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Resoconto d'Aula della Seduta n. 127 di mercoledì 26 marzo 2003
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  informo  che del verbale della
  seduta precedente sarà data lettura successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PROGETTO  DI  BILANCIO  INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
    PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 (DOC. 120)

     PRESIDENTE   Non essendo presente il Governo, propongo di passare
  al punto III dell'ordine del giorno.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
       Si procede,  pertanto, con il punto III dell'ordine del giorno:
  Progetto  di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per
  l'anno finanziario 2003. (Documento n. 120).
       Dichiaro aperta la discussione generale.
       Ha facoltà  di  parlare  il  Deputato  questore per svolgere la
  relazione.

     ZANGARA   deputato  questore  e  relatore.  Signor presidente, mi
  rimetto al testo della relazione scritta.

     DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
  dovere intervenire  in  questa rappresentazione: la cosa si commenta
  da sola.  Questa  è  un'Aula  che  già  in troppe occasioni è  stata
  oggetto  di   pesanti   ed   anche   motivati  rimproveri  da  parte
  dell'opinione pubblica.
       Ritengo che  quello  che  stiamo  per trattare sia un documento
  importante.  Questa  è un'Aula che normalmente lavora quattro ore la
  settimana, se  va  bene;  pertanto,  continuare  a fare quello che è
  stato -  in  questo  caso  -  progettato intenzionalmente, così come
  anche l'anno scorso, convocando la seduta ad arte in modo che l'Aula
  fosse vuota, non sia di nessuna utilità per alcuno.
       Faccio presente per altro che questo documento, a differenza di
  tutti quelli  che  vengono  esaminati  dai parlamentari, non è stato
  nemmeno posto  in  visione di alcuno.  Lei, signor Presidente, potrà
  ben dire  che  era  disponibile  per  essere  esaminato; però, io ho
  chiesto anche adesso  di  averne  una  copia  e mi è stato detto che
  ve ne è  una  sola.  Quindi,  vi  è  più  di  un motivo per credere,
  ritenere e dire,  da  parte mia, che tale maniera di procedere non è
  assolutamente consona alla dignità del Parlamento.
       Pertanto -  proprio  a  difesa  della  dignità del Parlamento -
  chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE    La   sua   richiesta  è  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento?  Come  Lei sa la verifica del numero legale deve essere
  richiesta  da cinque deputati.

     DE  BENEDICTIS .   E'   un   paradosso  e  lei  dovrà  darne  una
  spiegazione.

     PRESIDENTE    E'   un   paradosso,   però,   relativamente   alle
  osservazioni da lei sollevate,  giusto per informazione ed anche per
  evitare di  ingenerare  sospetti,  ieri il bilancio dell'Assemblea è
  stato distribuito  a  tutti  i  giornalisti  oltre  che  a  tutti  i
  deputati.  Dunque, l'opinione pubblica ne è a conoscenza.

     DE BENEDICTIS .  Signor Presidente, le chiedo ancora una volta di
  sospendere e di dare un minimo di significato alla nostra seduta.

     PRESIDENTE  Io  non  posso  obbligare  i  colleghi  a fare più di
  quanto essi già non facciano.
       Onorevoli  colleghi, non essendo la richiesta dell'onorevole De
  Benedictis appoggiata  a  termini  di Regolamento e non avendo alcun
  altro  deputato  chiesto  di parlare, dichiaro chiusa la discussione
  generale e  pongo  in votazione il passaggio all'esame del documento
  contabile n.  120.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'Entrata.
       Do lettura del  Titolo  I - Entrate effettive - capitoli da I a
  VIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura del  Titolo  II - Partite di giro - capitoli da IX a
  XI.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa alla Spesa.
       Do lettura del  Titolo  I  -  Spese effettive - capitoli da I a
  XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura del  Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
  a XX.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa al Riepilogo per capitoli.
       Do lettura del  Titolo  I  -  Spese effettive - capitoli da I a
  XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura del  Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
  a XX.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2003/2005.
       Si passa all'Entrata.
       Do lettura del  Titolo  I - Entrate effettive - capitoli da I a
  VIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa alla Spesa per il triennio 2003/2005.
       Do lettura del  Titolo  I  -  Spese effettive - capitoli da I a
  XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa alla Spesa - Riepilogo per capitoli.
       Do lettura del  Titolo  I  -  Spese effettive - capitoli da I a
  XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione il preventivo per il triennio 2003-2005.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in  votazione  l'intero  documento  n.  120  "Progetto di
  bilancio  interno  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per  l'anno
  finanziario 2003.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   RENDICONTO  DELLE  ENTRATE  E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
   REGIONALE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 (DOC. 121)

     PRESIDENTE    Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione   del   rendiconto   delle   entrate   e   delle   spese
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per  l'anno  finanziario  2003
  (Documento n. 121).
       Dichiaro aperta la discussione generale.
       Ha facoltà  di  parlare  il  Deputato  questore per svolgere la
  relazione.

     ZANGARA   deputato  questore  e  relatore.  Signor Presidente, mi
  rimetto al testo della relazione scritta.

     PRESIDENTE    Non  avendo  alcun  deputato  chiesto  di  parlare,
  dichiaro chiusa  la  discussione  generale  e  pongo in votazione il
  passaggio all'esame del documento n. 121.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'Entrata.
       Do lettura del  Titolo  I - Entrate effettive - capitoli da I a
  VIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura del  Titolo  II - Partite di giro - capitoli da IX a
  XI.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa alla Spesa.
       Do lettura del  Titolo  I  -  Spese effettive - capitoli da I a
  XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura del  Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
  a XX.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura del riepilogo per Titoli e per capitoli della Spesa:

       - Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII;
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       - Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII a XX.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura  dell'  allegato  A  -  Situazione  di  cassa "Conto
  generale".
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
  gestione.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do  lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
  del fondo di riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura  dell'allegato  D  - Prospetto degli storni a favore
  del fondo di riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura  dell'allegato  E - Prospetto dei prelievi dal fondo
  di riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
  del fondo di riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura  dell'allegato  G - Conto patrimoniale.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do  lettura  dell'allegato  I - Fondo previdenza personale.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do  lettura  dell'allegato L - Rendiconto gestione economo.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Do   lettura   del  Rendiconto  delle  entrate  e  delle  spese
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per  l'anno  finanziario 2003.
       Lo pongo in votazione, unitamente agli allegati.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'intero documento n.  121 "Rendiconto delle
  entrate  e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
  finanziario 2003".
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    MODIFICA   DELLA  PIANTA  ORGANICA  DEL  PERSONALE
    DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (DOC. 122)

     PRESIDENTE  Si  passa al punto V dell'ordine del giorno: Modifica
  della   pianta   organica  del  personale  dell'Assemblea  regionale
  siciliana (Doc. 122).
       Dichiaro aperta la discussione generale.
       Mi rimetto al testo della relazione scritta.
       Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione  generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
  del documento n. 122.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Sospendo  la  seduta,  avvertendo che la stessa riprenderà alle
  ore 11.00.

     (La seduta sospesa alle ore  9.04,  è  ripresa alle ore 11.10)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     FERRO   segretario  f.f.,  dà  lettura del processo verbale della
  seduta   precedente   che,   non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

                                MISSIONE

     PRESIDENTE    Informo   che,   a   modifica  della  comunicazione
  pervenuta e resa nella seduta n.  121 del 17 marzo 2003, l'onorevole
  Leoluca  Orlando  è in missione, per ragioni del suo ufficio, dal 23
  marzo 2003 al 30 marzo 2003.
       L'Assemblea ne prende atto.

               ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico  che  è stato presentato il seguente disegno
  di legge:

      - "Istituzione dell'Agenzia sanitaria regionale" (n. 603)
      - di iniziativa governativa
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro)  su
      proposta  dell'Assessore per la sanità (Cittadini) in data 25
      marzo 2003

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE    Comunico   che   è  stata  presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

            N. 1107  -  Notizie circa  l'esternalizzazione del servizio
          di cucina presso l'ospedale 'S. Giovanni di Dio' di Agrigento.
            - Assessore Sanità
            Firmatario: Capodicasa Angelo

              COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI ATTI ISPETTIVI

     PRESIDENTE     Comunico    che    a   seguito   della   scomparsa
  dell'onorevole Croce decadono i seguenti atti politici e ispettivi:
      - Mozioni nn. 42, 44, 45, 110, 126, 131, 133;
      - interpellanza n. 62;
      - interrogazione n. 528.
       Decade,  altresì,  la sua firma dagli atti politici e ispettivi
  appresso indicati:
      - Mozioni nn. 47, 62, 112, 117, 128, 144;
      - Ordini del giorno n. 152;
      - Interrogazione n. 828.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno  che  nel  corso  della  seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

       Onorevoli  colleghi,  poiché  la  Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari  ha  stabilito  che, in questa sessione, l'Aula
  esamini  i  disegni  di  legge sugli appalti e sull'assessorato alla
  famiglia,  per  consentire  alla Commissione competente di definirne
  l'esame,  sospendo  la  seduta,  avvertendo  che riprenderà alle ore
  12.00.

     (La seduta sospesa alle ore 11.14,  è  ripresa alle ore 12.10)

                     PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI

       La seduta è ripresa.

                         SULL'ORDINE DEI LAVORI


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  perchè vorrei  esprimere il mio disagio, la mia totale dissociazione
  dal   comportamento   avuto   dal   vicepresidente   dell'Assemblea,
  onorevole Fleres,  che,  per  il  secondo anno consecutivo, ha fatto
  approvare  il  bilancio  dell'Assemblea regionale siciliana alle ore
  9.00 del  mattino,  anzi  questa  volta  addirittura  alle ore 8.58,
  quindi con  qualche  minuto  di  anticipo.  E  in totale assenza dei
  deputati.
       Credo    che    tale   atteggiamento   sia   da   stigmatizzare
  nell'interesse  dell'intero  Parlamento  e  della stessa Presidenza.
  Tale  tipo  di atteggiamento, infatti, sembra quasi voler ingenerare
  nell'opinione   pubblica   il  fatto  che  questo  Parlamento  abbia
  qualcosa da nascondere circa i propri conti.
       Fra  l'altro,  questi  conti  sono stati ampiamente pubblicati,
  quindi, non  c'era  la  necessità  di  fare  approvare  il  bilancio
  dell'Assemblea  in  "clandestinità";  non c'era assolutamente questa
  necessità per rispetto del Parlamento.
       C'è di più, signor Presidente...

     PRESIDENTE  Lei deve intervenire  sull'ordine dei lavori da fare,
  non su quelli già fatti.

     GIANNOPOLO    Signor    Presidente,    mi    permetta    l'ultima
  considerazione:  il  fatto  che  il  bilancio dell'Assemblea prevede
  spese in aumento, quando, invece, noi approviamo leggi che tendono a
  contenere  tali  spese,  soprattutto  quella  per  il  personale. Lo
  diciamo per gli  enti  locali,  lo diciamo per la Regione.  Ciò è in
  totale contraddizione  con  il  fatto  che il lavoro istituzionale e
  politico   di   questo  Parlamento  diminuisce  sempre  di  più  pur
  aumentando la  spesa.  Signor Presidente, io credo invece che vi sia
  la necessità  di risanare.  Intendo, quindi, esprimere la mia totale
  dissociazione   da   questo   comportamento   che  non  è  degno  di
  un'istituzione parlamentare.

     PRESIDENTE   Onorevole Giannopolo, ho il dovere di ricordarle che
  lei sta  svolgendo  il suo intervento sull'ordine dei lavori fatti e
  non su quelli da fare. Ma io ho il dovere di dirle che non c'è stato
  alcun tentativo  di  rendere  oscura  la manovra di approvazione del
  bilancio dell'Assemblea.
       L'Assemblea si è talmente  preoccupata della pubblicità del suo
  bilancio  che  ieri  ne  ha  dato   copia  a  tutti  gli  organi  di
  informazione.  Pertanto,  lei si preoccupava di un volere nascondere
  all'opinione pubblica; ma  è  un modo strano per la Presidenza voler
  nasconderlo in questo modo...

     GIANNOPOLO  L'ho detto anch'io,  è  l'onorevole  Fleres  che si è
  preoccupato di questo, non io...

     PRESIDENTE  La Presidenza si  è  preoccupata  di  diffondere agli
  organi   di   informazione   la   copia  del  bilancio;  gli  uffici
  dell'Assemblea  sono in condizione di poter dare tutti i chiarimenti
  a  qualunque  deputato  volesse  avere  chiariti alcuni aspetti, ivi
  compreso  questo strano e misterioso problema che lei sottolinea sul
  fatto  che  aumentano  i  trasferimenti  all'Assemblea,  come se lei
  facesse  parte  di  un organo estraneo all'Assemblea e non avesse la
  consapevolezza che essendoci adeguati alle normative del Senato sono
  state  adeguate  le  indennità  ai  Gruppi,  sono state aumentate le
  indennità  dei  portaborse;  sono  state  aumentate  le indennità di
  trasporto;  sono  state  incrementate  delle  spese che purtroppo ci
  sono,  ivi  compreso  l'aumento  delle  retribuzioni  del  personale
  precario che l'Assemblea ha a suo carico.

     GIANNOPOLO   Non  contesto questo, contesto l'atteggiamento della
  "clandestinità"

     PRESIDENTE   Tutto  ciò  ha costi di cui il Parlamento si è fatto
  carico  ed io sono sinceramente, positivamente colpito dal fatto che
  stamattina, pur  essendo  presenti  alcuni  parlamentari  ai lavori,
  nessuno ha ritenuto di dovere eccepire nulla sul lavoro proposto dal
  Collegio dei  Questori. Infatti era  possibile  parlare, chiedere la
  parola, avere chiarimenti; se non è stato eccepito nulla, lamentarsi
  a posteriori  presuppone una negligenza nella presenza. In Assemblea
  eravamo parlamentari  venuti  da  fuori  per  potere  assicurare  la
  presenza  e  lo svolgimento dei lavori dell'Aula.  Pertanto, ritengo
  la discussione superata.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  CONGIUNTA  DEI  DISEGNI  DI LEGGE NN.
    554-557-562-588/A  "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
    PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
    2003-2005"  E N.  553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE
    PER L'ANNO 2003"

     PRESIDENTE  Si procede con il seguito della discussione congiunta
  dei  disegni di legge nn.  554-557-562-588/A "Bilancio di previsione
  della  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2003 e bilancio
  pluriennale  per  il  triennio  2003-2005" e n.  553/A "Disposizioni
  programmatiche  e  finanziarie  per  l'anno 2003", posti al II punto
  dell'ordine del giorno.

       Si passa all'articolo 1 del  disegno  di  legge n. 553/A. Ne do
  lettura:

                                 "Art. 1.
                          Risultati differenziali

          1.  Ai sensi  del  comma  2,  lettera  b), dell'articolo 3
       della legge regionale  27  aprile  1999, n. 10, e considerati
       gli effetti della  presente  legge,  il  livello  massimo del
       saldo netto da  finanziare  per l'anno 2003 resta determinato
       in termini di competenza in 132.230 migliaia di euro e tenuto
       conto delle operazioni  di  rimborso  di prestiti, il livello
       massimo  del   ricorso  al  mercato  finanziario  per  l'anno
       medesimo resta fissato,  in termini di competenza, in 413.166
       migliaia di euro.

          2.  Tenuto conto degli effetti  della  presente  legge sul
       bilancio pluriennale a  legislazione vigente, per l'anno 2004
       è determinato un saldo  netto  da  impiegare  pari  a  32.880
       migliaia di euro, mentre  per  l'anno  2005  è determinato un
       saldo netto da impiegare pari  a 384.327 migliaia di euro; il
       livello massimo del ricorso  al  mercato è fissato per l'anno
       2004 in 258.229 migliaia di euro.

          3.   Ai sensi dell'articolo 18  della  legge  regionale  8
       luglio 1977, n.  47  e  successive modifiche ed integrazioni,
       l'Assessore  regionale  per   il  bilancio  e  le  finanze  è
       autorizzato ad effettuare le operazioni finanziarie di cui al
       comma 1 nei  limiti  massimi ivi stabiliti. Sono applicabili,
       in quanto  compatibili, le disposizioni della legge regionale
       15 febbraio 1999, n. 6".

       Comunico che sono  stati presentati dagli onorevoli Miccichè ed
  altri gli allegati emendamenti 1.3, 1.2 e 1.1.
       Dichiaro gli emendamenti 1.3 e 1.2 improponibili.
       Pongo in votazione l'emendamento 1.1.
       Chiedo scusa onorevoli, ha  ragione  il  Governo: c'è  stato un
  errore tecnico da parte  della  Presidenza;  ho  posto  in votazione
  l'emendamento senza il parere  della  Commissione  e del Governo.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     ACIERNO  Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Savarino, Confalone,
  Baldari e Borzacchelli)

     SPEZIALE   Verbalizzi che si era in corso di votazione.

     PRESIDENTE   Non posso verbalizzare su un errore tecnico compiuto
  dalla Presidenza. Onorevole  Speziale, lei  può  parlare come vuole,
  l'errore tecnico è  della  Presidenza,  ammesso  prima della seconda
  votazione; si è proceduto, è  stata richiesta la verifica del numero
  legale e questa è appoggiata; quindi si vota.
       Indico,  pertanto,  la verifica del numero legale e ne proclamo
  l'esito:

               Presenti    7

       L'Assemblea non è in numero legale.
       Sospendo, pertanto, la  seduta  avvertendo  che riprenderà alle
  ore 17.30.

          (La seduta, sospesa alle  ore 12.20, è ripresa alle ore 18.09)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                  PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

     PRESIDENTE   La  seduta  é  ripresa.
       Onoreovli colleghi,  ricordo che la seduta era stata sospesa in
  fase di votazione dell'emendamento 1.1.
       Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  é  favorevole  si  alzi;  chi  é contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                 "Art. 2.
         Attualizzazione delle entrate derivanti dalla definizione
           del contenzioso finanziario con lo Stato e dalla piena
              attuazione degli articoli 37 e 38 dello Statuto

          1.  L'Assessore regionale per il bilancio  e  le finanze è
       autorizzato alla contrazione di mutui ed all'effettuazione di
       altre  operazioni  finanziarie  per  l'attualizzazione  delle
       entrate   derivanti   dalla   definizione   del   contenzioso
       finanziario con lo  Stato  e  dalla  piena  attuazione  degli
       articoli 37 e 38 dello Statuto.

          2.  Ferme restando le autorizzazioni di cui al comma 1, le
       quote annuali riconosciute dallo Stato per la definizione del
       contenzioso finanziario sono utilizzate dalla Regione per far
       fronte a spese di investimento."

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   relatore di minoranza.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, intervengo  per  comunicare  che  tra  gli emendamenti non
  figura quello  a  mia firma che proponeva una modifica. Però, poiché
  mi ritrovo,  tutto  sommato,  negli  emendamenti  che sono all'esame
  dell'Aula, possiamo andare avanti tranquillamente.

     PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa, si trattava di un emendamento
  all'articolo 2 ovvero era aggiuntivo?

