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Resoconto d'Aula della Seduta n. 123 di martedì 18 marzo 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BURGARETTA  APARO,  segretario,  dà  lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE

     PRESIDENTE   Comunico  la  seguente richiesta di parere pervenuta
  dal  Governo  ed  assegnata  alla competente Commissione legislativa
  Ambiente e Territorio (IV):

    - "Schema di disciplina di massima attività esercitabili e divieti
    operanti  nel  Parco  fluviale  dell'Alcantara,  per  formulazione
    parere ex art. 4 l.r. 14/88" (n. 125)
    - pervenuta in data 17 marzo 2003
    - trasmessa in data 17 marzo 2003.

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  le  assenze  e  sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative per il periodo 13 - 17 marzo 2003.

                             "BILANCIO  (II)

   Sostituzioni
   Riunione del 13.03.03: CROCE sostituito da MERCADANTE
                          LEONTINI   "      " BENINATI
                          D'ANTONI   "      " LO MONTE
                          MANCUSO    "      " PISTORIO
                          ROTELLA    "      " ACIERNO

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 17.03.03 (ant.): ZAGO-CONFALONE-DE BENEDICTIS
      "      "      "    (pom.): ZAGO- DE BENEDICTIS-GURRIERI-INFURNA

   Sostituzioni
   Riunione del 17.03.03 (ant.): INFURNA sostituito da FORMICA
      "      "      "    (pom.): CONFALONE   "       " LEONTINI

             COMUNICAZIONE DI ORDINANZA DELLA CORTE DEI CONTI

     PRESIDENTE   Comunico  che con ordinanza n. 105 del 2003 la Corte
  dei  conti  -  Sezione  giurisdizionale  per  la Regione siciliana -
  Giudice  unico  delle pensioni, visto il giudizio di pensione civile
  iscritto al n.  24067 del registro di segreteria promosso ad istanza
  di  MANCUSO  Angela,  nei  confronti  della  Regione  siciliana,  ha
  dichiarato  rilevante e non manifestamente infondata la questione di
  legittimità   costituzionale  dell'articolo  39,  comma  1,  secondo
  periodo, e  comma  2,  della  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
  nella  parte  in  cui, dopo avere sospeso l'applicazione delle norme
  che  consentivano  i  pensionamenti  di  anzianità  fa,  però, salva
  l'applicazione  dell'articolo  3  della  legge regionale 23 febbraio
  1962,  n.  2  per  i  dipendenti che abbiano maturato l'anzianità di
  servizio  utile  ivi prevista o che tale anzianità maturino entro il
  31 dicembre  2003, con le modalità di cui al successivo comma 2, con
  riferimento agli artt. 3 e 81, comma 4, della Costituzione.

                            ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE    Comunico   che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

    n.  1097  -  Iniziative  per  garantire  maggiori finanziamenti al
    settore vitivinicolo siciliano.
    - Assessore Agricoltura
    Firmatario: Papania Antonino;

    n. 1098  -  Ritiro  e  ripubblicazione  del  bando pubblico per la
    qualificazione  urbana  nei  centri  con  popolazione inferiore ai
    30.000 abitanti.
    - Assessore Lavori Pubblici
    Firmatari:  Speziale  Calogero;  Villari  Giovanni;  De Benedictis
    Roberto;  Zago Salvatore;

    - con richiesta di risposta scritta;

    n.  1095  -  Interventi di sostegno agli imprenditori vitivinicoli
    della provincia di Trapani.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura
    Firmatari: Fratello Onofrio; Maurici Giuseppe;

    n.  1096  -  Provvedimenti  circa  la  cancellata sul lungomare di
    Mondello (PA).
    - Presidente Regione
    Firmatario: Vicari Simona;

    n. 1099  -  Completamento  delle opere di urbanizzazione del viale
    San Teodoro (quartiere San Giorgio) a Catania.
    - Assessore Enti Locali
    Firmatari;    Fleres    Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
    Giuseppe;

    n. 1100 - Riapertura dei siti archeologici di Catania.
    - Assessore Enti Locali
    - Assessore Beni Culturali
    Firmatari:    Fleres    Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
    Giuseppe;

    n.  1101  - Rimozione delle discariche abusive in prossimità delle
    stazioni ferroviarie sulla tratta Catania-Gela.
    - Presidente Regione
    - Assessore Enti Locali
    - Assessore Territorio
    - Assessore Sanità
    Firmatari:    Fleres    Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
    Giuseppe.

                            ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

    - n.  211 "Interventi per il potenziamento delle attività sportive
    in  Sicilia",  degli  onorevoli  Raiti  Salvatore, Ferro Giovanni;
    Miccichè Calogero;  Morinello Salvatore;  Orlando Leoluca;
    Presentata il 17/03/03.

       Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

       Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno che  nel  corso  della  seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


            DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153 del  Regolamento  interno, della mozione n.  210 "Interventi per
  la  valorizzazione  della cultura e della identità siciliana", degli
  onorevoli  Fleres,  Catania,  Maurici,  Scoma,  Turano  e Burgaretta
  Aparo.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO  che  il  Parlamento  ha  approvato, dopo anni di
              dibattiti  e  di parziali interventi fra polemiche e
              scontri,  la  prima  riforma  organica  del  sistema
              scolastico,   dopo  quella  elaborata  dal  ministro
              Giovanni Gentile nel lontano 1923;

     RILEVATO che,  correttamente,  la  stessa riforma tiene conto
              delle singole culture che il territorio italiano, la
              cui  storia  è  sintesi  di  tante storie e di tante
              culture, nel suo complesso esprime e che proprio per
              cogliere tali finalità ha previsto che una parte dei
              programmi  sia  affidata  alla  responsabilità delle
              singole Regioni;

     CONSIDERATO che  in  questi ultimi anni, a vari livelli, si è
              manifestata    l'esigenza   di   prestare   maggiore
              attenzione alla realtà culturale della nostra Isola,
              nella   certezza   che   proprio  la  valorizzazione
              dell'identità  stia a monte di qualsiasi progetto di
              sviluppo  in  grado  di fare seriamente decollare la
              Sicilia  permettendole  di  riagganciarsi  al  trend
              nazionale;

     RILEVATO altresì  che  nei  giovani,  immersi  in  una realtà
              sempre  più  globale,  si manifesta l'esigenza della
              conoscenza delle proprie radici;

     CONSIDERATO  che, appunto, la riforma scolastica offre questa
              grande opportunità;

     RITENUTO che  cogliere  l'opportunità  offerta  dalla riforma
              comporta  un  atteggiamento attivo della Regione per
              elaborare   programmi   idonei  a  rappresentare  la
              complessità e la singolarità della cultura siciliana
              che non ha eguali nel contesto delle altre regioni;

     CONSIDERATO  che per la elaborazione dei predetti programmi è
              necessario   una   tempestiva   ricognizione   dello
              specifico   fabbisogno  formativo  così  da  offrire
              risposte   meditate   e  senza  correre  il  rischio
              dell'improvvisazione e del provincialismo,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  nominare,  entro  sessanta giorni, un'apposita
              commissione  di studio, cui dovranno essere chiamati
              a   partecipare   tecnici  di  riconosciute  qualità
              professionalità,   con   il   compito  di  elaborare
              proposte di programmi di insegnamento che consentano
              di  valorizzare  pienamente  la cultura e l'identità
              siciliana;

              -  ad  apprestare,  con la necessaria sollecitudine,
              sulla scorta delle proposte formulate i programmi di
              insegnamento  per la quota nella disponibilità della
              Regione,  al   fine   di   garantire   lo  studio  e
              l'approfondimento   della  storia  e  della  cultura
              regionale". (210)

     PRESIDENTE  Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perché se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     SEGUITO DELLA DISCUSSIONE  CONGIUNTA  DEI  DISEGNI  DI  LEGGE  NN.
     554-557-562-588/A   "BILANCIO    DI   PREVISIONE   DELLA   REGIONE
     SICILIANA  PER  L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER
     IL TRIENNIO 2003-2005" E  N.  553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
     FINANZIARIE PER L'ANNO 2003"

     PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con  il  seguito  della  discussione  congiunta  dei
  disegni di legge  numeri  554-557-562-588/A  "Bilancio di previsione
  della Regione Siciliana  per  l'anno  finanziario  2003  e  bilancio
  pluriennale per il  triennio 2003-2005" e numero 553/A "Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
       Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Capodicasa per svolgere la
  relazione di minoranza.

