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Resoconto d'Aula della Seduta n. 111 di lunedì 23 dicembre 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    (La seduta, sospesa alle ore 10,54, è ripresa alle ore 12,40)

     BURGARETTA  APARO ,  segretario,  dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

                                    MISSIONE

     PRESIDENTE   Comunico  che,  per  ragioni  del  suo  ufficio,  l'
  onorevole Lo Monte  è  in missione dal 19 dicembre 2002 al 7 gennaio
  2003.

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE  Comunico  le  assenze e le sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni parlamentari per il periodo 11 - 18 dicembre 2002:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione dell'11.12.02: LEANZA E.-MICCICHE'-BARBAGALLO-CRISAFULLI
                           LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO

                              BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 18.12.02: SAVONA-CINTOLA-GENOVESE-LEANZA V.- MANCUSO

   Sostituzioni
   Riunione del 18.12.02: D'ANTONI  sostituito da LO MONTE

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione del 18.12.02: GAROFALO - INCARDONA - GALLETTI

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

            N. 953 - Interventi per la realizzazione di  un  aeroporto
          nel territorio siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
          Firmatario: Vicari Simona;

            N. 955 - Motivi della mancata applicazione, nella  Regione
          siciliana, della  disposizione  prevista  dal  comma  4  bis
          dell'art. 13 della Legge n. 178  del  2002  a  favore  delle
          aziende agricole colpite  dalla  eccezionale  siccità  degli
          anni 2000, 2001 e 2002.
            - Assessore Agricoltura
          Firmatari:
          Villari Giovanni; Barbagallo Giovanni; Liotta  Santo;  Raiti
          Salvatore; Spampinato Giuseppe;

            N. 956 - Provvedimenti  per  il  rapido  ripristino  delle
          condizioni dell'asse di collegamento Castelvetrano-Sciacca.
            - Presidente Regione
          Firmatario: Manzullo Giovanni;

            N. 957 - Interventi di recupero ambientale del  territorio
          dei comuni di S. Filippo del Mela e Milazzo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Industria
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Formica Santi.

    - Con richiesta di risposta scritta:

            N. 948 - Notizie sul futuro dello stabilimento  Keller  di
          Palermo e sulle garanzie per i suoi lavoratori.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

            N. 949 - Verifica delle scelte amministrative compiute  in
          seno al Consorzio di Bonifica 9 di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Firmatario: Liotta Santo;

            N. 950 - Notizie sulla destituzione  di  alcuni  dirigenti
          veterinari dell'Azienda USL n. 6 di Palermo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatari: Vitrano Gaspare; Gurrieri Sebastiano;

            N. 951 - Rimedi alla carenza degli edifici scolastici  nel
          Comune di Maniace.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Ioppolo Giovanni;

            N. 952 - Applicazione del disposto della legge 14 febbraio
          1992, n. 185, limitatamente alle tipologie di interventi non
          disciplinati dalla  legge  11  dicembre  2000,  n.  365,  in
          materia di interventi a favore degli agricoltori danneggiati
          da calamità naturali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Firmatario: Basile Giuseppe

            N. 954 - Interventi per la realizzazione di  un  aeroporto
          nel territorio siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
          Firmatario: Vicari Simona.

     PRESIDENTE   Avverto,  ai  sensi  dell'articolo  127, comma 9 del
  Regolamento interno,  che  nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.

       Onorevoli   colleghi,   la  Conferenza  dei  Capigruppo,  nella
  riunione tenutasi  il  18  dicembre  2002,  ha  indicato il seguente
  programma dei  lavori  delle Commissioni e dell'Aula per la sessione
  di bilancio:

       - le  Commissioni  di  merito  sono  autorizzate a riunirsi per
  l'esame congiunto  dei  disegni  di legge finanziaria e di bilancio,
  per le parti di rispettiva competenza, dal 7 all'11 gennaio 2003;

       - la  Commissione Bilancio è autorizzata a riunirsi per l'esame
  generale congiunto  dei  disegni di legge finanziaria e di bilancio,
  dal 13 al 18 gennaio 2003;
       - l'Aula terrà seduta per l'esame dei suddetti disegni di legge
  a decorrere dal  21  gennaio  2003. Nel caso in cui a quella data le
  Commissioni  non  dovessero  avere  esaurito  il loro compito, nella
  seduta del  21  gennaio  si  procederà  all'esame e alla conseguente
  approvazione  del  disegno  di  legge  di  esercizio provvisorio del
  bilancio della Regione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


            DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE   Si   passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153 del Regolamento  interno,  della mozione n.  189 "Iniziative per
  la realizzazione  delle infrastrutture essenziali a Montevago (TP)",
  degli  onorevoli   Raiti   Salvatore;   Ferro   Giovanni;   Miccichè
  Calogero;  Morinello  Salvatore.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il terremoto del  15  febbraio  1968 ha devastato la
              zona del Belice e  il  Comune  di Montevago è quello
              che  ha  pagato  il  più  alto tributo di vite umane
              dell'intera Valle;

            - dopo   aver    vissuto   ventiquattro   anni   nelle
              baraccopoli,  da   dieci   anni   la  popolazione  è
              costretta a vivere  in  un  gigantesco  pantano  che
              interessa tutto il quartiere dell'ex baraccopoli;

     CONSIDERATO che:

            - nel 1990 furono appaltati ad un consorzio di imprese
              dal Provveditorato  delle opere pubbliche di Palermo
              i lavori di parte dell'urbanizzazione di Montevago;

            - i  lavori  di  urbanizzazione  furono affidati ad un
              consorzio    di   imprese,   guidato   dalla   ditta
              Edicostruzioni di Roma;

            - contemporaneamente   furono  assegnati  i  lotti  ed
              approvati  i  relativi progetti per la ricostruzione
              delle case;

            - nel   1994   uno   degli  imprenditori  della  ditta
              appaltatrice  fu accusato per mafia e da parte della
              magistratura  furono  bloccati  i  lavori e chiusi i
              cantieri;

     PRESO ATTO del fatto che:

            - nonostante   l'imprenditore   accusato   sia   stato
              assolto,  le  opere  di  urbanizzazione sono rimaste
              incomplete  ed  abbandonate  per  diverso  tempo e i
              cittadini  sono  stati  abbandonati  e  costretti  a
              vivere in condizione igieniche malsane;

            - nell'ex baraccopoli i montevaghesi hanno ricostruito
              le   loro  case  ma,  da  dieci  anni  le  opere  di
              urbanizzazione attendono di essere completate;

            - in    quest'area    manca    tutto,    le    strade,
              l'illuminazione e la rete fognaria;

     RITENUTO che:

            - il  dramma  di  chi, ha vissuto  la tragedia a causa
              degli  eventi  naturali è stato aggravato da pastoie
              burocratiche di ogni tipo;

            - le  condizioni  in  cui  vivono  oggi i montevaghesi
              rappresentano  una  vergogna  per  tutta  la  classe
              politica  italiana  che  è  ancora  incapace di dare
              risposte   concrete   e   risolvere   la  vergognosa
              situazione;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire presso il Ministro delle infrastrut-
              ture e dei  trasporti  perchè si realizzino tutte le
              infrastrutture indispensabili  a garantire ai monte-
              vaghesi  la  possibilità  di  vivere  in  condizioni
              dignitose e siano  realizzate  e completate tutte le
              opere preventivate  per l'opera di ricostruzione del
              paese." (189)

                                             RAITI - FERRO
                                             MICCICHE' - MORINELLO

     PRESIDENTE  Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
  Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perchè  se  ne
  determini la data di discussione.

   e finanziaria.

   Presidenza del presidente Lo Porto


    RINVIO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO
    - FINANZIARIA PER GLI ANNI 2003-2006

     PRESIDENTE   Si   passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno
  "Discussione  del  documento di programmazione economico-finanziaria
  per gli anni  2003-2006".
       Invito  la   II   Commissione  "Bilancio  "  a  prendere  posto
  nell apposito banco.

     SAVONA   vicepresidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi,  l'articolo  73  bis.1  del  Regolamento interno
  prevede   al    comma    1    che   gli   atti   di   programmazione
  economico-finanziaria vengano  discussi  in  Aula  sulla base di una
  relazione della  Commissione  Bilancio  e  di eventuali relazioni di
  minoranza. In  effetti, la Commissione Bilancio, pur avendo dedicato
  all'argomento un certo  numero  di  sedute,  non  ha concluso i suoi
  lavori e  dunque  non  ha autorizzato una relazione.
       Il Regolamento interno  prevede  comunque che tali atti vengano
  iscritti all'ordine  del  giorno dell'Aula per essere discussi entro
  termini  precisi  e   dunque   la   Presidenza   ha   opportunamente
  calendarizzato  la discussione.  Resta  il  fatto  (che  ha  valenza
  politica e procedurale)  della  mancata  definizione  dell'esame  in
  Commissione.  E resta in tutta  la  sua  evidenza  il  limite di una
  discussione che ha un  suo significato rilevante se svolta nella sua
  collocazione  naturale:   l'avvio  della  fase  infragovernativa  di
  definizione  dei  documenti   finanziari   rispetto  alla  quale  il
  Parlamento formula indirizzi  ed  obiettivi;  che perde ogni valenza
  nel momento in cui tali documenti sono definiti e disponibili.
       Del resto,  perché  mai  la  discussione dovrebbe appassionarsi
  sul quadro finanziario programmatico quando è già definito l'insieme
  degli strumenti  giuridici  e  di  bilancio  attraverso  i  quali il
  Governo intende  attuare  quegli  indirizzi?  Nella  migliore  delle
  ipotesi si  potrà svolgere una sorta di discussione anticipata sulla
  manovra depositata. Ma  non  è  questo  lo  spirito  per il quale lo
  strumento del DPEF è stato introdotto nel nostro ordinamento.
       Dunque, non la  relazione  io  sono chiamato a rendere ma debbo
  testimoniare un disagio  che è di tutta la Commissione e manifestare
  l'auspicio che si possa recuperare, a partire dal prossimo anno, una
  corretta  scansione  nell'esame di tali documenti essendo, in questo
  caso, il calendario aspetto sostanziale della discussione stessa.

     PRESIDENTE  Onorevole Savona, prendo  atto  di  quanto  lei ci ha
  riferito. Comunque il problema  è applicare il comma 4 dell'articolo
  73 bis.1 del Regolamento come,  appunto, mi accingo a fare dopo aver
  ascoltato  l'opinione e, se possibile, anche il merito relativamente
  al  documento  da  parte del Governo.  Ringrazio l'assessore Granata
  per  essere  presente, con una funzione rappresentativa qualificata,
  ma  per  riferire  sul documento finanziario occorre la presenza del
  Presidente della Regione o dell'assessore per il bilancio. Onorevole
  Granata, lei ha notizie in merito?

     GRANATA  assessore per  i  beni  culturali ed ambientali e per la
  pubblica istruzione. Ho  notizie che l'assessore per il bilancio sta
  per arrivare in Aula.

    (Entra in  Aula l'onorevole Pagano, assessore per il bilancio e le
  finanze)

     PRESIDENTE  Assessore Pagano, abbiamo dato avvio alla discussione
  sul  Documento   di   programmazione  economico  -  finanziaria.  Il
  relatore, vicepresidente  delle Commissione Bilancio, ci ha indicato
  le difficoltà  incontrate dalla Commissione nell'esaminare il testo;
  sicché, ai sensi del comma 4 dell'articolo 73 bis.1 del Regolamento,
  l'Assemblea, trascorsi  i  venti  giorni  previsti  dal  Regolamento
  stesso, è nel pieno titolo per affrontare il documento.
       Chiedo  la sua  opinione,  e  dichiaro  aperta  la  discussione
  sul Documento di programmazione economico-finanziaria.

     PAGANO   assessore  per  il   bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi,  lo  scenario  entro  cui  è  stata
  collocata l'analisi  dell'economia siciliana contenuta nel Documento
  di  programmazione   economico-finanziaria  approvato  dalla  Giunta
  regionale ha subìto, come è noto, un peggioramento.
       Infatti mentre  le  previsioni  degli  istituti  internazionali
  elaborate nel mese di aprile  2002  erano  state  più  favorevoli di
  quelle formulate...

     SPEZIALE  Onorevole assessore,  lei sta svolgendo la relazione di
  merito  al DPEF senza tenere  conto  di  ciò  che  ha  appena  detto
  l'onorevole Savona, relatore della Commissione Bilancio.

     PAGANO  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo scusa
  per il mio ritardo ....

     PRESIDENTE  Onorevole  Assessore,  lei è autorizzato a riprendere
  la  parola tenendo  presente  che  da  parte  del  Presidente  della
  Commissione Bilancio è  stato detto che la commissione non ha potuto
  operare; pertanto, utilizziamo  il  termine di venti giorni previsti
  dal nostro Regolamento.  Se  nel  corso della sua relazione ci vuole
  indicare le conseguenze  e,  se  crede,  le  ragioni di tale evento,
  avremo corrisposto alla richiesta dell'onorevole Speziale.

     PAGANO   assessore  per  il   bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, al di là di  quella  che è stata l'interruzione, ritengo
  che invece la chiave  di  lettura  debba  essere  vista  esattamente
  all'interno di una situazione che  è  nota,  che  è stata spiegata a
  tutti i livelli, anche  in  maniera  informale  durante il dibattito
  della legge di variazioni in Commissione Bilancio.
       Il  Documento di programmazione economico-finanziaria ha subìto
  indubbiamente  una  modifica:  il  fatto stesso che il Governo abbia
  presentato la legge di bilancio e la finanziaria in ritardo rispetto
  ai canonici tempi ne è la dimostrazione classica.
       Tuttavia, il fatto  che  ci  sia  stato  questo peggioramento e
  questo cambiamento però  ha  intaccato relativamente poco, nel senso
  che  il quadro  macroeconomico  che  avevamo  previsto  già  durante
  l'approvazione del Documento  avvenuta il 24 luglio, di fatto, non è
  stato modificato in  maniera  straordinaria  ed è la controprova che
  certamente, da un  punto  di  vista  sostanziale, avevamo operato in
  maniera positiva.
       Se quello che è  stato  detto  -  che  però  non  ho  avuto  la
  possibilità  di  ascoltare   -   da   parte   del  Presidente  della
  Commissione  è in linea con quanto però informalmente già si è detto
  nei giorni precedenti, e trova riscontro nel fatto che oggi si possa
  articolare un ragionamento che si è aperto, e quindi anche su quello
  che non è stato  oggetto  di discussione in Commissione, non ci sono
  difficoltà da parte del  Governo  ad  un riscontro e ad un confronto
  nella seduta odierna.
       Quindi, se  questo  da un punto di vista procedurale può essere
  utile,  sarei dell'avviso, onorevole Presidente, di continuare nella
  mia  prolusione  così  come  avevo  iniziato  prima.  Se, invece, ci
  dovessero essere  osservazioni, il Governo si adegua tranquillamente
  alla volontà dell'Assemblea. In tal senso, è pronto anche ad operare
  una modifica in corso d'opera.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor Presidente,  lei  ha  giustamente  sollevato  un
  problema di ordine regolamentare perché  noi affrontiamo, o dovremmo
  affrontare,  il  Documento  di  programmazione economico-finanziaria
  senza che la  Commissione  di  merito  abbia  espresso  il parere di
  competenza. E non lo ha espresso perché non si è riunita o perché  è
  stata disattenta rispetto  alla questione. Infatti, come lei ben sa,
  ho inviato una  lettera  e  alla  Presidenza  ed al presidente della
  Commissione, onorevole  Croce,  subito  dopo  la  presentazione  del
  Documento di programmazione  economico  -  finanziaria in cui facevo
  rilevare  che  tutte   le   previsioni,   le   stime  ed  il  quadro
  macroeconomico di  riferimento  del  Documento  stesso,  ormai erano
  tutte superate abbondantemente dalla situazione economica.
       Porto un esempio: la  previsione  di crescita prevista dal DPEF
  era per il 2003  del  2,3 per cento. Tutti gli indicatori dicono, in
  questo momento, che la previsione di crescita in Sicilia sarà la più
  bassa degli ultimi  50  anni:  noi avremo una previsione di crescita
  dello 0,3 per cento per l'anno prossimo, uniformandoci, per la prima
  volta, a quella nazionale.
       Ora,  la  ragione  per  cui  la  Commissione  Bilancio  non  ha
  proseguito nell'esame consiste  nel  fatto  che  è  stata chiesta al
  Governo  una   integrazione   rispetto   alle   previsioni  e  stime
  originarie.
       Il Governo, fino  a  stamattina,  non  ha  mandato  alcun testo
  integrativo.  Pertanto,  non  mi  pare  che  l'Assemblea  sia  nelle
  condizioni di avere un quadro completo del documento finanziario, in
  quanto, pur essendo  -  per  riconoscimento  stesso del Governo - il
  Documento di  programmazione economico - finanziaria approvato dalla
  Giunta nei tempi  previsti dalla legge, prima del 30 luglio, risulta
  comunque superato sia  nel Quadro di riferimento macroeconomico, sia
  nelle previsioni e nelle stime di crescita.
       Pertanto,  onorevole  Presidente dell'Assemblea, io mi permetto
  di sollevare  l'esigenza  che  il  Governo,  intanto, ottemperi alla
  integrazione del  Documento, così  come  richiesto dalla Commissione
  Bilancio;  la Commissione  Bilancio  si  riunisca  per  esprimere le
  proprie  valutazioni,   essendo   il   Documento  di  programmazione
  economico -  finanziaria  importantissimo  nella  formazione  e  del
  bilancio e della finanziaria.
       Inviterei quindi il Parlamento  ad  evitare  di  dare  un senso
  soltanto  di  approvazione   rituale,   perché   è   una   questione
  fondamentale che attiene al  tasso  di  crescita,  alle  modalità di
  intervento, agli obiettivi  che  saranno finalizzati. Tutto parte da
  lì;   se  noi   lo  affrontiamo  in  modo  rituale,  ovviamente  non
  assolveremo fino in fondo al nostro compito.
       Pertanto, signor Presidente,  la  invito a chiedere al Governo,
  anzi la mia richiesta va in tal senso, una integrazione al Documento
  da trasmettere alla  Commissione  Bilancio.  Così, dopo le festività
  natalizie,  potremo  procedere  all'approvazione  del  Documento  di
  previsione economico - finanziaria, come integrato dal Governo.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  vi  è  una  precisa  richiesta
  dell'onorevole Speziale che  coinvolge  sia la Commissione di merito
  sia il Governo.  Altri intendono intervenire su tale richiesta?

