Presidenza del presidente Lo Porto
COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE MARZIO TRICOLI
(Tutta l'Aula in piedi)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, personalità tutte, familiari
intervenuti in occasione di questo rito della commemorazione
dell'onorevole Marzio Tricoli, è venuto a mancare, in circostanze
tragiche, un giovane e valoroso collega, sulla cui persona sono
evidenti i segni di una elevata responsabilità politica e di
notevoli doti umane.
Le qualità politiche di Marzio Tricoli sono a tutti note:
responsabile per la Provincia di Palermo di Alleanza Nazionale,
esponente di rilievo dell'organizzazione giovanile del Partito e
sempre partecipe delle tensioni verso il divenire della società
contemporanea, sotto l'aspetto della dinamica dei fatti sociali e
politici.
Contemporaneamente, egli manifestava un orgoglioso e fiero
impegno, coerente con le proprie radici ed i propri riferimenti
culturali, nella tradizione classica e nel culto dei più autentici
valori religiosi, etici, civili e politici.
Tale intenso afflato ideale era possibile grazie alla coerente
tradizione familiare, che vide nel padre un importante maestro ed un
grande esempio di vita, seppure egli non rinunciasse ai personali
aneliti che lo proiettarono sui campi dell'ardimento della pratica
paracadutistica e, nei campi dello sport, nella pratica intensa
dell'agonismo rugbystico. Uno dei tanti esempi di gioventù militante
che nelle file del Fronte della gioventù lo ha visto primeggiare tra
gli studenti palermitani, artefice di un'intensa attività
all'interno di quel grande crogiolo della lotta politica giovanile
dal quale nasce la classe dirigente dei partiti politici.
Posso dire, se mi è consentito il ricordo di carattere
personale, che la sua breve vita fu come la immaginò il padre;
quando nacque, Pippo Tricoli mi disse: "E' nato il mio primo figlio,
lo chiamerò Marzio, nella speranza che egli viva con il senso eroico
della vita".
Il cursus honorum della sua attività politica e professionale è
notevole. Divenuto Presidente provinciale di Alleanza Nazionale a
Palermo, era sicuramente destinato ad un grande avvenire politico
perché alla passione univa, sicuramente, una maturazione nata
dall'esperienza nel campo amministrativo come consigliere
provinciale e Presidente della Commissione consiliare della pubblica
istruzione, sport e spettacolo; risultò primo degli eletti alle
elezioni regionali nella lista di Alleanza Nazionale nella
circoscrizione di Palermo.
Iscritto all'Albo degli avvocati del Foro di Palermo, ha svolto
delicati ruoli nel campo delle misure di prevenzione in qualità di
amministratore giudiziario dei beni sequestrati alla mafia,
segnalandosi per il puntuale impegno, quale parte civile, in
importanti processi di mafia.
Assessore regionale per il bilancio nei governi Provenzano e
Drago, nel corso di questa legislatura è stato Presidente della
Commissione legislativa "Attività produttive".
Negli anni in cui svolse il compito di Assessore per il
bilancio, le costanti emergenze della Regione siciliana reclamavano
un immediato intervento. La delicata situazione dell'Amministrazione
indebolita dai cospicui esodi e dalle ristrutturazioni a lungo
rinviate lo impegnarono in diverse direzioni. Riorganizzò e
rafforzò la struttura amministrativa dell'Assessorato in coerenza
con il principio di collegare scelte politiche con scelte
amministrative.
In direzione dell'autonomia impositiva della Regione promosse
con indubbio successo il contenzioso dinanzi alla Corte
Costituzionale e svolse un ruolo di efficace mediazione con la Banca
d'Italia e il sistema creditizio nella difficile gestione della
crisi delle maggiori banche siciliane.
In occasione della crisi del sistema della riscossione dei
tributi in Sicilia, Marzio Tricoli, avviando un delicato negoziato
con l'allora Ministro delle Finanze Vincenzo Visco, propose una
disciplina del settore, tradottasi nella legge regionale 10 novembre
1997, numero 42 che, attraverso il superamento del carattere
straordinario del sistema del commissariamento, affida ad un
concessionario il servizio di riscossione.
Nell'ottica di una politica di risanamento finanziario, in uno
con l'istituzione della tesoreria unica regionale e con l'avvio
della complessa riforma della normativa contabile, s'impegnò nella
direzione del potenziamento delle entrate e del contenimento delle
spese della Regione siciliana.
Mediante un innovativo ricorso al mercato finanziario consentì
alla Regione siciliana di affrancarsi dall'esclusivo rapporto con
gli istituti cassieri, ottenendo finanziamenti da grandi banche
internazionali.
