Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 17.17.
DE BENEDICTIS , segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole GENOVESE ha chiesto di
essere considerato in congedo per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per gli Enti Locali:
N. 117 - Ripristino del traffico veicolare nella zona del
Parco archeologico a Catania .
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 125 - Interventi per far fronte alle inefficienze
organizzative nel lungomare di Mascali, in provincia di
Catania.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 203 - Provvedimenti urgenti per la sistemazione di un
pozzo nero e la bonifica dell'area circostante a Nesima, VII
Municipalità di Catania.
Firmatari:Fleres Salvatore
N. 523 - Realizzazione di una rotatoria tra le vie
Sgroppillo, Piave e Simeto del Comune di San Gregorio (CT).
Firmatari:Fleres Salvatore
N. 533 - Ispezione presso il Comune di Tremestieri Etneo
(CT) circa gli incarichi di progettazione dei piani
particolareggiati.
Firmatari:Villari Giovanni
N. 822 - Notizie sulla nomina dei consigli di
amministrazione delle IPAB.
Firmatari:Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè
Calogero; Morinello Salvatore
Avverto che le risposte scritte testè annunciate saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1996,
n. 16 e 19 agosto 1999, n. 13, riguardanti 'Riordino della
legislazione in materia forestale e di tutela della vegetazione'"
(n. 590)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
Zago in data 27 febbraio 2003
- "Norme relative alla disciplina ed alla classificazione degli
esercizi di affittacamere, degli ostelli per la gioventù e delle
case per ferie" (n. 591)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
Tumino, Vitrano, Zangara in data 27 febbraio 2003
- "Norme per il riconoscimento ed il sostegno delle associazioni
di promozione sociale in Sicilia" (n. 592)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Barbagallo in data 27 febbraio 2003
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE E DI CONTESTUALE INVIO DI DISEGNO DI
LEGGE ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato e contestualmente
inviato alla competente Commissione legislativa il seguente disegno
di legge:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del
mobbing nei luoghi di lavoro" (n. 581)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Savarino in data 13 febbraio 2003 -
inviato in data 3 marzo 2003
- PARERE V
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme in materia di incompatibilità con la carica di deputato
regionale" (n. 586)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 27 febbraio 2003
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Riforma del sistema della formazione professionale e dei
servizi formativi in Sicilia" (n. 587)
- di iniziativa parlamentare
- inviato in data 27 febbraio 2003
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere,
pervenuta dal Governo, è stata assegnata alla competente Commissione
legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Istituto regionale Vite e Vino (IRVV) - Nomina commissario
straordinario" (n. 121)
- pervenuto in data 26 febbraio 2003
- trasmesso in data 27 febbraio 2003
COMUNICAZIONE DI PARERE RESO
PRESIDENTE Comunico che dalla competente Commissione
legislativa è stato reso il seguente parere:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Art. 3, comma 2, legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 -
Convenzione con l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici"
(n. 113)
- reso in data 27 febbraio 2003
- trasmesso in data 3 marzo 2003
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 26.02.03 (ant.): LEANZA E.-MICCICHE'-MOSCHETTO-
CRISAFULLI-
" " " " " (pom.): MICCICHE'-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-SAVARINO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 26.02.03: ZAGO-ACIERNO-DE BENEDICTIS-VICARI
" " 27.02.03: DE BENEDICTIS
Sostituzioni
Riunione del 27.02.03: SBONA sostituito da VICARI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione del 26.02.03: CATANIA FRANCO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 26.02.02 (ant.): LO GIUDICE-CRACOLICI-LEANZA V.-
MANZULLO-MOSCHETTO-PISTORIO
" " " " " (pom.): LO GIUDICE-DINA-LEANZA V.-MANZULLO
Sostituzioni
Riunione del 26.02.03 (pom.): MORINELLO sostituito da RAITI
MOSCHETTO " " CONFALONE
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni
- con richiesta di risposta orale:
N. 1060 - Potenziamento dell'organico di ostetricia
dell'Ausl n. 9 di Trapani.
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1061 - Iniziative per dotare l'ospedale San Vito Santo
Spirito di Alcamo (TP) della T.A.C..
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1062 - Provvedimenti per ridurre i tempi di attesa per
poter effettuare l'esame 'Doppler' presso l'Azienda
ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani.
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1066 - Chiarimenti circa il PARF di Sciacca.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Miccichè
N. 1067 - Iniziative per il ritorno nella sede originaria
del Centro Aias di Randazzo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1068 - Interventi presso l'Agip circa la gestione del
servizio di antinquinamento e disinquinamento nello
stabilimento petrolchimico di Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Assessore Territorio
Firmatario: Speziale Calogero
N. 1069 - Provvedimenti urgenti per evitare la
costituzione di discariche abusive.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Firmatari:
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore
N. 1071 - Emanazione del bando tipo uniforme per
l'affidamento dei lavori pubblici, ai sensi della legge
regionale n. 7 del 2002.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Giannopolo
N. 1072 - Notizie in merito ai preparativi per
l'intervento militare in Iraq, che si svolgono nel
territorio siciliano.
- Presidente Regione
Firmatari:
Ferro Giovanni; Miccichè Calogero; Morinello Salvatore;
Orlando Leoluca; Raiti Salvatore
N. 1073 - Notizie sui ritardi nella soppressione e
liquidazione dell'Ente minerario siciliano, sulla mancata
ripresa della produzione dei sali potassici e sulla mancata
ufficializzazione della relazione del Commissario
liquidatore dell'EMS.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Miccichè Calogero
- con richiesta di risposta scritta:
N. 1063 - Notizie circa la situazione in cui versa il
Collegio di Maria di Centuripe (EN).
- Assessore Presidenza
- Assessore Beni Culturali
Firmatario:
Tumino Carmelo
N. 1064 - Provvedimenti circa il mancato inserimento di
alcuni dipendenti del Consorzio agrario di Enna, nell'area
speciale ad esaurimento istituita nella Resais S.p.A..
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Agricoltura
Firmatario:
Tumino Carmelo
N. 1065 - Notizie circa la mancata costituzione del
Collegio sindacale dello IACP di Enna.
- Assessore Presidenza
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario:
Tumino Carmelo
N. 1070 - Monitoraggio della qualità dell'aria, dell'acqua
e del suolo nel territorio siciliano.
- Assessore Territorio
Firmatari:
Catania Giuseppe; Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 206 - Interventi presso il Governo nazionale per
favorire una soluzione pacifica della questione irachena e
per garantire il ruolo essenziale e necessario dell'ONU.
Firmatari:
Giannopolo Domenico; Barbagallo Giovanni; Ferro Giovanni;
Ortisi Egidio
Presentata il 4/03/03
N. 207 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di
crisi del settore industriale a Catania.
Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma
Francesco.
Presentata il 5/03/03
N. 208 - Iniziative per sostenere il Governo nazionale
nell'opera di ricerca della pace ed il rispetto dei diritti
umani nel mondo.
Firmatari:
Fleres Salvatore; Segreto Angelo; Acierno Alberto; Rotella
Domenico; Cintola Salvatore; Formica Santi.
Presentata il 5/03/03
Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI ATTI PARLAMENTARI
PRESIDENTE Comunico che a seguito della scomparsa
dell'onorevole Tricoli decadono le interrogazioni nn. 118 - 333 -
631 - 647 - 648.
Decade, altresì, la sua firma dagli atti politici e ispettivi
appresso indicati:
MOZIONI NN. 94 - 196;
ORDINE DEL GIORNO N. 165;
INTERPELLANZA N. 36
INTERROGAZIONI NN. 345 - 346 - 886.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
COMUNICAZIONE DEL CALENDARIO DEI LAVORI
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti del Gruppi
parlamentari, riunitasi il 4 marzo 2003 sotto la Presidenza del
Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto e con la
partecipazione dei Vicepresidenti dell'ARS, onorevole Fleres e
onorevole Crisafulli, del Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro e del Vicepresidente della Commissione "Bilancio", onorevole
Savona, ha deliberato all'unanimità che i lavori d'Aula avranno il
seguente svolgimento:
mercoledì 5 marzo 2003 (ore 17.00):
- nel corso della seduta già convocata il Presidente della Regione
renderà alcune comunicazioni in ordine alla situazione dell'IMESI;
- a conclusione della seduta, ne sarà convocata subito dopo
un'ulteriore, per consentire il dibattito sulle mozioni
concernenti l'annunciata guerra in Iraq.
La Conferenza ha altresì convenuto, secondo le comunicazioni del
Vicepresidente della II Commissione, onorevole Savona, che la
Commissione "Bilancio" tenga seduta l'intera giornata di giovedì 6
marzo e la mattinata di venerdì 7 marzo 2003, nonchè tutta la
prossima settimana per esitare per l'Aula i documenti finanziari
perchè se ne possa iniziare la discussione nella seduta
d'Assemblea prevista per lunedì 17 marzo 2003.
Avverte, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno: "Lettura
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno delle seguenti mozioni:
N. 204 "Iniziative circa il versamento del 'Tributo ambientale'
da parte della Snam rete gas alla Regione siciliana", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma.
N. 205 "Iniziative urgenti per il sostegno ed il rilancio
dell'agricoltura siciliana", degli onorevoli Villari Giovanni;
Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Ferro
Giovanni; Forgione Francesco; Crisafulli Vladimiro; Raiti
Salvatore; Oddo Camillo;Spampinato Giuseppe; Zago Salvatore;
Liotta Santo; Garofalo Ottavio; Capodicasa Angelo; Cracolici
Antonino; Giannopolo Domenico; De Benedictis Roberto; Panarello
Filippo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
DE BENEDICTIS , segretario f.f.:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- con sentenza del 20 dicembre 2002, il Tribunale
Amministrativo Regionale della Lombardia ha
dichiarato che il tributo istituito dalla Regione
siciliana sulla proprietà dei gasdotti (cosiddetto
'tributo ambientale') è in contrasto con
l'ordinamento comunitario e che, conseguentemente,
non è rilevante ai fini tariffari;
- con la stessa decisione, il TAR Lombardia ha
respinto la domanda di annullamento della delibera
n. 120/02, pubblicata il 3 luglio 2002, adottata
dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas,
riconoscendo, pertanto, la validità delle
argomentazioni addotte dalla stessa circa
l'esclusione, ai fini tariffari, del tributo sui
gasdotti istituito dalla Regione siciliana;
- la SNAM Rete Gas, a seguito di tale provvedimento
giurisdizionale, ha sospeso i pagamenti del tributo
a partire dalla rata del mese di dicembre 2002,
presentando contestualmente istanze di rimborso
relative alle rate mensili precedentemente versate;
- la SNAM Rete Gas ha già proposto ricorso alla
Commissione tributaria provinciale di Palermo
avverso il rigetto dell'istanza di rimborso;
considerato che l'iniziativa della SNAM Rete Gas di
sospendere il pagamento del tributo, oltre a
provocare mancati introiti nelle già poco floride
casse regionali, potrebbe, se confermata,
determinare un inutile e gravoso contenzioso con
conseguente nocumento per le entrate tributarie
regionali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare senza indugio un tavolo di concertazione
con i vertici dell'azienda in questione al fine di
individuare le opportune iniziative volte ad evitare
l'insorgere del contenzioso e definire la vicenda
in termini e con modalità tali da consentire alla
Regione di riscuotere regolarmente il tributo
ambientale legittimamente istituito." (204)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'agricoltura siciliana, nel quadro del riordino
dei parametri fondamentali dell'economia dell'Isola,
costituisce uno degli assi fondamentali per un nuovo
sviluppo economico e una fonte primaria di
ricchezza;
OSSERVATO che, nonostante lo straordinario sforzo economico
messo in campo a livello nazionale dai governi di
centrosinistra anche attraverso le diverse misure
contenute nel 'pacchetto Sicilia', permangono
ritardi di attuazione ed un'insufficiente iniziativa
dell'attuale Governo regionale per aggiornare i
provvedimenti previsti alla luce delle gravissime
situazioni determinatesi, nel frattempo, nei diversi
comparti;
VISTO lo straordinario alternarsi di eventi climatici
estremi, con gelate, prolungata siccità e improvvise
piogge torrenziali, che hanno messo in ginocchio
l'agrumicoltura sicilia (che da sola rappresenta il
60% della produzione agrumicola nazionale) e che
hanno comportato la perdita di circa il 70% del
raccolto - in quanto la pezzatura di piccole
dimensioni non risponde alle esigenze del mercato;
VISTO altresì il prolungato effetto sulla zootecnia dei
provvedimenti adottati a seguito del fenomeno 'mucca
pazza' e dell'epidemia di 'lingua blu', nonchè il
parallelo effetto della siccità sulla produzione di
foraggio, che ha costretto gli allevatori a dare
fondo anticipatamente alle scorte aziendali;
VISTA la crisi della produzione serricola, non
climatizzata, a seguito della siccità e delle
gelate, aggravata sul piano commerciale da
un'ignobile campagna di stampa ostile ai prodotti
freschi delle serre siciliane;
CONSTATATA la perdurante insufficienza di un'organica
politica per le risorse idriche, la cui crisi assume
connotati sempre più drammatici e rende ormai
ingiustificabile e colpevole la mancanza di
iniziative capaci di risolverla, mettendo in campo
tutte le possibili risorse finanziarie e le
iniziative politiche ed istituzionali ad ogni
livello, per affrontare i problemi connessi sia agli
usi potabili che a quelli irrigui legati
all'agricoltura (esempio ne sono le tante dighe
incompiute e tra queste, per la provincia di
Catania, l'eterna incompiuta Diga di Pietrarossa);
VISTO il colpevole ritardo con cui vengono attuati i
diversi accordi a sostegno dei produttori che,
conseguentemente, sono caricati di oneri impropri e
incompatibili con la generale situazione di
difficoltà dell'agricoltura siciliana;
RITENENDO utile adottare misure straordinarie per far fronte
a questo generale stato di crisi, anche in raccordo
con paralleli interventi a livello nazionale da
sollecitare presso il competente Ministero;
AL FINE di accelerare ogni provvedimento che preveda aiuti
finanziari in particolare verso il settore
agrumicolo, zootecnico e serricolo; la sospensione
di tutte le scadenze (fiscali, contributive,
bancarie, ecc.) nonchè il sostegno al reddito e
tutte le garanzie possibili per l'occupazione dei
lavoratori interessati;
VALUTANDO l'urgenza di misure adatte a rimuovere gli ostacoli
di ordine burocratico e amministrativo che
ostacolano l'attuazione delle disposizioni
creditizie e agevolative previste dalle leggi
finanziarie degli anni passati a favore del settore
agricolo ed in particolare di quello agrumicolo (ad
esempio le misure riguardanti l'abbattimento dei
costi energetici a favore della piccola e media
impresa agricola e gli interventi importanti a
sostegno delle gravi difficoltà determinate dalla
crisi agrumicola espressamente previsti per la
Sicilia);
VOLENDO superare rischi di peggioramento di una situazione
che ormai sembra assumere dimensioni catastrofiche,
soprattutto per la difficile gestione delle risorse
idriche, nonchè per la carenza di un'adeguata
politica delle acque in Sicilia,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a convocare nei tempi più rapidi possibili
un'apposita conferenza regionale sull'agricoltura e
i servizi connessi al suo sviluppo, a partire dal
problema delle risorse idriche." (205)
PRESIDENTE Dispongo che le mozioni predette vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA "ENTI
LOCALI"
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
"Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica "Enti
locali".
