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Resoconto d'Aula della Seduta n. 142 di mercoledì 04 giugno 2003
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     TURANO  segretario  f.f.,  dà  lettura del processo verbale della
  seduta  precedente   che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                      COMUNICATO DEL PROGRAMMA DEI LAVORI

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  comunico che la Conferenza dei
  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari,  estesa  ai  Presidenti  delle
  Commissioni, nella riunione tenutasi oggi, 4 giugno 2003, presieduta
  dal  Presidente  onorevole  Guido  Lo  Porto  e  alla  presenza  del
  Presidente  della   Regione,   onorevole  Salvatore  Cuffaro  e  del
  Vicepresidente dell'Ars  onorevole  Fleres, ha stabilito il seguente
  programma dei lavori delle Commissioni e dell'Aula:

    - le Commissioni sono  autorizzate  a  riunirsi dalla data odierna
    fino a martedì 17 giugno 2003 per l'esame prioritario dei seguenti
    disegni di legge:  1) famiglia;  2) riforma urbanistica e riordino
    delle coste;  3) medicina  umanitaria;  4)  interventi nel settore
    sanitario  e della riforma  sociale  (numero  298.6);  5)  riforma
    delle A.S.I. (numeri 19-20);

    - la Commissione per il Regolamento terrà la sua seduta conclusiva
    per l'esame delle  proposte  di  modifica  del Regolamento interno
    dell'A.R.S., martedì 10  giugno 2003 alle ore 17,00; tali proposte
    saranno successivamente sottoposte all'esame dell'Aula;

    - l'Aula terrà seduta a  partire da mercoledì 18 giugno 2003, alle
    ore 17,30.

       Comunico  che  la   Conferenza   dei   Presidenti   del  Gruppi
  parlamentari ha altresì stabilito  che  entro  la  corrente sessione
  parlamentare,  che  dovrebbe  tendenzialmente  chiudersi  giovedì  7
  agosto 2003, saranno esaminati in via prioritaria i disegni di legge
  concernenti: a) mobbing; b)  riordino  della  struttura  del Governo
  regionale e spoil system; c) formazione professionale e riordino del
  mercato del lavoro.
       Il  Governo si impegna a  presentare  entro  il  30  giugno  un
  proprio disegno di legge  in  materia  di  riordino della formazione
  professionale.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

    - "Provvedimenti per  la  promozione  dei Giochi mondiali militari
    2003" (n. 621)

    - d'iniziativa governativa

    - presentato dal  Presidente  della  Regione f.f. (Castiglione) su
    proposta dell'Assessore per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed i
    trasporti (Cascio) in data 3 giugno 2003

    -   "Nuove    norme    sugli    incarichi    dirigenziali   presso
    l'Amministrazione  regionale   e   sugli   incarichi   negli  enti
    sottoposti a controllo o vigilanza della Regione" (n. 622)

    - d'iniziativa parlamentare

    - presentato dagli onorevoli Fleres ed altri in data 3 giugno 2003

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE    Comunico,   ai   sensi  dell'articolo  70  bis  del
  Regolamento  interno,  le seguenti richieste di parere pervenute dal
  Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Consorzio ASI  di  Enna  - Designazione presidente del collegio
    dei revisori" (n. 150/I)

    -  "Camera  di  commercio  di  Ragusa  -  Designazione  componente
    effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti" (n.  151/I)

    - "Consorzio ASI  di Ragusa - Designazione presidente del collegio
    dei revisori" (n.  152/I)

                     PERVENUTE IN DATA 29 MAGGIO 2003
                      INVIATE IN DATA 29 MAGGIO 2003

     COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DI ATTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE

     PRESIDENTE   Comunico  che   la   Corte   dei   conti  -  Sezione
  giurisdizionale per la Regione siciliana nella personale del giudice
  unico delle pensioni, con  ordinanza  n.  105 del 2003, vertente tra
  Mancuso Angela e la Regione siciliana, ha dichiarato rilevante e non
  manifestamente infondata  la questione di legittimità costituzionale
  dell'articolo 39, comma 1,  secondo  periodo  e comma 2, della legge
  regionale 15 maggio 2000,  n.  10,  nella  parte  in cui, dopo avere
  sospeso l'applicazione  delle norme che consentivano i pensionamenti
  di anzianità fa,  però,  salva  l'applicazione dell'articolo 3 della
  legge regionale 23 febbraio 1962, n.  2 per i dipendenti che abbiano
  maturato l'anzianità di  servizio  utile  ivi  prevista  o  che tale
  anzianità maturino entro il 31 dicembre 2003, con le modalità di cui
  al successivo comma 2, con  riferimento  agli  artt. 3 e 81, comma 4
  della Costituzione, pertanto sospende il giudizio in corso ed ordina
  l'immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.

                           ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

            N.     1172  -  Estensione  della  circolare  n.  809/1995
          dell'Assessorato  regionale  della  sanità,  ai  tecnici  di
          radiologia  in  ruolo  in  possesso  dell'  abilitazione  di
          esperto qualificato in radioprotezione.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Tumino Carmelo

            N. 1173 - Notizie sulla  disponibilità  finanziaria  della
          CRIAS.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Virzi' Gioacchino

       Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.

                           ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE    Comunico   che   è  stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 106 - Notizie in merito all'ordine del  giorno  n.  243
          Iniziative di sostegno a favore di Emergency .
            - Presidente Regione
          Miccichè Calogero

       Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
  abbia  dichiarato   di  respingere  l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza stessa
  sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per  essere svolta al proprio
  turno.
       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma  9,  del Regolamento
  interno  che  nel corso della seduta potrà  procedersi  a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


            DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE  Si passa al  secondo  punto  dell'ordine  del giorno:
  Lettura ai sensi e per gli  effetti  degli articoli 83, lettera d) e
  153 del Regolamento  interno,  della  mozione numero 220 "Iniziative
  riguardanti il personale  ex  LSU  della  Protezione  civile", degli
  onorevoli Feres, Catania Giuseppe, Maurici, Scoma.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TURANO  segretario f.f.:

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     premesso che:

            - l'art.  23   quater   del   D.L.  30  gennaio  1998,
              convertito con  modificazione  nella  Legge  61  del
              1998, stabilisce  che  'per le attività previste dal
              presente  decreto  le  regioni  e  gli  enti  locali
              provvedono, per un  periodo  massimo di tre anni, al
              potenziamento    dei    propri   uffici   attraverso
              assunzioni di  personale tecnico ed amministrativo a
              tempo    determinato,   in   deroga   alle   vigenti
              disposizioni di legge ...';

            - ciò  ha   consentito   alla   Regione  siciliana  di
              fronteggiare  le  esigenze  legate alla salvaguardia
              del patrimonio edilizio a rischio sismico;

            - pur  mantenendosi  in  vita  la  ratio  dello schema
              contrattuale  originario  del marzo 1999, per cui la
              Regione  ha assunto a tempo determinato il personale
              in parola,  per  lo  svolgimento dei compiti e degli
              interventi di  cui  alla  Legge 31 dicembre 1991, n.
              433  e  successive  modifiche d integrazioni ed alla
              Legge 25  settembre  1996,  n.  496,  si  è rivelato
              necessario  fare  proseguire i rapporti, avvalendosi
              di  detto  personale   che  allo stato fronteggia le
              esigenze   operative   e  le  finalità  proprie  del
              Dipartimento regionale di Protezione Civile, in modo
              qualificato e non sostituibile;

            - per le attività connesse alle finalità di cui sopra,
              il  personale  proveniente dal bacino dei lavoratori
              socialmente  utili  è  stato impiegato per assolvere
              anche a funzioni di più larga portata ed importanza,
              attribuite alla Regione siciliana dall'art. 8 D.lg.s
              31 marzo 1998, n. 112 e successive modifiche;

            - i singoli contratti dei lavoratori, contrariamente a
              quanto   previsto,   non  sono  stati  risolti  alla
              scadenza,  essendo  stati  rinnovati  per  un eguale
              periodo di tre anni;

            - l'utilizzazione  a  termine  dei  lavoratori  è  uno
              strumento  diretto ad eludere la tutela del rapporto
              di lavoro a tempo indeterminato;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a  promuovere  ogni iniziativa mirante a predisporre
              l'adozione   degli   atti   necessari   per  portare
              all'esame    dell'Assemblea    regionale   siciliana
              l'argomento di cui in premessa;

            - a  riconoscere  che nello svolgimento delle funzioni
              assegnate,  il  personale  non  laureato, tecnico ed
              amministrativo  (informatico),  già LSU, formato dal
              Dipartimento   di   Protezione   civile,   opera  in
              condizioni  di  impiego  pariordinate  a  quelle dei
              dipendenti regionali, onde va osservato il principio
              di non discriminazione;

            - a prendere  atto che il rinnovo del rapporto a tempo
              determinato, che negli effetti e nella volontà della
              Regione  equivale  a  riassunzione  a  termine degli
              stessi  lavoratori, è intervenuto senza soluzione di
              continuità     rispetto    alla    prima    scadenza
              contrattuale;

            - a  prendere  atto , inoltre, che l'utilizzazione del
              personale diplomato  e non  laureato, per il quale è
              rinnovato il  rapporto  per un uguale periodo di tre
              anni,   effettuata   in   assenza   di  interruzione
              temporale   tra   i   due   contratti,  consente  di
              riconoscere  fondata  la  pretesa dei lavoratori che
              invocano  l'azione di accertamento dell'esistenza di
              un rapporto a tempo indeterminato;

            - a  considerare  che  l'oggettivo  fondamento  di una
              simile  richiesta dei lavoratori interessati, induce
              a  ritenere  opportuno di valutare favorevolmente la
              loro  posizione in vista dei considerevoli danni che
              potrebbero  derivare  alla Regione dall'accoglimento
              delle loro istanze in sede giudiziaria;

            - a considerare  che  i  contratti  di  lavoro a tempo
              indeterminato  rappresentano  la  forma  comune  dei
              rapporti  di  lavoro  e  contribuiscono alla qualità
              della   vita   dei   lavoratori   interessati   e  a
              migliorarne il rendimento;

            - a considerare  che  ai  contratti  di lavoro a tempo
              determinato originariamente stipulati sono venute  a
              mancare, ormai, le ragioni oggettive giustificatrici
              della  temporaneità  dell'impiego,

            - nello  stesso  tempo  non  è  possibile  prescindere
              dall'apporto  tecnico e professionale dei lavoratori
              interessati  nell'ambito  territoriale della Sicilia
              orientale,   area   nella   quale   deve  proseguire
              stabilmente l'attività in corso, per la funzionalità
              del dipartimento di Protezione Civile;

            - a   considerare   che  la  Regione  non  può  creare
              condizioni  precarie  e di dubbia legittimità e deve
              prevenire   gli  abusi  derivanti  dall'utilizzo  in
              successione,   senza  soluzione  di  continuità,  di
              contratti e  rapporti di lavoro a tempo determinato,
              in violazione dei diritti dei lavoratori impiegati a
              rendere con  indiscusso  impegno  un servizio ed una
              utilità  pubblici   dai  quali  non  può  certamente
              prescindersi;

            - a dare  corso  ed  adottare a brevissimo termine gli
              opportuni   atti   con   i  quali,  riconosciuta  la
              posizione  formale  e  sostanziale  in cat. 'D1' del
              personale   già  LSU  in  possesso  del  diploma  di
              istruzione  secondaria  di  2   grado  -  tecnico  -
              amministrativo e  informatico - nonché il ruolo e la
              funzione  espletata,  venga  disposta la stipula con
              detto personale dei contratti a tempo indeterminato.

              (28 maggio 2003)

                             FLERES - CATANIA G. - MAURICI - SCOMA

     PRESIDENTE  Dispongo che la  mozione testé  letta venga demandata
  inviata  alla Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari
  perché  se ne determini la data di discussione.
       Onorevoli  colleghi,   l'Assessore   per  l'industria  sta  per
  raggiungere l'Aula;  sospendo pertanto la seduta per tre minuti.

   (La seduta sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.52)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
                        DELLA RUBRICA "INDUSTRIA"

     PRESIDENTE   Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del  giorno:
  "Svolgimento  di  interrogazioni   e   interpellanze  della  Rubrica
  Industria".
       Per assenza dall'Aula  dei  rispettivi  firmatari  le  seguenti
  interrogazioni si intendono  presentate  con  richiesta  di risposta
  scritta:

    numero 441 "Costituzione di una  scuola del marmo presso il Comune
    di Custonaci (TP)", dell'onorevole Oddo;

    numero 455 "Notizie sulle  dismissioni  degli Enti economici (vedi
    nota) regionali", dell'onorevole Gurrieri;

    numero 475 "Iniziative per  il rifornimento idrico delle industrie
    marmifere di Custonaci (TP)", dell'onorevole Oddo;

    numero 493 "Rilancio  dello  stabilimento  minerario  di  Petralia
    Soprana-Salinella", dell'onorevole Giannopolo.
       Si  procede   allo  svolgimento  congiunto  dell'interrogazione
  numero 543 "Notizie sul  ritardo  nella  soppressione e liquidazione
  dell'Ente  minerario  siciliano   e   sulla  mancata  ripresa  della
  produzione  dei   sali   potassici",   dell'onorevole   Miccichè   e
  all'interpellanza  numero 36  "Rilancio  della  produzione  di  sali
  potassici", degli onorevoli  Virzì, Formica, Ioppolo, Infurna nonché
  dell'interrogazione  numero   1073   "Notizie   sui   ritardi  nella
  soppressione e  liquidazione  dell'ente  minerario  siciliano, sulla
  mancata ripresa della produzione  di  sali potassici e sulla mancata
  ufficializzazione  della   relazione   del  Commissario  liquidatore
  dell'E.M.S.", dell'onorevole Miccichè.
       Ne do lettura:

          "Al   Presidente   della  Regione  e  all'Assessore  per
           l'industria

           premesso che:

         - sono trascorsi  più  di  3  anni  dall'emanazione della
           legge regionale  20  gennaio 1999, n. 5, riguardante la
           soppressione   e   liquidazione  degli  enti  economici
           regionali   e   le   dismissioni  delle  partecipazioni
           azionarie della Regione nei comparti produttivi;

         - il   commissario  liquidatore,  all'uopo  designato,  a
           tutt'oggi   non   ha   realizzato   alcuna    soluzione
           riguardante il comparto dei sali;

         - l'Assessore per l'industria non ha ancora presentato la
           relazione trimestrale sullo stato di  attuazione  delle
           dismissioni  alla  competente  commissione  legislativa
           dell'Assemblea regionale siciliana (l'ultima  relazione
           risale al 4 ottobre u.s.);

         - il convegno sulle  risorse  minerarie,  organizzato  ad
           Agrigento nello scorso mese  di  marzo ha registrato un
           notevole interesse da parte  di  tutti gli intervenuti,
           rappresentanti  nazionali  e  regionali  dei   seguenti
           settori:        accademico,        tecnico-scientifico,
           Amministrazione   pubblica,   politico,   economico   e
           sindacale;

         - in  tale  convegno,  considerate   ed   analizzate   le
           prospettive di mercato, il settore  dei  sali  è  stato
           concordemente  e  specificatamente  indicato  come  una
           risorsa  irrinunciabile  per  lo   sviluppo   economico
           produttivo   della   provincia   di   Agrigento,    con
           coinvolgimenti di interesse a carattere nazionale;

         - le  risorse  potassiche   presenti  nel  giacimento  di
           Realmonte, per quantità  e  per  qualità,  giustificano
           ampiamente l'impegno e la valorizzazione industriale;

         - il solfato potassico,  prodotto  finito  ricavato dalla
           lavorazione del  minerale  Kainitico,  è  fertilizzante
           biologico che, dopo la  chiusura nel 1992 delle miniere
           di Pasquasia e Casteltermini,  l'Italia  è costretta ad
           importare  con   notevoli   aggravi  per  l'agricoltura
           regionale e nazionale;

         - le rilevanti  ricadute  occupazionali,  enunciate dalla
           società   Italkali   (l'impiego   di  circa  400  unità
           lavorative nel  diretto  e il doppio nell'indotto) che,
           in  occasione del summenzionato convegno, ha illustrato
           il piano  di  impresa,  non possono essere trascurate o
           colpevolmente  disattese  in una provincia connotata da
           una esasperante emergenzialità occupazionale;

         - il contenzioso insorto negli anni passati tra Regione e
           società  che  opera  nel   settore  dei  sali  non  può
           condizionare e ritardare  la realizzazione dei progetti
           di  sviluppo  e   di   occupazione  ma,  nell'interesse
           pubblico, in maniera celere,  bisogna trovare giusta ed
           equa soluzione;

         - le  organizzazioni   sindacali   di   Agrigento   hanno
           reiteratamente chiesto al  Governo risposte concrete in
           ordine alla  possibile ripresa dell'attività estrattiva
           dei sali potassici, ma  al  momento  non hanno ricevuto
           alcun riscontro. A questo si deve aggiungere:

           a) un recente ordine del giorno dei Sindaci interessati
              -   Realmonte,    Porto   Empedocle,   Racalmuto   e
              Casteltermini - rimasto inascoltato;

           b) un  appello  del   21   novembre   scorso,   firmato
              congiuntamente  dalle   organizzazioni  sindacali  e
              dall'Unione degli  industriali  della  provincia  di
              Agrigento, rimasto inesaudito;

           c) infine  la richiesta  di  una  convocazione  urgente
              presentata    dalle    organizzazioni    confederali
              agrigentine ancora disattesa;

           per sapere:

