Presidenza del vicepresidente Fleres
SCOMA segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
nn. 128 e 129 del 27 marzo 2003 che, non sorgendo osservazioni,
si intendono approvati.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Sanità:
N. 379 - Iniziative per impedire il conferimento di incarico di
Direttore generale di AUSL, al dott. Francesco Poli.
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
- da parte dell'Assessore per il Territorio:
N. 461 - Notizie circa l'adozione del Piano regionale dei centri
di stoccaggio provvisorio dei rifiuti.
Firmatari: Giannopolo Domenico; Speziale Calogero
N. 508 - Interventi riguardanti le aree a suscettibilità
ambientale.
Firmatari:Lo Monte Carmelo
N. 817 -Iniziative per eliminare il rischio amianto presso la
stazione di Riposto (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Garofalo Ottavio
N. 834 - Provvedimenti circa l'adozione del Piano commerciale del
Comune di Villabate (PA).
Firmatari: Giannopolo Domenico
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che in data 27 marzo 2003 l'onorevole Sbona
ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 570 "Norme per
la portualità turistica nella Regione", presentato dagli onorevoli
Beninati ed altri in data 23 gennaio 2003.
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
- n. 56 del 6 marzo 2003 "POR Sicilia 2000/2006 - Misura 4.11
'Ricomposizione fondiaria' - Piano regionale riordino fondiario -
Modifica deliberazione della Giunta regionale n. 290 del 13
settembre 2002";
- n. 86 del 18 marzo 2003 "Modifica D.P.R.S. n. 45 del 14 giugno
1997 - Regolamento di esecuzione dell'art. 12, comma 3, della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 29, concernente procedure di
nomina dei componenti il Consiglio e la Giunta camerale";
- n. 104 del 18 marzo 2003 "Autorizzazione al Presidente della
Regione a promuovere ricorso innanzi alla Corte costituzionale per
questione di legittimità costituzionale dell'art. 42 della legge
16 gennaio 2003, n. 3".
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative per il periodo 24 - 26 marzo 2003:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 24.03.03: LEANZA E.-MOSCHETTO-CRISAFULLI-IOPPOLO
ORTISI-SANZERI
Sostituzioni
Riunione del 24.03.03: BARBAGALLO sostituito da TUMINO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 26.03.03: VICARI
Sostituzioni
Riunione del 26.03.03: INFURNA sostituito da IOPPOLO
LO CURTO " " BALDARI
MAURICI " " MERCADANTE
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 1110 - Salvaguardia dell'ospedale 'Vittorio Emanuele'
di Salemi (TP).
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1111 - Accoglimento della richiesta di autorizzazione
dell'Azienda ospedaliera universitaria di Messina per la
realizzazione di un blocco operatorio di cardiochirurgia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Panarello Filippo
- con richiesta di risposta scritta:
N. 1112 - Revisione della convenzione che regola la
destinazione delle acque dell'invaso di Ragoleto in rapporto
alle coltivazioni del comprensorio Chiaramonte-Mazzarronello.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Gurrieri Sebastiano;
N. 1113 - Provvedimenti circa i concorsi recentemente
banditi dalla Provincia regionale di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Panarello Filippo;
N. 1114 - Interventi per bonificare un'estesa area verde
in via Beccaria a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatari: Fleres S.; Catania G.; Maurici G.;
N. 1115 - Interventi per bloccare lo scarico di acque
fognarie in prossimità dell'istituto scolastico 'Angelo
Musco' nel quartiere di San Giorgio a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatari: Fleres S.; Catania G.; Maurici G.;
N. 1116 - Bonifica delle discariche abusive nel territorio
del comune di Paternò (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 1117 - Notizie circa le disposizioni che si intendono
adottare in seguito ad un'indagine tecnica che ha
evidenziato la non potabilità dell'acqua della città di
Palermo.
- Assessore Territorio
Firmatari:Catania G.; Maurici G.; Fleres S.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 99 - Notizie circa le aree a suscettibilità ambientale della
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
553/A
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NN.
554-557-562-588/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2003-2005" E N. 553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE
PER L'ANNO 2003"
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta dei
disegni di legge nn. 554-557-562-588/A "Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2003 e bilancio
pluriennale per il triennio 2003-2005" posto al n. 1) dell'ordine
del giorno e n. 553/A "Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2003", posto al n. 2) dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella seduta n. 128 l'esame del disegno di legge
era stato sospeso dopo l'accantonamento dell'articolo 19 del ddl
553/A e dei relativi emendamenti.
Comunico che e l'onorevole Scammacca della Bruca, assessore per
i lavori pubblici, ha richiesto un ulteriore accantonamento degli
articoli 19 e 20 per un approfondimento.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, venerdì mattina, alla presenza del
Presidente dell'Assemblea e del Presidente della Regione, si è
svolta una riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
riconsiderare la vicenda IMESI ed in quell'occasione è rimasto
stabilito che questa mattina l'Aula avrebbe discusso un ordine del
giorno, una mozione o tutti gli atti afferenti alla vicenda IMESI,
approvando un documento politico che consentisse al Governo oggi
pomeriggio di partecipare al tavolo nazionale nel quale si discuterà
appunto sulle sorti dello stabilimento IMESI di Carini.
Poichè, tutti quanti, si era convenuto su tale procedura e
su questo appuntamento, le avanzo formale richiesta di modificare
l'ordine del giorno dell'Aula, prevedendo l'inserimento delle
determinazioni del Parlamento sulla vicenda IMESI.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, la Presidenza non ha alcuna
difficoltà ad accogliere la sua proposta non appena l'ordine del
giorno sarà presentato.
Informo al riguardo che è in corso di predisposizione un ordine
del giorno unitario che attende di essere sottoscritto dai
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente devo segnalare alla Presidenza che
sono sparite dal mio banco, dove le avevo lasciate, tutte le carte
riguardanti la finanziaria: gli emendamenti, le relazioni di
accompagnamento.
Le chiedo pertanto di sospendere la seduta in attesa che i
commessi possano darmi risposta, in quanto, per ragioni che
prescindono dalla mia volontà, non sono in condizione di potere
eseguire il testo di legge.
PRESIDENTE Onorevole Acierno mi dispiace per l'inconveniente. I
commessi stanno cercando di recuperare la documentazione che lei ha
lasciato in Aula, ma intanto dobbiamo andare avanti.
ACIERNO Intanto mi faccia avere un fascicolo con gli
emendamenti.
553/A
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DDL N. 553/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 22. Ne dò lettura:
" Art. 22.
Valorizzazione beni immobili demaniali e patrimoniali
1. Ai fini della valorizzazione dei beni immobili del
demanio e del patrimonio della Regione, si applicano la
disciplina e le procedure di cui alla legge 11 luglio 1986,
n. 390 ed al D.P.R. 8 gennaio 2001, n. 41.
2. Per la realizzazione degli interventi di
valorizzazione possono essere applicate le procedure previste
dall'articolo 3, comma 112, lettera a), della legge 23
dicembre 1996, n. 662, nonché le disposizioni di cui al terzo
periodo dello stesso articolo 3, comma 99.
3. Con decreto del Presidente della Regione sono indicati
i criteri per la determinazione del canone, le modalità di
pagamento e la durata della concessione o locazione che può
essere superiore a quella indicata dagli articoli 7 e 8 del
D.P.R. 8 gennaio 2001, n. 41.
4. Ove, ai fini del presente articolo, si rendesse
necessaria la variazione della destinazione d'uso degli
immobili oggetto di valorizzazione, al rilascio della
relativa autorizzazione provvede il sindaco previa indizione
da parte della Presidenza della Regione di apposita
Conferenza dei servizi."
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Liotta ed altri
l'allegato emendamento 22.1, soppressivo dell'articolo.
Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo ed il
relativo emendamento.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare la dichiaro
chiusa.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 22.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne dò lettura:
" Art. 23.
Manutenzione del patrimonio regionale
1. All'articolo 3 della legge regionale 11 marzo 1950, n.
8 sono aggiunti i seguenti commi:
'Su segnalazione delle amministrazioni competenti,
l'Azienda regionale delle foreste demaniali, attraverso i
propri uffici provinciali, assicura la manutenzione dei
giardini annessi a palazzi o ville di proprietà della Regione
o comunque utilizzati per uffici o servizi
dell'Amministrazione regionale. Gli eventuali contratti in
corso che prevedono oneri a carico della Regione restano in
vita fino alla scadenza.
I lavori di cui al terzo comma sono effettuati in economia
ai sensi dell'articolo 64 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16, utilizzando il personale iscritto nei
contingenti di cui agli articoli 47 e seguenti della stessa
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, nell'ambito dei lavori
annualmente programmati, senza nuovi oneri per la Regione.'"
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Tumino
l'allegato emendamento 23.1, soppressivo dell'articolo.
Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo ed il
relativo emendamento.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare la dichiaro
chiusa.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 23.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PANARELLO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta di associano gli onorevoli Raiti, Miccichè,
Giannopolo e Cracolici)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 20.
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà alle ore 11.50.
(La seduta, sospesa alle ore 10.50, è ripresa alle ore 12.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, data l'assenza del Governo, la
seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12,01, è ripresa alle ore 12,05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 23.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso, prima della votazione dell'articolo 23, che il
riferimento riportato all'inizio dell'articolo 23 e precisamente
riguardo 'all'articolo 3 della legge n. 8 del 1950', è da
intendersi al decreto legislativo n. 8 del 1950 e convertito dalla
legge regionale n. 88 del 1950.
Pongo in votazione l'articolo 23 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26.
Ne do lettura:
Art. 26.
Enti vigilati
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale
17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni,
sono aggiunti i seguenti commi:
'2 bis. La relazione previsionale e programmatica
individua altresì per un arco temporale compreso fra tre e
cinque anni l'evoluzione prevista per le principali grandezze
economiche e finanziarie dei bilanci dell'ente, insieme alle
azioni che l'ente intraprende per il miglioramento dei
livelli di autosufficienza economica e finanziaria, con
l'esplicitazione in termini quantitativi degli effetti di
tali azioni sulle variabili economiche e finanziarie.
2 ter. Contestualmente all'approvazione del bilancio di
previsione ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni,
l'organo regionale di vigilanza fissa, di concerto con
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, per gli
enti, aziende ed istituti vigilati, specifici obiettivi di
gestione con valenza finanziaria, indicando la cadenza delle
verifiche periodiche.
2 quater. Entro dieci giorni dall'approvazione del
bilancio di previsione, gli obiettivi gestionali assegnati ai
dirigenti generali o figure apicali vengono modificati o
integrati sulla scorta della relazione programmatica e degli
obiettivi assegnati ai sensi del comma 2 ter, al fine
dell'effettiva realizzazione dei risultati ivi indicati come
conseguibili.
2 quinquies. Accertato il mancato raggiungimento degli
obiettivi da parte dell'ente, l'Assessore competente, previa
delibera di Giunta, procede allo scioglimento o alla
rimozione degli organi di amministrazione responsabili
dell'inadempimento.
2 sexies. Gli obiettivi di cui al presente articolo
possono essere disattesi soltanto in presenza di eventi
straordinari, la cui valenza viene attestata dal collegio
sindacale.'.
2. Fermi restando la riduzione di spese e l'incremento di
entrate previsti per l'esercizio finanziario 2002
rispettivamente dai commi 3 e 4 dell'articolo 17 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8, aggiunti con il comma 1
dell'articolo 21 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2,
nonché le riduzioni dei contributi regionali derivanti dalla
mancata ottemperanza a dette disposizioni, gli enti, le
aziende e gli istituti sottoposti a vigilanza e tutela
dell'Amministrazione regionale ai quali la Regione eroga
contributi o trasferimenti per la copertura delle spese di
funzionamento o per il pareggio del bilancio adeguano le
spese e le entrate secondo le disposizioni dei commi
seguenti.
3. Per gli esercizi finanziari 2003, 2004 e 2005 il
livello massimo di spese per acquisto di beni e servizi non
può superare l'ammontare delle medesime spese sostenute
nell'esercizio finanziario 2001, come risultante dal conto
consuntivo, ridotto rispettivamente del 5 per cento, del 10
per cento e del 15 per cento. Per gli enti che non
realizzino detta riduzione di spese, nell'esercizio
successivo i trasferimenti regionali senza vincolo di
specifica destinazione sono ridotti di una percentuale pari
a quella della mancata riduzione fino al massimo
rispettivamente del 5 per cento, del 10 per cento e del 15
per cento, a meno che una delibera di Giunta non attesti la
presenza di esigenze straordinarie. Le somme non erogate
costituiscono economie per il bilancio regionale.
4. Per gli esercizi finanziari 2003, 2004 e 2005 il
livello minimo delle entrate autonome è determinato
aumentando le medesime entrate accertate nell'esercizio 2001,
secondo le risultanze del conto consuntivo, rispettivamente
del 5 per cento, del 10 per cento e del 15 per cento. Per
gli enti che non realizzino detto incremento di entrate,
nell'esercizio successivo i trasferimenti regionali senza
vincolo di specifica destinazione sono ridotti di una
percentuale pari a quella del mancato incremento fino al
massimo rispettivamente del 5 per cento, del 10 per cento e
del 15 per cento, a meno che una delibera di Giunta non
attesti la presenza di esigenze straordinarie. Le somme non
erogate costituiscono economie per il bilancio regionale.
5. Al comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni le
parole 'di cui ai commi 2 e 3' sono sostituite con le parole
'di cui al comma 2'.
6. Il comma 6 dell'articolo 32 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, è
così sostituito:
'6. I contributi per le spese di funzionamento di enti,
aziende ed istituti regionali sono erogati in due
semestralità anticipate. L'erogazione della seconda
semestralità è condizionata alla presentazione del conto
consuntivo dell'anno precedente e deve essere effettuata al
netto dell'avanzo di amministrazione utilizzabile determinato
con il predetto conto; l'avanzo di amministrazione
utilizzabile non viene portato in diminuzione del contributo
regionale da erogare fino alla concorrenza del 5 per cento
della spesa corrente complessivamente prevista risultante dal
conto consuntivo e con il limite massimo di 150 mila euro.
Qualora l'importo da portare in diminuzione risulti maggiore
della seconda semestralità, la parte eccedente viene
conguagliata con le semestralità successive. Le somme non
utilizzate per effetto del presente comma costituiscono
economie di spesa per il bilancio regionale.'.
7. In deroga agli articoli 2 e 3 del D.L. 16 maggio 1994,
n. 293, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio
1994, n. 444, e recepito, con modifiche ed integrazioni,
dalla legge regionale 28 marzo 1995, n. 22, fermo restando il
limite massimo di durata in carica dei consigli di
amministrazione degli Istituti autonomi case popolari,
fissato in cinque anni dal sesto comma dell'articolo 6 della
legge 22 ottobre 1971, n. 865, nel caso di cessazione del
mandato degli organi istituzionali preposti per legge alla
designazione dei presidenti, dei vicepresidenti e degli altri
componenti dei consigli di amministrazione degli Istituti
autonomi case popolari, questi ultimi restano prorogati sino
alla nuova nomina da parte degli organi istituzionali
predetti.
8. La disposizione di cui all'articolo 18 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8, deve intendersi nel senso che
le norme ivi richiamate sono estese ai presidenti degli enti,
aziende ed istituti sottoposti al controllo della Regione
anche se già insediati alla data di entrata in vigore della
legge regionale 17 marzo 2000, n. 8.
9. Nell'ambito delle proprie attribuzioni concernenti il
livello di realizzazione dell'incremento delle entrate della
Regione, l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze
riferisce semestralmente alla Giunta regionale in ordine alla
situazione finanziaria della liquidazione degli enti di cui
alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, acquisendo, dal
commissario liquidatore, stati di avanzamento trimestrali
delle liquidazioni.
10. L'Assessorato regionale alla cooperazione, commercio,
artigianato e pesca è autorizzato a stipulare convenzioni con
le articolazioni regionali delle Associazioni Nazionali del
Movimento Cooperativo riconosciute ai sensi del decreto
legislativo del capo provvisorio dello Stato 14 dicembre
1947, n. 1577 per lo svolgimento della revisione ordinaria
alle società cooperative non aderenti alle Associazioni
stesse. Le convenzioni devono basarsi sugli stessi criteri in
atto vigenti e definiti dalla legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36 e successive modifiche ed integrazioni.
11. In ragione dell'autonomia finanziaria delle camere di
commercio stabilita dalla legge regionale 4 aprile 1995, n.
29 articolo 18 è recepito il decreto del Presidente della
Repubblica 20 agosto 2001, n. 363.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
dall'onorevole Crisafulli 26.1; dall'onorevole Lo Giudice 26.3;
dagli onorevoli Liotta ed altri 26.2; dall'onorevole Giannopolo ed
altri 26.4; dall'onorevole Pistorio 26.5; dal Governo 26.6.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
illustrare l'emendamento 26.4 a mia firma che propone la
soppressione del comma 7, in quanto riteniamo illegittima tale
norma.
Infatti, il comma 7 recita 'In deroga agli articoli 2 e 3 del
decreto legislativo n. 293 del 1994, convertito con la legge n. 444,
fermo restando il limite massimo di durata in carica dei Consigli di
amministrazione degli Istituti Case Popolari, fissato in cinque
anni, nel caso di cessazione del mandato degli organi istituzionali
preposti per legge alla designazione dei Presidenti, dei
vicepresidenti e degli altri componenti, questi ultimi restano
prorogati sino alla nuova nomina da parte degli organi istituzionali
predetti'.
Credo che in proposito la Corte Costituzionale si è
abbondantemente pronunciata con diverse sentenze, laddove accetta e
statuisce il regime di prorogatio che non vale sino alla nuova
nomina, dopo la quale, immagino, intervengono altri procedimenti: la
decadenza, la nomina di un commissario e via di seguito.
Su materia su cui si è già pronunciata la Corte
Costituzionale, non possiamo stabilire, quindi, che un consiglio di
amministrazione di un Istituto Case Popolari - che magari risulta
simpatico - resti in carica per trent'anni considerato che il
Governo per un verso o per un altro non riesca a procedere alla
nomina.
Mi permetto di dire che tale norma, platealmente illegittima,
non può che essere giustificata ad usum delphini della stessa, e
credo che dovremmo abituarci ad evitare gli usum delphini in una
legge.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
ratio del comma in questione, se specificato, significhi che allo
scadere naturale debbano essere sostituiti. Però così come è
scritto oggettivamente crea un problema legislativo.
Vi è anche un'altra questione riguardante l'emendamento 6.5
dell'onorevole Pistorio, che condivido ma che lascia un
interrogativo. Atteso che il dispositivo con cui sono state
rinnovate le Camere di Commercio non è la normativa generale dello
Stato, potrebbe non essere congrua la soluzione che l'onorevole
Pistorio trova con il suo emendamento. Per cui credo che sia utile,
se il Governo non ha osservazioni di merito, al fine di avere un
quadro più completo ed anche una risposta scritta più completa,
accantonare il testo.
PRESIDENTE Vi è una richiesta di accantonamento dell'articolo.
Il parere del Governo?
PAGANO Assessore regionale per il bilancio e finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
Art. 28.
