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Resoconto d'Aula della Seduta n. 125 di giovedì 20 marzo 2003
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   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  per consentire il coordinamento
  dei  numerosi emendamenti  presentati  ai  disegni  di  legge  posti
  all'ordine del giorno,  sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
  alle ore 17.30.

       (La seduta, sospesa alle ore 10.51, è ripresa alle ore 17.38)

     BASILE   segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
  123 del 18  marzo  e  124  del  19  marzo  2003  che,  non  sorgendo
  osservazioni, s'intendono approvati.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

           -  "Norme  per  la  tutela  della  salute nell'esercizio di
           interventi di tatuaggio permanente e di piercing" (n. 601)
           - di iniziativa parlamentare
           -  presentato dagli onorevoli Tumino,  Barbagallo,  Liotta,
           Forgione in data 19 marzo 2003

           -  "Disegno  di  legge voto per la modifica del  Titolo  II
           Sezione I dello Statuto della Regione siciliana. Disciplina
           del Consiglio delle autonomie locali" (n. 602)
           - di iniziativa parlamentare
           - presentato dagli onorevoli Ioppolo,  Formica,  Incardona,
           Infurna, Sammartino, Virzì in data 19 marzo 2003

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE    Comunico   che   è  stata  presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

            N. 1105 -  Provvedimenti  circa  la  revoca  dei  benefici
          previsti dall'articolo 10 del regolamento  CEE  2328/91  per
          agevolare i primi insediamenti in agricoltura.
          - Presidente Regione
          - Assessore Agricoltura
          Firmatario: Incardona Carmelo.

       Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  che  nel  corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

            DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153  del  Regolamento  interno, della mozione n.  212 "Interventi in
  favore del  comparto  agrumicolo",  degli  onorevoli Fleres, Catania
  Giuseppe,  Maurici,  Scoma  e  Mercadante,  e  n. 213 "Interventi in
  favore   degli  operatori  della  formazione  professionale",  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE  segretario:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              PREMESSO che:

              - il  comparto agrumicolo  siciliano  attraversa  un
                momento di grande crisi dovuto  ad  un aumento dei
                costi di produzione e ad una mancanza di reddito;

              - in  altri Paesi sono stati  posti  in  essere  una
                serie  di provvedimenti che  hanno  permesso  alle
                imprese agricole di  ammodernarsi e riorganizzarsi
                per  meglio  affrontare  la   sfida   del  mercato
                globalizzato;

              - soprattutto nel catanese le  aziende  hanno subito
                ulteriori  danni  dovuti  alla   siccità  ed  alle
                conseguenze   della  cenere   vulcanica   che   ha
                ulteriormente   compromesso    la   già   precaria
                situazione;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   E PER ESSO
              L'ASSESSORE REGIONALE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

              - a porre in essere tutte  le  iniziative  utili per
                risolvere  quanto  in  premessa   indicato  ed  in
                particolare:

                a) attivare gli interventi  di  protezione  civile
                   previsti ai sensi dell'articolo 138, commi 16 e
                   17 della legge n. 388 del 2000;

                b) provvedere  al blocco  delle  diverse  scadenze
                   (bancarie,  esattoriali,   fiscali,  ecc.)  che
                   gravano sull'attività aziendale;

                c) provvedere     all'emanazione    del    decreto
                   ministeriale, previsto ai sensi  della legge n.
                   185 del 1992, relativo  alle  previsioni per le
                   aree  agrumate  danneggiate  dalla  gelata  del
                   12/2001 - 01/2002, nella provincia di Catania".
                                                            (212)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il  settore  della  formazione  professionale  è una
              realtà ormai consolidata nella nostra Isola;

            - i  lavoratori  del  predetto  settore sono, infatti,
              numerosissimi;

            - i  diversi  interventi  legislativi  operati, seppur
              incisivi,   non  hanno  potuto  ancora  risolvere  i
              problemi   legati   soprattutto   alla  mancanza  di
              certezze nella prosecuzione della loro attività;

            - occorre,  infine,  prevedere un coinvolgimento degli
              operatori  al  fine  di creare un effettivo raccordo
              tra  il  mercato  del lavoro e la formazione per non
              vanificarne l'operato;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a  porre  in  essere  quanto  necessario affinchè si
              proceda alla costituzione di un organismo, anche una
              S.p.A.,  che abbia lo scopo di raggruppare tutti gli
              operatori   del  settore;  alla  costituzione  della
              predetta  società  dovrebbero  partecipare anche gli
              enti pubblici ed ovviamente la Regione siciliana;

            - a  prevedere la costituzione di un fondo di garanzia
              per gli operatori in esubero o in mobilità;

            - a   promuovere   l'immediato  avvio  delle  attività
              formative previste per il 2003;

            - a  provvedere al saldo delle spettanze ai lavoratori
              della  formazione  professionale  ed  all'ipotesi di
              costituzione  di  un  apposito  capitolo di bilancio
              affinchè  non si verifichino più situazioni analoghe
              alle attuali." (213)

     PRESIDENTE  Dispongo che  le  mozioni  predette vengano demandate
  alla Conferenza dei Presidenti  dei Gruppi parlamentari perché se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


     SEGUITO DELLA DISCUSSIONE  CONGIUNTA  DEI  DISEGNI  DI  LEGGE  NN.
     554-557-562-588/A   "BILANCIO    DI   PREVISIONE   DELLA   REGIONE
     SICILIANA  PER  L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER
     IL TRIENNIO 2003-2005" E  N.  553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
     FINANZIARIE PER L'ANNO 2003"

     PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con  il  seguito  della  discussione  congiunta  dei
  disegni di legge  numeri  554-557-562-588/A  "Bilancio di previsione
  della Regione Siciliana  per  l'anno  finanziario  2003  e  bilancio
  pluriennale per il  triennio 2003-2005" e numero 553/A "Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
       Invito i componenti  la  II  Commissione  "Bilancio" a prendere
  posto al banco delle Commissioni.
       Onorevoli colleghi, la Presidenza avverte che l'ordine di esame
  e di votazione dei  singoli  articoli  del  bilancio  a legislazione
  vigente e della legge  finanziaria  avverrà,  così come previsto dal
  Regolamento interno, procedendo nell'ordine all'esame degli articoli
  del disegno di legge di  bilancio, che verrà sospeso prima della sua
  votazione finale, per  passare  all'esame degli articoli del disegno
  di legge finanziaria ed alla  sua  votazione  finale.  Approvato  il
  disegno di legge finanziaria,  l'Aula procederà ad approvare la nota
  di variazioni predisposta dal  Governo, dopo  che  sulla stessa avrà
  espresso il parere la Commissione Bilancio. Si procederà quindi alla
  votazione finale della legge di bilancio, come modificata dalla nota
  di variazioni.
       Invito il deputato segretario a  dare  lettura  dell'articolo 1
  del disegno di legge nn. 554-557-562-588/A.

     BASILE  segretario:

                                 "Art. 1.
                      Stato di previsione dell'entrata

          1. L'ammontare delle  entrate che si prevede di accertare,
       riscuotere e versare  nelle  casse  della  Regione per l'anno
       finanziario 2003 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
       ogni  altro  titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
       dell'entrata (tabella A)."

     BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'elezione
  diretta del Presidente della  Regione  ci si aspettava una svolta ed
  invece si continua ad  approvare  il  bilancio  della Regione con un
  ritardo intollerabile per  l'economia  siciliana  e,  cosa ancor più
  grave, il Governo Cuffaro continua  a  far finta di non conoscere la
  disastrosa situazione finanziaria  della Regione.
       Anche il bilancio  di  quest'anno, come quello dell'anno scorso
  non prevede nessuna seria misura  di  risanamento.  Non  solo non si
  tiene conto che il bilancio  stesso presenta uno squilibrio di 2.634
  milioni  di  euro,  ma   si   continua  con  previsioni  di  entrate
  assolutamente irrealizzabili; basti  pensare  ai  maggiori  prelievi
  fiscali o alle  risorse  finanziarie  che  dovrebbero  scaturire dai
  musei o dai trasferimenti di nuove funzioni dallo Stato.
       Vi sono inoltre  entrate  giuridicamente non riscontrabili come
  quelle derivanti,  ad  esempio,  dall'applicazione  dell'articolo 37
  dello Statuto: l'IRPEG, che è  stata già quantificata in 200 milioni
  di euro nonostante lo  Stato  non  l'abbia  ancora  definito.
       Nelle tabelle della  finanziaria nazionale sono contemplati per
  l'intero articolo - quindi non  solo  per  la  Sicilia  - appena 162
  milioni di euro. L'Assessore  per  il bilancio, onorevole Pagano, ne
  ha già previsti  200  con  il solito meccanismo dell'attualizzazione
  senza   tenere  conto   che   la   stessa   operazione   a   seguito
  dell'emendamento  della  Lega  si  dovrà  realizzare  per  tutte  le
  regioni.
       Le  affermazioni  delle  opposizioni  sulla  aleatorietà  delle
  entrate  sono  state  confermate  anche  dalla  nota  del  Ministero
  dell'Economia, notificata  ai  massimi  rappresentanti istituzionali
  della Regione. Se dovesse  risultare  fondata  anche  una sola delle
  osservazioni  formulate con  tale  nota, si  potrebbero  determinare
  modifiche  significative  nelle  modalità  attraverso  le  quali  si
  realizza l'equilibrio di bilancio.
       Il Governo Cuffaro  persiste  sulla  linea di prevedere entrate
  assolutamente improbabili. L'anno  scorso  avevamo  dichiarato che i
  fondi riguardanti il  cosiddetto  decreto  "Goria",  quelli relativi
  alla trasformazione dell'EAS e  quelli per il tributo ambientale non
  sarebbero mai stati riscossi  dalla  Regione.  Ciò  si  è verificato
  puntualmente; la Giunta Cuffaro  non ha, però, modificato la propria
  impostazione, sconvolgendo il  dato  sulla Tesoreria che registra un
  debito complessivo di 4.142 milioni  di  euro,  pari  a  oltre 8.000
  miliardi delle vecchie lire; il  dato  dei mandati non pagati sembra
  di circa 2 miliardi di  euro. La situazione finanziaria alla Regione
  non è stata mai così grave come in questo momento
       Le affermazioni dei  rappresentanti  della  Casa delle Libertà,
  secondo  i  quali  i   problemi   sono  stati  ereditati,  non  sono
  assolutamente vere, non solo perchè la Corte dei conti ha dichiarato
  che nel breve periodo di  Governo del centrosinistra si è realizzata
  una reale e positiva  inversione  di tendenza, ma soprattutto perchè
  il Presidente Cuffaro fa  parte ininterrottamente di tutti i governi
  che si sono succeduti dal 28  luglio  1996.
       Il buco di 2.634 milioni  di  euro  è  destinato  ad allargarsi
  ulteriormente. Le entrate, ad esempio, relative alla definizione del
  contenzioso con lo Stato dovrebbero portare  975  milioni di euro in
  15  anni.  Il  Governo  regionale   attraverso   le   operazioni  di
  attualizzazione ha previsto per il bilancio  2003 entrate pari a 484
  milioni di euro. L'attualizzazione di  crediti  è  una operazione di
  maggiore indebitamento: oggi, infatti, si  iscrive  in  bilancio  in
  entrata una somma a fronte della quale  nei  bilanci futuri si dovrà
  prevedere un'uscita per garantirne il rimborso.
       Tutte le agenzie di  rating  valutano  le  attualizzazioni e le
  cartolarizzazioni  dei  debiti  a  prescindere  dai  maggiori  oneri
  derivanti dalle somme in più da  corrispondere  alle  banche  con le
  quali si definiscono tali operazioni.
       Appare inoltre assurdo che  in  una  regione  come  la  Sicilia
  rimangano nei fondi globali - le uniche risorse per nuovi interventi
  legislativi  -  soltanto 1,6 milioni  di  euro: cioè, nulla.
       Le 15 organizzazioni  imprenditoriali  che  hanno  espresso  un
  giudizio fortemente negativo  sulla  finanziaria hanno capito che in
  Sicilia si spende male, non  si  programma,  non si attua un disegno
  strategico di contenimento  e razionalizzazione della spesa; mancano
  totalmente gli investimenti  di  carattere  produttivo.  Le  imprese
  vengono penalizzate anche dai  ritardi  della  Regione, la quale non
  riesce a corrispondere con  tempestività  i contributi dovuti per le
  assunzioni fatte con i contratti  di  formazione  al  lavoro o sulla
  base di altre leggi regionali che prevedono fiscalità di vantaggio.
       La  mancata percezione  del  rischio  Sicilia  da  parte  della
  maggioranza di  centrodestra  è  estremamente  preoccupante; nessuna
  seria azione di risanamento  è prevista nonostante il forte richiamo
  della Corte dei conti.
       I vecchi mali che  affliggevano  e  che  affliggono il bilancio
  della Regione sono  tornati  a  riacutizzarsi:  basti  pensare  allo
  squilibrio  di  cassa  tra versamenti  e  pagamenti,  ai  debiti  di
  tesoreria e alla conseguente illiquidità di cassa.
       Il  bilancio della Regione, così  com'è  strutturato,  non  può
  creare alcun nuovo reddito;  è ormai, soltanto, uno stipendificio
       L'unico dato positivo del  Governo  Cuffaro  è  quello  che  la
  Regione ha raggiunto il  tetto di spesa proposto dall'Unione Europea
  per Agenda 2000; in realtà, ciò  è stato possibile perchè ci è stato
  consentito  di  quietanzare   e   rendicontare   meno   della   metà
  dell'importo stabilito inizialmente  e  perchè sono state ampiamente
  utilizzati i cosiddetti  progetti  "sponda", che  in  genere vengono
  usati alla fine della  programmazione  e  non certamente nella prima
  annualità.
       L'onorevole Capodicasa nel  suo  intervento ha ricordato che le
  esportazioni  hanno  subìto   una   flessione,   il   settore  delle
  costruzioni ha subìto un crollo,  la produzione agricola è scesa del
  5 per cento, il settore  dell'industria presenta un saldo negativo e
  l'occupazione  viene  data   stazionaria  col  rischio  notevole  di
  regresso per il futuro.
       Dal  lato delle spese, come  al  solito, ci  sono  stanziamenti
  inferiori, rispetto al 2002, per gli  enti  locali,  i trasporti, la
  forestazione, la CRIAS, la gestione dei  parchi  naturali  e le aree
  protette;  non sono sufficienti nemmeno  i  soldi  previsti  per  il
  precariato.
       E',  comunque,   assolutamente  inaccettabile  la  proposta  di
  inserire  norme organiche  di  riforma  in  settori  che  andrebbero
  rilanciati con specifiche iniziative legislative.
       La finanziaria non  può  accogliere proposte non pertinenti con
  quanto  previsto  dalle  leggi   e  dai  regolamenti  per  le  norme
  contabili. Tentare il solito 'assalto alla diligenza' significa, tra
  l'altro, ammettere che la maggioranza non  è  in grado di legiferare
  durante  il  corso  dell'anno  e   si   affida  all'unico  strumento
  legislativo, il bilancio, che non può essere disatteso.
       Le riforme, ad esempio, della  formazione  professionale  e del
  trasporto pubblico locale sono urgentissime,  ma  non possono essere
  inserite  nella  finanziaria:  se  così   fosse,  si  violerebbe  il
  regolamento  dell'ARS  e  verrebbero   approvate  riforme  senza  il
  necessario confronto con le organizzazioni  sociali  e gli operatori
  del settore.
       Siamo in presenza,  purtroppo,  di  un  approccio assolutamente
  superficiale,  approssimativo  rispetto  alle  cose  da  fare ed  ai
  problemi da risolvere.
       Le risorse finanziarie  non  vengono  impiegate  sulla  base di
  specificazioni di programmazione,  ma  in  relazione  ai rapporti di
  forza che si realizzano tra i diversi assessori e tra le varie forze
  politiche del centrodestra.
       In Sicilia, più che altrove, ormai, la politica viene percepita
  soltanto  come  gestione  di  interessi  particolari,  anziché  come
  promotrice del bene comune.
       La classe dirigente del  centrodestra  si  è rivelata del tutto
  inadeguata rispetto alle  sfide  presenti  nella  nostra realtà. Non
  basta ottenere il consenso, occorre dimostrare di saper governare
       Per evitare la bancarotta  è necessario che vengano adottate le
  seguenti  misure  (ci  permettiamo  di  avanzare  alcune  proposte):
  accelerare il processo di dismissione degli enti regionali; adottare
  una moratoria di almeno un  anno  per  nuove  leggi  di spesa tranne
  quelle che sono legate  ad  eventi eccezionali; stipulare un accordo
  con le parti sociali per  bloccare  la spesa nel triennio in settori
  chiave  quali  la formazione professionale  e  il  personale.
       Sulla  formazione professionale ci sarebbe  da  fare  un  lungo
  discorso a fronte dei dipendenti degli enti  di formazione, 6.500, e
  dei 55 mila utenti che aspettano una formazione efficiente.  Abbiamo
  visto che l'Assessore al ramo per la prima  volta,  dopo tanti anni,
  ha ampliato gli enti che hanno  svolto  formazione  professionale in
  base alla legge 24.
       Occorre, poi, riqualificare la spesa sanitaria anche attraverso
  l'introduzione   del   controllo   informatico   delle   ricette   e
  l'applicazione della normativa  sul  licenziamento  dei manager  che
  non rispettano i tetti di  spesa;  ridurre i componenti degli uffici
  di  gabinetto  ed il  numero  dei  consulenti;  abolire  i  comitati
  inutili, e sono tanti.
       Sulla  dismissione   degli  enti  regionali  vorrei  ricordare,
  soltanto,  la  situazione  delle  aziende  di  soggiorno  e  turismo
  tralasciando, in questa  sede,  di  occuparmi  delle  altre  aziende
  regionali (AST, Aziende termali di Sciacca  e Acireale, EAOSS per il
  quale è stato fatto il bando).
       Inspiegabilmente,   per   nessuna  di  queste  il  processo  di
  dismissione  è stato definito. Ma - ripeto - le aziende di soggiorno
  e cura rappresentano, in questo momento, un fattore significativo ed
  emblematico:  la loro soppressione è prevista dall'articolo 24 della
  legge  regionale  10  del 1999; ma, a distanza di quasi quattro anni
  non  sono  state nè soppresse, nè messe in condizione di svolgere il
  proprio  ruolo  di  promozione  turistica  e  i  normali  compiti di
  istituto.
       Per l'anno 2000 il totale  delle  spese  obbligatorie:  utenze,
  affitto  locale,  personale, ammonta a  13.686.000  euro,  quasi  27
  miliardi di vecchie lire.
       La Corte dei Conti ha già da  tempo  segnalato  che  il termine
  entro  il  quale  dovevano  essere  attivate  le  procedure  per  la
  soppressione, 1 agosto 1999,   è ampiamente  scaduto, richiamando al
  riguardo il Governo  regionale  al  fine  di  evitare che le aziende
  autonome di  soggiorno  e turismo continuassero ad operare ancora in
  un clima di incertezza gestionale.
       In questi anni si è creata una  situazione  di  difficoltà e di
  paradossale immobilismo. Tali aziende sono state  tenute  in vita al
  solo  fine di procedere alla nomina di  commissari  esterni  con  le
  solite pratiche di lottizzazione clientelare.
       I  commissari percepiscono al mese 1.700.000 delle vecchie lire
  più  l'indennità  di missione pari a circa 500 mila lire (ovviamente
  l'indennità di missione dipende dalla quantità delle riunioni).
       Le risorse finanziarie previste nel  bilancio  della Regione in
  gran  parte  sono  state   utilizzate   soltanto   per   l'ordinaria
  amministrazione e per il pagamento degli stipendi.
       Con  la  decurtazione prevista nel bilancio  2003  di  circa  6
  miliardi di  vecchie  lire,  non  è  possibile  definire il piano di
  riparto; si  rende  pertanto  necessario  fissare  una  data  per la
  cessazione delle attività.
       Al fine di non disperdere le professionalità maturate in questi
  anni è necessario creare gli  ambiti  turistici  territoriali oppure
  utilizzare  il  personale  in   attività   promossa dall'Assessorato
  regionale del turismo.
       In   questi   giorni,  l'assessore  Cascio  ha  rilasciato  una
  intervista nella  quale  sosteneva  che bisogna attendere la riforma
  quadro del turismo che in Sicilia attendiamo da 20 anni.
       Vorrei   ricordare  all'Assessore che le aziende costituite per
  legge  sono soltanto cinque:  Acireale, Agrigento, Palermo, Siracusa
  e Taormina;  le  altre  quindici:  Caltagirone,  Capo d'Orlando, Aci
  Castello, Cefalù,  Enna,  Erice,  Gela, Giardini Naxos, Isole Eolie,
  Messina,   Milazzo,   Nicolosi,  Palermo,  Monreale,  Patti,  Piazza
  Armerina   e   Sciacca   sono   state   create   con   provvedimenti
  amministrativi.  Non  è necessario quindi approvare un provvedimento
  legislativo,   basterebbe  un  semplice  decreto  dell'assessore per
  il turismo.
       In attesa  che  venga  approvata  una  nuova  legge sul turismo
  appare più  corretto,  pertanto,  adempiere  a quanto previsto dalla
  legge che  sopprime  le aziende, al fine di evitare la dilapidazione
  di risorse per poi non fare nulla.
       Il  permanere  di tale assurda situazione potrebbe determinare,
  tra   l'altro,   comportamenti  illegittimi  da  parte  del  Governo
  regionale che  deve  evitare  di  arrecare  danni  patrimoniali alla
  Regione.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Tumino. Ne ha
  facoltà.

