Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 10.45.
BURGARETTA APARO , dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
- con richiesta di risposta scritta:
n. 217 - Iniziative per scongiurare la chiusura dell'Ospedale
S. Stefano di Mazzarino (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: D'Antoni Sergio; Basile Giuseppe; Ferro
Giovanni; Lo Monte Carmelo; Morinello Salvatore; Raiti
Salvatore;
N. 218 - Rimozione del Sindaco e scioglimento del Consiglio
comunale di Capo d'Orlando (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari; Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè
Calogero;
N. 219 - Iniziative volte ad evitare casi di conflitto di
interesse nella gestione dell'Assessorato della sanità.
- Presidente Regione
Firmatari; Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio;
Gurrieri Sebastiano; Forgione Francesco; Spampinato
Giuseppe; Speziale Calogero; Zangara Andrea; Tumino
Carmelo.
COMUNICAZIONE RELATIVA ALLA COMMISSIONE CE
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività della Comunità Europea, nella
seduta del 25 settembre 2001, ha proceduto all'elezione dei
Vicepresidenti e del Segretario e sono risultati eletti:
- Vicepresidenti: gli onorevoli Giovanni Ioppolo e Giuseppe
Spampinato;
- Segretario: l'onorevole Antonino Amendolia.
Avverto ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula del Governo,
sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà fra quindici
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 11.05)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, perdurando l'assenza del Governo, della
Commissione di merito e del relatore ed essendo in corso i lavori
di alcune Commissioni, invito il Segretario generale ad
adoperarsi per la sospensione degli stessi lavori delle
Commissioni. Pertanto, sospendo ulteriormente la seduta
avvertendo che riprenderà fra trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.06, è ripresa alle ore 11.36)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, purtroppo, ancora una volta, con
dispiacere, dobbiamo registrare l'assenza del Governo e della I
Commissione. Poichè saremmo già al terzo rinvio nell'arco della
stessa mattinata, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.37, è ripresa alle ore 18.10)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Norme per il riconoscimento, come ente di interesse
regionale, dell'Istituto di studi politici 'S. Pio V'" (n.
232)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 3 ottobre 2001
- "Norme per l'adeguamento alla normativa comunitaria della
legislazione regionale in materia di affidamento a
trattativa privata degli appalti di servizi ai sensi della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6" (n. 233)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Vicari, Leanza Edoardo,
Mercadante, Garofalo, Baldari, Fleres in data 3 ottobre
2001
- "Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2001 - Assestamento" (n.
234)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze
(Pagano) in data 3 ottobre 2001
- "Iniziative per i collegamenti marittimi con le isole
minori" (n. 235)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed
i trasporti (Cascio) in data 3 ottobre 2001
Constatando l'assenza del Governo, la seduta è sospesa e
riprenderà fra trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 18.45)
La seduta è ripresa.
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 49 "Iniziative a tutela dei lavoratori trimestrali presso il
Consorzio delle autostrade siciliane", degli onorevoli
Panarello Filippo; Leanza Vincenzo; Formica Santi; Ioppolo
Giovanni; Forgione Francesco; Ardizzone Giovanni; Baldari
Nicola Renato; Liotta Santo; Lo Monte Carmelo; Giannopolo
Domenico; Cracolici Antonino; Villari Giovanni; Beninati
Antonino; Paffumi Angelo; Genovese Francantonio;
N. 50 "Iniziative per scongiurare la chiusura dello
stabilimento IMAM di Castelvetrano (TP)", degli onorevoli Oddo
Camillo; Speziale Calogero; Zago Salvatore; Cracolici
Antonino; Ferro Giovanni; Villari Giovanni; Capodicasa
Angelo;
N. 51 "Garanzie per la conoscibilità, da parte dell'Assemblea
regionale siciliana, degli atti di attuazione del programma di
governo", degli onorevoli Barbagallo Giovanni; Acierno
Alberto; Formica Santi; Leontini Innocenzo; Forgione
Francesco; Miccichè Calogero; Lo Monte Carmelo; Ortisi
Egidio;
N. 52 "Tempestiva erogazione dei contributi previsti dalla
legge regionale n. 63 del 1983 per le imprese di autolinee in
Sicilia", degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Maurici Giuseppe
N. 53 "Iniziative per escludere la Sicilia da ogni operazione
di appoggio alle operazioni belliche in atto e per attivare il
processo di pace", degli onorevoli Forgione Francesco; Liotta
Santo; Miccichè Calogero; Ferro Giovanni Presentata il 1/10/01.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- stanno svolgendosi, in un clima di grande
tensione, le prove selettive per l'assunzione di 74
agenti tecnici esattori part-time presso il
Consorzio per le autostrade siciliane (C.A.S.);
- le predette assunzioni coprono solo parzialmente
le esigenze di servizio del C.A.S. che, nel solo
anno 2000, ha fatto ricorso a oltre 70 mila ore di
straordinario e ad oltre 140 mila ore di lavoro a
tempo determinato;
- i lavoratori trimestrali , iscritti alle SCICA
delle province di Messina, Catania e Palermo,
impiegati a tempo determinato presso il C.A.S. da
oltre un decennio, rischiano di vedersi preclusa
ogni prospettiva di stabilizzazione;
CONSIDERATO che:
- il contratto collettivo nazionale di lavoro del
settore sancisce la priorità nelle assunzioni, sia a
tempo determinato che indeterminato, per i soggetti
che anche sommando diversi periodi di lavoro a tempo
determinato abbiano superato il periodo di prova
contrattualmente previsto;
- la predetta norma contrattuale ha consentito alle
società di gestione autostradale, in tutta Italia,
di utilizzare le professionalità formatesi sul
lavoro e di assorbire il precariato;
- essendo il C.A.S. Ente pubblico regionale e non
essendo previsto nell'attuale normativa regionale
alcun riconoscimento per il lavoro prestato, i
trimestrali vengono penalizzati nell'accesso e
privati di un diritto contrattuale;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a promuovere (al fine di superare un'evidente
situazione di disparità nell'accesso al lavoro e di
assicurare anche un'equa considerazione delle
legittime aspettative maturate), tutti gli atti
necessari perché siano riconosciuti ai trimestrali
i periodi di lavoro prestato presso il C.A.S., ai
fini dell'assunzione." (49)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la salvaguardia e la tutela dei posti di lavoro è
un elemento decisivo per l'affermazione dei diritti
di cittadinanza ed il consolidamento dei processi
democratici;
- la perdita anche di un solo posto di lavoro
indebolisce il tessuto sociale e civile di un
territorio;
CONSIDERATO che:
- in Provincia di Trapani rimane aperta la vertenza
tra i lavoratori, il vertice dell'azienda
metalmeccanica IMAM di Castelvetrano e la Fiat;
- i tentativi di trovare una soluzione positiva alla
crisi dell'azienda, che ha deciso la chiusura dello
stabilimento con il licenziamento di 86 dipendenti,
sono falliti;
- la trattativa avviata tra i sindacati e l'azienda
a partire dallo scorso mese di aprile non ha
individuato la soluzione utile a salvaguardare i
posti di lavoro e mantenere in funzione lo
stabilimento castelvetranese;
RILEVATO che:
- non ha retto l'accordo firmato dai sindacati e
dall'azienda per il mantenimento dei posti di lavoro
attraverso il ricorso all'istituto della mobilità
per una parte del personale;
- i lavoratori, attraverso le Organizzazioni
Sindacali, hanno mostrato la loro disponibilità ad
individuare un percorso concreto prendendo in
considerazione tutte le procedure che possono essere
individuate attraverso le diverse normative per il
mantenimento dei livelli occupazionali;
VISTO che:
- l'azienda Imam produce materiale metalmeccanico
per la Fiat e le ragioni della chiusura
dell'impianto industriale sono legate alle perdite
relative alle lavorazioni e soprattutto a quelle che
riguardano il trasporto del prodotto finito,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a definire un nuovo tavolo di concertazione con i
sindacati, l'azienda, il Governo nazionale e i
rappresentanti della Fiat per rendere concreta una
soluzione in grado di superare l'attuale crisi
individuando, se necessario, anche un piano di
riconversione dell'azienda ed un processo di
riqualificazione del personale Imam di
Castelvetrano." (50)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- le recenti riforme costituzionali implicano una
tendenziale separazione tra le sfere di competenza
dell'Assemblea e del Governo regionale;
