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Resoconto d'Aula della Seduta n. 112 di martedì 21 gennaio 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BURGARETTA APARO ,  segretario,  dà  lettura del processo verbale
  della seduta  precedente  che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

                  ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

           - da parte dell'assessore per il Bilancio

            N.  471  -  Piena  applicazione  nella  Regione  siciliana
          dell'art. 25, comma 5, della L. n. 488 del  2001,  circa  la
          compartecipazione dei comuni siciliani al gettito IRPEF.
          Firmatario: Cracolici Antonino;

           - da parte dell'assessore per il Turismo

            N. 642 - Notizie sul servizio di collegamento con le isole
          Eolie.
          Firmatario: Scoma Francesco;

            N. 724  -  Provvedimenti  urgenti  per  il  ripristino  di
          collegamenti efficienti tra la Sicilia e le isole Pelagie.
          Firmatario: Sanzeri Salvatore;

           - da parte del Presidente della Regione

            N. 495 - Interventi per la soluzione dell'emergenza idrica
          a Palermo.
          Firmatario: Giannopolo Domenico.

       Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

      -  "Finanziamento  di  lavori urgenti per la salvaguardia dei
      centri abitati  tra  il corso Mosè e la fascia costiera della
      città di  Agrigento  e  interventi a favore dei cittadini che
      hanno  subito  danni  a  causa  dell'alluvione del 3 dicembre
      2000." (n. 558)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Miccichè in data 8 gennaio 2003

      - "Provvedimenti in favore dei comuni montani" (n. 559)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Ioppolo, Formica, Incardona,
      Infurna, Tricoli, Virzì in data 10 gennaio 2003

      - "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana
      per l'anno finanziario  2003 e norme tecniche per la gestione
      del bilancio  dell'Azienda  Foreste  demaniali  della Regione
      siciliana" (n. 561)
      - iniziativa governativa
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (CUFFARO)  su
      proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (PAGANO)
      in data 21 gennaio 2003.

      - "Seconda nota di  variazioni  al  disegno  di  legge n. 554
      'Bilancio di  previsione della Regione per l'anno finanziario
      2003 e per il triennio 2003-2005'" (n. 562)
      - iniziativa governativa
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (CUFFARO)  su
      proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (PAGANO)
      in data 21 gennaio 2003.

    ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
    INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti disegni di legge sono stati
  presentati  e  contestualmente  inviati  alle competenti commissioni
  legislative:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - "Provvedimenti in favore dei comuni montani" (n. 559)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Ioppolo, Formica, Incardona,
      Infurna, Tricoli, Virzì in data 10 gennaio 2003
      - PARERE III, IV e V
      - inviato in data 20 gennaio 2003

                             BILANCIO (II)

      -  "Riforma e disciplina  del  Servizio  di  riscossione  dei
      tributi e delle altre entrate" (n. 556)
      - iniziativa governativa
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro)  su
      proposta  dell'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le
      finanze (Pagano) in data 27 dicembre 2002
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Nota di variazioni al disegno di legge n. 554 'Bilancio di
      previsione per l'esercizio finanziario 2003 e per il triennio
      2003-2005'" (n. 557)
      - iniziativa governativa
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro)  su
      proposta  dell'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le
      finanze (Pagano) in data 27 dicembre 2002
      - inviato in data 7 gennaio 2003
      - PARERE I, III, IV, V, VI

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      -  "Finanziamento  di  lavori urgenti per la salvaguardia dei
      centri abitati  tra  il corso Mosè e la fascia costiera della
      città di Agrigento e  interventi  a  favore dei cittadini che
      hanno subito danni a  causa  dell'alluvione  del  3  dicembre
      2000." (n. 558)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Miccichè in data 9 gennaio 2003
      - inviato in data 20 gennaio 2003

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      - "Norme per contrastare il fenomeno del mobbing" (n. 555)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli  D'Antoni,  Antinoro,  Lo Monte,
      Basile, Amendolia, Sanzeri in data 23 dicembre 2002
      - inviato in data 8 gennaio 2003

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      -   "Istituzione   del  servizio  farmaceutico  regionale  di
      assistenza domiciliare" (n. 560)
      -  iniziativa parlamentare
      -  presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
      Tumino, Vitrano, Zangara in data 16 gennaio 2002
      - inviato in data 20 gennaio 2003

                    COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE
                     ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti disegni di legge sono stati
    inviati alle competenti Commissioni legislative:

                             BILANCIO (II)

      - "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
      (n. 553)
      - iniziativa governativa
      - inviato in data 19 dicembre 2002
      - PARERE COMMISSIONI I, III, IV, V e VI

      - "Bilancio di  previsione della Regione siciliana per l'anno
      finanziario  2003 e  bilancio  pluriennale  per  il  triennio
      2003-2005" (n. 554)
      - iniziativa governativa
      - inviato in data 19 dicembre 2002
      - PARERE COMMISSIONI I, III, IV, V e VI

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      - "Disciplina dell'attività di somministrazione di alimenti e
      bevande nel territorio della Regione siciliana" (n. 546)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      -  "Norme di  adeguamento  del  trattamento  economico  degli
      esperti chiamati a  far  parte  delle  sezioni  specializzate
      agrarie costituite presso  i  Tribunali  e le corti d'appello
      aventi sede in Sicilia" (n. 549)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      - "Interventi per  le caserme dell'Arma dei Carabinieri nelle
      isole minori" (n. 542)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Norme per il  riassetto  organizzativo e funzionale per la
      difesa del suolo e  della gestione delle risorse idriche" (n.
      543)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Ordinamento degli  enti  regionali  operanti in materia di
      edilizia residenziale pubblica" (n. 544)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Riordino normativo del turismo in Sicilia" (n. 550)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Disciplina  dell'esercizio  delle  attività  professionali
      delle agenzie di  viaggio  e  turismo.  Disposizioni varie in
      materia di turismo" (n. 551)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      - "Ordinamento del sistema bibliotecario regionale" (n. 545)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Norme per  la  valorizzazione delle università della terza
      età" (n. 547)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

      - "Norme per l'istituzione delle borse di ricerca" (n. 548)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      - "Norme per la  promozione  delle  città dei bambini e delle
      bambine" (n. 540)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003
      - PARERE COMMISSIONE IV

      -  "Norme per  il  riordino  del  sistema  delle  istituzioni
      pubbliche di assistenza e beneficenza" (n. 541)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003
      - PARERE COMMISSIONE I

      - "Norme a  sostegno  dell'associazionismo e costituzione del
      Registro regionale  delle associazioni di promozione sociale"
      (n. 552)
      - iniziativa parlamentare
      - inviato in data 8 gennaio 2003
      - PARERE COMMISSIONE I

    COMUNICAZIONE DI STRALCIO DI ARTICOLI DAL DISEGNO DI LEGGE N. 553

     PRESIDENTE   Comunico  che,  ai  sensi del combinato disposto del
  comma 2, dell'articolo 3 della legge regionale n.  10 del 1999, come
  modificato dall'articolo  7  della legge regionale n.  10 del 2002 e
  del comma  2  e dell'articolo 73 ter del R.I., sono stati stralciati
  dal   disegno   di  legge  n.  553  "Disposizioni  programmatiche  e
  finanziarie per l'anno 2003" i seguenti articoli: 8, 19, 20, 27, 28,
  30, 31, 33,  34, 38, 39, 40, 41, 45, 46, 48, 49, 50, 51, 52, 55, 56,
  57, 59, 60, 61, 62, 63, 65, 67, 68, 69, 70, 71 e 72 limitatamente ai
  commi 1, 4, 5, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE    Comunico,   ai   sensi  dell'articolo  70  Bis  del
  Regolamento  interno,  le seguenti richieste di parere pervenute dal
  Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - "Centro interaziendale  per  l'addestramento  professionale
      nell'industria  (CIAPI)  di   Priolo   -  Nomina  commissario
      straordinario" (n. 104)
      - pervenuto in data 3 gennaio 2003
      - trasmesso in data 7 gennaio 2003

      -  "Camera  di commercio di Palermo - Designazione componente
      effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 105)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -  "Camera di commercio di Siracusa - Designazione componente
      effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 106)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -  "Camera  di commercio di Palermo - Designazione componente
      effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 107)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -  "Camera  di commercio di Catania - Designazione componente
      effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 108)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -  "Camera  di  commercio  di  Caltanissetta  -  Designazione
      componente  effettivo  in  seno al collegio dei revisori" (n.
      109)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -  "ESA  -  Rinnovo  collegio  dei  revisori  -  Designazione
      componenti" (n. 110)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -  "EAS  -  Rinnovo  collegio  dei  revisori  -  Designazione
      componenti" (n. 111)
      - pervenuto in data 7 gennaio 2003
      - trasmesso in data 8 gennaio 2003

      -   "Nomina   assessoriale   componente   del   consiglio  di
      amministrazione  dell'IPAB Ospizio dei Vecchi Sciacca Baratta
      di Patti" (n. 112)
      - pervenuto in data 31 dicembre 2003
      - trasmesso in data 15 gennaio 2003

                      COMUNICAZIONE DI PARERI RESI

     PRESIDENTE   Comunico  che  da parte delle competenti Commissioni
  legislative sono stati resi i seguenti pareri:

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      -  "Accordo  di   Programma   Quadro  (APQ)  -  Energia"  (n.
      100/III-IV-CE)
      - parere reso in data 18-19 dicembre 2002
      - trasmesso in data 31 dicembre 2002

      - "Aggiornamento  relazione  Accordo  di  Programma  Quadro -
      Sviluppo locale" (n. 102/III-IV-CE)
      - parere reso in data 18-19 dicembre 2002
      - trasmesso in data 31 dicembre 2002

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      - "Aggiornamento  relazione  Accordo  di  Programma  Quadro -
      Sviluppo locale" (n. 102/III-IV-CE)
      - parere reso in data 9 gennaio 2003
      - trasmesso in data 10 gennaio 2003

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE  Comunico  le  assenze e le sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni  parlamentari per il periodo 19 dicembre 2002 - 15
  gennaio 2003:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 19.12.02: LEANZA E.-MOSCHETTO-CRISAFULLI-IOPPOLO-
                          LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO-SCOMA
      "     dell'8.01.03: CRISAFULLI-FRANCHINA-LO MONTE-ORTISI-SCOMA
      "      "   9.01.03: LEANZA E.-LO MONTE-SCOMA
      "      "  14.01.03: LEANZA E.-ORTISI-SCOMA
      "      "  15.01.03 (ant.): LEANZA E.-FRANCHINA-ORTISI-SANZERI
      "      "  15.01.03 (pom.): MOSCHETTO-CRISAFULLI-ORTISI-SCOMA

                              BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione dell'8.01.03: CROCE-D'ANTONI-GENOVESE-LEANZA V.-SPEZIALE
      "     del 14.01.03 (ant.): CROCE-CINTOLA-D'ANTONI-FORMICA-GENOVESE
                                 MANCUSO-ROTELLA
      "     "   14.01.03 (pom.): CROCE-CINTOLA-D'ANTONI-GENOVESE-
                                 LEANZA V.-MANCUSO-SPEZIALE
      "     "   15.01.03: CROCE-LEONTINI-CINTOLA-FORMICA-GENOVESE
                          MANCUSO-ROTELLA

   Sostituzioni
   Riunione dell'8.01.03: CINTOLA sostituito da PISTORIO
                          MANCUSO     "       " SAVARINO

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione dell'8.01.03: CATANIA G.-GAROFALO-INCARDONA
     "      del 14.01.03: GAROFALO-INCARDONA-TURANO
     "       "  15.01.03: NICOTRA-BORZACCHELLI-CATANIA G.-GAROFALO
                          INCARDONA-TURANO

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del  9.01.03 (ant.): LO CURTO-MAURICI-VICARI
      "      "   9.01.03 (pom.): GURRIERI
      "      "  10.01.03: BENINATI-ZAGO-CONFALONE-DE BENEDICTIS-GURRIERI
                          INFURNA-LO CURTO-MAURICI-SPAMPINATO-VICARI
      "      "  14.01.03: DE BENEDICTIS-VICARI
      "      "  15.01.03 (ant.): INFURNA-MAURICI
      "      "  15.01.03 (pom.): INFURNA

   Sostituzioni
   Riunione del 9.01.03 (ant.): BENINATI sostituito da GIAMBRONE
      "      "  9.01.03 (pom):  BENINATI      "     "  GIAMBRONE
      "      "  10.01.03:       RAITI         "     "  MICCICHE'
      "      "  15.01.03 (ant.): VICARI       "     "  BALDARI
      "      "  15.01.03 (pom.): VICARI       "     "  BALDARI

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Assenze
   Riunione dell'8.01.03: LEANZA N.-CATANIA F.-FRATELLO-INFURNA
       "    del  9.01.03: CATANIA F.-FRATELLO-GIANNOPOLO

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione dell'8.01.03: LO GIUDICE-BASILE-LEANZA V.-MANZULLO-
                          MORINELLO
       "    del  9.01.03: LO GIUDICE-BASILE-LEANZA V.-MANZULLO
       "     "  14.01.03 (pom.): LO GIUDICE-LEANZA V.-MANZULLO-
                          MERCADANTE-MORINELLO
       "     "  15.01.03: CRACOLICI-MANZULLO-MORINELLO

   Sostituzioni
   Riunione del 14.01.03 (ant.): LEANZA V.  sostituito da GIAMBRONE
                                 MORINELLO      "      "  RAITI

          COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE  Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso
  copia delle seguenti deliberazioni:

      -  n.  380 del 4  dicembre  2002  "POR  Sicilia  2000/2006  -
      Modifiche della misura 4.06 del complemento di programmazione
      - procedura scritta n. 12/2002";

      -  n.  381 del 4  dicembre  2002  "POR  Sicilia  2000/2006  -
      Modifica   del  capitolo   2.1   'Progetti   integrati'   del
      complemento  di  programmazione   -   Procedura   scritta  n.
      16/2002";

      -  n.  382 del 4  dicembre  2002  "POR  Sicilia  2000/2006  -
      Modifica della misure 1.11,  1.13  e 4.03b del complemento di
      programmazione - Procedura scritta n. 17/2002";

      - n. 407 del  4 dicembre 2002 "Programmi di finanziamento per
      l'anno 2002 - capitoli 672003 - 672004";

      - dal n. 252 del  7 agosto 2002 al n. 279 del 22 agosto 2002;
      dal n. 282 del 29  agosto 2002 al n. 353 del 31 ottobre 2002;
      dal n. 355 del  31  ottobre  2002  al  n. 378 del 20 novembre
      2002;

      -  n. 412 del 17  dicembre  2002  "POR  Sicilia  2000/2006  -
      Adozione del complemento di programmazione";

      - n. 413 del 17 dicembre 2002 "PIC 2000/2006 - Interreg III C
      - Zone Sud".

      - n. 414 del  17 dicembre 2002 "PIC Interreg III C - Zone Sud
      - Progetto  Gestione et Dèveloppement des espace insulaires -
      Integrazione  deliberazioni della Giunta regionale n. 148 del
      17 maggio 2002 e n. 252 del 7 agosto 2002";

      - n. 429 del 17 dicembre 2002 "Ripartizione fondi residui sui
      capitoli 7662005 e 672006 - Rubrica Assessorato regionale dei
      lavori pubblici".