     TUMINO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, voglio anzitutto
  riferirmi a due  fatti  che  considero  decisivi  e  che  non  hanno
  influito sostanzialmente  sulla  vita  di  questa  Regione.
       Il primo fatto  è  l'ingresso  in  Europa.  Ciò  avrebbe dovuto
  determinare  una  modifica  della  organizzazione  della  burocrazia
  regionale, che tra  l'altro  era stata in qualche modo tracciata con
  la legge 10 del 1999.  Non è avvenuto nulla di tutto questo.
       Le migliaia di  miliardi  di  vecchie  lire  che  sono venute a
  piovere sulla  Regione  siciliana,  regione  ad obiettivo "uno", non
  hanno modificato il tasso di crescita della Regione, in quanto tutti
  gli indicatori economici  sono inferiori rispetto a quelli del resto
  d'Italia; segno  che  l'intervento  della  Comunità  europea  non ha
  sortito in Sicilia alcun effetto.
       L'altro   elemento   di   straordinaria   importanza   riguarda
  l'elezione diretta del Presidente della Regione.
       Si pensava che questo fatto avrebbe determinato una capacità di
  programmazione svincolata  da  logiche  di  maggioranza e minoranza,
  svincolata dalla palude  tipica di un parlamento che giocava al tiro
  al bersaglio sul  Governo.  Invece  niente  di  nuovo: il Governo si
  muove in una  palude;  così  come  i  governi  precedenti  manca  di
  lungimiranza, manca  di  un  respiro  programmatorio  capace di fare
  uscire la Sicilia dalle secche in cui si trova.
       E allora, dinanzi  a  tutto  ciò, abbiamo una legge finanziaria
  che non esprime niente  di nuovo:  non riesce a dare alcuna speranza
  al popolo  siciliano.  Una  legge  finanziaria che mantiene lo statu
  quo, che cerca di trovare un equilibrio, come sempre, compromissorio
  tra  spinte  clientelari,  tra  spinte  personalistiche;  una  legge
  finanziaria senza  respiro.  E  ciò  è  testimoniato  dal fatto che,
  ancora  una   volta,   nonostante  quest'enorme  buco  di  bilancio,
  nonostante il  settore  artigianale  da  solo  vanti  un credito nei
  confronti della Regione di circa 6 mila miliardi;  nonostante si sia
  consapevoli di tutto ciò non si riesce a portare avanti una politica
  di programmazione che  nell'arco di un certo numero di anni riesca a
  trovare le risorse necessarie per superare tale condizione.
       La  situazione  della  Sicilia  per  certi aspetti è drammatica
  anche dal punto  di  vista  della  mancanza  di consapevolezza della
  classe dirigente  regionale,  di questo nostro Governo. Quando penso
  alla confusione che si ingenera tra concetto di lavoro e concetto di
  assistenza,   per    cui   si   chiamano   lavoratori   coloro   che
  sostanzialmente  sono   invece  figure  assistite,  si  confonde  il
  concetto di occupazione con il concetto di sviluppo, mentre è chiaro
  che lo sviluppo  è  qualcosa  che  potrebbe  anche  andare ben oltre
  l'occupazione.
       Si può  avere  invece  occupazione  senza  sviluppo.  In questa
  finanziaria  mancano   dunque  elementi  di  chiarificazione.  Manca
  altresì qualunque accenno  alla  volontà  di eliminare e di chiudere
  tutti gli Enti inutili presenti in gran numero nella nostra Regione,
  di contenere le  spese  per  un'infinità di consulenti, il più delle
  volte assolutamente inutili.
       Un caro amico  assessore  mi  confidava  che  dei  suoi  trenta
  consulenti non ha  che  farsene  e  che  tuttavia  non può assumerne
  altri perché  sarebbe  offensivo  e, probabilmente, non  gli sarebbe
  neanche consentito.
       Dinanzi a  tale  gravissima  situazione, mi  sono  permesso  di
  proporre un emendamento  che ha del provocatorio, ma, per me, invece
  non è  provocatorio, bensì profondamente sentito.
       Il  mio   emendamento  propone  l'abbattimento  del  50%  dello
  stipendio dei  deputati  e  di  tutte  le  indennità  percepite  dai
  consiglieri  provinciali,  comunali,  circoscrizionali,  insomma, da
  tutti i consulenti a qualunque titolo nominati.
       Voglio perdere le  elezioni,  caro collega, sono qui non perché
  abbia voglia di fare  il deputato, ma perché  qualcuno mi ha mandato
  qui per rappresentarlo   La  mia  potrà apparire agli occhi di molti
  come una  provocazione,  vuole  essere  invece  l'opportunità per un
  confronto al fine di trovare la via virtuosa che possa dare speranza
  ai  siciliani.
       Ricordo che,  durante  la  discussione  della finanziaria 2002,
  chiesi al Presidente  Lo  Porto  che  si programmassero una serie di
  incontri  per  ragionare  sulla  politica  di  spesa  nella  Regione
  siciliana, ed in quella occasione vi fu l'impegno formale del nostro
  Presidente a che questi dibattiti avessero luogo.
       A distanza di un anno non si è fatto niente;  anche questo è un
  segno di povertà.
       Onorevoli  colleghi,  il  nostro  Parlamento  è  povero,  siamo
  poveri, siamo sostanzialmente  inutili, siamo un peso e di ciò prima
  o  poi   qualcuno  ci  chiederà  anche  conto  sul  piano  politico.
  Pertanto, visto che ci siamo e siamo consapevoli - almeno credo - di
  essere un  peso,  di essere pochissima cosa, affrontiamo quanto meno
  con  l'orgoglio   di  chi  sa  di  essere  espressione  del  popolo,
  affrontiamo questa  rilettura del nostro ruolo istituzionale, questa
  rilettura di una presenza parlamentare nell'ambito di una dimensione
  autonoma della Sicilia che noi vorremmo tutelare e proclamare ancora
  più fortemente  e  che,  tuttavia,  oggi  per comune consapevolezza,
  rappresenta un motivo  di  stasi, di freno dello sviluppo dei nostri
  territori.
       Chiedo quindi a  voi,  colleghi deputati, un gesto di orgoglio.
  Chiedo di andare oltre le appartenenze, di cercare una via virtuosa,
  anche in modo trasversale  se necessario, al fine di dare un senso e
  un valore ai principi.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Liotta. Ne ha
  facoltà.

     LIOTTA   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Assessore,  non  insisterò  sul  tema  delle  entrate  false  che  é
  diventato consueto  in quest'Aula ogni qualvolta viene affrontato un
  disegno di legge di  variazioni  di bilancio o di finanziaria. E' un
  tema che, ormai,  é  stato ripercorso molte volte dalla relazione di
  minoranza   dell'onorevole   Capodicasa,  ma  anche  dall'intervento
  dell'onorevole Barbagallo i quali hanno ampiamente sviscerato questo
  tema.
       Questa volta  però  è  stato  ripreso dall'assessore Barbagallo
  con  un   inusitata  stravaganza,  con  una  capacità  fantasiosa  e
  spiegando con  una notevole potenza che vi sono poste in entrata che
  non hanno rapporto con la realtà.
       Non insisterò su questo  tema  che  l'Assessore  conosce  bene,
  anche perché in Commissione  Bilancio  l'abbiamo sciorinato in tanti
  modi.  Piuttosto mi interessa intervenire su un'altra questione.
       Il relatore di maggioranza ha avuto  modo  di  dire  nella  sua
  relazione che la Commissione Bilancio, cito testualmente, ha operato
  una scelta di  fondo:  quella di consegnare all'Aula la manovra così
  come sostanzialmente  l'ha  congegnata  e  voluta  il Governo.  Sono
  parole facilmente riscontrabili nella relazione di maggioranza.
       Ciò é  stato rappresentato dal relatore di maggioranza come una
  circostanza, come una scelta di fondo positiva che ha voluto operare
  la Commissione Bilancio.
       Ritengo sia esattamente  il  contrario e che ciò rappresenti il
  segno di  una  difficoltà  interna  alla  maggioranza,  interna alla
  Commissione Bilancio ed anche interna al Governo.
       Mai  come in questa occasione  si  é  realizzata  una  frattura
  divaricante fra il Governo rappresentato dalle commissioni di merito
  e il Governo rappresentato nella  Commissione  Bilancio; mai come in
  questa  occasione si é palesata  una  frattura  divaricante  fra  le
  maggioranze  rappresentate  nelle  commissioni   di   merito   e  la
  maggioranza  rappresentata  in  Commissione  Bilancio.  Infatti, nel
  momento in  cui  quest'ultima  consegna all'Aula il disegno di legge
  così come voluto, almeno nell'articolato che era giunto nella stessa
  Commissione   (vedremo   che,  in   realtà,  sono   stati   aggiunti
  all'articolato ben  trenta  nuovi  articoli),  nel momento in cui il
  relatore di maggioranza  ci dice che é  stata consegnata all'Aula la
  manovra  così  come  l'ha  voluta  il  Governo,  non  fa  altro  che
  denunciare l'incapacità della maggioranza di confrontarsi nel merito
  in seno  alla  Commissione  Bilancio circa gli emendamenti che erano
  stati ivi  presentati,  senza  alcuna possibilità di confronto; e lo
  stesso dicasi  per  gli  emendamenti  che  le  commissioni di merito
  avevano presentato in Commissione Bilancio.
       Non é  stato  preso  in considerazione alcuno degli emendamenti
  presentati nelle commissioni  di  merito:  questo  è il segno di una
  incapacità, piuttosto che  il  segno di una scelta di fondo positiva
  operata dalla Commissione Bilancio.
       Nel corso della  fase  preparatoria  degli strumenti finanziari
  abbiamo assistito, sia  nella  fase istruttoria nelle commissioni di
  merito  che in Commissione  Bilancio,  ad  un  balletto  interno  al
  Governo che oserei definire indecoroso.
       Alcuni assessori  nelle  commissioni di merito hanno presentato
  emendamenti soppressivi di intere norme che, invece, successivamente
  in Commissione Bilancio, la  stessa  maggioranza, a volte gli stessi
  deputati che facevano parte  delle commissioni di merito (dove erano
  stati votati quegli  emendamenti  soppressivi), hanno cambiato veste
  non facendo più parte delle  Commissioni  di  merito  ma,  vestiti i
  panni della Commissione  Bilancio, hanno bocciato quegli emendamenti
  soppressivi mantenendo il testo così come pervenuto alla Commissione
  Bilancio.
       Un  balletto  indecoroso che oltre ad evidenziare le difficoltà
  interne  a  questa maggioranza, rischia di snaturare profondamente i
  rapporti  tra  Parlamento e Governo ed i ruoli che le Commissioni di
  merito svolgono.
       Leggiamo  ancora  nella   relazione  di  maggioranza  che:  "Si
  avverte - ed anche qui  intravedo  il  segno  di  una  difficoltà  -
  l'esigenza di riorganizzare la  decisione di bilancio in maniera più
  razionale all'interno di una  cornice  temporale  e di contenuti più
  propria".
       L'intenzione è encomiabile, soprattutto i contenuti; la cornice
  di contenuti più propria è  definita  dalla  legge  10  del 1999 che
  all'articolo 3 precisa puntualmente quali debbano essere i contenuti
  di una legge finanziaria.  Mai  legge di questa Assemblea, una legge
  addirittura  fatta  per   gestire  lo  stesso  processo  legislativo
  all'interno dell'Assemblea è  stata calpestata con tanta evidenza  E
  mai come in questa  occasione  tale  legge  esclude  che all'interno
  della Finanziaria siano contenute norme di nuova spesa
       Qualche giorno  addietro,  l'assessore  Pagano  ha  sfidato  il
  relatore di  minoranza  ad  indicare  gli  articoli  all'interno del
  disegno di legge finanziaria che contengono nuova spesa. Mi correggo
  assessore, ha sfidato  il  relatore  di  minoranza  a dimostrare che
  quegli  articoli  portassero  la  paternità  dell'assessore  Pagano.
       Bene, io sostengo  che  se giunge in Aula un testo, l'assessore
  Pagano questo  stesso  testo lo avrebbe potuto ampiamente modificare
  in Commissione  Bilancio.  Quindi,  l'assessore  Pagano ha il dovere
  politico e morale di assumerne  in  pieno  la  paternità.
       Se c'è un testo in  quest'Aula  che  contiene nuova spesa, quel
  testo  le  appartiene  per  intero   e   la  sfida  che  ha  rivolto
  all'onorevole Capodicasa è una sfida che le si rivolge contro perché
  lei sa benissimo che quelle  norme  di  nuova  spesa  sono contenute
  dentro la Finanziaria che stiamo per esaminare.
       Ci dica qui,  assessore  Pagano,  visto  che non ce l'ha voluto
  dire in Commissione  Bilancio, ci dica qual è il costo dell'articolo
  73.  Glielo abbiamo chiesto  in  Commissione Bilancio e non ce lo ha
  voluto dire  I  suoi  colleghi  di  Governo, il Vicepresidente della
  Regione,  hanno    dichiarato    pubblicamente  sui   giornali   che
  quell'articolo è  senza copertura finanziaria. Le abbiamo chiesto in
  Commissione  Bilancio   di   dare  copertura  a  quell'articolo,  di
  indicarci il costo per capire  se  ci  fosse  la  copertura - perché
  quest'ultima è obbligo  dell'intera  Commissione  Bilancio  -  e  la
  risposta dell'assessore in quella sede  -  mi  smentisca  se può - è
  stata "vi riferirò in Aula".
       Oggi, giungiamo in Aula con  un  testo  di  cui  non conosciamo
  ancora il costo ma che  comporta  spesa  in quanto l'Assessore non è
  stato in grado o non ha voluto in quella sede esplicitarne il costo.

