Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'assessore per il Bilancio
N. 471 - Piena applicazione nella Regione siciliana
dell'art. 25, comma 5, della L. n. 488 del 2001, circa la
compartecipazione dei comuni siciliani al gettito IRPEF.
Firmatario: Cracolici Antonino;
- da parte dell'assessore per il Turismo
N. 642 - Notizie sul servizio di collegamento con le isole
Eolie.
Firmatario: Scoma Francesco;
N. 724 - Provvedimenti urgenti per il ripristino di
collegamenti efficienti tra la Sicilia e le isole Pelagie.
Firmatario: Sanzeri Salvatore;
- da parte del Presidente della Regione
N. 495 - Interventi per la soluzione dell'emergenza idrica
a Palermo.
Firmatario: Giannopolo Domenico.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Finanziamento di lavori urgenti per la salvaguardia dei
centri abitati tra il corso Mosè e la fascia costiera della
città di Agrigento e interventi a favore dei cittadini che
hanno subito danni a causa dell'alluvione del 3 dicembre
2000." (n. 558)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Miccichè in data 8 gennaio 2003
- "Provvedimenti in favore dei comuni montani" (n. 559)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Tricoli, Virzì in data 10 gennaio 2003
- "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2003 e norme tecniche per la gestione
del bilancio dell'Azienda Foreste demaniali della Regione
siciliana" (n. 561)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (PAGANO)
in data 21 gennaio 2003.
- "Seconda nota di variazioni al disegno di legge n. 554
'Bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario
2003 e per il triennio 2003-2005'" (n. 562)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (PAGANO)
in data 21 gennaio 2003.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e contestualmente inviati alle competenti commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Provvedimenti in favore dei comuni montani" (n. 559)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Tricoli, Virzì in data 10 gennaio 2003
- PARERE III, IV e V
- inviato in data 20 gennaio 2003
BILANCIO (II)
- "Riforma e disciplina del Servizio di riscossione dei
tributi e delle altre entrate" (n. 556)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze (Pagano) in data 27 dicembre 2002
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Nota di variazioni al disegno di legge n. 554 'Bilancio di
previsione per l'esercizio finanziario 2003 e per il triennio
2003-2005'" (n. 557)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze (Pagano) in data 27 dicembre 2002
- inviato in data 7 gennaio 2003
- PARERE I, III, IV, V, VI
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Finanziamento di lavori urgenti per la salvaguardia dei
centri abitati tra il corso Mosè e la fascia costiera della
città di Agrigento e interventi a favore dei cittadini che
hanno subito danni a causa dell'alluvione del 3 dicembre
2000." (n. 558)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Miccichè in data 9 gennaio 2003
- inviato in data 20 gennaio 2003
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Norme per contrastare il fenomeno del mobbing" (n. 555)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli D'Antoni, Antinoro, Lo Monte,
Basile, Amendolia, Sanzeri in data 23 dicembre 2002
- inviato in data 8 gennaio 2003
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Istituzione del servizio farmaceutico regionale di
assistenza domiciliare" (n. 560)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
Tumino, Vitrano, Zangara in data 16 gennaio 2002
- inviato in data 20 gennaio 2003
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE
ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
BILANCIO (II)
- "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553)
- iniziativa governativa
- inviato in data 19 dicembre 2002
- PARERE COMMISSIONI I, III, IV, V e VI
- "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (n. 554)
- iniziativa governativa
- inviato in data 19 dicembre 2002
- PARERE COMMISSIONI I, III, IV, V e VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Disciplina dell'attività di somministrazione di alimenti e
bevande nel territorio della Regione siciliana" (n. 546)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Norme di adeguamento del trattamento economico degli
esperti chiamati a far parte delle sezioni specializzate
agrarie costituite presso i Tribunali e le corti d'appello
aventi sede in Sicilia" (n. 549)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Interventi per le caserme dell'Arma dei Carabinieri nelle
isole minori" (n. 542)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale per la
difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche" (n.
543)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di
edilizia residenziale pubblica" (n. 544)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Riordino normativo del turismo in Sicilia" (n. 550)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Disciplina dell'esercizio delle attività professionali
delle agenzie di viaggio e turismo. Disposizioni varie in
materia di turismo" (n. 551)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Ordinamento del sistema bibliotecario regionale" (n. 545)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Norme per la valorizzazione delle università della terza
età" (n. 547)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- "Norme per l'istituzione delle borse di ricerca" (n. 548)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per la promozione delle città dei bambini e delle
bambine" (n. 540)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- PARERE COMMISSIONE IV
- "Norme per il riordino del sistema delle istituzioni
pubbliche di assistenza e beneficenza" (n. 541)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- PARERE COMMISSIONE I
- "Norme a sostegno dell'associazionismo e costituzione del
Registro regionale delle associazioni di promozione sociale"
(n. 552)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 8 gennaio 2003
- PARERE COMMISSIONE I
COMUNICAZIONE DI STRALCIO DI ARTICOLI DAL DISEGNO DI LEGGE N. 553
PRESIDENTE Comunico che, ai sensi del combinato disposto del
comma 2, dell'articolo 3 della legge regionale n. 10 del 1999, come
modificato dall'articolo 7 della legge regionale n. 10 del 2002 e
del comma 2 e dell'articolo 73 ter del R.I., sono stati stralciati
dal disegno di legge n. 553 "Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2003" i seguenti articoli: 8, 19, 20, 27, 28,
30, 31, 33, 34, 38, 39, 40, 41, 45, 46, 48, 49, 50, 51, 52, 55, 56,
57, 59, 60, 61, 62, 63, 65, 67, 68, 69, 70, 71 e 72 limitatamente ai
commi 1, 4, 5, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE Comunico, ai sensi dell'articolo 70 Bis del
Regolamento interno, le seguenti richieste di parere pervenute dal
Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Centro interaziendale per l'addestramento professionale
nell'industria (CIAPI) di Priolo - Nomina commissario
straordinario" (n. 104)
- pervenuto in data 3 gennaio 2003
- trasmesso in data 7 gennaio 2003
- "Camera di commercio di Palermo - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 105)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "Camera di commercio di Siracusa - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 106)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "Camera di commercio di Palermo - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 107)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "Camera di commercio di Catania - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 108)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "Camera di commercio di Caltanissetta - Designazione
componente effettivo in seno al collegio dei revisori" (n.
109)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "ESA - Rinnovo collegio dei revisori - Designazione
componenti" (n. 110)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "EAS - Rinnovo collegio dei revisori - Designazione
componenti" (n. 111)
- pervenuto in data 7 gennaio 2003
- trasmesso in data 8 gennaio 2003
- "Nomina assessoriale componente del consiglio di
amministrazione dell'IPAB Ospizio dei Vecchi Sciacca Baratta
di Patti" (n. 112)
- pervenuto in data 31 dicembre 2003
- trasmesso in data 15 gennaio 2003
COMUNICAZIONE DI PARERI RESI
PRESIDENTE Comunico che da parte delle competenti Commissioni
legislative sono stati resi i seguenti pareri:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Accordo di Programma Quadro (APQ) - Energia" (n.
100/III-IV-CE)
- parere reso in data 18-19 dicembre 2002
- trasmesso in data 31 dicembre 2002
- "Aggiornamento relazione Accordo di Programma Quadro -
Sviluppo locale" (n. 102/III-IV-CE)
- parere reso in data 18-19 dicembre 2002
- trasmesso in data 31 dicembre 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Aggiornamento relazione Accordo di Programma Quadro -
Sviluppo locale" (n. 102/III-IV-CE)
- parere reso in data 9 gennaio 2003
- trasmesso in data 10 gennaio 2003
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni parlamentari per il periodo 19 dicembre 2002 - 15
gennaio 2003:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 19.12.02: LEANZA E.-MOSCHETTO-CRISAFULLI-IOPPOLO-
LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO-SCOMA
" dell'8.01.03: CRISAFULLI-FRANCHINA-LO MONTE-ORTISI-SCOMA
" " 9.01.03: LEANZA E.-LO MONTE-SCOMA
" " 14.01.03: LEANZA E.-ORTISI-SCOMA
" " 15.01.03 (ant.): LEANZA E.-FRANCHINA-ORTISI-SANZERI
" " 15.01.03 (pom.): MOSCHETTO-CRISAFULLI-ORTISI-SCOMA
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione dell'8.01.03: CROCE-D'ANTONI-GENOVESE-LEANZA V.-SPEZIALE
" del 14.01.03 (ant.): CROCE-CINTOLA-D'ANTONI-FORMICA-GENOVESE
MANCUSO-ROTELLA
" " 14.01.03 (pom.): CROCE-CINTOLA-D'ANTONI-GENOVESE-
LEANZA V.-MANCUSO-SPEZIALE
" " 15.01.03: CROCE-LEONTINI-CINTOLA-FORMICA-GENOVESE
MANCUSO-ROTELLA
Sostituzioni
Riunione dell'8.01.03: CINTOLA sostituito da PISTORIO
MANCUSO " " SAVARINO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione dell'8.01.03: CATANIA G.-GAROFALO-INCARDONA
" del 14.01.03: GAROFALO-INCARDONA-TURANO
" " 15.01.03: NICOTRA-BORZACCHELLI-CATANIA G.-GAROFALO
INCARDONA-TURANO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 9.01.03 (ant.): LO CURTO-MAURICI-VICARI
" " 9.01.03 (pom.): GURRIERI
" " 10.01.03: BENINATI-ZAGO-CONFALONE-DE BENEDICTIS-GURRIERI
INFURNA-LO CURTO-MAURICI-SPAMPINATO-VICARI
" " 14.01.03: DE BENEDICTIS-VICARI
" " 15.01.03 (ant.): INFURNA-MAURICI
" " 15.01.03 (pom.): INFURNA
Sostituzioni
Riunione del 9.01.03 (ant.): BENINATI sostituito da GIAMBRONE
" " 9.01.03 (pom): BENINATI " " GIAMBRONE
" " 10.01.03: RAITI " " MICCICHE'
" " 15.01.03 (ant.): VICARI " " BALDARI
" " 15.01.03 (pom.): VICARI " " BALDARI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione dell'8.01.03: LEANZA N.-CATANIA F.-FRATELLO-INFURNA
" del 9.01.03: CATANIA F.-FRATELLO-GIANNOPOLO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione dell'8.01.03: LO GIUDICE-BASILE-LEANZA V.-MANZULLO-
MORINELLO
" del 9.01.03: LO GIUDICE-BASILE-LEANZA V.-MANZULLO
" " 14.01.03 (pom.): LO GIUDICE-LEANZA V.-MANZULLO-
MERCADANTE-MORINELLO
" " 15.01.03: CRACOLICI-MANZULLO-MORINELLO
Sostituzioni
Riunione del 14.01.03 (ant.): LEANZA V. sostituito da GIAMBRONE
MORINELLO " " RAITI
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso
copia delle seguenti deliberazioni:
- n. 380 del 4 dicembre 2002 "POR Sicilia 2000/2006 -
Modifiche della misura 4.06 del complemento di programmazione
- procedura scritta n. 12/2002";
- n. 381 del 4 dicembre 2002 "POR Sicilia 2000/2006 -
Modifica del capitolo 2.1 'Progetti integrati' del
complemento di programmazione - Procedura scritta n.
16/2002";
- n. 382 del 4 dicembre 2002 "POR Sicilia 2000/2006 -
Modifica della misure 1.11, 1.13 e 4.03b del complemento di
programmazione - Procedura scritta n. 17/2002";
- n. 407 del 4 dicembre 2002 "Programmi di finanziamento per
l'anno 2002 - capitoli 672003 - 672004";
- dal n. 252 del 7 agosto 2002 al n. 279 del 22 agosto 2002;
dal n. 282 del 29 agosto 2002 al n. 353 del 31 ottobre 2002;
dal n. 355 del 31 ottobre 2002 al n. 378 del 20 novembre
2002;
- n. 412 del 17 dicembre 2002 "POR Sicilia 2000/2006 -
Adozione del complemento di programmazione";
- n. 413 del 17 dicembre 2002 "PIC 2000/2006 - Interreg III C
- Zone Sud".
- n. 414 del 17 dicembre 2002 "PIC Interreg III C - Zone Sud
- Progetto Gestione et Dèveloppement des espace insulaires -
Integrazione deliberazioni della Giunta regionale n. 148 del
17 maggio 2002 e n. 252 del 7 agosto 2002";
- n. 429 del 17 dicembre 2002 "Ripartizione fondi residui sui
capitoli 7662005 e 672006 - Rubrica Assessorato regionale dei
lavori pubblici".
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 958 - Notizie in ordine alla regolarità della gestione
dell'Istituto dei ciechi 'Florio e Salamone' di Palermo.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Bilancio
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
----------------
N. 964 - Notizie circa la promozione turistica delle
province di Siracusa e Palermo, attraverso il serial
televisivo 'Il Commissario Montalbano'.
- Presidente Regione
***
Zago Salvatore
----------------
N. 965 - Notizie in materia di gestione integrata dei
rifiuti in Sicilia.
- Presidente Regione
***
Panarello Filippo
----------------
N. 971 - Provvedimenti circa la sistemazione della strada
di collegamento tra Furci Siculo (ME) e la strada statale
114.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Panarello Filippo
----------------
N. 972 - Reinserimento di Castiglione di Sicilia nel
distretto sanitario di Giarre (CT).
- Assessore Sanità
***
Villari Giovanni
----------------
N. 974 - Iniziative di sostegno del polo tessile di Riesi.
- Presidente Regione
***
Galletti Giuseppe
----------------
N. 990 - Restauro e manutenzione degli alloggi popolari di
proprietà della Regione, a Salemi (TP).
- Assessore Presidenza
***
Oddo Camillo
----------------
N. 991 - Iniziative per garantire un servizio adeguato
presso la biblioteca del Museo 'Pepoli' di Trapani.
- Assessore Beni Culturali
***
Oddo Camillo
----------------
N. 992 - Iniziative per garantire adeguati collegamenti
con l'Isola di Pantelleria.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Oddo Camillo
----------------
N. 993 - Restauro e manutenzione di alcuni monumenti di
Erice (TP).
