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Resoconto d'Aula della Seduta n. 117 di giovedì 27 febbraio 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


               COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE MARZIO TRICOLI

                         (Tutta l'Aula in piedi)

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  personalità  tutte,  familiari
  intervenuti   in  occasione  di  questo  rito  della  commemorazione
  dell'onorevole  Marzio  Tricoli,  è venuto a mancare, in circostanze
  tragiche, un  giovane  e  valoroso  collega,  sulla cui persona sono
  evidenti i  segni  di  una  elevata  responsabilità  politica  e  di
  notevoli doti umane.
       Le qualità  politiche  di  Marzio  Tricoli  sono  a tutti note:
  responsabile  per  la  Provincia  di  Palermo di Alleanza Nazionale,
  esponente  di  rilievo  dell'organizzazione  giovanile del Partito e
  sempre  partecipe  delle  tensioni  verso  il divenire della società
  contemporanea, sotto  l'aspetto  della  dinamica dei fatti sociali e
  politici.
       Contemporaneamente, egli  manifestava  un  orgoglioso  e  fiero
  impegno, coerente  con  le  proprie  radici  ed i propri riferimenti
  culturali, nella tradizione  classica  e nel culto dei più autentici
  valori religiosi, etici, civili e politici.
       Tale  intenso afflato ideale era possibile grazie alla coerente
  tradizione familiare, che vide nel padre un importante maestro ed un
  grande esempio  di  vita,  seppure egli non rinunciasse ai personali
  aneliti  che  lo proiettarono sui campi dell'ardimento della pratica
  paracadutistica  e, nei  campi  dello  sport, nella  pratica intensa
  dell'agonismo rugbystico. Uno dei tanti esempi di gioventù militante
  che nelle file del Fronte della gioventù lo ha visto primeggiare tra
  gli  studenti   palermitani,   artefice   di   un'intensa   attività
  all'interno di quel  grande  crogiolo della lotta politica giovanile
  dal quale nasce la classe dirigente dei partiti politici.
       Posso  dire,  se  mi  è  consentito  il  ricordo  di  carattere
  personale, che  la  sua  breve  vita  fu  come la immaginò il padre;
  quando nacque, Pippo Tricoli mi disse: "E' nato il mio primo figlio,
  lo chiamerò Marzio, nella speranza che egli viva con il senso eroico
  della vita".
       Il cursus honorum della sua attività politica e professionale è
  notevole.  Divenuto  Presidente  provinciale di Alleanza Nazionale a
  Palermo, era sicuramente  destinato  ad  un grande avvenire politico
  perché  alla  passione  univa,  sicuramente,  una  maturazione  nata
  dall'esperienza    nel   campo   amministrativo   come   consigliere
  provinciale e Presidente della Commissione consiliare della pubblica
  istruzione, sport e  spettacolo;  risultò  primo  degli  eletti alle
  elezioni  regionali   nella   lista   di  Alleanza  Nazionale  nella
  circoscrizione di Palermo.
       Iscritto all'Albo degli avvocati del Foro di Palermo, ha svolto
  delicati ruoli  nel  campo delle misure di prevenzione in qualità di
  amministratore   giudiziario   dei   beni  sequestrati  alla  mafia,
  segnalandosi   per   il  puntuale  impegno, quale  parte  civile, in
  importanti processi di mafia.
       Assessore  regionale  per  il bilancio nei governi Provenzano e
  Drago, nel  corso  di  questa  legislatura  è stato Presidente della
  Commissione legislativa "Attività produttive".
       Negli anni  in  cui  svolse  il  compito  di  Assessore  per il
  bilancio,  le costanti emergenze della Regione siciliana reclamavano
  un immediato intervento. La delicata situazione dell'Amministrazione
  indebolita  dai  cospicui  esodi  e  dalle  ristrutturazioni a lungo
  rinviate   lo   impegnarono  in  diverse  direzioni.  Riorganizzò  e
  rafforzò  la  struttura  amministrativa dell'Assessorato in coerenza
  con   il   principio   di  collegare  scelte  politiche  con  scelte
  amministrative.
       In direzione dell'autonomia impositiva  della  Regione promosse
  con   indubbio   successo   il  contenzioso   dinanzi   alla   Corte
  Costituzionale e svolse un ruolo di efficace mediazione con la Banca
  d'Italia  e  il sistema creditizio nella  difficile  gestione  della
  crisi delle maggiori banche siciliane.
       In occasione  della  crisi  del  sistema  della riscossione dei
  tributi in  Sicilia,  Marzio Tricoli, avviando un delicato negoziato
  con l'allora  Ministro  delle  Finanze  Vincenzo  Visco, propose una
  disciplina del settore, tradottasi nella legge regionale 10 novembre
  1997,  numero  42  che,  attraverso  il  superamento  del  carattere
  straordinario  del   sistema  del  commissariamento,  affida  ad  un