Monitoraggio spesa sanitaria
1. Al fine di assicurare il costante monitoraggio della
spesa sanitaria, i direttori generali delle Aziende unità
sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere, delle Aziende
universitarie Policlinico, del Centro di formazione
permanente e l'aggiornamento del servizio sanitario (CEFPAS),
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale con sede in
Sicilia inviano trimestralmente all'Assessorato regionale
della sanità, all'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze ed alla Commissione legislativa Servizi sociali e
sanitari dell'Assemblea regionale siciliana i dati sullo
stato di attuazione della spesa in relazione a quanto
riportato nel bilancio di previsione secondo un modello di
rilevazione concertato tra le predette Amministrazioni
regionali.
2. I dati di cui al comma 1 devono essere certificati dai
collegi dei sindaci e devono essere monitorati dagli
assessorati regionali vigilanti che, ove rilevassero uno
scostamento sensibile tra lo stato di attuazione della spesa
e le previsioni di bilancio, lo contestano al direttore
generale, affinché assuma le conseguenziali iniziative di
contenimento della spesa.
3. Il mancato invio dei dati di cui al comma 1, entro
trenta giorni dalla fine del trimestre, costituisce elemento
di valutazione negativa ai sensi dell'articolo 1, comma 5,
del DPCM del 19 luglio 1995, n. 502.
4. In coerenza con il patto di stabilità regionale
e secondo quanto previsto dall'articolo 3 del decreto legge
18 settembre 2001, n. 347 convertito con modificazioni dalla
legge 16 novembre 2001, n. 405 e successive modifiche e
integrazioni, per l'anno 2003 le Aziende unità sanitarie
locali sono tenute a garantire l'equilibrio economico di
bilancio e le Aziende ospedaliere a conseguire un utile di
almeno l'uno per cento dei ricavi di competenza
dell'esercizio. Gli obiettivi possono essere disattesi
soltanto in presenza di eventi straordinari la cui valenza è
certificata dal collegio sindacale e verificata
congiuntamente dall'Assessorato regionale della sanità e
dall'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze.
5. Le Aziende sanitarie che nell'esercizio 2002 hanno
riportato un risultato economico negativo o inferiore alle
misure previste dall'articolo 28, comma 1, della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono tenute a redigere un
piano di copertura delle perdite, di durata non superiore a
tre anni, contestualmente all'adozione del bilancio di
previsione per l'anno 2003.
6. Il direttore generale che non consegue gli obiettivi
di cui ai commi 4 e 5, anche con riferimento al mancato
rispetto degli obiettivi annuali previsti nel piano di
copertura delle perdite di cui al comma 5, viene dichiarato
decaduto dalla Regione con la procedura di cui all'articolo 3
bis, commi 6 e 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502. Il costo relativo al personale di cui all'articolo 33 e
seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non
concorre alla determinazione del risultato economico ai fini
della applicazione della sanzione.
7. I direttori generali delle Aziende sanitarie in
applicazione dell'articolo 7, comma 6 del decreto legislativo
30 marzo 2001, n.165 possono conferire incarichi
esclusivamente nei limiti previsti dall'articolo 51 della
legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41 con la corresponsione
di un compenso non superiore a quello stabilito per i
consulenti del Presidente della Regione e degli Assessori
regionali.
8. Gli incarichi già stipulati cessano alla loro scadenza
e sono rinnovabili nei limiti delle disposizioni di cui al
comma 7.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
dagli onorevoli Liotta ed altri 28.1, 28.2, 28.3, 28.4.
Pongo in votazione l'emendamento 28.1.
Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA. vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che l'onorevole Baldari ha apposto la sua firma
all'emendamento 28.2. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 28.2.
Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA. vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 28.3 ed il 28.4 sono superati.
Pongo in votazione l'articolo 28 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
Art. 29.
Disavanzi Aziende sanitarie locali ed ospedaliere
1. I commi da 2 a 6 dell'articolo 3 della legge regionale
9 agosto 2002, n. 10 sono abrogati.
2. Al ripiano definitivo dei disavanzi delle Aziende
sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere relativi
all'anno 2001, ammontanti complessivamente a 434.250 migliaia
di euro, al netto della quota di 73.750 migliaia di euro cui
si è provveduto mediante la spesa autorizzata per l'esercizio
finanziario 2002 dall'articolo 3, comma 5, della legge
regionale 9 agosto 2002, n. 10, che viene pertanto destinata
alle finalità del presente articolo, si fa fronte mediante il
maggiore avanzo finanziario presunto relativo all'esercizio
finanziario 2002, di cui 48.250 migliaia di euro derivante
dall'abrogazione di cui al comma 1.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
su questo articolo per consentire un approfondimento da parte del
Parlamento su un tema che ancora oggi mi sembra lontano da una
possibile soluzione, pur sapendo che il tema del disavanzo e del
deficit, dei debiti - chiamiamolo così - del settore sanità e della
stessa spesa sanitaria è uno dei temi che affluisce negativamente
alle sorti del nostro bilancio e delle stesse politiche finanziarie
più complessive nella nostra Regione.
Se poi consideriamo che si avanza un'idea secondo la quale
sempre più la spesa sanitaria dovrà essere autoalimentata dalle
stesse regioni, sulla base di entrate proprie e di una progressiva
diminuzione del contributo nazionale, credo che il tema meriterebbe
una grande discussione, puntando innanzitutto a qualificare la
stessa spesa sanitaria, a riordinare tutto il Servizio sanitario
regionale, a dare corpo allo stesso piano sanitario regionale che
pure noi abbiamo varato dopo tanti anni di ritardi.
Ma all'interno di tale tema c'è anche quello dell'ammontare dei
crediti vantati verso il Servizio sanitario regionale, le aziende
sanitarie locali e ospedaliere.
Il Governo regionale ha affrontato il problema più di una volta
attraverso l'introduzione del principio della cartolarizzazione dei
crediti. Occorrerebbe che qualcuno ci spiegasse quali effetti abbia
determinato tale cartolarizzazione, come si sia riusciti ad
eliminare una passività pregressa che pesa enormemente sui bilanci
tutti in nero, tutti negativi, dell'Aziende sanitarie.
Abbiamo molte aziende sanitarie che fra l'altro non sono in
condizione ancora di chiudere i conti consuntivi di anni pregressi e
ciò dovrebbe in qualche modo rendere complicata anche la stessa
certificazione dei crediti, le cartolarizzazioni o le stesse
operazioni di cosiddette 'fattorizzazione' che sono state accordate
dall'Assessorato regionale alla sanità, sulla base dei crediti
vantati anche dalle Aziende sanitarie locali verso lo Stato e verso
la Regione.
Il fatto è che tutte queste operazioni non sono riuscite ad
alleggerire e mitigare l'impatto devastante dei crediti vantati
verso le Aziende sanitarie locali (è di febbraio una delibera della
Giunta di governo la quale stabilisce che si possono fare operazioni
finanziarie, autorizzando le Aziende sanitarie locali a fare
operazioni finanziarie solo con la FEDERFARM per pagare i crediti
vantati dai farmacisti, ma non si affronta per esempio il tema degli
altri crediti che tutta la convenzionata esterna tutta la
specialistica anche le stesse case di cura vantano verso il sistema
sanitario).
Non ho capito come il Governo intenda fare fronte,
complessivamente, considerato che la situazione ha ormai
abbondantemente superato i livelli di guardia in termini di
indebitamento del servizio sanitario regionale.
All'interno di tale contesto esistono poi le maglie larghe che
si sono aperte all'improvviso verso la cosiddetta sperimentazione
gestionale. Si è arrivati a statuire ciò che è stato fatto in
termini di accordo preliminare (da cui sono discesi già atti
concreti quali la costituzione della fondazione con atto costitutivo
e statuto); mi riferisco, ancora, all'operazione San Raffaele
Giglio di Cefalù, all'interno della quale si stabilisce per esempio
la possibilità che la Regione intervenga a ripianare i disavanzi
negli anni di sperimentazione; dei centri di sperimentazione
gestionali che, nella fattispecie, ancorché formalmente a
maggioranza pubblica, in effetti sono nella sostanza a prevalente
maggioranza privata, dal momento che si è stabilito - e in proposito
chiedo che l'assessore ci spieghi, avendo partecipato a diverse
riunioni che hanno contribuito a elaborare lo statuto e la stessa
nomina del Consiglio di amministrazione - come sia possibile che nel
consiglio di amministrazione chi è in minoranza ha una sorta di
diritto di veto (come nel consiglio di sicurezza dell'ONU), per cui
su ogni delibera, se non c'è il voto favorevole di un membro della
minoranza, la stessa non può essere assunta; come sia possibile che
alla minoranza privata venga attribuita anche la facoltà di nomina
del direttore generale, che poi è l'organo di gestione magna pars.
L'assessore ci dovrebbe spiegare anche queste situazioni che
testimoniano come non ci sia alcuna intenzione di riqualificare la
spesa sanitaria e alcuna seria intenzione di innovare il Servizio
sanitario regionale.
Da questo punto di vista ho presentato un emendamento in cui si
stabilisce comunque che i centri di sperimentazione gestionali,
poiché determinano attivazioni di posti letto e attivazioni di
risorse che discendono anche dalla programmazione più complessiva,
non possono che essere centri di sperimentazione inseriti nella
programmazione sanitaria regionale; non possono che essere atti che
ineriscono alla stessa programmazione della rete ospedaliera.
Dico ciò, signor Presidente, avendo assistito ad una cosa
ignominiosa per cui il Governo regionale ha fatto di tutto per
sottrarre al Parlamento regionale e alla sesta commissione
legislativa la facoltà, il diritto-dovere di esprimere un parere, di
intervenire nel merito delle questioni che queste convenzioni
determinano in ordine all'attivazione dei centri di sperimentazione
gestionali.
Allora, anche per questo motivo, è bene statuire
definitivamente che i centri di sperimentazione gestionali sono atti
di programmazione sanitaria e che la Regione non può assumersi
l'incarico e l'onere di intervenire a ripianare i disavanzi delle
gestioni sperimentali, qualunque sia la natura del disavanzo,
qualunque sia l'importo del disavanzo, qualunque sia la possibilità
di recuperare nel tempo secondo parametri e criteri certi il
disavanzo medesimo.
Mi rivolgo ai componenti il Governo, non potete continuare a
pensare che sulla salute e sulla sanità si fanno gli affari
Oggi la sanità in Sicilia è diventata non il baluardo di una
nuova stagione dei diritti, bensì dei nuovi affari in Sicilia e ci
sono atti e gesti concreti che voi quotidianamente compite in
questa direzione.
Da questo punto di vista, ritengo che il Parlamento regionale
debba riappropriarsi fermamente della materia e debba dare una
spallata ad un'idea secondo la quale nella sanità si fanno affari.
Dico che gli affari, qualora legittimi e finalizzati a creare,
ad estendere la base dei diritti alla salute, possono essere anche
compatibili considerato che ormai siamo abituati a concepire, anche
nel campo dei servizi, le logiche imprenditoriali di
aziendalizzazione del Servizio sanitario.
Ma tutto ciò non può mai significare spreco e il venir meno di
una politica integrata perché quest'ultima mina alla base la stessa
idea di prevenzione, considerato che state sviluppando in modo
esponenziale una politica sanitaria che sta riducendo la sanità sul
territorio e, persino ogni barlume di prevenzione, che è la cosa
principale cui bisogna mirare.
Ecco perché penso che questo modo di procedere debba essere
assolutamente cambiato e che si debbano mettere alcuni paletti, cosa
alla quale abbiamo pensato con l'emendamento appena illustrato.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
questione posta nel merito di questo emendamento, assuma una
necessità di mettere ordine ad una materia che fino ad oggi si è
sviluppata secondo linee interpretative, ovvero se la
sperimentazione gestionale, prevista dal decreto legislativo numero
229, è da intendersi quale attività susseguente a programmazione
sanitaria che, come è noto, riguarda sia il piano sanitario che tra
l'altro è in scadenza, sia l'attività di indirizzo del Parlamento
attraverso i suoi organi istituzionali, ovvero la Commissione
legislativa sanità.
Tanto più, Signor Presidente, onorevole assessore, che stiamo
assistendo in questi giorni, ad una serie di decisioni assunte
dall'Amministrazione, cioè dal Governo che rischiano di essere tra
di loro contraddittorie.
Il fatto che si sviluppi una linea di offerta sanitaria in
campo oncologico come quella che viene proposta per il presidio di
Cefalù, contemporaneamente all'autorizzazione data da parte
dell'Assessorato per la realizzazione di un numero di posti letto
nel comune di Bagheria, relativamente alla struttura ex hotel
Zabara, e contemporaneamente alla decisione che il Governo ha
sviluppato, di realizzare i cosiddetti tre centri di eccellenza
localizzandoli nelle tre grandi aree metropolitane - Palermo,
Catania e Messina - (quest'ultima quale sede del centro di
eccellenza oncologico per la Sicilia), rischia, tutto questo, di
muoversi secondo una linea contraddittoria.
Delle due l'una. O il Parlamento, e quindi i suoi organi,
compresa la Commissione, si fa carico della potestà di
programmazione sanitaria - perché ad una offerta sanitaria
corrispondono costi e anche il disimpegno in altre aree della
Sicilia - oppure rischiamo di muoverci secondo categorie che vorrei
definire, nel migliore dei casi, "amicali": categorie di pressione
politica e territoriale, che nulla hanno a che fare con una corretta
programmazione sanitaria.
Ecco perché credo che questo emendamento ha il merito di porre
con forza un tema: cioè che la sperimentazione gestionale rientra
tra le attività di programmazione sanitaria e, come tale, è il
Parlamento, attraverso i suoi organi, ad assumere la decisione di
localizzare in un posto piuttosto che un altro alcuni grandi servizi
che certamente riguardano un'utenza che non può essere di ambito
municipale. Tanto più, che pensiamo all'oncologia in termini
sicuramente di interesse sovracomunale, forse anche di ambito
sovraregionale, se riferito ad esempio al centro di eccellenza di
Messina che certamente ha come prospettiva di essere una struttura
di riferimento sovraregionale.
Credo che rischiamo di costruire tanti negozi con una clientela
che è sempre la stessa. Infatti abbiamo l'oncologia a Palermo,
stiamo aprendo Bagheria, Cefalù, apriremo Messina. Ma insomma, di
fronte a tutto questo, lungo un asse che si muove in linea d'aria di
duecento chilometri (e dentro questa linea d'aria ci sono centinaia
di posti letto) non credo siamo in presenza di una corretta
programmazione, considerato che c'è poi il resto della Sicilia dove
non c'è nulla o in sua gran parte (la zona dell'agrigentino,
del nisseno) dove obiettivamente la condizione di localizzazione non
avviene con un criterio uniforme, ma secondo criteri che al momento
sfuggono.
Ecco perché invito il Parlamento a riconquistare un ambito di
sua titolarità, cioè che la potestà di programmazione, come pure la
sperimentazione gestionale che rientra nelle sue attività di
programmazione; in ogni caso occorre confermare con una norma la
discussione interpretativa che si è fatta in questi mesi a seguito
della vicenda del S. Raffaele che ritengo debba essere ricondotta
all'attività propria del Parlamento siciliano.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'allegato
emendamento 29.1 a firma degli onorevoli Speziale e Giannopolo.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
GIANNOPOLO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 29.1
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento anche dagli onorevoli Cracolici, Ferro,
Raiti, Barbagallo, Forgione, Spampinato, Panarello e Capodicasa,
indico la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.1.
Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
dell'emendamento, chi vota rosso voto contro l'emendamento, chi vota
bianco si astiene, ripeto con il parere contrario del Governo e
della Commissione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 42
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 12.34, è ripresa alle ore 18.10).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, così come era stato stabilito
prima della sospensione dei lavori, si procede allo discussione
dell'ordine del giorno n. 244 "Iniziative riguardanti l'IMESI di
Carini", di cui do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- in data odierna a Roma, presso il Ministero delle
Attività produttive, è stato convocato un incontro
finalizzato alla cessione di ramo aziendale concernente
l'azienda IMESI con sede in Carini da parte della
Società ANSALDO-BREDA S.p.A. appartenente al Gruppo
FINMECCANICA in favore dell'imprenditore Piero Mancini;
CONSIDERATO che:
- l'imprenditore interessato all'acquisizione
dell'azienda IMESI risulta già proprietario dell'impresa
KELLER Elettromeccanica ed ha sinora disatteso gli
impegni sottoscritti presso il Ministero delle Attività
produttive con riferimento al rientro in produzione di
tutte le unità lavorative operanti presso lo
stabilimento KELLER di Palermo; inoltre, lo stesso
imprenditore non risulta attualmente in grado di
assicurare la piena funzionalità delle unità produttive
sulla base delle commesse acquisite;
RITENUTO che:
- lo stabilimento IMESI, qualora l'accordo fosse
sottoscritto sarebbe l'unica unità produttiva ad essere
dismessa dalla società ANSALDO-BREDA sul territorio
nazionale, in contraddizione con l'attuale entità di
commesse acquisite dall'ANSALDO-BREDA che risulterebbe
pari a cinque anni di pieno impiego di tutti gli
stabilimenti esistenti, anche fuori dell'Italia;
CONSIDERATO che:
- nell'accordo siglato nel 1991 tra BREDA- Regione
Siciliana-Organizzazioni sindacali, riconfermato
successivamente nel 1996, la BREDA si impegnò, superata
la crisi congiunturale, a realizzare un processo di
diversificazione produttiva nel settore ferroviario,
rilanciando, in tal modo, lo stabilimento attraverso
investimenti e nuovi carichi di lavoro, coprendo
l'organico con 350 unità lavorative, in base alla l.r.
n. 23 del 1991;
CONSIDERATO che:
- il valore dell'azienda IMESI, quanto ad area
industriale ed impianti ed attrezzature, risulta di gran
lunga superiore al valore attribuito all'azienda in sede
di cessione all'imprenditore privato;
CONSIDERATO che:
- la dotazione infrastrutturale dell'azienda IMESI ed il
livello di professionalità dei lavoratori risulta
qualitativamente elevato ed in grado di sopperire a
qualsiasi commessa di materiale rotabile e di veicolo da
trasporto su gomma;
RITENUTO che:
una cessione dell'IMESI di Carini nell'attuale contesto
produttivo di BREDA ANSALDO e nei confronti di un
imprenditore da cui affidabilità non appare comprovata
da risultati gestionali riconosciuti, risulterebbe
precipitosa, e non rispettosa delle condizioni
dell'accordo sottoscritto nel 1991 e confermato nel
1996, non offrendo, altresì, adeguate garanzie sulla
salvaguardia dell'attività dello stabilimento di Carini
con commesse proprie e non in subappalto,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a valutare l'opportunità di una verifica degli
adempimenti discendenti dall'accordo sottoscritto nel
1991 e riconfermato nel 1996 da parte di ANSALDO BREDA;
- ad adottare iniziative finalizzate al mantenimento
dell'IMESI di Carini al cento per cento del capitale
nell'ambito del gruppo ANSALDO BREDA, al fine di
assicurare un rilancio dell'azienda;
- a ricercare soluzioni di partecipazione azionaria
diretta della Regione al capitale dell'IMESI,
utilizzando i fondi appositamente previsti dall'Unione
Europea;
- a favorire eventuali ipotesi di cessione dell'IMESI
soltanto nell'ambito di una ristrutturazione del gruppo
FINMECCANICA che non si traduca in cessioni parziali di
rami d'azienda, ma passi attraverso la cessione in
blocco di tutte le unità produttive ubicate nell'intero
territorio nazionale, al fine di assicurare l'integrità
strutturale ed occupazionale ed i livelli di
investimento riguardanti lo stabilimento IMESI". (244)
E' aperta la discussione generale.
