Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 119 di mercoledì 05 marzo 2003
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    La seduta è aperta alle ore 17.17.

     DE BENEDICTIS ,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale
  della seduta  precedente  che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

                                  CONGEDO

     PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  GENOVESE  ha  chiesto di
  essere considerato in congedo per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

              ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  pervenute risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

     - da parte dell'Assessore per gli Enti Locali:

            N. 117 - Ripristino del traffico veicolare nella zona  del
          Parco archeologico a Catania .
          Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 125 -  Interventi  per  far  fronte  alle  inefficienze
          organizzative nel lungomare  di  Mascali,  in  provincia  di
          Catania.
          Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 203 - Provvedimenti urgenti per la sistemazione  di  un
          pozzo nero e la bonifica dell'area circostante a Nesima, VII
          Municipalità di Catania.
          Firmatari:Fleres Salvatore

            N. 523  -  Realizzazione  di  una  rotatoria  tra  le  vie
          Sgroppillo, Piave e Simeto del Comune di San Gregorio (CT).
          Firmatari:Fleres Salvatore

            N. 533 - Ispezione presso il Comune di  Tremestieri  Etneo
          (CT)    circa  gli  incarichi  di  progettazione  dei  piani
          particolareggiati.
          Firmatari:Villari Giovanni

            N. 822 - Notizie sulla nomina dei consigli di
          amministrazione delle IPAB.
          Firmatari:Raiti       Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè
          Calogero; Morinello Salvatore

       Avverto  che  le  risposte  scritte  testè  annunciate  saranno
  pubblicate  in  allegato  al  resoconto  stenografico  della  seduta
  odierna.

               ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

    - "Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali  6  aprile 1996,
    n.   16  e  19 agosto 1999, n.  13,  riguardanti  'Riordino  della
    legislazione in materia forestale e di  tutela della vegetazione'"
    (n. 590)

    - di iniziativa parlamentare

    -  presentato  dagli  onorevoli   Villari,  Speziale,  Capodicasa,
    Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
    Zago in data 27 febbraio 2003

    - "Norme relative alla disciplina ed  alla  classificazione  degli
    esercizi di affittacamere, degli ostelli per la  gioventù  e delle
    case per ferie" (n. 591)

    - di iniziativa parlamentare

    -  presentato  dagli  onorevoli  Barbagallo,  Genovese,  Gurrieri,
    Tumino, Vitrano, Zangara in data 27 febbraio 2003

    - "Norme per il riconoscimento ed il  sostegno  delle associazioni
    di promozione sociale in Sicilia" (n. 592)

    - di iniziativa parlamentare

    - presentato dall'onorevole Barbagallo in data 27 febbraio 2003

      ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE E DI CONTESTUALE INVIO DI DISEGNO DI
               LEGGE ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA

     PRESIDENTE   Comunico che è stato  presentato  e  contestualmente
  inviato alla competente Commissione legislativa  il seguente disegno
  di legge:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    -  "Disposizioni per  prevenire  e  contrastare  il  fenomeno  del
    mobbing nei luoghi di lavoro" (n. 581)

    - di iniziativa parlamentare

    - presentato dall'onorevole  Savarino  in  data 13 febbraio 2003 -
    inviato in data 3 marzo 2003

    - PARERE V

        COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
                          COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE  Comunico che i seguenti disegni di  legge  sono stati
  inviati alle competenti commissioni legislative:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Norme in  materia  di incompatibilità con la carica di deputato
    regionale" (n. 586)

    - di iniziativa parlamentare

    - inviato in data 27 febbraio 2003

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  "Riforma del  sistema  della  formazione  professionale  e  dei
    servizi formativi in Sicilia" (n. 587)

    - di iniziativa parlamentare

    - inviato in data 27 febbraio 2003

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE

     PRESIDENTE   Comunico  che  la  seguente   richiesta  di  parere,
  pervenuta dal Governo, è stata assegnata alla competente Commissione
  legislativa:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Istituto regionale  Vite  e  Vino  (IRVV)  - Nomina commissario
    straordinario" (n. 121)

    - pervenuto in data 26 febbraio 2003

    - trasmesso in data 27 febbraio 2003

                       COMUNICAZIONE DI PARERE RESO

     PRESIDENTE     Comunico    che   dalla   competente   Commissione
  legislativa è stato reso il seguente parere:

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Art.  3, comma  2,  legge  regionale  2  agosto  2002,  n.  7 -
    Convenzione con l'Autorità  per  la vigilanza sui lavori pubblici"
    (n. 113)

    - reso in data 27 febbraio 2003

    - trasmesso in data 3 marzo 2003

          COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
                      DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  le assenze e le sostituzioni alle riunioni
  delle commissioni legislative:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 26.02.03 (ant.): LEANZA E.-MICCICHE'-MOSCHETTO-
                                 CRISAFULLI-
       "     "   "  "  " (pom.): MICCICHE'-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                                 CRISAFULLI-SAVARINO

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 26.02.03: ZAGO-ACIERNO-DE BENEDICTIS-VICARI
       "     "  27.02.03: DE BENEDICTIS

   Sostituzioni
   Riunione del 27.02.03: SBONA sostituito da VICARI

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Assenze
   Riunione del 26.02.03: CATANIA FRANCO

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 26.02.02 (ant.): LO GIUDICE-CRACOLICI-LEANZA V.-
                                MANZULLO-MOSCHETTO-PISTORIO
      "      "   "  "  " (pom.): LO GIUDICE-DINA-LEANZA V.-MANZULLO

   Sostituzioni
   Riunione del 26.02.03 (pom.): MORINELLO sostituito da RAITI
                                 MOSCHETTO     "       " CONFALONE

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni

           - con richiesta di risposta orale:

            N.   1060  -  Potenziamento  dell'organico  di  ostetricia
          dell'Ausl n. 9 di Trapani.
            - Assessore Sanità
            Firmatario: Oddo Camillo

            N. 1061 - Iniziative per dotare l'ospedale San Vito  Santo
          Spirito di Alcamo (TP) della T.A.C..
            - Assessore Sanità
            Firmatario: Oddo Camillo

            N. 1062 - Provvedimenti per ridurre i tempi di attesa  per
          poter      effettuare  l'esame  'Doppler'  presso  l'Azienda
          ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani.
            - Assessore Sanità
            Firmatario: Oddo Camillo

            N. 1066 - Chiarimenti circa il PARF di Sciacca.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            Firmatario: Miccichè

            N. 1067 - Iniziative per il ritorno nella sede  originaria
          del Centro Aias di Randazzo (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            Firmatario: Raiti Salvatore

            N. 1068 - Interventi presso l'Agip circa la  gestione  del
          servizio      di  antinquinamento  e  disinquinamento  nello
          stabilimento petrolchimico di Gela.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
            - Assessore Territorio
            Firmatario: Speziale Calogero

            N.       1069  -  Provvedimenti  urgenti  per  evitare  la
          costituzione di discariche abusive.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
            Firmatari:
          Raiti      Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè  Calogero;
          Morinello Salvatore

            N.    1071  -  Emanazione  del  bando  tipo  uniforme  per
          l'affidamento dei lavori  pubblici,  ai  sensi  della  legge
          regionale n. 7 del 2002.
            - Assessore Lavori Pubblici
            Firmatario: Giannopolo

            N.      1072  -  Notizie  in  merito  ai  preparativi  per
          l'intervento     militare  in  Iraq,  che  si  svolgono  nel
          territorio siciliano.
            - Presidente Regione
            Firmatari:
          Ferro  Giovanni;  Miccichè  Calogero;  Morinello  Salvatore;
          Orlando Leoluca; Raiti Salvatore

            N.  1073  -  Notizie  sui  ritardi  nella  soppressione  e
          liquidazione dell'Ente minerario  siciliano,  sulla  mancata
          ripresa della produzione dei sali potassici e sulla  mancata
          ufficializzazione         della  relazione  del  Commissario
          liquidatore dell'EMS.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
            Firmatario: Miccichè Calogero

           - con richiesta di risposta scritta:

            N. 1063 - Notizie circa la  situazione  in  cui  versa  il
          Collegio di Maria di Centuripe (EN).
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Beni Culturali
            Firmatario:
          Tumino Carmelo

            N. 1064 - Provvedimenti circa il  mancato  inserimento  di
          alcuni dipendenti del Consorzio agrario di  Enna,  nell'area
          speciale ad esaurimento istituita nella Resais S.p.A..
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Agricoltura
            Firmatario:
          Tumino Carmelo

            N. 1065  -  Notizie  circa  la  mancata  costituzione  del
          Collegio sindacale dello IACP di Enna.
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Lavori Pubblici
            Firmatario:
          Tumino Carmelo

            N. 1070 - Monitoraggio della qualità dell'aria, dell'acqua
          e del suolo nel territorio siciliano.
            - Assessore Territorio
            Firmatari:
          Catania Giuseppe; Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe.

                           ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

            N. 206  -  Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per
          favorire una soluzione pacifica della questione  irachena  e
          per garantire il ruolo essenziale e necessario dell'ONU.
            Firmatari:
            Giannopolo Domenico; Barbagallo Giovanni; Ferro  Giovanni;
          Ortisi Egidio
          Presentata il  4/03/03

           N. 207  -  Iniziative per risolvere l'attuale situazione di
           crisi del settore industriale a Catania.
            Firmatari:
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma
          Francesco.
          Presentata il  5/03/03

           N. 208  -  Iniziative  per  sostenere  il Governo nazionale
           nell'opera di ricerca della pace ed il rispetto dei diritti
           umani nel mondo.
            Firmatari:
          Fleres Salvatore; Segreto Angelo; Acierno Alberto; Rotella
          Domenico; Cintola Salvatore; Formica Santi.
          Presentata il  5/03/03

       Informo  che le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la   data   di
  discussione.

              COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI ATTI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE     Comunico    che    a   seguito   della   scomparsa
  dell'onorevole  Tricoli  decadono  le interrogazioni nn. 118 - 333 -
  631 - 647 - 648.
       Decade,  altresì,  la sua firma dagli atti politici e ispettivi
  appresso indicati:

    MOZIONI NN. 94 - 196;

    ORDINE DEL GIORNO N. 165;

    INTERPELLANZA N. 36

    INTERROGAZIONI NN. 345 - 346 - 886.

       L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                  COMUNICAZIONE DEL CALENDARIO DEI LAVORI

     PRESIDENTE   Comunico che la Conferenza dei Presidenti del Gruppi
  parlamentari,  riunitasi  il  4  marzo  2003 sotto la Presidenza del
  Presidente   dell'Assemblea,   onorevole   Lo   Porto   e   con   la
  partecipazione  dei  Vicepresidenti  dell'ARS,  onorevole  Fleres  e
  onorevole   Crisafulli,  del  Presidente  della  Regione,  onorevole
  Cuffaro e del Vicepresidente della Commissione "Bilancio", onorevole
  Savona,  ha  deliberato all'unanimità che i lavori d'Aula avranno il
  seguente svolgimento:

           mercoledì 5 marzo 2003 (ore 17.00):

    - nel corso della seduta già convocata il Presidente della Regione
    renderà alcune comunicazioni in ordine alla situazione dell'IMESI;

    -  a  conclusione  della  seduta,  ne  sarà  convocata subito dopo
    un'ulteriore,   per   consentire   il   dibattito   sulle  mozioni
    concernenti l'annunciata guerra in Iraq.

    La  Conferenza  ha altresì convenuto, secondo le comunicazioni del
    Vicepresidente  della  II  Commissione,  onorevole  Savona, che la
    Commissione "Bilancio" tenga seduta l'intera giornata di giovedì 6
    marzo  e  la  mattinata  di  venerdì 7 marzo 2003, nonchè tutta la
    prossima  settimana  per esitare per l'Aula i documenti finanziari
    perchè   se   ne   possa  iniziare  la  discussione  nella  seduta
    d'Assemblea prevista per lunedì 17 marzo 2003.

       Avverte,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno  che  nel  corso  della  seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE  Si passa al punto II dell'ordine del giorno: "Lettura
  ai sensi  e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno delle seguenti mozioni:

    N.  204  "Iniziative  circa il versamento del 'Tributo ambientale'
    da  parte  della  Snam  rete  gas  alla  Regione siciliana", degli
    onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma.

    N.  205  "Iniziative  urgenti  per  il  sostegno  ed  il  rilancio
    dell'agricoltura  siciliana",  degli  onorevoli  Villari Giovanni;
    Speziale  Calogero;  Barbagallo  Giovanni;  Ortisi  Egidio;  Ferro
    Giovanni;   Forgione   Francesco;   Crisafulli   Vladimiro;  Raiti
    Salvatore;   Oddo  Camillo;Spampinato  Giuseppe;  Zago  Salvatore;
    Liotta  Santo;  Garofalo  Ottavio;  Capodicasa  Angelo;  Cracolici
    Antonino;  Giannopolo  Domenico;  De Benedictis Roberto; Panarello
    Filippo.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     DE BENEDICTIS , segretario f.f.:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - con sentenza del  20  dicembre  2002,  il  Tribunale
              Amministrativo    Regionale   della   Lombardia   ha
              dichiarato che  il  tributo  istituito dalla Regione
              siciliana sulla  proprietà  dei gasdotti (cosiddetto
              'tributo    ambientale')    è   in   contrasto   con
              l'ordinamento  comunitario  e che, conseguentemente,
              non è rilevante ai fini tariffari;

            - con  la  stessa   decisione,  il  TAR  Lombardia  ha
              respinto la  domanda  di annullamento della delibera
              n. 120/02, pubblicata  il  3  luglio  2002, adottata
              dall'Autorità per  l'energia  elettrica  e  il  gas,
              riconoscendo,    pertanto,    la    validità   delle
              argomentazioni    addotte    dalla    stessa   circa
              l'esclusione, ai  fini  tariffari,  del  tributo sui
              gasdotti istituito dalla Regione siciliana;

            - la SNAM Rete  Gas,  a  seguito di tale provvedimento
              giurisdizionale, ha  sospeso i pagamenti del tributo
              a partire dalla  rata  del  mese  di  dicembre 2002,
              presentando   contestualmente  istanze  di  rimborso
              relative alle rate mensili precedentemente versate;

            - la  SNAM Rete  Gas  ha  già  proposto  ricorso  alla
              Commissione   tributaria   provinciale   di  Palermo
              avverso il rigetto dell'istanza di rimborso;

              considerato che l'iniziativa  della SNAM Rete Gas di
              sospendere  il   pagamento   del  tributo,  oltre  a
              provocare mancati  introiti  nelle  già poco floride
              casse    regionali,    potrebbe,    se   confermata,
              determinare un  inutile  e  gravoso  contenzioso con
              conseguente  nocumento  per  le  entrate  tributarie
              regionali,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad attivare senza indugio un tavolo di concertazione
              con  i  vertici dell'azienda in questione al fine di
              individuare le opportune iniziative volte ad evitare
              l'insorgere  del  contenzioso  e definire la vicenda
              in  termini  e  con modalità tali da consentire alla
              Regione   di   riscuotere  regolarmente  il  tributo
              ambientale legittimamente istituito." (204)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che l'agricoltura siciliana, nel quadro del riordino
              dei parametri fondamentali dell'economia dell'Isola,
              costituisce uno degli assi fondamentali per un nuovo
              sviluppo   economico   e   una   fonte  primaria  di
              ricchezza;

     OSSERVATO che,  nonostante  lo straordinario sforzo economico
              messo in  campo  a  livello nazionale dai governi di
              centrosinistra anche  attraverso  le  diverse misure
              contenute   nel   'pacchetto   Sicilia',  permangono
              ritardi di attuazione ed un'insufficiente iniziativa
              dell'attuale  Governo  regionale  per  aggiornare  i
              provvedimenti previsti  alla  luce  delle gravissime
              situazioni determinatesi, nel frattempo, nei diversi
              comparti;

     VISTO    lo  straordinario  alternarsi  di  eventi  climatici
              estremi, con gelate, prolungata siccità e improvvise
              piogge  torrenziali,  che  hanno  messo in ginocchio
              l'agrumicoltura  sicilia (che da sola rappresenta il
              60%  della  produzione  agrumicola  nazionale) e che
              hanno comportato  la  perdita  di  circa  il 70% del
              raccolto   -  in  quanto  la  pezzatura  di  piccole
              dimensioni non risponde alle esigenze del mercato;

     VISTO    altresì  il  prolungato  effetto sulla zootecnia dei
              provvedimenti adottati a seguito del fenomeno 'mucca
              pazza'  e  dell'epidemia  di 'lingua blu', nonchè il
              parallelo  effetto della siccità sulla produzione di
              foraggio,  che  ha  costretto  gli allevatori a dare
              fondo anticipatamente alle scorte aziendali;

     VISTA    la    crisi    della   produzione   serricola,   non
              climatizzata,   a  seguito  della  siccità  e  delle
              gelate,   aggravata   sul   piano   commerciale   da
              un'ignobile  campagna  di  stampa ostile ai prodotti
              freschi delle serre siciliane;

     CONSTATATA   la   perdurante   insufficienza  di  un'organica
              politica per le risorse idriche, la cui crisi assume
              connotati   sempre  più  drammatici  e  rende  ormai
              ingiustificabile   e   colpevole   la   mancanza  di
              iniziative  capaci  di risolverla, mettendo in campo
              tutte   le   possibili   risorse  finanziarie  e  le
              iniziative   politiche   ed  istituzionali  ad  ogni
              livello, per affrontare i problemi connessi sia agli
              usi   potabili   che   a   quelli   irrigui   legati
              all'agricoltura  (esempio  ne  sono  le  tante dighe
              incompiute   e  tra  queste,  per  la  provincia  di
              Catania,  l'eterna  incompiuta Diga di Pietrarossa);

     VISTO    il  colpevole  ritardo  con  cui  vengono  attuati i
              diversi  accordi  a  sostegno  dei  produttori  che,
              conseguentemente, sono  caricati di oneri impropri e
              incompatibili  con   la   generale   situazione   di
              difficoltà dell'agricoltura siciliana;

