Presidenza del vicepresidente Fleres
FORGIONE segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Consiglio di giustizia amministrativa - Sezione consultiva.
Designazione componenti da parte della Giunta regionale" (n. 126)
- pervenuto in data 25 marzo 2003
- trasmesso in data 26 marzo 2003
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Piano di rimodulazione della rete ospedaliera" (n. 127)
- pervenuto in data 25 marzo 2003
- trasmesso in data 26 marzo 2003.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
- 1108 "Notizie sulla definizione dell'attuazione della riforma
agraria.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Giannopolo Domenico;
- 1109 "Iniziative per fronteggiare la malattia degli agrumi
denominata 'tristezza'".
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo.
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SALUTO AGLI STUDENTI E AGLI INSEGNANTI DEL LICEO SCIENTIFICO
"LEONARDO DA VINCI" DI FLORIDIA
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, questa mattina sono venuti in
visita a Palazzo dei Normanni gli studenti e gli insegnanti del
liceo scientifico "Leonardo da Vinci" di Floridia per partecipare
all'odierna seduta.
Preciso subito che la scarsa presenza dei deputati è dovuto al
fatto che in questa fase si espletano aspetti di natura formale,
solitamente l'Aula è molto più frequentata.
Tra pochi minuti, non appena cominceremo a discutere
l'articolato della legge finanziaria all'ordine del giorno, uno
dei provvedimenti più importanti che il Parlamento esamina ogni
anno; vedrete, nel prosieguo - se vi fermerete ancora - che la
seduta si animerà e sarà molto più partecipata.
Agli studenti che frequentano Palazzo dei Normanni auguro
sempre di seguire con attenzione l'attività politica, in quanto,
nel bene e nel male, è la politica che guida il nostro Paese, che
guida la vita di qualsiasi società.
Palazzo dei Normanni nei prossimi mesi si doterà di un'Aula
virtuale. Nella sala adiacente a Sala Duca di Montalto, che
sicuramente avete già visitato o visiterete nel corso di questa
giornata, sarà, infatti, allestita un'Aula parlamentare di
dimensioni ridotte ma attrezzata esattamente come quest'Aula,
all'interno della quale le scolaresche che visiteranno Palazzo dei
Normanni potranno svolgere un'attività virtuale di natura
parlamentare; potranno, dunque, discutere un disegno di legge,
un'interrogazione, una mozione, un ordine del giorno secondo quanto
previsto dal Regolamento interno dell'Assemblea per meglio
comprendere, così, le dinamiche di una seduta d'Aula attraverso le
quali si procede alla formazione di una legge o alla discussione di
documenti di natura politica che impegnano il Governo o di
interrogazioni formulate dai parlamentari.
E' un contributo che l'Assemblea regionale siciliana vuole dare
per favorire una formazione politica, civile degli studenti
siciliani e sono convinto che, sicuramente, servirà a far capire
meglio come funziona un Parlamento, come si formano le volontà, come
si orientano rispetto ad una soluzione. Grazie ancora per avere
visitato questa mattina Palazzo dei Normanni.
Onorevoli colleghi, essendo in corso di approfondimento l'esame
di alcuni degli emendamenti accantonati nella seduta di ieri, il
Governo ha chiesto un rinvio della stessa di trenta minuti.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 10.25, è ripresa alle ore 11.03.)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, il Governo è stato impegnato in una
riunione di Giunta e dunque il rinvio era dovuto oltre che
all'approfondimento sugli emendamenti anche a questo; adesso è
presente.
Se non sorgono osservazioni, potremmo continuare con lo stesso
sistema di ieri, cioé con la trattazione degli articoli che non
presentano emendamenti. Questa mattina potremmo discutere gli
articoli che presentano emendamenti non di merito, soppressivi o che
comunque non comportino particolari difficoltà nella loro
trattazione.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dichiararmi, a titolo personale, contrario alla proposta testè
formulata, perché non la ritengo dignitosa per il Parlamento.
Non accetto alcuna ipotesi, così come avevo peraltro fatto nel mio
intervento di ieri, che non dia una programmazione generale dei
lavori per quanto riguarda il tema che stiamo trattando.
Non si può chiedere alla minoranza di essere disponibile,
quando la maggioranza è in Aula, per poi, invece, lasciarci ad
aspettare ore e ore, per assenza dei colleghi della maggioranza e
del Governo, e fare queste rapide accelerazioni quando poi la
maggioranza si degna di essere in Aula.
Ciò credo sia inaccettabile nei confronti del Parlamento;
quindi, personalmente non mi dichiaro disponibile alla proposta
formulata dalla Presidenza.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, riformulo la proposta. La
proposta che è sostanzialmente sulla falsariga di quella di ieri.
Ieri abbiamo trattato gli articoli che non presentavano
emendamenti; questa mattina potremmo andare avanti trattando quegli
articoli che presentano emendamenti non particolarmente difficili o
non di merito, cioè emendamenti soltanto soppressivi o integrativi,
non complessi.
GIANNOPOLO Signor Presidente, conviene proseguire
normalmente.
PRESIDENTE E' soltanto una proposta. Noi possiamo proseguire
tranquillamente, ma sono convinto che alla fine torneremo su questa
proposta.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Chiedo di parlare.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri abbiamo
dato la disponibilità ad esitare e ad apprezzare gli articoli che
non presentavano emendamenti, per ovvie ragioni, in quanto non
essendoci emendamenti i Gruppi parlamentari non avrebbero posto
alcuna questione, ritenendo, dunque, di non doverli emendare o
modificare quegli articoli.
Oggi la situazione è diversa, in quanto lei non può valutare un
emendamento soppressivo come un emendamento formale o assolutamente
non significativo soltanto perchè è soppressivo. Un emendamento
soppressivo può porre in Aula una questione di merito non facilmente
aggirabile.
PRESIDENTE Non era intenzione della Presidenza ritenere questi
emendamenti di minore importanza, sicuramente di maggiore semplicità
nell'esame perchè sono molto chiari.
FORGIONE Ma proprio perchè sono chiari e sono soppressivi,
evidentemente esprimono un dissenso radicale rispetto a quegli
articoli che necessitano, quindi, di un dibattito approfondito.
Quindi, ritengo che bisogna proseguire, a questo punto, esitati
gli articoli senza emendamenti, secondo l'ordine previsto dal
disegno di legge e dall'articolato.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ORTISI Signor Presidente, noi comprendiamo il senso della
proposta che peraltro è in linea con quella intrapresa ieri sera,
quindi, su questo non formuliamo critiche anzi mi pare coerente;
ma è tecnicistica, fondamentalmente, riguarda i lavori d'Aula. Però
poiché lei sa, anche a seguito dei nostri interventi di ieri sera,
che a monte c'è una polemica in ordine a quanto suggerito dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, la proposta
s'interseca, purtroppo, con la dimensione politica della vicenda.
Pertanto, siamo contrari alla proposta formulata dalla Presidenza.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, intervengo per dichiararmi
soddisfatto della sua proposta in quanto la ritengo valida dal
momento che non penso che la minoranza abbia interesse ad ostacolare
l'iter della finanziaria.
Ritengo che tutti i parlamentari siano concordi nell'affrontare
il percorso della finanziaria secondo l'ordine di importanza stessa
degli articoli.
Quindi, la proposta avanzata dalla Presidenza di procedere
seguendo un percorso di complessità degli articoli stessi, ritengo
sia accettabile e possa semplificare il cammino stesso della
manovra finanziaria.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, credo che
i colleghi della minoranza che hanno giudicato non positivamente la
proposta della Presidenza, lo abbiano fatto a tutela delle
prerogative di ogni singolo parlamentare in modo tale da
approfondire la materia che, attraverso emendamenti soppressivi,
ritengono di particolare rilevanza.
Io credo che il punto non sia se partire dalla trattazione
degli articoli che presentano soltanto emendamenti soppressivi o
procedere secondo l'ordine cronologico; il procedere è legato alla
maggiore utilità ed efficacia ai fini dell'obiettivo che ci
proponiamo che è quello di esitare il disegno di legge. Va da sé
che abbiamo la necessità, tutti, di potere approfondire la materia
che ci viene sottoposta.
Quindi, per quanto mi riguarda, se la Presidenza garantisce il
dibattito su ogni articolo dando il tempo adeguato perché si possa
approfondire e discutere, non abbiamo obiezioni da avanzare; certo,
se dovesse essere una corsa senza ostacoli per fare di questo
passaggio, sostanzialmente, un passaggio quasi burocratico, anche
noi non saremmo d'accordo.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, in questi articoli ci sono
emendamenti quindi, anche se sono semplicemente soppressivi o
semplici nella loro interpretazione, comunque vanno affrontati.
Non è la stessa situazione di ieri, quando gli articoli non
presentavano alcun emendamento.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente,
personalmente, insieme con i colleghi della Commissione e
l'onorevole Speziale ci troviamo in una posizione di vantaggio
rispetto ad altri colleghi, in quanto abbiamo avuto in Commissione
tutto il tempo, non solo di discutere e di seguire la Finanziaria,
ma anche, in contraddittorio con il Governo e con la maggioranza,
di averne valutato tutti i risvolti.
Ci sono colleghi che tale opportunità non l'hanno avuta. Se la
Presidenza desse garanzie in tal senso a questi colleghi, allora per
noi non ci sarebbe alcun problema.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sulla
proposta che la Presidenza ha formulato, soltanto per esprimere una
considerazione ulteriore.
La mia impressione è che con il metodo indicato dalla
Presidenza, cioè di affrontare gli articoli che non presentano una
mole notevole di emendamenti, il rischio è che surrettiziamente, ma
non per una volontà occulta, si possa arrivare poi durante le ore
serali o notturne, a discutere gli articoli più complessi prendendo
per distrazione, stanchezza o sonno i colleghi.
Credo, dunque, che la cosa più saggia sia, superata la fase di
ieri sera su cui si è convenuti su un metodo, di ritornare alla
discussione cronologica dei singoli articoli di modo che, per pari
dignità, ogni articolo venga affrontato secondo i ragionamenti di
discussione necessari.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per concordare con quanto espresso dai colleghi
dell'opposizione che mi hanno preceduto. Ritengo che, se una
differenza deve esserci - visto che come ha detto l'onorevole
Formica siamo qui per collaborare ai lavori d'Aula ( e infatti i
componenti della minoranza sono tutti presenti) - si deve
procedere al contrario: affrontare adesso gli articoli più
complessi e lasciare alle ore notturne quelli più semplici così da
agevolare l'ter della Finanziaria.
PRESIDENTE Questo perché non c'è la maggioranza?
DE BENEDICTIS. No, assolutamente Anzi ciò è a dimostrazione del
nostro impegno. Siamo pronti a discutere tutte gli articoli più
complessi che lei, invece, vorrebbe rimandare alla notte.
Comunque, la proposta dell'onorevole Ferro e di altri di
seguire l'ordine cronologico degli articoli mi trova personalmente
d'accordo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non v'è dubbio
che la proposta di un metodo di lavoro è sicuramente doverosa da
parte della Presidenza, trattandosi peraltro di un disegno di legge
complesso come quello della finanziaria.
Tuttavia, raccogliendo le istanze dell'onorevole Capodicasa -
il quale giustamente, dice di non classificare come semplici gli
articoli da prendere in considerazione soltanto perché presentano
emendamenti soppressivi dell'articolo, perché in quell'emendamento
potrebbe esserci un contenuto di merito non indifferente - credo che
per potere meglio articolare la proposta che la Presidenza ha
formulato, sarebbe interessante, per potere poi esprimere un
giudizio fondato a tale proposta, che la stessa ci elenchi quegli
articoli che ritiene semplici da affrontare.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, comprendo la sua proposta; non si
tratta di affrontare articoli più o meno complessi, ma emendamenti
più o meno chiari, nel senso che quando ci sono emendamenti
soppressivi è chiara la volontà di chi ha presentato l'emendamento;
quando ci sono emendamenti che entrano nel merito della norma,
modificandola, integrandola, naturalmente tale aspetto merita un
approfondimento maggiore.
Quindi, la valutazione che faceva la Presidenza non era sul
peso dell'emendamento ma sulla intelligibilità dello stesso.
Comunque, non mi pare ci sia una conforme opinione rispetto a
tale argomento e quindi, intanto, potremmo andare avanti con gli
articoli a seguire.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
insistere sulla questione attinente l'ordine dei lavori, però volevo
sapere se la Presidenza ha fatto un'esame del testo e se può
eventualmente dare comunicazione all'Aula dell'orientamento della
stessa rispetto ad alcuni articoli contenuti nel testo (ad esempio,
l'articolo 18) che non hanno alcuna attinenza con la legge
Finanziaria.
CRACOLICI Veramente, non sono stati esaminati nemmeno dalla
Commissione di merito
SPEZIALE Onorevole Cracolici, ciò eventualmente rafforza il mio
discorso. Quindi, poiché tale questione l'abbiamo posta in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e l'abbiamo
ribadito anche ieri sera nel corso del dibattito, mi permetto,
signor Presidente, di reiterare la richiesta: sapere cioé se vi sono
alcuni articoli del testo che possono essere dichiarati
inammissibili, così da sfoltire anche il testo, tornando utile
anche all'economia dei lavori.
Non so perché ancora la Presidenza questo lavoro non lo abbia
ha fatto; qualora lo avesse fatto, comunichi quali sono i risultati
del lavoro svolto.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la Presidenza aveva avuto un
mandato che riguardava gli emendamenti aggiuntivi.
Il mandato relativo agli articoli del testo non era stato
conferito. Tuttavia, man mano che affronteremo i singoli articoli,
nel caso in cui dovesse conformarsi l'opinione secondo la quale
l'articolo non dovesse essere considerato attinente alla
Finanziaria, la Presidenza non avrebbe alcun dubbio nel dichiararlo
improponibile.
(L'onorevole Micciché espone un giornale)
PRESIDENTE Onorevole Micciché, dovrebbe cortesemente evitare di
ritenere l'Aula una parete sulla quale affiggere manifesti. Quindi,
la invito, cortesemente, a riavvolgerlo e custodirlo opportunamente
MICCICHE' Signor Presidente, volevo provocare e ci sono
riuscito
PRESIDENTE Onorevole Micciché, purtroppo non è il momento delle
provocazioni. Lei è giustamente affezionato all'ipotesi di pace,
come tutti noi, e dunque considera buona qualsiasi occasione per
sostenere la tesi della pace. Lo siamo anche noi, questo glielo
posso garantire; ciascuno, però, persegue tale obiettivo in maniera
diversa.
Onorevoli colleghi, non essendo stata accolta la proposta della
Presidenza, si procede con l'esame degli articoli accantonati
secondo l'ordine progressivo.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
"Art. 11.
Disposizioni in materia di terre di uso civico
1. I soggetti occupatori di terre di uso civico,
proprietari in forza di atto pubblico di provenienza o
titolari di provvedimento di assegnazione da parte del
comune, abbiano presentato, o presentino entra trenta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, istanza di
legittimazione ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, come modificato
dall'articolo 5, commi 1 e 2, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 28 per edificazioni in regola alla data
del 31 dicembre 1997 con le norme degli strumenti
urbanistici, conseguono tacitamente la legittimazione e la
conseguente affrancazione. La legittimazione e
l'affrancazione sono subordinate al versamento, da
effettuarsi entro tre mesi dall'entrata in vigore della
presente legge a favore del comune interessato, del prezzo di
affrancazione determinato, per ogni metro quadrato dell'area
di sedime dell'edificazione e delle pertinenze, nella misura
dell'80 per cento del valore agricolo medio della coltura più
redditizia della corrispondente regione agraria, determinato
per l'anno precedente, ai sensi dell'articolo 16 della legge
22 ottobre 1971, n. 865 e successive modifiche ed
integrazioni con obbligo entro i successivi tre mesi di
integrare l'istanza con l'attestazione di avvenuto pagamento
ed, in caso di assegnatari, con l'attestazione di avvenuta
trascrizione del provvedimento comunale di assegnazione. Il
prezzo di affrancazione, nella ipotesi di edificazioni su più
elevazioni, grava nella sua interezza su ciascuna elevazione.
In caso di più occupatori della stessa elevazione esso è
rapportato alla superficie occupata oggetto di
legittimazione; per le terre e per le pertinenze degli
edificati, il prezzo di affrancazione è ridotto ad un terzo.
Il prezzo di affrancazione delle edificazioni, come
precedentemente calcolato, viene ridotto alla metà, ove alla
data del 31 dicembre 1997 l'edificazione sia l'unica del
richiedente e venga utilizzata come abitazione propria dallo
stesso, o dal coniuge legalmente separato o divorziato,
ovvero da un suo discendente in linea retta; è ridotto ad un
terzo ove si tratti anche di abitazione avente i requisiti
dell'edilizia economica e popolare utilizzata, al momento
dell'entrata in vigore della presente legge, direttamente
dall'occupatore, o dal coniuge legalmente separato o
divorziato, ovvero da un suo discendente in linea retta.
2. Fermo restando la conformità con le norme degli
strumenti urbanistici, i soggetti proprietari di edificazione
in virtù di atto pubblico di provenienza, ovvero in possesso
di edificazione in virtù di provvedimento, da parte del
comune, di assegnazione del terreno su cui insiste,
conseguono tacitamente la legittimazione e la conseguente
affrancazione presentando istanza ai sensi dell'articolo 26,
comma 1, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 come
modificato dall'articolo 5, commi 1 e 2, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 28, integrata dalla
attestazione di avvenuto pagamento a favore del comune
interessato del prezzo di affrancazione determinato secondo
le modalità previste dal comma 1, nonché dell'avvenuta
trascrizione del provvedimento comunale di assegnazione in
caso di assegnatari, entro i sei mesi successivi alla
notifica, a cura del comune interessato, di essere occupatore
di terre di uso civico a seguito di definitivo accertamento
e/o ricognizione delle terre di uso civico.
3. Resta salva la possibilità degli organi regionali
competenti in materia di usi civici di procedere, entro il
termine di un anno dalla avvenuta consegna delle
attestazioni, alla verifica del possesso delle condizioni da
parte dei soggetti che abbiano tacitamente conseguito la
legittimazione.
4. A tutti i soggetti esclusi dalle fattispecie di cui ai
commi 1, 2 e 3, individuati, a cura del comune interessato,
quali occupanti abusivi di terre di uso civico, fino al
conseguimento della eventuale legittimazione, ovvero fino
all'esecuzione della reintegra al demanio civico o alla
acquisizione al patrimonio comunale ai sensi del comma 7
dell'articolo 26 della legge regionale 29 aprile 1999, n.
10, ed in caso di bonario rilascio, fino al verbale di
avvenuta consegna, si applica, dalla data di entrata in
vigore della presente legge, una indennità di occupazione
determinata per anno o frazione di anno calcolata in caso di
edificazione su una o più elevazioni nella misura di euro
5,00 per metro quadrato edificato per ciascuna elevazione, ed
in caso di pertinenze e terreni nella misura di euro 1,00 per
metro quadrato di terreno occupato, a favore del comune
interessato.
5. I comuni, con formale provvedimento di concessione,
che in ogni caso non può superare la durata di anni 15,
possono concedere, anche prima della assegnazione alle
categorie di cui all'articolo 11 della legge 16 giugno 1927
n. 1766, le terre di uso civico in loro possesso, ivi incluse
le terre già oggetto di quotizzazione ed abbandonate, per
finalità agricole, di ripristino ambientale, di fruizione
naturalistica, ricreativa, sportiva e turistica e, in questi
ultimi tre casi ove l'utilizzo rappresenti un reale beneficio
per la generalità della popolazione e risulti in conformità
con i vigenti strumenti urbanistici, deve intendersi
inefficace il vincolo di inedificabilità di cui all'articolo
2 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, fermo
restando l'obbligo dell'eventuale ripristino dello stato dei
luoghi a cura del concessionario alla scadenza della
concessione medesima.
6. Il comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale 28
dicembre 2000, n. 28 è così sostituito:
'4. Gli articoli 5, 6 e 7 della legge 16 giugno 1927, n.
1766, non trovano applicazione nella Regione siciliana. Il
compenso per la liquidazione degli usi civici su terre
private, in caso di diritti della seconda classe, è
determinato in un compenso unitario a favore del comune
interessato commisurato:
a) al valore di cinque volte il canone di legittimazione
calcolato ai sensi del comma 6 lettere a) e b) dell'articolo
26 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, per i
fabbricati e per i terreni ricadenti in zone urbanizzate;
b) al valore di cinque volte il canone di legittimazione
calcolato ai sensi dell'articolo 5, comma 5, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 28, per le terre. Per i
diritti della prima classe il compenso unitario è ridotto
della metà.'."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dagli onorevoli Barbagallo ed altri 11.1; dagli onorevoli
Liotta ed altri 11.6 e 11.7; dagli onorevoli Miccichè ed altri
11.8, 11.9, 11.10, 11.11, 11.12 e 11.13; dagli onorevoli Mercadante
ed altri 11.14; dagli onorevoli Formica ed altri 11.2, 11.3, 11.4 e
11.5; dall'onorevole Giannopolo 10.5.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, volevo
segnalare che in una qualche parte di questo "malloppone" di
emendamenti al nostro esame, ci dovrebbe essere un mio emendamento
teso a riaprire i termini relativi alla presentazione delle istanze
per gli usi civici e le regie trazzere. Credo, però, che esso sia
stato messo come articolo aggiuntivo. Allora, o lo prendiamo in
esame quando arriverà il momento oppure lo si discute in uno con
l'attuale articolo. Se è difficile trovarlo lo affronteremo
successivamente.
PRESIDENTE E' negli articoli aggiuntivi, onorevole Capodicasa.
Tuttavia, poiché l'argomento è coerente con l'articolo 11 sto
facendo cercare l'emendamento da lei citato dagli uffici.
CAPODICASA Oppure, signor Presidente, per il momento potremmo
accantonarlo.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni l'articolo 11 ed i
relativi emendamenti sono accantonati.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
"Art. 12.
Alienazione degli antichi suoli armentizi e
delle sedi viarie disponibili
1. L'articolo 25 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, è così sostituito:
'1. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è
autorizzato a procedere alla legittimazione dei suoli
armentizi che non risultano indicati in catasto come sede
viaria. E' altresì autorizzato a procedere alla vendita delle
porzioni di sedi viarie che non siano necessarie al transito
e non risultano destinati negli strumenti urbanistici in
vigore a riconosciute esigenze di uso pubblico.
2. La legittimazione e la vendita possono avvenire su
istanza del richiedente a favore dei soggetti sottoelencati
in ordine di precedenza:
a) titolari di provvedimenti di concessione in essere da
almeno cinque anni;
b) possessori che risultino proprietari o comproprietari
del bene alla stregua dei pubblici registi;
c) proprietari frontisti;
d) occupatori da oltre un ventennio.
3. La legittimazione e la vendita sono altresì subordinate
al pagamento da parte dell'istante del prezzo di cessione del
terreno richiesto determinato al netto del soprasuolo ed in
relazione ai valori agricoli medi definiti ai sensi della
legge 22 ottobre 1971, n. 865, riferiti alla regione agraria
di appartenenza nei seguenti modi:
a) per i suoli non edificabili o destinati a verde
agricolo con densità fondiaria fino a 0,03 mc/mq: il valore
agricolo medio della coltura esistente o di quella adiacente;
b) per l'area di sedime dei fabbricati e relativa corte
insistente: il valore agricolo medio della coltura più
redditizia, con esclusione della coltura in serra. Qualora si
tratti di fabbricato unico del richiedente, utilizzato come
abitazione dello stesso o dal coniuge legalmente separato o
divorziato ovvero da un suo discendente in linea retta, il
valore agricolo medio della coltura più redditizia, con
esclusione della coltura in serra riferito alla relativa area
di sedime viene ridotto alla metà. la riduzione è pari ad un
terzo qualora si tratti di edificio avente i requisiti
dell'edilizia economica e popolare. Il prezzo di concessione
dell'area di sedime del fabbricato non può essere comunque
inferiore al valore agricolo medio del terreno circostante;
c) per i suoli ricadenti nelle zone territoriali omogenee
A,B,C,D ed F definite dal decreto ministeriale 2 aprile 1968,
edificati o edificabili con densità fondiaria da più di 0,03
fino a 1 mc/mq: il valore agricolo medio della coltura più
redditizia, con esclusione della coltura in serra;
Per i suoli edificabili con densità territoriale maggiore
di 1 mc/mq: il valore è determinato moltiplicando il valore
agricolo medio della coltura più redditizia, con esclusione
della coltura in serra, per l'indice di cubatura che risulta
nello strumento urbanistico in vigore;
e) su istanza del richiedente in base al valore venale del
suolo;
f) per i suoli trazzerali occupati prima della formazione
delle mappe catastali, e pertanto catastati a privati sin
dall'impianto del Catasto, il valore determinato è abbattuto
del 50 per cento.
4. L'istanza per l'avvio delle procedure di cui ai commi
precedenti può essere presentata dopo l'entrata in vigore
della presente legge o entro 60 giorni dalla notifica
dell'avvio del procedimento di accertamento dell'occupazione,
al Servizio demanio trazzerale e usi civici che redige il
verbale di liquidazione ed il decreto di sdemanializzazione.
5. Nel caso in cui l'area alla quale si riferisce
l'istanza di legittimazione sia cointestata nei pubblici
registri immobiliari ad una pluralità di soggetti, il decreto
di legittimazione ha effetto in favore di tutti i
cointestatari anche se l'istanza presentata da uno solo di
essi. In ogni caso deve essere versata l'intera somma
determinata con le modalità di cui al comma 3. Nelle more
del provvedimento di legittimazione, la concessione delle
zone demaniali è subordinata al pagamento del canone annuo
pari ad un ventesimo del valore dell'area determinato con le
modalità di cui al comma 3, con un minimo di euro 25,82. Il
provvedimento di legittimazione comporta per le aree
illegittimamente occupate un risarcimento danni pari ad un
ventesimo del valore determinato secondo quanto previsto dal
predetto comma 3 relativamente all'ultimo quinquennio di
occupazione pregressa.
6. Con l'istanza di cui al comma 2 è sospesa l'adozione
dei provvedimenti sanzionatori da parte dell'Amministrazione
regionale relativamente ai suoli trazzerali, non catastati
come sede viarie, abusivamente occupati. L'adozione dei
provvedimenti predetti resta altresì sospesa fino alla
definizione delle procedure iniziate a seguito della
presentazione delle istanze limitatamente ai beni per i quali
viene richiesta la cessione. Le eventuali sanzioni
amministrative precedentemente irrogate relative alle
indennità pregresse oltre il quinquennio sono abbattute del
75 per cento in favore di coloro che a seguito di istanza
ottengano la cessione dei beni di cui alla presente legge.
Nelle more della definizione dei singoli procedimenti, la
riscossione delle sanzioni già irrogate resta sospesa. Fino
al trentesimo giorno successivo alla data di notifica
dell'avviso con cui si dà avvio alla procedura di reintegro,
può essere presentata istanza di legittimazione tardiva. In
tal caso il prezzo stabilito dal comma 3 è aumentato del 30
per cento.
7. Tutte le zone demaniali trazzerali che risultino di
fatto occupate da corpi stradali, e già erroneamente assunti
in consistenza da enti pubblici, sono da intendersi
trasferiti dall'Amministrazione Regionale ai detti enti che
ne cureranno la manutenzione.
8. Sono trasferite al demanio comunale le sedi viarie
pubbliche rappresentate nei fogli di mappa catastali, sin
dall'impianto, come regie, che non risultino ancora
dichiarate demaniali con apposito decreto nonchè i suoli
oggetto di provvedimento di esproprio per finalità di
ricostruzione conseguente al terremoto del Belice del 1968.
9. Ai fini della determinazione dei canoni per la
concessione di suoli trazzerali ricadenti in verde agricolo
ed utilizzati a scopo agricolo, resta ferma l'applicabilità
delle norme sull'affitto dei fondi rustici con un minimo di
canone annuo di cinquanta euro.'."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dagli onorevoli Miccichè ed altri 12.1, 12.2, 12.3, 12.4,
12.5, 12.6, 12.7, 12.8, 12.9, 12.10; dagli onorevoli Mercadante ed
altri 12.11.
Comunico altresì che sono stati presentati dal Governo gli
allegati emendamenti 12.12 e 12.13.
Onorevoli colleghi, preciso che l'articolo 12 si compone
sostanzialmente di un solo comma. Pertanto, qualora l'emendamento
soppressivo 12.1 dovesse essere respinto, gli emendamenti
soppressivi dei singoli commi decadranno.
Pongo in votazione l'emendamento 12.1. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
FORGIONE Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Gurrieri, Ferro,
Raiti, Ortisi)
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 32.
L'Assemblea non è in numero legale. Sospendo pertanto la
seduta, avvertendo che la stessa riprenderà alle 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 13.10)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, per consentire consultazioni dei Gruppi
parlamentari sugli emendamenti in esame, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.11, è ripresa alle ore 17.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 12 e del relativo
emendamento soppressivo 12.1 sul quale, nella seduta antimeridiana,
era stata richiesta la verifica del numero legale.
Pongo, dunque, in votazione l'emendamento soppressivo 12.1 che
assorbe tutti gli emendamenti successivi perché l'articolo 12 si
compone di un solo comma.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro, pertanto, decaduti gli emendamenti 12.2, 12.3, 12.4,
12.5, 12.6, 12.7, 12.8, 12.9, 12.10.
Si passa all'emendamento 12.11.
Preciso che la dizione "al comma 3" deve intendersi "al comma
1, punto 3)."
Pongo in votazione l'emendamento 12.11.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, mi risulta che per le 17.00 era
stata fissata la convocazione della riunione dei Capigruppo
nell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea per definire il percorso
per l'approvazione di questa legge.
