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Resoconto d'Aula della Seduta n. 130 di martedì 01 aprile 2003
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     SCOMA  segretario,  dà  lettura del processo verbale delle sedute
  nn.  128 e  129  del  27  marzo 2003 che, non sorgendo osservazioni,
  si intendono approvati.

                  ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

    - da parte dell'Assessore per la Sanità:

    N.  379  -  Iniziative per impedire il conferimento di incarico di
  Direttore  generale di AUSL, al dott. Francesco   Poli.
  Firmatari: Forgione Francesco;  Liotta Santo;  Miccichè Calogero

    - da parte dell'Assessore per il Territorio:

    N.  461  - Notizie circa l'adozione del Piano regionale dei centri
  di stoccaggio provvisorio dei rifiuti.
    Firmatari: Giannopolo Domenico;  Speziale Calogero

    N.   508   -  Interventi  riguardanti  le  aree  a  suscettibilità
  ambientale.
    Firmatari:Lo Monte Carmelo

    N.  817  -Iniziative  per  eliminare  il rischio amianto presso la
  stazione di Riposto (CT).
    Firmatari: Fleres Salvatore;  Catania Giuseppe;  Garofalo Ottavio

    N.  834 - Provvedimenti circa l'adozione del Piano commerciale del
  Comune di Villabate (PA).
    Firmatari: Giannopolo Domenico

       Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

             COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE   Comunico che in data 27 marzo 2003 l'onorevole Sbona
  ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 570 "Norme per
  la  portualità  turistica nella Regione", presentato dagli onorevoli
  Beninati ed altri in data 23 gennaio 2003.

             COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE    Comunico   che   il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

    -  n.  56  del  6  marzo 2003 "POR Sicilia 2000/2006 - Misura 4.11
    'Ricomposizione  fondiaria' - Piano regionale riordino fondiario -
    Modifica  deliberazione  della  Giunta  regionale  n.  290  del 13
    settembre 2002";

    -  n. 86 del 18 marzo 2003 "Modifica D.P.R.S.  n. 45 del 14 giugno
    1997  -  Regolamento  di  esecuzione  dell'art. 12, comma 3, della
    legge  regionale  4  aprile  1995, n. 29, concernente procedure di
    nomina dei componenti il Consiglio e la Giunta camerale";

    -  n.  104  del  18 marzo 2003 "Autorizzazione al Presidente della
    Regione a promuovere ricorso innanzi alla Corte costituzionale per
    questione  di  legittimità costituzionale dell'art. 42 della legge
    16 gennaio 2003, n. 3".

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI  DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE   Comunico  le assenze e le sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative per il periodo 24 - 26 marzo 2003:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 24.03.03: LEANZA E.-MOSCHETTO-CRISAFULLI-IOPPOLO
                          ORTISI-SANZERI

   Sostituzioni
   Riunione del 24.03.03: BARBAGALLO sostituito da TUMINO

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 26.03.03: VICARI

   Sostituzioni
   Riunione del 26.03.03: INFURNA sostituito da IOPPOLO
                          LO CURTO    "       " BALDARI
                          MAURICI     "       " MERCADANTE

                            ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

            N. 1110 - Salvaguardia dell'ospedale  'Vittorio  Emanuele'
            di Salemi (TP).
          - Assessore Sanità
            Firmatario: Oddo Camillo

            N. 1111 - Accoglimento della richiesta  di  autorizzazione
          dell'Azienda ospedaliera universitaria  di  Messina  per  la
          realizzazione di un blocco operatorio di cardiochirurgia.
          - Presidente Regione
          - Assessore Sanità
            Firmatario: Panarello Filippo

    - con richiesta di risposta scritta:

            N. 1112  -  Revisione  della  convenzione  che  regola  la
          destinazione delle acque dell'invaso di Ragoleto in rapporto
          alle coltivazioni del comprensorio Chiaramonte-Mazzarronello.
          - Presidente Regione
          - Assessore Agricoltura
            Firmatario: Gurrieri Sebastiano;

            N. 1113 -  Provvedimenti  circa  i  concorsi  recentemente
          banditi dalla Provincia regionale di Messina.
          - Presidente Regione
          - Assessore Enti Locali
            Firmatario: Panarello Filippo;

            N. 1114 - Interventi per bonificare un'estesa  area  verde
          in via Beccaria a Catania.
          - Assessore Enti Locali
            Firmatari: Fleres S.; Catania G.; Maurici G.;

            N. 1115 - Interventi per  bloccare  lo  scarico  di  acque
          fognarie  in  prossimità  dell'istituto  scolastico  'Angelo
          Musco' nel quartiere di San Giorgio a Catania.
          - Assessore Enti Locali
            Firmatari: Fleres S.; Catania G.; Maurici G.;

            N. 1116 - Bonifica delle discariche abusive nel territorio
          del comune di Paternò (CT).
          - Presidente Regione
          - Assessore Enti Locali
          - Assessore Territorio
            Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 1117 - Notizie circa le disposizioni che  si  intendono
          adottare      in  seguito  ad  un'indagine  tecnica  che  ha
          evidenziato la non  potabilità  dell'acqua  della  città  di
          Palermo.
          - Assessore Territorio
            Firmatari:Catania G.; Maurici G.; Fleres S.

                             ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE    Comunico   che   è  stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

    N. 99 - Notizie circa le aree  a suscettibilità  ambientale  della
            Sicilia.
          - Presidente Regione
          - Assessore Territorio
            Firmatario: Barbagallo Giovanni.

       Avverto, ai sensi  dell'articolo  127, comma 9, del Regolamento
  interno che nel corso  della  seduta  potrà  procedersi  a votazioni
  mediante sistema elettronico.

   553/A

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  CONGIUNTA  DEI  DISEGNI  DI LEGGE NN.
    554-557-562-588/A  "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
    PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
    2003-2005"  E N.  553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE
    PER L'ANNO 2003"

     PRESIDENTE   Si  passa  al  secondo  punto all'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con  il  seguito  della  discussione  congiunta  dei
  disegni  di legge  nn.  554-557-562-588/A  "Bilancio  di  previsione
  della Regione siciliana  per  l'anno  finanziario  2003  e  bilancio
  pluriennale per il triennio  2003-2005"  posto al n.  1) dell'ordine
  del giorno e  n.  553/A  "Disposizioni  programmatiche e finanziarie
  per  l'anno  2003",  posto   al   n.   2)  dell'ordine  del  giorno.
       Invito i componenti  la  II  Commissione legislativa permanente
  'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
       Ricordo che nella seduta n.  128  l'esame  del disegno di legge
  era stato sospeso  dopo  l'accantonamento  dell'articolo  19 del ddl
  553/A e dei relativi emendamenti.
       Comunico che e l'onorevole Scammacca della Bruca, assessore per
  i lavori pubblici,  ha  richiesto  un ulteriore accantonamento degli
  articoli 19 e 20 per un approfondimento.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO  Signor Presidente, venerdì mattina, alla presenza del
  Presidente dell'Assemblea e  del  Presidente  della  Regione,  si  è
  svolta una riunione  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  per
  riconsiderare la vicenda  IMESI  ed  in  quell'occasione  è  rimasto
  stabilito che questa mattina  l'Aula  avrebbe discusso un ordine del
  giorno, una mozione o tutti  gli  atti afferenti alla vicenda IMESI,
  approvando un documento  politico  che  consentisse  al Governo oggi
  pomeriggio di partecipare al tavolo nazionale nel quale si discuterà
  appunto sulle sorti dello stabilimento IMESI di Carini.
       Poichè, tutti quanti, si  era  convenuto  su  tale  procedura e
  su questo appuntamento,  le  avanzo  formale richiesta di modificare
  l'ordine  del   giorno  dell'Aula,  prevedendo  l'inserimento  delle
  determinazioni del Parlamento sulla vicenda IMESI.

     PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo,  la  Presidenza  non  ha alcuna
  difficoltà ad accogliere la  sua  proposta  non  appena l'ordine del
  giorno sarà presentato.
       Informo al riguardo che è in corso di predisposizione un ordine
  del  giorno  unitario   che   attende  di  essere  sottoscritto  dai
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente devo segnalare alla  Presidenza  che
  sono sparite dal mio banco,  dove  le avevo lasciate, tutte le carte
  riguardanti  la  finanziaria:   gli  emendamenti,  le  relazioni  di
  accompagnamento.
       Le chiedo pertanto di sospendere  la  seduta  in  attesa  che i
  commessi  possano  darmi   risposta,  in  quanto,  per  ragioni  che
  prescindono dalla mia volontà,  non  sono  in  condizione  di potere
  eseguire il testo di legge.

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno  mi dispiace per l'inconveniente. I
  commessi stanno cercando di recuperare la documentazione che  lei ha
  lasciato in Aula, ma intanto dobbiamo andare avanti.

     ACIERNO   Intanto  mi  faccia   avere   un   fascicolo   con  gli
  emendamenti.

   553/A

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DDL N. 553/A

     PRESIDENTE  Si passa  all'articolo  22. Ne dò lettura:

                                " Art. 22.
           Valorizzazione beni immobili demaniali e patrimoniali

          1.  Ai  fini  della  valorizzazione  dei beni immobili del
       demanio e del  patrimonio  della  Regione,  si  applicano  la
       disciplina e le  procedure  di cui alla legge 11 luglio 1986,
       n.  390 ed al D.P.R.  8 gennaio 2001, n.  41.

          2.    Per   la   realizzazione    degli    interventi   di
       valorizzazione possono essere applicate le procedure previste
       dall'articolo  3,  comma  112,  lettera  a),  della  legge 23
       dicembre 1996, n. 662, nonché le disposizioni di cui al terzo
       periodo dello stesso articolo 3, comma 99.

          3.  Con decreto del Presidente della Regione sono indicati
       i criteri per la determinazione del  canone,  le  modalità di
       pagamento e la durata della concessione  o  locazione che può
       essere superiore a quella indicata dagli articoli  7  e 8 del
       D.P.R. 8 gennaio 2001, n. 41.

          4.   Ove,  ai  fini  del presente  articolo,  si  rendesse
       necessaria  la  variazione  della  destinazione  d'uso  degli
       immobili  oggetto  di  valorizzazione,   al   rilascio  della
       relativa autorizzazione provvede il  sindaco previa indizione
       da  parte  della  Presidenza  della   Regione   di   apposita
       Conferenza dei servizi."

       Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Liotta ed altri
  l'allegato emendamento 22.1, soppressivo dell'articolo.
       Dichiaro aperta la  discussione  generale  sull'articolo  ed il
  relativo emendamento.
       Non  avendo alcun  deputato  chiesto  di  parlare  la  dichiaro
  chiusa.
       Pongo in votazione  il mantenimento  dell'articolo 22.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 23. Ne dò lettura:

                               " Art. 23.
                   Manutenzione del patrimonio regionale

          1. All'articolo  3 della legge regionale 11 marzo 1950, n.
        8 sono aggiunti i seguenti commi:

          'Su   segnalazione   delle   amministrazioni   competenti,
       l'Azienda regionale  delle  foreste  demaniali,  attraverso i
       propri  uffici  provinciali,  assicura  la  manutenzione  dei
       giardini annessi a palazzi o ville di proprietà della Regione
       o    comunque     utilizzati    per    uffici    o    servizi
       dell'Amministrazione regionale.  Gli  eventuali  contratti in
       corso che prevedono oneri  a  carico della Regione restano in
       vita fino alla scadenza.

          I lavori di cui al terzo comma sono effettuati in economia
       ai sensi dell'articolo  64  della  legge  regionale  6 aprile
       1996,  n.   16,  utilizzando   il   personale   iscritto  nei
       contingenti di cui agli  articoli  47 e seguenti della stessa
       legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,  nell'ambito dei lavori
       annualmente programmati, senza nuovi oneri per la Regione.'"

       Comunico  che   è   stato   presentato   dall'onorevole  Tumino
  l'allegato emendamento 23.1, soppressivo dell'articolo.
       Dichiaro aperta la  discussione  generale  sull'articolo  ed il
  relativo emendamento.
       Non  avendo alcun  deputato  chiesto  di  parlare  la  dichiaro
  chiusa.
       Pongo in votazione  il mantenimento  dell'articolo 23.

                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PANARELLO  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla  richiesta  di  associano  gli  onorevoli  Raiti,  Miccichè,
    Giannopolo e  Cracolici)

     PRESIDENTE    Essendo  la   richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE  Proclamo  l'esito  della  verifica del numero legale:

               Presenti 20.

       L'Assemblea  non è  in  numero  legale.
       Sospendo  pertanto  la   seduta,   avvertendo   che  la  stessa
  riprenderà alle ore  11.50.

    (La seduta, sospesa alle  ore 10.50, è ripresa alle ore 12.00)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  data l'assenza del Governo, la
  seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 12,01, è ripresa alle ore 12,05)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 23.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Preciso,  prima  della  votazione   dell'articolo  23,  che  il
  riferimento  riportato  all'inizio  dell'articolo  23 e precisamente
  riguardo  'all'articolo   3  della  legge  n.  8  del  1950',  è  da
  intendersi al  decreto legislativo n.  8 del 1950 e convertito dalla
  legge regionale n. 88 del 1950.
       Pongo in votazione l'articolo 23 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 26.
       Ne do lettura:

                                  Art. 26.
                               Enti vigilati

          1.  Dopo il comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale
       17 marzo 2000, n. 8 e  successive  modifiche ed integrazioni,
       sono  aggiunti  i  seguenti commi:

          '2  bis.   La   relazione   previsionale  e  programmatica
       individua altresì per un  arco  temporale  compreso fra tre e
       cinque anni l'evoluzione prevista per le principali grandezze
       economiche e finanziarie  dei bilanci dell'ente, insieme alle
       azioni  che  l'ente  intraprende  per  il  miglioramento  dei
       livelli  di  autosufficienza  economica  e  finanziaria,  con
       l'esplicitazione in  termini  quantitativi  degli  effetti di
       tali azioni sulle variabili economiche e finanziarie.

          2 ter. Contestualmente  all'approvazione  del  bilancio di
       previsione ai sensi  dell'articolo 32 della legge regionale 7
       marzo 1997, n.  6  e  successive  modifiche  ed integrazioni,
       l'organo  regionale  di  vigilanza  fissa,  di  concerto  con
       l'Assessore regionale per il  bilancio  e le finanze, per gli
       enti, aziende ed  istituti  vigilati,  specifici obiettivi di
       gestione con valenza  finanziaria, indicando la cadenza delle
       verifiche  periodiche.

          2  quater.   Entro   dieci  giorni  dall'approvazione  del
       bilancio di previsione, gli obiettivi gestionali assegnati ai
       dirigenti generali o  figure  apicali  vengono  modificati  o
       integrati sulla scorta  della relazione programmatica e degli
       obiettivi  assegnati  ai sensi  del  comma  2  ter,  al  fine
       dell'effettiva realizzazione  dei risultati ivi indicati come
       conseguibili.

          2 quinquies.  Accertato  il  mancato  raggiungimento degli
       obiettivi da parte dell'ente,  l'Assessore competente, previa
       delibera  di  Giunta,  procede  allo   scioglimento   o  alla
       rimozione  degli  organi  di   amministrazione   responsabili
       dell'inadempimento.

          2 sexies.  Gli  obiettivi  di  cui  al  presente  articolo
       possono  essere disattesi  soltanto  in  presenza  di  eventi
       straordinari, la cui  valenza  viene  attestata  dal collegio
       sindacale.'.

          2.  Fermi restando la riduzione di spese e l'incremento di
       entrate   previsti   per    l'esercizio    finanziario   2002
       rispettivamente dai commi 3 e 4  dell'articolo 17 della legge
       regionale  17  marzo  2000, n. 8, aggiunti  con  il  comma  1
       dell'articolo 21 della legge regionale 26  marzo  2002, n. 2,
       nonché le riduzioni dei contributi  regionali derivanti dalla
       mancata  ottemperanza  a  dette disposizioni,  gli  enti,  le
       aziende  e  gli  istituti  sottoposti a  vigilanza  e  tutela
       dell'Amministrazione  regionale  ai quali  la  Regione  eroga
       contributi o trasferimenti per la copertura  delle  spese  di
       funzionamento  o  per il pareggio del  bilancio  adeguano  le
       spese  e  le  entrate  secondo  le   disposizioni  dei  commi
       seguenti.

          3.   Per  gli esercizi finanziari 2003,  2004  e  2005  il
       livello massimo di spese per acquisto di  beni  e servizi non
       può  superare  l'ammontare  delle  medesime  spese  sostenute
       nell'esercizio finanziario 2001, come  risultante  dal  conto
       consuntivo, ridotto rispettivamente  del 5 per  cento, del 10
       per  cento  e  del  15  per  cento.  Per  gli  enti  che  non
       realizzino   detta   riduzione   di   spese,   nell'esercizio
       successivo  i   trasferimenti   regionali  senza  vincolo  di
       specifica destinazione  sono ridotti  di una percentuale pari
       a  quella   della   mancata   riduzione   fino   al   massimo
       rispettivamente del 5 per  cento,  del  10 per cento e del 15
       per cento, a meno  che  una delibera di Giunta non attesti la
       presenza di  esigenze  straordinarie.  Le  somme  non erogate
       costituiscono economie per il bilancio regionale.

          4.   Per  gli esercizi finanziari 2003,  2004  e  2005  il
       livello  minimo   delle   entrate   autonome   è  determinato
       aumentando le medesime entrate accertate nell'esercizio 2001,
       secondo le  risultanze  del conto consuntivo, rispettivamente
       del 5 per cento, del 10  per  cento  e del 15 per cento.  Per
       gli enti che  non  realizzino  detto  incremento  di entrate,
       nell'esercizio successivo  i  trasferimenti  regionali  senza
       vincolo  di  specifica  destinazione  sono  ridotti   di  una
       percentuale pari  a  quella  del  mancato  incremento fino al
       massimo rispettivamente del  5  per cento, del 10 per cento e
       del 15 per cento,  a  meno  che  una  delibera  di Giunta non
       attesti la  presenza  di esigenze straordinarie. Le somme non
       erogate costituiscono economie per il bilancio regionale.

          5.  Al comma 2 dell'articolo 32  della  legge  regionale 7
       marzo 1997, n. 6 e successive  modifiche  ed  integrazioni le
       parole 'di cui ai commi  2 e 3' sono sostituite con le parole
       'di cui al comma 2'.

          6.  Il comma 6 dell'articolo 32  della  legge  regionale 7
       marzo 1997, n. 6 e successive  modifiche  ed  integrazioni, è
       così sostituito:

          '6. I contributi per le spese  di  funzionamento  di enti,
       aziende   ed   istituti  regionali  sono   erogati   in   due
       semestralità   anticipate.    L'erogazione    della   seconda
       semestralità  è  condizionata alla  presentazione  del  conto
       consuntivo dell'anno precedente e deve  essere  effettuata al
       netto dell'avanzo di amministrazione utilizzabile determinato
       con   il   predetto  conto;   l'avanzo   di   amministrazione
       utilizzabile non viene portato in  diminuzione del contributo
       regionale da erogare fino alla concorrenza  del  5  per cento
       della spesa corrente complessivamente prevista risultante dal
       conto consuntivo e con il limite massimo  di  150  mila euro.
       Qualora l'importo da portare in  diminuzione risulti maggiore
       della  seconda  semestralità,  la   parte   eccedente   viene
       conguagliata con le  semestralità  successive. Le  somme  non
       utilizzate  per  effetto  del  presente  comma  costituiscono
       economie di spesa per il bilancio regionale.'.

          7.  In deroga agli articoli 2 e 3 del D.L. 16 maggio 1994,
       n. 293, convertito con modificazioni dalla  legge  15  luglio
       1994,  n.  444, e recepito, con  modifiche  ed  integrazioni,
       dalla legge regionale 28 marzo 1995, n. 22, fermo restando il
       limite  massimo  di  durata  in  carica   dei   consigli   di
       amministrazione  degli  Istituti   autonomi   case  popolari,
       fissato in cinque  anni dal sesto comma dell'articolo 6 della
       legge 22 ottobre  1971,  n.  865,  nel caso di cessazione del
       mandato degli  organi  istituzionali  preposti per legge alla
       designazione dei presidenti, dei vicepresidenti e degli altri
       componenti dei  consigli  di  amministrazione  degli Istituti
       autonomi case  popolari, questi ultimi restano prorogati sino
       alla  nuova   nomina  da  parte  degli  organi  istituzionali
       predetti.

          8.  La disposizione  di  cui  all'articolo  18 della legge
       regionale 17 marzo 2000,  n. 8, deve intendersi nel senso che
       le norme ivi richiamate sono estese ai presidenti degli enti,
       aziende ed istituti  sottoposti  al  controllo  della Regione
       anche se già insediati  alla  data di entrata in vigore della
       legge regionale 17 marzo 2000, n. 8.

          9.  Nell'ambito  delle proprie attribuzioni concernenti il
       livello di  realizzazione dell'incremento delle entrate della
       Regione, l'Assessore regionale  per  il bilancio e le finanze
       riferisce semestralmente alla Giunta regionale in ordine alla
       situazione finanziaria  della  liquidazione degli enti di cui
       alla legge regionale  20 gennaio 1999, n.  5, acquisendo, dal
       commissario  liquidatore,  stati  di  avanzamento trimestrali
       delle liquidazioni.

          10.  L'Assessorato regionale alla cooperazione, commercio,
       artigianato e pesca è autorizzato a stipulare convenzioni con
       le articolazioni  regionali  delle Associazioni Nazionali del
       Movimento  Cooperativo  riconosciute  ai  sensi  del  decreto
       legislativo del  capo  provvisorio  dello  Stato  14 dicembre
       1947, n. 1577  per  lo  svolgimento della revisione ordinaria
       alle  società  cooperative  non  aderenti  alle  Associazioni
       stesse. Le convenzioni devono basarsi sugli stessi criteri in
       atto vigenti e definiti dalla legge regionale 23 maggio 1991,
       n. 36 e successive modifiche ed integrazioni.

          11. In  ragione dell'autonomia finanziaria delle camere di
       commercio stabilita dalla legge regionale 4  aprile  1995, n.
       29  articolo 18 è recepito il decreto  del  Presidente  della
       Repubblica 20 agosto 2001, n. 363.

       Comunico  che  sono  stati presentati gli allegati emendamenti:
  dall'onorevole  Crisafulli  26.1;  dall'onorevole  Lo  Giudice 26.3;
  dagli  onorevoli Liotta ed altri 26.2;  dall'onorevole Giannopolo ed
  altri 26.4;  dall'onorevole Pistorio 26.5; dal Governo 26.6.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrare gli emendamenti.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  illustrare   l'emendamento   26.4   a   mia  firma  che  propone  la
  soppressione  del  comma  7,  in  quanto  riteniamo illegittima tale
  norma.
       Infatti, il  comma  7 recita 'In deroga agli articoli 2 e 3 del
  decreto legislativo n. 293 del 1994, convertito con la legge n. 444,
  fermo restando il limite massimo di durata in carica dei Consigli di
  amministrazione  degli  Istituti  Case  Popolari,  fissato in cinque
  anni,  nel caso di cessazione del mandato degli organi istituzionali
  preposti   per   legge   alla   designazione   dei  Presidenti,  dei
  vicepresidenti  e  degli  altri  componenti,  questi  ultimi restano
  prorogati sino alla nuova nomina da parte degli organi istituzionali
  predetti'.
       Credo   che   in   proposito   la  Corte  Costituzionale  si  è
  abbondantemente  pronunciata con diverse sentenze, laddove accetta e
  statuisce il  regime  di  prorogatio  che  non  vale sino alla nuova
  nomina, dopo la quale, immagino, intervengono altri procedimenti: la
  decadenza, la nomina di un commissario e via di seguito.
       Su   materia   su   cui   si   è   già   pronunciata  la  Corte
  Costituzionale,  non possiamo stabilire, quindi, che un consiglio di
  amministrazione  di  un  Istituto Case Popolari - che magari risulta
  simpatico  -  resti  in  carica  per  trent'anni  considerato che il
  Governo per  un  verso  o  per  un altro non riesca a procedere alla
  nomina.
       Mi  permetto  di dire che tale norma, platealmente illegittima,
  non può  che  essere  giustificata  ad usum delphini della stessa, e
  credo che  dovremmo  abituarci  ad  evitare gli usum delphini in una
  legge.

     CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
  ratio  del  comma  in questione, se specificato, significhi che allo
  scadere  naturale  debbano  essere  sostituiti.  Però  così  come  è
  scritto oggettivamente crea un problema legislativo.
       Vi  è  anche  un'altra  questione riguardante l'emendamento 6.5
  dell'onorevole   Pistorio,   che   condivido   ma   che   lascia  un
  interrogativo.   Atteso  che  il  dispositivo  con  cui  sono  state
  rinnovate le  Camere  di Commercio non è la normativa generale dello
  Stato,  potrebbe  non  essere  congrua  la soluzione che l'onorevole
  Pistorio trova con il suo emendamento.  Per cui credo che sia utile,
  se il  Governo  non  ha  osservazioni di merito, al fine di avere un
  quadro  più  completo  ed  anche  una risposta scritta più completa,
  accantonare il testo.

     PRESIDENTE   Vi  è una richiesta di accantonamento dell'articolo.
  Il parere del Governo?

     PAGANO    Assessore   regionale   per   il  bilancio  e  finanze.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  così  resta stabilito.
       Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                                  Art. 28.
                        Monitoraggio spesa sanitaria

          1.  Al fine di assicurare il  costante  monitoraggio della
       spesa  sanitaria, i direttori generali  delle  Aziende  unità
       sanitarie locali, delle Aziende  ospedaliere,  delle  Aziende
       universitarie   Policlinico,   del   Centro   di   formazione
       permanente e l'aggiornamento del servizio sanitario (CEFPAS),
       dell'Istituto  zooprofilattico  sperimentale   con   sede  in
       Sicilia  inviano  trimestralmente  all'Assessorato  regionale
       della  sanità, all'Assessorato regionale del bilancio e delle
       finanze  ed  alla  Commissione  legislativa Servizi sociali e
       sanitari  dell'Assemblea  regionale  siciliana  i  dati sullo
       stato  di  attuazione  della  spesa  in  relazione  a  quanto
       riportato nel  bilancio  di  previsione secondo un modello di
       rilevazione   concertato   tra  le  predette  Amministrazioni
       regionali.

          2.  I dati di cui al comma 1 devono essere certificati dai
       collegi  dei  sindaci   e   devono  essere  monitorati  dagli
       assessorati regionali  vigilanti  che,  ove  rilevassero  uno
       scostamento sensibile tra  lo stato di attuazione della spesa
       e le  previsioni  di  bilancio,  lo  contestano  al direttore
       generale, affinché  assuma  le  conseguenziali  iniziative di
       contenimento della spesa.

          3.   Il mancato invio dei dati di cui  al  comma  1, entro
       trenta giorni dalla fine del  trimestre, costituisce elemento
       di valutazione negativa  ai  sensi  dell'articolo 1, comma 5,
       del DPCM del 19 luglio 1995, n. 502.

          4.   In  coerenza  con  il patto  di  stabilità  regionale
       e  secondo quanto  previsto dall'articolo 3 del decreto legge
       18 settembre 2001,  n. 347 convertito con modificazioni dalla
       legge 16 novembre 2001,  n.  405  e  successive  modifiche  e
       integrazioni, per l'anno  2003  le  Aziende  unità  sanitarie
       locali sono tenute  a  garantire  l'equilibrio  economico  di
       bilancio e le Aziende  ospedaliere  a  conseguire un utile di
       almeno   l'uno   per   cento   dei   ricavi   di   competenza
       dell'esercizio.   Gli   obiettivi  possono  essere  disattesi
       soltanto in presenza di  eventi straordinari la cui valenza è
       certificata   dal    collegio    sindacale    e    verificata
       congiuntamente  dall'Assessorato   regionale della  sanità  e
       dall'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze.

          5.   Le Aziende sanitarie che  nell'esercizio  2002  hanno
       riportato un risultato economico negativo  o  inferiore  alle
       misure  previste  dall'articolo  28,  comma  1,  della  legge
       regionale  26 marzo 2002, n. 2, sono  tenute  a  redigere  un
       piano di copertura delle perdite, di  durata  non superiore a
       tre  anni, contestualmente  all'adozione   del   bilancio  di
       previsione per l'anno 2003.

          6.  Il direttore generale che non  consegue  gli obiettivi
       di  cui  ai commi 4 e 5, anche  con  riferimento  al  mancato
       rispetto  degli  obiettivi  annuali  previsti  nel  piano  di
       copertura delle perdite di cui al  comma  5, viene dichiarato
       decaduto dalla Regione con la procedura di cui all'articolo 3
       bis, commi 6 e 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
       502. Il costo relativo al personale di  cui all'articolo 33 e
       seguenti del decreto legislativo  30  marzo 2001, n. 165, non
       concorre alla determinazione  del risultato economico ai fini
       della applicazione della  sanzione.

          7.   I  direttori  generali  delle  Aziende  sanitarie  in
       applicazione dell'articolo 7, comma 6 del decreto legislativo
       30    marzo   2001,   n.165   possono   conferire   incarichi
       esclusivamente  nei  limiti  previsti  dall'articolo 51 della
       legge regionale  29 ottobre 1985, n. 41 con la corresponsione
       di un  compenso  non  superiore  a  quello  stabilito  per  i
       consulenti  del  Presidente  della  Regione e degli Assessori
       regionali.

          8.  Gli incarichi già stipulati cessano alla loro scadenza
       e sono rinnovabili nei  limiti  delle  disposizioni di cui al
       comma 7.

       Comunico  che  sono  stati presentati gli allegati emendamenti:
  dagli onorevoli Liotta ed altri 28.1, 28.2, 28.3, 28.4.
       Pongo  in votazione l'emendamento 28.1.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA.   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Comunico  che  l'onorevole  Baldari  ha  apposto  la  sua firma
  all'emendamento  28.2.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 28.2.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  Assessore per il bilancio e finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA.   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Gli emendamenti 28.3 ed il 28.4 sono superati.
  Pongo  in  votazione  l'articolo  28  nel  testo  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                                Art. 29.

             Disavanzi Aziende sanitarie locali ed ospedaliere

          1. I commi da 2  a 6 dell'articolo 3 della legge regionale
       9 agosto 2002, n. 10 sono abrogati.

          2.  Al ripiano  definitivo  dei  disavanzi  delle  Aziende
       sanitarie  locali   e   delle  Aziende  ospedaliere  relativi
       all'anno 2001, ammontanti complessivamente a 434.250 migliaia
       di euro, al netto della  quota di 73.750 migliaia di euro cui
       si è provveduto mediante la spesa autorizzata per l'esercizio
       finanziario  2002  dall'articolo  3,  comma  5,  della  legge
       regionale 9 agosto 2002,  n. 10, che viene pertanto destinata
       alle finalità del presente articolo, si fa fronte mediante il
       maggiore avanzo  finanziario  presunto relativo all'esercizio
       finanziario 2002, di  cui  48.250  migliaia di euro derivante
       dall'abrogazione di cui al comma 1.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  su  questo  articolo  per consentire un approfondimento da parte del
  Parlamento su  un  tema  che  ancora  oggi  mi sembra lontano da una
  possibile soluzione, pur  sapendo  che  il  tema del disavanzo e del
  deficit, dei  debiti - chiamiamolo così - del settore sanità e della
  stessa  spesa  sanitaria  è uno dei temi che affluisce negativamente
  alle  sorti del nostro bilancio e delle stesse politiche finanziarie
  più  complessive nella nostra Regione.
       Se  poi  consideriamo  che  si  avanza un'idea secondo la quale
  sempre  più  la  spesa  sanitaria  dovrà essere autoalimentata dalle
  stesse regioni,  sulla  base di entrate proprie e di una progressiva
  diminuzione  del contributo nazionale, credo che il tema meriterebbe
  una  grande  discussione,  puntando  innanzitutto  a  qualificare la
  stessa  spesa  sanitaria,  a  riordinare tutto il Servizio sanitario
  regionale,  a  dare  corpo allo stesso piano sanitario regionale che
  pure noi  abbiamo  varato  dopo  tanti  anni  di ritardi.
       Ma all'interno di tale tema c'è anche quello dell'ammontare dei
  crediti  vantati  verso  il Servizio sanitario regionale, le aziende
  sanitarie locali e ospedaliere.
       Il Governo regionale ha affrontato il problema più di una volta
  attraverso  l'introduzione del principio della cartolarizzazione dei
  crediti.  Occorrerebbe che qualcuno ci spiegasse quali effetti abbia
  determinato   tale   cartolarizzazione,  come  si  sia  riusciti  ad
  eliminare  una  passività pregressa che pesa enormemente sui bilanci
  tutti  in  nero, tutti negativi, dell'Aziende sanitarie.
       Abbiamo  molte  aziende  sanitarie  che fra l'altro non sono in
  condizione ancora di chiudere i conti consuntivi di anni pregressi e
  ciò  dovrebbe  in  qualche  modo  rendere complicata anche la stessa
  certificazione   dei  crediti,  le  cartolarizzazioni  o  le  stesse
  operazioni  di cosiddette 'fattorizzazione' che sono state accordate
  dall'Assessorato  regionale  alla  sanità,  sulla  base  dei crediti
  vantati anche  dalle Aziende sanitarie locali verso lo Stato e verso
  la Regione.
       Il fatto  è  che  tutte  queste operazioni non sono riuscite ad
  alleggerire  e  mitigare  l'impatto  devastante  dei crediti vantati
  verso le  Aziende sanitarie locali (è di febbraio una delibera della
  Giunta di governo la quale stabilisce che si possono fare operazioni
  finanziarie,   autorizzando  le  Aziende  sanitarie  locali  a  fare
  operazioni  finanziarie  solo  con la FEDERFARM per pagare i crediti
  vantati dai farmacisti, ma non si affronta per esempio il tema degli
  altri   crediti   che   tutta  la  convenzionata  esterna  tutta  la
  specialistica anche  le stesse case di cura vantano verso il sistema
  sanitario).
       Non   ho   capito   come   il   Governo  intenda  fare  fronte,
  complessivamente,   considerato   che   la   situazione   ha   ormai
  abbondantemente   superato  i  livelli  di  guardia  in  termini  di
  indebitamento  del  servizio  sanitario  regionale.
       All'interno  di tale contesto esistono poi le maglie larghe che
  si  sono  aperte  all'improvviso verso la cosiddetta sperimentazione
  gestionale. Si  è  arrivati  a  statuire  ciò  che  è stato fatto in
  termini  di  accordo  preliminare  (da  cui  sono  discesi  già atti
  concreti quali la costituzione della fondazione con atto costitutivo
  e  statuto);  mi  riferisco,  ancora,  all'operazione  San  Raffaele
  Giglio  di Cefalù, all'interno della quale si stabilisce per esempio
  la  possibilità  che  la  Regione intervenga a ripianare i disavanzi
  negli   anni  di  sperimentazione;  dei  centri  di  sperimentazione
  gestionali   che,   nella   fattispecie,   ancorché   formalmente  a
  maggioranza  pubblica,  in  effetti sono nella sostanza a prevalente
  maggioranza privata, dal momento che si è stabilito - e in proposito
  chiedo  che  l'assessore  ci  spieghi,  avendo partecipato a diverse
  riunioni che  hanno  contribuito  a elaborare lo statuto e la stessa
  nomina del Consiglio di amministrazione - come sia possibile che nel
  consiglio di  amministrazione  chi  è  in  minoranza ha una sorta di
  diritto di  veto (come nel consiglio di sicurezza dell'ONU), per cui
  su ogni  delibera, se  non c'è il voto favorevole di un membro della
  minoranza, la  stessa non può essere assunta; come sia possibile che
  alla  minoranza  privata venga attribuita anche la facoltà di nomina
  del direttore  generale, che  poi è l'organo di gestione magna pars.
       L'assessore  ci  dovrebbe  spiegare anche queste situazioni che
  testimoniano  come  non ci sia alcuna intenzione di riqualificare la
  spesa  sanitaria  e  alcuna seria intenzione di innovare il Servizio
  sanitario  regionale.
       Da questo punto di vista ho presentato un emendamento in cui si
  stabilisce  comunque  che  i  centri  di sperimentazione gestionali,
  poiché  determinano  attivazioni  di  posti  letto  e attivazioni di
  risorse  che  discendono anche dalla programmazione più complessiva,
  non  possono  che  essere  centri  di sperimentazione inseriti nella
  programmazione sanitaria regionale;  non possono che essere atti che
  ineriscono alla stessa programmazione della rete ospedaliera.
       Dico  ciò,  signor  Presidente,  avendo  assistito  ad una cosa
  ignominiosa per  cui  il  Governo  regionale  ha  fatto di tutto per
  sottrarre   al   Parlamento   regionale  e  alla  sesta  commissione
  legislativa la facoltà, il diritto-dovere di esprimere un parere, di
  intervenire  nel  merito  delle  questioni  che  queste  convenzioni
  determinano  in ordine all'attivazione dei centri di sperimentazione
  gestionali.
       Allora,    anche   per   questo   motivo,   è   bene   statuire
  definitivamente che i centri di sperimentazione gestionali sono atti
  di  programmazione  sanitaria  e  che  la  Regione non può assumersi
  l'incarico  e  l'onere  di intervenire a ripianare i disavanzi delle
  gestioni   sperimentali, qualunque  sia  la  natura  del  disavanzo,
  qualunque  sia l'importo del disavanzo, qualunque sia la possibilità
  di  recuperare  nel  tempo  secondo  parametri  e  criteri  certi il
  disavanzo medesimo.
       Mi  rivolgo  ai  componenti il Governo, non potete continuare a
  pensare che sulla salute e sulla sanità si fanno gli affari
       Oggi la  sanità  in  Sicilia è diventata non il baluardo di una
  nuova stagione  dei  diritti, bensì dei nuovi affari in Sicilia e ci
  sono  atti  e  gesti  concreti  che  voi  quotidianamente compite in
  questa direzione.
       Da  questo  punto di vista, ritengo che il Parlamento regionale
  debba  riappropriarsi  fermamente  della  materia  e  debba dare una
  spallata ad  un'idea  secondo la quale nella sanità si fanno affari.
       Dico  che gli affari, qualora legittimi e finalizzati a creare,
  ad estendere  la  base dei diritti alla salute, possono essere anche
  compatibili  considerato che ormai siamo abituati a concepire, anche
  nel    campo    dei   servizi,   le   logiche   imprenditoriali   di
  aziendalizzazione del Servizio sanitario.
       Ma tutto  ciò non può mai significare spreco e il venir meno di
  una  politica integrata perché quest'ultima mina alla base la stessa
  idea  di  prevenzione,  considerato  che  state  sviluppando in modo
  esponenziale  una politica sanitaria che sta riducendo la sanità sul
  territorio e,  persino  ogni  barlume  di prevenzione, che è la cosa
  principale cui bisogna mirare.
       Ecco  perché  penso  che  questo modo di procedere debba essere
  assolutamente cambiato e che si debbano mettere alcuni paletti, cosa
  alla quale abbiamo pensato con l'emendamento appena illustrato.

     CRACOLICI   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che la
  questione   posta  nel  merito  di  questo  emendamento, assuma  una
  necessità di  mettere  ordine  ad  una materia che fino ad oggi si è
  sviluppata    secondo    linee    interpretative,   ovvero   se   la
  sperimentazione  gestionale, prevista dal decreto legislativo numero
  229,  è  da  intendersi  quale attività susseguente a programmazione
  sanitaria che,  come è noto, riguarda sia il piano sanitario che tra
  l'altro  è  in  scadenza, sia l'attività di indirizzo del Parlamento
  attraverso   i  suoi  organi  istituzionali, ovvero  la  Commissione
  legislativa sanità.
       Tanto  più,  Signor Presidente, onorevole assessore, che stiamo
  assistendo  in  questi  giorni,  ad  una  serie di decisioni assunte
  dall'Amministrazione,  cioè  dal Governo che rischiano di essere tra
  di loro contraddittorie.
       Il fatto  che  si  sviluppi  una  linea di offerta sanitaria in
  campo oncologico  come  quella che viene proposta per il presidio di
  Cefalù,   contemporaneamente   all'autorizzazione   data   da  parte
  dell'Assessorato  per  la  realizzazione di un numero di posti letto
  nel  comune  di  Bagheria,  relativamente  alla  struttura  ex hotel
  Zabara,  e  contemporaneamente  alla  decisione  che  il  Governo ha
  sviluppato,  di  realizzare  i  cosiddetti  tre centri di eccellenza
  localizzandoli  nelle  tre  grandi  aree  metropolitane  -  Palermo,
  Catania   e  Messina  -  (quest'ultima  quale  sede  del  centro  di
  eccellenza  oncologico  per  la  Sicilia), rischia, tutto questo, di
  muoversi  secondo una linea contraddittoria.
       Delle due  l'una.  O  il  Parlamento,  e  quindi i suoi organi,
  compresa   la   Commissione,   si   fa   carico   della  potestà  di
  programmazione   sanitaria   -   perché  ad  una  offerta  sanitaria
  corrispondono  costi  e  anche  il  disimpegno  in  altre aree della
  Sicilia  - oppure rischiamo di muoverci secondo categorie che vorrei
  definire,  nel  migliore dei casi, "amicali": categorie di pressione
  politica e territoriale, che nulla hanno a che fare con una corretta
  programmazione sanitaria.
       Ecco perché  credo che questo emendamento ha il merito di porre
  con  forza  un  tema: cioè che la sperimentazione gestionale rientra
  tra le  attività  di  programmazione  sanitaria  e,  come tale, è il
  Parlamento,  attraverso  i  suoi organi, ad assumere la decisione di
  localizzare in un posto piuttosto che un altro alcuni grandi servizi
  che  certamente  riguardano  un'utenza  che non può essere di ambito
  municipale.   Tanto  più,  che  pensiamo  all'oncologia  in  termini
  sicuramente  di  interesse  sovracomunale,  forse  anche  di  ambito
  sovraregionale,  se  riferito  ad esempio al centro di eccellenza di
  Messina  che  certamente ha come prospettiva di essere una struttura
  di riferimento sovraregionale.
       Credo che rischiamo di costruire tanti negozi con una clientela
  che  è  sempre  la  stessa.  Infatti abbiamo  l'oncologia a Palermo,
  stiamo  aprendo  Bagheria, Cefalù, apriremo Messina.  Ma insomma, di
  fronte a tutto questo, lungo un asse che si muove in linea d'aria di
  duecento  chilometri (e dentro questa linea d'aria ci sono centinaia
  di posti  letto)  non  credo  siamo  in  presenza  di  una  corretta
  programmazione,  considerato che c'è poi il resto della Sicilia dove
  non c'è  nulla  o  in  sua  gran  parte  (la  zona dell'agrigentino,
  del nisseno) dove obiettivamente la condizione di localizzazione non
  avviene con  un criterio uniforme, ma secondo criteri che al momento
  sfuggono.
       Ecco  perché  invito il Parlamento a riconquistare un ambito di
  sua titolarità,  cioè che la potestà di programmazione, come pure la
  sperimentazione   gestionale  che  rientra  nelle  sue  attività  di
  programmazione;  in  ogni  caso  occorre confermare con una norma la
  discussione interpretativa  che  si è fatta in questi mesi a seguito
  della  vicenda  del  S. Raffaele che ritengo debba essere ricondotta
  all'attività propria del Parlamento siciliano.

     PRESIDENTE   Comunico   che   è   stato   presentato   l'allegato
  emendamento 29.1 a firma degli onorevoli Speziale e Giannopolo.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     GIANNOPOLO    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

           VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 29.1

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, essendo la richiesta appoggiata
  a termini  di  Regolamento  anche  dagli onorevoli Cracolici, Ferro,
  Raiti,  Barbagallo,  Forgione,  Spampinato,  Panarello e Capodicasa,
  indico la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 29.1.
       Dichiaro aperta la votazione.
       Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
  dell'emendamento, chi vota rosso voto contro l'emendamento, chi vota
  bianco si astiene,  ripeto  con  il  parere  contrario del Governo e
  della Commissione.

                       (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

       Proclamo   l'esito   della  votazione  per  scrutinio  segreto:

                       Presenti 42

       Onorevoli  colleghi,   l'Assemblea  non  è  in  numero  legale.
  Pertanto la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.34, è ripresa alle ore 18.10).

