Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per consentire il coordinamento
dei numerosi emendamenti presentati ai disegni di legge posti
all'ordine del giorno, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 10.51, è ripresa alle ore 17.38)
BASILE segretario, dà lettura dei processi verbali delle sedute
123 del 18 marzo e 124 del 19 marzo 2003 che, non sorgendo
osservazioni, s'intendono approvati.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Norme per la tutela della salute nell'esercizio di
interventi di tatuaggio permanente e di piercing" (n. 601)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tumino, Barbagallo, Liotta,
Forgione in data 19 marzo 2003
- "Disegno di legge voto per la modifica del Titolo II
Sezione I dello Statuto della Regione siciliana. Disciplina
del Consiglio delle autonomie locali" (n. 602)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Sammartino, Virzì in data 19 marzo 2003
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 1105 - Provvedimenti circa la revoca dei benefici
previsti dall'articolo 10 del regolamento CEE 2328/91 per
agevolare i primi insediamenti in agricoltura.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, della mozione n. 212 "Interventi in
favore del comparto agrumicolo", degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Scoma e Mercadante, e n. 213 "Interventi in
favore degli operatori della formazione professionale", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il comparto agrumicolo siciliano attraversa un
momento di grande crisi dovuto ad un aumento dei
costi di produzione e ad una mancanza di reddito;
- in altri Paesi sono stati posti in essere una
serie di provvedimenti che hanno permesso alle
imprese agricole di ammodernarsi e riorganizzarsi
per meglio affrontare la sfida del mercato
globalizzato;
- soprattutto nel catanese le aziende hanno subito
ulteriori danni dovuti alla siccità ed alle
conseguenze della cenere vulcanica che ha
ulteriormente compromesso la già precaria
situazione;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE
- a porre in essere tutte le iniziative utili per
risolvere quanto in premessa indicato ed in
particolare:
a) attivare gli interventi di protezione civile
previsti ai sensi dell'articolo 138, commi 16 e
17 della legge n. 388 del 2000;
b) provvedere al blocco delle diverse scadenze
(bancarie, esattoriali, fiscali, ecc.) che
gravano sull'attività aziendale;
c) provvedere all'emanazione del decreto
ministeriale, previsto ai sensi della legge n.
185 del 1992, relativo alle previsioni per le
aree agrumate danneggiate dalla gelata del
12/2001 - 01/2002, nella provincia di Catania".
(212)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il settore della formazione professionale è una
realtà ormai consolidata nella nostra Isola;
- i lavoratori del predetto settore sono, infatti,
numerosissimi;
- i diversi interventi legislativi operati, seppur
incisivi, non hanno potuto ancora risolvere i
problemi legati soprattutto alla mancanza di
certezze nella prosecuzione della loro attività;
- occorre, infine, prevedere un coinvolgimento degli
operatori al fine di creare un effettivo raccordo
tra il mercato del lavoro e la formazione per non
vanificarne l'operato;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere quanto necessario affinchè si
proceda alla costituzione di un organismo, anche una
S.p.A., che abbia lo scopo di raggruppare tutti gli
operatori del settore; alla costituzione della
predetta società dovrebbero partecipare anche gli
enti pubblici ed ovviamente la Regione siciliana;
- a prevedere la costituzione di un fondo di garanzia
per gli operatori in esubero o in mobilità;
- a promuovere l'immediato avvio delle attività
formative previste per il 2003;
- a provvedere al saldo delle spettanze ai lavoratori
della formazione professionale ed all'ipotesi di
costituzione di un apposito capitolo di bilancio
affinchè non si verifichino più situazioni analoghe
alle attuali." (213)
PRESIDENTE Dispongo che le mozioni predette vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NN.
554-557-562-588/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER
IL TRIENNIO 2003-2005" E N. 553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
FINANZIARIE PER L'ANNO 2003"
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta dei
disegni di legge numeri 554-557-562-588/A "Bilancio di previsione
della Regione Siciliana per l'anno finanziario 2003 e bilancio
pluriennale per il triennio 2003-2005" e numero 553/A "Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
Invito i componenti la II Commissione "Bilancio" a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, la Presidenza avverte che l'ordine di esame
e di votazione dei singoli articoli del bilancio a legislazione
vigente e della legge finanziaria avverrà, così come previsto dal
Regolamento interno, procedendo nell'ordine all'esame degli articoli
del disegno di legge di bilancio, che verrà sospeso prima della sua
votazione finale, per passare all'esame degli articoli del disegno
di legge finanziaria ed alla sua votazione finale. Approvato il
disegno di legge finanziaria, l'Aula procederà ad approvare la nota
di variazioni predisposta dal Governo, dopo che sulla stessa avrà
espresso il parere la Commissione Bilancio. Si procederà quindi alla
votazione finale della legge di bilancio, come modificata dalla nota
di variazioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1
del disegno di legge nn. 554-557-562-588/A.
BASILE segretario:
"Art. 1.
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione per l'anno
finanziario 2003 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
ogni altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
dell'entrata (tabella A)."
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con l'elezione
diretta del Presidente della Regione ci si aspettava una svolta ed
invece si continua ad approvare il bilancio della Regione con un
ritardo intollerabile per l'economia siciliana e, cosa ancor più
grave, il Governo Cuffaro continua a far finta di non conoscere la
disastrosa situazione finanziaria della Regione.
Anche il bilancio di quest'anno, come quello dell'anno scorso
non prevede nessuna seria misura di risanamento. Non solo non si
tiene conto che il bilancio stesso presenta uno squilibrio di 2.634
milioni di euro, ma si continua con previsioni di entrate
assolutamente irrealizzabili; basti pensare ai maggiori prelievi
fiscali o alle risorse finanziarie che dovrebbero scaturire dai
musei o dai trasferimenti di nuove funzioni dallo Stato.
Vi sono inoltre entrate giuridicamente non riscontrabili come
quelle derivanti, ad esempio, dall'applicazione dell'articolo 37
dello Statuto: l'IRPEG, che è stata già quantificata in 200 milioni
di euro nonostante lo Stato non l'abbia ancora definito.
Nelle tabelle della finanziaria nazionale sono contemplati per
l'intero articolo - quindi non solo per la Sicilia - appena 162
milioni di euro. L'Assessore per il bilancio, onorevole Pagano, ne
ha già previsti 200 con il solito meccanismo dell'attualizzazione
senza tenere conto che la stessa operazione a seguito
dell'emendamento della Lega si dovrà realizzare per tutte le
regioni.
Le affermazioni delle opposizioni sulla aleatorietà delle
entrate sono state confermate anche dalla nota del Ministero
dell'Economia, notificata ai massimi rappresentanti istituzionali
della Regione. Se dovesse risultare fondata anche una sola delle
osservazioni formulate con tale nota, si potrebbero determinare
modifiche significative nelle modalità attraverso le quali si
realizza l'equilibrio di bilancio.
Il Governo Cuffaro persiste sulla linea di prevedere entrate
assolutamente improbabili. L'anno scorso avevamo dichiarato che i
fondi riguardanti il cosiddetto decreto "Goria", quelli relativi
alla trasformazione dell'EAS e quelli per il tributo ambientale non
sarebbero mai stati riscossi dalla Regione. Ciò si è verificato
puntualmente; la Giunta Cuffaro non ha, però, modificato la propria
impostazione, sconvolgendo il dato sulla Tesoreria che registra un
debito complessivo di 4.142 milioni di euro, pari a oltre 8.000
miliardi delle vecchie lire; il dato dei mandati non pagati sembra
di circa 2 miliardi di euro. La situazione finanziaria alla Regione
non è stata mai così grave come in questo momento
Le affermazioni dei rappresentanti della Casa delle Libertà,
secondo i quali i problemi sono stati ereditati, non sono
assolutamente vere, non solo perchè la Corte dei conti ha dichiarato
che nel breve periodo di Governo del centrosinistra si è realizzata
una reale e positiva inversione di tendenza, ma soprattutto perchè
il Presidente Cuffaro fa parte ininterrottamente di tutti i governi
che si sono succeduti dal 28 luglio 1996.
Il buco di 2.634 milioni di euro è destinato ad allargarsi
ulteriormente. Le entrate, ad esempio, relative alla definizione del
contenzioso con lo Stato dovrebbero portare 975 milioni di euro in
15 anni. Il Governo regionale attraverso le operazioni di
attualizzazione ha previsto per il bilancio 2003 entrate pari a 484
milioni di euro. L'attualizzazione di crediti è una operazione di
maggiore indebitamento: oggi, infatti, si iscrive in bilancio in
entrata una somma a fronte della quale nei bilanci futuri si dovrà
prevedere un'uscita per garantirne il rimborso.
Tutte le agenzie di rating valutano le attualizzazioni e le
cartolarizzazioni dei debiti a prescindere dai maggiori oneri
derivanti dalle somme in più da corrispondere alle banche con le
quali si definiscono tali operazioni.
Appare inoltre assurdo che in una regione come la Sicilia
rimangano nei fondi globali - le uniche risorse per nuovi interventi
legislativi - soltanto 1,6 milioni di euro: cioè, nulla.
Le 15 organizzazioni imprenditoriali che hanno espresso un
giudizio fortemente negativo sulla finanziaria hanno capito che in
Sicilia si spende male, non si programma, non si attua un disegno
strategico di contenimento e razionalizzazione della spesa; mancano
totalmente gli investimenti di carattere produttivo. Le imprese
vengono penalizzate anche dai ritardi della Regione, la quale non
riesce a corrispondere con tempestività i contributi dovuti per le
assunzioni fatte con i contratti di formazione al lavoro o sulla
base di altre leggi regionali che prevedono fiscalità di vantaggio.
La mancata percezione del rischio Sicilia da parte della
maggioranza di centrodestra è estremamente preoccupante; nessuna
seria azione di risanamento è prevista nonostante il forte richiamo
della Corte dei conti.
I vecchi mali che affliggevano e che affliggono il bilancio
della Regione sono tornati a riacutizzarsi: basti pensare allo
squilibrio di cassa tra versamenti e pagamenti, ai debiti di
tesoreria e alla conseguente illiquidità di cassa.
Il bilancio della Regione, così com'è strutturato, non può
creare alcun nuovo reddito; è ormai, soltanto, uno stipendificio
L'unico dato positivo del Governo Cuffaro è quello che la
Regione ha raggiunto il tetto di spesa proposto dall'Unione Europea
per Agenda 2000; in realtà, ciò è stato possibile perchè ci è stato
consentito di quietanzare e rendicontare meno della metà
dell'importo stabilito inizialmente e perchè sono state ampiamente
utilizzati i cosiddetti progetti "sponda", che in genere vengono
usati alla fine della programmazione e non certamente nella prima
annualità.
L'onorevole Capodicasa nel suo intervento ha ricordato che le
esportazioni hanno subìto una flessione, il settore delle
costruzioni ha subìto un crollo, la produzione agricola è scesa del
5 per cento, il settore dell'industria presenta un saldo negativo e
l'occupazione viene data stazionaria col rischio notevole di
regresso per il futuro.
Dal lato delle spese, come al solito, ci sono stanziamenti
inferiori, rispetto al 2002, per gli enti locali, i trasporti, la
forestazione, la CRIAS, la gestione dei parchi naturali e le aree
protette; non sono sufficienti nemmeno i soldi previsti per il
precariato.
E', comunque, assolutamente inaccettabile la proposta di
inserire norme organiche di riforma in settori che andrebbero
rilanciati con specifiche iniziative legislative.
La finanziaria non può accogliere proposte non pertinenti con
quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti per le norme
contabili. Tentare il solito 'assalto alla diligenza' significa, tra
l'altro, ammettere che la maggioranza non è in grado di legiferare
durante il corso dell'anno e si affida all'unico strumento
legislativo, il bilancio, che non può essere disatteso.
Le riforme, ad esempio, della formazione professionale e del
trasporto pubblico locale sono urgentissime, ma non possono essere
inserite nella finanziaria: se così fosse, si violerebbe il
regolamento dell'ARS e verrebbero approvate riforme senza il
necessario confronto con le organizzazioni sociali e gli operatori
del settore.
Siamo in presenza, purtroppo, di un approccio assolutamente
superficiale, approssimativo rispetto alle cose da fare ed ai
problemi da risolvere.
Le risorse finanziarie non vengono impiegate sulla base di
specificazioni di programmazione, ma in relazione ai rapporti di
forza che si realizzano tra i diversi assessori e tra le varie forze
politiche del centrodestra.
In Sicilia, più che altrove, ormai, la politica viene percepita
soltanto come gestione di interessi particolari, anziché come
promotrice del bene comune.
La classe dirigente del centrodestra si è rivelata del tutto
inadeguata rispetto alle sfide presenti nella nostra realtà. Non
basta ottenere il consenso, occorre dimostrare di saper governare
Per evitare la bancarotta è necessario che vengano adottate le
seguenti misure (ci permettiamo di avanzare alcune proposte):
accelerare il processo di dismissione degli enti regionali; adottare
una moratoria di almeno un anno per nuove leggi di spesa tranne
quelle che sono legate ad eventi eccezionali; stipulare un accordo
con le parti sociali per bloccare la spesa nel triennio in settori
chiave quali la formazione professionale e il personale.
Sulla formazione professionale ci sarebbe da fare un lungo
discorso a fronte dei dipendenti degli enti di formazione, 6.500, e
dei 55 mila utenti che aspettano una formazione efficiente. Abbiamo
visto che l'Assessore al ramo per la prima volta, dopo tanti anni,
ha ampliato gli enti che hanno svolto formazione professionale in
base alla legge 24.