Si procede con l'interrogazione n. 213 "Ripristino di una
corretta funzionalità del Comune di Palagonia (CT)" a firma degli
onorevoli Villari, Liotta, Raiti e Spampinato.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- il Comune di Palagonia vive un'assurda e drammatica
situazione amministrativa di totale stallo con il
conseguente blocco di tutti gli atti comunali;
- l'ultima seduta del Consiglio comunale di Palagonia
si è svolta il 28 marzo 2002, nonostante il regolamento
comunale preveda che le assise cittadine devono essere
convocate ogni 10 giorni;
- cinque consiglieri comunali lo scorso mese di
maggio presentarono una richiesta per una seduta
straordinaria (per il regolamento comunale bastano
quattro firme e la convocazione deve avvenire entro 20
giorni);
considerato che:
- il Sindaco ha concorso alla paralisi del Consiglio
comunale non presentando la relazione semestrale,
sfuggendo alla verifica delle commissioni incaricate e
omettendo di avere il consenso del Consiglio comunale
laddove previsto da leggi e regolamenti e dunque, in
buona sostanza, comportandosi come organo monocratico;
- contro questo stato di cose, oggettivamente
favorito dalla mancata convocazione dell'aula, si è
avuta l'occupazione ininterrotta per sei giorni
dell'aula consiliare per protesta contro il presidente
del Consiglio, seguita da un intervento del Prefetto di
Catania ed anche da interventi parlamentari che,
inspiegabilmente, non hanno sortito alcun effetto;
visto che:
- il 7 settembre del 2001 il Presidente del Consiglio
comunale ha presentato le dimissioni dalla carica e,
successivamente alla data delle stesse, il Presidente
dimissionario ha convocato una seduta con all'ordine del
giorno la presa d'atto di dimissioni del Presidente del
Consiglio comunale e l'elezione del nuovo Presidente,
senza tenere conto della presenza del vice Presidente;
- il 20 settembre 2001 il vice Presidente del
Consiglio, nel pieno delle sue funzioni, ha convocato un
consiglio straordinario urgente per il giorno successivo
(con all'ordine del giorno la surroga di un consigliere
che si era dimesso il 19 settembre 2001 e l'elezione del
Presidente del Consiglio) ma le relative notifiche ai
consiglieri comunali non sono state predisposte
dall'ufficio competente, con gravi inadempienze di
legge;
considerato che:
- questo comportamento della macchina amministrativa
interferisce con la funzione di controllo che è propria
del Consiglio comunale e appare funzionale a una
gestione monocratica del Sindaco;
- il Sindaco è, in ultima analisi, il responsabile
dell'andamento generale dell'Ente locale e della
correttezza democratica al suo interno;
per sapere:
- se, viste le gravi e persistenti violazioni di
legge, non ritengano opportuno disporre l'invio di un
commissario straordinario incaricato di verificare e
ripristinare la corretta funzionalità del Comune di
Palagonia;
- se, laddove la prima ipotesi si dimostri
insufficiente o impraticabile, intendano procedere alla
rimozione del Sindaco di Palagonia,principale
responsabile dello stato di illegalità in cui versa il
Comune, e allo scioglimento del Consiglio comunale per
dare la possibilità ai cittadini di ritornare alle urne
e giudicare tale operato." (213)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli Enti locali. In riferimento alla
interrogazione n. 213, con la quale vengono denunciate irregolarità
amministrative riconducibili al sindaco ed al consiglio comunale di
Palagonia, si informa che era stato disposto apposito intervento
ispettivo con decreto del Dirigente generale n. 1305 del 7 maggio
2002 con il quale il dott. Salvatore Di Franco è stato incaricato
di verificare le presunte irregolarità amministrative di che
trattasi.
Con successivo decreto del Dirigente generale n. 4030 del 19
novembre 2002, l'incarico stesso, su richiesta del dottore Di
Franco, è stato rinnovato.
In data 12 febbraio 2003 il sopracitato funzionario ha fornito
con apposita relazione risultanza dell'ispezione in questione, per
cui di seguito si riportano le idonee risposte.
La legge regionale 26 agosto del 1992, n. 7, ex articolo 17,
prevede che " ogni sei mesi il sindaco deve presentare una relazione
scritta al Consiglio comunale sullo stato di attuazione del
programma e sull'attività svolta, nonché su fatti particolarmente
rilevanti.
Il Consiglio comunale entro dieci giorni dalla presentazione
della relazione esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni".
Allo stato attuale appare, dalle verifiche degli atti, che il
sindaco abbia già presentato la relazione semestrale dell'anno
appena trascorso, e che questa sia stata già esaminata dal consiglio
comunale nella seduta del 24.1.2003, verbale n. 5; da considerare
è però il fatto che nonostante lo spirito collaborativo e
l'interazione tra Sindaco e Consiglio comunale, il primo non abbia
presentato puntualmente le relazione semestrali negli anni
trascorsi.
Alla luce della regionale 26 agosto 1992, n. 7, art. 19, comma
4, secondo cui la prima convocazione del Consiglio comunale può
essere disposta dal presidente uscente, il comportamento dell'ex
Presidente del Consiglio comunale appare perfettamente conforme al
dettato legislativo.
Dalla verifica effettuata al Comune di Palagonia, risulta che
le sedute del Consiglio comunale si sono svolte osservando regolari
cadenze periodiche; non si sono infatti discostate dalla media delle
sedute degli anni precedenti; a titolo esemplificativo è utile far
presente che nel 2001 si sono svolte n. 27 sedute consiliari e nel
2002 n. 28.
L'oggetto di tale interrogazione appare al quanto infondato, è
infatti utile evidenziare che il Consiglio comunale ha approvato in
data 26.5.2002, con atto n. 41, il bilancio di previsione, in data
25.11.2002, con deliberazione n. 70, il conto consuntivo
dell'esercizio 2001 e in data 30.11.2002, con atto deliberativo n.
72, l'assestamento del bilancio 2002, adempiendo così alle funzioni
fondamentali attribuitegli e permettendo all'Amministrazione di
svolgere il proprio lavoro senza creare a questa alcun problema.
Verificato che i provvedimenti fondamentali emanati dal Sindaco
hanno avuto sempre un'approvazione positiva da parte della
maggioranza del Consiglio comunale, appare evidente che entrambi
hanno agito in piena sinergia ed accordo, garantendo un indirizzo
comune che ha permesso all'Amministrazione di lavorare con serenità
e speditezza, ed una gestione generale improntata ai principi
fondamentali della democrazia.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Spampinato per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
insoddisfatto della risposta dell'Assessore. Alcune delle
violazione che sono state evidenziate nella interrogazione, non sono
smentite dalla risposta testè fornita. L'insoddisfazione nasce
soprattutto dal capire che il Governo rispetto a questo tema non ha
alcuna sensibilità.
Riteniamo che il problema di Palagonia sia diffuso in tutta la
Regione siciliana. L'atteggiamento che i sindaci di centrodestra,
di centrosinistra, di sinistra, di destra, hanno soprattutto nei
confronti del Consiglio comunale in mancanza di un qualsiasi regime
di controllo, considerato che non si dà nemmeno la possibilità al
Consiglio comunale di svolgere la funzione di controllo, è
sostanzialmente intollerabile.
La considerazione, quindi, che si vuole portare all'attenzione
del Governo e dell'Aula, anche sulla scorta delle interrogazioni che
evidenziano questo malessere all'interno degli enti locali, è quella
di prendere in seria considerazione la possibilità di riproporre un
sistema di controllo sull'attività di coloro i quali reggono gli
enti locali.
La risposta così formulata da parte del Governo evidenzia,
invece, che questa sensazione, che ritengo sia così diffusa, non sia
stata colta dal Governo e quindi non ci sia una volontà in tal
senso.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula dei firmatari le
interrogazioni n. 293 "Tutela dei diritti dei lavoratori della
cooperativa 'Salus 83', operante a Gela", dell'onorevole Speziale;
n. 298 "Ispezione presso il Comune di S. Teresa di Riva circa la
stipula di contratti di lavoro a tempo determinato", dell'onorevole
Panarello; n. 321 "Ispezione presso il Comune di Terrasini (PA)",
dell'onorevole Cracolici; n. 354 "Notizie sull'utilizzo di
immobili di proprietà comunale a S. Stefano di Quisquina (AG)",
degli onorevoli Virzi', Infurna e n. 376 "Verifica sulle ultime
elezioni del Comune di Trapani", dell'onorevole Oddo si intendono
presentate con richiesta di risposta scritta.
Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che l'assessore per
gli enti locali, invierà risposta scritta alle interpellanze n. 20
"Ispezione presso il Comune di Palermo in merito al servizio di
assistenza domiciliare agli anziani", dell'onorevole Cracolici; e
n. 25 "Ispezione presso il Comune di Trapani", dell'onorevole
Croce.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari alle
interrogazioni n. 440 "Provvedimenti per il rispetto della
legislazione in materia di pianta organica da parte del Comune di
Custonaci (TP)", dell'onorevole Oddo; n. 501 "Invio di un
commissario ad acta presso il Comune di Messina", dell'onorevole
Ferro e n. 505 "Chiarimenti circa la mobilità del personale ex legge
regionale n. 26 del 1986 (sanatoria edilizia)", dell'onorevole
Capodicasa, si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta.
Si passa alla interrogazione n. 522 "Provvedimenti sulla
gestione del Comune di Palagonia", degli onorevoli Cracolici,
Villari, Speziale, Capodicasa, Crisafulli, De Benedictis,
Giannopolo, Oddo, Panarello, Zago.
Ne do lettura:
"All'Assessore per gli enti locali, premesso che in
data 25 settembre 2001 è stata presentata
un'interrogazione parlamentare a firma degli onorevoli
Villari, Liotta, Raiti, Spampinato, nella quale sono
state segnalate gravi inadempienze amministrative sulla
gestione del Comune di Palagonia;
considerato che:
- permane uno stato di grave illegalità a tal punto
che in data 6 marzo 2002 è stata depositata presso la
segreteria comunale di Palagonia (con protocollo n.
3994) una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco,
sottoscritta da 8 consiglieri comunali;
- ad oggi non è stato convocato il Consiglio
comunale, così come previsto dalle leggi regionali
vigenti, malgrado siano trascorsi 30 giorni (termine
massimo per la discussione di una mozione di sfiducia);
ritenuto che tale atto, che chiama in causa
responsabilità, oltre che amministrative, anche di
ordine penale per omissione di atti d'ufficio, è in
linea con i comportamenti arroganti e in dispregio di
qualunque norma legislativa, adottati dal Sindaco e dal
Presidente del Consiglio, che già in precedenza hanno
impedito lo svolgimento di sedute del Consiglio comunale
autoconvocate ai sensi di legge e dell'ordinamento degli
Enti Locali;
considerato, che vengono denunciati gravi violazioni
in ordine a interessi privati perseguiti nell'azione
amministrativa da parte del Sindaco e di rappresentati
presso il Consiglio comunale;
considerato, inoltre, che:
- ad un Consigliere comunale dell'opposizione, a
seguito delle denunce fatte in Consiglio nei confronti
del Sindaco, è stata danneggiata con atto vandalico la
propria automobile con chiaro intento intimidatorio;
- a seguito dell'intimidazione è stata impedita
l'affissione da parte del Sindaco di un manifesto di
solidarietà sottoscritto da 7 consiglieri comunali,
malgrado fosse stata pagata l'imposta sulle affissioni e
portata al servizio di affissione comunale;
appreso che, a seguito dell'ultima arrogante
iniziativa che ha impedito l'espressione di una
pubblica solidarietà, il responsabile del servizio, si è
dimesso dall'incarico e successivamente anche colui che
era stato assegnato al servizio, in sostituzione del
dirigente dimissionario, ha annunciato le sue
dimissioni,
per sapere:
- se sia a conoscenza di tali gravi violazioni;
- se non ritenga di assumere i poteri sostitutivi
previsti dalla legge;
- se non intenda di attivare le procedure per
determinare lo scioglimento degli organi amministrativi
del Comune di Palagonia;
- quali iniziative siano state assunte a seguito
dell'interrogazione citata in premessa." (522)
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, con deliberazione n. 72 del 30/11/2002 e n. 70
del 25/11/2002, il Consiglio comunale di Palagonia ha approvato,
rispettivamente, l'assestamento del bilancio e il conto consuntivo
del 2001.
Com'è noto, i provvedimenti relativi alla gestione finanziaria
del Comune attengono al rapporto fiduciario tra il sindaco ed il
consiglio, che appunto attraverso essi, esercita il proprio
controllo anche politico sull'attività dell'amministrazione condotta
dal primo.
Se dunque la maggioranza del consiglio ha ritenuto di
controllare positivamente quegli atti fondamentali, se ne desume
necessariamente che l'organo abbia manifestato la propria fiducia
all'amministrazione. A ciò si può aggiungere che il 15/01/2003, il
Consiglio ha approvato all'unanimità le due proposte
dell'amministrazione.
Per questa ragione, bisogna ritenere che sia venuto meno il
presupposto della mozione di sfiducia di cui si riferisce
nell'interrogazione al nostro esame.
Infine, per quanto riguarda la conduzione del servizio
'affissioni', c'è da osservare che sin dal 1/09/2002, con una
determinazione sindacale n. 59 del 22/08/2002 è stato nuovamente
nominato il titolare, nella persona del medesimo funzionario che
ricopriva l'incarico. Egli conduce tuttora il servizio.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VILLARI Signor Presidente,, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, devo dichiarare la mia insoddisfazione per la risposta
data, pur apprezzando l'atto di buona volontà da parte
dell'Assessore, ma con un'insufficiente motivazione rispetto alle
questioni poste dall'interrogazione.
La questione sollevata con questa interrogazione ripropone
tutta una serie di atteggiamenti, di atti, di procedure, di
anomalie, di abusi da parte dell'amministrazione comunale, in
particolare del sindaco, che oggi non possono non richiamare
l'attenzione, anche dell'intero Parlamento, su come si gestisce la
vita amministrativa e democratica di alcuni comuni siciliani.
