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Resoconto d'Aula della Seduta n. 115 di mercoledì 12 febbraio 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    La seduta è aperta alle ore 18.05.

     BASILE   segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende approvato.

             COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE RITA BARTOLI COSTA

                     (Tutta l'Aula si alza in piedi)

     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  è venuta a mancare lo scorso 19
  gennaio  l'onorevole  Rita  Bartoli  Costa,  deputato dell'Assemblea
  nella IX e  X  legislatura, dal  1981 al 1991.
       Sento innanzitutto  di  dovere esprimere dinanzi ai parenti qui
  presenti il cordoglio unanime dell'Assemblea per la scomparsa di una
  sua   degna  rappresentante.
       L'esperienza  politica dell'onorevole Bartoli Costa si snoda in
  una drammatica  fase  della  storia  siciliana,  quella degli ultimi
  decenni   del   Novecento,   caratterizzata  dalla  contrapposizione
  frontale fra lo Stato e la criminalità mafiosa.
       All'interno di questo contesto, l'onorevole Bartoli Costa seppe
  assumere   un   ruolo   di   rilievo,   manifestando  uno  spontaneo
  attaccamento ed  un  convinto sostegno alle Istituzioni dello Stato,
  non soltanto  nell'impegno parlamentare, ma anche in quello sociale,
  dove ha  svolto  una  intensissima  esperienza  di  testimonianza  a
  diretto contatto  con  i  giovani,  stimolando  negli studenti delle
  scuole siciliane lo  sviluppo  di una coscienza civile e la speranza
  nel cambiamento.
       Colpita  duramente dalla tragica scomparsa dell'amato consorte,
  il  Procuratore  Capo  della  Repubblica, Gaetano  Costa, che  aveva
  testimoniato con il  suo  sacrificio,  il  6  agosto  del  1980,  il
  rigore morale,  la  fermezza  e la dignità delle Istituzioni dinanzi
  all'infame  sfida  del  terrorismo mafioso, l'onorevole Rita Bartoli
  Costa ne raccolse l'eredità ideale, riversando il suo impegno civile
  e la sua  passione politica nei dibattiti parlamentari che la videro
  protagonista e  nei  provvedimenti da lei stessa ispirati e promossi
  sul fronte della solidarietà alle vittime della violenza mafiosa.
       Eletta  sia  nel  collegio  di  Caltanissetta  che in quello di
  Palermo   nelle   file  del  Partito  Comunista,  fece  parte  delle
  Commissioni   "Antimafia"   e   "Sanità",  occupandosi  anche  della
  Commissione per la Biblioteca dell'Assemblea.
       E'  stata  promotrice e relatrice in Aula di leggi regionali in
  favore   delle   vittime  della  criminalità  mafiosa  e   dei  loro
  familiari (leggi regionali  numero  90 del 1982, numero 10 del 1986,
  numero 14  del  1989)  leggi  che  hanno  contribuito  a qualificare
  l'immagine della nostra Regione, prevedendo misure non legate ad una
  logica  di  repressione,  peraltro estranea alle competenze previste
  dallo  Statuto,  bensì  informate  alla  necessità  di  tutelare  le
  famiglie colpite dalla perdita di congiunti, indipendentemente dalla
  loro appartenenza agli apparati dello Stato o della Regione.
       Questa  solidarietà a tutto tondo che l'onorevole Bartoli Costa
  intendeva  testimoniare  nei  confronti delle famiglie delle vittime
  della  criminalità  traspare da un passaggio di un suo intervento in
  Aula  a  commento del tragico incidente che coinvolse il 25 novembre
  del  1985  il  corteo  di  auto  blindate  che scortavano il giudice
  Borsellino,  provocando  la morte di  due studenti del liceo Meli in
  attesa  alla  fermata dell'autobus.
       Diceva   l'onorevole   Bartoli  Costa  in  questa  circostanza,
  ricordando le parole  di  suo  marito:  "il  giudice è un momento di
  serenità e di  equilibrio  nella  vita  della  società e, quindi, un
  momento di garanzia, e  se  questa  garanzia  dovesse  venir meno la
  società potrebbe essere pronta a tutte le avventure.  Oggi mi chiedo
  spesso come  possano lavorare e vivere serenamente questi magistrati
  costretti a passare  le  loro  giornate da un'Aula super blindata ad
  una macchina  blindata  e  scortata,  assordati  dalle sirene che li
  accompagnano per  passare  ad una casa super protetta.
       E' difficile  lavorare senza serenità, senza cioè la libertà di
  poter fare quattro  passi,  di potere andare in un un negozio a fare
  tranquillamente i  propri  acquisti;  senza  potere andare al cinema
  come tutti gli  altri cittadini...  Non si può vivere anno dopo anno
  in una città occupata dalla mafia, dove una madre che accompagna due
  bambini a scuola, a  Trapani, salta  in  aria, non avendo a che fare
  nulla con la  mafia;  dove  dei  bambini,  dopo avere assistito alle
  lezioni, possono  morire da un momento all'altro;.oggi tocca a loro,
  domani  può   toccare   ad  un  altro  passante...."
       Queste  parole   continuano  con  la  passione  che  tutti  noi
  conosciamo  dell'onorevole  Rita Bartoli Costa, che così proseguiva:
  "Il problema non  è  più quello delle scorte, non è più quello delle
  macchine a sirene  spiegate, qui il problema è uno soltanto:  quello
  della riconquista  del territorio".
       Poco prima della sua scomparsa, ultima testimonianza della vita
  e delle idee  di  Rita  Bartoli  Costa  è  offerta dal suo libro dal
  titolo "Una storia  vera a Palermo", alla cui presentazione ho avuto
  l'onore di  presenziare  pochi  mesi fa.
       Nell'intreccio tra  ricordi  della  vita  privata e vicende del
  nostro tempo, la  signora  Bartoli  Costa  ha  inteso  darci  il più
  significativo messaggio  di  cui  la  sua  stessa  vicenda  umana  e
  personale  è   testimonianza.   Così  disse:  "La  lotta  contro  la
  criminalità deve  essere,  anzitutto, lotta contro l'oblio, che è il
  più spietato strumento  del  potere".  Questo è il messaggio che noi
  raccogliamo dalle parole di Rita Bartoli Costa facendone oggetto del
  nostro impegno politico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE    Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    - "Norme  in  materia  di  pluralismo informatico nella adozione e
    diffusione  di  software  libero e nella portabilità dei documenti
    informatici   nella   pubblica   Amministrazione   della   Regione
    siciliana" (n. 577)
    - di iniziativa parlamentare
    - presentato  dagli  onorevoli Giannopolo, De Benedictis in data 7
    febbraio 2003

    - "Disegno  di  legge  voto  per  la  modifica dello Statuto della
    Regione siciliana" (578)
    - di iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Capodicasa,  Speziale, Cracolici,
    Crisafulli,  De  Benedictis, GiannopoLo, Oddo, Panarello, Villari,
    Zago in data 7 febbraio 2003

    - "Norme  per  il  riconoscimento  ed  il  sostegno delle comunità
    giovanili" (n. 579)
    - di iniziativa parlamentare
    -   presentato  dagli  onorevoli  Vitrano,  Barbagallo,  Genovese,
    Gurrieri, Tumino, Zangara in data 7 febbraio

                       COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono pervenute dal Governo e che sono
  state  assegnate alle competenti Commissioni legislative le seguenti
  richieste di parere:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Ente  acquedotti siciliani - Nomina commissario straordinario:
    Prof.  Ignazio Melisenda Giambertoni" (n. 118)
    - pervenuta in data 10 febbraio 2003
    - trasmessa in data 11 febbraio 2003

    - "Ente parco Madonie - Nomina presidente" (n. 119)
    - pervenuta in data 10 febbraio 2003
    - trasmessa in data 11 febbraio 2003

                COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                        L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

    - "Accordo di programma quadro recupero marginalità sociale e pari
    opportunità" (n. 117)
    - pervenuta in data 5 febbraio 2003
    - trasmessa in data 10 febbraio 2003
    - trasmessa in pari data alle Commissioni I, V e VI

            COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI
            DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  le assenze e le sostituzioni alle riunioni
  delle commissioni legislative per il periodo 6 - 11 febbraio 2003.

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 06.02.03: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-IOPPOLO-
                          LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO-SCOMA

                                   BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 11.02.03: D'ANTONI-GENOVESE-MANCUSO-SPEZIALE

   Sostituzioni
   Riunione del 11.02.03: LEONTINI sostituito da MERCADANTE
                          ROTELLA      "       " ACIERNO

                            ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione del 06.02.03: GAROFALO-LO CURTO-GALLETTI

   Sostituzioni
   Riunione del 06.02.03: PANARELLO sostituito da CRISAFULLI
                          VIRZI'         "      " IOPPOLO

                         CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Assenze
   Riunione del 11.02.03: FERRO-FRATELLO-GIAMBRONE-INFURNA-SEGRETO

                          SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 06.02.03: LO GIUDICE-CRISTAUDO-LEANZA-MERCADANTE

   Sostituzioni
   Riunione del 06.02.03: MORINELLO sostituito da RAITI

                            ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni

       - con richiesta di risposta orale:

            N. 1032 - Sollecitazioni ed  interventi  per  il  rilancio
          dell'Area di sviluppo industriale di Lentini.
          - Presidente Regione
          - Assessore Industria
          Firmatario: Sbona Sebastiano;

            N. 1033 - Verifica dell'incidenza  di  patologie  tumorali
          nella provincia di Trapani.
          - Assessore Sanità
          Firmatario: Oddo Camillo;

            N. 1034 - Notizie  sul  processo  di  stabilizzazione  dei
          lavoratori precari in Sicilia.
          - Presidente Regione
          - Assessore Lavoro
          Firmatario: Cracolici Antonino;

            N.     1036  -  Provvedimenti  per  garantire  prospettiva
          occupazionale      ai  lavoratori  ex  Sigma,  poi  DA.LI  e
          successivamente manifattura Miraglia.
          - Presidente Regione
          Firmatario: Cracolici Antonino;

            N. 1037 - Chiarimenti in ordine alle modalità
          dell'attività di 'volantinaggio' deliberate  dal  Comune  di
          Trapani.
          - Presidente Regione
          - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Morinello Salvatore;

       - con richiesta di risposta scritta:

            N. 1031 - Attivazione della pista aeroportuale  di  Comiso
          (RG).
          - Presidente Regione
          Firmatario: Gurrieri Sebastiano;

            N. 1035 - Notizie in ordine al piano formativo 2003.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
           Firmatari:
          Barbagallo Giovanni; Vitrano Gaspare; Genovese Francantonio.

                                ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

    N. 202  "Intervento  urgente  al fine di impedire l'utilizzo delle
    basi NATO  in  Sicilia  per  l'attacco  americano  in Iraq", degli
    onorevoli   Forgione  Francesco;  Liotta  Santo;  Ferro  Giovanni;
    Morinello   Salvatore;   Raiti   Salvatore;  Giannopolo  Domenico;
    Presentata il 6/02/03

    N.  203  "Interventi  a  sostegno dei lavoratori forestali", degli
    onorevoli  Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè Calogero;
    Morinello   Salvatore;   Orlando   Leoluca;  Gurrieri  Sebastiano;
    Presentata il 6/02/03.

       Avverto  che  le  stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta   successiva   perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

       Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno che  nel  corso  della  seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE  Si passa al punto II dell'ordine del giorno:  Lettura
  ai sensi e  per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

    N. 194 "Interventi per bloccare le sperimentazioni sui cuccioli di
    beagle in  corso presso la sede di Catania della casa farmaceutica
    Wyeth   Lederle",   degli   onorevoli  Fleres  Salvatore;  Catania
    Giuseppe;    Maurici   Giuseppe;   Scoma   Francesco;   Mercadante
    Giovanni;

    N. 195  "Intervento  urgente  al  fine di impedire lo scorporo dal
    gruppo  ANSALDOBREDA  dello  stabilimento  IMESI di Carini", degli
    onorevoli  Liotta  Santo;  Papania  Antonino;  Forgione Francesco;
    Raiti Salvatore;

    N. 196  "Iniziative  per  garantire la continuità produttiva ed il
    mantenimento dei livelli occupazionali dell'IMESI di Carini (PA)",
    degli  onorevoli Virzi' Gioacchino; Tricoli Marzio; Formica Santi;
    Ioppolo Giovanni; Infurna Giuseppe;

    N.  197  "Istituzione  di  un  gruppo  di  lavoro  che  si  occupi
    dell'organizzazione  dell'anno  europeo  delle  persone disabili e
    dell'accessibilità  dei  monumenti  e  dei  beni culturali", degli
    onorevoli  Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;  Maurici Giuseppe;
    Scoma Francesco; Burgaretta Aparo Sebastiano;

    N.  198  "Iniziative  per  il  rilancio  del  patrimonio  storico,
    artistico ed immobiliare della Regione siciliana", degli onorevoli
    Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;  Scoma
    Francesco; Burgaretta Aparo Sebastiano;

    N. 199  "Iniziative  in  favore  del  diritto  allo studio", degli
    onorevoli  Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;  Maurici Giuseppe;
    Scoma Francesco;  Burgaretta Aparo Sebastiano;

    N. 200  "Interventi  presso  la  Commissione  europea  al  fine di
    procedere   al   riconoscimento   della   denominazione   'Vergine
    integrale'  del  miele  prodotto  a  Zafferana  Etnea  (CT), degli
    onorevoli  Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;  Maurici Giuseppe;
    Beninati Antonino; Scoma Francesco;

    N.  201  "Costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta
    sul servizio 118 in Sicilia", degli onorevoli Giannopolo Domenico;
    Oddo Camillo;  Raiti Salvatore;  Spampinato Giuseppe.