Occorre, poi, riqualificare la spesa sanitaria anche attraverso
l'introduzione del controllo informatico delle ricette e
l'applicazione della normativa sul licenziamento dei manager che
non rispettano i tetti di spesa; ridurre i componenti degli uffici
di gabinetto ed il numero dei consulenti; abolire i comitati
inutili, e sono tanti.
Sulla dismissione degli enti regionali vorrei ricordare,
soltanto, la situazione delle aziende di soggiorno e turismo
tralasciando, in questa sede, di occuparmi delle altre aziende
regionali (AST, Aziende termali di Sciacca e Acireale, EAOSS per il
quale è stato fatto il bando).
Inspiegabilmente, per nessuna di queste il processo di
dismissione è stato definito. Ma - ripeto - le aziende di soggiorno
e cura rappresentano, in questo momento, un fattore significativo ed
emblematico: la loro soppressione è prevista dall'articolo 24 della
legge regionale 10 del 1999; ma, a distanza di quasi quattro anni
non sono state nè soppresse, nè messe in condizione di svolgere il
proprio ruolo di promozione turistica e i normali compiti di
istituto.
Per l'anno 2000 il totale delle spese obbligatorie: utenze,
affitto locale, personale, ammonta a 13.686.000 euro, quasi 27
miliardi di vecchie lire.
La Corte dei Conti ha già da tempo segnalato che il termine
entro il quale dovevano essere attivate le procedure per la
soppressione, 1 agosto 1999, è ampiamente scaduto, richiamando al
riguardo il Governo regionale al fine di evitare che le aziende
autonome di soggiorno e turismo continuassero ad operare ancora in
un clima di incertezza gestionale.
In questi anni si è creata una situazione di difficoltà e di
paradossale immobilismo. Tali aziende sono state tenute in vita al
solo fine di procedere alla nomina di commissari esterni con le
solite pratiche di lottizzazione clientelare.
I commissari percepiscono al mese 1.700.000 delle vecchie lire
più l'indennità di missione pari a circa 500 mila lire (ovviamente
l'indennità di missione dipende dalla quantità delle riunioni).
Le risorse finanziarie previste nel bilancio della Regione in
gran parte sono state utilizzate soltanto per l'ordinaria
amministrazione e per il pagamento degli stipendi.
Con la decurtazione prevista nel bilancio 2003 di circa 6
miliardi di vecchie lire, non è possibile definire il piano di
riparto; si rende pertanto necessario fissare una data per la
cessazione delle attività.
Al fine di non disperdere le professionalità maturate in questi
anni è necessario creare gli ambiti turistici territoriali oppure
utilizzare il personale in attività promossa dall'Assessorato
regionale del turismo.
In questi giorni, l'assessore Cascio ha rilasciato una
intervista nella quale sosteneva che bisogna attendere la riforma
quadro del turismo che in Sicilia attendiamo da 20 anni.
Vorrei ricordare all'Assessore che le aziende costituite per
legge sono soltanto cinque: Acireale, Agrigento, Palermo, Siracusa
e Taormina; le altre quindici: Caltagirone, Capo d'Orlando, Aci
Castello, Cefalù, Enna, Erice, Gela, Giardini Naxos, Isole Eolie,
Messina, Milazzo, Nicolosi, Palermo, Monreale, Patti, Piazza
Armerina e Sciacca sono state create con provvedimenti
amministrativi. Non è necessario quindi approvare un provvedimento
legislativo, basterebbe un semplice decreto dell'assessore per
il turismo.
In attesa che venga approvata una nuova legge sul turismo
appare più corretto, pertanto, adempiere a quanto previsto dalla
legge che sopprime le aziende, al fine di evitare la dilapidazione
di risorse per poi non fare nulla.
Il permanere di tale assurda situazione potrebbe determinare,
tra l'altro, comportamenti illegittimi da parte del Governo
regionale che deve evitare di arrecare danni patrimoniali alla
Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha
facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio anzitutto
riferirmi a due fatti che considero decisivi e che non hanno
influito sostanzialmente sulla vita di questa Regione.
Il primo fatto è l'ingresso in Europa. Ciò avrebbe dovuto
determinare una modifica della organizzazione della burocrazia
regionale, che tra l'altro era stata in qualche modo tracciata con
la legge 10 del 1999. Non è avvenuto nulla di tutto questo.
Le migliaia di miliardi di vecchie lire che sono venute a
piovere sulla Regione siciliana, regione ad obiettivo "uno", non
hanno modificato il tasso di crescita della Regione, in quanto tutti
gli indicatori economici sono inferiori rispetto a quelli del resto
d'Italia; segno che l'intervento della Comunità europea non ha
sortito in Sicilia alcun effetto.
L'altro elemento di straordinaria importanza riguarda
l'elezione diretta del Presidente della Regione.
Si pensava che questo fatto avrebbe determinato una capacità di
programmazione svincolata da logiche di maggioranza e minoranza,
svincolata dalla palude tipica di un parlamento che giocava al tiro
al bersaglio sul Governo. Invece niente di nuovo: il Governo si
muove in una palude; così come i governi precedenti manca di
lungimiranza, manca di un respiro programmatorio capace di fare
uscire la Sicilia dalle secche in cui si trova.
E allora, dinanzi a tutto ciò, abbiamo una legge finanziaria
che non esprime niente di nuovo: non riesce a dare alcuna speranza
al popolo siciliano. Una legge finanziaria che mantiene lo statu
quo, che cerca di trovare un equilibrio, come sempre, compromissorio
tra spinte clientelari, tra spinte personalistiche; una legge
finanziaria senza respiro. E ciò è testimoniato dal fatto che,
ancora una volta, nonostante quest'enorme buco di bilancio,
nonostante il settore artigianale da solo vanti un credito nei
confronti della Regione di circa 6 mila miliardi; nonostante si sia
consapevoli di tutto ciò non si riesce a portare avanti una politica
di programmazione che nell'arco di un certo numero di anni riesca a
trovare le risorse necessarie per superare tale condizione.
La situazione della Sicilia per certi aspetti è drammatica
anche dal punto di vista della mancanza di consapevolezza della
classe dirigente regionale, di questo nostro Governo. Quando penso
alla confusione che si ingenera tra concetto di lavoro e concetto di
assistenza, per cui si chiamano lavoratori coloro che
sostanzialmente sono invece figure assistite, si confonde il
concetto di occupazione con il concetto di sviluppo, mentre è chiaro
che lo sviluppo è qualcosa che potrebbe anche andare ben oltre
l'occupazione.
Si può avere invece occupazione senza sviluppo. In questa
finanziaria mancano dunque elementi di chiarificazione. Manca
altresì qualunque accenno alla volontà di eliminare e di chiudere
tutti gli Enti inutili presenti in gran numero nella nostra Regione,
di contenere le spese per un'infinità di consulenti, il più delle
volte assolutamente inutili.
Un caro amico assessore mi confidava che dei suoi trenta
consulenti non ha che farsene e che tuttavia non può assumerne
altri perché sarebbe offensivo e, probabilmente, non gli sarebbe
neanche consentito.
Dinanzi a tale gravissima situazione, mi sono permesso di
proporre un emendamento che ha del provocatorio, ma, per me, invece
non è provocatorio, bensì profondamente sentito.
Il mio emendamento propone l'abbattimento del 50% dello
stipendio dei deputati e di tutte le indennità percepite dai
consiglieri provinciali, comunali, circoscrizionali, insomma, da
tutti i consulenti a qualunque titolo nominati.
Voglio perdere le elezioni, caro collega, sono qui non perché
abbia voglia di fare il deputato, ma perché qualcuno mi ha mandato
qui per rappresentarlo La mia potrà apparire agli occhi di molti
come una provocazione, vuole essere invece l'opportunità per un
confronto al fine di trovare la via virtuosa che possa dare speranza
ai siciliani.
Ricordo che, durante la discussione della finanziaria 2002,
chiesi al Presidente Lo Porto che si programmassero una serie di
incontri per ragionare sulla politica di spesa nella Regione
siciliana, ed in quella occasione vi fu l'impegno formale del nostro
Presidente a che questi dibattiti avessero luogo.
A distanza di un anno non si è fatto niente; anche questo è un
segno di povertà.
Onorevoli colleghi, il nostro Parlamento è povero, siamo
poveri, siamo sostanzialmente inutili, siamo un peso e di ciò prima
o poi qualcuno ci chiederà anche conto sul piano politico.
Pertanto, visto che ci siamo e siamo consapevoli - almeno credo - di
essere un peso, di essere pochissima cosa, affrontiamo quanto meno
con l'orgoglio di chi sa di essere espressione del popolo,
affrontiamo questa rilettura del nostro ruolo istituzionale, questa
rilettura di una presenza parlamentare nell'ambito di una dimensione
autonoma della Sicilia che noi vorremmo tutelare e proclamare ancora
più fortemente e che, tuttavia, oggi per comune consapevolezza,
rappresenta un motivo di stasi, di freno dello sviluppo dei nostri
territori.
Chiedo quindi a voi, colleghi deputati, un gesto di orgoglio.
Chiedo di andare oltre le appartenenze, di cercare una via virtuosa,
anche in modo trasversale se necessario, al fine di dare un senso e
un valore ai principi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, non insisterò sul tema delle entrate false che é
diventato consueto in quest'Aula ogni qualvolta viene affrontato un
disegno di legge di variazioni di bilancio o di finanziaria. E' un
tema che, ormai, é stato ripercorso molte volte dalla relazione di
minoranza dell'onorevole Capodicasa, ma anche dall'intervento
dell'onorevole Barbagallo i quali hanno ampiamente sviscerato questo
tema.
Questa volta però è stato ripreso dall'assessore Barbagallo
con un inusitata stravaganza, con una capacità fantasiosa e
spiegando con una notevole potenza che vi sono poste in entrata che
non hanno rapporto con la realtà.
Non insisterò su questo tema che l'Assessore conosce bene,
anche perché in Commissione Bilancio l'abbiamo sciorinato in tanti
modi. Piuttosto mi interessa intervenire su un'altra questione.
Il relatore di maggioranza ha avuto modo di dire nella sua
relazione che la Commissione Bilancio, cito testualmente, ha operato
una scelta di fondo: quella di consegnare all'Aula la manovra così
come sostanzialmente l'ha congegnata e voluta il Governo. Sono
parole facilmente riscontrabili nella relazione di maggioranza.
Ciò é stato rappresentato dal relatore di maggioranza come una
circostanza, come una scelta di fondo positiva che ha voluto operare
la Commissione Bilancio.
Ritengo sia esattamente il contrario e che ciò rappresenti il
segno di una difficoltà interna alla maggioranza, interna alla
Commissione Bilancio ed anche interna al Governo.
Mai come in questa occasione si é realizzata una frattura
divaricante fra il Governo rappresentato dalle commissioni di merito
e il Governo rappresentato nella Commissione Bilancio; mai come in
questa occasione si é palesata una frattura divaricante fra le
maggioranze rappresentate nelle commissioni di merito e la
maggioranza rappresentata in Commissione Bilancio. Infatti, nel
momento in cui quest'ultima consegna all'Aula il disegno di legge
così come voluto, almeno nell'articolato che era giunto nella stessa
Commissione (vedremo che, in realtà, sono stati aggiunti
all'articolato ben trenta nuovi articoli), nel momento in cui il
relatore di maggioranza ci dice che é stata consegnata all'Aula la
manovra così come l'ha voluta il Governo, non fa altro che
denunciare l'incapacità della maggioranza di confrontarsi nel merito
in seno alla Commissione Bilancio circa gli emendamenti che erano
stati ivi presentati, senza alcuna possibilità di confronto; e lo
stesso dicasi per gli emendamenti che le commissioni di merito
avevano presentato in Commissione Bilancio.
Non é stato preso in considerazione alcuno degli emendamenti
presentati nelle commissioni di merito: questo è il segno di una
incapacità, piuttosto che il segno di una scelta di fondo positiva
operata dalla Commissione Bilancio.
Nel corso della fase preparatoria degli strumenti finanziari
abbiamo assistito, sia nella fase istruttoria nelle commissioni di
merito che in Commissione Bilancio, ad un balletto interno al
Governo che oserei definire indecoroso.
Alcuni assessori nelle commissioni di merito hanno presentato
emendamenti soppressivi di intere norme che, invece, successivamente
in Commissione Bilancio, la stessa maggioranza, a volte gli stessi
deputati che facevano parte delle commissioni di merito (dove erano
stati votati quegli emendamenti soppressivi), hanno cambiato veste
non facendo più parte delle Commissioni di merito ma, vestiti i
panni della Commissione Bilancio, hanno bocciato quegli emendamenti
soppressivi mantenendo il testo così come pervenuto alla Commissione
Bilancio.
Un balletto indecoroso che oltre ad evidenziare le difficoltà
interne a questa maggioranza, rischia di snaturare profondamente i
rapporti tra Parlamento e Governo ed i ruoli che le Commissioni di
merito svolgono.
Leggiamo ancora nella relazione di maggioranza che: "Si
avverte - ed anche qui intravedo il segno di una difficoltà -
l'esigenza di riorganizzare la decisione di bilancio in maniera più
razionale all'interno di una cornice temporale e di contenuti più
propria".