Le chiedo conferma di ciò e, se così fosse, se ritiene
di continuare i lavori.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, non mi risulta che sia in corso
alcuna riunione, tantè che l'Assemblea ha ripreso i propri lavori.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 553/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 12.12.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevole Assessore, intervengo
sull'emendamento 12.12 che credo sia a firma del Governo, essendo le
firme poco leggibili. Vorrei invitare il Governo a ritirarlo e mi
permetto di spiegarne il motivo.
Nella prima parte dell'emendamento si dice: 'Al fine del
contenimento delle spese di manutenzione, i Comuni possono procedere
a sdemanializzare strade comunali senza uscita'.
Io posso anche capire che il contenimento della spesa è
sicuramente parte fondante del programma di questo Governo, ma
pensare che una strada comunale, ancorchè non completata, debba
essere sdemanializzata e, quindi, dimenticata, diventare terra di
nessuno, non mi sembra un metodo corretto di procedere.
Ma aggiungo - seconda parte dell'emendamento - 'La
sdemanializzazione di cui al periodo precedente è seguita da un atto
di cessione con vincolo di destinazione della stessa strada in
favore dei proprietari frontisti che ne facciano richiesta
all'unanimità. Il prezzo di cessione è determinato ...'.
Allora, con l'attuale formulazione stiamo dicendo che una
strada comunale, quindi una strada della città di Palermo, che ha un
'tappo', non verrà mai completata perchè tutti i frontisti,
all'unanimità, dopo che è stata sdemanializzata, decidono di
acquistarla.
Di fatto, dunque, diventa proprietà privata. Ma ci vuole
l'unanimità perchè basta che un solo frontista dica no e la strada è
sdemanializzata e rimane terra di nessuno, gratuita.
Ma mi chiedo - e per questo invito il Governo al ritiro e a
presentare norme che siano formulate in maniera corretta - nel
momento in cui, dopo la sdemanializzazione, la strada diventa
proprietà privata, come farà il Comune a manutenzionare la rete
fognaria che passa in quella strada, la Telecom a fare le
manutenzioni dei suoi impianti, l'Enel e tutti i sottoservizi,
esistenti nelle strade comunali, come potranno accedere all'interno
di una proprietà privata?
Allora, questa è una norma inutile, scritta male e che prevede
soltanto una serie di sfaceli, con l'aggravante che non c'è
contenimento della spesa. Nasceranno una serie di problemi di
viabilità, rispetto ai piani regolatori vigenti, in molti dei quali,
per le strade considerate senza uscita, ne è già prevista invece
l'apertura per migliorarne la viabilità all'interno dei centri
urbani.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Acierno, come lei avrà avuto modo di notare, la firma, per quanto
poco leggibile, è doppia. Nel senso che questo è un emendamento
proposto dall'Assessore per i lavori pubblici, che ha fatto sue -
almeno così nei ragionamenti svolti nella giornata di ieri - delle
esigenze complessive che sono emerse e - ritengo - anche abbastanza
ben descritte.
Chiaramente l'operazione viene coniugata positivamente con
l'Assessore per il bilancio perchè diventi un'operazione di maggiori
entrate.
Non nascondo che le osservazioni da lei oggi esplicitate sono
di un certo interesse e, quindi, sarei portato anche ad una
valutazione complessiva che tenga conto però delle esigenze espresse
dall'assessore per i lavori pubblici che, tuttavia, non è presente.
Se non è fuori dalla prassi, mi rimetterei alla valutazione
dell'Aula, nel senso che vorrei che fosse l'Aula ad esprimersi; il
parere del Governo potrebbe essere anche neutrale. A meno che non
ci siano altri contributi ...
GIANNOPOLO Ma che c'entra l'assessore per i lavori pubblici?
ACIERNO L'assessore per gli enti locali tutt'al più.
L'assessore per i lavori pubblici non può presentare una norma
simile.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Ritiro
l'emendamento 12.12.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.13, a firma del Governo.
Dopo l'approvazione del quale, poichè è appena iniziata una
riunione nell'Ufficio del Presidente dell'Assemblea, probabilmente
bisognerà sospendere la seduta per qualche minuto.
Il parere della Commissione sul 12.13?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento
75.60, l'Assessore si era dichiarato favorevole relativamente al
secondo comma, cioé quello che riapre i termini per presentare le
istanze per la ligittimazione degli usi civici e dei suoli
armentizi.
Considerata che l'intenzione che ci si propone con gli articoli
11 e 12 è quella di snellire le procedure relative alla liberazione
di tali suoli per assegnarli ai legittimi proprietari o, meglio,
legittimare i proprietari che li posseggono da secoli e, quindi,
incamerare soldi da parte della Regione, tale emendamento riapre i
termini per eventuali nuove richieste. Ciò qualora, nel passato,
entro i termini previsti dall'articolo 25 della legge 10 del 1999, i
beneficiari non vi abbiano potuto accedere.
Il primo comma, a cui l'Assessore aveva dato parere negativo,
recita chealla lettera a) del comma 2 dell'articolo 25, che leggo
testualmente: "La legittimazione e la vendita possono avvenire su
istanza del richiedente a favore dei sottoelencati soggetti nel
seguente ordine di precedenza: a) titolari di provvedimenti di
concessione in essere alla data del 31 dicembre 1998; b) possessori
che risultino proprietari o comproprietari del bene...".
In sostanza, introduciamo il primo comma; tuttavia, se il
Governo non è convinto, possiamo anche rinunciarvi. Si dice inoltre,
che anche associazioni sportive, culturali o ricreative, formate da
almeno cento soci, che si assumano l'onere della conservazione
paesaggistica dei luoghi, avendo la concessione possono accedervi...
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Ma la
graduatoria rimane quella?
CAPODICASA Non si tratta di una graduatoria: sono i soggetti che
possono chiedere la legittimazione. In sostanza, io che sono
concessionario del bene - così prevede la legge - posso chiedere la
legittimazione.
Inoltre, la legittimazione può anche chiederla chi risulti
possessore o proprietario o comproprietario del bene, alla
stregua...
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chi verrà
favorito?
CAPODICASA In seguito, si esperirà una vendita vera e propria;
in questo momento, stiamo trattando di individuare chi possa
chiedere di avere la legittimazione.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, si tratta di allargare la platea
dei possibili destinatari del provvedimento.
CAPODICASA C'è un caso specifico: nel palermitano,ad esempio,
un'associazione sportiva che ha già una proprietà - che però ricade
su una parte di suolo armentizio - vorrebbe poter chiedere la
legittimazione ma, non essendo persona fisica, non lo può fare.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il ragionamento mi convince in linea di principio, se
serve ad allargare la base dei beneficiari. Nutro un dubbio,
d'altronde, non essendo l'assessore competente al ramo: sussistono
delle pregiudiziali nei confronti dei legittimi proprietari?
Bisognerebbe leggere bene l'articolo 25. Tuttavia, confortato
dall'aver consultato gli uffici, esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono pervenute, dai
rispettivi Gruppi parlamentari, richieste di congedo per la giornata
odierna per gli onorevoli: Edoardo Leanza e Mancuso.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Onorevoli colleghi, per consentire una riunione presso gli
uffici della Presidenza, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.37, è ripresa alle ore 18.20)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 11 e dei relativi
emendamenti precedentemente accantonati.
Si passa all'emendamento 11.11 degli onorevoli Micciché ed
altri. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 11.7 degli onorevoli Liotta e
Forgione e 11.12 degli onorevoli Micciché ed altri di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 11.13 degli onorevoli Micciché ed
altri. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è stata una
interruzione dei lavori ed ho saputo per caso che essa era dovuta al
fatto che il Presidente dell'Assemblea ha ritenuto opportuno,
legittimo, istituzionale e democratico parlare con i capigruppo
della minoranza.
Questo è un fatto che ritengo legittimo e statutario ma, alla
ripresa dei lavori, sarebbe stato opportuno che qualcuno ci avesse
detto il perché abbiamo interrotto i lavori e quale risultato ha
prodotto l'incontro con la minoranza, del quale - ripeto - alla
maggioranza non è stato detto nulla.
Non sappiamo se ci sono inversioni dell'ordine del giorno, se
ci sono emendamenti o articoli che siano stati più o meno
compattati, ritirati, assurdamente collocati.
Per la mia parte politica debbo dire, per esempio - ho sentito
anche il Governo prima di parlare - che l'articolo 18 è da
intendersi bocciato o ritirato, per dirne una. Però non possiamo
continuare a non parlarci
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ciò che realmente
importa è che finita la riunione con la minoranza, poi ci sarà una
riunione con la maggioranza e poi ancora una riunione tra
maggioranza e minoranza, ed infine, si arriverà al punto che l'Aula
non farà più niente se non riunioni in altre sedi, in quanto chi si
alza per primo decide: questa è la strada, questo è il concetto
Non capisco più nulla - e lo dico in termini molto forti anche
se il mio intervento è sull'ordine dei lavori - anche sul piano
politico. Infatti, vedo che ci sono alcuni articoli che il Governo
ha predisposto e qualche assessore che dice che non li condivide
perché comportano notevole spesa. Tutto è opinabile, ma
parliamone
E' questa la sede giusta nella quale dobbiamo parlare per
stabilire se un articolo ha tutte le componenti, ha la volontà, la
capacità di dare alla Sicilia un aiuto, chissà, forse un altro
aiuto e non ci siamo schierati come se possa dirsi ora alla
maggioranza chissà cosa ha ottenuto la minoranza per tornare in
Aula.
Mi sembrerebbe scorretto pensare che la minoranza abbia
ottenuto qualcosa e non credo che essa la vada a chiedere nel
segreto di una stanza perché viene in Aula, parla, discute,
interloquisce e poiché non ci sono steccati, ma c'è da ascoltare, da
comprendere, e non da ubbidire e combattere. Sarebbero di altri
tempi queste frasi, c'è da comprendere e dare anche assensi.
L'abbiamo già fatto con alcuni emendamenti presentati dall'onorevole
Capodicasa, con altri della minoranza che hanno avuto allocazione e
che questa maggioranza ha votato senza ritenere che all'opposizione
non si deve nulla se non forse il saluto.
Riteniamo che sia giusto sapere cosa è accaduto in quella
riunione segreta - perché diventerebbe una riunione segreta tra il
Presidente dell'Assemblea e i capigruppo della minoranza - per
comprendere qual è il volano e l'iter per andare avanti. Questo è il
senso del mio intervento.
FORMICA Quali inciuci?
CINTOLA No, non è un inciucio. La correttezza e la democraticità
del Presidente dell'Assemblea sono fuori discussione.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, la riunione che si è tenuta
nell'ufficio del Presidente dell'Assemblea ha prodotto questo tipo
di orientamento: è probabile che il Governo presenti emendamenti
soppressivi relativamente agli articoli 18 e 19 del disegno di
legge al nostro esame, nonché l'emendamento soppressivo all'articolo
37.
CINTOLA Il Governo per fare ciò si è raccordato con la
maggioranza, o intende procedere da solo?
PRESIDENTE Il Governo risponderà non appena possibile. Alla luce
di questo i lavori dovrebbero svolgersi più celermente, anche
relativamente alle parti riguardanti i diversi emendamenti.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.
553/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 11.14
è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 11.1 degli onorevoli Barbagallo e
Raiti e 11.6 degli onorevoli Liotta e Forgione di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 11.8 degli onorevoli Micciché ed
altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.2, degli onorevoli Formica e
Acierno. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 11.9. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro precluso l'emendamento 11.3.
Si passa all'emendamento 11.10. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.4. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Vorrei che prima
qualcuno me lo spiegasse perchè non l'ho capito.
FORMICA Ritiro tutti gli emendamenti presentati su questo
articolo a firma mia e dell'onorevole Acierno.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro degli emendamenti
11.4 e 11.5.
Si passa all'emendamento 10.5 a firma dell'onorevole
Giannopolo. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che gli emendamenti
possono essere illustrati quando viene data la parola a tal fine,
salvo che il Governo non chieda poi chiarimenti specifici.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per dichiarazione
di voto.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
illustrare brevemente questo emendamento; fra l'altro, ho visto che
ne è stato presentato uno simile, a firma dell'onorevole Mercadante,
anche se prevede una riduzione di un terzo.
PRESIDENTE Quell'emendamento è stato ritirato.
GIANNOPOLO Il problema esiste; non si tratta d'invenzioni, di
elucubrazioni. Stiamo parlando di terreni agricoli, non di terreni
edificati, non di edificazione; non possiamo pensare che un terreno
sito in un comune totalmente montano abbia lo stesso valore agricolo
medio di un terreno sito in un comune costiero, laddove, per
esempio, valore agricolo medio è enormemente superiore.
L'affrancazione, quindi, non può seguire lo stesso canone, ma deve
differenziarsi. Fra l'altro, ciò è stato fatto rilevare anche dagli
stessi uffici preposti alla liquidazione degli usi civici.
Invito, pertanto, il Governo a valutare positivamente
l'emendamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche
minuto per consentire un approfondimento da parte del Governo.
(La seduta, sospesa alle ore 18.34, è ripresa alle ore 18.40)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Il Governo ha comunicato alla Presidenza di fare proprio
l'emendamento 11.4 che era stato ritirato dall'onorevole Formica. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.5. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
<Art. 13.
Sanzioni amministrative di cui al Regio decreto
11 dicembre 1933, n. 1775 - Addizionale regionale
1. La sanzione amministrativa comminata ai sensi
dell'articolo 219 del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775 è
integrata da una addizionale regionale di euro 2.000.>
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti,
interamente soppressivi dell'articolo, allegati: dagli onorevoli
Miccichè ed altri 13.1; dall'onorevole Giannopolo 13.2.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 13.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
<Art. 14.
Aggiornamento del canone per le utenze di acque pubbliche ad uso
irriguo ed igienico ed assimilati
1. All'articolo 8 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6
sono aggiunti i seguenti commi:
'2. Il comma 1, lettera a) e b), della legge 5 gennaio
1994, n. 36 e successive modifiche e integrazioni è
sostituito dal seguente:
a) a decorrere dall'1 gennaio 2003, il canone riguardante
le concessioni di acque pubbliche per uso irriguo, di cui
all'articolo 35 del T.U. 11 dicembre 1933, n. 1775 e
successive modifiche, è stabilito in relazione alla quantità
di acqua assegnata, regolata mediante apparecchi di misura o
all'estensione dei terreni da irrigare a bocca libera come
appresso indicato:
1) da l/s. 0,01 a l/s. 1,00 o da Ha 0,01 euro 10,00
a Ha 2.00.00
2) da l/s. 1,01 a l/s. 2,00 o da Ha 2.01 euro 20,00
a Ha 4.00.00
3) da l/s. 2,01 a l/s. 3,00 o da Ha 4.01 euro 30,00
a Ha 6.00.00
4) da l/s. 3,01 a l/s. 4,00 o da Ha 6.01 euro 40,00
a Ha 8.00.00
5) da l/s. 4,01 a l/s. 5,00 o da Ha 8.01 euro 50,00
a Ha 10.00.00
sull'eccedenza da l/s. 5,01, per ogni l/s.
o frazione in più
ovvero sull'eccedenza da Ha 10.01,
per due Ha o frazione in più euro 20,00'.
3. Il comma 1 lettera g) della legge 5 gennaio 1994, n.
36 e successive modifiche e integrazioni è sostituito dal
seguente:
g) a decorrere dall'1 gennaio 2003 il canone per il
consumo di acqua ad uso igienico ed assimilati, concernenti
l'utilizzo per servizi igienici e servizi antincendio, ivi
compreso quello relativo ad impianti sportivi, industrie e
strutture varie qualora la richiesta di concessione riguardi
solo tale utilizzo, per impianti di autolavaggio e lavaggio
strade e comunque per tutti gli usi non previsti dalle
precedenti lettere è stabilito come appresso indicato:
1) fino a 2/10 di modulo per ogni 1/10 di modulo euro 100
2) sull'eccedenza per ogni 1/10 di modulo euro 150'.>
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco di
illustrare gli emendamenti presentati a mia firma all'articolo 14,
in quanto è un articolo non solo contraddittorio, ma anche
illegittimo.
Sul volume che ci è stato fornito mi pare che ci sia soltanto
traccia dei riferimenti normativi; credo che questo articolo non
regga. Ho cercato di sapere se questo articolo sia stato discusso in
commissione ma di ciò non vi è alcuna traccia. Probabilmente, si
tratta di un emendamento approvato in Commissione Bilancio, un
emendamento del Governo; non capisco su quale base giuridica si
fonda la norma che si vuole applicare che sembra volere
sostanzialmente aumentare il canone per le utenze delle acque
pubbliche per uso irriguo ed igienico ed assimilati.
Ho cercato di leggere attentamente la norma generale della
'legge Galli', la legge 36 del 1994 ed ho capito che non si tratta
di una legge qualsiasi, ma di una legge-quadro, una legge che
stabilisce i principi fondamentali, cioè i criteri di solidarietà e
della distribuzione dell'acqua.
Non stiamo parlando assolutamente di 'uso umano', cui pare che
la 'legge Galli' finalmente lo prevede come punto fondamentale ed
irrinunciabile per quanto riguarda la tutela e l'uso delle risorse
idriche a favore dei cittadini che vivono in questa Terra, nel
nostro Paese. Evidentemente, all'estensore di questa norma è
sfuggito un fatto fondamentale: per la foga di aumentare le tasse,
tasse per tutti, per la foga di dare una norma che da un lato sembra
riequilibrare le entrate rispetto alle spese, credo che abbia
dimenticato un fatto molto importante e cioè che, così facendo, si
penalizza e si distrugge l'agricoltura in Sicilia. Sappiamo
benissimo quello che è successo lo scorso anno con la penuria delle
piogge, con gli invasi vuoti e le proteste degli agricoltori, dei
contadini siciliani. Oggi, a ciò si aggiunge l'aumento esagerato del
canone per uso specialmente irriguo; addirittura ci troviamo a
limiti insopportabili, come 50 euro dovuti per ogni ettaro per la
fornitura di quattro litri di acqua al secondo . Non conosco i
parametri delle altre Regioni; probabilmente, saranno uguali
In questa norma di ciò non vi é traccia. Nessuno ci è venuto
a spiegare di che cosa si tratta. Vista l'impossibilità di sapere
come stanno effettivamente le cose, ho proposto di sopprimere
completamente l'articolo 14 e non solo, ma mi sono anche spinto
verso la modifica di ogni singolo punto dell'articolo che viene
citato in questa proposta.
Ho, addirittura, cercato di sopprimere la parte più
significativa - quello che il Governo voleva - e cioé riducendo
l'aumento del 50 per cento. Perché questo? Da una parte non mi si
spiega qual é il criterio che é stato adottato e dall'altra parte
non c'é assolutamente nessun riferimento, a parte il fatto che cita
la modifica dell'articolo 8 della legge 7 marzo '97, n. 6.
Ma la cosa grave é che noi addirittura ci arroghiamo il
diritto di modificare una legge nazionale Non mi pare che rientri
nella nostra prerogativa, nella nostra facoltà di Assemblea a
Statuto autonomo la facoltà di modificare una legge-quadro come la
'legge Galli', che sancisce i cardini fondamentali del criterio
della solidarietà, della distribuzione e delle tariffe idriche.
Stiamo parlando di tariffe idriche per usi agricoli, cioè dello
sviluppo della nostra Sicilia. Sarei pertanto contento, quindi
favorevole, se qualcuno mi spiegasse il criterio. Disponendo, però,
dei pochi strumenti legislativi che mi sono stati forniti, mi rendo
conto che questa é una norma illegittima perché noi intendiamo
modificare addirittura l'articolo 8 della "legge Galli". Non
esiste Non possiamo modificare nessuna norma che faccia riferimento
alla legge-quadro. Se voi lo volete approvare avete i numeri per
farlo, ma sappiate che faremo ricorso al Commissario dello Stato
perché si tratta di una violazione fondamentale, una violazione di
legge che non possiamo assolutamente accettare.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, mi consenta di fare una
precisazione: il Commissario dello Stato non é un organo giuridico,
di controllo dell'Assemblea a cui si possa presentare un ricorso,
come se si trattasse di un Tribunale. Il Commissario dello Stato se
lo riterrà, quando gli verrà notificata la legge, la potrà impugnare
tutta o in parte davanti alla Corte Costituzionale. Lo preciso per
un fatto di regolarità della procedura.
MICCICHE' Signor Presidente, saranno i consulenti del mio Gruppo
a cercare di trovare la soluzione a queste problematiche.
La cosa che mi preme chiedere é che qualche esponente della
maggioranza che ha proposto in Commissione bilancio questo
emendamento ci venga a spiegare i criteri adottati ed i sistemi di
penalizzazione che si stanno esercitando nei confronti di un
comparto importante come quello dell'agricoltura in Sicilia. Mi
dispiace che non sia presente l'Assessore per l'agricoltura, che
dovrebbe essere ...
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Possiamo risponderle noi al posto dell'assessore
MICCICHE' Qualcuno lo aveva proposto, non so se l'assessore per
il bilancio, per incrementare le entrate, o l'assessore per i lavori
pubblici perchè ha delle competenze specifiche per quanto riguarda
il settore idrico. Ma credo che l'assessore per l'agricoltura abbia
maggiore competenza al riguardo - se mi consentite questo tipo di
affermazione - perchè, evidentemente, va ad incidere pesantemente
sul costo delle spese per quanto riguarda la produzione agricola di
tutte le categorie di tipologie agricole che vengono coltivate nella
nostra Isola.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo, pertanto, che la
soppressione di questo articolo 14 sia fondamentale.
In subordine, chiedo la sospensione di questo articolo per
avere maggiori delucidazioni, possibilmente subito dopo il mio
intervento, per dare la possibilità al sottoscritto d'intervenire
nei singoli emendamenti, per spiegare, conoscere e ritirarli qualora
vengano date spiegazioni concrete al riguardo.
Credo che questo sia doveroso da parte di chi propone un
emendamento di tale portata.
E mi meraviglio che tutti ci allarghiamo gli orizzonti scorsi
sullo sviluppo agricolo della nostra Sicilia, che dovrebbe essere il
traino principale dello sviluppo dell'Isola, andando poi a
penalizzare questo campo.
Mi riferisco specialmente a tutta una serie di colture primizie
delle serre o degli aranceti o delle viti o ad altri tipi di
produzione di colture che hanno bisogno di molta acqua. Credo che
questo aumento sia, a lume di naso, molto esagerato.
E concludo dicendo che vi è una parte che viene addirittura
cassata, addirittura viene soppressa una norma che non può essere
assolutamente cassata da una legge regionale; si vuole, cioè,
cassare una norma che che prevede la riduzione della metà del costo
della tariffa se le colature ed i residui di acqua sono restituiti
anche in falda, cioè quando l'acqua va a finire nelle campagne e poi
gli scoli finiscono nelle falde. Noi, addirittura, abroghiamo una
norma che riduce del 50 per cento il costo della tariffa.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
utile che il Governo interpreti il suo pensiero. Onorevole
assessore, credo che il testo dell'articolo abbia bisogno di alcune
precisazioni.
CRACOLICI Onorevole Crisafulli, credo che lei possa interpretare
il mio pensiero
CRISAFULLI Non voglio entrare nel merito della valutazione
perchè credo che lo farà l'onorevole Cracolici. Credo che vi sia un
problema tecnico: il testo dell'articolo prevede la modifica di un
comma senza capire bene quale sia l'articolo che dovrebbe essere
modificato nella legge 36; successivamente, vi è un altro vuoto di
questo genere.
Ritengo necessario concedere cinque minuti di tempo affinchè il
Governo possa valutarlo ed emendarlo. Onorevole Pagano, dovrebbe
predisporre i testi e le modifiche, altrimenti corriamo il rischio
di varare una norma che non si capisce a quale articolo deve essere
applicata e questo non credo che sia funzionale ai lavori dell'Aula.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Sulla prima questione l'onorevole Crisafulli ha già
posto un problema che mi sembra dirimente per comprendere di che
stiamo parlando.
Sempre nel merito del comma 3, invece, vorrei ricordare
all'Assessore, e lo dico anche al Presidente dell'Assemblea che in
questo momento presiede la seduta, che il comma 3, a mio avviso, non
è una norma che può emanare questo Parlamento, nel senso che le
tariffe idriche per usi civili ed industriali costituiscono una
condizione nella definizione dei piani di ambito affidati agli ATO.
Abbiamo istituito gli ATO in tutta la Sicilia; gli ATO si
devono dare o si stanno dando o si sono già dati un piano di ambito
con una serie d'investimenti, prevedendo anche le tariffe sia per
uso civile che per uso industriale.
Non possiamo per legge e con legge modificare le tariffe
fissate nella piena autonomia dagli ATO.
Pertanto, credo che certamente il comma 3 non sia tecnicamente
proponibile a quest'Aula e chiedo al Governo di sopprimerlo, al di
là della questione tecnica posta dall'onorevole Crisafulli.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Regione siciliana ai sensi
dell'articolo 1 del DPR n. 683 del 1977 gode, in materia di acque
pubbliche, di potestà legislativa.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, dovrebbe, poi, precisare bene il
contenuto del comma 3 perché non mi pare che noi, con una legge
della Regione, possiamo modificare una legge dello Stato.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. No, noi possiamo
modificarla, e comunque nel caso specifico, perché, signor
Presidente - salto un passaggio visto che Lei mi chiama
immediatamente al riferimento legislativo - intanto, non c'è dubbio,
che il comma 3 abbia un refuso, infatti bisogna leggerlo 'comma 1,
lettera g), dell'articolo 18' e stiamo preparando un emendamento che
tra un po' fornirò. Però tutta la materia di cui oggi stiamo
trattando, e su cui certamente vogliamo intervenire, perché le
sanzioni sono irrisorie, sono di esclusiva competenza della Regione
siciliana ai sensi delle disposizioni vigenti. Possiamo, quindi,
intervenire tranquillamente e al di là del refuso, che è stato
oggetto di discussione e rientra nell'ambito di una manovra
prettamente politica l'incremento, non soltanto degli oneri, ma
anche delle sanzioni legate all'eventuale non rispetto della norma
stessa.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, probabilmente c'è un refuso
anche al comma 2, laddove si fa ancora una volta riferimento alla
legge 36 del 5 gennaio 1994, senza indicare l'articolo.
Onorevole Assessore, questo emendamento non risolve il problema
che è stato sollevato dalla Presidenza.
CINTOLA Posso chiedere l'accantonamento senza prendere la
parola?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Va bene.
PRESIDENTE L'articolo 14 è accantonato per consentirne
l'approfondimento.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
<Art. 15.
Licenze di attingimento. Modifica dell'articolo 70 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10
1. L'art. 70 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 è
sostituito dal seguente:
'Art. 70 - 1. Nelle more dell'adozione organica della
disciplina in materia di acque pubbliche di cui all'articolo
69, le licenze di attingimento si intendono annualmente
rinnovate su richiesta dell'interessato e previo versamento
del canone relativo al genio civile competente.'>
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dagli onorevoli Miccichè ed altri 15.1 e dal Governo 15.2.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
si riferisce ad una norma che in questi giorni è stata molto
contestata in alcuni comuni dell'Isola che fanno ricorso a quei
decreti di attingimento di acqua, specialmente di acqua di falda.
Faccio un esempio molto vicino a noi: in questi giorni il Consiglio
di giustizia amministrativa ha dato ragione al comune di Santo
Stefano di Quisquina, nel senso che ha accettato in maniera
inequivoca, in base sempre alla 'legge Galli', il ricorso
all'attingimento di una falda acquifera nel comune di Santo Stefano
di Quisquina; falda il cui emungimento, nel corso degli ultimi anni,
ha provocato dei dissesti idrogeologici ma anche danni ai fabbricati
sovrastanti.
La relazione era stata molto dettagliata. Nonostante i ricorsi,
le proteste dei cittadini di Santo Stefano di Quisquina,
l'Amministrazione regionale ha continuato a dare autorizzazione alla
società per l'emungimento di acqua ai fini dell'imbottigliamento.
Questo la dice tutta, infatti l'acqua che dovrebbe servire
esclusivamente a fini pubblici, e non privatistici, si continua a
sperperare.
Il Consiglio di giustizia amministrativa ha dato ragione al
comune di Santo Stefano di Quisquina e oggi ci troviamo di fronte ad
un articolo che, in base ad un principio di proroga, intende
rinnovare a tutte le società che hanno avuto questa autorizzazione
all'emungimento di acque pubbliche.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
emendamento dovrebbe essere accantonato per avere un chiarimento da
parte dell'Assessore competente, in questo caso il Commissario
straordinario alle acque, il Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro.
Vero è che le piogge di quest'anno hanno arricchito le falde
acquifere, ma è chiaro che per dare possibilità di aumento delle
falde acquifere occorreranno decine e decine di mesi per potersi
riempire.
I maggiori esperti in materia affermano che la situazione
idrica ancora non si è completamente stabilizzata, nonostante le
recenti e incessanti piogge nella nostra Isola.
Io ho presentato l'emendamento soppressivo di questo articolo,
però ne chiedo l'accantonamento per poterlo discutere nel corso
della trattazione dell'articolo 14.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio gruppo ha
presentato un disegno di legge organico in materia di acque e di
ripubblicizzazione dell'acqua in Sicilia e sarà bene che noi tutte
queste questioni legate all'acqua, all'emergenza idrica, cominciamo
ad affrontarle in maniera organica in questa regione perché stiamo
verificando come l'avvio del processo di privatizzazione della
questione dell'acqua in Sicilia sta già provocando grossi danni.
Noi interveniamo anche qui con provvedimenti parziali e su
settori in materia di acqua aggiungendo confusione a quello che sta
già avvenendo in questi mesi.
Detto questo io, onorevole Assessore, le chiedo di potere
modificare in ogni caso questo articolo perché se noi affermiamo in
modo tassativo che, sulla base della richiesta dell'interessato,
annualmente viene rinnovata la licenza, io credo che noi imponiamo
attraverso una norma una scelta che ha bisogno di una
discrezionalità e di un pronunciamento anche dell'Ufficio del Genio
civile. Allora, almeno andrebbe inserito e rinnovato salvo espresso
diniego.
