Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 18.05.
BASILE segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.
COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE RITA BARTOLI COSTA
(Tutta l'Aula si alza in piedi)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, è venuta a mancare lo scorso 19
gennaio l'onorevole Rita Bartoli Costa, deputato dell'Assemblea
nella IX e X legislatura, dal 1981 al 1991.
Sento innanzitutto di dovere esprimere dinanzi ai parenti qui
presenti il cordoglio unanime dell'Assemblea per la scomparsa di una
sua degna rappresentante.
L'esperienza politica dell'onorevole Bartoli Costa si snoda in
una drammatica fase della storia siciliana, quella degli ultimi
decenni del Novecento, caratterizzata dalla contrapposizione
frontale fra lo Stato e la criminalità mafiosa.
All'interno di questo contesto, l'onorevole Bartoli Costa seppe
assumere un ruolo di rilievo, manifestando uno spontaneo
attaccamento ed un convinto sostegno alle Istituzioni dello Stato,
non soltanto nell'impegno parlamentare, ma anche in quello sociale,
dove ha svolto una intensissima esperienza di testimonianza a
diretto contatto con i giovani, stimolando negli studenti delle
scuole siciliane lo sviluppo di una coscienza civile e la speranza
nel cambiamento.
Colpita duramente dalla tragica scomparsa dell'amato consorte,
il Procuratore Capo della Repubblica, Gaetano Costa, che aveva
testimoniato con il suo sacrificio, il 6 agosto del 1980, il
rigore morale, la fermezza e la dignità delle Istituzioni dinanzi
all'infame sfida del terrorismo mafioso, l'onorevole Rita Bartoli
Costa ne raccolse l'eredità ideale, riversando il suo impegno civile
e la sua passione politica nei dibattiti parlamentari che la videro
protagonista e nei provvedimenti da lei stessa ispirati e promossi
sul fronte della solidarietà alle vittime della violenza mafiosa.
Eletta sia nel collegio di Caltanissetta che in quello di
Palermo nelle file del Partito Comunista, fece parte delle
Commissioni "Antimafia" e "Sanità", occupandosi anche della
Commissione per la Biblioteca dell'Assemblea.
E' stata promotrice e relatrice in Aula di leggi regionali in
favore delle vittime della criminalità mafiosa e dei loro
familiari (leggi regionali numero 90 del 1982, numero 10 del 1986,
numero 14 del 1989) leggi che hanno contribuito a qualificare
l'immagine della nostra Regione, prevedendo misure non legate ad una
logica di repressione, peraltro estranea alle competenze previste
dallo Statuto, bensì informate alla necessità di tutelare le
famiglie colpite dalla perdita di congiunti, indipendentemente dalla
loro appartenenza agli apparati dello Stato o della Regione.
Questa solidarietà a tutto tondo che l'onorevole Bartoli Costa
intendeva testimoniare nei confronti delle famiglie delle vittime
della criminalità traspare da un passaggio di un suo intervento in
Aula a commento del tragico incidente che coinvolse il 25 novembre
del 1985 il corteo di auto blindate che scortavano il giudice
Borsellino, provocando la morte di due studenti del liceo Meli in
attesa alla fermata dell'autobus.
Diceva l'onorevole Bartoli Costa in questa circostanza,
ricordando le parole di suo marito: "il giudice è un momento di
serenità e di equilibrio nella vita della società e, quindi, un
momento di garanzia, e se questa garanzia dovesse venir meno la
società potrebbe essere pronta a tutte le avventure. Oggi mi chiedo
spesso come possano lavorare e vivere serenamente questi magistrati
costretti a passare le loro giornate da un'Aula super blindata ad
una macchina blindata e scortata, assordati dalle sirene che li
accompagnano per passare ad una casa super protetta.
E' difficile lavorare senza serenità, senza cioè la libertà di
poter fare quattro passi, di potere andare in un un negozio a fare
tranquillamente i propri acquisti; senza potere andare al cinema
come tutti gli altri cittadini... Non si può vivere anno dopo anno
in una città occupata dalla mafia, dove una madre che accompagna due
bambini a scuola, a Trapani, salta in aria, non avendo a che fare
nulla con la mafia; dove dei bambini, dopo avere assistito alle
lezioni, possono morire da un momento all'altro;.oggi tocca a loro,
domani può toccare ad un altro passante...."
Queste parole continuano con la passione che tutti noi
conosciamo dell'onorevole Rita Bartoli Costa, che così proseguiva:
"Il problema non è più quello delle scorte, non è più quello delle
macchine a sirene spiegate, qui il problema è uno soltanto: quello
della riconquista del territorio".
Poco prima della sua scomparsa, ultima testimonianza della vita
e delle idee di Rita Bartoli Costa è offerta dal suo libro dal
titolo "Una storia vera a Palermo", alla cui presentazione ho avuto
l'onore di presenziare pochi mesi fa.
Nell'intreccio tra ricordi della vita privata e vicende del
nostro tempo, la signora Bartoli Costa ha inteso darci il più
significativo messaggio di cui la sua stessa vicenda umana e
personale è testimonianza. Così disse: "La lotta contro la
criminalità deve essere, anzitutto, lotta contro l'oblio, che è il
più spietato strumento del potere". Questo è il messaggio che noi
raccogliamo dalle parole di Rita Bartoli Costa facendone oggetto del
nostro impegno politico.
Presidenza del presidente Lo Porto
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Norme in materia di pluralismo informatico nella adozione e
diffusione di software libero e nella portabilità dei documenti
informatici nella pubblica Amministrazione della Regione
siciliana" (n. 577)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Giannopolo, De Benedictis in data 7
febbraio 2003
- "Disegno di legge voto per la modifica dello Statuto della
Regione siciliana" (578)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, GiannopoLo, Oddo, Panarello, Villari,
Zago in data 7 febbraio 2003
- "Norme per il riconoscimento ed il sostegno delle comunità
giovanili" (n. 579)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Vitrano, Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Zangara in data 7 febbraio
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute dal Governo e che sono
state assegnate alle competenti Commissioni legislative le seguenti
richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Ente acquedotti siciliani - Nomina commissario straordinario:
Prof. Ignazio Melisenda Giambertoni" (n. 118)
- pervenuta in data 10 febbraio 2003
- trasmessa in data 11 febbraio 2003
- "Ente parco Madonie - Nomina presidente" (n. 119)
- pervenuta in data 10 febbraio 2003
- trasmessa in data 11 febbraio 2003
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
- "Accordo di programma quadro recupero marginalità sociale e pari
opportunità" (n. 117)
- pervenuta in data 5 febbraio 2003
- trasmessa in data 10 febbraio 2003
- trasmessa in pari data alle Commissioni I, V e VI
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle commissioni legislative per il periodo 6 - 11 febbraio 2003.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 06.02.03: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-IOPPOLO-
LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO-SCOMA
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 11.02.03: D'ANTONI-GENOVESE-MANCUSO-SPEZIALE
Sostituzioni
Riunione del 11.02.03: LEONTINI sostituito da MERCADANTE
ROTELLA " " ACIERNO
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 06.02.03: GAROFALO-LO CURTO-GALLETTI
Sostituzioni
Riunione del 06.02.03: PANARELLO sostituito da CRISAFULLI
VIRZI' " " IOPPOLO
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione del 11.02.03: FERRO-FRATELLO-GIAMBRONE-INFURNA-SEGRETO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 06.02.03: LO GIUDICE-CRISTAUDO-LEANZA-MERCADANTE
Sostituzioni
Riunione del 06.02.03: MORINELLO sostituito da RAITI
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni
- con richiesta di risposta orale:
N. 1032 - Sollecitazioni ed interventi per il rilancio
dell'Area di sviluppo industriale di Lentini.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Sbona Sebastiano;
N. 1033 - Verifica dell'incidenza di patologie tumorali
nella provincia di Trapani.
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo;
N. 1034 - Notizie sul processo di stabilizzazione dei
lavoratori precari in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Cracolici Antonino;
N. 1036 - Provvedimenti per garantire prospettiva
occupazionale ai lavoratori ex Sigma, poi DA.LI e
successivamente manifattura Miraglia.
- Presidente Regione
Firmatario: Cracolici Antonino;
N. 1037 - Chiarimenti in ordine alle modalità
dell'attività di 'volantinaggio' deliberate dal Comune di
Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Morinello Salvatore;
- con richiesta di risposta scritta:
N. 1031 - Attivazione della pista aeroportuale di Comiso
(RG).
- Presidente Regione
Firmatario: Gurrieri Sebastiano;
N. 1035 - Notizie in ordine al piano formativo 2003.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatari:
Barbagallo Giovanni; Vitrano Gaspare; Genovese Francantonio.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 202 "Intervento urgente al fine di impedire l'utilizzo delle
basi NATO in Sicilia per l'attacco americano in Iraq", degli
onorevoli Forgione Francesco; Liotta Santo; Ferro Giovanni;
Morinello Salvatore; Raiti Salvatore; Giannopolo Domenico;
Presentata il 6/02/03
N. 203 "Interventi a sostegno dei lavoratori forestali", degli
onorevoli Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore; Orlando Leoluca; Gurrieri Sebastiano;
Presentata il 6/02/03.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 194 "Interventi per bloccare le sperimentazioni sui cuccioli di
beagle in corso presso la sede di Catania della casa farmaceutica
Wyeth Lederle", degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco; Mercadante
Giovanni;
N. 195 "Intervento urgente al fine di impedire lo scorporo dal
gruppo ANSALDOBREDA dello stabilimento IMESI di Carini", degli
onorevoli Liotta Santo; Papania Antonino; Forgione Francesco;
Raiti Salvatore;
N. 196 "Iniziative per garantire la continuità produttiva ed il
mantenimento dei livelli occupazionali dell'IMESI di Carini (PA)",
degli onorevoli Virzi' Gioacchino; Tricoli Marzio; Formica Santi;
Ioppolo Giovanni; Infurna Giuseppe;
N. 197 "Istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi
dell'organizzazione dell'anno europeo delle persone disabili e
dell'accessibilità dei monumenti e dei beni culturali", degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Scoma Francesco; Burgaretta Aparo Sebastiano;
N. 198 "Iniziative per il rilancio del patrimonio storico,
artistico ed immobiliare della Regione siciliana", degli onorevoli
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma
Francesco; Burgaretta Aparo Sebastiano;
N. 199 "Iniziative in favore del diritto allo studio", degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Scoma Francesco; Burgaretta Aparo Sebastiano;
N. 200 "Interventi presso la Commissione europea al fine di
procedere al riconoscimento della denominazione 'Vergine
integrale' del miele prodotto a Zafferana Etnea (CT), degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Beninati Antonino; Scoma Francesco;
N. 201 "Costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta
sul servizio 118 in Sicilia", degli onorevoli Giannopolo Domenico;
Oddo Camillo; Raiti Salvatore; Spampinato Giuseppe.
Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 15 gennaio 2003 il Parlamento Europeo ha
predisposto norme che vietano l'utilizzo degli
animali per le sperimentazioni dei cosmetici;
- nella stessa data la Camera dei Deputati ha
approvato all'unanimità il disegno di legge
contenente pene e sanzioni per chi maltratta gli
animali d'affezione;
- è stato più volte dimostrato che i tests effettuati
sugli animali non sempre possono essere considerati
utili per gli uomini, per le note differenze tra gli
esseri umani e gli animali;
- è degli ultimi giorni la notizia che la nota casa
farmaceutica Wyeth Lederle, presso la propria sede
di Catania, ha preso in consegna venti cuccioli di
beagle per sperimentare gli effetti di alcuni
antidepressivi;
- l'antidepressivo viene generalmente somministrato in
rapporto a fatti che determinano la depressione,
dunque è necessario un rapporto medico-paziente
impossibile con i cani;
- i risultati di tali sperimentazioni non possono
quindi essere trasferiti in dati tranne che, fatto
ancor più terribile, non si proceda ad una verifica
sul tessuto cerebrale dei cuccioli;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Parlamento nazionale
affinché venga modificata la legge n. 116 del 1992
relativa alla sperimentazione sugli animali;
- a vietare nell'ambito del territorio regionale l'uso
degli animali per le sperimentazioni, allorquando le
stesse potrebbero, come nel caso dei beagle, non
essere indispensabili;
- ad accertare l'effettiva necessità di procedere alle
sperimentazioni da parte della Wyeth Lederle di
Catania e, qualora le stesse risultino necessarie,
ad informare l'ARS sui risultati, su quanto venga
effettuato sui cuccioli e sulle sorti degli stessi a
fine sperimentazioni." (194)
FLERES - CATANIA G. -MAURICI -
SCOMA - MERCADANTE
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'IMESI di Carini, appartenente al gruppo
ANSALDOBREDA, si è affermata come ditta costruttrice
di materiale rotabile ed in particolare di carrozze
ferroviarie, realizzando importanti prodotti per il
mercato nazionale ed internazionale;
- l'ANSALDOBREDA ha incassato un cospicuo portafoglio
ordini con commesse in Danimarca, Stati Uniti,
Spagna, Norvegia, Svezia e Grecia;
- il 70% del Gruppo industriale
ANSALDOBREDA-FINMECCANICA è di proprietà del
Ministero del Tesoro;
CONSIDERATO che:
- l'ANSALDOBREDA, il 15 gennaio 2003, ha comunicato la
procedura di vendita dello stabilimento IMESI alla
KELLER di Palermo il cui proprietario è
l'imprenditore Piero Mancini;
- la Keller è attualmente priva di commesse con oltre
500 dipendenti in cassa integrazione;
- l'imprenditore Mancini, nell'accordo sottoscritto al
Ministero delle Attività Produttive, si è impegnato
a garantire per la Keller un programmato rientro al
lavoro del personale a partire dal 30 settembre 2002
con i primi 30 operai;
- ad oggi nessun rientro è avvenuto e gli annunciati
lavori di manutenzione ed adeguamento strutturale
dello stabilimento, da effettuarsi durante il
periodo di chiusura, non sono mai stati eseguiti;
- gli interessi dell'imprenditore Mancini sembrano
essere orientati ad una diversa utilizzazione
dell'area in cui insiste la Keller, con un presunto
obiettivo di edificare e dunque dismettere lo
stabilimento;
RILEVATO che:
- un imprenditore con questi obiettivi non può
acquistare uno stabilimento carico di commesse come
l'IMESI che scorporato dal gruppo ANSALDOBREDA
rischia di chiudere;
- una operazione di fuoriuscita dell'Imesi dal gruppo
industriale a cui appartiene ed un'ipotesi di
vendita dello stabilimento ad un imprenditore
assolutamente disinteressato allo sviluppo
produttivo, significherebbe dare un colpo mortale al
comparto metalmeccanico regionale, ma, cosa ancor
più grave, lascerebbe al loro destino centinaia di
lavoratori con elevate competenze nel settore ed una
grande professionalità;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad esperire, presso il Governo nazionale e con un
tavolo di trattativa regionale, ogni tentativo atto
a garantire il mantenimento dello stabilimento IMESI
dentro l'attuale gruppo industriale ANSALDOBREDA,
evitando in tal modo il verificarsi di operazioni
speculative e la dispersione di un patrimonio
produttivo ed occupazionale importantissimo per la
Provincia di Palermo e per l'intera Sicilia." (195)
LIOTTA - PAPANIA -
FORGIONE - RAITI
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ATTESA la manifestata intenzione della Ansaldo - Breda di
procedere alla cessione del ramo d'azienda
costituito dallo stabilimento di Carini alla Keller
Elettromeccanica con sede in Villacidro (CA), non
prima del 20 febbraio 2003;
CONSIDERATO che Ansaldo - Breda, oltre ad essere la seconda
società al mondo per la produzione di materiali
ferroviari, vive attualmente un positivo momento di
rilancio produttivo, con consistenti commesse
provenienti da tutta Europa, che garantiscono lavoro
continuativo per almeno un settennio;
VALUTATO che:
- nel 1991 la Regione siciliana, allo scopo di
salvare lo stabilimento di Carini, stipulò un
accordo con l'EFIM, cedendo la propria quota
azionaria (il 49%) per un solo miliardo e
trasferendo alla Resais circa 480 dipendenti IMESI;
- il preventivo rilancio aziendale non c'è stato e
l'azienda, transitata con Ansaldo - Breda in
Finmeccanica, si è sostanzialmente attestata su un
organico di circa 170 dipendenti, nonostante il
rilevante portafoglio ordini messo assieme da
Ansaldo - Breda;
OSSERVATO come, in una fase di ripresa delle commesse appare
assolutamente incongruo dismettere stabilimenti nel
nome di una strategia geografica che tende a
smobilitare nel Sud 'per combattere le diseconomie',
aggravando una situazione già resa drammatica dalla
crisi Fiat;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare al più presto un confronto non solo con
Finmeccanica ma anche col Governo nazionale per
garantire non solo i livelli occupazionali ma anche
la piena continuità produttiva della IMESI di Carini
che si è sempre distinta per i propri livelli
qualitativi e che rappresenta uno degli ultimi
polmoni industriali della provincia di Palermo."(196)
VIRZI' - TRICOLI -
FORMICA - IOPPOLO -
INFURNA
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 2003 è l'anno europeo delle persone disabili e
sono già previste diverse campagne di
sensibilizzazione al tema;
- anche nell'ambito della Regione siciliana è
opportuno prevedere azioni concrete che possano
garantire una migliore partecipazione alla vita
sociale dei soggetti disabili;
- a tal fine occorrerebbe istituire un gruppo di
lavoro, così come già fatto in campo nazionale, che
si occupi di quanto appena citato, con espresso
riferimento alla fruibilità dei beni culturali della
Sicilia e per agevolare l'accesso ai pubblici
uffici;
- è auspicabile, nel contempo, l'elaborazione di
campagne di sensibilizzazione anche attraverso
l'organizzazione di incontri, convegni, borse di
studio e quanto ancora si reputi necessario;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad istituire un gruppo di lavoro, anche utilizzando
componenti dell'analoga struttura nazionale, con il
compito specifico di occuparsi dell'organizzazione
dell'anno europeo delle persone disabili, con
particolare riferimento alla fruibilità dei beni
culturali ed all'accesso nei pubblici uffici;
- a porre in essere tutte le iniziative ritenute utili
per una capillare campagna di informazione e
sensibilizzazione a favore dei soggetti disabili." (197)
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA -
BURGARETTA
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- i capitoli di bilancio destinati alle spese di
restauro di tutti i beni
storico-artistico-immobiliari della Regione
siciliana, nel tempo si sono dimostrati
insufficienti a far fronte alle innumerevoli
richieste di intervento;
- i nostri beni culturali, insieme alle risorse
naturali ed al clima, costituiscono un forte
richiamo turistico ed un sicuro mezzo di rilancio
dell'economia del settore;
- un'ulteriore risorsa è rappresentata dall'utilizzo
dei fondi europei da parte degli enti locali, ma
pare che non siano state attivate le procedure da
parte di tutti gli enti;
- sarebbe, comunque, opportuno prevedere la
predisposizione di piani d'intervento redatti sulla
base di indicazioni fornite direttamente dalle
istituzioni periferiche;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
- ad indire tavoli tecnici con le Amministrazioni
locali per definire piani di intervento quanto più
possibile rispondenti alle esigenze del territorio;
- a predisporre interventi normativi miranti ad un
incremento dei capitoli di spesa destinati alle
attività di cui in premessa;
- a verificare presso le Amministrazioni locali il
rispetto dei termini relativi all'emanazione dei
bandi facenti capo alla normativa europea." (198)
FLERES - CATANIA G. -
MAURICI - SCOMA -
BURGARETTA
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Regione siciliana, con la legge regionale n. 20
del 2002, ha incentivato il diritto allo studio;
- è opportuno estendere tali possibilità anche ad
altre categorie, quali i detenuti in espiazione di
pena, così da favorirne il reale reinserimento
sociale;
- i costi e le modalità della frequenza universitaria
rappresentano un ostacolo per i detenuti e dunque si
rende necessario prevedere forme agevolative di
natura economica (borse di studio) ed organizzative
(aule attrezzate, formazione a distanza);
- sarebbe opportuno favorire accordi tra le Università
siciliane e le autorità penitenziarie, con la
collaborazione della Regione siciliana, al fine di
rendere effettivo il diritto allo studio anche per i
detenuti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
a porre in essere iniziative miranti a favorire
quanto in premessa, agevolando la frequenza
universitaria da parte di detenuti in espiazione di
pena o sottoposti a misure preventive, nonché
all'erogazione di somme a favore degli Atenei
siciliani al fine di garantire la prosecuzione degli
studi da parte di tali soggetti, attraverso la
concessione di borse di studio, la stipula di
convenzioni tra le Università dell'Isola, le
autorità penitenziarie e la Regione, per la
realizzazione di interventi didattici miranti ai
detenuti studenti universitari." (199)
FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
SCOMA - BURGARETTA
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la denominazione 'Vergine integrale' è di
particolare rilevanza poiché permette un'immediata
riconoscibilità del prodotto e soprattutto la
possibilità per i consumatori di una distinzione
dalle altre produzioni;
- si è già verificato che produzioni di minore qualità
abbiano invaso il mercato a discapito di chi ha
basato la propria produzione sulla genuinità del
prodotto;
- tale riconoscimento presso la Commissione Europea è
in itinere ma pare che grandi importatori ed
industriali del miele siano contrari;
- peraltro già dal 1982 lo Stato italiano ha
riconosciuto la dizione 'Miele vergine integrale'
per tutte quelle produzioni nazionali tradizionali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intraprendere ogni iniziativa utile per
sollecitare la Commissione europea a riconoscere la
denominazione 'Vergine integrale' al miele prodotto
a Zafferana Etnea." (200)
FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
BENINATI - SCOMA
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in Sicilia il servizio 118 nasce ufficialmente con
la legge regionale n. 30 del 1993 che, all'articolo
36, prevede l'istituzione della rete per
l'emergenza, articolata, fra l'altro, in quattro
centrali operative che potevano essere gestite anche
in convenzione con la Croce Rossa Italiana;
- fino al 1998 il servizio 118 rimane lettera morta;
- con l'articolo 39 della legge regionale n. 30 del
1997 la gestione del servizio viene affidata fino al
31 dicembre del 2000 alla Croce Rossa Italiana che
vi provvede con l'attivazione di alcune delle 135
postazioni previste per tutta la regione;
- con l'articolo 11 della legge regionale n. 36 del
2000, mentre da un lato è stato prorogato il
servizio 118 nelle modalità stabilite dalla norma
precedente fino al 31 dicembre 2003, dall'altro è
stato autorizzato l'Assessore regionale per la
sanità a stipulare una nuova convenzione entro il 28
febbraio 2001 con la Croce Rossa Italiana con
validità temporale 2001-2003;
- sempre allo stesso articolo 11 veniva detto che se
entro il 31 marzo 2001 non fosse stata attivata la
nuova convenzione con la Croce Rossa Italiana, il
servizio 118 sarebbe stato attivato presso le
singole aziende sanitarie;
rilevato che:
- la nuova convenzione è stata stipulata entro il 31
marzo 2001 ma non è mai entrata in vigore a quella
data;
- la Croce Rossa Italiana manteneva il rapporto con la
Regione ma aveva la possibilità, anche nella prima
stesura della convenzione, di costituire una società
mista con altri soggetti privati per gestire il
servizio, nella consapevolezza che la Croce Rossa
non è mai stata in grado di disporre delle ambulanze
e delle strutture tali da poter attivare l'intero
servizio;
- il vertice nazionale della Croce Rossa capendo forse
che il servizio 118 in Sicilia era soggetto a
possibili inquinamenti non ha mai autorizzato la
costituzione di società miste con soggetti privati,
determinando pertanto il risultato che la società
mista che si è costituita risulta per il 99 per
cento Croce Rossa Italiana e per l'1 per cento Croce
Rossa di Palermo;
- la società mista costituita dalla Croce Rossa in un
primo tempo aveva presentato un progetto
all'Assessorato lavoro per il finanziamento di 1300
piani di inserimento professionali (PIP) con i quali
coprire il fabbisogno di tutte le postazioni di
pronto soccorso;
- quel progetto non conobbe alcun esito perchè nel
frattempo con la nuova convenzione con la CRI erano