       Ne do lettura:

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il   15   gennaio  2003  il  Parlamento  Europeo  ha
              predisposto   norme  che  vietano  l'utilizzo  degli
              animali per le sperimentazioni dei cosmetici;

            - nella   stessa   data  la  Camera  dei  Deputati  ha
              approvato   all'unanimità   il   disegno   di  legge
              contenente  pene  e  sanzioni  per chi maltratta gli
              animali d'affezione;

            - è  stato più volte dimostrato che i tests effettuati
              sugli  animali non sempre possono essere considerati
              utili per gli uomini, per le note differenze tra gli
              esseri umani e gli animali;

            - è  degli  ultimi  giorni la notizia che la nota casa
              farmaceutica  Wyeth  Lederle, presso la propria sede
              di  Catania,  ha preso in consegna venti cuccioli di
              beagle  per   sperimentare  gli  effetti  di  alcuni
              antidepressivi;

            - l'antidepressivo viene generalmente somministrato in
              rapporto  a  fatti  che  determinano la depressione,
              dunque  è  necessario  un  rapporto  medico-paziente
              impossibile con i cani;

            - i  risultati  di  tali  sperimentazioni  non possono
              quindi  essere  trasferiti in dati tranne che, fatto
              ancor  più terribile, non si proceda ad una verifica
              sul tessuto cerebrale dei cuccioli;

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad   intervenire   presso  il  Parlamento  nazionale
              affinché  venga  modificata la legge n. 116 del 1992
              relativa alla sperimentazione sugli animali;

            - a vietare nell'ambito del territorio regionale l'uso
              degli animali per le sperimentazioni, allorquando le
              stesse  potrebbero,  come  nel  caso dei beagle, non
              essere indispensabili;

            - ad accertare l'effettiva necessità di procedere alle
              sperimentazioni  da  parte  della  Wyeth  Lederle di
              Catania  e,  qualora le stesse risultino necessarie,
              ad  informare  l'ARS  sui risultati, su quanto venga
              effettuato sui cuccioli e sulle sorti degli stessi a
              fine sperimentazioni." (194)

                                   FLERES - CATANIA G. -MAURICI -
                                   SCOMA - MERCADANTE

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - l'IMESI    di   Carini,   appartenente   al   gruppo
              ANSALDOBREDA, si è affermata come ditta costruttrice
              di  materiale rotabile ed in particolare di carrozze
              ferroviarie,  realizzando importanti prodotti per il
              mercato nazionale ed internazionale;

            - l'ANSALDOBREDA  ha incassato un cospicuo portafoglio
              ordini  con  commesse  in  Danimarca,  Stati  Uniti,
              Spagna, Norvegia, Svezia e Grecia;

            - il       70%       del       Gruppo      industriale
              ANSALDOBREDA-FINMECCANICA   è   di   proprietà   del
              Ministero del Tesoro;

     CONSIDERATO che:

            - l'ANSALDOBREDA, il 15 gennaio 2003, ha comunicato la
              procedura  di  vendita dello stabilimento IMESI alla
              KELLER    di   Palermo   il   cui   proprietario   è
              l'imprenditore Piero Mancini;

            - la  Keller è attualmente priva di commesse con oltre
              500 dipendenti in cassa integrazione;

            - l'imprenditore Mancini, nell'accordo sottoscritto al
              Ministero delle Attività Produttive, si  è impegnato
              a garantire per la  Keller un programmato rientro al
              lavoro del personale a partire dal 30 settembre 2002
              con i primi 30 operai;

            - ad  oggi  nessun rientro è avvenuto e gli annunciati
              lavori  di  manutenzione  ed adeguamento strutturale
              dello   stabilimento,   da  effettuarsi  durante  il
              periodo di chiusura, non sono mai stati eseguiti;

            - gli  interessi  dell'imprenditore  Mancini  sembrano
              essere   orientati   ad  una  diversa  utilizzazione
              dell'area  in cui insiste la Keller, con un presunto
              obiettivo   di  edificare  e  dunque  dismettere  lo
              stabilimento;

     RILEVATO che:

            - un   imprenditore   con  questi  obiettivi  non  può
              acquistare  uno stabilimento carico di commesse come
              l'IMESI   che  scorporato  dal  gruppo  ANSALDOBREDA
              rischia di chiudere;

            - una  operazione di fuoriuscita dell'Imesi dal gruppo
              industriale   a  cui  appartiene  ed  un'ipotesi  di
              vendita   dello   stabilimento  ad  un  imprenditore
              assolutamente     disinteressato    allo    sviluppo
              produttivo, significherebbe dare un colpo mortale al
              comparto  metalmeccanico  regionale,  ma, cosa ancor
              più grave,  lascerebbe  al loro destino centinaia di
              lavoratori con elevate competenze nel settore ed una
              grande professionalità;

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad esperire,  presso  il  Governo nazionale e con un
              tavolo  di trattativa regionale, ogni tentativo atto
              a garantire il mantenimento dello stabilimento IMESI
              dentro  l'attuale  gruppo  industriale ANSALDOBREDA,
              evitando in  tal  modo  il verificarsi di operazioni
              speculative   e  la  dispersione  di  un  patrimonio
              produttivo  ed  occupazionale importantissimo per la
              Provincia di Palermo e per l'intera Sicilia." (195)

                                       LIOTTA - PAPANIA -
                                       FORGIONE - RAITI

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     ATTESA la manifestata  intenzione  della  Ansaldo  - Breda di
              procedere   alla   cessione   del   ramo   d'azienda
              costituito dallo stabilimento  di Carini alla Keller
              Elettromeccanica  con  sede  in Villacidro (CA), non
              prima del 20 febbraio 2003;

     CONSIDERATO  che  Ansaldo - Breda, oltre ad essere la seconda
              società  al  mondo  per  la  produzione di materiali
              ferroviari,  vive attualmente un positivo momento di
              rilancio   produttivo,   con   consistenti  commesse
              provenienti da tutta Europa, che garantiscono lavoro
              continuativo per almeno un settennio;

     VALUTATO che:

            - nel  1991   la  Regione  siciliana,  allo  scopo  di
              salvare   lo  stabilimento  di  Carini,  stipulò  un
              accordo   con   l'EFIM,  cedendo  la  propria  quota
              azionaria   (il   49%)   per   un  solo  miliardo  e
              trasferendo alla Resais circa 480 dipendenti IMESI;

            - il preventivo  rilancio  aziendale  non  c'è stato e
              l'azienda,  transitata   con   Ansaldo  -  Breda  in
              Finmeccanica, si  è  sostanzialmente attestata su un
              organico di  circa  170  dipendenti,  nonostante  il
              rilevante   portafoglio   ordini  messo  assieme  da
              Ansaldo - Breda;

     OSSERVATO come, in  una fase di ripresa delle commesse appare
              assolutamente  incongruo dismettere stabilimenti nel
              nome  di   una  strategia  geografica  che  tende  a
              smobilitare nel Sud 'per combattere le diseconomie',
              aggravando una  situazione già resa drammatica dalla
              crisi Fiat;

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  attivare al più presto un confronto non solo con
              Finmeccanica  ma  anche  col  Governo  nazionale per
              garantire  non solo i livelli occupazionali ma anche
              la piena continuità produttiva della IMESI di Carini
              che   si  è  sempre  distinta  per i propri  livelli
              qualitativi  e  che  rappresenta  uno  degli  ultimi
              polmoni industriali della provincia di Palermo."(196)

                                           VIRZI' - TRICOLI -
                                           FORMICA - IOPPOLO -
                                           INFURNA

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il  2003  è  l'anno europeo delle persone disabili e
              sono    già    previste    diverse    campagne    di
              sensibilizzazione al tema;

            - anche   nell'ambito   della   Regione   siciliana  è
              opportuno  prevedere  azioni  concrete  che  possano
              garantire  una  migliore  partecipazione  alla  vita
              sociale dei soggetti disabili;

            - a  tal  fine  occorrerebbe  istituire  un  gruppo di
              lavoro,  così come già fatto in campo nazionale, che
              si  occupi  di  quanto  appena  citato, con espresso
              riferimento alla fruibilità dei beni culturali della
              Sicilia   e  per  agevolare  l'accesso  ai  pubblici
              uffici;

            - è   auspicabile,  nel  contempo,  l'elaborazione  di
              campagne   di   sensibilizzazione  anche  attraverso
              l'organizzazione  di  incontri,  convegni,  borse di
              studio e quanto ancora si reputi necessario;

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad istituire un gruppo di  lavoro, anche utilizzando
              componenti  dell'analoga struttura nazionale, con il
              compito  specifico  di occuparsi dell'organizzazione
              dell'anno   europeo   delle  persone  disabili,  con
              particolare  riferimento  alla  fruibilità  dei beni
              culturali ed all'accesso nei pubblici uffici;

            - a porre in essere tutte le iniziative ritenute utili
              per  una  capillare  campagna   di   informazione  e
              sensibilizzazione a favore dei soggetti disabili." (197)

                                          FLERES - CATANIA G. -
                                          MAURICI - SCOMA -
                                          BURGARETTA

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - i  capitoli  di  bilancio  destinati  alle  spese di
              restauro        di        tutti        i        beni
              storico-artistico-immobiliari      della     Regione
              siciliana,   nel    tempo    si    sono   dimostrati
              insufficienti   a far   fronte   alle   innumerevoli
              richieste di intervento;

            - i   nostri  beni  culturali,  insieme  alle  risorse
              naturali   ed   al  clima,  costituiscono  un  forte
              richiamo    turistico ed un sicuro mezzo di rilancio
              dell'economia del settore;

            - un'ulteriore  risorsa  è rappresentata dall'utilizzo
              dei  fondi  europei  da  parte degli enti locali, ma
              pare  che  non  siano state attivate le procedure da
              parte di tutti gli enti;

            - sarebbe,    comunque,    opportuno    prevedere   la
              predisposizione  di piani d'intervento redatti sulla
              base   di  indicazioni  fornite  direttamente  dalle
              istituzioni periferiche;

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    E PER ESSO
                   L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
                           E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

            - ad  indire tavoli  tecnici  con  le  Amministrazioni
              locali per definire  piani  di intervento quanto più
              possibile rispondenti alle esigenze del territorio;

            - a  predisporre  interventi  normativi  miranti ad un
              incremento  dei  capitoli  di  spesa  destinati alle
              attività di cui in premessa;

            - a  verificare  presso  le  Amministrazioni locali il
              rispetto  dei  termini  relativi  all'emanazione dei
              bandi facenti capo alla normativa europea." (198)

                                           FLERES - CATANIA G. -
                                           MAURICI - SCOMA -
                                           BURGARETTA

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la Regione siciliana,  con  la legge regionale n. 20
              del 2002, ha incentivato il diritto allo studio;

            - è opportuno  estendere  tali  possibilità  anche  ad
              altre  categorie,  quali i detenuti in espiazione di
              pena,  così  da  favorirne  il  reale  reinserimento
              sociale;

            - i  costi e le modalità della frequenza universitaria
              rappresentano un ostacolo per i detenuti e dunque si
              rende  necessario  prevedere  forme  agevolative  di
              natura  economica (borse di studio) ed organizzative
              (aule attrezzate, formazione a distanza);

            - sarebbe opportuno favorire accordi tra le Università
              siciliane   e  le  autorità  penitenziarie,  con  la
              collaborazione  della  Regione siciliana, al fine di
              rendere effettivo il diritto allo studio anche per i
              detenuti,

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    E PER ESSO
                  L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI  E  AMBIENTALI
                           E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

              a  porre  in essere iniziative  miranti  a  favorire
              quanto   in  premessa,   agevolando   la   frequenza
              universitaria da parte di detenuti  in espiazione di
              pena  o  sottoposti  a   misure  preventive,  nonché
              all'erogazione  di  somme  a   favore  degli  Atenei
              siciliani al fine di garantire la prosecuzione degli
              studi  da  parte  di tali  soggetti,  attraverso  la
              concessione  di  borse  di  studio,  la  stipula  di
              convenzioni  tra  le   Università   dell'Isola,   le
              autorità  penitenziarie  e  la   Regione,   per   la
              realizzazione  di interventi  didattici  miranti  ai
              detenuti studenti universitari." (199)

                                 FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
                                 SCOMA - BURGARETTA

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la   denominazione    'Vergine   integrale'   è   di
              particolare  rilevanza  poiché permette un'immediata
              riconoscibilità  del   prodotto   e  soprattutto  la
              possibilità per i  consumatori  di  una  distinzione
              dalle altre produzioni;

            - si è già verificato che produzioni di minore qualità
              abbiano invaso il mercato  a  discapito  di  chi  ha
              basato la propria  produzione  sulla  genuinità  del
              prodotto;

            - tale  riconoscimento presso la Commissione Europea è
              in   itinere  ma  pare  che  grandi  importatori  ed
              industriali del miele siano contrari;

            - peraltro   già   dal   1982  lo  Stato  italiano  ha
              riconosciuto  la  dizione  'Miele vergine integrale'
              per tutte quelle produzioni nazionali tradizionali,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad   intraprendere   ogni   iniziativa   utile   per
              sollecitare  la Commissione europea a riconoscere la
              denominazione  'Vergine integrale' al miele prodotto
              a Zafferana Etnea." (200)

                                 FLERES - CATANIA G.- MAURICI -
                                 BENINATI - SCOMA

                        " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - in  Sicilia  il servizio 118 nasce ufficialmente con
              la  legge regionale n. 30 del 1993 che, all'articolo
              36,    prevede    l'istituzione   della   rete   per
              l'emergenza,  articolata,  fra  l'altro,  in quattro
              centrali operative che potevano essere gestite anche
              in convenzione con la Croce Rossa Italiana;

            - fino al 1998 il servizio 118 rimane lettera morta;

            - con  l'articolo  39  della legge regionale n. 30 del
              1997 la gestione del servizio viene affidata fino al
              31  dicembre  del 2000 alla Croce Rossa Italiana che
              vi  provvede  con  l'attivazione di alcune delle 135
              postazioni previste per tutta la regione;

            - con  l'articolo  11  della legge regionale n. 36 del
              2000,  mentre  da  un  lato  è  stato  prorogato  il
              servizio  118  nelle  modalità stabilite dalla norma
              precedente  fino  al  31 dicembre 2003, dall'altro è
              stato   autorizzato  l'Assessore  regionale  per  la
              sanità a stipulare una nuova convenzione entro il 28
              febbraio  2001  con  la  Croce  Rossa  Italiana  con
              validità temporale 2001-2003;

            - sempre  allo stesso articolo 11 veniva detto che  se
              entro  il 31 marzo 2001  non fosse stata attivata la
              nuova  convenzione  con la  Croce Rossa Italiana, il
              servizio   118  sarebbe  stato  attivato  presso  le
              singole aziende sanitarie;

            rilevato che:

            - la  nuova  convenzione è stata stipulata entro il 31
              marzo  2001  ma non è mai entrata in vigore a quella
              data;

            - la Croce Rossa Italiana manteneva il rapporto con la
              Regione ma  aveva  la possibilità, anche nella prima
              stesura della convenzione, di costituire una società
              mista con  altri  soggetti  privati  per  gestire il
              servizio,  nella  consapevolezza  che la Croce Rossa
              non è mai stata in grado di disporre delle ambulanze
              e delle  strutture  tali  da poter attivare l'intero
              servizio;

            - il vertice nazionale della Croce Rossa capendo forse
              che  il  servizio  118  in  Sicilia  era  soggetto a
              possibili  inquinamenti  non  ha  mai autorizzato la
              costituzione  di società miste con soggetti privati,
              determinando  pertanto  il  risultato che la società
              mista  che  si  è  costituita  risulta per il 99 per
              cento Croce Rossa Italiana e per l'1 per cento Croce
              Rossa di Palermo;

            - la  società mista costituita dalla Croce Rossa in un
              primo    tempo    aveva   presentato   un   progetto
              all'Assessorato  lavoro per il finanziamento di 1300
              piani di inserimento professionali (PIP) con i quali
              coprire  il  fabbisogno  di  tutte  le postazioni di
              pronto soccorso;

            - quel  progetto  non  conobbe  alcun esito perchè nel
              frattempo  con la nuova convenzione con la CRI erano
              stati dichiarati nulli tutti gli atti compiuti dalla
              società  mista  (SI.SE)  in  vigenza  della  vecchia
              convenzione;

            rilevato, altresì, che:

            - in questi anni in molte delle postazioni del 118 non
              sono   state   viste  ambulanze  della  Croce  Rossa
              Italiana ma mezzi appartenenti ad associazioni varie
              e le più disparate;

