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Resoconto d'Aula della Seduta n. 128 di giovedì 27 marzo 2003
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     FORGIONE  segretario  f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente   che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

    COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE  Comunico  che  le  seguenti  richieste di parere sono
  pervenute dal  Governo  ed  assegnate  alle  competenti  Commissioni
  legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Consiglio  di  giustizia  amministrativa - Sezione consultiva.
    Designazione componenti da parte della Giunta regionale" (n. 126)

    - pervenuto in data 25 marzo 2003

    - trasmesso in data 26 marzo 2003

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    - "Piano di rimodulazione della rete ospedaliera" (n. 127)

    - pervenuto in data 25 marzo 2003

    - trasmesso in data 26 marzo 2003.

    ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

    -  1108  "Notizie  sulla definizione dell'attuazione della riforma
    agraria.

    - Assessore Agricoltura

    Firmatario: Giannopolo Domenico;

    - 1109  "Iniziative  per  fronteggiare  la  malattia  degli agrumi
    denominata 'tristezza'".

    - Presidente Regione

    - Assessore Agricoltura

    Firmatario: Incardona Carmelo.

       Le  interrogazioni  ora  annunziate saranno iscritte all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

       Avverto, ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno che nel  corso  della  seduta  potrà  procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SALUTO  AGLI  STUDENTI  E  AGLI INSEGNANTI  DEL  LICEO SCIENTIFICO
    "LEONARDO DA VINCI" DI FLORIDIA

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi,  questa  mattina  sono venuti in
  visita a Palazzo dei Normanni  gli  studenti  e  gli  insegnanti del
  liceo scientifico "Leonardo da  Vinci"  di  Floridia per partecipare
  all'odierna seduta.
       Preciso subito che la scarsa  presenza dei deputati è dovuto al
  fatto che in questa fase  si  espletano  aspetti  di natura formale,
  solitamente l'Aula è molto più frequentata.
       Tra   pochi   minuti,  non   appena   cominceremo  a  discutere
  l'articolato della legge  finanziaria  all'ordine  del  giorno,  uno
  dei provvedimenti più importanti  che  il  Parlamento  esamina  ogni
  anno; vedrete, nel prosieguo -  se  vi  fermerete  ancora  - che  la
  seduta si animerà e sarà molto più partecipata.
       Agli  studenti  che  frequentano  Palazzo  dei  Normanni auguro
  sempre di seguire con  attenzione  l'attività  politica,  in quanto,
  nel bene e nel male, è la  politica  che  guida il nostro Paese, che
  guida la vita di qualsiasi società.
       Palazzo  dei  Normanni  nei  prossimi mesi si doterà di un'Aula
  virtuale.  Nella  sala  adiacente a   Sala  Duca  di  Montalto,  che
  sicuramente avete già visitato  o  visiterete  nel  corso  di questa
  giornata,  sarà,  infatti,   allestita   un'Aula   parlamentare   di
  dimensioni  ridotte  ma   attrezzata  esattamente  come  quest'Aula,
  all'interno della quale le  scolaresche  che visiteranno Palazzo dei
  Normanni   potranno  svolgere   un'attività   virtuale   di   natura
  parlamentare;  potranno, dunque,  discutere  un  disegno  di  legge,
  un'interrogazione, una mozione, un  ordine del giorno secondo quanto
  previsto  dal  Regolamento   interno   dell'Assemblea   per   meglio
  comprendere, così, le dinamiche  di  una seduta d'Aula attraverso le
  quali si procede alla formazione  di una legge o alla discussione di
  documenti  di  natura  politica   che  impegnano  il  Governo  o  di
  interrogazioni formulate dai parlamentari.
       E' un contributo che l'Assemblea regionale siciliana vuole dare
  per  favorire  una   formazione   politica,  civile  degli  studenti
  siciliani e sono convinto  che,  sicuramente,  servirà  a far capire
  meglio come funziona un Parlamento, come si formano le volontà, come
  si orientano rispetto ad  una  soluzione.  Grazie  ancora  per avere
  visitato questa mattina Palazzo dei Normanni.
       Onorevoli colleghi, essendo in corso di approfondimento l'esame
  di alcuni degli emendamenti  accantonati  nella  seduta  di ieri, il
  Governo ha chiesto un rinvio della stessa di trenta minuti.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
       La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 11.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 10.25, è ripresa alle ore 11.03.)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Onorevoli  colleghi,  il  Governo  è  stato  impegnato  in  una
  riunione  di  Giunta  e  dunque  il  rinvio  era  dovuto  oltre  che
  all'approfondimento  sugli  emendamenti  anche  a  questo;  adesso è
  presente.
       Se  non sorgono osservazioni, potremmo continuare con lo stesso
  sistema  di  ieri,  cioé  con  la trattazione degli articoli che non
  presentano   emendamenti.  Questa  mattina  potremmo  discutere  gli
  articoli che presentano emendamenti non di merito, soppressivi o che
  comunque   non   comportino   particolari   difficoltà   nella  loro
  trattazione.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  per  dichiararmi,  a titolo personale, contrario alla proposta testè
  formulata,  perché  non  la  ritengo  dignitosa  per  il Parlamento.
  Non  accetto  alcuna ipotesi, così come avevo peraltro fatto nel mio
  intervento  di  ieri, che  non  dia  una programmazione generale dei
  lavori per quanto riguarda il tema che stiamo trattando.
       Non  si  può  chiedere  alla  minoranza  di essere disponibile,
  quando la  maggioranza  è  in  Aula,  per  poi, invece, lasciarci ad
  aspettare ore  e  ore,  per assenza dei colleghi della maggioranza e
  del Governo,  e  fare  queste  rapide  accelerazioni  quando  poi la
  maggioranza si degna di essere in Aula.
       Ciò  credo  sia  inaccettabile  nei  confronti  del Parlamento;
  quindi,  personalmente  non  mi  dichiaro  disponibile alla proposta
  formulata dalla Presidenza.

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  riformulo  la  proposta.  La
  proposta che è sostanzialmente sulla falsariga di quella di ieri.
       Ieri   abbiamo  trattato  gli  articoli  che  non  presentavano
  emendamenti;  questa mattina potremmo andare avanti trattando quegli
  articoli  che presentano emendamenti non particolarmente difficili o
  non di  merito, cioè emendamenti soltanto soppressivi o integrativi,
  non complessi.

        GIANNOPOLO     Signor    Presidente,    conviene    proseguire
  normalmente.

     PRESIDENTE   E'  soltanto  una proposta.  Noi possiamo proseguire
  tranquillamente, ma  sono convinto che alla fine torneremo su questa
  proposta.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Chiedo di parlare.

     FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ieri abbiamo
  dato la  disponibilità  ad  esitare e ad apprezzare gli articoli che
  non presentavano  emendamenti,  per  ovvie  ragioni,  in  quanto non
  essendoci  emendamenti  i  Gruppi  parlamentari  non avrebbero posto
  alcuna questione,  ritenendo,  dunque,  di  non  doverli  emendare o
  modificare quegli articoli.
       Oggi la situazione è diversa, in quanto lei non può valutare un
  emendamento  soppressivo come un emendamento formale o assolutamente
  non  significativo  soltanto  perchè  è  soppressivo. Un emendamento
  soppressivo può porre in Aula una questione di merito non facilmente
  aggirabile.

     PRESIDENTE   Non  era intenzione della Presidenza ritenere questi
  emendamenti di minore importanza, sicuramente di maggiore semplicità
  nell'esame perchè sono molto chiari.

        FORGIONE  Ma  proprio  perchè  sono chiari e sono soppressivi,
  evidentemente esprimono  un  dissenso  radicale  rispetto  a  quegli
  articoli che necessitano, quindi, di un dibattito approfondito.
       Quindi, ritengo che bisogna proseguire, a questo punto, esitati
  gli  articoli  senza  emendamenti,  secondo  l'ordine  previsto  dal
  disegno di legge e dall'articolato.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     ORTISI   Signor  Presidente,  noi  comprendiamo  il  senso  della
  proposta che  peraltro  è  in linea con quella intrapresa ieri sera,
  quindi, su  questo  non  formuliamo  critiche anzi mi pare coerente;
  ma è tecnicistica, fondamentalmente, riguarda i lavori d'Aula.  Però
  poiché lei sa,  anche  a seguito dei nostri interventi di ieri sera,
  che a monte  c'è  una  polemica  in  ordine a quanto suggerito dalla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  la proposta
  s'interseca,  purtroppo,  con  la dimensione politica della vicenda.
  Pertanto, siamo contrari alla proposta formulata dalla Presidenza.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA     Signor   Presidente,   intervengo   per   dichiararmi
  soddisfatto della  sua  proposta  in  quanto  la  ritengo valida dal
  momento che non penso che la minoranza abbia interesse ad ostacolare
  l'iter della finanziaria.
       Ritengo che tutti i parlamentari siano concordi nell'affrontare
  il percorso  della finanziaria secondo l'ordine di importanza stessa
  degli articoli.
       Quindi,  la  proposta  avanzata  dalla  Presidenza di procedere
  seguendo un  percorso  di complessità degli articoli stessi, ritengo
  sia  accettabile  e  possa  semplificare  il  cammino  stesso  della
  manovra finanziaria.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   relatore di minoranza.  Signor Presidente, credo che
  i colleghi  della minoranza che hanno giudicato non positivamente la
  proposta  della  Presidenza,  lo   abbiano   fatto  a  tutela  delle
  prerogative  di  ogni  singolo   parlamentare   in   modo   tale  da
  approfondire la materia  che,  attraverso  emendamenti  soppressivi,
  ritengono di particolare rilevanza.
       Io credo che il punto  non  sia  se  partire  dalla trattazione
  degli articoli che  presentano  soltanto  emendamenti  soppressivi o
  procedere secondo l'ordine cronologico;  il  procedere è legato alla
  maggiore  utilità  ed  efficacia   ai  fini  dell'obiettivo  che  ci
  proponiamo che è quello di esitare  il  disegno  di  legge. Va da sé
  che abbiamo la necessità,  tutti,  di potere approfondire la materia
  che ci viene sottoposta.
       Quindi, per quanto mi  riguarda, se la Presidenza garantisce il
  dibattito su ogni articolo dando  il tempo adeguato perché  si possa
  approfondire e discutere, non  abbiamo obiezioni da avanzare; certo,
  se  dovesse essere una corsa  senza  ostacoli  per  fare  di  questo
  passaggio, sostanzialmente, un  passaggio  quasi  burocratico, anche
  noi non saremmo d'accordo.

     PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, in  questi  articoli  ci  sono
  emendamenti  quindi, anche   se  sono  semplicemente  soppressivi  o
  semplici  nella  loro  interpretazione,  comunque  vanno affrontati.
  Non  è  la  stessa situazione  di  ieri,  quando  gli  articoli  non
  presentavano alcun emendamento.

     CAPODICASA    relatore    di    minoranza.    Signor  Presidente,
  personalmente,  insieme  con   i   colleghi   della   Commissione  e
  l'onorevole  Speziale ci troviamo  in  una  posizione  di  vantaggio
  rispetto ad altri colleghi,  in  quanto abbiamo avuto in Commissione
  tutto il tempo, non solo di  discutere  e di seguire la Finanziaria,
  ma anche, in contraddittorio con  il  Governo  e con la maggioranza,
  di averne valutato tutti i risvolti.
       Ci sono colleghi che tale  opportunità non l'hanno avuta. Se la
  Presidenza desse garanzie in tal senso a questi colleghi, allora per
  noi non ci sarebbe alcun problema.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo sulla
  proposta che la Presidenza  ha formulato, soltanto per esprimere una
  considerazione ulteriore.
       La  mia  impressione  è  che   con  il  metodo  indicato  dalla
  Presidenza, cioè di affrontare  gli  articoli che non presentano una
  mole notevole di emendamenti,  il rischio è che surrettiziamente, ma
  non per una volontà occulta, si  possa  arrivare  poi durante le ore
  serali o notturne, a  discutere gli articoli più complessi prendendo
  per distrazione, stanchezza o sonno i colleghi.
       Credo, dunque, che la cosa più  saggia sia, superata la fase di
  ieri sera su cui si è  convenuti  su  un  metodo,  di ritornare alla
  discussione cronologica dei singoli  articoli  di modo che, per pari
  dignità, ogni articolo venga  affrontato  secondo  i ragionamenti di
  discussione necessari.

     DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  soltanto  per  concordare   con   quanto   espresso   dai   colleghi
  dell'opposizione  che  mi  hanno  preceduto.  Ritengo  che,  se  una
  differenza  deve esserci -  visto  che  come  ha  detto  l'onorevole
  Formica siamo qui per collaborare ai  lavori  d'Aula  (  e infatti i
  componenti  della  minoranza  sono   tutti   presenti)   -  si  deve
  procedere  al  contrario:   affrontare   adesso   gli  articoli  più
  complessi e lasciare alle ore  notturne  quelli più semplici così da
  agevolare l'ter della Finanziaria.

     PRESIDENTE  Questo perché non c'è la maggioranza?

     DE BENEDICTIS. No, assolutamente   Anzi ciò è a dimostrazione del
  nostro impegno. Siamo pronti  a  discutere  tutte  gli  articoli più
  complessi che lei, invece, vorrebbe rimandare alla notte.
       Comunque,  la  proposta dell'onorevole  Ferro  e  di  altri  di
  seguire l'ordine cronologico  degli  articoli mi trova personalmente
  d'accordo.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, non v'è dubbio
  che la proposta di un metodo  di  lavoro  è  sicuramente doverosa da
  parte della Presidenza, trattandosi  peraltro di un disegno di legge
  complesso come quello della finanziaria.
       Tuttavia, raccogliendo le  istanze  dell'onorevole Capodicasa -
  il quale giustamente, dice  di  non  classificare  come semplici gli
  articoli da prendere  in  considerazione soltanto perché  presentano
  emendamenti soppressivi  dell'articolo, perché  in quell'emendamento
  potrebbe esserci un contenuto di merito non indifferente - credo che
  per  potere meglio articolare  la  proposta  che  la  Presidenza  ha
  formulato,  sarebbe  interessante,   per  potere  poi  esprimere  un
  giudizio fondato a tale proposta,  che  la  stessa ci elenchi quegli
  articoli che ritiene semplici da affrontare.

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno, comprendo  la sua proposta; non si
  tratta di affrontare articoli  più  o meno complessi, ma emendamenti
  più  o  meno  chiari, nel  senso  che  quando  ci  sono  emendamenti
  soppressivi è chiara la  volontà di chi ha presentato l'emendamento;
  quando ci sono emendamenti  che  entrano  nel  merito  della  norma,
  modificandola, integrandola, naturalmente  tale  aspetto  merita  un
  approfondimento maggiore.
       Quindi,  la  valutazione  che  faceva la Presidenza non era sul
  peso dell'emendamento ma sulla intelligibilità dello stesso.
       Comunque, non mi pare ci  sia  una conforme opinione rispetto a
  tale argomento e quindi,  intanto,  potremmo  andare  avanti con gli
  articoli a seguire.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE    Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  insistere sulla questione attinente l'ordine dei lavori, però volevo
  sapere  se  la Presidenza ha fatto  un'esame  del  testo  e  se  può
  eventualmente dare  comunicazione  all'Aula  dell'orientamento della
  stessa rispetto ad alcuni  articoli contenuti nel testo (ad esempio,
  l'articolo  18)  che  non   hanno  alcuna  attinenza  con  la  legge
  Finanziaria.

     CRACOLICI   Veramente, non  sono  stati  esaminati  nemmeno dalla
  Commissione di merito

     SPEZIALE   Onorevole Cracolici, ciò eventualmente rafforza il mio
  discorso.  Quindi, poiché  tale questione l'abbiamo posta in sede di
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  e  l'abbiamo
  ribadito anche ieri sera  nel  corso  del  dibattito,  mi  permetto,
  signor Presidente, di reiterare la richiesta: sapere cioé se vi sono
  alcuni   articoli  del   testo   che   possono   essere   dichiarati
  inammissibili,  così da sfoltire  anche  il  testo,  tornando  utile
  anche all'economia dei lavori.
       Non so perché  ancora la  Presidenza questo lavoro non lo abbia
  ha fatto;  qualora lo avesse fatto, comunichi quali sono i risultati
  del lavoro svolto.

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  la  Presidenza  aveva avuto un
  mandato  che  riguardava  gli  emendamenti  aggiuntivi.
       Il  mandato  relativo  agli  articoli  del  testo non era stato
  conferito.  Tuttavia,  man mano che affronteremo i singoli articoli,
  nel caso in cui  dovesse  conformarsi  l'opinione  secondo  la quale
  l'articolo   non   dovesse   essere   considerato   attinente   alla
  Finanziaria, la Presidenza non  avrebbe alcun dubbio nel dichiararlo
  improponibile.

                (L'onorevole Micciché espone un giornale)

     PRESIDENTE  Onorevole  Micciché, dovrebbe cortesemente evitare di
  ritenere  l'Aula una parete sulla quale affiggere manifesti. Quindi,
  la invito, cortesemente, a riavvolgerlo e custodirlo opportunamente

     MICCICHE'   Signor  Presidente,   volevo   provocare  e  ci  sono
  riuscito

     PRESIDENTE   Onorevole Micciché, purtroppo non è il momento delle
  provocazioni.  Lei  è  giustamente  affezionato all'ipotesi di pace,
  come tutti noi, e  dunque  considera  buona  qualsiasi occasione per
  sostenere la tesi della pace.  Lo  siamo  anche  noi,  questo glielo
  posso garantire;  ciascuno, però, persegue tale obiettivo in maniera
  diversa.
       Onorevoli colleghi, non essendo stata accolta la proposta della
  Presidenza,  si  procede  con  l'esame  degli  articoli  accantonati
  secondo l'ordine progressivo.
       Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                                 "Art. 11.
               Disposizioni in materia di terre di uso civico

          1.   I  soggetti   occupatori  di  terre  di  uso  civico,
       proprietari  in forza  di  atto  pubblico  di  provenienza  o
       titolari  di  provvedimento  di  assegnazione  da  parte  del
       comune, abbiano presentato,  o presentino entra trenta giorni
       dall'entrata  in vigore  della  presente  legge,  istanza  di
       legittimazione ai sensi  dell'articolo  26,  comma  1,  della
       legge  regionale 27  aprile  1999,  n.  10,  come  modificato
       dall'articolo  5, commi 1  e  2,  della  legge  regionale  23
       dicembre 2000, n.  28  per  edificazioni  in regola alla data
       del  31  dicembre   1997   con   le   norme  degli  strumenti
       urbanistici, conseguono  tacitamente  la  legittimazione e la
       conseguente     affrancazione.     La     legittimazione    e
       l'affrancazione   sono    subordinate   al   versamento,   da
       effettuarsi  entro tre  mesi  dall'entrata  in  vigore  della
       presente legge a favore del comune interessato, del prezzo di
       affrancazione determinato,  per ogni metro quadrato dell'area
       di sedime dell'edificazione  e delle pertinenze, nella misura
       dell'80 per cento del valore agricolo medio della coltura più
       redditizia della  corrispondente regione agraria, determinato
       per l'anno precedente,  ai sensi dell'articolo 16 della legge
       22  ottobre  1971,   n.   865   e   successive  modifiche  ed
       integrazioni con obbligo  entro  i  successivi  tre  mesi  di
       integrare l'istanza  con l'attestazione di avvenuto pagamento
       ed, in caso  di  assegnatari,  con l'attestazione di avvenuta
       trascrizione del  provvedimento comunale di assegnazione.  Il
       prezzo di affrancazione, nella ipotesi di edificazioni su più
       elevazioni, grava nella sua interezza su ciascuna elevazione.
       In caso di più  occupatori  della  stessa  elevazione  esso è
       rapportato    alla    superficie    occupata    oggetto    di
       legittimazione;  per le  terre  e  per  le  pertinenze  degli
       edificati, il prezzo di  affrancazione è ridotto ad un terzo.
       Il  prezzo   di   affrancazione   delle   edificazioni,  come
       precedentemente calcolato, viene  ridotto alla metà, ove alla
       data del 31  dicembre  1997  l'edificazione  sia  l'unica del
       richiedente e venga  utilizzata come abitazione propria dallo
       stesso,  o dal  coniuge  legalmente  separato  o  divorziato,
       ovvero da un suo discendente in linea retta;  è ridotto ad un
       terzo ove si tratti  anche  di  abitazione avente i requisiti
       dell'edilizia economica  e  popolare  utilizzata,  al momento
       dell'entrata in  vigore  della  presente  legge, direttamente
       dall'occupatore,  o   dal   coniuge   legalmente  separato  o
       divorziato, ovvero da un suo discendente in linea retta.

          2.   Fermo  restando  la  conformità con  le  norme  degli
       strumenti urbanistici, i soggetti proprietari di edificazione
       in virtù di atto pubblico di  provenienza, ovvero in possesso
       di  edificazione  in  virtù di provvedimento,  da  parte  del
       comune,  di  assegnazione  del  terreno   su   cui   insiste,
       conseguono  tacitamente la legittimazione  e  la  conseguente
       affrancazione  presentando istanza ai sensi dell'articolo 26,
       comma  1,  della  legge regionale 27 aprile 1999, n.  10 come
       modificato  dall'articolo   5,  commi  1  e  2,  della  legge
       regionale  23   dicembre   2000,   n.   28,  integrata  dalla
       attestazione  di  avvenuto  pagamento  a  favore  del  comune
       interessato del  prezzo  di affrancazione determinato secondo
       le  modalità  previste  dal  comma  1,  nonché  dell'avvenuta
       trascrizione del  provvedimento  comunale  di assegnazione in
       caso  di  assegnatari,  entro  i  sei  mesi  successivi  alla
       notifica, a cura del comune interessato, di essere occupatore
       di terre di  uso  civico a seguito di definitivo accertamento
       e/o ricognizione delle terre di uso civico.

          3.   Resta  salva la possibilità  degli  organi  regionali
       competenti in materia di usi civici  di  procedere,  entro il
       termine   di   un   anno  dalla   avvenuta   consegna   delle
       attestazioni, alla verifica del possesso  delle condizioni da
       parte  dei  soggetti che abbiano  tacitamente  conseguito  la
       legittimazione.

          4.  A tutti i soggetti esclusi dalle fattispecie di cui ai
       commi 1,  2  e 3, individuati, a cura del comune interessato,
       quali occupanti  abusivi  di  terre  di  uso  civico, fino al
       conseguimento  della  eventuale  legittimazione,  ovvero fino
       all'esecuzione  della  reintegra  al  demanio  civico  o alla
       acquisizione  al  patrimonio  comunale  ai  sensi del comma 7
       dell'articolo  26  della  legge  regionale 29 aprile 1999, n.
       10, ed  in  caso  di  bonario  rilascio,  fino  al verbale di
       avvenuta  consegna,  si  applica,  dalla  data  di entrata in
       vigore  della  presente  legge,  una indennità di occupazione
       determinata per  anno o frazione di anno calcolata in caso di
       edificazione  su  una  o  più elevazioni nella misura di euro
       5,00 per metro quadrato edificato per ciascuna elevazione, ed
       in caso di pertinenze e terreni nella misura di euro 1,00 per
       metro  quadrato  di  terreno  occupato,  a  favore del comune
       interessato.

          5.  I comuni, con formale  provvedimento  di  concessione,
       che  in  ogni caso non può superare la  durata  di  anni  15,
       possono  concedere,  anche  prima   della  assegnazione  alle
       categorie di cui all'articolo 11 della  legge  16 giugno 1927
       n. 1766, le terre di uso civico in loro possesso, ivi incluse
       le  terre già oggetto di quotizzazione  ed  abbandonate,  per
       finalità  agricole,  di  ripristino  ambientale, di fruizione
       naturalistica,  ricreativa, sportiva e turistica e, in questi
       ultimi tre casi ove l'utilizzo rappresenti un reale beneficio
       per  la  generalità della popolazione e risulti in conformità
       con   i   vigenti   strumenti  urbanistici,  deve  intendersi
       inefficace  il vincolo di inedificabilità di cui all'articolo
       2  della  legge  regionale  10  agosto  1985,  n.  37,  fermo
       restando  l'obbligo dell'eventuale ripristino dello stato dei
       luoghi   a   cura  del  concessionario  alla  scadenza  della
       concessione medesima.

          6.  Il comma 4 dell'articolo 5  della  legge  regionale 28
       dicembre 2000, n. 28 è così sostituito:

          '4. Gli articoli  5,  6 e 7 della legge 16 giugno 1927, n.
       1766,  non  trovano  applicazione nella Regione siciliana. Il
       compenso  per  la  liquidazione  degli  usi  civici  su terre
       private,   in   caso  di  diritti  della  seconda  classe,  è
       determinato  in  un  compenso  unitario  a  favore del comune
       interessato commisurato:

          a) al  valore  di cinque volte il canone di legittimazione
       calcolato  ai sensi del comma 6 lettere a) e b) dell'articolo
       26  della  legge  regionale  27  aprile  1999,  n.  10, per i
       fabbricati e per i terreni ricadenti in zone urbanizzate;

          b) al  valore  di cinque volte il canone di legittimazione
       calcolato  ai  sensi  dell'articolo  5,  comma 5, della legge
       regionale  23  dicembre  2000,  n.  28,  per  le terre. Per i
       diritti  della  prima  classe  il compenso unitario è ridotto
       della metà.'."

       Comunico  che sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati: dagli onorevoli Barbagallo ed altri 11.1;  dagli onorevoli
  Liotta ed altri 11.6 e  11.7;  dagli  onorevoli  Miccichè  ed  altri
  11.8, 11.9, 11.10, 11.11,  11.12 e 11.13; dagli onorevoli Mercadante
  ed altri 11.14;  dagli onorevoli Formica ed altri 11.2, 11.3, 11.4 e
  11.5;  dall'onorevole Giannopolo 10.5.

     CAPODICASA    relatore   di  minoranza.  Chiedo  di  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   relatore di  minoranza.  Signor  Presidente,  volevo
  segnalare  che  in una  qualche  parte  di  questo  "malloppone"  di
  emendamenti al nostro  esame,  ci dovrebbe essere un mio emendamento
  teso a riaprire  i termini relativi alla presentazione delle istanze
  per gli usi civici  e  le regie trazzere.  Credo, però, che esso sia
  stato messo come  articolo  aggiuntivo.  Allora,  o  lo prendiamo in
  esame quando arriverà il  momento  oppure  lo  si discute in uno con
  l'attuale  articolo.   Se   è  difficile  trovarlo  lo  affronteremo
  successivamente.

     PRESIDENTE   E'  negli articoli aggiuntivi, onorevole Capodicasa.
  Tuttavia,  poiché l'argomento  è  coerente  con  l'articolo  11  sto
  facendo cercare l'emendamento da lei citato dagli uffici.

     CAPODICASA   Oppure,  signor  Presidente, per il momento potremmo
  accantonarlo.

     PRESIDENTE    Non   sorgendo  osservazioni  l'articolo  11  ed  i
  relativi emendamenti sono accantonati.
       Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                                 "Art. 12.
              Alienazione  degli  antichi  suoli  armentizi e
                       delle sedi viarie disponibili

          1.  L'articolo 25 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
       10, è così sostituito:

          '1. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è
       autorizzato  a   procedere   alla   legittimazione  dei suoli
       armentizi che non  risultano  indicati  in  catasto come sede
       viaria. E' altresì autorizzato a procedere alla vendita delle
       porzioni di sedi  viarie che non siano necessarie al transito
       e non  risultano  destinati  negli  strumenti  urbanistici in
       vigore a riconosciute esigenze di uso pubblico.

          2. La legittimazione  e  la  vendita  possono  avvenire su
       istanza del  richiedente  a favore dei soggetti sottoelencati
       in ordine di precedenza:

          a) titolari di  provvedimenti  di concessione in essere da
       almeno cinque anni;

          b) possessori  che  risultino proprietari o comproprietari
       del bene alla stregua dei pubblici registi;

          c) proprietari frontisti;

          d) occupatori da oltre un ventennio.

          3. La legittimazione e la vendita sono altresì subordinate
       al pagamento da parte dell'istante del prezzo di cessione del
       terreno richiesto determinato al netto del  soprasuolo  ed in
       relazione  ai valori agricoli medi definiti  ai  sensi  della
       legge 22 ottobre 1971, n. 865, riferiti  alla regione agraria
       di appartenenza nei seguenti modi:

          a)  per i  suoli  non  edificabili  o  destinati  a  verde
       agricolo con densità  fondiaria  fino a 0,03 mc/mq: il valore
       agricolo medio della coltura esistente o di quella adiacente;

          b) per l'area  di  sedime  dei fabbricati e relativa corte
       insistente:  il  valore  agricolo  medio  della  coltura  più
       redditizia, con esclusione della coltura in serra. Qualora si
       tratti di  fabbricato  unico del richiedente, utilizzato come
       abitazione dello stesso  o  dal coniuge legalmente separato o
       divorziato ovvero da  un  suo  discendente in linea retta, il
       valore agricolo  medio  della  coltura  più  redditizia,  con
       esclusione della coltura in serra riferito alla relativa area
       di sedime viene ridotto  alla metà. la riduzione è pari ad un
       terzo  qualora si  tratti  di  edificio  avente  i  requisiti
       dell'edilizia economica  e popolare. Il prezzo di concessione
       dell'area di sedime  del  fabbricato  non può essere comunque
       inferiore al valore agricolo medio del terreno circostante;

          c) per i  suoli ricadenti nelle zone territoriali omogenee
       A,B,C,D ed F definite dal decreto ministeriale 2 aprile 1968,
       edificati o edificabili  con densità fondiaria da più di 0,03
       fino a 1  mc/mq:  il  valore agricolo medio della coltura più
       redditizia, con esclusione della coltura in serra;

          Per  i suoli edificabili con densità territoriale maggiore
       di  1  mc/mq: il valore è determinato moltiplicando il valore
       agricolo  medio  della coltura più redditizia, con esclusione
       della  coltura in serra, per l'indice di cubatura che risulta
       nello strumento urbanistico in vigore;

          e) su istanza del richiedente in base al valore venale del
       suolo;

          f)  per i suoli trazzerali occupati prima della formazione
       delle  mappe  catastali,  e  pertanto catastati a privati sin
       dall'impianto del  Catasto, il valore determinato è abbattuto
       del 50 per cento.

          4. L'istanza per  l'avvio  delle procedure di cui ai commi
       precedenti può  essere  presentata  dopo  l'entrata in vigore
       della  presente  legge  o  entro  60  giorni  dalla  notifica
       dell'avvio del procedimento di accertamento dell'occupazione,
       al Servizio demanio  trazzerale  e  usi  civici che redige il
       verbale di  liquidazione ed il decreto di sdemanializzazione.

          5.   Nel caso  in  cui  l'area  alla  quale  si  riferisce
       l'istanza  di  legittimazione  sia cointestata  nei  pubblici
       registri immobiliari ad una pluralità di soggetti, il decreto
       di  legittimazione   ha   effetto   in   favore  di  tutti  i
       cointestatari anche  se  l'istanza  presentata da uno solo di
       essi.  In  ogni  caso  deve  essere  versata  l'intera  somma
       determinata con le  modalità  di  cui al comma 3.  Nelle more
       del provvedimento  di  legittimazione,  la  concessione delle
       zone demaniali  è  subordinata  al pagamento del canone annuo
       pari ad un  ventesimo del valore dell'area determinato con le
       modalità di cui al  comma 3, con un minimo di euro 25,82.  Il
       provvedimento  di   legittimazione   comporta   per  le  aree
       illegittimamente occupate  un  risarcimento  danni pari ad un
       ventesimo del  valore determinato secondo quanto previsto dal
       predetto comma  3  relativamente  all'ultimo  quinquennio  di
       occupazione pregressa.

          6. Con l'istanza di  cui  al  comma 2 è sospesa l'adozione
       dei  provvedimenti sanzionatori da parte dell'Amministrazione
       regionale relativamente  ai  suoli  trazzerali, non catastati
       come  sede  viarie,  abusivamente  occupati.  L'adozione  dei
       provvedimenti  predetti   resta  altresì  sospesa  fino  alla
       definizione  delle   procedure   iniziate   a  seguito  della
       presentazione delle istanze limitatamente ai beni per i quali
       viene  richiesta   la   cessione.   Le   eventuali   sanzioni
       amministrative   precedentemente   irrogate   relative   alle
       indennità pregresse  oltre  il quinquennio sono abbattute del
       75 per cento in  favore  di  coloro  che a seguito di istanza
       ottengano la cessione  dei  beni  di cui alla presente legge.
       Nelle more  della  definizione  dei  singoli procedimenti, la
       riscossione delle  sanzioni già irrogate resta sospesa.  Fino
       al  trentesimo   giorno  successivo  alla  data  di  notifica
       dell'avviso con cui  si dà avvio alla procedura di reintegro,
       può essere  presentata istanza di legittimazione tardiva.  In
       tal caso il prezzo  stabilito  dal comma 3 è aumentato del 30
       per cento.

          7. Tutte le  zone  demaniali  trazzerali  che risultino di
       fatto occupate da  corpi stradali, e già erroneamente assunti
       in  consistenza   da   enti   pubblici,  sono  da  intendersi
       trasferiti  dall'Amministrazione  Regionale ai detti enti che
       ne cureranno la manutenzione.

          8. Sono trasferite  al  demanio  comunale  le  sedi viarie
       pubbliche rappresentate  nei  fogli  di  mappa catastali, sin
       dall'impianto,  come   regie,   che   non   risultino  ancora
       dichiarate demaniali  con  apposito  decreto  nonchè  i suoli
       oggetto   di  provvedimento  di  esproprio  per  finalità  di
       ricostruzione conseguente al terremoto del Belice del 1968.

          9.  Ai  fini   della  determinazione  dei  canoni  per  la
       concessione di  suoli  trazzerali ricadenti in verde agricolo
       ed utilizzati  a  scopo agricolo, resta ferma l'applicabilità
       delle norme sull'affitto  dei  fondi rustici con un minimo di
       canone annuo di cinquanta euro.'."

       Comunico che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati: dagli onorevoli  Miccichè ed altri 12.1, 12.2, 12.3, 12.4,
  12.5, 12.6, 12.7,  12.8, 12.9, 12.10;  dagli onorevoli Mercadante ed
  altri 12.11.
       Comunico altresì che  sono  stati  presentati  dal  Governo gli
  allegati emendamenti 12.12 e 12.13.
       Onorevoli  colleghi,  preciso  che  l'articolo  12  si  compone
  sostanzialmente di  un  solo  comma. Pertanto, qualora l'emendamento
  soppressivo  12.1   dovesse   essere   respinto,   gli   emendamenti
  soppressivi dei singoli commi decadranno.
       Pongo in votazione l'emendamento 12.1. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     FORGIONE  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si  associano  alla  richiesta  gli  onorevoli  Gurrieri,  Ferro,
    Raiti, Ortisi)

                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE  Proclamo  l'esito  della  verifica del numero legale:

               Presenti 32.

       L'Assemblea  non è  in  numero  legale.  Sospendo  pertanto  la
  seduta,  avvertendo   che   la   stessa   riprenderà alle 12.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 13.10)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  per consentire consultazioni  dei  Gruppi
  parlamentari  sugli  emendamenti  in esame, la seduta  è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 17.00.