     SPEZIALE  Signor Presidente,  formulo  la mia richiesta a nome di
  tutto il centrosinistra.

     PRESIDENTE   In mancanza di  altri interventi, do  la  parola  al
  Governo.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli    colleghi,    capisco    le   osservazioni
  dell'onorevole Speziale; però, evidentemente, sono stato poco felice
  nella spiegazione, sia  pure  molto  succinta,  che ho avuto modo di
  dare poc'anzi.
       Il Governo, di  fatto,  ad  oggi  non  è  nelle  condizioni  di
  presentare  -  ovviamente  dopo  opportuno  commento  da  parte  del
  sottoscritto - le  note  di  variazione,  le  quali  non stravolgono
  comunque  l'impianto   precedente.   Lo   ripeto:  noi  siamo  stati
  volutamente prudenti nell'impostazione  che  è  stata  data  al DPEF
  approvato il 24  luglio;  di conseguenza, le modifiche che il quadro
  economico complessivo ha  avuto  modo  di  manifestare  dal  mese di
  luglio in poi, dal mese  di  agosto  in  poi,  di fatto non ci hanno
  preso in contropiede,  non hanno avuto modo di modificare in maniera
  straordinaria l'impianto complessivo.
       Pertanto, oggi sono  tranquillamente in grado di dimostrare che
  è una modifica, almeno dal punto di vista macroeconomico, certamente
  non radicale rispetto  a quello che era l'impianto originario.  E mi
  si consenta di dire che ciò è anche un merito del Governo.
       Da questo punto di  vista, il fatto stesso che non ci sia stata
  l'opportunità  di   discuterne   in   Commissione  Bilancio  mi  può
  addolorare, perché  abbiamo  avuto  modo  di  approvare  delle leggi
  importanti, significative  per  la complessità e significative anche
  per la manovra  che  abbiamo avuto modo di apprezzare.
       Tuttavia, il Governo, in quanto tale, a parte il dispiacere che
  può avere nel  caso specifico, non può bloccare la propria attività.
  Siccome ho spiegato  che  sono pochissime le modifiche da apportare,
  siamo a disposizione per un confronto "de visu" e in tempo reale già
  oggi.  Pertanto, il Governo insiste nel chiedere che oggi avvenga la
  discussione,  attraverso  la  lettura  e  il  commento delle note di
  variazione ed  il  quadro complessivo del quadriennio 2003-2006.
       Se ciò  può  essere apprezzato dall'Aula nel suo complesso, non
  ho alcuna  difficoltà a riprendere la discussione che avevo iniziato
  e dare spiegazione  delle  lievi modifiche intervenute dal 24 luglio
  ad oggi.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'intervento del  rappresentante  del Governo sia stato estremamente
  esplicativo,  anche se è  un  po'  paradossale  la  seduta  odierna:
  infatti il Documento di  programmazione  economico - finanziaria - e
  questo è un invito  che  rivolgo  anche  all'onorevole  Speziale, il
  quale pone delle questioni  assolutamente  degne  di  merito  -  nel
  momento  in  cui   l'Assemblea   regionale   ha  recepito  la  legge
  finanziaria e la legge di bilancio, di fatto il DPEF è già integrato
  perchè  viene   trascritto   all'interno   dei   predetti  documenti
  finanziari.   Quindi,  di  fatto,  occorre  andare  a  leggere  quei
  documenti.
       La verità  è  un'altra.  Io ripropongo sempre lo stesso tema: i
  tempi. I tempi che  non sono soltanto quelli del Governo, riguardano
  tutti  noi.  Ancora  una  volta,  infatti,  questa  mattina  l'Aula,
  convocata per le ore 10,  ha  iniziato i propri lavori con due ore e
  mezzo di ritardo.
       Se tutti ci abituassimo  a  rispettare  i tempi, allora il DPEF
  avrebbe   senso.  Ha  senso  nel  momento in cui questa Aula, questa
  Assemblea esprime il suo parere  entro  la  fine del mese di luglio.
  Infatti l'indirizzo, che comunque abbiamo  il dovere e il diritto di
  dare a quel documento, è propedeutico per il Governo per predisporre
  la finanziaria e il bilancio.
       Ma oggi, che quel  documento  già  c'è,  e ne abbiamo già preso
  atto (perchè non  è  stato  respinto, è stato accolto dall'Assemblea
  regionale),nel momento in cui c'è,  tutto il resto è da considerarsi
  superato.  Se integrazioni dovevano  essere fatte, sono state fatte;
  e  sono  state  fatte nella  legge  finanziaria  e  nella  legge  di
  bilancio.  Si trovano già  lì   Che  cosa stiamo discutendo, dunque
  Stiamo discutendo del DPEF?  No.  Un  minimo  di  dignità diamocela
  Questo è un passaggio  formale  dovuto.  Sbrighiamoci,  evitiamo  di
  andare oltre.  Perchè non solo  ridiamo  noi  -  anche  se  a  denti
  stretti - ma rischiamo di  fare  ridere  quelli  che stanno fuori da
  questo Palazzo.
       Pertanto, signor Presidente,  colgo  l'occasione  per rivolgere
  gli auguri a lei, all'Ufficio  di Presidenza e a tutti i funzionari,
  auspicando, però, che veramente dal 2003 si possa ritornare ad avere
  certezza dei tempi. Il rispetto  dei  tempi  fa  sì  che tutto venga
  rimesso nel suo dovuto  ordine;  l'  incertezza  crea  invece  anche
  queste situazioni al limite del paradosso.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  non  ho
  apprezzato l'aria di sufficienza  con  la  quale  l'Assessore per il
  bilancio ha dichiarato "sì,  siamo  addolorati perchè la Commissione
  Bilancio non ne ha  discusso.."  Un'aria  di  sufficienza  verso  le
  istituzioni di questo Parlamento.
       Mi rendo conto che  ormai  ci  si  avvia  a  forme  di  Governo
  extraparlamentari  -  noi   non   le   condividiamo   -,  ma  questo
  atteggiamento è davvero  intollerabile.  Tra l'altro, non è la prima
  volta che si dimostra tutto  ciò
       Poi il Governo aggiunge:  "Le  note  di  variazioni  al DPEF le
  abbiamo già pronte,  però che volete? Inutile discutere, ormai siamo
  qui e andiamo avanti."  Tanto  -  poi ci spiega l'onorevole Acierno,
  che  debbo  dire in  Conferenza  dei Capigruppo  evita  di  fare  il
  guardiano ringhioso del Governo,  ma  in  Aula  non  sa  resistere a
  questa tentazione - ormai le  note  di  variazioni  al DPEF sono già
  scritte dentro la finanziaria,  che problema c'è? Andiamo avanti.
       E noi cosa siamo  qui?  Chi facciamo ridere?  Facciamo piangere
  con questo rapporto tra  Governo  ed  istituzioni  E siete offensivi
  anche verso le dichiarazioni  del  Presidente della Commissione, che
  credo abbia consegnato all'inizio  dei  lavori  in  quest'  Aula una
  riflessione sul rapporto tra il  Parlamento  e il Governo su materie
  così delicate.
       Io mi rendo conto che  a voi non importa molto del DPEF: andava
  fatto a luglio, siamo  ormai  a  Natale, che problema c'è? Tanto poi
  nella finanziaria il quadro di  riferimento  per  inserire un po' di
  'zozzagini'  clientelari è  indipendente  dalla  discussione  e  dal
  rapporto tra Parlamento e Governo
       Inviterei il Presidente dell'Assemblea regionale, invece, a far
  rispettare il rapporto tra  Governo e Parlamento; ci sono delle note
  di variazioni al DPEF  che noi prendiamo sul serio, non le trattiamo
  con sufficienza. Queste note  devono  andare in Commissione Bilancio
  e,  se  modificano anche solo di  una  virgola  o  di  un  punto  la
  finanziaria  già  depositata  in  Assemblea,  questo  lo  deve  fare
  innanzitutto la Commissione Bilancio, se  no si approva il DPEF così
  come è, quello che è in questo momento in Aula senza che sia passato
  formalmente dalla Commissione Bilancio.
       Ma,  ripeto,   se  il  Governo,  accogliendo  l'esigenza  posta
  dall'onorevole Speziale, dice di  dovere  modificare il Documento di
  programmazione  economico  -  finanziaria   al  punto  tale  da  far
  dichiarare qui all'Assessore per il  bilancio di avere già pronte le
  note  di variazioni,  allora  il  Presidente  dell'Assemblea  faccia
  rispettare il ruolo del Parlamento e trasmetta le note di variazioni
  alla Commissione Bilancio.

     PRESIDENTE   E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Ortisi.  Ne  ha
  facoltà.

     ORTISI  Gli onorevoli assessori mi scuseranno se non mi rivolgo a
  loro  ma  esclusivamente   al   Presidente   dell'Assemblea.  Signor
  Presidente, le esperienze che  abbiamo  maturato,  come  deputati di
  centrodestra e di  centrosinistra  durante questi mesi, preconizzano
  un futuro che nessuno di  noi,  penso,  si  augura:  lo  svuotamento
  totale dell' essenza del Parlamento.
       Allora nessuna  meraviglia  se  qualche  collega scambia questa
  tribuna per un palco  di  tipo  elettorale  perché, se  non possiamo
  svolgere  il  ruolo che  ci  è  affidato, è  inevitabile  che  negli
  interventi si vada al di  là  del  ruolo  medesimo e si scantoni con
  tutto quello che di pericoloso - dal punto di vista istituzionale ma
  anche dei rapporti fra i gruppi politici - ciò comporta.
       L'ennesimo vulnus è  quello  che  sta  succedendo adesso. Io mi
  ritrovo al terzo  punto  dell'ordine  del  giorno  "Discussione  del
  Documento di programmazione economico  -  finanziaria  per  gli anni
  2003-2006";  ho qui un 'malloppo'  che  da  cireneo  mi  sono letto,
  facendomi qualche risata  naturalmente,  perché  le  previsioni sono
  superate da quanto è  avvenuto:  dal  quadro macroeconomico a quello
  che il Governo si  ripromette,  nel  documento,  di  realizzare come
  conseguenza della situazione economico-finanziaria; ma anche, se non
  soprattutto, di quello che vuole fare.
       Se avete letto con  attenzione  le parti centrali del Documento
  stesso, vi sarete accorti che molte cose non si sono realizzate o si
  sono realizzate cose opposte rispetto a quanto era scritto. Ma ciò è
  avvenuto perché appartiene - e mi si consentirà il giudizio politico
  - alla estemporaneità dell'azione di  Governo,  il  quale non ha una
  filosofia di fondo.
       Ma voi dovete consentire, - a parte i tempi, onorevole Acierno,
  nel merito - all'ultimo dei deputati, che sono io, di leggere quello
  che l'assessore oggi in  linea  diretta pretende che noi apprendiamo
  (anche  quelli  come me tardivi  a  comprendere)  e  lo  studiamo  e
  assumiamo atteggiamenti conseguenziali.  O  ci volete togliere anche
  questo diritto-dovere del parlamentare?  Nessuno  poi  si lamenti se
  quest' Aula diventa altro  rispetto  all'Aula  parlamentare  che noi
  pensiamo sia  E, in ogni  caso,  in definitiva, chiederò ai colleghi
  del centrosinistra di abbandonare  l'Aula  se  vi  radicalizzate  su
  questo

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Ferro.  Ne ha
  facoltà.

     FERRO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che noi oggi
  siamo  invitati  qui  a  discutere  é il Documento di programmazione
  economico-finanziaria  per  gli  anni  2003 - 2006. Ho ascoltato gli
  interventi  che  mi hanno preceduto; vi é stata una richiesta, credo
  legittima, da  parte  dell'onorevole Speziale, di un approfondimento
  del documento.  Documento  che, per stessa ammissione dell'assessore
  per il bilancio, rischia di essere inattuale rispetto alle questioni
  poste all'attenzione dell'Aula.
       E, relativamente a  questo,  mi  permetto  di  fare  un esempio
  concretissimo su una  questione, sollevata  nei  giorni  scorsi  dal
  nostro Gruppo  parlamentare,  che  riguarda  il  tema dell'emergenza
  rifiuti, in cui il  Presidente  della  Regione ha definito la nostra
  presa di posizione un problema di cavilli giuridici.
       Ma il tema vero  é  che  il  Presidente  della  Regione  non ha
  risposto ad un'osservazione  e ad un'obiezione che potrebbe divenire
  negli anni anche inquietante per le casse della Regione siciliana e,
  cioé, il fatto che noi  siamo  in  presenza  di  un  Commissario per
  l'emergenza rifiuti, con un'ordinanza della Presidenza del Consiglio
  dei Ministri, di cui il  Presidente  della  Regione é esattamente la
  stessa figura. E questa ordinanza,  da  sentenze  del Tar Lazio, Tar
  Sicilia e Consiglio di Giustizia amministrativa, é stata caducata in
  termini di nomina, di  esistenza  del commissariamento della Regione
  siciliana per l'emergenza rifiuti.
       Questo piano, a pagine  61  e  62,  prevede  l'utilizzazione di
  ingenti risorse che la  Comunità  europea  dovrebbe  destinare  alla
  Sicilia per il  superamento dell'emergenza rifiuti.  Poichè ciascuno
  di noi sa anche come  si  agisce  in Europa, é  legittimo prevedere,
  rispetto ad un'ordinanza ormai non  più  in  vigore, che la Comunità
  europea possa anche aprire una procedura di infrazione nei confronti
  della Regione siciliana, chiedendo un risarcimento e un rimborso che
  ad essa sono destinate.
       Questo  lo   dico   perché   un   documento  di  programmazione
  economico-finanziaria non può non  tenere  conto  di  un  tema che é
  stato posto - poi  qualcuno ci dimostrerà giuridicamente che il tema
  é  errato o mal  posto  -  ma  noi non ci accontentiamo, ovviamente,
  soltanto  delle  dichiarazioni  rassicuranti  del  Presidente  della
  Regione  che  dice:   "Ho  un'ordinanza  che  mi  guida  a  fare  il
  commissario" non tenendo conto  che  ci  sono state ben tre sentenze
  tra cui quella del  Tar  del  Lazio  che,  invece,  assolutamente ha
  caducato la presenza  del  commissario.
       Quindi, non fosse altro  che  per questa ragione, credo che una
  maggiore possibilità di  riflessione  e  di confronto in Commissione
  Bilancio, nelle  prossime  giornate, possa consentirci di approvare,
  tutti quanti come  Parlamento, con consapevolezza, un documento così
  importante come questo.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
  facoltà.