     CAPODICASA  relatore  di  minoranza. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, da  qui  a sei mesi la legislatura volge al giro di boa, e
  questa  circostanza  ci  dà  l'opportunità di fare un primo bilancio
  sulla   materia  finanziaria  e  sui  temi  dello  sviluppo  che  ci
  accompagneranno per questo appuntamento.
       Per questa ragione credo che la legge finanziaria di quest'anno
  debba essere considerata  qualcosa  di  più  che  una  normale legge
  finanziaria.  Sarebbe   opportuno   cogliere   l'occasione  per  una
  discussione anche dentro  il  Parlamento  -  se la maggioranza vorrà
  essere più attenta  alle  problematiche  che investono la materia di
  quanto non  abbia  fatto  in  Commissione Bilancio -, per cercare di
  raddrizzare,  se  ancora  è  possibile  farlo,  un  indirizzo che il
  Governo ha voluto dare, e che la maggioranza ha poi confermato nella
  discussione in Commissione Bilancio, sulla manovra che, partendo dal
  documento di programmazione economica e finanziaria, passando per il
  bilancio  e arrivando alla legge finanziaria ci consegna i documenti
  sui quali opererà la Regione per l'esercizio finanziario 2003.
       Durante  l'analisi  del   DPEF  avevamo  dato  il  nostro  voto
  contrario, e questo perché i dati che venivano forniti ci sembravano
  assolutamente  impropri,   rispetto   alla  situazione  economica  e
  finanziaria effettiva, pertanto dovrebbero essere rivisti.
       La fotografia della  situazione  attuale è stata fatta dalle 15
  organizzazioni imprenditoriali  che,  nei giorni scorsi, subito dopo
  l'approvazione da parte  della  Commissione  Bilancio del  testo che
  approda oggi  in Aula hanno, quasi come in un epitaffio, espresso un
  giudizio fermamente negativo.
       Alcune  di  queste  organizzazioni,  peraltro  non appartenenti
  all'area  del   centro-sinistra,   ma   vicine   alle   forze  della
  maggioranza, hanno minacciato  reazioni durissime nel caso in cui la
  legge finanziaria non venga modificata in Aula.
       Stamattina i giornali  davano  la  notizia  che il Governo si è
  precipitato  a   predisporre   un  gruppo  di  emendamenti  volti  a
  raccogliere alcune di quelle raccomandazioni.
       Ci   chiediamo   perché   prima   in  Commissione  Bilancio  la
  maggioranza  ha  respinto tutti gli emendamenti che l'opposizione di
  centrosinistra   aveva   presentato,   raccogliendo  le  indicazioni
  provenienti dalle organizzazioni professionali, dalle organizzazioni
  imprenditoriali, così come erano uscite dagli incontri che noi, come
  gruppo, avevamo proprio con loro organizzato.
       Come dicevo, la  fotografia  della  situazione l'hanno fatta le
  predette 15 organizzazioni, i  dati  sono  a tutti noti. Il prodotto
  interno lordo è, nel  2002,  cresciuto  solo dello 0,4 per cento: si
  tratta dell'incremento più basso degli ultimi dieci anni.
       Le esportazioni hanno  avuto, nel 2002, una flessione del 6 per
  cento, e non è un  dato  ininfluente considerato che fino al 2001 le
  esportazioni della nostra  Regione avevano avuto tassi di incremento
  che sfioravano il 57 per  cento, di cui una parte legate ai prodotti
  petroliferi,  ma solo  una  parte,  una  parte  legate  ai  prodotti
  dell'agricoltura quali olio  e  vino  e  un'altra  parte  legate  ai
  prodotti della tecnologia informatica.
       Il settore  dell'industria  presenta  a  fine  gennaio un saldo
  negativo dell'ordine del  17  per  cento  rispetto  allo stesso mese
  dell'anno precedente.
       L'occupazione viene  data stazionaria e prevista, in futuro, in
  regresso.
       Il settore  delle costruzioni nell'ultimo trimestre del 2002 ha
  subito un crollo del 12  per  cento  e  questo  è  un settore - come
  dicono gli economisti  -  a  matrice  intersettoriale positiva, cioè
  quello che riesce a dare  nei tempi più brevi il risultato dal punto
  di vista occupazionale  più  alto  rispetto  all'investimento  e più
  rapido nei tempi.
       La produzione agricola  nello stesso periodo è calata del 5 per
  cento: ciò  in  parte  è dipeso dalle calamità naturali, ma in parte
  anche  dalle  carenze  di sostegno della Regione nei diversi settori
  produttivi.  Gli  impieghi bancari crescono solo del 2,2 per cento a
  fronte di una media nazionale che raggiunge il 5,9. E anche questo è
  un dato che deve preoccuparci perché siamo in piena fase di sviluppo
  di "Agenda 2000".  Quindi, con l'avvio di iniziative imprenditoriali
  legate  all'utilizzo  dei  fondi  della  legge  488, delle annualità
  precedenti, siamo  cioè  nel momento in cui gli impieghi del settore
  bancario avrebbero dovuto crescere in modo esponenziale. Sono questi
  gli   indicatori   che   danno   la   misura  della  crescita  degli
  investimenti.
       Mentre al contempo  crescono  i  depositi  bancari  di  un 9,3,
  superiore di uno  0,1  per  cento  ai  depositi  bancari sulla media
  nazionale. Il che  ha un chiaro significato: il risparmio in Sicilia
  non trova uno  sbocco  dal  punto  di  vista  dell'investimento,  va
  ad impinguare la  raccolta  che  da  parte  degli  istituti  bancari
  operanti in Sicilia poi viene impiegata nel resto del Paese.
       Abbiamo una netta riduzione dei consumi e conseguentemente come
  abbiamo visto una riduzione degli investimenti.
       Lo stato delle imprese che operano oggi in Sicilia è quello che
  le    stesse    organizzazioni   imprenditoriali   descrivono.   Una
  sottocapitalizzazione  dell'impresa   che   è  un  dato,  purtroppo,
  tradizionale  nella   nostra   Regione  con  una  sua  insufficiente
  patrimonializzazione  che  non  viene  sostenuta dalla Regione sulla
  base  delle  norme  vigenti.  Le  imprese  vantano  crediti verso la
  Regione per  contributi  non pagati, per i contratti di formazione e
  lavoro e per le assunzioni fatte in virtù di leggi regionali per tre
  miliardi di  euro,  circa  sei  mila  miliardi di lire, non sei mila
  miliardi  euro  come scriveva erroneamente stamattina un quotidiano.
  Ma si  tratta  pur sempre di seimila miliardi di lire che le imprese
  siciliane, per  lo più piccole e medie imprese, aspettano da anni di
  incassare dalla Regione, soldi che sono già stati impiegati da parte
  delle imprese e che non rientrano.
       Nel nostro bilancio  vengono tagliati contributi per i consorzi
  fidi. Non ci  sono  contributi  in  conto  interesse  per le imprese
  commerciali  e  anche   artigianali.  Nel  corso  del  2002  abbiamo
  definanziato  leggi   di   sostegno   all'artigianato,  alla  pesca,
  all'agricoltura che avevamo  finanziato nel marzo e che nell'ottobre
  abbiamo con un'altra legge ridotto  a zero. Con una mano si dà e con
  l'altra si toglie, avevamo detto.
       Stamattina  i   giornali  hanno  riportato  l'orientamento  del
  Governo  di  riproporre  quella  famosa  norma  relativa  alle "zone
  franche".  Si vagheggiano le "zone franche" quando noi non riusciamo
  a  sostenere  l'investimento  con  opportune iniziative legislative,
  quelle  che  abbiamo  danno una pessima prova di sé, perché  pessima
  prova di sé danno la maggioranza e il Governo.
       I vantaggi fiscali  che  avrebbero  dovuto avere le imprese che
  investono in Sicilia, che  si  sommano, o avrebbero dovuto sommarsi,