Le chiedo quindi di poterlo accantonare per adeguarlo alla
possibilità di un diniego. E qualora noi non lo esplicitassimo nella
norma invece precluderemmo, in modo assoluto, sulla base della
semplice richiesta della proroga della licenza. Quindi, lei chiedo,
onorevole Assessore, di farsi carico di un subemendamento che
esprima, in modo chiaro, salvo un espresso diniego, la volontà di
una proroga. Altrimenti, credo che avremmo delle difficoltà.
Già è stata citata la vicenda del comune di Santo Stefano di
Quisquina, dove, tra l'altro, prima o poi, ci sarà bisogno di un
punto di chiarezza sul comportamento di tutti i livelli
istituzionali in questa vicenda, dalla Prefettura all'Assessorato
regionale, al Presidente della Regione, perchè probabilmente su
quella vicenda del comune di Santo Stefano di Quisquina ci sono
interessi che si intrecciano, e non sempre trasparenti ...
SAVARINO Il Presidente della Regione non ha competenza.
FORGIONE Mi consenta, onorevole Savarino... non sempre
trasparenti, e la Regione ha aggiunto scarsa trasparenza a interessi
che già non sono trasparenti in quel comune, con un sindaco
coraggioso che invece sta facendo una battaglia di legalità.
Io credo che, a partire da questo articolo, almeno dovremmo
inserire questo elemento. Sul comune di Santo Stefano sarebbe bene
che il Governo - e colgo l'occasione - rispondesse ad alcune
interpellanze parlamentari presentate già da alcuni mesi. E oggi ci
troviamo con un pronunciamento - lo citava prima l'onorevole
Miccichè - che dà ragione a quelle interrogazioni parlamentari.
La materia dell'acqua - come sapete - è una materia complessa e
complicata in Sicilia; sarebbe bene anche che la smettessimo con
questo commissariamento dell'emergenza idrica, che solo un
commissariamento ha un sistema di affari in nome dell'emergenza.
Prima o poi ci sarà un momento nel quale l'emergenza finisce e nel
quale una Regione, che è commissariata, non sia commissaria di se
stessa; un Presidente della Regione che in qualità di commissario
non sia commissario di se stesso.
Ma questo è un altro discorso, prima o poi ci dovremo
ritornare. Intanto le chiedo di poter modificare questo articolo.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
parzialmente quanto detto dai miei colleghi, cioè il dubbio sul
fatto che una licenza possa valere a tempo indeterminato e, quindi,
condivido la parte in cui si possa immaginare un inserimento nello
stesso articolo di una possibilità di diniego oppure di
un'espressione di un parere favorevole del Genio civile al momento
in cui acquisisce il versamento.
Proprio per non lasciare adito alla possibilità che questa
licenza, in considerazione dei tempi che possono cambiare, e quindi
i cittadini di Santo Stefano possano trovarsi nel caso giustamente
ricordato poc'anzi dall'onorevole Miccichè - ma esistono sicuramente
anche altri casi - in una situazione diversa rispetto al momento in
cui la licenza è stata data.
Quindi, la correzione la condivido e sono d'accordo. Non
condivido la demagogia del discorso dell'onorevole Forgione che
aspetta qualsiasi occasione per attaccare anche chi, nel merito, non
ha alcuna competenza. E, purtroppo, io che sono agrigentina,
onorevole Forgione, le devo dire che finchè l'acqua arriverà ogni
dodici, tredici giorni, come succede, l'emergenza esiste. Stanno
lavorando bene, e per fortuna si sta facendo un lavoro di
progettazione che, ormai, è non solo in itinere, ma è in fase di
approvazione e appalto, e che ci fa ben sperare per il futuro. Ma
finchè perdura la situazione di emergenza, purtroppo, dobbiamo
continuarne a parlare.
FORGIONE Di emergenza e anche di appalti, onorevole Savarino.
SAVARINO Onorevole Forgione, facciamo una commissione ...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dobbiamo parlare di tante cose,
ma adesso parliamo dell'articolo 15.
SAVARINO Onorevole Forgione, sa benissimo che su questa materia
come su qualsiasi altra materia che comporti un atteggiamento
moralmente onesto e retto la mia disponibilità la troverà, l'ha
trovata e la troverà sempre.
PRESIDENTE Siamo all'emendamento soppressivo 15.1.
SAVARINO Signor Presidente, ho fatto una proposta.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo 15.2 del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
CRISAFULLI Signor Presidente, c'è una incongruenza lessicale:
"quest'ultimo" a chi è riferito?
PRESIDENTE Al Genio civile, onorevole Crisafulli. In sede di
coordinamento gli uffici provvederanno a chiarire la questione.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, io apprezzo la disponibilità
dell'onorevole Savarino che ha cercato di mettere una "pezza" ad un
articolo che fa acqua da tutte le parti, visto che parliamo di
acqua.
Io avevo chiesto l'accantonamento dell'emendamento e mi viene
proposta invece una norma aggiuntiva che, addirittura, peggiora
l'articolo E' una sorta di silenzio-assenso: cioè se il parere non
viene espresso entro trenta giorni s'intende accolto.
Io, assieme ad altri che sono intervenuti dopo di me, abbiamo
cercato di mettere in luce la difficoltà dell'applicazione di una
norma alla luce di tutta una serie di fatti che hanno riempito le
cronache.
Pensate, per esempio, alla speculazione dell'imbottigliamento
delle acque minerali. Non è possibile che le acque che debbono
servire per uso potabile vengano imbottigliate creando una
speculazione
Io sono contrario non per una questione di principio ma perchè
ci troviamo di fronte ad un fatto grave: noi stiamo dilapidando un
patrimonio, non abbiamo più acqua per uso potabile.
In passato, quando passavo lungo alcune strade della Sicilia,
mi fermavo per bere un po' d'acqua fresca dalle fontane siciliane;
oggi sono quasi tutte chiuse;, oggi posso, al massimo, trovare un
rivenditore che vende bottiglie di acqua minerale e che fa pagare a
peso d'oro.
Vorrei che vi fosse un minimo di attenzione su questo
argomento. Non basta infatti parlarne nei dibattiti, nelle
trasmissioni televisive, durante le proteste, questa è la sede
giusta per parlare di questi temi, per potere protestare contro
questo uso privatistico dell'acqua.
L'acqua è un bene comune, è come l'aria, e non si può
privatizzarla. tuttavia, questa norma non fa altro che privatizzare
l'acqua, la buona acqua, l'acqua delle falde, l'acqua che i
siciliani da sempre hanno bevuto e che da oggi non possono più bere
perchè tutte le falde sono chiuse e sigillate in quanto vengono date
ai privati che imbottigliano l'acqua e ce la fanno pagare a peso
d'oro.
Questo emendamento addirittura dà la possibilità al Genio
civile di attuare la procedura amministrativa del silenzio-assenso.
Chiamamola così. Perchè cos'altro significa 'salvo diverso avviso
di quest'ultimo? Si riferiscono forse al Genio civile le parole 'da
esprimersi entro trenta giorni'? E trascorso il trentunesimo giorno
si dà la concessione? E' una vergogna
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
intervenire nel merito dell'emendamento. Vorrei parlare sull'ordine
dei lavori e non per raccogliere la provocazione dell'onorevole
Forgione, ma in un'Aula distratta che affronta argomenti
particolarmente importanti certe accuse o le si motivano o non si
fanno. Non è possibile tollerare, nel rispetto delle idee politiche,
che qualcuno intervenga parlando di emergenza e di come venga
gestita l'emergenza.
Vorrei che sul punto si facesse chiarezza. Mi dispiace che il
Presidente della Regione non sia presente.
FORGIONE Anche a noi, dispiace che non sia presente in Aula.
TURANO Sono consapevole del suo dispiacere, onorevole Forgione.
Però lei non deve rivolgere simili accuse se non è in grado di
motivarle.
FORGIONE Le faccio in modo pubblico; le faccio in modo corretto.
TURANO Lei non sta facendo una provocazione, lei sta facendo
affermazioni che deve potere documentare. Diversamente, noi non
siamo disposti nè a raccogliere le sue provocazioni, nè ad ascoltare
le sue affermazioni.
FORGIONE Ho detto meno di quello che ha detto il generale
Iucci.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
utile ritornare nel merito della proposta del disegno di legge della
Commissione.
Il tentativo - presumo - che sta facendo la Commissione è
quello d'introdurre una nuova normativa che anzichè sottoporre a
continui pareri, su richieste dei concessionari, per avere rinnovata
la concessione, anzichè fare questo e avere i pareri dei Geni
civili, si vuole rendere tutta la procedura automatica.
Credo che nel merito non si possa che essere favorevoli.
Perchè oggi come funziona la procedura? Un cittadino è
concessionario di un pozzo per attingimento di una certa quantità
d'acqua; scaduta la concessione, egli deve presentare la richiesta e
gli uffici del Genio civile devono istruire una nuova pratica. Lo
dico a proposito della trasparenza.
Lei si renderà perfettamente conto, onorevole Forgione, che più
istruttorie ci sono più diventa complicata la vita del cittadino.
Rendere automatico il rinnovo di concessione, previo versamento
del dovuto, credo serva a facilitare il funzionamento della macchina
amministrativa per dare la relativa concessione.
L'osservazione perchè nasce? Nasce perchè qualora ci sia una
necessità sovrastante pubblica ad utilizzare l'acqua di quella
concessione si dà per scontato che se il Genio civile non si
pronunzia nel termine dei trenta giorni dovrebbe potersi ritenere
rinnovata.
Questo comunque non risolve il problema, perchè a fronte di una
esigenza pubblica, lei sa meglio di chiunque altro, non c'è
interesse privato che tenga; perchè se c'è siccità, anche l'acqua
di una piscina privata può essere requisita. Chiunque degli
spegnitori: Vigili del fuoco, Guardia forestale, o altri sono
autorizzati a prelevare l'acqua, spegnere l'incendio, poi di vedrà.
Se questo è assodato non capisco bene tutta questa alchimia che
si deve mettere in campo per cercare di avere autorizzazioni...
Se si dovesse incendiare dopo il trentunesimo giorno cosa
succederebbe? Il problema qual è? Fatte salve le necessità
pubbliche contemplate dalla normativa del testo unico, credo questa
sia una sostanziale accelerazione dei meccanismi di utilizzazione di
un bene che è stato già concesso in un dato momento dall'organo
tutore che è il Genio civile.
Pertanto, mi permetto di dire al Governo, se mi aiuta in questo
sforzo l'onorevole Assessore, il quale oggettivamente ha qualche
difficoltà ad essere 'tuttologo', ma comunque mi auguro che riesca a
seguirmi. Dicevo, credo che il Governo più che accogliere una
preoccupazione legittima dell'Aula, ma che non si risolve con questo
emendamento del Governo, deve casomai fare in modo che gli uffici
del Genio civile qualora avessero necessità attivino i meccanismi
previsti dalla normativa in vigore.
Mi auguro pertanto che il Governo colga questa mia
sollecitazione ed eviti di appesantire un testo appronvandolo così
come era stato proposto.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato tutti gli interventi
che si sono succeduti su questa materia che certamente è
appassionante, per ovvi motivi, però dando per scontato che dobbiamo
assolutamente legiferare, dato che la normativa relativa a questa
materia è transitoria, devo prendere atto che gli interventi che si
sono succeduti, specie nella prima fase del dibattito, sono stati
tutti tesi alla ricerca di un chiarimento e quindi sostanzialmente
le tesi sia dell'opposizione che della maggioranza sono andate nella
direzione di coinvolgere il Genio Civile, come ufficio
chiarificatore qualora sorgessero delle difficoltà di questo genere.
Devo dire che gli interventi successivi al subemendamento da me
presentato hanno creato le condizioni affinchè il problema, nella
sua essenza, rimanesse aperto. Però il Governo dopo l'emendamento
presentato non può che confermare l'orientamento dato. E quindi
questi ultimi sei mesi, questi prossimi sei mesi, serviranno a
verificare la bontà della norma e qualora, così come è stato detto,
dovesse verificarsi un appesantimento della procedura, non
mancheremo in sede legislativa di operare una rettifica. Il che
significa che l'orientamento che è stato dato diventa quello
definitivo.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
farvi perdere tempo. L'assessore Pagano ha ragione quando dice che i
diversi interventi lo hanno quasi convinto a rimettere questo
emendamento. Però gli interventi di alcuni colleghi mi hanno dato
la sensazione come se fossimo deputati della regione Toscana e non
deputati della Sicilia.
Forse non conosciamo o non sappiamo, onorevole Miccichè, le
sofferenze che ci sono dietro questo articolo. Infatti moltissime
concessioni date al prelievo non sono concessioni speculative - tra
poco tratterò anche di Santo Stefano di Quisquina - ma sono
concessioni di necessità. Esistono tanti piccoli agricoltori
possessori di un pozzo da cui si può emungere pochi litri di
acqua...
MICCICHE' E allora specifichiamoli.
LO GIUDICE . Ti prego Sono ormai abituato a questo... non
volevo intervenire sul discorso dell'emergenza idrica, Ma ogni volta
che si parla di acqua mi devo scontrare con una barba. Prima mi
scontravo con la barba dell'onorevole Basilio Vella, ora mi scontro
con la barba dell'onorevole Forgione. Questo è il mio destino.
Perché appena si parla di queste cose avete la capacità di
trasformare cose pulite, cose belle, cose egregie, momenti di
servizio, in momenti bui e momenti oscuri. E questa è una cosa
antipatica per quest'Aula. Onorevole Micciché, lei confonde il
discorso... state difendendo il Sindaco di Santo Stefano di
Quisquina perché per caso è un sindaco di Rifondazione Comunista.
Una delle poche mosche bianche che esistono in Sicilia. Esistono a
Santo Stefano di Quisquina due problemi, il primo riguarda le acque
da imbottigliare. Questa richiesta, onorevole Micciché, l'ha posta
il Sindaco di Santo Stefano di Quisquina per potere imbottigliare
centomila litri di acqua nelle ventiquattro ore...
FORGIONE Non è vero, onorevole Lo Giudice. Lei è disinformato.
LO GIUDICE .... per imbottigliare 100 mila litri di acqua
nelle 24 ore. Lo sa a quanto corrispondono? A un litro e 10 grammi
di acqua al secondo. Significa che imbottigliano da una sorgente
dalla quale esce acqua altamente pura, quasi mineralizzata, un litro
di acqua al secondo. Questo dramma non c'è, e tra l'altro è una
richiesta di concessione che ha fatto il sindaco di S. Stefano di
Quisquina. Non c'è speculazione, ma se c'è, l'ha fatta chi ha fatto
la richiesta. Non dobbiamo chiamare in causa né il Commissario
regionale né il Governo della Regione.
Il secondo riguarda invece altri due pozzi, uno denominato
pozzo S. Elia ....
FORGIONE Ma com'è che è così informato?
LO GIUDICE . Si sono informato perché io ben li conosco,
non faccio polemiche, faccio cose diverse, mi interesso dei
problemi, perché li soffro, perché appartengo ad una provincia che
è tra le province più assetate d'Italia. Ma quando si ha
sensibilità, onorevole Forgione, non bisogna per forza essere
commissario o vicecommissario. Si è deputati eletti dal popolo e si
debbono fare gli interessi della gente.
Parlavo della sorgente S. Elia che trovasi sotto S. Stefano
di Quisquina: è un bacino che ha proporzioni immense, arriva fino
alla periferia del comune di Cammarata e va a finire in provincia di
Palermo. Il pozzo di S. Elia poteva emungere, in un momento di
grande siccità, di grande difficoltà, 20 litri di acqua al secondo.
Lo sai perché non funziona? Non perché c'è il sindaco che vuole o
non vuole, ma perché c'erano gli impianti guasti e non poteva
funzionare.
Poi c'è un altro pozzo, sul lago Leone, che può dare,
trivellato gratis con gli impianti dell'ESA, 100 litri di acqua al
secondo, per dare acqua alla tua gente.
Caro onorevole Micciché l'acqua non si dà con le passeggiate
notturne o con le marce - con le marce si rischia la salute e la
vita - ma l'acqua si dà lavorando, creando le premesse, studiando,
creando le condotte. Queste cose in modo egregio le sta facendo il
Governo della Regione.
Per quanto riguarda le sporcizie che vi escono dalla bocca
tutte le volte che intervenite, mi danno il senso della
mortificazione perché dai miei colleghi io mi aspetterei che si
facessero interventi diversi, positivi e costruttivi.
Onorevole Pagano, i miei complimenti per questo articolo sulla
finanziaria. Se vuole, per evitare lungaggini burocratiche, togliamo
questo emendamento. Perché di solito sono concessioni trimestrali;
gli agricoltori della Sicilia chiedono la concessione per tre mesi,
chiedono il nulla-osta e la concessione per i mesi di giugno, luglio
e agosto per i periodi basilari per la nostra agricoltura.
Onorevole Pagano, se resta questo emendamento rischiamo di
vanificare il senso della concessione. Se resta io voto favorevole,
ma la prego di rifletterci sopra.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Devo dire che le
parole dell'onorevole Lo Giudice mi hanno fatto commuovere per le
corde che riesce a toccare. Devo prendere atto dell'intervento
certamente positivo. Però il Governo non può cambiare opinione ad
ogni piè sospinto. Il Governo ha preso una posizione sulla scorta
di interventi che si sono verificati in un certo momento.
Il Governo prende adesso l'impegno di verificare, da qui a fine
anno, la fattibilità e la bontà di questo subemendamento. Qualora
fosse necessario cassarlo, lo farà con le leggi di variazioni di
bilancio.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 15.2 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Beninati, Giambrone e Catania Franco.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Essendo presente in Aula l'onorevole Leanza Edoardo, il congedo
precedentemente annunciato è pertanto superato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.553/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
"Art. 16.
Recupero risorse derivanti dalla definizione delle
pratiche di sanatoria edilizia
1. Per le istanze di sanatoria o autorizzazione edilizia
in sanatoria per le quali, alla data di entrata in vigore
della presente legge, non è stata notificata dal comune
richiesta di integrazione documentale, ma devono ancora
essere integrate nella documentazione prescritta
dall'articolo 35 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, come
sostituito dall'articolo 26 della legge regionale 10 agosto
1985, n. 37 e dall'articolo 39, quarto comma, della legge 23
dicembre 1994, n. 724, il richiedente la concessione o
autorizzazione edilizia in sanatoria può presentare apposita
perizia giurata a firma di un tecnico abilitato all'esercizio
della professione; per dette istanze la perizia giurata può
essere presentata anche in assenza della richiesta comunale
di detta integrazione documentale.
2. La perizia giurata deve asseverare l'esistenza di tutte
le condizioni di legge necessarie per l'ottenimento della
sanatoria, ivi compreso l'avvenuto pagamento del conguaglio
dell'oblazione dovuta o l'avvenuta prescrizione del diritto
al conguaglio a debito o al rimborso dell'oblazione stessa
nei termini di cui all'articolo 35, comma 12, della legge 28
febbraio 1985, n.47, come integrato dall'articolo 4, comma 6,
del decreto legge 12 gennaio 1988, n. 2 convertito in legge
con la legge 13 marzo 1988, n.68 nonchè la presentazione del
certificato generale del casellario giudiziale previsto
dall'articolo 39, comma 1, della legge 23 dicembre 1994,
n.724, come modificato dall'articolo 2 , comma 37, lettera
b), della legge 23 dicembre 1996, n.662. La perizia giurata
deve altresì contenere gli estremi dell'avvenuta richiesta di
parere inoltrata agli enti di tutela qualora non possa
asseverarsi l'avvenuto rilascio del parere degli stessi enti,
al fine di poter computare l'eventuale avvenuta decorrenza
del termine perentorio previsto dal comma 6 e del termine
perentorio previsto per il tacito accoglimento delle istanze
di sanatoria dal presente comma. Decorso il termine
perentorio di novanta giorni dalla ricezione di detta perizia
giurata da parte del comune, qualora non venga comunicato
all'interessato alcun provvedimento motivato di diniego, la
concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria si intende
accolta, sempre che si sia provveduto o si provveda entro i
successivi trenta giorni al versamento a favore del comune
degli oneri concessori dovuti in base a quanto calcolato in
via provvisoria dalla perizia giurata e salvo conguaglio
sulla base delle determinazioni degli uffici comunali da
adottarsi entro il termine perentorio di cui al comma 3;
nell'ipotesi di rateizzazione si provvede con le modalità di
cui al comma 5.
3.Gli uffici comunali devono effettuare l'esame delle
perizie giurate anche successivamente all'avvenuto tacito
accoglimento delle istanze di sanatoria e comunque entro il
termine perentorio di duecentosettanta giorni dalla
presentazione delle istanze medesime. Qualora gli uffici
comunali rilevino dalla perizia giurata l'incompletezza della
stessa o la mancanza dei requisiti di legge necessari per
l'ottenimento della concessione o autorizzazione in
sanatoria, il responsabile del procedimento amministrativo
sospende il procedimento e sospende la concessione o
autorizzazione in sanatoria eventualmente già assentita
tacitamente, dandone comunicazione al richiedente la
sanatoria ed al redattore della perizia giurata che possono
presentare una perizia suppletiva tendente a superare i
motivi della sospensione, entro quindici giorni dalla
notifica della stessa; entro il successivo termine perentorio
di quarantacinque giorni, il responsabile del procedimento
può denegare la sanatoria richiesta e può annullare la
concessione o autorizzazione edilizia già tacitamente
assentita. Il responsabile del procedimento notifica agli
interessati l'annullamento della concessione o
autorizzazione tacitamente assentite. Il professionista
redattore della perizia giurata assume per tale atto la
qualità di persona esercente un servizio di pubblica
necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice
penale.
4. Per le istanze di sanatoria per le quali alla data di
entrata in vigore della presente legge è stata già richiesta
o deve ancora essere richiesta dal comune l'integrazione
documentale di cui al comma 1 è consentito effettuare
l'integrazione anche in assenza della perizia giurata. La
perizia giurata sostituisce a tutti gli effetti di legge la
concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria, qualora
munita di certificazione comunale di ricevimento da
rilasciarsi all'atto della presentazione e di dichiarazione
da effettuarsi da parte del richiedente la sanatoria, che
comprovi l'avvenuto pagamento degli oneri concessori e
l'avvenuta decorrenza del termine perentorio di novanta
giorni dalla presentazione della perizia in assenza di
determinazione comunale.
5.Decorso il termine di trenta giorni dalla espressa
richiesta notificata dal comune, il ritardato pagamento degli
oneri concessori dovuti per il rilascio della concessione
edilizia in sanatoria comporta l'applicazione delle sanzioni
amministrative previste dall'art. 50, lett. b) e c) della
legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71; il mancato
pagamento, decorso il termine di cui alla citata lettera c),
comporta altresì la riscossione coattiva e l'immediata
iscrizione a ruolo delle somme maggiorate con dette sanzioni.
All'iscrizione a ruolo di dette somme, oltrechè delle
eventuali spese di istruttoria e segreteria, consegue il
rilascio della concessione edilizia in sanatoria, da
effettuarsi anche a mezzo di recapito al domicilio
dell'istante. Gli oneri concessori dovuti, aventi importi
superiori a 2.500 (duemilacinquecento euro), riguardanti gli
oneri relativi al costo di costruzione e agli oneri di
urbanizzazione, ivi compreso quelli di urbanizzazione
pro-quota di cui al comma 6, possono essere corrisposti fino
ad un massimo di 6 rate semestrali di pari importo; in tal
caso, gli interessati fanno pervenire al comune, entro trenta
giorni dalla data di notifica dell'obbligo di pagamento, il
prospetto delle rate in scadenza, comprensive degli interessi
legali calcolati dalla data di pagamento della prima rata,
allegando l'attestazione del pagamento della prima rata
medesima.
6. Gli enti di tutela di cui ai commi 8 e 10
dell'articolo 23 della legge regionale 10 agosto 1985, n.37
devono rilasciare il proprio parere entro il termine,
perentorio di duecentosettanta giorni dalla data di
ricezione della richiesta ed entro il termine perentorio di
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge per le richieste già presentate agli enti
prima di tale data; decorsi tali termini il parere deve
intendersi favorevolmente reso. Il decorso di detti termini
può essere sospeso una sola volta dal responsabile del
procedimento per richiedere chiarimenti e integrazioni
esclusivamente agli interessati che hanno richiesto il
parere; la sospensione non può in nessun caso superare i
trenta giorni, trascorsi i quali il termine riprende a
decorrere.
7. Gli oneri di urbanizzazione ed il contributo sul costo
di costruzione relativo alle opere per le quali è stata
presentata istanza di condono edilizio ai sensi dell'art.39
della legge 23 dicembre 1994, n.724 e successive modifiche ed
integrazioni sono quelli vigenti alla data di entrata in
vigore della presente legge; per la detrazione delle somme
già versate, queste ultime vanno rese attuali. Per le istanze
di sanatoria presentate per le opere di cui all'articolo 31,
comma 1, della legge 28 febbraio 1985, n.47, il mancato
pagamento, in tutto o in parte, degli oneri di concessione
comporta l'applicazione degli interessi legali sulle somme
dovute.
8. In sostituzione della convenzione di cui all'articolo
35, comma 9, della legge 28 febbraio 1985, n.47, come
sostituito dall'articolo 26 della legge 10 agosto 1985, n.37,
gli oneri di urbanizzazione pro-quota sono determinati nella
misura del centocinquanta per cento degli oneri di
urbanizzazione dovuti per l'ottenimento della sanatoria
edilizia.
9. Il personale in servizio presso i comuni assunto per
le finalità di cui all'articolo 14 della legge regionale 15
maggio 1986, n.26 e successive modificazioni deve completare
l'esame delle pratiche di sanatoria edilizia e determinarsi
sulle stesse entro un anno dalla data di entrata in vigore
della presente legge.
10. Il primo e il secondo capoverso del comma 3
dell'articolo 5 della legge regionale 31 maggio 1994, n.17
sono così sostituiti:
'1. Il parere dell'autorità preposta alla gestione del
vincolo è richiesto, ai fini della concessione o
autorizzazione edilizia in sanatoria, solo nel caso in cui il
vincolo sia stato posto antecedentemente alla realizzazione
dell'opera abusiva.
2. L'autorità competente, nel rilasciare parere, può
dettare prescrizioni che comportino l'adeguamento del
progetto alle esigenze di tutela che hanno determinato
l'apposizione del vincolo.'
11. L'articolo 24 della legge regionale 24 luglio 1997,
n.25 è così sostituito:
'1. L'adeguamento degli oneri di urbanizzazione di cui
all'art.5 della legge 28 gennaio 1977, n.10 e del costo di
costruzione di cui all'articolo 6 della medesima legge
sostituito dall'articolo 7 della legge 24 dicembre 1993,
n.537, è determinato dai comuni entro il 30 ottobre di ogni
anno.
2. I comuni sono tenuti ad applicare gli oneri di
concessione aggiornati dall'1 gennaio dell'anno successivo.
Nelle more della determinazione dell'adeguamento degli oneri
di cui al presente articolo, le concessioni edilizie sono
rilasciate con salvezza del conguaglio degli oneri stessi".
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perchè ritengo che il Governo abbia dato all'articolo 16 un rilievo
eccessivo, infatti, ha motivato la possibilità - attraverso
l'applicazione di questo articolo - di introitare 140 milioni di
euro a sostegno dei comuni, pertanto, è uno degli articoli cardine
della manovra finanziaria.
Già nell'ambito della discussione generale avevo fatto notare
al Governo che l'articolo, così come è stato formulato, non coglie
nel modo più assoluto lo stato dell'arte che c'è in questo momento
nei comuni, perchè parte da un presupposto errato e arriva a delle
conclusioni errate. Il presupposto errato è che da parte dei comuni
ci sarebbe un ritardo nella procedura di approvazione delle licenze
di concessione di condono edilizio, e questo ritardo comporta il
fatto che non vengono rilasciate le concessioni e, conseguentemente,
non vengono pagati gli oneri concessori, le opere di
ristrutturazione e i costi di costruzione.
In realtà, onorevole Pagano - non so se lei ha fatto uno studio
in proposito - espongo adesso l'esperienza del comune più
significativa, della mia città, dove il fenomeno dell'abusivismo è
stato più esteso e più largo.
La situazione che intendo rappresentarle, è questa: il comune
ha esaminato le pratiche di sanatoria, la documentazione è
praticamente completa. Come tutti sanno la legge 47 prevedeva, fra
l'altro, che il comune doveva dichiarare l'ammissibilità di alcune
pratiche e la non ammissibilità di altre. Per esempio, le
concessioni edilizie che riguardavano l'abuso edilizio su aree
destinate dal piano regolatore generale a scuole o ospedali, non
potevano essere considerate ammissibili, tranne che il comune non
procedeva, obbligatoriamente, attraverso una variante.
Per tutto il resto, invece, i comuni dovevano dichiarare
l'ammissibilità alla sanatoria e scattava, quindi, una procedura -
dopo che i cittadini avevano pagato l'oblazione - che presupponeva
la presentazione di un progetto, cioè la richiesta di concessione, e
quindi un rapporto con il cittadino il quale doveva completare la
documentazione. A me risulta che gran parte della documentazione è
stata regolarmente presentata.
La questione è che molti cittadini, malgrado siano in presenza
di una condizione di vantaggio del pagamento delle opere di
urbanizzazione, non hanno ritirato la concessione perchè, rispetto
al momento in cui si è consumato l'abuso, il manufatto edilizio è
oggi di fatto fuori mercato. Chi ha costruito un primo, un secondo,
un terzo piano e qualche volta un quarto piano, ne ha completato
soltanto uno perchè gli altri tre sono fuori mercato.