     LEONTINI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  riserva
  esposta  dall'onorevole  Speziale  sulla  competenza  della  seconda
  Commissione riguardo all'esame della  nota  di  variazioni  al  DPEF
  potrebbe essere - se i  colleghi  concordano,  ma  soprattutto se la
  Presidenza intende consentirlo  -  ugualmente  soddisfatta.  Infatti
  l'assessore  ha  chiarito  che  nella  sostanza  le  variazioni  non
  stravolgono, non modificano e  sono comunque riassorbite nella legge
  finanziaria; tuttavia potrebbero  essere ricondotte positivamente ad
  un  rispetto  sia  del   lavoro   dell'Aula  che  del  lavoro  della
  Commissione. Si potrebbe cioè  interrompere  per il tempo necessario
  il  lavoro  d'Aula,  riunire   subito  la  seconda  Commissione  per
  apprezzare l'integrazione e  ritornare in Aula, successivamente, per
  l'approvazione dell'ordine del giorno relativo alla presa d'atto del
  DPEF.
       Questa potrebbe essere  una soluzione per uscire dall'impasse e
  per  evitare  ulteriori  ritardi   che,   come  il  collega  Acierno
  opportunamente sottolineava, farebbero  perdere  tempo  non soltanto
  alla maggioranza ma a tutte  le forze presenti in Aula e soprattutto
  ai siciliani, dato che stiamo  discutendo della finanziaria e di ciò
  che attiene allo sviluppo della nostra regione.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ho  preso  atto delle numerose
  richieste che mi  sono  pervenute  e  del  diretto invito rivoltomi,
  soprattutto dagli  onorevoli  Ortisi, Forgione, Speziale e Leontini,
  di assumere le mie responsabilità.
       Obiettivamente il dato  esiste,  esiste  perché  lo  ha ammesso
  l'onorevole Savona, facente funzione di presidente della Commissione
  Bilancio, ed anche perchè lo ha dichiarato lo stesso Governo.
       In presenza però  di una dichiarazione del Governo intorno alla
  quale tutto gravita (e cioè  che  il Governo è già in possesso delle
  variazioni  al documento) e  ostando  quindi  alla  discussione  del
  medesimo solamente il mancato passaggio in Commissione  Bilancio, io
  vorrei  sospendere  per   qualche   minuto  la  seduta  e  fare  una
  velocissima  consultazione  informale   dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari per consentire all'Aula  di  lavorare  su  un documento
  filtrato, dopo il  doveroso  passaggio  istruttorio  in  Commissione
  Bilancio.
       Non sorgendo osservazioni,  in  ossequio  alle esigenze ed alle
  richieste che mi sono  state  rivolte, sospendo dunque la seduta per
  dieci minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 13.17, è ripresa alle ore 13.42)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi, d'intesa con il Governo ed i presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  comunico che si è pervenuti alla decisione che
  la Commissione "Bilancio"  esaminerà  le  variazioni  intervenute al
  DPEF nella riunione convocata per l'8 gennaio prossimo.
       Pertanto, non sorgendo  osservazioni,  il punto III dell'ordine
  del   giorno   "Discussione    del   Documento   di   programmazione
  economico-finanziaria  per gli  anni  2003-2006",  è  rinviato  alla
  seduta del 21 gennaio 2003.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    COMUNICAZIONI DEL  PRESIDENTE  DELLA  REGIONE  RELATIVAMENTE  ALLA
    VICENDA RIGUARDANTE L'ASSESSORE  REGIONALE  PER  IL  TERRITORIO  E
    L'AMBIENTE

     PRESIDENTE   Si  passa   al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  "Comunicazioni  del  Presidente  della  Regione  relativamente  alla
  vicenda  riguardante  l'Assessore  regionale  per  il  territorio  e
  l'ambiente".
       Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

     CUFFARO  presidente  della  Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, sono ben contento  di  potere  prendere  la parola oggi in
  quest'Aula non solo  perché torniamo nella sede storica e autorevole
  del Parlamento e non  solo  per  portare a conoscenza dell'Assemblea
  regionale siciliana le decisioni  che  ho  assunto  a  seguito delle
  vicende che interessano un  componente  della  Giunta di Governo che
  presiedo,  l'onorevole  Bartolo  Pellegrino,  ma  anche  per  potere
  illustrare, compiutamente, il pensiero  e il giudizio del Governo su
  un   tema   così  delicato  com'è  quello  della  legalità  e  della
  trasparenza,  sollevato  dalla  questione  che  oggi,  qui,  ci vede
  impegnati.
       Desidero subito entrare nel vivo affermando, senza infingimenti
  o luoghi retorici, che  legalità  e  trasparenza  sono un patrimonio
  costitutivo e irrinunciabile  di  questo Governo e della maggioranza
  che lo sostiene, ma vorrei  dire  di  tutto  il Parlamento , quindi,
  anche delle minoranze.  Mi  spiace, perciò, dover deludere quanti si
  attardano ancora a ritenere, in  buona  o cattiva fede, che la lotta
  alla legalità sia monopolio ideale soltanto di una parte o di alcune
  parti politiche.
       Su  questo  versante   non  possono  esistere  divisioni  della
  politica e chi  le  fomenta,  spinto  da  interessi di schieramento,
  rischia, oggettivamente,  di  indebolire  l'azione di contrasto alla
  illegalità.
       In questa sede  voglio, anzi, ribadire  con  forza la più ferma
  condanna per l'episodio  accaduto  ieri  allo  Stadio di Palermo che
  offende la Sicilia e  offende anche i siciliani. Proprio i siciliani
  attendono, sì, maggiore  attenzione  da parte del Governo nazionale,
  ma non certo nella  direzione  auspicata  dagli  autori  di un gesto
  tanto scellerato ed esecrabile.
       Una parzialità di  valutazione  sulla  qualità  dell'azione  di
  contrasto a  tale  genere di comportamenti deriva, certamente, dalla
  scarsa chiarezza che  in  genere  si  attribuisce  ai termini che ho
  appena  citato:  legalità  e  trasparenza.
       Non sono assolutamente disposto ad unirmi al coro di quanti, in
  questi anni, hanno ritenuto di doverli superficialmente identificare
  con  il giustizialismo.  Questo  errore  di  prospettiva  non  rende
  ragione, infatti, né della corretta tutela delle garanzie giuridiche
  cui  ogni  cittadino  ha  diritto,  né  del  corretto  rapporto  tra
  attività proprie della magistratura  e  eventuali  ricadute che tale
  attività  può  avere sul  piano  politico  quando,  come  in  questa
  circostanza, è coinvolto un esponente di Governo.
       Intendo qui riferirmi, con grande concretezza, ad una accezione
  di legalità e  trasparenza, forse  meno appariscente e meritevole di
  rilievo giornalistico,  ma  più necessaria ed indispensabile: quella
  fatta di  quotidiana  attività  politica  ed amministrativa volta al
  raggiungimento   degli   scopi   di  interesse  pubblico  prefissati
  attraverso azioni di  buon governo, di efficienza, di rapidità nella
  spesa,   di   snellimento   burocratico,   di   chiarezza  dell'iter
  burocratico di ogni attività amministrativa. Senza nulla togliere ai
  compiti della magistratura  bisogna,  però,  riconoscere  che c'è in
  giro  troppa  voglia  di   sostituirsi   ad   essa,  con  rapidi  ed
  inappellabili giudizi morali che il circuito mediatico, con in testa
  la TV, porta nelle  nostre  case  applicandole  ad ogni tipologia di
  reato, finendo talvolta con il mettere in difficoltà l'operato della
  stessa magistratura inquirente.
       E', invece, certamente a  tutti  voi  ben  presente  quanto  la
  legge (la n.  97  del  2001)  ha  voluto  specificamente  prevedere,
  individuando le ipotesi in  cui,  a fronte di casi di coinvolgimento
  di esponenti politici  in procedimenti giudiziari, si determinano le
  condizioni  per   una   interruzione   della   loro   responsabilità
  amministrativa.
       Ma oggi non ci troviamo  di  fronte  a questa ipotesi, bensì di
  fronte ad un atto  di  sensibilità  che  l'assessore  Pellegrino  ha
  voluto porre in essere,  senza esserne giuridicamente obbligato.  Ho
  deciso di accogliere tale sua  volontà  per  favorire  la sua libera
  iniziativa nel porre in essere tutte le azioni che riterrà utili per
  dimostrare l'estraneità ai fatti  contestati e per mettere al riparo
  l'azione del Governo  da  polemiche  strumentali, evitando  intralci
  alla sua iniziativa e alla sua azione politica ed amministrativa.
       In base  a  queste  valutazioni  ritengo, pertanto, che occorra
  esprimere   apprezzamento   per  la  decisione  liberamente  assunta
  dall'assessore  Pellegrino  di  autosospendersi dalla responsabilità
  politica ed  amministrativa  che  ricopre  nella  Giunta di Governo.
  Conseguentemente   ho   già   provveduto   ad   assumere   l'interim
  dell'Assessorato del Territorio e Ambiente.
       Tale scelta permarrà per  il  tempo necessario ad acquisire più
  compiuti elementi di conoscenza  e  di configurazione dei fatti così
  per  come  gli   stessi   scaturiranno   dall'esame  delle  carte  e
  dall'azione  della   magistratura.   Colgo,  anzi,  l'occasione  per
  ribadire la piena fiducia  nell'azione  della medesima, alla quale -
  voglio ricordare -  spetta l'ultimo giudizio sull'accertamento delle
  responsabilità che sono contestate all'assessore Pellegrino.
       L'odierna  circostanza mi consente di ribadire la mia posizione
  nei  confronti  del  rispetto  delle  garanzie  processuali, che non
  è certamente nè di circostanza,  nè  di parte.  La garanzia a tutela
  dei cittadini, anche di coloro che fossero coinvolti in procedimenti
  giudiziari, va infatti ribadita  in  ogni  circostanza e a tutela di
  ogni  situazione,  soprattutto quando  ci  si  trova  di  fronte  ad
  avvenimenti che rischiano  di  incrinare  il  corretto  rapporto tra
  responsabilità  politica   e   vicenda   giudiziaria.   Anch'esso  è
  espressione  di  quel  principio  di  legalità  che  abbiamo  voluto
  ricordare e che ho fatto in apertura.
       D'altra parte, proprio  quest'Aula ha visto più volte svolgersi
  dibattiti significativi che, pur coinvolgendo  esponenti politici di
  questa o quella parte, sempre  hanno  salvaguardato  questo corretto
  rapporto,  lasciando  a  ciascuno  piena   autonomia  e  libertà  di
  esercizio   delle   proprie   prerogative.
       Ricordo   perfettamente   l'accorato   intervento   dell'allora
  Presidente Capodicasa in occasione  di  una  analoga  situazione che
  coinvolse un assessore della sua Giunta, che oggi è anche della mia.
  In quella circostanza evidenziò  la  necessità di evitare quello che
  definì  "riflesso  condizionato", il  quale  porta  a  far  scattare
  nell'opinione   pubblica,   soprattutto   nazionale,   inaccettabili
  generalizzazioni ad una  "criminalizzazione indiscriminata del mondo
  politico siciliano".
       So  perfettamente  che   tutti   noi   qui   presenti  vogliamo
  contribuire ad evitare  simili  improduttivi  atteggiamenti.  Ma per
  far  questo  occorre  resistere   alla   tentazione   di   rapidi  e
  superficiali giudizi sommari. Ma v'è di più:  dobbiamo contribuire a
  contrastare questa tendenza, quand'anche si manifestasse al di fuori
  di quest'Aula, di questo Parlamento.
       Il modo più produttivo per  evitare questa deriva è riempire di
  contenuti i due termini che  ho  citato in avvio del mio intervento:
  legalità  e  trasparenza. Il Governo è già  da  tempo  impegnato  in
  questa attività. L'Assemblea regionale è  chiamata  a  svolgere  per
  intero  la  sua  parte   attraverso   la  insostituibile  azione  di
  controllo e di indirizzo  politico che, anche su temi così delicati,
  le sono propri.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO   Signor Presidente,  onorevole  Presidente  della Regione,
  onorevoli colleghi, la discussione  che  noi  oggi  siamo chiamati a
  svolgere è una discussione di grave entità.
       Ed io vorrei partire  da  una  considerazione  che ho ascoltato
  dalle  parole  del  Presidente  della  Regione  all'inizio  del  suo
  intervento: il rispetto della legalità, dei principi della legalità,
  dell'etica, sicuramente non sono  monopolio  di una parte ma sono, o
  dovrebbero   essere,    patrimonio   delle   istituzioni   che   qui
  rappresentiamo.
       E su questo tipo  di  ragionamento  io voglio attestarmi, senza
  esprimere alcunché  per  quanto  concerne  gli  aspetti  penali  che
  potranno  riguardare  questa   vicenda    e   le  decisioni  che  la
  magistratura  assumerà  nei   mesi  successivi.
       Voglio, però, qui ricordare  che  oggi,  a  distanza  di  pochi
  giorni l'uno dall'altro, si  ripresenta  dinanzi a questo Parlamento
  una questione grande e  importante come quella legata alla questione
  morale,  ai principi di  legalità  e  che  attraversano  la  Regione
  siciliana con un esponente  del suo Governo; riguardano un assessore
  della città capoluogo di Regione. Mi riferisco cioè alle vicende che
  riguardano il Comune di  Palermo,  mi riferisco allo striscione, che
  qui è stato ricordato  dal  Presidente  della  Regione, ieri esposto
  allo stadio 'Renzo Barbera',  con  cui  veniva  mandato un messaggio
  inequivocabile contro la  decisione assunta dal Parlamento nazionale
  sul '41 bis'.
       Io credo che la politica  sia  fatta  oltre che di questioni di
  sostanza anche di segni; e, quindi, a maggior ragione oggi si pone a
  quest'Aula  la  necessità di  riflettere  rispetto  a  questi  segni
  negativi; in riferimento  ai  quali  la  più  importante istituzione
  della Regione siciliana dovrebbe a sua volta intervenire dando segni
  positivi.
       Il Presidente della Regione ci ha qui ricordato che l'assessore
  Pellegrino si è autosospeso.  Noi  avevamo  chiesto mesi addietro le
  dimissioni  dell'Assessore  non   per   esprimere  una  opinione  di
  carattere giudiziario ma  perché  ritenevamo,  già  allora,  che  il
  segno  delle  dimissioni   dell'Assessore  potesse  essere  un  atto
  concreto di chiarezza rispetto  alla trasparenza e alla legalità che
  devono essere garantiti da  questo  Parlamento  e da questo Governo.
       Ancora  meno  comprensibile -  mi  permetto  di  dire  -  è  il
  principio dell'autosospensione e del ritiro della delega, a maggiore
  ragione collegato al fatto  che l'assessore Pellegrino è assessore e
  rimane, quindi, Assessore   di   questo  Governo  pur   non  essendo
  parlamentare della Regione  siciliana.
       Io avrei preferito, onorevole  Presidente della Regione - se mi
  posso  permettere di darle  un  consiglio  -  che  lei  avesse  reso
  molto più chiara per questa  Regione  una scelta, che era una scelta
  di  responsabilità  a cui  era  chiamato  a  rispondere  essendo  il
  Presidente  eletto direttamente  dai  siciliani, e  cioè  quello  di
  dimettere l'assessore Pellegrino, di  conservare  per sè la delega -
  come ha detto che comunque  farà  -  non  nominare altri assessori e
  attendere  l'esito  delle  procedure  che  la  magistratura  riterrà
  opportuno avviare.
       Tutto questo lei non ha  voluto  fare, non cogliendo - ripeto -
  quella  che era la  necessità  e  l'opportunità  di  dare  un  segno
  rispetto  a tre episodi  incredibilmente  vicini  nel  tempo  e  che
  rendono oggi più che  mai  importante  e  necessario  dare un segno.
       L'assessore Granata nei  giorni  scorsi come pensiero e omaggio
  in occasione delle prossime festività ci ha regalato un libro...

     GRANATA  Non c'era alcun riferimento

        FERRO    Che  non  ci sia  alcun  riferimento,  questo  lo  so
  perfettamente; e proprio  perché  non  c'era  alcun  riferimento non
  cito neanche il  titolo,  così  evitiamo  polemiche che non servono.
       Dicevo, ci ha regalato  un  libro  che, in qualche modo, era un
  segno di richiamo per tutti  su  qual  è  il  bisogno  di legalità e
  giustizia in questa Regione.
       Troppo spesso,quando  la politica non riesce ad autodifendersi,
  ad autoalimentarsi dei valori  morali  ed  etici, si  accusa  poi la
  magistratura di intervenire.  Anche  in  questo caso io credo che la
  politica abbia fatto  un  passo  indietro  intervenendo  in  ritardo
  rispetto ad altri organi dello Stato che hanno il dovere di compiere
  il loro lavoro come pure - io credo - la politica abbia il dovere di
  difendere il proprio lavoro.
       Per queste ragioni,  avendo  ascoltato le parole del Presidente
  della Regione, io ed  il  Gruppo parlamentare che rappresento non ci
  riteniamo assolutamente soddisfatti  e  come  gesto forte, che vuole
  essere un richiamo ai tanti  siciliani  onesti che ci sono in questa
  regione, decidiamo di abbandonare  l'Aula  e  di  non partecipare al
  dibattito.

    (I  deputati  aderenti   al  Gruppo  parlamentare  "Sicilia  2010"
    abbandonano l'Aula)

     PRESIDENTE  E' iscritto  a  parlare  l'onorevole Cracolici. Ne ha
  facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ho ascoltato
  le dichiarazioni reseci dal  Presidente della Regione e non nascondo
  che trovo una certa  contraddizione  nell'espressione di giudizi  di
  condanna, come quella che giustamente il Presidente della Regione ha
  fatto, in riferimento all'ultimo  fatto  di  cronaca,  quello che ha
  visto ieri allo stadio  di  Palermo  una  sfida  probabilmente senza
  precedenti,  molto  grave  che   -  come  giustamente  ha  detto  il
  Presidente della Regione -  offende tutti i siciliani.
       Io mi associo a questo  giudizio  di  condanna  e credo che non
  possiamo soltanto limitarci  a  questo,  ma  abbiamo  il  dovere  di
  richiamare  la  società   civile,  la  società  della  politica,  le
  istituzioni a reagire rispetto a questo tentativo - che negli ultimi
  mesi si é  perpetuato -  di ricacciare la Sicilia negli anni più bui
  e  più oscuri, più  inquietanti.  E,  però,  credo  che,  con  molta
  onestà, il Presidente della  Regione  non possa usare due pesi e due
  misure. Infatti,  considero  la  vicenda  che  riguarda  l'assessore
  Pellegrino una vicenda di  eguale pesantezza ai fini del giudizio di
  offesa a tutti i  siciliani  tanto, più che l'onorevole Pellegrino é
  un esponente di questo  Governo.  E, quindi, pur nella diversità dei
  fatti, non credo che  la  vicenda  Pellegrino  possa essere chiusa o
  risolta nell'attesa di un giudizio da parte degli organi inquirenti.
       Onorevole Cuffaro, lei scambia il necessario rigore - di cui un
  Governo deve dotarsi  proprio perché  rappresenta quella Sicilia che
  si sente offesa da  gesti  come  quello  dello  stadio o come quello
  (penso) dell'onorevole Pellegrino  -  con il giustizialismo.  Ma che
  c'entra?