  concessionario il servizio di riscossione.
       Nell'ottica di una politica di risanamento  finanziario, in uno
  con  l'istituzione  della tesoreria unica regionale  e  con  l'avvio
  della complessa riforma della normativa  contabile,  s'impegnò nella
  direzione del potenziamento delle entrate e  del  contenimento delle
  spese della Regione siciliana.
       Mediante un innovativo ricorso al  mercato finanziario consentì
  alla Regione siciliana di affrancarsi  dall'esclusivo  rapporto  con
  gli  istituti  cassieri, ottenendo finanziamenti  da  grandi  banche
  internazionali.
       Nel  settore  finanziario  l'onorevole  Tricoli si è dimostrato
  scrupoloso e  fine  conoscitore, e  nei  suoi  numerosi  ed  attenti
  interventi in  Aula,  soprattutto in occasione delle discussioni sui
  disegni di legge finanziaria, ha saputo anche manifestare la perizia
  dell'accorto professionista, esperto in materia tributaria.
       Non meno sensibile e scrupoloso nei  confronti  dei giovani, ha
  da sempre  manifestato  un  particolare  interesse  verso i problemi
  della scuola e dell'Università.
       In  proposito, da parlamentare, ha sostenuto  il  diritto  allo
  studio, rivendicando il ruolo formativo della scuola quale strumento
  irrinunciabile per la  "creazione  dell'uomo e del cittadino" - sono
  parole sue.
       Inoltre, in  occasione  della  discussione sul disegno di legge
  del cosiddetto  "buono  scuola"  ha manifestato ampio consenso verso
  uno strumento  che garantisce livelli adeguati d'istruzione, anche a
  sostegno delle famiglie con reddito basso.
       Nelle occasioni  pubbliche, come  nella  vita  privata, ha  poi
  dimostrato  particolare sensibilità verso i problemi peculiari della
  Sicilia,  segnalandosi  per  la passione politica  e  per  la  forza
  argomentativa  impresse  nel  perseguimento degli obiettivi ritenuti
  irrinunciabili.
       Convinto  assertore  del  rilancio delle attività produttive in
  Sicilia, ha  sostenuto  che  nuove  opportunità  alla nostra Regione
  deriveranno   dall'attuazione   del   federalismo   fiscale  con  la
  possibilità da  parte  della  Regione  e degli enti locali di potere
  trattenere  pressoché  integralmente il gettito dei tributi generati
  dal territorio.
       Di recente approvazione  la  legge sulle "strade e le rotte del
  vino", della quale  fu  relatore e promotore, che segna il passo per
  uno sviluppo incisivo  e  dinamico, in  seno  alla  nostra  Regione,
  dell'enoturismo,   avendo  saputo  utilizzare,  nella  logica  della
  crescita di  diversi  segmenti  produttivi,  la naturale "vocazione"
  dell'Isola nei settori della vitivinicoltura e dell'enologia.
       L'onorevole Marzio Tricoli ha  altresì  manifestato particolare
  attenzione ai problemi relativi all'occupazione, come testimoniano i
  numerosi interventi in Aula in favore  del riassetto della complessa
  vicenda che investe il grande bacino del  precariato  in Sicilia. In
  più occasioni, inoltre, si è attivato  nei  confronti  degli  organi
  competenti  affinché venissero adottate misure  a  salvaguardia  dei
  lavoratori, come ha dimostrato la recente vicenda Imesi di Carini.
       La grande dignità e il rispetto  dei  valori  dell'uomo  Marzio
  Tricoli  si  possono  cogliere anche osservando  i  suoi  gesti  più
  "semplici" come quello dell'adozione del figlio  di un operaio dello
  stabilimento Fiat di Termini Imerese al quale ha offerto per un anno
  sostegno economico per consentirgli di continuare gli studi.
       Spero che  questo  rito  della commemorazione di Marzio Tricoli
  abbia ben poco di rituale e molto di sostanziale.
       Desidero  rivolgere   un   affettuoso  omaggio  e  un  commosso
  pensiero alla famiglia  tutta:  alla  giovane vedova Giuliana e alla
  madre Mirella,  così  profondamente colpite.  Un pensiero affettuoso
  ai figli Beppe e  Ruggero,  ai  fratelli Marcello e Fabio, a tutti i
  familiari, nella  convinzione  che  noi sicuramente abbiamo perso un
  caro collega, un  amico, una persona di sicuro prestigio e di grande
  credito;  ma che  essi  hanno  perduto qualcosa di più:  un faro, un
  riferimento, un  orizzonte  verso  il  quale  rivolgere  speranze  e
  sguardi.
       In  questo  momento,  nel  ricordo  incancellabile  del  nostro
  amatissimo  Marzio  Tricoli, credo  di potermi  fare  portavoce  del
  sentimento di solidarietà di tutta l'Assemblea regionale siciliana e
  dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari, i quali avevano chiesto di
  intervenire  al fine  di  associarsi  alle  mie  modeste  parole  di
  cordoglio e vi  hanno  rinunciato, ritenendo di identificarsi con le
  stesse.