Da parte del cittadino c'è la non volontà di ritirare la
concessione edilizia, e a nulla vale che nella norma si preveda la
possibilità di rateizzare, perchè questo è già previsto. Qualunque
amministratore sa che i comuni possono rateizzare le opere di
urbanizzazione in diversi periodi, averlo previsto nella norma non
accelera, non aiuta assolutamente, quindi, non presuppone una
condizione di vantaggio.
La questione principale che va affrontata - e il modo in cui il
Governo l'affronta è sbagliata - è creare le condizioni affinché i
manufatti edilizi incompleti dei medi e piccoli centri siciliani
possano essere - attraverso un intervento straordinario di recupero,
non sui manufatti ma sulle condizioni generali - resi "appetibili"
sul piano del mercato permettendo quindi ai cittadini di potere
attivare la proposta di pagamento delle concessioni.
La norma, così come é formulata, non porterà alcun introito
alla la Regione - fra l'altro la Regione non c'entra nulla perché
non percepisce somme derivanti dal pagamento concessorio che é
dovuto ai Comuni - e, in ogni caso, non produrrà neanche, da parte
dei Comuni, la possibilità di introitare risorse.
Onorevole Assessore, la previsione che è scritta nella norma, e
cioé che il Comune interviene coattivamente, non è una novità, lo
può fare già da adesso. Pertanto, le chiedo: come pensa che si possa
intervenire coattivamente nei confronti di migliaia e migliaia di
costruttori abusivi che, malgrado abbiano completato la procedura
approvativa del progetto, non abbiano inteso ritirare la concessione
edilizia?
E' una questione tanto importante che, affrontarla in modo
ragioneristico, é assolutamente sbagliato.Mi sono permesso di fare
alcune obiezioni, chiedendo al Governo di ritirare l'articolo 16, e
affrontare la questione in una visione di intervento urbanistico. In
quel contesto si potrebbe trovare il modo di recuperare i manufatti,
aumentando così la possibilità di entrare nel mercato e, quindi,
incentivare in qualche modo il pagamento degli oneri concessori e
delle opere di urbanizzazione. Il Governo, invece, ritiene di fare
una manovra che serva ad introitare risorse da dare ai Comuni; ma
questo presuppone, nel tempo, una riduzione dei trasferimenti ai
Comuni. Onorevole Assessore, con questo non voglio fare una
previsione pessimistica.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, siccome anche il Governo é
d'accordo potremmo, accogliendo la sua proposta, accantonare
momentaneamente gli articoli 16, 17 e 19 mentre la Presidenza si é
formata la convinzione che l'articolo 18 debba essere dichiarato
improponibile in modo tale da potere....
SPEZIALE Signor Presidente, sull'articolo 19 era maturato -
almeno così era stato comunicato dal Presidente dell'Assemblea - lo
stesso orientamento che lei ha testè manifestato sull'articolo 18.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, in questo momento la proposta
della Presidenza é di accantonare gli articoli 16, 17 e 19 e di
dichiarare improponibile l'articolo 18.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Presidenza ha
proposto l'accantonamento di una norma riportata nell'articolo 16
che, invece, é necessario affrontare ed approvare subito. Questa
norma non può essere frutto di nessuna mediazione perché serve a
chiudere due sanatorie edilizie: una del 1985, riferita ad abusi
prodotti fino al 1984, e l'altra del 1995 per abusi prodotti fino al
1994. Significa che stiamo arrivando a festeggiare i vent'anni
della sanatoria del 1985 e i dieci anni della sanatoria del 1995.
L'onorevole Speziale può fare tutte le lezioni di questo mondo sulle
sanatorie e sugli abusivi, visto che viene da un Comune governato
dalla sinistra dove l'abusivismo é imperante.
SPEZIALE Quando c'era l'abusivismo lo governava la destra
ACIERNO Mi rendo conto che c'é la necessità di garantire i
cittadini onesti che, prima di realizzare una costruzione, chiedono
le autorizzazioni nel rispetto della legge.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, dovremmo intervenire ...
ACIERNO Signor Presidente, sto intervenendo sulla proposta della
Presidenza che é quella di accantonare.
PRESIDENTE Quella della Presidenza, onorevole Acierno, non é una
proposta bensì una comunicazione.
ACIERNO Signor Presidente, se mi fa concludere l'intervento le
spiego perché dal mio punto di vista é una proposta.
Noi abbiamo la necessità di garantire la legalità anche per
evitare che, poi, intervenga giustamente l'onorevole Forgione a
ricordarci in ogni momento che noi vorremmo, a suo dire, essere il
simbolo dell'illegalità.
Chiudere le sanatorie significa mettere i cittadini onesti
nelle condizioni di pagare le tasse che derivano dalla proprietà di
un immobile; servono ai comuni a incassare le tasse che sono dovute
ai cittadini quando si edifica. Il Governo, anziché stare al
telefono, dovrebbe cercare di essere più presente rispetto ai
"dictat" che minuto dopo minuto arrivano in quest'Aula come se non
ci fosse più una maggioranza.
Signor Presidente, per quanto concerne l'articolo 18 - sempre
col massimo rispetto per le decisioni di questa Presidenza - non
credo ci sia più il tempo per dichiarare inammissibile un articolo
che è già all'esame dell'Aula perchè l'inammissibilità andava fatta
prima di esitare il testo per l'Aula, si sarebbe dovuto fare già in
sede di commissione. Poichè l'articolo 18 serve a garantire a degli
onesti cittadini che hanno acquistato delle case in regola con tutte
le norme vigenti, e soltanto una mano delinquenziale ha potuto
pensare di produrre gli effetti che in queste proprietà sono
intervenuti, questa Regione ha il dovere di tutelare i cittadini
onesti.
Pertanto, per quanto mi riguarda dichiarare oggi improponibile
un articolo che è nel testo licenziato per l'Aula della nostra
finanziaria, solo perchè viene richiesto in un accordo al di fuori
dell'Aula dai gruppi dell'opposizione, è mortificante per questa
maggioranza. E' veramente mortificante
PRESIDENTE Onorevole Acierno, l'improrogabilità è una decisione
della Presidenza che non attiene ad alcun tipo di mediazione e ad
alcun tipo di accordo dentro o fuori quest'Aula.
E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, che un dibattito
in Aula possa evidenziare ragioni in base alle quali un articolo
possa essere sottoposto ad ulteriori approfondimenti è plausibile ed
è legittimo, se al seguito di alcuni interventi - nella fattispecie
l'intervento dell'onorevole Speziale che sull'articolo 16 ha
evidenziato alcune incongruenze, dal suo punto di vista - si possa
ritenere di sottoporre l'articolo ad ulteriori approfondimenti, e si
possa decidere di accantonarlo. Questo fa parte sicuramente della
logica e delle regole dell'Aula.
La decisione, però, preventiva e pregiudiziale di accantonare
altri articoli, come il 17 e il 19 - specifico perchè mi riferisco
solo a questi due e non all'articolo 18 del quale parlerò subito
dopo - a me sembra, a noi della maggioranza sembra, io parlo a nome
del mio gruppo, ma avendo scambiato una opinione con i colleghi
capigruppo di tutta la maggioranza ritengo di potere rappresentare
una opinione concorde, a noi sembra che la decisione pregiudiziale
di accantonare articoli che non sono nemmeno stati sottoposti alla
discussione sia da correggere e da valutare in modo diverso.
Questi sono due articoli che la maggioranza ritiene
qualificanti e fondamentali nel tessuto e nell'impianto
dell'articolato della finanziaria, e non si ritiene che possano
essere così superficialmente e leggermente accantonati in modo
pregiudiziale e preventivo.
Diceva bene l'onorevole Acierno poc'anzi: l'articolo 17 è quasi
una norma manifesto che allinea la Sicilia ad una normativa
nazionale che la vedeva in ritardo di decenni rispetto a questa
materia e a queste indicazioni.
Per quanto riguarda l'articolo 19 abbiamo più volte, in tutte
le sedi, sottolineato che si tratta di una norma finalizzata ad un
incremento di entrate. Lo abbiamo detto anche in Commissione, signor
Presidente, mi sorregga o mi corregga se io dico cose sbagliate.
Quindi, a me pare che non si possa e non si debba,
pregiudizialmente, accantonare né l'articolo 17, né l'articolo 19.
Per quanto riguarda l'articolo 18, è vero che il Presidente
Fleres poc'anzi sottolineava che la decisione della Presidenza può,
in certi momenti, essere insindacabile e non ascrivibile ad altre
sedi se non alla decisione della Presidenza. Però, poichè c'è un
emendamento soppressivo che consente alla maggioranza concorde e
alla minoranza - ove la minoranza accedesse a questa ipotesi - di
sopprimerlo, l'emendamento soppressivo non costringe la Presidenza
ad entrare nel merito dell'ammissibilità o inammissibilità in quanto
trattasi di articolo che è stato già ammesso alla discussione in II
Commissione e portato in Aula. Dichiararlo inammissibile a
dibattito già inoltrato sembra essere una forzatura.
Non è necessario entrare nella forzatura perché c'è un
emendamento soppressivo che, mi pare di capire, concordemente l'Aula
vuole votare.
Quindi, utilizziamo l'emendamento soppressivo e sopprimiamo
l'articolo 18, ma sull'articolo 17 e l'articolo 19 preannunzio, da
parte del mio Gruppo, una posizione finalizzata a mantenerli, ad
alimentare il dibattito, per difenderli e sostenerli. Si tratta,
infatti, di due norme manifesto che, ove ce ne fosse bisogno, noi
dobbiamo ulteriormente illustrare come norme manifesto perché sono
delle norme di civiltà, delle norme che tendono ad allineare la
Sicilia ad una normativa nazionale e, quindi, a fare recuperare i
ritardi delle norme finalizzate ad incrementare le entrate.
Si tratta di norme perfettamente congeniali con quello che la
legge prescrive debbano essere i contenuti qualificanti della
finanziaria e, quindi, pregiudizialmente accantonarle sembra essere
la conseguenza - come diceva il collega che mi ha preceduto - di una
mediazione intervenuta non si sa dove, non si sa perché, non si sa
come, del cui inizio noi non abbiamo avuto contezza e della cui
fine, cosa più grave, non abbiamo avuto contezza, per cui è cosa che
non ci riguarda.
Ci riguarda, invece, sostenere ciò che la maggioranza ha
portato prima in Giunta, poi in Commissione e poi in Aula, perché
sono le norme della nostra buona amministrazione, del nostro buon
Governo.
PRESIDENTE La proposta della Presidenza riguardava soltanto il
fatto che tutte e tre le disposizioni, per le quali si suggeriva
l'accantonamento, riguardavano materia di natura urbanistica, quindi
per omogeneità di argomento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
avremmo bisogno, soprattutto in materia urbanistica, di un testo
organico che semplifichi tutta la normativa esistente, aiuti i
comuni nel governo e nella gestione del territorio, assicuri
trasparenza in rapporto anche alle normative sugli appalti e,
soprattutto, salvaguardi il territorio.
Invece, qui, noi troviamo interventi in materia di abusivismo
che di fatto operano uno scambio, monetizzano una illegalità. Tutto
viene fatto in nome di maggiori entrate, quando invece noi avremmo
bisogno di un altro tipo di normative, di un altro tipo di filosofia
che intervenga in materia urbanistica.
Per questo abbiamo detto e abbiamo chiesto in questi giorni, in
nessuna trattativa segreta e in nessuna mediazione, che su queste
materie sarebbe bene intervenire in modo organico e fuori dalla
legge finanziaria.
Il Governo lo ha fatto per la famiglia; il Governo ha accettato
questa impostazione per la legge sugli appalti. Qui interveniamo in
materia urbanistica e non si capisce perché non si debba fare una
finestra apposita per tutte quelle parti della legge finanziaria che
riguardano la normativa urbanistica.
ACIERNO Onorevole Forgione siamo noi che stabiliamo come si
fanno le cose
FORGIONE E infatti voi stabilite come vanno le cose E parlo di
quell'articolo 18 che lei ha citato, onorevole Acierno, che noi
vorremmo nominare e vorremmo qualificare. Mi dispiace che si chiama
articolo 18 ...
ACIERNO Si chiama sanatoria Orlando.
FORGIONE ... perché in questo caso io sono dell'avviso di
sopprimerlo mentre, come sapete, noi siamo per difendere ed
estendere un articolo 18 che è molto più importante, anche
attraverso un referendum. Ma in questo caso noi siamo per abolirlo.
CRACOLICI E' stato dichiarato improponibile.
FORGIONE Dato che si è parlato di mano delinquenziale che non
sana questi abusi...
ACIERNO Come sempre lei è informato male
FORGIONE No, lo ha detto lei mano delinquenziale La mano
delinquenziale è quella che ha costruito, attraverso l'impresa di
tale Michele Greco e della sorella Rosetta, lo scempio di Pizzo
Sella che è diventato il simbolo del rapporto tra cemento, mafia e
scempio del territorio in tutto il mondo e che, con questa norma
fatta ad hoc, qualcuno - e bisognerà capire chi, in quale
commissione, in quale settori del governo - proponeva di sanare.
Questa è la mano delinquenziale che noi oggi, con una decisione
saggia della Presidenza, vogliamo impedire.
ACIERNO Vada alla Procura della Repubblica a dire queste cose se
ne ha contezza
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché tanta
confusione quando il Regolamento recita, in termini sereni e
inoppugnabili che il Presidente dell'Assemblea può, come suo potere,
non discrezionale ma forte, rendere inammissibili qualsiasi articolo
prima di iniziarne la discussione?
Questo è il Regolamento. Poi c'è una volontà politica, la
volontà politica può estrinsecarsi come la si vuole.
Il Gruppo dell'UDC, prima ancora che il Presidente
dell'Assemblea avesse dichiarato improponibile l'articolo 18, aveva
già annunciato ufficialmente che era contro l'articolo 18.
Restiamo contro l'articolo 18 e voteremo contro qualsiasi
impostazione diversa da questa. Per cui il volerlo bocciare non
dipende dalla volontà del singolo deputato.
Lo scempio non si può difendere in Aula quando questo è stato
fatto, e me ne assumo interamente la responsabilità.
Io sono contrario al fatto che si possano accantonare o
rinviare gli articoli 17 e 19, per i quali noi diciamo che si può
andare avanti; questi hanno avuto il parere della Commissione e sono
entrambi ammissibili, e noi li voteremo.
Nessun accordo trasversale, anche se è stato annunciato da chi
è assente e tutti i poteri non aveva per annunciarlo. Gli articoli
17 e 19, nel momento stesso in cui lei, signor Presidente, ha detto
che non sono inammissibili, possono essere accantonati per una
migliore discussione, ma non possono essere che portati all'Aula per
la discussione e la votazione. Pertanto il Gruppo dell'UDC condivide
gli articoli 17 e 19 e ne auspica l'approvazione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in quest'Aula
abbiamo assistito spesso alla rivendicazione, giusta e sacrosanta,
da parte dei membri di questo Parlamento, della autonomia necessaria
ed indispensabile, richiamando appunto al Parlamento stesso e alle
istituzioni il compito di fare le leggi.
Appare, quindi, strana la situazione che si sta creando in
questo momento, cioè che c'è una parte dei deputati, rinunciando al
proprio compito di parlamentari, invocano da altri poteri,
l'eliminazione dal disegno di legge che stiamo esaminando di alcuni
articoli, a seconda che questi articoli vengano reputati convenevoli
o meno.
Rivendico al parlamento il ruolo e la funzione che al
parlamento appartengono e, per esso, a ciascuno dei singoli
componenti di questo Parlamento.
La finanziaria è arrivata in Aula con un giudizio di
ammissibilità, almeno per quanto riguarda il testo della finanziaria
stessa. E' giusto che su ogni articolo il Parlamento si possa
esprimere ed ogni parlamentare possa dire la sua, per dare poi la
possibilità a tutti di votare.
Ci sono articoli, come il 18, che hanno visto i parlamentari,
senza colore politico, impegnati in una discussione - ieri o l'altro
ieri non ricordo bene, e stamattina stessa, mi suggerisce
l'onorevole Cintola -, e i parlamentari di entrambi gli schieramenti
sono arrivati alla conclusione che quell'articolo, così come era
concepito, doveva essere per lo meno bocciato.
Peraltro, sugli altri articoli 16, 17 e 19, per i quali - a mio
modo di vedere, e parlo per Alleanza Nazionale -, inopinatamente, è
stato annunciato un accantonamento, ritengo che, essendo stati
ammessi alla discussione, debbano essere discussi. Sono articoli
che rappresentano - nella gran parte di ciò che poi vogliono
proporre - delle possibilità di snellimento e delle possibilità di
nuove entrate. Pertanto, il Parlamento li affronti, li corregga, se
vuole, ma non può esimersi dal discuterli.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, voglio ringraziare i colleghi che
si sono accorti del tentativo, perpetrato attraverso la finanziaria,
di introdurre una norma molto grave, ma mi assumo anche la
responsabilità di dire 'assolutamente ininfluente' rispetto agli
effetti che voleva produrre. Vorrei, infatti, ricordare ai colleghi
che le eventuali concessioni o autorizzazioni con cui sono stati
edificati alcuni immobili sulla base di quella norma, risalente
all'articolo 18, sono state revocate, a seguito di procedimenti
penali, che non possono essere certamente sanati con una legge della
Regione, o a seguito di lottizzazioni abusive, che non sono
sanabili.
Quindi, mi permetto di dire anche agli autori o agli ispiratori
di quelle norme che, probabilmente, volevano mandare un messaggio ma
più di messaggio non poteva che trattarsi. Però, ritengo grave
quello che sta avvenendo e ringrazio anche la Presidenza, non solo
nell'aver dichiarato improponibile l'articolo 18, ma nell'avere, in
questo momento, preso atto della necessità di accantonare l'insieme
di norme che, per la natura che esse hanno, si presentano alquanto
estranee alla manovra finanziaria, trattandosi, come ha testé detto
il Presidente dell'Assemblea, onorevole Fleres, di materia omogenea
in quanto materia urbanistica.
E, allora, vorremmo ricordare alla Presidenza ed ai colleghi
parlamentari che c'è una norma che regola la finanziaria della
Regione: ciò che, in qualche modo, è compatibile con la manovra di
bilancio e le norme che hanno una ricaduta sul bilancio della
Regione.
Altra cosa è il tentativo, assai inedito, che si vorrebbe, in
nome di una giustificazione finanziaria, introdurre come una sorta
di "pizzo" che viene richiesto ai comuni su competenze che sono
esclusive dei comuni; mi riferisco, in particolare, alla vicenda
dell'articolo 17, che prevede un obolo sugli oneri di urbanizzazione
primaria e secondaria, che sono oneri che vanno alle casse dei
comuni, un obolo del 20 per cento che viene riversato alla Regione:
questo si chiama pizzo.
Ecco, signor Presidente, perché ritengo saggia la sua decisione
di accantonare e di avere elementi di approfondimento e di riportare
l'intero insieme delle norme oggetto di questa querelle ad una
verifica sulla compatibilità con la manovra finanziaria stessa.
Ringrazio i colleghi che, accortisi del tentativo che si stava
perpetrando attraverso la finanziaria, hanno voluto, anche con la
loro testimonianza, dopo la dichiarazione d'improponibilità,
dichiarare la fermezza e la decisione che in quest'Aula ci possiamo
dividere su tutto ma evitiamo di dividerci sulle porcherie, che
hanno segnato la vergogna di questa Regione e di questa città come è
stato, appunto, Pizzo Sella.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
bisognerebbe cercare di ricondurre ad un percorso di praticabilità
d'Aula gli interventi di ognuno di noi. Nei casi in cui si
presentano dei bivi, molto probabilmente qualsiasi tipo di
esperienza serve ad ognuno di noi, anche l'esperienza di letture.
Noi crediamo che la decisione della Presidenza di accantonare,
non di non trattare, questo ancora è in animo, l'accantonamento
l'abbiamo tante volte praticato...
CINTOLA Lo può proporre; sulla inammissibilità sì, ma
sull'accantonamento deve chiedere il voto.
ORTISI Onorevole Cintola, cerchi di realizzare un compromesso
tra quanto in una riunione, non da 'inciucio', né parallela, ma
ufficiale, nella stanza del Presidente, alla presenza del Governo, è
stato preconizzato e quanto sta avvenendo per ribellione a
quell'accordo da parte dei banchi della maggioranza.
Signor Presidente, esiste un libretto aureo in circolazione che
risale al 1641. E' di Torquato Accetto e s'intitola "Della
dissimulazione onesta". Può sembrare un ossimoro ma non lo è;
suggerisce percorsi come quello che noi condividiamo che lei sta
praticando nei momenti di grande difficoltà: si dissimula - e la
dissimulazione è un peccato - ma lo si fa per raggiungere obiettivi
onesti, positivi, propositivi, in questo caso.
Allora, praticare quanto la Presidenza sta suggerendo è un
elemento di condivisione possibile fra quanto si è non dico deciso,
ma concordato fra la Presidenza, il Governo e i gruppi di
opposizione, in ordine all'articolo 19, da non trattare, in ordine
all'articolo 18, da sopprimere, in ordine all'articolo 17, da
approfondire da parte del Governo per darci una risposta e ad altri
articoli dei quali la Presidenza darà contezza, e quello che ho
capito un ribellismo - mi consenta onorevole Leontini - un po'
estemporaneo di questa sera.
Ciò avviene, peraltro, a ventiquattro ore dal rimprovero che
l'onorevole Leontini, ingiustamente - credo - fece ieri sera a noi
in ordine ad una pretesa opposizione o un preteso rimprovero alla
conduzione della Presidenza Fleres. Noi ieri sera chiedevamo
soltanto di non correre troppo.
LEONTINI Lei sa che l'onorevole Fleres non c'entra niente
ORTISI Adesso, onorevole Leontini, se il Governo, rappresentato
fra l'altro dall'assessore per il bilancio (che è anche del suo
partito), ha preso un accordo di praticabilità d'Aula e voi navigate
a vista, non potete scaricare le responsabilità sull'opposizione o
sull'Aula
LEONTINI Ma quale accordo? Con chi l'ha fatto questo accordo?
ORTISI L'accordo è quello del suo assessore Pagano, preso in
nome del Governo e non in una stanza di compensazione in cui altri
sono abituati a riunirsi, ma in una stanza ufficiale, quale quella
del Presidente.
La strada del presidente Fleres credo che cerchi di far
combaciare, con avvedutezza, le due posizioni, l'una ufficiale e
l'altra estemporanea che - ripeto - potrebbero stimolarci a fare
affermazioni che ci riserviamo in un'altra sede. Non ci siamo
abituati in ordine allo scollamento totale di questa maggioranza e
del collegamento di questa maggioranza tra i singoli pezzi, tra i
singoli deputati della maggioranza medesima col Governo che la
rappresenta.
Allora, pratichiamo con un po' di buon senso, su cui ci eravamo
avviati prima dell'intervento dell'onorevole Acierno, quello che
stavamo realizzando in Aula e che era conducente in ordine alla
realizzazione di un percorso condiviso che presto dovrebbe portarci
a completare i lavori sulla finanziaria.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, gli articoli 17, 18 e 19 sono
accomunati da una caratteristica, nel senso che sono norme
straordinariamente efficaci per la Regione, in termini di materia di
entrata, e, nello stesso tempo, rappresentano un passo importante
per la valorizzazione del territorio.
La materia, che si presenta estremamente articolata, visto il
dibattito che ha generato, crea le condizioni, in questo momento,
per poter affermare certamente che il Governo è contrario
all'articolo 18, al di là della sua giusta proposizione di
inammissibilità dello stesso articolo.
Quindi, da questo momento in poi, siamo dell'avviso che bisogna
assolutamente non trattarla più come testo, come materia del testo.
Mi si dirà che è stato oggetto di trattazione in Commissione,
però accade spesso che in Commissione il dibattito non sia
sufficientemente ampio e che poi, durante le settimane successive,
le giornate successive, si facciano degli approfondimenti - come è
nel nostro caso - che dimostrano inequivocabilmente che l'articolo
18, certamente, non può appartenere a questo testo di legge.
Per quanto riguarda l'articolo 17, diciamo sin da questo
momento, a scanso di equivoci, che è un testo fondamentale per il
Governo e su cui certamente non potremo andare che avanti rispetto
ad una trattazione complessiva che potrà coinvolgere tutti in
termini di dibattito, ma che non potrà vedere il Governo recedere su
nulla, giacché è considerata norma fondamentale e portante di
questa legge finanziaria; non foss'altro per le risorse finanziarie
che sarà in grado di generare, oltre ad una razionalizzazione e ad
una migliore utilizzazione del territorio.
Per quanto riguarda, quindi, l'organizzazione dei lavori che
oggi stiamo verificando, signor Presidente, se lei è d'accordo, a
parte l'articolo 18 sul quale siamo stati abbastanza chiari, quindi
su di esso non mi dilungherò più, chiederei l'accantonamento delle
materie oggetto di questa discussione per procedere celermente con
l'articolo 21; l'accantonamento non significa altro che ciò che ho
appena spiegato.
Se la proposta del Governo dovesse essere accettata, preferirei
che lei, signor Presidente, mi venisse dietro in questo senso.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, c'è una proposta del Governo di
accantonamento. Se non ci sono osservazioni, accantoniamo gli
articoli 16, 17 e 19.
CINTOLA Chiedo di parlare per sulla proposta del Governo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
il Governo non abbia ascoltato fino in fondo gli interventi della
sua maggioranza: hanno parlato i Presidenti dei Gruppi parlamentari
dell'UDC, di Alleanza Nazionale, di Forza Italia e di Nuova Sicilia.
Abbiamo ritenuto di chiedere al Governo, e quindi
all'Assemblea, di votare gli articoli 17 e 19, ritenendo
inammissibile l'articolo 18 come la Presidenza ha il potere di fare.
Ma gli articoli 17 e 19 vanno questa sera approvati, onorevole
Assessore.
Posso dirle di più: facciamo il 17 e vediamo se per l'articolo
19 si può fare un accantonamento, così come può essere plausibile
perché ci sia il riconoscimento della volontà dell'Assemblea, della
sua maggioranza e del Governo che su quella maggioranza poggia le
sue sorti.
Però, dopo essersi pronunziati tre Capigruppo, dire che i
Capigruppo non servono più in quest'Aula è un fatto destabilizzante
- lo voglio dire al Governo - ed è un fatto grave che vorrei che
fosse anche, con questa proposta ulteriormente che sto producendo,
di dire al Governo sì all'accantonamento dell'articolo 19, siamo con
te, con l'articolo 18, perché il Governo non c'entra, viene dalla
Commissione, da un errore commesso dalla Commissione, dal quale non
mi sottraggo; però facciamo l'articolo 17 per dare corpo e ragione
al fatto che un Governo l'ha proposto, una Commissione l'ha
approvato, la Commissione per il bilancio e le finanze l'ha
controapprovato, l'Aula - vivaddio - lo discuta e veda se può
deliberarlo e deciderlo questa sera.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ci sono opinioni contrastanti.
C'è una proposta del Governo di accantonamento degli articoli 16, 17
e 19. Ho l'obbligo di fare parlare un deputato a favore ed uno
contro rispetto alla proposta di accantonamento che non raccoglie la
condivisione.
L'onorevole Cintola fa propria la proposta di accantonamento.
SPEZIALE Chiedo di parlare sulla proposta di accantonamento.
SPEZIALE Signor Presidente, vorrei ricordare ai colleghi, ai
quali spesso sfugge il corso dei lavori, che mentre stavo parlando
sull'articolo 16, lei mi ha interrotto dicendomi che stavo ponendo
delle questioni che vanno approfondite e quindi gli articoli 16, 17
e 19 vengono accantonati. Era un modo, da parte della Presidenza,
per dire di andare avanti con i lavori, con gli altri articoli, per
ritornare successivamente su questa materia dopo un approfondimento.
Mi sembrava ovvio, sapendo perfettamente che nel merito di
questi articoli c'era la mia assoluta contrarietà ma questo fa parte
della dialettica parlamentare. Sull'articolo 18 la Presidenza si è
pronunciata sulla improponibilità e nessun può sindacare
l'orientamento e il giudizio della Presidenza.
Poi si è aperta una discussione che ha fatto perdere un'ora di
tempo perché l'onorevole Acierno si era arrabbiato. Con tutto il
rispetto che posso avere, non possiamo andare dietro alle
arrabbiature di un singolo parlamentare che blocca i lavori del
Parlamento. Onorevole Acierno, quando lei si deve arrabbiare, lo
faccia fuori così noi possiamo andare avanti con i lavori
ACIERNO Vada lei fuori da questa Aula perché, per quello che
dice, lei non è degno di starci Impari l'educazione Io mi sono
sempre assunto le mie responsabilità a differenza sua
SPEZIALE Pertanto, signor Presidente, essendo stato concordato
un limite di orario e avendo perduto inutilmente un'ora in
chiacchiere inutili, noi siamo dell'avviso di accogliere la proposta
del Governo e di proseguire nei lavori della finanziaria.
LEONTINI Chiedo di parlare sulla proposta di accantonamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, dalle parole dell'onorevole Speziale
si evince la convinzione che i capigruppo dell'opposizione questa
sera ardano dal desiderio di praticare una sorta di "golpe
istituzionale" e di infliggere una ferita alle regole del buon
comportamento nei rapporti tra la maggioranza e la minoranza, tra la
Presidenza e l'Aula, tra il Governo e l'Aula.
Si fa riferimento ad un supposto accordo che l'onorevole
Speziale invita tutti i colleghi a rispettare; proprio quando lui,
in altre sedi e in altre occasioni, ha indicato come unica
possibilità di fornire indicazione all'Aula quella che discende
dalla riunione istituzionale dei capigruppo; riunione che non è
ancora avvenuta, che sulle materie su cui stiamo parlando non è
intervenuta in queste ore e che, se per caso, in queste ore, su
sollecitazione dei capigruppo della opposizione, tale materia è
stata graziosamente affrontata in altri sedi, tutto questo non ha il
sapore della regola istituzionale e nemmeno la cogenza e la valenza
della regola istituzionale.