- Assessore Beni Culturali
***
Oddo Camillo
----------------
N. 994 - Iniziative in merito alle visite medico-sportive
per lo svolgimento di attività agonistica.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Oddo Camillo
- con richiesta di risposta scritta:
N. 959 - Rimozione delle carenze igieniche e dello stato
di abbandono e di degrado della struttura scolastica
'polivalente' di San Giovanni la Punta (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 960 - Interventi per ridurre i disagi nell'Istituto
'Alberghiero' di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 961 - Interventi per l'abolizione della discarica
abusiva di via del Parco a Tremestieri Etneo (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 962 - Ripristino delle condizioni minime di sicurezza
presso l'Istituto Alberghiero di S.M. di Licodia (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 963 - Ripristino dell'illuminazione pubblica nelle
strade di Vampolieri, Acicatena (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Lavori Pubblici
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 966 - Iniziative finalizzate a verificare il possesso
dei requisiti per la parità scolastica, ai sensi della legge
n. 62 del 2000, da parte delle scuole.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Barbagallo Giovanni; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare
----------------
N. 967 - Interventi al fine di provvedere all'ultimazione
della bretella di collegamento tra la strada statale 124 e
la strada provinciale 75, in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
----------------
N. 968 - Eliminazione e bonifica della discarica abusiva
in località Serravalle in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
----------------
N. 969 - Messa in sicurezza delle zone dei Nebrodi
recentemente interessate da una grave frana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Territorio
***
Franchina Giuseppe
----------------
N. 970 - Interventi a sostegno dell'agricoltura siciliana
ed ennese in particolare.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Tumino Carmelo
----------------
N. 973 - Provvedimenti circa il conferimento di un
incarico dirigenziale per la promozione delle attività
artigianali, presso la Provincia regionale di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Panarello Filippo
----------------
N. 975 - Eliminazione della discarica di rifiuti tossici
in località Amata nel comune di Caltagirone (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Agricoltura
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 976 - Rimedi al cattivo e pericoloso funzionamento di
un palo elettrico installato nel comune di Piano Tavola
(Belpasso - CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 977 - Provvedimenti per rimediare al degrado e
all'abbandono del quartiere San Giorgio (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 978 - Iniziative per garantire la vigilanza da parte
della Polizia Municipale nella frazione di Cannizzaro (Aci
Castello - CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 979 - Bonifica delle discariche abusive nel comune di
Militello, (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 980 - Interventi di orientamento e preformazione
professionale a favore dei soggetti portatori di handicap.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Vitrano Gaspare
----------------
N. 981 - Iniziative per rimediare allo stato di degrado
delle stazioni di Trenitalia di Guardia Mangano e Mascali
(CT) e ai ritardi continui e ingiustificati dei treni che
coprono la tratta regionale Messina-Catania-Siracusa.
- Assessore Turismo
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
----------------
N. 982 - Bonifica e valorizzazione degli spazi abbandonati
a margine di via Cialdini (quartiere San Leone) a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
----------------
N. 983 - Rimedi ai disagi e alla pericolosità della via
Circonvallazione a Caltagirone (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
----------------
N. 984 - Iniziative per eliminare i disservizi dell'Amt
nel quartiere Borgo di Catania.
- Assessore Turismo
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 985 - Risanamento dell'area archeologica adiacente al
Duomo di Giarre (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 986 - Ripristino del servizio ferroviario nella tratta
Catania - Gela.
- Assessore Turismo
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 987 - Interventi per garantire un'adeguata vigilanza e
il ripristino della segnaletica orizzontale e verticale nei
pressi delle scuole di Acireale (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 988 - Restauro e valorizzazione della chiesa del
Convento di via Lisi di Giarre (CT).
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 989 - Interventi per dotare di un adeguato numero di
operatori ecologici il comune di Paternò (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
----------------
N. 995 - Notizie riguardo alla liquidazione di un incarico
professionale da parte del Comune di Godrano (PA).
- Assessore Enti Locali
***
Cracolici Antonino
----------------
N. 996 - Notizie circa il grave disastro ecologico
verificatosi a Priolo (SR).
- Assessore Sanità
- Assessore Industria
***
Miccichè Calogero
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 78 - Chiarimenti a seguito dell'annullamento
dell'ordinanza 2983 del 1999 del Presidente del Consiglio
dei Ministri, in materia di dichiarazione dello stato di
emergenza per i rifiuti in Sicilia.
- Presidente Regione
***
Ferro Giovanni; Orlando Leoluca; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore; Raiti Salvatore
----------------
N. 79 - Provvedimenti per favorire l'accoglienza e
l'integrazione degli immigrati.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
----------------
N. 80 - Avvio di un'indagine amministrativa presso
l'EAOSS.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
----------------
N. 81 - Completamento degli svincoli di 'Giostra' e
dell''Annunziata' della tangenziale di Messina.
- Assessore Lavori Pubblici
***
Ardizzone Giovanni
----------------
N. 82 - Provvedimenti circa la nomina del 'project
manager' del P.I.T. n. 21, denominato 'Polo turistico
tirreno centrale'.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Panarello Filippo
----------------
N. 83 - Notizie circa la richiesta di ritiro della
deliberazione con cui l'AAPIT di Enna ha indetto concorsi
per varie qualifiche, da parte dell'Assessore per il
turismo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Crisafulli Vladimiro; Giannopolo Domenico
----------------
N. 84 - Iniziative per impedire la realizzazione di una
distilleria in provincia di Trapani.
- Assessore Territorio
***
Oddo Camillo
----------------
N. 85 - Adeguamento alla normativa comunitaria della
selezione del socio di minoranza della 'Società
euromediterranea per lo sviluppo dell'informazione - SESI
S.p.a.'.
- Assessore Bilancio
***
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore
----------------
N. 86 - Verifica della legittimità dell'operato del Comune
di Sant'Agata Militello (ME) e provvedimenti conseguenti.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Panarello Filippo
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 190 - Interventi presso il Ministro delle
Infrastrutture per la realizzazione ed il completamento
delle opere di ricostruzione del Comune di Montevago (AG).
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Orlando Leoluca; Morinello Salvatore
Presentata il 23/12/02
----------------
N. 191 - Interventi nel settore radiotelevisivo.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Scoma Francesco; Beninati Antonino
Presentata il 15/01/03
----------------
N. 192 - Iniziative per il rispetto dei Principi
fondamentali sanciti dalla Dichiarazione dei Diritti
dell'uomo.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Maurici Giuseppe; Scoma Francesco
Presentata il 15/01/03
----------------
N. 193 - Definizione di un programma di recupero dei beni
monumentali non inseriti in quello finanziato con fondi
europei.
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
Presentata il 15/01/03
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI RITIRO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 20 dicembre 2002,
trasmessa al Servizio di Segreteria il 23 dicembre successivo, l'on.
Angelo Moschetto ha dichiarato di ritirare l'interpellanza n. 56
"Provvedimenti circa il mancato rilascio di copia della
deliberazione del Consiglio di amministrazione del Teatro Bellini di
Catania"
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI RITIRO DI MOZIONE
PRESIDENTE Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
Generale il 16 gennaio 2003 e trasmessa al Servizio di Segreteria il
17 gennaio successivo, l'on. Salvatore Raiti ha chiesto di ritirare
la mozione n. 189 "Iniziative per la realizzazione delle
infrastutture essenziali a Montevago (AG)", di cui è primo
firmatario.
L' Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI DECRETO DI NOMINA DI COMPONENTE
DI COMMISSIONE
PRESIDENTE Do lettura del D.P.A. n. 2 del 20 gennaio 2003 di
nomina di componente di Commissione:
" I L P R E S I D E N T E
VISTA la nota prot. 010/AN/2003 del 16 gennaio 2003,
pervenuta alla Segreteria Generale il 17 gennaio
successivo, protocollata in data 20 gennaio 2003 con n.
001111/Segr, con la quale il Presidente del Gruppo
parlamentare di Alleanza Nazionale, on. Santi Formica, ha
comunicato che l'onorevole Gioacchino Guido Virzì subentra
nella III Commissione legislativa permanente 'Attività
produttive' all'onorevole Carmelo Incardona;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa
sostituzione;
VISTA la suddetta designazione;
VISTO il Regolamento interno,
D E C R E T A
l'onorevole Giocchino Guido Virzì è nominato componente
della III Commissione legislativa permanente 'Attività
produttive', in sostituzione dell'onorevole Carmelo
Incardona.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 20 gennaio 2003
firmato: LO PORTO "
COMUNICAZIONE DI DECRETO PRESIDENZIALE DI ASSUNZIONE TEMPORANEA
DELLE FUNZIONI DI ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione Cuffaro,
con decreto presidenziale 20 dicembre 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della regione siciliana n. 3 - parte I - del 17
gennaio 2003, ha assunto temporaneamente l'esercizio delle funzioni
di Assessore regionale per il territorio e per l'ambiente.
COMUNICAZIONE DI COSTITUZIONE DEL GRUPPO PARLAMENTARE "GRUPPO
RIFORMISTI E LIBERALDEMOCRATICI PER LA SICILIA" E DI ELEZIONE DEL
RELATIVO PRESIDENTE
PRESIDENTE Do lettura della nota pervenuta alla Segreteria
generale il 20 gennaio 2003 dall'onorevole Giuseppe Segreto:
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, il
sottoscritto Giuseppe Segreto comunica che in data 3 gennaio 2003 è
stato costituito, a norma dell'articolo 23, comma 2 del Regolamento
interno, dai sottoelencati deputati le cui dichiarazioni di adesione
sono allegate alla presente, il Gruppo parlamentare così denominato
"Gruppo Riformisti e Liberaldemocratici per la Sicilia".
Comunica, altresì, che nella riunione svoltasi in data 7
gennaio 2003 l'assemblea del predetto Gruppo parlamentare ha
deliberato di nominare il sottoscritto Presidente. Con successive
comunicazioni verranno rassegnati i nominativi dei deputati che
rivestiranno ulteriori incarichi all'interno del Gruppo".
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI ADESIONI AL GRUPPO PARLAMENTARE RIFORMISTI E
LIBERALDEMOCRATICI PER LA SICILIA
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le note di adesione al
Gruppo parlamentare Riformisti e liberaldemocratici per la Sicilia
da parte degli onorevoli Amendolia, Antinoro, Nicotra, Paffumi e
Sanzeri, in data 20 gennaio 2003. Ne dò lettura:
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Il sottoscritto Amendolia dichiara che a far data dall'8
gennaio 2003 è iscritto al Gruppo parlamentare 'Riformisti e
liberaldemocratici per la Sicilia'."
Firmato: Amendolia
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Il sottoscritto Antinoro dichiara che a far data dall'8 gennaio
2003 è iscritto al Gruppo parlamentare 'Riformisti e
liberaldemocratici per la Sicilia'."
Firmato: Antinoro
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Il sottoscritto Nicotra dichiara che a far data dall'8 gennaio
2003 è iscritto al Gruppo parlamentare 'Riformisti e
liberaldemocratici per la Sicilia'."
Firmato: Nicotra
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Il sottoscritto Paffumi dichiara che a far data dall'8 gennaio
2003 è iscritto al Gruppo parlamentare 'Riformisti e
liberaldemocratici per la Sicilia'."
Firmato: Paffumi
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Il sottoscritto Sanzeri dichiara che a far data dall'8 gennaio
2003 è iscritto al Gruppo parlamentare 'Riformisti e
liberaldemocratici per la Sicilia'."
Firmato: Sanzeri
"Onorevole Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
Sede
Il sottoscritto Segreto dichiara che a far data dall'8 gennaio
2003 è iscritto al Gruppo parlamentare 'Riformisti e
liberaldemocratici per la Sicilia'."
Firmato: Segreto
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PERMANENZA DI GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE Comunico che, con nota pervenuta alla Segreteria
Generale il 20 gennaio 2003, l'onorevole Carmelo Lo Monte,
Presidente del Gruppo parlamentare "Sicilia democratica", vista
l'adesione presso altro Gruppo parlamentare formalizzata dagli
onorevoli Sanzeri e Amendolia, chiede, ai sensi dell'articolo 23,
comma 3 de Regolamento interno dell'Assemblea il mantenimento del
Gruppo parlamentare Sicilia democratica.
COMUNICAZIONE DI ADESIONI AL GRUPPO PARLAMENTARE NUOVA SICILIA
PRESIDENTE Dò lettura della nota pervenuta alla Segreteria
Generale il 21 gennaio 2003, con cui l'onorevole Rotella ha
comunicato che a partire dalla stessa data gli onorevoli Alberto
Acierno e Nicola Baldari aderiscono al Gruppo parlamentare di Nuova
Sicilia, allegando le relative richieste di adesione e le
autorizzazioni dallo stesso sottoscritte.
Ne do lettura:
"Al Presidente A.R.S. On. Guido Lo Porto
Oggetto: Adesioni on. Alberto Acierno e on. Nicola Baldari al
Gruppo di Nuova Sicilia
Si comunica alla S.V. che a partire dalla data odierna gli
onorevoli Alberto Acierno e Nicola Baldari aderiscono al Gruppo
parlamentare di Nuova Sicilia. Si allegano alla presente nota le
relative richieste di adesione e le autorizzazioni sottoscritte
dallo scrivente.
Palermo, lì 21.01.2003
Firmato: Il Presidente del Gruppo parlamentare Nuova Sicilia
Domenico Rotella.
