Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, informo che del verbale della
seduta precedente sarà data lettura successivamente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 (DOC. 120)
PRESIDENTE Non essendo presente il Governo, propongo di passare
al punto III dell'ordine del giorno.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si procede, pertanto, con il punto III dell'ordine del giorno:
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per
l'anno finanziario 2003. (Documento n. 120).
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il Deputato questore per svolgere la
relazione.
ZANGARA deputato questore e relatore. Signor presidente, mi
rimetto al testo della relazione scritta.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
dovere intervenire in questa rappresentazione: la cosa si commenta
da sola. Questa è un'Aula che già in troppe occasioni è stata
oggetto di pesanti ed anche motivati rimproveri da parte
dell'opinione pubblica.
Ritengo che quello che stiamo per trattare sia un documento
importante. Questa è un'Aula che normalmente lavora quattro ore la
settimana, se va bene; pertanto, continuare a fare quello che è
stato - in questo caso - progettato intenzionalmente, così come
anche l'anno scorso, convocando la seduta ad arte in modo che l'Aula
fosse vuota, non sia di nessuna utilità per alcuno.
Faccio presente per altro che questo documento, a differenza di
tutti quelli che vengono esaminati dai parlamentari, non è stato
nemmeno posto in visione di alcuno. Lei, signor Presidente, potrà
ben dire che era disponibile per essere esaminato; però, io ho
chiesto anche adesso di averne una copia e mi è stato detto che
ve ne è una sola. Quindi, vi è più di un motivo per credere,
ritenere e dire, da parte mia, che tale maniera di procedere non è
assolutamente consona alla dignità del Parlamento.
Pertanto - proprio a difesa della dignità del Parlamento -
chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE La sua richiesta è appoggiata a termini di
Regolamento? Come Lei sa la verifica del numero legale deve essere
richiesta da cinque deputati.
DE BENEDICTIS . E' un paradosso e lei dovrà darne una
spiegazione.
PRESIDENTE E' un paradosso, però, relativamente alle
osservazioni da lei sollevate, giusto per informazione ed anche per
evitare di ingenerare sospetti, ieri il bilancio dell'Assemblea è
stato distribuito a tutti i giornalisti oltre che a tutti i
deputati. Dunque, l'opinione pubblica ne è a conoscenza.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, le chiedo ancora una volta di
sospendere e di dare un minimo di significato alla nostra seduta.
PRESIDENTE Io non posso obbligare i colleghi a fare più di
quanto essi già non facciano.
Onorevoli colleghi, non essendo la richiesta dell'onorevole De
Benedictis appoggiata a termini di Regolamento e non avendo alcun
altro deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame del documento
contabile n. 120.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da IX a
XI.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Riepilogo per capitoli.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2003/2005.
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa per il triennio 2003/2005.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa - Riepilogo per capitoli.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il preventivo per il triennio 2003-2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 120 "Progetto di
bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2003.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 (DOC. 121)
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Discussione del rendiconto delle entrate e delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2003
(Documento n. 121).
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il Deputato questore per svolgere la
relazione.
ZANGARA deputato questore e relatore. Signor Presidente, mi
rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE Non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame del documento n. 121.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da IX a
XI.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del riepilogo per Titoli e per capitoli della Spesa:
- Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII;
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
- Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell' allegato A - Situazione di cassa "Conto
generale".
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
gestione.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a favore
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal fondo
di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato I - Fondo previdenza personale.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Rendiconto delle entrate e delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2003.
Lo pongo in votazione, unitamente agli allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 121 "Rendiconto delle
entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2003".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
MODIFICA DELLA PIANTA ORGANICA DEL PERSONALE
DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (DOC. 122)
PRESIDENTE Si passa al punto V dell'ordine del giorno: Modifica
della pianta organica del personale dell'Assemblea regionale
siciliana (Doc. 122).
Dichiaro aperta la discussione generale.
Mi rimetto al testo della relazione scritta.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
del documento n. 122.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta, avvertendo che la stessa riprenderà alle
ore 11.00.
(La seduta sospesa alle ore 9.04, è ripresa alle ore 11.10)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
FERRO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
MISSIONE
PRESIDENTE Informo che, a modifica della comunicazione
pervenuta e resa nella seduta n. 121 del 17 marzo 2003, l'onorevole
Leoluca Orlando è in missione, per ragioni del suo ufficio, dal 23
marzo 2003 al 30 marzo 2003.
L'Assemblea ne prende atto.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
- "Istituzione dell'Agenzia sanitaria regionale" (n. 603)
- di iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per la sanità (Cittadini) in data 25
marzo 2003
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 1107 - Notizie circa l'esternalizzazione del servizio
di cucina presso l'ospedale 'S. Giovanni di Dio' di Agrigento.
- Assessore Sanità
Firmatario: Capodicasa Angelo
COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI ATTI ISPETTIVI
PRESIDENTE Comunico che a seguito della scomparsa
dell'onorevole Croce decadono i seguenti atti politici e ispettivi:
- Mozioni nn. 42, 44, 45, 110, 126, 131, 133;
- interpellanza n. 62;
- interrogazione n. 528.
Decade, altresì, la sua firma dagli atti politici e ispettivi
appresso indicati:
- Mozioni nn. 47, 62, 112, 117, 128, 144;
- Ordini del giorno n. 152;
- Interrogazione n. 828.
L'Assemblea ne prende atto.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, poiché la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari ha stabilito che, in questa sessione, l'Aula
esamini i disegni di legge sugli appalti e sull'assessorato alla
famiglia, per consentire alla Commissione competente di definirne
l'esame, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore
12.00.
(La seduta sospesa alle ore 11.14, è ripresa alle ore 12.10)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
La seduta è ripresa.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
Presidenza del vicepresidente Fleres
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perchè vorrei esprimere il mio disagio, la mia totale dissociazione
dal comportamento avuto dal vicepresidente dell'Assemblea,
onorevole Fleres, che, per il secondo anno consecutivo, ha fatto
approvare il bilancio dell'Assemblea regionale siciliana alle ore
9.00 del mattino, anzi questa volta addirittura alle ore 8.58,
quindi con qualche minuto di anticipo. E in totale assenza dei
deputati.
Credo che tale atteggiamento sia da stigmatizzare
nell'interesse dell'intero Parlamento e della stessa Presidenza.
Tale tipo di atteggiamento, infatti, sembra quasi voler ingenerare
nell'opinione pubblica il fatto che questo Parlamento abbia
qualcosa da nascondere circa i propri conti.
Fra l'altro, questi conti sono stati ampiamente pubblicati,
quindi, non c'era la necessità di fare approvare il bilancio
dell'Assemblea in "clandestinità"; non c'era assolutamente questa
necessità per rispetto del Parlamento.
C'è di più, signor Presidente...
PRESIDENTE Lei deve intervenire sull'ordine dei lavori da fare,
non su quelli già fatti.
GIANNOPOLO Signor Presidente, mi permetta l'ultima
considerazione: il fatto che il bilancio dell'Assemblea prevede
spese in aumento, quando, invece, noi approviamo leggi che tendono a
contenere tali spese, soprattutto quella per il personale. Lo
diciamo per gli enti locali, lo diciamo per la Regione. Ciò è in
totale contraddizione con il fatto che il lavoro istituzionale e
politico di questo Parlamento diminuisce sempre di più pur
aumentando la spesa. Signor Presidente, io credo invece che vi sia
la necessità di risanare. Intendo, quindi, esprimere la mia totale
dissociazione da questo comportamento che non è degno di
un'istituzione parlamentare.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, ho il dovere di ricordarle che
lei sta svolgendo il suo intervento sull'ordine dei lavori fatti e
non su quelli da fare. Ma io ho il dovere di dirle che non c'è stato
alcun tentativo di rendere oscura la manovra di approvazione del
bilancio dell'Assemblea.
L'Assemblea si è talmente preoccupata della pubblicità del suo
bilancio che ieri ne ha dato copia a tutti gli organi di
informazione. Pertanto, lei si preoccupava di un volere nascondere
all'opinione pubblica; ma è un modo strano per la Presidenza voler
nasconderlo in questo modo...
GIANNOPOLO L'ho detto anch'io, è l'onorevole Fleres che si è
preoccupato di questo, non io...
PRESIDENTE La Presidenza si è preoccupata di diffondere agli
organi di informazione la copia del bilancio; gli uffici
dell'Assemblea sono in condizione di poter dare tutti i chiarimenti
a qualunque deputato volesse avere chiariti alcuni aspetti, ivi
compreso questo strano e misterioso problema che lei sottolinea sul
fatto che aumentano i trasferimenti all'Assemblea, come se lei
facesse parte di un organo estraneo all'Assemblea e non avesse la
consapevolezza che essendoci adeguati alle normative del Senato sono
state adeguate le indennità ai Gruppi, sono state aumentate le
indennità dei portaborse; sono state aumentate le indennità di
trasporto; sono state incrementate delle spese che purtroppo ci
sono, ivi compreso l'aumento delle retribuzioni del personale
precario che l'Assemblea ha a suo carico.
GIANNOPOLO Non contesto questo, contesto l'atteggiamento della
"clandestinità"
PRESIDENTE Tutto ciò ha costi di cui il Parlamento si è fatto
carico ed io sono sinceramente, positivamente colpito dal fatto che
stamattina, pur essendo presenti alcuni parlamentari ai lavori,
nessuno ha ritenuto di dovere eccepire nulla sul lavoro proposto dal
Collegio dei Questori. Infatti era possibile parlare, chiedere la
parola, avere chiarimenti; se non è stato eccepito nulla, lamentarsi
a posteriori presuppone una negligenza nella presenza. In Assemblea
eravamo parlamentari venuti da fuori per potere assicurare la
presenza e lo svolgimento dei lavori dell'Aula. Pertanto, ritengo
la discussione superata.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NN.
554-557-562-588/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2003-2005" E N. 553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE
PER L'ANNO 2003"
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione congiunta
dei disegni di legge nn. 554-557-562-588/A "Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2003 e bilancio
pluriennale per il triennio 2003-2005" e n. 553/A "Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2003", posti al II punto
dell'ordine del giorno.
Si passa all'articolo 1 del disegno di legge n. 553/A. Ne do
lettura:
"Art. 1.
Risultati differenziali
1. Ai sensi del comma 2, lettera b), dell'articolo 3
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati
gli effetti della presente legge, il livello massimo del
saldo netto da finanziare per l'anno 2003 resta determinato
in termini di competenza in 132.230 migliaia di euro e tenuto
conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello
massimo del ricorso al mercato finanziario per l'anno
medesimo resta fissato, in termini di competenza, in 413.166
migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul
bilancio pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2004
è determinato un saldo netto da impiegare pari a 32.880
migliaia di euro, mentre per l'anno 2005 è determinato un
saldo netto da impiegare pari a 384.327 migliaia di euro; il
livello massimo del ricorso al mercato è fissato per l'anno
2004 in 258.229 migliaia di euro.
3. Ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato ad effettuare le operazioni finanziarie di cui al
comma 1 nei limiti massimi ivi stabiliti. Sono applicabili,
in quanto compatibili, le disposizioni della legge regionale
15 febbraio 1999, n. 6".
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Miccichè ed
altri gli allegati emendamenti 1.3, 1.2 e 1.1.
Dichiaro gli emendamenti 1.3 e 1.2 improponibili.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1.
Chiedo scusa onorevoli, ha ragione il Governo: c'è stato un
errore tecnico da parte della Presidenza; ho posto in votazione
l'emendamento senza il parere della Commissione e del Governo.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
ACIERNO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Savarino, Confalone,
Baldari e Borzacchelli)
SPEZIALE Verbalizzi che si era in corso di votazione.
PRESIDENTE Non posso verbalizzare su un errore tecnico compiuto
dalla Presidenza. Onorevole Speziale, lei può parlare come vuole,
l'errore tecnico è della Presidenza, ammesso prima della seconda
votazione; si è proceduto, è stata richiesta la verifica del numero
legale e questa è appoggiata; quindi si vota.
Indico, pertanto, la verifica del numero legale e ne proclamo
l'esito:
Presenti 7
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 18.09)
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE La seduta é ripresa.
Onoreovli colleghi, ricordo che la seduta era stata sospesa in
fase di votazione dell'emendamento 1.1.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
Attualizzazione delle entrate derivanti dalla definizione
del contenzioso finanziario con lo Stato e dalla piena
attuazione degli articoli 37 e 38 dello Statuto
1. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato alla contrazione di mutui ed all'effettuazione di
altre operazioni finanziarie per l'attualizzazione delle
entrate derivanti dalla definizione del contenzioso
finanziario con lo Stato e dalla piena attuazione degli
articoli 37 e 38 dello Statuto.
2. Ferme restando le autorizzazioni di cui al comma 1, le
quote annuali riconosciute dallo Stato per la definizione del
contenzioso finanziario sono utilizzate dalla Regione per far
fronte a spese di investimento."
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intervengo per comunicare che tra gli emendamenti non
figura quello a mia firma che proponeva una modifica. Però, poiché
mi ritrovo, tutto sommato, negli emendamenti che sono all'esame
dell'Aula, possiamo andare avanti tranquillamente.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, si trattava di un emendamento
all'articolo 2 ovvero era aggiuntivo?
CAPODICASA No, era sull'articolo: in sostanza, si proponeva di
cassare il periodo "piena attuazione dell'articolo 37" mantenendo
l'articolo 38. Ma non è un problema perchè la motivazione è
abbastanza chiara. Del resto, in Commissione "Bilancio" avevamo a
lungo dibattuto su questo argomento e, poi, anche nel corso della
discussione generale; insomma, è uno dei leitmotiv della
finanziaria, cioè l'inserimento, tra le entrate del bilancio di
quest'anno, di alcune voci che, a nostro giudizio, e non solo, sono
entrate del tutto infondate.
Qui siamo pienamente dentro la comunicazione che il Ministero
dell'economia ha inviato agli organi istituzionali siciliani
attraverso quella missiva in cui venivano contestati alcuni
appostamenti in entrata che fanno riferimento a trasferimenti dello
Stato. In quella missiva si evidenziava che, per alcune voci, non
ci fosse la corrispondente posta in uscita nel bilancio dello Stato.
Non si comprende, quindi, come la Regione siciliana possa mettere in
entrata somme che lo Stato deve trasferirci nell'esercizio
finanziario 2003 senza che quest'ultimo le abbia poste in uscita.
Dall'altro lato, basterebbe un esame un po' più attento di come si
sia svolta la discussione, in Commissione ed in Aula, della legge
finanziaria dello Stato a proposito dell'articolo 3, in cui è
contenuta la norma riguardante l'articolo 37 dello Statuto per
rendersi conto che non c'entra nulla con l'appostamento che abbiamo
previsto nel nostro bilancio e che con l'articolo 2 viene introdotto
con apposita norma.
Non c'entra nulla perché, così come recita la lettera del
Ministero dell'economia, lì si parla di una alta Commissione che
avrebbe il compito di stabilire le modalità per la riscossione dei
tributi delle aziende aventi sede legale in una regione diversa da
quella dove sono ubicati gli stabilimenti; ed inoltre, c'è un inciso
concernente la Regione siciliana, ma sempre relativamente alle
modalità applicative. Infatti, come ben si sa, avevo predisposto un
ordine del giorno da sottoporre all'Aula per impegnare il Governo
della Regione a sollevare conflitto di attribuzione con lo Stato
perché si tratta di materia ampiamente di pertinenza della
Commissione paritetica Stato-Regione, di cui all'articolo 43 dello
Statuto autonomistico. Infatti, la materia che concerne i rapporti
tra Stato e Regione deve essere delibata in quella sede, c'è
un'apposita commissione per poterlo fare: non può lo Stato, con
propria legge ordinaria, definire i rapporti con la Regione,
relativamente alle materie applicative delle norme statutarie.
C'è dunque una questione di principio, al di là degli effetti
di questa norma che, concordo con i colleghi, non ne avrà veramente
alcuno incidente sulla nostra normativa; ma, da un punto di vista di
principio, non possiamo consentire che si approvi una norma che lede
i diritti costituzionali della Regione siciliana, in materia di
applicazione statutaria.