       La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE  Onorevoli  colleghi,  così  come  era stato stabilito
  prima della  sospensione  dei  lavori,  si  procede allo discussione
  dell'ordine del  giorno  n.  244  "Iniziative riguardanti l'IMESI di
  Carini", di cui do lettura:

                     " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   CONSIDERATO che:

          - in data odierna  a  Roma,  presso  il  Ministero delle
          Attività  produttive,  è  stato  convocato  un  incontro
          finalizzato alla  cessione di ramo aziendale concernente
          l'azienda  IMESI con  sede  in  Carini  da  parte  della
          Società  ANSALDO-BREDA  S.p.A.  appartenente  al  Gruppo
          FINMECCANICA in favore dell'imprenditore Piero Mancini;

   CONSIDERATO che:

          -     l'imprenditore     interessato    all'acquisizione
          dell'azienda IMESI risulta già proprietario dell'impresa
          KELLER  Elettromeccanica  ed  ha  sinora  disatteso  gli
          impegni sottoscritti  presso il Ministero delle Attività
          produttive con riferimento  al  rientro in produzione di
          tutte   le   unità   lavorative   operanti   presso   lo
          stabilimento  KELLER  di  Palermo;  inoltre,  lo  stesso
          imprenditore  non   risulta   attualmente  in  grado  di
          assicurare la  piena funzionalità delle unità produttive
          sulla base delle commesse acquisite;

   RITENUTO che:

          -  lo   stabilimento   IMESI,  qualora  l'accordo  fosse
          sottoscritto sarebbe  l'unica unità produttiva ad essere
          dismessa  dalla  società  ANSALDO-BREDA  sul  territorio
          nazionale, in  contraddizione  con  l'attuale  entità di
          commesse  acquisite  dall'ANSALDO-BREDA che risulterebbe
          pari  a  cinque anni  di  pieno  impiego  di  tutti  gli
          stabilimenti esistenti, anche fuori dell'Italia;

   CONSIDERATO che:

          -  nell'accordo siglato  nel  1991  tra  BREDA-  Regione
          Siciliana-Organizzazioni     sindacali,     riconfermato
          successivamente nel 1996,  la BREDA si impegnò, superata
          la crisi congiunturale,  a  realizzare  un  processo  di
          diversificazione  produttiva  nel  settore  ferroviario,
          rilanciando, in  tal  modo,  lo  stabilimento attraverso
          investimenti  e   nuovi   carichi  di  lavoro,  coprendo
          l'organico  con  350 unità lavorative, in base alla l.r.
          n. 23 del 1991;

   CONSIDERATO che:

          -   il   valore   dell'azienda  IMESI,  quanto  ad  area
          industriale ed impianti ed attrezzature, risulta di gran
          lunga superiore al valore attribuito all'azienda in sede
          di cessione all'imprenditore privato;

   CONSIDERATO che:

          - la dotazione infrastrutturale dell'azienda IMESI ed il
          livello  di   professionalità   dei  lavoratori  risulta
          qualitativamente elevato  ed  in  grado  di  sopperire a
          qualsiasi commessa di materiale rotabile e di veicolo da
          trasporto su gomma;

   RITENUTO che:

          una cessione dell'IMESI di  Carini nell'attuale contesto
          produttivo  di  BREDA  ANSALDO  e nei  confronti  di  un
          imprenditore da  cui  affidabilità non appare comprovata
          da   risultati   gestionali  riconosciuti,  risulterebbe
          precipitosa,   e   non   rispettosa   delle   condizioni
          dell'accordo sottoscritto  nel  1991  e  confermato  nel
          1996, non  offrendo,  altresì,  adeguate  garanzie sulla
          salvaguardia  dell'attività dello stabilimento di Carini
          con commesse proprie e non in subappalto,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          -  a  valutare  l'opportunità  di   una  verifica  degli
          adempimenti  discendenti  dall'accordo  sottoscritto nel
          1991 e riconfermato nel 1996 da parte di ANSALDO BREDA;

          - ad  adottare  iniziative  finalizzate  al mantenimento
          dell'IMESI di Carini  al  cento  per  cento del capitale
          nell'ambito  del   gruppo  ANSALDO  BREDA,  al  fine  di
          assicurare un rilancio dell'azienda;

          - a  ricercare  soluzioni  di  partecipazione  azionaria
          diretta    della   Regione   al   capitale   dell'IMESI,
          utilizzando  i  fondi appositamente previsti dall'Unione
          Europea;

          - a  favorire  eventuali  ipotesi di cessione dell'IMESI
          soltanto nell'ambito  di una ristrutturazione del gruppo
          FINMECCANICA che non  si traduca in cessioni parziali di
          rami d'azienda,  ma  passi  attraverso  la  cessione  in
          blocco di  tutte le unità produttive ubicate nell'intero
          territorio nazionale,  al fine di assicurare l'integrità
          strutturale   ed   occupazionale   ed   i   livelli   di
          investimento riguardanti lo stabilimento IMESI". (244)

       E' aperta  la  discussione  generale.
       In  attesa  che  giunga  in  Aula  qualche  rappresentante  del
  Governo, comunico  che  nel caso venisse approvato questo ordine del
  giorno di sintesi,  sono da intendersi superati gli altri ordini del
  giorno in  precedenza  presentati  dai diversi gruppi parlamentari e
  riguardanti la medesima materia.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor presidente, onorevoli colleghi, abbiamo avuto
  modo di prendere visione del testo dell'ordine del giorno e, pur non
  essendo  perfettamente  collimante  con  l'impostazione  degli altri
  ordini del giorno  proposti,  credo  sia  comunque una buona base di
  discussione  per   giungere  ad  una  posizione  comune  dell'intera
  Assemblea regionale.
       Desideravo  davvero  che  potesse  avverarsi  la  presenza  del
  Presidente della  Regione,  in occasione della discussione di questo
  ordine del giorno  dato  che  abbiamo  avuto  modo  di leggere dalle
  agenzie giornalistiche  che  si  sarebbe  svolto  un  incontro nella
  mattinata di oggi  tra il Presidente della Regione e la direzione di
  Finmeccanica,  a  seguito  del  quale  sarebbe  stato  stabilito  di
  soprassedere  all'incontro   di  oggi  pomeriggio.  E  pare  che  ci
  sarebbero delle novità in proposito.
       Penso che avere contezza di queste novità, avere contezza dello
  stato del confronto tra Governo regionale e quello nazionale, da una
  parte, e  gli  organismi dirigenti di Finmeccanica e l'Ansaldo-Breda
  dall'altra, sia estremamente importante.
       Tuttavia,  noi  riteniamo  che  l'Assemblea  avrebbe dovuto, da
  questo punto  di  vista,  essere  più tempestiva e, in questo senso,
  risulterà anche alla presidenza dell'Assemblea...

     PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo,  ha visto?  Il rappresentante
  del Governo è arrivato.  E il Presidente della Regione si è recato a
  Roma proprio per questo.

     GIANNOPOLO  No,  il  Presidente  della Regione è andato per altre
  incombenze e, come  si dice in siciliano è andato per un "travagghiu
  e due sirvizi"
       Ma  con  il  Presidente  della  Regione  avevamo concordato che
  stamattina  l'Aula  discutesse  della  vicenda  IMESI; e le cose che
  avrebbe   dovuto   riferirci   il   Presidente  della  Regione  sono
  importanti.
       In ogni caso,  ritengo  che  non possano essere di intralcio né
  questo ordine del  giorno  né  altre  prese  di  posizione che vanno
  nella  direzione   di   salvare  lo  stabilimento  IMESI  di  Carini
  sostanzialmente da  una  strategia,  che  è quella di fare rientrare
  questo stabilimento  nonostante sia uno stabilimento produttivo, che
  ha dato prova di produttività, nel piano generale di dismissione che
  parrebbe essere  motivato  dalla  necessità di ridurre la cosiddetta
  "dispersione geografica"  da  parte  del gruppo Ansaldo-Breda. A mio
  avviso è una motivazione assurda quella che viene posta a base della
  intenzione di dismettere tale stabilimento.
       Penso che  il pronunciamento del Parlamento sia utile anche per
  dire delle parole  chiare sul fatto che nessuna speculazione di tipo
  parassitario, né  industriale,  né di tipo edilizio, tantomeno sulle
  aree può farsi  attorno allo stabilimento IMESI di Carini, se è vero
  come è vero,  che  l'intenzione era quella di dismettere vendendo ad
  un privato  imprenditore  aretino, il  quale  avrebbe  intenzione di
  rilevare Keller,  però subordinando l'acquisto di quest'ultima anche
  all'acquisto di IMESI.
       Imprenditori di questo tipo - è ancora recente l'esperienza che
  morde  sulle   nostre   spalle   -,   vale   a   dire   l'esperienza
  dell'imprenditore altoatesino  il  quale  è  venuto  qui  a comprare
  Keller, ma in  verità  è  venuto  qui a fare bancarotta fraudolenta,
  nonostante  alcune   avvisaglie   erano   state  comunque  messe  in
  campo, proprio  per questi motivi, dobbiamo, a maggior ragione, dire
  che non ci  può  essere  né  ragione  di  dispersione geografica, né
  ragione,  pur   nobile,  di  privatizzazione  che  possa  mettere  a
  repentaglio il polo produttivo rotabile, che si può invece costruire
  e rilanciare su  Palermo  se  solo  noi pensiamo per un attimo anche
  alle  quantità   di  commesse  che  la  nostra  Regione,  a  partire
  dell'attuazione dell'Accordo  di  programma quadro sui trasporti può
  mettere  in   campo.   Ciò  naturalmente  potrà  produrre  ulteriori
  commesse,  ulteriore   espansione   di   questo   tipo  di  attività
  produttiva, considerando il fatto che già Ansaldo-Breda ha acquisito
  commesse che  potrebbero  garantire per altri cinque anni l'attività
  produttiva dello stabilimento IMESI.
       Pertanto, non c'è alcuna ragione, soprattutto se noi elenchiamo
  alcuni fatti  accaduti  negli  ultimi  anni,  che stanno portando la
  Sicilia a  privarsi  dell'industria  e  quindi  di  uno dei tasselli
  fondamentali dello  sviluppo  e  della  prospettiva di questa grande
  Regione; così è stato per la FIAT, così è stato per la PIRELLI, così
  è stato per  FINCANTIERI,  così  è  stato  per l'ITALTEL. La Sicilia
  ormai è appunto  l'ultima  delle  Regioni che può aspirare ad avere,
  così come considera  taluno,  un tessuto di media e grande industria
  in grado di  fungere  da  volano,  da sistema che determini sviluppo
  grazie all'attività produttiva della nostra Regione.
       Proprio pere  tale  ragioni,  questo  Parlamento  deve assumere
  grande   consapevolezza   della  necessità  di  interrompere  questo
  destino, questo  declino  industriale  che  rischia di trascinare la
  Sicilia anche nel declino produttivo.
       Penso che il  Governo  fino ad ora ha mostrato inadeguatezza di
  iniziativa e di strategie.
       Il  Governo  dovrebbe  rivendicare  un  tavolo nazionale per il
  rilancio   produttivo   e  industriale  della  Sicilia;  il  Governo
  regionale  dovrebbe rivendicare più opportunità attraverso contratti
  di   programma,  attraverso  la  delocalizzazione,  dovrebbe  infine
  rivendicare più opportunità di sviluppo produttivo.
       Da questo  punto di vista questo dibattito relativo all'Imesi è
  un segnale che in  tal  senso  si  può dare dal momento che siamo in
  presenza di un'industria in mano al pubblico, in mano allo Stato, al
  Ministero del  Tesoro:  infatti  attraverso  Finmeccanica  lo  Stato
  gestisce grandissima  parte di Ansaldo-Breda. Pertanto, noi dobbiamo
  riuscire a dare un segnale di rilancio invece dell'Imesi.
       Infine,   vorrei   anche   operare  una  sensibilizzazione  nei
  confronti del Parlamento  in  ordine a tutta la questione delle aree
  produttive dismesse.
       E' in atto  in varie parti della nostra Regione un tentativo di
  dismissione delle  attività  produttive anche su siti che sono stati
  regalati, attribuiti  dalla  Regione a prezzi anche stracciati.  C'è
  il tentativo  di  utilizzare  questi  siti  produttivi  per attività
  speculative che nulla  hanno a che vedere con attività di altro tipo
  ovvero  con la destinazione d'uso, con la destinazione urbanistica e
  con le ragioni che hanno determinato quella allocazione produttiva.
       Dobbiamo stare attenti. Abbiamo anche il dovere di occuparci di
  tali questioni. So,  per  esempio,  che  è in fase di discussione un
  disegno di  legge  sulla  cosiddetta  "riforma  delle  Asi"  che, in
  qualche modo,  introduce  il  principio che nelle aree produttive si
  può aumentare la superficie disponibile per le attività commerciali.
  Questo è senz'altro un segnale negativo che diamo.
       Vincolare  le  aree  produttive  nei siti industriali, nei siti
  produttivi  di  questa  regione  secondo  le originarie destinazioni
  d'uso, è  anche  un modo per evitare nel tempo speculazioni che pure
  si  affacciano ad ogni piè sospinto, perchè la deindustrializzazione
  nel  nostro  territorio ha anche questo secondo rischio, cioè quello
  di sostituire attività  produttive con un alto valore aggiunto e con
  attività che  determinano  grandi  affari  e poca occupazione. Anzi,
  nessuna occupazione.
       Pertanto, su  tali  questioni,  occorrerebbe  che il Governo ci
  rassicurasse  ci  spiegasse qual è la strategia di rilancio di tutto
  il  sistema  produttivo;  qual è infine la strategia di rilancio dei
  nostri siti produttivi in Sicilia.
       Mi dispiace, quindi, che l'assenza del Presidente della Regione
  ci privi,  anche,  di un elemento concreto e cogente di conoscenze e
  di  decisione  attorno alla vicenda dell'Imesi. E, tuttavia, è tempo
  comunque   che   questo  Parlamento  recuperi  il  ritardo  sin  qui
  accumulato  facendo  sì  che possa pronunciarsi con una voce chiara,
  alta, forte, contro la dismissione dell'Imesi.

     PRESIDENTE  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Virzì.  Ne  ha
  facoltà.

     VIRZI'   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, abbiamo firmato
  anche  noi questo  ordine  del  giorno  anche  se  crediamo  che  in
  quest'Aula, al di là  di ciò che la forma ci induce tutti a dare per
  scontato, alcune puntualizzazioni vadano fatte.
       E' bene  ricordare che la Regione siciliana ancor oggi continua
  a pagare la  sua grandissima parte di buona volontà messa nell'opera
  di salvataggio dell  'Imesi,  in  crisi  sin  dal  1991.  La Regione
  siciliana ha  dismesso  la  propria  quota  azionaria pur di salvare
  quell'azienda; era una quota Espi alla modica, irrisoria cifra di un
  miliardo, e ci siamo presi in carico quel terribile "carrozzone" che
  ha  caratterizzato  la  storia  siciliana,  che  si  chiama  RESAIS:
  qualcosa  come   400   persone,   laddove  il  patto  stipulato  con
  Ansaldo-Breda voleva  che  nell'arco  degli  anni  si verificasse un
  rilancio occupazionale che avrebbe dovuto portare al raddoppio i 170
  operai rimasti  in  forza allo stabilimento di Carini. Invece stiamo
  lentamente assistendo ad  una  agonia "a coda di topo", ad una morte
  annunciata che,  mi  permetto  di  sottolineare,  è ancora più grave
  rispetto alla  vicenda Fiat, perchè quando parliamo di Fiat parliamo
  di una grande azienda, grande quanto si vuole ma totalmente privata.
       Qui il  problema  è  che  di  fronte  a  grandi sacrifici della
  Regione siciliana, a grandi atti di buona volontà è il parastato che
  si ritira dalla Sicilia.
       Allora,  è  grave  riscoprire  in  un  documento  recentissimo,
  targato 2003, che  a 12 anni di distanza il vertice di Ansaldo-Breda
  scopre la marginalità geografica della Sicilia
       Io non credo che  lo stivale dal 1991 ad oggi si sia allungato,
  né credo  che  Carini  abbia  cambiato  dislocazione  di  provincia:
  marginali lo eravamo  già  12  anni  fa,  rispetto  alla  logica del
  profitto di natura aziendale.
       Io non  contesto  il criterio di managerialità ma non puoi, nel
  2003,  scoprire  una  distanza geografica che era evidente anche nel
  1991. Mi  permetto  di  dire anche, e ritorno sull'argomento di poco
  fa, che deve intervenire  la Regione in modo chiaro e forte a difesa
  di questi  lavoratori  poichè  abbiamo  ancora  in carico lavoratori
  nella RESAIS che derivano da quella nostra ritirata
       Dichiaro sin d'ora  di  votare a favore del documento al nostro
  esame, ma  starei  attento,  da  responsabile  della  finanza  della
  Regione, ad ipotizzare un ritorno della Regione come proprietaria di
  una  parte  del  pacchetto  azionario;  attenti  alle  soluzioni  di
  partecipazione   azionaria   diretta   della  Regione.  Cari  amici,
  cerchiamo di  non  dimenticare  che  tutti  insieme,  centrodestra e
  centrosinistra, ci  siamo  detti  con  grande  coerenza e con grande
  linearità  e   senza  eccezioni  che  l'epoca  delle  partecipazioni
  regionali è  finita:  la  Regione  non  deve  produrre  nè  autobus,
  frigoriferi, nè  carri  armati;  la  Regione  non  deve  tornare sul
  mercato, la  Regione  deve  creare  le  condizioni  civili, sociali,
  economiche  ed   ambientali  in  base  alle  quali  sia  appetibile,
  godibile, fruibile il mercato siciliano.
       E,  allora,  non  lasciamoci  prendere la mano dalla tentazione
  dello "scavalco" a destra o a sinistra, rimettendo in piedi fantasmi
  di cui  non  si deve più sentire parlare in quest'Aula.
       Noi  dobbiamo  dire  che  di  fronte  alla struttura societaria
  attuale dell'azienda IMESI, lo Stato è in ritirata, sta abbandonando
  il Sud e la Sicilia.
       Mi permetto di  dirlo sia al Governo di questa Regione sia agli
  uomini del  centrodestra,  nel  momento  in  cui  la  rappresentanza
  parlamentare siciliana  è  locupletata  da 61 parlamentari su 61, in
  queste condizioni  sociali,  storiche,  politiche  ed economiche, il
  parastato,  il   governo  dello  Stato  non  può  aggravare  il  già
  devastante quadro  creato  dal privato FIAT, chiudendo tutto ciò che
  rimane di  industria metalmeccanica di grande prestigio in provincia
  di Palermo.
       L'altra cosa che merita  di essere ricordata è che non vi è una
  logica  nemmeno   liberal   che   giustifichi  la  chiusura,  perchè
  Ansaldo-Breda ha commissioni per 6, 7 anni ...

     ACIERNO  Signor Presidente, inviti il Governo ad ascoltare.

     VIRZI'  Il Governo è abituato a non ascoltare.

       Quello che volevo  dire  è  che  se  l'episodio  fosse chiuso e
  conchiuso, in  sé sarebbe grave in questo quadro politico monolitico
  della Sicilia. Credo  che i siciliani avrebbero più di un motivo per
  lamentarsi del  centro-destra  nel suo complesso se il parastato che
  opera nel settore si ritirasse dalla Sicilia. Qui non ci troviamo di
  fronte ad un privato,  ci  troviamo  di  fronte ad un pezzo di Stato
  irrorato dalle  casse già allora 'magre' della Regione siciliana con
  un intervento  pesantissimo  di sacrificio fatto, giustamente, con i
  metodi che erano concessi per tutelare il lavoro nella nostra terra.
       Credo   che   politicamente   suggerire  una  diversa  politica
  tariffaria  per   i   trasporti,  vista  la  marginalità  geografica
  riconducibile alla logica  del  profitto  in base alla quale tutti i
  siti produttivi  devono  essere  concentrati  nella medesima zona, è
  vecchia, è datata,  non può essere riscoperta soprattutto non da uno
  Stato che  attraverso  Alitalia ed Ente Ferrovie dello Stato pratica
  una politica tariffaria  che  da  lungo  tempo  -  lo  diciamo tutti
  insieme - penalizza i passeggeri e le merci siciliane.
       Penso   che,  chiuso  ingloriosamente  questo  capitolo, domani
  toccherebbe alla LENIA e, allora, a noi resterebbero, cari colleghi,
  a qualcuno  potrebbe  fare  anche  piacere,  i  corsi  di formazione
  professionale, la legge n.  24, LSU e tanti PIP e un grande avvenire
  come traduttori  e camerieri negli alberghi delle multinazionali. Ma
  la Sicilia avrebbe  perduto  il  passo  con il resto d'Europa e noi,
  economicamente, finanziariamente e socialmente, come popolo, avremmo
  perduto le nostre chiavi di casa.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è  ormai da
  qualche anno  che  in  Sicilia  ci  troviamo  a  discutere, anche in
  quest'Aula,  dell'abbandono  di  siti  produttivi, dell'abbandono di
  siti industriali.
       Da anni  va  avanti  una  politica  che considera, dal punto di
  vista industriale e produttivo, la Sicilia - come del resto l'intero
  Mezzogiorno - un territorio senza qualità, un territorio dove potere
  sperimentare  solo  forme di flessibilizzazione e di precarizzazione
  del mercato  del  lavoro,  un  territorio  dove  potere  operare  lo
  smantellamento  dei  contratti  collettivi  di  lavoro,  insomma, un
  territorio dove  dietro  il ricatto della disoccupazione di massa si
  propone un  modello  economico  e  sociale  che  non  ha  più alcuna
  centralità della funzione produttiva.
       Al Sud,  se  va  bene, tocca, come in Sicilia, qualche fabbrica
  inquinante,  qualche  contratto d'aria dove un'assistenza mascherata
  di produttività  propone un'occupazione a basso costo, insomma ormai
  il  Mezzogiorno  è  abbandonato  a  se  stesso.
       Del resto non  mi  meraviglia  -  io  ho  firmato un ordine del
  giorno assieme  ai parlamentari di tutti gli schieramenti politici -
  visto  che  ci  troviamo  in  una fase in cui il Governo nazionale è
  fortemente condizionato da una forza politica razzista come la Lega,
  che  vede  nel  Mezzogiorno il principale nemico e ritiene di dovere
  affermare  il  primato  del  centro-nord  e  del  nord-est.  Non  mi
  meraviglia quindi che le politiche economiche e gli interventi dello
  Stato siano caratterizzati da questo segno.
       La vicenda dell'IMESI rappresenta un po' il simbolo di quanto è
  avvenuto e  di  quanto sta avvenendo. In Sicilia, ci troviamo con il
  tentativo  di abbandono di un grande gruppo in un settore strategico
  come quello della produzione  di  materiale rotabile, ed è veramente
  intollerabile che ogni qualvolta  bisogna  affrontare un problema di
  dismissione  o di  riorganizzazione  dei  grandi  gruppi  produttivi
  pubblici o privati dalla  FINCANTIERI, alla BREDA-ANSALDO, ai gruppi
  di FINMECCANICA, ogni qualvolta  c'è  da  fare  una riorganizzazione
  produttiva ed industriale i  rami secchi siano sempre considerati il
  Mezzogiorno e la Sicilia.
       Del resto così  è  stato  con  l'Enel,  così  è  stato  con  le
  Ferrovie, così è  stato  con il tentativo di Fincantieri di chiudere
  il cantiere navale  di  Palermo,  così  è  in questa vicenda assurda
  dell'IMESI.
       La motivazione che viene usata dal Gruppo nazionale è quella di
  considerare  il  sito  palermitano  dispersione geografica. E perché
  dovrebbe  essere  dispersione  geografica  un  sito siciliano, e non
  quello di altre parti del Paese? Proprio perché  nel Mezzogiorno non
  si  vuole  investire  in  termini  di  produttività,  di ricerca, di
  innovazione, di una reindustrializzazione moderna.
       Allora dobbiamo bloccare questo disegno.
       La  vicenda   dell'IMESI   di   Carini   chiama   alle  proprie
  responsabilità anche  la  Regione:  è  stato  più  volte  citato dai
  colleghi che mi  hanno preceduto l'accordo del 1991, e poi l'accordo
  del 1996,  e  la  responsabilità  della  Regione con l'investimento,
  -  chiamiamolo  così  - che allora fece, cioè la vendita per quattro
  soldi  di  quello stabilimento, facendosi carico di una grande parte
  dei lavoratori, con l'assunzione nei ranghi della Resais, che allora
  era  considerata una specie di contenitore assistenziale per tutti i
  punti di crisi.
       La  Regione  non  può  stare  in  silenzio.  Piuttosto dovrebbe
  richiamare il Gruppo Breda-Ansaldo alle proprie responsabilità, agli
  impegni assunti con gli accordi del 1991 e del 1996, per il rilancio
  produttivo  dello  stabilimento e per la diversificazione produttiva
  dello stesso.
       Ci  troviamo  di  fronte  ad  una  classe  operaia - continuo a
  chiamarla     così     -     altamente     qualificata,    altamente
  professionalizzata.  Ci  troviamo  di fronte ad uno stabilimento che
  ha  capacità  produttive, innovazione, know how.  E' lo stabilimento
  che  ha  prodotto  le  carrozze  per  il  tunnel  della Manica e per
  importanti   metropolitane   europee   ed   extraeuropee.   E'   uno
  stabilimento  che  ancora  oggi  ha carichi di lavoro che potrebbero
  assicurare l'occupazione per anni ed anni.
       E  il  gruppo  pubblico  decide  di vendere questo stabilimento
  quando  in  Sicilia  deve  partire  il  tram, proprio qui a Palermo.
  Dovremo  fare  vincere  la  gara  ad un gruppo diverso, magari di un
  paese non italiano, quando, invece, potremmo concorrere per produrre
  in loco queste grandi commesse.
       La  vicenda dell'IMESI, così come quella della Keller evidenzia
  la tragedia produttiva e morale di questa Terra. Abbiamo vissuto con
  la  Keller  la vicenda di un altro imprenditore, Corsaro Kurt Mayer:
  chi  di  noi  criticò  allora quella scelta e quell'imprenditore, fu
  attaccato  da  più  parti  politiche  sia di destra che di sinistra.
  Quell'imprenditore  che  doveva  assicura lo sviluppo della Keller è
  finito nelle patrie galere.
       Ora ci  troviamo  davanti ad un altro imprenditore che dovrebbe
  comprare  l'IMESI;  ma  è  lo  stesso  che ha comprato la Keller per
  assicurare   uno   sviluppo   produttivo  sempre  nell'ambito  della
  produzione   di   materiale   rotabile   e   dopo  mesi  e  mesi  da
  quell'acquisto, quella fabbrica è chiusa. Non è chiaro, quindi, come
  può  -  non  avendo  assicurato  lo sviluppo produttivo e la ripresa
  dell'attività produttiva della Keller - invece assicurare, di colpo,
  comprando l'IMESI, lo sviluppo e la ripresa dell'attività produttiva
  della Keller e dell'IMESI insieme.
       Siamo  di  fronte  ad  un tentativo di speculazione finanziaria
  sulle   spalle   dei   lavoratori,  quelli  della  Keller  e  quelli
  dell'IMESI, su cui nessuno di noi ha il diritto di giocare.
       Per questo ci facciamo carico, con questo ordine del giorno, di
  dare dignità alla funzione di quest'Assemblea regionale.
       Le Istituzioni devono pronunciarsi, il Governo regionale che ha
  avuto  tante  responsabilità  nella vicenda storica dell'IMESI, deve
  pronunciarsi.
       Mi  rivolgo  ai colleghi della Destra:  noi allora bloccammo la
  vendita  del  Cantiere  navale  di  Palermo  perché  tutti assieme -
  amministrazioni  comunali,  provinciali, regione - dicemmo no a quel
  disegno  di scorporo da Fincantieri.  Oggi quelle le forze politiche
  sono  al  Governo della Regione e al Governo nazionale:  è possibile
  che la  Sicilia  non riesce ad alzare la voce e a trovare la dignità
  dell'apertura di una vertenza occupazionale per ricontrattare con il
  Governo   nazionale   un   nuovo  intervento  e  un  nuovo  sviluppo
  produttivo, una nuova reindustrializzazione per questa Regione?
       Mi  rivolgo  ora  a  tutti  i Gruppi politici: se oggi perdiamo
  l'attività  produttiva  di  un sito come l'IMESI, domani toccherà ad
  altri siti produttivi di questa Regione. Per questo diciamo che oggi
  non si può affermare nessun processo di scorporo, che il ruolo della
  Regione  è  fondamentale  per  chiedere  al Governo nazionale e alle
  partecipazioni  statali  che  sull'IMESI  di  Carini  si  faccia  un
  investimento per il rilancio produttivo, per l'acquisizione di nuove
  commesse  e  non  si  avvii,  invece,  attraverso  lo  scorporo e la
  vendita, il suo declino e la sua chiusura.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  replico  brevemente  anche perchè
  l'impegno del Governo deve essere espresso in maniera chiara, quindi
  non  entro  nel  merito.  Fra  l'altro  tutti  hanno  avuto  modo di
  esprimere  delle  valutazioni  serie  anche  da  un  punto  di vista
  sociale, non solo da un punto di vista economico.
       Il Governo mostra  delle perplessità anche perché ciò va contro
  la linea  che è stata individuata dal Governo stesso - in generale è
  la nuova  linea  che viene affidata ai governi - che va alla ricerca
  di soluzioni di azionariato diretto da parte della Regione.
       Mi consenta,  onorevole Forgione, capisco che la sua formazione
  porta .....