     CAPODICASA   No,  era sull'articolo: in sostanza, si proponeva di
  cassare  il  periodo  "piena attuazione dell'articolo 37" mantenendo
  l'articolo 38.  Ma  non  è  un  problema  perchè  la  motivazione  è
  abbastanza chiara.  Del  resto,  in Commissione "Bilancio" avevamo a
  lungo dibattuto  su  questo  argomento e, poi, anche nel corso della
  discussione   generale;   insomma,   è   uno   dei  leitmotiv  della
  finanziaria, cioè  l'inserimento,  tra  le  entrate  del bilancio di
  quest'anno, di alcune  voci che, a nostro giudizio, e non solo, sono
  entrate del tutto infondate.
       Qui siamo  pienamente  dentro la comunicazione che il Ministero
  dell'economia   ha   inviato  agli  organi  istituzionali  siciliani
  attraverso   quella   missiva  in  cui  venivano  contestati  alcuni
  appostamenti in  entrata che fanno riferimento a trasferimenti dello
  Stato.  In  quella  missiva si evidenziava che, per alcune voci, non
  ci fosse la corrispondente posta in uscita nel bilancio dello Stato.
  Non si comprende, quindi, come la Regione siciliana possa mettere in
  entrata   somme   che   lo  Stato  deve  trasferirci  nell'esercizio
  finanziario 2003  senza  che  quest'ultimo le abbia poste in uscita.
  Dall'altro lato, basterebbe  un  esame un po' più attento di come si
  sia svolta  la  discussione,  in Commissione ed in Aula, della legge
  finanziaria dello  Stato  a  proposito  dell'articolo  3,  in  cui è
  contenuta la  norma  riguardante  l'articolo  37  dello  Statuto per
  rendersi conto  che non c'entra nulla con l'appostamento che abbiamo
  previsto nel nostro bilancio e che con l'articolo 2 viene introdotto
  con apposita norma.
       Non c'entra  nulla  perché,  così  come  recita  la lettera del
  Ministero dell'economia,  lì  si  parla  di una alta Commissione che
  avrebbe il  compito  di stabilire le modalità per la riscossione dei
  tributi delle  aziende  aventi sede legale in una regione diversa da
  quella dove sono ubicati gli stabilimenti; ed inoltre, c'è un inciso
  concernente  la  Regione  siciliana,  ma  sempre  relativamente alle
  modalità applicative.  Infatti, come ben si sa, avevo predisposto un
  ordine del  giorno  da  sottoporre all'Aula per impegnare il Governo
  della Regione  a  sollevare  conflitto  di attribuzione con lo Stato
  perché   si   tratta  di  materia  ampiamente  di  pertinenza  della
  Commissione  paritetica  Stato-Regione, di cui all'articolo 43 dello
  Statuto autonomistico.  Infatti,  la materia che concerne i rapporti
  tra Stato  e  Regione  deve  essere  delibata  in  quella  sede, c'è
  un'apposita commissione  per  poterlo  fare:  non  può lo Stato, con
  propria  legge  ordinaria,  definire  i  rapporti  con  la  Regione,
  relativamente alle materie applicative delle norme statutarie.
       C'è dunque  una  questione di principio, al di là degli effetti
  di questa norma  che, concordo con i colleghi, non ne avrà veramente
  alcuno incidente sulla nostra normativa; ma, da un punto di vista di
  principio, non possiamo consentire che si approvi una norma che lede
  i diritti  costituzionali  della  Regione  siciliana,  in materia di
  applicazione statutaria.
       Avevo intenzione  di presentare l'ordine del giorno ben sapendo
  tuttavia che  si  sarebbe trattato di un ordine del giorno puramente
  simbolico, emblematico, appunto, di principio, perchè la maggioranza
  si è  attestata su una lettura diversa di quell'articolo: ha gridato
  al successo,  al  trionfo,  non  ha  voluto  prendere  atto che, non
  soltanto non  c'era  alcun  trionfo  da celebrare - in quanto quella
  norma non ci  avrebbe  fatto  incassare  una lira - ma anche perchè,
  onestamente,  la  discussione svoltasi in Commissione "Bilancio" del
  Senato (di cui noi abbiamo i resoconti stenografici) ci anticipa che
  non  è  assolutamente  tale  l'intenzione  del  Parlamento nazionale
  nell'avere approvato  l'articolo  3. E, aggiungerei che in bilancio,
  per la  copertura  di  quell'articolo  riguardante  tutte le regioni
  italiane, non  solo la Regione siciliana, è previsto un appostamento
  di 160 milioni di euro, cioè di 320 miliardi delle vecchie lire: noi
  appostiamo in  entrata  200  milioni  di  euro,  400  miliardi delle
  vecchie lire, solo per la Sicilia, cioè, ne poniamo più di quanto lo
  Stato ne  preveda  per  l'articolo  3  per  tutta  l'Italia
       Dunque, mettendone 400, non solo incameriamo tutti i 160, ma ne
  mettiamo 40 in più, ben sapendo che non arriveranno nè i 160 nè i 40
  in più  che  noi  appostiamo  cervelloticamente  in  modo  del tutto
  fantasioso
       Ecco  perchè  avevo  proposto  di  cassare  il  periodo  citato
  all'inizio del  mio  intervento.  So  bene  che il Governo, che deve
  quadrare i conti,  non  dirà  mai  che  si  tratta  di somme che non
  entreranno:  deve  quadrare  fittiziamente  i  conti,  lo ribadisco,
  perchè tutto, ormai,  è assestato su una idea che non vorrei neanche
  aggettivare perchè rischierei di essere offensivo per chi ha pensato
  questo bilancio  e questa finanziaria. Ma, ovviamente, continuiamo a
  viaggiare sulla  stessa linea del bilancio dell'anno passato, quando
  sono stati stanziate alcune migliaia di miliardi in entrata che poi,
  puntualmente, non  sono  arrivate  al loro esito. L'Assessore, nella
  replica svolta  nel corso della discussione generale, è stato per lo
  meno, diciamo  fantasioso   L'Assessore  si offende quando spesso lo
  richiamiamo ad  essere,  appunto,  visto che parliamo di conti, meno
  fantasioso  e  più  concreto;  però,  proprio  in  questo  caso,  ha
  sostenuto   che   a   proposito   del  bilancio  dell'anno  passato,
  l'opposizione aveva  sostenuto  si  trattasse di un bilancio falso e
  che così non  era  perchè tutto si è concluso nel migliore dei modi.
  Invece, l'Assessore sa  che  non si è concluso nel migliore dei modi
  perché abbiamo  dovuto varare due manovre finanziarie, una ad agosto
  ed una a fine anno, nel dicembre, al fine di coprire i buchi che nel
  bilancio di  previsione  si  erano  verificati.  Quest'anno  sarà la
  stessa cosa
       E' questo  il  motivo  per  cui  abbiamo proposto di cassare il
  periodo  di   cui  al  primo  comma  dell'articolo  2,  segnatamente
  all'attualizzazione  delle  somme  dell'articolo 37.  Vedo, inoltre,
  che tra gli  emendamenti proposti, tra i quali non figura il mio, si
  propone  anche   di  cassare  l'articolo  38.  Su  questo  non  sono
  d'accordo,  ho   già   avuto   modo   di   dirlo.  A  mio  giudizio,
  l'attualizzazione dei  fondi  che lo Stato destina per l'articolo 38
  alla nostra Regione può essere operata.
       Il carattere dell'attualizzazione è poi un'altra cosa.
       Si dice  -  e  io  concordo  - che l'attualizzazione, in fondo,
  altro non  è  che  un'anticipazione  a titolo oneroso: non si tratta
  quindi di  avere  oggi  i  soldi  che  dovremmo  riscuotere  domani,
  operazione che  non  ci  costa  nulla.  Se  una  banca,  infatti, ci
  anticipa oggi i  soldi  che incasserà, poi, fra dieci anni, è chiaro
  che dovremo corrispondere gli interessi. Quindi è a titolo oneroso.
       Si tratta,  comunque,  di  un  prestito,  anche se non in forma
  classica.  In  ogni  caso, l'operazione si può tecnicamente fare, ed
  io non la  discuto, non la metto in discussione da un punto di vista
  tecnico, bensì  sotto l'aspetto politico: noi ci stiamo, in pratica,
  "mangiando" quello  che  avremmo  dovuto  gestirci  nell'arco  di un
  decennio o, addirittura,  in quindici anni; ma, in ogni modo, non ne
  contesto la legittimità.
       Contesto  invece  la legittimità sulle entrate dell'articolo 37
  dello Statuto  e contesto altresì quelle relative al contenzioso tra
  lo Stato e  le regioni.
       Ho chiesto al  Governo  di dirci sulla base di che cosa prevede
  l'introito, nell'esercizio finanziario 2003, dei fondi relativi alla
  chiusura del contenzioso Stato-Regione.  Il Governo sostiene che c'è
  un accordo ma  noi  non  abbiamo  visto né uno straccio di documento
  sottoscritto, né  una  lettera,  un  qualcosa  di  ufficiale  che ci
  confermi che tale accordo esista, che è stato raggiunto su una certa
  cifra nonché  i  tempi  in  cui  tale  importo ci verrà corrisposto.
       Poichè tutto  ciò  non  avviene,  non  posso  accontentarmi  Il
  Parlamento non  può  accontentarsi  di  leggere  un  articolo  su un
  giornale in  cui  l'Assessore,  dopo  avere fatto un viaggio a Roma,
  dichiara che  ha  raggiunto  l'accordo  e  che  i  soldi ci saranno
  Vogliamo vedere  qualcosa  di  scritto  e, fino a questo momento, il
  Governo si è ben guardato dal mostrarcelo

     PRESIDENTE    Onorevole   Capodicasa,  relativamente  all'assenza
  dell'emendamento cui  lei  ha  fatto  riferimento, mi sembra di aver
  capito che  lo  stesso  si  riferisca  comunque  al  comma  2,  alla
  soppressione del comma 2.

    CAPODICASA.  No, signor Presidente, si riferiva al comma 1.

     PRESIDENTE   Quindi,  sostanzialmente,  lo consideriamo assorbito
  dagli altri emendamenti.

    CAPODICASA.  Signor Presidente, non ne faccio una questione perché
  tra gli emendamenti presentati la materia è comunque trattata.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi,  la mia non sarà una replica perché
  rinvio l'onorevole  Capodicasa  alla  lettura della mia relazione di
  risposta all'Aula a seguito del dibattito svoltosi l'altro ieri.
       "Repetita iuvant",  si  usa dire, ma, in questo caso, penso che
  il  termine  giusto  sarebbe  "annoierebbe"  più  che  "gioverebbe".
  Quindi,  onorevole   Capodicasa,  la  invito  a  rileggersi  la  mia
  relazione di risposta.
       Il documento che lei chiede è, per lo meno irrituale, onorevole
  Capodicasa.  Lei  sa  bene  che quando il Governo interviene non può
  che dire cose che sono assolutamente nell'ambito di una legittimità,
  specie se poi,  alla  fine,  il  raccordo  è avvenuto con il Governo
  nazionale, non  certo  con  l'ente  sotto casa
       Se lei  vuole  soddisfazione,  sono  pronto  a  dargliela   Fra
  l'altro, il documento  l'avevo con me in sede di replica: lei non ha
  voluto vederlo  e,  quindi,  comincio a pensare che sia strumentale.
  L'altra volta  l'avevo  portato,  se lei vuole soddisfazione venga a
  trovarmi in Assessorato

     PRESIDENTE    Onorevole   Capodicasa,   il   Governo   parla  "ex
  cathedra", e, quindi, non ci sono dubbi
       Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti emendamenti
  allegati:
       -  dagli  onorevoli  Barbagallo  ed  altri: 2.4  e  2.1;
       - dagli onorevoli Miccichè ed altri:  2.2 e 2.3.

       Pongo in votazione l'emendamento 2.4. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in  votazione  l'emendamento  2.2 a firma degli onorevoli
  Miccichè, Raiti, Morinello ed altri. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in  votazione  l'emendamento  2.3 a firma degli onorevoli
  Micciché e Raiti. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 2.1.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento, che non  è  a  mia  firma, se non è della stessa natura
  degli emendamenti  precedenti,  è  però  una  correzione  di  natura
  tecnica.
       In sostanza, questo emendamento così recita: "entrate derivanti
  dalla definizione  del  contenzioso finanziario con lo Stato e dalla
  piena attuazione  degli  articoli 37 e 38 dello Statuto". In realtà,
  aggiungere le  parole "dopo contenzioso finanziario e per l'articolo
  38  dello   Statuto"   è   tecnicamente   più  corretto  perché  noi
  attualizziamo   non   la   piena   attuazione   dell'articolo  38...
  l'Assessore, dopo  che  ha  "sentenziato",  non  ci  dà più ascolto,
  quindi possiamo  fare  benissimo  noi

     PAGANO  assessore per il Bilancio e le Finanze. Questo non glielo
  consento

     CAPODICASA  Potremmo portarle decine di casi in cui il Governo ha
  parlato, e ha parlato male, dicendo cose false ed infondate...

     PRESIDENTE  In quel caso, parlava "ex banco", non "ex cathedra"

     PAGANO   assessore  per  il  Bilancio  e  le  Finanze.  Onorevole
  Capodicasa, questo non glielo consento

     CAPODICASA    Onorevole   Assessore,  se  vuole,  le  compilo  un
  blocchetto con tutte le "fesserie" che i governanti...

     PAGANO   assessore  per  il  Bilancio  e  le  Finanze.  Onorevole
  Capodicasa - lo ribadisco - non le consento di dire ciò

     CAPODICASA  Non è  riferito  a  lei, ma ad uomini di Governo  Lei
  non ha detto "Quando io parlo", bensì "Quando il Governo parla"...

     PRESIDENTE  Onorevole  Capodicasa,  la prego di continuare il suo
  intervento. Onorevole  Assessore,  se  vuole,  potrà replicare a suo
  tempo.

     CAPODICASA  Signor Presidente, volevo richiamare l'attenzione sul
  fatto che non  si  tratta  di un emendamento che va in contrasto con
  l'assunto dell'articolo, ma è finalizzato a precisare tecnicamente e
  in modo, secondo me, più corretto, la dicitura; respingerlo, quindi,
  sarebbe una cosa non positiva.

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del
  Governo?

     PAGANO  assessore per il Bilancio e le Finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.
                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 2.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                "Art. 3.
                          Contenzioso finanziario

          1. In  relazione  all'accertamento  delle entrate connesse
       all'attuazione  delle  disposizioni dell'articolo 3, comma 1,
       lettera b) della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per il quale
       viene  disposto lo specifico accantonamento negativo previsto
       dalla tabella A allegata alla presente legge, l'Assessore per
       il  bilancio  e  le  finanze  è  autorizzato ad iscrivere con
       proprio   provvedimento   le  relative  somme  ai  pertinenti
       capitoli del corrispondente accantonamento positivo.

          2.  In  relazione  al  verificarsi  delle entrate connesse
       alle  diverse modalità di condono disciplinato dalla legge 27
       dicembre 2002, n.  289, di cui  allo specifico accantonamento
       negativo  previsto  dalla tabella A  allegata  alla  presente
       legge, l'Assessore per il bilancio e le finanze è autorizzato
       ad iscrivere con proprio provvedimento le  relative  somme ai
       pertinenti capitoli in relazione alle  finalità  previste dal
       corrispondente accantonamento positivo."

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  avevo
  intenzione  di  lasciar  correre  e di passare subito alla votazione
  dell'emendamento,   ma   poiché   l'Assessore  ha  voluto  replicare
  sostenendo che è  in  possesso  del documento con cui si attesta che
  c'è un  accordo  sottoscritto  con  il  Governo, vorrei vederlo. Non
  intendo a priori  sostenere  che  lei  non  dice la verità, ma se ci
  documenta in  tal  senso  su  questa "sentenza" che "ex cathedra" ha
  emesso, ne sarei più contento

     ORTISI  Diversi  Capigruppo non hanno a disposizione il fascicolo
  degli emendamenti. Come possiamo seguire i lavori?

     PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  sono  in distribuzione da tempo
  Invito  gli  Uffici  a  volere provvedere a distribuire il fascicolo
  degli  emendamenti  al  testo  ai  deputati  che  non  ne fossero in
  possesso.
       L'emendamento  3.3, a  firma  dell'onorevole  Capodicasa.  così
  recita:  'L'articolo 3 è soppresso'.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     ORTISI  Noi non siamo in grado  di leggere e di seguire in quanto
  sprovvisti del supporto cartaceo.

                            (Clamori in Aula)

     FERRO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   poc'anzi
  l'onorevole Ortisi  ha sollevato un problema che in questo momento è
  attuale:  la mancanza degli  emendamenti.  Capisco  che  gli  Uffici
  stanno provvedendo alla distribuzione,  però  finchè non si provvede
  chiedo di sospendere la seduta. Grazie.

     PRESIDENTE   Onorevole Ferro, ho provveduto direttamente non solo
  ad allertare  gli  uffici  perchè  distribuissero  il  blocco  degli
  emendamenti, ma in assenza  ho  anche dato lettura dell'emendamento.
  In qualche modo dobbiamo pur andare avanti
       Pongo in votazione l'emendamento 3.3.

     SPEZIALE   Anche  noi   siamo   sprovvisti   del   blocco   degli
  emendamenti; davvero

     PRESIDENTE   Onorevole  Spezieale, se non fosse stato distribuito
  il testo riassuntivo  degli  emendamenti  ovviamente  sospenderei la
  seduta, ma qua si tratta di emendamenti soppressivi.

     SPEZIALE   Non voglio che  sia  sospesa  la  seduta,  voglio  gli
  emendamenti.  Gli emendamenti al testo non li abbiamo.

     PRESIDENTE   Ho  capito  onorevole Speziale. Gli emendamenti sono
  contenuti in questo blocco; ho già risposto all'onorevole Ortisi che
  gli uffici stanno provvedendo  alla  distribuzione  del blocco degli
  emendamenti.   Nel frattempo -  poichè   si  tratta  di  emendamenti
  meramente soppressivi, che  peraltro  la  Presidenza  ha  comunicato
  - per questo tipo di emendamenti andiamo avanti;  nel momento in cui
  tratteremo  emendamenti  complessi,   sospenderò   la   seduta   per
  consentire la lettura e l'approfondimento degli stessi.
       Pongo in votazione l'emendamento  3.3.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento  3.1,  che  è  soppressivo  del primo
  comma. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 3.2, che è soppressivo del comma 2.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento 3.2.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 3.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                "Art. 4.
                Norme relative alle tasse sulle concessioni
                           governative regionali

          1. Al  comma  1  dell'articolo  6 della legge regionale 24
       agosto 1993,  n.  24  sono  aggiunte  le seguenti parole 'con
       esclusione, a decorrere dall'1 gennaio 2003, delle voci della
       tariffa n. 27, 42, 43 e 44.

          2. All'articolo  6,  della legge regionale 24 agosto 1993,
       n. 24 dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti commi:

          '4.  Le  tasse  sulle  concessioni  regionali  sono dovute
       anche nel caso in cui l'autorizzazione, licenza, abilitazione
       o  altro atto consenso per le attività comprese nella tabella
       di cui al precedente comma, sono sostituite dalla denuncia di
       inizio attività.

          5.  Gli  uffici  amministrativi  che rilasciano il rinnovo
       degli  atti  devono  verificare  l'avvenuto  versamento delle
       tasse annuali,  laddove  previste,  a decorrere dalla data di
       emanazione dell'atto o dell'ultimo rinnovo.

          6.  Le  tasse sulle concessioni regionali e le sanzioni si
       corrispondono  con  versamento  sugli appositi conti correnti
       postali intestati alla tesoreria della Regione.

          7. Gli enti cui compete, ai sensi della normativa vigente,
       il   rilascio   di   autorizzazioni  o  concessioni  o  altri
       provvedimenti amministrativi elencati nella tabella di cui al
       comma 2,  soggetti  a tassa sulle concessioni regionali, sono
       altresì tenuti  a  trasmettere,  entro il 28 febbraio di ogni
       anno, all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze,
       dipartimento  finanze  e  credito,  gli  elenchi completi dei
       contribuenti   comunque   assoggettati   alle   tasse   sulle
       concessioni      regionali      distinti      per     oggetto
       dell'autorizzazione  ed  identificabili  a  mezzo  del codice
       fiscale o partita I.V.A.'