Avevo intenzione di presentare l'ordine del giorno ben sapendo
tuttavia che si sarebbe trattato di un ordine del giorno puramente
simbolico, emblematico, appunto, di principio, perchè la maggioranza
si è attestata su una lettura diversa di quell'articolo: ha gridato
al successo, al trionfo, non ha voluto prendere atto che, non
soltanto non c'era alcun trionfo da celebrare - in quanto quella
norma non ci avrebbe fatto incassare una lira - ma anche perchè,
onestamente, la discussione svoltasi in Commissione "Bilancio" del
Senato (di cui noi abbiamo i resoconti stenografici) ci anticipa che
non è assolutamente tale l'intenzione del Parlamento nazionale
nell'avere approvato l'articolo 3. E, aggiungerei che in bilancio,
per la copertura di quell'articolo riguardante tutte le regioni
italiane, non solo la Regione siciliana, è previsto un appostamento
di 160 milioni di euro, cioè di 320 miliardi delle vecchie lire: noi
appostiamo in entrata 200 milioni di euro, 400 miliardi delle
vecchie lire, solo per la Sicilia, cioè, ne poniamo più di quanto lo
Stato ne preveda per l'articolo 3 per tutta l'Italia
Dunque, mettendone 400, non solo incameriamo tutti i 160, ma ne
mettiamo 40 in più, ben sapendo che non arriveranno nè i 160 nè i 40
in più che noi appostiamo cervelloticamente in modo del tutto
fantasioso
Ecco perchè avevo proposto di cassare il periodo citato
all'inizio del mio intervento. So bene che il Governo, che deve
quadrare i conti, non dirà mai che si tratta di somme che non
entreranno: deve quadrare fittiziamente i conti, lo ribadisco,
perchè tutto, ormai, è assestato su una idea che non vorrei neanche
aggettivare perchè rischierei di essere offensivo per chi ha pensato
questo bilancio e questa finanziaria. Ma, ovviamente, continuiamo a
viaggiare sulla stessa linea del bilancio dell'anno passato, quando
sono stati stanziate alcune migliaia di miliardi in entrata che poi,
puntualmente, non sono arrivate al loro esito. L'Assessore, nella
replica svolta nel corso della discussione generale, è stato per lo
meno, diciamo fantasioso L'Assessore si offende quando spesso lo
richiamiamo ad essere, appunto, visto che parliamo di conti, meno
fantasioso e più concreto; però, proprio in questo caso, ha
sostenuto che a proposito del bilancio dell'anno passato,
l'opposizione aveva sostenuto si trattasse di un bilancio falso e
che così non era perchè tutto si è concluso nel migliore dei modi.
Invece, l'Assessore sa che non si è concluso nel migliore dei modi
perché abbiamo dovuto varare due manovre finanziarie, una ad agosto
ed una a fine anno, nel dicembre, al fine di coprire i buchi che nel
bilancio di previsione si erano verificati. Quest'anno sarà la
stessa cosa
E' questo il motivo per cui abbiamo proposto di cassare il
periodo di cui al primo comma dell'articolo 2, segnatamente
all'attualizzazione delle somme dell'articolo 37. Vedo, inoltre,
che tra gli emendamenti proposti, tra i quali non figura il mio, si
propone anche di cassare l'articolo 38. Su questo non sono
d'accordo, ho già avuto modo di dirlo. A mio giudizio,
l'attualizzazione dei fondi che lo Stato destina per l'articolo 38
alla nostra Regione può essere operata.
Il carattere dell'attualizzazione è poi un'altra cosa.
Si dice - e io concordo - che l'attualizzazione, in fondo,
altro non è che un'anticipazione a titolo oneroso: non si tratta
quindi di avere oggi i soldi che dovremmo riscuotere domani,
operazione che non ci costa nulla. Se una banca, infatti, ci
anticipa oggi i soldi che incasserà, poi, fra dieci anni, è chiaro
che dovremo corrispondere gli interessi. Quindi è a titolo oneroso.
Si tratta, comunque, di un prestito, anche se non in forma
classica. In ogni caso, l'operazione si può tecnicamente fare, ed
io non la discuto, non la metto in discussione da un punto di vista
tecnico, bensì sotto l'aspetto politico: noi ci stiamo, in pratica,
"mangiando" quello che avremmo dovuto gestirci nell'arco di un
decennio o, addirittura, in quindici anni; ma, in ogni modo, non ne
contesto la legittimità.
Contesto invece la legittimità sulle entrate dell'articolo 37
dello Statuto e contesto altresì quelle relative al contenzioso tra
lo Stato e le regioni.
Ho chiesto al Governo di dirci sulla base di che cosa prevede
l'introito, nell'esercizio finanziario 2003, dei fondi relativi alla
chiusura del contenzioso Stato-Regione. Il Governo sostiene che c'è
un accordo ma noi non abbiamo visto né uno straccio di documento
sottoscritto, né una lettera, un qualcosa di ufficiale che ci
confermi che tale accordo esista, che è stato raggiunto su una certa
cifra nonché i tempi in cui tale importo ci verrà corrisposto.
Poichè tutto ciò non avviene, non posso accontentarmi Il
Parlamento non può accontentarsi di leggere un articolo su un
giornale in cui l'Assessore, dopo avere fatto un viaggio a Roma,
dichiara che ha raggiunto l'accordo e che i soldi ci saranno
Vogliamo vedere qualcosa di scritto e, fino a questo momento, il
Governo si è ben guardato dal mostrarcelo
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, relativamente all'assenza
dell'emendamento cui lei ha fatto riferimento, mi sembra di aver
capito che lo stesso si riferisca comunque al comma 2, alla
soppressione del comma 2.
CAPODICASA. No, signor Presidente, si riferiva al comma 1.
PRESIDENTE Quindi, sostanzialmente, lo consideriamo assorbito
dagli altri emendamenti.
CAPODICASA. Signor Presidente, non ne faccio una questione perché
tra gli emendamenti presentati la materia è comunque trattata.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la mia non sarà una replica perché
rinvio l'onorevole Capodicasa alla lettura della mia relazione di
risposta all'Aula a seguito del dibattito svoltosi l'altro ieri.
"Repetita iuvant", si usa dire, ma, in questo caso, penso che
il termine giusto sarebbe "annoierebbe" più che "gioverebbe".
Quindi, onorevole Capodicasa, la invito a rileggersi la mia
relazione di risposta.
Il documento che lei chiede è, per lo meno irrituale, onorevole
Capodicasa. Lei sa bene che quando il Governo interviene non può
che dire cose che sono assolutamente nell'ambito di una legittimità,
specie se poi, alla fine, il raccordo è avvenuto con il Governo
nazionale, non certo con l'ente sotto casa
Se lei vuole soddisfazione, sono pronto a dargliela Fra
l'altro, il documento l'avevo con me in sede di replica: lei non ha
voluto vederlo e, quindi, comincio a pensare che sia strumentale.
L'altra volta l'avevo portato, se lei vuole soddisfazione venga a
trovarmi in Assessorato
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, il Governo parla "ex
cathedra", e, quindi, non ci sono dubbi
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati:
- dagli onorevoli Barbagallo ed altri: 2.4 e 2.1;
- dagli onorevoli Miccichè ed altri: 2.2 e 2.3.
Pongo in votazione l'emendamento 2.4. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.2 a firma degli onorevoli
Miccichè, Raiti, Morinello ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.3 a firma degli onorevoli
Micciché e Raiti. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, che non è a mia firma, se non è della stessa natura
degli emendamenti precedenti, è però una correzione di natura
tecnica.
In sostanza, questo emendamento così recita: "entrate derivanti
dalla definizione del contenzioso finanziario con lo Stato e dalla
piena attuazione degli articoli 37 e 38 dello Statuto". In realtà,
aggiungere le parole "dopo contenzioso finanziario e per l'articolo
38 dello Statuto" è tecnicamente più corretto perché noi
attualizziamo non la piena attuazione dell'articolo 38...
l'Assessore, dopo che ha "sentenziato", non ci dà più ascolto,
quindi possiamo fare benissimo noi
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. Questo non glielo
consento
CAPODICASA Potremmo portarle decine di casi in cui il Governo ha
parlato, e ha parlato male, dicendo cose false ed infondate...
PRESIDENTE In quel caso, parlava "ex banco", non "ex cathedra"
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. Onorevole
Capodicasa, questo non glielo consento
CAPODICASA Onorevole Assessore, se vuole, le compilo un
blocchetto con tutte le "fesserie" che i governanti...
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. Onorevole
Capodicasa - lo ribadisco - non le consento di dire ciò
CAPODICASA Non è riferito a lei, ma ad uomini di Governo Lei
non ha detto "Quando io parlo", bensì "Quando il Governo parla"...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, la prego di continuare il suo
intervento. Onorevole Assessore, se vuole, potrà replicare a suo
tempo.
CAPODICASA Signor Presidente, volevo richiamare l'attenzione sul
fatto che non si tratta di un emendamento che va in contrasto con
l'assunto dell'articolo, ma è finalizzato a precisare tecnicamente e
in modo, secondo me, più corretto, la dicitura; respingerlo, quindi,
sarebbe una cosa non positiva.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
"Art. 3.
Contenzioso finanziario
1. In relazione all'accertamento delle entrate connesse
all'attuazione delle disposizioni dell'articolo 3, comma 1,
lettera b) della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per il quale
viene disposto lo specifico accantonamento negativo previsto
dalla tabella A allegata alla presente legge, l'Assessore per
il bilancio e le finanze è autorizzato ad iscrivere con
proprio provvedimento le relative somme ai pertinenti
capitoli del corrispondente accantonamento positivo.
2. In relazione al verificarsi delle entrate connesse
alle diverse modalità di condono disciplinato dalla legge 27
dicembre 2002, n. 289, di cui allo specifico accantonamento
negativo previsto dalla tabella A allegata alla presente
legge, l'Assessore per il bilancio e le finanze è autorizzato
ad iscrivere con proprio provvedimento le relative somme ai
pertinenti capitoli in relazione alle finalità previste dal
corrispondente accantonamento positivo."
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
intenzione di lasciar correre e di passare subito alla votazione
dell'emendamento, ma poiché l'Assessore ha voluto replicare
sostenendo che è in possesso del documento con cui si attesta che
c'è un accordo sottoscritto con il Governo, vorrei vederlo. Non
intendo a priori sostenere che lei non dice la verità, ma se ci
documenta in tal senso su questa "sentenza" che "ex cathedra" ha
emesso, ne sarei più contento
ORTISI Diversi Capigruppo non hanno a disposizione il fascicolo
degli emendamenti. Come possiamo seguire i lavori?
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, sono in distribuzione da tempo
Invito gli Uffici a volere provvedere a distribuire il fascicolo
degli emendamenti al testo ai deputati che non ne fossero in
possesso.
L'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Capodicasa. così
recita: 'L'articolo 3 è soppresso'.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
ORTISI Noi non siamo in grado di leggere e di seguire in quanto
sprovvisti del supporto cartaceo.
(Clamori in Aula)
FERRO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, poc'anzi
l'onorevole Ortisi ha sollevato un problema che in questo momento è
attuale: la mancanza degli emendamenti. Capisco che gli Uffici
stanno provvedendo alla distribuzione, però finchè non si provvede
chiedo di sospendere la seduta. Grazie.
PRESIDENTE Onorevole Ferro, ho provveduto direttamente non solo
ad allertare gli uffici perchè distribuissero il blocco degli
emendamenti, ma in assenza ho anche dato lettura dell'emendamento.
In qualche modo dobbiamo pur andare avanti
Pongo in votazione l'emendamento 3.3.
SPEZIALE Anche noi siamo sprovvisti del blocco degli
emendamenti; davvero
PRESIDENTE Onorevole Spezieale, se non fosse stato distribuito
il testo riassuntivo degli emendamenti ovviamente sospenderei la
seduta, ma qua si tratta di emendamenti soppressivi.
SPEZIALE Non voglio che sia sospesa la seduta, voglio gli
emendamenti. Gli emendamenti al testo non li abbiamo.
PRESIDENTE Ho capito onorevole Speziale. Gli emendamenti sono
contenuti in questo blocco; ho già risposto all'onorevole Ortisi che
gli uffici stanno provvedendo alla distribuzione del blocco degli
emendamenti. Nel frattempo - poichè si tratta di emendamenti
meramente soppressivi, che peraltro la Presidenza ha comunicato
- per questo tipo di emendamenti andiamo avanti; nel momento in cui
tratteremo emendamenti complessi, sospenderò la seduta per
consentire la lettura e l'approfondimento degli stessi.
Pongo in votazione l'emendamento 3.3. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.1, che è soppressivo del primo
comma. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, che è soppressivo del comma 2.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 3.2.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
"Art. 4.
Norme relative alle tasse sulle concessioni
governative regionali
1. Al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 24
agosto 1993, n. 24 sono aggiunte le seguenti parole 'con
esclusione, a decorrere dall'1 gennaio 2003, delle voci della
tariffa n. 27, 42, 43 e 44.
2. All'articolo 6, della legge regionale 24 agosto 1993,
n. 24 dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti commi:
'4. Le tasse sulle concessioni regionali sono dovute
anche nel caso in cui l'autorizzazione, licenza, abilitazione
o altro atto consenso per le attività comprese nella tabella
di cui al precedente comma, sono sostituite dalla denuncia di
inizio attività.
5. Gli uffici amministrativi che rilasciano il rinnovo
degli atti devono verificare l'avvenuto versamento delle
tasse annuali, laddove previste, a decorrere dalla data di
emanazione dell'atto o dell'ultimo rinnovo.
6. Le tasse sulle concessioni regionali e le sanzioni si
corrispondono con versamento sugli appositi conti correnti
postali intestati alla tesoreria della Regione.
7. Gli enti cui compete, ai sensi della normativa vigente,
il rilascio di autorizzazioni o concessioni o altri
provvedimenti amministrativi elencati nella tabella di cui al
comma 2, soggetti a tassa sulle concessioni regionali, sono
altresì tenuti a trasmettere, entro il 28 febbraio di ogni
anno, all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze,
dipartimento finanze e credito, gli elenchi completi dei
contribuenti comunque assoggettati alle tasse sulle
concessioni regionali distinti per oggetto
dell'autorizzazione ed identificabili a mezzo del codice
fiscale o partita I.V.A.'
3. Il comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 30
marzo 1998, n. 5 è abrogato."
E' aperta la discussione generale sull'articolo 4.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto concerne
l'emendamento 4.4, i colleghi è giusto che sappiano - qualora
evidentemente non hanno già approfondito la materia, perchè sono
sicuro che l'hanno approfondita anche loro - che ci troviamo in una
fase abbastanza difficile e complessa per quanto concerne la crisi
di un altro settore importante delle categorie produttive siciliane:
mi riferisco alla cantieristica navale.
Il 20 novembre del 2002 il Presidente della Regione ha firmato
un protocollo d'intesa con la FINCANTIERI che gestisce, come i
colleghi sicuramente sapranno, il bacino di carenaggio di Palermo.
In quell'occasione il Governo ha pertanto manifestato un certo
interesse per quanto concerne, onorevole Pagano, la crisi del
settore e rispetto a questa crisi, gli interventi che possano
perlomeno alleviarla.
E' ovvio che la crisi non deriva semplicemente da questioni di
natura strutturale, deriva anche qui dal concetto, sempre più esteso
ed in fase di attuazione della globalizzazione anche da questo punto
di vista a livello di mercato. Ciò significa che i turchi, i
libici, i tunisini, si stanno attrezzando per quanto concerne anche
la cantieristica navale; i nostri cantieri navali evidentemente si
trovano in una situazione abbastanza particolare, perchè la
manodopera costa sicuramente più di quanto costa in quei Paesi, così
come anche le e le commesse.
Rispetto, quindi, alla globalizzazione ormai in corso anche nel
settore cantieristico-navale, indubbiamente, si introduce un
elemento di crisi in più per quanto concerne la cantieristica
siciliana.
L'onorevole Cuffaro, presidente di questa Regione, ha firmato,
il 20 novembre 2002, lo ricordavo poco fa, un protocollo per
alleviare ed intervenire nel settore della cantieristica,
soprattutto, onorevole assessore, mirando addirittura al possibile
completamento del secondo bacino che opera nel porto di Palermo, un
bacino di 150.000 tonnellate.
Nel protocollo d'intesa, onorevole Pagano, l'onorevole
Presidente della Regione, manifestò in maniera abbastanza chiara e
lineare, debbo dire, l'intenzione di intervenire a partire dai
Bacini di Palermo, non solo per quanto concerne la cessione della
quota voluta, come lei sicuramente saprà, dalla legge n. 5, e
quindi la dismissione di tutto ciò che, evidentemente, erano le
cosiddette azioni della Regione, ma pone all'attenzione della
cantieristica navale siciliana una questione fondamentale.