stati dichiarati nulli tutti gli atti compiuti dalla
società mista (SI.SE) in vigenza della vecchia
convenzione;
rilevato, altresì, che:
- in questi anni in molte delle postazioni del 118 non
sono state viste ambulanze della Croce Rossa
Italiana ma mezzi appartenenti ad associazioni varie
e le più disparate;
- le ambulanze avrebbero dovute essere efficienti (non
più di 150.000 Km e non più di cinque anni di vita)
e condotte da personale qualificato, sia quello con
funzione di autista che di soccorritore barelliere;
- inoltre, ben 28 delle 147 ambulanze avrebbero dovuto
essere di rianimazione ovvero ambulanze di tipo B, e
tutto questo sarebbe dovuto risultare da controlli
che avrebbero dovuto effettuare i responsabili delle
centrali operative in via ordinaria e in via
straordinaria lo stesso Assessorato regionale della
sanità;
- nessuno fino ad ora è stato in grado di affermare
(vedasi interrogazioni parlamentari e relative
risposte) se le ambulanze utilizzate nel servizio
118 fossero corrispondenti alla normativa e se il
personale utilizzato nelle ambulanze avesse
conseguito le abilitazioni all'esercizio
dell'attività;
atteso che:
- non risulta dimostrato a quale titolo sono stati
utilizzati mezzi e personale, sotto forma di
volontariato, di associazioni e di società non
convenzionate, dal momento che la CRI non poteva
cedere in una sorta di subappalto l'espletamento del
servizio;
- non risulta chiaro come e da chi è stato determinato
l'utilizzo dei cosiddetti volontari in nome e per
conto della CRI convenzionata per il servizio del
118;
- risulta disattesa la clausola della legge che
prevedeva l'obbligo di attivazione della convenzione
tra Regione e CRI entro il 31 marzo 2001,
diversamente il servizio avrebbe dovuto essere
effettuato dalle aziende sanitarie;
considerato che:
- la CRI, allo scopo di disporre di personale
qualificato per l'attivazione di tutte le postazioni
del servizio 188, d'intesa con il CIAPI ha approvato
un progetto formativo per 1978 unità finanziato
dall'Assessorato regionale lavoro;
- a tale progetto è stata data attuazione con
l'adozione e pubblicazione di un bando, contenente una
sorta di procedura di corso-concorso, atipica per il
caso in esame, per l'ammissione all'attività formativa
di un numero di soggetti necessari a coprire il
fabbisogno;
rilevato che detto bando presenta alcune anomalie di
seguito elencate:
a) la procedura selettiva pubblica con quiz dà luogo
ad un punteggio che vale in modo diverso da
provincia a provincia e addirittura da postazione a
postazione;
b) esiste una sproporzione tra la prova del quiz
(cultura generale) e quella pratica di idoneità che
risulta essere estremamente impegnativa quasi come
se avvenisse alla fine dell'attività formativa e non
invece all'inizio, dove andrebbe fatta una
ricognizione di massima sulla predisposizione del
concorrente;
difatti la prova attitudinale per l'ammissione al
corso prevede:
1. un periodo di affiancamento sia a bordo di
ambulanza sia presso i posti di soccorso
ospedalieri;
2. una prova pratica di barellaggio con caricamento e
trasporto di infortunato;
3. una prova pratica di guida di furgone;
4. una prova pratica di comunicazione radiofonica;
alla fine dell'attività formativa viene prevista una
prova d'arte finale che ripete le stesse previste
dalla prova attitudinale e in più lettura di
cartografia stradale, primo soccorso, rassetto e
disinfezione del mezzo;
c) non sono chiari la composizione ed il numero delle
commissioni che dovranno esaminare i concorrenti. Da
un lato si dice che la Croce Rossa Italiana ed il
CIAPI istituiranno commissioni anche decentrate (non
viene detto da chi e come sono formate le
commissioni) per valutare la prova attitudinale e
dall'altro lato si dice che la Commissione (o le
commissioni) sarà costituita da una rappresentante
dell'Assessorato regionale lavoro, un rappresentante
del CIAPI, due rappresentanti della Croce Rossa
Italiana ed un rappresentante della Centrale
operativa sia per la valutazione della prova
attitudinale che della prova d'arte finale. Questo
problema delle o della commissione, come si vedrà in
seguito, non è irrilevante;
d) altra anomalia sta nel fatto che il bando, fatto -
lo ricordiamo - per selezionare le persone per il
corso di formazione, stabilisce anche che la Società
mista (SI.SE) selezionerà con successivo bando altro
personale qualificato per l'immissione nel Servizio
118, quasi come a fare intendere che si lasciavano
aperte altre possibilità per altri soggetti non bene
identificati che potevano immettersi nel servizio
per venire incontro ad alcuni 'desideri' di ambiente
politico-istituzionali;
e) non viene specificato se le opzioni che possono
fare i concorrenti per le postazioni di 118 siano da
ricomprendere entro la stessa provincia o se possono
riferirsi a province diverse e, nel caso successivo
di soppressione della postazione, che fine fanno
quelle opzioni e le relative graduatorie.
Quest'altra circostanza testimonia, come vedremo,
di possibili paradossi che si possono verificare per
cui lo stesso soggetto con lo stesso punteggio
conseguito nel test psico-attitudinale può risultare
avvantaggiato in una postazione e meno in un'altra.
Pertanto in una postazione può fare il soccorritore
anche se incapace, in un'altra postazione non può
farlo perchè appunto incapace;
f) viene assegnato un tempo estremamente limitato per
la presentazione delle domande che dovranno avvenire
esclusivamente e a pena di esclusione tramite posta
elettronica. Anche queste modalità appaiono alquanto
inusuali;
g) in sede di correzione dei quiz si verificano le
seguenti circostanze: il rappresentante della
Centrale operativa in seno alla Commissione non
viene nominato nè insediato. La correzione dei quiz
viene affidata agli uffici del CIAPI senza che venga
specificata alcuna responsabilità in caso di errori
o di alterazione dei risultati;
h) la commissione, o ciò che rimane della stessa,
stabilisce che qualora un concorrente abbia un
punteggio elevato e la postazione da lui optata
venga occupata da un altro, sarà inserito in una
graduatoria provinciale per essere utilizzato
eventualmente in un'altra postazione della stessa
provincia anche se non era stata indicata in sede di
domanda e, quindi, anche se in contrasto con il
bando;
i) viene stabilito che la prova attitudinale di
accompagnamento sopra l'ambulanza si farà dopo la
definizione della graduatoria in quanto prima c'è un
problema di assicurazione. In questo modo si
stabilisce il principio che l'ammissione
all'attività formativa è condizionata. Anche questo
non solo non era previsto dal bando ma appare
illogico e contraddittorio;
l) altra anomalia, o quanto meno singolarità che si è
verificata, è stata la presentazione di attestati di
qualifica e di servizio per avere svolto funzioni di
soccorritore nel servizio 118 da parte dei
concorrenti ai fini dell'applicazione della
cosiddetta preferenza (che qualcuno aveva scambiato
per priorità). Il numero di attestati pare che sia
molto e di parecchio superiore al numero di persone
che hanno svolto anche saltuariamente attività di
cosiddetto volontariato nelle postazioni 118;
tenuto conto che:
- la SI.SE., in forza di quella previsione del bando
CRI-CIAPI che rimandava a successivo provvedimento
la selezione di altro personale che già aveva svolto
servizio 118, ha emanato un bando con il quale si fa
riserva di assunzione per soggetti che da volontari
e da lavoratori dipendenti abbiano svolto attività
di 118;
- tale bando anche questa volta presenta alcune
anomalie fra le quali la più singolare è quella
secondo la quale ogni soggetto, per essere ammesso
alla selezione, deve dimostrare almeno tre
requisiti (che logicamente, invece, dovrebbero
essere ricompresi da uno solo di questi e cioè
l'aver svolto l'attività presso il servizio di 188)
in particolare: a) idoneità psicofisica; b) aver
svolto servizio di volontariato presso il 118 o
essere stati dipendenti di enti impegnati nel
servizio di 118; c) aver conseguito la qualifica e
l'attestato per lo svolgimento dell'attività di
pronto soccorso;
- andrebbe sottoposta a verifica rigorosa tutta la
certificazione del cosiddetto volontariato,
propedeutica all'ammissione alla selezione di cui al
bando;
rilevato, inoltre, che si è determinata una situazione
incresciosa che, oltre che dalle illegittimità e
anomalie sopra descritte, è data dal costo eccessivo
del servizio di pronto soccorso 118 in Sicilia,
quantificabile in circa 80 miliardi delle vecchie lire
a fronte, ad esempio, di un costo in altre regioni che
si aggira sui 20-25 miliardi;
tutto ciò premesso e valutata la necessità di
acquisire elementi di conoscenza e di verifica di
tutti gli atti ed i provvedimenti adottati per
l'attivazione del servizio di 118 in Sicilia e per la
formulazione di eventuali determinazioni da parte
dell'Assemblea regionale siciliana in ordine alla
problematica narrata in premessa,
IMPEGNA IL PRESIDENTE
DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ad istituire in tempi rapidi una Commissione parlamen-
tare d'inchiesta, rappresentativa di tutti i Gruppi
parlamentari, per far luce sulle disfunzioni e sulle
modalità di attuazione del Servizio 118, nonchè sulle
procedure per il reclutamento del personale da immet-
tere nel Servizio suddetto e per la proposizione di
eventuali determinazioni da assumere al fine di
garantire, nell'interesse dell'utenza e della Regione,
il miglior funzionamento del servizio di pronto
soccorso sanitario in Sicilia." (201)
GIANNOPOLO - ODDO - RAITI - SPAMPINATO
Dispongo che le mozioni testè lette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA 'TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI'
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
'Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica:
Turismo, comunicazioni e trasporti'.
Si procede allo svolgimento della interrogazione numero 186
"Eliminazione dei disservizi nel collegamento con il carcere Petrusa
di Agrigento", dell'onorevole Miccichè.
Ne dò lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
- il carcere Petrusa di Agrigento è collegato alla
città da un bus circolare che trasporta i detenuti in
semi libertà ed i loro familiari quando si recano alle
visite;
- il percorso effettuato dagli autobus, a seguito di
recenti disposizioni impartite dai funzionari regionali,
è stato accorciato per motivate ragioni di sicurezza
legate alle manovre;
- la modifica della tratta ha comportato che
l'autobus si fermi circa 2 Km prima del carcere, con il
conseguente rientro largamente anticipato, dei detenuti
in semi libertà e il rischio per l'incolumità degli
stessi durante il tragitto;
rilevato che:
- la carenza del servizio determina un restringimento
considerevole del regime di semilibertà dei detenuti che
sono costretti a rientrare molto prima del previsto, per
evitare di superare l'orario stabilito;
- ad oggi non si è adeguatamente proceduto a trovare
una possibile soluzione che ponga fine al disservizio,
come l'allargamento dello spazio di manovra degli
autobus o l'installazione di un semaforo;
per sapere se non ritengano necessario adottare tutte
le misure possibili al fine di eliminare il disservizio
e garantire ai detenuti e ai loro familiari di poter
raggiungere agevolmente il carcere Petrusa di Agrigento".(186)
MICCICHE'
Ha facoltà di parlare l'assessore Cascio per rispondere
all'interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, con l'atto ispettivo
l'onorevole Micciché ha attenzionato al Governo regionale
alcuni disservizi nel collegamento urbano effettuato dalla TUA con
il carcere Petrusa di Agrigento, ed in particolare, lo spostamento
della fermata dell'autobus a ben 2 Km di distanza dal carcere per
motivi di sicurezza legati alla manovra degli automezzi.
Rispetto a quanto evidenziato, si ritiene opportuno precisare
che i collegamenti all'interno dei centri urbani sono di competenza
dei rispettivi comuni, mentre l'idoneità dei percorsi viene
assicurata mediante parere tecnico vincolante rilasciato dalla
competente Motorizzazione.
Nel caso specifico, il collegamento con il carcere di Petrusa,
inizialmente effettuato con il servizio urbano del Comune di
Agrigento, gestito dalla società TUA, è stato sospeso in quanto la
strada non consente di effettuare la manovra dell'autobus in
sicurezza, così come previsto dal codice della strada.
Il Comune di Agrigento non ha provveduto a realizzare le
modifiche richieste, a seguito del sopralluogo tecnico, dalla
Direzione compartimentale della Motorizzazione civile di Agrigento
nella sede stradale interessata, pertanto il collegamento tramite il
servizi urbano, ad oggi, non può essere ripristinato.
Gli uffici dell'Assessorato sono più volte intervenuti nei
confronti del Comune di Agrigento al fine di trovare una soluzione
che possa permettere l'inserimento di una nuova fermata, quale
capolinea, davanti al carcere in una situazione di assoluta
sicurezza o l'individuazione di un percorso alternativo rispetto a
quello giudicato non idoneo.
Allo stato attuale, nelle more che venga trovata un'adeguata
soluzione da parte del Comune per una compiuta regolamentazione del
servizio, si porta a conoscenza dell'onorevole interrogante che il
collegamento viene assicurato dalla Società Sais trasporti,
capogruppo della società Tua, che, interpellata per le vie brevi, ha
comunicato di aver assicurato il servizio suddetto mediante la
propria autolinea extra-urbana
"Agrigento-Favara-Castrofilippo-Canicattì", che ha una fermata, già
autorizzata, all'ingresso del carcere di Petrusa.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Micciché per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
MICCICHE' Non mi ritengo soddisfatto della risposta
dell'Assessore per un semplice motivo.