     RITENENDO utile adottare  misure straordinarie per far fronte
              a questo generale  stato di crisi, anche in raccordo
              con paralleli  interventi  a  livello  nazionale  da
              sollecitare presso il competente Ministero;

     AL FINE di  accelerare  ogni  provvedimento che preveda aiuti
              finanziari   in   particolare   verso   il   settore
              agrumicolo,  zootecnico  e serricolo; la sospensione
              di   tutte   le   scadenze  (fiscali,  contributive,
              bancarie, ecc.) nonchè  il  sostegno  al  reddito  e
              tutte le  garanzie  possibili  per l'occupazione dei
              lavoratori interessati;

     VALUTANDO l'urgenza di misure adatte a rimuovere gli ostacoli
              di   ordine   burocratico   e   amministrativo   che
              ostacolano     l'attuazione    delle    disposizioni
              creditizie   e   agevolative  previste  dalle  leggi
              finanziarie  degli anni passati a favore del settore
              agricolo  ed in particolare di quello agrumicolo (ad
              esempio  le  misure  riguardanti  l'abbattimento dei
              costi  energetici  a  favore  della  piccola e media
              impresa  agricola  e  gli  interventi  importanti  a
              sostegno  delle gravi  difficoltà  determinate dalla
              crisi   agrumicola  espressamente  previsti  per  la
              Sicilia);

     VOLENDO  superare rischi  di  peggioramento di una situazione
              che  ormai sembra assumere dimensioni catastrofiche,
              soprattutto  per la difficile gestione delle risorse
              idriche,   nonchè  per  la  carenza  di  un'adeguata
              politica delle acque in Sicilia,

                                     IMPEGNA
                            IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a   convocare   nei   tempi   più  rapidi  possibili
              un'apposita  conferenza regionale sull'agricoltura e
              i servizi  connessi  al  suo sviluppo, a partire dal
              problema delle risorse idriche." (205)

     PRESIDENTE   Dispongo  che  le mozioni predette vengano demandate
  alla  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA "ENTI
    LOCALI"

     PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  "Svolgimento  di interrogazioni ed interpellanze della rubrica "Enti
  locali".
       Si  procede  con  l'interrogazione  n.  213  "Ripristino di una
  corretta  funzionalità  del  Comune di Palagonia (CT)" a firma degli
  onorevoli Villari, Liotta, Raiti e Spampinato.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per gli
          enti locali, premesso che:

             - il Comune di Palagonia vive un'assurda e drammatica
          situazione   amministrativa  di  totale  stallo  con  il
          conseguente blocco di tutti gli atti comunali;

             - l'ultima seduta del Consiglio comunale di Palagonia
          si  è svolta il 28 marzo 2002, nonostante il regolamento
          comunale  preveda  che le assise cittadine devono essere
          convocate ogni 10 giorni;

             -  cinque  consiglieri  comunali  lo  scorso  mese di
          maggio   presentarono   una  richiesta  per  una  seduta
          straordinaria   (per  il  regolamento  comunale  bastano
          quattro  firme  e la convocazione deve avvenire entro 20
          giorni);

             considerato che:

             - il Sindaco ha  concorso alla paralisi del Consiglio
          comunale  non   presentando   la  relazione  semestrale,
          sfuggendo alla verifica  delle  commissioni incaricate e
          omettendo di avere  il  consenso  del Consiglio comunale
          laddove  previsto  da  leggi  e regolamenti e dunque, in
          buona sostanza, comportandosi come organo monocratico;

             -   contro   questo  stato  di  cose,  oggettivamente
          favorito  dalla  mancata  convocazione  dell'aula,  si è
          avuta   l'occupazione   ininterrotta   per   sei  giorni
          dell'aula  consiliare  per protesta contro il presidente
          del  Consiglio, seguita da un intervento del Prefetto di
          Catania   ed   anche  da  interventi  parlamentari  che,
          inspiegabilmente, non hanno sortito alcun effetto;

             visto che:

             - il 7 settembre del 2001 il Presidente del Consiglio
          comunale  ha  presentato  le  dimissioni dalla carica e,
          successivamente  alla  data  delle stesse, il Presidente
          dimissionario ha convocato una seduta con all'ordine del
          giorno  la presa d'atto di dimissioni del Presidente del
          Consiglio  comunale  e  l'elezione del nuovo Presidente,
          senza tenere conto della presenza del vice Presidente;

             -  il  20  settembre  2001  il  vice  Presidente  del
          Consiglio, nel pieno delle sue funzioni, ha convocato un
          consiglio straordinario urgente per il giorno successivo
          (con  all'ordine del giorno la surroga di un consigliere
          che si era dimesso il 19 settembre 2001 e l'elezione del
          Presidente  del  Consiglio)  ma le relative notifiche ai
          consiglieri   comunali   non   sono   state  predisposte
          dall'ufficio   competente,  con  gravi  inadempienze  di
          legge;

             considerato che:

             -  questo comportamento della macchina amministrativa
          interferisce  con la funzione di controllo che è propria
          del   Consiglio  comunale  e  appare  funzionale  a  una
          gestione monocratica del Sindaco;

             -  il  Sindaco  è, in ultima analisi, il responsabile
          dell'andamento   generale   dell'Ente   locale  e  della
          correttezza democratica al suo interno;

             per   sapere:

             -  se,  viste  le  gravi  e persistenti violazioni di
          legge,  non  ritengano  opportuno disporre l'invio di un
          commissario  straordinario  incaricato  di  verificare e
          ripristinare  la  corretta  funzionalità  del  Comune di
          Palagonia;

             -   se,   laddove   la   prima  ipotesi  si  dimostri
          insufficiente  o impraticabile, intendano procedere alla
          rimozione    del    Sindaco    di   Palagonia,principale
          responsabile  dello  stato di illegalità in cui versa il
          Comune,  e  allo scioglimento del Consiglio comunale per
          dare  la possibilità ai cittadini di ritornare alle urne
          e giudicare tale operato." (213)

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO ,  assessore  per  gli  Enti locali. In riferimento alla
  interrogazione  n. 213, con la quale vengono denunciate irregolarità
  amministrative  riconducibili al sindaco ed al consiglio comunale di
  Palagonia,  si  informa  che  era stato disposto apposito intervento
  ispettivo  con  decreto  del Dirigente generale n. 1305 del 7 maggio
  2002  con  il quale il dott.  Salvatore Di Franco è stato incaricato
  di   verificare  le  presunte  irregolarità  amministrative  di  che
  trattasi.
       Con  successivo  decreto  del Dirigente generale n. 4030 del 19
  novembre  2002,  l'incarico  stesso,  su  richiesta  del  dottore Di
  Franco, è stato rinnovato.
       In data 12  febbraio 2003 il sopracitato funzionario ha fornito
  con  apposita  relazione risultanza dell'ispezione in questione, per
  cui di seguito si riportano le idonee risposte.
       La legge regionale  26  agosto  del 1992, n. 7, ex articolo 17,
  prevede che " ogni sei mesi il sindaco deve presentare una relazione
  scritta   al  Consiglio  comunale  sullo  stato  di  attuazione  del
  programma  e  sull'attività  svolta, nonché su fatti particolarmente
  rilevanti.
       Il Consiglio  comunale  entro  dieci giorni dalla presentazione
  della relazione esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni".
       Allo stato attuale  appare,  dalle verifiche degli atti, che il
  sindaco abbia  già  presentato  la  relazione  semestrale  dell'anno
  appena trascorso, e che questa sia stata già esaminata dal consiglio
  comunale  nella seduta del 24.1.2003, verbale n.  5;  da considerare
  è   però   il  fatto  che  nonostante  lo  spirito  collaborativo  e
  l'interazione  tra  Sindaco e Consiglio comunale, il primo non abbia
  presentato   puntualmente   le   relazione   semestrali  negli  anni
  trascorsi.
       Alla  luce della regionale 26 agosto 1992, n. 7, art. 19, comma
  4,  secondo  cui  la  prima  convocazione del Consiglio comunale può
  essere  disposta  dal  presidente  uscente, il comportamento dell'ex
  Presidente  del  Consiglio comunale appare perfettamente conforme al
  dettato legislativo.
       Dalla verifica effettuata  al  Comune di Palagonia, risulta che
  le sedute del  Consiglio comunale si sono svolte osservando regolari
  cadenze periodiche; non si sono infatti discostate dalla media delle
  sedute degli anni  precedenti;  a titolo esemplificativo è utile far
  presente che nel 2001 si  sono  svolte n. 27 sedute consiliari e nel
  2002 n. 28.
       L'oggetto  di tale interrogazione appare al quanto infondato, è
  infatti  utile evidenziare che il Consiglio comunale ha approvato in
  data  26.5.2002, con atto n.  41, il bilancio di previsione, in data
  25.11.2002,   con   deliberazione   n.   70,   il  conto  consuntivo
  dell'esercizio  2001  e in data 30.11.2002, con atto deliberativo n.
  72,  l'assestamento del bilancio 2002, adempiendo così alle funzioni
  fondamentali  attribuitegli  e  permettendo  all'Amministrazione  di
  svolgere il proprio lavoro senza creare a questa alcun problema.
       Verificato che i provvedimenti fondamentali emanati dal Sindaco
  hanno  avuto   sempre   un'approvazione   positiva  da  parte  della
  maggioranza del  Consiglio  comunale,  appare  evidente che entrambi
  hanno agito in  piena  sinergia  ed accordo, garantendo un indirizzo
  comune che ha  permesso all'Amministrazione di lavorare con serenità
  e  speditezza, ed  una  gestione  generale  improntata  ai  principi
  fondamentali della democrazia.

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Spampinato per
  dichiararsi  soddisfatto   o   meno  della  risposta.

     SPAMPINATO  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, mi dichiaro
  insoddisfatto    della   risposta   dell'Assessore.   Alcune   delle
  violazione che sono state evidenziate nella interrogazione, non sono
  smentite  dalla  risposta  testè  fornita.  L'insoddisfazione  nasce
  soprattutto  dal capire che il Governo rispetto a questo tema non ha
  alcuna sensibilità.
       Riteniamo che il problema  di Palagonia sia diffuso in tutta la
  Regione  siciliana.  L'atteggiamento  che i sindaci di centrodestra,
  di  centrosinistra,  di  sinistra,  di destra, hanno soprattutto nei
  confronti  del Consiglio comunale in mancanza di un qualsiasi regime
  di  controllo,  considerato  che non si dà nemmeno la possibilità al
  Consiglio   comunale   di  svolgere  la  funzione  di  controllo,  è
  sostanzialmente intollerabile.
       La considerazione,  quindi, che si vuole portare all'attenzione
  del Governo e dell'Aula, anche sulla scorta delle interrogazioni che
  evidenziano questo malessere all'interno degli enti locali, è quella
  di  prendere in seria considerazione la possibilità di riproporre un
  sistema  di  controllo  sull'attività  di coloro i quali reggono gli
  enti locali.
       La  risposta  così  formulata  da  parte del Governo evidenzia,
  invece, che questa sensazione, che ritengo sia così diffusa, non sia
  stata colta  dal  Governo  e  quindi  non  ci sia una volontà in tal
  senso.

     PRESIDENTE     Per    assenza    dall'Aula   dei   firmatari   le
  interrogazioni  n.  293  "Tutela  dei  diritti  dei lavoratori della
  cooperativa  'Salus  83', operante a Gela", dell'onorevole Speziale;
  n.  298  "Ispezione  presso  il Comune di S. Teresa di Riva circa la
  stipula  di contratti di lavoro a tempo determinato", dell'onorevole
  Panarello;  n.  321  "Ispezione presso il Comune di Terrasini (PA)",
  dell'onorevole   Cracolici;   n.   354   "Notizie  sull'utilizzo  di
  immobili  di  proprietà  comunale  a  S. Stefano di Quisquina (AG)",
  degli  onorevoli  Virzi',  Infurna  e n.  376 "Verifica sulle ultime
  elezioni  del  Comune  di Trapani", dell'onorevole Oddo si intendono
  presentate con richiesta di risposta scritta.
       Non  sorgendo osservazioni, resta stabilito che l'assessore per
  gli  enti locali, invierà risposta scritta alle interpellanze n.  20
  "Ispezione  presso  il  Comune  di  Palermo in merito al servizio di
  assistenza  domiciliare  agli anziani", dell'onorevole Cracolici;  e
  n.  25  "Ispezione  presso  il  Comune  di  Trapani", dell'onorevole
  Croce.
       Per   assenza   dall'Aula   dei   rispettivi   firmatari   alle
  interrogazioni   n.   440   "Provvedimenti  per  il  rispetto  della
  legislazione  in  materia  di pianta organica da parte del Comune di
  Custonaci   (TP)",   dell'onorevole   Oddo;  n.  501  "Invio  di  un
  commissario  ad  acta  presso  il Comune di Messina", dell'onorevole
  Ferro e n. 505 "Chiarimenti circa la mobilità del personale ex legge
  regionale  n.  26  del  1986  (sanatoria  edilizia)", dell'onorevole
  Capodicasa,  si  intendono  presentate  con  richiesta  di  risposta
  scritta.
       Si  passa  alla  interrogazione  n.  522  "Provvedimenti  sulla
  gestione  del  Comune  di  Palagonia",  degli  onorevoli  Cracolici,
  Villari,    Speziale,   Capodicasa,   Crisafulli,   De   Benedictis,
  Giannopolo,   Oddo,   Panarello,   Zago.
       Ne do lettura:

            "All'Assessore per gli enti locali,  premesso  che  in
          data   25   settembre   2001    è    stata    presentata
          un'interrogazione parlamentare a firma  degli  onorevoli
          Villari, Liotta, Raiti,  Spampinato,  nella  quale  sono
          state segnalate gravi inadempienze amministrative  sulla
          gestione del Comune di Palagonia;

             considerato che:

             - permane uno stato di grave illegalità a  tal  punto
          che in data 6 marzo 2002 è stata  depositata  presso  la
          segreteria comunale  di  Palagonia  (con  protocollo  n.
          3994) una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco,
          sottoscritta da 8 consiglieri comunali;

             -  ad  oggi  non  è  stato  convocato  il   Consiglio
          comunale,  così  come  previsto  dalle  leggi  regionali
          vigenti, malgrado siano  trascorsi  30  giorni  (termine
          massimo per la discussione di una mozione di sfiducia);

             ritenuto  che  tale  atto,  che   chiama   in   causa
          responsabilità,  oltre  che  amministrative,  anche   di
          ordine penale per omissione  di  atti  d'ufficio,  è  in
          linea con i comportamenti arroganti e  in  dispregio  di
          qualunque norma legislativa, adottati dal Sindaco e  dal
          Presidente del Consiglio, che già  in  precedenza  hanno
          impedito lo svolgimento di sedute del Consiglio comunale
          autoconvocate ai sensi di legge e dell'ordinamento degli
          Enti Locali;

             considerato, che vengono denunciati gravi  violazioni
          in ordine a  interessi  privati  perseguiti  nell'azione
          amministrativa da parte del Sindaco e  di  rappresentati
          presso il Consiglio comunale;

             considerato, inoltre, che:

             - ad  un  Consigliere  comunale  dell'opposizione,  a
          seguito delle denunce fatte in Consiglio  nei  confronti
          del Sindaco, è stata danneggiata con atto  vandalico  la
          propria automobile  con chiaro intento intimidatorio;

             -  a  seguito  dell'intimidazione  è  stata  impedita
          l'affissione da parte del Sindaco  di  un  manifesto  di
          solidarietà  sottoscritto  da  7  consiglieri  comunali,
          malgrado fosse stata pagata l'imposta sulle affissioni e
          portata al servizio di affissione comunale;

             appreso  che,   a   seguito   dell'ultima   arrogante
          iniziativa   che  ha  impedito  l'espressione   di   una
          pubblica solidarietà, il responsabile del servizio, si è
          dimesso dall'incarico e successivamente anche colui  che
          era stato assegnato al  servizio,  in  sostituzione  del
          dirigente   dimissionario,   ha   annunciato   le    sue
          dimissioni,

             per sapere:

             - se sia a conoscenza di tali gravi violazioni;

             - se non ritenga di  assumere  i  poteri  sostitutivi
          previsti dalla legge;

             -  se  non  intenda  di  attivare  le  procedure  per
          determinare lo scioglimento degli organi  amministrativi
          del Comune di Palagonia;

             - quali iniziative  siano  state  assunte  a  seguito
          dell'interrogazione citata in premessa." (522)

       Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
  interrogazione.

    D'AQUINO , assessore  per  gli  enti  locali.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, con deliberazione  n.  72 del 30/11/2002 e n. 70
  del  25/11/2002,  il  Consiglio  comunale di Palagonia ha approvato,
  rispettivamente,  l'assestamento  del bilancio e il conto consuntivo
  del   2001.
       Com'è noto, i provvedimenti relativi alla  gestione finanziaria
  del  Comune attengono al rapporto fiduciario tra il  sindaco  ed  il
  consiglio,  che  appunto  attraverso  essi,  esercita   il   proprio
  controllo anche politico sull'attività dell'amministrazione condotta
  dal primo.
       Se  dunque  la   maggioranza   del  consiglio  ha  ritenuto  di
  controllare  positivamente  quegli  atti  fondamentali, se ne desume
  necessariamente  che  l'organo  abbia manifestato la propria fiducia
  all'amministrazione.  A  ciò si può aggiungere che il 15/01/2003, il
  Consiglio    ha    approvato    all'unanimità    le   due   proposte
  dell'amministrazione.
       Per questa ragione,  bisogna  ritenere  che  sia venuto meno il
  presupposto  della  mozione   di   sfiducia   di  cui  si  riferisce
  nell'interrogazione al nostro esame.
       Infine,   per   quanto  riguarda  la  conduzione  del  servizio
  'affissioni',  c'è  da  osservare  che  sin  dal  1/09/2002, con una
  determinazione  sindacale  n.  59  del 22/08/2002 è stato nuovamente
  nominato  il  titolare, nella  persona  del medesimo funzionario che
  ricopriva l'incarico. Egli conduce tuttora il servizio.