     FORGIONE  All'incontro era presente l'onorevole Cuffaro

        PAGANO   assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze. ... a
  esprimere  giudizi  che vanno in questa direzione. La sua cultura di
  governo, evidentemente, è lontana dalla nostra.
       Su questo  specifico  punto dobbiamo dare parere contrario. Per
  il resto siamo d'accordo.

     PRESIDENTE  Onorevole  colleghi  c'è una precisazione del Governo
  che  riguarda  un  passaggio  dell'ordine  del giorno in merito alla
  possibilità  che  la  Regione  entri  nel  pacchetto azionario della
  Società.
       Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno numero 244. Il parere
  del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Signor Presidente
  il  parere  del  Governo,  così  come  lo  esprimono  i firmatari, è
  contrario.  Non possiamo essere d'accordo sull'acquisto di azioni da
  parte  della  Regione  di  questa  Società.  Per  tutto il resto non
  possiamo  far  altro  che favorire e sostenere l'IMESI.  Quindi se i
  presentatori  vogliono  continuare  a strutturarlo così come è stato
  presentato,  il  parere  del  Governo  è  ovviamente  contrario.  Se
  vogliono  emendarlo,  togliendo  la  parte  che riguarda l'eventuale
  acquisto, il Governo non può che essere favorevole.

     SPEZIALE  Non si può emendare.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio e le finanze. Il parere del
  Governo sull'ordine del giorno numero 244 è contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vice presidente della commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è  contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per   il   bilancio   e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero  fare mia l'osservazione
  fatta dal Presidente dell'Assemblea:  poichè l'ordine del giorno non
  è  emendabile,  basta  tecnicamente ritirarlo e ripresentarlo subito
  dopo,  cassando quel passaggio, dopo di ché il parere del Governo è,
  chiaramente, favorevole.
       Quindi vi chiedo  ufficialmente  di  ritirare questo ordine del
  giorno e di  ripresentarlo  cassando il secondo periodo dell'impegno
  che si chiede al Governo.

     PRESIDENTE  Onorevole Pagano  non  mi  pare  che  la proposta sia
  stata accolta.
       Con  il  parere  contrario  del Governo e della Commissione, lo
  pongo in votazione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi, ovviamente come era stato annunziato, sono
  preclusi gli ordini del giorno numeri 189, 190 e 223.
       Si  torna  all'articolo  n. 29, di cui avevamo già discusso gli
  emendamenti.

     CITTADINI  assessore per  la  sanità.  Chiedo  di parlare per una
  breve replica.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     CITTADINI  assessore per la sanità.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi non desidero entrare nel dettaglio della requisitoria fatta
  stamattina dall'onorevole Giannopolo sulla voragine della sanità. E'
  un  argomento di interesse mondiale che sarà discusso tra un mese in
  Sicilia,  è  una  crisi  che  riguarda tutte le istituzioni europee,
  tutti  i Paesi, tutte le Regioni, e noi miglioriamo a vista d'occhio
  nei confronti di tantissime altre Regioni italiane.
       Non  desidero replicare su tantissime altre cose che sono state
  dette,  soltanto  alcuni  particolari.  E'stato  chiesto qual'era il
  destino della cartolarizzazione fatta alla fine dell'anno scorso? La
  cartolarizzazione,  per  i  debiti  delle  farmacie, ha riguardato i
  pagamenti  del  1996,  1997  e  1999; non sono debiti che riguardano
  questa gestione, sono debiti antichi.
       Abbiamo  prospettato  la  possibilità  di eseguire il factoring
  prosoluto soltanto perché si è dimostrato che costa allo Stato circa
  un terzo di quanto costa, viceversa, affrontare i decreti ingiuntivi
  e i pagamenti coatti.
       Trovo  che  l'articolo 29 non era neanche proponibile perché  è
  totalmente fuori da qualunque logica di legge.
       Le  sperimentazioni  gestionali sono regolamentate da una legge
  nazionale,  la numero 502, all'articolo 9 bis; successivamente, sono
  reiterate  nella  legge  numero  229  e  sono  state  mantenute tali
  compresa la numero 405.
       Quando  abbiamo  presentato  in  VI Commissione, la proposta di
  modificare   -  come  si  sta'  facendo  in  campo  nazionale  -  la
  sperimentazione gestionale favorendo almeno la parità del pubblico e
  del  privato,  sulla  base  che  nessun  privato  in  Italia  ha mai
  accettato  di  intervenire  in  sperimentazioni gestionali gestite a
  maggioranza  pubblica, ci è stato risposto, quasi all'unanimità, che
  dovevamo lavorare nell'ambito della normativa nazionale.
       La   normativa    nazionale   dice   con   chiarezza   che   le
  sperimentazioni  gestionali  sono  totalmente fuori dalle previsioni
  della  rete  ospedaliera  regionale,  ma  rientrano nella previsione
  della     conferenza    Stato-Regioni.    Tali    previsioni    sono
  sovrannazionali,  tant'è vero che il riconoscimento delle fondazioni
  -  tutte, comprese quella di Cefalù - è stato fatto dalla Prefettura
  e  non dalla Regione, proprio perché  sono sovraregionali. Lo stesso
  discorso  vale  per  i  centri  di  eccellenza  che  sono  stati già
  individuati  a  Palermo,  Catania  e  Messina,  dove  nessun privato
  fino  ad  ora è intervenuto, perchè sono delle norme extraregionali,
  infatti,  anche  i pagamenti avvengono sul fondo sanitario nazionale
  con fondi esteri.
       Ritengo, pertanto, che ci fosse alcun motivo per cui la Regione
  dovesse  intervenire  su  queste  problematiche,  soprattutto con un
  emendamento   così   fortememente  limitativo  del  prima  prova  di
  sperimentazione gestionale in Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                              CONGEDI

     PRESIDENTE    Comunico   che  gli  onorevoli  Catania,  Beninati,
  Cimino, Cascio, Castiglione,  Mancuso,  Lo  Giudice  e  Leanza hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

   553/A

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.553/A

    PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'emendamento 29.1. Il parere del
  Governo?

     CITTADINI  assessore per la sanità.  Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Contrario.

           VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 29.1

     PRESIDENTE    Comunico che  è  stato  richiesto  dagli  onorevoli
  Forgione,  Speziale,   Panarello,   Liotta   Ortisi,   Raiti,  Oddo,
  Spampinato e Tumino che la votazione dell'emendamento 29.1.  avvenga
  a scrutinio segreto. Essendo  tale richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento indìco la votazione.
       Dichiaro aperta la votazione.
       Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
  dell'emendamento, chi vota rosso voto contro l'emendamento, chi vota
  bianco si astiene,  ripeto  con  il  parere  contrario del Governo e
  della Commissione.

                        (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

       Proclamo   l'esito   della  votazione  per  scrutinio  segreto:

    Presenti               62
    Votanti                62
    Maggioranza            32
    Favorevoli             39
    Contrari               23
    Astenuti                0

                              (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo  29  nel  testo risultante. Chi é
  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                              (E' approvato)

       Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                              "Art. 30

                 Contenimento oneri per ritardati pagamenti

          1. All'articolo  4 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
       10 le parole '15 per cento' sono sostituite con le parole '20
       per cento'.

          2. All'articolo  4 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
       10 è aggiunto il seguente comma:

          3.  Le aziende sanitarie ed ospedaliere possono effettuare
       operazioni  finanziarie a breve termine previa autorizzazione
       dell'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle finanze,
       purché i  relativi  oneri  per  il  rimborso  delle  quote di
       capitale  e  la  corresponsione  degli interessi cumulati con
       quelli di cui  al  comma  1, non superino il limite di cui al
       comma 1."

     PRESIDENTE  Comunico che  é  stato ritirato l'emendamento 30.1.1.
  L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che é stato  presentato  l'emendamento  30.1  a  firma
  dell'onorevole Giannopolo.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   L'emendamento  30.1  tende  a stabilire un principio
  generale, poiché con l'articolo 30 si da autorizzazione alle aziende
  sanitarie   ed   ospedaliere   a   compiere  operazioni  finanziarie
  totalmente   loro   carico,   con   le  limitazioni  che  nel  testo
  dell'articolo sono stabilite. Tali operazioni finanziarie dovrebbero
  servire  a  contenere  la  massa  di  interessi  passivi che possono
  gravare,  anche  attraverso una serie di decreti ingiuntivi da parte
  dei creditori, sulle aziende sanitarie.
       Compiuta  l'operazione finanziaria, attraverso l'emendamento si
  vuole   stabilire  un  principio  generale,  che  il  pagamento  dei
  creditori  avviene  in  ragione proporzionale dei crediti vantati, e
  dell'anzianità  cronologica  del  credito  medesimo.  Si deve avere,
  inoltre,   riguardo   per   quelle  strutture  sanitarie  che  fanno
  prestazioni  sanitarie  salvavita, e che per legge obbligatoriamente
  entro  60  giorni,  con  un  termine perentorio - é  una delle poche
  volte  che  é  stato stabilito un termine perentorio - devono essere
  pagati questi creditori.
       Vogliamo  ribadire  ciò perché in più di una AUSL, a partire da
  quella  di  Palermo,  é  invalso invece il principio per cui ci sono
  figli e figliastri nel pagamento dei crediti.
       Con  questo  emendamento  si  tende a stabilire un principio di
  equità e di giustizia. Poi ci sarà modo, e ci saranno altre sedi, in
  cui  discuteremo anche del senso e della portata di tante operazioni
  finanziarie  fatte  dalla  AUSL  numero  6,  che hanno contribuito a
  incancrenire  il rapporto con i creditori e hanno aperto delle falle
  nei  conti  della stessa azienda sanitaria per i quali occorrerà che
  qualche  giorno  si faccia chiarezza.
       Ma,  intanto,  occorre  far  valere un principio di equità e di
  giustizia,  altrimenti,  se  così non fosse, noi esporremmo tutte le
  aziende  sanitarie  ad  una conflittualità di carattere giudiziario,
  che  può  soltanto vedere soccombere il sistema sanitario regionale.
  Quindi, anche sul pagamento dei crediti bisogna sottrarre le aziende
  sanitarie  ed  ospedaliere  da ragionamenti di tipo clientelare, che
  possono  anche  degenerare.  Ecco  qual'é  il senso e la finalità di
  questo emendamento.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  numero  30.1.
       Il parere del Governo?

     CITTADINI  assessore per la sanità. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della commissione. Contrario.

           VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 30.1

     PRESIDENTE    Comunico che  è  stato  richiesto  dagli  onorevoli
  onorevoli  Speziale,  Panarello,  Spampinato, Ortisi, Tumino, Raiti,
  Zago,  Oddo  e  Giannopolo  che  la  votazione dell'emendamento 30.1
  avvenga  a  scrutinio  segreto.  Essendo tale richiesta appoggiata a
  termini di Regolamento indìco la votazione.
       Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota verde, vota a
  favore  dell'emendamento; chi vota rosso, vota contro l'emendamento;
  chi vota bianco, si astiene.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

       Proclamo   l'esito   della  votazione  per  scrutinio  segreto:

    Presenti 62
    Votanti 62
    Maggioranza 32
    Favorevoli 37
    Contrari 25
    Astenuti 0

                             (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'articolo 30, nel testo risultante. Chi é
  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                                 "Art. 31.
         Dismissione degli immobili delle  Aziende  unità sanitarie
                       locali ed Aziende ospedaliere

          1.  I direttori generali delle Aziende sanitarie, titolari
       di patrimoni immobiliari, dopo aver verificato che gli stessi
       non  possono  essere  utilizzati  direttamente  dall'Azienda,
       verificano  la congruità  dei  loro  proventi  ai  valori  di
       mercato, mantenendo  comunque  le condizioni di utilizzazione
       vigenti per  le  associazioni  Onlus  che  svolgono  attività
       socio-sanitarie in immobili di proprietà delle stesse Aziende
       alla data della pubblicazione della presente legge.

          2.   Qualora   i   proventi   determinati  dalla  gestione
       immobiliare  di  cui   al  comma  1  risultino  inferiori  ai
       corrispondenti  valori   di  mercato,  i  direttori  generali
       procedono all'adeguamento  della  rendita  o alla dismissione
       del relativo patrimonio  immobiliare,  redigendo, a tal fine,
       il relativo piano  di  dismissione.

          3.  I direttori  generali  procedono  a redigere, altresì,
       per  i  beni   indisponibili  non  più  utilizzabili  a  fini
       istituzionali, anche  a  seguito della ristrutturazione della
       rete ospedaliera regionale, il piano di dismissioni di cui al
       comma 2, ovvero alla loro valorizzazione.

          4. Entro 90  giorni  dalla  pubblicazione  della  presente
       legge l'Assessore regionale  per  la  sanità, previa delibera
       della Giunta, previo parere della Commissione servizi sociali
       e  sanitari  dell'Assemblea  regionale siciliana, con proprio
       decreto stabilisce i criteri e le modalità per la dismissione
       degli immobili di cui al presente articolo".

     ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli membri
  del  Governo,  gradirei l'attenzione dell'Assessore per il bilancio,
  visto che in questa fase rappresenta il presidente della Regione. Il
  Governo é stato battuto per due volte consecutive su due emendamenti
  importanti che intervengono pesantemente sulla politica del Governo.
       Mi piacerebbe,  prima  di  continuare  con questa farsa, che il
  Governo chiarisse la sua posizione perché é paradossale, é veramente
  paradossale  e  mortificante,  dopo  che  per  ben due volte è stato
  battuto in Aula, che faccia finta di niente e continui a lavorare.
       Le  cose  sono  due:  o  il  Governo  non si é accorto, per due
  volte,  che  è  stato  battuto e, quindi, che non ha più - di fatto,
  allo  stato  attuale  -  una maggioranza in Aula, o c'è da parte del
  Governo  una connivenza, attraverso l'utilizzo del voto segreto, per
  modificare  la propria finanziaria, avendo di fatto scelto una nuova
  maggioranza.  In  ognuno  dei  due  casi  a nome del gruppo di Nuova
  Sicilia  io  chiedo  che  si  sospenda  la  seduta e si convochi una
  riunione di maggioranza con il Governo per ulteriori chiarimenti.

     LEONTINI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEONTINI  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi è chiaro che se
  il Governo  che  rappresenta una maggioranza politica e parlamentare
  ...

     SPEZIALE  Rappresentava

     LEONTINI  No,  non  ti allargare Speziale  Due episodi del genere
  non ti  consentono  di  passare  all'uso  dell'imperfetto,  anche se
  sicuramente    sottolineo    un   imperfetto   comportamento   della
  maggioranza.  E  quest'ultimo  motivo  induce,  in  questo  caso  il
  capogruppo del  partito  di  maggioranza relativa, a ritenere che la
  richiesta avanzata  dall'onorevole Acierno meriti di essere accolta.
  Personalmente la faccio mia, anzi la rilancio.
       Ritengo, invece,  che sia necessario un momento di chiarimento,
  di  approfondimento;   infatti,  se  alcuni  emendamenti,  che  sono
  finalizzati ad  eliminare  parti  della  finanziaria  così  come  il
  Governo le  ha  proposte  e  come  la  maggioranza rappresentata dal
  Governo le  ha  condivise,  vengono  accolti  con  scrutinio segreto
  (evidentemente con  la chiara consapevolezza da parte di chi propone
  il voto segreto  che ci sono umori, posizioni e condivisioni in Aula
  rispetto alle  iniziative dell'opposizione), è chiaro che ciò meriti
  un momento di attenzione da parte del Governo e della maggioranza.
       Quindi  io   chiedo  che  in  questo  momento  i  lavori  siano
  interrotti e  che  ci sia un chiarimento politico tra la maggioranza
  ed il Governo, che sia di carattere politico e che sia approfondito.

     VICARI  A casa  A casa  Non sapete governare

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     CINTOLA  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, seppure non mi
  oppongo alle proposte  di  rinvio  e  di incontri, mi sia consentito
  dire che da un  lato,  se  il  Governo  non  si  è ritenuto debole o
  indifeso rispetto  alla  maggioranza  che  ha votato diversamente da
  esso,  vuol dire  che  su  tali  emendamenti  -  che  sono  tecnici,
  peraltro, e  che non comportano grossi capovolgimenti di maggioranze
  che non ci sono  -  ritengo  non  si  debba  alzare  il  tiro perché
  ritengo che l'Aula  è sovrana anche nel segreto dell'urna, anche per
  dare corpo agli scontenti  di  Pizzo  Sella  o di non so quale altra
  cosa.  Anche agli scontenti che non hanno avuto approvato nemmeno un
  emendamento  e  che  il  segreto  dell'urna  fa  diventare  forti  e
  coraggiosi, mentre si è  vili e non in condizione di dare un proprio
  ...

     CAPODICASA  Non offendiamo il Parlamento.

     CINTOLA  Non sto offendendo nessuno. Onorevole Capodicasa, io non
  mi permetto di interromperla neppure quando dice grosse fesserie.

     CAPODICASA  Io mi permetto, perché lei interrompe sempre.

     CINTOLA    Personalmente   nulla   ho   in  contrario,  onorevole
  Capodicasa, a che  si  sospenda,  però  riterrei  che se la proposta
  venisse ritirata non  sarebbe  male  perché i lavori di questa Aula,
  che stanno  cominciando  ad  ingranare, possono benissimo continuare
  anche considerato  l'aspetto, che ho già sottolineato, relativo a un
  Governo che non si è lamentato, che non ha gridato allo scandalo per
  avergli  stravolto  la  finanziaria  riconoscendo  all'Assemblea  la
  possibilità  democratica   di   modificarne   il  testo  con  alcuni
  emendamenti approvati  dall'Aula,  specie  quando  rispondono ad una
  volontà  di   migliorare   la   finanziaria,   e   non  su  risibili
  contestazioni, nel segreto dell'urna.
       Pertanto, ritengo che  si  possa anche andare avanti, ma non mi
  dichiaro contrario a proposte di sospensione seppure danneggerebbero
  molto i lavori dell'Aula.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vedo in
  quanto si è  appena  verificato  lo  scandalo  che  i colleghi della
  opposizione hanno  intravisto  che  ritengo,  invece,  una  normale,
  normalissima attività o esercizio dell 'attività parlamentare.
       Invero, quest'Aula  non  ha  bocciato  il  Governo; l'Aula si è
  semplicemente espressa nel senso di approvare degli emendamenti che,
  in qualche  misura,  si inseriscono e intervengono come suggerimenti
  l'uno, il  primo,  di  programmazione  e  l'altro,  il  secondo,  di
  indirizzo per quanto riguarda la proposta del Governo.
       Eravamo  in  presenza  di  una  legge  nazionale,   il  decreto
  legislativo 229, che prevede una serie di sperimentazioni gestionali
  che  vengono  confermate  e  l'Aula  ha  ritenuto,  in  Sicilia,  di
  sottoporre la  previsione di un decreto legislativo nazionale ad una
  norma di programmazione.
       Invero  il  Governo  non ha mai posto all'Aula  una  specie  di
  diktat sulla obbligatorietà dell 'approvazione.

     VICARI  Che stai dicendo?

     FORMICA   Onorevole   Vicari,   le  suggerisco di  venire  in  VI
  Commissione  quando  si  discute  e  di  ascoltare  e approfondire i
  problemi in quella sede.

     VICARI  Ci sono stata.

     FORMICA   E  allora  le potrei dire, onorevole Vicari, che quella
  norma (e il Governo su questo è d'accordo) doveva pure prevedere che
  prima di istituire una previsione...

