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Resoconto d'Aula della Seduta n. 12 di mercoledì 03 ottobre 2001
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    La seduta è aperta alle ore 10.45.

     BURGARETTA  APARO ,  dà  lettura  del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni  si intende
  approvato.

     PRESIDENTE.  Si  passa  al primo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

       - con richiesta di risposta scritta:

    n.  217  - Iniziative per scongiurare la chiusura dell'Ospedale
    S. Stefano di Mazzarino (CL).

           - Presidente Regione
           - Assessore Sanità
           Firmatari:   D'Antoni   Sergio;   Basile   Giuseppe;  Ferro
           Giovanni;  Lo  Monte  Carmelo;  Morinello  Salvatore; Raiti
           Salvatore;

           N. 218 - Rimozione del Sindaco e scioglimento del Consiglio
           comunale di Capo d'Orlando (ME).
           - Presidente Regione
           - Assessore Enti Locali
           Firmatari;   Forgione  Francesco;  Liotta  Santo;  Miccichè
           Calogero;

           N. 219 -  Iniziative  volte ad evitare casi di conflitto di
           interesse nella gestione dell'Assessorato della sanità.
           - Presidente Regione
           Firmatari;   Barbagallo  Giovanni;  Genovese  Francantonio;
           Gurrieri   Sebastiano;   Forgione   Francesco;   Spampinato
           Giuseppe;   Speziale   Calogero;   Zangara  Andrea;  Tumino
           Carmelo.

              COMUNICAZIONE RELATIVA ALLA COMMISSIONE CE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Commissione  per l'esame delle
  questioni  concernenti  l'attività  della Comunità Europea, nella
  seduta  del  25  settembre  2001,  ha  proceduto all'elezione dei
  Vicepresidenti e del Segretario e sono risultati eletti:

    -  Vicepresidenti:  gli  onorevoli  Giovanni Ioppolo e Giuseppe
    Spampinato;

    - Segretario: l'onorevole Antonino Amendolia.

       Avverto  ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.
       Onorevoli  colleghi,  per  assenza  dall'Aula  del  Governo,
  sospendo  la  seduta,  avvertendo  che  riprenderà  fra  quindici
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 11.05)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi, perdurando l'assenza del Governo, della
  Commissione di merito e del relatore ed essendo in corso i lavori
  di   alcune   Commissioni,   invito  il  Segretario  generale  ad
  adoperarsi   per   la   sospensione  degli  stessi  lavori  delle
  Commissioni.   Pertanto,   sospendo   ulteriormente   la   seduta
  avvertendo che riprenderà fra trenta minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.06, è ripresa alle ore 11.36)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,   purtroppo,   ancora  una  volta,  con
  dispiacere,  dobbiamo  registrare l'assenza del Governo e della I
  Commissione.  Poichè  saremmo già al terzo rinvio nell'arco della
  stessa  mattinata,  sospendo  la seduta avvertendo che riprenderà
  alle ore 18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.37, è ripresa alle ore 18.10)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

            ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  disegni di legge:

           -  "Norme  per  il  riconoscimento,  come ente di interesse
           regionale,  dell'Istituto di studi politici 'S. Pio V'" (n.
           232)
           - iniziativa parlamentare
           -  presentato  dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
           Infurna, Ioppolo, Virzì in data 3 ottobre 2001

           - "Norme per l'adeguamento alla normativa comunitaria della
           legislazione   regionale   in   materia  di  affidamento  a
           trattativa  privata degli appalti di servizi ai sensi della
           legge regionale 3 maggio 2001, n. 6" (n. 233)
           - iniziativa parlamentare
           -   presentato  dagli  onorevoli  Vicari,  Leanza  Edoardo,
           Mercadante,  Garofalo,  Baldari,  Fleres  in data 3 ottobre
           2001

           -  "Variazioni  al  bilancio  della  Regione ed al bilancio
           dell'Azienda   delle   foreste   demaniali   della  Regione
           siciliana  per  l'anno finanziario 2001 - Assestamento" (n.
           234)
           - iniziativa governativa
           -  presentato  dal  Presidente  della  Regione (Cuffaro) su
           proposta  dell'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze
           (Pagano) in data 3 ottobre 2001

           -  "Iniziative  per  i  collegamenti marittimi con le isole
           minori" (n. 235)
           - iniziativa governativa
           -  presentato  dal  Presidente  della  Regione (Cuffaro) su
           proposta dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed
           i trasporti (Cascio) in data 3 ottobre 2001

       Constatando  l'assenza  del  Governo,  la seduta è sospesa e
  riprenderà fra trenta minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 18.45)

       La seduta è ripresa.

         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del giorno:
  Lettura, ai sensi  e  per  gli effetti degli articoli 83, lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

    N. 49 "Iniziative a tutela dei lavoratori trimestrali presso il
    Consorzio   delle   autostrade   siciliane",   degli  onorevoli
    Panarello  Filippo;  Leanza  Vincenzo;  Formica Santi;  Ioppolo
    Giovanni;   Forgione  Francesco;  Ardizzone  Giovanni;  Baldari
    Nicola  Renato;  Liotta  Santo;  Lo  Monte Carmelo;  Giannopolo
    Domenico;   Cracolici   Antonino;  Villari  Giovanni;  Beninati
    Antonino;  Paffumi Angelo;  Genovese Francantonio;

    N.   50   "Iniziative   per   scongiurare   la  chiusura  dello
    stabilimento  IMAM di Castelvetrano (TP)", degli onorevoli Oddo
    Camillo;   Speziale   Calogero;   Zago   Salvatore;   Cracolici
    Antonino;   Ferro   Giovanni;   Villari   Giovanni;  Capodicasa
    Angelo;

    N.  51  "Garanzie per la conoscibilità, da parte dell'Assemblea
    regionale  siciliana, degli atti di attuazione del programma di
    governo",   degli   onorevoli   Barbagallo   Giovanni;  Acierno
    Alberto;    Formica   Santi;   Leontini   Innocenzo;   Forgione
    Francesco;   Miccichè   Calogero;   Lo  Monte  Carmelo;  Ortisi
    Egidio;

    N.  52  "Tempestiva  erogazione  dei  contributi previsti dalla
    legge regionale  n.  63 del 1983 per le imprese di autolinee in
    Sicilia",  degli onorevoli Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;
    Mercadante Giovanni;  Maurici Giuseppe

    N.  53  "Iniziative per escludere la Sicilia da ogni operazione
    di  appoggio alle operazioni belliche in atto e per attivare il
    processo  di  pace", degli onorevoli Forgione Francesco; Liotta
    Santo; Miccichè Calogero; Ferro Giovanni Presentata il 1/10/01.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              -  stanno  svolgendosi,   in   un  clima  di  grande
              tensione, le prove  selettive per l'assunzione di 74
              agenti  tecnici   esattori   part-time   presso   il
              Consorzio per le autostrade siciliane (C.A.S.);

              - le  predette  assunzioni coprono solo parzialmente
              le esigenze di servizio  del  C.A.S.  che,  nel solo
              anno 2000, ha fatto ricorso  a  oltre 70 mila ore di
              straordinario e ad oltre  140  mila  ore di lavoro a
              tempo determinato;

              - i  lavoratori   trimestrali ,  iscritti alle SCICA
              delle  province   di  Messina,  Catania  e  Palermo,
              impiegati a tempo  determinato  presso  il C.A.S. da
              oltre  un  decennio,  rischiano  di vedersi preclusa
              ogni prospettiva di stabilizzazione;

     CONSIDERATO che:

              - il contratto  collettivo  nazionale  di lavoro del
              settore sancisce la priorità nelle assunzioni, sia a
              tempo determinato  che indeterminato, per i soggetti
              che anche sommando diversi periodi di lavoro a tempo
              determinato abbiano  superato  il  periodo  di prova
              contrattualmente previsto;

              - la predetta  norma contrattuale ha consentito alle
              società  di  gestione autostradale, in tutta Italia,
              di   utilizzare  le  professionalità  formatesi  sul
              lavoro e di assorbire il precariato;

              - essendo il C.A.S.  Ente  pubblico  regionale e non
              essendo  previsto  nell'attuale  normativa regionale
              alcun riconoscimento  per  il  lavoro  prestato,   i
              trimestrali    vengono  penalizzati  nell'accesso  e
              privati di un diritto contrattuale;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  promuovere (al  fine  di  superare un'evidente
              situazione  di disparità nell'accesso al lavoro e di
              assicurare   anche   un'equa   considerazione  delle
              legittime   aspettative  maturate), tutti  gli  atti
              necessari perché siano riconosciuti ai  trimestrali
              i periodi  di  lavoro  prestato presso il C.A.S., ai
              fini dell'assunzione." (49)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              - la  salvaguardia e la tutela dei posti di lavoro è
              un  elemento decisivo per l'affermazione dei diritti
              di  cittadinanza  ed  il consolidamento dei processi
              democratici;

              - la  perdita  anche  di  un  solo  posto  di lavoro
              indebolisce  il  tessuto  sociale  e  civile  di  un
              territorio;

     CONSIDERATO che:

              -  in Provincia di Trapani rimane aperta la vertenza
              tra    i   lavoratori,   il   vertice   dell'azienda
              metalmeccanica IMAM di Castelvetrano e la Fiat;

              - i tentativi di trovare una soluzione positiva alla
              crisi  dell'azienda, che ha deciso la chiusura dello
              stabilimento  con il licenziamento di 86 dipendenti,
              sono falliti;

              -  la trattativa avviata tra i sindacati e l'azienda
              a  partire  dallo  scorso  mese  di  aprile  non  ha
              individuato  la  soluzione  utile  a salvaguardare i
              posti   di   lavoro   e  mantenere  in  funzione  lo
              stabilimento castelvetranese;

     RILEVATO che:

              -  non  ha  retto  l'accordo firmato dai sindacati e
              dall'azienda per il mantenimento dei posti di lavoro
              attraverso  il  ricorso  all'istituto della mobilità
              per una parte del personale;

              -   i   lavoratori,   attraverso  le  Organizzazioni
              Sindacali,  hanno  mostrato la loro disponibilità ad
              individuare   un   percorso  concreto  prendendo  in
              considerazione tutte le procedure che possono essere
              individuate  attraverso  le diverse normative per il
              mantenimento dei livelli occupazionali;