COMUNICAZIONE DI ADESIONE AL PARTITO FEDERAZIONE DEI VERDI
PRESIDENTE Avverto che, con nota del 15 gennaio 2003, pervenuta
in pari data alla Segreteria generale dell'ARS e trasmessa al
Servizio di Segreteria il 16 gennaio successivo, l'on. Calogero
Miccichè ha comunicato che, a far data dal 14 gennaio 2003, pur
rimanendo iscritto al Gruppo parlamentare "Sicilia 2010", ha aderito
al Partito "Federazione dei Verdi", contraddistinto dal simbolo "Il
sole che ride", che è rappresentato alla Camera dei Deputati ed al
Senato della Repubblica.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
SALUTO AGLI STUDENTI DELL'ISTITUTO REGINA MARGHERITA DI PALERMO
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prima di passare al secondo
punto dell'ordine del giorno, anche a nome di tutti voi, porgo un
saluto cordiale ed un affettuoso augurio agli studenti qui presenti,
rappresentanti dell'Istituto Regina Margherita di Palermo. Siate i
benvenuti.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, in merito alle comunicazioni
relative alle nuove adesioni a Gruppi parlamentari, intervengo per
avere chiarito un passaggio rispetto alla formalità che si è
consumata. Ricordo alla Presidenza, con il massimo rispetto, che
allorquando in quest'Aula, nell'agosto dello scorso anno, si è
addivenuti alla modifica dell'articolo 4 del nostro Regolamento,
riguardante la composizione dell'Ufficio di Presidenza, così come è
riscontrabile nel resoconto di quella seduta, che, nel momento in
cui un deputato segretario, eletto nella norma di allargamento (cioé
in rappresentanza di un gruppo regolarmente costituito all'atto
della prima elezione dell'Ufficio di Presidenza), deve essere
dichiarato decaduto allorquando lascia il Gruppo che aveva
rappresentato.
Riguardo la vicenda dell'onorevole Paffumi, che ha lasciato il
Gruppo di Nuova Sicilia, per il quale era stato eletto, in seconda
battuta, deputato segretario dell'Ufficio di Presidenza, pensavo ci
fosse l'obbligo di comunicare all'Aula, insieme alla nota
dell'onorevole Paffumi di adesione ad altro Gruppo parlamentare non
presente ad inizio legislatura ma costituito in data odierna, la
decadenza dello stesso dalla carica in quanto non più
rappresentativo di quel Gruppo.
Pertanto, vorrei un chiarimento da parte della Presidenza in
merito a questa vicenda.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, è un argomento abbastanza
complesso e delicato che dobbiamo affrontare a livello di Ufficio di
Presidenza. Prendo atto delle sue dichiarazioni anche se il comma 8
dell'articolo 4, cui lei ha fatto riferimento, dice qualcosa di
molto analogo ma non esattamente quello che lei ha detto.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2003-2006
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Seguito della discussione del documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2003-2006.
Invito i componenti la Commissione legislativa Bilancio e
finanze a prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, relatore del disegno
di legge, per svolgere la relazione.
SAVONA relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
già avuto modo di occuparci in una precedente seduta dell'Aula dei
limiti di una discussione su un documento di programmazione
economico-finanziaria quanto questa si svolge al di fuori della sua
corretta collocazione temporale; quindi non tornerò su tali
argomentazioni se non per dire che indubbiamente sarà opportuno per
il futuro attenerci al dettato regolamentare che ne prevede
l'iscrizione all'ordine del giorno dell'Aula non oltre venti giorni
dopo la sua assegnazione alla Commissione Bilancio.
Eventuali limiti ascrivibili al Governo, in ordine alla
supposta inadeguatezza dei contenuti del documento, o alla
Commissione Bilancio, relativamente alla formulazione della
relazione, diventano caso mai essi stessi momenti del confronto di
Aula e dell'espressione della volontà parlamentare che certamente li
valuterà politicamente.
In ogni caso verrà fatta salva la valenza politica e
procedurale del documento che deve saldare il quadro delle opzioni
di governo con le indicazioni parlamentari in ordine agli indirizzi
per la definizione dei documenti di bilancio e che dunque vede
correttamente tale discussione precedere la fase infra-governativa
di definizione della proposta di bilancio e finanziaria.
Detto questo, tuttavia, debbo aggiungere che non è da
condividere una certa lettura restrittiva della portata del
dibattito di oggi perché credo che invece esso possa offrire, se
affrontato correttamente e con spirito costruttivo, più di
un'indicazione interessante sulla linea di discussione e di
definizione dei documenti finanziari che hanno già iniziato il loro
iter nelle Commissioni.
Per quello che mi riguarda, come relatore di maggioranza,
cercherò di attenermi a questa linea di esposizione del documento
senza ovviamente ignorare che tanti dei suoi contenuti programmatici
oggi hanno un loro preciso riferimento giuridico e contabile
all'interno del bilancio e della finanziaria e dunque si tratta di
dati che offrono un riferimento ben più concreto al quale ancorare
la nostra discussione.
Colgo una prima grande novità in questo documento: la
prospettiva temporale e politica che esso indica; è un documento che
espone le sue previsioni e le sue impostazioni per tutto l'arco
della legislatura ed è proposto da un Governo che è di legislatura
esso stesso: un quadro di riferimento delle politiche e degli
impegni che arriva fino al 2006; una data che, per altro, coincide
con l'arco temporale degli interventi del POR Sicilia; quindi una
straordinaria concomitanza di elementi che fanno di questa fase
politica e governativa un'occasione unica e di straordinaria
valenza.
L'altro aspetto del documento che mi sembra particolarmente
degno di nota è che esso costituisce una formidabile rassegna di
tutte "le politiche in corso" nella Regione, offrendone un quadro
ragionato di insieme che consente, per altro, anche di coglierne i
punti di criticità, le sinergie, di valutare lo stato dell'arte e
tute le azioni intraprese anche per correggerne gli andamenti;
insomma un punto di riferimento anche per poter verificare nel tempo
la capacità di implementazione delle diverse politiche e per
misurarne i risultati.
In estrema sintesi il documento pone al centro dell'azione di
Governo due grandi obiettivi: lo sviluppo ed il risanamento
finanziario; a fronte di essi, tre grandi linee di intervento
politico:
1) la piena ed ottimale utilizzazione delle risorse del POR e
degli altri strumenti della programmazione negoziata e del
sostegno agli investimenti per realizzare le condizioni di
definitivo decollo della realtà economica regionale e per dotare
la Sicilia delle infrastrutture civili necessarie;
2) la definizione e messa a regime del quadro che regola i
rapporti finanziari con lo Stato, chiudendo il relativo
contenzioso e dando dunque certezza di risorse e di riferimenti
giuridici ad una delle questioni più annose che hanno connotato
l'autonomia regionale;
3) un'azione di razionalizzazione e di coraggiosa riforma delle
legislazioni di settore per mettere sotto controllo la dinamica
della spesa regionale con riferimento prioritario a settori
connotati da forte criticità: sanità, trasporti, formazione,
precariato, enti pubblici, partecipazioni, ecc...
Tutte queste azioni sono collocate in una prospettiva temporale
realistica, dentro un percorso politico convincente che sconta oltre
ad una forte determinazione per Governo e maggioranza anche
un'importante capacità di interlocuzione con il Governo nazionale.
Rispetto a questi percorsi politici, il DPEF e la relativa nota
di aggiornamento offrono un quadro analitico e dettagliato ricco di
indicazioni quantitative e di dati di raffronto ai quali rinvio; in
questa relazione mi atterrò essenzialmente ad alcune osservazioni di
fondo sulle singole questioni, tenendo conto anche di quello che è
stato il dibattito svoltosi in Commissione ed i principali punti di
confronto che ne sono scaturiti.
Cominciamo dai fondi POR. Il quadro finanziario del POR prevede
di mobilitare risorse complessive per oltre 10.000 milioni di euro,
di cui 7.586 milioni di risorse pubbliche e 2.643 milioni di risorse
private che verrebbero attivate.
La gestione del POR Sicilia riveste un'importanza strategica
fondamentale; la piena attuazione degli interventi, associata alle
altre misure di sostegno allo sviluppo, può dare un contributo
straordinario al decollo economico della Regione; oggi siamo ad una
fase decisiva dello sviluppo del POR: la macchina è stata messa in
moto e siamo pienamente nel "tempo del fare" come viene
efficacemente definita l'attuale fase nel DPEF.
Ed è anche alla luce delle difficoltà che sono proprie di ogni
fase di avvio e di una progettualità e di un percorso obiettivamente
complessi che appare incomprensibile una certa polemica che si
ripropone in questi giorni, in coincidenza con la ufficializzazione
dei dati sulla utilizzazione dei fondi comunitari da parte delle
regioni italiane; una polemica della quale davvero non si avverte
alcun bisogno e della quale non si coglie il profilo di utilità; con
riferimento alla Sicilia il quadro che è venuto fuori non è più
quello di una regione cenerentola a continuo rischio di dovere
restituire risorse che pure assegnate non è in grado di utilizzare,
ma di una regione che utilizza pienamente le opportunità disponibili
e concorre per le quote di premialità previste per le realtà più
virtuose; tutto questo non è poco se si considera da dove siamo
partiti e se si considerano le angosce e i rischi di non arrivare a
centrare gli obiettivi; e comunque il recupero che c'è stato è
avvenuto ed avviene (né potrebbe essere diversamente) nel pieno
rispetto di un quadro giuridico e contabile rigorosamente definito
per tutte le realtà interessate dagli interventi.
Cosa dicono i dati?
Sulla base della comunicazione ufficiale alla Commissione per
l'esame delle questioni concernenti l'attività delle Comunità
europee dell'ARS, operata dal Dipartimento della Programmazione, al
31 dicembre 2002, le spese certificate per il POR 2000-2006 sono del
seguente importo arrotondato:
FEOGA 105 milioni di euro;
FESR 351 milioni di euro;
FSE 82 milioni di euro;
SFOP 350 mila euro;
e dunque un totale di oltre 538 milioni di euro.
La Regione ha dunque imparato ad utilizzare le risorse. Questo
è il dato incontrovertibile: la Sicilia rendiconta gli interventi
svolti nel rispetto dei termini ed andando oltre le quote assegnate;
è un fatto degno di essere sottolineato tanto più che non poteva (e
non era) dato per scontato da nessuno.
Naturalmente questo non significa che i problemi sono risolti
una volta per tutte: non è così Occorre ovviamente non adagiarsi
sui risultati ottenuti perché le ulteriori scadenze incombono; vi
sono i risultati da conseguire per le nuove annualità; bisogna avere
la capacità continua di monitorare questo enorme complesso di azioni
che si sono messe in cantiere, per seguirne l'evoluzione, la
rispondenza agli obiettivi, la idoneità a creare sviluppo e dunque
anche per rimodulare eventualmente obiettivi e risorse; e già che ci
siamo, perché non dirlo, vogliamo dare voce ad una esigenza
largamente avvertita di definizione di modalità più pregnanti ed
efficaci che garantiscano il ruolo di stimolo ed il contributo delle
istituzioni parlamentari a tale processo. Ma rispetto a tutto
questo, non è ininfluente essere partiti con il piede giusto e non
avere da scontare ritardi ed inadempienze fin dall'inizio; vigili
dunque ma ragionevolmente ottimisti sul lavoro da svolgere.
Ma la capacità di programmazione della regione deve andare
oltre, puntando sulla necessità di dare un quadro di riferimento
unitario e sinergico a tutto il complesso degli interventi che
mobilitano sia risorse regionali che extraregionali con particolare
riguardo alle opere infrastrutturali ed alle misure di promozione
dello sviluppo locale: attuazione degli accordi di programma quadro
per il settore dei trasporti, delle acque, dello sviluppo locale,
ecc..., contratti d'area, contratti di programma e progetti
integrati territoriali. Sempre sul terreno delle politiche per lo
sviluppo, valutiamo positivamente le misure contenute nella
finanziaria nazionale che mobilitano un quadro rilevante di risorse
per finanziare gli interventi relativi a tutte le misure che
confluiscono nel fondo per le aree sottoutilizzate; così come la
decisione di destinare al Mezzogiorno una quota di almeno il 30 per
cento delle risorse ordinarie in conto capitale di tutte le
amministrazioni del settore pubblico allargato che dovrebbe
concorrere ad innalzare significativamente gli investimenti nel Sud
del Paese. Né può essere sottovalutata l'importanza della norma che,
nel confermare le misure di sostegno agli investimenti ed alle
assunzioni, affranca la finanza regionale dall'onere in termini di
minori entrate per effetto del meccanismo del credito d'imposta,
imponendo il principio di garantire l'invarianza del gettito. Ma
oltre a questi, la finanziaria nazionale ha introdotto elementi
importanti sulla strada della definizione di un assetto corretto dei
rapporti finanziari e dunque è il caso di soffermarsi su di essi.
Se si guarda al quadro finanziario programmatico per il
quadriennio contenuto nel DPEF, si coglie l'importanza che, per
l'intero percorso di risanamento prospettato, riveste la definizione
e la messa a regime del profilo dei rapporti finanziari con lo
Stato. Un tema essenziale che oggi, pur nel quadro di un dibattito
generale sul federalismo fiscale problematico e difficile, registra
importanti passi avanti che chiudono, in taluni casi, antichi ed
estenuanti contenziosi.
Intanto l'abolizione intervenuta con l'articolo 52 della legge
n. 448 del 2001 delle riserve all'erario dello Stato delle maggiori
entrate determinate dalle manovre finanziarie poste in essere nel
tempo e che avevano privato la Regione di un flusso considerevole di
risorse tributarie fatte affluire invece al bilancio dello Stato;
un tema annoso che è stato all'origine, oltre che di tensioni
politiche e di polemiche, anche di un ampio contenzioso di
costituzionalità tra lo Stato e la Regione e che oggi si chiude in
maniera positiva.
Definito può considerarsi, sul piano tecnico e politico, anche
il lavoro di determinazione quantitativa dei rapporti finanziari
pregressi tra lo Stato e la Regione per il periodo dal 1997 al 2001;
un'intesa che porterà un credito per la Regione sin dall'esercizio
finanziario 2003 e della quale la stessa Corte dei Conti, nella
requisitoria sul Rendiconto della Regione per il 2001, ha voluto
sottolineare l'importanza; si tratta di partite quindi che a buon
diritto il Governo ha inserito nel prospetto programmatico della
finanza regionale nella realistica prospettiva del loro
perfezionamento nel corso del 2003. Abbiamo poi le questioni
relative all'articolo 38 dello Statuto e all'articolo 37. Anche in
questi casi siamo di fronte a novità che, pur con qualche elemento
di problematicità di cui dirò, possiamo ben definire di autentica
svolta. Cominciamo dall'articolo 38.
