Presidenza del vicepresidente Fleres
BALDARI segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1120 - Notizie circa gli Enti lirico-sinfonici della
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Bilancio
***
Raiti Salvatore; Morinello Salvatore; Miccichè Calogero;
Ferro Giovanni
----------------
N. 1121 - Notizie sul rischio idrogeologico del Comune di
Castellammare del Golfo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Ferro Giovanni
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NN.
554-557-562-588/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2003-2005" E N. 553/A "DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE
PER L'ANNO 2003"
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta dei
disegni di legge nn. 554-557-562-588/A "Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2003 e bilancio
pluriennale per il triennio 2003-2005" posto al n. 1) dell'ordine
del giorno e n. 553/A "Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2003", posto al n. 2) dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
'Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi in Aula l'Assessore
Pagano, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 18.06, è ripresa alle ore 18.33)
La seduta è ripresa.
Si riprende l'esame dell'articolo 47 già accantonato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'articolo
47 c'è stato da parte del Governo un informale tentativo di
mediazione riguardante la materia in trattazione. Noi ci siamo
riservati di esprimere la nostra votazione e pensiamo che
l'articolo, nella parte riscritta dal Governo, deve essere rivisto;
mentre condividiamo le finalità di fondo dell'articolo, tuttavia,
non siamo d'accordo su alcune parti dell'emendamento del Governo.
Valutiamo, se è possibile, l'ipotesi anche di emendamenti
soppressivi.
La prima questione che poniamo è che ci sia un campo di
applicazione dell'articolo riguardante, oltre a quelle indicate nel
testo, le industrie manifatturiere ricollegate tutte alla legge
numero 488; che venga esclusa, così come oggi il Governo aveva fatto
intendere, la possibilità di dare priorità alle industrie di
riciclaggio e, soprattutto, in uno dei commi del comma aggiuntivo
del comma 3 da parte del Governo, debbono essere categoricamente
escluse le aziende che fanno riferimento a lavori edili. Pertanto,
riteniamo che queste debbano essere escluse dal contenuto del
provvedimento.
Quindi, se il Governo è nelle condizioni di valutare adesso le
osservazioni che noi qui stiamo facendo, penso che si possa
procedere all'approvazione dell'articolo se il Governo elimina dal
comma 3 la materia riguardante le aziende che fanno riferimento al
settore edile e quelle che fanno riferimento ai ricicli, ed
estendere la norma alle industrie manifatturiere e, quindi,
accogliere l'emendamento a firma dell'onorevole Giannopolo che, per
l'appunto, estende la norma alle industrie manifatturiere, e
ricollegarlo esclusivamente alle aziende che hanno ricevuto il
finanziamento della legge numero 488. Ciò rende credibile la norma.
Queste aziende che debbono, adesso, iniziare l'attività hanno
necessità di avere risorse adeguate per tale inizio, hanno bisogno
del sostegno pubblico per intraprendere l'attività.
Quindi, siamo favorevoli alla norma se risponde a questa
finalità, purché vengano introdotti questi correttivi.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, quello che la Presidenza sta per
dire trae spunto soltanto dal suo intervento, ma è rivolto a tutti i
deputati.
Siamo in una fase delicata della seduta e l'Aula è chiamata a
pronunciarsi su quegli atti formali che la Presidenza pone in
votazione (intendo dire gli articoli, gli emendamenti e i
sub-emendamenti).
Vi prego, pertanto, di limitare gli interventi agli aspetti di
natura formale, riguardanti atti precisi, depositati presso questa
Presidenza; diversamente ciascuno di noi sarebbe autorizzato a
parlare di filosofia istituzionale e non invece che dei disegni di
legge.
Per quanto riguarda l'ultima osservazione, onorevole Speziale,
se noi introduciamo regimi di aiuti aggiuntivi alla legge numero
488, lei mi insegna che rischiamo di non risolvere il problema; ciò
in quanto il regime della suddetta legge assorbe qualsiasi altro
regime di aiuti e pertanto rischia di fare saltare il meccanismo.
SPEZIALE E' il regime di aiuti.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non è un regime di aiuti,
rientra negli aiuti all'occupazione che non riguardano il regime di
aiuti di Stato alle attività produttive.
Mi consenta, onorevole Speziale, di insistere su questa
vicenda, lei ne conosce i motivi.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 553/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 47.7.3.
GIANNOPOLO Signor Presidente c'è un sub-emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, adesso se la Presidenza ha la
possibilità di verificarli li porrà in votazione; credo che su
questo argomento ci siamo già confrontati abbondantemente.
Comunico che all'emendamento 47.7.3 sono stati presentati i
seguenti subemendamenti allegati:
- 47.7.3.1 del Governo;
- 47.7.3.2 a firma degli onorevoli Speziale ed altri, di
identico contenuto all'emendamento 47.7.3.3 del Governo.
Pongo in votazione il subemendamento 47.7.3.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo congiuntamente in votazione i subemendamenti 47.7.3.2 e
47.7.3.3. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 47.7.3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro decaduti gli emendamenti 47.2, 47.4 e 47.8.
Si passa all'emendamento 47.1 della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 47.6 dell'onorevole Giannopolo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
( Non è approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 56 già accantonato.
Comunico che è stato presentato l'allegato emendamento 56.1.1
ter a firma degli onorevoli Panarello ed altri.
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli Granata, Neri, Mancuso, Lo Giudice, Turano,
Fratello e Costa.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 553/A
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, credo che nell'emendamento si
faccia riferimento - al di là di tutta la tematica che attiene ai
LIP - ad una modifica di una disposizione della quale la Presidenza
dovrebbe valutare l'ammissibilità in quanto, modificando l'istituto
del "gettone" con "un'indennità", comporta nuove spese nella
finanziaria.
Pertanto, pregherei la Presidenza di verificare se quanto da
me sollevato costituisce motivo di improponibilità per la
finanziaria.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, per semplificare il lavoro della
Presidenza può indicare a quale comma si riferisce?
CRACOLICI Al comma 6, lettera b) dell'articolo 90 della legge
regionale numero 6 del 2001.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, é probabile che ci sia una
maggiore spesa, ma non é a carico del bilancio della Regione; é a
carico del bilancio dell'ARPA.
Pongo in votazione l'emendamento 56.1.1 ter.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 56.1.1 bis.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 56.1.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 68 già accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: emendamento 68.2, 68.7 e 68.8.
Comunico che l'emendamento 68.10 dell'onorevole Crisafulli
è ritirato.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, come si suol dire piove sul bagnato. L'emendamento
dell'onorevole Crisafulli, ancorchè non condivisibile, era tuttavia
un emendamento migliorativo del testo, in quanto considero il testo
così proposto una sorta di mostro giuridico, un animale a due teste
che non si capisce in quale direzione debba volgere l'una e in quale
debba volgere l'altra.
Abbiamo un'agenzia che, come riportato nell'articolo, è alle
dirette dipendenze del Presidente della Regione; però, più avanti,
al comma 7, viene previsto che sono organi dell'agenzia un
Presidente e un Consiglio di amministrazione, cioè quindi un
organismo autonomo a tutti gli effetti, così come del resto i commi
precedenti denotano.
Si parla di autonomia contabile, si parla cioè di un'agenzia
che come tutte le agenzie opera in regime di autonomia, qui invece
si tratta di un'agenzia alle dirette dipendenze del Presidente della
Regione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, volete consentire all'onorevole
Capodicasa di completare il suo intervento?
CAPODICASA relatore di minoranza.. Purtroppo, signor
Presidente, si continua a disturbare il relatore di minoranza. Non
ho fortuna; siamo alle battute finali e sappiamo cosa accade in
questi casi.
Signor Presidente, credo che sia opportuno prestare un po'
d'attenzione a quanto scritto in questo articolo. Dico ciò non
per un mio pregiudizio nei confronti dell'organo, ma perché ritengo
che così come è ipotizzato sarebbe veramente ingestibile.
Un ufficio alle dirette dipendenze del Presidente della
Regione - se ricordo bene - è un ufficio alle dirette dipendenze
a tutti gli effetti, cioè gli impulsi, le direttive, gli indirizzi
vengono dati dal Presidente della Regione.
Abbiamo, quindi, un'Agenzia che essendo alle dirette dipendenze
del Presidente della Regione è funzionalmente diretta da lui stesso,
però, poi, ha un suo presidente e un consiglio di amministrazione
che agiscono in regime ordinario.
Vorrei sapere, quindi, cosa può accadere qualora le direttive e
l'indirizzo impartiti dal Presidente della Regione all'ufficio...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, comprendo la sua
osservazione, e le comunico che stiamo formulando un emendamento che
sopprima l'inciso "alle dipendenze del Presidente della Regione".
CAPODICASA relatore di minoranza. Credo che formulare un
emendamento in tal senso sia opportuno, anche perché così facendo
lei va incontro alla mia seconda obiezione: il Presidente della
Regione ha già un ufficio speciale per i rapporti internazionali
istituito con la precedente Finanziaria, in tale ufficio si è già
insediato un suo responsabile - l'Ambasciatore cileno, se non
ricordo male - fatto che a mio avviso, si scontra con
l'organizzazione di questo nuovo ufficio.
SPEZIALE L'articolo è improponibile.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per quindici minuti.
(La seduta sospesa alle ore 19.02, è ripresa alle ore 19.24)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, qualsiasi istituzione opera in
funzione di regolamenti e di decisioni che vengono assunti nelle
sedi competenti.
Durante una riunione tra il Consiglio di Presidenza
dell'Assemblea e i Capigruppo della opposizione era stato concordato
un percorso in deroga relativamente all'articolo 68 ed anche ad
altri articoli che la Presidenza dell'Assemblea aveva dichiarato
improponibili.
Dall'andamento dei lavori d'Aula e alla luce delle osservazioni
formulate, nonché a seguito del ritiro di alcuni emendamenti
all'articolo 68, la Presidenza si è resa conto che l'accordo che era
stato raggiunto è venuto meno.
Ciò certamente determina un cambiamento degli orientamenti che
erano stati concordati, ma soprattutto - mi consentirete di dire sia
pure a titolo personale - abbassa la qualità dei rapporti politici
all'interno di questo Parlamento.
Onorevoli colleghi, alla luce di queste considerazioni,
la Presidenza dichiara improponibile l'articolo 68.
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.34)
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
La seduta è ripresa.
CONGEDI
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo presenti in Aula gli
onorevoli Costa e Lo Giudice, i relativi congedi si intendono
superati.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI
DI LEGGE NN. 554-557-562-588/A E N. 553/A)
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 19 già
accantonato.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché questo articolo, ed in particolare gli emendamenti ad esso
collegati, dimostrano ancora una volta che si legifera in una
materia così delicata, in quest'occasione, con una certa
approssimazione e, in particolare, la formulazione dell'articolo
stesso è aperta ad imprecisioni e, soprattutto, è contraria alla
norma che regolamenta l'intendimento di normare il territorio.
Infatti, in maniera incomprensibile, in quest'articolo si
sottolinea che possono non essere considerate aumento di superficie,
né di volume, alcune fattispecie assolutamente generiche e non
precisate, come la costruzione di chiusure di terrazze di
collegamento.
Vorrei che qualcuno ci spiegasse cosa sono in particolare le
terrazze di collegamento, se sono di collegamento fra un muretto e
l'altro di delimitazione della terrazza stessa - e, quindi, tutte le
terrazze di questo mondo... - oppure se trattasi delle pensiline
aeree che collegano corpi, torri; non si capisce A meno che si
debba intendere che ci si riferisce ad alcune terrazze ben precise
che qualcuno ha in mente. In tal caso, la norma è assolutamente
improponibile.
Mi sembra una cosa a tutti evidente ed il buon senso ed il
decoro dei colleghi dovrebbero indurci a riflettere su tale norma.
Ancora più deleteria è l'ipotesi di consentire la chiusura, con
strutture precarie, che al comma 1 è richiamata, di tutti gli spazi
interni.
Voglio precisare che per spazi interni si intendono, così come
è dettato in questa norma, tutti i cortili interni agli isolati su
cui afferiscono gli spazi retrostanti degli edifici, o anche tutti
gli spazi, comunque, delimitati da pareti. Sono le aree che devono
consentire l'illuminazione e l'areazione dei locali che vi
afferiscono e pensare, petanto, di poterli chiudere, ancorché con
strutture precarie, significa sottrarre possibilità di illuminazione
ed areazione a questi vani.
Il fatto che sia, poi, richiamata e precisata la precarietà di
queste strutture, nulla muta sul risultato finale di questa
operazione.
Le strutture precarie - come sapete bene - sono strutture
edilizie a tutti gli effetti tranne che non siano smontabili, cioè
trasportabili su ruote, ma una struttura in ferro o in legno è
comunque una struttura edilizia a tutti gli effetti; e questa è una
norma che può consentire un intasamento degli spazi preziosi e
vitali all'interno dei cortili e, quindi, è un provvedimento che si
pone anche esattamente in contrasto alla tutela della salute
pubblica.
Non sto esagerando facendo riferimento proprio al caso di tutti
quei piani particolareggiati di risanamento, di riqualificazione
ambientale, a partire dalla nota legge sul risanamento,
immediatamente post-unitaria, che, proprio nella chiusura dei
cortili interni, individuava un punto di crisi delle condizioni di
salubrità degli ambienti.
Se noi, addirittura, nel 2003, operiamo in direzione opposta,
dimostriamo davvero un'insipienza ed un'incapacità di leggere quelle
che sono le conseguenze sul territorio delle nostre stesse norme.
Invito pertanto i colleghi a riflettere su questo articolo, a
considerare la richiesta di soppressione, se non anche reiterando la
proposta di ritiro da parte del Governo.
SPEZIALE C'é l'emendamento soppressivo del Governo
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 19.7 del Governo è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
FORGIONE Il Governo ha le idee molto chiare
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, innanzitutto vorrei evidenziare una sorta di schizofrenia
che caratterizza l'azione del Governo in questa fase, considerato
che non capisco quali siano le motivazioni di fondo che vorrei
l'onorevole assessore mi spiegasse. Da un lato, infatti, con
l'emendamento 19.7 a firma dell'assessore Pagano, si propone la
soppressione dell'articolo 19 (tra l'altro, ciò fa seguito ad un
ragionamento che avevamo fatto nella discussione degli articoli
precedenti, nei quali, in qualche maniera si é trattata la materia
edilizia con la possibilità di cambiare destinazione d'uso e sanare
le pratiche passate); oggi, invece, l'emendamento all'articolo in
esame - per il quale in quella fase era stato preso impegno sarebbe
stato ritirato, tant'é che credo fosse questo il senso
dell'emendamento soppressivo quale sorta di impegno dell'Assessore -
viene ritirato. Allora questo procedere a zig zag vorrei che almeno
l'assessore Pagano ce lo spiegasse: credo ne avremmo il diritto.
Per entrare poi nel merito della discussione, ritengo altresì
che questo articolo sia assolutamente improponibile non trattandosi
di una norma di carattere finanziario, né che possiede i requisiti
previsti per avere ingresso nella legge in discussione.
Tra l'altro, é una norma di condono vero e proprio, tout court,
che consente la possibilità, così come diceva l'onorevole De
Benedictis che mi ha preceduto, di sanare e di rendere abitabili
degli spazi che sono stati, allorquando le costruzioni hanno
ottenuto regolare concessione edilizia, giudicati al servizio delle
costruzioni medesime perché hanno funzioni vitali all'interno dei
condomini o delle abitazioni.
Oggi con l'approvazione di questa norma, verremmo a violare ciò
che é stato il giudizio a suo tempo espresso dagli organi tecnici e
dalle autorità amministrative che hanno rilasciato le concessioni;
verremmo a mettere in seria discussione l'equilibrio abitativo nelle
costruzioni oggetto di questa possibilità di condono; andremmo a
ledere la densità abitativa nelle singole costruzioni edilizie, e io
non mi stanco di dire - così come ho riferito nella discussione
dell'articolo precedente, mi pare l'articolo 17 - non
dimentichiamoci mai che ci troviamo in una terra a rischio sismico
elevatissimo. E, quindi, la possibilità di andare a realizzare
ulteriori costruzioni e mettere pesi statici su immobili che già
avevano una caratteristica costruttiva di altro genere - immobili
che spesso sono stati realizzati in anni antecedenti
all'approvazione delle leggi antisismiche - verrebbe ad aumentare
notevolmente il rischio di eventuali danni, nonché di morti nel caso
di eventi sismici.
Questa circostanza - che purtroppo pare dimenticata da
quest'Aula, pur essendo fortemente violata da un evento sismico
verificatosi qualche mese addietro - mi pare, da sola, basterebbe ad
incentivare tutti noi a non approvare norme di tale genere. Perché
così facendo, aumentiamo il rischio abitativo, aumentiamo il rischio
per l'incolumità degli abitanti e dei cittadini e il rischio per la
sicurezza degli edifici che saranno oggetto di questo condono.
Onorevole Assessore, credo che tutte queste motivazioni che ho
fornito siano sufficienti a non fare svendere per qualche quattrino
la sicurezza dei cittadini - e anche nostra, perché anche noi
abitiamo in questi condomini -.
Per tutte queste motivazioni, chiedo pertanto all'onorevole
Assessore, di riproporre l'emendamento 19.7.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anche
perché, precedentemente, l'onorevole Fleres ha fatto un richiamo al
Parlamento, alla capacità da parte dei gruppi politici, di mantenere
gli impegni assunti anche in sedi informali, quale quello preso
l'altro giorno nell'incontro col Presidente dell'Assemblea.
Intervengo quindi per ricordare che a violare per primo l'accordo
informale in quell'occasione è stata la Presidenza - che in quel
momento era diretta dall'onorevole Fleres - considerato che, lo
rammento, gli articoli 17, 18 e 19 erano tre articoli per i quali il
Governo e la Presidenza dell'Assemblea avevano dichiarato la propria
disponibilità a dichiararli improponibili; e, anzi, per quanto
riguarda l'articolo 19, il Governo aveva dichiarato, cosa che ha
fatto, di presentare un emendamento soppressivo.
Adesso il Governo ha comunicato alla Presidenza dell'Assemblea
di ritirare l'emendamento soppressivo: quindi, quando si fanno dei
richiami, si abbia in primo piano la coerenza con se stessi, poi, la
coerenza degli altri Si faccia richiamo dapprima alla propria
coerenza: perché chi concorre ad abbassare la qualità dei rapporti
del Parlamento, se è in primo luogo la Presidenza dell'Aula,
ovviamente, non può attendersi una risposta diversa
Detto questo, signor Presidente, entro nel merito delle
questioni che riguardano l'articolo 19. In primo luogo, l'articolo
19 è materia estranea alla legge finanziaria; secondariamente, non
permette alla Regione di introitare risorse e, infine, - voglio
dirlo ai colleghi della maggioranza - è un articolo che penalizza
retroattivamente alcune decine e decine di migliaia di siciliani.
Voglio leggere, infatti, il quarto comma che recita: "Le
disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alla
chiusura di verande o balconi con strutture precarie previste
dall'articolo 9 della legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, per la
quale è dovuto l'importo di venticinque euro per ogni metro quadro
di superficie chiusa con strutture precarie".
L'articolo 9 della legge 35 prevedeva invece che chi volesse
chiudere, con strutture precarie, le verande, doveva fare una
comunicazione al Comune, senza pagamento di oneri.
Stiamo applicando una tassa aggiuntiva retroattiva a centinaia
di migliaia di persone che, comunque, non verrebbe introitata dalla
Regione siciliana, bensì, eventualmente, sulla base di quanto
previsto dal quarto comma dell'articolo 19, direttamente dai Comuni.
Penso che questa norma - che non aiuta affatto il bilancio
regionale - introduce una disposizione vessatoria nei confronti di
coloro i quali, se avessero saputo allora che avrebbero dovuto
pagare 50 mila lire al metro quadrato, avrebbero potuto decidere di
non coprire gli spazi. E, quindi, si tratta di una norma che
obbliga al pagamento
Chiedo al Governo di insistere perché l'emendamento soppressivo
all'articolo 19 - lo chiedo anche ai colleghi parlamentari tutti,
dell'opposizione e della maggioranza - venga accolto considerato
che, diversamente, introdurremmo oggi una tassa a carico di
centinaia di migliaia di persone, tassa non facilmente introitabile,
vista la difficile quantificazione trattandosi di una semplice
comunicazione che allora doveva essere data ai Comuni, come previsto
dall'articolo 9 della legge 85.
Sono queste le ragioni che ci spingono ancora oggi a chiedere
la soppressione dell'articolo e a chiedere all'Aula, se il Governo
dovesse insistere, di procedere col voto segreto e di bocciare
l'articolo: un articolo vessatorio che non torna affatto utile al
bilancio della Regione e, comunque, concernente una materia estranea
alla Finanziaria.
Per questa ragione, dichiariamo il nostro voto contrario e
chiediamo che l'Aula approvi la soppressione dell'articolo 19.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio Capogruppo ha
in qualche modo, riassunto alcune cose che avrei voluto dire; ma
parto, tuttavia, con una considerazione: credo che questo presunto
introito, per le casse regionali, sia una sorta di 'foglia di fico'
per mascherare, invece, l'adozione di misure squisitamente
urbanistiche.
Questo atteggiamento denota il non dichiarato convincimento
che, in questa legislatura, non si procederà ad una legge di
riordino delle norme urbanistiche delle quali si parla da sempre; si
capisce cioè che non si farà, né il Governo né la maggioranza,
intendono procedere ad una legge di riforma dell'urbanistica in
Sicilia, oggi urgente come non mai. E, quindi, si utilizza la
Finanziaria, ogni volta, per introdurre delle misure che potrebbero
essere, anche, condivisibili e corrette ma che, inserite così, a
'spizzichi e bocconi' possono provocare delle contraddizioni proprio
nelle norme che si vogliono modificare.
E' per questo che giudico interessante l'emendamento 19.7,
presentato dal Governo, che, se mantenuto, naturalmente, farebbe
chiarezza nel dibattito in corso e ci risparmierebbe, probabilmente,
il dibattito stesso.
Ad ogni modo, proprio per questi motivi, intendo far mio
l'emendamento 19.7 del Governo e ritiro l'emendamento 19.4 a mia
firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ribadire
un concetto - che è stato anche al centro di una parte del confronto
che ha riguardato l'articolo 17 - che ha portato, fortunatamente, al
ritiro da parte del Governo dell'articolo 18 e di cui, con le stesse
argomentazioni, due giorni addietro, il Governo ne aveva valutato
l'opportunità, tant'è che aveva presentato un emendamento relativo
al ritiro dell'articolo 19.
Vorrei far rilevare alcuni elementi che possono anche apparire
di 'fantasia urbanistica o architettonica': ho consultato, in questi
giorni, manuali di architettura, allo scopo di capire cosa sono le
terrazze di collegamento, ovvero quali sono i confini e i limiti per
definirle tali.
Vorrei sapere, ad esempio, se può definirsi terrazza di
collegamento una chiusura tra due edifici esistenti in due lotti
diversi nel momento in cui si pensi di collegarli. Il professionista
che accerta e comunica al Comune l'inizio o l'avvenuto avvio dei
lavori, deve dichiarare che sia conforme al rispetto delle norme di
sicurezza e igienico-sanitarie (deve avere cioè il collegamento alla
rete idrica e fognaria, insomma, tutti quei requisiti per cui si
dice: 'terrazze di collegamento, abitazioni'.
Stiamo stabilendo che con questa norma possono realizzarsi,
senza istanza di concessione, né di autorizzazione, persino delle
nuove abitazioni chiamandole terrazze di collegamento
Non vorrei fare la battuta nel pensare cos'è ad esempio la
copertura degli spazi interni: e vorrei usare la metafora che ha
usato l'onorevole Capodicasa, a proposito dell'articolo 17, quando
ha ipotizzato il frazionamento di questa sala, immaginando anche
l'apertura di finestre dal lato che attualmente non ne è coperto,
per fare un'ipotesi, appunto, relativa a Palazzo dei Normanni.
L'atrio di Palazzo dei Normanni è uno spazio interno e potrebbe
essere coperto
VIRZI' Ma questa non è edilizia abitativa
CRACOLICI Beninteso, ho fatto una battuta Poi vediamo cos'è il
concetto di strutture precarie in architettura
Vorrei far rilevare piuttosto che la fantasia rischia di
portarci su un terreno che diviene difficilmente giustificabile da
parte di questo Parlamento, anche in nome di quell'ulteriore
bizzarria che, giustamente, l'onorevole Speziale ha fatto rilevare:
cioè nel senso che prevediamo che, anche per coloro che fino a ieri,
con la legge numero 37/1985 realizzavano la copertura di balconi,
producendo semplicemente una perizia giurata da parte di un tecnico,
inviata al Comune, senza dover pagare oneri accessori, adesso devono
pagare venticinque euro a metro quadrato.
Insomma, in riferimento all'articolo 17 ho parlato di un
'pizzo' con cui pensiamo di consentire la deroga a principi di sana
o equilibrata architettura; qui, siamo alla monetizzazione selvaggia
che colpirebbe, e colpirà, migliaia e migliaia di cittadini. Stiamo,
infatti, parlando delle verande e - come è noto - in Sicilia, sono
migliaia e migliaia gli appartamenti in cui sono stati chiusi gli
spazi in veranda.
Vorrei sapere per davvero di cosa stiamo parlando? E chiedere
al Governo, ulteriormente, di evitare che quest'Aula si divida su
una norma del genere che non credo sia stata pensata per un rientro
finanziario. E' pensata, in realtà, per una sorta di idea
liberticida delle norme architettoniche e, quindi, credo che per
evitare tutto ciò, il Governo debba ripresentare l'emendamento che
aveva originariamente formulato per chiedere la soppressione
dell'articolo. In ogni caso, credo che questa Assemblea, su tale
norma, debba poter esprimersi liberamente anche attraverso il voto
segreto.
Credo che questo sia un altro dei momenti, come dire, di
'torsione' di questa Finanziaria. Non più una Finanziaria che si
poneva l'obiettivo di mettere mano ai conti della Regione - in
qualche modo, provare a tenere la barra in una situazione difficile
-, ma una Finanziaria che sta diventando lo strumento per fare e far
fare ciò che si vuole.
Considero questo inaccettabile, considero tutto ciò un grave
errore del Parlamento e spero che l'Aula e la maggioranza se ne
accorgano per tempo
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, sono molto impressionato da questa
cultura - non trovo il termine adatto - ciò che si contrappone alla
cultura del bello, non so come definirla; ciò che si contrappone
alla cultura del bello è la cultura di questo Governo.
La cultura politica e di governo che ci presenta il Governo su
questa materia non ha nulla a che fare neanche minimamente con la
tradizione politica e di governo che nel corso degli anni questa
Regione ha visto imperniata sulla Democrazia Cristiana, sul
centrosinistra e quant'altro.
Noi abbiamo in Sicilia una legge, la legge n. 71 del 1978 fatta
dall'onorevole Fasino, un democristiano, una legge che tutta
l'Italia ci invidiava, una legge che ancora oggi gli ambientalisti,
la cultura, la più disparata, onora.
Questa Assemblea regionale ha varato nel 1991 la legge n. 98,
la legge sui parchi, che tutto l'ambientalismo e la cultura
avanzata, di destra e di sinistra, d'Europa e d'Italia ci invidiava.
Abbiamo varato importanti leggi in materia di tutela
ambientale, persino la legge n. 37 del 1985 - quella che qui viene
citata - che notoriamente era stata fatta da un Governo di centro,
recita al penultimo comma che "le disposizioni - cioè le verande, i
balconi etc. - di cui ai commi precedenti non si applicano nel caso
di immobili che hanno il vincolo paesaggistico".
Io giudico la cosa più grave il venir meno di questo vincolo,
che persino nelle situazioni in cui si doveva fare fronte a
sanatoria - perché la legge n. 37 del 1985 era una sanatoria - che
hanno realizzato una devastazione del territorio, pur tuttavia,
dovendosi misurare concretamente con quella fattispecie, si
salvaguardava comunque il principio che il vincolo paesaggistico
doveva essere tutelato e salvaguardato.
Onorevoli colleghi, c'è un limite a tutto Capisco che ci sono
le elezioni, capisco che la vostra cultura di governo è quella di
fare leva sulla parte più molle, più moderata del sentimento del
popolo siciliano e svilupparla in maniera esponenziale; dovete
sapere, però, che il fatto che voi state aizzando questi sentimenti
nel popolo siciliano e poi, magari, andate cercando la foglia di
fico nel dirigente ambientalista che vi pone con la bacchetta magica
il nulla osta dell'ambientalismo: non c'è alcun nulla osta
dell'ambientalismo su queste porcherie che si stanno realizzando
CAPODICASA E se lo hanno dato, fanno 'schifo' pure loro
GIANNOPOLO E se le hanno approvate, anche loro sono da
accomunare a queste porcherie che qui si stanno facendo
C'è un limite a tutto Voi non potete, con questa idea del
consenso, travolgere princìpi fondamentali che appartengono alle
regole comuni, al comune denominatore di una società che deve
definirsi civile. Voi non potete distruggere i centri storici, voi
non potete alzare ancora di più le città fino a fare scomparire
l'orizzonte del cielo, delle montagne e del mare Voi state alzando
tutto, fino a fare in modo che nessuno possa più vedere; dobbiamo
vedere solo il buio dei nostri vicoli, il buio della disperazione
che sta in tante di queste città costruite male. E' questa la
cultura che voi ci state proponendo C'è una ribellione morale
davanti a questo tipo di atteggiamento e voi non potete non tenerne
conto.
Vi invito, quindi, a ritirare questo ennesimo e reiterato
attacco alla tradizione democratica che appartiene a tutti, anche a
questa regione, a salvaguardare princìpi legislativi che hanno
costituito il terreno di riferimento di tutti quanti, di destra e di
sinistra; voi non potete travolgerli così come se niente fosse, non
è consentito
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei riportare,
se possibile, l'intervento all'interno della Finanziaria.
Mi rendo conto che la natura di questo articolo - debbo dirlo
per onestà - è lontano dalla Finanziaria, però mi rendo anche conto
del fatto che la Commissione di merito ha esaminato l'emendamento,
ha dato un suo parere...
DE BENEDICTIS . Non l'ha esaminato
CINTOLA Io non mi permetto di interrompere chi sta parlando,
onorevole De Benedictis, ho molto rispetto per lei; quando avrò
terminato il mio intervento, ne avete fatto già tre, ne farete altri
cinque
Non c'è una contrapposizione; vorrei tentare di far capire
all'Aula - e prima di tutti a me stesso, perchè anch'io sono stanco
come lo sono tanti altri - che dobbiamo guardare alla Sicilia in
termini un po' più attenti. Sono al nostro esame una Finanziaria ed
un bilancio che servono alla Sicilia: vorrei capire se possiamo
rientrare in una discussione che concordemente ci veda portare
avanti l'articolo in questione e il disegno di legge.
Comprendo - dicevo - che la materia è lontana; mi rendo conto
che le osservazioni, tutte, onorevole Giannopolo, dalla cultura,
quella alla quale lei si è appellato, a quella dell'artigiano che
non riesce ad andare avanti perchè alcuni sindaci gli hanno
consentito di fare cose che non doveva fare, per poi strappare
attraverso i vigili urbani qualche voto e qualche consenso in più,
abbiano la necessità ed il dovere di essere attenzionati, non con il
dispregio della povertà e della cultura dell'aulico - che è pure
importante e guai a non tenerne conto - ma anche con quelle che sono
le necessità minime di chi, per necessità, è andato un po' oltre ed
ha il diritto di essere guardato nel senso buono, dove non c'è
speculazione, perchè l'emendamento con gli articoli non danno la
stura ad alcun tipo di speculazione.
C'è da fare un distinguo. Mi rendo conto degli interventi
svolti dall'opposizione, però non c'è - quello che voi dite -
l'albergo, non c'è il ricco che deve approfittarsene ed aumentare le
proprie ricchezze, c'è la necessità di guardarlo. E se avessimo il
tempo, e non la contrapposizione frontale, per farlo potremmo ancor
più migliorare l'articolo ed insieme votarlo.
In ultimo, rivolgo al Governo l'appello a ritirare l'articolo -
ed ho il coraggio di farlo - e dico all'opposizione di smetterla di
fare gli arroganti e di portare avanti con una intensa attività di
tre, quattro, cinque interventi che dicono la stessa cosa con
l'intento di far mancare il numero legale. Questa maggioranza c'è,
è in grado di votare l'articolo anche contro la vostra volontà, ed è
una maggioranza eletta da un popolo che ha dato al centrodestra la
volontà di governare.
Vogliamo arrivare alle sei di mattina? Lo possiamo fare Se
arriviamo alle sei di mattina perchè miglioriamo il testo ben venga,
ma se dobbiamo arrivare alle sei di mattina solo per una
contrapposizione di muscoli, ritengo che voi perderete e accanto a
voi può perdere anche un pezzo di interesse siciliano.
Se, invece, tentiamo di fare un ragionamento logico e cerchiamo
di arrivare ad una soluzione equa che dia risposte serie, anche
concettualmente forti, non ho difficoltà a chiedere un ulteriore
accantonamento di cinque minuti per avere la possibilità di un
recupero della stessa materia senza che ci siano gli strafalcioni
che vengono annunciati così fortemente dalla sinistra. Se noi
impieghiamo del tempo per migliorarlo è un fatto eccezionalmente
importante e invito il Governo a dare a ciascuno il tempo necessario
per farlo. Se c'è solo la volontà di contrapporsi potremo soltanto
ascoltare le belle parole, ma alla fine dovremo arrivare ad un voto.
Siamo in maggioranza, se la maggioranza e quindi la libertà di
idea, di pensiero e di azione che il popolo siciliano ha dato al
governo Cuffaro e al centrodestra ha dignità di essere e di volere,
allora restiamo qui e facciamo la contrapposizione; non avremo,
però, fatto alcun merito alla Sicilia ed ai siciliani e alla fine
vedremo che si può anche vincere contro un qualcosa di giusto e di
buono che viene detto dalla sinistra e che può essere benissimo
accolto a modifica, a miglioramento, a certezza che l'intervento
venga finalizzato a necessità reali, cogenti ed esigenze serie del
popolo siciliano.
Dunque, o discutiamo al fine di migliorare l'articolo oppure si
faccia muro contro muro. La maggioranza dimostri se è disponibile a
dare una risposta alla Sicilia che ci ha votato, facciamoli parlare
e poi, alla fine, votiamo ciò che il Governo ha indicato e che
questa maggioranza vuole portare avanti.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno.
ACIERNO Rinunzio.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. L'onorevole Acierno rinuncia
perché questa volta l'Acierno di turno lo ha fatto l'onorevole
Cintola con il suo intervento
ACIERNO Se pensava di offendermi, non ci è riuscito
CAPODICASA relatore di minoranza. No E' il richiamo allo
sciovinismo di maggioranza che non ha nulla a che vedere con giudizi
personali.
Poichè l'opposizione esce con le gambe tremanti dall'intervento
dell'onorevole Cintola, noi, ovviamente, continuiamo i nostri
interventi perché siamo convinti delle cose che dobbiamo fare.
L'onorevole Cintola lasci da parte i suoi proclami: i
pistolotti non ci fanno né caldo, né freddo. Noi abbiamo le nostre
cose da dire. Poi, la maggioranza voterà, vincerà in quest'Aula,
però - come spesse volte abbiamo detto - una maggioranza che vince
qui dentro può anche perdere fuori Non è questa la sola platea dove
si combattono le battaglie politiche e parlamentari.
L'onorevole Cintola non ha di che scaldarsi, perché non c'è
alcun tentativo ostruzionistico da parte dell'opposizione. C'è,
invece, una questione di sensibilità. La sinistra ed il
centrosinistra hanno delle sensibilità su cose particolari che,
magari, a lei, onorevole Cintola, e a parte della sua maggioranza
non fanno alcuna impressione.
Nel momento in cui queste sensibilità vengono toccate - e io
credo che alla sincerità ed alla passione con cui sono stati svolti
gli interventi dell'onorevole Cracolici, dell'onorevole Giannopolo,
debba darsi atto per lo meno della sincerità e della correttezza -
cinque minuti di intervento, onorevole Cintola, non hanno mai
rovinato alcuno, anzi - mi suggerisce l'onorevole Stancanelli -
aiutano a comprendere meglio le cose.
Onorevoli colleghi, diciamo le cose come stanno: questo
articolo doveva essere dichiarato improponibile per ammissione
unanime. Il Governo aveva preparato e presentato, non ipotizzato ma
presentato formalmente, l'emendamento soppressivo che poi, sulla
base di non si capisce bene cosa, ha ritirato.
Quindi, non è vero che si tratta di un articolo che è pura
acqua fresca se persino il Governo aveva presentato un suo
emendamento soppressivo.
CINTOLA In seguito a un accordo fatto con il Presidente Lo
Porto...
CAPODICASA relatore di minoranza. Accordi di scambio a livello
più basso noi non ne facciamo; gli accordi devono avere una loro
dignità politica e, se viene rispettato il livello minimo di
decenza, noi siamo pronti a rispettarli
Quando noi solleviamo una piccola obiezione di natura
tecnico-giuridica riconosciuta dalla Presidenza dell'Assemblea di
turno e dall'Assessore seduto al tavolo del Governo, non si capisce
perché non è stato rispettato l'accordo, poi ce lo spiegherete
successivamente.
Ritornando all'articolo in questione, il Governo Berlusconi ha,
con una grande capacità di immaginazione e anche di comunicazione,
portato avanti una legge che porta il titolo immaginifico di
'Padroni in casa propria'.
Il Governo e la maggioranza con questo articolo ci propongono
un'altra cosa: ci propongono 'Padroni in casa degli altri'. Perché
'Padroni in casa propria' significa che all'interno della mia
abitazione, si può consentire o meno con questa ipotesi, ma è una
ipotesi, di realizzare le opere interne che non compromettono né la
sagoma, né la volumetria, né la qualità estetica dell'immobile,
faccio una cosa che può riguardare solo la mia famiglia, il mio
interno e che non contrasta con il diritto degli altri, di quelli
che non sono padroni della casa ma che comunque vivono in uno spazio
urbano.
In questo caso, quando voi prevedete che "non sono considerate
aumento di superficie utile o di volume né modificazione della
sagoma" - noi per legge decidiamo che una modifica di una sagoma non
è modifica di una sagoma, la sagoma viene modificata ma noi
stabiliamo che non è modifica di sagoma - "attraverso la costruzione
di terrazze di collegamento", cioè le realizziamo, né tanto meno la
chiusura di terrazze di collegamento.
L'onorevole Cracolici prima chiedeva cosa fosse una terrazza di
collegamento. Io invito l'onorevole Cracolici a recarsi nella zona
del Policlinico, gli farei vedere, de visu, che cosa è un palazzo
con terrazze di collegamento: c'è un corpo abitativo di fronte ve
ne è un altro e in mezzo ci sono delle terrazze, che dovrebbero
rimanere tali, quindi con gli spazi aperti, e che la gente invece ha
chiuso regolarmente.
Ma ogni terrazza - badate, parliamo di 70/80 metri quadri, non
parliamo del terrazzino - è stata chiusa ed è diventata salotto,
abitazione. Lo so perché sono stato a casa di un conoscente che
abitava in uno di questi palazzi.
Io da domani mattina, se fossi un costruttore, realizzerei
immobili solo di questo tipo con due corpi e terrazze di
collegamento. Venderei per tre volte quegli spazi perché sono spazi
che si pagano. Ma qui si pagano anche i balconi delle case che si
acquistano, figurarsi i terrazzi di collegamento che si possono
chiudere in toto e diventare saloni, grandi saloni E non muta
questo la prospettiva? Non cambia nulla?
Ma poi c'è di più: noi consentiamo anche la chiusura degli
spazi interni Bene, abbiamo una disputa con l'onorevole Cracolici,
se il cortile Maqueda è o no uno spazio interno che si può chiudere.
Io penso di sì Il cortile di Palazzo dei Normanni sulla base di
questa norma - a mio avviso - si può chiudere: si mette una bella
tettoia sopra e quello diventa uno spazio interno chiuso
Ma cosa vogliamo fare? Forse perché ognuno di voi quando
presenta l'articolo ha sotto gli occhi la cosetta che magari gli si
è prospettata, non immagina poi gli effetti e le ricadute che quella
norma ha sul contesto generale
I bagli del '700, diceva l'onorevole Cracolici; ma altro che
bagli
Dicevo all'onorevole Cracolici che Palazzo Palagonia è in
vendita e che se avessi i soldi lo comprerei il doppio di quanto è
in vendita perché ha uno spazio interno di oltre 2000 metri quadri,
ma si può chiudere alla luce ...
ACIERNO Ma si legga le norme
CAPODICASA relatore di minoranza. Finora ha dimostrato che le
norme non le ha lette lei
ACIERNO No, io le ho lette tutte; forse, questa lei non l'ha
letta fino in fondo
CAPODICASA relatore di minoranza. Perché lei dice che per gli
spazi vincolati ci vuole il parere della Sovrintendenza? Ah Il
parere della Sovrintendenza Ma lei vuole scherzare onorevole
Acierno?
ACIERNO No, io non scherzo affatto
CAPODICASA relatore di minoranza. Il parere della
Sovrintendenza Ma se io ho diritto a farlo perché la
Sovrintendenza dovrebbe negarmelo, considerato che poi prevedete
anche il silenzio-assenso? Quante migliaia saranno le richieste di
chiudere gli spazi interni cui la Sovrintendenza non sarà in grado
di dare, nei tempi prestabiliti, il proprio parere e potranno
chiuderli e regolarizzarli? Non scherziamo con le cose serie
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor presidente, onorevoli colleghi, la sensazione di
parlare ad una maggioranza sorda non ci impedisce di intervenire nel
merito di questioni così delicate, né ci troviamo nella curva sud
dello stadio dove ci sono gli ultras della legalità e gli ultras
della sanatoria a tutti i costi, del tutto lecito.
Però, siamo preoccupati della natura che sta assumendo questa
maggioranza e siamo preoccupati anche della tifoseria che sviluppa
nelle argomentazioni che, quando non reggono né sul piano del valore
delle norme né sul piano di una cultura politica, non dico moderna
ma decente, quando non reggono neanche sul piano della legalità
fanno appello - come fa l'onorevole Cintola - con scarsa efficacia
ovviamente, all'uso dei muscoli e del primato della maggioranza.
Noi potremmo anche farvi andare avanti così. Vedo che fate
qualche errore di percorso, qualche incidente di percorso: non avete
avvisato il sindaco di Carini, che è un sindaco della Casa delle
Libertà, che la linea vostra è un'altra visto che ieri,
incautamente, questo sindaco ha demolito tre ville abusive. Non
gli avete detto: "fermati perché tanto qua saniamo tutto ". Ogni
tanto vi scappa di mano qualche persona di buon senso che capisce
che il territorio non può essere saccheggiato e poi monetizzato
attraverso la sanatoria di questo saccheggio.
Il Presidente della Regione farebbe bene a ritirarlo questo
articolo.
Noi vi abbiamo chiesto dall'inizio di questa finanziaria,
quando si sono presentati i primi articoli alla nostra discussione
che riguardavano materie di sanatoria urbanistica, di fermarvi e di
affrontare tutte le materie urbanistiche nell'ambito di una riforma
organica che riguarda un'esigenza diffusa che c'è in Sicilia di
mettere mano al groviglio di norme all'interno del quale
l'abusivismo diventa un fatto normale. Quando le norme sono tante
e non sono gestibili si sviluppa poi uno spontaneismo che porta
laddove porta. Ma se lo spontaneismo e l'abusivismo "spontaneo"
viene stimolato dalla pratica della cultura e dalla legiferazione
continua di sanatorie...
ACIERNO Ma non è una sanatoria
FORGIONE E' ancora peggio di una sanatoria questa norma E'
l'invito alla gente a fare quello che vogliono subito, tanto poi
qualcosa arriverà. E' l'invito a commettere abusi ed illiceità E'
questo, e voi state monetizzando tutto
E guardate a questo articolo sono stati presentati emendamenti
che sono ancor più pericolosi dell'articolo stesso. Guardate che
cosa è un emendamento che voi presentate sulla sanatoria che
riguarda esercizi commerciali ed un emendamento che riguarda la
logica delle strutture precarie da voi presentati: diventa normale
costruire senza materiale tradizionale, cioè strutture costruite in
ferro e vetro.
Un tecnico mi ricordava - pronuncio una citazione triste - "le
Torri gemelle erano tutte in ferro e vetro". Si può costruire quello
che si vuole con materiale non tradizionale, perchè viene
consentito Si può costruire il Palazzo dell'ONU con la norma che
voi fate in deroga alle normative esistenti E' quello che volete
far passare Guardate anche gli emendamenti che alcuni di voi hanno
scritto.
E che effetto avrà questa norma, per esempio, sui centri
storici? lo chiedo all'Assessore per il turismo ed anche al
Presidente della Regione che si sciacqua la bocca in tutti i
convegni sul futuro del turismo in questa Regione.
Che cosa è la fruibilità turistica di un territorio con centri
storici scempiati, con aree vincolate, andando ben oltre anche ai
vincoli paesaggistici ed architettonici esistenti?
Dunque, perchè non vi fermate? Non vi fermate perchè avete
troppe pressioni E sarebbe una buona regola della politica e di un
Parlamento non rispondere alle pressioni, ai particolarismi,
soprattutto quando rispondere a queste pressioni vuol dire
legittimare l'illecito, ma guardare sempre agli interessi generali.
Voi vi fermate al particolare e per fare questo arrivate ad un
emendamento che, non per un accordo chissà trasversale o segreto tra
il Presidente dell'Assemblea ed i capigruppo dell'opposizione, ma in
modo condiviso da tutti era stato considerato improponibile al punto
che il Governo aveva predisposto un emendamento soppressivo. Voi
avete fatto pressioni sul Governo e lo avete costretto a ritirare
quell'emendamento soppressivo.
Signor Presidente, perchè rimanga agli atti, questo emendamento
non è passato dalla Commissione di merito "Ambiente e Territorio"
perchè quest'articolo è stato scritto nella Commissione "Bilancio"
dell'Assemblea regionale.
Allora, buon senso e buona politica vorrebbe che voi vi
fermaste un attimo e lo ritiraste, non per riscriverlo e fare
pasticcio su pasticcio ma per evitare alla Sicilia ulteriori scempi.
MORINELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MORINELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, giustamente
quest'Aula, in modo anche passionale, sta discutendo di una
questione che, per l'importanza che riveste, merita di essere
trattata a parte, perchè non c'entra nulla con la legge finanziaria.
La Sicilia dovrebbe essere impegnata, così come altre regioni
italiane, ad avere un testo unico organico in materia urbanistica,
cosa che non riusciamo ad avere.
Abbiamo approvato le linee guida del piano paesistico
regionale, ancora manca il piano territoriale urbanistico. Onorevole
Presidente della Regione, lei che ha la delega al territorio e
ambiente, dovrebbe sollecitare i suoi uffici e il suo Governo ad
attivarsi affinché la Regione siciliana si metta al passo con le
altre regioni italiane.
Non é possibile che in questa sede - é da più di un'ora che
trattiamo questo emendamento, questa norma - ci impantaniamo su una
questione che merita di essere trattata a parte. Pertanto, chiedo
formalmente - così come hanno fatto altri colleghi - al Governo di
ritirare l'articolo 19, perché ci sono altre questioni importanti
che meritano di essere trattate, discusse, di modo che la legge
finanziaria vada in porto in modo celere.
Quindi, onorevole Presidente della Regione, mi affido alla sua
sensibilità affinché l'articolo 19 venga ritirato.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor presidente, onorevoli colleghi, credo che le
connotazioni negative dell'articolo 19 siano molto consistenti, e
sono state illustrate abbondantemente dai colleghi che mi hanno
preceduto.
Vorrei sottolineare - e lo dico all'onorevole Cintola, a
proposito della sua considerazione - che la dialettica parlamentare
dovrebbe avere come riferimento l'interesse della Sicilia, che
l'idea scaturita da un articolo di questo genere é un'idea negativa
per la Sicilia che, purtroppo, ci insegue da tanto tempo e cioè
l'idea di una Regione - talvolta questo termine indica, addirittura,
un popolo - che mira sostanzialmente a promuovere, in grande od in
piccola misura, fenomeni di illegalità, piccoli o grandi che siano,
che poi, successivamente, devono essere sanati.
Al di là di ogni considerazione di dettaglio, il senso é
questo. Credo, onorevole Cintola - e lo dico anche al presidente
Cuffaro, che ogni tanto vedo impegnato, giustamente, a contrastare
l'idea di attacchi nei confronti dell'immagine della Sicilia - che
proprio fatti di questo genere, poi, alimentano, sulla stampa
nazionale, nell'opinione pubblica nazionale, una immagine deteriore
della Sicilia.
Penso che questo dovrebbe preoccupare tutti. Dovrebbe essere un
interesse comune - del Parlamento siciliano, dei colleghi di
maggioranza e dei colleghi di minoranza - evitare che questo
messaggio negativo venga fuori dagli atti che compiamo.
Il modo con cui si é affrontato questo articolo -
l'interruzione all'onorevole Cintola che prima faceva il collega De
Benedictis, si richiamava a questo punto - è sbagliato, infatti, la
commissione di merito non ha esaminato questo testo e, comunque, non
lo ha votato.
Non so, presidente Crisafulli, se siamo in presenza di una
prassi ormai consolidata, ma immaginare che su un fatto così
tecnico, di merito, la Commissione bilancio si arroghi il diritto di
discutere, di dibattere e deliberare, in una materia che é di
pertinenza di un altra Commissione, credo che ponga un problema.
Emerge soprattutto un dato: a proposito del confronto
costruttivo, del confronto sereno, che dovrebbe portare a fare
misure legislative utili per i siciliani, ritengo che, il procedere
in questa maniera - come si é fatto a proposito di questo articolo
- sia un modo esattamente opposto, che non consente alle persone, ai
nostri colleghi che hanno competenze in questo campo - o che
comunque hanno responsabilità in questa materia -, di confrontarsi e
di deliberare nell'interesse del Parlamento un testo che possa
essere apprezzato dal punto di vista dei contenuti.
Per tutte queste ragioni - e quindi non per alimentare prove di
forza che sarebbero del tutto fuori luogo - chiederei ai colleghi
della maggioranza, all'onorevole Cintola, di prendere in
considerazione l'opportunità di soprassedere rispetto all'articolo
19.
Naturalmente estendo la richiesta al Governo; in più vorrei
fare presente al Presidente Cuffaro che un Governo, firmatario di un
emendamento soppressivo che poi, senza argomentarlo ripropone il
testo, credo dia un segnale negativo all'intero Parlamento. Siamo in
presenza di una manovra finanziaria che è interesse di tutti
approvare in tempi ragionevoli - considerato che siamo ormai al
secondo esercizio provvisorio -, è quindi necessario un senso di
responsabilità, questo sì, nei confronti dei siciliani, bisogna
pertanto eliminare quest'articolo 19 che peraltro, com'è stato qui
ricordato, dal punto di vista della manovra finanziaria è
assolutamente contraddittorio e poteva già essere dichiarato
improponibile dalla Presidenza.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio essere
un po' più colorito nell'espressione, ma non offensivo,
naturalmente. Colorito per cercare di far comprendere ai proponenti
di questa norma che ci stiamo rendendo ridicoli.
Signor Presidente, sono deputato dell'Assemblea regionale
siciliana e l'ultima cosa che vorrei è di essere additato quando
vado fuori dalla mia terra, di essere additato come colui che
acconsente, anzi, ispira i siciliani a fare tutto ciò che vogliono
della propria terra e, in particolare, dei propri beni.
L'esempio che faceva l'onorevole Capodicasa è pertinente - per
quanto riguarda le costruzioni nuove a cui faceva riferimento -, ma
la cosa che lascerebbe veramente impressionati - non solo noi, ma
anche chi viene da fuori a visitare la nostra Isola, i nostri centri
storici - è il rischio reale che questi centri storici possano
diventare una specie di Torre di Babele, dove ognuno fa quello che
vuole.
Infatti, quello che si sta cercando di realizzare con questa
norma è creare la cultura di fare quello che si vuole, creare una
sorta di far west delle costruzioni, cioè ognuno fa quello che vuole
in modo tale che dal prossimo Governo - nel momento in cui
ripristinerà le norme della buona usanza e del buon costume
architettonico - saremmo additati come coloro che vogliono creare
lacci e lacciuoli ai siciliani.
Volete liberalizzare tutto In buona sostanza volete
liberalizzare il brutto
Dove sta la mia espressione colorita? Una volta approvata
questa norma, sapete cosa si dirà dei siciliani? Onorevole
Presidente della Regione, lei che per la carica che riveste viaggia
spesso, qualcuno le dirà: "guarda chi c'è? Antonio Albanese ".
Antonio Albanese ha anticipato con il suo sketch televisivo la
figura di quell'amministratore di un paese calabrese (che poi si
parla di Sicilia e Calabria come un'unica cosa, il meridione) che
della sua terra, della sua città, ne fa tutto ciò che desidera. In
sostanza, legalizza tutto ciò che di negativo esiste nella propria
terra.
Onorevole Presidente della Regione, lei si identificherà con
questa figura, permetterà di fare tutto quello ciò che si vuole,
costruire o altro.
Non voglio continuare perchè diventerei offensivo e poco
educato, ma è chiaro che ci si capisce, si sa cosa intendo dire.
In poche parole: legalizziamo l'inciviltà urbana, diventiamo
inurbani e questo, onorevole Presidente della Regione, non lo
accetto. Non consento che, nè lei, nè io, andando fuori dalla nostra
terra possiamo essere additati come dei "barbari", perchè di questo
si tratta.
Ho cercato di capire le ragioni dell'intervento dell'onorevole
Cintola, quali sono queste famose utilità, quali sono gli interessi
della Sicilia e dei siciliani. Vorrei che ci spiegasse quali sono le
utilità e gli interessi della Sicilia che giustificano
l'approvazione di questo tipo di norma.
Una spiegazione, forse, mi convincerà della vostra ragione e
voterò questa norma.
VICARI Noi lo sappiamo, perchè ci hanno votato.
MICCICHE' L'onorevole Vicari dice che ci hanno votato per fare
queste cose. Io dico: ci hanno votato per distruggere la Sicilia
Bene, ne prendiamo atto
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'intervento dell'onorevole Cintola ha sortito l'effetto opposto
rispetto a quello a cui mirava.
Sinceramente ritengo che la maggior parte degli interventi dei
deputati di minoranza che si sono succeduti a quello dell'onorevole
Cintola, probabilmente, sono stati suscitati dalle cose dette da
quest'ultimo nel suo intervento inaccettabile e contraddittorio.
Probabilmente è inaccettabile proprio perchè contraddittorio
L'onorevole Cintola dichiara di convenire con tanti di noi che
ritengono inammissibile, inserito nella finanziaria, questo articolo
19; però, ecco la contraddizione: egli contesta coloro che
intervengono per spiegare le motivazioni per cui ritengono
inaccettabile l'introduzione dell 'articolo 19 all'interno della
legge finanziaria, e per motivare nel merito il parere contrario a
questa norma.
Si faceva riferimento anche ad uno strappo, ad una scorrettezza
istituzionale avvenuta tra Governo e Parlamento. Vorrei capire come
viene considerato il rapporto tra Governo e Parlamento quando un
Governo, per ben tre volte, dichiara di ritirare un articolo della
propria finanziaria, per poi retrocedere da questa posizione e
ripresentare lo stesso articolo. Non so se questo è corretto, lascio
ad altri la valutazione.
Ma, d'altra parte, siamo in piena sintonia con le procedure che
si sono adottate per l'approvazione di questa legge finanziaria. Si
citava, per esempio, la Commissione di merito, la IV Commissione,
che si è riunita alla presenza dell'onorevole Cascio, e vorrei
ringraziarlo per la sua sensibilità e correttezza nel non
condividere un articolo presentato dal Governo. Si parlava di bed
and breakfast, e vi era contraddizione con una norma già votata da
questa stessa Assemblea, ma che vedeva luce all'interno della legge
finanziaria, ed è stata sottoposta all'attenzione della IV
Commissione.
Per venire nel merito della norma. Una norma dovrebbe cercare
di individuare e regolamentare con certezza una fattispecie. Questo
non avviene sicuramente con l'articolo 19. Sono costretto a ripetere
le stesse motivazioni addotte da tanti colleghi che mi hanno
preceduto, ma ritengo che bisogna rimarcarle ancora una volta.
Siamo in presenza di una norma che non riesce ad individuare e
regolamentare in maniera generale la fattispecie a cui tende, che fa
riferimenti - così come è stato detto da colleghi che mi hanno
preceduto - ad indicazioni che non esistono nella determinazione
legislativa. Né, d'altra parte, mi soddisfano le correzioni che si
vogliono apportare a questo articolo con gli emendamenti. Per
esempio, nell'emendamento 19.2 si fanno riferimenti ancora più
generici, si citano addirittura i materiali tradizionali di
costruzione.
Stiamo discutendo un articolo che ritengo di dubbia
legittimità, in quanto introduce in maniera retroattiva una
tassazione per coloro che già dal 1985 hanno proceduto a fare ciò
che oggi con questa norma si vuole legittimare.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
dibattito su questo argomento si debba considerare esaustivo delle
posizioni di tutte le parti, e che vada concluso con un voto del
Parlamento. Infatti, proprio ieri i colleghi dell'opposizione
ritenevano, alla fine, essere questo lo strumento sovrano
dell'approvazione e della valutazione degli argomenti, e spero che
anche oggi la pensino allo stesso modo.
Ci sono state delle esagerazioni che probabilmente sono
derivate da una modifica degli umori e del clima all'interno
dell'Aula, ma non sono certamente inerenti il contenuto
dell'articolo 19.
Dire che il sindaco del comune di Carini - e rispondo
all'onorevole Forgione - ci è sfuggito di mano, è una esagerazione
strumentale e polemica perché domani, con buona pace nostra e
nostro compiacimento, nonostante l'approvazione di questa norma, il
sindaco del comune di Carini potrà continuare nella benemerita opera
di demolizione senza essere minimamente diminuito, vincolato,
subordinato o condizionato. Continuerà a farlo con il nostro
compiacimento.
All'onorevole Forgione forse è sfuggito di mano qualche collega
della sinistra che non soltanto condivideva questo articolo, ma ne
proponeva un'applicazione estensiva. Il che non significa che
all'interno della maggioranza ci sono degli "Attila" che vogliono
distruggere il territorio. Ci sono sicuramente nell'ambito del DS,
della Sinistra, delle sensibilità o delle posizioni analoghe alle
nostre. Se gli onorevoli Capodicasa e Speziale si preoccupassero di
spulciare l'elenco degli emendamenti proposti, troverebbero degli
emendamenti legittimi che provengono dai banchi dei DS e che stasera
sono stati ritirati, perché avete costretto i vostri colleghi dello
stesso Gruppo, data la modifica del clima politico, a ritirarli.
Vi erano degli emendamenti che non solo gradivano il contenuto
dell'articolo, ma addirittura ne estendevano, ne auspicavano
l'estensione dell'applicazione. Quindi, non significa che noi siamo
i "barbari" e dall'altra parte c'è la sensibilità.
L'onorevole Giannopolo ha addirittura scomodato la categoria
dei kitch, ha detto che da questa parte la maggioranza sarebbe
impegnata a inalberare il vessillo del kitch, la cultura del kitch,
anzi, non ricordava che cosa fosse - è il contrario al bello, glielo
suggeriamo noi - la cultura del kitch. Non è così, mi pare che in
quest'Aula ci sia stata la manifestazione di un dibattito legittimo,
con posizioni legittime, esagerazioni strumentali che sono derivate
improvvisamente da una modifica del clima d'Aula.
Sia da una parte che dall'altra c'era la condivisione del
medesimo argomento e delle medesime posizioni; da quella parte poi è
stato cambiato il comportamento e la posizione, da questa parte,
invece, ci si è mantenuti coerenti con l'impostazione che il Governo
aveva dato alla originaria norma.
FLERES Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero esprimere
il mio voto favorevole sugli emendamenti e sulla formulazione
dell'articolo 19 del Governo, qualunque esso sia.
Dico qualunque esso sia perché un dato è certo rispetto a
questo tema che stiamo affrontando. Il confronto non si è sviluppato
su questioni di natura tecnica, non ci sono state soluzioni
alternative di natura tecnica miranti a correggere la formulazione
dell'articolo 19 o degli emendamenti collegati con l'articolo 19.
Ci sono state posizioni che hanno manifestato soltanto valutazioni
di natura politica.
Sono convinto che i problemi non si risolvono, quando vengono
sollevati, con una enunciazione di natura politica; si risolvono
tentando di individuare una soluzione. Il Governo per quanto mi
riguarda ha mostrato molta razionalità e anche molto coraggio,
soprattutto alla luce delle cose che ho sentito dire questa sera,
nel voler tentare di trovare una soluzione.
Avremmo potuto dire che la soluzione proposta dal Governo era
inadeguata, andava integrata, andava modificata, andava resa
compatibile con altre questioni che potevano avere un valore
diverso, ambientalistico, storico, estetico - come ha detto
l'onorevole Giannopolo poc'anzi -, ma un dato è certo, il Governo si
pone il problema di affrontare una questione che esiste, che è vera,
che è reale, che è sotto gli occhi di tutti, che non può essere
ignorata. Il Governo si pone nelle condizioni di separare nettamente
la realtà dall'utopia; se vogliamo inseguire l'utopia siamo liberi
di farlo, ma ci troveremo di fronte sempre i problemi che
conosciamo. Se vogliamo invece affrontare la realtà possiamo pure
incontrarci o scontrarci, possiamo individuare un'ipotesi e
condividerla o non condividerla, ma certamente ci poniamo dalla
parte della soluzione del problema, non dalla parte della gestione
del problema.
Onorevoli colleghi, la cosa veramente sgradevole che avverte
chi ci ascolta è che esiste un Parlamento che forse pure sbaglia, ma
tenta di risolvere un problema, ed esiste un Parlamento che forse
pure azzecca ma che certamente non lo fa per risolvere il problema,
lo fa per gestire il problema, perché certamente è più facile
gestire un problema piuttosto che tentare di risolverlo
assumendosene la responsabilità.
Onorevole colleghi, ci troviamo di fronte ad un tipico esempio
di interpretazione ideologica della soluzione di un problema che
esiste.
Essendo molto pragmatico nelle valutazioni che compio, non mi
preoccupo se è necessario richiamare Marx, Nitschie, Sturzo o
Mazzini, per stabilire se affrontare o non affrontare un problema
che esiste, se risolvere o non risolvere un problema che esiste; c'è
invece, al contrario, chi non si pone dalla parte della soluzione,
ma dalla parte della gestione del problema.