     PRESIDENTE   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     VILLARI    Signor  Presidente,,  onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi,  devo  dichiarare  la  mia insoddisfazione per la risposta
  data,   pur   apprezzando   l'atto   di   buona   volontà  da  parte
  dell'Assessore,  ma  con  un'insufficiente motivazione rispetto alle
  questioni poste dall'interrogazione.
       La  questione  sollevata  con  questa  interrogazione ripropone
  tutta  una  serie  di  atteggiamenti,  di  atti,  di  procedure,  di
  anomalie,  di  abusi  da  parte  dell'amministrazione  comunale,  in
  particolare  del  sindaco,  che  oggi  non  possono  non  richiamare
  l'attenzione,  anche  dell'intero Parlamento, su come si gestisce la
  vita amministrativa e democratica di alcuni comuni siciliani.
       Fra questi  sicuramente  Palagonia rappresenta una delle realtà
  dove vengono perpetrati  degli  abusi.  L'abbiamo  anche rilevato in
  ordine ad altre  vicende  che riguardano le dimissioni del Consiglio
  comunale  che,  dimessosi, convoca il Consiglio comunale per mettere
  all'ordine  del  giorno  le  sue  dimissioni.  Il  giorno successivo
  il   vicepresidente   convoca   il  consiglio  per  discutere  delle
  dimissioni del presidente;  ed inoltre sindaci - è anche il caso del
  sindaco di Palagonia - che non presentano la relazione semestrale.
       Siamo di fronte  a cose che francamente allarmano.Non allarmano
  solo  gli interroganti ma devono allarmare, a mio giudizio, anche il
  Parlamento.
       Onorevole   assessore,   non   mi  dichiaro  soddisfatto  della
  risposta.  Semmai ripropongo un problema già posto e che viene posto
  da  un'interrogazione  similare  riguardante  più  espressamente  le
  questioni legate alla Presidenza del Consiglio comunale.
       Considerato  che  si  continuano a perpetrare atti e violazioni
  gravi  rispetto  a  quello che è l'ordinamento degli enti locali, le
  procedure  e anche gli statuti degli stessi comuni, nonché  il ruolo
  delle   funzioni   degli  organi  comunali,  quali  per  esempio  le
  commissioni, io penso che si debba prendere in seria considerazione,
  da  parte  del  Parlamento  e del Governo, l'esigenza di intervenire
  tempestivamente  allorquando  vengono  segnalate  violazioni di tale
  natura  ,  signor  Presidente,  considerato  che sono  imminenti  le
  elezioni  amministrative.
       A  Palagonia, uno dei comuni della provincia di Catania dove si
  va  a  votare, la risposta a queste interrogazioni avviene a ridosso
  di  una  elezione  amministrativa  di  quel  comune  oltre  che  del
  Consiglio  provinciale di Catania e di altre provincie per cui anche
  il  tema  del  contendere,  se pur rimane intatto, così come è stato
  posto nell'interrogazione, non assume più il valore che assumeva nel
  momento in cui l'interrogazione è stata presentata laddove  venivano
  denunciate violazioni gravi da parte  dell'Amministrazione comunale,
  del  Sindaco  e  anche  dell'Amministrazione  più  complessivamente.
       Poichè si tratta di fatti gravi,   ritengo che,  dal  punto  di
  vista  procedurale,  mi  rivolgo a lei signor Presidente,  ma  anche
  all'Assemblea  e al Governo, l'intervento rispetto a fatti  di  tale
  natura  avvenga  tempestivamente,  che  la  risposta   e  l'indagine
  conoscitiva  da  parte dell'Assessorato, in questo caso  degli  Enti
  locali, avvenga in tempi rapidi in quanto la  questione  nel  merito
  oggi  risulta  anacronistica,  mentre  i  metodi  e   i   meccanismi
  dell'Amministrazione  locale  in  quel Comune continuano  ad  essere
  quelli  che vengono qui denunciati: gravi e con  caratteristiche  di
  vero e proprio abuso
       Quindi,  io  non  posso  che  dichiararmi  insoddisfatto  della
  risposta  fornita e soprattutto insoddisfatto anche  delle  modalità
  procedurali  rispetto  ai  nostri meccanismi regolamentari  che,  in
  questi casi, debbono richiedere un intervento deciso ed immediato.

     PRESIDENTE   Onorevole  Villari,  come  lei  sa,   la  Presidenza
  dell'Assemblea ripetutamente ha sollecitato il Governo  a rispondere
  in tempi rapidi; talvoltala struttura degli Assessorati e dei gruppi
  ispettivi  degli Assessorati - piuttosto esigua - non  consente,  in
  alcuni casi, la tempestività auspicata.
       Si passa all'interpellanza n.  33 "Iniziative per la nomina dei
  difensori  civici  negli  enti  locali siciliani",  degli  onorevoli
  Raiti, Orlando, Ferro, Miccichè, Spampinato e Morinello.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore per gli
           enti   locali,   premesso  che  l'art.  9  della  legge
           regionale  n.  41  del 1996 dispone che la competenza a
           nominare   il   difensore  civico  spetta  ai  Consigli
           comunali e provinciali;

         rilevato che:

           -  la  figura  del  difensore  civico  riveste un ruolo
           importante in seno ad una pubblica amministrazione;

           - tale  organo,  deve  svolgere  un  ruolo  di  garante
           dell'imparzialità  e  del buon andamento della pubblica
           amministrazione  segnalando  gli abusi, le disfunzioni,
           le   carenze  dell'Amministrazione  nei  confronti  dei
           cittadini;

           -  solo  poche  decine  di  enti locali siciliani hanno
           provveduto   alla   nomina   dei  difensori  civici,  a
           differenza  delle  altre  regioni  italiane, dove nella
           quasi totalità dei comuni il difensore civico opera con
           notevole apprezzamento dei cittadini;

           ritenuto  che  è  necessario  migliorare i rapporti tra
           cittadini e  gli  enti  locali, rendendoli più facili e
           trasparenti;

           per conoscere quali  provvedimenti  intendano  adottare
           affinché  ogni  ente  locale  possa essere dotato della
           figura del difensore civico." (33)

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  D'Aquino  per
  rispondere all'interpellanza.

     D'AQUINO ,  assessore  per  gli  Enti  locali.   In   riferimento
  all'interpellanza n. 33, si comunica che l'Assessorato  ha attivato,
  presso i Comuni e le Provincie, una rilevazione  dei  dati  relativi
  alla  figura  del  Difensore  civico  con  l'intento  di  costituire
  un'anagrafe.
       A tutt'oggi si è in attesa della predetta rilevazione in ordine
  alle conseguenti iniziative sull'argomento di cui trattasi.

     PRESIDENTE  Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Spampinato  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  non  posso
  dichiararmi né soddisfatto, né  insoddisfatto perché ritengo che non
  vi sia stata una risposta.
       L'interrogazione  era  specifica,  si  cercava  di  sapere,  si
  tendeva di capire quale era l'atteggiamento del Governo  rispetto ad
  uno  dei  punti  qualificanti  della  riforma  degli   Enti   locali
  introdotta  nel  1990  con la legge n. 142/1990  che  attribuiva  ai
  Comuni  la  possibilità  di  inserire,  all'interno   degli  statuti
  comunali, la figura del Difensore civico.
       Non  è sufficiente introdurre, a nostro avviso, la  figura  del
  Difensore  civico  e poi non procedere alla elezione,  la  nomina  a
  seconda dei casi, della stessa figura che riteniamo  essenziale  per
  determinare  l'imparzialità  ed  il  buon andamento  della  pubblica
  amministrazione.
       A  noi  sarebbe  piaciuto  sapere  se  il  Governo   pensi   di
  predisporre  una riforma legislativa in maniera tale da  imporre  la
  presenza,  all'interno  dell'Ente locale Comune o  dell'Ente  locale
  Provincia,  la  figura  del  Difensore civico. Ci è  stato  risposto
  solamente  che  è  stata costituita un'indagine per  la  costruzione
  dell'anagrafe dei Difensori civici.
       Probabilmente,  quando  sarà terminata questa indagine, sapremo
  quanti sono i Difensori civici, però non saremo soddisfatti rispetto
  a quella che è stata la nostra sollecitazione fatta al Governo.

     PRESIDENTE    Si  passa  all'interrogazione  n.  532  "Iniziative
  circa il rilascio di concessioni edilizie nel Comune  di Tremestieri
  Etneo (CT)", dell'onorevole Villari.
       Ne do lettura:

          "All'Assessore   per   gli   enti   locali,   vista   la
           determinazione  sindacale  del  Comune  di  Tremestieri
           Etneo (CT) n.  115  del 27.9.2001, con la quale è stata
           nominata la Commissione edilizia;

      vista altresì,   la   determinazione  sindacale  n.  51  del
           2.4.2001, con la quale si è autorizzato il Capo settore
           6  ad  adottare  il provvedimento finale del rilascio e
           diniego  delle concessioni edilizie, sulla scorta della
           proposta  motivata  del  responsabile  del procedimento
           invece   che   su  parere  della  Commissione  edilizia
           comunale;

      appreso  che  il  Comando  della  Polizia  municipale  si  è
           attivato  per  attingere  chiarimenti  in  merito  a un
           esposto,  pervenuto anche al Consiglio comunale, che ha
           segnalato irregolarità in merito alla realizzazione del
           piano commerciale;

      osservato  che:

         - in una prima fase, il progetto per la realizzazione del
           centro    commerciale,   era   stato   bocciato   dalla
           Commissione edilizia;

         - essendo incomprensibili i motivi per cui la concessione
           sia stata  rilasciata  (in  data  9.11.2001) da un capo
           settore  anziché  dalla  Commissione edilizia, nominata
           con determinazione n. 115 in data 27.9.2001;

      per sapere  quali  iniziative intenda intraprendere a tutela
           della  regolarità  procedurale  e  della trasparenza di
           atti così importanti per la collettività locale." (532)

       Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO   assessore  per   gli   Enti   locali.  In  riferimento
  all'interrogazione  n. 532, si specifica quanto segue.
       Il progetto per la realizzazione di un centro  commerciale  nel
  Piano di edilizia economica e popolare di Ravanusa,  come  riportato
  nell'interrogazione dell'onorevole Villari, è stato  bocciato  dalla
  Commissione  Edilizia  Comunale  in  data  22  gennaio 2001  per  il
  seguente  motivo:  "il  progetto deve osservare la  quota  d'imposta
  dettata dalla tav.  19 quater P.  di Z.  167 Ravanusa, relativa alla
  sistemazione esterna;  si richiede la sovrapposizione dei  limiti di
  zona  nell'elaborato  di progetto;  l'ing.  Saitta  Gaetano  (membro
  Commissione),  a  titolo  personale,  è  del  parere  che   non  c'è
  conformità tra la tav. 19 quater e la sagoma progettuale proposta".
       Per maggiore intelligenza si  specifica che la "tav. 19 quater"
  è l'elaborato planivolumetrico  facente  parte del progetto generale
  P.E.E.P. Ravanusa.
       Successivamente, e precisamente in  data  1  gennaio 2001 prot.
  2778,  è  pervenuta   all'Amministrazione   comunale  dalla  Società
  istante  una comunicazione con riportate le contestazioni tecniche a
  quanto espresso dalla Commissione.
       Fatte le proprie considerazioni  in  data  2 aprile 2001, preso
  atto dello scioglimento  della  Commissione  edilizia, avvenuto  con
  determina n. 27 del 26 febbraio  2001, con eguale atto n. 51, attesa
  la mancata nomina della nuova  C.E.C.  e  onde  evitare  stalli  nei
  procedimenti  per  il  rilascio  delle concessioni edilizie, è stato
  dato  mandato  al settore competente dell'adozione dei provvedimenti
  finali di rilascio o diniego delle concessioni edilizie sulla scorta
  della proposta motivata del responsabile del procedimento.
       L'ufficio  pertanto, valutando  le  motivazioni  addotte  nella
  comunicazione sopra citata, iniziava l'esame del progetto.
       Susseguentemente, con lettera prot.  18424  del 22 agosto 2001,
  il Sindaco del Comune  di  Tremestieri Etneo invitava il progettista
  del P.E.E.P. Ravanusa  a verificare la possibilità di modifica della
  tav. 19 quater ed in caso  positivo a munirsi del visto della locale
  Soprintendenza.
       In ottemperanza a quanto sopra, quest'ultimo ha trasmesso copia
  della nuova tav. 19 quater  munita  di visto dell'Ente preposto alla
  tutela paesaggistica, che è stata approvata con delibera G.M. n. 177
  del 29 ottobre 2001.
       L'iter  si è concluso  con  l'istruzione  dal  punto  di  vista
  tecnico del responsabile del procedimento.
       Per quanto riguarda l'incomprensibilità  dei  motivi per cui la
  concessione è stata rilasciata  sulla  scorta  di  parere  dal  capo
  settore anziché della C.E.C., nominata  con  determina n. 115 del 27
  settembre 2001, si comunica  che la Commissione edilizia ha iniziato
  ad  operare  in  data   13  ottobre  2001  con  l'assoluta  priorità
  dell'esame del P.R.G.
       Pertanto,  onde evitare un notevole ritardo  dei  provvedimenti
  concessori,  con  particolare  riguardo  al  centro  commerciale  in
  oggetto, il predetto Sindaco, con atto d'indirizzo prot. 24435 del 7
  novembre  2001, ha demandato il Dirigente VIII settore  il  rilascio
  della C.E.  previa approvazione senza parere C.E.C.
       In data 9 novembre  2001  è  stata  rilasciata  la  concessione
  edilizia  richiesta.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     VILLARI    Signor  Presidente,  onorevole   Assessore,   desidero
  riproporre  la questione posta nell'interrogazione  precedente.  C'è
  il  problema  che  richiamavo prima, e che lei in  qualche  modo  ha
  voluto  riprendere  facendo  presente le difficoltà da  parte  della
  burocrazia,  degli  assessorati, di intervenire in tempi  utili  per
  rispondere all'interrogazione. Qui si propone lo stesso problema dal
  punto di vista metodologico.
       Vorrei dire  che,  rispetto a questa interrogazione, rispetto a
  quella  precedente,  non  posso  non  prendere  atto  della  volontà
  dell'Assessore, espressa  con il suo intervento e con le motivazioni
  che  ha   addotto,  di  entrare  nel  merito  della  interrogazione,
  introducendo tutta  una  serie  di  elementi procedurali e su alcuni
  aspetti  amministrativi  in  particolare,  facendo  riferimento alle
  questioni che mi portano a prendere atto delle motivazioni addotte.
       Ripropongo l'inopportunità che  il  capo di un Dipartimento, in
  questo caso, assuma  i  poteri  della  commissione  edilizia  per il
  rilascio di una concessione  e  rilevo  che esiste il problema di un
  metodo inusitato, non consono rispetto al funzionamento degli organi
  democratici che il Consiglio comunale per regolamento si da quali le
  commissioni edilizie.
       Dunque, più che  dichiararmi  insoddisfatto o meno, prendo atto
  della risposta  dell'Assessore, facendo ammenda delle argomentazioni
  di carattere tecnico che ha espresso.

     PRESIDENTE    Si  procede  allo  svolgimento  dell'interrogazione
  numero   545   "Soluzione  alternativa  alla  realizzazione  di  una
  discarica  nelle  vicinanze  del  centro  abitato  di  Trabia (PA)",
  dell'onorevole Giannopolo.
       Ne do lettura.

            "Al Presidente della Regione, premesso che:

        - il  comune  di  Termini  Imerese  ha  previsto  nel  suo
          territorio, in una zona al confine con quello del comune
          di Trabia e a poche centinaia di metri in  linea  d'aria
          da quest'ultimo centro abitato, la realizzazione di  una
          discarica consortile di circa 100 mila metri cubi;

        -  il  Consiglio  comunale  di  Trabia,  informato   delle
          intenzioni   del   Comune   limitrofo,    ha    espresso
          all'unanimità parere  contrario  alla  realizzazione  di
          detta  discarica  perché  il  sito  è  attraversato   da
          importanti falde acquifere dalle quali  attinge  per  le
          esigenze civili e per i fini irrigui;

        - il sito in questione è esposto ai venti di scirocco  che
          porterebbero  i  fumi  e  gli  olezzi   della   prevista
          discarica sul centro abitato che si trova a valle;

        - inoltre, per  raggiungere  la  discarica  gli  automezzi
          pesanti dovrebbero attraversare  il  centro  abitato  di
          Trabia con gravi rischi per la pubblica incolumità,

             per sapere:

        - se  non  ritenga  opportuno  accertare  con  urgenza  la
          possibilità   di   una   soluzione   alternativa    alla
          realizzazione della  discarica  del  comune  di  Termini
          Imerese in una zona a stretto ridosso del centro abitato
          di  Trabia,   tenuto   conto   anche   della   congruità
          dell'investimento in relazione all'attuazione del  Piano
          regionale dei rifiuti;

        -  se  non  ritenga  opportuno,  alla  luce  della   nuova
          ordinanza ministeriale  sull'emergenza  dei  rifiuti  in
          Sicilia, definire un piano di interventi, d'intesa con i
          Prefetti dell'Isola,  per  la  realizzazione  di  quelle
          discariche  ritenute   indispensabili   a   fronteggiare
          l'esigenza del conferimento dei rifiuti  solidi  urbani,
          tra le  quali  rientra  sicuramente  quella  di  Termini
          Imerese, tenuto conto anche del loro impatto ambientale."

       Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere alla
  interrogazione.