     VISTO che:

              -  l'azienda  Imam  produce materiale metalmeccanico
              per   la   Fiat   e   le   ragioni   della  chiusura
              dell'impianto  industriale  sono legate alle perdite
              relative alle lavorazioni e soprattutto a quelle che
              riguardano il trasporto del prodotto finito,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a  definire un nuovo tavolo di concertazione con i
              sindacati,  l'azienda,  il  Governo  nazionale  e  i
              rappresentanti  della  Fiat per rendere concreta una
              soluzione  in  grado  di  superare  l'attuale  crisi
              individuando,  se  necessario,  anche  un  piano  di
              riconversione   dell'azienda   ed   un  processo  di
              riqualificazione     del     personale    Imam    di
              Castelvetrano." (50)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

              - le  recenti  riforme  costituzionali implicano una
              tendenziale separazione  tra  le sfere di competenza
              dell'Assemblea e del Governo regionale;

              -  tale  separazione  determina  una  responsabilità
              accresciuta  dell'Esecutivo  regionale  in  funzione
              dell'ampliamento delle sue attribuzioni;

              -    è    compito   imprescindibile   dell'Assemblea
              esercitare   il  controllo  democratico  sull'azione
              dell'Esecutivo;

              - la  preventiva conoscibilità degli atti attraverso
              i      quali      si      estrinseca     l'indirizzo
              politico-amministrativo   del  Governo  è  requisito
              indispensabile per  l'esercizio  di  tale  controllo
              democratico,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a trasmettere, entro  cinque  giorni  dalla  data di
              approvazione, le  copie delle deliberazioni complete
              degli atti strumentali della Giunta regionale, oltre
              che   ai   soggetti   individuati  nel  comma  sesto
              dell'articolo   5   del   Testo  Unico  delle  leggi
              sull'Ordinamento  del governo e dell'Amministrazione
              siciliana,  anche  all'Assemblea regionale Siciliana
              per   essere   messe  a  disposizione  dei  deputati
              regionali." (51)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - la Regione siciliana con  la  legge n. 63 del 1983
              ha  stabilito  la   concessione   di  contributi  di
              esercizio in favore  delle  imprese  di autolinee in
              Sicilia;

              - ad oggi le imprese non hanno ricevuto l'erogazione
              dei suddetti fondi a saldo per l'anno 2000, né tanto
              meno l'erogazione  dei  fondi relativi ai primi nove
              mesi del 2001;

              - il perdurare  di  tale situazione determinerà, per
              molte di tali imprese, l'impossibilità di far fronte
              al pagamento  degli  stipendi  ai  dipendenti  e dei
              debiti con  i fornitori, con gravi ripercussioni sui
              livelli occupazionali e la probabile interruzione di
              tanti servizi  essenziali  tra  i quali il trasporto
              degli studenti,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                    e
               L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI
                              E I TRASPORTI

              a predisporre in  tempi  brevi tutti gli adempimenti
              di  competenza   necessari   per   l'erogazione  dei
              contributi di  esercizio  spettanti  alle imprese di
              autolinee  in  Sicilia  per  l'anno  2000  e  per  i
              primi nove mesi dell'anno 2001." (52)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  in  seguito  al  barbaro  attentato  terroristico
              dell'11 settembre   non si può che muovere una ferma
              condanna  al terrorismo  come metodo di affermazione
              di  una qualsivoglia posizione ideologica o politica
              e come strumento di prevaricazione e di morte;

              - esso  è  l'esatto  contrario  di  ciò  per  cui si
              battono  quelle  popolazioni diseredate della terra,
              alla ricerca di una patria possibile, di una società
              più giusta e di una identità civile;

              - alle suddette popolazioni il terrorismo produce le
              difficoltà più grandi sul  piano politico, economico
              e civile;

              - il terrorismo rappresenta un  attacco  violento ai
              processi di pace in Medio  Oriente  ed  è  speculare
              alla logica dello scontro tra civiltà;

              - la  stessa  cultura e civiltà europea è fortemente
              segnata dalla contaminazione con la cultura islamica
              e con i suoi valori più alti;

      RILEVATO che:

              - a  seguito  dell'atto  terroristico  si è messa in
              moto una macchina bellica che potrebbe innescare una
              pericolosa  escalation  di  guerra su scala mondiale
              che  porterebbe   alla  morte  di  numerosi  civili,
              innescando così una nuova spirale di odio;

              - questa  macchina  da  guerra sta già travolgendo i
              paesi   occidentali   rinchiudendoli   nella  logica
              manichea: 'chi non è con noi è con i terroristi';

      RITENUTO che:

              -  è  necessario  colpire  le centrali terroristiche
              internazionali e i responsabili di questa escalation
              sciagurata  di  violenza e morte che ha già prodotto
              le  migliaia  di  vittime  delle  Twin  Towers e sta
              producendo  la  sofferenza  di  milioni  di profughi
              nell'Asia centrale;

              - gli Stati  occidentali  hanno i mezzi per punire i
              colpevoli  e  creare quelle condizioni che in futuro
              possano escludere il ripetersi di tanta barbarie;

              - la guerra generalizzata si configura come la nuova
              forma di controllo mondiale per il terso millennio e
              come    metodo    che    privilegia    la   vendetta
              contrapponendola alla giustizia e alla pace;

              - non  una  delle  cause che provocano ingiustizie e
              conflitti nell'area del Medio Oriente, a partire dal
              dramma  del popolo palestinese, viene affrontata con
              la necessaria  volontà  e  con  un ruolo degli Stati
              Uniti teso  ad  una  politica  di giustizia senza la
              quale nessun processo di pace potrà mai affermarsi;

              - il  processo  di  guerra  è stato accelerato anche
              dall'attivazione   forzata, e  senza  i  presupposti
              previsti, dell'art.  5  del  Patto Atlantico e dallo
              svuotamento  di  potere  del  ruolo  dell'ONU  sulle
              scelte di politica mondiale;

              -  la  costituzione italiana all'art.  11 ripudia la
              guerra come metodo di risoluzione delle controversie
              internazionali tra i popoli;

              - la Sicilia  più  volte  si è assegnata un ruolo di
              pace,  coerentemente  alla sua millenaria  vocazione
              di  luogo  di  incontro  tra  identità  culturali  e
              religiose diverse diventando una culla della civiltà
              mediterranea ed europea;

              - nella  nostra Isola si sono incontrate e convivono
              le    tre    grandi    religioni    monoteiste,   il
              cristianesimo, l'islamismo e l'ebraismo;

              - i  siciliani  sono un popolo che apprezza la pace:
              un  grande  movimento pacifista ha combattuto contro
              l'installazione  dei  missili nella base di Comiso e
              oggi   un  nuovo  movimento  pacifista  e  contro  i
              processi di impoverimento del mondo sta manifestando
              nelle nostre città;

              - occorre impedire qualunque operazione militare e/o
              logistica  in  Sicilia a partire dall'utilizzo della
              base di Sigonella;

              -   la   nostra   Isola   deve   rimanere   estranea
              alle  operazioni  di  una guerra che servirà solo ad
              acuire la sofferenza fra i popoli,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a farsi promotore presso il Governo nazionale di una
              iniziativa che esprima la volontà di pace del popolo
              siciliano e l'esclusione  del  territorio dell'Isola
              da  ogni  operazione in appoggio  alla  macchina  di
              guerra." (53)

     PRESIDENTE.   Dispongo  che le mozioni nn. 49,  50,  51  e  52
  vengano  demandate  alla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari perchè se ne determini la data di discussione.
       Preciso che la mozione  n.  53, poichè di analogo contenuto,
  sarà  discussa congiuntamente  alla  mozione  n.  48  "Iniziative
  presso il Governo nazionale  in  merito  ai  recenti fatti di New
  York", degli onorevoli  Giannopolo  ed  altri,  nella  seduta  di
  mercoledì 10 ottobre 2001.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                    DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Si passa  al  punto  III  dell'ordine  del giorno:
  Discussione di disegni di legge.

    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "DISCIPLINA  DEL REFERENDUM AI
    SENSI DELL'ARTICOLO 17 BIS DELLO STATUTO DELLA REGIONE" (183/A)

     PRESIDENTE.  Si  procede  con  l'esame  del  disegno  di legge
  numero 183/A:  "Disciplina  del referendum ai sensi dell'articolo
  17 bis dello Statuto della Regione", posto al n. 1).
       Ivito i componenti  la prima Commissione legislativa "Affari
  istituzionali" a prendere posto al banco delle commissioni.
       Ha facolta di  parlare  l'onorevole  Savarino, relatore  del
  disegno di legge, per svolgere la relazione.