         - se  il   Governo   intenda   mantenere  un inspiegabile
           silenzio che contribuisce a  ritardare la ripresa della
           produzione dei sali potassici;

         - se il Governo voglia   intervenire  in maniera incisiva
           sull'attuale Commissario   liquidatore  affinchè questi
           si attivi per concludere  in  tempi  brevi  il  compito
           assegnatogli;

         - quali siano  i  motivi  per  i  quali  l'Assessore  per
           l'industria   non   ha  ancora  presentato  alla  terza
           Commissione  legislativa la relazione trimestrale sullo
           stato di  attuazione delle dismissioni, come prevede il
           comma 5  dell'art.  2  della legge regionale 20 gennaio
           1999, n. 5;

         - cosa si pensi  di fare per rimuovere tutti gli ostacoli
           che  bloccano  attualmente  l'azienda  che  gestisce il
           comparto dei sali alcalini e pregiudicano l'avvio della
           realizzazione  del  progetto  di  sviluppo economico ed
           occupazionale nella provincia di Agrigento". (543)

                                                MICCICHE'

          "Al  Presidente  della   Regione  ed  all'Assessore  per
           l'industria,

      PREMESSO che un  interminabile  procedimento penale, avviato
           nel 1993, nonostante il  proscioglimento per ben 20 dei
           capi d'accusa per  la  non sussistenza dei fatti, ha di
           fatto sospeso  l'applicazione della legge della Regione
           siciliana che  regola  l'esercizio della produzione dei
           sali potassici,  penalizzando la società che attraverso
           l'EMS apparteneva il 51% alla stessa Regione;

      VALUTATO che la Commissione  europea  di Bruxelles ha dovuto
           riconoscere che la legge  regionale  n.  8 del 1991 non
           violava  le regole  comunitarie  sulla  concorrenza, in
           relazione alla  costruzione,  a  carico  della Regione,
           delle    infrastrutture   pubbliche   necessarie   allo
           smaltimento degli scarichi industriali;

      ATTESO che:

         - la  produzione  siciliana   del   solfato  potassico  e
           magnesico,  riconosciuta   dal   CIPE   di   prevalente
           interesse  nazionale e  fondamentale  per  la  medesima
           agricoltura, è  sostanzialmente  bloccata con evidenti,
           riscontrabili e  plateali  vantaggi  per la concorrenza
           straniera;

         - a carico della Regione,  viceversa  ed  a  mò di beffa,
           sono rimasti circa  mille  lavoratori  del  settore  in
           attesa di un eventuale ma improbabile reimpiego;

      CONSIDERATO che gli  impianti produttivi del settore versano
           in stato di abbandono  e  sono  oggetto  di saccheggi e
           devastazioni;

      SOTTOLINEATO   come  tutta   la   nostra   agricoltura   sia
           oggettivamente   penalizzata   dall'ingente  rialzo  di
           prezzo  dei  sali   potassici  posto  in  essere  dagli
           esportatori di Francia e Germania;

      RILEVATO come a  più  di  tre  anni  e mezzo dall'emanazione
           della legge  regionale  20.1.1999 n.  5 'soppressione e
           liquidazione   degli   Enti   economici  regionali'  il
           Commissario   liquidatore,   diventato   formalmente  e
           sostanzialmente   il   gestore   unico  del  patrimonio
           pubblico regionale,  non  abbia  messo  in campo alcuna
           soluzione per il  comparto dei sali mentre nulla è dato
           sapere sullo stato di attuazione delle dismissioni;

      PRESO ATTO che una ripresa del settore, oltre che comportare
           varie   centinaia   di    nuovi    posti    di   lavoro
           nell'agrigentino, produrrebbe  un  benefico  ritorno ad
           una   vera    concorrenza    con   immediati   vantaggi
           per l'agricoltura regionale e nazionale;

      PER CONOSCERE:

         - se  il Governo della  Regione  non  ritenga  giunto  il
           momento, dopo una  lunga  stagione  di  incertezze,  di
           orientarsi  decisamente per  la  ripresa ed il rilancio
           di un comparto che era diventato il fiore all'occhiello
           dell'industria siciliana;

         - se  il  Governo  della  Regione  non  ritenga  doveroso
           intervenire  per   sollecitare   l'attuazione  piena  e
           tempestiva dello spirito  e  della  lettera della legge
           sulla soppressione degli Enti, visto che il Commissario
           liquidatore   appare   chiarissimamente   orientato   a
           regolarsi sui tempi dell'eternità, con un atteggiamento
           antagonistico e  causidico  che non corrisponde nè agli
           interessi della Regione  nè  a  quelli  di  una moderna
           impresa capace e vogliosa di restare sul mercato;

         - se  il  Governo  della   Regione  non  ritenga  che  il
           Commissario  abbia  il   preciso   dovere,   in   tempi
           accettabili e compatibili  con  le  esigenze  del terzo
           millennio, di demandare  ad un collegio indipendente il
           regolamento di tutti  i  rapporti  pendenti,  a partire
           dalla  definizione  e  liquidazione  del  valore  della
           partecipazione    regionale e della   risoluzione   del
           contenzioso, per   consentire   alla   società   quella
           complessiva ed onerosa opera di rilancio produttivo (in
           collaborazione anche col  CNR)  che  consentirebbe  nel
           breve  termine il recupero  di  oltre  un  decennio  di
           stasi". (36)

                                        VIRZI' - FORMICA - TRICOLI
                                        IOPPOLO - INFURNA

          "Al   Presidente  della  Regione  ed  all'Assessore  per
           l'industria, premesso che:

         - il  settore  dei sali potassici dovrebbe essere uno dei
           cardini   dell'economia  dell'Isola,  viste  le  grandi
           quantità e, soprattutto, l'elevata qualità del minerale
           presente nel territorio siciliano, in particolare nelle
           province di Agrigento e Caltanissetta;

         - il prolungamento della soluzione del problema e la poca
           chiarezza  della  posizione  ufficiale  del Governo nei
           rapporti col  suo socio di minoranza, bloccano di fatto
           ogni iniziativa  in  Sicilia nel compartimento dei sali
           potassici  con  relativo  grave  danno  all'economia ed
           all'occupazione;

         per sapere:

         - il  motivo  per  il  quale  l'Assessore per l'industria
           abbia   presentato  in  ritardo,  sette  mesi  dopo  la
           trasmissione    della    relazione    del   Commissario
           liquidatore, ed in maniera non ufficiale, al Presidente
           della Regione, la relazione sulle dismissioni dell'Ente
           minerario siciliano;

         - il  motivo  per  cui  l'Assessore  per  l'industria non
           ritenga  opportuno  rispondere  alle interrogazioni sul
           tema  presentate  dai deputati dell'Assemblea regionale
           siciliana;

         - se  la Regione siciliana non ritenga dannoso continuare
           a bloccare, con i suoi ritardi, la cessione del 51% del
           suo  pacchetto  di  maggioranza,  ponendosi chiaramente
           oltre   i  termini  di  legge  fissati  dal  Parlamento
           siciliano con la legge regionale n. 2 del 1999;

         - quali iniziative intendano assumere per rimuovere tutti
           gli ostacoli che bloccano attualmente la produzione dei
           sali  potassici in Sicilia, pregiudicando l'avvio della
           realizzazione  del  progetto  di  sviluppo economico ed
           occupazionale nelle province siciliane e, in particolar
           modo,  in  quella  di  Agrigento  (si  fa  presente che
           l'avvio  dell'estrazione di tali minerali comporterebbe
           nelle  miniere di Realmonte e Racalmuto l'immissione al
           lavoro di oltre 400 nuovi dipendenti)". (1073)

                                        MICCICHE'

       Ha facoltà di parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire  la
  risposta.

     NOE'   assessore  per   l'industria.  In  riferimento  agli  atti
  ispettivi  in  oggetto   indicati,  si  forniscono  le  informazioni
  richieste agli onorevoli interroganti.
       Si premette che i tre  atti sono stati unificati nella risposta
  in quanto interessano argomenti tra loro correlati.
       Inoltre,   anche    in    riferimento    al    secondo    punto
  dell'interrogazione numero 1073, si  fa rilevare che le informazioni
  di cui agli atti ispettivi  36  e  543,  pur richiedenti la risposta
  orale, sono state parzialmente  fornite  per  iscritto, per maggiore
  sollecitudine, con nota numero 145 del 27 gennaio 2003 inviata anche
  al  Servizio  di Segreteria  dell'ARS.  In  data  odierna  è  adesso
  possibile fornire le richieste risposte orali.
       Si osserva preliminarmente,  che  le competenze del Commissario
  Liquidatore degli Enti economici,  sono  quelle previste dalla legge
  regionale numero 5/1999 e  dalla  vigente  disciplina  in materia di
  liquidazione.   Rientra nei suoi  compiti  la  gestione, a  fini  di
  liquidazione, del solo  patrimonio  degli  Enti  economici regionali
  ESPI,  EMS  E  AZASI,   rimanendo   pertanto  esclusa  la  gestione,
  eventuale, delle miniere di Pasquasia e Casteltermini.
       In ottemperanza ai  doveri ed  obblighi  del  Liquidatore, come
  individuati dalla disciplina  codicistica e dalla L.R. 5/1999 che ad
  essa rinvia e  che  sinteticamente  rimandano  alla  più conveniente
  alienazione dei beni  sociali  ed  al  recupero  dei crediti vantati
  dall'Ente,  al  fine   della   estinzione   dei   debiti  sociali  e
  dell'eventuale  riparto  ai  soci,  il  Commissario  Liquidatore  ha
  assunto  conseguenti   iniziative,  delle  quali  ha  periodicamente
  riferito in rapporti,  relazioni o note di aggiornamento sullo stato
  della liquidazione  degli  Enti  economici regionali, trasmessi alla
  scrivente.
       Trattasi   di   iniziative   volte   alla   dismissione   della
  partecipazione EMS nella  ITALKALI S.p.A. nel rispetto della vigente
  normativa  e  nell'interesse   dell'EMS   e  della  Regione  ad  una
  conveniente vendita, nonchè  di  iniziative  volte alla difesa degli
  interessi  e delle  ragioni  dell'Ente  (e  pertanto  della  Regione
  siciliana),  nonchè  alla  conservazione  del  patrimonio  EMS,  con
  conseguente resistenza alle  domande  e pretese avanzate in giudizio
  da ITALKALI nei confronti dell'EMS.
       Si ritiene utile precisare inoltre quanto segue:

    - con riguardo  alla  dismissione  della  partecipazione EMS nella
    ITALKALI S.p.A., è stata  avviata trattativa privata con i soci di
    minoranza della Società;

    -  la  valutazione   della   partecipazione   azionaria   è  stata
    prevalentemente  effettuata   in   conformità   all'art.   15  del
    D.P.Reg.Sic. n. 37/1997, che  obbliga  alla  acquisizione  di  una
    doppia  valutazione  da  parte   di   società  di  valutazione  di
    comprovata esperienza nazionale ed internazionale;

    - tali advisors, selezionati  previo esperimento di gara, hanno da
    tempo espletato l'incarico e  le  valutazioni  hanno  collocato il
    presumibile valore della  partecipazione  entro  un range compreso
    tra i 53 e i 70 miliardi  di  lire, con uno scarto dovuto alla non
    chiara situazione del contenzioso  tributario  a  quella  data  in
    essere.  Gli esiti della  valutazione  sono  stati  comunicati  al
    rappresentante designato dai  potenziali  acquirenti  già con nota
    del 6/12/2001.  Attese  reiterate richieste di chiarimenti, l'EMS,
    al fine di accelerare la  procedura,  ha  proposto  l'avvio  di un
    confronto  tra i propri  valutatori  ed  esperti  di  fiducia  dei
    potenziali acquirenti.  Ritenuta  l'esistenza di controversia, gli
    acquirenti hanno fatto ricorso  ad  arbitrato.  Malgrado la nomina
    dell'arbitro  da   parte   dell'EMS,  tempestivamente  avvenuta  e
    successive  sollecitazioni  dell'arbitro  designato  dall'EMS  nei
    confronti dell'altro, la procedura  seguita non ha avuto esito. La
    sottoscritta ha quindi, in  data  3  aprile 2003, emanato apposita
    direttiva per rimuovere  gli  ostacoli  alla  realizzazione  delle
    prospettive  di   sviluppo   elaborate   dalla  Società  ITALKALI,
    richiedendo l'attuazione  immediata  della procedura d'alienazione
    della partecipazione  dell'ente  nell'Italkali,  ai sensi del DPRS
    primo settembre 1997, n. 37.

    - Per quanto riguarda  gli  altri  rapporti  tra  EMS  ed ITALKALI
    S.p.A., si fa presente  che  il  contenzioso  in atto è prossimo a
    definirsi:   in   particolare,   la   più   rilevante  e  decisiva
    controversia avviata da ITALKALI  contro EMS ed ISPEA, dopo che il
    Tribunale di Palermo ha  rigettato  le  domande  di  ITALKALI e la
    Corte d'Appello di  Palermo  ha  rigettato il conseguente appello,
    pende già da un  anno  dinanzi  alla  Suprema Corte, su ricorso di
    ITALKALI.