Nel settore finanziario l'onorevole Tricoli si è dimostrato
scrupoloso e fine conoscitore, e nei suoi numerosi ed attenti
interventi in Aula, soprattutto in occasione delle discussioni sui
disegni di legge finanziaria, ha saputo anche manifestare la perizia
dell'accorto professionista, esperto in materia tributaria.
Non meno sensibile e scrupoloso nei confronti dei giovani, ha
da sempre manifestato un particolare interesse verso i problemi
della scuola e dell'Università.
In proposito, da parlamentare, ha sostenuto il diritto allo
studio, rivendicando il ruolo formativo della scuola quale strumento
irrinunciabile per la "creazione dell'uomo e del cittadino" - sono
parole sue.
Inoltre, in occasione della discussione sul disegno di legge
del cosiddetto "buono scuola" ha manifestato ampio consenso verso
uno strumento che garantisce livelli adeguati d'istruzione, anche a
sostegno delle famiglie con reddito basso.
Nelle occasioni pubbliche, come nella vita privata, ha poi
dimostrato particolare sensibilità verso i problemi peculiari della
Sicilia, segnalandosi per la passione politica e per la forza
argomentativa impresse nel perseguimento degli obiettivi ritenuti
irrinunciabili.
Convinto assertore del rilancio delle attività produttive in
Sicilia, ha sostenuto che nuove opportunità alla nostra Regione
deriveranno dall'attuazione del federalismo fiscale con la
possibilità da parte della Regione e degli enti locali di potere
trattenere pressoché integralmente il gettito dei tributi generati
dal territorio.
Di recente approvazione la legge sulle "strade e le rotte del
vino", della quale fu relatore e promotore, che segna il passo per
uno sviluppo incisivo e dinamico, in seno alla nostra Regione,
dell'enoturismo, avendo saputo utilizzare, nella logica della
crescita di diversi segmenti produttivi, la naturale "vocazione"
dell'Isola nei settori della vitivinicoltura e dell'enologia.
L'onorevole Marzio Tricoli ha altresì manifestato particolare
attenzione ai problemi relativi all'occupazione, come testimoniano i
numerosi interventi in Aula in favore del riassetto della complessa
vicenda che investe il grande bacino del precariato in Sicilia. In
più occasioni, inoltre, si è attivato nei confronti degli organi
competenti affinché venissero adottate misure a salvaguardia dei
lavoratori, come ha dimostrato la recente vicenda Imesi di Carini.
La grande dignità e il rispetto dei valori dell'uomo Marzio
Tricoli si possono cogliere anche osservando i suoi gesti più
"semplici" come quello dell'adozione del figlio di un operaio dello
stabilimento Fiat di Termini Imerese al quale ha offerto per un anno
sostegno economico per consentirgli di continuare gli studi.
Spero che questo rito della commemorazione di Marzio Tricoli
abbia ben poco di rituale e molto di sostanziale.
Desidero rivolgere un affettuoso omaggio e un commosso
pensiero alla famiglia tutta: alla giovane vedova Giuliana e alla
madre Mirella, così profondamente colpite. Un pensiero affettuoso
ai figli Beppe e Ruggero, ai fratelli Marcello e Fabio, a tutti i
familiari, nella convinzione che noi sicuramente abbiamo perso un
caro collega, un amico, una persona di sicuro prestigio e di grande
credito; ma che essi hanno perduto qualcosa di più: un faro, un
riferimento, un orizzonte verso il quale rivolgere speranze e
sguardi.
In questo momento, nel ricordo incancellabile del nostro
amatissimo Marzio Tricoli, credo di potermi fare portavoce del
sentimento di solidarietà di tutta l'Assemblea regionale siciliana e
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, i quali avevano chiesto di
intervenire al fine di associarsi alle mie modeste parole di
cordoglio e vi hanno rinunciato, ritenendo di identificarsi con le
stesse.
(prolungati applausi)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzì, il quale ha chiesto di
intervenire in quanto amico e collega del Gruppo di appartenenza
dell'onorevole Tricoli.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, la terribile
perdita dell'onorevole Marzio Tricoli - come ho detto alla stampa
del mio "ritrovato amico Marzio Tricoli" - è stato un colpo
durissimo, sul piano umano e politico, per l'intera comunità di
Alleanza Nazionale. Una vicenda che ci ha storditi. Usando la
terminologia del Manzoni, potremmo dire di essere rimasti veramente
"percossi e attoniti".
Il nostro primo pensiero in un momento di grande sfiducia e
dolore è stato: è come se fosse passato un angelo capriccioso che
distrattamente ha dato un colpo d'ali, tagliando i fili di quei
pupazzi che in fin dei conti siamo, e facendo inopinatamente perdere
una vita.