     SAVARINO, relatore.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
  disegno di legge che  sottoponiamo  alla  vostra  attenzione è di
  particolare  importanza  perchè   ci   dà   la   possibilità   di
  regolamentare  un istituto  che  è  stato  previsto  dalla  legge
  costituzionale n.  2 del  2001  all'articolo  17  bis  del nostro
  Statuto: l'istituto del referendum.
       E' importante sottolineare  in  questa sede come altrove che
  la disciplina che oggi andremo a  votare  non ha a che vedere con
  la  regolamentazione  dei  referendum  abrogativo,  consultivo  o
  propositivo   di   cui   all'articolo   13   bis,   ma   con   la
  regolamentazione e la  disciplina  del  referendum ex articolo 17
  bis del nostro Statuto.  Si  fa  riferimento  all'articolo 17 bis
  per  individuare quel  referendum  che  dà  al  corpo  elettorale
  facoltà  di  prendere   parte  all'iter  legislativo  e  all'iter
  formativo  delle leggi  che  hanno  ad  oggetto  alcune  materie,
  quindi, leggendo l'articolo 17  bis, le leggi di cui all'articolo
  3, primo comma, all'articolo  8 bis, all'articolo 9, terzo comma,
  e all'articolo 41 bis.
       E' urgente e di particolare importanza che questo disegno di
  legge venga approvato  al  più  presto,  perchè  diversamente  su
  queste materie testè  citate  non  sarà  possibile legiferare, in
  quanto, a differenza  delle  disposizioni  nazionali,  il  nostro
  Statuto prevede la possibilità di richiedere referendum che, come
  detto, si vanno ad  inserire  nell'iter  formativo  prima  che la
  legge venga promulgata e  in  qualsiasi  caso,  anche se la legge
  passasse a maggioranza dei due terzi di questa Assemblea.  Questa
  differenza con l'articolo  138  della  Costituzione  permette  in
  maniera  molto  democratica  al  corpo  elettorale  della  nostra
  regione di partecipare ogni  qualvolta si legiferi su materie che
  hanno a che  vedere  con  l'assetto  istituzionale  della  nostra
  regione, però, di contro,  se  il  regolamento ex articolo 17 bis
  non verrà disciplinato con  il  disegno di legge oggi alla vostra
  attenzione non potremo  assolutamente  legiferare  su  materie di
  particolare importanza che questa legislatura, vista l'istituenda
  Commissione Statuto, sarà  chiamata  ad affrontare.  Mi riferisco
  alla riforma sostanziale  del nostro assetto regionale, prima fra
  tutte la riforma della  legge  elettorale.
       Per questi motivi vi chiedo di approvare il disegno di legge
  con particolare urgenza.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

     PRESIDENTE.  E' iscritto  a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne
  ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il disegno
  di legge che viene all'esame dell'Aula ad iniziativa del Governo,
  così  come poc'anzi  anche  il  relatore  onorevole  Savarino  ha
  illustrato, ha  voluto limitare l'intervento legislativo soltanto
  alla fattispecie prevista dall'articolo 17 bis dello Statuto, che
  è quella introdotta con  norma  costituzionale  e  che prevede la
  disciplina referendaria solo  per  alcuni  istituti  previsti nel
  nostro Statuto, riferibili  alla  forma  di governo, all'elezione
  dell'Assemblea regionale siciliana, cioè alla materia che è stata
  innovata con la  legge  costituzionale  promossa dalla legge-voto
  dell'Assemblea regionale siciliana.
       Noi conveniamo sulla  necessità  diremmo quasi preliminare a
  tutta  l'attività  parlamentare   che   si  proceda  subito  alla
  disciplina di questa  materia,  tuttavia  non  troviamo opportuno
  che, impegnando l'Aula  in  una  discussione che dovrebbe portare
  all'approvazione di questo  testo,  si prescinda dalla disciplina
  dei  referendum  previsti  all'articolo  13  bis  dello  Statuto,
  anch'esso introdotto con la legge costituzionale e che prevede la
  disciplina dei  referendum  regionale  abrogativo,  propositivo e
  consultivo.
       Non vedo come si  possa  procedere  per salti in una materia
  che costituisce un tutto  organico,  cioè la materia che riguarda
  le  forme  di  democrazia  diretta  o  di  intervento  del  corpo
  elettorale nella materia  legislativa e che ovviamente ha bisogno
  di una disciplina perché  possa attuarsi e possa diventare prassi
  ordinaria del nostro ordinamento.
       Noi abbiamo presentato  un  paio  di  emendamenti  volti  ad
  ampliare il testo  proposto  dalla  Commissione e a ricomprendere
  così  le  modalità   di  referendum  abrogativo,  per  la  verità
  rimandando  per  la   concreta   disciplina  ad  un  decreto  del
  Presidente della Regione;  cioè, le  modalità applicative vengono
  demandate  a un decreto  del  Presidente  della  Regione  che  le
  disciplina e quindi rende operativi anche gli altri referendum.
       Non riesco a capire  la  ragione  per cui affrontando questa
  materia non si  debba  nello stesso tempo disciplinare l'articolo
  13 bis; del resto,  con  la procedura che noi abbiamo individuato
  non sarebbe complicato  perché  abbiamo  demandato  al Presidente
  della Regione, che con decreto  disciplina, e  per  ciò che non è
  previsto si fa ricorso  alle procedure che sono individuate nella
  normativa  che abbiamo  all'esame  relativa  alla  indizione  del
  referendum di cui all'articolo 17 bis.
       Io  capisco  che   può   sorgere  un'obiezione  e  cerco  di
  prevenirla immediatamente. L'obiezione che potrebbe sorgere è che
  la disciplina dei referendum abrogativo, propositivo e consultivo
  previsti dall'art.  13 bis abbia bisogno di un intervento d'Aula.
  Qualcuno ha obiettato che  non é  opportuno che sia il Presidente
  della Regione con  apposito  decreto  a  disciplinare la materia.
  Noi abbiamo fatto  ricorso a questo espediente, chiamiamolo così,
  per ovviare a una carenza  che  si é  verificata in Commissione -
  perché   questa  é   materia   da   approfondire  in  Commissione
  legislativa - che non  avendo affrontato la fattispecie ha finito
  per rendere difficile  in Aula l'ampliamento della disciplina del
  referendum ai tre: abrogativo, propositivo e consultivo.
       La proposta che  noi  ci  sentiremmo  di  avanzare, riguarda
  Presidente, onorevoli  colleghi  della  Commissione  e  onorevole
  relatore, é che se  fosse  condivisa  la  nostra  posizione che é
  quella di contenere nel  medesimo  disegno di legge la disciplina
  dei  referendum  abrogativo,   consultivo  e  propositivo  che  -
  diciamolo  con  molta  franchezza  -  é  la  parte  innovativa  a
  proposito di intervento  diretto dell'elettorato nelle materie di
  competenza della Regione.  Il vero messaggio, la vera innovazione
  che  questa  parte   della  legge  costituzionale  rappresenta  é
  esattamente quella di dare  la  facoltà a un numero indefinito di
  elettori di potere chiedere  i referendum su leggi della Regione,
  escluse quelle che attengono alla materia fiscale e di bilancio -
  almeno così noi l'abbiamo previsto nel nostro emendamento - e non
  la parte relativa all'art.  17  bis.  Quella,  se vogliamo, é una
  parte per addetti  ai  lavori,  attiene  alla materia elettorale,
  alla  forma  di   governo,  importantissima,  ma  é  una  materia
  introdotta di recente  da  una  legge  costituzionale,  quindi, a
  nostro avviso, difficilmente  modificabile  nel breve periodo, ma
  in ogni caso é  una materia importante che va vista in uno con la
  parte relativa ai referendum propositivo, consultivo e abrogativo
  di altre leggi che  non  siano quelli relativi all'art.  3, primo
  comma, dello Statuto, all'art. 8 bis, all'art. 41 bis, agli artt.
  9 e 10, se non ricordo male, dello Statuto.  Se vogliamo, quindi,
  fare un intervento  risolutore,  che  parli  il  linguaggio della
  immediatezza e si faccia capire dalla gente, potremmo rinviare il
  disegno di legge in Commissione affinchè quest'ultima rapidamente
  ampli i confini del  disegno  di  legge a questa fattispecie oggi
  non contemplata e riesaminarlo  la  prossima settimana in Aula o,
  comunque, quando la  Commissione  sarà  pronta.  Avremo in questo
  modo  un  provvedimento  organico  in  materia  referendaria  che
  affronta l'argomento in modo esaustivo.
       Se non ho letto  male,  credo  che  alcuni  giornali abbiamo
  espresso delle polemiche, qualche posizione critica rispetto alla
  scelta contenuta nel disegno  di legge, dovute forse anche ad una
  non perfetta conoscenza della materia.
       Non  è  che  con  questo  disegno  di  legge  escludiamo  il
  referendum abrogativo, si rinvia ad altra data; ma non si capisce
  perchè -  viene veramente da chiederselo - nell'affrontare questa
  materia con una  paio  di  articoli  e  non  di più, non si possa
  esaurirla completamente  anzichè  rinviare ad altra data un testo
  che forse  poi,  presi  dall'incalzare  degli  altri appuntamenti
  parlamentari, finiremmo per non esaminare più.