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale:

            N. 958 - Notizie in ordine alla regolarità della  gestione
          dell'Istituto dei ciechi 'Florio e Salamone' di Palermo.
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Bilancio
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

                                ----------------

            N. 964 -  Notizie  circa  la  promozione  turistica  delle
          province   di  Siracusa  e  Palermo,  attraverso  il  serial
          televisivo 'Il Commissario Montalbano'.
            - Presidente Regione
            ***
          Zago Salvatore

                                ----------------

            N. 965 - Notizie in  materia  di  gestione  integrata  dei
          rifiuti in Sicilia.
            - Presidente Regione
            ***
          Panarello Filippo

                                ----------------

            N. 971 - Provvedimenti circa la sistemazione della  strada
          di collegamento tra Furci Siculo (ME) e  la  strada  statale
          114.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            ***
          Panarello Filippo

                                ----------------

            N. 972 -  Reinserimento  di  Castiglione  di  Sicilia  nel
          distretto sanitario di Giarre (CT).
            - Assessore Sanità
            ***
          Villari Giovanni

                                ----------------

            N. 974 - Iniziative di sostegno del polo tessile di Riesi.
            - Presidente Regione
            ***
          Galletti Giuseppe

                                ----------------

            N. 990 - Restauro e manutenzione degli alloggi popolari di
          proprietà della Regione, a Salemi (TP).
            - Assessore Presidenza
            ***
          Oddo Camillo

                                ----------------

            N. 991 - Iniziative per  garantire  un  servizio  adeguato
          presso la biblioteca del Museo 'Pepoli' di Trapani.
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Oddo Camillo

                                ----------------

            N. 992 - Iniziative per  garantire  adeguati  collegamenti
          con l'Isola di Pantelleria.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Oddo Camillo

                                ----------------

            N. 993 - Restauro e manutenzione di  alcuni  monumenti  di
          Erice (TP).
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Oddo Camillo

                                ----------------

            N. 994 - Iniziative in merito alle visite  medico-sportive
          per lo svolgimento di attività agonistica.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Oddo Camillo

           - con richiesta di risposta scritta:

            N. 959 - Rimozione delle carenze igieniche e  dello  stato
          di   abbandono  e  di  degrado  della  struttura  scolastica
          'polivalente' di San Giovanni la Punta (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 960 - Interventi per  ridurre  i  disagi  nell'Istituto
          'Alberghiero' di Catania.
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Lavori Pubblici
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 961  -  Interventi  per  l'abolizione  della  discarica
          abusiva di via del Parco a Tremestieri Etneo (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 962 - Ripristino delle condizioni minime  di  sicurezza
          presso l'Istituto Alberghiero di S.M. di Licodia (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Lavori Pubblici
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 963  -  Ripristino  dell'illuminazione  pubblica  nelle
          strade di Vampolieri, Acicatena (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Lavori Pubblici
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 966 - Iniziative finalizzate a verificare  il  possesso
          dei requisiti per la parità scolastica, ai sensi della legge
          n. 62 del 2000, da parte delle scuole.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Barbagallo Giovanni; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare

                                ----------------

            N. 967 - Interventi al fine di provvedere  all'ultimazione
          della bretella di collegamento tra la strada statale  124  e
          la strada provinciale 75, in provincia di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                                ----------------

            N. 968 - Eliminazione e bonifica della  discarica  abusiva
          in località Serravalle in provincia di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                                ----------------

            N. 969  -  Messa  in  sicurezza  delle  zone  dei  Nebrodi
          recentemente interessate da una grave frana.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Lavori Pubblici
            - Assessore Territorio
            ***
          Franchina Giuseppe

                                ----------------

            N. 970 - Interventi a sostegno dell'agricoltura  siciliana
          ed ennese in particolare.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            ***
          Tumino Carmelo

                                ----------------

            N.  973  -  Provvedimenti  circa  il  conferimento  di  un
          incarico  dirigenziale  per  la  promozione  delle  attività
          artigianali, presso la Provincia regionale di Messina.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Panarello Filippo

                                ----------------

            N. 975 - Eliminazione della discarica di  rifiuti  tossici
          in località Amata nel comune di Caltagirone (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 976 - Rimedi al cattivo e pericoloso  funzionamento  di
          un palo elettrico installato  nel  comune  di  Piano  Tavola
          (Belpasso - CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N.   977  -  Provvedimenti  per  rimediare  al  degrado  e
          all'abbandono del quartiere San Giorgio (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 978 - Iniziative per garantire la  vigilanza  da  parte
          della Polizia Municipale nella frazione di  Cannizzaro  (Aci
          Castello - CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 979 - Bonifica delle discariche abusive nel  comune  di
          Militello, (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Territorio
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N.  980  -  Interventi  di  orientamento  e  preformazione
          professionale a favore dei soggetti portatori di handicap.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Vitrano Gaspare

                                ----------------

            N. 981 - Iniziative per rimediare allo  stato  di  degrado
          delle stazioni di Trenitalia di Guardia  Mangano  e  Mascali
          (CT) e ai ritardi continui e ingiustificati  dei  treni  che
          coprono la tratta regionale Messina-Catania-Siracusa.
            - Assessore Turismo
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                                ----------------

            N. 982 - Bonifica e valorizzazione degli spazi abbandonati
          a margine di via Cialdini (quartiere San Leone) a Catania.
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                                ----------------

            N. 983 - Rimedi ai disagi e alla  pericolosità  della  via
          Circonvallazione a Caltagirone (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                                ----------------

            N. 984 - Iniziative per eliminare  i  disservizi  dell'Amt
          nel quartiere Borgo di Catania.
            - Assessore Turismo
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 985 - Risanamento dell'area archeologica  adiacente  al
          Duomo di Giarre (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 986 - Ripristino del servizio ferroviario nella  tratta
          Catania - Gela.
            - Assessore Turismo
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 987 - Interventi per garantire un'adeguata vigilanza  e
          il ripristino della segnaletica orizzontale e verticale  nei
          pressi delle scuole di Acireale (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 988  -  Restauro  e  valorizzazione  della  chiesa  del
          Convento di via Lisi di Giarre (CT).
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 989 - Interventi per dotare di un  adeguato  numero  di
          operatori ecologici il comune di Paternò (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

                                ----------------

            N. 995 - Notizie riguardo alla liquidazione di un incarico
          professionale da parte del Comune di Godrano (PA).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Cracolici Antonino

                                ----------------

            N.  996  -  Notizie  circa  il  grave  disastro  ecologico
          verificatosi a Priolo (SR).
            - Assessore Sanità
            - Assessore Industria
            ***
          Miccichè Calogero

                                ----------------

                        ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

            N.       78  -  Chiarimenti  a  seguito  dell'annullamento
          dell'ordinanza 2983 del 1999 del  Presidente  del  Consiglio
          dei Ministri, in materia di  dichiarazione  dello  stato  di
          emergenza per i rifiuti in Sicilia.
            - Presidente Regione
            ***
          Ferro      Giovanni;  Orlando  Leoluca;  Miccichè  Calogero;
          Morinello Salvatore; Raiti Salvatore

                                ----------------

            N.   79  -  Provvedimenti  per  favorire  l'accoglienza  e
          l'integrazione degli immigrati.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

                                ----------------

            N.   80  -  Avvio  di  un'indagine  amministrativa  presso
          l'EAOSS.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

                                ----------------

            N. 81  -  Completamento  degli  svincoli  di  'Giostra'  e
          dell''Annunziata' della tangenziale di Messina.
            - Assessore Lavori Pubblici
            ***
          Ardizzone Giovanni

                                ----------------

            N.  82  -  Provvedimenti  circa  la  nomina  del  'project
          manager'  del  P.I.T.  n.  21,  denominato  'Polo  turistico
          tirreno centrale'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Panarello Filippo

                                ----------------

            N. 83  -  Notizie  circa  la  richiesta  di  ritiro  della
          deliberazione con cui l'AAPIT di Enna  ha  indetto  concorsi
          per   varie  qualifiche,  da  parte  dell'Assessore  per  il
          turismo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Crisafulli Vladimiro; Giannopolo Domenico

                                ----------------

            N. 84 - Iniziative per impedire la  realizzazione  di  una
          distilleria in provincia di Trapani.
            - Assessore Territorio
            ***
          Oddo Camillo

                                ----------------

            N. 85  -  Adeguamento  alla  normativa  comunitaria  della
          selezione del socio di minoranza della 'Società
          euromediterranea per lo sviluppo  dell'informazione  -  SESI
          S.p.a.'.
            - Assessore Bilancio
            ***
          Raiti      Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè  Calogero;
          Morinello Salvatore

                                ----------------

            N. 86 - Verifica della legittimità dell'operato del Comune
          di Sant'Agata Militello (ME) e provvedimenti conseguenti.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Panarello Filippo

                                ----------------

                               ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

            N. 190 - Interventi presso il Ministro delle
          Infrastrutture per  la  realizzazione  ed  il  completamento
          delle opere di ricostruzione del Comune di Montevago (AG).
            Raiti    Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè  Calogero;
          Orlando Leoluca; Morinello Salvatore

          Presentata il 23/12/02

                                ----------------

            N. 191 - Interventi nel settore radiotelevisivo.
            Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni; Scoma Francesco; Beninati Antonino

          Presentata il 15/01/03

                                ----------------

            N.    192  -  Iniziative  per  il  rispetto  dei  Principi
          fondamentali     sanciti  dalla  Dichiarazione  dei  Diritti
          dell'uomo.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Maurici Giuseppe; Scoma Francesco

          Presentata il 15/01/03

                                ----------------

            N. 193 - Definizione di un programma di recupero dei  beni
          monumentali non inseriti  in  quello  finanziato  con  fondi
          europei.
            Barbagallo    Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

          Presentata il 15/01/03

       Avverto che  le  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta   successiva   perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

                COMUNICAZIONE DI RITIRO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE    Comunico  che,  con  nota  del  20  dicembre  2002,
  trasmessa al Servizio di Segreteria il 23 dicembre successivo, l'on.
  Angelo  Moschetto  ha  dichiarato di ritirare l'interpellanza n.  56
  "Provvedimenti   circa   il   mancato   rilascio   di   copia  della
  deliberazione del Consiglio di amministrazione del Teatro Bellini di
  Catania"
       L'Assemblea ne prende atto.

                 COMUNICAZIONE DI RITIRO DI MOZIONE

     PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  pervenuta alla Segreteria
  Generale il 16 gennaio 2003 e trasmessa al Servizio di Segreteria il
  17 gennaio successivo, l'on.  Salvatore Raiti ha chiesto di ritirare
  la   mozione   n.   189   "Iniziative  per  la  realizzazione  delle
  infrastutture   essenziali   a  Montevago  (AG)",  di  cui  è  primo
  firmatario.
       L' Assemblea ne prende atto.

            COMUNICAZIONE DI DECRETO DI NOMINA DI COMPONENTE
            DI COMMISSIONE

     PRESIDENTE  Do lettura  del  D.P.A.  n.  2 del 20 gennaio 2003 di
  nomina di componente di Commissione:

     " I L   P R E S I D E N T E

           VISTA la nota prot.  010/AN/2003  del 16 gennaio 2003,
      pervenuta   alla  Segreteria   Generale   il   17   gennaio
      successivo,  protocollata in data 20 gennaio  2003  con  n.
      001111/Segr,  con  la  quale   il   Presidente  del  Gruppo
      parlamentare di Alleanza Nazionale,  on.  Santi Formica, ha
      comunicato che l'onorevole  Gioacchino Guido Virzì subentra
      nella  III  Commissione  legislativa  permanente  'Attività
      produttive' all'onorevole Carmelo Incardona;

           CONSIDERATO   che   occorre  procedere  alla  relativa
      sostituzione;

           VISTA la suddetta designazione;

           VISTO il Regolamento interno,

                             D E C R E T A

      l'onorevole Giocchino Guido  Virzì  è  nominato  componente
      della  III  Commissione  legislativa  permanente  'Attività
      produttive',   in   sostituzione   dell'onorevole   Carmelo
      Incardona.

      Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

      Palermo, 20 gennaio 2003

                                     firmato: LO PORTO "

    COMUNICAZIONE  DI  DECRETO  PRESIDENZIALE DI ASSUNZIONE TEMPORANEA
    DELLE FUNZIONI DI ASSESSORE PER IL TERRITORIO  E L'AMBIENTE

     PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente della Regione Cuffaro,
  con   decreto  presidenziale  20  dicembre  2002,  pubblicato  nella
  Gazzetta Ufficiale  della regione siciliana n.  3 - parte I - del 17
  gennaio  2003, ha assunto temporaneamente l'esercizio delle funzioni
  di Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente.

    COMUNICAZIONE  DI COSTITUZIONE  DEL  GRUPPO  PARLAMENTARE  "GRUPPO
    RIFORMISTI E LIBERALDEMOCRATICI PER  LA SICILIA" E DI ELEZIONE DEL
    RELATIVO PRESIDENTE

     PRESIDENTE   Do  lettura  della  nota  pervenuta  alla Segreteria
  generale il 20 gennaio 2003 dall'onorevole Giuseppe Segreto:

       "Onorevole  Presidente  dell'Assemblea  regionale siciliana, il
  sottoscritto Giuseppe  Segreto comunica che in data 3 gennaio 2003 è
  stato costituito,  a norma dell'articolo 23, comma 2 del Regolamento
  interno, dai sottoelencati deputati le cui dichiarazioni di adesione
  sono allegate  alla presente, il Gruppo parlamentare così denominato
  "Gruppo Riformisti e Liberaldemocratici per la Sicilia".
       Comunica, altresì,  che  nella  riunione  svoltasi  in  data  7
  gennaio   2003  l'assemblea  del  predetto  Gruppo  parlamentare  ha
  deliberato  di  nominare  il sottoscritto Presidente. Con successive
  comunicazioni  verranno  rassegnati  i  nominativi  dei deputati che
  rivestiranno ulteriori incarichi all'interno del Gruppo".
       L'Assemblea ne prende atto.

    COMUNICAZIONE  DI  ADESIONI  AL  GRUPPO  PARLAMENTARE RIFORMISTI E
    LIBERALDEMOCRATICI PER LA SICILIA

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono pervenute le note di adesione al
  Gruppo  parlamentare  Riformisti e liberaldemocratici per la Sicilia
  da parte  degli  onorevoli  Amendolia,  Antinoro, Nicotra, Paffumi e
  Sanzeri, in  data  20 gennaio 2003. Ne dò lettura:

       "Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
        Sede

       Il  sottoscritto  Amendolia  dichiara  che  a  far  data dall'8
  gennaio  2003  è  iscritto  al  Gruppo  parlamentare  'Riformisti  e
  liberaldemocratici per la Sicilia'."
       Firmato: Amendolia

       "Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
        Sede

       Il sottoscritto Antinoro dichiara che a far data dall'8 gennaio
  2003    è    iscritto   al   Gruppo   parlamentare   'Riformisti   e
  liberaldemocratici per la Sicilia'."
       Firmato: Antinoro

       "Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
        Sede

       Il  sottoscritto Nicotra dichiara che a far data dall'8 gennaio
  2003    è    iscritto   al   Gruppo   parlamentare   'Riformisti   e
  liberaldemocratici per la Sicilia'."
       Firmato: Nicotra

       "Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
        Sede

       Il  sottoscritto Paffumi dichiara che a far data dall'8 gennaio
  2003    è    iscritto   al   Gruppo   parlamentare   'Riformisti   e
  liberaldemocratici per la Sicilia'."
       Firmato: Paffumi

       "Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
        Sede

       Il  sottoscritto Sanzeri dichiara che a far data dall'8 gennaio
  2003    è    iscritto   al   Gruppo   parlamentare   'Riformisti   e
  liberaldemocratici per la Sicilia'."
       Firmato: Sanzeri

       "Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
        Sede

       Il  sottoscritto Segreto dichiara che a far data dall'8 gennaio
  2003    è    iscritto   al   Gruppo   parlamentare   'Riformisti   e
  liberaldemocratici per la Sicilia'."
       Firmato: Segreto

     COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PERMANENZA DI GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE  Comunico che,  con  nota  pervenuta  alla  Segreteria
  Generale  il  20  gennaio   2003,   l'onorevole  Carmelo  Lo  Monte,
  Presidente  del Gruppo  parlamentare  "Sicilia  democratica",  vista
  l'adesione  presso  altro  Gruppo  parlamentare  formalizzata  dagli
  onorevoli Sanzeri e Amendolia,  chiede,  ai  sensi dell'articolo 23,
  comma 3 de Regolamento  interno  dell'Assemblea  il mantenimento del
  Gruppo parlamentare Sicilia democratica.

     COMUNICAZIONE DI ADESIONI AL GRUPPO PARLAMENTARE NUOVA SICILIA

     PRESIDENTE   Dò lettura  della  nota  pervenuta  alla  Segreteria
  Generale  il  21  gennaio  2003,  con  cui  l'onorevole  Rotella  ha
  comunicato che a partire  dalla  stessa  data  gli onorevoli Alberto
  Acierno e Nicola Baldari  aderiscono al Gruppo parlamentare di Nuova
  Sicilia,  allegando  le  relative   richieste   di   adesione  e  le
  autorizzazioni dallo stesso sottoscritte.

       Ne do lettura:

       "Al Presidente A.R.S. On. Guido Lo Porto

       Oggetto: Adesioni on. Alberto  Acierno  e on. Nicola Baldari al
  Gruppo di Nuova Sicilia

       Si comunica alla S.V. che  a  partire  dalla  data  odierna gli
  onorevoli Alberto Acierno e  Nicola  Baldari  aderiscono  al  Gruppo
  parlamentare di Nuova Sicilia.  Si  allegano  alla  presente nota le
  relative richieste di  adesione  e  le  autorizzazioni  sottoscritte
  dallo scrivente.