      (La seduta, sospesa alle ore 13.11, è ripresa alle ore 17.20)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE   Si  riprende l'esame dell'articolo 12 e del relativo
  emendamento  soppressivo 12.1 sul quale, nella seduta antimeridiana,
  era stata richiesta la verifica del numero legale.
       Pongo,  dunque, in votazione l'emendamento soppressivo 12.1 che
  assorbe  tutti  gli  emendamenti  successivi perché l'articolo 12 si
  compone di un solo comma.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Dichiaro,  pertanto, decaduti gli emendamenti 12.2, 12.3, 12.4,
  12.5, 12.6, 12.7, 12.8, 12.9, 12.10.
       Si  passa  all'emendamento  12.11.
       Preciso che  la  dizione "al comma 3" deve intendersi "al comma
  1, punto 3)."
       Pongo in votazione l'emendamento 12.11.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  mi risulta che per le 17.00 era
  stata   fissata   la  convocazione  della  riunione  dei  Capigruppo
  nell'Ufficio  di  Presidenza dell'Assemblea per definire il percorso
  per l'approvazione di questa legge.
       Le chiedo  conferma  di  ciò  e,  se  così  fosse,  se  ritiene
  di continuare i lavori.

     PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, non mi risulta che sia in corso
  alcuna riunione, tantè che l'Assemblea ha ripreso i propri lavori.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 553/A

     PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 12.12.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  intervengo
  sull'emendamento 12.12 che credo sia a firma del Governo, essendo le
  firme poco  leggibili.  Vorrei  invitare il Governo a ritirarlo e mi
  permetto di spiegarne il motivo.
       Nella  prima  parte  dell'emendamento  si  dice:  'Al  fine del
  contenimento delle spese di manutenzione, i Comuni possono procedere
  a sdemanializzare strade comunali senza uscita'.
       Io posso  anche  capire  che  il  contenimento  della  spesa  è
  sicuramente  parte  fondante  del  programma  di  questo Governo, ma
  pensare  che  una  strada  comunale,  ancorchè non completata, debba
  essere  sdemanializzata  e,  quindi, dimenticata, diventare terra di
  nessuno, non  mi sembra un metodo corretto di procedere.
       Ma    aggiungo    -   seconda   parte   dell'emendamento -  'La
  sdemanializzazione di cui al periodo precedente è seguita da un atto
  di cessione  con  vincolo  di  destinazione  della  stessa strada in
  favore   dei   proprietari   frontisti  che  ne  facciano  richiesta
  all'unanimità. Il prezzo di cessione è determinato  ...'.
       Allora,  con  l'attuale  formulazione  stiamo  dicendo  che una
  strada comunale, quindi una strada della città di Palermo, che ha un
  'tappo',   non   verrà  mai  completata  perchè  tutti  i frontisti,
  all'unanimità,   dopo  che  è  stata  sdemanializzata,  decidono  di
  acquistarla.
       Di  fatto,  dunque,  diventa  proprietà  privata.  Ma  ci vuole
  l'unanimità perchè basta che un solo frontista dica no e la strada è
  sdemanializzata e rimane terra di nessuno, gratuita.
       Ma mi chiedo  -  e  per  questo invito il Governo al ritiro e a
  presentare norme  che  siano  formulate  in  maniera  corretta - nel
  momento  in  cui,  dopo  la  sdemanializzazione,  la  strada diventa
  proprietà privata,  come  farà  il  Comune  a manutenzionare la rete
  fognaria  che   passa  in  quella  strada,  la  Telecom  a  fare  le
  manutenzioni  dei  suoi  impianti,  l'Enel  e  tutti i sottoservizi,
  esistenti  nelle strade comunali, come potranno accedere all'interno
  di una proprietà privata?
       Allora, questa  è una norma inutile, scritta male e che prevede
  soltanto  una  serie  di  sfaceli,  con  l'aggravante  che  non  c'è
  contenimento  della  spesa.  Nasceranno  una  serie  di  problemi di
  viabilità, rispetto ai piani regolatori vigenti, in molti dei quali,
  per le  strade  considerate  senza  uscita, ne è già prevista invece
  l'apertura  per  migliorarne  la  viabilità  all'interno  dei centri
  urbani.

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Acierno, come  lei  avrà  avuto modo di notare, la firma, per quanto
  poco leggibile,  è  doppia.  Nel  senso  che questo è un emendamento
  proposto dall'Assessore  per  i  lavori pubblici, che ha fatto sue -
  almeno così  nei  ragionamenti svolti nella giornata di ieri - delle
  esigenze complessive  che sono emerse e - ritengo - anche abbastanza
  ben descritte.
       Chiaramente  l'operazione  viene  coniugata  positivamente  con
  l'Assessore per il bilancio perchè diventi un'operazione di maggiori
  entrate.
       Non nascondo  che  le osservazioni da lei oggi esplicitate sono
  di un  certo  interesse  e,  quindi,  sarei  portato  anche  ad  una
  valutazione complessiva che tenga conto però delle esigenze espresse
  dall'assessore per i lavori pubblici che, tuttavia, non è presente.
       Se non  è  fuori  dalla  prassi, mi rimetterei alla valutazione
  dell'Aula, nel  senso  che vorrei che fosse l'Aula ad esprimersi; il
  parere del  Governo  potrebbe essere anche neutrale.  A meno che non
  ci siano altri contributi ...

     GIANNOPOLO   Ma  che  c'entra  l'assessore per i lavori pubblici?

     ACIERNO    L'assessore   per   gli   enti   locali  tutt'al  più.
  L'assessore per  i  lavori  pubblici  non  può  presentare una norma
  simile.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Ritiro
  l'emendamento 12.12.

     PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 12.13, a firma del Governo.
       Dopo  l'approvazione  del  quale,  poichè è appena iniziata una
  riunione  nell'Ufficio  del Presidente dell'Assemblea, probabilmente
  bisognerà sospendere la seduta per qualche minuto.
       Il parere della Commissione sul 12.13?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.
                             (E' approvato)

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento
  75.60, l'Assessore  si  era  dichiarato  favorevole relativamente al
  secondo comma, cioé  quello  che  riapre i termini per presentare le
  istanze  per  la   ligittimazione  degli  usi  civici  e  dei  suoli
  armentizi.
       Considerata che l'intenzione che ci si propone con gli articoli
  11 e 12 è  quella di snellire le procedure relative alla liberazione
  di tali suoli  per  assegnarli  ai  legittimi proprietari o, meglio,
  legittimare i proprietari  che  li  posseggono  da secoli e, quindi,
  incamerare soldi da  parte  della Regione, tale emendamento riapre i
  termini per  eventuali  nuove  richieste.  Ciò qualora, nel passato,
  entro i termini previsti dall'articolo 25 della legge 10 del 1999, i
  beneficiari non vi abbiano potuto accedere.
       Il primo comma,  a  cui l'Assessore aveva dato parere negativo,
  recita chealla lettera  a)  del  comma 2 dell'articolo 25, che leggo
  testualmente:  "La  legittimazione  e la vendita possono avvenire su
  istanza del  richiedente  a  favore  dei  sottoelencati soggetti nel
  seguente ordine  di  precedenza:  a)  titolari  di  provvedimenti di
  concessione in essere alla data del 31 dicembre 1998;  b) possessori
  che risultino proprietari o comproprietari del bene...".
       In sostanza,  introduciamo  il  primo  comma;  tuttavia,  se il
  Governo non è convinto, possiamo anche rinunciarvi. Si dice inoltre,
  che anche  associazioni sportive, culturali o ricreative, formate da
  almeno cento  soci,  che  si  assumano  l'onere  della conservazione
  paesaggistica dei luoghi, avendo la concessione possono accedervi...

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Ma  la
  graduatoria rimane quella?

     CAPODICASA  Non si tratta di una graduatoria: sono i soggetti che
  possono  chiedere  la  legittimazione.  In  sostanza,  io  che  sono
  concessionario del bene -  così prevede la legge - posso chiedere la
  legittimazione.
       Inoltre, la  legittimazione  può  anche  chiederla  chi risulti
  possessore  o   proprietario   o   comproprietario  del  bene,  alla
  stregua...

     PAGANO  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chi  verrà
  favorito?

     CAPODICASA  In seguito,  si  esperirà una vendita vera e propria;
  in  questo  momento,  stiamo  trattando  di  individuare  chi  possa
  chiedere di avere la legittimazione.

     PRESIDENTE  Onorevole Assessore, si tratta di allargare la platea
  dei possibili destinatari del provvedimento.

     CAPODICASA  C'è  un  caso  specifico: nel palermitano,ad esempio,
  un'associazione sportiva che  ha già una proprietà - che però ricade
  su una parte  di  suolo  armentizio  -  vorrebbe  poter  chiedere la
  legittimazione ma, non essendo persona fisica, non lo può fare.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, il ragionamento  mi  convince  in linea di principio, se
  serve  ad allargare  la  base  dei  beneficiari.  Nutro  un  dubbio,
  d'altronde, non  essendo  l'assessore competente al ramo: sussistono
  delle   pregiudiziali   nei  confronti  dei  legittimi  proprietari?
  Bisognerebbe   leggere  bene  l'articolo  25.  Tuttavia,  confortato
  dall'aver consultato gli uffici, esprimo parere favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è  favorevole  resti  seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'articolo 12, nel testo risultante.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                 CONGEDI

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico che sono pervenute, dai
  rispettivi Gruppi parlamentari, richieste di congedo per la giornata
  odierna per gli onorevoli: Edoardo Leanza e Mancuso.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
       Onorevoli colleghi,  per  consentire  una  riunione  presso gli
  uffici  della   Presidenza,   sospendo   la  seduta  avvertendo  che
  riprenderà alle ore 18.00.

      (La seduta, sospesa alle ore 17.37, è ripresa alle ore 18.20)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE   Si  riprende l'esame dell'articolo 11 e dei relativi
  emendamenti precedentemente accantonati.
       Si  passa  all'emendamento  11.11  degli  onorevoli Micciché ed
  altri. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si  passa  agli  emendamenti  11.7  degli  onorevoli  Liotta  e
  Forgione e  11.12  degli  onorevoli  Micciché  ed  altri di identico
  contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non sono approvati)

       Si  passa  all'emendamento  11.13  degli  onorevoli Micciché ed
  altri. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, c'è stata una
  interruzione dei lavori ed ho saputo per caso che essa era dovuta al
  fatto  che  il  Presidente  dell'Assemblea  ha  ritenuto  opportuno,
  legittimo,  istituzionale  e  democratico  parlare  con i capigruppo
  della minoranza.
       Questo è  un  fatto che ritengo legittimo e statutario ma, alla
  ripresa dei  lavori,  sarebbe stato opportuno che qualcuno ci avesse
  detto il perché abbiamo interrotto  i  lavori  e  quale risultato ha
  prodotto l'incontro con la minoranza,  del  quale  -  ripeto  - alla
  maggioranza non è stato detto nulla.
       Non sappiamo se ci  sono  inversioni dell'ordine del giorno, se
  ci  sono  emendamenti  o   articoli  che  siano  stati  più  o  meno
  compattati,  ritirati, assurdamente  collocati.
       Per la mia parte politica  debbo dire, per esempio - ho sentito
  anche  il  Governo  prima di  parlare  -  che  l'articolo  18  è  da
  intendersi bocciato o ritirato,  per  dirne  una.  Però non possiamo
  continuare a non  parlarci
       Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  ciò  che  realmente
  importa è che finita la riunione  con  la minoranza, poi ci sarà una
  riunione  con  la  maggioranza   e   poi  ancora  una  riunione  tra
  maggioranza e minoranza, ed  infine, si arriverà al punto che l'Aula
  non farà più niente se non  riunioni in altre sedi, in quanto chi si
  alza per primo decide:  questa  è  la  strada, questo è il concetto
       Non capisco più nulla - e  lo dico in termini molto forti anche
  se il mio intervento è  sull'ordine  dei  lavori  -  anche sul piano
  politico. Infatti, vedo che  ci  sono alcuni articoli che il Governo
  ha predisposto e qualche  assessore  che  dice  che non li condivide
  perché   comportano  notevole   spesa.   Tutto   è   opinabile,   ma
  parliamone
       E' questa la sede  giusta  nella  quale  dobbiamo  parlare  per
  stabilire se un articolo ha  tutte  le componenti, ha la volontà, la
  capacità di dare alla Sicilia  un  aiuto,  chissà,  forse  un  altro
  aiuto  e  non ci siamo  schierati  come  se  possa  dirsi  ora  alla
  maggioranza chissà cosa ha  ottenuto  la  minoranza  per  tornare in
  Aula.
       Mi  sembrerebbe  scorretto   pensare  che  la  minoranza  abbia
  ottenuto qualcosa e non credo  che  essa  la  vada  a  chiedere  nel
  segreto  di  una  stanza  perché  viene  in  Aula,  parla,  discute,
  interloquisce e poiché non ci sono steccati, ma c'è da ascoltare, da
  comprendere, e non da  ubbidire  e  combattere.  Sarebbero  di altri
  tempi  queste  frasi, c'è  da  comprendere  e  dare  anche  assensi.
  L'abbiamo già fatto con alcuni emendamenti presentati dall'onorevole
  Capodicasa, con altri della  minoranza che hanno avuto allocazione e
  che questa maggioranza ha  votato senza ritenere che all'opposizione
  non si deve nulla se non forse il saluto.
       Riteniamo che sia giusto  sapere  cosa  è  accaduto  in  quella
  riunione segreta - perché  diventerebbe  una riunione segreta tra il
  Presidente  dell'Assemblea  e  i  capigruppo  della  minoranza - per
  comprendere qual è il volano e l'iter per andare avanti. Questo è il
  senso del mio intervento.

     FORMICA  Quali inciuci?

     CINTOLA  No, non è un inciucio. La correttezza e la democraticità
  del Presidente dell'Assemblea sono fuori discussione.

     PRESIDENTE   Onorevole  Cintola,  la  riunione  che  si  è tenuta
  nell'ufficio  del  Presidente dell'Assemblea ha prodotto questo tipo
  di orientamento:  è probabile  che  il  Governo presenti emendamenti
  soppressivi relativamente agli articoli  18  e  19  del  disegno  di
  legge al nostro esame, nonché l'emendamento soppressivo all'articolo
  37.

     CINTOLA   Il  Governo  per  fare  ciò  si  è  raccordato  con  la
  maggioranza, o intende procedere da solo?

     PRESIDENTE  Il Governo risponderà non appena possibile. Alla luce
  di  questo  i lavori  dovrebbero  svolgersi  più  celermente,  anche
  relativamente alle parti riguardanti i diversi emendamenti.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   RIPRENDE IL SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE N.
   553/A

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 11.14
  è ritirato.
       L'Assemblea ne prende  atto.
       Si passa agli emendamenti  11.1  degli  onorevoli  Barbagallo e
  Raiti  e  11.6  degli   onorevoli  Liotta  e  Forgione  di  identico
  contenuto.  Li pongo congiuntamente  in  votazione.  Il  parere  del
  Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi è contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non sono approvati)

       Si  passa all'emendamento  11.8  degli  onorevoli  Micciché  ed
  altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi è contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  11.2,  degli  onorevoli  Formica  e
  Acierno. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi è contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 11.9. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Dichiaro precluso l'emendamento 11.3.
       Si passa all'emendamento 11.10. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 11.4. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Vorrei che prima
  qualcuno me lo spiegasse perchè non l'ho capito.

     FORMICA   Ritiro  tutti  gli  emendamenti  presentati  su  questo
  articolo a firma mia e dell'onorevole Acierno.

     PRESIDENTE   L'Assemblea prende atto del ritiro degli emendamenti
  11.4  e  11.5.
       Si   passa   all'emendamento   10.5   a   firma  dell'onorevole
  Giannopolo.  Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che  gli  emendamenti
  possono  essere  illustrati  quando viene data la parola a tal fine,
  salvo  che  il  Governo  non  chieda  poi  chiarimenti specifici.
       Ha  facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per dichiarazione
  di voto.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  illustrare brevemente questo emendamento; fra l'altro,  ho visto che
  ne è stato presentato uno simile, a firma dell'onorevole Mercadante,
  anche se prevede una riduzione di un terzo.

     PRESIDENTE   Quell'emendamento è stato ritirato.

     GIANNOPOLO  Il problema esiste; non si  tratta  d'invenzioni,  di
  elucubrazioni.  Stiamo parlando di terreni agricoli,  non di terreni
  edificati, non di edificazione; non possiamo pensare  che un terreno
  sito in un comune totalmente montano abbia lo stesso valore agricolo
  medio  di  un  terreno  sito  in un comune  costiero,  laddove,  per
  esempio,   valore   agricolo   medio    è   enormemente   superiore.
  L'affrancazione, quindi, non può seguire lo stesso  canone,  ma deve
  differenziarsi. Fra l'altro, ciò è stato fatto  rilevare anche dagli
  stessi  uffici  preposti  alla liquidazione degli usi  civici.
       Invito,   pertanto,  il  Governo   a   valutare   positivamente
  l'emendamento.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo la  seduta  per qualche
  minuto per consentire un approfondimento da parte del Governo.

      (La seduta, sospesa alle ore 18.34, è ripresa alle ore 18.40)

     PRESIDENTE  La seduta è ripresa.
       Il  Governo  ha  comunicato  alla Presidenza  di  fare  proprio
  l'emendamento 11.4 che era stato ritirato dall'onorevole Formica. Lo
  pongo  in  votazione.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 10.5. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'articolo  11  nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                                 <Art. 13.
              Sanzioni amministrative di cui al Regio decreto
             11 dicembre 1933, n. 1775 - Addizionale regionale

          1.   La   sanzione   amministrativa   comminata  ai  sensi
       dell'articolo  219 del T.U.  11  dicembre  1933,  n.  1775  è
       integrata da una addizionale regionale di euro 2.000.>

       Comunico  che  sono stati presentati  i  seguenti  emendamenti,
  interamente  soppressivi dell'articolo,  allegati:  dagli  onorevoli
  Miccichè ed altri 13.1; dall'onorevole Giannopolo 13.2.
       Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 13.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                                 <Art. 14.
      Aggiornamento del canone per le utenze di acque pubbliche ad uso
                     irriguo ed igienico ed assimilati

          1. All'articolo 8 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6
       sono aggiunti i seguenti commi:

          '2.  Il comma 1, lettera  a)  e  b), della legge 5 gennaio
       1994,  n.   36   e  successive  modifiche  e  integrazioni  è
       sostituito dal seguente:

          a) a decorrere dall'1  gennaio 2003, il canone riguardante
       le concessioni di acque  pubbliche  per  uso  irriguo, di cui
       all'articolo  35  del  T.U.   11   dicembre 1933, n.  1775  e
       successive modifiche, è  stabilito in relazione alla quantità
       di acqua assegnata,  regolata mediante apparecchi di misura o
       all'estensione dei terreni  da  irrigare  a bocca libera come
       appresso indicato:

       1) da l/s.  0,01 a l/s. 1,00 o da Ha 0,01       euro 10,00
          a Ha 2.00.00

       2) da l/s. 1,01 a l/s. 2,00 o da Ha 2.01        euro 20,00
          a Ha 4.00.00

       3) da l/s. 2,01 a l/s. 3,00 o da Ha 4.01        euro 30,00
          a Ha 6.00.00

       4) da l/s. 3,01 a l/s. 4,00 o da Ha 6.01        euro 40,00
          a Ha 8.00.00

       5) da l/s. 4,01 a l/s. 5,00 o da Ha 8.01        euro 50,00
          a Ha 10.00.00
          sull'eccedenza da l/s. 5,01, per  ogni l/s.
          o frazione in più
          ovvero sull'eccedenza da Ha  10.01,
          per due Ha o frazione in più                 euro 20,00'.

          3. Il comma 1 lettera  g)  della  legge 5 gennaio 1994, n.
       36 e successive  modifiche  e  integrazioni  è sostituito dal
       seguente:

          g)  a decorrere dall'1  gennaio  2003  il  canone  per  il
       consumo di acqua  ad  uso igienico ed assimilati, concernenti
       l'utilizzo per servizi  igienici  e  servizi antincendio, ivi
       compreso quello relativo  ad  impianti  sportivi, industrie e
       strutture varie qualora  la richiesta di concessione riguardi
       solo tale utilizzo,  per  impianti di autolavaggio e lavaggio
       strade  e comunque per  tutti  gli  usi  non  previsti  dalle
       precedenti lettere è stabilito come appresso indicato:

          1) fino a 2/10 di modulo  per ogni 1/10 di modulo euro 100

          2) sull'eccedenza per ogni 1/10 di modulo euro 150'.>

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  cerco  di
  illustrare gli emendamenti presentati a mia  firma  all'articolo 14,
  in  quanto  è  un  articolo  non  solo   contraddittorio,  ma  anche
  illegittimo.
       Sul volume che ci è stato fornito mi pare  che  ci sia soltanto
  traccia  dei riferimenti normativi; credo che  questo  articolo  non
  regga. Ho cercato di sapere se questo articolo sia stato discusso in
  commissione  ma di ciò non vi è alcuna  traccia.  Probabilmente,  si
  tratta  di  un  emendamento approvato in  Commissione  Bilancio,  un
  emendamento  del  Governo; non capisco su quale  base  giuridica  si
  fonda   la  norma  che  si  vuole  applicare   che   sembra   volere
  sostanzialmente  aumentare  il  canone  per le  utenze  delle  acque
  pubbliche per uso irriguo ed igienico ed assimilati.
       Ho  cercato  di leggere attentamente la  norma  generale  della
  'legge Galli', la legge 36 del 1994 ed ho capito  che  non si tratta
  di  una  legge  qualsiasi,  ma di una legge-quadro,  una  legge  che
  stabilisce i principi fondamentali, cioè i criteri  di solidarietà e
  della distribuzione dell'acqua.
       Non stiamo parlando assolutamente di 'uso umano',  cui pare che
  la 'legge Galli' finalmente lo prevede come  punto  fondamentale  ed
  irrinunciabile per quanto riguarda la tutela e  l'uso  delle risorse
  idriche  a  favore  dei cittadini che vivono in  questa  Terra,  nel
  nostro  Paese.  Evidentemente,  all'estensore  di   questa  norma  è
  sfuggito un fatto fondamentale: per la foga di  aumentare  le tasse,
  tasse per tutti, per la foga di dare una norma che da un lato sembra
  riequilibrare  le  entrate  rispetto  alle spese,  credo  che  abbia
  dimenticato un fatto molto importante e cioè che,  così  facendo, si
  penalizza  e  si  distrugge  l'agricoltura   in   Sicilia.  Sappiamo
  benissimo quello che è successo lo scorso anno  con la penuria delle
  piogge, con gli invasi vuoti e le proteste  degli  agricoltori,  dei
  contadini siciliani. Oggi, a ciò si aggiunge l'aumento esagerato del
  canone  per  uso specialmente irriguo;  addirittura  ci  troviamo  a
  limiti insopportabili, come 50 euro dovuti per ogni  ettaro  per  la
  fornitura  di  quattro litri di acqua al secondo  .  Non  conosco  i
  parametri delle altre Regioni;  probabilmente, saranno uguali
       In questa norma di ciò non vi é  traccia.  Nessuno  ci è venuto
  a spiegare di che cosa si tratta.  Vista  l'impossibilità  di sapere
  come  stanno  effettivamente  le  cose, ho  proposto  di  sopprimere
  completamente  l'articolo  14 e non solo, ma mi  sono  anche  spinto
  verso  la  modifica di ogni singolo punto  dell'articolo  che  viene
  citato in questa proposta.
       Ho,   addirittura,   cercato  di  sopprimere   la   parte   più
  significativa  -  quello che il Governo voleva -  e  cioé  riducendo
  l'aumento del 50 per cento.  Perché  questo?  Da una parte non mi si
  spiega qual é  il criterio che é  stato  adottato e dall'altra parte
  non c'é  assolutamente nessun riferimento, a parte il fatto che cita
  la modifica dell'articolo 8 della legge 7 marzo '97,  n.  6.
       Ma  la  cosa  grave  é  che noi addirittura  ci  arroghiamo  il
  diritto di modificare una legge nazionale  Non mi  pare  che rientri
  nella  nostra  prerogativa,  nella  nostra facoltà  di  Assemblea  a
  Statuto autonomo la facoltà di modificare una  legge-quadro  come la
  'legge  Galli',  che sancisce i cardini  fondamentali  del  criterio
  della  solidarietà,  della distribuzione e  delle  tariffe  idriche.
       Stiamo parlando di tariffe idriche per usi agricoli, cioè dello
  sviluppo  della  nostra Sicilia.  Sarei  pertanto  contento,  quindi
  favorevole, se qualcuno mi spiegasse il criterio.  Disponendo, però,
  dei pochi strumenti legislativi che mi sono stati  forniti, mi rendo
  conto  che  questa é  una norma illegittima  perché  noi  intendiamo
  modificare  addirittura  l'articolo  8  della   "legge  Galli".  Non
  esiste  Non possiamo modificare nessuna norma che faccia riferimento
  alla legge-quadro.  Se voi lo volete approvare avete  i  numeri  per
  farlo,  ma sappiate che faremo ricorso al  Commissario  dello  Stato
  perché  si tratta di una violazione fondamentale,  una violazione di
  legge che non possiamo assolutamente accettare.

     PRESIDENTE    Onorevole  Micciché,  mi  consenta   di   fare  una
  precisazione: il Commissario dello Stato non é  un organo giuridico,
  di controllo dell'Assemblea a cui si possa  presentare  un  ricorso,
  come se si trattasse di un Tribunale. Il  Commissario dello Stato se
  lo riterrà, quando gli verrà notificata la legge, la potrà impugnare
  tutta o in parte davanti alla Corte Costituzionale.  Lo  preciso per
  un fatto di regolarità della procedura.

     MICCICHE'  Signor Presidente, saranno i consulenti del mio Gruppo
  a cercare di trovare la soluzione a queste problematiche.
       La  cosa che mi preme chiedere é che  qualche  esponente  della
  maggioranza  che  ha  proposto  in   Commissione   bilancio   questo
  emendamento ci venga a spiegare i criteri adottati  ed  i sistemi di
  penalizzazione  che  si  stanno  esercitando  nei  confronti  di  un
  comparto  importante  come quello dell'agricoltura  in  Sicilia.  Mi
  dispiace  che non sia presente l'Assessore  per  l'agricoltura,  che
  dovrebbe essere ...

     CASCIO   assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Possiamo risponderle noi al posto dell'assessore

     MICCICHE'  Qualcuno lo aveva proposto, non so  se l'assessore per
  il bilancio, per incrementare le entrate, o l'assessore per i lavori
  pubblici perchè ha delle competenze specifiche  per  quanto riguarda
  il settore idrico. Ma credo che l'assessore  per l'agricoltura abbia
  maggiore competenza al riguardo - se mi consentite  questo  tipo  di
  affermazione - perchè, evidentemente, va  ad  incidere  pesantemente
  sul costo delle spese per quanto riguarda la  produzione agricola di
  tutte le categorie di tipologie agricole che vengono coltivate nella
  nostra Isola.
       Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo,  pertanto, che la
  soppressione di questo articolo 14 sia fondamentale.
       In  subordine,  chiedo la sospensione di  questo  articolo  per
  avere  maggiori  delucidazioni,  possibilmente subito  dopo  il  mio
  intervento, per dare la possibilità  al  sottoscritto  d'intervenire
  nei singoli emendamenti, per spiegare, conoscere e ritirarli qualora
  vengano date spiegazioni concrete al riguardo.
       Credo che questo sia  doveroso  da  parte  di  chi  propone  un
  emendamento di tale portata.
       E mi meraviglio che tutti ci allarghiamo  gli  orizzonti scorsi
  sullo sviluppo agricolo della nostra Sicilia, che dovrebbe essere il
  traino  principale  dello  sviluppo  dell'Isola,   andando   poi   a
  penalizzare questo campo.
       Mi riferisco specialmente a tutta una serie di colture primizie
  delle  serre  o  degli  aranceti o delle viti o  ad  altri  tipi  di
  produzione di colture che hanno bisogno di molta  acqua.  Credo  che
  questo aumento sia, a lume di naso, molto esagerato.
       E  concludo dicendo che vi è una parte  che  viene  addirittura
  cassata, addirittura viene soppressa una norma che  non  può  essere
  assolutamente  cassata  da  una  legge regionale;  si  vuole,  cioè,
  cassare una norma che che prevede la riduzione  della metà del costo
  della tariffa se le colature ed i residui  di  acqua sono restituiti
  anche in falda, cioè quando l'acqua va a finire nelle campagne e poi
  gli scoli finiscono nelle falde. Noi,  addirittura,  abroghiamo  una
  norma che riduce del 50 per cento il costo della tariffa.

     CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  sia
  utile  che  il  Governo  interpreti  il   suo   pensiero.  Onorevole
  assessore, credo che il testo dell'articolo abbia  bisogno di alcune
  precisazioni.

     CRACOLICI  Onorevole Crisafulli, credo che lei possa interpretare
  il mio pensiero

     CRISAFULLI    Non  voglio entrare nel  merito  della  valutazione
  perchè credo che lo farà l'onorevole Cracolici. Credo  che vi sia un
  problema tecnico: il testo dell'articolo prevede la  modifica  di un
  comma  senza capire bene quale sia l'articolo  che  dovrebbe  essere
  modificato nella legge 36; successivamente, vi è un  altro  vuoto di
  questo genere.
       Ritengo necessario concedere cinque minuti di tempo affinchè il
  Governo  possa valutarlo ed emendarlo.  Onorevole  Pagano,  dovrebbe
  predisporre i testi e le modifiche, altrimenti  corriamo  il rischio
  di varare una norma che non si capisce a  quale articolo deve essere
  applicata e questo non credo che sia funzionale ai lavori dell'Aula.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI  Sulla prima  questione  l'onorevole  Crisafulli ha già
  posto un problema che  mi  sembra  dirimente  per comprendere di che
  stiamo parlando.
       Sempre  nel  merito  del  comma  3,  invece,  vorrei  ricordare
  all'Assessore, e lo dico anche al Presidente  dell'Assemblea  che in
  questo momento presiede la seduta, che il comma 3, a mio avviso, non
  è  una norma che può emanare questo Parlamento,  nel  senso  che  le
  tariffe  idriche  per usi civili ed  industriali  costituiscono  una
  condizione nella definizione dei piani di ambito affidati agli ATO.
       Abbiamo  istituito  gli  ATO in tutta la Sicilia;  gli  ATO  si
  devono dare o si stanno dando o si sono già dati  un piano di ambito
  con una serie d'investimenti, prevedendo anche le  tariffe  sia  per
  uso civile che per uso industriale.
       Non  possiamo  per  legge  e con legge  modificare  le  tariffe
  fissate nella piena autonomia dagli ATO.
       Pertanto, credo che certamente il comma 3  non sia tecnicamente
  proponibile a quest'Aula e chiedo al Governo di  sopprimerlo,  al di
  là della questione tecnica posta dall'onorevole Crisafulli.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il   bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  Regione  siciliana  ai  sensi
  dell'articolo 1 del DPR n. 683  del  1977  gode, in materia di acque
  pubbliche, di potestà legislativa.

     PRESIDENTE  Onorevole Assessore, dovrebbe, poi, precisare bene il
  contenuto  del comma 3 perché non mi pare che  noi,  con  una  legge
  della Regione, possiamo modificare una legge dello Stato.

     PAGANO  assessore per il bilancio  e le finanze. No, noi possiamo
  modificarla,  e  comunque  nel  caso   specifico,   perché,   signor
  Presidente   -  salto  un  passaggio  visto  che   Lei   mi   chiama
  immediatamente al riferimento legislativo - intanto, non c'è dubbio,
  che il comma 3 abbia un refuso, infatti  bisogna  leggerlo 'comma 1,
  lettera g), dell'articolo 18' e stiamo preparando un emendamento che
  tra  un  po'  fornirò.  Però tutta la materia  di  cui  oggi  stiamo
  trattando,  e  su  cui certamente vogliamo  intervenire,  perché  le
  sanzioni sono irrisorie, sono di esclusiva  competenza della Regione
  siciliana  ai sensi delle disposizioni  vigenti.  Possiamo,  quindi,
  intervenire  tranquillamente  e  al di là del refuso,  che  è  stato
  oggetto  di  discussione  e  rientra  nell'ambito   di  una  manovra
  prettamente  politica  l'incremento, non soltanto  degli  oneri,  ma
  anche delle sanzioni legate all'eventuale non  rispetto  della norma
  stessa.

     PRESIDENTE    Onorevole Assessore, probabilmente  c'è  un  refuso
  anche al comma 2, laddove si fa ancora  una  volta  riferimento alla
  legge 36 del 5 gennaio 1994, senza indicare l'articolo.
       Onorevole Assessore, questo emendamento non risolve il problema
  che è stato sollevato dalla Presidenza.

     CINTOLA    Posso  chiedere  l'accantonamento  senza  prendere  la
  parola?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Va bene.

     PRESIDENTE    L'articolo  14  è   accantonato   per   consentirne
  l'approfondimento.