  ai  provvedimenti  di   legge   nazionali   per   l'occupazione  nel
  Mezzogiorno e in Sicilia hanno subito un duro colpo sia sul versante
  della   legislazione   regionale   come  anche  sul  versante  della
  legislazione nazionale.
       Il  credito  di imposta è praticamente ridotto a zero dal punto
  di  vista  degli  effetti  che  può  produrre;  le  somme sono state
  ridotte; si  può  accedere  al  credito  di  imposta non più in modo
  automatico come prevedeva la legislazione precedente ma su domanda e
  su  prenotazione,  praticamente,  quindi,  il credito di imposta non
  esiste   più.   Il  bonus  fiscale  per  l'occupazione  è  anch'esso
  sterilizzato.   Sono   stati   ridotti   i   finanziamenti   per  la
  programmazione  negoziata.  Ma  ciò  che  più  conta  ai  fini della
  disincentivazione  degli  investimenti è la incertezza normativa che
  consegue  ad  un  comportamento schizofrenico del Governo che, sia a
  livello  regionale  che  a livello nazionale, si è consolidato negli
  ultimi tempi.
       Ci chiediamo quale  credibilità  possa  avere  il messaggio che
  attraverso la norma sulla  cosiddetta "zona franca" e sul cosiddetto
  "punto franco" si vuole introdurre.
       Credo  sia  già sufficiente a descriverlo non solo il fatto che
  la  norma  è riferita solo agli istituti bancari, assicurativi, alle
  finanziarie, quindi nulla a che vedere con investimenti di carattere
  produttivo.
       Stamattina,  l'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze  ha
  dichiarato   alla   stampa,   in  modo  fantasioso  fino  al  limite
  "dell'ardimento",  che  quando  poi gli istituti bancari verranno ad
  insediarsi  nel "punto franco" da noi istituito trascineranno con sé
  anche gli investitori nei settori produttivi.
       E' una curiosissima  immagine che l'Assessore temerariamente ha
  illustrato alla stampa senza fare  i conti non solo con la normativa
  europea -  basti  dire che il riferimento è a una norma del 1991 che
  riguarda il  Friuli  Venezia Giulia e la zona di Trieste -, e non si
  fa  alcun  riferimento,  invece, alla recentissima polemica che vi è
  stata  proprio  su  un  quotidiano  siciliano, tra il Ministro della
  difesa  (che  non si capisce perché anziché occuparsi delle cose che
  lo riguardano  si occupa di cose che nulla hanno a che vedere con la
  sua  attuale  carica  istituzionale)  e  il  Commissario  Monti,  il
  Commissario  della  concorrenza,  il quale ha risposto in modo duro,
  anche  "sfottente",  al Ministro, non solo dicendogli a muso duro di
  essere  scarsamente  informato dimostrandogli con dati alla mano che
  la  Commissione europea non autorizza più "zone franche" non solo in
  Regioni  di  Stati  membri,  ma  in  alcuni  Stati  membri  ormai da
  tantissimi  anni.  E  ciò  proprio  perché  ha  ritenuto  di  dovere
  adottare un comportamento univoco negando, proprio recentemente, sia
  al  Belgio  che  all'Irlanda,  alcuni  provvedimenti  relativi  alla
  costituzione di "zone franche".
       Anche  qui  il  Governo  della  Regione  mi  pare  che stia per
  incappare  nella  ennesima  cattiva  figura  che contribuisce a dare
  della nostra Regione, l'immagine di una Regione che annaspa, dove il
  diritto  è  claudicante,  dove  tutto  è  affidato  a messaggi quasi
  subliminali che però nulla hanno di concreto.
       Non  ci si occupa, invece, delle cose che realmente necessitano
  per fare crescere l'occupazione e per attirare investimenti.
       C'è uno studio del  professor Uckmar - uno dei maggiori esperti
  in materia di "zone  franche",  di  normativa  europea  e di zone di
  impresa  -,   commissionato   nella   scorsa   legislatura   proprio
  dall'Assemblea regionale siciliana,  se  non  ricordo male dalla III
  Commissione,  nel quale lo stesso professor UcKmar sostiene non solo
  la  inutilità  della  "zona franca" come strumento per fare crescere
  gli  investimenti  e attrarre nuovi capitali, ma anche l'opportunità
  di scegliere  un  altro strumento che è la zona di impresa, il quale
  risulta  più  semplice  da  ottenere dalla Commissione europea e più
  efficace ai  fini  di  una reale crescita dell'economia, che non sia
  un'economia finanziarizzata.
       E invece noi andiamo sempre  a  cercare  quelle  cose  che sono
  quasi impossibili da ottenere;  ne  vedremo  anche  nel  corso della
  discussione che avremo in quest'Aula sulla legge finanziaria.
       Gli economisti dicono che per creare sviluppo occorre avere una
  buona  programmazione,   incentivi,  credito,  procedure  snelle  ed
  efficienti della  pubblica  amministrazione,  legalità,  sicurezza e
  finanze sane.
       Credo  che  tra  tutti  questi  parametri  che  avremmo  potuto
  scegliere, che ci vengono  proposti  da  coloro  i quali si occupano
  della materia, siamo andati  a scegliere proprio quello che non c'è.
  Abbiamo puntato dunque sulla carta che molto probabilmente risulterà
  la meno vincente.
       Sulla programmazione, con  Agenda  2000,  abbiamo  visto come è
  andata  a finire: una programmazione  che  non  solo  non  riesce  a
  spendere perché non si  può sostenere come fa il Presidente Cuffaro,
  che la Sicilia  ha  raggiunto  il  tetto  proposto dalla Commissione
  europea, per le annualità  che  sono  già  trascorse. Ciò è vero dal
  punto di vista formale,  ma  dal punto di vista sostanziale va detto
  che  non  corrisponde   a   verità.  Infatti,  dal  punto  di  vista
  sostanziale, alla fine  di dicembre 2002, avremmo dovuto quietanzare
  e rendicontare non 500 miliardi ma ben 2000 miliardi
       Se questo limite si è  abbassato  ciò  è dovuto al fatto che la
  Commissione europea ci  è  venuta incontro dando il famoso "aiutino"
  alla nostra Regione  ed è anche perché abbiamo ampiamente utilizzato
  i "progetti di sponda" che normalmente vengono utilizzati nella fase
  finale di una  programmazione nelle annualità di fine programmazione
  e che invece noi  utilizziamo nella prima annualità. Il che equivale
  a dire che la programmazione non c'è, che si spende in modo casuale,
  che si spende per le cose che non avevamo programmato di fare.
       Credo che sul  piano  delle  procedure e sulla efficienza della
  pubblica amministrazione vada detto che non s'è fatto alcun passo in
  avanti.  Questa maggioranza  è  stata capace di "scassare" un'ottima
  legge che il  Parlamento  siciliano aveva approvato, la legge numero
  10 del 2000, vanificandone alcune previsioni come quella relativa al
  trasferimento di competenze dalla Regione agli enti locali, a comuni
  e province, e quella  relativa  allo sportello unico.
       Nella nostra regione non  esiste lo sportello unico a norma del
  titolo IV di quella  legge,  e cioè la possibilità per l'impresa che
  volesse investire in  Sicilia  di  avere  un  interlocutore unico al
  quale far riferimento  per  le  necessarie autorizzazioni al fine di
  allocarsi in Sicilia.
       Quella legge è  stata  utilizzata  solo  per  dare  compensi da
  capogiro a  dirigenti,  per moltiplicare consulenze, uffici speciali
  inutili; siamo arrivati credo a 18. Qualcuno ad un certo punto dovrà
  dirci quali sono i  loro  compiti  e  i  risultati del loro operato.
  Niente di ciò che  la  legge  in  modo innovativo aveva previsto per
  quanto riguarda l'ammodernamento della pubblica amministrazione.