          3. Il  comma  2  dell'articolo  7 della legge regionale 30
       marzo 1998, n. 5 è abrogato."

       E' aperta la discussione generale sull'articolo 4.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto concerne
  l'emendamento  4.4,  i  colleghi  è  giusto  che  sappiano - qualora
  evidentemente  non  hanno  già  approfondito la materia, perchè sono
  sicuro  che l'hanno approfondita anche loro - che ci troviamo in una
  fase  abbastanza  difficile e complessa per quanto concerne la crisi
  di un altro settore importante delle categorie produttive siciliane:
  mi riferisco alla cantieristica navale.
       Il 20  novembre del 2002 il Presidente della Regione ha firmato
  un  protocollo  d'intesa  con  la  FINCANTIERI  che gestisce, come i
  colleghi  sicuramente  sapranno, il bacino di carenaggio di Palermo.
  In  quell'occasione  il  Governo  ha  pertanto  manifestato un certo
  interesse  per  quanto  concerne,  onorevole  Pagano,  la  crisi del
  settore  e  rispetto  a  questa  crisi,  gli  interventi che possano
  perlomeno alleviarla.
       E' ovvio  che la crisi non deriva semplicemente da questioni di
  natura strutturale, deriva anche qui dal concetto, sempre più esteso
  ed in fase di attuazione della globalizzazione anche da questo punto
  di  vista  a  livello  di  mercato.  Ciò  significa che i turchi, i
  libici,  i tunisini, si stanno attrezzando per quanto concerne anche
  la  cantieristica  navale; i nostri cantieri navali evidentemente si
  trovano   in   una  situazione  abbastanza  particolare,  perchè  la
  manodopera costa sicuramente più di quanto costa in quei Paesi, così
  come anche le e le commesse.
       Rispetto, quindi, alla globalizzazione ormai in corso anche nel
  settore   cantieristico-navale,   indubbiamente,   si  introduce  un
  elemento  di  crisi  in  più  per  quanto  concerne la cantieristica
  siciliana.
       L'onorevole Cuffaro,  presidente di questa Regione, ha firmato,
  il  20  novembre  2002,  lo ricordavo poco  fa,  un  protocollo  per
  alleviare   ed   intervenire  nel   settore   della   cantieristica,
  soprattutto, onorevole assessore, mirando  addirittura  al possibile
  completamento del secondo bacino che opera nel  porto di Palermo, un
  bacino di 150.000 tonnellate.
       Nel  protocollo   d'intesa,   onorevole   Pagano,   l'onorevole
  Presidente della Regione,  manifestò in maniera abbastanza chiara e
  lineare, debbo dire,  l'intenzione  di  intervenire  a  partire  dai
  Bacini di Palermo, non solo  per  quanto  concerne la cessione della
  quota  voluta, come lei sicuramente  saprà,  dalla  legge  n.  5,  e
  quindi la dismissione di  tutto  ciò  che,  evidentemente,  erano le
  cosiddette  azioni  della  Regione,  ma  pone  all'attenzione  della
  cantieristica navale siciliana una questione fondamentale.
       Pone la questione  dell'esigenza  che  il Governo della Regione
  intervenga  per completare  il  bacino  di  150.000  tonnellate  che
  dovrebbe operare dentro il porto di  Palermo, soprattutto per quanto
  concerne le navi di grossa stazza, visto e considerato che si tratta
  di competere con gli altri Paesi che poco fa citavo.
       Seconda questione:  pone  l'attenzione  su  tutto  ciò  che può
  rappresentare, e che rappresenta, la cantieristica navale in termini
  anche occupazionali.
       Le do un dato.  Complessivamente in  Sicilia  gli  addetti alla
  cantieristica navale, compreso  evidentemente  l'indotto,  calcolati
  per  difetto,  sono  circa  2.500.   In  quel  protocollo  d'intesa,
  si fa un riferimento preciso anche al  fatto  che  si  richiede alla
  Fincantieri  di  operare  uno  sforzo   per  l'assunzione  di  altre
  ulteriori 50 unità.  Si mette in risalto il  fatto che il Governo di
  questa  Regione  deve anche fare i conti  con  la  crisi  di  questo
  settore   e  deve  intervenire   per   potenziarlo,   per   renderlo
  competitivo e, mi permetto di  aggiungere, per  non  sovraccaricarlo
  di canoni che, indubbiamente, in questa fase pesano anche per quanto
  concerne il bilancio delle aziende.
       Ricordo ai colleghi  che la cantieristica siciliana si sviluppa
  dalla provincia di Messina alla provincia  di  Trapani.  Poichè, non
  sto parlando soltanto di una parte della Sicilia, mi pare che sia un
  settore che deve trovare l'attenzione del Governo siciliano.
       Inoltre, alla fine del mese  di febbraio 2003, tutti i cantieri
  navali siciliani, li posso addirittura indicare: la Smeb di Messina,
  la Noè di Augusta, la  Trincali  di  Augusta,  il Cantiere navale di
  Trapani, la Savena di Messina,  il  Cantiere Giacalone di Mazara, la
  Carpentieri di Mazara, e così  via,  si  rivolgono al presidente del
  Governo di questa Regione per chiedere  un  esame ulteriore, attento
  rispetto anche alla volontà espressa nel  protocollo d'intesa con la
  Fincantieri.   Costoro  ritengono  giusto   e  anche  importante  le
  questioni  che  sono  lì  contenute  e,  inoltre,  avanzano  precise
  richieste  in  ordine  alla  crisi  che stanno  vivendo  e  cioè  un
  possibile, immediato intervento da parte del Governo  e  da parte di
  questa Aula.
       L'intervento sostanziale  che  noi potremmo fare è innanzitutto
  diminuire il canone  per  quanto concerne le concessioni del demanio
  marittimo.
       Onorevole assessore, le ricordo che il canone  in atto è pari a
  duemila lire a metro quadrato; significa che non  solo è esoso ma in
  questo momento, in particolare, rispetto anche a  tutto  ciò  che si
  verifica  altrove,  comincia  ad essere un  peso  reale  per  quanto
  concerne, anche e soprattutto, le uscite  che  riguardano le imprese
  che operano nella cantieristica.
       Con   l'emendamento  si  chiede   qualcosa   di   assolutamente
  possibile:  è  evidente  che per quanto  concerne  anche  il  canone
  relativo  al demanio marittimo la Regione  siciliana  non  solo  può
  intervenire, ma anche le  mancate  entrate  sarebbero  assolutamente
  irrilevanti   per   quanto   riguarda    la    manovra   finanziaria
  complessivamente.
       La  riduzione,  invece, di un decimo  a  favore  delle  imprese
  operanti  nel  settore  della   cantieristica  navale,  sicuramente,
  sarebbe  un  segnale  e comunque allieverebbe  -  certo  in  maniera
  minima, mi rendo conto - le difficoltà  in  cui  operano  le  nostre
  imprese  e le difficoltà che sta  vivendo  la  cantieristica  navale
  siciliana considerato, peraltro, che il  Governo  vuole  puntare  su
  questo.

     PANARELLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PANARELLO  Le considerazioni di ordine generale  che  ha fatto il
  collega Oddo le condivido.  Vorrei  aggiungere, proprio nello sforzo
  di attrarre la sensibilità del Governo e  della maggioranza, che tra
  le questioni di crisi che riguardano  la  cantieristica siciliana in
  provincia  di  Messina  si registra un  caso  abbastanza  grave  che
  riguarda la SMEB; cioè uno dei cantieri  privati siciliani, che oggi
  attraversa un momento di grave crisi, ha  un  contenzioso con l'ente
  porto di Messina per il canone. Sicuramente  ci sarà bisogno, se non
  si  vuole  far  venire  meno   una   attività  economica  importante
  soprattutto per una città come Messina e se  si vuole evitare che si
  aggiunga in quella realtà una ulteriore  ondata  di  disoccupati, di
  interventi significativi anche da  parte  della  Regione  siciliana.
       Pertanto,  proprio  per  questo  motivo  considero estremamente
  importante  e  ritengo  che  sarebbe  un segnale di attenzione molto
  serio  nei  confronti  di  questa situazione di crisi aziendale, che
  venisse   accolta   la   richiesta   avanzata  dal  collega  Oddo, e
  sottoscritta  da me e dal capogruppo dei DS l'onorevole Speziale, di
  intervenire, intanto, sulla questione del canone.
       Non si tratta  solo  di  prevedere  un'agevolazione  che come è
  stato ricordato sarebbe  più  che  giusta  nei confronti di tutte le
  imprese che operano in  questo  campo,  ma  come  ho cercato di dire
  sarebbe un primo  intervento significativo per contrastare una crisi
  aziendale già imminente nella realtà della cantieristica messinese.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO    Signor   Presidente,   intervengo   soltanto   per   un
  chiarimento.
       L'onorevole  Oddo nell'illustrare l'emendamento ha sempre fatto
  riferimento alla riduzione di un decimo.
       Nell'emendamento,  invece, se non ho capito male, è prevista la
  riduzione del 90 per cento del canone concessorio.
       Ritengo  che  in  una  azione di sviluppo, se dovessimo portare
  avanti  un'iniziativa  di  questo tipo, sarebbe più saggio, da parte
  del  Governo, abolire completamente il canone concessorio per questo
  tipo di attività e non prevedere la riduzione del novanta per cento.

     PRESIDENTE    L'onorevole  Oddo è  venuto  in  questo  momento  a
  comunicare alla Presidenza che  il  testo,  nell'intenzione  del suo
  estensore, non è da intendersi così  come è scritto, ma nel senso in
  cui  ha  precisato lei, cioè ridotto  'di  un  decimo',  non  'a  un
  decimo'. Prego gli uffici  di  prenderne atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 4.1 soppressivo. Il parere del
  Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 4.3. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.4 e 4.6 con
  la precisazione che il termine 'è ridotto a un decimo' si intende 'è
  ridotto di un decimo'. Il parere del Governo?

     PAGANO   assessore  per  il   bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, stavamo facendo una  serie di valutazioni con gli uffici
  perché, in verità, noi  non sappiamo l'impatto finanziario di questa
  norma.   Lei   sa   bene   che,  affinché  una  norma  sia  valutata
  positivamente,  anche  in termini di ricaduta economica, si dovrebbe
  avere la certezza dell'entrata stessa. In questo momento non abbiamo
  la  possibilità  di  quantificare l'importo;  quindi l'emendamento è
  sicuramente  meritevole.  E'  un  emendamento  che  potrebbe  essere
  accolto,  ma  poichè  siamo  in  attesa  di  una  risposta  tecnica,
  Presidente le chiedo di accantonarli.

     PRESIDENTE  Gli emendamenti 4.4 e 4.6, unitamente all'articolo 4,
  sono momentaneamente accantonati.
       Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:

                                 "Art. 5.
         Disposizioni per la determinazione  degli  indennizzi  per
                l'occupazione di beni del demanio marittimo

          1.  Il comma 1 dell'articolo 75  della  legge  regionale 7
       marzo 1967, n. 6,  è  sostituito dal seguente:

          'Le somme  da  corrispondere  a  titolo  di indennizzo per
       l'occupazione senza  titolo di beni del demanio marittimo, di
       zone di  mare  territoriale,  delle  pertinenze  del  demanio
       marittimo,  ovvero  per  le utilizzazioni difformi dal titolo
       concessorio  sono  determinate  secondo  le modalità previste
       dall'articolo 7  del  decreto del Presidente della Regione 26
       luglio   1994,  pubblicato  nella  Gazzetta  ufficiale  della
       Regione siciliana  n.  49  del  1994  e  dall'articolo  8 del
       decreto  legge   5  ottobre  1993,  n.  400,  convertito  con
       modificazioni dalla  legge 4 dicembre 1993, n. 494, in misura
       pari  a quella che sarebbe dovuta, maggiorata rispettivamente
       del  200 per  cento  e  del  100  per  cento.  In  ogni  caso
       l'ammontare   di   dette  somme  non  può  essere  superiore,
       rispettivamente,  a   quaranta  volte  e  a  venti  volte  il
       canone.'.

          2. Il comma  2  dell'articolo  75  della legge regionale 7
       marzo 1997, n.  6, è sostituito dal seguente:

          '2. Ai sensi e  per gli effetti dell'articolo 4 del D.P.R.
       1 luglio 1997,  n.  684,  l'ammontare  degli indennizzi viene
       determinato  dai  compartimenti  marittimi  e successivamente
       comunicato agli  uffici finanziari competenti, i quali curano
       l'adozione dei relativi atti di recupero del credito.'.

          3.  Al comma  3  dell'articolo  75 della legge regionale 7
       marzo 1997, n.  6  dopo  le  parole  'uffici del Genio civile
       competenti per  territorio'  aggiungere 'ovvero delle Agenzie
       del Demanio'.

          4.  Per il contenzioso pendente alla  data  di  entrata in
       vigore della presente legge e per  quello  che  può insorgere
       per gli atti notificati entro la  medesima data, le posizioni
       irregolari possono essere definite nel  modo seguente:

          a) le maggiorazioni previste dal  comma 1 dell'articolo 75
       della  legge regionale 7 marzo 1997,  n.  6  come  modificato
       dalla presente legge,  non  si  applicano  nei  confronti dei
       soggetti  già   titolari   di   concessione   o  di  rapporti
       contrattuali con  l'amministrazione,  che non hanno rinnovato
       gli stessi, o che  abbiano proseguito il rapporto con il bene
       già regolato  dalla concessione, purchè non abbiano apportato
       innovazioni  alle   opere   autorizzate,  né  modifiche  alla
       destinazione  d'uso   del   bene   e  presentino  istanza  di
       regolarizzazione  entro novanta giorni dall'entrata in vigore
       della presente disposizione;

          b) nei confronti dei soggetti  che  occupano  senza titolo
       beni demaniali marittimi  si  applica,  maggiorato del 30 per
       cento, il solo  canone  concessorio  nella  misura  dovuta ai
       sensi dell'articolo 1  del  D.P.R. 26 luglio 1994, dalla data
       di inizio dell'occupazione  fino  al 31 dicembre dell'anno di
       presentazione  della   domanda,  attualizzato  alla  data  di
       pagamento.  La  domanda  di regolarizzazione dell'occupazione
       deve essere  presentata  entro novanta giorni dall'entrata in
       vigore della  presente  legge.  Il rilascio della concessione
       demaniale  è  subordinato al pagamento della somma come sopra
       determinata.

          5.  Nel caso di rigetto della domanda  non si applicano le
       disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 4.

          6.  Ove per effetto  dell'applicazione  delle disposizioni
       che precedono la somma complessiva  dovuta  risulti superiore
       ad euro 15.000, la parte eccedente può  essere corrisposta in
       ventiquattro  rate  bimestrali  maggiorate   degli  interessi
       legali.

          7.    Eventuali  eccedenze  di   somme   corrisposte   dal
       concessionario  rispetto  a quelle  dovute  per  effetto  dei
       precedenti commi sono  oggetto di compensazione con il canone
       successivo."

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor Presidente, l'emendamento 5.12, che credo che
  il  Governo  stia  valutando tecnicamente, lo illustrerei subito, se
  invece  il  Governo  è ancora in fase di valutazione tecnica, chiedo
  che lo si accantoni.

     PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa,  l'emendamento  5.12,  in buona
  sostanza è un articolo  aggiuntivo.  Noi  potremmo procedere con gli
  emendamenti  al testo e considerarlo articolo aggiuntivo consentendo
  così al Governo di fare gli approfondimenti che ha richiesto.
       Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 5.4. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 5.5. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 5.6. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 5.7. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     PAPANIA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       La seduta è sospesa per un minuto.

  (La seduta, sospesa alle ore 18.50 , è ripresa alle ore 18.51)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento 5.4 bis, che è il
  più  distante dal testo essendo interamente sostitutivo del comma 4.
  Il parere del Governo?

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO Signor Presidente,  in  buona  sostanza questo emendamento
  mira a risolvere il  problema  della sanatoria del demanio marittimo
  nel periodo  che  arriva  fino  ai  nostri  giorni e colma la lacuna
  relativa  all'anno  1994, allorquando fu statuito il principio delle
  more, delle  sanzioni pari al cento ed al duecento per cento. Allora
  non  si  dispose  con lo stesso provvedimento di fare una sanatoria,
  questo  mira  a  raggiungere l'obiettivo della sanatoria per tutti i
  beni detenuti con o senza titolo e che possono essere regolarizzati.

     PRESIDENTE   Grazie   onorevole   Turano.   Pongo   in  votazione
  l'emendamento dell'onorevole Turano. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto,
  chi è favorevole si alzi.

                           (non  è approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento  5.2  a  firma dell'onorevole
  Liotta. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in  votazione. Chi è contrario resti seduto,
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non  è approvato)

       Si passa all'emendamento 5.13.

     BENINATI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento al  comma  4, punto A, se si legge nel suo complesso "le
  maggiorazioni  previste al comma 1 dell'articolo 75, come modificato
  dalla  presente  legge,  non si applicano nei confronti dei soggetti
  già   titolari   di   concessioni   o   rapporti   contrattuali  con
  l'Amministrazione  che  non hanno rinnovato gli stessi o che abbiamo
  proseguito  il  rapporto con il bene già regolato dalle concessioni,
  purchè  non abbiano apportato innovazioni" aggiungere "sostanziali",
  è  opportuno.  In  effetti, una innovazione può anche essere che chi
  aveva  questo  bene  ha  fatto degli aggiustamenti che possono anche
  essere  derivati da norme sopravvenute nel tempo; quindi innovazioni
  sostanziali  è  ovvio  che  non  se  ne  potevano  fare,  ma piccole
  sistemazioni,  innovazioni,  sì.  Altrimenti  si  vanificherebbe  la
  portata del comma.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze,  chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO  assessore per il bilancio  e le finanze, ho bisogno di un
  chiarimento.  Approfitto  della  competenza  tecnica  dell'onorevole
  Beninati.   Ma  come  si   fa   a  distinguere  in  questo  caso  la
  sostanzialità da ciò che non lo è?

     BENINATI  sostanziale vuol  dire che è  stato totalmente cambiata
  la  destinazione  del  bene.
       Noi  abbiamo  audito,  in  sede  di seconda commissione, alcuni
  ammiragli  dei  porti  sia  della  Sicilia  orientale  che di quella
  occidentale.  Costoro  hanno  seriamente  manifestato  che nel tempo
  anche  il  concessionario  ha  potuto  fare  piccole  cose anche per
  adeguarsi  a  norme  di  legge sopravvenute, come la legge che oggi,
  appunto,  regola  l'adeguamento  elettrico.  Queste  cose  non  sono
  sostanziali,  sono  cose  tecniche.

     PRESIDENTE   Onorevole  Assessore,  mi  pare  che  il chiarimento
  dell'onorevole   Beninati  sia  stato  sufficiente.

    Pongo in votazione l'emendamento 5.13. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vice presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto,
  chi é contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 5.8. Lo pongo in votazione.  Il parere
  del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si alzi, chi
  é contrario resti seduto.

                            (Non é approvato)

       Si passa all'emendamento 5.9. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze, contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si alzi, chi
  é contrario resti seduto.

                            (Non é approvato)

       Si passa all'emendamento 5.3.

     LIOTTA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Onorevole  Liotta  così  come  agli altri colleghi é
  opportuno  che  l'illustrazione degli emendamenti avvenga in sede di
  dibattito   generale  che  riguarda  proprio  l'illustrazione  degli
  emendamenti.  Tuttavia, se  può  essere  utile per un chiarimento al
  Governo ha facoltà di parlare.

     LIOTTA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto al metodo
  io  credo  che  sia più conducente il fatto che ciascun deputato nel
  momento in  cui si tratta l' emendamento a sua firma,  se lo ritiene
  opportuno,  lo  illustri,  perché un'illustrazione complessiva degli
  emendamenti può spesso vanificare l'opera di chiarimento. Per quanto
  mi  riguarda  la  mia  posizione  sull'intero  articolo  é  espressa
  all'emendamento  5.1. E' quindi una totale avversione alla filosofia
  stessa  dell'articolo.  Tuttavia  mi sembra eccessivo che al comma 6
  si prevedano per l'eccedenza ai 15 mila euro 24 rate bimestrali, che
  significa  4  anni e fra  l'altro per la parte eccedente, assessore.
  Questo significa che vale per 1.000 euro in più come per 500 euro in
  più o anche per un solo euro in più. Propongo 12 rate, mi sembra più
  ragionevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vice presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto,
  chi é contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 5.10. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si alzi, chi
  é contrario resti seduto.

                            (Non é approvato)

       L'emendamento   5.11  é  da  riferirsi  all'articolo  6  e  non
  all'articolo  5,  quindi  sarà  trattato con l'articolo  6.
       Pongo  in  votazione  l'articolo  5 nel testo risultante. Chi é
  favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si riprende l'articolo 4 e i relativi emendamenti. Comunico che
  é  stato  raggiunto  un  accordo  ed é  stato fornito un chiarimento
  relativamente all'accantonamento degli emendamenti 4.4 e 4.6:"melius
  re   perpensa",   l'onorevole   Oddo  ritiene  che  la  formulazione
  originaria sia  quella giusta; quindi il canone non é  da intendersi
  ridotto di un  decimo  ma  ridotto  ad  un  decimo,  come  era nella
  formulazione originaria.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto  io
  condivido  la filosofia dell'emendamento a firma dei colleghi Oddo e
  Panarello, e però vorrei invitare il Governo - approfitto proprio di
  questo  emendamento  -  ad  una riflessione: in Sicilia esistono sia
  nella città  di  Palermo,  sia in quella di Catania che in quella di
  Messina  le  autorità  portuali,  nelle  quali  insistono i cantieri
  navali.
       L'attuale normativa prevede  che  i  canoni demaniali stabiliti
  dalle autorità portuali  siano  profondamente  diversi  rispetto  ai
  canoni demaniali della Regione siciliana.  Allora, non vorrei che ci
  fosse  il  rischio  che  con  una  norma  siffatta  si  agevoli  una
  cantieristica   fuori    dalle    autorità   portuali   penalizzando
  ulteriormente  la  cantieristica   che   insiste  all'interno  delle
  autorità portuali di Palermo, Catania e Messina.
       Più volte in  IV  Commissione  c'è  stato un dibattito sul tema
  delle differenze  dei  canoni demaniali della Regione e dello Stato,
  e quando parliamo di autorità portuali siamo fuori dalla Sicilia;  è
  lo Stato che gestisce questa parte di territorio.
       Pertanto, ribadisco il concetto: ridurre i canoni della Regione
  ulteriormente rispetto  a  come sono stati già ridotti oggi, rischia
  soltanto di  acuire  la  crisi della cantieristica all'interno delle
  aziende che operano nelle autorità portuali siciliane.