     PRESIDENTE   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                                 <Art. 15.
         Licenze di attingimento. Modifica  dell'articolo 70 della
                   legge regionale 27 aprile 1999, n. 10

          1. L'art. 70 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 è
       sostituito  dal   seguente:

          'Art. 70 -  1.  Nelle  more  dell'adozione  organica della
       disciplina in materia  di acque pubbliche di cui all'articolo
       69,  le licenze  di  attingimento  si  intendono  annualmente
       rinnovate su  richiesta  dell'interessato e previo versamento
       del canone relativo al genio civile competente.'>

       Comunico  che  sono  stati presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati: dagli onorevoli Miccichè ed altri 15.1 e dal Governo 15.2.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
  si  riferisce  ad  una  norma che in questi  giorni  è  stata  molto
  contestata  in  alcuni comuni dell'Isola che fanno  ricorso  a  quei
  decreti di attingimento di acqua, specialmente di  acqua  di  falda.
  Faccio un esempio molto vicino a noi: in  questi giorni il Consiglio
  di  giustizia  amministrativa  ha dato ragione al  comune  di  Santo
  Stefano  di  Quisquina,  nel  senso  che  ha  accettato  in  maniera
  inequivoca,  in  base  sempre  alla  'legge   Galli',   il   ricorso
  all'attingimento di una falda  acquifera nel comune di Santo Stefano
  di Quisquina; falda il cui emungimento, nel corso degli ultimi anni,
  ha provocato dei dissesti idrogeologici ma anche danni ai fabbricati
  sovrastanti.
       La relazione era stata molto dettagliata. Nonostante i ricorsi,
  le  proteste  dei   cittadini   di   Santo   Stefano  di  Quisquina,
  l'Amministrazione regionale ha continuato a dare autorizzazione alla
  società per l'emungimento di acqua ai fini dell'imbottigliamento.
       Questo la dice  tutta,  infatti  l'acqua  che  dovrebbe servire
  esclusivamente a  fini  pubblici,  e non privatistici, si continua a
  sperperare.
       Il Consiglio di  giustizia  amministrativa  ha  dato ragione al
  comune di Santo Stefano di Quisquina e oggi ci troviamo di fronte ad
  un  articolo che, in  base  ad  un  principio  di  proroga,  intende
  rinnovare a tutte  le  società che hanno avuto questa autorizzazione
  all'emungimento di acque pubbliche.
       Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  credo  che  questo
  emendamento dovrebbe essere  accantonato per avere un chiarimento da
  parte dell'Assessore  competente,  in  questo  caso  il  Commissario
  straordinario alle  acque, il  Presidente  della  Regione, onorevole
  Cuffaro.
       Vero è  che  le  piogge di quest'anno hanno arricchito le falde
  acquifere, ma  è  chiaro  che  per dare possibilità di aumento delle
  falde acquifere occorreranno  decine  e  decine  di mesi per potersi
  riempire.
       I maggiori esperti  in  materia  affermano  che  la  situazione
  idrica ancora non  si  è  completamente  stabilizzata, nonostante le
  recenti e incessanti piogge nella nostra Isola.
       Io ho  presentato l'emendamento soppressivo di questo articolo,
  però ne chiedo  l'accantonamento  per  poterlo  discutere  nel corso
  della trattazione dell'articolo 14.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio gruppo ha
  presentato un disegno di  legge  organico  in  materia di acque e di
  ripubblicizzazione dell'acqua in  Sicilia  e sarà bene che noi tutte
  queste questioni  legate all'acqua, all'emergenza idrica, cominciamo
  ad affrontarle in  maniera  organica in questa regione perché stiamo
  verificando come  l'avvio  del  processo  di  privatizzazione  della
  questione dell'acqua in Sicilia sta già provocando grossi danni.
       Noi interveniamo anche  qui  con  provvedimenti  parziali  e su
  settori in materia di  acqua aggiungendo confusione a quello che sta
  già avvenendo in questi mesi.
       Detto questo io,  onorevole  Assessore,  le  chiedo  di  potere
  modificare in ogni caso  questo articolo perché se noi affermiamo in
  modo tassativo  che,  sulla  base  della richiesta dell'interessato,
  annualmente viene rinnovata  la  licenza, io credo che noi imponiamo
  attraverso  una  norma   una   scelta   che   ha   bisogno   di  una
  discrezionalità e di  un pronunciamento anche dell'Ufficio del Genio
  civile.  Allora, almeno andrebbe inserito e rinnovato salvo espresso
  diniego.
       Le  chiedo  quindi  di  poterlo  accantonare per adeguarlo alla
  possibilità di un diniego. E qualora noi non lo esplicitassimo nella
  norma  invece  precluderemmo,  in  modo  assoluto,  sulla base della
  semplice richiesta della proroga della licenza.  Quindi, lei chiedo,
  onorevole  Assessore,  di  farsi  carico  di  un  subemendamento che
  esprima, in  modo  chiaro,  salvo un espresso diniego, la volontà di
  una  proroga. Altrimenti, credo che avremmo delle difficoltà.
       Già è  stata  citata  la vicenda del comune di Santo Stefano di
  Quisquina, dove,  tra  l'altro,  prima  o poi, ci sarà bisogno di un
  punto   di   chiarezza   sul   comportamento   di  tutti  i  livelli
  istituzionali  in  questa  vicenda, dalla Prefettura all'Assessorato
  regionale,  al  Presidente  della  Regione,  perchè probabilmente su
  quella vicenda  del  comune  di  Santo  Stefano di Quisquina ci sono
  interessi che si intrecciano, e non sempre trasparenti ...

     SAVARINO  Il Presidente della Regione non ha competenza.

     FORGIONE     Mi   consenta,   onorevole   Savarino... non  sempre
  trasparenti, e la Regione ha aggiunto scarsa trasparenza a interessi
  che già  non  sono  trasparenti  in  quel  comune,  con  un  sindaco
  coraggioso che invece sta facendo una battaglia di legalità.
       Io  credo  che,  a  partire da questo articolo, almeno dovremmo
  inserire  questo  elemento. Sul comune di Santo Stefano sarebbe bene
  che il  Governo  -  e  colgo  l'occasione  -  rispondesse  ad alcune
  interpellanze  parlamentari presentate già da alcuni mesi. E oggi ci
  troviamo  con  un  pronunciamento  -  lo  citava  prima  l'onorevole
  Miccichè - che dà ragione a quelle interrogazioni parlamentari.
       La materia dell'acqua - come sapete - è una materia complessa e
  complicata in Sicilia;  sarebbe bene anche  che  la  smettessimo con
  questo   commissariamento  dell'emergenza  idrica,   che   solo   un
  commissariamento ha un sistema di  affari  in  nome  dell'emergenza.
  Prima o poi ci sarà un momento nel  quale  l'emergenza finisce e nel
  quale una Regione, che è commissariata,  non  sia  commissaria di se
  stessa;  un  Presidente  della Regione che in qualità di commissario
  non sia commissario di se stesso.
       Ma  questo  è  un  altro  discorso,  prima  o  poi  ci  dovremo
  ritornare. Intanto le chiedo di poter modificare questo articolo.

     SAVARINO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SAVARINO   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  condivido
  parzialmente  quanto detto dai miei colleghi,  cioè  il  dubbio  sul
  fatto che una licenza possa valere  a tempo indeterminato e, quindi,
  condivido la parte in cui si  possa  immaginare un inserimento nello
  stesso   articolo  di  una  possibilità   di   diniego   oppure   di
  un'espressione di un parere favorevole del  Genio  civile al momento
  in cui acquisisce il versamento.
       Proprio  per non lasciare adito  alla  possibilità  che  questa
  licenza,  in considerazione dei tempi che possono cambiare, e quindi
  i  cittadini  di Santo Stefano possano trovarsi nel caso giustamente
  ricordato poc'anzi dall'onorevole Miccichè - ma esistono sicuramente
  anche altri  casi - in una situazione diversa rispetto al momento in
  cui la licenza è stata data.
       Quindi,  la  correzione  la  condivido  e  sono d'accordo.  Non
  condivido  la  demagogia  del  discorso  dell'onorevole Forgione che
  aspetta qualsiasi occasione per attaccare anche chi, nel merito, non
  ha  alcuna  competenza.  E,  purtroppo,  io  che  sono  agrigentina,
  onorevole  Forgione,  le  devo dire che finchè l'acqua arriverà ogni
  dodici,  tredici  giorni,  come  succede, l'emergenza esiste. Stanno
  lavorando  bene,   e  per  fortuna  si  sta  facendo  un  lavoro  di
  progettazione che,  ormai,  è  non  solo in itinere, ma è in fase di
  approvazione e  appalto,  e che ci fa ben sperare per il futuro.  Ma
  finchè  perdura  la  situazione  di  emergenza,  purtroppo, dobbiamo
  continuarne a parlare.

     FORGIONE  Di emergenza e anche di appalti, onorevole Savarino.

     SAVARINO  Onorevole Forgione, facciamo una commissione ...

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dobbiamo  parlare  di tante cose,
  ma adesso parliamo dell'articolo 15.

     SAVARINO  Onorevole Forgione, sa benissimo  che su questa materia
  come  su  qualsiasi  altra materia  che  comporti  un  atteggiamento
  moralmente  onesto e retto la mia  disponibilità  la  troverà,  l'ha
  trovata e la troverà sempre.

     PRESIDENTE   Siamo  all'emendamento  soppressivo 15.1.

     SAVARINO  Signor Presidente, ho fatto una proposta.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  aggiuntivo  15.2  del  Governo.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

     CRISAFULLI   Signor Presidente, c'è una  incongruenza  lessicale:
  "quest'ultimo" a chi è riferito?

     PRESIDENTE   Al  Genio civile, onorevole Crisafulli. In  sede  di
  coordinamento gli uffici provvederanno a chiarire la questione.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  io  apprezzo   la  disponibilità
  dell'onorevole Savarino che ha cercato di mettere una "pezza"  ad un
  articolo  che  fa  acqua  da tutte le parti, visto che  parliamo  di
  acqua.
       Io  avevo  chiesto l'accantonamento dell'emendamento e mi viene
  proposta  invece  una  norma  aggiuntiva  che, addirittura, peggiora
  l'articolo  E'  una sorta di silenzio-assenso: cioè se il parere non
  viene espresso entro trenta giorni s'intende accolto.
       Io, assieme ad altri che sono intervenuti dopo di  me,  abbiamo
  cercato  di mettere in luce la difficoltà dell'applicazione  di  una
  norma  alla luce di tutta una serie di fatti che hanno  riempito  le
  cronache.
       Pensate, per esempio, alla  speculazione  dell'imbottigliamento
  delle  acque  minerali.   Non è possibile che le acque  che  debbono
  servire   per   uso   potabile  vengano  imbottigliate  creando  una
  speculazione
       Io sono contrario non per una questione di principio  ma perchè
  ci troviamo di fronte ad un fatto grave: noi stiamo  dilapidando  un
  patrimonio, non abbiamo più acqua per uso potabile.
       In  passato,  quando passavo lungo alcune strade della Sicilia,
  mi fermavo  per  bere un po' d'acqua fresca dalle fontane siciliane;
  oggi sono  quasi  tutte  chiuse;, oggi posso, al massimo, trovare un
  rivenditore che  vende bottiglie di acqua minerale e che fa pagare a
  peso d'oro.
       Vorrei  che  vi  fosse  un  minimo  di  attenzione   su  questo
  argomento.   Non   basta   infatti  parlarne  nei  dibattiti,  nelle
  trasmissioni  televisive,  durante  le  proteste,  questa  è la sede
  giusta  per  parlare  di  questi  temi, per potere protestare contro
  questo uso privatistico dell'acqua.
       L'acqua è  un  bene  comune,  è  come  l'aria,  e  non  si  può
  privatizzarla.  tuttavia, questa norma non fa altro che privatizzare
  l'acqua,  la  buona  acqua,  l'acqua  delle  falde,  l'acqua  che  i
  siciliani da  sempre hanno bevuto e che da oggi non possono più bere
  perchè tutte le falde sono chiuse e sigillate in quanto vengono date
  ai privati  che  imbottigliano  l'acqua  e ce la fanno pagare a peso
  d'oro.
       Questo  emendamento addirittura  dà  la  possibilità  al  Genio
  civile di attuare  la procedura amministrativa del silenzio-assenso.
  Chiamamola così.  Perchè  cos'altro  significa 'salvo diverso avviso
  di quest'ultimo? Si riferiscono  forse al Genio civile le parole 'da
  esprimersi entro trenta giorni'?  E trascorso il trentunesimo giorno
  si dà la concessione? E' una vergogna

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  intendo
  intervenire  nel merito dell'emendamento. Vorrei parlare sull'ordine
  dei lavori e  non  per  raccogliere  la  provocazione dell'onorevole
  Forgione,  ma  in   un'Aula   distratta   che   affronta   argomenti
  particolarmente importanti certe accuse  o  le  si motivano o non si
  fanno. Non è possibile tollerare, nel rispetto delle idee politiche,
  che  qualcuno intervenga parlando  di  emergenza  e  di  come  venga
  gestita l'emergenza.
       Vorrei che sul punto  si  facesse chiarezza. Mi dispiace che il
  Presidente della Regione non sia presente.

     FORGIONE  Anche a noi, dispiace che non sia presente in Aula.

     TURANO   Sono consapevole del suo dispiacere, onorevole Forgione.
  Però lei non  deve  rivolgere  simili  accuse  se  non è in grado di
  motivarle.

     FORGIONE  Le faccio in modo pubblico; le faccio in modo corretto.

     TURANO   Lei  non  sta  facendo una provocazione, lei sta facendo
  affermazioni che deve  potere  documentare.  Diversamente,  noi  non
  siamo disposti nè a raccogliere le sue provocazioni, nè ad ascoltare
  le sue affermazioni.

     FORGIONE   Ho  detto  meno  di  quello  che  ha detto il generale
  Iucci.

     CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo sia
  utile ritornare nel merito della proposta del disegno di legge della
  Commissione.
       Il tentativo - presumo  -  che  sta  facendo  la  Commissione è
  quello d'introdurre una  nuova  normativa  che  anzichè sottoporre a
  continui pareri, su richieste dei concessionari, per avere rinnovata
  la concessione, anzichè fare  questo  e  avere  i  pareri  dei  Geni
  civili, si vuole rendere tutta la procedura automatica.
       Credo  che  nel  merito  non  si  possa  che essere favorevoli.
  Perchè  oggi   come   funziona   la   procedura?   Un   cittadino  è
  concessionario di  un  pozzo  per attingimento di una certa quantità
  d'acqua; scaduta la concessione, egli deve presentare la richiesta e
  gli uffici del Genio  civile  devono istruire una nuova pratica.  Lo
  dico a proposito della trasparenza.
       Lei si renderà perfettamente conto, onorevole Forgione, che più
  istruttorie ci  sono  più  diventa complicata la vita del cittadino.
       Rendere automatico il rinnovo di concessione, previo versamento
  del dovuto, credo serva a facilitare il funzionamento della macchina
  amministrativa per dare la relativa concessione.
       L'osservazione  perchè  nasce?  Nasce perchè qualora ci sia una
  necessità  sovrastante pubblica  ad  utilizzare  l'acqua  di  quella
  concessione  si dà per scontato  che  se  il  Genio  civile  non  si
  pronunzia nel termine  dei  trenta  giorni dovrebbe potersi ritenere
  rinnovata.
       Questo comunque non risolve il problema, perchè a fronte di una
  esigenza  pubblica,  lei  sa  meglio  di  chiunque  altro,  non  c'è
  interesse privato che tenga;  perchè  se  c'è siccità, anche l'acqua
  di  una  piscina   privata  può  essere  requisita.  Chiunque  degli
  spegnitori:  Vigili del  fuoco,  Guardia  forestale,  o  altri  sono
  autorizzati a prelevare l'acqua, spegnere l'incendio, poi di vedrà.
       Se questo è assodato non capisco bene tutta questa alchimia che
  si deve  mettere  in  campo  per  cercare di avere autorizzazioni...
  Se  si  dovesse   incendiare   dopo   il  trentunesimo  giorno  cosa
  succederebbe?   Il  problema   qual  è?  Fatte  salve  le  necessità
  pubbliche contemplate dalla  normativa del testo unico, credo questa
  sia una sostanziale accelerazione dei meccanismi di utilizzazione di
  un bene che è stato  già  concesso  in  un  dato momento dall'organo
  tutore che è il Genio  civile.
       Pertanto, mi permetto di dire al Governo, se mi aiuta in questo
  sforzo l'onorevole Assessore,  il  quale  oggettivamente  ha qualche
  difficoltà ad essere 'tuttologo', ma comunque mi auguro che riesca a
  seguirmi.  Dicevo, credo che  il  Governo  più  che  accogliere  una
  preoccupazione legittima dell'Aula, ma che non si risolve con questo
  emendamento del Governo, deve  casomai  fare  in modo che gli uffici
  del Genio civile  qualora  avessero  necessità attivino i meccanismi
  previsti dalla normativa in vigore.
       Mi  auguro  pertanto   che   il   Governo   colga   questa  mia
  sollecitazione ed eviti  di  appesantire un testo appronvandolo così
  come era stato proposto.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho ascoltato tutti gli interventi
  che   si   sono   succeduti  su  questa  materia  che  certamente  è
  appassionante, per ovvi motivi, però dando per scontato che dobbiamo
  assolutamente legiferare, dato  che  la  normativa relativa a questa
  materia è transitoria, devo  prendere atto che gli interventi che si
  sono succeduti, specie  nella  prima  fase del dibattito, sono stati
  tutti tesi alla  ricerca  di un chiarimento e quindi sostanzialmente
  le tesi sia dell'opposizione che della maggioranza sono andate nella
  direzione   di   coinvolgere   il   Genio   Civile,   come   ufficio
  chiarificatore qualora sorgessero delle difficoltà di questo genere.
       Devo dire che gli interventi successivi al subemendamento da me
  presentato hanno creato  le  condizioni  affinchè il problema, nella
  sua essenza, rimanesse  aperto.  Però  il Governo dopo l'emendamento
  presentato non può  che  confermare  l'orientamento  dato.  E quindi
  questi ultimi sei mesi,  questi  prossimi  sei  mesi,  serviranno  a
  verificare la bontà della norma  e qualora, così come è stato detto,
  dovesse  verificarsi   un   appesantimento   della   procedura,  non
  mancheremo in sede legislativa  di  operare  una  rettifica.  Il che
  significa  che  l'orientamento  che  è  stato  dato  diventa  quello
  definitivo.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE .   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
  farvi perdere tempo. L'assessore Pagano ha ragione quando dice che i
  diversi  interventi lo  hanno  quasi  convinto  a  rimettere  questo
  emendamento.  Però gli interventi  di  alcuni colleghi mi hanno dato
  la sensazione come se  fossimo  deputati della regione Toscana e non
  deputati  della  Sicilia.
       Forse non conosciamo  o  non  sappiamo,  onorevole Miccichè, le
  sofferenze che ci  sono  dietro  questo articolo. Infatti moltissime
  concessioni date al prelievo  non sono concessioni speculative - tra
  poco  tratterò  anche di  Santo  Stefano  di  Quisquina  -  ma  sono
  concessioni  di   necessità.   Esistono  tanti  piccoli  agricoltori
  possessori  di un pozzo da  cui  si  può  emungere  pochi  litri  di
  acqua...

     MICCICHE'  E allora specifichiamoli.

     LO GIUDICE .  Ti  prego   Sono  ormai  abituato  a  questo... non
  volevo intervenire sul discorso dell'emergenza idrica, Ma ogni volta
  che si parla di acqua  mi  devo  scontrare  con  una barba. Prima mi
  scontravo con la barba  dell'onorevole Basilio Vella, ora mi scontro
  con la barba dell'onorevole  Forgione.  Questo  è  il  mio  destino.
  Perché   appena  si parla  di  queste  cose  avete  la  capacità  di
  trasformare  cose pulite,  cose  belle,  cose  egregie,  momenti  di
  servizio, in momenti bui e  momenti  oscuri.  E  questa  è  una cosa
  antipatica  per  quest'Aula.  Onorevole  Micciché, lei  confonde  il
  discorso...   state  difendendo  il  Sindaco  di  Santo  Stefano  di
  Quisquina perché  per caso  è  un sindaco di Rifondazione Comunista.
  Una delle poche mosche  bianche  che esistono in Sicilia. Esistono a
  Santo Stefano di Quisquina  due problemi, il primo riguarda le acque
  da  imbottigliare.  Questa richiesta, onorevole Micciché, l'ha posta
  il  Sindaco  di  Santo Stefano di Quisquina per potere imbottigliare
  centomila litri di acqua nelle ventiquattro ore...

     FORGIONE   Non è vero, onorevole Lo Giudice. Lei è disinformato.

        LO  GIUDICE   ....  per  imbottigliare 100 mila litri di acqua
  nelle  24 ore.  Lo sa a quanto corrispondono? A un litro e 10 grammi
  di  acqua  al  secondo.  Significa che imbottigliano da una sorgente
  dalla quale esce acqua altamente pura, quasi mineralizzata, un litro
  di  acqua  al  secondo.  Questo  dramma non c'è, e tra l'altro è una
  richiesta  di  concessione  che ha fatto il sindaco di S. Stefano di
  Quisquina.  Non c'è speculazione, ma se c'è, l'ha fatta chi ha fatto
  la  richiesta.  Non  dobbiamo  chiamare  in  causa né il Commissario
  regionale né il Governo della Regione.
       Il secondo  riguarda  invece  altri  due  pozzi, uno denominato
  pozzo S. Elia ....

     FORGIONE  Ma com'è che è così informato?

        LO GIUDICE  .  Si  sono  informato  perché  io ben li conosco,
  non  faccio   polemiche,  faccio  cose  diverse,  mi  interesso  dei
  problemi, perché li  soffro, perché  appartengo ad una provincia che
  è  tra  le   province   più  assetate  d'Italia.  Ma  quando  si  ha
  sensibilità,  onorevole  Forgione,  non  bisogna  per  forza  essere
  commissario o vicecommissario.  Si è deputati eletti dal popolo e si
  debbono fare gli interessi della gente.
       Parlavo della sorgente  S.  Elia  che trovasi sotto S.  Stefano
  di Quisquina: è  un  bacino  che ha proporzioni immense, arriva fino
  alla periferia del comune di Cammarata e va a finire in provincia di
  Palermo.  Il  pozzo  di  S.  Elia  poteva emungere, in un momento di
  grande  siccità, di grande difficoltà, 20 litri di acqua al secondo.
  Lo sai perché  non funziona?  Non perché  c'è il sindaco che vuole o
  non  vuole,  ma  perché  c'erano  gli  impianti  guasti e non poteva
  funzionare.
       Poi  c'è  un  altro  pozzo,  sul  lago  Leone,  che  può  dare,
  trivellato gratis  con  gli impianti dell'ESA, 100 litri di acqua al
  secondo,  per  dare  acqua  alla  tua  gente.
       Caro  onorevole  Micciché  l'acqua non si dà con le passeggiate
  notturne  o  con  le  marce - con le marce si rischia la salute e la
  vita  -  ma l'acqua si dà lavorando, creando le premesse, studiando,
  creando  le condotte.  Queste cose in modo egregio le sta facendo il
  Governo della Regione.
       Per  quanto  riguarda  le  sporcizie  che vi escono dalla bocca
  tutte   le   volte   che   intervenite,  mi  danno  il  senso  della
  mortificazione  perché  dai  miei  colleghi  io mi aspetterei che si
  facessero interventi diversi, positivi e costruttivi.
       Onorevole  Pagano, i miei complimenti per questo articolo sulla
  finanziaria. Se vuole, per evitare lungaggini burocratiche, togliamo
  questo  emendamento.  Perché di solito sono concessioni trimestrali;
  gli  agricoltori della Sicilia chiedono la concessione per tre mesi,
  chiedono il nulla-osta e la concessione per i mesi di giugno, luglio
  e agosto per i periodi basilari per la nostra agricoltura.
       Onorevole  Pagano,  se  resta  questo  emendamento rischiamo di
  vanificare  il senso della concessione. Se resta io voto favorevole,
  ma la prego di rifletterci sopra.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Devo dire che le
  parole  dell'onorevole  Lo  Giudice mi hanno fatto commuovere per le
  corde  che  riesce a toccare.  Devo  prendere  atto  dell'intervento
  certamente positivo. Però il Governo non  può  cambiare  opinione ad
  ogni piè sospinto.  Il Governo ha preso  una  posizione sulla scorta
  di interventi che si sono verificati in un certo momento.
       Il Governo prende adesso l'impegno di verificare, da qui a fine
  anno, la fattibilità e la bontà  di  questo  subemendamento. Qualora
  fosse necessario cassarlo, lo farà con le  leggi  di  variazioni  di
  bilancio.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento 15.2 a firma del
  Governo. Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                  CONGEDI

     PRESIDENTE  Comunico che hanno  chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Beninati, Giambrone e Catania Franco.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
       Essendo presente in Aula l'onorevole Leanza Edoardo, il congedo
  precedentemente annunciato è pertanto superato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.553/A

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                                 "Art. 16.
          Recupero   risorse   derivanti   dalla  definizione  delle
                       pratiche di sanatoria edilizia

          1.  Per le istanze di sanatoria  o autorizzazione edilizia
       in  sanatoria per le quali, alla data di  entrata  in  vigore
       della  presente  legge,  non è stata  notificata  dal  comune
       richiesta  di  integrazione  documentale,  ma  devono  ancora
       essere    integrate    nella     documentazione    prescritta
       dall'articolo 35 della legge 28 febbraio 1985,  n.  47,  come
       sostituito dall'articolo 26 della legge  regionale  10 agosto
       1985,  n. 37 e dall'articolo 39, quarto comma, della legge 23
       dicembre  1994,  n.  724,  il  richiedente  la  concessione o
       autorizzazione  edilizia in sanatoria può presentare apposita
       perizia giurata a firma di un tecnico abilitato all'esercizio
       della  professione;  per dette istanze la perizia giurata può
       essere  presentata  anche in assenza della richiesta comunale
       di detta integrazione documentale.

          2. La perizia giurata deve asseverare l'esistenza di tutte
       le  condizioni  di  legge  necessarie per l'ottenimento della
       sanatoria,  ivi  compreso l'avvenuto pagamento del conguaglio
       dell'oblazione  dovuta  o l'avvenuta prescrizione del diritto
       al  conguaglio  a  debito o al rimborso dell'oblazione stessa
       nei  termini di cui all'articolo 35, comma 12, della legge 28
       febbraio 1985, n.47, come integrato dall'articolo 4, comma 6,
       del  decreto  legge 12 gennaio 1988, n. 2 convertito in legge
       con  la legge 13 marzo 1988, n.68 nonchè la presentazione del
       certificato   generale  del  casellario  giudiziale  previsto
       dall'articolo  39,  comma  1,  della  legge 23 dicembre 1994,
       n.724,  come  modificato  dall'articolo 2 , comma 37, lettera
       b),  della legge 23 dicembre 1996, n.662.  La perizia giurata
       deve altresì contenere gli estremi dell'avvenuta richiesta di
       parere  inoltrata  agli  enti  di  tutela  qualora  non possa
       asseverarsi l'avvenuto rilascio del parere degli stessi enti,
       al  fine  di  poter computare l'eventuale avvenuta decorrenza
       del  termine  perentorio  previsto  dal comma 6 e del termine
       perentorio  previsto per il tacito accoglimento delle istanze
       di   sanatoria   dal   presente  comma.  Decorso  il  termine
       perentorio di novanta giorni dalla ricezione di detta perizia
       giurata  da  parte  del  comune, qualora non venga comunicato
       all'interessato  alcun  provvedimento motivato di diniego, la
       concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria si intende
       accolta,  sempre  che si sia provveduto o si provveda entro i
       successivi  trenta  giorni  al versamento a favore del comune
       degli  oneri  concessori dovuti in base a quanto calcolato in
       via  provvisoria  dalla  perizia  giurata  e salvo conguaglio
       sulla  base  delle  determinazioni  degli  uffici comunali da
       adottarsi  entro  il  termine  perentorio  di cui al comma 3;
       nell'ipotesi  di rateizzazione si provvede con le modalità di
       cui al comma 5.

          3.Gli  uffici  comunali  devono effettuare  l'esame  delle
       perizie  giurate  anche successivamente  all'avvenuto  tacito
       accoglimento delle istanze di sanatoria e  comunque  entro il
       termine   perentorio   di   duecentosettanta   giorni   dalla
       presentazione  delle  istanze  medesime. Qualora  gli  uffici
       comunali rilevino dalla perizia giurata l'incompletezza della
       stessa  o la mancanza dei requisiti di  legge  necessari  per
       l'ottenimento   della   concessione   o   autorizzazione   in
       sanatoria,  il responsabile del  procedimento  amministrativo
       sospende  il  procedimento  e  sospende   la   concessione  o
       autorizzazione  in  sanatoria  eventualmente   già  assentita
       tacitamente,   dandone   comunicazione  al   richiedente   la
       sanatoria ed al redattore della perizia  giurata  che possono
       presentare  una  perizia  suppletiva tendente  a  superare  i
       motivi  della  sospensione,  entro  quindici   giorni   dalla
       notifica della stessa; entro il successivo termine perentorio
       di  quarantacinque giorni, il responsabile  del  procedimento
       può  denegare  la  sanatoria  richiesta e  può  annullare  la
       concessione   o  autorizzazione  edilizia   già   tacitamente
       assentita.  Il  responsabile del procedimento  notifica  agli
       interessati    l'annullamento    della     concessione      o
       autorizzazione  tacitamente  assentite.   Il   professionista
       redattore  della  perizia  giurata  assume  per tale atto  la
       qualità  di  persona  esercente  un   servizio   di  pubblica
       necessità  ai  sensi  degli  articoli 359 e  481  del  codice
       penale.

          4. Per le istanze di sanatoria per le quali  alla  data di
       entrata in vigore della presente legge è  stata già richiesta
       o  deve  ancora essere richiesta  dal  comune  l'integrazione
       documentale  di  cui  al  comma  1  è  consentito  effettuare
       l'integrazione anche  in  assenza  della perizia giurata.  La
       perizia giurata sostituisce  a  tutti gli effetti di legge la
       concessione  o  autorizzazione edilizia in sanatoria, qualora
       munita   di   certificazione   comunale   di  ricevimento  da
       rilasciarsi  all'atto  della presentazione e di dichiarazione
       da effettuarsi  da  parte  del  richiedente la sanatoria, che
       comprovi   l'avvenuto  pagamento  degli  oneri  concessori  e
       l'avvenuta  decorrenza  del  termine  perentorio  di  novanta
       giorni  dalla  presentazione  della  perizia  in  assenza  di
       determinazione comunale.

          5.Decorso il  termine  di  trenta  giorni  dalla  espressa
       richiesta notificata dal comune, il ritardato pagamento degli
       oneri concessori  dovuti  per  il  rilascio della concessione
       edilizia  in sanatoria comporta l'applicazione delle sanzioni
       amministrative previste  dall'art.  50,  lett.  b) e c) della
       legge  regionale   27   dicembre  1978,  n.  71;  il  mancato
       pagamento, decorso il  termine di cui alla citata lettera c),
       comporta   altresì  la  riscossione  coattiva  e  l'immediata
       iscrizione a ruolo delle somme maggiorate con dette sanzioni.
       All'iscrizione  a   ruolo  di  dette  somme,  oltrechè  delle
       eventuali spese  di  istruttoria  e  segreteria,  consegue il
       rilascio   della   concessione   edilizia  in  sanatoria,  da
       effettuarsi  anche   a   mezzo   di   recapito  al  domicilio
       dell'istante.  Gli  oneri  concessori  dovuti, aventi importi
       superiori  a 2.500 (duemilacinquecento euro), riguardanti gli
       oneri  relativi  al  costo  di  costruzione  e  agli oneri di
       urbanizzazione,   ivi   compreso   quelli  di  urbanizzazione
       pro-quota  di cui al comma 6, possono essere corrisposti fino
       ad un  massimo  di  6 rate semestrali di pari importo; in tal
       caso, gli interessati fanno pervenire al comune, entro trenta
       giorni  dalla  data di notifica dell'obbligo di pagamento, il
       prospetto delle rate in scadenza, comprensive degli interessi
       legali  calcolati  dalla  data di pagamento della prima rata,
       allegando  l'attestazione  del  pagamento  della  prima  rata
       medesima.

          6.   Gli  enti  di  tutela  di  cui  ai  commi   8   e  10
       dell'articolo 23 della legge regionale 10  agosto  1985, n.37
       devono  rilasciare  il  proprio  parere   entro  il  termine,
       perentorio    di  duecentosettanta  giorni  dalla   data   di
       ricezione della richiesta ed entro il  termine  perentorio di
       centottanta  giorni  dalla data di entrata  in  vigore  della
       presente  legge  per le richieste già  presentate  agli  enti
       prima  di  tale  data; decorsi tali termini  il  parere  deve
       intendersi favorevolmente reso. Il decorso  di  detti termini
       può  essere  sospeso  una  sola volta  dal  responsabile  del
       procedimento  per  richiedere  chiarimenti   e   integrazioni
       esclusivamente  agli  interessati  che  hanno   richiesto  il
       parere;  la  sospensione non può in nessun  caso  superare  i
       trenta  giorni,  trascorsi  i  quali il  termine  riprende  a
       decorrere.

          7. Gli oneri  di urbanizzazione ed il contributo sul costo
       di costruzione relativo  alle  opere  per  le  quali  è stata
       presentata istanza  di  condono edilizio ai sensi dell'art.39
       della legge 23 dicembre 1994, n.724 e successive modifiche ed
       integrazioni sono  quelli  vigenti  alla  data  di entrata in
       vigore della  presente  legge;  per la detrazione delle somme
       già versate, queste ultime vanno rese attuali. Per le istanze
       di sanatoria presentate  per le opere di cui all'articolo 31,
       comma 1, della  legge  28  febbraio  1985,  n.47,  il mancato
       pagamento, in tutto  o  in  parte, degli oneri di concessione
       comporta  l'applicazione  degli  interessi legali sulle somme
       dovute.

          8.  In  sostituzione della convenzione di cui all'articolo
       35,  comma 9,  della  legge  28  febbraio  1985,  n.47,  come
       sostituito dall'articolo 26 della legge 10 agosto 1985, n.37,
       gli oneri  di urbanizzazione pro-quota sono determinati nella
       misura  del   centocinquanta   per   cento   degli  oneri  di
       urbanizzazione   dovuti  per  l'ottenimento  della  sanatoria
       edilizia.

          9.  Il personale in servizio presso i  comuni  assunto per
       le finalità di cui all'articolo 14 della  legge  regionale 15
       maggio 1986, n.26 e successive  modificazioni deve completare
       l'esame delle pratiche di sanatoria  edilizia  e determinarsi
       sulle stesse entro un anno dalla data di  entrata  in  vigore
       della presente legge.

          10.   Il  primo  e  il  secondo  capoverso   del  comma  3
       dell'articolo 5  della  legge  regionale 31 maggio 1994, n.17
       sono così  sostituiti:

          '1.  Il  parere  dell'autorità  preposta alla gestione del
       vincolo  è   richiesto,   ai   fini   della   concessione   o
       autorizzazione edilizia in sanatoria, solo nel caso in cui il
       vincolo  sia  stato posto antecedentemente alla realizzazione
       dell'opera abusiva.

          2.  L'autorità  competente,  nel  rilasciare  parere,  può
       dettare   prescrizioni   che   comportino  l'adeguamento  del
       progetto  alle  esigenze  di  tutela  che  hanno  determinato
       l'apposizione del  vincolo.'

          11.  L'articolo  24  della legge regionale 24 luglio 1997,
       n.25 è  così  sostituito:

          '1.  L'adeguamento  degli  oneri  di urbanizzazione di cui
       all'art.5 della legge  28  gennaio  1977, n.10 e del costo di
       costruzione  di  cui  all'articolo  6  della  medesima  legge
       sostituito dall'articolo  7  della  legge  24  dicembre 1993,
       n.537, è determinato  dai  comuni entro il 30 ottobre di ogni
       anno.

          2.   I comuni  sono  tenuti  ad  applicare  gli  oneri  di
       concessione  aggiornati  dall'1 gennaio dell'anno successivo.
       Nelle  more della determinazione dell'adeguamento degli oneri
       di cui  al  presente  articolo,  le concessioni edilizie sono
       rilasciate con salvezza del conguaglio degli oneri stessi".