                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI

       Arriviamo  rapidamente alla questione relativa alle finanze, le
  finanze  sane.
       Credo che finalmente ci  sia lo strumento; che si possa in modo
  oggettivo valutare lo stato  delle  finanze  della  Regione  ed è la
  valutazione che fanno le società di rating.  Bisogna dire subito che
  l'abbassamento del rating  che  ha  avuto  la  Regione  siciliana  è
  l'esatta misura che viene  da  un  organo  tecnico, quindi che non è
  sospettabile di un  inquinamento  del  giudizio  su base politica, e
  bisognerà  che   il   Governo   faccia   attenzione   perché  questa
  propensione,  questa  tendenza  all'abbassamento  potrà  non  ancora
  arrestarsi.
       Questa mattina, l'assessore  regionale  per  il  bilancio  e le
  finanze ha dichiarato  alla stampa che, probabilmente, adesso con le
  correzioni  che   saranno   apportate  alla  legge  finanziaria,  la
  credibilità della nostra  Regione  sui  mercati finanziari tenderà a
  crescere visto che  non  siamo  riusciti in Commissione ad immettere
  nella finanziaria lo  stesso  rigore  che dovrebbe essere immesso in
  Aula. In cento  metri  di percorso, succederà la rivoluzione
       Onorevoli colleghi,  le  obbligazioni  emesse da questa Regione
  praticamente non si  riescono  a  piazzare  sui  mercati finanziari.
  Vorrei ricordare infatti che non  era  così  fino ad un paio di anni
  fa.  Le prime obbligazioni emesse dalla Regione nel 1999 sono andate
  a ruba nel giro di  48  ore  dando  risultati splendidi dal punto di
  vista dei tassi.  Oggi invece risulta non  solo  che,  malgrado  gli
  alti  tassi  che  sono stati prospettati,  le  obbligazioni  non  si
  vendono; ma c'è anche un serio problema  di  credibilità che, quando
  riguarda il mercato finanziario, è qualcosa che si paga in contanti,
  in  soldi.   Non  si  tratta di  opinioni  politiche:  nessuno  deve
  meravigliarsi se questo succede.
       Sapete a  quanto è arrivato l'indebitamento al 31.12.2002 della
  Regione?  E'  arrivato ad oltre seimila miliardi di vecchie lire  E'
  l'indebitamento più  alto  mai  raggiunto dalla Regione siciliana. A
  questo dobbiamo  aggiungere  gli  800  miliardi  già previsti per il
  mutuo a pareggio del 2003.  Ormai viaggiamo intorno ai 7000 miliardi
  di vecchie lire
       Il risparmio  pubblico continua a rimanere negativo anche se si
  dice che migliorerà nei prossimi anni, ma parliamo di alte cifre per
  il 2003; il  servizio  del  debito  ha raggiunto 453 milioni di euro
  all'anno - quindi siamo quasi a 900 miliardi di lire all'anno, e non
  è poca  cosa   Credo  che  bisognerà  ad un certo punto interrogarsi
  sulle conseguenze  di  questa  politica  finanziaria  nefasta.  E di
  fronte a questo il Governo della Regione cosa fa?  Anziché  lanciare
  l'allarme, facendo  ciò  che  noi riteniamo debba essere fatto, cioè
  una operazione verità  volta a lanciare i messaggi giusti, a dare le
  giuste direttive,  ad  impartire il giusto indirizzo, a condizionare
  gli appetiti presenti all'interno della maggioranza (che guarda caso
  mai sono  finalizzati  ad  investimenti ma sono sempre finalizzati a
  spese correnti  di tipo clientelare), invece nasconde la realtà e la
  nasconde  nel  modo  più  belluino   possibile.   Cioè,   aumentando
  fittiziamente  le entrate e soprattutto  nascondendo  alcune  uscite
  certe.
       Ciò in  quanto  al  debito  di  cui abbiamo parlato, circa 7000
  miliardi, non  bisogna  aggiungere  alcune  centinaia di miliardi di
  lire per  minori  entrate  del  Fondo  nazionale sanitario dovute al
  decremento  demografico  registrato  con  l'ultimo censimento, i 350
  miliardi di  lire  dovuti agli effetti moltiplicatori del cosiddetto
  decreto "taglia spese":  c'è infatti,  onorevole Assessore, qualcuno
  presso il suo assessorato che sussurra di cifre che navigano intorno
  al  doppio  dei 350 miliardi, parliamo del  deficit  delle AUSL  che
  nessuno ha controllato e che è già  codificato  perché contenuto nei
  bilanci che, per omissione di  controllo  da  parte dell'Assessorato
  della  sanità  e da parte dell'Assessorato  del  bilancio,  ormai  è
  diventato atto avente e producente effetti;  e  inoltre  abbiamo  le
  minori entrate per gli sgravi fiscali, ex  articolo  67  della legge
  finanziaria dello Stato.
       Qualcuno mi  dirà  che  la  posta in uscita l'abbiamo prevista,
  cioè  la  compensazione,  però  nessuno  dice  che  quella  cifra  è
  assolutamente   non   veritiera.   Avevo   già  riferito,  credo  in
  Commissione,   la  risposta  del  sottosegretario  alle  finanze  in
  Commissione Bilancio  del  Senato, a un senatore siciliano che aveva
  proposto l'invarianza del gettito per la Regione siciliana, anche in
  presenza di  vantaggi  fiscali  per  le  imprese  in  Sicilia. Aveva
  risposto che  quella  ipotesi era assolutamente da scartare: sarebbe
  stato folle  immaginare  che  lo  Stato  potesse,  in  qualche modo,
  garantire l'invarianza  del  gettito,  visto  che non si trattava di
  qualche centinaio  di miliardi, bensì di cifre molto, ma molto alte,
  che lo  Stato  non  era  in  grado  di compensare.
       L'invarianza  del gettito, quindi, non veniva garantita.  Anche
  questo è da mettere in conto ai fini del risultato finale.
       Il  Governo   si   muove  sulla  strada,  ancora,  dei  trucchi
  contabili    Il   trasferimento   della  spesa  ordinaria  su  fondi
  straordinari avviene per molta e larga parte dei fondi strutturali.
       Il Governo  sembra abbia scoperto l'"uovo di Colombo", trovando
  la soluzione  ai  tanti  problemi,  cioè cercando di trasferire, per
  quanto gli  sia  possibile, spesa ordinaria su fondi straordinari. E
  questo vale,  per  esempio,  in  alcuni  settori,  quale  quello del
  precariato e della formazione professionale.
       Questa   è   un'operazione,   non   solo  scorretta  sul  piano
  finanziario,  ma  improduttiva:  infatti,  i fondi strutturali della
  Comunità europea  hanno  senso solo se si tratta di fondi aggiuntivi
  alla spesa  ordinaria.  Solo  in  questo  caso  possono  raggiungere
  l'obiettivo che  si  propongono: rompere cioè quel trend di crescita
  ordinario che  si  avrebbe senza gli aiuti del fondo straordinario e
  colmare il  deficit, il gap che queste regioni sottosviluppate, o in
  ritardato sviluppo, vivono rispetto alle altre regioni.
       Questo, invece,  non  c'è   Si fa anche qui, qualche operazione
  una tantum;  per  esempio,  quella dell'IRCAC che saremmo curiosi di
  capire per  quale  ragione  viene  ridotta  a  20  milioni  di euro,
  rispetto alla  previsione iniziale formulata dalla Giunta di Governo
  pari a  30  milioni,  con  un  emendamento presentato in Commissione
  Bilancio.