Ci saranno stati degli scambi di parere e di opinione che
sicuramente non comportano per l'Aula nessuna regola di
comportamento e nessun dovere.
In questo momento stiamo dibattendo della validità di alcune
norme che fanno parte dell'articolato della finanziaria; i
capigruppo della maggioranza hanno ribadito che tali norme ritengono
valide e tali da essere mantenute sottoposte a dibattito ed
approvate; hanno anche espresso in modo molto chiaro che
sull'articolo 18 c'è una volontà concorde di votare contro o,
comunque, alla fine, di condividere la indicazione che dalla
Presidenza ci perviene circa la inammissibilità. Ma, per quanto
riguarda l'articolo 17 e l'articolo 19, noi preventivamente e
pregiudizialmente non concordiamo sull'opportunità di accantonarli
perché si tratta di articoli che, quanto meno, essendo già passati
dalla commissione di merito e dalla seconda commissione meritano di
essere affrontati in Aula e discussi in Aula, poi in Aula dopo gli
interventi di coloro che vorranno in una direzione o nell'altra,
dire la loro opinione, potremo decidere di atteggiarci come
concorderemo di atteggiarci ma una decisione pregiudiziale che si fa
discendere da quella che l'onorevole Speziale chiama "un accordo"
per il quale ci invita al rispetto, mi pare che ci siano accordi in
separate sedi, fatti tra poche persone, che noi non riconosciamo,
non sappiamo a quali regole appartengano e che se vogliono essere da
oggi eretti a regole noi respingiamo in modo eloquente e definitivo.
Quindi, Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono del parere
che il contributo che il Governo ha dato con l'intervento
dell'onorevole assessore Pagano è sicuramente utile perché il
Governo, proprio a sconfessare quanto l'onorevole Speziale poc'anzi
diceva, attribuendo al Governo una supposta adesione alle richieste
che l'onorevole Speziale, in alcune sedi, avrebbe avanzato, il
Governo nella persona dell'onorevole Pagano ha sconfessato questo.
Infatti, è venuto qui a dire correttamente che ritiene l'articolo 17
una norma preziosa ed importante e la ritiene non solo ammissibile
ma tale da essere difesa, mantenuta e alla fine votata.
Sulla opportunità di accantonarla, perché poi ci saranno
divergenze ed opinioni diverse, decideremo dopo essere entrati nel
merito della norma. Quindi, apriamo il dibattito, ci confrontiamo
sul merito dell'articolo 17; il Governo ha confermato che è
favorevole, noi siamo favorevoli al mantenimento dell'articolo 17 e
siamo contrari al pregiudiziale accantonamento, quindi che vada
affrontato e poi decideremo se accantonarlo o meno, approfondirlo
oppure se non votarlo definitivamente.
PRESIDENTE Onorevole colleghi, pongo in votazione, con la
procedura prevista dall'articolo 128, comma 5, del Regolamento
interno, la proposta di accantonamento degli articoli 16, 17 e 19.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'accantonamento preme il pulsante verde; chi vota contro preme
il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Onorevole Cintola, visto che la sua scheda non funziona,
dichiari il suo voto a voce.
CINTOLA Il mio voto è contrario alla proposta.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti... 60
Maggioranza........... 31
Favorevoli............ 17
Contrari.............. 42
Astenuti.............. 1
Onorevoli colleghi, con il voto contrario dell'onorevole
Cintola il totale dei voti contrari è 43.
(Non è approvata)
Si riprende l'esame dell'articolo 16.
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli Giannopolo ed
altri, l'emendamento 16.2.1 al subemendamento 16.20.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo dovuto
presumere lo spirito, la filosofia dell'articolo 16 dal momento che
in Commissione ed anche in Aula non abbiamo avuto il privilegio di
avere illustrato il provvedimento dall'Assessore di riferimento che,
per me, non è l'assessore per il bilancio e le finanze, onorevole
Pagano- in quanto le finanze sono un effetto prodotto - quanto
l'Assessore per il territorio e l'ambiente. Abbiamo, quindi, dovuto
interpretare perché viene presentato ed inserito nella manovra
l'articolo 16.
Sono vere le cose che ha evidenziato l'onorevole Speziale nel
suo primo intervento nel merito dell'articolo 16 ma, purtroppo, non
ci sono solo quelle cose nel senso che, a distanza di quasi venti
anni e se consideriamo le leggi regionali - la numero 7 del 1980 e
la numero 78 del 1981 - il problema della definizione delle pratiche
di sanatoria regionale, nazionale e poi il condono con la legge
numero 724 del 1994 è un problema ancora aperto perché queste
pratiche non sono state definite.
L'aspetto evidenziato dall'onorevole Speziale è vero ma,
purtroppo, non é il solo poiché le pratiche sono da definire anche
per altri motivi: per motivi di interpretazione dei vari articolati
che hanno regolamentato le sanatorie; per motivi che hanno portato
alla dichiarazione di improcedibilità di alcune pratiche o di molte
pratiche proprio per questi problemi di interpretazione della norma
nazionale.
Non sono state definite molte pratiche anche perché è rimasto
non regolato il problema dei nulla osta che i vari enti di
riferimento competenti - mi riferisco a sovrintendenze e altri
organi - non hanno talvolta rilasciato o lo hanno fatto
condizionando in modo non sempre legittimo.
Il problema dunque è di più ampia natura. Bisognerebbe
affrontarlo guardandolo in tutte le sfaccettature e, per quello che
ho inteso io, era per questo che l'onorevole Speziale chiedeva
l'accantonamento, proprio per un approfondimento e una migliore
organicità dell'intervento stesso.
Tuttavia siamo adesso invece chiamati ad occuparcene per cui
ritengo che sia opportuno entrare nel merito.
Io, signor Presidente, l'ho fatto presentando una serie di
emendamenti e il mio intervento è volto proprio a spiegarne il
significato, ad illustrarli, però vorrei invitare il governo, il
Presidente, i colleghi a seguire proprio nello specifico, visto che
stiamo entrando nel merito, in quanto si tratta di emendamenti che
mirano a rendere applicabile, più scorrevole la lettura
dell'articolato proposto.
Quindi è inutile adesso entrare nel merito dei singoli
emendamenti perchè si illustrano da sè.
Per quanto riguarda il 16.12, poichè si fa riferimento alle
pratiche che scaturiscono dalla legge numero 47 dell'85 e dalla
legge numero 724 del '94, e - io aggiungo - quelle eventualmente
inevase che scaturiscono dalle precedenti leggi regionali: la
numero 7 dell'80 e la numero 70 dell'81, mi permetto di chiedere la
soppressione dell'ultimo periodo del comma 3 perchè mi pare proprio
pleonastico, non saprei come definirlo, mi pare una ripetizione
inutile, in quanto tutti sanno che cosa significa, qual è la valenza
giuridica di una perizia giurata, qui è sottolineato quasi a mò di
avvertimento; che cos' è? una minaccia, non capisco E poi,
onorevole assessore, c'è una calibratura diversa dei giorni da
assegnare per i diversi passaggi.
Concludo con l'ultimo emendamento: il 16.18 che amplia da 12 a
18 mesi il termine da assegnare al personale assunto proprio per
l'istruzione delle pratiche in sanatoria e, con la legge numero 26,
appunto, da dodici mesi, che mi sembra un termine un pochino
stretto, si passa a 18 mesi (un anno e mezzo) che almeno consente
forse più agevolmente di andare a riprendere queste pratiche e di
vederle definite, per quello che è possibile, per quello che non
viene intercettato dalle altre problematiche cui ho fatto
riferimento all'inizio.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per illustrare l'emendamento 16.20 che stabilisce di autorizzare le
soprintendenze ai beni culturali e ambientali a potersi avvalere
prioritariamente di personale appartenente al bacino LSU in possesso
di requisiti tecnici per l'esame delle pratiche di sanatoria.
L'emendamento nasce nella consapevolezza di dovere affrontare
un caso particolare, quello della sovrintendenza di Palermo, dove
esiste una situazione di emergenza.
Ci sono pratiche, progetti, non solo quelli di sanatoria ma
anche progetti normali, di normale richiesta di parere per ottenere
la concessione edilizia, che non vengono esitati da più di un anno,
da più di un anno e mezzo, a volte anche da due anni, per non
parlare delle sanatorie che sono ferme, bloccate, da due, tre,
quattro anni e a volte anche di più.
Ora, io prego vivamente il Governo di prendere in
considerazione, non solo sul piano legislativo ma anche sul piano
amministrativo, questa situazione che si è venuta a determinare a
Palermo che deriva fondamentalmente dal fatto che ci troviamo con
una sovrintendenza a malapena con 17 funzionari; 17 funzionari che
devono gestire oltre 80 comuni, e quasi il 60 per cento del
territorio della provincia di Palermo su cui insiste il vincolo
paesaggistico.
Quindi il problema serve, intanto, a mettere in condizione, a
legislazione invariata, di affrontare il problema dell'emergenza.
Però io colgo l'occasione, a proposito di sovrintendenza, per fare
rilevare una contraddizione, a mio avviso grave, presente nel corpo
dell'articolo 16 che riguarda sempre i pareri degli enti di tutela.
Al comma 2, lo faccio rilevare perché penso che si dovrebbe
porre rimedio, viene detto che la perizia giurata deve contenere
anche l' esplicitazione dei termini entro cui è stata presentata,
per il previsto parere dell'ente di tutela, la richiesta che viene
avanzata.
Il Comune, a sua volta, si deve pronunciare entro novanta
giorni, trascorsi i quali interviene il silenzio-assenso.
Poi, nel comma 6 diciamo che gli enti di tutela si devono
pronunciare, previo silenzio-assenso, entro centottanta giorni e poi
ci sono due termini: entro duecentosessanta giorni dalla data di
ricezione della richiesta ed entro il termine perentorio di
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
Primo caso: o c'è il silenzio-assenso con la sovrintendenza,
per esempio, che scatta dopo centottanta giorni o duecentosessanta
giorni, ed è un termine prevalente rispetto anche a quello del
Comune, che è di novanta giorni.
Quindi i due riferimenti temporali non possono che camminare
insieme; non ci può essere un silenzio-assenso entro novanta giorni
per la concessione in sanatoria da parte del Comune e il
silenzio-assenso che scatta per la sovrintendenza dopo
duecentosessanta giorni, a meno che non consideriate come già
assentite tutte le pratiche per le quali il parere è stato chiesto
agli enti di tutela tre anni fa, due anni fa, quattro anni fa.
Perché se l'interpretazione del comma 6 è quella per cui bisogna
considerare assentito già il parere, noi stiamo scrivendo, per le
pratiche che sono state presentate, che già è scattato il
silenzio-assenso.
Questa contraddizione rischia di mettere a repentaglio tutto
l'articolo ed anche la stessa procedura che qui si vuole agevolare,
fermo restando che allo stato attuale a me non risulta che per
opere - per tutte le opere soggette agli enti di tutela, soprattutto
quelli che si pronunciano in tema ambientale, e quindi per esempio,
la forestale e la sovrintendenza - non mi risulta - dicevo - che sia
stato ancora acclarato il principio costituzionale del
silenzio-assenso, perché fino a qualche anno fa ancora il
silenzio-assenso, in materia ambientale, era un principio vietato
dalla Costituzione.
Mi ero permesso di presentare un altro emendamento, fra quelli
aggiuntivi, dove il problema di semplificare le procedure in
attuazione del decreto legislativo numero 490 è posto in termini
più seri.
Inviterei il governo a riconsiderarlo, per cui
l'accantonamento, in questo caso, sarebbe davvero provvidenziale per
i motivi già esposti e per le aggiunte finali.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
fare rilevare, nello spirito di una discussione generale
sull'articolo, che il cuore di questo provvedimento sta nel
sostituire all'integrazione documentale, qualora mancante, una
perizia giurata e, naturalmente, consentire, a valle di tale
adempimento che si richiede al privato, un'accelerazione dei termini
per il rilascio della concessione edilizia in sanatoria.
Non siamo contrari all'individuazione di meccanismi che possano
chiudere questa partita, salvo naturalmente un approfondimento che
facilmente farebbe venire alla luce le contraddizioni o le
manchevolezze già illustrate da altri colleghi, però mi soffermo
solo sulla natura della perizia giurata.
Non capisco quale miglioria possa apportare il sostituire una
documentazione, che per legge è prevista e che il cittadino non ha
alcuna difficoltà a produrre, perché fare al cittadino questo
sconto dopo tanti anni, evitandogli di produrre documenti tecnici
previsti dalla legge e che non ha fino ad ora prodotto, dal momento
che gli stiamo consentendo, attraverso un'accelerazione delle
procedure, di avviare a soluzione un provvedimento che è sospeso da
tempo.
Potremmo evitare il ricorso alla perizia giurata consentendo al
cittadino, entro un termine a questo punto accelerato, di integrare
i documenti anche quando questi non fossero stati richiesti dai
comuni. Il punto è questo, noi stiamo individuando fattispecie
nelle quali il comune non ha richiesto l'integrazione documentale,
il cittadino in attesa di concessione edilizia in sanatoria ha fermo
l'iter e vuole riavviarlo per propria iniziativa presentando,
secondo la proposta di legge, una perizia giurata.
Noi potremmo ben dire che il cittadino deve presentare quello
che per legge è già previsto, quindi l'integrazione documentale
corretta.
Perché dico questo? Non soltanto perché non si capirebbe per
quale motivo dobbiamo evitare quello che la norma ordinaria già
prevede, e cioè la presentazione di quei documenti tecnici necessari
all'esame della pratica, ma anche perché, attraverso le perizie
giurate, introduciamo elementi di difficilissimo controllo, in
quanto se una perizia è giurata, ed è una perizia extragiudiziale,
diventa difficile poi da parte degli uffici esercitare un compito di
controllo su un atto che il tecnico, abilitato professionalmente, va
a giurare in Tribunale.
Difficile nella sostanza perché c'è già un'assunzione di
responsabilità piena nei confronti di quest'atto e poniamo agli
uffici tecnici l'obbligo del controllo che non è solamente, a questo
punto, un controllo amministrativo, ma, ove se ne riscontrasse
l'insufficienza, avrebbe evidenti conseguenze penali.
Tanto che nella Commissione di merito si era, in maniera
empirica, saltato il problema, dicendo che, qualora gli uffici
avessero intravisto delle incompletezze o degli errori, avrebbero
potuto arrestare il procedimento. E, invece, in Commissione
Bilancio questo era diventato un obbligo. Si faceva, cioè, carico a
tutti gli uffici di verificare, uno per uno, il contenuto delle
perizie giurate che - ripeto - in quanto perizie giurate, hanno già
uno status ben definito, ed entrare nel merito delle stesse.
Secondo me, da questo non si esce. Bisogna essere chiari: o il
Governo o il Parlamento affida alle perizie giurate la completezza
della documentazione integrativa che manca, e quindi un tout court
che le sostituisce, oppure, se la perizia giurata deve essere, a sua
volta, oggetto di esame e di indagine, ne vanifichiamo il senso
stesso.
Ma capisco che risolvere tale problema, entro i termini di una
perizia giurata, è effettivamente difficile. E' contraddittorio.
Ecco perchè torno alla proposta con la quale ho aperto questo
intervento: perchè non rinunciare all'idea che la perizia giurata
sia taumaturgica, che possa risolverci i problemi, quando invece si
vede che questi problemi li amplifica e li rimanda poi sulla sedia
degli uffici tecnici, che sono quelli che vorremmo sgravare del
compito che non sono stati capaci di svolgere fino ad ora?
E non invece, ordinare semplicemente che accelerino le
procedure per la presentazione della normale integrazione
documentale, e questa poi possa dare corso all'avvio del
procedimento di sanatoria e la chiusura delle stesse così come è
nelle intenzioni di questo articolo di legge?
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli Granata e Stancanelli per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, i congedi sono accordati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 553/A
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere una
sensazione che ho avvertito, durante il dibattito, non solo
relativamente all'articolo 16, per la verità, ma anche alle
refluenze o comunque alle connessioni con gli articoli 17 e 19.
Non si tratta del merito, che poi dirò subito dopo se è
convincente o meno o se comunque individua quali siano le reali
questioni che abbiamo dinnanzi, la sensazione che ho è che questa
sera la maggioranza - mi rivolgo soprattutto a lei, signor
Presidente - non ha per niente gradito che l'opposizione incontrasse
la Presidenza stessa per vedere come procedere, soprattutto,
nell'interesse complessivo della funzionalità o di come raggiungere
un livello ottimale di lavoro.
C'è da parte della maggioranza un voler dimostrare di essere
tale. Non è, dunque, possibile discutere, confrontarsi, stabilire
percorsi, stabilire anche un 'calendario dei lavori' che possa
rispondere anche ad una logica più armoniosa e più funzionale.
FORMICA I percorsi fuori dall'Aula o in Aula?
ODDO Si intravedeva, per la verità, onorevole Formica. Il
Presidente Fleres, interpellato in Aula, ad una prima richiesta ha
risposto che non c'era alcuna riunione in corso, alla seconda ha
risposto che tale riunione si stava svolgendo.
Comunque sempre dentro l'Aula, onorevole Formica, mai fuori
dall'Aula. Non so le pratiche che lei, eventualmente, preferisce, da
sempre dentro l'Aula, ma è una mia sensazione, onorevole Formica,
non volevo suscitare in lei questa reazione.
La mia sensazione è che si stia parlando d'altro, che non si
stia parlando del reale contenuto dell'articolo 16 e se l'articolo
16, così com'è strutturato, affronti la questione e indichi una
soluzione.
Si sta parlando d'altro, si sta contestando alla Presidenza,
che comunque ha svolto un incontro con l'opposizione per verificare,
anche dal punto di vista dell'opposizione - mi pare un concetto
democratico, forse molti non lo gradiscono, opinione rispettabile -,
ma si sta contestando alla Presidenza la validità, l'efficacia,
l'aspetto legato anche a questo incontro per vedere in che misura si
potesse procedere in maniera più o meno armoniosa.
Andiamo al merito. Io ho la sensazione che tutti noi siamo
accomunati nel perseguimento di obiettivi che potrebbero essere
raggiunti; ci accomuna il fatto che tutti siamo convinti che non sia
più possibile, dopo un ventennio, continuare a parlare di chiudere
una partita, in parte tutta siciliana, abbastanza complessa e
difficile, relativa alle numerose pratiche di sanatoria edilizia
giacenti ancora nei vari comuni.
Mi pongo, e pongo al Governo, una domanda: disponiamo, dispone
il Governo della Regione di un monitoraggio effettivo dello stato
complessivo delle pratiche su cui dovremmo trovare una soluzione per
la definizione più o meno ottimale?
Credo di no o, comunque, potremmo invece parlare di un
monitoraggio effettivo che indica quali sono le reali difficoltà
derivanti dal fatto che gli interessati non hanno possibilmente
pagato ciò che si chiama oblazione per intero, che gli interessati
non sono stati ancora oggi messi nelle condizioni, anche per loro
manchevolezze, di accedere, tramite il pagamento degli oneri
concessori, alle concessioni definitive e, quindi, cercare realmente
di chiudere una partita che ormai, fra leggi, leggine, interventi,
controinterventi e modifiche, ancora una volta segna il nostro
territorio in maniera assolutamente anomala.
A me sembra che l'articolato, così come è strutturato, non
risolva il problema; può risolvere un problema legato al cosiddetto
flusso delle entrate nel bilancio della Regione, può in parte essere
anche questo illusorio, però, se pensiamo che l'articolo, così come
è strutturato, porterà alle casse della Regione entrate, come poco
fa ha chiaramente manifestato l'Assessore per il bilancio, io credo
che ci stiamo, da questo punto di vista, illudendo, perchè i
meccanismi individuati nell'articolo 16 e quelli più o meno tendenti
a risolvere le questioni non potranno dare questi risultati.
Lo dicevo poco fa, e non voglio ripetermi, per le parti
relative ai cosiddetti "nulla osta" o comunque altri adempimenti da
parte delle varie soprintendenze e dei vari ispettorati forestali,
lo riprendeva, per la parte che riguarda le perizie tecniche
giurate, il collega De Benedictis, cioè mi pare che sostanzialmente
non abbiamo e non hanno trovato la maggioranza e il Governo una
soluzione vera, spendibile, a portata di mano in grado di poter
chiudere questa annosa questione e ci si illude, per giunta, che da
questo può, tutto sommato, derivare anche una maggiore entrata alle
casse della Regione.
E' grave tutto ciò perchè non ci si vuole rendere conto che,
rispetto a questa formula, dobbiamo individuare una possibile via
d'uscita.
La si può individuare puntando agli oneri concessori, vedendo
in che modo, senza creare disparità di trattamento, si possano
invogliare, si possano incentivare anche gli interessati e chiudere
la partita? E ovviamente rasenta anche limiti legati alla
incostituzionalità possibile? Perfetto E' comunque un quesito
serio a cui dovremo dare risposta.
Lo si può fare individuando comunque un sistema solo affidato
ai tempi nuovamente e cioè entro i centottanta e i novanta rispetto
ai vari adempimenti. Lo si fa mettendo il personale ex legge 26
nelle condizioni di dedicarsi nuovamente solo alle pratiche di
sanatoria? Mi pare sinceramente che non sono strumenti utili a
raggiungere l'obiettivo per chiudere una situazione ormai abbastanza
insopportabile, per certi versi.
Credo che varrebbe la pena riflettere seriamente, ma non tanto
per provare se c'è una maggioranza o meno. La maggioranza la si vede
all'atto in cui dopo una discussione ci si misura non solo con la
forza dei numeri - anche con la forza dei numeri, per carità - ma
lo si vede anche nell'aspetto propositivo dell'idea che funziona di
più, dell'ottimizzazione di quest'articolo 16.
Tale articolo 16, diciamocelo chiaramente, meriterebbe di
ritornare in Commissione per un approfondimento serio e per trovare
soluzioni invece assolutamente più efficaci rispetto a quelle
contenute nell'articolo stesso.
Non lo vogliamo fare? Vogliamo dire che questa sera con una
visione semplicemente ragionieristica, forse, ciò comporterà qualche
maggiore entrata per le casse della Regione. Per certi versi, c'è
da essere delusi, a dir poco Perché credo che ci siano i margini
per una discussione seria che individui tutto ciò che rientra nel
modo in cui ognuno di noi vive, fra opposizione e maggioranza,
l'impegno delicato ed importante della vita parlamentare. Credo che
invece potrebbe essere un momento di sintesi per individuare
assolutamente soluzioni più funzionali.
Se questo si vuole fare, bene. Se non si vuole fare, è ovvio
che i cittadini siciliani, ancora una volta e il Governo di questa
Regione devono prendere atto che c'è una maggioranza che va sulle
furie perché c'è un'opposizione che può discutere e incontrare la
Presidenza, dopo di che il merito ce lo siamo dimenticati, sappiamo
che forse passeranno ancora altri vent'anni e ancora una volta
parleremo di sanatoria, e ancora una volta parleremo di personale ex
legge numero 26.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale. Si passa
alla votazione dei singoli emendamenti.
CINTOLA Ma il Governo cosa dice rispetto alle cose che si sono
dette?
PRESIDENTE Il Governo, se ritiene di dovere parlare, alza la
mano e fa un cenno. Se non lo fa, si va avanti nei lavori.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Andiamo avanti.
PRESIDENTE Si passa alla votazione congiunta degli emendamenti
16.1, 16.8, 16.9 e 16.3 di identico contenuto, che prevedono la
soppressione dell'articolo 16.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Presidenza del vicepresidente Fleres
ORTISI Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE La richiesta è appoggiata dagli onorevoli Capodicasa,
Giannopolo, Barbagallo, Ortisi, Zago.
(Proteste dall'Aula)
RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Proclamo il risultato della verifica del numero
legale:
Presenti 50.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
CAPODICASA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur non
facendone una questione nello specifico, approfitto dell'occasione -
ed anche dell'incidente verbale - per richiamare un punto che a me
sembra delicato e che possa valere anche per il futuro.
L'onorevole Formica ritiene che la richiesta formulata
dall'onorevole Barbagallo, cioè quella di evitare o impedire che i
colleghi che si trovino fuori dall'Aula possano votare e concorrere
al numero legale, sia eccentrica
Invito l'onorevole Formica a prendere visione dei verbali della
seduta del Senato del 26 novembre scorso. Lo sto proprio esaminando
in questi giorni, leggendo un dibattito parlamentare svoltosi:
l'opposizione chiede la verifica del numero legale...
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Onorevole Capodicasa non le conviene citare il Regolamento del
Senato
FORMICA E' sufficiente trovarsi nel Palazzo
CAPODICASA Vorrei che l'onorevole Formica esaminasse questo
verbale. Ad un certo punto, l'opposizione chiede la verifica del
numero legale; il Presidente chiama i commessi e - usa questo
termine - "Dispongo la chiusura delle porte", quindi procede alla
votazione. L'espressione usata è precisa: "Dispongo la chiusura
delle porte", non piuttosto "dispongo che chi entra, poi alla
fine...": i commessi bloccano gli ingressi.
Mi pare del tutto evidente che fino a quando si tratta del
collega che si trova appena fuori a fumare, insomma, non possiamo
farne una questione; però, se il tempo che intercorre è tale che
trascorrono alcuni minuti per prendere i tesserini, consentendo poi
di venire tutti in massa - dopo che si sia stati nei corridoi a
bighellonare - mi pare davvero, del tutto evidente, che tutto ciò
alteri i normali lavori d'Aula.
Non ne faccio una questiona per quanto accaduto oggi Tuttavia,
volevo solamente sottolineare all'onorevole Formica che non ha
motivo di alzare la voce su questo punto; anche perché, e concludo,
in quest'Aula è stata sempre prassi che coloro i quali non fossero
presenti, anche se arrivano durante la votazione, il Presidente li
bloccava e non conteggiava il voto. Quindi è sempre stato così.
Considerato che siamo in una fase di "maglie larghe", per cui qui
può succedere di tutto, dagli orari ai procedimenti, alle prassi,
succede anche che lei ritiene di avere subito un torto
dall'onorevole Barbagallo; ma le assicuro che non ha ragione
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDO
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico è pervenuta richiesta di
congedo dal Gruppo di Forza Italia, per l'onorevole Cimino.
Non sorgendo osservazioni, il congedo s'intende accordato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente mi
risulta difficile, non dico capire, ma anche solo percepire, il
senso di quanto sta succedendo. Qui siamo, infatti, a un livello non
di razionalità - a cui appartiene l'ordine del capire - ma a livelli
un pò più bassi della razionalità, è per questo parlo di
"percepire".
LO CURTO E' il luogo dell'animalità e non della razionalità
ORTISI Onorevole Lo Curto, le farò dono di un libro che non è
tradotto in italiano, purtroppo, che è "La betise" di Andrè
Glucksmann: "La betise" è la stupidità al confine con l'animalità.
Non mi permetto di parlare di animalità perché in questo luogo
serio, che noi tutti consideriamo serio, credo che nessuno - in ogni
caso - possa impedire al singolo parlamentare di esercitare il suo
diritto di chiedere il numero legale ad ogni secondo, ad ogni
occasione: questo appartiene, infatti, agli strumenti parlamentari
che, a giorni o a periodi alterni, tutti possono utilizzare.
Però non capisco il senso del contendere perché sull'articolo
16 non c'era barricata da una parte o dall'altra. Sull'articolo 17,
l'assessore Pagano aveva chiesto soltanto di avere la possibilità di
quantificare le eventuali entrate per la Regione al fine di venire
incontro eventualmente alla richiesta dell'opposizione. L'articolo
18 era già fuori discussione e l'articolo 19 andava in appendice
all'articolo 17. Non capisco perché si sia creata tutta questa
bagarre che, a volte, sconfina anche in qualche incidente di
rapporti personali.
Se potessimo ricondurre all'ordine di buon senso della
possibilità di convivere nell'Aula, magari riannodando le fila del
discorso che è stato bruscamente interrotto, probabilmente, questo
farebbe bene a tutti.
Altrimenti come la maggioranza fa valere il numero (è una
scelta che appartiene a quel libro, secondo me) la minoranza ha il
diritto di far valere tutti gli strumenti che il Regolamento e anche
la prassi le consentono. Senza che ci sia per questo bisogno di
litigare Il mio primo intervento riprende da Poppea.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
16.1, 16.8, 16.9 e 16.3, in quanto di identico contenuto. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 16.2. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.10 e 16.11. Li pongo congiuntamente
in votazione in quanto di identico contenuto. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 16.12. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.13. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, sospendo la
seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.10, è ripresa alle ore 21.15)
La seduta é ripresa.
Si passa all'emendamento 16.6. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.14. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.15. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.19. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.21. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che é stato presentato dal Governo l'emendamento
16.22. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.7. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 16.17 e 16.16, di identico
contenuto. Li pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 16.20. Comunico che é stato
presentato dalla Commissione il subemendamento 16.20.1. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.20, così come
modificato. Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti seduto;
chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 16.5 Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 16.4. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 16.18. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, dichiaro il mio voto contrario a
questo articolo anche per una ragione tecnica: la dichiarazione sarà
inserita nel resoconto, poi vedremo se gli uffici saranno in grado
di risolvere il problema che sto ponendo.
Il comma due, signor Presidente, prevede che, attraverso la
perizia giurata - che deve contenere l'avvenuta richiesta agli enti
di vigilanza dei pareri - i comuni abbiano novanta giorni di tempo
per determinarsi, diversamente prevale il silenzio-assenso.
Con gli emendamenti ci sono poi modifiche dei termini.
Il comma 6 prevede che, fatta la richiesta agli enti di
vigilanza, essi hanno 270 giorni di tempo per esprimere il parere.
Quindi, il comune, entro 30 giorni, deve esprimere il parere,
ma - a sua volta - gli enti di vigilanza (i cui pareri sono
propedeutici ai fini del successivo parere del comune) hanno 270
giorni di tempo.