Ho presentato quest'interrogazione nel settembre del 2001 e a
tutt'oggi debbo dire che la situazione non è cambiata, anzi è
peggiorata, in quanto il servizio di cui fa menzione l'Assessore,
assicurato dalla Sais, è molto precario, non trattandosi di un
servizio urbano ma extraurbano, quindi con le conseguenze sia del
costo sia degli orari che sono molto scomodi per i parenti che
desiderano essere ricevuti.
Credo che sia l'unico carcere d'Italia a non avere un
collegamento urbano tra l'istituto di pena e la città e questa è una
situazione che porta un grosso disagio per i detenuti in semilibertà
e per i parenti che non hanno possibilità di accedere ai mezzi
perché vengono da paesi vicini e non hanno la possibilità di
coincidenze per prendere l'autobus extraurbano di cui parlava
l'Assessore.
Prima il collegamento era effettuato con un servizio urbano:
poiché il fatto che l'autobus creava problemi poteva essere
superato attraverso una modifica del marciapiede, questa è stata una
scusa per interrompere questo servizio.
E' veramente vergognoso, è un diritto dei familiari che non
hanno nessuna pena da scontare e, tuttavia, devono accollarsi anche
i disagi che derivano da questo disservizio.
Ho presentato questa interrogazione per chiedere un aiuto alla
Regione nell'ambito delle proprie competenze, perché la
Motorizzazione aveva motivato il discorso che poiché l'autobus era
urbano, attraversava un tratto di strada extraurbano, quindi non
c'era l'autorizzazione.
La verità è che tutte queste scuse hanno creato e continuano a
creare grossi disagi all'utenza, ai parenti dei detenuti, che non
hanno nessuna pena da scontare e devono farsi carico anche di questo
disagio.
Questo è veramente inaudito in una società in cui non costa
assolutamente niente erogare questo servizio.
Certo, ci sono quelli che hanno la possibilità di avere i
mezzi, hanno le macchine - oggi tutti hanno i mezzi di locomozione -
però dobbiamo considerare che ci sono i detenuti in semilibertà che
non hanno la possibilità di andare e venire facilmente perché
magari svolgono un lavoro con orari ben stabiliti e che il servizio
extraurbano non può garantire.
Il Comune scarica la responsabilità alla Regione perché c'è il
tratto extraurbano che non è stato autorizzato.
L'interrogazione mi è stata suggerita soprattutto dai detenuti
in semilibertà e specialmente dai parenti dei detenuti che abitano
in periferia.
Signor Presidente, onorevole Assessore, non ho presentato
questa interrogazione per creare una facile polemica, ma per
alleviare i disagi della popolazione. E' un nostro compito, è un
nostro dovere
La verità è che il deputato si rivolge alle Istituzioni che
rappresenta per alleviare almeno le difficoltà dell'ente locale che
purtroppo non è in grado di fornire un servizio adeguato.
Voglio fare un esempio: in questi giorni è stato rinviato a
giudizio un sindaco della provincia di Agrigento, il sindaco di San
Biagio Platani, il quale, non essendoci la possibilità di trasporto
tra il suo comune e la città di Trapani, ha messo a disposizione
l'autovettura del comune per una famiglia molto povera che aveva
difficoltà ad andare a visitare un detenuto a Trapani.
Ebbene, il sindaco è stato rinviato a giudizio per abuso
d'ufficio, o per peculato: non so bene quale reato gli è stato
attribuito dal giudice.
Dobbiamo creare casi simili? Evitiamo queste difficoltà.
Sono stato al carcere Petrusa ed ho chiesto al direttore - la
dottoressa Brancato - di scrivere una lettera di sollecito al
Sindaco, al Presidente della Regione, all'Assessore per i trasporti,
e, considerato che la mia interrogazione non ha sortito alcun
effetto, almeno che lo faccia lei per risolvere questo problema.
PRESIDENTE Per accordo tra le parti all'interrogazione n. 190
"Verifica della situazione in cui versa l'Azienda autonoma Terme di
Acireale (CT)", degli onorevoli Villari e Basile sarà data risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 307 "Tutela dei posti di lavoro
messi a rischio dagli appalti banditi dalle Ferrovie dello Stato"
degli onorevoli Villari ed altri.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
- le Ferrovie hanno bandito le gare d'appalto per
alcuni servizi, senza avere incluso la clausola sociale
di mantenimento dei lavoratori che hanno svolto il
servizio fino ad oggi;
- nei prossimi giorni si avrà la sentenza del TAR sui
ricorsi presentati da numerosi consorzi d'imprese sulle
gare sopra richiamate;
- i lavoratori di questi comparti hanno protestato
contro tali modalità di gara, con manifestazioni a
Catania e in altre città, per sottolineare la necessità
d'inserire nei bandi di gara la 'clausola sociale';
- questa vertenza sta creando una grave tensione
sociale in una realtà economica dove difficilmente
potrebbero essere collocati lavoratori licenziati;
per sapere se ritenga opportuno, nell'attesa della
sentenza del TAR, bloccare la gara d'appalto o invitare
le Ferrovie a garantire, al di là delle ditte
aggiudicatarie, il posto di lavoro di numerosi cittadini
che rischierebbero di non trovare altra occupazione."
(307).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in relazione
all'interrogazione con cui l'onorevole Giovanni Villari chiede di
conoscere la situazione in ordine ai posti di lavoro messi a rischio
dagli appalti banditi dalle Ferrovie dello Stato senza che sia stata
inclusa la clausola sociale di mantenimento dei lavoratori che hanno
svolto il servizio, pare opportuno rappresentare che la materia in
questione non rientra nella competenza regionale, essendo di
pertinenza statale, pur non di meno, per la rilevanza che la stessa
riveste, soprattutto a livello sociale, l'Assessorato si è attivato
per acquisire elementi di risposta all'atto ispettivo in questione,
ottenendo notizie direttamente dalla RFI, la Rete Ferroviaria
Italiana, società appartenente al gruppo delle Ferrovie dello Stato,
che ha evidenziato quanto segue:
Il gruppo F.S., per l'assegnazione dei nuovi appalti dei
servizi di pulizia di treni e stazioni, ha indetto delle nuove gare,
già tra l'altro aggiudicate, in conformità alle prescrizioni del
decreto legislativo n. 158 del 1995, che ha recepito
nell'ordinamento le direttive comunitarie in materia, facendo
ricorso alla procedura ristretta (licitazione privata) e stabilendo
il criterio di aggiudicazione al prezzo più basso rispetto alla base
di gara.
In aderenza alla lettera e/o allo spirito della normativa di
settore vigente, la determinazione del prezzo di gara è stato
effettuato avendo riguardo a tutti i Contratti collettivi nazionali
di lavoro per gli addetti alle imprese fornitrici di servizi ed
aziende operanti nel settore ferroviario e dei trasporti,
sottoscritto dalle due organizzazioni sindacali di datori di lavori
più rappresentative nello specifico ambito.
Inoltre, il criterio di aggiudicazione al prezzo più basso ha
avuto riguardo a che il valore economico delle offerte stesse (monte
ore - costo del lavoro, etc.) fosse adeguato e sufficiente rispetto
al costo del lavoro, secondo i parametri di legge.
Per quanto attiene alle problematiche di carattere sociale
connesse ai nuovi affidamenti, si evidenzia che attualmente negli
appalti di servizi al trasporto ferroviario non esiste un unico
contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile a tutte le
imprese nel settore.
Le Ferrovie dello Stato non hanno l'obbligo ed il potere di
imporre l'applicazione di un contratto collettivo ad imprese non
iscritte alle associazioni stipulanti, né sono tenute ad inserire
negli avvisi di gara clausole sociali finalizzate alla salvaguardia
dei livelli occupazionali ed al mantenimento dei livelli normativi
ed economici a favore dei dipendenti che transitino presso nuovi
appaltatori.
In questo senso si è espresso recentemente il Tribunale di
Roma, rigettando il ricorso proposto da alcuni dipendenti di aziende
appaltatrici.
Quanto sopra non è contraddetto dalla legge n. 327 del 2000,
cioè il cosiddetto (legge Salvi), la quale è volta a garantire ai
lavoratori uno standard economico di tutela attraverso la
predisposizione di tabelle, da parte del Ministero del lavoro, sulla
base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva,
stipulata dai sindacati più rappresentativi dei diversi settori
merceologici.
A riprova di ciò nel bando è stato espressamente previsto che
"l'impresa aggiudicataria assicurerà ai propri dipendenti condizioni
minime economiche non inferiori a quelle risultanti dai contratti
collettivi di lavoro applicabili nel settore", rimettendo alle
previsioni della contrattazione collettiva il passaggio delle
maestranze dall'appaltatore uscente al subentrante.
Si precisa, inoltre, che per la risoluzione di tale
problematica è stato aperto, a livello ministeriale, apposito tavolo
di trattative, al fine di valutare l'esatta consistenza degli
esuberi del comparto e, nel contempo, cercare sempre nell'ambito
degli strumenti offerti dall'ordinamento giuridico (ammortizzatori
sociali, riconversioni professionali, etc.) se è possibile
ridimensionare le accertate eccedenze di unità lavorative.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula del firmatario
l'interrogazione n. 335: "Eliminazione del fenomeno dell'esercizio
abusivo della professione di guida turistica" dell'onorevole Turano,
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 15 "Iniziative per il rilancio
turistico della zona di Sciacca", dell'onorevole Capodicasa.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, considerata la
grave carenza di posti letto nel settore turistico che
caratterizza la Sicilia, ed in particolare le zone ad
elevata potenzialità turistica;
osservato che tale handicap strutturale da tempo
impedisce alla nostra Regione di compiere quel salto
qualitativo che le permetta di competere con le altre
aree turistiche del Mediterraneo;
vista la proposta formulata dalla Regione siciliana
concernente il testo unico delle direttive per la
concessione e l'erogazione delle agevolazioni alle
attività produttive nelle aree depresse di cui alla
legge n. 488 del 1992;
considerato che, in merito alle domande fatte per
l'anno 2001 riferite al settore turistico-alberghiero,
con tale proposta si attribuisce valore massimo di
punteggio agli ammodernamenti - riconversioni -
ampliamenti e riattivazioni, e valore minimo ai nuovi
impianti (scelta inspiegabilmente diversa da tutte le
altre regioni del Mezzogiorno, che pregiudica
fortemente l'elevata potenzialità occupazionale in
questo settore);
vista la destinazione del 50 per cento delle risorse,
assegnate alla Sicilia dalla legge n. 488 del 1992, ai
quattordici Comuni definiti turisticamente maturi, con
l'istituzione da parte della Regione siciliana di una
graduatoria speciale per aree geografiche;
visto che:
- il bando, relativo alla misura 4.19 del POR Sicilia
2000-2006 (decreto 30 ottobre 2001 dell'Assessorato al
turismo), attribuisce al valore relativo agli
indicatori di localizzazione, un numero di 20 punti per
le aree turisticamente mature, con una differenza di 6
punti con le altre aree ad elevata potenzialità
turistica, tra le quali Sciacca e paesi limitrofi;
- ciò compromette la possibilità per gli investitori
di queste zone, di accedere ai finanziamenti di Agenda
2000;
osservato che:
- Sciacca e i paesi limitrofi, tra i quali Sambuca di
Sicilia, Caltabellotta, Cattolica Eraclea ed il sito
archeologico di Eraclea Minoa, Palma di Montechiaro,
Naro, Licata e territori limitrofi, ed in generale
quasi tutta la provincia di Agrigento, non sono
considerati comuni con particolare presenza di
attrattive archeologiche e/o monumentali;
- la città di Agrigento viene penalizzata nei
confronti dei comuni della Sicilia orientale e degli
altri definiti turisticamente maturi, e Sciacca, in
particolare, non è considerata sede di portualità
turistica;
osservata la sfiducia di molti potenziali investitori
che si ritengano vittime di scelte politiche che
intervengono sulla libera concorrenza di impresa;
per conoscere quali siano state le motivazioni e i
criteri di selezione nell'elaborare scelte così
penalizzanti per l'economia siciliana, e quali
iniziative intendano intraprendere per ridare serenità
e fiducia a tanti investitori in un comparto così
importante per il nostro sviluppo." (15)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in risposta
all'interpellanza dell'onorevole Capodicasa, si fa presente che
sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 6 del 1
febbraio 2002 è stato pubblicato il decreto del 24 gennaio 2002 con
il quale si è approvata la circolare n. 1 del 24 gennaio 2002
modificando ed integrando le precedenti circolari n. 1 del 17 maggio
2001 e n. 4 del 26 settembre 2001.