Pone la questione dell'esigenza che il Governo della Regione
intervenga per completare il bacino di 150.000 tonnellate che
dovrebbe operare dentro il porto di Palermo, soprattutto per quanto
concerne le navi di grossa stazza, visto e considerato che si tratta
di competere con gli altri Paesi che poco fa citavo.
Seconda questione: pone l'attenzione su tutto ciò che può
rappresentare, e che rappresenta, la cantieristica navale in termini
anche occupazionali.
Le do un dato. Complessivamente in Sicilia gli addetti alla
cantieristica navale, compreso evidentemente l'indotto, calcolati
per difetto, sono circa 2.500. In quel protocollo d'intesa,
si fa un riferimento preciso anche al fatto che si richiede alla
Fincantieri di operare uno sforzo per l'assunzione di altre
ulteriori 50 unità. Si mette in risalto il fatto che il Governo di
questa Regione deve anche fare i conti con la crisi di questo
settore e deve intervenire per potenziarlo, per renderlo
competitivo e, mi permetto di aggiungere, per non sovraccaricarlo
di canoni che, indubbiamente, in questa fase pesano anche per quanto
concerne il bilancio delle aziende.
Ricordo ai colleghi che la cantieristica siciliana si sviluppa
dalla provincia di Messina alla provincia di Trapani. Poichè, non
sto parlando soltanto di una parte della Sicilia, mi pare che sia un
settore che deve trovare l'attenzione del Governo siciliano.
Inoltre, alla fine del mese di febbraio 2003, tutti i cantieri
navali siciliani, li posso addirittura indicare: la Smeb di Messina,
la Noè di Augusta, la Trincali di Augusta, il Cantiere navale di
Trapani, la Savena di Messina, il Cantiere Giacalone di Mazara, la
Carpentieri di Mazara, e così via, si rivolgono al presidente del
Governo di questa Regione per chiedere un esame ulteriore, attento
rispetto anche alla volontà espressa nel protocollo d'intesa con la
Fincantieri. Costoro ritengono giusto e anche importante le
questioni che sono lì contenute e, inoltre, avanzano precise
richieste in ordine alla crisi che stanno vivendo e cioè un
possibile, immediato intervento da parte del Governo e da parte di
questa Aula.
L'intervento sostanziale che noi potremmo fare è innanzitutto
diminuire il canone per quanto concerne le concessioni del demanio
marittimo.
Onorevole assessore, le ricordo che il canone in atto è pari a
duemila lire a metro quadrato; significa che non solo è esoso ma in
questo momento, in particolare, rispetto anche a tutto ciò che si
verifica altrove, comincia ad essere un peso reale per quanto
concerne, anche e soprattutto, le uscite che riguardano le imprese
che operano nella cantieristica.
Con l'emendamento si chiede qualcosa di assolutamente
possibile: è evidente che per quanto concerne anche il canone
relativo al demanio marittimo la Regione siciliana non solo può
intervenire, ma anche le mancate entrate sarebbero assolutamente
irrilevanti per quanto riguarda la manovra finanziaria
complessivamente.
La riduzione, invece, di un decimo a favore delle imprese
operanti nel settore della cantieristica navale, sicuramente,
sarebbe un segnale e comunque allieverebbe - certo in maniera
minima, mi rendo conto - le difficoltà in cui operano le nostre
imprese e le difficoltà che sta vivendo la cantieristica navale
siciliana considerato, peraltro, che il Governo vuole puntare su
questo.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Le considerazioni di ordine generale che ha fatto il
collega Oddo le condivido. Vorrei aggiungere, proprio nello sforzo
di attrarre la sensibilità del Governo e della maggioranza, che tra
le questioni di crisi che riguardano la cantieristica siciliana in
provincia di Messina si registra un caso abbastanza grave che
riguarda la SMEB; cioè uno dei cantieri privati siciliani, che oggi
attraversa un momento di grave crisi, ha un contenzioso con l'ente
porto di Messina per il canone. Sicuramente ci sarà bisogno, se non
si vuole far venire meno una attività economica importante
soprattutto per una città come Messina e se si vuole evitare che si
aggiunga in quella realtà una ulteriore ondata di disoccupati, di
interventi significativi anche da parte della Regione siciliana.
Pertanto, proprio per questo motivo considero estremamente
importante e ritengo che sarebbe un segnale di attenzione molto
serio nei confronti di questa situazione di crisi aziendale, che
venisse accolta la richiesta avanzata dal collega Oddo, e
sottoscritta da me e dal capogruppo dei DS l'onorevole Speziale, di
intervenire, intanto, sulla questione del canone.
Non si tratta solo di prevedere un'agevolazione che come è
stato ricordato sarebbe più che giusta nei confronti di tutte le
imprese che operano in questo campo, ma come ho cercato di dire
sarebbe un primo intervento significativo per contrastare una crisi
aziendale già imminente nella realtà della cantieristica messinese.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, intervengo soltanto per un
chiarimento.
L'onorevole Oddo nell'illustrare l'emendamento ha sempre fatto
riferimento alla riduzione di un decimo.
Nell'emendamento, invece, se non ho capito male, è prevista la
riduzione del 90 per cento del canone concessorio.
Ritengo che in una azione di sviluppo, se dovessimo portare
avanti un'iniziativa di questo tipo, sarebbe più saggio, da parte
del Governo, abolire completamente il canone concessorio per questo
tipo di attività e non prevedere la riduzione del novanta per cento.
PRESIDENTE L'onorevole Oddo è venuto in questo momento a
comunicare alla Presidenza che il testo, nell'intenzione del suo
estensore, non è da intendersi così come è scritto, ma nel senso in
cui ha precisato lei, cioè ridotto 'di un decimo', non 'a un
decimo'. Prego gli uffici di prenderne atto.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1 soppressivo. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.3. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.4 e 4.6 con
la precisazione che il termine 'è ridotto a un decimo' si intende 'è
ridotto di un decimo'. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, stavamo facendo una serie di valutazioni con gli uffici
perché, in verità, noi non sappiamo l'impatto finanziario di questa
norma. Lei sa bene che, affinché una norma sia valutata
positivamente, anche in termini di ricaduta economica, si dovrebbe
avere la certezza dell'entrata stessa. In questo momento non abbiamo
la possibilità di quantificare l'importo; quindi l'emendamento è
sicuramente meritevole. E' un emendamento che potrebbe essere
accolto, ma poichè siamo in attesa di una risposta tecnica,
Presidente le chiedo di accantonarli.
PRESIDENTE Gli emendamenti 4.4 e 4.6, unitamente all'articolo 4,
sono momentaneamente accantonati.
Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:
"Art. 5.
Disposizioni per la determinazione degli indennizzi per
l'occupazione di beni del demanio marittimo
1. Il comma 1 dell'articolo 75 della legge regionale 7
marzo 1967, n. 6, è sostituito dal seguente:
'Le somme da corrispondere a titolo di indennizzo per
l'occupazione senza titolo di beni del demanio marittimo, di
zone di mare territoriale, delle pertinenze del demanio
marittimo, ovvero per le utilizzazioni difformi dal titolo
concessorio sono determinate secondo le modalità previste
dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Regione 26
luglio 1994, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana n. 49 del 1994 e dall'articolo 8 del
decreto legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con
modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, in misura
pari a quella che sarebbe dovuta, maggiorata rispettivamente
del 200 per cento e del 100 per cento. In ogni caso
l'ammontare di dette somme non può essere superiore,
rispettivamente, a quaranta volte e a venti volte il
canone.'.
2. Il comma 2 dell'articolo 75 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6, è sostituito dal seguente:
'2. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4 del D.P.R.
1 luglio 1997, n. 684, l'ammontare degli indennizzi viene
determinato dai compartimenti marittimi e successivamente
comunicato agli uffici finanziari competenti, i quali curano
l'adozione dei relativi atti di recupero del credito.'.
3. Al comma 3 dell'articolo 75 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 dopo le parole 'uffici del Genio civile
competenti per territorio' aggiungere 'ovvero delle Agenzie
del Demanio'.
4. Per il contenzioso pendente alla data di entrata in
vigore della presente legge e per quello che può insorgere
per gli atti notificati entro la medesima data, le posizioni
irregolari possono essere definite nel modo seguente:
a) le maggiorazioni previste dal comma 1 dell'articolo 75
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 come modificato
dalla presente legge, non si applicano nei confronti dei
soggetti già titolari di concessione o di rapporti
contrattuali con l'amministrazione, che non hanno rinnovato
gli stessi, o che abbiano proseguito il rapporto con il bene
già regolato dalla concessione, purchè non abbiano apportato
innovazioni alle opere autorizzate, né modifiche alla
destinazione d'uso del bene e presentino istanza di
regolarizzazione entro novanta giorni dall'entrata in vigore
della presente disposizione;
b) nei confronti dei soggetti che occupano senza titolo
beni demaniali marittimi si applica, maggiorato del 30 per
cento, il solo canone concessorio nella misura dovuta ai
sensi dell'articolo 1 del D.P.R. 26 luglio 1994, dalla data
di inizio dell'occupazione fino al 31 dicembre dell'anno di
presentazione della domanda, attualizzato alla data di
pagamento. La domanda di regolarizzazione dell'occupazione
deve essere presentata entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge. Il rilascio della concessione
demaniale è subordinato al pagamento della somma come sopra
determinata.
5. Nel caso di rigetto della domanda non si applicano le
disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 4.
6. Ove per effetto dell'applicazione delle disposizioni
che precedono la somma complessiva dovuta risulti superiore
ad euro 15.000, la parte eccedente può essere corrisposta in
ventiquattro rate bimestrali maggiorate degli interessi
legali.
7. Eventuali eccedenze di somme corrisposte dal
concessionario rispetto a quelle dovute per effetto dei
precedenti commi sono oggetto di compensazione con il canone
successivo."
CAPODICASA Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, l'emendamento 5.12, che credo che
il Governo stia valutando tecnicamente, lo illustrerei subito, se
invece il Governo è ancora in fase di valutazione tecnica, chiedo
che lo si accantoni.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, l'emendamento 5.12, in buona
sostanza è un articolo aggiuntivo. Noi potremmo procedere con gli
emendamenti al testo e considerarlo articolo aggiuntivo consentendo
così al Governo di fare gli approfondimenti che ha richiesto.
Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.4. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.5. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.6. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.7. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
PAPANIA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.50 , è ripresa alle ore 18.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.4 bis, che è il
più distante dal testo essendo interamente sostitutivo del comma 4.
Il parere del Governo?
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, in buona sostanza questo emendamento
mira a risolvere il problema della sanatoria del demanio marittimo
nel periodo che arriva fino ai nostri giorni e colma la lacuna
relativa all'anno 1994, allorquando fu statuito il principio delle
more, delle sanzioni pari al cento ed al duecento per cento. Allora
non si dispose con lo stesso provvedimento di fare una sanatoria,
questo mira a raggiungere l'obiettivo della sanatoria per tutti i
beni detenuti con o senza titolo e che possono essere regolarizzati.
PRESIDENTE Grazie onorevole Turano. Pongo in votazione
l'emendamento dell'onorevole Turano. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.2 a firma dell'onorevole
Liotta. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.13.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento al comma 4, punto A, se si legge nel suo complesso "le
maggiorazioni previste al comma 1 dell'articolo 75, come modificato
dalla presente legge, non si applicano nei confronti dei soggetti
già titolari di concessioni o rapporti contrattuali con
l'Amministrazione che non hanno rinnovato gli stessi o che abbiamo
proseguito il rapporto con il bene già regolato dalle concessioni,
purchè non abbiano apportato innovazioni" aggiungere "sostanziali",
è opportuno. In effetti, una innovazione può anche essere che chi
aveva questo bene ha fatto degli aggiustamenti che possono anche
essere derivati da norme sopravvenute nel tempo; quindi innovazioni
sostanziali è ovvio che non se ne potevano fare, ma piccole
sistemazioni, innovazioni, sì. Altrimenti si vanificherebbe la
portata del comma.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze, chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze, ho bisogno di un
chiarimento. Approfitto della competenza tecnica dell'onorevole
Beninati. Ma come si fa a distinguere in questo caso la
sostanzialità da ciò che non lo è?
BENINATI sostanziale vuol dire che è stato totalmente cambiata
la destinazione del bene.
Noi abbiamo audito, in sede di seconda commissione, alcuni
ammiragli dei porti sia della Sicilia orientale che di quella
occidentale. Costoro hanno seriamente manifestato che nel tempo
anche il concessionario ha potuto fare piccole cose anche per
adeguarsi a norme di legge sopravvenute, come la legge che oggi,
appunto, regola l'adeguamento elettrico. Queste cose non sono
sostanziali, sono cose tecniche.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, mi pare che il chiarimento
dell'onorevole Beninati sia stato sufficiente.
Pongo in votazione l'emendamento 5.13. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto,
chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.8. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si alzi, chi
é contrario resti seduto.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 5.9. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze, contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si alzi, chi
é contrario resti seduto.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 5.3.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Liotta così come agli altri colleghi é
opportuno che l'illustrazione degli emendamenti avvenga in sede di
dibattito generale che riguarda proprio l'illustrazione degli
emendamenti. Tuttavia, se può essere utile per un chiarimento al
Governo ha facoltà di parlare.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto al metodo
io credo che sia più conducente il fatto che ciascun deputato nel
momento in cui si tratta l' emendamento a sua firma, se lo ritiene
opportuno, lo illustri, perché un'illustrazione complessiva degli
emendamenti può spesso vanificare l'opera di chiarimento. Per quanto
mi riguarda la mia posizione sull'intero articolo é espressa
all'emendamento 5.1. E' quindi una totale avversione alla filosofia
stessa dell'articolo. Tuttavia mi sembra eccessivo che al comma 6
si prevedano per l'eccedenza ai 15 mila euro 24 rate bimestrali, che
significa 4 anni e fra l'altro per la parte eccedente, assessore.
Questo significa che vale per 1.000 euro in più come per 500 euro in
più o anche per un solo euro in più. Propongo 12 rate, mi sembra più
ragionevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto,
chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.10. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si alzi, chi
é contrario resti seduto.
(Non é approvato)
L'emendamento 5.11 é da riferirsi all'articolo 6 e non
all'articolo 5, quindi sarà trattato con l'articolo 6.
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi é
favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'articolo 4 e i relativi emendamenti. Comunico che
é stato raggiunto un accordo ed é stato fornito un chiarimento
relativamente all'accantonamento degli emendamenti 4.4 e 4.6:"melius
re perpensa", l'onorevole Oddo ritiene che la formulazione
originaria sia quella giusta; quindi il canone non é da intendersi
ridotto di un decimo ma ridotto ad un decimo, come era nella
formulazione originaria.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto io
condivido la filosofia dell'emendamento a firma dei colleghi Oddo e
Panarello, e però vorrei invitare il Governo - approfitto proprio di
questo emendamento - ad una riflessione: in Sicilia esistono sia
nella città di Palermo, sia in quella di Catania che in quella di
Messina le autorità portuali, nelle quali insistono i cantieri
navali.
L'attuale normativa prevede che i canoni demaniali stabiliti
dalle autorità portuali siano profondamente diversi rispetto ai
canoni demaniali della Regione siciliana. Allora, non vorrei che ci
fosse il rischio che con una norma siffatta si agevoli una
cantieristica fuori dalle autorità portuali penalizzando
ulteriormente la cantieristica che insiste all'interno delle
autorità portuali di Palermo, Catania e Messina.
Più volte in IV Commissione c'è stato un dibattito sul tema
delle differenze dei canoni demaniali della Regione e dello Stato,
e quando parliamo di autorità portuali siamo fuori dalla Sicilia; è
lo Stato che gestisce questa parte di territorio.
Pertanto, ribadisco il concetto: ridurre i canoni della Regione
ulteriormente rispetto a come sono stati già ridotti oggi, rischia
soltanto di acuire la crisi della cantieristica all'interno delle
aziende che operano nelle autorità portuali siciliane.
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 4.4
e 4.6. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
TURANO Signor Presidente, desidero soltanto precisare che ho
compreso lo spirito dell'emendamento e sono d'accordo.
PRESIDENTE D'accordo, onorevole Turano.
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.12, dell'onorevole Capodicasa.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo che venga
accantonato.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
"Art. 6.
Semplificazione procedure per il rilascio di concessioni
marittime demaniali
1. La Regione esercita le funzioni relative al rilascio
di concessioni demaniali marittime nel mare territoriale per
tutte le finalità, ad eccezione di quelle relative
all'approvvigionamento di fonti di energia.
