Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE
PRESIDENTE Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa
Ambiente e Territorio (IV):
- "Schema di disciplina di massima attività esercitabili e divieti
operanti nel Parco fluviale dell'Alcantara, per formulazione
parere ex art. 4 l.r. 14/88" (n. 125)
- pervenuta in data 17 marzo 2003
- trasmessa in data 17 marzo 2003.
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative per il periodo 13 - 17 marzo 2003.
"BILANCIO (II)
Sostituzioni
Riunione del 13.03.03: CROCE sostituito da MERCADANTE
LEONTINI " " BENINATI
D'ANTONI " " LO MONTE
MANCUSO " " PISTORIO
ROTELLA " " ACIERNO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 17.03.03 (ant.): ZAGO-CONFALONE-DE BENEDICTIS
" " " (pom.): ZAGO- DE BENEDICTIS-GURRIERI-INFURNA
Sostituzioni
Riunione del 17.03.03 (ant.): INFURNA sostituito da FORMICA
" " " (pom.): CONFALONE " " LEONTINI
COMUNICAZIONE DI ORDINANZA DELLA CORTE DEI CONTI
PRESIDENTE Comunico che con ordinanza n. 105 del 2003 la Corte
dei conti - Sezione giurisdizionale per la Regione siciliana -
Giudice unico delle pensioni, visto il giudizio di pensione civile
iscritto al n. 24067 del registro di segreteria promosso ad istanza
di MANCUSO Angela, nei confronti della Regione siciliana, ha
dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale dell'articolo 39, comma 1, secondo
periodo, e comma 2, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
nella parte in cui, dopo avere sospeso l'applicazione delle norme
che consentivano i pensionamenti di anzianità fa, però, salva
l'applicazione dell'articolo 3 della legge regionale 23 febbraio
1962, n. 2 per i dipendenti che abbiano maturato l'anzianità di
servizio utile ivi prevista o che tale anzianità maturino entro il
31 dicembre 2003, con le modalità di cui al successivo comma 2, con
riferimento agli artt. 3 e 81, comma 4, della Costituzione.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
n. 1097 - Iniziative per garantire maggiori finanziamenti al
settore vitivinicolo siciliano.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Papania Antonino;
n. 1098 - Ritiro e ripubblicazione del bando pubblico per la
qualificazione urbana nei centri con popolazione inferiore ai
30.000 abitanti.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Speziale Calogero; Villari Giovanni; De Benedictis
Roberto; Zago Salvatore;
- con richiesta di risposta scritta;
n. 1095 - Interventi di sostegno agli imprenditori vitivinicoli
della provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Fratello Onofrio; Maurici Giuseppe;
n. 1096 - Provvedimenti circa la cancellata sul lungomare di
Mondello (PA).
- Presidente Regione
Firmatario: Vicari Simona;
n. 1099 - Completamento delle opere di urbanizzazione del viale
San Teodoro (quartiere San Giorgio) a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatari; Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
n. 1100 - Riapertura dei siti archeologici di Catania.
- Assessore Enti Locali
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
n. 1101 - Rimozione delle discariche abusive in prossimità delle
stazioni ferroviarie sulla tratta Catania-Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
- n. 211 "Interventi per il potenziamento delle attività sportive
in Sicilia", degli onorevoli Raiti Salvatore, Ferro Giovanni;
Miccichè Calogero; Morinello Salvatore; Orlando Leoluca;
Presentata il 17/03/03.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, della mozione n. 210 "Interventi per
la valorizzazione della cultura e della identità siciliana", degli
onorevoli Fleres, Catania, Maurici, Scoma, Turano e Burgaretta
Aparo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che il Parlamento ha approvato, dopo anni di
dibattiti e di parziali interventi fra polemiche e
scontri, la prima riforma organica del sistema
scolastico, dopo quella elaborata dal ministro
Giovanni Gentile nel lontano 1923;
RILEVATO che, correttamente, la stessa riforma tiene conto
delle singole culture che il territorio italiano, la
cui storia è sintesi di tante storie e di tante
culture, nel suo complesso esprime e che proprio per
cogliere tali finalità ha previsto che una parte dei
programmi sia affidata alla responsabilità delle
singole Regioni;
CONSIDERATO che in questi ultimi anni, a vari livelli, si è
manifestata l'esigenza di prestare maggiore
attenzione alla realtà culturale della nostra Isola,
nella certezza che proprio la valorizzazione
dell'identità stia a monte di qualsiasi progetto di
sviluppo in grado di fare seriamente decollare la
Sicilia permettendole di riagganciarsi al trend
nazionale;
RILEVATO altresì che nei giovani, immersi in una realtà
sempre più globale, si manifesta l'esigenza della
conoscenza delle proprie radici;
CONSIDERATO che, appunto, la riforma scolastica offre questa
grande opportunità;
RITENUTO che cogliere l'opportunità offerta dalla riforma
comporta un atteggiamento attivo della Regione per
elaborare programmi idonei a rappresentare la
complessità e la singolarità della cultura siciliana
che non ha eguali nel contesto delle altre regioni;
CONSIDERATO che per la elaborazione dei predetti programmi è
necessario una tempestiva ricognizione dello
specifico fabbisogno formativo così da offrire
risposte meditate e senza correre il rischio
dell'improvvisazione e del provincialismo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a nominare, entro sessanta giorni, un'apposita
commissione di studio, cui dovranno essere chiamati
a partecipare tecnici di riconosciute qualità
professionalità, con il compito di elaborare
proposte di programmi di insegnamento che consentano
di valorizzare pienamente la cultura e l'identità
siciliana;
- ad apprestare, con la necessaria sollecitudine,
sulla scorta delle proposte formulate i programmi di
insegnamento per la quota nella disponibilità della
Regione, al fine di garantire lo studio e
l'approfondimento della storia e della cultura
regionale". (210)
PRESIDENTE Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NN.
554-557-562-588/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER
IL TRIENNIO 2003-2005" E N. 553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
FINANZIARIE PER L'ANNO 2003"
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta dei
disegni di legge numeri 554-557-562-588/A "Bilancio di previsione
della Regione Siciliana per l'anno finanziario 2003 e bilancio
pluriennale per il triennio 2003-2005" e numero 553/A "Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per svolgere la
relazione di minoranza.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, da qui a sei mesi la legislatura volge al giro di boa, e
questa circostanza ci dà l'opportunità di fare un primo bilancio
sulla materia finanziaria e sui temi dello sviluppo che ci
accompagneranno per questo appuntamento.