L'intenzione è encomiabile, soprattutto i contenuti; la cornice
di contenuti più propria è definita dalla legge 10 del 1999 che
all'articolo 3 precisa puntualmente quali debbano essere i contenuti
di una legge finanziaria. Mai legge di questa Assemblea, una legge
addirittura fatta per gestire lo stesso processo legislativo
all'interno dell'Assemblea è stata calpestata con tanta evidenza E
mai come in questa occasione tale legge esclude che all'interno
della Finanziaria siano contenute norme di nuova spesa
Qualche giorno addietro, l'assessore Pagano ha sfidato il
relatore di minoranza ad indicare gli articoli all'interno del
disegno di legge finanziaria che contengono nuova spesa. Mi correggo
assessore, ha sfidato il relatore di minoranza a dimostrare che
quegli articoli portassero la paternità dell'assessore Pagano.
Bene, io sostengo che se giunge in Aula un testo, l'assessore
Pagano questo stesso testo lo avrebbe potuto ampiamente modificare
in Commissione Bilancio. Quindi, l'assessore Pagano ha il dovere
politico e morale di assumerne in pieno la paternità.
Se c'è un testo in quest'Aula che contiene nuova spesa, quel
testo le appartiene per intero e la sfida che ha rivolto
all'onorevole Capodicasa è una sfida che le si rivolge contro perché
lei sa benissimo che quelle norme di nuova spesa sono contenute
dentro la Finanziaria che stiamo per esaminare.
Ci dica qui, assessore Pagano, visto che non ce l'ha voluto
dire in Commissione Bilancio, ci dica qual è il costo dell'articolo
73. Glielo abbiamo chiesto in Commissione Bilancio e non ce lo ha
voluto dire I suoi colleghi di Governo, il Vicepresidente della
Regione, hanno dichiarato pubblicamente sui giornali che
quell'articolo è senza copertura finanziaria. Le abbiamo chiesto in
Commissione Bilancio di dare copertura a quell'articolo, di
indicarci il costo per capire se ci fosse la copertura - perché
quest'ultima è obbligo dell'intera Commissione Bilancio - e la
risposta dell'assessore in quella sede - mi smentisca se può - è
stata "vi riferirò in Aula".
Oggi, giungiamo in Aula con un testo di cui non conosciamo
ancora il costo ma che comporta spesa in quanto l'Assessore non è
stato in grado o non ha voluto in quella sede esplicitarne il costo.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
E' questo un atteggiamento gravissimo perchè fa sorgere il
sospetto che questo Parlamento sia di fatto esautorato nel processo
legislativo e che le decisioni che riguardano le norme approvate in
quest' Aula appartengono, in questa sede, a pochi parlamentari ed in
modo trasversale.
Se è così, onorevole Assessore, lei ed io stiamo giocando due
ruoli falsi qui; se è così non si comprende quale sia il ruolo del
Parlamento, quale quello del Governo e non se ne comprende la
ragione. Lei sa benissimo che quelle norme sono contenute
all'interno della Finanziaria, e lo sono per raggiungere un
equilibrio che è squisitamente politico.
Una legge finanziaria che contravviene a qualsiasi elementare
regola di costruzione di uno strumento di bilancio: qui vengono
calpestate le regole nello stesso momento in cui vengono enunciate.
Spesso la enunciazione stessa della regola ne costituisce calpestìo.
E' stato detto in tutte le lingue possibili che in questa
finanziaria non ci saranno norme che riguardano il personale.
Onorevole assessore, in questa finanziaria sono contenute norme che
riguardano il personale
Onorevoli colleghi, i vostri emendamenti, se ne avete
presentati, riguardano norme sul personale che verranno dichiarati
inammissibili dal Presidente dell'Assemblea. Questo tema, quello
contenuto nell'articolo 73 riguarda il personale, riguarda nuova
spesa; eppure è contenuto in questa finanziaria.
Qual è il mistero che si cela dietro queste vicende? Quali sono
i legami che dentro questo Parlamento si stabiliscono e che superano
i rapporti tra maggioranza e minoranza?
Queste sono le risposte che ci dovrebbe dare, assessore Pagano,
piuttosto che esercitarsi sugli strumenti finanziari in un puerile
gioco di monopoli
Lei - ripeto - dà l'impressione di considerare gli strumenti
finanziari come un gioco di monopoli sul quale esercitare l'attività
ingegneristico-finanziaria: si sposta una posta dal conto corrente
sul conto capitale perchè in questo modo si ottiene un risultato
finanziario particolare che riguarda il mutuo a pareggio e quanto
altro
Mi sto riferendo a fatti concreti e non ad ipotesi astratte.
Mi sto riferendo allo spostamento di 300 miliardi della
formazione professionale sul conto capitale. Questi che lei
considera giochi di ingegneria finanziaria producono effetti
devastanti su uomini, donne, personale e sull'agenda della
formazione professionale.
Ieri, in piazza, migliaia di persone hanno imposto a questo
Governo di ritornare sui suoi passi; di rifare indietro il lavoro
ingegneristico che era stato fatto qualche tempo prima.
E adesso, a poco vale sapere in quest'Aula, per quanto riguarda
il ruolo che rivesto da deputato dell'opposizione, ma ieri ho
sentito i lavoratori e a poco valeva comprendere se la
responsabilità era da attribuire per intero all'assessore
Stancanelli, in quanto assessore al lavoro, il quale - impegnato in
una probabile candidatura alle elezioni provinciali - aveva firmato
un accordo in cui si impegnava nel più breve tempo possibile a
saldare gli stipendi, i tre stipendi arretrati del 2002, ovvero se
invece la responsabilità appartenga a lei, assessore, ai suoi giochi
ingegneristici, alla difficoltà di utilizzare i soldi che erano già
in dodicesimi, soldi che erano già nel capitolo della formazione
professionale.
Una finanziaria che, come al solito, è una legge omnibus, che
come al solito resterà una legge omnibus. Perchè i tentativi che
anche in queste ore sono stati fatti dal presidente dell'Assemblea e
dai Capigruppo della maggioranza e dell'opposizione non riescono a
spostare neanche di un millimetro quell'equilibrio trasversale di
cui parlavo prima.
Si è tentato di fare un maquillage, di spostare alcune materie
a collegati che dovrebbero in una finestra d'Aula essere approvati a
ridosso della finanziaria.
Il Governo propone alcune di queste materie; propone che il
tema degli appalti e quello dell'Assessorato alla famiglia venga
spostato a ridosso della finanziaria su disegni di legge organici di
settore.
Non si comprende perchè, nel momento in cui le opposizioni
evidenziano che non sono solo questi i due temi interni al testo
depositato in quest'Aula ad essere totalmente estranei alla materia
finanziaria, ma vi sono tante altre norme che riguardano
l'urbanistica e i condoni edilizi, i sottotetti ed improbabili
agenzie per il Mediterraneo, che riguardano i baracconi che questo
Governo vuole mettere in piedi con la possibilità di nominare
pletore di consulenti il cui compenso è stabilito arbitrariamente -
così si legge nell'articolo che riguarda l'Agenzia per il
Mediterraneo - e nel momento in cui diciamo che apprezziamo che
questo Governo voglia espungere dalla finanziaria alcune materie
ritenute spurie rispetto al contenuto del bilancio, ci viene invece
risposto: non se ne fa nulla perché ci sono delle cose che non si
possono toccare
E, badate bene, le motivazioni non sono di carattere politico,
in quanto non ci sono argomenti che non si possono toccare perché
sono emergenze che interessano quest'Isola, ma perché romperebbero
quell'equilibrio trasversale che si è determinato in quest'Aula.
Oggi si è aperta una fase di nuovo consociativismo in seno al
Parlamento siciliano. Questa è la realtà delle cose
Allora, tra sottotetti, condoni edilizi, centinaia di persone
assunte arbitrariamente e in maniera clientelare nei consorzi di
bonifica, di quale maquillage volete fare pratica rispetto a questi
strumenti finanziari?
Noi faremo un lavoro emendativo. Abbiamo presentato i nostri
emendamenti e tuttavia sappiamo che sarà difficile intervenire su
questa finanziaria, perché non crediamo che la espunzione di una
parte di articolato possa realizzarsi. Su questo siamo pessimisti e
lo vedremo domani allorquando il Presidente dell'Assemblea ci
comunicherà quali parti della finanziaria, oltre a questi due temi,
dovrebbero, in teoria, non farne parte.
Tuttavia, domani o lunedì non cambia assolutamente nulla,
vedremo quale sarà il lavoro di ripulitura che sapranno fare questo
Governo e questa maggioranza. Temiamo invece che quest'Aula
assisterà al solito 'teatrino'; si farà un lavoro di ripulitura,
così come è stato fatto per le variazioni di bilancio, e la sera
prima dell'approvazione definitiva della Finanziaria si faranno
tutti gli accordi possibili. Per cui, tutto quello che è uscito
dalla porta rientrerà dalla finestra
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei voluto
non intervenire visto il carattere rituale del dibattito che,
invece a nostro avviso, dovrebbe essere la madre di tutti i
dibattiti considerato il valore della Finanziaria.
Tuttavia, mi permetto di fare alcune osservazioni e vorrei che
il Governo e i colleghi parlamentari presenti in Aula cercassero di
tentare un'analisi per individuare alcune risposte rispetto alla
drammatica crisi che sta attraversando l'economia regionale.
Onorevole Assessore, penso - e l'ho già detto anche in diverse
occasioni pubbliche - che da parte del Governo ci sia
un'insufficiente lettura della crisi dell'economia regionale. Il
Governo, invece, credo non abbia compreso appieno la portata della
crisi considerando il fatto che ha attuato alcune manovre
ragionieristiche nel tentativo di aggiustare i conti del bilancio
della Regione senza affrontare i veri nodi strutturali della crisi
dell'economia regionale. E ciò ritengo non si possa utilizzare come
alibi.
Dopo l'undici settembre abbiamo avuto una drastica involuzione
del processo di espansione economica mondiale; quel processo, come
dicono tutti gli indicatori, non ha avuto influenza nell'economia
regionale. Quei fatti, lo ribadisco, non hanno determinato alcuna
influenza nell'economia regionale.
E' necessario, allora, interrogarci su alcuni dati e farebbe
bene il Governo a fare altrettanto, così come abbiamo fatto anche
noi nel corso della relazione di minoranza.
Assistiamo ad una riduzione nell'ultimo trimestre del 2002 del
prodotto interno regionale che ha raggiunto lo 0,4 per cento.
Abbiamo complessivamente un tasso di crescita che è il più basso
degli ultimi cinquant'anni. Assistiamo per la prima volta al fatto
che esso si allinea come tasso di crescita dal 1996 al 2001 al tasso
di crescita nazionale, che per il trimestre considerato, è dello 0,4
per cento.
C'è una domanda alla quale il Governo non intende rispondere,
vale a dire: dal 1996 al 2001 in Sicilia abbiamo avuto un tasso di
crescita che mediamente è stato il doppio, a volte il triplo, del
tasso di crescita medio nazionale. Quindi, era stata messa in campo
una politica che tendeva a coprire, a colmare un gap strutturale di
natura storica tra le economie meridionali, l'economia siciliana e
l'economia del resto del Paese.
Vuole il Governo rispondere alla domanda, che deriva dagli
indicatori economici: per quale ragione , tra il 2001 e il 2002,
abbiamo una drastica riduzione del PIL?
A questo non si risponde. Infatti, da ciò nasce il tipo di
risposta che dobbiamo dare attraverso la messa in campo di una
manovra finanziaria e della legge finanziaria.
Noi concordiamo, onorevole Assessore, con una riduzione
drastica dei consumi, ma non ve ne è traccia nel ragionamento che il
Governo fa rispetto ad alcuni processi involutivi.
Cosa pensiamo noi della nostra Regione, del suo sviluppo nei
prossimi anni, se assistiamo passivamente a due fenomeni
contemporanei?
Il primo: il declino industriale delle grandi imprese. Non
esiste paese moderno e non esiste paese che voglia 'traguardarsi' al
2010 con i paesi euromediterranei che non contenga, oltre all'
ossatura di piccole e medie imprese, anche la grande impresa, che
favorisce i processi di innovazione e di ricerca.
La crisi della Fiat, la crisi dei poli industriali
Che tipo di lettura dà il Governo rispetto alla crisi dei poli
e alla crisi della Fiat e quali politiche si mettono in campo per
cercare di frenare questo processo ed incentivare i processi di
sviluppo che possono preservare la presenza della grande impresa in
Sicilia?
E ancora: la crisi del settore manifatturiero; vi siete
chiesti la ragione per la quale nel 2002 abbiamo registrato una
drastica riduzione della produzione manifatturiera pari al 25 per
cento dopo i tentativi virtuosi ?
Onorevole Governo, pari al 25 per cento
Abbiamo anche una riduzione della produzione agricola e una
riduzione della produzione cerealicola pari al 10 per cento. E
financo il settore vitivinicolo, che è un settore straordinario,
dove abbiamo conquistato nicchie consistenti di mercato grazie alle
politiche di sostegno dei governi precedenti del centrosinistra,
subisce una paurosa battuta di arresto nel 2002; e gli indicatori
dicono: purtroppo anche nel 2003.
Accanto a questo si accompagna una crisi che riguarda settori
consistenti, che sono, fra l'altro, frutto di un blocco sociale di
vostro riferimento. Mi riferisco, in particolare, alla crisi dei
settori artigianale e commerciale.
Pertanto, onorevole Governo, vi siete chiesta la ragione per la
quale nella finanziaria abbiamo una riduzione drastica degli
investimenti in Sicilia? Quali siano le cause di carattere
strutturale, ma anche quali siano le cause che impediscono una
maggiore convenienza agli investimenti nella nostra Regione? Che
tipo di atteggiamento avete assunto rispetto al fatto che il Governo
nazionale ha determinato una incertezza normativa che, calcolata
dagli indicatori economici, ha fatto venire meno tutta una serie di
piani di imprese e di affari propri delle imprese siciliane per
cercare di creare sviluppo ed occupazione dopo il blocco del credito
di imposta e del bonus per l'occupazione?