Onorevoli colleghi, per quanto mi riguarda, voterò a favore di
qualsiasi ipotesi che sarà formulata dal Governo, perchè intendo
manifestare la condivisione, non perchè appartengo alla maggioranza
- voi mi avete spesso visto votare in difformità alla maggioranza -
e, dunque, intendo sostenerne le scelte politiche, ma perchè
appartengo al partito della soluzione dei problemi, non al partito
che intende ignorare i problemi.
Concludo con una precisazione: la questione relativa
all'articolo 68 ed alla proponibilità o alla improponibilità. Mentre
mi accingevo a parlare un collega mi ha chiesto: risponderai
all'onorevole Speziale?
Non risponderò all'onorevole Speziale, perchè sono convinto che
quando il Presidente di un Gruppo parlamentare impegna la sua parola
e poi non la mantiene, la sua parola vale zero, e se vale zero non
ho alcun motivo di rispondere.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche giorno fa mi
sono permesso, da questa postazione, di sottolineare un aspetto che
poco entrava nel merito dell'articolo che stavamo trattando, in quel
caso si trattava dell'articolo 26. Mi permisi di dire che non si
stava discutendo del merito di quell'articolo, ma si trattava invece
di una forma di ritorsione da parte della maggioranza perchè
contestava un incontro fatto con i Presidenti dei Gruppi
dell'opposizione con la Presidenza dell'Assemblea.
La Presidenza dell'Assemblea - che testè abbiamo ascoltato per
bocca dell'onorevole Fleres -, è giunta addirittura a richiamare,
quasi con una lezione di etica politica, il Presidente del mio
Gruppo parlamentare, come a dire che la sua mancata fine gestione di
un passaggio sia ora attribuibile, invece, alla tenuta, alla parola
che un Presidente di Gruppo può indubbiamente dare nel momento in
cui si tratta di materia d'Aula e si tratta di come procedere in
quest'Aula.
Ascoltando quanto si è detto c'è veramente da piangere; c'è da
far cadere le braccia anche a coloro che sono possibilmente più
liggi al clima solenne che sempre di più dovrebbe
contraddistinguere, invece, questo Parlamento.
La mancata fine gestione, intelligente gestione, da parte della
Presidenza - mi permetta, Presidente Crisafulli -, non è
attribuibile ai Presidenti dei Gruppi dell'opposizione, ma è
attribuibile possibilmente anche ad una sottovalutazione dei metodi
di svolgimento di quella discussione, e di come andava raccordata
con la maggioranza da parte della Presidenza.
Quindi, smettiamola con le lezioni, con i richiami che fanno
sicuramente male a questo consesso e soprattutto - permettetemi di
dire - intaccano la sensibilità di ognuno di noi, perchè è a questo
che si sta arrivando ascoltando alcuni interventi, il modo come
qualcuno si erge a dare lezioni per quanto concerne anche le
questioni di merito e di procedura.
E andiamo al merito signor Presidente: è mai possibile che
porre questioni di merito e dire che è assolutamente pericoloso non
definire e non specificare cosa può significare uno spazio interno,
in termini dimensionali, significa semplicemente fare una
opposizione sorda che non guarda al merito?
Piccoli spazi, medi spazi, grossi spazi. Ha ragione l'onorevole
Capodicasa quando dice che il cortile Maqueda può essere considerato
uno spazio che va chiuso con strutture precarie.
Questa non è opposizione sorda. E' dire che dobbiamo stare
attenti a cosa tiriamo fuori come norme.
Piccoli spazi è una cosa, ma spazi così, in maniera indefinita,
significa mettere su un mostro, non una norma.
E' mai possibile parlare di balconi, terrazze di collegamento
senza specificare che cosa collegano, se collegano interi corpi di
fabbrica, se collegano invece l'interno del corpo di fabbrica a se
stante.
Ma è mai possibile che parlare di tutto ciò e dire stiamo
attenti nel produrre una norma significa invece sentirsi richiamare
come a dire: o qui dentro si fa quello che questa maggioranza
stabilisce oppure tutto ciò è semplice, sorda, stupida opposizione.
Io respingo, se mi permettete, con rabbia e con sdegno questo
tipo di atteggiamento. Noi siamo qui per costruire norme che siano
domani facilmente interpretabili e che non colpiscono ancora una
volta le tasche dei siciliani.
Volete fare pagare 100 mila lire al metro quadro sulla logica
della copertura con strutture precarie dei balconi e sulla logica
degli spazi interni, mentre le norme in vigore permettono,
soprattutto quando i balconi non si affacciano e non interessano il
prospetto principale, la copertura senza una lira.
Questo volete fare. Cioè volete introdurre comunque una
ulteriore altra tassa, di questo dobbiamo discutere e di questo
vogliamo discutere e su questo, da questo punto di vista, chiediamo
anche maggiore attenzione e maggiore, mi si permetta di dire,
tolleranza politica e rispetto politico.
PRESIDENTE Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento
19.R di riscrittura dell'articolo 19 e del successivo articolo 20.
E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, il fatto che il Governo abbia
presentato un emendamento di riscrittura è in linea con
l'emendamento 19.7 che già il Governo aveva presentato di
soppressione dell'articolo 19.
Quindi, probabilmente, con questa riscrittura ammette, in
qualche modo, che sul piano tecnico e nel merito dei contenuti
dell'articolo 19 anche il Governo ha una valutazione diversa.
Questo mi consente di non approfondire il merito dell'articolo, pur
dichiarando che noi siamo nettamente contrari all'articolo 19 e alla
filosofia che lo sostiene.
Mi permetto di osservare, però, che gli interventi che sono
stati fatti, anche da colleghi autorevoli, hanno introdotto un
elemento, sul clima e sul lavoro che noi dobbiamo svolgere, che non
credo sia positivo.
Qualcuno ha adombrato accordi intervenuti tra le opposizioni e,
non so chi. Debbo ribadire che non c'è stato nessun accordo né nel
merito della finanziaria, né nell'articolato, né nel merito degli
emendamenti modificativi o aggiuntivi. Nessuno di noi si è riunito
con qualcuno per concordare qualcosa.
C'è soltanto il desiderio di svolgere una dialettica
parlamentare corretta e di tentare di migliorare i provvedimenti, e
questo va nell'interesse sia della maggioranza che dell'opposizione.
Mi sorprende che l'onorevole Fleres abbia sorvolato sul fatto
che l'articolo 19 è improponibile, non solo perché non ha nessuna
attinenza con la norma contabile ma perché altri articoli analoghi
sono stati dichiarati improponibili.
Quindi, se l'insistenza sull'articolo 19 vuole significare un
mutamento del clima, e quindi una sfida, un atteggiamento diverso,
questo credo che non aiuta un confronto parlamentare e istituzionale
equilibrato e sereno.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, nessuno è preoccupato
del fatto che la maggioranza ha i numeri e farà passare la
finanziaria che vorrà, ma nessuno può impedire all'opposizione di
intervenire e quindi di fare svolgere i lavori dell'Assemblea
secondo quello che dice il Regolamento.
Noi siamo qui non per sollecitare accordi o per sollecitare
emendamenti, ma per tentare di svolgere il nostro compito e il
nostro ruolo.
Sul fatto che qualcuno non ha mantenuto impegni, io debbo dire
che ho partecipato alla riunione con il Presidente Lo Porto e in
quella sede si è parlato soltanto della proponibilità o
improponibilità di alcuni argomenti, e questo rientra nel compito
istituzionale del Presidente dell'Assemblea, ma nessuno ha fatto
accordi di altra natura. Su alcuni articoli il Presidente Lo Porto
aveva lasciato, alla valutazione dei Capigruppo, la possibilità di
esprimere la loro valutazione sulla improponibilità o meno di
qualche articolo, quindi non c'è stato nessun tradimento, né alcun
accordo che è stato disatteso, c'è soltanto il desiderio di
contribuire a migliorare la legge.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha
facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
approfittare della presenza del Presidente della Regione, che so che
mi segue con attenzione quando faccio qualche riferimento
storico.
Le suggerirei di guardarsi dagli interventi fideistici
piuttosto che da quelli razionali, ancorché di opposizione, rispetto
al percorso perché in genere con le persone che ragionano sugli
argomenti si trova poi anche un momento comune di riflessione, un
percorso mentre con chi esprime l'avallo ad ogni atteggiamento del
Governo io avrei paura sul fatto che conduca a favore del Governo la
battaglia. Ma su questo non mi soffermo.
Però, onorevole Presidente, io le confesso che la seguo con
molta attenzione quando lei in tutte le occasioni, in Sicilia ma
anche fuori dalla Sicilia, preconizza una Isola diversa da quella
che è stata, e la presenta a chiunque, agli interlocutori del
presente ma anche del futuro, come un'isola nella quale investire,
nella quale domani si realizzerà quello che tutti ci auguriamo, cioè
un punto di riferimento centrale. Per cui vorrei che anche
l'articolato della finanziaria fosse congruo e coerente con quanto
la nostra Regione, non solo il Governo, porta avanti.
Questo non avviene con gli articoli 16, 17, 19 e 20, perché gli
articoli che sto menzionando, invece, vanno nel senso opposto. E
vorrei ricordare al nostro Presidente, non prima di aver ricordato
al collega Leontini, che oltre che collega parlamentare è collega di
professione, che il contrario di bello non è kitsch ma è brutto.
Perché si vergogna di dire una parola che è la più azzeccata e
italiana. Kitsch è il contrario di elegante non di bello, bello e
brutto, elegante e kitsch.
Ma vorrei ricordare al Presidente che in queste cose mi
ascolta, tranne quando è interessato ad interloquire col professore
di Oxford, l'onorevole Cintola, in ordine a problematiche più
elevate che, purtroppo, quello che noi apprezziamo in ordine
all'aspetto istituzionale, e cioè che in questo momento il suo
governatorato è uguale, collega Leontini, a quello che è successo al
principato romano. Purtroppo con questo tipo di articolato rischia
di finire come per il principato romano, che cominciò con la
distruzione edilizia di Capri da parte di Tiberio e finì con
l'esigenza di incendiare Roma per poi ricostruirla in ordine a
quello che i principi avevano realizzato in quel periodo. Qui si
rischia la stessa trafila, si comincia l'augurato da tutti noi
governatorato con una forma di autodistruzione della nostra Terra,
di avallo di un saccheggio del territorio, inevitabilmente si finirà
con l'esigenza di distruggere tutto e questo non interessa il
governo di oggi o di domani ma interessa tutti i siciliani.
Per cui qualcuno mi scuserà se lo faccio con riferimenti
storici, ma ognuno lo fa con i riferimenti che si trova in saccoccia
e inviterei il Governo a ritirare questo articolo e poi ad essere
coerente con quanto istituzionalmente si era deciso, cioè che questi
articoli non erano argomento di finanziaria ma erano altro.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per consentire
ai colleghi di prendere visione del testo dell'emendamento 19.R.
(La seduta, sospesa alle ore 21.14, è ripresa alle ore 21.35)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, in merito all'emendamento 19.R, la
Presidenza intende procedere come segue: sottopone alla valutazione
il testo dell'emendamento stesso, il quale, dopo la sua votazione,
diventa alternativo agli emendamenti 19.3 e 19.1, in quanto presumo
che questi due emendamenti si ripropongono al testo del 19.R -
faccio un ragionamento di analogia - perché sono soppressivi
dell'articolo 19 e sostanzialmente sono assorbiti tutti gli altri
emendamenti al testo dell'articolo 19.
Comunico che all'emendamento 19.R del Governo sono stati
presentati dagli onorevoli De Benedictis, Speziale gli allegati
subemendamenti 19.R.1 e 19.R.2.
Per quanto riguarda l'articolo 20, approvato il testo, credo si
debba fare un'operazione all'inverso, e cioè gli emendamenti che non
sono assorbiti dal testo, e dunque nei fatti decaduti o preclusi,
saranno considerati emendamenti modificativi o aggiuntivi al nuovo
testo 19.R.
SPEZIALE Vorrei sapere se la Presidenza considera tutti i commi
ammissibili.
PRESIDENTE Da una valutazione che ho fatto fare agli uffici, mi
si dice che ...
SPEZIALE Oltre a quella degli uffici, ci sia una valutazione
sua, Presidente
PRESIDENTE Poichè c'è un problema che riguarda il testo rispetto
agli articoli votati, agli emendamenti votati e a quelli dichiarati
improponibili, eccetera, ho fatto fare una verifica agli uffici per
capire se c'era una sovrapposizione. Da quello che si capisce, pare
che ci sia un problema solo al comma 19. Rispetto al resto,
onorevole Speziale, la Presidenza ha messo in discussione l'articolo
19 e l'articolo 20. Le posso assicurare che, avendo fatto questo
sforzo, il resto non mi pare che sia un problema metterlo in
discussione.
SPEZIALE Ripeto la domanda: vorrei sapere se la Presidenza
dichiara ammissibili tutti i commi contenuti nell'emendamento 19.R.
PRESIDENTE Si, onorevole Speziale, la Presidenza li ha
dichiarati ammissibili, ad eccezione del comma 19, perché pare ci
sia una sovrapposizione di testi su articoli già votati o
precedentemente cassati. Stiamo facendo un'attente verifica in
merito.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.40, è ripresa alle ore 21.46)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo per sollevare due
questioni: la prima, che voglio richiamare alla sua attenzione in
particolare ma anche quella del Governo, è che, mentre noi ci
stavamo appassionando in modo animato ad una discussione che
riguardava la chiusura delle verande, il Governo ci ha fatto sapere
che quella era una quisquilia, qui non si tratta di chiudere
verande, qui si tratta di intervenire in materia urbanistica e
derogare a tutto. Quindi, mentre si gridava allo scandalo - il
collega Capodicasa in modo appassionato si lanciava a dare un'idea
di come sarebbe stata devastata Palermo se si fosse approvato
l'articolo 19 -, in realtà loro hanno detto: guardate che queste
sono poca cosa; noi vogliamo andare ben oltre rispetto a quello che
voi pensate.
Voglio sollevare il problema rendendomi conto che non è
possibile che, mentre noi discutiamo sull'articolo 19, d'emblée,
dobbiamo spostare il centro dell'attenzione dell'Aula su argomenti
ben più complessi, che finiscono con il far diventare di
second'ordine le questioni sulle quali stavamo discutendo. Ci viene
presentato un emendamento sostitutivo dell'articolo 19 e
dell'articolo 20, onorevole Presidente dell'Assemblea ed onorevole
Governo, e noi non sappiamo, in questo caso, se fare una discussione
di merito rispetto all'emendamento del Governo o se, invece,
dobbiamo richiamare l'Aula ad avere alto il senso della propria
funzione e della propria responsabilità.
Voglio parlare ai colleghi della provincia di Messina e voglio
leggere un'interrogazione da me presentata in tempi non sospetti,
quando nessuno pensava di dover tirare fuori il comma 10
dell'attuale articolo. Mi riferisco ad una concessione rilasciata
dal sindaco diessino Bolognari alla società GISA, nella quale ad un
certo punto, dopo le premesse, si dice:
"Il comune di Taormina ha autorizzato la 'GISA srl'
all'esecuzione di lavori per la ristrutturazione ed ampliamento,
mediante demolizione e ricostruzione, dell'Hotel Villa San Pietro;
precisato che i fabbricati in oggetto non avevano più
destinazione alberghiera, essendo stati destinati a residenza
privata da lungo tempo (oltre trent'anni) e ricadono in zona B7
(alto interesse ambientale con indice di edificabilità di metri cubi
0,01 per metro quadro)" - metri cubi 0,01 per metro quadro, cioè di
gran lunga al di sotto di quanto previsto dalla legge n. 10 del 1998
per le zone agricole - "a seguito della modifica del PRG di Taormina
adottata dal Consiglio comunale con delibera n. 78 del 1994,
approvata con decreto assessoriale n. 339 del 1997;
vista la sospensione della concessione edilizia e il fermo dei
lavori disposti dal Consiglio di giustizia amministrativa con
ordinanza n. 120 del 2002, tenuto conto che si trattava di un nuovo
intervento edilizio in zona di alto interesse ambientale;
vista la richiesta della GISA di rilascio di concessione in
deroga alle norme del PRG, al fine di porre rimedio al provvedimento
del giudice amministrativo ...", per superarlo la GISA chiese di
adottare un provvedimento in deroga al PRG, non vado avanti.
Il consiglio comunale di Taormina chiede di procedere con la
deroga, e cioè chiede il nulla-osta all'Assessorato del Territorio e
dell'ambiente, il quale concede il nulla-osta; riprendono i lavori
ed il TAR di Catania recentemente, con ordinanza propria, ha
ribloccato i lavori.
Con il comma 10 dell'emendamento 19.R, noi permettiamo che si
possano superare sentenze del Consiglio di giustizia amministrativa
e del TAR .....
(Sgomento dai banchi della sinistra)
... e di sanare alcune vergogne urbanistiche nel territorio
siciliano.
La domanda è la seguente: cosa c'entra questo con la
possibilità che in finanziaria possono essere introitate somme da
destinare al bilancio della Regione? Non c'entra niente Perché, fra
l'altro, quando sarà sanata la concessione in deroga, così come
previsto dal comma 10 dell'articolo 19, le somme eventuali
entreranno nelle casse dei comuni, ma abbiamo completato lo scempio
urbanistico
Io non so chi è che ha pensato questa norma, non so di che cosa
sia frutto. Questa norma si attaglia in modo specifico. Io
ricordavo di avere presentato questa interrogazione, l'ho voluta
citare sapendo bene che mi riferisco a uomini potenti della nostra
Regione, a personaggi di primo piano della nostra Regione e,
tuttavia, non posso non sollevare in modo pubblico un problema di
tale gravità.
Per quanto riguarda il resto dell'emendamento presentato dal
Governo, devo dire che la materia già trattata in Aula non può
essere reintrodotta. L'Aula comunque si era già espressa. L'articolo
19 non può essere sottoposto ad una valutazione da parte degli
uffici, perché è materia sulla quale l'Aula già si è espressa, ha
dato il proprio orientamento, giusto o sbagliato che sia. La materia
non può essere, pertanto, reintrodotta surrettiziamente nell'ambito
del provvedimento in esame.
CRACOLICI Gli emendamenti Virzì sono stati bocciati dall'Aula
SPEZIALE Signor Presidente, poiché conosco la sua sensibilità
circa l'applicazione del Regolamento, nel momento in cui lo
verifica, il comma 19 dell'articolo 19 non può essere sottoposto
all'esame.
Tuttavia, mi viene fatto osservare - e il tempo che abbiamo
avuto per potere valutare la qualità degli emendamenti non è stato
necessario - che possa financo essere stato reintrodotto in modo
surrettizio l'articolo 18 dichiarato improponibile dalla Presidenza
Fleres e possa essere introdotto attraverso le dichiarazioni di
pubblica utilità di concessioni edilizie. Con ciò si ripropone una
questione di tale gravità che è una sfida all'Aula, una sfida al
senso di ragionevolezza dell'Aula, ma anche un modo come
reintrodurre norme che l'Aula aveva deciso di eliminare da qualsiasi
testo, perché su questo c'era un accordo di carattere generale.
Io non so se c'è un'insistenza da parte del Governo ad andare
avanti con i commi e con l'articolo; io chiederei che ci sia un po'
di ordine e, siccome ogni comma di questo articolo di per sé
costituirebbe un elemento di riflessione di carattere generale da
parte dell'Aula, signor Presidente, mettere 19 commi che prefigurano
interventi così massivi nell'urbanistica regionale e sottoporli
d'emblée all'esame del Parlamento, anche se sostenute da logiche
regolamentari, io ritengo che sia comunque un elemento sbagliato.
Perché non si sa su che cosa bisogna poi concentrare l'attenzione,
se su un comma o su un altro e molti di questi commi possono
sfuggire alla valutazione da parte dei colleghi parlamentari.
Per questo, fin dall'inizio suggerivo di procedere in modo più
ordinato, perché penso che questo sia il modo meno ordinato di
procedere.
Tuttavia, signor Presidente, io Le chiedo che tutti gli
emendamenti presentati dal Gruppo dei DS al vecchio articolo 19, al
vecchio articolo 20, vengano riproposti come emendamenti al testo.
Nel frattempo, abbiamo presentato diversi sub emendamenti al testo
che puntano a cassare gran parte dei commi contenuti in questa
legge, che noi riteniamo che siano devastanti per l'urbanistica
regionale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
di questo emendamento, che contiene due articoli ed una serie di
emendamenti presentati da alcuni colleghi, la considero perfino
peggiorativa rispetto al testo di cui stavamo discutendo.
Primo: vi è il comma 10 che, come ricordava l'onorevole
Speziale, si giustifica solo se c'è una fotografia, un nome ed un
cognome, perché siamo in una fattispecie che altrimenti è
impossibile che si determini. Cioè, avere rilasciato concessioni in
deroga significa che erano in deroga perché approvati gli strumenti
urbanistici in deroga, quindi la concessione è stata rilasciata
correttamente, perché altrimenti significa che è stata rilasciata
una concessione illegittima, che non possiamo sanare noi con
provvedimento amministrativo. Siamo nella fattispecie del reato
penale che attiene ad altri livelli.
Non riesco ancora a capire, tranne se non ci sia un nome ed un
cognome. Probabilmente, la vicenda che qui raccontava l'onorevole
Speziale si attaglia a questa ipotesi.
Comma 17: credo che stiamo introducendo una norma che supera il
Codice civile, cioè stiamo stabilendo che qui i diritti dei terzi
non sono fatti salvi. Stiamo stabilendo che nessuno può vantare
diritti nei confronti dei terzi in dipendenza dell'applicazione
delle norme suddette. Cioè io chiudo una veranda, il mio vicino di
casa non può reclamare perché, comunque, io opero in regime di
un'applicazione di norma; ma se ciò che io determino viola
l'interesse del mio vicino di casa....
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Forse lo
ha letto al contrario Significa che chi ha ottenuto questo tipo di
sanatoria non può accampare diritti perché ha, per esempio, quella
veranda fatta e quindi è più vicino. Significa esattamente il
contrario
CRACOLICI Credo che forse bisogna scriverla meglio. Se è così
esiste già il Codice civile.
L'ultima questione, sempre per rimanere nel merito della parte
che riguarda l'ex articolo 19, relativa al fatto che noi non siamo
passati soltanto dalla definizione di strutture precarie a ciò che
può essere determinato per effettuare la chiusura di verande, ma
estendiamo il principio prima determinato per le verande ad una
serie di altre fattispecie, comprese le pensiline, i gazebo e le
tettoie. Considero ciò peggiorativo.
Credo che ci si trovi in presenza di una fattispecie che nulla
ha a che vedere con questioni finanziarie; siamo in presenza di
questioni che attengono a regolamenti edilizi, a normativa
urbanistica che nulla ha a che vedere con l'oggetto del disegno di
legge che stiamo trattando. Siamo in presenza ed in continuata
violazione del Regolamento di quest'Assemblea regionale. Considero
questo emendamento un tentativo arrogante da parte del Governo e
della maggioranza d'introdurre una norma, costi quel che costi, per
fare un favore a qualcuno, ma di certo non per 'fare un favore al
diritto', alla buona amministrazione e, comunque, alla necessità di
mettere mano, se c'è - ed io credo che vi sia questa necessità - ad
una riforma urbanistica in Sicilia, non operando secondo la
regola del carciofo, cioè usando 'la foglia che mi serve'.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto sull'emendamento 19.R per esprimere la mia
opinione circa l'improponibilità ed anche il rilievo di
costituzionalità che riveste la previsione di cui ai commi 12, 13,
14, 15, 16 e 17 per le motivazioni testé esposte dall'onorevole
Cracolici; ne spiego il motivo. Essendo parlamentari in carica in
questa Regione, dovremmo sapere che il diritto ad edificare discende
da una pianificazione territoriale, da una pianificazione comunale
che in piena autonomia, sancita dalla Costituzione, è svolta dagli
enti locali - i comuni, in questo caso - secondo disposizioni e
previsioni di leggi e decreti ministeriali, quindi nazionali, e di
leggi e decreti assessoriali regionali.
Ribadisco il fatto che qualsiasi legge da noi approvata che
trasferisce 'tout-court' un diritto ad edificare da parte del
cittadino non può non misurarsi e non rispettare - quindi,
contemplare - il passaggio e la ratifica che dev'essere fatta in
sede di pianificazione comunale. Ciò che andiamo a stabilire per
legge, quindi, non può che essere previsto, per legge, ancorché per
legge, non può non essere previsto dal Regolamento comunale e dal
Piano regolatore, considerato che non stiamo motivando la ragione
dell'approvazione di questo disegno di legge e di questa previsione
di legge per motivi eccezionali, nè per motivi straordinari
irripetibili; stiamo intervenendo, invece, attraverso questa
legislazione per introdurre un diritto che va a regime, tant'è che,
per giustificare, per baipassare quanto sto dicendo, il legislatore
di questa norma, afferma che la chiusura di una veranda o di una
terrazza non comporta un aumento di superficie utile, una mutazione
di sagoma; non si tratta di volumetria, evidentemente, perchè solo
in questo modo si può giustificare la violazione in atto del
principio che rispetta l'autonomia degli enti locali in materia di
pianificazione.
Considerato che è di rilevante importanza stabilire che in un
comune si può procedere alla chiusura di tutte le terrazze, di tutti
i balconi, di tutte le verande attenendo questa misura ad una
volumetria complessiva che si viene a determinare e che sono i piani
regolatori a determinare, vi è, quindi, un interesse comunitario
rilevante che si viene a stabilire e solo i comuni attraverso i
piani regolatori ed i Regolamenti edilizi possono stabilire qual è
la programmazione, quali sono i volumi assentiti e quelli non
assentiti, tant'è che voi, con l'articolo 17 sui centri storici,
onorevoli colleghi, avete affermato che bisogna modificare il
Regolamento comunale. In quel caso, ancorchè non condivisibile sul
piano politico, è corretto aver stabilito tutto questo.
Non potete scrivere - perchè già la prima cosa falsa l'avete
detta, come aveva fatto rilevare anche l'onorevole Capodicasa - che
si modifica la sagoma e per legge non è modificata, si aumentano i
volumi e non sono aumentati, si aumenta la superficie utile e non è
aumentata, perchè il presupposto è falso.
In secondo luogo, noto che l'emendamento si addentra nella
definizione di 'struttura precaria' poichè recita che "è precario
tutto ciò che non è definitivo". Tutto ciò che non è definitivo -
vorrei ricordarlo ai componenti del Governo - è tutto ciò che è sì
rimovibile in tempi rapidi, ma che è assentito con un tempo limitato
(le strutture precarie si definiscono tali in quanto in qualsiasi
momento si possono togliere e, comunque, la loro allocazione deve
riguardare un periodo di un anno, tre, cinque, al massimo); ecco
perchè, poichè voi non definite la precarietà da questo punto di
vista e, comunque, la precarietà è definita da parecchie sentenze
della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato, del TAR, del
CGA, etc.
Non basta richiamare la visione della struttura precaria che
voi esprimete in questa norma per baipassare il dato; anche in
questo caso, quindi, ci troviamo in presenza di un conferimento al
singolo cittadino di una sorta di 'ius edificanti' che non possiamo
permettere al singolo cittadino, ma che può essere stabilito
soltanto dal sindaco e dal Comune o dall'autorità preposta alla
gestione degli strumenti urbanistici.
Ecco perchè, onorevole Assessore, onorevole Presidente della
Regione, questi commi sono da considerare in violazione della
Costituzione, dell'autonomia degli enti di programmazione, di
pianificazione degli enti locali ed in violazione di alcune leggi
fondamentali dello Stato, quali quelle inerenti alla staticità degli
immobili, perchè aumentando le superfici calpestabili, aumentando il
possibile carico, aumentando i volumi, andiamo a vanificare o,
comunque, ad incidere sulle previsioni compatibili in ordine alla
staticità di un edificio.
Per questo motivo, ci dichiariamo contrari.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco
come mai si sia cercato d'inserire una norma per cui prima era stato
richiamato l'articolo 20, ora riscritto nell'emendamento 19.R
riguardo la cessione degli alloggi popolari.
Nella prima stesura, si leggeva che venivano dati in esecuzione
i frazionamenti per gli immobili che erano privi di frazionamento.
E' stata aggiunta la parola 'accatastamento'. Poichè si vuole fare
gravare sugli assegnatari questa spesa, potrei capire il
frazionamento dovuto al momento della stipula, perché una cosa é il
frazionamento degli immobili al momento della stipula ed un'altra é
l'accatastamento. Stabiliamo, dunque, che per gli immobili non
accatastati gli oneri graveranno sugli assegnatari, nel momento in
cui stipuleranno l'atto.
A mio avviso, si tratta di una spesa che non può gravare sugli
assegnatari, poichè il provvedimento doveva gravare sull'ente
gestore, al momento della consegna degli immobili, dal costruttore
all'organo gestore.
Non comprendo la necessità di aggiungere questa norma di
accatastamento se non quella di rastrellare o di risparmiare alcune
centinaia di migliaia di euro facendole gravare sugli inquilini che
dovrebbero stipulare l'atto di cessione dell'alloggio.
Questa é la prima motivazione che mi spinge ad esprimere un
voto contrario; vi è, però, un altro aspetto: si vuole abrogare il
secondo comma dell'articolo 8 della legge 11 del 9 agosto 2002. Di
questa legge é stato fautore e promotore il compianto onorevole
Croce. E proprio dal più alto scanno di questa Assemblea furono
elogiate le proposte avanzate dall'onorevole Croce. Non sono passate
neppure 48 ore dall'evento commemorativo ed ora, della stessa legge,
viene proposta l'abrogazione .
Ricordo benissimo che l'onorevole Croce su questo puntava tutta
la sua esperienza di componente dell'Istituto Autonomo Case Popolari
di Trapani; lo ha fatto perché era competente della materia ed oggi,
con un colpo di spugna, tutto viene cancellato. A mio avviso, viene
cancellato anche il suo impegno, tanto decantato in Aula.
Ritorno a parlare sull'articolo 19. I colleghi che mi hanno
preceduto hanno affermato - ed io condivido quanto detto - che
questa riscrittura é addirittura peggiorativa.
Vorrei concludere il mio intervento; poco fa avevo annunciato
di dire qualcosa di colorito. Mi dispiace però che il Presidente
della Regione si sia allontanato. Come componenti dell'Assemblea
regionale stiamo facendo una figura ridicola, anche se voteremo
contro questa norma. Saremo additati come coloro che vogliono
distruggere la nostra Regione, il nostro aspetto urbanistico di
grande prestigio in tutto il mondo . Stiamo ricalcando la parodia di
Antonio Albanese quando, riferendosi ad alcuni personaggi,
parafrasava dicendo "più verande per tutti più balconi per tutti
più volume per tutti "
State facendo ciò che Albanese aveva anticipato nella sua
trasmissione. Bravi Siete veramente dei grandi imitatori e di
questo la Sicilia vi sarà molto grata.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che lo
sforzo che si sta compiendo in quest'Aula è quello di riflettere e
ragionare insieme su una materia che poco ha a che fare con il
disegno di legge finanziaria ma che, invece, ha molto a che fare con
il futuro delle nostre città e del nostro territorio.
Oggi, alcuni colleghi della maggioranza, commentando questo
emendamento, hanno detto che l'emendamento di riscrittura - il 19.R
- non riguarda 'Pizzo Sella'. Se il tema in questione fosse il
fatto che riguarda o no 'Pizzo Sella', potremmo anche approfondirlo.
Ciò non è sufficiente ad esprimere un'opinione nettamente contraria
a questo emendamento; e l'opinione contraria a questo emendamento è
determinata dal fatto che ogni procedura di sanatoria, in qualche
modo, è volta a premiare i furbi ed a colpire, invece, chi 'dentro
le regole' è sempre stato.
C'è di più: in questo emendamento, si parla di
riqualificazione urbana, ma in sostanza è esattamente il contrario;
in Aula sono presenti dei professionisti che, credo, meglio di me
potrebbero dilettarsi spiegandoci cosa significa in termini
architettonici ed in termini urbanistici la riqualificazione urbana.
Con questo emendamento, confermiamo esattamente il disordine
urbanistico perpetrato negli anni, frutto anche dell'inganno nei
confronti del popolo siciliano; qualcuno sostiene che è frutto
dell'inganno che la politica siciliana ha prodotto in questa terra.
Vorrei che da questo punto di vista, non solo appellandomi a quello
che è il rigore che dovrebbe essere previsto dalla norma
finanziaria, ci fosse una sorta di moto di riflessione da parte di
tutti i colleghi deputati per capire quale messaggio, con questo
emendamento, si sta mandando. E badate: il fatto che l'articolo che
prevedeva la sanatoria per 'Pizzo Sella' sia stato ritirato o che
qualcuno volesse votarlo in Aula per lavarsi in qualche modo
l'anima, non serve a convincermi esattamente della 'bontà' di questo
articolo; quindi, il fatto che non ci sia 'Pizzo Sella' va
benissimo; ritenevo amorale che ci fosse 'Pizzo Sella', ma il fatto
che con questi provvedimenti si possono sanare situazioni che vanno
ben oltre 'Pizzo Sella', credo sia un crimine ancora più grave
dell'articolo che era stato previsto per 'Pizzo Sella'.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottolineare due aspetti di questo emendamento: uno regolamentare,
l'altro politico. Inizio il mio intervento illustrando l'aspetto
regolamentare: nei primi sei commi, abbiamo riportato tutto
l'articolo 20. Sullo stesso articolo, non vi è stata una
discussione generale, quindi, mi pare di capire che in questo
momento, inserito all'interno della riscrizione dell'articolo 19 si
contravviene ad un formale diritto dell'Aula di procedere alla
discussione generale sull'articolo 20.
Un altro aspetto regolamentare è l'inserimento al comma 9 ed al
comma 10 del terzo, quarto e secondo comma dell'articolo 18 che era
stato considerato inammissibile da parte del Presidente
dell'Assemblea. Quindi, si ripropone qualcosa che di fatto era non
era stato inserito.
Questi sono gli aspetti regolamentari che mi premeva di
sottolineare.
PRESIDENTE Qual è l'ultima osservazione?
TUMINO Il comma 9 contiene il terzo ed il quarto comma
dell'articolo 18 ed il comma 10 contiene il secondo comma, sempre
dello stesso articolo che era stato dichiarato inammissibile.
L'aspetto politico, invece, riguarda la considerazione
dell'onorevole Fleres, laddove sostiene che l'opposizione gestisce i
problemi, mentre la maggioranza li affronta.
E' un'affermazione, sul piano politico, molto negativa perchè
ridimensiona un ruolo dell'opposizione che non è assolutamente il
ruolo di chi fa demagogia, di chi gestisce i problemi per lucrare
eventuali vantaggi elettorali, ma di chi collabora affinchè i
problemi vengano risolti in modo adeguato, consono alle esigenze
della nostra Regione.
Questo è un modo di affrontare il rapporto tra maggioranza ed
opposizione assolutamente fuori dagli schemi di una democrazia
parlamentare e del rispetto per la democrazia parlamentare. Avrei
gradito che da parte della Presidenza dell'Assemblea venisse
sollevato l'aspetto attinente al rispetto della democrazia che,
ritengo, sia stato formalmente offeso.
La maggioranza governa, quindi, propone ed opera per affrontare
i problemi, ma non da meno la minoranza opera per affrontare i
problemi e noi, stasera, ci troviamo in questa sede per lavorare
insieme affinchè i problemi della nostra società siano affrontati in
modo più adeguato.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi prego di allontanarvi dal
banco del Governo, perchè distraete l'oratore.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.25, è ripresa alle ore
22,43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Si passa alla votazione degli emendamenti, ad
eccezione dei commi 9 e 10 dell'emendamento 9R, in quanto sono
dichiarati improponibili.
Si passa all'emendamento 19.R.14 dell'onorevole Liotta.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.13
dell'onorevole Liotta.
LIOTTA Lo ritiro.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.12
degli onorevoli Liotta ed altri.
LIOTTA Lo ritiro.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.11
dell'onorevole Liotta. E' superato in quanto il comma è stato
soppresso.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.6
dell'onorevole Speziale.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.2
dell'onorevole De Benedictis.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi é contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.1
degli onorevoli De Benedictis e Speziale.
DE BENEDICTIS. Lo ritiro.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.17
del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.18
dell'onorevole Speziale.
SPEZIALE Lo ritiro.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento: dopo le parole "suscettibili di" inserire la parola
"facile". La differenza tra l'emendamento dell'onorevole Speziale e
quello del Governo sta nel fatto che in quello del Governo è
riportata la parola "facile" in quello dell'onorevole Speziale la
parola "facilmente". Quindi sostanzialmente sono uguali.
SPEZIALE Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 19R.19 è superato in quanto assorbito
dall'emendamento precedente.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.9, degli
onorevoli Liotta e Forgione.
FORGIONE Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.4,
dell'onorevole Speziale.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 19R.7, degli
onorevoli Giannopolo, Speziale e Forgione.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 429,
dell'onorevole Crisafulli.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti all'articolo 19 sono praticamente
finiti. Noi, onorevole Cracolici, abbiamo da seguire anche gli
emendamenti presentati al vecchio articolato, sulla base di questo
schema...
PRESIDENTE Onorevole colleghi, sono pertanto dichiarati
assorbiti gli emendamenti 19.8, 19.2.1. 19.4.1, 19.4.1bis e 19.6.1.
Onorevoli colleghi, è in fase di distribuzione l'emendamento
19r del Governo; nelle more che si definisca l'emendamento in
questione si passa all'emendamento 20.6 dell'onorevole Lo Giudice.
E' da intendersi superato, in quanto assorbito dall'emendamento del
Governo.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor presidente, onorevoli colleghi, il comma 1
dell'emendamento 19R praticamente assorbe l'emendamento Lo Giudice
all'articolo 20. Tuttavia, signor Presidente, se lei li mette a
confronto si accorgerà che potrebbe essere opportuno utilizzare
l'emendamento Lo Giudice e non quello del Governo, in quanto
l'emendamento Lo Giudice è più chiaro. E se vuole le dico perché.
PRESIDENTE La Presidenza non ha questo compito.
LO GIUDICE. Credo sia più chiaro perché se lei legge il comma 1
dell'emendamento del Governo non si capisce bene i tecnici nominati
dagli Enti gestori se devono essere nominati da questi ultimi o
dalla Presidenza della Regione.
Tra l'altro, c'è poi il secondo comma che è totalmente in
contraddizione. Se invece noi utilizziamo l'espressione indicata nel
comma dell'emendamento che ha presentato il sottoscritto, non
creiamo confusione e credo che così operando facciamo cosa buona e
giusta.
Signor Presidente, vorrei aggiungere inoltre che per quanto
riguarda il secondo comma, sarebbe giusto mantenere la parte quando
dice: "Le spese per gli accatastamenti e frazionamenti sono posti a
carico dei concessionari, in sede di stipula degli atti di cessione
degli immobili" e cassare la parte in cui si recita "L'ente gestore
provvede al rimborso alla regione delle somme anticipate in
esecuzione di quanto disposto dal comma l". Altrimenti, aggiungiamo
confusione alla confusione.
PRESIDENTE Per me va benissimo onorevole Lo Giudice, ma non è la
Presidenza che può entrare nel merito degli emendamenti; la
Presidenza controlla l'aspetto formale degli emendamenti che vengono
depositati e giudica se possono essere messi ai voti o meno
; c'è un emendamento del Governo che recita al comma due sopprimere
le parole: "dall'ente gestore... sino alla fine del comma " ed è
sostitutivo dell'emendamento dell'onorevole lo Giudice?
SCAMMACCA DELLA BRUCA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Onorevole Lo Giudice il testo dell'emendamento 19.r al comma 1,
riproduce esattamente il testo dell'emendamento 20.6 di sua firma,
onorevole Lo Giudice, ed ho testé presentato l'emendamento che al
comma 2 cassa le parole "l'ente gestore provvede fino alla fine".
LO GIUDICE. Le sono grato onorevole Assessore.
SCAMMACCA DELLA BRUCA. Assessore per i lavori pubblici. Le sono
grato per il suggerimento.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Onorevole Assessore, io le suggerisco, visto che ha
fatto quella modifica, che mi sembra corretta, di utilizzare
l'espressione "le spese per gli accatastamenti ed i frazionamenti"
modificarli nel senso "le spese per gli accatastamenti a seguiti dei
frazionamenti", altrimenti sembra che fai pagare l'accatastamento
iniziale all'inquilini, quindi le spese per l'accatastamento a
seguito dei frazionamenti
PRESIDENTE Il Governo ha presentato l'emendamento che al comma 2
sopprime le parole "L'ente gestore... fino alla fine del comma".
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione bilancio. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.r bis, presentato dal Governo, al
comma 3 le parole da:"e vengono alienati... fino alla fine del
comma" sono soppresse, dopo la parola 'riscatti' inserire "le
determinazioni del prezzo di gestione degli immobili di cui al
presente articolo viene fatto con riferimento al valore venale
posseduto dagli alloggi al momento dell'atto di assegnazione degli
aventi diritto". Lo pongo in votazione. Il parere della commissione?
TUMINO Presidente, chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco
tutto ciò , il valore sarà quello posseduto dagli alloggi al momento
dell'atto di assegnazione? Ma se l'atto di assegnazione è avvenuto
nel 1960, il valore dell'immobile è irrisorio, quindi mi pare che
questo modo di presentare le cose sia oggettivamente....
PRESIDENTE Già sono stati alienati quelli del 1960 onorevole
Tumino.
TUMINO Signor Presidente, abbia pazienza ho fatto soltanto un
esempio; il problema è ben chiarire che non si può dire " saranno
ceduti ai prezzi che avevano al momento in cui sono stati
assegnati", credo sia un modo barbaro di gestire il patrimonio della
Regione.
PRESIDENTE Pongo in votazione, dicevo, l'emendamento 19.r bis.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' Approvato)
PRESIDENTE Quindi, onorevoli colleghi in riferimento
all'articolo 19.r al comma 2 sopprimere le parole " gli
accatastamenti ed" a firma del Governo. Il parere della
Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' Approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, viene superato l' emendamento
numero 20.1, perché assorbito; identica sorte per gli emendamenti
numerii 20.1 a firma Miccichè e Ferro ; 20.9 a firma dell'onorevole
Zago; 20.1 dell'onorevole Micciche; 20.1 segue dell'onorevole
Miccichè; 20.8 a firma dell'onorevole Cracolici; 20.3
dell'onorevole Dina. Gli altri emendamenti relativi all'articolo
rimangono in vita, Si passa all'emendamento numero 20.2 a firma
degli onorevoli Crisafulli, Speziale e Giannopolo. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE ..Onorevoli colleghi, questo emendamento impedirà
alla Regione di prendere un solo soldo, perchè con questo
emendamento si rishia di aprire contenziosi con gli inquilini.
Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 20.7.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Pongo in votazione l'emendamento modificato.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.5, degli onorevoli Dina ed altri.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 20.4, degli onorevoli Miccichè,
Morinello, Raiti e Ferro.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
interamente sostitutivo, così come modificato dalle precedenti
votazioni, 19R, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 73.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in una finanziaria
che ha raccolto tutte le vergogne possibili ed inimmaginabili ....
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se potessimo ricomporre un minimo
di attenzione sui lavori parlamentari, probabilmente riusciremmo
anche a lavorare meglio.
LIOTTA Per quanto, onorevole Presidente, lavorare meglio in
questa materia sarebbe abbastanza facile perchè se si sopprimesse
l'articolo 73 quest'Aula lavorerebbe velocemente e meglio.
Eliminerebbe la materia del contendere e, pertanto, lavorerebbe
meglio.
Dicevo, una finanziaria che ha raccolto tutte le vergogne
possibili, in materia urbanistica ed altro, in materia di sanità ed
altro, si appresta adesso ad attribuire la palma delle vergogne
proprio all'articolo 73 . E' un articolo che non avrebbe mai dovuto
stare dentro una legge finanziaria, per svariati motivi.
Ma in un'Assemblea che, ormai, non conosce regole, quelle poche
che sopravvivono sono lì per essere calpestate da quest'Aula.
Non ci sono regole procedurali che tengono; un'Assemblea che si
appresta ad esitare la finanziaria più vergognosa che sia stata
fatta in questi anni; si sta per consumare l'ennesima vergogna
Certo al peggio non c'è fine. So che voi siete in grado di fare di
peggio ma noi siamo attrezzati al peggio; ma, onorevoli colleghi,
cerchiamo di evitare questa vergogna.
Questo articolo non doveva entrare nella finanziaria. Vi è una
regola che soprassiede alla formazione e alla formulazione di questa
finanziaria. Non si capisce bene perché, quella legge 10 del 1999
abbia avuto l'approvazione di quest'Aula. L'articolo 3 della legge
10 del 1999, che quest'Aula ha calpestato ripetutamente, in questa
sessione, descrive dettagliatamente quali siano le materie che
possono essere oggetto della legge finanziaria: recupero di nuove
risorse, rifinanziamento di leggi esistenti; ma esclude norme che
prevedano nuove spese. Esplicitamente l'articolo 3 della legge 10
del 1999 esclude norme di nuova spesa. L'articolo 73 è una norma di
nuova spesa, è una norma che aggiunge spesa
In un Parlamento che si rispetti e che scrive le regole che
debbono in qualche modo soprassedere alla propria attività, questo
articolo non doveva esistere solo in forza della legge 10 del 1999,
che noi, qui, stiamo calpestando, solo perché questo articolo è
stato posto, adesso in discussione in quest'Aula.
Quindi, pongo una prima questione di carattere formale. Più
volte il Governo ha avuto modo di dire che in questa finanziaria non
sarebbero entrate norme che riguardavano il personale. Ricorderete
tutti che quando c'è stata la discussione generale sulla
finanziaria, di disse che tutti gli emendamenti aggiuntivi che
recano norme sul personale, anche quelli ovviamente dei deputati di
maggioranza, dovevano essere espulsi da questa finanziaria. Questa
è una norma che riguarda il personale. Questa è una norma che
riguarda il personale e che riguarda spesa aggiuntiva, eppure resta
dentro questa finanziaria. E' una norma che riguarda una materia
delicatissima, quella della gestione dell'amministrazione delle
risorse irrigue, in una terra come la nostra, che da oggi ai
prossimi anni dovrà gestire un territorio che per almeno il
cinquanta per cento e, per alcune province, oltre il cinquanta per
cento, si avvia verso un processo irreversibile di desertificazione.
E questo processo dovrà essere governato da strutture che sono
obsolete, da strutture che si sono rivelate inadeguate a gestire le
risorse irrigue, già nella grave crisi attuale, e che davanti allo
spettro della desertificazione risulteranno ulteriormente
inadeguati.
Ebbene, davanti a questa catastrofe annunciata, dell'economia e
dell'agricoltura siciliana, noi come reagiamo? Reagiamo senza
intervenire su queste strutture con ciò che sarebbe necessario,
cioè con una riforma organica, con una legge di settore organica,
capace di incidere profondamente nelle strutture di queste
organizzazioni. Ma interveniamo invece con una falsa riforma.
Con l'articolo 73, così come è stato proposto in questa finanziaria.
Articolo proposto dal Governo, o almeno da una parte del Governo, a
stare alle dichiarazioni pubbliche che abbiamo letto tutti quanti
sui giornali. Il Governo che l'ha proposto ha infarcito questa
norma, qua e là, con qualche tentativo di riforma dei Consorzi di
bonifica; tentativi che sono serviti soltanto a coprire, a
mascherare la manovra che in realtà si voleva fare. Una bieca
manovra clientelare: questo è l'articolo 73.
Gli emendamenti che poi sono stati approntati, tutta la
polemica che ne è sorta, il dibattito che si è sviluppato in
Commissione, quel breve dibattito - perché anche lì si è cercato
frettolosamente di far passare questa norma - tutto ciò ha
evidenziato che le norme di riforma infarcite in questo articolo
servivano soltanto a mascherare un obiettivo principale e cioè la
stabilizzazione di centinaia e centinaia di assunzioni clientelari
che sono state fatte in questi anni nei Consorzi di bonifica. Questo
è l'unico obiettivo, malamente mascherato, che si riscontra esiste
nell'articolo 73.
Sappiamo bene che su questa materia convergono interessi
politici diversi; svariati interessi politici, interessi
trasversali, sappiamo bene che è materia che divide questa Aula; sia
nella maggioranza che nelle opposizioni.
Ma proprio per questo avvertiamo l'esigenza che una materia
così delicata - non abbiamo preoccupazioni di dividerci sulle
questioni - purché questo avvenga in un confronto chiaro, purché
questo avvenga alla luce del sole e invece la trattazione di
quest'articolo 73 ha camuffato il dibattito sulle vere questioni sui
Consorzi di bonifica, perché, in realtà, l'unico obiettivo che si
voleva raggiungere era quello di passare a tempo indeterminato
alcune centinaia di assunzioni clientelari.
E' vero, c'è un precariato storico dentro i Consorzi di
bonifica. Comprendo quelle ragioni sindacali che hanno spinto alla
soluzione dei problemi di questo precariato storico; ma dobbiamo
sapere, perché nessuno possa dire dopo io non avevo capito, io non
sapevo, c'era la spinta sindacale, la difesa dei lavoratori. Ma
dobbiamo sapere quali sono stati i meccanismi con i quali sono stati
assunti alcuni delle categorie di questi lavoratori.
Dobbiamo sapere di che cosa stiamo parlando. Una volta chiarito
di cosa stiamo parlando, ciò di cui stiamo parlando, ciascuno farà
le sue scelte, ciascuno si assumerà le responsabilità politiche
delle sue scelte. Ma intanto dobbiamo sapere di che cosa stiamo
parlando. Discutiamo del fatto che, mentre centinaia e centinaia,
mentre migliaia di lavoratori precari in questa Regione, a partire
dagli articolisti, dall'articolo 23, a seguire con gli LSU, i
trattoristi, i lavoratori della forestale cercano da anni una
soluzione al loro lavoro precario, quest'Aula non sa fare altro che
dare una risposta 'meschinotta' ad alcune centinaia di assunzioni
clientelari. Questa è la realtà. Lo sappiano anche quei precari che
sono là fuori a protestare. Mentre loro protestano, quest'Aula sta
somministrando l'ennesima misura clientelare alla vigilia di
un'elezione amministrativa.
Questa è la medicina che sta propinando questo Governo al
precariato siciliano. Pertanto, colleghi, non camuffiamo le nostre
battaglie per la difesa dei diritti dei lavoratori, con la difesa
dei precari, è tutt'altra cosa
Cerchiamo di comprendere bene di quali precari stiamo parlando,
di quali assunzioni stiamo discutendo . Stiamo dibattendo sui
Consorzi di bonifica che utilizzano, per il 95 per cento finanza
pubblica. Eppure in queste strutture, che sono enti controllati e
vigilati dalla Regione, hanno visto, alcune di queste assunzioni, i
direttori di Consorzi di bonifica assumere i loro figli senza alcun
timore di commettere atti illegittimi.
Altri direttori di Consorzi di bonifica hanno avuto il vago
sentore di commettere un atto illegittimo e, per camuffarlo come
atto legittimo, si sono scambiati i figli. Sarò più chiaro: vi sono
direttori di Consorzi di bonifica che hanno fatto assumere i figli
in altri Consorzi e viceversa. Vi sono amministratori provvisori di
Consorzi di bonifica che hanno assunto consiglieri provinciali, i
quali si sono apprestati a cambiare gruppo politico nelle province
di appartenenza. Di questo stiamo parlando. Non cerchiamo di
camuffare tutto ciò con la difesa dei diritti dei lavoratori.
Quindi, se si ha il coraggio di mettere il dito nella piaga e
di comprendere di quale 'verminaio' ci stiamo occupando, che cosa
stiamo sanando, quali illegittimità ...
PRESIDENTE La invito a concludere.
LIOTTA Va bene, signor Presidente, farò in modo che mi basti un
altro minuto e mezzo. Credo che il Governo dovrà mantenere un suo
impegno.
Oggi da questo podio, un deputato autorevole della maggioranza
ha voluto ricordare che, quando un altro deputato, altrettanto
autorevole, non mantiene il suo impegno, la sua parola vale zero.
Allora chiedo al Governo, che valore ha la parola di questo
Governo? Visto che questo Governo ha preso un impegno, dichiarando
pubblicamente a ritirare l'articolo 73. Lei, assessore Castiglione,
lo sa bene. Conosco lo sforzo che sta facendo, conosco lo sforzo
che ha fatto per limitare i danni che quest'articolo comporterebbe;
lo apprezzo, e Le dico fin da adesso, che, qualora il mio
emendamento soppressivo, sul quale preannuncio la richiesta del voto
segreto in Aula per liberare quelle libere coscienze, che esistono
dentro quest'Aula, dalla cappa di trasversalismo che in questa fase
la sta opprimendo, ebbene, onorevole assessore, lei avrebbe un gesto
da fare, un gesto che non ha fatto nella Commissione di merito, dove
per altro aveva presentato un emendamento soppressivo ma che non è
stato preso in considerazione dalla stessa ; un gesto che aveva
avuto l'occasione di fare in Commissione bilancio il Governo e che
non ha fatto. Quel Governo che non ha saputo dare risposta su quanto
peserà sulle casse della Regione l'articolo 73, o non ha voluto o
non ha potuto quantificarlo l'Assessore per il bilancio...
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. La prego
di non insistere oltre.
LIOTTA Onorevole assessore, quello che noi richiediamo è di
far fede agli impegni presi , lei si è impegnato in più occasioni
pubbliche a ritirare l'articolo 73; noi chiediamo di farlo adesso,
ora ha l'occasione di farlo, lo ritiri, assessore.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
totalmente l'intervento che ha appena ultimato l'onorevole Liotta,
mi sento solo di fare una breve riflessione, che scaturisce dal
fatto che in base a quel che è scritto nell'emendamento 73.R che è
la riscrittura dell'articolo 73 a firma del Governo, questa norma
comporta una spesa solo per il triennio 2003-2005 di 45 milioni di
euro.
Ritenuto che le argomentazioni, lucidamente e con passione
espletate da questo podio dall'onorevole Liotta, sono delle
argomentazioni che dovrebbero farci riflettere seriamente e
dovrebbero convincere tutti quanti, che questo modo di procedere non
è assolutamente concepibile per la dignità di ciò che noi ci
sforziamo di fare in quest'Aula.
Io mi associo alla posizione dell'onorevole Liotta e, quasi
provocatoriamente, vorrei dedicare i minuti che mi rimangono
per espletare da questo podio il mio silenzio, mio e dell'intera
Aula, in maniera tale che ciò possa consentire di ascoltare la
gragnola di fischi che proviene dalla piazza; perchè questi fischi
giungono dai soggetti che sono nelle stesse condizioni di coloro i
quali, oggi noi vorremmo sanare le loro posizioni. Ma non ci sono,
ritengo, per chi ha la responsabilità del Governo, nè figli nè
figliastri, tutto dipende dalla coscienza e dalla deontologia di
ciascuno di noi provvedere di conseguenza.
Quindi, il silenzio è sovrano.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
argomento che merita una mobilitazione generale in tutte le realtà
provinciali.
Per quanto mi riguarda, e l'onorevole Leontini ne è già a
conoscenza, domani sera a Ragusa ci sarà un'assemblea di
articolisti convocata per parlare di questo argomento. Questo
Governo, che è affetto da una forma di anestesia allo scrupolo e che
ha trasformato l'istituzione Regione in una sartoria che fa vestiti
su misura, questo Governo che è affetto da una forma di obesità
politica, non avendo scrupoli non si pone il problema di portare in
finanziaria argomenti che gridano vendetta. Rispetto ad un anno fa,
quando ho denunciato lo scandaloso episodio della chiusura, da
Natale a Carnevale, e sono intervenuti i mass media nazionali ed io
sono rimasto in silenzio per un anno, non commetterò l'errore di
reinvestire 18 milioni che ho capitalizzato sul piano dell'immagine
e soprattutto della necessità di distinguermi nel fare il deputato
rispetto ad altri della maggioranza; per questa volta non ci sarà
bisogno di spendere i soldi, basta alzare la cornetta, chiamare
Giannantonio Stella o chiamare giornalisti di Reporter e verranno a
Palermo a parlare di alcuni scandali già consumati e di questo che
stasera volete perpetrare.
Questo mio intervento può sembrare un po' da irregolare, ma
siete voi che portate a fare questi tipi di ragionamenti. La
finanziaria sarà completata in nottata o domani mattina e, comunque,
con una maggioranza di 63 deputati su 90 ancora una volta avete
dimostrato l'incapacità di amministrare questa Regione. Penso,
pertanto, che se continuerete a legiferare in questo modo non ci
sarà più bisogno di fare opposizione in Sicilia: ve la fate da soli.
La crisi che si registra nella Casa delle Libertà - a Roma come
a Palermo e come nelle varie province - fra un mese e mezzo avrete
la prima sentenza. Saremo ben lieti poi di confrontarci guardandovi
in faccia e vedere come avete ...
VIRZI' Metabolizzato la sconfitta.
GURRIERI Non metabolizzato, come avete sciupato la fiducia dei
siciliani che hanno commesso un errore storico: la convinzione di
avere a che fare con delle persone serie.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, più volte voi
liberisti della Casa delle Libertà ci fate lezioni, a noi che
saremmo una Sinistra statalista che privilegia il pubblico, che
privilegia la piena occupazione con lo sperpero delle risorse
pubbliche, ci fate lezioni sul mercato. Più volte il Presidente
della Regione ci ha spiegato che avrebbe portato questa Assemblea ad
approvare una finanziaria impostata all'austerità, ai tagli agli
sprechi, alla fine della Regione imprenditrice (sono termini che
usate voi liberisti delle Destre e della Casa delle Liberta).
In questa Regione ci troviamo anche con una legislazione,
parliamo della legge n. 10 del 1999 che allora in questa Aula fu
salutata da tutti positivamente (chi dei colleghi deputati, come me,
c'era all'approvazione di quella legge ricorderà che forse fummo
solo noi di Rifondazione comunista ad esprimere dubbi e perplessità
forti su quella legge), con quella legge noi demmo un indirizzo al
Parlamento e cioé che la legge finanziaria e lo strumento della
legge finanziaria non poteva contenere norme di nuova spesa, doveva
contenere solo norme rigorosamente vincolate al carattere
finanziario.
E, invece, ci troviamo con questo articolo, l'articolo 73,
norma che riguarda il personale, che prevede nuove assunzioni nei
ranghi della Regione. E' pertanto una norma di nuova e notevole
spesa e ci troviamo a legiferare su una materia che è quella dei
consorzi di bonifica. Non me ne vogliano i deputati che vengono
dalla storia di quel partito: i consorzi di bonifica hanno sempre
costituito uno dei più grandi bacini clientelari della vecchia
Democrazia Cristiana e delle vecchie classi dirigenti. Lo sappiamo
tutti cosa sono stati i consorzi di bonifica in questa Regione. Lo
sappiamo tutti Sappiamo quante risorse della Regione hanno mangiato
(e uso il termine "mangiato") Sappiamo bene la funzione che devono
avere in rapporto anche alla gestione di risorse idriche. E,
allora, avremmo avuto bisogno di risolvere tale problema.
Da quanto tempo se ne parla e in quanti programmi, onorevole
Assessore? In quanti programmi di quanti Governi c'é un punto che
tutti i Governi, centro-destra, centro-sinistra, partiti di sinistra
chiamano "riforma dei consorzi di bonifica"? Avremmo avuto bisogno,
su una materia così delicata, in una Regione come la nostra dove il
problema dell'assetto idrogeologico del territorio é l'altra faccia
del problema della siccità drammatica, che porterà in alcuni anni ad
un processo di desertificazione per il quale - e lei lo sa,
assessore Castiglione - noi siamo già inseriti nei programmi europei
di lotta alla desertificazione. Avremmo avuto bisogno di una
riforma organica. Di chiamare quest'Aula non a discutere uno dei
tanti articoli della legge finanziaria o uno dei tanti emendamenti,
ma a discutere seriamente di come riformare un settore che ha a che
fare con lo sviluppo dell'agricoltura, ha a che fare con l'assetto
idrogeologico del territorio, ha a che fare con tutta la materia
delle politiche ambientali. Invece, tutto questo non vi interessa.
Tutto questo non riguarda la materia che stiamo trattando, secondo
voi. A voi interessa, alla vigilia delle elezioni provinciali,
stabilizzare qualche centinaio e assumere qualche centinaio di
lavoratori che - io lo so bene - vengono tenuti in condizioni di
precarietà. Ma, allora, dobbiamo dare risposta alle altre migliaia
di lavoratori che sono qui fuori a protestare e voglio vedere, poi,
che emendamento fate che sia almeno compatibile con quello che state
facendo tra qualche ora su questi lavoratori
Negli incontri che abbiamo avuto tutti i Capigruppo con i
lavoratori della IMESI, qualche giorno fa - guardo l'onorevole
D'Antoni perché era presente -, io fui uno dei deputati a dire
chiaramente, polemizzando con un operaio di Rifondazione comunista,
che con la trattativa aperta per non dismettere quella fabbrica dal
gruppo pubblico Bredansaldo sarei stato contrario ad ogni
assunzione, come ad alcuni di loro veniva chiesto, nei ranghi della
Resais. Voi state riproponendo una Resais chiamandola consorzi di
bonifica
E, allora, noi vi chiediamo rigore su questo. Vi chiediamo
rigore perché abbiamo bisogno di discutere dei consorzi di bonifica,
della loro riforma, della loro funzione, di come vengono utilizzate
le risorse attraverso i consorzi di bonifica. E, guardate, avremmo
bisogno di una riforma anche per evitare gestioni commissariali che
stanno portando a forme di gestione illegale e di strapotere da
parte dei Commissari. Abbiamo dovuto portare in Commissione
trasparenza. La vicenda del Commissario del Consorzio di bonifica di
Catania, l'architetto o ingegnere Tolomeo, che vieta addirittura la
pubblicità di atti pubblici a parlamentari di tutti gli schieramenti
politici - o, no? Leggo l'assenso anche di alcuni parlamentari
distanti dalla mia parte politica - Abbiamo dovuto portare il caso
nella Commissione trasparenza della Regione.
E su quello c'è stato un comportamento corretto da parte
dell'Assessore.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e e le foreste. Non
c'era bisogno; l'aveva autorizzato.
FORGIONE Ma vede, noi stiamo facendo un ragionamento di rigore,
onorevole Assessore. E lo sappiamo - lo ha detto anche l'onorevole
Liotta - che lei sta facendo uno sforzo anche rispetto alla
battaglia che noi stiamo facendo affinchè venga modificato
l'articolo 73.