       Per quanto  attiene  le  iniziative riguardanti la liquidazione
  dell'Ente Minerario Siciliano  ed  ai risultati, si ritiene di dover
  far presente che,  all'inizio della gestione liquidatoria, il gruppo
  EMS comprendeva n. 15  società (4 in attività ed 11 in liquidazione)
  e ad oggi comprende n.  6  società, di cui 2 in attività (ITALKALI e
  SARCIS) e 4 in liquidazione (SITAS, ISAF, ISPEA, SARP). Va precisato
  che  la  partecipazione  SARP  è  in  corso  di  trasferimento  alla
  "Iniziative industriali S.p.A." (gruppo  ESPI)  per  la  fusione per
  incorporazione,  mentre   la   chiusura   dell'ISAF   è  subordinata
  esclusivamente  alal   prossima  bonifica  dei  siti  inquinati.  La
  chiusura della liquidazione ISPEA è legata alla vicenda ITALKALI.
       In sintesi, tenuto  conto  della  recente  alienazione dei beni
  residui da parte  di  SITAS,  alla  chiusura  dell'esercizio 2002 il
  Gruppo EMS sarà costituito  da due sole società in attività e da due
  società in liquidazione. Inoltre  si fa rilevare che nel triennio di
  liquidazione, la gestione liquidatoria ha condotto alla chiusura, in
  via transattiva, di circa un  migliaio di vertenze con ex dipendenti
  e, soprattutto, al recupero quasi integrale dei crediti vantati.
       Tutto ciò premesso  e rilevato, la sottoscritta concorda con le
  preoccupazioni espresse  dagli  onorevoli  interroganti, ma  ritiene
  doveroso sottolineare che il  settore  in  cui  opera  la società in
  argomento  è  già   oggetto   di  particolare  attenzione  da  parte
  dell'Assessorato, in quanto  in  esso  vengono  valorizzate  sia  le
  risorse che i prodotti endogeni.
       Si  rileva inoltre che  per  quanto  di  competenza  di  questo
  Assessorato sono state create  le  condizioni, anche attraverso atti
  di  indirizzo  tesi alla razionalizzazione ed allo snellimento delle
  procedure  amministrative, affinché  gli operatori economici possano
  realizzare senza alcun appesantimento burocratico le loro iniziative
  imprenditoriali nel settore dei sali potassici.
       In merito alla società Italkali, a cui  fanno  cenno  gli on.li
  interroganti, si ritiene utile far presente che a seguito di istanza
  formulata da Italkali S.p.A. in data 14.11.2001,  volta  ad ottenere
  il  contributo  previsto  dall'art.  9  della legge  752/82  per  la
  realizzazione di un progetto di ricerca operativa  su un processo di
  produzione  di  solfato  di  potassio  da   kainite,  oggetto  della
  concessione  di  sali  alcalini denominata "Realmonte",  di  cui  la
  stessa  istante è titolare, questo Assessorato  ha  espresso  parere
  favorevole, comunicato al Ministero delle  Attività  Produttive, con
  nota del Servizio II, prot. 4023 del 26.06.2002.
       L'Assessorato, infatti,  considerato  che  già   con   il  D.A.
  Industria  n.  518  del  18.05.2002, di  proroga  della  concessione
  "Realmonte", veniva ritenuta essenziale la  ripresa  produttiva  nel
  settore de quo e verificata preliminarmente ed in senso positivo, la
  fattibilità tecnica economica del progetto,  ha espresso l'ulteriore
  considerazione che un eventuale esito positivo  delle risultanze del
  programma, può costituire valido presupposto per  il  rilancio della
  produzione  dei  sali potassici in Sicilia,  con  evidenti  ricadute
  occupazionali sul territorio interessato.
       In merito a quanto riportato al punto  3  della  interrogazione
  1073,  relativo  alla  cessione  del  pacchetto  di  maggioranza  di
  proprietà  regionale  nella  Italkali,  si  fa   presente   che   il
  Commissario liquidatore ha avviato le procedure propedeutiche a tale
  operazione.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Micchiché per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  Assessore  per  l'industria,  mi
  dichiaro insoddisfatto. Lei ha letto in maniera così veloce che mi è
  stato difficile recepire.
       Per quanto riguarda  la  parte  relativa  al  discorso  che  fa
  riferimento alla nota  di  autorizzazione  per  l'utilizzo,  per  il
  programma stabilito e  richiesto  dalla  società  che ha chiesto non
  contributi (non ha  chiesto  assolutamente  niente)  ma  la messa in
  produzione di un prodotto  che  non solo è di carattere nazionale ma
  serve all'economia siciliana,  mi  pare  che  la  Regione siciliana,
  questo Governo, abbia messo  il  problema  in  secondo  piano con la
  scusa del contenzioso a cui  anche lei ha fatto riferimento, ed è la
  'cartina di tornasole', la giustificazione per non fare niente.
       Ciò lo si può  benissimo  dimostrare col fatto che i tempi sono
  stati lunghi e  ingiustificati  sia  sotto  il  profilo politico che
  sotto quello tecnico.
       Faccio un esempio:  in  una  riunione  promossa  dal Presidente
  dell'Assemblea, qualche mese  fa, esattamente nel mese di febbraio o
  marzo - ho  presentato  anche  una  successiva interrogazione - sono
  venuto a conoscenza  del  fatto  che  il  commissario liquidatore ha
  predisposto una nota, della  quale  io sono venuto a conoscenza solo
  in quella sede, soltanto nel mese di marzo, cioè otto mesi dopo; ciò
  vuol dire, senza ombra  di  dubbio,  che  c'è stato un lassismo, una
  inadempienza a trattare  questo  argomento  e rendere l'Assemblea, i
  deputati   che    hanno    presentato   una   interrogazione   dotti
  dell'argomento. Tanto è  vero  che  io,  insieme  alla buonanima del
  Presidente della  terza  Commissione,  onorevole  Tricoli,  lo avevo
  sollecitato  e  lui  mi   disse  che  aveva  anche  parlato  con  il
  commissario o forse anche  con  lei  per  sollecitare un incontro in
  Commissione al  fine  di  definire  questo argomento, Fortunatamente
  oggi, per la prima volta, ufficialmente, il Governo sta trattando un
  argomento spinoso,  di  notevole importanza, anche strategica, sotto
  il profilo industriale.
       Noi  abbiamo  un  prodotto che si chiama "kainite", al quale ho
  fatto   riferimento,   si   tratta  di  un  prodotto  economicamente
  strategico  a  livello  nazionale e noi ne parliamo come se stessimo
  parlando  di  qualcosa  di poca importanza.
       Invece  è  di  fondamentale  importanza,  perché  non  solo  fa
  crescere  il  prodotto interno lordo nella nostra  Regione  ma  crea
  occupazione  in  un  momento  in  cui  la Sicilia,  come  tutti  noi
  sappiamo, ha un  problema  occupazionale. Quindi, la sua risposta mi
  pare lacunosa, perché non si dà una scadenza.
       L'interrogazione serve a stimolare ma l'unico  stimolo  che  ha
  avuto  è  il  dibattito  che  stiamo  facendo  oggi  in  quest'Aula,
  dopodiché  calerà nuovamente il silenzio.
       Spero che questa  interrogazione  possa  essere  da stimolo per
  dare maggiore impulso alla signoria vostra per cercare di trovare la
  soluzione.
       Non sono convinto  quando  si  dice:  "c'è  questo  contenzioso
  quindi ancora dobbiamo vedere come si concluderà".
       Ma  l'interrogazione  non  era  incentrata   sul  discorso  del
  contenzioso, ma sulla  fine  che deve fare l'estrazione del salgemma
  in  Sicilia;  perché  non  si dà un impulso maggiore affinché questo
  prodotto  possa  essere  messo sul mercato anziché  importarlo dalla
  Russia,  dalla  Germania  o,  addirittura,  da  qualche  altro paese
  extracomunitario?
       Noi abbiamo un prodotto, specialmente nella nostra provincia di
  Agrigento,   che  si  chiama  "kainite"  che  è  il  salgemma,  sali
  potassici, che può servire anche per l'agricoltura ma continuiamo ad
  importare i  fertilizzanti  dall'estero,  che  avvelenano  i  nostri
  campi, quando la  kainite  può servire per l'agricoltura nostra, per
  creare agricoltura biologica.
       Tutto  questo non è trattato con una forza, con la  convinzione
  di risolvere il problema. C'è qualcosa che non quadra.
       A  me  pare - spero  di  essere  smentito - che  ci sia qualche
  intenzione  di  prolungare  l'importazione  del salgemma dall'estero
  mentre le nostre miniere restano chiuse e possono essere sfruttate.
       Io  spero  che questa interrogazione possa dare una spinta, una
  propulsione  maggiore  affinché  questo  Governo  possa  trovare  la
  soluzione  non  solo  sotto  il  profilo  del  contenzioso  che è un
  problema  aperto,  ne  sono  convinto,  ma  sotto  il  profilo della
  risoluzione  del  problema vero:  occupazione, produzione. Ma non mi
  pare che  ci  sia  un impegno da parte del Governo. Spero che questa
  nostra breve discussione possa dare un insegnamento.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per l'industria
  per una breve replica.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor  Presidente, solo per
  precisare:  io  ho  lasciato agli atti la relazione; le consiglio di
  rileggerla,   perché  ho  detto  esattamente  l'opposto.
       Quindi, il  contenzioso  non è un problema, l'ultima azione che
  ha  fatto   il  Governo  è  quella  di  indirizzare  il  commissario
  liquidatore non più ad una trattativa diretta, in relazione al fatto
  che il socio di minoranza, che le ricordo è il socio che gestisce la
  società, la  Regione  siciliana  non  gestisce  e  non  fa  progetti
  industriale ma è il  socio  che ne ha la gestione, che fa i progetti
  industriali e su  cui  la  Regione  ha dato sempre parere positivo e
  appunto è scritto nella citata relazione che ho letto e, inoltre, io
  sono   andata   in   Commissione  'Attività  produttive' più  volte,
  relazionando   proprio   sugli  enti  economici, compresa  anche  la
  situazione dell'Italkali.
       Noi abbiamo da poco dato mandato affinché  si potesse procedere
  secondo quanto  previsto  dalla legge, per gli enti in liquidazione,
  alla vendita  della società con asta pubblica, in considerazione del
  fatto che con  il  socio di minoranza non si riusciva ad arrivare ad
  una soluzione.  Per cui il Governo ha fatto esattamente l'opposto di
  quello che lei ha dichiarato.

     PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione numero 559 "Modifica del
  Decreto assessoriale  dell'11 marzo 2002, relativamente ai criteri e
  alle  modalità  di  concessione  di  contributi  ai  comuni  per  la
  realizzazione   di   reti   di   distribuzione   del   gas  metano",
  dell'onorerevole  Spampinato.
       Per     assenza     dall'Aula     dell'onorevole    firmatario,
  l'interrogazione  si  intende  presentata  con richiesta di risposta
  scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  numero 568 "Iniziative in merito
  all'esercizio di  attività  estrattive  nel territorio del Comune di
  Messina", dell'onorevole Panarello.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TURANO  segretario f.f.:

          "Al Presidente    della   Regione,   all'Assessore   per
              l'industria,   all'Assessore  per  il  territorio  e
              l'ambiente,  all'Assessore  per  gli  enti  locali e
              all'Assessore  per i  beni culturali ed ambientali e
              la pubblica istruzione,

      premesso che:

         - lo   scrivente,   con  precedenti  atti  ispettivi,  ha
           sollecitato,    tra    l'altro,   la   nomina   di   un
           Commissario-provveditore   al   fine  di  accertare  la
           corretta  attuazione del piano di coltivazione relativo
           alle   attività  estrattive  ricadenti  nel  comune  di
           Messina,  contrada Fiumara Guardia-Fortino, autorizzate
           dal  Corpo  regionale  delle  miniere  in  favore della
           società Margherita srl;

         - successivamente,  per  evidenti ragioni d'ufficio ed al
           fine  di  rendere  pieno ed effettivo l'esercizio della
           relativa funzione pubblica rivestita, l'interrogante ha
           richiesto  al Comune di Messina il rilascio della copia
           del piano di coltivazione;

         - inopinatamente,  il  predetto  Ente, con nota prot. 190
           del  30.1.2002,  ha  comunicato  di  '....non essere in
           grado   di   rintracciare...'   il   piano   richiesto,
           suggerendo  di  rivolgersi  al  Corpo  regionale  delle
           miniere;

         - il  Corpo  regionale delle Miniere (distretto minerario
           di Catania), all'uopo interpellato, con nota prot. 2993
           del   7.4.2002,   ha   trasmesso  copia  del  piano  di
           coltivazione, segnalando  di  averlo  già  trasmesso al
           Comune di Messina per l'esercizio di vigilanza previsto
           dalle leggi vigenti;

         - l'illegittimo  diniego di prendere visione del predetto
           piano  di  coltivazione  impedisce  allo  scrivente  di
           esercitare il controllo connesso alla carica rivestita;

         - tuttavia,  sulla  base  della  parziale  documentazione
           rilasciata, è stato possibile rilevare che:

           a) l'area   interessata  dall'attività  estrattiva  nel
              precedente     strumento    urbanistico    risultava
              ricompresa  'in   zona   di   interesse  naturale  e
              paesaggistico';

           b) la  previsione  urbanistica contenuta nella variante
              generale  al  PRG  (servizi  F1,  SP),  adottata con
              deliberazione  di   C.C.   n.   29   del   1998,   è
              incompatibile con l'attività di cava;

           c) il   Corpo   regionale   delle   miniere,  distretto
              minerario   di   Catania,   ha   ritenuto  di  dover
              rilasciare, in vigenza del vincolo, l'autorizzazione
              all'esercizio di cava  di  sabbia  e ghiaia n. 9 del
              1991, scaduta nel mese di dicembre del 2001;

           d) il Comune di Messina, trattandosi di zona sottoposta
              a  vincolo, ha prescritto '.. il recupero ambientale
              mediante   sistemazione   e  modellamento  dell'area
              ....';

           e) il  grave  stato  di  degrado  dei  luoghi  induce a
              ritenere  che  il Comune di Messina, dichiaratamente
              sprovvisto    della    documentazione,   non   abbia
              esercitato i controlli previsti dalla legge;

           f) scaduti  i  termini  di validità dell'autorizzazione
              decennale  n.  9  del 1991, il Corpo regionale delle
              miniere, distretto minerario di Catania, ha ritenuto
              di  'prorogare  sine die' la stessa  autorizzazione,
              in   difetto   della   preventiva  acquisizione  del
              nulla-osta  all'impianto  previsto dall'art. 5 della
              legge  regionale  n.  181  del  1981,  nonché  dello
              studio  di  impatto  ambientale previsto dalle leggi
              nazionali e regionali;

           g) la  proroga  all'esercizio  dell'attività  di cava è
              stata  rilasciata  nonostante  la  nuova  e  diversa
              previsione  urbanistica contenuta nello strumento di
              pianificazione adottato  (il comune di Messina, allo
              stato, non  può  rilasciare  l'apposita attestazione
              prevista dall'art.  5  della  legge regionale n. 181
              del 1981);

           h) la   pretesa   di   completare   il   programma   di
              coltivazione  contrasta  con l'interesse pubblico di
              salvaguardare   un'area  già  sottoposta  a  vincolo
              paesaggistico   attraverso   il   recupero   ed   il
              risanamento dello stesso;

           - il degrado  ambientale  della  zona consente di poter
             affermare che nessuna sistemazione ambientale è stata
             mai effettuata dall'inizio dell'attività estrattiva;

      per sapere:

         - se  non  ritengano,  attraverso  l'esercizio dei poteri
           sostitutivi, di  dover  porre  fine  alla 'proroga sine
           die' dell'autorizzazione rilasciata dal Corpo regionale
           delle   miniere,   distretto    minerario  di  Catania,
           in difetto della preventiva acquisizione del nulla-osta
           di impatto  ambientale previsto dalle leggi nazionali e
           regionali;

         - se non  ritengano improntato ai principi di trasparenza
           e buon  andamento  della  P.A.  il  rifiuto opposto dal
           Corpo  regionale  delle miniere, distretto minerario di
           Catania, al rilascio degli atti richiesti;

         - se non intendano, considerato che il degrado ambientale
           della zona  consente  di  poter  affermare  che nessuna
           sistemazione  ambientale   è   stata   mai   effettuata
           dall'inizio dell'attività  estrattiva,  disporre con la
           massima  urgenza   un'ispezione  presso  il  Comune  di
           Messina tendente ad accertare:

           a) se siano stati effettuati controlli sulla regolarità
              dell'esercizio delle attività estrattive, segnalando
              eventuali inadempienze dell'Ente;

           b) il rispetto  del  programma  di  lavori previsto con
              il  piano di coltivazione, nonchè delle prescrizioni
              e  degli  obblighi  previsti dall'autorizzazione per
              l'esercizio dell'attività di cava;

           c) se  esista   un  piano  di  risanamento  delle  aree
              attualmente destinate a cava;

         - se non  ritengano, a seguito  dell'ispezione,  di dover
           disporre  la  nomina  di un Commissario-provveditore al
           fine  di  provvedere   con   la  massima  urgenza  alla
           sistemazione ambientale della zona;

         - se    non    considerino    necessario    invitare   la
           Soprintendenza   ai   beni  culturali  e  ambientali  e
           l'Ispettorato forestale, per quanto di loro competenza,
           a farsi  interpreti  delle  esigenze di rigorosa tutela
           dell'area di interesse paesaggistico;

         - quali  iniziative  intenda  assumere  il  Governo della
           Regione per  il  recupero  ed il risanamento delle cave
           della provincia  di  Messina  al  fine di salvaguardare
           l'ambiente e rilanciare l'occupazione".

                                              PANARELLO

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per l'industria
  per rispondere alla interrogazione.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  in  riferimento  all'atto  ispettivo in oggetto indicato,
  trattandosi di  richieste che investono anche la competenza di altri
  assessorati, si  forniscono  le  informazioni  di  competenza  della
  scrivente.
       Di  seguito si fornirà, solo per brevità, una sintesi di quello
  che  è  il  tormentato  iter  amministrativo  relativo  all'attività
  estrattiva in argomento.
       L'elencazione  cronologica  degli  atti che sono stati adottati
  dal   Corpo   regionale  delle  Miniere,  viene  per  semplicità  di
  esposizione, depositata agli atti.
       Le   attività   estrattive   cui   fa  riferimento  l'onorevole
  interrogante,  sono quelle della cava di sabbia e ghiaia, sita nella
  contrada  Fortino  del  comune di Messina, già in attività alla data
  della  prima  autorizzazione  provvisoria  rilasciata  dal distretto
  minerario di Messina, il 13 luglio 1981.
       Per  il proseguimento dell'attività di cava, acquisiti i pareri
  di  competenza tra cui anche quello della Sovrintendenza competente,
  ricadendo  la cava in una zona vincolata, nel 1988 e poi nel 1991, è
  stata  rilasciata  l'autorizzazione definitiva e poi la prosecuzione
  fino al 2001 dell'attività di cava.
       Nel  maggio  2001,  sei  mesi  prima della scadenza, la società
  Margherita  s.r.l.,  esercente  l'attività,  ha  chiesto  il rinnovo
  dell'autorizzazione   per   poter  proseguire  i  lavori  estrattivi
  nell'ambito della cava suddetta.
       Nelle  more  della  conclusione  dell'iter  procedimentale,  il
  Distretto  minerario  di  Catania nel dicembre 2001 ha rilasciato un
  provvedimento  di  proroga  dell'autorizzazione, anche tenendo conto
  del  parere  sulla  materia  rilasciato  dall'Ufficio  legislativo e
  legale della Regione siciliana del 13 dicembre 2000.
       Successivamente  al  provvedimento  di  proroga  del  Distretto
  minerario  di Catania, l'Assessorato del territorio e dell'ambiente,
  con  nota n. 27294, servizio VIA, del 13 maggio 2002, ha ritenuto di
  non   assoggettare   il   progetto   di   cava  al  procedimento  di
  compatibilità ambientale.
       Sono  stati  successivamente  acquisiti,  il  parere favorevole
  dell'Ispettorato  dipartimentale  delle  foreste,  ai  soli fini del
  vincolo  idrogeologico  ed  il  nulla osta  del Servizio geologico e
  geofisico del CO.RE.MI..
       Il   comune  di  Messina,  alla  data  dell'ultima  informativa
  trasmessa alla scrivente dal Distretto minerario di Catania (gennaio
  2003), non aveva ancora espresso parere, mentre la Sovrintendenza di
  Siracusa ha espresso parere contrario al rilascio della proroga.
       Contro  il provvedimento della Sovrintendenza è stato proposto,
  dalla  società  interessata, motivato ricorso gerarchico, non ancora
  definito.
       In  conclusione,  la procedura amministrativa di cui trattasi è
  abbastanza   complessa,   investe   interessi   contrastanti,  tutti
  meritevoli di considerazione ed è in via di risoluzione.
       Ferma  restando  la massima attenzione ai problemi ambientali e
  paesaggistici,  questi  devono  essere contemperati, secondo però le
  rigorose  previsioni  di  legge,  con  gli interessi dell'economia e
  dell'occupazione.
       Sarà   cura   della   scrivente,  che  tramite  i  dipartimenti
  interessati ed i propri uffici, segue con attenzione il procedimento
  in  argomento, adottare le eventuali opportune misure di competenza,
  non  appena  verranno chiarite alcune delle problematiche giuridiche
  di  dubbia interpretazione, non solo per la cava in argomento, ma in
  generale  per  la  prosecuzione  delle  attività  di  cava  in  aree
  vincolate.
       In  merito  a  quanto  richiesto al punto 2 dell'interrogazione
  ("accesso agli atti"),  premesso  che  la  scrivente  già in data 13
  marzo 2002  aveva richiamato l'attenzione dei dipartimenti in merito
  all'applicazione    della   cosiddetta   Legge   sulla   trasparenza
  amministrativa (legge regionale  n. 10 del 1991), nel caso specifico
  si è provveduto  ad  invitare  il  dipartimento  interessato  ad una
  corretta applicazione delle norme sul diritto di accesso.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     PANARELLO   Signor  Presidente,  Assessore  per  l'industria,  mi
  ritengo soddisfatto per quanto  riguarda  il  punto  2 e cioè per il
  richiamo fatto  agli  uffici competenti sulla questione del rilascio
  degli atti  che,  naturalmente,  anche  se non vorrei sottolinearlo,
  segnala purtroppo un atteggiamento di resistenza, non solo del Corpo
  regionale delle Miniere ma di diversi uffici della Regione, rispetto
  alle  richieste   da   parte  dei  parlamentari,  tant'è  che  nella
  finanziaria abbiamo dovuto inserire un'apposita norma.
       Per   quanto   riguarda  il  resto,  non  mi  posso  dichiarare
  soddisfatto   perché,  al   di   là   delle   considerazioni  svolte
  dall'Assessore, vorrei  sottolineare - da qui la mia insoddisfazione
  - e segnalare  ulteriormente  all'Assessore,  che  la cava di cui si
  parla nell'interrogazione è  situata  in  una collina della città di
  Messina  prospiciente  lo  stretto di Messina, quindi in una zona di
  particolare pregio paesaggistico...