Fra questi sicuramente Palagonia rappresenta una delle realtà
dove vengono perpetrati degli abusi. L'abbiamo anche rilevato in
ordine ad altre vicende che riguardano le dimissioni del Consiglio
comunale che, dimessosi, convoca il Consiglio comunale per mettere
all'ordine del giorno le sue dimissioni. Il giorno successivo
il vicepresidente convoca il consiglio per discutere delle
dimissioni del presidente; ed inoltre sindaci - è anche il caso del
sindaco di Palagonia - che non presentano la relazione semestrale.
Siamo di fronte a cose che francamente allarmano.Non allarmano
solo gli interroganti ma devono allarmare, a mio giudizio, anche il
Parlamento.
Onorevole assessore, non mi dichiaro soddisfatto della
risposta. Semmai ripropongo un problema già posto e che viene posto
da un'interrogazione similare riguardante più espressamente le
questioni legate alla Presidenza del Consiglio comunale.
Considerato che si continuano a perpetrare atti e violazioni
gravi rispetto a quello che è l'ordinamento degli enti locali, le
procedure e anche gli statuti degli stessi comuni, nonché il ruolo
delle funzioni degli organi comunali, quali per esempio le
commissioni, io penso che si debba prendere in seria considerazione,
da parte del Parlamento e del Governo, l'esigenza di intervenire
tempestivamente allorquando vengono segnalate violazioni di tale
natura , signor Presidente, considerato che sono imminenti le
elezioni amministrative.
A Palagonia, uno dei comuni della provincia di Catania dove si
va a votare, la risposta a queste interrogazioni avviene a ridosso
di una elezione amministrativa di quel comune oltre che del
Consiglio provinciale di Catania e di altre provincie per cui anche
il tema del contendere, se pur rimane intatto, così come è stato
posto nell'interrogazione, non assume più il valore che assumeva nel
momento in cui l'interrogazione è stata presentata laddove venivano
denunciate violazioni gravi da parte dell'Amministrazione comunale,
del Sindaco e anche dell'Amministrazione più complessivamente.
Poichè si tratta di fatti gravi, ritengo che, dal punto di
vista procedurale, mi rivolgo a lei signor Presidente, ma anche
all'Assemblea e al Governo, l'intervento rispetto a fatti di tale
natura avvenga tempestivamente, che la risposta e l'indagine
conoscitiva da parte dell'Assessorato, in questo caso degli Enti
locali, avvenga in tempi rapidi in quanto la questione nel merito
oggi risulta anacronistica, mentre i metodi e i meccanismi
dell'Amministrazione locale in quel Comune continuano ad essere
quelli che vengono qui denunciati: gravi e con caratteristiche di
vero e proprio abuso
Quindi, io non posso che dichiararmi insoddisfatto della
risposta fornita e soprattutto insoddisfatto anche delle modalità
procedurali rispetto ai nostri meccanismi regolamentari che, in
questi casi, debbono richiedere un intervento deciso ed immediato.
PRESIDENTE Onorevole Villari, come lei sa, la Presidenza
dell'Assemblea ripetutamente ha sollecitato il Governo a rispondere
in tempi rapidi; talvoltala struttura degli Assessorati e dei gruppi
ispettivi degli Assessorati - piuttosto esigua - non consente, in
alcuni casi, la tempestività auspicata.
Si passa all'interpellanza n. 33 "Iniziative per la nomina dei
difensori civici negli enti locali siciliani", degli onorevoli
Raiti, Orlando, Ferro, Miccichè, Spampinato e Morinello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che l'art. 9 della legge
regionale n. 41 del 1996 dispone che la competenza a
nominare il difensore civico spetta ai Consigli
comunali e provinciali;
rilevato che:
- la figura del difensore civico riveste un ruolo
importante in seno ad una pubblica amministrazione;
- tale organo, deve svolgere un ruolo di garante
dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica
amministrazione segnalando gli abusi, le disfunzioni,
le carenze dell'Amministrazione nei confronti dei
cittadini;
- solo poche decine di enti locali siciliani hanno
provveduto alla nomina dei difensori civici, a
differenza delle altre regioni italiane, dove nella
quasi totalità dei comuni il difensore civico opera con
notevole apprezzamento dei cittadini;
ritenuto che è necessario migliorare i rapporti tra
cittadini e gli enti locali, rendendoli più facili e
trasparenti;
per conoscere quali provvedimenti intendano adottare
affinché ogni ente locale possa essere dotato della
figura del difensore civico." (33)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore D'Aquino per
rispondere all'interpellanza.
D'AQUINO , assessore per gli Enti locali. In riferimento
all'interpellanza n. 33, si comunica che l'Assessorato ha attivato,
presso i Comuni e le Provincie, una rilevazione dei dati relativi
alla figura del Difensore civico con l'intento di costituire
un'anagrafe.
A tutt'oggi si è in attesa della predetta rilevazione in ordine
alle conseguenti iniziative sull'argomento di cui trattasi.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Spampinato per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso
dichiararmi né soddisfatto, né insoddisfatto perché ritengo che non
vi sia stata una risposta.
L'interrogazione era specifica, si cercava di sapere, si
tendeva di capire quale era l'atteggiamento del Governo rispetto ad
uno dei punti qualificanti della riforma degli Enti locali
introdotta nel 1990 con la legge n. 142/1990 che attribuiva ai
Comuni la possibilità di inserire, all'interno degli statuti
comunali, la figura del Difensore civico.
Non è sufficiente introdurre, a nostro avviso, la figura del
Difensore civico e poi non procedere alla elezione, la nomina a
seconda dei casi, della stessa figura che riteniamo essenziale per
determinare l'imparzialità ed il buon andamento della pubblica
amministrazione.
A noi sarebbe piaciuto sapere se il Governo pensi di
predisporre una riforma legislativa in maniera tale da imporre la
presenza, all'interno dell'Ente locale Comune o dell'Ente locale
Provincia, la figura del Difensore civico. Ci è stato risposto
solamente che è stata costituita un'indagine per la costruzione
dell'anagrafe dei Difensori civici.
Probabilmente, quando sarà terminata questa indagine, sapremo
quanti sono i Difensori civici, però non saremo soddisfatti rispetto
a quella che è stata la nostra sollecitazione fatta al Governo.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 532 "Iniziative
circa il rilascio di concessioni edilizie nel Comune di Tremestieri
Etneo (CT)", dell'onorevole Villari.
Ne do lettura:
"All'Assessore per gli enti locali, vista la
determinazione sindacale del Comune di Tremestieri
Etneo (CT) n. 115 del 27.9.2001, con la quale è stata
nominata la Commissione edilizia;
vista altresì, la determinazione sindacale n. 51 del
2.4.2001, con la quale si è autorizzato il Capo settore
6 ad adottare il provvedimento finale del rilascio e
diniego delle concessioni edilizie, sulla scorta della
proposta motivata del responsabile del procedimento
invece che su parere della Commissione edilizia
comunale;
appreso che il Comando della Polizia municipale si è
attivato per attingere chiarimenti in merito a un
esposto, pervenuto anche al Consiglio comunale, che ha
segnalato irregolarità in merito alla realizzazione del
piano commerciale;
osservato che:
- in una prima fase, il progetto per la realizzazione del
centro commerciale, era stato bocciato dalla
Commissione edilizia;
- essendo incomprensibili i motivi per cui la concessione
sia stata rilasciata (in data 9.11.2001) da un capo
settore anziché dalla Commissione edilizia, nominata
con determinazione n. 115 in data 27.9.2001;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere a tutela
della regolarità procedurale e della trasparenza di
atti così importanti per la collettività locale." (532)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO assessore per gli Enti locali. In riferimento
all'interrogazione n. 532, si specifica quanto segue.
Il progetto per la realizzazione di un centro commerciale nel
Piano di edilizia economica e popolare di Ravanusa, come riportato
nell'interrogazione dell'onorevole Villari, è stato bocciato dalla
Commissione Edilizia Comunale in data 22 gennaio 2001 per il
seguente motivo: "il progetto deve osservare la quota d'imposta
dettata dalla tav. 19 quater P. di Z. 167 Ravanusa, relativa alla
sistemazione esterna; si richiede la sovrapposizione dei limiti di
zona nell'elaborato di progetto; l'ing. Saitta Gaetano (membro
Commissione), a titolo personale, è del parere che non c'è
conformità tra la tav. 19 quater e la sagoma progettuale proposta".
Per maggiore intelligenza si specifica che la "tav. 19 quater"
è l'elaborato planivolumetrico facente parte del progetto generale
P.E.E.P. Ravanusa.
Successivamente, e precisamente in data 1 gennaio 2001 prot.
2778, è pervenuta all'Amministrazione comunale dalla Società
istante una comunicazione con riportate le contestazioni tecniche a
quanto espresso dalla Commissione.
Fatte le proprie considerazioni in data 2 aprile 2001, preso
atto dello scioglimento della Commissione edilizia, avvenuto con
determina n. 27 del 26 febbraio 2001, con eguale atto n. 51, attesa
la mancata nomina della nuova C.E.C. e onde evitare stalli nei
procedimenti per il rilascio delle concessioni edilizie, è stato
dato mandato al settore competente dell'adozione dei provvedimenti
finali di rilascio o diniego delle concessioni edilizie sulla scorta
della proposta motivata del responsabile del procedimento.
L'ufficio pertanto, valutando le motivazioni addotte nella
comunicazione sopra citata, iniziava l'esame del progetto.
Susseguentemente, con lettera prot. 18424 del 22 agosto 2001,
il Sindaco del Comune di Tremestieri Etneo invitava il progettista
del P.E.E.P. Ravanusa a verificare la possibilità di modifica della
tav. 19 quater ed in caso positivo a munirsi del visto della locale
Soprintendenza.
In ottemperanza a quanto sopra, quest'ultimo ha trasmesso copia
della nuova tav. 19 quater munita di visto dell'Ente preposto alla
tutela paesaggistica, che è stata approvata con delibera G.M. n. 177
del 29 ottobre 2001.
L'iter si è concluso con l'istruzione dal punto di vista
tecnico del responsabile del procedimento.
Per quanto riguarda l'incomprensibilità dei motivi per cui la
concessione è stata rilasciata sulla scorta di parere dal capo
settore anziché della C.E.C., nominata con determina n. 115 del 27
settembre 2001, si comunica che la Commissione edilizia ha iniziato
ad operare in data 13 ottobre 2001 con l'assoluta priorità
dell'esame del P.R.G.
Pertanto, onde evitare un notevole ritardo dei provvedimenti
concessori, con particolare riguardo al centro commerciale in
oggetto, il predetto Sindaco, con atto d'indirizzo prot. 24435 del 7
novembre 2001, ha demandato il Dirigente VIII settore il rilascio
della C.E. previa approvazione senza parere C.E.C.
In data 9 novembre 2001 è stata rilasciata la concessione
edilizia richiesta.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VILLARI Signor Presidente, onorevole Assessore, desidero
riproporre la questione posta nell'interrogazione precedente. C'è
il problema che richiamavo prima, e che lei in qualche modo ha
voluto riprendere facendo presente le difficoltà da parte della
burocrazia, degli assessorati, di intervenire in tempi utili per
rispondere all'interrogazione. Qui si propone lo stesso problema dal
punto di vista metodologico.
Vorrei dire che, rispetto a questa interrogazione, rispetto a
quella precedente, non posso non prendere atto della volontà
dell'Assessore, espressa con il suo intervento e con le motivazioni
che ha addotto, di entrare nel merito della interrogazione,
introducendo tutta una serie di elementi procedurali e su alcuni
aspetti amministrativi in particolare, facendo riferimento alle
questioni che mi portano a prendere atto delle motivazioni addotte.
Ripropongo l'inopportunità che il capo di un Dipartimento, in
questo caso, assuma i poteri della commissione edilizia per il
rilascio di una concessione e rilevo che esiste il problema di un
metodo inusitato, non consono rispetto al funzionamento degli organi
democratici che il Consiglio comunale per regolamento si da quali le
commissioni edilizie.
Dunque, più che dichiararmi insoddisfatto o meno, prendo atto
della risposta dell'Assessore, facendo ammenda delle argomentazioni
di carattere tecnico che ha espresso.
PRESIDENTE Si procede allo svolgimento dell'interrogazione
numero 545 "Soluzione alternativa alla realizzazione di una
discarica nelle vicinanze del centro abitato di Trabia (PA)",
dell'onorevole Giannopolo.
Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione, premesso che:
- il comune di Termini Imerese ha previsto nel suo
territorio, in una zona al confine con quello del comune
di Trabia e a poche centinaia di metri in linea d'aria
da quest'ultimo centro abitato, la realizzazione di una
discarica consortile di circa 100 mila metri cubi;
- il Consiglio comunale di Trabia, informato delle
intenzioni del Comune limitrofo, ha espresso
all'unanimità parere contrario alla realizzazione di
detta discarica perché il sito è attraversato da
importanti falde acquifere dalle quali attinge per le
esigenze civili e per i fini irrigui;
- il sito in questione è esposto ai venti di scirocco che
porterebbero i fumi e gli olezzi della prevista
discarica sul centro abitato che si trova a valle;
- inoltre, per raggiungere la discarica gli automezzi
pesanti dovrebbero attraversare il centro abitato di
Trabia con gravi rischi per la pubblica incolumità,
per sapere:
- se non ritenga opportuno accertare con urgenza la
possibilità di una soluzione alternativa alla
realizzazione della discarica del comune di Termini
Imerese in una zona a stretto ridosso del centro abitato
di Trabia, tenuto conto anche della congruità
dell'investimento in relazione all'attuazione del Piano
regionale dei rifiuti;
- se non ritenga opportuno, alla luce della nuova
ordinanza ministeriale sull'emergenza dei rifiuti in
Sicilia, definire un piano di interventi, d'intesa con i
Prefetti dell'Isola, per la realizzazione di quelle
discariche ritenute indispensabili a fronteggiare
l'esigenza del conferimento dei rifiuti solidi urbani,
tra le quali rientra sicuramente quella di Termini
Imerese, tenuto conto anche del loro impatto ambientale."
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. In ordine alla
interrogazione numero 545 si rappresenta quanto segue.
La suddetta interrogazione è stata presentata dall'onorevole
Giannopolo il 29 aprile 2002 all'onorevole Presidente della
Regione.
Con nota numero 10196 del 10 dicembre 2002, l'onorevole
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali
alla trattazione dell'interrogazione in discussione.