Voi tutti sapete che l'articolo 38 dello Statuto è stata forse
la vittima più illustre nel corso degli anni '90 della fase di
"difficoltà" dei rapporti finanziari Stato-Regione. Dal 1991 il
contributo di solidarietà nazionale non venne più erogato ed anche
se per qualche anno a seguire la legge finanziaria ha recato un
apposito accantonamento, non è stata poi approvata la norma di
autorizzazione della relativa spesa: niente più risorse e niente più
legge quinquennale. La questione torna ad essere recuperata con le
finanziarie nazionali del 1999 e del 2000 che hanno autorizzato
delle assegnazioni, mediante limiti di impegno, in favore della
Regione, a titolo di spettanze ex articolo 38 dello Statuto, per il
periodo 1991-2000. Le somme riferite a tali assegnazioni erano state
iscritte nel bilancio 2002 per un valore attualizzato di 848.539
migliaia di euro, senza che le relative operazioni si siano
perfezionate entro lo stesso esercizio finanziario; dunque, nella
manovra prospettata dal Governo, a fronte della minore entrata sulla
competenza 2002 avremo una nuova modulazione di tali risorse che non
vengono attualizzate in unica soluzione ma distribuite nel triennio
2003-2005, con una previsione nel DPEF ma anche nella finanziaria di
484 milioni di euro nel 2003, 218 milioni nel 2004 e 44 milioni nel
2005.
A queste previsioni, sempre con riferimento all'articolo 38
dello Statuto, si aggiunge con la finanziaria di quest'anno la norma
che determina per gli anni 2001-2005 il contributo di solidarietà
nazionale e la relativa autorizzazione di spesa, anche in questo
caso autorizzando limiti di impegno che la Regione può attualizzare.
Anche per tale previsione il prospetto finanziario reca una ipotesi
di attualizzazione che interessa gli esercizi finanziari 2004 e 2005
per 200 milioni di euro per ciascuna annualità, che alimentano un
apposito fondo speciale per il finanziamento di investimenti secondo
quanto previsto dalla legge che ha disposto il finanziamento. Dunque
la questione dell'articolo 38, se pure sotto il profilo degli
importi determinati tanto per il pregresso che per la nuova
quantificazione, può indurre più di una riserva, è certo che
comunque consente di dire che si delinea un quadro giuridico meglio
definito che recupera, per questo aspetto, lo spirito statutario che
vuole la norma quinquennale, che fissa il contributo e lo collega ad
uno specifico programma di investimenti; ripeto, gli importi
individuati scontano un quadro di difficoltà della finanza pubblica
e non sono nell'ordine di grandezza che i parametri immaginati dallo
Statuto vorrebbero, ma questo diventa il contenuto di una battaglia
politica possibile che si collega comunque al pieno riconoscimento,
sul piano giuridico e del principio, di un istituto statutario di
fondamentale connotazione della nostra autonomia.
Che questo processo si sia assestato ed abbia trovato un suo
equilibrio prima che si entri nel vivo di un dibattito difficile e
con molte incognite, che riguarderà i caratteri e gli assetti del
federalismo fiscale, è positivo e, in fondo, equivale ad un
riconoscimento dei tratti specifici ed unici dell'assetto statutario
della Sicilia.
Un confronto serrato ed interessante vi è stato in Commissione
sull'articolo 3 della finanziaria nazionale relativamente
all'attuazione dell'articolo 37 dello Statuto ed alla decisione del
Governo regionale di iscrivere, nel DPEF prima ed in finanziaria
poi, il maggiore gettito stimato a partire dal 2003 (200 milioni di
euro a regime) per il versamento alla Regione delle imposte
dovute dai soggetti passivi che hanno sede legale fuori dalla
regione, per il reddito prodotto in stabilimenti o impianti che
operano nel territorio regionale. Un principio che ha il suo
fondamento nello Statuto, nelle norme di attuazione ed in esplicite
pronunce della Corte Costituzionale; una disposizione che tuttavia
ha incontrato, sul piano della sua pratica applicazione, difficoltà
tali che ne hanno impedito la piena attuazione. La norma della
finanziaria nazionale riprende il tema, prevedendo che l'Alta
Commissione istituita per il coordinamento della finanza pubblica
per l'attuazione degli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione
proponga le modalità con le quali i soggetti passivi dell'imposta
debbano assolvere alla loro obbligazione nei confronti della
regione. E' una norma sulla quale si sono accentrate discussioni ed
osservazioni che in tanti casi esprimono reali preoccupazioni in
ordine agli effetti che può produrre.
Ora, pur concedendo che contesto e formulazione possono
prestarsi a qualche fondata osservazione, tuttavia una lettura
attenta della norma approvata credo che possa fugare motivatamente
ogni dubbio sulla sua rispondenza rispetto all'obiettivo perseguito;
intanto non sembra esserci, nel lavoro della Commissione un problema
di "contestualità", sotto il profilo giuridico o politico, con
quella parte del lavoro della Commissione stessa finalizzato a
definire (testualmente) "i parametri da utilizzare per la
regionalizzazione del reddito... ai fini della applicazione del
principio della compartecipazione al gettito dei tributi erariali...
previsto dall'articolo 119 della Costituzione": questo è un
principio diverso dal regime della separazione e dalla spettanza
regionale dei tributi che connota il nostro sistema rispetto al
quale invece la Commissione, con riferimento "all'applicazione
dell'articolo 37 dello Statuto", è chiamata a definire unicamente le
"modalità di adempimento dell'obbligazione tributaria da parte dei
soggetti passivi dell'imposta", rispetto alla quale principi e
parametri sono già definiti dal diritto vigente al quale rinvia la
norma stessa; lo stesso livello di tutela delle disposizioni
statutarie e delle norme di attuazione non può dirsi messo in
discussione considerato che il profilo dell'intervento concerne le
modalità di adempimento. Si è anche detto che la norma avrebbe una
mera valenza programmatica in quanto non sono individuate specifiche
disponibilità finanziarie per adempiere a tali oneri a carico del
bilancio dello Stato; sul punto sarebbe opportuno che l'Assessore al
Bilancio fornisse ogni utile chiarimento sulla possibilità che in
tutti i casi le partite finanziarie scaturenti dalla disposizione
possano essere compensate a carico degli appositi stanziamenti
(presenti nel bilancio nazionale così come in quello regionale) che
consentono la regolazione contabile delle imposte spettanti.
Oltre a queste partite il quadro finanziario-programmatico
introduce elementi di estremo interesse ma che meritano forse di
essere meglio dettagliati per poterne valutare la effettiva
consistenza. Faccio un esempio tra tanti: il problema delle
dismissioni e privatizzazioni; è certamente da condividere la
determinazione del Governo a dare il massimo di impulso a tale
processo, ma uno scenario che vede da qui al 2006 entrate per oltre
860 milioni di euro da tale voce merita di essere approfondito e
dettagliato; spero che ciò si possa fare, con il contributo del
Governo, in qualche misura nel corso di questo dibattito, certamente
lo riprenderemo nella sede della Commissione nella discussione della
finanziaria dove tali voci costituiscono parte non secondaria della
manovra.
E con questo argomento entriamo in un capitolo, quello delle
riforme e della razionalizzazione della spesa, che forse è il più
impegnativo ed il più difficile; di certo è quello che ci investe di
più in prospettiva in quanto dovremo tradurre in politiche concrete
tanti buoni propositi e tante manifestazioni di buona volontà che,
naturalmente, non possono rimanere tali. Abbiamo alle spalle una
discussione importante anche in Commissione bilancio sui punti di
criticità della spesa, abbiamo indicato settori da porre sotto
controllo, abbiamo anche varato norme significative nella
finanziaria del 2002 e nella manovra di fine anno, altre cose
importanti ci sono nella finanziaria in discussione in materia di
sanità, di patto di stabilità, di controllo della spesa, di
valorizzazione del patrimonio, ecc... Ma al punto in cui siamo,
diventa essenziale definire le nuove normative organiche di settore
e bisogna farlo subito; trasporti, formazione, enti locali,
precariato: sono nodi che vanno affrontati con normative organiche
che recidano con decisione certe dinamiche di spesa che sono
incompatibili con gli equilibri finanziari della regione. Su questi
temi credo che la maggioranza non possa che condividere la
impostazione e l'impegno che il Governo esplicita nello stesso DPEF
e disporsi a sostenere con determinazione l'iter parlamentare dei
testi di riforma.
Questo dunque il quadro delle politiche e degli impegni; voi
conoscete il travaglio che ha caratterizzato l'iter del DPEF, la cui
impostazione iniziale e in particolare il quadro macroeconomnico di
riferimento elaborato nel luglio 2002 e le relative proiezioni hanno
subito significativi cambiamenti dovuti in primo luogo al
deteriorarsi della congiuntura internazionale ed interna, che ha
indotto a rivedere al ribasso le stime di crescita delle principali
variabili di riferimento del quadro economico regionale. La nota di
aggiornamento prodotta dal Governo e presentata ad inizio del mese,
riporta ad oggi quelle previsioni; ne emerge la considerazione che
tutto sommato il taglio prudente dato dalle previsioni del luglio
scorso ha reso meno "violente" le stese correzioni necessarie, il
cui quadro di assieme potete leggere nelle tabelle contenute nella
nota di aggiornamento; la nota dà anche conto di alcuni importanti
elementi di novità prodottisi nel frattempo rispetto ai quali
bisognerà attendere la evoluzione nelle prossime settimane per
poterne stimare il reale impatto in termini economici oltre che
sociali: si pensi, per tutti, a quello che può significare il caso
FIAT e la sua capacità di condizionare ogni scenario politico ed
economico; un tema che da solo vale una manovra e che a secondo di
come evolverà, dovrà vederci pronti a mettere in campo tutte le
politiche possibili e le risorse disponibili per scongiurare una
crisi che non riguarda un polo od un settore ma ha implicazioni
strategiche ben più ampie.
Per quanto riguarda infine le proiezioni delle variabili
finanziarie, il fatto di avere disponibili i documenti di bilancio
ci consente di operare riferimenti più precisi, anche sotto il
profilo contabile e giuridico, per quel che riguarda l'andamento dei
saldi e dunque la evoluzione dei conti.
Quello che abbiamo davanti é un quadro di evoluzione del
bilancio e delle relative manovre correttive che conferma un deciso,
se pur lento, trend virtuoso nel triennio di riferimento e che
riguarda oltre che il risparmio pubblico anche il ricorso al mercato
per il quale vengono confermati gli obiettivi programmatici fissati.
Gli elementi di preoccupazione sono quelli noti e non é
rimettendo in circolo i medesimi dati che si può dare l'idea di una
situazione fuori controllo. Credo che vada confermata una linea di
condotta che fa del riequilibrio dei conti, un obiettivo
fondamentale per il Governo e per la coalizione.
Naturalmente si tratta di una prospettiva che sconta anche una
capacità virtuosa di tradurre gli impegni in politiche e iniziative
convincenti ed efficaci: bisogna imprimere una accelerazione decisa
alla nostra attività per centrare tali obiettivi.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che dobbiamo cominciare a preoccuparci. Ancora una
volta, sono state ribadite le solenni assicurazioni che abbiamo già
ricevuto l'anno passato, in sede di discussione del DPEF, e
successivamente in tutti i passaggi sia di natura finanziaria che di
natura normativa, avuti in quest'Aula, circa il rispetto dei tempi
da parte del Governo e della maggioranza, nella presentazione del
DPEF, ma, aggiungo io, soprattutto nella sua approvazione.
Se il Governo ritiene di dovere essere preso sul serio,
allorquando riproporrà l'anno venturo il Documento di programmazione
economico-finanziaria, credo che dovrà fare molta attenzione sui
tempi della presentazione, come orgogliosamente dice il Presidente
Cuffaro nella prefazione al DPEF medesimo. Questo anno, novità
assoluta, il Presidente della Regione, oltre a firmare il DPEF
(suppongo debba intendersi scritto di suo pugno), dedica poi un paio
di paginette, tra il lirico e il letterario, ad una sua prefazione.
In un documento istituzionale destinato ad una approvazione, ha
voluto premettere, addirittura, una prefazione.
Non so, quindi, se stasera, oltre ad approvare il DPEF,
approveremo anche la prefazione ispirata, e lirica, del Presidente
della Regione e cosa questo potrà significare. Vorrei dire,
altresì, che oltre a queste "stravaganze", alle quali ci cominciamo
per fortuna, ad abituare, sarebbe opportuno che il DPEF fosse
concepito per lo strumento che è, cioè a dire uno strumento di
programmazione triennale, con una forte - e lo sottolineo -
accentuazione delle ricadute sull'anno finanziario in corso, quello
che si intende programmare.
Avevamo espresso comprensione l'anno passato, trattandosi del
primo DPEF che questo Governo, appena eletto, presentava
all'approvazione dell'Assemblea, avendo quindi ritenuto
comprensibile l'euforia con cui il Governo si lanciava in questa
avventura. Pretendeva, in quel documento, di definire linee di
programmazione economico-finanziaria che andassero ben oltre l'anno,
ben oltre il triennio, addirittura, ai limiti della legislatura, e
forse anche oltre.
Ovviamente, se dovessimo continuare su questa linea, il DPEF
diventerebbe ogni anno una sorta di "libro dei sogni" tra il
pubblicitario, il propagandistico e il sognatore, senza alcuna
attinenza con il documento che vuole ispirare: la legge finanziaria
e il bilancio della Regione.
Il relatore di maggioranza, quest'anno, ha voluto mantenere un
atteggiamento più prudente rispetto all'anno passato quando si
lasciò travolgere dalla euforia generale che il Governo dimostrava.
E' stato più prudente, più cauto, si è limitato alle cose che, a suo
giudizio, possono essere considerate essenziali nel documento di
programmazione economico-finanziaria. Ma il DPEF, questo non è
Si tratta, infatti, di un ponderoso volume di ben 111 cartelle
fittamente dattiloscritte accompagnato, come è giusto, da una
miriade di tabelle che servono ad illustrare i dati cui si appoggia
il DPEF. C'è, però, un nettissimo scollamento tra le analisi
macroeconomiche che lì vengono descritte e le ricadute delle
politiche economico-finanziarie che devono ispirare il documento
contabile che, per eccellenza, è la legge finanziaria e il bilancio.