Ma io ho citato il caso del consorzio di bonifica di Catania
per porre l'esigenza generale della riforma di un settore strategico
per il suo ramo, per le sue competenze, per lo sviluppo
dell'agricoltura, per lo sviluppo della Regione.
E rispetto alla portata di questi problemi voi avete la
risposta più semplice, quella di sempre in Sicilia, che ha portato
al disastro: la risposta delle assunzioni clientelari fuori da ogni
logica di riforma, di trasparenza. di rigore nell'operato di un
settore come quello dei consorzi di bonifica. Noi potremmo dirvi di
andare avanti così, fate pure tanto prima o poi ci sarà un risveglio
del popolo siciliano che dovrà giudicare il vostro comportamento, ma
non fate passare - almeno questo - per riforme e per modernità;
chiamatelo, come avete sempre fatto alcuni di voi senza vergognarvi
per tanti anni, per quello che è : una bieca manovra clientelare.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Confesso, signor Presidente, che c'è stato un momento,
ieri sera, in cui il nostro Gruppo ha tifato per una soluzione,
chiamiamola, di compromesso, che avrebbe potuto salvaguardare i
diritti di chi aveva maturato diritti ed un po', non dico
ghettizzare, ma comunque, porre su diverso piano chi invece diritti
non ha maturato, ma ha avuto solo la fortuna naturale di essere
figlio o parente di notabili appartenenti ai consorzi di bonifica.
E siccome questo compromesso, che sembrava onorevole, poi non è
andato in porto, come tutte le cose di raziocinio, lungo il percorso
di questa finanziaria, non sono andate mai in porto, come se ci
fosse una regia occulta che tenta di isterizzare, non so per quale
motivo e per quale recondito obiettivo, il nostro Gruppo,
all'unanimità, avrebbe voluto dire che una sonora risata vi
travolgerà. Ma neanche la battuta possiamo fare.
Ascoltando, noi ascoltiamo, voi solo udite, i fischi che si
alzano verso il nostro Parlamento ed i nostri lavori, paragonando
quelli che sono i diritti acquisiti di tanta gente che protesta, che
è disperata, molto spesso, a fronte di privilegiati che hanno solo
la fortuna di capitare in un periodo storico in cui una maggioranza,
in questo caso, consentitemi, becera dal punto di vista politico,
non ascolta il richiamo al ragionamento.
Allora, il nostro Gruppo, all'unanimità, decide, davanti
all'out-out, di votare contro l'articolo.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho, ancora una
volta, la sensazione che questo Parlamento, piuttosto che affrontare
nel merito le proposte, gli emendamenti, gli articoli dei disegni di
legge che vengono presentati in Aula, preferisca scontrarsi su
aspetti che non hanno niente a che vedere con il merito delle
proposte che vengono formulate.
Ancora una volta, gli interventi che si susseguono non
suggeriscono una correzione di rotta, ma preferiscono attestarsi
sulla enunciazione problematica e ideologica di questioni.
Ho ascoltato gli interventi che si sono succeduti, onorevoli
colleghi e la sensazione che ne ho tratto e che probabilmente
nessuno di loro ha letto il contenuto dell'emendamento del Governo.
Nell'emendamento del Governo non si dice affatto quello che ha
sostenuto l'onorevole Liotta.
FORGIONE Abbiamo parlato dell'articolo.
FLERES Onorevole Forgione, è vero che avete parlato
dell'articolo, ma come tutti noi sappiamo l'articolo è già superato
nella volontà del Governo, dall'emendamento che ha presentato.
Certo capisco che siccome c'è la piazza piena di persone che
aspettano che noi ci pronunciamo su alcune questioni c'è pure
l'esigenza di fare un comizio da questo podio, ma io credo che la
sede dei comizi sia un'altra e non la sede parlamentare. Non me ne
vogliate onorevoli colleghi, ma l'emendamento del Governo dice
tutt'altra cosa. La posizione del Governo è stata completamente
cambiata rispetto al contenuto del testo originario dell'articolo
73, e per altro il Governo lo aveva annunciato subito sin
dall'approvazione dell'articolo 73 in Commissione Finanza dove ha
detto di votare intanto in Commissione questa formulazione, perché
diventa il mezzo attraverso cui poi in Aula determinare le
modificazioni necessarie per rendere l'articolo stesso armonico
rispetto ad una condizione complessiva in cui vivono ed operano i
consorzi di bonifica.
L'emendamento non stabilizza affatto nessuno, non incrementa il
precariato e non lo riduce; l'emendamento fotografa, congela,
immobilizza una situazione tuttavia garantisce per tre anni la
prosecuzione occupazionale, l'impegno occupazionale di coloro i
quali sono già a carico dei consorzi di bonifica, perché
garantiscono che i consorzi stessi svolgono il compito per il quale
sono nati.
Il Governo dice cioè di fermare il tempo, fotografare la
situazione e dopo elaborare un disegno di legge organico che
riorganizzi complessivamente i consorzi di bonifica, che individui
le soluzioni più idonee, che stabilisca le piante organiche dei
consorzi stessi sulla base di quelle che sono le dimensioni, il tipo
di servizio erogato, gli interventi che si vengono a compiere, le
manutenzioni e quant'altro. Il Governo ha inteso fare con il suo
emendamento esattamente quello che ha fatto per altre categorie di
precariato, e cioè il mantenimento della situazione in attesa di una
riorganizzazione più funzionale a quelle che sono le esigenze della
pubblica amministrazione, ma anche l'esigenza del mantenimento dei
livelli occupazionali esistenti.
Io apprezzo per altri versi l'onorevole Forgione, al quale mi
accomuna la barba, gli occhiali e l'amore per il sigaro, ma
certamente non posso apprezzarlo quando da una parte accusa il
Governo di non essere sufficientemente deciso negli apporti alla
politica occupazionale e dall'altra, nel momento in cui comunque si
fa fronte ad un contenimento di una disoccupazione potenziale che si
verrebbe a determinare se non si votasse questo emendamento,
polemizza con il Governo appunto anche quando invece la soluzione
viene individuata.
Allora, onorevoli colleghi, delle due l'una: o cerchiamo di
stabilizzare e fotografare una situazione che in passato è vero a
determinato alcuni ondeggiamenti, alcune ipotesi che magari non sono
state le più idonee. Ma possiamo valutare il giorno dopo, con gli
strumenti del giorno dopo, questioni che si sono verificate in altre
epoche con altra legislazione in vigore e con altre condizioni
politiche? E' come se noi accusassimo l'inventore della ruota di
non essere stato tanto bravo da inventare il reattore nucleare,
l'inventore della ruota quando ha inventato la ruota poteva
inventare solo la ruota con i mezzi che aveva
Pertanto, onorevoli colleghi, ancora una volta faccio appello
al buon senso dell'Aula e ancora una volta manifesto il mio assenso
più totale all'emendamento del Governo e alla posizione del Governo,
e anche questa volta non perché appartengo ad un partito della
maggioranza ma perché il Governo intende proporre una soluzione,
non intende gestire un problema, intende proporre una soluzione
transitoria che prepari a bocce ferme quella che deve essere la
soluzione definitiva, che il Governo si è impegnato ad individuare
con un disegno di legge organico, che mi auguro questa Aula possa
essere chiamata a discutere tempestivamente.
GIAMBRONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIAMBRONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
anche per chiarire alcuni aspetti che riguardano i consorzi di
bonifica. Ritengo che questa sera sono volate parole in assoluta
libertà, pesanti ed offensive per la cultura consortile. Sarebbe
opportuno che si capisse finalmente che i consorzi non sono quel
serbatoio che è servito ieri alla Democrazia Cristiana, ma per
quello che mi riguarda non voglio essere io a difendere la stessa,
onorevole Forgione, ma devo ricordare che i consorzi hanno e
svolgono intanto un compito istituzionale importantissimo: quello di
garantire i servizi all'agricoltura se é vero come é vero che la
stessa deve migliorare. Io posso capire che ci possa essere stato
qualche peccato di percorso, ma questi eventuali peccati non possono
e non debbono ricadere sulle spalle dei lavoratori. Si dice che
stasera si toccherà qualche palma della vergogna se eventualmente
dovesse passare questo articolo riscritto dal Governo. Bisogna dare
atto intanto all'Assessore all'agricoltura, così come hanno detto
altri colleghi che mi hanno preceduto, che si è sforzato e si sforza
perché quanto meno la spesa venga ad essere limitata al massimo.
Stasera qui si sta parlando in maniera impropria, come se stessimo
tramutando alcuni rapporti di lavoro a tempo determinato a lavori a
tempo indeterminato quando questo in effetti non è, basta guardare
con attenzione l'articolo proposto dal Governo che ti parla ancora
di cinquantunisti, mentre in effetti ormai queste figure già nei
consorzi andavano a scomparire, basta riguardare sostanzialmente che
l'intendimento del Governo, l'intendimento di questa maggioranza è
quello di potere e dovere assicurare solamente i servizi
istituzionali non pensando assolutamente di aprire altre porte ad
altri lavoratori; non stiamo facendo altro che cercare di garantire
il lavoro e le stesse giornate a chi già lavorava e negli stessi
termini.
Personalmente ritengo ci sia un grosso errore di fondo, a meno
che non si voglia creare terrorismo attorno ai consorzi come se non
bastassero tutti i danni che agli stessi sono stati fatti ahimé
alcune volte anche da qualche distratto amministratore. E'
opportuno ricordare che se l'agricoltura, l'agricoltura siciliana,
ha fatto dei passi avanti ciò é merito esclusivamente dei consorzi.
Vorrei ricordare, intanto, le strade interpoderali e vorrei
ricordare che quando queste stesse sono state intransitabili lo sono
diventate quando i consorzi non avevano più la facoltà, il potere di
intervenire e ciò a seguito di una legge regionale. E vorrei
ricordare intanto tutti gli acquedotti che sono stati costruiti dai
consorzi; vorrei ricordare che se c'è irrigazione oggi è grazie
all'intervento dei consorzi e principalmente al lavoro costante dei
lavoratori. I lavoratori dei consorzi si distinguono dagli altri
perché gli stessi hanno un contatto diretto con i consorziati,
hanno un contatto diretto con gli agricoltori. Quando qualche parte
politica di questo Parlamento, che dovrebbe tutt' al più difendere,
storicamente sempre collocata, almeno sulla carta, a difendere altre
posizioni, oggi noi vediamo che attacca in maniera inopinata la
posizione che riguarda i dipendenti. Il Governo - questo Governo -
non vuole premiare nessuno, come diceva l'onorevole Fleres, sta
fotografando questo momento, sta cercando di assicurare agli stessi
il lavoro dell'anno precedente, ma principalmente sta cercando di
assicurare migliori servizi all'agricoltura.
Non possiamo non lamentarci quando le cose non vanno bene;
perché ogni tanto non riconoscere che certe istituzioni funzionano
se così è? E per quello che mi riguarda i consorzi hanno contribuito
e contribuiscono giornalmente, col sacrificio dei lavoratori, a
migliorare l'agricoltura.
Per concludere, ribadisco che questo emendamento, questo
articolo non va a creare altri posti di lavoro, ma va soltanto a
garantire a quei lavoratori che già lavorano nei consorzi la
possibilità ......
LIOTTA Conflitti di interesse
GIAMBRONE State prendendo un abbaglio Io plaudo invece agli
sforzi che fa l'Assessore all'agricoltura perchè cerca comunque di
contenere al massimo la spesa.
E' volontà di questo Governo, è stato detto anche all'inizio
dell'esame di questo articolo che nelle more del riordino parla di
"finalizzato ad assicurare efficienza ed economia della gestione
sono prorogati...", viene prorogata quindi una cosa che esiste, non
si può prorogare una cosa che ancora deve venire, quindi vengono
prorogati i lavori di questi lavoratori che già hanno prestato
servizio presso i consorzi.
Per tali ragioni, leggo positivamente questo articolo e invito
questo Parlamento ad approvarlo al fine di potere garantire almeno
l'irrigazione nelle campagne.
LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
con una discreta difficoltà per sostenere la riscrittura di questo
articolo 73 proposto dal Governo. Sono convinto, infatti, che con
tale riscrittura si sta dando una impostazione innovativa a quelle
esigenze sentite nei nostri territori, in tutte le nove province
della nostra Sicilia, esigenze che tanti lavoratori avvertono da
dieci anni a questa parte: esigenze di stabilità, di sicurezza, di
garanzia occupazionale. Questo credo sia il taglio che il
Governo ha voluto dare alla riscrittura di questo articolo in
un'Aula che vede oggi la presenza di tanti cittadini al proprio
interno - cittadini che da anni chiedono anche loro le stesse
garanzie, le stesse certezze, cittadini che fuori da quest'Aula
chiedono la stessa cosa -; e credo che il taglio del Governo e
dell'Assessore al ramo è il taglio che questa maggioranza si
aspettava ed è credo lo stile migliore che i nostri cittadini si
aspettano da tutti noi.
Non si potranno certamente risolvere tutti i problemi
ereditati, ma si possono garantire questi lavoratori senza che
debbano di anno in anno scioperare, così come hanno fatto già l'anno
scorso, nella loro occupazione che questo articolo garantisce. Lo
ritengo un passo avanti, un voler andare incontro a queste esigenze
e penso pertanto che il Governo, se si muove in questo senso, avrà
la nostra massima solidarietà.
MORINELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MORINELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, siano di fronte
ad una norma che è una violazione palese delle condizioni di
legittimità in cui deve operare non solo un Governo, ma la pubblica
amministrazione. Onorevole Giambrone, in Sicilia è successo che
tra i consorzi di bonifica e commissari disinvolti e direttori hanno
operato non per ottimizzare le risorse e le infrastrutture, ma per
dare quelle risposte di cui ha bisogno l'agricoltura, di cui hanno
bisogno i consorziati.
E' successo che alcuni consorzi di bonifica abbiano violato
palesemente la legge e abbiano proceduto ad assunzioni clientelari
che non avevano alcuna ragione di essere fatte in base a quegli
obiettivi prima richiamati dall'onorevole Giambrone. E, invece,
altri consorzi di bonifica e altri direttori ed altri commissari,
che hanno rispettato la legge, non hanno proceduto a quelle
assunzioni clientelari.
Per cui in Sicilia, scandalo tra lo scandalo, abbiamo consorzi
di bonifica che non possono soddisfare le esigenze e i bisogni dei
consorziati, degli agricoltori per mancanza di personale, perchè non
si è in grado di fare la manutenzione ordinaria, mentre ce ne sono
altri che hanno assunto centinaia e centinaia di lavoratori precari
che non sanno come impiegare. Questo è lo scandalo
Per cui qui, in modo surrettizio, ci viene presentata una
norma, che è stata emendata, che, in ogni caso, non è meno
scandalosa - anche se meno peggio - della precedente e che prescrive
appunto, l'inserimento nella pletora dei precari siciliani questi
altri soggetti assunti.
Volevo chiedere al Governo di comunicare all'Assemblea
regionale siciliana, al Parlamento, qual è il numero dei lavoratori
che operano nel consorzio di bonifica di Agrigento e quanto costa
un'ora di irrigazione ai consorziati del medesimo consorzio.
Il costo dell'irrigazione viene calcolato in base alle spese e
ai costi di gestione del consorzio. Pertanto, questa è una norma
scandalosa che contraddice l'impegno, solennemente assunto da questo
Governo, di liberare risorse per la produzione, per le attività
produttive, per gli industriali, per i commercianti, per gli
artigiani; così facendo ingessiamo il bilancio degli allevatori -
come ricordava l'onorevole Fleres -, ingessiamo il bilancio della
Regione siciliana per sanare questa operazione meramente
clientelare. Questo è uno dei tanti motivi che deve impegnare
questa Assemblea regionale siciliana a respingere tale norma.
Ci sono, non in questa Aula, tra il pubblico, ma fuori dal
Palazzo, migliaia e migliaia di lavoratori precari che attendono -
penso ai soggetti ex articolo 23 - il finanziamento dei contratti,
degli impegni che sono stati assunti.
Ebbene, probabilmente, fra qualche ora, il Governo dirà di non
essere nelle condizioni di finanziarli.
Quindi, non possiamo usare due pesi e due misure: affrontiamo
organicamente la questione, ritengo difficile per tutti noi, del
precariato attraverso appunto la rivisitazione di leggi di settore
che possono dar luogo, per quanto riguarda l'agricoltura, per quanto
riguarda i consorzi di bonifica, ad un'opera di risistemazione,
procedendo, per esempio, alla democratizzazione dei consorzi di
bonifica.
Questi ultimi, così come sono oggi configurati, non servono a
nulla, non soddisfano nemmeno le esigenze degli agricoltori, non
riescono ad assicurare la manutenzione in quanto le risorse
disponibili non sono sufficienti e spesso servono per pagare gli
stipendi di lavoratori che potrebbero benissimo essere impiegati in
altre attività produttive, senza licenziare nessuno.
Pertanto, noi voteremo questa legge e con noi si rifletterà
un'opinione, un'immagine, saremo giudicati e valutati dai siciliani
per il modo con cui affronteremo anche questa singola questione.
Non possiamo procedere di fatto, perché è vero che,
transitoriamente e non a tempo indeterminato, assicureremo a questi
soggetti la possibilità di poter continuare il proprio rapporto di
lavoro nei singoli consorzi di bonifica che hanno proceduto a questo
tipo di assunzione; però, come noi sappiamo, il 'transitorio'
diventa poi 'definitivo'.
Da quanti decenni i giovani, gli ex giovani dell'articolo 23,
che sono stati assunti per un periodo determinato, attendono di
essere sistemati, di essere stabilizzati? Ebbene, non si è in grado
di stabilizzarli, di sistemarli, ancora continuano nell'agonia
esistenziale in cui si trovano.
Quando usciremo da quest'Aula, dovremo dire agli ex articolisti
come intendiamo loro assicurare il futuro, così come noi, onorevoli
colleghi della maggioranza, dovremo testimoniare, con un voto
coraggioso in quest'Aula, che siamo in grado non solo di praticare
il rigore, ma soprattutto di liberare risorse per le attività
produttive.
Per tali motivazioni, invito la maggioranza e il Governo a
ritirare questo emendamento che reputo, francamente, scandaloso.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
bisogna aggiungere altre parole rispetto a quanto è stato detto,
però bisogna puntualizzare alcuni aspetti, anche se bisogna sempre
rimarcare le negatività che vengono evidenziate nella norma
riscritta.
Ma ritorno all'origine della questione che è stata posta
con l'intervento dell'onorevole Liotta: l'inammissibilità di questa
norma. In quanto, come tutte le norme che sicuramente producono
spese, nella fase degli emendamenti aggiuntivi, questo Governo
ne chiederà la bocciatura. E quanti emendamenti presentati, sia da
deputati dell'opposizione, ma anche da quelli della maggioranza,
saranno respinti? Perché, invece, questa norma sembra avere una
sorta di precedenza? Perché siamo vicini alle elezioni
provinciali, dove necessita dare una risposta clientelare, perché
determinati settori politici hanno dato delle garanzie.
Dunque, se siete coerenti fino in fondo, dovete estendere
questa norma, non solo a quei soggetti cui fate riferimento
nell'articolo 73, ma specialmente ad altri lavoratori, sempre del
settore agricolo, come i braccianti forestali. Scusate, che
differenza c'è tra i lavoratori braccianti che hanno prestato lavoro
nell'arco di cinquantuno giorni o di centocinquantuno giornate
lavorative rispetto ai lavoratori forestali?
Nessuna differenza Perché si è adottata la stessa procedura e
perché, quindi, non garantirla ai lavoratori forestali
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Quello che
c'è scritto viene garantito.
MICCICHE' No, è diverso per una semplice ragione, assessore
Castiglione, non bisogna distaccarsi, né in avanti, né indietro
rispetto a questa norma: mentre per i forestali c'è una legge
specifica, questa è stata introdotta nell'arco di una finanziaria,
ciò non è accaduto per i lavoratori forestali. Questa è la
differenza ed è sostanziale.
La stessa cosa vale anche per i lavoratori dell'articolo 23.
Noi stiamo prevedendo con questa norma una spesa pari a quindici
milioni di euro per i lavoratori che si debbono stabilizzare e per
la stessa norma c'è un emendamento, presentato da alcuni componenti
del Governo, che prevede la fuoriuscita del precariato prevedendo
una somma pari a quindici milioni di euro come la norma precedente.
Vorrei capire per quali ragioni questo emendamento presentato
tanto tempo fa non è stato inserito in finanziaria. Allora c'è un
trattamento diverso e questo trattamento diverso significa
disparità, significa lavoratori di serie a e lavoratori di serie b.
In questo lei, onorevole assessore, non ha alcuna
responsabilità perché non compete al sua assessorato, ma, mi
riferisco al Governo nel suo complesso, ad altri settori della sua
Giunta, per quale ragione non hanno fatto propria questa norma.
Significa che, mentre bisogna continuare a illudere questi
lavoratori ex articolo 23, altri, probabilmente, hanno la precedenza
per ragioni prettamente clientelari.
Si parla di irrigazione delle campagne. Onorevole assessore
Castiglione, sono rimato sbalordito, perché non ho avuto risposta
in merito quando, durante la trattazione dell'articolo 14, avevo
chiesto quanto sarebbe stato l'aumento previsto dal canone per
l'irrigazione. Ebbene oggi ho fatto il calcolo - sono arrivato in
ritardo, l'importante è arrivarci -, è trecento volte in più
rispetto a quello previsto dalla legge Galli: si è passati da
seicentoquaranta lire ad ettaro a diciannovemilanovecentotrentasei
ad ettaro. E' un danno per l'agricoltura.
Vorrei capire, inoltre, a chi sarà scaricata questa spesa che
grava sulla produzione degli agricoltori, certamente a tutti i
cittadini siciliani. Si prevedono spese che poi, alla fine, sarà
sempre il cittadino a pagare.
Pertanto, se vogliamo fare giustizia, se vogliamo veramente
essere coerenti con noi stessi, dobbiamo rivedere tutta la materia,
per tale motivo chiediamo il ritiro di questa norma, perchè si può
anche ragionare, non dico che la verità sta tutta da un lato o
dall'altro, sta nel mezzo.
Quindi discutiamone e facciamo tutto il possibile per trovare
la sistemazione per tutti i lavoratori precari, perchè se sono
precari i lavoratori cui fa riferimento quest'articolo, sono precari
i forestali, sono precari i lavoratori ex articolo 23.
Troviamo una soluzione per tutti. Se non bastano i fondi per
trovare una risposta per tutti, tagliamo alcune spese inutili
previste in questa finanziaria e diamo una risposta a tutti.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ribadire
la posizione espressa ed il voto che daremo su quest'articolo, come
gruppo parlamentare della Margherita, così espresso dal capogruppo
onorevole Ortisi, intervengo innanzitutto per un certo fastidio per
le lezioni che ci vengono sempre propinate rispetto a quello che è
il nostro uso dell'attività parlamentare.
Signor Presidente, noi quando saliamo questi tre gradini non
vogliamo fare comizi, vogliamo semplicemente esporre le nostre
ragioni.
Per esempio, mi farebbe piacere, più tardi, poter parlare in
un'Aula vuota, senza pubblico, per evitare che qualcuno possa dire
che strumentalizziamo le situazioni, e per capire le vere ragioni
per cui oggi siamo chiamati a svolgere le nostre funzioni in una
condizione psicologica particolare, con una piazza che fischia.
Mi farebbe piacere proprio poterlo dire liberamente senza che
nessuno mi dica che intervengo strumentalmente in tal senso.
Ci spiegava l'onorevole Fleres, che non avendo letto le leggi
non abbiamo compreso che questa non è una norma che tende a
stabilizzare lavoratori, ma è una norma che tende, cito
testualmente, 'a fotografare e a congelare la situazione'.
Signor Presidente, signor Presidente della Regione, onorevole
assessore per congelare e fotografare c'è bisogno di una legge? Non
possiamo utilizzare una polaroid piuttosto che una telecamera
digitale da una parte o un freezer dall'altra?
Dobbiamo dirlo con estrema franchezza: noi rinviamo la
stabilizzazione di queste persone, noi non fotografiamo, perchè chi
fa leggi non fotografa, noi non congeliamo, perchè chi fa leggi non
congela. Noi sostanzialmente rinviamo l'assunzione di queste persone
fra tre anni, dobbiamo avere il coraggio di dirlo e lo dobbiamo dire
in maniera chiara; possiamo essere d'accordo, possiamo essere
contrari, però dobbiamo dire le cose come stanno.
Si parla di un riordino della materia, ma, se si facesse una
considerazione seria, noi dovremmo chiuderli questi consorzi, perchè
i costi, i benefici realmente sono eccessivamente onerosi. Mi
auguro che effettivamente vi sia un riordino delle materia.
Pertanto, noi saremmo pronti a dire di sì a tutti coloro che
svolgono realmente una funzione rispetto ai servizi per cui sono
creati questi consorzi, a tutti gli operai che possono svolgere una
funzione e dire di no a tutte quelle assunzioni di avvocati, di
consulenti ecc. ecc. che in questa maniera si cerca di stabilizzare.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limito a
prendere atto che il Governo questa sera, al di là qualche
tentennamento sulla questione dei consorzi, ha trovato una soluzione
che riteniamo sia idonea e tale da potere consentire di dare
correttezza, presenza, lavoro e produttività ad una Regione che
sull'agricoltura intende basare, oltre che sul turismo, la sua
fortuna per l'avvenire.
Intendevo riferirmi - e voglio dirlo con forza e con serenità -
al compattamento serio, anche se è arrivato con sforzi; e
quest'Aula e questo Governo, voglio ricordarlo a me stesso, ma anche
all'intera Assemblea, al momento dell'assestamento del bilancio,
prese un impegno che questa sera viene onorato; non fu fatto con
l'assestamento di bilancio, viene fatto con la finanziaria.
I tanti vituperati a volte messi da parte e quelle che sono le
promesse di marinaio, che spesso sono sulla bocca dei politici, oggi
invece trovano una realtà specifica. Ecco perché - e concludo -
intendo dire ad ogni deputato della maggioranza, a partire da me
stesso, quanto importante sia questo voto questa sera per noi della
maggioranza, anche dell'opposizione. Perché non dire che Mirello
Crisafulli, il nostro Presidente, non firmatario, è uno che
sicuramente, nel segreto dell'urna, se così sarà chiamato a fare, ma
anche apertamente, voterà favorevolmente a questo emendamento? Ma
ogni deputato della maggioranza, oggi, in questo momento, si ricordi
che deve dare una risposta aperta, ancorché richiamata nel segreto
dell'urna, e una risposta forte per dire che non è nel segreto
dell'urna che noi mentiremo sugli impegni che abbiamo assunto.
E' un problema di appello personale che faccio a me stesso e
all'intera Assemblea, confermando che il gruppo dell'UDC, il gruppo
al quale è iscritto anche il Presidente della Regione, voterà
compatto ed unanime a favore di questo emendamento.
D'ANTONI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
D'ANTONI Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'emendamento proposto dal Governo, che è frutto di una discussione
avuta tra le forze politiche, di un confronto che si è avuto con le
organizzazioni sindacali, sia un emendamento equilibrato, serio, che
dà una risposta ad un segmento della disoccupazione siciliana, che
offre una prospettiva, pure in condizioni particolari di lavoro, di
incremento, per quello che si può, della produttività in
agricoltura.
Nell'annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento,
penso si debbano sottolineare sostanzialmente alcune cose. La prima
cosa è che qui non si fa un'operazione, così come è stata definita,
usando termini eccessivi a mio giudizio - poi si può criticare tutto
- di spessore clientelare come si è detto, di incredibile ricorso;
si fa un'operazione esclusivamente tesa a dare una prospettiva ad un
certo numero di lavoratori attraverso una contrattazione privata e
l'applicazione di un contratto dell'agricoltura non è tra i più
privilegiati tra i contratti; lasciatelo dire da uno che di
contrattazione ne capisce un poco.
Quindi, non si fa un'operazione di chissà quale portata, si dà
una prospettiva ad un certo numero di persone per tre anni per fare
in modo che una parziale stabilizzazione offra, proprio a quella
ristrutturazione dei consorzi di bonifica, da tutti invocata, quella
prospettiva e gli dia la professionalità per farlo.
Tant'é vero che lo stesso articolo recita: "nelle more di una
ristrutturazione complessiva diamo una prospettiva di tre anni".
Diamo una prospettiva di professionalità, altrimenti come si farà?
Invocando che cosa? Ogni volta una specie di invocazione alla
Madonna che provveda.
Diamo quelle professionalità che tenteranno di dare un senso
compiuto, produttivo, ai consorzi di bonifica e, contemporaneamente,
offriamo, a quanti operai dell'agricoltura lavorano in questo
settore, un minimo di prospettiva. Stiamo parlando di
cinquantunisti, di centunisti, di centocinquantunisti, garantire
questo minimo serve per avere l'assistenza dello Stato, per avere
l'indennità di disoccupazione, l'indennità di malattia, gli assegni
familiari. Definire tutto questo "clientelare", "l'operazione del
secolo", la "maggioranza" o "minoranza", il "liberismo" e lo
"statalismo" - é quello che ho sentito qui - dico che si può fare
tutto, ma a questi colleghi consiglierei di riservarlo ad un'altra
occasione. Non é questa l'occasione perché qui é ben misera
cosa. E, quindi, é un risparmio.
La contrattazione privatistica é qui, é contenuta nel testo.
E, se fosse necessario dare un senso compiuto, appunto, a questa
prospettiva, noi ci limitiamo a farlo per dare alla contrattazione
delle parti, da un lato consorzi di bonifica, dall'altro le
organizzazioni sindacali, quel minimo di garanzia come le migliori
tradizioni della legge di sostegno alla contrattazione.
La seconda considerazione é di stare attenti - e da questo
microfono é stato fatto -, non serve a nulla fare guerre fra poveri,
non concludiamo niente mettendo un povero contro l'altro o un
disperato contro l'altro. Non ne otteniamo nulla, otteniamo soltanto
una specie di invidia sociale che non ci porta da nessuna parte.
E, allora, questo é un tema e diamo una risposta a questo. Ci
sono altri temi e daremo una risposta agli altri temi, ma
confonderli, metterli insieme, fare questa demagogia, a me,
m'impressiona Serve soltanto a fare in modo che a quel punto si
scarichi su altri responsabilità che abbiamo ciascuno di noi;
perché, se riuscissimo a dare una risposta intera a tutti quelli
che, giustamente, aspirano ad un lavoro stabile, produttivo e
garantito, noi dovremmo farlo con ogni sforzo, al di là degli
schieramenti.
Dire qui che si fa questo e non si fa altro e si dovrebbe fare
tutto é un modo semplicissimo. Lo vogliamo tutti. Ma questo é il
modo peggiore per affrontare questi argomenti, perché significa
mettere un povero contro l'altro e nella mia vita mi sono sempre
rifiutato di farlo perché questo non dà un grammo di speranza in più
a quelli che non ce l'hanno e lo toglie soltanto a chi può varcare
la soglia di 51 giornate, di 101 giornate.
Allora penso che la serietà voglia che noi affrontiamo questo e
diamo una risposta e, contemporaneamente, affronteremo gli altri
temi con la stessa serietà, con la stessa responsabilità e con lo
stesso criterio. Una trattativa seria tra forze politiche e Governo,
tra Governo e organizzazioni sindacali e, poi, si porta qui il testo
e il testo, se trova il consenso, viene approvato, il mio lo trova.
ACIERNO Bravo Cocilovo
D'ANTONI All'onorevole Acierno, che fa delle provocazioni
inutili, dico che deve sapere che quello é un allievo
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che é un
modo ben strano, da parte di quest'Aula, di occuparsi di un problema
che, certamente, interessa, e da vicino, i destini di tanti
lavoratori. Ed è strano assistere ad una sorta di capovolgimento
delle posizioni in campo, l'onorevole Cintola, prima, faceva
allusioni all'entrata in campo. Qui assistiamo ad una sorta di
capovolgimento delle posizioni in campo, - diceva bene l'onorevole
D'Antoni - per cui ci si accapiglia sulla futura sorte e sui futuri
diritti di alcune categorie di lavoratori, come se ciò dipendesse
l'esito stesso del bilancio e delle casse della Regione.
In Sicilia siamo in presenza di una serie - purtroppo, grande,
infinita - di bisogni e di lavoratori con bisogni, ma non è certo
mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri che si possono
risolvere queste situazioni. Fino ad ora si è soltanto gettato del
fumo negli occhi, si sono complicate le situazioni, non si sono
trovate vie d'uscita e, soprattutto, lasciatemelo dire, si è fatta
presenza, con una grande ipocrisia, in una commedia dove non si sa
chi è il burattino e chi il burattinaio.
Riteniamo, quindi, che la proposizione ultima di questo
emendamento, da parte del Governo, risolva il problema; non gridi e
non faccia gridare certamente allo scandalo e vada incontro alle
esigenze minime dei lavoratori.
CASTIGLIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Castiglione per una
breve replica.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, vorrei ringraziare i colleghi che sono intervenuti nel
dibattito relativo a questo articolo della Finanziaria.
Ritengo che dal dibattito, dalle occasioni di confronto,
emergano sempre fatti positivi. E, quindi, un ringraziamento va
rivolto anche ai colleghi dell'opposizione.
Ricordo le volte in cui con l'onorevole Liotta ci siamo
confrontati sul tema dei consorzi di bonifica. Tema che il Governo
ha ereditato. Il Governo l'ha, certamente, affrontato con grande
impegno e determinazione, sapendo che un lavoro era stato già
avviato dal precedente Governo, ma si dovrebbe andare verso una
riforma radicale dei consorzi di bonifica.
Ritengo che tale tema, affrontato in questi giorni, sia stato
sviscerato a lungo.
Tutti sanno che fino a qualche minuto, fino a qualche ora fa,
il sottoscritto non aveva voluto firmare un emendamento, che poi è
l'emendamento conclusivo, che ritengo riassuma la posizione del
Parlamento siciliano:
Infatti, se riesaminiamo l'accordo concluso con le
organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, che prevedeva:
"L'assessore regionale all'agricoltura autorizza la copertura dei
posti che deve avvenire prioritariamente attraverso la
trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro del
personale, di cui agli articoli 3 e 30, nonché del personale
assunto per l'esecuzione di interventi di manutenzione delle opere
di bonifica.", ci rendiamo conto che non bisogna disconoscere tale
accordo. Esso tratta temi veri, reali, che riguardano la bonifica
nel suo complesso, ma anche il personale.
Allora - lo ripeto - non bisogna disconoscere quell'accordo.
Oggi, non ho condiviso alcune espressioni, soprattutto da parte di
alcuni settori del Parlamento e il clima che si respirava in
Aula dinanzi ad una situazione di precariato diffuso, di temi
importantissimi, di argomenti scottanti, quali quelli che stasera ci
vedono impegnati e di cui io stesso ho parlato in una intervista
(come quello dei trattoristi dell'ESA); temi complessi che ritengo
il Parlamento debba affrontare con la dovuta serietà e con
cognizione di causa.
Come si può pensare che il sistema dei consorzi di bonifica,
oggi, non serve a nulla Allora, mi chiedo: da chi viene assicurata
oggi l'irrigazione delle migliaia di ettari del nostro territorio
agricolo siciliano? Allora, dire che ci sono tantissimi lavoratori
che non assolvono al loro impegno significa esagerare rispetto ad un
tema, che invece è serio, complesso, e va affrontato.
Abbiamo detto che noi siamo per la riorganizzazione e la
democratizzazione degli organi. Abbiamo lavorato in questo senso.
Siamo per la trasparenza della gestione.
Onorevole Liotta, deve darmi atto del fatto che anche quando ci
sono stati degli amministratori provvisori che volevano negare gli
atti ad un parlamentare, il sottoscritto - andando oltre la propria
competenza - ha autorizzato la fornitura degli atti ai parlamentari,
ma anche a qualsiasi cittadino. Ma, poi, non ci siamo posti il
problema di come allargare la platea dei consorzi di bonifica.
Onorevole Liotta, lei deve dare atto a questo Governo, che nel
mese di dicembre per la prima volta ha emanato una direttiva di
contenimento della spesa nei consorzi di bonifica; deve dare atto a
questo Governo che si è opposto a fare ulteriori 40 assunzioni al
consorzio di Gela e 110 al consorzio di Trapani. Questo governo ha
operato in direzioni assolutamente opposte rispetto a ciò che,
stasera, si vorrebbe fare credere.
Allora, onorevoli colleghi, diciamo al personale di cui
all'articolo 3 che se domani mattina non dovesse essere approvato
questo emendamento non succede nulla, in quanto per il 2003 la
copertura finanziaria è stata già assegnata. Oggi, stiamo dicendo
che per il 2003-2005 verrà assegnata la copertura finanziaria agli
articoli 3 e 30 e quindi quel personale godrà delle garanzie
occupazionali, delle 51 giornate, delle 101 giornate, delle 151
giornate.
Ritengo che questo Parlamento debba prendere in considerazione
l'emendamento presentato dall'onorevole Speziale, capo gruppo dei
DS, che recita: "la garanzia occupazionale di cui ai punti B e C,
ossia le 101 giornate e le 151 giornate costituisce limite minimo".
Ritengo, infatti, che abbia affrontato un problema serio: si è avuta
una riduzione della garanzia occupazionale, perché alcuni avranno
oltre le 151 giornate, altri oltre le 200 giornate, altri ancora
oltre le 250 giornate, e oggi, invece, il Governo ha detto tu farai
151 giornate
Se questi sono i problemi reali, se questi sono i problemi
affrontati da chi conosce la vicenda della gestione dei consorzi di
bonifica, ritengo che dobbiamo porci il problema urgente di una
rivisitazione della legge che ormai è datata, che abbisogna di
ulteriori approfondimenti. Dal dibattito sviluppatosi oggi in Aula,
ritengo che questo Parlamento - ringrazio tutti i colleghi perché
nessuno ha voluto sottovalutare un problema rispetto ad un altro,
oppure anteporre questioni di precari rispetto ad altri - abbia
dimostrato senso di responsabilità presentando questo atto con il
quale non si procede ad ulteriori assunzioni di personale, ma
rappresenta un primo passaggio perché si possa procedere ad una
rivisitazione organica.
Per quanto riguarda il voto segreto che più volte è stato
annunciato, anche a mezzo stampa, ritengo che, sia nell'ipotesi in
cui il Governo ritiri l'emendamento o lo presenti in questa ultima
versione, questo Parlamento debba avere il coraggio di affrontare i
temi, di votare alla luce del sole in modo che si sappia quali sono
i deputati che votano a favore e quelli che, invece votano contro un
determinato atto.
Ritengo che ciò sia un riconoscimento, un atto di moralità
politica che dobbiamo portare all'esterno del Parlamento siciliano,
in quanto i siciliani debbono sapere da chi sono rappresentati in
Parlamento.
Se questo Governo oggi deciderà per il voto segreto prima di
apporre la firma su questo emendamento che non è altro che il frutto
di un consenso generale del Parlamento siciliano...
FORGIONE Almeno questo lo lasci decidere al Parlamento
CASTIGLIONE Se il Parlamento deciderà per il voto segreto,
anch'io sarò d'accordo. Ringrazio tutti i gruppi parlamentari che
si sono espressi positivamente; ritengo che su questo versante non
ci siano, assolutamente, preoccupazioni.
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le richieste di congedo
degli onorevoli Vicari, Franco Catania, Paffumi.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
LIOTTA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per avere un chiarimento, visto che l'emendamento
presentato dal Governo, a mio parere, è una riscrittura dell'intero
articolo. Se avessi saputo che era intenzione del Governo
presentare un emendamento di riscrittura dell'articolo, sicuramente
avrei svolto un intervento di natura profondamente diversa.
Allora, avevo preannunziato una richiesta di voto segreto
sull'emendamento soppressivo all'articolo 73 così come formulato,
adesso, vorrei capire se quest'Aula è chiamata a votare
sull'emendamento di riscrittura presentato dal Governo, e in questo
caso chiedo che venga distribuito a tutti i parlamentari, se non é
stato fatto, oppure se gli emendamenti sono ancora in vita e in
questo caso valuteremo, poi, come atteggiarci.
PRESIDENTE Onorevole Liotta, le faccio presente che sia
l'emendamento di riscrittura che gli altri emendamenti che verranno
posti in votazione, sono stati abbondantemente distribuiti.
LIOTTA Quindi, voteremo l'emendamento di riscrittura?
PRESIDENTE Voteremo la riscrittura e gli emendamenti alla
riscrittura.
CAPODICASA Il soppressivo viene prima
PRESIDENTE E' soppressivo di un articolo che non c'é più perché
sostanzialmente sostituito dalla riscrittura. Si passa alla
votazione dell'emendamento 73.R.4.
FORGIONE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 73.R.4
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento anche dagli onorevoli Ferro, Morinello,
Liotta, Ortisi, Gurrieri, De Benedittis, Spampinato e Oddo
indico la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 73.R.4.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito gli onorevoli deputati a munirsi di scheda per il voto
segreto.
Votiamo l'emendamento 73.R.4 con il parere contrario del
Governo e della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
dell'articolo, chi vota rosso voto contro l'articolo, chi vota
bianco si astiene.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 27
Contrari 48
Astenuti 0
L'Assemblea non approva.
Pongo in votazione l'emendamento 73.R.3.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 73.R.2, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 73.R.1, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 73.R nel testo risultante.
LIOTTA Signor Presidente, sta mettendo ai voti l'emendamento di
riscrittura così come emendato? Allora, chiedo la votazione segreta
sull'intero articolo.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 73.R
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento anche dagli onorevoli Forgione, Ferro,
Morinello, Ortisi, Gurrieri, De Benedictis, Spampinato e Oddo indico
la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 73.R.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito gli onorevoli deputati a munirsi di scheda per il voto
segreto.
Votiamo l'emendamento 73.R. con il parere favorevole del
Governo e della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
dell'articolo, chi vota rosso voto contro l'articolo, chi vota
bianco si astiene.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 49
Contrari 25
Astenuti 2
L'Assemblea approva.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.48 del 4 aprile 2003, è ripresa
alle ore 01.43)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha presentato
l'allegato emendamento 75.R di riscrittura dell'articolo 75.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, penso di interpretare un
orientamento dei colleghi, non solo dell'opposizione ma anche della
maggioranza: sarebbe utile, avendo il Governo introdotto commi nuovi
nel testo di riscrittura dell'articolo 75, sospendere l'Aula per
dare il tempo agli uffici di fornire i riferimenti normativi per
potere andare poi speditamente, perchè per gli articoli aggiuntivi
non abbiamo i riferimenti normativi.
Chiedo, pertanto, che una breve sospensione della seduta.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, gli uffici stanno approntando i
riferimenti normativi, gran parte degli stessi sono già contenuti
nelle raccolte che sono già state distribuite ad inizio dei lavori,
in quanto gran parte dei commi dell'articolo 75 sono rimasti intatti
rispetto a quelli già presentati. Ci sono una decina di punti che
sono sono gli ultimi, per intenderci dal 50 al 61, gran parte dei
quali fanno già riferimento a leggi contenute nella raccolta dei
riferimenti normativi. Pertanto, onorevole Speziale, se lei fosse
più preciso rispetto a quale in particolare le interessa...
SPEZIALE Ho visto che il comma 5 è diverso.
PRESIDENTE Sino al comma 49 è il vecchio testo; c'è in più il
comma 5 ed il comma 43. Dal 50 in poi sono tutti nuovi.
Pur tuttavia, sospendo la seduta al fine di consentire agli
uffici di fornire i riferimenti normativi.
(La seduta, sospesa alle ore 1.46, è ripresa alle ore 2.15)
La seduta è ripresa.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati: dagli onorevoli Liotta ed altri 75.14, 74.16, 75.14,
75.15; dagli onorevoli Crisafulli ed altri 75.2, 75.11;
dall'onorevole Tumino 75.24; dagli onorevoli Crisafulli ed altri
73.1, 22.2 e 75.11; dall'onorevole Giannopolo 75.24 e 75.21; dagli
onorevoli Miccichè ed altri 75.3; dall'onorevole Pistorio 75.1,
75.4 e 75.47; dall'onorevole Lo Giudice 75.49; dagli onorevoli
Speziale ed altri 75.30, 75.34, 75.25, 75.42, 75.35 e 75.54;
dall'onorevole Crisafulli 75.8, 75.6 e 75.9; dagli onorevoli Ferro
ed altri 75.41, 75.27, 75.28, 75.29, 75.48 e 75.55; dagli onorevoli
Fleres ed altri 75.5, 75.59; dal Governo 75.45, 75.44, 75.10, 75.19,
75.G, 75.G bis; dall'onorevole Papania 75.12; dall'onorevole
Formica 75.13; dagli onorevoli Formica ed altri 75.13;
dall'onorevole De Benedictis 75.37; dagli onorevoli Confalone e
Leontini 75.23; dagli onorevoli Moschetto ed altri 75.26; dagli
onorevoli Villari e Capodicasa 75.32; dagli onorevoli Rotella ed
altri 75.36; dall'onorevole Cracolici 75.33; dall'onorevole
Incardona 75.38 e 75.39; dagli onorevoli Catania Giuseppe e Maurici
75.46; dall'onorevole Turano 75.50; dall'onorevole Zago 75.51;
dall'onorevole Genovese 75.56; dagli onorevoli Zago e Leontini
75.57; dagli onorevoli Segreto ed altri 75.61.
Onorevoli colleghi, i riferimenti normativi sono a disposizione
dei deputati sul banco della Commissione. Pertanto, possiamo
cominciare a votare gli emendamenti che restano in vita dopo la
presentazione dell'emendamento di riscrittura del Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 75.14.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.2.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.24.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.22.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.15.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
GIANNOPOLO Signor Presidente, così non è serio, deve andare più
piano
PRESIDENTE Cosa c'è onorevole Giannopolo, che non è serio
GIANNOPOLO Signor Presidente, deve andare piano
PRESIDENTE Allora, lei dica che bisogna andare più lentamente,
e non vada in escandescenza perchè non è proprio il momento
Pongo in votazione l'emendamento 75.3.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Su cosa, onorevole Raiti?
RAITI Sull'emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, l'emendamento è stato già respinto.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 75.1 e 75.4.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 75.16.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.49.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.30.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che sia
ragionevole chiederle di andare meno veloce per dare la possibilità
di focalizzare gli emendamenti che sono stati presentati; non credo
che da questo punto di vista possano esserci dubbi.
Per quanto concerne il 75.30 mi pare che sostanzialmente
dovrebbe esserci una maggiore attenzione da parte soprattutto
dell'assessore Cimino, perché credo che potrebbe - visto e
considerato che la materia è stata anche discussa in III Commissione
- dare il suo apporto per quanto concerne il contenuto
dell'emendamento in questione.
Il tasso di interesse applicato alle operazioni di credito del
contributo a carico di fondi della Regione è liberamente determinato
tra la banca e il soggetto beneficiario; lo stesso può essere fisso
o variabile per la durata del finanziamento e, in ogni caso, il
tasso di interesse non può essere fisso o variabile per la durata
del finanziamento e sempre sulla base di criteri fissati dalla
Commissione Europea, maggiorata di due punti.
PRESIDENTE Onorevole Oddo lei interviene sull'emendamento 75.34?
ODDO No, sull'emendamento 75.30.
Come dicevo, mi pare che, da questo di punto di vista, dovrebbe
esserci anche una linea da parte del Governo che nel condividere
quanto è stato anche...
PRESIDENTE Onorevole Oddo, l'emendamento 75.30 è stato già
votato e respinto; pensavo che lei stesse parlando sull'emendamento
75.34 perché questo è già compreso nel maxiemendamento 75R di
riscrittura e, pertanto, è superato.
ODDO Signor Presidente l'emendamento 75.34 è compreso?
PRESIDENTE Si, onorevole Oddo, l'emendamento 75.34 è compreso,
esattamente al punto 8.
ODDO Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento
75.30, la velocità con cui ha proceduto, comunque, non ci ha
permesso di esprimere, anche per dichiarazione di voto, le nostre
convinzioni. In ogni caso prendo atto che l'emendamento 75.34 fa
parte dell'emendamento riscritto.
PRESIDENTE L'emendamento 75.8 è uguale all'emendamento 75.30,
quindi, é precluso. Pongo in votazione l'emendamento 75.6.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi metto qui sul
podio per evitare che la Presidenza non si accorga della mia
richiesta di intervento.
Da questo momento mi terrò a dieci centimetri dal podio perché
credo che farò un quattro o cinque ore di interventi così vediamo di
capire un po' quello che sta accadendo.
Sono abituato, già dallo scorso anno, ad assistere a quello che
stiamo assistendo in questo momento e a quello che assisteremo fra
qualche minuto: mi chiedo se é possibile ragionare su un articolo
di questo genere con la riscrittura di cui all'articolo 75.R, che ho
avuto qualche minuto fa, nel quale in un solo articolo andiamo ad
affrontare 61 modifiche a norme legislative, ad un tessuto normativo
che comprende ben 61 leggi, quando fino ad oggi abbiamo affrontato,
con un dibattito serrato da circa tre mesi, 75 articoli; ora
dovremmo affrontare, nello spazio di ben poco tempo, almeno fino ad
ora, non dico 61 articoli - perché oggettivamente l'articolo 75 già
lo conoscevamo, ma oggi é stato riscritto - si aggiungono 16 norme
di modifica a quelle che già avevamo discusso.
Credo che per ragionare su 16 norme che modificano altrettante
leggi ci vogliano ben più di dieci minuti di tempo, così come ci é
stato concesso. Infatti, se andiamo ad incidere in un tessuto
normativo di tale dimensione - e non vogliamo fare delle cavolate o,
quanto meno, vogliamo evitare di farle, ma le facciamo con
conoscenza di dati e di norme - dovremmo avere il tempo per poterci
ragionare e capire, tenuto presente, tra l'altro, che queste norme
non sono passate nè dalla Commissione, nè sappiamo se sono di
competenza della legge finanziaria, nè sappiamo se hanno norme di
spese i 14 commi che sono stati aggiunti all'articolo 75 originario.
Vorrei sapere dagli Assessori proponenti se queste norme sono
di competenza della finanziaria, qual è il costo o il risparmio che
hanno, dopo di che potrei già cominciare a ragionare sul merito,
perché prima di pronunciarmi su degli articoli che possono avere
una rilevanza enorme, basta infatti modificare una virgola o una
parola o una affermazione, che il significato di una norma o di una
legge cambia.
Quindi, gradirei sapere dei 15 commi aggiunti, quali sono gli
effetti e quali sono i risultati che il Governo vuole produrre
approvando questa normativa.
Premesso questo, che mi pare assolutamente importante, non
vorrei che si prenda la piega che si è presa l'anno scorso, nel
quale, dopo una nottata, o più nottate che si sono fatte, all'alba
ci si presenti con un articolo che comprenda altri 60 articoli e,
quindi, altre 3 o 4 disposizioni di legge, e sono ottimista, come
dice l'onorevole Forgione.
Se voi pensate che questo è il modo di procedere, a me pare
assolutamente inadatto; io l'anno scorso per protesta ho abbandonato
l'Aula, invece, quest'anno per protesta rimarrò qui a cinque
centimetri dal podio, e interverrò articolo per articolo presentando
emendamenti per emendamenti, perchè non mi pare che sia questo il
modo di procedere.
Se volte aggiungere delle norme che ritenete opportune e
indispensabili per perseguire gli obiettivi di Governo,
è assolutamente legittimo, le presentate in tempo, ci date tre o
quattro giorni di tempo, martedì riaggiorniamo l'Aula e abbiamo la
possibilità di discuterle con calma, perchè queste cose fatte notte
tempo, quanto meno, depongono male per chi vuol pensar bene, poi,
chi vuol pensar male ha tutto il diritto di farlo.
Vorrei evitare la mortificazione di questo Parlamento
PRESIDENTE Onorevole Raiti, purtroppo è il Parlamento che
mortifica lei, probabilmente, sarà la stanchezza o la sua
disattenzione - ma non può compromettere l'attività del Parlamento -
che la porta a sostenere una tesi che è assolutamente insostenibile,
considerato che l'emendamento a cui si riferisce è già contenuto
nella riscrittura formulata dal Governo.
Pertanto, onorevole Raiti, piuttosto che formulare interventi
avventati, come quello che ha fatto, mi permetta di suggerirle di
essere più attento, più accorto, e di leggere con più attenzione gli
emendamenti che vengono distribuiti.
Gli emendamenti 75.41, 75.9 e 75.27 sono assorbiti.
Pongo in votazione gli emendamenti 75.42 e 75.28.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarare innanzitutto il mio voto contrario, anche perchè ancora
non ho avuto la spiegazione, da parte del Governo, circa il
significato dei 14 punti aggiuntivi....
PRESIDENTE Onorevole Raiti, lei ha chiesto di parlare per
dichiarazione di voto e deve formulare...
RAITI ... ed io il mio voto contrario lo sto formulando, signor
Presidente
PRESIDENTE Le volevo soltanto ricordare che sta intervenendo per
dichiarazione di voto. Lo motivi bene perchè poco fa la sua
distrazione ci ha fatto perdere cinque minuti.
RAITI Sto utilizzando soltanto il mio diritto di parlamentare
Cerco di utilizzarlo nel miglior modo possibile, così come le mie
modeste capacità mi consentono, poi quando sarò bravo come lei
cercherò di fare meglio
Esprimo il mio voto contrario perchè, ancora, attendo
spiegazioni da parte del Governo e degli Assessori che hanno
proposto questi 15 punti in più nell'emendamento 75.R.
Gradirei soltanto sapere su quali norme incidono, se comportano
norme di spesa o se comportano risparmio di spesa, visto che è
impossibile procedere ad un tessuto normativo di questo genere, per
ogni emendamento che sarà presentato, che sarà discusso, gradirei
sapere ciò che comporta. Un singolo articolo che viene modificato va
a cambiare sostanzialmente delle norme e hanno ripercussioni in
tutto il tessuto normativo, quindi, fino a quando il Governo non mi
spiegherà, nei punti che io non conoscevo, qual è la risultanza
degli effetti che essi producono, sarò costretto ad intervenire
perchè votare un emendamento in un modo o in altro potrà incidere in
maniera complessiva nel tessuto su cui l'articolo 75 R va ad
incidere.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, io pure dichiaro il mio voto
contrario perchè io credo di sentirmi mortificato e non credo che il
Parlamento possa mortificarmi dal momento in cui da tre settimane
siamo qua puntualmente in Aula e abbiamo proceduto all'approvazione
di 70 articoli. Quindi, faccio mie le motivazioni dell'onorevole
Raiti, il quale - è chiaro - non può essere messo così come tutti
noi nelle condizioni ... anzi è messo nelle condizioni di sbagliare,
perchè non c'è stato nemmeno il tempo materiale di verificare se i
nostri emendamenti sono stati inseriti nel maxi emendamento. Non
solo adesso siamo chiamati, in una notte, ad approvare almeno 150
articoli quando è un mese che andiamo avanti a rilento e abbiamo
approvato soltanto 70 articoli. Ecco, perchè ritengo di votare
contro, ma sostanzialmente per dichiararmi offeso da questo
atteggiamento.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, lei si è espresso a favore o
contro?
SPAMPINATO A favore dell'emendamento.
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 75.42 e 75.28. Li pongo
congiuntamente in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 75.5.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.45, che è assorbito. L'emendamento
75.44 è superato così come l'emendamento 75.10.
Si passa all'emendamento 75.11
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.12, che dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 75.13.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.17.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 75.18 e 75.35, che dichiaro
assorbiti.
Si passa all'emendamento 75.19 che è superato.
Si passa all'emendamento 75.21, a firma dell'onorevole
Giannopolo.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, con questo emendamento si intende
sopprimere il comma 1 dell'articolo 30 della legge 2 del 2002, con
il quale si stabiliva che le disposizioni di cui all'articolo 35
della legge n. 30 del 1997 si applicavano fermo restando che la
deroga nel verde agricolo agli insediamenti produttivi poteva
accordarsi alla condizione che fossero esaurite le aree industriali
o aree per insediamenti produttivi nello stesso territorio del
comune.
Tuttavia mi sembra essere nuovamente restrittivo e illogico
stabilire che l'insediamento produttivo deve avvenire in prossimità
di un altro insediamento produttivo. Non capisco qual è la ratio di
questa previsione dal momento che, se già c'è un insediamento
produttivo, non siamo più in presenza di una deroga. Per cui invito
il Governo a valutare positivamente la correzione di quanto
stabilito con la legge 2, sperando anche che ci possa essere un poco
più di serenità da parte anche della Presidenza ed io invito il
Presidente a fare in modo che possa alternarsi perché anche lui si
riposi un pochino con il Presidente Crisafulli.
CRISAFULLI Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, mi sarei aspettato un intervento
dell'onorevole Forgione su questo emendamento, atteso che qui è
previsto sostanzialmente che si può utilizzare tutto il territorio
agricolo siciliano per fare investimenti produttivi, a prescindere
dalle normative urbanistiche.
Io mi sarei aspettato, dopo gli interventi di poco fa,
giustamente tendenti a limitare al massimo l'intervento senza
organicità nel territorio, che una cosa del genere fosse evitata.
Perché l'anno scorso si previde che si poteva fare ma in prossimità
di altri insediamenti produttivi? Perché si riteneva, secondo anche
una valutazione di questo Parlamento, che con più insediamenti
produttivi poteva essere più facile poter fare interventi di
urbanizzazione e interconnessione funzionale.
L'ipotesi che si prevede è quella che si può fare in qualunque
posto, debbo dire creando una difficoltà, un uso spropositato del
verde agricolo che finisce con l'essere verde agricolo e diventa
area utilizzabile a fini industriali.
Pertanto, credo che sia fuori luogo chiedere questo
ampliamento. Lo dico io che sicuramente non sono conosciuto come un
grande ambientalista, ma sono molto legato all'uso razionale del
territorio agricolo della nostra regione, territorio che è
sicuramente produttivo quanto il resto delle scelte produttive che
si devono fare e che va salvaguardato per consentire una
qualificazione delle produzioni e non un azzeramento delle
produzioni.
Pertanto, io credo che sia sbagliato eventualmente accogliere
questo emendamento, perché noi correremmo il rischio di trovarci
impegnati ettari ed ettari di terreno per singoli insediamenti
produttivi, perché poi le tubature devono potere rapportarsi, in
intere aree agricole.
Nel frattempo, onorevole Presidente, voglio cogliere
l'occasione per dire che vi è un altro provvedimento che non mi pare
a firma del Governo questa volta, in cui, in deroga a qualunque
disposizione vigente, si consente all'Ente Parco dell'Etna di
autorizzare lo svolgimento di gare motoristiche nella strada
provinciale.
Credo sia incomprensibile: come si ritiene di potere operare in
deroga a precisi regolamenti degli enti parco, a precisi
pronunciamenti dei comitati scientifici degli enti parco? Con una
norma in deroga a tutto si può correre quanto si vuole.
Credo sia utile ricordare che c'è una riserva che insiste
sull'autodromo di Pergusa che per potere avere consentito per tre
anni le gare automobilistiche, ha dovuto conciliarle con il
calendario della nidificazione degli uccelli nel territorio umido
per evitare che vi possano essere delle morie.
Credo di dover dire al Governo che debba rimeditata quale
periodo, a quale iniziativa specifica, per quale motivazione
particolare e non una deroga che finisce con l'annullare il
regolamento del parco, perché lo si può fare sempre. Ci sarà una
gara, due gare. Ma così, non è. E' una al giorno, come è scritto.
Credo che debba specificarsi ed evitare che questo Parlamento -
siccome l'ora è tarda - possa procedere a formalizzare disegni di
legge, testi di legge che poi non appartengono più a quelli che sono
in quest'Aula, ma a quelli che fuori la dovrebbero applicare in
maniera improvvida.
Mi permetto, dunque, di richiamare l'attenzione del Presidente
dell'Assemblea perché se si può soprassedere un attimo alla
votazione di questi testi per consentire al Governo o, di
ritirarli, o di riformularli, quelli del Governo, quelli dei
colleghi, mi auguro che i colleghi ci ripensino ed evitino di farci
apparire come una specie di Attila delle zone agricole siciliane.
ROTELLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la la sensazione
che le perplessità dell'onorevole Crisafulli siano legittime perché
probabilmente nella scrittura di quest'articolo non è evidenziato lo
scopo, il fine per cui l'articolo stesso è stato proposto.
In verità la mia sensazione - credo possa essere confortata
anche da altri colleghi della maggioranza e anche della minoranza -
dello spirito di quest'articolo si riferisce in particolare ad una
manifestazione che ha una sua storia, una sua tradizione, una sua
peculiarità che non può essere purtroppo svolta per i vincoli che il
parco purtroppo impone. Ed è la famosa gara dell'Etna.
PRESIDENTE Onorevole Rotella, mi permetto interromperla per dare
un ulteriore elemento che fa comprendere il paradosso di questa
vicenda.
La strada nella quale si svolge la gara è una strada
regolarmente aperta al traffico, dove passano regolarmente migliaia
di automobili e paradossalmente durante le gare ne passano di meno
perché naturalmente passano soltanto quelle che partecipano alle
gare. E' uno dei paradossi della nostra Regione.
ROTELLA Ringraziandola per questa precisazione, credo che una
riscrittura - suggerisco al Governo - di quest'articolo che preveda
nello specifico la manifestazione per evitare abusi e inflazioni
dell'utilizzo poi di altre manifestazioni che nulla hanno a che fare
con queste manifestazioni che ha radici profonde nel nostro
territorio, nel territorio soprattutto della provincia di Catania,
credo che possa risolvere il problema che ha posto l'onorevole
Crisafulli e l'esigenza che hanno alcuni parlamentari di sollecitare
il Governo stesso per averlo proposto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 75.21 a firma
dell'onorevole Giannopolo. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.37 a firma dell'onorevole De
Benedictis. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.23 a firma degli onorevoli
Confalone e Leontini.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.26 a firma dell'onorevole
Moschetto.
MOSCHETTO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.29 a firma degli onorevoli Ferro e
Raiti.
E' assorbito.
Si passa all'emendamento 75.32 a firma degli onorevoli Villari
e Capodicasa.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione. Contrario.
VILLARI Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi quest'emendamento
sopprime un comma della legge n. 43/94 che escludeva gli alloggi
delle forze dell'ordine nel caso di Catania, per esempio, ma questo
interessa anche altre province, si tratta di sessanta alloggi, da
una tipologia catastale di tipo A4, perchè insistono in aree di
edilizia residenziale pubblica e sono alloggi che hanno le
caratteristiche di edilizia pubblica popolare. Ci siamo posti il
problema che di fronte a quattromila alloggi dell'area di Librino,
di Catania, solo quei sessanta alloggi erano catastati in categoria
A3.