2. Entro trenta giorni dal ricevimento delle istanze di
concessione, le capitanerie di porto competenti per
territorio avviano l'iter istruttorio richiedendo agli enti i
prescritti pareri, ai sensi degli articoli 12 e seguenti del
Regolamento per l'esecuzione del Codice della Navigazione,
ovvero ne propongono il rigetto.
3. I pareri di cui al comma 2, non resi entro i
successivi sessanta giorni, si intendono acquisiti con esito
favorevole, anche con riferimento al disposto dell'articolo
542 del Regolamento per l'esecuzione del codice della
navigazione. Il predetto termine può essere interrotto una
sola volta, per un periodo non superiore a trenta giorni, per
l'acquisizione di integrazioni e/o chiarimenti.
4. Entro il ventunesimo giorno successivo alla scadenza
del termine di cui al comma 2, la capitaneria di porto
provvede all'inoltro della documentazione
tecnico-amministrativa, in uno con le proprie valutazioni,
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, al
fine di acquisire l'autorizzazione al rilascio del titolo
concessorio.
5. L'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, con riferimento al disposto dei commi 1 e 3,
nei sessanta giorni successivi al ricevimento della suddetta
documentazione, fatta salva la possibilità di chiedere
integrazioni e/o chiarimenti alle capitanerie di porto,
interrompendo il suddetto termine per un periodo non
superiore a trenta giorni, autorizza le stesse all'adozione
dei provvedimenti finali.
6. Entro i successivi trenta giorni le capitanerie di
porto provvedono all'emanazione delle concessioni.
7. Al fine di favorire la libera concorrenza, tutte le
concessioni da rilasciare per fini commerciali, nonché
quelle rivolte ad associazioni, cooperative, circoli od
altro, anche se senza fini di lucro, sono obbligatoriamente
precedute da idonee forme di pubblicità individuate con
decreto dell'Assessore regionale del territorio e
dell'ambiente da emanarsi entro novanta giorni dall'entrata
in vigore della presente legge, previo parere della
competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana. A
seguito dell'acquisizione di più domande al rilascio della
concessione, si procede con le modalità stabilite
dall'articolo 37 del codice della navigazione".
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti allegati:
dagli onorevoli Liotta ed altri 6.1; dagli onorevoli Miccichè
ed altri 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, 6.6, 6.7 e 6.8.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, intervengo per spiegare il significato
dell'emendamento che era stato inserito all'articolo 5 e che, in
verità, io stesso riconosco essere formulato male.
Al comma 7 dell'articolo 6 è previsto che al fine di favorire
la libera concorrenza, tutte le concessioni da rilasciare, perfino
quelle commerciali, nonchè quelle rivolte ad associazioni,
cooperative, circoli o altro, anche senza fini di lucro, sono
obbligatoriamente precedute da idonee forme di pubblicità.
Ma io mi chiedo: se c'è una associazione che non ha fini di
lucro deve essere proceduta da idonea pubblicità per ottenere la
concessione? Faccio un esempio: penso alla Lega navale italiana,
ente morale di diritto pubblico riconosciuto con decreto del
Presidente della Repubblica. Se tale ente deve chiedere la
concessione per attivare un servizio in un posto qualunque della
Sicilia è costretta ad essere messa al pari della società che vuole
gestire e fare business? Io credo che in questo senso un distinguo
vada fatto.
Pertanto, o il Governo mi fa capire la sua intenzione su questo
emendamento, oppure credo sia necessario presentare un
subemendamento specificando gli enti, come ho appena detto, ad
eccezione degli enti pubblici morali riconosciuti con decreto del
Presidente della Repubblica.
PRESIDENTE Onorevole assessore, l'osservazione mi sembra
pertinente. Il Governo è favorevole. Quando voteremo l'emendamento
terremo conto del parere favorevole del Governo.
Si passa all'emendamento 6.1.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.2.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.3.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.4.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.5.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.6.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.7.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.8.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ex 5.11, rinumerato come 6.9
dell'onorevole Turano.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Turano
l'allegato subemendamento 5.11.1 all'emendamento 6.9.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.9, così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il voto
favorevole del Gruppo di Nuova Sicilia all'articolo 6, ricordando
però al Governo che mentre semplifichiamo con l'articolo al nostro
esame le procedure per il rilascio di concessioni marittime
demaniali, questo tipo di accelerazione e semplificazione non esiste
all'interno delle autorità portuali siciliane, laddove i tempi medi
- come noi sappiamo - per il rilascio di concessione superano anche
l'anno dalla presentazione.
Pertanto, sarebbe opportuno che su tale materia il Governo
portasse avanti tutte le iniziative necessarie visto che la Sicilia,
prima fra tutte le regioni, è titolare del suo demanio, affinchè non
ci sia una disparità nè di costo nè di procedura rispetto a chi
opera nel territorio del demanio della Regione siciliana.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
"Art. 7.
Tributo speciale per il deposito in discarica
dei rifiuti solidi
1. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale
7 marzo 1997, n. 6 è così sostituito:
'5. Entro i termini previsti per il versamento relativo
all'ultimo trimestre dell'anno i soggetti passivi del tributo
sono tenuti a presentare o spedire singolarmente a mezzo
raccomandata, all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente, all'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze e alla provincia regionale nel cui territorio è
ubicata la discarica, la dichiarazione di cui al comma 30
dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, su
stampati conformi al modello approvato con decreto
dell'Assessore regionale per il bilancio e per le finanze di
concerto con l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente'.
2. Il comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 è abrogato.
3. A decorrere dall'1 gennaio 2004, la misura del tributo
speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, di
cui all'articolo 2 della legge regionale 7 marzo 1997, n.6 e
successive modifiche ed integrazioni, convertito in euro con
D.D. n. 506 del 20 dicembre 2001 è così determinato:
TIPOLOGIA TARIFFA
1) Rifiuti dei settori edilizia, euro 0,001236/kg
mineraria, estrattiva lapideo
2) Altri rifiuti speciali 0,00624/kg
3) Restanti tipi di rifiuti 0,01236/kg
4) Scarti e sovvalli corrispondente 20 per cento tariffa
5) Fanghi anche palabili corrispondente
6) Incenerimento senza recupero di
di energia corrispondente".
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Miccichè ed
altri i seguenti emendamenti allegati: 7.1, 7.2 e 7.3.
Si passa all'emendamento 7.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.2.
Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.3.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
"Art. 8
Vigilanza sulle attività di riscossione
1. La Regione nell'esercizio delle sue funzioni di
vigilanza e di controllo sulla attività del concessionario
della riscossione dei tributi, si avvale, per il tramite del
dipartimento regionale finanze e credito nel cui ambito è
istituito il servizio regionale di riscossione, degli uffici
dell'Agenzia delle entrate, per esercitare controlli sulla
procedura esecutiva relativa a singole partite iscritte a
ruolo.
2. Per intensificare la vigilanza e al fine di favorire
l'incremento dell'azione di recupero dei carichi iscritti a
ruolo, gli uffici, di cui la Regione si avvale, provvedono ad
eseguire accessi mirati ad accertare lo stato delle procedure
esecutive relative a partite iscritte a ruolo, aventi importo
non inferiore a 5.000 euro, individuati anche a campione
sulla base di criteri oggettivi.
3. Gli uffici che a seguito degli accessi operano la
verifica devono far pervenire al dipartimento regionale
finanze e credito il relativo verbale contenente i risultati
del controllo, l'accertamento di eventuali irregolarità
connesse, le indicazioni per l'irrorazione delle relative
sanzioni. Il verbale di verifica contiene, altresì, un quadro
statistico sui singoli aspetti rilevati".
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dall'onorevole Capodicasa 8.4; dagli onorevoli Miccichè
ed altri 8.1, 8.2 e 8.3.
Si passa all'emendamento 8.4.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.2.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.3.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
"Art. 9
Spese di istruttoria delle procedure di valutazione
di impatto ambientale
1. Ai fini dell'istruttoria per il rilascio dei pareri di
cui all'articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6, il committente versa in entrata al bilancio regionale una
somma pari allo 0,1 per cento dell'importo del progetto di
massima presentato.
2. Le somme versate sono finalizzate al miglioramento
delle strutture necessarie per il rilascio dei giudizi
richiesti e dei servizi forniti".
Onorevoli colleghi, poichè l'assessore Pagano ha chiesto una
breve sospensione affinchè possa partecipare al Convegno in corso in
Sala Gialla, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.37)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
"Art. 9.
Spese di istruttoria delle procedure di valutazione
di impatto ambientale
1. Ai fini dell'istruttoria per il rilascio dei pareri di
cui all'articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6, il committente versa in entrata al bilancio regionale una
somma pari allo 0,1 per cento dell'importo del progetto di
massima presentato.
2. Le somme versate sono finalizzate al miglioramento
delle strutture necessarie per il rilascio dei giudizi
richiesti e dei servizi forniti".
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici
emendamento 9.7;
- dall'onorevole Capodicasa
emendamento 9.6;
- dall'onorevole Tumino
emendamento 9.5;
- dagli onorevoli Speziale ed altri
emendamento 9.4;
- dagli onorevoli Miccichè ed altri
emendamenti 9.2 e 9.3;
- dall'onorevole Beninati
emendamento 9.8;
- dagli onorevoli Barbagallo ed altri
emendamento 9.1.
CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti
sull'articolo 9.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
all'articolo 9 un emendamento che tende a sopprimerlo per intero, ma
sulla base di un principio che vorrei che il Governo ascoltasse per
poi rispondermi. Questo articolo introduce un ticket inedito
nell'amministrazione regionale, ovvero il ticket sulla valutazione
di impatto ambientale; cioè agli enti proponenti - che in genere
sono enti pubblici - per progetti che in gran parte sono finanziati
dalla stessa Regione, si chiede di pagare lo 0,1 per cento sul
progetto di massima. Mi sembra una cosa quanto meno bizzarra
Ricordo, oltretutto, che la valutazione di impatto ambientale,
cioè il parere, supera una serie di nulla osta che l'assessorato al
territorio e ambiente dovrebbe dare, eventualmente, sul merito dei
progetti. Quindi, paradossalmente è una procedura semplificata che
autorizza l'eventuale opera pubblica da realizzare e noi, sulla
semplificazione della procedura, chiediamo di introdurre il ticket
sul progetto.
Non ha efficacia finanziaria, perché parliamo di risorse assai
risibili, cioè l'uno per mille di un progetto. Mi sembra una cosa
assai inedita e certamente un precedente, pertanto chiedo al Governo
di ritirare l'articolo in questione ancor prima di votare
l'emendamento che lo sopprime.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevole colleghi, avrebbe ragione
l'onorevole Cracolici se non fosse stato presentato, al testo
dell'articolo 9, l'emendamento che è a firma dell'onorevole Beninati
- ma che in realtà è un emendamento votato a maggioranza in quarta
Commissione - che limita ai soggetti privati questo 0,1 per cento.
Quindi, non è il committente pubblico che dovrà pagare questo dazio,
ma soltanto i soggetti privati.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
norma era già abbastanza 'comica' come era prima ma, con
l'emendamento illustrato dall'onorevole Acierno, lo diventa ancor di
più.
Vorrei capire, con l'applicazione di un tributo dell'uno per
mille a carico solamente dei privati, quale beneficio si abbia per
le finanze della Regione.
Per intenderci, se anche tutti i progetti privati di cui
parliamo, ammontassero a un valore di cinquanta miliardi, il
beneficio che ne avremmo per migliorare le strutture necessarie per
il rilascio dei giudizi richiesti dei servizi forniti, sarebbe di
cinquanta milioni di lire. Mi sembra una cosa talmente ridicola che
si commenta da sola, a meno che il Governo non sappia spiegare con
cinquanta milioni cosa potrebbe fare di meglio.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
replicare agli interventi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Questo
emendamento è stato proposto dalla Commissione di merito.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, effettivamente
le perplessità poste possono avere un senso, ma devo dire che, così
come è scritto e con la correzione apportata, il tiro è più
corretto. Non so quale sia l'entità degli importi, ma i progetti di
valutazione di impatto ambientale possono essere non 50 ma anche 500
miliardi. In questo momento, per esempio, c'è in corso un progetto
molto grosso presso l'Assessorato, che è relativo all'ex ENEL, di
diverse centinaia se non di migliaia di miliardi.
Il concetto non vuole essere contro qualcuno; gli uffici, in
particolare il direttore, hanno posto il quesito ritenendo che,
forse, questa entrata potrebbe migliorare tale servizio. Non vuole
essere altro, è stata una proposta del gruppo dell'Assessorato il
quale ritiene che questo beneficio possa migliorare il servizio.
Ritengo che, con l'aggiustamento del privato, sia pertinente.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, condivido quanto detto
dall'onorevole Cracolici.
Ha un senso istituire un pedaggio di questo tipo - chiamiamolo
così -, un balzello per i privati, sotto forma di cauzione a
garanzia della pubblica amministrazione per l'esecuzione delle
prescrizioni contenute nelle valutazioni di impatto ambientale, sul
modello, per esempio, della legge numero 127.
Quella è una cosa seria che va proposta, poi stabiliremo chi
dovrà versare la cauzione. Mi chiedo, per esempio, se la
valorizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia, che è assoggettata
a valutazione di impatto ambientale, non è giusto che sia sorretta
anche da una cauzione affinché ognuno di questi termovalorizzatori
avrà delle prescrizioni?
Se vogliamo fare una cosa seria dobbiamo agire in questo modo,
e non mettere sul mercato dei servizi la pubblica amministrazione,
tradendo e negando così se stessa, perchè rilasciare una valutazione
di impatto ambientale rientra nelle sue finalità istituzionali.
Se voi volete mettere sul mercato tutta la pubblica
amministrazione, allora possiamo anche iniziare, ma ci sarebbero
delle cose ben diverse da fare.
Suggerirei, pertanto, al Governo di eliminare questo articolo e
magari di ripensare la stessa materia in termini diversi.
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 9.7, 9.6, 9.5, 9.4 e 9.2.
Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 9.8. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 9.1 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 9.3. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Capodicasa, Ferro, De
Benedictis e Speziale)
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti....... 44
L'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore 20.54)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta era stata sospesa prima della
votazione dell'articolo 9.
Pertanto, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei formulare
al Presidente dell'Assemblea e al Governo una proposta: riterrei
opportuno esaminare e porre in votazione tutti quegli articoli che
non presentano emendamenti o al limite ne presentano pochissimi;
sono parecchi.
PRESIDENTE Onorevole Cintola è proprio questo l'orientamento
della Presidenza, tra l'altro, ho avuto modo di consultarmi con i
Presidenti dei Gruppi parlamentari. Siamo, infatti, giunti
all'articolo 10 proprio perché c'è stato questo percorso
condiviso.
CINTOLA Signor Presidente, pur essendo vero ciò che lei afferma,
siamo arrivati a questo punto seguendo un ordine cronologico.
Adesso - lo ripeto - la proposta che faccio, e vorrei capire se
ottiene o no un consenso da parte della maggioranza, è quella di
estrapolare gli articoli che non presentano emendamenti e porli in
votazione.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che la
proposta dell'onorevole Cintola possa essere convincente a patto che
si verifichino altre condizioni.
Se la sorte degli altri articoli dovesse essere
l'accantonamento automatico, ciò comporterebbe che gli articoli che,
invece, presentano emendamenti potrebbero essere prelevati dalla
Presidenza senza seguire un ordine cronologico. O invece l'ordine
con il quale poi verrebbero riconsiderati, non avrebbe ripercussioni
sul prosieguo dei lavori? Ed ancora, l'ordine che si seguirà sarà
quello stabilito dalla numerazione degli articoli? Infatti, se è
questa la proposta dell'onorevole Cintola la condivido pienamente.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi credo che la
proposta dell'onorevole Cintola potrebbe essere apprezzata
favorevolmente qualora venisse considerata come segmento di una
proposta più complessiva che renda funzionali i lavori di questa
Assemblea.
Essendo impegnati nei lavori d'Aula dal lunedì della scorsa
settimana anche a noi farebbe piacere che insieme a questa proposta
se ne ricolleghi una più complessiva, tale da regolamentare il
prosieguo dei lavori di quest'Assemblea. Ipotizzando in tal modo
un giorno in cui si arriverà all'approvazione definitiva della
finanziaria.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato questo è il nostro auspicio.