       Palermo, lì 21.01.2003

       Firmato: Il  Presidente  del  Gruppo parlamentare Nuova Sicilia
  Domenico Rotella.

       COMUNICAZIONE DI ADESIONE AL PARTITO FEDERAZIONE DEI VERDI

     PRESIDENTE   Avverto che, con nota del 15 gennaio 2003, pervenuta
  in  pari  data  alla  Segreteria  generale  dell'ARS  e trasmessa al
  Servizio  di  Segreteria  il  16 gennaio successivo, l'on.  Calogero
  Miccichè ha  comunicato  che,  a  far  data dal 14 gennaio 2003, pur
  rimanendo iscritto al Gruppo parlamentare "Sicilia 2010", ha aderito
  al  Partito "Federazione dei Verdi", contraddistinto dal simbolo "Il
  sole che  ride",  che è rappresentato alla Camera dei Deputati ed al
  Senato della Repubblica.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto, ai  sensi  dell'articolo  127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel  corso  della  seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

     SALUTO AGLI STUDENTI DELL'ISTITUTO REGINA MARGHERITA DI PALERMO

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  prima  di  passare  al secondo
  punto dell'ordine del  giorno,  anche  a nome di tutti voi, porgo un
  saluto cordiale ed un affettuoso augurio agli studenti qui presenti,
  rappresentanti dell'Istituto  Regina Margherita di Palermo.  Siate i
  benvenuti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,   in  merito  alle  comunicazioni
  relative  alle  nuove adesioni a Gruppi parlamentari, intervengo per
  avere  chiarito  un  passaggio  rispetto  alla  formalità  che  si è
  consumata.  Ricordo  alla  Presidenza,  con il massimo rispetto, che
  allorquando in  quest'Aula,  nell'agosto  dello  scorso  anno,  si è
  addivenuti alla  modifica  dell'articolo  4  del nostro Regolamento,
  riguardante la  composizione dell'Ufficio di Presidenza, così come è
  riscontrabile nel resoconto  di  quella  seduta, che, nel momento in
  cui un deputato segretario, eletto nella norma di allargamento (cioé
  in rappresentanza  di  un  gruppo  regolarmente  costituito all'atto
  della  prima  elezione  dell'Ufficio  di  Presidenza),  deve  essere
  dichiarato  decaduto   allorquando   lascia   il  Gruppo  che  aveva
  rappresentato.
       Riguardo  la vicenda dell'onorevole Paffumi, che ha lasciato il
  Gruppo di  Nuova  Sicilia, per il quale era stato eletto, in seconda
  battuta,  deputato segretario dell'Ufficio di Presidenza, pensavo ci
  fosse   l'obbligo   di   comunicare   all'Aula,  insieme  alla  nota
  dell'onorevole Paffumi  di adesione ad altro Gruppo parlamentare non
  presente  ad  inizio  legislatura  ma costituito in data odierna, la
  decadenza   dello   stesso   dalla   carica   in   quanto   non  più
  rappresentativo di quel Gruppo.
       Pertanto,  vorrei  un  chiarimento da parte della Presidenza in
  merito a questa vicenda.

     PRESIDENTE    Onorevole   Acierno,   è  un  argomento  abbastanza
  complesso e delicato che dobbiamo affrontare a livello di Ufficio di
  Presidenza.  Prendo atto delle sue dichiarazioni anche se il comma 8
  dell'articolo 4, cui  lei  ha  fatto  riferimento,  dice qualcosa di
  molto analogo ma non esattamente quello che lei ha detto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SEGUITO   DELLA   DISCUSSIONE   DEL  DOCUMENTO  DI  PROGRAMMAZIONE
    ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2003-2006

     PRESIDENTE   Si  passa  al  secondo  punto all'ordine del giorno:
  Seguito   della   discussione   del   documento   di  programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2003-2006.
       Invito  i  componenti  la  Commissione  legislativa  Bilancio e
  finanze a prendere posto al banco delle commissioni.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona,  relatore del disegno
  di legge, per svolgere la relazione.

     SAVONA   relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
  già  avuto  modo di occuparci in una precedente seduta dell'Aula dei
  limiti   di   una   discussione su un  documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  quanto questa si svolge al di fuori della sua
  corretta   collocazione   temporale;  quindi  non  tornerò  su  tali
  argomentazioni  se non per dire che indubbiamente sarà opportuno per
  il   futuro  attenerci  al  dettato  regolamentare  che  ne  prevede
  l'iscrizione  all'ordine del giorno dell'Aula non oltre venti giorni
  dopo la sua assegnazione alla Commissione Bilancio.
       Eventuali   limiti  ascrivibili  al  Governo,  in  ordine  alla
  supposta   inadeguatezza   dei   contenuti  del  documento,  o  alla
  Commissione   Bilancio,   relativamente  alla   formulazione   della
  relazione, diventano caso mai essi stessi momenti del  confronto  di
  Aula e dell'espressione della volontà parlamentare che certamente li
  valuterà politicamente.
       In   ogni   caso  verrà  fatta  salva  la  valenza  politica  e
  procedurale del documento che deve saldare il quadro  delle  opzioni
  di governo con le indicazioni parlamentari in ordine  agli indirizzi
  per  la  definizione  dei  documenti di bilancio e che  dunque  vede
  correttamente tale discussione precedere la  fase  infra-governativa
  di definizione della proposta di bilancio e finanziaria.
       Detto  questo,  tuttavia,  debbo  aggiungere  che  non   è   da
  condividere  una  certa  lettura  restrittiva  della   portata   del
  dibattito di  oggi  perché  credo  che invece esso possa offrire, se
  affrontato   correttamente   e   con  spirito  costruttivo,  più  di
  un'indicazione   interessante   sulla  linea  di  discussione  e  di
  definizione  dei documenti finanziari che hanno già iniziato il loro
  iter nelle Commissioni.
       Per quello che  mi  riguarda,  come  relatore  di  maggioranza,
  cercherò di attenermi  a  questa  linea di esposizione del documento
  senza ovviamente ignorare che tanti dei suoi contenuti programmatici
  oggi  hanno  un  loro  preciso  riferimento  giuridico  e  contabile
  all'interno del bilancio e  della  finanziaria e dunque si tratta di
  dati che offrono un  riferimento  ben più concreto al quale ancorare
  la nostra discussione.
       Colgo  una  prima   grande   novità  in  questo  documento:  la
  prospettiva temporale e politica che esso indica; è un documento che
  espone le sue previsioni  e  le  sue  impostazioni  per tutto l'arco
  della legislatura ed è  proposto  da un Governo che è di legislatura
  esso stesso: un  quadro  di  riferimento  delle  politiche  e  degli
  impegni che arriva fino  al 2006;  una data che, per altro, coincide
  con l'arco temporale  degli  interventi  del POR Sicilia; quindi una
  straordinaria concomitanza di  elementi  che  fanno  di  questa fase
  politica  e   governativa  un'occasione  unica  e  di  straordinaria
  valenza.
       L'altro aspetto  del  documento  che  mi sembra particolarmente
  degno di nota è  che  esso  costituisce  una formidabile rassegna di
  tutte "le politiche  in  corso"  nella Regione, offrendone un quadro
  ragionato di insieme che  consente,  per altro, anche di coglierne i
  punti di criticità, le  sinergie,  di  valutare lo stato dell'arte e
  tute le azioni  intraprese  anche  per  correggerne  gli  andamenti;
  insomma un punto di riferimento anche per poter verificare nel tempo
  la  capacità  di  implementazione  delle  diverse  politiche  e  per
  misurarne i risultati.
       In estrema sintesi  il  documento pone al centro dell'azione di
  Governo  due  grandi   obiettivi:  lo  sviluppo  ed  il  risanamento
  finanziario; a fronte  di  essi,  tre  grandi  linee  di  intervento
  politico:

    1) la piena ed  ottimale  utilizzazione  delle  risorse  del POR e
    degli  altri   strumenti  della  programmazione  negoziata  e  del
    sostegno  agli   investimenti  per  realizzare  le  condizioni  di
    definitivo decollo della  realtà  economica regionale e per dotare
    la Sicilia delle infrastrutture civili necessarie;

    2) la definizione  e  messa  a  regime  del  quadro  che  regola i
    rapporti   finanziari   con   lo   Stato,  chiudendo  il  relativo
    contenzioso e  dando  dunque  certezza di risorse e di riferimenti
    giuridici ad  una  delle  questioni più annose che hanno connotato
    l'autonomia regionale;

    3) un'azione di  razionalizzazione  e  di coraggiosa riforma delle
    legislazioni di settore  per  mettere  sotto controllo la dinamica
    della  spesa  regionale  con  riferimento  prioritario  a  settori
    connotati  da  forte  criticità:  sanità,  trasporti,  formazione,
    precariato, enti pubblici, partecipazioni, ecc...