     PRESIDENTE  Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.4
  e 4.6. Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione    e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.
                             (E' approvato)

     TURANO   Signor  Presidente,  desidero  soltanto precisare che ho
  compreso lo spirito dell'emendamento e sono d'accordo.

     PRESIDENTE   D'accordo,  onorevole  Turano.
       Pongo in  votazione  l'articolo  4 nel testo risultante.  Chi è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  5.12, dell'onorevole Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il  bilancio e le finanze. Chiedo che venga
  accantonato.

     PRESIDENTE    Non   sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto.
       Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                 "Art. 6.
         Semplificazione procedure per il  rilascio  di concessioni
                            marittime demaniali

          1.  La Regione esercita le funzioni  relative  al rilascio
       di concessioni demaniali marittime nel  mare territoriale per
       tutte  le   finalità,   ad   eccezione   di  quelle  relative
       all'approvvigionamento di fonti di energia.

          2.  Entro trenta giorni dal  ricevimento  delle istanze di
       concessione,  le   capitanerie   di   porto   competenti  per
       territorio avviano l'iter istruttorio richiedendo agli enti i
       prescritti pareri, ai  sensi degli articoli 12 e seguenti del
       Regolamento per  l'esecuzione  del  Codice della Navigazione,
       ovvero ne propongono il rigetto.

          3.  I  pareri  di  cui  al  comma  2,  non  resi  entro  i
       successivi  sessanta giorni, si intendono acquisiti con esito
       favorevole,  anche  con riferimento al disposto dell'articolo
       542   del  Regolamento  per  l'esecuzione  del  codice  della
       navigazione.  Il  predetto  termine può essere interrotto una
       sola volta, per un periodo non superiore a trenta giorni, per
       l'acquisizione di integrazioni e/o chiarimenti.

          4.  Entro  il  ventunesimo giorno successivo alla scadenza
       del  termine  di  cui  al  comma  2,  la capitaneria di porto
       provvede        all'inoltro        della       documentazione
       tecnico-amministrativa,  in  uno  con le proprie valutazioni,
       all'Assessorato  regionale del territorio e dell'ambiente, al
       fine  di  acquisire  l'autorizzazione  al rilascio del titolo
       concessorio.

          5.    L'Assessorato    regionale    del    territorio    e
       dell'ambiente,  con  riferimento al disposto dei commi 1 e 3,
       nei  sessanta giorni successivi al ricevimento della suddetta
       documentazione,   fatta  salva  la  possibilità  di  chiedere
       integrazioni  e/o  chiarimenti  alle  capitanerie  di  porto,
       interrompendo   il   suddetto  termine  per  un  periodo  non
       superiore  a  trenta giorni, autorizza le stesse all'adozione
       dei provvedimenti finali.

          6.  Entro  i  successivi  trenta  giorni le capitanerie di
       porto provvedono all'emanazione delle concessioni.

          7.  Al  fine  di  favorire la libera concorrenza, tutte le
       concessioni   da  rilasciare  per  fini  commerciali,  nonché
       quelle  rivolte  ad  associazioni,  cooperative,  circoli  od
       altro,  anche  se senza fini di lucro, sono obbligatoriamente
       precedute  da  idonee  forme  di  pubblicità  individuate con
       decreto    dell'Assessore    regionale   del   territorio   e
       dell'ambiente  da  emanarsi entro novanta giorni dall'entrata
       in   vigore   della   presente  legge,  previo  parere  della
       competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana.  A
       seguito  dell'acquisizione  di  più domande al rilascio della
       concessione,   si   procede   con   le   modalità   stabilite
       dall'articolo 37 del codice della navigazione".

     PRESIDENTE    Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti  allegati:

       dagli  onorevoli  Liotta ed altri 6.1; dagli onorevoli Miccichè
  ed altri 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, 6.6, 6.7 e 6.8.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO  Signor Presidente, intervengo per spiegare il significato
  dell'emendamento che  era  stato  inserito  all'articolo 5 e che, in
  verità, io  stesso  riconosco  essere  formulato  male.
       Al comma 7  dell'articolo  6 è previsto che al fine di favorire
  la libera  concorrenza,  tutte le concessioni da rilasciare, perfino
  quelle   commerciali,   nonchè   quelle   rivolte  ad  associazioni,
  cooperative, circoli  o  altro,  anche  senza  fini  di  lucro, sono
  obbligatoriamente precedute da idonee forme di pubblicità.
       Ma io mi  chiedo:  se  c'è  una associazione che non ha fini di
  lucro deve  essere  proceduta  da  idonea pubblicità per ottenere la
  concessione? Faccio  un  esempio:  penso  alla Lega navale italiana,
  ente  morale  di  diritto  pubblico  riconosciuto  con  decreto  del
  Presidente  della   Repubblica.   Se  tale  ente  deve  chiedere  la
  concessione per  attivare  un  servizio  in un posto qualunque della
  Sicilia è costretta  ad essere messa al pari della società che vuole
  gestire e fare  business?  Io credo che in questo senso un distinguo
  vada fatto.
       Pertanto, o il Governo mi fa capire la sua intenzione su questo
  emendamento,    oppure    credo   sia   necessario   presentare   un
  subemendamento specificando  gli  enti,  come  ho  appena  detto, ad
  eccezione degli  enti  pubblici  morali riconosciuti con decreto del
  Presidente della Repubblica.

     PRESIDENTE    Onorevole   assessore,   l'osservazione  mi  sembra
  pertinente.  Il  Governo è favorevole. Quando voteremo l'emendamento
  terremo conto del parere favorevole del Governo.
       Si passa all'emendamento 6.1.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Non è approvato)

        PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  6.2.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

        PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.3.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.4.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.5.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.6.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.7.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.8.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi  è contrario resti
  seduto.

                            (Non è approvato)

       Si   passa   all'emendamento   ex  5.11,  rinumerato  come  6.9
  dell'onorevole Turano.
       Comunico   che   è   stato   presentato  dall'onorevole  Turano
  l'allegato subemendamento 5.11.1 all'emendamento 6.9.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 6.9, così come modificato.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, esprimo il voto
  favorevole  del  Gruppo  di Nuova Sicilia all'articolo 6, ricordando
  però  al  Governo che mentre semplifichiamo con l'articolo al nostro
  esame   le  procedure  per  il  rilascio  di  concessioni  marittime
  demaniali, questo tipo di accelerazione e semplificazione non esiste
  all'interno  delle autorità portuali siciliane, laddove i tempi medi
  -  come noi sappiamo - per il rilascio di concessione superano anche
  l'anno dalla presentazione.
       Pertanto,  sarebbe  opportuno  che  su  tale materia il Governo
  portasse avanti tutte le iniziative necessarie visto che la Sicilia,
  prima fra tutte le regioni, è titolare del suo demanio, affinchè non
  ci  sia  una  disparità  nè  di costo nè di procedura rispetto a chi
  opera nel territorio del demanio della Regione siciliana.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               "Art. 7.
               Tributo speciale per il deposito in discarica
                             dei rifiuti solidi

          1.  Il comma  5  dell'articolo  2  della legge regionale
       7 marzo 1997, n. 6 è così sostituito:

          '5. Entro i termini previsti per  il  versamento  relativo
       all'ultimo trimestre dell'anno i soggetti passivi del tributo
       sono  tenuti  a presentare o spedire  singolarmente  a  mezzo
       raccomandata,  all'Assessorato  regionale  del  territorio  e
       dell'ambiente, all'Assessorato regionale del bilancio e delle
       finanze  e  alla  provincia regionale nel  cui  territorio  è
       ubicata la discarica, la dichiarazione di  cui  al  comma  30
       dell'articolo  3 della legge 28 dicembre  1995,  n.  549,  su
       stampati   conformi   al  modello   approvato   con   decreto
       dell'Assessore regionale per il bilancio e  per le finanze di
       concerto  con  l'Assessore  regionale  per  il  territorio  e
       l'ambiente'.

          2.  Il  comma  6  dell'articolo  2 della legge regionale 7
       marzo 1997, n. 6  è abrogato.

          3.  A decorrere dall'1 gennaio 2004, la misura del tributo
       speciale  per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, di
       cui  all'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n.6 e
       successive  modifiche ed integrazioni, convertito in euro con
       D.D.  n.  506 del 20 dicembre 2001 è così determinato:

          TIPOLOGIA                                   TARIFFA

          1) Rifiuti dei settori  edilizia,         euro 0,001236/kg
             mineraria,  estrattiva lapideo
          2) Altri rifiuti speciali                      0,00624/kg
          3) Restanti tipi di rifiuti                    0,01236/kg
          4) Scarti e sovvalli corrispondente     20 per cento tariffa
          5) Fanghi anche palabili corrispondente
          6) Incenerimento senza recupero di
             di energia corrispondente".

       Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole Miccichè ed
  altri  i  seguenti  emendamenti allegati: 7.1, 7.2 e 7.3.

       Si passa all'emendamento 7.1.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 7.2.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  Vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.
                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 7.3.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               "Art. 8
                  Vigilanza sulle attività di riscossione

          1.   La  Regione  nell'esercizio  delle  sue  funzioni  di
       vigilanza e di controllo sulla  attività  del  concessionario
       della riscossione dei tributi, si avvale,  per il tramite del
       dipartimento  regionale finanze e credito nel  cui  ambito  è
       istituito il servizio regionale di  riscossione, degli uffici
       dell'Agenzia delle entrate, per  esercitare  controlli  sulla
       procedura  esecutiva relativa a singole  partite  iscritte  a
       ruolo.

          2.  Per  intensificare  la vigilanza e al fine di favorire
       l'incremento  dell'azione  di recupero dei carichi iscritti a
       ruolo, gli uffici, di cui la Regione si avvale, provvedono ad
       eseguire accessi mirati ad accertare lo stato delle procedure
       esecutive relative a partite iscritte a ruolo, aventi importo
       non inferiore  a  5.000  euro,  individuati  anche a campione
       sulla base di criteri oggettivi.

          3.  Gli uffici  che  a  seguito  degli  accessi operano la
       verifica  devono  far  pervenire  al  dipartimento  regionale
       finanze e  credito il relativo verbale contenente i risultati
       del   controllo,  l'accertamento  di  eventuali  irregolarità
       connesse, le  indicazioni  per  l'irrorazione  delle relative
       sanzioni. Il verbale di verifica contiene, altresì, un quadro
       statistico sui singoli aspetti rilevati".

       Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti emendamenti
  allegati:  dall'onorevole  Capodicasa 8.4;  dagli onorevoli Miccichè
  ed altri 8.1, 8.2 e 8.3.

       Si passa all'emendamento 8.4.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 8.1.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 8.2.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 8.3.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             "Art. 9
         Spese   di  istruttoria  delle  procedure  di  valutazione
                            di impatto ambientale

          1. Ai  fini dell'istruttoria per il rilascio dei pareri di
       cui all'articolo  91  della legge regionale 3 maggio 2001, n.
       6,  il committente versa in entrata al bilancio regionale una
       somma  pari  allo  0,1 per cento dell'importo del progetto di
       massima presentato.

          2.  Le  somme  versate  sono  finalizzate al miglioramento
       delle  strutture  necessarie  per  il  rilascio  dei  giudizi
       richiesti e dei servizi forniti".

       Onorevoli  colleghi,  poichè  l'assessore Pagano ha chiesto una
  breve sospensione affinchè possa partecipare al Convegno in corso in
  Sala Gialla, la seduta è sospesa per dieci minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.37)

       La seduta è ripresa.
       Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                 "Art. 9.
         Spese   di  istruttoria  delle  procedure  di  valutazione
                            di impatto ambientale

          1. Ai  fini dell'istruttoria per il rilascio dei pareri di
       cui all'articolo  91  della legge regionale 3 maggio 2001, n.
       6,  il committente versa in entrata al bilancio regionale una
       somma  pari  allo  0,1 per cento dell'importo del progetto di
       massima presentato.

          2.  Le  somme  versate  sono  finalizzate al miglioramento
       delle  strutture  necessarie  per  il  rilascio  dei  giudizi
       richiesti e dei servizi forniti".

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dall'onorevole Cracolici

    emendamento 9.7;

    - dall'onorevole Capodicasa

    emendamento 9.6;

    - dall'onorevole Tumino

    emendamento 9.5;

    - dagli onorevoli Speziale ed altri

    emendamento 9.4;

    - dagli onorevoli Miccichè ed altri

    emendamenti 9.2 e 9.3;

    - dall'onorevole Beninati

    emendamento 9.8;

    - dagli onorevoli Barbagallo ed altri

    emendamento 9.1.

     CRACOLICI  Chiedo  di  parlare  per  illustrare  gli  emendamenti
  sull'articolo 9.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ho presentato
  all'articolo 9 un emendamento che tende a sopprimerlo per intero, ma
  sulla base di un principio  che vorrei che il Governo ascoltasse per
  poi  rispondermi.   Questo  articolo  introduce  un  ticket  inedito
  nell'amministrazione regionale,  ovvero  il ticket sulla valutazione
  di impatto ambientale; cioè agli  enti  proponenti  -  che in genere
  sono enti pubblici - per  progetti che in gran parte sono finanziati
  dalla stessa Regione, si chiede  di  pagare  lo  0,1  per  cento sul
  progetto di massima.  Mi sembra una cosa quanto meno bizzarra
       Ricordo, oltretutto, che  la valutazione di impatto ambientale,
  cioè il parere, supera una  serie di nulla osta che l'assessorato al
  territorio e ambiente  dovrebbe  dare, eventualmente, sul merito dei
  progetti. Quindi, paradossalmente  è  una procedura semplificata che
  autorizza l'eventuale opera  pubblica  da  realizzare  e  noi, sulla
  semplificazione della procedura,  chiediamo  di introdurre il ticket
  sul progetto.
       Non ha  efficacia finanziaria, perché parliamo di risorse assai
  risibili, cioè l'uno per mille  di  un  progetto. Mi sembra una cosa
  assai inedita e certamente un precedente, pertanto chiedo al Governo
  di  ritirare  l'articolo   in   questione   ancor  prima  di  votare
  l'emendamento che lo sopprime.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor  Presidente,  onorevole colleghi, avrebbe ragione
  l'onorevole  Cracolici se  non  fosse  stato  presentato,  al  testo
  dell'articolo 9, l'emendamento che è a firma dell'onorevole Beninati
  - ma che in realtà è  un  emendamento votato a maggioranza in quarta
  Commissione - che limita ai  soggetti  privati questo 0,1 per cento.
  Quindi, non è il committente pubblico che dovrà pagare questo dazio,
  ma soltanto i soggetti privati.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, questa
  norma  era  già  abbastanza   'comica'   come   era  prima  ma,  con
  l'emendamento illustrato dall'onorevole Acierno, lo diventa ancor di
  più.
       Vorrei capire, con  l'applicazione  di  un tributo dell'uno per
  mille a carico solamente dei  privati,  quale beneficio si abbia per
  le finanze della Regione.
       Per  intenderci, se anche  tutti  i  progetti  privati  di  cui
  parliamo,  ammontassero  a  un  valore  di  cinquanta  miliardi,  il
  beneficio che ne avremmo  per migliorare le strutture necessarie per
  il rilascio dei giudizi  richiesti  dei  servizi forniti, sarebbe di
  cinquanta milioni di lire.  Mi sembra una cosa talmente ridicola che
  si commenta da sola, a meno  che  il Governo non sappia spiegare con
  cinquanta milioni cosa potrebbe fare di meglio.

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per
  replicare agli interventi.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Questo
  emendamento è stato proposto dalla Commissione di merito.

     BENINATI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, effettivamente
  le perplessità poste possono avere  un senso, ma devo dire che, così
  come  è  scritto e con  la  correzione  apportata,  il  tiro  è  più
  corretto.  Non so quale sia l'entità degli importi, ma i progetti di
  valutazione di impatto ambientale possono essere non 50 ma anche 500
  miliardi. In questo momento, per  esempio,  c'è in corso un progetto
  molto grosso presso l'Assessorato,  che  è  relativo all'ex ENEL, di
  diverse centinaia se non di migliaia di miliardi.
       Il concetto non  vuole  essere  contro qualcuno; gli uffici, in
  particolare il direttore,  hanno  posto  il  quesito  ritenendo che,
  forse, questa entrata  potrebbe migliorare tale servizio.  Non vuole
  essere altro, è stata  una  proposta  del gruppo dell'Assessorato il
  quale ritiene che questo beneficio possa migliorare il servizio.
       Ritengo che, con l'aggiustamento del privato, sia pertinente.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO    Signor    Presidente,    condivido   quanto   detto
  dall'onorevole Cracolici.
       Ha un senso istituire un  pedaggio di questo tipo - chiamiamolo
  così  -, un balzello per  i  privati,  sotto  forma  di  cauzione  a
  garanzia  della  pubblica  amministrazione  per  l'esecuzione  delle
  prescrizioni contenute nelle  valutazioni di impatto ambientale, sul
  modello, per esempio, della legge numero 127.
       Quella è una cosa seria  che  va  proposta, poi stabiliremo chi
  dovrà  versare  la  cauzione.   Mi   chiedo,   per  esempio,  se  la
  valorizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia, che è assoggettata
  a valutazione di impatto ambientale,  non  è giusto che sia sorretta
  anche da una  cauzione  affinché ognuno di questi termovalorizzatori
  avrà delle prescrizioni?
       Se vogliamo fare una cosa  seria dobbiamo agire in questo modo,
  e non mettere sul  mercato  dei servizi la pubblica amministrazione,
  tradendo e negando così se stessa, perchè rilasciare una valutazione
  di impatto ambientale rientra nelle sue finalità istituzionali.
       Se  voi  volete   mettere   sul   mercato   tutta  la  pubblica
  amministrazione, allora possiamo  anche  iniziare,  ma  ci sarebbero
  delle cose ben diverse da fare.
       Suggerirei, pertanto, al Governo di eliminare questo articolo e
  magari di ripensare la stessa materia in termini diversi.

     PRESIDENTE  Si passa agli emendamenti  9.7,  9.6, 9.5, 9.4 e 9.2.
  Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi é favorevole  si  alzi;  chi  é  contrario  resti
  seduto.

                          (Non sono approvati)

       Si passa all'emendamento 9.8.  Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi é favorevole  resti  seduto;  chi  é contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       L'emendamento 9.1 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
       Si passa all'emendamento 9.3.  Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi é favorevole  si  alzi;  chi  é  contrario  resti
  seduto.

                            (Non é approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si associano alla  richiesta  gli onorevoli Capodicasa, Ferro, De
  Benedictis e Speziale)

                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE    Essendo  la   richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito  della  verifica  del numero legale:

       Presenti....... 44

       L'Assemblea  non è in  numero  legale.
       Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà fra un'ora.

      (La seduta, sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore 20.54)

    La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi, la  seduta  era  stata  sospesa prima della
  votazione dell'articolo 9.
       Pertanto,  lo  pongo  in  votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei formulare
  al  Presidente  dell'Assemblea  e  al Governo una proposta: riterrei
  opportuno  esaminare  e porre in votazione tutti quegli articoli che
  non  presentano  emendamenti  o  al limite ne presentano pochissimi;
  sono parecchi.

     PRESIDENTE   Onorevole  Cintola  è  proprio questo l'orientamento
  della  Presidenza,  tra  l'altro, ho avuto modo di consultarmi con i
  Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari.   Siamo,  infatti,  giunti
  all'articolo   10   proprio   perché   c'è   stato  questo  percorso
  condiviso.