Vi siete chiesti quanti sono i commercianti che avevano fatto
ricorso al bonus per l'occupazione per tirare fuori da uno stato di
lavoro nero una parte dei dipendenti e per garantire loro una
tranquillità assicurativa, cioè un diritto?
Ventimila dipendenti che vengono meno con il fatto che è
mancata l'impostazione dei precedenti governi: il bonus d'imposta.
Avete capito in che modo ha inciso il venir meno soltanto di uno
degli strumenti - poi citerò gli altri - del credito di imposta
nell'economia regionale? Quale influenza ha avuto nel blocco degli
investimenti, visto che il credito di imposta è stato utilizzato in
larga misura da imprese siciliane che avevano attivato una politica
di espansione, che aveva prodotto quel processo virtuoso di cui
parlavo prima?
Sono tutte domande che rimangono inevase nella finanziaria,
così come rimane non spiegato il fatto che si è determinato un
blocco dei contratti d'area, dei patti territoriali, del credito di
imposta, come dicevo prima. Tutto questo cosa comporta, onorevole
Assessore?
Non c'è una strategia del Governo, non c'è neanche una
strategia che guarda ai settori di riferimento del vostro blocco
sociale. Manca una strategia, una capacità di intuire, di entrare
nei processi, di guidarli per favorire una politica di espansione,
quantomeno per favorire un complesso di interventi, che - come
diceva Keynes- in una fase di crisi dell'economia possono,
attraverso un intervento pubblico consistente, favorire processi
incrementando la domanda, allargare i consumi, dando in qualche modo
un colpo al processo di ripresa produttiva.
Tutte queste domande capisco che non possono interessare il
Governo, il quale non si è interrogato sui motivi della crisi reale
della Sicilia. Ed è qui la vera questione che sta nella
finanziaria, non è solo nei numeri di cui dirò, sta nella mancanza
di una strategia del Governo regionale rispetto alla domanda e alla
natura della crisi che abbiamo nella nostra Regione. Non c'è una
politica in alcun settore: né nel settore dell'artigianato, né in
quelli del commercio, della grande, media e piccola impresa e
dell'agricoltura, che sono i settori cardine, mentre c'è una
politica per quanto riguarda la sistemazione, a carico del bilancio
della Regione, di centinaia e centinaia di persone.
Avremmo voluto, onorevole Assessore, confrontarci su questi
argomenti. Lo sto facendo io, lo ha fatto prima di me l'onorevole
Capodicasa nella relazione di minoranza; dobbiamo individuare gli
interventi strategici per cercare di spostare l'asse e la direzione
di crescita della nostra Regione.
Ci troviamo di fronte ad un Governo che non ha alcuna idea, e
l'unica cosa che fa è litigare al suo interno, i cui assessori si
presentano nelle rispettive commissioni per cercare di incrementare
il più possibile la spesa corrente senza che questo sia accompagnato
da una visione organica e da un progetto strategico.
Noi, onorevole Assessore, contestiamo alla radice la natura
della finanziaria. Questa finanziaria non contiene né rigore né
sviluppo, questa finanziaria accompagna i processi di crisi, al
degrado. Non c'è alcun tentativo di invertire la tendenza.
Ci si potrebbe chiedere cosa avremmo voluto realizzare.
Noi siamo in condizione, anche attraverso i nostri emendamenti,
di modificare l'asse principale e l'orientamento della finanziaria.
Una finanziaria che incrementa le spese correnti, che le incrementa
a dismisura. La previsione che abbiamo fatto sull'incremento delle
spese correnti di questa finanziaria è di alcune centinaia di
miliardi di vecchie lire, altro che rigore Una finanziaria che,
come tutti hanno detto, è caratterizzata da entrate certe che sono
le entrate normali che derivano dall'Irpeg e dall'Irpef e poi da
entrate incerte e fantasiose. Le entrate incerte sono legate al
fatto che avete bloccato il processo, come diceva prima l'onorevole
Barbagallo, di dismissione avviato con la legge n. 5/1999 dal
governo Capodicasa; è stato di fatto bloccato nel senso che il
processo di dismissione ha subito un rallentamento, le entrate
incerte sono legate al cosiddetto completamento delle pratiche di
sanatoria.
La mia è stata l'unica voce nel deserto a dire che voi non
prenderete neanche una lira da quella previsione in quanto il modo
in cui avete affrontato l'argomento è assolutamente sbagliato. Non
ci sono nei comuni, così come voi ritenete, delle pratiche non
complete. Nei comuni le pratiche sono state completate, c'è una
difficoltà per la quale chi ha il diritto alla concessione non
ritira di fatto la concessione edilizia: perché non avendo più
mercato quel manufatto e dovendo pagare gli oneri di urbanizzazione
e i costi di costruzione, preferisce non ritirarla. Perché il
manufatto non ha più mercato? Perché vi è una contrazione
dell'economia regionale, perché c'è una riduzione dei consumi,
perché c'è una crisi.
TURANO Saniamole tutte
SPEZIALE Non c'entra nulla, tu le vuoi; io esattamente il
contrario.
Quindi, ci troviamo di fronte ad una serie di norme che
prevedono entrate assolutamente incerte, per non dire fantasiose.
Desidero stasera citare una delle operazioni di propaganda dei
governi, in qualche modo accompagnate dalla stampa, che ha
riguardato il famoso emendamento di Saverio Romano all'articolo 37,
riportato dall'articolo 3 della legge finanziaria.
Quando l'emendamento venne presentato, uno dei quotidiani
maggiori della Sicilia riportò a pieno titolo che finalmente le
imprese avrebbero pagato in Sicilia 500 milioni di euro, quelle
imprese che hanno sede legale fuori dalla Sicilia e che producono in
Sicilia. Noi che eravamo gli unici a dire che ciò che si stava
dicendo era una sciocchezza -perchè trattavasi di una sciocchezza,
anche se non avevamo avuto in quel momento notizia che fosse appunto
una sciocchezza -. Il risultato è che lo stesso Tremonti ha
riconosciuto che si trattava di una sciocchezza e che lo stesso
Governo nel bilancio non ha introdotto la previsione di 200 milioni
di euro, che introduce furbescamente in finanziaria sapendo
perfettamente che a noi di quei 200 milioni di euro non toccherà
nulla.
Ci troviamo, quindi, di fronte ad una finanziaria che ha queste
caratteristiche e che presuppone, sulla base di un rapporto di fede,
una riduzione delle spese: il Governo prevede meno 35 milioni di
euro sui trasporti, meno 33 milioni di euro sugli LSU, meno 19
milioni di euro sui forestali e così via di seguito. Ma non c'è
nessuna norma in finanziaria riguardante questi settori che riduce
la spesa. Si dice che faremo le norme di settore successivamente;
ma quando si faranno, onorevole Governo? Quando finalmente si
interverrà sui nodi strutturali che appesantiscono il bilancio della
Regione e che hanno fatto sì che questo bilancio diventasse un
bilancio in larga parte fatto di spese correnti (ben il 95 per
cento), riducendo la possibilità di utilizzare le risorse a sostegno
dell'economia, dello sviluppo, delle imprese piccole e medie, degli
artigiani, dei commercianti che sono l'ossatura economica della
nostra Regione? Quando ciò avverrà si potrà fare un processo di
rivisitazione del bilancio della Regione che punti a questi settori.
Voi non l'avete fatto; lo faremo noi
E non parliamo poi della situazione che riguarda la sanità. Lì
siamo in una voragine Nel corso del 2002 avete incrementato le
spese correnti del settore di oltre 400 miliardi di lire, altro che
riduzione E la stessa previsione che avete fatto in finanziaria sui
ticket si è dimostrata assolutamente fallimentare, avendo inciso in
modo molto relativo per quanto riguarda la spesa sanitaria.
Ci troviamo contemporaneamente di fronte a due condizioni: la
prima, un Governo incapace di leggere la crisi della Regione; la
seconda, un Governo che, preso dalle contraddizioni interne, tenta
di colmare le proprie contraddizioni utilizzando la leva della spesa
pubblica e della spesa corrente, incrementando quest'ultima.
Esattamente quello che è successo in Argentina, onorevole assessore,
che ha comportato il disastro di quella economia.
Noi ci ribelliamo a questa logica perchè qui siamo di fronte ad
un Governo, lo abbiamo più volte detto, che non volendo
affrontare i nodi strutturali della crisi rischia di portare al
disastro l'economia regionale. Per queste ragioni presenteremo una
serie di emendamenti: in particolare, emendamenti che riguardano la
possibilità di incentivare gli strumenti di sostegno alle imprese
utilizzando l'IRCAC per estenderlo anche ad altre forme e
incrementando i fondi dell'IRCAC per incrementare la politica di
sostegno nei confronti delle imprese; utilizzando la CRIAS,
incrementando i contributi nei confronti degli artigiani e dei
commercianti. Pertanto, ci apprestiamo a fare una battaglia sulla
finanziaria che tiene molto in considerazione il punto di vista
espresso da quattordici categorie - che non sono certamente accusate
di essere quattordici categorie della sinistra ( dall'API siciliana
alla Confindustria regionale, al CNA e a tutte le categorie che sono
in qualche modo riconducibili e ricollegate ai settori produttivi)
-, affinchè il taglio della finanziaria guardi in modo particolare a
questi settori, affinchè si possa invertire, attraverso il sostegno
pubblico, il processo di degrado dell'economia regionale, affinchè
si possano determinare condizioni di ripresa economica e di
sviluppo.
La sfida tra noi che abbiamo questa visione dell'economia
regionale del centrosinistra e del centrodestra è tutta qui. Voi
siete dei finti liberali che utilizzate la spesa pubblica soltanto
per cercare di incentivare il consenso e la leva della spesa solo
per alimentare il consenso
Se non è così, onorevole Assessore, spieghi la ragione per cui
lei, in Commissione, ha espresso parere contrario ad un emendamento
presentato dal Gruppo dei Democratici di sinistra che faceva
esplicito riferimento al divieto di assunzioni nella Regione, nelle
società partecipate della Regione, collegate alla Regione, vigilate
dalla Regione.
Se non è così, questo comporterebbe un risparmio per il 2003 e
il 2004 di alcune centinaia di miliardi di lire.
Quindi, vi lanciamo il guanto di un confronto, ma anche di una
sfida rispetto ad una visione nostra che riteniamo essere moderna,
che guarda ai settori dell'economia regionale e rispetto al fatto
che voi siete, invece, legati all'utilizzo della leva della spesa
pubblica soltanto per incentivare il vostro consenso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo.
Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, per poter organizzare i lavori di questa
sera, se non ci sono osservazioni, potremmo chiudere le iscrizioni a
parlare in modo tale da gestire meglio i tempi e dare al Governo la
possibilità di replica.
Se non ci sono altri onorevoli iscritti a parlare, dichiaro
chiuse le iscrizioni.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ripeterò
molte delle argomentazioni testè svolte dal Presidente del Gruppo
parlamentare dei DS, l'onorevole Speziale. Vorrei semplicemente
sviluppare alcune questioni che ritengo debbano entrare nel
dibattito e nei lavori del Parlamento sulla finanziaria nell'esame
del disegno di legge finanziaria.
Innanzitutto, mi auguro che l'esito finale della finanziaria
non sia quello che viene, in qualche modo, preannunciato da una
serie di emendamenti, anche di iniziativa del Governo, che tendono
in modo irresponsabile, soprattutto se da parte del Governo, a
squalificare ancora di più il testo della legge finanziaria che
giunge in Aula. Una finanziaria priva di respiro politico, di
strategia; una finanziaria priva di qualsiasi chiara concretezza di
risanamento dei conti della Regione. Mi auguro solo che l'esito
finale non appesantisca ulteriormente questo tipo di condizione in
cui il Parlamento si trova a dover esaminare un testo che è già
negativo di per sè.
Si tratta di un testo che non affronta nessun problema, che non
risolve nessuna questione dirimente e che consegna, ancora una
volta, alla Sicilia una politica finanziaria, di bilancio da parte
del Governo che appesantisce, appunto, i conti della Regione.
Se noi fossimo una Regione-Stato che batte moneta, come
vorrebbe fare Bossi per la Padania, sicuramente la nostra moneta
sarebbe ogni sei mesi sottoposta a svalutazione. Infatti, se la
stabilità monetaria è rapportata alla solidità dei conti pubblici,
noi saremmo sicuramente in una condizione di disastro, di
bancarotta.
Se dovessimo rifare i conti per l'ingresso nell'Euro, così come
è accaduto nel 1998, sono convinto che la Regione siciliana, da
sola, potrebbe impedire, oggi, l'ingresso dello Stato italiano
nell'Euro in una dimensione di stabilità monetaria. E aggiungo: meno
male che l'Italia è entrata nell'euro, che è entrata a far parte
delle Nazioni prime nell'euro.
Altra questione che voglio affrontare riguarda il fatto che la
Regione siciliana si è sempre, almeno nel corso degli ultimi tempi,
estraniata da una discussione e da un dibattito sulla politica
fiscale dello Stato italiano, sulla politica fiscale perseguita dal
Governo italiano.
Abbiamo avuto dal 1997 al 2001 una crescita delle nostre
entrate, tributarie ed extratributarie, notevole fino ad arrivare a
circa 16 mila miliardi delle vecchie lire; sostanzialmente tutto
questo è stato dovuto al fatto che, a livello nazionale, sono
aumentate le entrate dello Stato e conseguentemente le entrate della
Regione siciliana grazie ad una lotta seria all'evasione fiscale.