                  PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

       E' questo  un  atteggiamento  gravissimo  perchè  fa sorgere il
  sospetto che questo  Parlamento sia di fatto esautorato nel processo
  legislativo e che  le decisioni che riguardano le norme approvate in
  quest' Aula appartengono, in questa sede, a pochi parlamentari ed in
  modo trasversale.
       Se è così,  onorevole  Assessore, lei ed io stiamo giocando due
  ruoli falsi qui; se è  così  non si comprende quale sia il ruolo del
  Parlamento, quale quello  del  Governo  e  non  se  ne  comprende la
  ragione.   Lei   sa   benissimo  che  quelle  norme  sono  contenute
  all'interno  della   Finanziaria,  e  lo  sono  per  raggiungere  un
  equilibrio che è squisitamente politico.
       Una  legge  finanziaria che contravviene a qualsiasi elementare
  regola di costruzione  di  uno  strumento  di bilancio:  qui vengono
  calpestate le regole  nello stesso momento in cui vengono enunciate.
  Spesso la enunciazione stessa della regola ne costituisce calpestìo.
       E' stato detto  in  tutte  le  lingue  possibili  che in questa
  finanziaria non  ci  saranno  norme  che  riguardano  il  personale.
  Onorevole assessore, in  questa finanziaria sono contenute norme che
  riguardano il personale
       Onorevoli   colleghi,  i   vostri   emendamenti,  se  ne  avete
  presentati, riguardano norme  sul  personale che verranno dichiarati
  inammissibili dal  Presidente  dell'Assemblea.  Questo  tema, quello
  contenuto nell'articolo 73  riguarda  il  personale,  riguarda nuova
  spesa; eppure è contenuto in questa finanziaria.
       Qual è il mistero che si cela dietro queste vicende? Quali sono
  i legami che dentro questo Parlamento si stabiliscono e che superano
  i rapporti tra maggioranza e minoranza?
       Queste sono le risposte che ci dovrebbe dare, assessore Pagano,
  piuttosto che esercitarsi  sugli  strumenti finanziari in un puerile
  gioco di monopoli
       Lei - ripeto  -  dà  l'impressione di considerare gli strumenti
  finanziari come un gioco di monopoli sul quale esercitare l'attività
  ingegneristico-finanziaria: si  sposta  una posta dal conto corrente
  sul conto capitale  perchè  in  questo  modo si ottiene un risultato
  finanziario particolare che  riguarda  il  mutuo a pareggio e quanto
  altro
       Mi sto riferendo a fatti concreti e non ad ipotesi astratte.
       Mi  sto  riferendo  allo  spostamento  di  300  miliardi  della
  formazione  professionale   sul   conto  capitale.  Questi  che  lei
  considera  giochi   di   ingegneria  finanziaria  producono  effetti
  devastanti  su   uomini,   donne,   personale  e  sull'agenda  della
  formazione professionale.
       Ieri, in piazza,  migliaia  di  persone  hanno imposto a questo
  Governo di ritornare  sui  suoi  passi; di rifare indietro il lavoro
  ingegneristico che era  stato fatto qualche tempo prima.
       E adesso, a poco vale sapere in quest'Aula, per quanto riguarda
  il ruolo che  rivesto  da  deputato  dell'opposizione,  ma  ieri  ho
  sentito  i  lavoratori   e   a   poco   valeva   comprendere  se  la
  responsabilità  era   da   attribuire   per   intero   all'assessore
  Stancanelli, in quanto assessore al  lavoro, il quale - impegnato in
  una probabile candidatura  alle elezioni provinciali - aveva firmato
  un accordo in cui si  impegnava  nel  più  breve  tempo  possibile a
  saldare gli stipendi, i tre  stipendi  arretrati del 2002, ovvero se
  invece la responsabilità appartenga a lei, assessore, ai suoi giochi
  ingegneristici, alla difficoltà di  utilizzare i soldi che erano già
  in dodicesimi, soldi che  erano  già  nel  capitolo della formazione
  professionale.
       Una finanziaria che, come al  solito,  è una legge omnibus, che
  come al solito resterà una  legge  omnibus.  Perchè  i tentativi che
  anche in queste ore sono stati fatti dal presidente dell'Assemblea e
  dai Capigruppo della  maggioranza  e dell'opposizione non riescono a
  spostare neanche di  un  millimetro  quell'equilibrio trasversale di
  cui parlavo prima.
       Si  è tentato di fare un maquillage, di spostare alcune materie
  a collegati che dovrebbero in una finestra d'Aula essere approvati a
  ridosso della  finanziaria.
       Il Governo propone  alcune  di  queste  materie; propone che il
  tema degli  appalti  e  quello  dell'Assessorato alla famiglia venga
  spostato a ridosso della finanziaria su disegni di legge organici di
  settore.
       Non si comprende  perchè, nel  momento  in  cui  le opposizioni
  evidenziano che non  sono  solo  questi  i due temi interni al testo
  depositato in  quest'Aula ad essere totalmente estranei alla materia
  finanziaria,  ma   vi   sono   tante   altre  norme  che  riguardano
  l'urbanistica e  i  condoni  edilizi,  i  sottotetti  ed improbabili
  agenzie per il  Mediterraneo,  che riguardano i baracconi che questo
  Governo vuole mettere  in  piedi  con  la  possibilità  di  nominare
  pletore di consulenti  il cui compenso è stabilito arbitrariamente -
  così  si   legge   nell'articolo   che  riguarda  l'Agenzia  per  il
  Mediterraneo - e nel momento  in  cui  diciamo  che  apprezziamo che
  questo Governo voglia  espungere  dalla  finanziaria  alcune materie
  ritenute spurie rispetto al  contenuto del bilancio, ci viene invece
  risposto: non se ne fa nulla  perché  ci  sono delle cose che non si
  possono toccare
       E, badate bene, le  motivazioni non sono di carattere politico,
  in quanto non ci sono  argomenti  che  non si possono toccare perché
  sono emergenze che  interessano quest'Isola, ma perché  romperebbero
  quell'equilibrio trasversale che si è determinato in quest'Aula.
       Oggi si è aperta  una  fase di nuovo consociativismo in seno al
  Parlamento siciliano.  Questa è la realtà delle cose
       Allora, tra sottotetti,  condoni  edilizi, centinaia di persone
  assunte arbitrariamente e in  maniera  clientelare  nei  consorzi di
  bonifica, di quale maquillage  volete fare pratica rispetto a questi
  strumenti finanziari?
       Noi faremo un lavoro  emendativo.  Abbiamo  presentato i nostri
  emendamenti e tuttavia sappiamo  che  sarà  difficile intervenire su
  questa finanziaria, perché non  crediamo  che  la  espunzione di una
  parte di articolato possa realizzarsi.  Su questo siamo pessimisti e
  lo  vedremo  domani  allorquando  il  Presidente  dell'Assemblea  ci
  comunicherà quali parti  della finanziaria, oltre a questi due temi,
  dovrebbero, in teoria, non farne parte.
       Tuttavia, domani  o  lunedì  non  cambia  assolutamente  nulla,
  vedremo quale sarà  il lavoro di ripulitura che sapranno fare questo
  Governo  e   questa   maggioranza.  Temiamo  invece  che  quest'Aula
  assisterà al solito  'teatrino';  si  farà  un lavoro di ripulitura,
  così come è stato  fatto  per  le  variazioni di bilancio, e la sera
  prima dell'approvazione  definitiva  della  Finanziaria  si  faranno
  tutti gli accordi  possibili.  Per  cui,  tutto  quello che è uscito
  dalla porta rientrerà dalla finestra