     CINTOLA  Signor Presidente, pur essendo vero ciò che lei afferma,
  siamo  arrivati  a  questo  punto  seguendo  un  ordine cronologico.
  Adesso  -  lo  ripeto  -  la proposta che faccio, e vorrei capire se
  ottiene  o  no  un  consenso da parte della maggioranza, è quella di
  estrapolare  gli  articoli che non presentano emendamenti e porli in
  votazione.

     LIOTTA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LIOTTA  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  mi sembra che la
  proposta dell'onorevole Cintola possa essere convincente a patto che
  si verifichino altre condizioni.
       Se    la    sorte   degli   altri   articoli   dovesse   essere
  l'accantonamento automatico, ciò comporterebbe che gli articoli che,
  invece,  presentano  emendamenti  potrebbero  essere prelevati dalla
  Presidenza  senza  seguire un ordine cronologico.  O invece l'ordine
  con il quale poi verrebbero riconsiderati, non avrebbe ripercussioni
  sul  prosieguo  dei lavori?  Ed ancora, l'ordine che si seguirà sarà
  quello  stabilito  dalla  numerazione  degli articoli? Infatti, se è
  questa  la proposta dell'onorevole Cintola la condivido pienamente.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi credo che la
  proposta   dell'onorevole   Cintola   potrebbe   essere   apprezzata
  favorevolmente  qualora  venisse  considerata  come  segmento di una
  proposta  più  complessiva  che  renda funzionali i lavori di questa
  Assemblea.
       Essendo  impegnati  nei  lavori  d'Aula dal lunedì della scorsa
  settimana  anche a noi farebbe piacere che insieme a questa proposta
  se  ne  ricolleghi  una  più  complessiva,  tale da regolamentare il
  prosieguo  dei  lavori  di  quest'Assemblea. Ipotizzando in tal modo
  un  giorno  in  cui  si  arriverà  all'approvazione definitiva della
  finanziaria.

     PRESIDENTE   Onorevole  Spampinato  questo  è il nostro auspicio.
  La  Presidenza fa il possibile per accelerare l'andamento dei lavori
  d'Aula.
       Non sorgendo osservazioni, la proposta dell'onorevole Cintola è
  accolta.
       Onorevoli   colleghi,   si  riprende  l'esame  dell'emendamento
  articolo  aggiuntivo   5.12.   Comunico   che   è  stato  presentato
  dall'onorevole   Capodicasa   il  subemendamento  5.12.1.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente per
  non turbare l'Aula.  Si  tratta  di  una  norma  che  prevede alcune
  varianti circa  il procedimento di 'sdemanializzazione', soprattutto
  su due punti:  uno relativo  ai  tempi  entro  cui  deve essere data
  l'autorizzazione  dalle   autorità  competenti,  a  proposito  delle
  caratteristiche di demanialità di  un relitto, che erano previsti in
  60 giorni; il mio sub emendamento li porta, invece, a 90 giorni.  Vi
  è, inoltre, la parte  relativa alle caratteristiche del bene che può
  essere 'sdemanializzato' su  richiesta  del  concessionario  o di un
  ente pubblico.

     PRESIDENTE  E' un emendamento o fa parte del testo?

     CAPODICASA    Non  è  un  emendamento;  è  contenuto  nel  testo;
  rispetto  alla  procedura  attuale,  quindi,  innova solo questi due
  punti: i tempi e l'autorizzazione.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,    onorevoli    colleghi,    l'emendamento    presentato
  dall'onorevole  Capodicasa  produce un vantaggio per la Regione, non
  fosse altro  che  per  tutta  una  serie  di  vantaggi  legati  alla
  'sdemanializzazione',   oltre  che  ad  un'entrata  finanziaria  che
  certamente ...

     PRESIDENTE  Il parere è favorevole?

     PAGANO  assessore per il  bilancio e le finanze.  Sì, il parere è
  favorevole, signor Presidente, ma tengo a precisare due passaggi.
       In  primo  luogo,  all'emendamento successivo rispetto a quello
  presentato    dall'onorevole   Capodicasa,   aggiungerei   che   'il
  provvedimento      di      sdemanializzazione      viene      emesso
  dall'Amministrazione regionale entro i successivi 180 giorni'.

     PRESIDENTE  Di conseguenza, per spostare tutti i termini.
       Sul  piano  meramente  procedimentale,  intanto,  prendiamo  in
  considerazione   il   sub   emendamento   dell'onorevole  Capodicasa
  sottoscritto  anche  dall'onorevole Speziale, perchè, come sappiamo,
  occorre anche  la  firma  di  un capogruppo. Aggiungiamo, quindi, la
  firma dell'onorevole Speziale.

     CINTOLA  Desidero aggiungere anche la mia firma

     PRESIDENTE   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Comunico che è stato
  presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Cintola l'allegato
  subemendamento 5.12.1.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.
                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento a firma del Governo che sposta
  da 90 a 180 giorni i termini relativi.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 5.12 nel testo risultante.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                                 <Art. 10.
                              Recupero risorse

          1.  Le disponibilità non utilizzate nel fondo di rotazione
       unificato  istituito   presso  l'Istituto  regionale  per  il
       credito alla  cooperazione  (IRCAC),  con l'articolo 63 della
       legge regionale 7 marzo 1997, n.  6 e successive modifiche ed
       integrazioni,   sono   riversate,    entro    trenta   giorni
       dall'entrata in vigore della presente legge  e senza oneri di
       commissione, in entrata del bilancio  regionale nel limite di
       20.000 migliaia di euro.

          2.  L'Assessorato  regionale  del lavoro, della previdenza
       sociale,  della  formazione  professionale e dell'emigrazione
       versa in  entrata  del bilancio della Regione 20.000 migliaia
       di euro  con  prelevamento dalle disponibilità della gestione
       del Fondo  siciliano lavoratori disoccupati, previa specifica
       previsione  di   spesa   nel   bilancio   di  previsione  per
       l'esercizio finanziario 2003 del Fondo medesimo.>

       Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti emendamenti
  allegati:  dall'onorevole  Miccichè  ed  altri  10.3  e 10.4;  dagli
  onorevoli Liotta ed altri 10.1 e 10.2.
       Pongo in votazione l'emendamento 10.3.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è  contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 10.1.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è  contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione gli emendamenti 10.2 e 10.4.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è  contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       L'articolo 11 è accantonato.
       Si passa  all'articolo 12. Ne do lettura:

                                 <Art. 12.
              Alienazione  degli  antichi  suoli  armentizi e
                       delle sedi viarie disponibili

          1.  L'articolo 25 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
       10, è così sostituito:

          '1. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è
       autorizzato  a   procedere   alla   legittimazione  dei suoli
       armentizi che non  risultano  indicati  in  catasto come sede
       viaria. E' altresì autorizzato a procedere alla vendita delle
       porzioni di sedi  viarie che non siano necessarie al transito
       e non  risultano  destinati  negli  strumenti  urbanistici in
       vigore a riconosciute esigenze di uso pubblico.

          2. La legittimazione  e  la  vendita  possono  avvenire su
       istanza del  richiedente  a favore dei soggetti sottoelencati
       in ordine di precedenza:

          a) titolari di  provvedimenti  di concessione in essere da
       almeno cinque anni;

          b) possessori  che  risultino proprietari o comproprietari
       del bene alla stregua dei pubblici registi;

          c) proprietari frontisti;

          d) occupatori da oltre un ventennio.

          3. La legittimazione e la vendita sono altresì subordinate
       al pagamento da parte dell'istante del prezzo di cessione del
       terreno richiesto determinato al netto del  soprasuolo  ed in
       relazione  ai valori agricoli medi definiti  ai  sensi  della
       legge 22 ottobre 1971, n. 865, riferiti  alla regione agraria
       di appartenenza nei seguenti modi:

          a)  per i  suoli  non  edificabili  o  destinati  a  verde
       agricolo con densità  fondiaria  fino a 0,03 mc/mq: il valore
       agricolo medio della coltura esistente o di quella adiacente;

          b) per l'area  di  sedime  dei fabbricati e relativa corte
       insistente:  il  valore  agricolo  medio  della  coltura  più
       redditizia, con esclusione della coltura in serra. Qualora si
       tratti di  fabbricato  unico del richiedente, utilizzato come
       abitazione dello stesso  o  dal coniuge legalmente separato o
       divorziato ovvero da  un  suo  discendente in linea retta, il
       valore agricolo  medio  della  coltura  più  redditizia,  con
       esclusione della coltura in serra riferito alla relativa area
       di sedime viene ridotto  alla metà. la riduzione è pari ad un
       terzo  qualora si  tratti  di  edificio  avente  i  requisiti
       dell'edilizia economica  e popolare. Il prezzo di concessione
       dell'area di sedime  del  fabbricato  non può essere comunque
       inferiore al valore agricolo medio del terreno circostante;

          c) per i  suoli ricadenti nelle zone territoriali omogenee
       A,B,C,D ed F definite dal decreto ministeriale 2 aprile 1968,
       edificati o edificabili  con densità fondiaria da più di 0,03
       fino a 1  mc/mq:  il  valore agricolo medio della coltura più
       redditizia, con esclusione della coltura in serra;

          Per  i suoli edificabili con densità territoriale maggiore
       di  1  mc/mq: il valore è determinato moltiplicando il valore
       agricolo  medio  della coltura più redditizia, con esclusione
       della  coltura in serra, per l'indice di cubatura che risulta
       nello strumento urbanistico in vigore;

          e) su istanza del richiedente in base al valore venale del
       suolo;

          f)  per i suoli trazzerali occupati prima della formazione
       delle  mappe  catastali,  e  pertanto catastati a privati sin
       dall'impianto del  Catasto, il valore determinato è abbattuto
       del 50 per cento.

          4. L'istanza per  l'avvio  delle procedure di cui ai commi
       precedenti può  essere  presentata  dopo  l'entrata in vigore
       della  presente  legge  o  entro  60  giorni  dalla  notifica
       dell'avvio del procedimento di accertamento dell'occupazione,
       al Servizio demanio  trazzerale  e  usi  civici che redige il
       verbale di  liquidazione ed il decreto di sdemanializzazione.

          5.   Nel caso  in  cui  l'area  alla  quale  si  riferisce
       l'istanza  di  legittimazione  sia cointestata  nei  pubblici
       registri immobiliari ad una pluralità di soggetti, il decreto
       di  legittimazione   ha   effetto   in   favore  di  tutti  i
       cointestatari anche  se  l'istanza  presentata da uno solo di
       essi.  In  ogni  caso  deve  essere  versata  l'intera  somma
       determinata con le  modalità  di  cui al comma 3.  Nelle more
       del provvedimento  di  legittimazione,  la  concessione delle
       zone demaniali  è  subordinata  al pagamento del canone annuo
       pari ad un  ventesimo del valore dell'area determinato con le
       modalità di cui al  comma 3, con un minimo di euro 25,82.  Il
       provvedimento  di   legittimazione   comporta   per  le  aree
       illegittimamente occupate  un  risarcimento  danni pari ad un
       ventesimo del  valore determinato secondo quanto previsto dal
       predetto comma  3  relativamente  all'ultimo  quinquennio  di
       occupazione pregressa.

          6. Con l'istanza di  cui  al  comma 2 è sospesa l'adozione
       dei  provvedimenti sanzionatori da parte dell'Amministrazione
       regionale relativamente  ai  suoli  trazzerali, non catastati
       come  sede  viarie,  abusivamente  occupati.  L'adozione  dei
       provvedimenti  predetti   resta  altresì  sospesa  fino  alla
       definizione  delle   procedure   iniziate   a  seguito  della
       presentazione delle istanze limitatamente ai beni per i quali
       viene  richiesta   la   cessione.   Le   eventuali   sanzioni
       amministrative   precedentemente   irrogate   relative   alle
       indennità pregresse  oltre  il quinquennio sono abbattute del
       75 per cento in  favore  di  coloro  che a seguito di istanza
       ottengano la cessione  dei  beni  di cui alla presente legge.
       Nelle more  della  definizione  dei  singoli procedimenti, la
       riscossione delle  sanzioni già irrogate resta sospesa.  Fino
       al  trentesimo   giorno  successivo  alla  data  di  notifica
       dell'avviso con cui  si dà avvio alla procedura di reintegro,
       può essere  presentata istanza di legittimazione tardiva.  In
       tal caso il prezzo  stabilito  dal comma 3 è aumentato del 30
       per cento.

          7. Tutte le  zone  demaniali  trazzerali  che risultino di
       fatto occupate da  corpi stradali, e già erroneamente assunti
       in  consistenza   da   enti   pubblici,  sono  da  intendersi
       trasferiti  dall'Amministrazione  Regionale ai detti enti che
       ne cureranno la manutenzione.

          8. Sono trasferite  al  demanio  comunale  le  sedi viarie
       pubbliche rappresentate  nei  fogli  di  mappa catastali, sin
       dall'impianto,  come   regie,   che   non   risultino  ancora
       dichiarate demaniali  con  apposito  decreto  nonchè  i suoli
       oggetto   di  provvedimento  di  esproprio  per  finalità  di
       ricostruzione conseguente al terremoto del Belice del 1968.

          9.  Ai  fini   della  determinazione  dei  canoni  per  la
       concessione di  suoli  trazzerali ricadenti in verde agricolo
       ed utilizzati  a  scopo agricolo, resta ferma l'applicabilità
       delle norme sull'affitto  dei  fondi rustici con un minimo di
       canone annuo di cinquanta euro.>
       L'articolo 12 è accantonato.
       Si passa all'articolo 13. Ne dò lettura:

                                 <Art. 13.
              Sanzioni amministrative di cui al Regio decreto
             11 dicembre 1933, n. 1775 - Addizionale regionale

          1.   La   sanzione   amministrativa   comminata  ai  sensi
       dell'articolo  219 del T.U.  11  dicembre  1933,  n.  1775  è
       integrata da una addizionale regionale di euro 2.000.>

     SPEZIALE  In  questo articolo ci sono emendamenti, mentre ci sono
  altri 20 articoli senza emendamenti, neanche soppressivi.

     PRESIDENTE   C'è  un  solo  emendamento,  onorevole  Speziale. Se
  dobbiamo   interpretare  alla  lettera  la  proposta  dell'onorevole
  Cintola, allora non esaminiamo neanche un articolo

     GIANNOPOLO  Ci sono 21 articoli senza emendamenti.

     PRESIDENTE   Siamo  d'accordo, onorevole Giannopolo.  Ma dobbiamo
  pure andare avanti.  Comunico che all'articolo 13 è stato presentato
  un solo emendamento soppressivo.

     GIANNOPOLO  Sì, ma è soppressivo di una tassa

     PRESIDENTE    Lo   capisco,   siamo  d'accordo.  La  proposta  mi
  sembrava però  di  altra  natura.
       Onorevoli  colleghi, se non siamo nelle condizioni di discutere
  il disegno  di  legge,  lo  accantoniamo  ed  aggiorniamo i lavori a
  domani.   Su   questi   articoli   che   non  presentano  difficoltà
  particolari,  ciascuno  si  atteggi  come  ritiene,  tranne  che  la
  proposta non sia diversa.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  considerato  che  intendiamo,  in
  qualche modo,  accelerare i lavori, avevamo pensato di accogliere la
  proposta formulata dall'onorevole Cintola, perché fra i rimanenti 60
  articoli ve  ne sono ben 21 privi di emendamenti, anche soppressivi.
  E questo permetterebbe ...

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  ho  capito la proposta qual è.
  Desidero sapere dall'Aula se la proposta dell'onorevole Cintola è da
  intendersi   relativa   a   quegli   articoli   che  non  presentano
  assolutamente emendamenti  o  a  quelli  emendati;  ma  si tratta di
  emendamenti di facile interpretazione.

     SPEZIALE  Signor Presidente, secondo la mia interpretazione - non
  voglio  fare  l'interprete  autentico  del  pensiero  dell'onorevole
  Cintola -  ma  mi  sembra  che  lo stesso avesse chiesto all'Aula di
  andare avanti  prendendo  in  esame  soltanto  gli articoli privi di
  emendamenti, anche perché  l'articolo 13 apre una discussione poichè
  siamo in  presenza di un ulteriore balzello che viene introdotto dal
  Governo.

     PRESIDENTE    Non   voglio   entrare   nel  merito.  Propongo  di
  esaminare, quindi, votare gli articoli privi di emendamenti.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  vi  sono  21  articoli  privi  di
  emendamenti, quindi, possiamo approvarli.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  mi  inquieta che lei dica di votare
  direttamente gli  articoli  per i quali non ci sono emendamenti: che
  cosa significa?

     PRESIDENTE   Dopo la discussione, naturalmente, onorevole Ortisi,
  è chiaro  Li votiamo, nel senso che li discutiamo.  Non si inquieti,
  onorevole  Ortisi,  non è una violazione del Regolamento. L'articolo
  13 è accantonato.
       Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                                 <Art. 21.
                            Risparmi di energia

          1.   I  dipartimenti  regionali  e  gli   uffici   di  cui
       all'articolo 4, commi 6 e  7, della legge regionale 15 maggio
       2000, n. 10, gli enti locali  e gli enti, aziende ed istituti
       sottoposti  a   vigilanza   e   tutela   dell'Amministrazione
       regionale sono tenuti, in linea con gli impegni assunti dallo
       Stato  nell'articolo  3 del protocollo di Kyoto, a realizzare
       diminuzioni  di  consumi  di energia che comportino, oltre al
       contenimento  dei costi, la riduzione dell'impatto ambientale
       sulla  base  di  apposita  programmazione  energetica  per il
       triennio  2003-2005, fatto comunque salvo quanto previsto dal
       comma 16 dell'articolo 5 del DPR 26 agosto 1993, n. 412.

          2.   L'Assessore   regionale   alla   Presidenza   propone
       iniziative per la  promozione  della  programmazione  e della
       riduzione dei consumi e  vigila  sui livelli di realizzazione
       del risparmio energetico.>

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                                 <Art. 24.
                        Patto di stabilità regionale

          1.  Gli  enti  locali, gli  enti  pubblici  non  economici
       sottoposti  a vigilanza e/o controllo della Regione, comprese
       le aziende sanitarie ed ospedaliere e i consorzi di bonifica,
       partecipano  al  perseguimento  degli  obiettivi  di  finanza
       pubblica regionale (Patto di stabilità regionale).

          2.  A  tal  fine  il Presidente della Regione, di concerto
       con l'Assessore regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,
       sentito   l'Assessore  competente  per  materia,  sentita  la
       Conferenza Regione-autonomie locali, annualmente, con proprio
       decreto,  individua le modalità per il rispetto dei parametri
       finanziari  coerenti con le disposizioni vigenti per ciascuna
       categoria di enti.

          3.  Fermo  restando quanto previsto dal comma 1, agli enti
       locali  della  Regione siciliana si applicano le disposizioni
       dell'articolo  29  della  legge  27 dicembre 2002, n. 289. Le
       comunicazioni  previste  dai  commi  13 e 17 dell'articolo 29
       della   citata   legge   n.  289/2002  sono  trasmesse  anche
       all'Assessorato  regionale  per  il  bilancio  e  le finanze,
       dipartimento bilancio e tesoro.

          4. Il comma  3  dell'articolo  76 della legge regionale 26
       marzo 2002, n. 2 è abrogato.>

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                                 <Art. 25.
                               Tetti di spesa

          1.   Al  fine  di  perseguire  gli  obiettivi  di  finanza
       pubblica relativi al patto di stabilità  regionale,  la spesa
       sanitaria per il  triennio  2003-2005  non  può  superare   i
       valori complessivi indicati nel corrispondente D.P.E.F. e per
       singolo aggregato economico.

          2.   Fermo  restando   il   limite  previsto  per  ciascun
       aggregato   economico,   eccezionali   motivati   scostamenti
       possono  realizzarsi nel  rispetto  dei valori complessivi di
       cui al comma 1.

          3.  L 'Assessorato  regionale della  sanità,  entro trenta
       giorni dalla  pubblicazione  della presente legge, definisce,
       per  singolo  aggregato  economico, il  tetto  di  spesa  per
       provincia,   applicando   il   sistema   degli   abbattimenti
       tariffari.