     PRESIDENTE  Per poco, dopo il ponte

     PANARELLO  Il ponte va  di  là,  ammesso  che  si faccia il ponte
  ovviamente. Quella  zona  non  sarà  toccata dalle infrastrutture di
  collegamento  del  ponte. E' a ridosso, peraltro, del centro abitato
  di  Messina, anzi, in qualche maniera, è quasi circondata e, quindi,
  è collocata dal punto di vista urbanistico e da quello paesaggistico
  in maniera assolutamente anomala.
       Proprio per  queste  ragioni  ho inteso segnalare un'attenzione
  maggiore  da  parte  dell'Assessorato  e  degli  uffici competenti a
  partire  dal  Corpo  regionale delle Miniere, perché si tratta di un
  insediamento  produttivo  o,  per  meglio  dire,  di  un'attività di
  escavazione  che  avviene  in  un  contesto particolare. Ecco perché
  considero assolutamente necessario che gli atti già avviati da parte
  dell'Assessorato  siano completati rapidamente per restituire quella
  parte  del  territorio  di Messina alla sua naturale utilizzazione e
  fruizione da parte della città.
       Assessore, fra  l'altro,  le  segnalo  che avendo ascoltato con
  attenzione la sua  risposta  non  mi  sembra  che  lei  abbia  detto
  alcunché sul ripristino  dei  luoghi  che  pure è una delle clausole
  della concessione per l'attività di escavazione. Non risulta a vista
  d'occhio,  e ci sono state anche numerose segnalazioni sulla stampa,
  che  all'attività  di escavazione si sia accompagnata un'attività di
  ripristino  ambientale,  almeno  fino  ad  ora. Eppure l'attività di
  escavazione,  come  ha ricordato, esiste da almeno venti anni quindi
  già l'azienda  a  prima vista appare inadempiente e credo che ci sia
  su questo punto anche un problema che riguarda l'organo di vigilanza
  e cioè il Corpo regionale delle Miniere.
       Le segnalo, infine, che  il  fatto che il Comune di Messina non
  abbia risposto fino ad ora è indicativo di un imbarazzo da parte...

     NOE'  assessore per l'industria. Ha dato parere favorevole.

     PANARELLO  Il Comune di Messina? Allora non ho capito bene.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Solo  la  Sovrintendenza  di
  Siracusa.

     PANARELLO  Mi pare che  lei dicesse che il Comune di Messina fino
  al 2003 non aveva dato risposta

     NOE'   assessore   per  l'industria.  Ha  ragione,  avevo  capito
  risposta negativa. No, non ha dato risposta.

     PANARELLO     E'    indicativo   di   un   imbarazzo   da   parte
  dell'Amministrazione   comunale   di   Messina,   molto  criticabile
  ovviamente,  perché  avrebbe  dovuto  dare  già  parere negativo, ma
  rispetto,  appunto, alla prosecuzione di un'attività che è collocata
  male  dal  punto di vista urbanistico e, oggettivamente, costituisce
  uno scempio  in  una  zona di particolare rilievo dal punto di vista
  paesaggistico-ambientale del Comune di Messina.

     PRESIDENTE   Si  procede  allo svolgimento dell'interrogazione n.
  621  "Notizie in merito al futuro occupazionale dei 100 operai della
  Smim  impianti  di  Gela,  in  cassa  integrazione", degli onorevoli
  Morinello e Miccichè.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TURANO  segretario f.f.:

          "Al  Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per
           l'industria  e  all'Assessore   per   il   lavoro,   la
           previdenza  sociale,   la  formazione  professionale  e
           l'emigrazione,

      premesso che:

         - la  ditta  Smim   impianti   è   un'impresa  che  opera
           prevalentemente acquisendo commesse dall'Eni di Gela;

         - la   crisi   dell'Eni   ha   determinato   una   caduta
           occupazionale negativa, colpendo  sia  la  Smim  che le
           altre aziende dell'indotto;

         - complessivamente sono circa 350 gli operai dell'indotto
           che rischiano di perdere il loro posto di lavoro;

         - la Smim occupa circa 200  operai  di cui 100 sono stati
           collocati in cassa integrazione due anni fa;

      considerato che:

         - la cassa integrazione per  i  100  operai  della Smim è
           scaduta il primo maggio;

         - il Governo nazionale si  era  impegnato  ad  emanare un
           decreto  per  salvaguardare  l'occupazione nell'indotto
           gelese dell'Eni;

         - ad oggi tale decreto non  è stato ancora  emanato, ma è
           stato fissato un'incontro tra  le  parti  per  il 10 di
           giugno a Roma presso il Ministero del Lavoro;

         - gli  avvenimenti   dei  mesi  precedenti  hanno  creato
           tensione nella  popolazione gelese sul futuro economico
           di tutto il  comprensorio,  situazione  che  rischia di
           divenire   nuovamente   esplosiva   con   ripercussioni
           negative sull'ordine pubblico;

      ritenuto che la situazione della  Smim  è  comune a tutte le
           imprese  che   vivono  di  commesse, del  petrolchimico
           gelese;

      per sapere:

         - se il Governo regionale sia a conoscenza del fatto;

         - quali  provvedimenti  intenda  adottare  e  se  intenda
           intervenire presso il  Ministero  del  Lavoro  affinchè
           venga risolto definitivamente il  problema della Smim e
           di   tutto    l'indotto   gelese   del   petrolchimico,
           salvaguardando l'occupazione  e  creando la possibilità
           di uno sviluppo economico  che  tenga anche conto della
           salvaguardia dell'ambiente".

                                      MORINELLO - MICCICHE'

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per l'industria
  per rispondere alla interrogazione.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  in questo caso rispondo a braccio perché non ho preparato
  nessuna relazione.
       Sapete  che  la ditta Smim che opera prevalentemente a Gela con
  il gruppo  Eni  (ma  non solo a Gela), è un'azienda che ha avuto dei
  problemi  legati  al  fatto  di aver perduto alcune gare di appalto.
  Questo, ovviamente, così come accade in molti siti di interesse, per
  così dire, petrolchimico, provoca alcuni periodi di tensione, cioè a
  dire  gli  investimenti  del  settore petrolchimico, le manutenzioni
  così  come  gli ulteriori investimenti produttivi hanno, ovviamente,
  un inizio ed una fine; nel momento in cui l'investimento ha termine,
  di   fatto  accade  che  le  aziende,  che  normalmente  operano  in
  quell'area,  hanno  un  surplus di manodopera qualora non riescano a
  prendere altre gare d'appalto.
       Questo è  quello  che  è  accaduto alla Smim, so però, per aver
  partecipato  attivamente  a numerosi incontri sia con l'associazione
  degli industriali che all'Asi di Gela che con la stessa azienda, che
  il problema  è, di fatto, ad oggi rientrato in relazione ad un nuovo
  appalto che la Smim si è aggiudicato.
       Il periodo di crisi che queste aziende dell'indotto subiscono è
  un fatto  più  o  meno  ciclico;  ovviamente  abbiamo interessato il
  Ministero   del   lavoro,  così  come  l'onorevole  interrogante  fa
  rilevare, per  trattare  gli  argomenti  legati ad un decreto che il
  Ministero del Lavoro  stesso  ha  già  in  parte  fatto  di  cui  ha
  utilizzato solo in parte Gela, e che si sta vedendo di modificare in
  modo da poter creare quegli ammortizzatori sociali che consentono in
  questi momenti alle aziende di non entrare in crisi definitiva ma di
  riuscire a  superare  il  momento con questi ammortizzatori previsti
  per le  aziende  del  settore  relativamente al personale che ha una
  certa anzianità.
       Ciò che si  sta  facendo  con  il  Ministero  del  lavoro  è di
  intervenire   in   modo   tale  che  l'anzianità  venga  considerata
  un'anzianità d'area e non della singola azienda.
       Questo  risolverebbe  in  gran  parte  il  problema legato alle
  aziende dell'indotto  di  Gela  così  come  ad  altre  aziende degli
  indotti di Siracusa e di Milazzo.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Miccichè  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     MICCICHE'  Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

     PRESIDENTE   Non  sorgendo osservazioni, resta stabilito che alla
  interpellanza numero  42  "Emanazione del bando per l'erogazione dei
  contributi per  impianti di produzione di energia elettrica pulita",
  dell'onorevole  Moschetto, l'assessore invierà risposta scritta.
       Per  assenza  dall'Aula  dei  rispettivi  firmatari le seguenti
  interrogazioni  si  intendono  presentate  con richiesta di risposta
  scritta:

           - numero  658  "Iniziative per evitare la chiusura del polo
           chimico in Sicilia", dell'onorevole Ortisi;

           -  numero   690  "Iniziative  urgenti  a  difesa  dei  Poli
           industriali   della   Sicilia   e   del   Polo  chimico  in
           particolare", dell'onorevole Sbona.

       Si  procede  allo svolgimento congiunto delle interrogazioni n.
  748  "Iniziative   per  scongiurare  la  chiusura  della  Keyes'  di
  Fiumefreddo  (CT),  dell'onorevole  Villari e n.  779 "Provvedimenti
  riguardanti  l'azienda  'keyes'  di Fiumefreddo (CT) degli onorevoli
  Raiti, Ferro, Spampinato, Leanza Nicola, Fleres, Liotta, Barbagallo,
  Moschetto e Garofalo.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TURANO  segretario f.f.:

          "Al  Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per
           l'industria  e  all'Assessore   per   il   lavoro,   la
           previdenza  sociale,   la  formazione  professionale  e
           l'emigrazione, premesso che:

         - la   KEYES,   industria   manifatturiera   storicamente
           insediata  nel territorio  del  Comune  di  Fiumefreddo
           (CT), ha rappresentato  un  importante polo industriale
           nel settore della produzione  degli  imballaggi e della
           trasformazione della  carta,  procedimento quest'ultimo
           di grande importanza ed  attualità  oggi  più  che  nel
           passato;

         - la   stessa  azienda  ha   garantito   fino   ad   oggi
           l'occupazione a 56 lavoratori,  oltre  alle attività di
           lavoro   indotto  che   hanno   impegnato   decine   di
           lavoratori;

         - le organizzazioni sindacali e i lavoratori hanno sempre
           agito nell'ottica di  offrire  le  migliori convenienze
           industriali  e di lavoro  all'azienda,  allo  scopo  di
           garantire  il  mantenimento   del   sito  produttivo  e
           l'occupazione di tutti  i  lavoratori,  come dimostrano
           anche  gli   strumenti   utilizzati  nell'ambito  degli
           accordi  sindacali,  (non   ultimo   i   contratti   di
           solidarietà ancora in vigore);

      vista:

         - la grave decisione  assunta  dal commissario incaricato
           della  società  di chiudere  l'azienda  sulla  base  di
           decisioni assunte dagli organi di gestione della KEYES,
           in  un  momento che  non  consente  neppure  un  sereno
           confronto sulla fondatezza,  qualora  vi  fosse,  delle
           ragioni  di una così grave decisione;

         - che anche la messa in  mobilità  dei  lavoratori  non è
           ancora  stata  definita e anzi  appare  tutt'altro  che
           scontata   nella    procedura,   come   dimostrano   le
           manifestate  difficoltà avanzate dal commissario;

      considerato  che se tutto quanto  sopra  menzionato  dovesse
           verificarsi concretamente, rappresenterebbe un fatto di
           eccezionale   gravità  in  una  provincia  come  quella
           catanese,  ed, in particolare, in  un  territorio  come
           quello  dell'area di  Fiumefreddo,  dove  già  esistono
           diffuse difficoltà  economiche e sociali, mentre stenta
           a decollare qualsiasi  altra  ipotesi  di  sviluppo  in
           altri settori  del  territorio (turismo, valorizzazione
           beni ambientali e culturali, etc. ...);

      per sapere:

         - se  non ritengano  di  intervenire  con  la  massima  e
           straordinaria urgenza per bloccare le decisioni assunte
           dagli organi  di amministrazione dell'azienda, non solo
           al fine  di  salvaguardare l'occupazione dei lavoratori
           impegnati direttamente  e di quelli dell'indotto nonchè
           il reddito delle loro famiglie, ma di non permettere la
           scomparsa di un sito produttivo storicamente punto   di
           riferimento per l'economia del territorio;

         - se non ritengano,  inoltre, qualora l'azienda ed i suoi
           massimi vertici tentassero  in  tutti i modi di portare
           fino  in   fondo   tale   assurda   ed  incomprensibile
           decisione,  di  mettere  in  atto  come  Governo  della
           Regione, anche in  una  azione  coordinata con gli enti
           locali e le  forze  sociali,  ogni  iniziativa  ed ogni
           strumento teso  comunque  a salvaguardare il lavoro dei
           lavoratori della  KEYES,  di  quelli  dell'indotto,  il
           reddito di decine  di  famiglie  e più complessivamente
           l'economia di questo territorio". (748)

            "Al  Presidente  della  Regione,   all'Assessore   per
          l'Industria e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
          sociale, la formazione  professionale  e  l'emigrazione,
          premesso che:

             - la Keyes Italiana, azienda  cartiera  specializzata
          nell'imballaggio per  alimenti  opera  da  37  anni  nel
          settore industriale manifatturiero di Fiumefreddo (CT);

             -  la  Keyes  ha  rappresentato  un  importante  polo
          industriale, impiegando numerosi lavoratori e  favorendo
          lo sviluppo dell'indotto;

             -  attualmente   nell'azienda   sono   impiegati   56
          lavoratori;

             considerato che:

             - la Keyes versa in uno stato di crisi che ha portato
          i  vertici  aziendali  alla  decisione   di   porre   in
          liquidazione l'azienda;

             - la decisione di liquidare la Keyes  è  stata  presa
          secondo quanto riferito dai dirigenti dell'azienda  agli
          organi di stampa per evitare il  perdurare  della  grave
          situazione  che  determinerebbe  la   dichiarazione   di
          fallimento con ripercussioni ben più gravi;

             - la messa in  liquidazione  della  Keyes  porterebbe
          alla perdita dell'occupazione per i 56 lavoratori,  dopo
          un breve periodo di mobilità;

             ritenuto che:

             -  ancora  non  è  stata   presa   alcuna   decisione
          definitiva sul futuro della Keyes;

             - sono state  paventate  soluzioni  alternative  alla
          liquidazione, come la possibilità di cedere l'azienda ad
          altri investitori in modo da far  proseguire  l'attività
          salvaguardando i posti di lavoro;

             - la liquidazione della Keyes oltre  a  una  ricaduta
          occupazionale  negativa  aggraverebbe   una   situazione
          economica e sociale già  grave  in  un  territorio  come
          quello dell'area di Fiumefreddo;

             -  non  è  ancora  stata  individuata  una  soluzione
          alternativa credibile su come impiegare i lavoratori che
          perderebbero il loro posto di lavoro;

             -   l'unica   soluzione   individuata   riguarda   la
          possibilità già annunciata dell'utilizzo della struttura
          nel settore turistico;

             - la  possibilità  della  riconversione  nel  settore
          turistico, impiegando gli  ex  lavoratori  della  Keyes,
          presenta sia tempi lunghi per la sua  realizzazione  che
          difficoltà oggettive sulla sua concreta fattibilità;

             per sapere quali interventi  intendano  intraprendere
          prima che i vertici dell'azienda prendano decisioni  che
          possano   compromettere   definitivamente   i    livelli
          occupazionali dell'azienda in questione e dell'indotto".
          (779)

                               RAITI - FERRO - SPAMPINATO
                               LEANZA N. - FLERES - LIOTTA-
                               BARBAGALLO - MOSCHETTO - GAROFALO

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per l'industria
  per rispondere alle interrogazioni.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  in  riferimento  agli  atti  ispettivi  in  argomento  si
  forniscono,  per  quanto  di  competenza,  le informazioni richieste
  dagli onorevoli interroganti.
       Si  premette  che  le  due  interrogazioni sono state unificate
  nella risposta in quanto relative ad argomenti tra loro correlati.
       La  vicenda  relativa  all'aziende Keyes di Fiumefreddo è stata
  seguita  dallo  scrivente  Assessorato  con  particolare  attenzione
  sollecitando, per  quanto  di competenza, sia la stessa società, che
  intervenendo anche  appresso altri enti ed organismi per arrivare ad
  una positiva soluzione della vertenza.
       E'  stata  anche  avviata,  con l'azione coordinate delle parti
  sociali e  dell'ente locale, la procedura per la realizzazione di un
  accordo di  programma  che  prevede la creazione di un polo cartario
  con  il  coinvolgimento  di  importanti  imprenditori  nazionali del
  settore.
       Tale  operazione  potrà  determinare non solo la ricollocazione
  dei dipendenti Keyes ma anche di altre unità.
       L'Assessorato,  attualmente,  sta   seguendo   con  particolare
  attenzione le problematiche in argomento.

     PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     VILLARI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non so se posso
  farlo, ma,  prima  di  dichiararmi  soddisfatto  o  meno,  intendevo
  vincolare  la  mia  dichiarazione  sulla  risposta dell'Assessore ai
  tempi di attuazione dell'accordo di programma, presumibili, e per la
  creazione di  questo  polo  cartario  a  cui lei faceva riferimento,
  considerato che  l'Assessore  sa bene che in quell'area sono in atto
  altri processi che riguardano insediamenti turistici e quant'altro.
       Quindi, vorrei  capire se eventualmente, rispetto ai tempi, non
  si determinerà,  cosa che credo possa essere possibile, un intreccio
  tra un  processo  in  atto  che sembra privilegiare in quell'area la
  creazione di  poli turistici, parchi divertimento e quant'altro, con
  una ipotesi, e  se questa è compatibile, di polo turistico per avere
  così una idea chiara.
       Per  il  resto  sono sostanzialmente soddisfatto della risposta
  dell'Assessore.   Però,   questa   integrazione   alla   risposta  è
  importante per  capire come si governano effettivamente i processi a
  partire da quelli della Regione che può avere in quell'area.

     PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria per
  una breve replica.

     NOE'   assessore per l'industria. Onorevole Villari, concordo con
  lei che il  sito è talmente prestigioso per la Regione siciliana che
  bisogna attuare  tutte  quelle forme di sinergia e di collaborazione
  affinché possa essere  utilizzata  a  fini turistici. E', in realtà,
  tragico  vedere   come   in   molte   coste  siciliane  siano  sorti
  insediamenti produttivi di  altro genere in torto al turismo che può
  essere fatto.
       Da questo punto  di  vista,  devo  dirle  che più volte abbiamo
  parlato con  chi  guida l'Amministrazione comunale ritenendo che sia
  possibile, comunque,  allocare  l'impresa produttiva in siti diversi
  da quelli dove  oggi c'è lo stabilimento Keyes.
       Quindi, prescindendo dal sito Keyes l'accordo sul polo cartario
  potrà  avvenire   nella   Regione   siciliana,  con  riferimento  al
  territorio catanese, in  una  zona che possa avere la possibilità di
  accogliere una parte  di  questo  polo  cartario  che si presenta di
  notevoli dimensioni.
       Gli imprenditori  hanno  fatto già richiesta sia con la 448 che
  per i  contratti di localizzazione in quanto l'iter degli accordi di
  programma è risultato un po' più lungo. Da questo punto di vista, le
  richieste sono  di  questi  giorni,  stiamo  proprio  discutendo  la
  possibilità di istituire  il  polo  in  assoluta sinergia e, quindi,
  senza nessuna  contraddizione  rispetto  allo  sviluppo turistico di
  quella zona.

     PRESIDENTE  Per assenza dall'Aula del firmatario l'interrogazione
  numero 749  "Verifica  delle  modalità  di  gestione dell'A.S.I.  di
  Siracusa", dell'onorevole Sbona, si intende presentata con richiesta
  di risposta scritta.
       Si  procede  allo  svolgimento  dell'interrogazione  numero 854
  "Interventi per  sbloccare  l'attuazione  del  Contratto  d'area  di
  Messina", dell'onorevole Panarello.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TURANO  segretario f.f.:

          "Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  il
           territorio   e    l'ambiente    e   all'Assessore   per
           l'industria, premesso che:

         - gli  investimenti  previsti  dal  Contratto  d'area  di
           Messina, stipulato  dopo la chiusura dello stabilimento
           Pirelli di Villafranca  Tirrena,  sono bloccati a causa
           di  un'improvvisa   prescrizione   del   CRU  al  Piano
           regolatore dell'ASI di Messina;

         - la  predetta   prescrizione   indica,   infatti,   come
           'propedeutica     all'insediamento     di    iniziative
           produttive' la  realizzazione di un'ulteriore strada di
           collegamento con la  SS 113, impedendo la realizzazione
           di insediamenti  produttivi  nell'area  dismessa  della
           Pirelli;

      considerato che:

         - da oltre nove mesi,  dopo un iter lungo e tormentato, è
           stato sottoscritto  il  primo  protocollo aggiuntivo al
           Contratto d'area di Messina;

         - il programma di interventi prevede l'insediamento di 24
           aziende,  l'occupazione   di  circa  700  lavoratori  e
           investimenti di quasi 7 milioni di euro;

         - le imprese, in  base  alla  normativa  vigente,  devono
           completare gli investimenti entro 48 mesi dalla data di
           avvio dell'istruttoria dei progetti, pena la perdita di
           agevolazioni;

         - essendo la data  limite per completare gli investimenti
           il  30  giugno   2004,   la  prescrizione  del  CRU  ne
           impedirebbe il  rispetto,  vanificando, di conseguenza,
           la possibilità  di  realizzare le iniziative produttive
           connesse al Contratto d'area;

         - in data 6  agosto  2002  l'Amministratore  delegato  di
           Messina sviluppo  (società  di  gestione  del Contratto
           d'area) ha  segnalato  all'Assessore per l'industria la
           necessità  di  intervenire  al  fine  di  superare  gli
           effetti negativi della predetta prescrizione;

         - in data 9 agosto 2002 il Sindaco di Villafranca Tirrena
           (responsabile   unico    del   Contratto   d'area)   ha
           sollecitato  l'Assessorato  territorio  a  rivedere  le
           predette prescrizioni;

         - in  data   4   settembre   2002   l'Associazione  degli
           industriali e Cgil-Cisl-Uil di Messina hanno denunciato
           i  ritardi  già   accumulatisi   ed   il   rischio   di
           annullamento del programma di deindustrializzazione;

         - alla fine di  settembre   il  Presidente della Regione,
           contattato dal  Presidente  della  Messina sviluppo, ha
           assicurato un  immediato  intervento  per  sbloccare la
           situazione;

         - si profila, il 31  dicembre  2002,  la  scadenza  per i
           lavoratori in CIG  della ex Pirelli che dovranno essere
           collocati  nelle   aziende   insediate   nell'area   di
           Villafranca Tirrena;

      per sapere:

         - quali  atti   siano   stati   compiuti   per  rimuovere
           l'impedimento determinato  dalla  prescrizione  del CRU
           all'attuazione del  Protocollo  aggiuntivo al Contratto
           d'area;

         - se   non    ritenga    disdicevole    per    l'immagine
           dell'Amministrazione regionale e della Sicilia il fatto
           che, nell'attuale  situazione  di  crisi  dell'apparato
           produttivo siciliano,  a  fronte  di  un  significativo
           programma di investimenti  e  di occupazione, invece di
           accelerarne   l'attuazione,   si  frappongono  ostacoli
           burocratici e normativi;

         - se non valuti  necessario  un  intervento  urgente  per
           sbloccare una situazione assurda ed intollerabile e per
           dare  risposte   positive   alle  forze  sociali,  agli
           operatori economici  ed  alle  popolazioni interessate,
           consentendo l'utilizzazione  dei  benefici previsti dal
           Contratto  d'area  e   l'immediata   attuazione   della
           deindustrializzazione   dell'area   dismessa  della  ex
           Pirelli di Villafranca Tirrena".

                                                PANARELLO

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per l'industria
  per rispondere all'interrogazione.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, in riferimento all'atto ispettivo in oggetto si forniscono
  le informazioni  di  competenza  della scrivente.
       Si  premette  che  le  preoccupazioni  espresse  dall'onorevole
  interrogante sono  state  condivise dalla scrivente che, nell'ambito
  delle proprie competenze,  si  è  subito  attivata per contribuire a
  rimuovere gli  impedimenti  citati  nell'atto ispettivo come risulta
  anche  dalla  comunicazione  fatta  dallo  stesso  assessorato  alla
  segreteria generale della Presidenza in data 21 gennaio 2003.
       Inoltre, pur  ritenendo  che il decreto dirigenziale numero 940
  del 31  ottobre  2002  del Dirigente generale Dipartimento regionale
  urbanistica   dia  compiuto  riscontro  alle  problematiche  oggetto
  dell'interrogazione,  l'assessorato  per  l'industria  avrà  cura di
  adottare con la  massima sollecitudine tutti gli atti e le direttive
  necessarie affinché  venga  data  completa attuazione agli obiettivi
  del contratto d'area.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     PANARELLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  so  che la
  questione  che  era  stata  sollevata  è  stata  rimossa  anche  per
  l'intervento  dell'Assessore  Noè  e, quindi, per  questo aspetto mi
  dichiaro soddisfatto.
       Sottolineo,   però,  che  tutta  la  materia  che  riguarda  la
  realizzazione  del  contratto d'area, proprio per le caratteristiche
  che quel contratto ha, per il rilievo che nella situazione siciliana
  dal punto  di  vista  occupazionale  e  produttivo  ha,  meritano un
  impegno molto forte  anche perché, come è noto, da parte del Governo
  nazionale sono  intervenute  per tutta questa materia difficoltà che
  solo di recente  sono  state  superate,  si  sono  accumulati  gravi
  ritardi, che meritano  un  impegno  costante per tentare di dare una
  risposta ad una  parte  della  Sicilia che è stata molto penalizzata
  sul terreno delle  dismissioni  di  impianti  produttivi  ed è molto
  segnata dal problema della disoccupazione.

     PRESIDENTE    Si  procede  allo  svolgimento  dell'interrogazione
  numero 868  "Provvedimenti in merito alla composizione del Consiglio
  di  amministrazione   del  Parco  scientifico  e  tecnologico  della
  Sicilia",  degli  onorevoli  Raiti,  Miccichè,  Morinello  e  Ferro.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     TURANO  segretario f.f.:

          "Al  Presidente  della  Regione   e   all'Assessore  per
           l'industria, premesso che:

         - il  Parco  scientifico  e  tecnologico della Sicilia è,
           come noto,  una  società  consortile per azioni, la cui
           partecipazione  azionaria  maggioritaria è di proprietà
           dell'Ente  siciliano  per la promozione industriale, in
           fase di accelerato processo di liquidazione;

         - tale  società  fa parte del  gruppo  di  partecipazioni
           azionarie della Regione non suscettibili di dismissione
           e, quindi,  ai  sensi dell'art. 2 della legge regionale
           n.  5  del  1999,  da  trasferire  al  patrimonio della
           Regione stessa;

         - il Parco è  attualmente amministrato da un Consiglio di
           Amministrazione composto di 15 membri, in contrasto con
           quanto disposto dalla  legge  regionale n.  50 del 1973
           che  all'art.   18   prescrive   che   'I  consigli  di
           amministrazione ed  i  collegi  sindacali delle società
           per  azioni  a  prevalente  partecipazione  dell'AZASI,
           dell'EMS e dell'ESPI,  sono  composti  da  un numero di
           membri non superiore a cinque';

         - il Presidente  del  Parco  è  professore  ordinario  in
           servizio a  tempo pieno presso l'università di Catania,
           e quindi in  una  situazione  di  chiara  ed inequivoca
           incompatibilità con  l'incarico  ai  sensi  degli artt.
           11-13-15 del DPR 382/80;

      rilevato che:

         - già il precedente presidente del  Parco,  trovandosi in
           analoga   situazione   di  incompatibilità,   è   stato
           inquisito dalla Procura della Repubblica  di  Trieste e
           costretto  a  dimettersi  dalla   carica  lasciando  la
           società  priva  di  guida per lungo  tempo,  con  gravi
           conseguenze amministrative;

         - le situazioni di così palese  illegittimità  segnano in
           modo  negativo  la  dinamica  della  proficua  gestione
           aziendale  ed anche oggi il Parco  si  ritrova  esposto
           alle stesse problematiche che  potrebbero compromettere
           la sua operatività, nonostante nel documento 'Strategia
           regionale per l'Innovazione in Sicilia' l'Assessore per
           l'industria  affermi   che   'il  Parco  scientifico  e
           tecnologico della Sicilia è nella volontà della Regione
           uno degli  attori principali del sistema di innovazione
           in    Sicilia   ed   è   nell'agenda   dell'Assessorato
           dell'Industria la sua organizzazione e valorizzazione';

         - risulta,  inoltre,  che  il  Presidente   ed   i   vari
           componenti   del   Consiglio  di   amministrazione   si
           attribuiscono  incarichi  operativi  sui   progetti  di
           ricerca, con la conseguenza  di  determinare situazioni
           di palese  incompatibilità  e difficoltà nei controlli,
           venendosi a sommare  le  funzioni  di  controllore e di
           controllato;

         - il decreto  del  Presidente  della  Regione n.  189 del
           28.7.1979,   nel   determinare   i   compensi  per  gli
           amministratori   delle  società  collegate  degli  enti
           economici   regionali,   prescrive   di   escludere  la
           corresponsione  di  qualsiasi  altro  compenso comunque
           denominato    per   l'esercizio   delle   funzioni   di
           amministratore;

         -  il  Consiglio  di  amministrazione  ha  deliberato  di
           acquistare  la  partecipazione  dell'ESPI   nel   CEOM,
           società  di  servizi  al  95  per  cento  di  proprietà
           dell'ENI  (partecipazione  verso   cui   l'ENI   stesso
           manifesta  totale  indifferenza),  senza   che   questa
           decisione sia stata sostenuta da motivazioni valide  in
           termini di strategie operative aziendali;

      per sapere:

         - se il Governo  della  Regione  sia  a  conoscenza della
           posizione del  Prof.  Antonino  Catara,  presidente del
           Parco, presso  l'Università  di  Catania dove svolge il
           servizio di  professore  ordinario  a  tempo  pieno, in
           ampio  contrasto  con  le  regole  sull'incompatibilità
           degli incarichi;

         - quali provvedimenti  intenda  assumere  per  evitare il
           protrarsi   delle  inadempienze  descritte,  gravemente
           lesive del proficuo funzionamento del Parco;

         - se non  ritenga  opportuno  vigilare  sul  tentativo di
           acquistare la  partecipazione  dell'ESPI  nel CEOM, con
           l'indifferenza dell'ENI, tenendo conto del fatto che il
           Presidente   del    CEOM   è   anche   consigliere   di
           amministrazione del Parco;

         - quali  interventi   intenda  adottare  per  evitare  il
           protrarsi   di  situazioni  di  palese  incompatibilità
           all'interno   dell'organo   amministrativo,  che  hanno
           segnato in  modo  negativo  la  dinamica della gestione
           aziendale per  effetto  di  carenza  di autorevolezza e
           credibilità".(868)

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore per l'industria
  per rispondere alla interrogazione.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, in riferimento all'atto ispettivo in oggetto si forniscono
  le informazioni  di  competenza  della scrivente.
       Si premette che al fine di dare compiuto riscontro alle notizie
  richieste    dall'interrogante,  sono   state   richieste   apposite
  informazioni  al  commissario  liquidatore.
       In riferimento al primo punto dell'interrogazione, si specifica
  che il presidente del Parco, professore ordinario dell'Università di
  Catania,  è stato autorizzato dal Rettore della citata Università, a
  ricoprire  la  carica per il periodo che va dal 12 marzo 2001 all'11
  aprile  2004.  Nessun  componente del Consiglio d'Amministrazione ha
  percepito   compensi,   salvo   quello   inerente   la  funzione  di
  amministratore,  pur avendo collaborato in modo fattivo con i soci e
  con il comitato scientifico al buon esito dei progetti già in corso,
  nonché  all'elaborazione  di  nuovi  progetti  di  ricerca  di  alta
  formazione, a valere di bandi PON ed altri strumenti.
       Al momento  sono  stati avviati tre progetti di alta formazione
  nei quali non è presente alcuno dei consiglieri né il Presidente.
       Per  quanto  riguarda l'acquisto della partecipazione dell'ESPI
  nel CEOM si fa rilevare che:
       a) il  Parco  ha  sviluppato  nel  recente passato una proficua
  collaborazione con CEOM in un progetto di innovazione su "Sviluppo e
  sperimentazione  di  tecniche e tecnologie di maricoltura off-shore"
  ormai giunto a conclusione;
       b) una seconda  proposta di ricerca presentata al MIUR sul tema
  "Messa a  punto  di  sistemi  innovativi  di gestione e monitoraggio
  ambientale di  gabbie  di  allevamento  off-shore  e  verifica delle
  prestazioni" in fase di istruttoria avanzata;
       c) una  ulteriore  esperienza  di collaborazione PSTS-CEOM si è
  avuta nella  redazione  dei progetti promossi in partenariato con il
  Comune di Mazara del Vallo. Essi riguardano "Sistemi e procedure per
  la  certificazione. Etichettatura e normalizzazione dei prodotti nel
  settore dell'acquacoltura"; "Sistemi innovativi per il miglioramento
  delle condizioni  di  lavoro  e  per  le  condizioni  sanitarie  dei
  prodotti a bordo e a terra"; "Elaborazione di un modello di gestione
  delle risorse e  della fascia costiera del tratto di mare antistante
  il Comune di Mazara";
       d) vari Enti e centri di ricerca, fra cui il CNR e l'Università
  di Messina,  hanno  manifestato l'interesse a realizzare una rete di
  competenza  tecnologica  specializzata  nello  studio  delle risorse
  marine e nella erogazione di servizi alle piccole e medie imprese;
       e)  nel  documento  programmatico  per  il  triennio 2002/2004,
  inviato al MIUR  il  30  ottobre  2001,  il  Parco ha incluso tra le
  attività del Centro di Competenza per le Biotecnologie applicate una
  sezione specifica sulle Biotecnologie marine.
       Sulla   base  di  quanto  sopra,  tenuto  conto  dell'interesse
  rilevante che la  maricoltura  riveste  per molti centri rivieraschi
  dell'Isola, tenuto conto  del  fatto  che  le  risorse  marine  sono
  oggetto di attenzione  da  parte  della Regione Siciliana, alla luce
  anche  dell'opportunità  ed  utilità  di  rendere  fruibili  per  il
  territorio i risultati dei  progetti di ricerca e di innovazione, il
  Consiglio di Amministrazione ritiene l'acquisto delle azioni CEOM di
  proprietà ESPI "strategico al  fine di una più incisiva presenza nel
  settore della ricerca". Infatti, "le specifiche competenze del CEOM,
  consentirebbero  al   Parco  scientifico  tecnologico  siciliano  di
  arricchire il proprio  patrimonio di expertise utile per lo sviluppo
  di alcune iniziative regionali riconducibili al POR Sicilia".
       Per quanto  attiene  l'ultimo  punto  dell'interrogazione si fa
  rilevare che dal momento dell'insediamento dell'attuale Consiglio di
  amministrazione, l'attività del Parco ha registrato un'accelerazione
  notevole documentata dal  numero  e  dalla quantità delle iniziative
  portate  avanti al  fine  di  sviluppare  la  rete  dell'innovazione
  tecnologica, di migliorare la collaborazione tra Università , Centri
  di ricerca e Imprese,  di  accrescere la visibilità e la credibilità
  del  Parco  in   campo  nazionale  ed  europeo.  Ciò  risulta  dalle
  iniziative assunte, dagli  atti prodotti, dal numero dei progetti di
  formazione, alta formazione  e  ricerca  approvati ed attivati oltre
  che, indirettamente, dagli articoli di stampa.