Considerato che la vicenda attenzionata dall'interrogante
attiene a materia che esula dalla competenza dell'assessorato
regionale per gli enti locali, è stato invitato, con nota numero
1126 del 17 febbraio 2003, l'Ufficio Emergenza Rifiuti, Via Catania
n. 2, Palermo, a segnalare il nominativo di un funzionario e/o
dirigente con specifica professionalità al fine di predisporre
appositi accertamenti ispettivi.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
GIANNOPOLO Signor Presidente, non so se dichiararmi soddisfatto
o meno. L'assessore nella sua risposta attribuisce giustamente la
ricerca della soluzione del problema oggetto della mia
interrogazione al Presidente della Regione, il quale nella sua veste
di Commissario unico per l'emergenza rifiuti avrebbe dovuto non
"scaricare" sull'assessore per gli enti locali l'incombenza di
questa risposta, considerato che non si tratta soltanto e
semplicemente un tema riguardante il ruolo tra comuni e le funzioni
istituzionali di un comune, ma inerisce agli atti di programmazione
che discendono dalla responsabilità diretta del Presidente della
Regione nella sua veste di Commissario per l'emergenza rifiuti.
Questa vicenda testimonia ancora una volta la grave anomalia in
cui ci troviamo in Sicilia non solo e non tanto perchè esiste il
problema dell'emergenza rifiuti, ma quanto per l'atteggiamento
strumentale messo in campo per fronteggiare l'emergenza rifiuti, che
in verità è una strumentalizzazione tendente ad alimentare lo stato
di emergenza per giustificare poteri straordinari in capo a un
Presidente della Regione, il quale, dopo le pronunce del TAR
Sicilia, non si capisce in forza di che cosa continui a gestire il
potere e le funzioni discendenti dalla carica di Commissario
straordinario in materia di emergenza rifiuti.
Il caso che è stato posto all'attenzione dell'Assessore
riguarda il fatto che il comune di Termini Imerese, avendo anch'esso
una grave situazione sotto il profilo dell'emergenza rifiuti, vada a
localizzare una discarica consortile, essendo comune capofila, sì
nel suo territorio, ma, vista la particolarità della situazione
territoriale di confine tra il comune di Trabia e il comune di
Termini Imerese, finisce con l'essere a stretto ridosso del centro
abitato e tutto questo passa inosservato.
Ricordo le battaglie che fece allora l'onorevole Caputo, adesso
soltanto sindaco, a proposito della discarica del comune di Trabia
che veniva a ledere interessi ambientali, mentre adesso non si dice
nulla sul fatto che il comune di Termini Imerese vada a localizzare
una discarica che minaccia la salute di quasi diecimila abitanti del
centro abitato di Trabia, oltreché di coloro i quali abitano nelle
vicinanze del sito, che è a stretto ridosso anche del centro
abitato.
Tale situazione testimonia la grande confusione che ancora oggi
regna nella nostra Regione nonostante quei poteri straordinari, i
quali però forse vengono esercitati per legittimare, a mio avviso,
qualche affare più o meno lecito in materia di emergenza rifiuti,
che andrebbero responsabilmente stroncati.
Ribadisco, ancora una volta, la necessità di dare risposta a
questo problema che è grave per le comunità di quel territorio, ma
che al tempo stesso è grave per le questioni più generali che evoca.
PRESIDENTE Si procede allo svolgimento dell'interrogazione
numero 552 "Iniziative in merito alle IPAB", dell'onorevole Raiti.
Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- la legge n. 328 del 2000 riafferma il ruolo primario
e imprescindibile delle Opere Pie nel campo socio
assistenziale;
- la mancata attuazione della suddetta normativa
comporta gravi problematiche legate al settore
dell'assistenza sociale nella nostra Regione;
- l'inadeguatezza delle procedure gestionali adottate
in passato ha soltanto prodotto il blocco dell'attività
degli Enti con gravissimi disagi per gli utenti;
- la nomina dei Commissari straordinari per la
'gestione provvisoria' delle Opere Pie ha comportato
l'assunzione da parte di queste ultime del gravoso
onere del compenso mensile ai commissari, cui devono
aggiungersi indennità di missione e rimborso spese, che
non sono dovuti invece ai componenti degli organi di
gestione ordinaria in quanto normalmente residenti
nella città sede dell'Ente;
- la legge regionale n. 71 del 1982 non prevede il
finanziamento certo, ma soltanto il contributo per le
IPAB ed ostacola il corretto svolgimento della gestione
ordinaria delle spese ed il puntuale pagamento del
personale dipendente dagli Enti;
per sapere:
- quali provvedimenti amministrativi intendano adottare
al fine di:
- chiarire rapporti tra Comuni e IPAB ai fini della
stipula delle convenzioni con riferimento ai giusti
importi dovuti, garantendo la vigilanza sui Comuni
inadempienti;
- garantire il rimborso delle spese di rilievo
sanitario per tutti gli anziani ospiti in strutture
residenziali, compresi quelli paganti la retta in
proprio;
- applicare la legge n. 184 del 1983 sull'adozione con
affidamento dell'utenza alla struttura ospitante,
evitando l'interposizione del servizio sociale locale
il quale deve mantenere unicamente il ruolo di
vigilanza e controllo;
- quali siano i criteri adottati in ordine
all'assegnazione dei contributi limitatamente ad alcune
Opere Pie, al di fuori della legge n. 71 del 1982,
senza aver precedentemente pubblicizzato i criteri di
assegnazione;
- quali iniziative intendano assumere affinché gli Enti
possano disporre di finanziamenti certi per quanto
concerne gli oneri afferenti al personale dipendente,
in modo da assicurare la continua regolarità dei
pagamenti;
- se non ritengano opportuno estendere alle IPAB le
agevolazioni di cui all'art. 7 della legge finanziaria
regionale 2002 per l'esenzione del pagamento dell'IRAP,
alla stregua delle Onlus."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. In merito
all'interrogazione numero 552, si rassegna quanto segue.
Nel corso di questi anni ed è a cura della direzione affari
sociali, sono state emanate apposite direttive comuni sulle
procedure di affidamento dei servizi sociali, sull'obbligatorietà di
stipula di formale convenzione con gli enti egli organismi no profit
sulla scorta degli appositi schemi approvati dal decreto del
Presidente della Regione siciliana numero 158 del 4 giugno 1996,
sulla misura della retta giornaliera o mensile di rimborso dei costi
sostenuti dagli enti sulla modalità di controllo e di verifica dei
risultati sulla compartecipazione degli stessi utenti e degli
obbligati articolo 433 del Codice Civile al costo dei servizi
(circolari numeri 4-7-8-9 degli anni 1980/1990 e numeri 4 e 8 del
1996). Il rimborso delle spese sostenute dagli enti di assistenza
per prestazioni sanitarie e di rilievo sanitario connesse con quelle
socio-assistenziali ai sensi del DPCM 8 agosto 1985 articoli 1 e 6 e
successive disposizioni ministeriali e per ultimo ai sensi del DPCM
14 febbraio 2001, ha trovato espresso anticipata previsione
nell'articolo 17 della legge regionale 87/1981 e conferma
nell'articolo 59 della legge regionale 33/1996 per anziani non
autosufficienti ospiti di strutture residenziali con onere a carico
del FSN a rivalsa dei comuni che ne anticipano l'erogazione.
Trattasi di integrazione delle rette giornaliere commisurate al
grado di non autosufficienza degli anziani in relazione al
prescritto obbligo di impiego di ulteriori operatori di assistenza e
di profili sanitari ove non assicurati direttamente dalle aziende
AUSL, ciò a difesa della dignità e unitarietà delle persone
ricoverate del diritto a godere di prestazioni globali tutelari e
sanitarie.
All'interno delle strutture abilitate si ricorda oltre al
vitto, alloggio igiene e cura aiuto alla persona, sostegno sociale
ed animazione è necessario garantire il controllo sanitario e
farmacologico, le prestazioni infermieristiche e riabilitative e il
controllo dietologico.
L'interposizione degli uffici locali di servizio sociale
nell'affidamento della utenza alle strutture residenziali abilitate
non costituisce un ostacolo alla libera scelta da parte degli
anziani e soggetti disabili, bensì un sostegno indispensabile di
valutazione responsabile del bisogno in relazione alla loro
condizione funzionale, al sostegno familiare, alla tipologia delle
prestazioni richieste, anche in rapporto alla loro personalità fatto
salvo l'obbligo di scelta tra gli enti accreditati dall'AC od
iscritti all'albo regionale.
L'imminente adozione della carta dei servizi da parte dei
comuni e degli enti erogatori sarà opportunità non trascurabile per
una scelta più consapevole tra i servizi e le strutture
organizzate.I criteri adottati da questo assessorato nell'erogazione
dei contributi alle Istituzioni provinciali di assistenza e
beneficenza sono stati come detto in precedenza fissati con apposito
atto di programmazione pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana, (DA 15 gennaio 1999), con ampia divulgazione ai
sensi dell'articolo 13 della legge regionale 10 del 30 aprile 1991,
con riparto dello stanziamento di bilancio tra le singole voci di
spesa e precisamente:
- l'80 per cento a copertura dei disavanzi di amministrazione
dell'anno precedente;
- il 15 per cento per le erogazioni di sussidi volti
all'acquisto di attrezzature indispensabili all'attività dell'ente;
- il 5 per cento per esigenze straordinarie non prevedibili
all'atto dell'approvazione del bilancio con contestuale obbligo alla
rendicontazione.
L'esame delle istanze è accompagnato dal parere obbligatorio ma
consultivo di apposita commissione assessoriale istituita ai sensi
della legge regionale numero 65/53.
Naturalmente l'entità del contributo concesso va commisurato
all'entità delle domante presentate e allo stanziamento di bilancio.
Parimenti, anche i contributi concessi ai sensi della legge
regionale 71 del 1982 a sostegno della spesa sostenuta dalle
IPAB per il trattamento economico del personale dipendente nel
rispetto del CCNL è annualmente commisurato alla disponibilità
dell'apposito capitolo di spesa e all'entità del fabbisogno
documentato, avuto riguardo all'accertato disavanzo o squilibrio di
gestione documentato dai conti consuntivi. L'impegno del Governo,
nelle more della descritta trasformazione delle IPAB in aziende
pubbliche di servizi o della privatizzazione, si attesta nel
mantenimento dei livelli occupazionali al fine di non pregiudicare
le attuali capacità professionali e gestionali o servizio
dell'utenza mentre, si comunica, è in fase di completamento
l'indagine avviata da circa un anno sui livelli di assistenza
erogati, il personale impiegato, le convenzioni stipulate con i
comuni di riferimento, le ragioni degli squilibri di gestione
accertati, con contestuale avvio dell'attività ispettiva e
sostitutiva nei confronti dei Consigli di Amministrazione
inadempienti nella riqualificazione e offerta dei servizi, in
funzione del mutare della domanda sociale anche con parziale o
totale riconversione delle attività. Tale iniziativa (ispettiva e
sostitutiva) è da anni altresì svolta nei confronti dei Comuni
responsabili di omesso o ritardato rimborso delle rette maturate per
l'utenza accolta. Al riguardo apposita circolare, diretta ai Comuni
ed alle ASL per le rispettive competenze, è stata di recente emanata
a ribadire l'obbligatorietà degli interventi di ricovero per
soggetti accolti su iniziativa degli Enti medesimi e delle ASL, e
quindi anche delle Opere Pie, perché in condizioni di estremo
disagio per povertà, solitudine, non autonomia o sofferenza a tutela
del diritto all'assistenza ed alla salute (prot. n. 3996 del
28/11/02).
Sarà infine impegno del Governo regionale nell'ambito
dell'autonomia statutaria proporre all'ARS in sede di finanziaria
2003 l'estensione al pagamento dell'IRAP già concessa alle ONLUS con
L.R. n. 2/2002, a garanzia degli obiettivi di pubblico interesse
perseguiti e di valori solidaristici diffusi.
Si chiarisce, infine, che la nomina sempre più frequente di
commissari straordinari per la gestione provvisoria delle IPAB,
nelle more della prevista trasformazione in Aziende di servizi, è
connessa alla costante instabilità dei consigli di amministrazione
ed alle difficoltà incontrate dagli Ente deputati alla designazione
dei propri rappresentanti in seno al medesimo organo di gestione
nell'individuare soggetti volontari e disponibili. L'assenza,
infatti, di emolumenti e di indennità nell'attuale disciplina (legge
6972/1890) seppure abrogati dall'articolo 30 della L. 328/00, mal si
concilia con l'onerosità dei compiti e delle sempre maggiori
responsabilità gestionali del consiglio di amministrazione, con la
conseguenza che in presenza di difficoltà operative e di
responsabilità legate all'insufficienza delle risorse ed agli
impegni improrogabili in materia di sicurezza degli edifici,
condizione igienico sanitaria, superamento barriere architettoniche,
rispetto contratti di lavoro per il personale dipendente, la
dimissione diventa strada obbligata.
L'onere aggiuntivo, come segnalato dall'onorevole Raiti
nell'interrogazione, sofferto dalle IPAB per l'indennità spettante
ai commissari straordinari di nomina regionale per la storica
professionalità dei funzionari prescelti, è sufficientemente
compensato anche in termini economico finanziari dalla maggiore
celerità dell'azione amministrativa, dalle iniziative di maggiore
valorizzazione delle strutture e dei servizi, dal recupero dei
crediti vantati nei confronti dei Comuni di riferimento,
dall'erogazione di nuovi e riqualificati servizi anche integrativi
ed all'esterno delle stesse strutture, dall'aumento delle entrate
complessive ed infine dal ripiano dello squilibrio di bilancio.
Il riordino delle IPAB prefigurato dall'articolo 10 della legge
328/00 e dal D.L.vo 207/01 sarà anche per tale problematica
occasione per l'attribuzione agli organi di governo delle Aziende
per le funzioni svolte di adeguate indennità in relazione a
predeterminati parametri regionali, con contestuale applicazione
delle disposizioni riportate dall'ordinamento Enti Locali in materia
di svolgimento di pubbliche funzioni, mentre spetterà agli Statuti
definire i requisiti necessari per ricoprire le cariche
istituzionali.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta
dell'Assessore; ciò in quanto, paragonando questa risposta a
diverse altre che ho ricevuto sulla stessa rubrica, noto quanto meno
lo sforzo dell'Assessore per gli enti locali di rispondere in
maniera analitica a tutte le questioni che ho posto con
l'interrogazione in svolgimento.
E' vero che esiste il richiamo ad alcune normative, ad alcune
circolari che regolano in qualche maniera il finanziamento alle
strutture IPAB, però nella risposta dell'Assessore non viene
affrontata di fatto la questione politica che sta alla base della
interrogazione. Infatti, se si risponde analiticamente a tutti i
punti, così come si è sforzato di fare l'Assessore - e di ciò gliene
do atto - anche se in maniera generica, ma non si prendono impegni
politici, certamente la finalità che l'interrogazione persegue non
viene del tutto soddisfatta.