     SPEZIALE   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perchè ritengo che il Governo  abbia dato all'articolo 16 un rilievo
  eccessivo,  infatti,  ha   motivato   la  possibilità  -  attraverso
  l'applicazione di questo articolo  -  di  introitare  140 milioni di
  euro a sostegno dei comuni,  pertanto,  è uno degli articoli cardine
  della manovra finanziaria.
       Già nell'ambito della  discussione  generale avevo fatto notare
  al Governo che l'articolo, così  come  è stato formulato, non coglie
  nel modo più assoluto lo stato  dell'arte  che c'è in questo momento
  nei comuni, perchè parte da un  presupposto  errato e arriva a delle
  conclusioni errate. Il presupposto errato  è che da parte dei comuni
  ci sarebbe un ritardo  nella procedura di approvazione delle licenze
  di concessione di condono  edilizio,  e  questo  ritardo comporta il
  fatto che non vengono rilasciate le concessioni e, conseguentemente,
  non   vengono   pagati   gli   oneri   concessori,   le   opere   di
  ristrutturazione e i costi di costruzione.
       In realtà, onorevole Pagano - non so se lei ha fatto uno studio
  in  proposito  -  espongo   adesso   l'esperienza   del  comune  più
  significativa, della mia città,  dove  il fenomeno dell'abusivismo è
  stato  più  esteso  e   più   largo.
       La situazione che intendo  rappresentarle, è questa:  il comune
  ha  esaminato  le  pratiche   di   sanatoria,  la  documentazione  è
  praticamente completa. Come tutti  sanno  la legge 47 prevedeva, fra
  l'altro, che il comune  doveva  dichiarare l'ammissibilità di alcune
  pratiche  e  la  non   ammissibilità   di  altre.  Per  esempio,  le
  concessioni  edilizie che  riguardavano  l'abuso  edilizio  su  aree
  destinate dal piano regolatore  generale  a  scuole  o ospedali, non
  potevano essere considerate ammissibili,  tranne  che  il comune non
  procedeva, obbligatoriamente, attraverso una variante.
       Per  tutto  il resto,  invece,  i  comuni  dovevano  dichiarare
  l'ammissibilità alla sanatoria e  scattava,  quindi, una procedura -
  dopo che i cittadini  avevano  pagato l'oblazione - che presupponeva
  la presentazione di un progetto, cioè la richiesta di concessione, e
  quindi un rapporto con il  cittadino  il  quale doveva completare la
  documentazione. A me risulta  che  gran parte della documentazione è
  stata regolarmente presentata.
       La questione è che  molti cittadini, malgrado siano in presenza
  di  una  condizione  di  vantaggio  del  pagamento  delle  opere  di
  urbanizzazione, non hanno  ritirato  la concessione perchè, rispetto
  al momento in cui si è  consumato  l'abuso,  il manufatto edilizio è
  oggi di fatto fuori mercato. Chi  ha costruito un primo, un secondo,
  un terzo piano e qualche volta  un  quarto  piano,  ne ha completato
  soltanto uno perchè gli altri tre sono fuori mercato.
       Da  parte del cittadino c'è  la  non  volontà  di  ritirare  la
  concessione edilizia, e a nulla vale  che  nella norma si preveda la
  possibilità di rateizzare, perchè  questo è già previsto.  Qualunque
  amministratore  sa che i  comuni  possono  rateizzare  le  opere  di
  urbanizzazione in diversi periodi,  averlo  previsto nella norma non
  accelera,  non  aiuta  assolutamente,  quindi,  non  presuppone  una
  condizione di vantaggio.
       La questione principale che va affrontata - e il modo in cui il
  Governo l'affronta è sbagliata -  è  creare le condizioni affinché i
  manufatti edilizi incompleti dei  medi  e  piccoli  centri siciliani
  possano essere - attraverso un intervento straordinario di recupero,
  non sui manufatti ma  sulle  condizioni generali - resi "appetibili"
  sul piano del mercato  permettendo  quindi  ai  cittadini  di potere
  attivare la proposta di pagamento delle concessioni.
       La norma, così come  é  formulata,  non  porterà alcun introito
  alla la Regione - fra l'altro  la  Regione  non c'entra nulla perché
  non  percepisce somme derivanti  dal  pagamento  concessorio  che  é
  dovuto ai Comuni - e, in  ogni  caso, non produrrà neanche, da parte
  dei Comuni, la possibilità di introitare risorse.
       Onorevole Assessore, la previsione che è scritta nella norma, e
  cioé  che il Comune interviene  coattivamente,  non è una novità, lo
  può fare già da adesso. Pertanto, le chiedo: come pensa che si possa
  intervenire coattivamente nei confronti  di  migliaia  e migliaia di
  costruttori abusivi che,  malgrado  abbiano  completato la procedura
  approvativa del progetto, non abbiano inteso ritirare la concessione
  edilizia?
       E' una questione tanto  importante  che,  affrontarla  in  modo
  ragioneristico, é  assolutamente  sbagliato.Mi sono permesso di fare
  alcune obiezioni, chiedendo al  Governo di ritirare l'articolo 16, e
  affrontare la questione in una visione di intervento urbanistico. In
  quel contesto si potrebbe trovare il modo di recuperare i manufatti,
  aumentando così la possibilità  di  entrare  nel  mercato e, quindi,
  incentivare in qualche modo  il  pagamento  degli oneri concessori e
  delle opere di urbanizzazione.  Il  Governo, invece, ritiene di fare
  una manovra che serva ad introitare  risorse  da  dare ai Comuni; ma
  questo presuppone, nel tempo,  una  riduzione  dei  trasferimenti ai
  Comuni.  Onorevole  Assessore,  con   questo  non  voglio  fare  una
  previsione pessimistica.

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  siccome  anche  il  Governo  é
  d'accordo   potremmo,   accogliendo  la  sua  proposta,  accantonare
  momentaneamente gli articoli  16,  17 e 19 mentre la Presidenza si é
  formata la  convinzione  che  l'articolo  18 debba essere dichiarato
  improponibile in modo tale da potere....

     SPEZIALE   Signor Presidente,  sull'articolo  19  era  maturato -
  almeno così era stato  comunicato dal Presidente dell'Assemblea - lo
  stesso orientamento che lei ha testè manifestato sull'articolo 18.

     PRESIDENTE  Onorevole Speziale,  in  questo  momento  la proposta
  della Presidenza é  di accantonare gli  articoli  16,  17  e 19 e di
  dichiarare improponibile l'articolo 18.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza ha
  proposto l'accantonamento di  una  norma  riportata nell'articolo 16
  che, invece, é  necessario  affrontare  ed  approvare subito. Questa
  norma non può essere frutto  di  nessuna  mediazione  perché serve a
  chiudere due sanatorie edilizie:  una  del  1985,  riferita ad abusi
  prodotti fino al 1984, e l'altra del 1995 per abusi prodotti fino al
  1994.  Significa che stiamo  arrivando  a  festeggiare  i  vent'anni
  della sanatoria del 1985 e i  dieci  anni  della sanatoria del 1995.
  L'onorevole Speziale può fare tutte le lezioni di questo mondo sulle
  sanatorie e sugli abusivi, visto  che  viene  da un Comune governato
  dalla sinistra dove l'abusivismo é  imperante.

     SPEZIALE  Quando c'era l'abusivismo lo governava la destra

     ACIERNO  Mi rendo conto che  c'é  la  necessità  di  garantire  i
  cittadini onesti che, prima  di realizzare una costruzione, chiedono
  le autorizzazioni nel rispetto della legge.

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno, dovremmo intervenire ...

     ACIERNO  Signor Presidente, sto intervenendo sulla proposta della
  Presidenza che é quella di accantonare.

     PRESIDENTE  Quella della Presidenza, onorevole Acierno, non é una
  proposta bensì una comunicazione.

     ACIERNO  Signor Presidente, se  mi  fa concludere l'intervento le
  spiego perché dal mio punto di vista é una proposta.
       Noi abbiamo la necessità  di  garantire  la  legalità anche per
  evitare che, poi,  intervenga  giustamente  l'onorevole  Forgione  a
  ricordarci in ogni momento che noi  vorremmo,  a suo dire, essere il
  simbolo dell'illegalità.
       Chiudere le sanatorie  significa  mettere  i  cittadini  onesti
  nelle condizioni di pagare le  tasse che derivano dalla proprietà di
  un immobile; servono ai comuni a  incassare le tasse che sono dovute
  ai  cittadini  quando si  edifica.  Il  Governo,  anziché  stare  al
  telefono,  dovrebbe  cercare di  essere  più  presente  rispetto  ai
  "dictat" che minuto dopo minuto  arrivano  in quest'Aula come se non
  ci fosse più una maggioranza.
       Signor Presidente, per quanto  concerne  l'articolo 18 - sempre
  col massimo rispetto per le  decisioni  di  questa  Presidenza - non
  credo ci sia più il  tempo  per dichiarare inammissibile un articolo
  che è già all'esame  dell'Aula perchè l'inammissibilità andava fatta
  prima di esitare il testo per  l'Aula, si sarebbe dovuto fare già in
  sede di commissione. Poichè l'articolo  18 serve a garantire a degli
  onesti cittadini che hanno acquistato delle case in regola con tutte
  le norme vigenti, e  soltanto  una  mano  delinquenziale  ha  potuto
  pensare  di  produrre gli  effetti  che  in  queste  proprietà  sono
  intervenuti, questa Regione ha  il  dovere  di  tutelare i cittadini
  onesti.
       Pertanto, per quanto  mi riguarda dichiarare oggi improponibile
  un articolo che è nel  testo  licenziato  per  l'Aula  della  nostra
  finanziaria, solo perchè viene richiesto  in  un accordo al di fuori
  dell'Aula dai gruppi  dell'opposizione,  è  mortificante  per questa
  maggioranza. E' veramente mortificante

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno,  l'improrogabilità è una decisione
  della Presidenza che non attiene ad  alcun  tipo  di mediazione e ad
  alcun tipo di accordo dentro o fuori quest'Aula.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.

     LEONTINI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, che un dibattito
  in Aula possa evidenziare ragioni  in  base  alle  quali un articolo
  possa essere sottoposto ad ulteriori approfondimenti è plausibile ed
  è legittimo, se al seguito  di alcuni interventi - nella fattispecie
  l'intervento  dell'onorevole  Speziale   che   sull'articolo  16  ha
  evidenziato alcune incongruenze, dal suo  punto  di vista - si possa
  ritenere di sottoporre l'articolo ad ulteriori approfondimenti, e si
  possa decidere di accantonarlo.  Questo  fa  parte sicuramente della
  logica e delle regole dell'Aula.
       La decisione, però,  preventiva  e pregiudiziale di accantonare
  altri articoli, come il 17 e  il  19 - specifico perchè mi riferisco
  solo a questi due e non  all'articolo  18  del  quale parlerò subito
  dopo - a me sembra, a noi  della maggioranza sembra, io parlo a nome
  del mio gruppo, ma avendo  scambiato  una  opinione  con  i colleghi
  capigruppo di tutta la  maggioranza  ritengo di potere rappresentare
  una opinione concorde, a  noi  sembra che la decisione pregiudiziale
  di accantonare articoli che  non  sono nemmeno stati sottoposti alla
  discussione sia da correggere e da valutare in modo diverso.
       Questi  sono  due   articoli   che   la   maggioranza   ritiene
  qualificanti   e   fondamentali    nel   tessuto   e   nell'impianto
  dell'articolato della finanziaria, e  non  si  ritiene  che  possano
  essere  così superficialmente  e  leggermente  accantonati  in  modo
  pregiudiziale e preventivo.
       Diceva bene l'onorevole Acierno poc'anzi: l'articolo 17 è quasi
  una  norma  manifesto  che  allinea  la  Sicilia  ad  una  normativa
  nazionale che la vedeva in  ritardo  di  decenni  rispetto  a questa
  materia e a queste indicazioni.
       Per quanto riguarda l'articolo  19  abbiamo più volte, in tutte
  le sedi, sottolineato che si tratta  di  una norma finalizzata ad un
  incremento di entrate. Lo abbiamo detto anche in Commissione, signor
  Presidente, mi sorregga o mi  corregga  se  io  dico cose sbagliate.
  Quindi,   a  me  pare  che  non   si   possa   e   non   si   debba,
  pregiudizialmente, accantonare né l'articolo 17, né  l'articolo 19.
       Per quanto riguarda l'articolo  18,  è  vero  che il Presidente
  Fleres poc'anzi sottolineava che  la decisione della Presidenza può,
  in certi momenti, essere  insindacabile  e  non ascrivibile ad altre
  sedi se non alla decisione  della  Presidenza.  Però,  poichè c'è un
  emendamento soppressivo che  consente  alla  maggioranza  concorde e
  alla minoranza - ove la minoranza  accedesse  a  questa ipotesi - di
  sopprimerlo, l'emendamento soppressivo  non  costringe la Presidenza
  ad entrare nel merito dell'ammissibilità o inammissibilità in quanto
  trattasi di articolo che è stato  già ammesso alla discussione in II
  Commissione  e  portato   in   Aula.   Dichiararlo  inammissibile  a
  dibattito già inoltrato sembra essere una forzatura.
       Non  è  necessario   entrare  nella  forzatura  perché  c'è  un
  emendamento soppressivo che, mi pare di capire, concordemente l'Aula
  vuole votare.
       Quindi, utilizziamo  l'emendamento  soppressivo  e  sopprimiamo
  l'articolo 18, ma sull'articolo  17  e l'articolo 19 preannunzio, da
  parte del mio Gruppo,  una  posizione  finalizzata  a mantenerli, ad
  alimentare il dibattito, per  difenderli  e  sostenerli.  Si tratta,
  infatti, di due norme manifesto che,  ove  ce  ne fosse bisogno, noi
  dobbiamo ulteriormente illustrare  come norme manifesto perché  sono
  delle norme di civiltà, delle  norme  che  tendono  ad  allineare la
  Sicilia ad una normativa nazionale  e,  quindi,  a fare recuperare i
  ritardi delle norme finalizzate ad incrementare le entrate.
       Si tratta di  norme  perfettamente congeniali con quello che la
  legge  prescrive  debbano  essere  i  contenuti  qualificanti  della
  finanziaria e,  quindi, pregiudizialmente accantonarle sembra essere
  la conseguenza - come diceva il collega che mi ha preceduto - di una
  mediazione intervenuta non si sa dove,  non  si sa perché, non si sa
  come, del cui inizio noi non  abbiamo  avuto  contezza  e  della cui
  fine, cosa più grave, non abbiamo avuto contezza, per cui è cosa che
  non ci riguarda.
       Ci  riguarda,  invece, sostenere  ciò  che  la  maggioranza  ha
  portato prima in Giunta, poi in  Commissione  e  poi in Aula, perché
  sono le norme della  nostra  buona  amministrazione, del nostro buon
  Governo.

     PRESIDENTE  La  proposta  della Presidenza riguardava soltanto il
  fatto che tutte e  tre  le  disposizioni, per  le quali si suggeriva
  l'accantonamento, riguardavano materia di natura urbanistica, quindi
  per omogeneità di argomento.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  avremmo bisogno, soprattutto in  materia  urbanistica,  di  un testo
  organico  che semplifichi tutta  la  normativa  esistente,  aiuti  i
  comuni  nel  governo  e  nella  gestione  del  territorio,  assicuri
  trasparenza  in  rapporto anche  alle  normative  sugli  appalti  e,
  soprattutto, salvaguardi il territorio.
       Invece, qui, noi  troviamo  interventi in materia di abusivismo
  che di fatto operano uno scambio, monetizzano una illegalità.  Tutto
  viene fatto in nome  di  maggiori entrate, quando invece noi avremmo
  bisogno di un altro tipo di normative, di un altro tipo di filosofia
  che intervenga in materia urbanistica.
       Per questo abbiamo detto e abbiamo chiesto in questi giorni, in
  nessuna trattativa segreta  e  in  nessuna mediazione, che su queste
  materie sarebbe bene  intervenire  in  modo  organico  e fuori dalla
  legge finanziaria.
       Il Governo lo ha fatto per la famiglia; il Governo ha accettato
  questa impostazione per  la legge sugli appalti. Qui interveniamo in
  materia urbanistica e non  si  capisce  perché non si debba fare una
  finestra apposita per tutte quelle parti della legge finanziaria che
  riguardano la normativa urbanistica.

     ACIERNO  Onorevole Forgione  siamo  noi  che  stabiliamo  come si
  fanno le cose

     FORGIONE  E infatti voi stabilite come  vanno le cose  E parlo di
  quell'articolo 18 che lei  ha  citato,  onorevole  Acierno,  che noi
  vorremmo nominare e vorremmo  qualificare. Mi dispiace che si chiama
  articolo 18 ...

     ACIERNO  Si chiama sanatoria Orlando.

     FORGIONE   ... perché in  questo  caso  io  sono  dell'avviso  di
  sopprimerlo  mentre,  come  sapete,   noi  siamo  per  difendere  ed
  estendere  un  articolo  18   che  è  molto  più  importante,  anche
  attraverso un referendum. Ma in questo caso noi siamo per abolirlo.

     CRACOLICI  E' stato dichiarato improponibile.

     FORGIONE  Dato che si  è  parlato  di mano delinquenziale che non
  sana questi abusi...

     ACIERNO  Come sempre lei è informato male

     FORGIONE   No, lo ha  detto  lei  mano  delinquenziale   La  mano
  delinquenziale è quella che  ha  costruito,  attraverso l'impresa di
  tale Michele Greco e della  sorella  Rosetta,  lo  scempio  di Pizzo
  Sella che è diventato il simbolo  del  rapporto tra cemento, mafia e
  scempio del territorio in tutto il  mondo  e  che,  con questa norma
  fatta  ad  hoc,  qualcuno  -   e  bisognerà  capire  chi,  in  quale
  commissione, in quale settori del governo - proponeva di sanare.
       Questa è la mano delinquenziale che noi oggi, con una decisione
  saggia della Presidenza, vogliamo impedire.

     ACIERNO  Vada alla Procura della Repubblica a dire queste cose se
  ne ha contezza

     PRESIDENTE  E' iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cintola.  Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  perché  tanta
  confusione  quando  il  Regolamento  recita,  in  termini  sereni  e
  inoppugnabili che il Presidente dell'Assemblea può, come suo potere,
  non discrezionale ma forte, rendere inammissibili qualsiasi articolo
  prima di iniziarne la discussione?
       Questo è il Regolamento.  Poi  c'è  una  volontà  politica,  la
  volontà politica può estrinsecarsi come la si vuole.
       Il   Gruppo  dell'UDC,   prima   ancora   che   il   Presidente
  dell'Assemblea avesse dichiarato  improponibile l'articolo 18, aveva
  già annunciato ufficialmente che era contro l'articolo 18.
       Restiamo  contro l'articolo  18  e  voteremo  contro  qualsiasi
  impostazione diversa da questa.  Per  cui  il  volerlo  bocciare non
  dipende dalla volontà del singolo deputato.
       Lo scempio non si può  difendere  in Aula quando questo è stato
  fatto, e me ne assumo interamente la responsabilità.
       Io  sono  contrario al  fatto  che  si  possano  accantonare  o
  rinviare gli articoli 17 e 19, per  i  quali  noi diciamo che si può
  andare avanti; questi hanno avuto il parere della Commissione e sono
  entrambi ammissibili, e noi li voteremo.
       Nessun accordo trasversale, anche  se è stato annunciato da chi
  è assente e tutti i poteri  non  aveva per annunciarlo. Gli articoli
  17 e 19, nel momento stesso  in cui lei, signor Presidente, ha detto
  che  non sono inammissibili,  possono  essere  accantonati  per  una
  migliore discussione, ma non possono essere che portati all'Aula per
  la discussione e la votazione. Pertanto il Gruppo dell'UDC condivide
  gli articoli 17 e 19 e ne auspica l'approvazione.

     PRESIDENTE  E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

     FORMICA  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  quest'Aula
  abbiamo assistito spesso  alla  rivendicazione, giusta e sacrosanta,
  da parte dei membri di questo Parlamento, della autonomia necessaria
  ed indispensabile, richiamando appunto  al  Parlamento stesso e alle
  istituzioni il compito di  fare  le  leggi.
       Appare, quindi, strana la  situazione  che  si  sta  creando in
  questo momento, cioè che c'è  una parte dei deputati, rinunciando al
  proprio  compito  di   parlamentari,   invocano   da  altri  poteri,
  l'eliminazione dal disegno di  legge che stiamo esaminando di alcuni
  articoli, a seconda che questi articoli vengano reputati convenevoli
  o meno.
       Rivendico  al  parlamento  il   ruolo  e  la  funzione  che  al
  parlamento  appartengono  e,  per   esso,  a  ciascuno  dei  singoli
  componenti di questo Parlamento.
       La  finanziaria   è   arrivata  in  Aula  con  un  giudizio  di
  ammissibilità, almeno per quanto riguarda il testo della finanziaria
  stessa. E'  giusto  che  su  ogni  articolo  il  Parlamento si possa
  esprimere ed ogni  parlamentare  possa  dire la sua, per dare poi la
  possibilità a tutti  di  votare.
       Ci sono articoli, come il  18,  che hanno visto i parlamentari,
  senza colore politico, impegnati in una discussione - ieri o l'altro
  ieri  non  ricordo  bene,   e   stamattina   stessa,  mi  suggerisce
  l'onorevole Cintola -, e i parlamentari di entrambi gli schieramenti
  sono arrivati alla conclusione  che  quell'articolo,  così  come era
  concepito, doveva essere per lo meno bocciato.
       Peraltro, sugli altri articoli 16, 17 e 19, per i quali - a mio
  modo di vedere, e parlo  per Alleanza Nazionale -, inopinatamente, è
  stato  annunciato un  accantonamento,  ritengo  che,  essendo  stati
  ammessi alla discussione,  debbano  essere  discussi.  Sono articoli
  che  rappresentano  - nella gran  parte  di  ciò  che  poi  vogliono
  proporre - delle possibilità  di  snellimento e delle possibilità di
  nuove entrate. Pertanto, il  Parlamento li affronti, li corregga, se
  vuole, ma non può esimersi dal discuterli.

     PRESIDENTE  E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Cracolici. Ne ha
  facoltà.

     CRACOLICI   Signor Presidente,  voglio ringraziare i colleghi che
  si sono accorti del tentativo, perpetrato attraverso la finanziaria,
  di  introdurre  una  norma  molto  grave,  ma  mi  assumo  anche  la
  responsabilità di dire  'assolutamente  ininfluente'  rispetto  agli
  effetti che voleva produrre.  Vorrei, infatti, ricordare ai colleghi
  che le eventuali concessioni  o  autorizzazioni  con  cui sono stati
  edificati alcuni immobili sulla  base  di  quella  norma,  risalente
  all'articolo 18, sono state  revocate,  a  seguito  di  procedimenti
  penali, che non possono essere certamente sanati con una legge della
  Regione,  o  a  seguito  di  lottizzazioni  abusive,  che  non  sono
  sanabili.
       Quindi, mi permetto di dire anche agli autori o agli ispiratori
  di quelle norme che, probabilmente, volevano mandare un messaggio ma
  più di messaggio  non  poteva  che  trattarsi.  Però,  ritengo grave
  quello che sta  avvenendo  e ringrazio anche la Presidenza, non solo
  nell'aver dichiarato  improponibile l'articolo 18, ma nell'avere, in
  questo momento,  preso atto della necessità di accantonare l'insieme
  di norme che,  per  la natura che esse hanno, si presentano alquanto
  estranee alla  manovra finanziaria, trattandosi, come ha testé detto
  il Presidente  dell'Assemblea, onorevole Fleres, di materia omogenea
  in quanto materia urbanistica.
       E, allora, vorremmo  ricordare  alla  Presidenza ed ai colleghi
  parlamentari che c'è una  norma  che  regola  la  finanziaria  della
  Regione: ciò che,  in  qualche modo, è compatibile con la manovra di
  bilancio e le  norme  che  hanno  una  ricaduta  sul  bilancio della
  Regione.
       Altra cosa è il  tentativo,  assai inedito, che si vorrebbe, in
  nome di una  giustificazione  finanziaria, introdurre come una sorta
  di "pizzo" che viene  richiesto  ai  comuni  su  competenze che sono
  esclusive dei comuni;  mi  riferisco,  in  particolare, alla vicenda
  dell'articolo 17, che prevede un obolo sugli oneri di urbanizzazione
  primaria e secondaria, che  sono  oneri  che  vanno  alle  casse dei
  comuni, un obolo del 20  per cento che viene riversato alla Regione:
  questo si chiama pizzo.
       Ecco, signor Presidente, perché ritengo saggia la sua decisione
  di accantonare e di avere elementi di approfondimento e di riportare
  l'intero insieme delle  norme  oggetto  di  questa  querelle  ad una
  verifica sulla compatibilità con la manovra finanziaria stessa.
       Ringrazio i colleghi che,  accortisi del tentativo che si stava
  perpetrando attraverso la  finanziaria,  hanno  voluto, anche con la
  loro  testimonianza,   dopo   la   dichiarazione  d'improponibilità,
  dichiarare la fermezza e  la decisione che in quest'Aula ci possiamo
  dividere su tutto ma  evitiamo  di  dividerci  sulle  porcherie, che
  hanno segnato la vergogna di questa Regione e di questa città come è
  stato, appunto, Pizzo Sella.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  credo  che
  bisognerebbe cercare di  ricondurre  ad un percorso di praticabilità
  d'Aula  gli interventi  di  ognuno  di  noi.  Nei  casi  in  cui  si
  presentano   dei   bivi,   molto  probabilmente  qualsiasi  tipo  di
  esperienza serve ad ognuno di noi, anche l'esperienza di letture.
       Noi crediamo che  la decisione della Presidenza di accantonare,
  non di non trattare,  questo  ancora  è  in  animo, l'accantonamento
  l'abbiamo tante volte praticato...

     CINTOLA    Lo   può   proporre;   sulla  inammissibilità  sì,  ma
  sull'accantonamento deve chiedere il voto.

     ORTISI   Onorevole  Cintola,  cerchi di realizzare un compromesso
  tra  quanto  in  una  riunione, non da 'inciucio', né  parallela, ma
  ufficiale, nella stanza del Presidente, alla presenza del Governo, è
  stato   preconizzato   e  quanto  sta  avvenendo  per  ribellione  a
  quell'accordo da parte dei banchi della maggioranza.
       Signor Presidente, esiste un libretto aureo in circolazione che
  risale   al  1641.  E'  di  Torquato  Accetto  e  s'intitola  "Della
  dissimulazione  onesta".  Può  sembrare  un  ossimoro  ma  non lo è;
  suggerisce  percorsi  come  quello  che noi condividiamo che lei sta
  praticando  nei  momenti  di grande difficoltà:  si dissimula - e la
  dissimulazione è  un peccato - ma lo si fa per raggiungere obiettivi
  onesti, positivi, propositivi, in questo caso.
       Allora, praticare  quanto  la Presidenza sta  suggerendo  è  un
  elemento di  condivisione possibile fra quanto si è non dico deciso,
  ma  concordato   fra  la  Presidenza,  il  Governo  e  i  gruppi  di
  opposizione, in  ordine  all'articolo 19, da non trattare, in ordine
  all'articolo  18,  da  sopprimere,  in  ordine  all'articolo  17, da
  approfondire da  parte del Governo per darci una risposta e ad altri
  articoli dei  quali  la  Presidenza  darà  contezza, e quello che ho
  capito un  ribellismo  -  mi  consenta  onorevole  Leontini - un po'
  estemporaneo  di questa sera.
       Ciò  avviene,  peraltro,  a ventiquattro ore dal rimprovero che
  l'onorevole  Leontini,  ingiustamente - credo - fece ieri sera a noi
  in  ordine  ad  una pretesa opposizione o un preteso rimprovero alla
  conduzione   della  Presidenza  Fleres.  Noi  ieri  sera  chiedevamo
  soltanto di non correre troppo.

     LEONTINI  Lei sa che l'onorevole Fleres non c'entra niente

     ORTISI  Adesso, onorevole Leontini, se  il Governo, rappresentato
  fra l'altro  dall'assessore  per  il  bilancio  (che è anche del suo
  partito), ha preso un accordo di praticabilità d'Aula e voi navigate
  a  vista,  non potete scaricare le responsabilità sull'opposizione o
  sull'Aula

     LEONTINI  Ma quale accordo? Con chi l'ha fatto questo accordo?

     ORTISI  L'accordo  è  quello  del  suo assessore Pagano, preso in
  nome del  Governo  e non in una stanza di compensazione in cui altri
  sono  abituati  a riunirsi, ma in una stanza ufficiale, quale quella
  del Presidente.
       La strada  del  presidente  Fleres  credo  che  cerchi  di  far
  combaciare, con  avvedutezza, le  due  posizioni,  l'una ufficiale e
  l'altra estemporanea  che  -  ripeto  - potrebbero stimolarci a fare
  affermazioni  che  ci  riserviamo  in  un'altra  sede.  Non ci siamo
  abituati  in  ordine allo scollamento totale di questa maggioranza e
  del  collegamento  di  questa maggioranza tra i singoli pezzi, tra i
  singoli  deputati  della  maggioranza  medesima  col  Governo che la
  rappresenta.
       Allora, pratichiamo con un po' di buon senso, su cui ci eravamo
  avviati  prima  dell'intervento  dell'onorevole  Acierno, quello che
  stavamo realizzando  in  Aula  e  che  era conducente in ordine alla
  realizzazione  di un percorso condiviso che presto dovrebbe portarci
  a completare i lavori sulla finanziaria.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  gli  articoli 17, 18  e  19  sono
  accomunati   da   una  caratteristica,  nel  senso  che  sono  norme
  straordinariamente efficaci per la Regione, in termini di materia di
  entrata,  e,  nello  stesso tempo, rappresentano un passo importante
  per la valorizzazione del territorio.
       La  materia,  che si presenta estremamente articolata, visto il
  dibattito che  ha  generato,  crea le condizioni, in questo momento,
  per   poter   affermare   certamente  che  il  Governo  è  contrario
  all'articolo  18,   al  di  là  della  sua  giusta  proposizione  di
  inammissibilità dello stesso articolo.
       Quindi, da questo momento in poi, siamo dell'avviso che bisogna
  assolutamente  non trattarla più come testo, come materia del testo.
       Mi  si  dirà che è stato oggetto di trattazione in Commissione,
  però   accade  spesso  che  in  Commissione  il  dibattito  non  sia
  sufficientemente  ampio  e che poi, durante le settimane successive,
  le  giornate  successive, si facciano degli approfondimenti - come è
  nel  nostro  caso - che dimostrano inequivocabilmente che l'articolo
  18,  certamente,  non  può appartenere a questo testo di legge.
       Per  quanto  riguarda  l'articolo  17,  diciamo  sin  da questo
  momento,  a  scanso  di equivoci, che è un testo fondamentale per il
  Governo  e  su cui certamente non potremo andare che avanti rispetto
  ad  una  trattazione  complessiva  che  potrà  coinvolgere  tutti in
  termini di dibattito, ma che non potrà vedere il Governo recedere su
  nulla,  giacché  è  considerata  norma  fondamentale  e  portante di
  questa  legge finanziaria; non foss'altro per le risorse finanziarie
  che  sarà  in grado di generare, oltre ad una razionalizzazione e ad
  una  migliore  utilizzazione  del  territorio.
       Per  quanto  riguarda,  quindi, l'organizzazione dei lavori che
  oggi  stiamo  verificando,  signor Presidente, se lei è d'accordo, a
  parte  l'articolo 18 sul quale siamo stati abbastanza chiari, quindi
  su  di  esso non mi dilungherò più, chiederei l'accantonamento delle
  materie  oggetto  di questa discussione per procedere celermente con
  l'articolo  21;  l'accantonamento non significa altro che ciò che ho
  appena spiegato.
       Se la proposta del Governo dovesse essere accettata, preferirei
  che lei, signor Presidente, mi venisse dietro in questo senso.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, c'è una proposta del Governo di
  accantonamento.  Se  non  ci  sono  osservazioni,  accantoniamo  gli
  articoli 16, 17 e 19.

     CINTOLA  Chiedo di parlare per sulla proposta del Governo.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
  il  Governo  non  abbia ascoltato fino in fondo gli interventi della
  sua  maggioranza: hanno parlato i Presidenti dei Gruppi parlamentari
  dell'UDC, di Alleanza Nazionale, di Forza Italia e di Nuova Sicilia.
       Abbiamo   ritenuto   di   chiedere   al   Governo,   e   quindi
  all'Assemblea,   di   votare   gli   articoli  17  e  19,  ritenendo
  inammissibile l'articolo 18 come la Presidenza ha il potere di fare.
  Ma  gli  articoli  17  e  19  vanno questa sera approvati, onorevole
  Assessore.
       Posso dirle di più:  facciamo il 17 e vediamo se per l'articolo
  19  si  può  fare un accantonamento, così come può essere plausibile
  perché  ci sia il riconoscimento della volontà dell'Assemblea, della
  sua  maggioranza  e  del Governo che su quella maggioranza poggia le
  sue sorti.
       Però,  dopo  essersi  pronunziati  tre  Capigruppo,  dire che i
  Capigruppo  non servono più in quest'Aula è un fatto destabilizzante
  - lo  voglio  dire  al  Governo - ed è un fatto grave che vorrei che
  fosse  anche,  con questa proposta ulteriormente che sto producendo,
  di dire al Governo sì all'accantonamento dell'articolo 19, siamo con
  te,  con  l'articolo 18, perché  il Governo non c'entra, viene dalla
  Commissione,  da un errore commesso dalla Commissione, dal quale non
  mi  sottraggo;  però facciamo l'articolo 17 per dare corpo e ragione
  al  fatto  che  un  Governo  l'ha  proposto,  una  Commissione  l'ha
  approvato,  la  Commissione  per  il  bilancio  e  le  finanze  l'ha
  controapprovato,  l'Aula  -  vivaddio  -  lo  discuta  e veda se può
  deliberarlo e deciderlo questa sera.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ci sono opinioni contrastanti.
  C'è una proposta del Governo di accantonamento degli articoli 16, 17
  e  19.  Ho  l'obbligo  di  fare  parlare un deputato a favore ed uno
  contro rispetto alla proposta di accantonamento che non raccoglie la
  condivisione.
       L'onorevole Cintola fa propria la proposta di accantonamento.

     SPEZIALE   Chiedo di parlare sulla proposta di accantonamento.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  vorrei  ricordare ai colleghi, ai
  quali spesso sfugge  il  corso dei lavori, che mentre stavo parlando
  sull'articolo 16, lei  mi  ha interrotto dicendomi che stavo ponendo
  delle questioni che  vanno approfondite e quindi gli articoli 16, 17
  e 19 vengono  accantonati.  Era  un modo, da parte della Presidenza,
  per dire  di andare avanti con i lavori, con gli altri articoli, per
  ritornare successivamente su questa materia dopo un approfondimento.
       Mi sembrava  ovvio,  sapendo  perfettamente  che  nel merito di
  questi articoli c'era la mia assoluta contrarietà ma questo fa parte
  della dialettica  parlamentare.  Sull'articolo 18 la Presidenza si è
  pronunciata   sulla   improponibilità   e   nessun   può   sindacare
  l'orientamento e il giudizio della Presidenza.
       Poi  si è aperta una discussione che ha fatto perdere un'ora di
  tempo  perché  l'onorevole  Acierno  si era arrabbiato. Con tutto il
  rispetto   che   posso   avere,  non  possiamo  andare  dietro  alle
  arrabbiature  di  un  singolo  parlamentare  che blocca i lavori del
  Parlamento.  Onorevole  Acierno,  quando  lei si deve arrabbiare, lo
  faccia fuori così noi possiamo andare avanti con i lavori

     ACIERNO  Vada lei  fuori  da  questa  Aula perché, per quello che
  dice, lei non è  degno  di  starci   Impari l'educazione  Io mi sono
  sempre assunto le mie responsabilità a differenza sua

     SPEZIALE   Pertanto,  signor Presidente, essendo stato concordato
  un  limite  di   orario  e  avendo  perduto  inutilmente  un'ora  in
  chiacchiere inutili, noi siamo dell'avviso di accogliere la proposta
  del Governo e di proseguire nei lavori della finanziaria.