     VICARI  Dillo che hai votato contro

     FORMICA  Ho votato a favore.

     VICARI  Perfetto, abbiamo capito.

     FORMICA   Però le debbo spiegare, onorevole Vicari, che  non  c'è
  stato alcuno  scandalo  in  quanto  quell'emendamento sottoponeva al
  Parlamento, a  questo Parlamento, semplicemente la necessità di fare
  prima una ricognizione sul territorio regionale per stabilire se per
  esempio ad Agrigento  piuttosto  che  a  Trapani  o  a  Catania  o a
  Caltanissetta  o   in   un'altra   provincia  sia  giusto  fare  una
  sperimentazione su  questa  materia piuttosto che su quell'altra, in
  ragione dei bisogni del territorio.
       Quindi, nessuno stravolgimento.  Siccome il Governo non ha mai,
  in nessun momento,  posto  un  vincolo  su  tale materia e l'avrebbe
  potuto fare, l'Aula  si  è espressa come ha creduto di fare;  quindi
  non vedo lo  scandalo,  non  è stato bocciato nessun articolo. Ciò è
  quanto volevo dire  e  aggiungo  che per quanto mi riguarda i lavori
  possono continuare.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Bravo  Applausi dalla sinistra

     VICARI  Che risulti dagli atti parlamentari.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  intervengo  sulla   proposta   di
  sospensione - se il conflitto in atto tra colleghi della maggioranza
  si arresta- per  manifestare la contrarietà del gruppo dei DS, mia e
  del centrosinistra anche  per  la  motivazione  che è stata data dai
  colleghi Acierno e dal collega capogruppo di Forza Italia, Leontini,
  il quale nega  la  funzione  primaria  del  Parlamento  o  tenta  di
  negarla.
       Abbiamo presentato degli emendamenti che tendono  ad aggiustare
  la  manovra   senza  stravolgerla;  il  Parlamento  li  ha  ritenuti
  emendamenti accettabili e  li  ha  approvati.  Il  Governo  non mi è
  parso abbia  avuto l'atteggiamento di colui che ritiene che quei due
  emendamenti sconvolgono il complesso della manovra.  Di conseguenza,
  non capiamo la ragione per non andare avanti.
       Riteniamo  la   richiesta   di   blindare   a  tutti  i  costi,
  determinando  quindi  condizioni  di  impossibilità  per  i  singoli
  parlamentari di  emendare e sottoporre alla valutazione autonoma del
  Parlamento i singoli  emendamenti  ed  esprimere il voto su di essi,
  coercitiva della  funzione  stessa  del Parlamento. Pertanto, signor
  Presidente, noi siamo assolutamente contrari.
       Peraltro, i  nostri  emendamenti  sono  stati discussi anche in
  altre sedi  nelle  quali  hanno  incontrato la sensibilità di alcuni
  rappresentanti della maggioranza che erano presenti.  Non meraviglia
  alcuno che  un  emendamento  possa  essere  approvato  e,  pertanto,
  riteniamo, signor  Presidente, necessario andare avanti con i lavori
  d'Aula, anche  perchè,  come  tutti  sanno,  registriamo un notevole
  ritardo sul percorso  che  avevamo  stabilito e il rischio è che, se
  dovessimo    tardare   oltre,   dovremmo   ricorrere   all'esercizio
  provvisorio con  quello  che  ciò provocherebbe, in termini di danni
  conseguenziali, alla  Regione e, come diceva l'onorevole Cintola, ai
  siciliani.

     PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  vorrei  precisare  che nessuna
  richiesta    di    verifica    all'interno   della   maggioranza   o
  dell'opposizione  può essere considerata un elemento di coercizione.
  Ciò solo per precisare un passaggio del suo intervento che mi sembra
  non  sia   stato   particolarmente   felice;   tali  verifiche  sono
  costantemente richieste  e  dalla  opposizione e dalla maggioranza e
  nessuno le ha mai considerate strumenti di coercizione.

     SEGRETO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SEGRETO   Signor  Presidente  e onorevoli colleghi, le ultime due
  votazioni,  quella sull'articolo 29 e quella sull'articolo 30, hanno
  dimostrato  che  effettivamente  all'interno  di  questa maggioranza
  manca certamente un raccordo. Pertanto, ritengo opportuno  che venga
  convocata una riunione dei capigruppo della maggioranza affinchè non
  si continui a votare una finanziaria che non sia più una finanziaria
  della maggioranza, ma una finanziaria della minoranza.

     CAPODICASA  La finanziaria è del Parlamento.

     SEGRETO  Ritengo che la posizione del Gruppo che rappresento, una
  posizione lineare e  di alleanza con la Casa delle libertà, comincia
  a vedere,  all'interno di questa Casa delle libertà, incertezze tali
  per cui è necessario che si rifaccia il punto.
       Per cui se lei ritiene, signor Presidente, noi siamo favorevoli
  a fare tale  riunione  tra  i  capigruppo  della  maggioranza al più
  presto, affinchè non  si  vada incontro ad altre votazioni di questo
  tipo.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI  Signor  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  noi, invece,
  siamo  favorevoli  alla  sospensione  della  seduta  perchè  abbiamo
  l'esigenza,  come   minoranza,   di   riunirci   per  migliorare  la
  finanziaria,   visto   che   possiamo   apportare,  abbiano  notato,
  miglioramenti che  peraltro  non  la stravolgono ma possono evitare,
  alla  fine,  una  ottava  versione  proposta  dal  Governo  e  dalla
  maggioranza.
       Onorevole Formica, non è il caso di sminuire quanto è accaduto.

     FORMICA  Vi preoccupate per il Governo e per gli affari?

     ORTISI   Noi  ci  preoccupiamo  perchè  ci rendiamo conto che col
  parere  contrario  del Governo si è deciso qualcosa che ridà dignità
  ai  singoli  parlamentari  che qualcuno vorrebbe conculcare col voto
  palese; poi ad ognuno di noi il senso della dignità.
       Quando lei,  insieme al collega Cintola, rivolge dei rimproveri
  in merito alla  dignità, quei rimproveri non li rivolge certamente a
  noi, li rivolge ad altri.

                            (Brusio in Aula)

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, lasciate che l'onorevole Ortisi
  concluda.

     ORTISI  Non  concludere,  signor Presidente, ma sviluppare il mio
  ragionamento nei minuti concessimi dal Regolamento.

     PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, restano pochi minuti.

     ORTISI  Va bene, signor Presidente.
       Questo perché  noi  vorremmo  che, alla fine, venisse fuori una
  finanziaria che avesse una omogeneità di fondo con la quale vorremmo
  confrontarci. Su quello  che  è  accaduto  adesso, ma che è accaduto
  anche  nei   mesi   precedenti,  noi  non  riusciamo,  purtroppo,  a
  confrontarci: manca  un progetto rispetto al quale possiamo assumere
  organicamente una  posizione,  il  che  mette  in  difficoltà  anche
  l'opposizione, per cui siamo favorevoli come Gruppo alla sospensione
  volendo  contribuire  a  un chiarimento all'interno dell'opposizione
  la quale può svolgere un ruolo migliorativo.

     PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  non  per  smentirla, ma il ruolo
  migliorativo,  posto   che   sia  stato  questo,  lo  ha  svolto  la
  maggioranza.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che non
  stiamo  assistendo ad un semplice dibattito interno alla maggioranza
  nonostante i  problemi che ormai sono sotto gli occhi di tutti e che
  queste   votazioni   hanno   evidenziato.   Stiamo  affrontando  una
  discussione sul ruolo  e  sulla  funzione del Parlamento, e cioè se,
  pur  nel   quadro   di  una  dialettica  forte  tra  maggioranza  ed
  opposizione, c'è  una  sovranità  dell'Aula parlamentare rispetto ad
  uno strumento  importante  come  la legge finanziaria; oppure se uno
  strumento, come  la  legge finanziaria, debba essere blindato dentro
  una logica di maggioranza dove la dialettica non è tra maggioranza e
  opposizione,  tra  proposte  diverse,  alternative  che  si  possono
  confrontare e  dentro l'Aula possono trovare una sintesi, ma l'unica
  dialettica è tra interessi parziali corporativi o territoriali, come
  in questo caso, interni alla stessa maggioranza.
       Ho  apprezzato le parole pronunciate dal Capogruppo di Alleanza
  Nazionale il quale, vorrei ricordare, avrebbe avuto qualche diritto,
  se la logica fosse quella di un estremismo qui visto come quello, ad
  esempio, dell'onorevole  Vicari,  che avrebbe avuto diritto, qualche
  sera  fa, di  chiedere  una  verifica nel momento in cui alcuni suoi
  emendamenti  furono  bocciati.  Eppure, la  dialettica  parlamentare
  presuppone anche questo: non la trasversalità e l'appannamento delle
  posizioni  e il lavorio, ma l'uso di uno strumento democratico, come
  il voto  segreto,  per  verificare  in Aula anche l'affermazione del
  buon senso  rispetto  ad  alcune  posizioni  che  solo  nell'Aula si
  possono esprimere,  cioè nel luogo deputato alla più alta dialettica
  parlamentare.
       Allora,  Presidente,  si possono anche interrompere i lavori se
  la maggioranza ritiene di essere arrivata ad un punto critico con il
  Governo;  è  un  problema  della  maggioranza,  ovviamente,  ma  noi
  riteniamo  che  si  debba  andare  avanti nel rispetto dell'attività
  parlamentare,  nel  rispetto  della  democrazia  parlamentare  e nel
  rispetto,  anche, di  una  dialettica  che solo in quest'Aula si può
  esprimere   tra   maggioranza   ed  opposizione.  Non  vorremmo  che
  ritornassimo  al  periodo degli accordi segreti e allo scambio degli
  emendamenti, allo  scambio  di  finanziamento  tra questo ospedale e
  quell'opera pia, come troppe volte abbiamo visto.
       E'  bene  che  il confronto avvenga in quest'Aula e avvenga con
  gli  strumenti  della  dialettica parlamentare, tra i quali anche il
  voto segreto.

     PAGANO   assessore  per  il  Bilancio  e  le  Finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  Bilancio  e  le  Finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il dibattito che si sta articolando
  in  questo  momento è un dibattito che potrebbe significare molto in
  termini politici,  ma  ritengo,  dopo essermi consultato con tutti i
  colleghi presenti che, in verità, il tenore della stessa discussione
  debba essere di gran lunga diverso.
       Gli  emendamenti che oggi sono stati oggetto di una valutazione
  a   scrutinio   segreto   hanno  una  valenza  tecnica,  li  abbiamo
  interpretati così  fin dal primo istante, abbiamo ritenuto opportuno
  non  entrare   nel   dibattito   quando  l'onorevole  Giannopolo  ha
  provveduto a illustrarli, perché  gli stessi rientravano all'interno
  di un'impostazione che ovviamente era legata all'evento stesso.
       Il Governo non si  è  sentito  leso in nessuno dei due casi per
  una presunta messa  in  crisi, da un punto di vista politico, perché
  la valutazione  espressa  da  tutti  i  presenti,  in verità, faceva
  pendere la bilancia esattamente sul fronte opposto.
       Se quindi  il  Governo  non  si  sente  leso in quella che è la
  prerogativa principale  della  propria  azione,  va  da  sé  che  la
  risposta che  viene  articolata  è  soltanto in considerazione della
  richiesta  che  alcuni  capigruppo  autorevoli  hanno  esercitato  a
  proposito della proposta di rinvio.
       Ebbene,   noi  abbiamo  avuto  modo  di  parlare  anche  con  i
  capigruppo ed abbiamo avuto conferma che in verità domani è prevista
  una  riunione  chiarificatrice  alle  ore  10.30. Questo incontro di
  fatto potrebbe a  tutti  gli effetti dirimere la questione non certo
  da un punto di vista politico, ma semmai procedurale.

     PRESIDENTE   Onorevole Assessore, solo per una precisazione: alle
  ore 10.30  c'è  la  commemorazione  dell'onorevole Croce. Quindi, se
  deve esserci una  riunione  di  questo  genere è opportuno che venga
  convocata o prima o dopo.

     PAGANO   assessore  per  il  bilancio e le finanze. La ringrazio,
  signor  Presidente,   in  verità  non  ricordavo  questo  passaggio.
  L'onorevole Leontini definirà meglio l'orario.
       Stavo  dicendo, ritornando al discorso di prima, che certamente
  potrebbe esserci  un  chiarimento  più  che  altro  sulle procedure,
  sull'ordine dei lavori, sull'impostazione complessiva, non certo sul
  fatto politico perché  la  giornata  odierna, sia pure con una certa
  lentezza, è  stata  caratterizzata da un'assoluta linearità.
       Semmai, il ragionamento  che  oggi  vorrei fare è un altro: non
  vorremmo che  ci  fossero  strascichi  legati  alla  discussione cui
  abbiamo assistito in  questa  stessa  Aula  non più tardi di giovedì
  scorso a proposito di alcuni emendamenti che sono stati respinti dal
  Governo e  poi  bocciati;  non  vorremmo  che ciò portasse acredine,
  tensione nella stessa Aula.
       Siamo portati a dire che certamente non è così, però abbiamo il
  dovere di  rassegnare  ad  un senso di responsabilità collettiva - e
  ringrazio l'onorevole  Formica per l'intervento che ha fatto - anche
  per sgombrare  qualsiasi  tipo  di  equivoco  su  questo  ordine  di
  problematica che  certamente  atterrebbe ad un livello di difficoltà
  sociale che ovviamente non attiene a questo Parlamento e che non può
  ovviamente riguardarlo.
       Nè,  tanto  meno, può essere portata avanti la sottile minaccia
  di  eventuali  difficoltà che possono venire a seguito di trattative
  politiche  legate  al  prossimo  evento  di maggio che ovviamente ci
  preoccuperebbe ancora di più.
       Tutto  questo ovviamente non potrebbe essere accettato da parte
  del Governo,  il  quale,  a  maggior  ragione,  su  questo argomento
  sarebbe portato  a  dire  che  dobbiamo rafforzarci nel sostenere le
  problematiche che  oggi  stiamo  trattando,  nel  portare  avanti il
  progetto di Governo che vede la conclusione del disegno di legge che
  stiamo trattando  entro  questa  settimana. Al riguardo  preannuncio
  all'onorevole Parlamento che non è intenzione del Governo presentare
  esercizi provvisori  per  il  mese  di  aprile.  Quindi,  a  maggior
  ragione dopo quanto argomentato, signor Presidente, che si proceda
  velocemente e celermente secondo il programma di lavoro concordato .

     PRESIDENTE   Avevamo chiuso la discussione generale sull'articolo
  31.  E'  aperta  la  discussione  sugli  emendamenti.  Comunico  che
  all'articolo 31 è stato presentato l'allegato emendamento 31.1.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Il  problema  sottoposto è semplicemente politico; non è
  né  procedurale né vuole   ledere il potere che ha questo Parlamento
  che è organo legislativo.
       Quello che chiedo  al  Governo, per  dare un senso alla propria
  presenza,  quanto  meno  alla  mia  presenza  in  quest'Aula,  è  di
  esprimere con  chiarezza il proprio parere. Personalmente non finirò
  mai di imparare  e  sicuramente credo di essere un soggetto al quale
  bisogna spiegare qual è il potere che può esercitare quest'Aula, che
  difendo dal primo  giorno in cui ho giurato in questo Parlamento. E,
  pertanto, ho bisogno politicamente di sentirmi dire dal Governo se è
  favorevole,  contrario  o  se  si  rimette  alla  volontà  dell'Aula
  (ipotesi che è  tecnicamente possibile). Fino a quanto io farò parte
  di questa  maggioranza,  se  sentirò  dire al mio rappresentante del
  Governo che è contrario, io voterò contro.
       Invito,  infine,   il  rappresentante  del  Governo  ad  essere
  coerente con i  pareri che dà onde evitare di ingenerare confusione,
  sicuramente nei  gruppi  della maggioranza, che pensano di sostenere
  il Governo ma pigiano evidentemente il tasto sbagliato.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 31.1.
       Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 31.1.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (Non è approvato)

       Comunico  che sono stati presentati gli allegati emendamenti n.
  374 a firma  degli onorevoli Ferro e altri e il n. 376 a firma degli
  onorevoli   Speziale   e   altri.
       Questi  emendamenti  sono  stati  considerati  aggiuntivi ma in
  realtà  ripercorrono testualmente o quasi il testo dell'articolo 31.
  Chiedo ai presentatori se intendono ritirarli.
       Sospendo la seduta per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.28, è ripresa alle ore 19.33)

     PRESIDENTE   La seduta  è  ripresa.
       Onorevoli colleghi, avevamo  sospeso  la seduta con riferimento
  agli emendamenti n. 374 e n. 376.
       Onorevole  Assessore, è  stata  avviata  una consultazione; può
  riferire all'Aula l'esito?

     PAGANO   assessore   per   il   bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi, l'articolato che è stato presentato
  è esattamente identico  a  quello  dell'articolo  31 del testo base,
  è soltanto disciplinato in maniera dettagliata.
       Il ragionamento che  mi  sento  di porre alla vostra attenzione
  è questo:  se  dovesse essere condiviso dalla maggioranza, oltre che
  dall'opposizione, ciò sarebbe ben gradito dal Governo, altrimenti si
  rinvia al testo base.
       Quindi se è  largamente  condiviso  il  Governo  ne prenderebbe
  atto.
       Per fare questo, basterebbe soltanto l'apposizione di ulteriori
  firme di deputati della maggioranza.

     PRESIDENTE     Onorevoli    colleghi   l'Assessore   si   esprime
  favorevolmente rispetto agli emendamenti n. 374 e n. 376.
       Chiede   se   i   Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari  della
  maggioranza  ritengono   di  apporre  le  loro  firme  sugli  stessi
  emendamenti.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi solo per dire che
  chiaramente    manteniamo    l'emendamento    374    e,   accogliamo
  favorevolmente  la  posizione  del Governo, perché  l'emendamento da
  noi   presentato   chiarisce   meglio   quale   potrebbe  essere  il
  procedimento che vuole portare alla dismissione degli immobili delle
  Aziende  'Unità  Sanitaria  Locale';  nella  sostanza  rimane  ferma
  quella  che  era l'indicazione del Governo relativa alla dismissione
  dei  beni immobili, ma nello stesso tempo cerca di creare un iter di
  dismissione che abbia regole più precise ed elementi certi.
       L'emendamento  va  nella  direzione  assolutamente  costruttiva
  nella proposizione di  un  miglioramento rispetto al percorso che il
  Governo vuole prendere.
       A tale proposito, quindi, mi sento di sostenere e di accogliere
  favorevolmente  l'indicazione  del  Governo;  auspico  che  anche  i
  colleghi della  maggioranza  possano firmare questo emendamento che,
  ripeto, è nella normale dialettica parlamentare e nel rispetto degli
  impegni assunti cercando  di  dare  un  contributo  costruttivo alla
  manovra in corso.
       Se la questione principe  è quella di averlo presentato noi del
  Gruppo ' Sicilia  2010'e quindi ciò dovesse creare qualche problema,
  siamo disponibili a  ritirarlo  per consentire così alla maggioranza
  di ripresentarlo ,  per evitare intoppi di qualsiasi genere.
       Quello che a noi  interessa  è  migliorare,  ove è possibile, i
  dettati normativi che andremo ad approvare.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO     Signor    Presidente,    onorevole    Governo,   sono
  culturalmente  contrario   a   queste   procedure  atipiche;  vedere
  l'opposizione presentare un  emendamento  e  il  Governo farsi parte
  diligente per convincere  la maggioranza, in corso d'opera, affinchè
  la stessa sottoscriva  una  proposta  dell'opposizione  che,  in una
  normale attività parlamentare deve essere sempre valutata, in quanto
  il contributo dell'opposizione  può essere a volte prezioso, a detta
  di questo Governo, un po' meno secondo il mio punto di vista.
       Ma nel merito, vorrei  capire  come  riesce  il  Governo a dare
  parere favorevole a una  riscrittura di un suo articolo che, secondo
  il mio punto di  vista,  persegue la stessa finalità, ma trattandosi
  di dismissione di  immobili  di  proprietà  delle  Aziende Sanitarie
  potremmo  anche   parlare   non  soltanto  dell'appartamento  donato
  trent'anni fa all'ospedale di  Sciacca e poi acquisito in un secondo
  momento dall'Azienda Sanitaria  di Trapani ma potremmo anche parlare
  del riordino dell'assetto  sanitario  siciliano  di  un ospedale che
  viene dismesso.
       Allora, il  Governo,  nella  riscrittura  dell'articolo  31, al
  comma 4, aveva previsto che entro novanta giorni dalla pubblicazione
  della presente legge, l'Assessore  regionale  per  la sanità, previa
  delibera della  Giunta,  previo  parere  della  Commissione  Servizi
  sociali e  sanitari  dell'Assemblea regionale siciliana, quindi, con
  la copertura dell'intero  Governo  e  con  il parere del Parlamento,
  avrebbe, con proprio decreto,  stabilito i criteri e le modalità per
  la dismissione degli immobili di cui al presente articolo.
       Questo comma 4  lo ritengo fondamentale perché dà al Parlamento
  regionale  la possibilità  di  controllare  la  gestione  di  questa
  dismissione.
       Ma nella  riscrittura  dell'opposizione tutto questo sparisce e
  in più la dismissione serve in qualche maniera ad aiutare il deficit
  della sanità.
       Ma cosa  prevede l'opposizione che, giustamente, fa opposizione
  e che in ogni forma  e  in ogni maniera ha il diritto di contrastare
  l'azione del Governo, dicevo,  prevede  al  comma  7 che:  "i ricavi
  derivati dalla  cessione  degli  immobili  devono  essere  destinati
  prioritariamente  alla   copertura   delle  perdite  degli  esercizi
  precedenti".  E prioritariamente  non  vincola,  non  è  che  dicono
  intanto che con i proventi delle dismissione si devono prima coprire
  le  perdite,  dicono   che  l'eventuale  eccedenza  non  può  essere
  utilizzata per i primi  due anni perché  deve essere vincolata in un
  fondo di riserva patrimoniale.
       Onorevole  Governo,  onorevole  Assessore  siamo  veramente  al
  ridicolo.

     VICARI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     VICARI   Signor Presidente,  onorevoli colleghi.  Io credo che, e
  quello  che si sta  consumando  in  questi  minuti  é  un  prosieguo
  abbastanza irto di difficoltà  e  anche di disagi. Il Governo con un
  suo intervento ha rinviato di  fatto una sua sconfitta - anche se la
  nasconde come una  sconfitta  tecnica,  ma  é  sempre  una sconfitta
  politica - della  quale  probabilmente  non  si  vuole tenere conto.
  Perché   rimettere in  discussione  la  propria  composizione  e  le
  proprie poltrone, in  questo  fase  credo  sia abbastanza difficile;
  è sempre una sconfitta politica .  Quindi il buon gusto, o almeno il
  buon senso noi auspichiamo, visto che con grande indifferenza si sta
  consumando tutta l'attività  che  riguarda  la  sanità senza curarsi
  che, a  seguito  dell'approvazione  dei  due emendamenti l'assessore
  Cittadini é  andato via dall'Aula; ha abbandonato l'Aula
       Forse l'assessore Pagano  ha  ritenuto, o ritiene, di liberarsi
  dell'assessore Cittadini con  grande  disinvoltura,  o una regola di
  buon gusto vorrebbe che  il  Governo, avendo deciso di andare avanti
  sino   alle ore 10 di domani mattina , accantonasse tutta la Rubrica
  sanità  ripristinando  un   clima   di   serenità  con  la  presenza
  dell'assessore delegato.
       Se  l'assessore  Pagano  intende anche occuparsi di sanità, con
  emendamenti  di  questa  natura,  che stravolgono anche l'articolato
  proposto dal Governo, credo  che  non  possa  avere  il  conforto di
  questa Aula.  Per cui  signor  Presidente, invito lei e il Governo a
  rinviare la Rubrica sanità  e  a  riportare  qui in Aula la presenza
  dell'assessore Cittadini.