- tale separazione determina una responsabilità
accresciuta dell'Esecutivo regionale in funzione
dell'ampliamento delle sue attribuzioni;
- è compito imprescindibile dell'Assemblea
esercitare il controllo democratico sull'azione
dell'Esecutivo;
- la preventiva conoscibilità degli atti attraverso
i quali si estrinseca l'indirizzo
politico-amministrativo del Governo è requisito
indispensabile per l'esercizio di tale controllo
democratico,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a trasmettere, entro cinque giorni dalla data di
approvazione, le copie delle deliberazioni complete
degli atti strumentali della Giunta regionale, oltre
che ai soggetti individuati nel comma sesto
dell'articolo 5 del Testo Unico delle leggi
sull'Ordinamento del governo e dell'Amministrazione
siciliana, anche all'Assemblea regionale Siciliana
per essere messe a disposizione dei deputati
regionali." (51)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Regione siciliana con la legge n. 63 del 1983
ha stabilito la concessione di contributi di
esercizio in favore delle imprese di autolinee in
Sicilia;
- ad oggi le imprese non hanno ricevuto l'erogazione
dei suddetti fondi a saldo per l'anno 2000, né tanto
meno l'erogazione dei fondi relativi ai primi nove
mesi del 2001;
- il perdurare di tale situazione determinerà, per
molte di tali imprese, l'impossibilità di far fronte
al pagamento degli stipendi ai dipendenti e dei
debiti con i fornitori, con gravi ripercussioni sui
livelli occupazionali e la probabile interruzione di
tanti servizi essenziali tra i quali il trasporto
degli studenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e
L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI
E I TRASPORTI
a predisporre in tempi brevi tutti gli adempimenti
di competenza necessari per l'erogazione dei
contributi di esercizio spettanti alle imprese di
autolinee in Sicilia per l'anno 2000 e per i
primi nove mesi dell'anno 2001." (52)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in seguito al barbaro attentato terroristico
dell'11 settembre non si può che muovere una ferma
condanna al terrorismo come metodo di affermazione
di una qualsivoglia posizione ideologica o politica
e come strumento di prevaricazione e di morte;
- esso è l'esatto contrario di ciò per cui si
battono quelle popolazioni diseredate della terra,
alla ricerca di una patria possibile, di una società
più giusta e di una identità civile;
- alle suddette popolazioni il terrorismo produce le
difficoltà più grandi sul piano politico, economico
e civile;
- il terrorismo rappresenta un attacco violento ai
processi di pace in Medio Oriente ed è speculare
alla logica dello scontro tra civiltà;
- la stessa cultura e civiltà europea è fortemente
segnata dalla contaminazione con la cultura islamica
e con i suoi valori più alti;
RILEVATO che:
- a seguito dell'atto terroristico si è messa in
moto una macchina bellica che potrebbe innescare una
pericolosa escalation di guerra su scala mondiale
che porterebbe alla morte di numerosi civili,
innescando così una nuova spirale di odio;
- questa macchina da guerra sta già travolgendo i
paesi occidentali rinchiudendoli nella logica
manichea: 'chi non è con noi è con i terroristi';
RITENUTO che:
- è necessario colpire le centrali terroristiche
internazionali e i responsabili di questa escalation
sciagurata di violenza e morte che ha già prodotto
le migliaia di vittime delle Twin Towers e sta
producendo la sofferenza di milioni di profughi
nell'Asia centrale;
- gli Stati occidentali hanno i mezzi per punire i
colpevoli e creare quelle condizioni che in futuro
possano escludere il ripetersi di tanta barbarie;
- la guerra generalizzata si configura come la nuova
forma di controllo mondiale per il terso millennio e
come metodo che privilegia la vendetta
contrapponendola alla giustizia e alla pace;
- non una delle cause che provocano ingiustizie e
conflitti nell'area del Medio Oriente, a partire dal
dramma del popolo palestinese, viene affrontata con
la necessaria volontà e con un ruolo degli Stati
Uniti teso ad una politica di giustizia senza la
quale nessun processo di pace potrà mai affermarsi;
- il processo di guerra è stato accelerato anche
dall'attivazione forzata, e senza i presupposti
previsti, dell'art. 5 del Patto Atlantico e dallo
svuotamento di potere del ruolo dell'ONU sulle
scelte di politica mondiale;
- la costituzione italiana all'art. 11 ripudia la
guerra come metodo di risoluzione delle controversie
internazionali tra i popoli;
- la Sicilia più volte si è assegnata un ruolo di
pace, coerentemente alla sua millenaria vocazione
di luogo di incontro tra identità culturali e
religiose diverse diventando una culla della civiltà
mediterranea ed europea;
- nella nostra Isola si sono incontrate e convivono
le tre grandi religioni monoteiste, il
cristianesimo, l'islamismo e l'ebraismo;
- i siciliani sono un popolo che apprezza la pace:
un grande movimento pacifista ha combattuto contro
l'installazione dei missili nella base di Comiso e
oggi un nuovo movimento pacifista e contro i
processi di impoverimento del mondo sta manifestando
nelle nostre città;
- occorre impedire qualunque operazione militare e/o
logistica in Sicilia a partire dall'utilizzo della
base di Sigonella;
- la nostra Isola deve rimanere estranea
alle operazioni di una guerra che servirà solo ad
acuire la sofferenza fra i popoli,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a farsi promotore presso il Governo nazionale di una
iniziativa che esprima la volontà di pace del popolo
siciliano e l'esclusione del territorio dell'Isola
da ogni operazione in appoggio alla macchina di
guerra." (53)
PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni nn. 49, 50, 51 e 52
vengano demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perchè se ne determini la data di discussione.
Preciso che la mozione n. 53, poichè di analogo contenuto,
sarà discussa congiuntamente alla mozione n. 48 "Iniziative
presso il Governo nazionale in merito ai recenti fatti di New
York", degli onorevoli Giannopolo ed altri, nella seduta di
mercoledì 10 ottobre 2001.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "DISCIPLINA DEL REFERENDUM AI
SENSI DELL'ARTICOLO 17 BIS DELLO STATUTO DELLA REGIONE" (183/A)
PRESIDENTE. Si procede con l'esame del disegno di legge
numero 183/A: "Disciplina del referendum ai sensi dell'articolo
17 bis dello Statuto della Regione", posto al n. 1).
Ivito i componenti la prima Commissione legislativa "Affari
istituzionali" a prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facolta di parlare l'onorevole Savarino, relatore del
disegno di legge, per svolgere la relazione.
SAVARINO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
disegno di legge che sottoponiamo alla vostra attenzione è di
particolare importanza perchè ci dà la possibilità di
regolamentare un istituto che è stato previsto dalla legge
costituzionale n. 2 del 2001 all'articolo 17 bis del nostro
Statuto: l'istituto del referendum.
E' importante sottolineare in questa sede come altrove che
la disciplina che oggi andremo a votare non ha a che vedere con
la regolamentazione dei referendum abrogativo, consultivo o
propositivo di cui all'articolo 13 bis, ma con la
regolamentazione e la disciplina del referendum ex articolo 17
bis del nostro Statuto. Si fa riferimento all'articolo 17 bis
per individuare quel referendum che dà al corpo elettorale
facoltà di prendere parte all'iter legislativo e all'iter
formativo delle leggi che hanno ad oggetto alcune materie,
quindi, leggendo l'articolo 17 bis, le leggi di cui all'articolo
3, primo comma, all'articolo 8 bis, all'articolo 9, terzo comma,
e all'articolo 41 bis.
E' urgente e di particolare importanza che questo disegno di
legge venga approvato al più presto, perchè diversamente su
queste materie testè citate non sarà possibile legiferare, in
quanto, a differenza delle disposizioni nazionali, il nostro
Statuto prevede la possibilità di richiedere referendum che, come
detto, si vanno ad inserire nell'iter formativo prima che la
legge venga promulgata e in qualsiasi caso, anche se la legge
passasse a maggioranza dei due terzi di questa Assemblea. Questa
differenza con l'articolo 138 della Costituzione permette in
maniera molto democratica al corpo elettorale della nostra
regione di partecipare ogni qualvolta si legiferi su materie che
hanno a che vedere con l'assetto istituzionale della nostra
regione, però, di contro, se il regolamento ex articolo 17 bis
non verrà disciplinato con il disegno di legge oggi alla vostra
attenzione non potremo assolutamente legiferare su materie di
particolare importanza che questa legislatura, vista l'istituenda
Commissione Statuto, sarà chiamata ad affrontare. Mi riferisco
alla riforma sostanziale del nostro assetto regionale, prima fra
tutte la riforma della legge elettorale.