Per questa ragione credo che la legge finanziaria di quest'anno
debba essere considerata qualcosa di più che una normale legge
finanziaria. Sarebbe opportuno cogliere l'occasione per una
discussione anche dentro il Parlamento - se la maggioranza vorrà
essere più attenta alle problematiche che investono la materia di
quanto non abbia fatto in Commissione Bilancio -, per cercare di
raddrizzare, se ancora è possibile farlo, un indirizzo che il
Governo ha voluto dare, e che la maggioranza ha poi confermato nella
discussione in Commissione Bilancio, sulla manovra che, partendo dal
documento di programmazione economica e finanziaria, passando per il
bilancio e arrivando alla legge finanziaria ci consegna i documenti
sui quali opererà la Regione per l'esercizio finanziario 2003.
Durante l'analisi del DPEF avevamo dato il nostro voto
contrario, e questo perché i dati che venivano forniti ci sembravano
assolutamente impropri, rispetto alla situazione economica e
finanziaria effettiva, pertanto dovrebbero essere rivisti.
La fotografia della situazione attuale è stata fatta dalle 15
organizzazioni imprenditoriali che, nei giorni scorsi, subito dopo
l'approvazione da parte della Commissione Bilancio del testo che
approda oggi in Aula hanno, quasi come in un epitaffio, espresso un
giudizio fermamente negativo.
Alcune di queste organizzazioni, peraltro non appartenenti
all'area del centro-sinistra, ma vicine alle forze della
maggioranza, hanno minacciato reazioni durissime nel caso in cui la
legge finanziaria non venga modificata in Aula.
Stamattina i giornali davano la notizia che il Governo si è
precipitato a predisporre un gruppo di emendamenti volti a
raccogliere alcune di quelle raccomandazioni.
Ci chiediamo perché prima in Commissione Bilancio la
maggioranza ha respinto tutti gli emendamenti che l'opposizione di
centrosinistra aveva presentato, raccogliendo le indicazioni
provenienti dalle organizzazioni professionali, dalle organizzazioni
imprenditoriali, così come erano uscite dagli incontri che noi, come
gruppo, avevamo proprio con loro organizzato.
Come dicevo, la fotografia della situazione l'hanno fatta le
predette 15 organizzazioni, i dati sono a tutti noti. Il prodotto
interno lordo è, nel 2002, cresciuto solo dello 0,4 per cento: si
tratta dell'incremento più basso degli ultimi dieci anni.
Le esportazioni hanno avuto, nel 2002, una flessione del 6 per
cento, e non è un dato ininfluente considerato che fino al 2001 le
esportazioni della nostra Regione avevano avuto tassi di incremento
che sfioravano il 57 per cento, di cui una parte legate ai prodotti
petroliferi, ma solo una parte, una parte legate ai prodotti
dell'agricoltura quali olio e vino e un'altra parte legate ai
prodotti della tecnologia informatica.
Il settore dell'industria presenta a fine gennaio un saldo
negativo dell'ordine del 17 per cento rispetto allo stesso mese
dell'anno precedente.
L'occupazione viene data stazionaria e prevista, in futuro, in
regresso.
Il settore delle costruzioni nell'ultimo trimestre del 2002 ha
subito un crollo del 12 per cento e questo è un settore - come
dicono gli economisti - a matrice intersettoriale positiva, cioè
quello che riesce a dare nei tempi più brevi il risultato dal punto
di vista occupazionale più alto rispetto all'investimento e più
rapido nei tempi.
La produzione agricola nello stesso periodo è calata del 5 per
cento: ciò in parte è dipeso dalle calamità naturali, ma in parte
anche dalle carenze di sostegno della Regione nei diversi settori
produttivi. Gli impieghi bancari crescono solo del 2,2 per cento a
fronte di una media nazionale che raggiunge il 5,9. E anche questo è
un dato che deve preoccuparci perché siamo in piena fase di sviluppo
di "Agenda 2000". Quindi, con l'avvio di iniziative imprenditoriali
legate all'utilizzo dei fondi della legge 488, delle annualità
precedenti, siamo cioè nel momento in cui gli impieghi del settore
bancario avrebbero dovuto crescere in modo esponenziale. Sono questi
gli indicatori che danno la misura della crescita degli
investimenti.
Mentre al contempo crescono i depositi bancari di un 9,3,
superiore di uno 0,1 per cento ai depositi bancari sulla media
nazionale. Il che ha un chiaro significato: il risparmio in Sicilia
non trova uno sbocco dal punto di vista dell'investimento, va
ad impinguare la raccolta che da parte degli istituti bancari
operanti in Sicilia poi viene impiegata nel resto del Paese.
Abbiamo una netta riduzione dei consumi e conseguentemente come
abbiamo visto una riduzione degli investimenti.
Lo stato delle imprese che operano oggi in Sicilia è quello che
le stesse organizzazioni imprenditoriali descrivono. Una
sottocapitalizzazione dell'impresa che è un dato, purtroppo,
tradizionale nella nostra Regione con una sua insufficiente
patrimonializzazione che non viene sostenuta dalla Regione sulla
base delle norme vigenti. Le imprese vantano crediti verso la
Regione per contributi non pagati, per i contratti di formazione e
lavoro e per le assunzioni fatte in virtù di leggi regionali per tre
miliardi di euro, circa sei mila miliardi di lire, non sei mila
miliardi euro come scriveva erroneamente stamattina un quotidiano.
Ma si tratta pur sempre di seimila miliardi di lire che le imprese
siciliane, per lo più piccole e medie imprese, aspettano da anni di
incassare dalla Regione, soldi che sono già stati impiegati da parte
delle imprese e che non rientrano.
Nel nostro bilancio vengono tagliati contributi per i consorzi
fidi. Non ci sono contributi in conto interesse per le imprese
commerciali e anche artigianali. Nel corso del 2002 abbiamo
definanziato leggi di sostegno all'artigianato, alla pesca,
all'agricoltura che avevamo finanziato nel marzo e che nell'ottobre
abbiamo con un'altra legge ridotto a zero. Con una mano si dà e con
l'altra si toglie, avevamo detto.
Stamattina i giornali hanno riportato l'orientamento del
Governo di riproporre quella famosa norma relativa alle "zone
franche". Si vagheggiano le "zone franche" quando noi non riusciamo
a sostenere l'investimento con opportune iniziative legislative,
quelle che abbiamo danno una pessima prova di sé, perché pessima
prova di sé danno la maggioranza e il Governo.