In attesa che giunga in Aula qualche rappresentante del
Governo, comunico che nel caso venisse approvato questo ordine del
giorno di sintesi, sono da intendersi superati gli altri ordini del
giorno in precedenza presentati dai diversi gruppi parlamentari e
riguardanti la medesima materia.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor presidente, onorevoli colleghi, abbiamo avuto
modo di prendere visione del testo dell'ordine del giorno e, pur non
essendo perfettamente collimante con l'impostazione degli altri
ordini del giorno proposti, credo sia comunque una buona base di
discussione per giungere ad una posizione comune dell'intera
Assemblea regionale.
Desideravo davvero che potesse avverarsi la presenza del
Presidente della Regione, in occasione della discussione di questo
ordine del giorno dato che abbiamo avuto modo di leggere dalle
agenzie giornalistiche che si sarebbe svolto un incontro nella
mattinata di oggi tra il Presidente della Regione e la direzione di
Finmeccanica, a seguito del quale sarebbe stato stabilito di
soprassedere all'incontro di oggi pomeriggio. E pare che ci
sarebbero delle novità in proposito.
Penso che avere contezza di queste novità, avere contezza dello
stato del confronto tra Governo regionale e quello nazionale, da una
parte, e gli organismi dirigenti di Finmeccanica e l'Ansaldo-Breda
dall'altra, sia estremamente importante.
Tuttavia, noi riteniamo che l'Assemblea avrebbe dovuto, da
questo punto di vista, essere più tempestiva e, in questo senso,
risulterà anche alla presidenza dell'Assemblea...
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, ha visto? Il rappresentante
del Governo è arrivato. E il Presidente della Regione si è recato a
Roma proprio per questo.
GIANNOPOLO No, il Presidente della Regione è andato per altre
incombenze e, come si dice in siciliano è andato per un "travagghiu
e due sirvizi"
Ma con il Presidente della Regione avevamo concordato che
stamattina l'Aula discutesse della vicenda IMESI; e le cose che
avrebbe dovuto riferirci il Presidente della Regione sono
importanti.
In ogni caso, ritengo che non possano essere di intralcio né
questo ordine del giorno né altre prese di posizione che vanno
nella direzione di salvare lo stabilimento IMESI di Carini
sostanzialmente da una strategia, che è quella di fare rientrare
questo stabilimento nonostante sia uno stabilimento produttivo, che
ha dato prova di produttività, nel piano generale di dismissione che
parrebbe essere motivato dalla necessità di ridurre la cosiddetta
"dispersione geografica" da parte del gruppo Ansaldo-Breda. A mio
avviso è una motivazione assurda quella che viene posta a base della
intenzione di dismettere tale stabilimento.
Penso che il pronunciamento del Parlamento sia utile anche per
dire delle parole chiare sul fatto che nessuna speculazione di tipo
parassitario, né industriale, né di tipo edilizio, tantomeno sulle
aree può farsi attorno allo stabilimento IMESI di Carini, se è vero
come è vero, che l'intenzione era quella di dismettere vendendo ad
un privato imprenditore aretino, il quale avrebbe intenzione di
rilevare Keller, però subordinando l'acquisto di quest'ultima anche
all'acquisto di IMESI.
Imprenditori di questo tipo - è ancora recente l'esperienza che
morde sulle nostre spalle -, vale a dire l'esperienza
dell'imprenditore altoatesino il quale è venuto qui a comprare
Keller, ma in verità è venuto qui a fare bancarotta fraudolenta,
nonostante alcune avvisaglie erano state comunque messe in
campo, proprio per questi motivi, dobbiamo, a maggior ragione, dire
che non ci può essere né ragione di dispersione geografica, né
ragione, pur nobile, di privatizzazione che possa mettere a
repentaglio il polo produttivo rotabile, che si può invece costruire
e rilanciare su Palermo se solo noi pensiamo per un attimo anche
alle quantità di commesse che la nostra Regione, a partire
dell'attuazione dell'Accordo di programma quadro sui trasporti può
mettere in campo. Ciò naturalmente potrà produrre ulteriori
commesse, ulteriore espansione di questo tipo di attività
produttiva, considerando il fatto che già Ansaldo-Breda ha acquisito
commesse che potrebbero garantire per altri cinque anni l'attività
produttiva dello stabilimento IMESI.
Pertanto, non c'è alcuna ragione, soprattutto se noi elenchiamo
alcuni fatti accaduti negli ultimi anni, che stanno portando la
Sicilia a privarsi dell'industria e quindi di uno dei tasselli
fondamentali dello sviluppo e della prospettiva di questa grande
Regione; così è stato per la FIAT, così è stato per la PIRELLI, così
è stato per FINCANTIERI, così è stato per l'ITALTEL. La Sicilia
ormai è appunto l'ultima delle Regioni che può aspirare ad avere,
così come considera taluno, un tessuto di media e grande industria
in grado di fungere da volano, da sistema che determini sviluppo
grazie all'attività produttiva della nostra Regione.
Proprio pere tale ragioni, questo Parlamento deve assumere
grande consapevolezza della necessità di interrompere questo
destino, questo declino industriale che rischia di trascinare la
Sicilia anche nel declino produttivo.
Penso che il Governo fino ad ora ha mostrato inadeguatezza di
iniziativa e di strategie.
Il Governo dovrebbe rivendicare un tavolo nazionale per il
rilancio produttivo e industriale della Sicilia; il Governo
regionale dovrebbe rivendicare più opportunità attraverso contratti
di programma, attraverso la delocalizzazione, dovrebbe infine
rivendicare più opportunità di sviluppo produttivo.
Da questo punto di vista questo dibattito relativo all'Imesi è
un segnale che in tal senso si può dare dal momento che siamo in
presenza di un'industria in mano al pubblico, in mano allo Stato, al
Ministero del Tesoro: infatti attraverso Finmeccanica lo Stato
gestisce grandissima parte di Ansaldo-Breda. Pertanto, noi dobbiamo
riuscire a dare un segnale di rilancio invece dell'Imesi.
Infine, vorrei anche operare una sensibilizzazione nei
confronti del Parlamento in ordine a tutta la questione delle aree
produttive dismesse.
E' in atto in varie parti della nostra Regione un tentativo di
dismissione delle attività produttive anche su siti che sono stati
regalati, attribuiti dalla Regione a prezzi anche stracciati. C'è
il tentativo di utilizzare questi siti produttivi per attività
speculative che nulla hanno a che vedere con attività di altro tipo
ovvero con la destinazione d'uso, con la destinazione urbanistica e
con le ragioni che hanno determinato quella allocazione produttiva.
Dobbiamo stare attenti. Abbiamo anche il dovere di occuparci di
tali questioni. So, per esempio, che è in fase di discussione un
disegno di legge sulla cosiddetta "riforma delle Asi" che, in
qualche modo, introduce il principio che nelle aree produttive si
può aumentare la superficie disponibile per le attività commerciali.
Questo è senz'altro un segnale negativo che diamo.
Vincolare le aree produttive nei siti industriali, nei siti
produttivi di questa regione secondo le originarie destinazioni
d'uso, è anche un modo per evitare nel tempo speculazioni che pure
si affacciano ad ogni piè sospinto, perchè la deindustrializzazione
nel nostro territorio ha anche questo secondo rischio, cioè quello
di sostituire attività produttive con un alto valore aggiunto e con
attività che determinano grandi affari e poca occupazione. Anzi,
nessuna occupazione.
Pertanto, su tali questioni, occorrerebbe che il Governo ci
rassicurasse ci spiegasse qual è la strategia di rilancio di tutto
il sistema produttivo; qual è infine la strategia di rilancio dei
nostri siti produttivi in Sicilia.
Mi dispiace, quindi, che l'assenza del Presidente della Regione
ci privi, anche, di un elemento concreto e cogente di conoscenze e
di decisione attorno alla vicenda dell'Imesi. E, tuttavia, è tempo
comunque che questo Parlamento recuperi il ritardo sin qui
accumulato facendo sì che possa pronunciarsi con una voce chiara,
alta, forte, contro la dismissione dell'Imesi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo firmato
anche noi questo ordine del giorno anche se crediamo che in
quest'Aula, al di là di ciò che la forma ci induce tutti a dare per
scontato, alcune puntualizzazioni vadano fatte.
E' bene ricordare che la Regione siciliana ancor oggi continua
a pagare la sua grandissima parte di buona volontà messa nell'opera
di salvataggio dell 'Imesi, in crisi sin dal 1991. La Regione
siciliana ha dismesso la propria quota azionaria pur di salvare
quell'azienda; era una quota Espi alla modica, irrisoria cifra di un
miliardo, e ci siamo presi in carico quel terribile "carrozzone" che
ha caratterizzato la storia siciliana, che si chiama RESAIS:
qualcosa come 400 persone, laddove il patto stipulato con
Ansaldo-Breda voleva che nell'arco degli anni si verificasse un
rilancio occupazionale che avrebbe dovuto portare al raddoppio i 170
operai rimasti in forza allo stabilimento di Carini. Invece stiamo
lentamente assistendo ad una agonia "a coda di topo", ad una morte
annunciata che, mi permetto di sottolineare, è ancora più grave
rispetto alla vicenda Fiat, perchè quando parliamo di Fiat parliamo
di una grande azienda, grande quanto si vuole ma totalmente privata.
Qui il problema è che di fronte a grandi sacrifici della
Regione siciliana, a grandi atti di buona volontà è il parastato che
si ritira dalla Sicilia.
Allora, è grave riscoprire in un documento recentissimo,
targato 2003, che a 12 anni di distanza il vertice di Ansaldo-Breda
scopre la marginalità geografica della Sicilia
Io non credo che lo stivale dal 1991 ad oggi si sia allungato,
né credo che Carini abbia cambiato dislocazione di provincia:
marginali lo eravamo già 12 anni fa, rispetto alla logica del
profitto di natura aziendale.
Io non contesto il criterio di managerialità ma non puoi, nel
2003, scoprire una distanza geografica che era evidente anche nel
1991. Mi permetto di dire anche, e ritorno sull'argomento di poco
fa, che deve intervenire la Regione in modo chiaro e forte a difesa
di questi lavoratori poichè abbiamo ancora in carico lavoratori
nella RESAIS che derivano da quella nostra ritirata
Dichiaro sin d'ora di votare a favore del documento al nostro
esame, ma starei attento, da responsabile della finanza della
Regione, ad ipotizzare un ritorno della Regione come proprietaria di
una parte del pacchetto azionario; attenti alle soluzioni di
partecipazione azionaria diretta della Regione. Cari amici,
cerchiamo di non dimenticare che tutti insieme, centrodestra e
centrosinistra, ci siamo detti con grande coerenza e con grande
linearità e senza eccezioni che l'epoca delle partecipazioni
regionali è finita: la Regione non deve produrre nè autobus,
frigoriferi, nè carri armati; la Regione non deve tornare sul
mercato, la Regione deve creare le condizioni civili, sociali,
economiche ed ambientali in base alle quali sia appetibile,
godibile, fruibile il mercato siciliano.
E, allora, non lasciamoci prendere la mano dalla tentazione
dello "scavalco" a destra o a sinistra, rimettendo in piedi fantasmi
di cui non si deve più sentire parlare in quest'Aula.
Noi dobbiamo dire che di fronte alla struttura societaria
attuale dell'azienda IMESI, lo Stato è in ritirata, sta abbandonando
il Sud e la Sicilia.
Mi permetto di dirlo sia al Governo di questa Regione sia agli
uomini del centrodestra, nel momento in cui la rappresentanza
parlamentare siciliana è locupletata da 61 parlamentari su 61, in
queste condizioni sociali, storiche, politiche ed economiche, il
parastato, il governo dello Stato non può aggravare il già
devastante quadro creato dal privato FIAT, chiudendo tutto ciò che
rimane di industria metalmeccanica di grande prestigio in provincia
di Palermo.
L'altra cosa che merita di essere ricordata è che non vi è una
logica nemmeno liberal che giustifichi la chiusura, perchè
Ansaldo-Breda ha commissioni per 6, 7 anni ...
ACIERNO Signor Presidente, inviti il Governo ad ascoltare.
VIRZI' Il Governo è abituato a non ascoltare.
Quello che volevo dire è che se l'episodio fosse chiuso e
conchiuso, in sé sarebbe grave in questo quadro politico monolitico
della Sicilia. Credo che i siciliani avrebbero più di un motivo per
lamentarsi del centro-destra nel suo complesso se il parastato che
opera nel settore si ritirasse dalla Sicilia. Qui non ci troviamo di
fronte ad un privato, ci troviamo di fronte ad un pezzo di Stato
irrorato dalle casse già allora 'magre' della Regione siciliana con
un intervento pesantissimo di sacrificio fatto, giustamente, con i
metodi che erano concessi per tutelare il lavoro nella nostra terra.
Credo che politicamente suggerire una diversa politica
tariffaria per i trasporti, vista la marginalità geografica
riconducibile alla logica del profitto in base alla quale tutti i
siti produttivi devono essere concentrati nella medesima zona, è
vecchia, è datata, non può essere riscoperta soprattutto non da uno
Stato che attraverso Alitalia ed Ente Ferrovie dello Stato pratica
una politica tariffaria che da lungo tempo - lo diciamo tutti
insieme - penalizza i passeggeri e le merci siciliane.
Penso che, chiuso ingloriosamente questo capitolo, domani
toccherebbe alla LENIA e, allora, a noi resterebbero, cari colleghi,
a qualcuno potrebbe fare anche piacere, i corsi di formazione
professionale, la legge n. 24, LSU e tanti PIP e un grande avvenire
come traduttori e camerieri negli alberghi delle multinazionali. Ma
la Sicilia avrebbe perduto il passo con il resto d'Europa e noi,
economicamente, finanziariamente e socialmente, come popolo, avremmo
perduto le nostre chiavi di casa.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ormai da
qualche anno che in Sicilia ci troviamo a discutere, anche in
quest'Aula, dell'abbandono di siti produttivi, dell'abbandono di
siti industriali.
Da anni va avanti una politica che considera, dal punto di
vista industriale e produttivo, la Sicilia - come del resto l'intero
Mezzogiorno - un territorio senza qualità, un territorio dove potere
sperimentare solo forme di flessibilizzazione e di precarizzazione
del mercato del lavoro, un territorio dove potere operare lo
smantellamento dei contratti collettivi di lavoro, insomma, un
territorio dove dietro il ricatto della disoccupazione di massa si
propone un modello economico e sociale che non ha più alcuna
centralità della funzione produttiva.
Al Sud, se va bene, tocca, come in Sicilia, qualche fabbrica
inquinante, qualche contratto d'aria dove un'assistenza mascherata
di produttività propone un'occupazione a basso costo, insomma ormai
il Mezzogiorno è abbandonato a se stesso.
Del resto non mi meraviglia - io ho firmato un ordine del
giorno assieme ai parlamentari di tutti gli schieramenti politici -
visto che ci troviamo in una fase in cui il Governo nazionale è
fortemente condizionato da una forza politica razzista come la Lega,
che vede nel Mezzogiorno il principale nemico e ritiene di dovere
affermare il primato del centro-nord e del nord-est. Non mi
meraviglia quindi che le politiche economiche e gli interventi dello
Stato siano caratterizzati da questo segno.
La vicenda dell'IMESI rappresenta un po' il simbolo di quanto è
avvenuto e di quanto sta avvenendo. In Sicilia, ci troviamo con il
tentativo di abbandono di un grande gruppo in un settore strategico
come quello della produzione di materiale rotabile, ed è veramente
intollerabile che ogni qualvolta bisogna affrontare un problema di
dismissione o di riorganizzazione dei grandi gruppi produttivi
pubblici o privati dalla FINCANTIERI, alla BREDA-ANSALDO, ai gruppi
di FINMECCANICA, ogni qualvolta c'è da fare una riorganizzazione
produttiva ed industriale i rami secchi siano sempre considerati il
Mezzogiorno e la Sicilia.
Del resto così è stato con l'Enel, così è stato con le
Ferrovie, così è stato con il tentativo di Fincantieri di chiudere
il cantiere navale di Palermo, così è in questa vicenda assurda
dell'IMESI.
La motivazione che viene usata dal Gruppo nazionale è quella di
considerare il sito palermitano dispersione geografica. E perché
dovrebbe essere dispersione geografica un sito siciliano, e non
quello di altre parti del Paese? Proprio perché nel Mezzogiorno non
si vuole investire in termini di produttività, di ricerca, di
innovazione, di una reindustrializzazione moderna.
Allora dobbiamo bloccare questo disegno.
La vicenda dell'IMESI di Carini chiama alle proprie
responsabilità anche la Regione: è stato più volte citato dai
colleghi che mi hanno preceduto l'accordo del 1991, e poi l'accordo
del 1996, e la responsabilità della Regione con l'investimento,
- chiamiamolo così - che allora fece, cioè la vendita per quattro
soldi di quello stabilimento, facendosi carico di una grande parte
dei lavoratori, con l'assunzione nei ranghi della Resais, che allora
era considerata una specie di contenitore assistenziale per tutti i
punti di crisi.
La Regione non può stare in silenzio. Piuttosto dovrebbe
richiamare il Gruppo Breda-Ansaldo alle proprie responsabilità, agli
impegni assunti con gli accordi del 1991 e del 1996, per il rilancio
produttivo dello stabilimento e per la diversificazione produttiva
dello stesso.
Ci troviamo di fronte ad una classe operaia - continuo a
chiamarla così - altamente qualificata, altamente
professionalizzata. Ci troviamo di fronte ad uno stabilimento che
ha capacità produttive, innovazione, know how. E' lo stabilimento
che ha prodotto le carrozze per il tunnel della Manica e per
importanti metropolitane europee ed extraeuropee. E' uno
stabilimento che ancora oggi ha carichi di lavoro che potrebbero
assicurare l'occupazione per anni ed anni.
E il gruppo pubblico decide di vendere questo stabilimento
quando in Sicilia deve partire il tram, proprio qui a Palermo.
Dovremo fare vincere la gara ad un gruppo diverso, magari di un
paese non italiano, quando, invece, potremmo concorrere per produrre
in loco queste grandi commesse.
La vicenda dell'IMESI, così come quella della Keller evidenzia
la tragedia produttiva e morale di questa Terra. Abbiamo vissuto con
la Keller la vicenda di un altro imprenditore, Corsaro Kurt Mayer:
chi di noi criticò allora quella scelta e quell'imprenditore, fu
attaccato da più parti politiche sia di destra che di sinistra.
Quell'imprenditore che doveva assicura lo sviluppo della Keller è
finito nelle patrie galere.
Ora ci troviamo davanti ad un altro imprenditore che dovrebbe
comprare l'IMESI; ma è lo stesso che ha comprato la Keller per
assicurare uno sviluppo produttivo sempre nell'ambito della
produzione di materiale rotabile e dopo mesi e mesi da
quell'acquisto, quella fabbrica è chiusa. Non è chiaro, quindi, come
può - non avendo assicurato lo sviluppo produttivo e la ripresa
dell'attività produttiva della Keller - invece assicurare, di colpo,
comprando l'IMESI, lo sviluppo e la ripresa dell'attività produttiva
della Keller e dell'IMESI insieme.