     D'AQUINO ,   assessore per gli enti locali.    In   ordine   alla
  interrogazione numero 545 si rappresenta quanto segue.
       La suddetta interrogazione è  stata  presentata  dall'onorevole
  Giannopolo  il  29  aprile  2002    all'onorevole  Presidente  della
  Regione.
       Con  nota  numero  10196  del  10  dicembre  2002,  l'onorevole
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti locali
  alla trattazione dell'interrogazione in discussione.
       Considerato  che  la   vicenda  attenzionata  dall'interrogante
  attiene  a  materia  che  esula  dalla  competenza  dell'assessorato
  regionale per gli enti  locali,  è  stato  invitato, con nota numero
  1126 del 17  febbraio 2003, l'Ufficio Emergenza Rifiuti, Via Catania
  n. 2, Palermo, a  segnalare  il  nominativo  di  un  funzionario e/o
  dirigente con  specifica  professionalità  al  fine  di  predisporre
  appositi accertamenti ispettivi.

     PRESIDENTE    Ha facoltà di parlare  l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     GIANNOPOLO  Signor  Presidente, non so se dichiararmi soddisfatto
  o meno. L'assessore  nella  sua  risposta attribuisce giustamente la
  ricerca   della   soluzione   del   problema   oggetto   della   mia
  interrogazione al Presidente della Regione, il quale nella sua veste
  di Commissario unico  per  l'emergenza  rifiuti  avrebbe  dovuto non
  "scaricare" sull'assessore  per  gli  enti  locali  l'incombenza  di
  questa  risposta,  considerato   che   non   si  tratta  soltanto  e
  semplicemente un tema riguardante  il ruolo tra comuni e le funzioni
  istituzionali di un  comune, ma inerisce agli atti di programmazione
  che discendono  dalla  responsabilità  diretta  del Presidente della
  Regione nella sua veste di Commissario per l'emergenza rifiuti.
       Questa vicenda testimonia ancora una volta la grave anomalia in
  cui  ci  troviamo  in  Sicilia non solo e non tanto perchè esiste il
  problema  dell'emergenza  rifiuti,  ma  quanto  per  l'atteggiamento
  strumentale messo in campo per fronteggiare l'emergenza rifiuti, che
  in  verità è una strumentalizzazione tendente ad alimentare lo stato
  di  emergenza  per  giustificare  poteri  straordinari  in capo a un
  Presidente  della  Regione,  il  quale,  dopo  le  pronunce  del TAR
  Sicilia,  non  si capisce in forza di che cosa continui a gestire il
  potere  e  le  funzioni  discendenti  dalla  carica  di  Commissario
  straordinario in materia di emergenza rifiuti.
       Il   caso  che  è  stato  posto  all'attenzione  dell'Assessore
  riguarda il fatto che il comune di Termini Imerese, avendo anch'esso
  una grave situazione sotto il profilo dell'emergenza rifiuti, vada a
  localizzare  una  discarica  consortile, essendo comune capofila, sì
  nel  suo  territorio,  ma,  vista  la particolarità della situazione
  territoriale  di  confine  tra  il  comune  di Trabia e il comune di
  Termini  Imerese,  finisce con l'essere a stretto ridosso del centro
  abitato e tutto questo passa inosservato.
       Ricordo le battaglie che fece allora l'onorevole Caputo, adesso
  soltanto  sindaco,  a proposito della discarica del comune di Trabia
  che  veniva a ledere interessi ambientali, mentre adesso non si dice
  nulla  sul fatto che il comune di Termini Imerese vada a localizzare
  una discarica che minaccia la salute di quasi diecimila abitanti del
  centro  abitato di Trabia, oltreché  di coloro i quali abitano nelle
  vicinanze  del  sito,  che  è  a  stretto  ridosso  anche del centro
  abitato.
       Tale situazione testimonia la grande confusione che ancora oggi
  regna  nella  nostra  Regione nonostante quei poteri straordinari, i
  quali  però  forse vengono esercitati per legittimare, a mio avviso,
  qualche  affare  più  o meno lecito in materia di emergenza rifiuti,
  che  andrebbero  responsabilmente  stroncati.
       Ribadisco,  ancora  una  volta, la necessità di dare risposta a
  questo  problema  che è grave per le comunità di quel territorio, ma
  che al tempo stesso è grave per le questioni più generali che evoca.

     PRESIDENTE    Si  procede  allo  svolgimento  dell'interrogazione
  numero 552 "Iniziative in merito alle IPAB", dell'onorevole Raiti.
       Ne do lettura.

          "Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore per gli
           enti locali, premesso che:

           -  la legge n. 328 del 2000 riafferma il ruolo primario
           e  imprescindibile  delle  Opere  Pie  nel  campo socio
           assistenziale;

           -   la  mancata  attuazione  della  suddetta  normativa
           comporta   gravi   problematiche   legate   al  settore
           dell'assistenza sociale nella nostra Regione;

           -  l'inadeguatezza  delle procedure gestionali adottate
           in passato ha soltanto prodotto il blocco dell'attività
           degli Enti con gravissimi disagi per gli utenti;

           -   la   nomina  dei  Commissari  straordinari  per  la
           'gestione  provvisoria'  delle  Opere Pie ha comportato
           l'assunzione  da  parte  di  queste  ultime del gravoso
           onere  del  compenso  mensile ai commissari, cui devono
           aggiungersi indennità di missione e rimborso spese, che
           non  sono  dovuti  invece ai componenti degli organi di
           gestione  ordinaria  in  quanto  normalmente  residenti
           nella città sede dell'Ente;

           -  la  legge  regionale  n.  71 del 1982 non prevede il
           finanziamento  certo,  ma soltanto il contributo per le
           IPAB ed ostacola il corretto svolgimento della gestione
           ordinaria  delle  spese  ed  il  puntuale pagamento del
           personale dipendente dagli Enti;

           per sapere:

           - quali provvedimenti amministrativi intendano adottare
           al fine di:

           -  chiarire  rapporti  tra  Comuni e IPAB ai fini della
           stipula  delle  convenzioni  con  riferimento ai giusti
           importi  dovuti, garantendo  la  vigilanza  sui  Comuni
           inadempienti;

           -   garantire   il  rimborso  delle  spese  di  rilievo
           sanitario  per  tutti  gli  anziani ospiti in strutture
           residenziali,  compresi  quelli  paganti  la  retta  in
           proprio;

           -  applicare la legge n. 184 del 1983 sull'adozione con
           affidamento   dell'utenza   alla  struttura  ospitante,
           evitando  l'interposizione  del servizio sociale locale
           il   quale   deve  mantenere  unicamente  il  ruolo  di
           vigilanza e controllo;

           -   quali   siano   i   criteri   adottati   in  ordine
           all'assegnazione dei contributi limitatamente ad alcune
           Opere  Pie,  al  di  fuori  della legge n. 71 del 1982,
           senza  aver  precedentemente pubblicizzato i criteri di
           assegnazione;

           - quali iniziative intendano assumere affinché gli Enti
           possano  disporre  di  finanziamenti  certi  per quanto
           concerne  gli  oneri afferenti al personale dipendente,
           in  modo  da  assicurare  la  continua  regolarità  dei
           pagamenti;

           -  se  non  ritengano  opportuno estendere alle IPAB le
           agevolazioni  di cui all'art. 7 della legge finanziaria
           regionale 2002 per l'esenzione del pagamento dell'IRAP,
           alla stregua delle Onlus."

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO ,   assessore   per   gli   enti   locali.   In  merito
  all'interrogazione  numero  552, si rassegna quanto segue.
       Nel  corso  di  questi  anni ed è a cura della direzione affari
  sociali,   sono   state  emanate  apposite  direttive  comuni  sulle
  procedure di affidamento dei servizi sociali, sull'obbligatorietà di
  stipula di formale convenzione con gli enti egli organismi no profit
  sulla  scorta  degli  appositi  schemi  approvati  dal  decreto  del
  Presidente  della  Regione  siciliana  numero 158 del 4 giugno 1996,
  sulla misura della retta giornaliera o mensile di rimborso dei costi
  sostenuti  dagli  enti sulla modalità di controllo e di verifica dei
  risultati  sulla  compartecipazione  degli  stessi  utenti  e  degli
  obbligati  articolo  433  del  Codice  Civile  al  costo dei servizi
  (circolari  numeri  4-7-8-9  degli anni 1980/1990 e numeri 4 e 8 del
  1996).  Il  rimborso  delle spese sostenute dagli enti di assistenza
  per prestazioni sanitarie e di rilievo sanitario connesse con quelle
  socio-assistenziali ai sensi del DPCM 8 agosto 1985 articoli 1 e 6 e
  successive  disposizioni ministeriali e per ultimo ai sensi del DPCM
  14   febbraio   2001,  ha  trovato  espresso  anticipata  previsione
  nell'articolo   17   della   legge   regionale  87/1981  e  conferma
  nell'articolo  59  della  legge  regionale  33/1996  per anziani non
  autosufficienti  ospiti di strutture residenziali con onere a carico
  del FSN a rivalsa dei comuni che ne anticipano l'erogazione.
       Trattasi di integrazione delle rette giornaliere commisurate al
  grado  di  non  autosufficienza  degli   anziani   in  relazione  al
  prescritto obbligo di impiego di ulteriori operatori di assistenza e
  di profili sanitari  ove non  assicurati  direttamente dalle aziende
  AUSL,   ciò  a  difesa  della dignità  e  unitarietà  delle  persone
  ricoverate  del  diritto a  godere di prestazioni globali tutelari e
  sanitarie.
       All'interno  delle  strutture  abilitate  si  ricorda  oltre al
  vitto,  alloggio  igiene e cura aiuto alla persona, sostegno sociale
  ed  animazione  è  necessario  garantire  il  controllo  sanitario e
  farmacologico,  le prestazioni infermieristiche e riabilitative e il
  controllo  dietologico.
       L'interposizione   degli  uffici  locali  di  servizio  sociale
  nell'affidamento  della utenza alle strutture residenziali abilitate
  non  costituisce  un  ostacolo  alla  libera  scelta  da parte degli
  anziani  e  soggetti  disabili, bensì  un sostegno indispensabile di
  valutazione   responsabile   del  bisogno  in  relazione  alla  loro
  condizione  funzionale,  al sostegno familiare, alla tipologia delle
  prestazioni richieste, anche in rapporto alla loro personalità fatto
  salvo  l'obbligo  di  scelta  tra  gli  enti  accreditati dall'AC od
  iscritti all'albo regionale.
       L'imminente  adozione  della  carta  dei  servizi  da parte dei
  comuni  e degli enti erogatori sarà opportunità non trascurabile per
  una   scelta   più   consapevole   tra  i  servizi  e  le  strutture
  organizzate.I criteri adottati da questo assessorato nell'erogazione
  dei   contributi   alle  Istituzioni  provinciali  di  assistenza  e
  beneficenza sono stati come detto in precedenza fissati con apposito
  atto  di  programmazione  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  siciliana,  (DA 15 gennaio 1999), con ampia divulgazione ai
  sensi  dell'articolo 13 della legge regionale 10 del 30 aprile 1991,
  con  riparto  dello  stanziamento di bilancio tra le singole voci di
  spesa e precisamente:
       -  l'80  per cento a copertura dei disavanzi di amministrazione
  dell'anno precedente;
       -   il  15  per  cento  per  le  erogazioni  di  sussidi  volti
  all'acquisto di attrezzature indispensabili all'attività dell'ente;
       -  il  5  per  cento per esigenze straordinarie non prevedibili
  all'atto dell'approvazione del bilancio con contestuale obbligo alla
  rendicontazione.
       L'esame delle istanze è accompagnato dal parere obbligatorio ma
  consultivo  di  apposita commissione assessoriale istituita ai sensi
  della legge regionale numero 65/53.
       Naturalmente  l'entità  del  contributo concesso va commisurato
  all'entità delle domante presentate e allo stanziamento di bilancio.
       Parimenti,  anche  i  contributi  concessi ai sensi della legge
  regionale  71  del  1982  a  sostegno  della  spesa  sostenuta dalle
  IPAB  per  il  trattamento  economico  del  personale dipendente nel
  rispetto  del  CCNL  è  annualmente  commisurato  alla disponibilità
  dell'apposito   capitolo   di  spesa  e  all'entità  del  fabbisogno
  documentato,  avuto riguardo all'accertato disavanzo o squilibrio di
  gestione  documentato  dai  conti consuntivi. L'impegno del Governo,
  nelle  more  della  descritta  trasformazione  delle IPAB in aziende
  pubbliche  di  servizi  o  della  privatizzazione,  si  attesta  nel
  mantenimento  dei  livelli occupazionali al fine di non pregiudicare
  le   attuali   capacità   professionali   e  gestionali  o  servizio
  dell'utenza   mentre,  si  comunica,  è  in  fase  di  completamento
  l'indagine  avviata  da  circa  un  anno  sui  livelli di assistenza
  erogati,  il  personale  impiegato,  le  convenzioni stipulate con i
  comuni  di  riferimento,  le  ragioni  degli  squilibri  di gestione
  accertati,   con   contestuale   avvio   dell'attività  ispettiva  e
  sostitutiva   nei   confronti   dei   Consigli   di  Amministrazione
  inadempienti  nella  riqualificazione  e  offerta  dei  servizi,  in
  funzione  del  mutare  della  domanda  sociale  anche con parziale o
  totale  riconversione  delle attività.  Tale iniziativa (ispettiva e
  sostitutiva)  è  da  anni  altresì  svolta  nei confronti dei Comuni
  responsabili di omesso o ritardato rimborso delle rette maturate per
  l'utenza accolta.  Al riguardo apposita circolare, diretta ai Comuni
  ed alle ASL per le rispettive competenze, è stata di recente emanata
  a   ribadire  l'obbligatorietà  degli  interventi  di  ricovero  per
  soggetti  accolti  su  iniziativa degli Enti medesimi e delle ASL, e
  quindi  anche  delle  Opere  Pie,  perché  in  condizioni di estremo
  disagio per povertà, solitudine, non autonomia o sofferenza a tutela
  del  diritto  all'assistenza  ed  alla  salute  (prot.  n.  3996 del
  28/11/02).
       Sarà   infine   impegno   del   Governo  regionale  nell'ambito
  dell'autonomia  statutaria  proporre  all'ARS in sede di finanziaria
  2003 l'estensione al pagamento dell'IRAP già concessa alle ONLUS con
  L.R.  n.  2/2002,  a  garanzia degli obiettivi di pubblico interesse
  perseguiti e di valori solidaristici diffusi.
       Si  chiarisce,  infine,  che  la nomina sempre più frequente di
  commissari  straordinari  per  la  gestione  provvisoria delle IPAB,
  nelle  more  della  prevista trasformazione in Aziende di servizi, è
  connessa  alla  costante instabilità dei consigli di amministrazione
  ed  alle difficoltà incontrate dagli Ente deputati alla designazione
  dei  propri  rappresentanti  in  seno al medesimo organo di gestione
  nell'individuare   soggetti   volontari  e  disponibili.  L'assenza,
  infatti, di emolumenti e di indennità nell'attuale disciplina (legge
  6972/1890) seppure abrogati dall'articolo 30 della L. 328/00, mal si
  concilia  con  l'onerosità  dei  compiti  e  delle  sempre  maggiori
  responsabilità  gestionali  del consiglio di amministrazione, con la
  conseguenza   che   in   presenza   di  difficoltà  operative  e  di
  responsabilità   legate  all'insufficienza  delle  risorse  ed  agli
  impegni   improrogabili  in  materia  di  sicurezza  degli  edifici,
  condizione igienico sanitaria, superamento barriere architettoniche,
  rispetto  contratti  di  lavoro  per  il  personale  dipendente,  la
  dimissione diventa strada obbligata.
       L'onere   aggiuntivo,   come   segnalato  dall'onorevole  Raiti
  nell'interrogazione,  sofferto  dalle IPAB per l'indennità spettante
  ai  commissari  straordinari  di  nomina  regionale  per  la storica
  professionalità   dei   funzionari   prescelti,  è  sufficientemente
  compensato  anche  in  termini  economico  finanziari dalla maggiore
  celerità  dell'azione  amministrativa,  dalle iniziative di maggiore
  valorizzazione  delle  strutture  e  dei  servizi,  dal recupero dei
  crediti   vantati   nei   confronti   dei   Comuni  di  riferimento,
  dall'erogazione  di  nuovi e riqualificati servizi anche integrativi
  ed  all'esterno  delle  stesse strutture, dall'aumento delle entrate
  complessive ed infine dal ripiano dello squilibrio di bilancio.
       Il riordino delle IPAB prefigurato dall'articolo 10 della legge
  328/00  e  dal  D.L.vo  207/01  sarà  anche  per  tale  problematica
  occasione  per  l'attribuzione  agli organi di governo delle Aziende
  per  le  funzioni  svolte  di  adeguate  indennità  in  relazione  a
  predeterminati  parametri  regionali,  con  contestuale applicazione
  delle disposizioni riportate dall'ordinamento Enti Locali in materia
  di  svolgimento  di pubbliche funzioni, mentre spetterà agli Statuti
  definire   i   requisiti   necessari   per   ricoprire   le  cariche
  istituzionali.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare   l'onorevole   Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI    Signor   Presidente,   onorevole   Assessore,  onorevoli
  colleghi,   mi  dichiaro  parzialmente  soddisfatto  della  risposta
  dell'Assessore;   ciò  in  quanto,  paragonando  questa  risposta  a
  diverse altre che ho ricevuto sulla stessa rubrica, noto quanto meno
  lo  sforzo  dell'Assessore  per  gli  enti  locali  di rispondere in
  maniera   analitica   a   tutte   le  questioni  che  ho  posto  con
  l'interrogazione  in  svolgimento.
       E'  vero  che esiste il richiamo ad alcune normative, ad alcune
  circolari  che  regolano  in  qualche  maniera il finanziamento alle
  strutture   IPAB,  però  nella  risposta  dell'Assessore  non  viene
  affrontata  di  fatto  la questione politica che sta alla base della
  interrogazione.  Infatti,  se  si  risponde analiticamente a tutti i
  punti, così come si è sforzato di fare l'Assessore - e di ciò gliene
  do  atto  - anche se in maniera generica, ma non si prendono impegni
  politici,  certamente  la finalità che l'interrogazione persegue non
  viene   del  tutto  soddisfatta.
       Gliel'ho  detto in separata sede, onorevole Assessore: questa è
  una  questione assolutamente delicata che concerne problemi endemici
  della  nostra  società,  in  quanto questi istituti svolgono la loro
  attività  e rivolgono la loro attenzione soprattutto a quelle fascie
  sociali che sono disagiate realmente; infatti tutelano i bambini, le
  famiglie  povere,  i figli dei reclusi, gli anziani che non hanno la
  possibilità  di  vivere in famiglia, cioè rivolgono i loro servizi a
  delle  fasce  sociali  particolarmente deboli.
       Dunque,  affrontare  con  impegno  e  determinazione i problemi
  legati all'applicazione immediata della legge 328/2000 (che dovremmo
  recepire)  credo  significherebbe  offrire  un  servizio  serio alle
  nostre  popolazioni.  Infatti, intervenire soprattutto sui giovani e
  sui  bambini, dimostrando  la presenza seria e impegnata dello Stato
  nella   didattica,   nell'applicazione   costante   dei  criteri  di
  convivenza  civile,  è  una  vera panacea a livello preventivo della
  delinquenza   minorile  che  successivamente  sappiamo  sfocierà  in
  vera e propria criminalità.
       Lo sforzo di applicazione della legge 328/2000 fino ad oggi non
  c'è stato;  è stato sì approvato il piano socio-sanitario, ma quella
  è   una   fase  assolutamente  preliminare  che, a  quasi  due  anni
  dall'insediamento del Governo, non può ritenersi soddisfacente.
       Accanto a ciò, consideriamo che la scelta politica di mantenere
  ancora   il   commissariamento   delle   IPAB   come   linea   guida
  dell'Amministrazione  di  questi Enti, che sono quasi sempre fondati
  da  soggetti  esterni  privati, il cui statuto disciplina in maniera
  organica  le  modalità di nomina dei consigli di amministrazione con
  prerogative  assegnate  a  volte  alla  Chiesa a volte agli istituti
  privati  e  a  quant'altro, non depone in senso favorevole. Infatti,
  aumentano  notevolmente  le  spese, non applicano le disposizioni di
  coloro  i  quali  al momento della donazione o della cessione voleva
  che  l'ente  fosse  gestito in un certo modo, creando di fatto spazi
  in cui è possibile procedere a nomine di sottogoverno che soddisfano
  soltanto   esigenze   di  equilibrio  politico,  ma  non  affrontano
  energicamente,  con  serietà  e a livello preventivo i disagi di cui
  parlavo.
       A  questo  riferimento  io la prego di cercare di accelerare il
  percorso  di approvazione della legge 328/2000 perché dalle parole e
  dalle  intenzioni che lei più volte ha manifestato si può passare ai
  fatti e risolvere in maniera organica questa problematica al fine di
  dare  un  contributo  per  il miglioramento complessivo della nostra
  società.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo il
  senso  della  seduta  di  oggi;  mi  chiedo  se fosse necessaria per
  colmare  un buco nell'attività parlamentare, in considerazione delle
  lungaggini per l'approvazione della legge finanziaria e di bilancio.
       E  dico  ciò  in  considerazione  del  fatto che fino a qualche
  momento   fa  era  difficoltoso  seguire  i  lavori,  visto  che  la
  Commissione  Antimafia  si era trasferita in Aula e, soprattutto, in
  considerazione   della  assoluta  mancanza  di  risposte  di  natura
  politica da parte sia del Governo che dell'Assemblea.
       Il tentativo che si fa quando si svolge  l'attività ispettiva è
  quello  di  dare,  modestamente,  qualche indicazione rispetto ad un
  andamento  politico-legislativo  dell'Assemblea  regionale.
       Quindi,  per  soddisfazione  personale  e  per  non sminuire la
  funzione  del  parlamentare,  credo  si debba, in qualche modo, dare
  delle  risposte  alle  sollecitazioni fatte sia al Governo, ma anche
  all'Assemblea.  Tralasciando quest'ultima  risposta  e  quest'ultima
  interrogazione,  sostanzialmente  non  abbiamo ricevuto alcuna reale
  risposta   ed   inoltre  su  alcune  interrogazioni  il  Governo  ha
  dichiarato   che   non   c'è   una   propria  competenza.
       Dunque,  signor  Presidente,  rivolgendomi  anche  a  lei,  Noi
  vorremmo   quanto  meno,  una  volta  dichiaratici  insoddisfatti  e
  motivata  la nostra insoddisfazione, che qualcosa succedesse, che in
  qualche   modo   il   Governo   o   l'Assemblea  rispondessero  agli
  interrogativi   che  poniamo;  vorremmo,  sostanzialmente,  dare  in
  questa  maniera  il  nostro contributo per attribuire un senso anche
  alla stessa convocazione del Parlamento siciliano.