     LEONTINI  Chiedo di parlare sulla proposta di accantonamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEONTINI  Signor Presidente, dalle parole dell'onorevole Speziale
  si  evince  la  convinzione che i capigruppo dell'opposizione questa
  sera   ardano  dal  desiderio  di  praticare  una  sorta  di  "golpe
  istituzionale"  e  di  infliggere  una  ferita  alle regole del buon
  comportamento nei rapporti tra la maggioranza e la minoranza, tra la
  Presidenza e l'Aula, tra il Governo e l'Aula.
       Si  fa  riferimento  ad  un  supposto  accordo  che l'onorevole
  Speziale  invita  tutti i colleghi a rispettare; proprio quando lui,
  in  altre  sedi  e  in  altre  occasioni,  ha  indicato  come  unica
  possibilità  di  fornire  indicazione  all'Aula  quella che discende
  dalla  riunione  istituzionale  dei  capigruppo;  riunione che non è
  ancora  avvenuta,  che  sulle  materie  su cui stiamo parlando non è
  intervenuta in queste ore  e  che,  se  per  caso, in queste ore, su
  sollecitazione dei  capigruppo  della  opposizione,  tale  materia è
  stata graziosamente affrontata in altri sedi, tutto questo non ha il
  sapore della regola  istituzionale e nemmeno la cogenza e la valenza
  della regola istituzionale.
       Ci saranno stati  degli  scambi  di  parere  e  di opinione che
  sicuramente  non   comportano   per   l'Aula   nessuna   regola   di
  comportamento e  nessun  dovere.
       In questo  momento  stiamo  dibattendo della validità di alcune
  norme  che   fanno   parte   dell'articolato  della  finanziaria;  i
  capigruppo della maggioranza hanno ribadito che tali norme ritengono
  valide  e  tali  da  essere  mantenute  sottoposte  a  dibattito  ed
  approvate;   hanno   anche   espresso   in  modo  molto  chiaro  che
  sull'articolo 18 c'è  una  volontà  concorde  di  votare  contro  o,
  comunque,  alla  fine,  di  condividere  la  indicazione  che  dalla
  Presidenza ci  perviene  circa  la  inammissibilità.  Ma, per quanto
  riguarda  l'articolo  17  e  l'articolo  19, noi  preventivamente  e
  pregiudizialmente  non  concordiamo sull'opportunità di accantonarli
  perché si tratta  di  articoli che, quanto meno, essendo già passati
  dalla  commissione di merito e dalla seconda commissione meritano di
  essere  affrontati  in Aula e discussi in Aula, poi in Aula dopo gli
  interventi  di  coloro  che  vorranno in una direzione o nell'altra,
  dire   la  loro  opinione,  potremo  decidere  di  atteggiarci  come
  concorderemo di atteggiarci ma una decisione pregiudiziale che si fa
  discendere  da  quella  che l'onorevole Speziale chiama "un accordo"
  per  il quale ci invita al rispetto, mi pare che ci siano accordi in
  separate  sedi,  fatti  tra poche persone, che noi non riconosciamo,
  non sappiamo a quali regole appartengano e che se vogliono essere da
  oggi eretti a regole noi respingiamo in modo eloquente e definitivo.
       Quindi, Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sono del parere
  che  il  contributo   che   il  Governo  ha  dato  con  l'intervento
  dell'onorevole  assessore  Pagano  è  sicuramente  utile  perché  il
  Governo, proprio  a sconfessare quanto l'onorevole Speziale poc'anzi
  diceva, attribuendo  al Governo una supposta adesione alle richieste
  che l'onorevole  Speziale,  in  alcune  sedi,  avrebbe  avanzato, il
  Governo nella  persona  dell'onorevole Pagano ha sconfessato questo.
  Infatti, è venuto qui a dire correttamente che ritiene l'articolo 17
  una norma preziosa  ed  importante e la ritiene non solo ammissibile
  ma tale da  essere  difesa,  mantenuta  e  alla  fine  votata.
       Sulla  opportunità  di  accantonarla,  perché  poi  ci  saranno
  divergenze ed  opinioni  diverse, decideremo dopo essere entrati nel
  merito della  norma.  Quindi,  apriamo il dibattito, ci confrontiamo
  sul  merito  dell'articolo  17;  il  Governo  ha  confermato  che  è
  favorevole, noi  siamo favorevoli al mantenimento dell'articolo 17 e
  siamo contrari  al  pregiudiziale  accantonamento,  quindi  che vada
  affrontato e  poi  decideremo  se accantonarlo o meno, approfondirlo
  oppure se non votarlo definitivamente.

     PRESIDENTE   Onorevole  colleghi,  pongo  in  votazione,  con  la
  procedura prevista  dall'articolo  128,  comma  5,  del  Regolamento
  interno, la proposta  di  accantonamento degli articoli 16, 17 e 19.
       Chiarisco  il   significato   del   voto:  chi  vota  a  favore
  dell'accantonamento preme  il  pulsante verde; chi vota contro preme
  il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                       (Si procede alla votazione)

       Onorevole  Cintola,  visto  che  la  sua  scheda  non funziona,
  dichiari il suo voto a voce.

     CINTOLA  Il mio voto è contrario alla proposta.

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

    Presenti e  votanti... 60
    Maggioranza........... 31
    Favorevoli............ 17
    Contrari.............. 42
    Astenuti..............  1

       Onorevoli  colleghi,  con   il  voto  contrario  dell'onorevole
  Cintola il totale dei voti contrari è 43.

                            (Non è approvata)

       Si riprende l'esame dell'articolo 16.
       Comunico che  è stato presentato, dagli onorevoli Giannopolo ed
  altri, l'emendamento 16.2.1 al subemendamento 16.20.

     ZAGO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ZAGO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  abbiamo  dovuto
  presumere  lo spirito, la filosofia dell'articolo 16 dal momento che
  in Commissione  ed  anche in Aula non abbiamo avuto il privilegio di
  avere illustrato il provvedimento dall'Assessore di riferimento che,
  per  me,  non  è l'assessore per il bilancio e le finanze, onorevole
  Pagano-  in  quanto  le  finanze  sono  un effetto prodotto - quanto
  l'Assessore  per il territorio e l'ambiente. Abbiamo, quindi, dovuto
  interpretare  perché  viene  presentato  ed  inserito  nella manovra
  l'articolo  16.
       Sono  vere  le cose che ha evidenziato l'onorevole Speziale nel
  suo  primo intervento nel merito dell'articolo 16 ma, purtroppo, non
  ci  sono  solo  quelle cose nel senso che, a distanza di quasi venti
  anni  e  se consideriamo le leggi regionali - la numero 7 del 1980 e
  la numero 78 del 1981 - il problema della definizione delle pratiche
  di  sanatoria  regionale,  nazionale  e  poi il condono con la legge
  numero  724  del  1994  è  un  problema ancora aperto perché  queste
  pratiche    non   sono   state   definite.
       L'aspetto   evidenziato  dall'onorevole  Speziale  è  vero  ma,
  purtroppo, non é  il solo poiché  le pratiche sono da definire anche
  per altri motivi:  per motivi di interpretazione dei vari articolati
  che  hanno  regolamentato le sanatorie; per motivi che hanno portato
  alla  dichiarazione di improcedibilità di alcune pratiche o di molte
  pratiche  proprio per questi problemi di interpretazione della norma
  nazionale.
       Non  sono state definite molte pratiche anche perché è  rimasto
  non  regolato  il  problema  dei  nulla  osta  che  i  vari  enti di
  riferimento competenti -  mi  riferisco  a  sovrintendenze  e  altri
  organi  -  non  hanno   talvolta   rilasciato   o   lo  hanno  fatto
  condizionando in modo non sempre legittimo.
       Il  problema  dunque   è  di  più  ampia  natura.  Bisognerebbe
  affrontarlo guardandolo in  tutte le sfaccettature e, per quello che
  ho inteso io, era  per  questo  che  l'onorevole  Speziale  chiedeva
  l'accantonamento, proprio  per  un  approfondimento  e  una migliore
  organicità dell'intervento stesso.
       Tuttavia siamo adesso  invece  chiamati  ad occuparcene per cui
  ritengo che sia opportuno entrare nel merito.
       Io, signor Presidente,  l'ho  fatto  presentando  una  serie di
  emendamenti e il mio  intervento  è  volto  proprio  a  spiegarne il
  significato, ad illustrarli, però  vorrei  invitare  il  governo, il
  Presidente, i colleghi  a seguire proprio nello specifico, visto che
  stiamo entrando nel merito,  in  quanto si tratta di emendamenti che
  mirano  a   rendere   applicabile,   più   scorrevole   la   lettura
  dell'articolato proposto.
       Quindi  è  inutile   adesso  entrare  nel  merito  dei  singoli
  emendamenti perchè si illustrano da sè.
       Per quanto  riguarda  il  16.12, poichè  si fa riferimento alle
  pratiche che scaturiscono  dalla  legge  numero  47  dell'85 e dalla
  legge numero 724 del  '94,  e  -  io aggiungo - quelle eventualmente
  inevase  che  scaturiscono  dalle  precedenti  leggi  regionali:  la
  numero 7 dell'80 e la  numero 70 dell'81, mi permetto di chiedere la
  soppressione dell'ultimo periodo  del comma 3 perchè mi pare proprio
  pleonastico, non saprei  come  definirlo,  mi  pare  una ripetizione
  inutile, in quanto tutti sanno che cosa significa, qual è la valenza
  giuridica di una perizia  giurata,  qui è sottolineato quasi a mò di
  avvertimento;  che  cos'  è?  una  minaccia,  non  capisco   E  poi,
  onorevole assessore, c'è  una  calibratura  diversa  dei  giorni  da
  assegnare per i diversi passaggi.
       Concludo con l'ultimo emendamento: il  16.18 che amplia da 12 a
  18 mesi il termine  da  assegnare  al  personale assunto proprio per
  l'istruzione delle pratiche in  sanatoria e, con la legge numero 26,
  appunto,  da dodici mesi,  che  mi  sembra  un  termine  un  pochino
  stretto, si passa a 18  mesi  (un  anno e mezzo) che almeno consente
  forse più agevolmente di  andare  a  riprendere queste pratiche e di
  vederle definite, per quello  che  è  possibile,  per quello che non
  viene  intercettato   dalle   altre   problematiche   cui  ho  fatto
  riferimento all'inizio.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  per illustrare l'emendamento  16.20 che stabilisce di autorizzare le
  soprintendenze ai beni  culturali  e  ambientali  a potersi avvalere
  prioritariamente di personale appartenente al bacino LSU in possesso
  di requisiti  tecnici per l'esame delle pratiche di sanatoria.
       L'emendamento  nasce  nella consapevolezza di dovere affrontare
  un caso particolare,  quello  della  sovrintendenza di Palermo, dove
  esiste una situazione di emergenza.
       Ci sono  pratiche,  progetti,  non  solo quelli di sanatoria ma
  anche progetti  normali, di normale richiesta di parere per ottenere
  la concessione edilizia,  che non vengono esitati da più di un anno,
  da più di un  anno  e  mezzo,  a  volte  anche  da due anni, per non
  parlare delle  sanatorie  che  sono  ferme,  bloccate,  da due, tre,
  quattro anni e  a volte anche di più.
       Ora,  io   prego   vivamente   il   Governo   di   prendere  in
  considerazione, non  solo  sul  piano legislativo ma anche sul piano
  amministrativo, questa  situazione  che  si è venuta a determinare a
  Palermo che  deriva  fondamentalmente  dal fatto che ci troviamo con
  una sovrintendenza  a  malapena con 17 funzionari; 17 funzionari che
  devono  gestire oltre 80  comuni,  e  quasi  il  60  per  cento  del
  territorio della provincia  di  Palermo  su  cui  insiste il vincolo
  paesaggistico.
       Quindi il  problema  serve, intanto, a mettere in condizione, a
  legislazione  invariata, di  affrontare  il problema dell'emergenza.
  Però io colgo  l'occasione,  a proposito di sovrintendenza, per fare
  rilevare una contraddizione,  a mio avviso grave, presente nel corpo
  dell'articolo 16 che riguarda sempre i pareri degli enti di tutela.
       Al comma 2,  lo  faccio  rilevare  perché penso che si dovrebbe
  porre rimedio,  viene  detto  che  la perizia giurata deve contenere
  anche l' esplicitazione  dei  termini  entro cui è stata presentata,
  per il previsto parere  dell'ente  di tutela, la richiesta che viene
  avanzata.
       Il Comune,  a  sua  volta,  si  deve  pronunciare entro novanta
  giorni, trascorsi  i  quali interviene il silenzio-assenso.
       Poi, nel comma  6  diciamo  che  gli  enti  di tutela si devono
  pronunciare, previo silenzio-assenso, entro centottanta giorni e poi
  ci sono due termini:    entro  duecentosessanta giorni dalla data di
  ricezione  della  richiesta   ed  entro  il  termine  perentorio  di
  centottanta giorni dalla  data  di  entrata in vigore della presente
  legge.
       Primo caso:  o  c'è  il silenzio-assenso con la sovrintendenza,
  per esempio,  che  scatta dopo centottanta giorni o duecentosessanta
  giorni, ed è  un  termine  prevalente  rispetto  anche  a quello del
  Comune, che è di  novanta giorni.
       Quindi i due  riferimenti  temporali  non possono che camminare
  insieme;  non ci può essere un silenzio-assenso entro novanta giorni
  per  la  concessione  in   sanatoria   da  parte  del  Comune  e  il
  silenzio-assenso   che    scatta    per   la   sovrintendenza   dopo
  duecentosessanta  giorni, a  meno  che  non  consideriate  come  già
  assentite tutte le pratiche  per  le quali il parere è stato chiesto
  agli enti di tutela tre  anni  fa,  due  anni  fa,  quattro anni fa.
  Perché  se l'interpretazione del  comma  6  è quella per cui bisogna
  considerare assentito già  il  parere,  noi stiamo scrivendo, per le
  pratiche  che  sono   state   presentate,  che  già  è  scattato  il
  silenzio-assenso.
       Questa contraddizione  rischia  di  mettere a repentaglio tutto
  l'articolo ed anche la  stessa procedura che qui si vuole agevolare,
  fermo restando che allo  stato  attuale  a  me  non  risulta che per
  opere - per tutte le opere soggette agli enti di tutela, soprattutto
  quelli che si pronunciano  in tema ambientale, e quindi per esempio,
  la forestale e la sovrintendenza - non mi risulta - dicevo - che sia
  stato   ancora    acclarato    il   principio   costituzionale   del
  silenzio-assenso, perché   fino   a   qualche   anno  fa  ancora  il
  silenzio-assenso, in  materia  ambientale, era  un principio vietato
  dalla Costituzione.
       Mi ero permesso  di presentare un altro emendamento, fra quelli
  aggiuntivi,  dove  il  problema  di  semplificare  le  procedure  in
  attuazione del decreto  legislativo  numero  490  è posto in termini
  più seri.
       Inviterei   il    governo    a    riconsiderarlo,    per    cui
  l'accantonamento, in questo caso, sarebbe davvero provvidenziale per
  i motivi già esposti e per le aggiunte finali.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, volevo
  fare  rilevare,   nello   spirito   di   una   discussione  generale
  sull'articolo,  che   il  cuore  di  questo  provvedimento  sta  nel
  sostituire   all'integrazione  documentale,  qualora  mancante,  una
  perizia  giurata  e,  naturalmente,  consentire,  a  valle  di  tale
  adempimento che si richiede al privato, un'accelerazione dei termini
  per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria.
       Non siamo contrari all'individuazione di meccanismi che possano
  chiudere questa  partita,  salvo naturalmente un approfondimento che
  facilmente  farebbe  venire   alla   luce  le  contraddizioni  o  le
  manchevolezze già illustrate  da  altri  colleghi,  però mi soffermo
  solo sulla natura della perizia giurata.
       Non capisco quale  miglioria  possa apportare il sostituire una
  documentazione, che per legge  è  prevista e che il cittadino non ha
  alcuna  difficoltà a  produrre,  perché  fare  al  cittadino  questo
  sconto dopo tanti  anni,  evitandogli  di produrre documenti tecnici
  previsti dalla legge e che  non ha fino ad ora prodotto, dal momento
  che  gli   stiamo  consentendo,  attraverso  un'accelerazione  delle
  procedure, di avviare a  soluzione un provvedimento che è sospeso da
  tempo.
       Potremmo evitare il ricorso alla perizia giurata consentendo al
  cittadino, entro un  termine a questo punto accelerato, di integrare
  i documenti anche  quando  questi  non  fossero  stati richiesti dai
  comuni.  Il punto  è  questo,  noi  stiamo  individuando fattispecie
  nelle quali il  comune  non ha richiesto l'integrazione documentale,
  il cittadino in attesa di concessione edilizia in sanatoria ha fermo
  l'iter  e  vuole  riavviarlo  per  propria  iniziativa  presentando,
  secondo la proposta di legge, una perizia giurata.
       Noi potremmo ben  dire  che il cittadino deve presentare quello
  che per  legge  è  già  previsto,  quindi l'integrazione documentale
  corretta.
       Perché dico questo?  Non  soltanto  perché non si capirebbe per
  quale motivo dobbiamo  evitare  quello  che  la  norma ordinaria già
  prevede, e cioè la presentazione di quei documenti tecnici necessari
  all'esame della pratica,  ma  anche  perché, attraverso  le  perizie
  giurate,  introduciamo  elementi  di  difficilissimo  controllo,  in
  quanto se una perizia  è  giurata, ed è una perizia extragiudiziale,
  diventa difficile poi da parte degli uffici esercitare un compito di
  controllo su un atto che il tecnico, abilitato professionalmente, va
  a giurare in Tribunale.
       Difficile  nella  sostanza  perché  c'è  già  un'assunzione  di
  responsabilità piena nei  confronti  di  quest'atto  e  poniamo agli
  uffici tecnici l'obbligo del controllo che non è solamente, a questo
  punto,  un controllo  amministrativo,  ma, ove  se  ne  riscontrasse
  l'insufficienza, avrebbe  evidenti conseguenze penali.
       Tanto che nella  Commissione  di  merito  si  era,  in  maniera
  empirica,  saltato il  problema, dicendo  che,  qualora  gli  uffici
  avessero intravisto  delle  incompletezze  o degli errori, avrebbero
  potuto  arrestare   il   procedimento.  E,  invece,  in  Commissione
  Bilancio questo era diventato un obbligo.  Si faceva, cioè, carico a
  tutti gli uffici di  verificare,  uno  per  uno,  il contenuto delle
  perizie giurate che -  ripeto - in quanto perizie giurate, hanno già
  uno status ben definito, ed entrare nel merito delle stesse.
       Secondo me, da questo non si esce.  Bisogna essere chiari: o il
  Governo o il  Parlamento  affida alle perizie giurate la completezza
  della documentazione integrativa  che  manca, e quindi un tout court
  che le sostituisce, oppure, se la perizia giurata deve essere, a sua
  volta, oggetto di esame  e  di  indagine,  ne  vanifichiamo il senso
  stesso.
       Ma capisco che risolvere  tale problema, entro i termini di una
  perizia giurata,  è  effettivamente  difficile.  E' contraddittorio.
  Ecco perchè torno alla  proposta  con  la  quale  ho  aperto  questo
  intervento: perchè non  rinunciare  all'idea  che la perizia giurata
  sia taumaturgica, che  possa risolverci i problemi, quando invece si
  vede che questi problemi  li  amplifica e li rimanda poi sulla sedia
  degli uffici tecnici,  che  sono  quelli  che  vorremmo sgravare del
  compito che non sono stati capaci di svolgere fino ad ora?
       E  non   invece,   ordinare  semplicemente  che  accelerino  le
  procedure  per   la   presentazione   della   normale   integrazione
  documentale,  e  questa   poi   possa   dare   corso  all'avvio  del
  procedimento di sanatoria e  la  chiusura  delle  stesse così come è
  nelle intenzioni di questo articolo di legge?


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                  CONGEDI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  pervenute  richieste di congedo
  relative agli onorevoli Granata e Stancanelli per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi sono accordati.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 553/A

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere una
  sensazione  che  ho   avvertito,  durante   il  dibattito, non  solo
  relativamente  all'articolo  16,   per  la  verità,  ma  anche  alle
  refluenze o comunque alle connessioni con gli articoli 17 e 19.
       Non si tratta del  merito,  che  poi  dirò  subito  dopo  se  è
  convincente o meno o  se  comunque  individua  quali siano  le reali
  questioni che abbiamo dinnanzi,  la  sensazione  che ho è che questa
  sera  la  maggioranza   -  mi  rivolgo  soprattutto  a  lei,  signor
  Presidente - non ha per niente gradito che l'opposizione incontrasse
  la  Presidenza   stessa  per  vedere  come  procedere,  soprattutto,
  nell'interesse complessivo  della funzionalità o di come raggiungere
  un livello ottimale di lavoro.
       C'è da parte  della  maggioranza  un voler dimostrare di essere
  tale. Non  è,  dunque,  possibile discutere, confrontarsi, stabilire
  percorsi,  stabilire  anche  un  'calendario  dei  lavori' che possa
  rispondere anche ad una logica più armoniosa e più funzionale.

     FORMICA  I percorsi  fuori dall'Aula o in Aula?

     ODDO   Si intravedeva,  per  la  verità,  onorevole  Formica.  Il
  Presidente Fleres, interpellato  in Aula,  ad una prima richiesta ha
  risposto che non c'era  alcuna  riunione  in  corso, alla seconda ha
  risposto che tale riunione si stava svolgendo.
       Comunque sempre  dentro  l'Aula,  onorevole  Formica, mai fuori
  dall'Aula. Non so le pratiche che lei, eventualmente, preferisce, da
  sempre dentro l'Aula,  ma  è  una mia sensazione, onorevole Formica,
  non volevo suscitare in lei questa reazione.
       La mia sensazione è  che  si  stia parlando d'altro, che non si
  stia parlando del  reale  contenuto dell'articolo 16 e se l'articolo
  16, così com'è  strutturato,  affronti  la  questione  e indichi una
  soluzione.
       Si sta parlando  d'altro,  si  sta contestando alla Presidenza,
  che comunque ha svolto un incontro con l'opposizione per verificare,
  anche dal punto  di  vista  dell'opposizione - mi  pare  un concetto
  democratico, forse molti non lo gradiscono, opinione rispettabile -,
  ma si sta  contestando  alla  Presidenza  la  validità, l'efficacia,
  l'aspetto legato anche a questo incontro per vedere in che misura si
  potesse procedere in maniera più o meno armoniosa.
       Andiamo al merito. Io  ho  la  sensazione  che  tutti noi siamo
  accomunati nel  perseguimento  di  obiettivi  che  potrebbero essere
  raggiunti; ci accomuna il fatto che tutti siamo convinti che non sia
  più possibile, dopo  un  ventennio, continuare a parlare di chiudere
  una  partita, in  parte  tutta  siciliana,  abbastanza  complessa  e
  difficile, relativa  alle  numerose  pratiche  di sanatoria edilizia
  giacenti ancora nei vari comuni.
       Mi pongo, e pongo  al Governo, una domanda: disponiamo, dispone
  il Governo della Regione  di  un  monitoraggio effettivo dello stato
  complessivo delle pratiche su cui dovremmo trovare una soluzione per
  la definizione più o meno ottimale?
       Credo  di  no  o,  comunque,  potremmo  invece  parlare  di  un
  monitoraggio effettivo che  indica  quali  sono  le reali difficoltà
  derivanti dal fatto  che  gli  interessati  non  hanno possibilmente
  pagato ciò che si  chiama  oblazione per intero, che gli interessati
  non sono stati ancora  oggi  messi  nelle condizioni, anche per loro
  manchevolezze,  di   accedere,  tramite  il  pagamento  degli  oneri
  concessori, alle concessioni definitive e, quindi, cercare realmente
  di chiudere una  partita  che ormai, fra leggi, leggine, interventi,
  controinterventi  e modifiche, ancora  una  volta  segna  il  nostro
  territorio in maniera assolutamente anomala.
       A me sembra che  l'articolato,  così  come  è  strutturato, non
  risolva il problema; può  risolvere un problema legato al cosiddetto
  flusso delle entrate nel bilancio della Regione, può in parte essere
  anche questo illusorio, però,  se pensiamo che l'articolo, così come
  è strutturato, porterà alle  casse  della Regione entrate, come poco
  fa ha chiaramente  manifestato l'Assessore per il bilancio, io credo
  che  ci stiamo, da  questo  punto  di  vista,  illudendo,  perchè  i
  meccanismi individuati nell'articolo 16 e quelli più o meno tendenti
  a risolvere le questioni non potranno dare questi risultati.
       Lo  dicevo poco fa,  e  non  voglio  ripetermi,  per  le  parti
  relative ai cosiddetti "nulla  osta" o comunque altri adempimenti da
  parte delle varie  soprintendenze  e dei vari ispettorati forestali,
  lo  riprendeva,  per la  parte  che  riguarda  le  perizie  tecniche
  giurate, il collega De  Benedictis, cioè mi pare che sostanzialmente
  non abbiamo e non  hanno  trovato  la  maggioranza  e il Governo una
  soluzione vera, spendibile, a  portata  di  mano  in  grado di poter
  chiudere questa annosa questione  e ci si illude, per giunta, che da
  questo può, tutto  sommato, derivare anche una maggiore entrata alle
  casse della Regione.
       E' grave tutto ciò  perchè  non  ci si vuole rendere conto che,
  rispetto a questa  formula,  dobbiamo  individuare una possibile via
  d'uscita.
       La si può  individuare  puntando agli oneri concessori, vedendo
  in che modo,  senza  creare  disparità  di  trattamento,  si possano
  invogliare, si possano  incentivare anche gli interessati e chiudere
  la  partita?   E   ovviamente   rasenta  anche  limiti  legati  alla
  incostituzionalità  possibile?  Perfetto   E'  comunque  un  quesito
  serio a cui dovremo dare risposta.
       Lo si può fare  individuando  comunque un sistema solo affidato
  ai tempi nuovamente e cioè  entro i centottanta e i novanta rispetto
  ai vari adempimenti. Lo si  fa  mettendo  il  personale  ex legge 26
  nelle  condizioni di dedicarsi  nuovamente  solo  alle  pratiche  di
  sanatoria? Mi pare sinceramente  che  non  sono  strumenti  utili  a
  raggiungere l'obiettivo per chiudere una situazione ormai abbastanza
  insopportabile, per certi versi.
       Credo che varrebbe la  pena riflettere seriamente, ma non tanto
  per provare se c'è una maggioranza o meno. La maggioranza la si vede
  all'atto in cui dopo una discussione  ci  si  misura non solo con la
  forza dei numeri - anche  con  la forza dei numeri, per carità -  ma
  lo si vede  anche nell'aspetto propositivo dell'idea che funziona di
  più, dell'ottimizzazione  di  quest'articolo 16.
       Tale  articolo  16,  diciamocelo  chiaramente,  meriterebbe  di
  ritornare in Commissione  per un approfondimento serio e per trovare
  soluzioni  invece  assolutamente  più  efficaci  rispetto  a  quelle
  contenute nell'articolo stesso.
       Non lo vogliamo fare? Vogliamo  dire  che  questa  sera con una
  visione semplicemente ragionieristica, forse, ciò comporterà qualche
  maggiore entrata per le  casse  della Regione.  Per certi versi, c'è
  da essere delusi, a dir  poco   Perché  credo che ci siano i margini
  per una discussione seria  che  individui  tutto ciò che rientra nel
  modo in cui ognuno  di  noi  vive,  fra  opposizione  e maggioranza,
  l'impegno delicato ed  importante della vita parlamentare. Credo che
  invece  potrebbe  essere  un  momento  di  sintesi  per  individuare
  assolutamente soluzioni più  funzionali.
       Se questo si vuole fare,  bene.  Se  non si vuole fare, è ovvio
  che i cittadini siciliani,  ancora  una volta e il Governo di questa
  Regione devono prendere atto  che  c'è  una maggioranza che va sulle
  furie perché  c'è  un'opposizione  che può discutere e incontrare la
  Presidenza, dopo di che  il merito ce lo siamo dimenticati, sappiamo
  che forse passeranno  ancora  altri  vent'anni  e  ancora  una volta
  parleremo di sanatoria, e ancora una volta parleremo di personale ex
  legge numero 26.

     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa  la  discussione  generale.  Si passa
  alla votazione dei singoli emendamenti.

     CINTOLA  Ma il Governo cosa  dice  rispetto alle cose che si sono
  dette?

     PRESIDENTE  Il Governo, se  ritiene  di  dovere  parlare, alza la
  mano e fa un cenno. Se non lo fa, si va avanti nei lavori.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Andiamo avanti.

     PRESIDENTE  Si  passa  alla votazione congiunta degli emendamenti
  16.1, 16.8, 16.9 e  16.3  di  identico  contenuto,  che prevedono la
  soppressione dell'articolo 16.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vice  presidente   della   Commissione   e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     ORTISI  Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE  La richiesta è appoggiata dagli onorevoli Capodicasa,
  Giannopolo, Barbagallo, Ortisi, Zago.

                          (Proteste dall'Aula)

               RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE   Proclamo  il  risultato  della  verifica  del numero
  legale:
       Presenti 50.
       L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  pur  non
  facendone una questione nello specifico, approfitto dell'occasione -
  ed anche  dell'incidente  verbale - per richiamare un punto che a me
  sembra delicato e che possa valere anche per il futuro.
       L'onorevole   Formica   ritiene   che  la  richiesta  formulata
  dall'onorevole  Barbagallo,  cioè quella di evitare o impedire che i
  colleghi  che si trovino fuori dall'Aula possano votare e concorrere
  al  numero  legale,  sia  eccentrica
       Invito l'onorevole Formica a prendere visione dei verbali della
  seduta del  Senato del 26 novembre scorso. Lo sto proprio esaminando
  in  questi  giorni,  leggendo  un  dibattito  parlamentare svoltosi:
  l'opposizione chiede la verifica del numero legale...

     CASCIO  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Onorevole  Capodicasa non le  conviene  citare  il  Regolamento  del
  Senato

     FORMICA  E' sufficiente trovarsi nel Palazzo

     CAPODICASA   Vorrei  che  l'onorevole  Formica  esaminasse questo
  verbale.  Ad  un  certo  punto, l'opposizione chiede la verifica del
  numero legale;  il  Presidente  chiama  i  commessi  e  - usa questo
  termine  -  "Dispongo  la chiusura delle porte", quindi procede alla
  votazione.  L'espressione  usata  è  precisa:  "Dispongo la chiusura
  delle  porte",  non  piuttosto  "dispongo  che  chi  entra, poi alla
  fine...": i  commessi  bloccano  gli ingressi.
       Mi pare  del  tutto  evidente  che  fino a quando si tratta del
  collega che  si  trova  appena fuori a fumare, insomma, non possiamo
  farne una  questione;  però,  se  il tempo che intercorre è tale che
  trascorrono  alcuni minuti per prendere i tesserini, consentendo poi
  di venire tutti  in  massa  -  dopo  che si sia stati nei corridoi a
  bighellonare -  mi  pare  davvero, del tutto evidente, che tutto ciò
  alteri i  normali  lavori  d'Aula.
       Non ne faccio una questiona per quanto accaduto oggi  Tuttavia,
  volevo  solamente  sottolineare  all'onorevole  Formica  che  non ha
  motivo di  alzare la voce su questo punto; anche perché, e concludo,
  in quest'Aula  è  stata sempre prassi che coloro i quali non fossero
  presenti,  anche  se arrivano durante la votazione, il Presidente li
  bloccava e  non  conteggiava  il  voto.  Quindi è sempre stato così.
  Considerato che  siamo  in  una fase di "maglie larghe", per cui qui
  può  succedere  di  tutto, dagli orari ai procedimenti, alle prassi,
  succede   anche   che   lei   ritiene   di  avere  subito  un  torto
  dall'onorevole Barbagallo; ma le assicuro che non ha ragione


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                  CONGEDO

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico è pervenuta richiesta di
  congedo dal Gruppo di Forza Italia, per l'onorevole Cimino.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo s'intende accordato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, francamente mi
  risulta  difficile,  non  dico  capire,  ma anche solo percepire, il
  senso di quanto sta succedendo. Qui siamo, infatti, a un livello non
  di razionalità - a cui appartiene l'ordine del capire - ma a livelli
  un  pò   più   bassi  della  razionalità,  è  per  questo  parlo  di
  "percepire".

     LO CURTO  E' il luogo dell'animalità e non della razionalità

     ORTISI  Onorevole  Lo  Curto,  le farò dono di un libro che non è
  tradotto  in  italiano,  purtroppo,  che  è  "La  betise"  di  Andrè
  Glucksmann:  "La  betise" è la stupidità al confine con l'animalità.
       Non mi permetto di parlare di animalità perché  in questo luogo
  serio, che noi tutti consideriamo serio, credo che nessuno - in ogni
  caso -  possa  impedire al singolo parlamentare di esercitare il suo
  diritto di  chiedere  il  numero  legale  ad  ogni  secondo, ad ogni
  occasione:  questo  appartiene, infatti, agli strumenti parlamentari
  che, a giorni o a periodi alterni, tutti possono utilizzare.
       Però  non  capisco il senso del contendere perché sull'articolo
  16 non c'era barricata da una parte o dall'altra.  Sull'articolo 17,
  l'assessore Pagano aveva chiesto soltanto di avere la possibilità di
  quantificare le  eventuali  entrate per la Regione al fine di venire
  incontro  eventualmente  alla richiesta dell'opposizione. L'articolo
  18 era  già  fuori  discussione  e l'articolo 19 andava in appendice
  all'articolo  17.  Non  capisco  perché  si  sia creata tutta questa
  bagarre  che,  a  volte,  sconfina  anche  in  qualche  incidente di
  rapporti personali.
       Se   potessimo   ricondurre  all'ordine  di  buon  senso  della
  possibilità  di  convivere nell'Aula, magari riannodando le fila del
  discorso  che  è stato bruscamente interrotto, probabilmente, questo
  farebbe bene a tutti.
       Altrimenti  come  la  maggioranza  fa  valere  il numero (è una
  scelta che  appartiene  a quel libro, secondo me) la minoranza ha il
  diritto di far valere tutti gli strumenti che il Regolamento e anche
  la prassi  le  consentono.  Senza  che  ci sia per questo bisogno di
  litigare  Il mio primo intervento riprende da Poppea.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE   Pongo  congiuntamente  in  votazione gli emendamenti
  16.1, 16.8,  16.9 e 16.3, in quanto di identico contenuto. Il parere
  del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario resti seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non sono approvati)

    Si passa all'emendamento 16.2. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è  contrario resti seduto;
  chi è favorevole si alzi.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 16.10 e 16.11. Li pongo congiuntamente
  in votazione in quanto di identico contenuto. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente  della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Sono approvati)

       Si passa all'emendamento 16.12. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente  della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 16.13. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente  della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,  su  richiesta  del  Governo,  sospendo la
  seduta per cinque minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 21.10, è ripresa alle ore 21.15)

    La seduta é ripresa.

    Si  passa  all'emendamento 16.6. Lo pongo in votazione.  Il parere
  del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.
                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento  16.14.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.
                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento  16.15.  Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.
                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento  16.19.  Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.
                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento  16.21.  Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Comunico  che  é  stato  presentato  dal  Governo l'emendamento
  16.22. Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento  16.7. Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE   Si passa agli emendamenti 16.17 e 16.16, di identico
  contenuto. Li pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (Sono  approvati)

       Si   passa   all'emendamento   16.20.   Comunico  che  é  stato
  presentato  dalla Commissione il subemendamento 16.20.1. Lo pongo in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento   16.20,   così   come
  modificato.  Lo  pongo in votazione. Chi é  favorevole resti seduto;
  chi é  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento  16.5  Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  16.4.  Lo  pongo  in votazione.  Il
  parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento  16.18. Lo  pongo  in votazione.  Il
  parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  dichiaro il mio voto contrario a
  questo articolo anche per una ragione tecnica: la dichiarazione sarà
  inserita nel  resoconto,  poi vedremo se gli uffici saranno in grado
  di risolvere il problema che sto ponendo.
       Il  comma  due,  signor  Presidente, prevede che, attraverso la
  perizia  giurata - che deve contenere l'avvenuta richiesta agli enti
  di vigilanza  dei  pareri - i comuni abbiano novanta giorni di tempo
  per determinarsi, diversamente prevale il silenzio-assenso.
       Con gli emendamenti ci sono poi modifiche dei termini.
       Il comma  6  prevede  che,  fatta  la  richiesta  agli  enti di
  vigilanza, essi hanno 270 giorni di tempo per esprimere il parere.
       Quindi,  il  comune, entro 30 giorni, deve esprimere il parere,
  ma - a  sua  volta  -  gli  enti  di  vigilanza  (i  cui pareri sono
  propedeutici  ai  fini  del  successivo parere del comune) hanno 270
  giorni  di tempo.
       Pertanto,  si  determinerebbe la singolare condizione per cui i
  pareri  dei  comuni  saranno  espressi col silenzio-assenso, pure in
  assenza dei pareri degli enti di vigilanza
       A me  sembra  che  la motivazione fornitami dagli uffici non mi
  pare  che possa funzionare. Qualcuno diceva, che comunque si intende
  che il  tempo di attesa del parere dell'ente sottoposto a vigilanza,
  determini una  sorta  di  stand  by  da  parte  del Comune. Ma non è
  scritto da nessuna parte
       Se fosse  così, il paradosso sarebbe tale che arriveremmo ad un
  anno
       Io  credo  che la norma che nasce per semplificare la procedura
  di  concessione,  non  solo  non  la  semplifichi,  ma 'incasina' la
  Pubblica Amministrazione, determinando una situazione di paralisi da
  parte degli uffici.

     PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,  usi un linguaggio più consono
  ad un'Aula parlamentare.

     CRACOLICI  Signor Presidente, con il termine usato, non intendevo
  offendere alcuno.
       Credo  piuttosto  che l'Assemblea stia approvando una norma che
  sarà destinata  a  non  funzionare e a determinare una situazione di
  imbarazzo  negli  uffici della Pubblica Amministrazione. E' per tale
  ragione che esprimo il mio voto contrario.

     PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Giambrone, essendo presente
  in Aula, non è più da considerarsi in congedo.
       L'Assemblea ne prende atto.

     ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  il mio voto contrario è determinato
  dall'argomentazione   di  carattere  generale  sulla  quale  non  mi
  soffermo  in  quanto già esplicitata da altri colleghi. Mi riferisco
  alla  contraddizione che temiamo non faccia funzionare la normativa;
  per esempio, il comma 3 - in cui si parla di 270 giorni di tempo per
  l'accoglimento -  è  in contrasto con il comma 9, laddove si prevede
  un anno  di  tempo  perché  il personale in servizio presso i comuni
  completi  l'esame  delle  pratiche  di  sanatoria edilizia.
       Inoltre,  pensiamo  che  questo  150  per cento, sia deciso per
  favorire  una  contraddizione  interna  alle intenzioni medesime del
  Governo e della maggioranza che l'hanno proposto.
       Quanto  al  termine  utilizzato  dal  collega Cracolici, non lo
  ripeto,  signor  Presidente,  per  rispetto  nei  suoi  confronti  e
  dell'Aula.  Tuttavia,  voglio  precisare  che il termine si adopera,
  correntemente,  derivando  dal  greco  agorà,  che significa appunto
  "piazza" e "casino".

     PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  ciascuno risponde del linguaggio
  che  adopera.
       Pongo  in  votazione  l'articolo,  nel  testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                  "Norme per il contenimento del consumo
                            di nuovo territorio

          1.  La  Regione promuove il recupero ai fini abitativi dei
       sottotetti,  delle  pertinenze,  dei  locali  accessori e dei
       seminterrati   degli   edifici   esistenti   e   regolarmente
       realizzati  alla  data  di approvazione della presente legge,
       con l'obiettivo di contenere il consumo di nuovo territorio e
       di  favorire  la messa in opera di interventi tecnologici per
       il contenimento dei consumi energetici.

          2. Negli edifici destinati in tutto o in parte a residenza
       è   consentito   il   recupero   volumetrico   a  solo  scopo
       residenziale  dei  sottotetti,  delle  pertinenze, dei locali
       accessori  e dei seminterrati esistenti fatta eccezione delle
       pertinenze relative ai parcheggi di cui all'articolo 18 della
       legge  6  agosto  1967,  n.  765, come integrato e modificato
       dall'articolo 31 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21.
       Il   recupero   volumetrico   è   consentito   anche  con  la
       realizzazione  di  nuovi  solai  o  la sostituzione dei solai
       esistenti.

          3.  Si  definiscono  come  sottotetti i volumi sovrastanti
       l'ultimo  piano  degli  edifici  ed  i volumi compresi tra il
       tetto esistente ed il soffitto dell'ultimo piano dei medesimi
       edifici.   Si  definiscono  pertinenze,  locali  accessori  e
       seminterrati,  i volumi realizzati al servizio degli edifici,
       anche  se  non  computabili  nella volumetria assentita degli
       stessi.

          4.  Il recupero abitativo dei sottotetti, delle pertinenze
       dei  locali accessori e dei seminterrati è consentito, previa
       concessione  edilizia  anche tacitamente assentita o denuncia
       di  inizio  attività,  attraverso  interventi edilizi, purché
       siano  rispettate  tutte  le prescrizioni igienico- sanitarie
       riguardanti   le   condizioni  di  abitabilità  previste  dai
       regolamenti vigenti, salvo quanto disposto dal comma 7.

          5.  Il  recupero  abitativo  dei  sottotetti  è consentito
       purché  sia  assicurata  per  ogni  singola unità immobiliare
       l'altezza  media ponderale di metri 2, calcolata dividendo il
       volume  della parte di sottotetto la cui altezza superi metri
       1,50 per la superficie relativa.

          6.  Il  recupero  abitativo  delle  pertinenze, dei locali
       accessori  e  dei  seminterrati  è  consentito in deroga alle
       norme vigenti e comunque per una altezza minima non inferiore
       a m. 2,40.

          7.  Gli  interventi  edilizi  finalizzati  al recupero dei
       sottotetti,  delle  pertinenze  e dei locali accessori devono
       avvenire  senza alcuna modificazione delle altezze di colmo e
       di  gronda  e  delle  linee  di  pendenza  delle  falde. Tale
       recupero   pur  avvenire  anche  mediante  la  previsione  di
       apertura di finestre, lucernari e terrazzi esclusivamente per
       assicurare  l'osservanza  dei requisiti di aeroilluminazione.
       Per  gli  interventi  da  effettuare  nelle zone territoriali
       omogenee 'A' di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale 2
       aprile  1968,  n.  1444,  i  comuni possono adottare apposita
       regolamentazione  in variante al vigente Regolamento edilizio
       comunale  entro  il  termine  di novanta giorni dalla data di
       entrata  in  vigore della presente legge, decorso il quale si
       prescinde  da  tale regolamentazione. Per l'adozione di detta
       variante  è obbligatorio acquisire il parere della competente
       Sovrintendenza  a prescindere dal fatto che il centro storico
       interessato  risulti  o meno sottoposto a vincolo paesistico;
       il  parere  richiesto  deve  essere  reso  entro  il  termine
       perentorio   di  novanta  giorni,  decorso  il  quale  se  ne
       prescinde  ove  non  reso.  E'  fatto  salvo  l'obbligo delle
       autorizzazioni  previste  dal  decreto legislativo 29 ottobre
       1999, n. 490.

          8.  Il  progetto di recupero ai fini abitativi deve essere
       conforme  alle prescrizioni tecniche in materia contenute nei
       regolamenti  vigenti, nonché alle norme nazionali e regionali
       in  materia  di  impianti  tecnologici  e di contenimento dei
       consumi energetici.

          9.  Le  opere  assentite  ai  sensi  del presente articolo
       comportano  la  corresponsione  degli oneri di urbanizzazione
       primaria  e  secondaria  nonché del contributo commisurato al
       costo  di  costruzione,  ai  sensi degli articoli 5 e 6 della
       legge  28  gennaio  1977, n. 10, calcolati secondo le tariffe
       approvate  e  vigenti in ciascun comune per le opere di nuova
       costruzione.   La   realizzazione   delle   opere  è  altresì
       subordinata  al  versamento alla Regione di una somma pari al
       20  per  cento  del  valore  dei  locali  oggetto di recupero
       desumibile  dal conseguente incremento della relativa rendita
       catastale  che  deve risultare dalla perizia giurata allegata
       alla denuncia di attività o presentata ai sensi dell'articolo
       2,  comma  7, della legge regionale 31 maggio 1994, n.  17, o
       deve  essere presentata dal richiedente all'atto del rilascio
       della  concessione  edilizia  da  parte  del responsabile del
       procedimento dell'Ufficio tecnico comunale.'

          10. Il recupero  abitativo  di  cui al presente articolo è
       consentito   solo  ove  risultino  compiutamente  definiti  i
       prospetti dell'intero edificio e delle relative pertinenze."

       Comunico  che  sono  stati  presentati  i seguenti emendamenti:
  dagli  onorevoli  Miccichè ed altri 17.1;  dall'onorevole Capodicasa
  17.10;  dagli  onorevoli  Liotta  ed  altri 17.4, 17.5, 17.6, 17.8 e
  17.7;  dagli  onorevoli  Virzì  ed altri 17.14, 17.15, 17.16, 17.17;
  dall'onorevole    Scoma   58.1;   dall'onorevole   Beninati   17.13;
  dall'onorevole  De  Benedictis  17.11 e 17.12; dall'onorevole Fleres
  17.2 e 17.3;  dagli onorevoli Lo Curto ed altri 17.13.1.

       Comunico  altresì che sono stati presentati gli emendamenti dal
  Governo 17.2R e dagli onorevoli Lo Curto ed altri 17.13.1.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  dilungarmi;  c'è già stato, infatti, un dibattito sulla materia, per
  certi  aspetti  anche  incomprensibile  essendo stato inteso che, da
  parte  nostra,  dovesse  esserci  un  atteggiamento  ostruzionistico
  rispetto  agli  argomenti.  Invece, non condivido la norma, tuttavia
  voglio  soltanto  soffermarmi  su  un punto che considero abbastanza
  delicato.
       Si tratta  del  comma  9  che stabilisce che, nel caso in cui i
  Comuni  rilascino  concessione  edilizia  in  sanatoria, rispetto ai
  volumi  tecnici  aggiuntivi,  la  Regione deve prelevare un balzello
  pari al 20 per cento.
       Intervengo  soltanto  affinché risulti agli atti che la norma è
  incostituzionale  in quanto lede la potestà autonoma dei Comuni che,
  in  materia  di rilasciodi concessioni, hanno poteri propri e quindi
  non può intervenirsi per nessuna ragione, per il prelievo di risorse
  ad  essi  destinate  direttamente.
       Fra  l'altro,  vi  è  un  vincolo di destinazione fissato dalla
  norma regionale,  la  legge  n.  78 del 1971, che stabilisce che gli
  oneri  di  urbanizzazione  sono utilizzabili soltanto per realizzare
  appunto  opere  di  urbanizzazione  nei comuni. Non possono, quindi,
  essere prelevati  da  parte  della Regione ed essendo, poi, la norma
  fondata  sul  fatto che il Governo regionale intende prelevare delle
  risorse, estrapolando la stessa - e non avendo più argomentazioni di
  carattere  finanziario - tutto l'impianto normativo dell'articolo 17
  viene meno.
       Pertanto,  annuncio,  ovviamente, un emendamento soppressivo al
  comma 9; non sono d'accordo con l'impianto generale dell'articolato:
  voglio  soltanto  evidenziare che su questo punto farò anche ricorso
  formale al Commissario dello Stato...

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  si  tratta  piuttosto  di  una
  segnalazione.

     SPEZIALE   Farò  una  segnalazione.  Lei  converrà  con me che il
  contenuto del  comma 9 dell'articolo 17 è assolutamente una norma di
  carattere  incostituzionale.
       Fra  l'altro,  mi  fa  specie di ciò essendoci stasera presenti
  molti sindaci  che sanno perfettamente che questa è una norma lesiva
  della loro  autonomia  (e  in  Sicilia  di sindaci, del Polo, ce n'è
  qualcuno in più rispetto ai sindaci del centro-sinistra).
       Pertanto,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  invito il
  Governo  a  ritirare  l'intero articolo o, comunque, a presentare un
  emendamento soppressivo del comma 9 dell'articolo 17.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e le finanze.  L'articolo,
  abbiamo detto  poco  fa,  è  fondamentale,  è  una pietra miliare di
  questa  finanziaria.  Certamente,  accettiamo il dibattito politico,
  tuttavia  non possiamo immaginare che si possa tornare indietro come
  è stato più volte spiegato.
       Circa   l'osservazione  fatta  dall'onorevole  Speziale,  siamo
  fortemente  sorpresi.  Evidentemente, il consulente legale di cui si
  avvale lo  sta  portando ad una strada non certo positiva e non vado
  oltre nel giudizio perché mi sembra esagerato.
       Il  comma  9  dell'articolo  17  recita testualmente: "Le opere
  assentite   ai   sensi   del   presente   articolo   comportano   la
  corresponsione    degli   oneri   di   urbanizzazione   primaria   e
  secondaria... secondo le disposizioni...".
       Poi,  a  seguire  recita:  "La  realizzazione  delle  opere  è,
  altresì,  subordinata...":  si tratta quindi di qualcosa di ultroneo
  rispetto a  quella  che è una possibilità data alla Regione.  Non si
  capisce  perché non sarebbe possibile poter incamerare delle risorse
  finanziarie  senza  toglierle  ai  comuni.  Non si capisce per quale
  motivo  possiamo  fissare imposte sul metano, sul ticket sanitario e
  non possiamo  farlo  anche  in  questo caso

     FORGIONE  Ma le sembra serio questo paragone?

     PAGANO    assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Sotto
  quest'aspetto, senza scomodare giuristi, mi sembra di poter dire che
  la norma è assolutamente costituzionale.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo solo
  per  farvi  riflettere  sul  contenuto  di questo articolo. Infatti,
  prendendo  atto del fatto che l'Assessore Pagano ha dichiarato che è
  una   pietra   miliare  dell'azione  del  governo  Cuffaro,  è  bene
  riflettere  con  particolare  attenzione,  visto che essa è messa ai
  bordi  di  una  strada e credo che questa strada ci porti a sbattere
  fortemente.
       La  norma   di  sanatoria  e  di  condono  che  viene  inserita
  nell'articolo 17,  oltre  a  sollevare  i  dubbi  di  legittimità di
  inserimento nel  contesto della finanziaria perché viola le norme di
  riferimento e la stessa cosa era per gli articoli 16, 18 e 19 su cui
  abbiamo discusso,  ritengo  parta  da  un  presupposto  che se non è
  condivisibile,  quantomeno  è giustificabile: la possibilità cioè di
  cambiare  la destinazione d'uso a dei locali, spesso sottotetti, che
  sono  collegati ad una unità abitativa, che di fatto sono utilizzati
  per   unità  abitativa,  ma  non  hanno  la  destinazione  di  unità
  abitativa.
       In questo senso la norma, in una parte, consente la possibilità
  di   regolare,   di   concedere  l'abitabilità,  il  cambiamento  di
  destinazione d'uso   con  il  pagamento  di  una  somma.  Quindi, si
  sanerebbe,  dal   punto   di   vista   legislativo,   e   dunque  si
  legalizzerebbe uno stato di fatto che già esiste.
       Fino  a  qua nulla quaestio, perché  ritengo che può non essere
  condivisibile ma quanto meno è giustificabile il fine.
       Il problema è che l'articolo, così come è stato concepito dalla
  maggioranza, fa  riferimento  a  tutta  una  serie di immobili per i
  quali,  così  come  è  previsto dalle norme del codice civile e così
  come  la  giurisprudenza  e  la  dottrina  ha  nel  corso degli anni
  identificato  partendo  dall'articolo  817  del  codice  civile,  si
  consentirebbe  la  possibilità  di cambiare la destinazione d'uso e,
  quindi,  di  rendere  abitabili  i  sottotetti,  i  seminterrati, le
  pertinenze,   gli   accessori  e  i  volumi  tecnici  di  una  unità
  immobiliare.
       Praticamente,  a  norma  del codice civile e della elaborazione
  dottrinale  diventerebbero abitazione gli ascensori, i montacarichi,
  le  sale antincendio, le aree parcheggio, l'autorimessa, le cantine,
  i  posti auto, i ripostigli, gli ambienti di disimpegno e per finire
  anche i servizi igienici.
       Dico  ciò partendo da un presupposto, che era quello che dicevo
  prima,  cioè  la possibilità di sanare i sottotetti, di fatto, rende
  la   norma  una  norma  che  consente  una  fortissima  speculazione
  edilizia.   Consentirebbe  di  sanare  e  di  rendere  abitabile  la
  qualsiasi  cosa, con un di più:  che quello che noi consentiremmo di
  sanare,  così  come  è  stato  previsto nella norma del 1996 che già
  prevede  un  tipo  di sanatoria di tale natura, gli immobili oggi ai
  quali noi dovremmo consentire la possibilità di diventare abitabili,
  non debbono essere legati all'unità abitativa principale, non devono
  appartenere  alla stessa area volumetrica, possono essere distinti e
  distanti  dall'unità  principale e non vi è il vincolo che all'unità
  principale,  devono  rimanere  dopo  che la destinazione d'uso venga
  cambiata.  Praticamente,  può  succedere  che  un  soggetto  sani un
  garage,   lo   trasformi   in  un  appartamento  e,  poi,  si  venda
  quell'immobile  come  se  fosse  un  appartamento. Così è, onorevole
  Assessore
       Così come  è  possibile  cambiare  la  destinazione d'uso di un
  locale che è stato adibito a stalla;  essa diventa un appartamento e
  poichè  non  è  legata all'unità immobiliare originaria, è possibile
  vendere  quella  stalla come se fosse un appartamento.
       Così  come  può  accadere  che locali di sgombero, e sono di un
  volume  notevole,  in complessi immobiliari grandissimi nelle nostre
  coste,  per  usufruire  del  mare  o  della montagna, possono essere
  trasformati,  e  di  fatto  molti  già  lo sono stati - ad esempio i
  locali  caldaia,  i  locali di sgombero - in piccoli appartamentini,
  che  adesso diventano legalmente abitabili e possono essere venduti.
  In   pratica,  soggetti  che  hanno  violato  la  legge,  creato  un
  illegittimo  arricchimento,  si troveranno con l'approvazione di una
  norma  di  questo genere ad avere una ricchezza incommensurabilmente
  aumentata,  senza  che  alcuno  possa dire più niente, rendendo - vi
  ricordo  con  la  possibilità  di  questa  norma - abitabile dai box
  appartamento,  ai  posti  auto, ai ripostigli, ai montacarichi, agli
  ascensori, e chi più ne ha più ne metta

     ACIERNO  La Casa delle Libertà fa le case, appunto

     RAITI  La Casa delle Libertà permette di fare tutto quello che si
  vuole a scapito dei più onesti

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, volevo
  segnalare alcune  questioni  specifiche.
       La prima - voglio essere sintetico - riguarda l'applicazione di
  questa norma nei centri storici, dove i sottotetti sono spesso parte
  dell'organismo   storico  esistente,  e  questa  trasformazione  dei
  sottotetti  in abitazione può comportare stravolgimenti non da poco,
  nonostante   che  esista  la  possibilità  della  Sovrintendenza  di
  esprimere parere...

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  consentite  all'onorevole  De
  Benedictis di svolgere il suo intervento.

     DE  BENEDICITIS .  Il  problema  è  generale, perchè discutere di
  queste  norme  in  un  Aula assolutamente distratta e disinteressata
  alla  questione,  in  mancanza  dell'Assessore competente, perchè si
  tratta  di norme urbanistiche a tutti gli effetti e non di una norma
  finanziaria,  e,  se  anche  l'Assessore non ti ascolta e nessuno ti
  ascolta, capisco che è perfettamente inutile.
       Dunque, proprio   perchè   è    la  pietra  miliare  di  questa
  finanziaria ci  dà  il  significato di questa finanziaria, perchè se
  una norma  che  consentirà  di  introdurre  poche lire è considerata
  'pietra  miliare'  questa  la dice tutta sulle previsioni di entrata
  della finanziaria al nostro esame.
       E, tuttavia - ripeto - credo che occorra limitare, nel caso dei
  centri  storici,  l'attuazione  di  questa  norma al regolamento che
  obbligatoriamente  il  Comune  deve  adottare, perchè se la norma si
  applica  comunque  decorsi i novanta giorni di tempo che si danno ai
  Comuni  per  attuare il regolamento - e noi sappiamo che non bastano
  anni spesso per attuare un piano regolatore o un regolamento stesso,
  e   qui   invece   consentiamo  che  automaticamente  vengano  messi
  nell'obbligo  di  consentire di rilasciare il cambio di destinazione
  d'  uso  -  noi  possiamo,  ripeto, limitatamente ai centri storici,
  costituire un grande problema.
       Segnalo, inoltre,  all'Assessore che risulta assolutamente poco
  chiara la definizione  del  comma  10,  laddove si dice che comunque
  l'applicazione  della   norma   è   consentita  solo  ove  risultino
  compiutamente   definiti   i  prospetti  dell'intero  edificio.  Per
  "compiutamente  definiti"  non  s'intende  nulla, e ciò si presta ad
  equivoci,   se   non   ad  applicazioni  arbitrarie.  "Compiutamente
  definiti"  è  una dizione che ciascuno di noi può immaginare, dentro
  di sè, che cosa vuol dire: o la scriviamo correttamente o combiniamo
  un guaio
       Inoltre  -  e questo è il senso dell'emendamento 17.12, e colgo
  l'occasione  per  illustrarlo  -  credo  che  sarebbe contrario allo
  spirito  della legge stessa se queste destinazioni d'uso, recuperate
  all'abitazione, poi venissero successivamente recuperate ad altro.
       In questo momento  si  parla  di  locali  tecnici  o  di  spazi
  residuali che, ai  fini della legge, per il contenimento del consumo
  del  territorio  potremmo  consentire  di divenire spazi abitati; ma
  sarebbe   un   aggiramento   delle  norme  se,  a  loro  volta,  poi
  diventassero  altro,  come,  ad  esempio, negozi  o attività per uso
  commerciale   e   questo,  se  non  lo  scriviamo,  è  assolutamente
  consentito.  Mi sembra questo un motivo per cui l'Assessore dovrebbe
  attenzionare  il  problema  ed  evitare  che  si  proceda  in questa
  direzione.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI  Signor  Presidente,  devo dire che considero questa, a
  differenza  dell'Assessore,   la   norma   peggiore   di   tutta  la
  finanziaria.
       Capisco  che  ci  differenziano  ragioni sostanziali nel nostro
  impegno  politico, ma devo dire che questa norma, secondo me, supera
  ogni  limite.
       Lo  ha  già  detto  il  collega  Speziale,  ma  mi  permetto di
  specificarlo:   così  com'è  non  è  una  violazione  dell'autonomia
  impositiva  dei Comuni, è il "pizzo" della Regione nei confronti dei
  cittadini  della  Regione siciliana, con un meccanismo complesso per
  cui questo 20 per cento si deve calcolare in base alla rivalutazione
  catastale;  per  cui  ci  vorranno tecnici che devono fare, oltre la
  perizia  giurata di modifica delle volumetrie di un manufatto, tutti
  gli  adempimenti  aritmetici per stabilire quanto devono pagare alla
  Regione.
       Ma, al di là di  questo,  che già la dice lunga, lo chiamo così
  com'è: il "pizzo"  che  la  Regione  sta  chiedendo  ai cittadini in
  cambio di  una  deregulation,  soprattutto  nei confronti dei centri
  storici delle nostre città.
       Io immagino il  centro  storico di Palermo, dove ci sono voluti
  molti  anni per avere strumenti urbanistici e strumenti edilizi che,
  in  qualche  modo, disciplinassero una modalità d'intervento.
       Bene,  con  questa  norma, capisco che l'auditorio è abbastanza
  preso  dalla  voglia  e  dalla fretta di votare, ma vorrei che fosse
  chiaro cosa stiamo votando: stiamo votando una norma che permette ai
  Comuni  di  modificare i regolamenti edilizi dei centri storici.  Se
  non  lo  fanno  entro  novanta  giorni, ognuno potrà fare quello che
  vuole   E  ognuno  potrà fare quello che vuole anche qualora vengono
  modificati  i  regolamenti  edilizi  da  parte  dei  Comuni,  ma  la
  sovrintendenza,  entro  novanta  giorni,  non  dà il parere, per cui
  scatta  il  silenzio-assenso.
       Stiamo  parlando,  ad  esempio,  del  più grande centro storico
  d'Europa  che  è  il  centro  storico  del Comune di Palermo, che in
  novanta  giorni, per uno strumento che ci sono voluti quindici anni,
  la  Regione sta decidendo che tutte le regole che hanno disciplinato
  fino  ad oggi il centro storico di Palermo, non valgono più.  Perché
  si  cambiano  le  volumetrie,  si  possono  rifare  i  solai, si può
  recuperare  la volumetria, perché  non si usano solo le volumetrie a
  fini   abitativi   di  ciò  che  c'è,  puoi  recuperare  e,  quindi,
  trasferire.
       Considero  questa  la  norma  più  vergognosa  contenuta  nella
  finanziaria  al  nostro  esame,  altro che pietra miliare
       Se voi lo state  facendo  con l'intento finanziario del "pizzo"
  del 20 per cento, vi chiedo  di  rendervi  conto  che, in nome della
  monetizzazione con cui state  gestendo  il  territorio, rischiate di
  determinare uno scempio non solo  per  noi,  ma  anche per le future
  generazioni.
       La invito, onorevole  Assessore,  quanto  meno  a sospendere la
  trattazione di  quest'articolo, approfondirlo anche in sede tecnica,
  valutarne  tutti  gli   effetti,   non  solo  finanziari,  ma  anche
  politico-sociali nella nostra  Regione,  al  fine  di  scegliere con
  saggezza e con cautela  rispetto  agli  atti  che  si  producono  in
  quest'Assemblea.
       E' un invito forte che  mi  sento  di  fare  perché  - ripeto -
  questa la ritengo la norma  peggiore  che  nei  due anni in cui sono
  parlamentare questa Regione abbia fatto.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,  onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi,  devo ammettere, anche se controvoglia, che la sinistra ha
  un  fondo  di  ragione nel non accettare la sua definizione di norma
  importantissima e pietra miliare di quest'articolo 17, che in realtà
  non  è  un  granché.
       In  realtà,  quest'articolo  andava scritto, forse, meglio, nel
  senso  che  non bisognava limitarsi ai sottotetti e agli scantinati,
  ma  bisognava  introdurre  finalmente anche in Sicilia quella regola
  che  in  Europa  vige  da  sempre in base alla quale all'interno dei
  fabbricati  e delle costruzioni le cosiddette norme conservative non
  esistono.
       Citerò  soltanto  un  esempio,  ma molto esplicativo. Nel 1990,
  nella  piazza  Rossa  di  Mosca   un  intero  fabbricato  era  stato
  sventrato  al  suo  interno, rimanendo in piedi solo il prospetto di
  quel   fabbricato  e  all'interno  si  stava  realizzando  un'intera
  struttura  in ferro cemento che avrebbe accolto quello che oggi è un
  grande  magazzino.  Ciò  in  quella  normale  logica  che l'estetica
  esterna  va  sicuramente  sempre  salvaguardata e l'interno va anche
  salvaguardato  quando  si  tratta  di edifici che sono assicurati da
  vincoli  storici,  culturali, di patrimonio.
       Ma  quando ci si rivolge ai catoi dei centri storici, piuttosto
  che  ai  normali  fabbricati,  è  veramente  vergognoso  che bisogna
  ristrutturare senza potere allargare o diminuire un vano all'interno
  di una cubatura esistente.  Per cui, questa è un inizio, chiamiamolo
  una 'normetta'.
       Mi  auguro  che  questo Governo proceda nel cammino intrapreso,
  anche  perché  - mi rifaccio a quanto detto dall'onorevole Cracolici
  -  il centro storico di Palermo non si è ancora potuto oggi risanare
  proprio   per  quel  maledetto  vincolo  conservativo  che  è  stato
  introdotto   dall'Amministrazione   Orlando  e  da  un  tecnico  che
  l'Amministrazione  comunale  di Bologna, quando era ancora retta dal
  centrosinistra,  aveva  espulso  dalla  città  per  gli  scempi  che
  quell'architetto  aveva  prodotto in quella città.
       Ma  ora  mi  rivolgo  alla Presidenza perché  ho sentito troppe
  volte  usare  il  termine  "pizzo"  al posto di tassa. Mi rifiuto di
  continuare  a stare in un'Aula dove il Presidente non interviene nel
  censurare  quei deputati che addebitano all'attività legislativa del
  Governo  e  dell'Assemblea  terminologie  che  non hanno nulla a che
  vedere con quello che stiamo scrivendo.

     PANARELLO  E' una metafora

     ACIERNO  E' una metafora che mi fa schifo

     PRESIDENTE   Onorevole  Acierno, la parola "schifo" non è proprio
  parlamentare.   Dovrebbe   precisarla.
       Si  passa  agli  emendamenti  17.1,  17.10,  17.4  di  identico
  contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.

     RAITI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  posso  che
  confermare il mio voto  favorevole  all'emendamento 17.1 che prevede
  la  soppressione dell'articolo 17.
       Il mio voto favorevole scaturisce non solo dai ragionamenti che
  ho  fatto  prima, ma voglio aggiungere un ulteriore ragionamento che
  forse   sfugge   a   molti  dei  colleghi  di  quest'Aula.  Infatti,
  consentendo,  così  come  consentiremmo  una  volta approvata questa
  norma,  di rendere abitativi, abitabili tutti quegli immobili di cui
  facevamo cenno prima, in particolare mi riferisco ai centri storici,
  al centro storico di Palermo, ma non solo a quello di Palermo, anche
  a  quello  di  Messina, di Catania e quant'altro, stiamo commettendo
  anche un attentato alla sicurezza dei nostri concittadini.
       Abbiamo  un  patrimonio  immobiliare  che  nei centri storici è
  assolutamente  depauperato, che in ogni caso consente la possibilità
  di  avere e di sostenere un certo numero di abitanti all'interno del
  centro  storico.
       Con  un'operazione  di  questo  genere  noi  influiremmo  sulla
  struttura   degli   immobili   perché   aumenteremmo   le  superfici
  calpestabili  sulla  loro possibilità di recepire anche dal punto di
  vista   igienico  ed  abitabile  un  aumento  notevole  di  afflusso
  abitativo.
       Entreremmo  in  un percorso che procurerà solo danni, quando in
  realtà  abbiamo un patrimonio edilizio che non viene curato, abbiamo
  una  regione  che è a forte rischio sismico e i terremoti di qualche
  mese  fa  ci  devono  fare  riflettere,  anche  quest'Aula  è  stata
  lesionata  dal terremoto e non abbiamo alcuna norma che stabilisce e
  cerca  di  controllare  o  monitorare la sicurezza degli edifici (ho
  presentato  una legge sul fascicolo dei fabbricati, ma ancora questa
  giace  in  Commissione),  e  non  vi è alcun tipo di controllo sulla
  possibilità   di  avere  un  patrimonio  immobiliare  controllato  e
  verificato costantemente.  Poi, quando accadranno le disgrazie con i
  morti, come spesso si è verificato e non solo in Sicilia, piangeremo
  le  lacrime di coccodrillo dopo aver pensato e non avendo riflettuto
  che  oggi stiamo approvando una norma che potrà consentire di creare
  un   eccesso   di   affluenza,   un   aumento  delle  condizioni  di
  inabitabilità del centro storico.
       Quindi,  oltre a non consentire - votando favorevolmente questo
  emendamento  e  quindi  la  soppressione di questo articolo - alcuna
  speculazione  edilizia  di soggetti economici forti e non di piccoli
  proprietari,  noi  non  aggraveremmo  quanto meno la sicurezza degli
  edifici,  di  coloro  che  oggi  ci  abitano  e  di  coloro  i quali
  abiteranno  successivamente.  E  vi  ricordo che i centri storici in
  Sicilia  sono  la  maggior  parte,  per estensione calpestabile, del
  patrimonio immobiliare abitabile che oggi noi abbiamo.
       Se  pensate  di  assumervi  una responsabilità di questo genere
  approvando  una  norma  di  tal  fatta  solo per raccogliere qualche
  quattrino,   credo  che  ci  siano  altri  modi  più  seri  e  forse
  deontologicamente più corretti per consentire di fare una manovra un
  po' più seria.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, voterò contro
  questa  norma  che si vuole introdurre in quanto a mio avviso non ha
  testa né coda sotto il profilo urbanistico.
       Se,  in  effetti, le  cose  che hanno un senso debbono avere un
  principio  fondamentale  dell'argomento  di  cui  si vuole trattare,
  giustamente  i colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto una serie
  di  osservazioni  sia  tecniche  che  sotto il profilo urbanistico e
  politico  al  contempo,  hanno estremamente ragione.  Il fatto è che
  qui  non si vuole assolutamente ragionare su una norma che non ha un
  fondamento  urbanistico  vero  e  proprio,  c'è  invece l'assalto al
  territorio.
       Capisco che posso essere un po' pesante, però noi - la Regione,
  l'Assemblea  e  noi tutti che votiamo - potremmo essere paragonati a
  quel  soggetto  che  recentemente  ha  riscosso  grande  successo in
  televisione: è il personaggio interpretato da Antonio Albanese, quel
  calabrese  che su un podio cerca di accaparrarsi voti e quant'altro,
  dando una interpretazione di come si vuole gestire il territorio; e,
  proprio alle sue spalle, è rappresentato Pizzo Sella.
       Quello che  ha  prefigurato  Albanese  lo  stiamo  mettendo  in
  pratica, addirittura attraverso una norma legislativa.
       Posso capire  che  ci  possono  essere  delle  norme che sanano
  situazioni sotto il profilo urbanistico di poco conto, che non hanno
  un  interesse  architettonico  tale  da  salvaguardare, ma qui si va
  verso  la indiscriminata sanatoria, ma si incita il cittadino a fare
  e  a  realizzare  opere  completamente  in  contrasto  con il nostro
  patrimonio  edilizio.  Patrimonio edilizio che deve essere tutelato,
  altro  che  patrimonio  mondiale  dell'umanità
       Il   patrimonio   dei   nostri   centri  storici  è  patrimonio
  dell'umanità   proprio   perché   i  nostri  antenati  ce  lo  hanno
  consegnato,  rispettando  tutta  una  serie  di  valori, soprattutto
  valori  architettonici,  valori che oggi sostanzialmente si vogliono
  eliminare  attraverso  una  norma.  Capisco  che  c'è  l'esigenza di
  aumentare  il  volume  abitativo  di  una  struttura perché  non c'è
  possibilità  di  costruire,  ma sappiamo benissimo che il patrimonio
  edilizio  del  nostro  Paese  è  superiore al fabbisogno perché - le
  seconde  case  ce  lo  testimoniano  -  non  abbiamo  bisogno  di un
  ulteriore  aumento  di  volumetria  abitativa, ma abbiamo bisogno di
  case  per  i  meno  abbienti, per coloro che non hanno una casa dove
  abitare.  Qui  non si tratta di giustificare tale normativa sotto il
  profilo della difesa del territorio. Spero che ci sia una ribellione
  di quei cittadini onesti che hanno rispettato la legge, che vogliono
  continuare   a  farlo,  che  vogliono  continuare  a  rispettare  il
  territorio,  ma  mi  pare  che  con  queste  norme  che  si vogliono
  approvare   noi  stiamo  giustificando  la  distruzione  del  nostro
  patrimonio edilizio esistente, specialmente quello di valore storico
  e architettonico.
       Onorevoli colleghi, spero quindi che ci sia un ripensamento per
  dare una  migliore  sistemazione tecnica a questa norma che si vuole
  approvare, anche  se,  con  la  scusa  di  accaparrare e rastrellare
  qualche euro  per  le  casse regionali, non mi pare questo il metodo
  giusto che si sta applicando.

     DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS.  Io  credo  di  dover  esprimere il voto contrario
  perché lo stesso esame che se ne sta facendo nell'Aula dimostra come
  la complessità  di  questa norma dovesse richiedere un rimando ad un
  provvedimento  legislativo  più compiuto e differente. Così come noi
  abbiamo chiesto uno stralcio di questa che è a tutti gli effetti una
  norma urbanistica  e  che,  se inquadrata solamente sotto il profilo
  finanziario o delle probabili maggiori entrate, non disvela tutte le
  sue pericolosità  o  comunque  i motivi di contraddizione che già in
  questo  momento, pur nella confusione e nell'approssimazione con cui
  l'Aula lavora, si sono evinti.
       Io credo  che,  quantomeno  per  evitare  il peggio, il Governo
  dovrebbe   considerare   una   limitazione   o   una  subordinazione
  dell'applicazione di questa norma nei centri storici alla necessaria
  compatibilità  con  il  regolamento  comunale vigente o in variante,
  altrimenti espropriamo  i comuni del governo del territorio, che non
  può   essere,   esclusivamente   nelle   zone   A,   rimandato  alla
  Sovrintendenza.  Aggiungo  che una cosa sono gli immobili sottoposti
  a  vincolo   e   quindi  ad  esercizio  di  tutela  da  parte  della
  Sovrintendenza,  un'altra  cosa sono gli immobili tutti ricadenti in
  zona  A, non necessariamente soggetti a tutela della Sovrintendenza.
       Faccio un  esempio  di  quello che questa norma può comportare:
  dentro  quest'Aula,  questo  edificio  è voltato; sopra questa volta
  esiste un  tetto,  che  è  uno  spazio  individuato dalla legge come
  sottotetto, giacché  è  lo spazio delimitato tra l'ultimo soffitto e
  la  copertura.  Inoltre,  è  consentito, in questa norma, realizzare
  anche solai;  quindi  in  un centro, se un edificio di questo genere
  non è sottoposto a tutela da parte della Sovrintendenza perché non è
  vincolato come  edificio  monumentale, ma pur tuttavia, ricade in un
  centro storico  e ha un suo pregio complessivo - ad esempio il piano
  particolareggiato di Ortigia ne contiene centinaia di questi edifici
  - è  possibile,  in  base  a  questa  legge  e in deroga a qualunque
  regolamento edilizio  vigente,  tagliare  tutte  le  volte e tutti i
  soffitti degli edifici che non sono soggetti, ripeto, a tutela della
  sovrintendenza (e  ce  ne  sono centinaia), realizzare solai come la
  norma  prevede,  realizzare  finestre  e  sottrarre al controllo dei
  comuni il  governo di questi elementi con un risultato assolutamente
  distruttivo.
       Ribadisco, quindi, il mio voto contrario a questo articolo, che
  in prima  battuta  rinnovo l'invito a ritirare, per ricondurlo a una
  norma più  organica  in materia urbanistica ma, in subordine, almeno
  ad accogliere  l'invito  a sostituire al comma 7 le parole "i comuni
  possono adottare" e via di seguito con le parole "le norme di cui al
  presente articolo si applicano compatibilmente alla regolamentazione
  comunale  vigente  o  in  variante  che  i  comuni  devono  all'uopo
  adottare".

     ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI    Signor   Presidente,   a  me  dispiace  che  una  parte
  dell'amministrazione ed  una parte della maggioranza che si è sempre
  proclamata come  in  frattura  col passato e ha premonizzato rigore,
  adesso si faccia trascinare nell'approvazione di questo articolo con
  la causa  addotta  del contenimento dei consumi energetici che non è
  causa reale, ma, appunto, è causa addotta.
       E la  dimostrazione è data proprio da quel comma 7 del quale si
  sta discutendo e del paragone che va subito istituito con l'articolo
  19   successivo.
       Qui, si parla di silenzio assenso della Sovrintendenza, decorsi
  novanta  giorni,  mentre  all'articolo 19 successivo per la modifica
  delle  opere  interne, quando si fa riferimento all'acquisizione del
  nulla osta  da  parte  della  Sovrintendenza,  nel  caso di immobili
  soggetti a  vincolo  non c'è nessun riferimento alla possibilità che
  scatti il  silenzio  assenso  decorso  un certo numero di giorni.
       L'incongruità  interna  dimostra  palesemente che l'articolo 17
  non fa  parte di un progetto complessivo, che noi abbiamo contestato
  perché  incongruo alle norme finanziarie, ma è un articolo a sé, che
  vuole  raggiungere fini disdicevoli, secondo noi perché  si baratta,
  con l'esigenza  di far cassa in un momento puntuale, la storia della
  nostra comunità,  ma  soprattutto il nostro futuro.
       A parte  gli  scongiuri  che  ognuno  di noi, nella maniera più
  napoletana che siciliana fa, quando interviene l'onorevole Raiti, in
  ordine  a  problematica  sismica,  non  è  peregrino il ragionamento
  perché, per quanto attiene soprattutto ai centri storici e ai nostri
  centri storici,  che  storici  sono  in  tutti  i sensi, anche sulla
  vetustà di  essi medesimi, noi corriamo rischi terribili, per cui il
  discorso     relativo     almeno     al     nulla     osta     della
  Sovrintendenza e quindi a casi specifici ed alla possibilità che non
  scatti il  silenzio  assenso.  Credo  che  sia  argomento sul quale,
  almeno   su   questo,   la  maggioranza  ed  il  Governo  dovrebbero
  riflettere.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  gli  emendamenti 17.1, 17.10 e
  17.4.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 17.5
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.
       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 17.6.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.
       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       L'emendamento  17.14  va considerato insieme  agli  emendamenti
  17.13,  17.16 e 17.17, perchè hanno contenuto analogo. Il  17.13  li
  assorbe tutti.
       Si passa all'emendamento 17.13.
       Comunico   che  il  Governo  ha  presentato  il  subemendamento
  allegato, che assorbe quelli citati a firma degli onorevoli Formica,
  Virzì ed  altri,  che  praticamente  cassa  al quarto rigo le parole
  "salvo quanto disposto al comma 7".
       Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

        PRESIDENTE  La seduta è sospesa per due minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 22.15, è ripresa alle ore 22.17)

     PRESIDENTE  La seduta è ripresa.
       Sono  accantonati  gli emendamenti 17.13, 17.14, 17.16 e 17.17,
  in quanto  il  Governo  ha  annunziato  una  riscrittura  del testo.
  Pertanto, possiamo passare agli altri emendamenti, tenendo conto che
  il primo a seguire non è il 17.8 ma il 58.1.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente,  la comunicazione che lei ha appena
  fatto all'Aula  prevede  il  ritiro  di  due  subemendamenti  da lei
  annunciati  e  mai  distribuiti  all'Aula?  O  i  due subemendamenti
  rimangono in  vita  ed,  in  tal  caso,  la  prego di darne copia ai
  deputati, in modo che possiamo averne visione.

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno, ovviamente, se il Governo riscrive
  l'emendamento  è  chiaro  che i subemendamenti, uno votato e l'altro
  no, non hanno più motivo di essere, sono superati.
       Si passa all'emendamento 58.1.

     ACIERNO  Lei  ha  appena  detto che c'è un subemendamento votato.
  Voglio vedere il testo  E' un subemendamento che non esiste.

     PRESIDENTE    Ed   ora   glielo  facciamo  distribuire.  Intanto,
  andiamo avanti con gli altri. Siamo all'emendamento 58.1. Faccio una
  precisazione:   il   termine  "edifici  esistenti"  deve  intendersi
  "seminterrati esistenti".
       Onorevole  Speziale, gli emendamenti dell'onorevole Scoma hanno
  la firma aggiuntiva dell'onorevole Leontini.
       Preciso,  allora,  ulteriormente,  che all'emendamento 58.1, il
  termine "edifici" è da intendersi "seminterrati".
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  con  questo  emendamento,  se ho
  capito  bene  l'emendamento  58.1,  s'intende  estendere il recupero
  volumetrico   al   solo   scopo   residenziale   d'immobili  la  cui
  destinazione  d'uso  e  la  destinazione  urbanistica è per impianti
  sportivi. Se ho capito bene siamo spogliatoi

     CAPODICASA  Faremo ridere l'Italia

     CRACOLICI  Vorrei  che  fosse  chiaro di cosa stiamo parlando. Mi
  sembra che si sia aperto il grande market.

     CAPODICASA  Ma che market è questo? Questo è un macello

     CRACOLICI    Consiglierei  ai  colleghi  che  hanno  sottoscritto
  l'emendamento  di  non  sottoscriverlo e farlo decadere visto che il
  primo firmatario non è presente in Aula.

     CINTOLA  Ma c'è il secondo

     CRACOLICI    Ho   rivolto   un  appello  ai  colleghi  che  hanno
  sottoscritto l'emendamento. E' in Aula l'onorevole Scoma?

     FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sembra
  inutile in  quest'Aula fare appelli al buon senso, alla razionalità,
  tanto   c'è   l'agitazione  dell'onorevole  Cintola  che  ormai  sta
  blindando  -  non  so  per  quale  braccio  di  ferro  interno  alla
  maggioranza -  anche gli articoli che ci copriranno di ridicolo, che
  copriranno  di  ridicolo  questo  Parlamento,  non  un  pezzo  della
  maggioranza o  del Governo.
       Ma vi  rendete  conto  di  cosa state votando?  Allora ha senso
  ancora fare  un appello alla ragione?  Fermiamoci, vediamo almeno di
  evitare le parti più vergognose di un articolato che stiamo votando,
  o no?  Leggete  come  prosegue  l'emendamento  58.1.
       Gradirei dall'onorevole Scoma - che rarissime volte in sei anni
  ho avuto il piacere di ascoltare da questa tribuna, un intervento in
  quest'Aula  per  chiarire  il  significato  di  questa  roba,  visto
  l'impegno  profuso,  l'acume  per formulare un emendamento di questo
  tipo. Non  so  dove  abbia  trovato  l'oggetto sul quale fare questa
  fotocopia di  emendamento,  perché  è  chiaro  che ci deve essere un
  motivo  particolare  per  cui  dobbiamo  sanare,  che  corrisponde a
  qualcosa che  avrà  vicino casa sua; che ne so, qualcosa ci deve pur
  essere, altrimenti  non si motiva il fatto che in una legge si metta
  un obbrobrio  simile. Se non è in grado di spiegarcelo, almeno eviti
  di coprire di ridicolo quest'Assemblea.

     SCOMA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SCOMA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Forgione
  lei ha  assunto  un  tono  che non è assolutamente quello che volevo
  dare al  tipo  di  emendamento  che  ho scritto. Io non credo che in
  Sicilia non  possano  esistere 10, 20, 100, 200 palestre che abbiano
  delle verande  da sanare, non vedo perché possiamo sanare verande di
  appartamenti e non queste.

     CAPODICASA   Le  verande  non  sono  al  servizio  degli impianti
  sportivi

     SCOMA  Sto parlando di verande da sanare.

     CRACOLICI   Non c'entra questa cosa. Caso mai, andava inserita in
  un altro emendamento.

     SCOMA   Onorevole  Cracolici,  lei  può  dire  ciò che vuole. Che
  siano spogliatoi  o  verande  adibite  a  spogliatoi  non  cambia il
  significato. Signor Presidente, per me non cambia nulla.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione  l'emendamento 58.1. Il parere del
  Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vice  presidente  della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti  seduto;  chi  è  favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Di  conseguenza,  sono  decaduti gli emendamenti indicati nella
  sintesi degli emendamenti.
       Si ritorna all'emendamento 17.13, di riscrittura.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
  dire   che  non  sono  intervenuto  su  questo  emendamento.  Vorrei
  semplicemente fare  rilevare  che la riscrittura dello stesso, a mio
  avviso, è  ancora  peggiorativa rispetto al testo che era sottoposto
  all'esame  dell'Aula,  perché  addirittura  elimina l'autorizzazione
  per   avere   riconosciuto   a   fini  abitativi  del  recupero  del
  volumetrico, cioè  non  c'è  più  neanche  l'autorizzazione, si fa a
  prescindere
       E' come  dire "si fa per volontà", quindi ritengo che da questo
  punto di vista, se il Governo ha voluto fare un gesto di riscrittura
  per  consentire  la  funzionalità  di  questo  emendamento,  abbiamo
  superato il ridicolo.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi chiedo
  quale  follia  collettiva  stia  prendendo  il  Parlamento e vorrei,
  auspico, invoco,  che  ci  sia  una mente razionale che metta mano a
  questa materia perché rischiamo di fare cose gravissime.
       L'emendamento  proposto  dal Governo  sentite  cosa  dice:  "Il
  recupero a fini abitativi di cui  al  presente articolo è consentito
  con la modalità  di  cui  al  comma  7"; il comma 7 dice che  per le
  prese luce,  a  fini  di  aerazione si possono aprire nuove finestre
  purché  siano  rispettate  tutte  le prescrizioni igienico-sanitarie
  riguardanti  le  condizioni di abitabilità previste, eccetera, salvo
  quanto disposto  dal  comma 7. Quindi, in base al comma 7 si possono
  aprire  le  finestre 'anche  attraverso  interventi  finalizzati  al
  frazionamento di una o più unità immobiliari in un maggior numero di
  unità".  Faccio  un  esempio:  abbiamo  questo bel salone.  Se io lo
  fraziono,   perchè  mi  è  consentito  farlo,  anche  in  più  unità
  abitative,  secondo questo emendamento, io quindi, lo divido, faccio
  un  corridoio in mezzo, da un lato ho una luce, dall'altro no perchè
  il  Palazzo  non  l'ha  previsto .  Quindi con questo emendamento si
  consente di aprire tante finestre quante sono ....

     ACIERNO  Mantenendo inalterati i prospetti.

     CAPODICASA  E  come  si  fa  a  mantenere inalterati i prospetti.

     ACIERNO  Finestre non se ne possono aprire.

     CAPODICASA  Siccome al  comma 7 è scritto che si possono aprire e
  lei rinvia al comma 7 per quanto concerne le prescrizioni, significa
  esattamente che  si  possono  aprire  tante  finestre quante ne sono
  necessarie per dare luce ai nuovi vani che vengono creati attraverso
  il frazionamento.
       Aggiungo di  più, che addirittura è consentito anche per unità,
  riguardanti  unità   poste   su  livelli  di  piano  diversi  e  con
  l'eventuale    creazione   di   interpiani.   Questa   è   emersione
  d'illegalità.  Cosa  significa?  Noi  così istighiamo a delinquere e
  poi facciamo riemergere dall'illegalità?  La creazione di interpiani
  significa che io qui posso fare un altro piano, tenendo conto che ho
  sette metri di altezza.

     ACIERNO  Se ho il volume, perchè no?

     CAPODICASA  E, conseguentemente, posso fare le aperture.

     ACIERNO  No,  il  prospetto  non lo posso modificare, c'è scritto
  che non lo posso modificare.

     CAPODICASA   Mi   spiega,   onorevole  Acierno,  come  fa  a  non
  modificare il prospetto e ad aprire tutte le prese di luce e d'aria?

     ACIERNO  Non  posso  aprire  prese d'aria, devo utilizzare quelle
  che ci sono.

     CAPODICASA  Ma se è scritto, al comma 7, che si possono fare
       Onorevole  Acierno,  lei  avrà  la  possibilità  di prendere la
  parola  e  spiegarmi l'articolo, ma senza le grida che sta lanciando
  dal suo posto.
       Infatti,   ad  un  certo  punto  il  comma  7,  a  cui  lei  fa
  riferimento, dice che gli interventi edilizi finalizzati al recupero
  dei  sottotetti,  etc.,  etc.  ..."tale  recupero può avvenire anche
  mediante la previsione di aperture di finestre, lucernari e terrazzi
  esclusivamente  per assicurare l'osservanza d'aeroilluminazione. Che
  significa in italiano questa cosa?

     ACIERNO  Quello è un altro discorso.

     CAPODICASA  Ma  se  lei  autorizza gli interpiani non significano
  solo  i  sottotetti.  Per  lo  meno  c'è  una  incongruenza  ed  una
  contraddizione che la  legge  non  può sopportare dal momento che si
  tratta di materia assai delicata.
       Allora, signor Presidente, onorevole Assessore, visto che siamo
  in  presenza di un'idea, sia pure non condivisibile dal mio punto di
  vista,  di  deregulation,  rifletteteci   Non  vi  sto  dicendo "non
  fatelo" ma riflettete un momento con i tecnici, con gli esperti, non
  facciamo  una  legge  attraverso  i  foglietti  di carta che, con il
  sistema  di  taglia  e  cuci,  vengono  distribuiti  sotto  forma di
  emendamenti.  Questo  è un modo di legiferare che non è accettabile.
  Credo  che  - non voglio usare parole grosse - non sia dignitoso per
  un Parlamento affrontare questa materia in questo modo.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al di là
  della foga dell'onorevole Capodicasa si stia realizzando - ripeto al
  di  là della foga dell'intervento - un inciucio fra il suo partito e
  la  maggioranza perchè il fatto che nella riscrittura si parli tante
  volte  di  unità  con  riferimento al giornale del suo partito a tal
  punto  da  arrivare  ad  esprimersi in questi termini:"E' consentito
  anche  per  unità  riguardanti  unità  poste  sul  livello  di piani
  diversi...".
       Io vorrei che mi si spiegasse cosa significa "riguardanti unità
  poste  su  livelli di piani diversi" a parte l'obbrobrio dell'ultima
  parte  "...e  non  pregiudichi  la  statica  dell'immobile". Grazie,
  grazie  davvero,  questo  va  bene purchè non pregiudichi la statica
  dell'immobile;  è una concezione eccezionale questa  La verità è che
  state trasformando Palermo in Shangai, cioè in un posto nel quale si
  possono  infilare  dieci  mila  persone, come  avviene  nell'estremo
  oriente,  come  avveniva  anche ad Auschwitz , a dire il vero, visto
  quello che sta avvenendo in quest'Aula.
       Ma  che cos'è questa cosa? E voi poi scrivete sull'emendamento:
  "E'  consentito  con  le  modalità  di  cui  al comma 7 purchè siano
  rispettate...  salvo  quanto  disposto  dal  comma  3..."  colleghi,
  mettetevi  un  pò  d'accordo, perchè  francamente  stiamo  superando
  davvero  i  limiti   Sarebbe  stato  molto  più opportuno seguire il
  suggerimento  del  Presidente  Fleres  e dell'Assessore Pagano, cioè
  rimandare  ad  una  discussione  più  serena,  più  approfondita, un
  argomento  che  determina i prossimi cinquant'anni della nostra vita
  relazionale; siamo ancora in tempo, vediamo un pò di riflettere e di
  non  far  prevalere  l'isterismo estremista che non serve a nessuno,
  serve soltanto a soddisfare la voglia del momento di chi a volte non
  supera la soglia della razionalità del momento.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, Assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, Assessore per i lavori pubblici. Onorevoli
  colleghi, credo sia  opportuno  fare un momento di chiarezza tecnica
  su questo articolo, perchè  credo  che  la  foga, giusta per carità,
  certamente condivisibile -  tipica dell'Aula parlamentare - forse ha
  stravolto l'analisi oggettiva del contenuto dell'articolo.
       Innanzitutto  qui  non  si  tratta  di sanatoria, perchè stiamo
  semplicemente   operando   su   edifici   esistenti  e  regolarmente
  realizzati; si tratta in sostanza soltanto di una norma che consente
  l'abitabilità  sotto due metri e settanta, consentendo l'abitabilità
  all'altezza  media  di  due  metri, e badate bene, solo considerando
  quelle parti che hanno un'altezza minima di un metro e cinquanta.
       Dunque, per  quanto  riguarda  la questione poi delle finestre,
  lucernari,  terrazzi  e  quant'altro  questa  norma, mi  pare  molto
  chiaramente, non si riferisce ai centri storici, il comma 7 è diviso
  in  due  parti:  la seconda parte del comma 7 prevede quali siano le
  norme   e   i  regolamenti  che  si  possono  applicare  nelle  zone
  territoriali   omogenee  A,  che  sono  i  centri  storici  e,  devo
  aggiungere   che,  addirittura,  viene   chiesto   il  parere  della
  Sovrintendenza  anche per quei palazzi storici che non siano oggetto
  di  vincolo;  dunque  ben  lungi  da  noi  l'idea  di  violentare il
  territorio  e  il  tessuto  urbanistico di nessuno dei nostri centri
  storici.  L'urbanistica, mi sia consentito, è una scienza esatta, e,
  come  tale,  le  norme  vanno  lette  nel  loro tenore letterale con
  estrema  attenzione.  Mi  permetto  altresì  di fare rispettosamente
  notare  al  Parlamento  che  la  questione della regolamentazione in
  variante,  al vigente regolamento edilizio, certamente non significa
  l'abolizione  automatica  dei vigenti regolamenti edilizi nei centri
  storici,  ma  soltanto  la  facoltà  dei  comuni  di  dotarsi di una
  variante  al  regolamento edilizio, posto che la norma che andiamo a
  fare non è automaticamente estesa ai centri storici.

     SPEZIALE  Possono fare anche questo.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA,  assessore  per  i lavori pubblici.  Senza
  questa norma non  possono  essere  certamente rese abitabili altezze
  inferiori a due metri  e  settanta.  Non  credo che il problema stia
  nell'altezza dei  locali,  perché  nessuno  degli onorevoli colleghi
  intervenuti si è posto  il  problema.  Ma  è solo e soltanto questo.
  Perchè è noto che  l'abitabilità  non può essere concessa in altezza
  inferiore ai due metri  e  settanta mentre noi consentiremmo, ove il
  Parlamento dotasse questa norma, l'abitabilità con altezza ponderale
  di due metri.  E, poiché si parte da uno e cinquanta, come minimo ci
  vuole una altezza massima  di  due  metri  e cinquanta.  Questo è lo
  scandalo che questo articolo comporta.
       Credo che la  discussione  su  un  articolo  così tecnico venga
  mantenuta all'interno  della  dizione  letterale della norma. Vorrei
  anche richiamare l'attenzione  sul  comma  8  dove viene chiaramente
  detto che le opere  di  recupero  a  fini  abitativi  devono  essere
  conformi  alle   prescrizioni  tecniche  contenute  nei  regolamenti
  vigenti.   E  mi pare  quasi  pleonastico  che  si  debba  dire  che
  un'operazione  debba  essere   conforme  ad  una  norma,  eppure  lo
  ribadiamo. Dunque, non vedo  dove  ci sia finora alcuno scandalo. E'
  chiara la dizione, al comma 7 "decorso il quale si prescinde da tale
  regolamentazione"  è evidente che la regolamentazione in questione è
  la  regolamentazione  in  variante;  non è sicuramente una norma che
  intende  abolire i regolamenti edilizi. Questo mi sembra chiaro.  Ma
  si potrebbe precisare lessicalmente meglio.
       Questo  era  un  contributo di chiarezza che ritenevo opportuno
  dare  ,  dopo  un'ora  e  un  quarto  di  discussione.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  fare un
  esempio molto banale,  per  potere  capire  quello che può scaturire
  sull'applicazione   dell'emendamento    17.R   così   come   lo   ha
  letteralmente riferito  l'onorevole Assessore. Si dice: "è possibile
  il recupero ai fini  abitativi,  di cui al presente articolo, purché
  siano rispettati  le  condizioni  igienico-sanitarie  e  così  via".
  Diceva l'Assessore  nella  enucleazione  del  proprio  ragionamento,
  bisogna fare le unità ad  una  altezza  non inferiore di due metri e
  settanta, si  debbono  avere  quei  requisiti  regolamentari. Voglio
  farvi riflettere in  maniera concreta.  Con l'attuazione della norma
  così prevista dall'articolo  17.R,  pensate  un po' cosa si potrebbe
  fare con quest'Aula che  ha  un volume notevole, e lo paragoniamo ad
  un  palazzo  del  centro  storico  di  Palermo,  che  ha  le  stesse
  caratteristiche ma è adibita  a garage.  Con il 17.R noi, quest'Aula
  che è alta 6 metri,  facendo  dei  legami  con  il  ferro, creando i
  classici  soppalchi, la dividiamo  in  tre,  ad  altezza  di  due  e
  settanta per ogni  unità  abitativa  ; quest'Aula la trasformiamo ad
  occhio e croce,  in  una  quarantina di appartamenti, perchè faremmo
  tre volumi divisi  per  unità  abitative  diverse, trasformeremmo un
  edificio del centro storico  che  ha  una  valenza  di un certo tipo
  architettonica e comunque è stato pensato, costruito nella struttura
  esterna  come  un   immobile   che   ha  determinati  requisiti,  lo
  trasformeremmo in  un  complesso  condominiale,  nel  quale potranno
  andare ad abitare  l'indomani  mattina  della  conclusione di questi
  lavori  decine   di   famiglie,   trasformandolo   in  un  complesso
  condominiale  che   ha  un  valore  edilizio  completamente  diverso
  rispetto a quello che  era l'originario, il cui legame non ne rimane
  all'unità abitativa principale.
       Avrebbe avuto  un  senso  se  noi modificassimo la destinazione
  d'uso di  un'unità  abitativa  che rimane sempre vincolata all'unità
  principale, non  si potrebbe fare speculazione edilizia.
       Invece  noi  la  divideremmo  in  trenta appartamenti, ciascuno
  acquista  autonomia  giuridica  rispetto  all'unità  principale,  il
  proprietario vende  tutti  gli  appartamenti  e  trasforma un garage
  dalla bellezza di quest'Aula in 35 appartamenti che potrebbe vendere
  tranquillamente, tanto  avrà  l'abitabilità se avrà garantito di non
  toccare  l'aspetto  esteriore  dell'immobile,  se  avrà  garantito i
  requisiti igienico sanitario dei 2,70 di altezza;  tutto tranquillo,
  il condominio è fatto, forza centro storico, non so che cosa.
       Andremmo  veramente  ad  approvare una norma che non so trovare
  l'aggettivo per definire un'operazione di questo genere.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  vorrei  segnalare  una cosa
  semplice:   questa   norma   inizialmente   è   nata  in  Lombardia,
  naturalmente sotto forma  di legge, come legge autonoma, poi estesa,
  applicata, replicata  in  altre  Regioni  d'Italia  (in  Liguria, in
  Toscana, anche in  Campania  ed  altrove),  ma  dappertutto come era
  anche  nell'impianto  iniziale   del   comma   1  si  è  parlato  di
  utilizzazione  di   recupero  ai  fini  abitativi  delle  superficie
  esistenti; con il  comma  8  bis  noi  parliamo  di  tutt'altro: noi
  moltiplichiamo le superficie esistenti, aggiungiamo nuove superficie
  che poi rendiamo abitabili.
       E' una  cosa  completamente diversa; c'è scritto così.
       Non  è   il   recupero   delle   superficie   esistenti,  è  la
  realizzazione  all'interno  degli  stessi  volumi di nuove superfici
  attraverso la  creazione  di  interpiani, di frazionamenti, di nuovi
  solai, e quindi  nulla  che  abbia  a  che fare con lo spirito della
  norma, meno che  mai  con  il recupero di ciò che esiste, inventiamo
  cose nuove.
       Attenzione questa  è una indecenza che soprattutto non ha nulla
  a che  fare  con  la  norma  finanziaria  ed  è un'ulteriore maniera
  surrettizia di  violare  il  territorio  che questa Assemblea ha già
  cominciato a fare e dalla quale io mi dissocio totalmente.
       E' una vergogna essere presenti a questo dibattito.

     ZAGO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ZAGO   Signor  Presidente,  il merito che riconosco all'assessore
  Scammacca è quello di avere presentato in bella forma quanto abbiamo
  discusso finora  in  questo articolo 17. Però l'apprezzamento per il
  miglioramento  stilistico  dell'articolo  purtroppo non ha cambiato,
  non cambia la sostanza, il merito dell'articolo in discussione.
       Tra  l'altro, come ha rilevato l'onorevole Raiti, l'emendamento
  17R al  quale  abbiamo  presentato  un  subemendamento,  qualora  ci
  fossero stati dubbi, invece adesso fa chiarezza, perchè continua nel
  solco della estremizzazione  di queste misure che sono falsamente di
  adeguamento alle  norme  nazionali  e  permette  il frazionamento di
  unità singole.
       Ecco perchè  abbiamo presentato un subemendamento per vincolare
  almeno  all'unità   e   non  al  suo  frazionamento  gli  interventi
  consentiti.
       Tuttavia è vero  che  dal  punto  di  vista  tecnico  si stanno
  determinando dei  cortocircuiti,  delle contraddizioni, degli errori
  inevitabili  che  verranno  fuori  quando  verrà  esitato  il  testo
  completamente. Per cui, io  mi  permetto  di  avanzare una proposta,
  Presidente:  di sospendere l'esame di questo articolo, di rimandarlo
  in Commissione per un migliore riordino, si spera organico, di tutta
  la materia che  si  vuole licenziare, cosa che naturalmente noi alla
  fine non vi  potremo  impedire  ma  almeno vediamo di renderla sotto
  forma presentabile,  cercando  di  eliminare le cose più scandalose,
  come ad esempio  il  frazionamento  di unità che adesso sono appunto
  unità  singole e  invece  noi  con  questo  emendamento  (il  17  R)
  procediamo alla proliferazione delle unità così recuperate. Pertanto
  io propongo il rinvio in Commissione di questo articolo.

     TUMINO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TUMINO   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  stasera  la
  maggioranza  si  è   lasciata  prendere  la  mano  dalla  voglia  di
  dimostrare che c'è e  che  non  deve  sottostare  ad  alcun  tipo di
  compromesso  con  nessuna  minoranza.  Però  in  questa  volontà  di
  affermare un  suo  diritto  presunto,  sta  rischiando di commettere
  degli errori  enormi.
       Signor Presidente,  onorevole  Assessore,  vi invito a valutare
  per un istante una contraddizione palese che emerge ai miei occhi di
  incompetente.  Laddove all'articolo  17,  al comma 7, i Comuni entro
  il termine di  90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge
  devono eventualmente  presentare una regolamentazione in variante al
  vigente regolamento  edilizio.  Tuttavia, scrive immediatamente dopo
  il testo, per  l'adozione di detta variante è obbligatorio acquisire
  il parere della  competente  Sovrintendenza,  e ciò entro 90 giorni.
       Allora, mi volete  spiegare  come  fa il Comune ad approvare un
  regolamento entro 90  giorni  e  deve però attendere il parere della
  Sovrintendenza la quale  ha  90  giorni di tempo per esprimerlo?  Mi
  pare una contraddizione.
       Ma a prescindere  da  questo,  che  credo  verrà modificato, io
  assisto  ad  un  vertiginoso  continuo  collegamento  dall'Assessore
  Pagano,  penso   con   gli   uffici,  nel  tentativo  di  rincorrere
  continuamente tutto quello  che va emergendo ed allora, se veramente
  vogliamo essere fedeli  all'incarico che gli elettori ci hanno dato,
  che  è  quello  di  governare  questa  nostra  Regione,  abbiate  la
  compiacenza di fermarvi, lasciamo stare qualunque ipotesi che voglia
  portare alle lunghe, lasciamo stare i bracci di ferro, semplicemente
  spostiamolo di qualche ora  o  di  un  giorno, ma non proseguiamo in
  questo assurdo braccio di  ferro  nel  quale c'è solo un problema di
  principio, dimostrare che la maggioranza è maggioranza.

     PRESIDENTE  Assessore Pagano, ritiene di dovere replicare?

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, andiamo  in ordine.  Intanto cominciamo a spiegare tutto
  questo scandalo della mancanza di autorizzazione amministrativa. Qua
  non si vuole allargare la maglia, né  si vogliono creare problemi ai
  bravi  cittadini  e   invece   aiutare   coloro  che  non  lo  sono.
  L'autorizzazione  amministrativa   è   una  procedura,  come  è  una
  procedura la concessione.
       Abbiamo deciso, su consiglio degli uffici che in questo momento
  ci  stanno   seguendo,  di  provvedere  all'eliminazione  di  queste
  semplici parole perché in questa maniera lasciamo aperte tutte e due
  le procedure. Quindi, se il comune vuole utilizzare l'autorizzazione
  amministrativa, che  certamente  non  è  favorevole al comune perché
  non consente nessun onere, nessun vantaggio economico al comune, può
  tranquillamente procedere in tal senso.
       Se invece decide per la concessione che è più vantaggiosa va da
  sé che in questo caso  questa  procedura  è  nelle  possibilità  del
  comune stesso che invece  l'avrebbe preclusa come possibilità se non
  fossero eliminate queste parole.  Dopo di che preferirei che venisse
  in  questo   caso   eliminata   la   parola  'previa  autorizzazione
  amministrativa'  che   significa   che   si   può   utilizzare   sia
  l'autorizzazione  amministrativa   che   la   concessione,   ma  una
  autorizzazione, una procedura ci vuole.
       Invece, vorrei che  l'Assessore  spiegasse  questa proposta che
  penso potrebbe essere migliorativa dell'emendamento 17.13.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA , assessore  per  i  lavori  pubblici.  Si
  potrebbero, nell'emendamento 17 R di riscrittura del 17.13, togliere
  le parole, come ha detto l'assessore Pagano e previa autorizzazione,
  all'ultimo periodo cassare le parole 'da anche per unità riguardanti
  unità  poste  sui  livelli  di  piano  diversi  fino  a  può  essere
  realizzato'.
       La lettura sarebbe il recupero ai fini abitativi, attraverso il
  frazionamento  di  cui   al  presente  comma,  che  è  consentito  a
  condizione che  non comporti la modifica del prospetto dell'edificio
  prospiciente  sulla  pubblica  via  e  non  pregiudichi  la  statica
  dell'immobile.  Ovviamente, anche  questa  è  una  norma  che  non è
  automaticamente applicata ai centri storici, permane il parere della
  Sovrintendenza.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei che il
  Governo  prestasse  un  attimo   di   attenzione.   Il   fatto   che
  continuamente stiamo ricorrendo a  modifiche  e  a  modifiche  delle
  modifiche, a letture e a scritture  e  riscritture  di  commi  e  di
  articoli, potrebbe determinare,  in  queste  condizioni,  di  potere
  incorrere  anche  involontariamente   a  fare  qualche  strafalcione
  legislativo. Visto che la materia  è  così delicata, noi non abbiamo
  nessuna difficoltà ad andare  avanti  sui  lavori  riguardanti altra
  materia  della   legge   finanziaria.   Contemporaneamente,  essendo
  disponibile la giornata di lunedì mattina, si convochi informalmente
  con l'assessore al ramo  la commissione competente, si approfondisca
  il  testo  (anche alla luce delle  norme  del  dibattito  che  si  è
  sviluppato  stasera)  in  modo  tale  che  l'Aula  sia  messa  nella
  condizione che martedì, come  primo  articolo,  nelle  condizioni di
  poter dare un voto che sia  comunque  un  voto  non frutto di questo
  elemento estemporaneo, a tutela di ogni singolo parlamentare che poi
  esprimerà un voto su questa normativa così delicata.
       Volevo sapere cosa  pensa  il  Governo  della  proposta  che ho
  appena formulato e  che mi sembra abbastanza ragionevole ed è quella
  che la materia  venga  sospesa  stasera  con  l'articolo 17, si vada
  avanti anche  con  altri articoli, lunedì mattina, informalmente, si
  convochi  la   commissione   con   l'assessore  per  il  bilancio  e
  l'assessore per i lavori  pubblici  e  si definisca un testo che può
  essere proposto come  primo  punto  da discutere alla riapertura dei
  lavori per  martedì  prossimo,  per cui, onorevole assessore, chiedo
  che ci sia un pronunziamento del Governo su questa proposta.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, le difficoltà  che  si  stanno  incontrando, vista l'ora
  tarda e vista la  materia che certamente non si presta ad un'agevole
  discussione, ha portato  il  Governo  nella sua interezza, perchè ci
  siamo consultati a procedere al ritiro dell'emendamento 17.13.
       La  proposta  dell'onorevole  Speziale,  però  non  può  essere
  accolta, nel senso che  abbiamo  già  spiegato che l'articolo 17 sia
  per le refluenze in  termini  di  entrate,  sia  per la sostanza che
  riesce ad esplicitare,  deve  essere  oggetto dio trattazione e deve
  essere completato entro oggi.