Era davvero l'ultima notizia che potevamo attenderci
E' stata un'ondata amara, quasi di 'pessimismo cosmico', che ha
dato - penso un po' a tutti - una sensazione di fragilità, di
inutilità, di precarietà, di futilità, di illusorietà. Un'ondata di
amarezza che per un attimo ci ha sommersi e ci ha fatto ricordare
il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, che parlava della morte
come di una 'livella'.
Sono, però, poi successe altre cose che ci hanno fatto
riflettere: l'esserci ritrovati accanto a lui nella camera ardente;
avere visto sfilare tutte le categorie di questa città con abiti
firmati e con giubbe di operai; avere visto sfilare professionisti,
disoccupati e precari; avere visto plasticamente rappresentata in
quella camera ardente tutta la comunità umana e civile di Palermo,
con le proprie contraddizioni, con le proprie diverse sfumature.
Ed ancora, avere visto - e di questo siamo grati ai soggetti
interessati - che questa terribile morte è riuscita a suscitare atti
di cavalleria politica che sembravano dimenticati, per cui era
indispensabile riflettere sul fatto che questa terribile perdita ci
aveva riportato tutti, al di là delle polemiche, ad una fase di
diversa, mi permetto di dire, superiore civiltà del confronto
politico.
Quando attorno a quel feretro abbiamo visto l'affetto di un
popolo ed in chiesa, in piazza, le lacrime, i fiori, i saluti, la
commozione e, come è d'uso adesso anche di fronte ai morti,
l'applauso di un'intera città, abbiamo compreso pienamente che la
pur breve vita di Marzio, così tragicamente - qualcuno ha detto
anche assurdamente - finita, aveva lasciato un segno profondo in
questa grande città che, invece, tante volte appare distante,
distratta, lontana dalle cose del Palazzo e della politica. Questa
città che incredibilmente, mi permetto di dire quasi inopinatamente,
ha manifestato grandissima attenzione, capacità di sentimenti veri,
dimostrando che in silenzio, senza grandi clamori, la pur breve vita
di Marzio aveva suscitato una speranza che, da tanto tempo, appariva
sopita, quasi riposta in un baule.
Questo ci permette di dire che la morte non è una 'livella':
è importante, infatti, come si vive e perfino come si muore.
Tutti, di fronte alla vita o alla morte possiamo decidere se
morire con una "palla nella schiena" o con una "palla in fronte". Io
penso di potere dire che Marzio è morto con una "palla in fronte",
non ritirandosi e scrivendo l'atto finale della sua breve ma
intensissima esistenza, siglandola con il marchio di uno stile di
vita che egli, non soltanto aveva abbracciato, ma incarnava proprio
fisicamente.
Ha costruito la sua vita "diritta come un binario" - mi sono
permesso di scrivere dopo la sua morte - nel solco di una famiglia
ricca di tradizione civile e politica, ed è morto in linea con lo
stile di una vita.
E' morto compiendo una scelta di coraggio e d'onore e un atto
d'amore, di devozione e di fedeltà fino all'estremo sacrificio.
Per una morale laica questa morte è stata soltanto assurda e
dimostra che tutto è vano. Questa morte, invece, per noi che abbiamo
una concezione religiosa della vita, ci permette di pensare che
Marzio, l'onorevole Marzio Tricoli, ha vissuto un'esistenza
intessuta di valori, interpretati carnalmente e testimoniati con
un'intera vita e che, quindi, più che un insegnamento, ci ha
lasciato un esempio. Gli esempi sono i fermenti della storia, gli
esempi lasciano il segno
Pur essendo profondamente colpiti (al punto che io stesso, per
una delle pochissime volte in vita mia ho dovuto prendere appunti
per non lasciare troppo spazio al sentimento, per farlo diventare un
fermento civile utile), questo dolore ci induce a ritenere che nulla
è inutile: tutto ciò che viene seminato, anche i semi che a lungo
restano sepolti nel buio, alla fine germogliano; che è degno ed
utile tutto ciò che ciascuno di noi fa in buona fede, per amore
della sua terra e del suo popolo.
Non vogliamo scomodare "I Sepolcri" di Foscolo, "egregie
cose..."; per Marzio preferiamo ricordare, più sommessamente, un
autore meno enfatico; preferiamo scomodare Parini "La sua vita gli è
valsa certamente un sasso su cui rimarrà scritto 'Non cambiò
bandiera'".
(Applausi)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, anche se sono già trascorsi alcuni giorni dall'improvvisa
scomparsa dell'onorevole Marzio Tricoli, è ancora difficile
ricordarne l'operato umano e politico senza commozione, soprattutto
in questo luogo che l' ha visto convinto ed appassionato sostenitore
di tante battaglie sempre nell'interesse dei siciliani, sempre per
il bene della Sicilia.