     PRESIDENTE   Onorevole Spampinato, ovviamente la sua osservazione
  è  rivolta  al Governo piuttosto che alla Presidenza dell'Assemblea,
  la   quale   non   risponde   del   contenuto  delle  risposte  alle
  interrogazioni  presentate;  è  il  Governo che ne ha la competenza,
  poi  naturalmente gli interroganti possono dichiararsi soddisfatti o
  meno,   ma   questa   è  una  valutazione  che  attiene  ai  singoli
  presentatori  e  che  non può certamente coinvolgere l'andamento dei
  lavori   parlamentare.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     RIPRENDE IL SEGUITO DELLO SVOLGIMENTO DELLA RUBRICA ENTI LOCALI

     PRESIDENTE  Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione
  numero   570   "Adozione  del  regolamento  per  la  disciplina  del
  referendum   necessario   per   le   variazioni  territoriali  e  di
  denominazione   dei  Comuni  siciliani",  dell'onorevole  Ferro,  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  procede  allo svolgimento congiunto delle interrogazioni n.
  578  "Notizie  in merito al malfunzionamento degli uffici postali di
  Pachino  centro,  Pachino  uno e della frazione di Marzamemi", degli
  onorevoli  Morinello,  Ferro, Raiti, e Miccichè e n. 579 "Notizie in
  merito  al  malfunzionamento dell'ufficio postale di Niscemi", degli
  onorevoli Raiti, Ferro, Morinello e Miccichè.
       Ne do lettura.

          "Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore  per gli
           enti locali, premesso che:

           - da diverse segnalazioni ricevute da privati cittadini
           si  è  appreso  che  esistono  carenze  di  organico  e
           strutturali negli  uffici  postali  di  Pachino centro,
           Pachino uno e della frazione di Marzamemi;

           -  tali carenze stanno  creando  notevoli  disagi  agli
           utenti  che  quotidianamente   affollano   gli   uffici
           postali;

           considerato che:

           - gli  uffici postali predetti mancano dell'arredamento
           indispensabile per rendere più confortevole l'attesa;

           - negli uffici di  Pachino  centro  e della frazione di
           Marzamemi manca l'ingresso  per  i  disabili, in quanto
           non  si è ancora   provveduto   all'abbattimento  delle
           barriere architettoniche;

           - la carenza  di  organico  determina  un funzionamento
           ridotto delle casse aperte al pubblico, causando lunghe
           code, oltre ogni ragionevole sopportazione umana;

           - la  stessa  corrispondenza  prioritaria, che dovrebbe
           essere recapitata entro  24  ore, nei comuni predetti è
           recapitata in una settimana;

           per sapere:

           -  se il Governo regionale sia  a  conoscenza  di  tale
           situazione;

           -  quali  provvedimenti  intenda  prendere  il  Governo
           regionale e l'Assessore  per  gli Enti locali  affinché
           anche negli uffici postali di Pachino  centro,  Pachino
           uno e Marzamemi sia garantito un servizio dignitoso.";

          "Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore per gli
           enti locali, premesso che:

           - da diverse segnalazioni ricevute da privati cittadini
           si  è  appreso  che  esistono  carenze  di  organico  e
           strutturali nell'ufficio postale di Niscemi;

           - tali carenze  stanno  creando  notevoli  disagi  agli
           utenti    che,    quotidianamente,   chiedono   servizi
           all'ufficio postale;

           considerato che:

           -  la  carenza  di  organico determina un funzionamento
           ridotto delle casse aperte al pubblico, causando lunghe
           code (oltre ogni ragionevole sopportazione umana) anche
           solo   per   garantire   servizi   indispensabili, come
           riscuotere la pensione e pagare le utenze;

           -   attualmente   in   tutto  il  paese  di  Niscemi  è
           funzionante     un     solo     sportello    automatico
           (Postamat-Bancomat);

           -  l'unico  sportello  automatico  è  utilizzabile solo
           negli orari di apertura dell'ufficio postale;

           - la  stessa  corrispondenza  prioritaria, che dovrebbe
           essere recapitata entro  24  ore, è  recapitata  in una
           settimana;

           per sapere:

           - se il Governo  regionale  sia  a  conoscenza  di tale
           situazione;

           -  quali  provvedimenti  intenda  prendere  il  Governo
           regionale  e  l'Assessore  per gli enti locali affinché
           anche  nel comune di Niscemi venga garantito degnamente
           il servizio postale."

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  alle interrogazioni.

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. L'interrogazione numero
  578  è  similare alla interrogazione numero 579 anche se attengono a
  comuni diversi.  In riferimento agli atti ispettivi in questione non
  credo  che l'Assessorato abbia competenza.  In ogni caso l'Assessore
  si  è  fatto  carico  di scrivere alla direzione regionale siciliana
  delle  poste  per  avere  notizie circa il mantenimento degli uffici
  postali.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Morinello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MORINELLO  Mi dichiaro insoddisfatto.

     PRESIDENTE      Per    assenza    dall'Aula    del    firmatario,
  l'interrogazione    numero    586    "Notizie   circa   il   recente
  commissariamento del Comune di Valderice (TP)", dell'onorevole Oddo,
  si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  procede  allo svolgimento dell'interrogazione n. 613 "Invio
  di  un commissario presso il Comune di Grotte (AG)", degli onorevoli
  Capodicasa e Manzullo.

          "Al Presidente  della  Regione  e  all'Assessore per gli
           enti locali,

      premesso che:

         - nel  Comune   di  Grotte  (AG)  nella  recente  tornata
           elettorale amministrativa del 26  e 27 maggio scorsi si
           sono presentati un solo  candidato a Sindaco e una sola
           lista per il consiglio comunale;

         - non essendo  stato  raggiunto  il 'quorum' previsto per
           legge,  la  consultazione elettorale è stata dichiarata
           non valida  ai  fini  dell'elezione  del  Sindaco e del
           consiglio;

         - di conseguenza il Comune è rimasto senza regolare guida
           amministrativa;

      per sapere se  non  ritenga urgentissimo disporre l'invio di
           un   commissario   per   dare   normalità   alla   vita
           amministrativa   del  Comune  di  Grotte,  attraversata
           ancora  dalle  tensioni  conseguenti alla conduzione di
           un'anomala campagna elettorale."

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  alle interrogazioni.

     D'AQUINO ,   assessore   per   gli   enti   locali.  Con  decreto
  assessoriale  numero  20281  dell'11 luglio 2002 è stato nominato il
  commissario  dottor La Mattina.

     CAPODICASA  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE      Per    assenza    dall'Aula    del    firmatario,
  l'interrogazione  numero 660 "Riconoscimento agli amministratori dei
  comuni  sino  a  3000 abitanti, di un'indennità conforme ai principi
  ispiratori  della  legge  regionale n.  30 del 2000", dell'onorevole
  Panarello, si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si   procede   allo   svolgimento  dell'interrogazione  n.  671
  "Iniziative circa il recente aumento del numero dei componenti della
  Giunta del Comune di Catania", dell'onorevole Raiti.

     D'AQUINO ,   assessore  per  gli  enti  locali.  Con  riferimento
  all'atto   ispettivo numero 671,   si  formulano  le  considerazioni
  tecniche   che   seguono:
       1)  la  legislazione  regionale  in  tema di composizione delle
  giunte  comunali  a  partire dalla legge regionale n.  48 del 1991 e
  sino alla legge regionale n. 30 del 2000 ha statuito la composizione
  massima  di detti collegi demandando al potere statutario dei comuni
  "stabilire" il  numero  degli  assessori (uguale  al  numero massimo
  consentito o inferiore);
       2)  l'articolo  6  della legge regionale 30 del 2000 per ultimo
  dispone:  "1.  La  giunta  comunale  e  la  giunta  provinciale sono
  composte   rispettivamente   dal  Sindaco  e  dal  Presidente  della
  Provincia che la presiedono e da un numero degli assessori stabilito
  dagli  statuti che non deve essere superiore ad un terzo arrotondato
  aritmeticamente  del numero dei consiglieri comunali e provinciali e
  comunque  non  superiore  a  16 unità."
       L'articolo 25, comma 1, dello statuto del comune di Catania con
  la  formulazione  non  perfetta (la parola "assegnato" doveva essere
  sostituita  dalla parola "consentito") rinvia al numero di assessori
  stabilito  dalla legge e prevede in particolare:  la giunta comunale
  è  costituita  dal  Sindaco  e  dal numero di assessori assegnato al
  comune  per  legge, nominata dal sindaco secondo le modalità fissate
  dalla legge;
       3)  la  variazioni  del numero di assessori intervenuta dopo la
  definizione del procedimento di elezione congiunta del sindaco e del
  consiglio  comunale  di  Catania  (primo  semestre del 2000), con un
  numero  di  assessori consentito di 10 non di quello successivamente
  legiferato  di  15,  deve  trovare  per  l'attuazione del periodo di
  carica (dopo detta elezione) disciplina legislativa statutaria.
       La  legislazione  nazionale,  articolo  11, comma 8 della legge
  3/8/1999   n.   265   ha  previsto  apposita  disciplina;  la  legge
  regionale  30  del  2000  di  contro  nulla ha previsto rinviando ad
  intervento dello statuto degli enti locali.'
       Il CGA con parere 64296 del 19/11/1996 ha rilevato la necessità
  del  ricorso  a  norma  transitoria  contenuta  nello  statuto.  Con
  successivi  pareri  numeri 451 del 1997, n.  901 del 18 maggio 1999,
  detto  organo  consultivo  si è espresso, di contro, per la conferma
  del numero degli assessori consentito al momento della consultazione
  elettorale.
       Con la  circolare n. 2 del 13 aprile 2002 questo Assessorato si
  è  espresso  per  la  necessità  del  ricorso  a  norma  transitoria
  statutaria per  variare  la composizione della giunta, a seguito del
  provvedimento   legislativo   statutario  successivo  alla  data  di
  elezione   congiunta   del   sindaco   e   del  consiglio  comunale.
  Diversamente  avrebbe  trovato  applicazione  il  periodo  di carica
  successivo.
       Tale  avviso, in sintonia con il riconoscimento legislativo del
  potere statutario dei comuni di stabilire il numero degli Assessori,
  è  inteso  anche con riguardo all'aggiornamento dinamico per  rinvio
  legislativo,  come  quello  del  comune  in  esame,  a  stabilire la
  disciplina  dei  tempi  e  delle  modalità  della  nuova  e  diversa
  composizione  ed  operatività  della giunta con numero di componenti
  variato.
       Potere disciplinare,  questo,  che  in ogni caso non può essere
  lasciato alla discrezione del sindaco e a detto organo riconosciuto.
       E' fuori  termine il richiamo al parere del Consiglio di Stato,
  Sezione prima, del n. 741 del 26 aprile 2000 in tema di flessibilità
  di composizione delle giunte, attesa la previsione statutaria locale
  presa in esame.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Morinello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE    Si  procede  allo  svolgimento  dell'interrogazione
  numero 707 "Richiesta di ispezione presso il Comune di Messina circa
  il  comportamento  del  Presidente  del  Consiglio  comunale", degli
  onorevoli Panarello, Paffumi, Genovese e Lo Monte.

          "Al Presidente della Regione  e  all'Assessore  per  gli
           enti locali,

      premesso che il Collegio dei  revisori  dei conti del Comune
           di Messina, già nominato  dal  Presidente del Consiglio
           comunale  (in  sostituzione   del   Consiglio)  per  il
           triennio 1999 - 2002, è scaduto l'1 giugno 2002;

      considerato che:

         - l'Amministrazione comunale di  Messina in data 6.6.2002
           (quindi dopo la  scadenza)  ha trasmesso la proposta di
           deliberazione al Consiglio  comunale  per la nomina del
           nuovo collegio  per  il  triennio  2002-2004;

         - il Presidente del  Consiglio  comunale  ha  iscritto la
           proposta di delibera  all'ordine del giorno soltanto in
           data 3.7.2002, convocando l'assemblea per il successivo
           8.7.2002 e, quindi,  a pochissimi giorni dalla scadenza
           del periodo di prorogatio (45 giorni);

         - la  proposta  di  deliberazione   è   stata   messa  in
           discussione (nelle sedute precedenti è stato discusso e
           approvato il bilancio dell'ente) soltanto il 12.7.2002,
           e cioè al quarantunesimo giorno di prorogatio;

         - il Presidente del Consiglio  ha  invitato i consiglieri
           ad eleggere il Collegio  dei  revisori  attraverso  tre
           distinte votazioni;

         - successivamente alla prima votazione per l'elezione del
           Presidente   del   Collegio,   svoltasi   regolarmente,
           numerosi consiglieri  hanno  abbandonato l'Aula facendo
           venire meno il numero legale;

         - essendo assente anche il  Presidente  del Consiglio, la
           seduta  è  stata  sospesa   e   il  Consiglio  è  stato
           aggiornato  al giorno  successivo, 13.7.2002, alle  ore
           11.00;

         - in data 13.7.2002 alle  ore  11.22  il  Presidente  del
           Consiglio,  in  spregio   al   vigente  O.R.EE.LL.,  ha
           ritenuto  di  poter   dichiarare   chiusa   la   seduta
           consiliare, per mancanza di  numero legale, senza avere
           accertato, attraverso  regolare  appello  nominale,  il
           numero effettivo dei consiglieri presenti;

         - inopinatamente, avvalendosi  dei  poteri previsti dalla
           legge lo stesso Presidente, con propria determinazione,
           ha  nominato  ex  novo   il   Collegio   dei  revisori,
           sostituendo,  perfino,   il   componente  revisore  con
           funzioni di Presidente  già  legittimamente  eletto dal
           Consiglio comunale;

         - siffatto modo di procedere  viola  i  principi del buon
           andamento e dell'imparzialità  cui  deve  ispirarsi  il
           Presidente di un organo consiliare;

      per sapere:

         - se non ritengano di  disporre,  con la massima urgenza,
           un'ispezione tendente a  verificare  la  regolarità dei
           comportamenti e degli  atti amministrativi adottati dal
           Presidente del Consiglio comunale di Messina;

         - se non  valutino  necessario, all'esito della verifica,
           disporre la  rimozione  del  Presidente  del  Consiglio
           comunale di Messina  per gravi e persistenti violazioni
           di legge;

         - se   non ritengano  di   intervenire   con   i   poteri
           sostitutivi,  anche  attraverso   la   nomina   di   un
           commissario  provveditore,  al  fine  di  garantire  il
           corretto svolgimento dei  compiti assegnati al Collegio
           dei revisori e di tutelare le prerogative del Consiglio
           comunale che, in ogni caso, ha legittimamente eletto il
           componente-Presidente     del     suddetto    Collegio,
           arbitrariamente sostituito dal Presidente del Consiglio
           comunale."