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  avrei voluto
  non  intervenire  visto il  carattere  rituale  del  dibattito  che,
  invece  a nostro  avviso,  dovrebbe  essere  la  madre  di  tutti  i
  dibattiti considerato il valore della Finanziaria.
       Tuttavia,  mi permetto di fare alcune osservazioni e vorrei che
  il Governo e  i colleghi parlamentari presenti in Aula cercassero di
  tentare un'analisi  per  individuare  alcune  risposte rispetto alla
  drammatica crisi che sta attraversando l'economia regionale.
       Onorevole Assessore, penso  - e l'ho già detto anche in diverse
  occasioni  pubbliche  -   che   da   parte   del   Governo   ci  sia
  un'insufficiente lettura  della  crisi  dell'economia  regionale. Il
  Governo, invece, credo non  abbia  compreso appieno la portata della
  crisi  considerando  il   fatto   che   ha  attuato  alcune  manovre
  ragionieristiche nel tentativo  di  aggiustare  i conti del bilancio
  della Regione senza affrontare  i  veri nodi strutturali della crisi
  dell'economia regionale. E ciò  ritengo non si possa utilizzare come
  alibi.
       Dopo l'undici settembre  abbiamo avuto una drastica involuzione
  del processo di  espansione economica mondiale;  quel processo, come
  dicono tutti gli  indicatori,  non  ha avuto influenza nell'economia
  regionale.  Quei fatti,  lo  ribadisco, non hanno determinato alcuna
  influenza nell'economia regionale.
       E' necessario, allora, interrogarci  su  alcuni  dati e farebbe
  bene il Governo a fare  altrettanto,  così  come abbiamo fatto anche
  noi nel corso della relazione di minoranza.
       Assistiamo  ad una riduzione nell'ultimo trimestre del 2002 del
  prodotto  interno regionale che  ha  raggiunto  lo  0,4  per  cento.
  Abbiamo complessivamente un tasso di  crescita  che  è  il più basso
  degli ultimi cinquant'anni.  Assistiamo  per la prima volta al fatto
  che esso si allinea come tasso di crescita dal 1996 al 2001 al tasso
  di crescita nazionale, che per il trimestre considerato, è dello 0,4
  per cento.
       C'è una domanda  alla  quale il Governo non intende rispondere,
  vale a dire:  dal 1996  al 2001 in Sicilia abbiamo avuto un tasso di
  crescita che mediamente è stato  il  doppio,  a volte il triplo, del
  tasso di crescita medio  nazionale. Quindi, era stata messa in campo
  una politica che tendeva a  coprire, a colmare un gap strutturale di
  natura storica tra  le  economie meridionali, l'economia siciliana e
  l'economia del resto del Paese.
       Vuole  il Governo rispondere alla  domanda,  che  deriva  dagli
  indicatori economici: per quale ragione , tra  il  2001  e  il 2002,
  abbiamo una drastica riduzione del PIL?
       A questo non si risponde. Infatti, da  ciò  nasce  il  tipo  di
  risposta  che  dobbiamo dare attraverso la messa  in  campo  di  una
  manovra finanziaria e della legge finanziaria.
       Noi  concordiamo,   onorevole   Assessore,  con  una  riduzione
  drastica dei consumi, ma non ve ne è traccia nel ragionamento che il
  Governo fa rispetto ad alcuni processi involutivi.
       Cosa pensiamo  noi  della  nostra Regione, del suo sviluppo nei
  prossimi   anni,  se   assistiamo   passivamente   a   due  fenomeni
  contemporanei?
       Il primo:  il declino industriale  delle  grandi  imprese.  Non
  esiste paese moderno e non esiste paese che voglia 'traguardarsi' al
  2010 con i paesi  euromediterranei  che  non  contenga,  oltre  all'
  ossatura di piccole e medie  imprese,  anche  la grande impresa, che
  favorisce i processi di innovazione  e  di  ricerca.
       La crisi della Fiat, la crisi dei poli industriali
       Che tipo di lettura dà il Governo  rispetto alla crisi dei poli
  e alla crisi della Fiat e quali politiche  si  mettono  in campo per
  cercare  di frenare questo processo ed  incentivare  i  processi  di
  sviluppo che possono preservare la presenza  della grande impresa in
  Sicilia?
       E  ancora:   la  crisi del  settore  manifatturiero;  vi  siete
  chiesti la ragione per la  quale  nel  2002  abbiamo  registrato una
  drastica riduzione della  produzione  manifatturiera  pari al 25 per
  cento dopo i tentativi virtuosi ?
       Onorevole  Governo,  pari  al  25  per  cento
       Abbiamo anche una riduzione della  produzione  agricola  e  una
  riduzione  della  produzione cerealicola pari al  10  per  cento.  E
  financo il settore vitivinicolo, che  è  un  settore  straordinario,
  dove abbiamo conquistato nicchie consistenti  di mercato grazie alle
  politiche di sostegno  dei  governi  precedenti  del centrosinistra,
  subisce una paurosa battuta di  arresto  nel 2002;  e gli indicatori
  dicono:  purtroppo anche nel 2003.
       Accanto a  questo  si accompagna una crisi che riguarda settori
  consistenti, che  sono,  fra l'altro, frutto di un blocco sociale di
  vostro riferimento. Mi  riferisco,  in  particolare,  alla crisi dei
  settori artigianale e commerciale.
       Pertanto, onorevole Governo, vi siete chiesta la ragione per la
  quale  nella  finanziaria  abbiamo   una  riduzione  drastica  degli
  investimenti  in  Sicilia?   Quali siano   le   cause  di  carattere
  strutturale,  ma  anche quali siano le  cause  che  impediscono  una
  maggiore convenienza agli investimenti  nella  nostra  Regione?  Che
  tipo di atteggiamento avete assunto rispetto al fatto che il Governo
  nazionale ha determinato una  incertezza  normativa  che,  calcolata
  dagli indicatori economici, ha fatto venire meno  tutta una serie di
  piani  di imprese e di affari propri  delle  imprese  siciliane  per
  cercare di creare sviluppo ed occupazione dopo il blocco del credito
  di imposta e del bonus per l'occupazione?
       Vi siete chiesti quanti sono i  commercianti  che avevano fatto
  ricorso al bonus per l'occupazione  per tirare fuori da uno stato di
  lavoro  nero una parte dei  dipendenti  e  per  garantire  loro  una
  tranquillità assicurativa, cioè un diritto?
       Ventimila  dipendenti  che  vengono meno con  il  fatto  che  è
  mancata l'impostazione dei precedenti  governi:  il bonus d'imposta.
  Avete capito in che modo ha inciso il  venir  meno  soltanto  di uno
  degli strumenti - poi citerò gli altri  -  del  credito  di  imposta
  nell'economia regionale?  Quale influenza ha  avuto nel blocco degli
  investimenti, visto che il credito di imposta  è stato utilizzato in
  larga misura da imprese siciliane che  avevano attivato una politica
  di  espansione, che aveva prodotto quel  processo  virtuoso  di  cui
  parlavo  prima?
       Sono tutte domande che  rimangono  inevase  nella  finanziaria,
  così  come rimane non spiegato il fatto  che  si  è  determinato  un
  blocco dei contratti d'area,  dei patti territoriali, del credito di
  imposta, come dicevo  prima.  Tutto  questo cosa comporta, onorevole
  Assessore?
       Non  c'è  una  strategia  del  Governo,  non  c'è  neanche  una
  strategia che guarda ai settori di  riferimento  del  vostro  blocco
  sociale. Manca una strategia, una capacità  di  intuire, di  entrare
  nei processi, di guidarli per favorire  una  politica di espansione,
  quantomeno  per  favorire un complesso di  interventi,  che  -  come
  diceva  Keynes-  in  una  fase   di   crisi  dell'economia  possono,
  attraverso  un intervento pubblico  consistente,  favorire  processi
  incrementando la domanda, allargare i consumi, dando in qualche modo
  un colpo al processo di ripresa  produttiva.
       Tutte queste domande capisco che  non  possono  interessare  il
  Governo, il quale non si è interrogato  sui motivi della crisi reale
  della  Sicilia.   Ed  è  qui  la  vera   questione   che  sta  nella
  finanziaria, non è solo nei numeri di  cui  dirò, sta nella mancanza
  di una strategia del Governo regionale rispetto  alla domanda e alla
  natura della crisi che abbiamo  nella  nostra  Regione.  Non c'è una
  politica in alcun settore:  né  nel settore dell'artigianato, né  in
  quelli  del commercio, della  grande,  media  e  piccola  impresa  e
  dell'agricoltura,  che  sono  i  settori  cardine,  mentre  c'è  una
  politica per quanto riguarda  la sistemazione, a carico del bilancio
  della Regione, di centinaia e centinaia di persone.
       Avremmo  voluto,  onorevole  Assessore,  confrontarci su questi
  argomenti. Lo sto  facendo  io,  lo ha fatto prima di me l'onorevole
  Capodicasa nella relazione di  minoranza;  dobbiamo  individuare gli
  interventi strategici per cercare di spostare  l'asse e la direzione
  di  crescita  della  nostra  Regione.
       Ci  troviamo  di fronte ad un Governo che non ha alcuna idea, e
  l'unica  cosa  che  fa è litigare al suo interno, i cui assessori si
  presentano  nelle rispettive commissioni per cercare di incrementare
  il più possibile la spesa corrente senza che questo sia accompagnato
  da una visione organica e da un progetto strategico.
       Noi, onorevole  Assessore,  contestiamo  alla  radice la natura
  della finanziaria.  Questa  finanziaria  non  contiene  né rigore né
  sviluppo, questa  finanziaria  accompagna  i  processi  di crisi, al
  degrado. Non c'è alcun tentativo di invertire la tendenza.
       Ci  si  potrebbe  chiedere  cosa avremmo voluto realizzare.
       Noi siamo in condizione, anche attraverso i nostri emendamenti,
  di  modificare l'asse principale e l'orientamento della finanziaria.
  Una  finanziaria che incrementa le spese correnti, che le incrementa
  a  dismisura.  La previsione che abbiamo fatto sull'incremento delle
  spese  correnti  di  questa  finanziaria  è  di  alcune centinaia di
  miliardi  di  vecchie  lire, altro che rigore   Una finanziaria che,
  come  tutti  hanno detto, è caratterizzata da entrate certe che sono
  le  entrate  normali  che  derivano dall'Irpeg e dall'Irpef e poi da
  entrate  incerte  e  fantasiose.  Le  entrate incerte sono legate al
  fatto  che avete bloccato il processo, come diceva prima l'onorevole
  Barbagallo,  di  dismissione  avviato  con  la  legge n.  5/1999 dal
  governo  Capodicasa;  è  stato  di  fatto  bloccato nel senso che il
  processo  di  dismissione  ha  subito  un  rallentamento, le entrate
  incerte  sono  legate  al cosiddetto completamento delle pratiche di
  sanatoria.
       La mia è stata l'unica voce nel deserto  a    dire  che voi non
  prenderete neanche una lira da quella previsione  in  quanto il modo
  in cui avete affrontato  l'argomento è assolutamente sbagliato.  Non
  ci  sono  nei comuni, così come voi  ritenete,  delle  pratiche  non
  complete.  Nei comuni le pratiche sono  state  completate,  c'è  una
  difficoltà  per  la quale chi ha il  diritto  alla  concessione  non
  ritira  di  fatto  la  concessione  edilizia: perché  non avendo più
  mercato  quel manufatto e dovendo pagare gli oneri di urbanizzazione
  e  i  costi  di  costruzione,  preferisce non ritirarla.  Perché  il
  manufatto   non   ha  più  mercato?  Perché  vi  è  una  contrazione
  dell'economia  regionale,  perché  c'è  una  riduzione  dei consumi,
  perché c'è una crisi.

     TURANO  Saniamole tutte

     SPEZIALE   Non  c'entra  nulla, tu le  vuoi;  io  esattamente  il
  contrario.
       Quindi, ci troviamo  di  fronte  ad  una  serie  di  norme  che
  prevedono entrate assolutamente incerte, per non dire fantasiose.
       Desidero stasera citare  una delle operazioni di propaganda dei
  governi,  in  qualche   modo   accompagnate  dalla  stampa,  che  ha
  riguardato il famoso  emendamento di Saverio Romano all'articolo 37,
  riportato dall'articolo 3 della legge finanziaria.
       Quando  l'emendamento  venne  presentato,  uno  dei  quotidiani
  maggiori  della  Sicilia  riportò  a  pieno titolo che finalmente le
  imprese  avrebbero  pagato  in  Sicilia  500 milioni di euro, quelle
  imprese che hanno sede legale fuori dalla Sicilia e che producono in
  Sicilia.  Noi  che  eravamo  gli  unici  a dire che ciò che si stava
  dicendo  era  una sciocchezza -perchè trattavasi di una sciocchezza,
  anche se non avevamo avuto in quel momento notizia che fosse appunto
  una sciocchezza  -.  Il  risultato  è  che  lo  stesso  Tremonti  ha
  riconosciuto che  si  trattava  di  una  sciocchezza e che lo stesso
  Governo nel  bilancio non ha introdotto la previsione di 200 milioni
  di   euro,   che  introduce  furbescamente  in  finanziaria  sapendo
  perfettamente che  a  noi  di  quei 200 milioni di euro non toccherà
  nulla.
       Ci troviamo, quindi, di fronte ad una finanziaria che ha queste
  caratteristiche e che presuppone, sulla base di un rapporto di fede,
  una riduzione  delle  spese:  il  Governo prevede meno 35 milioni di
  euro sui  trasporti,  meno  33  milioni  di  euro sugli LSU, meno 19
  milioni di  euro  sui  forestali  e  così via di seguito. Ma non c'è
  nessuna  norma  in finanziaria riguardante questi settori che riduce
  la spesa.  Si  dice  che faremo le norme di settore successivamente;
  ma  quando  si  faranno,  onorevole  Governo?  Quando  finalmente si
  interverrà sui nodi strutturali che appesantiscono il bilancio della
  Regione e  che  hanno  fatto  sì  che  questo bilancio diventasse un
  bilancio in  larga  parte  fatto  di  spese  correnti (ben il 95 per
  cento), riducendo la possibilità di utilizzare le risorse a sostegno
  dell'economia,  dello sviluppo, delle imprese piccole e medie, degli
  artigiani,  dei  commercianti  che  sono  l'ossatura economica della
  nostra Regione?  Quando  ciò  avverrà  si  potrà fare un processo di
  rivisitazione del bilancio della Regione che punti a questi settori.
  Voi non l'avete fatto; lo faremo noi
       E non parliamo poi  della situazione che riguarda la sanità. Lì
  siamo in una voragine   Nel  corso  del  2002  avete incrementato le
  spese correnti  del settore di oltre 400 miliardi di lire, altro che
  riduzione  E la stessa previsione che avete fatto in finanziaria sui
  ticket  si è dimostrata assolutamente fallimentare, avendo inciso in
  modo molto relativo per quanto riguarda la spesa sanitaria.
       Ci troviamo contemporaneamente  di  fronte a due condizioni: la
  prima, un Governo incapace  di  leggere  la  crisi della Regione; la
  seconda,  un  Governo che, preso dalle contraddizioni interne, tenta
  di colmare le proprie contraddizioni utilizzando la leva della spesa
  pubblica   e   della  spesa  corrente,  incrementando  quest'ultima.
  Esattamente quello che è successo in Argentina, onorevole assessore,
  che ha comportato il disastro di quella economia.
       Noi ci ribelliamo a questa logica perchè qui siamo di fronte ad
  un  Governo,  lo  abbiamo   più   volte   detto,   che  non  volendo
  affrontare i nodi strutturali  della  crisi  rischia  di  portare al
  disastro l'economia regionale. Per queste ragioni   presenteremo una
  serie  di emendamenti: in particolare, emendamenti che riguardano la
  possibilità  di  incentivare  gli strumenti di sostegno alle imprese
  utilizzando   l'IRCAC   per   estenderlo  anche  ad  altre  forme  e
  incrementando  i  fondi  dell'IRCAC  per incrementare la politica di
  sostegno   nei   confronti  delle  imprese;  utilizzando  la  CRIAS,
  incrementando  i  contributi  nei  confronti  degli  artigiani e dei
  commercianti.  Pertanto,  ci  apprestiamo a fare una battaglia sulla
  finanziaria  che  tiene  molto  in  considerazione il punto di vista
  espresso da quattordici categorie - che non sono certamente accusate
  di  essere quattordici categorie della sinistra ( dall'API siciliana
  alla Confindustria regionale, al CNA e a tutte le categorie che sono
  in  qualche  modo riconducibili e ricollegate ai settori produttivi)
  -, affinchè il taglio della finanziaria guardi in modo particolare a
  questi  settori, affinchè si possa invertire, attraverso il sostegno
  pubblico,  il  processo di degrado dell'economia regionale, affinchè
  si   possano  determinare  condizioni  di  ripresa  economica  e  di
  sviluppo.
       La sfida tra  noi  che  abbiamo  questa  visione  dell'economia
  regionale  del  centrosinistra  e  del centrodestra è tutta qui. Voi
  siete  dei  finti liberali che utilizzate la spesa pubblica soltanto
  per cercare  di  incentivare  il consenso e la leva della spesa solo
  per alimentare il consenso
       Se non è così,  onorevole Assessore, spieghi la ragione per cui
  lei, in Commissione, ha  espresso parere contrario ad un emendamento
  presentato  dal  Gruppo  dei  Democratici  di  sinistra  che  faceva
  esplicito riferimento al  divieto di assunzioni nella Regione, nelle
  società partecipate della  Regione, collegate alla Regione, vigilate
  dalla Regione.
       Se non è così,  questo comporterebbe un risparmio per il 2003 e
  il 2004 di alcune centinaia di miliardi di lire.
       Quindi, vi lanciamo il  guanto di un confronto, ma anche di una
  sfida rispetto ad  una  visione nostra che riteniamo essere moderna,
  che guarda ai  settori  dell'economia  regionale e rispetto al fatto
  che voi siete,  invece,  legati  all'utilizzo della leva della spesa
  pubblica soltanto per incentivare il vostro consenso.

     PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo.
       Ne ha facoltà.
       Onorevoli  colleghi,  per  poter organizzare i lavori di questa
  sera, se non ci sono osservazioni, potremmo chiudere le iscrizioni a
  parlare in modo  tale da gestire meglio i tempi e dare al Governo la
  possibilità di replica.
       Se non ci  sono  altri  onorevoli  iscritti a parlare, dichiaro
  chiuse le iscrizioni.