Pertanto, si determinerebbe la singolare condizione per cui i
pareri dei comuni saranno espressi col silenzio-assenso, pure in
assenza dei pareri degli enti di vigilanza
A me sembra che la motivazione fornitami dagli uffici non mi
pare che possa funzionare. Qualcuno diceva, che comunque si intende
che il tempo di attesa del parere dell'ente sottoposto a vigilanza,
determini una sorta di stand by da parte del Comune. Ma non è
scritto da nessuna parte
Se fosse così, il paradosso sarebbe tale che arriveremmo ad un
anno
Io credo che la norma che nasce per semplificare la procedura
di concessione, non solo non la semplifichi, ma 'incasina' la
Pubblica Amministrazione, determinando una situazione di paralisi da
parte degli uffici.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, usi un linguaggio più consono
ad un'Aula parlamentare.
CRACOLICI Signor Presidente, con il termine usato, non intendevo
offendere alcuno.
Credo piuttosto che l'Assemblea stia approvando una norma che
sarà destinata a non funzionare e a determinare una situazione di
imbarazzo negli uffici della Pubblica Amministrazione. E' per tale
ragione che esprimo il mio voto contrario.
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Giambrone, essendo presente
in Aula, non è più da considerarsi in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, il mio voto contrario è determinato
dall'argomentazione di carattere generale sulla quale non mi
soffermo in quanto già esplicitata da altri colleghi. Mi riferisco
alla contraddizione che temiamo non faccia funzionare la normativa;
per esempio, il comma 3 - in cui si parla di 270 giorni di tempo per
l'accoglimento - è in contrasto con il comma 9, laddove si prevede
un anno di tempo perché il personale in servizio presso i comuni
completi l'esame delle pratiche di sanatoria edilizia.
Inoltre, pensiamo che questo 150 per cento, sia deciso per
favorire una contraddizione interna alle intenzioni medesime del
Governo e della maggioranza che l'hanno proposto.
Quanto al termine utilizzato dal collega Cracolici, non lo
ripeto, signor Presidente, per rispetto nei suoi confronti e
dell'Aula. Tuttavia, voglio precisare che il termine si adopera,
correntemente, derivando dal greco agorà, che significa appunto
"piazza" e "casino".
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ciascuno risponde del linguaggio
che adopera.
Pongo in votazione l'articolo, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
"Norme per il contenimento del consumo
di nuovo territorio
1. La Regione promuove il recupero ai fini abitativi dei
sottotetti, delle pertinenze, dei locali accessori e dei
seminterrati degli edifici esistenti e regolarmente
realizzati alla data di approvazione della presente legge,
con l'obiettivo di contenere il consumo di nuovo territorio e
di favorire la messa in opera di interventi tecnologici per
il contenimento dei consumi energetici.
2. Negli edifici destinati in tutto o in parte a residenza
è consentito il recupero volumetrico a solo scopo
residenziale dei sottotetti, delle pertinenze, dei locali
accessori e dei seminterrati esistenti fatta eccezione delle
pertinenze relative ai parcheggi di cui all'articolo 18 della
legge 6 agosto 1967, n. 765, come integrato e modificato
dall'articolo 31 della legge regionale 26 maggio 1973, n. 21.
Il recupero volumetrico è consentito anche con la
realizzazione di nuovi solai o la sostituzione dei solai
esistenti.
3. Si definiscono come sottotetti i volumi sovrastanti
l'ultimo piano degli edifici ed i volumi compresi tra il
tetto esistente ed il soffitto dell'ultimo piano dei medesimi
edifici. Si definiscono pertinenze, locali accessori e
seminterrati, i volumi realizzati al servizio degli edifici,
anche se non computabili nella volumetria assentita degli
stessi.
4. Il recupero abitativo dei sottotetti, delle pertinenze
dei locali accessori e dei seminterrati è consentito, previa
concessione edilizia anche tacitamente assentita o denuncia
di inizio attività, attraverso interventi edilizi, purché
siano rispettate tutte le prescrizioni igienico- sanitarie
riguardanti le condizioni di abitabilità previste dai
regolamenti vigenti, salvo quanto disposto dal comma 7.
5. Il recupero abitativo dei sottotetti è consentito
purché sia assicurata per ogni singola unità immobiliare
l'altezza media ponderale di metri 2, calcolata dividendo il
volume della parte di sottotetto la cui altezza superi metri
1,50 per la superficie relativa.
6. Il recupero abitativo delle pertinenze, dei locali
accessori e dei seminterrati è consentito in deroga alle
norme vigenti e comunque per una altezza minima non inferiore
a m. 2,40.
7. Gli interventi edilizi finalizzati al recupero dei
sottotetti, delle pertinenze e dei locali accessori devono
avvenire senza alcuna modificazione delle altezze di colmo e
di gronda e delle linee di pendenza delle falde. Tale
recupero pur avvenire anche mediante la previsione di
apertura di finestre, lucernari e terrazzi esclusivamente per
assicurare l'osservanza dei requisiti di aeroilluminazione.
Per gli interventi da effettuare nelle zone territoriali
omogenee 'A' di cui all'articolo 2 del decreto ministeriale 2
aprile 1968, n. 1444, i comuni possono adottare apposita
regolamentazione in variante al vigente Regolamento edilizio
comunale entro il termine di novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, decorso il quale si
prescinde da tale regolamentazione. Per l'adozione di detta
variante è obbligatorio acquisire il parere della competente
Sovrintendenza a prescindere dal fatto che il centro storico
interessato risulti o meno sottoposto a vincolo paesistico;
il parere richiesto deve essere reso entro il termine
perentorio di novanta giorni, decorso il quale se ne
prescinde ove non reso. E' fatto salvo l'obbligo delle
autorizzazioni previste dal decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 490.
8. Il progetto di recupero ai fini abitativi deve essere
conforme alle prescrizioni tecniche in materia contenute nei
regolamenti vigenti, nonché alle norme nazionali e regionali
in materia di impianti tecnologici e di contenimento dei
consumi energetici.
9. Le opere assentite ai sensi del presente articolo
comportano la corresponsione degli oneri di urbanizzazione
primaria e secondaria nonché del contributo commisurato al
costo di costruzione, ai sensi degli articoli 5 e 6 della
legge 28 gennaio 1977, n. 10, calcolati secondo le tariffe
approvate e vigenti in ciascun comune per le opere di nuova
costruzione. La realizzazione delle opere è altresì
subordinata al versamento alla Regione di una somma pari al
20 per cento del valore dei locali oggetto di recupero
desumibile dal conseguente incremento della relativa rendita
catastale che deve risultare dalla perizia giurata allegata
alla denuncia di attività o presentata ai sensi dell'articolo
2, comma 7, della legge regionale 31 maggio 1994, n. 17, o
deve essere presentata dal richiedente all'atto del rilascio
della concessione edilizia da parte del responsabile del
procedimento dell'Ufficio tecnico comunale.'
10. Il recupero abitativo di cui al presente articolo è
consentito solo ove risultino compiutamente definiti i
prospetti dell'intero edificio e delle relative pertinenze."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè ed altri 17.1; dall'onorevole Capodicasa
17.10; dagli onorevoli Liotta ed altri 17.4, 17.5, 17.6, 17.8 e
17.7; dagli onorevoli Virzì ed altri 17.14, 17.15, 17.16, 17.17;
dall'onorevole Scoma 58.1; dall'onorevole Beninati 17.13;
dall'onorevole De Benedictis 17.11 e 17.12; dall'onorevole Fleres
17.2 e 17.3; dagli onorevoli Lo Curto ed altri 17.13.1.
Comunico altresì che sono stati presentati gli emendamenti dal
Governo 17.2R e dagli onorevoli Lo Curto ed altri 17.13.1.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
dilungarmi; c'è già stato, infatti, un dibattito sulla materia, per
certi aspetti anche incomprensibile essendo stato inteso che, da
parte nostra, dovesse esserci un atteggiamento ostruzionistico
rispetto agli argomenti. Invece, non condivido la norma, tuttavia
voglio soltanto soffermarmi su un punto che considero abbastanza
delicato.
Si tratta del comma 9 che stabilisce che, nel caso in cui i
Comuni rilascino concessione edilizia in sanatoria, rispetto ai
volumi tecnici aggiuntivi, la Regione deve prelevare un balzello
pari al 20 per cento.
Intervengo soltanto affinché risulti agli atti che la norma è
incostituzionale in quanto lede la potestà autonoma dei Comuni che,
in materia di rilasciodi concessioni, hanno poteri propri e quindi
non può intervenirsi per nessuna ragione, per il prelievo di risorse
ad essi destinate direttamente.
Fra l'altro, vi è un vincolo di destinazione fissato dalla
norma regionale, la legge n. 78 del 1971, che stabilisce che gli
oneri di urbanizzazione sono utilizzabili soltanto per realizzare
appunto opere di urbanizzazione nei comuni. Non possono, quindi,
essere prelevati da parte della Regione ed essendo, poi, la norma
fondata sul fatto che il Governo regionale intende prelevare delle
risorse, estrapolando la stessa - e non avendo più argomentazioni di
carattere finanziario - tutto l'impianto normativo dell'articolo 17
viene meno.
Pertanto, annuncio, ovviamente, un emendamento soppressivo al
comma 9; non sono d'accordo con l'impianto generale dell'articolato:
voglio soltanto evidenziare che su questo punto farò anche ricorso
formale al Commissario dello Stato...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, si tratta piuttosto di una
segnalazione.
SPEZIALE Farò una segnalazione. Lei converrà con me che il
contenuto del comma 9 dell'articolo 17 è assolutamente una norma di
carattere incostituzionale.
Fra l'altro, mi fa specie di ciò essendoci stasera presenti
molti sindaci che sanno perfettamente che questa è una norma lesiva
della loro autonomia (e in Sicilia di sindaci, del Polo, ce n'è
qualcuno in più rispetto ai sindaci del centro-sinistra).
Pertanto, signor Presidente, onorevoli colleghi, invito il
Governo a ritirare l'intero articolo o, comunque, a presentare un
emendamento soppressivo del comma 9 dell'articolo 17.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. L'articolo,
abbiamo detto poco fa, è fondamentale, è una pietra miliare di
questa finanziaria. Certamente, accettiamo il dibattito politico,
tuttavia non possiamo immaginare che si possa tornare indietro come
è stato più volte spiegato.
Circa l'osservazione fatta dall'onorevole Speziale, siamo
fortemente sorpresi. Evidentemente, il consulente legale di cui si
avvale lo sta portando ad una strada non certo positiva e non vado
oltre nel giudizio perché mi sembra esagerato.
Il comma 9 dell'articolo 17 recita testualmente: "Le opere
assentite ai sensi del presente articolo comportano la
corresponsione degli oneri di urbanizzazione primaria e
secondaria... secondo le disposizioni...".
Poi, a seguire recita: "La realizzazione delle opere è,
altresì, subordinata...": si tratta quindi di qualcosa di ultroneo
rispetto a quella che è una possibilità data alla Regione. Non si
capisce perché non sarebbe possibile poter incamerare delle risorse
finanziarie senza toglierle ai comuni. Non si capisce per quale
motivo possiamo fissare imposte sul metano, sul ticket sanitario e
non possiamo farlo anche in questo caso
FORGIONE Ma le sembra serio questo paragone?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sotto
quest'aspetto, senza scomodare giuristi, mi sembra di poter dire che
la norma è assolutamente costituzionale.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per farvi riflettere sul contenuto di questo articolo. Infatti,
prendendo atto del fatto che l'Assessore Pagano ha dichiarato che è
una pietra miliare dell'azione del governo Cuffaro, è bene
riflettere con particolare attenzione, visto che essa è messa ai
bordi di una strada e credo che questa strada ci porti a sbattere
fortemente.
La norma di sanatoria e di condono che viene inserita
nell'articolo 17, oltre a sollevare i dubbi di legittimità di
inserimento nel contesto della finanziaria perché viola le norme di
riferimento e la stessa cosa era per gli articoli 16, 18 e 19 su cui
abbiamo discusso, ritengo parta da un presupposto che se non è
condivisibile, quantomeno è giustificabile: la possibilità cioè di
cambiare la destinazione d'uso a dei locali, spesso sottotetti, che
sono collegati ad una unità abitativa, che di fatto sono utilizzati
per unità abitativa, ma non hanno la destinazione di unità
abitativa.
In questo senso la norma, in una parte, consente la possibilità
di regolare, di concedere l'abitabilità, il cambiamento di
destinazione d'uso con il pagamento di una somma. Quindi, si
sanerebbe, dal punto di vista legislativo, e dunque si
legalizzerebbe uno stato di fatto che già esiste.
Fino a qua nulla quaestio, perché ritengo che può non essere
condivisibile ma quanto meno è giustificabile il fine.
Il problema è che l'articolo, così come è stato concepito dalla
maggioranza, fa riferimento a tutta una serie di immobili per i
quali, così come è previsto dalle norme del codice civile e così
come la giurisprudenza e la dottrina ha nel corso degli anni
identificato partendo dall'articolo 817 del codice civile, si
consentirebbe la possibilità di cambiare la destinazione d'uso e,
quindi, di rendere abitabili i sottotetti, i seminterrati, le
pertinenze, gli accessori e i volumi tecnici di una unità
immobiliare.
Praticamente, a norma del codice civile e della elaborazione
dottrinale diventerebbero abitazione gli ascensori, i montacarichi,
le sale antincendio, le aree parcheggio, l'autorimessa, le cantine,
i posti auto, i ripostigli, gli ambienti di disimpegno e per finire
anche i servizi igienici.
Dico ciò partendo da un presupposto, che era quello che dicevo
prima, cioè la possibilità di sanare i sottotetti, di fatto, rende
la norma una norma che consente una fortissima speculazione
edilizia. Consentirebbe di sanare e di rendere abitabile la
qualsiasi cosa, con un di più: che quello che noi consentiremmo di
sanare, così come è stato previsto nella norma del 1996 che già
prevede un tipo di sanatoria di tale natura, gli immobili oggi ai
quali noi dovremmo consentire la possibilità di diventare abitabili,
non debbono essere legati all'unità abitativa principale, non devono
appartenere alla stessa area volumetrica, possono essere distinti e
distanti dall'unità principale e non vi è il vincolo che all'unità
principale, devono rimanere dopo che la destinazione d'uso venga
cambiata. Praticamente, può succedere che un soggetto sani un
garage, lo trasformi in un appartamento e, poi, si venda
quell'immobile come se fosse un appartamento. Così è, onorevole
Assessore
Così come è possibile cambiare la destinazione d'uso di un
locale che è stato adibito a stalla; essa diventa un appartamento e
poichè non è legata all'unità immobiliare originaria, è possibile
vendere quella stalla come se fosse un appartamento.
Così come può accadere che locali di sgombero, e sono di un
volume notevole, in complessi immobiliari grandissimi nelle nostre
coste, per usufruire del mare o della montagna, possono essere
trasformati, e di fatto molti già lo sono stati - ad esempio i
locali caldaia, i locali di sgombero - in piccoli appartamentini,
che adesso diventano legalmente abitabili e possono essere venduti.
In pratica, soggetti che hanno violato la legge, creato un
illegittimo arricchimento, si troveranno con l'approvazione di una
norma di questo genere ad avere una ricchezza incommensurabilmente
aumentata, senza che alcuno possa dire più niente, rendendo - vi
ricordo con la possibilità di questa norma - abitabile dai box
appartamento, ai posti auto, ai ripostigli, ai montacarichi, agli
ascensori, e chi più ne ha più ne metta
ACIERNO La Casa delle Libertà fa le case, appunto
RAITI La Casa delle Libertà permette di fare tutto quello che si
vuole a scapito dei più onesti
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
segnalare alcune questioni specifiche.
La prima - voglio essere sintetico - riguarda l'applicazione di
questa norma nei centri storici, dove i sottotetti sono spesso parte
dell'organismo storico esistente, e questa trasformazione dei
sottotetti in abitazione può comportare stravolgimenti non da poco,
nonostante che esista la possibilità della Sovrintendenza di
esprimere parere...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, consentite all'onorevole De
Benedictis di svolgere il suo intervento.
DE BENEDICITIS . Il problema è generale, perchè discutere di
queste norme in un Aula assolutamente distratta e disinteressata
alla questione, in mancanza dell'Assessore competente, perchè si
tratta di norme urbanistiche a tutti gli effetti e non di una norma
finanziaria, e, se anche l'Assessore non ti ascolta e nessuno ti
ascolta, capisco che è perfettamente inutile.
Dunque, proprio perchè è la pietra miliare di questa
finanziaria ci dà il significato di questa finanziaria, perchè se
una norma che consentirà di introdurre poche lire è considerata
'pietra miliare' questa la dice tutta sulle previsioni di entrata
della finanziaria al nostro esame.
E, tuttavia - ripeto - credo che occorra limitare, nel caso dei
centri storici, l'attuazione di questa norma al regolamento che
obbligatoriamente il Comune deve adottare, perchè se la norma si
applica comunque decorsi i novanta giorni di tempo che si danno ai
Comuni per attuare il regolamento - e noi sappiamo che non bastano
anni spesso per attuare un piano regolatore o un regolamento stesso,
e qui invece consentiamo che automaticamente vengano messi
nell'obbligo di consentire di rilasciare il cambio di destinazione
d' uso - noi possiamo, ripeto, limitatamente ai centri storici,
costituire un grande problema.
Segnalo, inoltre, all'Assessore che risulta assolutamente poco
chiara la definizione del comma 10, laddove si dice che comunque
l'applicazione della norma è consentita solo ove risultino
compiutamente definiti i prospetti dell'intero edificio. Per
"compiutamente definiti" non s'intende nulla, e ciò si presta ad
equivoci, se non ad applicazioni arbitrarie. "Compiutamente
definiti" è una dizione che ciascuno di noi può immaginare, dentro
di sè, che cosa vuol dire: o la scriviamo correttamente o combiniamo
un guaio
Inoltre - e questo è il senso dell'emendamento 17.12, e colgo
l'occasione per illustrarlo - credo che sarebbe contrario allo
spirito della legge stessa se queste destinazioni d'uso, recuperate
all'abitazione, poi venissero successivamente recuperate ad altro.
In questo momento si parla di locali tecnici o di spazi
residuali che, ai fini della legge, per il contenimento del consumo
del territorio potremmo consentire di divenire spazi abitati; ma
sarebbe un aggiramento delle norme se, a loro volta, poi
diventassero altro, come, ad esempio, negozi o attività per uso
commerciale e questo, se non lo scriviamo, è assolutamente
consentito. Mi sembra questo un motivo per cui l'Assessore dovrebbe
attenzionare il problema ed evitare che si proceda in questa
direzione.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, devo dire che considero questa, a
differenza dell'Assessore, la norma peggiore di tutta la
finanziaria.
Capisco che ci differenziano ragioni sostanziali nel nostro
impegno politico, ma devo dire che questa norma, secondo me, supera
ogni limite.
Lo ha già detto il collega Speziale, ma mi permetto di
specificarlo: così com'è non è una violazione dell'autonomia
impositiva dei Comuni, è il "pizzo" della Regione nei confronti dei
cittadini della Regione siciliana, con un meccanismo complesso per
cui questo 20 per cento si deve calcolare in base alla rivalutazione
catastale; per cui ci vorranno tecnici che devono fare, oltre la
perizia giurata di modifica delle volumetrie di un manufatto, tutti
gli adempimenti aritmetici per stabilire quanto devono pagare alla
Regione.
Ma, al di là di questo, che già la dice lunga, lo chiamo così
com'è: il "pizzo" che la Regione sta chiedendo ai cittadini in
cambio di una deregulation, soprattutto nei confronti dei centri
storici delle nostre città.
Io immagino il centro storico di Palermo, dove ci sono voluti
molti anni per avere strumenti urbanistici e strumenti edilizi che,
in qualche modo, disciplinassero una modalità d'intervento.
Bene, con questa norma, capisco che l'auditorio è abbastanza
preso dalla voglia e dalla fretta di votare, ma vorrei che fosse
chiaro cosa stiamo votando: stiamo votando una norma che permette ai
Comuni di modificare i regolamenti edilizi dei centri storici. Se
non lo fanno entro novanta giorni, ognuno potrà fare quello che
vuole E ognuno potrà fare quello che vuole anche qualora vengono
modificati i regolamenti edilizi da parte dei Comuni, ma la
sovrintendenza, entro novanta giorni, non dà il parere, per cui
scatta il silenzio-assenso.
Stiamo parlando, ad esempio, del più grande centro storico
d'Europa che è il centro storico del Comune di Palermo, che in
novanta giorni, per uno strumento che ci sono voluti quindici anni,
la Regione sta decidendo che tutte le regole che hanno disciplinato
fino ad oggi il centro storico di Palermo, non valgono più. Perché
si cambiano le volumetrie, si possono rifare i solai, si può
recuperare la volumetria, perché non si usano solo le volumetrie a
fini abitativi di ciò che c'è, puoi recuperare e, quindi,
trasferire.
Considero questa la norma più vergognosa contenuta nella
finanziaria al nostro esame, altro che pietra miliare
Se voi lo state facendo con l'intento finanziario del "pizzo"
del 20 per cento, vi chiedo di rendervi conto che, in nome della
monetizzazione con cui state gestendo il territorio, rischiate di
determinare uno scempio non solo per noi, ma anche per le future
generazioni.
La invito, onorevole Assessore, quanto meno a sospendere la
trattazione di quest'articolo, approfondirlo anche in sede tecnica,
valutarne tutti gli effetti, non solo finanziari, ma anche
politico-sociali nella nostra Regione, al fine di scegliere con
saggezza e con cautela rispetto agli atti che si producono in
quest'Assemblea.
E' un invito forte che mi sento di fare perché - ripeto -
questa la ritengo la norma peggiore che nei due anni in cui sono
parlamentare questa Regione abbia fatto.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, devo ammettere, anche se controvoglia, che la sinistra ha
un fondo di ragione nel non accettare la sua definizione di norma
importantissima e pietra miliare di quest'articolo 17, che in realtà
non è un granché.
In realtà, quest'articolo andava scritto, forse, meglio, nel
senso che non bisognava limitarsi ai sottotetti e agli scantinati,
ma bisognava introdurre finalmente anche in Sicilia quella regola
che in Europa vige da sempre in base alla quale all'interno dei
fabbricati e delle costruzioni le cosiddette norme conservative non
esistono.
Citerò soltanto un esempio, ma molto esplicativo. Nel 1990,
nella piazza Rossa di Mosca un intero fabbricato era stato
sventrato al suo interno, rimanendo in piedi solo il prospetto di
quel fabbricato e all'interno si stava realizzando un'intera
struttura in ferro cemento che avrebbe accolto quello che oggi è un
grande magazzino. Ciò in quella normale logica che l'estetica
esterna va sicuramente sempre salvaguardata e l'interno va anche
salvaguardato quando si tratta di edifici che sono assicurati da
vincoli storici, culturali, di patrimonio.
Ma quando ci si rivolge ai catoi dei centri storici, piuttosto
che ai normali fabbricati, è veramente vergognoso che bisogna
ristrutturare senza potere allargare o diminuire un vano all'interno
di una cubatura esistente. Per cui, questa è un inizio, chiamiamolo
una 'normetta'.
Mi auguro che questo Governo proceda nel cammino intrapreso,
anche perché - mi rifaccio a quanto detto dall'onorevole Cracolici
- il centro storico di Palermo non si è ancora potuto oggi risanare
proprio per quel maledetto vincolo conservativo che è stato
introdotto dall'Amministrazione Orlando e da un tecnico che
l'Amministrazione comunale di Bologna, quando era ancora retta dal
centrosinistra, aveva espulso dalla città per gli scempi che
quell'architetto aveva prodotto in quella città.
Ma ora mi rivolgo alla Presidenza perché ho sentito troppe
volte usare il termine "pizzo" al posto di tassa. Mi rifiuto di
continuare a stare in un'Aula dove il Presidente non interviene nel
censurare quei deputati che addebitano all'attività legislativa del
Governo e dell'Assemblea terminologie che non hanno nulla a che
vedere con quello che stiamo scrivendo.
PANARELLO E' una metafora
ACIERNO E' una metafora che mi fa schifo
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la parola "schifo" non è proprio
parlamentare. Dovrebbe precisarla.
Si passa agli emendamenti 17.1, 17.10, 17.4 di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
confermare il mio voto favorevole all'emendamento 17.1 che prevede
la soppressione dell'articolo 17.
Il mio voto favorevole scaturisce non solo dai ragionamenti che
ho fatto prima, ma voglio aggiungere un ulteriore ragionamento che
forse sfugge a molti dei colleghi di quest'Aula. Infatti,
consentendo, così come consentiremmo una volta approvata questa
norma, di rendere abitativi, abitabili tutti quegli immobili di cui
facevamo cenno prima, in particolare mi riferisco ai centri storici,
al centro storico di Palermo, ma non solo a quello di Palermo, anche
a quello di Messina, di Catania e quant'altro, stiamo commettendo
anche un attentato alla sicurezza dei nostri concittadini.
Abbiamo un patrimonio immobiliare che nei centri storici è
assolutamente depauperato, che in ogni caso consente la possibilità
di avere e di sostenere un certo numero di abitanti all'interno del
centro storico.
Con un'operazione di questo genere noi influiremmo sulla
struttura degli immobili perché aumenteremmo le superfici
calpestabili sulla loro possibilità di recepire anche dal punto di
vista igienico ed abitabile un aumento notevole di afflusso
abitativo.
Entreremmo in un percorso che procurerà solo danni, quando in
realtà abbiamo un patrimonio edilizio che non viene curato, abbiamo
una regione che è a forte rischio sismico e i terremoti di qualche
mese fa ci devono fare riflettere, anche quest'Aula è stata
lesionata dal terremoto e non abbiamo alcuna norma che stabilisce e
cerca di controllare o monitorare la sicurezza degli edifici (ho
presentato una legge sul fascicolo dei fabbricati, ma ancora questa
giace in Commissione), e non vi è alcun tipo di controllo sulla
possibilità di avere un patrimonio immobiliare controllato e
verificato costantemente. Poi, quando accadranno le disgrazie con i
morti, come spesso si è verificato e non solo in Sicilia, piangeremo
le lacrime di coccodrillo dopo aver pensato e non avendo riflettuto
che oggi stiamo approvando una norma che potrà consentire di creare
un eccesso di affluenza, un aumento delle condizioni di
inabitabilità del centro storico.
Quindi, oltre a non consentire - votando favorevolmente questo
emendamento e quindi la soppressione di questo articolo - alcuna
speculazione edilizia di soggetti economici forti e non di piccoli
proprietari, noi non aggraveremmo quanto meno la sicurezza degli
edifici, di coloro che oggi ci abitano e di coloro i quali
abiteranno successivamente. E vi ricordo che i centri storici in
Sicilia sono la maggior parte, per estensione calpestabile, del
patrimonio immobiliare abitabile che oggi noi abbiamo.
Se pensate di assumervi una responsabilità di questo genere
approvando una norma di tal fatta solo per raccogliere qualche
quattrino, credo che ci siano altri modi più seri e forse
deontologicamente più corretti per consentire di fare una manovra un
po' più seria.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, voterò contro
questa norma che si vuole introdurre in quanto a mio avviso non ha
testa né coda sotto il profilo urbanistico.
Se, in effetti, le cose che hanno un senso debbono avere un
principio fondamentale dell'argomento di cui si vuole trattare,
giustamente i colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto una serie
di osservazioni sia tecniche che sotto il profilo urbanistico e
politico al contempo, hanno estremamente ragione. Il fatto è che
qui non si vuole assolutamente ragionare su una norma che non ha un
fondamento urbanistico vero e proprio, c'è invece l'assalto al
territorio.
Capisco che posso essere un po' pesante, però noi - la Regione,
l'Assemblea e noi tutti che votiamo - potremmo essere paragonati a
quel soggetto che recentemente ha riscosso grande successo in
televisione: è il personaggio interpretato da Antonio Albanese, quel
calabrese che su un podio cerca di accaparrarsi voti e quant'altro,
dando una interpretazione di come si vuole gestire il territorio; e,
proprio alle sue spalle, è rappresentato Pizzo Sella.
Quello che ha prefigurato Albanese lo stiamo mettendo in
pratica, addirittura attraverso una norma legislativa.
Posso capire che ci possono essere delle norme che sanano
situazioni sotto il profilo urbanistico di poco conto, che non hanno
un interesse architettonico tale da salvaguardare, ma qui si va
verso la indiscriminata sanatoria, ma si incita il cittadino a fare
e a realizzare opere completamente in contrasto con il nostro
patrimonio edilizio. Patrimonio edilizio che deve essere tutelato,
altro che patrimonio mondiale dell'umanità
Il patrimonio dei nostri centri storici è patrimonio
dell'umanità proprio perché i nostri antenati ce lo hanno
consegnato, rispettando tutta una serie di valori, soprattutto
valori architettonici, valori che oggi sostanzialmente si vogliono
eliminare attraverso una norma. Capisco che c'è l'esigenza di
aumentare il volume abitativo di una struttura perché non c'è
possibilità di costruire, ma sappiamo benissimo che il patrimonio
edilizio del nostro Paese è superiore al fabbisogno perché - le
seconde case ce lo testimoniano - non abbiamo bisogno di un
ulteriore aumento di volumetria abitativa, ma abbiamo bisogno di
case per i meno abbienti, per coloro che non hanno una casa dove
abitare. Qui non si tratta di giustificare tale normativa sotto il
profilo della difesa del territorio. Spero che ci sia una ribellione
di quei cittadini onesti che hanno rispettato la legge, che vogliono
continuare a farlo, che vogliono continuare a rispettare il
territorio, ma mi pare che con queste norme che si vogliono
approvare noi stiamo giustificando la distruzione del nostro
patrimonio edilizio esistente, specialmente quello di valore storico
e architettonico.