     CUFFARO  presidente della Regione. Non ho detto questo.

     CRACOLICI   Nessuno di  noi  ha  posto  o  pone  il  problema  in
  riferimento  alla  esclusiva  vicenda giudiziaria.  Le dichiarazioni
  riguardanti  l'onorevole   Pellegrino,   quelle   che   abbiamo  già
  affrontato dieci mesi fa  in quest'Aula, ed oggi le attribuzioni che
  vengono contestate all'onorevole  Pellegrino  da  parte  del  PM, ma
  anche da parte di  questo  Parlamento  si  riferiscono  al non avere
  detto  e  raccontato   tutta   la  verità  dei  fatti.  Ecco  perché
  considero  stucchevole,  da  parte  del  Presidente  della  Regione,
  riferirsi ad un'attesa  di eventi giudiziari quando qui la questione
  che  stiamo  affrontando   è   solo,  e  vuol  essere  soltanto  una
  valutazione di ordine politico.
       Onorevole Presidente  della Regione, per molto meno un ministro
  che  mentre era  su  un  aereo  e  conversava  liberamente  con  dei
  giornalisti ha fatto  una  battuta  in  riferimento all'omicidio del
  professore Biagi di Bologna da parte delle Brigate Rosse, per quella
  battuta,  a  distanza   di  qualche  giorno,  é  stato  costretto  a
  dimettersi.  Non c'era  una  vicenda  giudiziaria che riguardasse il
  Ministro Scajola.
       Per molto  meno  il  sottosegretario  all'Interno  del  Governo
  Berlusconi, per  dichiarazioni, giudizi espressi in riferimento alla
  magistratura, ha  dovuto  rassegnare  le dimissioni dall'incarico di
  governo;  mi  riferisco  all'onorevole  Taormina.
       Come vede, signor  Presidente,  esistono  dei precedenti che ci
  dicono che vicende  che  attengono  alla classe politica non possono
  essere soltanto  o semplicemente rimandate o rinviate al giudizio di
  organi inquirenti   o  giudicanti,  qual'é  appunto la magistratura.
  C'é   un giudizio che  deve  dare  la  classe  politica  proprio  in
  riferimento a quello che  lei  diceva e, cioé, che noi tutti abbiamo
  il dovere morale e  civile  di  rappresentare  quella Sicilia che si
  sente offesa ogni qual volta  si  compie  un gesto che ci riporta al
  peggior passato di questa terra.
       Lei ha  scelto  una  formula un po' bizantina per rappresentare
  l'effetto   della   vicenda  che  riguarda  l'onorevole  Pellegrino.
  Desidero ricordare  a  questa  Aula  che, se  nella  Conferenza  dei
  Capigruppo di qualche  giorno  fa  non  si  fosse  compiuto un gesto
  forte,  da   parte   dell'onorevole  Speziale  e  dei  colleghi  del
  centrosinistra, la  vicenda  Pellegrino  sarebbe  passata  del tutto
  inosservata  in  attesa   di  un  suo  pronunciamento,  dopo  quello
  dell'onorevole Pellegrino, quantomeno  sui mezzi di informazione. Il
  quale dichiarava sostanzialmente che  di quello che pensava e diceva
  la minoranza o l'opposizione  di  questo  Parlamento,  dei giudizi e
  delle  richieste che  venivano  dall'opposizione,  non  riteneva  di
  doversi minimamente preoccupare.
       Oggi prendiamo atto  che di quei giudizi e di quella iniziativa
  assunta  in  sede   di  Conferenza  dei  Capigruppo  dai  Ds  e  dal
  centrosinistra, l'onorevole  Pellegrino si è preoccupato a tal punto
  che ha annunciato  egli  stesso  di  autosospendersi;e noi da questo
  punto di  vista  non  banalizziamo il significato politico di questo
  gesto, non  lo riduciamo nè lo minimizziamo. Resta, però, certamente
  un problema che  attiene al Presidente della Regione: un problema di
  ordine innanzitutto  giuridico, ancor prima che politico.
       Onorevole  Presidente,   lei   ha  fatto  riferimento  al  caso
  precedente riguardante  l'ex  assessore  Castiglione.  Come  lei  ha
  ricordato, l'onorevole  Castiglione, che  era  assessore nel Governo
  Capodicasa, si  è  autosospeso dalla carica pur rimanendo componente
  formale  della   Giunta   di   governo.  Però  dimentica,  onorevole
  Presidente, che da  quel  governo  ad  oggi  è  cambiato  il sistema
  elettorale, il  sistema  politico;  nel  senso  che  in  quel  tempo
  l'assessore veniva  eletto  dal Parlamento mentre oggi l'assessore è
  nominato dal  Presidente  della  Regione:  si  tratta di un incarico
  fiduciario del  Presidente  ad  un  suo  delegato e nella dimensione
  fiduciaria tra il Presidente eletto e il suo delegato l'attribuzione
  di una delega è un  tutt'uno.
       Come le è noto, la legge non prevede che lei nomini una giunta,
  la legge prevede che nomini gli assessori e che lei possa revocarli.
  Pertanto, la scelta che  lei  fa  di separare i destini della delega
  assumendola ad interim, con  i destini di un componente del governo,
  è  una scelta  che  giuridicamente  io  considero  un  "bizantinismo
  giuridico"; e tutto questo  non  fa  venire meno la dimensione della
  responsabilità politica.
       Onorevole Presidente, la Sicilia attende atti di rigore, non di
  giustizialismo. Gli  atti  di rigore potevano essere determinati già
  qualche mese  fa,  senza  aspettare  vicende  che non attengono alla
  responsabilità. Non siamo un tribunale che dà giudizi in ordine alla
  gravità o meno  dei  reati  in cui vengono in qualche modo coinvolti
  esponenti di Governo  o qualunque esponente di questo Parlamento; la
  nostra è una sede  parlamentare nella quale il Governo ha il dovere,
  come tale, di dare un segnale di rigore ai siciliani, anche a coloro
  che ieri hanno messo lo striscione allo Stadio della Favorita.
       Ma   chi   può   condannare?   O,   forse  non  c'è  in  questo
  atteggiamento anche il  rischio di mandare un messaggio di ambiguità
  a quanti ieri  si  sono resi responsabili materialmente e moralmente
  di quel gesto?
       Ritengo, Presidente, che  lei debba prendere atto, ripeto, così
  come è successo  con  il  Governo nazionale per fatti meno gravi, ma
  comunque gravi per  gli effetti avuti sull'opinione pubblica, che la
  vicenda  Pellegrino  non   possa  essere  chiusa  o  risolta  in  un
  tatticismo politico istituzionale.
       Lei   ha   revocato   con   il   suo  provvedimento  la  delega
  all'onorevole Pellegrino e ne  ha  assunto  l'  interim.  Lei  ha il
  dovere giuridico e politico  di  revocare  la  nomina  che  ha fatto
  all'atto della sua nomina a Presidente della Regione.
       Noi su  questo  insistiamo, signor Presidente  Perché ogni atto
  costituisce un precedente:  siamo ad un anno e mezzo di legislatura,
  siamo in  un  momento  difficile  e  complicato della vita politica,
  sociale, istituzionale  di questa Regione; abbiamo bisogno, al di là
  delle differenze che ci  potranno  essere,  come  ci  sono state, di
  vedere sul piano dei contenuti dell'azione di Governo differenze tra
  maggioranza ed opposizione;  abbiamo  bisogno  di  sapere che questo
  Governo sia rigoroso proprio  su  questi  fatti, che non si nasconda
  attendendo la magistratura,  ma  che si assuma la responsabilità che
  gli  è data  dall'elezione  diretta  e  dal  riconoscimento  che  la
  maggioranza dei siciliani  gli  ha  reso nell'eleggerlo a presidente
  della Regione.  Abbiamo bisogno  di sapere che c'è un Governo che su
  tali questioni non  manda messaggi di ambiguità, di tentennamenti, o
  come si dice in Sicilia di 'annacamenti'.
       Ecco  perché,  onorevole Presidente, io le rinnovo la richiesta
  di  compiere  un  atto  di  'igiene  politica',  nel  senso  di  non
  costituire precedenti ambigui.  Ritengo  che le ragioni che le hanno
  fatto  revocare   la   delega  all'onorevole  Pellegrino  non  siano
  diverse...

     SPEZIALE  Non è così, è sospesa la funzione di Assessore.

        CRACOLICI    Allora,  prendiamo  atto  che  il  Presidente  ha
  dichiarato  una cosa e ha firmato un altro atto. Se è così ne prendo
  atto   Io  ho  sentito  le  parole,  stavo commentando le parole del
  Presidente, non  degli  atti  che  ha firmato. Comunque credo che le
  ragioni che  l'hanno  indotta  a  revocare,  qualora  abbia soltanto
  revocato, le  deleghe  all'assessore  Pellegrino  non  siano diverse
  dalle ragioni che a  nostro avviso ci sono per revocare la nomina in
  quanto  Assessore  dell'onorevole  Pellegrino  quale  componente del
  Governo della Regione.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
  facoltà.

     FORGIONE    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  sempre
  preferibile,  sarebbe auspicabile - e questo è uno dei compiti della
  politica  -  che un'Aula parlamentare non dovesse trovarsi in queste
  condizioni,  soprattutto  in  una regione come la Sicilia. Discutere
  ripetutamente dei rapporti  tra  politica  e mafia, discutere - come
  lei ha richiamato,  onorevole  Presidente  della Regione - del nesso
  tra legalità e  trasparenza,  se  avessimo una politica impermeabile
  alla pervasività del potere mafioso, questo non avverrebbe.
       Ma invece sappiamo che  non  è  così. E  che  non  è così ce lo
  ricorda e  ce  lo  ha  ricordato  tristemente  ieri  proprio  quello
  striscione allo  stadio  di  Palermo: 'Contro  il  41 bis Berlusconi
  dimenticati la  Sicilia',  scritto  da  chi aveva riposto le proprie
  attese in Berlusconi  e  nel suo Governo al punto da ricordargli che
  aveva avuto una volta il loro consenso ma ora lo poteva dimenticare.
       Vede,  Presidente della Regione, è vero: la lotta alla mafia, i
  temi della legalità e della trasparenza dovrebbero essere patrimonio
  di tutti, ma non lo sono.  E  qui non c'è destra e sinistra; ci sono
  le parti politicamente  trasparenti  e  limpide  della  destra,  del
  centro e della sinistra, e ci sono le parti invece del centro, della
  destra e della sinistra  che  non  ritengono che la lotta alla mafia
  sia una priorità.
       Ed  è anche per questo che noi ci troviamo in queste condizioni
  in modo ricorrente,  perchè  non c'è solo lo striscione di ieri allo
  stadio di Palermo  a ricordarci che siamo in un momento delicato. Ci
  sono due consiglieri provinciali in questo momento sotto inchiesta e
  costretti agli  arresti  domiciliari, e  non per vicende collegate a
  fenomeni di corruzione;  c'è  un assessore al comune, c'è un sindaco
  in un paesino, a  Isnello,  qui  vicino,  che ha ritenuto come primo
  atto della sua giunta  di  rimuovere il nome della piazza dedicata a
  Peppino Impastato. Perchè questo accanimento?
       Ci  sono  i funerali di Nino Caponnetto dove la Regione Sicilia
  non  era  rappresentata  e  Nino  Caponnetto  è stato un simbolo, un
  patrimonio  di  tutti,  a  destra come a sinistra. Ma in questa fase
  storica  la  Regione   siciliana   non  ha  ritenuto,  lì  dove  era
  rappresentato il Presidente  della  Repubblica e vi era grande parte
  dei  cittadini  onesti   dell'Italia,   di  mandare  un  segnale  di
  schieramento,  nessun   esponente  del  Governo  della  Regione  era
  presente a quei funerali.
       Guardate che sono cose che si intrecciano, che ci parlano dello
  stato  della  politica  oggi  e  comunque  della  sensibilità  della
  politica  oggi.

     CUFFARO  presidente  della  Regione.  Onorevole Forgione, lei era
  presente a quei funerali? Non c'era neanche lei

     FORGIONE  Presidente della Regione, non era rappresentato neppure
  il Governo nazionale  a  quel funerale  Basta leggere i giornali: si
  vada  all'emeroteca  dell'Assemblea  e  si vede cosa sono stati quei
  funerali.
       Ne  abbiamo  discusso  con  l'onorevole  Granata, forse abbiamo
  sensibilità  diverse,  ma  se  io  fossi  stato  il Presidente della
  Regione   in   quel   momento   non   avrei  trovato niente  di  più
  importante, onorevole Cuffaro, e per motivi storici e per ciò che ha
  simboleggiato come primo  capo  del pool antimafia a Palermo, al suo
  posto per non essere  a  Firenze  ai funerali di quel simbolo  della
  battaglia per  la  legalità.

     CUFFARO  presidente  della  Regione.  Onorevole  Forgione, a quei
  funerali non c'era neanche lei

     FORGIONE   Onorevole  Presidente,  io  non  sono il Governo della
  Regione e comunque  la mia parte politica era presente. E invece lei
  probabilmente  in   quel   momento   avrà  ritenuto  più  importante
  inaugurare qualche mostra  di olio o di agrumi siciliani.  Ma questo
  attiene alla sensibilità politica e culturale di ognuno di noi.

     CUFFARO   presidente  della  Regione. La sensibilità attiene alla
  politica e non al Governo della Regione. Non c'era neanche lei
       La sensibilità ce  l'ha  pure il Governo.  Non si può predicare
  bene e razzolare male, onorevole Forgione  Non c'era neanche lei

     FORGIONE   Va  bene,  va bene. Non si preoccupi, Presidente della
  Regione. Io non dispongo di gonfaloni

     CUFFARO  presidente della Regione. Non sono preoccupato.

     FORGIONE    Siamo   ad   un   passaggio   delicato.   La  vicenda
  dell'onorevole Pellegrino riporta sempre a questi rapporti.
       Vede, signor Presidente, noi non abbiamo ritenuto grave, quando
  abbiamo discusso  in  quest'Aula  della  vicenda  Pellegrino  - ed è
  grave, ovviamente -  l'uso  di  alcuni  termini nel linguaggio di un
  uomo delle istituzioni.
       Noi  abbiamo  ritenuto  grave - ed è agli atti dei Carabinieri,
  agli   atti   dei   ROS,   agli   atti   della  Magistratura,  nelle
  intercettazioni che sono depositate presso il tribunale di Palermo a
  conclusione  delle  indagini  -  che  un  uomo  di  Governo oltre ad
  intrattenere rapporti - come ormai è documentato negli atti pubblici
  presso  la  cancelleria di un tribunale - con uomini che stanno alla
  testa  di  un'importante  cosca mafiosa desse loro anche consigli su
  come operare per riappropriarsi di alcuni beni che, sulla base della
  legge per la confisca dei beni mafiosi, erano stati sottratti.
       Questo  abbiamo ritenuto grave  E rispetto a questo io non devo
  aspettare  il  rinvio  a  giudizio.  La  politica non deve aspettare
  l'operato   della   magistratura.
       C'è  una  documentazione  dei Carabinieri, che è un'istituzione
  che  noi  tutti  rispettiamo;   c'è  una documentazione agli atti di
  un'altra  istituzione  che è la magistratura, e rispetto a questo la
  politica   e   anche   l'onorevole  Pellegrino,  perchè  no,  devono
  cautelarsi.
       Sarebbe  un  errore  se  noi riconducessimo tutto alle sentenze
  giudiziarie, agli atti giudiziari, all'iter processuale.  No, quella
  è una  parte  già  documentata:  ormai  è ufficiale, è agli atti.
       E  questo  è  gravissimo.  E  vorrei  dirlo anche al Presidente
  della  Commissione  regionale  antimafia  che  ha  ritenuto di udire
  dall'assessore    Pellegrino    che,  probabilmente,  quelle   false
  dichiarazioni  rilasciate  ai  PM,  così ritenute dai PM, sono state
  rilasciate in quest'Aula e nella Commissione parlamentare antimafia,
  visto   che   erano  le  stesse.
       Il   Presidente  della   Commissione   parlamentare   regionale
  antimafia non può dire che "deve vedere  le  carte";  ma  deve  dire
  innanzitutto  politicamente  cosa  è   opportuno   fare   nella  sua
  autonomia, e non nella sua appartenenza politica.
       E  invece  io,  dopo  una  settimana  di  silenzio,  le  uniche
  affermazioni che  ho  sentito  dal  Presidente  Incardona  sono  che
  deve studiare le carte
       Il  Presidente  Incardona  non è nè un Pubblico Ministero nè un
  esponente   della  magistratura  giudicante.  Come  Istituzione  noi
  stiamo ponendo  un problema di autonomia perchè esiste una questione
  morale.
       Potete  ridere  quanto volete, cari  amici,  ma  i  consiglieri
  provinciali  sono  agli arresti e gli  assessori  comunali  si  sono
  dimessi
       Oggi  siamo  di fronte alle dimissioni di fatto di un assessore
  regionale.  Quindi  lo state dicendo voi e lo si legge sulla stampa,
  è oggettivo:  una  questione  morale  in  Sicilia esiste e non è mai
  finita.
       E  questo  non  è  un  problema  della  magistratura,  ma  è un
  problema della  politica.  Tra  giustizialismo  e  impunità  per  il
  potere ci sta  di  mezzo  la  legalità.  Io  non  voglio  essere  nè
  giustizialista nè  voglio essere affetto da quel "garantismo peloso"
  che urla alla  luna  ogniqualvolta la giustizia supera le soglie del
  potere.
       Il  potere  non  si  può  toccare.  E  allora,  o  la  mafia  è
  una  piccola,  normale organizzazione criminale o ha la forza che ha
  perchè gode di coperture politiche, istituzionali e dentro lo Stato.
  E quindi  noi  stessi  abbiamo il dovere di guardare a quel livello;
  delle due l'una, ma diciamocelo una volta per tutte.
       E allora, signor Presidente, e concludo, l'assessore Pellegrino
  dichiara   di   autosospendersi e lei,  onorevole  Presidente  della
  Regione, deve compiere atti chiari.
       Lei è un  Presidente  della  Regione  eletto  dal  popolo  e  a
  differenza dell'assessore  Castiglione, che è stato eletto da questa
  Assemblea Regionale, l'assessore Pellegrino è  stato da lei nominato
  assessore.  Lei deve revocare quella  nomina:  non esiste l'istituto
  dell'autosospensione, esiste la revoca  della  nomina  di assessore,
  perché  non c'è una distinzione tra  l'ufficio  di  assessore  e  la
  delega per la quale quell'assessore è  stato  nominato.  Non c'è una
  distinzione d'ufficio.  E allora la revoca  deve  essere chiara: nel
  momento in cui viene ritirata la  delega  e assunto l'interim, viene
  revocata la funzione di  assessore dell'onorevole Pellegrino. Questo
  è un atto politico che può parlare  in  modo  chiaro  il  linguaggio
  della legalità e della  trasparenza.  Evitiamo  i  pasticci.  Se noi
  avessimo potuto, in quest'Aula  avremmo presentato ora un ordine del
  giorno  tale  da rendere  chiaro  ed  esplicito  l'atto  che  questo
  Parlamento sta compiendo  sulla  base  delle  sue dichiarazioni;  ma
  anche chiaro deve essere  quello  che  lei  sta compiendo, onorevole
  Presidente della Regione, per evitare  che,  ancora una volta, lei e
  il suo governo, si carichino  di problemi che alla fine condizionano
  l'immagine complessiva non di un  Governo  e  di una maggioranza, ma
  dell'intero  Parlamento,   dell'intera   istituzione  e  dell'intera
  Sicilia.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  devo  sottolineare  che  siamo
  andati fuori  da ogni regola nella durata degli interventi.
       Essendo  questa  una  discussione  atipica rispetto ad un punto
  all'ordine del  giorno  che non è contemplato dal nostro Regolamento
  (non si  tratta  né  di  discussione  di  disegno  di  legge  né  di
  mozione, né  di  ordine  del  giorno, né  di funzione ispettiva), si
  tratta   di  comunicazione  del  Presidente  della  Regione  che  la
  Presidenza  deve  assimilare,  in  linea di massima, alla disciplina
  relativa alle  mozioni. Pertanto, ogni intervento non può superare i
  cinque minuti.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi.  Ne ha facoltà.