Andando a verificare ci siamo accorti che effettivamente questa
norma aveva un'incongruenza sostanziale. Abbiamo però verificato
solo stasera, grazie agli uffici e devo dire anche all'attenzione
che ci ha rivolto l'assessore Costa, che la Corte costituzionale due
anni dopo, ma noi non potevamo verificarlo in Gazzetta ufficiale ha
dichiarato incostituzionale proprio quest'inciso della norma che qui
si voleva sopprimere.
Quindi, ho voluto chiarire questo per dire che il significato
dell'emendamento era giusto e coglieva un punto che la Corte
costituzionale ha attenzionato, dichiarandolo incostituzionale.
Quindi, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.36 a firma degli onorevoli Rotella
ed altri.
ROTELLA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.35 a firma degli onorevoli Speziale
ed altri.
E' assorbito.
Si passa all'emendamento 75.33 a firma degli onorevoli
Cracolici ed altri.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, ritengo che questo sia un
emendamento che fa bene all'Amministrazione regionale e fa bene a
tutti i Comuni.
Infatti, questo emendamento si limita ad estendere i benefici
della legge n. 24 del 2000 che, come è noto, ha esteso anche la
possibilità di stabilizzare il personale LSU attraverso i contratti
di collaborazione coordinata e continuata, cioè il cofinanziamento
di questi contratti attraverso i fondi dell'articolo 4 della legge
n. 3 del 1998, che poiché è stata fatta prima della legge n. 24 non
aveva previsto il cofinanziamento per i CO.CO.CO. ma aveva previsto
soltanto per i contratti di diritto privato previsti dalla legge
precedente. Quindi, credo che sia una legge che aiuti i comuni a
cofinanziare processi di stabilizzazione dei lavoratori precari.
Credo che l'Assessore con il quale ho parlato si era già dichiarato
favorevole a questa norma, pertanto decida Lei come votare.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, intervengo soltanto per portare un
esempio di vissuto amministrativo personale.
L'onorevole Stancanelli ricorderà che quando ero sindaco ancora
chiesi per primo in questa Regione l'applicazione dei contratti dei
CO.CO.CO.. Il cofinanziamento da parte dell'Assessorato ha prodotto
un risultato non solo positivo ma imitato su tutto il territorio
regionale perché rispetto ai contratti di diritto privato l'Ente
non mette il 10% ma mette un terzo del finanziamento, è un esborso
superiore per l'Ente però per 5 anni le persone interessate vengono
attinte non dalla tabella circoscrizionale ma fra quelli che
lavorano nel medesimo Ente. Ha prodotto un effetto così positivo
che l'Assessore Stancanelli sa per esperienza diretta che moltissimi
comuni hanno chiesto contratti di collaborazione coordinata e
continuativa. Quindi, se questo esempio è positivo perché non
proseguire?
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 75.33. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.38, a firma dell'onorevole
Incardona. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 75.39. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 75.46. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75G. E' assorbito.
Si passa all'emendamento 75G Bis. E' assorbito.
Si passa all'emendamento 75.47, a firma dell'onorevole
Pistorio. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 75.48, a firma degli onorevoli Ferro,
Raiti ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo una breve
sospensione.
PRESIDENTE Dispongo nel senso richiesto, pertanto la seduta è
sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 02.54, è ripresa alle ore 3,05)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'emendamento 75.48. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro improponibile l'emendamento 75.50.
Pongo in votazione l'emendamento 75.51. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 75.52 è assorbito.
Pongo in votazione l'emendamento 75.54. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro decaduto l'emendamento 75.56 per assenza dall'Aula del
presentatore.
Si passa all'emendamento 75.57.
Comunico che l'onorevole Incardona ha chiesto di apporre la
propria firma all'emendamento 75.57. L'Assemblea ne prende atto.
ZAGO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, inopinatamente l'anno scorso con la
legge 9, senza che nessuno abbia capito come e perchè, nel famoso
articolo di abrogazione di norme di leggi è stata modificata,
sconvolta la Commissione Centri storici, che segue le vicende della
legge 16 del 1981. Senonché, in quella sede nessuno ebbe contezza di
quello che si stava abrogando con il provvedimento che è passato in
Aula, però, quando si è capito, c'è stata una levata di scudi
unanimi da parte di tutto il territorio, di tutta la città di
Ragusa, a cominciare dal sindaco e dalla Giunta - di centro-destra,
come si sa - ma anche del consiglio comunale tutto, che, appunto, ha
adottato all'unanimità una delibera con la quale fa voti per il
ripristino secondo il dettato della legge 61 del 1981. Questa
delibera è stata inviata al Presidente della Regione, al Presidente
dell'Assemblea, a tutti i deputati regionali, naturalmente ai
parlamentari della provincia di Ragusa.
Pertanto, non sapendo quale esito avrà il subemendamento che
abbiamo presentato, le firme all'emendamento di tutti e quattro i
parlamentari della provincia di Ragusa, scaturiscono dall'unanimità
del consiglio comunale, che su questo si è ritrovato concorde.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 75.57. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro decaduto l'emendamento 75.58 per assenza dall'Aula del
presentatore.
L'emendamento 75.59 è assorbito; l'emendamento 75.60 è stato
già votato; l'emendamento 75.61 è stato ritirato dal presentatore.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli allegati
emendamenti 75R72 e 75R73.
Pongo in votazione l'emendamento 75.R.72, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 03.16, è ripresa alle ore 3,17)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, cominciano ad esserci segni evidenti
di stanchezza, anche da parte del Governo, il quale nell'emendamento
precedente ha annunciato di avere commesso un errore, ma potrebbe
essere uno dei tanti errori che l'Aula potrebbe commettere, visto
che stiamo lavorando da diversissime ore. Abbiamo ancora da
esaminare un articolo, il 75, che è pieno di commi, che non sappiamo
quando riusciremo ad esitare e, poi, si parla di un maxi emendamento
che il Governo sta predisponendo; si dice che ci sono altri 90
articoli e, poi, ancora l'approvazione delle tabelle e, poi, il
bilancio. Insomma, signor Presidente, io penso che sia arrivato il
momento di mettere un po' di ordine ai lavori e di stabilire cosa
fare, perchè stiamo arrivando alle quattro del mattino e non mi pare
che noi, anche accelerando, possiamo ragionevolmente pensare di
concludere tutto il lavoro in questa mattinata.
Pertanto, signor Presidente, mi permetto di formulare una
proposta, che è quella di dichiarare la mia piena disponibilità,
anche in tempi ravvicinati, a riconvocare l'Aula, anche nella
giornata di lunedì pomeriggio, con l'impegno di chiudere nella
giornata dello stesso lunedì, perchè anche noi vorremmo evitare nel
modo più assoluto che si debba ricorrere all'esercizio provvisorio.
Tuttavia, continuare a legiferare in queste condizioni di
stanchezza, che comportano ripetuti errori, sarebbe dannoso ai fini
dell'attività legislativa e della produzione legislativa, per cui io
pongo l'esigenza di sospendere i lavori d'Aula e riprenderli lunedì
pomeriggio.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, l'orientamento della Presidenza è
quello di andare avanti. Cercheremo di stare un po' più attenti e di
procedere magari un po' più lentamente.
SPEZIALE L'orientamento lo capisco, ma così commettiamo errori.
PRESIDENTE Andiamo avanti; se riusciamo a contenere gli
interventi, anche di dissenso, dal punto di vista temporale,
sicuramente ce ne gioviamo tutti. Peraltro, le argomentazioni sono
state abbondantemente espresse e articolate. Quindi, tutto sommato,
se facciamo uno sforzo di sintesi negli interventi che svolgiamo,
guadagniamo tempo, perchè comunque credo che l'orientamento generale
condiviso sia quello di andare avanti.
FORGIONE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, io sostengo la proposta
dell'onorevole Speziale. Noi ci stiamo trovando di fronte ad errori
del Governo, a stanchezza nostra. Ora segnalo che sull'emendamento
75.R sono stati presentati 90 emendamenti, gran parte dei quali del
Governo e della maggioranza.
PRESIDENTE No, al contrario.
FORGIONE Anche al contrario, signor Presidente, fa parte
dell'attività parlamentare. Già su un articolo ci sono ancora
novanta emendamenti da apprezzare e, poi, ci dovremo trovare ad
affrontare il maxi emendamento, che immagino che richiederà una
discussione, in queste condizioni.
Ora, riteniamo che questa sia la condizione migliore per fare
delle leggi? Io credo che con un impegno condiviso di tutta l'Aula
a riprendere i lavori domani mattina, in un orario che ci consenta
anche di riposare domani pomeriggio e di chiudere comunque domani,
noi potremmo sospendere i lavori qui e rinviarli. Continuare così,
anche lentamente, signor Presidente, finiamo comunque a domani
notte. Non c'è un atteggiamento ostruzionistico.
PRESIDENTE Comprendo le sue ragioni, ma avverto che l'opinione
della maggioranza dei deputati presenti è quella di andare avanti.
Allora, l'unico sforzo che possiamo fare è di evitare di aprire un
dibattito sull'ordine dei lavori e tentare di contenere al massimo
gli interventi, almeno dal punto di vista della loro durata, e
tentare di essere funzionali ad una accelerazione dei lavori stessi.
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, io appoggio le
proposte degli ultimi colleghi che sono intervenuti ...
PRESIDENTE Onorevole Micciché, se lei interviene sul rinvio, le
comunico che è stato già deciso.
MICCICHE' No, faccio anche una considerazione: noi non siamo
delle macchine, siamo persone che abbiamo le nostre esigenze, anche
perché io vedo che fra il pubblico ci sono cittadini, siciliani che
aspettano delle risposte. Poiché si dice che c'è un maxi
emendamento, non è che il maxi emendamento è un 'uovo di Pasqua',
che dobbiamo aprirlo solo a Pasqua, ma si tratta di articoli che
bisogna conoscere. Non ci potete prendere per stanchezza e metterci
poi con le spalle al muro, non mi pare lecito Da un punto di vista
politico non è corretto Certo, la scorrettezza fa parte anche del
gioco democratico, però mi pare che la vostra scorrettezza consiste
nel volerci prendere per stanchezza.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, non voglio interromperla, voglio
soltanto dirle che la determinazione è quella di andare avanti.
MICCICHE' Lei non mi può chiedere di fare quello che dice lei
Io ho bisogno dei tempi per potere assimilare le cose che ci date da
esaminare.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, mi lasci completare e vedrà che
sarò funzionale alla sua proposta e quello che sto per dirle ci farà
guadagnare almeno tre minuti: la determinazione della Presidenza e
della maggioranza dell'Aula è di andare avanti; l'unico modo per
accelerare i lavori è quello di evitare interventi che non siano
strettamente connessi all'argomento.
MICCICHE' Queste cose le può andare a dire a uno che non capisce
niente.
PRESIDENTE No, lo dico a lei, onorevole Micciché, perché forse
non si rende conto che la decisione è già stata presa.
MICCICHE' Io ho il diritto di conoscere quello che sto votando,
mi deve dare il tempo di assimilare le cose che mi da. Ora, se mi da
un blocco di cinquanta emendamenti, mi deve dare la possibilità di
studiarli, almeno un minuto per ogni emendamento? Non credo che ci
siano le condizioni per potere proseguire in questa maniera, perché
forse lei non sa che ancora ci sono da esaminare le tabelle, le
quali vanno affrontate una per una; ci sono più di 150 emendamenti
alle tabelle e questi emendamenti lei ha il diritto di farli
esaminare punto per punto. Ci vogliono ore e ore E quindi come
vuole arrivare alla conclusione dei lavori in poche ore? Lei, a
quanto pare non sa di quante ore è fatto un giorno, ho l'impressione
che lei ha scambiato il giorno con la notte.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, intanto lei può anche riposarsi;
noi intanto andiamo avanti.
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 553/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
73.R.8. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.R.9. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.R.10. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.70.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che vi sia
un errore di valutazione perchè il Governo ha firmato questo
emendamento.
PRESIDENTE Ha ragione, onorevole Ortisi, infatti non era stato
ancora votato; non avevo visto che è del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.11.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.12.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.13.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.14.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.15.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.16.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.17.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.18.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.19.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.20.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.21, a firma dell'onorevole
Giannopolo.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Vorrei sapere se nella descrizione il comma 14 che vado a
sopprimere è quello che prevede che siano aggiunte le parole
"unitamente agli emendamenti approvati in sede di adozione le
osservazioni e le opposizioni accolte dal Consiglio comunale anche
come prescrizione esecutiva del Piano regolatore generale". La norma
così come risulta formulata non mi pare chiara nella finalità che si
vuole perseguire, quindi, vorrei capire - perchè sarei disponibile a
ritirarlo- qual è lo scopo che si vuole raggiungere con il capoverso
di cui oggi discutiamo.
PRESIDENTE assessore è in grado di rispondere alle osservazioni
dell'onorevole Raiti?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. No.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, ritira l'emendamento?
GIANNOPOLO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.R.22.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.23.
RICHIESTA DI VERIFICA DI NUMERO LEGALE
CAPODICASA Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Giannopolo, Miccichè,
Oddo e Raiti)
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
presenti 50.
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 75.R.23. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.24. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, vorrei precisare che questo emendamento
riguarda la soppressione del comma 16 relativo alla legge 7 del 2002
inerente la materia degli appalti. Poichè è stato stralciato ed
incardinato il provvedimento che disciplinerà la materia degli
appalti in modo organico, mi sembra opportuno stralciare questo
comma e rimetterlo al disegno di legge che sarà discusso non appena
approvato il disegno di legge finanziaria.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.25.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.4.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, io non conosco l'istituto teologico
San Tommaso di Messina, nè voglio entrare nel merito delle sue
attività, però questo è il classico emendamento fatto su misura di
un istituto scelto al posto di altri duecento o trecento operanti in
Sicilia. Io credo che su questa materia ...
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Forgione, il suo emendamento non
è riferito a questo. Al comma 19, si fa riferimento alla legge 20
del 2002: "Modifiche alla legge 20 del 2002, comma 3.......". Stiamo
parlando del diritto alla studio, mentre il suo intervento non è
riferito al comma 19.
FORGIONE Intervengo, dunque, sul comma 19. E' lo stesso,
l'emendamento è sempre a mia firma.
Abbiamo legiferato in materia di diritto allo studio
universitario e di diritto allo studio, in generale. Qui si continua
con una logica che abbiamo fortemente contrastato, signor
Presidente, quella del finanziamento alle università ed alla scuola
privata. Questo Governo, anche con questo articolo, fa una scelta
secondo noi sbagliata. La scelta è quella di non dare centralità
nella sua azione, nei suoi interventi, nei suoi finanziamenti, alla
scuola ed all'università pubblica. Si continua con una logica di
finanziamento alla scuola privata, con uno spostamento di risorse
dal sistema formativo pubblico a quello privato; si parificano qui
le università legalmente riconosciute. E' per motivi di coerenza,
con una battaglia che abbiamo condotto contro la parificazione
scolastica, contro l'istituzione delle scuole e delle università
private, che proponiamo questo emendamento soppressivo.
So bene che in quest'Aula c'è una maggioranza diversa, ma credo
che, almeno per quanto riguarda questi finanziamenti, potremmo
fermarci alla scelta di continuare a dare centralità al sistema
universitario pubblico, che è quello che garantisce l'accesso alla
formazione ed al sapere per tutto e per tutti.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi vorrei
ricordare a me stesso ed all'Assemblea regionale siciliana che non
più tardi di qualche mese fa un analogo articolo è stato bocciato in
questa stessa sede. Per motivi di coerenza, quindi, ritengo che
l'Assemblea debba pronunciarsi nella medesima maniera. Preannuncio,
quindi, il mio voto favorevole all'abrogazione dell'articolo.
PRESIDENTE Prima degli interventi degli onorevoli Forgione e
Spampinato, era stato posto in votazione l'emendamento 75.R.4. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
L' emendamento 75.26 è precluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.R.27. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.28. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.29. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.30. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.31. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.32. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.33. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.34. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.35. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.36.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non capisco perché
si faccia riferimento al comma 29 dell'articolo 39 della legge 10
del 2000. Di tale legge sono stato personalmente relatore in Aula.
Quando si dice "per i dipendenti regionali genitori" e poi si
propone di aggiungere "o coniugi non legalmente od effettivamente
separati" facendo poi ritorno alla legge di disabili, che significa?
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, la legge favorisce i permessi ai
dipendenti regionali che hanno figli handicappati. Questo
emendamento lo estende ai coniugi di handicappati che siano
dipendenti regionali.
ORTISI Ma che significa coniugi non legalmente od effettivamente
separati? Esiste giuridicamente una separazione di fatto? A me non
sembra.
PRESIDENTE E' una osservazione che è stata sollevata in
Commissione. Forse l'onorevole Stancanelli è in grado di poter
rispondere alla sua osservazione.
SPAMPINATO Come si dimostra?
ORTISI Forse invece di "od" è "ed".
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ha ragione c'è un errore di
battuta. Non è "od" ma "ed".
ORTISI Sì, ma chi dimostra che sono effettivamente separati? Che
significa? Non è una figura giuridica.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, sulla prima parte del suo
intervento la seguo: "O effettivamente separato" non ha senso.
ORTISI Ammettiamo di trasformarlo in "ed"; "ed effettivamente
separati" significa che c'è una signora accanto che testimonia che
sono separati. Che significa? Stiamo attenti, perché interveniamo in
un campo ...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, a quest'ora si può fare anche un
po' di confusione, però mi risulta che esistano coppie separate ma
conviventi nel senso che sono munite di sentenza di separazione ma
vivono sotto lo stesso tetto, sempre per sentenza.
Onorevole Ortisi, sto facendo un ragionamento, siamo sul campo
delle ipotesi.
ORTISI Se con gli uffici si potesse approfondire e saltare dieci
minuti, mentre andiamo avanti.
PRESIDENTE Allora possiamo accantonare l'emendamento; ma in
qualunque caso, onorevole Ortisi, le suggerisco di ritirare
l'emendamento.
ORTISI Non ho presentato io l'emendamento soppressivo, ma
voterei contro il soppressivo se si desse la spiegazione che mi
aspetto.
PRESIDENTE La proposta che stavo formulando è questa: può essere
ritirato il soppressivo a firma dell'onorevole Raiti e accantonato
il comma in modo tale che il Governo possa fare una verifica.
Comunico che l'emendamento 75.R.36 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.R.37.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.38.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.39.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.40.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.41.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.42.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.43.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Al comma 35 dovrebbe essere aggiunto un emendamento
che ho presentato...
PRESIDENTE Onorevole Micciché, l'emendamento al comma 35 è stato
già bocciato. Lei ha chiesto di parlare sull'emendamento al comma
36.
MICCICHE' L'emendamento 75.65 fà riferimento alla legge n. 32
per quanto riguarda le cooperazioni di fidi, etc.; ho presentato un
emendamento che erroneamente, secondo me, è stato inserito fra gli
emendamenti aggiuntivi.
Poiché ho visto che c'era questa norma applicata al comma 36,
ho presentato un emendamento perché fa parte della stessa legge e si
riferisce all'emendamento 75.
Quindi chiederei all'assessore ...
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, l'emendamento a cui lei si
riferisce è contenuto in questo blocco, un po' più avanti. Appena ci
arriviamo ...
MICCICHE' Siccome è in aggiunta, l'emendamento 75.65 dovrebbe
essere messo in aggiunta al comma 36 dell'articolo 75.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, per la verità non è così perché
l'emendamento 75.65 fa riferimento all'articolo 72 della legge 32,
mentre il ...
MICCICHE' Sì, ma richiama la legge 32.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, mi lasci completare. In questo
emendamento è richiamata venti volte la legge 32, che è composta da
201 articoli.
Onorevole Micciché, si faccia consigliare: l'emendamento 75.65
è riferito all'articolo 72. Il comma 36 dell'emendamento base è
riferito all'articolo 52.
MICCICHE' E' per non fare confusione, onorevole Presidente.
PRESIDENTE E' lei che fa confusione, onorevole Miccichè. Se lei
richiede che venga trattato subito l'emendamento 75.65 lo trattiamo
subito, non perché è coerente ma perché lei lo sta chiedendo.
MICCICHE' Lo posso illustrare, signor Presidente?
PRESIDENTE Non lo può illustrare, può fare una dichiarazione di
voto.
MICCICHE' Annuncio il mio voto favorevole all'emendamento che ho
presentato poiché si tratta di mettere insieme le operazioni
perfezionate ai sensi della legge 108, cioè il fondo statale
antiusura per potere essere riconosciute le agevolazioni previste
dalla legge 32, articolo 72; anche se fa riferimento all'articolo
72, è la legge 32; chiedo di assimilarlo, perché questo articolo
era stato approvato in Commissione con il parere del Governo e
dell'Assessore competente al ramo. E' stato bocciato in Commissione
bilancio, non so per quale ragione. Questo emendamento è stato
sollecitato dai consorzi fidi che hanno constatato che la non
applicazione di questa norma alle agevolazioni previste dalla legge
108 provocava una grossa contraddizione nel campo della turnazione o
il cosiddetto "fondo di rotazione" delle somme antiusura.
Era questa la formulazione e per questo ho chiesto d'inserirlo.
Si tratta di norme specifiche all'argomento che potevano essere
meglio trattate, per cui chiedo di votare favorevolmente questo
emendamento.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 75.65. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.43.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.44.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.45.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.46.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75.R.47.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, ritenga opportuna la presenza in
Aula dell'Assessore alla sanità. Lo dico perché, sinceramente, non
capisco il motivo per cui si propone l'abrogazione di tre commi
dell'articolo 55 della legge 30.
Il predetto articolo stabiliva le modalità e le limitazioni
attraverso le quali autorizzare i posti letto delle case di cura
private nel periodo di vigenza del Piano sanitario regionale.
Credo di porre una questione un po' delicata visto che abbiamo
in Commissione la riorganizzazione della rete ospedaliera e
considerato che questo problema non è mai stato trattato in
Commissione di merito, oggetto della norma. Vorrei capire, almeno
in questa sede, qual é la ratio per la quale il Governo propone a
tre mesi dalla scadenza del Piano sanitario regionale, che com'è
noto scade nel giugno del 2003, di abrogare le norme che regolano le
modalità di accreditamento di ex convenzione delle case di cura
private in quel periodo.
Non capisco qual è il senso, l'obiettivo, cosa si vuole fare.
Chiedo al Governo di farmi capire e chiedo agli onorevoli colleghi
di votare con cognizione di causa quanto in argomento. C'è poi fra
due commi un altro emendamento che addirittura definisce, cioè
elimina una norma che stabilisce le tipologie attraverso le quali
distinguere l'alta specialità dalle case di cura ordinarie sempre
delle case di cura private. Vorrei spiegato cosa c'entra tutto
questo con il disegno di legge finanziaria; in ogni caso gradiremmo
sapere qual è l'obiettivo che si vuole perseguire con l'abrogazione
di queste norme. Credo che sia un diritto di ognuno di noi
conoscere, un dovere del Governo spiegare in Aula, il senso delle
cose che stiamo facendo.
PRESIDENTE Onorevole Assessore alla Sanità, l'onorevole
Cracolici ha chiesto chiarimenti sull'emendamento soppressivo del
comma 40 dell'emendamento del Governo. Se è in grado di rispondere,
vuole replicare?
CINTOLA Lo accantoniamo ed andiamo avanti.
PRESIDENTE Accantoniamo l'emendamento 75.R.47.
Si passa all'emendamento 75.R.48. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 75.R.49.
CRACOLICI Chiedo di accantonarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 75.R.50. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 75.R.71. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 75.R.51 è assorbito. Si
passa all'emendamento 75.R.69. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 75.R.52 è assorbito. Si
passa all'emendamento 75.R.53. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 75.R.54.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, considerato che ho presentato
nove emendamenti aggiuntivi che hanno eguale natura, chiedo se è
possibile procedere a votazione congiunta perchè chiedo che venga
erogato lo stesso contributo per le associazioni che si occupano di
daltonici, malattie oculari, retinite pigmentosa, patologia uvea,
patologie oculari infantili, acromatici siciliani. Credo che questo,
chiaramente, non sia il modo più serio di procedere, quindi, ritengo
di mantenere la proposta di abrogazione dell'articolo ed impegnarmi,
quindi, a ritirare i miei emendamenti aggiuntivi. Chiedo, in ogni
caso, che si proceda con il voto segreto.
PRESIDENTE Onorevole assessore Pagano, l'onorevole Spampinato
ha chiesto di discutere congiuntamente al comma 47 della riscrittura
altri emendamenti a sua firma riguardanti medesima materia. Sono
tutte nuove norme di spesa che meritano copertura e non credo che il
Governo sia favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento 75R.54, con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 75R.54
SPAMPINATO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme
il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti ....... 65
Maggioranza .............. 33
Favorevoli ............... 36
Contrari ................. 27
Astenuti ................. 2
L'emendamento è approvato.
Quindi il comma 47 è soppresso.
Si passa agli emendamenti 75R. 47 e 75R.49. Il parere del
Governo sul 75R. 47?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice Presidente della Commissione. Favorvole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 75R49.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R55.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R56.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R57.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R5. E' superato
Si passa all'emendamento 75R58.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R59.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R60.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
Si passa all'emendamento 75R61.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R5. E' superato
Si passa all'emendamento 75R12.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R63.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA Vice Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R64.
PRESIDENTE Il parere del Governo.
PAGANO Assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA Vice Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R65.
PRESIDENTE Il parere del Governo.
PAGANO Assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA Vice Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R66.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R67.
PRESIDENTE Il parere del Governo.
PAGANO assessore per il bilancioe le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
CRACOLICI Il comma 59 è superato.
PRESIDENTE Il comma 59 è improponibile perchè era già stato
bocciato in un precedente momento.
Si passa all'emendamento 75R67.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e per le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R68.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R7. E' superato.
Si passa all'emendamento 75R3. E' superato.
Si passa all'emendamento 75R6.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 75R1.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE Lei non può andare avanti così.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 411. E' superato.
Si passa all'emendamento 466. E' superato.
Si passa all'emendamento 75.68. E' ritirato
Si passa all'emendamento 75.63.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 75.62.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 204 e 205 sono superati.
Si passa all'emendamento 75.64.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è' approvato)
L'emendamento n. 75.67 è improponibile.
Si passa all'emendamento 172.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento 144.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento. 270.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento 419.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è' approvato)
Si passa all'emendamento 75R74, a firma del Governo.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE C'è un errore, però nel testo; l'articolo 41 è da
intendersi articolo 75, c'è un errore materiale.
CRACOLICI E' personale?
PRESIDENTE No non è personale, onorevole Cracolici, un ente
assorbe un altro ente.
Intanto si intende all'articolo 75, non all'articolo 71.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75R così come sub-emendamento.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, io darei la parola all'assessore Pagano
perché il Governo ha annunziato la presentazione di un
maxi-emendamento che, naturalmente, dovrà essere valutato e
pertanto, propongo la sospensione dei nostri lavori per 10 minuti.
Non appena il Governo avrà presentato il maxi-emendamento,
propongo di sospendere per almeno mezz'ora onde consentire ai gruppi
di valutare ed approvare il maxi-emendamento.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
La seduta è sospesa per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 04.14 del 4 aprile 2003, è
ripresa alle ore 06.58)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha presentato due
emendamenti contrassegnati rispettivamente dalle sigle G1 e G2.
Si procederà adesso alla fotocopiatura e alla successiva
distribuzione degli stessi, allo scopo di consentire la
presentazione di subemendamenti. Avverto che, se non sorgono
osservazioni, la seduta è sospesa fino alle ore 8.00, termine entro
cui potranno essere presentati i subemendamenti.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CRISAFULLI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, il blocco complessivo degli
emendamenti aggiuntivi continua a restare tale?
PRESIDENTE Tranne che non siano assorbiti.
CRISAFULLI E' evidente
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, sono stati presentati due maxi
emendamenti che, mi viene riferito, contengono numerosi articoli e
che hanno bisogno di un approfondimento da parte dei gruppi
parlamentari per dare poi la possibilità di subemendarli o comunque
cercare di andare in modo spedito nei lavori d'Aula.
Mi ero permesso di sottoporre a lei l'ipotesi di una
sospensione dei lavori, suggerivo di andare a lunedì pomeriggio, in
modo tale di chiudere entro la giornata di lunedì. Questo non
pregiudica nulla, visto che è possibile non procedere a fare
l'esercizio provvisorio, perché comunque entro martedì, mercoledì
al massimo, potremmo chiudere sia con la finanziaria che con il
bilancio. Non mi spiego perché noi dobbiamo andare alle 8.00. Sa
perfettamente che alle 8.00, vista la vastità dei temi che vengono
affrontati con l'emendamento del Governo, rivivono quasi interamente
tutti gli emendamenti aggiuntivi, ciò comporta che noi dovremmo
iniziare alle 8.00 o alle 8.30 per tirare tutta la giornata di oggi
e forse andare oltre nella serata.
Sottoporre a così dura prova i parlamentari non mi pare
opportuno. Pertanto, Mi permetto di reiterare la richiesta di una
sospensione dei lavori d'Aula e la ripresa lunedì pomeriggio.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, io comprendo la sua richiesta.
Lei probabilmente penserà che io sono arrogante e presuntuoso come
ha detto prima ....
SPEZIALE Non ho detto arrogante e presuntuoso, ho detto
prepotente
PRESIDENTE Me lo dico da solo Prepotente è la sintesi di
arrogante e presuntuoso.
Dicevo, L'orientamento della stragrande maggioranza dell'Aula è
quello di andare avanti secondo questo programma faticoso, mi rendo
conto, ma indispensabile.
Pertanto, se non sorgono osservazioni, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 8.00, termine entro il quale
bisognerà presentare i subemendamenti.
SPEZIALE I subemendamenti si possono presentare anche in corso
d'esame, comma per comma.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, lei poc'anzi ha finito il suo
intervento auspicando un esame celere del disegno di legge. Non
voglio precludere alcuna prerogativa, tant'è che stiamo indicando
un termine. Lei può dirmi che il termine non è congruo e dobbiamo
spostarlo.
Io sto proponendo all'Aula un percorso, l'Aula lo può
condividere o non condividere. Se lo condivide si stabilisce un
termine orario perché non solo ci sono esigenze di natura
parlamentare, ci sono esigenze anche di natura tecnica per gli
uffici e noi dobbiamo consentire la verifica non solo del maxi
emendamento - che già è un fatto complesso - ma anche dei
subemendamenti, altrimenti rischiamo di fare pasticci. Sul piano
procedurale la proposta è questa ed è una proposta ragionevole.
Ripeto: la Presidenza è disponibile a stabilire un termine
diverso per la presentazione dei subemendamenti ma, se vogliamo fare
un lavoro serio e valido per tutti, anche per i colleghi
dell'opposizione oltre quelli della maggioranza, è quello di
consentire agli uni e agli altri non solo di prendere visione dei
due maxi emandamenti ma anche dei subemendamenti presentati.
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, l'arroganza o la prepotenza non è
una virtù nè politica nè umana. Quindi, bisogna trovare una via
d'uscita per cercare di alleviare e appianare tutta una serie di
spigolature, perché non mi pare opportuno forzare questo tipo di
ragionamento in quanto non le fa onore.
Ci avete fatto perdere tre, quattro ore a bivaccare tutta la
nottata o la mattinata, poi ora ci date meno di un'ora per
presentare eventuali emendamenti che poi, in questo momento, non so
- lei conosce i maxi emendamenti - io non so di che cosa si tratta,
sono completamente all'oscuro.
Mi deve dare la possibilità di conoscerli? Non ci sono
riferimenti normativi perché non esistono riferimenti normativi
agli emendamenti aggiuntivi che non si conoscono. Non siamo mago
Zurlì che conosciamo le piegature di ogni norma che avete inserito
in questo maxi emendamento.
Quindi, signor Presidente, chiedo, e lei ha la facoltà, di
prorogare questo termine almeno da mezzogiorno all'una, dando la
possibilità ai deputati di presentare eventuali emendamenti,
migliorativi o peggiorativi, soppressivi come li vogliamo chiamare.
Signor Presidente, faccia una volta tanto un atto di
distensione, perché questo scontro che lei vuole innescare ...
Se lei ha qualcosa nei confronti dei suoi colleghi della
maggioranza, lo dica Non usi il Parlamento, non usi la buona
educazione dei deputati che vogliono fare il proprio dovere,
svolgere il proprio compito per usare i suoi problemi di carattere
politico all'interno della maggioranza. A me non me ne frega
niente Se lei ha qualcosa da dire la dica ai suoi amici e lasci
lavorare tranquillamente i deputati dell'Assemblea.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, non è possibile dare un tempo ai
parlamentari per potere esaminare ed approfondire i due maxi
emendamenti presentati dal Governo, voglio ricordare al Presidente
che i subemendamenti possono essere presentati anche in corso
d'esame dei singoli commi dell'emendamento. Per cui non possiamo
introdurre prescrizioni limitative dell'esercizio della funzione del
parlamentare. Per questo mi permetto di farle osservare che è
giusto che sulla base delle esigenze degli uffici si presentino i
subemendamenti entro le ore 8.00 che lei ha stabilito, tuttavia nel
corso dell'esame del provvedimento si possono presentare
subemendamenti.
Lei non può limitare alle ore 8.00...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, io conosco bene, come lei, il
Regolamento. La mia proposta era una proposta che mirava non solo a
semplificare i lavori, ma anche a rendere operativo il suo auspicio
relativo alla possibilità di conoscenza e di approfondimento dei
testi.
Conosco perfettamente quali sono le indicazioni del
Regolamento. Non c'è dubbio che in corso d'opera possono essere
presentati subemendamenti. Ma la proposta che io formulo non
riguarda i subemendamenti che sono presentati in corso d'opera e che
sono sicuramente emendamenti di mediazione, di correzione, etc.,
degli emendamenti presentati, ma quello di dare un termine per
quelli che sono i subemendamenti al testo presentato.
Poi, è chiaro che ci possono essere ulteriori subemendamenti,
però se noi stabiliamo un termine per presentare gli emendamenti al
testo base, sicuramente consentiremo a tutti di approfondire la
questione limitando. quindi, di fatto la fase successiva soltanto a
quei casi che rendono indispensabile la presentazione di ulteriori
emendamenti.
Quindi, non è un termine vincolante in assoluto, però è un
termine che ci consente di esaminare bene l'emendamento del Governo
e di esaminare altrettanto bene i subemendamenti, lasciando
ovviamente spazio per quella area, diciamo così, di ulteriore
precisazione con subemendamenti che è prevista dal Regolamento; però
già abbiamo le idee chiare, abbondantemente chiare per tutti per cui
nessuno potrà lamentarsi di non conoscere a fondo né l'emendamento
del Governo né i subemendamenti che ciascun Gruppo parlamentare,
ciascun deputato avrà presentato.
Insomma, il lavoro sarà molto più trasparente. In questi
termini è da intendersi la proposta dalla Presidenza, onorevole
Speziale.
SPEZIALE Sono perfettamente d'accordo.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, dobbiamo considerare che finiamo ad
un certo orario, in ogni caso riposeremo poi qualche ora. Non
sarebbe più opportuno dare un po' più di tempo per la presentazione
dei subemendamenti e fare utilizzare il tempo ad alcuni colleghi,
che lo vogliono, per presentare dei subemendamenti ed altri per
riposare in maniera tale che poi in un orario, a l'una, alle due,
non lo so, ci si riveda qui e si lavori anche più velocemente?
Credo, infatti, che se siamo un po' riposati ci sbrigheremo prima.
Cioè complessivamente ricominceremo la nostra serata, mi auguro
giornata, sempre allo stesso orario: anziché mettere il riposo
alla fine lo mettiamo nel mezzo. Questo potrebbe, secondo me,
accelerare i lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sulla procedura la proposta
della Presidenza è quella di sospendere i lavori sino alle ore 9,00,
fissando per la stessa ora il termine per la presentazione dei
subemendamenti nel senso indicato dal corso dell'intervento
dell'onorevole Speziale. Non sorgendo osservazioni, resta così
stabilito.
Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 9.00.
(La seduta, sospesa alle ore 7.12, è ripresa alle ore 10.32)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula del Presidente della
Regione, occupato in impegni istituzionali, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 11.00.
(La seduta, sospesa alle ore 10.33, è ripresa alle ore 12.00)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la Presidenza dell'Assemblea ha valutato
gli emendamenti del Governo, relativamente alla proponibilità,
confermando gli orientamenti che la stessa Presidenza aveva assunto
all'inizio della discussione della legge finanziaria.
Poiché nei due emendamenti sono presenti materie riguardanti il
personale, i contributi e, per errore, alcuni articoli che sono
stati bocciati dall'Aula, questa Presidenza ha proceduto ad
individuare le anzidette fattispecie.
Comunico pertanto il risultato di tale verifica.
Relativamente all'emendamento G1, comunico che è improponibile
il comma 4; il comma 9; la seconda parte del comma 16 avente per
inizio "Nell'ambito delle disponibilità finanziarie..."; il comma
17; la parte del comma 20 avente per inizio "trascorso il quale
termine...", fino alla fine del testo; i commi 22, 23 e 25.
Relativamente all'emendamento G2, comunico che sono
improponibili le seguenti parti: il comma 1; la parte finale del
comma 2, avente per inizio "Per le finalità di cui al comma 1
dell'articolo 26...", considerato che è un argomento trasferito
nelle tabelle C, perché trattasi di un rifinanziamento; i commi 3,
4, 6, 7, 12, la seconda parte del comma 16, avente per inizio "I
trasferimenti di cui all'articolo 93..."; il comma 18, in quanto
trasferito interamente alla tabella C; i commi 23, 25, 26, 27, 29,
30, 36, 38, 44, 45, 47, 48, 49, 50, 51, 52. Il comma 33, infine, è
superato perché già approvato.
Onorevoli colleghi, decadono pertanto tutti gli emendamenti
collegati ai precedenti commi dichiarati improponibili.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
segnalare alla Presidenza che l'Aula ha approvato, nell'articolo 6
del testo della Finanziaria, norme che riguardano il demanio;
nell'emendamento G1 del Governo, la Presidenza ha dichiarato
proponibile - e ne sono contento - il recepimento del decreto
Burlando che si occupa anch'esso di demanio. Ancora,
nell'emendamento G.2 del Governo, la Presidenza ha altresì
dichiarato proponibile, al comma 22, una terza norma che si occupa
di gestione del demanio.
Ho la preoccupazione che, esitata la legge finanziaria, avremo
in Sicilia tre norme diverse che si occupano parimenti della stessa
materia: rischiamo di ingenerare una confusione incredibile
PRESIDENTE Onorevole Acierno, voglio tranquillizzarla perché,
come lei sa, prima del voto finale, la Presidenza - nel collazionare
i diversi emendamenti - farà una verifica circa l'eventuale
sovrapposizione di norme. Nel caso in cui questo dovesse
verificarsi, ai sensi dell'articolo 117, le norme che dovessero
risultare incongruenti verrebbero, col consenso dell'Aula, abrogate.
ACIERNO Ringrazio la Presidenza avendo la certezza che quanto
adesso dichiarato rimanga a verbale.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, tutta la seduta rimane a verbale
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SULL'ORDINE DEI LAVORI
MOSCHETTO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori affinché la Presidenza riveda la
posizione su un emendamento che, è vero, concerne il personale; è
altrettanto vero, tuttavia, che quest'Aula, con la stessa coerenza
con la quale ha trattato altri argomenti - che nell'ambito
dell'assestamento di bilancio furono rinviati alla finanziaria - non
dovrebbe avere due pesi e due misure
Nella fase dell'assestamento di bilancio 2001, nel mese di
novembre, la Presidenza di turno, nell'affrontare la proponibilità o
meno di alcuni emendamenti presentati - fra cui quello del consorzio
di bonifica e quello concernente l'argomento di cui sto parlando, il
comma 6 dell'emendamento G2 - stabilì, e così fu deciso, di rinviare
il suddetto comma alla sessione di bilancio.
Chiedo pertanto alla Presidenza di rivisitare la decisione
sulla non proponibilità stante che è stata assunto dall'Aula, in
precedenza, un pronunciamento di rinvio.
Ho già avuto modo di parlarne con lei, signor Presidente, e mi
ha ribadito che questa è una posizione assunta dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari. Devo tuttavia affermare che i
Capigruppo da me interpellati - sia il Presidente del Gruppo di
Forza Italia, sia quello dell'UDC, sia quello di AN- mi hanno
assicurato che su questo emendamento (essendoci stato il citato
pronunciamento di rinvio in sede di questa trattazione e trattandosi
di un emendamento che non comporta spese) si rivelerebbero non dico
felici ma, certamente, non opporrebbero ostacoli alla relativa
trattazione.
La invito, quindi, signor Presidente, nei limiti del possibile,
a rivedere la posizione appena assunta.
PRESIDENTE Onorevole Moschetto, prendo atto di quanto detto e
me ne dispiace. Tuttavia, l'orientamento della Presidenza è stato
quello di non inserire nella legge finanziaria disposizioni
riguardanti il personale e, dunque, questa Presidenza si è attenuta,
scrupolosamente, all'indicazione introdotta sin dalla prima verifica
di proponibilità della legge finanziaria medesima, successivamente
alla sua approvazione della Giunta.
Ciò non toglie, onorevoli colleghi, che le norme riguardanti il
personale - che sicuramente hanno valore e importanza - non possano
trovare spazio in successivi provvedimenti che l'Aula verrà chiamata
a discutere.
CAPODICASA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, sono stato
facile profeta nel sostenere in Commissione per il bilancio e le
finanze che il largheggiare rispetto al Regolamento, in quella sede,
avrebbe comportato uno 'slabbramento' in Aula, così come è avvenuto.
Dal momento che la Presidenza ha deciso di intervenire con
alcune proposte di improponibilità, mi aspetterei che ci fosse non
una decisione per blocco di argomenti (il personale o altra materia)
bensì un intervento coerente con le disposizioni di legge
regolamentari.
Io, per esempio, noto che non sono stati dichiarati
improponibili taluni articoli o commi - come il comma 11
dell'emendamento G1 riguardante la disciplina di alcune questioni
relative al demanio marittimo, alla composizione di organismi - che,
con la legge finanziaria, non hanno alcuna relazione.
Il comma 12 del suddetto emendamento prevede la modifica della
legge numero 71 del 1978, cioè la legge urbanistica, concernente le
distanze delle costruzioni in verde agricolo, riducendo le distanze
tra due edifici da 20 metri a 10 metri, da un quinto a un decimo.
Se qualcuno mi spiegasse la ratio di questo mantenimento in
finanziaria ne sarei contento
Al contrario, vengono dichiarati improponibili emendamenti che
sono finanziamento di leggi, fattispecie che l'articolo 3 della
legge numero 10 del 1999, prevede in materia di finanziaria.
Vorrei quindi far notare che c'è stato un esame non
approfondito: evidentemente, i tempi ristretti che abbiamo non
pesano solo sui parlamentari ma anche sugli uffici.
Signor Presidente, sono d'accordo affinché la dichiarazione di
improponibilità sia dichiarata nei termini di intenzione di
improponibilità e si faccia, quindi, un ulteriore approfondimento:
ho già fatto riferimento ai commi 11 e 12 che non presentano alcuna
relazione con la finanziaria; ho fatto riferimento ad un
emendamento, che è di rifinanziamento di una legge, che è stato,
invece, dichiarato improponibile. E' chiaro che tutto ciò può
provocare solamente disagio...
SAVARINO Onorevole Capodicasa non riusciamo a sentirla.
Purtroppo l'Aula non ci permette di ascoltare.
CAPODICASA E' un intervento rivolto alla Presidenza.
Comunque ripeto a beneficio dei colleghi che non l'abbiano
sentito.
Avevo previsto, già in Commissione bilancio, ciò che sarebbe
successo in Aula. Il fatto che nelle Commissioni di merito, e in
Commissione bilancio, si siano ripetutamente violate le norme
regolamentari e legislative che disciplinano l'approvazione della
legge finanziaria, mi lasciava presagire che l'Aula si sarebbe
infilata in questo varco precedentemente aperto.
Non ci voleva molto a capirlo. L'anno scorso ciò era già
avvenuto, in modo alquanto contenuto, anche perché eravamo alla
prima Finanziaria dopo il rinnovo dell'Assemblea: il 50 per cento
dell'Assemblea regionale era infatti ancora 'fresco di nomina'. Alla
seconda tornata, però, questi colleghi hanno cominciato a fare
esperienza ed hanno capito l'andazzo dell'Aula. Avevo già detto che
era un pessimo modo di dare ai colleghi l'esempio per la
legislatura. Puntualmente, abbiamo dovuto prendere atto che quella
profezia si è avverata
Nel momento in cui la Presidenza, a mio giudizio tardivamente,
pensa di recuperare le sviste che ci sono state fino ad oggi, o vi
provvede in modo coerente, e fino in fondo, oppure il disagio
dell'Aula non può che aumentare: è del tutto evidente, infatti, che,
se non c'è una impostazione ragionata, giustificata e difendibile,
mi pare chiaro che ognuno sentirà di avere subìto un torto nel
momento in cui gli venisse cassato un emendamento.
Ho fatto alcuni esempi di commi che non sono stati dichiarati
improponibili e che, invece, lo sono a norma di regolamento e a
norma di legge. Ho fatto riferimento al comma 11 dell'emendamento
G1 - dove si disciplina tutta la materia relativa al demanio
marittimo - che, ovviamente, con la legge finanziaria non presenta
alcuna attinenza; ho fatto, ancora, riferimento al comma 12, dove si
modifica la legge regionale numero 71 del 1978, cioè della legge
urbanistica regionale.
Con quest'ultima modifica si vengono a variare le distanze: la
distanza tra due immobili, realizzati in area verde, doveva essere
di venti metri, adesso si riduce a dieci . E' difficile immaginare
che questa sia una norma astratta e generale come vuole il manuale
del buon legislatore...
PRESIDENTE Vorrei precisare che sulla proponibilità e sulla
improponibilità non si può aprire un dibattito, onorevole
Capodicasa.
CAPODICASA relatore di minoranza. Sì, signor Presiedente,
però poichè è stato un lavoro fatto convulsamente nella nottata e
nella mattinata, senza un approfondimento, le avevo chiesto di
considerare le dichiarazioni di improponibilità come intenzioni
della Presidenza di dichiararli improponibili. La facoltà della
Presidenza di dichiarare le improponibilità non significa arbitrio
della Presidenza nel dichiarare le improponibilità, perché il
limite è dato dal Regolamento e dalle leggi, anche per la
Presidenza, perché la Presidenza non è al di sopra del Parlamento;
infatti, interpreta il Regolamento e le leggi che questo Parlamento
ha fatto, quindi, parla a nome del Parlamento.
Signor Presidente, se mi spiega perché il comma 12 è
ammissibile a differenza di quello...
MICCICHE' Qual è?
CAPODICASA relatore di minoranza. E' quello relativo alla
modifica della legge n. 71 del 1978. Vorrei capirlo Ma questo,
come altri E vorrei capire perché altri che sono norme di
finanziamento di legge che la legge n. 10 del 1999 prevede che
possono essere inseriti in finanziaria, perché non debbano entrare.
Allora, è chiaro che l'Aula si rassegnerà vedendo introdurre un
criterio che è un criterio oggettivo e valido per tutti.
Signor Presidente, credo che la Presidenza debba avere un
minino di tolleranza e debba dichiararsi disponibile alla
collaborazione da parte dell'Aula, perché in questa nottata abbiamo
tutti capito che non c'è nessuno infallibile: le cose entrano ed
escono, addirittura è successo che articoli ed emendamenti bocciati
un'ora prima siano stati riproposti, ma non dall'ultimo deputato di
quest'Aula, ma direttamente dal Governo.
Mi chiedo se queste sono procedure tollerabili, dal momento che
o si pretende di carpire la buona fede dei parlamentari o di
colpirli nella loro distrazione dovuta alla stanchezza, oppure è la
protervia che pretende qualcosa che l'Aula ha già respinto di
volerla, in ogni caso, introdurla.
Io l'anno scorso - vorrei rifarmi all'onorevole Raiti - ho
abbandonato l'Aula per protesta per il modo di procedere, non
abbandonerò l'Aula anche in questa occasione; la battaglia la
continuo dal podio
PRESIDENTE Comunico che il comma 14 dell'emendamento G.1, terza
parte,avente per inizio "In applicazione dell'articolo 24, della
legge 27 aprile 1999"è superato in quanto già votato in un
precedente emendamento.
VIRZI' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo argomentare
una mia richiesta di sospensione perché credo sia nell'interesse di
tutto il Parlamento: maggioranza ed opposizione e diciamo fruitori
futuri delle leggi, trovarsi di fronte ad una risoluzione, non
voglio dire organica, ma quantomeno disorganica possibile, perché,
francamente, nonostante tutte le buone intenzioni dichiarate, anche
nelle precedenti legislature siamo ritornati, in qualche modo
centimetro dopo centimetro, sulla logica perversa delle leggi
omnibus, sulle quali ci eravamo giurati vicendevolmente che non
saremmo mai più tornati.
Francamente, presupporre che nel giro di poche decine di minuti
qualunque deputato diventi un tuttologo mi sembra improponibile. Mi
permetto anche di dire, in relazione a qualsiasi tipo di gioco, che
le regole del gioco si proclamano prima di cominciare a giocare, non
a tre quarti del gioco
Mi permetto altresì di dire che l'ora tarda può indurre
chiunque in errori di forma e di sostanza, perché ho visto annullate
delle norme che nulla hanno a che vedere con i contributi e nulla
hanno a che vedere con il personale. E ho visto che ci sono tumori
di serie A, quelli di Catania, e tumori di serie B a Palermo, che
entrambi si sarebbero ridotti nella parola "contributo". Però a
Catania ci vanno, invece a Palermo no Per fortuna l'autostrada è
in funzione e tutti i palermitani possiamo correre a curarci a
Catania; però credo che ci siano delle distrazioni, mi permetto di
dire...
PRESIDENTE Onorevole Virzi, se lei controlla meglio la
comunicazione della proponibilità e della improponibilità si
accorgerà che la Presidenza ha già precisato questo aspetto.
VIRZI' Grazie, Presidente. Permane comunque l'impressione che le
regole, da domani, ci debbano essere note in precedenza, perchè
credo che governiamo una Regione in cui uno dei principali problemi
è proprio l'assetto del personale, la motivazione del personale che
ci pressa, che ha dei problemi, molti dei quali sono seri,
dignitosi.
Non si tratta di clientelismo; in molti casi si tratta di
elementari opere di giustizia. Credo che siano legittime istanze di
cui tutti abbiamo il diritto e il dovere di renderci portatori,
fermo restando, signor Presidente, che resta nettissima
l'impressione - parlo come rappresentante del Gruppo di Alleanza
nazionale - che in quest'Aula ci siano "figli e figliastri".
E' una logica che non mi sento di potere ratificare. Io vorrei
che la maggioranza e la minoranza insieme trovassero un momento di
raccordo per dire: "diamoci serenità nei lavori e vediamo alla
fine, possibilmente martedì, di ricominciare a lavorare per
concludere dignitosamente un'opera che fino a questo momento, fino a
tre quarti, abbiamo portato avanti con decoro".
Proseguendo su questa strada, della fretta, a colpi di
ghigliottina, rischiamo alla fine di produrre - dopo tanto buon
lavoro, sarebbe un grande peccato - un ennesimo mostriciattolo
giuridico che ci metteremmo anni e anni a curare con successiva
legislazione.
Era questo ciò che volevo rassegnare a tutti i colleghi, ai
capigruppo della maggioranza e della minoranza, parlando più che
altro in nome del buon senso e per non compromettere un corretto
rapporto di Aula fra maggioranza e minoranza e per non invelenire
inutilmente in rapporti interpersonali in quest'Aula.
RAITI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, potrei richiamare ciò che è stato detto
nel corso di queste nottate sulle perplessità, sulle violazioni
regolamentari e quant'altro che sono state perpetrate, ma il mio
intervento va in tutt'altra direzione, perchè va nella direzione di
manifestare la mia assoluta "felicità" di fare parte di
quest'Assemblea, perchè mi sono reso conto, quando sono stato
eletto, di avere ottenuto un risultato importante facendo parte di
questo Parlamento che rappresenta l'intera popolazione siciliana, i
novanta uomini che rappresentano la popolazione siciliana, e per me
era un grande successo.
Questo successo viene oggi ulteriormente rafforzato, anzi
enormemente amplificato dal fatto che sto apprendendo che i novanta
uomini che sono qui seduti da 24, 27, 28 ore, non sono uomini
normali: siamo di fronte a tanti superuomini che, con grande
impegno, con grande determinazione portano avanti l'interesse della
Sicilia. Ed io mi sento piccolo piccolo di fronte a questo contesto
così grande.
Questa affermazione scaturisce anche dal fatto che oltre alla
resistenza fisica e encomiabile da parte di tutti noi, dalla
lucidità che ciascuno di noi riesce a manifestare anche all'esterno
nel momento in cui riesce ad esaminare un articolo anzi due
subemendamenti, G.1 e G.2, che comprendono circa 90 norme, 300
riferimenti normativi e tutta una serie di articolati di legge che
un qualsiasi giurista, con grande impegno di quei grandi
professionisti che troviamo all'esterno che sono pagati a suon di
miliardi, credo ci metterebbe qualche mese.
Mi sembra, allora, opportuno riferirsi anche alla stampa quando
critica tutti noi perchè percepiamo una indennità che è eccessiva.
Questo non è assolutamente vero, perchè qui ci rendiamo conto di
essere di fronte a risorse umane di una capacità veramente
straordinaria, che meriterebbero di rappresentare non solo il
Parlamento siciliano ma l'ONU, il Parlamento mondiale e quant'altro
Purtroppo io prendo atto di questo e sono grato di far parte
insieme a tutti voi di questa squadra. Ma sono un pò più modesto e
più piccolo
Quindi, preso atto di tutto questo, chiederei di avere, quanto
meno, riferimenti normativi relativi ai subemendamenti G.1 e G.2
perchè credo che debba avere, almeno, gli strumenti di lavoro per
confrontarli e per vedere quali sono le modifiche di norme.
Ci metterò, forse, qualche minuto in più, ma poichè ci dobbiamo
rendere conto, anche se siamo in una società liberale, che quelli
che sono più deboli devono essere messi nelle condizioni quanto
meno, non dico sulla stessa linea, di avere gli strumenti necessari
per cercare di comprendere e competere con quelli più bravi.
Per tale motivo, ringraziando in premessa la Presidenza,
chiederei prima che si esaminassero gli emendamenti G.1 e G.2 di
avere in possesso di tutti i riferimenti normativi, singolarmente,
con particolare riferimento ai subemendamenti G.1 e G.2.
INCARDONA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, faccio mie alcune delle
considerazioni che sono già state enunciate dai colleghi che mi
hanno preceduto, e in particolare mi voglio riferire, anche, ad un
concetto, se pure espresso in maniera ironica, che poc'anzi ha
espresso l'onorevole Raiti.
Si è arrivati qui con tanto entusiasmo, ma debbo registrare per
semplificare il discorso che, purtroppo, non ci sono delle regole
che garantiscono il parlamentare nell'esercizio delle proprie
funzioni, e per la seconda volta la finanziaria viene discussa e
dibattuta con un tour de force che, certamente, non consente ai
parlamentari di esercitare al meglio le proprie funzioni.
E' una mortificazione del Parlamento ed è una mortificazione
del potere di rappresentatività di cui è dotato ciascuno di noi per
norma costituzionale.
E, nel momento in cui, come ha detto poc'anzi l'onorevole
Virzì, si registrano anche delle particolarità, delle disparità di
trattamento, anche qui c'è una violazione di un princìpio
fondamentale e dirò di più.
Qualcuno potrebbe interpretare anche lo spirito del mio
intervento riferendosi al fatto che è stato cassato il comma 22
dell'emendamento G.1, perchè a Vittoria, città da dove provengo,
però storicamente la serricoltura è nata e cresciuta, si è
sviluppata a Vittoria.
La serricoltura è uno dei comparti più importanti
dell'agricoltura siciliana, rappresenta il 70 per cento del prodotto
interno lordo prodotto dall'intera agricoltura siciliana, ed è uno
dei settori fondamentale che può puntare allo sviluppo, che può
puntare alla qualità in agricoltura, che può fornire reddito, che
può fornire occupazione.
Ebbene, noi la penalizziamo. La penalizziamo sul presupposto
che consideriamo contributo ciò che contributo non è perché c'è
stato un danno che è derivato da un evento atmosferico calamitoso,
la tromba d'aria, che ha avuto pure una declaratoria della Giunta
regionale, riconosciuta dalla Giunta regionale. Si tratta in questo
caso soltanto di anticipazione di un diritto che i produttori
hanno in base alla legge 185 del 1992. Quindi, la Regione non
farebbe altro che ripetere ciò che in altre occasioni ha fatto: cioè
anticipare il risarcimento delle indennità che poi recupererebbe in
base alla legge 185 del 1992 con i fondi nazionali.
Ma dirò di più: in questo caso si tratta di danni alle
strutture, non si tratta di contributi e non si tratta dei soliti
danni, ad esempio alla produzione.
La serricoltura ancora aspetta il risarcimento, l'indennizzo
per le gelate, per i venti sciroccali, per i venti impetuosi, per la
cattiva pubblicità che l'anno scorso ha sofferto in base ad un
programma televisivo, "Porta a Porta", che ha penalizzato gli
agricoltori siciliani.
Ed allora, questo Parlamento non si può dimenticare di un
settore così importante, un settore che oggi, però, ancora soffre e
soffre al di là di quelli che sono i progetti presentati col POR
2000-2006, perché soltanto le grandi imprese agricole stanno
presentando quei progetti. Ma chi invece soffre è il piccolo
imprenditore, l'imprenditore medio, chi va a coltivare personalmente
e che oggi sta ancora anche in quelle zone che erano considerate una
volta molto ricche, sta emigrando.
Oggi noi, cassando questo comma, costringiamo ben 700
lavoratori - tanti sono quelli interessati a questo provvedimento -
a non avere la facoltà di sperare, perché stavamo anticipando solo
una parte dell'indennizzo.
Ebbene sarebbe stato un segnale per un comparto, forse si
sarebbe potuto strutturare diversamente, si sarebbe potuto stabilire
che "per le imprese serricole della Sicilia che hanno sofferto un
danno in forza della tromba d'aria verificatasi in tale periodo è
previsto questo indennizzo. Ed invece in questo modo non diamo alcun
segnale ad un comparto così importante.
Per cui concludo dicendo che questo lo considero un errore
dovuto al fatto che siamo veramente stanchi, siamo troppo stanchi e,
quindi, signor Presidente le chiedo di volere, una volta per tutte,
nel rispetto del Parlamento e nel rispetto dei parlamentari, nel
rispetto delle funzioni e nel rispetto del mandato che abbiamo
ricevuto, di sospendere i lavori e rinviare alla settimana prossima
per avere tutti modo, non solo di studiare, ma anche di poterci
confrontare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza difficilmente
accederà ad un'ipotesi di rinvio dei lavori a lunedì poiché, se li
rinviassimo a tale data, saremmo costretti ad approvare un ulteriore
esercizio provvisorio, e non so con quali esiti, dato che, tra
l'altro, il mese è cominciato e già la macchina amministrativa
risulta bloccata proprio perché stiamo ritardano all'approvazione
del bilancio e della finanziaria.
La Presidenza fa appello al senso di responsabilità dei Gruppi
parlamentari e dei singoli deputati relativamente al rispetto verso
se stessi e verso il lavoro che è stato fatto fino a questo momento
e, soprattutto, verso i siciliani che aspettano, comunque, che
si approvi il bilancio e la finanziaria.
GURRIERI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò per due
minuti, non di più, per dire che l'intervento che è stato fatto sui
consorzi di bonifica, che per alcuni è stato individuato come
argomento indispensabile per risolvere i problemi dell'occupazione
in Sicilia, e nel mentre leggiamo che sono state sottratte somme ai
registri di Ragusa, di Palermo e di Catania per quanto riguarda un
servizio indispensabile in un settore particolare. Mi meraviglia
come l'Assessore Cittadini abbia così preso atto di questo taglio.
Quindi, sulle priorità veramente non siamo d'accordo, onorevole
Assessore. Il Centro registro tumori di Ragusa esiste da 25 anni
insieme con il Centro registro tumori di Varese e di Matera, sono i
tre esempi che ci sono in Italia, e da tutta Italia vengono attinte
le statistiche di questi centri.
Eliminare le somme di queste strutture significa ...Lei,
onorevole Barbagallo, non lo sa, si è meravigliato? Allora, l'ho
informata, quindi onorevole Barbagallo il suo vice fa cose utili,
informa anche l'uomo di Governo. Mi fa piacere che anche il
capogruppo di Forza Italia chiede di parlare perchè dobbiamo evitare
di prenderci in giro perchè qui la maggioranza non può usare il
metodo che "se la canta e se la suona" Se si è maggioranza bisogna
avere il prestigio di prendere le distanze di un Governo che compie
questi atti. Non possiamo noi, come opposizione, assistere a questo
sconcio, di vedere cioè anche elementi della maggioranza che,
possibilmente, da stasera sulle televisioni locali, magari,
attaccheranno il Governo. Dobbiamo fare chiarezza su questi ruoli
Sono d'accordo con il collega Incardona quando dice che a
Vittoria sono state sottratte somme per quanto riguarda i danni
provocati dalle trombe d'aria del 2002.
Sono cose importanti che io condivido, però pretendo da parte
dei miei colleghi una presa di distanza. Poi, studierete assieme se
dobbiamo sospendere o meno questa seduta, però non bisogna
sottovalutare gli atti che sono stati compiuti, una forma di
pirateria nei confronti di alcune risorse che servono soprattutto a
curare delle persone che subiscono questi tipi di attentati alla
salute dovuti anche ad alcune superficialità nella salvaguardia di
questo settore.
In Sicilia non esiste una struttura adeguata alla prevenzione;
perchè noi abbiamo il paradosso che chi si cura a Modena ha un
indice di sopravvivenza diverso rispetto a chi si cura in Sicilia.
E' proprio così, in quanto non ci sono le strutture adeguate per la
prevenzione. Quindi, il centro tumori di Messina, di Palermo, di
Ragusa non ne faccio un problema solo di Ragusa, anche se Ragusa è
quella più importante, e però dobbiamo anche riflettere su queste
scelte perchè ritengo che i tempi tecnici per ovviare a queste cose
ci sono tutti.