Per questi motivi vi chiedo di approvare il disegno di legge
con particolare urgenza.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne
ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno
di legge che viene all'esame dell'Aula ad iniziativa del Governo,
così come poc'anzi anche il relatore onorevole Savarino ha
illustrato, ha voluto limitare l'intervento legislativo soltanto
alla fattispecie prevista dall'articolo 17 bis dello Statuto, che
è quella introdotta con norma costituzionale e che prevede la
disciplina referendaria solo per alcuni istituti previsti nel
nostro Statuto, riferibili alla forma di governo, all'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana, cioè alla materia che è stata
innovata con la legge costituzionale promossa dalla legge-voto
dell'Assemblea regionale siciliana.
Noi conveniamo sulla necessità diremmo quasi preliminare a
tutta l'attività parlamentare che si proceda subito alla
disciplina di questa materia, tuttavia non troviamo opportuno
che, impegnando l'Aula in una discussione che dovrebbe portare
all'approvazione di questo testo, si prescinda dalla disciplina
dei referendum previsti all'articolo 13 bis dello Statuto,
anch'esso introdotto con la legge costituzionale e che prevede la
disciplina dei referendum regionale abrogativo, propositivo e
consultivo.
Non vedo come si possa procedere per salti in una materia
che costituisce un tutto organico, cioè la materia che riguarda
le forme di democrazia diretta o di intervento del corpo
elettorale nella materia legislativa e che ovviamente ha bisogno
di una disciplina perché possa attuarsi e possa diventare prassi
ordinaria del nostro ordinamento.
Noi abbiamo presentato un paio di emendamenti volti ad
ampliare il testo proposto dalla Commissione e a ricomprendere
così le modalità di referendum abrogativo, per la verità
rimandando per la concreta disciplina ad un decreto del
Presidente della Regione; cioè, le modalità applicative vengono
demandate a un decreto del Presidente della Regione che le
disciplina e quindi rende operativi anche gli altri referendum.
Non riesco a capire la ragione per cui affrontando questa
materia non si debba nello stesso tempo disciplinare l'articolo
13 bis; del resto, con la procedura che noi abbiamo individuato
non sarebbe complicato perché abbiamo demandato al Presidente
della Regione, che con decreto disciplina, e per ciò che non è
previsto si fa ricorso alle procedure che sono individuate nella
normativa che abbiamo all'esame relativa alla indizione del
referendum di cui all'articolo 17 bis.
Io capisco che può sorgere un'obiezione e cerco di
prevenirla immediatamente. L'obiezione che potrebbe sorgere è che
la disciplina dei referendum abrogativo, propositivo e consultivo
previsti dall'art. 13 bis abbia bisogno di un intervento d'Aula.
Qualcuno ha obiettato che non é opportuno che sia il Presidente
della Regione con apposito decreto a disciplinare la materia.
Noi abbiamo fatto ricorso a questo espediente, chiamiamolo così,
per ovviare a una carenza che si é verificata in Commissione -
perché questa é materia da approfondire in Commissione
legislativa - che non avendo affrontato la fattispecie ha finito
per rendere difficile in Aula l'ampliamento della disciplina del
referendum ai tre: abrogativo, propositivo e consultivo.
La proposta che noi ci sentiremmo di avanzare, riguarda
Presidente, onorevoli colleghi della Commissione e onorevole
relatore, é che se fosse condivisa la nostra posizione che é
quella di contenere nel medesimo disegno di legge la disciplina
dei referendum abrogativo, consultivo e propositivo che -
diciamolo con molta franchezza - é la parte innovativa a
proposito di intervento diretto dell'elettorato nelle materie di
competenza della Regione. Il vero messaggio, la vera innovazione
che questa parte della legge costituzionale rappresenta é
esattamente quella di dare la facoltà a un numero indefinito di
elettori di potere chiedere i referendum su leggi della Regione,
escluse quelle che attengono alla materia fiscale e di bilancio -
almeno così noi l'abbiamo previsto nel nostro emendamento - e non
la parte relativa all'art. 17 bis. Quella, se vogliamo, é una
parte per addetti ai lavori, attiene alla materia elettorale,
alla forma di governo, importantissima, ma é una materia
introdotta di recente da una legge costituzionale, quindi, a
nostro avviso, difficilmente modificabile nel breve periodo, ma
in ogni caso é una materia importante che va vista in uno con la
parte relativa ai referendum propositivo, consultivo e abrogativo
di altre leggi che non siano quelli relativi all'art. 3, primo
comma, dello Statuto, all'art. 8 bis, all'art. 41 bis, agli artt.
9 e 10, se non ricordo male, dello Statuto. Se vogliamo, quindi,
fare un intervento risolutore, che parli il linguaggio della
immediatezza e si faccia capire dalla gente, potremmo rinviare il
disegno di legge in Commissione affinchè quest'ultima rapidamente
ampli i confini del disegno di legge a questa fattispecie oggi
non contemplata e riesaminarlo la prossima settimana in Aula o,
comunque, quando la Commissione sarà pronta. Avremo in questo
modo un provvedimento organico in materia referendaria che
affronta l'argomento in modo esaustivo.
Se non ho letto male, credo che alcuni giornali abbiamo
espresso delle polemiche, qualche posizione critica rispetto alla
scelta contenuta nel disegno di legge, dovute forse anche ad una
non perfetta conoscenza della materia.
Non è che con questo disegno di legge escludiamo il
referendum abrogativo, si rinvia ad altra data; ma non si capisce
perchè - viene veramente da chiederselo - nell'affrontare questa
materia con una paio di articoli e non di più, non si possa
esaurirla completamente anzichè rinviare ad altra data un testo
che forse poi, presi dall'incalzare degli altri appuntamenti
parlamentari, finiremmo per non esaminare più.
Sarebbe un vero peccato perchè la riforma costituzionale che
ha modificato il nostro Statuto ha molti pregi ma se ne ha uno
che ci fa dire che abbiamo innovato e ammodernato nella direzione
della partecipazione e della democrazia, questo è esattamente
l'articolo 13 bis che introduce nel nostro ordinamento i
referendum.
L'articolo che prevede i disegni di legge di iniziativa
popolare che non erano previsti prima nel nostro ordinamento
regionale e che però hanno bisogno di un'apposita disciplina che
sarebbe opportuno che noi introducessimo contestualmente nel
medesimo testo che stiamo affrontando questa sera.
Quindi valutiamo: se si ritiene opportuno percorrere questa
strada si può procedere attraverso l' approvazione di
emendamenti, ad iniziativa della Commissione, che si possono
concordare ; noi abbiamo presentato i nostri ma ovviamente siamo
disponibilissimi a discutere con gli altri gruppi l'eventuale
testo; oppure fare un passaggio rapido in Commissione perchè in
quella sede, più appropriata, si approfondisca e si definisca.
Noi avvertiamo l'esigenza che, esitando come prima legge
dell'Assemblea regionale un testo che riguarda il referendum,
dovremmo contemplare quella parte che a nostro giudizio ha un
grande valore democratico, quella relativa ai referendum previsti
dall'articolo 13 bis.
Quindi ci appelliamo - credo che l'Assessore per gli enti
locali stia seguendo la materia - al Governo e agli altri
componenti la Commissione perchè questa nostra tesi venga
condivisa e trovare le forme per concluderla ed esitarla
positivamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè.
Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Capodicasa mi ha anticipato; avevo già predisposto, a nome del
Gruppo di Rifondazione Comunista, degli i emendamenti e devo
dire che il ragionamento svolto dall'onorevole Capodicasa
coincide perfettamente con lo spirito degli emendamenti stessi.
E vorrei scendere ancor più nel dettaglio circa il
contenuto degli emendamenti che ho presentato ad 'inizio della
seduta.
Io sono divenuto componente della I Commissione legislativa
'Affari istituzionali, quando i lavori e l'esame di questo
disegno di legge erano già iniziati e la discussione era già
avviata e quindi non ne avevo ben afferrato lo spirito.
Anche perchè, come prima cosa, ho letto molto sommariamente
la relazione del disegno di legge del Governo e ho cercato di
comprendere l'indirizzo che si intendeva dare allo stesso.
Tutti facciamo la stessa cosa, anche nei consigli comunali,
quando cerchiamo di capire l'argomento che si pone in
discussione. C'è stata una disattenzione mia nell'afferrare il
concetto.