                           (prolungati applausi)

       Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzì, il quale ha chiesto di
  intervenire in quanto amico e collega  del  Gruppo  di  appartenenza
  dell'onorevole Tricoli.

     VIRZI'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  terribile
  perdita dell'onorevole Marzio Tricoli - come  ho  detto  alla stampa
  del  mio  "ritrovato  amico Marzio  Tricoli"  -  è  stato  un  colpo
  durissimo, sul piano umano  e  politico,  per  l'intera  comunità di
  Alleanza Nazionale.  Una vicenda  che  ci  ha  storditi.  Usando  la
  terminologia del Manzoni, potremmo  dire di essere rimasti veramente
  "percossi e attoniti".
       Il nostro primo pensiero in un momento  di  grande  sfiducia  e
  dolore è stato: è come  se  fosse  passato un angelo capriccioso che
  distrattamente ha dato un colpo  d'ali,  tagliando  i  fili  di quei
  pupazzi che in fin dei conti siamo, e facendo inopinatamente perdere
  una vita.
       Era davvero l'ultima notizia che potevamo attenderci
       E' stata un'ondata amara, quasi di 'pessimismo cosmico', che ha
  dato - penso  un  po'  a  tutti - una  sensazione  di  fragilità, di
  inutilità, di  precarietà, di futilità, di illusorietà. Un'ondata di
  amarezza che per un  attimo  ci  ha sommersi e ci ha fatto ricordare
  il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, che parlava della morte
  come di una 'livella'.
       Sono,  però,  poi  successe  altre  cose  che  ci  hanno  fatto
  riflettere: l'esserci  ritrovati accanto a lui nella camera ardente;
  avere visto  sfilare  tutte  le  categorie di questa città con abiti
  firmati e con giubbe di operai;  avere visto sfilare professionisti,
  disoccupati  e  precari;  avere visto plasticamente rappresentata in
  quella camera  ardente  tutta la comunità umana e civile di Palermo,
  con le proprie contraddizioni, con le proprie diverse sfumature.
       Ed ancora, avere visto - e  di  questo  siamo grati ai soggetti
  interessati - che questa terribile morte è riuscita a suscitare atti
  di cavalleria  politica  che  sembravano  dimenticati,  per  cui era
  indispensabile riflettere  sul fatto che questa terribile perdita ci
  aveva riportato tutti,  al  di  là  delle  polemiche, ad una fase di
  diversa, mi  permetto  di  dire,  superiore  civiltà  del  confronto
  politico.
       Quando  attorno  a  quel  feretro abbiamo visto l'affetto di un
  popolo ed in chiesa,  in  piazza,  le lacrime, i fiori, i saluti, la
  commozione  e, come  è  d'uso  adesso  anche  di  fronte  ai  morti,
  l'applauso di  un'intera  città,  abbiamo compreso pienamente che la
  pur breve vita  di  Marzio,  così  tragicamente  - qualcuno ha detto
  anche assurdamente  -  finita,  aveva  lasciato un segno profondo in
  questa grande  città  che,  invece,  tante  volte  appare  distante,
  distratta, lontana  dalle  cose del Palazzo e della politica. Questa
  città che incredibilmente, mi permetto di dire quasi inopinatamente,
  ha manifestato  grandissima attenzione, capacità di sentimenti veri,
  dimostrando che in silenzio, senza grandi clamori, la pur breve vita
  di Marzio aveva suscitato una speranza che, da tanto tempo, appariva
  sopita, quasi riposta in un baule.
       Questo ci permette  di  dire  che la morte non è una 'livella':
  è importante, infatti, come si vive e perfino come si muore.
       Tutti, di fronte alla  vita  o  alla morte possiamo decidere se
  morire con una "palla nella schiena" o con una "palla in fronte". Io
  penso di potere dire che  Marzio  è morto con una "palla in fronte",
  non  ritirandosi e  scrivendo  l'atto  finale  della  sua  breve  ma
  intensissima esistenza,  siglandola  con  il marchio di uno stile di
  vita che egli,  non soltanto aveva abbracciato, ma incarnava proprio
  fisicamente.
       Ha costruito la  sua  vita  "diritta come un binario" - mi sono
  permesso di scrivere dopo  la  sua morte - nel solco di una famiglia
  ricca di tradizione civile  e  politica, ed  è morto in linea con lo
  stile di una vita.
       E' morto compiendo  una  scelta di coraggio e d'onore e un atto
  d'amore, di devozione e di fedeltà fino all'estremo sacrificio.
       Per una morale  laica  questa  morte è stata soltanto assurda e
  dimostra che tutto è vano. Questa morte, invece, per noi che abbiamo
  una concezione  religiosa  della  vita,  ci  permette di pensare che
  Marzio,  l'onorevole   Marzio   Tricoli,   ha  vissuto  un'esistenza
  intessuta di valori,  interpretati  carnalmente  e  testimoniati con
  un'intera  vita  e che, quindi,  più  che  un  insegnamento,  ci  ha
  lasciato un esempio. Gli esempi  sono  i  fermenti della storia, gli
  esempi lasciano il segno
       Pur essendo profondamente colpiti (al  punto che io stesso, per
  una delle pochissime volte in vita  mia  ho  dovuto prendere appunti
  per non lasciare troppo spazio al sentimento, per farlo diventare un
  fermento civile utile), questo dolore ci induce a ritenere che nulla
  è inutile:  tutto  ciò  che viene seminato, anche i semi che a lungo
  restano sepolti  nel  buio,  alla  fine germogliano;  che è degno ed
  utile tutto ciò  che  ciascuno  di  noi  fa in buona fede, per amore
  della sua terra e del suo popolo.
       Non  vogliamo  scomodare  "I  Sepolcri"  di  Foscolo,  "egregie
  cose..."; per  Marzio  preferiamo  ricordare,  più sommessamente, un
  autore meno enfatico; preferiamo scomodare Parini "La sua vita gli è
  valsa  certamente un  sasso  su  cui  rimarrà  scritto  'Non  cambiò
  bandiera'".