Nella soprarichiamata circolare n. 1 del 24 gennaio 2002, ad
integrazione dell'allegato "C" del bando di gara (POR 2000-2006)
della Misura 4.19 - Sottomisura a) Azioni di riqualificazione e
completamento dell'offerta turistica - art. 75 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32, approvato con decreto 2888 del 30 ottobre
2001, pubblicato sulla GURS n. 53 del 9 novembre 2001 - sono una
serie di date che forse farei bene a dare poi alla fine per iscritto
- sono inseriti i territori dei comuni di Comiso, provincia di
Ragusa, di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo e di
Sciacca, in provincia di Agrigento trattandosi di centri con
particolare rilevanza archeologica e/o monumentale. Ai citati
comuni è stato attribuito il punteggio di localizzazione di punti 20
che è il punteggio massimo, quindi, quanto richiesto
dall'interpellante.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAPODICASA Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente
soddisfatto della risposta dell'Assessore anche se, vista
l'interpellanza, nel merito, l'Assessore con successivo decreto ha
convenuto sull'errore commesso che veniva appunto evidenziato
dall'interpellanza da me presentata, e quindi corretto, inserendo
tra i comuni beneficiari quelli di Sciacca, Comiso, Campofelice di
Roccella ed altri.
Però, incidentalmente, l'interpellanza solleva un altro
problema che, ovviamente, non può essere trattato in questa sede e
quindi preannuncio all'Assessore che con altre forme ispettive noi
proporremo alla discussione dell'Aula la questione relativa ai
punteggi da assegnare ai progetti della legge n. 488 in materia di
turismo. Tali punteggi, con gli ultimi provvedimenti di questo
Governo - per la verità la svolta era già avvenuta con il Governo
Leanza e specificatamente con l'assessore Rotella, e confermata
anche dal Governo Cuffaro nella persona dell'assessore Cascio -
attribuiscono una misura massima ai progetti di ristrutturazione e
di ampliamento degli alberghi e non si dà, invece, priorità - come
noi riteniamo sarebbe giusto - alla realizzazione di nuove
strutture; linea peraltro seguita da quasi tutte le regioni
meridionali.
Pertanto, a chi volesse creare una nuova struttura alberghiera
e dovesse scegliere tra le Regioni meridionali, verrebbe molto più
agevole scegliere la Calabria, la Campania, la Puglia o la Sardegna
perché lì il proprio progetto, la nuova iniziativa alberghiera
verrebbero valutati con il massimo punteggio rispetto agli
ampliamenti ed alle ristrutturazioni.
In Sicilia avviene il contrario, e basta andare a vedere cosa è
successo con le graduatorie dei bandi 2001 e 2002 per rendersi conto
che tutto questo ha una ripercussione: la realizzazione di nuove
strutture alberghiere, i nuovi progetti, sono pochissimi, si contano
sulle dita di una mano, mentre furoreggiano gli ampliamenti e le
ristrutturazioni.
Non so sulla base di quale orientamento o indirizzo si compia
una scelta del genere. Infatti, il risultato qual è? Con questo tipo
di scelta si favoriscono gli albergatori che, attualmente, già hanno
una struttura alberghiera che quindi ampliano e ristrutturano. Non
dubito del fatto che questi fondi vengano utilizzati per rendere più
confortevoli gli alberghi, magari trasformandoli da tre a quattro
stelle, o da quattro a cinque stelle, ma non si realizza nuova
occupazione, non si realizza ampliamento del numero dei posti letto
in una regione come la nostra; settore in cui, come sappiamo,
possiede il tre per cento del totale nazionale. Si tratta di un un
dato irrisorio, ridicolo
E', quindi, una scelta che va corretta, onorevole Assessore.
Noi, quanto prima, dalla interpellanza passeremo, se non ad una
mozione, di sicuro ad un ordine del giorno da presentare nella legge
finanziaria.
Ancora adesso, non riesco a spiegarmi la ragione di questa
scelta del Governo; scelta che, peraltro, cozza, confligge con
tutte le dichiarazioni che il Presidente della Regione ha fatto, che
l'Assessore fa ordinariamente sulla stampa a proposito della
politica turistica del Governo della Regione, a mio avviso, in
questo caso, fortemente penalizzante.
Incidentalmente, quindi, sia pure discutendo del caso di
Sciacca, che si è risolto felicemente come l'Assessore ci ha
comunicato, abbiamo dovuto affrontare - e ci auguriamo che lo si
affronti anche attraverso un voto d'Aula - anche l'altro grande
problema che mi sembra abbastanza rilevante per il futuro e
l'economia della nostra Regione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare per una breve replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
semplicemente rispondere all'onorevole Capodicasa che, ovviamente,
sono disponibile in qualunque momento ad un confronto anche
parlamentare sulle risultanze della misura 4.19 del POR, che poi è
quella a cui faceva riferimento l'onorevole Capodicasa.
Posso dire che, al di là della mancanza dei piani regolatori
generali dei comuni, manca la identificazione delle zone da
destinare a strutture turistico-ricettive; nonostante questa
oggettiva difficoltà di operare per nuove strutture - nella misura
4.19 del POR, quella che già ha concluso il suo iter, per cui i
decreti di finanziamenti sono tutti attivati - abbiamo, anche se non
ricordo con precisione il numero, almeno una settantina di nuove
strutture alberghiere e, comunque, ricordo con certezza che si
creano ventimila nuovi posti letto e 3.175 nuovi posti di lavoro,
più l'indotto.
Sono disponibile in qualunque sede a scendere più nel dettaglio
e, comunque, eventualmente - così come ho già fatto in passato - a
modificare, se lo riteniamo opportuno, una impostazione che può
essere migliorata in corso d'opera.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 374 "Estensione sino
a Pollina del previsto raddoppio della linea ferroviaria
Palermo-Messina", a firma dell'onorevole Virzì.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che,
nell'ambito dell'intervento di raddoppio della linea
ferroviaria PA-ME, costituente una delle due dorsali
della rete siciliana, è stato finanziato il raddoppio
del tratto ricadente tra le stazioni di Fiumetorto e
Castelbuono per un importo complessivo di 500 milioni di
euro relativo ad un percorso di circa 30 chilometri;
tenuto conto che si stanno avviando le attività
relative alla conferenza dei servizi tra le varie parti
istituzionali coinvolte, che si concluderà
presumibilmente tra un anno con il completamento
dell'iter autorizzativo propedeutico alla realizzazione
dell'opera;
considerato che tale opzione, certamente migliorativa
rispetto al più recente passato, lascerebbe comunque
marginalizzate rispetto alla crescita odierna alcune
zone costiere e delle Madonie ad alta potenzialità di
sviluppo economico (Pollina, Finale di Pollina e San
Mauro Castelverde), quasi respingendole dal tessuto
civile e sociale della provincia di Palermo;
valutato che:
- l'estensione del tratto di raddoppio fino alla
stazione di Pollina costituirebbe un aumento complessivo
di soli 5 chilometri della linea di doppio binario,
consentendo un uniforme collegamento di tutta la
provincia di Palermo con l'aeroporto Falcone-Borsellino;
- i benefici di tale estensione andrebbero ben oltre
l'area metropolitana di Palermo, coinvolgendo tutta la
zona gravitante su Tusa e Castel di Tusa, agevolandone
in primo luogo l'economia turistica;
atteso che l'ipotesi di Pollina come 'stazione di
testa' non stravolgerebbe comunque il progetto
definitivo predisposto per il tratto
Fiumetorto-Castelbuono, essendo possibile il suo
accorpamento, a livello di iter autorizzativo, in
un'unica conferenza di servizi e facendolo rientrare, in
tempi utili e ristretti, nei piani finanziari delle
Ferrovie in termini di soluzioni tecnologiche, evitando,
per il futuro prossimo, successive spese di adeguamento;
per sapere:
- se il Governo della Regione non ritenga logico ed
opportuno fare propria la scelta di omogeneizzare sul
piano del collegamento ferroviario tutta la provincia di
Palermo;
- se non ritenga di doversi attivare, in sede di
conferenza dei servizi, per preparare l'estensione del
raddoppio ad oggi finanziato fino a Castelbuono, fino a
Pollina, coinvolgendo nell'azione di reperimento fondi
l'Ente Ferrovie, il Governo nazionale e l'Europa, avendo
per certo che spendere subito equivarrebbe a spendere
molto meno in futuro e che, su tale impegno, si potrebbe
chiedere il concorso di tutti gli Enti locali
interessati." (374)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento
all'interrogazione numero 374 dell'onorevole Virzì, si premette che,
il Governo regionale, con l'Accordo di programma-quadro relativo al
trasporto ferroviario, sottoscritto con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti il 5 ottobre del 2001, ha individuato
quali prioritari gli interventi per la direttrice di rete nazionale
di Palermo-Messina e quella Messina-Catania-Siracusa.
Il raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Messina,
rientrando tra le priorità nazionali, è infatti inserito nel piano
generale dei trasporti quale parte significativa della rete del
sistema nazionale integrato dei trasporti e negli interventi
previsti per il corridoio plurimodale tirrenico (rete TEN)
strategico per il sistema dei trasporti europei, nonché del piano
direttore dei trasporti e della mobilità, strumento di indirizzo
propedeutico alla redazione del piano regionale dei trasporti,
adottato con decreto assessoriale numero 237/GAB del 16 dicembre e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, che al
momento è l'unico strumento sulla mobilità che esiste in Sicilia.
Con l'Accordo di programma quadro risulta definito e
disponibile un impegno finanziario, per la Palermo-Messina di
complessivi 987,10 milioni di euro (circa 1.900 miliardi delle
vecchie lire) per il raddoppio delle tratte Messina - Villafranca -
Rometta (122,11 milioni di euro) Rometta - San Filippo del Mela
(194,95 milioni di euro), Terme Vigliatore - Patti (207,15 milioni
di euro), e Fiumetorto - Cefalu' - Castelbuono (462,89 milioni di
euro).
Allo stato resta esclusa dalla copertura finanziaria la tratta
Castelbuono - Patti per la cui realizzazione si prevede una notevole
copertura finanziaria che certamente non è inferiore a 1.750 milioni
di euro, cioè 3.500 miliardi di vecchie lire.
Nell'ambito di tale previsione rientra il raddoppio della
tratta Castelbuono - Pollina cui fa riferimento l'interrogante e che
è, dunque, all'attenzione del Governo e, segnatamente,
dell'Assessorato regionale dei trasporti.
Il finanziamento attualmente disponibile di 462,89 milioni di
euro, per il raddoppio da Fiumetorto a Cefalu' ha consentito di
poterne prevedere la realizzazione solamente fino a Castelbuono.
E' ovvio che, reperendo ulteriori risorse per la direttrice
Castelbuono - Patti, il primo tratto in prosecuzione sarà proprio
Castelbuono - Pollina e con ciò si intende rassicurare la
popolazione gravitante su tale comprensorio e quindi l'onorevole
interrogante che ha proposto questa interrogazione.
Si aggiunge, infine, che rientrando il raddoppio della Palermo
- Messina pure tra le priorità della Legge Obiettivo nazionale primo
programma delle infrastrutture strategiche, approvata con delibera
CIPE n. 121 del 21.12.2001, il Governo regionale si sta attivando
per individuare, anche in quell'ambito, le maggiori occorrenze
finanziarie per il raddoppio della citata Castelbuono - Patti a
completamento, così, della copertura finanziaria dei raddoppi per
l'intera direttrice Palermo - Messina.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzì per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VIRZI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che
l'assessore Cascio invirà risposta scritta all'interpellanza n. 27
"Mantenimento di Porto Empedocle quale scalo di partenza del
collegamento 'superveloce' con le isole Pelagie" degli onorevoli
Sanzeri e Amendolia.
Si passa alla interogazione n. 448 "Iniziative per impedire la
dispersione del patrimonio dell'Azienda autonoma Terme di Acireale",
degli onorevoli Villari, Raiti e Spampinato.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che
l'articolo 23 della legge regionale n. 10 del
27 aprile del 1999 ha stabilito la trasformazione
dell'Azienda autonoma Terme di Acireale in società per
azioni;
visto che il commissario arch. Mangiaracina,
funzionario della Regione nominato per avviare il
processo di trasformazione, è stato sostituito da un
nuovo commissario l'avv. Garozzo, per essere venuto meno
il rapporto di fiducia con l'Assessore;
preso atto che a seguito di sentenza del TAR
favorevole al ricorso dell'arch. Mangiaracina, questi ha
ritenuto di essere ancora commissario straordinario e,
senza alcun invito da parte dell'Assessore, ha ripreso
le sue funzioni;
osservato che il persistente stato di crisi in cui
versa l'Azienda termale è stato aggravato da queste
ulteriori difficoltà gestionali e operative, procurate
dalla stasi amministrativa determinatasi in seguito alla
revoca del mandato al commissario straordinario avv.