Inoltre, a mio avviso, c'è una volontà propagandistica che
consiglierei al Governo di evitare per gli anni a venire: non
impressionerebbe alcuno
Quel documento poteva benissimo essere ridotto di ben oltre la
metà e proporre esattamente le stesse cose, con qualche parola
enfatica in meno; forse sarebbe stato di maggiore e più scorrevole
lettura e di migliore identificazione degli intendimenti che il
Governo si propone attraverso quel documento. Questo documento
viene sottovalutato, nell'intenzione del Governo e della maggioranza
esso è una pura incombenza burocratica, una bizzarria che scaturisce
da una legge fatta dai precedenti governi a cui, obtorto collo,
bisogna piegarsi, ma che, a suo modo di vedere, poi non ha alcuna
refluenza pratica. Prova ne sia che stiamo discutendo, ancora una
volta, il DPEF come l'anno scorso quando - se non vado errato - ne
abbiamo discusso intorno al 12-13 di febbraio, quando cioè
l'annualità era abbondantemente iniziata, a fronte del fatto che
invece la legge istitutiva del DPEF ne prevede la presentazione
entro il mese di giugno e l'approvazione tassativamente entro il
mese di luglio per dare poi la possibilità agli uffici - alla luce
delle spese ivi contenute - di elaborare nei mesi di agosto e di
settembre la legge finanziaria e il bilancio che successivamente
saranno presentati all'esame dell'Aula.
Invece, ancora una volta, torniamo a discutere del DPEF ad
esercizio finanziario già iniziato; torniamo a discuterne quando la
legge finanziaria è stata non soltanto elaborata e presentata dal
Governo, ma abbondantemente digerita. Ne stanno discutendo,
infatti, le Commissioni di merito, al contrario, per puro incidente,
la Commissione Bilancio non ne ha iniziato l'esame essendo andate a
vuoto alcune sedute della stessa con all'ordine del giorno la legge
finanziaria. Se così non fosse stato, oggi ci troveremmo a
discutere il DPEF con la legge finanziaria non dico già esitata, ma
di sicuro in una fase avanzata della discussione.
Dunque, se vogliamo utilizzare questo strumento per ciò che è e
per ciò che dovrebbe essere, è necessario che finalmente alle parole
seguano i fatti: cioè il DPEF del prossimo anno - ma il prossimo
anno significa fra quattro-cinque mesi, non di più, tenuto conto dei
tempi della legge istitutiva - dovrebbe pervenirci entro il mese di
giugno, al fine di poterlo elaborare, discutere, valutarne la
congruità rispetto alle previsioni del DPEF nazionale e su esso
impiantare una legge finanziaria e un bilancio adeguato.
Ciò non si è voluto fare e io credo che si sia commesso un
errore che certamente pagheremo a caro prezzo, come è già avvenuto,
discutendo di una legge finanziaria priva di ancoraggio di natura
programmatica; circostanza che ci pone in balia delle spinte e
controspinte interne ed esterne alla maggioranza che non hanno nulla
di programmatico e nulla di concertato.
Tuttavia, nonostante questi rilievi che giudico abbastanza
fondati, sono contrario a condividere più che una proposta, un umore
che circola in vari ambienti parlamentari: quello di sostenere che
il DPEF non serve a niente e che non c'è ragione di continuare a
produrlo. E sono contrario non soltanto perchè è uno strumento che
ha comunque una sua validità, a prescindere da chi e come lo
utilizza: quella di indurci a svolgere una discussione preventiva
alla legge finanziaria e al bilancio che, per quanto formale e
avulsa dal contesto generale possa apparire, comporta tuttavia un
qualche approfondimento di alcuni dati.
Io credo, invece, che il DPEF sia utile, anche perchè, alla
fine, pur con le velleità propagandistiche che esso contiene, anche
il Governo, o per lo meno coloro che lo scrivono, una qualche idea
la debbono esprimere, debbono dare delle indicazioni, manifestare
qualche giudizio.
Il DPEF di quest'anno, alla stessa stregua di quello dell'anno
scorso, infatti, presenta notevoli contraddizioni.
Da un lato, dovendo fondarsi su dati obiettivi che sono
rilevabili alla luce delle statistiche che ci forniscono gli
istituti competenti, alla luce degli effetti concreti delle
politiche, degli elementi di conoscenza che abbiamo, svolge
considerazioni corrette, che meritano un approfondimento;
dall'altro lato, invece, ogni tanto gli scappa la frizione. Accade,
infatti, che i suoi estensori siano portati, visto l'evidentissimo
carattere di assemblaggio che il DPEF ha, considerato che ognuno
degli uffici competenti, ognuno degli assessorati scrive la parte
che li riguarda, a scriverlo in modo encomiastico per
l'Amministrazione che rappresentano, affermando tesi che, a volte,
si contraddicono tra di loro, che contraddicono quanto il Governo
nelle sue varie espressioni sostiene già ora.
In proposito, ho sottolineato alcune perle e, se me ne
ricorderò, onorevole assessore Pagano, gliene regalerò
qualcuna.
Ne cito una per tutte, visto che mi fa cenno di parlarne.
Il DPEF sostanzialmente, nella parte relativa al POR sostiene che
si sono utilizzate, grazie anche a norme introdotte nella legge
finanziaria dell'anno scorso, progetti di sponda per evitare di
perdere i fondi strutturali che dovevamo certificare entro il 31
ottobre del 2002.
Ebbene, l'onorevole Micciché, durante una Conferenza stampa
indetta dall'onorevole Fava e dall'onorevole Pittella, deputati
europei, i quali accusavano il Governo italiano e quindi quello
siciliano di avere utilizzato i progetti di sponda, sostenne, come è
solito fare l'onorevole Micciché con la sua sicumera da autodidatta
che non legge le carte, che essi non conoscevano, non capivano
niente considerato che, questa volta, su Agenda 2000 i progetti di
sponda non si possono utilizzare. E' scritto, onorevole Pagano, ho
portato le fotocopie dei giornali che, virgolettate, riportano le
parole dell'onorevole Micciché. E' evidente, quindi, che il DPEF di
questo Governo smentisce con ciò che vi è scritto le affermazioni
"altezzose" del Sottosegretario Micciché ...
PANARELLO Bisogna dare atto al Governo che ha detto la verità.
CAPODICASA relatore di minoranza. Il Governo l'ha detto prima
che l'onorevole Micciché parlasse. E' l'onorevole Micciché che non
ha letto il DPEF e non si è orientato bene.
ZAGO Si vede che l'onorevole Micciché non è in sintonia con il
Governo Cuffaro.
CAPODICASA relatore di minoranza. Se avessero scritto il DPEF
successivamente alle affermazioni dell'onorevole Micciché, per non
dispiacerlo, non le avrebbero contraddette. Questa è una delle
perle di cui parlavo prima, assessore Pagano, ma ce ne sono tante
altre che smentiscono affermazioni, dichiarazioni, prese di
posizione di esponenti del Governo della Regione.
Entriamo adesso nel merito del DPEF per valutarne le
linee-guida.
L'analisi macro-economica cui fa riferimento il DPEF, come
affermava anche il relatore di maggioranza, è stata rivista con la
nota aggiuntiva che il Governo ha presentato non più tardi di un
mese addietro.
La nota aggiuntiva serviva, a giudizio di tutti, a ridefinire i
parametri di valutazione della situazione economica alla luce di
tutto ciò che è accaduto in questi mesi.
Il DPEF credo sia stato presentato nel mese di luglio; da
allora sono trascorsi più di 6 mesi e in questo lasso di tempo è
successa la fine del mondo. Non è ancora scoppiata la guerra, ma se
ritardiamo di altri 15 giorni forse, ne sarà anche scoppiata una
che rischia di coinvolgerci come Nazione.
Durante questi sei, sette mesi è accaduto di tutto e anche di
più, mi suggerisce l'onorevole Formica, e quindi il Documento di
programmazione economico-finanziaria andava rivisto; ma il Governo
regionale, l'Assessore per il bilancio, nel rivedere i dati
macro-economici, li ha corretti per tutti: li ha corretti per gli
Stati Uniti d'America, li ha corretti per Eurolandia, li ha corretti
per l'Italia, non li ha corretti, invece, per la Sicilia.
Mentre tutti gli altri parlano degli Stati Uniti, di Eurolandia,
della Nazione ed erano convinti che ci sarebbe stata una grande
espansione economica, il Governo regionale, governo sobrio, con la
testa sulle spalle, governo che sa ponderare le cose, si è tenuto
con i piedi per terra ed ha fatto una valutazione di incremento del
PIL siciliano del 2,8 per cento, se non ricordo male.
Quindi, si è tenuto basso, per cui ora che gli altri, dagli
Stati Uniti fino ad arrivare a noi, hanno abbassato la percentuale
di incremento del PIL, il Governo sostiene di potere apportare una
correzione di lieve entità.
Tanto per non essere proprio micragnosi lo abbassiamo -
sostiene il Governo - dello 0,4 per cento, uno sforzo serio che va
apprezzato da quest'Aula: dal 2,8 per cento scende al 2,4.
Gli Stati Uniti d'America vivono una crisi economica
considerevole, e l'effetto traino che ha l'economia americana su
quella mondiale è noto, al punto che il Presidente degli Stati Uniti
d'America, non più tardi di venti giorni fa, esattamente il 7
gennaio scorso ha annunciato una manovra che definire massiccia è un
eufemismo. Si tratta, infatti, della manovra più corposa che mai un
governo liberista abbia previsto in tutti i Paesi, dai più piccoli
ai più grandi, in cui ha governato: ben 675 miliardi di dollari da
spendere in 10 anni a sostegno dell'economia americana. 675 miliardi
di dollari
C'è, però, una questione di merito che sollevano gli analisti
economici, che solleva il premio Nobel dell'economia Modigliani, che
sollevano, fino a questo momento, cinque o sei governatori di Stati
americani di area repubblicana, non di quella democratica in cui
tutti hanno già alzato gli scudi, ma di area repubblicana i cui
esponenti affermano che queste risorse andranno a finire nella mani
o nel portafoglio soltanto dell'1 per cento degli americani, cioè di
coloro che hanno un reddito al di sopra di una certa soglia, quella
privilegiata dal presidente Busch, per favorire gli investimenti del
Paese. Quindi, soldi ai ricchi perché questi possano investire
se vorranno.
In ogni caso, a prescindere dal contenuto sociale, direi quasi
ideologico di questa manovra, rimane il fatto che per fare ripartire
l'economia americana si spalma su un decennio qualcosa come 675
miliardi di dollari, quindi, non parliamo di noccioline.
Ciò significa che l'economia americana non è in fase di
decollo e che se di decollo si vuole parlare si potrà farlo molto
più avanti; infatti, i più benevoli istituti di analisi
economico-finanziaria prevedono una ripresa dell'economia americana
per la fine del 2003, ma si parla di una timida ripresa.
Vi sono poi altri analisti che non prevedono che l'economia
americana possa riprendersi in modo significativo entro l'anno, il
che vuol dire, onorevole Pagano, che in effetti le ricadute di
questa ripresa sull'Europa prima, sull'Italia poi e anche sul
Mezzogiorno e sulla Sicilia non le avremo di sicuro entro il 2003;
chissà quando le avremo e se mai queste refluenze ci saranno.
Certo non ce la possiamo prendere con i dati, come fa, invece,
il presidente del Consiglio Berlusconi, il quale, di fronte agli
istituti di previsione che calcolano uno 0,4 per cento di crescita
per il 2003, dopo che erano state fatte previsioni brillantissime
poi ridimensionate dallo stesso governo, fa dire al ministro
Tremonti, il quale si è dovuto accontentare infine di uno 0,6 per
cento alle porte dell'approvazione della legge finanziaria dello
Stato che il problema è nella modalità di misurazione dei dati
statistici.
Non può essere che cresce il dato del consumo di elettricità,
crescono i consumi e la produzione cresce soltanto dello 0,4 per
cento, che equivale a dire che siamo in una fase di stagnazione.
Quindi, come è solito fare ed ha fatto in tante altre occasioni,
il ministro Tremonti vuole, addirittura, riformare le modalità di
previsione statistica della crescita, perché così non gli sta bene.
Quando un dato non gli conviene, anziché cercare di capirne le
motivazioni e di intervenire, va direttamente alla fonte, elimina
il problema, come è solito fare.
Tuttavia, ciò non è nei nostri poteri ed i dati, invece, ci
dicono che la situazione è abbastanza precaria.
La stessa Svimez nel suo rapporto annuale di qualche giorno
addietro ha fatto delle stime perfino peggiorative per il
Mezzogiorno e l'onorevole Miccichè, il quale ha la delega per
il Mezzogiorno e di solito copia in tutto o in parte ciò che fa
l'onorevole Berlusconi, poiché quest'ultimo ha attaccato l'Istat,
lui ha attaccato la Svimez, asserendo che gli istituti che si
occupano di Mezzogiorno sono obbligati a dare un quadro peggiorativo
del Mezzogiorno in quanto diversamente non avrebbero motivo di
esistere. Se non c'è più la questione meridionale, infatti, la
Svimez non ha più ragione di essere.
Quindi, se le cose vanno male è colpa della Svimez, cari amici
e cari colleghi
Allora, noi con chi ce la prendiamo, onorevole Pagano, con il
fatto che i dati del suo DPEF che lei ha firmato ci danno alcuni
elementi abbastanza preoccupanti? Prima di tutto abbiamo un calo di
addetti nell'industria del 17,8 per cento, e qui ancora non è
contemplata la crisi Fiat, non è contemplata tutta la parte relativa
alla chimica, del polo tessile di Riesi e di altre zone, la crisi
che sta investendo quel po' di industria che abbiamo ancora nella
nostra Regione. Vero è che in questo 17,8 pesa anche il settore
delle costruzioni che in questo periodo ha subìto ulteriori
flessioni, ma rimane il fatto che l'economia denuncia una grave
carenza nel settore industriale e delle costruzioni.