Il governo Berlusconi, il governo Tremonti bis, avendo
sposato invece la politica dei condoni, piuttosto che della lotta
all'evasione fiscale, determinerà nel tempo una regressione, una
diminuzione delle entrate tributarie di questa Regione poichè in
termini di IVA, di ILOR, di IRAP, di IRPEF, noi avremo sposato
quella filosofia e avremo abbassato il livello delle iniziative
contro l'evasione fiscale. Ci sono stati illustri burocrati, anche
della Guardia di finanza, i quali hanno detto che i controlli, in
attesa della fine del processo di condono, venivano sospesi, quasi
ciò dovesse valere come una sorta di minaccia perchè poi i controlli
potevano riprendere.
La Regione siciliana ha tutto da guadagnare da una seria lotta
all'evasione fiscale, soprattutto la Regione siciliana dove anche il
tasso di evasione è elevato e considerevole.
Da questo punto di vista, io vorrei porre al Governo una
questione circa la necessità di affinare, in concorso con lo Stato,
quegli strumenti che possano consentire un serio recupero di risorse
tributarie ed extratributarie nella nostra regione, che possano
consentire un serio controllo sul rispetto delle leggi in materia
fiscale.
Ma vorrei anche dire che la Regione dovrebbe sapere che una
delle cose che è nelle sue possibilità è, per esempio, riconoscere
il ruolo degli ispettori del lavoro, i quali svolgono una funzione
anche preziosa nel determinare maggiori gettiti non solo nelle
entrate previdenziali e fiscali dello Stato ma anche della Regione.
Bisogna sapere che la Regione oggi nega la funzione degli
ispettori del lavoro. Infatti, non è stata ancora recepita dalla
Sicilia la legge nazionale che trasferiva le competenze al fine di
istituire i ruoli degli ispettori del lavoro.
Ancora oggi la Sicilia non ha gli ispettori del lavoro e la
funzione di andare a controllare nei cantieri o nelle altre aziende
produttive spetta solo ai carabinieri. E meno male che lo fanno i
carabinieri Se oggi si presenta un funzionario regionale con
funzione di ispettore del lavoro non è in grado di fare alcun
verbale perchè può essere ricusato, perchè può essere contestato in
sede di contenzioso giudiziario e anche in sede di contenzioso
tributario.
Allora la Regione cominci da qui, cominci a dotarsi di alcuni
strumenti che la mettano nella condizione di poter intervenire.
Altra questione che io vorrei sollevare brevemente: da tre anni
le leggi finanziarie della Regione siciliana affrontano il tema
dell'alienazione dei terreni appartenenti ai suoli trazzerali, al
demanio trazzerale e gravati da uso civico. Il primo è un capitolo
di entrata della Regione, il secondo è un capitolo di entrata dei
Comuni. Evidentemente il fatto che torniamo anche questa volta a
riscrivere la normativa più complessivamente in materia di
alienazione di usi civici e di demanio trazzerale, testimonia che
questa legge non è stata fino ad ora resa applicabile, resa
operativa.
Che cosa aspetta la Regione siciliana, l'Assessorato
dell' agricoltura a potenziare gli uffici per la liquidazione degli
usi civici e del demanio trazzerale e a fare in modo che tutte le
pratiche inevase possano essere chiuse, chiudendo così una partita
che si trascina da tempo?
Altra questione: la sanità. Abbiamo affrontato un dibattito
nell'autunno scorso in ordine alla necessità di tagliare le spese in
materia sanitaria. Bene, a parte il fatto che ritengo che anche dopo
le notizie apprese, secondo le quali buona parte dei primari delle
aziende ospedaliere e degli ospedali della provincia di Palermo
erano dettati anche dalla mafia, come apprendiamo dalla cronaca,
cosa aspetta l'Assessorato per la sanità e anche l'Assessorato per
il bilancio e le finanze a fare una seria indagine su come si
spendono i soldi nel settore della sanità? Su come si spendono i
soldi, anche in materia di cartolarizzazione? Dove vanno a finire i
soldi a seguito della cartolarizzazione o delle operazioni di
fattorizzazione? Quale politica stanno facendo l'Assessorato per la
sanità e l'Assessorato per il bilancio e le finanze per impedire che
nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi le
Aziende sanitarie siano destinatarie di migliaia e migliaia di
decreti ingiuntivi che metteranno in ginocchio i conti della
Regione? Che metteranno in ginocchio i conti delle Aziende
sanitarie Chi pagherà tutto questo Dove sono andate a finire le
risorse della cartolarizzazione? Vogliamo capire esattamente come
sono state fatte anche alcune operazione di fattorizzazione? Ho
presentato un'interrogazione all'Assessore per la sanità per quanto
riguarda una vicenda dell'Azienda 6 di Palermo, la quale regala in
un sol colpo 740.000.000 di lire a Banca Nuova. Regala Regala
740.000.000 di lire a Banca Nuova che è l'Istituto che ha fatto una
fattorizzazione regalando una percentuale, lo 0,74 per cento di
interessi non dovuti; non dovuti L'Assessore per il bilancio e le
finanze controlla i conti consuntivi di tutte le Aziende sanitarie?
Controlla i bilanci preventivi? Come pensate di mettere a regime,
di rendere efficace e trasparente, di ridurre la spesa sanitaria
senza sacrificare il diritto alla salute dei cittadini?
SPEZIALE L'Assessore per il bilancio e le finanze concorre
all'aumento della spesa sanitaria.
GIANNOPOLO L'Assessore per il bilancio e le finanze lo so
benissimo che concorre ad aumentare la spesa. Lo so benissimo
L'Assessore per il bilancio e le finanze deve sapere e ci deve anche
rassicurare assieme all'Assessore per la sanità sul fatto che si
stanno facendo operazioni in ordine a sperimentazioni gestionali,
sull'alta e media specialità che prevedono, che ipotizzano - e già
questi soggetti bussano alle porte della Regione - la possibilità
che la Regione intervenga a ripianare gli eventuali disavanzi
delle sperimentazioni gestionali. Vorrei che l'Assessore ci dicesse
se lui condivide, per esempio, ciò che é stato fatto, poiché lo ha
deliberato anche lui, a proposito della Fondazione San Raffaele, per
cui la Regione si impegna in un protocollo di intenti, sottoscritto
in pompa magna, a ripianare e non solo a pagare il DRG della fascia
più alta e cioè della fascia "A", ma si impegna anche a ripianare
gli eventuali disavanzi, senza alcun limite.
Sicché Don Verzé può spendere a Cefalù oltre trecento,
quattrocento miliardi, giustificando la spesa per poi l'Assessore
pagare a pié di lista. Bisognerebbe vergognarsi, persino a scriverla
o pensarla, eppure l'avete fatto
Onorevole assessore quando parlate di risanamento, di che cosa
parlate? Di che cosa intendete parlare?
Altra questione, la spesa per gli enti locali: per essi temo
manchi una analisi seria sulla loro condizione; gli enti locali sono
tornati ad essere quello che erano un tempo e cioè soggetti che
erogano prestazioni di carattere burocratico.
Gli enti locali stanno perdendo il terreno conquistato in
materia di politiche di promozione per lo sviluppo; sono in una
difficoltà enorme.
Deve sapere, onorevole assessore, che con questa manovra
finanziaria vengono tagliati non solo centoventi miliardi delle
vecchie lire rispetto al bilancio dell'anno scorso, ma il taglio
rischia di essere indirettamente superiore perché maggiori sono i
costi che graveranno, compresi quelli, per esempio, delle politiche
di fuoriuscita dal precariato che graveranno sulle casse degli enti
locali.
Onorevole assessore, le fornisco dei dati: Governo Provenzano
nel 1997, lei era assessore alla sanità di quel Governo, stabilì un
principio e cioè che i trasferimenti agli enti locali valevano su un
fondo unico che era pari al 15 per cento delle entrate tributarie ed
extra tributarie come rendicontate con il penultimo esercizio
finanziario. In base a quella percentuale, agli enti locali
spettavano 1850, 1900 miliardi.
Se oggi noi dovessimo mantenere quel principio di federalismo
interno, sul quale convenimmo tutti, destra e sinistra, se noi
dovessimo avallare quel principio oggi dovremmo trasferire agli enti
locali 2400 miliardi delle vecchie lire, perché tanto inciderebbe
l'ammontare di quella percentuale sulle entrate tributarie ed extra
tributarie.
Sono perché si ragioni in questi termini e si riprenda quel
ragionamento in questi termini, facendolo camminare parallelamente
al processo di riforma e di decentramento della Regione siciliana a
seguito sia della legge 10 del 2000, ma anche degli ulteriori
sviluppi che ci sono stati in materia di politica di sussidiarietà.
Dobbiamo aprire questo tipo di discussione, se vogliamo dare
concretezza al disegno di alleggerire il peso burocratico,
elefantiaco regionale.
L'assessore al lavoro, onorevole Stancanelli, l'ha fatta
veramente grossa: il suo solo assessorato vuole valga quanto
l'intera Regione Lombardia. Noi ci eravamo detti nel 1997 che tutta
la Regione siciliana doveva attestarsi a quel livello. Adesso,
invece, il solo Assessore al lavoro vuole arrivare a contare quanto
la Regione Lombardia, figurarsi quale processo di decentramento o di
alleggerimento noi stiamo ipotizzando.
Vi invito, pertanto, ad aprire una grande discussione con gli
enti locali, con tutti gli enti sottoposti a controllo e vigilanza
della Regione, ad aprire una grande discussione per tornare a
ripensare quelle politiche che, se condotte con accortezza e con
responsabilità, sono anche politiche che portano alla
responsabilizzazione ed al risanamento, perseguendo quel patto di
stabilità regionale che deve concorrere a sua volta a garantire il
patto di stabilità nazionale. Senza questo, le nostre politiche
economiche e persino la nostra moneta saranno sempre sottoposte a
strattoni.
Inoltre, onorevole Assessore, per quanto riguarda il taglio del
finanziamento agli enti locali, lei non può sostenere che questi
contributi in meno saranno recuperati dai Comuni attraverso la
sanatoria.
Lei non può dare questo messaggio, cioè dire agli enti locali
di approvvigionarsi in termini di spesa corrente a quella eventuale
entrata. Lei deve dire semmai agli enti locali di destinare quelle
entrate a spese per investimenti, divincolando quelle ipotetiche
entrate. Poi vedremo, in realtà, la sanatoria quante di queste
entrate produrrà
All'interno di questa finanziaria si dovrebbe prevedere la
rimodulazione della spesa per i servizi socio-assistenziali che
gravava per circa 150 miliardi delle vecchie lire dentro il fondo
unico per gli enti locali. Rimodularla, per esempio, sulle risorse
destinate dallo Stato alla Regione che coincidono, in termini di
finalizzazione, per l'80 per cento con le competenze che la nostra
legislazione regionale stabiliva in tale materia.
Pertanto si potrebbe fare una operazione di rimodulazione anche
di quei fondi della 328 sottraendoli ad una visione, ad una gestione
centralistica che questo Governo si è voluto riservare di quel tipo
di risorse; facendole rientrare, invece, in una programmazione
integrata sul piano socio-assistenziale e socio-sanitario che deve
essere condotta in prima persona con gli enti locali oltre che con
gli altri soggetti.
Se tutto questo fosse fatto ci consentirebbe non solo di
recuperare il taglio, ma di qualificare anche la stessa spesa in
materia socio-assistenziale e di recuperare ulteriori risorse che a
quel punto è giusto vincolare come si voleva fare. Ma non
nell'interesse degli enti locali, bensì nell'interesse di far
quadrare i conti della Regione; vincolando a spesa per investimenti
quel 25 per cento che fortunatamente si è ridotto al 5 per cento.
Quel 25 per cento che rappresentava la grande ipocrisia della
Regione siciliana, che, da un lato, aumenta essa stessa le sue spese
correnti, per poi recuperare le somme per gli investimenti
dislocando su un fondo per investimenti parte delle somme destinate
agli enti locali. Questa è materia che appartiene alla totale
autonomia degli stessi enti locali.
Ritengo ci sia da lavorare in modo più serio attorno ai
contenuti di questa finanziaria perché si possono recuperare
provvedimenti e politiche che vadano incontro ad esigenze di
sviluppo, di qualificazione, di migliore programmazione delle nostre
risorse.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
dell'Assemblea, dei consigli regionali e delle province autonome ha
stabilito un accordo nell'ambito del contratto di servizio con la
RAI, sulla base del quale una volta al mese la RAI regionale manderà
in onda, in differita, una seduta del Parlamento siciliano e alcune
altre iniziative di natura istituzionale, in particolare una sorta
di comunicato che riguarda l'attività delle diverse commissioni
legislative.
Ho appena mandato al Presidente dell'Assemblea e al Segretario
generale una lettera con la quale sollecito una riunione della
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari con il Consiglio
di presidenza dell'Assemblea i presidenti delle commissioni per
stabilire le modalità di quella seduta che si deciderà dovrà essere
mandata in onda una volta al mese, perchè sarà necessario per questo
tipo di seduta contingentare, in maniera molto precisa, i tempi
proprio per garantire una partecipazione articolata al dibattito, ma
nello stesso tempo restare entro le tre ore, perchè in tutto la
trasmissione durerà tre ore, fissate appunto dalla sede RAI
siciliana.
Ho voluto comunicare questa iniziativa in questa circostanza
proprio perchè probabilmente ciascuno di noi dovrà fare un minimo di
autodisciplina rispetto ai tempi di ciascun intervento proprio per
consentire che la comunicazione riguardante la seduta in questione
avvenga nel rispetto assoluto dei tempi che saranno individuati.