     GIANNOPOLO  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non ripeterò
  molte delle argomentazioni  testè  svolte  dal Presidente del Gruppo
  parlamentare dei  DS,  l'onorevole  Speziale.  Vorrei  semplicemente
  sviluppare  alcune  questioni   che   ritengo  debbano  entrare  nel
  dibattito  e  nei lavori del Parlamento sulla finanziaria nell'esame
  del disegno di legge finanziaria.
       Innanzitutto,  mi  auguro  che l'esito finale della finanziaria
  non sia  quello  che  viene,  in  qualche modo, preannunciato da una
  serie  di  emendamenti, anche di iniziativa del Governo, che tendono
  in  modo  irresponsabile,  soprattutto  se  da  parte del Governo, a
  squalificare  ancora  di  più  il  testo della legge finanziaria che
  giunge  in  Aula.  Una  finanziaria  priva  di  respiro politico, di
  strategia;  una finanziaria priva di qualsiasi chiara concretezza di
  risanamento  dei  conti  della  Regione.  Mi auguro solo che l'esito
  finale  non  appesantisca ulteriormente questo tipo di condizione in
  cui il  Parlamento  si  trova  a  dover esaminare un testo che è già
  negativo di per sè.
       Si tratta di un testo che non affronta nessun problema, che non
  risolve nessuna questione  dirimente  e  che  consegna,  ancora  una
  volta, alla Sicilia  una  politica finanziaria, di bilancio da parte
  del Governo che appesantisce, appunto, i conti della Regione.
       Se  noi  fossimo  una  Regione-Stato  che  batte  moneta,  come
  vorrebbe fare Bossi per  la  Padania,  sicuramente  la nostra moneta
  sarebbe ogni sei mesi  sottoposta  a  svalutazione.  Infatti,  se la
  stabilità monetaria è  rapportata  alla solidità dei conti pubblici,
  noi  saremmo  sicuramente   in   una   condizione  di  disastro,  di
  bancarotta.
       Se dovessimo rifare i conti per l'ingresso nell'Euro, così come
  è accaduto nel 1998,  sono  convinto  che  la  Regione siciliana, da
  sola, potrebbe  impedire,  oggi,  l'ingresso  dello  Stato  italiano
  nell'Euro in una dimensione di stabilità monetaria. E aggiungo: meno
  male che l'Italia è entrata  nell'euro,  che  è  entrata a far parte
  delle Nazioni prime nell'euro.
       Altra questione che voglio  affrontare riguarda il fatto che la
  Regione siciliana si è  sempre, almeno nel corso degli ultimi tempi,
  estraniata da una discussione  e  da  un  dibattito  sulla  politica
  fiscale dello Stato  italiano, sulla politica fiscale perseguita dal
  Governo italiano.
       Abbiamo  avuto dal 1997  al  2001  una  crescita  delle  nostre
  entrate,  tributarie ed extratributarie, notevole fino ad arrivare a
  circa  16  mila  miliardi  delle vecchie lire; sostanzialmente tutto
  questo è  stato  dovuto  al  fatto  che,  a  livello nazionale, sono
  aumentate le entrate dello Stato e conseguentemente le entrate della
  Regione siciliana grazie ad una lotta seria all'evasione fiscale.
       Il  governo   Berlusconi,   il  governo  Tremonti bis,   avendo
  sposato  invece  la  politica dei condoni, piuttosto che della lotta
  all'evasione  fiscale,  determinerà  nel  tempo una regressione, una
  diminuzione  delle  entrate  tributarie  di questa Regione poichè in
  termini di  IVA,  di  ILOR,  di  IRAP,  di IRPEF, noi avremo sposato
  quella  filosofia  e  avremo  abbassato  il livello delle iniziative
  contro  l'evasione fiscale.  Ci sono stati illustri burocrati, anche
  della Guardia  di  finanza,  i quali hanno detto che i controlli, in
  attesa  della  fine del processo di condono, venivano sospesi, quasi
  ciò dovesse valere come una sorta di minaccia perchè poi i controlli
  potevano riprendere.
       La Regione siciliana ha  tutto da guadagnare da una seria lotta
  all'evasione fiscale, soprattutto la Regione siciliana dove anche il
  tasso di evasione è elevato e considerevole.
       Da questo punto di  vista,  io  vorrei  porre  al  Governo  una
  questione circa  la necessità di affinare, in concorso con lo Stato,
  quegli strumenti che possano consentire un serio recupero di risorse
  tributarie  ed  extratributarie  nella  nostra  regione, che possano
  consentire  un  serio  controllo sul rispetto delle leggi in materia
  fiscale.
       Ma vorrei anche dire  che  la  Regione  dovrebbe sapere che una
  delle cose che è  nelle  sue possibilità è, per esempio, riconoscere
  il ruolo  degli  ispettori del lavoro, i quali svolgono una funzione
  anche  preziosa  nel  determinare  maggiori  gettiti  non solo nelle
  entrate previdenziali e fiscali dello Stato ma anche della Regione.
       Bisogna sapere che la  Regione  oggi  nega  la  funzione  degli
  ispettori del lavoro.  Infatti,  non  è  stata ancora recepita dalla
  Sicilia la legge nazionale  che  trasferiva le competenze al fine di
  istituire i ruoli degli ispettori del lavoro.
       Ancora oggi la Sicilia non  ha  gli  ispettori  del lavoro e la
  funzione di andare a  controllare nei cantieri o nelle altre aziende
  produttive spetta solo ai carabinieri.  E  meno  male che lo fanno i
  carabinieri   Se oggi  si  presenta  un  funzionario  regionale  con
  funzione di  ispettore  del  lavoro  non  è  in  grado di fare alcun
  verbale  perchè può essere ricusato, perchè può essere contestato in
  sede  di  contenzioso  giudiziario  e  anche  in sede di contenzioso
  tributario.
       Allora la Regione cominci  da  qui, cominci a dotarsi di alcuni
  strumenti che la mettano nella condizione di poter intervenire.
       Altra questione che io vorrei sollevare brevemente: da tre anni
  le  leggi  finanziarie  della  Regione  siciliana affrontano il tema
  dell'alienazione  dei  terreni  appartenenti ai suoli trazzerali, al
  demanio trazzerale  e  gravati da uso civico. Il primo è un capitolo
  di entrata  della  Regione,  il secondo è un capitolo di entrata dei
  Comuni.  Evidentemente  il  fatto  che torniamo anche questa volta a
  riscrivere   la   normativa   più  complessivamente  in  materia  di
  alienazione  di  usi  civici e di demanio trazzerale, testimonia che
  questa legge  non  è  stata  fino  ad  ora  resa  applicabile,  resa
  operativa.
       Che  cosa   aspetta   la   Regione   siciliana,   l'Assessorato
  dell'  agricoltura a potenziare gli uffici per la liquidazione degli
  usi civici e  del  demanio  trazzerale e a fare in modo che tutte le
  pratiche  inevase  possano essere chiuse, chiudendo così una partita
  che si trascina da tempo?
       Altra questione:  la  sanità.  Abbiamo  affrontato un dibattito
  nell'autunno scorso in ordine alla necessità di tagliare le spese in
  materia sanitaria. Bene, a parte il fatto che ritengo che anche dopo
  le notizie apprese, secondo  le  quali buona parte dei primari delle
  aziende ospedaliere e  degli  ospedali  della  provincia  di Palermo
  erano dettati anche  dalla  mafia,  come  apprendiamo dalla cronaca,
  cosa aspetta l'Assessorato per  la  sanità e anche l'Assessorato per
  il bilancio e le finanze  a  fare  una  seria  indagine  su  come si
  spendono i soldi nel settore  della  sanità?  Su  come si spendono i
  soldi, anche in materia  di cartolarizzazione? Dove vanno a finire i
  soldi  a seguito  della  cartolarizzazione  o  delle  operazioni  di
  fattorizzazione?  Quale politica stanno facendo l'Assessorato per la
  sanità e l'Assessorato per il bilancio e le finanze per impedire che
  nei prossimi giorni, nelle  prossime settimane, nei prossimi mesi le
  Aziende sanitarie siano  destinatarie  di  migliaia  e  migliaia  di
  decreti  ingiuntivi  che  metteranno  in  ginocchio  i  conti  della
  Regione?  Che  metteranno   in   ginocchio  i  conti  delle  Aziende
  sanitarie  Chi pagherà tutto  questo   Dove  sono andate a finire le
  risorse della  cartolarizzazione?  Vogliamo  capire esattamente come
  sono state fatte  anche  alcune  operazione  di fattorizzazione?  Ho
  presentato un'interrogazione all'Assessore  per la sanità per quanto
  riguarda una vicenda dell'Azienda  6  di Palermo, la quale regala in
  un sol colpo 740.000.000  di  lire  a  Banca  Nuova.  Regala  Regala
  740.000.000 di lire a Banca  Nuova che è l'Istituto che ha fatto una
  fattorizzazione regalando  una  percentuale,  lo  0,74  per cento di
  interessi non dovuti;  non dovuti   L'Assessore per il bilancio e le
  finanze controlla i  conti consuntivi di tutte le Aziende sanitarie?
  Controlla i bilanci  preventivi?  Come  pensate di mettere a regime,
  di rendere efficace  e  trasparente,  di  ridurre la spesa sanitaria
  senza sacrificare il diritto alla salute dei cittadini?

     SPEZIALE  L'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze concorre
  all'aumento della spesa sanitaria.