La Presidenza fa il possibile per accelerare l'andamento dei lavori
d'Aula.
Non sorgendo osservazioni, la proposta dell'onorevole Cintola è
accolta.
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'emendamento
articolo aggiuntivo 5.12. Comunico che è stato presentato
dall'onorevole Capodicasa il subemendamento 5.12.1.
CAPODICASA Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente per
non turbare l'Aula. Si tratta di una norma che prevede alcune
varianti circa il procedimento di 'sdemanializzazione', soprattutto
su due punti: uno relativo ai tempi entro cui deve essere data
l'autorizzazione dalle autorità competenti, a proposito delle
caratteristiche di demanialità di un relitto, che erano previsti in
60 giorni; il mio sub emendamento li porta, invece, a 90 giorni. Vi
è, inoltre, la parte relativa alle caratteristiche del bene che può
essere 'sdemanializzato' su richiesta del concessionario o di un
ente pubblico.
PRESIDENTE E' un emendamento o fa parte del testo?
CAPODICASA Non è un emendamento; è contenuto nel testo;
rispetto alla procedura attuale, quindi, innova solo questi due
punti: i tempi e l'autorizzazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento presentato
dall'onorevole Capodicasa produce un vantaggio per la Regione, non
fosse altro che per tutta una serie di vantaggi legati alla
'sdemanializzazione', oltre che ad un'entrata finanziaria che
certamente ...
PRESIDENTE Il parere è favorevole?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sì, il parere è
favorevole, signor Presidente, ma tengo a precisare due passaggi.
In primo luogo, all'emendamento successivo rispetto a quello
presentato dall'onorevole Capodicasa, aggiungerei che 'il
provvedimento di sdemanializzazione viene emesso
dall'Amministrazione regionale entro i successivi 180 giorni'.
PRESIDENTE Di conseguenza, per spostare tutti i termini.
Sul piano meramente procedimentale, intanto, prendiamo in
considerazione il sub emendamento dell'onorevole Capodicasa
sottoscritto anche dall'onorevole Speziale, perchè, come sappiamo,
occorre anche la firma di un capogruppo. Aggiungiamo, quindi, la
firma dell'onorevole Speziale.
CINTOLA Desidero aggiungere anche la mia firma
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Comunico che è stato
presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Cintola l'allegato
subemendamento 5.12.1.
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento a firma del Governo che sposta
da 90 a 180 giorni i termini relativi.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.12 nel testo risultante.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
<Art. 10.
Recupero risorse
1. Le disponibilità non utilizzate nel fondo di rotazione
unificato istituito presso l'Istituto regionale per il
credito alla cooperazione (IRCAC), con l'articolo 63 della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, sono riversate, entro trenta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge e senza oneri di
commissione, in entrata del bilancio regionale nel limite di
20.000 migliaia di euro.
2. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione
versa in entrata del bilancio della Regione 20.000 migliaia
di euro con prelevamento dalle disponibilità della gestione
del Fondo siciliano lavoratori disoccupati, previa specifica
previsione di spesa nel bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2003 del Fondo medesimo.>
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dall'onorevole Miccichè ed altri 10.3 e 10.4; dagli
onorevoli Liotta ed altri 10.1 e 10.2.
Pongo in votazione l'emendamento 10.3.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.1.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 10.2 e 10.4.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 11 è accantonato.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
<Art. 12.
Alienazione degli antichi suoli armentizi e
delle sedi viarie disponibili
1. L'articolo 25 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, è così sostituito:
'1. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è
autorizzato a procedere alla legittimazione dei suoli
armentizi che non risultano indicati in catasto come sede
viaria. E' altresì autorizzato a procedere alla vendita delle
porzioni di sedi viarie che non siano necessarie al transito
e non risultano destinati negli strumenti urbanistici in
vigore a riconosciute esigenze di uso pubblico.
2. La legittimazione e la vendita possono avvenire su
istanza del richiedente a favore dei soggetti sottoelencati
in ordine di precedenza:
a) titolari di provvedimenti di concessione in essere da
almeno cinque anni;
b) possessori che risultino proprietari o comproprietari
del bene alla stregua dei pubblici registi;
c) proprietari frontisti;
d) occupatori da oltre un ventennio.
3. La legittimazione e la vendita sono altresì subordinate
al pagamento da parte dell'istante del prezzo di cessione del
terreno richiesto determinato al netto del soprasuolo ed in
relazione ai valori agricoli medi definiti ai sensi della
legge 22 ottobre 1971, n. 865, riferiti alla regione agraria
di appartenenza nei seguenti modi:
a) per i suoli non edificabili o destinati a verde
agricolo con densità fondiaria fino a 0,03 mc/mq: il valore
agricolo medio della coltura esistente o di quella adiacente;
b) per l'area di sedime dei fabbricati e relativa corte
insistente: il valore agricolo medio della coltura più
redditizia, con esclusione della coltura in serra. Qualora si
tratti di fabbricato unico del richiedente, utilizzato come
abitazione dello stesso o dal coniuge legalmente separato o
divorziato ovvero da un suo discendente in linea retta, il
valore agricolo medio della coltura più redditizia, con
esclusione della coltura in serra riferito alla relativa area
di sedime viene ridotto alla metà. la riduzione è pari ad un
terzo qualora si tratti di edificio avente i requisiti
dell'edilizia economica e popolare. Il prezzo di concessione
dell'area di sedime del fabbricato non può essere comunque
inferiore al valore agricolo medio del terreno circostante;
c) per i suoli ricadenti nelle zone territoriali omogenee
A,B,C,D ed F definite dal decreto ministeriale 2 aprile 1968,
edificati o edificabili con densità fondiaria da più di 0,03
fino a 1 mc/mq: il valore agricolo medio della coltura più
redditizia, con esclusione della coltura in serra;
Per i suoli edificabili con densità territoriale maggiore
di 1 mc/mq: il valore è determinato moltiplicando il valore
agricolo medio della coltura più redditizia, con esclusione
della coltura in serra, per l'indice di cubatura che risulta
nello strumento urbanistico in vigore;
e) su istanza del richiedente in base al valore venale del
suolo;
f) per i suoli trazzerali occupati prima della formazione
delle mappe catastali, e pertanto catastati a privati sin
dall'impianto del Catasto, il valore determinato è abbattuto
del 50 per cento.
4. L'istanza per l'avvio delle procedure di cui ai commi
precedenti può essere presentata dopo l'entrata in vigore
della presente legge o entro 60 giorni dalla notifica
dell'avvio del procedimento di accertamento dell'occupazione,
al Servizio demanio trazzerale e usi civici che redige il
verbale di liquidazione ed il decreto di sdemanializzazione.
5. Nel caso in cui l'area alla quale si riferisce
l'istanza di legittimazione sia cointestata nei pubblici
registri immobiliari ad una pluralità di soggetti, il decreto
di legittimazione ha effetto in favore di tutti i
cointestatari anche se l'istanza presentata da uno solo di
essi. In ogni caso deve essere versata l'intera somma
determinata con le modalità di cui al comma 3. Nelle more
del provvedimento di legittimazione, la concessione delle
zone demaniali è subordinata al pagamento del canone annuo
pari ad un ventesimo del valore dell'area determinato con le
modalità di cui al comma 3, con un minimo di euro 25,82. Il
provvedimento di legittimazione comporta per le aree
illegittimamente occupate un risarcimento danni pari ad un
ventesimo del valore determinato secondo quanto previsto dal
predetto comma 3 relativamente all'ultimo quinquennio di
occupazione pregressa.
6. Con l'istanza di cui al comma 2 è sospesa l'adozione
dei provvedimenti sanzionatori da parte dell'Amministrazione
regionale relativamente ai suoli trazzerali, non catastati
come sede viarie, abusivamente occupati. L'adozione dei
provvedimenti predetti resta altresì sospesa fino alla
definizione delle procedure iniziate a seguito della
presentazione delle istanze limitatamente ai beni per i quali
viene richiesta la cessione. Le eventuali sanzioni
amministrative precedentemente irrogate relative alle
indennità pregresse oltre il quinquennio sono abbattute del
75 per cento in favore di coloro che a seguito di istanza
ottengano la cessione dei beni di cui alla presente legge.
Nelle more della definizione dei singoli procedimenti, la
riscossione delle sanzioni già irrogate resta sospesa. Fino
al trentesimo giorno successivo alla data di notifica
dell'avviso con cui si dà avvio alla procedura di reintegro,
può essere presentata istanza di legittimazione tardiva. In
tal caso il prezzo stabilito dal comma 3 è aumentato del 30
per cento.
7. Tutte le zone demaniali trazzerali che risultino di
fatto occupate da corpi stradali, e già erroneamente assunti
in consistenza da enti pubblici, sono da intendersi
trasferiti dall'Amministrazione Regionale ai detti enti che
ne cureranno la manutenzione.
8. Sono trasferite al demanio comunale le sedi viarie
pubbliche rappresentate nei fogli di mappa catastali, sin
dall'impianto, come regie, che non risultino ancora
dichiarate demaniali con apposito decreto nonchè i suoli
oggetto di provvedimento di esproprio per finalità di
ricostruzione conseguente al terremoto del Belice del 1968.
9. Ai fini della determinazione dei canoni per la
concessione di suoli trazzerali ricadenti in verde agricolo
ed utilizzati a scopo agricolo, resta ferma l'applicabilità
delle norme sull'affitto dei fondi rustici con un minimo di
canone annuo di cinquanta euro.>
L'articolo 12 è accantonato.
Si passa all'articolo 13. Ne dò lettura:
<Art. 13.
Sanzioni amministrative di cui al Regio decreto
11 dicembre 1933, n. 1775 - Addizionale regionale
1. La sanzione amministrativa comminata ai sensi
dell'articolo 219 del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775 è
integrata da una addizionale regionale di euro 2.000.>
SPEZIALE In questo articolo ci sono emendamenti, mentre ci sono
altri 20 articoli senza emendamenti, neanche soppressivi.
PRESIDENTE C'è un solo emendamento, onorevole Speziale. Se
dobbiamo interpretare alla lettera la proposta dell'onorevole
Cintola, allora non esaminiamo neanche un articolo
GIANNOPOLO Ci sono 21 articoli senza emendamenti.
PRESIDENTE Siamo d'accordo, onorevole Giannopolo. Ma dobbiamo
pure andare avanti. Comunico che all'articolo 13 è stato presentato
un solo emendamento soppressivo.
GIANNOPOLO Sì, ma è soppressivo di una tassa
PRESIDENTE Lo capisco, siamo d'accordo. La proposta mi
sembrava però di altra natura.
Onorevoli colleghi, se non siamo nelle condizioni di discutere
il disegno di legge, lo accantoniamo ed aggiorniamo i lavori a
domani. Su questi articoli che non presentano difficoltà
particolari, ciascuno si atteggi come ritiene, tranne che la
proposta non sia diversa.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, considerato che intendiamo, in
qualche modo, accelerare i lavori, avevamo pensato di accogliere la
proposta formulata dall'onorevole Cintola, perché fra i rimanenti 60
articoli ve ne sono ben 21 privi di emendamenti, anche soppressivi.
E questo permetterebbe ...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ho capito la proposta qual è.
Desidero sapere dall'Aula se la proposta dell'onorevole Cintola è da
intendersi relativa a quegli articoli che non presentano
assolutamente emendamenti o a quelli emendati; ma si tratta di
emendamenti di facile interpretazione.
SPEZIALE Signor Presidente, secondo la mia interpretazione - non
voglio fare l'interprete autentico del pensiero dell'onorevole
Cintola - ma mi sembra che lo stesso avesse chiesto all'Aula di
andare avanti prendendo in esame soltanto gli articoli privi di
emendamenti, anche perché l'articolo 13 apre una discussione poichè
siamo in presenza di un ulteriore balzello che viene introdotto dal
Governo.
PRESIDENTE Non voglio entrare nel merito. Propongo di
esaminare, quindi, votare gli articoli privi di emendamenti.
SPEZIALE Signor Presidente, vi sono 21 articoli privi di
emendamenti, quindi, possiamo approvarli.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, mi inquieta che lei dica di votare
direttamente gli articoli per i quali non ci sono emendamenti: che
cosa significa?
PRESIDENTE Dopo la discussione, naturalmente, onorevole Ortisi,
è chiaro Li votiamo, nel senso che li discutiamo. Non si inquieti,
onorevole Ortisi, non è una violazione del Regolamento. L'articolo
13 è accantonato.
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
<Art. 21.
Risparmi di energia
1. I dipartimenti regionali e gli uffici di cui
all'articolo 4, commi 6 e 7, della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, gli enti locali e gli enti, aziende ed istituti
sottoposti a vigilanza e tutela dell'Amministrazione
regionale sono tenuti, in linea con gli impegni assunti dallo
Stato nell'articolo 3 del protocollo di Kyoto, a realizzare
diminuzioni di consumi di energia che comportino, oltre al
contenimento dei costi, la riduzione dell'impatto ambientale
sulla base di apposita programmazione energetica per il
triennio 2003-2005, fatto comunque salvo quanto previsto dal
comma 16 dell'articolo 5 del DPR 26 agosto 1993, n. 412.
2. L'Assessore regionale alla Presidenza propone
iniziative per la promozione della programmazione e della
riduzione dei consumi e vigila sui livelli di realizzazione
del risparmio energetico.>
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
<Art. 24.
Patto di stabilità regionale
1. Gli enti locali, gli enti pubblici non economici
sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione, comprese
le aziende sanitarie ed ospedaliere e i consorzi di bonifica,
partecipano al perseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica regionale (Patto di stabilità regionale).
2. A tal fine il Presidente della Regione, di concerto
con l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze,
sentito l'Assessore competente per materia, sentita la
Conferenza Regione-autonomie locali, annualmente, con proprio
decreto, individua le modalità per il rispetto dei parametri
finanziari coerenti con le disposizioni vigenti per ciascuna
categoria di enti.
3. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, agli enti
locali della Regione siciliana si applicano le disposizioni
dell'articolo 29 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Le
comunicazioni previste dai commi 13 e 17 dell'articolo 29
della citata legge n. 289/2002 sono trasmesse anche
all'Assessorato regionale per il bilancio e le finanze,
dipartimento bilancio e tesoro.
4. Il comma 3 dell'articolo 76 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 è abrogato.>
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
<Art. 25.
Tetti di spesa
1. Al fine di perseguire gli obiettivi di finanza
pubblica relativi al patto di stabilità regionale, la spesa
sanitaria per il triennio 2003-2005 non può superare i
valori complessivi indicati nel corrispondente D.P.E.F. e per
singolo aggregato economico.
2. Fermo restando il limite previsto per ciascun
aggregato economico, eccezionali motivati scostamenti
possono realizzarsi nel rispetto dei valori complessivi di
cui al comma 1.
3. L 'Assessorato regionale della sanità, entro trenta
giorni dalla pubblicazione della presente legge, definisce,
per singolo aggregato economico, il tetto di spesa per
provincia, applicando il sistema degli abbattimenti
tariffari.
4. I direttori generali delle Aziende unità sanitarie
locali, nei successivi trenta giorni, negoziano con ogni
singola struttura l'ammontare delle prestazioni erogabili ai
sensi dell'articolo 28, comma 6, della legge regionale 24
marzo 2002, n. 2.>
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
<Art. 27.
Contributi a favore dell'Azienda delle foreste demaniali
1. L'articolo 14 della legge regionale 29 dicembre 1975,
n. 88, è sostituito dal seguente:
'Art. 14. La Regione trasferisce annualmente all'Azienda
delle foreste demaniali due contributi finalizzati
rispettivamente al finanziamento integrale delle spese in
conto capitale ed al pareggio del bilancio di parte corrente.
2. Alle erogazioni di cui al comma 1 provvede il
dipartimento regionale bilancio e tesoro'.>
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
<Art. 35.
Acquisizione di beni immobili in favore dell'IRCAC
1. Al fine di sostenere iniziative di sviluppo
socio-economico, l'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione (IRCAC) è autorizzato a chiedere ai sensi
dell'articolo 505 del codice di procedura civile
l'assegnazione di beni immobili appartenenti a società
cooperative a responsabilità limitata, gravati da ipoteche in
favore dello stesso, o sottoposti a procedure esecutive o in
liquidazione.
2. Gli immobili assegnati entrano a far parte del
patrimonio dell'istituto e devono essere trasferiti in
proprietà ai comuni nel cui territorio ricadono gli immobili
stessi o ad imprese che realizzano investimenti nel
territorio della Regione nei settori agricoli, industriali,
commerciali, artigianali o in altri settori produttivi.