E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti.
Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervenire dopo
un dibattito, anche se breve, ma che comunque è stato assolutamente
esplicito nell'indicare le lacune di questa manovra finanziaria, di
questa manovra di bilancio, può essere quasi pleonastico, ma mi
sento in dovere di farlo per evidenziare alcune cose.
Innanzitutto per ricordare a me stesso, al Governo e al
Presidente dell'Assemblea quanto è successo nella Conferenza dei
Capigruppo del 6 dicembre dello scorso anno, quando il Presidente
del Gruppo parlamentare dell'UDC chiese e impegnò la maggioranza a
dire "quest'anno non accadrà come lo scorso anno; quest'anno la
manovra finanziaria la faremo così come prevedono i tempi di legge,
cioè entro il 31 dicembre del 2002. Noi faremo a tutti i costi la
manovra di bilancio perchè siamo nelle condizioni; è ferma volontà
del Governo di attuare questo dettato normativo".
L'impegno era che le Commissioni lavorassero pure il sabato e
la domenica, in quanto quel termine era improrogabile.
Oggi ci troviamo invece ad iniziare la discussione dei disegni
di legge a noi sottoposti al 20 marzo del 2003.
Ci sono ben tre mesi di ritardo in un contesto nel quale la
Regione ha necessità di intervenire sulla materia non solo perchè la
legge impone di procedere entro il 31 dicembre, ma per tutte le
problematiche che ci sono in questa nostra Terra, per tutti gli
scioperi, le agitazioni, i creditori che aspettano di essere pagati.
Nessuna risposta è stata data se non quella implicita di arrivare
oggi, al 20 marzo, a discutere di bilancio e di finanziaria.
E se questo deve essere un ragionamento preliminare, già la
dice lunga sulla forte sconfitta di questa maggioranza che è
elefantiaca nei numeri, ma inesistente nei fatti. Questo lo
denuncio da parecchio tempo, ma nessuno ne prende atto, nemmeno il
Presidente della Regione che ne avrebbe il dovere, prima ancora che
istituzionale, di etica della politica.
Detto questo, con volo pindarico, vado ad esaminare alcune
delle norme contenute in questa finanziaria, norme che credo nulla
c'entrino con la finanziaria e che ledono ancora una volta
l'attività del Presidente dell'Assemblea il quale, in fase di
ammissibilità del disegno di legge approvato della Giunta, le ha
stralciate.
Adesso in questo testo di legge si ritrovano non solo quelle
stesse norme, ma ancora più 'abbondanti'.
Addirittura ho visto assessori di questo Governo portare nelle
Commissioni, con un termine assolutamente eufemistico, 'commi di
integrazione' a quelle che erano delle norme piccole recepite nel
disegno di legge originario.
Sono un giurista, e vedere un comma così come l'ha definito
l'Assessore, per esempio, per il turismo o altri assessori, composto
da cinquantotto capoversi significa inserire un testo unico di legge
che viene considerato, come dicevo, con un termine eufemistico
come un singolo comma.
Se questo è il modo di procedere alla razionalizzazione
legislativa, che è uno degli obiettivi che si prefiggeva questo
Governo, ritengo che anche qui c'è una sconfitta netta del modo di
operare. Quando si vogliono approvare disegni di legge lo si
faccia nei tempi utili
Questo Parlamento ha la dignità, il tempo, il dovere di
esaminare e di lavorare non solo per approvare disegni di leggi
finanziari come disegni di legge omnibus, dove dentro c'è tutto e il
contrario di tutto, ma ha il dovere di farlo con leggi organiche che
disciplinano la materia in maniera seria e intelligibile. Non così
come si procede in questo caso.
Nello specifico, onorevole Assessore, alcune norme mi lasciano
non poche perplessità. Per esempio, l'articolo 61 del disegno di
legge, così come oggi sottoposto, prevede la possibilità di creare
degli Uffici distaccati dell'Assemblea Regionale Siciliana. Capisco
che voi siete alleati di Bossi, il quale vuole fare una sede del
Parlamento a Mantova; però mi pare strano che, in un contesto di
razionalizzazione e di ragionamento complessivo, il Governo pensi di
poter spostare una sede dell'Assemblea Regionale, per esempio a
Modica o a Ragusa. E' una cosa assolutamente fantasmagorica e che
in ogni caso non rientra nelle norme finanziarie, non rientra in
alcuno dei contesti costituzionali a noi di riferimento, sembra
quasi una boutade. Ma purtroppo nell'articolo 61 è possibile
applicare anche questo. Mi auguro che sia una svista
Per non parlare dell'articolo 73 riguardante i consorzi di
bonifica: un articolo che non ha nessuna connessione con il disegno
di legge finanziario, un articolo più volte contestato dalla mia
parte politica anche in una conferenza stampa nella quale si è avuta
una risposta chiara e netta dell'Assessore per l'agricoltura, il
quale ha affermato che quell'articolo sarebbe stato ritirato. Un
impegno formale del Governo e di questo assessore; ma l'articolo ce
lo ritroviamo ancora oggi nel testo del disegno di legge, è un
articolo che è stato esaminato dalla Commissione Bilancio. Non
capisco come si possano fare proclami e a questi, poi, non dare
alcun seguito.
Richiamo anche in questo caso l'etica della politica, se ancora
questo termine ha un senso in questo Parlamento e nei confronti di
questa maggioranza.
Vado oltre, la norma finanziaria non fa altro che affrontare di
fatto delle modifiche sostanziali alla legge sull'urbanistica,
inserendo un testo dell'urbanistica, della sanatoria - come è stato
fatto a livello nazionale - con ben sei articoli: 16, 17, 18, 11, 19
e 20 che parlano esclusivamente di sanatoria. E' possibile sanare
di tutto in base a questo articolato di legge E' possibile sanare
dai sottotetti agli accessori, agli spogliatoi dei campi sportivi,
tutto quello che può essere pertinente ad un'opera edilizia anche se
non è nello stesso contesto urbanistico, anche se non è vincolato
alla proprietà originaria. E' possibile dare la facoltà di cambiare
la destinazione d'uso a chiunque voglia farlo, trovandosi oggi con
un patrimonio di 10 milioni di euro; domani, con una norma applicata
in questo contesto, si potrà trovare con un patrimonio di cento
milioni di euro.
E' una cosa assolutamente indegna e credo debba essere
stralciata da questo contesto.
E' possibile prevedere norme di carattere urbanistico, anche di
condono specifico, non vi è nulla in contrario; ma deve essere
determinato e vincolato alla destinazione d'uso originario o alla
proprietà immobiliare originaria e deve essere limitato a singoli
casi vincolati alla proprietà originaria. Non è possibile sanare
degli immobili e, poi, venderli. Sarebbe una svendita ed una
concessione a tutti coloro i quali hanno vissuto nell'illegalità e
dell'illegalità fanno una ragione di vita.
Poi, a questo aggiungiamo articoli come l'articolo 65, sul
vivaio della vite americana. Capisco l'importanza che può avere in
una regione come la nostra l'agricoltura, ma non capisco qual è
l'interesse così fondamentale da inserire un contributo per il
vivaio della vite americana in Sicilia che, tra l'altro, era stato
stralciato più volte. Era stato inserito nelle variazioni di
bilancio, costantemente ci ritroviamo a discuterne nel documento
principale di tutta l'attività legislativa di un anno, che indica la
direzione politica e il contesto nel quale la Regione si deve
muovere. Onorevole Assessore, avrei piacere che qualcuno me lo
spiegasse.
Quanto ho detto in maniera assolutamente sintetica - e che poi
andrò a specificare man mano che esamineremo i singoli articoli di
legge - si inquadra in un contesto complessivo del quadro
finanziario della Regione che definire allarmante è dir poco.
Quello arrivato in Aula è un quadro di questa specie: abbiamo
un fondo globale che è ridotto a 1.600 migliaia di euro. Vuol dire
che non è possibile approvare alcun disegno di legge quest' anno e,
quindi, alcuna legge che possa incidere seriamente sulla prospettiva
di sviluppo di questa Terra. Infatti, non è previsto un solo euro
per norme di questo genere. Il bilancio complessivo prevede risorse
di competenza per 22.400 migliaia di euro e una cassa di 16.000
migliaia di euro, con una differenza di 6.000 migliaia di euro, che
di fatto è una illiquidità vera e propria, prevista, tra l'altro,
per cercare di sanare i buchi.
Una attualizzazione che, di fatto, è un debito di 984.000
migliaia di euro; un'attualizzazione che è prevista ed utilizzata in
maniera assolutamente impropria dai tecnici del bilancio. Infatti,
sappiamo che è possibile per legge costituzionale far dei debiti
solo per investimenti, invece qui l'attualizzazione e, quindi, il
debito di 984.000 migliaia di euro è indirizzato esclusivamente a
saldare i debiti pregressi.
E' una norma assolutamente incostituzionale che certamente, se
non sarà impugnata dal Commissario dello Stato, sarà poi la Corte
dei Conti a farci pagare. Se a ciò aggiungiamo che viene prevista
da lei, onorevole Assessore, la possibilità di considerare un
ripianamento del debito delle AUSL regionali, che nel 2001 ammontava
a 434.450 migliaia di euro, coperto - secondo il documento
finanziario oggi sottoposto alla nostra attenzione - con un avanzo
di amministrazione. Gradirei sapere qual'è l'avanzo di
amministrazione, perchè è possibile fare un'operazione di questo
genere quando l'avanzo di amministrazione è già stato determinato, è
stato quantificato in maniera precisa.
Invece qui si dice, in maniera generica, che questi debiti, che
fanno riferimento alla situazione del 2001 (che nel 2002 è
certamente peggiorata), li colmeremo con l'avanzo. Quale avanzo?
Anche questa è una norma che va in una direzione totalmente
contrapposta e illegittima rispetto alle norme principali che
disciplinano le regole del bilancio.
Questo si inserisce in un contesto nel quale, come è stato
detto anche da alcuni miei colleghi, la situazione complessiva della
nostra Regione si trova in uno stato disastroso. Basti pensare che
il PIL nel 2002 è cresciuto solo dello 0,4 per cento e, quindi, in
una situazione quasi di recessione, con l'export diminuito almeno
del 6 per cento, mentre nel 2001 c'era stato un avanzo del 5,7 per
cento, che gli impieghi bancari sono andati solo al 2,2 per cento,
mentre nel resto d'Italia è al 5,9 per cento.
Potremmo continuare col dire che c'è un indebitamento, al 31
dicembre 2002, di 3 milioni di euro più 400.000 euro, più i deficit
delle AUSL, che per il 2002 vengono quantificati in 250 milioni di
euro.
Siamo in una situazione disastrosa. Questo potrebbe essere
interpretato, in sede di dibattito politico, come una forzatura dai
colori propagandistici.
Concludo il mio intervento dicendo solo alcune cose di
carattere assolutamente oggettivo e che traggono origine da
documenti pubblici redatti da agenzie, tra le migliori agenzie
mondiali di rating che ci sono in Italia. Mi riferisco per esempio,
al documento del 16 ottobre 2002 dell'Agenzia Fitch Rating di
Londra, nel quale si sostiene esplicitamente che il deterioramento
della sanità e la crescita del debito attraverso operazioni fuori
bilancio, entro un debole contesto di performance di bilancio, ha
ridotto il merito del credito della Regione siciliana. Ciò
principalmente è dovuto alla sovrastima delle entrate, al basso
livello delle riscossioni ed allo scarso controllo delle spese.
La spesa sanitaria è cresciuta in maniera significativa a causa
della crescita di salari da contratto e, soprattutto, a causa di un
basso controllo sulle operazioni di spesa. Il peso complessivo
totale della Regione rimane quasi del tutto insostenibile. Questo in
estrema sintesi e a stralci.
A ciò bisogna aggiungere quello che è accaduto qualche giorno
fa, quando le più importanti banche di investimento mondiale hanno
immesso sul mercato le obbligazioni relative alla cartolarizzazione
dei crediti della Regione. Mi riferisco agli istituti bancari che
lei, onorevole assessore, certamente conoscerà bene: la Dresdner
Bank, l'Antonveneta, la Nomura. Queste obbligazioni relative alla
cartolarizzazione, che di fatto non sono altro che i debiti che la
Regione ha nei confronti di coloro che offrono servizi alla medesima
e i quali le mettono sul mercato per recepire subito denaro - poi
sarà la Regione a pagare coloro i quali acquistano queste
obbligazioni - sono rimaste invendute sul mercato pur avendo avuto
le stesse un aumento di interessi e quindi la possibilità di avere
un lucro sull'acquisto di queste stesse obbligazioni che è aumentato
del 300 per cento rispetto al 1999.
Cioè, le imprese hanno offerto queste obbligazioni sul mercato
ad un tasso di interesse tre volte superiore rispetto a quello che
era stato offerto nel 1999, quando sono state tutte vendute. Invece
queste sul mercato non sono state collocate. Vuol dire che la
Sicilia, nel contesto internazionale delle banche, lì dove ci si
muove solo per interessi e dove si dà credito solo a chi ha solidità
finanziaria, non ha alcun credito; quelle obbligazioni non sono
state assolutamente vendute. Se poi aggiungiamo che l'Agenzia
Moody's ha classificato la nostra Regione con l'A2 ed ha dato un
outlook negativo, significa che ci ha considerato, non dico come
l'Argentina, ma quasi agli stessi livelli.
Certamente la situazione, così com'è disegnata,
complessivamente crea particolare preoccupazione. Poiché il nostro
compito di opposizione è di denuncia, di stimolo, ma anche di
proposta, non possiamo non considerare e non offrire al Presidente
della Regione e a lei, onorevole Assessore per il bilancio, alcuni
suggerimenti.