     GIANNOPOLO  L'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze  lo so
  benissimo che  concorre  ad  aumentare  la  spesa.  Lo so benissimo
  L'Assessore per il bilancio e le finanze deve sapere e ci deve anche
  rassicurare assieme all'Assessore  per  la  sanità  sul fatto che si
  stanno facendo  operazioni  in  ordine a sperimentazioni gestionali,
  sull'alta e media  specialità  che prevedono, che ipotizzano - e già
  questi soggetti bussano  alle  porte  della Regione - la possibilità
  che la  Regione  intervenga  a  ripianare  gli  eventuali  disavanzi
  delle  sperimentazioni gestionali. Vorrei che l'Assessore ci dicesse
  se lui condivide, per esempio, ciò che é  stato fatto, poiché  lo ha
  deliberato anche lui, a proposito della Fondazione San Raffaele, per
  cui  la Regione si impegna in un protocollo di intenti, sottoscritto
  in pompa  magna, a ripianare e non solo a pagare il DRG della fascia
  più alta  e  cioè  della fascia "A", ma si impegna anche a ripianare
  gli eventuali disavanzi, senza alcun limite.
       Sicché  Don  Verzé  può  spendere   a  Cefalù  oltre  trecento,
  quattrocento  miliardi,  giustificando  la spesa per poi l'Assessore
  pagare a pié di lista. Bisognerebbe vergognarsi, persino a scriverla
  o pensarla, eppure l'avete fatto
       Onorevole assessore quando parlate di  risanamento, di che cosa
  parlate? Di che cosa intendete parlare?
       Altra questione,  la  spesa  per gli enti locali: per essi temo
  manchi una analisi seria sulla loro condizione; gli enti locali sono
  tornati ad  essere  quello  che  erano  un tempo e cioè soggetti che
  erogano prestazioni di carattere burocratico.
       Gli  enti  locali  stanno  perdendo  il  terreno conquistato in
  materia di  politiche  di  promozione  per  lo sviluppo; sono in una
  difficoltà enorme.
       Deve  sapere,  onorevole  assessore,  che  con  questa  manovra
  finanziaria  vengono tagliati non  solo  centoventi  miliardi  delle
  vecchie lire  rispetto  al  bilancio  dell'anno scorso, ma il taglio
  rischia  di  essere indirettamente superiore perché  maggiori sono i
  costi  che graveranno, compresi quelli, per esempio, delle politiche
  di fuoriuscita  dal precariato che graveranno sulle casse degli enti
  locali.
       Onorevole assessore, le fornisco  dei  dati: Governo Provenzano
  nel 1997, lei era assessore alla sanità  di quel Governo, stabilì un
  principio e cioè che i trasferimenti agli enti locali valevano su un
  fondo unico che era pari al 15 per cento delle entrate tributarie ed
  extra  tributarie  come  rendicontate  con  il  penultimo  esercizio
  finanziario.   In  base  a  quella  percentuale,  agli  enti  locali
  spettavano 1850, 1900 miliardi.
       Se  oggi  noi dovessimo mantenere quel principio di federalismo
  interno, sul  quale  convenimmo  tutti,  destra  e  sinistra, se noi
  dovessimo avallare quel principio oggi dovremmo trasferire agli enti
  locali  2400  miliardi delle vecchie lire, perché  tanto inciderebbe
  l'ammontare  di quella percentuale sulle entrate tributarie ed extra
  tributarie.
       Sono perché  si  ragioni  in  questi termini e si riprenda quel
  ragionamento  in  questi termini, facendolo camminare parallelamente
  al processo  di riforma e di decentramento della Regione siciliana a
  seguito sia  della  legge  10  del  2000,  ma  anche degli ulteriori
  sviluppi che ci sono stati in materia di politica di sussidiarietà.
       Dobbiamo aprire questo tipo di  discussione,  se  vogliamo dare
  concretezza   al   disegno   di  alleggerire  il  peso  burocratico,
  elefantiaco regionale.
       L'assessore   al  lavoro,  onorevole  Stancanelli,  l'ha  fatta
  veramente  grossa:  il  suo  solo  assessorato  vuole  valga  quanto
  l'intera Regione  Lombardia. Noi ci eravamo detti nel 1997 che tutta
  la  Regione  siciliana  doveva  attestarsi  a quel livello.  Adesso,
  invece, il  solo Assessore al lavoro vuole arrivare a contare quanto
  la Regione Lombardia, figurarsi quale processo di decentramento o di
  alleggerimento  noi  stiamo  ipotizzando.
       Vi invito,  pertanto,  ad aprire una grande discussione con gli
  enti locali,  con  tutti gli enti sottoposti a controllo e vigilanza
  della Regione,  ad  aprire  una  grande  discussione  per  tornare a
  ripensare quelle  politiche  che, se  condotte  con accortezza e con
  responsabilità,   sono    anche    politiche    che   portano   alla
  responsabilizzazione  ed  al  risanamento, perseguendo quel patto di
  stabilità regionale  che  deve concorrere a sua volta a garantire il
  patto  di  stabilità  nazionale.  Senza  questo, le nostre politiche
  economiche e  persino  la  nostra moneta saranno sempre sottoposte a
  strattoni.
       Inoltre, onorevole Assessore, per quanto riguarda il taglio del
  finanziamento agli  enti  locali,  lei  non può sostenere che questi
  contributi  in  meno  saranno  recuperati  dai  Comuni attraverso la
  sanatoria.
       Lei non  può  dare questo messaggio, cioè dire agli enti locali
  di approvvigionarsi  in termini di spesa corrente a quella eventuale
  entrata.  Lei  deve dire semmai agli enti locali di destinare quelle
  entrate  a  spese  per  investimenti, divincolando quelle ipotetiche
  entrate. Poi  vedremo,  in  realtà,  la  sanatoria  quante di queste
  entrate produrrà
       All'interno  di  questa  finanziaria  si  dovrebbe prevedere la
  rimodulazione  della  spesa  per  i  servizi socio-assistenziali che
  gravava per  circa  150  miliardi delle vecchie lire dentro il fondo
  unico per  gli  enti locali. Rimodularla, per esempio, sulle risorse
  destinate dallo  Stato  alla  Regione  che coincidono, in termini di
  finalizzazione, per  l'80  per cento con le competenze che la nostra
  legislazione  regionale  stabiliva  in  tale  materia.
       Pertanto si potrebbe fare una operazione di rimodulazione anche
  di quei fondi della 328 sottraendoli ad una visione, ad una gestione
  centralistica che  questo Governo si è voluto riservare di quel tipo
  di  risorse;  facendole  rientrare,  invece,  in  una programmazione
  integrata  sul  piano socio-assistenziale e socio-sanitario che deve
  essere condotta  in  prima persona con gli enti locali oltre che con
  gli altri soggetti.
       Se tutto questo  fosse  fatto  ci  consentirebbe  non  solo  di
  recuperare il taglio, ma  di  qualificare  anche  la stessa spesa in
  materia socio-assistenziale  e di recuperare ulteriori risorse che a
  quel  punto  è   giusto  vincolare  come  si  voleva  fare.  Ma  non
  nell'interesse  degli  enti  locali,  bensì  nell'interesse  di  far
  quadrare  i conti della Regione; vincolando a spesa per investimenti
  quel 25  per  cento  che fortunatamente si è ridotto al 5 per cento.
  Quel  25  per  cento  che  rappresentava  la  grande ipocrisia della
  Regione siciliana, che, da un lato, aumenta essa stessa le sue spese
  correnti,   per   poi  recuperare  le  somme  per  gli  investimenti
  dislocando  su un fondo per investimenti parte delle somme destinate
  agli  enti  locali.  Questa  è  materia  che  appartiene alla totale
  autonomia degli stessi enti locali.
       Ritengo ci  sia  da  lavorare  in  modo  più  serio  attorno ai
  contenuti   di  questa  finanziaria  perché  si  possono  recuperare
  provvedimenti  e  politiche  che  vadano  incontro  ad  esigenze  di
  sviluppo, di qualificazione, di migliore programmazione delle nostre
  risorse.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  Conferenza  dei Presidenti
  dell'Assemblea,  dei consigli regionali e delle province autonome ha
  stabilito un  accordo  nell'ambito  del contratto di servizio con la
  RAI, sulla base del quale una volta al mese la RAI regionale manderà
  in onda,  in differita, una seduta del Parlamento siciliano e alcune
  altre  iniziative  di natura istituzionale, in particolare una sorta
  di  comunicato  che  riguarda  l'attività  delle diverse commissioni
  legislative.
       Ho  appena mandato al Presidente dell'Assemblea e al Segretario
  generale  una  lettera  con  la  quale  sollecito una riunione della
  Conferenza  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari con il Consiglio
  di  presidenza  dell'Assemblea  i  presidenti  delle commissioni per
  stabilire le  modalità di quella seduta che si deciderà dovrà essere
  mandata in onda una volta al mese, perchè sarà necessario per questo
  tipo di  seduta  contingentare, in  maniera  molto  precisa, i tempi
  proprio per garantire una partecipazione articolata al dibattito, ma
  nello stesso  tempo  restare  entro  le  tre ore, perchè in tutto la
  trasmissione   durerà  tre  ore,  fissate  appunto  dalla  sede  RAI
  siciliana.
       Ho  voluto  comunicare  questa iniziativa in questa circostanza
  proprio perchè probabilmente ciascuno di noi dovrà fare un minimo di
  autodisciplina  rispetto  ai tempi di ciascun intervento proprio per
  consentire  che  la comunicazione riguardante la seduta in questione
  avvenga nel rispetto assoluto dei tempi che saranno individuati.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti.
       Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervenire dopo
  un dibattito, anche  se breve, ma che comunque è stato assolutamente
  esplicito  nell'indicare le lacune di questa manovra finanziaria, di
  questa manovra  di  bilancio,  può  essere  quasi pleonastico, ma mi
  sento in dovere di farlo per evidenziare alcune cose.
       Innanzitutto per  ricordare  a  me  stesso,  al  Governo  e  al
  Presidente  dell'Assemblea  quanto  è successo nella  Conferenza dei
  Capigruppo del  6  dicembre  dello scorso anno, quando il Presidente
  del Gruppo  parlamentare  dell'UDC chiese e impegnò la maggioranza a
  dire  "quest'anno  non  accadrà  come lo scorso anno;  quest'anno la
  manovra finanziaria  la faremo così come prevedono i tempi di legge,
  cioè entro il  31  dicembre  del 2002. Noi faremo a tutti i costi la
  manovra  di bilancio perchè siamo nelle condizioni;  è ferma volontà
  del Governo di attuare questo dettato normativo".
       L'impegno  era  che le Commissioni lavorassero pure il sabato e
  la domenica, in quanto quel termine era improrogabile.
       Oggi ci  troviamo invece ad iniziare la discussione dei disegni
  di legge a noi sottoposti al 20 marzo del 2003.
       Ci sono ben  tre  mesi  di  ritardo in un contesto nel quale la
  Regione ha necessità di intervenire sulla materia non solo perchè la
  legge impone  di  procedere  entro  il  31 dicembre, ma per tutte le
  problematiche che  ci  sono  in  questa  nostra Terra, per tutti gli
  scioperi, le agitazioni, i creditori che aspettano di essere pagati.
  Nessuna risposta  è  stata  data se non quella implicita di arrivare
  oggi, al 20 marzo, a discutere di bilancio e di finanziaria.
       E se  questo  deve  essere  un ragionamento preliminare, già la
  dice lunga  sulla  forte  sconfitta  di  questa  maggioranza  che  è
  elefantiaca   nei  numeri,  ma  inesistente  nei  fatti.  Questo  lo
  denuncio da  parecchio tempo, ma nessuno ne prende atto,  nemmeno il
  Presidente della  Regione che ne avrebbe il dovere, prima ancora che
  istituzionale, di etica della politica.
       Detto  questo,  con  volo  pindarico,  vado ad esaminare alcune
  delle  norme  contenute in questa finanziaria, norme che credo nulla
  c'entrino   con  la  finanziaria  e  che  ledono  ancora  una  volta
  l'attività  del  Presidente  dell'Assemblea  il  quale,  in  fase di
  ammissibilità  del  disegno  di  legge approvato della Giunta, le ha
  stralciate.
       Adesso in  questo  testo  di legge si ritrovano non solo quelle
  stesse norme, ma ancora più 'abbondanti'.
       Addirittura  ho visto assessori di questo Governo portare nelle
  Commissioni,  con  un  termine  assolutamente eufemistico, 'commi di
  integrazione'  a  quelle  che erano delle norme piccole recepite nel
  disegno di legge originario.
       Sono un  giurista, e  vedere  un  comma così come l'ha definito
  l'Assessore, per esempio, per il turismo o altri assessori, composto
  da cinquantotto capoversi significa inserire un testo unico di legge
  che  viene  considerato,  come  dicevo,  con  un termine eufemistico
  come un singolo comma.
       Se  questo  è  il  modo  di  procedere   alla razionalizzazione
  legislativa, che  è  uno  degli  obiettivi  che si prefiggeva questo
  Governo,  ritengo  che anche qui c'è una sconfitta netta del modo di
  operare. Quando  si  vogliono  approvare  disegni  di  legge  lo  si
  faccia nei  tempi  utili
       Questo Parlamento  ha  la  dignità,  il  tempo,  il  dovere  di
  esaminare e  di  lavorare  non  solo  per approvare disegni di leggi
  finanziari come disegni di legge omnibus, dove dentro c'è tutto e il
  contrario di tutto, ma ha il dovere di farlo con leggi organiche che
  disciplinano  la  materia in maniera seria e intelligibile. Non così
  come si procede in questo caso.
       Nello  specifico, onorevole Assessore, alcune norme mi lasciano
  non  poche  perplessità.  Per  esempio, l'articolo 61 del disegno di
  legge,  così  come oggi sottoposto, prevede la possibilità di creare
  degli  Uffici distaccati dell'Assemblea Regionale Siciliana. Capisco
  che voi  siete  alleati  di  Bossi, il quale vuole fare una sede del
  Parlamento a  Mantova;  però  mi  pare strano che, in un contesto di
  razionalizzazione e di ragionamento complessivo, il Governo pensi di
  poter  spostare  una  sede  dell'Assemblea  Regionale, per esempio a
  Modica o  a  Ragusa.  E' una cosa assolutamente fantasmagorica e che
  in ogni  caso  non  rientra  nelle norme finanziarie, non rientra in
  alcuno  dei  contesti  costituzionali  a  noi di riferimento, sembra
  quasi  una  boutade.  Ma  purtroppo  nell'articolo  61  è  possibile
  applicare anche questo. Mi auguro che sia una svista
       Per  non  parlare  dell'articolo  73  riguardante i consorzi di
  bonifica: un  articolo che non ha nessuna connessione con il disegno
  di  legge  finanziario,  un  articolo più volte contestato dalla mia
  parte politica anche in una conferenza stampa nella quale si è avuta
  una  risposta  chiara  e  netta dell'Assessore per l'agricoltura, il
  quale  ha  affermato  che quell'articolo sarebbe stato ritirato.  Un
  impegno formale  del Governo e di questo assessore; ma l'articolo ce
  lo ritroviamo  ancora  oggi  nel  testo  del  disegno di legge, è un
  articolo  che  è  stato  esaminato  dalla  Commissione Bilancio. Non
  capisco come  si  possano  fare  proclami  e a questi, poi, non dare
  alcun seguito.
       Richiamo anche in questo caso l'etica della politica, se ancora
  questo termine  ha  un senso in questo Parlamento e nei confronti di
  questa maggioranza.
       Vado oltre, la norma finanziaria non fa altro che affrontare di
  fatto  delle  modifiche  sostanziali  alla  legge  sull'urbanistica,
  inserendo  un testo dell'urbanistica, della sanatoria - come è stato
  fatto a livello nazionale - con ben sei articoli: 16, 17, 18, 11, 19
  e  20  che parlano esclusivamente di sanatoria.  E' possibile sanare
  di tutto  in  base a questo articolato di legge  E' possibile sanare
  dai  sottotetti  agli accessori, agli spogliatoi dei campi sportivi,
  tutto quello che può essere pertinente ad un'opera edilizia anche se
  non è  nello  stesso  contesto urbanistico, anche se non è vincolato
  alla  proprietà originaria. E' possibile dare la facoltà di cambiare
  la  destinazione  d'uso a chiunque voglia farlo, trovandosi oggi con
  un patrimonio di 10 milioni di euro; domani, con una norma applicata
  in questo  contesto,  si  potrà  trovare  con un patrimonio di cento
  milioni di euro.
       E'   una  cosa  assolutamente  indegna  e  credo  debba  essere
  stralciata  da  questo  contesto.
  E' possibile prevedere  norme  di  carattere  urbanistico, anche  di
  condono specifico,  non  vi  è  nulla  in  contrario; ma deve essere
  determinato  e  vincolato  alla destinazione d'uso originario o alla
  proprietà  immobiliare  originaria  e deve essere limitato a singoli
  casi  vincolati  alla  proprietà originaria.  Non è possibile sanare
  degli  immobili  e,  poi,  venderli.  Sarebbe  una  svendita  ed una
  concessione  a  tutti coloro i quali hanno vissuto nell'illegalità e
  dell'illegalità fanno una ragione di vita.
       Poi,  a  questo  aggiungiamo  articoli  come l'articolo 65, sul
  vivaio  della  vite americana. Capisco l'importanza che può avere in
  una regione  come  la  nostra  l'agricoltura,  ma non capisco qual è
  l'interesse  così  fondamentale  da  inserire  un  contributo per il
  vivaio della  vite  americana in Sicilia che, tra l'altro, era stato
  stralciato  più  volte.  Era  stato  inserito  nelle  variazioni  di
  bilancio,  costantemente  ci  ritroviamo  a discuterne nel documento
  principale di tutta l'attività legislativa di un anno, che indica la
  direzione politica  e  il  contesto  nel  quale  la  Regione si deve
  muovere.  Onorevole  Assessore,  avrei  piacere  che  qualcuno me lo
  spiegasse.
       Quanto ho  detto in maniera assolutamente sintetica - e che poi
  andrò a  specificare  man mano che esamineremo i singoli articoli di
  legge   -   si  inquadra  in  un  contesto  complessivo  del  quadro
  finanziario della Regione che definire allarmante è dir poco.
       Quello arrivato in Aula  è  un quadro di questa specie: abbiamo
  un fondo globale che è  ridotto a 1.600 migliaia di euro.  Vuol dire
  che non  è possibile approvare alcun disegno di legge quest' anno e,
  quindi, alcuna legge che possa incidere seriamente sulla prospettiva
  di sviluppo  di  questa Terra.  Infatti, non è previsto un solo euro
  per  norme di questo genere. Il bilancio complessivo prevede risorse
  di competenza  per  22.400  migliaia  di  euro e una cassa di 16.000
  migliaia di  euro, con una differenza di 6.000 migliaia di euro, che
  di fatto  è  una  illiquidità vera e propria, prevista, tra l'altro,
  per cercare di sanare i buchi.
       Una  attualizzazione  che,  di  fatto,  è  un debito di 984.000
  migliaia di euro; un'attualizzazione che è prevista ed utilizzata in
  maniera  assolutamente impropria dai tecnici del bilancio.  Infatti,
  sappiamo  che  è  possibile  per legge costituzionale far dei debiti
  solo  per  investimenti,  invece qui l'attualizzazione e, quindi, il
  debito  di  984.000  migliaia di euro è indirizzato esclusivamente a
  saldare i debiti pregressi.
       E' una norma  assolutamente incostituzionale che certamente, se
  non sarà impugnata dal  Commissario  dello  Stato, sarà poi la Corte
  dei Conti  a  farci pagare.  Se a ciò aggiungiamo che viene prevista
  da  lei,  onorevole  Assessore,  la  possibilità  di  considerare un
  ripianamento del debito delle AUSL regionali, che nel 2001 ammontava
  a   434.450  migliaia  di  euro,  coperto  -  secondo  il  documento
  finanziario  oggi  sottoposto alla nostra attenzione - con un avanzo
  di    amministrazione.    Gradirei   sapere   qual'è   l'avanzo   di
  amministrazione,  perchè  è  possibile  fare un'operazione di questo
  genere quando l'avanzo di amministrazione è già stato determinato, è
  stato  quantificato  in  maniera  precisa.
       Invece qui si dice, in maniera generica, che questi debiti, che
  fanno   riferimento  alla  situazione  del  2001  (che  nel  2002  è
  certamente  peggiorata), li  colmeremo  con l'avanzo.  Quale avanzo?
  Anche questa  è  una  norma  che  va  in  una  direzione  totalmente
  contrapposta  e  illegittima  rispetto  alle  norme  principali  che
  disciplinano le regole del bilancio.
       Questo si  inserisce  in  un  contesto  nel quale, come è stato
  detto anche da alcuni miei colleghi, la situazione complessiva della
  nostra Regione  si  trova in uno stato disastroso. Basti pensare che
  il PIL nel  2002  è cresciuto solo dello 0,4 per cento e, quindi, in
  una  situazione  quasi  di recessione, con l'export diminuito almeno
  del 6 per  cento,  mentre nel 2001 c'era stato un avanzo del 5,7 per
  cento, che  gli  impieghi bancari sono andati solo al 2,2 per cento,
  mentre nel resto d'Italia è al 5,9 per cento.
       Potremmo  continuare  col  dire che c'è un indebitamento, al 31
  dicembre 2002,  di 3 milioni di euro più 400.000 euro, più i deficit
  delle AUSL,  che  per il 2002 vengono quantificati in 250 milioni di
  euro.
       Siamo  in  una  situazione  disastrosa.  Questo potrebbe essere
  interpretato,  in sede di dibattito politico, come una forzatura dai
  colori propagandistici.
       Concludo   il  mio  intervento  dicendo  solo  alcune  cose  di
  carattere   assolutamente   oggettivo  e  che  traggono  origine  da
  documenti  pubblici  redatti  da  agenzie,  tra  le migliori agenzie
  mondiali di rating che ci sono in Italia.  Mi riferisco per esempio,
  al  documento  del  16  ottobre  2002  dell'Agenzia  Fitch Rating di
  Londra,  nel  quale si sostiene esplicitamente che il deterioramento
  della  sanità  e  la crescita del debito attraverso operazioni fuori
  bilancio,  entro  un  debole contesto di performance di bilancio, ha
  ridotto   il   merito  del  credito  della  Regione  siciliana.  Ciò
  principalmente  è  dovuto  alla  sovrastima  delle entrate, al basso
  livello delle riscossioni ed allo scarso controllo delle spese.
       La spesa sanitaria è cresciuta in maniera significativa a causa
  della crescita di salari da  contratto e, soprattutto, a causa di un
  basso controllo sulle  operazioni  di  spesa.  Il  peso  complessivo
  totale della Regione rimane quasi del tutto insostenibile. Questo in
  estrema sintesi e a stralci.
       A  ciò  bisogna aggiungere quello che è accaduto qualche giorno
  fa,  quando  le più importanti banche di investimento mondiale hanno
  immesso  sul mercato le obbligazioni relative alla cartolarizzazione
  dei  crediti  della Regione.  Mi riferisco agli istituti bancari che
  lei,  onorevole  assessore,  certamente conoscerà bene:  la Dresdner
  Bank,  l'Antonveneta,  la Nomura.  Queste obbligazioni relative alla
  cartolarizzazione, che  di  fatto non sono altro che i debiti che la
  Regione ha nei confronti di coloro che offrono servizi alla medesima
  e i  quali  le  mettono sul mercato per recepire subito denaro - poi
  sarà   la   Regione  a  pagare  coloro  i  quali  acquistano  queste
  obbligazioni  -  sono rimaste invendute sul mercato pur avendo avuto
  le stesse  un  aumento di interessi e quindi la possibilità di avere
  un lucro sull'acquisto di queste stesse obbligazioni che è aumentato
  del 300 per cento rispetto al 1999.
       Cioè,  le imprese hanno offerto queste obbligazioni sul mercato
  ad un  tasso  di interesse tre volte superiore rispetto a quello che
  era stato  offerto nel 1999, quando sono state tutte vendute. Invece
  queste sul  mercato  non  sono  state  collocate.  Vuol  dire che la
  Sicilia,  nel  contesto  internazionale  delle banche, lì dove ci si
  muove solo per interessi e dove si dà credito solo a chi ha solidità
  finanziaria,  non  ha  alcun  credito;  quelle obbligazioni non sono
  state  assolutamente  vendute.  Se  poi  aggiungiamo  che  l'Agenzia
  Moody's ha  classificato  la  nostra  Regione con l'A2 ed ha dato un
  outlook  negativo,  significa  che  ci ha considerato, non dico come
  l'Argentina, ma quasi agli stessi livelli.
       Certamente     la    situazione,    così    com'è    disegnata,
  complessivamente crea particolare preoccupazione.  Poiché  il nostro
  compito di  opposizione  è  di  denuncia,  di  stimolo,  ma anche di
  proposta,  non  possiamo non considerare e non offrire al Presidente
  della Regione  e  a lei, onorevole Assessore per il bilancio, alcuni
  suggerimenti.
       Per esempio, così com'è previsto dalla legge, è possibile che i
  manager  delle  AUSL  della  Regione  siano sottoposti a valutazione
  sulla base  del  loro  operato  con delle griglie di valutazione che
  comprendano  anche  la  possibilità  di  riduzione  delle  spese  di
  gestione e  di  acquisto dei servizi?  Questo non è mai stato fatto,
  né  alcuna  griglia di valutazione è stata mai esaminata lasciando i
  manager agire  senza  alcun controllo con atti di impegno e di spesa
  complessiva esorbitanti, e nessuno ne tiene alcun conto.
       Lì  bisogna  mettere  mano  in  modo serio, applicando la legge
  approvata   a  suo  tempo.  Si  risparmierebbe  un  bel  mucchio  di
  quattrini.
       Oltre  a  ciò,  non  si  capisce  come  si faccia a non abolire
  moltissimi  dei  comitati  inutili che altro non sono che nicchie di
  sottogoverno  e  soltanto questo.  A tal proposito, non posso fare a
  meno  di  sottolineare  che  all'ordine  del giorno di quest'Aula da
  circa  10  mesi  figura  l'elezione  di  quasi 40 comitati dei quali
  bisogna  eleggere  alcuni rappresentanti della Regione.  In pratica,
  questi  comitati  non soltanto non vengono soppressi, ma non vengono
  nominati nemmeno i rappresentanti che l'Assemblea deve eleggere.  Ci
  trasciniamo  da  8 mesi queste elezioni senza affrontare il problema
  in  maniera  seria;  oltre tutto potremmo anche risparmiare la carta
  nella quale indichiamo costantemente questi impegni.
       Tornando  al disegno di legge  in  discussione,  si  potrebbero
  prevedere una serie d'interventi per  accelerare le entrate proprie;
  per esempio, risolvere il problema relativo a  Capitalia.  Non so se
  ricorda, onorevole assessore, ma nella  precedente legge finanziaria
  abbiamo  fatto  un'operazione  con  la  quale  abbiamo  svenduto  il
  patrimonio immobiliare del Banco di  Sicilia  pervenendo  oggi  alla
  sottoutilizzazione  del  Banco  di  Sicilia, allo smantellamento del
  sistema  creditizio  siciliano  che  faceva  riferimento al Banco di
  Sicilia;  e  proprio  la  settimana  scorsa,  di  fatto,  alla cassa
  integrazione del management del Banco di Sicilia originario. Abbiamo
  svenduto  un  patrimonio,  abbiamo  perso migliaia di miliardi delle
  vecchie  lire,  ora  stiamo creando ulteriore disoccupazione tenendo
  delle  quote  che  sono  relativamente deboli e che non ci procurano
  alcun utile.
       Dunque,  mi  chiedo  perchè  non vendere  le  nostre  quote  di
  Capitalia, capitalizzare quelle somme, considerato  che  tra l'altro
  noi  non  ne  traiamo  nulla  avendo  svenduto  tutto  e,  caso mai,
  incominciare  a  ragionare del potenziamento dell'IRCAC e dell'IRFIS
  per  farne  una  specie  di  istituto  di medio-credito rivolto alle
  piccole  aziende  siciliane  che  hanno necessità di crescere e che,
  soltanto avendo dei servizi bancari a propria disposizione, potranno
  avere  quella liquidità fondamentale per la loro crescita, piuttosto
  che consentire che tale liquidità sia portata anche al nord.
       Sono tante le cose che si possono fare.  Una  di queste mi vede
  assolutamente favorevole:l'imposizione della  tassa ambientale, così
  come è stata definita e meglio rimodulata dalla proposta di Alleanza
  nazionale;  anche  questo può essere un  modo  serio  di  procedere,
  considerato   che   una   tassa   che    vada   in   direzione   del
  disincentivamento  dell'inquinamento,  che faccia  pagare  coloro  i
  quali hanno danneggiato il nostro territorio e continuano a farlo in
  maniera impropria, non rispettando nemmeno  le  normative in materia
  sanitaria,  penso  sia  un  provvedimento  assolutamente  serio  che
  coprirebbe dei costi notevoli e che,  comunque,  va  indirizzato  al
  risanamento del territorio.
       Altre  proposte  potrei avanzare, ma  l'elenco  sarebbe  lungo.
  Poichè  mi  sono  impegnato  a  rispettare  il  tempo  previsto  dal
  Regolamento  per gli interventi, e  generalmente,  a  differenza  di
  quanto questo Governo della Regione fa, io  rispetto gli impegni che
  assumo, concludo il mio intervento.