     PRESIDENTE    Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     RAITI  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE   Per  assenza  dall'Aula dei rispettivi firmatari, le
  seguenti  interrogazioni  si  intendono  presentate con richiesta di
  risposta scritta:

    numero   907   "Definizione   del  Piano  regionale  delle  cave",
    dell'onorevole Oddo;

    numero   957  "Provvedimenti  circa  gli  interventi  di  recupero
    ambientale  del  territorio  disposti dai Comuni di S. Filippo del
    Mela e di Milazzo", dell'onorevole Formica;

    numero   1032   "Sollecitazioni  ed  interventi  per  il  rilancio
    dell'Area  di  sviluppo  industriale  di  Lentini", dell'onorevole
    Sbona;

    numero  1068  "Interventi  presso  l'AGIP  circa  la  gestione del
    servizio  di  antinquinamento e disinquinamento nello stabilimento
    petrolchimico di Gela", dell'onorevole Speziale;

    numero   1144  "Iniziative  per  il  rilancio  dello  stabilimento
    Fincantieri di Palermo", dell'onorevole Cracolici.

       Si  procede  con  lo  svolgimento  congiunto dell'interpellanza
  numero 65 "Iniziative circa il futuro dell'impianto petrolchimico di
  Gela",   degli  onorevoli  Raiti,  Miccichè,  Morinello  e  Ferro  e
  dell'interrogazione  numero  1139  "Rilancio  dell'industria chimica
  siciliana", dell'onorevole Morinello.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente   della   Regione ed all'Assessore   per
           l'industria, premesso che:

         - la  raffineria  di  Gela più volte nelle sedi ufficiali
           è stata definita competitiva e  strategica  dai vertici
           dell'ENI;

         - gli  impianti  gelesi  occupano attualmente circa 1.300
           unità;

         - più   volte  nel  corso  dell'anno  gli  operai  e  gli
           impiegati  che  lavorano  direttamente  nell'azienda  e
           nell'indotto    hanno   dovuto   fronteggiare   diverse
           situazioni di crisi legate alle vicende del pet coke;

      considerato che:

         - è  notizia  di questi giorni la volontà della proprietà
           di  creare  un  circuito  delle raffinerie italiane che
           rimangono direttamente nelle mani dell'ENI;

         - in  tale  circuito  saranno presenti i siti di Livorno,
           Taranto  e Marghera, mentre, secondo le notizie apprese
           dalla  stampa  che riporta le dichiarazioni dei manager
           dell'ENI, non dovrebbe figurare la raffineria di Gela;

         - la  raffineria  di  Gela dovrebbe essere gestita da una
           società  che avrà sede direttamente nel paese siciliano
           e sarà controllata in toto dall'ENI;

         - a fronte di queste notizie ampiamente propagandate, non
           è stato ancora reso noto il piano industriale;

           PRESO  ATTO  che  tale notizia ha creato agitazione nei
           lavoratori    della   raffineria   e   nei   sindacati,
           preoccupati   che  la  vera  volontà  dell'ENI  sia  di
           iniziare  la dismissione dell'impianto gelese, partendo
           per  l'appunto  dalla  sua  estromissione  dal circuito
           delle raffinerie;

      per conoscere:

         - se sia vero, come denunciato  dai sindacati, che dietro
           questa  operazione dell'ENI vi sia in realtà un accordo
           con il Governo regionale per ottenere entrate fiscali e
           altri    vantaggi   derivanti   da   varie   forme   di
           finanziamento;

         - se  il  Governo  non  ritenga  che  lo  scorporo  della
           raffineria  di Gela non possa configurare l'alienazione
           e  la  dismissione  della  presenza dell'AGIP Petroli a
           Gela;

         - quali   iniziative   il   Governo,  ed  in  particolare
           l'Assessore  per l'industria, intendano mettere in atto
           affinchè vengano fugati i timori degli  operai circa la
           vendita a società americane che da  tempo  hanno  preso
           contatti per l'acquisto della raffineria".(65)

                                       MORINELLO - FERRO -
                                       MICCICHE'- RAITI

          "Al  Presidente  della   Regione   e  all'Assessore  per
           l'industria, premesso che:

         - da diverso tempo i lavoratori della chimica manifestano
           malessere  nei  confronti  delle  scelte  compiute  dai
           vertici dell'Eni;

         - contro  le  dismissioni  e   i  ritardi  del  Piano  di
           risanamento ambientale,  della  bonifica dei territori,
           dell'ammodernamento tecnologico  degli  impianti,  si è
           scioperato in questi giorni in tutti i siti industriali
           dell'Eni;

         - la situazione occupazionale,  in  seguito  agli  eventi
           degli  ultimi  mesi e  alle  scelte  dei  managers  del
           colosso della chimica, è particolarmente grave a Gela e
           nel suo comprensorio;

      considerato che il  territorio e il contesto socio-economico
           di Gela presenta peculiarità  che  lo  rendono degno di
           attenzione e fonte  di  preoccupazione  per  i risvolti
           sull'ordine pubblico che potrebbero avere decisioni che
           abbassano i livelli occupazionali;

      preso atto del fatto che:

         - è notizia di questi giorni che la Green Stream (società
           del  gruppo   Eni)   intende  assicurare  un'importante
           commessa  per  la   stazione  di  ricevimento  del  gas
           proveniente dalla Libia ad una società di Ravenna;

         - una società di Gela  che  ha  partecipato  alla  gara è
           stata inaspettatamente e clamorosamente esclusa;

         - la scelta dell'Eni  di  escludere  la società siciliana
           penalizza  ancora una  volta  le  imprese  che  operano
           nell'area industriale di Gela;

      ritenuto che l'esclusione della  società gelese arriva in un
           momento in cui le imprese locali sono prive di commesse
           e i lavoratori  dell'industria  e dell'indotto versano
           in condizioni di gravissimo disagio e precarietà;

      per sapere:

         - se l'Assessore per  l'Industria  sia  a  conoscenza del
           fatto;

         - se non intendano  intervenire presso i vertici dell'Eni
           affinchè si proceda a  un rilancio dei siti industriali
           siciliani e non al loro progressivo smantellamento".(1139)

                                              MORINELLO
       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore per fornire la
  risposta.

     NOE'   assessore  per  l'industria.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  preciso  preliminarmente,  con  riferimento   agli   atti
  ispettivi  in  oggetto,  che  la  risposta  ricomprende   anche   le
  interrogazioni  numeri  658  e 690.In particolare si  forniscono  le
  informazioni di competenza dello scrivente Assessorato.
       Si deve far rilevare, in premessa, che il settore petrolchimico
  nei poli  siciliani  sconta una forte crisi caratterizzata in alcuni
  casi da cicli produttivi obsoleti.
       Solo  a  titolo  esemplificativo,  prendendo spunto dai recenti
  fenomeni  di inquinamento nel sito petrolchimico di Priolo Gargallo,
  l'impianto Enichem incriminato, di cloro-soda, utilizza nei processi
  produttivi   celle   a  mercurio  ed  i  costi  di  produzione  sono
  influenzati  sia  dall'alto  costo  dell'energia elettrica che dallo
  smaltimento delle fanghiglie.
       Questi aspetti,  inerenti  i costi di produzione, non rendono i
  prodotti   petrolchimici   competitivi   rispetto   alle  produzioni
  realizzate all'estero.
       Va altresì evidenziato che le celle a mercurio, dovranno essere
  dismesse entro  il  31.12.2003  per  essere  sostituite  da quelle a
  membrana.
       La  riconversione  degli impianti che oggi, potenzialmente, può
  produrre inquinamento  da  mercurio, riveste il carattere di urgenza
  e, pertanto,  si  impongono  processi  produttivi  che  prevedono la
  sostituzione immediata delle celle a mercurio con quelle a membrana.
       Questo  tipo  di  considerazioni  vanno estese, salvo pregevoli
  eccezioni,   alle   generalità  dei  processi  produttivi  dei  siti
  petrolchimici, sia a Priolo che a Gela.
       Un progetto  di rilancio industriale dei siti petrolchimici che
  non prevede  investimenti  finalizzati a rendere attuali le esigenze
  economiche e sociali  ed ambientali dei siti, porrà fuori mercato le
  attuali produzioni.
       L'Assessorato,  in   merito   a  quanto  evidenziato  circa  la
  problematica particolare di Gela, é intervenuto sia presso l'ENI che
  presso il Governo centrale,  in  modo  da  eliminare  o, nei casi di
  impossibilità, ridurre  al  minimo  l'impatto sull'occupazione ed il
  tessuto produttivo.
       Per quanto  attiene  in  particolare l'azione in positivo dello
  scrivente Assessorato, in  merito  sia allo sviluppo che, nei limiti
  di competenza, al risanamento dei siti industriali, si ritiene utile
  far rilevare quanto segue.
       Per creare le  condizioni  per il rilancio dei siti industriali
  su cui  insistono  gli  impianti  chimici, l'Assessore Regionale per
  l'Industria, per far  valere  sul tavolo delle trattative le ragioni
  comuni e creare  un  fronte  unitario,  ha  siglato un protocollo di
  intesa con gli Assessori delle Regioni Sardegna e Puglia.
       Con tale protocollo di intesa, partendo dalla constatazione che
  quanto avviene  in  questo  momento  nel  settore chimico nazionale,
  desta  fortissime   preoccupazioni   per   il   futuro  del  settore
  produttivo, con possibili e consistenti ripercussioni occupazionali,
  e ritenendo  di  dover  salvaguardare  gli  insediamenti  produttivi
  dislocati nelle aree  industriali  delle  tre Regioni, ha chiesto al
  Governo nazionale:
       1. La  predisposizione  di  provvedimenti  di  legge di livello
  statale,  volti   a   difendere,   potenziare   e   riqualificare  e
  reindustrializzare,    anche    attraverso   piani   di   attrazione
  d'investimenti, l'apparato produttivo chimico della Regione.
       2.  La condivisione  sul  modello  di  quanto  già  accade,  di
  importanti  provvedimenti,   quali  Accordi  di  Programma,  per  la
  qualificazione dei poli chimici.
       3. La predisposizione,  in  accordo con le Giunte Regionali, di
  un Piano di  rilancio  dei  siti  industriali  su  cui insistono gli
  impianti  chimici,   anche  attraverso  la  realizzazione  di  nuovi
  impianti costruiti  nel  rispetto  dell'ambiente  e della sicurezza,
  nonché in  ambito  della  chimica  terziaria,  farmaceutica  e della
  ricerca scientifica.
       Si é poi  dato  seguito  all'azione  iniziata con il protocollo
  d'intesa con  le  Regioni Puglia e Sardegna, portando all'attenzione
  del Ministro  alle  Attività  Produttive,  delle  proposte operative
  concrete che  consentano  di  condurre  verso  soluzioni positive le
  problematiche, anche ambientali, dei siti petrolchimici.
       Particolare attenzione  é stata rivolta, anche all'attenuazione
  strutturale dei  danni  ambientali  e  quindi  socio  economici  nei
  territori sede di  attività di estrazione e raffinazione di prodotti
  petroliferi ed  alla riqualificazione ambientale di detti territori.
  A tal fine é stato  emanato  in data 18.04.02 il D.A. n. 40, con cui
  viene approvata la  circolare  che  disciplina  le  procedure per la
  richiesta e  per  l'erogazione  del  finanziamento  pubblico, per la
  realizzazione di interventi  nei comuni in cui insistono le attività
  prima citate.
       Tale circolare  é  attuativa delle disposizioni di cui all'art.
  137 lett. c) della  legge 23 dicembre 2000 n. 388, legge finanziaria
  2001, e all'art. 1  c.  4  lettera c) della legge regionale 3 maggio
  2001 n. 6.
       L'Assessorato   infine,   facendo   seguito   alle   iniziative
  dell'On.le Presidente  della  Regione,  finalizzate ad affrontare la
  situazione di crisi  dei poli chimici, con la possibilità di attuare
  azioni  per   una   riconversione  degli  impianti  produttivi,  sta
  procedendo  alla  definizione  di  un  Accordo  di  Programma  sulla
  Chimica,  con   il  coinvolgimento  degli  Organismi  istituzionali,
  regionali, nazionali, sindacali e privati per pianificare le risorse
  da reperire.
       Si ritiene in  proposito  di  evidenziare  in  sintesi,  qui di
  seguito, gli obiettivi delle azioni che saranno intraprese:
       -  risanamento   ambientale   e   riqualificazione  delle  aree
  industriali dismesse  e  il  loro  utilizzo  per  nuovi insediamenti
  produttivi,
       -  costruzione   e   mantenimento,  nel  polo  industriale,  di
  condizioni ottimali  per  la  tutela  dell'ambiente,  della salute e
  della sicurezza,
       - promozione di nuove attività industriali appartenenti anche a
  nuovi settori produttivi;
       - rilancio  e riqualificazione, attraverso la formazione, delle
  possibilità occupazionali dei siti.
       Le  azioni  attuative riguardano bonifiche, infrastrutturazione
  delle aree,  adeguamento  dei  costi energetici, rafforzamento delle
  aziende   dell'indotto,    offerta    di   servizi   alle   imprese,
  individuazione  delle   filiere   da   promuovere,   promozione  del
  territorio per l'attrazione di nuove iniziative.
       Le  azioni   da   intraprendere,   potranno  essere  coordinate
  dall'Osservatorio    Nazionale    della    Chimica,   d'intesa   con
  l'Assessorato Industria  e  gli  Osservatori  locali  per il settore
  chimico e  richiederanno  la  partecipazione  delle  Amministrazioni
  centrali dello  Stato,  Ministero attività produttive, Ministero del
  lavoro,  Enti   territoriali,  Associazioni  di  categoria  e  Parti
  sociali.
       Sull'argomento sono  già  stati  svolti  incontri  con le parti
  interessate con i sindacati nonché con gli operatori economici delle
  varie zone interessate  e  si  ritiene  di poter concludere in tempi
  brevi l'accordo finale.

     PRESIDENTE   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Raiti,  per
  dichiararsi soddisfatto o meno, della risposta dell'Assessore.

     RAITI  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE    Si  passa   all'interrogazione  n.  1008,  a  firma
  dell'onorevole Panarello.
       Ne do lettura:

          "Al   Presidente   della   Regione,   all'Assessore  per
           l'industria,   all'Assessore   per   il   territorio  e
           per  l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali ed
           ambientali  e  per la pubblica istruzione, premesso che
           nel  prossimo  mese  di  novembre andranno rinnovate le
           concessioni  per  l'attività  estrattiva  della  pietra
           pomice  dell'isola  di Lipari, da parte delle industrie
           private Pumex S.p.A.;

      rilevato che  l'Unesco ha ripetutamente dichiarato di volere
           cancellare  le   isole   Eolie   dall'elenco   dei siti
           dichiarati   Patrimonio   dell'Umanità,  anche  per  la
           presenza delle cave di pomice;

      considerato che  una  tale eventualità arrecherebbe un grave
           danno all'immagine  dell'arcipelago e alla sua economia
           fondata sul turismo;

      per sapere:

         - se le  industrie abbiano presentato i progetti previsti
           per il rinnovo delle concessioni;

         - se gli  eventuali  progetti presentati abbiano previsto
           incrementi occupazionali;

         - quali  aree siano interessate da interventi di recupero
           e  sistemazione  a  seguito  della  fine  dell'attività
           estrattiva;

         - se negli  eventuali  progetti presentati ci siano nuove
           aree  coinvolte  nell'attività  estrattiva  e  come  si
           rapportino   con   gli   strumenti   di  programmazione
           regionale,   quali   la   Riserva   naturale  orientata
           dell'isola   di   Lipari   e   il   Piano  Territoriale
           Paesistico".(1008)

                                       PANARELLO

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore,  per fornire la
  risposta.