          4.  I direttori  generali  delle  Aziende  unità sanitarie
       locali,  nei successivi  trenta  giorni, negoziano  con  ogni
       singola struttura  l'ammontare delle prestazioni erogabili ai
       sensi dell'articolo 28,  comma  6,  della  legge regionale 24
       marzo 2002, n. 2.>

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                                  <Art. 27.
          Contributi a favore dell'Azienda delle foreste demaniali

          1. L'articolo  14  della legge regionale 29 dicembre 1975,
       n.  88, è sostituito dal seguente:

          'Art.  14.  La Regione trasferisce annualmente all'Azienda
       delle    foreste   demaniali   due   contributi   finalizzati
       rispettivamente  al  finanziamento  integrale  delle spese in
       conto capitale ed al pareggio del bilancio di parte corrente.

          2.   Alle  erogazioni  di  cui  al  comma  1  provvede  il
       dipartimento regionale bilancio e tesoro'.>

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                                 <Art. 35.
             Acquisizione di beni immobili in favore dell'IRCAC

          1.   Al   fine   di   sostenere   iniziative  di  sviluppo
       socio-economico,  l'Istituto  regionale  per  il credito alla
       cooperazione  (IRCAC)  è  autorizzato  a  chiedere  ai  sensi
       dell'articolo    505   del   codice   di   procedura   civile
       l'assegnazione   di  beni  immobili  appartenenti  a  società
       cooperative a responsabilità limitata, gravati da ipoteche in
       favore dello  stesso, o sottoposti a procedure esecutive o in
       liquidazione.

          2.  Gli   immobili  assegnati  entrano  a  far  parte  del
       patrimonio   dell'istituto  e  devono  essere  trasferiti  in
       proprietà ai  comuni nel cui territorio ricadono gli immobili
       stessi   o   ad   imprese  che  realizzano  investimenti  nel
       territorio  della  Regione nei settori agricoli, industriali,
       commerciali, artigianali o in altri settori produttivi.

          3.  Il  prezzo  di  vendita è determinato dall'ispettorato
       regionale tecnico.

          4. Il ricavato implementa il fondo unificato costituito ai
       sensi dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n.
       6 e successive modificazioni.>

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il fatto che
  non ci siano  emendamenti  su un articolo non vuol dire che esso, di
  per sè,  possa andare bene.  Occorre fare una riflessione, onorevole
  assessore, che  oltretutto  mi  risulta sia stata fatta dagli stessi
  uffici dell'IRCAC, che vedono minacciata la loro liquidità a seguito
  dell'eventuale  approvazione  di  questo  articolo  se  non  vengono
  adottati dei provvedimenti conseguenti.
       In   sostanza,  l'operazione  che  viene  eseguita  con  questo
  articolo  è  quella di riacquisire alla disponibilità dell'IRCAC gli
  immobili di cooperative poste in liquidazione.
       Nell'articolo  non  si  specifica  se si tratta di liquidazione
  coatta  amministrativa  o  di liquidazione volontaria. Ciò va subito
  precisato.
       Vi  è, inoltre, un problema relativo alle procedure discendenti
  dal codice  civile:  ipotizziamo  che  su  un immobile gravino delle
  ipoteche;  tutti  gli  immobili sono gravati da ipoteche, sia quelli
  posti in liquidazione coatta amministrativa sia gli altri.

     PRESIDENTE   L'articolo  35  viene accantonato per consentirne un
  approfondimento.

     CAPODICASA  Ci sono anche altre considerazioni che farò risaltare
  quando  ritorneremo  sull'argomento,  perchè  sono  procedure  molto
  rischiose.

     PRESIDENTE   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                                 <Art. 46.
            Istituzione di centri di assistenza alle cooperative

          1.  A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.1.3.1, al
       fine  di  promuovere  ed  incentivare  le  opportunità  della
       formula  cooperativa,  l'Assessorato  della cooperazione, del
       commercio,  dell'artigianato  e  della pesca è autorizzato ad
       istituire  centri  di  assistenza  alle  imprese  cooperative
       promossi,  anche  in  forma consortile, dalle associazioni di
       categoria    maggiormente    rappresentative    del   settore
       riconosciute  ai  sensi  del  Decreto  legislativo  del  Capo
       provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577.

          2. I  centri  svolgono  a favore delle imprese cooperative
       siciliane   attività  di  assistenza  tecnica,  formazione  e
       aggiornamento   in   materia  di  innovazione  tecnologica  e
       organizzativa,  gestione  economica e finanziaria di impresa,
       accesso ai finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela
       dei consumatori, tutela dell'ambiente, igiene e sicurezza sul
       lavoro  e  altre  materie  connesse  al  miglioramento  delle
       attività  aziendali,  nonchè  le  attività  finalizzate  alla
       certificazione  di  qualità  e al controllo di gestione delle
       cooperative.   I  centri  possono  inoltre,  nell'ambito  dei
       finanziamenti  di  cui  al  comma  1,  effettuare attività di
       scambio di buone prassi cooperative, promuovere iniziative di
       promozione  e  formazione  cooperativa  in collaborazione con
       scuole  ed  università  e dotarsi di sistemi tecnologicamente
       avanzati finalizzati all'assistenza in rete delle cooperative
       siciliane.

          3.  Le  amministrazioni  pubbliche  possono  avvalersi dei
       centri medesimi  allo  scopo  di  facilitare  il rapporto tra
       amministrazioni pubbliche e imprese cooperative utenti.>

       Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                                 <Art. 50.
               Aggiornamento e revisione del piano regolatore
                         generale degli acquedotti

          1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera
       d) della legge  5  gennaio  1994,  n.  36  e  del decreto del
       Presidente del  Consiglio  dei  ministri  4  marzo  1996, con
       riferimento   all'aggiornamento   e   revisione   del   piano
       regolatore generale  degli  acquedotti  di  cui  alla legge 4
       febbraio  1963,  n.  129,  è  autorizzata  la  spesa  di  500
       migliaia di euro nell'ambito delle disponibilità della U.P.B.
       6.2.2.6.4.>

       Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE   Si passa all'articolo 51.  Ne do lettura:

                                 <Art. 51.
                       Modifiche all'articolo 1 della
                   legge regionale 8 luglio 1977, n. 47

          1.  All'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
       47 e  successive  modifiche ed integrazioni sono apportate le
       seguenti modifiche:

          a) al comma 11 le parole 'alla lettera b)' sono sostituite
       con le parole 'alla lettera a)' e le parole 'alla lettera c)'
       sono sostituite con le parole 'alla lettera b)';

          b) al  comma  12  le  parole  'alle  lettere b) e c)' sono
       sostituite con le parole 'alle lettere a) e b)';

          c) il comma 14, punto 3) è così sostituito:

          3) l'elenco delle entrate a destinazione vincolata e delle
       correlative spese  distinte  in  relazione  alla  provenienza
       delle risorse di seguito riepilogate:

          a) Programma operativo regionale;

          b) altri interventi comunitari;

          c) Fondo sanitario regionale;

          d) finanziamenti dello Stato ed altri enti;

          e)  interventi   finanziari   con  risorse  proprie  della
       Regione.

          2. All'articolo 1  della legge regionale 8 luglio 1977, n.
       47 e successive  modifiche  ed  integrazioni, sono aggiunti i
       seguenti commi:

          '23.    L'Amministrazione   regionale   adotta,   in   via
       sperimentale  per   il   Dipartimento  bilancio  e  tesoro  a
       decorrere  dal  1  gennaio 2003, e per gli altri Dipartimenti
       individuati  con  provvedimento  del  dirigente  generale del
       Dipartimento  bilancio  e  tesoro  a  decorrere  dal 2004, la
       contabilità    economico-patrimoniale    in   aggiunta   alla
       contabilità finanziaria.

          24.  La contabilità  di  cui  al  comma  23  è  introdotta
       definitivamente in  tutti i dipartimenti regionali, strutture
       equiparate ed altri  uffici  a  decorrere dal 1 gennaio 2005,
       mantenendo in parallelo l'attuale contabilità finanziaria.'>

       Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                                 <Art. 52.
                 Disposizioni in materia di residui attivi

          1.  Le entrate accertate  contabilmente fino all'esercizio
       2001 a fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2002,
       non  corrispondono  crediti da riscuotere  nei  confronti  di
       debitori certi sono eliminate dalle scritture contabili della
       Regione dell'esercizio medesimo.

          2.  Con decreto del dirigente  generale  del  dipartimento
       regionale bilancio  e tesoro, su indicazione delle competenti
       amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
       eliminare ai sensi  del  comma  1.  Copia  di detto decreto è
       allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
       finanziario 2002.

          3.  Qualora a fronte delle somme  eliminate  a  norma  del
       presente articolo sussistano eventuali  crediti,  si provvede
       al   loro  accertamento  all'atto   della   riscossione   con
       imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli
       di entrata.>

       Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                                 <Art. 53.
               Disposizioni  in  materia  di residui passivi
                            e di residui perente

          1.  Le somme perente agli  effetti amministrativi relative
       ad impegni assunti fino all'esercizio  finanziario  1992, non
       reiscritte in bilancio entro la chiusura dell'esercizio 2002,
       sono  eliminate  dalle  scritture   contabili  della  Regione
       dell'esercizio medesimo.

          2.  Con decreti del dirigente  generale  del  dipartimento
       regionale bilancio  e  tesoro  si  procede all'individuazione
       delle somme da eliminare ai sensi del comma 1. Copia di detti
       decreti è  allegata  al rendiconto generale della Regione per
       l'esercizio finanziario 2002.

          3.  Gli impegni di parte corrente  assunti  a  carico  del
       bilancio della Regione fino all'esercizio 2001  e  quelli  di
       conto  capitale assunti fino all'esercizio  2000  o,  qualora
       trattasi di spese per investimenti fissi lordi ed acquisti di
       terreni,   fino  all'esercizio  1997,   cui   alla   chiusura
       dell'esercizio   2002    non    corrispondono    obbligazioni
       giuridicamente  vincolanti, sono  eliminati  dalle  scritture
       contabili della Regione dell'esercizio medesimo.

          4.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano
       alle  spese  per  esecuzione  di opere  qualora  il  progetto
       dell'opera  finanziata  sia  esecutivo,  così  come  definito
       dall'articolo 5 bis, comma 3, della legge regionale 29 aprile
       1985,  n.  21,  come  introdotto dall'articolo 20 della legge
       regionale 12  gennaio  1993,  n.  10  e  gli  enti appaltanti
       abbiano  già  adottato le deliberazioni che indicono la gara,
       stabilendo le modalità di appalto.

          5.  Con decreti del dirigente  generale  del  dipartimento
       regionale bilancio e tesoro, su  indicazione delle competenti
       amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
       eliminare ai sensi del comma 3.  Copia  di  detti  decreti  è
       allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
       finanziario 2002.

          6.  Qualora, a fronte delle somme  eliminate  ai sensi dei
       precedenti commi sussista l'obbligo della Regione  e nel caso
       di eliminazione di somme perente da  eliminare  ai  sensi del
       comma  1  sia  documentata  l'interruzione   dei  termini  di
       prescrizione,  si  provvede  al  relativo  pagamento  con  le
       disponibilità dei capitoli aventi finalità  analoghe a quelli
       su cui gravavano originariamente le spese  o,  in mancanza di
       disponibilità, mediante iscrizione in bilancio delle relative
       somme da effettuarsi con decreti del  dirigente  generale del
       dipartimento bilancio e tesoro ai sensi degli  articoli 7 e 8
       della legge 5 agosto 1978, n. 468  e  successive modifiche ed
       integrazioni  e  dell'articolo  47 della  legge  regionale  7
       agosto 1997, n. 30.

          7.   Le disposizioni del presente  articolo  si  applicano
       anche  all'Azienda  delle  foreste  demaniali  della  Regione
       siciliana.>

       Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                                 <Art. 54.
                      Controlli su spese per missioni

          1. Le Ragionerie  centrali  in  deroga  alle  disposizioni
       dell'articolo 62 della legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10
       e successive modifiche  ed  integrazioni, esercitano i propri
       controlli  sugli  atti   di   liquidazione  delle  spese  per
       indennità di missione e  di  quelle  ad  esse correlate sulla
       scorta della nota  di liquidazione. Il dirigente responsabile
       della spesa predispone  e sottoscrive la nota di liquidazione
       nella  quale  dichiara   altresì   che  tutta  la  necessaria
       documentazione giustificativa è stata prodotta, è regolare ed
       è in suo possesso.

          2. Lo schema tipo  della  nota di liquidazione è approvato
       con  decreto  del   Presidente  della  Regione,  su  proposta
       dell'Assesore regionale per  il  bilancio e le finanze, entro
       60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

          3.  Le  Ragionerie  centrali,  almeno  due  volte  l'anno,
       esercitano   controlli   a   campione   presso   i  dirigenti
       responsabili   per   verificare  l'ammissibilità  di  ciascun
       documento  giustificativo  e  la  sua rispondenza con le voci
       riepilogate nella relativa nota di liquidazione.>

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedere  di
  parlare è l'unico modo per seguire i lavori.
       Chiedo  di parlare, quindi, sulla discussione generale e chioso
  l'articolo in diretta. Siccome io non appartengo ai frequentatori di
  altre stanze,  quelle  in  cui  si decidono le sorti delle nottate o
  delle giornate e sono qui dallo scorso lunedì, da dieci giorni, a me
  non sta  bene  che dopo aver perduto 240 ore, corrispondenti a dieci
  giorni,  adesso  in ventiquattro secondi si approvino, approfittando
  della ignavia di  ognuno  di  noi, 25 articoli in un minuto.  Non mi
  sta bene
       Voi dite,  quindi,  che  le ragionerie centrali, in deroga alle
  disposizioni dell'articolo 62 - articolo 54, pagina 116, della legge
  regionale  27   aprile   1999   n.  10  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni   -  'esercitano  i  propri  controlli  sugli  atti  di
  liquidazione delle  spese  per  indennità di missione e di quelle ad
  esse   correlate   sulla  scorta  della  nota  di  liquidazione.  Il
  dirigente  responsabile della spesa predispone e sottoscrive la nota
  di liquidazione nella quale dichiara altresì che tutta la necessaria
  documentazione giustificativa  è  stata prodotta, è regolare ed è in
  suo possesso.'
       Intanto, su questo, non penso che ci sia bisogno di un articolo
  della finanziaria.  Questo si può seguire secondo le leggi vigenti.
       Lo  schema  tipo  della  nota  di  liquidazione è approvato con
  decreto  del  Presidente  della  Regione, su proposta dell'assessore
  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,  entro sessanta giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge.
       Le  ragionerie  centrali,  almeno  due volte l'anno, esercitano
  controlli  a  campione.  Penso  che  questo  provvedimento  potrebbe
  andare   bene   sulla   dimensione   dei   regolamenti  interni,  di
  applicazione di  leggi  precedenti,  per  cui  non  mi  pare che sia
  congruo  alla  finanziaria.  Non  comporta  riduzioni  di spesa; non
  capisco perché  è  stato dichiarato ammissibile.
       Invito   i  colleghi  ad intervenire  sull'argomento,  anche  a
  contraddirmi,   così   leggo   l'articolo   successivo,   prima  che
  l'onorevole Fleres ci arrivi.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor Presidente, intervengo per chiedere il ritiro
  di questo articolo, perché così evidenziato dall'onorevole Ortisi...

     ACIERNO  Non si può ritirare l'articolo. Legga il Regolamento

     SPAMPINATO   Eventualmente,  dichiaro  il  mio  voto  contrario a
  questo articolo, perché come evidenziato dall'onorevole Ortisi, dopo
  attenta lettura  nei tempi passati, è chiaro che qua stiamo soltanto
  specificando  dei  doveri  che i funzionari dell'Assemblea regionale
  già, nel  controllo delle missioni, dovrebbero porre in essere. E lo
  schema tipo  che qua si propone, al comma due dello stesso articolo,
  potrebbe  essere  emesso  con  apposito decreto dell'assessore o del
  Presidente  della  Regione.
       Per queste ragioni, anticipando anche la dichiarazione di voto,
  scusandomi per il mio errore, dichiaro il mio voto contrario.

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  l'Assemblea  poc'anzi  si  è
  determinata  accogliendo  la  proposta  dell'onorevole Cintola. Devo
  interpretare  gli  interventi  dei colleghi che mi hanno preceduto e
  quelli  che  hanno  chiesto  di parlare come contrari alla proposta?
  dell'orientamento  dell'Aula,  la  Presidenza  intende comprenderlo.
  Onorevoli  colleghi, desidero sapere se l'atteggiamento dei colleghi
  che  sono già intervenuti, che hanno già parlato, e di quelli che si
  accingono  a  parlare,  è da considerarsi contrario all'orientamento
  che  già  l'Aula  ha manifestato.

     ORTISI  Assolutamente no

     PRESIDENTE   Se  così  fosse,  io metterei ai voti formalmente la
  proposta  dell'onorevole  Cintola,  perché,  altrimenti, facciamo un
  passo avanti e tre indietro.
       Quindi,  desidero comprenderlo, per regolare i lavori dell'Aula
  di  conseguenza;  perché  io non sto né da una parte, né dall'altra.
  Vorrei  sapere  con  chiarezza  se  non  s'intende procedere secondo
  l'orientamento  già  manifestato.  Perché, se è così, ci pronunciamo
  formalmente  e  andiamo  avanti, altrimenti risulta molto sgradevole
  questo tipo di intervento.

    ORTISI. Sì, ma in modo che i diritti dei deputati ...

    PRESIDENTE.  Per  carità  ma quando c'è un orientamento dell'Aula,
  poi si segue. Altrimenti si adotta un altro tipo di orientamento.

    ORTISI. Si, ma senza correre

    PRESIDENTE. La Presidenza sta andando lentamente.

    RAITI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAITI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo - parlando
  anche  a  nome del Gruppo Sicilia 2010 - che l'orientamento adottato
  fino  ad  ora  mi  pare  che  nessuno lo stia contestando. L'Aula ha
  deciso  di affrontare in via prioritaria gli articoli del disegno di
  legge  sulla  finanziaria  che  non  contengono  emendamenti.  Bene,
  "nulla  questio".  Il  problema  è  diverso:  se  su quegli articoli
  bisogna  mettere un silenziatore comunque o se è possibile ragionare
  e  fare  una  discussione  generale.  A  me  pare che la discussione
  generale, sia nelle prerogative di ciascun deputato e che non vada a
  violazione  dell'orientamento  che  già  è stato preso e che nessuno
  contesta.
       Il  ragionamento di fondo è che non vogliamo avere il tempo per
  vedere  gli  articoli,  per  arrivarci, per leggerli, per discutere,
  probabilmente, se è necessario discuterli, e poi votarli. Quindi non
  c'è  nessuna  violazione  dell'orientamento,  ma  solo una richiesta
  legittima  di esercitare le prerogative parlamentari che ciascuno di
  noi ha.
       Detto  questo,  in relazione all'articolo in questione, mi pare
  assolutamente  condivisibile  l'orientamento espresso dall'onorevole
  Ortisi  che  mi  ha  preceduto.
       Qui  stiamo  trattando  una norma di principio che, di fatto, è
  già   inserita  nel  contesto  normativo  delle  leggi  regionali  e
  nazionali.  La  possibilità  di  esercitare  dei  controlli da parte
  delle ragionerie, nonché da parte degli uffici preposti al controllo
  delle  missioni,  dovrebbe  essere  - anzi, è certamente - una norma
  contenuta   nei   regolamenti,  nelle  leggi-quadro  della  pubblica
  amministrazione.   Che   poi,   il   Governo,   gli  assessorati,non
  esercitino  questi controlli, o comunque non li esercitino tutti gli
  enti  di  spesa,  così  come  dovrebbero fare, non credo che facendo
  approvare   un'ulteriore   norma  di  legge  seguendo  il  principio
  "repetita  juvant",  serva  a nessuno, anzi, è un'ulteriore conferma
  dell'impotenza,   o,  comunque,  dell'ignavia  di  coloro  che  sono
  preposti  ai controlli.
       Detto   questo,   ritengo   che  sia  assolutamente  necessario
  estromettere  dal  testo  di  legge  questa  norma; gli assessori di
  competenza  e  gli enti erogatori della spesa dovrebbero prendere un
  impegno o, comunque, assumere i poteri che già hanno, per esercitare
  i  controlli,  non  solo a campione, così come prevede l'articolo in
  questione,  ma quelli sulle pezze di appoggio di ogni singola spesa,
  di  ogni  singola  missione,  così  come dovrebbe essere consentito,
  anzi,  com'è  obbligatorio,  in  base  alle norme costituzionali che
  prevedono  il  buon  andamento,  l'imparzialità e il risparmio nella
  pubblica amministrazione.
       Tenuto conto di tutto questo, e visto che le norme di legge non
  si  possono fare solo ed esclusivamente ai fini pedagogici, anche se
  possono  essere  fini meritevoli di attenzione, propongo e sollecito
  all'Assessore per il bilancio di ritirare questo emendamento e, caso
  mai, di emanare una propria direttiva, con i poteri che esso ha, per
  chiedere  ai colleghi del Governo l'applicazione di questi controlli
  ed    eventualmente    di   applicare,   a   livello   di   gestione
  politica,  delle  sanzioni  nei  confronti  di  coloro  i  quali non
  esercitano questi controlli come dovrebbero.
       Ciascuno  di  noi  dovrebbe ricordare che chiunque spende soldi
  pubblici, lo  deve  fare  nel rispetto e con i principi che la carta
  costituzionale e le leggi-quadro, in materia, consentono.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, condivido le
  argomentazioni  dell'onorevole  Ortisi  e  dell'onorevole  Raiti. Mi
  soffermo soltanto sul terzo comma, dove c'é una norma che non sta né
  in cielo né in terra.
       Le ragionerie centrali, almeno due volte l'anno, esercitano dei
  controlli a campione.
       Il   concetto  di  controllo  a  campione  é  una  norma  molto
  discutibile   perché   potrebbe   configurarsi   come  un  esercizio
  discrezionale  in  modo  poco  democratico,  nel  senso che sappiamo
  benissimo che chi esercita un potere all'interno di un ufficio, cioè
  l'esercizio  di controllo a campione, ha una prerogativa prettamente
  arbitraria, discrezionale.
       Se   affidiamo  poteri  discrezionali  non  creiamo  una  norma
  democratica  e il vero spirito della norma che voleva normare questo
  articolo va a farsi benedire.
       Questa  parte  costituisce la 'ciliegina sulla torta' che mette
  in    discussione    il   principio   democratico   della   pubblica
  amministrazione.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 54.
       Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 57. Ne do lettura.