ZAGO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando questa
manovra finanziaria sarà approvata la Regione sarà governata da una
manovra finanziaria costellata da macerie come non mai: le macerie
che riguardano anzi il prestigio del Parlamento; le macerie che
costellano i rapporti tra Governo e Parlamento; le macerie che
costellano i rapporti tra le forze politiche: le macerie che
costellano le forze che costituiscono la maggioranza parlamentare.
L'onorevole Raiti ha manifestato di soffrire una sorta di
complesso di inferiorità nei confronti di un Parlamento che lavora
senza soluzione di continuità, nei confronti di parlamentari che
lavorano anche di notte.
Io voglio dire all'onorevole Raiti che non deve soffrire alcun
complesso di inferiorità perchè un Parlamento che lavora di notte
non è un Parlamento che produce molto, è un Parlamento che funziona
male; infatti, i parlamentari che lavorano senza soluzione di
continuità sono parlamentari che non vengono messi nelle condizioni
di esprimere al meglio la loro azione legislativa.
Quindi, nessun complesso, anzi il rammarico per una situazione,
come quella che ci sta sfuggendo di mano, che è caratterizzata
dall'avere ancora una volta un provvedimento, una legge omnibus come
non mai, che viene adesso falcidiata dal giudizio di ammissibilità
da parte della Presidenza.
Condivido le cose dette dall'onorevole Incardona. Le condivido
tutte, tranne per quanto riguarda la critica rivolta al Presidente
dell'Assemblea. Perchè il problema non è l'aver giudicato
improponibile l'emendamento che adesso il Presidente ci ha
comunicato ritenerlo tale; il problema è aver avuto inserito dal
Governo della Regione in un maxi emendamento un emendamento che,
invece, avrebbe dovuto preparare l'Assessore per l'agricoltura già
all'epoca in cui si sono verificati i fatti che hanno portato alla
richiesta dei provvedimenti. Un provvedimento di onore agli impegni
assunti in riunioni, allorquando sono stati stimati in 7 milioni e
900 mila gli euro necessari per non foraggiare, non dare contributi,
bensì per rimettere in sesto la produzione e la produttività di un
settore portante ed importante dell'economia siciliana, di un
settore che non produce precariato, ma produce ricchezza e lavoro
vero per la provincia di Ragusa e la Sicilia.
Riterrei un'ulteriore offesa al Parlamento sentirmi dire,
eventualmente, dall'Assessore Castiglione che non ci sono fondi.
Ebbene, sarebbe un'offesa, anzi una provocazione se teniamo conto
del documento che ci è stato sottoposto nel quale si vede che volano
gli asini, nel quale si vede che ci sono soldi per tutti sotto forma
di contributi e dove non si trovano, invece, i soldi per i Centri
registri tumori di Catania, Palermo, Messina e Ragusa, dove si
trovano soldi per tutti...
PRESIDENTE Onorevole Zago, quegli emendamenti sono stati
dichiarati improponibili.
ZAGO Però, erano arrivati in Aula, signor Presidente
PRESIDENTE Erano arrivati in Aula, ma hanno seguito la stessa
sorte degli altri.
ZAGO Sì, ma io, infatti - avrà notato - non ce l'ho con lei, ce
l'ho con la volontà politica che viene espressa da un Governo che
non onora gli impegni, che, dopo aver assunto impegni solenni
pubblicamente con le organizzazioni professionali, con l'Ispettorato
provinciale dell'agricoltura di Ragusa ha ritenuto di affrontare il
problema mettendo una mancia all'interno del maxi emendamento, come
se fosse problema di tacitare qualcuno.
Qui non è problema di tacitare qualcuno, ma di capire quali
sono le linee che vuole seguire il Governo regionale in direzione
della produzione agricola in Sicilia, di cui la serricoltura è
grande parte.
Signor Presidente, ho notato, in queste ultime ore, in questi
ultimi giorni, un suo riferimento - abbiamo accertato positivo - per
quanto riguarda questo presunto quadrato dei deputati della
provincia di Ragusa.
Signor Presidente, siamo appena in quattro ed abbiamo capito
che, se non facciamo quadrato, non ci bastano neanche le mani da
mettere dietro il fondoschiena per ripararci. Infatti, come si
evince questo documento finanziario, per la provincia di Ragusa,
ancora una volta, non c'é nulla, anzi gli stessi fondi per la
scuola dello sport, prevista a Ragusa, sono stati sottratti.
Come si fa a non tenere conto che il problema non é quello di
fare gli utili idioti, di tenere conto che quel deputato appartiene
al Polo delle Libertà e quell'altro al centro sinistra e, quindi,
all'interno dei due Poli farsi una polemica sterile ed inutile. Qui,
bisogna stare uniti per difendere - come credo, signor Presidente,
sia doveroso da parte nostra - gli interessi della comunità che
rappresentiamo.
Pertanto, concludo chiedendo al Governo - e non a lei, signor
Presidente - di trovare il modo, all'interno delle norme che
dobbiamo ancora approvare, di porre rimedio a questo grave atto, a
questa grande ingiustizia che si vuole perpetrare contro
l'agricoltura siciliana, contro la serricultura, contro la provincia
di Ragusa.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, é chiaro che il
tour de force che l'Aula, responsabilmente, ha affrontato per dare
ai siciliani una finanziaria, ci conduce in questo momento a dovere
- in modo estemporaneo per la prima volta - valutare e apprezzare i
contenuti di alcune scelte e decisioni, ed anche di alcuni argomenti
oggetto di emendamenti che, altrettanto costruttivamente, da questo
momento in poi, tutti noi abbiamo il dovere di approfondire per
esitare nel miglior modo possibile.
Da parte di tutti i Gruppi - in modo molto sereno e tranquillo
- si sta affrontando questo sforzo, questo proposito di
approfondimento, in modo tale da giungere ad una decisione che sia
la migliore per i siciliani, ma anche per la maggioranza che
sostiene questo Governo e si identifica nella finanziaria, nelle
indicazioni che essa fornisce e nelle norme che essa contiene.
Pertanto, ci sembra una forzatura esagerata ed inutile, quella
di costringere i Gruppi parlamentari ed un'intera Aula a continuare
i lavori. In questo momento, infatti, per molti aspetti, l'Aula è
inconsapevole di alcuni argomenti, per altri aspetti è stanca a tal
punto da non potere nemmeno intervenire nelle sue espressioni
parlamentari, sugli argomenti che sono sottoposti alla nostra
attenzione.
Ritengo, quindi, una forzatura quella di respingere la
richiesta - da me avanzata a nome del Gruppo parlamentare al quale
appartengo, ma penso di parlare a nome anche di altri Gruppi
parlamentari con i quali mi sono raccordato prima del mio intervento
- di una riflessione supplementare, una sospensione dei lavori
d'Aula che potremo decidere successivamente in che termini
quantificare e determinare.
Nessuno può obbligare, in questo momento, a valutare alcuni
argomenti che sembrano essere oggetto di decisioni che possono
essere insindacabili e sono insindacabili, ma che tuttavia non
sfuggono a riserve, perplessità ed incertezze.
Onde evitare che il proposito di eliminare discrepanze tra
decisioni che possano sembrare arbitrarie e decisioni che, invece,
potrebbero sembrare eque e corrette, possa indurre i Gruppi e i
parlamentari ad agire in modo non lineare e scomposto, attraverso
gli strumenti di cui dispongono, per allineare le proprie
convinzioni a quelle della Presidenza e a quelle del resto
dell'Aula; e per far sì che alcuni argomenti che, arbitrariamente,
si ritengono messi da parte siano invece ricomposti, ricongiunti con
altri argomenti che oggi, in questo momento, si vedono mantenuti
nella legge finanziaria nonostante forti perplessità e incertezze ad
essi relative, ritengo che una riflessione più approfondita sia
salutare e non offenda nessuno.
Offenderebbe, invece, l'obbligo incombente ed imposto ai
parlamentari di dover trattare una materia della quale, in questo
momento, nemmeno dal punto di vista cartaceo abbiamo la possibilità
di renderci conto. Poco prima, persino la successione numerica dei
commi non era nella contezza e nella consapevolezza dell'Aula.
Persino gli appunti graficamente apposti ai nostri schemi non sono
in linea con le decisioni comunicate.
Abbiamo, quindi, la necessità di raccordarci, abbiamo la
necessità di approfondire e questo non mi pare che offenda nessuno,
non mi pare che sia offensivo né della istituzione parlamentare
dell'Aula e nemmeno della necessità di un salutare raccordo
all'interno dei Gruppi e tra i Gruppi, prima di tutto della
maggioranza e poi, se è possibile, anche attraverso una
interlocuzione con i nostri rappresentanti dell'opposizione.
Chiedo, pertanto, alla Presidenza di accogliere la richiesta di
una sospensione affinché ci si possa determinare o nel prosieguo,
con qualche ora di ritardo - vediamo un po' di concordare quando si
potranno riprendere i lavori d'Aula -, oppure rinviare di qualche
giorno, magari fino a lunedì pomeriggio, ma questo sarà la
Presidenza a meglio determinarlo.
Al momento, chiedo una sospensione di un'ora almeno, in modo da
consentire ai parlamentari di poter sciogliere alcuni nodi, e poter
risolvere alcune questioni che stanno mettendo in difficoltà la
consapevolezza dell'Aula e dei Gruppi parlamentari.
Non vorrei che il mio discorso sembrasse astratto. Io non
contesto ciò che la Presidenza ha comunicato perché so che è
incontestabile, però, sottolineo che cosa può sembrare arbitrario
rispetto a ciò che rimane, quali esclusioni possono sembrare
arbitrarie rispetto a ciò che rimane. Mi riferisco, ad esempio, al
fatto che la Giunta di Governo si riunisce per deliberare una
declaratoria di danni a seguito di calamità naturali e, a distanza
di un mese da questa declaratoria la stessa Aula, con la stessa
maggioranza, lo stesso Governo, gli stessi Gruppi, dichiarano
improponibile quanto la Giunta ha deliberato venti giorni prima.
E' chiaro che si è stanchi, è chiaro che si ha la necessità di
far presto, ma per fare in fretta non si deve deturpare un lavoro
che, in modo costruttivo, abbiamo fatto tutti insieme e che ha
portato a degli esiti molto positivi.
La finanziaria è uno strumento importante, abbiamo tutti
cooperato a determinarla nel modo più efficace. Non smarriamoci
nelle ultime battute, anzi, facciamo in modo che le ultime battute
siano quelle che rendano perfettibile la finanziaria, suscettibile
di ulteriore perfezionamento. Quindi, è necessario un
approfondimento: prendiamoci una pausa di riflessione che possa
servire a tutti, e possa servire soprattutto ai siciliani, alla
finanziaria e alla sua perfettibilità, in modo da risulta essa
efficace per risolvere i problemi dei siciliani.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
convincimento è che questa Sicilia e questi siciliani invocati - che
hanno dato alla Casa delle Libertà ed al centrodestra il consenso
elettorale per governare - non possono non tenere conto dei
regolamenti, di una Presidenza che ha un obbligo nei confronti del
Regolamento stesso a cui si sottopone e che deve applicare, senza
nessuna influenza da parte dei capigruppo, almeno della maggioranza,
di una Presidenza che ha compiti ben precisi a cui sottostare.
La improponibilità che è stata invocata e portata avanti dal
Presidente Lo Porto quando ha falcidiato la finanziaria che è uscita
da questo Governo, ha raccolto applausi sia dalla maggioranza che
dall'opposizione. Siamo stati tutti soddisfatti, perché ognuno di
noi pensava di poterla modificare, magari riportando molte delle
cose che uscivano da quella finanziaria.
Nel momento in cui l'onorevole vicepresidente dell'Assemblea,
iscritto al gruppo di Forza Italia, presiede questa Assemblea e
decide - come è suo diritto-dovere - di rendere improponibili alcuni
emendamenti, io comprendo che si possa contestare il fatto politico,
ma non quello legato all'ordinamento.
Vorrei aggiungere che, se ulteriori articoli non sono stati
resi improponibili, ma bocciabili da parte di una maggioranza di
un'Assemblea, si può andare avanti a correggere - caso mai ce ne
fosse bisogno - qualche interpretazione sbagliata o qualche
allineamento a non rendere improponibili ulteriori emendamenti.
Non era la pausa che abbiamo negato stamattina ad una intera
minoranza, quando eravamo convinti che quei due emendamenti, il G1 e
il G2, avessero dato quali soddisfazioni, o in termini singoli e
personali o in termini di gruppo. Stamattina, una minoranza ha
chiesto un'ora di tempo per leggere, non per obbedire, combattere e
avere fiducia ad una maggioranza che esce dal consenso dei deputati
e dei siciliani, una maggioranza nominata dal Presidente Cuffaro, la
quale si vede falcidiata dal Presidente dell'Assemblea una delle sue
intuizioni più forti, quella della terza fascia, e non ha alzato un
dito. Ha confermato che i poteri della Presidenza dell'Assemblea
sono poteri che gli derivano dallo Statuto e dal Regolamento.
Da Presidente dell'Assemblea si sottopone a perdere quello che
a questa maggioranza è stato detto: sulla terza fascia, per motivi
nobili - come li ha evidenziati nella riunione dei Capigruppo -, lui
teneva a portare avanti questa finanziaria.
Il Presidente dell'Assemblea non chiede la sospensione, non si
arrabbia, china il capo di fronte al Regolamento come è suo dovere.
Ancorché essere cittadino primo, eletto da tutti i siciliani per
cinque anni, non chiede lui e non chiedo io la sospensione, io che
sono il capogruppo del Gruppo al quale è iscritto il Presidente
della Regione. Questo non lo faccio solo in ossequio al Presidente
della Regione, ma anche in ossequio al Presidente dell'Assemblea e
all'intero Governo che è composto da Forza Italia, da UDC, da
Alleanza nazionale e Nuova Sicilia, e mi auguro presto anche per il
Patto della Sicilia.
Onorevoli colleghi, siamo sempre affamati di potere, e allora
facciamo altri quattro Assessori in più, in maniera tale che siamo
tutti rappresentati all'interno del Governo
FORGIONE Non esageriamo
CINTOLA Vorrei fare una umile richiesta al Capogruppo di Forza
Italia, e all'intero Gruppo di Forza Italia e di Alleanza Nazionale:
nel corso della finanziaria, che noi stiamo valutando, possiamo
provare ancora, in Aula, a continuare i lavori, non solo con Forza
Italia e con Alleanza Nazionale ma con l'intera Aula, così come
abbiamo tentato di fare dal momento in cui si è iniziato questo
lavoro.
Io non sono contro, e non vado a fare il braccio di ferro, ma
non mi sento di dire che il Gruppo dell'UDC, che rappresento, possa
votare una sospensione.
Mi sento di assumere la responsabilità di chi in questa Aula
c'è da 48 ore, se continuiamo così, o 24 continuative, e non ha
inteso sospendere i lavori stamattina, ha voluto continuare sapendo
che era obbligo, nei confronti della Sicilia e dei siciliani, di
continuare il lavoro intrapreso già da mesi ed ultimato, quasi, ieri
sera.
Io ho fatto grandi lotte, in certi momenti, con il Presidente
Fleres, e come sono stato duro in quei momenti, non sono morbido
adesso, ma do giudizi sereni, e ritengo che la valutazione del suo
lavoro sia pregevole; ancorché questo abbia potuto frustrare
posizioni, emendamenti, richieste, che dal mio Gruppo potevano
venire, ma che ha visto un Gruppo che non intende abbarbicarsi sulla
singola posizione.
Comprendo che ci sono cose importanti e giuste, che come sono
giuste per Vittoria sono giuste per Vicari, per Monreale, per
Messina e capisco che in una finanziaria non ci può entrare tutto.
Attenzione però alle cose giuste, che hanno il diritto e il dovere
di essere portate avanti. Consideriamo che un momento di impedimento
ad un disegno complessivo, con un rinvio dei lavori d'Aula, potrebbe
portare il Governo a presentare l'esercizio provvisorio.
INCARDONA Onorevole Cintola, ma di quale disegno parla?
CINTOLA Quello che i suoi due assessori che sono nella Giunta
hanno approvato per dare il voto a quella finanziaria...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, onorevole Incardona, lei ricopre
una carica istituzionale in questo Parlamento che non le consente un
comportamento di questo genere
CINTOLA Mi avvio alla conclusione e mi rendo conto che ho
colpito nel segno. Gli interessi del particolare, del piccolo,
emergono e diventano molto più forti di quelli che sono gli
interessi generali. E questo è solo l'inizio: diminuire non
aumentare i consensi e la possibilità di essere accanto a quei
deboli, a quegli emarginati che vogliamo difendere, o che tentiamo,
o pensiamo di difendere.
Rivolgo un appello forte al Capogruppo di Forza Italia affinchè
si continuino i lavori, sperando che nella continuità dei lavori si
trovi l'accordo all'interno della maggioranza per andare avanti, e
dare soluzione ai problemi.
Rivolgo l'appello anche all'opposizione, che è stata al gioco -
pur non avendo interesse alcuno - rimanendo in Aula e consentendoci
di continuare a lavorare, dando il proprio apporto, non solo di
presenza, ma di costruttiva costruzione, anche in momenti in cui
siamo andati in antitesi. Dicendo questo non faccio né plagerie, né
cerco voti contro o a favore di proposte; esprimo ciò che penso
intimamente, prima nella mente e poi nel cuore.
Invito tutti i parlamentari a tenere conto - un tantino di più
- del proprio ruolo, di ciò che dovremo dire alla gente, di che cosa
andremo a dire ai giornali, ai mass media domani, oggi, nel
pomeriggio, abbiamo fatto una nottata, per che cosa? Non siamo
andati a dormire, per che cosa?
Il sacrificio che abbiamo fatto può servire in un solo caso:
completare la legge finanziaria stasera, o stanotte, ma mai
rinviarla per approfondire ciò che non si può più approfondire,
perché quello che ha detto il Presidente dell'Assemblea sulle
improponibilità ormai non può essere più messo in discussione.
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
certamente stanchi, assonnati, dopo un'intera giornata, un'intera
nottata e quest'altra mattinata di lavoro.
Stiamo assistendo - proprio ora che eravamo in dirittura di
arrivo - ad una battuta d'arresto forte, e ad alcune condizioni
singolari.
Intanto, voglio sgombrare il campo da una valutazione
sull'operato del Presidente dell'Assemblea, a proposito della
improponibilità o meno degli emendamenti, osservando che, alla fine
di questo lavoro di sintesi, il Presidente stesso non doveva essere
messo nella condizione di dichiarare molti di quegli articoli
proposti, non ammissibili.
L'altra cosa strana è che si senta, da qualche parte, il
bisogno di chiedere aiuto all'Aula e al Parlamento,
indipendentemente dalla maggioranza, non tenendo conto che questa
maggioranza, senza nulla chiedere ha sostenuto, spesso, su qualche
articolo - anche non condividendo - una battaglia nei giorni scorsi,
per far passare degli articoli che il Governo proponeva e che erano
fortemente osteggiati dal Parlamento stesso.
Siamo in presenza di una maggioranza che vuole stare con il
Governo Che vuole votare le proposte del Governo Ma vuole essere
messa in condizione di comprendere, approfondire, valutare e votare
a cuore aperto, a cuore caldo, queste proposte dopo averle
condivise.
Oggi, non siamo nella condizione di serenità d'animo per
valutare. Del resto,ci rendiamo conto dei problemi che potrebbe
comportare un rinvio dei lavori dell'Aula; ma, signor Presidente, di
fronte alla richiesta del Capogruppo del partito di maggioranza - e
cioè di Forza Italia - di avere un breve rinvio perché ci sia una
discussione tra i Capigruppo di maggioranza, tra gli alleati di
questo Governo, tra i sostenitori di questo Governo, che vogliono
votare questa finanziaria e la vogliono condividere, mi sembra - non
dico una via obbligata, signor Presidente - molto inopportuno che
non si prenda in considerazione tale richiesta, che è stata avanzata
dal Capogruppo di Forza Italia e che noi di Alleanza Nazionale ci
sentiamo di condividere in pieno.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, rinuncio al mio intervento perchè
si sta parlando di un problema che riguarda la maggioranza, quindi
posso rinviare la discussione.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, quanto ha detto è assolutamente
condivisa dalla Presidenza dell'Assemblea, non solo perchè ci fa
guadagnare tempo, ma perchè sottolinea una condizione che, in questo
momento, le garantisco, sta imbarazzando l'intero Parlamento.
Onorevoli colleghi, ho ascoltato gli interventi di tutti.
Comprendo che c'è una esigenza di approfondimento su alcune
problematiche. Desidero precisare che tale esigenza non può, in
ogni caso, riguardare gli articoli che sono stati dichiarati
improponibili.
Reputo che l'approfondimento possa, invece, riguardare gli
emendamenti che sono stati presentati dalle diverse parti politiche
e, dunque, desidero formulare una proposta all'Aula che è quella di
affrontare, intanto, l'emendamento G1 e i relativi sub emendamenti.
A conclusione di questo esame valuteremo insieme se sospendere per
trenta minuti o se andare avanti.
Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'esame dell'emendamento G1 e dei relativi sub
emendamenti.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
per contestare le norme che sono state dichiarate inammissibili, ma
per quelle che sono dichiarate ammissibili. Voglio contestare queste
norme rimaste perchè, a mio avviso, per la maggior parte, per non
dire quasi tutte, sono improponibili. Ritengo, signor Presidente,
che doveva dichiarare inammissibili anche queste.
In modo molto sintetico, elenco alcuni emendamenti che, a mio
avviso, dovrebbero essere tolti dal pacchetto di emendamenti
presentati dal Governo. Per esempio il comma 14, che riguarda la
soppressione dell'Istituto siciliano mutilati e invalidi di guerra,
e non tanto per la questione relativa al personale - che io poco
conosco e poco ho attenzionato -, ma mi riferisco alla cessione,
alla soppressione del patrimonio di questo Istituto, per cui tanti
soldi questa Regione ha speso nel corso degli ultimi anni, e che ora
vuole cedere all'Ente ospedaliero "Villa Sofia" di Palermo.
Con un giro di poche telefonate, mi sono informato e so che
questo patrimonio è ingente, che fa gola; cederlo oggi all'Ente
ospedaliero è più conveniente che destinarlo ad un uso sociale per
quanto riguarda, soprattutto, l'aspetto socio-assistenziale.
Mi riferisco a tanti problemi riguardanti la terza età che ci
sono nella nostra Regione, e in particolare anche Palermo, visto che
la maggior parte di questo patrimonio si trova proprio qui a
Palermo, e potrebbe essere destinato a fini sociali, potrebbe essere
destinato, tanto per cominciare, al Comune di Palermo, che dovrebbe,
per legge, essere il beneficiario di questa cessione, di questa
acquisizione.
Questo, signor Presidente, lo stabilisce una legge di cui al
momento non ricordo il riferimento numerico e temporale, che prevede
che tutte le opere di questo genere devono essere cedute ai Comuni
per servizi socioassistenziali. In sostanza questo ex Istituto
siciliano Mutilati ed invalidi di guerra viene assimilato a quegli
istituti morali come le Opere Pie che per legge vengono cedute ai
Comuni per servizi socioassistenziali. Ciò non è stato fatto; qui
sembra che la Regione decida come disfarsi di un patrimonio dopo
avere dilapidato e speso centinaia e centinaia di milioni, anzi di
miliardi, per mantenere in piedi una struttura realizzata
addirittura forse prima della seconda guerra mondiale e che
nell'arco di questi ultimi decenni è costata, ripeto, decine e
decine di milioni, per non dire miliardi.
Oggi viene svenduto a chi? All'Ente Ospedaliero Villa Sofia? E
per fare cosa? Non per un servizio sanitario, ma perché bisogna
cercare anche di speculare e di ripianare i debiti di un Ente
Ospedaliero di una classe inadempiente, per non dire altro, che ha
causato enormi voragini e gravi residui passivi. Oggi viene
supportato da questo beneficio e da questo patrimonio che può
servire alla comunità palermitana, anzi può servire anche a quella
richiesta di cui oggi si parla tanto per dare un alloggio ai
palermitani senza casa, ai senzatetto, ai barboni (come vengono
chiamati coloro che non hanno un tetto), ma anche a tanti
extracomunitari che non hanno dimora che si trovano in mezzo ad una
strada, sul marciapiedi. A questo potrebbe servire questo
patrimonio perchè per realizzare una struttura di questo tipo ci
vorrebbero centinaia di miliardi, ed oggi che l'abbiamo a
disposizione ce ne liberiamo in maniera vergognosa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una battaglia
di civiltà; si parla tanto di solidarietà, vi riempite la bocca di
solidarietà, ma quando c'è la possibilità di manifestarla ve ne
lavate le mani.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, intervengo su due questioni: la prima riguarda il comma 2
del G1. Questo articolo interviene per vittime della criminalità
che cadono nel compimento del loro dovere. Abbiamo avuto due casi
drammatici, dei quali ha discusso più volte quest'Aula, che
riguardano due dipendenti della Regione: parlo del dottore Basile e
del dottore Bonsignore. Abbiamo letto tutti le vicende che hanno
portato ai loro omicidi e al ruolo avuto da un altro funzionario
della Regione che era il killer. Noi stiamo intervenendo con una
norma che è diversa da quella che noi invece abbiamo in rapporto
alle vittime della mafia. Signor Presidente, nella seconda parte,
nel dispositivo che definisce il riconoscimento, io ho proposto un
emendamento sul quale inviterei il Governo ad ascoltarmi in quanto
si tratta di materia molto delicata. E' infatti vero che noi
facciamo una norma che non contiene alcun riferimento nominativo ai
due funzionari caduti, ma istituisce una tragica fattispecie. E'
cioè anche vero che nella formulazione del riconoscimento - vorrei
che il Governo ascoltasse perché é una questione delicata - nella
formulazione del riconoscimento dei benefici e nella istruttoria, l'
emendamento a mia firma propone una formulazione molto più secca che
é quella che ha predisposto il Ministero dell'Interno per il
riconoscimento delle vittime della mafia per evitare che la Regione
e l'assessorato Enti locali debbano farsi carico di ascoltare
eventuali testimonianze. E' una funzione che non spetta alla
Regione quella di acquisire le testimonianze, ma attraverso il
Prefetto avere demandato l'intero iter che é quello previsto dal
decreto del Ministero dell'Interno per tutte le altre vittime del
dovere e della mafia. Quindi, proporrei al Governo di sostituire
questa seconda parte dell'articolato con l'emendamento a mia firma.
La seconda questione, signor Presidente, è che, a differenza
dell'onorevole Micciché che forse non é informato sulle vicende
palermitane, chiudere l'istituto dei mutilati é un'opera di
moralizzazione: chiuderemmo un carrozzone clientelare che spesso é
stato una sanguisuga di soldi pubblici, altro che " dismettere un
patrimonio della Regione ", noi facciamo un'opera buonissima.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, in buona sostanza la parte del
suo emendamento che ritiene debba essere inserito...
FORGIONE La seconda parte.
PRESIDENTE E' quella che recita: "redatto secondo quanto
stabilito dall'articolo 2 del decreto del Ministro dell'Interno 30
ottobre 1980"?
FORGIONE Sì, ai fini del riconoscimento....
PRESIDENTE Perché il resto é già contenuto nell'emendamento del
Governo. E' soltanto questa parte?
FORGIONE O si sostituisce completamente oppure ......
PRESIDENTE Il Governo lo fa proprio?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo lo fa
proprio.
PRESIDENTE Gli uffici prendano atto che all'emendamento del
Governo G1, comma 2, dopo le parole "dettagliato rapporto" si
aggiungano le parole "redatto secondo quanto stabilito dall'articolo
2 del decreto del Ministro dell'Interno 30 ottobre 1980".
FORGIONE Per quanto riguarda l'articolo 14 stavo dicendo - e mi
pare che il concetto che stavo esprimendo sia chiaro - che é una
battaglia che tanti abbiamo fatto su questo punto che ha a che fare
con la moralizzazione di alcuni enti non di carattere morale, ma a
questo punto immorale per l'iter che hanno avuto nel corso della
loro storia, quindi io sostengo quell'articolo.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che altro io
vorrei un chiarimento visto che ho presentato un subemendamento
soppressivo del comma 18 del G1. Il comma 18 recita testualmente:
"L'assessorato regionale al lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione, con le risorse destinate a
tale finalità dal POR SICILIA 2000/2006 e del relativo complemento
di programmazione, l'attività di formazione o di aggiornamento per
la qualifica di operatore esperto nelle situazioni di
emergenza-urgenza, autista soccorritore, programmati ed avviati dal
centro interaziendale per addestramento professionale ed integrato
di Palermo meglio conosciuto come CIAPI". La questione che pongo é
di questa natura: posto che un corso molto discusso e discutibile é
stato già svolto, vorrei capire se le somme a cui si va ad attingere
attraverso il POR SICILIA, sono sostanzialmente a copertura di un
corso già svolto che, per quanto mi riguarda, peraltro, ha anche
avuto un onere abbastanza elevato.
Questo serve per capire, intanto, di che cosa stiamo,
eventualmente, approvando in Aula, fermo restando che io ho
presentato, come ripeto, un emendamento soppressivo del comma.
L'assessore, quindi, potrebbe naturalmente rispondere all'Aula per
dare questo chiarimento.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, finalmente entriamo nel merito, anche
se, mi permetto di sottolineare anch'io come alcune parti rimangono
non inerenti, non attinenti alla manovra finanziaria. Ma tant'è,
dobbiamo andare avanti.
Mi permetto di fare una prima osservazione al comma 27 che si
trova a pagina 7 del G1, laddove si parla della redazione dei piani
regolatori generali dei comuni con più di 60 mila abitanti.
Ora, eccepisco due aspetti. Il primo è, e mi chiedo, perché
solo per i comuni con più di 60 mila abitanti? Se norma deve essere,
per i comuni che hanno quelle caratteristiche, perché dobbiamo
andare a porre questo limite che riguarda gli abitanti del comune?
La seconda cosa che voglio eccepire, e su cui non sono
d'accordo, è che non capisco perché non debba essere l'indice di
0,10 metri cubi su metro quadrato che si vuole utilizzare nelle zone
agricole e, quindi, in ampliamento rispetto allo 0,03. Non capisco
perché non si possa computare, ai fini volumetrici del
dimensionamento del piano regolatore, giacché tutti sappiamo che non
c'è strumento urbanistico che non abbia un suo dimensionamento
volumetrico e non capisco perché questo volume in più, posto che si
giustifica perché gli abitanti sono allocati nelle zone agricole.
Non capisco, allora, perché debba valere due volte: una volta per
questo indice maggiorato nelle zone agricole, fermo restando però il
volume per tutto il centro di che trattasi.
Naturalmente, non ho presentato emendamento, perché se c'è
disponibilità, condivisione, io credo che il Governo e la
Commissione possano procedere ad una rivisitazione, o ad una
riscrittura, se volete, di questo comma.
Il secondo comma, per il quale, invece, ho presentato un
emendamento soppressivo, è il comma 15 che si trova a pagina 4 del
G2.
Il comma che, per me, incredibilmente, torna a parlare degli
edifici di culto e delle loro pertinenze, da cedere, in proprietà, a
chi ne ha avuto la concessione e l'uso da oltre 40 anni.
Dico, torna ad essere presentata questa norma, perché dovete
sapere che essa è passata dalla quarta commissione legislativa di
merito, però, con il parere negativo, Presidente. La quarta
Commissione, cioè, ha esaminato questo articolo e lo ha bocciato.
RAITI Onorevole Zago, è stato soppresso da un emendamento a
firma degli onorevoli Vicari e Raiti.
ZAGO Sto parlando del comma 15 che si trova a pagina quattro del
G2 signor presidente.
PRESIDENTE Stiamo parlando del G1 onorevole Zago. La posso
pregare di ripetere il suo intervento sul G2.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor presidente, onorevoli colleghi, volevo segnalare
al Governo che al comma 2 dell'emendamento G1, probabilmente per un
errore di battitura nel secondo rigo sono estese in favore del
coniuge superstite o, dei genitori degli orfani o del convivente
more uxorio, dei dipendenti in servizio presso l'amministrazione e
quant'altro; perché se non modificate con o, o, o, estendete a tutti
questi soggetti i benefici e non credo che questo sia l'intendimento
del governo.
PRESIDENTE Il Governo fa propria l'osservazione dell'onorevole
Acierno?.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sì, signor
Presidente.
PRESIDENTE Invito gli Uffici a modificare il testo del comma 2
sostituendo le parole: "e" con "o", ovvero togliere le virgole e
mettere "o", cosi rimarrebbe formulato: in favore del coniuge
superstite o dei genitori o degli orfani o del convivente
moriuxsorio.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il Turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, solo per fare presente un errore
sempre al G1 al comma 11, è stato dimenticato probabilmente dagli
Uffici di scrivere l'Ufficio del Genio civile ovviamente opere
marittime, visto che si tratta di porti turistici; quindi punto "o"
l'Ufficio del Genio civile opere marittime.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor presidente, onorevoli colleghi, per fermarmi al G1
mi pare che il comma 30, relativo alla formazione professionale
preveda non la stabilizzazione del personale anche part-time.
Sarebbe un gesto sicuramente di fuoriuscita dal precariato, di
fuoriuscita da una logica assistenziale che non porta a niente ma
prevede che 3600 persone vengano ad avere una indennità integrativa
aggiuntiva in pratica e solo un problema di aggiungere delle somme
alla loro indennità; senza entrare nel merito della ingiustizia
palese che si verrebbe a determinare rispetto a tutto il resto dei
lavoratori socialmente utili.
La cosa che mi preme sottolineare è questa signor Presidente:
non ritiene che il comma 30 sia improponibile trattandosi di
personale, così come lei ha indicato qualche minuto fa riferendosi
ai criteri che lo hanno portato alla individuazione dei commi non
ammissibili?
PRESIDENTE Le rispondo subito onorevole Tumino, la limitazione
che la Presidenza si è data riguardo alle questioni attinenti al
personale della Regione, quindi questioni legate alla legge 10 del
1999.
Questi sono lavoratori socialmente utili a cui viene
corrisposto una integrazione per adeguare il loro trattamento
economico, quindi non abbiamo considerato questo emendamento come
riferito a questioni di personale ex legge 10/99 ma di natura
diversa.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne fa facoltà
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiederei al
Governo di riflettere un attimo rispetto alla considerazione fatta
sulla base dell'intervento dell'onorevole Acierno, rispetto al comma
due.
Vorrei capire se la volontà del legislatore e quindi del
proponente Governo sia quella di immaginare questi benefici ad
esclusione l'uno dell'altro.
Ovvero nel caso in cui esiste il coniuge superstite eliminare
dal beneficio i genitori, gli orfani, il convivente more uxsorio nel
caso in cui esiste il genitore, eliminare tutti gli altri previsti.
Questa sarebbe la conseguenza della proposta avanzata dall'onorevole
Acierno e accolta dal Governo.
Un beneficiario escluderebbe gli altri, se questa é la volontà
del Governo allora ne sia consapevole e proceda in tal senso ma se
non fosse questa la volontà chiedo al Governo di verificare la sua
disponibilità nell'accettare il suggerimento posto dall'onorevole
Acierno e lasciare eventualmente le cose come stanno.
Altra considerazione, rispetto al comma 13, necessariamente
devo rifarmi a quanto previsto dalla Presidenza rispetto al comma 44
del G2: non eccepisco ciò che é stato detto ineccepibile ovvero le
dichiarazioni del Presidente dell'Assemblea nel non considerarli
proponibili, però sottopongo alla Presidenza dell'Assemblea una
riflessione, non facendo nessuna valutazione nel merito il
Presidente dell'Assemblea, ha dichiarato inammissibile il comma 44
che prevede un contributo che grava sul fondo sanitario nazionale di
50 migliaia di euro. L'articolo 13 prevede un contributo di 1500
migliaia di euro che grava sempre sul Fondo Sanitario, le chiedo se
questa non è una incongruenza e quindi casomai dichiarare anche il
comma 13 del G, in considerazione del fatto che grava sempre su un
Fondo Sanitario così come il comma 44 del G 2 che lei ha dichiarato
inammissibile anche il comma 13.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato le rispondo subito. c'é una
differenza di fondo, il riferimento al comma 13 non è un contributo
è una nuova spesa, ma non è un contributo, mentre quello relativo al
comma 44 del G2 è un contributo.
SPAMPINATO La spesa è ammissibile.
PRESIDENTE Se lei mi avesse ascoltato all'inizio dei lavori io
ho precisato quale era stata la discriminante che la Presidenza
aveva utilizzato per individuare gli emendamenti o i commi di questi
emendamenti ammissibili e non, precisando che la inammissibilità
sarebbe stata pronunziata solo relativamente alle questioni relative
al personale, agli articoli già votati e inseriti per errore negli
emendamenti stessi e ai contributi previsti negli emendamenti G 1 e
G 2.
SPAMPINATO Però, nella sostanza Lei conferma che operano tutte
e due sul fondo sanitario.
PRESIDENTE Certo, c'è scritto molto chiaro, però uno è un
contributo, l'altro è una nuova spesa, ma non è un contributo.
SPAMPINATO Non si può eccepire la Presidenza, quindi io prendo
atto della Sua risposta.
Comma 30. Così come diceva l'onorevole Tumino e così come dice
lo stesso articolo, è prevista una indennità integrativa rispetto a
questi lavoratori, nessuna cosa da eccepire, io chiederei, così come
si è ventilato - tra l'altro - all'Assessore al lavoro anche di
eventualmente dire qualcosa rispetto la possibilità di dare una
soluzione coinvolgendo chiaramente Governo e Assemblea a questo
problema, credo che questo era il senso dell'iniziativa legislativa,
quindi chiedo all'Assessore Stancanelli di procedere in tal senso e
aspetto una risposta dall'onorevole Pagano chiedendogli di tornare
sull'argomento.
CAPODICASA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io combatto
una battaglia solitaria per evitare che l'Assemblea diventi una
sorta di far west dove non esista alcuna regola certa e le regole
vengono inventate di volta in volta a seconda delle pressioni, da
qualunque parte esse provengano, che possano momentaneamente
prevalere.
Io insisto, Presidente, vi sono una serie di norme contenute in
ambedue maxi emendamenti il G 1 e il G 2 che - a mio giudizio - sono
da dichiarare improponibili e non solo a mio giudizio.
Ove lo si richieda necessario possiamo approfondirlo insieme,
sono in grado di dimostrare che si tratta di emendamenti
improponibili, capisco l'imbarazzo della Presidenza che avendo
ammesso durante la discussione della finanziaria una serie di
emendamenti che non potevano trovare ingresso, oggi si trovi in
difficoltà, ma allora non avrebbe dovuto dichiarare altri
emendamenti improponibili se l'imbarazzo della Presidenza aveva
questa natura.
Ora, io reputo sono rispettosissimo della Presidenza,
dell'Assemblea e di chi presiede come presidente di turno e sono
rispettosissimo del Regolamento, ma non posso sopportare di vedere
conculcati i miei diritti di parlamentare come quelli di ogni
singolo parlamentare.
Qui è andato a finire che un deputato non può assentarsi un
minuto perchè l'emendamento che è stato bocciato magari può essere
riproposto di nuovo, essere ammesso in votazione. Può succedere che
un emendamento che è legittimo venga dichiarato improponibile e uno
che non lo è non lo venga dichiarato.
Veda, mentre noi andiamo a spasso in questa passeggiata verbale
dell'Aula, in realtà si sta svolgendo quasi una doppia discussione
nell'Aula dove, Le assicuro Presidente, emerge un disagio dei
parlamentari che finora in questa legislatura non era emerso in
questa dimensione, è vastissimo, non pensa la Presidenza che questo
possa nuocere anche in futuro all'andamento dei lavori? Quando vi
chiedete il perchè non funzionano le Commissioni, non funziona
l'Aula, non può essere questa la radice, il fatto che qui non vi sia
alcun aggancio certo circa la conduzione dei lavori d'Aula?
Mi permetta, signor Presidente, la prima autorità che deve
sapere imporre al Governo ed all'Aula una regola è la Presidenza
dell'Assemblea; se questo punto di riferimento vacilla, il sistema
crolla. Poichè il Governo non collabora, la Presidenza dovrebbe
tenere ferma questa barra e dispone dello strumento per fare ciò.
Ritengo che, forse, varrebbe la pena di agire secondo il
modello anglosassone, considerato che una parte di quest'Assemblea
si richiama a quegli esempi, che vedono le presidenze parlamentari e
quelle di alcune importanti commissioni affidate all'opposizione; in
questo modo, si finisce per diventare lo strumento delle
maggioranze, le quali, essendo altalenanti - ed essendo molto spesso
anche condizionanti - per varie ragioni, finiscono per condizionare
anche i lavori parlamentari. Ma questo va solo a detrimento del buon
andamento dei lavori e - mi consenta - anche dell'opposizione,
rappresentata da parlamentari che domani possono cambiare.
Considerato che tutto questo è riferito ed è riferibile
semplicemente ad un buon esito dei lavori parlamentari, credo che
stiamo compiendo un gravissimo errore, per oggi e per il futuro.
Mi auguro che la Presidenza torni a trattare la materia senza
dovere ulteriormente porre la questione, perchè io la porrò ad ogni
passaggio, chiederò la votazione separata per l'emendamento G.1 e
G.2. Nessuno pensi che si voterà in un unico blocco, anzi annuncio
già che chiederò la votazione per parti separate degli emendamenti
G1 e G2, quindi, per ogni passaggio porrò la questione.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, le assicuro che la Presidenza
fa sforzi non indifferenti per mantenere un equilibrio e per
assicurare il rispetto del Regolamento, tant'è che si è assunta la
responsabilità di dichiarare improponibili tantissimi commi dei due
emendamenti; ciò non è stato fatto in altri casi perchè si ritiene
che l'andamento dei lavori, gli emendamenti ammessi, gli articoli
ammessi fino a questo momento determinano la conseguente
ammissibilità di quegli emendamenti o di quei commi contenuti negli
emendamenti G.1 e G.2.
Lei, quindi, onorevole Capodicasa, poc'anzi si è posto un
quesito ed allo stesso ha dato una risposta.
CAPODICASA relatore di minoranza. Qual è la domanda e qual è la
risposta? Non lo ricordo
PRESIDENTE Lei ha detto: ritengo che l'imbarazzo della
Presidenza riguardi il fatto che sono stati votati articoli ed
emendamenti riguardanti alcune materie che ci ritroviamo negli
emendamenti G.1 e G.2. Mi permetta, dunque di assumere un tono più
confidenziale: lei si è fatto una domanda e si è dato una risposta.
La domanda è giusta, ma la risposta non mi pare in tono rispetto
all'esito.
Onorevole Capodicasa, certamente lei potrà dare atto alla
Presidenza di avere abbondantemente alleggerito gli emendamenti G.1
e G.2. E lei darà sicuramente atto alla Presidenza che le decisioni
che ha assunto non hanno comportato il consenso generalizzato
dell'Aula, nel senso che hanno determinato il dissenso trasversale
proveniente dai banchi della maggioranza e dai banchi
dell'opposizione. Ciò significa soltanto che la Presidenza ha
operato sulla base di un principio e di una regola comunicati
precedentemente all'Aula.
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti
allegati: dall'onorevole Speziale G.1.188 e dall'onorevole
Borzacchelli G1.51.
Si passa al subemendamento G.1.188, a firma dell'onorevole
Speziale: "Le parole da 'enti locali' fino a 'dovere' sono
soppresse".
SPEZIALE Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non possiamo per
legge stabilire che gli enti locali, per le assunzioni, applichino
la normativa regionale, perchè, riguardo alle assunzioni, gli stessi
hanno potestà autonoma. Non si può fare; ho qualche perplessità.
PRESIDENTE Non mi pare, onorevole Speziale. Noi non stiamo
imponendo agli enti locali di assumerli, stiamo dicendo che possono
assumerli, così come lo facciamo noi come Regione e, comunque - lo
dicevamo tra l'altro in una precedente legge -, stiamo intervenendo
su una procedura già esistente, che riguarda tutti gli enti locali.
Noi non stiamo imponendo ad un comune, piuttosto che ad un altro, di
assumere.
SPEZIALE Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento G.1.51, a firma dell'onorevole
Borzacchelli.
ANTINORO Chiedo di apporre anche la mia firma all'emendamento
G.1.51.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
BORZACCHELLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BORZACCHELLI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento ha come fine il riconoscimento, anche al superstite di
attentato terroristico-mafioso, degli stessi benefici per le vittime
di attentati terroristici-mafiosi. In pratica, signor Presidente, è
la vicenda dell'autista del dottore Falcone. Qualche tempo fa ne
facemmo cenno e rinviammo la questione al disegno di legge
'finanziaria', infatti, la stiamo affrontando. Ritengo, signor
Presidente, che il testo sia chiaro; occorre solo riportare una
invalidità non inferiore al cinquanta per cento. Non ci sono altri
casi in Sicilia e credo che sarà difficile trovarne altri. Ci
auguriamo di no
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Rotella, Acierno, Turano e
Giambrone hanno chiesto di apporre anche la loro firma
all'emendamento in esame.
L'Assemblea ne prende atto.
ACIERNO Io, nel chiedere di apporre anche la mia firma
all'emendamento, volevo però chiarito dalla Presidenza se possiamo
scrivere 'vittima superstite'?
PRESIDENTE In quanto vittima della criminalità, la parola
'superstite' s'intende come 'sopravvissuta'.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento G.1.51. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, vorrei richiamare per un attimo la vostra
attenzione sul fatto che, come voi sapete, la Presidenza ha ritenuto
opportuno fare propri gli emendamenti che portavano la firma
dell'onorevole Croce - se fosse stato vivo l'onorevole Croce li
avrebbe illustrati lui - fra cui l'emendamento 146. Questo,
ovviamente, non comporta nessun tipo di vincolo per l'Assemblea,
relativamente al pronunciamento che intende formulare rispetto
all'emendamento stesso.
L'emendamento 146 punta ad estendere i benefici previsti dalla
legge sulle vittime della criminalità anche ai figli delle vittime
del disastro aereo di Ustica, sempre che non siano dipendenti di
enti pubblici e che non abbiano superato il quarantacinquesimo anno
di età. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Grazie, onorevoli colleghi, per la sensibilità.
Dichiaro decaduto l'emendamento G.1.17, perchè relativo al
comma 4.
Si passa all'emendamento G.1.13, a firma degli onorevoli
Speziale e Giannopolo, che tende a sopprimere tutto il comma 5.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Dichiaro decaduti gli emendamenti G.1.21, G.1.12 e G.1.19,
perché tutti relativi al comma 9, che è stato dichiarato
improponibile.
Si passa all'emendamento al comma 10, G.1.9, a firma degli
onorevoli Giannopolo e Speziale.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
l'emendamento soppressivo non per intenti strumentali o
ostruzionistici, ma perché non si può pensare di realizzare gli
interporti attraverso ...
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, l'emendamento non è
soppressivo, ma sostitutivo.
GIANNOPOLO Gli emendamenti sono due; quale stiamo trattando? Ce
n'è uno interamente soppressivo ed uno sostitutivo.
PRESIDENTE Li illustri tutti e due e poi li mettiamo in
votazione, prima quello soppressivo che è più lontano e poi l'altro.
GIANNOPOLO E' chiaro che la mia idea, intanto è quella di
realizzare gli interporti. Ho presentato due emendamenti, di cui uno
è 'paracadute'.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, mi segua, per un fatto
esclusivamente tecnico: se io dovessi porre in votazione
l'emendamento soppressivo, non potrei mettere in discussione quello
sostitutivo, perché decade il presupposto. Considerato che al
momento non so se l'emendamento soppressivo verrà approvato o meno,
mi permetto di suggerirle di ritirare l'emendamento soppressivo.
GIANNOPOLO Ritiro l'emendamento soppressivo G.1.13.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
GIANNOPOLO Illustro, quindi, l'emendamento sostitutivo G.1.9.
Con quest'emendamento si vuole precisare che la realizzazione degli
interporti è da intendere, evidentemente, progettazione ed
esecuzione degli interporti. Non ci si può avvalere del sistema
dell'affidamento diretto, ma bisogna bandire una gara pubblica a
carattere comunitario. Se poi il Dipartimento regionale trasporti
decide d'includere anche la gestione, bandisce un tipo di gara che
includa anche la gestione, ma, comunque, non può essere un fatto
privatistico o non può esistere il fatto che la legge 7 si applica
per tutti tranne che per il Dipartimento trasporti. Se vogliamo
davvero giungere alla realizzazione degli interporti in Sicilia,
ritengo più conducente seguire la procedura più ordinaria, più
legittima.
PRESIDENTE Il parere del Governo sull'emendamento dell'onorevole
Giannopolo G.1.9.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Devo dire che è
apprezzabile quanto detto dall'onorevole Giannopolo, però, dal
momento che è presente l'onorevole Cascio, signor Presidente, ne
chiedo l'accantonamento per qualche minuto.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'emendamento G1.9.
Si passa all'emendamento G1.31 soppressivo del comma 11. Lo
pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati gli allegati subemendamenti:
dall'onorevole Antinoro G1.80 e dagli onorevoli Capodicasa e altri
G1.189.
Si passa all'emendamento G1.80, a firma dell'onorevole
Antinoro.
BALDARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALDARI Signor Presidente, vorrei chiedere se gentilmente
potesse far distribuire le fotocopie degli emendamenti, perchè non
le abbiamo. Se si potesse, in un minuto, riprodurre il blocchetto di
tutti gli emendamenti, potremmo essere nelle condizioni di seguirli.
PRESIDENTE Senz'altro, onorevole Baldari, provvedo
immediatamente. Prego gli uffici di voler distribuire ai deputati
gli emendamenti che vengono di volta in volta discussi.
Onorevoli colleghi, prima della sospensione dei lavori
dell'Aula avevamo fissato un termine per la presentazione dei
subemendamenti, l'emendamento in questione è stato presentato oltre
il termine previsto.
ANTINORO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Sono emendamenti presentati alle 11.50, più di due
ore fa, se ci fosse un po' di elasticità ...
PRESIDENTE Ha ragione, onorevole Spampinato, la Presidenza non
se ne era accorta. Però, da questo momento in poi, onorevoli
colleghi, terremo conto del vincolo orario così come avevamo
concordato.
SPEZIALE Ne avevamo già discusso stamattina.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, allora con l'impegno di
procedere celermente, si passa all'emendamento G.1.189 a firma degli
onorevoli Capodicasa e Speziale.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io sono rimasto colpito dall'intervento dell'onorevole
Miccichè, il quale, a mio avviso, nell'individuare erroneamente
nell'ISMIG un istituto da salvaguardare, a mio parere ha giustamente
posto una questione nella fase di dismissione ed è relativa al
patrimonio, ai beni dell'ISMIG che, al momento, nessuno di noi sa a
che cosa corrispondono. Allora, può trattarsi di beni che possono
essere utilizzati da Villa Sofia per attività assistenziali o
parasanitarie, ma può trattarsi, come si vocifera, anche di beni che
non hanno questa caratteristica; per esempio, si parla di terreni
edificabili che siano di proprietà dell'ISMIG e che ricadono in
territorio urbano.
Siccome congiuntamente, nella stessa finanziaria, noi abbiamo
una norma che consente alle Aziende sanitarie o Aziende ospedaliere
di potere dismettere anche verso privati dei beni che non siano
diretti e finalizzati o che possano essere necessari ai fini
dell'attività svolta dalle aziende sanitarie, può insorgere il
dubbio che il combinato disposto tra le due norme, quella che
consente alle Aziende di dismettere ed il passaggio di questo
patrimonio dell'ISMIG ad una azienda, possa dare luogo, non dico a
un'operazione speculativa (non vorrei essere sospettoso), però, se
noi potessimo evitare passando prioritariamente al patrimonio
indisponibile dell'Azienda in questa prima fase per poi più avanti
verificare come stanno le cose, eventualmente svincolare il bene o i
beni, io credo che faremmo cosa accorta, considerato che qui siamo
tutte persone oneste che vogliamo che i beni pubblici non vengano
utilizzati per fini speculativi.
Quindi, l'intenzione dell'emendamento è solo questa: evitare
che il combinato disposto dia luogo ad una eventuale speculazione di
carattere privato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avevamo fissato un percorso che
prevedeva l'esame dei sub emendamenti all'emendamento G.1 e
pertanto, onorevoli colleghi, l'Aula si è pronunciata ed io vado
avanti, salvo che l'Aula non si pronunci in maniera diversa. Io ho
chiesto se c'erano osservazioni, non ci sono state osservazioni e
pertanto abbiamo deciso di continuare.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Onorevole Speziale, siccome io non
sono stanco, sono lucidissimo, mi dispiace che l'Aula è in queste
condizioni, però sarebbe peggio se lo fosse la Regione.
SPEZIALE Noi siamo grati che Lei ancora tiene tutta la
freschezza, tuttavia c'é l'Aula che non regge il suo ritmo e l'Aula
è ininterrottamente convocata. Stamattina, fra l'altro, lei ci ha
pure tratto una 'trappola' visto che dovevamo venire alle 9 e siamo
tornati all'una; potevamo benissimo andare a dormire, siamo stati
qui ad aspettarla pazientemente, le chiederei, cortesemente, se è
possibile, di sospendere la seduta per permettere di andare a
pranzare e stabilire un'ora di riconvocazione.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ci sono oggettivamente molti
emendamenti che servono a fare volume, se rapidamente li eliminiamo
e concentriamo la discussione su quelli che invece non fanno volume,
ma fanno sostanza, io mi impegnerei a sospendere la seduta e
sicuramente alla ripresa potremmo discutere più serenamente quelli
che hanno sostanza.
SPEZIALE Discutere tutto alla ripresa o ora, qual è la
differenza? Non capisco questo suo accanimento a volere per forza
...
PRESIDENTE E' un modo per andare avanti e consegnarci alla
giornata di domani più sereni.
SPEZIALE Signor Presidente, sono qualche anno più grande di lei
e, quindi, ragionevolmente, mi faccia interpretare il sentimento di
quelli che sono sugli "anta". Le chiederei di sospendere la seduta
per andare a pranzare e stabilire l'orario di ripresa dei lavori
d'Aula, che mi sembra un programma più ragionevole.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, facciamo uno sforzo: se i
colleghi presentatori di emendamenti fanno, essi stessi - onorevole
Speziale, da questo punto di vista la Presidenza non vuole forzare -
una rapida selezione degli emendamenti, sarebbe una soluzione che ci
favorirebbe alla ripresa. Se non è praticabile questa soluzione,
l'Assemblea prende atto che l'Aula ritiene di dovere modificare la
decisione assunta e sospendere i lavori per un'ora.
La seduta é sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.27, è ripresa alle ore 17.20)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, eravamo arrivati all'emendamento G1.189
degli onorevoli Capodicasa e Speziale.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro che gli emendamenti G1.7, G1.20, G1.8 e G1.14 sono
decaduti perché presentati a commi dichiarati improponibili.
Si passa all'emendamento G1.187, dell'onorevole Ferro.
FERRO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per evidenziare che forse, stamattina con un'Aula
distratta, non si è colto il senso di questo comma. Esso fa
riferimento a risorse destinate, attraverso il POR, ad attività
formative esplicitamente inerenti al 118, come abbiamo avuto modo
anche di verificare con l'Assessore. Il che significa, mi permetto
di dire, che un bando di selezione realizzato nell'anno 2002,
sostanzialmente, viene realizzato senza alcuna copertura finanziaria
e solo nel 2003, attraverso tale provvedimento, si provvederà
eventualmente a pagare una selezione per la modica cifra di 8
milioni di euro, pari a 16 miliardi di lire.
Vorrei che l'Aula riflettesse su tale provvedimento, del resto
più volte, sia l'Aula, sia la V Commissione, sia le cronache di
giornali si sono occupati di questo strano e singolare modo di
procedere del Governo, proprio in funzione del 118, e mi permetto di
dire che anche il coordinatore del 118 ha avuto modo di dichiarare,
sia in Commissione, sia con atti formali, che il bando era da lui
ritenuto illegittimo, oltre che pieno di illiceità.
Ho ritenuto opportuno, quindi - prima che si procedesse alla
votazione - chiarire il senso dell'emendamento all'intera Aula. Per
questa ragione chiedo che si proceda a votazione per scrutinio
segreto.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, stamattina era stato presentato un
maxi del G1 e del G2 che nessuno di noi conosceva. Nel pomeriggio,
abbiamo un emendamento che è stato abbondantemente posto a
disposizione di tutti i deputati.
Ci siamo detti che non c'era motivo di scontro, anzi cercavamo
un incontro nel tentativo di migliorare, ancora una volta, nel
rapporto dialettico tra maggioranza e opposizione, il testo stesso,
considerato che siamo convinti di essere in presenza di una legge
che, seppure non magnificente, è sicuramente buona, molto buona.
Allora, faccio un appello all'Aula, affinché si approvi una
legge che sia la migliore e nel più breve tempo possibile: le
continue richieste della verifica del numero legale e di votazione
per scrutinio segreto, sicuramente non complicano le cose, ma, di
certo, non le migliorano. Mi appello, quindi, alla buona volontà di
tutti.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute richieste di congedo per
gli onorevoli Granata, Neri, Mancuso, Lo Giudice, Cristaudo, Franco
Catania e Confalone.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE 553/A
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO G1.187
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento anche dagli onorevoli Giannopolo, Forgione,
Zago, Speziale, Raiti, Tumino, Liotta e Papania, indico la votazione
per scrutinio segreto dell'emendamento G1.187.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito gli onorevoli deputati a munirsi di scheda per il voto
segreto.
Votiamo l'emendamento G1.187 con il parere contrario del
Governo e della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
dell'emendamento, chi vota rosso voto contro l'emendamento, chi vota
bianco si astiene.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Proclamo l'esito della votazione per scrutinio segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 21
Contrari 39
Astenuti 1
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.49 della Commissione. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1.32. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.53. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.52. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.33. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.190. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1.6. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento G1.50 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento G1.5. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro che l'emendamento G1.34 decade perché presentato a
comma già dichiarato improponibile.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe sciocco da
parte mia non riconoscere che il problema di stamattina è stato
rappresentato dalla improponibilità, in quanto mi rifiuto di pensare
che il Governo non abbia, invece, la volontà di dare risposta ad un
impegno solennemente assunto.
Confidando pertanto in questa volontà, signor Presidente,
chiederei - perché credo che se c'è la volontà ciò è possibile - che
gli emendamenti G1.15 e G1.16 vengano trattati in un provvedimento
che, se il Governo vorrà, potrà essere recuperato successivamente,
al fine di mantenere così l'impegno assunto a ristoro dei danni
causati dalla tromba d'aria.
Nel caso il Governo e la Presidenza accedessero a tale
richiesta, ove sussista in tal senso la volontà, mi permetto di
illustrare il senso dei miei due emendamenti.
Gli emendamenti tendono alla sostituzione dei 2.500.000 con
7.900.000 - cifra quest'ultima quantizzata ufficialmente
dall'Ispettorato provinciale dell'agricoltura di Ragusa per il
ristoro dei danni - e, inoltre, alla sostituzione dell'anno 2002 con
il corrente anno, considerato che l'evento calamitoso non si è
verificato nel 2002 ma, appunto, appena sessanta giorni addietro.
Pertanto, se il Governo e la Presidenza ritengono che i due
emendamenti, per quanto decaduti, possano comunque essere fatti
veicolare in un provvedimento di recupero delle misure per il
ristoro dei danni, credo che ciò sia sempre positivo.
PRESIDENTE Dichiaro che gli emendamenti G1.15, G1.16, G1.38 e
G1.40 decadono.
Si passa all'emendamento G1.36. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.4. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.35. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.192. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1.3. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.191. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, dichiaro improponibile il comma 32
dell'emendamento G1 del Governo.
Dichiaro, altresì, che gli emendamenti G1.18, G1.10, G1.48,
G1.2 e G1.1 sono improponibili.
Onorevoli colleghi, troverete nel fascicolo gli emendamenti
G1.30, G1.29 e G1.28 riguardanti il tributo ambientale. Poiché si
tratta di materia aggiuntiva al testo, gli stessi devono essere
considerati aggiuntivi e, pertanto, verranno trattati
successivamente.
Si passa all'emendamento 41.27.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro che l'emendamento G1.26 è improponibile.
Si passa all'emendamento G1.25. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro che l'emendamento G1.24 è improponibile. Dichiaro
altresì che l'emendamento G1.23 si intende trasferito alle tabelle.
Si passa all'emendamento G1.22. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1.39. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.47. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G1.30. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.1.46. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che gli emendamenti G.1.45, G.1.44, G.1.43 sono
improponibili. Comunico che l'emendamento G.1.4 è inserito già nelle
tabelle e pertanto è considerato assorbito.
Comunico che l'emendamento G.1.42 è improponibile.
Si passa all'emendamento G.1.54. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Raiti i
seguenti emendamenti allegati: G1.38, G1.6 ter, 450 e 449.
RAITI Dichiaro di ritirare gli emendamenti a mia firma, ad
eccezione degli emendamenti G1.38, G1.6 ter, 450 e 449.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento G1.38. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1.6 ter. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 450. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 449. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1.9, in precedenza accantonato.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il
Parlamento avesse chiaro di cosa stiamo parlando.
Dichiaro di essere favorevole all'emendamento in esame poiché,
nel testo del Governo, viene stabilito - penso possa essere
considerata una semplice svista - che alla realizzazione degli
interporti, il Dipartimento regionale dei trasporti vi provveda
attraverso l'affidamento ad una società mista o ad una società alla
quale, la stessa Regione, può parteciparvi.
Vorrei ricordare che tale procedura non può essere applicata
poiché anche l'Amministrazione regionale, tutte le aziende -
compresi gli altri organismi di diritto pubblico e i soggetti di
diritto privato a prevalente, o intera, partecipazione pubblica -
sono soggetti all'applicazione della legge numero 7 del 2002,
articolo 2, comma 2 lettera a). Non possiamo pertanto prevedere che
la realizzazione degli interporti avvenga attraverso l'affidamento
diretto.
Stiamo parlando di opere per decine e decine, forse anche
centinaia di miliardi
Il tutto non può essere fatto per affidamento diretto. E, poi,
una cosa é distinguere, articolare l'affidamento per affidare uno
studio di fattibilità, uno studio preliminare; altra cosa é fare
una progettazione di massima, altra cosa ancora una progettazione
esecutiva, altra cosa, infine, é l'appalto, altra cosa é la
gestione.