La premura a volte fa commettere errori; ma ho rimediato
appena ho avuto modo di leggere nella piena completezza del testo
il disegno di legge.
Quando ho letto la relazione, mi convinceva, anche se io
non sono un appassionato di referendum (come il Partito radicale,
per intenderci, che cerca di mettere mani su tutto e tutti
confondendo spesso i ruoli tra amministrati e amministratori).
A pagina 1 del disegno di legge si fa riferimento alla legge
costituzionale del 31 gennaio 2001 "con la predetta legge sono
state apportate significative modifiche al nostro statuto, tra
queste è di particolare rilevanza l'introduzione, per la prima
volta, di strumenti di partecipazione diretta dei cittadini alla
vita politica della Regione, quali il referendum e l'iniziativa
popolare".
Chi non può non condividere una premessa del genere? Ma si
va ancora nel particolare, e si dice: "ed infatti, l'articolo 13
bis del nostro Statuto prevede il referendum regionale,
stabilendo che esso può essere sia di tipo abrogativo, sia
consultivo che propositivo. La raccomandazione di questo
istituto è poi demandata all'Assemblea per quanto concerne
l'ambito di applicazione e le modalità di svolgimento".
Questo indirizzo doveva seguire il ragionamento. Ma,
leggendo poi il testo del disegno di legge, di questa parte non
si fa alcuna menzione. Lo la sensazione - ma posso anche
sbagliare - che questo, all'origine, era previsto nel disegno di
legge e poi, con un tratto di penna è stato cancellato.
Non si capisce perché, si faccia riferimento all'articolo
13 bis, al referendum popolare abrogativo, consultivo e
propositivo, e poi, nel disegno di legge, in cui si vuole creare
questo istituto democratico, non se ne fa menzione.
Allora, io credo che - e convengo con il ragionamento
dell'onorevole Capodicasa - ci sia stata l' esigenza più che
altro di essere propedeutici ad altri disegni di legge che
vengono subito dopo.
Infatti, in discussione c'era sia il disegno di legge n.
184 che il n. 185 che, in quella sede, ricordo benissimo, sono
stati ritirati. Si diceva infatti che il Governo li aveva
ritirati, non si potevano trattare. Non si capisce bene che cosa
è avvenuto in quel frangente. L'unico disegno di legge da
esaminare era il numero 183; e così è stato fatto.
Io mi sono astenuto solo perchè avevo colto qualcosa di
contraddittorio che non avevo ben capito, poi leggendo
attentamente, ho capito che manca la parte essenziale di un
disegno di legge democratico di iniziativa popolare: quella
relativa all'applicazione dell' articolo 13 bis dello Statuto,
il referendum propositivo, abrogativo e consuntivo.
Un articolo fondamentale per le sorti della Sicilia, perché
fra pochi giorni ci dovremo recare a votare il referendum sul
Federalismo.
Noi di Rifondazione Comunista non siamo molto soddisfatti,
non siamo completamente d'accordo su questa linea di tendenza, su
questo tipo di federalismo che viene proposto; tantomeno con
questo referendum che, evidentemente, avrà le sorti che avrà.
Ma non sto discutendo il merito del referendum che andremo a
votare, in quanto lo spirito mi sembra giusto. Lo spirito
democratico del referendum, in questo caso, è giusto. Ma la cosa
essenziale che, secondo il mio punto di vista, può interessare i
cittadini - e mi rivolgo per questo al Presidente dell'Assemblea,
onorevole Fleres, che conosco come deputato che nel corso della
sua lunga esperienza legislativa passata si è sempre soffermato
sui diritti civili, sui problemi che riguardano la partecipazione
popolare e su tutte queste tematiche democratiche,
liberal-sociali - la cosa essenziale, dicevo, è che mi pare che
in questo momento l'area di Governo, di cui lei fa parte, abbia
dimenticato questo problema.
Gliene interessa soltanto una parte, altri tipi di
provvedimenti, su cui non voglio entrare nel merito perché non
sono oggetto della discussione.
A mio avviso, se ai cittadini siciliani, ai siciliani, come
spesso dice l'onorevole Cintola, se a un elettore siciliano,
a degli elettori siciliani, a migliaia di elettori siciliani non
piace una legge di questa Regione, per esempio la legge che
prevede la riforma sanitaria che dovrebbe tagliare non si sa
quanti posti letto, non si sa quale stato sociale, ebbene
quella legge potrebbe essere sottoposta a referendum, se ci fosse
un quinto, un cinquantesimo di elettori o i Consigli comunali o i
Consigli provinciali che raccogliessero le firme, se ci fossero
le condizioni previste dalla articolo 17 bis dello Statuto.
Noi di Rifondazione Comunista non siamo contro questo
disegno di legge, siamo per aggiungere, per integrare, se poi
la nostra proposta, i nostri emendamenti vengono visti solo come
ostacolo, vi sbagliate di grosso. Questo è un istituto in cui io
credo, ma oltre all'articolo 17 bis ci vuole l'articolo 13 bis.
Non a caso l'articolo 13 bis il legislatore precedente lo ha
posto prima del 17 bis, quindi, a che cosa ha pensato prima?
Alla consultazione popolare, all'iniziativa popolare, cioè al
popolo che partecipa, che si rende partecipe della definizione
delle leggi della propria Regione.
In questo caso, invece, prevediamo il contrario. Ma lasciamo
stare, prima o dopo, è solo per fare un ragionamento, per cercare
di fare capire l'esigenza di introdurre l' articolo 13 bis.
Noi abbiamo fatto degli emendamenti che sommariamente
espongo. Essi riguardano:
- al primo comma, articolo 1 bis "E' indetto un referendum
popolare regionale popolare per deliberare l'abrogazione totale
o parziale di una legge della Regione o di un atto aventi
valore di legge quando lo richiede un quinto dei membri
dell'Assemblea, o un cinquantesimo degli elettori o un
trentesimo degli elettori qualora l'approvazione della legge
sia avvenuta con la maggioranza dei due terzi.
Possono chiederlo, altresì " cinque consigli provinciali o
almeno venti consigli comunali pari a un cinquantesimo degli
elettori.
Il secondo comma dice: "Il Presidente della Regione, su
delibera della Giunta regionale di Governo e sentita la
competente commissione legislativa dell'ARS, è tenuto ad
emanare entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente
legge il regolamento concernente le modalità di effettuazione
del referendum regionale propositivo e consultivo".
Con questo emendamento, in sostanza, diamo la possibilità,
un ulteriore impegno di indirizzo al Governo, di emanare un
disegno di legge relativo al regolamento per indire i referendum
consultivi, propositivi o abrogativi.
In questo caso non facciamo un ragionamento per cui si
dovrebbe tornare in Aula per fare un'altra legge. Demandiamo al
Presidente della Regione il compito di emanare un apposito
regolamento.
Naturalmente, come ha detto anche l'onorevole Capodicasa,
non è ammesso il referendum per le leggi di bilancio. Questo è
ormai pacifico. E' una norma costituzionale e noi ci adeguiamo.
Il quarto comma dice: "Hanno diritto di partecipare al
referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere l'ARS". Questo
è ovvio perché nei referendum bisogna sempre indicare chi vi
deve partecipare.
Questo è l'emendamento da noi presentato che ci sentiamo di
sostenere e di cui chiediamo la votazione ai componenti di
quest'Aula, non per sminuire il valore della proposta di legge
presentata. Noi possiamo votare senza problemi tutto così com'è.
Non chiediamo l'abrogazione, non stiamo criticando, perché
d'altronde la seconda parte del disegno di legge ricalca quasi
quello nazionale sulla modalità della procedura dell'attivazione
dell'istituto referendario.
Di conseguenza è il principio che deve passare. Deve passare
il principio che i cittadini devono essere partecipi della vita
politica siciliana. Non si chiede la luna nel pozzo. Non si sta
facendo demagogia, ma si sta dicendo una cosa ovvia e credo che
la maggioranza dei deputati potrà accogliere questa proposta che
ho illustrato poc'anzi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero intervenire per
evitare che il dibattito si sviluppi lungo un percorso non
esattamente corretto rispetto ai contenuti del disegno di legge.
Desidero ricordare all'Aula che le procedure di cui ci
stiamo occupando sono quelle previste dall'articolo 17 bis dello
Statuto, non quelle previste dall'articolo 13 bis. Sono due
procedure profondamente diverse. Sono due meccanismi
profondamente diversi, l'uno più aggravato dell'altro perché
affrontano tematiche completamente diverse, l'una di natura
costituzionale, l'altra, invece, legata alle leggi che non
interferiscono con le competenze di natura costituzionale
Questo mi interessava sottolineare proprio per evitare che
si parli di questioni diverse.