     PAGANO   assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO    assessore   per   il  bilancio  e  le  finanze,  signor
  Presidente,  riporto  tutto nell'alveo della normalità, perché visto
  che oggi  abbiamo  intenzione  di  fare la caccia alle streghe - fra
  l'altro  il  clima  non  lo  giustifica,  perché  vedo  una serenità
  inusuale rispetto ai ritmi che ci sono stati nei giorni precedenti -
  e quindi  devo  tranquillizzare  tutti,  in  primo  luogo perché  il
  Governo non  intende  scavalcare  nessuno;  per  favore, smettiamola
  con queste leggende metropolitane che narrano di un Assessore che si
  vuole occupare di  tutto  e del contrario di tutto. In secondo luogo
  perché  non abbiamo  intenzione  di  rovinare  quello che é il clima
  positivo che avevamo  ;  non  é  sconfitta politica , e lo ribadisco
  ancora una  volta   Ma  abbiamo  letto  in  questo  emendamento  una
  ricchezza di  dettagli che erano quasi riconducibili al quarto comma
  dell'articolo 31.Io  non  riesco  a  immaginare come potrebbe essere
  ulteriormente   articolata   la  procedura  di  dismissione,  avendo
  ritenuto, dopo  la lettura dello stesso emendamento, di rilevare una
  condivisione dell'Aula.  Quindi  non  era  un  fatto atipico, ma era
  unicamente legato  allo  studio della norma stessa, giacché  ricordo
  che questo  é  l'emendamento  numero  374  che certamente nessuno di
  noi,  e  io  per  primo,  ha  avuto  modo  di  approfondire.  Quindi
  l'approfondimento é  stato fatto in tempo reale.
       Pur non  di  meno,  cogliendo  perfettamente  l'opportunità  di
  svolgere i  determinati  passaggi  in  termini  di serenità, chiedo,
  signor Presidente  che  venga  ritirato l'emendamento e di procedere
  alla votazione del testo base.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente, c'é da
  rimanere trasecolati da tutto ciò che si ascolta...

        PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, a proposito dell'intervento
  dell'onorevole  Vicari  che chiedeva l'accantonamento degli articoli
  riguardanti la  sanità.  Questo  é l'ultimo articolo che riguarda la
  sanità,  onorevole   Vicari,   peraltro,   é   stato   già  bocciato
  l'emendamento soppressivo  e,  pertanto, la discussione si limita al
  voto  sull'articolo   31,   se   i  presentatori  degli  emendamenti
  ritirano gli emendamenti stessi; ovvero, al voto sui due emendamenti
  che sono uguali  e  che  assorbono  gran  parte  di  quello che é il
  contenuto dell'articolo 31.

     VICARI .. il Governo va avanti anche senza l'assessore Cittadini?

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  c'é  da
  rimanere trasecolati per le  cose che si sentono dire in quest'Aula.
  Se vi sono altre  questioni  di  natura politica, tensioni che hanno
  alla base vicende che,  nella  passata  seduta,  hanno  visto alcuni
  colleghi insoddisfatti per  l'esito  di un voto e che adesso tornano
  sotto forma di tensioni dentro la maggioranza, tutto ciò inerisce ad
  altra questione.
       Alcuni  colleghi  manifestano  una  idea  quasi  tribale  della
  maggioranza sostengono,  infatti,  che  si  tratti  di  una sorta di
  ridotta in cui  si  é  rinchiusi,  barricati, con i fucili spianati,
  volta solo  a  sparare  ad  ogni  minimo movimento dell'opposizione;
  perché  l'opposizione  é  l'opposizione.  Questo  é  un  Parlamento,
  onorevoli colleghi, e bisogna che vi abituate , anche da un punto di
  vista culturale, al  fatto che ognuno di noi qui é  parlamentare che
  svolge il suo lavoro volto a migliorare le leggi.
       Se il Governo  dichiara,  onorevole  Acierno, che l'emendamento
  presentato dalle  opposizioni  é  migliorativo  rispetto al testo ha
  ben donde  di  dichiararlo:  considerato  che  l'emendamento é stato
  esitato dalla  VI  commissione, in presenza dell'assessore Cittadini
  che ha dato  il  suo assenso.  Non c'é  nulla di così catastrofico e
  misterioso; non  esiste  un  accordo  tra Governo ed opposizione per
  fare chissà cosa...  Voi così dichiarate che, essendo un emendamento
  dell'opposizione,  é   scandaloso   che   il   Governo  si  dichiari
  favorevole .
       Quante volte  si  è  verificato  questo  in Aula? Sarà successo
  alcune centinaia o  migliaia di volte  Con tutte le maggioranze, con
  tutte le minoranze  che  si sono succedute. Il problema dove sta? Il
  problema é  stabilire se l'emendamento va bene o non va bene, poi da
  chiunque venga  proposto , il problema é  relativo.  Assai relativo,
  per la gente che attende da noi buone leggi.

     CINTOLA  Anche quando era Presidente lei, onorevole Capodicasa.

     CAPODICASA  Esattamente. Quanti emendamenti dell'opposizione sono
  stati accolti, perché venivano giudicati positivamente?
       Quando il Governo  dichiara  ciò, non  può  che essere preso in
  parola . Afferma che l'emendamento è migliore del testo.  Se ci sono
  obiezioni sul  testo,  allora discutiamone;  ma le obiezioni che lei
  ha avanzato,  onorevole Acierno, sono del tutto infondate perché  il
  comma 7 a  cui  lei faceva riferimento, dice esattamente che i fondi
  devono essere  utilizzati  per  il  ripiano delle passività.  Se poi
  l'emendamento prevede,  anche  che  per  un  biennio,  che una parte
  eccedente venga  patrimonializzata, questo é  a tutela dell'azienda.
  Non va a discapito dell'azienda e, quindi, è a tutela dell'interesse
  pubblico.
       Onorevole  assessore  lei  sbaglia  a  seguire  gli  umori  che
  provengono dalla sua maggioranza, ...

     PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa la invito a concludere.

     CAPODICASA    relatore   di  minoranza...  io  sto  svolgendo  un
  ragionamento che  a  mio  parere,  consentitemi,  è  di  correttezza
  istituzionale ...

     PRESIDENTE  Onorevole  Capodicasa  l'intervento  è  assolutamente
  nobile  e  pertinente,  anche   rispetto  all'andamento  dei  lavori
  parlamentari, e la Presidenza  lo  condivide;  tuttavia,  la  volevo
  invitare a  concludere  anche  perché  così chiudiamo questa disputa
  e credo anche con una certa facilità.

     CAPODICASA   relatore  di  minoranza.  L'ultima dichiarazione del
  Governo mi lascia  molto deluso perché significa che rinuncia ad una
  qualità dell'emendamento  solo  per adeguarsi ad umori che hanno ben
  altra natura e  ben  altra  origine.  Mi  dovete  consentire: non mi
  potete dire che questo è il miglior modo per fare le leggi.

     PAGANO   assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  il   bilancio   e   le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi, brevemente per una conclusione, per
  dire che in  verità  il  Governo  non  può  andare dietro agli umori
  dell'Aula, però  nello  stesso  tempo  non  dobbiamo dimenticare che
  l'emendamento  374  e  l'emendamento  375  per  quanto  siano  stati
  condivisi  dalla  Commissione  di  merito,  in verità sono nuovi per
  l'Aula  perché  sono  stati  presentati  adesso,  per  cui  anche il
  sottoscritto,  ho  detto  poc'anzi, ha bisogno di un conforto perché
  non c'è stata una fase di prestudio e allora ...

     PRESIDENTE  Onorevole Assessore,  solo  per una precisazione. Non
  sono emendamenti nuovi, sono  emendamenti  che sono stati presentati
  entro i termini previsti ed erano stati considerati aggiuntivi ed in
  realtà una parte di  questi  emendamenti sono aggiuntivi rispetto al
  testo.

     PAGANO  assessore per  il  bilancio e le finanze. Non c'è dubbio,
  però, onorevole  Presidente  l'emendamento 374 appartiene alla parte
  finale degli  emendamenti  al  disegno  di  legge e, allora, essendo
  rispettoso del  suggerimento  dell'onorevole  Vicari,  che mi sembra
  assolutamente  saggio,   non  certo  umorale,  questo  glielo  posso
  confermare,  chiedo  l'accantonamento  di tutto l'articolato. Quando
  verrà in  Aula  l'assessore  Cittadini  si  pronuncerà lui stesso su
  questo argomento.

     TURANO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TURANO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi   dopo   la
  dichiarazione  dell'onorevole  Assessore sull'accantonamento, potrei
  pure rinunciare all'intervento. Pur tuttavia, avendo l'Aula trattato
  questo argomento  , volevo introdurre un elemento di riflessione per
  meglio intendere se  il dettato che leggo è da ritenersi così oppure
  è modificabile o sostituibile ...

     VICARI  E' accantonato

     TURANO   Sì,  lo  so   onorevole   Vicari   però   al   comma   8
  dell'emendamento 374 è prevista  la  medesima procedura anche per la
  dismissione dei presidi ospedalieri  che  dovessero  essere  non più
  funzionali   con   la   conseguente   ristrutturazione   della  rete
  ospedaliera.  Mi chiedo:  per davvero ad ogni singolo manager gli si
  deve affidare  la  gestione  del patrimonio immobiliare senza nessun
  filtro? La giunta  di  Governo nomina un Manager solo una volta e la
  prima Commissione verifica se possiede determinati requisiti o meno?
  Di conseguenza  quel  Manager  può  procedere  liberamente  anche  a
  vendere per singoli lotti alcuni immobili dove precedentemente erano
  stati ubicati degli  ospedali?  A me sembra una forzatura tutto ciò.
  Voglio sollevare  un  momento di riflessione da esternare al Governo
  affinché  lo stesso possa dare una risposta esaustiva al tema che ho
  indicato.

     PRESIDENTE    Onorevole   colleghi,   esiste   una  richiesta  di
  accantonamento formulata  dal  Governo.  Se non ci sono osservazioni
  così resta stabilito.

       Si passa all'articolo 32  che  non  presenta emendamenti perché
  ciò che vedete al testo  è  da  riferirsi  all'articolo  40.  Ne  do
  lettura.

                                 <Art. 32.
                            Rinegoziazione mutui

          1.   Al  fine  di  realizzare  con  modalità  omogenee  la
       rinegoziazione  dei mutui per i quali  è  stato  concesso  il
       contributo regionale sugli  interessi,  l'Assessore regionale
       per il bilancio e le finanze è  autorizzato  a stipulare, con
       gli  istituti  di  credito  mutuanti,  apposite  convenzioni,
       distinte per settore di intervento,  tendenti  ad individuare
       tassi di interesse alla cui stregua  i  singoli  contratti di
       mutuo si intendono modificati  e  le  più  idonee modalità di
       applicazione in relazione alle diverse forme tecniche.

          2.  I tassi  determinati  nelle  predette  convenzioni non
       possono essere superiori a  quelli  che  saranno  fissati  in
       campo nazionale per la  rinegoziazione dei mutui agevolati ai
       sensi di leggi statali, ed avranno decorrenza dall' 1 gennaio
       2003 con effetti su  tutti  i  ratei  di  interessi  maturati
       successivamente  a  tale   data.   I  predetti  tassi  devono
       comunque tener  conto  della  differenza  decorrenza prevista
       dalla vigente normativa statale regionale.

          3. Le convenzioni sono  applicate  su tutti i contratti di
       mutuo  già  stipulati che,  alla  data  del  1  gennaio  2003
       risultino  regolati  ad  un  tasso  di interesse superiore ai
       tassi  individuati  per la tipologia corrispondente o analoga
       nelle convenzioni medesime. Dalla rideterminazione delle rate
       e  dei  piani  di  ammortamento non possono derivare maggiori
       oneri nè a carico dei mutuatari nè a carico della Regione.

          4.  La riduzione  del tasso derivante dalla rinegoziazione
       convenuta  opera  a favore  della  Regione  siciliana  e  dei
       mutuatari  in   proporzione   al   rapporto  sussistente  tra
       interesse a carico della  Regione ed a carico del mutuatario,
       con le modalità che  saranno individuate nelle convenzioni di
       cui al comma 1 in  relazione  alle  diverse forme tecniche di
       agevolazione.   Il tasso a  carico  del  mutuatario  non  può
       comunque essere inferiore  all'1,50 per cento, fermo restando
       il mantenimento in suo  favore  di  eventuali  condizioni più
       favorevoli esistenti alla data di rinegoziazione.

          5.  A decorrere dalla data di stipula delle convenzioni di
       cui al presente articolo, non trovano  più  applicazione,  in
       ordine ai singoli contratti i cui  tassi di interesse vengono
       in tal modo ridotti, le altre  modalità di rinegoziazione già
       previste dall'ordinamento regionale.

          6. Per ciascuno degli  anni  2003,  2004,  2005  le minori
       spese, rispetto  alle  previsioni  derivanti  dalla normativa
       vigente,  non  possono  essere  destinate  a nuove o maggiori
       spese,   fatti  salvi  gli  eventuali  oneri  discendenti  da
       rapporti  finanziari  pregressi tra gli istituti di credito e
       la Regione siciliana. Dette somme vanno iscritte, con decreto
       del dirigente generale del dipartimento bilancio e tesoro, in
       un  apposito  fondo  dello  stato di previsione della rubrica
       bilancio.>

       Lo pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti  seduto; chi è
  contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                                 <Art. 33.
                     Interventi DPCM 12 settembre 2000

          1.   Per  la  prosecuzione  degli  interventi  individuati
       dall'articolo 1  del decreto del Presidente del Consiglio dei
       ministri   12   settembre   2000,  i  dipartimenti  regionali
       competenti  per  materia  trasferiscono  le  competenze  e le
       relative  risorse  finanziarie  previste per ciascun progetto
       direttamente agli  enti attuatori, che provvedono a tutti gli
       adempimenti  necessari  per  la  definizione degli interventi
       medesimi.

          2.  Il  dipartimento  regionale bilancio e tesoro provvede
       all'iscrizione   nelle   pertinenti   rubriche  del  bilancio
       regionale  delle  somme necessarie all'attuazione del comma 1
       su richiesta del dipartimento regionale della programmazione.>

       Comunico che  è stato presentato l'emendamento allegato 33.1, a
  firma dell'onorevole Cracolici.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo in  votazione  l'articolo  33.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                                 <Art. 34.
                       Sicurezza nei luoghi di lavoro

          1.  Fatti salvi fino alla naturale scadenza i contratti in
       corso,    ai   fini    del    contenimento    della    spesa,
       nell'amministrazione regionale, negli enti locali, negli enti
       pubblici non economici  sottoposti  a vigilanza e/o controllo
       della   Regione   i   datori   di   lavoro   ricorrono,   per
       l'espletamento dei compiti  di  sorveglianza  sanitaria, alle
       Aziende sanitarie locali competenti per territorio.>

       Comunico che  è stato presentato l'allegato emendamento 34.1, a
  firma dell'onorevole Cracolici.
       Lo pongo  in  votazione.  Il  parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.
                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 34, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 35 che era stato accantonato.

     CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   relatore  di  minoranza. Signor Presidente, premetto
  che condivido  l'articolo nelle sue finalità. E' una vecchia idea di
  cui avevamo discusso  in  passato,  però  il  modo in cui il testo è
  formulato, a  mio  avviso,  dà luogo ad una serie di inconvenienti e
  quindi lo sottopongo  alla  Commissione  e  al  Governo, che sono in
  grado di presentare subemendamenti in questa fase della discussione,
  per poter correggere l'articolo.
       In sostanza, al primo comma, l'articolo recita :  "appartenenti
  a società  cooperative a responsabilità limitata gravati da ipoteche
  in favore dello  stesso  o  sottoposti  a  procedure  esecutive o in
  liquidazione".   Ciò  significa,  signor  Presidente  -  lei  che  è
  competente in  questa  materia  che  riguarda l'Ircac, in realtà può
  intervenire -  tutte le cooperative che si rivolgono all'Ircac anche
  quelle sane, anche  quelle  che  non  sono  in  fase di liquidazione
  coatta prestano delle  ipoteche;  quindi, nel momento in cui si dice
  che l'Ircac è autorizzata a chiedere, ai sensi dell'articolo 505 del
  codice  di   procedura   civile,   l'assegnazione  di  questi  beni,
  significa che la  può  chiedere  anche a cooperative sane, che hanno
  prestato le ipoteche avendo avuto dei contributi.
       Quindi,  quella  "o"  dello  stesso  "o sottoposti" deve essere
  trasformata in  "e"  congiunzione,  in  quanto devono trovarsi nelle
  condizioni    di    essere   sottoposte   in   liquidazione   coatta
  amministrativa.
       Il   secondo  problema  che  sollevo,  onorevole  Assessore,  è
  relativo al terzo comma.
       Qual è  lo  spirito dell'articolo? L'Ircac rileva questi beni e
  poi li  cede  per  attività  di  carattere  produttivo ed economico.
  Bisogna, quindi,  aggiungere che non sempre, anzi quasi mai, l'Ircac
  è l'unica titolare di crediti nei riguardi delle cooperative.
       Spesso  oltre  all'Ircac  ci  sono,  anche,  banche  che  hanno
  prestato   altri   crediti.   Allora,   se  l'Ircac  vuole, a  norma
  dell'articolo 505  del codice civile, incamerare il bene deve pagare
  all'altro creditore la quota che gli spetta.
       Ciò significa  che  l'Ircac deve sborsare tanti soldi per avere
  ceduto il bene.  Risultato  dell'operazione  è che esso, con i fondi
  di cui dispone ,  non è in grado di effettuare neanche la metà delle
  operazioni che vengono autorizzate dall 'articolo sopracitato.
       A mio  giudizio, ripeto, bisognerebbe trasformare la "o" in "e"
  e poi  precisare  che  l'operazione  è  autorizzata  solo per quelle
  cooperative poste  in  liquidazione di cui unica titolare di credito
  sia l'Ircac, perchè altrimenti dobbiamo aggiungere i soldi necessari
  per estinguere il credito di un altro istituto.

     PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa, il  Governo ritiene di dovere
  presentare   gli   emendamenti   modificativi  nel  senso  indicato.
  Accantoniamo, quindi, per qualche minuto l'articolo, giusto per dare
  il tempo al Governo di formulare gli emendamenti necessari.
       Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                               <Art. 36
                           Divulgazione agricola

          1.  Al  fine  del  potenziamento  e  della  più  capillare
       diffusione  sul  territorio  della  Regione delle attività di
       divulgazione   agricola,   a   valere   delle   disponibilità
       dell'U.P.B.    2.2.1.3.1    del   bilancio   della   Regione,
       l'Assessorato  regionale  dell'agricoltura  e delle foreste è
       autorizzato  a  stipulare  apposite  convenzioni,  di importo
       inferiore alla soglia di applicazione del decreto legislativo
       17  marzo   1995,   n.   157   e   successive   modifiche  ed
       integrazioni,.   con   le   organizzazioni  professionali  di
       categoria che hanno realizzato progetti-programma nei settori
       dell'assistenza   tecnica,   della   divulgazione   e   della
       contabilità   aziendale.

          2.  L'articolo  14 della legge regionale 1 agosto 1977, n.
       73 e l'articolo 18 della legge regionale 6 giugno 1968, n. 14
       sono abrogati.>

       Comunico  che  sono  stati presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati:  dall'onorevole Capodicasa 36.1 e  36.2;  dagli  onorevoli
  Incardona e altri 36.2.1.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Signor Presidente, l'Assessore
  Castiglione, che è in Aula, sa che tra gli enti che sono titolari di
  questo beneficio, nella  formulazione dell'articolo ne è saltato uno
  e, quindi, l'Assessore  si  era impegnato a ripristinarlo.  Questo è
  il motivo del mio  emendamento  soppressivo,  che  io  ritiro  se il
  Governo provvederà ad apportare la relativa correzione.

     INCARDONA  Chiedo di parlare per  illustrare l'emendamento 36.2.1
  a mia firma.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     INCARDONA   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  il  tema
  dell'assistenza  tecnica  in   agricoltura  in  Sicilia  è  un  tema
  particolarmente  importante,   atteso  che  la  nostra  agricoltura,
  settore  trainante  e  che  tutti  consideriamo  strategico  per  lo
  sviluppo della nostra  Isola, soffre momenti di stasi soprattutto in
  considerazione del fatto  che si registra una scarsa informazione di
  quali sono gli  strumenti  che  potrebbero  consentire  alla  nostra
  agricoltura anche  di  utilizzare  gli  strumenti  di programmazione
  finanziaria messi in  campo  da  una  serie  di  interventi europei,
  nazionali e regionali.
       Ma non solo, c'è  anche  un  problema di assistenza tecnica che
  usa strumenti di  assistenza  e  argomenti ormai vecchi:  come tutti
  sappiamo, oggi  l'agricoltura  siciliana  bisogna  che  punti  sulla
  qualità dei prodotti,  su  una  produzione,  quindi, che, abbinata a
  tutta la filiera, dia  non  solo  la certificazione della qualità ma
  che garantisca i  consumatori.  Quindi  fare  conoscere e puntare su
  queste forme di  assistenza  tecnica  protese  ad uno sviluppo della
  nostra agricoltura, secondo  i  moderni strumenti, sia finanziari ma
  anche di produzione,  i  moderni  strumenti  di  sperimentazione  in
  agricoltura, è un fatto assai importante.
       E, però, in  questo  settore  non  solo  si registra una scarsa
  capacità da parte  degli  enti  preposti  alla  formazione  - mi sia
  consentito   questo   termine   - delle   produzioni   agricole  ma,
  addirittura,  ci   sono   doppioni   in   Sicilia   tra  assessorato
  dell'Agricoltura  ed enti  di  sviluppo  agricolo  che  hanno  delle
  competenze  che molto  spesso  sono  simili  o  similari  in  questo
  settore.
       Quindi, sul tentativo, da parte dell'Assessore, che si registra
  in questa norma, che vuole, attraverso le associazioni di categoria,
  attivare questi sistemi  di  divulgazione  agricola,  io sono un po'
  scettico,  ma  è  un  tentativo  che,  nelle  more  di  una  riforma
  dell'assistenza tecnica agraria, copiando anche, se è necessario, le
  norme che già  sono  contenute  in  diversi  ordinamenti  di diverse
  Regioni dello Stato Italiano, potrebbe essere, a questo momento, uno
  strumento per aiutare la nostra agricoltura, che potrebbe fornire un
  nuovo tipo di assistenza attraverso quelle associazioni di categoria
  che potrebbero e dovrebbero fornire un nuovo tipo di assistenza.
       Però,   lasciare   solo  l'assessorato  dell'Agricoltura  nella
  decisione di  come  stipulare  le  convenzioni,  così  com'è scritto
  nell'articolo che  viene  proposto  nella legge finanziaria, mi pare
  che sia un po'  troppo. Per cui io propongo, con il mio emendamento,
  che quanto meno  queste convenzioni che l'assessorato potrà andare a
  stipulare con le associazioni di categoria per fornire - mi auguro -
  un nuovo tipo  di  assistenza  all'agricoltura,  passi attraverso il
  parere   -   avevo   scritto   nell'emendamento   'vincolante',   ma
  probabilmente, questo vincolo potrebbe incontrare problemi di natura
  giuridica  -  della  Commissione  'Attività  Produttive'  di  questa
  Assemblea,   perchè    possa    dare,    comunque,    un   indirizzo
  politico-programmatico a quella che deve essere l'assistenza tecnica
  in agricoltura.