     ORTISI  Signor  Presidente,  le  chiedo io stesso di togliermi la
  parola dopo cinque minuti.
       Legalità e trasparenza - ho preso un appunto qualche minuto fa,
  signor Presidente  -  sono  una  endiadi  chiarissima.  E come nelle
  endiadi significa  legalità  della trasparenza. Il primo valore - la
  trasparenza -  appartiene  al  'fas'  e l'altro - la legalità - allo
  'ius'.  La  timidezza del suo riscontro fattuale, signor Presidente,
  rischia di rendere petizione di principio quello che credo nelle sue
  intenzioni  volesse  essere  invece  un intervento decisivo.
       Noi  non  abbiamo  chiesto  nella  Conferenza dei capigruppo di
  anticipare un  giudizio, ma di tenere in conto l'incompatibilità del
  ruolo di un assessore con una terminologia che è inequivocabile, che
  non si presta  ad  equivoci di sorta in ordine al rapporto con altro
  pezzo dello  Stato.  Poi  siamo  arrivati  ad  un compromesso, anche
  perché  giustamente  il Presidente Lo Porto chiedeva di risolvere in
  altra sede  quello che non si poteva discutere in sede di Conferenza
  dei  capigruppo.  E  per  convocarla,  peraltro,  abbiamo trovato un
  compromesso, per  il quale lei signor Presidente, si era impegnato a
  darci una  risposta, che avrebbe poi tradotto in intervento in Aula,
  nell'arco di 48  ore. E lo ha fatto nell'arco di tempo in cui per il
  quale si era impegnato, di questo noi le dobbiamo dare atto.
       Lei  ha  preferito accettare fondamentalmente l'autosospensione
  dell'assessore,  però  nel  suo  intervento  abbiamo  notato che non
  esclude  ulteriori  provvedimenti. Bene, per noi, l'atto sarà magari
  simbolico; ma  poniamo  il  caso  per  un  attimo  che il Presidente
  dimettesse  l'assessore  Pellegrino.  Chi  impedirebbe  al soggetto,
  tramite  accordi  politici  sottobanco, che appartengono alla storia
  della  nostra  Sicilia, di continuare ad esercitare concretamente le
  sue funzioni? Allora,  meglio l'atto simbolico, cui - se è il caso -
  siamo  sicuri  seguiranno  ulteriori,  pur  non augurabili sul piano
  personale, atti del Presidente.
       L'accantonamento    e   la   marginalizzazione   dell'assessore
  Pellegrino è  già un pesante giudizio politico. Solo che la temperie
  storica nella  quale  viviamo  valuta soltanto le ricadute concrete,
  pragmatiche, di vantaggio-svantaggio politico contingente; mai più i
  gesti simbolici.
       Ci  fu  un'epoca,  si  legga  Dante  in  Auerbach,  in  cui  la
  riprovazione  sociale  era più importante delle ricadute concrete di
  essa perché  queste ultime dalla prima automaticamente derivavano.
       Contestualizziamo,  dunque:  ci troviamo davanti a un bicchiere
  mezzo vuoto  e  mezzo  pieno,  avrebbe potuto anche succedere che si
  facesse finta di niente come è accaduto tantissime altre volte nella
  storia della nostra politica e delle nostre istituzioni.
       Per  adesso riscontriamo l'accoglimento da parte del Presidente
  della Regione  delle  nostre  rimostranze.  Per  oggi  basta, domani
  vedremo.

     PRESIDENTE  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Acierno. Ne ha
  facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente della Regione, il dibattito odierno è sicuramente utile.
       Voglio ringraziarla, onorevole Presidente della Regione, perché
  la vicenda  che  è  successa ieri allo stadio di Palermo è veramente
  grave  e  dolorosa.  Anzi, mi  auguro  che, esattamente come succede
  quando negli  spalti  la  polizia indaga per venire a capo di chi ha
  commesso  atti  delittuosi  all'interno  di  uno stadio, così, nello
  stesso  identico  modo,  vengano  individuati  i promotori di questa
  tristissima   iniziativa   e   che,  onestamente,  non  credo  possa
  coinvolgere   in   nessun  modo  e  in  nessuna  maniera  né  questa
  maggioranza né, tanto meno, il Governo.
       Credo  che  ogni  atto  prodotto  dall'insediamento  di  questa
  legislatura, da questo Governo e dalla sua maggioranza, smentisca le
  cose che io ho sentito dire in quest'Aula. E le smentisce con grande
  fermezza. Mi  rendo  conto  che quando una parte politica è priva di
  argomenti, in Sicilia soprattutto, non perde occasione di cercare di
  creare   consensi   attraverso  la  strumentalizzazione  di  notizie
  giornalistiche.
       Signor Presidente,  lei  sa  che io ho grande stima di lei, sia
  come persona  che  come  politico. Credo che abbiamo dato fin troppo
  spazio in  quest'Aula a un dibattito che nasce, almeno per quanto mi
  è dato di sapere, da notizie giornalistiche.
       Sono stato abituato, per un fatto di cultura e di educazione, a
  non entrare  mai  nel  merito  delle vicende giudiziarie dei singoli
  perché  ho sempre  -  e  ancora  oggi  sempre di più - avuto fiducia
  nella giustizia  del  nostro  Paese,  anche se mi rendo conto che la
  giustizia è  gestita dagli uomini e, quindi, anch'essa purtroppo, in
  alcuni casi non è perfetta.
       Non  dimenticherò  mai,  mai  nella mia vita, i giorni tremendi
  seguiti   all'arresto  del  Presidente  della  Provincia,  onorevole
  Francesco  Musotto, quando sempre la stessa parte politica non perse
  occasione  per  condannare - anche prima di un dibattito giudiziario
  nelle  giuste  aule  dei  tribunali  - il Presidente della Provincia
  Francesco  Musotto  e  quella  parte  politica  fu  smentita  da due
  sentenze che assolsero il Presidente della Provincia.
       Però,  come  diceva  giustamente qualcuno prima di me, quello è
  passato, quindi  non  conta.  Se c'era un assessore di un governo di
  sinistra inquisito  quello  è  passato,  non  conta; no, quello è il
  nostro presente
       Credo  che  noi dobbiamo sempre tenere presente che la politica
  non deve  e  non può sostituirsi né  alla giustizia  né, tanto meno,
  alla magistratura.
       Allora,  cosa è il "caso Pellegrino" oggi? Quest'Aula, infatti,
  si è già  occupata  - anche attraverso un voto - del cosiddetto caso
  Pellegrino.
       Il fatto nuovo, per quanto  mi  è dato sapere, sono articoli di
  stampa dove  un  pubblico  ministero,  per quello che io ho letto, a
  conclusione di  una  indagine  ha  ritenuto,  nei  suoi  poteri,  di
  avanzare una richiesta di rinvio a giudizio.

     CUFFARO  presidente della Regione. Nei confronti di chi?

     LO CURTO . Non è così

     ACIERNO   Onorevole Presidente, ho detto "quello che mi è dato di
  sapere è quello che io ho letto sulla stampa".
       Siccome  so,  invece,  che  attualmente  non  c'è  neanche  una
  richiesta  di  rinvio  a  giudizio  formulata,  mi  chiedo:  qual  è
  l'oggetto  del nostro dibattito?  Perché questo Parlamento, che si è
  già  pronunciato su una vicenda politico-giudiziaria, sta ritornando
  indietro e ricomincia a dibattere?
       Prendo atto  che  l'onorevole Pellegrino si è autosospeso, si è
  dimesso, non so più quale sia il termine giuridico esatto da trovare
  in  questa  discussione.  Prendo  atto  del  fatto  che  l'onorevole
  Pellegrino, che  ha  sempre  dimostrato senso politico, ha preso una
  sua univoca  decisione  che il Presidente della Regione si è sentito
  di accogliere,  sempre  per  quel senso politico che ci differenzia,
  per fortuna,  dai  nostri  oppositori.  Ma  non capisco noi deputati
  regionali  cosa  dobbiamo  stabilire  oggi  rispetto  al  gravissimo
  rischio  che  qualunque  decisione  dovesse assumere oggi quest'Aula
  potrebbe inficiare, su una vicenda che non è per noi...  non abbiamo
  nessun potere di entrare nel merito di questa vicenda.
       C'è una giustizia che deve fare  il  suo corso; ma lo deve fare
  con  serenità, senza  il  pregiudizio  di  un  parere  favorevole  o
  contrario rispetto  agli  atti  che  vanno  esaminati.  Ed io non mi
  voglio  prestare a questo gioco, onorevole Presidente della Regione,
  non mi voglio  più  prestare al gioco di chi pensa che fare politica
  in questa terra significa sempre dire: noi siamo i buoni o voi siete
  i cattivi.  Io non ci sto, anche perché, spesso e volentieri, sempre
  perché  credo nella giustizia, ho portato le carte alla giustizia.
       Quando mi rendo  conto  che le cose non funzionano io prendo le
  carte e le porto a chi è preposto a valutare le vicende.
       Allora,  rivolgo un appello ai miei colleghi della maggioranza:
  la nostra  debolezza  nel non stare nelle Commissioni, nel non stare
  in Aula  quando bisogna dare il voto sta dando forza all'opposizione
  che pretende di guidare non solo l'azione del Governo, ma di sancire
  chi è buono e chi è cattivo. E allora un po' di orgoglio da parte di
  tutti, perché io  non mi sento né colpevole né mafioso né  do modo a
  costoro di esprimere giudizi su di me e su di noi.

     PRESIDENTE  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Leontini. Ne ha
  facoltà.

     LEONTINI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito che
  si  sta  svolgendo in quest'Aula sulla vicenda occorsa all'assessore
  Pellegrino  e alla sua conseguente decisione di autosospendersi, sta
  ripercorrendo antiche e negative chine.
       Qualche mese fa avevamo  messo  in  guardia,  nel dibattito, il
  Parlamento dal  rischio  incombente della strumentalizzazione facile
  e, quindi,  della tendenza a fare ripiombare il Parlamento stesso in
  una dimensione negativa catastrofica e plumbea.
       Quello che sta accadendo oggi  conferma la ragione della nostra
  preoccupazione di allora, perché la decisione del Presidente Cuffaro
  di assumere  le  funzioni  dell'assessore  per  il  Territorio  e di
  preservare, quindi, l'attività del Governo dalle refluenze che sulla
  stessa potrebbe esercitare una situazione di carattere personale che
  l'assessore   Pellegrino,   invece,  autonomamente  e  nel  rispetto
  dell'attività  della  Magistratura,  ha  il  dovere  di continuare a
  chiedere, non è un'operazione bizantina, ma una valida soluzione dal
  punto di vista sia politico che giuridico.
       Onorevole Presidente Cuffaro, da  oggi  in poi in quest'Aula, e
  fuori da quest'Aula, lei deve chiedere ai nostri interlocutori della
  opposizione  di  interrogarsi   sull'igiene   e  sulla  pulizia  dei
  comportamenti  quando  hanno  degli  elementi  da  fornire  sul  suo
  operato,  sul mio operato  e  sull'operato  di  questa  maggioranza.
       L'igiene nei comportamenti, onorevoli Forgione e Cracolici, non
  meritava   di   essere  catapultata  in  quest'Aula  con  toni  così
  strumentalizzanti.
       Il Governo Cuffaro assicura,  con  la  sua attività quotidiana,
  igiene  e  pulizia  di  condotta  e  di  comportamento.  Chi  ha  da
  dimostrare il contrario o ha da paventare il contrario, ha il dovere
  di indicare gli elementi  dell'attività  politica  e  di governo che
  inficiano questa immagine e  che prefigurano questo rischio e questo
  pericolo.
       Quando non  si  hanno  elementi  del  genere,  si entra a pieno
  titolo  nel  campo  della  strumentalizzazione  volgare,  perché  in
  questo caso  l'attività  del  Governo  Cuffaro  è preservata da ogni
  refluenza e  da  ogni  conseguenza  negativa.  Non  c'è  nemmeno una
  iniziativa, da  parte del Pubblico Ministero, di richiesta di rinvio
  a  giudizio;  c'è  una  autonoma  determinazione, per responsabilità
  dell'assessore   Pellegrino,  cui  non  fa  difetto  la  sensibilità
  politica  di  autosospendersi  dall'esercizio  delle sue funzioni di
  Assessore  e  il  Presidente Cuffaro sensibilmente e regolarmente ne
  assume ad interim la competenza.
       Qui siamo tornati,  onorevole  Presidente  Cuffaro, indietro di
  tanti anni perché, se si ritorna  ad elaborare il teorema in base al
  quale la tutela e  la  preservazione  della  legalità derivano dalla
  presenza o assenza ad un funerale che, peraltro, vede, da una parte,
  rimproverare agli altri le  assenze  e,  dalla propria parte, essere
  protagonisti della stessa assenza;  rispetto  ad episodi del genere,
  che si vogliono configurare come  gravi,  non si ha da attribuire al
  Presidente della Regione la  necessità  di  una  presenza perché lui
  dispone del gagliardetto e del  gonfalone  mentre  chi è capo di una
  forza  politica  non  dispone,   perché   dispone  del  vessillo  di
  rappresentanza di un'intera regione  e  di  una intera collettività.
  Quindi,  il ruolo è pari,  equivalente;  quindi  si  entra  a  pieno
  titolo nella strumentalizzazione quando si utilizzano toni ed accuse
  di questo tipo.
       Si ha il dovere, in dibattiti del genere, quando si prefigurano
  rischi, di indicare quali  sono  i rischi.  Indicateli nell'attività
  dell'Assessore Pellegrino;  indicateli  nell'attività del presidente
  Cuffaro,  indicateli  nel   ruolo   e  nell'attività  dell'onorevole
  Leontini e di chi volete,  ma  non  entrate nel campo della plateale
  strumentalizzazione  di  elementi   che,   in  questo  momento,  non
  configurano sicuramente un giudizio  ma,  dal vostro punto di vista,
  hanno già configurato e formulato una condanna.
       Siamo tornati indietro,  lo  avevamo paventato qualche mese fa.
  Io  ricordo  che nel  dibattito,  con  l'onorevole  Forgione  e  con
  l'onorevole   Orlando,  dissi  "mai   più   come   prima",   proprio
  parafrasando un riferimento e una  sollecitazione che veniva proprio
  da Forgione e da Orlando.
       Stiamo invece, come prima, ritornando  ai  toni  della  censura
  preventiva del rischio catastroficamente incombente e prefigurato e,
  soprattutto, della proiezione su questa  Aula  e  sul  Governo della
  Regione di ombre che non esistono perché  poi  non  si  ha  un  solo
  elemento per indicarlo.
       Oggi  quest'Aula,  confermando  la  validità  dell'operato  del
  Presidente  Cuffaro  e  del  Governo,   sta   tutelando  la  dignità
  dell'Aula, la dignità delle istituzioni,  la  pulizia  e l'igiene di
  comportamento  del  Governo del  Presidente  Cuffaro  e  dell'intera
  maggioranza.
       Tutto il resto è strumentalizzazione e  si  ha  il dovere, cari
  colleghi della maggioranza, di essere  più presenti in dibattiti del
  genere e di essere da oggi in poi  più  vigili affinché  questi toni
  pericolosi, perché  nessuno chiude gli  occhi  di fronte al pericolo
  che può derivare da infiltrazioni  nelle  istituzioni,  tutti  siamo
  egualmente   sensibili,   ma   quando  si   apre   il   varco   alla
  strumentalizzazione  che  tende,  per   logica  di  schieramento,  a
  proiettare necessariamente con obbligo  nei  confronti  degli  altri
  dell'altrui  posizione  l'ombra  del   sospetto  noi  indeboliamo  e
  abbassiamo il livello delle garanzie.
       Se a questo vogliamo ritornare, noi  non  ci  stiamo.  "Mai più
  come prima" significa questo e lo ripeto  a distanza di quattro mesi
  dopo un dibattito come quello di  quattro  mesi  fa  sulla  identica
  vicenda  che oggi trova un supplemento  per  una  questione  che  si
  aggiunge ma che non ha nulla a che  fare  con  le discussioni di cui
  trattammo  allora.
       Quindi, noi siamo per confermare  la  validità dell'operato del
  Governo e siamo per attestare al  Presidente  Cuffaro la fiducia che
  deriva  dall'intera maggioranza nell'esercizio  di  vigilanza  e  di
  controllo  della  medesima  competenza che  oggi  il  Presidente  ha
  avocato alla propria carica e alla propria funzione.