3. Il prezzo di vendita è determinato dall'ispettorato
regionale tecnico.
4. Il ricavato implementa il fondo unificato costituito ai
sensi dell'articolo 63 della legge regionale 7 marzo 1997, n.
6 e successive modificazioni.>
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il fatto che
non ci siano emendamenti su un articolo non vuol dire che esso, di
per sè, possa andare bene. Occorre fare una riflessione, onorevole
assessore, che oltretutto mi risulta sia stata fatta dagli stessi
uffici dell'IRCAC, che vedono minacciata la loro liquidità a seguito
dell'eventuale approvazione di questo articolo se non vengono
adottati dei provvedimenti conseguenti.
In sostanza, l'operazione che viene eseguita con questo
articolo è quella di riacquisire alla disponibilità dell'IRCAC gli
immobili di cooperative poste in liquidazione.
Nell'articolo non si specifica se si tratta di liquidazione
coatta amministrativa o di liquidazione volontaria. Ciò va subito
precisato.
Vi è, inoltre, un problema relativo alle procedure discendenti
dal codice civile: ipotizziamo che su un immobile gravino delle
ipoteche; tutti gli immobili sono gravati da ipoteche, sia quelli
posti in liquidazione coatta amministrativa sia gli altri.
PRESIDENTE L'articolo 35 viene accantonato per consentirne un
approfondimento.
CAPODICASA Ci sono anche altre considerazioni che farò risaltare
quando ritorneremo sull'argomento, perchè sono procedure molto
rischiose.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
<Art. 46.
Istituzione di centri di assistenza alle cooperative
1. A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 8.2.1.3.1, al
fine di promuovere ed incentivare le opportunità della
formula cooperativa, l'Assessorato della cooperazione, del
commercio, dell'artigianato e della pesca è autorizzato ad
istituire centri di assistenza alle imprese cooperative
promossi, anche in forma consortile, dalle associazioni di
categoria maggiormente rappresentative del settore
riconosciute ai sensi del Decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577.
2. I centri svolgono a favore delle imprese cooperative
siciliane attività di assistenza tecnica, formazione e
aggiornamento in materia di innovazione tecnologica e
organizzativa, gestione economica e finanziaria di impresa,
accesso ai finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela
dei consumatori, tutela dell'ambiente, igiene e sicurezza sul
lavoro e altre materie connesse al miglioramento delle
attività aziendali, nonchè le attività finalizzate alla
certificazione di qualità e al controllo di gestione delle
cooperative. I centri possono inoltre, nell'ambito dei
finanziamenti di cui al comma 1, effettuare attività di
scambio di buone prassi cooperative, promuovere iniziative di
promozione e formazione cooperativa in collaborazione con
scuole ed università e dotarsi di sistemi tecnologicamente
avanzati finalizzati all'assistenza in rete delle cooperative
siciliane.
3. Le amministrazioni pubbliche possono avvalersi dei
centri medesimi allo scopo di facilitare il rapporto tra
amministrazioni pubbliche e imprese cooperative utenti.>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
<Art. 50.
Aggiornamento e revisione del piano regolatore
generale degli acquedotti
1. Per le finalità di cui all'articolo 4, comma 1, lettera
d) della legge 5 gennaio 1994, n. 36 e del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 1996, con
riferimento all'aggiornamento e revisione del piano
regolatore generale degli acquedotti di cui alla legge 4
febbraio 1963, n. 129, è autorizzata la spesa di 500
migliaia di euro nell'ambito delle disponibilità della U.P.B.
6.2.2.6.4.>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
<Art. 51.
Modifiche all'articolo 1 della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47
1. All'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 11 le parole 'alla lettera b)' sono sostituite
con le parole 'alla lettera a)' e le parole 'alla lettera c)'
sono sostituite con le parole 'alla lettera b)';
b) al comma 12 le parole 'alle lettere b) e c)' sono
sostituite con le parole 'alle lettere a) e b)';
c) il comma 14, punto 3) è così sostituito:
3) l'elenco delle entrate a destinazione vincolata e delle
correlative spese distinte in relazione alla provenienza
delle risorse di seguito riepilogate:
a) Programma operativo regionale;
b) altri interventi comunitari;
c) Fondo sanitario regionale;
d) finanziamenti dello Stato ed altri enti;
e) interventi finanziari con risorse proprie della
Regione.
2. All'articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i
seguenti commi:
'23. L'Amministrazione regionale adotta, in via
sperimentale per il Dipartimento bilancio e tesoro a
decorrere dal 1 gennaio 2003, e per gli altri Dipartimenti
individuati con provvedimento del dirigente generale del
Dipartimento bilancio e tesoro a decorrere dal 2004, la
contabilità economico-patrimoniale in aggiunta alla
contabilità finanziaria.
24. La contabilità di cui al comma 23 è introdotta
definitivamente in tutti i dipartimenti regionali, strutture
equiparate ed altri uffici a decorrere dal 1 gennaio 2005,
mantenendo in parallelo l'attuale contabilità finanziaria.'>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
<Art. 52.
Disposizioni in materia di residui attivi
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio
2001 a fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2002,
non corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di
debitori certi sono eliminate dalle scritture contabili della
Regione dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del dirigente generale del dipartimento
regionale bilancio e tesoro, su indicazione delle competenti
amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
eliminare ai sensi del comma 1. Copia di detto decreto è
allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2002.
3. Qualora a fronte delle somme eliminate a norma del
presente articolo sussistano eventuali crediti, si provvede
al loro accertamento all'atto della riscossione con
imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli
di entrata.>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
<Art. 53.
Disposizioni in materia di residui passivi
e di residui perente
1. Le somme perente agli effetti amministrativi relative
ad impegni assunti fino all'esercizio finanziario 1992, non
reiscritte in bilancio entro la chiusura dell'esercizio 2002,
sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreti del dirigente generale del dipartimento
regionale bilancio e tesoro si procede all'individuazione
delle somme da eliminare ai sensi del comma 1. Copia di detti
decreti è allegata al rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2002.
3. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del
bilancio della Regione fino all'esercizio 2001 e quelli di
conto capitale assunti fino all'esercizio 2000 o, qualora
trattasi di spese per investimenti fissi lordi ed acquisti di
terreni, fino all'esercizio 1997, cui alla chiusura
dell'esercizio 2002 non corrispondono obbligazioni
giuridicamente vincolanti, sono eliminati dalle scritture
contabili della Regione dell'esercizio medesimo.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano
alle spese per esecuzione di opere qualora il progetto
dell'opera finanziata sia esecutivo, così come definito
dall'articolo 5 bis, comma 3, della legge regionale 29 aprile
1985, n. 21, come introdotto dall'articolo 20 della legge
regionale 12 gennaio 1993, n. 10 e gli enti appaltanti
abbiano già adottato le deliberazioni che indicono la gara,
stabilendo le modalità di appalto.
5. Con decreti del dirigente generale del dipartimento
regionale bilancio e tesoro, su indicazione delle competenti
amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
eliminare ai sensi del comma 3. Copia di detti decreti è
allegata al rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2002.
6. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei
precedenti commi sussista l'obbligo della Regione e nel caso
di eliminazione di somme perente da eliminare ai sensi del
comma 1 sia documentata l'interruzione dei termini di
prescrizione, si provvede al relativo pagamento con le
disponibilità dei capitoli aventi finalità analoghe a quelli
su cui gravavano originariamente le spese o, in mancanza di
disponibilità, mediante iscrizione in bilancio delle relative
somme da effettuarsi con decreti del dirigente generale del
dipartimento bilancio e tesoro ai sensi degli articoli 7 e 8
della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale 7
agosto 1997, n. 30.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano
anche all'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana.>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
<Art. 54.
Controlli su spese per missioni
1. Le Ragionerie centrali in deroga alle disposizioni
dell'articolo 62 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10
e successive modifiche ed integrazioni, esercitano i propri
controlli sugli atti di liquidazione delle spese per
indennità di missione e di quelle ad esse correlate sulla
scorta della nota di liquidazione. Il dirigente responsabile
della spesa predispone e sottoscrive la nota di liquidazione
nella quale dichiara altresì che tutta la necessaria
documentazione giustificativa è stata prodotta, è regolare ed
è in suo possesso.
2. Lo schema tipo della nota di liquidazione è approvato
con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assesore regionale per il bilancio e le finanze, entro
60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
3. Le Ragionerie centrali, almeno due volte l'anno,
esercitano controlli a campione presso i dirigenti
responsabili per verificare l'ammissibilità di ciascun
documento giustificativo e la sua rispondenza con le voci
riepilogate nella relativa nota di liquidazione.>
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedere di
parlare è l'unico modo per seguire i lavori.
Chiedo di parlare, quindi, sulla discussione generale e chioso
l'articolo in diretta. Siccome io non appartengo ai frequentatori di
altre stanze, quelle in cui si decidono le sorti delle nottate o
delle giornate e sono qui dallo scorso lunedì, da dieci giorni, a me
non sta bene che dopo aver perduto 240 ore, corrispondenti a dieci
giorni, adesso in ventiquattro secondi si approvino, approfittando
della ignavia di ognuno di noi, 25 articoli in un minuto. Non mi
sta bene
Voi dite, quindi, che le ragionerie centrali, in deroga alle
disposizioni dell'articolo 62 - articolo 54, pagina 116, della legge
regionale 27 aprile 1999 n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni - 'esercitano i propri controlli sugli atti di
liquidazione delle spese per indennità di missione e di quelle ad
esse correlate sulla scorta della nota di liquidazione. Il
dirigente responsabile della spesa predispone e sottoscrive la nota
di liquidazione nella quale dichiara altresì che tutta la necessaria
documentazione giustificativa è stata prodotta, è regolare ed è in
suo possesso.'
Intanto, su questo, non penso che ci sia bisogno di un articolo
della finanziaria. Questo si può seguire secondo le leggi vigenti.
Lo schema tipo della nota di liquidazione è approvato con
decreto del Presidente della Regione, su proposta dell'assessore
regionale per il bilancio e le finanze, entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge.
Le ragionerie centrali, almeno due volte l'anno, esercitano
controlli a campione. Penso che questo provvedimento potrebbe
andare bene sulla dimensione dei regolamenti interni, di
applicazione di leggi precedenti, per cui non mi pare che sia
congruo alla finanziaria. Non comporta riduzioni di spesa; non
capisco perché è stato dichiarato ammissibile.
Invito i colleghi ad intervenire sull'argomento, anche a
contraddirmi, così leggo l'articolo successivo, prima che
l'onorevole Fleres ci arrivi.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, intervengo per chiedere il ritiro
di questo articolo, perché così evidenziato dall'onorevole Ortisi...
ACIERNO Non si può ritirare l'articolo. Legga il Regolamento
SPAMPINATO Eventualmente, dichiaro il mio voto contrario a
questo articolo, perché come evidenziato dall'onorevole Ortisi, dopo
attenta lettura nei tempi passati, è chiaro che qua stiamo soltanto
specificando dei doveri che i funzionari dell'Assemblea regionale
già, nel controllo delle missioni, dovrebbero porre in essere. E lo
schema tipo che qua si propone, al comma due dello stesso articolo,
potrebbe essere emesso con apposito decreto dell'assessore o del
Presidente della Regione.
Per queste ragioni, anticipando anche la dichiarazione di voto,
scusandomi per il mio errore, dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'Assemblea poc'anzi si è
determinata accogliendo la proposta dell'onorevole Cintola. Devo
interpretare gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto e
quelli che hanno chiesto di parlare come contrari alla proposta?
dell'orientamento dell'Aula, la Presidenza intende comprenderlo.
Onorevoli colleghi, desidero sapere se l'atteggiamento dei colleghi
che sono già intervenuti, che hanno già parlato, e di quelli che si
accingono a parlare, è da considerarsi contrario all'orientamento
che già l'Aula ha manifestato.
ORTISI Assolutamente no
PRESIDENTE Se così fosse, io metterei ai voti formalmente la
proposta dell'onorevole Cintola, perché, altrimenti, facciamo un
passo avanti e tre indietro.
Quindi, desidero comprenderlo, per regolare i lavori dell'Aula
di conseguenza; perché io non sto né da una parte, né dall'altra.
Vorrei sapere con chiarezza se non s'intende procedere secondo
l'orientamento già manifestato. Perché, se è così, ci pronunciamo
formalmente e andiamo avanti, altrimenti risulta molto sgradevole
questo tipo di intervento.
ORTISI. Sì, ma in modo che i diritti dei deputati ...
PRESIDENTE. Per carità ma quando c'è un orientamento dell'Aula,
poi si segue. Altrimenti si adotta un altro tipo di orientamento.
ORTISI. Si, ma senza correre
PRESIDENTE. La Presidenza sta andando lentamente.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo - parlando
anche a nome del Gruppo Sicilia 2010 - che l'orientamento adottato
fino ad ora mi pare che nessuno lo stia contestando. L'Aula ha
deciso di affrontare in via prioritaria gli articoli del disegno di
legge sulla finanziaria che non contengono emendamenti. Bene,
"nulla questio". Il problema è diverso: se su quegli articoli
bisogna mettere un silenziatore comunque o se è possibile ragionare
e fare una discussione generale. A me pare che la discussione
generale, sia nelle prerogative di ciascun deputato e che non vada a
violazione dell'orientamento che già è stato preso e che nessuno
contesta.
Il ragionamento di fondo è che non vogliamo avere il tempo per
vedere gli articoli, per arrivarci, per leggerli, per discutere,
probabilmente, se è necessario discuterli, e poi votarli. Quindi non
c'è nessuna violazione dell'orientamento, ma solo una richiesta
legittima di esercitare le prerogative parlamentari che ciascuno di
noi ha.
Detto questo, in relazione all'articolo in questione, mi pare
assolutamente condivisibile l'orientamento espresso dall'onorevole
Ortisi che mi ha preceduto.
Qui stiamo trattando una norma di principio che, di fatto, è
già inserita nel contesto normativo delle leggi regionali e
nazionali. La possibilità di esercitare dei controlli da parte
delle ragionerie, nonché da parte degli uffici preposti al controllo
delle missioni, dovrebbe essere - anzi, è certamente - una norma
contenuta nei regolamenti, nelle leggi-quadro della pubblica
amministrazione. Che poi, il Governo, gli assessorati,non
esercitino questi controlli, o comunque non li esercitino tutti gli
enti di spesa, così come dovrebbero fare, non credo che facendo
approvare un'ulteriore norma di legge seguendo il principio
"repetita juvant", serva a nessuno, anzi, è un'ulteriore conferma
dell'impotenza, o, comunque, dell'ignavia di coloro che sono
preposti ai controlli.
Detto questo, ritengo che sia assolutamente necessario
estromettere dal testo di legge questa norma; gli assessori di
competenza e gli enti erogatori della spesa dovrebbero prendere un
impegno o, comunque, assumere i poteri che già hanno, per esercitare
i controlli, non solo a campione, così come prevede l'articolo in
questione, ma quelli sulle pezze di appoggio di ogni singola spesa,
di ogni singola missione, così come dovrebbe essere consentito,
anzi, com'è obbligatorio, in base alle norme costituzionali che
prevedono il buon andamento, l'imparzialità e il risparmio nella
pubblica amministrazione.
Tenuto conto di tutto questo, e visto che le norme di legge non
si possono fare solo ed esclusivamente ai fini pedagogici, anche se
possono essere fini meritevoli di attenzione, propongo e sollecito
all'Assessore per il bilancio di ritirare questo emendamento e, caso
mai, di emanare una propria direttiva, con i poteri che esso ha, per
chiedere ai colleghi del Governo l'applicazione di questi controlli
ed eventualmente di applicare, a livello di gestione
politica, delle sanzioni nei confronti di coloro i quali non
esercitano questi controlli come dovrebbero.
Ciascuno di noi dovrebbe ricordare che chiunque spende soldi
pubblici, lo deve fare nel rispetto e con i principi che la carta
costituzionale e le leggi-quadro, in materia, consentono.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
argomentazioni dell'onorevole Ortisi e dell'onorevole Raiti. Mi
soffermo soltanto sul terzo comma, dove c'é una norma che non sta né
in cielo né in terra.
Le ragionerie centrali, almeno due volte l'anno, esercitano dei
controlli a campione.