                                 <Art. 57.

                    Fondo nazionale politiche migratorie

          1. All'articolo 40 della legge regionale 27 dicembre 2002,
       n. 23,  dopo  le  parole  'capitolo  313301' sono aggiunte le
       seguenti:  'nonché  ad  attivare  le stesse risorse del Fondo
       nazionale  per  le politiche migratorie ripartite annualmente
       dal  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche sociali alla
       Regione  siciliana  in  forza  dell'articolo  45  del decreto
       legislativo 25 luglio 1998, n. 286'.>

       Lo pongo  in  votazione.  Chi  é favorevole resti seduto; chi é
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                                 <Art. 58.

              Interventi in favore dei pazienti colpiti dalla
                            malattia di Alzheimer

          1.   Nell'ambito   degli   obiettivi   del  vigente  Piano
       sanitario regionale ogni azienda unità sanitaria locale della
       Regione attiva  i  seguenti  servizi  per  i pazienti colpiti
       dalla malattia di Alzheimer:

          a)  un  servizio  di  assistenza domiciliare integrata, in
       tutti i  distretti  sanitari,  per  i  pazienti residenti nel
       territorio di competenza;

          b) almeno  un  centro  diurno integrato da attivarsi anche
       mediante protocolli di intesa con i comuni;

          c) una  residenza  sanitaria  assistenziale  e/o un nucleo
       specifico all'interno delle R.S.A. già operanti.

          2.  Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per la sanità
       sono  definite  le  modalità  operative per l'attivazione dei
       servizi di cui al comma 1.>

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo mi
  fornisce una spiegazione che mi convince, non ho difficoltà a votare
  l'articolo.
       Perchè l'attenzione verso i pazienti colpiti dalla malattia del
  morbo di Alzheimer e non dal morbo di Parkinson o dall'AIDS?  Perché
  per  l'AIDS,  per  la quale malattia nelle Aziende sanitarie locali,
  negli  ospedali,  esistono  delle  particolari  strutture  che se ne
  interessano,   un'azione  rivolta  in  maniera  socio-assistenziale,
  domiciliarmente, probabilmente, toglierebbe dalle ambasce moltissime
  persone che non vogliono rivolgersi alla struttura pubblica. D'altra
  parte,   se   ci  adoperiamo  affinchè  vengano  assistite  a  casa,
  possibilmente,  le  persone  colpite  dalla  malattia  del  morbo di
  Alzheimer,  a  maggior  ragione,  ciò  dovrebbe  avvenire per chi da
  scandalo sociale e cioè per i colpiti dall'altra malattia alla quale
  faccio  riferimento; questa é  la prima domanda. La seconda domanda:
  al  comma  a)  l'articolo  così  recita  "un  servizio di assistenza
  domiciliare  integrata in tutti i distretti sanitari per i pazienti,
  etcetera"  e  subito  dopo,  "almeno un centro diurno integrato"; mi
  chiedo se si riferisce ad un centro diurno per distretto o per ASL?
       D'altra  parte,  in  subordine,  nella parte finale, si precisa
  "attraverso protocolli di intesa con i comuni"; a quali comuni si fa
  riferimento, a quelli che ruotano nel distretto o nell'ASL?

     CITTADINI  assessore per la sanità. Nel piano socio-sanitario che
  recentemente è  stato varato è previsto una assistenza a livello del
  singolo  distretto sanitario. E' prevista l'assistenza domiciliare e
  stiamo  già attivandoci  per  delle  residenze  sanitarie  assistite
  specifiche per pazienti di  Alzheimer.  Ad  esempio, c'è un progetto
  che è stato già approvato  dal  Genio  civile  per  trasformare l'ex
  ospedale  della  Guadagna   interamente   in   residenza   sanitaria
  assistita.

     ORTISI   Epidemiologicamente perche  morbo  di  Alzheimer? Perché
  c'è una pervasività molto più diffusa?

     CITTADINI  assessore  per  la  sanita. Sì, molto più diffusa e in
  continuo aumento e, probabilmente, quello che sopratutto è aumentato
  è il disagio delle famiglie  nel  potere  gestire a domicilio questi
  pazienti  e, di conseguenza,  una  maggiore  richiesta  affinchè  il
  Servizio sanitario nazionale se ne faccia carico.
       Adesso con  la convenzione, con il protocollo di intesa firmato
  con l'assessore per gli  enti locali abbiamo previsto un'attivazione
  di tutti i distretti socio-sanitari.

     PRESIDENTE    Onorevole   Ortisi,  mi   pare   che   la  risposta
  dell'onorevole Assessore sia  esauriente.  Onorevole  Assessore, può
  integrare la risposta con la seconda parte della domanda?

     ORTISI  Al centro diurno per ASL o per distretto?

     CITTADINI  assessore  per  la  sanità.  Per  distretto.  L'ho già
  detto.

     ORTISTI  Dichiaro di votare a favore.

     PRESIDENTE  Pongo  in  votazione  l'articolo 58. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 62. Ne do lettura.

                                 "Art. 62.
                              Aree cimiteriali

          1.  All'articolo  37  bis della legge 11 febbraio 1994, n.
       109, come  recepito  dell'articolo  9 della legge 23 dicembre
       2002, n. 32, è aggiunto il seguente comma:

          'Per  ampliamento  delle  aree   cimiteriali ed interventi
       nelle stesse,  la  competenze  a ricorre allo strumento della
       finanza  di  progetto  è  attribuita  alla  Giunta  la  quale
       delibera anche in  deroga  ai  termini  di  cui  al  presente
       articolo e  seguenti  ed  in  carenza  di  inserimento  nelle
       programmazioni di cui al comma 1."

       Onorevoli  colleghi, non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  il
  trasferimento dell'articolo 62 al disegno di legge sugli appalti.
       Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.

                                 "Art. 65.
                          Vivaio di viti americane

          1.  Per l'esercizio finanziario 2003 il vivaio governativo
       di  viti  americane  è  autorizzato  ad  utilizzare  le somme
       stanziate  nell'esercizio  finanziario  2002  per le finalità
       dell'articolo  12  della legge regionale 6 giugno 1968, n. 14
       per far fronte ad oneri pregressi."

       Lo pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario sialzi.

                             (E' approvato)

       Si passa  all'articolo  67. Ne do lettura.

                                 "Art. 67.
             Modifiche alla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7

          1. L'articolo 8 della  legge  11  febbraio  1994, n.  109,
       come modificato ed  integrato  con  l'articolo  6 della legge
       regionale 2 agosto 2002,  n.  7,  si applica con le modifiche
       apportate con l'articolo 7, comma 1, lettera d, della legge 1
       agosto 2002, n. 166.

          2. Alla lettera c)  del  comma  1, dell'articolo 17, della
       legge n. 109/1994,  come  modificato  dall'articolo  11 della
       legge  regionale  2 agosto  2002,  n.  7,  sono  aggiunte  le
       seguenti parole: 'o  per  ordinanza; per le opere marittime e
       portuali possono altresì  avvalersi  del  Genio civile per le
       opere marittime'.

          3.  Dopo il  primo  comma  dell'articolo  29  della  legge
       regionale 2 agosto 2002,  n. 7, è aggiunto il seguente comma:

          '2. E' fatto  salvo  quanto disposto dall'articolo 9 della
       legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32'.

          4. Nel primo periodo  del  comma  1 dell'articolo 30 della
       legge 109/94 le  parole 'del fideiussore' sono sostituite con
       le parole 'di un fideiussore'.

          5. All'articolo 36 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
       7, è aggiunto il  seguente comma:

          'Sino all'entrata in vigore  del decreto di cui al comma 1
       continuano  ad  applicarsi  le  vigenti  leggi  regionali  in
       materia di espropriazioni ed occupazioni'.

          6. Il comma 2  dell'articolo  41  della  legge regionale 2
       agosto 2002, n. 7, è interpretato nel senso che l'espressione
       'bandi  di   gara   già   approvati   dall'organo   esecutivo
       competente' deve essere  riferita  ad  opere già finanziate o
       comunque provviste di copertura finanziaria; tale espressione
       ricomprende altresì tutti  i procedimenti nonchè i contratti,
       anche in corso, discendenti  dai  predetti bandi di gara 'già
       approvati', per i  quali continua ad applicarsi la disciplina
       previgente in materia,  anche  se  formalmente abrogata dalle
       disposizioni  di  cui  all'articolo  42  della  citata  legge
       regionale 2 agosto 2002, n. 7.

          7. Dopo il comma  8 dell'articolo 41 della legge regionale
       2  agosto 2002, n.  7,  sono  aggiunti  i  seguenti:

          '9.   Le competenze  ad  esprimere  pareri  tecnici  sulle
       perizie di variante e/o  suppletive, sui nuovi prezzi e sulle
       riserve  dell'appaltatore   per   i  lavori  sottoposti  alla
       disciplina previgente  alla presente legge rimangono ascritte
       agli organi tecnici  individuati  dall'articolo 3 della legge
       regionale 2 settembre 1998,  n.  21.

          10.  Entro e non  oltre  dodici mesi dalla data di entrata
       in vigore della  presente  legge,  nell'elenco annuale di cui
       all'articolo 8 e nei  programmi  di  spesa  regionali  di cui
       all'articolo  9  possono   essere  incluse  opere  dotate  di
       progetti di massima già  muniti  di tutte le autorizzazioni e
       dei  pareri acquisiti  prima  dell'entrata  in  vigore  della
       presente legge."

       Onorevoli  colleghi, non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  il
  trasferimento dell'articolo 67 al disegno di legge sugli appalti.

                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     RAITI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI    Signor  Presidente  pensavo  che  non  fosse  necessario
  intervenire  sull'ordine dei  lavori  considerato  quanto  detto  in
  premessa, facendo un ragionamento  con  l'onorevole Ortisi ed altri,
  secondo cui procediamo all'esame degli articoli in questione cui non
  sono  stati  presentati emendamenti.  Vorremmo  avere  il  tempo  di
  ragionare e quanto meno di capire...

     PRESIDENTE   Onorevole Raiti  questo  tipo di osservazione l'Aula
  non può comprenderla. Lei, come  tutti  noi, ha avuto diversi giorni
  per  potere  approfondire  il  testo,  per  poterlo  studiare;  lei,
  peraltro, ha partecipato ai  lavori  della Commissione "Bilancio" e,
  dunque, questi articoli li ha  già  esaminati  in  quella  sede. Non
  possiamo, pertanto, venire  a raccontare queste "storielle" all'Aula
  di conoscere gli articoli   Usiamo  altro  tipo  di  argomentazione:
  chiedete alla Presidenza di  essere  più lenta, lo sarà sicuramente,
  ma non veniamo a raccontare né a  noi  stessi, né  alla gente che ci
  ascolta, di non aver avuto il  tempo  di studiare i disegni di legge
  perché  questo è offensivo della dignità del Parlamento

     RAITI  Signor Presidente, non è così

     PRESIDENTE  Se lei non lo ha  studiato  è un problema che attiene
  alla sua responsabilità, e di  questo non può essere responsabile il
  Parlamento, nè l'andamento dei  lavori  può  subire ritardo  Allora,
  dica  che non ha studiato il  disegno  di  legge,  dica  che  questo
  atteggiamento deriva da una  sua  non esatta responsabilità rispetto
  all'attività parlamentare, ma non  venga  a  raccontare all'Aula che
  bisogna  avere  il  tempo di  studiare  un  disegno  di  legge  che,
  peraltro, è pronto per l'Aula da due settimane

     RAITI  Signor Presidente, se  mi  consente  di  esprimere  la mia
  opinione, innanzitutto declino il  rimprovero che, tra le righe, lei
  mi ha fatto...

     PRESIDENTE  Come  tra  le  righe   Onorevole  Raiti,  è chiaro, è
  preciso, lei  peraltro  è  firmatario di oltre trecento emendamenti,
  dunque il disegno di legge l'ha studiato molto bene; allora utilizzi
  un'altra bugia, non questa

                             (Brusìo  in Aula)

     RAITI  Signor  Presidente,  innanzitutto  le  ricordo  che lei in
  questo  momento   svolge   la   funzione   di   garante  dei  lavori
  dell'Assemblea, di tutti i parlamentari

     PRESIDENTE   E, pertanto,  non  tollero  le  menzogne,  onorevole
  Raiti  Vada avanti

     RAITI  Mi consenta, le menzogne non sono...

     PRESIDENTE  Utilizzi altre motivazioni

     RAITI   Le menzogne non  sono  un  metodo  del  mio  ragionamento
  politico, sono piuttosto ragionamento  di  qualche altro collega, se
  mi consente  E poi, in relazione all'articolo 65 - appunto perchè io
  non dico menzogne - non mi  faccia  scadere  in modi di ragionamento
  che non appartengono al mio costume
       In relazione all'articolo 65,  infatti,  che  riguarda  le viti
  americane,  ho posto dei  problemi,  non  ultimo  nella  discussione
  generale del disegno di legge, senza che l'Assessore Pagano mi abbia
  risposto perchè mi ha detto che non era materia di sua competenza.
       Poichè in questa sede è presente l'Assessore per l'agricoltura,
  volevo solo chiedere un  chiarimento  per  capire  cosa c'entrino le
  viti americane con la finanziaria, e  l'ho  posto  già  in  sede  di
  discussione generale.
       Poichè  -  ripeto  -  è  presente  l'Assessore,  sarebbe  stato
  possibile chiedere chiarimenti  per  capire,  soltanto  per  capire;
  credo che non avremmo fatto alcuna  lesione  nè al modo di procedere
  di questa Assemblea, nè  all'intelligenza  di  ciascuno  di  noi, nè
  tantomeno stavamo dicendo  bugie.  Poi,  chiunque  proferisce  delle
  affermazioni,  se  ne  assume   la  responsabilità  di  fronte  agli
  elettori, di fronte all'Aula e di fronte alla propria coscienza

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  per spiegare anche a lei, se non ne fosse a conoscenza, che non sono
  menzogne  le  motivazioni   poste   dall'onorevole  Raiti.  Infatti,
  dobbiamo ricordare a quest'Aula  che  intere  materie non sono state
  trattate  in nessuna sede;  in  IV  Commissione  interi  settori  di
  materie di sua competenza, non sono stati trattati, perchè non c'era
  un assessore competente e non  c'è stata la possibilità di dialogare
  con  un  assessore  che  potesse  sostituirlo,  se  non  l'Assessore
  Castiglione. Ma ci sono  state  lacune  rispetto a queste procedure.
  Quindi, noi vorremmo soltanto che vi  fosse  un  momento  in cui chi
  propone un disegno di legge possa  spiegare - oltre noi leggerlo, ma
  qualcuno ce lo deve spiegare - qual  è la ratio del disegno di legge
  che  viene proposto al  Parlamento.  Questo  è  ciò  che  chiediamo.
       rispetto all'articolo 67 per il  quale  ne  è stato disposto lo
  stralcio, faccio mie le sue  parole  quando  dice  che  l'articolo è
  stato  trasferito  ad apposito  e  autonomo  disegno  di  legge.  La
  ringrazio per queste parole,  Signor  Presidente, perchè un autonomo
  disegno  di  legge  deve  necessariamente  avere  un  autonomo  iter
  parlamentare;  questo, però, oggi non è successo in IV Commissione.

     ACIERNO  Altre menzogne  Falso, gravemente falso

     SPAMPINATO  Lei, Signor  Presidente, ha detto benissimo: autonomo
  disegno di legge. Così non è stato in IV Commissione dove anche là i
  diritti del parlamentare sono stati  violati perchè non è stata data
  la possibilità di discutere, di presentare emendamenti e di votare.
       Quindi,  chiediamo alla  Presidenza  dell'Assemblea,  perchè  a
  nostro  avviso  c'è   un   pregiudiziale   problema   rispetto  alla
  trattazione di questo tema, di prendere le dovute iniziative.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,   intervengo   per  richiamare  la
  funzione del Presidente rispetto  agli accordi che abbiamo raggiunto
  in fase di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, perché
  la Presidenza dell'Assemblea  non  deve  assolutamente piegarsi alle
  ragioni che sono riconducibili  alla maggioranza, e le spiego subito
  il perché.

     PRESIDENTE  Io mi piego  alle  ragioni dell'Aula  Voglio capire e
  quindi  ho  chiesto  di  conoscere  formalmente  se  gli  interventi
  avevano...

     SPEZIALE   Signor Presidente, non sia intollerante...

     PRESIDENTE  Non lo sono,  onorevole Speziale. Infatti, tanto sono
  d'accordo con lei, che ho  chiesto all'Aula formalmente di sapere se
  questi interventi avevano il senso di una inversione di rotta. E ciò
  solo per poter disciplinare meglio i lavori d'Aula.

     SPEZIALE  Signor Presidente, mi  faccia  finire. Lei, come me, ha
  partecipato alla Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi paarlamentari
  con gli altri colleghi.  In  quell'occasione,  da  parte  di tutti i
  Capigruppo,  fu  dato   mandato   al  Presidente  dell'Assemblea  di
  rivisitare il testo e di portarlo in Aula con tutti gli articoli che
  sono affini alla Finanziaria.  Questo  lavoro  non  è  stato  fatto,
  perché il testo che noi in  questo  momento  abbiamo  all'esame è il
  testo non depurato da un  lavoro  di rivisitazione che doveva essere
  condotto  dalla  Presidenza,  ed   abbiamo   articoli   che  con  la
  Finanziaria  non hanno nulla a  che  fare.  Oppure,  come  nel  caso
  dell'articolo 65, articoli che  contengono  spese e che, quindi, non
  possono essere contenuti nella Finanziaria.
       Qui non si tratta di  essere  bravi,  menzogneri o bugiardi; si
  tratta soltanto, e lei deve essere il primo a farlo, di osservare in
  modo rigoroso il Regolamento
       Signor Presidente, ci sono molti articoli, anche tra quelli che
  non hanno emendamenti, che non  hanno  alcuna attinenza con la legge
  Finanziaria. Io la invito,  nella  sua  funzione  di  Presidente,  a
  dichiararli improponibili.  Interi  articoli
       L'articolo 65, seppure  approvato dall'Assemblea, è un articolo
  che non ha alcuna  attinenza perché  comporta  spesa, per cui lei si
  troverà in difficoltà. Viene autorizzata la spesa...