La morte ha sottratto al Parlamento siciliano un deputato
appassionato, esperto e qualificato. La morte ha sottratto alla
politica un protagonista entusiasta ed intelligente. La morte ha
sottratto alla famiglia un padre e un marito. La morte mi ha
sottratto un amico affettuoso e leale, che ho imparato a conoscere
sin dai tempi dell'Università e a stimare negli anni decisivi delle
mia esperienza, umana e politica.
Gli amici si piangono e si ricordano per trarre giudizio dalla
loro testimonianza ed oggi piango insieme a voi perché Marzio ci è
stato sottratto da una sorte tragica e crudele.
Pur se su formazioni diverse, abbiamo vissuto in comune un modo
di fare politica: quello di condividere, innanzitutto, i problemi
della gente.
Quanti hanno conosciuto Marzio, anche solo per pochi minuti,
sono stati colpiti dal suo modo di andare subito al cuore della
persona, dei suoi problemi e delle sue preoccupazioni più profonde.
Appassionato all'uomo, ha sempre saputo coinvolgersi con decisione e
concretezza nella risoluzione dei problemi che affliggono la nostra,
talvolta così difficile e contraddittoria, situazione sociale. Di
essa ha saputo cogliere i dati salienti, i nodi più decisivi e le
questioni più aperte, ma non si è mai sottratto all'impegno per
trovare sempre la soluzione migliore e più opportuna.
Con Marzio ho imparato a saper stare con le persone in modo
semplice e attento, soprattutto alle domande più importanti che
sgorgano dal loro cuore. Con Marzio ho imparato a mettere insieme un
modo efficace e non ideologico, per trovare con loro le risposte più
giuste. E tutto ciò sia nella quotidiana azione politica, sia nella
comune azione di governo che ho condiviso per alcuni anni, nel
corso dei quali ne ho apprezzato il rigore, la continuità e la
precisione.
Questa Assemblea, che ne ha conosciuto ed apprezzato la qualità
dell'impegno, la dedizione e il lavoro, ne rimpiangerà più di ogni
altro luogo il suo operato, che in ogni circostanza, in tutte le
situazioni, sapeva trovare il modo e le parole giuste per giungere
agli obiettivi, sempre nell'interesse della gente.
Delle tante, comuni circostanze della vita che mi sono tornate
alla memoria in questi giorni mi piace ricordare quella della scelta
operata nel suo ultimo manifesto elettorale: farsi ritrarre con i
componenti della sua famiglia.
La famiglia è sempre stata al centro dei suoi interessi e della
sua vita. Non a caso essa è stata l'oggetto del suo ultimo gesto
eroico: nel momento certamente decisivo della sua esistenza terrena
non ha avuto dubbi nel sacrificare la propria vita per salvare
quella della moglie Giuliana e dei suoi due figli, Giuseppe e
Ruggero.
La morte pone sempre interrogativi profondi, in modo
particolare questa, per le drammatiche modalità con cui si è
presentata a tutti noi.
In queste circostanze la fede aiuta ad approfondire la
consistenza della nostra persona e a comprendere di più e meglio
come il nostro affannarci quotidiano, in modo particolare quello di
noi politici, risulta vano ed inefficace se non è ancorato ad una
dimensione profonda della vita che non possiamo darci con le nostre
mani.
La grande partecipazione popolare alla sua morte testimonia il
valore della sua vita, di quella a noi tutti più nota e di quella
meno nota, ma non certo meno importante, legata ai suoi affetti,
allo sport, alla sua famiglia.
Piangere un amico, piangere per la morte di Marzio vuol dire
non solo portare avanti i suoi ideali e i suoi impegni, ma fare
memoria costante della vita di un uomo che ha creduto ed ha
incarnato alcuni valori, uno dei quali la famiglia, per il quale ha
consapevolmente donato anche la sua vita.
(Applausi)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
giovedì 27 febbraio 2003, alle ore 13.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II- LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:
N. 202 - Intervento urgente al fine di impedire l'utilizzo
delle basi NATO in Sicilia per l'attacco americano
in Iraq.
(6 febbraio 2003)
FORGIONE - LIOTTA - FERRO -
MORINELLO - RAITI - GIANNOPOLO
N. 203 - Interventi a sostegno dei lavoratori forestali.
(6 febbraio 2003)
RAITI - FERRO - MICCICHE' -
MORINELLO - ORLANDO - GURRIERI
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Esercizio provvisorio del bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2003". (n. 589/A)
Relatore: On. Croce
IV - ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLA
SCOMPARSA DEL DEPUTATO REGIONALE ON. MARZIO TRICOLI.
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (nn. 554-557-562).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553).
VI - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
IX - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
X - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XIII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIV - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 11.52
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 14.20)