Onorevoli colleghi, spero quindi che ci sia un ripensamento per
dare una migliore sistemazione tecnica a questa norma che si vuole
approvare, anche se, con la scusa di accaparrare e rastrellare
qualche euro per le casse regionali, non mi pare questo il metodo
giusto che si sta applicando.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Io credo di dover esprimere il voto contrario
perché lo stesso esame che se ne sta facendo nell'Aula dimostra come
la complessità di questa norma dovesse richiedere un rimando ad un
provvedimento legislativo più compiuto e differente. Così come noi
abbiamo chiesto uno stralcio di questa che è a tutti gli effetti una
norma urbanistica e che, se inquadrata solamente sotto il profilo
finanziario o delle probabili maggiori entrate, non disvela tutte le
sue pericolosità o comunque i motivi di contraddizione che già in
questo momento, pur nella confusione e nell'approssimazione con cui
l'Aula lavora, si sono evinti.
Io credo che, quantomeno per evitare il peggio, il Governo
dovrebbe considerare una limitazione o una subordinazione
dell'applicazione di questa norma nei centri storici alla necessaria
compatibilità con il regolamento comunale vigente o in variante,
altrimenti espropriamo i comuni del governo del territorio, che non
può essere, esclusivamente nelle zone A, rimandato alla
Sovrintendenza. Aggiungo che una cosa sono gli immobili sottoposti
a vincolo e quindi ad esercizio di tutela da parte della
Sovrintendenza, un'altra cosa sono gli immobili tutti ricadenti in
zona A, non necessariamente soggetti a tutela della Sovrintendenza.
Faccio un esempio di quello che questa norma può comportare:
dentro quest'Aula, questo edificio è voltato; sopra questa volta
esiste un tetto, che è uno spazio individuato dalla legge come
sottotetto, giacché è lo spazio delimitato tra l'ultimo soffitto e
la copertura. Inoltre, è consentito, in questa norma, realizzare
anche solai; quindi in un centro, se un edificio di questo genere
non è sottoposto a tutela da parte della Sovrintendenza perché non è
vincolato come edificio monumentale, ma pur tuttavia, ricade in un
centro storico e ha un suo pregio complessivo - ad esempio il piano
particolareggiato di Ortigia ne contiene centinaia di questi edifici
- è possibile, in base a questa legge e in deroga a qualunque
regolamento edilizio vigente, tagliare tutte le volte e tutti i
soffitti degli edifici che non sono soggetti, ripeto, a tutela della
sovrintendenza (e ce ne sono centinaia), realizzare solai come la
norma prevede, realizzare finestre e sottrarre al controllo dei
comuni il governo di questi elementi con un risultato assolutamente
distruttivo.
Ribadisco, quindi, il mio voto contrario a questo articolo, che
in prima battuta rinnovo l'invito a ritirare, per ricondurlo a una
norma più organica in materia urbanistica ma, in subordine, almeno
ad accogliere l'invito a sostituire al comma 7 le parole "i comuni
possono adottare" e via di seguito con le parole "le norme di cui al
presente articolo si applicano compatibilmente alla regolamentazione
comunale vigente o in variante che i comuni devono all'uopo
adottare".
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, a me dispiace che una parte
dell'amministrazione ed una parte della maggioranza che si è sempre
proclamata come in frattura col passato e ha premonizzato rigore,
adesso si faccia trascinare nell'approvazione di questo articolo con
la causa addotta del contenimento dei consumi energetici che non è
causa reale, ma, appunto, è causa addotta.
E la dimostrazione è data proprio da quel comma 7 del quale si
sta discutendo e del paragone che va subito istituito con l'articolo
19 successivo.
Qui, si parla di silenzio assenso della Sovrintendenza, decorsi
novanta giorni, mentre all'articolo 19 successivo per la modifica
delle opere interne, quando si fa riferimento all'acquisizione del
nulla osta da parte della Sovrintendenza, nel caso di immobili
soggetti a vincolo non c'è nessun riferimento alla possibilità che
scatti il silenzio assenso decorso un certo numero di giorni.
L'incongruità interna dimostra palesemente che l'articolo 17
non fa parte di un progetto complessivo, che noi abbiamo contestato
perché incongruo alle norme finanziarie, ma è un articolo a sé, che
vuole raggiungere fini disdicevoli, secondo noi perché si baratta,
con l'esigenza di far cassa in un momento puntuale, la storia della
nostra comunità, ma soprattutto il nostro futuro.
A parte gli scongiuri che ognuno di noi, nella maniera più
napoletana che siciliana fa, quando interviene l'onorevole Raiti, in
ordine a problematica sismica, non è peregrino il ragionamento
perché, per quanto attiene soprattutto ai centri storici e ai nostri
centri storici, che storici sono in tutti i sensi, anche sulla
vetustà di essi medesimi, noi corriamo rischi terribili, per cui il
discorso relativo almeno al nulla osta della
Sovrintendenza e quindi a casi specifici ed alla possibilità che non
scatti il silenzio assenso. Credo che sia argomento sul quale,
almeno su questo, la maggioranza ed il Governo dovrebbero
riflettere.
PRESIDENTE Pongo in votazione gli emendamenti 17.1, 17.10 e
17.4.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.5
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.6.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 17.14 va considerato insieme agli emendamenti
17.13, 17.16 e 17.17, perchè hanno contenuto analogo. Il 17.13 li
assorbe tutti.
Si passa all'emendamento 17.13.
Comunico che il Governo ha presentato il subemendamento
allegato, che assorbe quelli citati a firma degli onorevoli Formica,
Virzì ed altri, che praticamente cassa al quarto rigo le parole
"salvo quanto disposto al comma 7".
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.15, è ripresa alle ore 22.17)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Sono accantonati gli emendamenti 17.13, 17.14, 17.16 e 17.17,
in quanto il Governo ha annunziato una riscrittura del testo.
Pertanto, possiamo passare agli altri emendamenti, tenendo conto che
il primo a seguire non è il 17.8 ma il 58.1.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, la comunicazione che lei ha appena
fatto all'Aula prevede il ritiro di due subemendamenti da lei
annunciati e mai distribuiti all'Aula? O i due subemendamenti
rimangono in vita ed, in tal caso, la prego di darne copia ai
deputati, in modo che possiamo averne visione.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, ovviamente, se il Governo riscrive
l'emendamento è chiaro che i subemendamenti, uno votato e l'altro
no, non hanno più motivo di essere, sono superati.
Si passa all'emendamento 58.1.
ACIERNO Lei ha appena detto che c'è un subemendamento votato.
Voglio vedere il testo E' un subemendamento che non esiste.
PRESIDENTE Ed ora glielo facciamo distribuire. Intanto,
andiamo avanti con gli altri. Siamo all'emendamento 58.1. Faccio una
precisazione: il termine "edifici esistenti" deve intendersi
"seminterrati esistenti".
Onorevole Speziale, gli emendamenti dell'onorevole Scoma hanno
la firma aggiuntiva dell'onorevole Leontini.
Preciso, allora, ulteriormente, che all'emendamento 58.1, il
termine "edifici" è da intendersi "seminterrati".
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, con questo emendamento, se ho
capito bene l'emendamento 58.1, s'intende estendere il recupero
volumetrico al solo scopo residenziale d'immobili la cui
destinazione d'uso e la destinazione urbanistica è per impianti
sportivi. Se ho capito bene siamo spogliatoi
CAPODICASA Faremo ridere l'Italia
CRACOLICI Vorrei che fosse chiaro di cosa stiamo parlando. Mi
sembra che si sia aperto il grande market.
CAPODICASA Ma che market è questo? Questo è un macello
CRACOLICI Consiglierei ai colleghi che hanno sottoscritto
l'emendamento di non sottoscriverlo e farlo decadere visto che il
primo firmatario non è presente in Aula.
CINTOLA Ma c'è il secondo
CRACOLICI Ho rivolto un appello ai colleghi che hanno
sottoscritto l'emendamento. E' in Aula l'onorevole Scoma?
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra
inutile in quest'Aula fare appelli al buon senso, alla razionalità,
tanto c'è l'agitazione dell'onorevole Cintola che ormai sta
blindando - non so per quale braccio di ferro interno alla
maggioranza - anche gli articoli che ci copriranno di ridicolo, che
copriranno di ridicolo questo Parlamento, non un pezzo della
maggioranza o del Governo.
Ma vi rendete conto di cosa state votando? Allora ha senso
ancora fare un appello alla ragione? Fermiamoci, vediamo almeno di
evitare le parti più vergognose di un articolato che stiamo votando,
o no? Leggete come prosegue l'emendamento 58.1.
Gradirei dall'onorevole Scoma - che rarissime volte in sei anni
ho avuto il piacere di ascoltare da questa tribuna, un intervento in
quest'Aula per chiarire il significato di questa roba, visto
l'impegno profuso, l'acume per formulare un emendamento di questo
tipo. Non so dove abbia trovato l'oggetto sul quale fare questa
fotocopia di emendamento, perché è chiaro che ci deve essere un
motivo particolare per cui dobbiamo sanare, che corrisponde a
qualcosa che avrà vicino casa sua; che ne so, qualcosa ci deve pur
essere, altrimenti non si motiva il fatto che in una legge si metta
un obbrobrio simile. Se non è in grado di spiegarcelo, almeno eviti
di coprire di ridicolo quest'Assemblea.
SCOMA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCOMA Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Forgione
lei ha assunto un tono che non è assolutamente quello che volevo
dare al tipo di emendamento che ho scritto. Io non credo che in
Sicilia non possano esistere 10, 20, 100, 200 palestre che abbiano
delle verande da sanare, non vedo perché possiamo sanare verande di
appartamenti e non queste.
CAPODICASA Le verande non sono al servizio degli impianti
sportivi
SCOMA Sto parlando di verande da sanare.
CRACOLICI Non c'entra questa cosa. Caso mai, andava inserita in
un altro emendamento.
SCOMA Onorevole Cracolici, lei può dire ciò che vuole. Che
siano spogliatoi o verande adibite a spogliatoi non cambia il
significato. Signor Presidente, per me non cambia nulla.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 58.1. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Di conseguenza, sono decaduti gli emendamenti indicati nella
sintesi degli emendamenti.
Si ritorna all'emendamento 17.13, di riscrittura.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
dire che non sono intervenuto su questo emendamento. Vorrei
semplicemente fare rilevare che la riscrittura dello stesso, a mio
avviso, è ancora peggiorativa rispetto al testo che era sottoposto
all'esame dell'Aula, perché addirittura elimina l'autorizzazione
per avere riconosciuto a fini abitativi del recupero del
volumetrico, cioè non c'è più neanche l'autorizzazione, si fa a
prescindere
E' come dire "si fa per volontà", quindi ritengo che da questo
punto di vista, se il Governo ha voluto fare un gesto di riscrittura
per consentire la funzionalità di questo emendamento, abbiamo
superato il ridicolo.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo
quale follia collettiva stia prendendo il Parlamento e vorrei,
auspico, invoco, che ci sia una mente razionale che metta mano a
questa materia perché rischiamo di fare cose gravissime.
L'emendamento proposto dal Governo sentite cosa dice: "Il
recupero a fini abitativi di cui al presente articolo è consentito
con la modalità di cui al comma 7"; il comma 7 dice che per le
prese luce, a fini di aerazione si possono aprire nuove finestre
purché siano rispettate tutte le prescrizioni igienico-sanitarie
riguardanti le condizioni di abitabilità previste, eccetera, salvo
quanto disposto dal comma 7. Quindi, in base al comma 7 si possono
aprire le finestre 'anche attraverso interventi finalizzati al
frazionamento di una o più unità immobiliari in un maggior numero di
unità". Faccio un esempio: abbiamo questo bel salone. Se io lo
fraziono, perchè mi è consentito farlo, anche in più unità
abitative, secondo questo emendamento, io quindi, lo divido, faccio
un corridoio in mezzo, da un lato ho una luce, dall'altro no perchè
il Palazzo non l'ha previsto . Quindi con questo emendamento si
consente di aprire tante finestre quante sono ....
ACIERNO Mantenendo inalterati i prospetti.
CAPODICASA E come si fa a mantenere inalterati i prospetti.
ACIERNO Finestre non se ne possono aprire.
CAPODICASA Siccome al comma 7 è scritto che si possono aprire e
lei rinvia al comma 7 per quanto concerne le prescrizioni, significa
esattamente che si possono aprire tante finestre quante ne sono
necessarie per dare luce ai nuovi vani che vengono creati attraverso
il frazionamento.
Aggiungo di più, che addirittura è consentito anche per unità,
riguardanti unità poste su livelli di piano diversi e con
l'eventuale creazione di interpiani. Questa è emersione
d'illegalità. Cosa significa? Noi così istighiamo a delinquere e
poi facciamo riemergere dall'illegalità? La creazione di interpiani
significa che io qui posso fare un altro piano, tenendo conto che ho
sette metri di altezza.
ACIERNO Se ho il volume, perchè no?
CAPODICASA E, conseguentemente, posso fare le aperture.
ACIERNO No, il prospetto non lo posso modificare, c'è scritto
che non lo posso modificare.
CAPODICASA Mi spiega, onorevole Acierno, come fa a non
modificare il prospetto e ad aprire tutte le prese di luce e d'aria?
ACIERNO Non posso aprire prese d'aria, devo utilizzare quelle
che ci sono.
CAPODICASA Ma se è scritto, al comma 7, che si possono fare
Onorevole Acierno, lei avrà la possibilità di prendere la
parola e spiegarmi l'articolo, ma senza le grida che sta lanciando
dal suo posto.
Infatti, ad un certo punto il comma 7, a cui lei fa
riferimento, dice che gli interventi edilizi finalizzati al recupero
dei sottotetti, etc., etc. ..."tale recupero può avvenire anche
mediante la previsione di aperture di finestre, lucernari e terrazzi
esclusivamente per assicurare l'osservanza d'aeroilluminazione. Che
significa in italiano questa cosa?
ACIERNO Quello è un altro discorso.
CAPODICASA Ma se lei autorizza gli interpiani non significano
solo i sottotetti. Per lo meno c'è una incongruenza ed una
contraddizione che la legge non può sopportare dal momento che si
tratta di materia assai delicata.
Allora, signor Presidente, onorevole Assessore, visto che siamo
in presenza di un'idea, sia pure non condivisibile dal mio punto di
vista, di deregulation, rifletteteci Non vi sto dicendo "non
fatelo" ma riflettete un momento con i tecnici, con gli esperti, non
facciamo una legge attraverso i foglietti di carta che, con il
sistema di taglia e cuci, vengono distribuiti sotto forma di
emendamenti. Questo è un modo di legiferare che non è accettabile.
Credo che - non voglio usare parole grosse - non sia dignitoso per
un Parlamento affrontare questa materia in questo modo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che al di là
della foga dell'onorevole Capodicasa si stia realizzando - ripeto al
di là della foga dell'intervento - un inciucio fra il suo partito e
la maggioranza perchè il fatto che nella riscrittura si parli tante
volte di unità con riferimento al giornale del suo partito a tal
punto da arrivare ad esprimersi in questi termini:"E' consentito
anche per unità riguardanti unità poste sul livello di piani
diversi...".
Io vorrei che mi si spiegasse cosa significa "riguardanti unità
poste su livelli di piani diversi" a parte l'obbrobrio dell'ultima
parte "...e non pregiudichi la statica dell'immobile". Grazie,
grazie davvero, questo va bene purchè non pregiudichi la statica
dell'immobile; è una concezione eccezionale questa La verità è che
state trasformando Palermo in Shangai, cioè in un posto nel quale si
possono infilare dieci mila persone, come avviene nell'estremo
oriente, come avveniva anche ad Auschwitz , a dire il vero, visto
quello che sta avvenendo in quest'Aula.
Ma che cos'è questa cosa? E voi poi scrivete sull'emendamento:
"E' consentito con le modalità di cui al comma 7 purchè siano
rispettate... salvo quanto disposto dal comma 3..." colleghi,
mettetevi un pò d'accordo, perchè francamente stiamo superando
davvero i limiti Sarebbe stato molto più opportuno seguire il
suggerimento del Presidente Fleres e dell'Assessore Pagano, cioè
rimandare ad una discussione più serena, più approfondita, un
argomento che determina i prossimi cinquant'anni della nostra vita
relazionale; siamo ancora in tempo, vediamo un pò di riflettere e di
non far prevalere l'isterismo estremista che non serve a nessuno,
serve soltanto a soddisfare la voglia del momento di chi a volte non
supera la soglia della razionalità del momento.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, Assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, Assessore per i lavori pubblici. Onorevoli
colleghi, credo sia opportuno fare un momento di chiarezza tecnica
su questo articolo, perchè credo che la foga, giusta per carità,
certamente condivisibile - tipica dell'Aula parlamentare - forse ha
stravolto l'analisi oggettiva del contenuto dell'articolo.
Innanzitutto qui non si tratta di sanatoria, perchè stiamo
semplicemente operando su edifici esistenti e regolarmente
realizzati; si tratta in sostanza soltanto di una norma che consente
l'abitabilità sotto due metri e settanta, consentendo l'abitabilità
all'altezza media di due metri, e badate bene, solo considerando
quelle parti che hanno un'altezza minima di un metro e cinquanta.
Dunque, per quanto riguarda la questione poi delle finestre,
lucernari, terrazzi e quant'altro questa norma, mi pare molto
chiaramente, non si riferisce ai centri storici, il comma 7 è diviso
in due parti: la seconda parte del comma 7 prevede quali siano le
norme e i regolamenti che si possono applicare nelle zone
territoriali omogenee A, che sono i centri storici e, devo
aggiungere che, addirittura, viene chiesto il parere della
Sovrintendenza anche per quei palazzi storici che non siano oggetto
di vincolo; dunque ben lungi da noi l'idea di violentare il
territorio e il tessuto urbanistico di nessuno dei nostri centri
storici. L'urbanistica, mi sia consentito, è una scienza esatta, e,
come tale, le norme vanno lette nel loro tenore letterale con
estrema attenzione. Mi permetto altresì di fare rispettosamente
notare al Parlamento che la questione della regolamentazione in
variante, al vigente regolamento edilizio, certamente non significa
l'abolizione automatica dei vigenti regolamenti edilizi nei centri
storici, ma soltanto la facoltà dei comuni di dotarsi di una
variante al regolamento edilizio, posto che la norma che andiamo a
fare non è automaticamente estesa ai centri storici.
SPEZIALE Possono fare anche questo.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Senza
questa norma non possono essere certamente rese abitabili altezze
inferiori a due metri e settanta. Non credo che il problema stia
nell'altezza dei locali, perché nessuno degli onorevoli colleghi
intervenuti si è posto il problema. Ma è solo e soltanto questo.
Perchè è noto che l'abitabilità non può essere concessa in altezza
inferiore ai due metri e settanta mentre noi consentiremmo, ove il
Parlamento dotasse questa norma, l'abitabilità con altezza ponderale
di due metri. E, poiché si parte da uno e cinquanta, come minimo ci
vuole una altezza massima di due metri e cinquanta. Questo è lo
scandalo che questo articolo comporta.
Credo che la discussione su un articolo così tecnico venga
mantenuta all'interno della dizione letterale della norma. Vorrei
anche richiamare l'attenzione sul comma 8 dove viene chiaramente
detto che le opere di recupero a fini abitativi devono essere
conformi alle prescrizioni tecniche contenute nei regolamenti
vigenti. E mi pare quasi pleonastico che si debba dire che
un'operazione debba essere conforme ad una norma, eppure lo
ribadiamo. Dunque, non vedo dove ci sia finora alcuno scandalo. E'
chiara la dizione, al comma 7 "decorso il quale si prescinde da tale
regolamentazione" è evidente che la regolamentazione in questione è
la regolamentazione in variante; non è sicuramente una norma che
intende abolire i regolamenti edilizi. Questo mi sembra chiaro. Ma
si potrebbe precisare lessicalmente meglio.
Questo era un contributo di chiarezza che ritenevo opportuno
dare , dopo un'ora e un quarto di discussione.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
esempio molto banale, per potere capire quello che può scaturire
sull'applicazione dell'emendamento 17.R così come lo ha
letteralmente riferito l'onorevole Assessore. Si dice: "è possibile
il recupero ai fini abitativi, di cui al presente articolo, purché
siano rispettati le condizioni igienico-sanitarie e così via".
Diceva l'Assessore nella enucleazione del proprio ragionamento,
bisogna fare le unità ad una altezza non inferiore di due metri e
settanta, si debbono avere quei requisiti regolamentari. Voglio
farvi riflettere in maniera concreta. Con l'attuazione della norma
così prevista dall'articolo 17.R, pensate un po' cosa si potrebbe
fare con quest'Aula che ha un volume notevole, e lo paragoniamo ad
un palazzo del centro storico di Palermo, che ha le stesse
caratteristiche ma è adibita a garage. Con il 17.R noi, quest'Aula
che è alta 6 metri, facendo dei legami con il ferro, creando i
classici soppalchi, la dividiamo in tre, ad altezza di due e
settanta per ogni unità abitativa ; quest'Aula la trasformiamo ad
occhio e croce, in una quarantina di appartamenti, perchè faremmo
tre volumi divisi per unità abitative diverse, trasformeremmo un
edificio del centro storico che ha una valenza di un certo tipo
architettonica e comunque è stato pensato, costruito nella struttura
esterna come un immobile che ha determinati requisiti, lo
trasformeremmo in un complesso condominiale, nel quale potranno
andare ad abitare l'indomani mattina della conclusione di questi
lavori decine di famiglie, trasformandolo in un complesso
condominiale che ha un valore edilizio completamente diverso
rispetto a quello che era l'originario, il cui legame non ne rimane
all'unità abitativa principale.
Avrebbe avuto un senso se noi modificassimo la destinazione
d'uso di un'unità abitativa che rimane sempre vincolata all'unità
principale, non si potrebbe fare speculazione edilizia.
Invece noi la divideremmo in trenta appartamenti, ciascuno
acquista autonomia giuridica rispetto all'unità principale, il
proprietario vende tutti gli appartamenti e trasforma un garage
dalla bellezza di quest'Aula in 35 appartamenti che potrebbe vendere
tranquillamente, tanto avrà l'abitabilità se avrà garantito di non
toccare l'aspetto esteriore dell'immobile, se avrà garantito i
requisiti igienico sanitario dei 2,70 di altezza; tutto tranquillo,
il condominio è fatto, forza centro storico, non so che cosa.
Andremmo veramente ad approvare una norma che non so trovare
l'aggettivo per definire un'operazione di questo genere.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, vorrei segnalare una cosa
semplice: questa norma inizialmente è nata in Lombardia,
naturalmente sotto forma di legge, come legge autonoma, poi estesa,
applicata, replicata in altre Regioni d'Italia (in Liguria, in
Toscana, anche in Campania ed altrove), ma dappertutto come era
anche nell'impianto iniziale del comma 1 si è parlato di
utilizzazione di recupero ai fini abitativi delle superficie
esistenti; con il comma 8 bis noi parliamo di tutt'altro: noi
moltiplichiamo le superficie esistenti, aggiungiamo nuove superficie
che poi rendiamo abitabili.
E' una cosa completamente diversa; c'è scritto così.
Non è il recupero delle superficie esistenti, è la
realizzazione all'interno degli stessi volumi di nuove superfici
attraverso la creazione di interpiani, di frazionamenti, di nuovi
solai, e quindi nulla che abbia a che fare con lo spirito della
norma, meno che mai con il recupero di ciò che esiste, inventiamo
cose nuove.
Attenzione questa è una indecenza che soprattutto non ha nulla
a che fare con la norma finanziaria ed è un'ulteriore maniera
surrettizia di violare il territorio che questa Assemblea ha già
cominciato a fare e dalla quale io mi dissocio totalmente.
E' una vergogna essere presenti a questo dibattito.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, il merito che riconosco all'assessore
Scammacca è quello di avere presentato in bella forma quanto abbiamo
discusso finora in questo articolo 17. Però l'apprezzamento per il
miglioramento stilistico dell'articolo purtroppo non ha cambiato,
non cambia la sostanza, il merito dell'articolo in discussione.
Tra l'altro, come ha rilevato l'onorevole Raiti, l'emendamento
17R al quale abbiamo presentato un subemendamento, qualora ci
fossero stati dubbi, invece adesso fa chiarezza, perchè continua nel
solco della estremizzazione di queste misure che sono falsamente di
adeguamento alle norme nazionali e permette il frazionamento di
unità singole.
Ecco perchè abbiamo presentato un subemendamento per vincolare
almeno all'unità e non al suo frazionamento gli interventi
consentiti.
Tuttavia è vero che dal punto di vista tecnico si stanno
determinando dei cortocircuiti, delle contraddizioni, degli errori
inevitabili che verranno fuori quando verrà esitato il testo
completamente. Per cui, io mi permetto di avanzare una proposta,
Presidente: di sospendere l'esame di questo articolo, di rimandarlo
in Commissione per un migliore riordino, si spera organico, di tutta
la materia che si vuole licenziare, cosa che naturalmente noi alla
fine non vi potremo impedire ma almeno vediamo di renderla sotto
forma presentabile, cercando di eliminare le cose più scandalose,
come ad esempio il frazionamento di unità che adesso sono appunto
unità singole e invece noi con questo emendamento (il 17 R)
procediamo alla proliferazione delle unità così recuperate. Pertanto
io propongo il rinvio in Commissione di questo articolo.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera la
maggioranza si è lasciata prendere la mano dalla voglia di
dimostrare che c'è e che non deve sottostare ad alcun tipo di
compromesso con nessuna minoranza. Però in questa volontà di
affermare un suo diritto presunto, sta rischiando di commettere
degli errori enormi.
Signor Presidente, onorevole Assessore, vi invito a valutare
per un istante una contraddizione palese che emerge ai miei occhi di
incompetente. Laddove all'articolo 17, al comma 7, i Comuni entro
il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge
devono eventualmente presentare una regolamentazione in variante al
vigente regolamento edilizio. Tuttavia, scrive immediatamente dopo
il testo, per l'adozione di detta variante è obbligatorio acquisire
il parere della competente Sovrintendenza, e ciò entro 90 giorni.
Allora, mi volete spiegare come fa il Comune ad approvare un
regolamento entro 90 giorni e deve però attendere il parere della
Sovrintendenza la quale ha 90 giorni di tempo per esprimerlo? Mi
pare una contraddizione.
Ma a prescindere da questo, che credo verrà modificato, io
assisto ad un vertiginoso continuo collegamento dall'Assessore
Pagano, penso con gli uffici, nel tentativo di rincorrere
continuamente tutto quello che va emergendo ed allora, se veramente
vogliamo essere fedeli all'incarico che gli elettori ci hanno dato,
che è quello di governare questa nostra Regione, abbiate la
compiacenza di fermarvi, lasciamo stare qualunque ipotesi che voglia
portare alle lunghe, lasciamo stare i bracci di ferro, semplicemente
spostiamolo di qualche ora o di un giorno, ma non proseguiamo in
questo assurdo braccio di ferro nel quale c'è solo un problema di
principio, dimostrare che la maggioranza è maggioranza.
PRESIDENTE Assessore Pagano, ritiene di dovere replicare?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, andiamo in ordine. Intanto cominciamo a spiegare tutto
questo scandalo della mancanza di autorizzazione amministrativa. Qua
non si vuole allargare la maglia, né si vogliono creare problemi ai
bravi cittadini e invece aiutare coloro che non lo sono.
L'autorizzazione amministrativa è una procedura, come è una
procedura la concessione.
Abbiamo deciso, su consiglio degli uffici che in questo momento
ci stanno seguendo, di provvedere all'eliminazione di queste
semplici parole perché in questa maniera lasciamo aperte tutte e due
le procedure. Quindi, se il comune vuole utilizzare l'autorizzazione
amministrativa, che certamente non è favorevole al comune perché
non consente nessun onere, nessun vantaggio economico al comune, può
tranquillamente procedere in tal senso.
Se invece decide per la concessione che è più vantaggiosa va da
sé che in questo caso questa procedura è nelle possibilità del
comune stesso che invece l'avrebbe preclusa come possibilità se non
fossero eliminate queste parole. Dopo di che preferirei che venisse
in questo caso eliminata la parola 'previa autorizzazione
amministrativa' che significa che si può utilizzare sia
l'autorizzazione amministrativa che la concessione, ma una
autorizzazione, una procedura ci vuole.
Invece, vorrei che l'Assessore spiegasse questa proposta che
penso potrebbe essere migliorativa dell'emendamento 17.13.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Si
potrebbero, nell'emendamento 17 R di riscrittura del 17.13, togliere
le parole, come ha detto l'assessore Pagano e previa autorizzazione,
all'ultimo periodo cassare le parole 'da anche per unità riguardanti
unità poste sui livelli di piano diversi fino a può essere
realizzato'.
La lettura sarebbe il recupero ai fini abitativi, attraverso il
frazionamento di cui al presente comma, che è consentito a
condizione che non comporti la modifica del prospetto dell'edificio
prospiciente sulla pubblica via e non pregiudichi la statica
dell'immobile. Ovviamente, anche questa è una norma che non è
automaticamente applicata ai centri storici, permane il parere della
Sovrintendenza.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il
Governo prestasse un attimo di attenzione. Il fatto che
continuamente stiamo ricorrendo a modifiche e a modifiche delle
modifiche, a letture e a scritture e riscritture di commi e di
articoli, potrebbe determinare, in queste condizioni, di potere
incorrere anche involontariamente a fare qualche strafalcione
legislativo. Visto che la materia è così delicata, noi non abbiamo
nessuna difficoltà ad andare avanti sui lavori riguardanti altra
materia della legge finanziaria. Contemporaneamente, essendo
disponibile la giornata di lunedì mattina, si convochi informalmente
con l'assessore al ramo la commissione competente, si approfondisca
il testo (anche alla luce delle norme del dibattito che si è
sviluppato stasera) in modo tale che l'Aula sia messa nella
condizione che martedì, come primo articolo, nelle condizioni di
poter dare un voto che sia comunque un voto non frutto di questo
elemento estemporaneo, a tutela di ogni singolo parlamentare che poi
esprimerà un voto su questa normativa così delicata.