     CASTIGLIONE  assessore per  l'agricoltura  e le foreste.  Abbiamo
  fatto le variazioni di bilancio

     SPEZIALE  Mi dispiace che  ricopre  la  carica  di  Assessore per
  l'agricoltura, ma lì è scritto chiaro  Se lei lo legge, si accorgerà
  che comporta spesa, anche se è  una  spesa  che  ci  riportiamo  dal
  bilancio 2002.

     CASTIGLIONE  assessore per  l'agricoltura  e le foreste.  Abbiamo
  fatto le variazioni di bilancio;  le stiamo utilizzando nel 2003.

     SPEZIALE  Bravo, esattamente questo   Sono  spese che doveva fare
  nel 2002 e se le trascina nel  2003
       E'  una  previsione  di   spesa.  La  legge  finanziaria,  caro
  assessore Castiglione, non deve  contenere alcuna norma di spesa
       Il Presidente dell'Assemblea  deve  rigorosamente rispettare il
  Regolamento. Per cui la  invito,  Signor  Presidente,  a valutare di
  volta in volta tutti gli articoli  sulla  base  di quanto è previsto
  dalla legge 10, e cioè che  gli emendamenti che comportino spesa non
  possono  essere  contenuti   nel  testo;  quando  abbiamo  approvato
  l'articolo    65,    lei    invece    avrebbe   dovuto   dichiararne
  l'improponibilità.
       Pertanto, Signor Presidente, non  si  tratta  di  venir meno ai
  patti.  Noi siamo perché  si  vada regolarmente avanti sulla base di
  quanto abbiamo concordato, e cioè che  gli articoli di legge che non
  contengono emendamenti possono  essere  esitati  dall'Aula.  Ma Lei,
  preliminarmente, deve definire se  quegli  articoli  di  legge  sono
  proponibili  o  improponibili.   Altrimenti,  caccia  l'Aula  in  un
  ginepraio come quello al quale stiamo assistendo.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  nell'ultima
  Conferenza dei Presidenti  dei Gruppi parlamentari, svoltasi giovedì
  scorso (lei è arrivato  nella  parte appendicolare della Conferenza)
  ci  si  è  messi   all'unanimità   d'accordo  che  avremmo  lavorato
  espungendo i due argomenti riguardanti l'Assessorato alla famiglia e
  la modifica della legge  sugli  appalti, che avrebbero dovuto essere
  incardinati il venerdì successivo  alla conclusione dei lavori sulla
  finanziaria.
       E però, su osservazione  della  minoranza,  in  ordine ad altri
  articoli ed altri argomenti  che  pensavamo non fossero congrui alla
  Finanziaria,  la  Presidenza  si  era  riservata,  all'indomani,  di
  comunicarci  quali  fossero   questi  articoli  che  preliminarmente
  sarebbero stati dalla Presidenza  medesima  espunti  dal  disegno di
  legge che stiamo esaminando,  per  consentire  lavori  d'Aula  tanto
  omogenei che spediti.
       Questo  non  è  avvenuto:  per  le  vie  più  traverse,  e  non
  ufficialmente, abbiamo saputo che  ciò  sarebbe  avvenuto  lungo  il
  percorso di esame della finanziaria.
       Presidente, quando noi  le  abbiamo  rivolto l'osservazione che
  stavamo correndo, così da non dare  ad  alcuno di noi la possibilità
  di  arrivare  materialmente   all'articolo   del  quale  trattavamo,
  l'osservazione non era soltanto in ordine al metodo, in quanto tale,
  che ci impediva di  esercitare  il  nostro diritto-dovere, la nostra
  funzione; essa era mossa  piuttosto  proprio  alla  luce  di  questa
  surroga  che  la Presidenza  aveva  dato  all'Aula  in  ordine  alla
  espunzione di eventuali argomenti.
       Se lei, prima che noi arriviamo  a vedere di quale argomento si
  tratti,  dice  "Aperta   la   discussione   generale",   "Chiusa  la
  discussione generale", in questo modo mortifica, intanto se stesso -
  mi consenta signor Presidente - e poi, se permette, ognuno di noi e,
  pure,  l'accordo  che  la   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari ha preso, avendo  anche  dimostrato, sia nei fatti, che
  nel merito, che lì dove  riteniamo  di  condividere  il pensiero del
  Governo, votiamo
       D'altra parte, mi permetto di  osservare  che nè il correre, nè
  gli applausi - consentitemi  colleghi  -  da  corrida, migliorano in
  funzione dell'obiettivo che il  Governo,  la  maggioranza,  ma credo
  tutti noi, vogliamo raggiungere,  cioè  di esitare la finanziaria il
  più presto possibile e  stasera  di  dare corso all'accordo generale
  che si è stilato, cioè di  trattare  gli  articoli  che  non abbiano
  emendamenti correttivi,  modificativi, soppressivi; altrimenti, così
  facendo,  non raggiungiamo  l'obiettivo,  non  dico  strategico,  ma
  neanche tattico
       Pregherei, molto modestamente,  di  proseguire  anche  con buon
  ordine   e,   signor   Presidente,   farei   mie   le   osservazioni
  dell'onorevole Speziale che mi ha preceduto, affinchè ci si fermi un
  attimo, almeno per consentire a chi non la pensa, come la Presidenza
  attuale,  di  esprimere  la  propria  opinione.  Perchè  quello  che
  istituzionalmente, in parecchie  occasioni,  è  stato dichiarato non
  ammissibile, non può, per accordo politico  di  una parte che oggi è
  maggioranza, diventare ammissibile.  Questa  è la mortificazione del
  Parlamento signor Presidente

     LEONTINI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEONTINI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa specie che
  nel ricostruire le decisioni  che  la  Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentarie la Presidenza  hanno assunto nei giorni scorsi,
  ci si infervori a  capovolgere  queste  ricostruzioni  medesime  e a
  ricostruirle in modo completamente diverso da come sono accadute.
       Prima di tutto, è la  prima  volta  che  sento  esprimere,  nei
  confronti  della Presidenza  e  dell'Aula  condotta  dal  Presidente
  Fleres, osservazioni del tipo  di  quelle che sono state manifestate
  questa sera, tendenti ad evidenziare che la conduzione dell'Aula, da
  parte del Presidente Fleres, conculca  le ragioni del dibattito e si
  caratterizza per intolleranza.
       Altre volte, la Presidenza  Fleres  è  stata caratterizzata per
  altre caratteristiche ed altri meriti,  ha sempre dato un impulso ai
  lavori d'Aula e li  ha  sempre  condotti tenendo conto dell'esigenza
  dell'Aula e di tutti i  deputati  che  hanno  inteso  partecipare al
  dibattito (non mi pare che  il  dibattito  sia  stato  conculcato  e
  mortificato).
       Onorevole   Speziale,   la   Presidenza   non   poteva   essere
  destinataria  di  un  mandato   che   non  le  competeva  in  ordine
  all'articolato già esitato; la Presidenza poteva essere destinataria
  di  un  mandato rispetto  agli  emendamenti  aggiuntivi,  così  come
  accaduto.
       Gli emendamenti aggiuntivi  da  parte della Presidenza potevano
  essere sottoposti a quel vaglio,  ma  non l'articolato del quale già
  avevate contezza. Aveva ragione  il  Presidente Fleres, pocanzi, nel
  dire all'onorevole Raiti che  di  questo  articolato  avevamo  tutti
  contezza e se quindi avevamo  delle  osservazioni da fare, in quella
  sede, andavano fatte in  modo  specifico  e  puntuale, indicando con
  precisione gli articoli.
       Il dibattito evidenzierà gli  argomenti  che  sono  inseriti in
  questo articolato e che  sarebbero incompatibili con la Finanziaria;
  andremo  poi sicuramente rappresentando  le  nostre  ragioni  ed  il
  Presidente ne sta tenendo in considerazione.
       Ma sulla correttezza  dell'operato  della Presidenza, in questo
  momento, non si può discutere,  perchè  non  ha  ricevuto mandato in
  ordine all'articolato - del quale tutti avevamo già contezza - bensì
  relativo agli emendamenti aggiuntivi; mandato che è stato esercitato
  secondo come ci risulta: e noi avremo domani anche la consapevolezza
  di questo lavoro, quando  sarà  disponibile  il  quadro  completo di
  tutti gli emendamenti resi compatibili.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo di avere
  fatto una proposta questa sera  all'Aula: il Presidente non ha fatto
  altro che raccoglierla e portarla all'Aula stessa.
       Credevo di  avere  fatto  una  proposta all'Aula, l'Aula non ha
  accettato, dopo di che,  giustamente,  qualche collega - l'onorevole
  Ortisi in testa l'ha fatto in  maniera educata, come è nel suo stile
  - ha chiesto al Presidente di  procedere  in  maniera più pacata, in
  modo tale da darci la possibilità  di guardare la pagina relativa ed
  esprimere  così  il nostro  assenso.  Signor  Presidente,  le  hanno
  chiesto di intervenire e lei ha dato la parola, non comprendo perchè
  in ossequio...
       Onorevole   Formica,  mi   permetta   di   terminare   il   mio
  intervento...

     FORMICA  Sì capo, prego...

     CINTOLA  No, non sono niente  Sono  uno  come  tanti altri che in
  Aula ci sta senza considerare  se  è martedì, mercoledì o giovedì...
  pensavo  che eravamo pagati  per  tutta  la  settimana,  invece  c'è
  qualcuno che dice che la paga  è assommata in mezza giornata, io non
  sono tra questi
       Non comprendo allora il  motivo  del  contendere,  perchè, caro
  onorevole Speziale, altri  interventi  ancora  sull'ammissibilità  o
  meno, ma è chiaro che la Presidenza ha il diritto-dovere di porre in
  votazione  ove  ne  abbia  ritenuto  l'ammissibilità.  Poi,  si  può
  contestare l'ammissibilità, si può votare contro, si può accettare o
  meno, ma non è che stiamo cambiando le regole del gioco
       Debbo ammettere che in qualche  momento  ho avuto da ridire sul
  collega  Fleres,  però questa  Assemblea  gli  deve  molto:  per  la
  speditezza,  per  il  fatto   che   possiede  un'esperienza  di  tre
  legislature... sono cose positive che io intendo - quando il momento
  è giusto - sottolineare,  così  come  sono  stato critico, onorevole
  Capodicasa, nel momento in cui mi  è sembrato che qualcosa non fosse
  in regola.
       Onorevoli  colleghi,   stiamo   esaminando  esclusivamente  gli
  articoli senza emendamenti. La  Presidenza  è consapevole che se non
  sono ammissibili, deve  pronunciarne  l'inammissibilità  nel momento
  stesso in cui li annunzia: per  due  lo  ha già fatto, l'assessorato
  alla  famiglia  e la legge  sugli  appalti  che  sono,  infatti,  in
  Commissione.
       Vogliamo aprire un dibattito sulle leggi che abbiamo stralciato
  e i cui articoli non saranno  più  discussi?  No   Allora,  pro bona
  pacis  A me pare che, l'onorevole  Ortisi,  da  un lato, ha espresso
  una considerazione che condivido,  e  che  è  pienamente  legittima,
  secondo cui propone di leggere con  calma e impiegare quei due o tre
  minuti che ci possano far dire sì o no con cognizione di causa.
       Dall'altra  parte,  credo  che  l'Assemblea  abbia  manifestato
  chiaramente di voler procedere  più  speditamente  del  solito sugli
  articoli su cui non ci  sono  emendamenti,  rimandando  a domani gli
  articoli che presentano emendamenti  e  che,  quindi, necessitano di
  un'ulteriore valutazione, precisazione e discussione in Aula.
       E'  chiaro,  anche, che, nel momento stesso in cui per molti di
  questi articoli non sono stati presentati emendamenti ciò è perché o
  non  li si è ritenuti di  grande  spessore,  o  si  è  ritenuto  che
  potevano   essere   approvati    anche   con   il   voto   contrario
  dell'opposizione e con il voto favorevole della maggioranza.
       Il mio non è un intervento  che  vuole  dare premi o batoste ad
  alcuno perché  non è nel mio  carattere.  Non debbo essere io a dare
  giudizi.  Mi auguro di  potere  contribuire  a  chiudere, con questi
  quattro ultimi articoli - non ve  ne  sono altri senza emendamenti -
  la seduta di questa sera e rinviare ad un sereno lavoro a domani.

     SPEZIALE  Se gli emenndamenti sono ammissibili

     D'ANTONI  Ci sono articoli  che  non  dovrebbero  fare  parte  di
  questa finanziaria e che abbiamo approvato questa sera

     BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò un po'
  meno  dell'onorevole  Cintola,  anche  perché  credo che nessuno dei
  rappresentanti dell'opposizione voglia  fare  ostruzionismo   C'è un
  tentativo di ragionare e,  soprattutto,  di precisare i lavori della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché è grave che
  qualcuno metta in discussione la  serietà e le affermazioni che sono
  state fatte davanti a venti, trenta persone.
       Intanto,  le riunioni dei  Capigruppo  non  sono  riunioni  per
  trovare intese particolari. Al  contrario,  si  tratta  di  riunioni
  istituzionali che devono, poi,  essere portate a conoscenza di tutti
  i Gruppi e, quindi, affinché i  deputati  siano  messi al corrente e
  abbiano strumenti adeguati per  potere  intervenire  in un dibattito
  attraverso il quale nessuno  vuole fare fughe in avanti, scorciatoie
  o altre cose
       Nella Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  è
  stato detto, prima dall'onorevole  Liotta,  poi  da  me,  poi ancora
  dagli   onorevoli  Ortisi  e   Speziale   a   nome   di   tutto   il
  centro-sinistra, che sulla inammissibilità di alcuni articoli non ci
  dovevano  essere  comportamenti  ondeggianti,  ma  un  comportamento
  rigoroso ed oggettivo per tutta la materia.
       Tutto ciò che è estraneo  alla  norma contabile, è stato detto,
  riguarda l'intero articolato, non solo gli emendamenti aggiuntivi e,
  quindi, gli articoli che  sono  stati  approvati  dalla  Commissione
  "Bilancio". L'onorevole Liotta  ha  fatto l'esempio dell'articolo 73
  ma ci sono altri  articoli  che  abbiamo  considerato  estranei alla
  norma contabile.
       La  maggioranza,  dopo   ampia   discussione,  ha  invitato  il
  Presidente Lo Porto e  l'Ufficio di Presidenza. L'onorevole Fleres -
  ricordo che è arrivato  un  momento  in  ritardo,  ma  probabilmente
  conosce l'intero contenuto dell'incontro  - ha detto che considerato
  che ci sono delle osservazioni rispetto alla ammissibilità di alcuni
  argomenti e di alcune  tematiche, la maggioranza chiede un incontro.
  Noi aspettavamo, non solo  la  risposta  della maggioranza, ma anche
  quella della Presidenza che  prima di iniziare l'articolato, avrebbe
  dovuto comunicare quali erano  gli  argomenti  veramente  estranei e
  quali le norme da stralciare.
       Allora,  nessuno vuole qui tentare di intralciare i lavori, che
  secondo  me  devono  andare avanti in maniera più spedita possibile,
  perché  i  siciliani  si aspettano il bilancio e la finanziaria. C'è
  soltanto  il  tentativo  di  capire  e la volontà di non passare per
  bugiardi.  Nessuno  si  può permettere di fare affermazioni gratuite
  nei  confronti  di  colleghi  che  lavorano seriamente ed in maniera
  costruttiva.

     PRESIDENTE   Ovviamente,  la  Presidenza dichiarerà improponibili
  quegli  emendamenti  e  quegli  articoli  nel momento in cui dovesse
  considerarli tali.
       Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:

                                " Art. 69.
         Interpretazione  autentica  dell'articolo  60  della legge
                       regionale 26 marzo 2002, n. 2

          1.  Alle  agevolazioni  di cui all'articolo 60 della legge
       regionale 26  marzo 2002, n. 2 deve riconoscersi la natura di
       misura fiscale di carattere generale rivolta a chiunque ponga
       in essere,  nel  termine  previsto,  gli  atti indicati nello
       stesso articolo."

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:

                                  Art. 70.
          Interpretazione  autentica dell'articolo 30 della legge
                      regionale 23 maggio 1991, n. 36

          1. L'articolo 30, comma 3, della legge regionale 23 maggio
       1991, n. 36  va  interpretato nel senso che nei comuni di cui
       al comma 1 dell'articolo 4 del decreto legge 5 marzo 1991, n.
       65, il pagamento delle rate di mutuo dovute dalle cooperative
       edilizie i  cui  stabili,  costruiti con i contributi erogati
       dalla  Regione,  con  propri  fondi  e/o  con  fondi  statali
       acquisiti  ed  iscritti  nel  bilancio  della Regione stessa,
       siano   stati   colpiti   da  ordinanze  di  sgombero  perchè
       inagibili,  con inagibilità anche parziale, per effetto degli
       eventi sismici del  13  e 16 dicembre 1990, è sospeso sino al
       totale riattamento e alla ricostruzione degli immobili cui si
       riferiscono.

       Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:

                                  Art. 71.
      Integrazioni all'articolo 93 del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775

          1.   L'articolo 93 del  T.U.  11  dicembre  1933, n.  1775
       trova   applicazione    nella   Regione   con   le   seguenti
       integrazioni:

          a) Le ricerche idriche per  gli  usi  di  cui  al presente
       articolo  devono   essere   preventivamente   comunicate   al
       competente ufficio del genio civile;

          b) La  mancata comunicazione comporta l'applicazione della
       sanzione  amministrativa   prevista   dall'articolo  219  del
       T.U.   11  dicembre   1933,  n.  1775  come  integrato  dalla
       presente legge.

       Dispongo  che  l'articolo  71  venga  rinviato alla commissione
  competente  per l'esame congiunto con il disegno di legge in materia
  di appalti.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

    Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:

                                "Art. 72.
              Estensione benefici articolo 13 legge regionale
                            15 maggio 2002, n. 4

          1.  I  benefici  disposti  dall'articolo  13  della  legge
       regionale 15  maggio  2002,  n. 4 sono estesi ai creditori ex
       soci del  consorzio  Casa  Nostra  a  fronte  dei  versamenti
       effettuati in conto costruzione del complesso edilizio Ritiro
       Tremonti  del  comune  di  Messina  colpiti  da  ordinanza di
       sgombero.

          2. La  spesa  autorizzata per le finalità dell'articolo 13
       della legge  regionale  15 maggio 2002, n. 4 è destinata, nel
       limite di 250 migliaia di euro alle finalità del comma 1."

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è  un
  esempio classico di articolo quasi con nome e cognome, anzi con nome
  e  cognome.  E'  un  articolo di spesa. Si riferisce a " Casa Nostra
  (...)  del  complesso  edilizio  Ritiro  Tremonti".  E continua: " è
  autorizzata  la spesa..."
       Quindi  questa  è  una norma di spesa; come tale è congrua alla
  finanziaria?  Credo  di  no.  Se l'onorevole Formica mi convince del
  contrario, io voto a favore.
       Ma mi convinca del contrario, altrimenti Presidente la invito a
  non dichiararlo ammissibile, perchè comporta spesa.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA   Ho molto rispetto per l'onorevole Ortisi che ha chiesto
  delucidazioni  su  questo  articolo  che  può  sembrare una norma di
  spesa.   In  effetti  è  passato  in  Commissione  Bilancio;  questo
  articolo è una norma di equità; mi ascolti onorevole Ortisi perchè è
  giusto capire ciò che si vota.
       Nella  legge  che  si è fatta per lo sgombero delle cooperative
  edilizie franate, per quanto riguarda "Ritiro Tremonti", per un mero
  errore,  dei  soggetti  che  vivono  nella  stessa palazzina e nello
  stesso  pianerottolo alcuni sono stati indennizzati pur avendo avuto
  distrutta l'abitazione, altri non lo sono stati.

     ORTISI  Il comma 2 è una  spesa  ulteriore  o  entra  nella spesa
  della finanziaria?

     FORMICA   Nell'ambito della spesa.

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la discussione generale.
       Pongo  in  votazione  l'articolo  72.  Chi  è  favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevole  colleghi,  l'Assemblea è rinviata a giovedì 27 marzo
  2003 alle ore 10,00 col seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
       1) "Bilancio  di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2003  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A).  (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Savona
          Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

       2) "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
          (n. 553/A).  (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Savona
          Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

     III - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL  COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE,  PREVISTO  DALLA  LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

      V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL  COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL  COMITATO  PER LA GESTIONE
          DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER
          LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

      XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XVI - ELEZIONE  DI  TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI   RICERCA,   SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 22.03.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.40)