       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore per rispondere
  alle interrogazioni.

     D'AQUINO ,   assessore   regionale   per   gli  Enti  locali.  Il
  funzionario  incaricato  dell'ispezione  non  ha  ancora prodotto la
  relativa relazione, pertanto ne chiedo il rinvio.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
       Si  procede  allo  svolgimento  dell'interrogazione  numero 714
  "Orientamenti  della  Giunta  regionale  in  materia  di sistema dei
  controlli", degli onorevoli Virzi' e Ioppolo.

          "Al Presidente  della  Regione  e  all'Assessore per gli
           enti locali,

      premesso che  le  attività  delle  Commissioni  regionali di
           controllo,    dichiarate    'non   prorogabili'   dalla
           famigerata   'circolare   Barbagallo',  sono  di  fatto
           sospese già  dalla XII Legislatura regionale, e che gli
           atti  deliberativi  non  sono  più  soggetti  ad  alcun
           controllo di legittimità;

      ricordato che  durante  il  governo Leanza, l'on. Turano, ai
           tempi Assessore  per gli enti locali, aveva predisposto
           uno schema  di  riforma  del sistema dei controlli che,
           tuttavia, non arrivò mai al voto dell'ARS;

      considerato che nel dicembre  2001  è  stato  presentato  in
           materia un disegno di legge d'iniziativa parlamentare e
           che  nel  febbraio  2002,  con  proprio  provvedimento,
           l'attuale Giunta regionale ha adottato la direttiva 40,
           stabilendo la sospensione delle attività  di  controllo
           dei CORECO pur mantenendone le strutture  organizzative
           e ratificando  il  discutibile  principio  secondo  cui
           l'esecutività  degli  atti  degli  Enti  locali   viene
           assicurata  sulla  base  della  mera   decorrenza   dei
           termini;

      per sapere:

         - se il Governo della Regione, in nome  dei  principi  di
           legalità e trasparenza  condivisi  da  tutta  l'attuale
           maggioranza, non ritenga assolutamente prioritario, nel
           momento in cui si  dà  attuazione  agli  interventi  di
           Agenda  2000,  restaurare  di  fatto   e   di   diritto
           l'operatività   (dettata   da    norma    di    valenza
           costituzionale) del sistema siciliano dei controlli;

         - se  il  Governo  della  Regione,  in  attesa  di  nuove
           riforme,  non ritenga confermabile l'evidente principio
           in base  al quale, in assenza di nuove norme, s'intende
           vigente   la   normativa   precedente,   con  l'obbligo
           connesso  di  procedere  al  rinnovo  delle Commissioni
           dichiarate decadute e non prorogabili."

     D'AQUINO ,   assessore   regionale   per   gli  Enti  locali.  In
  riferimento  all'interrogazione  numero  714,  si  evidenzia  quanto
  segue.
       L'obiettivo    prospettato   di   perseguimento   di   legalità
  dell'azione  amministrativa degli enti locali emerge chiaramente nel
  disegno di legge n.464 approvato dalla Giunta regionale nella seduta
  del 31 luglio corrente anno.
       Tale  obiettivo,  assieme alla necessità dell'adeguamento dello
  statuto della  regione alla riforma del titolo V della Costituzione,
  per sancire  le regole del nuovo rapporto tra Regione e Enti locali,
  invero, motiva  il riavvio, transitorio sino al 31 dicembre 2003, di
  controlli previsti dalla l.r. 3 dicembre 1991, n. 44.
       La  transitorietà  dei  controlli  da  una parte, dall'altra la
  necessità di garantire in particolare l'adeguamento statutario degli
  enti  locali alle leggi di riforma delle autonomie locali nonché  la
  rispondenza inoltre degli atti di gestione contabile finanziaria dei
  medesimi   ai   canoni   della  legislazione  del  settore,  rendono
  esperibile l'iniziativa legislativa.
       Non  è consentita all'Assemblea regionale la ricostituzione del
  CORECO secondo  la  citata l.r. n. 44/91, per le regole o condizioni
  dalla stessa  normate,  le quali hanno comportato la sospensione dei
  controlli di che trattasi, normativa questa in ordine alla quale, in
  un triennio,  detto  Consesso  non  ha  ritenuto  di  varare  alcuna
  disposizione legislativa.
       Prescindendo  dall'atto  ispettivo  in  esame,  si  ritiene  di
  evidenziare,   inoltre,  che  ulteriori  ritardi  nella  definizione
  dell'iniziativa   legislativa   attivata   rendono  non  attuale  la
  disciplina  transitoria  proposta  e,  quindi, comportano il ricorso
  all'abrogazione della l.r. n. 44/91.
       Il  governo  si  era  fatto  carico  -  credo sia giacente in I
  Commissione - di presentare una proposta di legge per la riforma del
  sistema  dei  controlli.  Nel contempo, in difetto, si ribadisce, di
  una   qualsiasi   legge  chiarificatrice  da  parte  dell'Assemblea,
  invano   attivato   da   questo   Assessorato   anche   nell'attuale
  legislatura,  ha  cominciato  a definirsi, sfavorevole alla Regione,
  l'enorme  contenzioso  attivato  dai  componenti  delle  Sezioni del
  CORECO sospeso.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Morinello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     VIRZI'   Signor  Presidente,  sono soddisfatto di avere ascoltato
  la   dichiarazione  di  intenti  da  parte  del  Governo;  non  sono
  soddisfatto  politicamente  perché  non condivido, nella maniera più
  assoluta, che quale che sia il quadro istituzionale o costituzionale
  in  Sicilia, nel  momento  in  cui  prepariamo  una  grande  fase di
  rilancio produttivo,  nel momento in cui dall'alto delle istituzioni
  incoraggiamo gli  imprenditori  ad attivarsi per stimolare tutto ciò
  che è  potenzialmente  produttivo  nella  nostra  Terra,  in  questa
  Regione, soprattutto, credo  che  noi non si possa fare a meno di un
  sistema di controlli. Mi permetto di dire e sottolineare che non può
  esistere una vacatio  legis:  in  mancanza di una nuova normativa, è
  vigente la precedente, per cui questo Parlamento è inadempiente
       L'idea di una riforma da  lanciare  sul terreno del sistema dei
  controlli non può metterci nelle  condizioni di dire che continua ad
  essere  vigente  l'anomala   sospensiva,   di  fatto,  della  famosa
  circolare  "Barbagallo",  che   bloccava   tutto  al  dicembre  '99.
  Fotografando  che cosa?  Fotografando  questo  modo  irrazionale  di
  legiferare con le date, per cui  noi  diciamo  che, siccome esse non
  sono prorogabili, viene meno  la  funzione.  Ma  in  quale contesto,
  onorevole Assessore? In un contesto  in  cui  i  comuni rischiano di
  diventare delle "repubbliche delle banane" e in cui ogni sindaco può
  farsi venire la tentazione  di  diventare  il dittatore libero dello
  "Stato di Bananas", che faceva pubblicare le leggi in lingua svedese
  in un paese latino-americano.  Perché? Perché  con le famose riforme
  nazionali, tutte collegate ("Bassanini",  "Cassesse")  -  in nome di
  questo grande sviluppo democratico,  che ci dovrebbe riportare verso
  una  democrazia  illuminata,   progressiva,  il  sol  dell'avvenire,
  eccetera - il risultato è  che  il  segretario  generale dei comuni,
  garante della legittimità a  monte  degli atti deliberativi, che era
  il consigliere autorevole, perché  era  il notaio dello Stato dentro
  le  municipalità,  in grado, con  un  cenno,  di  fermare  o  errori
  clamorosi  - che in ogni  caso  tornano  a  disdoro  della  Pubblica
  amministrazione  -  o   atti   palesemente   illegittimi...,  appena
  sollevano  un'obiezione  si  possono  cacciare.
       Non voglio citare elenchi di  reato  e  fragranza  di reato che
  hanno riguardato amministratori siciliani  di  tutti  i  colori,  ma
  quasi tutti dello stesso colore, il colore delle brigate trasversali
  degli affari.  E' una tentazione  da  cui,  con  Agenda  2001 dietro
  l'angolo,  dobbiamo  liberarci,   perché   manca   il  controllo  di
  legittimità a monte per il mancato intervento dei segretari generali
  che sono diventati assessori  suppletivi.
       E manca il controllo  a  valle  delle  commissioni regionali di
  controllo di cui si può dire tutto il male possibile per il passato,
  ma vi sono stati momenti di  mediazione.  Certo, non si può dire che
  la macchina non serve a nulla,  solo  perché  ogni  tanto si guasta;
  non  possiamo tornare ai  cavalli  perché  ogni  tanto  c'è  qualche
  incidente automobilistico.  Il  sistema  dei  controlli,  quali  che
  siano le citazioni che  vogliamo  fare,  saggissime,  sul  Titolo V,
  variato, della Costituzione  in  Sicilia, sono momento ineliminabile
  di  legalità,  di  legittimità,   di   trasparenza,   di  voglia  di
  rinnovamento. Perché è questo il terreno  di sfida su cui la Sicilia
  si deve mettere al passo  della  normalità con il resto dell'Europa.
  Mi permetto di dire che  ciò  che  è  già assolutamente, civilmente,
  acquisito al Nord, in termini  di politica intesa come servizio alla
  comunità, qui da noi è ancora cultura da far vincere
       Ricordiamoci  che,  di   fatto,  le  commissioni  regionali  di
  controllo erano diventate degli  strumenti  di consiglio giuridico e
  tecnico alle amministrazioni comunali,  un  momento  di supporto per
  evitare che tutto tornasse  a  gravare  sul  TAR, sulla magistratura
  ordinaria e sulla magistratura penale, laddove c'erano dei legittimi
  interessi che venivano oggettivamente lesi.
       Allora mi permetto  di  risottolineare  questo  passaggio:  ben
  venga qualunque ipotesi di  rinnovamento  del sistema dei controlli,
  che sia adeguato alle esigenze  e  alla  realtà siciliana del nostro
  tempo,  ma  nessuno  coltivi  il  sogno  improponibile  di  una  sua
  abrogazione "tout-court", che  è assolutamente inaccettabile qualora
  si abbia un minimo di senso dello Stato e un minimo di cultura delle
  istituzioni.
       Il passaggio fondamentale è  questo:  non può esistere il "buco
  nero" nel sistema normativo   Onorevole  assessore,  credo  che  noi
  compiamo una grave omissione  nel  momento  in  cui  promettiamo una
  riforma e non diamo atto che  la  normativa  precedente  è ancora in
  vigore,  adottando  il criterio  da  'democrazia  dei  ragazzi',  da
  'ragazzi della via Pal', di  inviare,  comunque,  le  delibere a dei
  CO.RE.CO., che di fatto  abbiamo  soppresso  e  resi  non operativi,
  perché il controllo teoricamente  dovrebbe  esserci,  in mancanza di
  una legge di abrogazione, però, non si procede al loro rinnovo.
       Credo che da questo  dubbio giuridico dobbiamo liberarci al più
  presto,  inserendo,  fra  le   priorità   di   questo   Governo   di
  centrodestra, un rinnovamento legislativo  e  una  seria riforma del
  sistema dei controlli in Sicilia.

     PRESIDENTE   Poiché l'interrogazione numero 756 "Riqualificazione
  del quartiere Ragala, sito nel comune  di  Nicolosi  (CT)",  è a mia
  firma, invito l'onorevole assessore a fornirmi risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  numero  765,  "Ripristino  della
  legalità  nella  gestione   dell'IPAB  'Principe  di  Palagonia'  di
  Palermo", a firma dell'onorevole Giannopolo.
       Ne do lettura:

          "All'Assessore per gli  enti  locali,  premesso  che  da
           qualche anno si è  venuta  a determinare una situazione
           molto incresciosa  sul  piano  amministrativo, sociale,
           economico   nonchè   istituzionale,  nell'Istituto   di
           assistenza  e   beneficenza   pubblica   'Principe   di
           Palagonia' di Palermo, che  dovrebbe risultare in tutta
           la sua portata all'attenzione  Sua  e  degli uffici del
           suo Assessorato;

      ritenuto opportuno richiamare  qui alcuni degli elementi che
           stanno  determinando   una   situazione   di   assoluta
           difficoltà e  di  persistente illegalità nella gestione
           dell'Istituto Principe di Palagonia, con riferimento in
           particolare a:

           - gestione  del  personale  arbitraria  e  modalità  di
             assunzione di lavoratori  al  di fuori delle regole e
             delle norme di legge;

           - gestione, in danno all'ente, del rilevante patrimonio
             consistente  in  numerosi  beni  immobili  ceduti  in
             affitto  a   prezzi   irrisori  e  non  adeguatamente
             inventariati;

           - mancanza di locali  idonei  sul  piano  del  rispetto
             delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e delle
             norme igieniche;

           - organizzazione  amministrativa  improntata  a discre-
             zionalità  e   prevaricazione   nei   confronti   del
             personale  e   mancanza   di   controllo  sugli  atti
             amministrativi;

           - procedure d'appalto  al  limite  della  legittimità e
             della legalità;

           - gestione del servizio economato al di fuori di regole
             chiare e trasparenti;

      preso atto che:

         - le anomalie e irregolarità gestionali di cui sopra sono
           state accertate sulla  base  di  segnalazioni  varie  e
           soprattutto a seguito  di  due  ispezioni  disposte  da
           codesto  Assessorato in  data  8  febbraio  2000  e  22
           febbraio 2002;

         - entrambe  queste   ispezioni   si   sono  concluse  con
           relazioni circostanziate che  hanno  messo  in  luce in
           modo   inequivocabile    le   numerose   illegalità   e
           disfunzioni presenti  nella gestione dell'IPAB Principe
           di Palagonia;

      rilevato che:

         - dalle sopraddette segnalazioni e ispezioni sono altresì
           emerse gravi carenze  nel  servizio di assistenza degli
           anziani ospiti   dell'Istituto,  fino alla segnalazione
           di episodi di malversazione a carico di alcuni anziani;

         - la conferma di quanto  affermato  in  ordine alle gravi
           violazioni di legge  e  alle disfunzioni nella gestione
           dell'IPAB 'Principe  di Palagonia' di Palermo, starebbe
           indirettamente anche  nella revoca del provvedimento di
           nomina, di  competenza  del Presidente della Provincia,
           on.  Musotto,  di   un   componente  del  Consiglio  di
           amministrazione  dell'Istituto e nell'impossibilità per
           due ex direttori  amministrativi  di  portare avanti la
           gestione dell'Istituto in  presenza  di un Consiglio di
           amministrazione che  viene  ritenuto responsabile delle
           gravi anomalie riscontrate;

      per sapere:

         - se   non   ritenga   opportuno   proporre   l'eventuale
           scioglimento dell'Istituto  'Principe  di Palagonia' ai
           sensi  della  legge regionale  n.  22  del  1986 ed  il
           trasferimento  di   strutture,  personale  e  mezzi  al
           Comune, sede dell'Istituto;

         - se  non   ritenga   opportuno   adottare,  intanto,  il
           provvedimento  di   scioglimento   del   Consiglio   di
           amministrazione dell'IPAB 'Principe di Palagonia' e, in
           sua sostituzione, nominare un Commissario straordinario
           concordato con il  Prefetto  di Palermo, per un periodo
           ben  definito,  con   il  compito  di  ripristinare  la
           legalità nella gestione dell'Istituto, revocando in via
           cautelare  tutti   i  provvedimenti  del  Consiglio  di
           amministrazione assunti chiaramente in difformità dalla
           legge e dai regolamenti dell'Ente e accertati dalle due
           ispezioni assessoriali;

         - se sia stata data comunicazione agli organi  di polizia
           giudiziaria delle  risultanze delle verifiche ispettive
           disposte dall'Assessorato  Enti  locali, atteso  che da
           esse emergerebbero diverse  notizie  di  reato  che non
           possono tacersi". (765)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO , assessore  per  gli  enti  locali.  Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, con riferimento all'atto ispettivo in argomento,
  si rappresenta quanto segue: con  D.A.  n. 2907/S6 del 19.09.2002, è
  stato disposto lo  scioglimento  del  Consiglio  di  Amministrazione
  dell'Ente  in  oggetto   indicato,   con   contestuale   nomina  del
  Commissario straordinario, Dr. Giuseppe Ruggeri.
       Relativamente all'opportunità di  proporre  il trasferimento di
  strutture, personale e mezzi  al  Comune di appartenenza, si ritiene
  che nel caso in esame  non  esistono  i  presupposti  per  procedere
  all'estinzione dell'Ente ai sensi della legge regionale numero 22/86
  in quanto l'I.P.A.B. in  questione  è regolarmente funzionante e con
  notevoli entrate.
       Si  comunica, inoltre, che  con  nota  prot.  numero  4294  del
  29.11.2002, è stata trasmessa  alla  Procura  della Corte dei Conti,
  copia della documentazione, nella stessa elencata per le valutazioni
  di competenza in ordine ad eventuali profili di responsabilità.