Garozzo;
rilevato che:
- nel frattempo si è avuta notizia che l'arch.
Mangiaracina, quale commissario straordinario, aveva
avviato il processo di trasformazione dell'Azienda
autonoma delle Terme di Acireale, dividendo patrimonio e
funzioni in tre società per azioni anziché in una unica
S.p.A.;
- tale smembramento e suddivisione indebolisce un
sistema che può realizzare economie di scala in una
logica d'integrazione;
- inoltre, tale operazione finisce coll'isolare parti
fondiarie del patrimonio, realmente appetibili perché
suscettibili di operazioni immobiliari di consistente
valore, da parti funzionali alla vera e propria attività
termale e quindi gravate da prevedibili e onerosi costi
di gestione;
- individuata in questa procedura la premessa di
prevedibili operazioni speculative che tradirebbero il
senso della legge richiamata e disperderebbero un
patrimonio di grande rilevanza per l'economia della
Sicilia, predisponendo tre realtà societarie al di sotto
della soglia di massa critica utile a una proficua
gestione e a sostenere la concorrenza dei consorzi di
ben più solida consistenza;
per sapere:
- se non ravvisi la necessità di un intervento che,
rassicurando le maestranze e gli enti locali coinvolti,
ripristini il processo previsto dalla legge regionale
del 27 aprile 1999, n. 10, art. 23;
- se non ritenga che vi siano sufficienti motivi per
la nomina di un nuovo commissario straordinario, con il
preciso compito di assicurare il rispetto della volontà
del Parlamento siciliano e il mantenimento dei
requisiti d'impresa pubblica, così come specificato
dalla legge di recepimento della direttiva Cee 93/38, e
per impedire che si scorpori e disperda il patrimonio
dell'Azienda delle Terme di Acireale." (448)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere alla interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
l'interrogazione n. 448 dell'onorevole Villari ed altri, si chiede
che venga nominato un commissario straordinario presso l'Azienda
autonoma delle Terme di Acireale in sostituzione della dott.ssa
Leonarda Mangiaracina, che avrebbe avviato il processo di
trasformazione dell'Azienda, dividendo patrimonio e funzioni in tre
società per azioni anziché in un'unica S.p.A.
A riguardo si precisa che con provvedimento assessoriale n.
134/GAB del 7 aprile 2002, l'Avvocato Antonino Garozzo è stato
nominato commissario straordinario dell'Azienda autonoma delle Terme
di Acireale (carica che attualmente ricopre), in sostituzione
dell'architetto Leonarda Mangiaracina che è stata sollevata
dall'incarico a seguito di precise contestazioni sulla gestione
della precitata Azienda.
L'Assessorato da me diretto non è in possesso di alcuno atto o
provvedimento adottato dall'architetto Mangiaracina, nel periodo in
cui ricopriva l'incarico di commissario straordinario dell'Azienda,
con il quale sarebbero stati individuate o costituite tre società
per azioni. Cioè non esiste nulla di tutto questo.
Un tale intendimento sarebbe in contrasto tra l'altro con il
disposto dell'articolo 24, comma 1 della legge regionale 10/99 che
nel prevedere la trasformazione delle Aziende termali in società per
azioni, mira alla salvaguardia del patrimonio aziendale.
Proprio in tale ottica sarà rivolto ogni intervento
dell'Assessorato del Turismo che, come è noto, esercita il controllo
e la vigilanza sull'Azienda autonoma delle Terme di Acireale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 571 "Iniziative Per
assenza dall'Aula dei firmatari le interrogazioni n. 571
"Iniziative per l'indizione della gara per l'assegnazione delle
tratte aeree da e per la Sicilia e le isole minori", dell'onorevole
Oddo e n. 604 "Provvedimenti per eliminare i disservizi che
sopportano gli studenti pendolari di Milena", dell'onorevole
Morinello, si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 786 "Chiarimenti riguardanti
il criterio e il metodo di assegnazione dei fondi previsti nel
bilancio 2002, alle Aziende autonome di soggiorno e turismo della
Sicilia", dell'onorevole Miccichè.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e per i trasporti, premesso
che:
- nel bilancio 2002 la Regione siciliana al capitolo 47
33 03, ha stanziato a favore delle Aziende autonome di
soggiorno e turismo della Sicilia, la somma di
13.687.000,00 Euro, pari a 26.501.727.000 miliardi
delle vecchie lire;
- si è così provveduto ad un aumento rispetto all'anno
precedente di circa 2.067.083,00 Euro, pari a quattro
miliardi delle vecchie lire;
- tale aumento dovrebbe servire per integrare ulteriori
finanziamenti alle suddette Aziende siciliane;
per sapere:
- in base a quale criterio e a quale metodo sono stati
stanziati i fondi di integrazione per le Aziende
autonome di soggiorno e turismo della Sicilia;
- per quale motivo, come si evince dalle somme, è stata
realizzata una pesante penalizzazione dell'Azienda
autonoma soggiorno e turismo di Agrigento, che vede
integrato il suo contributo di soli 15.743,00 Euro
contro i 461.772,41 Euro delle Isole Eolie, i
312.798,53 Euro di Messina, i 207.525,08 Euro di
Siracusa, i 170.548,81 Euro di Piazza Armerina, i
143.683,63 Euro di Capo d'Orlando, i 133.595,79 Euro di
Patti, i 77.746,00 Euro di Caltagirone, i 78.842,00
Euro di Milazzo, i 71.536,00 Euro di Nicolosi." (786)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a quanto
rappresentato dall'onorevole Miccichè con l'interrogazione n. 786,
si rende noto quanto segue:
A. Il piano di riparto dei contributi da destinare alle spese di
funzionamento e obbligatorie delle Aziende Autonome di Soggiorno e
Turismo dell'Isola, è stato predisposto previa determinazione di
specifici criteri riportati ed esplicitati nel provvedimento
assessoriale di approvazione degli stessi (157 GAB del
20.05.2002). Tali criteri prevedevano:
- il finanziamento delle spese obbligatorie quali risultavano dai
rispettivi bilanci aziendali;
- una quota fissa di euro 2.582,28 per ogni dipendente di ruolo
dell'azienda, non dirigente;
- una quota variabile, rapportata alle presenze turistiche
alberghiere ed extralberghiere rilevate nell'anno 2001 nella
località sede di Azienda di S. e T.;
Per quanto attiene la differenza riscontrata tra i contributi
concessi all'Azienda di Agrigento e i contributi concessi ad altre
Aziende, la stessa deve essere riferita, ovviamente, alla
previsione di spesa contenuta nei singoli capitoli dei bilanci
aziendali, che logicamente ed automaticamente comportano una
differente assegnazione di somme.
B. La maggiore somma imputata nel bilancio regionale in favore
delle Aziende, quale contributo di funzionamento, è stata quasi
del tutto assorbita dall'applicazione del Contratto collettivo
regionale di lavoro, sia per l'area della dirigenza che per il
comparto a seguito dell'entrata in vigore della l.r. 10/2000 e
dei correlati decreti applicativi nn. 9 e 10/2001.
C. L'assessorato Turismo, in sede di assestamento di bilancio
2002, aveva richiesto un'integrazione dei fondi da destinare alle
precitate aziende, ma tale richiesta non è stata accolta per le
risapute scarsezze di liquidità delle casse dell'Amministrazione.
D. Lo stato di incertezza - soppressione o meno - in cui versano
le Aziende, comporta da un lato un ridimensionamento costante di
assegnazione di fondi nel bilancio regionale, dall'altro una
situazione di disagio degli amministratori, dei dirigenti e dei
dipendenti delle Aziende medesime che hanno acquisito nel tempo
una qualificata professionalità nel campo della promozione
turistica che viene ora mortificata dalla mancata realizzazione di
attività istituzionale, derivante, come detto, da un insufficiente
trasferimento di fondi regionali.
Non v'è dubbio che tale stato di sofferenza potrà avere termine
con l'integrale applicazione della citata legge regionale 10 del
1999, cioè quando le aziende erano soppresse, o se il Parlamento si
determinerà in altra maniera.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi ritengo
soddisfatto per una semplice ragione: abbiamo già visto nell'ultima
edizione della "Sagra del mandorlo in fiore" con quali mezzi e
risorse finanziarie sono state affrontate le spese per fare riuscire
una manifestazione che, andando di questo passo, anziché diventare
un momento di rilancio del turismo della provincia di Agrigento, è
diventata una festa paesana, proprio per le ristrettezze economiche
che ci sono in questo momento. Però non capisco la ragione per cui
l'Azienda soggiorno e turismo di Agrigento abbia ricevuto minori
finanziamenti rispetto alle altre realtà della Sicilia.
Non voglio fare la guerra tra i poveri, però la verità è che la
città di Agrigento, per la sua rinomata collocazione mondiale, sotto
il profilo del sito archeologico, proprio per la condizione
economica e sociale della provincia, necessiterebbe di un maggiore
riguardo considerato anche l'alto tasso di disoccupazione e anche il
fatto che mancano i servizi necessari; un rilancio turistico
potrebbe dare un aiuto sotto il profilo della crescita economica.
Ormai tutti sappiamo benissimo che possiamo puntare solo su
questo campo per il rilancio della nostra Isola. Certo "la coperta è
corta" e quindi o si coprono i piedi o si copre la testa, però è
vero che bisogna anche cercare di vedere le priorità e le condizioni
di grosso disagio delle nostre zone, della nostra Sicilia.
Evidentemente non mi soddisfano le ragioni per le quali si dice
che ci sono parametri che vorrei fossero meglio illustrati perché si
possa spiegare la ragione di un contributo così ridotto rispetto ad
altre province. Non so chi ha decretato, chi ha predisposto questi
parametri: sarebbe stato più opportuno se l'Assessore avesse fornito
maggiori spiegazioni in tal senso.
CASCIO Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
I criteri li ho spiegati dettagliatamente: sono tre
MICCICHE' Bisogna vedere a quale anno si riferiscono i dati
delle presenze turistiche...
CASCIO Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Al 2001
MICCICHE' A me risulta che le presenze turistiche nella Valle
dei Templi siano aumentate rispetto al passato; forse i dati in
vostro possesso sono in rapporto alle presenze negli alberghi. Ciò
significa che il turismo nella Valle dei Templi è un turismo "mordi
e fuggi" e questo chiaramente non va a merito dell'Amministrazione.
Ieri ho sentito alcune cose dette dagli amministratori locali,
provinciali e regionali, davanti al Teatro Pirandello, in occasione
della visita del Presidente della Repubblica, dalle quali risultava
che ci sono stati passi in avanti. Dunque, mettetevi d'accordo Di
quali passi avanti si tratta? Sarebbe opportuno fare una giusta
analisi delle presenze turistiche perchè i dati forniti ieri,
ripeto, in occasione della visita del Presidente della Repubblica
sono ben altri
Onorevole Assessore, vorrei capire quali sono i criteri
adottati: forse la presenza negli alberghi oppure la presenza dei
turisti? Considerato che si paga un biglietto per accedere ai siti
archeologici, ritengo che questo sia un criterio più efficace e
veritiero per determinare la presenza turistica nella Valle dei
Templi.
Certo, le presenze negli alberghi hanno una loro caratteristica
perchè portano denaro fresco, però è chiaro che non è colpa
certamente della città di Agrigento, della provincia di Agrigento il
fatto di avere poche strutture alberghiere. In questo periodo
abbiamo più volte discusso sulla soluzione di creare alberghi nelle
città di richiamo archeologico.