Gliel'ho detto in separata sede, onorevole Assessore: questa è
una questione assolutamente delicata che concerne problemi endemici
della nostra società, in quanto questi istituti svolgono la loro
attività e rivolgono la loro attenzione soprattutto a quelle fascie
sociali che sono disagiate realmente; infatti tutelano i bambini, le
famiglie povere, i figli dei reclusi, gli anziani che non hanno la
possibilità di vivere in famiglia, cioè rivolgono i loro servizi a
delle fasce sociali particolarmente deboli.
Dunque, affrontare con impegno e determinazione i problemi
legati all'applicazione immediata della legge 328/2000 (che dovremmo
recepire) credo significherebbe offrire un servizio serio alle
nostre popolazioni. Infatti, intervenire soprattutto sui giovani e
sui bambini, dimostrando la presenza seria e impegnata dello Stato
nella didattica, nell'applicazione costante dei criteri di
convivenza civile, è una vera panacea a livello preventivo della
delinquenza minorile che successivamente sappiamo sfocierà in
vera e propria criminalità.
Lo sforzo di applicazione della legge 328/2000 fino ad oggi non
c'è stato; è stato sì approvato il piano socio-sanitario, ma quella
è una fase assolutamente preliminare che, a quasi due anni
dall'insediamento del Governo, non può ritenersi soddisfacente.
Accanto a ciò, consideriamo che la scelta politica di mantenere
ancora il commissariamento delle IPAB come linea guida
dell'Amministrazione di questi Enti, che sono quasi sempre fondati
da soggetti esterni privati, il cui statuto disciplina in maniera
organica le modalità di nomina dei consigli di amministrazione con
prerogative assegnate a volte alla Chiesa a volte agli istituti
privati e a quant'altro, non depone in senso favorevole. Infatti,
aumentano notevolmente le spese, non applicano le disposizioni di
coloro i quali al momento della donazione o della cessione voleva
che l'ente fosse gestito in un certo modo, creando di fatto spazi
in cui è possibile procedere a nomine di sottogoverno che soddisfano
soltanto esigenze di equilibrio politico, ma non affrontano
energicamente, con serietà e a livello preventivo i disagi di cui
parlavo.
A questo riferimento io la prego di cercare di accelerare il
percorso di approvazione della legge 328/2000 perché dalle parole e
dalle intenzioni che lei più volte ha manifestato si può passare ai
fatti e risolvere in maniera organica questa problematica al fine di
dare un contributo per il miglioramento complessivo della nostra
società.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo il
senso della seduta di oggi; mi chiedo se fosse necessaria per
colmare un buco nell'attività parlamentare, in considerazione delle
lungaggini per l'approvazione della legge finanziaria e di bilancio.
E dico ciò in considerazione del fatto che fino a qualche
momento fa era difficoltoso seguire i lavori, visto che la
Commissione Antimafia si era trasferita in Aula e, soprattutto, in
considerazione della assoluta mancanza di risposte di natura
politica da parte sia del Governo che dell'Assemblea.
Il tentativo che si fa quando si svolge l'attività ispettiva è
quello di dare, modestamente, qualche indicazione rispetto ad un
andamento politico-legislativo dell'Assemblea regionale.
Quindi, per soddisfazione personale e per non sminuire la
funzione del parlamentare, credo si debba, in qualche modo, dare
delle risposte alle sollecitazioni fatte sia al Governo, ma anche
all'Assemblea. Tralasciando quest'ultima risposta e quest'ultima
interrogazione, sostanzialmente non abbiamo ricevuto alcuna reale
risposta ed inoltre su alcune interrogazioni il Governo ha
dichiarato che non c'è una propria competenza.
Dunque, signor Presidente, rivolgendomi anche a lei, Noi
vorremmo quanto meno, una volta dichiaratici insoddisfatti e
motivata la nostra insoddisfazione, che qualcosa succedesse, che in
qualche modo il Governo o l'Assemblea rispondessero agli
interrogativi che poniamo; vorremmo, sostanzialmente, dare in
questa maniera il nostro contributo per attribuire un senso anche
alla stessa convocazione del Parlamento siciliano.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, ovviamente la sua osservazione
è rivolta al Governo piuttosto che alla Presidenza dell'Assemblea,
la quale non risponde del contenuto delle risposte alle
interrogazioni presentate; è il Governo che ne ha la competenza,
poi naturalmente gli interroganti possono dichiararsi soddisfatti o
meno, ma questa è una valutazione che attiene ai singoli
presentatori e che non può certamente coinvolgere l'andamento dei
lavori parlamentare.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLO SVOLGIMENTO DELLA RUBRICA ENTI LOCALI
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione
numero 570 "Adozione del regolamento per la disciplina del
referendum necessario per le variazioni territoriali e di
denominazione dei Comuni siciliani", dell'onorevole Ferro, si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento congiunto delle interrogazioni n.
578 "Notizie in merito al malfunzionamento degli uffici postali di
Pachino centro, Pachino uno e della frazione di Marzamemi", degli
onorevoli Morinello, Ferro, Raiti, e Miccichè e n. 579 "Notizie in
merito al malfunzionamento dell'ufficio postale di Niscemi", degli
onorevoli Raiti, Ferro, Morinello e Miccichè.
Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- da diverse segnalazioni ricevute da privati cittadini
si è appreso che esistono carenze di organico e
strutturali negli uffici postali di Pachino centro,
Pachino uno e della frazione di Marzamemi;
- tali carenze stanno creando notevoli disagi agli
utenti che quotidianamente affollano gli uffici
postali;
considerato che:
- gli uffici postali predetti mancano dell'arredamento
indispensabile per rendere più confortevole l'attesa;
- negli uffici di Pachino centro e della frazione di
Marzamemi manca l'ingresso per i disabili, in quanto
non si è ancora provveduto all'abbattimento delle
barriere architettoniche;
- la carenza di organico determina un funzionamento
ridotto delle casse aperte al pubblico, causando lunghe
code, oltre ogni ragionevole sopportazione umana;
- la stessa corrispondenza prioritaria, che dovrebbe
essere recapitata entro 24 ore, nei comuni predetti è
recapitata in una settimana;
per sapere:
- se il Governo regionale sia a conoscenza di tale
situazione;
- quali provvedimenti intenda prendere il Governo
regionale e l'Assessore per gli Enti locali affinché
anche negli uffici postali di Pachino centro, Pachino
uno e Marzamemi sia garantito un servizio dignitoso.";
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- da diverse segnalazioni ricevute da privati cittadini
si è appreso che esistono carenze di organico e
strutturali nell'ufficio postale di Niscemi;
- tali carenze stanno creando notevoli disagi agli
utenti che, quotidianamente, chiedono servizi
all'ufficio postale;
considerato che:
- la carenza di organico determina un funzionamento
ridotto delle casse aperte al pubblico, causando lunghe
code (oltre ogni ragionevole sopportazione umana) anche
solo per garantire servizi indispensabili, come
riscuotere la pensione e pagare le utenze;
- attualmente in tutto il paese di Niscemi è
funzionante un solo sportello automatico
(Postamat-Bancomat);
- l'unico sportello automatico è utilizzabile solo
negli orari di apertura dell'ufficio postale;
- la stessa corrispondenza prioritaria, che dovrebbe
essere recapitata entro 24 ore, è recapitata in una
settimana;
per sapere:
- se il Governo regionale sia a conoscenza di tale
situazione;
- quali provvedimenti intenda prendere il Governo
regionale e l'Assessore per gli enti locali affinché
anche nel comune di Niscemi venga garantito degnamente
il servizio postale."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alle interrogazioni.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. L'interrogazione numero
578 è similare alla interrogazione numero 579 anche se attengono a
comuni diversi. In riferimento agli atti ispettivi in questione non
credo che l'Assessorato abbia competenza. In ogni caso l'Assessore
si è fatto carico di scrivere alla direzione regionale siciliana
delle poste per avere notizie circa il mantenimento degli uffici
postali.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Morinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MORINELLO Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula del firmatario,
l'interrogazione numero 586 "Notizie circa il recente
commissariamento del Comune di Valderice (TP)", dell'onorevole Oddo,
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento dell'interrogazione n. 613 "Invio
di un commissario presso il Comune di Grotte (AG)", degli onorevoli
Capodicasa e Manzullo.
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali,
premesso che:
- nel Comune di Grotte (AG) nella recente tornata
elettorale amministrativa del 26 e 27 maggio scorsi si
sono presentati un solo candidato a Sindaco e una sola
lista per il consiglio comunale;
- non essendo stato raggiunto il 'quorum' previsto per
legge, la consultazione elettorale è stata dichiarata
non valida ai fini dell'elezione del Sindaco e del
consiglio;
- di conseguenza il Comune è rimasto senza regolare guida
amministrativa;
per sapere se non ritenga urgentissimo disporre l'invio di
un commissario per dare normalità alla vita
amministrativa del Comune di Grotte, attraversata
ancora dalle tensioni conseguenti alla conduzione di
un'anomala campagna elettorale."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alle interrogazioni.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Con decreto
assessoriale numero 20281 dell'11 luglio 2002 è stato nominato il
commissario dottor La Mattina.
CAPODICASA Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula del firmatario,
l'interrogazione numero 660 "Riconoscimento agli amministratori dei
comuni sino a 3000 abitanti, di un'indennità conforme ai principi
ispiratori della legge regionale n. 30 del 2000", dell'onorevole
Panarello, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento dell'interrogazione n. 671
"Iniziative circa il recente aumento del numero dei componenti della
Giunta del Comune di Catania", dell'onorevole Raiti.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Con riferimento
all'atto ispettivo numero 671, si formulano le considerazioni
tecniche che seguono:
1) la legislazione regionale in tema di composizione delle
giunte comunali a partire dalla legge regionale n. 48 del 1991 e
sino alla legge regionale n. 30 del 2000 ha statuito la composizione
massima di detti collegi demandando al potere statutario dei comuni
"stabilire" il numero degli assessori (uguale al numero massimo
consentito o inferiore);
2) l'articolo 6 della legge regionale 30 del 2000 per ultimo
dispone: "1. La giunta comunale e la giunta provinciale sono
composte rispettivamente dal Sindaco e dal Presidente della
Provincia che la presiedono e da un numero degli assessori stabilito
dagli statuti che non deve essere superiore ad un terzo arrotondato
aritmeticamente del numero dei consiglieri comunali e provinciali e
comunque non superiore a 16 unità."
L'articolo 25, comma 1, dello statuto del comune di Catania con
la formulazione non perfetta (la parola "assegnato" doveva essere
sostituita dalla parola "consentito") rinvia al numero di assessori
stabilito dalla legge e prevede in particolare: la giunta comunale
è costituita dal Sindaco e dal numero di assessori assegnato al
comune per legge, nominata dal sindaco secondo le modalità fissate
dalla legge;
3) la variazioni del numero di assessori intervenuta dopo la
definizione del procedimento di elezione congiunta del sindaco e del
consiglio comunale di Catania (primo semestre del 2000), con un
numero di assessori consentito di 10 non di quello successivamente
legiferato di 15, deve trovare per l'attuazione del periodo di
carica (dopo detta elezione) disciplina legislativa statutaria.
La legislazione nazionale, articolo 11, comma 8 della legge
3/8/1999 n. 265 ha previsto apposita disciplina; la legge
regionale 30 del 2000 di contro nulla ha previsto rinviando ad
intervento dello statuto degli enti locali.'
Il CGA con parere 64296 del 19/11/1996 ha rilevato la necessità
del ricorso a norma transitoria contenuta nello statuto. Con
successivi pareri numeri 451 del 1997, n. 901 del 18 maggio 1999,
detto organo consultivo si è espresso, di contro, per la conferma
del numero degli assessori consentito al momento della consultazione
elettorale.
Con la circolare n. 2 del 13 aprile 2002 questo Assessorato si
è espresso per la necessità del ricorso a norma transitoria
statutaria per variare la composizione della giunta, a seguito del
provvedimento legislativo statutario successivo alla data di
elezione congiunta del sindaco e del consiglio comunale.
Diversamente avrebbe trovato applicazione il periodo di carica
successivo.
Tale avviso, in sintonia con il riconoscimento legislativo del
potere statutario dei comuni di stabilire il numero degli Assessori,
è inteso anche con riguardo all'aggiornamento dinamico per rinvio
legislativo, come quello del comune in esame, a stabilire la
disciplina dei tempi e delle modalità della nuova e diversa
composizione ed operatività della giunta con numero di componenti
variato.
Potere disciplinare, questo, che in ogni caso non può essere
lasciato alla discrezione del sindaco e a detto organo riconosciuto.
E' fuori termine il richiamo al parere del Consiglio di Stato,
Sezione prima, del n. 741 del 26 aprile 2000 in tema di flessibilità
di composizione delle giunte, attesa la previsione statutaria locale
presa in esame.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Morinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si procede allo svolgimento dell'interrogazione
numero 707 "Richiesta di ispezione presso il Comune di Messina circa
il comportamento del Presidente del Consiglio comunale", degli
onorevoli Panarello, Paffumi, Genovese e Lo Monte.
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali,
premesso che il Collegio dei revisori dei conti del Comune
di Messina, già nominato dal Presidente del Consiglio
comunale (in sostituzione del Consiglio) per il
triennio 1999 - 2002, è scaduto l'1 giugno 2002;
considerato che:
- l'Amministrazione comunale di Messina in data 6.6.2002
(quindi dopo la scadenza) ha trasmesso la proposta di
deliberazione al Consiglio comunale per la nomina del
nuovo collegio per il triennio 2002-2004;
- il Presidente del Consiglio comunale ha iscritto la
proposta di delibera all'ordine del giorno soltanto in
data 3.7.2002, convocando l'assemblea per il successivo
8.7.2002 e, quindi, a pochissimi giorni dalla scadenza
del periodo di prorogatio (45 giorni);
- la proposta di deliberazione è stata messa in
discussione (nelle sedute precedenti è stato discusso e
approvato il bilancio dell'ente) soltanto il 12.7.2002,
e cioè al quarantunesimo giorno di prorogatio;
- il Presidente del Consiglio ha invitato i consiglieri
ad eleggere il Collegio dei revisori attraverso tre
distinte votazioni;
- successivamente alla prima votazione per l'elezione del
Presidente del Collegio, svoltasi regolarmente,
numerosi consiglieri hanno abbandonato l'Aula facendo
venire meno il numero legale;
- essendo assente anche il Presidente del Consiglio, la
seduta è stata sospesa e il Consiglio è stato
aggiornato al giorno successivo, 13.7.2002, alle ore
11.00;
- in data 13.7.2002 alle ore 11.22 il Presidente del
Consiglio, in spregio al vigente O.R.EE.LL., ha
ritenuto di poter dichiarare chiusa la seduta
consiliare, per mancanza di numero legale, senza avere
accertato, attraverso regolare appello nominale, il
numero effettivo dei consiglieri presenti;
- inopinatamente, avvalendosi dei poteri previsti dalla
legge lo stesso Presidente, con propria determinazione,
ha nominato ex novo il Collegio dei revisori,
sostituendo, perfino, il componente revisore con
funzioni di Presidente già legittimamente eletto dal
Consiglio comunale;
- siffatto modo di procedere viola i principi del buon
andamento e dell'imparzialità cui deve ispirarsi il
Presidente di un organo consiliare;
per sapere:
- se non ritengano di disporre, con la massima urgenza,
un'ispezione tendente a verificare la regolarità dei
comportamenti e degli atti amministrativi adottati dal
Presidente del Consiglio comunale di Messina;
- se non valutino necessario, all'esito della verifica,
disporre la rimozione del Presidente del Consiglio
comunale di Messina per gravi e persistenti violazioni
di legge;
- se non ritengano di intervenire con i poteri
sostitutivi, anche attraverso la nomina di un
commissario provveditore, al fine di garantire il
corretto svolgimento dei compiti assegnati al Collegio
dei revisori e di tutelare le prerogative del Consiglio
comunale che, in ogni caso, ha legittimamente eletto il
componente-Presidente del suddetto Collegio,
arbitrariamente sostituito dal Presidente del Consiglio
comunale."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alle interrogazioni.