L'emendamento sostitutivo che proponiamo stabilisce invece che
il Dipartimento vi provveda attraverso una gara di evidenza
pubblica, a carattere comunitario, anche con la previsione
dell'eventuale gestione.
Signor Presidente, credo che il Parlamento non possa fare altro
che procedere in modo diverso da quanto si prevede nel testo.
E' per questo che intendo richiamare i colleghi ad una più
profonda attenzione della problematica.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo è
stato inserito in Finanziaria per dare la possibilità alla Società
Interporto di Catania - società che attualmente ne gestisce
l'Interporto, insieme all'AST - di ampliare la struttura e diventare
così Società Interporti di Sicilia, inserendo anche l'Interporto di
Termini Imerese.
Non si tratta d'altro che della possibilità, per la Regione, di
avvalersi della Società Interporto di Catania, appunto, per
aumentare ed ampliare il raggio di azione degli Interporti:
diversamente, non sarà una società che con l'articolo in esame,
andrà a gestire appalti. E' ovvio che la fase degli appalti sarà
gestita secondo quanto la normativa prevede.
GIANNOPOLO Ed allora, lo scriva questo
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. E' scritto, lo leggo testualmente: "Per la realizzazione
degli Interporti nella Regione siciliana - quindi, Catania, Bicocca,
Termini Imerese - con le risorse di cui all'articolo 52, comma 34,
legge 28 dicembre 2001, n. 448, - cioè gli interventi per la
continuità territoriale - il Dipartimento regionale trasporti è
autorizzato ad avvalersi di società a prevalente capitale pubblico"
cioè AST ed Interporto di Catania.
GIANNOPOLO .. per la realizzazione degli Interporti, onorevole
assessore...
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Per gli studi di fattibilità, onorevole Giannopolo.
E' ovvio che le gare d'appalto saranno gestite come dispone la
legge sui lavori pubblici
GIANNOPOLO Ed allora, lo precisi Onorevole assessore, dobbiamo
essere chiari: così come è scritto, significa che la Società
Interporti di Catania può realizzare l'Interporto di Termini
Imerese
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Onorevole Giannopolo, possiamo prevedere, all'inizio -
prima di "per la realizzazione degli Interporti..." - o alla fine -
dopo "operanti nel settore", l'espressione "fermo restando le
disposizioni in materia di lavori pubblici". Va bene Ma è
assolutamente pleonastico
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, anche per favorire il lavoro
degli uffici, preciso che i citati emendamenti presentati
dall'onorevole Raiti, circa il loro ritiro, sono sia quelli
presentati all'emendamento G1 sia quelli all'emendamento G2.
L'assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento riguarda un emendamento, il numero 52, che autorizzava
l'erogazione di 775 mila euro per la definizione di un procedimento
giurisdizionale amministrativo nei confronti del Comune di Vizzini.
Tale emendamento, che originariamente era stato da me
presentato, unitamente ai colleghi, onorevole Barbagallo,
l'Onorevole Crisafulli e l'onorevole Genovese, era stato fatto
proprio dal Presidente della Regione.
Pur non entrando nel merito nella decisione della Presidenza
dell'Assemblea che lo ha dichiarato irricevibile, ritengo che,
comunque, per aver fatto proprio il Presidente della Regione tale
emendamento, ciò significa qualcosa - politicamente e giuridicamente
-: significa, a mio avviso, che il Governo della Regione ha inteso,
così come da noi proposto originariamente, di cercare di dare
definizione ad una vicenda giurisdizionale in fase transattiva.
Diversamente, la Regione Siciliana andrà incontro ad oneri,
almeno triplicati, rispetto a quanto si prevede con tale
emendamento.
Chiedo pertanto al Presidente della Regione, se condivide
ancora, eventualmente, tale impostazione, di dare indicazioni
all'Assessore per gli Enti Locali affinché si provveda in via
amministrativa alla risoluzione del problema.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento G2.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.4. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.17. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.11. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.12. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.10. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.2.13.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, anche nell'altra finanziaria noi ci
trovammo un articolo simile che riguardava uno specifico dei beni
riguardanti edifici di culto.
Non capisco, vorrei chiederlo al Presidente della Regione,
perché nelle more di una generale razionalizzazione della gestione
del patrimonio regionale, si afferma un'esigenza, quella cioè di
razionalizzare la gestione del patrimonio regionale. La Regione cede
gratuitamente la proprietà degli edifici di culto ed ecclesiastici a
chi c'é li ha attualmente in gestione.
Se noi cediamo questi beni ci sarà poco da razionalizzare
quando arriveremo al punto di fare una razionalizzazione organica ed
un progetto organico di gestione dei beni della Regione.
Io non vorrei passare assolutamente per un mangiapreti o
oppormi; io ho grande rispetto dei credenti, ho grande rispetto
della chiesa, però qui stiamo parlando del patrimonio della Regione,
non possiamo affermare nello stesso articolo l'esigenza di
razionalizzare la gestione del patrimonio regionale e nello stesso
tempo alienare il patrimonio regionale, mettendo poi la Regione
nella condizione di razionalizzare il nulla non avendo più nulla da
razionalizzare avendolo ceduto.
Quindi, inviterei il Presidente della Regione a ritirare questo
emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, le do un elemento: in realtà, si
tratta di beni indisponibili per i quali di contro la Regione è
chiamata ad affrontare le spese per le manutenzioni e soprattutto
per l'antinfortunistica.
FORGIONE Signor Presidente, questo non è chiarito
PRESIDENTE Non è chiarito, ma è noto onorevole Forgione.
SBONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SBONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, neanch'io voglio
apparire come un 'filo'-prete di fronte all'atteggiamento che ha
mostrato l'onorevole Forgione. Si tratta, però, di un emendamento
che consente di cedere e quasi di regolarizzare un rapporto che già
si mantiene nel tempo e che ha consentito ad un patrimonio della
Regione siciliana di evitare un deperimento perché, tra l'altro, ha
evitato che ci fossero degli oneri a carico della Regione e ha
consentito a questi immobili, che poi non sono senza limite in
quanto si riferiscono soltanto ad immobili che già da parecchi anni
e cioé da almeno trenta o quarant'anni vengono gestiti e hanno
consentito di mantenere un certo decoro.
Al comma 2 vengono esclusi tutti quegli immobili che, invece,
hanno un certo valore architettonico, artistico, storico ed
archeologico e, quindi, ritengo che sia possibile in quanto ci
consente di riconoscere quello che già viene fatto da parecchi anni,
e cioé da parte degli enti di culto che hanno consentito un certo
decoro di questi immobili.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso che al comma 18
dell'articolo G.1 che abbiamo già votato la parola "o" è da
intendersi "e". L'Assemblea ne prende atto.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per ricordare, prima che a me stesso anche ai componenti
della IV Commissione, che questo argomento noi lo abbiamo trattato a
suo tempo in sede di Commissione per verificare quale fosse il
valore reale a suo tempo dell'emendamento, che consente - ricordo
bene - di trasferire non solo gli edifici di culto in quanto tali,
ma anche le pertinenze, significa gli appartamenti, le canoniche, i
campi sportivi, tutto quello che è annesso agli edifici di culto e
noi sappiamo bene che gli edifici di culto in Sicilia hanno un
patrimonio sterminato che non è facilmente quantificabile e che non
si limita solo ed esclusivamente ai luoghi dove si esercita il culto
cattolico o, comunque, il culto religioso, perchè a questo vi sono
annessi una serie di patrimoni immobiliari a volte immensi ivi
compreso anche terreni e terreni edificabili. Di questo ne abbiamo
discusso abbondantemente in IV Comissione, tant'è che l'onorevole
Vicari presentò insieme a me un emendamento soppressivo che venne
favorevolmente valutato dalla Commissione all'unanimità e questo
articolo venne eliminato dalle variazioni di bilancio, se non
ricordo male.
Ora noi ce lo ritroviamo qui in questa sede, ma io ritengo che
anche qui è necessario fare le riflessioni che furono fatte a suo
tempo e furono fatte da tutti i Gruppi politici di maggioranza e di
minoranza tant'è che fu votata all'unanimità.
Io ritengo che quegli elementi che allora convinsero tutti
quanti sono sempre presenti, non è cambiato nulla da tre mesi a
questa parte; è una norma che potrebbe creare una serie di danni
enormi come trasferimento immobiliare, ma che non finisce solo lì.
Sappiamo tutti che la Regione interviene con finanziamenti per
ammodernare, ristrutturare o, comunque, mantenere in buono stato
molti edifici di culto. Voi pensate che una volta che noi cediamo
gratuitamente questi edifici di culto gli enti di gestione, che non
hanno altre risorse se non l'obolo dei fedeli, non chiederanno agli
altri capitoli previsti dall'Assessorato ai lavori pubblici le somme
per la manutenzione di quegli immobili? Li chiederanno ugualmente.
Ritengo, quindi, che cederemmo una parte cospicua del nostro
patrimonio in maniera indiscriminata, senza sapere di fatto cosa
cediamo e nello stesso tempo ci carichiamo l'onere di continuare nel
tempo a pagare ristrutturazione o comunque spese di mantenimento di
immobili che se escono dalla porta, certamente entreranno dalla
finestra.
Io credo che questo ragionamento - che mi pare assolutamente
oggettivo, e che tra l'altro, era già stato assunto da tutti i
Gruppi parlamentari in sede di Commissione - sia rilevato anche
adesso e che il Governo ritiri questo emendamento o che
comunque l'Aula lo cassi definitivamente.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, non ripeterò le cose che avevo iniziato
a dire quando lei mi invitò a rimandare al G.2 la discussione
dell'emendamento che è al nostro esame.
Qui non è il problema, come è stato detto, di anticlericalismo,
antistorico, da anni '50, nè il problema di far rivivere Don Camillo
e Peppone, è soltanto un problema di tenere conto che in IV
Commissione questo provvedimento era stato bocciato, e naturalmente
non certo con i soli voti del centrosinistra perchè siamo minoranza,
ma soprattutto evidenziare che c'è - a mio avviso - una
contraddizione con l'intento. Quando si parla di contenimento dei
costi di mantenimento di queste strutture mi chiedo ma nel momento
in cui vengono cedute le manutenzioni, appunto, chi provvede? Si può
pensare che con l'obolo della Chiesa della domenica si possa andare
a mantenere queste strutture che, invece, hanno bisogno
dell'intervento della pubblica amministrazione per essere mantenute?
Era proprio questa la ragione per cui avevo presentato questo
emendamento, perchè non mi convince il raggiungimento della
finalità.
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
G2.3 e G2.13 di identico contenuto.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento G2.9.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento G2.127.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento G2.20, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti G2.14, G2.6, G2.7, G2.8. Li dichiaro
decaduti perchè gli articoli di riferimento sono soppressi.
Pongo in votazione l'emendamento G2.19.139.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro improponibili gli emendamenti G2.18, G2.16, G2.15,
G2.5, perchè comportano spesa.
Pongo in votazione l'emendamento G2.21.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento G2.26.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che la cifra indicata nell'emendamento è di 3.000
migliaia.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento G2.125, a firma dell'onorevole
Villari. Non essendo l'onorevole Villari in Aula, dichiaro
l'emendamento precluso.
Pongo in votazione l'emendamento G2 come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti aggiuntivi. Onorevoli colleghi,
preciso che il fascicolo degli emendamenti in distribuzione riguarda
esclusivamente gli emendamenti considerati proponibili e molti sono
già stati assorbiti dal testo. Man mano che li scorriamo
indicheremo quelli che sono stati assorbiti e porremo in votazione
quelli che, invece, sono aggiuntivi. Quelli che non sono inseriti
in questo fascicolo sono tutti dichiarati improponibili.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 1 riguardante il tributo
ambientale.
FORMICA Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 2, dell'onorevole Formica.
FORMICA Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Sicilia è il
maggior produttore di petrolio raffinato, di greggio raffinato,
nonché uno dei maggiori produttori di energia elettrica. La Sicilia
è anche una regione che da sempre è votata al turismo,
all'agricoltura, all'artigianato, al commercio e alla pesca.
La Sicilia, a causa di questi insediamenti industriali, che
certamente nulla avevano a che spartire con la propria vocazionalità
che testé abbiamo menzionato, ha pagato un prezzo altissimo appunto
per questi insediamenti. Insediamenti previsti negli anni '60,
insediamenti che si prefiggevano, in quell'epoca, di dare una
risposta industriale dal punto di vista occupazionale.
Così non è stato, perché la risposta occupazionale non c'è
stata e in cambio, invece, la nostra Isola non ha avuto lo sviluppo
che doveva avere, soprattutto non ha avuto lo sviluppo che hanno
avuto altre regione rivierasche del Mediterraneo che invece, grazie
allo sviluppo turistico, sono riuscite ad avere un grande
avanzamento, dal punto di vista della loro ricchezza, e quindi a
raggiungere un soddisfacente grado di ricchezza per le proprie
popolazioni.
La Sicilia in cambio ha avuto non solo questa ricaduta
negativa, ma sta pagando anche un prezzo altissimo dal punto di
vista della salute e della salubrità dell'ambiente per i propri
cittadini. E sono diversi, anche recenti, gli avvenimenti che hanno
portato all'attenzione nazionale e alla ribalta delle cronache, su
tutti i giornali nazionali ed anche all'estero, la Sicilia, proprio
per gli episodi di grande inquinamento ambientale che si sono
verificati prima nel comprensorio di Gela, dove una magistratura
coraggiosa ha avuto il coraggio di mettere sotto accusa i metodi
usati, che erano da terzo mondo, per quanto riguarda la tecnologia
impiegata nel nostro territorio e poi il recente caso dell'Enichem
di Siracusa.
Questa che vi sto mostrando è la rassegna stampa che riguarda
solo l'Enichem di Siracusa. Non vi leggo cosa c'è scritto:
aumentati del 200 per cento i casi di tumori, di malformazioni,
quindi una terra, la nostra terra, che ha subìto solo danni. Noi non
possiamo più essere considerati come terzo mondo Nel terzo
millennio non è più consentito ad alcuno di operare il ricatto
occupazionale sulla pelle dei siciliani - come dice l'onorevole
Cintola - ma sulla pelle soprattutto dei nostri figli e in assenza
di una qualsiasi ipotesi di sviluppo
Quindi, questa proposta di tassazione ambientale che si
prefigge di tassare chi inquina, chi non rispetta le leggi, chi
emette in atmosfera sostanze al di sopra dei limiti consentiti.
Io voglio richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che in
tutta Europa, grazie alla adozione di norme più restrittive per
quanto riguarda l'ambiente, si sono avuti due effetti
positivi: una moltiplicazione degli investimenti e quindi nuova
occupazione da un lato, e dall'altro lato, una riduzione
proporzionale notevolissima delle emissioni in atmosfera.
Vi porto una sola similitudine: la Germania, che è un paese
all'avanguardia, nel decennio 1991 - 1999, ha ridotto le emissioni
in atmosfera, da cinque milioni di tonnellate annue, a
settecentomila tonnellate annue, grazie agli investimenti e grazie
all'impiego di nuove tecnologie.
In Italia, nello stesso periodo, si è passati da un milione e
mezzo di tonnellate a un milione e cento di tonnellate perché in
Italia, grazie al fatto che non c'è stata una legislazione che
impone gli investimenti, grazie al fatto che questi signori hanno
avuto la possibilità di venire qui, legibus solutus, di fare ciò che
vogliono causando disastri ambientali, nessuna possibilità di
sviluppo occupazionale e soprattutto l'impossibilità di creare nuova
occupazione negli atri settori che, invece, sono confacenti con le
vocazionalità della nostra Isola e con la posizione del bacino
mediterraneo e della nostra Isola.
Nel proporre questa tassa, che è condivisa anche da altri
Gruppi parlamentari, propongo di lanciare questa idea: "una lira per
l'ambiente". Avrà una ricaduta economica per le casse della Regione,
ma non è questo, badate, non è questo l'obiettivo della tassa.
L'obiettivo della tassa è di creare investimenti perché si
introduce quel principio che è stato avanzato nella Comunità
economica europea del chi inquina paga, ma è un'inquina paga che,
come dice spesso l'assessore Pagano, ha un carattere scolastico,
istruttivo ...
LIOTTA. Pedagogico
FORMICA Grazie, onorevole Liotta; pedagogico, perché induce
questi signori a fare gli investimenti necessari. Cioè induce questi
signori ad investire in tecnologia e a creare sviluppo.
Non credo che i siciliani siano privi di orgoglio. Credo che i
siciliani abbiano bisogno di una classe politica che ritrovi
l'orgoglio. Siamo stati la culla della civiltà Non c'è bisogno che
vangano dal nord o da fuori a considerarci africani, sottosviluppati
e a continuare a produrre in quest'Isola con tecnologie che non
vengono accettate neppure in Africa.
E rispetto alle preoccupazioni - e concludo signor Presidente -
avanzate da qualcuno, e cioè che queste industrie, raffinerie e
centrali termoelettriche ad olio combustibile si possano spostare
altrove, mi pongo un solo quesito: in tutta Italia le raffinerie e
le centrali ad olio combustibile hanno grossissimi problemi, da
Marghera a Livorno, a tutte le altre sedi di centrali e di
raffinerie le stanno smantellando. Vi immaginate di dover traslocare
il cinquanta per cento delle raffinerie in altre regioni? Ma dove
la fanno costruire più una raffineria in Italia o una centrale
termoelettrica ad olio combustibile
Quindi, sgombriamo il campo da false paure e da false
preoccupazioni e riacquistiamo l'orgoglio di un Parlamento che ha
capacità di legiferare, di difendere e tutelare i propri cittadini.
PRESIDENTE Gli emendamenti 2, 3 e 4 sono accantonati.
Si passa all'emendamento 7R. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 7 bis e 8 sono superati.
Si passa all'emendamento 11.
BENINATI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento che tende ad accelerare le procedure di spesa. Cioè in
tutti quei settori delle misure POR che in effetti possono andare in
economia alcune spese per diversi motivi, non ultimo con i ribassi
d'asta di tutte le opere, è possibile, è una scelta, invece di
riproporre bandi e di riaprire altri bandi, di prendere dai bandi
esistenti e di scorrere. E' una scelta politica.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 22 e 42 sono superati.
Pongo in votazione l'emendamento 43.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 44.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 45.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 46.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 47.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 41.3.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto: chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 91 a firma Crisafulli è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo perchè è la seconda volta
che mi capita nel corso dei lavori la sua frettolosità impedisce di
aprire una discussione su questioni che noi riteniamo centrali.
PRESIDENTE Andrò più lentamente
SPEZIALE Io voglio porre una questione sulla quale il Governo
ha dichiarato un orientamento, almeno a parole, favorevole che era
quello proposto da me e che lei ha impedito che venisse discusso in
Aula, relativo al divieto di assunzione nella Regione siciliana
nelle società controllate e partecipate dalla Regione siciliana.
Perché noi riteniamo che questo sia un elemento di forte
razionalizzazione di contenimento della spesa regionale, in quanto
nel corso degli ultimi tre anni abbiamo assistito ad una espansione
considerevole in tutti i settori, soprattutto in quelli partecipati
da parte della Regione, di centinaia, ed alcune migliaia di
assunzioni che fortemente gravano poi sul bilancio regionale.
Anche il processo di stabilizzazione cosiddetto si è
trasformato, in realtà, nell'uso di risorse pubbliche che prima
erano limitate soltanto ad un intervento di 800 mila lire al mese,
si sono trasformate ad una stabilizzazione a totale carico del
bilancio della Regione.
Ci era sembrato di cogliere una sensibilità positiva da parte
del Governo, anzi, il Governo informalmente mi aveva assicurato che
avrebbe dichiarato il proprio parere favorevole nei confronti
dell'emendamento; apprendo stasera, invece, che da parte del Governo
è stato dichiarato il parere contrario, che l'Aula, senza accorgersi
neanche di che cosa si stesse votando, ha votato contro.
Onorevole Pagano, questa è la riprova delle cose che noi
andiamo sostenendo da alcuni anni - da quando lei è Assessore per il
bilancio e le finanze -; il suo atteggiamento è falsamente
rigorista, relativamente alla risoluzione della spesa di bilancio e
in realtà...
CAPODICASA E' già stato dichiarato improponibile
SPEZIALE No, non è stato approvato, onorevole Capodicasa, è
stato respinto.
Mi è stato detto che l'emendamento a mia firma, riguardante il
divieto di assunzione, era stato già esitato dall'Aula; è questa la
ragione per cui richiamavo alla frettolosità il Presidente.
Per cui, onorevole Assessore, è la riprova - io questo lo
sostengo già da tempo - che da parte del Governo non c'è nessuna
intenzione di intervenire radicalmente nella razionalizzazione della
spesa del bilancio regionale e che, anzi, da parte...
CAPODICASA E' già passato, onorevole Speziale, non se ne
accorto
SPEZIALE Ma stiamo parlando di un'altra cosa, stiamo parlando
del divieto di assunzione, ed è stato già respinto dall'Aula.
CAPODICASA L'Assessore è d'accordo.
SPEZIALE L'assessore è d'accordo e ha dato il parere contrario?
CAPODICASA Chi l'ha dato il parere contrario?
SPEZIALE In Aula è stato già respinto, non ero distratto.
Comunque, onorevole Assessore, considerato che l'onorevole
Capodicasa dice che c'è stato un equivoco circa l'atteggiamento del
Governo, vorrei che lei chiarisse il suo atteggiamento rispetto
all'emendamento da me presentato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
n. 106. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 469. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento n. 120 è stato ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento n. 149.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento n. 453. Il secondo comma è assorbito.
Pongo in votazione soltanto il primo ed il terzo.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento n. 161 è superato; gli emendamenti
n.192 e n. 200 sono accantonati; l'emendamento n. 193 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento n. 202.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che la prima parte dell'emendamento n. 203 è
assorbita, la seconda parte contraddistinta dal comma 4 va
trasferita alla tabella "C".
Si passa all'emendamento n. 206, a firma dell'onorevole Turano.
Non essendo presente in Aula il firmatario, lo stesso è dichiarato
decaduto.
Comunico che c'è un sub emendamento del Governo all'emendamento
n. 216. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 216.
Il parere del Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento n. 245 va trasferito alla tabella
"C".
Pongo in votazione l'emendamento n. 267.
Il parere del governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 268.
Il parere del governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 286 nella prima parte,
perchè la seconda parte va inserita nella tabella "C". Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. C'è una pronuncia
dell'Unione Europea che dovrebbe intervenire a giorni, questo
sanerebbe una stortura per i soci che partecipano ai consorzi di
cooperativa agricola. Quindi il parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 292.
Il parere del governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 293.
Il parere del governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 311.
Il parere del Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 325.
Il parere del governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 326.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 337.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento n. 352.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunica che l'emendamento n. 358 è trasferito alla tabella
"H".
MICCICHE' Io volevo votare a favore.
PRESIDENTE E lei ha votato favorevolmente. Gli Uffici ne
prendano atto.
Comunico che l'emendamento n. 371 è ritirato.
Gli emendamenti 382, 383, 384, 385, 386, 396 e 397, sono tutti
da trasferire alla tabella "C" e, dunque, verranno trattati
successivamente.
Pongo in votazione l'emendamento n. 388, a firma dello
scomparso onorevole Croce, anche in questo caso la Presidenza lo fa
proprio insieme all'onorevole Crisafulli. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 456. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 316. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 262.3 è assorbito;
l'emendamento 119 è precluso in quanto è già stato votato
negativamente.
Pongo in votazione congiunta gli emendamenti 192 e 200,
precedentemente accantonati. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Comunico che restano accantonati gli emendamenti 2, 3 e 4
relativi al tributo ambientale.
Onorevoli colleghi sarebbe opportuno - come chiedeva anche
l'onorevole Pagano - che alla votazione su questi emendamenti
accantonati fosse presente il Presidente della Regione.
Comunico che sono stati presentati due sub emendamenti relativi
al tributo ambientale: il primo G1 28.1 a firma degli onorevoli
Speziale e Capodicasa e il secondo a firma dell'onorevole Forgione.
Sono accantonati.
Onorevoli colleghi, sospendiamo i lavori per tre minuti in
attesa che arrivi il Presidente della Regione.
La seduta è sospesa alle ore 18.43.
(La seduta sospesa alle 18.43 è ripresa alle 18.48)
La seduta è ripresa.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Governo, sul tributo ambientale è contrario. Chiedo,
pertanto, se possibile, al presentatore dell'emendamento di
ritirarlo, in attesa di poterlo studiare meglio, poiché la materia
è complessa ed ha allarmato parecchi investitori.
Se l'onorevole Formica lo ritiene opportuno, sarebbe giusto
ritirarlo vista la complessità della materia e credo che,
obiettivamente, ci sia bisogno di una valutazione più precisa e più
puntuale, che sarebbe meglio affidare ai tecnici, non può essere
data all'impronta in Aula.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho voluto e
non voglio mettere in difficoltà il Governo, anzi, raccogliendo le
perplessità che il Governo stesso aveva manifestato, ho ritirato la
prima versione del tributo ambientale perché obiettivamente, quella
versione, era forse un po' troppo pesante dal punto di vista della
tassazione sull'industria petrolifera in genere.
Questa seconda riscrittura, la prego di credermi signor
Presidente della Regione, è molto ponderata ed effettivamente, va ad
incidere solo nelle emissioni in atmosfere, e va ad incidere anche
in modo leggero. E' un po' una tassa educativa che cerca di
salvaguardare l'interesse generale della Sicilia, la salute dei
cittadini, e non incide in maniera pesante su quelle industrie che
attualmente inquinano senza pagare lo scotto, almeno, degli
investimenti, per creare occupazione. Al limite, se non va bene lo
bocciamo, onorevole Presidente della Regione, ma desidererei un
voto.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo non ha detto che
non possa essere una norma da apprezzare. Dice, però, che non è in
condizione di dare una valutazione precisa perchè tratta una materia
altamente tecnica, che ha bisogno di essere approfondita.
Chiedo all'onorevole Formica di ritirarlo. Il Governo farà un
approfondimento con una valutazione da parte dei tecnici. Se
dovesse essere così come l'onorevole Formica dice, non avremo motivo
di bocciarlo. Insisto, onorevole Formica, nel ritiro
dell'emendamento.
FORMICA Dichiaro di ritirare l'emendamento.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro di
fare mio l'emendamento dell'onorevole Formica.
Ritengo che l'affermazione nel primo, brevissimo intervento del
Presidente della Regione sia stata preoccupante, soprattutto nel
momento in cui dice che il solo parlare di un tributo ambientale ha
allarmato alcuni investitori. Vorrei sapere se il diritto alla
salute, alla salubrità dell'ambiente è merce di scambio con gli
investitori che vengono in Sicilia; oppure, se una Regione come la
nostra che estrae quello che estrae dal mare e dal sottosuolo, dove
alcune aree -e lo sappiamo quanti convegni ha fatto il Presidente
della Regione, quanti ne hanno fatto le organizzazioni
imprenditoriali, per ultime credo la Confindustria di Siracusa
qualche settimana fa - affrontano in continuazione il problema del
risanamento ambientale in merito alle materie di cui tratta
l'emendamento.
Onorevole Presidente della Regione, non dimentichi che ci ha
imposto delle norme di sanatoria sull'ambiente e sull'abusivismo
edilizio, che hanno molto meno a che fare con la salute dei
cittadini, perchè attinenti alla materia finanziaria.
Ora che parliamo di una tassa sui danni - io la dico così, lo
so che la ideologizzo e, quindi, faccio il pessimo avvocato
difensore -, ma sui danni che produce questa forma di sfruttamento
delle risorse, sui danni del capitalismo per la salute dell'ambiente
in alcune aree, non mi spiego perchè, in questa finanziaria, non
possiamo intervenire.
Allora, onorevole Presidente della Regione, ritengo che,
nonostante le sue seconde affermazioni - dato che questo è un tema
ricorrente, e lo sa anche lei onorevole Fleres, che varie volte è
intervenuto su queste materie, e questa volta noi, anche con dei
subemendamenti provavamo a collegare direttamente il tributo ai
piani di risanamento dei territori interessati e delle aree
interessate dove insistono i siti - sarebbe buona cosa di questa
Assemblea se questo emendamento fosse approvato. Quindi, se
l'onorevole Formica dichiara, così come ha fatto di ritirarlo, io lo
faccio mio.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, siamo in discussione generale, visto
che il Gruppo di Rifondazione ha fatto proprio l'emendamento
dell'onorevole Formica.
PRESIDENTE No, abbiamo chiuso la discussione generale. Io non
voglio frenare il dibattito su un tema così delicato, però prego i
colleghi di essere contenuti negli interventi stessi.
ACIERNO In una mia precedente esperienza, in un altro
Parlamento, spesso e volentieri mi sono trovato a dover approvare
norme che intervenivano a favore delle casse dello Stato, aumentando
il costo della benzina piuttosto che il costo delle sigarette. In
quella sede ho sempre sostenuto che era quasi paradossale il fatto
che, attraverso meccanismi dannosi alla salute, lo Stato pensasse di
fare provvidenze finanziarie.
Ho ascoltato con grande interesse l'intervento dell'onorevole
Formica, che so essere in perfetta buona fede quando propone questo
articolo, però, lo avevo già contestato culturalmente in Commissione
bilancio.
Io ritengo sbagliato che la Regione siciliana prenda atto che
ci sono azienda che inquinano, cioè che violano le leggi che normano
le emissioni in atmosfera. Se esistono aziende in Sicilia che
emettono in atmosfera fumi o gas che vanno oltre i parametri fissati
dalla legge, non si fa una norma per fargli pagare una tassa, perché
la gente continuerà a morire a causa di quei gas, e non c'è tassa al
mondo che potrà ripagare la vita delle persone.
Allora, il problema va posto in altri termini. Una tassa su
determinati comparti produttivi deve servire a risanare un
territorio che, dalla stessa azienda, viene distrutto: è sbagliato
Se l'azienda inquina il territorio, l'azienda stessa, con i
propri soldi deve risanarlo, non deve essere la Regione a farsi
carico del danno ambientale prodotto da terzi.
Se l'azienda, invece, inquina, bisogna fare una norma più
chiara che preveda la chiusura degli stabilimenti. Non bisogna
mettere tasse per continuare a garantire di avvelenare la nostra
aria e la nostra acqua.
Io mi rifiuto di pensare che in questo Parlamento si possa
approvare una norma che legittimi l'inquinamento dell'acqua,
dell'aria, della salute dei cittadini, soltanto pagando una tassa.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha
facoltà.
ORTISI Rinuncio.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato dall'onorevole Formica, e fatto proprio dall'onorevole
Forgione, è diverso da quello che lo stesso onorevole Formica aveva
presentato in commissione finanze.
Quell'emendamento, puntava ad istituire una tassa sulla
produzione e raffinazione delle merci, cioé del petrolio, quindi,
suscitava serissimi dubbi di costituzionalità, perché in sostanza,
costituiva una addizionale al CISE che, a norma dell'articolo 36 del
nostro Statuto autonomistico, invece è di pertinenza dello Stato.
Quindi, la Sicilia non avrebbe potuto intervenire e interferire
in questa materia. In più, andava detto che quel tipo di tassa,
direi quasi giustificatamente, comportava delle preoccupazioni per
le imprese investitrici in Sicilia, perché avrebbero finito, a
parità di tutela ambientale con altre regioni del nostro Paese, col
pagare una tassa in più solo per ragioni di produzione.
L'emendamento presentato, invece, quest'oggi, e fatto proprio
dall'onorevole Forgione, modifica sostanzialmente quella
impostazione perchè non istituisce più una tassa alla produzione e
alla lavorazione, ma è un tributo legato alla eccedenza delle
emissioni in atmosfera di biossido di zolfo, oltre i limiti di
legge.
Lei sa, onorevole Acierno, che anche io in Commissione ho
sollevato il problema che solleva lei, cioè della sostanziale
contrarietà a monetizzare un danno ambientale. Anch'io sono dello
suo parere. Però l'alternativa alla monetizzazione è quella di
chiudere gli impianti. Lei sa che già a Gela il Governo nazionale,
Presidente Berlusconi, ha modificato i limiti per il ..........per
evitare che si chiudessero impianti ad altissima capacità
inquinante. Quindi non si chiudono, questa è la verità. Allora, il
mettere una cassa sulla parte eccedente a quella ai limiti di legge
consentiti mira non a fare dismettere l'impianto ma a fare rientrare
nei limiti di legge, perchè se l'impresa fa investimenti per quanto
concerne le emissioni e la tutela ambientale per rientrare nei
limiti di legge non paga la tassa.
Questo è il punto
Perchè paga la tassa solo se eccede. Quindi spinge
all'investimento per la tutela ambientale e contro l'inquinamento,
ma nelle more versa un tributo per il risanamento ambientale del
territorio a cui è riferito. Anche l'emendamento presentato in
Commissione dall'onorevole Formica non ci convinceva come Gruppo e
come Centro Sinistra anche per la destinazione dei fondi, perchè
originariamente destinava quei fondi al bilancio della Regione.
Allora questo sì, destinare i fondi dal tributo ambientale per
pagare i debiti della Regione significava esattamente Donetizzare il
danno ambientale.
L'onorevole Formica non è più l'interlocutore. Credo che il
Presidente della Regione invece debba considerare seriamente questo
aspetto perchè non siamo più nel caso relativo alla violazione
dell'articolo 36 dello Statuto, e quindi non c'è un rischio di
incostituzionalità e non siamo nel caso di un danno che venga
provocato alle imprese che investono in Sicilia. Quindi il crollo
del 4 per cento in Borsa della Herg nel momento in cui il Sole 24
ore pubblicizzò questa iniziativa presa, oggi non si
giustificherebbe per il semplice motivo che la ERG o qualunque altra
azienda se ha gli impianti strutturati ed attrezzati in modo tale da
non avere emissioni in atmosfera eccedenti a quelle consentite dalla
legge, non paga una lira, quindi è una spinta a fare investimenti
che siano muniti dei necessari filtri, attrezzature di depurazione
che non consentano l'emissione in atmosfera.
Per questa ragione riteniamo che il Presidente della Regione
debba considerare positivamente, perché non ci sono i rischi che nel
primo emendamento c'erano e ricorrevano tutti: quello di
incostituzionalità, come anche gli altri relativi all'investimento.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, sono assolutamente favorevole
all'emendamento così come è stato sottoscritto dall'onorevole
Forgione, nonché al subemendamento presentato dal gruppo DS che va
nella direzione per cui i fondi devono essere spesi dalle comunità
che subiscono l'inquinamento.
Mi pare che il tributo ambientale, così come è stato previsto
dall'emendamento presentato dal gruppo di Alleanza nazionale va
nella direzione giusta e tra l'altro credo che vada nella direzione
giusta non solo per le modalità che sono previste di imposizione
tributaria e per tutte le argomentazioni che sono state fatte prima
di me dall'onorevole Capodicasa e dall'onorevole Forgione, che non
ripeto per brevità, ma va anche nella direzione giusta in relazione
a quanto previsto dal protocollo di Kyoto.
Il protocollo di Kyoto è stato sottoscritto da quasi tutti i
paesi industrializzati del mondo, ad eccezione degli Stati Uniti
d'America di Bush; prevede una serie di incentivazioni a coloro i
quali riducono le emissioni inquinanti e il tributo, oltre a pensare
di incassare, in qualche maniera risarcire le popolazioni dei
territori danneggiati, in ogni caso ha una finalità da molti punti
di vista positiva e pedagogica, come amava dire l'assessore Pagano,
nel senso che spinge le imprese a mettersi in regola con le
emissioni inquinanti ed a cercare una massima innovazione.
Tra l'altro questo non produce danni alle imprese perché vi
sono diverse norme, la legge n. 488 per citarne una, ma tante altre
norme nazionali che prevedono contributi ed agevolazioni cospicue
anche nel pagamento delle tasse per tutte le imprese che
ammoderneranno o che cercheranno di adeguare gli impianti alle
innovazioni tecnologiche.
Quindi no si capirebbe perché le imprese, sono parecchie quelle
che operano in questo campo, recepiscono e utilizzano questi tipi di
fondi per fare altre attività di investimento non potrebbero farlo
ed utilizzare i fondi nazionali messi a disposizione per ammodernare
i propri impianti ed abbassare le emissioni inquinanti.
Quindi, da questo punto di vista non vi sono obiezioni in tal
senso.
Ma la cosa è ancora più stridente, se ci riflettiamo, onorevoli
colleghi, con quanto questa maggioranza ha fatto l'anno scorso.
Se ricorda, signor Presidente, l'anno scorso avete chiesto ed
ottenuto dal Parlamento un voto favorevole alla cosiddetta 'tassa
del tubo', come la chiamo io, o la 'tassa sul metano'. Abbiamo
introdotto l'anno scorso un tributo per acquisire risorse su una
fonte di energia non inquinante, una fonte di energia che è stata
pubblicizzata negli anni come fonte di energia alternativa a cui
bisognava rivolgersi per abbattere gli inquinamenti scaturenti dal
gasolio o dalla benzina e voi, con l'opposizione nostra, per il
bisogno di incamerare risorse avete istituito quella tassa che va in
una direzione contraria rispetto a tutte le scelte di politica
economica ed ambientale fatte in Italia da dieci anni, o forse più,
a questa parte e, in ogni caso, la cui riscossione ha avuto delle
difficoltà enormi; ci sono stati ricorsi, sospensione di tributi e
quant'altro, quindi nemmeno il gettito che voi preventivate di avere
avuto.
Tuttavia, avete chiesto a questo Parlamento e alla vostra
maggioranza di approvare quella norma per impinguare le casse della
Regione.
Ora è assolutamente incomprensibile come un tributo che va
nella direzione opposta, che ha tutti i requisiti che avevamo detto,
che in ogni caso non crea danno alle imprese perché possono ottenere
gli incentivi previsti dalla legge nazionale per ammodernare gli
impianti e poi, tra l'altro, da un gettito certo riscontrabile che
aiuterà a dare un contributo, ai danni della salute, al danno del
territorio. Oggi non si capisce perché il Governo non possa
accettare questa norma, farla propria ed introdurla nella legge
finanziaria.
Credo che faremmo una opera meritoria e forse una delle
migliori norme che sono contenute in questa finanziaria.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Unione europea
definisce inquinamento ammissibile quello che è strettamente non
eliminabile attraverso l'utilizzo di migliori tecnologie.
Il problema è, come è stato sottolineato, che in Sicilia le
migliori tecnologie non sono attivate. E allora ci si trova in
presenza di emissioni che sono eccessive rispetto ai livelli che
sarebbero possibili utilizzando le migliori tecnologie.
Le emissioni sono in particolare dovute all'uso di combustibili
che hanno un prezzo minore rispetto ad altri combustibili che
inquinerebbero di meno; in particolare, il problema dei
combustibili.
Perché dico questo. Perché da un lato l'esigenza di porre una
tassazione per quelle aziende che emettono un quantitativo superiore
al limite formalizzato dall'Unione Europea pone il Governo dinanzi
al dubbio che una tale tassazione possa determinare lo scarso
interesse delle aziende ad investire in Sicilia e quindi creare una
situazione dannosa; però, dall'altro lato, noi ci troviamo ad avere
due tipi di esigenze: da un lato la tutela dell'ambiente e quindi il
problema dei danni anche alle persone, ma dall'altro anche la
consapevolezza che se l'azienda non modifica i suoi macchinari, non
si rinnova, essa è destinata a chiudere, quindi noi creiamo una
condizione che apparentemente favorisce gli investimenti di aziende
al Sud, ma non è vero che questi investimenti hanno una prospettiva.
Sono investimenti che hanno una validità, che restano significativi
fino a quando possono sfruttare l'ambiente, gli uomini e tutto il
contesto della nostra Sicilia.
Pertanto, onorevole Assessore, mi pare molto giusto riprendere
il discorso della tassazione ambientale perché bisogna guardare
lontano, altrimenti il caso dell'industria di Augusta o il caso
dell'industria di Gela che a un certo momento devono chiudere perché
i tassi di inquinamento sono eccessivi, si riproporrà
massicciamente.
Mi permetto di invitare il Governo, così come ha fatto
l'onorevole Capodicasa ed altri colleghi che mi hanno preceduto, a
non desistere dall'idea di inserire in questa finanziaria una
normativa che tassi le aziende che inquinano perché è l'unico
percorso realisticamente fattibile se si vuole conciliare da un lato
il mantenimento del livello occupazionale e dall'altro, in tempi
realistici, un'ammodernamento delle attrezzature così da consentire
che nel tempo i livelli occupazionali si mantengano effettivamente.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
2 a firma dell'onorevole Formica, che l'ha poi ritirato, ed è stato
fatto proprio dall'onorevole Forgione.
FORGIONE C'è prima il subemendamento.
PRESIDENTE Ha ragione, onorevole Speziale, ci sono i
subemendamenti: sono due, uno a firma Speziale e Capodicasa e
l'altro a firma Forgione.
FORGIONE Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
2.1. Pongo in votazione l'emendamento G1.28/1 a firma Speziale.
RAITI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO G1.28/1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, anche dagli onorevoli Speziale, Zago, Tumino,
Giannopolo, Liotta e Ferro, indìco la votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento G1.28/1 con il parere contrario della
Commissione e del Governo.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme
il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti...62
Maggioranza..........32
Favorevoli...........26
Contrari.............36
Astenuti...... nessuno
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento n. 2.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
RAITI Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO ALL'EMENDAMENTO N. 2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, anche dagli onorevoli Speziale, Zago, Forgione,
Giannopolo, Spampinato, Liotta e Ferro, indico la votazione a
scrutinio segreto dell'emendamento n. 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti ....... 62
Maggioranza .............. 32
Favorevoli ............... 28
Contrari ................. 34
Astenuti ................. 0
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento n. 3.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento .4.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si riprende l'esame del disegno di legge numero 553/A:
"Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2003".
Do lettura degli articoli 76 e 77:
Art. 76.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni, per il finanziamento
dei provvedimenti legislativi che si perfezionino dopo
l'approvazione del bilancio, restano determinati per ciascuno
degli anni 2003, 2004 e 2005 nelle misure indicate nelle
tabelle A e B, allegate alla presente legge, rispettivamente
per il fondo globale destinato alle spese correnti e per il
fondo globale destinato alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come sostituito
dall'articolo 52, comma 14, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, le dotazioni da iscrivere in bilancio per il
rifinanziamento di leggi di spesa sono stabilite negli
importi indicati, per l'anno 2003, nella tabella C allegata
alla presente legge.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di
spesa recate dalle leggi indicate nella tabella D allegata
alla presente legge sono ridotte degli importi stabiliti, per
ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, nella tabella
medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificato
dall'articolo 56, comma 1, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a
carattere pluriennale indicate nella tabella E allegata alla
presente legge sono rimodulate degli importi stabiliti, per
ciascuno degli anni finanziari 2003, 2004 e 2005, nella
tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa
indicate nella tabella F allegata alla presente legge sono
abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli stanziamenti
autorizzati in relazione a disposizioni di legge la cui
quantificazione è demandata alla legge finanziaria sono
determinati nella tabella G allegata alle presente legge.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, i contributi e gli
altri trasferimenti in favore di associazioni, fondazioni,
centri studio ed altri organismi comunque denominati, nonché
delle altre spese continuative annue sono determinate nella
tabella H allegata alla presente legge.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate
relative agli interventi di cui all'articolo 200, comma 1,
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate
nella tabella I allegata alla presente legge.
Art. 77.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa
copertura derivanti dalla presente legge sono indicati
nell'allegato prospetto.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano
con decorrenza dall'1 gennaio 2003.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, intendo informare il Parlamento che, spero per distrazione
e con grande disattenzione, ha approvato un articolo aggiuntivo,
credo dal titolo 7R.
Credo ci sia bisogno di un minimo di riflessione, perché se
questo articolo dovesse, così come è stato approvato, rimanere - ma
il Governo chiederà che venga cassato - noi blocchiamo Agenda 2000,
perché le cose che ci sono scritte in questo articolo a firma dei
due vice presidenti, onorevole Crisafulli e onorevole Fleres, penso
che obiettivamente abbiano bisogno di un minimo di discussione e di
serenità perché non si può chiedere che per fare una variazione di
un complemento di programmazione ci sia bisogno del voto dell'Aula
con ordine del giorno.
Adesso io dico che se questo è lo spirito con cui in Sicilia
abbiamo voluto eleggere un Governo direttamente credo che vada
esattamente all'opposto questa cosa.
Presidente io chiedo - non so se è possibile - che questa norma
venga cassata ai sensi dell'articolo 117; se così non dovesse essere
il Governo, alla prima occasione, ripresenterà una norma che cassi,
perché obiettivamente questo non fa l'interesse di una Sicilia,
perché qui stiamo fermando accordi di programma quadro, intese
istituzionali.
Io credo che su questo, il Parlamento, è giusto che faccia una
riflessione.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione solo per precisare
che il Parlamento non vota per distrazione, ma rendendosi conto di
quello che vota; poi il Governo può pensarla in maniera diversa dal
Parlamento ma questa è un'opinione del Governo, rispettabilissima,
ma sicuramente diversa da quella del Governo.
Se poi il Governo ritiene di dovere presentare un emendamento
sopressivo lo faccia, ma, certamente, non è ipotizzabile l'opinione
secondo la quale il Parlamento vota in maniera distratta.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente ho troppo
rispetto per questo Parlamento per pensare che i parlamentari si
siano accorti di che cosa hanno votato.
Ritorno a dire: ho troppo rispetto per questo Parlamento e
sono convinto che all'interno di quest'Aula è stato prima dichiarato
proponibile e poi votato un articolo aggiuntivo che non è
sicuramente a conoscenza delle persone che l'hanno votato e mi
assumo la responsabilità delle cose che dico.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, lei esagera se
fa queste affermazioni.
CUFFARO presidente della Regione. Non esagero signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'esame dell'articolato è sospeso
per consentire la elaborazione delle tabelle e poi tornare agli
articoli 76 e 77.
Il Governo ha chiesto qualche minuto per potere elaborare le
tabelle, pertanto la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 19.27, è ripresa alle ore 20.10)
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno
allegati:
- n. 144 "Provvedimenti circa la selezione del personale
addetto al servizio di emergenza 118", degli onorevoli Raiti, Ferro,
Liotta, Forgione e Giannopolo;
- n. 163 "Nomina di una Commissione di indagine per verificare
la regolarità delle procedure concorsuali per la selezione del
personale del servizio di emergenza 118", degli onorevoli Raiti,
Ferro, Miccichè, Liotta, Forgione, Spampinato, Giannopolo;
- n. 152 "Interventi per il ripristino dell'applicazione
dell'art. 37 dello Statuto siciliano", degli onorevoli Cintola,
Croce, Papania, Liotta, Speziale, Formica, Savarino, Savona, Catania
Giuseppe, Virzì, Baldari, Rotella, Sbona, Lo Curto;
- n. 170 "Iniziative per la realizzazione di un federalismo
solidale", degli onorevoli Segreto, Sanzeri, Nicotra, Amendolia;
- n. 196 "provvedimenti circa la riscossione del 'tributo
ambientale' ", degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 206 "Iniziative per respingere i tentativi di riduzione
dell'autonomia della Regione", degli onorevoli Fleres, Maurici,
Catania Giuseppe;
- n. 171 "Intervento al fine di giungere alla definitiva
soluzione della vertenza LTS S.p.A., garantendo i livelli
occupazionali", degli onorevoli Forgione, Liotta, Panarello,
Borzacchelli, Giambrone, Speziale, Giannopolo, Cintola, Lo Monte,
Ioppolo;
- n. 239 "Erogazione di un contributo 'una tantum' ai
lavoratori della LTS di Palermo", degli onorevoli Giannopolo e
Forgione;
- n. 188 "Iniziative per la promozione e lo sviluppo di
un'industria chimica eco-compatibile in Sicilia", degli onorevoli
De Benedictis, Ortisi, Speziale;
- n. 217 "Iniziative per risolvere l'attuale situazione di
crisi del settore industriale a Catania", degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici, Scoma;
- n. 230 "Iniziative di sostegno ai lavoratori del polo tessile
di Riesi (CL)", degli onorevoli Leanza E., Giambrone;
- n. 186 "Provvedimenti per l'ammissione degli insegnanti di
sostegno, specializzati ma non abilitati, presso tutte le SISSIS
della Sicilia", degli onorevoli Savarino, Fratello, Franchina,
Leontini, Acierno;
- n. 215 "Interventi per l'adeguamento dei punteggi attribuiti
per l'abilitazione CEE e 92/ CEE", degli onorevoli Fleres, Catania
G., Maurici;
- n. 194 "Interventi per la valorizzazione della cultura e
della identità siciliana", degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici, Scoma, Turano, Burgaretta Aparo;
- n. 203 "Funzionamento delle sedi RAI-Sicilia", degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 208 "Interventi nel settore radiotelevisivo", degli
onorevoli Fleres, Maurici, Catania G.;
- n. 165 "Rispetto della scadenza del periodo di
commissariamento straordinario del Comune di Cinisi (PA) per
consentire libere consultazioni elettorali nel prossimo
Maggio-Giugno 2003", degli onorevoli Mercadante, Cintola, Rotella,
Tricoli, Leontini, Acierno;
- n. 166 "Iniziative circa il ritardato versamento dei
contributi a carico della Regione, ai sensi della legge regionale n.
1979 del 1975, sugli interessi per mutui a cooperativa edilizia",
degli onorevoli Villari, Giannopolo,,Ferro, Papania, Speziale,
Miccichè, Leanza V.zo, Ioppolo, Ardizzone, Baldari, Liotta,
Mercadante;
- n. 168 "Iniziative per la chiusura del Centro di accoglienza
temporanea per gli immigrati di Agrigento", degli onorevoli
Miccichè, Morinello, Gurrieri, Giannopolo, Lo Monte, Capodicasa,
Ferro, Raiti, Villari, Spampinato e Panarello;
- n. 169 "Iniziative per il mantenimento del reddito minimo di
inserimento", degli onorevoli Tumino, Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Vitrano, Zangara, Zago, Papania;
- n. 173 "Consolidamento, messa in sicurezza e ultimazione del
Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa", degli onorevoli
Savona, Leontini;
- n. 178 "Impegno del Governo della Regione per rendere
esecutiva la parte economica del contratto di lavoro 1998/99 per il
dipendente del CIAPI di Priolo", degli onorevoli Sbona, Burgaretta;
- n. 191 "Intervento al fine di garantire il corretto
svolgimento della vita amministrativa presso il Comune di
Partinico", degli onorevoli Forgione, Liotta, Barbagallo, Ferro;
- n. 193 "Iniziative per garantire l'operatività ed il
funzionamento delle società d'ambito per la gestione degli Ambiti
territoriali ottimali", degli onorevoli Villari, Oddo, Capodicasa,
Zangara, Spampinato, Tumino, Ferro, Basile, Raiti, Pistorio,
Speziale, Segreto, Garofalo;
- n. 195 "Iniziative volte ad interventi di consolidamento a
seguito evento sismico settembre 2002 di Palazzo dei Normanni",
degli onorevoli Fleres, Catania G.;
- n. 197 "Interventi per accelerare la piena utilizzazione
delle risorse di cui alla misura 2.03 del POR Sicilia 200/2006,
riguardante l'utilizzo economico di beni aventi rilevanza
culturale", degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Scoma,
Mercadante;
- n. 211 "Iniziative per il rilancio del patrimonio storico,
artistico ed immobiliare della Regione siciliana", degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 219 "Iniziative per la celebrazione del centenario del
Teatro Biondo di Palermo", degli onorevoli Formica, Acierno;
- n. 220 "Acquisizione al patrimonio della Regione della
collezioni di abiti ed accessori antichi 'Arezzo di Trifiletti' ",
degli onorevoli Formica, Acierno;
- n. 198 "Interventi circa il trasferimento del distretto
interregionale di Polizia Sicilia-Calabria da Catania a Palermo",
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 199 "Modifiche al decreto contenente il calendario
venatorio", degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 200 "Iniziative finalizzate all'esposizione del
Crocifisso nei luoghi pubblici", degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici, Scoma;
- n. 201 "Interventi per l'introduzione nell'ordinamento
nazionale del reato di tortura", degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici, Scoma, Mercadante;
- n. 202 "Personale Dipartimento regionale di Protezione
civile", degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 204 "Iniziative al fine di agevolare i rapporti
relazionali ed affettivi per i detenuti in espiazione di pena",
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 214 "Iniziative in favore del diritto allo studio", degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 205 "Utilizzo del personale in mobilità", degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 207 "Iniziative per il monitoraggio dei prezzi al fine di
garantire la trasparenza", degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici:
- n. 209 "Iniziative per il rispetto dei Principi Fondamentali
sanciti dalla Dichiarazione di Diritti dell'Uomo",, degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici, Mercadante, Scoma;
- n. 210 "Interventi per bloccare le sperimentazioni sui
cuccioli di beagle in corso presso la casa farmaceutica Wyeth
Lederle sede di Catania", degli onorevoli Fleres,Catania G.,
Maurici;
- n. 212 "Istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi
dell'organizzazione dell'anno europeo delle persone disabili e
dell'accessibilità dei monumenti e dei beni culturali", degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 213 "Interventi al fine di procedere al riconoscimento
della denominazione 'Vergine Integrale' per il miele prodotto a
Zafferana Etnea (CT) presso la Commissione Europea", degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici;
- n. 218 "Interventi in favore degli operatori della
formazione professionale", degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici, Scoma;
- n. 221 "Interventi in favore del comparto agrumicolo", degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Scoma;
- n. 237 "Liquidazione del risarcimento dei danni provocati
agli agricoltori siciliani dalla siccità", dell'onorevole Oddo;
- n. 222 "Iniziative per garantire la gratuità delle visite
mediche per attività sportiva agonistica per gli atleti minorenni",
degli onorevoli Spampinato,e Papania;
- n. 225 "Iniziative di sostegno all'organizzazione del
congresso FISPT in programma a Palermo nel prossimo mese di giugno",
dell'onorevole Cracolici;
- n. 226 "Iniziative volte ad impedire ogni coinvolgimento
dell'Italia nell'imminente guerra in Iraq", degli onorevoli
Giannopolo, Speziale, Capodicasa, De Benedictis, Cracolici,
Crisafulli, Oddo,Panarello, Villari, Zago,
- n. 243 "Iniziative di sostegno a favore di Emergency", degli
onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti, Capodicasa, Ortisi;
- n. 247 "Interventi contro il coinvolgimento dell'Italia in
guerra", degli onorevoli Miccichè, Morinello;
- n. 227 "Corresponsione di un contributo di solidarietà ai
lavoratori della 'IBLA S.p.A.' ", dell'onorevole Incardona;
- n. 228 "Iniziative di sostegno ai lavoratori della IBLA
S.p.A.", dell'onorevole Pistorio;
- n. 229 "Revoca della nomina del Presidente dello IACP di
Catania", degli onorevoli Barbagallo, Crisafulli, Miccichè, Ortisi,
Vitrano, Papania, Liotta;
- n. 235 "Revoca della nomina del Presidente dello IACP di
Catania", degli onorevoli Villari, Garofalo, Raiti, Zago, Speziale;
- n. 231 "Notizie circa la selezione di personale effettuata
dall'Associazione di imprese 'Federico II' ", degli onorevoli
Cracolici, Giannopolo;
- n. 232 "Notizie sugli accordi tra Capitalia S.p.A. ed il
Governo regionale circa il futuro del Banco di Sicilia", degli
onorevoli Segreto, Nicotra, Sanzeri, Amendolia, Paffumi, Antinoro;
- n. 233 "Messa in sicurezza degli edifici di culto siti in
alcuni Comuni siciliani", degli onorevoli Moschetto, Leontini,
Mercadante, Leanza E., Baldari, Confalone, Giambrone, Incardona;
- n. 236 "Difesa e valorizzazione del patrimonio boschivo
siciliano", dell'onorevole Oddo;
- n. 238 "Provvedimenti circa la prevista realizzazione di una
distilleria nel territorio di Mazara del Vallo", degli onorevoli
Oddo, Zago, Villari;
- n. 240 "Costituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sull'attività svolta per l'utilizzo di finanziamenti con
riferimento agli enti ed istituzioni culturali di cui alla tabella
'H' della legge finanziaria", degli onorevoli Capodicasa, Panarello,
Speziale, Giannopolo, Spampinato, Acierno, Formica;
- n. 241 "Iniziative per consentire il funzionamento degli
impianti sportivi universitari", degli onorevoli Scoma e Baldari;
- n. 242 "Iniziative per la realizzazione di un punto franco
nel porto di Messina", degli onorevoli Ardizzone, Francantonio,
Leanza Vincenzo, Formica, Lo Monte, Baldari, Beninati, Panarello,
Paffumi, Genovese;
- n. 245 "Attuazione della legge 3 luglio 2000, n. 15,
istitutiva dell'anagrafe canina", degli onorevoli Raiti, Casella,
Moschetto, Confalone, Baldari, Burgaretta, Gurrieri, Genovese,
Acierno, Amendolia, Spampinato, Papania, Manzullo ed altri;
- n. 246 "Interventi in favore degli acquirenti in buona fede
delle case unifamiliari di Pizzo Sella", degli onorevoli Acierno,
Borzacchelli,Savona, Dina, Mercadante, Vicari;
- n. 248 "Provvedimenti circa la designazione dei componenti
non togati del CGARS", degli onorevoli Panarello, Oddo, Zago,
Cracolici, Capodicasa ed altri;
- n. 249 "Iniziative circa la prevista riduzione degli uffici
dei Giudici di Pace", degli onorevoli Tumino, Ortisi, Liotta, Zago,
Ardizzone, Cristaudo, Vitrano, Barbagallo;
- n. 250 "Iniziative di sostegno alla cooperazione decentrata
tra i Paesi Balcanici ed istituzioni siciliane", degli onorevoli
Ardizzone, Burgaretta, Savarino, Borzacchelli, Dina, Savona;
- n. 251 "Erogazione delle somme relative agli emolumenti del
personale agli enti, di cui alla l.r. 24/76", dell'onorevole
Papania;
- n. 252 "Erogazione somme alle Università siciliane per le
spese relative alla gestione degli impianti sportivi a loro
affidate", degli onorevoli Giannopolo, Ferro e Spampinato;
- n. 253 "Erogazione di un contributo all'Associazione
'Forever' per la realizzazione del progetto 'Nico'", degli onorevoli
Savona, Mercadante e Borzacchelli;
- n. 254 "Iniziative volte a fronteggiare la crisi del polo
tessile di Riesi", dell'onorevole Papania.
Si passa all'ordine del giorno n. 144 "Provvedimenti circa la
selezione del personale addetto al servizio di emergenza 118", degli
onorevoli Raiti, Ferro, Liotta, Forgione e Giannopolo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 163, a firma degli onorevoli
Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 152, a firma degli onorevoli
Cintola ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 170, a firma degli onorevoli
Segreto ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Lo accetto
come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 196 "Provvedimenti circa la
riscossione del 'tributo ambientale' ", a firma degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Lo accetto
come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine del
giorno n. 206, a firma degli onorevoli Fleres, Maurici, Catania G.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Lo accetto
come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine del
giorno n. 171, a firma degli onorevoli Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno n. 239 "Erogazione di
un contributo 'una tantum' ai lavoratori della LTS di Palermo", a
firma degli onorevoli Giannopolo e Forgione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Lo accetto
come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine del
giorno n. 188 "Iniziative per la promozione e lo sviluppo di
un'industria chimica eco-compatibile in Sicilia", a firma degli
onorevoli De Benedictis ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 217 "Iniziative per risolvere
l'attuale situazione di crisi del settore industriale a Catania", a
firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Scoma.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'ordine del
giorno n. 230 "Iniziative di sostegno ai lavoratori del polo tessile
di Riesi (CL)", a firma degli onorevoli Leanza E., Giambrone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Lo accetto come raccomandazione. Vi è un sostegno economico ...
PRESIDENTE Vi è un analogo contenuto ...
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. E' la
stessa vicenda dell'LTS.
PRESIDENTE Vi è un analogo contenuto con l'ordine del giorno n.
254, quindi, li rimettiamo in discussione contemporaneamente.
Pongo in votazione gli ordini del giorno nn. 230 e 254. Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE Li accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto
Si passa all'ordine del giorno n. 186 "Provvedimenti per
l'ammissione degli insegnanti di sostegno, specializzati ma non
abilitati, presso tutte le SISSIS della Sicilia", a firma degli
onorevoli Savarino ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 215 "Interventi per
l'adeguamento dei punteggi attribuiti per l'abilitazione CEE e 92/
CEE", a firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 194 "Interventi per la
valorizzazione della cultura e della identità siciliana", degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Scoma, Turano, Burgaretta
Aparo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 203 "Funzionamento delle sedi
RAI-Sicilia", a firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 208 "Interventi nel settore
radiotelevisivo", a firma degli onorevoli Fleres, Maurici, Catania
G.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 165 "Rispetto della scadenza
del periodo di commissariamento straordinario del Comune di Cinisi
(PA) per consentire libere consultazioni elettorali nel prossimo
Maggio-Giugno 2003", a firma degli onorevoli Mercadante, Cintola,
Rotella, Tricoli, Leontini, Acierno.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 166 "Iniziative circa il
ritardato versamento dei contributi a carico della Regione, ai sensi
della legge regionale n. 1979 del 1975, sugli interessi per mutui a
cooperativa edilizia", a firma degli onorevoli Villari,
Giannopolo, Ferro, Papania, Speziale, Miccichè, Leanza V.zo,
Ioppolo, Ardizzone, Baldari, Liotta, Mercadante.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 168 "Iniziative per la
chiusura del Centro di accoglienza temporanea per gli immigrati di
Agrigento", a firma degli onorevoli Miccichè, Morinello, Gurrieri,
Giannopolo, Lo Monte, Capodicasa, Ferro, Raiti, Villari, Spampinato
e Panarello.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo tema,
da me precedentemente esposto, vorrei dire che l'unica iniziativa
che intendo promuovere è quella di creare non solo solidarietà per
gli extracomunitari che sono i protagonisti di una situazione di
precaria condizione di vivibilità all'interno dei cosiddetti centri
'temporanei' di permanenza, ma anche quella di creare una
Commissione, considerato che noi deputati abbiamo la facoltà di
visitare i predetti centri dove, in questo momento, si sta creando
una sorta di 'muro di gomma', impenetrabilità sotto il profilo
dell'informazione - io stesso sono stato impedito nell'espletamento
delle mie funzioni in modo arbitrario.