Comunque, onorevole Assessore, credo che così non va; non
rilanciamo il turismo in Sicilia.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 791 "Iniziative per
la messa in sicurezza della rete ferroviaria siciliana e per
completare il raddoppio ferroviario della linea Messina-Palermo",
degli onorevoli Panarello, Speziale, Capodicasa.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e per i trasporti, premesso
che il grave incidente ferroviario di Rometta Marea
(ME) ha evidenziato un'inaccettabile condizione di
obsolescenza della rete ferroviaria siciliana e in
particolare della tratta Messina-Palermo;
considerato che:
- nel corso del dibattito tenutosi all'A.R.S., dopo il
luttuoso evento, è stata approvata la mozione proposta
da tutti i parlamentari eletti in provincia di Messina
e da tutti i deputati del Gruppo parlamentare
'Democratici di Sinistra';
- la predetta mozione impegna il Governo della Regione
a promuovere tutti gli atti necessari per completare il
raddoppio della ME-PA ed ad effettuare un piano di
manutenzione straordinaria della rete ferroviaria
siciliana;
- nei giorni scorsi, alla Fiera del levante di Bari, i
responsabili delle FF.SS. hanno illustrato il piano di
investimenti dell'azienda che, per quanto riguarda la
Messina-Palermo, si limita esclusivamente allo
stanziamento delle risorse necessarie per le
progettazione della tratta Patti-Castelbuono;
- le Organizzazioni sindacali confederali ed autonome,
anche di recente, nel denunciare la situazione di
precarietà in cui versa buona parte della rete
siciliana, che comporta gravi disservizi e rischi per
l'incolumità dell'utenza, hanno sollecitato le FF.SS.
affinché effettuino investimenti adeguati per
realizzare l'obiettivo di un piano globale di verifica
e messa in sicurezza;
- il coordinamento dei Sindaci della zona tirrenica
messinese e palermitana e l'Amministrazione provinciale
di Messina hanno criticato aspramente le scelte
riduttive delle FF.SS. e hanno rilanciato, unitamente
alle parti sociali, la mobilitazione per accelerare i
lavori in corso e finanziare la tratta
Patti-Castelbuono;
- l'ammodernamento della rete ferroviaria siciliana a
partire dal completamento dei raddoppi delle due
dorsali (ME-PA-TP e ME-CT-SR) è condizione
indispensabile per lo sviluppo economico e sociale
della nostra Regione;
- il piano di investimenti delle FF.SS. ed i programmi
del Governo nazionale sembrano considerare marginale la
situazione ferroviaria del Mezzogiorno ed in
particolare della Sicilia;
per sapere:
- quali atti siano stati compiuti per conseguire gli
obiettivi indicati nella predetta mozione votata
dall'A.R.S.;
- se non ritengano di promuovere un immediato confronto
con il Ministro delle Infrastrutture e l'Azienda
Ferrovie dello Stato, coinvolgendo gli Enti locali e le
forze sociali, per mettere in sicurezza, urgentemente,
l'intera rete ferroviaria siciliana e per definire,
reperendo le risorse necessarie, il completamento del
raddoppio della linea ferroviaria Messina-Palermo." (791)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
interrogazione.
CASCIO Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'atto
ispettivo gli onorevoli interroganti hanno inteso porre l'attenzione
del Governo sulla problematica relativa alla sicurezza della rete
ferroviaria siciliana con particolare riguardo al completamento del
raddoppio ferroviario della linea Palermo-Messina.
A tal riguardo si precisa quanto segue. La linea ferroviaria di
che trattasi rappresenta un segmento importante dell'itinerario
tirrenico e, pertanto, necessita di un piano di ammodernamento
strutturale e tecnologico nell'ottica di un processo di
omogeneizzazione dei vari componenti dell'itinerario stesso, anche
nella prospettiva della costruzione del ponte sullo stretto di
Messina.
Le linea in questione è in atto interessata da un piano di
opere, alcune in corso di realizzazione, altre finanziate ma oggetto
di attività progettuale in corso di elaborazione che certamente una
volta ultimato consentirà di accrescere i livelli di potenzialità e
ridurre i tempi di percorrenza fra i due capoluoghi.
Ci si riferisce segnatamente alle tratte in avanzata fase di
realizzazione Terme di Vigliatore-Patti e Villafranca-San
Filippo-Santa Lucia, mentre con riguardo al segmento
Castelbuono-Fiumetorto per il quale sono già superati gli ostacoli
frapposti dalla Sovrintendenza stessa all'inserimento del nuovo
tracciato in un contesto di rilevante valenza archeologica, dovrà
indirsi in tempi brevi la Conferenza dei servizi per l'approvazione
del relativo progetto.
Va, altresì, segnalato, sempre nel campo delle iniziative tese
ad un rilancio funzionale dell'importante itinerario, la recente
apertura dell'esercizio - avvenuta nel novembre 2001 - del nuovo
valico dei Peloritani lungo circa 13 km che ha consentito una
economia dei tempi di percorrenza di circa 15 minuti.
Con riguardo al restante segmento Castelbuono-Patti il cui
raddoppio consentirà di definire compiutamente l'ammodernamento
dell'intera tratta, lo stesso è stato inserito fra gli interventi
ferroviari considerati prioritari a livello nazionale che dovranno
andare all'approvazione del CIPE entro il primo semestre dell'anno
in corso per potere beneficiare delle procedure accelerate di
approvazione dei progetti e di affidamento dei lavori nonché dei
fondi integrativi previsti dalla legge obiettivo.
E ciò in quanto, al momento, le risorse disponibili individuate
con l'APQ di settore del 5 ottobre 2001 serviranno solo a garantire
il completamento dei lavori già accennati e relativi alle tratte
Villafranca-San Filippo-Terme di Vigliatore-Patti, nonché all'avvio
dei cantieri per la tratta Fiumetorto-Castelbuono.
In contemporanea, trattandosi di lavori - quelli di raddoppio -
di durata molto diluita negli anni, si sta in atto procedendo ad
interventi di manutenzione ordinaria della linea consistenti nella
sostituzione integrale dell'armamento con rifacimento della
massicciata, nella sostituzione di tratti della linea aerea di
contatto e relativa palificazione, nonché all'introduzione di
sistemi di segnalamento e gestione della circolazione.
Gli interventi in corso e quelli programmati sicuramente
faranno assumere alla tratta ferroviaria in questione la fisionomia
di una moderna ed efficiente infrastruttura di trasporto al servizio
dell'economia delle zone attraversate, colmando così quel 'gap'
infrastrutturale che, nel comparto dei trasporti, allontana la
nostra regione da altre realtà geografiche del Paese e favorendo,
così, quel progetto di movimentazione delle merci e di trasporto di
persone in chiave ecosostenibile.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
assolutamente insoddisfatto della risposta dell'Assessore, perché
intanto non ha colto uno dei temi che ponevo con l'interrogazione e
cioè se non ritenesse di promuovere un immediato confronto con il
Ministero delle Infrastrutture e l'Azienda delle Ferrovie dello
Stato, coinvolgendo gli enti locali e le forze sociali per definire,
reperendo le risorse necessarie, il completamento del raddoppio
della linea ferroviaria Messina-Palermo.
Questa richiesta, alla quale l'Assessore non ha fornito
risposta, è importante dal punto di vista del Gruppo parlamentare
dei DS, perché potrebbe consentire al Governo della Regione, intanto
di coinvolgere i soggetti sociali e istituzionali che nei territori
della provincia di Messina e della provincia di Palermo hanno
animato, nel corso di questi anni, la richiesta di completare una
infrastruttura molto importante e avere più forza, quindi, nei
confronti del Governo nazionale e delle FF.SS. affinchè questa
conclamata priorità del completamento della dorsale diventi
concretamente un obiettivo perseguibile in tempi ragionevoli.
Infatti, vorrei ricordare, anche in questa circostanza, che i
riferimenti puntuali che ha fatto l'Assessore rispetto ai lavori
programmati e in parte in corso di esecuzione, non risolvono il
problema fondamentale e cioè che per il tratto mancante, circa 70 km
tra Patti e Castelbuono, non siamo ancora nella fase di
progettazione. Considerato che tale opera è iniziata quasi vent'anni
fa e ancora è a poco più della metà del percorso dal punto di vista
del raddoppio, se non si reperiscono le risorse e soprattutto non si
definiscono i tempi entro i quali queste risorse potranno
trasformarsi in opere per il raddoppio, noi rischiamo di avere, se
guardiamo a ciò che si è realizzato finora, il completamento di
questa opera nell'arco di altri venti anni. E non so a cosa possa
servire - se consideriamo che oggi avvertiamo questo 'gap'
insopportabile dal punto di vista infrastrutturale - un'opera di
tale genere, se verrà completata tra vent'anni.
Vorrei ricordare che l'ultimo tratto che è stato appaltato, o
per meglio dire finanziato, quello cioè riguardante il tratto da
Cefalù a Pollina, è previsto come entrata in esercizio entro il
2012, se non ricordo male.
Quindi, se un tratto, che è già finanziato e progettato, sarà
fruibile nel 2012 e cioè fra nove anni è del tutto evidente che i
tratti che non sono stati ancora nemmeno finanziati e per i quali
non è prevista la progettazione è presumibile che potranno essere
fruibili in un arco di tempo molto più lontano.
Considero assolutamente necessario, anche per dare seguito alla
mozione solenne che l'Assemblea regionale siciliana ha approvato
dopo il disastro di Rometta, che a proposito dell'obiettivo del
completamento della Messina-Palermo ci sia una fortissima
accelerazione. E in tal senso il Governo regionale dovrebbe avere
una iniziativa più incalzante nei confronti del Governo nazionale e
delle Ferrovie dello Stato, utilizzando - come ricordavo prima - le
iniziative e la sensibilità molto diffusa che c'è nelle province di
Messina e Palermo, dando in tal modo a questa importante opera
infrastrutturale quel rilievo, nell'ambito delle scelte nazionali,
che merita.
Concludo ricordando il richiamo al ponte sullo stretto di
Messina fatto poc'anzi dall'assessore: se continuiamo di questo
passo e con questi ritmi è chiaro che anche la prospettiva del ponte
diventa un miraggio lontanissimo e del tutto ininfluente rispetto
alle prospettive di sviluppo di cui oggi ha bisogno la Sicilia.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula dei firmatari le interrogazioni
n. 796 "Notizie sulle domande di agevolazioni presentate ai sensi
dell'art. 75 della legge regionale n. 32 del 2000", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici; n. 823
"Attivazione di un servizio di collegamento marittimo mediante
catamarano, tra Sciacca e le isole minori", dell'onorevole
Manzullo e n. 829 "Notizie circa la compatibilità della prevista
realizzazione in Sicilia di 37 campi da golf, con la crisi
idrica", dell'onorevole Ferro si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 855 "Notizie in merito allo
stato della linea ferroviaria 'Circumetnea'", degli onorevoli Raiti,
Morinello, Ferro, Miccichè, Spampinato, Villari e Barbagallo.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
- la Circumetnea è una linea ferroviaria che attraversa i
paesi più suggestivi del Parco dell'Etna e del
distretto della Lava;
- la linea è utilizzata da molti cittadini, lavoratori e,
in particolare, studenti pendolari che possono grazie
alla Circumetnea raggiungere le proprie scuole;
- la linea è, altresì, conosciuta dai numerosi turisti
che la utilizzano per meglio conoscere l'entroterra
catanese;
- il treno attraversa i posti più suggestivi della
Sicilia orientale, offrendo a Siciliani e turisti un
percorso unico per bellezza e varietà del paesaggio;
rilevato che:
- nessun intervento è stato ancora posto in essere per
valorizzare appieno la Circumetnea;
- la linea ferroviaria non è pubblicizzata che da pochi
tour operators, i quali sponsorizzano gite treno + bus
che permettono di visitare da una prospettiva unica
zone di fama internazionale come le Gole
dell'Alcantara, il castello di Nelson, la Pineta di
Linguaglossa, il centro storico di Randazzo e così via;
- la mancanza di interventi specifici sta causando con il
passare del tempo un peggioramento delle condizioni in
cui versa la linea;
considerato che:
- l'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 11
settembre 2000, n. 296, assegna alla Regione siciliana
tutte le attribuzioni nelle materie concernenti le
comunicazioni ed i trasporti regionali di qualsiasi
genere;
- in virtù dell'articolo 6 della legge regionale n. 296
del 2000, la Circumetnea è da considerarsi a tutti gli
effetti un servizio pubblico di trasporto regionale;
ritenuto che un impegno diretto della Regione siciliana
può permettere che la Circumetnea diventi un percorso
turistico a tutti gli effetti con un ritorno economico
non indifferente per i paesi attraversati e un valido
strumento di trasporto per i numerosi cittadini che
utilizzano il treno per recarsi al lavoro o a scuola;
per sapere:
- se il Governo e, in particolare, l'Assessore per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti sia a
conoscenza dello stato in cui versa la Circumetnea;
- quali interventi intenda realizzare l'Assessore per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti per una piena
valorizzazione della linea ferroviaria in questione e
per il rilancio del percorso turistico della zona, che
comprende anche l'unico campo di golf esistente oggi in
Sicilia." (855)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli onorevoli
interroganti con l'atto ispettivo in trattazione, hanno chiesto al
Governo della Regione di far conoscere la condizione in cui versa la
Ferrovia Circumetnea, con particolare riguardo agli interventi che
si intendono realizzare per valorizzare la predetta linea
ferroviaria e per rilanciare il sistema turistico della zona.