I vantaggi fiscali che avrebbero dovuto avere le imprese che
investono in Sicilia, che si sommano, o avrebbero dovuto sommarsi,
ai provvedimenti di legge nazionali per l'occupazione nel
Mezzogiorno e in Sicilia hanno subito un duro colpo sia sul versante
della legislazione regionale come anche sul versante della
legislazione nazionale.
Il credito di imposta è praticamente ridotto a zero dal punto
di vista degli effetti che può produrre; le somme sono state
ridotte; si può accedere al credito di imposta non più in modo
automatico come prevedeva la legislazione precedente ma su domanda e
su prenotazione, praticamente, quindi, il credito di imposta non
esiste più. Il bonus fiscale per l'occupazione è anch'esso
sterilizzato. Sono stati ridotti i finanziamenti per la
programmazione negoziata. Ma ciò che più conta ai fini della
disincentivazione degli investimenti è la incertezza normativa che
consegue ad un comportamento schizofrenico del Governo che, sia a
livello regionale che a livello nazionale, si è consolidato negli
ultimi tempi.
Ci chiediamo quale credibilità possa avere il messaggio che
attraverso la norma sulla cosiddetta "zona franca" e sul cosiddetto
"punto franco" si vuole introdurre.
Credo sia già sufficiente a descriverlo non solo il fatto che
la norma è riferita solo agli istituti bancari, assicurativi, alle
finanziarie, quindi nulla a che vedere con investimenti di carattere
produttivo.
Stamattina, l'Assessore per il bilancio e le finanze ha
dichiarato alla stampa, in modo fantasioso fino al limite
"dell'ardimento", che quando poi gli istituti bancari verranno ad
insediarsi nel "punto franco" da noi istituito trascineranno con sé
anche gli investitori nei settori produttivi.
E' una curiosissima immagine che l'Assessore temerariamente ha
illustrato alla stampa senza fare i conti non solo con la normativa
europea - basti dire che il riferimento è a una norma del 1991 che
riguarda il Friuli Venezia Giulia e la zona di Trieste -, e non si
fa alcun riferimento, invece, alla recentissima polemica che vi è
stata proprio su un quotidiano siciliano, tra il Ministro della
difesa (che non si capisce perché anziché occuparsi delle cose che
lo riguardano si occupa di cose che nulla hanno a che vedere con la
sua attuale carica istituzionale) e il Commissario Monti, il
Commissario della concorrenza, il quale ha risposto in modo duro,
anche "sfottente", al Ministro, non solo dicendogli a muso duro di
essere scarsamente informato dimostrandogli con dati alla mano che
la Commissione europea non autorizza più "zone franche" non solo in
Regioni di Stati membri, ma in alcuni Stati membri ormai da
tantissimi anni. E ciò proprio perché ha ritenuto di dovere
adottare un comportamento univoco negando, proprio recentemente, sia
al Belgio che all'Irlanda, alcuni provvedimenti relativi alla
costituzione di "zone franche".
Anche qui il Governo della Regione mi pare che stia per
incappare nella ennesima cattiva figura che contribuisce a dare
della nostra Regione, l'immagine di una Regione che annaspa, dove il
diritto è claudicante, dove tutto è affidato a messaggi quasi
subliminali che però nulla hanno di concreto.
Non ci si occupa, invece, delle cose che realmente necessitano
per fare crescere l'occupazione e per attirare investimenti.
C'è uno studio del professor Uckmar - uno dei maggiori esperti
in materia di "zone franche", di normativa europea e di zone di
impresa -, commissionato nella scorsa legislatura proprio
dall'Assemblea regionale siciliana, se non ricordo male dalla III
Commissione, nel quale lo stesso professor UcKmar sostiene non solo
la inutilità della "zona franca" come strumento per fare crescere
gli investimenti e attrarre nuovi capitali, ma anche l'opportunità
di scegliere un altro strumento che è la zona di impresa, il quale
risulta più semplice da ottenere dalla Commissione europea e più
efficace ai fini di una reale crescita dell'economia, che non sia
un'economia finanziarizzata.
E invece noi andiamo sempre a cercare quelle cose che sono
quasi impossibili da ottenere; ne vedremo anche nel corso della
discussione che avremo in quest'Aula sulla legge finanziaria.
Gli economisti dicono che per creare sviluppo occorre avere una
buona programmazione, incentivi, credito, procedure snelle ed
efficienti della pubblica amministrazione, legalità, sicurezza e
finanze sane.
Credo che tra tutti questi parametri che avremmo potuto
scegliere, che ci vengono proposti da coloro i quali si occupano
della materia, siamo andati a scegliere proprio quello che non c'è.
Abbiamo puntato dunque sulla carta che molto probabilmente risulterà
la meno vincente.
Sulla programmazione, con Agenda 2000, abbiamo visto come è
andata a finire: una programmazione che non solo non riesce a
spendere perché non si può sostenere come fa il Presidente Cuffaro,
che la Sicilia ha raggiunto il tetto proposto dalla Commissione
europea, per le annualità che sono già trascorse. Ciò è vero dal
punto di vista formale, ma dal punto di vista sostanziale va detto
che non corrisponde a verità. Infatti, dal punto di vista
sostanziale, alla fine di dicembre 2002, avremmo dovuto quietanzare
e rendicontare non 500 miliardi ma ben 2000 miliardi
Se questo limite si è abbassato ciò è dovuto al fatto che la
Commissione europea ci è venuta incontro dando il famoso "aiutino"
alla nostra Regione ed è anche perché abbiamo ampiamente utilizzato
i "progetti di sponda" che normalmente vengono utilizzati nella fase
finale di una programmazione nelle annualità di fine programmazione
e che invece noi utilizziamo nella prima annualità. Il che equivale
a dire che la programmazione non c'è, che si spende in modo casuale,
che si spende per le cose che non avevamo programmato di fare.
Credo che sul piano delle procedure e sulla efficienza della
pubblica amministrazione vada detto che non s'è fatto alcun passo in
avanti. Questa maggioranza è stata capace di "scassare" un'ottima
legge che il Parlamento siciliano aveva approvato, la legge numero
10 del 2000, vanificandone alcune previsioni come quella relativa al
trasferimento di competenze dalla Regione agli enti locali, a comuni
e province, e quella relativa allo sportello unico.