     NOE'   assessore   per   l'industria.   In  riferimento  all'atto
  ispettivo  in  oggetto   indicato,   trattandosi  di  richieste  che
  investono anche le competenze di altri Assessorati, si forniscono le
  informazioni di competenza  della scrivente, acquisite anche tramite
  il Distretto Minerario di Catania, competente per territorio.
       La  Pumex   S.p.A.,   società  citata  nell'interrogazione,  ha
  presentato  regolare   istanza   per   il  rinnovo  temporale  delle
  autorizzazioni accompagnate dagli elaborati tecnici.
       Da tali elaborati  tecnici,  non  si  evince  un incremento dei
  livelli occupazionali, in  atto  i  livelli  assommano  a  circa 130
  addetti  tra  dipendenti   ed   indotto  e  presumibilmente  saranno
  mantenuti  tali  a meno  di  incrementi  legati  alle  richieste  di
  mercato.
       La Pumex, ha previsto  a  suo tempo il recupero ambientale e le
  aree interessate  dagli interventi di recupero ambientale riguardano
  l'area oggetto di coltivazione.
       Trattandosi  di  rinnovo temporale dell'autorizzazione vigente,
  non sono previste modifiche  al  progetto  a  suo  tempo approvato e
  pertanto non ci  sono  nuove aree coinvolte nell'attività estrattive
  oltre quelle autorizzate.
       Per quanto attiene,  inoltre,  i  rapporti con gli strumenti di
  programmazione regionale,  per  quanto di competenza, si rappresenta
  che le aree  interessate  dall'attività  estrattiva ricadono in aree
  gravate da usi  civici  (secondo  le  dichiarazioni  del  Podestà di
  Lipari per gli effetti  della  legge 16.6.1927 n. 1776) e l'art. 89,
  comma 5, della l.r.  3.5.2001  n. 6 in tal senso recita testualmente
  "Alle aree gravate  da  usi  civici  sulle  quali insistono attività
  produttive ancora in esercizio  non  si applicano le norme dei piani
  territoriali paesistici,  se  in  contrasto con l'esercizio dell'uso
  civico nella sua originaria estensione".

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiarare se sia soddisfatto o meno della risposta.

     PANARELLO  Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto. Infatti,
  al di là delle  considerazioni  di  merito  rispetto  all'iter delle
  concessioni, anche qui siamo  in presenza di attività estrattiva che
  insiste in un  territorio  di  particolarissimo  pregio  paesistico,
  tant'é   -   come    l'Assessore    avrà    letto   nella   premessa
  all'interrogazione - che  l'Unesco  ha  ripetutamente  dichiarato di
  voler cancellare le  isole  Eolie  dall'elenco  dei  siti dichiarati
  patrimonio dell'umanità. Ciò  anche  per  la presenza delle attività
  estrattive.
       Quindi, al di là  della  notizia confortante che da parte della
  Pumex non c'è una richiesta di estensione territoriale delle cave di
  pomice, resta il problema  di  un contenimento, ed in prospettiva di
  un superamento di questa  attività produttiva, per evitare che sulle
  isole Eolie scatti l'orientamento dell'Unesco che sarebbe fortemente
  negativo per le stesse  e  per l'intera Sicilia.
       Il problema non è  dunque  di  trascurare  l'occupazione che le
  attività  estrattive  danno a  Lipari  o  di  minimizzare  il  ruolo
  importante che dal punto  di  vista  economico  ha  l'attività della
  Pumex spa.  Si tratta  piuttosto di contemperare questa esigenza con
  una prospettiva che guardi alle isole Eolie come una terra attraente
  e redditizia dal punto  di  vista  economico  in quanto impegnata ad
  assicurare, salvaguardare  e valorizzare il patrimonio paesaggistico
  e naturalistico di  cui  gode.
       Il  riferimento   nell'interrogazione   alla  riserva  naturale
  orientata e al  piano  territoriale paesistico ha questo fondamento:
  si tratta di avere da  parte  della  Regione  siciliana, non solo da
  parte dell'Assessorato  all'Industria,  un'attenzione  per  le isole
  Eolie che guardi e scelga in modo diverso. Affinchè, cioè, non ci si
  trovi, come nella sostanza  è  attualmente,  che l'Assessorato per i
  beni culturali rivendichi la  necessità  che  le Eolie continuino ad
  essere   patrimonio    dell'umanità,   e   quindi   abbiano   questo
  riconoscimento  da   parte  dell'Unesco.
       Si  accolga,  pertanto,   l'invito   a   superare  le  attività
  estrattive esistenti e,  per  altro verso, da parte dell'Assessorato
  all'industria, si dica sulla base della normativa, che tali attività
  estrattive debbano continuare.
       Io  penso  che  sarebbe  utile  immaginare  con  la  gradualità
  necessaria  il  superamento   di   questa   attività   senza  creare
  contraccolpi dal punto  di  vista  occupazionale  ma riconvertendo e
  offrendo  alla   comunità   eoliana   prospettive   occupazionali  e
  produttive  nel  campo   del   turismo   e   della   salvaguardia  e
  valorizzazione  del patrimonio  straordinario  che  le  isole  Eolie
  costituiscono.

     PRESIDENTE  Si passa  all'interpellanza numero 89: "Notizie circa
  il rispetto, da parte  della  Resais  S.p.A.,  dell'articolo 5 della
  legge  regionale  n. 5  del  1999  in  materia  di  collocamento  in
  quiescenza  del  personale  dipendente",  a  firma  degli  onorevoli
  Capodicasa,  Oddo, Panarello.
       Ne do lettura:

          "Al   Presidente  della  Regione  ed  all'Assessore  per
           l'industria, premesso che:

         - la  legge regionale 20 gennaio 1999 n. 5, nel prevedere
           la  soppressione  degli Enti economici regionali (ESPI,
           EMS,   AZASI),   ha  individuato  nella  Resais  S.p.A.
           (società  a totale partecipazione regionale controllata
           dall'ESPI)  lo  strumento  per  agevolare, accelerare e
           portare  a  compimento  la  dismissione  del  personale
           dipendente  all'interno  del  comparto  di riferimento,
           economizzando   le   risorse   a   parità   di   tutele
           normativo-previdenziali;

         - nella   supposta   ottica,  l'articolo  5  della  legge
           regionale  suddetta   ha   previsto   l'obbligatorio  e
           generalizzato  ricorso  da parte della Resais S.p.A. ai
           meccanismi   di   legge   nazionale   in   materia   di
           'ammortizzatori  sociali'  (articoli  4,  7  e 24 della
           legge n.  223 del 1991);

         - la  Resais  è,  pertanto,  tenuta  inderogabilmente  ad
           adottare  il  provvedimento di risoluzione del rapporto
           di  lavoro  nei  confronti  dei propri  dipendenti, non
           appena questi siano in possesso dei requisiti minimi di
           legge  per  l'ottenimento della pensione di vecchiaia o
           di   anzianità,  al  termine  dei  periodi  massimi  di
           fruizione dei benefici dell'istituto della 'mobilità';

         - in  forza della suesposta previsione di legge la Resais
           S.p.A.,  dal  febbraio del 1999 ad oggi, ha proceduto a
           risolvere  -  senza  eccezione  alcuna - il rapporto di
           lavoro   con   circa  duemila  unità  in  possesso  dei
           requisiti minimi di cui alla legge n. 223 del 1991 (età
           anagrafica  di almeno 53 anni ed anzianità contributiva
           di almeno 31 anni);

         - l'adozione   dei   superiori  meccanismi  di  legge  ha
           consentito  di  ridurre a circa seicento unità la forza
           residua  della  Resais, realizzando un risparmio per le
           finanze regionali di circa il 70% (dai 170 miliardi del
           1999 ai 50 miliardi del 2002);

         - il  Governo  regionale  ha  giudicato talmente valido e
           proficuo  il  suesposto  meccanismo  da  sottoporne  al
           legislatore   regionale   l'estensione   e   l'utilizzo
           all'analoga    fattispecie    del    personale    delle
           'cooperative  agricole cantine sociali, loro consorzi e
           consorzi agrari', pervenendosi, così, alla formulazione
           della  legge  regionale  28 novembre 2002 n. 21 che ha,
           appunto, esteso ad altre cinquecento unità il complesso
           di norme obbligatorie e vincolanti in esame;

         per conoscere:

         - perchè  la Resais S.p.A. mantenga ancora in forza, alla
           data  odierna (come si evince dall'elenco del personale
           Resais  in  forza  al 31 dicembre 2002) alcune unità di
           dipendenti già in possesso di quei requisiti anagrafici
           e contributivi, come sopra individuati, in presenza dei
           quali  la  legge  regionale  impone  -  senza eccezione
           alcuna  -  l'obbligatoria  ed inderogabile adozione del
           provvedimento di risoluzione del rapporto di lavoro;

         - se  non ritenga che l'erario regionale subisca un danno
           a  causa dei summenzionati comportamenti omissivi della
           Resais   S.p.A.,   stimabili   in   circa  il  60%  del
           complessivo  costo  -  lavoro  annuo  che  per  qualche
           dipendente,  sin  dal  mese  di settembre 2002, avrebbe
           dovuto  cessare  di gravare sui conti della Società per
           essere gestito dall'INPS;

         - se  risponda  a  verità l'ulteriore circostanza per cui
           oltre  a  disapplicare  la  legge regionale, ponendo in
           essere  le  suesposte odiose, illegali discriminazioni,
           la  Resais  S.p.a.  si  accingerebbe  a riconoscere 'ex
           post' a qualche dirigente che avrebbe dovuto licenziare
           il  30  settembre  2002,  la  qualifica di dirigente di
           azienda   industriale,   retrodatandone   gli   effetti
           giuridici  ad  un  momento  antecedente  all'obbligo di
           risoluzione  del  rapporto di lavoro per legge;

         - questi     dirigenti     sarebbero     così    esentati
           surrettiziamente da tale inderogabile provvedimento, in
           quanto  per  i  dirigenti  non  trovano applicazione le
           norme della legge nazionale n.  223 del 1991 in materia
           di  'mobilità' e, quindi, le disposizioni dell'articolo
           5 della legge regionale n. 5 del 1999;

         - in   tal   caso,   se   non   si   evidenzi  l'assoluta
           illegittimità  di  un eventuale siffatto ingiustificato
           provvedimento  di  promozione individuale, modificativo
           di  'status' giuridico oltrechè economico, dei suddetti
           dipendenti, da parte della Resais S.p.A., in quanto:

           contrario a quanto previsto dall'articolo  4,  comma 3,
           della legge regionale n. 76 del 1976;

           inedito  nella  seppur  tormentata  storia  degli  Enti
           economici regionali;

           incoerente e contraddittorio rispetto  alle finalità di
           legge   della   Resais   S.p.A.   -   strumento   della
           liquidazione degli Enti economici e  non  di  'luminose
           carriere clientelari';

           incongruo  con  le previsioni dell'articolo 6, comma 3,
           della  legge  regionale  n.  5 del 1999 che, prevedendo
           forme    gratuite    di    utilizzo    del    personale
           'prepensionato'   a  carico  della  Regione  siciliana,
           fornisce  gli  strumenti  idonei  a  sopperire a quelle
           eventuali  professionalità  -  anche dirigenziali - che
           l'obbligatorietà e la inderogabilità della norma di cui
           all'articolo  5  della medesima legge regionale dovesse
           necessariamente espellere;

           si evidenzia ancora l'ulteriore effetto  dirompente  'a
           cascata'  del  lamentato  comportamento   omissivo   ed
           illegittimo della Resais S.p.A. -  che  disapplica oggi
           l'articolo  5  della legge regionale n. 5  del  1999  -
           rispetto  alle  circa  duemila unità  dipendenti  della
           società le quali, licenziate in forza dell'applicazione
           del   medesimo   disposto  normativo,   si   riterranno
           autorizzate  -  a  fronte  dell'odierna  ingiustificata
           eccezione - ad avviare un contenzioso avverso la Resais
           S.p.A.    per  essere  reintegrate  in   servizio   e/o
           indennizzate   per   i  danni  economici   subiti   per
           promozioni loro negate;

           si ricorda, infine, che l'organo  legislativo regionale
           ha già respinto recentemente in  occasione  della legge
           di  assestamento  al  bilancio 2002,  il  tentativo  di
           introdurre  eccezioni  particolaristiche   alla  regola
           generale dell'articolo 5 della legge regionale n. 5 del
           1999,     riconfermando      così     l'obbligatorietà,
           l'universalità,  l'inderogabilità   e   l'intangibilità
           della norma in esame e la bontà  del relativo strumento
           operativo;

         - se  non  ritenga,  infine, di  rimuovere  la  lamentata
           situazione di palese illegittimità  con  il  ripristino
           dell'integrale  rispetto  della normativa  in  oggetto,
           senza eccezione alcuna, e la garanzia della correttezza
           dei comportamenti da parte della Resais S.p.A."(89)

                                       CAPODICASA - ODDO -
                                       PANARELLO

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire la
  risposta.

     NOE'  assessore per  l'industria.  Si premette che all'inizio del
  2001 il direttore  della  società  aveva  improvvisamente chiesto il
  prepensionamento secondo le modalità previste dall'art. 6 della L.R.
  20/01/1999  N.  5,   rendendo  necessaria  e  improrogabile  la  sua
  sostituzione.
       Pertanto, nell'esigenza di  reperire  in  tempi stretti, tra le
  risorse umane disponibili in  azienda,  una nuova unità che, essendo
  già stata coinvolta con  funzioni  di responsabilità in tutte le più
  importanti problematiche  operative,  potesse  garantire,  nel segno
  della continuità con il passato, la massima efficienza possibile, la
  Società ha scelto il  dottor  Alessio  Arcudi,  che  era  l'unico  a
  possedere il bagaglio di  conoscenze ed esperienze necessarie per il
  buon funzionamento della  Società  in vista del raggiungimento degli
  obiettivi aziendali.
       Tale incarico si è  reso  necessario  anche perchè la RESAIS si
  trovava (e si trova  tuttora) chiamata ad affrontare gravosi compiti
  quali  gli  adempimenti  di   cui   alla   L.R.   4/01/2000,  n.  4,
  l'elaborazione dei conteggi  e  la  predisposizione delle buste paga
  per le 1.117 unità  in prepensionamento al 31/12/2000 (giusta delega
  dell'assessorato regionale  per  l'industria), la gestione ordinaria
  delle 816 unità in  servizio al 31/12/2000 (assegnazione in utilizzo
  lavorativo presso gli  enti  fruitori,  liquidazione  retribuzioni e
  adempimenti connessi, relativo  contenzioso  etc.) e dei trattamenti
  di mobilità e prepensionamento.
       Negli ultimi due anni  il funzionario prescelto ha avuto ampi e
  autonomi poteri direttivi,  ha  coordinato  l'attività aziendale, ha
  attuato  le delibere  e  gli  indirizzi  dell'organo  amministrativo
  rappresentando   la   Società    sia    in   sede   giudiziale   che
  extragiudiziale,  in  tutti   gli  incontri  e  nelle  riunioni  con
  l'Assessorato regionale industria  e con le organizzazioni sindacali
  e ha definito, in nome  e  per conto della RESAIS, presso gli uffici
  provinciali del lavoro  e  della  massima occupazione della Sicilia,
  quei verbali di conciliazione  che  si  sono  resi  necessari (oltre
  700).
       L'Azienda  rimarca  il  fatto  che  la  sua  professionalità  e
  l'impegno profuso sono  stati  riconosciuti  anche  dalla  relazione
  conclusiva della ispezione predisposta dall'azionista di riferimento
  in  seguito  ad  un   esposto   anonimo  nel  quale  si  evidenziano
  "irregolarità amministrative,  errori  e  favoritismi nella gestione
  della Società e, in  particolare,  sugli  incentivi  su  mobilità  e
  prepensionamento" accuse rivelatesi poi del tutto infondate.
       La RESAIS ha posto in mobilità, con decorrenza 31/12/2002, n. 6
  dipendenti che avevano i requisiti  di  legge  e con i quali è stato
  risolto il rapporto di lavoro.
       Su  contestazione  del   dottor  Arcudi   non   si  è  ritenuto
  applicabile allo stesso  il  trattamento  della  mobilità in quanto,
  anche a seguito di  pareri  legali  che  gli  riconoscono  "ex ante"
  (aprile 2001) la qualifica  di  dirigente,  non  era da considerarsi
  impiegato.
       Pertanto  la Società,  chiamata  a  decidere  sulle  scelte  da
  operare, non rinviabile nemmeno  a  breve  ed in assenza di soggetti
  con qualifica e  professionalità appropriate a ricoprire il delicato
  ruolo, ha riconosciuto l'inquadramento a dirigente al dottor Arcudi,
  con decorrenza 1/12/2002, invitandolo a continuare a prestare la sua
  opera, anche alla  luce  dei  nuovi  gravosi  incarichi  affidatigli
  (mandato per la  trattazione  e firma di provvedimenti autorizzativi
  della cassa integrazione  guadagni, ex ITALKALI) e dell'applicazione
  della L.R. 28/11/2002, n.  21, che trasferisce alla RESAIS, dalle ex
  cantine sociali e dai consorzi agrari, circa 500 unità.
       La  retribuzione da  dirigente  attribuita  al  dottor  Alessio
  Arcudi, come comunicato dalla  RESAIS,  non  è  maggiore  rispetto a
  quella dallo stesso precedentemente percepita. Il dottore Arcudi non
  ha beneficiato, nè  beneficerà,  dell'incentivo  di  cui all'accordo
  5/11/1997  nè  dell'indennità   di   mobilità,  ed  inoltre  con  il
  riconoscimento  dell'inquadramento  dirigenziale  e  la  conseguente
  continuazione del rapporto di  lavoro  con  il  dottore  Arcudi,  la
  Società è stata sollevata  dalla ricerca di una non facile soluzione
  alternativa esterna, economicamente più onerosa.