     PRESIDENTE   Comunico   che   è   stato  presentato  dal  Governo
  l'allegato emendamento 36.3.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Ritiro l'emendamento 36.1.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione  il  sub  emendamento  36.2.1  a firma degli
  onorevoli Incardona ed altri.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.
                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 36.2.  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario  resti seduto;  chi  è  favorevole si
  alzi.
                            (Non è approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 36.3 a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

     SAVONA     vicepresidente   della    Commissione  e relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.
                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 36 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

     PRESIDENTE     Onorevoli    colleghi,    dichiaro   improponibile
  l'articolo 37.
       Si passa all'articolo 38. Ne dò lettura:

                                 <Art. 38.
            Istituzione del fondo regionale per l'impiantistica
                                  sportiva

          1.   E'  istituito,  presso   l'Istituto  per  il  credito
       sportivo, il Fondo regionale  per l'incremento, potenziamento
       e miglioramento degli impianti  e delle attrezzature sportive
       di  seguito denominato 'Fondo',  attraverso  cui  la  Regione
       sostiene  le  iniziative  che  rispondono  ai  requisiti  per
       l'accesso  ai  finanziamenti dello  stesso  Istituto  per  il
       credito sportivo.  Con decreto  del Presidente della Regione,
       previa  delibera  di  Giunta,   su   proposta  dell'Assessore
       regionale per il turismo, per le comunicazioni e i trasporti,
       è disciplinato il funzionamento del Fondo.

          2.   Il Fondo viene  alimentato  dai  finanziamenti  della
       Regione   siciliana  e   dagli   interessi   maturati   sugli
       stanziamenti non utilizzati.

          3.   Al Fondo possono  confluire  anche  le  disponibilità
       finanziarie  assegnate alla Regione ai sensi di leggi statali
       e di regolamenti comunitari, per l'attuazione di programmi di
       intervento  rivolti  allo  sport.  Al Fondo possono confluire
       altresì  contribuzioni  da altri soggetti pubblici e privati,
       erogate per il medesimo scopo.

          4.  Il Fondo, per le finalità indicate al comma 1, assolve
       alle  concessioni  di contributi per interessi in relazione a
       mutui concessi dall'Istituto per il credito sportivo.

          5.  La dotazione iniziale  del  Fondo,  fissata  in  1.500
       migliaia di euro, è  garantita  con parte delle disponibilità
       del Fondo speciale destinato  al potenziamento delle attività
       sportive isolane.

          6.  Per gli anni  successivi,  gli  ulteriori conferimenti
       sono determinati ai sensi  dell'articolo  3, lettera g) della
       legge regionale  27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche
       ed integrazioni.

          7.   I  contributi  di cui  al  comma  4,  possono  essere
       concessi  a  soggetti pubblici  o  privati  in  possesso  dei
       requisiti per l'accesso ai finanziamenti dell'Istituto per il
       credito sportivo.

          8.  Le  risorse  del  fondo costituiscono patrimonio della
       Regione e,  nel  caso  di  soppressione  del  Fondo, le somme
       residue  comprensive  degli  eventuali  crediti  gestionali e
       dedotto  unicamente  quanto  forma  oggetto  di  impegni  già
       formalmente  assunti  e perfezionati, sono versate in entrata
       nel bilancio della Regione.

          9.  Gli  impianti  realizzati  con  i contributi di cui al
       presente  articolo  sono posti a disposizione delle pubbliche
       istituzioni o  comunque  sono destinati a finalità sociali in
       misura  proporzionale  all'entità dell'intervento finanziario
       regionale concesso.>

       Comunico  che  sono  stati presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati:  dall'onorevole Capodicasa  38.3;  dall'onorevole  Papania
  38.1;  dagli onorevoli Raiti ed altri 38.2.

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   relatore   di   minoranza.   Signor  Presidente,  in
  Commissione - lei ricorderà perché  ne fa parte - si è scatenata una
  discussione, devo dire,  molto accesa che non riguardava il rapporto
  tra  la  maggioranza   e  l'opposizione,  ma  riguardava  la  stessa
  maggioranza.  Ricordo che l'onorevole Cintola, che non è presente in
  Aula, aveva bloccato  l'esito  di questo emendamento per quasi tutta
  la discussione; poi,  alla  fine  nella contrattazione finale quella
  parte della maggioranza ha ceduto.
       Allora, l'emendamento  istituisce  un  fondo  che, andando alla
  sintesi, viene  destinato  dove  confluiscono fondi regionali, fondi
  dello Stato  e  fondi  Europei destinati all'impiantistica sportiva,
  quindi  sostanzialmente accentrando  in  un  unico  fondo  tutte  le
  disponibilità  in   materia  di  impiantistica  sportiva;  dopodiché
  vengono utilizzati  per  finanziare  attività  volte all'attivazione
  dell'impiantistica sportiva per  enti  pubblici  e - udite, udite  -
  anche privata.
       Siamo  troppo malevoli nel pensare che, alla  fine, avranno  la
  prevalenza i privati e che l'interesse  degli  enti  pubblici  verrà
  perlomeno marginalizzato? Riteniamo che sia  più  giusto  che questo
  fondo venga meglio disciplinato,  il che significa che non è che non
  si possa  anche  finanziare  attività  per  l'impiantistica sportiva
  promossa da privati, ma  bisogna  che  vi  sia  una garanzia che una
  quota del fondo cospicua venga riservata agli enti pubblici per fare
  in modo che, senza  oneri  per  l'utenza, possano  essere realizzati
  impianti  sportivi   fruiti   dalla   popolazione.
       Se, invece, a promuovere gli impianti sportivi debbono essere i
  privati, con i fondi  pubblici,  cercando  -  come  sappiamo  -  una
  remunerazione  del   capitale  investito  o  comunque  dell'attività
  svolta, per cui i costi devono ricadere sugli utenti, noi ovviamente
  siamo fermamente contrari.
       Va detto anche che tutto questo avviene con la decurtazione del
  fondo  per  l'attività  nelle  scuole  in direzione della formazione
  sportiva degli alunni. Quindi, ci sembra una scelta sciagurata.
       E la ragione  per  la  quale  la  Commissione  resistette tanto
  all'approvazione di questo articolo era legata a questo dibattito.
       La ragione per la quale presentiamo l'emendamento soppressivo è
  esattamente questa.
       Allora,   torniamo   all'argomento   di  prima:  sol  perché  è
  l'opposizione  a  sollevare certe questioni bisogna blindare il voto
  di  maggioranza?  Ci  sembra  di  no   Bisogna  avere la cautela, la
  prudenza  ed  anche  la  saggezza,  a  mio  giudizio, di raccogliere
  obiezioni  che  possono  essere considerate positive e su questo poi
  orientare  il  voto dell'Aula, quale che sia la collocazione di ogni
  singolo parlamentare.

     CASCIO  assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASCIO  assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sento  di  confermare
  interamente l'articolo 38  di questa finanziaria, perché va a creare
  un fondo di fatto  che contribuirà a rinnovare gli impianti sportivi
  della Sicilia.
       Sapete   che  l'Istituto  del  credito  sportivo  non  è  molto
  utilizzato dai comuni siciliani, intanto per il tasso di interesse e
  poi  probabilmente  anche  per  mancanza  di conoscenza da parte dei
  comuni. C'è una grande  voglia in Sicilia di fare impianti sportivi,
  le risorse purtroppo sono sempre meno.
       Intendo confermare la volontà di portare avanti questo articolo
  e   quindi   il   parere   del   Governo   all'emendamento  a  firma
  dell'onorevole Capodicasa è contrario.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  per dichiararmi favorevole alla
  proposta  dell'onorevole  Capodicasa   e  per dare la possibilità al
  Governo  di  sentire quella che era stata la proposta dell'onorevole
  Capodicasa, che faccio mia.
       La nostra preoccupazione  è che la maggior parte degli introiti
  che   accederanno    a   questo   fondo   saranno   utilizzati   per
  ristrutturazione,   creazione,   miglioramento  e  potenziamento  di
  impianti sportivi privati.
       La  proposta  che  ha  formulato  l'onorevole  Capodicasa,  che
  facciamo  nostra,  è quella di riformulare l'articolo prevedendo una
  quota  ben  specifica  per  miglioramento, potenziamento di impianti
  sportivi  pubblici, in  maniera  tale  da  rassicurarci  rispetto le
  finalità della costituzione di questo fondo.
       Quindi  mi  dichiaro  favorevole all'emendamento dell'onorevole
  Capodicasa. Chiediamo al Governo di poter procedere in tal senso.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vice   presidente   della   Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 38.3
       Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 38.1. Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA   vice   presidente   della   Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è  contrario  resti  seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Dichiaro improponibile l'emendamento 38.2.
       Pongo in votazione l'articolo 38 nel testo emendato.

            VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'ARTICOLO 38

     SPEZIALE  Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

     PRESIDENTE   Essendo   la   richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   dagli   onorevoli   Panarello,   Raiti,   Capodicasa,
  Giannopolo, Oddo, Ferro,  Zago  e  Ortisi,  indìco  la votazione per
  scrutinio segreto dell'articolo 38.
       Comunico  che   sono   rientrati   dal  congedo  gli  onorevoli
  Castiglione, Cascio, Cimino e Beninati.
       Chiarisco  il  significato  del voto: chi è favorevole preme il
  pulsante  verde;  chi  è  contrario  preme il pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                       (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE    Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

    PRESENTI E VOTANTI  62

    MAGGIORANZA         32

    FAVOREVOLI          39

    CONTRARI            23

    ASTENUTI             0

                           (L'Assemblea approva)

        PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si passa all'articolo 39. Ne
  dò lettura:

                                <Art. 39.
             Contributi a favore dello sport sociale, giovanile
                                e scolastico

          1.   Il   secondo   comma  dell'articolo  14  della  legge
       regionale 16  maggio  1978,  n. 8, è sostituito dal seguente:
       'Nel piano  per  la  concessione di contributi a favore delle
       iniziative  dello  sport  sociale,  giovanile  e  scolastico,
       sono  riservati i seguenti finanziamenti nella misura massima
       del:

          a) 15  per  cento  a sostegno delle attività degli enti di
       promozione sportiva  e  del  tempo libero;

          b) 25  per  cento  a sostegno delle spese di funzionamento
       dei centri  di preparazione, di avviamento o di addestramento
       ad   iniziativa   degli  enti  locali,  delle  organizzazioni
       sportive  e   promozionali;

          c) 2  per  cento  a  sostegno  dell'attività scolastica ad
       iniziativa degli  organi  di  autogoverno della scuola;

          d)   8   per   cento  a  sostegno  dell'organizzazione  di
       manifestazioni sportive.>

       Comunico  che  sono  stati presentati  i  seguenti  emendamenti
  allegati:  dall'onorevole Capodicasa 39.4;  dall'onorevole Cracolici
  39.5;  dagli onorevoli Raiti ed altri 39.2  e  39.3; dagli onorevoli
  Liotta e altri 39.1.
       Preciso che gli emendamenti 39.2, 39.1  e   39.3 verranno posti
  in  votazione congiuntamente, perché  altrimenti  dovrebbero  essere
  dichiarati improponibili, in quanto non  esprimono  la compensazione
  percentuale nella manovra che viene svolta.

     ZAGO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ZAGO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi, giudico  grave
  l'approvazione  dell'articolo  38  che  abbiamo  appena  effettuata.
  Naturalmente   non  si  può  tornare  indietro, ma  mi  permetto  di
  sottolineare che l'articolo  39  è  coerente  con l'articolo 38, per
  cui,  stante  la  contrarietà   mia   -   ma   mi   pare  anche  del
  centro-sinistra  con   l'articolo  38  -  sottoscrivo  l'emendamento
  soppressivo  presentato  dagli  onorevoli  Capodicasa  e  Cracolici,
  soprattutto perché  mi  pare  veramente  scandaloso che al punto "C"
  del primo comma si parli di destinare il 2 per cento - solo il 2 per
  cento  - a  sostegno  dell'attività  scolastica  ad iniziativa degli
  organi  di autogoverno della  scuola.  Cioè  si  trova  il  modo  di
  finanziare i privati con  l'articolo  38, poi, per quanto riguarda i
  contributi a favore  dello  sport  sociale,  giovanile  e scolastico
  all'interno di questa percentuale,  si  destina  il 2 per cento e si
  spalma, invece, il 98  per  cento  sulle altre finalità contenute ai
  punti a),b) e d).
       Ora, questo  lo  trovo  veramente  eccessivo, mi pare veramente
  troppo, per cui credo che,  se  il  Governo  non lo ritira, io trovo
  giusto l'emendamento soppressivo, che sottoscrivo.

     PRESIDENTE   L'Assemblea  prende atto che l'onorevole Zago appone
  la propria firma agli emendamenti 39.4 e 39.5, soppressivi.

     LIOTTA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LIOTTA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi senza entrare nel
  merito   degli  emendamenti  39.1  e  39.3  che  lei  ha  dichiarato
  inammissibili, perché in mancanza...

     PRESIDENTE     Onorevole    Liotta,    non   li   ho   dichiarati
  inammissibili, ho detto  che  gli  emendamenti  39.2  e  39.3  vanno
  considerati insieme altrimenti sarebbero scompensati.

     LIOTTA  E il 39.1?

     PRESIDENTE   Il  39.1,  invece,  è formulato correttamente perché
  contiene   e  la  parte  relativa  alla  riduzione  di  una  voce  e
  all'aumento dell'altra.
       Pongo in votazione  congiuntamente gli emendamenti 39.4 e 39.5.
  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Contrario.

     CAPODICASA   relatore   di   minoranza.  Chiedo  di  parlare  per
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  relatore  di minoranza.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi qui non è  che stiamo facendo il braccio di ferro, parliamo
  della destinazione di  fondi in materia di sport. Allora, l'articolo
  precedente quest'Aula l'ha  votato  perché  con  la costituzione del
  fondo i fondi  vadano  ai  privati  per  l'impiantistica sportiva, i
  quali faranno pagare i  nostri giovani che vorranno fruire di quegli
  impianti.

     CASCIO  assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Non è così

     CAPODICASA  relatore di  minoranza. La prego, è così, perché  io,
  se sono un privato che  realizzo  un  campo di calcetto, anche con i
  fondi pubblici della  Regione,  mi  consenta, farò pagare quelli che
  vengono a giocare.

     CASCIO  assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Esiste già la possibilità di farlo

     CAPODICASA  relatore di  minoranza.  Si, ma  lei  costituisce  un
  fondo in cui fa  confluire  tutto:  i fondi europei, quelli statali,
  quelli della Regione. Non c'è più una possibilità, si è fatta quella
  scelta con l'articolo precedente, ora con questo articolo, chissà, i
  colleghi distratti dalle tante telefonate che arrivano in quest'Aula
  non si fossero accorti,  glielo  voglio  dire;  se  poi ritengono di
  doverlo approvare lo stesso lo facciano.
       Con  questo articolo nella ripartizione dei fondi per lo sport,
  i contributi dello sport sociale, giovanile e scolastico, noi stiamo
  decidendo che il 2 per  cento  -  cioè  facciamo  l'elemosina - va a
  sostegno dell'attività  scolastica  a  iniziativa  degli  organi  di
  autogoverno della  scuola,  cioè noi abbiamo, praticamente, azzerato
  le attività sociali che  svolgono  le  scuole  a  favore dello sport
  giovanile.
       Nello  stesso  tempo, però, carichiamo il grosso sulle spese di
  funzionamento   dei   centri  di  preparazione,  di  avviamento,  di
  addestramento a iniziativa degli  enti  locali  -  che  non ne hanno
  nessuno, non esistono  di  questi  centri  -  e delle organizzazioni
  sportive e promozionali.
       Ecco  dove  sta  la chiave dell'articolo: noi diamo un pozzo di
  soldi alla 'Palermo calcio',  alla  'AKragas calcio', a non so quale
  AKragas  o  'Favara   calcio'  di  questo  mondo,  però  allo  sport
  promozionale che va  finalizzato  alla  formazione dei bambini nelle
  scuole  diamo  il  2  per  cento;  mentre  lì  non  finanziamo  solo
  l'attività sportiva, anzi,  le  attività  di  funzionamento, il  che
  significa che gli  finanziamo  personale  amministrativo;  non è che
  finanziamo l'attività sportiva.
       Ma non vi pare   che  dobbiamo  vergognarci  delle  scelte  che
  stiamo compiendo in soli  due  articoli? Colleghi della maggioranza,
  colleghi che si fregiano del titolo  di  far  parte  di quelle forze
  politiche che hanno a cuore  la  famiglia:  "faremo come primo atto,
  dopo l'approvazione della  finanziaria,  la  legge  per  trasformare
  l'Assessorato degli enti locali in assessorato alla famiglia"?
       Con queste  scelte  che state facendo, oltre a quelle che avete
  fatto prima con i tickets e tutto il resto, la famiglia è servita, i
  nostri bambini sono serviti

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è difficile
  aggiungere   altre   parole,  altra  indignazione  alle  cose  dette
  dall'onorevole  Capodicasa. Ora,  però, io  ritengo che è gravissimo
  l'atto che state consumando con questo articolo
       Io vorrei che l'assessore per  lo Sport e - se fosse presente -
  l'assessore per la  Pubblica  istruzione - si pronunciasse su questo
  articolo  e  vorrei   che   mi  fosse  qualificato  il  concetto  di
  manifestazioni sportive dall'assessore per lo Sport.
       Noi diamo l'otto per cento alle manifestazioni sportive, quelle
  che consumiamo  d'estate,  quelle  che  dobbiamo  sponsorizzare  con
  interventi  a   pioggia,   generalmente   e   normalmente   concesse
  all'associazione  amica,  al   piccolo  comune  che  fa  il  torneo,
  all'amico che ci fa ad  agosto il torneo di pallanuoto a Mondello. A
  questi diamo l'8 per cento, alla scuola invece diamo il 2 per cento.
       Non provate alcun senso di  vergogna?  Non vi sfiora il dubbio,
  dov'è l'Assessore Granata?
       Guardate  che  tutte  queste  norme  completano  il concetto di
  diritto allo  studio;  il diritto allo studio senza il completamento
  di queste  norme,  di questi finanziamenti, di queste attività è una
  parola vuota. E voi proponete una norma di questo tipo
       E cosa sono - vorrei che ce lo spiegasse l'Assessore - gli enti
  di promozione sportiva ai  quali  noi  diamo  il 25 per cento?  Sono
  enti - lo  diceva  prima  l'onorevole  Capodicasa  -  che disperdono
  questi soldi  soprattutto  in finanziamento della propria struttura,
  delle proprie strutture amministrative.
       La  promozione  sportiva   che   cos'è   se   non   quella  che
  nell'educazione allo  sport,  parte  dall'infanzia  e  quindi  dalla
  scuola?
       Io   vi  proporrei  almeno  di  fermarvi,  di  rivedere  questo
  articolo, di  invertire  alcune percentuali; spero che il buon senso
  vi illumini.

     CASCIO  assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASCIO  assessore per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  questo emendamento non è la
  prima volta che vede  il  dibattito  in  quest'Aula,  era  già stato
  presentato nella  scorsa  finanziaria  e,  addirittura, nelle ultime
  manovre   di   assestamento   del   bilancio.   Questo   emendamento
  sostanzialmente  non   modifica   la   filosofia  complessiva  della
  distribuzione dei contributi perché  la  lettera  a) e la lettera b)
  non fanno altro che ripetere quello che esattamente esiste già nella
  legge; quello che viene  modificato  è il contributo alle scuole che
  era nella misura del 10 per cento.
       Questo  contributo veniva  regolarmente  non  utilizzato  dalle
  scuole, quindi abbiamo in qualche modo voluto intervenire a sostegno
  di manifestazioni sportive che vi  sono in ogni parte della Sicilia,
  in tutti i periodi  dell'anno, senza voler gravare ulteriormente sul
  bilancio della Regione. E abbiamo  pensato di prendere una quota dai
  contributi che venivano dati  alle  scuole  per  l'organizzazione di
  manifestazioni sportive che  comunque  non  venivano mai utilizzate,
  per cui erano soldi che normalmente venivano non spesi.
       Fermo restando che comunque  nessuno  obbliga  di utilizzare la
  lettera d), cioè l'otto per cento a sostegno delle organizzazioni di
  manifestazioni sportive, anche promosse dalle  scuole  - questo otto
  per cento infatti può essere utilizzato  anche  dalle  scuole  -  se
  vogliamo trovare una soluzione  di compromesso, volendo interpretare
  la volontà dell'Aula, sono disponibile a rivedere l'articolo 39....

    SPEZIALE. Esclusivamente?

    CASCIO, assessore  per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  No, sono disponibile  a  rivedere l'articolo 39 con una soluzione di
  mediazione. Eventualmente posso farmi  onere  di  presentare  un sub
  emendamento in cui la percentuale diventa del 5 per per scuole e del
  5  per  le  manifestazioni  sportive.
       Mi  pare  una  soluzione di compromesso  equa  che  non  va  ad
  intaccare la sensibilità dell'Aula e del Governo.

    PRESIDENTE.  Se  la proposta  del  Governo  è  condivisa,  andiamo
  avanti,  altrimenti continuo a  scorrere  gli  iscritti  a  parlare.
  Però, non mi sembra che sia il  caso  di  farne  una  guerra  santa.
  Valutiamo, da questo punto di vista, le ipotesi percorribili in modo
  da poter procedere con una certa celerità.

    BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendo anche
  atto della disponibilità dell'Assessore  Cascio, il  quale  sa  che,
  riguardo alle tabelle - si vedrà quando ne parleremo - c'è stata una
  significativa  decurtazione  dei  fondi   della   legge   numero   8
  riguardanti  i  contributi  sportivi.
       La  legge  numero 8, come  è  noto,  distribuisce  circa  venti
  miliardi l'anno, con meccanismi  che  andrebbero rivisitati, proprio
  per renderli anche più efficaci  e  più efficienti.  Inserire questa
  ulteriore  divisione,  senza  un   ragionamento  più  generale,  che
  riguarda i contributi sportivi e  la funzione anche della educazione
  allo sport, in riferimento  alle attività degli istituti scolastici,
  mi  sembra sbagliato.
       Se l'Assessore accantona  questo  articolo,  possiamo  parlarne
  quando si parlerà di alcuni  emendamenti in aumento presentati dalla
  Margherita sui fondi della legge numero  8  ed, allora, potremo fare
  una riflessione più generale.
       Oggettivamente  mi sembra singolare  che  le scuole non abbiano
  spese e fondi assegnati negli anni  precedenti e, anzi, credo che ci
  vorrebbe un potenziamento e  un  incremento  delle attività sportive
  all'interno delle scuole.