Il concetto di controllo a campione é una norma molto
discutibile perché potrebbe configurarsi come un esercizio
discrezionale in modo poco democratico, nel senso che sappiamo
benissimo che chi esercita un potere all'interno di un ufficio, cioè
l'esercizio di controllo a campione, ha una prerogativa prettamente
arbitraria, discrezionale.
Se affidiamo poteri discrezionali non creiamo una norma
democratica e il vero spirito della norma che voleva normare questo
articolo va a farsi benedire.
Questa parte costituisce la 'ciliegina sulla torta' che mette
in discussione il principio democratico della pubblica
amministrazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 54.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura.
<Art. 57.
Fondo nazionale politiche migratorie
1. All'articolo 40 della legge regionale 27 dicembre 2002,
n. 23, dopo le parole 'capitolo 313301' sono aggiunte le
seguenti: 'nonché ad attivare le stesse risorse del Fondo
nazionale per le politiche migratorie ripartite annualmente
dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla
Regione siciliana in forza dell'articolo 45 del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286'.>
Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto; chi é
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
<Art. 58.
Interventi in favore dei pazienti colpiti dalla
malattia di Alzheimer
1. Nell'ambito degli obiettivi del vigente Piano
sanitario regionale ogni azienda unità sanitaria locale della
Regione attiva i seguenti servizi per i pazienti colpiti
dalla malattia di Alzheimer:
a) un servizio di assistenza domiciliare integrata, in
tutti i distretti sanitari, per i pazienti residenti nel
territorio di competenza;
b) almeno un centro diurno integrato da attivarsi anche
mediante protocolli di intesa con i comuni;
c) una residenza sanitaria assistenziale e/o un nucleo
specifico all'interno delle R.S.A. già operanti.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità
sono definite le modalità operative per l'attivazione dei
servizi di cui al comma 1.>
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo mi
fornisce una spiegazione che mi convince, non ho difficoltà a votare
l'articolo.
Perchè l'attenzione verso i pazienti colpiti dalla malattia del
morbo di Alzheimer e non dal morbo di Parkinson o dall'AIDS? Perché
per l'AIDS, per la quale malattia nelle Aziende sanitarie locali,
negli ospedali, esistono delle particolari strutture che se ne
interessano, un'azione rivolta in maniera socio-assistenziale,
domiciliarmente, probabilmente, toglierebbe dalle ambasce moltissime
persone che non vogliono rivolgersi alla struttura pubblica. D'altra
parte, se ci adoperiamo affinchè vengano assistite a casa,
possibilmente, le persone colpite dalla malattia del morbo di
Alzheimer, a maggior ragione, ciò dovrebbe avvenire per chi da
scandalo sociale e cioè per i colpiti dall'altra malattia alla quale
faccio riferimento; questa é la prima domanda. La seconda domanda:
al comma a) l'articolo così recita "un servizio di assistenza
domiciliare integrata in tutti i distretti sanitari per i pazienti,
etcetera" e subito dopo, "almeno un centro diurno integrato"; mi
chiedo se si riferisce ad un centro diurno per distretto o per ASL?
D'altra parte, in subordine, nella parte finale, si precisa
"attraverso protocolli di intesa con i comuni"; a quali comuni si fa
riferimento, a quelli che ruotano nel distretto o nell'ASL?
CITTADINI assessore per la sanità. Nel piano socio-sanitario che
recentemente è stato varato è previsto una assistenza a livello del
singolo distretto sanitario. E' prevista l'assistenza domiciliare e
stiamo già attivandoci per delle residenze sanitarie assistite
specifiche per pazienti di Alzheimer. Ad esempio, c'è un progetto
che è stato già approvato dal Genio civile per trasformare l'ex
ospedale della Guadagna interamente in residenza sanitaria
assistita.
ORTISI Epidemiologicamente perche morbo di Alzheimer? Perché
c'è una pervasività molto più diffusa?
CITTADINI assessore per la sanita. Sì, molto più diffusa e in
continuo aumento e, probabilmente, quello che sopratutto è aumentato
è il disagio delle famiglie nel potere gestire a domicilio questi
pazienti e, di conseguenza, una maggiore richiesta affinchè il
Servizio sanitario nazionale se ne faccia carico.
Adesso con la convenzione, con il protocollo di intesa firmato
con l'assessore per gli enti locali abbiamo previsto un'attivazione
di tutti i distretti socio-sanitari.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, mi pare che la risposta
dell'onorevole Assessore sia esauriente. Onorevole Assessore, può
integrare la risposta con la seconda parte della domanda?
ORTISI Al centro diurno per ASL o per distretto?
CITTADINI assessore per la sanità. Per distretto. L'ho già
detto.
ORTISTI Dichiaro di votare a favore.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 58. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura.
"Art. 62.
Aree cimiteriali
1. All'articolo 37 bis della legge 11 febbraio 1994, n.
109, come recepito dell'articolo 9 della legge 23 dicembre
2002, n. 32, è aggiunto il seguente comma:
'Per ampliamento delle aree cimiteriali ed interventi
nelle stesse, la competenze a ricorre allo strumento della
finanza di progetto è attribuita alla Giunta la quale
delibera anche in deroga ai termini di cui al presente
articolo e seguenti ed in carenza di inserimento nelle
programmazioni di cui al comma 1."
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, dispongo il
trasferimento dell'articolo 62 al disegno di legge sugli appalti.
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.
"Art. 65.
Vivaio di viti americane
1. Per l'esercizio finanziario 2003 il vivaio governativo
di viti americane è autorizzato ad utilizzare le somme
stanziate nell'esercizio finanziario 2002 per le finalità
dell'articolo 12 della legge regionale 6 giugno 1968, n. 14
per far fronte ad oneri pregressi."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario sialzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura.
"Art. 67.
Modifiche alla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
1. L'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
come modificato ed integrato con l'articolo 6 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, si applica con le modifiche
apportate con l'articolo 7, comma 1, lettera d, della legge 1
agosto 2002, n. 166.
2. Alla lettera c) del comma 1, dell'articolo 17, della
legge n. 109/1994, come modificato dall'articolo 11 della
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, sono aggiunte le
seguenti parole: 'o per ordinanza; per le opere marittime e
portuali possono altresì avvalersi del Genio civile per le
opere marittime'.
3. Dopo il primo comma dell'articolo 29 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, è aggiunto il seguente comma:
'2. E' fatto salvo quanto disposto dall'articolo 9 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32'.
4. Nel primo periodo del comma 1 dell'articolo 30 della
legge 109/94 le parole 'del fideiussore' sono sostituite con
le parole 'di un fideiussore'.
5. All'articolo 36 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7, è aggiunto il seguente comma:
'Sino all'entrata in vigore del decreto di cui al comma 1
continuano ad applicarsi le vigenti leggi regionali in
materia di espropriazioni ed occupazioni'.
6. Il comma 2 dell'articolo 41 della legge regionale 2
agosto 2002, n. 7, è interpretato nel senso che l'espressione
'bandi di gara già approvati dall'organo esecutivo
competente' deve essere riferita ad opere già finanziate o
comunque provviste di copertura finanziaria; tale espressione
ricomprende altresì tutti i procedimenti nonchè i contratti,
anche in corso, discendenti dai predetti bandi di gara 'già
approvati', per i quali continua ad applicarsi la disciplina
previgente in materia, anche se formalmente abrogata dalle
disposizioni di cui all'articolo 42 della citata legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7.
7. Dopo il comma 8 dell'articolo 41 della legge regionale
2 agosto 2002, n. 7, sono aggiunti i seguenti:
'9. Le competenze ad esprimere pareri tecnici sulle
perizie di variante e/o suppletive, sui nuovi prezzi e sulle
riserve dell'appaltatore per i lavori sottoposti alla
disciplina previgente alla presente legge rimangono ascritte
agli organi tecnici individuati dall'articolo 3 della legge
regionale 2 settembre 1998, n. 21.
10. Entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, nell'elenco annuale di cui
all'articolo 8 e nei programmi di spesa regionali di cui
all'articolo 9 possono essere incluse opere dotate di
progetti di massima già muniti di tutte le autorizzazioni e
dei pareri acquisiti prima dell'entrata in vigore della
presente legge."
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, dispongo il
trasferimento dell'articolo 67 al disegno di legge sugli appalti.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
RAITI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente pensavo che non fosse necessario
intervenire sull'ordine dei lavori considerato quanto detto in
premessa, facendo un ragionamento con l'onorevole Ortisi ed altri,
secondo cui procediamo all'esame degli articoli in questione cui non
sono stati presentati emendamenti. Vorremmo avere il tempo di
ragionare e quanto meno di capire...
PRESIDENTE Onorevole Raiti questo tipo di osservazione l'Aula
non può comprenderla. Lei, come tutti noi, ha avuto diversi giorni
per potere approfondire il testo, per poterlo studiare; lei,
peraltro, ha partecipato ai lavori della Commissione "Bilancio" e,
dunque, questi articoli li ha già esaminati in quella sede. Non
possiamo, pertanto, venire a raccontare queste "storielle" all'Aula
di conoscere gli articoli Usiamo altro tipo di argomentazione:
chiedete alla Presidenza di essere più lenta, lo sarà sicuramente,
ma non veniamo a raccontare né a noi stessi, né alla gente che ci
ascolta, di non aver avuto il tempo di studiare i disegni di legge
perché questo è offensivo della dignità del Parlamento
RAITI Signor Presidente, non è così
PRESIDENTE Se lei non lo ha studiato è un problema che attiene
alla sua responsabilità, e di questo non può essere responsabile il
Parlamento, nè l'andamento dei lavori può subire ritardo Allora,
dica che non ha studiato il disegno di legge, dica che questo
atteggiamento deriva da una sua non esatta responsabilità rispetto
all'attività parlamentare, ma non venga a raccontare all'Aula che
bisogna avere il tempo di studiare un disegno di legge che,
peraltro, è pronto per l'Aula da due settimane
RAITI Signor Presidente, se mi consente di esprimere la mia
opinione, innanzitutto declino il rimprovero che, tra le righe, lei
mi ha fatto...
PRESIDENTE Come tra le righe Onorevole Raiti, è chiaro, è
preciso, lei peraltro è firmatario di oltre trecento emendamenti,
dunque il disegno di legge l'ha studiato molto bene; allora utilizzi
un'altra bugia, non questa
(Brusìo in Aula)
RAITI Signor Presidente, innanzitutto le ricordo che lei in
questo momento svolge la funzione di garante dei lavori
dell'Assemblea, di tutti i parlamentari
PRESIDENTE E, pertanto, non tollero le menzogne, onorevole
Raiti Vada avanti
RAITI Mi consenta, le menzogne non sono...
PRESIDENTE Utilizzi altre motivazioni
RAITI Le menzogne non sono un metodo del mio ragionamento
politico, sono piuttosto ragionamento di qualche altro collega, se
mi consente E poi, in relazione all'articolo 65 - appunto perchè io
non dico menzogne - non mi faccia scadere in modi di ragionamento
che non appartengono al mio costume
In relazione all'articolo 65, infatti, che riguarda le viti
americane, ho posto dei problemi, non ultimo nella discussione
generale del disegno di legge, senza che l'Assessore Pagano mi abbia
risposto perchè mi ha detto che non era materia di sua competenza.
Poichè in questa sede è presente l'Assessore per l'agricoltura,
volevo solo chiedere un chiarimento per capire cosa c'entrino le
viti americane con la finanziaria, e l'ho posto già in sede di
discussione generale.
Poichè - ripeto - è presente l'Assessore, sarebbe stato
possibile chiedere chiarimenti per capire, soltanto per capire;
credo che non avremmo fatto alcuna lesione nè al modo di procedere
di questa Assemblea, nè all'intelligenza di ciascuno di noi, nè
tantomeno stavamo dicendo bugie. Poi, chiunque proferisce delle
affermazioni, se ne assume la responsabilità di fronte agli
elettori, di fronte all'Aula e di fronte alla propria coscienza
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per spiegare anche a lei, se non ne fosse a conoscenza, che non sono
menzogne le motivazioni poste dall'onorevole Raiti. Infatti,
dobbiamo ricordare a quest'Aula che intere materie non sono state
trattate in nessuna sede; in IV Commissione interi settori di
materie di sua competenza, non sono stati trattati, perchè non c'era
un assessore competente e non c'è stata la possibilità di dialogare
con un assessore che potesse sostituirlo, se non l'Assessore
Castiglione. Ma ci sono state lacune rispetto a queste procedure.
Quindi, noi vorremmo soltanto che vi fosse un momento in cui chi
propone un disegno di legge possa spiegare - oltre noi leggerlo, ma
qualcuno ce lo deve spiegare - qual è la ratio del disegno di legge
che viene proposto al Parlamento. Questo è ciò che chiediamo.
rispetto all'articolo 67 per il quale ne è stato disposto lo
stralcio, faccio mie le sue parole quando dice che l'articolo è
stato trasferito ad apposito e autonomo disegno di legge. La
ringrazio per queste parole, Signor Presidente, perchè un autonomo
disegno di legge deve necessariamente avere un autonomo iter
parlamentare; questo, però, oggi non è successo in IV Commissione.
ACIERNO Altre menzogne Falso, gravemente falso
SPAMPINATO Lei, Signor Presidente, ha detto benissimo: autonomo
disegno di legge. Così non è stato in IV Commissione dove anche là i
diritti del parlamentare sono stati violati perchè non è stata data
la possibilità di discutere, di presentare emendamenti e di votare.
Quindi, chiediamo alla Presidenza dell'Assemblea, perchè a
nostro avviso c'è un pregiudiziale problema rispetto alla
trattazione di questo tema, di prendere le dovute iniziative.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo per richiamare la
funzione del Presidente rispetto agli accordi che abbiamo raggiunto
in fase di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, perché
la Presidenza dell'Assemblea non deve assolutamente piegarsi alle
ragioni che sono riconducibili alla maggioranza, e le spiego subito
il perché.
PRESIDENTE Io mi piego alle ragioni dell'Aula Voglio capire e
quindi ho chiesto di conoscere formalmente se gli interventi
avevano...
SPEZIALE Signor Presidente, non sia intollerante...
PRESIDENTE Non lo sono, onorevole Speziale. Infatti, tanto sono
d'accordo con lei, che ho chiesto all'Aula formalmente di sapere se
questi interventi avevano il senso di una inversione di rotta. E ciò
solo per poter disciplinare meglio i lavori d'Aula.
SPEZIALE Signor Presidente, mi faccia finire. Lei, come me, ha
partecipato alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi paarlamentari
con gli altri colleghi. In quell'occasione, da parte di tutti i
Capigruppo, fu dato mandato al Presidente dell'Assemblea di
rivisitare il testo e di portarlo in Aula con tutti gli articoli che
sono affini alla Finanziaria. Questo lavoro non è stato fatto,
perché il testo che noi in questo momento abbiamo all'esame è il
testo non depurato da un lavoro di rivisitazione che doveva essere
condotto dalla Presidenza, ed abbiamo articoli che con la
Finanziaria non hanno nulla a che fare. Oppure, come nel caso
dell'articolo 65, articoli che contengono spese e che, quindi, non
possono essere contenuti nella Finanziaria.
Qui non si tratta di essere bravi, menzogneri o bugiardi; si
tratta soltanto, e lei deve essere il primo a farlo, di osservare in
modo rigoroso il Regolamento
Signor Presidente, ci sono molti articoli, anche tra quelli che
non hanno emendamenti, che non hanno alcuna attinenza con la legge
Finanziaria. Io la invito, nella sua funzione di Presidente, a
dichiararli improponibili. Interi articoli
L'articolo 65, seppure approvato dall'Assemblea, è un articolo
che non ha alcuna attinenza perché comporta spesa, per cui lei si
troverà in difficoltà. Viene autorizzata la spesa...
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Abbiamo
fatto le variazioni di bilancio
SPEZIALE Mi dispiace che ricopre la carica di Assessore per
l'agricoltura, ma lì è scritto chiaro Se lei lo legge, si accorgerà
che comporta spesa, anche se è una spesa che ci riportiamo dal
bilancio 2002.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Abbiamo
fatto le variazioni di bilancio; le stiamo utilizzando nel 2003.
SPEZIALE Bravo, esattamente questo Sono spese che doveva fare
nel 2002 e se le trascina nel 2003
E' una previsione di spesa. La legge finanziaria, caro
assessore Castiglione, non deve contenere alcuna norma di spesa
Il Presidente dell'Assemblea deve rigorosamente rispettare il
Regolamento. Per cui la invito, Signor Presidente, a valutare di
volta in volta tutti gli articoli sulla base di quanto è previsto
dalla legge 10, e cioè che gli emendamenti che comportino spesa non
possono essere contenuti nel testo; quando abbiamo approvato
l'articolo 65, lei invece avrebbe dovuto dichiararne
l'improponibilità.