       Nel bilancio ci  sono  le  famose false poste in entrata, i 200
  milioni di euro  ex articolo 37, i 500 milioni ex contenzioso con lo
  Stato.   Ritengo   che   l'Assessore   ci  debba  dare  una  qualche
  motivazione, considerato che, sia pure informalmente, la Commissione
  Bilancio ha   ricevuto   la   lettera   con  la  quale  il  Ministro
  dell'economia e delle finanze ha fatto conoscere il proprio punto di
  vista sul  disegno  di  legge presentato dal Governo che contesta le
  cifre, le poste di bilancio, quasi tutte, che hanno come riferimento
  il bilancio dello Stato.
       Pertanto,    si    può    dire    che   la   cartolarizzazione,
  l'attualizzazione di  fondi  ex articolo 38, può essere una posta in
  entrata che,  in  un  eventuale rapporto con gli istituti bancari, a
  prescindere da  ciò  che  lo  Stato  preveda  nel  suo bilancio, può
  trovare un  risultato  positivo.  E questo può essere condivisibile.
  Molto più difficile  è  sostenere  che  i  200  milioni  di euro, ex
  articolo 3 della  legge n.  289 del 2002, cioè "fondi ex articolo 37
  dello Statuto", possano trovarvi ingresso.
       Non ci soddisfa in quanto anche questa è una pura operazione di
  mascheramento,  il  fatto  cioè  che   il  Governo,  in  Commissione
  Bilancio, abbia tramutato questi fondi da poste  in  entrate a fondi
  negativi. Se poi, l'appostamento positivo relativo al fondo negativo
  è  una  uscita certa, è chiaro che quella non  è  più  una  corretta
  operazione   sul  piano  finanziario,  bensì   una   pura   furbizia
  finanziaria e, in questo caso, le furbizie hanno  un loro limite che
  è quello contabile, quello che proviene  da  un  orientamento  dello
  Stato  di  non  dare  questi fondi, così  come  quelli  relativi  al
  contenzioso.
       L'Assessore,   dopo   le  contestazioni  avute  in  Commissione
  Bilancio,  si  è  recato  a  Roma  per   discutere   con   uno   dei
  sottosegretari al bilancio, dopodiché ha  inviato  alla  stampa  una
  nota con la quale comunicava che era  stato  raggiunto l'accordo sul
  contenzioso  finanziario  Stato-Regione  per un  ammontare,  se  non
  ricordo male, di 500 milioni di euro, circa mille miliardi di lire.
       Onorevole Assessore,  noi  vorremmo sapere in quale atto questo
  accordo sia  contenuto:  c'è una carta sottoscritta? C'è qualcosa da
  cui si possa  ricavare  che  tale  accordo  non è solo frutto di una
  dichiarazione resa  ai giornali ma è invece qualcosa con una propria
  dignità di atto  ufficiale?
       Personalmente credo  di  no. Se dovesse risultare agli atti, il
  Governo la  esibisca  e  noi  ritiriamo  la  nostra  dichiarazione e
  altresì l'emendamento che presenteremmo altrimenti a soppressione di
  quella voce  di  bilancio.  Siamo  ben  consapevoli, infatti, che si
  tratta di fondi  che  spettano  alla  Sicilia  e che la Regione deve
  rivendicare come  propri  perchè  fanno parte di un contenzioso che,
  ormai, comincia a trovare una sua delibazione.  La contestazione che
  solleviamo è che questi fondi siano già pronti per essere trasferiti
  dallo Stato  alla Regione sull'esercizio finanziario 2003, e qui sta
  il trucco: non  tutto  ciò  che  la Regione pretende di avere, che è
  oggetto di un contenzioso con altri organi, siano essi dello Stato o
  altri organi  istituzionali  esterni  alla  Regione,  può entrare in
  bilancio. Nel documento contabile, sia il bilancio di competenza che
  di cassa, si  iscrive  ciò  che  è previsto che dovrà entrare e che,
  quindi, trova  riscontro  in  atti  formali  da  parte  delle  altre
  istituzioni.
       Aggiungo, poi, che nella previsione sono previsti 53 milioni di
  euro, circa 100 miliardi di entrate, per la lotta alla evasione e la
  riforma fiscale.  Una  riforma  fiscale  regionale  dove si trova la
  norma per la lotta all'evasione che dovrebbe recuperare 100 miliardi
  in  un  anno,  il  che  non  è  una  cifra  di  scarso  rilievo.  La
  maggioranza, il Governo, mantiene in entrata una somma di 45 milioni
  di euro, circa 90 miliardi di lire, per il trasferimento di funzioni
  dallo Stato alla Regione dimenticando che il Ministero dell'economia
  e delle finanze  contesta  questa  posta  in  entrata se non vi è la
  corrispondente cifra  in  uscita. In Commissione finanze, il Governo
  ha risposto  che  l'uscita  è,  per  così  dire, "spalmata" sui vari
  capitoli di  bilancio; questa non è una risposta  Bisogna dimostrare
  che le cifre appostate in uscita sono di una percentuale, e anche di
  una misura, in crescita equivalente ai 90 miliardi posti in entrata;
  si prevedono  inoltre 140 miliardi di lire di entrate da dismissione
  e privatizzazione  (anche qui senza dare alcun formale riferimento a
  questa posta  in  entrata)  ed  abbiamo,  ancora, quanto l'onorevole
  Assessore, in  passato,  ha  cercato  sempre di scongiurare, cioè un
  aumento delle spese che, in una finanziaria che vuole perseguire una
  strategia di  contenimento  delle  spese,  stride  in modo evidente.
  Abbiamo circa  4  mila  miliardi  di  nuove  spese,  cifra,  questa,
  depurata da  alcune  poste  in entrata che sono frutto di operazioni
  contabili di natura  formale,  come  gli  899 milioni di euro per il
  trasferimento ai  Comuni.  Siamo comunque intorno ai 2 mila miliardi
  di uscite  certe  in  una  finanziaria  che si proponeva, invece, il
  contenimento della spesa
       Ciò significa una sorta di istigazione a delinquere  Se infatti
  la Commissione  esita  una  finanziaria  che prevede questo trend di
  uscite, credo che l'Aula si sentirà nel suo buon diritto di proporre
  emendamenti in aumento di spese che sarà molto difficile contestare,
  se non sulla base di un arbitrario orientamento del Governo. Abbiamo
  cioè  una  manovra  finanziaria  assolutamente inadeguata.  Qualcuno
  l'ha definita  scandalosamente  vuota  ed  io  credo che l'aggettivo
  scandaloso  o  l'avverbio  scandalosamente,  a buon diritto, possano
  essere utilizzati  dal momento che tutta la manovra finanziaria, ivi
  compresa  la  legge  finanziaria  ed  il  bilancio  che  stiamo  per
  esaminare, non  hanno  il  carattere  di  un  disegno  strategico di
  contenimento e razionalizzazione della spesa.
       I motivi  li  abbiamo  più  volte  detti.  Il  Governo  è Giano
  bifronte, diviso  com'è:  da  una  parte,  alcune forze politiche ma
  anche singoli  parlamentari  che  vogliono  allargare  la  spesa,  e
  dall'altra,  taluni   altri,  che  si  rendono  invece  conto  delle
  difficoltà finanziarie  e sarebbero disponibili ad una operazione di
  contenimento; tra essi, c'è l'Assessore per  il bilancio che incarna
  le due figure, è cioè Giano bifronte che, da un lato vuole e predica
  il   risanamento  e  dall'altro,  nello   stesso   tempo,   presenta
  emendamenti di spesa.