       Tutte queste azioni sono collocate in una prospettiva temporale
  realistica, dentro un percorso politico convincente che sconta oltre
  ad  una   forte  determinazione  per  Governo  e  maggioranza  anche
  un'importante capacità di interlocuzione con il Governo nazionale.
       Rispetto a questi percorsi politici, il DPEF e la relativa nota
  di aggiornamento offrono  un quadro analitico e dettagliato ricco di
  indicazioni quantitative e di  dati di raffronto ai quali rinvio; in
  questa relazione mi atterrò essenzialmente ad alcune osservazioni di
  fondo sulle singole questioni,  tenendo  conto anche di quello che è
  stato il dibattito svoltosi  in Commissione ed i principali punti di
  confronto che ne sono scaturiti.
       Cominciamo dai fondi POR. Il quadro finanziario del POR prevede
  di mobilitare risorse  complessive per oltre 10.000 milioni di euro,
  di cui 7.586 milioni di risorse pubbliche e 2.643 milioni di risorse
  private che verrebbero attivate.
       La gestione  del  POR  Sicilia riveste un'importanza strategica
  fondamentale;  la  piena attuazione degli interventi, associata alle
  altre misure di  sostegno  allo  sviluppo,  può  dare  un contributo
  straordinario al decollo  economico della Regione; oggi siamo ad una
  fase decisiva dello  sviluppo  del POR: la macchina è stata messa in
  moto  e  siamo   pienamente   nel   "tempo   del  fare"  come  viene
  efficacemente definita l'attuale fase nel DPEF.
       Ed è anche alla  luce delle difficoltà che sono proprie di ogni
  fase di avvio e di una progettualità e di un percorso obiettivamente
  complessi che appare  incomprensibile  una  certa  polemica  che  si
  ripropone in questi  giorni, in coincidenza con la ufficializzazione
  dei dati sulla  utilizzazione  dei  fondi  comunitari da parte delle
  regioni italiane; una  polemica  della  quale davvero non si avverte
  alcun bisogno e della quale non si coglie il profilo di utilità; con
  riferimento alla Sicilia il  quadro  che  è  venuto  fuori non è più
  quello di una  regione  cenerentola  a  continuo  rischio  di dovere
  restituire risorse che pure  assegnate non è in grado di utilizzare,
  ma di una regione che utilizza pienamente le opportunità disponibili
  e concorre per le  quote  di  premialità  previste per le realtà più
  virtuose; tutto questo non  è  poco  se  si  considera da dove siamo
  partiti e se si considerano  le angosce e i rischi di non arrivare a
  centrare gli obiettivi; e  comunque  il  recupero  che  c'è  stato è
  avvenuto ed avviene  (né  potrebbe  essere  diversamente)  nel pieno
  rispetto di un  quadro  giuridico e contabile rigorosamente definito
  per tutte le realtà interessate dagli interventi.
       Cosa dicono i dati?
       Sulla base  della  comunicazione ufficiale alla Commissione per
  l'esame  delle   questioni  concernenti  l'attività  delle  Comunità
  europee dell'ARS,  operata dal Dipartimento della Programmazione, al
  31 dicembre 2002, le spese certificate per il POR 2000-2006 sono del
  seguente importo arrotondato:
       FEOGA 105 milioni di euro;
       FESR 351 milioni di euro;
       FSE 82 milioni di euro;
       SFOP 350 mila euro;
       e dunque un totale di oltre 538 milioni di euro.
       La Regione ha  dunque imparato ad utilizzare le risorse. Questo
  è il dato  incontrovertibile:  la  Sicilia rendiconta gli interventi
  svolti nel rispetto dei termini ed andando oltre le quote assegnate;
  è un fatto degno di  essere sottolineato tanto più che non poteva (e
  non era) dato per scontato da nessuno.
       Naturalmente questo non  significa  che i problemi sono risolti
  una volta per tutte:  non  è  così  Occorre ovviamente non adagiarsi
  sui risultati ottenuti  perché  le  ulteriori scadenze incombono; vi
  sono i risultati da conseguire per le nuove annualità; bisogna avere
  la capacità continua di monitorare questo enorme complesso di azioni
  che  si sono  messe  in  cantiere,  per  seguirne  l'evoluzione,  la
  rispondenza agli obiettivi,  la  idoneità a creare sviluppo e dunque
  anche per rimodulare eventualmente obiettivi e risorse; e già che ci
  siamo,  perché  non  dirlo,  vogliamo  dare  voce  ad  una  esigenza
  largamente avvertita di  definizione  di  modalità  più pregnanti ed
  efficaci che garantiscano il ruolo di stimolo ed il contributo delle
  istituzioni  parlamentari a  tale  processo.  Ma  rispetto  a  tutto
  questo, non è ininfluente  essere  partiti con il piede giusto e non
  avere da scontare  ritardi  ed  inadempienze fin dall'inizio; vigili
  dunque ma ragionevolmente ottimisti sul lavoro da svolgere.
       Ma la  capacità  di  programmazione  della  regione deve andare
  oltre, puntando sulla  necessità  di  dare  un quadro di riferimento
  unitario e sinergico  a  tutto  il  complesso  degli  interventi che
  mobilitano sia  risorse regionali che extraregionali con particolare
  riguardo alle opere  infrastrutturali  ed  alle misure di promozione
  dello sviluppo locale:  attuazione degli accordi di programma quadro
  per il settore  dei  trasporti,  delle acque, dello sviluppo locale,
  ecc...,  contratti   d'area,   contratti  di  programma  e  progetti
  integrati territoriali. Sempre  sul  terreno  delle politiche per lo
  sviluppo,  valutiamo   positivamente   le   misure  contenute  nella
  finanziaria nazionale che  mobilitano un quadro rilevante di risorse
  per  finanziare gli  interventi  relativi  a  tutte  le  misure  che
  confluiscono nel fondo  per  le  aree sottoutilizzate;  così come la
  decisione di destinare  al Mezzogiorno una quota di almeno il 30 per
  cento  delle  risorse  ordinarie  in  conto  capitale  di  tutte  le
  amministrazioni   del   settore   pubblico  allargato  che  dovrebbe
  concorrere ad  innalzare significativamente gli investimenti nel Sud
  del Paese. Né può essere sottovalutata l'importanza della norma che,
  nel confermare le  misure  di  sostegno  agli  investimenti  ed alle
  assunzioni, affranca  la  finanza regionale dall'onere in termini di
  minori entrate  per  effetto  del  meccanismo del credito d'imposta,
  imponendo il  principio  di  garantire  l'invarianza del gettito. Ma
  oltre a  questi,  la  finanziaria  nazionale  ha introdotto elementi
  importanti sulla strada della definizione di un assetto corretto dei
  rapporti finanziari e dunque è il caso di soffermarsi su di essi.
       Se  si  guarda  al  quadro  finanziario  programmatico  per  il
  quadriennio contenuto nel  DPEF,  si  coglie  l'importanza  che, per
  l'intero percorso di risanamento prospettato, riveste la definizione
  e la messa a  regime  del  profilo  dei  rapporti  finanziari con lo
  Stato.  Un tema essenziale  che oggi, pur nel quadro di un dibattito
  generale sul  federalismo fiscale problematico e difficile, registra
  importanti passi avanti  che  chiudono,  in  taluni casi, antichi ed
  estenuanti contenziosi.
       Intanto l'abolizione  intervenuta con l'articolo 52 della legge
  n. 448 del  2001 delle riserve all'erario dello Stato delle maggiori
  entrate determinate  dalle  manovre  finanziarie poste in essere nel
  tempo e che avevano privato la Regione di un flusso considerevole di
  risorse tributarie  fatte  affluire  invece al bilancio dello Stato;
  un tema annoso  che  è  stato  all'origine,  oltre  che  di tensioni
  politiche  e  di   polemiche,  anche  di  un  ampio  contenzioso  di
  costituzionalità tra lo Stato  e  la Regione e che oggi si chiude in
  maniera positiva.
       Definito può  considerarsi, sul piano tecnico e politico, anche
  il lavoro  di  determinazione  quantitativa  dei rapporti finanziari
  pregressi tra lo Stato e la Regione per il periodo dal 1997 al 2001;
  un'intesa che porterà  un  credito per la Regione sin dall'esercizio
  finanziario 2003 e  della  quale  la  stessa  Corte dei Conti, nella
  requisitoria sul Rendiconto  della  Regione  per  il 2001, ha voluto
  sottolineare l'importanza; si  tratta  di  partite quindi che a buon
  diritto il  Governo  ha  inserito  nel prospetto programmatico della
  finanza    regionale   nella   realistica   prospettiva   del   loro
  perfezionamento  nel  corso  del  2003.  Abbiamo  poi  le  questioni
  relative all'articolo 38  dello  Statuto e all'articolo 37. Anche in
  questi casi siamo  di  fronte a novità che, pur con qualche elemento
  di problematicità di  cui  dirò,  possiamo ben definire di autentica
  svolta. Cominciamo dall'articolo 38.
       Voi tutti sapete che  l'articolo 38 dello Statuto è stata forse
  la vittima più illustre  nel corso  degli  anni  '90  della  fase di
  "difficoltà" dei  rapporti  finanziari  Stato-Regione.  Dal  1991 il
  contributo di solidarietà  nazionale  non venne più erogato ed anche
  se per qualche anno  a  seguire  la  legge  finanziaria ha recato un
  apposito accantonamento, non  è  stata  poi  approvata  la  norma di
  autorizzazione della relativa spesa: niente più risorse e niente più
  legge quinquennale. La  questione  torna ad essere recuperata con le
  finanziarie nazionali del  1999  e  del  2000  che hanno autorizzato
  delle assegnazioni, mediante  limiti  di  impegno,  in  favore della
  Regione, a titolo di  spettanze ex articolo 38 dello Statuto, per il
  periodo 1991-2000. Le somme riferite a tali assegnazioni erano state
  iscritte nel bilancio  2002  per  un  valore attualizzato di 848.539
  migliaia  di  euro,  senza  che  le  relative  operazioni  si  siano
  perfezionate entro  lo  stesso esercizio finanziario;  dunque, nella
  manovra prospettata dal Governo, a fronte della minore entrata sulla
  competenza 2002 avremo una nuova modulazione di tali risorse che non
  vengono attualizzate in  unica soluzione ma distribuite nel triennio
  2003-2005, con una previsione nel DPEF ma anche nella finanziaria di
  484 milioni di euro nel  2003, 218 milioni nel 2004 e 44 milioni nel
  2005.
       A queste  previsioni,  sempre  con  riferimento all'articolo 38
  dello Statuto, si aggiunge con la finanziaria di quest'anno la norma
  che determina per  gli  anni  2001-2005 il contributo di solidarietà
  nazionale e la  relativa  autorizzazione  di  spesa, anche in questo
  caso autorizzando limiti di impegno che la Regione può attualizzare.
  Anche per tale  previsione il prospetto finanziario reca una ipotesi
  di attualizzazione che interessa gli esercizi finanziari 2004 e 2005
  per 200 milioni  di  euro  per ciascuna annualità, che alimentano un
  apposito fondo speciale per il finanziamento di investimenti secondo
  quanto previsto dalla legge che ha disposto il finanziamento. Dunque
  la questione dell'articolo  38,  se  pure  sotto  il  profilo  degli
  importi  determinati  tanto  per  il  pregresso  che  per  la  nuova
  quantificazione,  può indurre  più  di  una  riserva,  è  certo  che
  comunque consente di  dire che si delinea un quadro giuridico meglio
  definito che recupera, per questo aspetto, lo spirito statutario che
  vuole la norma quinquennale, che fissa il contributo e lo collega ad
  uno  specifico   programma  di  investimenti;  ripeto,  gli  importi
  individuati scontano  un quadro di difficoltà della finanza pubblica
  e non sono nell'ordine di grandezza che i parametri immaginati dallo
  Statuto vorrebbero, ma  questo diventa il contenuto di una battaglia
  politica possibile  che si collega comunque al pieno riconoscimento,
  sul piano giuridico  e  del  principio, di un istituto statutario di
  fondamentale connotazione della nostra autonomia.
       Che questo processo  si  sia  assestato ed abbia trovato un suo
  equilibrio prima che  si  entri nel vivo di un dibattito difficile e
  con molte incognite,  che  riguarderà  i caratteri e gli assetti del
  federalismo  fiscale,  è  positivo  e,  in  fondo,  equivale  ad  un
  riconoscimento dei tratti specifici ed unici dell'assetto statutario
  della Sicilia.
       Un confronto serrato  ed interessante vi è stato in Commissione
  sull'articolo    3   della   finanziaria   nazionale   relativamente
  all'attuazione dell'articolo  37 dello Statuto ed alla decisione del
  Governo regionale di  iscrivere,  nel  DPEF  prima ed in finanziaria
  poi, il maggiore  gettito stimato a partire dal 2003 (200 milioni di
  euro  a  regime)  per  il  versamento  alla  Regione  delle  imposte
  dovute dai soggetti  passivi  che  hanno  sede  legale  fuori  dalla
  regione, per il  reddito  prodotto  in  stabilimenti  o impianti che
  operano  nel territorio  regionale.  Un  principio  che  ha  il  suo
  fondamento nello Statuto,  nelle norme di attuazione ed in esplicite
  pronunce della  Corte Costituzionale;  una disposizione che tuttavia
  ha incontrato,  sul piano della sua pratica applicazione, difficoltà
  tali che ne  hanno  impedito  la  piena  attuazione.  La norma della
  finanziaria  nazionale  riprende  il  tema,  prevedendo  che  l'Alta
  Commissione istituita  per  il  coordinamento della finanza pubblica
  per l'attuazione degli  articoli  117,  118 e 119 della Costituzione
  proponga le modalità  con  le  quali i soggetti passivi dell'imposta
  debbano  assolvere   alla  loro  obbligazione  nei  confronti  della
  regione. E' una  norma sulla quale si sono accentrate discussioni ed
  osservazioni che  in  tanti  casi  esprimono reali preoccupazioni in
  ordine agli effetti che può produrre.
       Ora,  pur   concedendo  che  contesto  e  formulazione  possono
  prestarsi a  qualche  fondata  osservazione,  tuttavia  una  lettura
  attenta della  norma  approvata credo che possa fugare motivatamente
  ogni dubbio sulla sua rispondenza rispetto all'obiettivo perseguito;
  intanto non sembra esserci, nel lavoro della Commissione un problema
  di "contestualità",  sotto  il  profilo  giuridico  o  politico, con
  quella parte  del  lavoro  della  Commissione  stessa  finalizzato a
  definire  (testualmente)   "i   parametri   da   utilizzare  per  la
  regionalizzazione del  reddito...  ai  fini  della  applicazione del
  principio della compartecipazione al gettito dei tributi erariali...
  previsto  dall'articolo   119   della  Costituzione":  questo  è  un
  principio diverso  dal  regime  della  separazione e dalla spettanza
  regionale dei tributi  che  connota  il  nostro  sistema rispetto al
  quale  invece  la  Commissione,  con  riferimento  "all'applicazione
  dell'articolo 37 dello Statuto", è chiamata a definire unicamente le
  "modalità di  adempimento  dell'obbligazione tributaria da parte dei
  soggetti passivi  dell'imposta",  rispetto  alla  quale  principi  e
  parametri sono già  definiti  dal diritto vigente al quale rinvia la
  norma  stessa;  lo  stesso  livello  di  tutela  delle  disposizioni
  statutarie e delle  norme  di  attuazione  non  può  dirsi  messo in
  discussione considerato  che  il profilo dell'intervento concerne le
  modalità di adempimento.  Si  è anche detto che la norma avrebbe una
  mera valenza programmatica in quanto non sono individuate specifiche
  disponibilità finanziarie per  adempiere  a  tali oneri a carico del
  bilancio dello Stato; sul punto sarebbe opportuno che l'Assessore al
  Bilancio fornisse  ogni  utile  chiarimento sulla possibilità che in
  tutti i  casi  le  partite finanziarie scaturenti dalla disposizione
  possano essere  compensate  a  carico  degli  appositi  stanziamenti
  (presenti nel bilancio  nazionale così come in quello regionale) che
  consentono la regolazione contabile delle imposte spettanti.
       Oltre a  queste  partite  il  quadro  finanziario-programmatico
  introduce elementi di  estremo  interesse  ma  che meritano forse di
  essere  meglio   dettagliati   per  poterne  valutare  la  effettiva
  consistenza.   Faccio  un  esempio  tra  tanti:  il  problema  delle
  dismissioni  e  privatizzazioni;  è  certamente  da  condividere  la
  determinazione del Governo  a  dare  il  massimo  di  impulso a tale
  processo, ma uno scenario  che vede da qui al 2006 entrate per oltre
  860 milioni di  euro  da  tale  voce merita di essere approfondito e
  dettagliato; spero che  ciò  si  possa  fare,  con il contributo del
  Governo, in qualche misura nel corso di questo dibattito, certamente
  lo riprenderemo nella sede della Commissione nella discussione della
  finanziaria dove  tali voci costituiscono parte non secondaria della
  manovra.
       E con questo argomento  entriamo  in  un capitolo, quello delle
  riforme e della razionalizzazione  della  spesa,  che forse è il più
  impegnativo ed il più difficile; di certo è quello che ci investe di
  più in prospettiva in  quanto dovremo tradurre in politiche concrete
  tanti buoni propositi e  tante  manifestazioni di buona volontà che,
  naturalmente, non possono  rimanere  tali.  Abbiamo  alle spalle una
  discussione importante anche  in  Commissione  bilancio sui punti di
  criticità della spesa,  abbiamo  indicato  settori  da  porre  sotto
  controllo,  abbiamo   anche   varato   norme   significative   nella
  finanziaria del 2002 e  nella  manovra  di  fine  anno,  altre  cose
  importanti ci sono nella  finanziaria  in  discussione in materia di
  sanità,  di  patto  di  stabilità,  di  controllo  della  spesa,  di
  valorizzazione del patrimonio, ecc...  Ma  al  punto  in  cui siamo,
  diventa essenziale definire  le nuove normative organiche di settore
  e  bisogna  farlo   subito;   trasporti,  formazione,  enti  locali,
  precariato: sono nodi  che  vanno affrontati con normative organiche
  che  recidano  con decisione  certe  dinamiche  di  spesa  che  sono
  incompatibili con gli  equilibri finanziari della regione. Su questi
  temi  credo  che   la  maggioranza  non  possa  che  condividere  la
  impostazione e l'impegno  che il Governo esplicita nello stesso DPEF
  e disporsi  a  sostenere  con determinazione l'iter parlamentare dei
  testi di riforma.
       Questo dunque il quadro  delle  politiche  e degli impegni; voi
  conoscete il travaglio che ha caratterizzato l'iter del DPEF, la cui
  impostazione iniziale e in  particolare il quadro macroeconomnico di
  riferimento elaborato nel luglio 2002 e le relative proiezioni hanno
  subito  significativi  cambiamenti   dovuti   in   primo   luogo  al
  deteriorarsi della congiuntura  internazionale  ed  interna,  che ha
  indotto a rivedere al ribasso  le stime di crescita delle principali
  variabili di riferimento del  quadro economico regionale. La nota di
  aggiornamento prodotta dal Governo  e presentata ad inizio del mese,
  riporta ad oggi quelle  previsioni;  ne emerge la considerazione che
  tutto sommato il taglio  prudente  dato  dalle previsioni del luglio
  scorso ha reso meno  "violente"  le  stese correzioni necessarie, il
  cui quadro di assieme  potete  leggere nelle tabelle contenute nella
  nota di aggiornamento; la  nota  dà anche conto di alcuni importanti
  elementi  di novità  prodottisi  nel  frattempo  rispetto  ai  quali
  bisognerà  attendere la  evoluzione  nelle  prossime  settimane  per
  poterne stimare il reale  impatto  in  termini  economici  oltre che
  sociali: si pensi, per tutti,  a  quello che può significare il caso
  FIAT e la sua  capacità  di  condizionare  ogni scenario politico ed
  economico; un tema che da solo  vale  una manovra e che a secondo di
  come evolverà, dovrà vederci  pronti  a  mettere  in  campo tutte le
  politiche possibili e  le  risorse  disponibili  per scongiurare una
  crisi che non riguarda un  polo  od  un  settore  ma ha implicazioni
  strategiche ben più ampie.
       Per  quanto  riguarda  infine  le  proiezioni  delle  variabili
  finanziarie, il fatto di  avere  disponibili i documenti di bilancio
  ci consente di operare  riferimenti  più  precisi,  anche  sotto  il
  profilo contabile e giuridico, per quel che riguarda l'andamento dei
  saldi e dunque la evoluzione dei conti.
       Quello  che abbiamo davanti  é  un  quadro  di  evoluzione  del
  bilancio e delle relative manovre correttive che conferma un deciso,
  se pur lento, trend virtuoso  nel  triennio  di  riferimento  e  che
  riguarda oltre che il risparmio pubblico anche il ricorso al mercato
  per il quale vengono confermati gli obiettivi programmatici fissati.
       Gli  elementi  di preoccupazione  sono  quelli  noti  e  non  é
  rimettendo in circolo i medesimi dati  che si può dare l'idea di una
  situazione fuori controllo. Credo  che  vada confermata una linea di
  condotta  che  fa  del   riequilibrio   dei   conti,   un  obiettivo
  fondamentale per il Governo e per la coalizione.
       Naturalmente si tratta di  una prospettiva che sconta anche una
  capacità virtuosa di tradurre  gli impegni in politiche e iniziative
  convincenti ed efficaci:  bisogna imprimere una accelerazione decisa
  alla nostra attività per centrare tali obiettivi.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  relatore di  minoranza.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, credo che dobbiamo  cominciare  a preoccuparci. Ancora una
  volta, sono state ribadite  le solenni assicurazioni che abbiamo già
  ricevuto  l'anno  passato,  in  sede  di  discussione  del  DPEF,  e
  successivamente in tutti i passaggi sia di natura finanziaria che di
  natura normativa, avuti in  quest'Aula,  circa il rispetto dei tempi
  da parte del Governo  e  della  maggioranza, nella presentazione del
  DPEF, ma, aggiungo io, soprattutto nella sua approvazione.
       Se  il  Governo ritiene  di  dovere  essere  preso  sul  serio,
  allorquando riproporrà l'anno venturo il Documento di programmazione
  economico-finanziaria, credo che  dovrà  fare  molta  attenzione sui
  tempi della presentazione,  come  orgogliosamente dice il Presidente
  Cuffaro  nella prefazione al  DPEF  medesimo.  Questo  anno,  novità
  assoluta, il Presidente della  Regione,  oltre  a  firmare  il  DPEF
  (suppongo debba intendersi scritto di suo pugno), dedica poi un paio
  di paginette, tra il lirico e  il letterario, ad una sua prefazione.
  In un documento istituzionale  destinato  ad  una  approvazione,  ha
  voluto premettere, addirittura, una prefazione.
       Non  so,  quindi, se  stasera,  oltre  ad  approvare  il  DPEF,
  approveremo anche la prefazione  ispirata,  e lirica, del Presidente
  della  Regione  e  cosa   questo  potrà  significare.  Vorrei  dire,
  altresì, che oltre a  queste "stravaganze", alle quali ci cominciamo
  per  fortuna, ad abituare,  sarebbe  opportuno  che  il  DPEF  fosse
  concepito per lo strumento che è,  cioè  a  dire  uno  strumento  di
  programmazione  triennale,  con  una  forte  -  e  lo  sottolineo  -
  accentuazione delle ricadute  sull'anno finanziario in corso, quello
  che si intende programmare.
       Avevamo espresso comprensione  l'anno  passato, trattandosi del
  primo  DPEF  che   questo   Governo,   appena   eletto,   presentava
  all'approvazione     dell'Assemblea,    avendo    quindi    ritenuto
  comprensibile l'euforia con cui  il  Governo  si  lanciava in questa
  avventura.  Pretendeva, in quel  documento,  di  definire  linee  di
  programmazione economico-finanziaria che andassero ben oltre l'anno,
  ben oltre il triennio,  addirittura,  ai limiti della legislatura, e
  forse anche oltre.
       Ovviamente, se dovessimo continuare  su  questa  linea, il DPEF
  diventerebbe  ogni  anno una sorta  di  "libro  dei  sogni"  tra  il
  pubblicitario,  il propagandistico  e  il  sognatore,  senza  alcuna
  attinenza con il documento  che vuole ispirare: la legge finanziaria
  e il bilancio della Regione.
       Il relatore di maggioranza,  quest'anno, ha voluto mantenere un
  atteggiamento  più prudente  rispetto  all'anno  passato  quando  si
  lasciò travolgere dalla euforia  generale che il Governo dimostrava.
  E' stato più prudente, più cauto, si è limitato alle cose che, a suo
  giudizio, possono essere  considerate  essenziali  nel  documento di
  programmazione economico-finanziaria. Ma il DPEF, questo non è
       Si tratta, infatti, di un  ponderoso volume di ben 111 cartelle
  fittamente  dattiloscritte  accompagnato,  come  è  giusto,  da  una
  miriade di tabelle che servono ad  illustrare i dati cui si appoggia
  il  DPEF.  C'è, però,  un  nettissimo  scollamento  tra  le  analisi
  macroeconomiche  che  lì  vengono  descritte  e  le  ricadute  delle
  politiche economico-finanziarie che  devono  ispirare  il  documento
  contabile che, per eccellenza, è la legge finanziaria e il bilancio.
       Inoltre, a mio avviso,  c'è  una  volontà  propagandistica  che
  consiglierei  al Governo di evitare  per  gli  anni  a  venire:  non
  impressionerebbe  alcuno
       Quel documento poteva benissimo  essere ridotto di ben oltre la
  metà  e  proporre  esattamente  le  stesse  cose, con qualche parola
  enfatica  in meno;  forse sarebbe stato di maggiore e più scorrevole
  lettura  e  di  migliore  identificazione  degli intendimenti che il
  Governo  si  propone  attraverso  quel  documento.  Questo documento
  viene sottovalutato, nell'intenzione del Governo e della maggioranza
  esso è una pura incombenza burocratica, una bizzarria che scaturisce
  da  una  legge  fatta  dai  precedenti governi a cui, obtorto collo,
  bisogna  piegarsi,  ma  che, a suo modo di vedere, poi non ha alcuna
  refluenza  pratica.  Prova  ne sia che stiamo discutendo, ancora una
  volta,  il  DPEF come l'anno scorso quando - se non vado errato - ne
  abbiamo   discusso   intorno  al  12-13  di  febbraio,  quando  cioè
  l'annualità  era  abbondantemente  iniziata,  a fronte del fatto che
  invece  la  legge  istitutiva  del  DPEF ne prevede la presentazione
  entro  il  mese  di  giugno e l'approvazione tassativamente entro il
  mese  di  luglio per dare poi la possibilità agli uffici - alla luce
  delle  spese  ivi  contenute  - di elaborare nei mesi di agosto e di
  settembre  la  legge  finanziaria  e il bilancio che successivamente
  saranno presentati all'esame dell'Aula.
       Invece, ancora  una  volta,  torniamo  a  discutere del DPEF ad
  esercizio  finanziario già iniziato; torniamo a discuterne quando la
  legge finanziaria  è  stata  non soltanto elaborata e presentata dal
  Governo,   ma   abbondantemente   digerita.  Ne  stanno  discutendo,
  infatti, le Commissioni di merito, al contrario, per puro incidente,
  la Commissione  Bilancio non ne ha iniziato l'esame essendo andate a
  vuoto alcune  sedute della stessa con all'ordine del giorno la legge
  finanziaria.   Se  così  non  fosse  stato,  oggi  ci  troveremmo  a
  discutere il  DPEF con la legge finanziaria non dico già esitata, ma
  di sicuro in una fase avanzata della discussione.
       Dunque, se vogliamo utilizzare questo strumento per ciò che è e
  per ciò che dovrebbe essere, è necessario che finalmente alle parole
  seguano i fatti:  cioè  il  DPEF  del prossimo anno - ma il prossimo
  anno significa fra quattro-cinque mesi, non di più, tenuto conto dei
  tempi della  legge istitutiva - dovrebbe pervenirci entro il mese di
  giugno,  al  fine  di  poterlo  elaborare,  discutere,  valutarne la
  congruità rispetto  alle  previsioni  del  DPEF  nazionale e su esso
  impiantare una legge finanziaria e un bilancio adeguato.
       Ciò non si  è  voluto  fare  e  io credo che si sia commesso un
  errore che  certamente pagheremo a caro prezzo, come è già avvenuto,
  discutendo di  una  legge  finanziaria priva di ancoraggio di natura
  programmatica; circostanza  che  ci  pone  in  balia  delle spinte e
  controspinte interne ed esterne alla maggioranza che non hanno nulla
  di programmatico e nulla di concertato.
       Tuttavia,  nonostante  questi  rilievi  che  giudico abbastanza
  fondati, sono contrario a condividere più che una proposta, un umore
  che circola  in vari ambienti parlamentari:  quello di sostenere che
  il DPEF non  serve  a  niente  e che non c'è ragione di continuare a
  produrlo.  E sono contrario non soltanto perchè è uno strumento  che
  ha comunque  una  sua  validità, a  prescindere  da  chi  e  come lo
  utilizza:  quella  di  indurci a svolgere una discussione preventiva
  alla legge  finanziaria  e  al  bilancio  che,  per quanto formale e
  avulsa  dal  contesto  generale possa apparire, comporta tuttavia un
  qualche approfondimento di alcuni dati.
       Io credo,  invece,  che  il  DPEF sia utile, anche perchè, alla
  fine, pur  con le velleità propagandistiche che esso contiene, anche
  il Governo, o  per  lo meno coloro che lo scrivono, una qualche idea
  la  debbono  esprimere,  debbono dare delle indicazioni, manifestare
  qualche giudizio.
       Il DPEF  di quest'anno, alla stessa stregua di quello dell'anno
  scorso, infatti, presenta notevoli contraddizioni.
       Da  un  lato, dovendo  fondarsi  su  dati  obiettivi  che  sono
  rilevabili  alla  luce  delle  statistiche  che  ci  forniscono  gli
  istituti   competenti,   alla  luce  degli  effetti  concreti  delle
  politiche,   degli   elementi  di  conoscenza  che  abbiamo,  svolge
  considerazioni    corrette,   che   meritano   un   approfondimento;
  dall'altro lato,  invece, ogni tanto gli scappa la frizione. Accade,
  infatti, che i  suoi  estensori siano portati, visto l'evidentissimo
  carattere di  assemblaggio  che  il  DPEF ha, considerato che ognuno
  degli  uffici  competenti,  ognuno degli assessorati scrive la parte
  che   li   riguarda,   a   scriverlo   in   modo   encomiastico  per
  l'Amministrazione  che  rappresentano, affermando tesi che, a volte,
  si contraddicono  tra  di  loro, che contraddicono quanto il Governo
  nelle  sue   varie   espressioni   sostiene  già  ora.
       In  proposito,  ho  sottolineato  alcune  perle  e,  se  me  ne
  ricorderò,    onorevole    assessore    Pagano,    gliene   regalerò
  qualcuna.
       Ne cito  una  per  tutte,  visto  che  mi fa cenno di parlarne.
  Il DPEF   sostanzialmente, nella parte relativa al POR  sostiene che
  si sono  utilizzate,  grazie  anche  a  norme introdotte nella legge
  finanziaria  dell'anno  scorso,  progetti  di  sponda per evitare di
  perdere i  fondi  strutturali  che  dovevamo certificare entro il 31
  ottobre del 2002.
       Ebbene,  l'onorevole  Micciché,  durante  una Conferenza stampa
  indetta  dall'onorevole  Fava  e  dall'onorevole  Pittella, deputati
  europei, i  quali  accusavano  il  Governo  italiano e quindi quello
  siciliano di avere utilizzato i progetti di sponda, sostenne, come è
  solito fare l'onorevole Micciché  con la sua sicumera da autodidatta
  che non  legge  le  carte,  che  essi  non conoscevano, non capivano
  niente considerato  che, questa volta, su Agenda 2000  i progetti di
  sponda non  si possono utilizzare.  E' scritto, onorevole Pagano, ho
  portato  le  fotocopie  dei giornali che, virgolettate, riportano le
  parole dell'onorevole Micciché.  E' evidente, quindi, che il DPEF di
  questo Governo  smentisce  con ciò che vi è scritto  le affermazioni
  "altezzose"  del Sottosegretario Micciché ...