     PAGANO  assessore per bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio   e   le   finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, da due  giorni  prendo  appunti  e
  quindi il mio intervento per essere esaustivo dovrebbe durare almeno
  due  ore.  Tranquillizzo  tutti  dicendo  che  mi  limiterò  ad  una
  panoramica  complessiva,  cercando di dare  delle  risposte  il  più
  esaurienti  possibile  rimandando la  puntualizzazione  dei  singoli
  aspetti  man  mano che si procederà con  l'esame  del  testo,  anche
  perchè  posso affermare che negli interventi  dei  colleghi  che  mi
  hanno preceduto tutto lo scibile umano  sia  stato  sviscerato.  Qui
  abbiamo visto giuristi, economisti che si  sono  divertiti a parlare
  di tutto e di tutti:  dagli  scenari  macroeconomici internazionali,
  che vedono coinvolti gli Stati Uniti d'America  in  guerre  con noi,
  che  evidentemente  c'entriamo  qualche  cosa,   per  arrivare  alle
  ricadute economiche di una società che è in crisi, agli elementi che
  sono tipici di una società che è quasi  al  limite  di  un  fenomeno
  'argentino', dimenticando però che le cose non stanno proprio così.
       Io penso che oggi invece dobbiamo  fare  un'analisi  seria, una
  riflessione concreta di quelli che sono  gli  aspetti più importanti
  che ci devono riguardare in relazione alla  legge finanziaria e alla
  legge di bilancio che - mi si consenta  dirlo  -  rappresenta già un
  salto qualitativo rispetto alla finanziaria dell'anno scorso che era
  già ottima e rispetto alle finanziarie  degli  anni  precedenti  che
  avevano un taglio e un tenore non consueti.
       Vorrei saltare di pari passo le  impostazioni  e le descrizioni
  di ordine economico. Non possiamo prenderle in esame perchè mi viene
  facile dire: ma come mai l'opposizione che  in  questo  momento  sta
  criticando  i  dati  economici di  questa  Regione,  per  quest'anno
  specifico, si è ritrovata a dire esattamente  le  stesse cose l'anno
  scorso?
       Allora,  delle  due, l'una  O c'è una scelta  di  campo  che  è
  demagogica e che è soltanto finalizzata alla critica per la critica,
  oppure l'anno scorso il nostro anno economico e quindi lo sviluppo e
  l'impulso che erano stati dati alla nostra  Regione  sono  stati  di
  grandissimo livello.  Infatti, se l'anno  scorso  è  stato  indicato
  come pietra miliare, come esempio di  un'economia  che certamente ha
  dato uno sviluppo, non si capisce per  quale  motivo  l'anno  scorso
  siano piovute delle critiche che definire esagerate è dire poco.
       Questo   non  possiamo  accettarlo;   c'è   un   vagheggiamento
  complessivo che non possiamo cogliere  assolutamente  in  termini di
  critica costruttiva, così come invece,  più  volte, l'opposizione ha
  cercato di millantare.  Qui non c'è alcuna opposizione costruttiva
       C'è un gioco consolidato e che abbiamo  visto  più volte; siamo
  convinti che ciascuno debba giocare la propria partita e ciascuno la
  gioca regolarmente, non siamo scandalizzati, però non  ci si venga a
  dire che le proposte che vengono avanzate  sono serie, costruttive e
  che servono per migliorare la Regione siciliana. Non è così
       E' dal primo giorno che sento dire che  questo  Governo  non fa
  altro  che  compiere  atti  illegittimi.   L'anno  scorso  ci  avete
  bombardato dicendo che il fondo di  accantonamento  dato  agli  enti
  locali,   il   cosiddetto   Fondo  Goria,   era   un   qualcosa   di
  stratosfericamente negativo, che avrebbe portato al collasso, che la
  Sicilia avrebbe avuto dei disastri ...

     CAPODICASA  Perchè, sono entrati questi soldi?

     PAGANO  assessore al bilancio e alle finanze.  Vi  rammento  e le
  rammento, onorevole Capodicasa, e la prego di non interrompermi, che
  la  legge  di variazione di bilancio, la legge 23 del 2002, è quella
  col  più alto contenuto quantitativo che questa Regione negli ultimi
  sette anni ricordi.

     CAPODICASA  Ma lei l'ha guardato l'avanzo di Amministrazione?

     PAGANO   assessore  al bilancio e alle finanze ... Ora ne parlerò
  dell'avanzo  di Amministrazione, stia tranquillo, me la riservo come
  chicca  finale,  perchè  l'avanzo  di  Amministrazione  è proprio il
  grande salto qualitativo che abbiamo avuto rispetto a quest'anno.

     CAPODICASA   Non  lo  abbiamo  accertato  e voi lo mettete già in
  uscita?

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, lasciamo completare l'Assessore,
  avremo  modo  nelle  successive sedute eventualmente di confutare le
  sue affermazioni.

     PAGANO   assessore  al  bilancio e alle finanze ... dicevo che le
  cifre  catastrofiche  che  erano  state ipotizzate alla fine si sono
  ridotte  soltanto  a  chimere, in quanto forse un anno fa si pensava
  che questo Governo non fosse in grado di ribattere punto su punto su
  quanto detto e di mantenere gli impegni presi.
       I fatti,  purtroppo,  contano  onorevoli  colleghi,  e  i fatti
  dimostrano   che   la   legge  di  variazione  dell'anno  scorso  ha
  razionalizzato  la  spesa per 800 miliardi di vecchie lire, ha posto
  in essere una manovra complessiva per 1240 miliardi che mai ha avuto
  riscontro  in questa Regione. Ritengo che i dati ci consentiranno di
  dire  che c'è stato un avanzo di gestione (non brucio questa notizia
  adesso,  gliela dirò alla fine quant'è l'avanzo di gestione non è un
  dato definitivo, ci sbaglieremo di pochi milioni di euro in più o in
  meno)  e  ciò  dimostra  che  abbiamo  le  idee  chiare, che abbiamo
  strategie,  che  manteniamo  la  barra dritta e che vogliamo portare
  avanti  un  progetto di risanamento del deficit ereditato che non ci
  appartiene;   qualcuno   ce   lo  ha  dato.  Possiamo  discutere  se
  pianificarlo  in  cinque anni, in sette o dodici anni, ma certamente
  non abbiamo aumentato di un euro questo deficit.

     CAPODICASA  Da dove viene questo deficit?

     PAGANO   assessore  per il bilancio e le finanze.  Per fortuna le
  dichiarazioni  vengono  scritte  e registrate, non si parla soltanto
  per   i  dirimpettai,  si  consegnano  alla  storia  e  noi  abbiamo
  l'orgoglio  o  forse  la presunzione di pensare che lavoriamo per la
  storia.  Qualcuno  un  giorno  leggerà  queste  cose,  quindi  è più
  importante  ciò  che  si  dice  che  comunque  rimane agli atti e in
  termini di atti scritti questo Parlamento certamente non ha nulla da
  rimproverarsi e nemmeno questo Governo.
       Desidero  rammentare a tutti voi che avete mosso delle critiche
  assolutamente  ingiustificate  che  cosa è accaduto non più tardi di
  tre  settimane  fa  in  Commissione  Bilancio quando, partendo da un
  legittimo  atto  di  riscontro del Ministero dell'economia, il quale
  chiedeva  giustamente  per  quale motivo il Governo della Regione si
  fosse   comportato   in   una  certa  maniera  a  proposito  di  una
  impostazione  di  bilancio,  abbiamo  smontato punto per punto tutte
  quelle  argomentazioni;  il  risultato  è  che  ancora  oggi vengono
  portati gli stessi argomenti.
       Considerato  che  avete  riproposto  gli stessi argomenti, sono
  costretto  a  ribattere  ancora  una  volta.  A me dispiace farlo in
  quanto è una riproposizione che porta soltanto a discussioni sterili
  ed  a  perdita  di  tempo tuttavia se voi continuate a sostenere che
  abbiamo  messo  in entrata 200 milioni di euro ex articolo 37, siamo
  costretti  nuovamente  a  ribattere  dicendo  che  c'è  un  fondo di
  accantonamento  passivo  e  che  questi 200 milioni di euro non sono
  iscritti  tra le entrate perchè sono controbilanciate tra le uscite,
  cioè si tratta soltanto di un appostamento contabile a dimostrazione
  di  un  diritto  sacrosanto  che  la Regione rivendica nei confronti
  dello Stato.
       Per quale motivo continuate a portare avanti delle critiche per
  avere  iscritto 500 milioni di euro fra le entrate di questa Regione
  a proposito dell'attualizzazione di crediti ex commissione Brancasi?
       Abbiamo  avuto la capacità che tutti gli altri governi dal 1996
  ad  oggi  non  hanno  avuto: quella cioè di chiudere definitivamente
  questo tipo di trattativa con un valore complessivo di 1900 miliardi
  di vecchie lire in quindici anni; molto di più di ciò che si potesse
  sperare.
       Per  quale  motivo  non potevamo non attualizzare, così come la
  legge  ci  consente,  così  come  questo autorevole Parlamento ci ha
  consentito,   quelle   somme  e  portarle  in  questo  bilancio  che
  certamente  ha  una tensione finanziaria e che quindi necessitava di
  cash.
       Tutto   questo  era  nelle  nostre  prerogative,  nelle  nostre
  possibilità  e  lo  abbiamo  fatto.  Anzi, il risultato dal punto di
  vista  contabile  è straordinario e dal punto di vista politico lo è
  ancor  di  più, se si pensa che siamo riusciti ad ottenere risultati
  che  altri  governi,  compresi  quelli  diretti  da presidenti della
  Regione che oggi sono qui presenti, non erano riusciti ad ottenere.
       Il  ragionamento  viene  guardato sempre da due punti di vista,
  perchè non c'è mai una sola verità, e noi siamo rispettosi del punto
  di  vista  che  viene  dall'opposizione,  convinti  come  siamo  che
  l'opposizione  debba  fare la sua parte; d'altronde ci sono deputati
  in  questo  Parlamento  che rappresentano una fetta considerevole di
  popolazione   che   hanno  l'esigenza,  il  bisogno,  il  dovere  di
  rappresentarla.   Tuttavia,   il  nostro  rispetto  non  può  essere
  scambiato  per  dabbenaggine;  il nostro rispetto merita altrettanto
  rispetto  da  parte  di coloro i quali portano avanti delle critiche
  che, proprio in quanto tali, devono essere costruttive, diversamente
  non possono essere accettate.
       Facciamo  qualche  esempio.  E'  stato detto che ci sono grossi
  problemi  in  termini  di entrata. Noi abbiamo spiegato in pubbliche
  conferenze  e  durante  l'approvazione  della legge di variazione di
  bilancio,  addirittura  il  giorno  prima  della  presentazione  del
  consuntivo  della  Procura della Corte dei Conti, che questo Governo
  era stato capace di aumentare le entrate rispetto all'anno scorso di
  quasi il 6 per cento.  Di fronte ad un aumento delle entrate pari al
  6  per cento rispetto all'anno scorso, non capisco che cosa si possa
  pretendere  o  che  cosa si possa chiedere  Certo, qualcuno potrebbe
  dire  che  avrebbero potuto essere anche del 10, del 15 o del 20 per
  cento, perché  no?  Ognuno può pretendere tutto quello che vuole, ma
  rammento  a questo Parlamento che abbiamo aumentato le entrate senza
  aumentare  le  imposte;  abbiamo  razionalizzato  il  sistema; tutto
  quello che c'era lo abbiamo migliorato in termini di convenzioni, in
  termini  di  efficienza,  in  termini  di  efficacia,  in termini di
  capacità  concreta  consentendo  ai  nostri attori protagonisti, che
  sono  coloro  i  quali  dialogano  con noi, di essere efficienti nei
  nostri  confronti  e  di  dare  delle  risposte.
       Questo  è  il  comportamento  di  un  Governo che vuole portare
  avanti  logiche  di  sviluppo senza tartassare i siciliani ma, nello
  stesso  tempo,  creando le condizioni affinchè i meccanismi virtuosi
  si  realizzino.
       Visto  che  ci  chiedete  dati,  vi anticipo che subito dopo la
  finanziaria   faremo  una  pubblica  conferenza  dove  dimostreremo,
  onorevole Capodicasa, che da quando questo Governo si è insediato le
  spese sono diminuite di 1200 miliardi di lire.  Ribadisco ancora una
  volta  che  l'avanzo  di  gestione  di quest'anno è stato pari a 438
  milioni  di  euro,  cifra  che  certamente rappresenta un record mai
  raggiunto,  senza considerare che con esso abbiamo pagato il deficit
  della  sanità.  Vi ricordo, onorevoli colleghi dell'opposizione, che
  avevamo  un  buco  nella sanità di quasi 1000 miliardi di lire - non
  apriamo  parentesi,  se  dovete  muovere  critiche  certamente non è
  questa la circostanza nè la sede in cui farlo, dovete farlo in altre
  circostanze  e  in  altre  sedi, non qui - e che questo buco è stato
  coperto.  Abbiamo  qui il documento, onorevole Capodicasa, visto che
  lei  mi  chiede documenti e considerato che lei non crede al Governo
  ...