                               (Applausi)

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare il Presidente della Regione,
  onorevole Cuffaro.

     CUFFARO  presidente della  Regione.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, anche se sono  già trascorsi alcuni giorni dall'improvvisa
  scomparsa  dell'onorevole  Marzio   Tricoli,   è   ancora  difficile
  ricordarne l'operato umano e  politico senza commozione, soprattutto
  in questo luogo che l' ha visto convinto ed appassionato sostenitore
  di tante battaglie sempre  nell'interesse  dei siciliani, sempre per
  il bene della Sicilia.
       La morte ha  sottratto  al  Parlamento  siciliano  un  deputato
  appassionato, esperto e  qualificato.  La  morte  ha  sottratto alla
  politica un protagonista  entusiasta  ed  intelligente.  La morte ha
  sottratto  alla famiglia un padre  e  un  marito.  La  morte  mi  ha
  sottratto un amico affettuoso  e  leale, che ho imparato a conoscere
  sin dai tempi dell'Università  e a stimare negli anni decisivi delle
  mia esperienza, umana e politica.
       Gli amici si piangono  e si ricordano per trarre giudizio dalla
  loro testimonianza  ed  oggi piango insieme a voi perché Marzio ci è
  stato sottratto da una sorte tragica e crudele.
       Pur se su formazioni diverse, abbiamo vissuto in comune un modo
  di fare politica: quello  di  condividere,  innanzitutto, i problemi
  della gente.
       Quanti hanno conosciuto  Marzio,  anche  solo per pochi minuti,
  sono stati colpiti dal suo  modo  di  andare  subito  al cuore della
  persona, dei suoi problemi  e delle sue preoccupazioni più profonde.
  Appassionato all'uomo, ha sempre saputo coinvolgersi con decisione e
  concretezza nella risoluzione dei problemi che affliggono la nostra,
  talvolta così difficile  e  contraddittoria,  situazione sociale. Di
  essa ha saputo cogliere i  dati  salienti,  i nodi più decisivi e le
  questioni più aperte, ma  non  si  è  mai  sottratto all'impegno per
  trovare sempre la soluzione migliore e più opportuna.
       Con Marzio ho imparato a  saper  stare  con  le persone in modo
  semplice e attento,  soprattutto  alle  domande  più  importanti che
  sgorgano dal loro cuore. Con Marzio ho imparato a mettere insieme un
  modo efficace e non ideologico, per trovare con loro le risposte più
  giuste. E tutto ciò sia nella  quotidiana azione politica, sia nella
  comune azione di governo  che ho  condiviso  per  alcuni  anni,  nel
  corso dei quali ne ho apprezzato  il  rigore,  la  continuità  e  la
  precisione.
       Questa Assemblea, che ne ha conosciuto ed apprezzato la qualità
  dell'impegno, la dedizione e il lavoro,  ne  rimpiangerà più di ogni
  altro luogo il suo operato, che  in  ogni  circostanza,  in tutte le
  situazioni, sapeva trovare il modo e  le  parole giuste per giungere
  agli obiettivi, sempre nell'interesse della gente.
       Delle tante, comuni circostanze  della vita che mi sono tornate
  alla memoria in questi giorni mi piace ricordare quella della scelta
  operata nel suo ultimo  manifesto  elettorale:  farsi ritrarre con i
  componenti della sua famiglia.
       La famiglia è sempre stata al centro dei suoi interessi e della
  sua vita.  Non a caso essa è  stata  l'oggetto  del suo ultimo gesto
  eroico:  nel momento certamente decisivo della sua esistenza terrena
  non  ha avuto dubbi nel sacrificare  la  propria  vita  per  salvare
  quella  della  moglie Giuliana e dei  suoi  due  figli,  Giuseppe  e
  Ruggero.
       La  morte  pone   sempre   interrogativi   profondi,   in  modo
  particolare  questa, per  le  drammatiche  modalità  con  cui  si  è
  presentata a tutti noi.