            - le ambulanze avrebbero dovute essere efficienti (non
              più di  150.000 Km e non più di cinque anni di vita)
              e  condotte da personale qualificato, sia quello con
              funzione di autista che di soccorritore barelliere;

            - inoltre, ben 28 delle 147 ambulanze avrebbero dovuto
              essere di rianimazione ovvero ambulanze di tipo B, e
              tutto  questo  sarebbe dovuto risultare da controlli
              che avrebbero dovuto effettuare i responsabili delle
              centrali   operative  in  via  ordinaria  e  in  via
              straordinaria  lo stesso Assessorato regionale della
              sanità;

            - nessuno  fino  ad  ora è stato in grado di affermare
              (vedasi   interrogazioni   parlamentari  e  relative
              risposte)  se  le  ambulanze utilizzate nel servizio
              118  fossero  corrispondenti  alla normativa e se il
              personale    utilizzato   nelle   ambulanze   avesse
              conseguito     le     abilitazioni     all'esercizio
              dell'attività;

            atteso che:

            - non  risulta  dimostrato  a  quale titolo sono stati
              utilizzati   mezzi   e  personale,  sotto  forma  di
              volontariato,  di  associazioni  e  di  società  non
              convenzionate,  dal  momento  che  la CRI non poteva
              cedere in una sorta di subappalto l'espletamento del
              servizio;

            - non risulta chiaro come e da chi è stato determinato
              l'utilizzo  dei  cosiddetti  volontari in nome e per
              conto  della  CRI  convenzionata per il servizio del
              118;

            - risulta   disattesa   la clausola  della  legge  che
              prevedeva l'obbligo di attivazione della convenzione
              tra   Regione   e   CRI  entro  il  31  marzo  2001,
              diversamente   il  servizio  avrebbe  dovuto  essere
              effettuato dalle aziende sanitarie;

            considerato che:

            -  la   CRI,  allo  scopo  di  disporre  di  personale
            qualificato  per  l'attivazione di tutte le postazioni
            del servizio  188,  d'intesa con il CIAPI ha approvato
            un   progetto  formativo  per  1978  unità  finanziato
            dall'Assessorato  regionale  lavoro;

            -  a   tale  progetto  è  stata  data  attuazione  con
            l'adozione e pubblicazione di un bando, contenente una
            sorta di  procedura  di corso-concorso, atipica per il
            caso in esame, per l'ammissione all'attività formativa
            di un  numero  di  soggetti  necessari  a  coprire  il
            fabbisogno;

            rilevato che detto bando presenta alcune  anomalie  di
            seguito elencate:

            a) la procedura selettiva pubblica con quiz  dà  luogo
              ad  un  punteggio  che  vale  in  modo   diverso  da
              provincia a provincia e addirittura da  postazione a
              postazione;

            b) esiste  una  sproporzione  tra  la prova  del  quiz
              (cultura generale) e quella pratica di  idoneità che
              risulta essere estremamente impegnativa  quasi  come
              se avvenisse alla fine dell'attività formativa e non
              invece   all'inizio,   dove   andrebbe   fatta   una
              ricognizione  di massima sulla  predisposizione  del
              concorrente;

            difatti  la  prova  attitudinale per  l'ammissione  al
            corso prevede:

            1. un  periodo  di  affiancamento  sia  a   bordo   di
              ambulanza   sia   presso   i   posti   di   soccorso
              ospedalieri;

            2. una prova pratica di barellaggio con  caricamento e
              trasporto di infortunato;

            3. una prova pratica di guida di furgone;

            4. una prova pratica di comunicazione radiofonica;

            alla fine dell'attività formativa viene  prevista  una
            prova  d'arte  finale  che ripete le  stesse  previste
            dalla   prova  attitudinale  e  in  più   lettura   di
            cartografia  stradale,  primo  soccorso,   rassetto  e
            disinfezione del mezzo;

            c) non sono chiari la composizione ed il  numero delle
              commissioni che dovranno esaminare i concorrenti. Da
              un  lato si dice che la Croce Rossa Italiana  ed  il
              CIAPI istituiranno commissioni anche decentrate (non
              viene   detto  da  chi  e  come  sono   formate   le
              commissioni)  per valutare la prova  attitudinale  e
              dall'altro  lato  si dice che la Commissione  (o  le
              commissioni) sarà costituita da  una  rappresentante
              dell'Assessorato regionale lavoro, un rappresentante
              del  CIAPI,  due  rappresentanti della  Croce  Rossa
              Italiana   ed  un  rappresentante   della   Centrale
              operativa  sia  per  la  valutazione   della   prova
              attitudinale che della prova d'arte  finale.  Questo
              problema delle o della commissione, come si vedrà in
              seguito, non è irrilevante;

            d) altra anomalia sta nel fatto che il bando,  fatto -
              lo  ricordiamo - per selezionare le persone  per  il
              corso di formazione, stabilisce anche che la Società
              mista (SI.SE) selezionerà con successivo bando altro
              personale qualificato per l'immissione  nel Servizio
              118, quasi come a fare intendere che  si  lasciavano
              aperte altre possibilità per altri soggetti non bene
              identificati  che potevano immettersi  nel  servizio
              per venire incontro ad alcuni 'desideri' di ambiente
              politico-istituzionali;

            e) non  viene  specificato se le opzioni  che  possono
              fare i concorrenti per le postazioni di 118 siano da
              ricomprendere entro la stessa provincia o se possono
              riferirsi a province diverse e, nel  caso successivo
              di  soppressione  della postazione, che  fine  fanno
              quelle   opzioni   e   le    relative   graduatorie.
              Quest'altra  circostanza testimonia,  come  vedremo,
              di possibili paradossi che si possono verificare per
              cui lo  stesso  soggetto  con  lo  stesso  punteggio
              conseguito nel test psico-attitudinale può risultare
              avvantaggiato in  una postazione e meno in un'altra.
              Pertanto in  una postazione può fare il soccorritore
              anche se  incapace,  in  un'altra postazione non può
              farlo perchè appunto incapace;

            f) viene assegnato un tempo estremamente  limitato per
              la presentazione delle domande che dovranno avvenire
              esclusivamente e a pena di esclusione  tramite posta
              elettronica. Anche queste modalità appaiono alquanto
              inusuali;

            g) in  sede  di correzione dei quiz si  verificano  le
              seguenti   circostanze:  il   rappresentante   della
              Centrale  operativa  in  seno alla  Commissione  non
              viene nominato nè insediato. La correzione dei  quiz
              viene affidata agli uffici del CIAPI senza che venga
              specificata alcuna responsabilità in caso  di errori
              o di alterazione dei risultati;

            h) la  commissione,  o  ciò che rimane  della  stessa,
              stabilisce  che  qualora  un  concorrente  abbia  un
              punteggio  elevato  e  la postazione da  lui  optata
              venga  occupata  da un altro, sarà inserito  in  una
              graduatoria   provinciale  per   essere   utilizzato
              eventualmente  in un'altra postazione  della  stessa
              provincia anche se non era stata indicata in sede di
              domanda  e,  quindi,  anche  se in contrasto con  il
              bando;

            i) viene  stabilito  che  la  prova   attitudinale  di
              accompagnamento  sopra l'ambulanza si farà  dopo  la
              definizione della graduatoria in quanto prima c'è un
              problema  di  assicurazione.   In  questo   modo  si
              stabilisce    il    principio    che    l'ammissione
              all'attività formativa è condizionata.  Anche questo
              non  solo  non  era  previsto  dal bando  ma  appare
              illogico e contraddittorio;

            l) altra anomalia, o quanto meno singolarità che  si è
              verificata, è stata la presentazione di attestati di
              qualifica e di servizio per avere svolto funzioni di
              soccorritore   nel   servizio  118  da   parte   dei
              concorrenti   ai   fini    dell'applicazione   della
              cosiddetta preferenza (che qualcuno  aveva scambiato
              per priorità). Il numero di attestati pare  che  sia
              molto e di parecchio superiore al numero  di persone
              che  hanno svolto anche saltuariamente  attività  di
              cosiddetto volontariato nelle postazioni 118;

            tenuto conto che:

            - la SI.SE., in forza di quella previsione  del  bando
              CRI-CIAPI che rimandava a  successivo  provvedimento
              la selezione di altro personale che già aveva svolto
              servizio 118, ha emanato un bando con il quale si fa
              riserva di  assunzione per soggetti che da volontari
              e  da  lavoratori dipendenti abbiano svolto attività
              di 118;

            - tale  bando  anche  questa  volta   presenta  alcune
              anomalie  fra  le  quali la più singolare  è  quella
              secondo la quale ogni soggetto, per  essere  ammesso
              alla   selezione,   deve   dimostrare   almeno   tre
              requisiti  (che  logicamente,   invece,   dovrebbero
              essere  ricompresi  da  uno  solo  di  questi e cioè
              l'aver svolto  l'attività presso il servizio di 188)
              in  particolare:  a)  idoneità psicofisica;  b) aver
              svolto servizio  di  volontariato  presso  il  118 o
              essere   stati  dipendenti  di  enti  impegnati  nel
              servizio di  118;  c) aver conseguito la qualifica e
              l'attestato  per  lo  svolgimento  dell'attività  di
              pronto soccorso;

            - andrebbe  sottoposta  a verifica rigorosa  tutta  la
              certificazione    del    cosiddetto    volontariato,
              propedeutica all'ammissione alla selezione di cui al
              bando;

            rilevato, inoltre, che si è determinata una situazione
            incresciosa  che,  oltre  che  dalle  illegittimità  e
            anomalie sopra  descritte,  è data dal costo eccessivo
            del  servizio   di  pronto  soccorso 118  in  Sicilia,
            quantificabile in circa 80 miliardi delle vecchie lire
            a fronte, ad esempio, di un costo in altre regioni che
            si aggira sui 20-25 miliardi;

            tutto  ciò  premesso  e  valutata  la   necessità   di
            acquisire  elementi  di  conoscenza e di  verifica  di
            tutti  gli  atti  ed  i  provvedimenti   adottati  per
            l'attivazione del servizio di 118 in Sicilia e  per la
            formulazione  di  eventuali  determinazioni  da  parte
            dell'Assemblea  regionale  siciliana  in  ordine  alla
            problematica narrata in premessa,

                               IMPEGNA IL PRESIDENTE
                        DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

            ad istituire in tempi rapidi una Commissione parlamen-
            tare  d'inchiesta, rappresentativa  di  tutti i Gruppi
            parlamentari,  per  far luce sulle disfunzioni e sulle
            modalità  di attuazione del Servizio 118, nonchè sulle
            procedure  per il reclutamento del personale da immet-
            tere  nel  Servizio  suddetto e per la proposizione di
            eventuali   determinazioni  da  assumere  al  fine  di
            garantire, nell'interesse dell'utenza e della Regione,
            il   miglior  funzionamento  del  servizio  di  pronto
            soccorso sanitario in Sicilia." (201)

                            GIANNOPOLO - ODDO - RAITI - SPAMPINATO

       Dispongo  che  le  mozioni  testè  lette vengano demandate alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perché se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


           SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
               RUBRICA 'TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI'

     PRESIDENTE   Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  'Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  rubrica:
  Turismo, comunicazioni e trasporti'.
       Si procede  allo  svolgimento  della  interrogazione numero 186
  "Eliminazione dei disservizi nel collegamento con il carcere Petrusa
  di Agrigento", dell'onorevole Miccichè.
       Ne dò lettura:

            "Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore per il
          turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

             - il carcere Petrusa  di  Agrigento  è collegato alla
          città da un bus  circolare  che  trasporta i detenuti in
          semi libertà ed i  loro  familiari quando si recano alle
          visite;

             - il percorso effettuato  dagli autobus, a seguito di
          recenti disposizioni impartite dai funzionari regionali,
          è stato accorciato  per  motivate  ragioni  di sicurezza
          legate alle manovre;

             -  la  modifica   della   tratta  ha  comportato  che
          l'autobus si fermi circa 2  Km prima del carcere, con il
          conseguente  rientro largamente anticipato, dei detenuti
          in semi  libertà  e  il  rischio  per l'incolumità degli
          stessi durante il tragitto;

             rilevato che:

             - la carenza del servizio determina un restringimento
          considerevole del regime di semilibertà dei detenuti che
          sono costretti a rientrare molto prima del previsto, per
          evitare di superare l'orario stabilito;

             - ad oggi non  si è adeguatamente proceduto a trovare
          una possibile soluzione  che  ponga fine al disservizio,
          come  l'allargamento   dello  spazio  di  manovra  degli
          autobus o l'installazione di un semaforo;

             per sapere se non ritengano necessario adottare tutte
          le misure possibili al  fine di eliminare il disservizio
          e garantire ai detenuti  e  ai  loro  familiari di poter
          raggiungere agevolmente il carcere Petrusa di Agrigento".(186)

                                                MICCICHE'

       Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Cascio  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CASCIO  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  l'atto  ispettivo
  l'onorevole   Micciché   ha   attenzionato   al   Governo  regionale
  alcuni disservizi  nel  collegamento urbano effettuato dalla TUA con
  il carcere  Petrusa  di Agrigento, ed in particolare, lo spostamento
  della fermata  dell'autobus  a  ben 2 Km di distanza dal carcere per
  motivi di sicurezza legati alla manovra degli automezzi.
       Rispetto  a  quanto evidenziato, si ritiene opportuno precisare
  che i  collegamenti all'interno dei centri urbani sono di competenza
  dei   rispettivi   comuni,  mentre  l'idoneità  dei  percorsi  viene
  assicurata  mediante  parere  tecnico  vincolante  rilasciato  dalla
  competente Motorizzazione.
       Nel caso  specifico, il collegamento con il carcere di Petrusa,
  inizialmente  effettuato   con  il  servizio urbano  del  Comune  di
  Agrigento, gestito dalla  società  TUA, è stato sospeso in quanto la
  strada  non  consente  di  effettuare  la  manovra  dell'autobus  in
  sicurezza, così come  previsto dal codice della strada.
       Il Comune  di  Agrigento  non  ha  provveduto  a  realizzare le
  modifiche   richieste,  a  seguito  del  sopralluogo  tecnico, dalla
  Direzione  compartimentale  della Motorizzazione civile di Agrigento
  nella sede stradale interessata, pertanto il collegamento tramite il
  servizi urbano, ad  oggi, non  può  essere ripristinato.
       Gli  uffici  dell'Assessorato  sono  più  volte intervenuti nei
  confronti del Comune  di  Agrigento al fine di trovare una soluzione
  che possa  permettere  l'inserimento  di  una  nuova  fermata, quale
  capolinea,  davanti   al  carcere  in  una  situazione  di  assoluta
  sicurezza o  l'individuazione  di un percorso alternativo rispetto a
  quello giudicato  non  idoneo.
       Allo stato  attuale,  nelle  more che venga trovata un'adeguata
  soluzione da  parte del Comune per una compiuta regolamentazione del
  servizio, si  porta  a conoscenza dell'onorevole interrogante che il
  collegamento   viene   assicurato   dalla  Società  Sais  trasporti,
  capogruppo della società Tua, che, interpellata per le vie brevi, ha
  comunicato di  aver  assicurato  il  servizio  suddetto  mediante la
  propria                    autolinea                    extra-urbana
  "Agrigento-Favara-Castrofilippo-Canicattì",  che ha una fermata, già
  autorizzata, all'ingresso del carcere di Petrusa.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Micciché  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     MICCICHE'     Non   mi   ritengo   soddisfatto   della   risposta
  dell'Assessore  per   un   semplice   motivo.
       Ho presentato  quest'interrogazione  nel settembre del 2001 e a
  tutt'oggi debbo dire  che  la  situazione  non  è  cambiata,  anzi è
  peggiorata, in quanto il  servizio  di  cui fa menzione l'Assessore,
  assicurato dalla Sais, è  molto  precario,  non  trattandosi  di  un
  servizio urbano ma extraurbano, quindi  con  le  conseguenze sia del
  costo  sia  degli  orari  che  sono  molto scomodi per i parenti che
  desiderano essere ricevuti.
       Credo   che  sia  l'unico  carcere  d'Italia  a  non  avere  un
  collegamento urbano tra l'istituto di pena e la città e questa è una
  situazione che porta un grosso disagio per i detenuti in semilibertà
  e  per  i  parenti  che  non  hanno possibilità di accedere ai mezzi
  perché  vengono  da  paesi  vicini  e  non  hanno  la possibilità di
  coincidenze  per  prendere  l'autobus  extraurbano  di  cui  parlava
  l'Assessore.
       Prima  il  collegamento  era effettuato con un servizio urbano:
  poiché   il  fatto  che  l'autobus  creava  problemi  poteva  essere
  superato attraverso una modifica del marciapiede, questa è stata una
  scusa per interrompere questo servizio.
       E' veramente  vergognoso,  è  un  diritto dei familiari che non
  hanno  nessuna pena da scontare e, tuttavia, devono accollarsi anche
  i disagi che derivano da questo disservizio.
       Ho  presentato questa interrogazione per chiedere un aiuto alla
  Regione    nell'ambito   delle   proprie   competenze,   perché   la
  Motorizzazione  aveva  motivato il discorso che poiché l'autobus era
  urbano,  attraversava  un  tratto  di strada extraurbano, quindi non
  c'era l'autorizzazione.
       La verità è  che tutte queste scuse hanno creato e continuano a
  creare grossi  disagi  all'utenza,  ai parenti dei detenuti, che non
  hanno nessuna pena da scontare e devono farsi carico anche di questo
  disagio.
       Questo è veramente  inaudito  in  una  società in cui non costa
  assolutamente niente erogare questo servizio.
       Certo, ci sono  quelli  che  hanno  la  possibilità  di avere i
  mezzi, hanno le macchine - oggi tutti hanno i mezzi di locomozione -
  però dobbiamo  considerare che ci sono i detenuti in semilibertà che
  non  hanno  la  possibilità  di  andare  e  venire facilmente perché
  magari  svolgono un lavoro con orari ben stabiliti e che il servizio
  extraurbano non può garantire.
       Il Comune scarica la responsabilità alla Regione perché  c'è il
  tratto extraurbano che non è stato autorizzato.
       L'interrogazione  mi è stata suggerita soprattutto dai detenuti
  in semilibertà  e  specialmente dai parenti dei detenuti che abitano
  in periferia.
       Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  non  ho  presentato
  questa  interrogazione  per  creare  una  facile  polemica,  ma  per
  alleviare i  disagi  della  popolazione.  E' un nostro compito, è un
  nostro dovere
       La verità  è  che  il  deputato si rivolge alle Istituzioni che
  rappresenta per  alleviare almeno le difficoltà dell'ente locale che
  purtroppo non è in grado di fornire un servizio adeguato.
       Voglio fare  un  esempio:  in  questi giorni è stato rinviato a
  giudizio un  sindaco della provincia di Agrigento, il sindaco di San
  Biagio Platani,  il quale, non essendoci la possibilità di trasporto
  tra il  suo  comune  e  la città di Trapani, ha messo a disposizione
  l'autovettura  del  comune  per  una famiglia molto povera che aveva
  difficoltà ad andare a visitare un detenuto a Trapani.
       Ebbene, il  sindaco  è  stato  rinviato  a  giudizio  per abuso
  d'ufficio, o per  peculato:  non  so  bene  quale  reato gli è stato
  attribuito dal giudice.
       Dobbiamo creare casi simili? Evitiamo queste difficoltà.
       Sono  stato  al carcere Petrusa ed ho chiesto al direttore - la
  dottoressa  Brancato  -  di  scrivere  una  lettera  di sollecito al
  Sindaco, al Presidente della Regione, all'Assessore per i trasporti,
  e,  considerato  che  la  mia  interrogazione  non  ha sortito alcun
  effetto, almeno che lo faccia lei per risolvere questo problema.

     PRESIDENTE   Per  accordo  tra le parti all'interrogazione n. 190
  "Verifica  della situazione in cui versa l'Azienda autonoma Terme di
  Acireale  (CT)", degli onorevoli Villari e Basile sarà data risposta
  scritta.
       Si passa all'interrogazione n.  307 "Tutela dei posti di lavoro
  messi a rischio  dagli  appalti  banditi dalle Ferrovie dello Stato"
  degli onorevoli Villari ed altri.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE  segretario:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per il
          turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

             -  le  Ferrovie  hanno  bandito le gare d'appalto per
          alcuni  servizi, senza avere incluso la clausola sociale
          di  mantenimento  dei  lavoratori  che  hanno  svolto il
          servizio fino ad oggi;

             - nei prossimi giorni si avrà la sentenza del TAR sui
          ricorsi presentati da numerosi consorzi  d'imprese sulle
          gare sopra richiamate;

             -  i lavoratori di questi comparti  hanno  protestato
          contro  tali  modalità  di  gara, con  manifestazioni  a
          Catania e in altre città, per sottolineare  la necessità
          d'inserire nei bandi di gara la 'clausola sociale';

             -  questa  vertenza  sta  creando  una grave tensione
          sociale   in  una  realtà  economica dove  difficilmente
          potrebbero essere collocati lavoratori licenziati;

             per  sapere se ritenga opportuno,  nell'attesa  della
          sentenza  del TAR, bloccare la gara d'appalto o invitare
          le   Ferrovie   a   garantire,  al  di  là  delle  ditte
          aggiudicatarie, il posto di lavoro di numerosi cittadini
          che rischierebbero di non trovare altra occupazione."
          (307).

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per
  rispondere all'interrogazione.

     CASCIO   assessore   per   il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  relazione
  all'interrogazione  con  cui  l'onorevole Giovanni Villari chiede di
  conoscere la situazione in ordine ai posti di lavoro messi a rischio
  dagli appalti banditi dalle Ferrovie dello Stato senza che sia stata
  inclusa la clausola sociale di mantenimento dei lavoratori che hanno
  svolto  il  servizio, pare opportuno rappresentare che la materia in
  questione   non  rientra  nella  competenza  regionale,  essendo  di
  pertinenza  statale, pur non di meno, per la rilevanza che la stessa
  riveste,  soprattutto a livello sociale, l'Assessorato si è attivato
  per  acquisire elementi di risposta all'atto ispettivo in questione,
  ottenendo  notizie  direttamente  dalla  RFI,  la  Rete  Ferroviaria
  Italiana, società appartenente al gruppo delle Ferrovie dello Stato,
  che ha evidenziato quanto segue:
       Il gruppo  F.S.,  per  l'assegnazione  dei  nuovi  appalti  dei
  servizi di pulizia di treni e stazioni, ha indetto delle nuove gare,
  già tra  l'altro  aggiudicate,  in  conformità alle prescrizioni del
  decreto   legislativo   n.   158   del   1995,   che   ha   recepito
  nell'ordinamento   le  direttive  comunitarie  in  materia,  facendo
  ricorso alla  procedura ristretta (licitazione privata) e stabilendo
  il criterio di aggiudicazione al prezzo più basso rispetto alla base
  di gara.
       In aderenza alla  lettera  e/o  allo spirito della normativa di
  settore vigente, la  determinazione  del  prezzo  di  gara  è  stato
  effettuato avendo  riguardo a tutti i Contratti collettivi nazionali
  di lavoro per  gli  addetti  alle  imprese  fornitrici di servizi ed
  aziende  operanti   nel   settore   ferroviario   e  dei  trasporti,
  sottoscritto dalle  due organizzazioni sindacali di datori di lavori
  più rappresentative nello specifico ambito.
       Inoltre, il criterio  di  aggiudicazione al prezzo più basso ha
  avuto riguardo a che il valore economico delle offerte stesse (monte
  ore - costo  del lavoro, etc.) fosse adeguato e sufficiente rispetto
  al costo del lavoro, secondo i parametri di legge.
       Per quanto  attiene  alle  problematiche  di  carattere sociale
  connesse ai  nuovi  affidamenti,  si evidenzia che attualmente negli
  appalti di servizi  al  trasporto  ferroviario  non  esiste un unico
  contratto collettivo  nazionale  di  lavoro  applicabile  a tutte le
  imprese nel settore.
       Le Ferrovie dello  Stato  non  hanno  l'obbligo ed il potere di
  imporre l'applicazione  di  un  contratto  collettivo ad imprese non
  iscritte alle  associazioni  stipulanti,  né sono tenute ad inserire
  negli avvisi  di gara clausole sociali finalizzate alla salvaguardia
  dei livelli  occupazionali  ed al mantenimento dei livelli normativi
  ed economici a  favore  dei  dipendenti  che transitino presso nuovi
  appaltatori.
       In questo senso  si  è  espresso  recentemente  il Tribunale di
  Roma, rigettando il ricorso proposto da alcuni dipendenti di aziende
  appaltatrici.
       Quanto sopra non  è  contraddetto  dalla legge n. 327 del 2000,
  cioè  il  cosiddetto  (legge Salvi), la quale è volta a garantire ai
  lavoratori   uno   standard   economico   di  tutela  attraverso  la
  predisposizione di tabelle, da parte del Ministero del lavoro, sulla
  base  dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva,
  stipulata  dai  sindacati  più  rappresentativi  dei diversi settori
  merceologici.
       A riprova di  ciò  nel bando è stato espressamente previsto che
  "l'impresa aggiudicataria assicurerà ai propri dipendenti condizioni
  minime economiche  non  inferiori  a quelle risultanti dai contratti
  collettivi di  lavoro  applicabili  nel  settore",  rimettendo  alle
  previsioni   della  contrattazione  collettiva  il  passaggio  delle
  maestranze dall'appaltatore uscente al subentrante.
       Si  precisa,   inoltre,   che   per   la  risoluzione  di  tale
  problematica è stato aperto, a livello ministeriale, apposito tavolo
  di trattative,  al  fine  di  valutare  l'esatta  consistenza  degli
  esuberi del  comparto  e,  nel  contempo, cercare sempre nell'ambito
  degli  strumenti  offerti dall'ordinamento giuridico (ammortizzatori
  sociali,   riconversioni   professionali,   etc.)   se  è  possibile
  ridimensionare le accertate eccedenze di unità lavorative.

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     PANARELLO  Mi ritengo soddisfatto.

     PRESIDENTE      Per     assenza    dall'Aula    del    firmatario
  l'interrogazione n.  335:  "Eliminazione del fenomeno dell'esercizio
  abusivo della professione di guida turistica" dell'onorevole Turano,
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si passa  all'interpellanza  n.  15 "Iniziative per il rilancio
  turistico della zona di Sciacca", dell'onorevole Capodicasa.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE  segretario:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per il
           turismo, le comunicazioni e i trasporti, considerata la
           grave  carenza di posti letto nel settore turistico che
           caratterizza  la  Sicilia, ed in particolare le zone ad
           elevata potenzialità turistica;

             osservato  che  tale  handicap  strutturale  da tempo
           impedisce  alla  nostra  Regione di compiere quel salto
           qualitativo  che  le permetta di competere con le altre
           aree turistiche del Mediterraneo;

             vista  la  proposta formulata dalla Regione siciliana
           concernente  il  testo  unico  delle  direttive  per la
           concessione  e  l'erogazione  delle  agevolazioni  alle
           attività  produttive  nelle  aree  depresse di cui alla
           legge n. 488 del 1992;

             considerato  che, in  merito  alle  domande fatte per
           l'anno  2001 riferite al settore turistico-alberghiero,
           con  tale  proposta  si  attribuisce  valore massimo di
           punteggio   agli   ammodernamenti   -  riconversioni  -
           ampliamenti  e  riattivazioni, e valore minimo ai nuovi
           impianti  (scelta  inspiegabilmente diversa da tutte le
           altre   regioni   del   Mezzogiorno,   che   pregiudica
           fortemente   l'elevata  potenzialità  occupazionale  in
           questo settore);

             vista la destinazione del 50 per cento delle risorse,
           assegnate alla  Sicilia dalla legge n. 488 del 1992, ai
           quattordici  Comuni definiti turisticamente maturi, con
           l'istituzione  da  parte della Regione siciliana di una
           graduatoria speciale per aree geografiche;

             visto che:

             - il bando, relativo alla misura 4.19 del POR Sicilia
           2000-2006  (decreto 30 ottobre 2001 dell'Assessorato al
           turismo),   attribuisce   al   valore   relativo   agli
           indicatori di localizzazione, un numero di 20 punti per
           le  aree turisticamente mature, con una differenza di 6
           punti   con  le  altre  aree  ad  elevata  potenzialità
           turistica, tra le quali Sciacca e paesi limitrofi;

             -  ciò compromette la possibilità per gli investitori
           di  queste zone, di accedere ai finanziamenti di Agenda
           2000;

             osservato che:

             - Sciacca e i paesi limitrofi, tra i quali Sambuca di
           Sicilia,  Caltabellotta,  Cattolica  Eraclea ed il sito
           archeologico  di  Eraclea  Minoa, Palma di Montechiaro,
           Naro,  Licata  e  territori  limitrofi,  ed in generale
           quasi   tutta  la  provincia  di  Agrigento,  non  sono
           considerati   comuni   con   particolare   presenza  di
           attrattive archeologiche e/o monumentali;

             -   la  città  di  Agrigento  viene  penalizzata  nei
           confronti  dei  comuni  della Sicilia orientale e degli
           altri  definiti  turisticamente  maturi,  e Sciacca, in
           particolare,  non  è  considerata  sede  di  portualità
           turistica;

             osservata la sfiducia di molti potenziali investitori
           che  si  ritengano  vittime  di  scelte  politiche  che
           intervengono sulla libera concorrenza di impresa;

             per  conoscere  quali  siano state le motivazioni e i
           criteri   di   selezione   nell'elaborare  scelte  così
           penalizzanti   per   l'economia   siciliana,   e  quali
           iniziative  intendano intraprendere per ridare serenità
           e  fiducia  a  tanti  investitori  in  un comparto così
           importante per il nostro sviluppo." (15)

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per
  rispondere all'interpellanza.