     PRESIDENTE   E' iscritto a parlare  l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

     FORMICA   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,   quando  e
  riesplosa la vicenda Pellegrino io mi  sono  chiesto più volte quali
  fossero  i  fatti  nuovi accaduti rispetto  a  tre  mesi  fa,  quali
  comportamenti  nell'azione di governo hanno  indotto  a  mettere  in
  campo quest'altro dibattito parlamentare e  l'azione  di  Governo  e
  dello stesso assessore Bartolo Pellegrino.
       Me lo sono chiesto perché  appartengo  a  una  forza  politica,
  Alleanza Nazionale, che da sempre si  è  schierata dalla parte della
  trasparenza, della legalità, della  correttezza  di  chi amministra,
  perché  chi amministra, chi ha la responsabilità della 'res publica'
  deve  essere  più  trasparente  degli   altri,   deve   essere   più
  responsabile degli altri, insomma, ha  più  obblighi  del  cittadino
  comune.
       E per quanto mi sia sforzato di  vedere  delle novità in questa
  vicenda  rispetto a tre mesi fa, ancora  non  riesco  a  vederne.  A
  quanto ci è dato sapere - ed è  questo  il rimprovero che rivolgo ad
  alcuni colleghi della sinistra, quando si grida 'al lupo, al lupo ',
  poi, quando il lupo c'é  veramente non lo si coglie - la novità qual
  è?  E' quella che il dibattito  parlamentare  è stato sollecitato in
  quanto  - e questo, sì, sarebbe un  fatto  grave  -  l'assessore  ha
  mentito  prima in Commissione Antimafia  e  poi  in  Parlamento,  in
  questa  Aula. Ma   per  stabilire  che  l'Assessore  ha  mentito  in
  Commissione Antimafia e in questa Aula  c'è bisogno che una sentenza
  e, comunque, un tribunale lo certifichi. Ad  oggi non c'è neppure la
  richiesta  di  rinvio  a  giudizio   sulla   base   della   corretta
  -  per  carità  - interpretazione di un PM che dice:  "non  credo  a
  quello che dici, non credo a quello che hai detto".
       Successivamente ci sarà un dibattimento e potrà essere  vera la
  supposizione  del  PM  così come, invece, potrà essere  smentita  in
  Tribunale.  Ma di che stiamo parlando?  AN sarà la prima  a chiedere
  al  Governo  di  fare pulizia, qualora si accerti che ci  sia  stata
  un'offesa grave al Parlamento, ma non lo può accettare una  parte  e
  il  Governatore,  onorevole Cuffaro, in questa vicenda e  lo  stesso
  onorevole  Pellegrino,  a  cui  va dato atto di  grande  sensibilità
  politica,  ha fatto un gesto che è andato oltre a quello che  ci  si
  sarebbe  potuti  aspettare dimostrando grande  sensibilità  politica
  perché, ripeto, a oggi non c'é  veramente nulla.
       E ben altri sono i problemi di trasparenza amministrativa a cui
  quest'Aula dovrebbe stare attenta come molti oratori e  il  collega,
  onorevole Leontini, hanno ribadito prima di me.  Altro che  fare una
  discussione infinita sui fantasmi  Ben altre cose, come afferma pure
  l'illustre   Vicepresidente  dell'Assemblea,   dovrebbero   attirare
  l'attenzione  dei  Parlamentari.   Quindi,  non  dico  di  non  fare
  dibattiti  sulla  materia  perché   si tratta di una  materia  molto
  seria, ma prima di investire il Parlamento facciamo in modo  che  ci
  siano  le  basi perché  ci possa essere la discussione e  in  questa
  vicenda mancano proprio le basi.

     PRESIDENTE  E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Pistorio. Ne ha
  facoltà.

     PISTORIO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
  con  il  timore  di  ripetere   alcune   cose  che  sono  state  già
  precedentemente dette, molto  correttamente, da chi mi ha anticipato
  ed in modo  particolare,  l'onorevole  Leontini,  perché  in  questo
  dibattito  è  importante  che  ci  s'impegni  anche  per  il  futuro
  acquisendo quelle che sono le posizioni e i princìpi  di riferimento
  in termini politici e in termini personali per cui è doveroso che su
  un tema come questo che allude e, forse, anticipa un clima  che  qui
  oggi,  stamattina, é già sufficientemente avvelenato,  si  comprenda
  qual è la cultura di riferimento e quale sarà l'impostazione  con le
  quali le forze politiche e, sul piano personale, i  parlamentari  si
  appresteranno  in  vicende  di  questo  tipo.
       Ho  avvertito con preoccupazione i toni davvero  sgradevoli  in
  alcuni  casi che hanno riprodotto o tentano di riprodurre  un  clima
  che questo Parlamento - io non vi partecipavo ma mi è stato riferito
  -  e  la  nostra  comunità politica ed umana ha vissuto e  lo  fanno
  utilizzando strumentalmente una vicenda per la quale, probabilmente,
  c'è  un grado di strumentalizzazione che non era  lecito  consentire
  perché  la cultura di riferimento di chi si dice garantista  non può
  essere fungibile a seconda delle occasioni.  I princìpi  di garanzia
  presumono l'innocenza dell'imputato.
       In questo caso parliamo di una fase talmente arretrata  da  non
  potere  neanche  definire, classificare come imputato  l'oggetto  di
  questa  vicenda  e se noi dovessimo accettare il principio  che  una
  qualsiasi  iniziativa  di tipo giudiziario imponga immediatamente la
  ricezione  da  parte  dell'ambito  politico  di  queste  iniziative,
  faremmo  arretrare  il  grado  di  garanzia,  di  tutela  non  della
  politica, ma  della persona ad un livello di brutalità. Ma c'è anche
  da  garantire, caro  onorevole  Speziale, e  lo  dico alla sua parte
  politica  di  riferimento che tante volte si fa carico giustamente e
  correttamente    di    garantire    il    principio   costituzionale
  dell'autonomia  e  della  indipendenza  della  Magistratura, qualche
  volta anche di garantire l'indipendenza della politica, valutando ed
  apprestando  una  misura  e  un  atteggiamento che sia rispettoso di
  questo.
       Noi abbiamo in questo caso, una vicenda che certamente pone dei
  problemi, ma, in qualche modo, averla voluta forzare, aver voluto in
  tutto   i  modi  far  discendere  conseguenze  politiche  da  questa
  iniziativa   giudiziaria  è  obbiettivamente  strumentale.  Però,  a
  questa strumentalità c'è  chi  ha  risposto  e lo ha fatto con molta
  generosità, con  intelligenza politica, ha compreso che questo clima
  c'era che questa possibilità poteva essere gestita con asprezza, che
  poteva  danneggiare   il  Governo  e  le  istituzioni  ed  ha  avuto
  sensibilità.
       Debbo ringraziare l'assessore Pellegrino perché  ha compiuto un
  atto  che,  dal  punto  di  vista  della sensibilità politica, aiuta
  l'istituzione, perché  sgombra il campo dalle polemiche strumentali,
  dagli eccessi facinorosi di chi ripercorra vecchie strade e tenta di
  costruire un vecchio clima e separa la sua vicenda personale, in cui
  certamente  vi  è  qualche aspetto anche esteticamente sgradevole da
  una  vicenda  amministrativa  che ha bisogno di essere forte, salda,
  perché  cosi è forte e salda, libera da condizionamenti di qualsiasi
  tipo l'azione del Governo Cuffaro.
       Questo  è  il  messaggio  che  da  questa  vicenda noi vogliamo
  trarre,  una  indisponibilità assoluta a rendere la politica oggetto
  passivo  di  iniziative  e di strumentalizzazioni che la politica fa
  sulla  base,  perché  è  la  politica  che  ha  strumentalizzato una
  iniziativa  giudiziaria  in  una fase assolutamente arretrata in cui
  tutti  gli  elementi  debbono essere verificati e accertati, ma alla
  politica  strumentale  risponde la politica intelligente, aperta che
  libera  il  Governo  da  un possibile imbarazzo, consenta all'azione
  amministrativa  di  svolgersi  in  maniera  sereno.
       Correttamente  il  Presidente  della  Regione  ha  recepito  la
  richiesta di autosospensione lasciando che, ovviamente, la nomina ad
  assessore fosse  fatta  salva,  assicurando che, invece, la gestione
  amministrativa  fosse  assunta  alla  sua  responsabilità senza che,
  quindi, il  concretarsi dell'azione di governo possa essere in alcun
  modo  offuscato   da   questa   vicenda.
       Ora  potranno  gli  uomini  dell'opposizione,  in qualche modo,
  porre problemi  sulla  ammissibilità  o sulla giustezza giuridica di
  questa misura che  è stata assunta dal Governo. Io sono convinto che
  essa sia  corretta  e  perfettamente  legittima  dal  punto di vista
  amministrativa,  certamente  ritengo  assolutamente  corretta, anzi,
  dirò di più, generosa e intelligente dal punto di vista politico sia
  la   disponibilità  dell'onorevole  Pellegrino  che  l'atteggiamento
  garantista, fermo, prudente e sereno del Presidente della Regione.

     PRESIDENTE  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, penso che la
  natura  del  dibattito  e  alcuni  interventi  -  mi  riferisco,  in
  particolare,  all'intervento  dell'onorevole Leontini e dello stesso
  onorevole Pistorio - sono estranei rispetto alle questioni sollevate
  da noi. Non  c'è  un  atto pregiudiziale, non c'è un atto di ricerca
  giustizialista.
       Riportare  indietro  l'orologio,  rispetto  alla  discriminante
  giustizialisti  e  garantisti,  è assolutamente fuorviante in questo
  momento, perchè l'impressione che ho ricavato è che la qualità degli
  interventi dei  miei  colleghi  parlamentari  è  un  passo  indietro
  rispetto alle stesse cose che ha detto il Presidente dell a Regione.
       Noi viviamo  una  stagione particolare, che è quella di rendere
  il più  possibile  credibili  le  istituzioni  e  il  punto  da  noi
  sollevato nella  Conferenza  dei  Capigruppo - dove eravate presenti
  voi -  non è stata la vicenda giudiziaria dell'onorevole Pellegrino,
  è stato  il  fatto  che  lo  stesso  onorevole Pellegrino, quando fu
  investito della  vicenda  a  tutti  nota,  pur  non avendo diritto a
  parlare in  questo  Parlamento,  perchè l'onorevole Pellegrino non è
  deputato regionale, in quell'occasione io, che sono stato tra quelli
  che  hanno  mosso  delle  critiche  al  comportamento dell'onorevole
  Pellegrino, ho  ritenuto fondamentale che egli venisse in Parlamento
  a giustificare  i propri comportamenti. E, in deroga al Regolamento,
  ho chiesto  che  parlasse  in  quest'Aula, perchè ritenevo che fosse
  giusto che  si  determinasse  un  rapporto  corretto tra l'Assessore
  Pellegrino ed  il  Parlamento  regionale, che era stato investito da
  una vicenda che lo riguardava direttamente.
       L'onorevole  Pellegrino  è  venuto   in   Aula,   è  venuto  in
  Commissione Antimafia  e, sia in Aula che in Commissione Antimafia -
  ed è questo  il  punto  che  io  ho  sollevato  alla  Conferenza dei
  Capigruppo -  ha  mentito   Ora,  non  voglio  fare riferimento alla
  vicenda giudiziaria, ma ha mentito sulla sua vicenda giudiziaria, ha
  mentito al  Parlamento  regionale - onorevole Leontini -, ha mentito
  alla  Commissione  regionale  Antimafia,  ha utilizzato l'intervento
  dentro il Parlamento regionale per determinare una valutazione ed un
  orientamento   del  Parlamento  regionale,  a  sua  discolpa,  senza
  raccontarci i fatti e la verità.
       Ora,  il punto vero  è  questo:  il  Parlamento  regionale  può
  rimanere indifferente rispetto al  fatto  che  in  una  vicenda così
  delicata  un  membro  del  Governo  faccia  false  dichiarazioni  al
  Parlamento?   La   Commissione   regionale  Antimafia  può  rimanere
  indifferente rispetto al fatto  che  un  componente  autorevole  del
  Governo possa mentire in modo così appalesato?
       Le questioni che abbiamo posto sono di questa natura.

     LEONTINI  Ma chi glielo  ha detto?  Quando sarà giudicato vedremo
  ...

     SPEZIALE  Adesso arrivo al giudizio.  Sul fatto di volere a tutti
  i costi  dipingere  la vicenda giudiziaria come essenza fondamentale
  per la  formulazione  di  un  giudizio  sulla stessa vicenda, che ha
  carattere politico, io  non ci sto  La vicenda giudiziaria ha un suo
  percorso;  la  politica  deve  preservare  comunque  e  sempre. E su
  questo io  convengo  con  il  giudizio espresso dal Presidente della
  Regione  quando   dice:   la  battaglia  per  la  legalità,  per  la
  trasparenza e  contro  la  mafia è patrimonio di tutti, è patrimonio
  comune. Ma questo  patrimonio  è  di  tutti  ed  è  comune se c'è un
  rapporto di  lealtà;  se  c'è  qualcuno  che viene a raccontare cose
  false viene meno il rapporto di lealtà e di fiducia.
       Io sono d'accordo,  mai  più  come  prima,  ma nel senso di non
  potere utilizzare  liberamente  il  Parlamento per dire cose diverse
  rispetto ai  fatti  così come si sono verificati. Quindi volere fare
  un dibattito  su  giustizialisti  e garantisti è assolutamente fuori
  luogo, il dibattito  va fatto nel merito delle questioni. Ed io, nel
  merito   delle  questioni,  avevo  chiesto  in  quell'occasione,  al
  Presidente della Regione, davanti a tutti voi, che bisognava fare un
  atto che,  nel  dispiegarsi  della  vicenda  giudiziaria, mettesse a
  garanzia il Parlamento regionale ed il Governo regionale.
       Questo atto il Presidente della Regione lo ha fatto dicendo che
  ci sarebbe  stata  una  sorta di sensibilità da parte dell'onorevole
  Pellegrino. Ora,  onorevoli colleghi, io sono il primo a riconoscere
  la sensibilità  dei  miei  colleghi,  ma  nella  fattispecie,  se la
  questione  non  fosse stata sollevata con determinazione nell'ambito
  della Conferenza  dei Capigruppo, noi oggi non avremmo parlato della
  vicenda   Pellegrino.   Non   c'è  stata  una  sensibilità  autonoma
  dell'onorevole  Pellegrino,  nè  del Governo, rispetto alla materia;
  c'è stata  una  iniziativa  che  indotto  l'onorevole  Pellegrino  a
  determinarsi  nel  senso  di  autosospendersi.  Il  Presidente della
  Regione prende  atto e fa un provvedimento.
       Ora, Presidente,  io  qui voglio sollevare la questione in modo
  chiaro, per  evitare  che  ci  siano  dubbi  interpretativi: è stato
  richiamato anche  da lei il caso Castiglione con il caso Pellegrino,
  sono  due fattispecie assolutamente diverse:  Castiglione era eletto
  dal   Parlamento  regionale  come  assessore,  il  Presidente  della
  Regione, in  quel  caso,  aveva  soltanto  il potere di conferire la
  delega, di affidargli un assessorato, ma veniva eletto nella qualità
  di   assessore   dal   Parlamento  regionale,  per  cui  l'onorevole
  Capodicasa ha fatto bene, allora, a chiedere l'autosospensione della
  delega.
       La  fattispecie  oggi  è  profondamente modificata, tant'è che,
  molto correttamente,  gli  uffici  della Regione richiamano il testo
  modificato dello  Statuto: oggi il Presidente della Regione in forza
  dello Statuto  è  eletto direttamente dal popolo. Al secondo comma è
  detto che  "il  Presidente della Regione procede alla nomina ed alla
  revoca degli  assessori". Non c'è una distinzione tra la funzione di
  assessore e  la  delega  che  viene ricoperta, per cui il Presidente
  fa...