Peraltro, qui il tema non è quello di condividere o non
condividere l'istituto referendario, ma quello di disciplinarlo
in maniera diversa perché tale è l'indicazione di natura
statutaria prevista dall'articolo 13 bis, in un caso, e
dall'articolo 17 bis nell'altro caso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Noi ci stiamo incamminando sulla discussione generale
del disegno di legge. Io vorrei evitare di avvitare l'Aula su
problemi regolamentari e su percorsi che possono essere, a mio
avviso, superati se definiamo la discussione generale sul disegno
di legge, votiamo il passaggio all'esame degli articoli e lì ci
fermiamo per le 24 ore, previste dal Regolamento per la
presentazione degli emendamenti.
Ciò significa che la Commissione e l'intera Aula possono
approfondire ed arrivare a quello che noi reputiamo sia
essenziale sia per l'uno che per l'altro disegno di legge,
trattandosi di referendum e dello Statuto, materie che non sono
prettamente di una maggioranza o di una opposizione, ma servono
ad avere il maggior numero possibile di presenze favorevoli.
Desidero anche ringraziare il Presidente della Commissione
ed i componenti che sono stati unanimemente convinti di dare un
voto favorevole sia all'uno che all'altro disegno di legge, anche
se oggi si appalesa qualche approfondimento in più, che ritengo
pur necessario, perchè siamo ancora in tempo a dare un indirizzo
che possa essere il più unitario possibile.
Riterrei, pertanto, valido un discorso che ponga fine alla
discussione generale con gli interventi che sono programmati, il
passaggio all'esame degli articoli, l'accantonamento doveroso del
disegno di legge per gli eventuali emendamenti, il passaggio al
secondo disegno di legge per incardinarne la discussione
generale e la conseguente votazione del passaggio all'esame degli
articoli, con le 24 ore minime (possono essere anche 48 o 72 se
si rende l'Aula disponibile a dover definire nei particolari gli
eventuali emendamenti presentati che saranno poi illustrati).
Il percorso al quale faceva riferimento l'onorevole Fleres,
nella qualità di Presidente di questa Commissione, dicendo di
stare attenti alle due procedure perchè una ci porta ad una legge
ordinaria, l'altro ci porta ad una legge straordinaria con
maggioranze qualificate e tutto il resto.
Nei termini in cui il Presidente dell'Assemblea lo ha
esposto anche queste sono cose che possono essere superate non
avvitandoci in Aula e non arrivando ad una conclusione che poi è
quella alla quale tutti siamo legati, quella di definire bene e
presto sia la legge sul referendum che la legge istitutiva della
Commissione dello Statuto, senza espoliazione di nessun genere
dei compiti delle Commissioni legislative, perchè ci vorrebbe una
modifica statutaria prima di attribuire competenze che non
possono essere tolte alla I Commissione, così come il nostro
ordinamento recita.
Per cui, ripeto, riterrei, signor Presidente ed onorevoli
colleghi, di definire la discussione generale di questo disegno
di legge, il passaggio all'esame degli articoli, gli emendamenti,
la discussione generale dell'altro disegno di legge, la votazione
per il passaggio all'esame degli articoli e quindi il rinvio
congruo perchè possa essere definito attraverso gli emendamenti
in un ulteriore incontro in I Commissione, il cui lavoro è stato
pregevole, data l'unanime valutazione e che quindi non può che
camminare verso soluzioni che se non sono unanimi sono largamente
rappresentative dell'intera volontà dell'Aula sui due disegni di
legge. La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini.
Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge esaminato dalla Commissione e trasferito per l'esame in
Aula, intende iniziare quel processo riformatore di questa
legislatura, che si collega a quanto già avviato nella
legislatura precedente, e che intende investire la materia
costituzionale.
Io ritengo che questa prima importante iniziativa
legislativa debba essere oggetto, in Aula, di una riflessione
organica. Ho ascoltato le sollecitazioni del Presidente
Capodicasa e ritengo che sia plausibile un percorso in quella
direzione, ma nulla toglie che anche in quella direzione si possa
andare con una discussione su emendamenti presentati in questa
sede ed in questa occasione.
Dal nostro punto di vista, ritengo che sia conveniente, più
proprio, completare il lavoro iniziato dalla Commissione, con un
precipuo, specifico riferimento alla materia costituzionale e
disciplinata dall'articolo 17 bis, per iniziare con coerenza quel
processo riformatore di natura costituzionale che noi, per altro
in Aula, stasera stesso, completeremo, proseguiremo con il
riferimento alla reistituenda Commissione per la riforma dello
Statuto.
Mi pare che le due iniziative legislative facciano il paio,
siano organicamente legate e coerenti, e vadano nella direzione
proprio della riforma in materia costituzionale.
Per il resto, quanto disciplinato dall'articolo 13 bis,
appunto per la procedura aggravata prevista nella formulazione
dell'articolo, potrà essere poi materia di un'ulteriore
riflessione ed iniziativa legislativa.
Quindi, io credo che sia opportuno chiudere la discussione
generale con la presentazione degli emendamenti, passare agli
articoli e poi avviare una riflessione, più specifica attraverso
gli articoli, che può condurci anche nella direzione sollecitata
dai colleghi.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
particolarmente breve sarà l'intervento perché, non originale a
questo punto della discussione, in quanto farò mie molte delle
considerazioni espresse da alcuni colleghi che mi hanno
preceduto.
Devo dire, innanzitutto, che mi soddisfa, ed in maniera
particolare da deputato di questa Assemblea, prescindendo anche
il ruolo che rivesto di minoranza all'interno della stessa,
l'attività svolta dalla Commissione, il testo esaminato e
licenziato dalla stessa, perché in tempi particolarmente rapidi
e, non soltanto rapidi, ma anche in maniera qualificata, ha
esitato un disegno di legge che dà attuazione ad una norma di
natura costituzionale essenziale per poter procedere con questa
fase riformatoria che questa Assemblea, così come affermato nelle
dichiarazioni programmatiche, ha posto in essere.
Devo dire, comunque, che avrei ritenuto, e qua dissento nel
merito, Presidente, rispetto alle osservazioni poco fa fatte, che
in questa fase sarebbe stato, probabilmente, opportuno, così
come, dicevo, esposto da altri colleghi, procedere ad un esame
della materia generalmente intesa, ovvero le forme di
partecipazione, in maniera unitaria.
Mi rendo conto che un unico disegno di legge, probabilmente,
anzi sicuramente, non può immaginare la presenza della
regolamentazione, così come voluta dall'articolo 17 bis e
dall'articolo 13.
Sarebbe stato possibile, comunque, procedere parallelamente
perché, se è vero, com'è vero, che in maniera celere si è
proceduto ad ipotizzare l'emanazione di questa legge, che darà
poi la possibilità, lo ricordo a me stesso, di poter
eventualmente emanare norme riguardanti l'elezione dell'Assemblea
regionale, lo scioglimento dell'Assemblea regionale, l'elezione
del Presidente della Regione e la forma di governo regionale, è
presumibile che modifiche di questi importanti settori della vita
dell'Assemblea regionale non vadano all'approvazione in tempi
brevi, anzi, è ancor più presumibile che saranno oggetto
specifico dell'attività della costituenda Commissione per lo
Statuto.
Quindi, da una parte ringraziamo per la celerità, dall'altra
parte ritengo che, parallelamente, sarebbe stato possibile
procedere anche - e credo che sia ancora possibile - con un
autonomo, ma parallelo, disegno di legge alla istituzione dei
vari referendum, così come previsti dall'articolo 17 bis, così
come modificato dalla legge costituzionale.
Ritengo anzi che, per dare ulteriore organicità a queste
importanti attuazioni del dettato costituzionale, bisogna
prendere in considerazione anche le modifiche introdotte con le
leggi costituzionali aventi a riguardo il procedimento
legislativo regionale. Infatti, bisogna ricordare, ancora qui non
è stato fatto, che l'articolo 12 dello Statuto, così come
modificato dalla legge di revisione costituzionale, ha ampliato
il diritto di iniziativa per quanto riguarda la presentazione di
leggi regionali.