Nella nostra regione non esiste lo sportello unico a norma del
titolo IV di quella legge, e cioè la possibilità per l'impresa che
volesse investire in Sicilia di avere un interlocutore unico al
quale far riferimento per le necessarie autorizzazioni al fine di
allocarsi in Sicilia.
Quella legge è stata utilizzata solo per dare compensi da
capogiro a dirigenti, per moltiplicare consulenze, uffici speciali
inutili; siamo arrivati credo a 18. Qualcuno ad un certo punto dovrà
dirci quali sono i loro compiti e i risultati del loro operato.
Niente di ciò che la legge in modo innovativo aveva previsto per
quanto riguarda l'ammodernamento della pubblica amministrazione.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
Arriviamo rapidamente alla questione relativa alle finanze, le
finanze sane.
Credo che finalmente ci sia lo strumento; che si possa in modo
oggettivo valutare lo stato delle finanze della Regione ed è la
valutazione che fanno le società di rating. Bisogna dire subito che
l'abbassamento del rating che ha avuto la Regione siciliana è
l'esatta misura che viene da un organo tecnico, quindi che non è
sospettabile di un inquinamento del giudizio su base politica, e
bisognerà che il Governo faccia attenzione perché questa
propensione, questa tendenza all'abbassamento potrà non ancora
arrestarsi.
Questa mattina, l'assessore regionale per il bilancio e le
finanze ha dichiarato alla stampa che, probabilmente, adesso con le
correzioni che saranno apportate alla legge finanziaria, la
credibilità della nostra Regione sui mercati finanziari tenderà a
crescere visto che non siamo riusciti in Commissione ad immettere
nella finanziaria lo stesso rigore che dovrebbe essere immesso in
Aula. In cento metri di percorso, succederà la rivoluzione
Onorevoli colleghi, le obbligazioni emesse da questa Regione
praticamente non si riescono a piazzare sui mercati finanziari.
Vorrei ricordare infatti che non era così fino ad un paio di anni
fa. Le prime obbligazioni emesse dalla Regione nel 1999 sono andate
a ruba nel giro di 48 ore dando risultati splendidi dal punto di
vista dei tassi. Oggi invece risulta non solo che, malgrado gli
alti tassi che sono stati prospettati, le obbligazioni non si
vendono; ma c'è anche un serio problema di credibilità che, quando
riguarda il mercato finanziario, è qualcosa che si paga in contanti,
in soldi. Non si tratta di opinioni politiche: nessuno deve
meravigliarsi se questo succede.
Sapete a quanto è arrivato l'indebitamento al 31.12.2002 della
Regione? E' arrivato ad oltre seimila miliardi di vecchie lire E'
l'indebitamento più alto mai raggiunto dalla Regione siciliana. A
questo dobbiamo aggiungere gli 800 miliardi già previsti per il
mutuo a pareggio del 2003. Ormai viaggiamo intorno ai 7000 miliardi
di vecchie lire
Il risparmio pubblico continua a rimanere negativo anche se si
dice che migliorerà nei prossimi anni, ma parliamo di alte cifre per
il 2003; il servizio del debito ha raggiunto 453 milioni di euro
all'anno - quindi siamo quasi a 900 miliardi di lire all'anno, e non
è poca cosa Credo che bisognerà ad un certo punto interrogarsi
sulle conseguenze di questa politica finanziaria nefasta. E di
fronte a questo il Governo della Regione cosa fa? Anziché lanciare
l'allarme, facendo ciò che noi riteniamo debba essere fatto, cioè
una operazione verità volta a lanciare i messaggi giusti, a dare le
giuste direttive, ad impartire il giusto indirizzo, a condizionare
gli appetiti presenti all'interno della maggioranza (che guarda caso
mai sono finalizzati ad investimenti ma sono sempre finalizzati a
spese correnti di tipo clientelare), invece nasconde la realtà e la
nasconde nel modo più belluino possibile. Cioè, aumentando
fittiziamente le entrate e soprattutto nascondendo alcune uscite
certe.
Ciò in quanto al debito di cui abbiamo parlato, circa 7000
miliardi, non bisogna aggiungere alcune centinaia di miliardi di
lire per minori entrate del Fondo nazionale sanitario dovute al
decremento demografico registrato con l'ultimo censimento, i 350
miliardi di lire dovuti agli effetti moltiplicatori del cosiddetto
decreto "taglia spese": c'è infatti, onorevole Assessore, qualcuno
presso il suo assessorato che sussurra di cifre che navigano intorno
al doppio dei 350 miliardi, parliamo del deficit delle AUSL che
nessuno ha controllato e che è già codificato perché contenuto nei
bilanci che, per omissione di controllo da parte dell'Assessorato
della sanità e da parte dell'Assessorato del bilancio, ormai è
diventato atto avente e producente effetti; e inoltre abbiamo le
minori entrate per gli sgravi fiscali, ex articolo 67 della legge
finanziaria dello Stato.
Qualcuno mi dirà che la posta in uscita l'abbiamo prevista,
cioè la compensazione, però nessuno dice che quella cifra è
assolutamente non veritiera. Avevo già riferito, credo in
Commissione, la risposta del sottosegretario alle finanze in
Commissione Bilancio del Senato, a un senatore siciliano che aveva
proposto l'invarianza del gettito per la Regione siciliana, anche in
presenza di vantaggi fiscali per le imprese in Sicilia. Aveva
risposto che quella ipotesi era assolutamente da scartare: sarebbe
stato folle immaginare che lo Stato potesse, in qualche modo,
garantire l'invarianza del gettito, visto che non si trattava di
qualche centinaio di miliardi, bensì di cifre molto, ma molto alte,
che lo Stato non era in grado di compensare.
L'invarianza del gettito, quindi, non veniva garantita. Anche
questo è da mettere in conto ai fini del risultato finale.
Il Governo si muove sulla strada, ancora, dei trucchi
contabili Il trasferimento della spesa ordinaria su fondi
straordinari avviene per molta e larga parte dei fondi strutturali.
Il Governo sembra abbia scoperto l'"uovo di Colombo", trovando
la soluzione ai tanti problemi, cioè cercando di trasferire, per
quanto gli sia possibile, spesa ordinaria su fondi straordinari. E
questo vale, per esempio, in alcuni settori, quale quello del
precariato e della formazione professionale.