D'AQUINO , assessore regionale per gli Enti locali. Il
funzionario incaricato dell'ispezione non ha ancora prodotto la
relativa relazione, pertanto ne chiedo il rinvio.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si procede allo svolgimento dell'interrogazione numero 714
"Orientamenti della Giunta regionale in materia di sistema dei
controlli", degli onorevoli Virzi' e Ioppolo.
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali,
premesso che le attività delle Commissioni regionali di
controllo, dichiarate 'non prorogabili' dalla
famigerata 'circolare Barbagallo', sono di fatto
sospese già dalla XII Legislatura regionale, e che gli
atti deliberativi non sono più soggetti ad alcun
controllo di legittimità;
ricordato che durante il governo Leanza, l'on. Turano, ai
tempi Assessore per gli enti locali, aveva predisposto
uno schema di riforma del sistema dei controlli che,
tuttavia, non arrivò mai al voto dell'ARS;
considerato che nel dicembre 2001 è stato presentato in
materia un disegno di legge d'iniziativa parlamentare e
che nel febbraio 2002, con proprio provvedimento,
l'attuale Giunta regionale ha adottato la direttiva 40,
stabilendo la sospensione delle attività di controllo
dei CORECO pur mantenendone le strutture organizzative
e ratificando il discutibile principio secondo cui
l'esecutività degli atti degli Enti locali viene
assicurata sulla base della mera decorrenza dei
termini;
per sapere:
- se il Governo della Regione, in nome dei principi di
legalità e trasparenza condivisi da tutta l'attuale
maggioranza, non ritenga assolutamente prioritario, nel
momento in cui si dà attuazione agli interventi di
Agenda 2000, restaurare di fatto e di diritto
l'operatività (dettata da norma di valenza
costituzionale) del sistema siciliano dei controlli;
- se il Governo della Regione, in attesa di nuove
riforme, non ritenga confermabile l'evidente principio
in base al quale, in assenza di nuove norme, s'intende
vigente la normativa precedente, con l'obbligo
connesso di procedere al rinnovo delle Commissioni
dichiarate decadute e non prorogabili."
D'AQUINO , assessore regionale per gli Enti locali. In
riferimento all'interrogazione numero 714, si evidenzia quanto
segue.
L'obiettivo prospettato di perseguimento di legalità
dell'azione amministrativa degli enti locali emerge chiaramente nel
disegno di legge n.464 approvato dalla Giunta regionale nella seduta
del 31 luglio corrente anno.
Tale obiettivo, assieme alla necessità dell'adeguamento dello
statuto della regione alla riforma del titolo V della Costituzione,
per sancire le regole del nuovo rapporto tra Regione e Enti locali,
invero, motiva il riavvio, transitorio sino al 31 dicembre 2003, di
controlli previsti dalla l.r. 3 dicembre 1991, n. 44.
La transitorietà dei controlli da una parte, dall'altra la
necessità di garantire in particolare l'adeguamento statutario degli
enti locali alle leggi di riforma delle autonomie locali nonché la
rispondenza inoltre degli atti di gestione contabile finanziaria dei
medesimi ai canoni della legislazione del settore, rendono
esperibile l'iniziativa legislativa.
Non è consentita all'Assemblea regionale la ricostituzione del
CORECO secondo la citata l.r. n. 44/91, per le regole o condizioni
dalla stessa normate, le quali hanno comportato la sospensione dei
controlli di che trattasi, normativa questa in ordine alla quale, in
un triennio, detto Consesso non ha ritenuto di varare alcuna
disposizione legislativa.
Prescindendo dall'atto ispettivo in esame, si ritiene di
evidenziare, inoltre, che ulteriori ritardi nella definizione
dell'iniziativa legislativa attivata rendono non attuale la
disciplina transitoria proposta e, quindi, comportano il ricorso
all'abrogazione della l.r. n. 44/91.
Il governo si era fatto carico - credo sia giacente in I
Commissione - di presentare una proposta di legge per la riforma del
sistema dei controlli. Nel contempo, in difetto, si ribadisce, di
una qualsiasi legge chiarificatrice da parte dell'Assemblea,
invano attivato da questo Assessorato anche nell'attuale
legislatura, ha cominciato a definirsi, sfavorevole alla Regione,
l'enorme contenzioso attivato dai componenti delle Sezioni del
CORECO sospeso.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Morinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VIRZI' Signor Presidente, sono soddisfatto di avere ascoltato
la dichiarazione di intenti da parte del Governo; non sono
soddisfatto politicamente perché non condivido, nella maniera più
assoluta, che quale che sia il quadro istituzionale o costituzionale
in Sicilia, nel momento in cui prepariamo una grande fase di
rilancio produttivo, nel momento in cui dall'alto delle istituzioni
incoraggiamo gli imprenditori ad attivarsi per stimolare tutto ciò
che è potenzialmente produttivo nella nostra Terra, in questa
Regione, soprattutto, credo che noi non si possa fare a meno di un
sistema di controlli. Mi permetto di dire e sottolineare che non può
esistere una vacatio legis: in mancanza di una nuova normativa, è
vigente la precedente, per cui questo Parlamento è inadempiente
L'idea di una riforma da lanciare sul terreno del sistema dei
controlli non può metterci nelle condizioni di dire che continua ad
essere vigente l'anomala sospensiva, di fatto, della famosa
circolare "Barbagallo", che bloccava tutto al dicembre '99.
Fotografando che cosa? Fotografando questo modo irrazionale di
legiferare con le date, per cui noi diciamo che, siccome esse non
sono prorogabili, viene meno la funzione. Ma in quale contesto,
onorevole Assessore? In un contesto in cui i comuni rischiano di
diventare delle "repubbliche delle banane" e in cui ogni sindaco può
farsi venire la tentazione di diventare il dittatore libero dello
"Stato di Bananas", che faceva pubblicare le leggi in lingua svedese
in un paese latino-americano. Perché? Perché con le famose riforme
nazionali, tutte collegate ("Bassanini", "Cassesse") - in nome di
questo grande sviluppo democratico, che ci dovrebbe riportare verso
una democrazia illuminata, progressiva, il sol dell'avvenire,
eccetera - il risultato è che il segretario generale dei comuni,
garante della legittimità a monte degli atti deliberativi, che era
il consigliere autorevole, perché era il notaio dello Stato dentro
le municipalità, in grado, con un cenno, di fermare o errori
clamorosi - che in ogni caso tornano a disdoro della Pubblica
amministrazione - o atti palesemente illegittimi..., appena
sollevano un'obiezione si possono cacciare.
Non voglio citare elenchi di reato e fragranza di reato che
hanno riguardato amministratori siciliani di tutti i colori, ma
quasi tutti dello stesso colore, il colore delle brigate trasversali
degli affari. E' una tentazione da cui, con Agenda 2001 dietro
l'angolo, dobbiamo liberarci, perché manca il controllo di
legittimità a monte per il mancato intervento dei segretari generali
che sono diventati assessori suppletivi.
E manca il controllo a valle delle commissioni regionali di
controllo di cui si può dire tutto il male possibile per il passato,
ma vi sono stati momenti di mediazione. Certo, non si può dire che
la macchina non serve a nulla, solo perché ogni tanto si guasta;
non possiamo tornare ai cavalli perché ogni tanto c'è qualche
incidente automobilistico. Il sistema dei controlli, quali che
siano le citazioni che vogliamo fare, saggissime, sul Titolo V,
variato, della Costituzione in Sicilia, sono momento ineliminabile
di legalità, di legittimità, di trasparenza, di voglia di
rinnovamento. Perché è questo il terreno di sfida su cui la Sicilia
si deve mettere al passo della normalità con il resto dell'Europa.
Mi permetto di dire che ciò che è già assolutamente, civilmente,
acquisito al Nord, in termini di politica intesa come servizio alla
comunità, qui da noi è ancora cultura da far vincere
Ricordiamoci che, di fatto, le commissioni regionali di
controllo erano diventate degli strumenti di consiglio giuridico e
tecnico alle amministrazioni comunali, un momento di supporto per
evitare che tutto tornasse a gravare sul TAR, sulla magistratura
ordinaria e sulla magistratura penale, laddove c'erano dei legittimi
interessi che venivano oggettivamente lesi.
Allora mi permetto di risottolineare questo passaggio: ben
venga qualunque ipotesi di rinnovamento del sistema dei controlli,
che sia adeguato alle esigenze e alla realtà siciliana del nostro
tempo, ma nessuno coltivi il sogno improponibile di una sua
abrogazione "tout-court", che è assolutamente inaccettabile qualora
si abbia un minimo di senso dello Stato e un minimo di cultura delle
istituzioni.
Il passaggio fondamentale è questo: non può esistere il "buco
nero" nel sistema normativo Onorevole assessore, credo che noi
compiamo una grave omissione nel momento in cui promettiamo una
riforma e non diamo atto che la normativa precedente è ancora in
vigore, adottando il criterio da 'democrazia dei ragazzi', da
'ragazzi della via Pal', di inviare, comunque, le delibere a dei
CO.RE.CO., che di fatto abbiamo soppresso e resi non operativi,
perché il controllo teoricamente dovrebbe esserci, in mancanza di
una legge di abrogazione, però, non si procede al loro rinnovo.
Credo che da questo dubbio giuridico dobbiamo liberarci al più
presto, inserendo, fra le priorità di questo Governo di
centrodestra, un rinnovamento legislativo e una seria riforma del
sistema dei controlli in Sicilia.
PRESIDENTE Poiché l'interrogazione numero 756 "Riqualificazione
del quartiere Ragala, sito nel comune di Nicolosi (CT)", è a mia
firma, invito l'onorevole assessore a fornirmi risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 765, "Ripristino della
legalità nella gestione dell'IPAB 'Principe di Palagonia' di
Palermo", a firma dell'onorevole Giannopolo.
Ne do lettura:
"All'Assessore per gli enti locali, premesso che da
qualche anno si è venuta a determinare una situazione
molto incresciosa sul piano amministrativo, sociale,
economico nonchè istituzionale, nell'Istituto di
assistenza e beneficenza pubblica 'Principe di
Palagonia' di Palermo, che dovrebbe risultare in tutta
la sua portata all'attenzione Sua e degli uffici del
suo Assessorato;
ritenuto opportuno richiamare qui alcuni degli elementi che
stanno determinando una situazione di assoluta
difficoltà e di persistente illegalità nella gestione
dell'Istituto Principe di Palagonia, con riferimento in
particolare a:
- gestione del personale arbitraria e modalità di
assunzione di lavoratori al di fuori delle regole e
delle norme di legge;
- gestione, in danno all'ente, del rilevante patrimonio
consistente in numerosi beni immobili ceduti in
affitto a prezzi irrisori e non adeguatamente
inventariati;
- mancanza di locali idonei sul piano del rispetto
delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e delle
norme igieniche;
- organizzazione amministrativa improntata a discre-
zionalità e prevaricazione nei confronti del
personale e mancanza di controllo sugli atti
amministrativi;
- procedure d'appalto al limite della legittimità e
della legalità;
- gestione del servizio economato al di fuori di regole
chiare e trasparenti;
preso atto che:
- le anomalie e irregolarità gestionali di cui sopra sono
state accertate sulla base di segnalazioni varie e
soprattutto a seguito di due ispezioni disposte da
codesto Assessorato in data 8 febbraio 2000 e 22
febbraio 2002;
- entrambe queste ispezioni si sono concluse con
relazioni circostanziate che hanno messo in luce in
modo inequivocabile le numerose illegalità e
disfunzioni presenti nella gestione dell'IPAB Principe
di Palagonia;
rilevato che:
- dalle sopraddette segnalazioni e ispezioni sono altresì
emerse gravi carenze nel servizio di assistenza degli
anziani ospiti dell'Istituto, fino alla segnalazione
di episodi di malversazione a carico di alcuni anziani;
- la conferma di quanto affermato in ordine alle gravi
violazioni di legge e alle disfunzioni nella gestione
dell'IPAB 'Principe di Palagonia' di Palermo, starebbe
indirettamente anche nella revoca del provvedimento di
nomina, di competenza del Presidente della Provincia,
on. Musotto, di un componente del Consiglio di
amministrazione dell'Istituto e nell'impossibilità per
due ex direttori amministrativi di portare avanti la
gestione dell'Istituto in presenza di un Consiglio di
amministrazione che viene ritenuto responsabile delle
gravi anomalie riscontrate;
per sapere:
- se non ritenga opportuno proporre l'eventuale
scioglimento dell'Istituto 'Principe di Palagonia' ai
sensi della legge regionale n. 22 del 1986 ed il
trasferimento di strutture, personale e mezzi al
Comune, sede dell'Istituto;
- se non ritenga opportuno adottare, intanto, il
provvedimento di scioglimento del Consiglio di
amministrazione dell'IPAB 'Principe di Palagonia' e, in
sua sostituzione, nominare un Commissario straordinario
concordato con il Prefetto di Palermo, per un periodo
ben definito, con il compito di ripristinare la
legalità nella gestione dell'Istituto, revocando in via
cautelare tutti i provvedimenti del Consiglio di
amministrazione assunti chiaramente in difformità dalla
legge e dai regolamenti dell'Ente e accertati dalle due
ispezioni assessoriali;
- se sia stata data comunicazione agli organi di polizia
giudiziaria delle risultanze delle verifiche ispettive
disposte dall'Assessorato Enti locali, atteso che da
esse emergerebbero diverse notizie di reato che non
possono tacersi". (765)
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, con riferimento all'atto ispettivo in argomento,
si rappresenta quanto segue: con D.A. n. 2907/S6 del 19.09.2002, è
stato disposto lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione
dell'Ente in oggetto indicato, con contestuale nomina del
Commissario straordinario, Dr. Giuseppe Ruggeri.