Abbiamo poi una crescita sempre più patologica del settore dei
servizi nella nostra Regione, e non parliamo di servizi in
determinati campi quali quello del turismo, per cui si potrebbe dire
che siamo in un settore quasi produttivo, parliamo di una crescita
di servizi in un settore di grande interesse economico, sociale e
finanziario, come i settori della distribuzione, del commercio che
vedono uno spostamento degli addetti dal piccolo commercio, quello
di tipo familiare, dei cosiddetti esercizi di vicinato, cioè quelli
che impegnano la famiglia, che distribuiscono reddito tra la
popolazione, al settore della grande distribuzione con una
concentrazione nel settore abbastanza rilevante, con gli effetti che
ciò produce sull'economia.
Abbiamo il caso FIAT che non è assolutamente un dato avulso dal
contesto, non è un episodio; è un dato che, pur facendo parte della
crisi di un grande gruppo economico, industriale e finanziario qual
è la FIAT, però proprio nella nostra Regione ha la sua propaggine
più disperata e disperante.
Il bollettino economico della Banca d'Italia quantifica il peso
del polo FIAT di Termini Imerese sul PIL intorno allo 0,5 per cento
della nostra Regione. Parliamo di qualcosa di enorme dal punto di
vista produttivo e dal punto di vista sociale, ma di tutto ciò,
nell'ambito delle correzioni che la nota aggiuntiva ha voluto
proporre, non ve n'è traccia; viene citato come fatto transitorio.
Nella discussione che abbiamo avuto in Commissione Bilancio,
l'Assessore Pagano, ha ritenuto di cavarsela sostenendo che comunque
avremo gli ammortizzatori sociali.
Onorevole Assessore, il PIL non si misura sui salari agli
operai, per cui, essendo i salari sostituiti parzialmente dagli
ammortizzatori sociali, noi salvaguarderemo una parte del PIL,
in quanto il PIL è il prodotto interno loro: è la produzione, la
movimentazione di merci, l'indotto, tutto ciò che ruota intorno a un
grande polo industriale.
Abbiamo un dato di crescita relativo dell'occupazione nel
decennio, sono i dati che già avevamo analizzato l'anno scorso, ma,
quasi a volere ridimensionare questo dato, lo stesso DPEF riporta
che si tratta per lo più di lavoro precario o flessibile, in quanto
le rilevazioni riportate nell'annessa tabella ci dicono una grande
quota di quel lavoro è a tempo determinato. A riguardo, si apre una
forbice con gli incrementi occupazionali del Nord del Paese, dove
invece non soltanto c'è una crescita occupazionale, direi
un'ulteriore crescita occupazionale, ma si tratta di lavoro a tempo
indeterminato, quindi con carattere strutturale e di continuità,
per cui neanche su questi timidi elementi che avevamo registrato si
può fare affidamento.
Il DPEF riporta che continua la dipendenza della Sicilia
dall'esterno, con un preoccupante calo dei depositi bancari,
circostanza che rappresenterebbe una novità per la nostra Regione
che viene, a ragione, considerata una delle aree maggiormente
privilegiate per la propensione al risparmio. Abbiamo poi un calo
degli impieghi, che è la cosa più drammatica: cioè le banche non
soltanto incassano meno, ma impiegano meno rispetto a quanto
impiegato nel passato, che era già assolutamente insufficiente.
Quindi, c'è una tendenza a spostare risorse dei siciliani, reddito e
risparmio dei siciliani per sostenere l'impresa fuori dalla nostra
Regione, il che, ovviamente, ci preoccupa soprattutto nel momento in
cui il Banco di Sicilia ormai è risucchiato nella holding senza che
il Governo della Regione abbia alzato un dito per difendere i patti
che erano stati stabiliti. Tali patti sono stati successivamente
tramutati in legge regionale (un articolo della precedente legge
finanziaria ha recepito quei patti sottoscritti con la Banca di
Roma) e prevedevano la salvaguardia degli investimenti, degli
impieghi del Banco di Sicilia nella nostra Regione e quindi la
possibilità di continuare ad utilizzare questo strumento di credito,
qual è il Banco di Sicilia, per fini di sviluppo nella nostra
Regione.
Abbiamo, quindi, un quadro che è firmato da lei, onorevole
Assessore, non aggiungo nulla al suo contenuto. Potrei aggiungere
tanti altri esempi quali il calo occupazionale in agricoltura, la
crisi di settori importanti nel campo agricolo dovuta a calamità di
varia natura, ma non voglio farlo perché già questo quadro è
abbastanza preoccupante, è tale da non giustificare l'ottimismo che
invece, subito dopo il DPEF improvvisamente mostra. Si parla,
infatti, di prospettive magnifiche e progressive di questa Regione,
non si capisce bene in virtù di che cosa. I conti pubblici stanno
peggiorando, siamo in piena manovra con le sistole e le diastole che
normalmente registriamo nella politica del Governo in questo campo,
siamo quindi in piena manovra di contenimento della spesa.
Il Governo sostiene nel DPEF che questa manovra potrà portarci
al pareggio di bilancio, se non vado errato, nel 2005, in tempi
lunghissimi; ciò significa che per quel periodo noi saremo impegnati
in un altro tipo di operazione, che non sarà quella della espansione
della spesa, ma quella, se ve lo consentiranno, di contenere, di
stringere, di limitare la propensione alla spesa che questa
maggioranza porta nel suo DNA.
Credo sia necessario fare i conti con questi dati di contesto.
Ovviamente non voglio soffermarmi ulteriormente su questo argomento,
vorrei però dire che non sono adeguate le misure che si propongono:
nel DPEF dell'anno scorso il Governo, per giustificare aspettative
di crescita del PIL, fece ricorso - anche qui molto ottimisticamente
- alla pioggia di leggi che il Governo Berlusconi aveva, a suo
giudizio, approvato nei cento giorni a favore del Mezzogiorno.
Quindi, poi si è dimostrato che la Tremonti bis non favorisce il
Mezzogiorno, nè le altre misure che erano contenute, all'epoca,
nella legge finanziaria, nè la legge per l'emersione del lavoro
nero.
Sulla base di queste mirabolanti leggi in favore del
Mezzogiorno, ci si propose uno scenario di crescita della Sicilia;
fortunatamente, quest'anno il Governo ci risparmia tutto ciò. Quindi
dobbiamo dedurne che le cose che erano contenute in quel DPEF si
sono, come era giusto che fosse, svaporate nell'arco dei successivi
sei mesi. Non c'è più alcun riferimento a tutto questo, perchè la
Tremonti bis è fallita per quanto riguarda il Mezzogiorno. Per
quanto riguarda l'economia sommersa, se andate a vedere quante sono
le aziende emerse dal nero, vi accorgerete che si contano sulle dita
di una mano; non c'è stato alcun effetto.
Si dice che questa volta si punta ad altro, perchè ogni anno il
Governo cambia discorso per cercare di trovare una qualche
giustificazione, e che, fra l'altro, vi è la riforma
dell'Amministrazione regionale. E vorremmo capire che cosa voglia
dire riforma della Pubblica amministrazione, dal momento che essa è
già intervenuta nel 2002, che è in corso e che non mi pare abbia
apportato miglioramenti; in ogni caso i miglioramenti che può
apportare sono di natura che possiamo definire procedurale.
Ora, io non entro nel merito, per me non è cambiato niente
nell'Amministrazione regionale, semmai sono cambiati alcuni pesi ed
oneri finanziari, attraverso la costituzione di una miriade di
uffici speciali che non servono a niente ovvero attraverso la nomina
di non so quanti dirigenti con contratti che non si giustificano.
Insomma, io al momento vedo solo questo. L'unico miglioramento che
si può rilevare è l'avere dato responsabilità di gestione ai
dirigenti, per esempio in alcuni settori, rendendo un po' più celeri
- ma non tali da spiegare rivoluzioni in questo campo - i tempi
dell'Amministrazione regionale.
Si dice che avremo poi gli effetti dell'approvazione della
legge costituzionale numero 3, cioè la legge sul federalismo nel
nostro Paese, perchè, secondo il DPEF, questa legge comporta
ulteriori funzioni trasferite dallo Stato alla Regione siciliana e
quindi avremo ulteriori entrate.
Ora, se questo dovesse avvenire, si tratterebbe comunque delle
risorse finanziarie atte a gestire quelle funzioni che attualmente
gestisce lo Stato, quindi non avremmo un euro in più.
Avremo un'altra occasione in cui discutere del federalismo
fiscale, della legge Bossi, dei rischi che questo comporta e non per
quanto riguarda il trasferimento delle funzioni alla nostra Regione,
ma per ciò che questo significa dal punto di vista degli oneri
finanziari che graveranno sulla Sicilia; pensiamo alla sanità, alla
scuola, alla polizia locale.
Ma, accanto a questo, si dice che dovremo sviluppare in
quest'anno - non si capisce perchè non l'abbiamo fatto nel 2002 -
anche la sussidiarietà verticale e cioè il decentramento ai comuni e
alle province di funzioni regionali.
Vorrei capire su quali basi nel DPEF si fa questa affermazione.
L'anno passato il Presidente della Regione e il Governo hanno
preteso che lo strumento regolamentare, previsto nella legge numero
10 del 2000, per trasferire le funzioni e i compiti per buona parte
dalla Regione ai comuni e alle province, venisse abolito e
sostituito con lo strumento della decretazione presidenziale. E ciò
in quanto si è detto che il Regolamento comporta tempi lunghissimi,
che deve passare dal CGA per l'approvazione, che passerebbero uno o
forse più anni di tempo. Abbiamo concordato, consentito che si
adottasse lo strumento del decreto, ma, dopo un anno, ancora questo
trasferimento non si è avuto; abbiamo notizia dal DPEF che c'è un
atto di indirizzo del Presidente della Regione relativo alle
modalità di trasferimento di queste funzioni, ma di altro non si sa
nulla. In ogni caso, anche qui, qual è il vantaggio finanziario ed
economico immediato, che possa avere una ricaduta sul 2003, che può
derivarne per il bilancio della Regione siciliana?
Il testo continua con una enfatica sottolineatura dei benefici
del federalismo, che a noi sta benissimo, solo che nell'operazione
che si prepara vediamo non solo gli effetti benefici, che comunque
il federalismo in ogni caso comporta per lo snellimento delle
procedure, ma anche gli oneri; quelli che ci preoccupano. E cioè
gli oneri che sono collegati al federalismo fiscale (e non mi
soffermo su questo perchè sarebbe troppo lungo), gli oneri che
derivano dalla legge finanziaria di quest'anno con l'abbattimento
delle aliquote dell'IRPEF e dell'IRPEG, che già peseranno su questa
annualità e che nessuno compensa.
Nessuno immagina che con qualche soldino che ci può elargire il
Governo nazionale ci si possa accontentare. Perchè, quando
l'argomento è stato trattato in Commissione Finanza e Bilancio del
Senato, all'obiezione che è venuta da parte di alcuni senatori
siciliani che hanno detto: "va bene, voi fate le detrazioni fiscali,
fate tutto quello che volete, però dovete garantire alla Sicilia
l'invarianza del gettito", è stato risposto (e sono risposte
stenografate che possono essere visionate) da parte del Governo, e
anche da parte degli Uffici, che erano dei pazzi a pensare
all'invarianza di gettito per la Sicilia, perchè non 600 miliardi,
come veniva quantificato dai senatori dell'opposizione, ma di molto,
molto di più si sarebbe trattato in questo caso.
Ciò equivale a dire che sono soldi che verranno meno alla
Regione siciliana e tutto questo, si dice nel DPEF, non siamo in
grado di quantificarlo.
Allora, siamo in grado di quantificare cose che non solo non
sono quantificabili ma che sono addirittura false, come la
quantificazione delle entrate del cosiddetto articolo 3 relativo
all'articolo 37 dello Statuto: mettiamo 200 milioni di euro in
entrata; una cifra che è balzana, perchè nelle tabelle della
finanziaria nazionale sono contemplate per l'intero articolo - non
per la Sicilia - appena 162 milioni di euro. E addirittura noi li
prevediamo tutti da attribuire alla Regione siciliana quando,
invece, lì sono previste per tutte le Regioni italiane per le quali,
infatti, si prevede la stessa operazione relativa alla nostra
Regione.
A parte i rilievi di costituzionalità di quell'articolo,
presenteremo una mozione che tenderà ad impegnare il Governo della
Regione ad impugnare l'articolo 3, a tutela del nostro Statuto.
Altro che sostenere di avere vinto
Poi, ammesso che non si vogliano trattare le questioni di
costituzionalità e di tutela della nostra specialità autonomistica,
rimane il fatto quantitativo che è qualcosa di ridicolo prevedere
quel tipo di misure nel nostro bilancio.
Ora io ho solo citato un paio di elementi, non mi voglio
soffermare oltre.
Circa le entrate del contenzioso finanziario Stato-Regione,
vorremmo capire in quale norma é scritto che lo Stato non debba
sborsare una lira se non é previsto nel suo bilancio; e tutto
questo attualmente nel bilancio dello Stato e nella finanziaria non
é previsto. Ad ogni modo, non voglio ulteriormente soffermarmi su
questo.
Si dice poi nel DPEF - vado velocissimo per evitare di farla
troppo lunga - che avremo gli effetti della riforma fiscale che il
ministro Tremonti presenterà a breve in Parlamento, perché quella
contenuta nella legge finanziaria é solo uno stralcio; avremo una
serie di provvedimenti dei quali nel DPEF si fa solo cenno ma non si
quantificano le diminuzioni di entrata. Tra queste, per esempio, non
si quantifica la minore entrata relativa alla sanità, perché
l'assessore per il Bilancio, essendo stato anche assessore per la
Sanità - vorrei che su questo nella replica desse una risposta -
deve sapere, perché é ormai un dato conclamato, che per il 2003,
alla luce del censimento della popolazione, che ha visto in Sicilia
una flessione demografica di 250 mila abitanti circa, avremo una
decurtazione del Fondo sanitario nazionale di circa 400 miliardi,
essendo questo determinato anche su base pro capite. Sono una serie
di elementi.