Siamo di fronte ad un tentativo di speculazione finanziaria
sulle spalle dei lavoratori, quelli della Keller e quelli
dell'IMESI, su cui nessuno di noi ha il diritto di giocare.
Per questo ci facciamo carico, con questo ordine del giorno, di
dare dignità alla funzione di quest'Assemblea regionale.
Le Istituzioni devono pronunciarsi, il Governo regionale che ha
avuto tante responsabilità nella vicenda storica dell'IMESI, deve
pronunciarsi.
Mi rivolgo ai colleghi della Destra: noi allora bloccammo la
vendita del Cantiere navale di Palermo perché tutti assieme -
amministrazioni comunali, provinciali, regione - dicemmo no a quel
disegno di scorporo da Fincantieri. Oggi quelle le forze politiche
sono al Governo della Regione e al Governo nazionale: è possibile
che la Sicilia non riesce ad alzare la voce e a trovare la dignità
dell'apertura di una vertenza occupazionale per ricontrattare con il
Governo nazionale un nuovo intervento e un nuovo sviluppo
produttivo, una nuova reindustrializzazione per questa Regione?
Mi rivolgo ora a tutti i Gruppi politici: se oggi perdiamo
l'attività produttiva di un sito come l'IMESI, domani toccherà ad
altri siti produttivi di questa Regione. Per questo diciamo che oggi
non si può affermare nessun processo di scorporo, che il ruolo della
Regione è fondamentale per chiedere al Governo nazionale e alle
partecipazioni statali che sull'IMESI di Carini si faccia un
investimento per il rilancio produttivo, per l'acquisizione di nuove
commesse e non si avvii, invece, attraverso lo scorporo e la
vendita, il suo declino e la sua chiusura.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, replico brevemente anche perchè
l'impegno del Governo deve essere espresso in maniera chiara, quindi
non entro nel merito. Fra l'altro tutti hanno avuto modo di
esprimere delle valutazioni serie anche da un punto di vista
sociale, non solo da un punto di vista economico.
Il Governo mostra delle perplessità anche perché ciò va contro
la linea che è stata individuata dal Governo stesso - in generale è
la nuova linea che viene affidata ai governi - che va alla ricerca
di soluzioni di azionariato diretto da parte della Regione.
Mi consenta, onorevole Forgione, capisco che la sua formazione
porta .....
FORGIONE All'incontro era presente l'onorevole Cuffaro
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. ... a
esprimere giudizi che vanno in questa direzione. La sua cultura di
governo, evidentemente, è lontana dalla nostra.
Su questo specifico punto dobbiamo dare parere contrario. Per
il resto siamo d'accordo.
PRESIDENTE Onorevole colleghi c'è una precisazione del Governo
che riguarda un passaggio dell'ordine del giorno in merito alla
possibilità che la Regione entri nel pacchetto azionario della
Società.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 244. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente
il parere del Governo, così come lo esprimono i firmatari, è
contrario. Non possiamo essere d'accordo sull'acquisto di azioni da
parte della Regione di questa Società. Per tutto il resto non
possiamo far altro che favorire e sostenere l'IMESI. Quindi se i
presentatori vogliono continuare a strutturarlo così come è stato
presentato, il parere del Governo è ovviamente contrario. Se
vogliono emendarlo, togliendo la parte che riguarda l'eventuale
acquisto, il Governo non può che essere favorevole.
SPEZIALE Non si può emendare.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Il parere del
Governo sull'ordine del giorno numero 244 è contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, desidero fare mia l'osservazione
fatta dal Presidente dell'Assemblea: poichè l'ordine del giorno non
è emendabile, basta tecnicamente ritirarlo e ripresentarlo subito
dopo, cassando quel passaggio, dopo di ché il parere del Governo è,
chiaramente, favorevole.
Quindi vi chiedo ufficialmente di ritirare questo ordine del
giorno e di ripresentarlo cassando il secondo periodo dell'impegno
che si chiede al Governo.
PRESIDENTE Onorevole Pagano non mi pare che la proposta sia
stata accolta.
Con il parere contrario del Governo e della Commissione, lo
pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ovviamente come era stato annunziato, sono
preclusi gli ordini del giorno numeri 189, 190 e 223.
Si torna all'articolo n. 29, di cui avevamo già discusso gli
emendamenti.
CITTADINI assessore per la sanità. Chiedo di parlare per una
breve replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CITTADINI assessore per la sanità. Signor Presidente, onorevoli
colleghi non desidero entrare nel dettaglio della requisitoria fatta
stamattina dall'onorevole Giannopolo sulla voragine della sanità. E'
un argomento di interesse mondiale che sarà discusso tra un mese in
Sicilia, è una crisi che riguarda tutte le istituzioni europee,
tutti i Paesi, tutte le Regioni, e noi miglioriamo a vista d'occhio
nei confronti di tantissime altre Regioni italiane.
Non desidero replicare su tantissime altre cose che sono state
dette, soltanto alcuni particolari. E'stato chiesto qual'era il
destino della cartolarizzazione fatta alla fine dell'anno scorso? La
cartolarizzazione, per i debiti delle farmacie, ha riguardato i
pagamenti del 1996, 1997 e 1999; non sono debiti che riguardano
questa gestione, sono debiti antichi.
Abbiamo prospettato la possibilità di eseguire il factoring
prosoluto soltanto perché si è dimostrato che costa allo Stato circa
un terzo di quanto costa, viceversa, affrontare i decreti ingiuntivi
e i pagamenti coatti.
Trovo che l'articolo 29 non era neanche proponibile perché è
totalmente fuori da qualunque logica di legge.
Le sperimentazioni gestionali sono regolamentate da una legge
nazionale, la numero 502, all'articolo 9 bis; successivamente, sono
reiterate nella legge numero 229 e sono state mantenute tali
compresa la numero 405.
Quando abbiamo presentato in VI Commissione, la proposta di
modificare - come si sta' facendo in campo nazionale - la
sperimentazione gestionale favorendo almeno la parità del pubblico e
del privato, sulla base che nessun privato in Italia ha mai
accettato di intervenire in sperimentazioni gestionali gestite a
maggioranza pubblica, ci è stato risposto, quasi all'unanimità, che
dovevamo lavorare nell'ambito della normativa nazionale.
La normativa nazionale dice con chiarezza che le
sperimentazioni gestionali sono totalmente fuori dalle previsioni
della rete ospedaliera regionale, ma rientrano nella previsione
della conferenza Stato-Regioni. Tali previsioni sono
sovrannazionali, tant'è vero che il riconoscimento delle fondazioni
- tutte, comprese quella di Cefalù - è stato fatto dalla Prefettura
e non dalla Regione, proprio perché sono sovraregionali. Lo stesso
discorso vale per i centri di eccellenza che sono stati già
individuati a Palermo, Catania e Messina, dove nessun privato
fino ad ora è intervenuto, perchè sono delle norme extraregionali,
infatti, anche i pagamenti avvengono sul fondo sanitario nazionale
con fondi esteri.
Ritengo, pertanto, che ci fosse alcun motivo per cui la Regione
dovesse intervenire su queste problematiche, soprattutto con un
emendamento così fortememente limitativo del prima prova di
sperimentazione gestionale in Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Catania, Beninati,
Cimino, Cascio, Castiglione, Mancuso, Lo Giudice e Leanza hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
553/A
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.553/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.1. Il parere del
Governo?
CITTADINI assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 29.1
PRESIDENTE Comunico che è stato richiesto dagli onorevoli
Forgione, Speziale, Panarello, Liotta Ortisi, Raiti, Oddo,
Spampinato e Tumino che la votazione dell'emendamento 29.1. avvenga
a scrutinio segreto. Essendo tale richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indìco la votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
dell'emendamento, chi vota rosso voto contro l'emendamento, chi vota
bianco si astiene, ripeto con il parere contrario del Governo e
della Commissione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 39
Contrari 23
Astenuti 0
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29 nel testo risultante. Chi é
favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
"Art. 30
Contenimento oneri per ritardati pagamenti
1. All'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
10 le parole '15 per cento' sono sostituite con le parole '20
per cento'.
2. All'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
10 è aggiunto il seguente comma:
3. Le aziende sanitarie ed ospedaliere possono effettuare
operazioni finanziarie a breve termine previa autorizzazione
dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze,
purché i relativi oneri per il rimborso delle quote di
capitale e la corresponsione degli interessi cumulati con
quelli di cui al comma 1, non superino il limite di cui al
comma 1."
PRESIDENTE Comunico che é stato ritirato l'emendamento 30.1.1.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che é stato presentato l'emendamento 30.1 a firma
dell'onorevole Giannopolo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO L'emendamento 30.1 tende a stabilire un principio
generale, poiché con l'articolo 30 si da autorizzazione alle aziende
sanitarie ed ospedaliere a compiere operazioni finanziarie
totalmente loro carico, con le limitazioni che nel testo
dell'articolo sono stabilite. Tali operazioni finanziarie dovrebbero
servire a contenere la massa di interessi passivi che possono
gravare, anche attraverso una serie di decreti ingiuntivi da parte
dei creditori, sulle aziende sanitarie.
Compiuta l'operazione finanziaria, attraverso l'emendamento si
vuole stabilire un principio generale, che il pagamento dei
creditori avviene in ragione proporzionale dei crediti vantati, e
dell'anzianità cronologica del credito medesimo. Si deve avere,
inoltre, riguardo per quelle strutture sanitarie che fanno
prestazioni sanitarie salvavita, e che per legge obbligatoriamente
entro 60 giorni, con un termine perentorio - é una delle poche
volte che é stato stabilito un termine perentorio - devono essere
pagati questi creditori.
Vogliamo ribadire ciò perché in più di una AUSL, a partire da
quella di Palermo, é invalso invece il principio per cui ci sono
figli e figliastri nel pagamento dei crediti.
Con questo emendamento si tende a stabilire un principio di
equità e di giustizia. Poi ci sarà modo, e ci saranno altre sedi, in
cui discuteremo anche del senso e della portata di tante operazioni
finanziarie fatte dalla AUSL numero 6, che hanno contribuito a
incancrenire il rapporto con i creditori e hanno aperto delle falle
nei conti della stessa azienda sanitaria per i quali occorrerà che
qualche giorno si faccia chiarezza.
Ma, intanto, occorre far valere un principio di equità e di
giustizia, altrimenti, se così non fosse, noi esporremmo tutte le
aziende sanitarie ad una conflittualità di carattere giudiziario,
che può soltanto vedere soccombere il sistema sanitario regionale.
Quindi, anche sul pagamento dei crediti bisogna sottrarre le aziende
sanitarie ed ospedaliere da ragionamenti di tipo clientelare, che
possono anche degenerare. Ecco qual'é il senso e la finalità di
questo emendamento.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento numero 30.1.
Il parere del Governo?
CITTADINI assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione. Contrario.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 30.1
PRESIDENTE Comunico che è stato richiesto dagli onorevoli
onorevoli Speziale, Panarello, Spampinato, Ortisi, Tumino, Raiti,
Zago, Oddo e Giannopolo che la votazione dell'emendamento 30.1
avvenga a scrutinio segreto. Essendo tale richiesta appoggiata a
termini di Regolamento indìco la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde, vota a
favore dell'emendamento; chi vota rosso, vota contro l'emendamento;
chi vota bianco, si astiene.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 37
Contrari 25
Astenuti 0
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 30, nel testo risultante. Chi é
favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
"Art. 31.
Dismissione degli immobili delle Aziende unità sanitarie
locali ed Aziende ospedaliere
1. I direttori generali delle Aziende sanitarie, titolari
di patrimoni immobiliari, dopo aver verificato che gli stessi
non possono essere utilizzati direttamente dall'Azienda,
verificano la congruità dei loro proventi ai valori di
mercato, mantenendo comunque le condizioni di utilizzazione
vigenti per le associazioni Onlus che svolgono attività
socio-sanitarie in immobili di proprietà delle stesse Aziende
alla data della pubblicazione della presente legge.
2. Qualora i proventi determinati dalla gestione
immobiliare di cui al comma 1 risultino inferiori ai
corrispondenti valori di mercato, i direttori generali
procedono all'adeguamento della rendita o alla dismissione
del relativo patrimonio immobiliare, redigendo, a tal fine,
il relativo piano di dismissione.
3. I direttori generali procedono a redigere, altresì,
per i beni indisponibili non più utilizzabili a fini
istituzionali, anche a seguito della ristrutturazione della
rete ospedaliera regionale, il piano di dismissioni di cui al
comma 2, ovvero alla loro valorizzazione.
4. Entro 90 giorni dalla pubblicazione della presente
legge l'Assessore regionale per la sanità, previa delibera
della Giunta, previo parere della Commissione servizi sociali
e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana, con proprio
decreto stabilisce i criteri e le modalità per la dismissione
degli immobili di cui al presente articolo".
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli membri
del Governo, gradirei l'attenzione dell'Assessore per il bilancio,
visto che in questa fase rappresenta il presidente della Regione. Il
Governo é stato battuto per due volte consecutive su due emendamenti
importanti che intervengono pesantemente sulla politica del Governo.
Mi piacerebbe, prima di continuare con questa farsa, che il
Governo chiarisse la sua posizione perché é paradossale, é veramente
paradossale e mortificante, dopo che per ben due volte è stato
battuto in Aula, che faccia finta di niente e continui a lavorare.
Le cose sono due: o il Governo non si é accorto, per due
volte, che è stato battuto e, quindi, che non ha più - di fatto,
allo stato attuale - una maggioranza in Aula, o c'è da parte del
Governo una connivenza, attraverso l'utilizzo del voto segreto, per
modificare la propria finanziaria, avendo di fatto scelto una nuova
maggioranza. In ognuno dei due casi a nome del gruppo di Nuova
Sicilia io chiedo che si sospenda la seduta e si convochi una
riunione di maggioranza con il Governo per ulteriori chiarimenti.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi è chiaro che se
il Governo che rappresenta una maggioranza politica e parlamentare
...
SPEZIALE Rappresentava
LEONTINI No, non ti allargare Speziale Due episodi del genere
non ti consentono di passare all'uso dell'imperfetto, anche se
sicuramente sottolineo un imperfetto comportamento della
maggioranza. E quest'ultimo motivo induce, in questo caso il
capogruppo del partito di maggioranza relativa, a ritenere che la
richiesta avanzata dall'onorevole Acierno meriti di essere accolta.
Personalmente la faccio mia, anzi la rilancio.
Ritengo, invece, che sia necessario un momento di chiarimento,
di approfondimento; infatti, se alcuni emendamenti, che sono
finalizzati ad eliminare parti della finanziaria così come il
Governo le ha proposte e come la maggioranza rappresentata dal
Governo le ha condivise, vengono accolti con scrutinio segreto
(evidentemente con la chiara consapevolezza da parte di chi propone
il voto segreto che ci sono umori, posizioni e condivisioni in Aula
rispetto alle iniziative dell'opposizione), è chiaro che ciò meriti
un momento di attenzione da parte del Governo e della maggioranza.
Quindi io chiedo che in questo momento i lavori siano
interrotti e che ci sia un chiarimento politico tra la maggioranza
ed il Governo, che sia di carattere politico e che sia approfondito.
VICARI A casa A casa Non sapete governare
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, seppure non mi
oppongo alle proposte di rinvio e di incontri, mi sia consentito
dire che da un lato, se il Governo non si è ritenuto debole o
indifeso rispetto alla maggioranza che ha votato diversamente da
esso, vuol dire che su tali emendamenti - che sono tecnici,
peraltro, e che non comportano grossi capovolgimenti di maggioranze
che non ci sono - ritengo non si debba alzare il tiro perché
ritengo che l'Aula è sovrana anche nel segreto dell'urna, anche per
dare corpo agli scontenti di Pizzo Sella o di non so quale altra
cosa. Anche agli scontenti che non hanno avuto approvato nemmeno un
emendamento e che il segreto dell'urna fa diventare forti e
coraggiosi, mentre si è vili e non in condizione di dare un proprio
...
CAPODICASA Non offendiamo il Parlamento.
CINTOLA Non sto offendendo nessuno. Onorevole Capodicasa, io non
mi permetto di interromperla neppure quando dice grosse fesserie.
CAPODICASA Io mi permetto, perché lei interrompe sempre.
CINTOLA Personalmente nulla ho in contrario, onorevole
Capodicasa, a che si sospenda, però riterrei che se la proposta
venisse ritirata non sarebbe male perché i lavori di questa Aula,
che stanno cominciando ad ingranare, possono benissimo continuare
anche considerato l'aspetto, che ho già sottolineato, relativo a un
Governo che non si è lamentato, che non ha gridato allo scandalo per
avergli stravolto la finanziaria riconoscendo all'Assemblea la
possibilità democratica di modificarne il testo con alcuni
emendamenti approvati dall'Aula, specie quando rispondono ad una
volontà di migliorare la finanziaria, e non su risibili
contestazioni, nel segreto dell'urna.
Pertanto, ritengo che si possa anche andare avanti, ma non mi
dichiaro contrario a proposte di sospensione seppure danneggerebbero
molto i lavori dell'Aula.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vedo in
quanto si è appena verificato lo scandalo che i colleghi della
opposizione hanno intravisto che ritengo, invece, una normale,
normalissima attività o esercizio dell 'attività parlamentare.
Invero, quest'Aula non ha bocciato il Governo; l'Aula si è
semplicemente espressa nel senso di approvare degli emendamenti che,
in qualche misura, si inseriscono e intervengono come suggerimenti
l'uno, il primo, di programmazione e l'altro, il secondo, di
indirizzo per quanto riguarda la proposta del Governo.
Eravamo in presenza di una legge nazionale, il decreto
legislativo 229, che prevede una serie di sperimentazioni gestionali
che vengono confermate e l'Aula ha ritenuto, in Sicilia, di
sottoporre la previsione di un decreto legislativo nazionale ad una
norma di programmazione.
Invero il Governo non ha mai posto all'Aula una specie di
diktat sulla obbligatorietà dell 'approvazione.
VICARI Che stai dicendo?
FORMICA Onorevole Vicari, le suggerisco di venire in VI
Commissione quando si discute e di ascoltare e approfondire i
problemi in quella sede.
VICARI Ci sono stata.
FORMICA E allora le potrei dire, onorevole Vicari, che quella
norma (e il Governo su questo è d'accordo) doveva pure prevedere che
prima di istituire una previsione...
VICARI Dillo che hai votato contro
FORMICA Ho votato a favore.
VICARI Perfetto, abbiamo capito.
FORMICA Però le debbo spiegare, onorevole Vicari, che non c'è
stato alcuno scandalo in quanto quell'emendamento sottoponeva al
Parlamento, a questo Parlamento, semplicemente la necessità di fare
prima una ricognizione sul territorio regionale per stabilire se per
esempio ad Agrigento piuttosto che a Trapani o a Catania o a
Caltanissetta o in un'altra provincia sia giusto fare una
sperimentazione su questa materia piuttosto che su quell'altra, in
ragione dei bisogni del territorio.