     CASCIO   assessore   per   il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  risposta
  all'interpellanza  dell'onorevole  Capodicasa,  si  fa  presente che
  sulla Gazzetta  ufficiale  della  Regione  siciliana  n.  6  del  1
  febbraio 2002 è  stato pubblicato il decreto del 24 gennaio 2002 con
  il quale si  è  approvata  la  circolare  n.  1  del 24 gennaio 2002
  modificando ed integrando le precedenti circolari n. 1 del 17 maggio
  2001  e   n.  4  del  26  settembre  2001.
       Nella soprarichiamata  circolare  n.  1 del 24 gennaio 2002, ad
  integrazione dell'allegato  "C"  del  bando  di gara (POR 2000-2006)
  della Misura  4.19  -  Sottomisura  a)  Azioni di riqualificazione e
  completamento dell'offerta turistica - art. 75 della legge regionale
  23 dicembre 2000,  n.  32, approvato con decreto 2888 del 30 ottobre
  2001, pubblicato sulla  GURS  n.  53  del 9 novembre 2001 - sono una
  serie di date che forse farei bene a dare poi alla fine per iscritto
  - sono  inseriti  i  territori  dei  comuni  di Comiso, provincia di
  Ragusa, di  Campofelice  di  Roccella,  in provincia di Palermo e di
  Sciacca,  in  provincia  di  Agrigento  trattandosi  di  centri  con
  particolare   rilevanza  archeologica  e/o  monumentale.  Ai  citati
  comuni è stato attribuito il punteggio di localizzazione di punti 20
  che    è    il   punteggio   massimo,   quindi,   quanto   richiesto
  dall'interpellante.

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Capodicasa per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     CAPODICASA    Signor   Presidente,   mi   dichiaro   parzialmente
  soddisfatto   della   risposta   dell'Assessore   anche   se,  vista
  l'interpellanza,  nel  merito, l'Assessore con successivo decreto ha
  convenuto  sull'errore  commesso  che   veniva  appunto  evidenziato
  dall'interpellanza da me presentata, e  quindi  corretto,  inserendo
  tra i comuni beneficiari quelli di  Sciacca,  Comiso, Campofelice di
  Roccella ed altri.
       Però,  incidentalmente,  l'interpellanza   solleva   un   altro
  problema che, ovviamente, non può essere trattato  in  questa sede e
  quindi preannuncio all'Assessore che con  altre  forme ispettive noi
  proporremo  alla  discussione  dell'Aula la  questione  relativa  ai
  punteggi da assegnare ai progetti della legge n.  488  in materia di
  turismo.  Tali  punteggi, con gli  ultimi  provvedimenti  di  questo
  Governo - per la verità la svolta era già  avvenuta  con  il Governo
  Leanza  e  specificatamente con l'assessore  Rotella,  e  confermata
  anche  dal Governo Cuffaro nella  persona  dell'assessore  Cascio  -
  attribuiscono una misura massima ai  progetti  di ristrutturazione e
  di ampliamento degli alberghi e non si dà,  invece,  priorità - come
  noi  riteniamo  sarebbe  giusto  -   alla   realizzazione  di  nuove
  strutture;  linea  peraltro  seguita  da   quasi  tutte  le  regioni
  meridionali.
       Pertanto, a chi volesse creare  una nuova struttura alberghiera
  e dovesse scegliere tra le Regioni  meridionali,  verrebbe molto più
  agevole scegliere la Calabria, la Campania, la  Puglia o la Sardegna
  perché   lì il proprio progetto,  la  nuova  iniziativa  alberghiera
  verrebbero  valutati  con  il  massimo   punteggio   rispetto   agli
  ampliamenti ed alle ristrutturazioni.
       In Sicilia avviene il contrario, e basta andare a vedere cosa è
  successo con le graduatorie dei bandi 2001 e 2002 per rendersi conto
  che tutto questo ha una ripercussione:  la  realizzazione  di  nuove
  strutture alberghiere, i nuovi progetti, sono pochissimi, si contano
  sulle dita di una mano, mentre furoreggiano  gli  ampliamenti  e  le
  ristrutturazioni.
       Non so sulla base di quale orientamento  o  indirizzo si compia
  una scelta del genere. Infatti, il risultato qual è? Con questo tipo
  di scelta si favoriscono gli albergatori che, attualmente, già hanno
  una struttura alberghiera che quindi  ampliano  e ristrutturano. Non
  dubito del fatto che questi fondi vengano utilizzati per rendere più
  confortevoli gli alberghi, magari trasformandoli  da  tre  a quattro
  stelle,  o  da quattro a cinque stelle, ma  non  si  realizza  nuova
  occupazione, non si realizza ampliamento del  numero dei posti letto
  in  una  regione  come la nostra; settore  in  cui,  come  sappiamo,
  possiede il tre per cento del totale nazionale. Si  tratta  di un un
  dato irrisorio, ridicolo
       E', quindi, una scelta che va corretta, onorevole Assessore.
       Noi, quanto prima, dalla interpellanza passeremo, se non ad una
  mozione, di sicuro ad un ordine del giorno da presentare nella legge
  finanziaria.
       Ancora  adesso, non riesco a spiegarmi  la  ragione  di  questa
  scelta  del Governo;  scelta che,  peraltro,  cozza,  confligge  con
  tutte le dichiarazioni che il Presidente della Regione ha fatto, che
  l'Assessore  fa  ordinariamente  sulla  stampa   a  proposito  della
  politica  turistica  del Governo della Regione,  a  mio  avviso,  in
  questo caso, fortemente penalizzante.
       Incidentalmente,  quindi,  sia  pure  discutendo  del  caso  di
  Sciacca,  che  si  è  risolto  felicemente  come  l'Assessore  ci ha
  comunicato, abbiamo dovuto affrontare - e ci  auguriamo  che  lo  si
  affronti  anche attraverso un voto d'Aula  -  anche  l'altro  grande
  problema  che  mi  sembra  abbastanza  rilevante  per  il  futuro  e
  l'economia della nostra Regione.

     CASCIO      assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Chiedo di parlare per una breve replica.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     CASCIO      assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti.    Signor   Presidente,    onorevoli   colleghi,   volevo
  semplicemente rispondere all'onorevole  Capodicasa  che, ovviamente,
  sono  disponibile  in  qualunque  momento   ad  un  confronto  anche
  parlamentare  sulle  risultanze della misura 4.19 del POR, che poi è
  quella a cui faceva riferimento l'onorevole Capodicasa.
       Posso  dire  che, al  di là della mancanza dei piani regolatori
  generali  dei  comuni,   manca  la  identificazione  delle  zone  da
  destinare  a   strutture   turistico-ricettive;   nonostante  questa
  oggettiva difficoltà di operare  per  nuove strutture - nella misura
  4.19 del  POR,  quella  che  già  ha concluso il suo iter, per cui i
  decreti di finanziamenti sono tutti attivati - abbiamo, anche se non
  ricordo  con  precisione  il  numero, almeno una settantina di nuove
  strutture  alberghiere  e,  comunque,  ricordo  con  certezza che si
  creano  ventimila  nuovi  posti letto e 3.175 nuovi posti di lavoro,
  più l'indotto.
       Sono disponibile in qualunque sede a scendere più nel dettaglio
  e, comunque, eventualmente - così come  ho  già fatto in passato - a
  modificare, se lo  riteniamo  opportuno,  una  impostazione  che può
  essere migliorata in corso d'opera.

     PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione n.  374 "Estensione sino
  a  Pollina  del   previsto   raddoppio   della   linea   ferroviaria
  Palermo-Messina", a firma dell'onorevole Virzì.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE  segretario:

            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per il
          turismo,  le  comunicazioni e i trasporti, premesso che,
          nell'ambito  dell'intervento  di  raddoppio  della linea
          ferroviaria  PA-ME,  costituente  una  delle due dorsali
          della  rete  siciliana, è stato finanziato  il raddoppio
          del  tratto  ricadente  tra  le stazioni di Fiumetorto e
          Castelbuono per un importo complessivo di 500 milioni di
          euro relativo ad un percorso di circa 30 chilometri;

             tenuto  conto  che  si  stanno  avviando  le attività
          relative  alla conferenza dei servizi tra le varie parti
          istituzionali     coinvolte,     che    si    concluderà
          presumibilmente   tra   un  anno  con  il  completamento
          dell'iter  autorizzativo propedeutico alla realizzazione
          dell'opera;

             considerato che tale opzione, certamente migliorativa
          rispetto  al  più  recente  passato, lascerebbe comunque
          marginalizzate  rispetto  alla  crescita  odierna alcune
          zone  costiere  e  delle Madonie ad alta potenzialità di
          sviluppo  economico  (Pollina,  Finale  di Pollina e San
          Mauro  Castelverde),  quasi  respingendole  dal  tessuto
          civile e sociale della provincia di Palermo;

             valutato che:

             -  l'estensione  del  tratto  di  raddoppio fino alla
          stazione di Pollina costituirebbe un aumento complessivo
          di  soli  5  chilometri  della  linea di doppio binario,
          consentendo   un   uniforme  collegamento  di  tutta  la
          provincia di Palermo con l'aeroporto Falcone-Borsellino;

             -  i benefici di tale estensione andrebbero ben oltre
          l'area  metropolitana  di Palermo, coinvolgendo tutta la
          zona  gravitante  su Tusa e Castel di Tusa, agevolandone
          in primo luogo l'economia turistica;

             atteso  che  l'ipotesi  di  Pollina come 'stazione di
          testa'   non   stravolgerebbe   comunque   il   progetto
          definitivo      predisposto      per      il      tratto
          Fiumetorto-Castelbuono,   essendo   possibile   il   suo
          accorpamento,   a  livello  di  iter  autorizzativo,  in
          un'unica conferenza di servizi e facendolo rientrare, in
          tempi  utili  e  ristretti,  nei  piani finanziari delle
          Ferrovie in termini di soluzioni tecnologiche, evitando,
          per il futuro prossimo, successive spese di adeguamento;

             per sapere:

             -  se  il Governo della Regione non ritenga logico ed
          opportuno  fare  propria  la scelta di omogeneizzare sul
          piano del collegamento ferroviario tutta la provincia di
          Palermo;

             -  se  non  ritenga  di  doversi attivare, in sede di
          conferenza  dei  servizi, per preparare l'estensione del
          raddoppio ad oggi finanziato fino a Castelbuono,  fino a
          Pollina,  coinvolgendo  nell'azione di reperimento fondi
          l'Ente Ferrovie, il Governo nazionale e l'Europa, avendo
          per  certo  che  spendere subito equivarrebbe a spendere
          molto meno in futuro e che, su tale impegno, si potrebbe
          chiedere   il   concorso   di   tutti  gli  Enti  locali
          interessati." (374)

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per
  rispondere all'interrogazione.

     CASCIO      assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, con riferimento
  all'interrogazione numero 374 dell'onorevole Virzì, si premette che,
  il Governo regionale,  con l'Accordo di programma-quadro relativo al
  trasporto  ferroviario,   sottoscritto   con   il   Ministero  delle
  infrastrutture e dei trasporti il 5 ottobre del 2001, ha individuato
  quali prioritari gli interventi  per la direttrice di rete nazionale
  di Palermo-Messina e quella Messina-Catania-Siracusa.
       Il   raddoppio   della   linea   ferroviaria   Palermo-Messina,
  rientrando tra le priorità  nazionali,  è infatti inserito nel piano
  generale dei trasporti  quale  parte  significativa  della  rete del
  sistema  nazionale  integrato   dei  trasporti  e  negli  interventi
  previsti  per  il   corridoio   plurimodale   tirrenico  (rete  TEN)
  strategico per il sistema  dei  trasporti  europei, nonché del piano
  direttore dei trasporti  e  della  mobilità,  strumento di indirizzo
  propedeutico  alla redazione  del  piano  regionale  dei  trasporti,
  adottato con decreto assessoriale  numero  237/GAB del 16 dicembre e
  pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale della Regione Siciliana, che al
  momento è l'unico strumento sulla mobilità che esiste in Sicilia.
       Con  l'Accordo  di   programma   quadro   risulta   definito  e
  disponibile  un  impegno  finanziario,  per  la  Palermo-Messina  di
  complessivi  987,10  milioni  di  euro  (circa  1.900 miliardi delle
  vecchie  lire) per il raddoppio delle tratte Messina - Villafranca -
  Rometta  (122,11  milioni  di  euro)  Rometta - San Filippo del Mela
  (194,95  milioni  di euro), Terme Vigliatore - Patti (207,15 milioni
  di  euro),  e  Fiumetorto - Cefalu' - Castelbuono (462,89 milioni di
  euro).
       Allo stato resta  esclusa dalla copertura finanziaria la tratta
  Castelbuono - Patti per la cui realizzazione si prevede una notevole
  copertura finanziaria che certamente non è inferiore a 1.750 milioni
  di euro, cioè 3.500 miliardi di vecchie lire.
       Nell'ambito  di tale  previsione  rientra  il  raddoppio  della
  tratta Castelbuono - Pollina cui fa riferimento l'interrogante e che
  è,   dunque,    all'attenzione    del   Governo   e,   segnatamente,
  dell'Assessorato regionale dei trasporti.
       Il  finanziamento  attualmente disponibile di 462,89 milioni di
  euro,  per  il  raddoppio  da  Fiumetorto a Cefalu' ha consentito di
  poterne prevedere la realizzazione solamente fino a Castelbuono.
       E' ovvio che,  reperendo  ulteriori  risorse  per la direttrice
  Castelbuono - Patti, il  primo  tratto  in prosecuzione sarà proprio
  Castelbuono  -  Pollina  e   con   ciò  si  intende  rassicurare  la
  popolazione gravitante su  tale  comprensorio  e  quindi l'onorevole
  interrogante che ha proposto questa interrogazione.
       Si  aggiunge, infine, che rientrando il raddoppio della Palermo
  - Messina pure tra le priorità della Legge Obiettivo nazionale primo
  programma  delle  infrastrutture strategiche, approvata con delibera
  CIPE  n.  121  del 21.12.2001, il Governo regionale si sta attivando
  per  individuare, anche  in  quell'ambito,  le  maggiori  occorrenze
  finanziarie  per  il  raddoppio  della  citata Castelbuono - Patti a
  completamento,  così,  della  copertura finanziaria dei raddoppi per
  l'intera direttrice Palermo - Messina.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà   di   parlare  l'onorevole  Virzì  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     VIRZI  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE    Non  sorgendo  osservazioni,  resta  stabilito  che
  l'assessore  Cascio invirà risposta scritta all'interpellanza n.  27
  "Mantenimento  di  Porto  Empedocle  quale  scalo  di  partenza  del
  collegamento  'superveloce'  con  le  isole Pelagie" degli onorevoli
  Sanzeri e Amendolia.
       Si  passa alla interogazione n. 448 "Iniziative per impedire la
  dispersione del patrimonio dell'Azienda autonoma Terme di Acireale",
  degli onorevoli Villari, Raiti e Spampinato.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE  segretario:
            "Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per il
          turismo, le comunicazioni e i trasporti,   premesso  che
          l'articolo  23   della   legge   regionale n. 10     del
          27   aprile   del   1999  ha stabilito la trasformazione
          dell'Azienda  autonoma  Terme di Acireale in società per
          azioni;

             visto   che   il   commissario   arch.  Mangiaracina,
          funzionario   della  Regione  nominato  per  avviare  il
          processo  di  trasformazione,  è  stato sostituito da un
          nuovo commissario l'avv. Garozzo, per essere venuto meno
          il rapporto di fiducia con l'Assessore;

             preso   atto  che  a  seguito  di  sentenza  del  TAR
          favorevole al ricorso dell'arch. Mangiaracina, questi ha
          ritenuto  di  essere ancora commissario straordinario e,
          senza  alcun  invito da parte dell'Assessore, ha ripreso
          le sue funzioni;

             osservato  che  il  persistente stato di crisi in cui
          versa  l'Azienda  termale  è  stato  aggravato da queste
          ulteriori  difficoltà  gestionali e operative, procurate
          dalla stasi amministrativa determinatasi in seguito alla
          revoca  del  mandato  al  commissario straordinario avv.
          Garozzo;

             rilevato che:

             -  nel  frattempo  si  è  avuta  notizia  che l'arch.
          Mangiaracina,  quale  commissario  straordinario,  aveva
          avviato   il  processo  di  trasformazione  dell'Azienda
          autonoma delle Terme di Acireale, dividendo patrimonio e
          funzioni  in tre società per azioni anziché in una unica
          S.p.A.;

             -  tale  smembramento  e  suddivisione indebolisce un
          sistema  che  può  realizzare  economie  di scala in una
          logica d'integrazione;

             - inoltre, tale operazione finisce coll'isolare parti
          fondiarie  del  patrimonio,  realmente appetibili perché
          suscettibili  di  operazioni  immobiliari di consistente
          valore, da parti funzionali alla vera e propria attività
          termale  e quindi gravate da prevedibili e onerosi costi
          di gestione;

             -  individuata  in  questa  procedura  la premessa di
          prevedibili  operazioni  speculative che tradirebbero il
          senso   della  legge  richiamata  e  disperderebbero  un
          patrimonio  di  grande  rilevanza  per  l'economia della
          Sicilia, predisponendo tre realtà societarie al di sotto
          della  soglia  di  massa  critica  utile  a una proficua
          gestione  e  a  sostenere la concorrenza dei consorzi di
          ben più solida consistenza;

             per sapere:

             - se non  ravvisi  la necessità di un intervento che,
          rassicurando  le maestranze e gli enti locali coinvolti,
          ripristini  il  processo  previsto dalla legge regionale
          del 27 aprile 1999, n. 10, art. 23;

             - se non  ritenga che vi siano sufficienti motivi per
          la nomina di  un nuovo commissario straordinario, con il
          preciso compito  di assicurare il rispetto della volontà
          del  Parlamento   siciliano    e   il  mantenimento  dei
          requisiti  d'impresa  pubblica,  così  come  specificato
          dalla legge di  recepimento della direttiva Cee 93/38, e
          per impedire che  si  scorpori  e disperda il patrimonio
          dell'Azienda delle Terme di Acireale." (448)

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per
  rispondere alla interrogazione.

     CASCIO    assessore   per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,    con
  l'interrogazione  n.  448 dell'onorevole Villari ed altri, si chiede
  che  venga  nominato  un  commissario straordinario presso l'Azienda
  autonoma  delle  Terme  di  Acireale  in sostituzione della dott.ssa
  Leonarda   Mangiaracina,   che   avrebbe   avviato  il  processo  di
  trasformazione  dell'Azienda, dividendo patrimonio e funzioni in tre
  società per azioni anziché in un'unica S.p.A.
       A  riguardo  si  precisa  che con provvedimento assessoriale n.
  134/GAB  del  7  aprile  2002,  l'Avvocato  Antonino Garozzo è stato
  nominato commissario straordinario dell'Azienda autonoma delle Terme
  di  Acireale  (carica  che  attualmente  ricopre),  in  sostituzione
  dell'architetto   Leonarda   Mangiaracina   che  è  stata  sollevata
  dall'incarico  a  seguito  di  precise  contestazioni sulla gestione
  della precitata Azienda.
       L'Assessorato  da me diretto non è in possesso di alcuno atto o
  provvedimento  adottato dall'architetto Mangiaracina, nel periodo in
  cui  ricopriva l'incarico di commissario straordinario dell'Azienda,
  con  il  quale  sarebbero stati individuate o costituite tre società
  per azioni. Cioè non esiste nulla di tutto questo.
       Un  tale  intendimento  sarebbe in contrasto tra l'altro con il
  disposto  dell'articolo  24, comma 1 della legge regionale 10/99 che
  nel prevedere la trasformazione delle Aziende termali in società per
  azioni, mira alla salvaguardia del patrimonio aziendale.
       Proprio   in   tale   ottica   sarà   rivolto  ogni  intervento
  dell'Assessorato del Turismo che, come è noto, esercita il controllo
  e la vigilanza sull'Azienda autonoma delle Terme di Acireale.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI  Mi ritengo soddisfatto.

     PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione n. 571 "Iniziative Per
  assenza   dall'Aula   dei   firmatari   le   interrogazioni  n.  571
  "Iniziative  per  l'indizione  della  gara  per l'assegnazione delle
  tratte  aeree da e per la Sicilia e le isole minori", dell'onorevole
  Oddo  e  n.  604  "Provvedimenti  per  eliminare  i  disservizi  che
  sopportano   gli   studenti  pendolari  di  Milena",  dell'onorevole
  Morinello,   si  intendono  presentate  con  richiesta  di  risposta
  scritta.
       Si passa all'interrogazione numero 786 "Chiarimenti riguardanti
  il  criterio  e  il  metodo  di  assegnazione dei fondi previsti nel
  bilancio  2002,  alle  Aziende autonome di soggiorno e turismo della
  Sicilia", dell'onorevole Miccichè.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE  segretario:

          "Al Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per il
           turismo, le comunicazioni e  per i trasporti,  premesso
           che:

           - nel bilancio 2002 la Regione siciliana al capitolo 47
           33 03,  ha stanziato a favore delle Aziende autonome di
           soggiorno  e   turismo   della  Sicilia,  la  somma  di
           13.687.000,00  Euro,  pari  a  26.501.727.000  miliardi
           delle vecchie lire;

           - si  è così provveduto ad un aumento rispetto all'anno
           precedente di  circa  2.067.083,00 Euro, pari a quattro
           miliardi delle vecchie lire;

           - tale aumento dovrebbe servire per integrare ulteriori
           finanziamenti alle suddette Aziende siciliane;

           per sapere:

           - in base  a quale criterio e a quale metodo sono stati
           stanziati  i  fondi  di  integrazione  per  le  Aziende
           autonome di soggiorno e turismo della Sicilia;

           - per quale motivo, come si evince dalle somme, è stata
           realizzata   una  pesante  penalizzazione  dell'Azienda
           autonoma soggiorno  e  turismo  di  Agrigento, che vede
           integrato il  suo  contributo  di  soli  15.743,00 Euro
           contro  i   461.772,41   Euro   delle  Isole  Eolie,  i
           312.798,53  Euro  di  Messina,  i  207.525,08  Euro  di
           Siracusa, i  170.548,81  Euro  di  Piazza  Armerina,  i
           143.683,63 Euro di Capo d'Orlando, i 133.595,79 Euro di
           Patti, i  77.746,00  Euro  di  Caltagirone, i 78.842,00
           Euro di Milazzo, i 71.536,00 Euro di Nicolosi." (786)

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per
  rispondere all'interrogazione.

     CASCIO   assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a quanto
  rappresentato dall'onorevole  Miccichè con l'interrogazione n.  786,
  si rende noto quanto segue:

    A. Il piano di riparto dei  contributi  da destinare alle spese di
    funzionamento e obbligatorie delle Aziende Autonome di Soggiorno e
    Turismo dell'Isola, è  stato  predisposto previa determinazione di
    specifici  criteri  riportati  ed  esplicitati  nel  provvedimento
    assessoriale  di   approvazione   degli   stessi   (157   GAB  del
    20.05.2002). Tali criteri prevedevano:

    - il finanziamento delle  spese obbligatorie quali risultavano dai
    rispettivi bilanci aziendali;

    - una quota fissa di euro  2.582,28  per  ogni dipendente di ruolo
    dell'azienda, non dirigente;

    -  una  quota   variabile,  rapportata  alle  presenze  turistiche
    alberghiere  ed  extralberghiere  rilevate  nell'anno  2001  nella
    località sede di Azienda di S. e T.;

    Per quanto attiene  la  differenza  riscontrata  tra  i contributi
    concessi all'Azienda di Agrigento e i contributi concessi ad altre
    Aziende,  la   stessa   deve  essere  riferita,  ovviamente,  alla
    previsione di spesa  contenuta  nei  singoli  capitoli dei bilanci
    aziendali,  che  logicamente  ed  automaticamente  comportano  una
    differente assegnazione di somme.

    B. La maggiore somma  imputata  nel  bilancio  regionale in favore
    delle Aziende, quale contributo  di  funzionamento,  è stata quasi
    del tutto assorbita  dall'applicazione  del  Contratto  collettivo
    regionale di lavoro, sia  per  l'area  della  dirigenza che per il
    comparto a seguito  dell'entrata  in  vigore della l.r.  10/2000 e
    dei correlati decreti applicativi nn.  9 e 10/2001.

    C. L'assessorato Turismo, in  sede  di  assestamento  di  bilancio
    2002, aveva richiesto un'integrazione  dei fondi da destinare alle
    precitate aziende, ma tale richiesta  non  è  stata accolta per le
    risapute scarsezze di liquidità delle casse dell'Amministrazione.

    D. Lo stato di incertezza -  soppressione  o meno - in cui versano
    le Aziende, comporta da  un  lato un ridimensionamento costante di
    assegnazione  di fondi  nel  bilancio  regionale,  dall'altro  una
    situazione di disagio degli  amministratori,  dei  dirigenti e dei
    dipendenti delle Aziende medesime  che  hanno  acquisito nel tempo
    una  qualificata  professionalità   nel   campo  della  promozione
    turistica che viene ora mortificata dalla mancata realizzazione di
    attività istituzionale, derivante, come detto, da un insufficiente
    trasferimento di fondi regionali.
       Non v'è dubbio che tale stato di sofferenza potrà avere termine
  con l'integrale applicazione della  citata  legge  regionale  10 del
  1999, cioè quando le aziende erano  soppresse, o se il Parlamento si
  determinerà in altra maniera.

     PRESIDENTE    Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Miccichè  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi ritengo
  soddisfatto per una  semplice ragione: abbiamo già visto nell'ultima
  edizione della "Sagra del  mandorlo  in  fiore"  con  quali  mezzi e
  risorse finanziarie sono state affrontate le spese per fare riuscire
  una manifestazione che,  andando  di questo passo, anziché diventare
  un momento di rilancio  del  turismo della provincia di Agrigento, è
  diventata una festa  paesana, proprio per le ristrettezze economiche
  che ci sono in questo  momento.  Però non capisco la ragione per cui
  l'Azienda soggiorno e turismo  di  Agrigento  abbia  ricevuto minori
  finanziamenti rispetto alle altre realtà della Sicilia.
       Non voglio fare la guerra tra i poveri, però la verità è che la
  città di Agrigento, per la sua rinomata collocazione mondiale, sotto
  il  profilo  del  sito   archeologico,  proprio  per  la  condizione
  economica e sociale della  provincia,  necessiterebbe di un maggiore
  riguardo considerato anche l'alto tasso di disoccupazione e anche il
  fatto  che  mancano  i  servizi  necessari;  un  rilancio  turistico
  potrebbe dare un aiuto sotto il profilo della crescita economica.
       Ormai tutti sappiamo  benissimo  che  possiamo  puntare solo su
  questo campo per il rilancio della nostra Isola. Certo "la coperta è
  corta" e quindi o si coprono  i  piedi  o  si copre la testa, però è
  vero che bisogna anche cercare di vedere le priorità e le condizioni
  di grosso disagio delle nostre zone, della nostra Sicilia.
       Evidentemente non mi soddisfano le ragioni per le quali si dice
  che ci sono parametri che vorrei fossero meglio illustrati perché si
  possa spiegare la ragione di  un contributo così ridotto rispetto ad
  altre province.  Non so chi  ha decretato, chi ha predisposto questi
  parametri: sarebbe stato più opportuno se l'Assessore avesse fornito
  maggiori spiegazioni in tal senso.

     CASCIO  Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  I criteri li ho spiegati dettagliatamente: sono tre

     MICCICHE'   Bisogna  vedere  a  quale  anno si riferiscono i dati
  delle  presenze turistiche...

     CASCIO  Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Al 2001

     MICCICHE'   A  me  risulta che le presenze turistiche nella Valle
  dei Templi  siano  aumentate  rispetto  al  passato; forse i dati in
  vostro  possesso  sono in rapporto alle presenze negli alberghi. Ciò
  significa che  il turismo nella Valle dei Templi è un turismo "mordi
  e  fuggi" e questo chiaramente non va a merito dell'Amministrazione.
       Ieri  ho sentito alcune cose dette dagli amministratori locali,
  provinciali e regionali, davanti  al Teatro Pirandello, in occasione
  della visita del Presidente  della Repubblica, dalle quali risultava
  che ci sono stati passi  in  avanti. Dunque, mettetevi d'accordo  Di
  quali passi avanti si tratta?  Sarebbe  opportuno  fare  una  giusta
  analisi  delle  presenze turistiche  perchè  i  dati  forniti  ieri,
  ripeto, in occasione della  visita  del  Presidente della Repubblica
  sono ben altri
       Onorevole  Assessore,  vorrei  capire   quali  sono  i  criteri
  adottati: forse la presenza negli  alberghi  oppure  la presenza dei
  turisti?  Considerato che si paga  un biglietto per accedere ai siti
  archeologici, ritengo che questo sia  un  criterio  più  efficace  e
  veritiero per determinare la  presenza  turistica  nella  Valle  dei
  Templi.
       Certo, le presenze negli alberghi hanno una loro caratteristica
  perchè  portano  denaro  fresco, però  è  chiaro  che  non  è  colpa
  certamente della città di Agrigento, della provincia di Agrigento il
  fatto  di  avere poche  strutture  alberghiere.  In  questo  periodo
  abbiamo più volte discusso sulla  soluzione di creare alberghi nelle
  città di richiamo archeologico.
       Comunque,  onorevole Assessore, credo  che  così  non  va;  non
  rilanciamo il turismo in Sicilia.