     PAGANO   assessore  al bilancio e alle finanze. Questo non lo può
  dire  Se sono a firma mia, non lo può dire

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Lo posso dire, Assessore, e se
  vuole   glielo  dimostrerò  durante  l'esame  degli  articoli  della
  finanziaria. Vuole che glielo dimostri adesso?

     PAGANO  assessore  al  bilancio e alle finanze. Questo non lo può
  dire, lo ribadisco.  Se  non ci sono emendamenti a firma mia, non lo
  può dire

     CAPODICASA  relatore  di  minoranza.  Come  non  ce  ne  sono  Si
  capisce che  ci  sono  e  sono  pronto  a  dimostrarglielo se vuole.
  Questo è ciò che è uscito dalla Commissione. Considerato che staremo
  qui qualche  giorno  a  lavorare  sulla  finanziaria,  avremo  tempo
  sufficiente  per  poterglielo  dimostrare.  Tutto  questo  furore di
  severità cede poi  il  passo  di  fronte a precisi scogli, a precisi
  nodi. Il  Gruppo  dei  DS,  in  Commissione  finanze, ha proposto un
  emendamento per  il  blocco  totale  delle assunzioni alla Regione e
  negli enti sottoposti  a controllo e a vigilanza, nonché in tutte le
  società  miste  diventate  il  veicolo  per  fare  assunzioni  senza
  concorso aggirando  così  quella  norma che avevamo introdotto nella
  legge che prevede che l'accesso nella Pubblica Amministrazione debba
  avvenire solo con concorsi per titoli.
       Si è  trovato,  al contrario, il sistema per assumere personale
  nella  Pubblica  Amministrazione  attraverso  le  famigerate società
  miste: è la  scoperta  del  nuovo millennio a cui bisognerà porre un
  minimo  di  attenzione  per  evitare  che  diventino  ciò  che  sono
  diventati,  negli  anni  sessanta,  gli  enti  economici  regionali:
  carrozzoni.

     LIOTTA   "La  Repubblica"  di  oggi  citava  dati  precisi  sulle
  assunzioni che l'Assessore Stancanelli vuole fare.

     CAPODICASA   relatore di minoranza.  Nel  suo  assessorato  vuole
  portare  tanti funzionari, tanti dipendenti quanti  ne  ha  l'intera
  Regione Lombardia
       Comunque sia, il problema a me sembra un po' più vasto.
       Noi riproporremo quello che voi avete  bocciato in commissione;
  lo riproporremo per l'Aula perchè su questo  pretendiamo  che ci sia
  una  discussione  e che l'eventuale voto di  bocciatura  avvenga  al
  cospetto della pubblica opinione.
       Però,  nel contempo, si prevedono tagli  ai  Comuni  nonostante
  l'accordo,  come  la  relazione di maggioranza  riporta,  con  piena
  soddisfazione della commissione Regione-autonomie  locali, la famosa
  CRAL.
       Ma veda onorevole Assessore, questa CRAL è  diretta  dal suo ex
  capogruppo  di  Forza  Italia, oggi sindaco,  nostro  collega  nella
  passata  legislatura.  Ancora,  presidente  dell'Associazione  delle
  Province, è un esponente del suo partito, di  Forza  Italia:  non ci
  vuole molto a fare un "accordino" in tre come spesso avviene
       Potreste anche voi riunirvi direttamente nella  sede  di  Forza
  Italia, come fa Berlusconi che, per gli affari  di governo, tiene le
  riunioni a casa propria
       Il fatto è  che  non  avete  superato i problemi facendo queste
  operazioncine.
       Il taglio di 100 miliardi ai comuni è  un  taglio  che produrrà
  effetti devastanti, soprattutto sui piccoli comuni: e  non  basta la
  motivazione  che  lei,  onorevole  Assessore,  ci   ha   addotto  in
  Commissione secondo cui questi tagli verrebbero  compensati  con  le
  entrate  dei  comuni  relative  alle sanatorie edilizie  e  ai  vari
  provvedimenti  in  materia  di  sanatoria   previsti   nella   legge
  finanziaria.
       Il ragionamento fatto in Commissione lo  riproponiamo in questa
  sede:   i  tagli ai Comuni sono uniformi  proporzionalmente,  ma  le
  rispettive entrate relative alle sanatorie dei sottotetti, sanatorie
  dei volumi tecnici, delle strutture precarie, sui  balconi  e  sulle
  terrazze   di   collegamento,  tutto  ciò   previsto   nella   legge
  finanziaria, non è distribuito in modo uniforme,  in  quanto vi sono
  comuni che il taglio lo avranno comunque perché  lo  stesso è uguale
  per tutti i comuni, percentualmente parlando.  Tuttavia  sul  fronte
  delle entrate, alcuni comuni presentano casi di abusivismo edilizio,
  avendo così entrate per la relativa sanatoria,  altri invece, queste
  entrate non le percepiranno.