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giannopolo per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore, onorevoli
  colleghi, mi dichiaro  parzialmente  soddisfatto, perché l'Assessore
  ha proceduto, in tempi  rapidi,  al commissariamento degli organi di
  amministrazione dell'Istituto "Principe di Palagonia".
       In verità, a me non  convince  la  motivazione secondo la quale
  non si potrebbe procedere  allo scioglimento dell'I.P.A.B., cosa che
  auspicavo, nonostante io stesso  sia  convinto  del fatto che questa
  I.P.A.B.  abbia una grande storia alle spalle - ma possiamo ben dire
  che si tratta solo di storia - e un grande patrimonio.
       Tuttavia,    questa    situazione    di    grande    precarietà
  amministrativa, rischia di  dissipare  un  patrimonio  che  potrebbe
  essere  utile per altre  e  più  importanti  finalità  di  carattere
  sociale.
       Vorrei dire che lo strumento del commissariamento dell'istituto
  "Principe di Palagonia" non è  nuovo.  Tale  istituto  è  stato  già
  sottoposto  a  diversi  commissariamenti  negli  ultimi  anni;  ogni
  tentativo di normalizzazione è  risultato  vano.  Ciò  significa  il
  perdurare  di incrostazioni e  di  fatti  che  rischiano  di  essere
  insormontabili.
       Io mi auguro che  l'attuale  Commissario, fra qualche mese, non
  debba presentarsi all'Assessore con  la  lettera di dimissioni, così
  come è accaduto per altri commissari.
       Per questo motivo,  ponevo  il  problema  di  una  verifica più
  sostanziale, più  di  fondo, per giungere all'eventuale scioglimento
  dell'intera I.P.A.B.
       Voglio  comunque  cogliere   l'occasione   per   rilanciare   e
  riproporre il tema di  una  grande  riforma. Onorevole Assessore, mi
  consenta,  lei è l'ultimo che,  in  ordine  di  tempo,  annuncia  la
  riforma  delle  I.P.A.B, ma  noi  ci  dibattiamo  attorno  a  questo
  problema dal 1986, non so quanti anni sono, sono tuttavia parecchi.
  Io le faccio tanti auguri nel  senso  che  il  suo tentativo, la sua
  volontà che ha esplicitato,  anche  ultimamente, possa trovare esito
  positivo.
       Da  questo  punto  di   vista,  tuttavia,  sono  anche  un  po'
  pessimista,  perché  so  benissimo   quali   sono  le  lobbies,  gli
  interessi, le aspettative che si muovono e che si sono mosse attorno
  al mantenimento di queste scatole vuote, che ormai non servono più a
  garantire nessuna delle finalità  per  cui  sono  nate.  Ecco perché
  torno ad insistere nel dire che, anche nel caso in esame, lei chieda
  al Commissario delle relazioni  molto  puntuali in ordine allo stato
  di salute di questa I.P.A.B.,  perché  ritengo,  comunque,  al di là
  della riforma auspicata, si  possa  arrivare  ad  un  chiarimento di
  fondo su quest'importante istituzione.
       Io,  personalmente,  ritengo   che,   forse,   quelle  finalità
  potrebbero essere maggiormente garantite  dal comune di Palermo e si
  potrebbe dare più certezza di lavoro e di prospettiva anche a quegli
  impiegati  che  pure  sono  preda  di  scorribande  da  parte  o  di
  Commissari o di componenti  di  Consigli  di  amministrazione,  che,
  ormai, hanno superato ogni limite  in  ordine  alla  dignità  e alla
  professionalità che pure alcuni  di  quei lavoratori rivendicano e a
  cui bisogna dare delle risposte.

     PRESIDENTE  Grazie onorevole Giannopolo.
       Si passa all'interrogazione  numero  852 "Provvedimenti circa i
  comportamenti  del comune di  Messina  riguardo  alle  procedure  di
  bilancio.", a firma degli  onorevoli  Panarello,  Genovese,  Ferro e
  Morinello.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore per gli
           enti locali, premesso che:

           - il  bilancio di previsione per l'anno 2002 del Comune
           di  Messina,  approvato  con  notevolissimo  ritardo, è
           divenuto  esecutivo  soltanto in data 11.7.2002, con la
           conseguenza   che  per  quasi  sette  mesi  sono  state
           impegnate e spese somme in esercizio provvisorio;

           -  anche  la ricognizione sullo stato di attuazione dei
           programmi   e   la   salvaguardia  degli  equilibri  di
           bilancio,  da  effettuarsi  entro il termine perentorio
           del 30  settembre  2002,  è  stato  approvata  oltre il
           predetto termine;

           - in  particolare, al fine di garantire e dimostrare il
           raggiungimento     degli    equilibri    di   bilancio,
           l'Amministrazione comunale di Messina, in contrasto con
           le vigenti  disposizioni  di  legge e con i principi di
           unità,  annualità,  integrità,  veridicità  e  pareggio
           finanziario,    ha    predisposto   ed   approvato   la
           deliberazione   in   data   11.10.2002,  contenente  le
           seguenti gravissime irregolarità:

           a)   utilizzazione   di   una   quota   dell'avanzo  di
           amministrazione  risultante  dal conto consuntivo 2001,
           già  interamente  applicato  al bilancio di previsione,
           come  risulta  dalla  nota prot. 12833 del 12.9.2002, a
           firma  del  Ragioniere generale, allegata alla proposta
           di deliberazione;

           b)  adozione  del  provvedimento  di  ripiano di debiti
           fuori  bilancio (alla proposta di deliberazione è stata
           allegata  soltanto una lista) mai riconosciuti ai sensi
           dell'art. 194 del D.lgs. 267/2000 e comunque effettuati
           in   violazione  dell'art.  183  del  predetto  decreto
           legislativo;

           c)  aver  apportato,  in spregio alla previsione di cui
           all'art.  179  T.U.,  variazioni  in aumento alla prima
           parte - entrate tributarie - del bilancio di previsione
           anno 2002,  allo  scopo  di  finanziarie la somma per i
           pignoramenti eseguiti presso la tesoreria comunale;

           d)  aver  finanziato,  per  far  fronte  a  presunte ed
           obbligatorie   spese   correnti   del   bilancio   2002
           (approvato  solo  qualche  mese prima), l'insufficiente
           previsione   in   ordine  alla  spesa  per  raccolta  e
           smaltimento  dei  rifiuti  solidi  urbani,  indennità e
           gettoni di presenza, consumi elettrici, ecc.;

           considerato che:

           -  contestualmente  si  è  proceduto ad impegnare anche
           ingenti somme  (oltre  10 milioni di euro) nel bilancio
           pluriennale 2002-2004;

           -  le  entrate  utilizzate  ai  fini della salvaguardia
           degli   equilibri   del  bilancio  2002  non  risultano
           accertate  come  espressamente  previsto  dall'art. 179
           del D.lgs. 267/00;

           -  tali presunte entrate, infatti, sono il risultato di
           una  semplice  stima  effettuata dalla Maggioli tributi
           S.p.A. (vedi nota prot. 2604 del 24.9.2002), incaricata
           dal  Comune  di  Messina  di effettuare la sistemazione
           della banca dati tributaria;

           -  la  descritta  situazione  contabile in cui versa il
           Comune di Messina, non veritiera ed approssimativa, non
           garantisce  il  raggiungimento della salvaguardia degli
           equilibri di bilancio;

           - la mancata adozione dei provvedimenti di equilibrio è
           equiparata  alla  mancata  approvazione del bilancio di
           previsione;

           per sapere:

           -  se  non  ravvisino,  da un lato, gravi comportamenti
           omissivi  da  parte  dell'Amministrazione  comunale  di
           Messina  in  ordine al mancato eventuale riconoscimento
           dei  debiti  fuori  bilancio  e, dall'altro, gravissime
           violazioni  di  legge  con  riferimento  al mancato e/o
           ritardato accertamento di entrate tributarie;

           -  se non ritengano indispensabile ed improcrastinabile
           disporre,   stanti  le  gravi  disfunzioni  di  servizi
           comunali e le gravissime violazioni di legge, la nomina
           di   un  Commissario  provveditore  affinché  adotti  i
           provvedimenti  necessari  per evitare il verificarsi di
           ulteriore danno erariale." (852)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO  assessore per gli  Enti  locali. Signor Presidente, non
  sono in grado di fornire una risposta a questa interrogazione perché
  la relativa nota è pervenuta in  Assessorato  il  6 febbraio 2003; è
  stato inviato un atto ispettivo al comune di Messina, ma non abbiamo
  il riscontro di quanto è avvenuto.

     PRESIDENTE   L'interrogazione resta  pertanto iscritta tra quelle
  che attendono risposta e  reinserita  nella  prossima  rubrica "Enti
  locali".
       Si passa all'interpellanza numero 68 "Notizie sull'efficacia di
  un parere del 1999  del  Consiglio di Giustizia amministrativa della
  Regione siciliana relativo  all'istituzione  della  Riserva di Monte
  Pellegrino", a firma degli onorevoli Virzì e Ioppolo.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  il
           territorio  e  l'ambiente  e all'Assessore per gli enti
           locali,  premesso   che  il  Comune  di  Palermo  aveva
           tempestivamente  proposto ricorso straordinario avverso
           il decreto  6 ottobre 1995 dell'Assessore regionale per
           il  territorio  e  l'ambiente istitutivo della 'Riserva
           naturale orientata di Monte Pellegrino';

         atteso che fin da subito, a vari livelli, fu eccepito che
           l'Amministrazione  comunale  del  Capoluogo  era  stata
           estromessa  dalle scelte relative alla regolamentazione
           ed  alla  gestione  della riserva, con l'aggravante che
           Monte  Pellegrino  e  le  sue  falde  appartenevano (ed
           appartengono) a territori gravati da uso civico;

         considerato  che  la  gestione della riserva fu affidata,
           senza  che venisse esperita preventivamente alcuna gara
           pubblica,  ad  un'associazione  privata,  nonostante il
           contrastante  parere  espresso  dal  competente  organo
           consultivo   regionale  che  individuò  come  referente
           naturale   di   tale   affidamento   l'Azienda  foreste
           demaniali della Regione;

         valutato  che  ci si è trovati dinanzi ad un mutamento di
           destinazione  senza  una  specifica  manifestazione  di
           volontà da parte del Comune e che la legge 6.12.1991 n.
           394,  statuisce in maniera inequivoca il coinvolgimento
           dell'Ente   locale   nel   processo  di  istituzione  e
           regolamentazione di parchi e riserve;

         sottolineato  che  nell'adunanza  del  7  luglio  1999 il
           Consiglio  di  giustizia  amministrativa  della Regione
           siciliana,   a  sezioni  riunite,  ha  espresso  parere
           favorevole  all'accoglimento del ricorso presentato dal
           Comune  di  Palermo,  togliendo  dunque  ogni efficacia
           giuridica all'istituzione della citata riserva;

         per conoscere:

           - per quali  motivi  il pronunciamento del Consiglio di
           giustizia  amministrativa   non  abbia  prodotto  alcun
           mutamento di atteggiamento nel Governo regionale allora
           in carica e  se  risulti  che l'atto in questione abbia
           prodotto  una  qualsiasi osservazione o controdeduzione
           da parte dell'Amministrazione regionale;

           -   se   il   Governo  della  Regione,  alla  luce  del
           pronunciamento  in  materia  a  parte  del Consiglio di
           giustizia  amministrativa, consideri superate di fatto,
           dal  tempo,  le  esplicite  valutazioni  giuridiche sui
           'vizi   d'origine'   del   decreto   6   ottobre   1995
           dell'Assessore    regionale   per   il   Territorio   e
           l'Ambiente;

           -  se  il  Governo  della  Regione,  ferma  restando la
           volontà  di salvaguardare le riserve già istituite, non
           ritenga,  in termini di fatto e di diritto, di rivedere
           formalmente  e  sostanzialmente  le anomalie del citato
           decreto  specie in rapporto alla mancata partecipazione
           del   Comune   di   Palermo   all'istituzione  ed  alla
           regolamentazione della riserva di Monte Pellegrino." (68)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

     D'AQUINO  assessore per gli  Enti  locali.  In  merito  a  questa
  interpellanza, comunico che l'Assessorato,  con  nota n. 1128 del 17
  febbraio 2003, ha trasmesso  copia  dell'atto ispettivo in questione
  al  Sindaco  del  comune  di  Palermo  e  all'Assessorato  regionale
  Territorio ed Ambiente, con  l'invito,  a  ciascuno  per  la propria
  competenza, a relazionare in  merito  alla  vicenda,  per ottenere i
  dati e quindi predisporre una idonea risposta.

     PRESIDENTE   Anche questa  interpellanza  sarà  reinserita  nella
  prossima rubrica "Enti locali". Così resta stabilito.
       Si passa all'interrogazione  numero  879  "Iniziative presso il
  Comune di Isola delle Femmine  circa la sospensione dal servizio del
  funzionario responsabile dell'Ufficio  sanatoria  edilizia", a firma
  dell'onorevole Morinello.
       Ne do lettura:

          "All'Assessore per gli enti locali, premesso che:

         - l'arch. Giovanni Albert è dipendente di ruolo presso il
           comune  di  Isola   delle  Femmine, quale  responsabile
           dell'Ufficio sanatoria edilizia;

         - l'arch. Albert ha  in  pendenza  un procedimento penale
           per   calunnia   nei   confronti   dell'Amministrazione
           comunale;

         - la  Giunta  municipale, con  delibera  n.  159  del  23
           dicembre 1999, ha sospeso cautelativamente dal servizio
           l'arch. Albert;

         - l'arch.  Albert  da   tre  anni  percepisce  solo  metà
           stipendio, a seguito  del  procedimento  penale  a  suo
           carico;

           considerato che l'ipotesi di reato, che ha portato alla
           sospensione  dal   servizio   l'arch.  Albert  ed  alla
           conseguente decurtazione  dello  stipendio, non rientra
           tra quelle che  prevedono  tale  tipo  di provvedimento
           cautelare;

         ritenuto che:

         - la  decurtazione della  metà  dello  stipendio  sia  un
           provvedimento eccessivo per  il  tipo di procedimento a
           carico dell'arch. Albert;

         - tale provvedimento  sta  causando  notevoli  disagi  al
           funzionario comunale ed alla sua famiglia;

         per sapere se:

         - sia a conoscenza del fatto esposto in premessa;

         - se intenda intervenire presso  il Comune di Isola delle
           Femmine  per trovare  un  compromesso  accettabile  che
           permetta all'arch. Albert  di  avere  una  retribuzione
           dignitosa, in attesa che  si  risolva  il provvedimento
           disciplinare nei suoi confronti." (879)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO   assessore  per   gli   Enti  locali.  Con  riferimento
  all'atto   ispettivo   in   argomento,   ove   vengono   evidenziati
  dettagliatamente determinati fatti  accaduti  presso  il  comune  di
  Isola  delle  Femmine,   l'Assessorato,   proprio  sui  fatti  posti
  dall'onorevole   interrogante,   aveva   chiesto   apposito   parere
  all'Ufficio legislativo e legale.
       Il predetto Ufficio si è pronunciato con parere n. 14909 del 19
  settembre  2002,   affermando   che   l'agire   dell'Amministrazione
  comunale,  circa  la   sospensione   dal  servizio  del  funzionario
  responsabile  dell'Ufficio  sanatoria   edilizia  e  la  conseguente
  riduzione   dello   stipendio,    è   stato   legittimo.
       Pertanto, l'Assessorato ritiene che,  alla  luce dei fatti sino
  ad oggi verificatisi, non  è  necessario nessun intervento presso il
  comune di Isola delle Femmine.

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Morinello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MORINELLO  Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto.