     PRESIDENTE   Si  passa alla interrogazione n. 791 "Iniziative per
  la messa  in  sicurezza  della  rete  ferroviaria  siciliana  e  per
  completare  il  raddoppio  ferroviario della linea Messina-Palermo",
  degli onorevoli Panarello, Speziale, Capodicasa.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore per il
           turismo,  le  comunicazioni e per i trasporti, premesso
           che  il  grave  incidente  ferroviario di Rometta Marea
           (ME)  ha  evidenziato  un'inaccettabile  condizione  di
           obsolescenza  della  rete  ferroviaria  siciliana  e in
           particolare della tratta Messina-Palermo;

           considerato che:

           -  nel corso del dibattito tenutosi all'A.R.S., dopo il
           luttuoso  evento, è stata approvata la mozione proposta
           da  tutti i parlamentari eletti in provincia di Messina
           e   da   tutti   i  deputati  del  Gruppo  parlamentare
           'Democratici di Sinistra';

           - la  predetta mozione impegna il Governo della Regione
           a promuovere tutti gli atti necessari per completare il
           raddoppio della  ME-PA  ed  ad  effettuare  un piano di
           manutenzione   straordinaria   della  rete  ferroviaria
           siciliana;

           -  nei giorni scorsi, alla Fiera del levante di Bari, i
           responsabili  delle FF.SS. hanno illustrato il piano di
           investimenti  dell'azienda  che, per quanto riguarda la
           Messina-Palermo,    si   limita   esclusivamente   allo
           stanziamento    delle   risorse   necessarie   per   le
           progettazione della tratta Patti-Castelbuono;

           -  le Organizzazioni sindacali confederali ed autonome,
           anche  di  recente,  nel  denunciare  la  situazione di
           precarietà   in   cui  versa  buona  parte  della  rete
           siciliana,  che  comporta gravi disservizi e rischi per
           l'incolumità  dell'utenza,  hanno sollecitato le FF.SS.
           affinché   effettuino    investimenti    adeguati   per
           realizzare l'obiettivo di un piano  globale di verifica
           e messa in sicurezza;

           -  il coordinamento dei Sindaci  della  zona  tirrenica
           messinese e palermitana e l'Amministrazione provinciale
           di   Messina   hanno  criticato  aspramente  le  scelte
           riduttive  delle  FF.SS. e hanno rilanciato, unitamente
           alle  parti  sociali, la mobilitazione per accelerare i
           lavori    in    corso    e    finanziare    la   tratta
           Patti-Castelbuono;

           - l'ammodernamento della rete  ferroviaria  siciliana a
           partire  dal  completamento  dei   raddoppi  delle  due
           dorsali   (ME-PA-TP   e    ME-CT-SR)    è    condizione
           indispensabile  per  lo sviluppo  economico  e  sociale
           della nostra Regione;

           - il piano di investimenti delle  FF.SS. ed i programmi
           del Governo nazionale sembrano considerare marginale la
           situazione   ferroviaria   del    Mezzogiorno   ed   in
           particolare della Sicilia;

           per sapere:

           - quali atti siano stati  compiuti  per  conseguire gli
           obiettivi   indicati   nella  predetta  mozione  votata
           dall'A.R.S.;

           - se non ritengano di promuovere un immediato confronto
           con   il  Ministro  delle  Infrastrutture  e  l'Azienda
           Ferrovie dello Stato, coinvolgendo gli Enti locali e le
           forze  sociali, per mettere in sicurezza, urgentemente,
           l'intera  rete  ferroviaria  siciliana  e per definire,
           reperendo  le  risorse necessarie, il completamento del
           raddoppio della linea ferroviaria Messina-Palermo." (791)

       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
  interrogazione.

     CASCIO   Assessore  per  il  turismo,   le   comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  con  l'atto
  ispettivo gli onorevoli interroganti hanno inteso porre l'attenzione
  del Governo sulla problematica  relativa  alla  sicurezza della rete
  ferroviaria siciliana con particolare  riguardo al completamento del
  raddoppio ferroviario della linea Palermo-Messina.
       A tal riguardo si precisa quanto segue. La linea ferroviaria di
  che  trattasi rappresenta  un  segmento  importante  dell'itinerario
  tirrenico  e, pertanto, necessita  di  un  piano  di  ammodernamento
  strutturale   e   tecnologico  nell'ottica   di   un   processo   di
  omogeneizzazione dei vari  componenti  dell'itinerario stesso, anche
  nella  prospettiva della costruzione  del  ponte  sullo  stretto  di
  Messina.
       Le linea in questione è in atto  interessata  da  un  piano  di
  opere, alcune in corso di realizzazione, altre finanziate ma oggetto
  di attività progettuale in corso di  elaborazione che certamente una
  volta ultimato consentirà di accrescere i  livelli di potenzialità e
  ridurre i tempi di percorrenza fra i  due  capoluoghi.
       Ci si riferisce segnatamente alle  tratte  in  avanzata fase di
  realizzazione   Terme    di   Vigliatore-Patti   e   Villafranca-San
  Filippo-Santa   Lucia,   mentre    con    riguardo    al    segmento
  Castelbuono-Fiumetorto per il quale  sono  già superati gli ostacoli
  frapposti  dalla Sovrintendenza  stessa  all'inserimento  del  nuovo
  tracciato in un contesto  di  rilevante  valenza archeologica, dovrà
  indirsi in tempi brevi la  Conferenza dei servizi per l'approvazione
  del relativo progetto.
       Va, altresì, segnalato, sempre  nel campo delle iniziative tese
  ad un rilancio funzionale  dell'importante  itinerario,  la  recente
  apertura dell'esercizio - avvenuta nel  novembre  2001  -  del nuovo
  valico  dei Peloritani lungo circa  13  km  che  ha  consentito  una
  economia dei tempi di percorrenza di circa 15 minuti.
       Con  riguardo al restante  segmento  Castelbuono-Patti  il  cui
  raddoppio  consentirà  di  definire  compiutamente  l'ammodernamento
  dell'intera tratta, lo stesso è  stato  inserito  fra gli interventi
  ferroviari considerati prioritari a  livello  nazionale che dovranno
  andare all'approvazione del CIPE  entro  il primo semestre dell'anno
  in  corso  per potere  beneficiare  delle  procedure  accelerate  di
  approvazione dei progetti e di  affidamento  dei  lavori  nonché dei
  fondi integrativi previsti dalla legge obiettivo.
       E ciò in quanto, al momento, le risorse disponibili individuate
  con l'APQ di settore del 5  ottobre 2001 serviranno solo a garantire
  il completamento dei lavori già  accennati  e  relativi  alle tratte
  Villafranca-San Filippo-Terme di Vigliatore-Patti, nonché  all'avvio
  dei cantieri per la tratta Fiumetorto-Castelbuono.
       In contemporanea, trattandosi di lavori - quelli di raddoppio -
  di durata molto diluita negli anni,  si  sta  in  atto procedendo ad
  interventi di manutenzione ordinaria  della  linea consistenti nella
  sostituzione  integrale   dell'armamento   con   rifacimento   della
  massicciata,  nella sostituzione di  tratti  della  linea  aerea  di
  contatto  e  relativa   palificazione,  nonché  all'introduzione  di
  sistemi di segnalamento e gestione della circolazione.
       Gli  interventi  in  corso  e  quelli  programmati  sicuramente
  faranno assumere alla tratta  ferroviaria in questione la fisionomia
  di una moderna ed efficiente infrastruttura di trasporto al servizio
  dell'economia  delle zone attraversate,  colmando  così  quel  'gap'
  infrastrutturale  che,  nel comparto  dei  trasporti,  allontana  la
  nostra regione da altre realtà  geografiche  del  Paese e favorendo,
  così, quel progetto di movimentazione  delle merci e di trasporto di
  persone in chiave ecosostenibile.

     PRESIDENTE    Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     PANARELLO   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  io  sono
  assolutamente insoddisfatto  della  risposta  dell'Assessore, perché
  intanto non ha colto uno  dei temi che ponevo con l'interrogazione e
  cioè se non ritenesse di  promuovere  un  immediato confronto con il
  Ministero delle Infrastrutture  e  l'Azienda  delle  Ferrovie  dello
  Stato, coinvolgendo gli enti locali e le forze sociali per definire,
  reperendo le risorse  necessarie,  il  completamento  del  raddoppio
  della linea ferroviaria Messina-Palermo.
       Questa  richiesta,  alla  quale   l'Assessore  non  ha  fornito
  risposta, è importante dal punto  di  vista  del Gruppo parlamentare
  dei DS, perché potrebbe consentire al Governo della Regione, intanto
  di coinvolgere i soggetti sociali  e istituzionali che nei territori
  della  provincia di Messina e  della  provincia  di  Palermo   hanno
  animato, nel corso di questi  anni,  la  richiesta di completare una
  infrastruttura  molto  importante  e  avere  più  forza, quindi, nei
  confronti  del Governo nazionale  e  delle  FF.SS.  affinchè  questa
  conclamata  priorità  del   completamento   della   dorsale  diventi
  concretamente un obiettivo perseguibile in tempi ragionevoli.
       Infatti, vorrei ricordare, anche  in  questa circostanza, che i
  riferimenti puntuali che ha  fatto  l'Assessore  rispetto  ai lavori
  programmati e in parte in  corso  di  esecuzione,  non  risolvono il
  problema fondamentale e cioè che per il tratto mancante, circa 70 km
  tra  Patti  e  Castelbuono,   non   siamo   ancora   nella  fase  di
  progettazione. Considerato che tale opera è iniziata quasi vent'anni
  fa e ancora è a poco più  della metà del percorso dal punto di vista
  del raddoppio, se non si reperiscono le risorse e soprattutto non si
  definiscono  i  tempi  entro   i   quali   queste  risorse  potranno
  trasformarsi in opere per il  raddoppio,  noi rischiamo di avere, se
  guardiamo a ciò che si  è  realizzato  finora,  il  completamento di
  questa opera nell'arco di altri venti  anni.  E  non so a cosa possa
  servire - se  consideriamo   che   oggi   avvertiamo   questo  'gap'
  insopportabile dal punto di  vista  infrastrutturale  -  un'opera di
  tale genere, se verrà completata tra vent'anni.
       Vorrei ricordare che l'ultimo tratto  che  è stato appaltato, o
  per meglio dire finanziato, quello  cioè  riguardante  il  tratto da
  Cefalù a Pollina, è previsto  come  entrata  in  esercizio  entro il
  2012, se non ricordo male.
       Quindi, se un tratto, che  è  già finanziato e progettato, sarà
  fruibile nel 2012 e cioè fra nove  anni  è  del tutto evidente che i
  tratti che non sono stati ancora  nemmeno  finanziati  e per i quali
  non è prevista la progettazione  è  presumibile  che potranno essere
  fruibili in un arco di tempo molto più lontano.
       Considero assolutamente necessario, anche per dare seguito alla
  mozione solenne che l'Assemblea  regionale  siciliana  ha  approvato
  dopo il disastro di Rometta,  che  a  proposito  dell'obiettivo  del
  completamento   della  Messina-Palermo   ci   sia   una   fortissima
  accelerazione.  E in tal senso  il  Governo regionale dovrebbe avere
  una iniziativa più incalzante nei  confronti del Governo nazionale e
  delle Ferrovie dello Stato, utilizzando  - come ricordavo prima - le
  iniziative e la sensibilità molto  diffusa che c'è nelle province di
  Messina e Palermo, dando in  tal  modo  a  questa  importante  opera
  infrastrutturale quel rilievo,  nell'ambito  delle scelte nazionali,
  che merita.
       Concludo  ricordando il richiamo  al  ponte  sullo  stretto  di
  Messina  fatto poc'anzi dall'assessore:  se  continuiamo  di  questo
  passo e con questi ritmi è chiaro che anche la prospettiva del ponte
  diventa un miraggio lontanissimo  e  del  tutto ininfluente rispetto
  alle prospettive di sviluppo di cui oggi ha bisogno la Sicilia.

     PRESIDENTE  Per assenza dall'Aula dei firmatari le interrogazioni
    n.  796 "Notizie sulle domande di agevolazioni presentate ai sensi
    dell'art.   75  della legge  regionale  n.  32  del  2000",  degli
    onorevoli   Fleres,   Catania   Giuseppe   e   Maurici;   n.   823
    "Attivazione di un  servizio  di  collegamento  marittimo mediante
    catamarano,  tra  Sciacca   e  le  isole  minori",  dell'onorevole
    Manzullo e n.  829  "Notizie circa la compatibilità della prevista
    realizzazione  in  Sicilia di 37  campi  da  golf,  con  la  crisi
    idrica",  dell'onorevole  Ferro   si   intendono   presentate  con
    richiesta   di   risposta    scritta.

       Si passa all'interrogazione n.  855  "Notizie  in  merito  allo
  stato della linea ferroviaria 'Circumetnea'", degli onorevoli Raiti,
  Morinello, Ferro, Miccichè, Spampinato, Villari e Barbagallo.
       Ne do lettura:

          "Al Presidente della  Regione  ed  all'Assessore  per il
           turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

         - la Circumetnea è una linea ferroviaria che attraversa i
           paesi  più  suggestivi   del   Parco  dell'Etna  e  del
           distretto della Lava;

         - la linea è utilizzata da molti cittadini, lavoratori e,
           in particolare,  studenti  pendolari che possono grazie
           alla Circumetnea raggiungere le proprie scuole;

         - la linea è,  altresì,  conosciuta  dai numerosi turisti
           che la  utilizzano  per  meglio  conoscere l'entroterra
           catanese;

         - il  treno  attraversa  i  posti  più  suggestivi  della
           Sicilia orientale, offrendo  a  Siciliani  e turisti un
           percorso unico per bellezza e varietà del paesaggio;

           rilevato che:

         - nessun intervento è  stato  ancora  posto in essere per
           valorizzare appieno la Circumetnea;

         - la linea ferroviaria  non  è pubblicizzata che da pochi
           tour operators, i quali  sponsorizzano gite treno + bus
           che permettono di  visitare  da  una  prospettiva unica
           zone   di    fama    internazionale    come   le   Gole
           dell'Alcantara, il castello  di  Nelson,  la  Pineta di
           Linguaglossa, il centro storico di Randazzo e così via;

         - la mancanza di interventi specifici sta causando con il
           passare del tempo  un peggioramento delle condizioni in
           cui versa la linea;

           considerato che:

         - l'articolo  1, comma  1,  del  decreto  legislativo  11
           settembre 2000, n.  296, assegna alla Regione siciliana
           tutte le  attribuzioni  nelle  materie  concernenti  le
           comunicazioni ed  i  trasporti  regionali  di qualsiasi
           genere;

         - in virtù dell'articolo  6  della legge regionale n. 296
           del 2000, la Circumetnea  è da considerarsi a tutti gli
           effetti un servizio pubblico di trasporto regionale;

           ritenuto che un impegno diretto della Regione siciliana
           può  permettere  che la Circumetnea diventi un percorso
           turistico  a tutti gli effetti con un ritorno economico
           non indifferente  per  i paesi attraversati e un valido
           strumento  di  trasporto  per  i numerosi cittadini che
           utilizzano il treno per recarsi al lavoro o a scuola;

           per sapere:

         - se  il  Governo  e,  in particolare, l'Assessore per il
           turismo,   le   comunicazioni  ed  i  trasporti  sia  a
           conoscenza dello stato in cui versa la Circumetnea;