Credo che sia opportuno, oltre che approvare l'ottimo
disegno di legge esitato dalla Commissione, procedere
parallelamente, anche perchè effettivamente sono diversi i metodi
e le maggioranze richieste, anche all'approvazione delle leggi
attuative, sempre delle leggi costituzionali, avente riguardo
l'articolo 12 del nuovo statuto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente e onorevoli colleghi, avendo
seguito il dibattito e prendendo atto del fatto che si è tenuto
conto delle considerazioni sviluppate in questa sede da parte
dell'onorevole Capodicasa e di altri parlamentari circa il fatto
che la materia, in qualche modo, è monca, e si tratta di
affrontare anche altri parti che riguardano la possibilità di
regolamentare il referendum anche per le leggi ordinarie, io mi
permetto di suggerire un percorso, se l'Aula, i colleghi della
Commissione e gli altri colleghi parlamentari sono d'accordo,
cioè quello di procedere comunque alla votazione per il passaggio
agli articoli, di tenere aperta la Commissione, di demandare
comunque alla Commissione, da qui a martedì, visto che l'Aula si
convocherà per il prossimo martedì, e invitare la Commissione a
predisporre un emendamento al testo che regolamenti la parte del
referendum legata all'articolo 13 bis.
Questo, in qualche modo, coniugherebbe le due esigenze poste
nel corso del dibattito da più parlamentari e, quindi,
consentirebbe di avere un testo completo che affronti
complessivamente la materia.
Signor Presidente, io mi permetterei di raccogliere l'invito
formulato qui dal collega Cintola, e cioè di votare il passaggio
agli articoli, mandare tutto in Commissione e invitare la
Commissione a predisporre un emendamento al testo che affronti la
disciplina del referendum riferita all'articolo 13 bis dello
Statuto.
PRESIDENTE. Poichè comunque l'Aula tornerà a riunirsi il
prossimo 9 ottobre, ci sarà tutto il tempo necessario per
esaminare gli emendamenti presentati, e per presentare gli
emendamenti avremo tempo fino alla chiusura dell'attuale seduta,
e per approfondire le parti che sono state discusse nei diversi
interventi.
LO MONTE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO MONTE . Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sono
stato anticipato dall'onorevole Speziale col quale sono
sostanzialmente d'accordo. Ritengo, infatti, che probabilmente
questa sarà la prima legge di questa nuova legislatura, anche
perchè mi rifiuto di credere e di accettare che abbiamo iniziato
l'attività legislativa di questa legislatura con le modifiche al
Regolamento che - come avevo, fra l'altro, detto in quella
occasione - non hanno risolto il problema per il quale erano
state proposte; modifiche che hanno ingenerato altri dubbi
interpretativi e credo che probabilmente nuovamente si farà
ricorso all'Aula. Pertanto, inaugurare la legislatura che stiamo
sostanzialmente cominciando con una legge organica perchè di
questo trattasi, abbiamo la possibilità - e poi articolerò per
bene la proposta - di affrontare l'istituto del referendum in
tutte le sue sfaccettature, non c'è l'obbligo di fermarci. Io
sono componente della Commissione e questo intervento
probabilmente potevo anche farlo in quella sede, però debbo dire
che non ho avuto la intuizione e quindi condivido le
considerazioni fatte dall'onorevole Capodicasa, secondo il quale,
dal momento che affrontiamo l'istituto del referendum per
prevenire le riforme costituzionali che dobbiamo assolutamente
approvare e nell'assunto che con pochi articoli, con pochi
emendamenti abbiamo la possibilità di legiferare, di emanare un
provvedimento organico su tutta l'intera materia. Io credo che si
possa stasera votare anche il passaggio agli articoli e però è
importante che ci sia un impegno da parte della presidenza della
Commissione, ma soprattutto del Governo a che domani, entro le 24
ore, che sono date a tutti i deputati per proporre emendamenti,
si possa riunire la Commissione ed dare il parere sugli
emendamenti, che servono proprio a completare questa legge in
maniera da affrontare nella prossima seduta utile il testo in
maniera organica.
Io credo che questa sia una esigenza sentita da tutti i
parlamentari perchè spesso nei programmi elettorali facciamo
ricorso all'impegno di approvare leggi organiche, di approvare
testi unici, però quando ne abbiamo la possibilità, ed io credo
che siamo proprio in questo caso, non dobbiamo fuggire. Io credo
che abbiamo la possibilità con un minimo sforzo, con l'impegno
del Presidente dell'Assemblea, con l'impegno del Governo a
riunirci domattina ed a proporre emendamenti nei tempi previsti
per tutti gli altri deputati e quindi di chiudere la discussione
generale e di passare all'articola; però con l'impegno ripeto
del Presidente della Commissione e del Governo che domattina ci
si riunisca proprio per preparare quegli emendamenti che servono,
che sono poca cosa, a completare e a farla diventare una legge
organica sull'intero istituto del referendum.
PRESIDENTE. Credo, onorevole Lo Monte, che la Commissione sia
stata già autorizzata nel programma dei lavori a riunirsi, quindi
questo problema non si pone, nel senso che se vuole, può farlo.
SAVARINO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
raccogliamo l'invito dei colleghi ad esaminare gli emendamenti
proposti. Tenuto in considerazione comunque il fatto che in
questa sede noi avevamo portato in Aula due disegni di legge che
si muovono in parallelo e che danno la possibilità di iniziare
una stegione di riforme. Uno dei disegni di legge è questo
presentato per la regolamentazione dei referendum ex articolo 17
bis; il secondo disegno di legge è quello che riguarda
l'istituzione della Commissione per lo Statuto. Entrambi si
muovono rispondendo all'esigenza primaria di iniziare una
stagione di riforme. A questo punto rispondiamo alle esigenze,
comunque, dei colleghi, di esaminare gli emendamenti e ci
aggiorniamo alla prossima seduta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Savarino.
Non essendoci altri colleghi iscritti a parlare, con
l'impegno della Commissione a esaminare gli emendamenti che
abbiamo tempo di presentare fino alla conclusione della seduta di
questa sera, pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Essendo stati presentati degli emendamenti, sospendiamo a
norma di Regolamento la discussione del disegno di legge che è
iscritto all'ordine del giorno della seduta di giorno 9, così
come già convenuto dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Io credo che la
materia sia diversa, nel senso che l'articolo 17 bis è
un'aggregazione o è una continuazione di un disegno di legge sul
referendum che riguarda una modifica costituzionale e che
l'articolo 13 bis, invece, riguarda una materia parzialmente
diversa perché non riguarda una modifica costituzionale.
Comunque, c'è la volontà del Governo di partecipare e di
vedere insieme alla Commissione quelle che sono le ipotesi per
costruire assieme una proposta globale e, quindi, torno indietro
nel discorso, ma credo che sia sostanzialmente riprendere quello
che ha detto il Presidente della Commissione, riprendere quanto
ha detto il relatore della legge.
LO MONTE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO MONTE . Signor Presidente, io vorrei si chiarisse questo
particolare: se c'è l'impegno da parte del Presidente della
Commissione - credo che il Governo abbia dato la disponibilità -
a convocarci per domani in tempo utile...
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Da parte mia non c'è
alcuna difficoltà a convocarci per domani. Partendo dal
presupposto che non si può garantire che domani si possa definire
la discussione sugli emendamenti, perché obiettivamente sia
quello che ha detto il Governo, ma anche quello che hanno detto
gran parte dei deputati dell'opposizione, in particolar modo l'ha
detto con molta chiarezza e per questo è apprezzabile l'onorevole
Spampinato, richiamando peraltro quello che ha detto il
Presidente della Commissione, ci sono due passaggi ben distinti,
quello che riguarda il 17 bis e quello che riguarda il 13 bis,
per cui noi propedeuticamente dovremmo stabilire se gli
emendamenti sono proponibili o non sono proponibili.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, la richiesta dell'onorevole
Lo Monte non riguarda il merito, ma il metodo; chiede solamente
che la Commissione si riunisca per esaminare gli emendamenti. Se
c'è l'impegno.