Il Governo si consola con l'espansione delle entrate erariali -
dice - e i tributi propri, però poi afferma con giudizio - o come
diceva qualcuno ne "I Promessi Sposi": "adelante ma con juicio" -
perché, dopo avere istituito i ticket ed il tributo ambientale,
giustamente vuole procedere con i piedi di piombo. Perché i ticket
si sono rivelati incapaci a fronteggiare il deficit della sanità;
sappiamo che il deficit non deriva solo dal consumo eccessivo di
farmaci.
Per quanto concerne, poi, anche il cosiddetto tributo
ambientale, come l'assessore sa - e ne parleremo poi in modo più
dettagliato - con la sentenza del TAR della Lombardia, in ogni caso
la SNAM, alla luce di quella sentenza, non intende più pagare, per
l'annualità in corso e per quelle future, il tributo ambientale e
chiede la restituzione dei versamenti che ha fatto per l'anno 2002.
Quindi c'é poco da ridere; ci sarà un contenzioso, poi chissà, nel
frattempo si pronunzierà la Commissione europea e vedremo come andrà
a finire, ma intanto già tutti questi sono elementi che ci fanno
dire che da quel lato c'é poco da grattare.
Gli impegni programmatici sono quelli che erano stati già detti
nel vecchio DPEF, cioè lo svuotamento del bacino dei lavori
socialmente utili, addirittura con una previsione di svuotamento
entro il 2004. Quindi, entro il 2004, assessore Stancanelli, avremo
sistemato i circa 50 mila lavoratori socialmente utili della nostra
Regione; probabilmente gli avremo fatto i contratti di diritto
privato, ma, finito il triennio, questo personale o va in carico
agli enti locali, che così vanno al dissesto, o tornano a carico
della Regione e quindi la spesa tornerà ai livelli precedenti.
Quindi è una pura finzione quella che qui si vuole riportare come
addirittura "un risultato lusinghiero".
Certo, abbiamo applicato leggi che anche noi abbiamo condiviso,
non con la segreta speranza di svuotare il bacino, ma di avviare un
percorso che sicuramente non si potrà completare entro il 2004.
Vado avanti ancora con la Sanità, dove si prevede un'ulteriore
riduzione facendo un'opera di ristrutturazione della rete
ospedaliera, insomma cose su cui torneremo quando discuteremo della
Finanziaria. Sono pure e semplici invenzioni allo scopo di
giustificare qualche manovrina
Si torna a parlare del nuovo assetto degli enti strumentali,
quali EAS ed aziende termali, come elemento che dovrebbero apportare
un beneficio al bilancio della Regione, un grande osanna del POR, e
mi fermo a questi due elementi come punto cardine che dovrebbe
comportare una svolta.
Anche il relatore di maggioranza si è inserito in questo
ragionamento nell'ambito del DPEF.
Vorrei dire che i dati relativi al POR sono tutt'altro che
lusinghieri, così come il Governo invece li ha voluti presentare.
Lo stesso dibattito sul fatto se abbiamo raggiunto o no la quota
spettante è un falso problema, perchè è facile affermare che
l'abbiamo raggiunta sul piano tecnico-contabile, ma non l'abbiamo
raggiunta da un punto di vista politico, perchè il Governo si è
avvalso, come dicono nei quiz televisivi, "dell'aiutino", "mi dia un
aiutino" e la Commissione europea gli ha dato "un aiutino". Anziché
fargli certificare il milione di euro previsto inizialmente entro il
31 ottobre, ha acconsentito di ridurre alla metà per ragioni varie.
Sembra che il Governo abbia utilizzato progetti di sponda.
Quindi abbiamo due elementi: uno, che non è vero che la
macchina regionale è stata in grado di spendere quello che doveva
spendere; ha raggiunto l'obiettivo di non farsi fare il disimpegno
automatico perchè gli è stata ridotta la quota a cui doveva
pervenire, ma non perchè la macchina è stata in grado di raggiungere
l'obiettivo imposto ad "Agenda 2000" dai regolamenti dell'Unione
Europea.
L'altro elemento è che i progetti di sponda sono legittimi, che
normalmente si usano - lo si fa anche negli altri Paesi, ma lo si
fa, onorevoli colleghi e onorevole assessore, a conclusione di un
periodo di programmazione; quando devi chiudere una fase di
programmazione, rischi di perdere qualcosa, infili i progetti di
sponda e salvi tutto. Non lo puoi fare alla prima annualità di spesa
di un programma, che invece deve durare sette anni, perchè in quello
stesso momento hai abbassato la qualità della spesa. Non c'è più la
programmazione se infili i progetti di sponda alla prima annualità,
perchè hai rotto il circuito virtuoso che solo in quel caso, cioè
nel caso in cui fosse stato compiutamente approvato, avrebbe
consentito all'economia di decollare. Perchè, se noi inseriamo i
fondi per le Chiese, che sono quelli della legge numero 433, che
sono i fondi del terremoto, quindi con la ristrutturazione delle
Chiese in provincia di Siracusa, di Ragusa e di Catania, e li
consideriamo elemento che aiuta lo sviluppo, volano dell'economia,
ci prendiamo in giro.
E' chiaro che, venuto meno un impianto programmatorio che aveva
l'obiettivo di rompere il differenziale di crescita e il gap con il
resto del Paese, avremo salvato qualche soldo, qualche euro, ma lo
sviluppo non lo vedremo, tanto è vero che gli effetti di questa
spesa sul 2002 non si colgono. Se dobbiamo fare i raffronti, così
come voi proponevate di fare nel DPEF dell'anno passato, si vedrà
che un minimo incremento sui dati dell'economia non li abbiamo.
Abbiamo poi una serie di magnificazioni della programmazione
negoziata proprio nel momento in cui dovrebbe aiutare le aziende, lo
sviluppo dell'economia nella nostra Regione, nel momento in cui il
Governo nazionale definanzia, complica la vita agli imprenditori. Il
bonus fiscale per l'occupazione e il credito d'imposta vengono
regolamentati, addirittura, con un limite di impegno. Quindi noi
andremo incontro ad una fase di difficoltà nell'economia.
Le risulta, onorevole Assessore, come risulta a noi, che tanti
imprenditori che hanno voluto utilizzare la legge numero 488, che
hanno voluto utilizzare gli strumenti della programmazione negoziata
sono tentati di rinunciare all'investimento perchè non hanno più il
necessario sostegno? A noi risulta Quindi, tutto ciò che
costruisce il DPEF intorno a questa eventualità immagino che debba
essere rimesso fortemente in discussione.
Supero tutto il resto e vado alla parte finanziaria. Capisco
che questa discussione viene sopportata da parte dei colleghi, ma mi
scuso se la questione mi appassiona, me ne vergogno un po'
Vado alla parte conclusiva che ci propone il quadro
programmatico per il quadriennio. I dati sono quelli che i colleghi
spero conoscano, che hanno conosciuto: abbiamo una costruzione del
quadro tendenziale, del quadro finanziario che, ove fosse corretto
nei suoi dati strutturali come noi riteniamo si debba fare,
produrrebbero problemi serissimi. Il Governo preferisce invece non
farsene una questione e continua a ballare sul ciglio del baratro.
Abbiamo, per esempio, 75 milioni di euro di previsione in entrata
derivanti dagli effetti della manovra salva deficit 2002; parliamo
di quella manovra che era partita come manovra salva deficit e che
poi lo stesso assessore per la Sanità affermò pubblicamente ...
SPEZIALE Lo ha salvato il deficit e lo ha anche allargato
CAPODICASA Così come prevede il decreto, avremo altri 300
miliardi in più di deficit per il 2003. Si parla di una riforma del
sistema fiscale regionale, una lotta all'evasione che immagino debba
trovare una qualche rispondenza nella legge finanziaria, ancora
tutto questo nella legge finanziaria non c'è. Si prevede una riforma
delle leggi di settore, che è l'elemento su cui si è soffermato
anche il relatore di maggioranza.E'una vecchia litania: già nel DPEF
l'anno passato venivano elencate tutte le leggi di settore; sembrava
che si volessero inserire direttamente nella legge finanziaria, ma
non se ne è fatta una in tutto il 2002.
Allora come si può pensare di ricavare 400 miliardi di vecchie
lire per una riforma delle leggi di settore, definizione della nuova
finanza locale, riduzione trasferimento di enti? Qui siamo,
evidentemente, nell'ambito della fantasia Abbiamo
un'attualizzazione - questo è previsto per il 2004 e non per il 2003
- minori entrate, per compensazioni delle imprese da parte dello
Stato, 452 milioni di euro, ma non abbiamo trovato nulla di tutto
questo nella legge finanziaria dello Stato.
Abbiamo i famosi e famigerati 200 milioni di euro derivanti
dall'attuazione dell'articolo 37 dello Statuto, cosa che ovviamente
non avremo, come anche l'Assessore molto responsabilmente ha detto
in Commissione Bilancio; ha detto che sono da conquistare - usiamo
questo termine - ma non sono certi. Poi abbiamo altre appostazioni
in entrata sulle quali non mi soffermo, che sono non tanto
ipotetiche quanto, come già per alcune appostazioni di entrata
dell'anno passato, assolutamente improbabili. Lo avevamo detto per
i fondi del decreto Goria, lo avevamo detto per la trasformazione
dell'EAS, lo avevamo detto per il tributo ambientale. Si è
puntualmente verificato. Il Governo persiste su questa linea e su
questa strada.
Conclusivamente, onorevole Assessore, perché ci si accanisce a
sostenere delle tesi che siamo già certi non troveranno alcun
riscontro da parte della maggioranza? Perché siamo convinti che
qualcuno che dica la verità in questa Regione è necessario che ci
sia
Di fronte ad una crisi finanziaria di queste dimensioni, il
Governo continua a fare finta di niente. Quando ne parla ne parla a
mezza bocca, non si assume le proprie responsabilità e, cosa ancora
più grave, spande ottimismo quasi a fare capire che siamo ancora in
epoche di 'vacche grasse'. E da qui, tutte le pressioni esterne,
sociali e anche parlamentari di lobbies che si muovono pensando che
ci sia ancora qualcosa da ricavare da una improbabile espansione
della spesa pubblica regionale.
Non c'è oggi un progetto, perché un progetto serio si fonda su
dati certi ed obiettivi, questo è solo un modo per scrivere 111
pagine di argomenti, alcuni giusti, alcuni assolutamente evanescenti
ed inutili, per fare un po' di propaganda per chi è ancora disposto
a cadere nella trappola, e soprattutto per continuare a fare le cose
che si sono sempre fatte e proseguire con lo stesso andazzo.
Per quanto ci riguarda, pur consapevoli che non c'è un
interesse del Governo a discutere seriamente di queste cose, ad
approfondirle ed eventualmente ad apportare delle correzioni, delle
modifiche serie, noi ci accingiamo, ulteriormente, a condurre questa
battaglia sulla legge finanziaria e sul bilancio, nella speranza
che, se non è il Governo e la maggioranza a crederci, almeno ci
credano i siciliani e quanti si occupano dell'argomento o, comunque,
all'argomento prestano un po' di attenzione.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Onorevole
Presidente, è difficile contenere il mio intervento in pochi minuti,
come Lei mi chiede, però ci proveremo, creeremo le condizioni perché
si possa affrontare, in termini di replica, un ragionamento
esaustivo, completo, sia pure nella brevità del tempo messomi a
disposizione, soprattutto dalla pazienza dei colleghi che,
evidentemente, vogliono oggi esprimersi concretamente, non soltanto
sul DPEF, ma penso soprattutto sull'esercio provvisorio che è il
vero leitmotiv di questo momento storico e che preme moltissimo ai
siciliani perchè attorno all'approvazione dello stesso documento
derivano tutta una serie di scelte e di ricadute
economico-finanziarie facilmente comprensibili.
Ebbene, il tema che ha trattato il relatore dell'opposizione,
onorevole Capodicasa, è estremamente stimolante. Devo essere
sincero: ho preso tanti di quegli appunti perchè, in verità, è la
filosofia complessiva quella che non è condivisibile rispetto
all'intervento dell'onorevole Capodicasa.
Per carità, ognuno di noi fa la sua parte, l'opposizione la
deve fare; anzi, da questo punto di vista è un giusto stimolo per
migliorare le cose. Però non nascondo, onorevole Capodicasa, che ci
saremmo aspettati anche qualcosa in più nel senso che, conoscendo le
opportunità, l'esperienza, la capacità critica che l'opposizione è
in grado di manifestare in quest'Assemblea, probabilmente, oltre ad
una fredda critica, forse una critica quasi di ufficio, ci saremmo
aspettati delle proposte...
CAPODICASA assessore, se lei è disponibile a rivedere il DPEF,
sospendiamo e domani mattina esamineremo il DPEF con le proposte che
le faremo noi.
PAGANO assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Onorevole Capodicasa, io però vorrei parlare perchè già abbiamo
pochi minuti...
CAPODICASA Ma lei non può provocare...
PAGANO assessore regionale per il bilancio e le finanze. No,
non è una provocazione...
CAPODICASA Lei sa, che in Commissione Bilancio glielo abbiamo
detto che le avremmo dato la nostra collaborazione per modificare il
DPEF e lei ha detto di no.
PAGANO assessore regionale per il bilancio e le finanze. Il
ragionamento che lei sta facendo è un ragionamento giusto in linea
di principio, tuttavia non è realizzabile. Io, invece, lancio una
sfida se proprio la dobbiamo mettere su questo piano: che nel
prossimo DPEF avremo la possibilità di un confronto che, se troverà
delle convergenze da un punto di vista ideale, potrà anche influire
sul documento. Perchè vede, onorevole Capodicasa, noi al DPEF ci
crediamo - personalmente ci credo io, poi non so se ci credono
tutti, questo è un altro ragionamento, però il sottoscritto ci crede
- per un semplice motivo, perchè il provvedimento di programmazione
economica e finanziaria è, a tutti gli effetti, un documento che
rappresenta l'architrave su cui è costruita la progettualità della
Regione siciliana.