La costituzione di una delegazione parlamentare per visitare
questi centri di permanenza temporanei è, evidentemente, lo scopo
principale. Limitarsi a chiedere la semplice solidarietà è
importante ma non è sufficiente. Occorre promuovere la costituzione
di una delegazione parlamentare - come ho detto prima - che visiti
questi centri di permanenza. In Sicilia ve ne sono tre ubicati nelle
città di Agrigento, Caltanissetta e Trapani, nei quali in
quest'ultimo periodo abbiamo riscontrato grosse difficoltà sotto il
profilo della precaria accoglienza; vi è, inoltre, quello sito a
Lampedusa che è l'avamposto, ma non possiamo definirlo 'centro di
accoglienza', perchè i centri di accoglienza sono ben altra cosa.
Questo ordine del giorno, quindi, mira a questo obiettivo; non
si tratta di realizzare o di chiedere chissà quale condanna. Mi sono
posto questo obiettivo e se lo pongono anche i deputati che hanno
sottoscritto questo documento.
Onorevoli colleghi, vi invito, quindi - a parte la premessa che
si può condividere o no l'impostazione della 'Legge Bossi', si
possono condividere le vicende che hanno spinto a presentare questo
ordine del giorno per denunciare una serie di gravi fatti a danno
del sottoscritto - a prestare una particolare attenzione al fine di
realizzare la costituzione di un comitato,di una commissione, una
delegazione - chiamiamola come vogliamo - di parlamentari che visiti
questi centri per rendersi conto della realtà di queste strutture,
considerato che ci troviamo in un momento in cui la guerra,
probabilmente, provocherà quando le condizioni atmosferiche lo
consentiranno la ripresa degli sbarchi nelle nostre coste di
disperati che fuggono non solo dalla guerra ma anche dalle miserie
patite nei loro Paesi.
Non si tratta di una richiesta peregrina, ma di una richiesta
che mette in luce la sensibilità di quest'Assemblea regionale.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 168. Il
parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 169 "Iniziative per il
mantenimento del reddito minimo di inserimento", a firma degli
onorevoli Tumino, Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Vitrano, Zangara,
Zago, Papania.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 173 "Consolidamento, messa
in sicurezza e ultimazione del Santuario della Madonna delle Lacrime
di Siracusa", a firma degli onorevoli Savona e Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 178 "Impegno del Governo
della Regione per rendere esecutiva la parte economica del contratto
di lavoro 1998/99 per il dipendente del CIAPI di Priolo", a firma
degli onorevoli Sbona e Burgaretta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 191 "Intervento al fine di
garantire il corretto svolgimento della vita amministrativa presso
il Comune di Partinico", a firma degli onorevoli Forgione, Liotta,
Barbagallo, Ferro.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 193 "Iniziative per garantire
l'operatività ed il funzionamento delle società d'ambito per la
gestione degli Ambiti territoriali ottimali", a firma degli
onorevoli Villari, Oddo, Capodicasa, Zangara, Spampinato, Tumino,
Ferro, Basile, Raiti, Pistorio, Speziale, Segreto, Garofalo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 195 "Iniziative volte ad
interventi di consolidamento a seguito evento sismico settembre 2002
di Palazzo dei Normanni", a firma degli onorevoli Fleres e Catania
G.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 197 "Interventi per
accelerare la piena utilizzazione delle risorse di cui alla misura
2.03 del POR Sicilia 200/2006, riguardante l'utilizzo economico di
beni aventi rilevanza culturale", a firma degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici, Scoma, Mercadante.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 211 "Iniziative per il
rilancio del patrimonio storico, artistico ed immobiliare della
Regione siciliana", a firma degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 219 "Iniziative per la
celebrazione del centenario del Teatro Biondo di Palermo", a firma
degli onorevoli Formica, Acierno.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 220 "Acquisizione al
patrimonio della Regione della collezioni di abiti ed accessori
antichi 'Arezzo di Trifiletti' ", a firma degli onorevoli Formica,
Acierno.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, la prego di fare attenzione al
testo.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 198 "Interventi circa il
trasferimento del distretto interregionale di Polizia
Sicilia-Calabria da Catania a Palermo", a firma degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 199 "Modifiche al decreto
contenente il calendario venatorio", a firma degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 200 "Iniziative finalizzate
all'esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici", a firma degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Scoma.
Viene chiesto di accettarlo come raccomandazione. Quando è
stato presentato? Se è stato presentato prima della chiusura della
discussione generale, ciò è possibile; in caso contrario, no.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo ordine
del giorno ripropone una questione che apparentemente si può dare
come ovvia, come scontata, però io credo che sia significativa ed in
particolare in questa fase della storia siciliana e del resto del
mondo.
Non vorrei apparire nuovamente come ostile a forme di
manifestazione religiosa e di appartenenza religiosa nel momento in
cui ci avviamo verso una società multiculturale, multietnica,
plurale rispetto alle identità, alle stesse religioni, e nel momento
in cui si vorrebbe fare esplodere un conflitto di civiltà.
Credo che noi invece dovremmo rivendicare anche nelle
manifestazioni simboliche il carattere laico dello Stato. Così è
stato per tanti anni nella nostra Regione; così è stato negli anni
in cui l'egemonia politica era di un partito che nel suo simbolo
portava la croce e nel suo nome l'aggettivo cristiano: vale a dire
la Democrazia cristiana.
Sarebbe buona cosa ora che la società è cambiata rispetto a
quella fase storica e in una regione come la Sicilia dove
storicamente si è determinato un incontro, una contaminazione non
solo tra le grandi civiltà del Mediterraneo, ma anche tra le grandi
religioni monoteiste che sono nate qui nel Mediterraneo: la
religione ebraica, quella cattolica e quella islamica, e in una
società dove la commistione, la contaminazione culturale e religiosa
è sempre più forte, noi stiamo costruendo in comuni come Vittoria,
come Mazara del Vallo le moschee.
E qui a Palermo, vorrei ricordare, che la chiesa cattolica ed
il tempio ebraico vivono e convivono da secoli nella stessa piazza,
nella stessa piazzetta.
Perchè allora quando le nostre scuole si aprono ai bambini
migranti, a bambini che spesso fuggono dal fondamentalismo di altri
Paesi rivieraschi, a bambini, figli di famiglie che qui lavorano e
si sono integrate nella nostra società non rinnegando la loro
identità religiosa e i loro valori, ma facendoli convivere con
quelli diversi dai loro in una società multietnica, multirazziale,
multireligiosa, perchè esporre dunque il crocifisso? Perchè
dimostrare una scelta che non parla più di una società complessa ed
integrata come quella di oggi?
Per questo, io inviterei il Governo a dire che questo
emendamento andrebbe discusso in un dibattito più ampio, di valore
culturale, civile, sul senso del rapporto tra lo Stato laico e le
istituzioni religiose; in un rapporto anche culturale tra quella che
è la società di oggi, i suoi valori e come si devono integrare. Come
dobbiamo fermare anche attraverso una integrazione culturale un
conflitto di civiltà che questa guerra rischia di acutizzare.
Vedete, i simboli sono importantissimi: quelli che richiamano
le identità religiose e le appartenenze ad una fede, proprio perchè
sono materia delicatissima, sono ancora più importanti. Io lo dico
da non credente rispettoso dei credenti, rispettoso
dell'autorevolezza morale di una figura come quella del Pontefice,
soprattutto per i richiami in questa fase, in questi giorni
drammatici ai valori della pace e dell'umanità - e dei rischi
dell'umanità -. E come ci richiama con la sua autorità morale a
questi rischi che incombono sul Mediterraneo con questa guerra?
Vedete, un simbolo, una croce carica di tanti significati, qui,
in quest'area, nel Mediterraneo, dove quella religione è nata, dove
quei valori sono cresciuti ed hanno convissuto per secoli con altri
vallori, io credo che non sia necessario esporli nell'ufficio
pubblico, nella scuola ovvero in tutti i luoghi dove andrebbe sempre
distinto "quello che è di Cesare e quello che è di Dio".
Pertanto, invito davvero il Governo a considerare questo ordine
del giorno quantomeno inopportuno.
Che ognuno viva con grande rispetto la propria fede; che dei
valori della propria fede faccia anche un imperativo dei
comportamenti che accompagnino la propria vita. Chi ha una fede
religiosa, come chi non ce l'ha, ma ha comunque altri valori cui
richiamarsi nel corso della propria vita e nell'operare le scelte
della propria vita, che lo faccia liberamente. Evitiamo però,
attraverso i simboli, di costruire una società escludente, oggi più
che mai, visto che abbiamo bisogno - qui, nella terra dell'incontro
tra le grandi culture, i grandi popoli, le grandi religioni del
Mediterraneo - di integrazione, di inclusione e non di esclusione.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, Non vi è dubbio
che se la nostra religione fosse una religione escludente, come l'ha
voluta definire l'onorevole Forgione..
FORGIONE Ho fatto un discorso troppo serio perché venga
banalizzato.
ACIERNO... non vi è dubbio che nei comuni della nostra terra non
verrebbero costruite le Moschee. Non ci sarebbe l'accoglienza per
tutti i cittadini del mondo che ogni giorno - nella loro
disperazione - cercano riparo in terra di Sicilia. E questo glielo
dico, onorevole Forgione, perché mi rendo conto che la sua cultura
comunista, che lei difende strenuamente - e questo le fa onore -
l'ha portata lontana da determinati valori che in quest'Aula quella
religione...
FORGIONE. Nel mio partito ci sono cattolici, credenti e non
credenti, atei. Non si fa alcuna discriminazione di rappresentanze
religiose. Rifiuto questa volgarità.
ACIERNO ..quella religione, onorevole Forgione, che per fortuna,
senza bisogno di questo eccellente ordine del giorno è già
rappresentata: basta volgere lo sguardo verso la Presidenza e
sollevarlo un poco più in alto.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, ho il dovere di farle notare che
il Governo ha corretto il suo giudizio: prima si era dichiarato
contrario, poi ha accettato l'ordine del giorno come
raccomandazione. Mi pare che ciò sia in coeranza con quanto detto
poco fa.
FORGIONE Se è così, va bene.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 202 "Personale Dipartimento regionale di Protezione civile",
degli onorevoli Fleres, Ctania Giuseppe e Maurici. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la legge regionale 31 agosto 1998, n. 14, ha istituito
in Sicilia l'Ufficio regionale di protezione civile,
oggi dipartimento, e ne stabilisce le competenze;
- il predetto Dipartimento regionale, in atto interessato
per l'eruzione dell'Etna e per i numerosi terremoti, è
dotato di personale regionale e precari specializzati;
- circa l'80 per cento del personale è infatti composto da
ex ITALTER e SIRAP e da ex LSU, con le conseguenze
legate al precariato;
- circa il 10 per cento del predetto personale ha
acquisito la qualifica DI.MA: mediante la frequenza di
corsi finanziati dalla regione e sempre mediante corsi
regionali il resto del personale è stato riqualificato;
- è da sottolineare che la figura DI.MA., proprio per la
sua specialità, non può essere sostituita da nessun
altra figura presente all'interno dell'Amministrazione
regionale né è stato pensabile l'improvvisazione di tale
profilo;
- alla stessa stregua è da considerarsi il personale,
precario, assegnato al Dipartimento - ormai in grado di
affrontare le emergenze - o il personale ex LSU, in
servizio presso la Sicilia orientale, che ha contribuito
alla realizzazione della mappa del rischio (opere di
prevenzione) ed è stato più volte presente nelle
operazioni di soccorso e monitoraggio, come in atto
accade;
- tale situazione è insostenibile considerato che la
Sicilia è una terra a rischio sismico e vulcanico e
necessita di una presenza costante su tutto il suo
territorio di personale qualificato e di risorse
finanziarie immediatamente disponibili,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative utile al fine di
procedere, con la massima urgenza, alla stabilizzazione
di detto personale, ex ITALTER, SIRAP ed LSU, garantendo
allo stesso quella serenità che permette di affrontare
le emergenze cui gli stessi sono sottoposti;
- a predisporre quanto necessario affinché anche nella
Sicilia occidentale possa operare del personale
specializzato, così come quello operante nella Sicilia
orientale, da impegnare in opere di monitoraggio,
previsione prevenzione;
- a dotare di autonomia finanziaria il Dipartimento
regionale di Protezione civile". (202)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 204 "Iniziative al fine di agevolare i rapporti relazionali ed
affettivi per i detenuti in espiazione di pena", degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe e Maurici. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è necessario favorire i rapporti relazionali ed
affettivi per i detenuti in espiazione di pena;
- tali rapporti, infatti, contribuiscono e favoriscono il
reinserimento dei soggetti e comunque permettono di
mantenere vivi quei sentimenti fondamentali per
l'esistenza umana;
- sarebbe opportuno prevedere, così come già avviene in
altri paesi, la possibilità di coltivare tali rapporti
affettivi anche all'interno delle strutture carcerarie;
- è necessario, comunque, porre in essere quegli atti
affinché possano essere concessi appositi permessi per
particolare eventi familiari,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
vengano sollecitate le procedure relative
all'approvazione del disegno di legge n. 3020 e di tutte
le altre eventuali misure che possono collegarsi allo
spirito della norma ed all'obiettivo che la stessa si
propone circa il reinserimento dei detenuti e la
possibilità per gli stessi di fruire degli affetti
familiari". (204)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccacomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 214
"Iniziative in favore del diritto allo studio", degli onorevoli
Flere, Maurici e Catania Giuseppe. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Regione siciliana, con la legge regionale n.
20/2002, ha incentivato il diritto allo studio;
- tali possibilità è opportuno estenderle anche ad altre
categorie, quali i detenuti in espiazione di pena, così
da favorire il reale reinserimento sociale;
- i costi e le modalità della frequenza universitaria
rappresentano un ostacolo per i detenuti e dunque si
rende necessario prevedere forme agevolative di natura
economica (borse di studio) ed organizzative (aule
attrezzate, formazione a distanza);
- sarebbe opportuno favorire accordi tra le università
siciliane e le autorità penitenziarie, con la
collaborazione della Regione siciliana, ciò al fine di
rendere pieno il diritto allo studio anche per i
detenuti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE AI BENI CULTURALI, AMBIENTALI E
PUBBLICA ISTRUZIONE
- a porre in essere iniziative miranti a favorire quanto
in premessa, agevolando la frequenza universitaria da
parte di detenuti in espiazione di pena o sottoposti a
misure preventive, nonché la concessione di somme a
favore degli atenei siciliani al fine di garantire la
prosecuzione degli studi da parte di tali soggetti,
attraverso la concessione di borse di studio, al
stipula di convenzioni tra le università dell'Isola, le
autorità penitenziarie e la regione, per la
realizzazione di interventi didattici mirati a detenuti
studenti universitari". (214)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccacomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 205
"Utilizzo del personale in mobilità", degli onorevoli Fleres,
Maurici e Catania Giuseppe. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la legge regionale n. 24/76 ha previsto il finanziamento
degli enti di formazione professionale;
- la predetta legge, consente agli enti in parola di poter
provvedere all'assunzione del personale occorrente per
l'assolvimento dei propri compiti;
- qualora gli enti, per insufficienza o per mancato
finanziamento non possano più garantire il proprio
personale, lo stesso viene posto in mobilità e gestito
dagli uffici provinciali del lavoro competenti per
territorio;
- sarebbe opportuno, per garantire una occupazione e per
non gravare ulteriormente le liste di mobilità,
utilizzare tale personale per compiti specifici in quei
settori carenti come ad esempio l'utilizzazione dei
soggetti a supporto degli educatori presso le Case
circondariali della Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere quanto necessario affinché il
personale in atto in mobilità della formazione
professionale, possa prestare la propria opera a
supporto dell'operato degli educatori presso le Case
circondariali della Sicilia;
- a verificare, comunque, eventuali altre ipotesi per
consentire l'attuazione di quanto in premessa indicato".
(205)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccacomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 207
"Iniziative per il monitoraggio dei prezzi al fine di garantire la
trasparenza", degli Fleres, Maurici e Catania Giuseppe. Ne do
lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'introduzione dell'euro ha innescato, fra l'altro un
incremento dei costi al consumo in tutti i comparti ed
in particolar modo in quello alimentare;
- in Sicilia l'incremento dei costi al consumo ha
provocato disagi e proteste, innescando la dura presa di
posizione delle associazioni dei consumatori e dei
cittadini-utenti;
- è necessario reclamare urgenti provvedimenti per evitare
il peggioramento di una situazione che può avere
risvolti sull'ordine pubblico;
- la Regione siciliana ha il compito di promuovere azioni
rivolte a salvaguardare gli interessi dei consumatori e
delle imprese produttive mediante un corretto equilibrio
dei prezzi;
- la Regione siciliana potrebbe costituire un Osservatorio
regionale permanente con compiti di vigilanza e
monitoraggio sui prezzi e sul rispetto dei vincoli di
legge tra commercianti e consumatori,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a costituire presso l'Assessorato regionale alla
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca,
l'osservatorio regionale interassessoriale permanente
sui prezzi al fine di garantirne la massima trasparenza,
avviando anche campagne di sensibilizzazione e di
conoscenza per il rispetto della normativa vigente in
difesa dei cittadini e dei consumatori;
- ad emanare precise disposizioni affinché le camere di
commercio, per ogni provincia, istituiscano
l'Osservatorio provinciale permanente sui prezzi come
avvenuto a Catania". (207)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccacomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 209 "Iniziative per il rispetto dei principi fondamentali
sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo", degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Mercadante e Scoma. Ne do
lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- alcuni paesi come il Sudan, il Bangladesh, l'Iran, etc.
non rispettano i diritti fondamentali della persona
umana, sanciti dalla Dichiarazione universale dei
diritti dell'uomo e difesi dall'Assemblea delle Nazioni
Unite;
- in tali paesi, in particolare, si praticano gravi
restrizioni nel campo delle libertà religiose, di
espressione, di associazione, di riunione pacifica;
- sempre nei medesimi paesi si istituiscono tribunali
speciali che emettono condanne a morte, eseguono
torture, stupri, abusi, soprattutto su anziani, donne e
bambini, che altresì praticano trattamenti disumani e
degradanti, che mortificano il fisico e la personalità
delle relative vittime;
- tale situazione non può essere tollerata dai paesi
democratici che hanno il dovere di vigilare e garantire
circa il rispetto dei diritti inalienabili della persona
umana;
- è opportuno tenere nei confronti di tali paesi un
comportamento rigoroso che solleciti atteggiamenti
rispettosi della dignità umana e della libertà,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
vengano individuate misure adeguate in grado di
condannare tali comportamenti, operando sia attraverso i
canali diplomatici, sia attraverso quelli
economico-commerciali, anche limitando gli scambi, le
attività e le relazioni d'affari con quegli stati che
dovessero violare i principi fondamentali della
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, operando
sinergicamente ed in linea con le decisioni già assunte
in tal senso dall'Unione europea delle Nazioni Unite".
(209)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 210 "Interventi per bloccare le sperimentazioni sui cuccioli di
beagle in corso presso la casa farnaceutica Wyeth Lederle sede di
Catania", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici. Ne do
lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 15 gennaio 2003 il Parlamento europeo ha predisposto
norme che vietano l'utilizzo degli animali per le
sperimentazioni dei cosmetici;
- nella stessa data la Camera dei deputati ha approvato
all'unanimità il disegno di legge contenente pene e
sanzioni per chi maltratta gli animali d'affezione;
- è stato più volte dimostrato che i test effettuati sugli
animali non sempre possono essere considerati validi
anche sugli uomini per le note differenze tra gli esseri
umani e gli animali;
- è degli ultimi giorni la notizia che la nota casa
farmaceutica Wyeth Lelerle presso la propria sede di
Catania, ha preso in consegna venti cuccioli di beagle
per sperimentare gli effetti di alcuni antidepressivi;
- l'antidepressivo viene generalmente somministrato in
funzione ai fatti che determinano la depressione, dunque
è necessario un rapporto medico - paziente impossibile
con i cani;
- i risultati di tali sperimentazioni non possono quindi
essere trasferiti in dati tranne che, fatto ancor più
terribile, non si proceda ad una verifica sul tessuto
cerebrale dei cuccioli,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Parlamento nazionale affinchè
venga modificata la legge n. 116 del 1992 relativa alla
sperimentazione sugli animali;
- vietare nell'ambito del territorio regionale l'uso degli
animali nelle sperimentazioni allorquando le stesse
potrebbero, come nel caso dei beagle, non essere
indispensabili;
- ad accertare l'effettiva necessità di procedere alle
sperimentazioni della Wyeth Lederle di Catania e qualora
le stesse risultino necessarie ad informare l'Assemblea
regionale siciliana sui risultati e su quanto viene
effettuato sui cuccioli e sulle sorti degli stessi a
fine sperimentazione". (210)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 212 "Istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi
dell'organizzazione dell'anno europeo delle persone disabili e
dell'accessibilità dei monumenti e dei beni culturali", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 2003 è l'anno europeo delle persone disabili e sono
già previste diverse campagne di sensibilizzazione
rispetto al tema;
- anche nell'ambito della Regione siciliana è opportuno
prevedere azioni concrete che possano garantire una
migliore partecipazione alla vita sociale dei soggetti
disabili;
- a tal fine occorrerebbe istituire un gruppo di lavoro,
così come già operato in campo nazionale, che si occupi
di quanto appena citato, con espresso riferimento alla
fruibilità dei beni culturali della Sicilia e per
agevolare l'accesso ai pubblici uffici;
- è auspicabile, nel contempo, l'elaborazione di campagne
di sensibilizzazione anche attraverso l'organizzazione
di incontri, convegni, borse di studio e quanto ancora
si reputi necessario,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad istituire un gruppo di lavoro anche utilizzando
componenti dell'analoga struttura nazionale, con il
compito specifico di occuparsi dell'organizzazione
dell'anno europeo delle persone disabili, con
particolare riferimento alla fruibilità dei beni
culturali ed all'accesso nei pubblici uffici;
- a porre in essere tutte le iniziative ritenute utili per
una capillare campagna di informazione e
sensibilizzazione a favore dei soggetti disabili". (212)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 213 "Inteventi al fine di procedere al riconoscimento della
denominazione 'Vergine integrale' per il miele prodotto a Zafferana
Etnea (CT), presso la Commissione europea", degli onorevoli Fleres,
"atania Giuseppe e Maurici. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la denominazione "Vergine integrale" è di particolare
rilevanza poiché permette un'immediata riconoscibilità
del prodotto e soprattutto la possibilità per i
consumatori di una distinzione dalle altre produzioni;
- infatti, si è già verificato che produzioni di minore
qualità abbiano invaso il mercato a discapito di chi ha
basato la propria produzione sulla genuinità del
prodotto;
- tale riconoscimento presso la Commissione europea è in
itinere ma pare che grandi importatori ed industriali
del miele siano contrari al predetto riconoscimento;
- peraltro già dal 1982 lo Stato italiano ha riconosciuto
la dizione "Miele vergine integrale" per tutte quelle
produzioni nazionali tradizionali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intraprendere ogni iniziativa utile per sollecitare
la Commissione europea a riconoscere la denominazione
"Vergine integrale" al miele prodotto a Zafferana Etnea"
(213)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 216 "Inteventi per consentire l'apertura alle manifestazioni
sportive automobilistiche della Strada provinciale 92 Nicolosi -
Etna", degli onorevoli Fleres, "atania Giuseppe e Maurici. Ne do
lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dopo diversi anni di sospensione, l'Amministrazione
della provincia regionale di Catania ha ripreso
l'organizzazione della storica gara automobilistica
Nicolosi-Etna, manifestazione seguita da decine di
migliaia di sportivi e non che si recano alle pendici
del vulcano, lungo il percorso di gara, per seguire
l'ascesa delle auto;
- l'Ente parco dell'Etna non consente lo svolgimento della
manifestazioni nelle zone A-B-C del Parco attraversate
dalla SP 92, adducendo a giustificazione di tale
decisione che, il rumore e gli scarichi emessi dalle
autovetture in gara arreca grave danno all'ecosistema,
limitando di fatto la manifestazione privandola di
tratti altamente tecnici e spettacolari, oltre che dal
riconoscimento di gara internazionale;
- quotidianamente, centinaia di auto e moto si recano
sulle zone sommitali del vulcano lungo la stessa SP 92,
il sabato e la domenica il flusso veicolare supera le
migliaia di unità, senza che l'Ente parco intervenga in
alcun modo per disciplinare o regolamentare l'accesso,
dimostrando in tal senso l'infondatezza delle ragioni
del diniego allo svolgimento della gara nelle zone A-B-C
del Parco dell'Etna,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere gli opportuni interventi anche in
deroga alle norme del Parco dell'Etna, al fine di
consentire lo svolgimento delle manifestazioni sportive
lungo tutto il tracciato della SP 92, consentendo così
alla "Corsa dell'Etna" di acquisire, come merita, il
rango di gara automobilistica internazionale". (216)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 218 "Inteventi in favore degli operatori della formazione
professionale", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e
Scoma. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il settore della formazione professionale è una realtà
ormai consolidata nella nostra Isola;
- i lavoratori del predetto settore sono infatti
numerosissimi;
- i diversi interventi legislativi operati seppur
incisivi, non hanno potuto ancora risolvere i problemi
legati soprattutto alla mancanza di certezze nella
prosecuzione della loro attività;
- occorre infine prevedere un coinvolgimento degli
operatori al fine di creare un effettivo raccordo tra il
mercato del lavoro e la formazione per non vanificarne
l'operato,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere quanto necessario affinché si proceda
alla costituzione di un organismo, anche una S.p.A., che
abbia lo scopo di raggruppare tutti gli operatori del
settore; alla costituzione della predetta società
dovrebbero partecipare anche gli enti pubblici ed
ovviamente la regione siciliana;
- a prevedere la costituzione di un fondo di garanzia per
gli operatori in esubero o in mobilità;
- a promuovere l'immediato avvio delle attività formative
previste per il 2003;
- a provvedere al saldo delle spettanze ai lavoratori
della formazione professionale ed all'ipotesi di
costituzione di un apposito capitolo di bilancio
affinché non si verifichino più situazioni analoghe alle
attuali". (218)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 221 "Inteventi in favore del comparto agrumicolo", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il comparto agrumicolo siciliano attraversa un momento
di grande crisi dovuto ad un aumento dei costi di
produzione e da una mancanza di reddito;
- in altri paesi sono stati posti in essere una serie di
provvedimenti che hanno permesso alle imprese agricole
di ammodernarsi e riorganizzarsi per meglio affrontare
la sfida del mercato globalizzato;
- soprattutto nel catanese le aziende hanno subito
ulteriori danni dovuti alla siccità ed alle conseguenze
della cenere vulcanica che ha ulteriormente compromesso
la già precaria situazione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA
- a porre in essere tutte le iniziative utili per
risolvere quanto in premessa indicato ed in particolare:
1) attivare tutti gli interventi di protezione civile
previsti ai sensi dell'articolo 138, commi 16 e 17,
della legge n. 388/2000;
2) provvedere al blocco delle diverse scadenze (bancarie,
esattoriali, fiscali, etc.) che gravano sull'attività
aziendale;
3) provvedere all'emanazione del decreto ministeriale,
previsto ai sensi della legge n. 185/1992, relativo alle
previsioni per le aree agrumate danneggiate dalla gelata
del dicembre 2001-gennaio 2002 della provincia di
Catania". (221)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Signor Presidente, è superato perchè il Governo ha già trattato la
materia.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 237 "Liquidazione del risarcimento dei danni provocati ad
agricoltori siciliani dalla siccità", dell'onorevole Oddo. Ne do
lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Ministro per le Politiche agricole ha assegnato
alla Regione siciliana i fondi della legge n. 185/92
per procedere alla liquidazione, nei confronti di
numerosi agricoltori siciliani, per la siccità degli
anni 1999/2000 2002;
CONSIDERATO che lo stato di crisi che sta attraversando il
settore agricolo scaturisce anche dal pesante pregresso
(1992/1999) relativo al mancato pagamento dei
contributi riguardanti i settori vitivinicolo,
olivicolo e acquisto di macchinari agricoli;
RITENUTO che lo stato di siccità registratasi nell'anno 2002
con il 55 per cento in meno di precipitazioni medie,
rispetto al 2000 e 2002, ha contribuito ad aggravare la
già precaria situazioni in cui versano la maggior parte
dell eimprese agricole;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE
- ad intervenire per velocizzare l'istruttoria delle
pratiche di liquidazione di che trattasi, al fine di
assicurare l'immediato pagamento delle somme di cui in
premessa". (237)
GIANNOPOLO Dichiaro di farlo mio.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 222 "Iniziative per garantire la gratuità delle visite mediche
per attività sportiva agonistica per gli atleti minorenni", degli
onorevoli Spampinato e Papania. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è già esecutivo il Decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri pubblicato in Gazzetta ufficiale l'8
febbraio 2002 nel quale vengono definiti i livelli
essenziali di assistenza che non includono le visite
mediche per l'attività sportiva agonistica e non
agonistica, che sono a totale carico dell'utente;
- con circolare del 25 febbraio 2002 a firma
dell'Assessore regionale per la sanità si recepisce il
decreto con decorrenza immediata confermando
l'esclusione delle visite medico-sportive dalle
prestazioni sanitarie essenziali e gratuite;
- recentemente si è appreso a mezzo stampa l'intenzione
dell'Assessorato regionale sanità di ripristinare la
gratuità delle visite mediche solo per gli atleti
agonisti fino all'età di 14 anni e per gli altri 35 euro
(non agonisti) e 45 euro (agonistici);
- che prima dell'entrata in vigore del suddetto D.P.C.M.
le visite per gli atleti agonisti fino al compimento del
diciottesimo anni di età erano del tutto gratuite come
previsto dall'articolo 1, comma 4, della legge n.
724/1994;
CONSIDERATO che:
- le società sportive sono da tempo gravate da difficoltà
economiche che compromettono seriamente la prosecuzione
della normale attività ed un ulteriore e rilevante spesa
per una visita giustissima quale prevenzione e controllo
della salute dei ragazzi ma pur sempre obbligatoria
annualmente per legge comporterebbe;
- la recente legge regionale n. 36/2000 subordina il
tesseramento degli atleti agli accertamenti ed alle
certificazioni previste, la cui violazione comporta
l'irrogazione di una sanzione amministrativa;
- la promozione di nuovi stili di vita e della tutela
sanitaria di chi pratica sport è presente quale
obiettivo primario sul piano sanitario regionale
2000/2002 (art. 5.1.1. e 5.2.4) e nel recente piano
sanitario nazionale 2002-2004 (progetto 9, punto b), in
quanto lo sport migliora la salute e previene numerose
condizioni di morbosità, disabilità e mortalità
pre-matura: l'atleta in altre parole si ammala di meno e
costa meno al Servizio sanitario nazionale;
- sono tante le federazioni che non usufruirebbero della
gratuità delle visite in quanto la propria attività
agonistica inizia non prima dei 14 anni;
- si creerebbe disparità con gli atleti delle altre
regioni d'Italia che, pur recependo il D.P.C.M., hanno
trovato le risorse per assicurare le visite mediche
gratuite a tutti gli atleti minorenni fino ai 18 anni di
età;
- il decreto in oggetto esclude dai livelli essenziali di
assistenza solo le certificazioni mediche di idoneità
sanitaria (come elencato nell'Allegato 2A, punto e) e
non le prestazioni,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE PER LA SANITA'
- a potenziare i servizi pubblici di medicina dello sport
delle AUSL;
- a continuare ad assicurare la gratuità delle visite per
tutti gli atleti minorenni e disoccupati;
- a inviare delle direttive per uniformare tutti i servizi
pubblici ASL di medicina dello sport della Sicilia".
(222)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 225 "Iniziative di sostegno all'organizzazione del congresso
FISPT in programma a Palermo nel prossimo mese di giugno",
dell'onorevole Cracolici. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'annuale congresso della FISPT, che si terrà a
Palermo dal 10 al 14 giugno 2003, è ormai affermato
come uno dei più significativi appuntamenti del mondo
sportivo internazionale;
- alle precedenti edizioni del congresso, che ha sempre
avuto grande risalto sui mezzi di informazione, hanno
partecipato molti delegati e rappresentanti nazionali,
di operatori economici pubblici e privati, e nell'ultima
edizione tenutasi ad Atene hanno partecipato 200
delegati provenienti da tutto il mondo;
- la scelta della Sicilia come luogo di svolgimento
dell'edizione in programma contribuisce sicuramente ad
inserire la regione tra i circuiti turistici più
conosciuti ed apprezzati;
- l'iniziativa vuole contribuire ad affermare lo sport
come diritto di ogni cittadino e costituire altresì una
valida occasione per ribadire il ruolo del settore
turistico per l'economia della regione.;
- il turismo costituisce uno dei motori della società
moderna in grado di alimentare lo sviluppo economico e
produttivo.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a sostenere dell'evento anche dal punto di vista
finanziario". (225)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 226 "Iniziative volte ad impedire ogni coinvolgimento
dell'Italia nell'imminente guerra in Iraq", degli orevoli Giannopolo
ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che c'è l'allarme nella popolazione siciliana per le
tensioni e i venti di guerra che si stanno accumulando
nella vicina area del Medio Oriente;
- c'è la consapevolezza che, per la posizione strategica
dell'Italia e della Sicilia nel Mediterraneo, queste
tensioni - come già avvenne per la installazione dei
missili a Comiso - possono comportare già adesso pesanti
condizionamenti sui processi di sviluppo civile ed
economico che la Sicilia con grande fatica cerca da
decenni di portare avanti;
- il permanere nella popolazione siciliana della dolorosa
memoria dell'esperienza bellica, le cui cicatrici ancora
segnano il territorio della stessa capitale dell'Isola,
alimenta la consapevolezza che l'uso unilaterale della
forza può facilmente degenerare in conflitti estesi,
devastando territori ed esistenze che pure si ritengono
al sicuro, lontane ed estranee alle ragioni di tali
conflitti;
RICORDATO che la decisione assunta dai siciliani, al termine
del secondo conflitto mondiale, di affermare una nuova
idea di statualità, fondata su forti autonomie
regionali e su una consapevole partecipazione alle
scelte politiche, nacque come antidoto al rischio di
regimi autoritari e di ulteriori avventure belliche;
- la divisione del mondo in due blocchi contrapposti ha
condizionato per tanti decenni la vita del nostro paese
e determinato, contemporaneamente, una riduzione degli
spazi di autonomia, la riaffermazione di un centralismo
dimostratosi incapace, alla lunga, di sostenere la
complessità della modernizzazione e le aspirazioni di
sviluppo sociale ed economico della nostra regione;
RIBADITO quindi il nesso inscindibile che nella nostra storia
recente vi è fra un corretto e pieno esercizio
dell'autonomia e un indispensabile le contesto di pace,
in un quadro internazionale di garanzie e di sviluppo
delle forme di democrazia;
ESPRIME ALLARME E PREOCCUPAZIONE
- per i venti di guerra che sembrano farsi sempre più
incombenti a seguito della straordinaria mobilitazione
degli eserciti e delle flotte inglesi e americane alle
frontiere dell'Iraq;
- perplessità per la non chiara evoluzione di un pur
condiviso impegno di lotta al terrorismo su scala
mondiale che, iniziato n Afghanistan, sembra essersi
perso nei deserti del Medio Oriente, avvicinandosi alle
fonti petrolifere, mentre altri Stati privi di risorse
energetiche, come la Corea del Nord, rompono
unilateralmente trattati di non proliferazione nucleare
e assumono atteggiamenti altrettanto minacciosi e
destabilizzanti quanto quelli del terrorismo, senza che
nei loro confronti scatti la stessa determinazione
espressa dagli USA;
- piena adesione alla netta presa di posizione della
Chiesa cattolica che, per bocca del suo Ministro degli
Esteri, Mons. Tauran, ha definito la guerra unilaterale
contro l'Iraq, senza una decisione del consiglio di
sicurezza dell'ONU, un "crimine contro la pace" e al
grido del Papa mirante a scongiurare il pericolo di una
guerra preventiva non conforme al diritto internazionale
che può, per ciò stesso, aprire più ferite nel mondo di
quante non pretenda di chiuderne;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a chiedere al Governo nazionale di non fornire alcun
supporto politico, diplomatico, operativo e logistico,
con particolare riferimento alle basi militari presenti
in Sicilia, a qualunque azione che configuri un
coinvolgimento dell'Italia in direzione della guerra.
- ad agire perché sia evitata la cessione di singoli siti
produttivi determinando la marginalizzazione
dell'apparato produttivo siciliano e operando perché il
destino dell'Imesi di Carini resti tutto all'interno del
processo di privatizzazione dell'intero gruppo
Ansaldo-Breda". (226)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 234 "Iniziative per una completa informazione sui movimenti di
militari che interessano la Sicilia", degli onorevoli Zago ed altri.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la particolare posizione della Sicilia, già in
passato, l'ha esposta a un uso militare per operazioni
riguardanti il Medioriente;
PREMESSO che v'è allarme nella popolazione a un passaggio per
ragioni militari di uomini e mezzi che sia sottratto al
controllo ed alla vigilanza delle autorità preposte
all'ordine pubblico;
RICORDATO che, a norma di Statuto, permane un ruolo primario di
responsabilità e controllo sull'andamento dell'ordine
pubblico in Sicilia attribuito al Presidente della
Regione;
RICORDATO che, a seguito della riforma del Titolo V della
Costituzione è stato affermata, in via generale, la
responsabilità primaria delle Regioni sul territorio di
competenza che, al di là delle specifiche competenze
legislative attribuite a Regioni o allo Stato, rende
necessario un continuo coordinamento tra i due livelli
di Governo;
OSSERVATO che il combinarsi delle esigenze sopra ricordate con
un quadro legislativo e costituzionale che ha
rafforzato le responsabilità del Governo locale
attraverso il principio di equiordinazione fra Stato e
Regione, a cui la recente riforma ha confermato pari
dignità costituzionale, impone di agire sulla base di
quel principio di leale collaborazione tra i due
soggetti, senza il quale risulterebbe difficile lo
svolgimento delle rispettive funzioni;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a richiedere, al Presidente del Governo nazionale, di
garantirgli, nella qualità e per il ruolo
statutariamente indicato all'articolo 31, la più
completa e tempestiva informazione su tutti i movimenti
di uomini e mezzi relativi al territorio siciliano e, in
particolare , alle basi di Sigonella, di Trapani-Birgi,
e ai mari circostanti, specificatamente allo Stretto di
Messina e al Canale di Sicilia." (234)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 243 "Iniziative di sostegno a favore di Emergency", degli
onorevoli Miccichè ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in Iraq la guerra infuria sempre più insensatamente e
crudelmente, causando centinaia di morti sia fra i
civili che fra i militari;
- le bombe americane sul quartiere popolare di Bagdad,
dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che per
quanto 'intelligenti' siano i missili alleati, restano
volgarmente ottusi nel loro compito di portatori di
morte e distruzione generalizzati;
- la convenzione di Ginevra recita testualmente: 'è
vietato attaccare, distruggere, asportare o mettere
fuori uso beni indispensabili alla sopravvivenza della
popolazione civile';
- quale sia la parte avversaria e/o lo scopo perseguito, è
inumano e rappresenta un vero e proprio crimine di
guerra far soffrire la fame alle popolazioni civili, per
provocarne il loro spostamento e utilizzarla quindi come
strumento contro il regime che si vuole abbattere;
- contro la popolazione di Bassora, l'esercito
anglo-americano sta utilizzando strumenti di distruzione
di massa distruggendo gli acquedotti e impedendo
l'arrivo di medicine e cibo;
PRESO ATTO che:
- l'ambigua posizione del Governo italiano rende
attualmente l'Italia complice della strage di innocenti
tuttora in atto in Iraq;
- quest'Aula che rappresenta la diretta volontà popolare
dei siciliani, che hanno dimostrato nelle piazze il loro
dissenso dal conflitto, ha il dovere di porre in essere
degli interventi o dare dei segnali contro la guerra e
le sue barbarie;
- l'unica associazione attualmente operante nelle zone di
guerra in assistenza alle popolazioni civili è Emergency
di Gino Strada;
IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
in questa sessione di bilancio a proporre lo
stanziamento a favore di Emergency della cifra di 2000
migliaia di euro in modo da permettere agli uomini e
donne che lavorano sui campi di battaglie di salvare
delle vite e non a distruggerle". (243).
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 247 "Interventi contro il coinvolgimento dell'Italia in guerra",
degli onorevoli Miccichè e Morinello. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'aggressione anglo-americana in Iraq continua a mietere
numerose vittime in particolare fra i civili,
dimostrando tutta la barbarie di una guerra per meri
fini economici;
- con il passare del tempo aumenta il pericolo di una
destabilizzazione di tutta l'area mediorientale, con il
rischio di coinvolgere in particolare i paesi arabi
moderati;
- l'invasione dell'Iraq è stata giustificata con la
necessità di evitare altre tragedie come quella che ha
colpito gli Usa l'11 settembre e quindi fermare il
terrorismo internazionale a favore della sicurezza
mondiale, ma questa guerra come affermato dalla maggior
parte degli analisti e conoscitori del mondo arabo
aumenterà i rischi della ripresa del terrorismo su scala
planetaria;
CONSIDERATO che:
- l'Italia sta partecipando pienamente alla guerra
attraverso la concessione dell'uso delle basi militari e
del diritto di sorvolo dei nostri cieli;
- in particolare la Sicilia ha un ruolo chiave nello
scacchiere strategico dato dalla presenza delle basi
militari di Sigonella, Birgi e Augusta;
- in più occasioni il popolo siciliano ha manifestato la
sua contrarietà a questa guerra e a qualsiasi forma di
conflitto come risoluzione delle controversie
internazionali;
PRESO ATTO che:
- nonostante l'occupazione anglo-americana di gran parte
del territorio iracheno, il possesso di armi chimiche e
di distruzioni di massa da parte dell'esercito del
dittatore Saddam Hussein non è stato ancora dimostrato;
- che gli scenari americani di una guerra lampo che non
coinvolgesse la popolazione civile si sono rivelati del
tutto errati, anzi il nervosismo e spesso
l'inadeguatezza dei soldati alleati sta causando stragi
ingiustificate di civili, in particolare donne e
bambini, come dimostrano gli ultimi tragici avvenimenti;
- quella che i media avevano presentato come una guerra di
liberazione dalla tirrania - con l'indebito paragone con
la guerra che gli alleati hanno condotto in Italia e in
Francia per la liberazione dal nazi-fascismo - si è
rivelata una guerra di conquista di stampo coloniale,
come dimostrato dalla mancata sollevazione del popolo
iracheno e dalla resistenza degli iracheni, sia che si
tratta di sunniti che di sciiti, quest'ultimi presentati
come possibili alleati degli anglo-americani,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a farsi promotore di tutte le iniziative necessarie per
arrivare alla smilitarizzazione della Sicilia e quindi
la chiusura e la loro riconversione per usi civili delle
basi militari di Sigonella, Birgi ed Augusta;
- a farsi promotore presso il Parlamento nazionale e il
governo italiano di un'iniziativa diplomatica tesa alla
cessazione delle operazioni militari e al ritiro delle
truppe d'invasione anglo-americane dal suolo iracheno;
- a promuovere l'apertura di una cassa di solidarietà
con il popolo iracheno da destinarsi alle Ong che già
lavorano in Iraq per alleviare gli effetti drammatici
del decennale embargo e dell'attuale invasione". (247)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 227 "Corresponsione di un contributo di solidarietà ai
lavoratori della 'Ibla Spa'", dell'onorevole Incardona. Ne do
lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO la grave crisi del comparto industriale siciliano ed
in particolare della azienda IBLA S.p.A. per cui si sta
provvedendo alla messa in cassa integrazione di circa
trenta maestranze;
CONSIDERATI i negativi riflessi di tale situazione per i
lavoratori che rischiano con la perdita del posto di
lavoro la definitiva uscita dal mondo del lavoro per le
loro famiglie e per l'economia del comprensorio
ragusano e che da oltre tre mesi tali lavoratori non
percepiscono alcuna retribuzione;
CONSIDERATO che per la crisi dello stabilimento Fiat di Termini
Imerese è stata corrisposta un'indennità a titolo di
solidarietà regionale ai lavoratori dello stabilimento
citato,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- ad applicare ai lavoratori della IBLA S.p.A. la stessa
misura compensativa di indennizzo corrisposta ai
lavoratori della Fiat aumentando congruamente il
relativo capitolo di spesa". (227)
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Poichè assieme all'onorevole Giannopolo sono stato
firmatario di un ordine del giorno solo pochi minuti fa, con lo
stesso dispositivo, che riguardava i lavoratori della LTS il parere
del Governo è stato contrario, vorrei capire qual è la differenza
sullo stesso dispositivo.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, devo farle notare che il Governo
ha corretto il suo parere, in quanto in un primo momento si era
espresso contrario, poi lo ha accettato come raccomandazione.
Mi pare che è in coeranza con quanto detto poco fa.
Quindi, il parere del Governo?
FORGIONE Se è così, va bene.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Il Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 228"Iniziative di sostegno ai lavoratorii della Ibla Spa",
dell'onorevole Pistorio. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSA la dichiarazione di messa in liquidazione della IBLA
S.p.A. ed il conseguente licenziamento delle maestranze
per un totale di circa trenta addetti;
CONSIDERATI i negativi riflessi che ciò comporta non solo per
le famiglie dei lavoratori disoccupati, ma anche per
l'economia del comprensorio in un momento di
restringimento generale della base economica;
CONSIDERATO che in presenza di una crisi aziendale anche meno
grave di quella in argomento è stata corrisposta
un'indennità a titolo di solidarietà regionale ai
lavoratori della Fiat di Termini Imerese,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a corrispondere alle maestranze della IBLA S.p.A. la
medesima indennità già corrisposta ai lavoratori della
Fiat di Termini Imerese, aumentando congruamente il
relativo capitolo di spesa". (228)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 229 "Revoca della nomina del Presidente dello IACP di Catania",
degli onorevoli Barbagallo ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- il Governo della Regione ha proceduto alla nomina del
presidente dello IACP d Catania nella persona dell'avv.
Vincenzo Gibiino;
- tale nomina è avvenuta in violazione dell'articolo 70
bis del Regolamento interno dell'ARS il quale prescrive
l'obbligo del Presidente dell'Assemblea di annunciare in
Aula la richiesta di parere trasmessa dal Governo;
- la riproposizione, da parte del Governo, dell'avv.
Gibiino non è stata mai annunciata in Aula;
- i termini entro i quali l'Assemblea avrebbe dovuto
deliberare, per qualsiasi richiesta di parere, decorrono
da quando la stessa viene comunicata in Aula;
- l'art. 70 bis prevede, in maniera inequivocabile,
l'obbligo del Presidente di informare i parlamentari i
quali, in caso contrario, non avrebbero la possibilità
di esprimersi;
- l'assenza della comunicazione in Aula inficia tutto il
procedimento amministrativo, a prescindere dalla
sussistenza dei requisiti previsti in capo al soggetto
nominato nei cui confronti, peraltro, è stato espresso
parere negativo da parte dei rappresentanti della
competente commissione di merito;
- pertanto, il perfezionamento giuridico della nomina
suddetta non è mai avvenuto;
- la nomina appare di dubbia legittimità, non solo per le
motivazioni espresse in sede di Commissione 'Affari
istituzionali' da parte di ben nove parlamentari, ma
anche perchè potrebbe ledere il principio
dell'imparzialità della pubblica amministrazione:
l'avv. Gibiino è, infatti, il responsabile di Forza
Italia per la provincia di Catania ed è davvero
difficile pensare, specie a ridosso di scadenze
elettorali, che questo incarico non condizioni la
delicata attività di Presidente dell'Istituto autonomo
case popolari di Catania,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare la nomina dell'avv. Vincenzo Gibiino a
Presidente dell'IACP di Catania". (229)
BARBAGALlO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 235 "Iniziative per la revoca della nomina del Presidente dello
IACP di Catania", degli onorevoli Villari ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che il Governo regionale ha proceduto alla nomina
del presidente dello IACP di Catania nella persona
dell'Avv. Vincenzo Gibiino con decreto presidenziale 24
febbraio 2003, n. 31;
CONSIDERATO che tale nomina è avvenuta in difformità da quanto
previsto all'articolo 70 bis del Regolamento interno
dell'ARS, il quale prescrive l'obbligo del Presidente
dell'Assemblea di annunciare in Aula la richiesta di
parere trasmessa dal Governo;
CONSIDERATO che la proposizione dell'avv. Gibiino da parte del
Governo non è stata mai annunciata in Aula, mentre i
termini entro i quali l'Assemblea avrebbe dovuto
deliberare decorrevano dal momento in cui la stessa
fosse stata comunicata in Aula;
CONSIDERATO che la mancata comunicazione in Aula inficia tutto
il procedimento ben oltre il parere espresso da parte
della commissione di merito sulla sussistenza dei
requisiti in capo al soggetto nominato;
CONSIDERATO che la nomina appare di dubbia legittimità, non
solo per le ragioni motivate in sede di Commissione
Affari Istituzionali da parte di nove parlamentari, ma
anche perchè l'avv. Gibiino, essendo responsabile di
Forza Italia per la provincia di Catania, potrebbe
ledere il principio di imparzialità della Pubblica
Amministrazione;
CONSIDERATO, peraltro, che è difficile pensare, in prossimità
di importanti scadenze elettorali, che il ruolo
politico ricoperto non condizioni la delicata funzione
di Presidente dell'Istituto Autonomo delle Case
Popolari di Catania;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare la nomina dell'avv. Vincenzo Gibiino a
Presidente dell'IACP di Catania, sicuramente per il
rilevante vizio procedurale, oltrechè per ragioni di
opportunità politica". (235)
VILLARI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 231
"Notizie circa la selezione di personale effettuato
dall'Associazione di imprese "Federico II", degli onorevoli
Cracolici, Giannopolo e Raiti. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che da notizie di stampa si è appreso che
l'Associazione di imprese "Federico II", vincitrice
della gara per i servizi aggiuntivi di alcuni siti
museali gestiti dalla Regione siciliana, ha selezionato
il personale necessario per gestire il servizio
attraverso un avviso pubblico che ha visto la
partecipazione di migliaia di ragazzi e ragazze;
- si è svolta presso la Fiera del Mediterraneo di Palermo
la prova selettiva per quanti erano stati dichiarati
idonei (circa 700) i quali per poter partecipare ai test
attitudinali hanno pagato 25 euro e hanno acquistato,
presso la libreria di uno dei soci dell'ATI, i libri
indicati per prepararsi ai quiz;
- a seguito di denunce fatte dagli stessi ragazzi mentre
si svolgeva la prova selettiva, è stata segnalata la
presenza di fogli con risposte già predeterminate e
altre irregolarità nella prova, il concorso veniva prima
interrotto e poi dichiarato nullo dalla società
incaricata della selezione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a verificare se dia tale iniziativa era stato
preventivamente messo a conoscenza l'Assessorato beni
culturali e se l'ATI sia stata autorizzata a procedere
ad una selezione a pagamento per i partecipanti al
concorso;
- a verificare se nella gestione, molto discutibile, della
modalità di selezione del personale, vi siano stati
elementi che pregiudicano l'affidabilità di quest'ATI e
quindi di procedere alla revoca dell'appalto;
- se l'Assessorato beni culturali, anche a tutela della
propria immagine, non ritenga utile segnalare questa
vicenda, quanto meno grottesca, all'autorità giudiziaria
per verificare l'esistenza o meno di illeciti che
possono danneggiare la Pubblica Amministrazione". (231)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 232
"Notizie sugli accordi tra Capitalia spa ed il Governo regionale
circa il futuro del Banco di Sicilia", degli onorevoli Segreto,
Nicotra ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la vicenda del Banco di Sicilia e del modo in cui
viene classificata e gestita dai nuovi titolari
ingenera sospetto, mentre i processi di modernizzazione
passano attraverso lo smantellamento di tutto ciò che è
siciliano e che affonda le sue radici nella storia
dell'Isola;
RILEVATO che la Sicilia, a conclusione di questa vicenda, si
ritroverà senza un fondamentale strumento per la sua
politica economica ed impoverita sul piano delle sue
risorse umane, per la sistematica espulsione di gran
parte del personale dotato di notevole professionalità;
RITENUTO che è venuto il momento di affrontare con chiarezza il
problema del settore bancario e quello del credito in
favore del vasto e prezioso tessuto di piccole imprese,
che sostengono in modo esclusivo i progetti di sviluppo
locale che hanno grandissimo peso sul sistema economico
regionale;
CONSIDERATO che lascia assai perplessi che le procedure scelte
per la gestione del nuovo Banco portano
sistematicamente a concludere che le strutture più
idonee siano quelle già operanti al di fuori della
Sicilia, mentre non si disdegna di esibire presso tutti
gli sportelli la denominazione Banco di Sicilia;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a riferire in Assemblea sull'attuazione degli accordi
stipulati tra Capitalia e il Governo regionale sulla
corretta osservanza degli obblighi in essi contenuti e
sulle iniziative che intenda adottare in caso negativo.
a riferire sulle iniziative che intenda assumere per
sostenere le piccole imprese in grande difficoltà per
l'accesso al credito e vittime dell'usura, che finisce
per vanificare ogni prospettiva di sviluppo.
a valutare le possibilità di promuovere con urgenza uno
o più fondi chiusi di investimento, specializzati nei
settori portanti dell'economia siciliana (turismo,
agricoltura, ambiente, zootecnia ecc.) anche mediante
apporto di quota della partecipazione regionale a
Capitalia". (232)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 233
"Messa in sicurezza degli edifici di culto siti in alcuni comuni
siciliani", degli onorevoli Moschetto ed altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la Chiesa Immacolata Concezione è il solo edificio
di culto del Comune di Raddusa e che la stessa è stata
dichiarata inagibile;
RILEVATO che anche altre comunità si trovano nelle stesse
condizioni di non potere fruire delle cerimonie
religiose stante la inagibilità dell'unico luogo di
culto esistente in quel Comune;
ATTESA la necessità di garantire prontamente il pieno
ripristino di tali strutture per consentire ai
cittadini di fruire dell'unico luogo di culto per la
celebrazione delle cerimonie religiose nel proprio
Comune;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE E, PER
ESSO, l'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI
- nel quadro delle risorse di cui all'UPB 6.2.2.6.5.,
capitolo 672006, a garantire prioritariamente
l'effettuazione dei lavori urgenti a completamento degli
interventi per la messa in sicurezza e la manutenzione
straordinaria a tutela dell'incolumità pubblica, per il
recupero funzionale e statico delle chiesem per la loro
riapertura al culto, di quei Comuni che non dispongono
di altro luogo di culto nel proprio territorio". (233)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 236
"Difesa e valorizzazione del patrimonio boschivo siciliano",
dell'onorevole Oddo. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTE le finalità della legge regionale 6 aprile del 1996, n.
16, che impegna la Regione a promuovere la
valorizzazione del settore agro-silvo-pastorale, il
miglioramento delle condizioni di vita delle
popolazioni di montagna, l'indispensabile incremento
della superficie boscata, la prevenzione delle cause di
dissesto idrogeologico, la tutela degli ambienti
naturali, la ricostruzione e il miglioramento della
copertura vegetale dei terreni marginali, la fruizione
sociale dei boschi anche a fini ricreativi;
CONSIDERATO che la legge regionale n. 16/96, non è stata
pienamente applicata, causando non poche deficienze e
ritardi nella valorizzazione, crescita e difesa del
patrimonio boschivo regionale;
CONSIDERATO che occorre, invece, consentire una più efficace
tutela del patrimonio boschivo, una difesa delle aree
protette e, in genere, una valorizzazione dello
straordinario patrimonio naturale, naturalistico e
ambientale ancora esistente nella nostra Regione;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE
- a predisporre un ampio ed organico programma di
interventi forestali, anche a carattere pluriennale,
finalizzato all'estensione della copertura boschiva
nella nostra Regione ed alla riconversione a fini
naturalistici delle formazioni alloctone;
- ad avviare, in via urgente, le procedure per la
redazione dell'inventario forestale, della carta
forestale, dei piani di assestamento e dei piani di
gestione per ogni sistema boscato, strumenti
indispensabili di pianificazione e programmazione del
corretto impiego degli operai stagionali;
- a valorizzare ampiamente il settore delle aree naturali
protette, utile per la fruizione, la sentieristica, la
rinaturalizzazione, il recupero ambientale,
valorizzando, anche in senso economico, aree di demanio
forestale di particolare prestigio ambientale e
paesaggistico;
- ad orientare l'attività vivaistica verso la produzione
di specie autoctone e la conservazione e moltiplicazione
del germoplasma, anche di specie tradizionali o in via
di scomparsa;
- a riqualificare l'intera politica di forestazione,
indirizzandola all'innalzamento dei livelli di
naturalità dei sistemi boscati, programmando e,
finalmente, realizzando diradamenti e latifogliamenti,
riconversione delle aree estesamente interessate dalla
presenza di specie autoctone, adottando le tecniche e
della gestione naturalistica per i complessi di maggiore
pregio sotto il profilo ambientale e paesaggistico;
- a rielaborare le prescrizioni di massima e di polizia
forestale secondo criteri gestionali finalizzati alla
tutela degli aspetti naturalistici, anche faunistici,
delle aree boscate;
- a indirizzare correttamente gli interventi di difesa del
suolo, ripristinando, l'istituto dell'occupazione
temporanea e concentrando le azioni nelle aree a
maggiore rischio idrogeologico". (236)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 238
"Provvedimenti circa la prevista realizzazione di una distilleria
nel territorio di Mazara del Vallo", degli onorevoli Oddo ed altri.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la tutela del patrimonio ambientale è un diritto
inalienabile di ogni comunità che intende salvaguardare
le prospettive di sviluppo del territorio e la
definizione di un progetto di rilancio eco-compatibile
delle opportunità occupazionali e di crescita
economica;
CONSIDERATO che la realizzazione di una distilleria nell'ambito
territoriale di Mazara del Vallo, in località Torre
Inchiapparo, si pone in netta contraddizione con la
difesa dello stato dei luoghi, che presenta un bacino
idrogeologico esteso su una superficie di circa 160 Km
e comprendente gli abitanti di Petrosino, Marsala e
Campobello di Mazara (TP);
OSSERVATO che il bacino idrogeologico è sede di un acquifero
costiero, il cui regime idrodinamico ha subito una
modifica dei flussi idrici sotterranei, a causa dei
prelievi eccessivi, tale da creare un impatto negativo
sugli equilibri naturali, causando la scomparsa di
ambienti litoranei e di sorgenti di contatto e che gli
indicatori ambientali di un eccessivo abbassamento
della falda idrica si possono notare sia nei livelli
statici, ma anche lungo tutta la costa che da Marsala
porta a Mazara del Vallo (TP);
SOTTOLINEATO che l'installazione della distilleria, con una
richiesta di acqua giornaliera pari a circa 40 litri al
secondo, equivalente a quella che utilizza un centro
abitato di 20.000-30.000 persone, non farebbe altro che
accelerare un processo già in atto, di depauperamento
della falda idrica, che nell'arco di un ventennio
porterebbe a prosciugare l'acquifero nelle zone più a
monte e che la "Stella" distilleria, ubicata nel
progetto ex feudo Torre Inchiapparo - in un'area di 100
ettari, dove il livello statico della falda ha una
profondità attuale insufficiente - rischierebbe di
chiudere i battenti in pochi anni;
RILEVATO che l'area interessata all'insediamento della
distilleria è stata individuata, con decreto del
Ministero dell'Ambiente, nell'ambito di una zona più
vasta, ai sensi di una direttiva CEE, come stato di
conservazione soddisfacente, dell'habitat naturale per
contribuire alla coerenza della rete ecologica "Natura
2000" e che l'importanza di questo sito è stata già
rilevata dal progettista del Piano Regolatore Generale
e con la salvaguardia delle zone cosiddette "Sciare",
inserite nella rete ecologica;
VISTO che nella relazione tecnico-illustrativa dall'esame del
rischio ambientale allegate al progetto di
realizzazione della distilleria, l'impianto proposto
dalla Ditta Bertolino non è destinato a produrre alcuna
energia da fonte rinnovabile, ma in modo esclusivo
facilmente riscontrabile, additivi per idrocarburi
mediante la trasformazione di prodotti dell'agricoltura
e che, di conseguenza, la natura di questo impianto non
rientra nella fattispecie, ai sensi dell'articolo 7
della l.r. n. 65/81, perchè non si rivelano gli
interessi di carattere pubblico e non c'è alcuna
produzione di energia da fonti rinnovabili, che può
determinare la realizzazione dell'impianto industriale,
in difformità dallo strumento urbanistico vigente nel
Comune di Mazara del Vallo (TP);
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a negare l'autorizzazione per l'attingimento, dei 40
litri al secondo, dai pozzi siti nella contrada sopra
specificata, così come richiesto dalla Ditta Bertolino;
- di conseguenza, a negare le ulteriori autorizzazioni per
la realizzazione della distilleria, rivedendo il parere
favorevole del Dipartimento Regionale all'Urbanistica
che sta esaminando la richiesta della Ditta Bertolino
perchè ritenuta in conformità alla l.r. n. 65/81 e
facendo ricorso ad un combinato disposto con la l.r. n.