     PANARELLO  Bisogna dare atto al Governo che ha detto la verità.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Il  Governo  l'ha  detto prima
  che l'onorevole Micciché parlasse. E'  l'onorevole  Micciché che non
  ha letto il DPEF e non si è orientato bene.

     ZAGO  Si  vede  che l'onorevole Micciché non è in sintonia con il
  Governo Cuffaro.

     CAPODICASA   relatore  di  minoranza. Se avessero scritto il DPEF
  successivamente  alle  affermazioni dell'onorevole Micciché, per non
  dispiacerlo,  non  le  avrebbero  contraddette.  Questa  è una delle
  perle di  cui  parlavo  prima, assessore Pagano, ma ce ne sono tante
  altre   che   smentiscono   affermazioni,  dichiarazioni,  prese  di
  posizione di esponenti del Governo della Regione.
       Entriamo   adesso   nel   merito  del  DPEF  per  valutarne  le
  linee-guida.
       L'analisi  macro-economica  cui  fa  riferimento  il DPEF, come
  affermava anche  il  relatore di maggioranza, è stata rivista con la
  nota aggiuntiva  che  il  Governo  ha presentato non più tardi di un
  mese addietro.
       La nota aggiuntiva serviva, a giudizio di tutti, a ridefinire i
  parametri  di  valutazione  della  situazione economica alla luce di
  tutto ciò che  è accaduto in questi mesi.
       Il DPEF  credo  sia  stato  presentato  nel  mese di luglio; da
  allora sono trascorsi  più  di  6  mesi e in questo lasso di tempo è
  successa la fine  del mondo. Non è ancora scoppiata la guerra, ma se
  ritardiamo di  altri  15  giorni  forse, ne sarà anche scoppiata una
  che rischia di coinvolgerci come Nazione.
       Durante questi  sei,  sette mesi è accaduto di tutto e anche di
  più, mi  suggerisce  l'onorevole  Formica,  e quindi il Documento di
  programmazione  economico-finanziaria  andava rivisto; ma il Governo
  regionale,   l'Assessore  per  il  bilancio,  nel  rivedere  i  dati
  macro-economici, li  ha  corretti  per tutti: li ha corretti per gli
  Stati Uniti d'America, li ha corretti per Eurolandia, li ha corretti
  per  l'Italia,   non   li  ha  corretti,  invece,  per  la  Sicilia.
  Mentre tutti  gli  altri  parlano  degli Stati Uniti, di Eurolandia,
  della Nazione  ed  erano  convinti  che  ci sarebbe stata una grande
  espansione  economica,  il Governo regionale, governo sobrio, con la
  testa sulle  spalle,  governo  che sa ponderare le cose, si è tenuto
  con i piedi  per terra ed ha fatto una valutazione di incremento del
  PIL siciliano del 2,8 per cento, se non ricordo male.
       Quindi, si  è  tenuto  basso,  per cui ora che gli altri, dagli
  Stati Uniti  fino  ad arrivare a noi, hanno abbassato la percentuale
  di incremento  del  PIL, il Governo sostiene di potere apportare una
  correzione di  lieve  entità.
       Tanto  per  non  essere  proprio  micragnosi  lo  abbassiamo  -
  sostiene il Governo  - dello 0,4 per cento,  uno sforzo serio che va
  apprezzato da quest'Aula: dal 2,8 per cento scende al 2,4.
       Gli   Stati   Uniti   d'America   vivono  una  crisi  economica
  considerevole,  e  l'effetto  traino  che ha l'economia americana su
  quella mondiale è noto, al punto che il Presidente degli Stati Uniti
  d'America, non  più  tardi  di  venti  giorni  fa,  esattamente il 7
  gennaio scorso ha annunciato una manovra che definire massiccia è un
  eufemismo. Si  tratta, infatti, della manovra più corposa che mai un
  governo liberista  abbia  previsto in tutti i Paesi, dai più piccoli
  ai più grandi,  in  cui ha governato: ben 675 miliardi di dollari da
  spendere in 10 anni a sostegno dell'economia americana. 675 miliardi
  di dollari
       C'è, però,  una  questione di merito che sollevano gli analisti
  economici, che solleva il premio Nobel dell'economia Modigliani, che
  sollevano, fino  a questo momento, cinque o sei governatori di Stati
  americani di  area  repubblicana,  non  di quella democratica in cui
  tutti hanno  già  alzato  gli  scudi,  ma di area repubblicana i cui
  esponenti affermano  che queste risorse andranno a finire nella mani
  o nel portafoglio soltanto dell'1 per cento degli americani, cioè di
  coloro che hanno  un reddito al di sopra di una certa soglia, quella
  privilegiata dal presidente Busch, per favorire gli investimenti del
  Paese.  Quindi, soldi  ai  ricchi  perché  questi  possano investire
  se vorranno.
       In ogni  caso, a prescindere dal contenuto sociale, direi quasi
  ideologico di questa manovra, rimane il fatto che per fare ripartire
  l'economia americana  si  spalma  su  un  decennio qualcosa come 675
  miliardi di dollari, quindi, non parliamo di noccioline.
       Ciò significa  che  l'economia  americana  non  è  in  fase  di
  decollo e  che  se  di decollo si vuole parlare si potrà farlo molto
  più   avanti;   infatti,   i   più   benevoli  istituti  di  analisi
  economico-finanziaria  prevedono una ripresa dell'economia americana
  per la fine del 2003, ma si parla di una timida ripresa.
       Vi sono  poi  altri  analisti  che non prevedono che l'economia
  americana  possa  riprendersi in modo significativo entro l'anno, il
  che vuol  dire,  onorevole  Pagano,  che  in  effetti le ricadute di
  questa  ripresa  sull'Europa  prima,  sull'Italia  poi  e  anche sul
  Mezzogiorno e  sulla Sicilia  non le avremo di sicuro entro il 2003;
  chissà quando le avremo e se mai queste refluenze ci saranno.
       Certo non  ce la possiamo prendere con i dati, come fa, invece,
  il presidente  del  Consiglio  Berlusconi,  il quale, di fronte agli
  istituti di  previsione  che calcolano uno 0,4 per cento di crescita
  per il  2003,  dopo  che erano state fatte previsioni brillantissime
  poi  ridimensionate  dallo  stesso  governo,  fa  dire  al  ministro
  Tremonti, il quale  si  è  dovuto accontentare infine di uno 0,6 per
  cento   alle  porte  dell'approvazione della legge finanziaria dello
  Stato che  il  problema  è  nella  modalità  di misurazione dei dati
  statistici.
       Non può  essere che cresce  il dato del consumo di elettricità,
  crescono i  consumi  e  la  produzione cresce soltanto dello 0,4 per
  cento, che  equivale  a  dire  che siamo in una fase di stagnazione.
  Quindi, come  è  solito  fare  ed ha fatto in tante altre occasioni,
  il  ministro  Tremonti  vuole, addirittura, riformare le modalità di
  previsione statistica  della crescita, perché così non gli sta bene.
  Quando un  dato  non  gli  conviene,  anziché  cercare di capirne le
  motivazioni  e  di  intervenire, va direttamente alla fonte, elimina
  il problema, come è solito fare.
       Tuttavia, ciò  non  è  nei  nostri poteri ed i dati, invece, ci
  dicono che la situazione è abbastanza precaria.
       La stessa  Svimez  nel  suo  rapporto annuale di qualche giorno
  addietro   ha   fatto   delle  stime  perfino  peggiorative  per  il
  Mezzogiorno e  l'onorevole  Miccichè,  il  quale  ha  la  delega per
  il Mezzogiorno e   di  solito  copia  in tutto o in parte ciò che fa
  l'onorevole  Berlusconi,  poiché  quest'ultimo ha attaccato l'Istat,
  lui ha  attaccato  la  Svimez,  asserendo  che  gli  istituti che si
  occupano di Mezzogiorno sono obbligati a dare un quadro peggiorativo
  del  Mezzogiorno  in  quanto  diversamente  non  avrebbero motivo di
  esistere. Se  non  c'è  più  la  questione  meridionale, infatti, la
  Svimez non ha più ragione di essere.
       Quindi, se  le cose vanno male è colpa della Svimez, cari amici
  e cari colleghi
       Allora, noi  con  chi ce la prendiamo, onorevole Pagano, con il
  fatto che i  dati  del  suo  DPEF che lei ha firmato ci danno alcuni
  elementi abbastanza  preoccupanti? Prima di tutto abbiamo un calo di
  addetti nell'industria  del  17,8  per  cento, e  qui  ancora  non è
  contemplata la crisi Fiat, non è contemplata tutta la parte relativa
  alla chimica, del  polo  tessile  di Riesi e di altre zone, la crisi
  che sta  investendo  quel  po' di industria che abbiamo ancora nella
  nostra Regione.  Vero  è  che  in  questo 17,8 pesa anche il settore
  delle   costruzioni  che  in  questo  periodo  ha  subìto  ulteriori
  flessioni, ma  rimane  il  fatto  che  l'economia denuncia una grave
  carenza nel settore industriale e delle costruzioni.
       Abbiamo  poi una crescita sempre più patologica del settore dei
  servizi  nella   nostra  Regione,  e  non  parliamo  di  servizi  in
  determinati campi quali quello del turismo, per cui si potrebbe dire
  che siamo  in  un settore quasi produttivo, parliamo di una crescita
  di servizi  in  un  settore di grande interesse economico, sociale e
  finanziario,  come  i settori della distribuzione, del commercio che
  vedono  uno  spostamento degli addetti dal piccolo commercio, quello
  di tipo  familiare, dei cosiddetti esercizi di vicinato, cioè quelli
  che  impegnano  la  famiglia,  che  distribuiscono  reddito  tra  la
  popolazione,   al   settore   della  grande  distribuzione  con  una
  concentrazione nel settore abbastanza rilevante, con gli effetti che
  ciò produce sull'economia.
       Abbiamo il caso FIAT che non è assolutamente un dato avulso dal
  contesto, non è un episodio;  è un dato che, pur facendo parte della
  crisi di  un grande gruppo economico, industriale e finanziario qual
  è la  FIAT,  però  proprio nella nostra Regione ha la sua propaggine
  più disperata e disperante.
       Il bollettino economico della Banca d'Italia quantifica il peso
  del polo FIAT  di Termini Imerese sul PIL intorno allo 0,5 per cento
  della nostra  Regione.  Parliamo  di qualcosa di enorme dal punto di
  vista produttivo  e  dal  punto  di  vista sociale, ma di tutto ciò,
  nell'ambito  delle  correzioni  che  la  nota  aggiuntiva  ha voluto
  proporre, non  ve n'è traccia;  viene citato come fatto transitorio.
       Nella  discussione  che  abbiamo avuto in Commissione Bilancio,
  l'Assessore Pagano, ha ritenuto di cavarsela sostenendo che comunque
  avremo gli ammortizzatori sociali.
       Onorevole Assessore,  il  PIL  non  si  misura  sui salari agli
  operai,  per  cui,  essendo  i  salari sostituiti parzialmente dagli
  ammortizzatori  sociali,  noi  salvaguarderemo  una  parte  del PIL,
  in quanto il  PIL  è  il  prodotto interno loro: è la produzione, la
  movimentazione di merci, l'indotto, tutto ciò che ruota intorno a un
  grande polo industriale.
       Abbiamo  un  dato  di  crescita  relativo  dell'occupazione nel
  decennio, sono  i dati che già avevamo analizzato l'anno scorso, ma,
  quasi a  volere  ridimensionare  questo dato, lo stesso DPEF riporta
  che si tratta  per lo più di lavoro precario o flessibile, in quanto
  le  rilevazioni  riportate nell'annessa tabella ci dicono una grande
  quota di quel  lavoro è a tempo determinato. A riguardo, si apre una
  forbice con  gli  incrementi  occupazionali del Nord del Paese, dove
  invece   non   soltanto   c'è   una  crescita  occupazionale,  direi
  un'ulteriore crescita occupazionale, ma si tratta  di lavoro a tempo
  indeterminato,  quindi   con  carattere strutturale e di continuità,
  per cui  neanche su questi timidi elementi che avevamo registrato si
  può fare affidamento.
       Il  DPEF  riporta  che  continua  la  dipendenza  della Sicilia
  dall'esterno,   con  un  preoccupante  calo  dei  depositi  bancari,
  circostanza  che  rappresenterebbe  una novità per la nostra Regione
  che  viene,  a  ragione,  considerata  una  delle  aree maggiormente
  privilegiate per  la  propensione al risparmio.  Abbiamo poi un calo
  degli impieghi, che  è  la  cosa più drammatica:  cioè le banche non
  soltanto  incassano  meno,  ma  impiegano  meno  rispetto  a  quanto
  impiegato  nel  passato, che  era  già  assolutamente insufficiente.
  Quindi, c'è una tendenza a spostare risorse dei siciliani, reddito e
  risparmio  dei siciliani  per sostenere l'impresa fuori dalla nostra
  Regione, il che, ovviamente, ci preoccupa soprattutto nel momento in
  cui il  Banco di Sicilia ormai è risucchiato nella holding senza che
  il Governo  della Regione abbia alzato un dito per difendere i patti
  che  erano  stati  stabiliti.  Tali patti sono stati successivamente
  tramutati  in  legge  regionale  (un articolo della precedente legge
  finanziaria ha  recepito  quei  patti  sottoscritti  con la Banca di
  Roma)  e  prevedevano  la  salvaguardia  degli  investimenti,  degli
  impieghi del  Banco  di  Sicilia  nella  nostra  Regione e quindi la
  possibilità di continuare ad utilizzare questo strumento di credito,
  qual è  il  Banco  di  Sicilia,  per  fini  di sviluppo nella nostra
  Regione.
       Abbiamo, quindi,  un  quadro  che  è  firmato da lei, onorevole
  Assessore,  non  aggiungo  nulla al suo contenuto. Potrei aggiungere
  tanti altri  esempi  quali  il calo occupazionale in agricoltura, la
  crisi di  settori importanti nel campo agricolo dovuta a calamità di
  varia natura,  ma  non  voglio  farlo  perché  già  questo  quadro è
  abbastanza  preoccupante, è tale da non giustificare l'ottimismo che
  invece,  subito  dopo  il  DPEF  improvvisamente  mostra.  Si parla,
  infatti,  di prospettive magnifiche e progressive di questa Regione,
  non si capisce  bene  in  virtù di che cosa. I conti pubblici stanno
  peggiorando, siamo in piena manovra con le sistole e le diastole che
  normalmente  registriamo nella politica del Governo in questo campo,
  siamo quindi  in  piena  manovra  di  contenimento  della spesa.
       Il Governo  sostiene nel DPEF che questa manovra potrà portarci
  al pareggio  di  bilancio,  se  non  vado errato, nel 2005, in tempi
  lunghissimi; ciò significa che per quel periodo noi saremo impegnati
  in un altro tipo di operazione, che non sarà quella della espansione
  della spesa,  ma  quella,  se  ve lo consentiranno, di contenere, di
  stringere,   di  limitare  la  propensione  alla  spesa  che  questa
  maggioranza porta nel suo DNA.
       Credo sia  necessario fare i conti con questi dati di contesto.
  Ovviamente non voglio soffermarmi ulteriormente su questo argomento,
  vorrei  però dire che non sono adeguate le misure che si propongono:
  nel  DPEF  dell'anno scorso il Governo, per giustificare aspettative
  di crescita del PIL, fece ricorso - anche qui molto ottimisticamente
  -  alla  pioggia  di  leggi  che  il Governo Berlusconi aveva, a suo
  giudizio,  approvato  nei  cento  giorni  a  favore del Mezzogiorno.
  Quindi,  poi  si  è  dimostrato che la Tremonti bis non favorisce il
  Mezzogiorno,  nè  le  altre  misure  che erano contenute, all'epoca,
  nella  legge  finanziaria,  nè  la  legge per l'emersione del lavoro
  nero.
       Sulla  base  di   queste   mirabolanti   leggi  in  favore  del
  Mezzogiorno, ci  si  propose uno scenario di crescita della Sicilia;
  fortunatamente, quest'anno il Governo ci risparmia tutto ciò. Quindi
  dobbiamo dedurne che  le  cose  che  erano contenute in quel DPEF si
  sono, come  era giusto che fosse, svaporate nell'arco dei successivi
  sei mesi. Non  c'è  più  alcun riferimento a tutto questo, perchè la
  Tremonti bis  è  fallita  per  quanto  riguarda  il Mezzogiorno. Per
  quanto riguarda  l'economia sommersa, se andate a vedere quante sono
  le aziende emerse dal nero, vi accorgerete che si contano sulle dita
  di una mano; non c'è stato alcun effetto.
       Si dice che questa volta si punta ad altro, perchè ogni anno il
  Governo  cambia  discorso   per   cercare  di  trovare  una  qualche