    PRESIDENTE.    Onorevole    Assessore,   c'è   una   proposta   di
  accantonamento formulata  dall'onorevole  Barbagallo.  Se il governo
  dovesse accedere a  quest' ipotesi, l'articolo verrebbe accantonato.
  Altrimenti continuiamo con il dibattito.

    CASCIO. assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
  Io ho fatto  una proposta che mi sembrava una soluzione. Non è stata
  accolta.

    PRESIDENTE. Quindi, il Governo non è favorevole.

    LO CURTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO   CURTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore, apprezzo la sua volontà di rivalutare e rivedere le cifre
  relative alle percentuali; ma, per quanto  io possa credere alle sue
  parole - certamente non le giudico  mendaci - relativamente al fatto
  che  lei riferisce all'Aula che  le  scuole  non  utilizzano  questo
  fondo, ho difficoltà a credere, tuttavia,  che le scuole non possano
  utilizzare questi soldi o non sappiano utilizzarli.
       Vengo, infatti, da un' esperienza,  quella  della scuola - sono
  un  dirigente  scolastico,  lo   ero  prima  di  diventare  deputato
  regionale - e so con quale difficoltà le scuole sostengano l'impegno
  degli alunni nell'attività sportiva.
       Molte volte, sono costrette a  chiedere anche i contributi alle
  famiglie, proprio per la capacità di autogoverno che ormai la scuola
  ha;  però un autogoverno senza  somme,  senza  soldi  diventa  anche
  difficile da gestire in direzione  di  quegli  obiettivi  che, anche
  attraverso lo sport, la scuola intende far raggiungere agli alunni.
       Spero che lei possa  incrementare  questo  stanziamento perché,
  probabilmente, uno dei motivi per cui  le  scuole  non utilizzano le
  somme messe a disposizione, non é  dovuto  al fatto che non svolgono
  attività sportiva, ma perché in  realtà,  tali  somme  sono talmente
  ininfluente rispetto alla spesa che  la  scuola deve affrontare che,
  molto spesso, non si richiedono;  o  anche perché  probabilmente, le
  circolari  non  arrivano  alle   scuole   in  tempo  utile  rispetto
  all'ordinato svolgimento delle attività  educative,  nelle  quali le
  attività sportive si inquadrano.
       Casomai, piuttosto  che  rinunciare  a  queste  somme, dobbiamo
  sollecitare le scuole  ad  utilizzarle  fino  in  fondo  e  dovremmo
  preoccuparci di aumentare questo fondo, in  quanto le scuole sono le
  strutture che garantiscono a  tutti  gli  alunni,  una  pianificata,
  ordinata attività.
       Tra l'altro, faccio  notare  che  é  paradossale che le società
  sportive, che  ricevono  i  contributi  e  alle  quali  si  vogliono
  aumentare,  utilizzano le palestre delle scuole.
       Una delle  difficoltà  per cui l'attività sportiva nella scuola
  non si fa deriva dal fatto  che  i  docenti  non  vengono retribuiti
  nelle  ore extra e quello che  possono  fare  é  molto  limitato.  I
  contributi  sono  sempre  stati   troppo   pochi e spero  tanto  che
  l'assessore possa aumentare la percentuale già prevista.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  ha  ragione
  l'assessore Cascio - se non è troppo distratto -   a dire che già in
  occasione dell'assestamento delle variazioni di bilancio si affrontò
  questo problema.
        Io vorrei provare a contribuire a riportare la discussione nel
  merito, per capire se le valutazioni  che  facciamo  al  di là della
  diversità di vedute, sono conducenti all'interesse della materia che
  stiamo trattando.
       La mia impressione é che come é formulato l'articolo,  premetto
  che probabilmente l'attività sportiva  in  generale,  ha  bisogno di
  maggiori risorse e, quindi, in quel caso discutiamo di cose diverse.
  Ma, entrando nel merito della quotidiana attività sportiva che viene
  realizzata nella nostra Regione,  mi  permetto  di  sottolineare che
  l'importanza che diamo al  tema  tema  dell'attività  sportiva nelle
  scuole ha anche a che fare  con  la  strategica e fondamentale linea
  che fa riferimento alla prevenzione sanitaria dei nostri figli.
       La  seconda   considerazione   é   che,   quando   parliamo  di
  manifestazioni sportive,  onorevole assessore, lei dice che anche le
  scuole possono presentare progetti per manifestazioni sportive, ma é
  evidente che l'attività sportiva  di  cui  parliamo, quando facciamo
  riferimento alle scuole, é  sostanzialmente  quella  quotidiana,  in
  cui le scuole hanno già difficoltà  a  presentare le istanze, per le
  considerazioni che faceva l'onorevole Lo  Curto, per cui  a  maggior
  ragione, vedo ancora più distante che, in  futuro, possano avere una
  procedura più  semplificata  nell'organizzare  delle  manifestazioni
  sportive.
       Il punto é quello  di  far sì che in Sicilia ci siano, come già
  ci  sono, grandi eventi sportivi;  potrei  citarne  venti  o  trenta
  sparsi  per  la  Sicilia   che  vanno  sostenuti  perché  richiamano
  attività sportiva, ma anche attività  turistica  e, quindi, tutto un
  settore di indotto strategico e fondamentale.
       Guai,  però,  a  pensare  che  la  presenza  di  manifestazioni
  sportive possa impedire quella che  é  l'attività  del quotidiano in
  funzione di prevenzione, socializzazione e bonifica della dimensione
  sociale  di un quartiere o  di  una  scuola,  attraverso  l'attività
  sportiva.
       Perché dico queste  cose?  Perché  credo che dobbiamo evitare e
  secondo me é  questo  che nell'articolo rischia poi di manifestarsi,
  che lei assessore venga  pressato  dalla  manifestazione  del grande
  evento sportivo, lei sa già perfettamente che ci sono altri capitoli
  che si possono utilizzare, ma nel rispetto...

     CASCIO  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Signor Presidente, posso fornire un chiarimento?

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASCIO  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  Signor presidente, onorevole Ferro,  intervengo  per dire che questo
  articolo  nasce  proprio  dall'esigenza  di  supportare  le  piccole
  manifestazioni  sportive, non certamente  le  grandi.  Nelle  grandi
  manifestazioni sportive, infatti, come lei sa, la Regione interviene
  già con un capitolo che é quello della promozione.
       Essendo la  grande  manifestazione  sportiva  di forte richiamo
  turistico, il problema della contribuzione non sussiste.
       Questo articolo, invece, nasce proprio per sostenere le piccole
  manifestazioni sportive che non  richiamano  turismo,  ma servono ai
  fini della socializzazione, dello sport per tutti, e di tutto quello
  di cui stiamo parlando oggi.

     FERRO  Onorevole Assessore, il rischio è che di fatto ...

     CASCIO  assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti.
  No, la cifra è molto piccola.

     FERRO   ...  lo dico per un' esperienza nel settore che credo che
  possa essere comune, paragonando  la  mia  esperienza  di  assessore
  comunale  in  una città come Palermo  a  quella  di  un  assessorato
  regionale.
       Il rischio vero è che  quando si va, ci si ritrova dinanzi alla
  scadenza dell'evento sportivo che si deve  fare perché si rischia di
  farlo saltare, di vederlo cancellato nel calendario internazionale e
  così  via.  E' chiaro  che lei,  come  farebbe  chiunque  altro,  si
  troverebbe  nella  necessità  di   utilizzare   quante  più  risorse
  possibili  per dare la risposta  e  per  salvare  la  manifestazione
  rispetto al problema che viene posto.
       Allora, io dico, per cautela, per  prudenza, ma anche per senso
  di responsabilità e per capire di  cosa  stiamo  parlando, che forse
  quel riferimento alle  manifestazioni  andrebbe più dettagliatamente
  riferito, per esempio, a  manifestazioni  organizzate dalle scuole e
  così capiremmo di cosa parliamo e  lei  si  eviterebbe poi di essere
  sopraffatto  dagli  eventi sportivi,  tra  virgolette  diciamo,  più
  famosi ma che, in qualche modo  poi rispetto a quel ragionamento che
  facevamo, non risolverebbero il problema che abbiamo esplicitato.
       Da questo punto di vista, dato  che  la  discussione è molto di
  merito, senza nessun nervosismo e senza  provare a dire cose che non
  sono, mi permetto di affermare  che  la  proposta  di accantonamento
  dell'onorevole Barbagallo per ragionare  dieci minuti nel dettaglio,
  possa essere utile. Credo, infatti, che  poi  ci  si possa ritrovare
  per andare avanti e procedere tranquillamente.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI  Signor Presidente, onorevole assessore, mi permetterei di
  fare semplici e brevissime  osservazioni per chiederle di addivenire
  a  quanto  richiesto dal collega Capodicasa  in  primis  e  poi  dai
  colleghi che sono intervenuti trasversalmente, sia della maggioranza
  che dall'opposizione.
       Quando lei osserva che  in  fondo  anche  l'otto  per  cento  è
  destinato alle scuole,  non  tiene conto probabilmente del fatto che
  le manifestazioni  sportive, ancorché organizzate dalle scuole, sono
  manifestazioni estemporanee che  niente  hanno  a  che vedere con la
  pianificazione dell'attività  sportiva  come fatto educativo gestito
  dalle scuole:  prima  osservazione.
       La seconda  osservazione:  qualche  collega osservava, anche in
  maniera informale, che in fondo  per  le  scuole intervengono spesso
  gli enti locali.  E' vero  Però la finanziaria che ci accingiamo  ad
  approvare, agli enti locali - lo  sappiamo tutti, senza dare giudizi
  -  ma  di  fatto lascia solo gli  occhi  per  piangere  e  quindi  è
  probabile  che gli enti locali  non  possano  intervenire  come  nel
  passato qualche volta hanno fatto.
       Terza osservazione:  lei  faceva giustamente riferimento al non
  utilizzo delle somme nel passato stanziate.  Si potrebbe intervenire
  non decurtando la  percentuale di disponibilità, ma intervenendo sul
  piano della comunicazione  nei  confronti delle scuole, per la quale
  comunicazione, per tantissime altre  attività, stiamo  spendendo  ed
  investendo fior di milioni.
       Quarta osservazione:  faccio  appello  agli  uomini  di scuola,
  trasversalmente, perché si facciano  portatori dell' esigenza di far
  passare  l'  emendamento che fa  riferimento  al  dieci  per  cento,
  ripristinare una percentuale che  permetta alle scuole di continuare
  sul piano di quello che il  Governo  medesimo - lo diceva il collega
  Capodicasa - preconizza   con  l'istituzione  dell'assessorato  alla
  famiglia.
       E'  complementare   questo  intervento  nello  specifico,  alla
  istituzione   dell'assessorato   alla   famiglia  perché  l'attività
  sportiva - non  voglio fare  adesso  colui  il  quale  cita,  ma  lo
  tralascio proprio - davvero  per  tradizione  insegna, sopratutto le
  regole del vivere,  quando  è  fatta  da  persone specializziate del
  settore.
       E a scuola gli specialisti ci sono al cento per cento; in altri
  enti o associazioni non per forza e  non  sempre al cento per cento,
  per cui ripristinare una percentuale del  dieci  per cento penso che
  sarebbe praticabile e lascerebbe un pò tutti contenti.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi  hanno  ragione  i
  colleghi che hanno sostenuto gli argomenti testè espressi per quanto
  concerne l'articolo 39, soprattutto alla luce di quanto è accaduto e
  della scelta che la maggioranza ha fatto relativamente all 'articolo
  38. Dirò in pochi minuti perchè.
       In primo luogo credo che spesso si faccia una grande confusione
  per  quanto  concerne  il livello  di  impegno  sportivo:  lo  sport
  agonistico,  per come viene organizzato  e  per come viene sostenuto
  nella  nostra  Regione  anche da  coloro  che  si  danno  specifiche
  iniziative, è una cosa; altra cosa è lo sport per aiutare a crescere
  i  nostri  ragazzi,  onorevole   assessore,   dal   punto  di  vista
  psico-fisico,  nel  modo di socializzare; e  noi  vogliamo  porre la
  attenzione su questo punto, sul concetto  di sport in senso molto ma
  molto astruso.
       Vorremmo  discutere dello  sport  organizzato  e  vissuto  come
  momento di crescita dei  nostri  ragazzi  e  delle  nostre  ragazze.
  E' dunque opportuno aggiungere  alcune  considerazioni relative alla
  legge numero 8 e quello che ha prodotto in questi anni.

       (alcuni deputati parlando col governo disturbano l'oratore)

        Signor Presidente non credo di  dire  cose  importanti però se
  l'assessore  non  mi ascolta ..  sto  parlando  anche  da  operatore
  scolastico, per 24 anni ho insegnato e conosco bene o male la scuola
  siciliana.
       Stavo ricordando a me stesso e all'Aula che la legge numero 8 è
  stata una discreta legge;  una  legge  che  finalmente  guardava  al
  panorama  sportivo  e a come organizzare  lo  sport  in  Sicilia  in
  maniera soddisfacente, cioè teneva  in considerazione i vari livelli
  di  impegno sportivo ed in che  modo  lo  sport  potesse  seriamente
  servire  soprattutto  per le giovani  generazioni  e  non  solo,  ma
  parliamo intanto di queste ultime.
       Mi permetto di  sottolineare,  onorevole  assessore,  che non è
  solo una questione di circolari più o meno mandate in ritardo - come
  ricordava  anche la collega Lo Curto - ma  spesso  e  volentieri  la
  farraginosità del modo col quale si  accede  al  contributo che, non
  solo scoraggia il dirigente scolastico, il  preside  o  chi  per lui
  cura  questi  aspetti, ma lo mette,  spesso  e  volentieri,  in  una
  condizione anche di disperazione.
       Non so se lei abbia fatto  un  accertamento nel suo assessorato
  per  quanto  concerne le  domande  presentate  dalle  varie  scuole,
  giacenti presso l'assessorato, che non  hanno mai avuto riscontro nè
  positivo, nè negativo
       Sono stati, non si capisce bene come, o cestinate o archiviate.
  Faccia questo controllo, la prego, perchè  i  dati  che  ho  in  mio
  possesso  non solo tali da  permettermi  di  andare  avanti.
       Faccia questo controllo e vedrà che  sono molte e quando poi, a
  chiusura di bilancio, si vedrà che c'è qualche residuo, perchè nella
  percentuale determinata prima le scuole non hanno attinto, vedrà che
  quel  dato, sostanzialmente, non  le  darà  l'esatta  dimensione  di
  quello che è accaduto, perchè se  non  è collegato a quanto accaduto
  sotto l'aspetto delle domande inevase, di  tutto  ciò  che  è  stato
  inoltrato  e che non è stato trattato  per  come  si  deve,  lei  si
  renderà conto che il problema non è che  i  soldi sono stati tanti e
  che le scuole non hanno potuto utilizzarli:  non è così.
       I soldi, rispetto alle richieste,  sono stati pochi, solo che i
  metodi ed i sistemi che  hanno governato l'accesso a quei fondi sono
  stati  farraginosi  e   spesso   contraddistinti   dalle   classiche
  raccomandazioni "alla siciliana".
       Questo è il punto vero  e  ne  ho  vissuto  personalmente anche
  l'esperienza per quanto  riguarda  alcuni  aspetti di organizzazione
  sportiva non agonistica - perchè  questo  è importante specificare -
  che riguardavano proprio il mondo della scuola.
       Concludo,  onorevole  Presidente,   dicendo  che  è  necessario
  rivedere queste percentuali,  è  necessario  perchè,  guardate,  non
  facciamo confusione e non  illudiamoci  che  dando  risposta  ad una
  certa realtà del mondo dello  sport  siciliano  si  fa  qualcosa  di
  serio;  noi dobbiamo aiutare  i  nostri  ragazzi,  a  partire  dalle
  scuole, a crescere sani ed a  ricevere  dalle somme che accantoniamo
  un beneficio vero.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, poichè  domani  mattina alle ore
  10.30  si  svolgerà  la   commemorazione  dell'onorevole  Croce,  mi
  permetto di raccomandare la presenza e  la  puntualità  in Aula.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Acierno.

     ACIERNO   Signor Presidente, onorevole  Assessore, mi rendo conto
  che le istanze che sono state  sin  qui  rappresentate  dagli  altri
  colleghi intervenuti prima di me  sono sicuramente meritevoli di una
  considerazione e, probabilmente, di un ulteriore approfondimento.
       Debbo dire che non posso  assolutamente  concordare  con chi ha
  dichiarato che le affermazioni da lei  sostenute sono false, cioè mi
  rifiuto di pensare che lei venga a dire  in  Aula che questo fondo è
  stato ridotto perchè non utilizzato, ma  il  fatto che non sia stato
  utilizzato non vuol dire che  dobbiamo  rinunciare  a  stimolare  la
  scuola all'attività sportiva.
       Il vero problema, secondo me,  però  è  un  altro. Noi, oramai,
  abbiamo stabilito, al di là  delle  leggi,  che la legge finanziaria
  entra in vigore nella Regione normalmente,  se tutto va bene, a metà
  aprile quando, di fatto,  l'anno scolastico è praticamente concluso,
  quando tutte le attività, che  con  questo  fondo  dovrebbero essere
  finanziate, sono già state ...
       Aspetto che il Governo finisca la sua interlocuzione privata.

     PRESIDENTE  La prego di andare avanti, onorevole Acierno,

     ACIERNO  Onorevole Assessore allo sport, dicevo che probabilmente
  c'è un altro ordine di problema  che  è determinato dal fatto che la
  certezza di queste somme arriva,  per l'anno scolastico in corso, ad
  anno scolastico concluso e che probabilmente ...

     CAPODICASA  relatore di minoranza. Questa è una legge a regime.

     ACIERNO   Io  non  ho dubbi che  è  una  legge  a  regime  ma  lo
  stanziamento viene fatto anno  per  anno,  onorevole Capodicasa, per
  cui se la scuola fino ad  aprile  dell'anno in corso non ha contezza
  della  consistenza  del  fondo, cosa  deve  impegnare  e  cosa  deve
  chiedere? Lo farà adesso per  l'ultimo  scorcio  per  predisporre il
  programma dell'anno successivo ed  è  probabile,  infatti,  come  ho
  detto  solo in forza di  quanto  sostenuto  dall'Assessore,  che  la
  scuola  non  utilizzi il fondo  e,  che  quindi,  l'Assessore  abbia
  pensato  di rimodulare le somme.
       La  invito, pertanto, onorevole  assessore, a  rivedere  questa
  posizione e a pubblicizzare  al  meglio,  nell'ambito  della scuola,
  l'esistenza di questo fondo.

     BENINATI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  sull'argomento le perplessità  state poste dall'onorevole Capodicasa
  in effetti possano essere legittime  e  sono,  anzi, legittime, però
  nello stesso tempo non è che  possiamo  per  un argomento del genere
  (non è il due, non è il  tre) risolvere questo problema.
       Dunque, se il Governo lo condivide,  io proporrei che il 25 per
  cento si porti al 20 per cento e  la  restante parte, che sarebbe il
  15 per cento, perché otto più due fa  dieci e cinque fa quindici, si
  ripartisce egualmente nei due punti.
       Quindi, il 7,50-7,50 per cento e  così  via è  una ripartizione
  equa di questa percentuale che, forse,  col  25  per  cento sembrava
  eccessiva e così si chiude, senza  fare  altre  discussioni.  Se  il
  Governo la condivide questa è la mia proposta.

     LO MONTE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  ne ha facoltà.

     LO  MONTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da un po' di
  tempo  che  l'attività  legislativa  viene  svilita,  sapete perché?
  Perchè,   da  quando  abbiamo  approvato  la  legge  n.  10  che  dà
  responsabilità  di  gestione  alle  direzioni  regionali non c'è più
  nessuno  che  si vuole  'bagnare un dito'.

       Una volta accadeva, infatti, che gli Assessori nel ripartire le
  spese, nel programmarle, nel portare  le  risorse  sul  territorio e
  affrontare in maniera politica, sbagliata  o  meno,  ma  in  maniera
  politica,   le   risorse   sul    territorio,   si   assumevano   la
  responsabilità,  adesso,  che  la  responsabilità  è  passata  quasi
  totalmente in capo ai dirigenti.
       E'  da  un anno e mezzo  che  assistiamo  ad  emendamenti  o  a
  proposte di articoli che,  obiettivamente,  sono  la negazione della
  politica - mi voglio esprimere senza  mezzi  termini  -.
       Sono arrivati, infatti, emendamenti che sono pleonastici, nella
  migliore delle ipotesi, e il più delle volte sostitutivi di semplici
  atti amministrativi, perché  la macchina regionale non ha bisogno di
  leggi che regolano anche l'andamento  più  spicciolo  di  una  parte
  dell'Amministrazione stessa.
       Credo, per ritornare al tema, che l' articolo 14 della legge nu
  mero  16  del  1978  sia  abrogato,   però  vorrei  che  il  Governo
  presentasse un sub emendamento  dove  si  impegna,  sostanzialmente,
  anno per anno a programmare, secondo  le  esigenze  e  gli imput che
  riceve anno per anno, in  maniera  preventiva per l'anno successivo,
  quindi entro il 30 novembre di  ogni  anno.
       L'Assessore  per  il  turismo   formula   una   proposta   alla
  Commissione legislativa competente e  quest'ultima  gli da il parere
  sulla quantizzazione e sulla postazione delle risorse perché  andare
  a quantizzare per legge le risorse per un tipo di intervento ...

     PRESIDENTE   Onorevole Lo Monte, non mi  pare che ci sia il clima
  adatto ad assecondare un  ragionamento  virtuoso  come  quello  che,
  sicuramente,  lei  sta facendo,  anche  perché,  nel  frattempo,  il
  Governo ha presentato un  emendamento  che  rimodula  le percentuali
  collocandosi, quindi, su un piano completamente diverso da quello da
  lei ipotizzato.

     LO MONTE , Signor Presidente,  un'ultima  battuta. Se il prossimo
  anno  queste  percentuali   non   saranno   condivise   interverremo
  nuovamente  con  un   intervento  legislativo  per  apportare  delle
  modifiche?

     PRESIDENTE   Comunico che è  stato  presentato un emendamento dal
  Governo che rimodula le percentuali e che, sostanzialmente, riassume
  la posizione che è stata enunciata dall'onorevole Beninati.
       Pongo in votazione congiuntamente  gli emendamenti 39.4 e 39.5.
  Il parere del Governo?

     PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente  della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (Sono approvati)

       Comunico che è  stato presentato l'emendamento allegato 39.2.1,
  a firma degli onorevoli Oddo e Speziale.
       Comunico che è  stato altresì presentato l'emendamento allegato
  39.6, a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione.
       Comunico che in caso di  approvazione  dello  stesso  tutti gli
  altri emendamenti decadono.
       Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente  della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 39, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, si  riprende  la  trattazione dell'articolo
  35, precedentemente accantonato. Comunico  che  è stato presentato -
  mi rivolgo soprattutto a lei,  onorevole Capodicasa - l' emendamento
  35.1,  a  firma  del Governo, in  linea  con  la  posizione  da  lei
  espressa.
       Lo pongo in votazione . Il parere della Commissione?

     SAVONA    vicepresidente  della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 35, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, l'Assemblea  è rinviata a domani, mercoledì
  2 aprile 2003, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:

   553/A

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    - COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE ANTONINO CROCE.

       La seduta è tolta alle ore 21.01.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 23.30)