Quindi, nessuno stravolgimento. Siccome il Governo non ha mai,
in nessun momento, posto un vincolo su tale materia e l'avrebbe
potuto fare, l'Aula si è espressa come ha creduto di fare; quindi
non vedo lo scandalo, non è stato bocciato nessun articolo. Ciò è
quanto volevo dire e aggiungo che per quanto mi riguarda i lavori
possono continuare.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Bravo Applausi dalla sinistra
VICARI Che risulti dagli atti parlamentari.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo sulla proposta di
sospensione - se il conflitto in atto tra colleghi della maggioranza
si arresta- per manifestare la contrarietà del gruppo dei DS, mia e
del centrosinistra anche per la motivazione che è stata data dai
colleghi Acierno e dal collega capogruppo di Forza Italia, Leontini,
il quale nega la funzione primaria del Parlamento o tenta di
negarla.
Abbiamo presentato degli emendamenti che tendono ad aggiustare
la manovra senza stravolgerla; il Parlamento li ha ritenuti
emendamenti accettabili e li ha approvati. Il Governo non mi è
parso abbia avuto l'atteggiamento di colui che ritiene che quei due
emendamenti sconvolgono il complesso della manovra. Di conseguenza,
non capiamo la ragione per non andare avanti.
Riteniamo la richiesta di blindare a tutti i costi,
determinando quindi condizioni di impossibilità per i singoli
parlamentari di emendare e sottoporre alla valutazione autonoma del
Parlamento i singoli emendamenti ed esprimere il voto su di essi,
coercitiva della funzione stessa del Parlamento. Pertanto, signor
Presidente, noi siamo assolutamente contrari.
Peraltro, i nostri emendamenti sono stati discussi anche in
altre sedi nelle quali hanno incontrato la sensibilità di alcuni
rappresentanti della maggioranza che erano presenti. Non meraviglia
alcuno che un emendamento possa essere approvato e, pertanto,
riteniamo, signor Presidente, necessario andare avanti con i lavori
d'Aula, anche perchè, come tutti sanno, registriamo un notevole
ritardo sul percorso che avevamo stabilito e il rischio è che, se
dovessimo tardare oltre, dovremmo ricorrere all'esercizio
provvisorio con quello che ciò provocherebbe, in termini di danni
conseguenziali, alla Regione e, come diceva l'onorevole Cintola, ai
siciliani.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, vorrei precisare che nessuna
richiesta di verifica all'interno della maggioranza o
dell'opposizione può essere considerata un elemento di coercizione.
Ciò solo per precisare un passaggio del suo intervento che mi sembra
non sia stato particolarmente felice; tali verifiche sono
costantemente richieste e dalla opposizione e dalla maggioranza e
nessuno le ha mai considerate strumenti di coercizione.
SEGRETO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SEGRETO Signor Presidente e onorevoli colleghi, le ultime due
votazioni, quella sull'articolo 29 e quella sull'articolo 30, hanno
dimostrato che effettivamente all'interno di questa maggioranza
manca certamente un raccordo. Pertanto, ritengo opportuno che venga
convocata una riunione dei capigruppo della maggioranza affinchè non
si continui a votare una finanziaria che non sia più una finanziaria
della maggioranza, ma una finanziaria della minoranza.
CAPODICASA La finanziaria è del Parlamento.
SEGRETO Ritengo che la posizione del Gruppo che rappresento, una
posizione lineare e di alleanza con la Casa delle libertà, comincia
a vedere, all'interno di questa Casa delle libertà, incertezze tali
per cui è necessario che si rifaccia il punto.
Per cui se lei ritiene, signor Presidente, noi siamo favorevoli
a fare tale riunione tra i capigruppo della maggioranza al più
presto, affinchè non si vada incontro ad altre votazioni di questo
tipo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente e onorevoli colleghi, noi, invece,
siamo favorevoli alla sospensione della seduta perchè abbiamo
l'esigenza, come minoranza, di riunirci per migliorare la
finanziaria, visto che possiamo apportare, abbiano notato,
miglioramenti che peraltro non la stravolgono ma possono evitare,
alla fine, una ottava versione proposta dal Governo e dalla
maggioranza.
Onorevole Formica, non è il caso di sminuire quanto è accaduto.
FORMICA Vi preoccupate per il Governo e per gli affari?
ORTISI Noi ci preoccupiamo perchè ci rendiamo conto che col
parere contrario del Governo si è deciso qualcosa che ridà dignità
ai singoli parlamentari che qualcuno vorrebbe conculcare col voto
palese; poi ad ognuno di noi il senso della dignità.
Quando lei, insieme al collega Cintola, rivolge dei rimproveri
in merito alla dignità, quei rimproveri non li rivolge certamente a
noi, li rivolge ad altri.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, lasciate che l'onorevole Ortisi
concluda.
ORTISI Non concludere, signor Presidente, ma sviluppare il mio
ragionamento nei minuti concessimi dal Regolamento.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, restano pochi minuti.
ORTISI Va bene, signor Presidente.
Questo perché noi vorremmo che, alla fine, venisse fuori una
finanziaria che avesse una omogeneità di fondo con la quale vorremmo
confrontarci. Su quello che è accaduto adesso, ma che è accaduto
anche nei mesi precedenti, noi non riusciamo, purtroppo, a
confrontarci: manca un progetto rispetto al quale possiamo assumere
organicamente una posizione, il che mette in difficoltà anche
l'opposizione, per cui siamo favorevoli come Gruppo alla sospensione
volendo contribuire a un chiarimento all'interno dell'opposizione
la quale può svolgere un ruolo migliorativo.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, non per smentirla, ma il ruolo
migliorativo, posto che sia stato questo, lo ha svolto la
maggioranza.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
stiamo assistendo ad un semplice dibattito interno alla maggioranza
nonostante i problemi che ormai sono sotto gli occhi di tutti e che
queste votazioni hanno evidenziato. Stiamo affrontando una
discussione sul ruolo e sulla funzione del Parlamento, e cioè se,
pur nel quadro di una dialettica forte tra maggioranza ed
opposizione, c'è una sovranità dell'Aula parlamentare rispetto ad
uno strumento importante come la legge finanziaria; oppure se uno
strumento, come la legge finanziaria, debba essere blindato dentro
una logica di maggioranza dove la dialettica non è tra maggioranza e
opposizione, tra proposte diverse, alternative che si possono
confrontare e dentro l'Aula possono trovare una sintesi, ma l'unica
dialettica è tra interessi parziali corporativi o territoriali, come
in questo caso, interni alla stessa maggioranza.
Ho apprezzato le parole pronunciate dal Capogruppo di Alleanza
Nazionale il quale, vorrei ricordare, avrebbe avuto qualche diritto,
se la logica fosse quella di un estremismo qui visto come quello, ad
esempio, dell'onorevole Vicari, che avrebbe avuto diritto, qualche
sera fa, di chiedere una verifica nel momento in cui alcuni suoi
emendamenti furono bocciati. Eppure, la dialettica parlamentare
presuppone anche questo: non la trasversalità e l'appannamento delle
posizioni e il lavorio, ma l'uso di uno strumento democratico, come
il voto segreto, per verificare in Aula anche l'affermazione del
buon senso rispetto ad alcune posizioni che solo nell'Aula si
possono esprimere, cioè nel luogo deputato alla più alta dialettica
parlamentare.
Allora, Presidente, si possono anche interrompere i lavori se
la maggioranza ritiene di essere arrivata ad un punto critico con il
Governo; è un problema della maggioranza, ovviamente, ma noi
riteniamo che si debba andare avanti nel rispetto dell'attività
parlamentare, nel rispetto della democrazia parlamentare e nel
rispetto, anche, di una dialettica che solo in quest'Aula si può
esprimere tra maggioranza ed opposizione. Non vorremmo che
ritornassimo al periodo degli accordi segreti e allo scambio degli
emendamenti, allo scambio di finanziamento tra questo ospedale e
quell'opera pia, come troppe volte abbiamo visto.
E' bene che il confronto avvenga in quest'Aula e avvenga con
gli strumenti della dialettica parlamentare, tra i quali anche il
voto segreto.
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il Bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito che si sta articolando
in questo momento è un dibattito che potrebbe significare molto in
termini politici, ma ritengo, dopo essermi consultato con tutti i
colleghi presenti che, in verità, il tenore della stessa discussione
debba essere di gran lunga diverso.
Gli emendamenti che oggi sono stati oggetto di una valutazione
a scrutinio segreto hanno una valenza tecnica, li abbiamo
interpretati così fin dal primo istante, abbiamo ritenuto opportuno
non entrare nel dibattito quando l'onorevole Giannopolo ha
provveduto a illustrarli, perché gli stessi rientravano all'interno
di un'impostazione che ovviamente era legata all'evento stesso.
Il Governo non si è sentito leso in nessuno dei due casi per
una presunta messa in crisi, da un punto di vista politico, perché
la valutazione espressa da tutti i presenti, in verità, faceva
pendere la bilancia esattamente sul fronte opposto.
Se quindi il Governo non si sente leso in quella che è la
prerogativa principale della propria azione, va da sé che la
risposta che viene articolata è soltanto in considerazione della
richiesta che alcuni capigruppo autorevoli hanno esercitato a
proposito della proposta di rinvio.
Ebbene, noi abbiamo avuto modo di parlare anche con i
capigruppo ed abbiamo avuto conferma che in verità domani è prevista
una riunione chiarificatrice alle ore 10.30. Questo incontro di
fatto potrebbe a tutti gli effetti dirimere la questione non certo
da un punto di vista politico, ma semmai procedurale.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, solo per una precisazione: alle
ore 10.30 c'è la commemorazione dell'onorevole Croce. Quindi, se
deve esserci una riunione di questo genere è opportuno che venga
convocata o prima o dopo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. La ringrazio,
signor Presidente, in verità non ricordavo questo passaggio.
L'onorevole Leontini definirà meglio l'orario.
Stavo dicendo, ritornando al discorso di prima, che certamente
potrebbe esserci un chiarimento più che altro sulle procedure,
sull'ordine dei lavori, sull'impostazione complessiva, non certo sul
fatto politico perché la giornata odierna, sia pure con una certa
lentezza, è stata caratterizzata da un'assoluta linearità.
Semmai, il ragionamento che oggi vorrei fare è un altro: non
vorremmo che ci fossero strascichi legati alla discussione cui
abbiamo assistito in questa stessa Aula non più tardi di giovedì
scorso a proposito di alcuni emendamenti che sono stati respinti dal
Governo e poi bocciati; non vorremmo che ciò portasse acredine,
tensione nella stessa Aula.
Siamo portati a dire che certamente non è così, però abbiamo il
dovere di rassegnare ad un senso di responsabilità collettiva - e
ringrazio l'onorevole Formica per l'intervento che ha fatto - anche
per sgombrare qualsiasi tipo di equivoco su questo ordine di
problematica che certamente atterrebbe ad un livello di difficoltà
sociale che ovviamente non attiene a questo Parlamento e che non può
ovviamente riguardarlo.
Nè, tanto meno, può essere portata avanti la sottile minaccia
di eventuali difficoltà che possono venire a seguito di trattative
politiche legate al prossimo evento di maggio che ovviamente ci
preoccuperebbe ancora di più.
Tutto questo ovviamente non potrebbe essere accettato da parte
del Governo, il quale, a maggior ragione, su questo argomento
sarebbe portato a dire che dobbiamo rafforzarci nel sostenere le
problematiche che oggi stiamo trattando, nel portare avanti il
progetto di Governo che vede la conclusione del disegno di legge che
stiamo trattando entro questa settimana. Al riguardo preannuncio
all'onorevole Parlamento che non è intenzione del Governo presentare
esercizi provvisori per il mese di aprile. Quindi, a maggior
ragione dopo quanto argomentato, signor Presidente, che si proceda
velocemente e celermente secondo il programma di lavoro concordato .
PRESIDENTE Avevamo chiuso la discussione generale sull'articolo
31. E' aperta la discussione sugli emendamenti. Comunico che
all'articolo 31 è stato presentato l'allegato emendamento 31.1.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Il problema sottoposto è semplicemente politico; non è
né procedurale né vuole ledere il potere che ha questo Parlamento
che è organo legislativo.
Quello che chiedo al Governo, per dare un senso alla propria
presenza, quanto meno alla mia presenza in quest'Aula, è di
esprimere con chiarezza il proprio parere. Personalmente non finirò
mai di imparare e sicuramente credo di essere un soggetto al quale
bisogna spiegare qual è il potere che può esercitare quest'Aula, che
difendo dal primo giorno in cui ho giurato in questo Parlamento. E,
pertanto, ho bisogno politicamente di sentirmi dire dal Governo se è
favorevole, contrario o se si rimette alla volontà dell'Aula
(ipotesi che è tecnicamente possibile). Fino a quanto io farò parte
di questa maggioranza, se sentirò dire al mio rappresentante del
Governo che è contrario, io voterò contro.
Invito, infine, il rappresentante del Governo ad essere
coerente con i pareri che dà onde evitare di ingenerare confusione,
sicuramente nei gruppi della maggioranza, che pensano di sostenere
il Governo ma pigiano evidentemente il tasto sbagliato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.1.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.1.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti n.
374 a firma degli onorevoli Ferro e altri e il n. 376 a firma degli
onorevoli Speziale e altri.
Questi emendamenti sono stati considerati aggiuntivi ma in
realtà ripercorrono testualmente o quasi il testo dell'articolo 31.
Chiedo ai presentatori se intendono ritirarli.
Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.28, è ripresa alle ore 19.33)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, avevamo sospeso la seduta con riferimento
agli emendamenti n. 374 e n. 376.
Onorevole Assessore, è stata avviata una consultazione; può
riferire all'Aula l'esito?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolato che è stato presentato
è esattamente identico a quello dell'articolo 31 del testo base,
è soltanto disciplinato in maniera dettagliata.
Il ragionamento che mi sento di porre alla vostra attenzione
è questo: se dovesse essere condiviso dalla maggioranza, oltre che
dall'opposizione, ciò sarebbe ben gradito dal Governo, altrimenti si
rinvia al testo base.
Quindi se è largamente condiviso il Governo ne prenderebbe
atto.
Per fare questo, basterebbe soltanto l'apposizione di ulteriori
firme di deputati della maggioranza.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi l'Assessore si esprime
favorevolmente rispetto agli emendamenti n. 374 e n. 376.
Chiede se i Presidenti dei Gruppi parlamentari della
maggioranza ritengono di apporre le loro firme sugli stessi
emendamenti.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi solo per dire che
chiaramente manteniamo l'emendamento 374 e, accogliamo
favorevolmente la posizione del Governo, perché l'emendamento da
noi presentato chiarisce meglio quale potrebbe essere il
procedimento che vuole portare alla dismissione degli immobili delle
Aziende 'Unità Sanitaria Locale'; nella sostanza rimane ferma
quella che era l'indicazione del Governo relativa alla dismissione
dei beni immobili, ma nello stesso tempo cerca di creare un iter di
dismissione che abbia regole più precise ed elementi certi.
L'emendamento va nella direzione assolutamente costruttiva
nella proposizione di un miglioramento rispetto al percorso che il
Governo vuole prendere.
A tale proposito, quindi, mi sento di sostenere e di accogliere
favorevolmente l'indicazione del Governo; auspico che anche i
colleghi della maggioranza possano firmare questo emendamento che,
ripeto, è nella normale dialettica parlamentare e nel rispetto degli
impegni assunti cercando di dare un contributo costruttivo alla
manovra in corso.
Se la questione principe è quella di averlo presentato noi del
Gruppo ' Sicilia 2010'e quindi ciò dovesse creare qualche problema,
siamo disponibili a ritirarlo per consentire così alla maggioranza
di ripresentarlo , per evitare intoppi di qualsiasi genere.
Quello che a noi interessa è migliorare, ove è possibile, i
dettati normativi che andremo ad approvare.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevole Governo, sono
culturalmente contrario a queste procedure atipiche; vedere
l'opposizione presentare un emendamento e il Governo farsi parte
diligente per convincere la maggioranza, in corso d'opera, affinchè
la stessa sottoscriva una proposta dell'opposizione che, in una
normale attività parlamentare deve essere sempre valutata, in quanto
il contributo dell'opposizione può essere a volte prezioso, a detta
di questo Governo, un po' meno secondo il mio punto di vista.
Ma nel merito, vorrei capire come riesce il Governo a dare
parere favorevole a una riscrittura di un suo articolo che, secondo
il mio punto di vista, persegue la stessa finalità, ma trattandosi
di dismissione di immobili di proprietà delle Aziende Sanitarie
potremmo anche parlare non soltanto dell'appartamento donato
trent'anni fa all'ospedale di Sciacca e poi acquisito in un secondo
momento dall'Azienda Sanitaria di Trapani ma potremmo anche parlare
del riordino dell'assetto sanitario siciliano di un ospedale che
viene dismesso.
Allora, il Governo, nella riscrittura dell'articolo 31, al
comma 4, aveva previsto che entro novanta giorni dalla pubblicazione
della presente legge, l'Assessore regionale per la sanità, previa
delibera della Giunta, previo parere della Commissione Servizi
sociali e sanitari dell'Assemblea regionale siciliana, quindi, con
la copertura dell'intero Governo e con il parere del Parlamento,
avrebbe, con proprio decreto, stabilito i criteri e le modalità per
la dismissione degli immobili di cui al presente articolo.
Questo comma 4 lo ritengo fondamentale perché dà al Parlamento
regionale la possibilità di controllare la gestione di questa
dismissione.
Ma nella riscrittura dell'opposizione tutto questo sparisce e
in più la dismissione serve in qualche maniera ad aiutare il deficit
della sanità.
Ma cosa prevede l'opposizione che, giustamente, fa opposizione
e che in ogni forma e in ogni maniera ha il diritto di contrastare
l'azione del Governo, dicevo, prevede al comma 7 che: "i ricavi
derivati dalla cessione degli immobili devono essere destinati
prioritariamente alla copertura delle perdite degli esercizi
precedenti". E prioritariamente non vincola, non è che dicono
intanto che con i proventi delle dismissione si devono prima coprire
le perdite, dicono che l'eventuale eccedenza non può essere
utilizzata per i primi due anni perché deve essere vincolata in un
fondo di riserva patrimoniale.
Onorevole Governo, onorevole Assessore siamo veramente al
ridicolo.
VICARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io credo che, e
quello che si sta consumando in questi minuti é un prosieguo
abbastanza irto di difficoltà e anche di disagi. Il Governo con un
suo intervento ha rinviato di fatto una sua sconfitta - anche se la
nasconde come una sconfitta tecnica, ma é sempre una sconfitta
politica - della quale probabilmente non si vuole tenere conto.
Perché rimettere in discussione la propria composizione e le
proprie poltrone, in questo fase credo sia abbastanza difficile;
è sempre una sconfitta politica . Quindi il buon gusto, o almeno il
buon senso noi auspichiamo, visto che con grande indifferenza si sta
consumando tutta l'attività che riguarda la sanità senza curarsi
che, a seguito dell'approvazione dei due emendamenti l'assessore
Cittadini é andato via dall'Aula; ha abbandonato l'Aula
Forse l'assessore Pagano ha ritenuto, o ritiene, di liberarsi
dell'assessore Cittadini con grande disinvoltura, o una regola di
buon gusto vorrebbe che il Governo, avendo deciso di andare avanti
sino alle ore 10 di domani mattina , accantonasse tutta la Rubrica
sanità ripristinando un clima di serenità con la presenza
dell'assessore delegato.