Relativamente all'opportunità di proporre il trasferimento di
strutture, personale e mezzi al Comune di appartenenza, si ritiene
che nel caso in esame non esistono i presupposti per procedere
all'estinzione dell'Ente ai sensi della legge regionale numero 22/86
in quanto l'I.P.A.B. in questione è regolarmente funzionante e con
notevoli entrate.
Si comunica, inoltre, che con nota prot. numero 4294 del
29.11.2002, è stata trasmessa alla Procura della Corte dei Conti,
copia della documentazione, nella stessa elencata per le valutazioni
di competenza in ordine ad eventuali profili di responsabilità.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, mi dichiaro parzialmente soddisfatto, perché l'Assessore
ha proceduto, in tempi rapidi, al commissariamento degli organi di
amministrazione dell'Istituto "Principe di Palagonia".
In verità, a me non convince la motivazione secondo la quale
non si potrebbe procedere allo scioglimento dell'I.P.A.B., cosa che
auspicavo, nonostante io stesso sia convinto del fatto che questa
I.P.A.B. abbia una grande storia alle spalle - ma possiamo ben dire
che si tratta solo di storia - e un grande patrimonio.
Tuttavia, questa situazione di grande precarietà
amministrativa, rischia di dissipare un patrimonio che potrebbe
essere utile per altre e più importanti finalità di carattere
sociale.
Vorrei dire che lo strumento del commissariamento dell'istituto
"Principe di Palagonia" non è nuovo. Tale istituto è stato già
sottoposto a diversi commissariamenti negli ultimi anni; ogni
tentativo di normalizzazione è risultato vano. Ciò significa il
perdurare di incrostazioni e di fatti che rischiano di essere
insormontabili.
Io mi auguro che l'attuale Commissario, fra qualche mese, non
debba presentarsi all'Assessore con la lettera di dimissioni, così
come è accaduto per altri commissari.
Per questo motivo, ponevo il problema di una verifica più
sostanziale, più di fondo, per giungere all'eventuale scioglimento
dell'intera I.P.A.B.
Voglio comunque cogliere l'occasione per rilanciare e
riproporre il tema di una grande riforma. Onorevole Assessore, mi
consenta, lei è l'ultimo che, in ordine di tempo, annuncia la
riforma delle I.P.A.B, ma noi ci dibattiamo attorno a questo
problema dal 1986, non so quanti anni sono, sono tuttavia parecchi.
Io le faccio tanti auguri nel senso che il suo tentativo, la sua
volontà che ha esplicitato, anche ultimamente, possa trovare esito
positivo.
Da questo punto di vista, tuttavia, sono anche un po'
pessimista, perché so benissimo quali sono le lobbies, gli
interessi, le aspettative che si muovono e che si sono mosse attorno
al mantenimento di queste scatole vuote, che ormai non servono più a
garantire nessuna delle finalità per cui sono nate. Ecco perché
torno ad insistere nel dire che, anche nel caso in esame, lei chieda
al Commissario delle relazioni molto puntuali in ordine allo stato
di salute di questa I.P.A.B., perché ritengo, comunque, al di là
della riforma auspicata, si possa arrivare ad un chiarimento di
fondo su quest'importante istituzione.
Io, personalmente, ritengo che, forse, quelle finalità
potrebbero essere maggiormente garantite dal comune di Palermo e si
potrebbe dare più certezza di lavoro e di prospettiva anche a quegli
impiegati che pure sono preda di scorribande da parte o di
Commissari o di componenti di Consigli di amministrazione, che,
ormai, hanno superato ogni limite in ordine alla dignità e alla
professionalità che pure alcuni di quei lavoratori rivendicano e a
cui bisogna dare delle risposte.
PRESIDENTE Grazie onorevole Giannopolo.
Si passa all'interrogazione numero 852 "Provvedimenti circa i
comportamenti del comune di Messina riguardo alle procedure di
bilancio.", a firma degli onorevoli Panarello, Genovese, Ferro e
Morinello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- il bilancio di previsione per l'anno 2002 del Comune
di Messina, approvato con notevolissimo ritardo, è
divenuto esecutivo soltanto in data 11.7.2002, con la
conseguenza che per quasi sette mesi sono state
impegnate e spese somme in esercizio provvisorio;
- anche la ricognizione sullo stato di attuazione dei
programmi e la salvaguardia degli equilibri di
bilancio, da effettuarsi entro il termine perentorio
del 30 settembre 2002, è stato approvata oltre il
predetto termine;
- in particolare, al fine di garantire e dimostrare il
raggiungimento degli equilibri di bilancio,
l'Amministrazione comunale di Messina, in contrasto con
le vigenti disposizioni di legge e con i principi di
unità, annualità, integrità, veridicità e pareggio
finanziario, ha predisposto ed approvato la
deliberazione in data 11.10.2002, contenente le
seguenti gravissime irregolarità:
a) utilizzazione di una quota dell'avanzo di
amministrazione risultante dal conto consuntivo 2001,
già interamente applicato al bilancio di previsione,
come risulta dalla nota prot. 12833 del 12.9.2002, a
firma del Ragioniere generale, allegata alla proposta
di deliberazione;
b) adozione del provvedimento di ripiano di debiti
fuori bilancio (alla proposta di deliberazione è stata
allegata soltanto una lista) mai riconosciuti ai sensi
dell'art. 194 del D.lgs. 267/2000 e comunque effettuati
in violazione dell'art. 183 del predetto decreto
legislativo;
c) aver apportato, in spregio alla previsione di cui
all'art. 179 T.U., variazioni in aumento alla prima
parte - entrate tributarie - del bilancio di previsione
anno 2002, allo scopo di finanziarie la somma per i
pignoramenti eseguiti presso la tesoreria comunale;
d) aver finanziato, per far fronte a presunte ed
obbligatorie spese correnti del bilancio 2002
(approvato solo qualche mese prima), l'insufficiente
previsione in ordine alla spesa per raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, indennità e
gettoni di presenza, consumi elettrici, ecc.;
considerato che:
- contestualmente si è proceduto ad impegnare anche
ingenti somme (oltre 10 milioni di euro) nel bilancio
pluriennale 2002-2004;
- le entrate utilizzate ai fini della salvaguardia
degli equilibri del bilancio 2002 non risultano
accertate come espressamente previsto dall'art. 179
del D.lgs. 267/00;
- tali presunte entrate, infatti, sono il risultato di
una semplice stima effettuata dalla Maggioli tributi
S.p.A. (vedi nota prot. 2604 del 24.9.2002), incaricata
dal Comune di Messina di effettuare la sistemazione
della banca dati tributaria;
- la descritta situazione contabile in cui versa il
Comune di Messina, non veritiera ed approssimativa, non
garantisce il raggiungimento della salvaguardia degli
equilibri di bilancio;
- la mancata adozione dei provvedimenti di equilibrio è
equiparata alla mancata approvazione del bilancio di
previsione;
per sapere:
- se non ravvisino, da un lato, gravi comportamenti
omissivi da parte dell'Amministrazione comunale di
Messina in ordine al mancato eventuale riconoscimento
dei debiti fuori bilancio e, dall'altro, gravissime
violazioni di legge con riferimento al mancato e/o
ritardato accertamento di entrate tributarie;
- se non ritengano indispensabile ed improcrastinabile
disporre, stanti le gravi disfunzioni di servizi
comunali e le gravissime violazioni di legge, la nomina
di un Commissario provveditore affinché adotti i
provvedimenti necessari per evitare il verificarsi di
ulteriore danno erariale." (852)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO assessore per gli Enti locali. Signor Presidente, non
sono in grado di fornire una risposta a questa interrogazione perché
la relativa nota è pervenuta in Assessorato il 6 febbraio 2003; è
stato inviato un atto ispettivo al comune di Messina, ma non abbiamo
il riscontro di quanto è avvenuto.
PRESIDENTE L'interrogazione resta pertanto iscritta tra quelle
che attendono risposta e reinserita nella prossima rubrica "Enti
locali".
Si passa all'interpellanza numero 68 "Notizie sull'efficacia di
un parere del 1999 del Consiglio di Giustizia amministrativa della
Regione siciliana relativo all'istituzione della Riserva di Monte
Pellegrino", a firma degli onorevoli Virzì e Ioppolo.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per gli enti
locali, premesso che il Comune di Palermo aveva
tempestivamente proposto ricorso straordinario avverso
il decreto 6 ottobre 1995 dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente istitutivo della 'Riserva
naturale orientata di Monte Pellegrino';
atteso che fin da subito, a vari livelli, fu eccepito che
l'Amministrazione comunale del Capoluogo era stata
estromessa dalle scelte relative alla regolamentazione
ed alla gestione della riserva, con l'aggravante che
Monte Pellegrino e le sue falde appartenevano (ed
appartengono) a territori gravati da uso civico;
considerato che la gestione della riserva fu affidata,
senza che venisse esperita preventivamente alcuna gara
pubblica, ad un'associazione privata, nonostante il
contrastante parere espresso dal competente organo
consultivo regionale che individuò come referente
naturale di tale affidamento l'Azienda foreste
demaniali della Regione;
valutato che ci si è trovati dinanzi ad un mutamento di
destinazione senza una specifica manifestazione di
volontà da parte del Comune e che la legge 6.12.1991 n.
394, statuisce in maniera inequivoca il coinvolgimento
dell'Ente locale nel processo di istituzione e
regolamentazione di parchi e riserve;
sottolineato che nell'adunanza del 7 luglio 1999 il
Consiglio di giustizia amministrativa della Regione
siciliana, a sezioni riunite, ha espresso parere
favorevole all'accoglimento del ricorso presentato dal
Comune di Palermo, togliendo dunque ogni efficacia
giuridica all'istituzione della citata riserva;
per conoscere:
- per quali motivi il pronunciamento del Consiglio di
giustizia amministrativa non abbia prodotto alcun
mutamento di atteggiamento nel Governo regionale allora
in carica e se risulti che l'atto in questione abbia
prodotto una qualsiasi osservazione o controdeduzione
da parte dell'Amministrazione regionale;
- se il Governo della Regione, alla luce del
pronunciamento in materia a parte del Consiglio di
giustizia amministrativa, consideri superate di fatto,
dal tempo, le esplicite valutazioni giuridiche sui
'vizi d'origine' del decreto 6 ottobre 1995
dell'Assessore regionale per il Territorio e
l'Ambiente;
- se il Governo della Regione, ferma restando la
volontà di salvaguardare le riserve già istituite, non
ritenga, in termini di fatto e di diritto, di rivedere
formalmente e sostanzialmente le anomalie del citato
decreto specie in rapporto alla mancata partecipazione
del Comune di Palermo all'istituzione ed alla
regolamentazione della riserva di Monte Pellegrino." (68)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interpellanza.
D'AQUINO assessore per gli Enti locali. In merito a questa
interpellanza, comunico che l'Assessorato, con nota n. 1128 del 17
febbraio 2003, ha trasmesso copia dell'atto ispettivo in questione
al Sindaco del comune di Palermo e all'Assessorato regionale
Territorio ed Ambiente, con l'invito, a ciascuno per la propria
competenza, a relazionare in merito alla vicenda, per ottenere i
dati e quindi predisporre una idonea risposta.
PRESIDENTE Anche questa interpellanza sarà reinserita nella
prossima rubrica "Enti locali". Così resta stabilito.
Si passa all'interrogazione numero 879 "Iniziative presso il
Comune di Isola delle Femmine circa la sospensione dal servizio del
funzionario responsabile dell'Ufficio sanatoria edilizia", a firma
dell'onorevole Morinello.
Ne do lettura:
"All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
- l'arch. Giovanni Albert è dipendente di ruolo presso il
comune di Isola delle Femmine, quale responsabile
dell'Ufficio sanatoria edilizia;
- l'arch. Albert ha in pendenza un procedimento penale
per calunnia nei confronti dell'Amministrazione
comunale;
- la Giunta municipale, con delibera n. 159 del 23
dicembre 1999, ha sospeso cautelativamente dal servizio
l'arch. Albert;
- l'arch. Albert da tre anni percepisce solo metà
stipendio, a seguito del procedimento penale a suo
carico;
considerato che l'ipotesi di reato, che ha portato alla
sospensione dal servizio l'arch. Albert ed alla
conseguente decurtazione dello stipendio, non rientra
tra quelle che prevedono tale tipo di provvedimento
cautelare;
ritenuto che:
- la decurtazione della metà dello stipendio sia un
provvedimento eccessivo per il tipo di procedimento a
carico dell'arch. Albert;
- tale provvedimento sta causando notevoli disagi al
funzionario comunale ed alla sua famiglia;
per sapere se:
- sia a conoscenza del fatto esposto in premessa;
- se intenda intervenire presso il Comune di Isola delle
Femmine per trovare un compromesso accettabile che
permetta all'arch. Albert di avere una retribuzione
dignitosa, in attesa che si risolva il provvedimento
disciplinare nei suoi confronti." (879)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO assessore per gli Enti locali. Con riferimento
all'atto ispettivo in argomento, ove vengono evidenziati
dettagliatamente determinati fatti accaduti presso il comune di
Isola delle Femmine, l'Assessorato, proprio sui fatti posti
dall'onorevole interrogante, aveva chiesto apposito parere
all'Ufficio legislativo e legale.
Il predetto Ufficio si è pronunciato con parere n. 14909 del 19
settembre 2002, affermando che l'agire dell'Amministrazione
comunale, circa la sospensione dal servizio del funzionario
responsabile dell'Ufficio sanatoria edilizia e la conseguente
riduzione dello stipendio, è stato legittimo.
Pertanto, l'Assessorato ritiene che, alla luce dei fatti sino
ad oggi verificatisi, non è necessario nessun intervento presso il
comune di Isola delle Femmine.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Morinello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MORINELLO Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 72 "Provvedimenti
urgenti per assicurare il corretto smaltimento dei rifiuti tossici",
a firma dell'onorevole Ferro.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interpellante, dichiaro
decaduta l'interpellanza stessa.