Pertanto, Signor Presidente, non si tratta di venir meno ai
patti. Noi siamo perché si vada regolarmente avanti sulla base di
quanto abbiamo concordato, e cioè che gli articoli di legge che non
contengono emendamenti possono essere esitati dall'Aula. Ma Lei,
preliminarmente, deve definire se quegli articoli di legge sono
proponibili o improponibili. Altrimenti, caccia l'Aula in un
ginepraio come quello al quale stiamo assistendo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultima
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, svoltasi giovedì
scorso (lei è arrivato nella parte appendicolare della Conferenza)
ci si è messi all'unanimità d'accordo che avremmo lavorato
espungendo i due argomenti riguardanti l'Assessorato alla famiglia e
la modifica della legge sugli appalti, che avrebbero dovuto essere
incardinati il venerdì successivo alla conclusione dei lavori sulla
finanziaria.
E però, su osservazione della minoranza, in ordine ad altri
articoli ed altri argomenti che pensavamo non fossero congrui alla
Finanziaria, la Presidenza si era riservata, all'indomani, di
comunicarci quali fossero questi articoli che preliminarmente
sarebbero stati dalla Presidenza medesima espunti dal disegno di
legge che stiamo esaminando, per consentire lavori d'Aula tanto
omogenei che spediti.
Questo non è avvenuto: per le vie più traverse, e non
ufficialmente, abbiamo saputo che ciò sarebbe avvenuto lungo il
percorso di esame della finanziaria.
Presidente, quando noi le abbiamo rivolto l'osservazione che
stavamo correndo, così da non dare ad alcuno di noi la possibilità
di arrivare materialmente all'articolo del quale trattavamo,
l'osservazione non era soltanto in ordine al metodo, in quanto tale,
che ci impediva di esercitare il nostro diritto-dovere, la nostra
funzione; essa era mossa piuttosto proprio alla luce di questa
surroga che la Presidenza aveva dato all'Aula in ordine alla
espunzione di eventuali argomenti.
Se lei, prima che noi arriviamo a vedere di quale argomento si
tratti, dice "Aperta la discussione generale", "Chiusa la
discussione generale", in questo modo mortifica, intanto se stesso -
mi consenta signor Presidente - e poi, se permette, ognuno di noi e,
pure, l'accordo che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha preso, avendo anche dimostrato, sia nei fatti, che
nel merito, che lì dove riteniamo di condividere il pensiero del
Governo, votiamo
D'altra parte, mi permetto di osservare che nè il correre, nè
gli applausi - consentitemi colleghi - da corrida, migliorano in
funzione dell'obiettivo che il Governo, la maggioranza, ma credo
tutti noi, vogliamo raggiungere, cioè di esitare la finanziaria il
più presto possibile e stasera di dare corso all'accordo generale
che si è stilato, cioè di trattare gli articoli che non abbiano
emendamenti correttivi, modificativi, soppressivi; altrimenti, così
facendo, non raggiungiamo l'obiettivo, non dico strategico, ma
neanche tattico
Pregherei, molto modestamente, di proseguire anche con buon
ordine e, signor Presidente, farei mie le osservazioni
dell'onorevole Speziale che mi ha preceduto, affinchè ci si fermi un
attimo, almeno per consentire a chi non la pensa, come la Presidenza
attuale, di esprimere la propria opinione. Perchè quello che
istituzionalmente, in parecchie occasioni, è stato dichiarato non
ammissibile, non può, per accordo politico di una parte che oggi è
maggioranza, diventare ammissibile. Questa è la mortificazione del
Parlamento signor Presidente
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi fa specie che
nel ricostruire le decisioni che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentarie la Presidenza hanno assunto nei giorni scorsi,
ci si infervori a capovolgere queste ricostruzioni medesime e a
ricostruirle in modo completamente diverso da come sono accadute.
Prima di tutto, è la prima volta che sento esprimere, nei
confronti della Presidenza e dell'Aula condotta dal Presidente
Fleres, osservazioni del tipo di quelle che sono state manifestate
questa sera, tendenti ad evidenziare che la conduzione dell'Aula, da
parte del Presidente Fleres, conculca le ragioni del dibattito e si
caratterizza per intolleranza.
Altre volte, la Presidenza Fleres è stata caratterizzata per
altre caratteristiche ed altri meriti, ha sempre dato un impulso ai
lavori d'Aula e li ha sempre condotti tenendo conto dell'esigenza
dell'Aula e di tutti i deputati che hanno inteso partecipare al
dibattito (non mi pare che il dibattito sia stato conculcato e
mortificato).
Onorevole Speziale, la Presidenza non poteva essere
destinataria di un mandato che non le competeva in ordine
all'articolato già esitato; la Presidenza poteva essere destinataria
di un mandato rispetto agli emendamenti aggiuntivi, così come
accaduto.
Gli emendamenti aggiuntivi da parte della Presidenza potevano
essere sottoposti a quel vaglio, ma non l'articolato del quale già
avevate contezza. Aveva ragione il Presidente Fleres, pocanzi, nel
dire all'onorevole Raiti che di questo articolato avevamo tutti
contezza e se quindi avevamo delle osservazioni da fare, in quella
sede, andavano fatte in modo specifico e puntuale, indicando con
precisione gli articoli.
Il dibattito evidenzierà gli argomenti che sono inseriti in
questo articolato e che sarebbero incompatibili con la Finanziaria;
andremo poi sicuramente rappresentando le nostre ragioni ed il
Presidente ne sta tenendo in considerazione.
Ma sulla correttezza dell'operato della Presidenza, in questo
momento, non si può discutere, perchè non ha ricevuto mandato in
ordine all'articolato - del quale tutti avevamo già contezza - bensì
relativo agli emendamenti aggiuntivi; mandato che è stato esercitato
secondo come ci risulta: e noi avremo domani anche la consapevolezza
di questo lavoro, quando sarà disponibile il quadro completo di
tutti gli emendamenti resi compatibili.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo di avere
fatto una proposta questa sera all'Aula: il Presidente non ha fatto
altro che raccoglierla e portarla all'Aula stessa.
Credevo di avere fatto una proposta all'Aula, l'Aula non ha
accettato, dopo di che, giustamente, qualche collega - l'onorevole
Ortisi in testa l'ha fatto in maniera educata, come è nel suo stile
- ha chiesto al Presidente di procedere in maniera più pacata, in
modo tale da darci la possibilità di guardare la pagina relativa ed
esprimere così il nostro assenso. Signor Presidente, le hanno
chiesto di intervenire e lei ha dato la parola, non comprendo perchè
in ossequio...
Onorevole Formica, mi permetta di terminare il mio
intervento...
FORMICA Sì capo, prego...
CINTOLA No, non sono niente Sono uno come tanti altri che in
Aula ci sta senza considerare se è martedì, mercoledì o giovedì...
pensavo che eravamo pagati per tutta la settimana, invece c'è
qualcuno che dice che la paga è assommata in mezza giornata, io non
sono tra questi
Non comprendo allora il motivo del contendere, perchè, caro
onorevole Speziale, altri interventi ancora sull'ammissibilità o
meno, ma è chiaro che la Presidenza ha il diritto-dovere di porre in
votazione ove ne abbia ritenuto l'ammissibilità. Poi, si può
contestare l'ammissibilità, si può votare contro, si può accettare o
meno, ma non è che stiamo cambiando le regole del gioco
Debbo ammettere che in qualche momento ho avuto da ridire sul
collega Fleres, però questa Assemblea gli deve molto: per la
speditezza, per il fatto che possiede un'esperienza di tre
legislature... sono cose positive che io intendo - quando il momento
è giusto - sottolineare, così come sono stato critico, onorevole
Capodicasa, nel momento in cui mi è sembrato che qualcosa non fosse
in regola.
Onorevoli colleghi, stiamo esaminando esclusivamente gli
articoli senza emendamenti. La Presidenza è consapevole che se non
sono ammissibili, deve pronunciarne l'inammissibilità nel momento
stesso in cui li annunzia: per due lo ha già fatto, l'assessorato
alla famiglia e la legge sugli appalti che sono, infatti, in
Commissione.
Vogliamo aprire un dibattito sulle leggi che abbiamo stralciato
e i cui articoli non saranno più discussi? No Allora, pro bona
pacis A me pare che, l'onorevole Ortisi, da un lato, ha espresso
una considerazione che condivido, e che è pienamente legittima,
secondo cui propone di leggere con calma e impiegare quei due o tre
minuti che ci possano far dire sì o no con cognizione di causa.
Dall'altra parte, credo che l'Assemblea abbia manifestato
chiaramente di voler procedere più speditamente del solito sugli
articoli su cui non ci sono emendamenti, rimandando a domani gli
articoli che presentano emendamenti e che, quindi, necessitano di
un'ulteriore valutazione, precisazione e discussione in Aula.
E' chiaro, anche, che, nel momento stesso in cui per molti di
questi articoli non sono stati presentati emendamenti ciò è perché o
non li si è ritenuti di grande spessore, o si è ritenuto che
potevano essere approvati anche con il voto contrario
dell'opposizione e con il voto favorevole della maggioranza.
Il mio non è un intervento che vuole dare premi o batoste ad
alcuno perché non è nel mio carattere. Non debbo essere io a dare
giudizi. Mi auguro di potere contribuire a chiudere, con questi
quattro ultimi articoli - non ve ne sono altri senza emendamenti -
la seduta di questa sera e rinviare ad un sereno lavoro a domani.
SPEZIALE Se gli emenndamenti sono ammissibili
D'ANTONI Ci sono articoli che non dovrebbero fare parte di
questa finanziaria e che abbiamo approvato questa sera
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò un po'
meno dell'onorevole Cintola, anche perché credo che nessuno dei
rappresentanti dell'opposizione voglia fare ostruzionismo C'è un
tentativo di ragionare e, soprattutto, di precisare i lavori della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché è grave che
qualcuno metta in discussione la serietà e le affermazioni che sono
state fatte davanti a venti, trenta persone.
Intanto, le riunioni dei Capigruppo non sono riunioni per
trovare intese particolari. Al contrario, si tratta di riunioni
istituzionali che devono, poi, essere portate a conoscenza di tutti
i Gruppi e, quindi, affinché i deputati siano messi al corrente e
abbiano strumenti adeguati per potere intervenire in un dibattito
attraverso il quale nessuno vuole fare fughe in avanti, scorciatoie
o altre cose
Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, è
stato detto, prima dall'onorevole Liotta, poi da me, poi ancora
dagli onorevoli Ortisi e Speziale a nome di tutto il
centro-sinistra, che sulla inammissibilità di alcuni articoli non ci
dovevano essere comportamenti ondeggianti, ma un comportamento
rigoroso ed oggettivo per tutta la materia.
Tutto ciò che è estraneo alla norma contabile, è stato detto,
riguarda l'intero articolato, non solo gli emendamenti aggiuntivi e,
quindi, gli articoli che sono stati approvati dalla Commissione
"Bilancio". L'onorevole Liotta ha fatto l'esempio dell'articolo 73
ma ci sono altri articoli che abbiamo considerato estranei alla
norma contabile.
La maggioranza, dopo ampia discussione, ha invitato il
Presidente Lo Porto e l'Ufficio di Presidenza. L'onorevole Fleres -
ricordo che è arrivato un momento in ritardo, ma probabilmente
conosce l'intero contenuto dell'incontro - ha detto che considerato
che ci sono delle osservazioni rispetto alla ammissibilità di alcuni
argomenti e di alcune tematiche, la maggioranza chiede un incontro.
Noi aspettavamo, non solo la risposta della maggioranza, ma anche
quella della Presidenza che prima di iniziare l'articolato, avrebbe
dovuto comunicare quali erano gli argomenti veramente estranei e
quali le norme da stralciare.
Allora, nessuno vuole qui tentare di intralciare i lavori, che
secondo me devono andare avanti in maniera più spedita possibile,
perché i siciliani si aspettano il bilancio e la finanziaria. C'è
soltanto il tentativo di capire e la volontà di non passare per
bugiardi. Nessuno si può permettere di fare affermazioni gratuite
nei confronti di colleghi che lavorano seriamente ed in maniera
costruttiva.
PRESIDENTE Ovviamente, la Presidenza dichiarerà improponibili
quegli emendamenti e quegli articoli nel momento in cui dovesse
considerarli tali.
Si passa all'articolo 69. Ne do lettura:
" Art. 69.
Interpretazione autentica dell'articolo 60 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2
1. Alle agevolazioni di cui all'articolo 60 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 deve riconoscersi la natura di
misura fiscale di carattere generale rivolta a chiunque ponga
in essere, nel termine previsto, gli atti indicati nello
stesso articolo."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura:
Art. 70.
Interpretazione autentica dell'articolo 30 della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 36
1. L'articolo 30, comma 3, della legge regionale 23 maggio
1991, n. 36 va interpretato nel senso che nei comuni di cui
al comma 1 dell'articolo 4 del decreto legge 5 marzo 1991, n.
65, il pagamento delle rate di mutuo dovute dalle cooperative
edilizie i cui stabili, costruiti con i contributi erogati
dalla Regione, con propri fondi e/o con fondi statali
acquisiti ed iscritti nel bilancio della Regione stessa,
siano stati colpiti da ordinanze di sgombero perchè
inagibili, con inagibilità anche parziale, per effetto degli
eventi sismici del 13 e 16 dicembre 1990, è sospeso sino al
totale riattamento e alla ricostruzione degli immobili cui si
riferiscono.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 71. Ne do lettura:
Art. 71.
Integrazioni all'articolo 93 del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775
1. L'articolo 93 del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775
trova applicazione nella Regione con le seguenti
integrazioni:
a) Le ricerche idriche per gli usi di cui al presente
articolo devono essere preventivamente comunicate al
competente ufficio del genio civile;
b) La mancata comunicazione comporta l'applicazione della
sanzione amministrativa prevista dall'articolo 219 del
T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775 come integrato dalla
presente legge.
Dispongo che l'articolo 71 venga rinviato alla commissione
competente per l'esame congiunto con il disegno di legge in materia
di appalti.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
"Art. 72.
Estensione benefici articolo 13 legge regionale
15 maggio 2002, n. 4
1. I benefici disposti dall'articolo 13 della legge
regionale 15 maggio 2002, n. 4 sono estesi ai creditori ex
soci del consorzio Casa Nostra a fronte dei versamenti
effettuati in conto costruzione del complesso edilizio Ritiro
Tremonti del comune di Messina colpiti da ordinanza di
sgombero.
2. La spesa autorizzata per le finalità dell'articolo 13
della legge regionale 15 maggio 2002, n. 4 è destinata, nel
limite di 250 migliaia di euro alle finalità del comma 1."
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
esempio classico di articolo quasi con nome e cognome, anzi con nome
e cognome. E' un articolo di spesa. Si riferisce a " Casa Nostra
(...) del complesso edilizio Ritiro Tremonti". E continua: " è
autorizzata la spesa..."
Quindi questa è una norma di spesa; come tale è congrua alla
finanziaria? Credo di no. Se l'onorevole Formica mi convince del
contrario, io voto a favore.
Ma mi convinca del contrario, altrimenti Presidente la invito a
non dichiararlo ammissibile, perchè comporta spesa.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Ho molto rispetto per l'onorevole Ortisi che ha chiesto
delucidazioni su questo articolo che può sembrare una norma di
spesa. In effetti è passato in Commissione Bilancio; questo
articolo è una norma di equità; mi ascolti onorevole Ortisi perchè è
giusto capire ciò che si vota.
Nella legge che si è fatta per lo sgombero delle cooperative
edilizie franate, per quanto riguarda "Ritiro Tremonti", per un mero
errore, dei soggetti che vivono nella stessa palazzina e nello
stesso pianerottolo alcuni sono stati indennizzati pur avendo avuto
distrutta l'abitazione, altri non lo sono stati.
ORTISI Il comma 2 è una spesa ulteriore o entra nella spesa
della finanziaria?
FORMICA Nell'ambito della spesa.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione l'articolo 72. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole colleghi, l'Assemblea è rinviata a giovedì 27 marzo
2003 alle ore 10,00 col seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A). (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Savona
Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003"
(n. 553/A). (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Savona
Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE
DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER
LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 22.03.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.40)