Questa è un'operazione, non solo scorretta sul piano
finanziario, ma improduttiva: infatti, i fondi strutturali della
Comunità europea hanno senso solo se si tratta di fondi aggiuntivi
alla spesa ordinaria. Solo in questo caso possono raggiungere
l'obiettivo che si propongono: rompere cioè quel trend di crescita
ordinario che si avrebbe senza gli aiuti del fondo straordinario e
colmare il deficit, il gap che queste regioni sottosviluppate, o in
ritardato sviluppo, vivono rispetto alle altre regioni.
Questo, invece, non c'è Si fa anche qui, qualche operazione
una tantum; per esempio, quella dell'IRCAC che saremmo curiosi di
capire per quale ragione viene ridotta a 20 milioni di euro,
rispetto alla previsione iniziale formulata dalla Giunta di Governo
pari a 30 milioni, con un emendamento presentato in Commissione
Bilancio.
Nel bilancio ci sono le famose false poste in entrata, i 200
milioni di euro ex articolo 37, i 500 milioni ex contenzioso con lo
Stato. Ritengo che l'Assessore ci debba dare una qualche
motivazione, considerato che, sia pure informalmente, la Commissione
Bilancio ha ricevuto la lettera con la quale il Ministro
dell'economia e delle finanze ha fatto conoscere il proprio punto di
vista sul disegno di legge presentato dal Governo che contesta le
cifre, le poste di bilancio, quasi tutte, che hanno come riferimento
il bilancio dello Stato.
Pertanto, si può dire che la cartolarizzazione,
l'attualizzazione di fondi ex articolo 38, può essere una posta in
entrata che, in un eventuale rapporto con gli istituti bancari, a
prescindere da ciò che lo Stato preveda nel suo bilancio, può
trovare un risultato positivo. E questo può essere condivisibile.
Molto più difficile è sostenere che i 200 milioni di euro, ex
articolo 3 della legge n. 289 del 2002, cioè "fondi ex articolo 37
dello Statuto", possano trovarvi ingresso.
Non ci soddisfa in quanto anche questa è una pura operazione di
mascheramento, il fatto cioè che il Governo, in Commissione
Bilancio, abbia tramutato questi fondi da poste in entrate a fondi
negativi. Se poi, l'appostamento positivo relativo al fondo negativo
è una uscita certa, è chiaro che quella non è più una corretta
operazione sul piano finanziario, bensì una pura furbizia
finanziaria e, in questo caso, le furbizie hanno un loro limite che
è quello contabile, quello che proviene da un orientamento dello
Stato di non dare questi fondi, così come quelli relativi al
contenzioso.
L'Assessore, dopo le contestazioni avute in Commissione
Bilancio, si è recato a Roma per discutere con uno dei
sottosegretari al bilancio, dopodiché ha inviato alla stampa una
nota con la quale comunicava che era stato raggiunto l'accordo sul
contenzioso finanziario Stato-Regione per un ammontare, se non
ricordo male, di 500 milioni di euro, circa mille miliardi di lire.
Onorevole Assessore, noi vorremmo sapere in quale atto questo
accordo sia contenuto: c'è una carta sottoscritta? C'è qualcosa da
cui si possa ricavare che tale accordo non è solo frutto di una
dichiarazione resa ai giornali ma è invece qualcosa con una propria
dignità di atto ufficiale?
Personalmente credo di no. Se dovesse risultare agli atti, il
Governo la esibisca e noi ritiriamo la nostra dichiarazione e
altresì l'emendamento che presenteremmo altrimenti a soppressione di
quella voce di bilancio. Siamo ben consapevoli, infatti, che si
tratta di fondi che spettano alla Sicilia e che la Regione deve
rivendicare come propri perchè fanno parte di un contenzioso che,
ormai, comincia a trovare una sua delibazione. La contestazione che
solleviamo è che questi fondi siano già pronti per essere trasferiti
dallo Stato alla Regione sull'esercizio finanziario 2003, e qui sta
il trucco: non tutto ciò che la Regione pretende di avere, che è
oggetto di un contenzioso con altri organi, siano essi dello Stato o
altri organi istituzionali esterni alla Regione, può entrare in
bilancio. Nel documento contabile, sia il bilancio di competenza che
di cassa, si iscrive ciò che è previsto che dovrà entrare e che,
quindi, trova riscontro in atti formali da parte delle altre
istituzioni.
Aggiungo, poi, che nella previsione sono previsti 53 milioni di
euro, circa 100 miliardi di entrate, per la lotta alla evasione e la
riforma fiscale. Una riforma fiscale regionale dove si trova la
norma per la lotta all'evasione che dovrebbe recuperare 100 miliardi
in un anno, il che non è una cifra di scarso rilievo. La
maggioranza, il Governo, mantiene in entrata una somma di 45 milioni
di euro, circa 90 miliardi di lire, per il trasferimento di funzioni
dallo Stato alla Regione dimenticando che il Ministero dell'economia
e delle finanze contesta questa posta in entrata se non vi è la
corrispondente cifra in uscita. In Commissione finanze, il Governo
ha risposto che l'uscita è, per così dire, "spalmata" sui vari
capitoli di bilancio; questa non è una risposta Bisogna dimostrare
che le cifre appostate in uscita sono di una percentuale, e anche di
una misura, in crescita equivalente ai 90 miliardi posti in entrata;
si prevedono inoltre 140 miliardi di lire di entrate da dismissione
e privatizzazione (anche qui senza dare alcun formale riferimento a
questa posta in entrata) ed abbiamo, ancora, quanto l'onorevole
Assessore, in passato, ha cercato sempre di scongiurare, cioè un
aumento delle spese che, in una finanziaria che vuole perseguire una
strategia di contenimento delle spese, stride in modo evidente.
Abbiamo circa 4 mila miliardi di nuove spese, cifra, questa,
depurata da alcune poste in entrata che sono frutto di operazioni
contabili di natura formale, come gli 899 milioni di euro per il
trasferimento ai Comuni. Siamo comunque intorno ai 2 mila miliardi
di uscite certe in una finanziaria che si proponeva, invece, il
contenimento della spesa
Ciò significa una sorta di istigazione a delinquere Se infatti
la Commissione esita una finanziaria che prevede questo trend di
uscite, credo che l'Aula si sentirà nel suo buon diritto di proporre
emendamenti in aumento di spese che sarà molto difficile contestare,
se non sulla base di un arbitrario orientamento del Governo. Abbiamo
cioè una manovra finanziaria assolutamente inadeguata. Qualcuno
l'ha definita scandalosamente vuota ed io credo che l'aggettivo
scandaloso o l'avverbio scandalosamente, a buon diritto, possano
essere utilizzati dal momento che tutta la manovra finanziaria, ivi
compresa la legge finanziaria ed il bilancio che stiamo per
esaminare, non hanno il carattere di un disegno strategico di
contenimento e razionalizzazione della spesa.