       Sarebbe un vero peccato perchè la riforma costituzionale che
  ha modificato il  nostro  Statuto  ha molti pregi ma se ne ha uno
  che ci fa dire che abbiamo innovato e ammodernato nella direzione
  della partecipazione  e  della  democrazia,  questo è esattamente
  l'articolo  13   bis  che  introduce  nel  nostro  ordinamento  i
  referendum.
       L'articolo che  prevede  i  disegni  di  legge di iniziativa
  popolare che  non  erano  previsti  prima  nel nostro ordinamento
  regionale e  che però hanno bisogno di un'apposita disciplina che
  sarebbe  opportuno  che  noi  introducessimo  contestualmente nel
  medesimo testo che stiamo affrontando questa sera.
       Quindi valutiamo: se  si ritiene opportuno percorrere questa
  strada  si   può   procedere   attraverso   l'   approvazione  di
  emendamenti, ad  iniziativa  della  Commissione,  che  si possono
  concordare ;  noi abbiamo presentato i nostri ma ovviamente siamo
  disponibilissimi a  discutere  con  gli  altri gruppi l'eventuale
  testo; oppure  fare  un passaggio rapido in Commissione perchè in
  quella sede, più appropriata, si approfondisca e si definisca.
       Noi avvertiamo  l'esigenza  che,  esitando  come prima legge
  dell'Assemblea regionale  un  testo  che  riguarda il referendum,
  dovremmo contemplare  quella  parte  che  a nostro giudizio ha un
  grande valore democratico, quella relativa ai referendum previsti
  dall'articolo 13 bis.
       Quindi ci  appelliamo  -  credo che l'Assessore per gli enti
  locali stia seguendo  la  materia  -  al  Governo  e  agli  altri
  componenti  la   Commissione  perchè  questa  nostra  tesi  venga
  condivisa  e   trovare  le  forme  per  concluderla  ed  esitarla
  positivamente.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Miccichè.
       Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
  Capodicasa mi  ha  anticipato;  avevo già predisposto, a nome del
  Gruppo di  Rifondazione  Comunista,  degli  i emendamenti  e devo
  dire   che   il  ragionamento  svolto  dall'onorevole  Capodicasa
  coincide perfettamente con lo spirito degli emendamenti stessi.
        E  vorrei   scendere  ancor  più  nel  dettaglio  circa  il
  contenuto degli  emendamenti  che  ho presentato ad 'inizio della
  seduta.
       Io sono  divenuto componente della I Commissione legislativa
  'Affari istituzionali,  quando  i  lavori  e  l'esame  di  questo
  disegno di legge  erano  già  iniziati  e  la discussione era già
  avviata e quindi non ne avevo ben afferrato lo spirito.
       Anche perchè,  come prima cosa, ho letto molto sommariamente
  la relazione del  disegno  di  legge  del Governo e ho cercato di
  comprendere l'indirizzo che si intendeva dare allo stesso.
       Tutti facciamo  la stessa cosa, anche nei consigli comunali,
  quando  cerchiamo   di   capire   l'argomento   che  si  pone  in
  discussione. C'è  stata  una  disattenzione mia nell'afferrare il
  concetto.
       La premura  a  volte  fa  commettere errori; ma ho rimediato
  appena ho avuto modo di leggere nella piena completezza del testo
  il  disegno di legge.
       Quando ho letto la relazione, mi  convinceva,    anche se io
  non sono un appassionato di referendum (come il Partito radicale,
  per intenderci, che  cerca  di  mettere  mani  su  tutto  e tutti
  confondendo spesso  i ruoli tra amministrati e amministratori).
       A pagina 1 del disegno di legge si fa riferimento alla legge
  costituzionale del  31  gennaio  2001 "con la predetta legge sono
  state apportate  significative  modifiche  al nostro statuto, tra
  queste è  di  particolare  rilevanza l'introduzione, per la prima
  volta, di  strumenti di partecipazione diretta dei cittadini alla
  vita politica  della  Regione, quali il referendum e l'iniziativa
  popolare".
       Chi non può  non condividere una premessa del genere?  Ma si
  va ancora nel particolare, e si dice:  "ed infatti, l'articolo 13
  bis  del   nostro   Statuto   prevede  il  referendum  regionale,
  stabilendo che  esso  può  essere  sia  di  tipo  abrogativo, sia
  consultivo   che   propositivo.   La  raccomandazione  di  questo
  istituto  è  poi  demandata  all'Assemblea  per  quanto  concerne
  l'ambito di applicazione e le modalità di svolgimento".
       Questo   indirizzo   doveva  seguire  il  ragionamento.  Ma,
  leggendo poi il  testo  del disegno di legge, di questa parte non
  si  fa alcuna  menzione.  Lo  la  sensazione  -  ma  posso  anche
  sbagliare -  che questo, all'origine, era previsto nel disegno di
  legge e poi,  con  un tratto di penna è stato cancellato.
       Non si  capisce  perché,  si faccia riferimento all'articolo
  13  bis,   al   referendum   popolare  abrogativo,  consultivo  e
  propositivo, e poi,  nel disegno di legge, in cui si vuole creare
  questo istituto  democratico,  non  se  ne  fa menzione.
       Allora, io  credo  che  -  e  convengo  con  il ragionamento
  dell'onorevole Capodicasa  -  ci  sia  stata  l' esigenza più che
  altro di  essere  propedeutici  ad  altri  disegni  di  legge che
  vengono  subito  dopo.
       Infatti, in  discussione  c'era  sia il disegno  di legge n.
  184 che il  n.  185  che, in quella sede, ricordo benissimo, sono
  stati ritirati.  Si  diceva  infatti  che  il  Governo  li  aveva
  ritirati, non si potevano trattare.  Non si capisce bene che cosa
  è avvenuto  in  quel  frangente.  L'unico  disegno  di  legge  da
  esaminare era il  numero  183;  e così è stato fatto.
       Io mi  sono  astenuto  solo  perchè  avevo colto qualcosa di
  contraddittorio  che   non   avevo   ben   capito,  poi  leggendo
  attentamente, ho  capito  che  manca  la  parte  essenziale di un
  disegno di  legge  democratico  di  iniziativa  popolare:  quella
  relativa all'applicazione  dell'  articolo  13 bis dello Statuto,
  il referendum  propositivo, abrogativo e consuntivo.
       Un articolo  fondamentale per le sorti della Sicilia, perché
  fra pochi giorni  ci  dovremo  recare  a votare il referendum sul
  Federalismo.
       Noi di Rifondazione Comunista   non siamo molto soddisfatti,
  non siamo completamente d'accordo su questa linea di tendenza, su
  questo tipo  di  federalismo  che  viene proposto;  tantomeno con
  questo referendum  che, evidentemente, avrà le sorti che avrà.
       Ma non sto discutendo il merito del referendum che andremo a
  votare, in  quanto  lo  spirito  mi  sembra  giusto.  Lo  spirito
  democratico del referendum,  in questo caso, è giusto. Ma la cosa
  essenziale che, secondo  il mio punto di vista, può interessare i
  cittadini - e mi rivolgo per questo al Presidente dell'Assemblea,
  onorevole Fleres,  che  conosco come deputato che nel corso della
  sua lunga  esperienza  legislativa passata si è sempre soffermato
  sui diritti civili, sui problemi che riguardano la partecipazione
  popolare    e    su    tutte   queste   tematiche   democratiche,
  liberal-sociali - la cosa  essenziale,  dicevo, è che mi pare che
  in questo momento l'area di  Governo,  di cui lei fa parte, abbia
  dimenticato questo problema.
       Gliene  interessa   soltanto   una   parte,  altri  tipi  di
  provvedimenti, su  cui  non voglio entrare nel merito perché  non
  sono  oggetto  della  discussione.
       A mio  avviso, se ai cittadini siciliani, ai siciliani, come
  spesso dice  l'onorevole  Cintola,  se  a  un elettore siciliano,
  a degli  elettori siciliani, a migliaia di elettori siciliani non
  piace una legge  di  questa  Regione,  per  esempio  la legge che
  prevede la  riforma  sanitaria  che  dovrebbe  tagliare non si sa
  quanti posti  letto,  non  si  sa  quale  stato  sociale,  ebbene
  quella legge potrebbe essere sottoposta a referendum, se ci fosse
  un quinto, un cinquantesimo di elettori o i Consigli comunali o i
  Consigli provinciali  che  raccogliessero le firme, se ci fossero
  le condizioni previste dalla articolo 17 bis dello Statuto.
       Noi di  Rifondazione  Comunista   non  siamo  contro  questo
  disegno di  legge,  siamo  per  aggiungere, per integrare, se poi
  la nostra  proposta, i nostri emendamenti vengono visti solo come
  ostacolo, vi sbagliate di grosso.  Questo è un istituto in cui io
  credo, ma oltre all'articolo 17 bis ci vuole l'articolo 13 bis.
       Non a caso l'articolo 13 bis il legislatore precedente lo ha
  posto prima del  17  bis,  quindi,  a  che cosa ha pensato prima?
  Alla  consultazione  popolare,  all'iniziativa  popolare, cioè al
  popolo che  partecipa,  che  si rende partecipe della definizione
  delle leggi della propria Regione.
       In questo caso, invece, prevediamo il contrario. Ma lasciamo
  stare, prima o dopo, è solo per fare un ragionamento, per cercare
  di fare capire l'esigenza di introdurre l' articolo 13 bis.
       Noi   abbiamo  fatto  degli  emendamenti  che  sommariamente
  espongo. Essi riguardano:

    -  al  primo  comma,  articolo  1 bis "E' indetto un referendum
    popolare regionale popolare per deliberare l'abrogazione totale
    o  parziale  di  una  legge  della  Regione o di un atto aventi
    valore  di  legge  quando  lo  richiede  un  quinto  dei membri
    dell'Assemblea,   o   un  cinquantesimo  degli  elettori  o  un
    trentesimo  degli  elettori  qualora l'approvazione della legge
    sia avvenuta con la maggioranza dei due terzi.

    Possono chiederlo,  altresì  "  cinque  consigli  provinciali o
    almeno venti  consigli  comunali  pari a un cinquantesimo degli
    elettori.

    Il  secondo  comma  dice:  "Il  Presidente  della  Regione,  su
    delibera  della  Giunta  regionale  di  Governo  e  sentita  la
    competente   commissione  legislativa  dell'ARS,  è  tenuto  ad
    emanare entro  trenta giorni dalla pubblicazione della presente
    legge il  regolamento  concernente le modalità di effettuazione
    del referendum regionale propositivo e consultivo".

       Con  questo  emendamento, in sostanza, diamo la possibilità,
  un  ulteriore  impegno  di  indirizzo  al  Governo, di emanare un
  disegno  di legge relativo al regolamento per indire i referendum
  consultivi, propositivi o abrogativi.
       In  questo  caso  non  facciamo  un  ragionamento per cui si
  dovrebbe  tornare  in Aula per fare un'altra legge. Demandiamo al
  Presidente  della  Regione  il  compito  di  emanare  un apposito
  regolamento.
       Naturalmente,  come  ha  detto anche l'onorevole Capodicasa,
  non  è  ammesso  il referendum per le leggi di bilancio. Questo è
  ormai  pacifico.  E' una norma costituzionale e noi ci adeguiamo.
       Il quarto  comma  dice:  "Hanno  diritto  di  partecipare al
  referendum tutti  i cittadini chiamati ad eleggere l'ARS". Questo
  è ovvio  perché  nei  referendum  bisogna  sempre indicare chi vi
  deve partecipare.
       Questo  è l'emendamento da noi presentato che ci sentiamo di
  sostenere  e  di cui  chiediamo  la  votazione  ai  componenti di
  quest'Aula,  non  per  sminuire il valore della proposta di legge
  presentata. Noi  possiamo votare senza problemi tutto così com'è.
  Non   chiediamo   l'abrogazione,  non  stiamo  criticando, perché
  d'altronde la  seconda  parte  del disegno di legge ricalca quasi
  quello  nazionale sulla modalità della procedura dell'attivazione
  dell'istituto referendario.
       Di conseguenza è il principio che deve passare. Deve passare
  il principio  che  i cittadini devono essere partecipi della vita
  politica siciliana.  Non  si chiede la luna nel pozzo. Non si sta
  facendo demagogia, ma  si  sta dicendo una cosa ovvia e credo che
  la maggioranza  dei deputati potrà accogliere questa proposta che
  ho illustrato poc'anzi.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  desidero  intervenire  per
  evitare che  il  dibattito  si  sviluppi  lungo  un  percorso non
  esattamente corretto rispetto ai contenuti del disegno di legge.
       Desidero  ricordare  all'Aula  che  le  procedure  di cui ci
  stiamo  occupando sono quelle previste dall'articolo 17 bis dello
  Statuto,  non  quelle  previste  dall'articolo  13  bis. Sono due
  procedure    profondamente    diverse.    Sono   due   meccanismi
  profondamente  diversi,  l'uno  più  aggravato  dell'altro perché
  affrontano  tematiche  completamente  diverse,  l'una  di  natura
  costituzionale,  l'altra,  invece,  legata  alle  leggi  che  non
  interferiscono   con  le  competenze  di  natura  costituzionale
       Questo mi  interessava sottolineare  proprio per evitare che
  si parli di questioni diverse.
       Peraltro,  qui  il  tema  non  è quello di condividere o non
  condividere  l'istituto  referendario, ma quello di disciplinarlo
  in   maniera  diversa  perché  tale  è  l'indicazione  di  natura
  statutaria   prevista   dall'articolo   13   bis, in  un  caso, e
  dall'articolo 17 bis nell'altro caso.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola.  Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA. Noi ci stiamo incamminando sulla discussione generale
  del  disegno  di  legge.  Io vorrei evitare di avvitare l'Aula su
  problemi regolamentari  e  su  percorsi che possono essere, a mio
  avviso, superati se definiamo la discussione generale sul disegno
  di legge, votiamo  il  passaggio all'esame degli articoli e lì ci
  fermiamo  per   le  24  ore,  previste  dal  Regolamento  per  la
  presentazione   degli   emendamenti.
       Ciò significa  che  la  Commissione  e l'intera Aula possono
  approfondire  ed   arrivare   a  quello  che  noi  reputiamo  sia
  essenziale sia  per  l'uno  che  per  l'altro  disegno  di legge,
  trattandosi di  referendum  e dello Statuto, materie che non sono
  prettamente di  una  maggioranza o di una opposizione, ma servono
  ad avere  il maggior numero possibile di presenze favorevoli.
       Desidero  anche  ringraziare il Presidente della Commissione
  ed i componenti  che  sono stati unanimemente convinti di dare un
  voto favorevole sia all'uno che all'altro disegno di legge, anche
  se oggi  si  appalesa qualche approfondimento in più, che ritengo
  pur necessario, perchè  siamo ancora in tempo a dare un indirizzo
  che possa essere  il  più unitario possibile.
       Riterrei, pertanto,  valido  un discorso che ponga fine alla
  discussione generale  con gli interventi che sono programmati, il
  passaggio all'esame degli articoli, l'accantonamento doveroso del
  disegno di  legge  per gli eventuali emendamenti, il passaggio al
  secondo  disegno   di   legge  per  incardinarne  la  discussione
  generale e la conseguente votazione del passaggio all'esame degli
  articoli, con le  24  ore minime (possono essere anche 48 o 72 se
  si rende  l'Aula disponibile a dover definire nei particolari gli
  eventuali emendamenti presentati che saranno poi illustrati).
       Il percorso  al quale faceva riferimento l'onorevole Fleres,
  nella qualità  di  Presidente  di  questa Commissione, dicendo di
  stare attenti alle due procedure perchè una ci porta ad una legge
  ordinaria, l'altro  ci  porta  ad  una  legge  straordinaria  con
  maggioranze qualificate e  tutto il resto.
       Nei termini  in  cui  il  Presidente  dell'Assemblea  lo  ha
  esposto anche  queste  sono  cose che possono essere superate non
  avvitandoci in Aula  e non arrivando ad una conclusione che poi è
  quella alla quale  tutti  siamo legati, quella di definire bene e
  presto sia la  legge sul referendum che la legge istitutiva della
  Commissione dello  Statuto,  senza  espoliazione di nessun genere
  dei compiti delle Commissioni legislative, perchè ci vorrebbe una
  modifica  statutaria  prima  di  attribuire  competenze  che  non
  possono essere  tolte  alla  I  Commissione,  così come il nostro
  ordinamento  recita.
       Per cui,  ripeto,  riterrei,  signor Presidente ed onorevoli
  colleghi, di  definire  la discussione generale di questo disegno
  di legge, il passaggio all'esame degli articoli, gli emendamenti,
  la discussione generale dell'altro disegno di legge, la votazione
  per il  passaggio  all'esame  degli  articoli  e quindi il rinvio
  congruo perchè  possa  essere definito attraverso gli emendamenti
  in un ulteriore  incontro in I Commissione, il cui lavoro è stato
  pregevole, data  l'unanime  valutazione  e che quindi non può che
  camminare verso soluzioni che se non sono unanimi sono largamente
  rappresentative dell'intera  volontà dell'Aula sui due disegni di
  legge.  La ringrazio, signor Presidente.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini.
       Ne ha facoltà.

     LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
  legge esaminato  dalla  Commissione  e  trasferito per l'esame in
  Aula,  intende  iniziare  quel  processo  riformatore  di  questa
  legislatura,  che   si   collega   a  quanto  già  avviato  nella
  legislatura  precedente,  e  che  intende  investire  la  materia
  costituzionale.
       Io   ritengo   che   questa   prima   importante  iniziativa
  legislativa  debba  essere  oggetto,  in Aula, di una riflessione
  organica.   Ho   ascoltato   le   sollecitazioni  del  Presidente
  Capodicasa  e  ritengo  che  sia plausibile un percorso in quella
  direzione, ma nulla toglie che anche in quella direzione si possa
  andare  con  una  discussione su emendamenti presentati in questa
  sede ed in questa occasione.
       Dal  nostro punto di vista, ritengo che sia conveniente, più
  proprio,  completare il lavoro iniziato dalla Commissione, con un
  precipuo,  specifico  riferimento  alla  materia costituzionale e
  disciplinata dall'articolo 17 bis, per iniziare con coerenza quel
  processo  riformatore di natura costituzionale che noi, per altro
  in  Aula,  stasera  stesso,  completeremo,  proseguiremo  con  il
  riferimento  alla  reistituenda  Commissione per la riforma dello
  Statuto.
       Mi  pare che le due iniziative legislative facciano il paio,
  siano  organicamente  legate e coerenti, e vadano nella direzione
  proprio della riforma in materia costituzionale.
       Per  il  resto,  quanto  disciplinato  dall'articolo 13 bis,
  appunto  per  la  procedura aggravata prevista nella formulazione
  dell'articolo,   potrà   essere   poi   materia  di  un'ulteriore
  riflessione ed iniziativa legislativa.
       Quindi,  io  credo che sia opportuno chiudere la discussione
  generale  con  la  presentazione  degli emendamenti, passare agli
  articoli  e poi avviare una riflessione, più specifica attraverso
  gli  articoli, che può condurci anche nella direzione sollecitata
  dai colleghi.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  particolarmente  breve  sarà l'intervento perché, non originale a
  questo  punto  della  discussione, in quanto farò mie molte delle
  considerazioni   espresse   da   alcuni  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto.
       Devo  dire,  innanzitutto,  che  mi  soddisfa, ed in maniera
  particolare  da  deputato di questa Assemblea, prescindendo anche
  il  ruolo  che  rivesto  di  minoranza  all'interno della stessa,
  l'attività   svolta  dalla  Commissione,  il  testo  esaminato  e
  licenziato  dalla  stessa, perché in tempi particolarmente rapidi
  e,  non  soltanto  rapidi,  ma  anche  in maniera qualificata, ha
  esitato un  disegno  di  legge  che dà attuazione ad una norma di
  natura  costituzionale  essenziale per poter procedere con questa
  fase riformatoria che questa Assemblea, così come affermato nelle
  dichiarazioni programmatiche, ha posto in essere.
       Devo  dire, comunque, che avrei ritenuto, e qua dissento nel
  merito, Presidente, rispetto alle osservazioni poco fa fatte, che
  in  questa  fase  sarebbe  stato,  probabilmente, opportuno, così
  come, dicevo,  esposto  da  altri colleghi, procedere ad un esame
  della   materia   generalmente   intesa,   ovvero   le  forme  di
  partecipazione, in maniera unitaria.
       Mi rendo conto che un unico disegno di legge, probabilmente,
  anzi   sicuramente,   non   può   immaginare  la  presenza  della
  regolamentazione,   così  come  voluta  dall'articolo  17  bis  e
  dall'articolo 13.
       Sarebbe  stato possibile, comunque, procedere parallelamente
  perché,  se è vero, com'è  vero,  che  in  maniera  celere  si  è
  proceduto ad ipotizzare  l'emanazione  di  questa legge, che darà
  poi  la  possibilità,  lo   ricordo   a   me   stesso,  di  poter
  eventualmente emanare norme riguardanti l'elezione dell'Assemblea
  regionale, lo  scioglimento  dell'Assemblea regionale, l'elezione
  del Presidente della Regione  e  la forma di governo regionale, è
  presumibile che modifiche di questi importanti settori della vita
  dell'Assemblea regionale  non  vadano  all'approvazione  in tempi
  brevi,  anzi,  è   ancor  più  presumibile  che  saranno  oggetto
  specifico dell'attività  della  costituenda  Commissione  per  lo
  Statuto.
       Quindi, da una parte ringraziamo per la celerità, dall'altra
  parte   ritengo  che,  parallelamente,  sarebbe  stato  possibile
  procedere  anche - e credo che  sia  ancora  possibile -  con  un
  autonomo, ma  parallelo,  disegno  di legge  alla istituzione dei
  vari referendum, così come  previsti  dall'articolo  17 bis, così
  come modificato dalla legge costituzionale.
       Ritengo anzi che, per  dare  ulteriore  organicità  a queste
  importanti  attuazioni   del   dettato   costituzionale,  bisogna
  prendere in considerazione anche  le  modifiche introdotte con le
  leggi   costituzionali  aventi   a   riguardo   il   procedimento
  legislativo regionale. Infatti, bisogna ricordare, ancora qui non
  è  stato  fatto,  che l'articolo  12  dello  Statuto,  così  come
  modificato dalla legge di  revisione  costituzionale, ha ampliato
  il diritto di iniziativa per  quanto riguarda la presentazione di
  leggi regionali.
       Credo  che  sia  opportuno,  oltre  che  approvare  l'ottimo
  disegno   di   legge   esitato   dalla   Commissione,   procedere
  parallelamente, anche perchè effettivamente sono diversi i metodi
  e  le  maggioranze  richieste, anche all'approvazione delle leggi
  attuative,  sempre  delle  leggi  costituzionali, avente riguardo
  l'articolo 12 del nuovo statuto.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  avendo
  seguito il dibattito  e  prendendo atto del fatto che si è tenuto
  conto delle  considerazioni  sviluppate  in  questa sede da parte
  dell'onorevole Capodicasa  e di altri parlamentari circa il fatto
  che la materia,  in  qualche  modo,  è  monca,  e  si  tratta  di
  affrontare anche  altri  parti  che  riguardano la possibilità di
  regolamentare il  referendum  anche per le leggi ordinarie, io mi
  permetto di  suggerire  un  percorso, se l'Aula, i colleghi della
  Commissione e gli altri  colleghi  parlamentari  sono  d'accordo,
  cioè quello di procedere comunque alla votazione per il passaggio
  agli articoli, di tenere  aperta  la  Commissione,  di  demandare
  comunque alla Commissione, da qui  a martedì, visto che l'Aula si
  convocherà per il prossimo martedì,  e  invitare la Commissione a
  predisporre un emendamento al testo  che regolamenti la parte del
  referendum legata all'articolo 13 bis.
       Questo, in qualche modo, coniugherebbe le due esigenze poste
  nel  corso  del  dibattito   da   più   parlamentari  e,  quindi,
  consentirebbe   di  avere  un   testo   completo   che   affronti
  complessivamente la materia.
       Signor Presidente, io mi permetterei di raccogliere l'invito
  formulato qui dal collega Cintola,  e cioè di votare il passaggio
  agli  articoli,  mandare  tutto  in  Commissione  e  invitare  la
  Commissione a predisporre un emendamento al testo che affronti la
  disciplina  del referendum riferita  all'articolo  13  bis  dello
  Statuto.