In un arco temporale che dura praticamente per tutta la durata
del mandato, quindi, nel caso specifico abbiamo circa quattro anni;
rispetto al 24 luglio 2002 rimangono tre anni e mezzo; avremo quindi
la possibilità, o meglio, c'è la possibilità di potere esprimere una
progettualità, che può essere anche non condivisa, per carità, ma
che esiste e si deve tradurre in fatti concreti, ovvero in leggi.
Ebbene, rispetto alle critiche che sono state mosse: è stato
detto che è un documento troppo enfatico, un documento
pubblicitario, un documento che non risponde appieno alle esigenze
dei sindaci; si tratta di 111 pagine per una regione che è un
sottosistema, per una regione che è un sistema economico a tutti gli
effetti, che ha una autonomia legislativa, una capacità finanziaria,
una possibilità concreta offerta dalla autonomia di potere operare:
111 pagine sono il minimo E le assicuro che non c'è nulla di
enfatico e nulla di pubblicitario...
CAPODICASA Ma lei lo ha visto il DPEF dello Stato?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze, ... per un
semplice motivo: perchè questa non può essere pubblicità, perchè
questo è uno strumento per addetti ai lavori. Tutti gli addetti ai
lavori, ovviamente, sono non convincibili, sono assolutamente
indirizzati all'interno di ognuna delle proprie aree e, soprattutto
- questo è il dato più importante - hanno una competenza che è
difficilmente smontabile secondo i fatti.
Allora il ragionamento è che se l'abbiamo scritto così è perchè
ci credevamo, perchè rappresentando il primo vero momento di
partenza, il primo "start up" di programmazione, è chiaro che doveva
avere una certa impostazione; l'anno prossimo, se questo la può
consolare, onorevole Capodicasa, le preannuncio che il documento non
sarà di 111 pagine, sarà molto più breve perchè qui c'è già
l'impostazione filosofica di base e quindi avremo soltanto la
necessità di andare a cambiare ciò che è necessario. Perchè vede,
onorevole Capodicasa, il documento deve tradursi concretamente nelle
leggi finanziarie. Ed io ritengo che, da questo punto di vista, il
Governo, perlomeno il ramo del Governo che rappresento...
Vuole qualche esempio concreto? In materia di credito e
sviluppo: noi abbiamo detto espressamente nel DPEF che la Regione
dovrà favorire la creazione di fondi chiusi, ovvero fondi che
servono per l'investimento del capitale nelle imprese siciliane.
Lei sa che andiamo incontro a "Basilea 2", un momento storico
tremendo: dal 2006 il sistema creditizio che già oggi è
assolutamente sottodimensionato rispetto alle esigenze
imprenditoriali del Paese, della Regione, si troverà ad affrontare
un sistema meccanicistico che non potrà consentire erogazione di
credito.
Noi nel DPEF abbiamo detto che era necessario intervenire in
maniera diversa e che per favorire lo sviluppo era necessario creare
banche partner, banche cioé che investono nelle azioni di aziende,
di imprese meritevoli dello sviluppo siciliano, capaci di supportare
lo sviluppo della Regione.
E' chiaro che i fondi chiusi non li abbiamo inventato noi:
esistono in tutte le regioni più evolute del Paese, non soltanto
italiane ma anche del Nord Europa. Noi eravamo in ritardo ed abbiamo
deciso adesso di puntarci.
L'abbiamo spiegato con grande enfasi, come lei giustamente
dice, però guarda caso era per spiegare il meccanismo e, guarda
caso, nella legge di variazione di bilancio, la numero 23, quella
che è stata approvata un mese e mezzo fa in questa stessa Aula in
termini di variazioni di bilancio, abbiamo approvato esattamente
quello che le ho detto.
Quindi, una programmazione di massima cui è seguita poi in
maniera chiara una ricaduta in termini legislativi. Quindi
assolutamente nulla di enfatico, anzi una cosa estremamente
concreta.
Altro esempio: la società dell'informazione.
Abbiamo spiegato bene nelle sette pagine che sono dedicate a
questo argomento qual è la filosofia del Governo, ed abbiamo tenuto
conto che stiamo attraversando una crisi infrastrutturale; che
abbiamo un gap spaventoso rispetto al resto del Paese; che
possediamo la metà delle infrastrutture rispetto alla media
nazionale e un terzo rispetto alle aree più evolute d'Italia.
Ebbene, cosa facciamo? Aspettiamo i ponti, le strade, i porti, gli
aeroporti che fra l'altro sono già programmati nell'A.P.Q.? Oppure
nel frattempo cominciamo ad utilizzare le risorse che vengono dallo
Stato e dai POR in materia di infrastrutture informatiche ed
elettroniche ed operiamo attraverso questo tipo di indirizzo? E'
chiaro che dovevamo fare questo.
Le regioni evolute riescono a comprendere che ormai viaggiano
le idee, non viaggiano più gli uomini, che i servizi possono essere
prenotati a distanza, che le operazioni si fanno on line, che da
casa si può fare l'home work.
Questo è indispensabile farlo comprendere a tutti i siciliani e
lo abbiamo spiegato nel DPEF. E, guarda caso, con la misura 6.05
stiamo andando avanti in coerenza con tutto ciò.
Abbiamo già lanciato quattro progetti: uno sul protocollo
informatico, uno sul mandato elettronico, la società
dell'informazione ha già utilizzato la preselezione per il bando.
Stiamo andando esattamente in linea con quello che avevamo detto:
quindi, non chiacchiere, non fantasie, ma un progetto che poi deve
trovare realizzazione nelle leggi o nelle misure dell'Esecutivo. Ed
io ritengo che da questo punto di vista non siamo stati né
incoerenti né abbiamo scritto un libro dei sogni.
L'anno prossimo, onorevole Capodicasa, troverà trenta pagine:
primo, perché non avremo la fantasia per dire cose in più; secondo,
perché certamente l'impostazione di base è stata data e da questo
punto di vista non possiamo che essere soddisfatti.
CAPODICASA I problemi non sono le cose che si scrivono.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Io apprezzo
quello che lei dice, onorevole Capodicasa, perché lei esprime la
voce autorevole dell'opposizione; sarebbe grave se ci fosse un
appiattimento, un'adesione rispetto alla nostra progettualità.
Tuttavia, ciò non significa che la nostra visione debba essere
necessariamente quella sbagliata; lo faremo giudicare ai cittadini
siciliani. E comunque avremo tempo e modo per un confronto anche
serrato nel corso dei prossimi mesi.
Poco fa ho parlato di sviluppo; lei ha espresso serie riserve
in materia di risanamento.
Allora, onorevole Capodicasa, onorevoli colleghi, vogliamo
vedere ciò che abbiamo programmato con questo DPEF? Quali sono
state le ricadute legislative? Io ricordo che ci sono stati tre
interventi legislativi di carattere finanziario da quando si è
insediato questo Governo: le leggi di variazioni del 2001 e 2002;
la legge finanziaria del 2002.
Bene. Noi abbiamo detto nel nostro DPEF che avremmo cominciato
a premiare le amministrazioni che si fossero mosse in termini di
efficienza rispetto al sistema, amministrazioni che erano in grado
di competere, amministrazioni di enti locali che non potevano più
vivere la realtà di tutti i giorni in termini passivi accettando
soltanto il trasferimento da parte della Regione, dello Stato e che
invece cominciavano a capire che sullo sforzo tariffario, sullo
sforzo economico, sulla capacità impositiva bisognava ridisegnare la
nuova capacità di programmazione e quindi di gestione degli enti
locali. Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto. Perché con gli
articoli 2 e 76 e con tutta una serie di ammennicoli che abbiamo
previsto nella legge finanziaria dell'anno scorso e nella legge di
variazioni di quest'anno, ci siamo mossi in tale direzione. E i
risultati sono sotto gli occhi di tutti.
A questo punto il ragionamento complessivo non può essere di
una critica fine a se stessa, perché questo ovviamente non può
essere accettato. Riteniamo che se ci sono state delle difficoltà,
queste sono di ordine temporale.
Abbiamo rispettato l'approvazione del DPEF nei termini
previsti. Abbiamo approvato questo documento fondamentale entro
l'ultimo giorno utile: il 24 luglio. Se poi non è stato approvato
non è colpa nostra, come ritengo non sia nemmeno colpa del
Parlamento in quanto sono venuti fuori due eventi che certamente
sono noti e che è bene ricordare. "Repetita iuvant" dicevano i
nostri padri.
Primo: il quadro complessivo economico è peggiorato, e la cosa
interessante è che la Regione siciliana nel suo DPEF è stata
prudente. La sua visione non è quella giusta, onorevole Capodicasa,
perché non abbiamo barato, come quasi sembrerebbe, rispetto a
quello che è stato detto: abbiamo detto semplicemente che rispetto
alle previsioni dello Stato eravamo stati più prudenti e i fatti ci
hanno dato abbondantemente ragione.
Sono convinto che se lei avesse la possibilità di guardare il
Documento con l'occhio non più di parte, ma con l'occhio attento,
neutrale del giusto osservatore, si potrebbe meglio accorgere di un
dato incontrovertibile che leggo e con il quale concludo il mio
intervento: nel nostro Documento avevamo detto che la crescita
della Sicilia per l'anno 2003 sarebbe stata del 2,6 per cento in
termini di PIL; lo Stato diceva nel suo DPEF che la crescita
sarebbe stata del 3 per cento.
Allora, quando poi lo Stato si rende conto che ha commesso un
errore in eccesso va ad aggiustare i conti e da questo punto di
vista emana il Documento che conosciamo tutti e che è datato ottobre
2002. Noi non avevamo bisogno di fare tutto ciò per il semplice
fatto che eravamo stati coerenti, anzi eravamo stati fin troppo
prudenti rispetto all'ottimismo dello Stato.
Pertanto, onorevoli colleghi, ritengo che il DPEF nel suo
complesso sia un documento valido, un documento che rispecchia
fedelmente e perfettamente la filosofia del Governo e il programma
che il Presidente della Regione si era prefisso il giorno in cui è
stato eletto.
Riteniamo quindi che la coerenza sia stata dimostrata non
soltanto dalle buone intenzioni, ma anche dal quadro
economico-finanziario che, nel rispetto della gente siciliana, non
ha mai nascosto nulla, compreso l'indebitamento, comprese le
difficoltà finanziarie che abbiamo vissuto, compreso il momento di
particolare difficoltà che si sta vivendo.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei gradito che
fosse stato aperto il dibattito prima della replica dell'onorevole
Assessore. Mi sembra doveroso esprimere due concetti: il primo è che
in questo documento di programmazione economico-finanziaria manca
l'anima. L'anima non può che essere un principio di austerità che
dovrebbe pervadere tutto il Documento e che invece non è presente.
C'è invece un principio di sostanziale soddisfazione per
presunti obiettivi raggiunti o da raggiungere che credo sia fuori
luogo, anche in virtù di questo enorme "buco" che ammonta a 6.000
miliardi di vecchie lire, pari a 3 miliardi di euro.
Signor Presidente, ritengo importante ragionare in termini di
austerità: ciò non significa privarsi di tutto, significa piuttosto
ridimensionare le spese; quelle inutili, in particolare.
Non ho visto alcun accenno all'eliminazione di enti inutili che
sono centinaia in questa Regione; non ho visto alcun accenno al
ridimensionamento di piante organiche sovradimensionate; non ho
visto alcun accenno ad una discussione di revisione della politica
industriale in Sicilia, dinanzi a crisi che si accavallano una
dietro l'altra.
Ho visto solo un piccolo lontano accenno ad un discorso di
politica economica ma che prescinde da quella che può essere una
politica del credito per le piccole e medie imprese che ancora
langue.
Vedo in questo DPEF l'incapacità di guardare ad un fatto
oggettivo: i nostri artigiani che hanno investito dei quattrini non
hanno ancora ricevuto i contributi a fondo perduto dal 1998 fino ai
nostri giorni, e non li riceveranno mai. Non vedo un atto di
consapevolezza del baratro in cui questa nostra Regione sta
piombando.
Ed allora, dinanzi a tutto ciò, caro onorevole assessore, il
DPEF sarà sicuramente valido dal suo punto di vista perché riesce a
coniugare fatti apparentemente positivi, secondo me manca di
un'anima, di un fondamento, perché non riusciamo a dare ai siciliani
alcuna prospettiva. E credo che prima o poi, come è successo ai
nobili francesi che stavano alla corte del re e che banchettavano e
ballavano mentre fuori pullulava la difficoltà e si esaltava il
senso della rivoluzione, quando all'improvviso scoppierà la
rivoluzione ci troverà impreparati.
Onorevole assessore, facciamola qualche autocritica, Governo
facciamola qualche autocritica.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
il seguente ordine del giorno numero 187 degli onorevoli Leontini,
Acierno, Pistorio, Formica e Rotella:
"L'Assemblea Regionale Siciliana,
visto il DPEF per gli anni 2003-2006, considerata l'illustrazione
in Aula dello stesso, lo approva".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a oggi, martedì 21
gennaio 2003, alle ore 20.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II- LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:
N. 190 - Interventi presso il Ministro delle Infrastrutture
per la realizzazione ed il completamento delle opere
di ricostruzione del Comune di Montevago (AG).
RAITI - FERRO - MICCICHE' -
ORLANDO - MORINELLO
N. 191 - Interventi nel settore radiotelevisivo.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE - SCOMA - BENINATI
N. 192 - Iniziative per il rispetto dei Principi fondamentali
sanciti dalla Dichiarazione dei Diritti dell'uomo.
FLERES - CATANIA G. -
MERCADANTE - MAURICI -
SCOMA
N. 193 - Definizione di un programma di recupero dei beni
monumentali non inseriti in quello finanziato con
fondi europei.
BARBAGALLO - GENOVESE -
GURRIERI - TUMINO -
VITRANO - ZANGARA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2003 e norme tecniche per la gestione
del bilancio dell'Azienda foreste demaniali della Regione
siciliana". (n. 561)
2) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (n. 554/557/562).
3) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553).
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 20.20.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.50.