32/2000, in base alla quale le produzione di fonti di
energia rinnovabili è considerata d'interesse pubblico e
di pubblica utilità, anche se non eseguita dai soggetti
istituzionalmente competenti". (238)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 240
"Costituzione di una commissione parlamentare di indagine sulla
attività svolta e l'utilizz dei finanziamenti con riferimento agli
enti ed istituzioni culturali di cui alla tabella H della legge
finanziaria", degli onorevoli Capodicasa ed altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- con proprie leggi, nel corso degli anni, sono state
finanziate le attività di associazioni, enti, istituti
nel campo della promozione, della documentazione,
ricerca e divulgazione culturale;
- tali istituzioni hanno svolto e svolgono, spesso con
risultati notevoli, attività integrative a quelle svolte
da istituzioni pubbliche;
- però dopo tanti anni di esistenza risulta che alcune di
queste associazioni ed enti hanno subito una distorsione
rispetto alle finalità originarie;
- alcune di esse non svolgono più attività in linea con le
premesse di legge;
- sembrerebbe altresì che in alcuni casi si siano
verificati abusi rispetto all'utilizzo dei fondi
pubblici;
- l'Assemblea regionale siciliana intende salvaguardare la
funzione che tali soggetti svolgono in ottemperanza di
esigenze di pluralismo e di vivacizzazione culturale;
- a tal fine si rende necessario procedere ad una verifica
del rispetto delle finalità di legge nell'attività delle
associazioni e degli enti di cui alla tabella H della
legge finanziaria,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- a costituire, a norma dell'articolo 29 ter del
Regolamento interno, una commissione di indagine per
verificare l'attività svolta e l'utilizzo dei
finanziamenti ai vari enti ed istituzioni culturali di
cui alla tabella H della legge finanziaria; e per
avanzare proposte all'Assemblea regionale siciliana per
un più razionale uso della rete di enti ed istituzioni
culturali che sono destinatarie di finanziamenti
previsti dalla legislazione vigente". (240)
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati l'ordine del giorno n. 241
"Iniziative per consentire il funzionamento degli impianti sportivi
universitari", degli onorevoli Scoma e Baldari e l'ordine del giorno
n. 252 "Erogazione somme alle Università siciliane per le spese
relative alla gestione degli impianti sportivi a loro affidate"
degli onorevoli Giannopolo ed altri, di analogo contenuto. Ne do
lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO il capitolo 373313 Rubrica Dipartimento regionale
pubblica istruzione, registrato in PM, per le
assegnazioni alle Università delle spese inerenti
l'attività sportiva universitaria e per i relativi
impianti, nonchè per il funzionamento dei comitati che
sovraintendono alle attività medesime (ex art. 38820),
IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
- a dare priorità circa il ripristino e la corretta
fruizione dei predetti impianti con la costituzione di
adeguate risorse finanziarie nei modi consentiti". (241)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- riveste grande importanza e rilevanza sociale l'attività
sportiva curata dalle Università siciliane che si
esplica sugli impianti in n. di 37 realizzati in
occasione delle Universiadi e con i finanziamenti del
Ministero università e ricerca scientifica nelle tre
città siciliane sedi di atenei;
- gli impianti sportivi affidati alle Università
siciliane, che a sua volta, li gestisce in via diretta o
anche a mezzo convenzione con i CUS mantenendone
tuttavia il controllo e la vigilanza, hanno bisogno di
continua manutenzione e comportano oneri di gestione che
gli Atenei non sono in grado di sostenere;
- negli anni passati la Regione, attraverso l'Assessorato
regionale beni culturali e pubblica istruzione, ha
erogato contributi alle università siciliane a valere
sul capitolo 373313 per fare fronte alle spese di
gestione degli impianti sportivi;
- occorre garantire la manutenzione e la gestione degli
impianti anche per l'anno in corso senza le quali gli
stessi rischiano il degrado,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad utilizzare le risorse finanziarie di cui all'UPB
9.2.1.3.5. ove esiste sufficiente capienza almeno nella
misura di un milione di euro da erogare alle Università
siciliane per consentire loro di fare fronte alle spese
inerenti l'attività sportiva universitaria e per i
relativi impianti nonché per il funzionamento dei
comitati che sovrintendono alle attività medesime". (252
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 242 "Iniziative per la realizzazione di un punto franco nel porto
di Messina", degli Raiti ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- con legge 15 marzo 1951, n. 191, è stato istituito un
punto franco nel porto di Messina;
- il legislatore comunitario, nel dettare norme uniformi
in materia di zone franche, rimette agli Stati membri la
facoltà di scelta nelle parti di territorio nazionale da
finalizzare alle istituzioni di dette zone (art. 167 del
Regolamento CEE n. 2913 del 1992);
- nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia
doganale, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, sono previste alcune
norme di carattere sostanziale, adeguate al regime
delle zone franche stabilite a livello comunitario e
concernenti essenzialmente la disciplina doganale della
trasformazione e dell'impiego delle merci introdotte in
punto franco ed il trattamento fiscale di quelle
estratte dal medesimo, che si applicano in maniera
uniforme in tutti i punti franchi;
- per i punti franchi previsti da leggi previgenti al Testo
unico del 1973, mantengono vigore quelle disposizioni
delle leggi istitutive che non contrastano con la nuova
normativa comunitaria e nazionale;
CONSIDERATO che:
- le statuizioni della legge istitutiva del punto franco
nel porto di Messina risultano a tutt'oggi vigenti e che
non sono in contrasto con la normativa statale e
comunitaria successivamente intervenuta, non è in
contrasto con il regolamento comunitario n. 2913 del
1992, essendo rispettata in particolare, la norma
dell'art. 167 di detto regolamento, che attribuisce allo
Stato la istituzione del punto franco e la delimitazione
geografica del punto stesso, mentre per quanto riguarda
le altre disposizioni, contenute dagli articoli 168-187
trova applicazione diretta per le zone franche già
vigenti;
- la legge n. 191 del 2001, pur se ancora vigente, è
rimasta inattuata in mancanza della normativa
regolamentare, come previsto dall'articolo 2 della
stessa, che prevede "che la sussistenza delle condizioni
per l'applicazione del regime di punto franco - sia -
riconosciuta con decreto del Ministro per le finanze";
- la realizzazione del punto franco nel porto di Messina,
moltiplicherà l'insediamento e la crescita delle piccole
e medie imprese che potranno avvalersi, attraverso il
programmato deposito franco, dell'accesso, a costi
competitivi, ai prodotti e materie prime dell'Africa
centrale ed equatoriale, dei paesi dell'Oriente
asiatico, del Centro America, del Canada, ecc,
IMPEGNA IL GOVERNO REGIONALE
- ad attivarsi con urgenza presso il Ministero delle
finanze affinchè venga emesso il decreto di
riconoscimento, sussistendo le condizioni per
l'applicazione del regime di punto franco nel porto di
Messina". (245)
ARDIZZONE Si dovrebbe riformulare il titolo.
PRESIDENTE Si accetta il suggerimento. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 246 "Interventi in avore degli acquirenti in buona fede delle
case unifamiliari di Pizzo Sella", degli onorevoli Acierno ed altri.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
-la vicenda di Pizzo Sella è conosciuta in tutta Italia
come uno dei casi più eclatanti di lottizzazione
abusiva, al contempo caso emblematico di attività
mafiosa e di sfida alle pubbliche istituzioni nonchè di
violazione e spregio della normativa in materia di
edificazioni e delle direttive di attuazione del P.R.G.
del Comune di Palermo;
RITENUTO DI:
- dovere riassumere la predetta vicenda nei suoi aspetti
reali, al di là, delle spinte motive sollevate dai
mass-media e, pertanto, secondo le relative attività
svolte dal Comune di Palermo nelle sue varie
articolazioni (Commissione Urbanistica, Ripartizione
Affari Legali del Comune, Ufficio Tecnico del Settore
Edilizia Privata, Commissione Edilizia, Polizia
Municipale, etc.) dalla Regione, dalla Magistratura, dai
Giudici della Sezione Fallimentare di Palermo, da Notai,
Banche, etc.;
RILEVATO NEI FATTI CHE:
- nella vicenda di Pizzo Sella il ruolo ufficiale del
Comune risulta assai diverso ed anzi diametralmente
opposto a quello manifestato in tutto il corso del
processo penale che alla fine lo ha impropriamente
riconosciuto vittima di inesistenti tradimenti piuttosto
che artefice e consapevole protagonista
dell'utilizzazione di tutte le colline che guardano la
città, ivi compresa quella di Pizzo Sella, nella
convinzione di dare la più coerente attuazione al P.R.G.
dell'epoca;
- dall'esame delle procedure seguite costantemente e
uniformemente dal Comune di Palermo ai fini
dell'attuazione del P.R.G. del 1963 con particolare
riguardo alle zone V/4, all'interno delle quali troviamo
anche la collina di Pizzo Sella, si ha la evidente
dimostrazione che, dinanzi all'avvio della specifica
azione penale provocata dagli ambientalisti che solo nel
1997, e cioè dopo vent'anni, si sono accorti
dell'esistenza delle abitazioni sulla predetta collina,
il Comune ha preferito, nonostante l'evidenza delle
procedure adottate e dei conseguenti risultati,
dichiararsi estraneo alla vicenda ed anzi vittima di
oscure manovre costituendosi addirittura parte civile;
- la verità reale, finora sconosciuta alla maggior parte
dei cittadini, va ricostruita attraverso la descrizione
documentale dell'indirizzo costante e delle procedure
coerentemente seguite, sempre e senza eccezione alcuna,
dai competenti Uffici del Comune e, pertanto, dal
Comune, nell'utilizzazione delle zone V/4;
- le case unifamiliari di Pizzo Sella sono state
realizzate nel rispetto dell'art.28 delle norme di
attuazione del P.R.G. di Palermo del 1963, secondo il
quale "dopo soddisfatte le esigenze dell'agricoltura
sarà ammessa la costruzione di edifici residenziali del
tipo a casette unifamiliari a non più di due piani fuori
terra...." entro il limite consentito di mc 2000 per
ettaro e che sono state, pertanto, edificate sulla base
dei seguenti documenti ed atti ufficiali:
- parere della Commissione Urbanistica reso nel 1965 ai
sensi dell'art.6 delle predette Norme di Attuazione
sulla edificazione di case unifamiliari in verde
agricolo V/4;
- parere del Capo dell'Ufficio Legale del Comune (1965)
sulla realizzazione di piani di utilizzazione nelle zone
agricole V/4 al posto dei non previsti piani di
lottizzazione;
- atti amministrativi adottati in conformità dei predetti
pareri e per tutti indistintamente i piani di
utilizzazione in verde agricolo presentati dal 1964-1965
sino al gennaio 1979;
- esame dei progetti da parte della Commissione Edilizia
in conformità delle predette indicazioni della
Commissione Urbanistica e dell'Ufficio Legale del Comune
senza soluzione di continuità per frazionamenti anche di
centinaia di lotti intestati ad un solo richiedente;
- elenco dei progetti approvati dalla Commissione Edilizia
nei vari anni con l'indicazione dei richiedenti, delle
località interessate e del numero dei lotti, per un
totale di 3.050 autorizzazioni tra licenze e concessioni
oltre quelle di Pizzo Sella che, peraltro, non furono le
ultime essendo state seguite da altre similari
concessioni plurime sempre in verde agricolo V/4;
- ai citati atti e documenti di indirizzo generale sopra
richiamati occorre aggiungere gli adempimenti sia
pubblici che privati riferiti al caso Pizzo Sella;
- il Comune ha rilasciato le relative concessioni a
costruire con la piena consapevolezza che facevano parte
di un piano di utilizzazione in coerenza con gli schemi
già citati e stabiliti dalla Commissione Urbanistica,
organo consultivo competente, dalla Commissione Edilizia
e dall'Ufficio Legale dello stesso Comune e, pertanto,
con le medesime procedure che hanno consentito gli
insediamenti abitativi della medesima natura in tutto il
territorio palermitano;
- l'insediamento di Pizzo Sella rientrava, in altri
termini, in una prassi consolidata che traeva la sua
origine dalle scelte politiche del Comune nell'esercizio
della potestÓ di pianificazione del suo territorio;
- non si spiegherebbero altrimenti gli episodi
amministrativi qui richiamati i quali non consentono per
nulla l'ipotesi che il Comune possa essere stato
raggirato o espropriato del suo ruolo e delle sue
competenze - considerata tra l'altro la molteplicità
degli atti e i diversi uffici interessati - sia con
riguardo alla fase dell'esame del preventivo
frazionamento espressamente richiesto che a quello
dell'esame delle progettazioni delle case unifamiliari a
cura degli uffici e della Commissione Edilizia, nonchè
alle successive fasi della realizzazione delle opere e
delle varie autorizzazioni sino alle certificazioni di
abitabilità come qui ulteriormente dimostrato;
- è stato presentato al Comune il frazionamento
dell'intera area espressamente richiesto (il quadro
generale di tale frazionamento, che riportava tutti i
lotti di terreno, accompagnava ogni progetto con
l'indicazione della relativa singola ubicazione);
- è stata presentata al Comune una cartografia generale
che raffigurava la previsione dell'intervento
complessivo, con le strade e gli altri impianti comuni
costituenti le opere di urbanizzazione primaria la cui
esecuzione fu imposta dallo stesso Comune quale
condizione di esercizio delle concessioni;
- è stato presentato, uno solo per tutti i lotti, l'atto
di vincolo di non edificazione ai sensi dell'art. 50
delle norme di attuazione del P.R.G. nonchè l'atto di
vincolo di destinazione a parcheggio ai sensi dell'art.
40 della legge regionale n.19/72, entrambi atti
preliminari al rilascio delle concessioni a costruire;
- è stato presentato, uno solo per tutti i lotti di Pizzo
Sella, il nulla osta idrogeologico rilasciato
dall'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di
Palermo;
- sono state rilasciate le concessioni a costruire sulla
base dei predetti atti espressamente richiesti dal
Municipio di Palermo;
- sono state più volte prorogate le predette concessioni
e, per ultimo, anche a seguito dell'ordinanza del T.A.R.
n. 314/1140 del 21 luglio 1984;
- è stato adottato dal Comune di Palermo il rinnovo delle
concessioni in base all'art. 2, comma 6, della legge
regionale 27. 12. 1978, n.71, norma di salvaguardia
che stabiliva: "sono fatte salve le lottizzazioni
approvate e le concessioni già rilasciate";
- è stata data alla Ripartizione Edilizia del Comune la
comunicazione di inizio lavori per ogni singolo lotto
per le verifiche di competenza;
- è stata certificata dal Genio Civile di Palermo la
conformità dei lavori alle previsioni progettuali e alle
relative concessioni rilasciate dal Comune, nonchè alle
norme antisismiche;
- è stato assegnato dal Servizio Toponomastica del
Municipio di Palermo il numero civico 5 di via Grotte
Partanna alle costruzioni di Pizzo Sella con certificato
del 4 febbraio 1989;
- è stata autorizzata dal Comune di Palermo, con atto n.
67 del 14 marzo 1990, la costruzione di un tronco
fognario "al fine di allacciare le villette di via
Grotte Partanna 5";
- l'autorizzazione è conseguente all'atto di impegno della
S.p.A. Calcestruzzi del 12 marzo 1990, riguardante la
realizzazione, a spese di quest'ultima, di un tronco
fognario lungo la strada pubblica che ne era sprovvista,
che, "partendo dalla piazzetta Catalano e lungo la via
Catalano", consentiva di realizzare "l'innesto con la
fognatura comunale di via Carbone e via Jandolino.";
- la predetta autorizzazione stabiliva inoltre l'obbligo a
carico della S.p.A. di "comunicare l'inizio dei lavori
alla Ripartizione e al Comando VV.UU. per la relativa
sorveglianza e il collaudo delle opere realizzate"
nonché, di richiedere dopo il collaudo "l'autorizzazione
per l'immissione alla fogna comunale.";
- il Municipio di Palermo, con atto n.73 del 28 febbraio
1992, visto il certificato di regolare esecuzione dei
lavori sopracitati, ha "autorizzato per l'immissione
delle sole acque nere provenienti dal complesso edilizio
sito in via Grotte Partanna, n.5 alla fognatura dinamica
comunale di via Carbone e via Jandolino.";
- con delibera del Commissario del Comune n.94 del 27
settembre 1992 di adeguamento del Piano Regolatore alla
normativa del D.M.14448/68 (la c.d. variante Fazio di
cui alla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana,
n.43, parte I, del 24.08.1996), la zona di Pizzo Sella Þ
stata inserita "quale atto necessario e propedeutico
alla formazione del nuovo P.R.G." in un comprensorio
ricadente in zona E2 - agricola - con il correlativo
obbligo di attuare in tempi brevi i piani
particolareggiati di recupero;
- in definitiva il Comune ha ritenuto di applicare per il
complesso Pizzo Sella tutte le procedure e le formalità
della normativa vigente, così come per gli altri
complessi realizzati parimenti nelle altre zone di verde
agricolo V/4 del territorio comunale;
- appare significativa a questo punto l'iniziativa della
sezione fallimentare del Tribunale di Palermo, (come da
G.U.R.S. n.26, parte III, del 29.6.1996), di procedere
alla vendita con incanto degli immobili della fallita
società Capital Service "siti in località Pizzo Sella
(Mondello) costituite da ville plurifamiliari";
- significative sono anche le notifiche fatte nell'anno
2000 dal Comune, Ripartizione Edilizia Privata, ad
alcuni proprietari di case di Pizzo Sella, di verbali di
vigili urbani redatti nel 1996 che contestavano presunti
lavori di modifica nelle relative abitazioni
evidenziando, con ci , da un canto l'interesse al
rispetto delle concessioni rilasciate oltre diciotto
anni prima e, nel contempo, ovviamente, la conseguente
validità delle stesse concessioni (solo successivamente
rinnegate in sede penale);
- significativi sono, ancora, i comportamenti del Comune
in ordine alla sopraggiunta legge statale n. 47/85,
poiché, non avendo ritenuto applicabile con effetto
retroattivo la norma penale in essa contenuta (e ciò per
sua stessa ammissione nelle molteplici comparse di
costituzione e risposta nei tanti procedimenti iniziati
in sede civile dagli acquirenti in buona fede), non ha
adottato alcuna ordinanza di sospensione dei lavori,
obbligatoria ai sensi del comma 7 dell'art.18 della
predetta legge, confermando ancora una volta la validità
delle determinazioni adottate a sostegno delle
concessioni rilasciate;
- se poi si considera che la confisca è sanzione
amministrativa irrogata dal giudice penale in funzione
di supplenza rispetto alla Pubblica Amministrazione, si
resta increduli nel constatare come il giudice penale
non abbia classificato come omissivo il comportamento
del Comune e lo abbia piuttosto riconosciuto meritevole
di un risarcimento per il danno ambientale che lo stesso
Comune ha contribuito a realizzare;
- in conclusione, appare fin troppo evidente che se
abusivismo significa costruire senza autorizzazioni o
permessi, l'insediamento di Pizzo Sella non è abusivo
così come gli altri insediamenti autorizzati alla stessa
stregua con il rilascio delle concessioni assentite e
più volte rinnovate, nella diffusa consapevolezza della
regolarità delle procedure seguite;
- il predetto Comune, in riscontro all'ordinanza
istruttoria del Tribunale Amministrativo Regionale della
Sicilia, sede di Palermo, ha fatto presente che: "....
nessun piano di lottizzazione, attinente alle
edificazioni nel verde agricolo, è stato mai presentato
da cittadini o è stato richiesto da questa
Amministrazione. ", aggiungendo "che agli atti d'ufficio
non risultano provvedimenti di sospensione e/o di
acquisizione al patrimonio previsti dall'art. 18 della
Legge n. 47 del 28/02/1985, o provvedimenti repressivi
volti a sanzionare la carenza di un piano di
lottizzazione per l'edificazione nel verde agricolo.";
CONSIDERATO, IN RELAZIONE A TUTTO QUANTO SOPRA, CHE:
- il Comune di Palermo non può dichiararsi vittima del
fenomeno avendolo promosso e incentivato, come
dimostrano i numerosi atti amministrativi adottati nella
piena convinzione di interpretare la volontà
programmatoria espressa dallo strumento urbanistico;
- gli attuali proprietari delle case unifamiliari di Pizzo
Sella si sono determinati all'acquisto proprio a causa
dei citati atti amministrativi (dalla concessione al
rilascio del certificato di abitabilità) giacché niente
faceva intravedere allora l'esistenza di irregolarità
nella loro costruzione e tanto meno l'ipotesi di un
insediamento abusivo;
- risulta davvero inaccettabile che, unico caso al mondo,
dopo oltre un ventennio dal rilascio delle concessioni
senza che mai il Comune di Palermo abbia adottato
provvedimenti che rilevassero irregolarità o
illegittimità sui presupposti delle stesse, diventi
oggi, paradossalmente, proprietario delle case di Pizzo
Sella a danno dei suoi cittadini che le hanno acquistate
avendo creduto nella legittimità dei suoi provvedimenti;
- autorevoli amministratori del Comune di Palermo hanno
dichiarato, più volte, anche attraverso il mezzo
televisivo, che le case di Pizzo Sella non saranno
demolite ma destinate a fini sociali per cui riesce
difficile capire perché mai non possano rimanere nella
disponibilità degli acquirenti in buona fede, nei
confronti dei quali si appalesano, in tal caso,
atteggiamenti ingiustamente persecutori;
- il reato di lottizzazione abusiva non è stato commesso
dai predetti acquirenti e che tale pronuncia, secondo un
fondamentale principio costituzionale, non fa stato nei
loro confronti, non avendo partecipato al giudizio al
quale sono rimasti estranei, sicché nessun effetto di
giudicato può essere, conseguentemente, invocato contro
di loro;
- la legge (art.240, cc. 3 e 4 c.p.) tutela le persone
estranee al reato, quindi gli acquirenti in buona fede
di beni provenienti persino da patrimoni mafiosi
sottoposti a provvedimenti di confisca e,
incredibilmente, nessuna tutela appresta, con chiarezza,
in favore di onesti cittadini che hanno acquistato,
parimenti in buona fede, con regolare atto notarile,
beni colpiti da confisca in seguito all'accertamento del
reato di lottizzazione abusiva da altri commesso;
- ciononostante, la Suprema Corte di Cassazione, Sez.
III, ha riconosciuto, nella sua attività interpretativa,
come da sentenza n. 1089 del 28 settembre 1995, che
dalla confisca "....devono essere esclusi solo i cd.
Terzi estranei incolpevoli.";
- non è garantito il recupero del prezzo pagato
dall'acquirente in buona fede giacché dipende dalla
situazione patrimoniale del responsabile della
lottizzazione abusiva il quale, pur condannato, finisce
col trasferire la pena all'acquirente incolpevole;
- la soluzione che intende adottare il Comune di Palermo
rappresenta in definitiva violazione dei diritti umani
cosi come dispone la Carta dei Diritti Fondamentali
dell'Unione Europea e la Convenzione Europea dei Diritti
dell'Uomo il cui rispetto è affidato alla Corte Europea
di Lussemburgo ed alla Corte di Giustizia di Strasburgo;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- ad individuare urgenti soluzioni normative e/o
amministrative, anche intervenendo presso i competenti
organi comunali e della Regione affinché la confisca di
cui alla legge dello Stato n. 47/85 non sia opponibile
o non si risolva in danno di onesti cittadini,
acquirenti in buona fede delle case unifamiliari di
Pizzo Sella, ovvero provvedendo, all'istituzione di un
apposito fondo per la corresponsione in loro favore di
un indennizzo a totale ristoro del prezzo pagato e del
danno subito". (246)
CASTIGLIORE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, su questo tema ritengo che il dibattito che si è
sviluppato durante la finanziaria sia stato abbastanza ampio, e
ritengo che la previsione in favore degli acquirenti in buona fede
sia una previsione assolutamente legittima. Pertanto, il Governo ha
apprezzato che l'onorevole Acierno abbia posto tale problema.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno. Il parere del
Governo?
CASTIGLIORE assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto: chi è favorevoli si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 248
"Provvedimenti circa le designazioni dei componenti non togati del
CGARS", degli onorevoli Panarello ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il Governo, ritardando oltre ogni comprensibile misura
le designazioni dei componenti non togati del CGARS in
sede giurisdizionale e consultiva, ha determinato e
determina la "sospensione" delle funzioni esercitate dal
massimo organo di giustizia amministrativa della
Sicilia;
- le recentissime designazioni effettuate dalla Giunta
regionale, avvenute per cooptazione diretta, sono state
effettuate in violazione dell'articolo 2 della legge
regionale n. 19/97, che prevede la previa pubblicazione
dell'elenco delle nomine e delle designazioni sulla
GURS;
- siffatto "modus procedendi" risponde a logiche
spartitorie contrastanti con l'alto valore sociale della
funzione e soprattutto, con la condizione d'indipendenza
sul soggetto al quale la stessa va affidata;
RITENUTA l'illegittimità delle designazioni effettuate dal
Governo;
RILEVATO che allo stato, il procedimento previsto dal decreto
legislativo n. 654/48 non è ancora definito,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare immediatamente le designazioni effettuate
nella seduta di Giunta regionale del 6 marzo 2003,
in difetto della previa pubblicazione di avviso
pubblico;
- a porre in essere gli adempimenti previsti dalla legge,
propedeutici alla scelta dei soggetti da designare quale
componenti del CGARS". (248)
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura. L'ordine del giorno è
superato perché già il Governo ha insediato i componenti.
PRESIDENTE L'Assembblea ne prende atto
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 249
"Iniziative circa la prevista riduzione degli uffici dei giudici di
pace", degli onorevoli Tumino ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- all'Ufficio del Giudice di Pace viene oggi affidata la
trattazione delle cause relative ad un vasto numero di
reati per alleggerire il lavoro dei tribunali e dei
Pubblici Ministeri;
- il Governo nazionale sta per decidere una contrazione
assai consistente e quindi una redistribuzione sul
territorio degli Uffici di Pace istituiti con legge 21
novembre 1991, n. 374, anche a seguito delle ulteriori
competenze attribuite ad essi con legge delega 24
novembre 1999, n. 468, e con le successive norme di
attuazione;
- la nuova redistribuzione potrebbe attribuire la presenza
degli Uffici del Giudice di Pace solo alle città sedi di
sezioni di tribunale;
- un siffatto provvedimento sarebbe in contraddizione con
lo spirito stesso dell'Istituto dell'Ufficio del Giudice
di Pace quale espressione di giustizia rapida e
decentrata del territorio;
- da diverse forze politiche viene auspicato il
trasferimento di altre competenze allo stesso Ufficio,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad esprimere al Governo nazionale la necessità che la
prevista contrazione del numero degli Uffici di Giudice
di Pace non determini situazioni di grave pregiudizio
per i cittadini siciliani, specie per quelli delle zone
interne ove sono più presenti situazioni di gravi
difficoltà nei collegamenti fra le città;
- a richiedere che la riorganizzazione garantisca,
quantomeno, il mantenimento degli Uffici già attivati e
operanti nei comuni con più di 10.000 abitanti". (249)
Il parere del Governo?
CASTIGLIORE assessore per l'agricoltura. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 250
"niziative di sostegno alla cooperazione decentrata tra i Paesi
balcanici ed istituzioni siciliane", degli onorevoli Ardizzone ed
altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- con legge del 21 marzo del 2001, n. 84, sono state
fissate le forme di partecipazione italiane alla
stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo nei
Patti dell'area balcanica;
- con l'approvazione del Trattato di Nizza è certo
l'ampliamento dell'Unione europea ai Paesi dell'Europa
centrale e orientale;
- secondo il Ministero delle Politiche comunitarie, la
Regione siciliana resterà nell'area dell'obiettivo 1
fino al 2014;
- l'allargamento dell'Unione europea porterà nuovi mercati
all'interno dei quali le imprese siciliane potranno
insediarsi, creando lavoro e benessere;
- ancora l'allargamento dell'Unione europea costituisce un
notevole passo in avanti verso il dialogo ed il
confronto tra culture, società ed economie diverse;
- la Regione siciliana, per la sua posizione geografica,
può giocare un ruolo strategico nella promozione di uno
sviluppo strutturale coni Paesi balcanici;
- al Ministero del commercio con l'estero sono state
attribuite risorse per la concessione di sostegni
finanziari all'internazionalizzazione del sistema
produttivo nazionale, di finanziamenti agevolati senza
interessi per spese relative alla partecipazione a gare
internazionali, a programmi di penetrazione commerciale,
con particolare riguardo alle medie e piccole imprese, a
studi di prefattibilità e fattibilità connessi
all'aggiudicazione di commesse, alla realizzazione di
investimenti, a programmi di assistenza tecnica e di
formazione del personale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a farsi promotore di iniziative idonee ad attingere ai
fondi di cui alla legge 21 marzo 2001. n. 84, che
consentono di sostenere la cooperazione decentrata
attraverso forme di partenariato tra i Paesi balcanici e
le istituzioni locali e regionali per una partecipazione
dei giovani laureati, del personale tecnico e
manageriale e delle imprese siciliane agli avviati
processi di internazionalizzazione". (250)
Il parere del Governo?
CASTIGLIORE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 251
"Erogazione delle somme relative agli emolumenti del personale agli
enti di cui alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24",
dell'onorevole Papania. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il personale dipendenti degli enti di cui alla legge
regionale 6 marzo 1976, n. 24 versa in condizioni di
assoluto disagio in relazione alle difficoltà di
erogazione delle indennità loro spettanti;
- l'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
23 ha previsto l'effettuazione delle attività formative
con le modalità che erogano la formazione finanziata con
le somme del FSE;
CONSIDERATO che:
- è indispensabile trasferire i fondi comunque previsti
nel bilancio della Regione siciliana nei conti correnti
appositamente e distintamente accesi per il personale e
per la gestione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO L'ASSESSORE PER IL LAVORO, LA PREVIDENZA
SOCIALE, LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E L'EMIGRAZIONE
- ad accreditare mensilmente agli enti gestori le somme
relative agli emolumenti del personale nell'apposito
conto previsto dall'articolo 39 della legge regionale n.
23 del 2002". (251)
PAPANIA Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
n. 253 "Erogazione di un contributo all'Associazione "Forever" per
la realizzazione del progetto "Nico", degli onorevoli Savona ed
altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la drammaticità delle esperienze maturate dai bambini
adottati in genere ed in particolare dalla Romania è
stata sottolineata anche da programmi televisivi di
grande ascolto quali "Buona Domenica" condotto da
Maurizio Costanzo;
- il Presidente della Regione si è impegnato, intervenendo
proprio durante una puntata di "Buona Domenica" in
diretta televisiva nazionale, a favorire la nascita di
una specifica iniziativa socio-scientifica nella nostra
Regione per l'integrazione ed il benessere dei ragazzi
che trovano nella nostra Regione una nuova patria;
CONSIDERATO che:
- occorre sostenere i nuclei familiari che intendono
seguire l'iter dell'adozione;
- è inoltre necessario realizzare al più presto idonei
centri di aggregazione sociale che supportino le
famiglie impegnate sul fronte dell'adozione;
- pertanto occorre potenziare le strutture che operino nel
settore del recupero psico-sociale di bambini adottati
onde favorirne l'inserimento nel tessuto sociale e
familiare;
- l'Associazione scientifica Forever ha già predisposto un
apposito progetto denominato "NICO", che fra l'altro è
stato ufficialmente presentato durante la trasmissione
televisiva "Buona Domenica" su Canale 5,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad erogare all'Associazione scientifica Forever per la
realizzazione del progetto "NICO" a valere sulle
disponibilità della Rubrica EE.LL: del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2003, un contributo
specifico, mirato a favorire le adozioni internazionali
e l'inserimento di bambini adottati nel tessuto sociale
e familiare, di 360.000,00 euro finalizzato alla
dotazione strutturale, alle spese correnti ed a
quant'altro necessario all'avviamento dello stesso.(253)
Il parere del Governo?
CASTIGLIORE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.52, riprende alle ore 21.15)
La seduta è ripresa alle ore 21,15.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prima della sospensione stavamo
per trattare le tabelle.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Prima di darle la parola comunico che le tabelle "A"
e "B" saranno votate dopo le altre perchè sono quelle di
compensazione. Ha facoltà di parlare onorevole Cintola.
CINTOLA Grazie Presidente. Allora cominceremo con la tabella
"C"?, poi la "D"?
PRESIDENTE Si, cominciamo con la "C". Prego onorevole Cintola.
CINTOLA Signor Presidente, desideravo chiederle di sospendere la
seduta per due minuti per consentire al Gruppo di Forza Italia di
finire la riunione in corso, e poter essere presenti in Aula. Io
stesso interverrò per farli ritornare in Aula.
PRESIDENTE D'accordo . La seduta è sospesa per due minuti.
La seduta è sospesa alle ore 21,17.
(La seduta, sospesa alle ore 21,17, è ripresa alle ore 21,23.)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, riprendiamo con gli emendamenti
che originano con gli accantonamenti degli emendamenti G.1 e G.2.
Assessore Pagano, dovrebbe prestare attenzione alla Presidenza,
altrimenti dobbiamo dare ragione al Presidente della Regione che
accusa l'Aula di essere disattenta.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Un attimo ancora
Signor Presidente.
PRESIDENTE Dunque, assessore Pagano e onorevoli colleghi,
riprendiamo dagli emendamenti che scaturiscono dal trasferimento
relativo alle tabelle delle parti degli emendamenti G.1 e G.2.
Cominceremo con l' emendamento posto a pagina uno (1) con
riferimento all'ultimo capoverso: "per le finalità di cui al comma,
articolo 26 della legge 3 maggio 2001 numero 6, autorizza per
l'esercizio finanziario l'ulteriore spesa di 300 (trecento) migliaia
di euro; le spese correnti sono poste a carico del fondo sanitario
nazionale di parte corrente." a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se mi prestate un attimo di
attenzione; abbiamo votato l'emendamento trasferito alla tabella "C"
di pagina 1 relativo all'emendamento G.2, ultimo capoverso. Adesso
vorremmo occuparci dell'emendamento 286, la parte relativa alle
tabelle "A" e "C"; l'emendamento è a firma degli onorevoli Oddo,
Papania, Lo Curto e Turano.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza . Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Stiamo trattando ancora l'emendamento G.2, precisiamo
che ci riferiamo alla parte che abbiamo trasferito alle tabelle, al
penultimo comma, che leggo: "per le finalità dell'articolo 113 della
legge regionale 26 marzo 2002 numero 2 e successive modifiche e
integrazioni, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2003 la
spesa di mille migliaia di euro" a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Continuiamo con la trattazione degli emendamenti G.1 e G.2;
onorevoli colleghi avverto che l'emendamento G.1 è assorbito
dall'emendamento presentato dal Governo.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G.1 che è assorbito dall'emendamento
del Governo. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento C.12 a firma degli onorevoli Ferro ed
altri. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa alle tabelle.
Comunico che alle tabelle sono stati presentati gli allegati
emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento C.5 (pagina 4), a firma
dell'onorevole Papania. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti delle pagine 6, 7, 8, e 9,
di medesimo importo, a firma dell'onorevole Speziale, Crisafulli,
Ferro ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento C.15 (pag. 10), della Commissione.
E' assorbito dall'emendamento del Governo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti di pagg. 11 e 28, degli onorevoli
Speziale e Ferro di identico contenuto. Li pongo congiuntamente in
votazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento C.23 di pag. 12, dell'onorevole
Genovese.
Non essendo presente in Aula l'onorevole firmatario, dichiaro
l'emendamento C.23 decaduto.
BARBAGALLO Lo riprendo a mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, il Governo dichiara, riguardo a tale emendamento e al
relativo capitolo, propone un proprio emendamento in aumento di
centomila euro.
PRESIDENTE In considerazione dell'emendamento del Governo,
contenuto nella tabella, onorevole Barbagallo, ritira il suo
emendamento o lo mantiene?
BARBAGALLO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento di pagina 13 dell'onorevole
Crisafulli. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento di pagina 14 che è decaduto per
assenza dei firmatari.
Si passa all'emendamento di pagina 15, (formazione, lavoro,
apprendistato - fasce marginali) a firma degli onorevoli Speziale e
Capodicasa. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi, chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di pagina 16 che è assorbito
dall'emendamento del Governo.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 245 del fascicolo degli emendamenti.
Tratta lo stesso argomento degli emendamenti di pagina 17, 62 e di
pagina 19, del Governo.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con l'approvazione dell'emendamento 245 del Governo restano
assorbiti tutti gli altri emendamenti di pagina 17, 62 e 19.
Si passa all'emendamento di pagina 21 degli onorevoli Confalone
e Leontini. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
LEONTINI Lo ritiriamo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento di pagina 22 del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento di pagina 24 della Commissione. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Comunico che il
Governo ritira l'emendamento di pagina 25 in quanto è sostituito da
un successivo emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento di pagina 26 dell'onorevole Micciché.
Anche questo è nell'emendamento del Governo.
Onorevole Micciché lo ritira?
MICCICHE' Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento di pagina 27 dell'onorevole Beninati,
assorbito dall'emendamento del Governo nella tabella C.
Onorevole Beninati, lo ritira?
BENINATI Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti di pagina 29 e pagina 30, assorbiti
dall'emendamento del Governo.
L'emendamento C14 a firma degli onorevoli Fleres ed altri. E'
ritirato in quanto assorbito da quello del Governo.
Si passa all'emendamento C.11, dell'onorevole Miccichè, che è
assorbito dall'emendamento del Governo.
MICCICHE' Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento C13 degli onorevoli Raiti, Micciché
ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento C. 37, a firma degli onorevoli Ferro
ed altri. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento C.9, a firma degli onorevoli Miccichè
ed altri.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, questo emendamento era stato
approvato dalla prima Commissione e ricordo che in quella sede
l'Assessore al ramo aveva espresso parere favorevole. Il problema
era che io avevo inserito una cifra di 4 miliardi perché non
avevamo un budget preciso degli anni precedenti.
Poiché questa è la finalità della legge, che peraltro non è
stata abrogata, non riesco a capire il senso di ciò. Si fanno
riunioni, incontri, dibattiti per andare incontro ai problemi dei
portatori di handicap, per garantire loro contributi e integrazioni
da una parte e dall'altra, e sulle cose concrete, invece, per i
comuni che veramente danno una mano al superamento del disagio dei
portatori di handicap, la Regione si tira indietro in maniera
vergognosa.
A mio avviso, signor Presidente, questo emendamento dovrebbe
essere approvato senza battere ciglio Il trasporto gratuito per i
soggetti portatori di handicap è fondamentale, in particolar modo
per il fatto che non hanno la possibilità di avere mezzi propri e
che usano mezzi pubblici.
Lei, signor Presidente, sa benissimo che il trasporto pubblico,
quindi autobus e pullman, è carente soprattuto nel nostro
territorio, specie in alcune zone come, per esempio, nella provincia
di Messina da dove, per raggiungere un altro punto del Paese, è
un'avventura.
Non finanziare questa legge significa fare un torto ai
portatori di handicap, a tutti i portatori di handicap i quali,
peraltro, hanno già conosciuto gli effetti positivi di questa legge.
Non dimentichiamo, inoltre, che la Sicilia è stata la regione pilota
di tale esperimento avendo, già agli inizi degli anni ottanta,
provveduto all'assistenza ai portatori di handicap e agli anziani.
Il finanziamento a favore dei comuni, e non solo dei comuni ma
anche direttamente delle autolinee, in particolar modo nei comuni
dove non c'è collegamento di trasporto ferroviario, è fondamentale.
(Brusio in Aula)
Lei forse è disinteressato e non ne conosco il motivo, ma
il messaggio deve essere lanciato. Scusatemi, ma non capisco Ho
visto passare emendamenti per cose che non hanno una grande
importanza e, arrivati a questo punto, signor Presidente, su questi
emendamenti chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, la richiesta non è appoggiata
a termini di Regolamento. Si procede, pertanto, alla votazione
dell'emendamento dell'onorevole Miccichè per alzata e seduta. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
MICCICHE' Il Governo signor Presidente, non si è pronunziato.
Io non l'ho sentito.
PRESIDENTE Lo ha detto prima, onorevole Micciche'.
Siamo all'emendamento di pag. 34. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vice Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
MICCICHE' Ho chiesto di parlare per la pag. 34.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè non le ho dato la parola.
Si passa all'emendamento di pag. 35 che è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevole Miccichè abbiamo già votato. La prego stia più
attento, siamo tutti stanchi.
MICCICHE' Anche io sono stanco, lei mi deve dare la possibilità
di arrivare al banco.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, non le ho dato la parola, siamo
molto stanchi tutti, se ci distraiamo non ne usciamo questa sera. La
prego.
MICCICHE' Lei mi deve dare la possibilità di arrivare al banco a
sfogliare il libro degli emendamenti.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, io do la possibilità all'Aula di
cpompletare i propri lavori in tempi ragionevoli e lei deve avere
rispetto del tentativo che la Presidenza sta compiendo.
MICCICHE' Chiedo di parlare per mozione d'ordine.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, non è previsto nel Regolamento
interno dell'Assemblea.
MICCICHE' Chiedo di parlare per questione personale.
PRESIDENTE Alla fine della seduta, onorevole Miccichè.
Si passa all'emendamento C4 a firma dell'onorevole Cintola. E'
assorbito dall'emendamento del Governo.
CINTOLA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli
emendamenti C.38 e C.39 del Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Li ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli
emendamenti di pag. 40, tutti sullo stesso tema e diversi nelle
cifre. Pongo in votazione l'emendamento del Governo, che è di 2500
migliaia di euro.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Decadono, pertanto, tutti gli altri.
Pongo in votazione l'emendamento C.2 a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di pagina 42, a firma dell'onorevole
Zago, che è assorbito dall'emendamento del Governo.
ZAGO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Basile. Non essendo
presente in Aula l'onorevole firmatario, lo dichiaro decaduto.
Bilancio 39. Comunico che è stato presentato dal Governo il
seguente emendamento:
- "3.500 euro - imprenditoria femminile".
Si passa all'emendamento dell'onorevole Speziale attinente
l'emendamento del Governo.
SPEZIALE Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Crisafulli sui consorzi
di bonifica.
CRISAFULLI Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti di pagina 203 e 213, che sono
assorbiti dall'emendamento del Governo.
Si passa all'emendamento 456, del fascicolo degli emendamenti,
dell'onorevole Panarello. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di pag. 42, dell'onorevole Zago.
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione tutta la tabella "C".
Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
MICCICHE' Gli emendamenti a mia firma, alla tabella "C", non
sono stati posti in votazione.
PRESIDENTE Adesso vediamo, onorevole Micciché, non si allarmi.
Si passa alla tabella "D", a firma del Governo. La pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella "E".
Comunico che alla Tabella E sono stati presentati gli allegati
emendamenti:
- emendamento C35, dell'onorevole Beninati;
- emendamento E2.
BENINATI Ritito l'emendamento a mia firma relativo alla tabella
E.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento E2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione tutta la tabella "E".
PRESIDENTE La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella G. Comunico che alla Tabella G sono
stati presentati gli allegati emendamenti del Governo G1 e G2.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Li ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'intera Tabella G. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Tabella H. Comunico che alla Tabella H sono
stati presentati gli allegati emendamenti C23, H60 e C32.
L'emendamento C23, dell'onorevole Genovese e poi ripreso
dall'onorevole Barbagallo era stato ritirato in sede di discussione
della Tabella C.
Si passa all'emendamento C24. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento H64. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento H60 del Governo.
CUFFARO presidente della Regione. Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 358. E' decaduto.
Si passa all'emendamento H13. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H4. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H14. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H12. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
SPAMPINATO Gli emendamenti a mia firma sono ritirati.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Bilancio 35. Il Governo invita i
firmatari a ritirarlo. L'invito è accolto. L'Assemblea ne prende
atto.
Si passa all'emendamento H17 a firma degli onorevoli Cracolici
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H18 a firma dell'onorevole Papania.
PAPANIA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
H19 a firma dell'onorevole Villari.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento H21 a firma degli onorevoli
Capodicasa ed altri è assorbito. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'emendamento H35 è ritirato. L'Assemblea ne
prende atto.
Comunico che l'emendamento H9 del Governo è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'emendamento H10 a firma dell'onorevole Villari è
decaduto.
Si passa all'emendamento di pagina 50 a firma dell'onorevole
Papania.
PAPANIA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che gli emendamenti H23 dell'onorevole Savona e H36
degli onorevoli Raiti ed altri sono assorbiti dal Governo.
Si passa all'emendamento H27 a firma degli onorevoli Barbagallo
ed altri.
BARBAGALLO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che gli emendamenti H22, H24 e H26 sono ritirati dal
Governo. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento H2 a firma degli onorevoli Miccichè ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti H28, H29, H30, H31, H32, H34, H35,
H36, H1, C35, H58, H37 e H33, relativi a teatri.
Il Governo ha presentato un emendamento alla tabella, se i
presentatori si attestano su tale indicazione vengono ritirati.
Ha la parola l'onorevole assessore Pagano per illustrare
l'emendamento che si accinge a presentare.
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, in materia di teatro abbiamo effettuato, ogni anno,
due tipi di manovra: la prima, ovviamente, in occasione
dell'approvazione della legge finanziaria, utilizzando gli strumenti
della tabella H), la seconda in sede di variazione di bilancio. Di
fatto su tale materia interveniamo due volte.
Il Governo ha deciso, per quanto riguarda questa prima manovra,
di intervenire riposizionando, riconfermando le stesse cifre
dell'anno 2002, chiaramente facendo riferimento alla legge
finanziaria.
Questo significa che successivamente ci saranno le variazioni
di bilancio a novembre - dicembre che seguiranno il loro decorso.
Quindi, l'emendamento è impostato in maniera tale da confermare
le stesse cifre della legge finanziaria anno 2002 e mira a mettere
ordine ed evitare anche confusione. Prende in considerazione il
Bellini di Catania, il Teatro di Messina, il Biondo di Palermo, lo
Stabile di Catania, l'EAOSS e il Massimo di Palermo.
SPEZIALE Manca il Teatro di Cosimo.
PRESIDENTE . Gli emendamenti H28, H29, H30, H31, H32, H34, H35,
H36, H1, C35, H58, H37 e H33, relativi a teatri, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'emendamento H38 è assorbito.
Comunico che l'emendamento H39 del Governo è ritirato.
Si passa all'emendamento H40 a firma dell'onorevole Capodicasa.
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 22,09 è ripresa alle ore 22,14)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
La seduta è ripresa.
Comunico che gli emendamenti di pagina 86 e 87 del Governo sono
ritirati.
Si passa all'emendamento H67 del Governo. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento H65 del Governo. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, chiedo di sospendere un attimo la
seduta in quanto desidero che esca fuori la mia documentazione
lasciata un attimo sul banco. Avevo tutte le indicazioni per seguire
attentamente i lavori d'Aula.
PRESIDENTE La questione sarà segnalata ai deputati questori che
attiveranno le procedure necessarie.
Si passa all'emendamento H66 del Governo. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Per i soggetti beneficiari di cui alla tabella H capitolo
377719, capitolo 377715, capitolo 377721, capitolo 377736, capitolo
377718, si conferma l'intervento finanziario previsto per
l'esercizio finanziario 2002, non si opera nessuna decurtazione.
Trattasi di emendamenti presentati dal Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti H40, H41, H7 e H55 sono ritirati.
Si passa all'emendamento H44 dell'onorevole Barbagallo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO Assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H46.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H49 a firma dell'onorevole Lo Monte.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H50 a firma degli onorevoli Raiti ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H51 a firma degli onorevoli Leontini
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H52.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H45 dell'onorevole Barbagallo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti H47 e H48 dell'onorevole Zago.
ZAGO Li ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento H6 a firma degli onorevoli Miccichè ed
altri.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, trattasi di uno
dei tanti emendamenti che tenevo tanto a discutere, finalmente con
la presenza del Presidente della Regione.
La vedo spesso in televisione nella qualità di Presidente della
Regione, specialmente nella mia città, e non manca giorno che
prende iniziative, che dice "sto facendo questo" "sto facendo
quest'altro" etc.
Signor Presidente, lei predica bene, ma razzola male: come fa a
non vedere che per la sua città, nominata nel mondo in maniera quasi
universale per il suo centro storico,- ripeto - come fa a
dimenticarsi, a non inserire almeno un euro per il risanamento del
centro storico di cui i nostri palazzi antichi, barocchi aspettano
di essere risanati?
Signor Presidente, questa è una tabella vergognosa Nel mio
emendamento ho previsto una modica cifra, ho inserito quasi un
miliardo, è un segnale, non è molto; so che non si può spendere di
più nella mia città perchè mancano gli strumenti urbanistici, manca
un Comune efficace ed efficiente che approva i progetti. Almeno con
questa somma si possono completare i palazzi attualmente in
ristrutturazione.
Signor Presidente, credo che questo emendamento debba essere
approvato soprattutto per il rispetto che si deve avere per questa
città maltrattata, vilipesa da tutti i punti di vista e visto che
questa città esprime il Presidente della Regione non deve essere
trattata in questa maniera. Non dico che la città di Ragusa non deve
essere trattata - Ragusa ha un bellissimo centro storico più
conservato di Agrigento e merita di essere conservato -, ma come è
possibile che in questa Giunta, dove sono presenti diversi
agrigentini, non ci si accorge che nella tabella H per la città di
Agrigento c'è zero euro.
CUFFARO Presidente della Regione. Mi ha convinto.
MICCICHE' Sono contento che l'ho convinto, signor Presidente, e
per questo sono stato attentissimo oggi alla tabella. Ecco perché
poco fa ero preoccupato di perdere anche il numero degli emendamenti
quando il Presidente correva, magari era passato l'emendamento,
bocciato e poi probabilmente dovevo adire ed alzare la voce contro
il Presidente.
Ripeto, sono contento, signor Presidente, di essere riuscito a
centrare questo obiettivo e spero, per la prossima volta, che stia
attento a questa città per la risoluzione dei problemi che
l'affliggono.
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto di apporre la propria
firma all'emendamento dell'onorevole Miccichè gli onorevoli Infurna,
Giambrone, Savarino.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, oltre a
condividere l'intervento del nostro collega Micciché, tantè che
abbiamo chiesto di apporre la firma al suo emendamento,
non sarà sfuggito allo stesso onorevole Miccichè che nelle
variazioni di bilancio questo capitolo aveva un miliardo per il
recupero del centro storico di Agrigento.
In quell'occasione l'assessore Pagano azzerò il capitolo e
subito abbiamo chiesto spiegazioni sia allo stesso assessore, che
all'assessore al ramo. Tale operazione è stata giustificata dicendo
che, purtroppo, il comune di Agrigento non aveva ancora il piano
particolareggiato di recupero, per cui questi soldi sarebbero andati
persi, non sfruttati. Quindi furono spostati, ahimè, ad un comune
più efficiente quale quello di Ragusa.
Onorevole Miccichè, sottoscrivo con lei, così come gli altri
colleghi, questo emendamento, ma la speranza è che la collaborazione
del Consiglio comunale aiuti questa amministrazione a chiudere il
piano particolareggiato di recupero del centro storico per potere
sfruttare, almeno questa volta, i finanziamenti che sicuramente il
nostro assessore Pagano vorrà mettere a disposizione.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, per il centro storico di Agrigento
esiste una legge speciale di questo Parlamento del 1976, in uno con
il centro storico di Ragusa Ibla. Ma nel corso degli anni gli
stanziamenti di legge che sono stati numerosi - io stesso sono stato
firmatario di parecchi emendamenti in aumento - hanno sortito sempre
lo stesso effetto: le somme non si sono spese, fatta eccezione per i
primissimi anni, credo negli anni successivi all'approvazione della
stessa legge. Successivamente quegli stanziamenti sono andati tutti
in economia, mai più utilizzati, perché la procedura di legge, in
assenza del piano particolareggiato del centro storico, è
complicatissima in quanto prevede passaggi burocratici che si
accavallano e che non consentono di portare a buon esito lo
stanziamento.
Per questa ragione l'Assemblea non è più intervenuta a
finanziare questa legge. Infatti, fino a che non sarà pronto il
piano particolareggiato di recupero del centro storico - considerato
che ad oggi, ancora, non esiste - quello stanziamento servirà
soltanto...
MICCICHE' Si completa il palazzo Tomasi
CAPODICASA Si può utilizzare soltanto per tale scopo, e non per
altro. Palazzo Tomasi, situato nel centro storico, deve essere
completato.
Il problema è esattamente di tale natura, e non dipende,
quindi, dal fatto che qualcuno non si è ricordato di stanziare somme
al capitolo o dal fatto che l'Assemblea si è negata in tal senso,
infatti, ad esempio, per quanto riguarda il centro storico di Ibla,
inserito nella stessa legge, ogni anno si sono avuti stanziamenti e
il Comune di Ragusa ha sempre speso quei fondi, quindi la differenza
tra...
SAVARINO Conferma quanto detto da me
CAPODICASA Infatti, confermo, e proprio per tale motivo
considero superfluo fare un appostamento finanziario. Se si tratta
di fare propaganda, facciamola pure. Anch'io apporrò la firma
all'emendamento in questione e domani rilasceremo una dichiarazione
alla stampa nella quale affermeremo di avere stanziato un miliardo.
Anche se, non si spenderà.
MICCICHE' Manca il completamento di Palazzo Tomasi.
CAPODICASA Ma non perché mancano i soldi, onorevole Micciché
L'anno scorso - l'onorevole Savarino lo ha ricordato, poc'anzi, nel
suo intervento - il comune di Agrigento non portò a termine il piano
particolareggiato di recupero del centro storico. Allora, mi chiedo
se adesso questo piano sia pronto. Se così fosse, potremmo
stanziare un miliardo, altrimenti questi fondi andranno in economia,
così come è accaduto in passato.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
soltanto per esprimere il mio parere favorevole all'emendamento
presentato dall'onorevole Miccichè.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento H.6, di pagina 94,
degli onorevoli Micciché ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento H.53, di pagina 99, dell'onorevole
Panarello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H.54, di pagina 100, degli onorevoli
Crisafulli ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
LO MONTE . Signor Presidente, perché è stata saltato
l'emendamento H.49, di pagina 95, a mia firma?
PRESIDENTE Onorevole Lo Monte, stiamo verificando. E' stato già
posto in votazione. Il Governo ha dato parere negativo su l'intera
materia degli Enti parco.
Si passa all'emendamento H.55, di pagina 101, dell'onorevole
Savona.
SAVONA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento H.56, di pagina 102, degli
onorevoli Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H.57, di pagina 103, degli onorevoli
Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H.58, di pagina 104, dell'onorevole Lo
Monte.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento H.59, di pagina 105, degli onorevoli
Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la tabella H, nel testo risultante.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento della tabella H.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito nel senso
richiesto dal Governo.
Si passa alla tabella I.
Si passa all'emendamento I.16, di pagina 106, dell'onorevole
Acierno.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.17, di pagina 107, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.18, di pagina 108, degli onorevoli
Oddo e Panarello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.19, di pagina 109, dell'onorevole
Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.20, di pagina 110, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.21, di pagina 111, degli onorevoli
Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.11, di pagina 112, dell'onorevole
Crisafulli.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.13, di pagina 113, dell'onorevole
Papania.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.1, di pagina 114, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.6, di pagina 115, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.4, di pagina 116, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.14, di pagina 117, dell'onorevole
Papania.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.1.2, di pagina 118, dell'onorevole
Crisafulli.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.22, di pagina 119, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.23, di pagina 120, degli onorevoli
Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.24, di pagina 121, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.25, di pagina 122, degli onorevoli
Oddo e Panarello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.10, di pagina 123, dell'onorevole
Crisafulli.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.26, di pagina 124, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.27, di pagina 125, degli onorevoli
Raiti ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.28, di pagina 126, degli onorevoli
Oddo e Panarello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.15, di pagina 127, dell'onorevole
Papania.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.29, di pagina 128, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.8, di pagina 129, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.9, di pagina 130, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.30, di pagina 131, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.31, di pagina 132, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.32, di pagina 133, dell'onorevole
Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.33, di pagina 134, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.3, di pagina 135, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.5, di pagina 136, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.7, di pagina 137, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento I.2, di pagina 138, degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la tabella I, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(E' approvata)
Comunico che alla tabella H, precedentemente accantonata, sono
stati presentati gli emendamenti H.62 e H.63, a firma degli
onorevoli Formica e Savona.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento per entrambi gli emendamenti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito nel senso
richiesto dal Governo.
SPEZIALE Signor Presidente, sono improponibili perché non sono
compensati
PRESIDENTE La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta sospesa alle ore 22.45, è ripresa alle ore 22.50)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli emendamenti
H.62 e H.63 non sono compensati e lei non può dichiararli
proponibili. Non si possono sostituire emendamenti improponibili.
Scusi se faccio un richiamo al Regolamento, sul piano formale.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, formalmente è così. Infatti,
aspettavo che il Governo ci fornisse il testo di un subemendamento
in cui fosse prevista anche la compensazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sto provvedendo,
signor Presidente.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
l'onorevole Fleres fosse presente in Aula - considerato che non più
tardi di un minuto addietro si è avvicinato ai nostri banchi per
rivendicare la difesa della dignità del Parlamento, da parte sua,
per l'incidente avvenuto in Aula con il presidente della Regione,
onorevole Cuffaro - perché si rendesse conto che ciò che sta
accadendo ci mortifica veramente, e lo induca a non parlare più in
questi termini.
Siccome a noi non resta che protestare civilmente,
personalmente me ne vado, perché mi sento mortificato da ciò che sta
avvenendo: dopo che per 50 mila euro o per 30 mila euro si è fatto
un discorso di principio - che abbiamo apprezzato perché era un
discorso generale, che valeva per tutti - adesso si parla,
improvvisamente, di miliardi, rompendo quella che era la linea, che
poi un po' tutti, maggioranza e opposizione, avevamo accettato.
Vi saluto, divertitevi
CAPODICASA Io seguo l'onorevole Ortisi.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l'allegato subemendamento H.63.G.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se il
Governo sta valutando alcuni atteggiamenti politici: pochi istanti
addietro sono stati respinti emendamenti per 50 milioni - ricordo
quello a firma dell'onorevole Tumino -, l'opposizione ha avuto il
buon senso di ritirare emendamenti di spesa; invece, adesso si sta
facendo un ragionamento politico per andare incontro alle esigenze
di un determinato gruppo, e addirittura, l'affidabilità di un gruppo
e la partecipazione ad una maggioranza si misura su un emendamento.
Ma stiamo scherzando?
A mezzanotte, dopo 48 ore, c'è ancora qualcuno che dà spazio a
questo tipo di mercato? Non so se posso restare fino alla fine,
perché ciò che sta accadendo, a mio avviso, offende l'intelligenza
di tutti.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei una
precisazione dal Governo rispetto alla tabella H e l'unità
previsionale di base 3.2.1.3.3.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, stiamo votando il
subemendamento H63.G.
SPAMPINATO Signor Presidente, le chiedo, allora, di poter
intervenire prima che la tabella H venga posta in votazione.
PRESIDENTE D'accordo, onorevole Spampinato.
FORMICA Anche a nome dell'onorevole Savona, dichiaro di ritirare
l'emendamento H.62.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione il
subemendamento H63.G. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(E' approvato)
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
abbondantemente superato le 49 ore. Invito il collega e amico,
onorevole Formica, nel rispetto di tutti, a rivedere, se è
possibile, l'emendamento H.63 apportando una diminuzione di 500 mila
euro, al fine di concludere al più presto i lavori d'Aula. E' una
mia proposta.
FORMICA Per me va bene.
SPEZIALE Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO H.63
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento anche dagli onorevoli Capodicasa, Ferro,
Barbagallo, Gurrieri, Spampinato, Zago, Papania e Micciché, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento H.63.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito gli onorevoli deputati a munirsi di scheda per il voto
segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota verde vota a favore
dell'emendamento, chi vota rosso voto contro l'emendamento, chi vota
bianco si astiene.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 18
Contrari 37
L'Assemblea non approva.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
subemendamento H68.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la tabella H, come modificata.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a questo
punto credo sia necessario partire dalla tabella che è stata
distribuita unitamente al disegno di legge sulla Finanziaria.
All'Unità previsionale di base 3.2.1.3.3...
(brusìo in Aula)
PRESIDENTE Continui pure il suo intervento, onorevole
Spampinato, le prestiamo attenzione...
SPAMPINATO Credo che sia necessario che l'Aula mi segua...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi prego di lasciar liberi i
banchi del Governo
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 23.05, è ripresa alle ore
23.09)
La seduta è ripresa.
L'onorevole Spampinato ha rinunciato al suo intervento.
L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende la votazione della tabella H, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si riprende l'esame della tabella A.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti A5 e A6
degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
Pongo in votazione l'emendamento A5.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A6.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la tabella A, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la tabella B, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame degli articoli 76 e 77
in precedenza accantonati.
Pongo in votazione l'articolo 76.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 77.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 78. Ne do lettura:
"Art. 78.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.".
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si procede adesso alla votazione finale,
mediante procedimento elettronico, del disegno di legge n. 553/A.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli allegati
emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno:
117.1, 117.2, 117.3, 117.4, 117.5, 117.6.
Si passa all'emendamento 117.1. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, quando si è votato il comma 7
dell'articolo 6, c'era a mia firma un emendamento che mirava a
cassare le parole "associazioni, cooperative, circoli o altro, anche
senza fini di lucro": era la procedura di evidenza pubblica
riconosciuta alle società commerciali e a tutte queste associazioni.
In quell'occasione spiegai che tra queste tipologie, per esempio,
poteva trovarsi la Lega navale italiana, ente morale, riconosciuta
con D.P.R.
Orbene, con l'approvazione dell'emendamento, si è pure
approvato per un disguido, l'emendamento di cui sopra...
PRESIDENTE Si procederà a coordinare il testo, onorevole
Spampinato.
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge n. 553/A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Papania l'ordine del giorno n. 255 "Dibattito
parlamentare per definire i percorsi di stabilizzazione più idonei
allo svuotamento del bacino L.S.U.".
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CONGEDO
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta richiesta di congedo
relativa all'onorevole Vicari.
Non sorgendo osservazioni, il congedo s'intende accordato.
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
"DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE PER L'ANNO 2003"
(N. 553/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge: "Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2003" (n. 553/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 41
Contrari 9
Astenuti 1
L'Assemblea approva.
Onorevoli colleghi, comunico la sospensione della seduta per
consentire alla Giunta di Governo di approvare e presentare
all'Assemblea la Nota di variazioni al bilancio conseguente
all'approvazione della finanziaria ed alla Commissione bilancio di
esprimere il relativo parere.
(La seduta, sospesa alle ore 23.23, è ripresa alle ore
23.28)
La seduta è ripresa.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Comunico di
aver presentato alla Commissione Bilancio la nota di variazioni
approvata dalla Giunta di Governo.
PRESIDENTE La Commissione comunica l'esito favorevole alla nota
di variazione.
Pongo in votazione la nota di variazioni.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N. 554-557-562-588/A
PRESIDENTE Si riprende l'esame del disegno n.
554-557-562-588/A.
Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:
"Art. 11.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione, con effetto dal 1
gennaio 2003.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.".
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
"BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2003 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2003-2005"
(NN. 554-557-562-588/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge: "Bilancio di previsione della Regione
Siciliana per l'anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per
il triennio 2003-2005" (nn. 554-557-562-588/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 55
Maggioranza .............. 28
Favorevoli ............... 44
Contrari ................. 10
Astenuto ................. 1
(L'Assemblea approva)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 23.31, è ripresa alle ore 00.02 di
sabato 5 aprile 2003)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 9 aprile
2003, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Istituzione dell'Assessorato della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali". (N. 553/A - stralcio 1)
(Seguito)
Relatore: on.le Savarino
2) "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 2 agosto
2002, n. 7. Disposizioni in materia di acque sotterranee".
(N. 553/A - stralcio 2) (Seguito)
Relatore: on.le Vicari
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 00.03 di sabato 5 aprile 2003