     PRESIDENTE.  Poichè  comunque l'Aula  tornerà  a  riunirsi  il
  prossimo  9  ottobre,  ci sarà  tutto  il  tempo  necessario  per
  esaminare  gli  emendamenti  presentati,  e  per  presentare  gli
  emendamenti avremo tempo fino  alla chiusura dell'attuale seduta,
  e per approfondire le parti  che  sono state discusse nei diversi
  interventi.

     LO MONTE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO MONTE .  Onorevole  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono
  stato  anticipato  dall'onorevole   Speziale   col   quale   sono
  sostanzialmente d'accordo.  Ritengo,  infatti,  che probabilmente
  questa sarà la prima legge  di  questa  nuova  legislatura, anche
  perchè mi rifiuto di credere  e di accettare che abbiamo iniziato
  l'attività legislativa di questa  legislatura con le modifiche al
  Regolamento  che  - come avevo,  fra  l'altro,  detto  in  quella
  occasione - non hanno risolto  il  problema  per  il  quale erano
  state  proposte; modifiche  che   hanno  ingenerato  altri  dubbi
  interpretativi  e  credo che  probabilmente  nuovamente  si  farà
  ricorso all'Aula. Pertanto, inaugurare  la legislatura che stiamo
  sostanzialmente  cominciando con una  legge  organica  perchè  di
  questo trattasi, abbiamo la possibilità  -  e  poi articolerò per
  bene la proposta - di  affrontare  l'istituto  del  referendum in
  tutte  le  sue  sfaccettature,  non c'è l'obbligo di fermarci. Io
  sono   componente   della   Commissione   e   questo   intervento
  probabilmente  potevo anche farlo in quella sede, però debbo dire
  che   non   ho   avuto   la  intuizione  e  quindi  condivido  le
  considerazioni fatte dall'onorevole Capodicasa, secondo il quale,
  dal   momento  che  affrontiamo  l'istituto  del  referendum  per
  prevenire  le  riforme  costituzionali che dobbiamo assolutamente
  approvare  e  nell'assunto  che  con  pochi  articoli,  con pochi
  emendamenti  abbiamo  la possibilità di legiferare, di emanare un
  provvedimento organico su tutta l'intera materia. Io credo che si
  possa  stasera  votare  anche il passaggio agli articoli e però è
  importante  che ci sia un impegno da parte della presidenza della
  Commissione, ma soprattutto del Governo a che domani, entro le 24
  ore,  che  sono date a tutti i deputati per proporre emendamenti,
  si   possa  riunire  la  Commissione  ed  dare  il  parere  sugli
  emendamenti, che  servono  proprio  a  completare questa legge in
  maniera  da  affrontare  nella  prossima seduta utile il testo in
  maniera  organica.
       Io  credo  che  questa  sia  una esigenza sentita da tutti i
  parlamentari  perchè  spesso  nei  programmi  elettorali facciamo
  ricorso  all'impegno  di  approvare leggi organiche, di approvare
  testi  unici, però  quando ne abbiamo la possibilità, ed io credo
  che siamo proprio in questo caso, non dobbiamo fuggire.  Io credo
  che  abbiamo  la  possibilità con un minimo sforzo, con l'impegno
  del  Presidente  dell'Assemblea,  con  l'impegno  del  Governo  a
  riunirci  domattina  ed a proporre emendamenti nei tempi previsti
  per  tutti gli altri deputati e quindi di chiudere la discussione
  generale  e  di passare all'articola;  però con  l'impegno ripeto
  del  Presidente  della Commissione e del Governo che domattina ci
  si riunisca proprio per preparare quegli emendamenti che servono,
  che  sono  poca  cosa, a completare e a farla diventare una legge
  organica sull'intero istituto del referendum.

     PRESIDENTE. Credo, onorevole Lo Monte,  che la Commissione sia
  stata già autorizzata nel programma dei lavori a riunirsi, quindi
  questo problema non si pone, nel senso che se vuole, può farlo.

     SAVARINO, relatore. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SAVARINO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
  raccogliamo  l'invito  dei  colleghi ad esaminare gli emendamenti
  proposti.  Tenuto  in  considerazione  comunque  il  fatto che in
  questa  sede noi avevamo portato in Aula due disegni di legge che
  si  muovono  in  parallelo e che danno la possibilità di iniziare
  una  stegione  di  riforme.  Uno  dei  disegni  di legge è questo
  presentato  per la regolamentazione dei referendum ex articolo 17
  bis;   il   secondo  disegno  di  legge  è  quello  che  riguarda
  l'istituzione  della  Commissione  per  lo  Statuto.  Entrambi si
  muovono   rispondendo   all'esigenza  primaria  di  iniziare  una
  stagione  di  riforme.  A questo punto rispondiamo alle esigenze,
  comunque,  dei  colleghi,  di  esaminare  gli  emendamenti  e  ci
  aggiorniamo alla prossima seduta.

     PRESIDENTE. Grazie  onorevole  Savarino.
       Non  essendoci   altri  colleghi  iscritti  a  parlare,  con
  l'impegno della  Commissione  a  esaminare  gli  emendamenti  che
  abbiamo tempo di presentare fino alla conclusione della seduta di
  questa  sera,  pongo  in  votazione  il passaggio all'esame degli
  articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Essendo  stati  presentati  degli emendamenti, sospendiamo a
  norma  di  Regolamento  la discussione del disegno di legge che è
  iscritto  all'ordine  del  giorno  della seduta di giorno 9, così
  come  già  convenuto  dalla  Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari.

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'AQUINO,  assessore per gli enti locali.   Io  credo  che  la
  materia  sia  diversa,  nel   senso   che  l'articolo  17  bis  è
  un'aggregazione o è una continuazione  di un disegno di legge sul
  referendum  che  riguarda   una  modifica  costituzionale  e  che
  l'articolo  13  bis,  invece,  riguarda  una materia parzialmente
  diversa perché non riguarda una modifica costituzionale.
       Comunque, c'è la volontà  del  Governo  di  partecipare e di
  vedere insieme alla Commissione  quelle  che  sono le ipotesi per
  costruire  assieme una proposta globale e, quindi, torno indietro
  nel  discorso, ma credo che sia sostanzialmente riprendere quello
  che  ha  detto il Presidente della Commissione, riprendere quanto
  ha detto il relatore della legge.

     LO MONTE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO MONTE . Signor  Presidente,  io  vorrei si chiarisse questo
  particolare: se c'è  l'impegno  da  parte  del  Presidente  della
  Commissione - credo che  il Governo abbia dato la disponibilità -
  a convocarci per domani in tempo utile...

     ARDIZZONE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE, presidente della Commissione.  Da parte mia non c'è
  alcuna   difficoltà   a   convocarci  per  domani.  Partendo  dal
  presupposto che non si può garantire che domani si possa definire
  la  discussione  sugli  emendamenti,  perché  obiettivamente  sia
  quello  che  ha detto il Governo, ma anche quello che hanno detto
  gran parte dei deputati dell'opposizione, in particolar modo l'ha
  detto con molta chiarezza e per questo è apprezzabile l'onorevole
  Spampinato,   richiamando   peraltro   quello  che  ha  detto  il
  Presidente  della Commissione, ci sono due passaggi ben distinti,
  quello  che  riguarda  il 17 bis e quello che riguarda il 13 bis,
  per   cui   noi   propedeuticamente  dovremmo  stabilire  se  gli
  emendamenti sono proponibili o non sono proponibili.

     PRESIDENTE. Onorevole  Presidente, la richiesta dell'onorevole
  Lo  Monte  non riguarda il merito, ma il metodo; chiede solamente
  che  la Commissione si riunisca per esaminare gli emendamenti. Se
  c'è l'impegno.

     ARDIZZONE, presidente della Commissione.  La Commissione è ben
  disponibile a riunirsi  domani, adesso ci sentiremo con l'Ufficio
  di  Presidenza  per  stabilire  l'ora  precisa.  Rifletteremo sul
  discorso, sulla conclusione definitiva.

   SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, noi abbiamo
  approvato  il  passaggio  all'esame  degli articoli. E' chiaro ed
  evidente  che  sono  stati  annunziati  degli emendamenti, il che
  significa  che  dobbiamo fermarci. Per cui la compatibilità della
  convocazione  della  Commissione  di  domani  è legato all'orario
  entro  il  quale  abbiamo  la  certezza  che gli emendamenti sono
  presentati e nient'altro e la Commissione può lavorare.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola,  abbiamo già detto che il tempo
  per  presentare gli  emendamenti  scade  alla  conclusione  della
  seduta  di  questa  sera.  Pertanto,  la prima Commissione domani
  mattina sarà messa nelle condizioni di avere a disposizione tutti
  gli  emendamenti  presentati  per  potere fare le valutazioni che
  ritiene.  Naturalmente,  poi,  si  formerà  un'opinione  che sarà
  quella  della  Commissione.  Ciò  non  toglie che gli emendamenti
  restano  in  vita perché naturalmente se c'è un testo condiviso e
  che  è  interamente sostitutivo di quelli presentati si procederà
  al  ritiro  degli altri, diversamente si procederà alla votazione
  dei singoli emendamenti così come presentati.

     CINTOLA. Quindi, se  il  Governo  dà  l'impegno  di  essere in
  Commissione  domani   all'orario  in  cui  la  Commissione  viene
  convocata é chiaro che  domani  la Commissione può lavorare e può
  portare a compimento il suo lavoro.
       Dicevo,  se la subordinata è di passare all'altro disegno di
  legge per la discussione generale perché possa essere incardinato
  anche  quello,  in  maniera  tale  che  la  Commissione potrà, da
  domani,  svolgere  per  intero  il  proprio lavoro portandoci dei
  disegni   di  legge  già  definiti  anche  con  il  parere  sugli
  emendamenti eventualmente presentati.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     DISCUSSIONE   GENERALE   DEL   DISEGNO   DI   LEGGE  N.  226/A:
     "Istituzione  di  una  commissione  speciale per la revisione e
     l'attuazione dello Statuto"

     PRESIDENTE.  Si passa alla discussione generale del disegno di
  legge  n.  226/A: "Istituzione di una commissione speciale per la
  revisione  e  l'attuazione  dello Statuto", posto al numero 2, di
  cui   è   relatore   l'onorevole   Leanza  Edoardo.  Non  essendo
  l'onorevole  Leanza  Edoardo  presente  in  Aula,  ha  facoltà di
  parlare il Presidente della Commissione, onorevole Ardizzone.

     ARDIZZONE. Mi rimetto al testo della relazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende atto.
       Dichiaro aperta la discussione generale.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io intendo
  intervenire nella  discussione  generale  sul testo esitato dalla
  Commissione   perché   ritengo  che,  dopo  aver  contribuito  ad
  elaborare il testo in Commissione, dico che il tema delle riforme
  della   seconda   parte   dello   Statuto   debba   investire  la
  responsabilità  dell'intero  Parlamento. Non si tratta di materia
  delegabile soltanto alla maggioranza, ovviamente; esso interviene
  in  una  fase  in  cui  c'è una profonda modifica in Italia delle
  riforme   dell'assetto   istituzionale,  nel  senso  che  si  sta
  accentuando  il  carattere  federale.  Mi  auguro  che  giorno  7
  ottobre  il  risultato  delle votazioni in qualche modo tracci un
  indirizzo   federalista.   E   in   questo  contesto  si  avverte
  l'esigenza   che  la  nostra  Regione  non  perda  l'appuntamento
  rispetto  a  queste  scadenze.
       Qui  si  impone,  quindi, l'esigenza che venga istituita una
  Commissione  speciale che affronti la riforma della seconda parte
  dello  Statuto.  Nel  corso della precedente legislatura é  stato
  fatto  un  buon  lavoro.  Abbiamo proceduto con la legge voto nel
  '97  a proporre al Parlamento nazionale una modifica dell'assetto
  e  della  forma  di  governo  attraverso  l'elezione  diretta del
  Presidente   della  Regione.  Adesso  noi  pensiamo  che  bisogna
  procedere  attraverso  la riforma sostanziale della seconda parte
  dello  Statuto.
       Quindi,  dichiariamo  la nostra disponibilità a confrontarci
  su  questo  argomento  e,  però, vorrei chiamare i colleghi della
  maggioranza   a   una   riflessione.  La  materia  della  riforma
  istituzionale  non  é  materia  che  appartiene alla maggioranza;
  essa  appartiene  all'intero  Parlamento.  Ho  già  detto che nel
  corso  dei  lavori  della  Commissione  noi abbiamo contribuito a
  esitare  il testo concordandolo con i colleghi della maggioranza.
       Qui  desidero porre - l'abbiamo già fatto con un emendamento
  presentato  al testo - un carattere e una priorità politica.  Noi
  pensiamo  che  un segnale da parte della maggioranza possa venire
  nell'introdurre,  nella  norma  che é  all'esame del Parlamento e
  del  testo,  che  la  Presidenza  della commissione Riforma dello
  Statuto  venga  affidata  alle opposizioni.  Dobbiamo, in qualche
  modo,  mettere  in  campo una politica contraria all'idea che chi
  vince  vince  tutto,  chi  perde  perde  tutto  Che il tema della
  riforma  istituzionale é  un tema che ha carattere generale e che
  investe  la  responsabilità  di  tutti.
       Per  questo chiedo espressamente ai gruppi della maggioranza
  di  pronunziarsi  su  questo  argomento.  Tale  Commissione non è
  una  commissione legislativa, dove mi rendo conto bisogna portare
  avanti  il  programma  del  Governo,  è  una  commissione  che ha
  carattere  di  riforma generale che riguarda la natura del nostro
  Statuto  -  e  io  mi  auguro  che  si  spinga  verso un rapporto
  idealista -. Penso, quindi,  che  sia corretto che da parte della
  maggioranza  venga  riconosciuto  ciò  con legge ora e dopo. Oggi
  siete maggioranza voi, domani potremmo essere maggioranza noi, ma
  si  stabilisca  con  legge  che  la  Presidenza della Commissione
  Statuto venga affidata ad un esponente della opposizione.
       Questa  la osservazione che volevo fare e sulla quale vorrei
  spingere il dibattito in Aula.

     PRESIDENTE. Solo per una considerazione di carattere generale.
  Diventa difficile stabilire per  legge quello che lei ha chiesto,
  credo che debba essere rinviato il tema ad una verifica di natura
  politica,  come  peraltro  accade  anche per commissioni diverse,
  considerate  di  controllo  o  comunque  che  hanno una rilevanza
  diversa.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
  facoltà.