Per esempio, così com'è previsto dalla legge, è possibile che i
manager delle AUSL della Regione siano sottoposti a valutazione
sulla base del loro operato con delle griglie di valutazione che
comprendano anche la possibilità di riduzione delle spese di
gestione e di acquisto dei servizi? Questo non è mai stato fatto,
né alcuna griglia di valutazione è stata mai esaminata lasciando i
manager agire senza alcun controllo con atti di impegno e di spesa
complessiva esorbitanti, e nessuno ne tiene alcun conto.
Lì bisogna mettere mano in modo serio, applicando la legge
approvata a suo tempo. Si risparmierebbe un bel mucchio di
quattrini.
Oltre a ciò, non si capisce come si faccia a non abolire
moltissimi dei comitati inutili che altro non sono che nicchie di
sottogoverno e soltanto questo. A tal proposito, non posso fare a
meno di sottolineare che all'ordine del giorno di quest'Aula da
circa 10 mesi figura l'elezione di quasi 40 comitati dei quali
bisogna eleggere alcuni rappresentanti della Regione. In pratica,
questi comitati non soltanto non vengono soppressi, ma non vengono
nominati nemmeno i rappresentanti che l'Assemblea deve eleggere. Ci
trasciniamo da 8 mesi queste elezioni senza affrontare il problema
in maniera seria; oltre tutto potremmo anche risparmiare la carta
nella quale indichiamo costantemente questi impegni.
Tornando al disegno di legge in discussione, si potrebbero
prevedere una serie d'interventi per accelerare le entrate proprie;
per esempio, risolvere il problema relativo a Capitalia. Non so se
ricorda, onorevole assessore, ma nella precedente legge finanziaria
abbiamo fatto un'operazione con la quale abbiamo svenduto il
patrimonio immobiliare del Banco di Sicilia pervenendo oggi alla
sottoutilizzazione del Banco di Sicilia, allo smantellamento del
sistema creditizio siciliano che faceva riferimento al Banco di
Sicilia; e proprio la settimana scorsa, di fatto, alla cassa
integrazione del management del Banco di Sicilia originario. Abbiamo
svenduto un patrimonio, abbiamo perso migliaia di miliardi delle
vecchie lire, ora stiamo creando ulteriore disoccupazione tenendo
delle quote che sono relativamente deboli e che non ci procurano
alcun utile.
Dunque, mi chiedo perchè non vendere le nostre quote di
Capitalia, capitalizzare quelle somme, considerato che tra l'altro
noi non ne traiamo nulla avendo svenduto tutto e, caso mai,
incominciare a ragionare del potenziamento dell'IRCAC e dell'IRFIS
per farne una specie di istituto di medio-credito rivolto alle
piccole aziende siciliane che hanno necessità di crescere e che,
soltanto avendo dei servizi bancari a propria disposizione, potranno
avere quella liquidità fondamentale per la loro crescita, piuttosto
che consentire che tale liquidità sia portata anche al nord.
Sono tante le cose che si possono fare. Una di queste mi vede
assolutamente favorevole:l'imposizione della tassa ambientale, così
come è stata definita e meglio rimodulata dalla proposta di Alleanza
nazionale; anche questo può essere un modo serio di procedere,
considerato che una tassa che vada in direzione del
disincentivamento dell'inquinamento, che faccia pagare coloro i
quali hanno danneggiato il nostro territorio e continuano a farlo in
maniera impropria, non rispettando nemmeno le normative in materia
sanitaria, penso sia un provvedimento assolutamente serio che
coprirebbe dei costi notevoli e che, comunque, va indirizzato al
risanamento del territorio.
Altre proposte potrei avanzare, ma l'elenco sarebbe lungo.
Poichè mi sono impegnato a rispettare il tempo previsto dal
Regolamento per gli interventi, e generalmente, a differenza di
quanto questo Governo della Regione fa, io rispetto gli impegni che
assumo, concludo il mio intervento.
PAGANO assessore per bilancio e le finanze. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, da due giorni prendo appunti e
quindi il mio intervento per essere esaustivo dovrebbe durare almeno
due ore. Tranquillizzo tutti dicendo che mi limiterò ad una
panoramica complessiva, cercando di dare delle risposte il più
esaurienti possibile rimandando la puntualizzazione dei singoli
aspetti man mano che si procederà con l'esame del testo, anche
perchè posso affermare che negli interventi dei colleghi che mi
hanno preceduto tutto lo scibile umano sia stato sviscerato. Qui
abbiamo visto giuristi, economisti che si sono divertiti a parlare
di tutto e di tutti: dagli scenari macroeconomici internazionali,
che vedono coinvolti gli Stati Uniti d'America in guerre con noi,
che evidentemente c'entriamo qualche cosa, per arrivare alle
ricadute economiche di una società che è in crisi, agli elementi che
sono tipici di una società che è quasi al limite di un fenomeno
'argentino', dimenticando però che le cose non stanno proprio così.
Io penso che oggi invece dobbiamo fare un'analisi seria, una
riflessione concreta di quelli che sono gli aspetti più importanti
che ci devono riguardare in relazione alla legge finanziaria e alla
legge di bilancio che - mi si consenta dirlo - rappresenta già un
salto qualitativo rispetto alla finanziaria dell'anno scorso che era
già ottima e rispetto alle finanziarie degli anni precedenti che
avevano un taglio e un tenore non consueti.
Vorrei saltare di pari passo le impostazioni e le descrizioni
di ordine economico. Non possiamo prenderle in esame perchè mi viene
facile dire: ma come mai l'opposizione che in questo momento sta
criticando i dati economici di questa Regione, per quest'anno
specifico, si è ritrovata a dire esattamente le stesse cose l'anno
scorso?
Allora, delle due, l'una O c'è una scelta di campo che è
demagogica e che è soltanto finalizzata alla critica per la critica,
oppure l'anno scorso il nostro anno economico e quindi lo sviluppo e
l'impulso che erano stati dati alla nostra Regione sono stati di
grandissimo livello. Infatti, se l'anno scorso è stato indicato
come pietra miliare, come esempio di un'economia che certamente ha
dato uno sviluppo, non si capisce per quale motivo l'anno scorso
siano piovute delle critiche che definire esagerate è dire poco.
Questo non possiamo accettarlo; c'è un vagheggiamento
complessivo che non possiamo cogliere assolutamente in termini di
critica costruttiva, così come invece, più volte, l'opposizione ha
cercato di millantare. Qui non c'è alcuna opposizione costruttiva
C'è un gioco consolidato e che abbiamo visto più volte; siamo
convinti che ciascuno debba giocare la propria partita e ciascuno la
gioca regolarmente, non siamo scandalizzati, però non ci si venga a
dire che le proposte che vengono avanzate sono serie, costruttive e
che servono per migliorare la Regione siciliana. Non è così
E' dal primo giorno che sento dire che questo Governo non fa
altro che compiere atti illegittimi. L'anno scorso ci avete
bombardato dicendo che il fondo di accantonamento dato agli enti
locali, il cosiddetto Fondo Goria, era un qualcosa di
stratosfericamente negativo, che avrebbe portato al collasso, che la
Sicilia avrebbe avuto dei disastri ...
CAPODICASA Perchè, sono entrati questi soldi?
PAGANO assessore al bilancio e alle finanze. Vi rammento e le
rammento, onorevole Capodicasa, e la prego di non interrompermi, che
la legge di variazione di bilancio, la legge 23 del 2002, è quella
col più alto contenuto quantitativo che questa Regione negli ultimi
sette anni ricordi.
CAPODICASA Ma lei l'ha guardato l'avanzo di Amministrazione?
PAGANO assessore al bilancio e alle finanze ... Ora ne parlerò
dell'avanzo di Amministrazione, stia tranquillo, me la riservo come
chicca finale, perchè l'avanzo di Amministrazione è proprio il
grande salto qualitativo che abbiamo avuto rispetto a quest'anno.
CAPODICASA Non lo abbiamo accertato e voi lo mettete già in
uscita?
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, lasciamo completare l'Assessore,
avremo modo nelle successive sedute eventualmente di confutare le
sue affermazioni.
PAGANO assessore al bilancio e alle finanze ... dicevo che le
cifre catastrofiche che erano state ipotizzate alla fine si sono
ridotte soltanto a chimere, in quanto forse un anno fa si pensava
che questo Governo non fosse in grado di ribattere punto su punto su
quanto detto e di mantenere gli impegni presi.
I fatti, purtroppo, contano onorevoli colleghi, e i fatti
dimostrano che la legge di variazione dell'anno scorso ha
razionalizzato la spesa per 800 miliardi di vecchie lire, ha posto
in essere una manovra complessiva per 1240 miliardi che mai ha avuto
riscontro in questa Regione. Ritengo che i dati ci consentiranno di
dire che c'è stato un avanzo di gestione (non brucio questa notizia
adesso, gliela dirò alla fine quant'è l'avanzo di gestione non è un
dato definitivo, ci sbaglieremo di pochi milioni di euro in più o in
meno) e ciò dimostra che abbiamo le idee chiare, che abbiamo
strategie, che manteniamo la barra dritta e che vogliamo portare
avanti un progetto di risanamento del deficit ereditato che non ci
appartiene; qualcuno ce lo ha dato. Possiamo discutere se
pianificarlo in cinque anni, in sette o dodici anni, ma certamente
non abbiamo aumentato di un euro questo deficit.
CAPODICASA Da dove viene questo deficit?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Per fortuna le
dichiarazioni vengono scritte e registrate, non si parla soltanto
per i dirimpettai, si consegnano alla storia e noi abbiamo
l'orgoglio o forse la presunzione di pensare che lavoriamo per la
storia. Qualcuno un giorno leggerà queste cose, quindi è più
importante ciò che si dice che comunque rimane agli atti e in
termini di atti scritti questo Parlamento certamente non ha nulla da
rimproverarsi e nemmeno questo Governo.
Desidero rammentare a tutti voi che avete mosso delle critiche
assolutamente ingiustificate che cosa è accaduto non più tardi di
tre settimane fa in Commissione Bilancio quando, partendo da un
legittimo atto di riscontro del Ministero dell'economia, il quale
chiedeva giustamente per quale motivo il Governo della Regione si
fosse comportato in una certa maniera a proposito di una
impostazione di bilancio, abbiamo smontato punto per punto tutte
quelle argomentazioni; il risultato è che ancora oggi vengono
portati gli stessi argomenti.
Considerato che avete riproposto gli stessi argomenti, sono
costretto a ribattere ancora una volta. A me dispiace farlo in
quanto è una riproposizione che porta soltanto a discussioni sterili
ed a perdita di tempo tuttavia se voi continuate a sostenere che
abbiamo messo in entrata 200 milioni di euro ex articolo 37, siamo
costretti nuovamente a ribattere dicendo che c'è un fondo di
accantonamento passivo e che questi 200 milioni di euro non sono
iscritti tra le entrate perchè sono controbilanciate tra le uscite,
cioè si tratta soltanto di un appostamento contabile a dimostrazione
di un diritto sacrosanto che la Regione rivendica nei confronti
dello Stato.
Per quale motivo continuate a portare avanti delle critiche per
avere iscritto 500 milioni di euro fra le entrate di questa Regione
a proposito dell'attualizzazione di crediti ex commissione Brancasi?
Abbiamo avuto la capacità che tutti gli altri governi dal 1996
ad oggi non hanno avuto: quella cioè di chiudere definitivamente
questo tipo di trattativa con un valore complessivo di 1900 miliardi
di vecchie lire in quindici anni; molto di più di ciò che si potesse
sperare.
Per quale motivo non potevamo non attualizzare, così come la
legge ci consente, così come questo autorevole Parlamento ci ha
consentito, quelle somme e portarle in questo bilancio che
certamente ha una tensione finanziaria e che quindi necessitava di
cash.
Tutto questo era nelle nostre prerogative, nelle nostre
possibilità e lo abbiamo fatto. Anzi, il risultato dal punto di
vista contabile è straordinario e dal punto di vista politico lo è
ancor di più, se si pensa che siamo riusciti ad ottenere risultati
che altri governi, compresi quelli diretti da presidenti della
Regione che oggi sono qui presenti, non erano riusciti ad ottenere.
Il ragionamento viene guardato sempre da due punti di vista,
perchè non c'è mai una sola verità, e noi siamo rispettosi del punto
di vista che viene dall'opposizione, convinti come siamo che
l'opposizione debba fare la sua parte; d'altronde ci sono deputati
in questo Parlamento che rappresentano una fetta considerevole di
popolazione che hanno l'esigenza, il bisogno, il dovere di
rappresentarla. Tuttavia, il nostro rispetto non può essere
scambiato per dabbenaggine; il nostro rispetto merita altrettanto
rispetto da parte di coloro i quali portano avanti delle critiche
che, proprio in quanto tali, devono essere costruttive, diversamente
non possono essere accettate.
Facciamo qualche esempio. E' stato detto che ci sono grossi
problemi in termini di entrata. Noi abbiamo spiegato in pubbliche
conferenze e durante l'approvazione della legge di variazione di
bilancio, addirittura il giorno prima della presentazione del
consuntivo della Procura della Corte dei Conti, che questo Governo
era stato capace di aumentare le entrate rispetto all'anno scorso di
quasi il 6 per cento. Di fronte ad un aumento delle entrate pari al
6 per cento rispetto all'anno scorso, non capisco che cosa si possa
pretendere o che cosa si possa chiedere Certo, qualcuno potrebbe
dire che avrebbero potuto essere anche del 10, del 15 o del 20 per
cento, perché no? Ognuno può pretendere tutto quello che vuole, ma
rammento a questo Parlamento che abbiamo aumentato le entrate senza
aumentare le imposte; abbiamo razionalizzato il sistema; tutto
quello che c'era lo abbiamo migliorato in termini di convenzioni, in
termini di efficienza, in termini di efficacia, in termini di
capacità concreta consentendo ai nostri attori protagonisti, che
sono coloro i quali dialogano con noi, di essere efficienti nei
nostri confronti e di dare delle risposte.