       In  queste  circostanze   la  fede  aiuta  ad  approfondire  la
  consistenza della nostra persona  e  a  comprendere  di più e meglio
  come il nostro affannarci  quotidiano, in modo particolare quello di
  noi politici,  risulta  vano  ed inefficace se non è ancorato ad una
  dimensione  profonda della vita che non possiamo darci con le nostre
  mani.
       La grande partecipazione  popolare alla sua morte testimonia il
  valore della sua vita, di quella  a  noi  tutti più nota e di quella
  meno nota, ma non certo meno  importante,  legata  ai  suoi affetti,
  allo sport, alla sua famiglia.
       Piangere un amico, piangere  per  la  morte di Marzio vuol dire
  non solo portare avanti i  suoi  ideali  e  i  suoi impegni, ma fare
  memoria  costante  della vita di  un  uomo  che  ha  creduto  ed  ha
  incarnato alcuni valori, uno dei quali  la famiglia, per il quale ha
  consapevolmente donato anche la sua vita.

                               (Applausi)

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  la  seduta  è  rinviata ad oggi,
  giovedì 27 febbraio  2003,  alle  ore  13.00, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

      II- LETTURA, AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:

     N. 202 - Intervento urgente  al  fine  di impedire l'utilizzo
              delle basi NATO  in  Sicilia per l'attacco americano
              in Iraq.

            (6 febbraio 2003)

                                  FORGIONE - LIOTTA - FERRO -
                                  MORINELLO - RAITI - GIANNOPOLO

      N. 203 - Interventi a sostegno dei lavoratori forestali.

              (6 febbraio 2003)
                                    RAITI - FERRO - MICCICHE' -
                                    MORINELLO - ORLANDO - GURRIERI

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

     - "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
        l'anno finanziario 2003". (n. 589/A)

        Relatore: On. Croce

     IV - ATTRIBUZIONE  DEL  SEGGIO  RESOSI  VACANTE  A  SEGUITO DELLA
          SCOMPARSA DEL DEPUTATO REGIONALE ON. MARZIO TRICOLI.

      V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

     1) "Bilancio  di  previsione  della  Regione siciliana per l'anno
        finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per  il  triennio
        2003-2005" (nn. 554-557-562).

     2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie  per  l'anno  2003"
        (n. 553).

     VI - ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

    VII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

    VIII - ELEZIONE  DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
           DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    IX  - ELEZIONE  DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

      X - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA  PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

    XII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XIII - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
           PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XIV - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

     XV - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XVII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XIX - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

     XX - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XXI - ELEZIONE  DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

   XXII - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

     La seduta è tolta alle ore 11.52

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 14.20)