     LEONTINI.   Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  istituzione di una nuova Commissione per la riforma dello Statuto
  costituisce sicuramente l'avvio  del  momento  più importante del
  processo di riforma  che  deve completare l'avviata riforma dello
  Statuto e dell'assetto  del  nostro  ordinamento  e  della nostra
  Regione.
       La riflessione che è stata avviata in Commissione, per certi
  aspetti,  ha prodotto un lavoro e un risultato che ha ridotto, ha
  selezionato le competenze della precedente Commissione.
       Non mi pare che, a fronte di un grande significato conferito
  e attribuito a questo organismo nella precedente legislatura, che
  ha  prodotto il risultato che poi ha condotto alla nuova modalità
  elettorale  con la quale ci siamo cimentati per ritornare in Aula
  e  al  Governo della Regione secondo le mutate condizioni, non mi
  pare che oggi sia coerente con il conferimento, l'attribuzione di
  analoga  grande importanza a questo organismo una riduzione o una
  sottovalutazione delle sue competenze.
       Io penso che, senza  nulla  togliere  alle  competenze delle
  commissioni permanenti così  come  costituite  e  disciplinate  e
  regolamentate nella loro  competenza, si  avverta  l'esigenza nel
  Parlamento, nel confronto  tra  Parlamento e Governo, di un'unica
  cabina  di  regia  nell'avviare,  nell'attuare  e  sviluppare  il
  processo riformatorio.
       Se  noi  questa cabina di regia la spezzettiamo, non avremmo
  fatto  un  buon  servizio  al progetto di riforma che ci vogliamo
  intestare.   La  Commissione  per  la  riforma  dello  Statuto  è
  sicuramente  lo  strumento,  l'organismo  che  può  in  modo  più
  organico,  più  continuo e più completo avviare ed attuare questo
  percorso e quindi realizzare tale progetto.
       Riteniamo, cioè, che essa funga da cabina di regia di questo
  progetto,  e  ciò   perchè   riteniamo   che  in  Aula  si  debba
  approfondire l'esame che  è  stato  già  avviato  in Commissione,
  riportare la  Commissione  alle  sue competenze sostanziali, anzi
  noi siamo per  attribuirle  una  valenza  ancora  più  netta, più
  definita, quella di  essere  la  cabina  di  regia  del  processo
  riformatore, che  completi il processo di riforma costituzionale,
  ma che completi anche la riforma della materia elettorale.
       Quindi, dal  nostro  punto  di  vista, il  lavoro  dell'Aula
  dovrebbe   orientarsi   in   questa   direzione.   Ho   ascoltato
  l'intervento dell'onorevole Speziale, sicuramente una maggioranza
  parlamentare che questo  progetto  di  riforma vuole intestarsi è
  consapevole che siccome la  riforma, in parte, riguarda le regole
  e sulle regole non ci  si deve dividere o comunque sia dall'una o
  dall'altra parte si  deve  attivare  un  processo di condivisione
  sostanziale. Tuttavia nessuno può affrancare la maggioranza dalla
  necessità di intestarsi  questo  cammino attraverso una cabina di
  regia  e  attraverso lo strumento fondamentale qual è la guida di
  una  commissione  così importante come quella che deve completare
  la riforma dello Statuto.
       Noi siamo per riconoscere ai colleghi della minoranza - ma è
  nodo da sciogliere in sede  politica - sicuramente una facoltà di
  rappresentare  l'intero  Parlamento,   ma   in   commissione   di
  indirizzo, di vigilanza, di controllo.  Ma,  sicuramente,  in una
  commissione come quella che intende  intestarsi  un percorso così
  sostanziale  di riforma della Regione,  dello  Statuto,  del  suo
  ordinamento   costituzionale,  delle   sue   regole,   dei   suoi
  regolamenti, io penso che non ci  si possa affrancare dal diritto
  e  dalla  facoltà  di  esserne  gli  ispiratori,  la  guida  e  i
  principali   sostenitori   e   attuatori,   fermo   restando  che
  all'interno  di  un organismo del genere il confronto deve essere
  aperto,  la  condivisione il più possibile perseguita e praticata
  e,  sicuramente,  sulle  regole  la  tendenza  a  divergere  e  a
  dividersi  deve essere invece sostituita dalla tendenza a trovare
  momenti  di  più  sostanziale  condivisione.
       Ma  ferme restando le differenze di programma che sono state
  già esibite al corpo elettorale e che riguardano anche la materia
  riformatrice, poichè non c'è totale identità di vedute su  questo
  percorso,  è  giusto  che la maggioranza abbia il suo strumento e
  che  all'interno  di  questo strumento proponga anche ai colleghi
  parlamentari della minoranza un suo percorso che poi dovrà essere
  oggetto di approfondito confronto.
       Rimane,  comunque, la sollecitazione - che è da accogliere -
  per  quanto riguarda altro tipo di organismi e di commissioni che
  in sede politica si potrà valutare di ritenere attribuibili ad un
  orientamento  e ad una guida delle opposizioni in quanto garanzia
  di  partecipazione  completa  alle  attività  parlamentari, e  di
  confronto aperto e diretto senza pregiudizi su tutte le questioni
  e condivisioni dell'attività parlamentare. Ma questo può avvenire
  in  organismi  e  commissioni  di  carattere  di  controllo  e di
  vigilanza,  come  alcune  delle  commissioni  che  ancora dovremo
  costituire,  ma  non  certo  per la Commissione Statuto che è una
  commissione  fondamentale  per  il processo di riforma che questa
  maggioranza e questa Aula devono intestarsi all'interno di questa
  Aula  nel  rapporto  con il Governo, che ha già comunque prodotto
  due  disegni  di  legge  che  vanno  in  questa  direzione e che,
  integrati  dall'approfondimento che l'Aula farà, hanno avviato il
  processo riformatorio che intendiamo intestarci.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, a me pare che
  non sia difficile argomentare  su  quelle  che sono le competenze
  specifiche  che  l'ordinamento che regola i lavori dell'Assemblea
  ha  già  prodotto. E a me pare di dovere ricordare, a me stesso e
  all'Aula,  che  la  precedente  commissione  Statuto,  presieduta
  dall'onorevole   Provenzano,  si  era  occupata  della  questione
  Statuto  ed  esclusivamente  di quella, senza entrare - e lo dico
  non solo per deontologia, per un fatto che ritengo serio, forte -
  nel merito della legge elettorale, a tal punto che noi facemmo le
  modifiche    statutarie    che    furono   votate   all'unanimità
  dall'Assemblea.  E,  in  quella  occasione,  nello  stesso lavoro
  definito da quella commissione si disse: la legge elettorale sarà
  fatta  in seguito, con i normali canali e cioè con quello che era
  il  parere  e la discussione in Prima Commissione.  Anche perché,
  se  dovessimo  togliere  alla Prima Commissione la possibilità di
  confrontarsi  sulla  legge elettorale, io credo che le resterebbe
  soltanto  il  nodo  importante  di  autosciogliersi.  Perché  già
  abbiamo  visto  come  gli  assessori  designano senza chiedere il
  parere alla Commissione, nominano e, per una certa parte, l'hanno
  esautorata;   se  le  togliamo  anche  la  legge  elettorale,  io
  inviterei  i  colleghi  della  Prima  Commissione a dire:  che ci
  stiamo a fare in quella Commissione?
       Allora diventa  più  facile  pensare, tra l'altro, che nella
  considerazione che per  la  Commissione  Statuto  è stato dato un
  tempo, dodici mesi  per  lavorare e per definire il percorso, non
  quattro anni o cinque anni,  ma  un anno, ora, è ipotizzabile che
  la Commissione Statuto che  ha  molto  da  fare  possa intestarsi
  entro  i  dodici  mesi   il  lavoro  che  riguarda  le  modifiche
  statutarie e - perché  no?  - anche la legge elettorale.
       Siccome   in   quest'Aula,   signor   Presidente,  onorevoli
  colleghi, noi ci siamo stati  ed  abbiamo  visto  quanto  è stato
  facile,  per noi che  siamo  in  prosecuzione  della  legislatura
  precedente, raccordarsi ed avere  subito  il  testo sulla riforma
  elettorale e sulla legge  elettorale, arrampicandoci su tutti gli
  specchi di questo mondo  per  annullare  quel  famigerato,  molto
  famigerato  listino,  cercammo  di  toglierlo  in  tutti  i  modi
  arrampicandoci sugli specchi e,  alla  fine,  abbiamo dovuto dare
  forfait un poco tutti, perché  ci  sembrava più serio che venisse
  dato quel premio sempre al partito di maggioranza, da riversare a
  gente che aveva avuto il  consenso popolare e non la designazione
  dall'alto  -  come poi,  in  effetti,  è  avvenuto  -,  riteniamo
  improponibile un discorso di  modifica  e  di  assegnazione  alla
  Commissione  Statuto di  competenze  che  neppure  la  precedente
  Commissione aveva.
       Ma questo non sarà motivo nè di scontro, nè motivo in cui ci
  si possa esprimere  disgiuntamente,  però  a  me pare che sia più
  chiaro e più leale dire che non è una posizione della maggioranza
  nella sua interezza, è la proposizione di chi - e debbo dirlo con
  coerenza,  con  coraggio  e   con   lealtà   -  avendo  designato
  probabilmente un presidente, ritiene  di  dovere  accorpare  e di
  dovere fare diventare più  importante una commissione al posto di
  un'altra;  cioè un gioco di "piccola bottega", al quale gioco noi
  del CD non ci prestiamo.  Perché  allora,  in  quel  momento, noi
  diciamo  che  sarebbe  bene   azzerare   le  presidenze  tutte  e
  considerare, alla stregua di un  fatto che è soltanto tecnico, di
  farlo diventare un  fatto  di  normale amministrazione, piuttosto
  che,  a  giochi  già  fatti,  cambiare  le  regole  del  gioco  e
  modificarne, con un manto che  non  c'è,  di una cabina di regia,
  una globale valutazione, il  senso  di  un  accorpamento, come se
  parlare di Statuto e  di  legge  elettorale  siano cose similari,
  uguali,  identiche.  Può essere  benissimo,  e  a  noi  pare,  da
  Commissione speciale qual è e  quale può continuare ad essere, la
  Commissione Statuto, non  diventi  una Commissione permanente. Le
  Commissioni permanenti sono  sei,  hanno  compiti  specifici,  li
  compiano; questa è una  Commissione  speciale,  ha  pure un tempo
  limitato, un anno  Allora,  per lo Statuto lavori per quell'anno,
  produca  quello che deve  produrre  e  operi  perché  l'Assemblea
  possa,  il  più   possibile  unanimemente,  dare  una  condizione
  differente dello Statuto con le  nuove  regole che sono uscite da
  una legge elettorale, con la quale siamo stati eletti.
       A noi pare che ci sia una farraginosità: che il Governo, nel
  quale tutti coloro i quali  in  maggioranza sono presenti, che ha
  emanato un disegno di legge in un certo modo, una Commissione che
  all'unanimità, maggioranza ed opposizione, l'ha definito senza la
  legge elettorale, il volere riaprire  in Aula un dibattito che va
  in contrasto anche con  l'unanime  valutazione data, sia da parte
  della   maggioranza  che   dell'opposizione,   da   parte   della
  Commissione  strida  un  poco  con  la  volontà  che  quest'Aula,
  quest'Assemblea e questo Governo  devono  avere  di  intestarsi i
  reali problemi, che sono  quelli  dello sviluppo, di Agenda 2000,
  del bilancio, della programmazione, di  dare  il lavoro a chi non
  ce  l'ha,  di  combattere la  mafia,  la  delinquenza  e  non  di
  accapigliarci  qui,  in  Aula,   per  avere  un  contentino,  una
  maggioranza in più, una cosetta  in  più,  una  cosetta  in meno.
  Perchè  altrimenti,  in  questo,   non   solo  ci  avvitiamo,  ma
  dimentichiamo che abbiamo un  dovere  verso  gli  elettori, che è
  quello di dare le risposte  che  gli  elettori  aspettano.  E non
  stanno aspettando di avere  una  cabina  di  regia,  vogliono una
  cabina di regia che  risolva  i  problemi  della  Sicilia,  della
  disoccupazione, degli emarginati e di coloro i quali una voce non
  hanno  e noi abbiamo il  dovere  di  dargliela.
       E  non dobbiamo tentare  di  scontrarci,  dopo  che  insieme
  abbiamo fatto una battaglia  comune  che  ha  avuto  il  consenso
  popolare.  Poi tutto può avvenire  nel  mondo, me ne rendo conto,
  ci si può anche pentire,  mi pare che in Sicilia di pentitismo si
  vive e si muore anche, per cui niente di male se vogliamo tornare
  indietro.
       C'è  una  disponibilità  concreta  a  non  farsi avvitare su
  questioni  che  noi riteniamo risibili e di nessun conto rispetto
  ai  gravi  problemi  che la Sicilia ha e alla quale dobbiamo dare
  risposte concrete.

     PRESIDENTE.  Credo  che  anche su questo disegno di legge sono
  stati  presentati numerosi emendamenti e pertanto sarà necessario
  passare alla seduta di martedì 9 ottobre 2001.
       Pongo  in  votazione  il  passaggio  agli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENZA del **PR


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 9 ottobre
  2001, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Disciplina  del  referendum  ai sensi dell'articolo 17 bis
          dello Statuto della Regione' (n. 183/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Savarino Giuseppa

       2) 'Istituzione di una Commissione speciale per la revisione e
          l'attuazione dello Statuto' (n. 226-177/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Leanza Edoardo.

    La seduta è tolta alle ore 20.10.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.15)