Volevo sapere cosa pensa il Governo della proposta che ho
appena formulato e che mi sembra abbastanza ragionevole ed è quella
che la materia venga sospesa stasera con l'articolo 17, si vada
avanti anche con altri articoli, lunedì mattina, informalmente, si
convochi la commissione con l'assessore per il bilancio e
l'assessore per i lavori pubblici e si definisca un testo che può
essere proposto come primo punto da discutere alla riapertura dei
lavori per martedì prossimo, per cui, onorevole assessore, chiedo
che ci sia un pronunziamento del Governo su questa proposta.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, le difficoltà che si stanno incontrando, vista l'ora
tarda e vista la materia che certamente non si presta ad un'agevole
discussione, ha portato il Governo nella sua interezza, perchè ci
siamo consultati a procedere al ritiro dell'emendamento 17.13.
La proposta dell'onorevole Speziale, però non può essere
accolta, nel senso che abbiamo già spiegato che l'articolo 17 sia
per le refluenze in termini di entrate, sia per la sostanza che
riesce ad esplicitare, deve essere oggetto dio trattazione e deve
essere completato entro oggi.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 23.02, è ripresa alle ore 23.03)
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la pregherei di voler procedere alla discussione dei
miei subemendamenti 17.18 e 17.19. Per il resto possiamo votare il
testo base.
PRESIDENTE L'emendamento 17.R è ritirato?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sì.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.18 a firma del Governo
che contiene emendamenti al comma 7 ed al comma 10.
Prima dell'emendamento 17.18 dobbiamo discutere l'emendamento
17.14 e 17.13 perchè restano in vita. Bisogna votarli.
SPEZIALE ... Ho formulato una proposta che è frutto di
ragionevolezza, onorevole Assessore, e cioè che la materia venga
sospesa stasera con l'articolo 17, si vada pure avanti con altri
articoli; lunedì mattina, informalmente, si convochi la Commissione
alla presenza dell'Assessore per il bilancio e dell'Assessore per i
lavori pubblici e si definisca un testo che può essere proposto come
primo punto da discutere alla riapertura dei lavori per martedì
prossimo. Pertanto, onorevole Assessore, chiedo che ci sia un
pronunziamento del Governo su questa proposta.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, le difficoltà che si stanno incontrando - vista l'ora
tarda e vista la materia che certamente non si presta ad un'agevole
discussione - hanno portato il Governo nella sua interezza, a
procedere al ritiro dell'emendamento 17.13.
La proposta dell'onorevole Speziale, però, non può essere
accolta. Abbiamo già spiegato che l'articolo 17, sia per le
refluenze in termini di entrate, sia per la sostanza che riesce ad
esplicitare, deve essere oggetto di trattazione e deve essere
completato entro oggi.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per due minuti.
La seduta sospesa alle ore 23.02 è ripresa alle ore 23.03.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la pregherei di voler procedere alla discussione dei
subemendamenti 17.18 e 17.19. Per il resto possiamo votare il testo
base.
PRESIDENTE L'emendamento 17.R è ritirato?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sì.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.18 a firma del Governo
che contiene emendamenti al comma 7 ed al comma 10.
Prima dell'emendamento 17.18 dobbiamo discutere gli emendamenti
17.14 e 17.13. Bisogna votarli.
PRESIDENTE Si passa alla votazione congiunta degli
emendamenti originari 17.14, 17.13, 17.16 e 17.17.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.7, a firma degli onorevoli Liotta e
Forgione.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.15.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.3
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.8. Preciso che il comma 2 indicato
nell'emendamento è da intendersi comma 7.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.18 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.11.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.2 riscritto, a firma della
Commissione.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.2.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
SPEZIALE Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Speziale, Capodicasa,
Zago, Oddo)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti....... 45
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.553/A
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
17.2/R, su cui il governo ha dato parere favorevole, è la
riscrittura dell'emendamento 17.2 che io vorrei illustrare all'Aula
per far capire con assoluta chiarezza, visto che oggi pomeriggio mi
sono preoccupato di fare lo stesso lavoro. La legge n. 47 del 1985,
la sanatoria nazionale ...
MICCICHE' La legge n. 37
TURANO Onorevole Micciché, la legge n. 47 del 1985 è stata
recepita con la legge n. 37/1985 La legge prevede una procedura
snella per la sanatoria e prevede, inoltre, con l'articolo 13 la
possibilità di ottenere la concessione in sanatoria per tutti gli
immobili che sono sanabili, ma risultano essere viziati nella forma,
nel senso che un immobile che viene costruito, pur avendo la parte
diritto a realizzarlo, non ha chiesto la concessione prima.
Con questo emendamento si sta procedendo, nello spirito della
finanziaria e della legge n. 10 del 2001 di riforma della pubblica
amministrazione, ad attivare i meccanismi della procedura snella
indicati nella stessa legge per raggiungere l'obiettivo di
accelerare le pratiche in sanatoria. Questo è lo spirito
dell'emendamento che è stato ampiamente illustrato ed
abbondantemente chiarito. Altro non fa che estendere le procedure
previste dall'articolo 26 della legge regionale n. 37/1985, così
come espressamente indicate.
Mi chiedo, se con lo spirito con cui stiamo lavorando stiamo
provando ad attivare ed accelerare tutte le procedure, atteso che
non saniamo niente, saniamo soltanto nella forma perché l'articolo
13 parla esclusivamente di sanatoria in conformità. Se proviamo ad
affrontare un problema dobbiamo risolverlo.
Gli uffici dell'assessorato sanno che sto dicendo la verità e
se volete prendo gli atti e leggo il significato dell'articolo 13,
la procedura che non viene classificata nell'articolo 13, quella
prevista dall'articolo 26 ed il significato dell'emendamento che
estende quella disciplina a questa di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE Onorevole Turano, il parere contrario del governo era
sull'emendamento 17.2, sul 17.2/R.
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 23.15, è ripresa alle ore 23.16)
TURANO Se questo intervento che desidero continuare - e faccio
appello al buon senso dei colleghi - dovesse servire per fugare i
dubbi circa l'articolo 18, sono pronto a farlo avendo presentato
alla Presidenza dell'Assemblea la soppressione dell'articolo 18.
Onorevole Speziale, la prego di leggere attentamente il
contenuto dell'emendamento. E' inutile continuare a parlare
dell'articolo 18; su questo articolo c'è stato un dubbio e su questo
dubbio nessuno è disponibile ad alimentare speculazioni.
Quello che prevede questo subemendamento è una cosa diversa.
Signor Presidente, nei banchi dell'Aula ho la documentazione. Se
fosse possibile sospendere un minuto l'intervento, con le norme alla
mano potrei illustrare il significato di questo emendamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi ci sono degli emendamenti e
dobbiamo votarli; ciascuno si atteggi di conseguenza. L'argomento è
stato sviscerato lungamente, non mi pare il caso di tornare a
spiegare il significato di questi emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento 17.2. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE L'emendamento 17.2 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 17.2.R. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
TURANO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
TURANO Vorrei che il Governo specificasse le ragioni per cui da
un parere contrario su un argomento già affrontato.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Perché l'economia
dell'Aula non mi consente in questo momento di sopportare un
dibattito di un'ora, pertanto il parere è contrario.
TURANO Onorevole Pagano deve finirla con gli atteggiamenti
arroganti, e scarica la sua tensione sull'Aula. L'Aula ha ascoltato
il mio intervento e sa che ho detto cose serie, non sto speculando e
non sto cercando di carpire della buona fede di qualcuno per fare
porcherie; tante volte ci siamo comportati in maniera diversa, non
vedo una posizione di rigidità da parte dei colleghi.
PRESIDENTE Onorevole Turano completi il suo intervento.
TURANO Onorevole Forgione faccio appello affinché lei, con il
parere contrario del Governo, possa sostenere un emendamento giusto,
abbondantemente sviscerato anche con gli uomini ... onorevole
Cracolici, oggi ho parlato con lei per spiegare il significato di
questo emendamento, così come ho parlato con l'onorevole Oddo e con
altri colleghi ....
FORGIONE Si vede che non li ha convinti tutti.
TURANO Lo sto spiegando ora. Lei in tutta liberà dovrebbe capire
quale è il significato di questo emendamento. Sto cercando di fare
chiarezza su una cosa giusta.
Con l'articolo 13, un soggetto che ha diritto di ottenere la
concessione in sanatoria, perché è un suo diritto costruire, non
può attivare una procedura snella che invece è prevista per le
costruzioni abusive, totalmente abusive. Mi chiedo perché non deve
essere approvato questo emendamento e non può il Governo scaricare
le tensioni sull'Aula.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Turano nel suo intervento era particolarmente nervoso, e tra i
riferimenti e la legge 26 al combinato disposto, credo che abbia
confuso un po' le idee dei colleghi, che certamente urbanisti di
chiara fama non sono.
Cosa voleva dire l'onorevole Turano? Se un cittadino costruisce
un'abitazione con regolare concessione edilizia ed ha la facoltà e
la possibilità in planivolumetria di costruire tre piani e poi, per
motivi economici o perchè non ha figli o per altri motivi,
costruisce un solo piano e poi ne costruisce altri, se la
planimetria ne consente la possibilità, con l'articolo 13, in modo
snello l'abitazione può essere sanata.
(Contrasti in Aula)
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a costo di
attirarmi le ire dei deputati della coalizione, ritengo di
intervenire a difesa del principio del deputato di poter presentare,
illustrare e far comprendere agli altri colleghi un emendamento ad
un disegno di legge così importante, e devo dire che non è possibile
- così come è stato contestato in altre occasioni - accettare che il
Governo dia queste motivazioni al proprio parere negativo.
Non è accettabile che si motivi un parere negativo
esclusivamente facendo riferimento all'economia dell'Aula. Se non ci
sono le condizioni per lavorare si sospenda e - così come proposto
da altri colleghi - si riprenda quando ci sono le condizioni più
adatte, perchè l'economia dell'Aula non può mettere in pregiudizio
il diritto del deputato di poter illustrare un emendamento
presentato.
Pertanto, chiedo che il Governo dia delle motivazioni tecniche
e politiche a sostegno del suo diniego rispetto all'ipotesi
dell'onorevole Turano.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 17.2.R.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.12.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
TURANO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, vorrei sapere che fine ha fatto
l'emendamento 17.2R.
PRESIDENTE E' stato bocciato. Pongo in votazione l'emendamento
17.12.
Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, credo che, per ultimo, anche il
nervosismo del collega Turano sia la dimostrazione che quest'Aula
avrebbe fatto bene questa sera a sospendere l'esame di questo
articolo. Sarebbe stato più opportuno fare un ragionamento serio,
cauto, calmo e consentire all'Aula di votare una cosa che fosse
chiara
Noi questa sera stiamo votando una cosa che chiara non è, anzi,
voi questa sera state votando una cosa che chiara non è Perchè
voglio annunciare, anche e nome del mio Gruppo - non so se i
colleghi del centro sinistra pensano di fare altrettanto - che noi
non parteciperemo al voto di questo articolo; quindi, per quanto
riguarda il Gruppo dei DS, a questo articolo, non consente la
presenza in Aula per legittimare un voto sbagliato nel merito e nel
metodo per come si è condotta l'Aula e per quello che stiamo andando
ad approvare.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, la prepotenza con la quale una
maggioranza distratta ha bocciato la sua proposta e quella
dell'Assessore Pagano, di accantonare gli articoli 16, 17 e 19 della
finanziaria, rende plastico l'unico interesse attorno al quale si
organizza la somma dei deputati, questa sera casualmente presenti in
quest'Aula.
Gli articoli sopradetti infatti realizzano una vera e propria
sanatoria generalizzata, istigano la bramosia degli speculatori e,
comunque, tradiscono lo spirito della legge finanziaria.
E' stata scritta stasera una delle pagine più buie della storia
del Parlamento siciliano che devasterà il territorio, metterà a
repentaglio la sicurezza dei cittadini, deturperà la storia e il
retaggio edilizio urbano e non solo.
Per questo motivo anche noi abbandoniamo l'Aula.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo basti
guardare quest'Aula, l'entusiasmo dei deputati, dei colleghi
parlamentari, della stessa maggioranza che sostiene il Governo, la
convinzione con la quale è stata discussa e si è giunti
all'approvazione di questo articolo per capire come questo metodo,
che viene adottato per legiferare su materie così delicate non è
concepibile; non in un'Assemblea come questa che è un Parlamento, ma
neanche in un semplice consiglio comunale, eppure abbiamo legiferato
su normative urbanistiche di estrema delicatezza.
Avevamo chiesto solo di intervenire in una materia di questa
natura con un apposito percorso legislativo, lo avete fatto per la
famiglia, lo avete fatto per gli appalti, ma qui avete l'ansia
soltanto di produrre norme che riguardano sanatorie dell'abusivismo
e riguardano nuovi spazi di speculazione alla vigilia delle elezioni
amministrative. Avete fatto questo in uno stato confusionale anche
interno alla vostra stessa maggioranza, speriamo che serva almeno a
farvi riportare un barlume di ragione per il prosieguo dei lavori di
questa legge finanziaria.
Ma certo oggi voi vi siete assunti la responsabilità di
scrivere una delle pagine più brutte, lo diceva l'onorevole Ortisi;
ma sicuramente più brutta non di questa Assemblea, ma dei rapporti
interni a questo Parlamento e della serietà con il quale un
Parlamento dovrebbe legiferare.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome anche del
gruppo Sicilia 2010, solo per confermare le dichiarazioni fatte dai
colleghi dei DS e della Margherita: non partecipiamo al voto d'Aula
in relazione a questo articolo 17. Definire quello stiamo facendo
qui stasera, a me risulta particolarmente difficile. Il collega
Ortisi ha detto che questo Parlamento sta scrivendo una pagina buia
dell'azione legislativa. Io, se mi consente onorevole Ortisi, non
la definisco nemmeno una pagina buia, perché la maggioranza si
accinge ad approvare...
PRESIDENTE Mi scusi se la interrompo onorevole Raiti, ma,
siccome vedo l'Aula in fermento con alcuni deputati che stanno
elaborando ulteriori emendamenti all'articolo 17, faccio presente
che siamo al voto finale dell'articolo 17, dunque non possono essere
presentati emendamenti. La prego di continuare, onorevole Raiti.
RAITI Dicevo che la maggioranza, o coloro i quali voteranno
questo articolo, dopo tutto quello che è stato detto e dopo aver
registrato quanto è accaduto sull'esame di questo articolo, il cui
contenuto definire una pagina buia di questo Parlamento, a me
sinceramente sembra poco, abbiamo ragionato e si sta per approvare
una norma che quasi non trova rispondenza nell'ordinamento giuridico
di questo Stato. Consente di fare di tutto e di più, mettendo a
repentaglio non solo la struttura urbanistica delle nostre città, ma
quello che più ci riguarda: la sicurezza dei cittadini. Perché,
consentendo una speculazione edilizia senza limiti, senza regole e
senza nessuna possibilità di aggancio ad una realtà normativa
esistente, ritengo che questa norma non potrà entrare nel nostro
tessuto normativo.
Ma qualora vi entrasse, certamente state procurando un guasto
che piangeremo a lacrime e sangue nei prossimi anni. Se volete
assumervene la responsabilità, fatelo. Ma, certamente, noi non
possiamo non protestare in maniera così forte, così come stiamo
civilmente facendo. La storia darà ragione a voi o a noi. Saranno
purtroppo i posteri a giudicare quello che voi state facendo.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio fare
una dichiarazione di voto, voglio fare un intervento per fatto
personale.
Purtroppo è vero che poco fa ho dato l'impressione di essere
particolarmente animato nel corso del mio intervento, ed è un fatto
che non dovrebbe succedere, ma ero animato perché oggi pomeriggio,
mi dispiace che i colleghi non abbiano capito questo, i colleghi
della maggioranza e quelli dell'opposizione, che non hanno capito
che stavano votando una cosa giusta nonostante era stata spiegata in
modo corretto, sono stato in contatto con i funzionari del Governo,
sono stato in contatto con i funzionari che hanno steso
l'emendamento, con i funzionari dell'Assessore, con gli stessi
funzionari che avevano indicato all'Assessore di dare un parere
favorevole.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Ma con quale
Assessore? Con chi ha parlato? Sono di una lucidità spaventosa.
TURANO Onorevole Assessore, se lei produce atti come quelli di
questa sera che mirano a mortificare se con la lucidità spaventosa
lei produce atti che mirano a disarmare una maggioranza che la
sostiene e a mortificare la dignità di ogni singolo parlamentare, mi
creda, ha bisogno di un poco di riposo.
Questa sera ci sono delle persone che in nome di una
maggioranza stanno votando una legge ed io voterò l'articolo 17
perchè faccio parte di questa maggioranza, ma la voterò con la
consapevolezza che lei ha fatto in maniera irresponsabile una
dichiarazione che serviva a non esasperare un clima in Aula, clima
esasperato per altri fattori, su cui lei ebbe a ricredersi perchè
non aveva le idee chiare su quello che diceva.
Posso permettere a lei di giocare con l'emendamento mio o di un
altro collega, ma non certamente con la mia dignità.
Ribadisco il voto a favore dell'articolo 17 e spero che lei
consideri le persone che la sostengono, visto che lei fa parte di un
Governo che noi sosteniamo, persone laboriose che quando lavorano su
interessi sani e legittimi della Sicilia hanno diritto alla sua
attenzione, visto che la sua parola è condizionante.
FORMICA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, mi rivolgo al Governo ed a lei
Presidente. Questa sera lei ha avuto - mi sto rivolgendo al Governo
- forse per la prima volta una maggioranza che ha sostenuto la
proposta finanziaria del Governo al di là... sì per la prima volta,
nei termini in cui questa sera si è portata avanti la proposta del
Governo, forse per la prima volta non a caso e proprio questo che
veniva e viene rinfacciato a questa maggioranza: e cioè di aver
tenuto un comportamento sprezzante nei confronti dell'opposizione
per sostenere la proposta del Governo.
Ed abbiamo sostenuto la proposta del Governo anche laddove non
condividevamo per non avere avuto il tempo di approfondire bene
alcune parti di questa proposta oppure non comprendevamo i motivi
per cui alcune parti di questa finanziaria dovevano essere proposte
all'Aula nella finanziaria.
Ciò non di meno questa maggioranza è stata qui questa sera ed
all'inizio della seduta anche in contrasto con la posizione del
Governo stesso che era pronto a fuggire e ad abbandonare alcuni
articoli, lo ha spronato a portare avanti il suo disegno stesso, il
disegno dal Governo posto.
Assistiamo invece in questa ultima fase concitata ad un
comportamento che secondo me, ho chiamato anche appunto per questo
in causa la Presidenza, necessiterebbe di essere maggiormente
esplicitato alla luce dei regolamenti, e mi riferisco alla
riscrittura dell'articolo 17R che altri non era che un articolo che
è stato votato, approfondito, lungamente approfondito in Commissione
di merito e proposto dalla Commissione di merito.
Questo articolo peraltro ne accorpava altri, presentati da
deputati, che non erano esattamente conformi a questa riscrittura e
che essendo stati inopinatamente inglobati nella riscrittura, anche
se molto più rigorosi della riscrittura, una volta che il Governo
decide di ritirare il 17R vanno a cadere emendamenti che trattavano
materie attinenti al 17R, ma che se ne discostavano ampiamente e che
soprattutto si sottraevano alle critiche che questa riscrittura ..
PRESIDENTE Onorevole Formica, gli emendamenti 17.14, 13, 16 e
17, sono stati votati e bocciati.
E' stato ritirato soltanto l'emendamento 17.14R a firma del
Governo, gli altri sono stati messi in votazione e bocciati.
FORMICA No perché ritenuti interni all'emendamento stesso.
PRESIDENTE No, onorevole Formica. Dopo il ritiro
dell'emendamento da parte del Governo, sono ritornati in vita gli
emendamenti nella loro formulazione originaria e dunque sono stati
posti in votazione gli emendamenti 17.13, 17.14, 17.16 e 17.17 e
sono stati bocciati tutti.
FORMICA Signor Presidente, per il ragionamento che stavo
svolgendo la cosa è ancora più grave, perché se il ritiro
dell'emendamento 17.R è stato causato dal fatto che non prevedeva
alcune norme di salvaguardia, per esempio il rilascio di concessioni
edilizie per eseguire alcuni lavori, mentre gli emendamenti a cui mi
riferivo prevedevano queste salvaguardie, è ancora più grave il
comportamento per cui io La prego, Presidente, e prego il Governo di
prendere in considerazione una riscrittura di questi emendamenti da
inserire successivamente nel disegno di legge e vorrei assicurazioni
dal Governo in questo senso.
ROTELLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, associandomi all'intervento
dell'onorevole Formica, Le chiedo altrettanto e chiedo che il
Governo su questo dia una risposta chiara ed esaustiva.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, devo prendere atto che certamente il clima si è
surriscaldato. Invito i colleghi, non solo della maggioranza ma del
parlamento, ad una rivisitazione di tutta la propria impostazione
perché penso che in questo momento il motivo principale per cui noi
dobbiamo intervenire, su cui dobbiamo operare è esitare non soltanto
un articolo che è fondamentale, ma una manovra finanziaria che nel
suo complesso si manifesta ardua, complessa e difficile.
Io ricordo ai colleghi che tutti gli articoli che sono stati
oggi oggetto di trattazione hanno coinvolto tutta l'Aula ed hanno
fatto sì che tutti hanno avuto l'opportunità di esprimere dei
giudizi.
La grinta che è stata tirata fuori anche da alcuni parlamentari
e da alcuni gruppi è giustificata perché la materia è importante,
perché oggi stiamo parlando di un articolo (l'articolo 17) che
certamente raramente troverà opportunità per essere oggetto di
discussione in questo parlamento e quindi siamo convinti che le
ragioni, anche in termine di motivazione e di grinta, sono ben
riposte. Però, onorevole Formica, onorevole Rotella, il Governo non
può fare un passo in avanti ed un altro indietro.
Il Governo deve avere una linea e certamente noi abbiamo fatto
un ragionamento, abbiamo articolato una discussione. Quest'aula è
rimasta bloccata per quasi un'ora e mezza e gli argomenti che sono
stati portati avanti non sono stati sufficienti per dirimere la
questione. Dobbiamo prendere atto che il Parlamento era in una
fase di impasse e non possiamo non dimenticare che siamo appena
all'articolo 17. Allora io invito, pur riconoscendo validi gli
argomenti, ad essere più prudenti e soprattutto più lungimiranti.
Questo Parlamento non sta finendo oggi di legiferare, avremo altre
opportunità e altre occasioni. Certamente, le ragioni che oggi sono
state portate avanti sono ritenute valide, tanto è vero che abbiamo
dato parere favorevole, abbiamo riscritto l'articolo, però, per
favore, anche all'interno di un profondo senso di responsabilità,
non si compromette un equilibrio complessivo. Nel momento in cui
questo Parlamento dovesse costringere a una impasse, all'interno di
una difficoltà complessiva, le scelte del Governo va da sé che
tutta la manovra sarebbe oggettivamente in difficoltà.
E allora, gli spazi io non so se ci sono onorevole Formica,
perché abbiamo preso una decisione sofferta, ma l'abbiamo presa. Il
Governo aveva riscritto questo articolato, quindi, per favore, non
create difficoltà perché stiamo riconoscendo delle oggettive ragioni
e chiediamo espressamente di andare avanti. Non mancheranno
occasioni per riprendere questo tipo di tematica.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
Art. 19.
Opere interne
1. Non sono soggetti a concessioni ed autorizzazioni né è
considerato aumento di superficie utile o di volume nè
modificazione della sagoma della costruzione la chiusura di
terrazze di collegamento o la copertura di spazi interni con
strutture precarie, ferma restando l'acquisizione del
nulla-osta da parte della Sovrintendenza nel caso di immobili
soggetti a vincolo.
2. Nei casi di cui al comma 1, contestualmente all'inizio
dei lavori il proprietario dell'unità immobiliare deve
presentare al sindaco una relazione a firma di un
professionista abilitato alla progettazione che asseveri le
opere da compiersi ed il rispetto delle norme di sicurezza e
delle norme igienico-sanitarie vigenti.
3. Entro trenta giorni dalla presentazione della
relazione il proprietario è tenuto a versare al comune dove è
ubicato l'immobile l'importo di cinquanta euro per ogni metro
quadro di superficie chiusa con strutture precarie.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si
applicano anche alla chiusura di verande o balconi con
strutture precarie previste dall'articolo 9 della legge
regionale 10 agosto 1985, n. 37, per la quale è dovuto
l'importo di venticinque euro per ogni metro quadro di
superficie chiusa con strutture precarie.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che c'è
stata una lunghissima discussione che ha riguardato due articoli
importanti del testo e in considerazione del fatto che nella
conferenza dei capigruppo fu stabilito che i due testi stralciati,
quello relativo agli appalti e quello relativo all'assessorato sulla
famiglia, dovevano essere incardinati, io le propongo di sospendere
ora la trattazione della legge sulla finanziaria, di riconvocare
l'Aula tra qualche minuto, incardinare i due disegni di legge e
rinviare poi l'Aula a martedì prossimo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Propongo di
andare avanti con l'esame dell'articolato. Signor Presidente, chiedo
l'accantonamento dell'articolo 19.
PRESIDENTE L'articolo 19 è accantonato. Si passa all'articolo
20.
SPEZIALE Non si può fare perché l'Aula si è già espressa.
PRESIDENTE Il 16, Il 17 e il 19, siccome però l'Aula ha discusso
il 16 e il 17, la proposta era unica, pertanto ha aperto la
discussione sul 19, questo è quello che doveva accadere.
A questo punto il Governo con la discussione aperta,
evidentemente, ritiene di non essere pronto ad affrontare la
discussione e ne chiede l'accantonamento. Siccome il Governo non è
pronto, non lo posso obbligare a discutere un articolo se non è
pronto.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
Art. 20.
Disposizioni in materia di edilizia
residenziale pubblica
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge
regionale 26 marzo 1963, n. 26 e successive modifiche ed
integrazioni, al fine di favorire il rapido trasferimento
degli alloggi, la Presidenza della Regione provvede, su
richiesta motivata e specifica dell'ente gestore, ai
frazionamenti ed agli accatastamenti degli immobili tramite
tecnici liberi professionisti appositamente incaricati, previ
accordi con i rispettivi ordini professionali.
2. Le spese per i frazionamenti sono poste a carico dei
cessionari in sede di stipula degli atti di cessione
dell'immobile. L'ente gestore provvede al rimborso alla
Regione delle somme anticipate in esecuzione di quanto
disposto dal comma 1.
3. Gli alloggi costruiti a totale carico o con il
contributo della Regione vengono alienati ai sensi della
legge regionale 3 novembre 1994, n. 43 nella misura del 100
per cento del patrimonio residuo, fermo restando il disposto
dell'articolo 17 della legge regionale 24 luglio 1997, n. 25.
4. E' abrogato l'articolo 8 della legge regionale 9
agosto 2002, n. 11.
5. Al fine di favorire la riqualificazione urbana
attraverso l'insediamento di attività commerciali e
artigianali nei fabbricati realizzati con programmi di
edilizia sovvenzionata, convenzionata agevolata è consentito
il cambio di destinazione d'uso delle pertinenze degli
alloggi realizzati alla data del 30 giugno 2002, fatta
eccezione delle pertinenze assoggettate a vincolo permanente
ai sensi dell'articolo 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765.
6. Il termine previsto dall'articolo 5 della legge
regionale 3 novembre 1994, n. 43 e successive modifiche ed
integrazioni è prorogato fino al 31 dicembre 2003.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
D'ANTONI . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
D'ANTONI Signor Presidente, onorevoli colleghi, si era proposto
di incardinare i due disegni di legge e poi rinviare a martedì
prossimo la prosecuzione, a me sembra più lineare rispetto ad un
percorso ad ostacoli che è quello di riprendere accantonando
l'articolo 19. E' meglio fare un percorso lineare, tra l'altro con
qualche problema che c'è stato in Aula, che non fare questi percorsi
a zig zag.
La maggioranza si è pronunziata, ha respinto l'accantonamento,
abbiamo votato come si è visto con grande impegno, tensione e tutto
quello che ne consegue l'articolo 17, io penso che sia logico
ricostituirsi, rimettersi in linea e proseguire come logica vuole
con l'articolo 19. Ma non questa sera, accettando quindi
l'incardinamento dei disegni di legge e rinviando alla settimana
prossima, perchè lo zig zag al punto in cui siamo ci fa solo male,
ci fa solo confusione, ci fa solo danno, a mio giudizio.
Quindi, propongo di ripartire da quel testo e non ricominciare
per accantonare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, siamo tornati alla proposta di
prima, se c'è una condivisione generale da parte dell'Aula, allora
noi possiamo chiudere questa seduta e aprirne un'altra per
incardinare i disegni di legge che sono stati concordati e poi
aggiornare ad altra data. Purchè ci sia una condivisione generale e
non si torni sull'argomento. Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 27
marzo 2003, alle ore 23.50 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Istituzione dell'Assessorato della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali". (N. 533/A - stralcio 1)
Relatore: on.le Savarino
2) "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 2 agosto
2002, n. 7. Disposizioni in materia di acque sotterranee".
(N. 553/A - stralcio 2)
Relatore: on.le Vicari
3) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio
2003-2005". (NN. 554-557-562-588/A). (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Savona
Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
4) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
(N. 553/A). (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Savona
Relatore di minoranza: on.le Capodicasa
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E
MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981,
N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE
DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER
LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE PER
LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO DELL'AZIENDA
MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 23.49.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.00)