La linea ferrata Circumetnea attraversa con il suo tracciato
zone fortemente urbanizzate e densamente abitate del capoluogo in
direzione dei paesi pedomontani etnei nonché, uscendo fuori dal
perimetro urbano, descrive un suggestivo anello attorno al vulcano
che ne valorizza ed esalta le bellezze paesaggistiche e
naturalistiche.
Il tracciato ferroviario, così come è stato concepito ai tempi
della sua realizzazione, presenta, specie nel tratto che si sviluppa
nel contesto urbano, caratteristiche geometriche nonchè di
scartamento tali da abbisognare sicuramente di una riconsiderazione
integrale per renderla idonea alla funzione di infrastruttura di
trasporto pubblico collettivo.
Pertanto, nel contesto degli interventi individuati nell'ambito
della programmazione negoziata con lo Stato per il rilancio delle
infrastrutture di trasporto nell'Isola, sono state apportate
nell'APQ di settore, stipulato il 5 ottobre 2001, delle risorse a
valere su diverse canali di finanziamento (legge n. 211 del 1992 e
Agenda 2000) con le quali sarà possibile continuare nei piani di
ammodernamento strutturale e tecnologico di tale importante
infrastruttura di trasporto per una sua riconversione funzionale a
ferrovia metropolitana che, specie nel tessuto urbano, potrà
svolgere ad opere ultimate, un ruolo tutt'altro che trascurabile per
una riorganizzazione in chiave integrata della mobilità cittadina.
Al riguardo si segnalano i lavori in corso da Piazza Galatea a
Piazza Giovanni XXIII che consentirà, tra diciotto mesi, ai binari
di raggiungere la stazione centrale delle Ferrovie dello Stato,
considerata importante nodo di interscambio con i servizi ferroviari
ed automobilistici ivi gravitanti.
Sono in fase avanzata di definizione gli adempimenti
propedeutici all'espletamento della gara di appalto relativi alla
tratta Giovanni XXIII-Piazza Stesicoro-aeroporto, che consentirà al
capoluogo etneo, in linea con quanto avviene nelle altre capitali
europee, un rapido collegamento con il suo aeroporto, nonchè, dal
versante della zona dell'Etna, quella relativa alla tratta
Borgo-Nesima e Nesima-Misterbianco, quest'ultima finanziata con i
fondi POR Sicilia 2000-2006.
Inoltre, sempre a valere sui fondi del POR 2000-2006, con
provvedimento n. 299 del Dipartimento turismo, è stato proposto
dall'Unione europea l'inserimento della tratta extraurbana
Paternò-Adrano per consentire una migliore accessibilità dei centri
urbani, stretta integrazione con la città metropolitana di Catania,
nonchè l'acquisizione di quattro unità di trazione che consentiranno
un ulteriore svecchiamento del parco rotabile.
Tutti questi interventi appena accennati, che attiveranno
ingenti risorse finanziarie con benefici non trascurabili sulle
economie locali in termini di livelli occupazionali mobilitati e di
ricaduta sull'indotto, consentiranno alla ferrovia circumetnea di
assumere l'aspetto di una moderna ferrovia al servizio degli
spostamenti giornalieri non solo in ambito urbano, ma, altresì, sul
versante di accesso al capoluogo dai paesi pedemontani dell'Etna
nonchè, altro aspetto da non sottovalutare, di sfruttare al meglio
quella vocazione turistica che rappresenta sicuramente una delle
caratteristiche peculiari di tale ferrovia.
Sarà in tal modo possibile dare corpo a quel disegno, che
rappresenta, altresì, un preciso impegno politico della Regione, di
costruzione di una mobilità ecosostenibile, per una riqualificazione
del contesto urbano interessato, una rivitalizzazione del tessuto
economico e produttivo ed un miglioramento delle condizioni di vita
delle popolazioni residenti che l'onorevole Raiti, che abita in
quella zona, conosce perfettamente.
Infine, pare opportuno evidenziare che è di qualche giorno fa
l'intesa tra il Commissario governativo della ferrovia circumetnea,
avvocato Filippo Bucato, ed il sindaco Scapagnini, nella sua veste
di Commissario per l'emergenza traffico, per la definizione del
nuovo assetto del sistema metropolitano nel nodo ferroviario
catanese.
Obiettivo principale dell'accordo è l'accelerazione delle
procedure per realizzare il sistema della metropolitana di Catania.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi posso
dichiarare soddisfatto, anche se oggettivamente nella risposta
dell'Assessore ci sono alcuni dati positivi, che tra l'altro sono
a conoscenza del sottoscritto ma anche dell'opinione pubblica, per
quanto riguarda l'utilizzazione della tratta della ferrovia
circumetnea in ambito metropolitano, per l'accesso all'aeroporto o,
comunque, per lo snellimento del traffico nella città di Catania.
Ma il ragionamento che voleva sviluppare l'interrogazione, il
ragionamento fondamentale a cui non è stata data risposta, riguarda
l'intenzione della Regione di recepire, di applicare nel contesto
odierno il disposto del decreto legislativo n. 296 del 2000.
L'articolo 6 del decreto legislativo n. 296 del 2000 di fatto
trasferisce alla Regione la potestà in questa materia; la ferrovia
circumetnea ha tutti i requisiti per essere considerata una ferrovia
di carattere e di interesse regionale.
Sino ad oggi non ho visto alcun atto di indirizzo politico che
vada nell'applicazione di questo articolato. Significa che noi non
esercitiamo la potestà che ci è stata concessa dallo Stato e, di
conseguenza, non abbiamo una strategia politica che vada nella
direzione del potenziamento di questa ferrovia.
Se è vero, come è vero, che si stanno realizzando quei lavori -
ripeto - relativi all'accesso all'area metropolitana, è anche vero
che l'80 per cento della ferrovia circumetnea snoda il proprio
tracciato attraverso il vulcano dell'Etna: è un anello che
attraversa tutto il perimetro del parco dell'Etna.
Proprio lì è necessario che noi applichiamo, così come io
ritengo si debba fare, il decreto legislativo del 2000, e
applichiamo la scelta politica di potenziare quell'anello nella
direzione di dare innanzitutto dei vettori che siano all'altezza e
che possano essere considerati tali. Infatti, è vero che ci sono dei
tratti che hanno uno scartamento con una difficoltà non
indifferente, soprattutto quando attraversano il centro urbano, ma
proprio per questo la prima cosa che si dovrebbe fare è quella di
dotare la ferrovia circumetnea di vettori adatti, vettori moderni
che possano garantire, assieme al trasporto su gomma (perché la
ferrovia circumetnea ha anche il trasporto su gomma) dei circuiti
integrati che consentano al turista di poter godere di quel panorama
e di quegli scenari unici al mondo.
Credo che bisogna andare in questa direzione ed il Governo deve
assumere un impegno forte.
Tra l'altro, ciò si inquadra in un contesto particolare che è
quello che scaturisce dall'emergenza Etna, a seguito della quale
sappiamo tutti che quel territorio, a partire da Nicolosi, Adrano,
Randazzo, Bronte, Linguaglossa e via dicendo, è stato fortemente
penalizzato dai danni provocati dall'eruzione vulcanica. L'eruzione
vulcanica però - così come è stato da lei detto più volte ed io
condivido - ha procurato da un lato un danno emergente e dunque
nell'immediato un danno all'economia locale, dall'altro lato è
comunque una risorsa da valorizzare in quanto caratteristiche
eruttive di quel genere certamente sono uniche al mondo e bisogna
permettere ai turisti di goderne.
Pertanto, in questo contesto e tenendo conto del particolare
momento storico che viviamo, credo che l'applicazione delle potestà
consentite dal decreto legislativo del 2000 ed una scelta politica
che vada in questa direzione, oltre a dare risposte immediate alla
popolazione, possano consentire anche di risollevarsi dai danni
subìti, debbano essere per scelta politica un percorso ed una
strategia da attuare affinchè tutti possano beneficiare di un
servizio di tale natura che - ripeto - circonda e fa visionare in
maniera totale tutti quei beni del parco dell'Etna, oltre a dare un
servizio anche agli studenti che beneficiano di questa tratta.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che
l'assessore Cascio invierà risposta scritta all'interpellanza n. 71
"Iniziative per garantire che gli aeromobili di Volare airlines e
Alpieagles, che gestiscono le tratte aeree da e per Venezia, siano
abilitati al trasporto di passeggeri in barella", dell'onorevole
Turano.
Si passa all'interrogazione n. 953 "Interventi per la
realizzazione di un aeroporto nel territorio siciliano",
dell'onorevole Vicari.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e per i trasporti, premesso
che in Sicilia esistono allo stato attuale soltanto
cinque scali aeroportuali e precisamente:
Palermo-Punta Raisi con un'utenza annuale di 3 milioni
di passeggeri,
Catania-Fontanarossa con un'utenza annuale di 4 milioni
di passeggeri;
Trapani-Birgi con un'utenza annuale di 5 mila
passeggeri;
Lampedusa e Pantelleria con un'utenza limitata soltanto
al periodo estivo;
considerato che:
- i recenti fenomeni eruttivi del vulcano Etna hanno
paralizzato il flusso turistico e quello giornaliero
dei passeggeri, mettendo in ginocchio l'economia di
buona parte dell'Isola;
- l'aeroporto di Palermo-Punta Raisi non è stato in grado
di sopperire alla chiusura dell'aeroporto di
Catania-Fontanarossa e le esigenze di migliaia di
passeggeri sono state disattese allontanando dai
circuiti dell'Isola forti correnti turistiche;
- il nuovo aeroporto servirebbe tutta l'area della
provincia di Ragusa e farebbe decollare definitivamente
la già florida economia iblea, consentendo di
trasportare in poche ore i primaticci delle campagne di
Vittoria nel cuore dell'Europa ed, inoltre, in caso di
emergenza, potrebbe ospitare gli aerei dirottati da
Fontanarossa;
tenuto conto del fatto che:
- la realizzazione di un nuovo aeroporto nel centro
dell'Isola migliorerebbe la libertà di movimento dei
passeggeri, potenziando soprattutto il turismo e il
nuovo scalo potrebbe decongestionare il traffico aereo
di Catania e Palermo;
- a Comiso si trova un'area aeroportuale dove ha operato
in passato l'ex base NATO e per la creazione di detta
infrastruttura esiste un finanziamento di Agenda 2000
(provvedimento del 20 novembre 2000);
per sapere se non ritenga opportuno intervenire
urgentemente, con tutti i mezzi e le risorse di cui
dispone, al fine di realizzare al più presto la
suddetta infrastruttura aeroportuale." (953)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione in
trattazione l'onorevole Vicari ha evidenziato la necessità di
accelerare le procedure per la realizzazione dell'aeroporto di
Comiso, tenuto conto anche degli ultimi avvenimenti che hanno
interessato la nostra Isola, quale l'eruzione dell'Etna che ha
determinato la chiusura dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa, con
tutte le conseguenze che ne sono scaturite.
A tal proposito giova ricordare che, nell'ambito della
programmazione del POR Sicilia 2000-2006, tra gli interventi
previsti nella misura 6.04 "Riqualificazione e creazione di poli
aeroportuali secondari" è inserita anche la realizzazione
dell'aeroporto di Comiso.
In relazione a quanto premesso, l'Amministrazione comunale di
Comiso (ente beneficiario finale) ha già avuto approvato dall'Ente
Nazionale per l'Aviazione Civile il progetto definitivo
relativamente a detto intervento infrastrutturale.
E' già in sede avanzata la redazione del progetto esecutivo che
la stessa Amministrazione comunale prevede di presentare entro i
primi mesi del 2003 (presumibilmente entro marzo).
Conseguentemente all'approvazione del progetto esecutivo da
parte dell'E.N.A.C., il Comune provvederà ad avviare le procedure
per la realizzazione dell'aerostazione.
La somma complessiva dell'intervento è pari a 47 milioni di
euro.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Vicari per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.
VICARI Mi dichiaro soddisfatta.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì
19 febbraio 2003, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI.
II- LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:
N. 202 - Intervento urgente al fine di impedire l'utilizzo delle
basi NATO in Sicilia per l'attacco americano in Iraq.
FORGIONE - LIOTTA - FERRO -
MORINELLO - ORLANDO -GURRIERI
N. 203 - Interventi a sostegno dei lavoratori forestali.
RAITI - FERRO - MICCICHE'
MORINELLO - ORLANDO - GURRIERI
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: "ENTI LOCALI".
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (nn. 554-557-562).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553).
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19.27
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30)