     PISTORIO  No, fa due decreti  Su questo discuteremo

     SPEZIALE  No,  non  si  tratta  di  opinione.  Veda,  io pongo il
  problema, poi  se  c'è un'interpretazione forzata ci sono gli uffici
  che possono  darci  una  corretta  interpretazione: io sostengo che,
  molto  correttamente,  gli  estensori  del  provvedimento,  che sono
  ovviamente gli  uffici  della  Regione, hanno richiamato la modifica
  statutaria  ed   hanno  fatto  riferimento  alla  parte  in  cui  il
  Presidente della  Regione  procede  alla revoca ed alla nomina degli
  assessori.  Contemporaneamente,  decreta  l'articolo 1: in relazione
  alle premesse,  e  quindi  a  riferimento dello Statuto, l'esercizio
  delle funzioni ...

     PISTORIO  Delle funzioni  Stiamo punteggiando

     SPEZIALE   "L'esercizio delle funzioni di assessore regionale per
  il territorio  e  per  l'ambiente  sono  temporaneamente assunte dal
  Presidente  della  Regione",  il  provvedimento,  correttamente,  fa
  riferimento  alla temporaneità dell'assunzione di responsabilità del
  Presidente della  Regione, perchè dà implicitamente per scontato che
  è venuta  meno  la  funzione di assessore dell'onorevole Pellegrino,
  non della delega. Perchè, quando lui l'ha nominato, anche se con due
  provvedimenti, sul piano amministrativo, lo ha fatto in forza di una
  norma costituzionale  che  dà al Presidente della Regione la facoltà
  di nomina  e  di  revoca  degli assessori, non di attribuzione della
  delega;  quindi,  il  Presidente  della  Regione, correttamente, con
  questo  decreto,  di  fatto,  assumendosi  la  carica  'ad  interim'
  dell'Assessorato del  Territorio  e dell'ambiente, fa venire meno la
  funzione di assessore, non di delega dell'assessore Pellegrino.
       Noi  diamo  questa interpretazione, tuttavia, siccome non siamo
  il Vangelo ...

     LO CURTO . Meno male

     SPEZIALE  Ascolti, però non è neanche lei il Vangelo, nessuno qui
  è il  Vangelo,  fra  l'altro,  visto  che adesso siamo sotto Natale
       Siccome  ci  sono  gli  uffici  preposti  a  potere  esprimere,
  diciamo, un  proprio  parere  rispetto a materia di interpretazione,
  noi insistiamo:  l'onorevole  Pellegrino  non solo non deve svolgere
  alcuna funzione  in  rapporto  alla delega, l'onorevole Pellegrino -
  non  è   giustizialismo   -  non  deve,  in  forza  delle  modifiche
  statutarie, partecipare alla Giunta di Governo, neanche quando essa,
  onorevole Presidente, si riunisce ...

     ACIERNO  Se no?

     SPEZIALE  No,  stiamo dando un carattere interpretativo, se no li
  fai tu   Fino ad oggi non abbiamo sollevato fatti minacciosi contro,
  c'è qualcuno  che  ha  inteso dare una lettura di contrapposizione e
  qualcuno financo è arrivato al punto di sostenere in questa sede che
  il Presidente  della Regione, siccome deve fare la finanziaria e noi
  abbiamo posto il problema,  allora  ...  guardate  che  vi  verrebbe
  financo più facile fare la  finanziaria  senza la nostra presenza in
  Aula. Non è questa la  ragione;  è  che  il Presidente della Regione
  avverte  la  qualità di un  dibattito  che  si  sviluppa  in  questo
  Parlamento ed all'esterno,  capisce  perfettamente che il tema della
  lotta alla mafia, della trasparenza  della verità è un tema che deve
  permeare  costantemente  il   Parlamento   regionale   e  assume  in
  condizioni di equilibrio politico, delle determinazioni.
       Pertanto, noi diamo questa interpretazione, il Presidente della
  Regione può  dare  la sua interpretazione. Noi facciamo appello agli
  uffici  dell'Assemblea  perché in questa materia venga assolutamente
  dispiegata la  questione  fino  in  fondo,  anche perché  non c'è un
  precedente, i  precedenti  a  cui  si  faceva  riferimento,  come ho
  spiegato, non si attagliano alla nostra vicenda.
       Quindi,  nessuno,  com'è avvenuto stamattina, strumentalizzi al
  contrario, che ad una corretta vicenda, posta correttamente da parte
  nostra, si  possa dare forzatamente una lettura di una discriminante
  giustizialista o  di antigiustizialismo, perchè questo è un tema che
  appartiene al passato.
       I temi  garantisti  sono  quelli  che  sono  alla ricerca della
  verità; chi cerca  di  omettere  o  in  qualche  modo di ovattare la
  verità non è garantista.

     LO CURTO . Ma neanche quelli che la stravolgono la verità

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Rotella. Ne ha
  facoltà.

     ROTELLA   Signor  Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi,  ho  aspettato  che si sviluppasse il dibattito,
  devo dirvi  con  un  pizzico  di  curiosità,  e  perché avvertivo ed
  avverto il  bisogno,  onorevole  Presidente,  di  mettere le cose al
  posto giusto,  perché ho la sensazione che le cose malevolmente sono
  state messe al posto sbagliato.
       Cominciamo  subito  da  un  fatto  che  è  stato  ribadito  dal
  Presidente  del  Gruppo  parlamentare di Alleanza Nazione, onorevole
  Formica:   quest'Aula,   in   merito  alla  questione  che  riguarda
  l'onorevole Pellegrino,  si  è  pronunciata,  cioè  c'è  un  voto di
  quest'Aula;  c'è un giudizio di carattere politico che quest'Aula ha
  espresso con un voto a scrutinio segreto - questo lo vorrei ripetere
  - dove ognuno  aveva  la  possibilità  di  esprimere  un  voto ed un
  giudizio in assoluta  libertà  e  l'Aula  si  è espressa.
       E io  avevo  immaginato  che  in  quella  fase  avesse vinto la
  democrazia, che  fosse  finalmente  in  quest'Aula arrivata una fase
  veramente nuova, che smentiva tutte le cose che l'onorevole Pistorio
  diceva, di  fatti  pregressi  che  quest'Aula ha conosciuto bene. Il
  Presidente della  Regione sa cosa significa essere aggrediti;  anche
  il  Presidente  dell'Assemblea  sa  cosa significa essere aggrediti
  E molti  deputati  sanno  cosa significa essere aggrediti, onorevole
  Incardona, perché  spesso  il  gioco della mafia e dell'antimafia si
  mette sul campo  o  per  spiazzare o per fare altre cose. Invece noi
  dobbiamo rimettere le cose al posto giusto.
       E vi  debbo  dire  che  voglio fare riferimento a quel giudizio
  d'Aula:  l'Aula si  è  espressa.  E poi c'è stato un fatto nuovo, ci
  sono stati  dei  giornali che hanno parlato, hanno parlato tanto, ci
  sono dei  parlamentari  che  invece  di  parlare  dentro  quest'Aula
  continuano  a   parlare  sui  giornali,  ogni  tanto  appaiono,  poi
  scompaiono quasi in maniera miracolosa. Però voglio dire, Presidente
  della Regione,  le  chiedo:  lei ha sollecitato per caso l'onorevole
  Pellegrino a  dare  la  sua  disponibilità  alla  sospensione? Io le
  faccio una domanda e vorrei che lei mi rispondesse.

     PRESIDENTE  Onorevole Rotella, faccia il suo intervento.

     ROTELLA  No, Presidente,  la  mia non è una domanda fuori dal mio
  intervento, perché  le  dico  subito  che, per le notizie che io ho,
  per le notizie  che  il  Presidente  della  Regione mi ha dato e per
  l'intervento che il Presidente della Regione ha fatto in quest'Aula,
  l'onorevole Pellegrino  non è stato sollecitato a ricevere, da parte
  della maggioranza  e  del  Governo, nessuna sospensione.
       E voglio  dire,  onorevoli  colleghi,  guardate  che  atti come
  quello che  ha  compiuto  l'onorevole Pellegrino in quest'Aula non è
  che sono consueti  e  va  apprezzato  il gesto che egli ha compiuto,
  perché  ha  compiuto  un  gesto  senza che nessuno della maggioranza
  glielo avesse chiesto, perché  gli interventi che si sono susseguiti
  hanno  ribadito  questo  concetto.
       Quindi,  intanto  va  ringraziato l'onorevole Pellegrino per un
  atto che non  gli  è  stato  chiesto  da  questa maggioranza, che ha
  voluto compiere.  Io  mi aspettavo, onorevole Speziale, che qualcuno
  della minoranza  avesse  chiesto in quest'Aula che si istituisse una
  commissione  per  verificare  se  in  effetti l'onorevole Pellegrino
  avesse mentito  a  questo  Parlamento  e  alla Commissione Antimafia
  oppure no.  Invece,  noi  abbiamo  una  capacità,  che  è  veramente
  incredibile, nel  riuscire  ad assolvere o a condannare velocemente,
  senza neanche  acquisire alcun elemento, perchè comunque il giudizio
  ci viene consegnato. Siccome noi abbiamo questo dono quasi divino di
  riuscire ad  assolvere  o  a condannare con una perfezione assoluta,
  non abbiamo  bisogno  di  conoscere  gli  atti.  Ma  di  che  stiamo
  parlando noi?  C'è  una  persona  che  alla  fine viene indicata per
  avere reso delle dichiarazioni mendaci, alla fine noi la giudichiamo
  ancora prima che  lo facciano gli altri. Questo mi pare veramente un
  metodo che  con  la  cultura che noi andiamo professando non c'entra
  assolutamente  niente.
       Noi    dobbiamo   esattamente   riconoscere   quali   sono   le
  responsabilità    e   anch'io   voglio   saperlo   quali   sono   le
  responsabilità. Io  voglio  sapere  quali  sono le persone di cui mi
  sono circondato, chi sono i miei amici e su questo credo che bisogna
  fare chiarezza.  Sono  convinto che in quest'Aula bisognerà chiedere
  scusa all'onorevole  Pellegrino quando si conosceranno fino in fondo
  le  questioni.
       E tuttavia, onorevole Presidente dell'Assemblea, io prendo atto
  di questo  gesto  che  l'Assessore  Pellegrino  ha compiuto. E state
  tranquilli che  non c'è bisogno di fare altre sollecitazioni, perché
  un uomo che  è  capace di questi gesti e di questi comportamenti non
  ha bisogno di essere ulteriormente incoraggiato a fare altro. Perché
  potete stare  tranquilli  che,  per  quanto  mi  riguarda  e  per la
  conoscenza che  ho  dell'uomo  e  dell'amministratore, io non ho mai
  registrato   nell'operato  politico  e  nell'operato  amministrativo
  dell'onorevole Pellegrino  un  solo  gesto, un solo atto che potesse
  essere censurabile.  E tuttavia io lo capisco, Presidente, ma io non
  voglio  fare  un'arringa  difensiva dell'onorevole Pellegrino, anche
  perché  non ne ha bisogno.

     PRESIDENTE  Lo faccia pure, se crede, ma nei tempi

     ROTELLA   Avevo soltanto il bisogno di ribadire in quest'Aula che
  non  è  stata accertata nessuna dichiarazione mendace dell'Assessore
  Pellegrino; che oggi le istituzioni non hanno il diritto di sentirsi
  offese,  perché  non  c'è  nessun  accertamento  che  va  in  questa
  direzione.  L'onorevole  Pellegrino  non è stato ancora raggiunto da
  nessun  provvedimento,  l'assessore Pellegrino ha voluto compiere un
  atto che nessuno  gli  ha chiesto e, debbo dire, lo ha fatto proprio
  per sfidare -  questo  lo dico tra virgolette - una politica che non
  appartiene, che non può appartenere a questa Assemblea, alla dignità
  dei singoli deputati.
       Allora, Presidente, con la serenità di chi sa di avere in fondo
  consegnato,  che  consegna  ancora  all'assessore  Pellegrino questo
  scettro di  persona  assolutamente al di sopra di ogni sospetto, per
  come vive, per  come  è  vissuto  e  per  come  continua  a  vivere,
  Presidente,   il  Gruppo  parlamentare  di  Nuova  Sicilia  conferma
  all'assessore  Pellegrino  ed  al  Governo  la  fiducia,  la  stima,
  l'apprezzamento.
       Vuole   però   ribadire   in  quest'Aula  una  cosa,  onorevole
  Presidente, c'è  un  problema  di  carattere  politico  che  noi non
  possiamo più sottacere:  noi dobbiamo sapere se questa maggioranza è
  ancora  maggioranza,   noi  abbiamo  bisogno  di  sapere  se  questa
  maggioranza  può  sottostare  o  può  subire  l'aggressione  di  una
  opposizione che  dice:  non  votiamo  la  Finanziaria.  E  qual è il
  problema? Se c'è una maggioranza di 63 deputati in quest'Aula, quale
  problema ha  a  votare la Finanziaria, onorevole Leontini, onorevole
  Formica, ma di  che  stiamo  parlando?  Non  è  questo il tema o gli
  argomenti per  cui  noi  possiamo  metterci  in ginocchio rispetto a
  queste minacce,  che  certamente  non  ci  intimidiscono.
       Allora,  se  volete  venire  a  votare  la  Finanziaria,  amici
  dell'opposizione, fatelo, è un vostro diritto ed è un vostro dovere,
  soprattutto; se  voi  non  lo  farete, lo  farà  questa maggioranza,
  onorevole  Presidente  della  Regione,  assumendosi  per  intero  la
  responsabilità.  Pazienza,  avrete  perso  un'occasione  per dare il
  vostro contributo, ancora una volta, alla società siciliana.

     PRESIDENTE  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne ha
  facoltà.

     CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevole colleghi, io credo che
  sia doveroso rammentare a tutti noi che oggi ci troviamo a discutere
  non  delle  vicende  precedenti  agli  atti  che ci ha comunicato il
  Presidente,  perché  su  quelle  vicende  ognuno di noi può avere la
  propria  opinione, può avere il proprio punto di vista, può ritenere
  financo  legittimi una serie di ragionamenti che sono stati fatti da
  vari  deputati in quest'Aula. Né mi interessa discutere più di tanto
  dell'eventuale  capacità  della  maggioranza  di  esistere in quanto
  tale, a prescindere dal ruolo dell'opposizione.
       Io  vorrei  solo  ricordare, a  chi  ci  ricorda  che  c'è  una
  maggioranza, che  sarebbe  utile  intanto  che  lo  ricordasse  alla
  maggioranza stessa  ed al  Governo,  atteso  che  ancora i testi che
  consentono di discutere della Finanziaria debbono essere - così come
  si è  deciso venti minuti fa - valutati dalla rispettiva Commissione
  competente,  che   è  la  Commissione  Bilancio,  e  non  per  gesto
  dell'opposizione ma  proprio per gesti che riguardano la maggioranza
  ed  il   Governo,  per  cui  se  c'è  un  problema  riguarda  questa
  coalizione.
       Il problema di  cui  stiamo  discutendo  è un altro ed è quello
  legato agli  atti  amministrativi  -  almeno  io mi sono dato questo
  schema -  che  sono  stati consumati dal Presidente della Regione in
  osservanza a quanto detto all'onorevole Pellegrino rispetto alla sua
  vicenda, perché  se  avessimo  dovuto  dare  conto  alle  cose dette
  dall'onorevole  Pellegrino  avremmo dovuto allargare la rosa, tenuto
  conto che  faceva capire che c'erano tanti altri colleghi suoi nella
  stessa  situazione.   Invece,   questo   dimostra  che  non  c'è  un
  atteggiamento   né   giustizialistico,   né   persecutorio,  c'è  un
  ragionamento su  un atto, che ha trovato l'accoglimento da parte del
  Presidente della  Regione,  tenuto  conto  che c'è una dichiarazione
  unilaterale dell'onorevole  Pellegrino  -  che  io  saluto  -,  come
  contributo a questo Parlamento, onorevole Rotella, perché  favorisce
  il ripristino  di  un  clima  di  rispetto  della  politica  e delle
  istituzioni. Così come favorisce un clima di rispetto della politica
  e   delle   istituzioni   l'atteggiamento  che  conseguentemente  ha
  determinato il Presidente della Regione.
       Non vorrei  però,  signor  Presidente  della Regione, che, onde
  ossequiare  in  maniera  eccessiva  tutti  questi  atteggiamenti, si
  compissero  atti  che  possono  mettere  in  pregiudicato  gli  atti
  successivi   dell'amministrazione  regionale  e  del  Governo  della
  Regione   siciliana,   legando   a  questo  possibili  illegittimità
  amministrative e possibili contenziosi con autorità esterne a questo
  Parlamento,  che  metterebbero  in  grave difficoltà la funzionalità
  delle regole.  E  mi  riferisco all'atto amministrativo, al decreto,
  che, così  come  ricordato in quest'Aula, ha un suo percorso: "visti
  gli atti;  vista  la modifica dello Statuto;  visto il secondo comma
  dell'articolo 9 dello Statuto, si determina quanto segue".
       Credo che faccia  male  chiunque  a ritenere che non ci sia una
  linearità di comportamento. Il comportamento deve essere lineare, se
  si vuole  salvaguardare  quanto  di  positivo  sta  venendo fuori da
  questa discussione. Perché, se tutto è fatto con il trucco, allora è
  ancora peggio, è il rimedio peggiore del male, se c'era un male.
       Io credo che  tutto  questo debba essere evidente, e lo dico al
  Presidente  della  Regione. Proprio perché deve essere salvaguardato
  il percorso messo in atto che ha portato a lei, signor Presidente, a
  determinare  queste  scelte,  noi  dobbiamo  avere  un atteggiamento
  conseguente,   per   salvaguardare   e  valorizzare  i  suoi  gesti,
  altrimenti corriamo  il rischio di dimostrare che siamo una sorta di
  sede nebulosa, in  cui  tutto  è  possibile  ed è possibile anche il
  contrario, atteso che  poi le carte ognuno le può interpretare e non
  applicare.
       Se si arriva fino a questo, io credo che si fa un torto financo
  all'applicazione  pedissequa  dei  testi  votati  dalla Camera e dal
  Senato come riforma costituzionale del nostro ordinamento.
       Io credo  che  tutto  questo deve essere chiaro e non mi voglio
  assolutamente  accanire, perché  so  perfettamente che il Presidente
  della  Regione   su  queste  questioni  si  atterrà  al  massimo  di
  funzionalità,  di  trasparenza  e di legittimità, facendo verificare
  gli atti agli uffici competenti perché  vengano applicati in maniera
  regolare e per evitare di mettere in discussione successivi atti che
  possono essere  compiuti  in  maniera  irregolare  da  una Giunta di
  Governo che,  in  quanto tale, non esiste; esiste un Governo formato
  su preposizione di deleghe assessoriali, ma non esiste più la Giunta
  in quanto tale. Grazie.