Si passa all'interrogazione numero 918 "Ispezione presso il
Comune di Corleone (PA)", a firma degli onorevoli Speziale ed altri.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- fin dal mese di ottobre, presso la cooperativa sociale
'Millennium', che gestisce in affidamento diretto il
servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani del
comune di Corleone, è stato ammesso quale socio il
signor Gariffo Carmelo, condannato per associazione
mafiosa con sentenza definitiva ed in atto sottoposto
al regime di sorveglianza speciale;
- il signor Gariffo Carmelo è nipote del capo di Cosa
Nostra, Bernardo Provenzano, latitante da circa
quarant'anni;
- il Sindaco del Comune di Corleone, on. Nicolò Nicolosi,
rispondendo il 15.11.2002 ad un'interrogazione del
gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra,
presentata il 6.11.2002, ha dichiarato di non essere a
conoscenza dell'ammissione a socio della cooperativa
sociale 'Millenium', del signor Gariffo;
- lo stesso Sindaco, pur sapendo di dover rispondere ad
un'interrogazione, non ha sentito il dovere di
informarsi della veridicità della circostanza,
nonostante da mesi il Gariffo frequentasse ed
interloquisse quotidianamente con gli uffici e gli
amministratori comunali;
- la seduta consiliare nella quale il Sindaco ha
risposto all'interrogazione, per volontà del Presidente
del consiglio si è svolta in forma segreta,
estromettendo il pubblico e finanche le forze
dell'ordine;
- finita la trattazione dell'argomento, a seduta
formalmente in corso, è entrato nell'Aula un noto
esponente delle 'famiglie' mafiose locali, per
interloquire con alcuni consiglieri ed amministratori
comunali, senza alcuna reazione da parte del Presidente
del Consiglio comunale, che aveva il dovere di tutelare
il corretto svolgimento dei lavori d'Aula;
- il Prefetto di Palermo ha disposto cautelativamente la
sospensione della Cooperativa 'Millennium', dandone
comunicazione al Sindaco di Corleone per i
provvedimenti di competenza, ma, nonostante ciò, la
stessa continua a prestare servizio per conto del
Comune, che non ha adottato alcuna determinazione, in
spregio a tutte le normative di legge vigenti;
- la presenza nella cooperativa sociale 'Millennium',
legata da un rapporto fiduciario con il Comune, del
'nipote prediletto' del 'capo dei capi' di Cosa Nostra
e probabile attuale 'reggente' della 'famiglia
corleonese', inquina il ruolo delle istituzioni e la
libertà d'impresa, condizionando pesantemente la
libertà dei lavoratori, tra cui alcuni disabili;
- la presenza del Gariffo nella cooperativa rischia di
trasformare uno strumento di promozione sociale in
strumento di penetrazione della mafia nell'economia
pulita, rafforzandone il potere di condizionamento;
- risulta strana la passività dell'Amministrazione e del
Consiglio comunale nella tutela del ruolo di presidio
democratico delle Istituzioni, in una 'trincea'
difficile come quella di Corleone;
- ciò espone notevolmente tutti coloro che, sul piano
politico, dell'informazione, dell'impegno sociale e
della tutela dell'ordine pubblico, continuano a
svolgere un ruolo di contrasto a Cosa Nostra;
- tutto ciò si collega a precedenti atteggiamenti e prese
di posizione del Sindaco, on. Nicolò Nicolosi,
parlamentare della Repubblica e leader di 'Nuova
Sicilia', che a pochi giorni dalla sua elezione ha
nominato Assessore della sua Giunta uno dei legali
della famiglia Riina, poi dimessosi a seguito delle
proteste dell'opposizione politica e della società
civile; che il giorno dopo la sua elezione ha sentito
il bisogno di dichiarare ai giornali che avrebbe difeso
i diritti dei figli dei boss, in relazione alle note
vicende che portarono alla chiusura dell'esercizio
commerciale per la vendita di macchine agricole di
Giuseppe Salvatore Riina, figlio di Totò Riina, e della
lavanderia di Angelo Provenzano, figlio di Bernardo
Provenzano e ribadite, qualche mese dopo, in relazione
all'avvio di un'attività commerciale di Maria Concetta
Riina e Antonino Ciaravello, rispettivamente figlia e
genero del noto boss ergastolano Totò Riina; che
giorni dopo la sua elezione ha ricevuto in municipio il
sig. Gaetano Riina, fratello del boss mafioso
Salvatore Riina, che si è calorosamente congratulato
con lui per la vittoria elettorale, consentendo che
scavalcasse il turno di decine di cittadini in attesa
di poter conferire col capo dell'Amministrazione;
- il Sindaco Nicolosi ha deciso di trasferire parte
dell'Ufficio tecnico comunale presso il complesso di
San Ludovico, sede del Centro di Documentazione
Antimafia, realizzato con i fondi statali in occasione
della Conferenza ONU sul crimine organizzato del
dicembre 2000, e inaugurato il 12.12.2000 alla presenza
del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
rendendo di fatto inutilizzabile detto complesso per i
fini istituzionali per i quali era stato realizzato;
- dai verbali dell'ordinanza di custodia cautelare in
carcere di Rizzo Rosolino e altri, che raccoglie anche
le dichiarazioni del collaboratore La Chiusa Pietro,
risulta che il Nicolosi, destinatario di una tangente
di 100 milioni per lavori pubblici, era inserito in un
contesto di relazioni tra esponenti mafiosi e 'politici
a disposizione';
- dai verbali dell'ordinanza di custodia cautelare in
carcere di Di Miceli Leoluca ed altri, emerge
l'attenzione che le 'famiglie' corleonesi avevano nei
confronti della politica comunale, dove ipotizzavano di
inserire persone di fiducia nell'Amministrazione e nel
Consiglio comunale;
- dai verbali dell'ordinanza di custodia cautelare in
carcere di Riina Giuseppe Salvatore ed altri emerge che
importanti esponenti politici della Casa delle libertà,
nel corso della campagna elettorale per le politiche
del 2001, si sono recati presso l'esercizio commerciale
di Riina Giuseppe Salvatore per chiedere apertamente
sostegno elettorale;
- dall'insieme delle considerazioni svolte, a Corleone
emerge un quadro preoccupante dei rapporti tra
esponenti di primo piano di Cosa Nostra e i vertici
dell'Amministrazione comunale;
per sapere:
- se non ritengano opportuno sollecitare urgentemente
tutte le Istituzioni periferiche dello Stato perché
accentuino un'attenta vigilanza sugli intrecci
mafia-politica a Corleone;
- se non ritengano altrettanto urgente disporre
un'approfondita indagine ispettiva per verificare il
sistema di relazioni e di possibili presenze
nell'Amministrazione e nel Consiglio comunale di
Corleone, di personaggi legati a Cosa Nostra, adottando
le conseguenti determinazioni." (918)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO assessore per gli Enti locali. In ordine
all'interrogazione in argomento, si assicura che ai fini della
verifica dei fatti esposti dagli onorevoli interroganti,
l'Assessorato degli Enti locali sta svolgendo le opportune indagini,
tenuto conto, anche, delle misure cautelari dettate dallo stesso
Sindaco di Corleone, sia antecedentemente che successivamente alla
data dell'interrogazione.
Circa l'attività di controllo ispettivo sul Comune,
l'Assessorato non può che attenersi a valutazioni di ordine
giuridico-amministrativo, comprendenti il rispetto dell'articolo
143, del Testo Unico in materia di ordinamento degli Enti Locali
(D.Lg.vo 18 agosto 2000, n. 267), e ciò sulla base degli
accertamenti oggettivi svolti dagli Organi periferici del Ministero
degli Interni.
In concreto, la situazione del Comune di Corleone, data la
storia di questa Amministrazione, è permanentemente all'attenzione
sia della Polizia di Stato, che dell'Assessorato regionale degli
Enti Locali, che non mancherà di agire ove emergessero reati o stati
di pericolosità ufficialmente acclarati dalle Autorità competenti.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GIANNOPOLO Signor Presidente, dalla risposta non ho capito se è
in corso un'ispezione da parte dell'Assessorato degli Enti Locali,
perché, se fosse così, direi subito che ci sentiamo soddisfatti...
D'AQUINO , assessore per gli Enti locali. E' già in corso
un'ispezione.
GIANNOPOLO Allora, da questo punto di vista, non posso che
dichiarare un apprezzamento per l'atto da parte dell'Assessore che,
in ordine alle questioni che legittimamente i deputati del Gruppo
dei Democratici di Sinistra hanno posto - e ripeto la parola
"legittimamente" - nell'esercizio delle proprie funzioni, mi rivolgo
questa volta al Presidente dell'Assemblea, poiché abbiamo appreso
dalla stampa che il sindaco di Corleone, onorevole Nicolosi, avrebbe
sporto querela verso i firmatari di questo atto ispettivo. Ripeto, è
una notizia che abbiamo appreso dalla stampa, perché ai firmatari,
allo stato attuale, non è risultato ancora notificato nessun atto di
querela.
Questo lo voglio dire perché noi, piuttosto che agire
nell'ombra, abbiamo ritenuto necessario e utile, anche
nell'interesse degli amministratori del Comune di Corleone, di porre
all'attenzione la necessità della massima vigilanza in quel Comune,
che rappresenta sicuramente un territorio e uno snodo
dell'organizzazione del potere della mafia nel tempo, nella storia e
che negli anni scorsi, anche per via di un'attenta, brillante
iniziativa di governo, che ha tenuto alla porta delle istituzioni
locali la mafia ed i suoi uomini, non vorremmo che si tornasse
all'indietro.
Chiunque siano questi amministratori attuali, vorremmo che si
procedesse lungo quella strada, lungo la strada di una sostanziale
politica di contrasto, di comportamenti, contro gli uomini di "Cosa
nostra".
Noi riteniamo, pertanto, che l'Assessorato degli enti locali,
nel rispetto delle sue prerogative, delle sue competenze, faccia la
sua parte rilevando, tuttavia, un'imprecisione nella risposta
dell'Assessore in quanto non è vero che prontamente, una volta
segnalato il problema relativamente all'affidamento del servizio di
raccolta dei rifiuti urbani ed alla cooperativa Millennium, il
Sindaco ha sospeso l'affidamento medesimo. Ha provveduto a
sospendere l'affidamento dopo venti giorni, dopo cioè che il caso
era stato ampiamente sollevato ed era già all'attenzione del
Prefetto, che aveva proceduto alla sospensione della Cooperativa.
Tuttavia, ripeto, ciò che a noi interessa in questo momento è
che, per la parte di sua competenza, l'Assessorato degli Enti locali
porti a compimento l'indagine ispettiva e che le risultanze di
queste indagini possano essere portate anche a conoscenza, nella
sede e nelle forme opportune, degli interroganti e dell'intero
Parlamento, nelle sue articolazioni anche di Commissioni o non so di
quale altre sedi.
Mi permetto di sottolineare, infine, il fatto che l'Assessorato
degli Enti locali dovrebbe, a mio avviso, privilegiare e impegnarsi
molto nella predisposizione di un consistente ufficio ispettivo
molto professionalizzato, perchè questo può essere motivo di
garanzia rispetto anche alla tematica che è degna di discussione,
qual è quella sollevata testè dall'onorevole Virzì, cioè il problema
di chi, di come, delle forme attraverso le quali si esercita un
controllo.
Discutiamo circa quale controllo debba esserci sugli atti degli
enti locali, ma non solo; mi permetto di sollevare anche il tema del
controllo degli atti delle aziende sanitarie, per esempio, cosa che
esisteva alcuni anni fa e che poi, a mio avviso, inopinatamente, è
stato rimosso.
In questo preciso momento, al di la di qualsiasi legislazione
che potrebbe essere anche, sostanzialmente, incostituzionale, circa
la riproposizione delle vecchia idea dei Coreco, tuttavia, nelle
more di qualsiasi legge che ripristini una qualche forma di
controllo, penso che l'Assessorato degli Enti locali, attraverso il
proprio gruppo ispettivo, possa esercitare una funzione che già la
legge, lo Statuto, la Costituzione comunque gli assegna, cioé quello
di accertare attraverso i propri funzionari le modalità di
funzionamento e la legittimità degli atti che si compiono, tenuto
conto che un consigliere comunale di maggioranza o di opposizione
non ha, allo stato attuale, nessuno strumento, tranne il ricorso in
sede giurisdizionale, per potere esercitare un controllo sugli atti
dell'amministrazione attiva.
Vorrei anche dire - e so di cogliere anche la sensibilità di
alcuni parlamentari, compreso il Presidente onorevole Fleres - che
il problema del controllo degli atti va esteso anche alle
prerogative degli stessi parlamentari regionali che, allo stato
attuale, sono impediti nell'esercitare qualsiasi controllo anche
sugli atti degli enti locali.
A proposito del comune di Corleone, ci dobbiamo avvalere della
sensibilità dell'Assessore per gli Enti locali al fine di venire a
conoscenza di alcuni atti che hanno interesse e valenza generale;
atti che possono essere richiesti da un parlamentare.
Noi, oggi, se chiediamo un atto al sindaco di Corleone, il
sindaco stesso potrebbe anche negarcelo.
Quindi, a proposito del tema del controllo e della verifica
degli atti anche degli enti locali, di tutti gli altri enti
sottoposti a controllo e vigilanza, prego i colleghi parlamentari,
il Governo, la Presidenza dell'Assemblea di prendere in
considerazione anche il ruolo più largo, in termini di ispezione, a
cui potrebbe essere chiamato il parlamentare, fermo restando le sedi
di svolgimento delle ispezioni.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le
interrogazioni numero 928 "Notizie circa la richiesta di parere
dell'Assessorato enti locali all'Ufficio legislativo e legale della
Regione, in ordine alla legittimità della previsione in alcuni
Statuti comunali dell'Ufficio di presidenza", a firma dell'onorevole
Ferro e numero 946 "Provvedimenti circa i ripetuti comportamenti
illegittimi tenuti dal Sindaco di Godrano (PA)", a firma
dell'onorevole Cracolici, si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta.
D'AQUINO assessore per gli Enti locali. Signor Presidente,
chiedo il rinvio dello svolgimento dell'interpellanza numero 77
"Provvedimenti circa la situazione di incompatibilità in cui si
trova il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale del Comune di
Lampedusa", dell'onorevole Capodicasa e dell'interrogazione numero
957 "Provvedimenti circa gli interventi di recupero ambientale del
territorio disposti dai comuni di S. Filippo del Mela e di Milazzo",
dell'onorevole Formica.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta mercoledì 5 marzo
2003, alle ore 19.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 206 - Interventi presso il Governo nazionale per favorire
una soluzione pacifica della questione irachena e per
garantire il ruolo essenziale e necessario dell'ONU.
Giannopolo; Barbagallo; Ferro; Ortisi.
Presentata il 4/3/03.
N. 207 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di crisi
del settore industriale a Catania.
Fleres, Catania G.; Maurici; Scoma.
Presentata il 5/3/03.
N. 208 - Iniziative per sostenere il Governo nazionale
nell'opera di ricerca della pace ed il rispetto dei diritti
umani nel mondo.
Fleres; Segreto; Acierno; Rotella; Cintola; Formica.
Presentata il 5/3/03.
III- DISCUSSIONE UNIFICATA DI ATTI ISPETTIVI E POLITICI SULLA
QUESTIONE IRACHENA. (Vedi allegato)
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (nn. 554-557-562-588).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553).
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 18.54.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.00)