     PRESIDENTE  La seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta sospesa alle ore 23.02, è ripresa alle ore 23.03)

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, la pregherei  di  voler  procedere  alla discussione dei
  miei subemendamenti 17.18 e  17.19.  Per il resto possiamo votare il
  testo base.

     PRESIDENTE  L'emendamento 17.R è ritirato?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Sì.

     PRESIDENTE  Si passa  all'emendamento  17.18  a firma del Governo
  che contiene emendamenti al comma 7 ed al comma 10.
       Prima  dell'emendamento  17.18 dobbiamo discutere l'emendamento
  17.14 e 17.13 perchè restano in vita. Bisogna votarli.

        SPEZIALE ...   Ho formulato  una  proposta  che  è  frutto  di
  ragionevolezza,  onorevole  Assessore,  e  cioè che la materia venga
  sospesa stasera  con  l'articolo  17,  si vada pure avanti con altri
  articoli;  lunedì mattina, informalmente, si convochi la Commissione
  alla  presenza dell'Assessore per il bilancio e dell'Assessore per i
  lavori pubblici e si definisca un testo che può essere proposto come
  primo  punto  da  discutere  alla  riapertura dei lavori per martedì
  prossimo.  Pertanto,  onorevole  Assessore,  chiedo  che  ci  sia un
  pronunziamento del Governo su questa proposta.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  le  difficoltà  che si stanno incontrando - vista l'ora
  tarda e  vista la materia che certamente non si presta ad un'agevole
  discussione  -  hanno  portato  il  Governo  nella  sua interezza, a
  procedere al ritiro dell'emendamento 17.13.
       La  proposta  dell'onorevole  Speziale,  però,  non  può essere
  accolta.  Abbiamo  già  spiegato  che  l'articolo  17,  sia  per  le
  refluenze in  termini  di entrate, sia per la sostanza che riesce ad
  esplicitare,  deve  essere  oggetto  di  trattazione  e  deve essere
  completato entro oggi.

     PRESIDENTE  La seduta è sospesa per due minuti.

    La seduta sospesa alle ore 23.02 è ripresa alle ore 23.03.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente, la pregherei  di  voler  procedere  alla discussione dei
  subemendamenti 17.18 e 17.19.  Per il resto possiamo votare il testo
  base.

     PRESIDENTE  L'emendamento 17.R è ritirato?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Sì.

     PRESIDENTE  Si passa  all'emendamento  17.18  a firma del Governo
  che contiene emendamenti al comma 7 ed al comma 10.
       Prima dell'emendamento 17.18 dobbiamo discutere gli emendamenti
  17.14 e 17.13. Bisogna votarli.

     PRESIDENTE    Si   passa   alla   votazione   congiunta  degli
  emendamenti originari 17.14, 17.13, 17.16 e 17.17.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 17.7, a firma degli onorevoli Liotta e
  Forgione.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 17.15.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 17.3
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 17.8. Preciso che il comma 2 indicato
  nell'emendamento è da intendersi comma 7.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi  è  favorevole  resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento 17.18 a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento 17.11.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vice   presidente   della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si   passa   all'emendamento  17.2  riscritto,  a  firma  della
  Commissione.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi  è  contrario  resti  seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento 17.2.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     SPEZIALE  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si  associano alla richiesta gli onorevoli Speziale, Capodicasa,
    Zago, Oddo)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE    Essendo  la   richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito  della  verifica  del numero legale:

       Presenti....... 45

       L'Assemblea è in  numero  legale.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.553/A

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  17.2/R,  su   cui  il  governo  ha  dato  parere  favorevole,  è  la
  riscrittura  dell'emendamento 17.2 che io vorrei illustrare all'Aula
  per far  capire con assoluta chiarezza, visto che oggi pomeriggio mi
  sono preoccupato di fare lo stesso lavoro. La legge n.  47 del 1985,
  la sanatoria nazionale ...

     MICCICHE'  La legge n. 37

     TURANO   Onorevole  Micciché,  la  legge  n.  47 del 1985 è stata
  recepita con  la  legge  n.  37/1985  La legge prevede una procedura
  snella per  la  sanatoria  e  prevede, inoltre, con l'articolo 13 la
  possibilità  di  ottenere  la concessione in sanatoria per tutti gli
  immobili che sono sanabili, ma risultano essere viziati nella forma,
  nel senso  che  un immobile che viene costruito, pur avendo la parte
  diritto  a  realizzarlo,  non  ha chiesto la concessione prima.
       Con  questo  emendamento si sta procedendo, nello spirito della
  finanziaria e  della legge n.  10 del 2001 di riforma della pubblica
  amministrazione,  ad  attivare  i  meccanismi della procedura snella
  indicati   nella   stessa   legge  per  raggiungere  l'obiettivo  di
  accelerare   le   pratiche   in   sanatoria.  Questo  è  lo  spirito
  dell'emendamento    che    è    stato   ampiamente   illustrato   ed
  abbondantemente  chiarito.  Altro  non fa che estendere le procedure
  previste  dall'articolo  26  della legge regionale n.  37/1985, così
  come espressamente indicate.
       Mi chiedo, se con lo spirito con  cui  stiamo  lavorando stiamo
  provando ad attivare ed accelerare tutte  le  procedure,  atteso che
  non saniamo niente, saniamo soltanto nella  forma  perché l'articolo
  13 parla esclusivamente di sanatoria in  conformità.  Se proviamo ad
  affrontare   un   problema   dobbiamo    risolverlo.
       Gli  uffici  dell'assessorato sanno che sto dicendo la verità e
  se volete  prendo  gli atti e leggo il significato dell'articolo 13,
  la  procedura  che  non  viene classificata nell'articolo 13, quella
  prevista  dall'articolo  26  ed  il significato dell'emendamento che
  estende quella disciplina a questa di cui stiamo discutendo.

     PRESIDENTE  Onorevole Turano, il parere contrario del governo era
  sull'emendamento 17.2, sul 17.2/R.
       La seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta sospesa alle ore 23.15, è ripresa alle ore 23.16)

     TURANO   Se  questo intervento che desidero continuare - e faccio
  appello al  buon  senso  dei colleghi - dovesse servire per fugare i
  dubbi  circa  l'articolo  18,  sono pronto a farlo avendo presentato
  alla Presidenza dell'Assemblea la soppressione dell'articolo 18.
       Onorevole   Speziale,  la  prego  di  leggere  attentamente  il
  contenuto   dell'emendamento.   E'   inutile  continuare  a  parlare
  dell'articolo 18; su questo articolo c'è stato un dubbio e su questo
  dubbio nessuno è disponibile ad alimentare speculazioni.
       Quello  che  prevede  questo subemendamento è una cosa diversa.
  Signor  Presidente,  nei  banchi dell'Aula ho la documentazione.  Se
  fosse possibile sospendere un minuto l'intervento, con le norme alla
  mano potrei illustrare il significato di questo emendamento.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi  ci  sono  degli  emendamenti  e
  dobbiamo votarli;  ciascuno si atteggi di conseguenza. L'argomento è
  stato sviscerato  lungamente,  non  mi  pare  il  caso  di tornare a
  spiegare il significato di questi emendamenti.
       Pongo in votazione l'emendamento 17.2. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE   L'emendamento 17.2 è ritirato.
       Pongo in votazione l'emendamento 17.2.R. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     TURANO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     TURANO  Vorrei  che il Governo specificasse le ragioni per cui da
  un parere contrario su un argomento già affrontato.

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Perché l'economia
  dell'Aula  non  mi consente  in  questo  momento  di  sopportare  un
  dibattito di un'ora, pertanto il parere è contrario.

     TURANO   Onorevole  Pagano  deve  finirla  con  gli atteggiamenti
  arroganti, e scarica la sua tensione sull'Aula.  L'Aula ha ascoltato
  il mio intervento e sa che ho detto cose serie, non sto speculando e
  non sto  cercando  di  carpire della buona fede di qualcuno per fare
  porcherie;  tante  volte ci siamo comportati in maniera diversa, non
  vedo una posizione di rigidità da parte dei colleghi.

     PRESIDENTE  Onorevole Turano completi il suo intervento.

     TURANO   Onorevole  Forgione faccio appello affinché  lei, con il
  parere contrario del Governo, possa sostenere un emendamento giusto,
  abbondantemente  sviscerato  anche  con  gli  uomini  ...  onorevole
  Cracolici, oggi  ho  parlato  con lei per spiegare il significato di
  questo emendamento,  così come ho parlato con l'onorevole Oddo e con
  altri colleghi ....

     FORGIONE  Si vede che non li ha convinti tutti.

     TURANO  Lo sto spiegando ora. Lei in tutta liberà dovrebbe capire
  quale è  il  significato di questo emendamento. Sto cercando di fare
  chiarezza su  una  cosa giusta.
       Con l'articolo  13,  un  soggetto che ha diritto di ottenere la
  concessione  in  sanatoria,  perché  è un suo diritto costruire, non
  può attivare  una  procedura  snella  che  invece  è prevista per le
  costruzioni  abusive, totalmente abusive. Mi chiedo perché  non deve
  essere approvato  questo  emendamento e non può il Governo scaricare
  le tensioni sull'Aula.

     LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE . Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'onorevole
  Turano  nel  suo  intervento  era  particolarmente  nervoso, e tra i
  riferimenti e  la  legge  26  al combinato disposto, credo che abbia
  confuso un  po'  le  idee  dei colleghi, che certamente urbanisti di
  chiara fama non sono.
       Cosa voleva dire l'onorevole Turano? Se un cittadino costruisce
  un'abitazione con regolare concessione  edilizia  ed ha la facoltà e
  la possibilità  in planivolumetria di costruire tre piani e poi, per
  motivi  economici  o  perchè  non  ha  figli  o  per  altri  motivi,
  costruisce  un   solo  piano  e  poi  ne  costruisce  altri,  se  la
  planimetria  ne  consente la possibilità, con l'articolo 13, in modo
  snello l'abitazione può essere sanata.

                           (Contrasti in Aula)

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, a costo di
  attirarmi   le   ire  dei  deputati  della  coalizione,  ritengo  di
  intervenire a difesa del principio del deputato di poter presentare,
  illustrare  e  far comprendere agli altri colleghi un emendamento ad
  un disegno di legge così importante, e devo dire che non è possibile
  - così come è stato contestato in altre occasioni - accettare che il
  Governo dia queste motivazioni al proprio parere negativo.
       Non  è  accettabile  che   si   motivi   un   parere   negativo
  esclusivamente facendo riferimento all'economia dell'Aula. Se non ci
  sono le condizioni per lavorare  si  sospenda e - così come proposto
  da altri  colleghi  -  si  riprenda quando ci sono le condizioni più
  adatte,  perchè  l'economia dell'Aula non può mettere in pregiudizio
  il   diritto   del  deputato  di  poter  illustrare  un  emendamento
  presentato.
       Pertanto,  chiedo che il Governo dia delle motivazioni tecniche
  e   politiche  a  sostegno  del  suo  diniego  rispetto  all'ipotesi
  dell'onorevole Turano.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  17.2.R.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 17.12.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     TURANO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO   Signor  Presidente,  vorrei  sapere  che  fine  ha fatto
  l'emendamento 17.2R.

     PRESIDENTE  E' stato  bocciato.  Pongo in votazione l'emendamento
  17.12.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza.  Contrario.

    Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  credo  che, per ultimo, anche il
  nervosismo  del  collega  Turano sia la dimostrazione che quest'Aula
  avrebbe  fatto  bene  questa  sera  a  sospendere  l'esame di questo
  articolo.  Sarebbe  stato  più opportuno fare un ragionamento serio,
  cauto, calmo  e  consentire  all'Aula  di  votare una cosa che fosse
  chiara
       Noi questa sera stiamo votando una cosa che chiara non è, anzi,
  voi questa  sera  state  votando  una  cosa che chiara non è  Perchè
  voglio annunciare,  anche  e  nome  del  mio  Gruppo  -  non so se i
  colleghi del  centro  sinistra pensano di fare altrettanto - che noi
  non  parteciperemo  al  voto di questo articolo;  quindi, per quanto
  riguarda il  Gruppo  dei  DS,  a  questo  articolo,  non consente la
  presenza in  Aula per legittimare un voto sbagliato nel merito e nel
  metodo per come si è condotta l'Aula e per quello che stiamo andando
  ad approvare.

     ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  la  prepotenza  con  la  quale  una
  maggioranza   distratta   ha  bocciato  la  sua  proposta  e  quella
  dell'Assessore Pagano, di accantonare gli articoli 16, 17 e 19 della
  finanziaria,  rende  plastico  l'unico interesse attorno al quale si
  organizza la somma dei deputati, questa sera casualmente presenti in
  quest'Aula.
       Gli  articoli  sopradetti infatti realizzano una vera e propria
  sanatoria  generalizzata,  istigano la bramosia degli speculatori e,
  comunque, tradiscono lo spirito della legge finanziaria.
       E' stata scritta stasera una delle pagine più buie della storia
  del  Parlamento  siciliano  che  devasterà  il territorio, metterà a
  repentaglio  la  sicurezza  dei  cittadini, deturperà la storia e il
  retaggio edilizio urbano e non solo.
       Per questo motivo anche noi abbandoniamo l'Aula.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo basti
  guardare   quest'Aula,   l'entusiasmo  dei  deputati,  dei  colleghi
  parlamentari,  della  stessa maggioranza che sostiene il Governo, la
  convinzione  con   la   quale   è  stata  discussa  e  si  è  giunti
  all'approvazione  di  questo articolo per capire come questo metodo,
  che viene  adottato  per  legiferare  su materie così delicate non è
  concepibile; non in un'Assemblea come questa che è un Parlamento, ma
  neanche in un semplice consiglio comunale, eppure abbiamo legiferato
  su normative urbanistiche di estrema delicatezza.
       Avevamo  chiesto  solo  di intervenire in una materia di questa
  natura con  un  apposito percorso legislativo, lo avete fatto per la
  famiglia, lo  avete  fatto  per  gli  appalti,  ma qui avete l'ansia
  soltanto  di produrre norme che riguardano sanatorie dell'abusivismo
  e riguardano nuovi spazi di speculazione alla vigilia delle elezioni
  amministrative.  Avete  fatto questo in uno stato confusionale anche
  interno  alla vostra stessa maggioranza, speriamo che serva almeno a
  farvi riportare un barlume di ragione per il prosieguo dei lavori di
  questa legge finanziaria.
       Ma  certo oggi  voi  vi  siete  assunti  la  responsabilità  di
  scrivere una delle  pagine più brutte, lo diceva l'onorevole Ortisi;
  ma sicuramente più  brutta  non di questa Assemblea, ma dei rapporti
  interni  a questo  Parlamento  e  della  serietà  con  il  quale  un
  Parlamento dovrebbe legiferare.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  a nome anche del
  gruppo Sicilia 2010,  solo per confermare le dichiarazioni fatte dai
  colleghi dei DS e della Margherita:  non partecipiamo al voto d'Aula
  in relazione a  questo  articolo 17.  Definire quello stiamo facendo
  qui stasera, a  me  risulta  particolarmente  difficile.  Il collega
  Ortisi ha detto che  questo Parlamento sta scrivendo una pagina buia
  dell'azione legislativa.  Io,  se  mi consente onorevole Ortisi, non
  la definisco nemmeno  una  pagina  buia,  perché  la  maggioranza si
  accinge ad approvare...

     PRESIDENTE   Mi scusi  se  la  interrompo  onorevole  Raiti,  ma,
  siccome vedo l'Aula  in  fermento  con  alcuni  deputati  che stanno
  elaborando ulteriori  emendamenti  all'articolo  17, faccio presente
  che siamo al voto finale dell'articolo 17, dunque non possono essere
  presentati emendamenti. La prego di continuare, onorevole Raiti.

     RAITI  Dicevo che  la  maggioranza,  o  coloro  i quali voteranno
  questo articolo, dopo tutto  quello  che  è  stato detto e dopo aver
  registrato quanto è  accaduto  sull'esame di questo articolo, il cui
  contenuto definire una  pagina  buia  di  questo  Parlamento,  a  me
  sinceramente sembra poco,  abbiamo  ragionato e si sta per approvare
  una norma che quasi non trova rispondenza nell'ordinamento giuridico
  di questo Stato.  Consente di  fare  di  tutto  e di più, mettendo a
  repentaglio non solo la struttura urbanistica delle nostre città, ma
  quello che più  ci  riguarda:  la  sicurezza  dei cittadini. Perché,
  consentendo una speculazione  edilizia  senza limiti, senza regole e
  senza  nessuna possibilità  di  aggancio  ad  una  realtà  normativa
  esistente, ritengo che  questa  norma  non  potrà entrare nel nostro
  tessuto normativo.
       Ma qualora vi entrasse, certamente  state  procurando un guasto
  che  piangeremo  a lacrime e sangue nei  prossimi  anni.  Se  volete
  assumervene  la  responsabilità, fatelo.  Ma,  certamente,  noi  non
  possiamo  non protestare in maniera così  forte,  così  come  stiamo
  civilmente facendo.  La storia darà ragione a voi  o  a noi. Saranno
  purtroppo  i  posteri  a giudicare quello  che  voi  state  facendo.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio fare
  una dichiarazione di  voto,  voglio  fare  un  intervento  per fatto
  personale.
       Purtroppo è vero che poco fa ho  dato  l'impressione  di essere
  particolarmente animato nel corso del mio intervento,  ed è un fatto
  che non dovrebbe succedere, ma ero  animato perché  oggi pomeriggio,
  mi dispiace che i colleghi non abbiano  capito  questo,  i  colleghi
  della maggioranza e quelli dell'opposizione,  che  non  hanno capito
  che stavano votando una cosa giusta nonostante era stata spiegata in
  modo corretto, sono stato in contatto con  i funzionari del Governo,
  sono  stato  in  contatto  con  i   funzionari   che   hanno   steso
  l'emendamento,  con  i  funzionari dell'Assessore,  con  gli  stessi
  funzionari  che avevano indicato all'Assessore  di  dare  un  parere
  favorevole.

     PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Ma  con  quale
  Assessore? Con chi ha parlato? Sono di una lucidità spaventosa.

     TURANO  Onorevole Assessore, se lei produce  atti  come quelli di
  questa sera che mirano a mortificare se  con  la lucidità spaventosa
  lei  produce  atti che mirano a disarmare  una  maggioranza  che  la
  sostiene e a mortificare la dignità di ogni singolo parlamentare, mi
  creda, ha bisogno di un poco di riposo.
       Questa  sera  ci  sono  delle  persone  che   in  nome  di  una
  maggioranza  stanno votando una legge ed  io  voterò  l'articolo  17
  perchè  faccio  parte di questa maggioranza, ma  la  voterò  con  la
  consapevolezza  che  lei  ha fatto  in  maniera  irresponsabile  una
  dichiarazione che serviva a non esasperare un  clima  in Aula, clima
  esasperato per altri fattori, su cui lei  ebbe  a  ricredersi perchè
  non aveva le idee chiare su quello che diceva.
       Posso permettere a lei di giocare con l'emendamento mio o di un
  altro collega, ma non certamente con la mia dignità.
       Ribadisco il voto  a  favore  dell'articolo  17 e spero che lei
  consideri le persone che la sostengono, visto che lei fa parte di un
  Governo che noi sosteniamo, persone laboriose che quando lavorano su
  interessi sani  e  legittimi  della  Sicilia  hanno diritto alla sua
  attenzione, visto che la sua parola è condizionante.

     FORMICA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA  Signor  Presidente,  mi  rivolgo  al  Governo  ed  a lei
  Presidente. Questa sera  lei ha avuto - mi sto rivolgendo al Governo
  - forse per  la  prima  volta  una  maggioranza  che ha sostenuto la
  proposta finanziaria del Governo al di là... sì  per la prima volta,
  nei termini in cui questa sera si è  portata  avanti la proposta del
  Governo, forse per la prima volta non a  caso  e  proprio questo che
  veniva  e viene rinfacciato a questa maggioranza:  e  cioè  di  aver
  tenuto un comportamento sprezzante  nei  confronti  dell'opposizione
  per sostenere la proposta del Governo.
       Ed abbiamo  sostenuto la proposta del Governo anche laddove non
  condividevamo per  non  avere  avuto  il  tempo di approfondire bene
  alcune parti  di  questa  proposta oppure non comprendevamo i motivi
  per cui  alcune parti di questa finanziaria dovevano essere proposte
  all'Aula nella finanziaria.
       Ciò non di  meno  questa maggioranza è stata qui questa sera ed
  all'inizio della  seduta  anche  in  contrasto  con la posizione del
  Governo stesso che  era  pronto  a  fuggire  e ad abbandonare alcuni
  articoli, lo ha  spronato a portare avanti il suo disegno stesso, il
  disegno dal Governo posto.
       Assistiamo  invece  in  questa  ultima  fase  concitata  ad  un
  comportamento che  secondo  me, ho chiamato anche appunto per questo
  in  causa  la  Presidenza,  necessiterebbe  di  essere  maggiormente
  esplicitato  alla   luce   dei  regolamenti,  e  mi  riferisco  alla
  riscrittura dell'articolo 17R  che altri non era che un articolo che
  è stato votato, approfondito, lungamente approfondito in Commissione
  di merito e proposto dalla Commissione di merito.
       Questo articolo  peraltro  ne  accorpava  altri,  presentati da
  deputati, che  non erano esattamente conformi a questa riscrittura e
  che essendo  stati inopinatamente inglobati nella riscrittura, anche
  se molto più  rigorosi  della  riscrittura, una volta che il Governo
  decide di ritirare  il 17R vanno a cadere emendamenti che trattavano
  materie attinenti al 17R, ma che se ne discostavano ampiamente e che
  soprattutto si sottraevano alle critiche che questa riscrittura ..

     PRESIDENTE  Onorevole  Formica,  gli  emendamenti 17.14, 13, 16 e
  17, sono stati votati e bocciati.
       E' stato ritirato soltanto l'emendamento  17.14R  a  firma  del
  Governo, gli altri sono stati messi in votazione e bocciati.

     FORMICA  No perché ritenuti interni all'emendamento stesso.

     PRESIDENTE    No,    onorevole    Formica.    Dopo    il   ritiro
  dell'emendamento da parte  del  Governo,  sono ritornati in vita gli
  emendamenti nella  loro  formulazione originaria e dunque sono stati
  posti in votazione  gli  emendamenti  17.13,  17.14, 17.16 e 17.17 e
  sono stati bocciati tutti.

     FORMICA   Signor  Presidente,  per  il   ragionamento  che  stavo
  svolgendo  la  cosa  è  ancora  più  grave,   perché  se  il  ritiro
  dell'emendamento 17.R è stato causato dal  fatto  che  non prevedeva
  alcune norme di salvaguardia, per esempio il rilascio di concessioni
  edilizie per eseguire alcuni lavori, mentre gli emendamenti a cui mi
  riferivo  prevedevano queste salvaguardie, è  ancora  più  grave  il
  comportamento per cui io La prego, Presidente, e prego il Governo di
  prendere in considerazione una riscrittura  di questi emendamenti da
  inserire successivamente nel disegno di legge e vorrei assicurazioni
  dal Governo in questo senso.

     ROTELLA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ROTELLA     Signor    Presidente,   associandomi   all'intervento
  dell'onorevole  Formica,  Le  chiedo altrettanto  e  chiedo  che  il
  Governo su questo dia una risposta chiara ed esaustiva.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio   e   le   finanze.  Signor
  Presidente,  devo  prendere  atto  che  certamente  il  clima  si  è
  surriscaldato. Invito i colleghi, non solo  della maggioranza ma del
  parlamento, ad una rivisitazione di  tutta  la  propria impostazione
  perché penso che in questo momento il motivo  principale per cui noi
  dobbiamo intervenire, su cui dobbiamo operare è esitare non soltanto
  un articolo che è fondamentale, ma una  manovra  finanziaria che nel
  suo complesso si manifesta ardua, complessa  e difficile.
       Io ricordo ai colleghi che tutti gli  articoli  che  sono stati
  oggi oggetto di trattazione hanno coinvolto  tutta  l'Aula  ed hanno
  fatto  sì  che  tutti hanno avuto  l'opportunità  di  esprimere  dei
  giudizi.
       La grinta che è stata tirata fuori anche da alcuni parlamentari
  e da  alcuni  gruppi è giustificata perché  la materia è importante,
  perché  oggi  stiamo  parlando  di  un  articolo (l'articolo 17) che
  certamente  raramente  troverà  opportunità  per  essere  oggetto di
  discussione in  questo  parlamento  e  quindi  siamo convinti che le
  ragioni, anche  in  termine  di  motivazione  e  di grinta, sono ben
  riposte.  Però, onorevole Formica, onorevole Rotella, il Governo non
  può fare un passo in avanti ed un altro indietro.
       Il Governo deve avere una linea e  certamente noi abbiamo fatto
  un ragionamento, abbiamo articolato una  discussione.  Quest'aula  è
  rimasta bloccata per quasi un'ora e mezza e  gli  argomenti che sono
  stati  portati avanti non sono stati  sufficienti  per  dirimere  la
  questione.  Dobbiamo  prendere  atto  che  il  Parlamento era in una
  fase di  impasse  e  non  possiamo  non dimenticare che siamo appena
  all'articolo 17.  Allora  io  invito,  pur  riconoscendo  validi gli
  argomenti, ad  essere  più  prudenti e soprattutto più lungimiranti.
  Questo Parlamento  non  sta finendo oggi di legiferare, avremo altre
  opportunità e altre occasioni.  Certamente, le ragioni che oggi sono
  state portate  avanti sono ritenute valide, tanto è vero che abbiamo
  dato  parere  favorevole,  abbiamo  riscritto  l'articolo, però, per
  favore, anche  all'interno  di  un profondo senso di responsabilità,
  non si  compromette  un  equilibrio complessivo.  Nel momento in cui
  questo Parlamento  dovesse costringere a una impasse, all'interno di
  una difficoltà  complessiva,  le  scelte  del  Governo va da sé  che
  tutta la manovra sarebbe oggettivamente in difficoltà.
       E allora, gli spazi io  non  so  se  ci sono onorevole Formica,
  perché abbiamo preso una  decisione sofferta, ma l'abbiamo presa. Il
  Governo aveva riscritto  questo  articolato, quindi, per favore, non
  create difficoltà perché stiamo riconoscendo delle oggettive ragioni
  e  chiediamo  espressamente   di   andare  avanti.  Non  mancheranno
  occasioni per riprendere questo tipo di tematica.

     PRESIDENTE  Pongo in  votazione  l'articolo  17. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                                  Art. 19.
                               Opere interne

          1.  Non sono soggetti a concessioni ed autorizzazioni né è
       considerato  aumento  di  superficie  utile o  di  volume  nè
       modificazione della sagoma della costruzione  la  chiusura di
       terrazze di collegamento o la copertura  di spazi interni con
       strutture   precarie, ferma   restando   l'acquisizione   del
       nulla-osta da parte della Sovrintendenza nel caso di immobili
       soggetti a vincolo.

          2.  Nei casi di cui al comma 1, contestualmente all'inizio
       dei   lavori  il  proprietario  dell'unità  immobiliare  deve
       presentare   al   sindaco   una   relazione  a  firma  di  un
       professionista  abilitato  alla progettazione che asseveri le
       opere da  compiersi ed il rispetto delle norme di sicurezza e
       delle norme igienico-sanitarie vigenti.

          3.   Entro  trenta  giorni   dalla   presentazione   della
       relazione il proprietario è tenuto a versare al comune dove è
       ubicato l'immobile l'importo di cinquanta euro per ogni metro
       quadro di superficie chiusa con strutture precarie.

          4.   Le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo  si
       applicano  anche  alla  chiusura  di verande  o  balconi  con
       strutture  precarie  previste  dall'articolo  9  della  legge
       regionale  10  agosto 1985, n.  37, per  la  quale  è  dovuto
       l'importo  di  venticinque  euro  per  ogni  metro  quadro di
       superficie chiusa con strutture precarie.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  visto che c'è
  stata una lunghissima  discussione  che  ha  riguardato due articoli
  importanti  del  testo e  in  considerazione  del  fatto  che  nella
  conferenza dei capigruppo fu  stabilito  che i due testi stralciati,
  quello relativo agli appalti e quello relativo all'assessorato sulla
  famiglia, dovevano essere  incardinati, io le propongo di sospendere
  ora la trattazione  della  legge  sulla  finanziaria, di riconvocare
  l'Aula tra qualche minuto,  incardinare  i  due  disegni  di legge e
  rinviare poi l'Aula a martedì prossimo.

     PAGANO  assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Propongo  di
  andare avanti con l'esame dell'articolato. Signor Presidente, chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 19.

     PRESIDENTE  L'articolo 19  è  accantonato.  Si passa all'articolo
  20.

     SPEZIALE  Non si può fare perché l'Aula si è già espressa.

     PRESIDENTE  Il 16, Il 17 e il 19, siccome però l'Aula ha discusso
  il  16  e il 17, la  proposta  era  unica,  pertanto  ha  aperto  la
  discussione sul 19, questo è quello che doveva accadere.
       A  questo  punto   il   Governo   con  la  discussione  aperta,
  evidentemente,  ritiene  di  non  essere  pronto  ad  affrontare  la
  discussione e ne chiede  l'accantonamento.  Siccome il Governo non è
  pronto, non lo posso obbligare  a  discutere  un  articolo  se non è
  pronto.
       Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                                  Art. 20.
                    Disposizioni in materia di edilizia
                           residenziale pubblica

          1.   Per le finalità di cui  all'articolo  1  della  legge
       regionale 26 marzo  1963,  n.  26  e  successive modifiche ed
       integrazioni, al  fine  di  favorire  il rapido trasferimento
       degli alloggi,  la  Presidenza  della  Regione  provvede,  su
       richiesta  motivata   e   specifica   dell'ente  gestore,  ai
       frazionamenti ed  agli  accatastamenti degli immobili tramite
       tecnici liberi professionisti appositamente incaricati, previ
       accordi con i rispettivi ordini professionali.

          2.  Le spese per i frazionamenti sono  poste  a carico dei
       cessionari  in  sede  di  stipula  degli   atti  di  cessione
       dell'immobile.  L'ente  gestore  provvede  al  rimborso  alla
       Regione  delle  somme  anticipate  in  esecuzione  di  quanto
       disposto dal comma 1.

          3.   Gli  alloggi  costruiti  a totale  carico  o  con  il
       contributo della  Regione  vengono  alienati  ai  sensi della
       legge regionale 3  novembre 1994, n.  43 nella misura del 100
       per cento  del patrimonio residuo, fermo restando il disposto
       dell'articolo 17 della legge regionale 24 luglio 1997, n. 25.

          4.   E'  abrogato  l'articolo 8 della  legge  regionale  9
       agosto 2002, n. 11.

          5.   Al  fine   di  favorire  la  riqualificazione  urbana
       attraverso   l'insediamento   di   attività   commerciali   e
       artigianali  nei  fabbricati   realizzati  con  programmi  di
       edilizia sovvenzionata,  convenzionata agevolata è consentito
       il  cambio  di  destinazione  d'uso  delle  pertinenze  degli
       alloggi  realizzati  alla data  del  30  giugno  2002,  fatta
       eccezione delle pertinenze  assoggettate a vincolo permanente
       ai sensi dell'articolo 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765.

          6.  Il   termine  previsto  dall'articolo  5  della  legge
       regionale 3 novembre  1994,  n.  43 e successive modifiche ed
       integrazioni è prorogato fino al 31 dicembre 2003.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                          SULL'ORDINE DEI LAVORI

     D'ANTONI . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     D'ANTONI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, si era proposto
  di incardinare i  due  disegni  di  legge  e  poi rinviare a martedì
  prossimo la  prosecuzione,  a  me  sembra più lineare rispetto ad un
  percorso  ad  ostacoli  che  è  quello  di  riprendere  accantonando
  l'articolo 19.  E'  meglio fare un percorso lineare, tra l'altro con
  qualche problema che c'è stato in Aula, che non fare questi percorsi
  a zig zag.
       La maggioranza si  è pronunziata, ha respinto l'accantonamento,
  abbiamo votato come si è  visto con grande impegno, tensione e tutto
  quello  che ne consegue l'articolo  17,  io  penso  che  sia  logico
  ricostituirsi, rimettersi in  linea  e  proseguire come logica vuole
  con  l'articolo  19.   Ma   non   questa   sera,  accettando  quindi
  l'incardinamento dei disegni  di  legge  e  rinviando alla settimana
  prossima, perchè lo zig zag al  punto  in cui siamo ci fa solo male,
  ci fa solo confusione, ci fa solo danno, a mio giudizio.
       Quindi, propongo  di ripartire da quel testo e non ricominciare
  per accantonare.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  siamo  tornati  alla proposta di
  prima, se c'è una  condivisione  generale da parte dell'Aula, allora
  noi  possiamo  chiudere   questa   seduta  e  aprirne  un'altra  per
  incardinare i disegni di legge  che  sono  stati  concordati  e  poi
  aggiornare ad altra data. Purchè  ci sia una condivisione generale e
  non si torni sull'argomento. Così resta stabilito.
       Onorevoli colleghi,  la  seduta  è rinviata ad oggi, giovedì 27
  marzo 2003, alle ore 23.50 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1) "Istituzione dell'Assessorato della famiglia, delle politiche
          sociali e delle autonomie locali". (N. 533/A - stralcio 1)
          Relatore: on.le Savarino

      2) "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 2 agosto
          2002, n. 7. Disposizioni in materia di acque sotterranee".
          (N. 553/A - stralcio 2)
          Relatore: on.le Vicari

      3) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
          2003-2005". (NN. 554-557-562-588/A).  (Seguito)
          Relatore di maggioranza: on.le Savona
          Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

      4) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
          (N. 553/A).  (Seguito)
         Relatore di maggioranza: on.le Savona
         Relatore di minoranza: on.le Capodicasa

     III - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL  COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

    IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
          GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E
          MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981,
          N.  96.

   V - ELEZIONE   DI  NOVE   COMPONENTI   DELLA   CONSULTA   REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL  COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

      VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL  COMITATO  PER LA GESTIONE
          DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER
          LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

    IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL  COMITATO  PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

   X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI  DEL  COMITATO REGIONALE PER
          LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL   COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

     XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

   XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

  XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE  DEL  COMITATO DIRETTIVO DELL'AZIENDA
          MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XVI - ELEZIONE  DI  TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI   RICERCA,   SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 23.49.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.00)