     LIOTTA  Per avere delle entrate, questi  Comuni realizzeranno dei
  sottotetti

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Ho fatto  l'esempio  di comuni
  che  conosco,  di piccoli comuni dove la  tipologia  urbanistica  ed
  edilizia non prevede la costruzione di sottotetti.
       Questi comuni  non  avranno  le  entrate  dalla  sanatoria  dei
  sottotetti.
       Quindi i tagli ci saranno e forse si  faranno  i sottotetti per
  compensare i tagli che l'Assessore per il bilancio ha proposto
       Siamo  di  fronte  alla  improvvisazione  che,  se  non  avesse
  conseguenze sui diritti dei nostri concittadini, sui servizi erogati
  da parte dei Comuni, potrebbe essere oggetto di battute ironiche, ma
  siccome si tratta di scelte che incidono sulla sfera dei diritti dei
  nostri concittadini, ritengo ci sia poco da scherzare.
       Quindi,  siamo  in  presenza  di  scelte che penalizzano, con i
  tagli,  la  formazione,  i  trasporti, i Comuni e conseguentemente i
  servizi dagli stessi erogati.
       Il tentativo fatto in Commissione sanità con un emendamento per
  aumentare ed estendere i ticket sanitari, e  che la nostra battaglia
  ha  contribuito  a farvi ritirare, forse sarò  un  cattivo  profeta,
  voglio  qui  predire  che  lo ritenterete,  riproponendo  lo  stesso
  emendamento,  se  non  in  questa  finanziaria  -  perché  siamo  in
  prossimità di una campagna elettorale importante e l'introduzione di
  nuovi ticket potrebbe farvi male - sicuramente, subito dopo.
       Sul Fondo sanitario, ormai, si sta creando una voragine che non
  siete in grado di colmare attraverso politiche serie di contenimento
  pertanto, volete farla gravare sui bilanci familiari, in un settore,
  quello della salute, dove c'è un diritto  primario  che,  invece, va
  tutelato da parte delle istituzioni.
       In tal modo attaccherete gli enti, gli istituti culturali - non
  tanto  quelli  falsi  o  fasulli,  quelli che  magari  sarebbe  bene
  denunciare alle Procure della Repubblica  per l'utilizzo irregolare,
  usiamo  questo aggettivo, che fanno dei fondi  -,  quanto  piuttosto
  quelli che operano bene, garantendo la diffusione della cultura, che
  ci  danno  istituzioni  culturali  di livello  su  scala  nazionale,
  europea ed euromediterranea: dalle Orestiadi di Gibellina a tutte le
  altre istituzioni culturali che adesso non voglio richiamare.
       C'è, a mio avviso, una idea di  sviluppo  della  nostra regione
  totalmente distorta, diciamo pure, che c'è una  assenza di strategia
  e di idee.
       Il tutto appare  frutto della casualità, della improvvisazione,
  della  estemporaneità  e,  per  questa  strada,  non  andremo  molto
  lontano.
       Questa è la ragione che ci ha indotto  a  dare  una valutazione
  totalmente  difforme  da  quella  del   relatore   di   maggioranza;
  intendiamo prospettare all'Aula quali sono le  coordinate  entro  le
  quali  il  nostro  ragionamento  e  la  nostra   battaglia  si  sono
  sviluppati in Commissione e sui quali continueremo anche in Aula.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  credo  sia  utile  apportare una
  modifica alla decisione presa  ieri in Aula riguardo l'andamento dei
  nostri  lavori  al  fine  di  facilitare  il  compito  agli uffici e
  consentire così al Parlamento di lavorare con maggiore celerità.
       Come  voi  ricorderete,  ieri  sera, il Parlamento si è dato un
  termine  per  la presentazione degli emendamenti fino a domani sera,
  utilizzando  il  tempo,  da  ora  a  domani sera, per la discussione
  generale.  Pertanto,  la  discussione  generale sarebbe stata chiusa
  contemporaneamente  alla  chiusura  del termine per la presentazione
  degli  emendamenti,  facendo  così  decorrere, sin d'ora, il termine
  delle 24 ore previsto dal Regolamento.
       Ciò significa che  domani sera dovremmo essere nelle condizioni
  di  iniziare  l'esame  degli  articoli,  e  quindi  gli  emendamenti
  dovrebbero già collazionati.  Vi  rendete  perfettamente conto che è
  realistico prevedere che ciò non sarà possibile.
       L'orientamento della Presidenza,  quindi, è il seguente: questa
  sera votiamo il  passaggio  all'esame  degli  articoli stabilendo il
  termine, fino a  domani,  per  la  presentazione  degli emendamenti;
  domani  sera,  alle   ore   18.00,   nell'ambito  della  discussione
  sull'articolo  1,  la discussione sulla finanziaria potrà proseguire
  in modo tale da consentire  al  Governo  di  replicare,  qualora  lo
  ritenesse,  a tutte  le  osservazioni  che  gli  onorevoli  colleghi
  riterranno utile fare.  Così  che gli uffici abbiano, nel frattempo,
  il tempo di  collazionare  gli  emendamenti  che  saranno depositati
  entro domani, alle ore 17,00.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  relatore  di  minoranza. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, dal  punto  di vista regolamentare, la presentazione degli
  ordini del giorno è  consentita fino a quando l'esame del disegno di
  legge non è  concluso.
       Tuttavia, gli  ordini  del  giorno presentati all'interno della
  discussione generale  possono essere discussi in Aula, mentre quelli
  presentati successivamente saranno votati senza svolgimento.
       Vorrei  capire,  signor  Presidente,  per la Presidenza, questa
  modifica cosa comporta?

     PRESIDENTE  Onorevole  Capodicasa,  preciso  che,  gli ordini del
  giorno presentati entro  le  ore 17,00 di domani, mercoledì 19 marzo
  2003, potranno essere discussi.
       Onorevoli colleghi,  non  sorgendo osservazioni sulla proposta,
  così resta stabilito.
       Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
  passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Informo l'Aula che  il  Consiglio  di  Presidenza ha accolto la
  proposta formulata  dall'onorevole  Paffumi  di compiere un gesto di
  solidarietà, come  fatto  simbolico,  nei confronti dell'Etiopia. Ha
  deliberato di  contribuire  alla  costruzione  di  una scuola, nella
  capitale dello  Stato  dell'Etiopia.  Questa  sarà arredata di tutto
  punto,  comprese  tutte  le  attrezzature didattiche necessarie e la
  costruzione  di  un  acquedotto che fornirà acqua potabile. A questa
  iniziativa potranno contribuire anche i Gruppi parlamentari.
       Informo, inoltre, che  il  costo  di  questa iniziativa sarà di
  18.000 euro.
       Desideravo informare, a  tal proposito, sia l'Aula sia i Gruppi
  parlamentari, affinché questa iniziativa venga sostenuta.
       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 19
  marzo 2003, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA  AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

     N. 211 - Interventi  per   il  potenziamento  delle  attività
              sportive in Sicilia.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la Regione, in  virtù del ruolo istituzionale che lo
              Stato  le attribuisce  in  materia  di  sport,  deve
              rendersi interprete  e  garante,  nell'area  di  sua
              competenza, delle  esigenze  sportive  dei cittadini
              residenti sul territorio;

            - la Regione ha  il compito di sviluppare, ammodernare
              ed equilibrare  l'impiantistica  sportiva, in specie
              quella  di  base,   la  cui  piena  disponibilità  è
              condizione indispensabile  per  la  diffusione della
              pratica sportiva a tutti i livelli;

            - la politica dello  sport,  con  le  problematiche di
              gestione  degli  impianti,  il  coordinamento  e  la
              promozione delle iniziative sportive rivolte ad ogni
              fascia  di  età,  l'organizzazione  e  l'offerta  di
              strutture in  condizioni  che favoriscano il diritto
              allo   sport    a   chiunque   voglia   esercitarlo,
              costituisce un significativo impegno programmatico;

            - da ricerche effettuate da note società di statistica
              (Nomisma,   Istat)    riferite   all'anno   2001   e
              distribuite dal CONI,  è  risultato  che  la Sicilia
              occupa l'ultimo  posto della graduatoria, stilata su
              base nazionale,  per  quanto  riguarda  la dotazione
              degli impianti sportivi in rapporto alla popolazione
              residente;

            - in particolare tale  indice  è pari a 131 (dotazione
              impianti/100 mila abitanti) contro i 253 della media
              nazionale ed i 340 delle regioni del nord Italia;

            - in queste aree del  paese  si  registra  il più alto
              livello di reddito  pro-capite e, di conseguenza, si
              manifesta  più   facilmente   la  disponibilità  dei
              cittadini a  spendere  in attività sportiva, fattore
              che a sua  volta  determina un tasso di attrattività
              degli investimenti  più  elevato rispetto alle altre
              zone del paese;

            - infatti dalla  ricerca  risulta  come  la situazione
              diventi sconfortante  se  si  confronta la dotazione
              infrastrutturale del sud  e  delle isole, con quella
              del nord;