ARDIZZONE, presidente della Commissione. La Commissione è ben
disponibile a riunirsi domani, adesso ci sentiremo con l'Ufficio
di Presidenza per stabilire l'ora precisa. Rifletteremo sul
discorso, sulla conclusione definitiva.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
approvato il passaggio all'esame degli articoli. E' chiaro ed
evidente che sono stati annunziati degli emendamenti, il che
significa che dobbiamo fermarci. Per cui la compatibilità della
convocazione della Commissione di domani è legato all'orario
entro il quale abbiamo la certezza che gli emendamenti sono
presentati e nient'altro e la Commissione può lavorare.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, abbiamo già detto che il tempo
per presentare gli emendamenti scade alla conclusione della
seduta di questa sera. Pertanto, la prima Commissione domani
mattina sarà messa nelle condizioni di avere a disposizione tutti
gli emendamenti presentati per potere fare le valutazioni che
ritiene. Naturalmente, poi, si formerà un'opinione che sarà
quella della Commissione. Ciò non toglie che gli emendamenti
restano in vita perché naturalmente se c'è un testo condiviso e
che è interamente sostitutivo di quelli presentati si procederà
al ritiro degli altri, diversamente si procederà alla votazione
dei singoli emendamenti così come presentati.
CINTOLA. Quindi, se il Governo dà l'impegno di essere in
Commissione domani all'orario in cui la Commissione viene
convocata é chiaro che domani la Commissione può lavorare e può
portare a compimento il suo lavoro.
Dicevo, se la subordinata è di passare all'altro disegno di
legge per la discussione generale perché possa essere incardinato
anche quello, in maniera tale che la Commissione potrà, da
domani, svolgere per intero il proprio lavoro portandoci dei
disegni di legge già definiti anche con il parere sugli
emendamenti eventualmente presentati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE GENERALE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 226/A:
"Istituzione di una commissione speciale per la revisione e
l'attuazione dello Statuto"
PRESIDENTE. Si passa alla discussione generale del disegno di
legge n. 226/A: "Istituzione di una commissione speciale per la
revisione e l'attuazione dello Statuto", posto al numero 2, di
cui è relatore l'onorevole Leanza Edoardo. Non essendo
l'onorevole Leanza Edoardo presente in Aula, ha facoltà di
parlare il Presidente della Commissione, onorevole Ardizzone.
ARDIZZONE. Mi rimetto al testo della relazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intendo
intervenire nella discussione generale sul testo esitato dalla
Commissione perché ritengo che, dopo aver contribuito ad
elaborare il testo in Commissione, dico che il tema delle riforme
della seconda parte dello Statuto debba investire la
responsabilità dell'intero Parlamento. Non si tratta di materia
delegabile soltanto alla maggioranza, ovviamente; esso interviene
in una fase in cui c'è una profonda modifica in Italia delle
riforme dell'assetto istituzionale, nel senso che si sta
accentuando il carattere federale. Mi auguro che giorno 7
ottobre il risultato delle votazioni in qualche modo tracci un
indirizzo federalista. E in questo contesto si avverte
l'esigenza che la nostra Regione non perda l'appuntamento
rispetto a queste scadenze.
Qui si impone, quindi, l'esigenza che venga istituita una
Commissione speciale che affronti la riforma della seconda parte
dello Statuto. Nel corso della precedente legislatura é stato
fatto un buon lavoro. Abbiamo proceduto con la legge voto nel
'97 a proporre al Parlamento nazionale una modifica dell'assetto
e della forma di governo attraverso l'elezione diretta del
Presidente della Regione. Adesso noi pensiamo che bisogna
procedere attraverso la riforma sostanziale della seconda parte
dello Statuto.
Quindi, dichiariamo la nostra disponibilità a confrontarci
su questo argomento e, però, vorrei chiamare i colleghi della
maggioranza a una riflessione. La materia della riforma
istituzionale non é materia che appartiene alla maggioranza;
essa appartiene all'intero Parlamento. Ho già detto che nel
corso dei lavori della Commissione noi abbiamo contribuito a
esitare il testo concordandolo con i colleghi della maggioranza.
Qui desidero porre - l'abbiamo già fatto con un emendamento
presentato al testo - un carattere e una priorità politica. Noi
pensiamo che un segnale da parte della maggioranza possa venire
nell'introdurre, nella norma che é all'esame del Parlamento e
del testo, che la Presidenza della commissione Riforma dello
Statuto venga affidata alle opposizioni. Dobbiamo, in qualche
modo, mettere in campo una politica contraria all'idea che chi
vince vince tutto, chi perde perde tutto Che il tema della
riforma istituzionale é un tema che ha carattere generale e che
investe la responsabilità di tutti.
Per questo chiedo espressamente ai gruppi della maggioranza
di pronunziarsi su questo argomento. Tale Commissione non è
una commissione legislativa, dove mi rendo conto bisogna portare
avanti il programma del Governo, è una commissione che ha
carattere di riforma generale che riguarda la natura del nostro
Statuto - e io mi auguro che si spinga verso un rapporto
idealista -. Penso, quindi, che sia corretto che da parte della
maggioranza venga riconosciuto ciò con legge ora e dopo. Oggi
siete maggioranza voi, domani potremmo essere maggioranza noi, ma
si stabilisca con legge che la Presidenza della Commissione
Statuto venga affidata ad un esponente della opposizione.
Questa la osservazione che volevo fare e sulla quale vorrei
spingere il dibattito in Aula.
PRESIDENTE. Solo per una considerazione di carattere generale.
Diventa difficile stabilire per legge quello che lei ha chiesto,
credo che debba essere rinviato il tema ad una verifica di natura
politica, come peraltro accade anche per commissioni diverse,
considerate di controllo o comunque che hanno una rilevanza
diversa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
istituzione di una nuova Commissione per la riforma dello Statuto
costituisce sicuramente l'avvio del momento più importante del
processo di riforma che deve completare l'avviata riforma dello
Statuto e dell'assetto del nostro ordinamento e della nostra
Regione.
La riflessione che è stata avviata in Commissione, per certi
aspetti, ha prodotto un lavoro e un risultato che ha ridotto, ha
selezionato le competenze della precedente Commissione.
Non mi pare che, a fronte di un grande significato conferito
e attribuito a questo organismo nella precedente legislatura, che
ha prodotto il risultato che poi ha condotto alla nuova modalità
elettorale con la quale ci siamo cimentati per ritornare in Aula
e al Governo della Regione secondo le mutate condizioni, non mi
pare che oggi sia coerente con il conferimento, l'attribuzione di
analoga grande importanza a questo organismo una riduzione o una
sottovalutazione delle sue competenze.
Io penso che, senza nulla togliere alle competenze delle
commissioni permanenti così come costituite e disciplinate e
regolamentate nella loro competenza, si avverta l'esigenza nel
Parlamento, nel confronto tra Parlamento e Governo, di un'unica
cabina di regia nell'avviare, nell'attuare e sviluppare il
processo riformatorio.
Se noi questa cabina di regia la spezzettiamo, non avremmo
fatto un buon servizio al progetto di riforma che ci vogliamo
intestare. La Commissione per la riforma dello Statuto è
sicuramente lo strumento, l'organismo che può in modo più
organico, più continuo e più completo avviare ed attuare questo
percorso e quindi realizzare tale progetto.
Riteniamo, cioè, che essa funga da cabina di regia di questo
progetto, e ciò perchè riteniamo che in Aula si debba
approfondire l'esame che è stato già avviato in Commissione,
riportare la Commissione alle sue competenze sostanziali, anzi
noi siamo per attribuirle una valenza ancora più netta, più
definita, quella di essere la cabina di regia del processo
riformatore, che completi il processo di riforma costituzionale,
ma che completi anche la riforma della materia elettorale.
Quindi, dal nostro punto di vista, il lavoro dell'Aula
dovrebbe orientarsi in questa direzione. Ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Speziale, sicuramente una maggioranza
parlamentare che questo progetto di riforma vuole intestarsi è
consapevole che siccome la riforma, in parte, riguarda le regole
e sulle regole non ci si deve dividere o comunque sia dall'una o
dall'altra parte si deve attivare un processo di condivisione
sostanziale. Tuttavia nessuno può affrancare la maggioranza dalla
necessità di intestarsi questo cammino attraverso una cabina di
regia e attraverso lo strumento fondamentale qual è la guida di
una commissione così importante come quella che deve completare
la riforma dello Statuto.
Noi siamo per riconoscere ai colleghi della minoranza - ma è
nodo da sciogliere in sede politica - sicuramente una facoltà di
rappresentare l'intero Parlamento, ma in commissione di
indirizzo, di vigilanza, di controllo. Ma, sicuramente, in una
commissione come quella che intende intestarsi un percorso così
sostanziale di riforma della Regione, dello Statuto, del suo
ordinamento costituzionale, delle sue regole, dei suoi
regolamenti, io penso che non ci si possa affrancare dal diritto
e dalla facoltà di esserne gli ispiratori, la guida e i
principali sostenitori e attuatori, fermo restando che
all'interno di un organismo del genere il confronto deve essere
aperto, la condivisione il più possibile perseguita e praticata
e, sicuramente, sulle regole la tendenza a divergere e a
dividersi deve essere invece sostituita dalla tendenza a trovare
momenti di più sostanziale condivisione.