     CAPODICASA  Non l'ho ascoltata fino ad ora.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Il Governo è
  autorevole in quanto Governo e se dicesse delle sciocchezze va da sè
  che   dovrebbe   soltanto   dimettersi.  Ma  poichè  mi  piace  dare
  soddisfazione...  Sa  perchè  mi piace darle? Perchè è giusto che ad
  uno   dei   leader   più   autorevoli   dell'opposizione   si  diano
  soddisfazioni  e ciò non soltanto per avere la coscienza a posto, ma
  soprattutto  per essere convinti di stare dalla parte della ragione.
  Lei  è convinto di essere dalla parte della ragione e mi fa piacere,
  però  noi  abbiamo il dato numerico, abbiamo il dato cartaceo, siamo
  nelle  condizioni di potere dimostrare sempre e dovunque come stanno
  le  cose. Siamo l'unica Regione che ha coperto cash un deficit della
  sanità  di  quasi  1000 miliardi di lire
       Come  saprete  certamente,  a  seguito  del  patto di stabilità
  dell'8  agosto 2001 con lo Stato, i deficit devono pagarli le stesse
  Regioni;  infatti,  sostiene  lo  Stato,  se  le  Regioni vogliono i
  trasferimenti devono pagare la differenza.  Un principio sacrosanto,
  virtuoso, a mio avviso.  Alle altre regioni che hanno avuto problemi
  analoghi  al  nostro,  ricordo la Regione Lazio, ad esempio, è stato
  concesso  di  coprire  il  deficit  stesso,  quindi il trasferimento
  attraverso  una copertura del deficit, in dieci anni.  Noi l'abbiamo
  pagato  in  un'unica  soluzione   Ho  qui il documento.  Questa è la
  dimostrazione della capacità del Governo di razionalizzare la spesa.
  Poi,  se  da  un  lato  ci  sono  il  risparmio, concreti segnali di
  efficienza  e  dall'altro  ci  sono  dei  buchi  e delle spese, lei,
  onorevole  Capodicasa,  non  deve  scambiare  la  signorilità  e  la
  capacità  di  saper  dialogare  per dabbenaggine; vada a ripetere in
  altre   sedi  queste  affermazioni.
       La morale deve essere fatta certamente non in questo ...

     CAPODICASA  Ma lei non fa parte di questo Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze ... un Governo che
  certamente  è  collegiale; onorevole Capodicasa, la invito a muovere
  le  sue  critiche  nelle  sedi opportune ...

     CAPODICASA    Le   muoveremo  all'Assessore  alla  sanità  ed  al
  Presidente della Regione.

     PAGANO   assessore  per il bilancio e le finanze. Abbiamo sentito
  parlare  di  precari,  di  formazione, l'onorevole Liotta parlava di
  operazioni  di  ingegneria  finanziaria sulla formazione.  Mi chiedo
  come  si  faccia  ad  affermare  queste  cose. La legge 23 del 2002,
  all'articolo  39,  ha  stabilito  che  la  formazione  doveva essere
  pagata;   l'onorevole  Liotta  ha  portato  avanti  un  ragionamento
  sostenendo  che vi erano state operazioni di ingegneria finanziaria,
  addebitando  espressamente  al Governo della Regione, e precisamente
  al  ramo che rappresento, una mancanza di rispetto nei confronti del
  settore della formazione professionale.
       Rammento  all'onorevole  Liotta  (che evidentemente é distratto
  perché  conoscendolo  come  una  persona per bene, positiva e sempre
  disponibile  al dialogo, evidentemente quel giorno in Aula non c'era
  o  se  c'era  pensava forse ad altro, come può capitare), che con la
  legge  23 all'articolo 39 si era stabilito che per quanto riguardava
  la  formazione  professionale,  essa  attingeva ai fondi del FSE che
  dovevano  essere  disciplinati;  la  circolare  é  stata esitata una
  settimana  fa  ed  io  cosa  c'entro  con  questo  discorso,  quando
  l'impegno  di  spesa poteva essere preso dal 2 di gennaio, in quanto
  la possibilità di erogare il pagamento era già avvenuta.
       Se dobbiamo fare  delle critiche, facciamole in maniera sensata
  e  costruttiva  perché, altrimenti, il rischio concreto che si parli
  tanto  per  parlare, e a quel punto non va più bene, perché si perde
  di  credibilità. La credibilità é  una cosa seria, la reputazione si
  costruisce giorno dopo giorno e io leggo qui che questa finanziaria,
  ad   eccezione  dell'articolo  sui  consorzi  di  bonifica,  che  é,
  certamente,  una scelta collegiale del Governo e quindi come tale mi
  assumo la mia quota parte di responsabilità, dicevo, ad eccezione di
  questa norma, per la prima volta non ha norme di spesa ...

     CAPODICASA   Ma cosa dice, Assessore  L'ha letta la finanziaria o
  no?

     PAGANO  assessore per il  bilancio e le finanze. Abbiamo norme di
  contenimento, come sul patto  di stabilità, sul controllo degli enti
  vigilati,  sugli  obiettivi  che vengono dati che non penso siano da
  disprezzare.  Abbiamo  posto norme sulla lotta all'evasione, abbiamo
  creato  le  condizioni per il recupero di risorse con i fondi IRCAC,
  abbiamo  creato  le  condizioni  per  meccanismi virtuosi negli enti
  locali che consideriamo enti di sviluppo, perché sono i front office
  dei nostri cittadini.
       Ebbene,  per  la  prima  volta  l'importo massimo che era stato
  concesso  ai  comuni  era  stato  dato  nell'anno  2002, cioè l'anno
  scorso.

     GIANNOPOLO  Non é vero, Assessore

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Giannopolo,  se glielo dico io é  così.  Poi se lei mette il calcolo
  dell'ISTAT,  eccetera, forse nel 1950 arrivavano più soldi di quanto
  ne arrivino ora.

     CAPODICASA  Questo si chiama training autogeno

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Ne sono convinto,
  però io porto i numeri.  L'importo massimo che era stato concesso ai
  comuni, in termini assoluti, é quello dell'anno 2002.
       Il  secondo  anno, per dimensione quantitativa, dopo quell'anno
  2002,  é il nostro. Avevamo dato 53 milioni di euro in meno rispetto
  a quell'anno 2002.
       Adesso, in commissione, abbiamo dato 18 milioni di euro in più,
  per cui il totale fa 35 milioni di euro, che non mi sembra una cifra
  stratosferica.  Capisco  che  in un momento di ristrettezze tutte le
  somme  sono  importanti,  però  non  mi  pare  che siano delle cifre
  particolarmente impegnative.
       In  compenso  -  checché  lei  ne  dica, onorevole Giannopolo -
  abbiamo  detto  che  ci  sono  le  pratiche  della sanatoria che già
  sappiamo,  faranno ricavare 140 milioni di euro in più; i sottotetti
  e  le  verande  porteranno almeno 60 milioni di euro in più; gli usi
  civici e le regie trazzere almeno 20 milioni di euro in più. Abbiamo
  messo  in  legge  che  era  a valere delle minori entrate trasferite
  dalla  Regione,  e  certamente,  non  siamo disponibili ad accettare
  critiche  fini  a  se  stesse.  Il  Governo  ha  una  strategia, una
  complessità e vuole mantenere un progetto che é il nostro progetto.
       Lei  non  lo  comprende  (e  di ciò posso dolermi), ma non deve
  giudicarmi  lei,  onorevole Capodicasa. Lei rappresenta quel 33 o 40
  per  cento  della  popolazione  che non ci vota; ne prendo atto. Noi
  dobbiamo  dare  risposta  al  60, 65 per cento della popolazione che
  invece, ci vota.
       Per  quanto  riguarda lo sviluppo che é  stato sostenuto essere
  completamente  assente in questa legge finanziaria, rammento a tutti
  voi  che per quanto riguarda le 15 organizzazioni di categoria, l'80
  per cento delle norme che ci avevano presentato sono tutte inserite.
  Certamente   mancano   norme   cui  loro  tenevano  tanto,  tipo  la
  cartolarizzazione dei crediti che loro vantano. Ma questa è un'altra
  storia;  lì  dipende  anche  dalla  capacità di sapere drenare delle
  risorse da trasferire per la cartolarizzazione in quota annua.
       Purtroppo queste sono valutazioni complessive che attengono non
  ad una  volontà  politica  ma  ad  una  capacità di sapere ricercare
  liquidità.  E'  un ragionamento serio sui al quale non ci sottraiamo
  però  questo  aspetto certamente non è facile da affrontare e non lo
  abbiamo rifiutato, ma congelato.
       Per  quanto riguarda tutte le altre proposte che ci hanno fatto
  le  associazioni  di categoria, che evidentemente non hanno ricevuto
  il  testo  del  provvedimento,  ribadisco che l'80 per cento di esse
  sono state accolte.

     CAPODICASA    Ma   come  li  fa  questi  calcoli?  Lo  dicono  le
  associazioni che hanno fatto  i comunicati.

     PAGANO   assessore  per  il bilancio e le finanze. L'80 per cento
  delle  cose che hanno proposto ci sono. Lei il documento l'ha avuto,
  quindi  per favore lo prenda e si guardi una per una tutte le norme.
       Per  quanto  riguarda  tutte  le  altre norme che certamente mi
  sento  di  potere definire di sviluppo oltre a quelle che ho citato,
  non possiamo non citare quelle sulla valorizzazione dei beni (l'art.
  22);   la  dismissione  dei  beni  di  aziende  sanitarie  che  sono
  considerati   non   utili   e   che  vengono  immessi  nel  mercato,
  specialmente    nel   mercato   immobiliare   ed   alberghiero;   le
  facilitazioni  alle  procedure ed autorizzazioni marittime demaniali
  che creeranno migliori opportunità di sviluppo in coloro che operano
  nel  settore del turismo. Ancora, l'articolo 38, il credito sportivo
  che  produrrà  100  milioni di euro in più in termini di sviluppo in
  questo  settore,  sostegno  alle  piccole imprese (art.  47); l'art.
  49:  interventi  nel  settore agricolo, la negoziazione dei mutui ex
  art.  21: ai consorzi fidi abbiamo dato 20 milioni di euro in più ed
  infine  in tabella in finanziaria abbiamo messo 5 milioni di euro in
  più  per  i  fondi  chiusi.
       Ed  allora  tutto  questo  voi  giustamente  - dico giustamente
  perchè ognuno fa la sua parte, non mi scandalizzo - l'avete definito
  un  governo  fallimentare, una manovra che non va; io ritengo invece
  trattarsi  di  una manovra che sia migliorata nel suo complesso, non
  fosse  altro  per  qualità  degli  emendamenti  presentati  che sono
  certamente  di qualità superiore rispetto a quelli dell'anno scorso;
  e  se  tanto  mi  dà  tanto  sono convinto che procedendo con questa
  nostra   strategia   anche   negli   anni   successivi   avremo  più
  soddisfazioni  da  tutti  voi  e  comunque  si  tratta di una grande
  iniziativa  politica,  onorevoli  colleghi, che segna in generale un
  passo in avanti rispetto agli obiettivi.
       Concludo  con  una frase di un componente dell'opposizione, una
  frase  che mi è piaciuta e che faccio mia; d'altra parte non ci sono
  soltanto  critiche  che  arrivano dall'opposizione, ci sono anche le
  critiche  costruttive.  L'onorevole  Tumino penso abbia sollevato un
  problema   di   ordine  etico  e  morale  che  riguarda  tutti  noi,
  maggioranza ed opposizione.

     CAPODICASA  Quando è etico e morale riguarda tutti.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. L'onorevole
  Tumino dice che 'dobbiamo essere l'orgoglio di un popolo'.
       Ed  allora  se  questo è il vero obiettivo con cui noi dobbiamo
  misurarci,  il  Governo  certamente  è  disponibile  ad accettare le
  critiche,  anche  a  subirle  se  è il caso, però a patto che faccia
  realmente delle critiche che possano consentire in generale un salto
  qualitativo   ed  un  miglioramento  della  situazione  politica  ed
  economica. Grazie.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  riunitasi  sotto  la Presidenza del Presidente
  dell'ARS  ed  alla  presenza  del  Presidente  della  Regione  e dei
  Vicepresidenti  Fleres  e  Crisafulli  ha  concordato  di  procedere
  all'esame  del bilancio di previsione 2003 e della legge finanziaria
  a  partire  dalla  seduta  di  lunedì  prossimo  24  marzo nelle ore
  pomeridiane,  manifestando  l'orientamento  di  concluderne  l'esame
  entro la serata di giovedì 27 marzo e di  avviare  la discussione in
  Aula nella seduta di venerdì 28 marzo 2003,  compatibilmente  con la
  definizione  dei  disegni di legge di bilancio  e  finanziaria,  dei
  disegni   di   legge  riguardanti  la  materia   degli   appalti   e
  l'istituzione  dell'assessorato alla famiglia  come  stralcio  della
  legge  finanziaria.
       A  questo punto, onorevoli colleghi,  sospendo  la  discussione
  dell'articolo 1 per passare all'esame della Tabella  A  del bilancio
  annuale.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA  A me è sembrato di sentire che venerdì la Conferenza dei
  Capigruppo avrebbe deciso di portare in Aula il disegno di legge sui
  lavori   pubblici   compatibilmente    con    l'approvazione   della
  finanziaria;  o con una finestra aperta?

     PRESIDENTE   No, con una finestra legislativa  E' la prosecuzione
  che avverrà compatibilmente con i lavori riguardanti la finanziaria.
       Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  lunedì  24  marzo
  2003, alle ore 18.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A).  (Seguito)

          - Relatore di maggioranza: on.le Savona
          - Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

       2) "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
          (n. 553/A).  (Seguito)

          - Relatore di maggioranza: on.le Savona
          - Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

    III - ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE  DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     IV - ELEZIONE DI  TRE  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

      V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XVI - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE   DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 20.02.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.15)