     PRESIDENTE   Si passa  all'interpellanza numero 72 "Provvedimenti
  urgenti per assicurare il corretto smaltimento dei rifiuti tossici",
  a firma dell'onorevole Ferro.
       Per assenza  dall'Aula  dell'onorevole  interpellante, dichiaro
  decaduta l'interpellanza stessa.
       Si passa all'interrogazione  numero  918  "Ispezione  presso il
  Comune di Corleone (PA)", a firma degli onorevoli Speziale ed altri.
       Ne do lettura:

          "Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore  per gli
           enti locali, premesso che:

         - fin dal mese di  ottobre, presso la cooperativa sociale
           'Millennium', che gestisce  in  affidamento  diretto il
           servizio di raccolta  dei  rifiuti  solidi  urbani  del
           comune di Corleone, è  stato  ammesso  quale  socio  il
           signor Gariffo  Carmelo,  condannato  per  associazione
           mafiosa con sentenza  definitiva  ed in atto sottoposto
           al regime di sorveglianza speciale;

         - il signor Gariffo Carmelo  è  nipote  del  capo di Cosa
           Nostra, Bernardo   Provenzano,   latitante   da   circa
           quarant'anni;

         - il Sindaco del Comune di Corleone, on. Nicolò Nicolosi,
           rispondendo  il  15.11.2002  ad  un'interrogazione  del
           gruppo  consiliare   dei   Democratici   di   Sinistra,
           presentata il 6.11.2002, ha  dichiarato di non essere a
           conoscenza dell'ammissione  a  socio  della cooperativa
           sociale 'Millenium', del signor Gariffo;

         - lo stesso  Sindaco,  pur sapendo di dover rispondere ad
           un'interrogazione,   non   ha   sentito  il  dovere  di
           informarsi    della   veridicità   della   circostanza,
           nonostante   da   mesi   il   Gariffo  frequentasse  ed
           interloquisse  quotidianamente  con  gli  uffici  e gli
           amministratori comunali;

         - la  seduta  consiliare    nella  quale  il  Sindaco  ha
           risposto all'interrogazione, per volontà del Presidente
           del  consiglio   si   è   svolta   in   forma  segreta,
           estromettendo   il   pubblico   e   finanche  le  forze
           dell'ordine;

         - finita  la   trattazione   dell'argomento,   a   seduta
           formalmente  in corso,  è  entrato  nell'Aula  un  noto
           esponente  delle   'famiglie'   mafiose   locali,   per
           interloquire con  alcuni  consiglieri ed amministratori
           comunali, senza alcuna reazione da parte del Presidente
           del Consiglio comunale, che aveva il dovere di tutelare
           il corretto svolgimento dei lavori d'Aula;

         - il Prefetto di  Palermo ha disposto cautelativamente la
           sospensione  della  Cooperativa  'Millennium',  dandone
           comunicazione   al   Sindaco    di   Corleone   per   i
           provvedimenti di competenza,  ma,  nonostante  ciò,  la
           stessa  continua a  prestare  servizio  per  conto  del
           Comune, che  non  ha adottato alcuna determinazione, in
           spregio a tutte le normative di legge vigenti;

         - la presenza  nella  cooperativa  sociale  'Millennium',
           legata da un rapporto  fiduciario  con  il  Comune, del
           'nipote prediletto' del 'capo  dei capi' di Cosa Nostra
           e  probabile   attuale   'reggente'   della   'famiglia
           corleonese', inquina il  ruolo  delle  istituzioni e la
           libertà   d'impresa,   condizionando   pesantemente  la
           libertà dei lavoratori, tra cui alcuni disabili;

         - la presenza del  Gariffo  nella  cooperativa rischia di
           trasformare  uno strumento  di  promozione  sociale  in
           strumento di  penetrazione  della  mafia  nell'economia
           pulita, rafforzandone il potere di condizionamento;

         - risulta strana la  passività dell'Amministrazione e del
           Consiglio comunale nella  tutela  del ruolo di presidio
           democratico  delle   Istituzioni,   in   una  'trincea'
           difficile come quella di Corleone;

         - ciò espone notevolmente  tutti  coloro  che,  sul piano
           politico,  dell'informazione,  dell'impegno  sociale  e
           della  tutela   dell'ordine   pubblico,   continuano  a
           svolgere un ruolo di contrasto a Cosa Nostra;

         - tutto ciò si collega a precedenti atteggiamenti e prese
           di  posizione  del   Sindaco,  on.   Nicolò   Nicolosi,
           parlamentare  della  Repubblica   e  leader  di  'Nuova
           Sicilia', che a pochi  giorni  dalla  sua  elezione  ha
           nominato Assessore della  sua  Giunta  uno  dei  legali
           della famiglia Riina,  poi  dimessosi  a  seguito delle
           proteste  dell'opposizione  politica  e  della  società
           civile; che il giorno  dopo  la sua elezione ha sentito
           il bisogno di dichiarare ai giornali che avrebbe difeso
           i diritti dei figli  dei  boss,  in relazione alle note
           vicende  che  portarono  alla  chiusura  dell'esercizio
           commerciale per la  vendita  di  macchine  agricole  di
           Giuseppe Salvatore Riina, figlio di Totò Riina, e della
           lavanderia di Angelo  Provenzano,  figlio  di  Bernardo
           Provenzano e  ribadite, qualche mese dopo, in relazione
           all'avvio  di un'attività commerciale di Maria Concetta
           Riina  e  Antonino Ciaravello, rispettivamente figlia e
           genero  del  noto  boss  ergastolano  Totò  Riina;  che
           giorni dopo la sua elezione ha ricevuto in municipio il
           sig.   Gaetano   Riina,   fratello   del  boss  mafioso
           Salvatore  Riina,  che  si è calorosamente congratulato
           con lui  per  la  vittoria  elettorale, consentendo che
           scavalcasse il  turno  di decine di cittadini in attesa
           di poter conferire col capo dell'Amministrazione;

         - il  Sindaco Nicolosi  ha  deciso  di  trasferire  parte
           dell'Ufficio tecnico comunale  presso  il  complesso di
           San  Ludovico,  sede   del   Centro  di  Documentazione
           Antimafia, realizzato con  i fondi statali in occasione
           della  Conferenza  ONU   sul  crimine  organizzato  del
           dicembre 2000, e inaugurato il 12.12.2000 alla presenza
           del Presidente della  Repubblica  Carlo Azeglio Ciampi,
           rendendo di fatto  inutilizzabile detto complesso per i
           fini istituzionali per i quali era stato realizzato;

         - dai verbali dell'ordinanza  di  custodia  cautelare  in
           carcere di Rizzo Rosolino  e altri, che raccoglie anche
           le dichiarazioni del  collaboratore  La  Chiusa Pietro,
           risulta che  il  Nicolosi, destinatario di una tangente
           di 100 milioni  per lavori pubblici, era inserito in un
           contesto di relazioni tra esponenti mafiosi e 'politici
           a disposizione';

         - dai verbali dell'ordinanza  di  custodia  cautelare  in
           carcere  di  Di   Miceli   Leoluca   ed  altri,  emerge
           l'attenzione che le  'famiglie'  corleonesi avevano nei
           confronti della politica comunale, dove ipotizzavano di
           inserire persone di  fiducia nell'Amministrazione e nel
           Consiglio comunale;

         - dai verbali dell'ordinanza  di  custodia  cautelare  in
           carcere di Riina Giuseppe Salvatore ed altri emerge che
           importanti esponenti politici della Casa delle libertà,
           nel corso  della  campagna  elettorale per le politiche
           del 2001, si sono recati presso l'esercizio commerciale
           di  Riina  Giuseppe  Salvatore per chiedere apertamente
           sostegno elettorale;

         - dall'insieme delle  considerazioni  svolte,  a Corleone
           emerge  un  quadro   preoccupante   dei   rapporti  tra
           esponenti di primo piano  di  Cosa  Nostra  e i vertici
           dell'Amministrazione comunale;

      per sapere:

         - se non  ritengano  opportuno  sollecitare  urgentemente
           tutte le Istituzioni  periferiche  dello  Stato  perché
           accentuino    un'attenta   vigilanza   sugli   intrecci
           mafia-politica a Corleone;

         - se   non   ritengano   altrettanto   urgente   disporre
           un'approfondita indagine  ispettiva  per  verificare il
           sistema   di  relazioni   e   di   possibili   presenze
           nell'Amministrazione  e   nel   Consiglio  comunale  di
           Corleone, di personaggi legati a Cosa Nostra, adottando
           le conseguenti determinazioni." (918)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO    assessore   per    gli   Enti   locali.   In   ordine
  all'interrogazione  in argomento, si  assicura  che  ai  fini  della
  verifica   dei   fatti   esposti   dagli   onorevoli   interroganti,
  l'Assessorato degli Enti locali sta svolgendo le opportune indagini,
  tenuto conto, anche, delle  misure  cautelari  dettate  dallo stesso
  Sindaco di Corleone,  sia  antecedentemente che successivamente alla
  data dell'interrogazione.
       Circa   l'attività   di   controllo   ispettivo   sul   Comune,
  l'Assessorato  non   può  che  attenersi  a  valutazioni  di  ordine
  giuridico-amministrativo,  comprendenti  il  rispetto  dell'articolo
  143, del Testo Unico in  materia  di  ordinamento  degli Enti Locali
  (D.Lg.vo  18  agosto  2000,  n.   267),   e  ciò  sulla  base  degli
  accertamenti oggettivi svolti  dagli Organi periferici del Ministero
  degli Interni.
       In concreto, la situazione  del  Comune  di  Corleone,  data la
  storia di  questa  Amministrazione, è permanentemente all'attenzione
  sia della Polizia di  Stato,  che  dell'Assessorato  regionale degli
  Enti Locali, che non mancherà di agire ove emergessero reati o stati
  di pericolosità ufficialmente acclarati dalle Autorità competenti.

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Giannopolo per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     GIANNOPOLO  Signor Presidente, dalla  risposta non ho capito se è
  in corso un'ispezione da  parte  dell'Assessorato degli Enti Locali,
  perché, se fosse così, direi subito che ci sentiamo soddisfatti...

        D'AQUINO , assessore per gli  Enti  locali.  E'  già  in corso
  un'ispezione.

     GIANNOPOLO   Allora, da questo  punto  di  vista,  non  posso che
  dichiarare un apprezzamento per  l'atto da parte dell'Assessore che,
  in ordine alle questioni  che  legittimamente  i deputati del Gruppo
  dei  Democratici  di Sinistra hanno  posto  -  e  ripeto  la  parola
  "legittimamente" - nell'esercizio delle proprie funzioni, mi rivolgo
  questa volta al  Presidente  dell'Assemblea,  poiché abbiamo appreso
  dalla stampa che il sindaco di Corleone, onorevole Nicolosi, avrebbe
  sporto querela verso i firmatari di questo atto ispettivo. Ripeto, è
  una notizia che abbiamo  appreso dalla stampa, perché  ai firmatari,
  allo stato attuale, non è risultato ancora notificato nessun atto di
  querela.
       Questo  lo  voglio  dire   perché   noi,  piuttosto  che  agire
  nell'ombra,   abbiamo   ritenuto    necessario    e   utile,   anche
  nell'interesse degli amministratori del Comune di Corleone, di porre
  all'attenzione la necessità della  massima vigilanza in quel Comune,
  che   rappresenta   sicuramente    un   territorio   e   uno   snodo
  dell'organizzazione del potere della mafia nel tempo, nella storia e
  che  negli anni scorsi,  anche  per  via  di  un'attenta,  brillante
  iniziativa di governo, che  ha  tenuto  alla porta delle istituzioni
  locali la mafia ed i suoi  uomini,  non  vorremmo  che  si  tornasse
  all'indietro.
       Chiunque siano questi  amministratori  attuali, vorremmo che si
  procedesse lungo quella strada,  lungo  la strada di una sostanziale
  politica di contrasto, di  comportamenti, contro gli uomini di "Cosa
  nostra".
       Noi riteniamo, pertanto,  che  l'Assessorato degli enti locali,
  nel rispetto delle sue  prerogative, delle sue competenze, faccia la
  sua  parte  rilevando,   tuttavia,  un'imprecisione  nella  risposta
  dell'Assessore in quanto non  è  vero  che  prontamente,  una  volta
  segnalato il problema  relativamente all'affidamento del servizio di
  raccolta  dei rifiuti urbani  ed  alla  cooperativa  Millennium,  il
  Sindaco  ha  sospeso   l'affidamento   medesimo.   Ha  provveduto  a
  sospendere l'affidamento dopo venti  giorni,  dopo  cioè che il caso
  era  stato  ampiamente  sollevato  ed  era  già  all'attenzione  del
  Prefetto, che aveva proceduto alla sospensione della Cooperativa.
       Tuttavia, ripeto, ciò che a  noi  interessa in questo momento è
  che, per la parte di sua competenza, l'Assessorato degli Enti locali
  porti a compimento l'indagine  ispettiva  e  che  le  risultanze  di
  queste indagini possano essere  portate  anche  a  conoscenza, nella
  sede  e nelle forme  opportune,  degli  interroganti  e  dell'intero
  Parlamento, nelle sue articolazioni anche di Commissioni o non so di
  quale altre sedi.
       Mi permetto di sottolineare, infine, il fatto che l'Assessorato
  degli Enti locali dovrebbe,  a mio avviso, privilegiare e impegnarsi
  molto nella predisposizione  di  un  consistente  ufficio  ispettivo
  molto  professionalizzato,  perchè   questo  può  essere  motivo  di
  garanzia rispetto anche alla  tematica  che  è degna di discussione,
  qual è quella sollevata testè dall'onorevole Virzì, cioè il problema
  di chi, di come, delle forme  attraverso  le  quali  si  esercita un
  controllo.
       Discutiamo circa quale controllo debba esserci sugli atti degli
  enti locali, ma non solo; mi permetto di sollevare anche il tema del
  controllo degli atti delle  aziende sanitarie, per esempio, cosa che
  esisteva alcuni anni fa e che  poi,  a mio avviso, inopinatamente, è
  stato rimosso.
       In questo preciso momento,  al  di la di qualsiasi legislazione
  che potrebbe essere  anche, sostanzialmente, incostituzionale, circa
  la riproposizione delle vecchia  idea  dei  Coreco,  tuttavia, nelle
  more  di  qualsiasi  legge  che  ripristini  una  qualche  forma  di
  controllo, penso che l'Assessorato  degli Enti locali, attraverso il
  proprio gruppo ispettivo, possa  esercitare  una funzione che già la
  legge, lo Statuto, la Costituzione comunque gli assegna, cioé quello
  di  accertare  attraverso  i   propri   funzionari  le  modalità  di
  funzionamento e la legittimità  degli  atti  che si compiono, tenuto
  conto che un consigliere  comunale  di  maggioranza o di opposizione
  non ha, allo stato attuale,  nessuno strumento, tranne il ricorso in
  sede giurisdizionale, per potere  esercitare un controllo sugli atti
  dell'amministrazione attiva.
       Vorrei anche dire - e so  di  cogliere  anche la sensibilità di
  alcuni parlamentari, compreso il  Presidente  onorevole Fleres - che
  il  problema  del  controllo   degli   atti  va  esteso  anche  alle
  prerogative degli stessi  parlamentari  regionali  che,  allo  stato
  attuale, sono impediti  nell'esercitare  qualsiasi  controllo  anche
  sugli atti degli enti locali.
       A proposito del comune  di Corleone, ci dobbiamo avvalere della
  sensibilità dell'Assessore per gli Enti  locali  al fine di venire a
  conoscenza di alcuni atti  che  hanno  interesse e valenza generale;
  atti che possono essere richiesti da un parlamentare.
       Noi, oggi, se chiediamo un  atto  al  sindaco  di  Corleone, il
  sindaco stesso potrebbe anche negarcelo.
       Quindi, a proposito del  tema  del  controllo  e della verifica
  degli  atti  anche  degli enti  locali,  di  tutti  gli  altri  enti
  sottoposti a controllo e  vigilanza,  prego i colleghi parlamentari,
  il   Governo,  la   Presidenza   dell'Assemblea   di   prendere   in
  considerazione anche il ruolo più  largo, in termini di ispezione, a
  cui potrebbe essere chiamato il parlamentare, fermo restando le sedi
  di svolgimento delle ispezioni.

     PRESIDENTE  Per assenza  dall'Aula  dei  rispettivi firmatari, le
  interrogazioni numero 928 "Notizie  circa  la  richiesta  di  parere
  dell'Assessorato enti locali  all'Ufficio legislativo e legale della
  Regione,  in ordine alla  legittimità  della  previsione  in  alcuni
  Statuti comunali dell'Ufficio di presidenza", a firma dell'onorevole
  Ferro e numero 946  "Provvedimenti  circa  i  ripetuti comportamenti
  illegittimi  tenuti  dal  Sindaco   di   Godrano   (PA)",   a  firma
  dell'onorevole Cracolici, si  intendono  presentate con richiesta di
  risposta  scritta.

     D'AQUINO   assessore per  gli  Enti  locali.  Signor  Presidente,
  chiedo il rinvio  dello  svolgimento  dell'interpellanza  numero  77
  "Provvedimenti circa la situazione  di  incompatibilità  in  cui  si
  trova il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale del Comune di
  Lampedusa", dell'onorevole  Capodicasa  e dell'interrogazione numero
  957 "Provvedimenti circa gli  interventi  di recupero ambientale del
  territorio disposti dai comuni di S. Filippo del Mela e di Milazzo",
  dell'onorevole Formica.

     PRESIDENTE   Non  sorgendo   osservazioni,   dispongo  nel  senso
  richiesto.
       Onorevoli colleghi, l'Assemblea  terrà seduta mercoledì 5 marzo
  2003, alle ore 19.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA  AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

       N. 206  -  Interventi  presso il Governo nazionale per favorire
          una  soluzione  pacifica  della  questione  irachena  e  per
          garantire il ruolo essenziale e necessario dell'ONU.
          Giannopolo; Barbagallo; Ferro; Ortisi.
          Presentata il 4/3/03.

       N. 207 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di crisi
          del settore industriale a Catania.
          Fleres, Catania G.; Maurici; Scoma.
          Presentata il 5/3/03.

       N. 208   -   Iniziative  per  sostenere  il  Governo  nazionale
          nell'opera di  ricerca della pace ed il rispetto dei diritti
          umani nel mondo.
          Fleres; Segreto; Acierno; Rotella; Cintola; Formica.
          Presentata il 5/3/03.

      III- DISCUSSIONE  UNIFICATA  DI  ATTI ISPETTIVI E POLITICI SULLA
          QUESTIONE IRACHENA. (Vedi allegato)

     IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

     1) "Bilancio  di  previsione  della  Regione siciliana per l'anno
        finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per  il  triennio
        2003-2005" (nn. 554-557-562-588).

     2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie  per  l'anno  2003"
        (n. 553).

      V - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     VI - ELEZIONE  DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER LE
          PICCOLE  E  MEDIE  IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

    VII - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VIII - ELEZIONE  DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     IX - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      X - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER  LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA  CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,    FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI  DEL  COMITATO  REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XIII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA  CONSULTA  REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA  REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA  REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA  REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XXI - ELEZIONE   DI  TRE  COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE   E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

     La seduta è tolta alle ore 18.54.

     (Licenziato  dal Servizio Resoconti alle ore 21.00)