Ma ferme restando le differenze di programma che sono state
già esibite al corpo elettorale e che riguardano anche la materia
riformatrice, poichè non c'è totale identità di vedute su questo
percorso, è giusto che la maggioranza abbia il suo strumento e
che all'interno di questo strumento proponga anche ai colleghi
parlamentari della minoranza un suo percorso che poi dovrà essere
oggetto di approfondito confronto.
Rimane, comunque, la sollecitazione - che è da accogliere -
per quanto riguarda altro tipo di organismi e di commissioni che
in sede politica si potrà valutare di ritenere attribuibili ad un
orientamento e ad una guida delle opposizioni in quanto garanzia
di partecipazione completa alle attività parlamentari, e di
confronto aperto e diretto senza pregiudizi su tutte le questioni
e condivisioni dell'attività parlamentare. Ma questo può avvenire
in organismi e commissioni di carattere di controllo e di
vigilanza, come alcune delle commissioni che ancora dovremo
costituire, ma non certo per la Commissione Statuto che è una
commissione fondamentale per il processo di riforma che questa
maggioranza e questa Aula devono intestarsi all'interno di questa
Aula nel rapporto con il Governo, che ha già comunque prodotto
due disegni di legge che vanno in questa direzione e che,
integrati dall'approfondimento che l'Aula farà, hanno avviato il
processo riformatorio che intendiamo intestarci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
non sia difficile argomentare su quelle che sono le competenze
specifiche che l'ordinamento che regola i lavori dell'Assemblea
ha già prodotto. E a me pare di dovere ricordare, a me stesso e
all'Aula, che la precedente commissione Statuto, presieduta
dall'onorevole Provenzano, si era occupata della questione
Statuto ed esclusivamente di quella, senza entrare - e lo dico
non solo per deontologia, per un fatto che ritengo serio, forte -
nel merito della legge elettorale, a tal punto che noi facemmo le
modifiche statutarie che furono votate all'unanimità
dall'Assemblea. E, in quella occasione, nello stesso lavoro
definito da quella commissione si disse: la legge elettorale sarà
fatta in seguito, con i normali canali e cioè con quello che era
il parere e la discussione in Prima Commissione. Anche perché,
se dovessimo togliere alla Prima Commissione la possibilità di
confrontarsi sulla legge elettorale, io credo che le resterebbe
soltanto il nodo importante di autosciogliersi. Perché già
abbiamo visto come gli assessori designano senza chiedere il
parere alla Commissione, nominano e, per una certa parte, l'hanno
esautorata; se le togliamo anche la legge elettorale, io
inviterei i colleghi della Prima Commissione a dire: che ci
stiamo a fare in quella Commissione?
Allora diventa più facile pensare, tra l'altro, che nella
considerazione che per la Commissione Statuto è stato dato un
tempo, dodici mesi per lavorare e per definire il percorso, non
quattro anni o cinque anni, ma un anno, ora, è ipotizzabile che
la Commissione Statuto che ha molto da fare possa intestarsi
entro i dodici mesi il lavoro che riguarda le modifiche
statutarie e - perché no? - anche la legge elettorale.
Siccome in quest'Aula, signor Presidente, onorevoli
colleghi, noi ci siamo stati ed abbiamo visto quanto è stato
facile, per noi che siamo in prosecuzione della legislatura
precedente, raccordarsi ed avere subito il testo sulla riforma
elettorale e sulla legge elettorale, arrampicandoci su tutti gli
specchi di questo mondo per annullare quel famigerato, molto
famigerato listino, cercammo di toglierlo in tutti i modi
arrampicandoci sugli specchi e, alla fine, abbiamo dovuto dare
forfait un poco tutti, perché ci sembrava più serio che venisse
dato quel premio sempre al partito di maggioranza, da riversare a
gente che aveva avuto il consenso popolare e non la designazione
dall'alto - come poi, in effetti, è avvenuto -, riteniamo
improponibile un discorso di modifica e di assegnazione alla
Commissione Statuto di competenze che neppure la precedente
Commissione aveva.
Ma questo non sarà motivo nè di scontro, nè motivo in cui ci
si possa esprimere disgiuntamente, però a me pare che sia più
chiaro e più leale dire che non è una posizione della maggioranza
nella sua interezza, è la proposizione di chi - e debbo dirlo con
coerenza, con coraggio e con lealtà - avendo designato
probabilmente un presidente, ritiene di dovere accorpare e di
dovere fare diventare più importante una commissione al posto di
un'altra; cioè un gioco di "piccola bottega", al quale gioco noi
del CD non ci prestiamo. Perché allora, in quel momento, noi
diciamo che sarebbe bene azzerare le presidenze tutte e
considerare, alla stregua di un fatto che è soltanto tecnico, di
farlo diventare un fatto di normale amministrazione, piuttosto
che, a giochi già fatti, cambiare le regole del gioco e
modificarne, con un manto che non c'è, di una cabina di regia,
una globale valutazione, il senso di un accorpamento, come se
parlare di Statuto e di legge elettorale siano cose similari,
uguali, identiche. Può essere benissimo, e a noi pare, da
Commissione speciale qual è e quale può continuare ad essere, la
Commissione Statuto, non diventi una Commissione permanente. Le
Commissioni permanenti sono sei, hanno compiti specifici, li
compiano; questa è una Commissione speciale, ha pure un tempo
limitato, un anno Allora, per lo Statuto lavori per quell'anno,
produca quello che deve produrre e operi perché l'Assemblea
possa, il più possibile unanimemente, dare una condizione
differente dello Statuto con le nuove regole che sono uscite da
una legge elettorale, con la quale siamo stati eletti.
A noi pare che ci sia una farraginosità: che il Governo, nel
quale tutti coloro i quali in maggioranza sono presenti, che ha
emanato un disegno di legge in un certo modo, una Commissione che
all'unanimità, maggioranza ed opposizione, l'ha definito senza la
legge elettorale, il volere riaprire in Aula un dibattito che va
in contrasto anche con l'unanime valutazione data, sia da parte
della maggioranza che dell'opposizione, da parte della
Commissione strida un poco con la volontà che quest'Aula,
quest'Assemblea e questo Governo devono avere di intestarsi i
reali problemi, che sono quelli dello sviluppo, di Agenda 2000,
del bilancio, della programmazione, di dare il lavoro a chi non
ce l'ha, di combattere la mafia, la delinquenza e non di
accapigliarci qui, in Aula, per avere un contentino, una
maggioranza in più, una cosetta in più, una cosetta in meno.
Perchè altrimenti, in questo, non solo ci avvitiamo, ma
dimentichiamo che abbiamo un dovere verso gli elettori, che è
quello di dare le risposte che gli elettori aspettano. E non
stanno aspettando di avere una cabina di regia, vogliono una
cabina di regia che risolva i problemi della Sicilia, della
disoccupazione, degli emarginati e di coloro i quali una voce non
hanno e noi abbiamo il dovere di dargliela.
E non dobbiamo tentare di scontrarci, dopo che insieme
abbiamo fatto una battaglia comune che ha avuto il consenso
popolare. Poi tutto può avvenire nel mondo, me ne rendo conto,
ci si può anche pentire, mi pare che in Sicilia di pentitismo si
vive e si muore anche, per cui niente di male se vogliamo tornare
indietro.
C'è una disponibilità concreta a non farsi avvitare su
questioni che noi riteniamo risibili e di nessun conto rispetto
ai gravi problemi che la Sicilia ha e alla quale dobbiamo dare
risposte concrete.
PRESIDENTE. Credo che anche su questo disegno di legge sono
stati presentati numerosi emendamenti e pertanto sarà necessario
passare alla seduta di martedì 9 ottobre 2001.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENZA del **PR
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 9 ottobre
2001, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Disciplina del referendum ai sensi dell'articolo 17 bis
dello Statuto della Regione' (n. 183/A) (seguito)
Relatore: onorevole Savarino Giuseppa
2) 'Istituzione di una Commissione speciale per la revisione e
l'attuazione dello Statuto' (n. 226-177/A) (seguito)
Relatore: onorevole Leanza Edoardo.
La seduta è tolta alle ore 20.10.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.15)