I motivi li abbiamo più volte detti. Il Governo è Giano
bifronte, diviso com'è: da una parte, alcune forze politiche ma
anche singoli parlamentari che vogliono allargare la spesa, e
dall'altra, taluni altri, che si rendono invece conto delle
difficoltà finanziarie e sarebbero disponibili ad una operazione di
contenimento; tra essi, c'è l'Assessore per il bilancio che incarna
le due figure, è cioè Giano bifronte che, da un lato vuole e predica
il risanamento e dall'altro, nello stesso tempo, presenta
emendamenti di spesa.
PAGANO assessore al bilancio e alle finanze. Questo non lo può
dire Se sono a firma mia, non lo può dire
CAPODICASA relatore di minoranza. Lo posso dire, Assessore, e se
vuole glielo dimostrerò durante l'esame degli articoli della
finanziaria. Vuole che glielo dimostri adesso?
PAGANO assessore al bilancio e alle finanze. Questo non lo può
dire, lo ribadisco. Se non ci sono emendamenti a firma mia, non lo
può dire
CAPODICASA relatore di minoranza. Come non ce ne sono Si
capisce che ci sono e sono pronto a dimostrarglielo se vuole.
Questo è ciò che è uscito dalla Commissione. Considerato che staremo
qui qualche giorno a lavorare sulla finanziaria, avremo tempo
sufficiente per poterglielo dimostrare. Tutto questo furore di
severità cede poi il passo di fronte a precisi scogli, a precisi
nodi. Il Gruppo dei DS, in Commissione finanze, ha proposto un
emendamento per il blocco totale delle assunzioni alla Regione e
negli enti sottoposti a controllo e a vigilanza, nonché in tutte le
società miste diventate il veicolo per fare assunzioni senza
concorso aggirando così quella norma che avevamo introdotto nella
legge che prevede che l'accesso nella Pubblica Amministrazione debba
avvenire solo con concorsi per titoli.
Si è trovato, al contrario, il sistema per assumere personale
nella Pubblica Amministrazione attraverso le famigerate società
miste: è la scoperta del nuovo millennio a cui bisognerà porre un
minimo di attenzione per evitare che diventino ciò che sono
diventati, negli anni sessanta, gli enti economici regionali:
carrozzoni.
LIOTTA "La Repubblica" di oggi citava dati precisi sulle
assunzioni che l'Assessore Stancanelli vuole fare.
CAPODICASA relatore di minoranza. Nel suo assessorato vuole
portare tanti funzionari, tanti dipendenti quanti ne ha l'intera
Regione Lombardia
Comunque sia, il problema a me sembra un po' più vasto.
Noi riproporremo quello che voi avete bocciato in commissione;
lo riproporremo per l'Aula perchè su questo pretendiamo che ci sia
una discussione e che l'eventuale voto di bocciatura avvenga al
cospetto della pubblica opinione.
Però, nel contempo, si prevedono tagli ai Comuni nonostante
l'accordo, come la relazione di maggioranza riporta, con piena
soddisfazione della commissione Regione-autonomie locali, la famosa
CRAL.
Ma veda onorevole Assessore, questa CRAL è diretta dal suo ex
capogruppo di Forza Italia, oggi sindaco, nostro collega nella
passata legislatura. Ancora, presidente dell'Associazione delle
Province, è un esponente del suo partito, di Forza Italia: non ci
vuole molto a fare un "accordino" in tre come spesso avviene
Potreste anche voi riunirvi direttamente nella sede di Forza
Italia, come fa Berlusconi che, per gli affari di governo, tiene le
riunioni a casa propria
Il fatto è che non avete superato i problemi facendo queste
operazioncine.
Il taglio di 100 miliardi ai comuni è un taglio che produrrà
effetti devastanti, soprattutto sui piccoli comuni: e non basta la
motivazione che lei, onorevole Assessore, ci ha addotto in
Commissione secondo cui questi tagli verrebbero compensati con le
entrate dei comuni relative alle sanatorie edilizie e ai vari
provvedimenti in materia di sanatoria previsti nella legge
finanziaria.
Il ragionamento fatto in Commissione lo riproponiamo in questa
sede: i tagli ai Comuni sono uniformi proporzionalmente, ma le
rispettive entrate relative alle sanatorie dei sottotetti, sanatorie
dei volumi tecnici, delle strutture precarie, sui balconi e sulle
terrazze di collegamento, tutto ciò previsto nella legge
finanziaria, non è distribuito in modo uniforme, in quanto vi sono
comuni che il taglio lo avranno comunque perché lo stesso è uguale
per tutti i comuni, percentualmente parlando. Tuttavia sul fronte
delle entrate, alcuni comuni presentano casi di abusivismo edilizio,
avendo così entrate per la relativa sanatoria, altri invece, queste
entrate non le percepiranno.
LIOTTA Per avere delle entrate, questi Comuni realizzeranno dei
sottotetti
CAPODICASA relatore di minoranza. Ho fatto l'esempio di comuni
che conosco, di piccoli comuni dove la tipologia urbanistica ed
edilizia non prevede la costruzione di sottotetti.
Questi comuni non avranno le entrate dalla sanatoria dei
sottotetti.
Quindi i tagli ci saranno e forse si faranno i sottotetti per
compensare i tagli che l'Assessore per il bilancio ha proposto
Siamo di fronte alla improvvisazione che, se non avesse
conseguenze sui diritti dei nostri concittadini, sui servizi erogati
da parte dei Comuni, potrebbe essere oggetto di battute ironiche, ma
siccome si tratta di scelte che incidono sulla sfera dei diritti dei
nostri concittadini, ritengo ci sia poco da scherzare.
Quindi, siamo in presenza di scelte che penalizzano, con i
tagli, la formazione, i trasporti, i Comuni e conseguentemente i
servizi dagli stessi erogati.