            - la  mancanza  e  la  non  vicinanza  degli  impianti
              disincentivano coloro che si avvicinano alla pratica
              di  una  disciplina   sportiva,   e   sono   tra  le
              motivazioni che contribuiscono a far sì che siano le
              regioni  meridionali  e  insulari  a  trovarsi  agli
              ultimi  posti   nelle   classifiche   sulla  pratica
              sportiva in Italia;

     CONSIDERATO che:

            - in virtù  della  sua importanza economica, oltre che
              sociale e culturale,  lo  sport è da considerarsi un
              motore  per   lo  sviluppo  dei  sistemi  economici,
              sociali e  territoriali,  perché movimenta intorno a
              sé molte risorse  e funge, non ultimo, da volano per
              una crescita dei livelli occupazionali;

            - lo  sport  rappresenta  uno  dei  parametri  su  cui
              misurare la qualità della vita di una comunità;

            - la presenza di strutture sportive determina anche un
              tasso di  attrattività  degli  investimenti  per  la
              popolazione residente ma anche, e soprattutto, per i
              turisti che  solitamente  abbinano la visita ai beni
              culturali alla pratica sportiva;

            - è necessario  dare un impulso maggiore alla politica
              sportiva, soprattutto a livello territoriale;

     CONSTATATO che:

            - negli ultimi  anni l'intervento della Regione che fa
              riferimento a fondi propri è drasticamente diminuito
              in conseguenza  della  minore capacità di spesa, sia
              per  quanto   riguarda   le   spese   correnti,   ma
              soprattutto per le spese in conto capitale che hanno
              subito i maggiori tagli;

            - le Regioni che hanno fatto dello sport uno dei punti
              cardine  della   propria  politica,  come  la  Valle
              d'Aosta, hanno  dato  nel  corso  degli  anni  molta
              importanza  al   turismo   legato  allo  sport,  per
              sfruttare al meglio le bellezze naturali del proprio
              territorio;

            - per fare un  esempio nell'anno 2000 la Regione Valle
              d'Aosta ha impegnato per lo sport l'1,68% sul totale
              della spesa  regionale contro lo 0,33% della Regione
              siciliana,   che   comunque  rappresenta  una  buona
              aliquota ma  non  sufficiente  a  recuperare  il gap
              accumulato    in    decenni    di    una    politica
              disinteressata al problema;

            - la crisi  di  finanziamenti del Coni 'abbandonerà' a
              se stesse  centinaia  di società sportive, che prima
              si sentivano  protette  e  tutelate  ed ora dovranno
              imparare ad agire autonomamente nell'immenso mercato
              dello sport;

            - centinaia di  milioni  di  euro saranno detratti dal
              budget  dello  sport  dalla  finanziaria  regionale,
              disattendendo la  legge  regionale  n.  8  del  1978
              (Sostegno  e  potenziamento dell'attività sportiva),
              la n. 31 del 1994 (Contributi destinati alle società
              sportive  siciliane  partecipanti  a  campionati  di
              serie A) e la n. 18 del 1996 (Sostenimento a società
              che  intendono  stipulare  con l'Assessore regionale
              per  il   turismo   apposite   convenzioni   per  la
              diffusione e  la  conoscenza  di  produzioni tipiche
              siciliane e  di  località  di  particolare interesse
              turistico, artistico e monumentale);

            - ciò metterà in  crisi  il  mondo  dello sport vero e
              pulito e,  dopo  la delusione della mancata gratuità
              del  ticket  sulle  visite  mediche  per  i  giovani
              atleti,  potrebbe   causare  la  chiusura  di  molte
              società, magari gravate di debiti;

            - nel giro di  pochi  anni  i contributi della Regione
              nei confronti delle società sportive si sono ridotti
              di oltre la metà;

            - lo  sport  per moltissimi giovani è l'unico antidoto
              per  tenerli  lontani dalle devianze sociali e non è
              tollerabile  che, a fronte di massicci interventi in
              favore  di  questo  o quel settore, lo sport subisca
              invece  drastici  tagli  a  scapito  di tutte quelle
              funzioni e di quei valori di cui è portatore: valori
              etici e formativi, funzioni importanti, a cominciare
              dalla   straordinaria   capacità  di  ricomporre  il
              tessuto  civile delle zone minacciate da fenomeni di
              devianza,   e   di  favorire  la  socializzazione  e
              l'aggregazione  di  ragazzi  altrimenti  esposti  al
              reclutamento come manovalanza della mafia;

            - tutto questo è  lo  sport e questo enorme patrimonio
              d'impegno sociale  e  culturale viene messo in forse
              da strabiche  politiche di bilancio che misconoscono
              la forte  domanda  sociale  di  attività  motorie  e
              sportive;

            - nel  breve   periodo   non   si   vedono  segni  per
              un'inversione   in   termini   di  investimenti  per
              impianti  e   strutture   da  parte  della  pubblica
              Amministrazione,  per  cui  il  gap  nord-sud  sotto
              questo profilo è destinato ad aumentare;

     RITENUTO che:

            - al fine di  potenziare  e  meglio  gestire il nostro
              patrimonio   immobiliare   sportivo   esistente  che
              rappresenta una  risorsa  importante  anche  per  lo
              sviluppo   socio-economico  della  Sicilia,  il  cui
              settore è  strettamente  collegato, insieme a quello
              dei  beni   culturali,   al  turismo,  è  necessario
              reperire risorse  incentivando  i grandi capitali ad
              investire   nell'Isola,  garantendo  semplificazione
              nella gestione burocratica degli iter concessori;

            - gli   investimenti  per  lo  sviluppo  dell'attività
              sportiva in  Italia  sono  orientati  e condizionati
              fortemente dai  potenziali tassi di rendimento sugli
              investimenti;

            - in Sicilia  tale  rendimento  può  essere assicurato
              mediante il circuito turistico;

            - allo  sport  occorrono  finanziamenti  che  la  sola
              Regione  con il proprio bilancio non può garantire e
              la  brusca  frenata  degli  interventi  nel  settore
              dell'impiantistica sportiva di questi anni è un dato
              da tenere nella giusta considerazione;

            - la mancanza di  una  reale politica degli impianti è
              un problema che deve far riflettere le Istituzioni e
              i soggetti responsabili del settore, pensando ad una
              vera e propria 'riforma dello sport';

            - la     Regione    possa    impegnarsi,    quantomeno
              nell'immediato,  nell'abbattimento  degli  interessi
              sui mutui contratti dagli enti locali con l'Istituto
              per il  credito  sportivo  per  la  costruzione,  la
              ristrutturazione  di  impianti o la messa a norma di
              quelli esistenti,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              affinché   vengano   predisposti   atti  adeguati  a
              sostenere  e  potenziare  l'attività  sportiva,  che
              consentano  di  aumentare la dotazione impiantistica
              e, al contempo, in una visione integrata, permettano
              di valorizzare  e promuovere al meglio il patrimonio
              dei beni  culturali  ed ambientali ai fini turistici
              nell'Isola.

              (17 marzo 2003)

                                  RAITI - FERRO - MICCICHE'-
                                  MORINELLO - ORLANDO

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A).  (Seguito)

          - Relatore di maggioranza: on.le Savona
          - Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

       2) "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
          (n. 553/A).  (Seguito)

          - Relatore di maggioranza: on.le Savona
          - Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

     IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL  COMITATO  AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL FONDO DI ROTAZIONE PER  IL  COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

      V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

     VI - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI  DELLA   CONSULTA   REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE  PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE  DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE  PER  I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA  GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E  PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE  DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL  COMITATO  REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA  REGIONALE  PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO  DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO  DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

   XVII - ELEZIONE   DI   TRE  COMPONENTI  DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE   E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 18.34.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.25)