  giustificazione,   e   che,   fra   l'altro,   vi   è   la   riforma
  dell'Amministrazione regionale.  E  vorremmo  capire che cosa voglia
  dire riforma della  Pubblica amministrazione, dal momento che essa è
  già intervenuta nel  2002,  che  è  in corso e che non mi pare abbia
  apportato miglioramenti;  in  ogni  caso  i  miglioramenti  che  può
  apportare sono di natura che possiamo definire procedurale.
       Ora, io non entro  nel  merito,  per  me  non è cambiato niente
  nell'Amministrazione regionale,  semmai sono cambiati alcuni pesi ed
  oneri finanziari, attraverso  la  costituzione  di  una  miriade  di
  uffici speciali che non servono a niente ovvero attraverso la nomina
  di non  so  quanti  dirigenti con contratti che non si giustificano.
  Insomma, io  al momento vedo solo questo.  L'unico miglioramento che
  si può  rilevare  è  l'avere  dato  responsabilità  di  gestione  ai
  dirigenti, per esempio in alcuni settori, rendendo un po' più celeri
  - ma non  tali  da  spiegare  rivoluzioni  in questo campo - i tempi
  dell'Amministrazione regionale.
       Si dice che  avremo  poi  gli  effetti  dell'approvazione della
  legge costituzionale numero  3,  cioè  la  legge sul federalismo nel
  nostro  Paese,  perchè,  secondo  il  DPEF,  questa  legge  comporta
  ulteriori funzioni trasferite  dallo  Stato alla Regione siciliana e
  quindi avremo ulteriori entrate.
       Ora, se  questo dovesse avvenire, si tratterebbe comunque delle
  risorse finanziarie  atte  a gestire quelle funzioni che attualmente
  gestisce lo  Stato,  quindi  non  avremmo  un  euro  in più.
       Avremo  un'altra  occasione  in  cui  discutere del federalismo
  fiscale, della legge Bossi, dei rischi che questo comporta e non per
  quanto riguarda il trasferimento delle funzioni alla nostra Regione,
  ma per ciò  che  questo  significa  dal  punto  di vista degli oneri
  finanziari che graveranno sulla Sicilia;  pensiamo alla sanità, alla
  scuola, alla  polizia  locale.
       Ma, accanto  a  questo,  si  dice  che  dovremo  sviluppare  in
  quest'anno - non  si  capisce  perchè non l'abbiamo fatto nel 2002 -
  anche la sussidiarietà verticale e cioè il decentramento ai comuni e
  alle province di funzioni regionali.
       Vorrei capire su quali basi nel DPEF si fa questa affermazione.
  L'anno passato il  Presidente  della  Regione  e  il  Governo  hanno
  preteso che lo  strumento regolamentare, previsto nella legge numero
  10 del 2000, per trasferire  le funzioni e i compiti per buona parte
  dalla  Regione  ai   comuni  e  alle  province,  venisse  abolito  e
  sostituito con  lo strumento della decretazione presidenziale. E ciò
  in quanto  si è detto che il Regolamento comporta tempi lunghissimi,
  che deve  passare dal CGA per l'approvazione, che passerebbero uno o
  forse più  anni  di  tempo.  Abbiamo  concordato,  consentito che si
  adottasse lo  strumento del decreto, ma, dopo un anno, ancora questo
  trasferimento non si  è  avuto;  abbiamo notizia dal DPEF che c'è un
  atto  di  indirizzo  del  Presidente  della  Regione  relativo  alle
  modalità di trasferimento  di queste funzioni, ma di altro non si sa
  nulla. In ogni  caso,  anche qui, qual è il vantaggio finanziario ed
  economico immediato,  che possa avere una ricaduta sul 2003, che può
  derivarne per il bilancio della Regione siciliana?
       Il testo  continua con una enfatica sottolineatura dei benefici
  del federalismo,  che  a noi sta benissimo, solo che nell'operazione
  che si  prepara  vediamo non solo gli effetti benefici, che comunque
  il federalismo  in  ogni  caso  comporta  per  lo  snellimento delle
  procedure, ma  anche  gli  oneri; quelli che ci preoccupano.  E cioè
  gli oneri  che  sono  collegati  al  federalismo  fiscale  (e non mi
  soffermo su  questo  perchè  sarebbe  troppo  lungo),  gli oneri che
  derivano  dalla  legge  finanziaria di quest'anno con l'abbattimento
  delle aliquote  dell'IRPEF e dell'IRPEG, che già peseranno su questa
  annualità e che nessuno compensa.
       Nessuno immagina che con qualche soldino che ci può elargire il
  Governo  nazionale   ci   si   possa  accontentare.  Perchè,  quando
  l'argomento è stato  trattato  in Commissione Finanza e Bilancio del
  Senato, all'obiezione che  è  venuta  da  parte  di  alcuni senatori
  siciliani che hanno detto: "va bene, voi fate le detrazioni fiscali,
  fate tutto quello  che  volete,  però  dovete garantire alla Sicilia
  l'invarianza  del  gettito",  è  stato  risposto  (e  sono  risposte
  stenografate che possono  essere  visionate) da parte del Governo, e
  anche  da  parte  degli  Uffici,  che  erano  dei  pazzi  a  pensare
  all'invarianza di gettito  per  la Sicilia, perchè non 600 miliardi,
  come veniva quantificato dai senatori dell'opposizione, ma di molto,
  molto di più si sarebbe trattato in questo caso.
       Ciò equivale a dire  che  sono  soldi  che  verranno  meno alla
  Regione siciliana e tutto  questo,  si  dice  nel DPEF, non siamo in
  grado di quantificarlo.
       Allora, siamo  in  grado  di quantificare cose che non solo non
  sono  quantificabili   ma   che  sono  addirittura  false,  come  la
  quantificazione  delle  entrate  del  cosiddetto articolo 3 relativo
  all'articolo 37  dello  Statuto:  mettiamo  200  milioni  di euro in
  entrata; una  cifra  che  è  balzana,  perchè  nelle  tabelle  della
  finanziaria nazionale  sono  contemplate per l'intero articolo - non
  per la Sicilia  -  appena  162 milioni di euro. E addirittura noi li
  prevediamo  tutti  da  attribuire  alla  Regione  siciliana  quando,
  invece, lì sono previste per tutte le Regioni italiane per le quali,
  infatti, si  prevede  la  stessa  operazione  relativa  alla  nostra
  Regione.
       A  parte  i  rilievi  di  costituzionalità  di  quell'articolo,
  presenteremo una mozione  che  tenderà ad impegnare il Governo della
  Regione ad impugnare  l'articolo  3,  a  tutela  del nostro Statuto.
  Altro che sostenere di  avere  vinto
       Poi, ammesso  che  non  si  vogliano  trattare  le questioni di
  costituzionalità  e di tutela della nostra specialità autonomistica,
  rimane il  fatto  quantitativo  che è qualcosa di ridicolo prevedere
  quel tipo di misure nel nostro bilancio.
       Ora io  ho  solo  citato  un  paio  di  elementi, non mi voglio
  soffermare   oltre.
       Circa  le  entrate  del  contenzioso finanziario Stato-Regione,
  vorremmo capire in  quale  norma  é  scritto  che lo Stato non debba
  sborsare una lira  se  non  é  previsto  nel  suo  bilancio; e tutto
  questo attualmente  nel bilancio dello Stato e nella finanziaria non
  é  previsto.  Ad  ogni modo, non voglio ulteriormente soffermarmi su
  questo.
       Si dice poi nel  DPEF  -  vado velocissimo per evitare di farla
  troppo lunga - che  avremo  gli effetti della riforma fiscale che il
  ministro Tremonti presenterà  a  breve in Parlamento, perché  quella
  contenuta nella legge  finanziaria  é  solo uno stralcio; avremo una
  serie di provvedimenti dei quali nel DPEF si fa solo cenno ma non si
  quantificano le diminuzioni di entrata. Tra queste, per esempio, non
  si  quantifica  la  minore  entrata  relativa  alla  sanità,  perché
  l'assessore per il  Bilancio,  essendo  stato anche assessore per la
  Sanità - vorrei che  su  questo  nella  replica desse una risposta -
  deve sapere, perché  é  ormai  un  dato conclamato, che per il 2003,
  alla luce del censimento  della popolazione, che ha visto in Sicilia
  una flessione demografica  di  250  mila  abitanti circa, avremo una
  decurtazione del Fondo  sanitario  nazionale  di circa 400 miliardi,
  essendo questo determinato anche su base pro capite.  Sono una serie
  di elementi.
       Il Governo si consola con l'espansione delle entrate erariali -
  dice - e i tributi  propri,  però  poi afferma con giudizio - o come
  diceva qualcuno  ne  "I Promessi Sposi":  "adelante ma con juicio" -
  perché, dopo  avere  istituito  i  ticket  ed il tributo ambientale,
  giustamente vuole  procedere  con i piedi di piombo. Perché i ticket
  si sono  rivelati  incapaci  a fronteggiare il deficit della sanità;
  sappiamo che  il  deficit  non  deriva solo dal consumo eccessivo di
  farmaci.
       Per   quanto   concerne,   poi,  anche  il  cosiddetto  tributo
  ambientale, come l'assessore  sa  -  e  ne parleremo poi in modo più
  dettagliato - con  la sentenza del TAR della Lombardia, in ogni caso
  la SNAM, alla  luce  di quella sentenza, non intende più pagare, per
  l'annualità in  corso  e  per quelle future, il tributo ambientale e
  chiede la  restituzione dei versamenti che ha fatto per l'anno 2002.
  Quindi c'é poco  da ridere;  ci sarà un contenzioso, poi chissà, nel
  frattempo si pronunzierà la Commissione europea e vedremo come andrà
  a finire, ma  intanto  già  tutti  questi sono elementi che ci fanno
  dire che da quel lato c'é  poco da grattare.
       Gli impegni programmatici sono quelli che erano stati già detti
  nel  vecchio  DPEF,  cioè  lo  svuotamento  del  bacino  dei  lavori
  socialmente utili,  addirittura  con  una  previsione di svuotamento
  entro il 2004.  Quindi, entro il 2004, assessore Stancanelli, avremo
  sistemato i circa  50 mila lavoratori socialmente utili della nostra
  Regione;  probabilmente gli  avremo  fatto  i  contratti  di diritto
  privato, ma, finito il  triennio,  questo  personale  o va in carico
  agli enti locali, che  così  vanno  al  dissesto, o tornano a carico
  della Regione e  quindi  la  spesa  tornerà  ai  livelli precedenti.
  Quindi è una pura  finzione  quella  che qui si vuole riportare come
  addirittura "un risultato lusinghiero".
       Certo, abbiamo applicato leggi che anche noi abbiamo condiviso,
  non con la segreta speranza  di svuotare il bacino, ma di avviare un
  percorso che sicuramente non si potrà completare entro il 2004.
       Vado avanti ancora  con la Sanità, dove si prevede un'ulteriore
  riduzione  facendo   un'opera   di   ristrutturazione   della   rete
  ospedaliera, insomma cose  su cui torneremo quando discuteremo della
  Finanziaria.  Sono  pure   e   semplici  invenzioni  allo  scopo  di
  giustificare qualche manovrina
       Si torna a  parlare  del  nuovo assetto degli enti strumentali,
  quali EAS ed aziende termali, come elemento che dovrebbero apportare
  un beneficio al bilancio  della Regione, un grande osanna del POR, e
  mi fermo a questi  due  elementi  come  punto  cardine  che dovrebbe
  comportare  una svolta.
       Anche il  relatore  di  maggioranza  si  è  inserito  in questo
  ragionamento nell'ambito del DPEF.
       Vorrei  dire  che  i  dati  relativi al POR sono tutt'altro che
  lusinghieri, così come  il  Governo  invece li ha voluti presentare.
  Lo stesso dibattito sul  fatto  se  abbiamo  raggiunto o no la quota
  spettante  è un  falso  problema,  perchè  è  facile  affermare  che
  l'abbiamo raggiunta  sul  piano  tecnico-contabile, ma non l'abbiamo
  raggiunta da un punto  di  vista  politico,  perchè  il Governo si è
  avvalso, come dicono nei quiz televisivi, "dell'aiutino", "mi dia un
  aiutino" e la Commissione europea gli ha dato "un aiutino".  Anziché
  fargli certificare il milione di euro previsto inizialmente entro il
  31 ottobre, ha acconsentito  di ridurre alla metà per ragioni varie.
  Sembra che il Governo abbia utilizzato progetti di sponda.
       Quindi  abbiamo due elementi:  uno,  che  non  è  vero  che  la
  macchina regionale è stata  in  grado  di spendere quello che doveva
  spendere; ha raggiunto  l'obiettivo  di non farsi fare il disimpegno
  automatico  perchè  gli è  stata  ridotta  la  quota  a  cui  doveva
  pervenire, ma non perchè la macchina è stata in grado di raggiungere
  l'obiettivo imposto  ad  "Agenda  2000"  dai regolamenti dell'Unione
  Europea.
       L'altro elemento è che i progetti di sponda sono legittimi, che
  normalmente si usano - lo  si  fa  anche negli altri Paesi, ma lo si
  fa, onorevoli colleghi  e  onorevole  assessore, a conclusione di un
  periodo  di  programmazione;   quando  devi  chiudere  una  fase  di
  programmazione, rischi di  perdere  qualcosa,  infili  i progetti di
  sponda e salvi tutto. Non lo puoi fare alla prima annualità di spesa
  di un programma, che invece deve durare sette anni, perchè in quello
  stesso momento hai abbassato  la qualità della spesa. Non c'è più la
  programmazione se infili  i progetti di sponda alla prima annualità,
  perchè hai rotto il  circuito  virtuoso  che solo in quel caso, cioè
  nel  caso  in  cui  fosse  stato  compiutamente  approvato,  avrebbe
  consentito all'economia di  decollare.  Perchè,  se  noi inseriamo i
  fondi per le Chiese,  che  sono  quelli  della legge numero 433, che
  sono i fondi  del  terremoto,  quindi  con la ristrutturazione delle
  Chiese in provincia di  Siracusa,  di  Ragusa  e  di  Catania,  e li
  consideriamo elemento  che  aiuta lo sviluppo, volano dell'economia,
  ci prendiamo in giro.
       E' chiaro che, venuto meno un impianto programmatorio che aveva
  l'obiettivo di rompere il  differenziale di crescita e il gap con il
  resto del Paese, avremo  salvato  qualche soldo, qualche euro, ma lo
  sviluppo non lo vedremo,  tanto  è  vero  che  gli effetti di questa
  spesa sul 2002 non  si  colgono.  Se dobbiamo fare i raffronti, così
  come voi proponevate di  fare  nel  DPEF dell'anno passato, si vedrà
  che un minimo incremento sui dati dell'economia non li abbiamo.
       Abbiamo poi  una  serie  di magnificazioni della programmazione
  negoziata proprio nel momento in cui dovrebbe aiutare le aziende, lo
  sviluppo dell'economia nella  nostra  Regione, nel momento in cui il
  Governo nazionale definanzia, complica la vita agli imprenditori. Il
  bonus fiscale per  l'occupazione  e  il  credito  d'imposta  vengono
  regolamentati, addirittura, con  un  limite  di  impegno. Quindi noi
  andremo incontro ad una fase di difficoltà nell'economia.
       Le risulta, onorevole  Assessore, come risulta a noi, che tanti
  imprenditori che hanno  voluto  utilizzare  la legge numero 488, che
  hanno voluto utilizzare gli strumenti della programmazione negoziata
  sono tentati di  rinunciare all'investimento perchè non hanno più il
  necessario  sostegno?  A   noi   risulta    Quindi,  tutto  ciò  che
  costruisce il DPEF  intorno  a questa eventualità immagino che debba
  essere rimesso fortemente in discussione.
       Supero tutto il  resto  e  vado alla parte finanziaria. Capisco
  che questa discussione viene sopportata da parte dei colleghi, ma mi
  scuso se la questione  mi  appassiona,  me ne vergogno un po'
       Vado  alla   parte   conclusiva   che  ci  propone  il  quadro
  programmatico per  il quadriennio. I dati sono quelli che i colleghi
  spero conoscano,  che  hanno conosciuto: abbiamo una costruzione del
  quadro tendenziale,  del  quadro finanziario che, ove fosse corretto
  nei  suoi  dati  strutturali  come  noi  riteniamo  si  debba  fare,
  produrrebbero  problemi  serissimi. Il Governo preferisce invece non
  farsene una questione e continua a ballare sul ciglio del baratro.
  Abbiamo, per  esempio,  75  milioni di euro di previsione in entrata
  derivanti dagli  effetti  della manovra salva deficit 2002; parliamo
  di quella manovra  che  era partita come manovra salva deficit e che
  poi lo stesso assessore per la Sanità affermò pubblicamente ...

