Parlamento, e che dispiacerebbe a questo
Governo che si andasse avanti nell'approvazione di una finanziaria
senza una parte importante che ha il dovere, oltre che il diritto,
di contribuire al varo di una finanziaria tendente allo sviluppo
della Sicilia, a dare lavoro ai siciliani, a garantire i diritti dei
siciliani.
Credo che l'intento di non partecipare all'esame della
finanziaria sia lontano dalla volontà di partiti importanti.
L'atto dell'Assessore Pellegrino è servito, se pur ce ne fosse
il minimo dubbio, a cancellare anche questa ipotesi che aleggiava e
che noi abbiamo voluto in qualche modo allontanare.
Onorevole Rotella, la finanziaria è un atto troppo importante
perchè possa essere pensato senza il contributo di tutti. Noi
abbiamo il dovere di ricercare tutte le condizioni affinchè la
finanziaria sia l'atto del Parlamento, di tutto il Parlamento. E'
chiaro che la finanziaria dobbiamo farla, ma io mi auguro che, così
come è sempre accaduto in questo Parlamento, venga approvata con il
contributo di tutti, considerato che la finanziaria presentata dal
Governo aspetta di essere migliorata attraverso il contributo di
coloro i quali riterranno opportuno intervenire.
Onorevole Crisafulli, ma lei pensa davvero che io possa tentare
trucchi nei confronti del maestro dei prestidigitatori? Lei si
sottovaluta. Io non ci penso neanche, non immagino assolutamente di
fare trucchi a colui il quale i trucchi li ha insegnati a tutti
quanti Lungi da me il pensiero di fare trucchi.
C'è una realtà e la realtà è che l'Assessore Pellegrino ha
scelto di autosospendersi e di tale atto di responsabilità gliene
siamo grati, considerato che ciò contribuisce a far andare avanti
l'iter procedurale della finanziaria cui tutti tendiamo.
Non posso condividere, invece, l'atteggiamento dell'onorevole
Ferro e dei suoi amici; non posso condividerlo. Mi dispiace che
l'onorevole Granata abbia loro donato non so quale libro, perchè se
potessimo tornare indietro, io consiglierei di regalare loro la
'Storia della colonna infame', in quanto probabilmente andrebbe
letta con più attenzione da parte dell'onorevole Ferro e dei suoi
amici, perchè forse qualche spunto importante potrebbero trovarlo
sia nella versione originale del Manzoni sia nella versione
riveduta, corretta e riscritta dal nostro conterraneo Leonardo
Sciascia, il quale credo meriti qualche attenzione particolare da
parte di coloro i quali ritengono di venire qui a fare le prediche
e, poi, in occasione di un libero dibattito che questo Parlamento
sta sviluppando (e che credo sia anche importante) ritengono di non
ascoltare le ragioni degli altri, allontanandosi dall'Aula.
Credo che noi oggi si sia consumato un passaggio positivo, in
quanto esso aiuta il Governo, ma anche il Parlamento, ad andare
avanti e a fare il proprio dovere.
Attendiamo - e lo chiedo, signor Presidente dell'Assemblea -
che la Commissione Antimafia, più velocemente di quanto possa fare
la Magistratura, ci aiuti a sciogliere un nodo, a risolvere un
problema, che poi è lo stesso che l'onorevole Pellegrino vuole
sciogliere e che l'onorevole Rotella ci ha proposto: tentare di
capire se veramente l'onorevole Pellegrino abbia mentito oppure no.
Certo, se avesse mentito, ci sarà da fare da parte di tutti noi
una valutazione ulteriore; ma, se non avesse mentito, credo che
tutti noi dovremmo fare un ulteriore esame di coscienza.
E' con questo auspicio, signor Presidente, che concludo il mio
intervento, non trascurando di augurare a tutti i parlamentari un
Buon Natale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, concludendo la seduta, rinnovo i
miei più sentiti auguri per un sereno Natale ed un felice anno
nuovo.
La seduta è rinviata a martedì 21 gennaio 2003, alle ore 17.30,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2003-2006 (Seguito)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per
il triennio 2003-2005" (n. 554).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2003" (n. 553).
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 15.42
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 18.00