Il tentativo fatto in Commissione sanità con un emendamento per
aumentare ed estendere i ticket sanitari, e che la nostra battaglia
ha contribuito a farvi ritirare, forse sarò un cattivo profeta,
voglio qui predire che lo ritenterete, riproponendo lo stesso
emendamento, se non in questa finanziaria - perché siamo in
prossimità di una campagna elettorale importante e l'introduzione di
nuovi ticket potrebbe farvi male - sicuramente, subito dopo.
Sul Fondo sanitario, ormai, si sta creando una voragine che non
siete in grado di colmare attraverso politiche serie di contenimento
pertanto, volete farla gravare sui bilanci familiari, in un settore,
quello della salute, dove c'è un diritto primario che, invece, va
tutelato da parte delle istituzioni.
In tal modo attaccherete gli enti, gli istituti culturali - non
tanto quelli falsi o fasulli, quelli che magari sarebbe bene
denunciare alle Procure della Repubblica per l'utilizzo irregolare,
usiamo questo aggettivo, che fanno dei fondi -, quanto piuttosto
quelli che operano bene, garantendo la diffusione della cultura, che
ci danno istituzioni culturali di livello su scala nazionale,
europea ed euromediterranea: dalle Orestiadi di Gibellina a tutte le
altre istituzioni culturali che adesso non voglio richiamare.
C'è, a mio avviso, una idea di sviluppo della nostra regione
totalmente distorta, diciamo pure, che c'è una assenza di strategia
e di idee.
Il tutto appare frutto della casualità, della improvvisazione,
della estemporaneità e, per questa strada, non andremo molto
lontano.
Questa è la ragione che ci ha indotto a dare una valutazione
totalmente difforme da quella del relatore di maggioranza;
intendiamo prospettare all'Aula quali sono le coordinate entro le
quali il nostro ragionamento e la nostra battaglia si sono
sviluppati in Commissione e sui quali continueremo anche in Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, credo sia utile apportare una
modifica alla decisione presa ieri in Aula riguardo l'andamento dei
nostri lavori al fine di facilitare il compito agli uffici e
consentire così al Parlamento di lavorare con maggiore celerità.
Come voi ricorderete, ieri sera, il Parlamento si è dato un
termine per la presentazione degli emendamenti fino a domani sera,
utilizzando il tempo, da ora a domani sera, per la discussione
generale. Pertanto, la discussione generale sarebbe stata chiusa
contemporaneamente alla chiusura del termine per la presentazione
degli emendamenti, facendo così decorrere, sin d'ora, il termine
delle 24 ore previsto dal Regolamento.
Ciò significa che domani sera dovremmo essere nelle condizioni
di iniziare l'esame degli articoli, e quindi gli emendamenti
dovrebbero già collazionati. Vi rendete perfettamente conto che è
realistico prevedere che ciò non sarà possibile.
L'orientamento della Presidenza, quindi, è il seguente: questa
sera votiamo il passaggio all'esame degli articoli stabilendo il
termine, fino a domani, per la presentazione degli emendamenti;
domani sera, alle ore 18.00, nell'ambito della discussione
sull'articolo 1, la discussione sulla finanziaria potrà proseguire
in modo tale da consentire al Governo di replicare, qualora lo
ritenesse, a tutte le osservazioni che gli onorevoli colleghi
riterranno utile fare. Così che gli uffici abbiano, nel frattempo,
il tempo di collazionare gli emendamenti che saranno depositati
entro domani, alle ore 17,00.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, dal punto di vista regolamentare, la presentazione degli
ordini del giorno è consentita fino a quando l'esame del disegno di
legge non è concluso.
Tuttavia, gli ordini del giorno presentati all'interno della
discussione generale possono essere discussi in Aula, mentre quelli
presentati successivamente saranno votati senza svolgimento.
Vorrei capire, signor Presidente, per la Presidenza, questa
modifica cosa comporta?
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, preciso che, gli ordini del
giorno presentati entro le ore 17,00 di domani, mercoledì 19 marzo
2003, potranno essere discussi.
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni sulla proposta,
così resta stabilito.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Informo l'Aula che il Consiglio di Presidenza ha accolto la
proposta formulata dall'onorevole Paffumi di compiere un gesto di
solidarietà, come fatto simbolico, nei confronti dell'Etiopia. Ha
deliberato di contribuire alla costruzione di una scuola, nella
capitale dello Stato dell'Etiopia. Questa sarà arredata di tutto
punto, comprese tutte le attrezzature didattiche necessarie e la
costruzione di un acquedotto che fornirà acqua potabile. A questa
iniziativa potranno contribuire anche i Gruppi parlamentari.
Informo, inoltre, che il costo di questa iniziativa sarà di
18.000 euro.