         - quali  interventi intenda realizzare l'Assessore per il
           turismo, le  comunicazioni ed i trasporti per una piena
           valorizzazione  della  linea ferroviaria in questione e
           per  il rilancio del percorso turistico della zona, che
           comprende anche l'unico campo di golf esistente oggi in
           Sicilia." (855)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     CASCIO    assessore   per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  gli onorevoli
  interroganti  con  l'atto ispettivo in trattazione, hanno chiesto al
  Governo della Regione di far conoscere la condizione in cui versa la
  Ferrovia  Circumetnea,  con particolare riguardo agli interventi che
  si   intendono   realizzare   per   valorizzare  la  predetta  linea
  ferroviaria e per rilanciare il sistema turistico della zona.
       La linea ferrata Circumetnea  attraversa  con  il suo tracciato
  zone fortemente urbanizzate e  densamente  abitate  del capoluogo in
  direzione dei paesi pedomontani  etnei  nonché,  uscendo  fuori  dal
  perimetro urbano, descrive un  suggestivo  anello attorno al vulcano
  che  ne  valorizza  ed   esalta   le   bellezze   paesaggistiche   e
  naturalistiche.
       Il tracciato ferroviario, così come  è stato concepito ai tempi
  della sua realizzazione, presenta, specie nel tratto che si sviluppa
  nel  contesto  urbano,   caratteristiche   geometriche   nonchè   di
  scartamento tali da abbisognare  sicuramente di una riconsiderazione
  integrale per renderla idonea  alla  funzione  di  infrastruttura di
  trasporto pubblico collettivo.
       Pertanto, nel contesto degli interventi individuati nell'ambito
  della  programmazione  negoziata  con lo Stato per il rilancio delle
  infrastrutture   di   trasporto  nell'Isola,  sono  state  apportate
  nell'APQ di settore, stipulato il  5  ottobre  2001, delle risorse a
  valere su diverse canali di finanziamento  (legge  n. 211 del 1992 e
  Agenda 2000) con le quali  sarà  possibile  continuare  nei piani di
  ammodernamento  strutturale  e   tecnologico   di   tale  importante
  infrastruttura di trasporto per  una  sua riconversione funzionale a
  ferrovia  metropolitana  che,  specie   nel  tessuto  urbano,  potrà
  svolgere ad opere ultimate, un ruolo tutt'altro che trascurabile per
  una riorganizzazione in chiave integrata della mobilità cittadina.
       Al riguardo si segnalano i lavori  in corso da Piazza Galatea a
  Piazza Giovanni XXIII che consentirà,  tra  diciotto mesi, ai binari
  di raggiungere la stazione  centrale  delle  Ferrovie  dello  Stato,
  considerata importante nodo di interscambio con i servizi ferroviari
  ed automobilistici ivi gravitanti.
       Sono   in   fase   avanzata   di  definizione  gli  adempimenti
  propedeutici  all'espletamento  della  gara di appalto relativi alla
  tratta  Giovanni XXIII-Piazza Stesicoro-aeroporto, che consentirà al
  capoluogo  etneo,  in  linea con quanto avviene nelle altre capitali
  europee,  un  rapido  collegamento con il suo aeroporto, nonchè, dal
  versante   della   zona   dell'Etna,  quella  relativa  alla  tratta
  Borgo-Nesima  e  Nesima-Misterbianco,  quest'ultima finanziata con i
  fondi POR Sicilia 2000-2006.
       Inoltre,  sempre  a  valere  sui  fondi  del POR 2000-2006, con
  provvedimento  n.  299  del  Dipartimento  turismo, è stato proposto
  dall'Unione   europea   l'inserimento   della   tratta   extraurbana
  Paternò-Adrano  per consentire una migliore accessibilità dei centri
  urbani, stretta integrazione con la città metropolitana di  Catania,
  nonchè l'acquisizione di quattro unità di trazione che consentiranno
  un ulteriore svecchiamento del parco rotabile.
       Tutti  questi  interventi  appena  accennati,  che  attiveranno
  ingenti  risorse  finanziarie  con  benefici  non trascurabili sulle
  economie  locali in termini di livelli occupazionali mobilitati e di
  ricaduta  sull'indotto,  consentiranno  alla ferrovia circumetnea di
  assumere  l'aspetto  di  una  moderna  ferrovia  al  servizio  degli
  spostamenti  giornalieri non solo in ambito urbano, ma, altresì, sul
  versante  di  accesso  al  capoluogo dai paesi pedemontani dell'Etna
  nonchè,  altro  aspetto da non sottovalutare, di sfruttare al meglio
  quella  vocazione  turistica  che  rappresenta sicuramente una delle
  caratteristiche peculiari di tale ferrovia.
       Sarà  in  tal  modo  possibile  dare  corpo a quel disegno, che
  rappresenta,  altresì, un preciso impegno politico della Regione, di
  costruzione di una mobilità ecosostenibile, per una riqualificazione
  del  contesto  urbano  interessato, una rivitalizzazione del tessuto
  economico  e produttivo ed un miglioramento delle condizioni di vita
  delle  popolazioni  residenti   che  l'onorevole Raiti, che abita in
  quella zona, conosce perfettamente.
       Infine,  pare  opportuno evidenziare che è di qualche giorno fa
  l'intesa  tra il Commissario governativo della ferrovia circumetnea,
  avvocato Filippo Bucato, ed il  sindaco  Scapagnini, nella sua veste
  di Commissario per l'emergenza  traffico,  per  la  definizione  del
  nuovo  assetto  del  sistema   metropolitano  nel  nodo  ferroviario
  catanese.
       Obiettivo   principale  dell'accordo  è  l'accelerazione  delle
  procedure per realizzare il sistema della metropolitana di Catania.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io non mi posso
  dichiarare  soddisfatto,  anche  se  oggettivamente  nella  risposta
  dell'Assessore ci sono alcuni dati  positivi, che  tra l'altro  sono
  a conoscenza del sottoscritto  ma  anche dell'opinione pubblica, per
  quanto  riguarda  l'utilizzazione   della   tratta   della  ferrovia
  circumetnea in ambito metropolitano,  per l'accesso all'aeroporto o,
  comunque, per lo snellimento del traffico nella città di Catania.
       Ma il ragionamento che  voleva  sviluppare l'interrogazione, il
  ragionamento fondamentale a cui non  è stata data risposta, riguarda
  l'intenzione della Regione di  recepire,  di  applicare nel contesto
  odierno il disposto del decreto legislativo n. 296 del 2000.
       L'articolo 6 del decreto legislativo n.  296 del 2000 di  fatto
  trasferisce alla Regione la potestà  in questa materia;  la ferrovia
  circumetnea ha tutti i requisiti per essere considerata una ferrovia
  di carattere e di interesse regionale.
       Sino ad oggi non ho visto  alcun atto di indirizzo politico che
  vada nell'applicazione di questo  articolato.  Significa che noi non
  esercitiamo la potestà che ci è  stata  concessa  dallo  Stato e, di
  conseguenza,  non abbiamo una  strategia  politica  che  vada  nella
  direzione del potenziamento di questa ferrovia.
       Se è vero, come è vero, che si stanno realizzando quei lavori -
  ripeto - relativi all'accesso  all'area  metropolitana, è anche vero
  che l'80 per cento  della  ferrovia  circumetnea  snoda  il  proprio
  tracciato  attraverso  il  vulcano   dell'Etna:   è  un  anello  che
  attraversa tutto il perimetro del parco dell'Etna.
       Proprio lì è necessario  che  noi  applichiamo,  così  come  io
  ritengo  si  debba  fare,   il   decreto  legislativo  del  2000,  e
  applichiamo la scelta  politica  di  potenziare  quell'anello  nella
  direzione di dare innanzitutto  dei  vettori che siano all'altezza e
  che possano essere considerati tali. Infatti, è vero che ci sono dei
  tratti  che  hanno  uno   scartamento   con   una   difficoltà   non
  indifferente, soprattutto quando  attraversano  il centro urbano, ma
  proprio per questo la prima cosa  che  si  dovrebbe fare è quella di
  dotare la ferrovia circumetnea  di  vettori  adatti, vettori moderni
  che possano garantire, assieme  al  trasporto  su  gomma (perché  la
  ferrovia circumetnea ha anche  il  trasporto  su gomma) dei circuiti
  integrati che consentano al turista di poter godere di quel panorama
  e di quegli scenari unici al mondo.
       Credo che bisogna andare in questa direzione ed il Governo deve
  assumere un impegno forte.
       Tra l'altro, ciò si inquadra  in  un contesto particolare che è
  quello che scaturisce dall'emergenza  Etna,  a  seguito  della quale
  sappiamo tutti che quel territorio,  a  partire da Nicolosi, Adrano,
  Randazzo, Bronte, Linguaglossa e  via  dicendo,  è  stato fortemente
  penalizzato dai danni  provocati dall'eruzione vulcanica. L'eruzione
  vulcanica però - così come è stato  da  lei  detto  più  volte ed io
  condivido - ha procurato da un  lato  un  danno  emergente  e dunque
  nell'immediato  un  danno all'economia  locale,  dall'altro  lato  è
  comunque  una  risorsa  da  valorizzare  in  quanto  caratteristiche
  eruttive di quel genere certamente  sono  uniche  al mondo e bisogna
  permettere ai turisti di goderne.
       Pertanto, in questo contesto  e  tenendo  conto del particolare
  momento storico che viviamo,  credo che l'applicazione delle potestà
  consentite dal decreto legislativo del  2000  ed una scelta politica
  che vada in questa direzione,  oltre  a dare risposte immediate alla
  popolazione,  possano consentire anche  di  risollevarsi  dai  danni
  subìti,  debbano  essere per scelta  politica  un  percorso  ed  una
  strategia  da  attuare affinchè  tutti  possano  beneficiare  di  un
  servizio di tale natura che - ripeto  -  circonda  e fa visionare in
  maniera totale tutti quei beni del  parco dell'Etna, oltre a dare un
  servizio anche agli studenti che beneficiano di questa tratta.

     PRESIDENTE    Non  sorgendo  osservazioni,  resta  stabilito  che
  l'assessore Cascio invierà risposta scritta all'interpellanza n.  71
  "Iniziative per garantire che  gli  aeromobili  di Volare airlines e
  Alpieagles, che gestiscono le tratte  aeree  da e per Venezia, siano
  abilitati al trasporto  di  passeggeri  in  barella", dell'onorevole
  Turano.
       Si  passa  all'interrogazione  n.   953   "Interventi   per  la
  realizzazione   di   un   aeroporto   nel   territorio   siciliano",
  dell'onorevole Vicari.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione  ed all'Assessore per il
           turismo,  le  comunicazioni e per i trasporti, premesso
           che  in  Sicilia  esistono  allo stato attuale soltanto
           cinque scali aeroportuali e precisamente:

           Palermo-Punta  Raisi con un'utenza annuale di 3 milioni
           di passeggeri,

           Catania-Fontanarossa con un'utenza annuale di 4 milioni
           di passeggeri;

           Trapani-Birgi   con   un'utenza   annuale   di  5  mila
           passeggeri;

           Lampedusa e Pantelleria con un'utenza limitata soltanto
           al periodo estivo;

         considerato che:

         - i  recenti  fenomeni eruttivi del  vulcano  Etna  hanno
           paralizzato il flusso turistico  e  quello  giornaliero
           dei  passeggeri, mettendo in  ginocchio  l'economia  di
           buona parte dell'Isola;

         - l'aeroporto di Palermo-Punta Raisi non è stato in grado
           di   sopperire   alla    chiusura   dell'aeroporto   di
           Catania-Fontanarossa  e  le  esigenze  di  migliaia  di
           passeggeri  sono  state   disattese   allontanando  dai
           circuiti dell'Isola forti correnti turistiche;

         - il  nuovo  aeroporto  servirebbe   tutta  l'area  della
           provincia di Ragusa e farebbe decollare definitivamente
           la   già  florida  economia   iblea,   consentendo   di
           trasportare in poche ore i primaticci delle campagne di
           Vittoria nel cuore dell'Europa ed, inoltre,  in caso di
           emergenza,  potrebbe ospitare gli  aerei  dirottati  da
           Fontanarossa;

         tenuto conto del fatto che:

         - la  realizzazione  di  un nuovo  aeroporto  nel  centro
           dell'Isola migliorerebbe la libertà  di  movimento  dei
           passeggeri,  potenziando soprattutto il  turismo  e  il
           nuovo scalo potrebbe decongestionare  il traffico aereo
           di Catania e Palermo;

         - a Comiso si trova un'area aeroportuale  dove ha operato
           in passato l'ex base NATO e per  la  creazione di detta
           infrastruttura esiste un finanziamento  di  Agenda 2000
           (provvedimento del 20 novembre 2000);

           per  sapere   se   non  ritenga  opportuno  intervenire
           urgentemente, con tutti i  mezzi  e  le  risorse di cui
           dispone,  al  fine  di  realizzare  al  più  presto  la
           suddetta infrastruttura aeroportuale." (953)

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

    CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  l'interrogazione  in
  trattazione  l'onorevole  Vicari  ha  evidenziato  la  necessità  di
  accelerare  le  procedure  per  la  realizzazione  dell'aeroporto di
  Comiso,  tenuto  conto  anche  degli  ultimi  avvenimenti  che hanno
  interessato  la  nostra  Isola,  quale  l'eruzione  dell'Etna che ha
  determinato  la chiusura dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa, con
  tutte le conseguenze che ne sono scaturite.
       A   tal   proposito  giova  ricordare  che,  nell'ambito  della
  programmazione   del  POR  Sicilia  2000-2006,  tra  gli  interventi
  previsti  nella  misura  6.04  "Riqualificazione e creazione di poli
  aeroportuali   secondari"   è   inserita   anche   la  realizzazione
  dell'aeroporto di Comiso.
       In  relazione  a quanto premesso, l'Amministrazione comunale di
  Comiso  (ente  beneficiario finale) ha già avuto approvato dall'Ente
  Nazionale    per   l'Aviazione   Civile   il   progetto   definitivo
  relativamente a detto intervento infrastrutturale.
       E' già in sede avanzata la redazione del progetto esecutivo che
  la  stessa  Amministrazione  comunale  prevede di presentare entro i
  primi mesi del 2003 (presumibilmente entro marzo).
       Conseguentemente  all'approvazione  del  progetto  esecutivo da
  parte  dell'E.N.A.C.,  il  Comune provvederà ad avviare le procedure
  per la realizzazione dell'aerostazione.
       La  somma  complessiva  dell'intervento  è pari a 47 milioni di
  euro.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vicari  per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta.

     VICARI  Mi dichiaro soddisfatta.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì
  19 febbraio 2003, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI.

      II- LETTURA  AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:

      N. 202 - Intervento urgente al fine di impedire l'utilizzo delle
          basi NATO in Sicilia per l'attacco americano in Iraq.

                                        FORGIONE - LIOTTA - FERRO -
                                        MORINELLO - ORLANDO -GURRIERI

      N. 203 - Interventi a sostegno dei lavoratori forestali.

                                       RAITI - FERRO - MICCICHE'
                                       MORINELLO - ORLANDO - GURRIERI

    III - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI   ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA:   "ENTI LOCALI".

     IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

     1) "Bilancio  di  previsione  della  Regione siciliana per l'anno
        finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per  il  triennio
        2003-2005" (nn. 554-557-562).

     2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie  per  l'anno  2003"
        (n. 553).

      V - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     VI - ELEZIONE  DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER LE
          PICCOLE  E  MEDIE  IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

    VII - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VIII - ELEZIONE  DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     IX - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      X - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER  LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA  CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,    FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI  DEL  COMITATO  REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XIII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA  CONSULTA  REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA  REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA  REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA  REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XXI - ELEZIONE   DI  TRE  COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE   E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

       La seduta è tolta alle ore 19.27

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30)