Se l'assessore Pagano intende anche occuparsi di sanità, con
emendamenti di questa natura, che stravolgono anche l'articolato
proposto dal Governo, credo che non possa avere il conforto di
questa Aula. Per cui signor Presidente, invito lei e il Governo a
rinviare la Rubrica sanità e a riportare qui in Aula la presenza
dell'assessore Cittadini.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze, signor
Presidente, riporto tutto nell'alveo della normalità, perché visto
che oggi abbiamo intenzione di fare la caccia alle streghe - fra
l'altro il clima non lo giustifica, perché vedo una serenità
inusuale rispetto ai ritmi che ci sono stati nei giorni precedenti -
e quindi devo tranquillizzare tutti, in primo luogo perché il
Governo non intende scavalcare nessuno; per favore, smettiamola
con queste leggende metropolitane che narrano di un Assessore che si
vuole occupare di tutto e del contrario di tutto. In secondo luogo
perché non abbiamo intenzione di rovinare quello che é il clima
positivo che avevamo ; non é sconfitta politica , e lo ribadisco
ancora una volta Ma abbiamo letto in questo emendamento una
ricchezza di dettagli che erano quasi riconducibili al quarto comma
dell'articolo 31.Io non riesco a immaginare come potrebbe essere
ulteriormente articolata la procedura di dismissione, avendo
ritenuto, dopo la lettura dello stesso emendamento, di rilevare una
condivisione dell'Aula. Quindi non era un fatto atipico, ma era
unicamente legato allo studio della norma stessa, giacché ricordo
che questo é l'emendamento numero 374 che certamente nessuno di
noi, e io per primo, ha avuto modo di approfondire. Quindi
l'approfondimento é stato fatto in tempo reale.
Pur non di meno, cogliendo perfettamente l'opportunità di
svolgere i determinati passaggi in termini di serenità, chiedo,
signor Presidente che venga ritirato l'emendamento e di procedere
alla votazione del testo base.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, c'é da
rimanere trasecolati da tutto ciò che si ascolta...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, a proposito dell'intervento
dell'onorevole Vicari che chiedeva l'accantonamento degli articoli
riguardanti la sanità. Questo é l'ultimo articolo che riguarda la
sanità, onorevole Vicari, peraltro, é stato già bocciato
l'emendamento soppressivo e, pertanto, la discussione si limita al
voto sull'articolo 31, se i presentatori degli emendamenti
ritirano gli emendamenti stessi; ovvero, al voto sui due emendamenti
che sono uguali e che assorbono gran parte di quello che é il
contenuto dell'articolo 31.
VICARI .. il Governo va avanti anche senza l'assessore Cittadini?
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'é da
rimanere trasecolati per le cose che si sentono dire in quest'Aula.
Se vi sono altre questioni di natura politica, tensioni che hanno
alla base vicende che, nella passata seduta, hanno visto alcuni
colleghi insoddisfatti per l'esito di un voto e che adesso tornano
sotto forma di tensioni dentro la maggioranza, tutto ciò inerisce ad
altra questione.
Alcuni colleghi manifestano una idea quasi tribale della
maggioranza sostengono, infatti, che si tratti di una sorta di
ridotta in cui si é rinchiusi, barricati, con i fucili spianati,
volta solo a sparare ad ogni minimo movimento dell'opposizione;
perché l'opposizione é l'opposizione. Questo é un Parlamento,
onorevoli colleghi, e bisogna che vi abituate , anche da un punto di
vista culturale, al fatto che ognuno di noi qui é parlamentare che
svolge il suo lavoro volto a migliorare le leggi.
Se il Governo dichiara, onorevole Acierno, che l'emendamento
presentato dalle opposizioni é migliorativo rispetto al testo ha
ben donde di dichiararlo: considerato che l'emendamento é stato
esitato dalla VI commissione, in presenza dell'assessore Cittadini
che ha dato il suo assenso. Non c'é nulla di così catastrofico e
misterioso; non esiste un accordo tra Governo ed opposizione per
fare chissà cosa... Voi così dichiarate che, essendo un emendamento
dell'opposizione, é scandaloso che il Governo si dichiari
favorevole .
Quante volte si è verificato questo in Aula? Sarà successo
alcune centinaia o migliaia di volte Con tutte le maggioranze, con
tutte le minoranze che si sono succedute. Il problema dove sta? Il
problema é stabilire se l'emendamento va bene o non va bene, poi da
chiunque venga proposto , il problema é relativo. Assai relativo,
per la gente che attende da noi buone leggi.
CINTOLA Anche quando era Presidente lei, onorevole Capodicasa.
CAPODICASA Esattamente. Quanti emendamenti dell'opposizione sono
stati accolti, perché venivano giudicati positivamente?
Quando il Governo dichiara ciò, non può che essere preso in
parola . Afferma che l'emendamento è migliore del testo. Se ci sono
obiezioni sul testo, allora discutiamone; ma le obiezioni che lei
ha avanzato, onorevole Acierno, sono del tutto infondate perché il
comma 7 a cui lei faceva riferimento, dice esattamente che i fondi
devono essere utilizzati per il ripiano delle passività. Se poi
l'emendamento prevede, anche che per un biennio, che una parte
eccedente venga patrimonializzata, questo é a tutela dell'azienda.
Non va a discapito dell'azienda e, quindi, è a tutela dell'interesse
pubblico.
Onorevole assessore lei sbaglia a seguire gli umori che
provengono dalla sua maggioranza, ...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa la invito a concludere.
CAPODICASA relatore di minoranza... io sto svolgendo un
ragionamento che a mio parere, consentitemi, è di correttezza
istituzionale ...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa l'intervento è assolutamente
nobile e pertinente, anche rispetto all'andamento dei lavori
parlamentari, e la Presidenza lo condivide; tuttavia, la volevo
invitare a concludere anche perché così chiudiamo questa disputa
e credo anche con una certa facilità.
CAPODICASA relatore di minoranza. L'ultima dichiarazione del
Governo mi lascia molto deluso perché significa che rinuncia ad una
qualità dell'emendamento solo per adeguarsi ad umori che hanno ben
altra natura e ben altra origine. Mi dovete consentire: non mi
potete dire che questo è il miglior modo per fare le leggi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, brevemente per una conclusione, per
dire che in verità il Governo non può andare dietro agli umori
dell'Aula, però nello stesso tempo non dobbiamo dimenticare che
l'emendamento 374 e l'emendamento 375 per quanto siano stati
condivisi dalla Commissione di merito, in verità sono nuovi per
l'Aula perché sono stati presentati adesso, per cui anche il
sottoscritto, ho detto poc'anzi, ha bisogno di un conforto perché
non c'è stata una fase di prestudio e allora ...
PRESIDENTE Onorevole Assessore, solo per una precisazione. Non
sono emendamenti nuovi, sono emendamenti che sono stati presentati
entro i termini previsti ed erano stati considerati aggiuntivi ed in
realtà una parte di questi emendamenti sono aggiuntivi rispetto al
testo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Non c'è dubbio,
però, onorevole Presidente l'emendamento 374 appartiene alla parte
finale degli emendamenti al disegno di legge e, allora, essendo
rispettoso del suggerimento dell'onorevole Vicari, che mi sembra
assolutamente saggio, non certo umorale, questo glielo posso
confermare, chiedo l'accantonamento di tutto l'articolato. Quando
verrà in Aula l'assessore Cittadini si pronuncerà lui stesso su
questo argomento.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi dopo la
dichiarazione dell'onorevole Assessore sull'accantonamento, potrei
pure rinunciare all'intervento. Pur tuttavia, avendo l'Aula trattato
questo argomento , volevo introdurre un elemento di riflessione per
meglio intendere se il dettato che leggo è da ritenersi così oppure
è modificabile o sostituibile ...
VICARI E' accantonato
TURANO Sì, lo so onorevole Vicari però al comma 8
dell'emendamento 374 è prevista la medesima procedura anche per la
dismissione dei presidi ospedalieri che dovessero essere non più
funzionali con la conseguente ristrutturazione della rete
ospedaliera. Mi chiedo: per davvero ad ogni singolo manager gli si
deve affidare la gestione del patrimonio immobiliare senza nessun
filtro? La giunta di Governo nomina un Manager solo una volta e la
prima Commissione verifica se possiede determinati requisiti o meno?
Di conseguenza quel Manager può procedere liberamente anche a
vendere per singoli lotti alcuni immobili dove precedentemente erano
stati ubicati degli ospedali? A me sembra una forzatura tutto ciò.
Voglio sollevare un momento di riflessione da esternare al Governo
affinché lo stesso possa dare una risposta esaustiva al tema che ho
indicato.
PRESIDENTE Onorevole colleghi, esiste una richiesta di
accantonamento formulata dal Governo. Se non ci sono osservazioni
così resta stabilito.
Si passa all'articolo 32 che non presenta emendamenti perché
ciò che vedete al testo è da riferirsi all'articolo 40. Ne do
lettura.
<Art. 32.
Rinegoziazione mutui
1. Al fine di realizzare con modalità omogenee la
rinegoziazione dei mutui per i quali è stato concesso il
contributo regionale sugli interessi, l'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze è autorizzato a stipulare, con
gli istituti di credito mutuanti, apposite convenzioni,
distinte per settore di intervento, tendenti ad individuare
tassi di interesse alla cui stregua i singoli contratti di
mutuo si intendono modificati e le più idonee modalità di
applicazione in relazione alle diverse forme tecniche.
2. I tassi determinati nelle predette convenzioni non
possono essere superiori a quelli che saranno fissati in
campo nazionale per la rinegoziazione dei mutui agevolati ai
sensi di leggi statali, ed avranno decorrenza dall' 1 gennaio
2003 con effetti su tutti i ratei di interessi maturati
successivamente a tale data. I predetti tassi devono
comunque tener conto della differenza decorrenza prevista
dalla vigente normativa statale regionale.
3. Le convenzioni sono applicate su tutti i contratti di
mutuo già stipulati che, alla data del 1 gennaio 2003
risultino regolati ad un tasso di interesse superiore ai
tassi individuati per la tipologia corrispondente o analoga
nelle convenzioni medesime. Dalla rideterminazione delle rate
e dei piani di ammortamento non possono derivare maggiori
oneri nè a carico dei mutuatari nè a carico della Regione.
4. La riduzione del tasso derivante dalla rinegoziazione
convenuta opera a favore della Regione siciliana e dei
mutuatari in proporzione al rapporto sussistente tra
interesse a carico della Regione ed a carico del mutuatario,
con le modalità che saranno individuate nelle convenzioni di
cui al comma 1 in relazione alle diverse forme tecniche di
agevolazione. Il tasso a carico del mutuatario non può
comunque essere inferiore all'1,50 per cento, fermo restando
il mantenimento in suo favore di eventuali condizioni più
favorevoli esistenti alla data di rinegoziazione.
5. A decorrere dalla data di stipula delle convenzioni di
cui al presente articolo, non trovano più applicazione, in
ordine ai singoli contratti i cui tassi di interesse vengono
in tal modo ridotti, le altre modalità di rinegoziazione già
previste dall'ordinamento regionale.
6. Per ciascuno degli anni 2003, 2004, 2005 le minori
spese, rispetto alle previsioni derivanti dalla normativa
vigente, non possono essere destinate a nuove o maggiori
spese, fatti salvi gli eventuali oneri discendenti da
rapporti finanziari pregressi tra gli istituti di credito e
la Regione siciliana. Dette somme vanno iscritte, con decreto
del dirigente generale del dipartimento bilancio e tesoro, in
un apposito fondo dello stato di previsione della rubrica
bilancio.>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
<Art. 33.
Interventi DPCM 12 settembre 2000
1. Per la prosecuzione degli interventi individuati
dall'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 12 settembre 2000, i dipartimenti regionali
competenti per materia trasferiscono le competenze e le
relative risorse finanziarie previste per ciascun progetto
direttamente agli enti attuatori, che provvedono a tutti gli
adempimenti necessari per la definizione degli interventi
medesimi.
2. Il dipartimento regionale bilancio e tesoro provvede
all'iscrizione nelle pertinenti rubriche del bilancio
regionale delle somme necessarie all'attuazione del comma 1
su richiesta del dipartimento regionale della programmazione.>
Comunico che è stato presentato l'emendamento allegato 33.1, a
firma dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 33. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
<Art. 34.
Sicurezza nei luoghi di lavoro
1. Fatti salvi fino alla naturale scadenza i contratti in
corso, ai fini del contenimento della spesa,
nell'amministrazione regionale, negli enti locali, negli enti
pubblici non economici sottoposti a vigilanza e/o controllo
della Regione i datori di lavoro ricorrono, per
l'espletamento dei compiti di sorveglianza sanitaria, alle
Aziende sanitarie locali competenti per territorio.>
Comunico che è stato presentato l'allegato emendamento 34.1, a
firma dell'onorevole Cracolici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35 che era stato accantonato.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, premetto
che condivido l'articolo nelle sue finalità. E' una vecchia idea di
cui avevamo discusso in passato, però il modo in cui il testo è
formulato, a mio avviso, dà luogo ad una serie di inconvenienti e
quindi lo sottopongo alla Commissione e al Governo, che sono in
grado di presentare subemendamenti in questa fase della discussione,
per poter correggere l'articolo.
In sostanza, al primo comma, l'articolo recita : "appartenenti
a società cooperative a responsabilità limitata gravati da ipoteche
in favore dello stesso o sottoposti a procedure esecutive o in
liquidazione". Ciò significa, signor Presidente - lei che è
competente in questa materia che riguarda l'Ircac, in realtà può
intervenire - tutte le cooperative che si rivolgono all'Ircac anche
quelle sane, anche quelle che non sono in fase di liquidazione
coatta prestano delle ipoteche; quindi, nel momento in cui si dice
che l'Ircac è autorizzata a chiedere, ai sensi dell'articolo 505 del
codice di procedura civile, l'assegnazione di questi beni,
significa che la può chiedere anche a cooperative sane, che hanno
prestato le ipoteche avendo avuto dei contributi.
Quindi, quella "o" dello stesso "o sottoposti" deve essere
trasformata in "e" congiunzione, in quanto devono trovarsi nelle
condizioni di essere sottoposte in liquidazione coatta
amministrativa.
Il secondo problema che sollevo, onorevole Assessore, è
relativo al terzo comma.
Qual è lo spirito dell'articolo? L'Ircac rileva questi beni e
poi li cede per attività di carattere produttivo ed economico.
Bisogna, quindi, aggiungere che non sempre, anzi quasi mai, l'Ircac
è l'unica titolare di crediti nei riguardi delle cooperative.
Spesso oltre all'Ircac ci sono, anche, banche che hanno
prestato altri crediti. Allora, se l'Ircac vuole, a norma
dell'articolo 505 del codice civile, incamerare il bene deve pagare
all'altro creditore la quota che gli spetta.
Ciò significa che l'Ircac deve sborsare tanti soldi per avere
ceduto il bene. Risultato dell'operazione è che esso, con i fondi
di cui dispone , non è in grado di effettuare neanche la metà delle
operazioni che vengono autorizzate dall 'articolo sopracitato.
A mio giudizio, ripeto, bisognerebbe trasformare la "o" in "e"
e poi precisare che l'operazione è autorizzata solo per quelle
cooperative poste in liquidazione di cui unica titolare di credito
sia l'Ircac, perchè altrimenti dobbiamo aggiungere i soldi necessari
per estinguere il credito di un altro istituto.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, il Governo ritiene di dovere
presentare gli emendamenti modificativi nel senso indicato.
Accantoniamo, quindi, per qualche minuto l'articolo, giusto per dare
il tempo al Governo di formulare gli emendamenti necessari.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
<Art. 36
Divulgazione agricola
1. Al fine del potenziamento e della più capillare
diffusione sul territorio della Regione delle attività di
divulgazione agricola, a valere delle disponibilità
dell'U.P.B. 2.2.1.3.1 del bilancio della Regione,
l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste è
autorizzato a stipulare apposite convenzioni, di importo
inferiore alla soglia di applicazione del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 157 e successive modifiche ed
integrazioni,. con le organizzazioni professionali di
categoria che hanno realizzato progetti-programma nei settori
dell'assistenza tecnica, della divulgazione e della
contabilità aziendale.
2. L'articolo 14 della legge regionale 1 agosto 1977, n.
73 e l'articolo 18 della legge regionale 6 giugno 1968, n. 14
sono abrogati.>
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dall'onorevole Capodicasa 36.1 e 36.2; dagli onorevoli
Incardona e altri 36.2.1.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, l'Assessore
Castiglione, che è in Aula, sa che tra gli enti che sono titolari di
questo beneficio, nella formulazione dell'articolo ne è saltato uno
e, quindi, l'Assessore si era impegnato a ripristinarlo. Questo è
il motivo del mio emendamento soppressivo, che io ritiro se il
Governo provvederà ad apportare la relativa correzione.
INCARDONA Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 36.2.1
a mia firma.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
dell'assistenza tecnica in agricoltura in Sicilia è un tema
particolarmente importante, atteso che la nostra agricoltura,
settore trainante e che tutti consideriamo strategico per lo
sviluppo della nostra Isola, soffre momenti di stasi soprattutto in
considerazione del fatto che si registra una scarsa informazione di
quali sono gli strumenti che potrebbero consentire alla nostra
agricoltura anche di utilizzare gli strumenti di programmazione
finanziaria messi in campo da una serie di interventi europei,
nazionali e regionali.
Ma non solo, c'è anche un problema di assistenza tecnica che
usa strumenti di assistenza e argomenti ormai vecchi: come tutti
sappiamo, oggi l'agricoltura siciliana bisogna che punti sulla
qualità dei prodotti, su una produzione, quindi, che, abbinata a
tutta la filiera, dia non solo la certificazione della qualità ma
che garantisca i consumatori. Quindi fare conoscere e puntare su
queste forme di assistenza tecnica protese ad uno sviluppo della
nostra agricoltura, secondo i moderni strumenti, sia finanziari ma
anche di produzione, i moderni strumenti di sperimentazione in
agricoltura, è un fatto assai importante.
E, però, in questo settore non solo si registra una scarsa
capacità da parte degli enti preposti alla formazione - mi sia
consentito questo termine - delle produzioni agricole ma,
addirittura, ci sono doppioni in Sicilia tra assessorato
dell'Agricoltura ed enti di sviluppo agricolo che hanno delle
competenze che molto spesso sono simili o similari in questo
settore.
Quindi, sul tentativo, da parte dell'Assessore, che si registra
in questa norma, che vuole, attraverso le associazioni di categoria,
attivare questi sistemi di divulgazione agricola, io sono un po'
scettico, ma è un tentativo che, nelle more di una riforma
dell'assistenza tecnica agraria, copiando anche, se è necessario, le
norme che già sono contenute in diversi ordinamenti di diverse
Regioni dello Stato Italiano, potrebbe essere, a questo momento, uno
strumento per aiutare la nostra agricoltura, che potrebbe fornire un
nuovo tipo di assistenza attraverso quelle associazioni di categoria
che potrebbero e dovrebbero fornire un nuovo tipo di assistenza.
Però, lasciare solo l'assessorato dell'Agricoltura nella
decisione di come stipulare le convenzioni, così com'è scritto
nell'articolo che viene proposto nella legge finanziaria, mi pare
che sia un po' troppo. Per cui io propongo, con il mio emendamento,
che quanto meno queste convenzioni che l'assessorato potrà andare a
stipulare con le associazioni di categoria per fornire - mi auguro -
un nuovo tipo di assistenza all'agricoltura, passi attraverso il
parere - avevo scritto nell'emendamento 'vincolante', ma
probabilmente, questo vincolo potrebbe incontrare problemi di natura
giuridica - della Commissione 'Attività Produttive' di questa
Assemblea, perchè possa dare, comunque, un indirizzo
politico-programmatico a quella che deve essere l'assistenza tecnica
in agricoltura.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 36.3.