Desideravo informare, a tal proposito, sia l'Aula sia i Gruppi
parlamentari, affinché questa iniziativa venga sostenuta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 19
marzo 2003, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 211 - Interventi per il potenziamento delle attività
sportive in Sicilia.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Regione, in virtù del ruolo istituzionale che lo
Stato le attribuisce in materia di sport, deve
rendersi interprete e garante, nell'area di sua
competenza, delle esigenze sportive dei cittadini
residenti sul territorio;
- la Regione ha il compito di sviluppare, ammodernare
ed equilibrare l'impiantistica sportiva, in specie
quella di base, la cui piena disponibilità è
condizione indispensabile per la diffusione della
pratica sportiva a tutti i livelli;
- la politica dello sport, con le problematiche di
gestione degli impianti, il coordinamento e la
promozione delle iniziative sportive rivolte ad ogni
fascia di età, l'organizzazione e l'offerta di
strutture in condizioni che favoriscano il diritto
allo sport a chiunque voglia esercitarlo,
costituisce un significativo impegno programmatico;
- da ricerche effettuate da note società di statistica
(Nomisma, Istat) riferite all'anno 2001 e
distribuite dal CONI, è risultato che la Sicilia
occupa l'ultimo posto della graduatoria, stilata su
base nazionale, per quanto riguarda la dotazione
degli impianti sportivi in rapporto alla popolazione
residente;
- in particolare tale indice è pari a 131 (dotazione
impianti/100 mila abitanti) contro i 253 della media
nazionale ed i 340 delle regioni del nord Italia;
- in queste aree del paese si registra il più alto
livello di reddito pro-capite e, di conseguenza, si
manifesta più facilmente la disponibilità dei
cittadini a spendere in attività sportiva, fattore
che a sua volta determina un tasso di attrattività
degli investimenti più elevato rispetto alle altre
zone del paese;
- infatti dalla ricerca risulta come la situazione
diventi sconfortante se si confronta la dotazione
infrastrutturale del sud e delle isole, con quella
del nord;
- la mancanza e la non vicinanza degli impianti
disincentivano coloro che si avvicinano alla pratica
di una disciplina sportiva, e sono tra le
motivazioni che contribuiscono a far sì che siano le
regioni meridionali e insulari a trovarsi agli
ultimi posti nelle classifiche sulla pratica
sportiva in Italia;
CONSIDERATO che:
- in virtù della sua importanza economica, oltre che
sociale e culturale, lo sport è da considerarsi un
motore per lo sviluppo dei sistemi economici,
sociali e territoriali, perché movimenta intorno a
sé molte risorse e funge, non ultimo, da volano per
una crescita dei livelli occupazionali;
- lo sport rappresenta uno dei parametri su cui
misurare la qualità della vita di una comunità;
- la presenza di strutture sportive determina anche un
tasso di attrattività degli investimenti per la
popolazione residente ma anche, e soprattutto, per i
turisti che solitamente abbinano la visita ai beni
culturali alla pratica sportiva;
- è necessario dare un impulso maggiore alla politica
sportiva, soprattutto a livello territoriale;
CONSTATATO che:
- negli ultimi anni l'intervento della Regione che fa
riferimento a fondi propri è drasticamente diminuito
in conseguenza della minore capacità di spesa, sia
per quanto riguarda le spese correnti, ma
soprattutto per le spese in conto capitale che hanno
subito i maggiori tagli;
- le Regioni che hanno fatto dello sport uno dei punti
cardine della propria politica, come la Valle
d'Aosta, hanno dato nel corso degli anni molta
importanza al turismo legato allo sport, per
sfruttare al meglio le bellezze naturali del proprio
territorio;
- per fare un esempio nell'anno 2000 la Regione Valle
d'Aosta ha impegnato per lo sport l'1,68% sul totale
della spesa regionale contro lo 0,33% della Regione
siciliana, che comunque rappresenta una buona
aliquota ma non sufficiente a recuperare il gap
accumulato in decenni di una politica
disinteressata al problema;
- la crisi di finanziamenti del Coni 'abbandonerà' a
se stesse centinaia di società sportive, che prima
si sentivano protette e tutelate ed ora dovranno
imparare ad agire autonomamente nell'immenso mercato
dello sport;
- centinaia di milioni di euro saranno detratti dal
budget dello sport dalla finanziaria regionale,
disattendendo la legge regionale n. 8 del 1978
(Sostegno e potenziamento dell'attività sportiva),
la n. 31 del 1994 (Contributi destinati alle società
sportive siciliane partecipanti a campionati di
serie A) e la n. 18 del 1996 (Sostenimento a società
che intendono stipulare con l'Assessore regionale
per il turismo apposite convenzioni per la
diffusione e la conoscenza di produzioni tipiche
siciliane e di località di particolare interesse
turistico, artistico e monumentale);
- ciò metterà in crisi il mondo dello sport vero e
pulito e, dopo la delusione della mancata gratuità
del ticket sulle visite mediche per i giovani
atleti, potrebbe causare la chiusura di molte
società, magari gravate di debiti;
- nel giro di pochi anni i contributi della Regione
nei confronti delle società sportive si sono ridotti
di oltre la metà;
- lo sport per moltissimi giovani è l'unico antidoto
per tenerli lontani dalle devianze sociali e non è
tollerabile che, a fronte di massicci interventi in
favore di questo o quel settore, lo sport subisca
invece drastici tagli a scapito di tutte quelle
funzioni e di quei valori di cui è portatore: valori
etici e formativi, funzioni importanti, a cominciare
dalla straordinaria capacità di ricomporre il
tessuto civile delle zone minacciate da fenomeni di
devianza, e di favorire la socializzazione e
l'aggregazione di ragazzi altrimenti esposti al
reclutamento come manovalanza della mafia;
- tutto questo è lo sport e questo enorme patrimonio
d'impegno sociale e culturale viene messo in forse
da strabiche politiche di bilancio che misconoscono
la forte domanda sociale di attività motorie e
sportive;
- nel breve periodo non si vedono segni per
un'inversione in termini di investimenti per
impianti e strutture da parte della pubblica
Amministrazione, per cui il gap nord-sud sotto
questo profilo è destinato ad aumentare;
RITENUTO che:
- al fine di potenziare e meglio gestire il nostro
patrimonio immobiliare sportivo esistente che
rappresenta una risorsa importante anche per lo
sviluppo socio-economico della Sicilia, il cui
settore è strettamente collegato, insieme a quello
dei beni culturali, al turismo, è necessario
reperire risorse incentivando i grandi capitali ad
investire nell'Isola, garantendo semplificazione
nella gestione burocratica degli iter concessori;
- gli investimenti per lo sviluppo dell'attività
sportiva in Italia sono orientati e condizionati
fortemente dai potenziali tassi di rendimento sugli
investimenti;
- in Sicilia tale rendimento può essere assicurato
mediante il circuito turistico;
- allo sport occorrono finanziamenti che la sola
Regione con il proprio bilancio non può garantire e
la brusca frenata degli interventi nel settore
dell'impiantistica sportiva di questi anni è un dato
da tenere nella giusta considerazione;
- la mancanza di una reale politica degli impianti è
un problema che deve far riflettere le Istituzioni e
i soggetti responsabili del settore, pensando ad una
vera e propria 'riforma dello sport';
- la Regione possa impegnarsi, quantomeno
nell'immediato, nell'abbattimento degli interessi
sui mutui contratti dagli enti locali con l'Istituto
per il credito sportivo per la costruzione, la
ristrutturazione di impianti o la messa a norma di
quelli esistenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
affinché vengano predisposti atti adeguati a
sostenere e potenziare l'attività sportiva, che
consentano di aumentare la dotazione impiantistica
e, al contempo, in una visione integrata, permettano
di valorizzare e promuovere al meglio il patrimonio
dei beni culturali ed ambientali ai fini turistici
nell'Isola.
(17 marzo 2003)
RAITI - FERRO - MICCICHE'-
MORINELLO - ORLANDO
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A). (Seguito)
- Relatore di maggioranza: on.le Savona
- Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553/A). (Seguito)
- Relatore di maggioranza: on.le Savona
- Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 18.34.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.25)