     SPEZIALE  Lo ha salvato il deficit e lo ha anche allargato

     CAPODICASA   Così come  prevede  il  decreto,  avremo  altri  300
  miliardi in più di deficit  per il 2003. Si parla di una riforma del
  sistema fiscale regionale, una lotta all'evasione che immagino debba
  trovare una  qualche  rispondenza  nella  legge  finanziaria, ancora
  tutto questo nella legge finanziaria non c'è. Si prevede una riforma
  delle leggi di settore,  che  è  l'elemento  su  cui si è soffermato
  anche il relatore di maggioranza.E'una vecchia litania: già nel DPEF
  l'anno passato venivano elencate tutte le leggi di settore; sembrava
  che si  volessero  inserire direttamente nella legge finanziaria, ma
  non se ne è fatta una in tutto il 2002.
       Allora come si può  pensare di ricavare 400 miliardi di vecchie
  lire per una riforma delle leggi di settore, definizione della nuova
  finanza  locale,   riduzione   trasferimento  di  enti?  Qui  siamo,
  evidentemente,      nell'ambito      della     fantasia      Abbiamo
  un'attualizzazione - questo è previsto per il 2004 e non per il 2003
  - minori entrate,  per  compensazioni  delle  imprese da parte dello
  Stato, 452 milioni di  euro,  ma  non abbiamo trovato nulla di tutto
  questo nella legge  finanziaria  dello  Stato.
       Abbiamo i famosi  e  famigerati  200  milioni di euro derivanti
  dall'attuazione dell'articolo  37 dello Statuto, cosa che ovviamente
  non avremo, come  anche  l'Assessore molto responsabilmente ha detto
  in Commissione Bilancio; ha  detto  che sono da conquistare - usiamo
  questo termine - ma  non sono certi.  Poi abbiamo altre appostazioni
  in  entrata  sulle  quali  non  mi  soffermo,  che  sono  non  tanto
  ipotetiche quanto, come  già  per  alcune  appostazioni  di  entrata
  dell'anno passato,  assolutamente improbabili.  Lo avevamo detto per
  i fondi  del  decreto  Goria, lo avevamo detto per la trasformazione
  dell'EAS,  lo   avevamo  detto  per  il  tributo  ambientale.  Si  è
  puntualmente verificato.  Il  Governo  persiste su questa linea e su
  questa strada.
       Conclusivamente, onorevole Assessore, perché  ci si accanisce a
  sostenere delle  tesi  che  siamo  già  certi  non  troveranno alcun
  riscontro da  parte  della  maggioranza?  Perché  siamo convinti che
  qualcuno che dica  la  verità  in questa Regione è necessario che ci
  sia
       Di fronte ad  una  crisi  finanziaria  di queste dimensioni, il
  Governo continua a fare finta  di niente. Quando ne parla ne parla a
  mezza bocca, non si  assume le proprie responsabilità e, cosa ancora
  più grave, spande ottimismo  quasi a fare capire che siamo ancora in
  epoche di 'vacche grasse'.  E  da  qui,  tutte le pressioni esterne,
  sociali e anche parlamentari  di lobbies che si muovono pensando che
  ci sia ancora  qualcosa  da  ricavare  da una improbabile espansione
  della spesa pubblica regionale.
       Non c'è oggi un progetto, perché  un progetto serio si fonda su
  dati certi ed obiettivi,  questo  è  solo  un  modo per scrivere 111
  pagine di argomenti, alcuni giusti, alcuni assolutamente evanescenti
  ed inutili, per fare un  po' di propaganda per chi è ancora disposto
  a cadere nella trappola, e soprattutto per continuare a fare le cose
  che si sono sempre fatte e proseguire con lo stesso andazzo.
       Per  quanto  ci  riguarda,  pur  consapevoli  che  non  c'è  un
  interesse del Governo a  discutere  seriamente  di  queste  cose, ad
  approfondirle ed eventualmente  ad apportare delle correzioni, delle
  modifiche serie, noi ci accingiamo, ulteriormente, a condurre questa
  battaglia sulla legge  finanziaria  e  sul  bilancio, nella speranza
  che, se non è il  Governo   e  la  maggioranza a crederci, almeno ci
  credano i siciliani e quanti si occupano dell'argomento o, comunque,
  all'argomento prestano un po' di attenzione.

     PAGANO   assessore  per il  Bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  Bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Presidente, è difficile contenere il mio intervento in pochi minuti,
  come Lei mi chiede, però ci proveremo, creeremo le condizioni perché
  si   possa  affrontare,  in  termini  di  replica,  un  ragionamento
  esaustivo, completo,  sia  pure  nella  brevità  del tempo messomi a
  disposizione,   soprattutto   dalla   pazienza   dei  colleghi  che,
  evidentemente,  vogliono oggi esprimersi concretamente, non soltanto
  sul DPEF,  ma  penso  soprattutto  sull'esercio provvisorio che è il
  vero leitmotiv  di  questo momento storico e che preme moltissimo ai
  siciliani  perchè  attorno  all'approvazione  dello stesso documento
  derivano    tutta    una    serie    di   scelte   e   di   ricadute
  economico-finanziarie facilmente comprensibili.
       Ebbene, il tema che  ha  trattato il relatore dell'opposizione,
  onorevole   Capodicasa,   è  estremamente  stimolante.  Devo  essere
  sincero:  ho  preso  tanti di quegli appunti perchè, in verità, è la
  filosofia  complessiva  quella  che  non  è  condivisibile  rispetto
  all'intervento dell'onorevole Capodicasa.
       Per carità, ognuno di noi  fa  la  sua  parte, l'opposizione la
  deve  fare;  anzi,  da questo punto di vista è un giusto stimolo per
  migliorare  le cose. Però non nascondo, onorevole Capodicasa, che ci
  saremmo aspettati anche qualcosa in più nel senso che, conoscendo le
  opportunità,  l'esperienza,  la capacità critica che l'opposizione è
  in  grado di manifestare in quest'Assemblea, probabilmente, oltre ad
  una  fredda  critica, forse una critica quasi di ufficio, ci saremmo
  aspettati delle proposte...

     CAPODICASA   assessore,  se lei è disponibile a rivedere il DPEF,
  sospendiamo e domani mattina esamineremo il DPEF con le proposte che
  le faremo noi.

     PAGANO   assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze.
  Onorevole Capodicasa, io però  vorrei  parlare  perchè  già  abbiamo
  pochi minuti...

     CAPODICASA  Ma lei non può provocare...

     PAGANO   assessore regionale per il  bilancio  e  le finanze. No,
  non è una provocazione...

     CAPODICASA  Lei sa, che  in  Commissione  Bilancio glielo abbiamo
  detto che le avremmo dato la nostra collaborazione per modificare il
  DPEF e lei ha detto di no.

     PAGANO   assessore regionale per il  bilancio  e  le  finanze. Il
  ragionamento che lei sta facendo  è  un ragionamento giusto in linea
  di  principio,  tuttavia  non è realizzabile. Io, invece, lancio una
  sfida  se  proprio  la  dobbiamo  mettere  su  questo piano: che nel
  prossimo DPEF avremo la  possibilità di un confronto che, se troverà
  delle convergenze da un  punto di vista ideale, potrà anche influire
  sul documento.  Perchè vede,  onorevole  Capodicasa,  noi al DPEF ci
  crediamo - personalmente ci credo  io,  poi  non  so  se  ci credono
  tutti, questo è un altro ragionamento, però il sottoscritto ci crede
  - per un semplice  motivo, perchè il provvedimento di programmazione
  economica e finanziaria è,  a  tutti  gli  effetti, un documento che
  rappresenta l'architrave su  cui  è costruita la progettualità della
  Regione siciliana.
       In un arco temporale che  dura praticamente per tutta la durata
  del mandato, quindi, nel  caso specifico abbiamo circa quattro anni;
  rispetto al 24 luglio 2002 rimangono tre anni e mezzo; avremo quindi
  la possibilità, o meglio, c'è la possibilità di potere esprimere una
  progettualità, che può essere  anche  non  condivisa, per carità, ma
  che esiste e si deve tradurre in fatti concreti, ovvero in leggi.
       Ebbene, rispetto alle critiche  che  sono  state mosse: è stato
  detto  che  è   un   documento   troppo   enfatico,   un   documento
  pubblicitario, un documento  che  non risponde appieno alle esigenze
  dei sindaci; si tratta di  111  pagine  per  una  regione  che  è un
  sottosistema, per una regione che è un sistema economico a tutti gli
  effetti, che ha una autonomia legislativa, una capacità finanziaria,
  una possibilità concreta  offerta dalla autonomia di potere operare:
  111 pagine sono il minimo   E  le  assicuro  che  non  c'è  nulla di
  enfatico e nulla di pubblicitario...