Questo è il comportamento di un Governo che vuole portare
avanti logiche di sviluppo senza tartassare i siciliani ma, nello
stesso tempo, creando le condizioni affinchè i meccanismi virtuosi
si realizzino.
Visto che ci chiedete dati, vi anticipo che subito dopo la
finanziaria faremo una pubblica conferenza dove dimostreremo,
onorevole Capodicasa, che da quando questo Governo si è insediato le
spese sono diminuite di 1200 miliardi di lire. Ribadisco ancora una
volta che l'avanzo di gestione di quest'anno è stato pari a 438
milioni di euro, cifra che certamente rappresenta un record mai
raggiunto, senza considerare che con esso abbiamo pagato il deficit
della sanità. Vi ricordo, onorevoli colleghi dell'opposizione, che
avevamo un buco nella sanità di quasi 1000 miliardi di lire - non
apriamo parentesi, se dovete muovere critiche certamente non è
questa la circostanza nè la sede in cui farlo, dovete farlo in altre
circostanze e in altre sedi, non qui - e che questo buco è stato
coperto. Abbiamo qui il documento, onorevole Capodicasa, visto che
lei mi chiede documenti e considerato che lei non crede al Governo
...
CAPODICASA Non l'ho ascoltata fino ad ora.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo è
autorevole in quanto Governo e se dicesse delle sciocchezze va da sè
che dovrebbe soltanto dimettersi. Ma poichè mi piace dare
soddisfazione... Sa perchè mi piace darle? Perchè è giusto che ad
uno dei leader più autorevoli dell'opposizione si diano
soddisfazioni e ciò non soltanto per avere la coscienza a posto, ma
soprattutto per essere convinti di stare dalla parte della ragione.
Lei è convinto di essere dalla parte della ragione e mi fa piacere,
però noi abbiamo il dato numerico, abbiamo il dato cartaceo, siamo
nelle condizioni di potere dimostrare sempre e dovunque come stanno
le cose. Siamo l'unica Regione che ha coperto cash un deficit della
sanità di quasi 1000 miliardi di lire
Come saprete certamente, a seguito del patto di stabilità
dell'8 agosto 2001 con lo Stato, i deficit devono pagarli le stesse
Regioni; infatti, sostiene lo Stato, se le Regioni vogliono i
trasferimenti devono pagare la differenza. Un principio sacrosanto,
virtuoso, a mio avviso. Alle altre regioni che hanno avuto problemi
analoghi al nostro, ricordo la Regione Lazio, ad esempio, è stato
concesso di coprire il deficit stesso, quindi il trasferimento
attraverso una copertura del deficit, in dieci anni. Noi l'abbiamo
pagato in un'unica soluzione Ho qui il documento. Questa è la
dimostrazione della capacità del Governo di razionalizzare la spesa.
Poi, se da un lato ci sono il risparmio, concreti segnali di
efficienza e dall'altro ci sono dei buchi e delle spese, lei,
onorevole Capodicasa, non deve scambiare la signorilità e la
capacità di saper dialogare per dabbenaggine; vada a ripetere in
altre sedi queste affermazioni.
La morale deve essere fatta certamente non in questo ...
CAPODICASA Ma lei non fa parte di questo Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze ... un Governo che
certamente è collegiale; onorevole Capodicasa, la invito a muovere
le sue critiche nelle sedi opportune ...
CAPODICASA Le muoveremo all'Assessore alla sanità ed al
Presidente della Regione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Abbiamo sentito
parlare di precari, di formazione, l'onorevole Liotta parlava di
operazioni di ingegneria finanziaria sulla formazione. Mi chiedo
come si faccia ad affermare queste cose. La legge 23 del 2002,
all'articolo 39, ha stabilito che la formazione doveva essere
pagata; l'onorevole Liotta ha portato avanti un ragionamento
sostenendo che vi erano state operazioni di ingegneria finanziaria,
addebitando espressamente al Governo della Regione, e precisamente
al ramo che rappresento, una mancanza di rispetto nei confronti del
settore della formazione professionale.
Rammento all'onorevole Liotta (che evidentemente é distratto
perché conoscendolo come una persona per bene, positiva e sempre
disponibile al dialogo, evidentemente quel giorno in Aula non c'era
o se c'era pensava forse ad altro, come può capitare), che con la
legge 23 all'articolo 39 si era stabilito che per quanto riguardava
la formazione professionale, essa attingeva ai fondi del FSE che
dovevano essere disciplinati; la circolare é stata esitata una
settimana fa ed io cosa c'entro con questo discorso, quando
l'impegno di spesa poteva essere preso dal 2 di gennaio, in quanto
la possibilità di erogare il pagamento era già avvenuta.
Se dobbiamo fare delle critiche, facciamole in maniera sensata
e costruttiva perché, altrimenti, il rischio concreto che si parli
tanto per parlare, e a quel punto non va più bene, perché si perde
di credibilità. La credibilità é una cosa seria, la reputazione si
costruisce giorno dopo giorno e io leggo qui che questa finanziaria,
ad eccezione dell'articolo sui consorzi di bonifica, che é,
certamente, una scelta collegiale del Governo e quindi come tale mi
assumo la mia quota parte di responsabilità, dicevo, ad eccezione di
questa norma, per la prima volta non ha norme di spesa ...
CAPODICASA Ma cosa dice, Assessore L'ha letta la finanziaria o
no?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Abbiamo norme di
contenimento, come sul patto di stabilità, sul controllo degli enti
vigilati, sugli obiettivi che vengono dati che non penso siano da
disprezzare. Abbiamo posto norme sulla lotta all'evasione, abbiamo
creato le condizioni per il recupero di risorse con i fondi IRCAC,
abbiamo creato le condizioni per meccanismi virtuosi negli enti
locali che consideriamo enti di sviluppo, perché sono i front office
dei nostri cittadini.
Ebbene, per la prima volta l'importo massimo che era stato
concesso ai comuni era stato dato nell'anno 2002, cioè l'anno
scorso.
GIANNOPOLO Non é vero, Assessore
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Giannopolo, se glielo dico io é così. Poi se lei mette il calcolo
dell'ISTAT, eccetera, forse nel 1950 arrivavano più soldi di quanto
ne arrivino ora.
CAPODICASA Questo si chiama training autogeno
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Ne sono convinto,
però io porto i numeri. L'importo massimo che era stato concesso ai
comuni, in termini assoluti, é quello dell'anno 2002.
Il secondo anno, per dimensione quantitativa, dopo quell'anno
2002, é il nostro. Avevamo dato 53 milioni di euro in meno rispetto
a quell'anno 2002.
Adesso, in commissione, abbiamo dato 18 milioni di euro in più,
per cui il totale fa 35 milioni di euro, che non mi sembra una cifra
stratosferica. Capisco che in un momento di ristrettezze tutte le
somme sono importanti, però non mi pare che siano delle cifre
particolarmente impegnative.
In compenso - checché lei ne dica, onorevole Giannopolo -
abbiamo detto che ci sono le pratiche della sanatoria che già
sappiamo, faranno ricavare 140 milioni di euro in più; i sottotetti
e le verande porteranno almeno 60 milioni di euro in più; gli usi
civici e le regie trazzere almeno 20 milioni di euro in più. Abbiamo
messo in legge che era a valere delle minori entrate trasferite
dalla Regione, e certamente, non siamo disponibili ad accettare
critiche fini a se stesse. Il Governo ha una strategia, una
complessità e vuole mantenere un progetto che é il nostro progetto.
Lei non lo comprende (e di ciò posso dolermi), ma non deve
giudicarmi lei, onorevole Capodicasa. Lei rappresenta quel 33 o 40
per cento della popolazione che non ci vota; ne prendo atto. Noi
dobbiamo dare risposta al 60, 65 per cento della popolazione che
invece, ci vota.
Per quanto riguarda lo sviluppo che é stato sostenuto essere
completamente assente in questa legge finanziaria, rammento a tutti
voi che per quanto riguarda le 15 organizzazioni di categoria, l'80
per cento delle norme che ci avevano presentato sono tutte inserite.
Certamente mancano norme cui loro tenevano tanto, tipo la
cartolarizzazione dei crediti che loro vantano. Ma questa è un'altra
storia; lì dipende anche dalla capacità di sapere drenare delle
risorse da trasferire per la cartolarizzazione in quota annua.
Purtroppo queste sono valutazioni complessive che attengono non
ad una volontà politica ma ad una capacità di sapere ricercare
liquidità. E' un ragionamento serio sui al quale non ci sottraiamo
però questo aspetto certamente non è facile da affrontare e non lo
abbiamo rifiutato, ma congelato.
Per quanto riguarda tutte le altre proposte che ci hanno fatto
le associazioni di categoria, che evidentemente non hanno ricevuto
il testo del provvedimento, ribadisco che l'80 per cento di esse
sono state accolte.
CAPODICASA Ma come li fa questi calcoli? Lo dicono le
associazioni che hanno fatto i comunicati.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. L'80 per cento
delle cose che hanno proposto ci sono. Lei il documento l'ha avuto,
quindi per favore lo prenda e si guardi una per una tutte le norme.
Per quanto riguarda tutte le altre norme che certamente mi
sento di potere definire di sviluppo oltre a quelle che ho citato,
non possiamo non citare quelle sulla valorizzazione dei beni (l'art.
22); la dismissione dei beni di aziende sanitarie che sono
considerati non utili e che vengono immessi nel mercato,
specialmente nel mercato immobiliare ed alberghiero; le
facilitazioni alle procedure ed autorizzazioni marittime demaniali
che creeranno migliori opportunità di sviluppo in coloro che operano
nel settore del turismo. Ancora, l'articolo 38, il credito sportivo
che produrrà 100 milioni di euro in più in termini di sviluppo in
questo settore, sostegno alle piccole imprese (art. 47); l'art.
49: interventi nel settore agricolo, la negoziazione dei mutui ex
art. 21: ai consorzi fidi abbiamo dato 20 milioni di euro in più ed
infine in tabella in finanziaria abbiamo messo 5 milioni di euro in
più per i fondi chiusi.
Ed allora tutto questo voi giustamente - dico giustamente
perchè ognuno fa la sua parte, non mi scandalizzo - l'avete definito
un governo fallimentare, una manovra che non va; io ritengo invece
trattarsi di una manovra che sia migliorata nel suo complesso, non
fosse altro per qualità degli emendamenti presentati che sono
certamente di qualità superiore rispetto a quelli dell'anno scorso;
e se tanto mi dà tanto sono convinto che procedendo con questa
nostra strategia anche negli anni successivi avremo più
soddisfazioni da tutti voi e comunque si tratta di una grande
iniziativa politica, onorevoli colleghi, che segna in generale un
passo in avanti rispetto agli obiettivi.
Concludo con una frase di un componente dell'opposizione, una
frase che mi è piaciuta e che faccio mia; d'altra parte non ci sono
soltanto critiche che arrivano dall'opposizione, ci sono anche le
critiche costruttive. L'onorevole Tumino penso abbia sollevato un
problema di ordine etico e morale che riguarda tutti noi,
maggioranza ed opposizione.
CAPODICASA Quando è etico e morale riguarda tutti.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. L'onorevole
Tumino dice che 'dobbiamo essere l'orgoglio di un popolo'.
Ed allora se questo è il vero obiettivo con cui noi dobbiamo
misurarci, il Governo certamente è disponibile ad accettare le
critiche, anche a subirle se è il caso, però a patto che faccia
realmente delle critiche che possano consentire in generale un salto
qualitativo ed un miglioramento della situazione politica ed
economica. Grazie.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari riunitasi sotto la Presidenza del Presidente
dell'ARS ed alla presenza del Presidente della Regione e dei
Vicepresidenti Fleres e Crisafulli ha concordato di procedere
all'esame del bilancio di previsione 2003 e della legge finanziaria
a partire dalla seduta di lunedì prossimo 24 marzo nelle ore
pomeridiane, manifestando l'orientamento di concluderne l'esame
entro la serata di giovedì 27 marzo e di avviare la discussione in
Aula nella seduta di venerdì 28 marzo 2003, compatibilmente con la
definizione dei disegni di legge di bilancio e finanziaria, dei
disegni di legge riguardanti la materia degli appalti e
l'istituzione dell'assessorato alla famiglia come stralcio della
legge finanziaria.
A questo punto, onorevoli colleghi, sospendo la discussione
dell'articolo 1 per passare all'esame della Tabella A del bilancio
annuale.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA A me è sembrato di sentire che venerdì la Conferenza dei
Capigruppo avrebbe deciso di portare in Aula il disegno di legge sui
lavori pubblici compatibilmente con l'approvazione della
finanziaria; o con una finestra aperta?
PRESIDENTE No, con una finestra legislativa E' la prosecuzione
che avverrà compatibilmente con i lavori riguardanti la finanziaria.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì 24 marzo
2003, alle ore 18.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A). (Seguito)
- Relatore di maggioranza: on.le Savona
- Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553/A). (Seguito)
- Relatore di maggioranza: on.le Savona
- Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 20.02.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.15)