     PRESIDENTE    Grazie   onorevole   Crisafulli.
       Su quanto detto dall'onorevole Crisafulli e proposto in termini
  diversi dall'onorevole  Speziale,  io  devo precisare che gli uffici
  dell'Assemblea non  hanno nessun potere di intervento.

     CRISAFULLI  Io parlavo di uffici del Governo

     PRESIDENTE   Ho  capito il discorso dell'onorevole Crisafulli, ma
  non quello  dell'onorevole  Speziale,  per cui non posso raccogliere
  l'invito.  Raccolgo  l'invito, da rivolgere al Governo, di accertare
  la legittimità  del  suo  provvedimento  con  gli  organi  che  sono
  previsti  dalla  legge:  Consiglio  di  Giustizia  Amministrativa ed
  eventualmente anche l'Avvocatura dello Stato.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO   presidente  della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  col  mio  intervento introduttivo ritenevo, evidentemente
  sbagliandomi, di  aver  dato  delle  indicazioni  o  comunque  avere
  illustrato il  percorso che in questi tre giorni, dopo la Conferenza
  dei presidenti dei Gruppi parlamentari, avevamo messo in atto perché
  si potesse,  in  quest'Aula,  continuare  un iter parlamentare che è
  quello dell'approvazione  della  Finanziaria  a  partire da oggi col
  DPEF. Non  perché  questo,  avevamo  ritenuto  fosse  una  specie di
  ricatto; se  questo  in qualche modo avessero pensato, non l'avremmo
  mai accettato,  ma perché ritenevamo che dalla richiesta fatta dalle
  opposizioni, che  prima  di accettare avevo in qualche modo detto di
  sentire il  bisogno di ascoltare - perché  non l'avevo ancora fatto-
  l'assessore  Pellegrino,  per  concordare  insieme  a  lui,  potesse
  rasserenare  un  clima  che  credo  sia  indispensabile,  oltre  che
  importante, perché  insieme  tutte  le  forze politiche possano fare
  una grande  battaglia  sulla  legalità  e  sulla trasparenza.
       E sono  grato  quasi  a  tutti  gli  intervenuti, all'onorevole
  Speziale soprattutto,  per aver ricordato che le battaglie antimafia
  o comunque le  battaglie  per  la  legalità e per la trasparenza non
  possono essere  patrimonio  soltanto di alcuni, come avevo detto, ma
  sono patrimonio  della politica, di quelli che vogliono portare alla
  politica  un   contributo   onesto   e  leale  per  quanto  riguarda
  soprattutto questi  temi.
       Evidentemente credo ci sia bisogno di qualche mio passaggio per
  spiegare meglio gli atti che abbiamo fatto, perché  dagli interventi
  è probabile  che si sia ingenerata, certo per responsabilità mia che
  non saputo  ben  spiegare,  anche qualche confusione.
       Con un  decreto,  vengono innanzitutto nominati gli assessori e
  poi, con  un  decreto  a  parte,  vengono  affidate  le deleghe agli
  assessori  nominati.  L'assessore  Pellegrino  non ha avuto bisogno,
  quando l'ho ...

     SPEZIALE  Con la modifica costituzionale, il decreto ...

     CUFFARO    presidente   della  Regione.  Onorevole  Speziale,  la
  modifica costituzionale  non  prevede  un iter di come devono essere
  nominati. Queste  sono  le  procedure  che il Governo ha ritenuto di
  adottare dopo avere consultato gli organi di cui dispone, non ultimo
  certamente i  nostri  uffici.
       Comunque  non   è   questo  il  problema,  perché,  se  noi  ci
  attardassimo, onorevole  Crisafulli,  a pensare che la questione sia
  di  carattere  procedurale,  faremmo  torto alle nostre sensibilità,
  oltre che  alla  sua  intelligenza.  Qui  il  problema  è  di natura
  politica, quindi  non  mi attarderei a discutere delle procedure che
  hanno ben poco  valore quando invece ci si trovi d'accordo sul fatto
  politico.
       L'assessore Pellegrino  non  mi  ha  dato  il tempo di parlare,
  perché   mi ha  chiesto  e  mi  ha  notificato  la  sua  volontà  di
  autosospendersi, non perché  l'autosospensione fosse un atto dovuto,
  perché  certamente  non  lo è, ma, dato il clima politico, diventava
  un atto  politico  per  permettere  una  discussione  serena  e  per
  aspettare soprattutto  che  lui  potesse  leggere  gli  atti  che lo
  riguardavano.  Qualcuno lo ha detto,  io  lo  ripeto:  in  atto  c'è
  soltanto la fine di  un processo istruttorio dei pubblici ministeri,
  che è stato depositato.
       Non  c'è  alcuna  richiesta di rinvio a giudizio e non potrebbe
  esserci  considerato  che  dalla  data in cui l'onorevole Pellegrino
  verrà  in possesso degli atti istruttori depositati (e credo che già
  ne  sia),  avrà  un  certo  lasso  di tempo previsto dalle norme per
  presentare  le  proprie  memorie  difensive.  Dopo  ciò  i  pubblici
  ministeri  valuteranno  se esistono gli estremi per una richiesta di
  rinvio   a   giudizio,  richiesta  che  poi  dovrà  essere  vagliata
  dall'altra parte della Magistratura, la quale valuterà se rinviare a
  giudizio o meno.
       Tutto  questo  processo  ancora  non  c'è;  c'è  soltanto,  per
  informazione,  il deposito degli atti istruttori. Organi di stampa -
  sarà  anche vero, non lo sappiamo - dicono che si evince un percorso
  non confacente alle dichiarazioni che l'onorevole Pellegrino ha reso
  in quest'Aula e alla Commissione Antimafia.
       Ma  questo  va accertato.  In questo caso mi convince l'ipotesi
  che avanza l'onorevole Rotella. E' giusto che  la  Magistratura vada
  avanti per la sua strada, tuttavia, credo che  questo  Parlamento  è
  sovrano  nel  dover  accertare  se   l'onorevole   Pellegrino  abbia
  dichiarato cose diverse in due momenti diversi  ovvero se, comunque,
  dagli   atti  si  evince  che  ci  sia   stata   una   dichiarazione
  dell'onorevole Pellegrino non confacente alla realtà.
       Mi  convince  ciò  che  dice  l'onorevole Rotella; non so quale
  debba  essere  la  sede  nella  quale,  come Parlamento, ci si possa
  attribuire  questa  prerogativa  e  fare una verifica. Non credo che
  bisognerà aspettare i tempi lunghi delle procedure giudiziarie.
       Se  questa  sede  è la Commissione Antimafia, credo sia giusto,
  onorevole  Presidente  dell'Assemblea,   che   quella   Commissione,
  acquisiti  gli atti - che oramai sono pubblici - valutasse se quelle
  dichiarazioni  mendaci ci siano state o meno. L'onorevole Pellegrino
  chiede  che  si  faccia  questo  in  fretta  e,  nel  frattempo,  si
  autosospende.
       Il decreto che  hanno  preparato  i  miei  Uffici  e  che io ho
  firmato  è  un  decreto con il quale assumo le funzioni di Assessore
  regionale  per  il territorio.  E' chiaro che l'assessore Pellegrino
  non   eserciterà   più  le  funzioni  di  Assessore,  è  chiaro  che
  l'assessore Pellegrino non parteciperà alle riunioni della Giunta di
  Governo, considerato che per sua scelta ha deciso di autosospendersi
  dall'esercitare qualsiasi attività di Governo.
       Tuttavia permane il fatto politico,  onorevole  Crisafulli, che
  l'onorevole  Pellegrino  ha scelto di  autosospendersi  affinché  si
  possa fare definitivamente chiarezza su questa vicenda.
       Che poi questo Governo abbia scelto di agire  con il massimo di
  rigore,  onorevole  Cracolici,  non  c'è  alcun   dubbio.   Non  c'è
  "annacamento"  in alcun senso:  né  attribuibile a fattori criminali
  né  attribuibile ad altri fattori che non sono criminali, ma che non
  sono condivisibili.

     FORGIONE    Parli  in  italiano,  non   in   toscano,   onorevole
  Presidente.

     CUFFARO   presidente della  Regione.  Onorevole  Forgione,  si  è
  capito benissimo ciò  che  intendevo  dire.  Questo Governo potrebbe
  indicare numerosi provvedimenti che non hanno avuto "annacamenti".
  L'onorevole Granata me ne  suggerisce  uno:  il  sequestro dei tanti
  pozzi d'acqua che abbiamo effettuato;  l'avevano detto tutti, ma noi
  l'abbiamo fatto.
       Questo Governo non ha potuto  partecipare,  onorevole Forgione,
  al  funerale del giudice Caponnetto; ma a lei  certamente  non  sarà
  sfuggito  che  questo Governo e il sottoscritto  erano  presenti  su
  tutti  i giornali d'Italia con una dichiarazione  a  commento  della
  morte  del  giudice  Caponnetto.  Questo Governo ha  pure  fatto  il
  necrologio  ricordandolo  come  "un uomo, un magistrato, una persona
  che  ha contribuito moltissimo a quelle che sono state alcune scelte
  importanti di questa Regione".
       E' chiaro che lei, onorevole Forgione, non mi  ha potuto vedere
  al funerale perchè non c'ero, ma non c'era  neanche  lei;  però  era
  presente  il  giornalista  Travaglio,  il quale ha  notato  che  non
  c'eravamo nè io nè altri, compreso lei; Travaglio, evidentemente, ha
  avuto il tempo per andarci e noi ne prendiamo atto.
       Ribadisco  che  la  nostra non era  un'assenza  colpevole,  era
  un'assenza;  come pure assenti siamo stati in occasione dei funerali
  di  tanti  altri onesti servitori dello Stato ai quali non ho potuto
  partecipare  personalmente,  ma  ai  quali  abbiamo partecipato come
  Governo della Regione sia con il necrologio che con una presenza.
       Ma di questo non farei un caso;  diversamente  rischieremmo  di
  confondere la politica con lo pseudo giornalismo che fa Travaglio.
       Onorevole   Speziale,   la  Commissione  Antimafia  accerti  se
  l'onorevole  Pellegrino  ha  mentito;  credo  sia   giusto   per  un
  componente del Governo che ci possa essere questa possibilità.
       Lungi da noi voler trasformare questo dibattito -  e  credo che
  non l'abbiamo fatto - tra chi è per il giustizialismo e chi è per il
  garantismo.   Questo  Parlamento è perchè le  regole  vengano  tutte
  rispettate e perchè ci sia una giusta garanzia per tutti i cittadini
  nelle  forme  dovute che tutti quanti abbiamo qui  in  qualche  modo
  ricordato.
       Bizantinismo mi pare il tentare in tutti i modi di farmi dire o
  di far dire al mio decreto ciò che non ha detto  e  che  non  voleva
  dire.  Il decreto è qui, alla vista di tutti  e  dice esattamente le
  cose che ci sono scritte.
       E' chiaro che la finanziaria rappresenta l'atto politico, oltre
  che  del  Governo,  del  Parlamento, e che  dispiacerebbe  a  questo
  Governo che si andasse avanti nell'approvazione  di  una finanziaria
  senza una parte importante che ha il dovere,  oltre  che il diritto,
  di  contribuire al varo di una finanziaria  tendente  allo  sviluppo
  della Sicilia, a dare lavoro ai siciliani, a garantire i diritti dei
  siciliani.
       Credo  che  l'intento  di  non   partecipare   all'esame  della
  finanziaria sia lontano dalla volontà di partiti importanti.
       L'atto dell'Assessore Pellegrino  è servito, se pur ce ne fosse
  il minimo dubbio,  a cancellare anche questa ipotesi che aleggiava e
  che noi abbiamo voluto in qualche modo allontanare.
       Onorevole Rotella,  la  finanziaria è un atto troppo importante
  perchè possa essere  pensato  senza  il  contributo  di  tutti.  Noi
  abbiamo  il  dovere  di ricercare tutte le  condizioni  affinchè  la
  finanziaria sia l'atto del Parlamento, di tutto  il  Parlamento.  E'
  chiaro che la finanziaria dobbiamo farla, ma io  mi auguro che, così
  come è sempre accaduto in questo Parlamento, venga  approvata con il
  contributo  di  tutti, considerato che la finanziaria presentata dal
  Governo  aspetta  di  essere  migliorata attraverso il contributo di
  coloro i quali riterranno opportuno intervenire.
       Onorevole Crisafulli, ma lei pensa davvero che io possa tentare
  trucchi  nei  confronti  del maestro dei  prestidigitatori?  Lei  si
  sottovaluta. Io non ci penso neanche, non  immagino assolutamente di
  fare  trucchi a colui il quale i trucchi li  ha  insegnati  a  tutti
  quanti  Lungi da me il pensiero di fare trucchi.
       C'è  una  realtà e la realtà è che  l'Assessore  Pellegrino  ha
  scelto di autosospendersi e di tale atto  di  responsabilità  gliene
  siamo grati, considerato che ciò contribuisce a  far  andare  avanti
  l'iter procedurale della finanziaria cui tutti tendiamo.
       Non  posso  condividere, invece, l'atteggiamento dell'onorevole
  Ferro  e  dei suoi amici; non posso condividerlo.  Mi  dispiace  che
  l'onorevole Granata abbia loro donato non so quale  libro, perchè se
  potessimo  tornare  indietro, io consiglierei di  regalare  loro  la
  'Storia  della  colonna infame', in  quanto  probabilmente  andrebbe
  letta con più attenzione da parte dell'onorevole Ferro  e  dei  suoi
  amici, perchè forse qualche spunto  importante  potrebbero  trovarlo
  sia  nella  versione  originale  del  Manzoni   sia  nella  versione
  riveduta,  corretta  e  riscritta dal  nostro  conterraneo  Leonardo
  Sciascia, il quale credo meriti qualche  attenzione  particolare  da
  parte di coloro i quali ritengono di venire qui  a  fare le prediche
  e, poi, in occasione di un libero dibattito  che  questo  Parlamento
  sta  sviluppando (e che credo sia anche importante) ritengono di non
  ascoltare le ragioni degli altri, allontanandosi dall'Aula.
       Credo  che  noi oggi si sia consumato un passaggio positivo, in
  quanto  esso  aiuta  il  Governo,  ma anche il Parlamento, ad andare
  avanti e a fare il proprio dovere.
       Attendiamo - e lo chiedo, signor  Presidente  dell'Assemblea  -
  che la Commissione Antimafia, più velocemente di  quanto  possa fare
  la  Magistratura,  ci  aiuti a sciogliere un nodo,  a  risolvere  un
  problema,  che  poi  è lo stesso che  l'onorevole  Pellegrino  vuole
  sciogliere  e  che l'onorevole Rotella ci ha  proposto:  tentare  di
  capire se veramente l'onorevole Pellegrino abbia  mentito oppure no.
       Certo, se avesse mentito, ci sarà da fare da parte di tutti noi
  una  valutazione  ulteriore; ma, se non avesse  mentito,  credo  che
  tutti noi dovremmo fare un ulteriore esame di coscienza.
       E' con questo auspicio, signor Presidente, che  concludo il mio
  intervento, non trascurando di augurare a tutti  i  parlamentari  un
  Buon Natale.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  concludendo la seduta, rinnovo i
  miei più sentiti auguri per  un  sereno  Natale  ed  un  felice anno
  nuovo.
       La seduta è rinviata a martedì 21 gennaio 2003, alle ore 17.30,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE     DEL     DOCUMENTO     DI     PROGRAMMAZIONE
          ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2003-2006 (Seguito)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

            1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
              l'anno finanziario 2003 e bilancio  pluriennale  per
              il triennio 2003-2005" (n. 554).

            2) "Disposizioni  programmatiche  e   finanziarie  per
              l'anno 2003" (n. 553).

     IV - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE  DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

      V - ELEZIONE DI  TRE  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E  MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

     VI - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI  UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE DI  NOVE  COMPONENTI  DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 15.42

        Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 18.00