CAPODICASA relatore di minoranza. Ritiro l'emendamento 36.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il sub emendamento 36.2.1 a firma degli
onorevoli Incardona ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 36.2. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 36.3 a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro improponibile
l'articolo 37.
Si passa all'articolo 38. Ne dò lettura:
<Art. 38.
Istituzione del fondo regionale per l'impiantistica
sportiva
1. E' istituito, presso l'Istituto per il credito
sportivo, il Fondo regionale per l'incremento, potenziamento
e miglioramento degli impianti e delle attrezzature sportive
di seguito denominato 'Fondo', attraverso cui la Regione
sostiene le iniziative che rispondono ai requisiti per
l'accesso ai finanziamenti dello stesso Istituto per il
credito sportivo. Con decreto del Presidente della Regione,
previa delibera di Giunta, su proposta dell'Assessore
regionale per il turismo, per le comunicazioni e i trasporti,
è disciplinato il funzionamento del Fondo.
2. Il Fondo viene alimentato dai finanziamenti della
Regione siciliana e dagli interessi maturati sugli
stanziamenti non utilizzati.
3. Al Fondo possono confluire anche le disponibilità
finanziarie assegnate alla Regione ai sensi di leggi statali
e di regolamenti comunitari, per l'attuazione di programmi di
intervento rivolti allo sport. Al Fondo possono confluire
altresì contribuzioni da altri soggetti pubblici e privati,
erogate per il medesimo scopo.
4. Il Fondo, per le finalità indicate al comma 1, assolve
alle concessioni di contributi per interessi in relazione a
mutui concessi dall'Istituto per il credito sportivo.
5. La dotazione iniziale del Fondo, fissata in 1.500
migliaia di euro, è garantita con parte delle disponibilità
del Fondo speciale destinato al potenziamento delle attività
sportive isolane.
6. Per gli anni successivi, gli ulteriori conferimenti
sono determinati ai sensi dell'articolo 3, lettera g) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni.
7. I contributi di cui al comma 4, possono essere
concessi a soggetti pubblici o privati in possesso dei
requisiti per l'accesso ai finanziamenti dell'Istituto per il
credito sportivo.
8. Le risorse del fondo costituiscono patrimonio della
Regione e, nel caso di soppressione del Fondo, le somme
residue comprensive degli eventuali crediti gestionali e
dedotto unicamente quanto forma oggetto di impegni già
formalmente assunti e perfezionati, sono versate in entrata
nel bilancio della Regione.
9. Gli impianti realizzati con i contributi di cui al
presente articolo sono posti a disposizione delle pubbliche
istituzioni o comunque sono destinati a finalità sociali in
misura proporzionale all'entità dell'intervento finanziario
regionale concesso.>
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dall'onorevole Capodicasa 38.3; dall'onorevole Papania
38.1; dagli onorevoli Raiti ed altri 38.2.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, in
Commissione - lei ricorderà perché ne fa parte - si è scatenata una
discussione, devo dire, molto accesa che non riguardava il rapporto
tra la maggioranza e l'opposizione, ma riguardava la stessa
maggioranza. Ricordo che l'onorevole Cintola, che non è presente in
Aula, aveva bloccato l'esito di questo emendamento per quasi tutta
la discussione; poi, alla fine nella contrattazione finale quella
parte della maggioranza ha ceduto.
Allora, l'emendamento istituisce un fondo che, andando alla
sintesi, viene destinato dove confluiscono fondi regionali, fondi
dello Stato e fondi Europei destinati all'impiantistica sportiva,
quindi sostanzialmente accentrando in un unico fondo tutte le
disponibilità in materia di impiantistica sportiva; dopodiché
vengono utilizzati per finanziare attività volte all'attivazione
dell'impiantistica sportiva per enti pubblici e - udite, udite -
anche privata.
Siamo troppo malevoli nel pensare che, alla fine, avranno la
prevalenza i privati e che l'interesse degli enti pubblici verrà
perlomeno marginalizzato? Riteniamo che sia più giusto che questo
fondo venga meglio disciplinato, il che significa che non è che non
si possa anche finanziare attività per l'impiantistica sportiva
promossa da privati, ma bisogna che vi sia una garanzia che una
quota del fondo cospicua venga riservata agli enti pubblici per fare
in modo che, senza oneri per l'utenza, possano essere realizzati
impianti sportivi fruiti dalla popolazione.
Se, invece, a promuovere gli impianti sportivi debbono essere i
privati, con i fondi pubblici, cercando - come sappiamo - una
remunerazione del capitale investito o comunque dell'attività
svolta, per cui i costi devono ricadere sugli utenti, noi ovviamente
siamo fermamente contrari.
Va detto anche che tutto questo avviene con la decurtazione del
fondo per l'attività nelle scuole in direzione della formazione
sportiva degli alunni. Quindi, ci sembra una scelta sciagurata.
E la ragione per la quale la Commissione resistette tanto
all'approvazione di questo articolo era legata a questo dibattito.
La ragione per la quale presentiamo l'emendamento soppressivo è
esattamente questa.
Allora, torniamo all'argomento di prima: sol perché è
l'opposizione a sollevare certe questioni bisogna blindare il voto
di maggioranza? Ci sembra di no Bisogna avere la cautela, la
prudenza ed anche la saggezza, a mio giudizio, di raccogliere
obiezioni che possono essere considerate positive e su questo poi
orientare il voto dell'Aula, quale che sia la collocazione di ogni
singolo parlamentare.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sento di confermare
interamente l'articolo 38 di questa finanziaria, perché va a creare
un fondo di fatto che contribuirà a rinnovare gli impianti sportivi
della Sicilia.
Sapete che l'Istituto del credito sportivo non è molto
utilizzato dai comuni siciliani, intanto per il tasso di interesse e
poi probabilmente anche per mancanza di conoscenza da parte dei
comuni. C'è una grande voglia in Sicilia di fare impianti sportivi,
le risorse purtroppo sono sempre meno.
Intendo confermare la volontà di portare avanti questo articolo
e quindi il parere del Governo all'emendamento a firma
dell'onorevole Capodicasa è contrario.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
SPAMPINATO Signor Presidente, per dichiararmi favorevole alla
proposta dell'onorevole Capodicasa e per dare la possibilità al
Governo di sentire quella che era stata la proposta dell'onorevole
Capodicasa, che faccio mia.
La nostra preoccupazione è che la maggior parte degli introiti
che accederanno a questo fondo saranno utilizzati per
ristrutturazione, creazione, miglioramento e potenziamento di
impianti sportivi privati.
La proposta che ha formulato l'onorevole Capodicasa, che
facciamo nostra, è quella di riformulare l'articolo prevedendo una
quota ben specifica per miglioramento, potenziamento di impianti
sportivi pubblici, in maniera tale da rassicurarci rispetto le
finalità della costituzione di questo fondo.
Quindi mi dichiaro favorevole all'emendamento dell'onorevole
Capodicasa. Chiediamo al Governo di poter procedere in tal senso.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 38.3
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 38.1. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro improponibile l'emendamento 38.2.
Pongo in votazione l'articolo 38 nel testo emendato.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'ARTICOLO 38
SPEZIALE Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Panarello, Raiti, Capodicasa,
Giannopolo, Oddo, Ferro, Zago e Ortisi, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'articolo 38.
Comunico che sono rientrati dal congedo gli onorevoli
Castiglione, Cascio, Cimino e Beninati.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
PRESENTI E VOTANTI 62
MAGGIORANZA 32
FAVOREVOLI 39
CONTRARI 23
ASTENUTI 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 39. Ne
dò lettura:
<Art. 39.
Contributi a favore dello sport sociale, giovanile
e scolastico
1. Il secondo comma dell'articolo 14 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8, è sostituito dal seguente:
'Nel piano per la concessione di contributi a favore delle
iniziative dello sport sociale, giovanile e scolastico,
sono riservati i seguenti finanziamenti nella misura massima
del:
a) 15 per cento a sostegno delle attività degli enti di
promozione sportiva e del tempo libero;
b) 25 per cento a sostegno delle spese di funzionamento
dei centri di preparazione, di avviamento o di addestramento
ad iniziativa degli enti locali, delle organizzazioni
sportive e promozionali;
c) 2 per cento a sostegno dell'attività scolastica ad
iniziativa degli organi di autogoverno della scuola;
d) 8 per cento a sostegno dell'organizzazione di
manifestazioni sportive.>
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dall'onorevole Capodicasa 39.4; dall'onorevole Cracolici
39.5; dagli onorevoli Raiti ed altri 39.2 e 39.3; dagli onorevoli
Liotta e altri 39.1.
Preciso che gli emendamenti 39.2, 39.1 e 39.3 verranno posti
in votazione congiuntamente, perché altrimenti dovrebbero essere
dichiarati improponibili, in quanto non esprimono la compensazione
percentuale nella manovra che viene svolta.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, giudico grave
l'approvazione dell'articolo 38 che abbiamo appena effettuata.
Naturalmente non si può tornare indietro, ma mi permetto di
sottolineare che l'articolo 39 è coerente con l'articolo 38, per
cui, stante la contrarietà mia - ma mi pare anche del
centro-sinistra con l'articolo 38 - sottoscrivo l'emendamento
soppressivo presentato dagli onorevoli Capodicasa e Cracolici,
soprattutto perché mi pare veramente scandaloso che al punto "C"
del primo comma si parli di destinare il 2 per cento - solo il 2 per
cento - a sostegno dell'attività scolastica ad iniziativa degli
organi di autogoverno della scuola. Cioè si trova il modo di
finanziare i privati con l'articolo 38, poi, per quanto riguarda i
contributi a favore dello sport sociale, giovanile e scolastico
all'interno di questa percentuale, si destina il 2 per cento e si
spalma, invece, il 98 per cento sulle altre finalità contenute ai
punti a),b) e d).
Ora, questo lo trovo veramente eccessivo, mi pare veramente
troppo, per cui credo che, se il Governo non lo ritira, io trovo
giusto l'emendamento soppressivo, che sottoscrivo.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto che l'onorevole Zago appone
la propria firma agli emendamenti 39.4 e 39.5, soppressivi.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi senza entrare nel
merito degli emendamenti 39.1 e 39.3 che lei ha dichiarato
inammissibili, perché in mancanza...
PRESIDENTE Onorevole Liotta, non li ho dichiarati
inammissibili, ho detto che gli emendamenti 39.2 e 39.3 vanno
considerati insieme altrimenti sarebbero scompensati.
LIOTTA E il 39.1?
PRESIDENTE Il 39.1, invece, è formulato correttamente perché
contiene e la parte relativa alla riduzione di una voce e
all'aumento dell'altra.
Pongo in votazione congiuntamente gli emendamenti 39.4 e 39.5.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CAPODICASA relatore di minoranza. Contrario.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi qui non è che stiamo facendo il braccio di ferro, parliamo
della destinazione di fondi in materia di sport. Allora, l'articolo
precedente quest'Aula l'ha votato perché con la costituzione del
fondo i fondi vadano ai privati per l'impiantistica sportiva, i
quali faranno pagare i nostri giovani che vorranno fruire di quegli
impianti.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Non è così
CAPODICASA relatore di minoranza. La prego, è così, perché io,
se sono un privato che realizzo un campo di calcetto, anche con i
fondi pubblici della Regione, mi consenta, farò pagare quelli che
vengono a giocare.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Esiste già la possibilità di farlo
CAPODICASA relatore di minoranza. Si, ma lei costituisce un
fondo in cui fa confluire tutto: i fondi europei, quelli statali,
quelli della Regione. Non c'è più una possibilità, si è fatta quella
scelta con l'articolo precedente, ora con questo articolo, chissà, i
colleghi distratti dalle tante telefonate che arrivano in quest'Aula
non si fossero accorti, glielo voglio dire; se poi ritengono di
doverlo approvare lo stesso lo facciano.
Con questo articolo nella ripartizione dei fondi per lo sport,
i contributi dello sport sociale, giovanile e scolastico, noi stiamo
decidendo che il 2 per cento - cioè facciamo l'elemosina - va a
sostegno dell'attività scolastica a iniziativa degli organi di
autogoverno della scuola, cioè noi abbiamo, praticamente, azzerato
le attività sociali che svolgono le scuole a favore dello sport
giovanile.
Nello stesso tempo, però, carichiamo il grosso sulle spese di
funzionamento dei centri di preparazione, di avviamento, di
addestramento a iniziativa degli enti locali - che non ne hanno
nessuno, non esistono di questi centri - e delle organizzazioni
sportive e promozionali.
Ecco dove sta la chiave dell'articolo: noi diamo un pozzo di
soldi alla 'Palermo calcio', alla 'AKragas calcio', a non so quale
AKragas o 'Favara calcio' di questo mondo, però allo sport
promozionale che va finalizzato alla formazione dei bambini nelle
scuole diamo il 2 per cento; mentre lì non finanziamo solo
l'attività sportiva, anzi, le attività di funzionamento, il che
significa che gli finanziamo personale amministrativo; non è che
finanziamo l'attività sportiva.
Ma non vi pare che dobbiamo vergognarci delle scelte che
stiamo compiendo in soli due articoli? Colleghi della maggioranza,
colleghi che si fregiano del titolo di far parte di quelle forze
politiche che hanno a cuore la famiglia: "faremo come primo atto,
dopo l'approvazione della finanziaria, la legge per trasformare
l'Assessorato degli enti locali in assessorato alla famiglia"?
Con queste scelte che state facendo, oltre a quelle che avete
fatto prima con i tickets e tutto il resto, la famiglia è servita, i
nostri bambini sono serviti
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, è difficile
aggiungere altre parole, altra indignazione alle cose dette
dall'onorevole Capodicasa. Ora, però, io ritengo che è gravissimo
l'atto che state consumando con questo articolo
Io vorrei che l'assessore per lo Sport e - se fosse presente -
l'assessore per la Pubblica istruzione - si pronunciasse su questo
articolo e vorrei che mi fosse qualificato il concetto di
manifestazioni sportive dall'assessore per lo Sport.
Noi diamo l'otto per cento alle manifestazioni sportive, quelle
che consumiamo d'estate, quelle che dobbiamo sponsorizzare con
interventi a pioggia, generalmente e normalmente concesse
all'associazione amica, al piccolo comune che fa il torneo,
all'amico che ci fa ad agosto il torneo di pallanuoto a Mondello. A
questi diamo l'8 per cento, alla scuola invece diamo il 2 per cento.
Non provate alcun senso di vergogna? Non vi sfiora il dubbio,
dov'è l'Assessore Granata?
Guardate che tutte queste norme completano il concetto di
diritto allo studio; il diritto allo studio senza il completamento
di queste norme, di questi finanziamenti, di queste attività è una
parola vuota. E voi proponete una norma di questo tipo
E cosa sono - vorrei che ce lo spiegasse l'Assessore - gli enti
di promozione sportiva ai quali noi diamo il 25 per cento? Sono
enti - lo diceva prima l'onorevole Capodicasa - che disperdono
questi soldi soprattutto in finanziamento della propria struttura,
delle proprie strutture amministrative.
La promozione sportiva che cos'è se non quella che
nell'educazione allo sport, parte dall'infanzia e quindi dalla
scuola?
Io vi proporrei almeno di fermarvi, di rivedere questo
articolo, di invertire alcune percentuali; spero che il buon senso
vi illumini.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento non è la
prima volta che vede il dibattito in quest'Aula, era già stato
presentato nella scorsa finanziaria e, addirittura, nelle ultime
manovre di assestamento del bilancio. Questo emendamento
sostanzialmente non modifica la filosofia complessiva della
distribuzione dei contributi perché la lettera a) e la lettera b)
non fanno altro che ripetere quello che esattamente esiste già nella
legge; quello che viene modificato è il contributo alle scuole che
era nella misura del 10 per cento.
Questo contributo veniva regolarmente non utilizzato dalle
scuole, quindi abbiamo in qualche modo voluto intervenire a sostegno
di manifestazioni sportive che vi sono in ogni parte della Sicilia,
in tutti i periodi dell'anno, senza voler gravare ulteriormente sul
bilancio della Regione. E abbiamo pensato di prendere una quota dai
contributi che venivano dati alle scuole per l'organizzazione di
manifestazioni sportive che comunque non venivano mai utilizzate,
per cui erano soldi che normalmente venivano non spesi.
Fermo restando che comunque nessuno obbliga di utilizzare la
lettera d), cioè l'otto per cento a sostegno delle organizzazioni di
manifestazioni sportive, anche promosse dalle scuole - questo otto
per cento infatti può essere utilizzato anche dalle scuole - se
vogliamo trovare una soluzione di compromesso, volendo interpretare
la volontà dell'Aula, sono disponibile a rivedere l'articolo 39....
SPEZIALE. Esclusivamente?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
No, sono disponibile a rivedere l'articolo 39 con una soluzione di
mediazione. Eventualmente posso farmi onere di presentare un sub
emendamento in cui la percentuale diventa del 5 per per scuole e del
5 per le manifestazioni sportive.
Mi pare una soluzione di compromesso equa che non va ad
intaccare la sensibilità dell'Aula e del Governo.
PRESIDENTE. Se la proposta del Governo è condivisa, andiamo
avanti, altrimenti continuo a scorrere gli iscritti a parlare.
Però, non mi sembra che sia il caso di farne una guerra santa.
Valutiamo, da questo punto di vista, le ipotesi percorribili in modo
da poter procedere con una certa celerità.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo anche
atto della disponibilità dell'Assessore Cascio, il quale sa che,
riguardo alle tabelle - si vedrà quando ne parleremo - c'è stata una
significativa decurtazione dei fondi della legge numero 8
riguardanti i contributi sportivi.
La legge numero 8, come è noto, distribuisce circa venti
miliardi l'anno, con meccanismi che andrebbero rivisitati, proprio
per renderli anche più efficaci e più efficienti. Inserire questa
ulteriore divisione, senza un ragionamento più generale, che
riguarda i contributi sportivi e la funzione anche della educazione
allo sport, in riferimento alle attività degli istituti scolastici,
mi sembra sbagliato.
Se l'Assessore accantona questo articolo, possiamo parlarne
quando si parlerà di alcuni emendamenti in aumento presentati dalla
Margherita sui fondi della legge numero 8 ed, allora, potremo fare
una riflessione più generale.
Oggettivamente mi sembra singolare che le scuole non abbiano
spese e fondi assegnati negli anni precedenti e, anzi, credo che ci
vorrebbe un potenziamento e un incremento delle attività sportive
all'interno delle scuole.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, c'è una proposta di
accantonamento formulata dall'onorevole Barbagallo. Se il governo
dovesse accedere a quest' ipotesi, l'articolo verrebbe accantonato.
Altrimenti continuiamo con il dibattito.
CASCIO. assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
Io ho fatto una proposta che mi sembrava una soluzione. Non è stata
accolta.
PRESIDENTE. Quindi, il Governo non è favorevole.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, apprezzo la sua volontà di rivalutare e rivedere le cifre
relative alle percentuali; ma, per quanto io possa credere alle sue
parole - certamente non le giudico mendaci - relativamente al fatto
che lei riferisce all'Aula che le scuole non utilizzano questo
fondo, ho difficoltà a credere, tuttavia, che le scuole non possano
utilizzare questi soldi o non sappiano utilizzarli.