     CAPODICASA  Ma lei lo ha visto il DPEF dello Stato?

     PAGANO  assessore per il  bilancio  e  le  finanze,  ...  per  un
  semplice motivo: perchè  questa  non  può  essere pubblicità, perchè
  questo è uno strumento per  addetti  ai lavori. Tutti gli addetti ai
  lavori,  ovviamente,   sono  non  convincibili,  sono  assolutamente
  indirizzati all'interno di  ognuna delle proprie aree e, soprattutto
  - questo è il dato  più  importante  -  hanno  una  competenza che è
  difficilmente smontabile secondo i fatti.
       Allora il ragionamento è che se l'abbiamo scritto così è perchè
  ci  credevamo,  perchè  rappresentando  il  primo  vero  momento  di
  partenza, il primo "start up" di programmazione, è chiaro che doveva
  avere  una  certa  impostazione;  l'anno  prossimo, se questo la può
  consolare, onorevole Capodicasa, le preannuncio che il documento non
  sarà  di  111  pagine,  sarà  molto  più  breve  perchè  qui c'è già
  l'impostazione  filosofica di  base  e  quindi  avremo  soltanto  la
  necessità di andare a  cambiare  ciò  che è necessario. Perchè vede,
  onorevole Capodicasa, il documento deve tradursi concretamente nelle
  leggi finanziarie.  Ed io ritengo  che, da questo punto di vista, il
  Governo, perlomeno il ramo del Governo che rappresento...
       Vuole  qualche  esempio  concreto?  In  materia  di  credito  e
  sviluppo:  noi  abbiamo  detto espressamente nel DPEF che la Regione
  dovrà  favorire  la  creazione  di  fondi  chiusi,  ovvero fondi che
  servono  per  l'investimento  del  capitale nelle imprese siciliane.
       Lei  sa  che andiamo incontro a "Basilea 2", un momento storico
  tremendo:   dal   2006   il   sistema  creditizio  che  già  oggi  è
  assolutamente     sottodimensionato     rispetto    alle    esigenze
  imprenditoriali  del  Paese, della Regione, si troverà ad affrontare
  un  sistema  meccanicistico  che  non potrà consentire erogazione di
  credito.
       Noi  nel  DPEF  abbiamo detto che era necessario intervenire in
  maniera diversa e che per favorire lo sviluppo era necessario creare
  banche  partner,  banche cioé che investono nelle azioni di aziende,
  di imprese meritevoli dello sviluppo siciliano, capaci di supportare
  lo sviluppo della Regione.
       E' chiaro che i  fondi  chiusi  non  li  abbiamo inventato noi:
  esistono in tutte le  regioni  più  evolute  del Paese, non soltanto
  italiane ma anche del Nord Europa. Noi eravamo in ritardo ed abbiamo
  deciso adesso di puntarci.
       L'abbiamo spiegato  con  grande  enfasi,  come  lei giustamente
  dice, però guarda caso  era  per  spiegare  il  meccanismo e, guarda
  caso, nella legge di  variazione  di  bilancio, la numero 23, quella
  che è stata approvata un mese  e  mezzo  fa in questa stessa Aula in
  termini di variazioni  di  bilancio,  abbiamo  approvato esattamente
  quello che le ho detto.
       Quindi, una programmazione  di  massima  cui  è  seguita poi in
  maniera  chiara   una   ricaduta   in  termini  legislativi.  Quindi
  assolutamente  nulla   di   enfatico,  anzi  una  cosa  estremamente
  concreta.
       Altro esempio:  la  società dell'informazione.
       Abbiamo spiegato bene  nelle  sette  pagine che sono dedicate a
  questo  argomento qual è la filosofia del Governo, ed abbiamo tenuto
  conto  che  stiamo  attraversando  una  crisi infrastrutturale;  che
  abbiamo   un  gap  spaventoso  rispetto  al  resto  del  Paese;  che
  possediamo   la   metà  delle  infrastrutture  rispetto  alla  media
  nazionale  e  un  terzo  rispetto  alle  aree  più evolute d'Italia.
  Ebbene,  cosa facciamo?  Aspettiamo i ponti, le strade, i porti, gli
  aeroporti  che fra l'altro sono già programmati nell'A.P.Q.?  Oppure
  nel  frattempo cominciamo ad utilizzare le risorse che vengono dallo
  Stato  e  dai  POR  in  materia  di  infrastrutture  informatiche ed
  elettroniche  ed  operiamo  attraverso  questo tipo di indirizzo? E'
  chiaro che dovevamo fare questo.
       Le regioni evolute  riescono  a comprendere che ormai viaggiano
  le idee, non viaggiano più  gli uomini, che i servizi possono essere
  prenotati a distanza, che le  operazioni  si  fanno  on line, che da
  casa si può fare l'home work.
       Questo è indispensabile farlo comprendere a tutti i siciliani e
  lo abbiamo spiegato nel DPEF.  E,  guarda  caso,  con la misura 6.05
  stiamo andando avanti in coerenza con tutto ciò.
       Abbiamo già  lanciato  quattro  progetti:  uno  sul  protocollo
  informatico,   uno    sul    mandato    elettronico,    la   società
  dell'informazione  ha  già  utilizzato la preselezione per il bando.
  Stiamo  andando  esattamente  in linea con quello che avevamo detto:
  quindi,  non  chiacchiere, non fantasie, ma un progetto che poi deve
  trovare  realizzazione nelle leggi o nelle misure dell'Esecutivo. Ed
  io  ritengo  che  da  questo  punto  di  vista  non  siamo  stati né
  incoerenti  né  abbiamo scritto un libro dei sogni.
       L'anno  prossimo,  onorevole Capodicasa, troverà trenta pagine:
  primo, perché  non avremo la fantasia per dire cose in più; secondo,
  perché  certamente  l'impostazione  di base è stata data e da questo
  punto di vista non possiamo che essere soddisfatti.

     CAPODICASA  I problemi non sono le cose che si scrivono.

     PAGANO  assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Io apprezzo
  quello che lei  dice,  onorevole  Capodicasa, perché  lei esprime la
  voce autorevole  dell'opposizione;  sarebbe  grave  se  ci  fosse un
  appiattimento,   un'adesione  rispetto  alla  nostra  progettualità.
  Tuttavia,  ciò  non  significa  che  la  nostra visione debba essere
  necessariamente  quella  sbagliata; lo faremo giudicare ai cittadini
  siciliani.  E  comunque  avremo  tempo e modo per un confronto anche
  serrato nel corso dei prossimi mesi.
       Poco fa ho parlato  di  sviluppo; lei ha espresso serie riserve
  in materia di risanamento.
       Allora,  onorevole  Capodicasa,  onorevoli  colleghi,  vogliamo
  vedere ciò che abbiamo  programmato  con  questo  DPEF?  Quali  sono
  state le ricadute legislative?  Io  ricordo  che  ci  sono stati tre
  interventi legislativi di  carattere  finanziario  da  quando  si  è
  insediato questo Governo:  le  leggi  di variazioni del 2001 e 2002;
  la legge finanziaria del 2002.
       Bene. Noi abbiamo detto  nel nostro DPEF che avremmo cominciato
  a premiare le amministrazioni  che  si  fossero  mosse in termini di
  efficienza rispetto al  sistema,  amministrazioni che erano in grado
  di competere, amministrazioni di  enti  locali  che non potevano più
  vivere la realtà di  tutti  i  giorni  in termini passivi accettando
  soltanto il trasferimento da  parte della Regione, dello Stato e che
  invece cominciavano a  capire  che  sullo  sforzo  tariffario, sullo
  sforzo economico, sulla capacità impositiva bisognava ridisegnare la
  nuova capacità di programmazione  e  quindi  di  gestione degli enti
  locali.   Lo abbiamo detto  e  lo  abbiamo  fatto.  Perché  con  gli
  articoli 2 e 76 e  con  tutta  una  serie di ammennicoli che abbiamo
  previsto nella legge finanziaria  dell'anno  scorso e nella legge di
  variazioni di quest'anno, ci  siamo  mossi  in  tale  direzione. E i
  risultati sono sotto gli occhi di tutti.
       A  questo  punto  il ragionamento complessivo non può essere di
  una  critica  fine  a  se  stessa,  perché questo ovviamente non può
  essere accettato.  Riteniamo che  se ci sono state delle difficoltà,
  queste sono di ordine temporale.
       Abbiamo  rispettato   l'approvazione   del   DPEF  nei  termini
  previsti.  Abbiamo  approvato  questo  documento  fondamentale entro
  l'ultimo giorno utile: il 24  luglio.  Se  poi non è stato approvato
  non  è  colpa  nostra,  come  ritengo  non  sia  nemmeno  colpa  del
  Parlamento in quanto sono  venuti  fuori  due  eventi che certamente
  sono noti e che  è  bene  ricordare.  "Repetita  iuvant"  dicevano i
  nostri padri.
       Primo:  il quadro complessivo economico è peggiorato, e la cosa
  interessante  è che la  Regione  siciliana  nel  suo  DPEF  è  stata
  prudente.  La sua visione non è quella giusta, onorevole Capodicasa,
  perché  non abbiamo  barato,  come  quasi  sembrerebbe,  rispetto  a
  quello che è stato  detto:  abbiamo detto semplicemente che rispetto
  alle previsioni dello Stato eravamo  stati più prudenti e i fatti ci
  hanno dato abbondantemente ragione.
       Sono  convinto  che se lei avesse la possibilità di guardare il
  Documento con l'occhio non  più  di  parte, ma con l'occhio attento,
  neutrale del giusto osservatore,  si potrebbe meglio accorgere di un
  dato incontrovertibile che leggo  e  con  il  quale  concludo il mio
  intervento:  nel nostro  Documento  avevamo  detto  che  la crescita
  della Sicilia per l'anno 2003  sarebbe  stata  del  2,6 per cento in
  termini di PIL;  lo Stato  diceva  nel  suo  DPEF  che  la  crescita
  sarebbe stata del 3 per cento.
       Allora,  quando  poi lo Stato si rende conto che ha commesso un
  errore  in  eccesso  va  ad  aggiustare i conti e da questo punto di
  vista emana il Documento che conosciamo tutti e che è datato ottobre
  2002.  Noi  non  avevamo  bisogno  di fare tutto ciò per il semplice
  fatto  che  eravamo  stati  coerenti,  anzi eravamo stati fin troppo
  prudenti rispetto all'ottimismo dello Stato.
       Pertanto,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che  il  DPEF nel suo
  complesso  sia  un  documento  valido,  un  documento che rispecchia
  fedelmente  e  perfettamente la filosofia del Governo e il programma
  che  il  Presidente della Regione si era prefisso il giorno in cui è
  stato eletto.
       Riteniamo  quindi  che  la  coerenza  sia  stata dimostrata non
  soltanto    dalle    buone   intenzioni,   ma   anche   dal   quadro
  economico-finanziario che, nel  rispetto  della gente siciliana, non
  ha  mai  nascosto   nulla,  compreso  l'indebitamento,  comprese  le
  difficoltà finanziarie che  abbiamo  vissuto, compreso il momento di
  particolare difficoltà che si sta vivendo.

     TUMINO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei gradito che
  fosse stato aperto  il  dibattito prima della replica dell'onorevole
  Assessore. Mi sembra doveroso esprimere due concetti: il primo è che
  in questo  documento  di  programmazione economico-finanziaria manca
  l'anima.  L'anima non può  che  essere un principio di austerità che
  dovrebbe pervadere tutto il Documento e che invece non è presente.
       C'è  invece  un  principio  di  sostanziale  soddisfazione  per
  presunti  obiettivi  raggiunti  o da raggiungere che credo sia fuori
  luogo,  anche  in  virtù di questo enorme "buco" che ammonta a 6.000
  miliardi di vecchie lire, pari a 3 miliardi di euro.
       Signor  Presidente,  ritengo importante ragionare in termini di
  austerità:  ciò non significa privarsi di tutto, significa piuttosto
  ridimensionare le spese; quelle inutili, in particolare.
       Non ho visto alcun accenno all'eliminazione di enti inutili che
  sono  centinaia  in  questa  Regione;  non ho visto alcun accenno al
  ridimensionamento  di  piante  organiche  sovradimensionate;  non ho
  visto  alcun  accenno ad una discussione di revisione della politica
  industriale  in  Sicilia,  dinanzi  a  crisi  che si accavallano una
  dietro l'altra.
       Ho  visto  solo  un  piccolo  lontano accenno ad un discorso di
  politica  economica  ma  che  prescinde da quella che può essere una
  politica  del  credito  per  le  piccole  e medie imprese che ancora
  langue.
       Vedo  in  questo  DPEF  l'incapacità  di  guardare  ad un fatto
  oggettivo:  i nostri artigiani che hanno investito dei quattrini non
  hanno  ancora ricevuto i contributi a fondo perduto dal 1998 fino ai
  nostri  giorni,  e  non  li  riceveranno  mai.  Non  vedo un atto di
  consapevolezza   del  baratro  in  cui  questa  nostra  Regione  sta
  piombando.
       Ed  allora,  dinanzi  a tutto ciò, caro onorevole assessore, il
  DPEF sarà sicuramente valido dal suo punto di vista perché  riesce a
  coniugare   fatti  apparentemente  positivi,  secondo  me  manca  di
  un'anima, di un fondamento, perché non riusciamo a dare ai siciliani
  alcuna  prospettiva.  E  credo  che  prima o poi, come è successo ai
  nobili  francesi che stavano alla corte del re e che banchettavano e
  ballavano  mentre  fuori  pullulava  la  difficoltà e si esaltava il
  senso   della   rivoluzione,   quando  all'improvviso  scoppierà  la
  rivoluzione ci troverà impreparati.
       Onorevole  assessore, facciamola  qualche  autocritica, Governo
  facciamola qualche autocritica.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato
  il seguente ordine del  giorno  numero 187 degli onorevoli Leontini,
  Acierno, Pistorio, Formica e Rotella:

                    "L'Assemblea Regionale Siciliana,

    visto il DPEF  per gli anni 2003-2006, considerata l'illustrazione
  in Aula dello stesso, lo approva".

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevoli colleghi,  la  seduta  è  rinviata a oggi, martedì 21
  gennaio 2003, alle ore 20.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

      II- LETTURA  AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:

     N. 190 - Interventi  presso  il Ministro delle Infrastrutture
              per la realizzazione ed il completamento delle opere
              di ricostruzione del Comune di Montevago (AG).

                                      RAITI - FERRO - MICCICHE' -
                                      ORLANDO - MORINELLO

      N. 191 - Interventi nel settore radiotelevisivo.

                                   FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                   MERCADANTE - SCOMA - BENINATI

     N. 192 - Iniziative per il rispetto dei Principi fondamentali
              sanciti dalla Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.

                                         FLERES - CATANIA G. -
                                         MERCADANTE - MAURICI -
                                         SCOMA

     N. 193 - Definizione  di  un  programma  di recupero dei beni
              monumentali non  inseriti  in  quello finanziato con
              fondi europei.

                                        BARBAGALLO - GENOVESE -
                                        GURRIERI - TUMINO -
                                        VITRANO - ZANGARA

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

     1) "Esercizio  provvisorio  del  bilancio della Regione siciliana
        per  l'anno  finanziario 2003 e norme tecniche per la gestione
        del  bilancio  dell'Azienda  foreste  demaniali  della Regione
        siciliana". (n. 561)

     2) "Bilancio  di  previsione  della  Regione siciliana per l'anno
        finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per  il  triennio
        2003-2005" (n. 554/557/562).

     3) "Disposizioni programmatiche e finanziarie  per  l'anno  2003"
        (n. 553).

     IV - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE  DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

      V - ELEZIONE DI  TRE  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E  MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

     VI - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI  UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE DI  NOVE  COMPONENTI  DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 20.20.

        Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.50.