Vengo, infatti, da un' esperienza, quella della scuola - sono
un dirigente scolastico, lo ero prima di diventare deputato
regionale - e so con quale difficoltà le scuole sostengano l'impegno
degli alunni nell'attività sportiva.
Molte volte, sono costrette a chiedere anche i contributi alle
famiglie, proprio per la capacità di autogoverno che ormai la scuola
ha; però un autogoverno senza somme, senza soldi diventa anche
difficile da gestire in direzione di quegli obiettivi che, anche
attraverso lo sport, la scuola intende far raggiungere agli alunni.
Spero che lei possa incrementare questo stanziamento perché,
probabilmente, uno dei motivi per cui le scuole non utilizzano le
somme messe a disposizione, non é dovuto al fatto che non svolgono
attività sportiva, ma perché in realtà, tali somme sono talmente
ininfluente rispetto alla spesa che la scuola deve affrontare che,
molto spesso, non si richiedono; o anche perché probabilmente, le
circolari non arrivano alle scuole in tempo utile rispetto
all'ordinato svolgimento delle attività educative, nelle quali le
attività sportive si inquadrano.
Casomai, piuttosto che rinunciare a queste somme, dobbiamo
sollecitare le scuole ad utilizzarle fino in fondo e dovremmo
preoccuparci di aumentare questo fondo, in quanto le scuole sono le
strutture che garantiscono a tutti gli alunni, una pianificata,
ordinata attività.
Tra l'altro, faccio notare che é paradossale che le società
sportive, che ricevono i contributi e alle quali si vogliono
aumentare, utilizzano le palestre delle scuole.
Una delle difficoltà per cui l'attività sportiva nella scuola
non si fa deriva dal fatto che i docenti non vengono retribuiti
nelle ore extra e quello che possono fare é molto limitato. I
contributi sono sempre stati troppo pochi e spero tanto che
l'assessore possa aumentare la percentuale già prevista.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha ragione
l'assessore Cascio - se non è troppo distratto - a dire che già in
occasione dell'assestamento delle variazioni di bilancio si affrontò
questo problema.
Io vorrei provare a contribuire a riportare la discussione nel
merito, per capire se le valutazioni che facciamo al di là della
diversità di vedute, sono conducenti all'interesse della materia che
stiamo trattando.
La mia impressione é che come é formulato l'articolo, premetto
che probabilmente l'attività sportiva in generale, ha bisogno di
maggiori risorse e, quindi, in quel caso discutiamo di cose diverse.
Ma, entrando nel merito della quotidiana attività sportiva che viene
realizzata nella nostra Regione, mi permetto di sottolineare che
l'importanza che diamo al tema tema dell'attività sportiva nelle
scuole ha anche a che fare con la strategica e fondamentale linea
che fa riferimento alla prevenzione sanitaria dei nostri figli.
La seconda considerazione é che, quando parliamo di
manifestazioni sportive, onorevole assessore, lei dice che anche le
scuole possono presentare progetti per manifestazioni sportive, ma é
evidente che l'attività sportiva di cui parliamo, quando facciamo
riferimento alle scuole, é sostanzialmente quella quotidiana, in
cui le scuole hanno già difficoltà a presentare le istanze, per le
considerazioni che faceva l'onorevole Lo Curto, per cui a maggior
ragione, vedo ancora più distante che, in futuro, possano avere una
procedura più semplificata nell'organizzare delle manifestazioni
sportive.
Il punto é quello di far sì che in Sicilia ci siano, come già
ci sono, grandi eventi sportivi; potrei citarne venti o trenta
sparsi per la Sicilia che vanno sostenuti perché richiamano
attività sportiva, ma anche attività turistica e, quindi, tutto un
settore di indotto strategico e fondamentale.
Guai, però, a pensare che la presenza di manifestazioni
sportive possa impedire quella che é l'attività del quotidiano in
funzione di prevenzione, socializzazione e bonifica della dimensione
sociale di un quartiere o di una scuola, attraverso l'attività
sportiva.
Perché dico queste cose? Perché credo che dobbiamo evitare e
secondo me é questo che nell'articolo rischia poi di manifestarsi,
che lei assessore venga pressato dalla manifestazione del grande
evento sportivo, lei sa già perfettamente che ci sono altri capitoli
che si possono utilizzare, ma nel rispetto...
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Signor Presidente, posso fornire un chiarimento?
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
Signor presidente, onorevole Ferro, intervengo per dire che questo
articolo nasce proprio dall'esigenza di supportare le piccole
manifestazioni sportive, non certamente le grandi. Nelle grandi
manifestazioni sportive, infatti, come lei sa, la Regione interviene
già con un capitolo che é quello della promozione.
Essendo la grande manifestazione sportiva di forte richiamo
turistico, il problema della contribuzione non sussiste.
Questo articolo, invece, nasce proprio per sostenere le piccole
manifestazioni sportive che non richiamano turismo, ma servono ai
fini della socializzazione, dello sport per tutti, e di tutto quello
di cui stiamo parlando oggi.
FERRO Onorevole Assessore, il rischio è che di fatto ...
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
No, la cifra è molto piccola.
FERRO ... lo dico per un' esperienza nel settore che credo che
possa essere comune, paragonando la mia esperienza di assessore
comunale in una città come Palermo a quella di un assessorato
regionale.
Il rischio vero è che quando si va, ci si ritrova dinanzi alla
scadenza dell'evento sportivo che si deve fare perché si rischia di
farlo saltare, di vederlo cancellato nel calendario internazionale e
così via. E' chiaro che lei, come farebbe chiunque altro, si
troverebbe nella necessità di utilizzare quante più risorse
possibili per dare la risposta e per salvare la manifestazione
rispetto al problema che viene posto.
Allora, io dico, per cautela, per prudenza, ma anche per senso
di responsabilità e per capire di cosa stiamo parlando, che forse
quel riferimento alle manifestazioni andrebbe più dettagliatamente
riferito, per esempio, a manifestazioni organizzate dalle scuole e
così capiremmo di cosa parliamo e lei si eviterebbe poi di essere
sopraffatto dagli eventi sportivi, tra virgolette diciamo, più
famosi ma che, in qualche modo poi rispetto a quel ragionamento che
facevamo, non risolverebbero il problema che abbiamo esplicitato.
Da questo punto di vista, dato che la discussione è molto di
merito, senza nessun nervosismo e senza provare a dire cose che non
sono, mi permetto di affermare che la proposta di accantonamento
dell'onorevole Barbagallo per ragionare dieci minuti nel dettaglio,
possa essere utile. Credo, infatti, che poi ci si possa ritrovare
per andare avanti e procedere tranquillamente.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevole assessore, mi permetterei di
fare semplici e brevissime osservazioni per chiederle di addivenire
a quanto richiesto dal collega Capodicasa in primis e poi dai
colleghi che sono intervenuti trasversalmente, sia della maggioranza
che dall'opposizione.
Quando lei osserva che in fondo anche l'otto per cento è
destinato alle scuole, non tiene conto probabilmente del fatto che
le manifestazioni sportive, ancorché organizzate dalle scuole, sono
manifestazioni estemporanee che niente hanno a che vedere con la
pianificazione dell'attività sportiva come fatto educativo gestito
dalle scuole: prima osservazione.
La seconda osservazione: qualche collega osservava, anche in
maniera informale, che in fondo per le scuole intervengono spesso
gli enti locali. E' vero Però la finanziaria che ci accingiamo ad
approvare, agli enti locali - lo sappiamo tutti, senza dare giudizi
- ma di fatto lascia solo gli occhi per piangere e quindi è
probabile che gli enti locali non possano intervenire come nel
passato qualche volta hanno fatto.
Terza osservazione: lei faceva giustamente riferimento al non
utilizzo delle somme nel passato stanziate. Si potrebbe intervenire
non decurtando la percentuale di disponibilità, ma intervenendo sul
piano della comunicazione nei confronti delle scuole, per la quale
comunicazione, per tantissime altre attività, stiamo spendendo ed
investendo fior di milioni.
Quarta osservazione: faccio appello agli uomini di scuola,
trasversalmente, perché si facciano portatori dell' esigenza di far
passare l' emendamento che fa riferimento al dieci per cento,
ripristinare una percentuale che permetta alle scuole di continuare
sul piano di quello che il Governo medesimo - lo diceva il collega
Capodicasa - preconizza con l'istituzione dell'assessorato alla
famiglia.
E' complementare questo intervento nello specifico, alla
istituzione dell'assessorato alla famiglia perché l'attività
sportiva - non voglio fare adesso colui il quale cita, ma lo
tralascio proprio - davvero per tradizione insegna, sopratutto le
regole del vivere, quando è fatta da persone specializziate del
settore.
E a scuola gli specialisti ci sono al cento per cento; in altri
enti o associazioni non per forza e non sempre al cento per cento,
per cui ripristinare una percentuale del dieci per cento penso che
sarebbe praticabile e lascerebbe un pò tutti contenti.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi hanno ragione i
colleghi che hanno sostenuto gli argomenti testè espressi per quanto
concerne l'articolo 39, soprattutto alla luce di quanto è accaduto e
della scelta che la maggioranza ha fatto relativamente all 'articolo
38. Dirò in pochi minuti perchè.
In primo luogo credo che spesso si faccia una grande confusione
per quanto concerne il livello di impegno sportivo: lo sport
agonistico, per come viene organizzato e per come viene sostenuto
nella nostra Regione anche da coloro che si danno specifiche
iniziative, è una cosa; altra cosa è lo sport per aiutare a crescere
i nostri ragazzi, onorevole assessore, dal punto di vista
psico-fisico, nel modo di socializzare; e noi vogliamo porre la
attenzione su questo punto, sul concetto di sport in senso molto ma
molto astruso.
Vorremmo discutere dello sport organizzato e vissuto come
momento di crescita dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze.
E' dunque opportuno aggiungere alcune considerazioni relative alla
legge numero 8 e quello che ha prodotto in questi anni.
(alcuni deputati parlando col governo disturbano l'oratore)
Signor Presidente non credo di dire cose importanti però se
l'assessore non mi ascolta .. sto parlando anche da operatore
scolastico, per 24 anni ho insegnato e conosco bene o male la scuola
siciliana.
Stavo ricordando a me stesso e all'Aula che la legge numero 8 è
stata una discreta legge; una legge che finalmente guardava al
panorama sportivo e a come organizzare lo sport in Sicilia in
maniera soddisfacente, cioè teneva in considerazione i vari livelli
di impegno sportivo ed in che modo lo sport potesse seriamente
servire soprattutto per le giovani generazioni e non solo, ma
parliamo intanto di queste ultime.
Mi permetto di sottolineare, onorevole assessore, che non è
solo una questione di circolari più o meno mandate in ritardo - come
ricordava anche la collega Lo Curto - ma spesso e volentieri la
farraginosità del modo col quale si accede al contributo che, non
solo scoraggia il dirigente scolastico, il preside o chi per lui
cura questi aspetti, ma lo mette, spesso e volentieri, in una
condizione anche di disperazione.
Non so se lei abbia fatto un accertamento nel suo assessorato
per quanto concerne le domande presentate dalle varie scuole,
giacenti presso l'assessorato, che non hanno mai avuto riscontro nè
positivo, nè negativo
Sono stati, non si capisce bene come, o cestinate o archiviate.
Faccia questo controllo, la prego, perchè i dati che ho in mio
possesso non solo tali da permettermi di andare avanti.
Faccia questo controllo e vedrà che sono molte e quando poi, a
chiusura di bilancio, si vedrà che c'è qualche residuo, perchè nella
percentuale determinata prima le scuole non hanno attinto, vedrà che
quel dato, sostanzialmente, non le darà l'esatta dimensione di
quello che è accaduto, perchè se non è collegato a quanto accaduto
sotto l'aspetto delle domande inevase, di tutto ciò che è stato
inoltrato e che non è stato trattato per come si deve, lei si
renderà conto che il problema non è che i soldi sono stati tanti e
che le scuole non hanno potuto utilizzarli: non è così.
I soldi, rispetto alle richieste, sono stati pochi, solo che i
metodi ed i sistemi che hanno governato l'accesso a quei fondi sono
stati farraginosi e spesso contraddistinti dalle classiche
raccomandazioni "alla siciliana".
Questo è il punto vero e ne ho vissuto personalmente anche
l'esperienza per quanto riguarda alcuni aspetti di organizzazione
sportiva non agonistica - perchè questo è importante specificare -
che riguardavano proprio il mondo della scuola.
Concludo, onorevole Presidente, dicendo che è necessario
rivedere queste percentuali, è necessario perchè, guardate, non
facciamo confusione e non illudiamoci che dando risposta ad una
certa realtà del mondo dello sport siciliano si fa qualcosa di
serio; noi dobbiamo aiutare i nostri ragazzi, a partire dalle
scuole, a crescere sani ed a ricevere dalle somme che accantoniamo
un beneficio vero.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poichè domani mattina alle ore
10.30 si svolgerà la commemorazione dell'onorevole Croce, mi
permetto di raccomandare la presenza e la puntualità in Aula.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Acierno.
ACIERNO Signor Presidente, onorevole Assessore, mi rendo conto
che le istanze che sono state sin qui rappresentate dagli altri
colleghi intervenuti prima di me sono sicuramente meritevoli di una
considerazione e, probabilmente, di un ulteriore approfondimento.
Debbo dire che non posso assolutamente concordare con chi ha
dichiarato che le affermazioni da lei sostenute sono false, cioè mi
rifiuto di pensare che lei venga a dire in Aula che questo fondo è
stato ridotto perchè non utilizzato, ma il fatto che non sia stato
utilizzato non vuol dire che dobbiamo rinunciare a stimolare la
scuola all'attività sportiva.
Il vero problema, secondo me, però è un altro. Noi, oramai,
abbiamo stabilito, al di là delle leggi, che la legge finanziaria
entra in vigore nella Regione normalmente, se tutto va bene, a metà
aprile quando, di fatto, l'anno scolastico è praticamente concluso,
quando tutte le attività, che con questo fondo dovrebbero essere
finanziate, sono già state ...
Aspetto che il Governo finisca la sua interlocuzione privata.
PRESIDENTE La prego di andare avanti, onorevole Acierno,
ACIERNO Onorevole Assessore allo sport, dicevo che probabilmente
c'è un altro ordine di problema che è determinato dal fatto che la
certezza di queste somme arriva, per l'anno scolastico in corso, ad
anno scolastico concluso e che probabilmente ...
CAPODICASA relatore di minoranza. Questa è una legge a regime.
ACIERNO Io non ho dubbi che è una legge a regime ma lo
stanziamento viene fatto anno per anno, onorevole Capodicasa, per
cui se la scuola fino ad aprile dell'anno in corso non ha contezza
della consistenza del fondo, cosa deve impegnare e cosa deve
chiedere? Lo farà adesso per l'ultimo scorcio per predisporre il
programma dell'anno successivo ed è probabile, infatti, come ho
detto solo in forza di quanto sostenuto dall'Assessore, che la
scuola non utilizzi il fondo e, che quindi, l'Assessore abbia
pensato di rimodulare le somme.
La invito, pertanto, onorevole assessore, a rivedere questa
posizione e a pubblicizzare al meglio, nell'ambito della scuola,
l'esistenza di questo fondo.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sull'argomento le perplessità state poste dall'onorevole Capodicasa
in effetti possano essere legittime e sono, anzi, legittime, però
nello stesso tempo non è che possiamo per un argomento del genere
(non è il due, non è il tre) risolvere questo problema.
Dunque, se il Governo lo condivide, io proporrei che il 25 per
cento si porti al 20 per cento e la restante parte, che sarebbe il
15 per cento, perché otto più due fa dieci e cinque fa quindici, si
ripartisce egualmente nei due punti.
Quindi, il 7,50-7,50 per cento e così via è una ripartizione
equa di questa percentuale che, forse, col 25 per cento sembrava
eccessiva e così si chiude, senza fare altre discussioni. Se il
Governo la condivide questa è la mia proposta.
LO MONTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
LO MONTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da un po' di
tempo che l'attività legislativa viene svilita, sapete perché?
Perchè, da quando abbiamo approvato la legge n. 10 che dà
responsabilità di gestione alle direzioni regionali non c'è più
nessuno che si vuole 'bagnare un dito'.
Una volta accadeva, infatti, che gli Assessori nel ripartire le
spese, nel programmarle, nel portare le risorse sul territorio e
affrontare in maniera politica, sbagliata o meno, ma in maniera
politica, le risorse sul territorio, si assumevano la
responsabilità, adesso, che la responsabilità è passata quasi
totalmente in capo ai dirigenti.
E' da un anno e mezzo che assistiamo ad emendamenti o a
proposte di articoli che, obiettivamente, sono la negazione della
politica - mi voglio esprimere senza mezzi termini -.
Sono arrivati, infatti, emendamenti che sono pleonastici, nella
migliore delle ipotesi, e il più delle volte sostitutivi di semplici
atti amministrativi, perché la macchina regionale non ha bisogno di
leggi che regolano anche l'andamento più spicciolo di una parte
dell'Amministrazione stessa.
Credo, per ritornare al tema, che l' articolo 14 della legge nu
mero 16 del 1978 sia abrogato, però vorrei che il Governo
presentasse un sub emendamento dove si impegna, sostanzialmente,
anno per anno a programmare, secondo le esigenze e gli imput che
riceve anno per anno, in maniera preventiva per l'anno successivo,
quindi entro il 30 novembre di ogni anno.
L'Assessore per il turismo formula una proposta alla
Commissione legislativa competente e quest'ultima gli da il parere
sulla quantizzazione e sulla postazione delle risorse perché andare
a quantizzare per legge le risorse per un tipo di intervento ...
PRESIDENTE Onorevole Lo Monte, non mi pare che ci sia il clima
adatto ad assecondare un ragionamento virtuoso come quello che,
sicuramente, lei sta facendo, anche perché, nel frattempo, il
Governo ha presentato un emendamento che rimodula le percentuali
collocandosi, quindi, su un piano completamente diverso da quello da
lei ipotizzato.
LO MONTE , Signor Presidente, un'ultima battuta. Se il prossimo
anno queste percentuali non saranno condivise interverremo
nuovamente con un intervento legislativo per apportare delle
modifiche?
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato un emendamento dal
Governo che rimodula le percentuali e che, sostanzialmente, riassume
la posizione che è stata enunciata dall'onorevole Beninati.
Pongo in votazione congiuntamente gli emendamenti 39.4 e 39.5.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Comunico che è stato presentato l'emendamento allegato 39.2.1,
a firma degli onorevoli Oddo e Speziale.
Comunico che è stato altresì presentato l'emendamento allegato
39.6, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione.
Comunico che in caso di approvazione dello stesso tutti gli
altri emendamenti decadono.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 39, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende la trattazione dell'articolo
35, precedentemente accantonato. Comunico che è stato presentato -
mi rivolgo soprattutto a lei, onorevole Capodicasa - l' emendamento
35.1, a firma del Governo, in linea con la posizione da lei
espressa.
Lo pongo in votazione . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'Assemblea è rinviata a domani, mercoledì
2 aprile 2003, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
553/A
Presidenza del vicepresidente Fleres
- COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE ANTONINO CROCE.
La seduta è tolta alle ore 21.01.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30)