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiarare se sia soddisfatto o meno della risposta.

     PANARELLO  Mi dichiaro insoddisfatto.

     PRESIDENTE   Si passa  all'interpellanza  numero 90:  "Notizie su
  un'operazione  di  indebitamento  bancario  recentemente  effettuata
  dalla Resais s.p.a.",  a  firma  degli  onorevoli  Capodicasa, Oddo,
  Panarello.
       Ne do lettura:

          "Al   Presidente   della  Regione  e  all'Assessore  per
           l'industria, premesso che:

           -   la   Resais   S.p.A.   è   una   Società  a  totale
           partecipazione   regionale   controllata  dall'ESPI  in
           liquidazione, che ne detiene la totalità della relativa
           partecipazione  azionaria  nelle  more  della  concreta
           attuazione  del  disposto  dell'articolo  2 della legge
           regionale  n.  5 del 1999, in base al quale la stessa è
           trasferita al patrimonio della Regione;

           -  la  Resais  S.p.A.,  carente  per  sua stessa natura
           statutaria  di mezzi finanziari propri, vive unicamente
           dei   contributi   annualmente  erogati  dalla  Regione
           siciliana mediante l'iscrizione  nell'apposito capitolo
           di bilancio, giusta articolo 12 della  legge  regionale
           n. 5 del 1999;

           -  la legge regionale 8 luglio 1977 n. 53, all'articolo
           3, fa divieto agli Enti economici (ESPI, EMS, AZASI) di
           contrarre  debiti  a breve termine e  di  accollarsi  i
           debiti  a breve termine delle società  collegate  o  di
           garantirli;

           - da ormai  quattro anni l'ESPI, azionista della Resais
           S.p.A., si trova  in  stato  di liquidazione per essere
           soppresso (articolo 1  della  legge  regionale n. 5 del
           1999) insieme all'EMS ed all'AZASI;

           per conoscere:

           -  le motivazioni che hanno condotto la Resais S.p.A. a
           contrarre un mutuo di Euro 5.164.569,00 (dieci miliardi
           di  vecchie  lire)  in data 19 luglio  2002,  a  rogito
           Notaio Dr. Sparti numero di repertorio n. 9393;

           - se la Resais S.p.A. sia stata autorizzata ad adottare
           tale  provvedimento di  indebitamento  con  il  sistema
           bancario, ovvero se  sia  stata  una  propria  autonoma
           iniziativa   solo   successivamente  comunicata,  come,
           peraltro, risulterebbe dalla  lettura  del  verbale  di
           assemblea ordinaria della  Società  del 26 Luglio 2002,
           punto 3;

           - perché la  Resais  S.p.A.  abbia  attinto  al mercato
           bancario  esterno,   a  titolo  oneroso,  omettendo  di
           chiedere  l'intervento  della finanza regionale, stante
           che  dalla  data  di  sua  costituzione  tutte  le  sue
           necessità finanziarie  sono  state sempre ricoperte dal
           bilancio  della  Regione  siciliana,  in  forza  di  un
           preciso dettato normativo/istituzionale;

           - perché la Resais  S.p.A.  non abbia, a fronte di tale
           esigenza  per   sopperire  alla  carenza  di  liquidità
           connessa  alla  normale  gestione, chiesto l'intervento
           finanziario al  proprio  ente  azionista unico (ESPI in
           liquidazione), dotato dei relativi mezzi in questione;

           -  se   l'Amministratore  unico  della  Resais  S.p.A.,
           scaduto dalla  carica  come  risulta  dalla lettura del
           punto 1 del  verbale di  assemblea  del 26 luglio 2002,
           abbia  avuto attribuiti i necessari  poteri   richiesti
           per  un  atto  di straordinaria  amministrazione  quale
           indebitare la Società  e per essa   l'Ente Azionista in
           liquidazione, in violazione, peraltro, del  disposto di
           legge citato in premessa;

           -  se  le  autorità  sovraordinate  operino  i  dovuti,
           necessari controlli sulla gestione della Resais S.p.A.,
           visto che  la  stessa  vive unicamente di finanziamento
           regionale, tra l'altro rimpinguato, da ultimo,  con  la
           legge di assestamento di bilancio adottata nel 2002;

           - se  le  autorità  sovraordinate siano consapevoli che
           l'indebitamento   operato   dalla   Resais   S.p.A.  si
           riverbera sul  bilancio  della Regione, impegnandolo al
           ripianamento  del   debito   contratto   e   dei  costi
           correlativi;

           -  quale  sia  il  costo  complessivo   del   superiore
           indebitamento;

           -   quali   provvedimenti   le  autorità  sovraordinate
           intendano adottare  in presenza di siffatta iniziativa,
           che  aggrava   i   conti   del   bilancio  regionale  e
           l'indebitamento della Regione siciliana;

           -  se  non  ritenga  di  dover  disporre  una  apposita
           ispezione per  la verifica delle circostanze illustrate
           sopra".(90)

                                 CAPODICASA - ODDO - PANARELLO

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire la
  risposta.

     NOE'  assessore per l'industria.  Si  premette  che  la RESAIS ha
  stipulato, in data 19/07/2002,  un  contratto  di mutuo con la Banca
  per la finanza alle  opere  pubbliche  e alle infrastrutture S.p.A.,
  appartenente al gruppo bancario  San  Paolo-IMI,  con  il  quale,  a
  fronte  di un finanziamento  di  euro  5.164.569.00,  ha  ceduto  in
  garanzia crediti IRPEG relativi agli anni 1995, 1996 e 1997.
       Tale decisione è stata presa  a  fronte  di  un  debito di Euro
  12.420.000 (già £ 24.048.000.000)  che  la  RESAIS  aveva nel giugno
  2002 nei confronti di n.  185  dipendenti  già licenziati e posti in
  "mobilità".
       Detti  dipendenti  rivendicavano   il   saldo  di  quanto  loro
  spettante, evidenziando il mancato  rispetto  dei tempi previsti dal
  disciplinare  3-02-1999  (180 gg.  dalla  data  di  risoluzione  del
  rapporto di lavoro) e  minacciando  azioni  giudiziarie  tendenti ad
  ottenere anche gli interessi legali.  Le stesse OO.SS., tra l'altro,
  con  verbale di  consultazione  sindacale  del  26/03/2002,  avevano
  chiesto "La corresponsione immediata del  saldo incentivi a tutto il
  personale esodato".
       L'unica motivazione che ha  indotto  la RESAIS a contrarre tale
  mutuo è stata, quindi,  quella  di soddisfare le giuste esigenze del
  personale che, posto in "mobilità", doveva essere saldato o comunque
  avere acconti sulle somme  spettanti  e  che  non poteva aspettare i
  tempi lunghi del rimborso dell'IRPEG da parte dell'Erario.
       Pertanto, ottenuto tale importo,  la  Società  ha  provveduto a
  dare acconti ai dipendenti posti  in  mobilità  ai  sensi della L.R.
  5/99 ed a saldare n.  82  dipendenti  per  un importo complessivo di
  circa euro 5.000.000.
       Per  tale  mutuo  è   dovuto   un  interesse  pari  all'Euribor
  maggiorato dello 0,70 (oggi  4,086%),  mentre  l'Erario  sui crediti
  vantati dalla Società ha riconosciuto il 5%.
       E' di tutta evidenza che  la  RESAIS  ha soltanto trasferito il
  proprio debito o, meglio, parte  di  esso, dalla voce "dipendenti" a
  quella  "Banca"  e  che   il   costo   complessivo  della  suesposta
  operazione,  specifica  la  RESAIS, è  pari  a  zero  dato  che  gli
  interessi maturandi dall'Erario sono  maggiori di quelli che saranno
  pagati alla Banca.
       La Società ha fatto inoltre presente che, anche grazie a questa
  operazione bancaria la RESAIS  non  ha,  ad oggi, nessun contenzioso
  con il personale posto in  "mobilità" né ha sopportato alcun esborso
  a titolo di interessi.

     PRESIDENTE   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Panarello  per
  dichiarare se sia soddisfatto o meno della risposta.

     PANARELLO  Mi dichiaro insoddisfatto.

     PRESIDENTE    Si passa alla interrogazione numero  1084  "Notizie
  sull'ipotizzata fusione fra la Keller elettromeccanica e  l'IMESI di
  Carini", a firma dell'onorevole Miccichè.
       Ne do lettura:

          "Al  Presidente   della   Regione,   all'Assessore   per
           l'industria  ed  all'Assessore  per   il   lavoro,   la
           previdenza  sociale,  la  formazione  professionale   e
           l'emigrazione premesso che:

         - la   Keller   elettromeccanica  è  una  delle  maggiori
           industrie  nel  settore  della  produzione di materiale
           rotabile e,  nonostante  gli anni di crisi finanziaria,
           ha notevoli  commesse da parte di diversi enti pubblici
           e privati;

         - da  tempo   i   dipendenti   della  Keller  e  le  loro
           rappresentanze  sindacali  hanno  avanzato l'ipotesi di
           procedere    progressivamente    all'accorpamento   con
           l'Imesi   di   Carini,   altra  grande  azienda  locale
           impegnata nel settore del materiale rotabile;

         - l'ipotesi  di  fusione  con  l'Imesi  consentirebbe  la
           creazione di  un  vero  e proprio 'polo industriale' di
           elevatissima    competitività    che    riuscirebbe   a
           valorizzare  le  professionalità  e  le  risorse  umane
           impegnate nelle due industrie, nello stesso settore;

         - la  notizia  dell'ipotesi di vendita dello stabilimento
           Imesi  di   Carini   alla   Keller   di   Palermo  crea
           contrapposizioni tra le parti;

         per sapere:

         - se   non   ritengano  opportuno  verificare,  in  tempi
           brevissimi,   quali   siano   le  reali  possibilità  e
           soprattutto le modalità di accorpamento fra la Keller e
           l'Imesi e,  in  ogni  caso,  per  la  salvaguardia  dei
           livelli    occupazionali    e   delle   professionalità
           esistenti;

         - quali iniziative intendano assumere anche nei confronti
           del Governo nazionale per la risoluzione della vertenza
           in  corso   e   per   evitare   speculazioni   che  non
           garantirebbero  il  futuro  produttivo di un'importante
           realtà  industriale  dell'Isola, alla luce degli ultimi
           incontri tenutisi presso il Ministero;

         - se  l'Assessore  per  l'industria non ritenga opportuno
           convocare  un  tavolo  tecnico  da sottoporre all'esame
           della III Commissione legislativa permanente - Attività
           produttive - dell'A.R.S., per verificare le possibilità
           di intervento da  compiere sia in sede regionale che in
           sede nazionale al  fine  di avviare un confronto tra le
           parti    per   contribuire   alla   risoluzione   delle
           contrapposizioni  nell'interesse  di tutti i lavoratori
           delle due industrie".(1084)

                                           MICCICHE'

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire la
  risposta.

     NOE'   assessore   per   l'industria.   In  riferimento  all'atto
  ispettivo in oggetto  indicato,  si  forniscono  le informazioni, di
  competenza  dello   scrivente   Assessorato,  richieste  dali  on.li
  interroganti.
       Le problematiche della  KELLER ELETTROMECCANICA e dell'IMESI di
  Carini,  che  sono  alquanto   complesse  e  coinvolgono  diversi  e
  apparentemente contrastanti interessi,  sono  già  state  oggetto di
  particolare attenzione di questo Assessorato.
       In  particolare,  per quanto riguarda  la  Keller,  in  data  4
  settembre 2002, è stato  sottoscritto,  presso  il  Ministero  delle
  Attività produttive, apposito verbale di  accordo,  di  cui il piano
  industriale fa parte integrante, tra le parti interessate.
       L'esecuzione   di   quanto   previsto   nell'accordo,   avrebbe
  consentito una positiva soluzione della  vertenza  ma,  in base alle
  verifiche effettuate da questo Assessorato, che ha seguito da vicino
  l'evolversi della problematica,  l'accordo  non  sembra aver trovato
  per intero applicazione.
       Preso atto di ciò e  considerato che il problema della politica
  industriale dei gruppi  interessati, deve essere comunque affrontato
  a  livello  nazionale,   coinvolgendo  nella  soluzione  il  Governo
  centrale, in data 30.01.03  è stato formalmente chiesto l'intervento
  dell'onorevole Ministro per  le  Attività produttive per la verifica
  di quanto contenuto nell'accordo sopracitato.
       La vicenda ha poi subito  una  ulteriore evoluzione, seguita da
  vicino  dall'Assessorato Industria,  con  interventi  finalizzati  a
  risolvere positivamente la  questione,  contemperando  gli interessi
  dei lavoratori dei due stabilimenti.
       Rilevato  tutto  ciò,  si   fa   comunque   presente   che   le
  preoccupazioni  relative al  futuro  occupazionale  ed  al  rilancio
  produttivo sia dello stabilimento Keller  di Palermo che della IMESI
  di Carini, sono condivise  dalla  scrivente  che,  nell'ambito delle
  proprie  competenze,  seguirà  l'evoluzione  della  problematica  ed
  adotterà tutti gli atti necessari per una sua positiva risoluzione.

     PRESIDENTE  Ha facoltà di  parlare l'on. Miccichè per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

     MICCICHE'  Signor  Presidente,  mi  dichiaro  insoddisfatto.  Ciò
  proprio a motivo del modo  con  cui  è  stata data risposta a questa
  interrogazione.
       Infatti  i  buoni   propositi   vengono  'scaricati'  su  altre
  competenze e ciò non mi convince anche perchè l'interrogazione aveva
  anche  un  altro   obiettivo.   Onorevole   Assessore,   avrà  letto
  sicuramente nel testo dell'atto  ispettivo  a  mia firma, se ritenga
  opportuno convocare un  tavolo tecnico da sottoporre all'esame della
  terza Commissione per verificare  la  possibilità di porre in essere
  interventi da compiere, sia in sede regionale che in sede nazionale,
  al fine di avviare un confronto fra le parti.
       Mi pare che questa mia richiesta non sia stata soddisfatta. Non
  c'è traccia nella sua risposta, onorevole Assessore
       Il   ragionamento   che   lei   fa   riferendosi   al  Ministro
  dell'attività  produttiva  Marzano,  che  sembra  che abbia preso in
  considerazione  una  soluzione  per risolvere il problema, lascia il
  tempo che trova.
       Anche  se  la  competenza  va  al  di  là  della nostra Regione
  dobbiamo  ricordarci che noi siamo stati votati dal popolo siciliano
  e i  lavoratori  della  Keller o della Imesi di Carini sono elettori
  siciliani e vogliono dalla Regione, dai rappresentanti della Regione
  risposte concrete.
       Il   gioco   dello   scarica   barile   non   è   assolutamente
  giustificabile  in  una  situazione complessa come quella alla quale
  lei  fa  riferimento.
       Certo, è  complessa; ma evidentemente i lavoratori della Keller
  come  quelli dell'Imesi di Carini vogliono certezza e questa mi pare
  che non  ci  sia.  Chi  la  deve dare? Dobbiamo aspettare il Governo
  nazionale?  Mi  pare  non  possiamo  attendere  che  il Ministro dia
  indicazioni.
       Abbiamo un Governo regionale, abbiamo un Parlamento che si deve
  fare  carico  di  queste  cose;  le  dichiarazioni  di principio non
  servono. L'interrogazione aveva anche questo scopo: sollecitare lei,
  onorevole Assessore, affinchè  si portasse nelle sedi istituzionali,
  Aula e terza Commissione,  la  questione.
       Al riguardo sottolineo  il ruolo fondamentale della Commissione
  in quanto questo aspetto  non  è  stato preso in considerazione.  Le
  rchieste  degli  operai  della  Keller  mirano  ad  avere  certezze,
  l'ipotizzata fusione della Keller  e  l'Imesi di Carini pare non sia
  vista di buon occhio da una parte dei lavoratori.
       Non dobbiamo far fare  la  guerra  tra  i  poveri: i lavoratori
  hanno tutto da perdere,  in questo caso noi dobbiamo trovare l'unità
  degli stessi dando certezza del posto di lavoro
       Mi  pare  che  questo  Governo non vada in questa direzione
       Non  è  opportuno  dire  che  i lavoratori dell'Imesi di Carini
  godano  già  di  un  rapporto  di  lavoro sicuro mentre quelli della
  Keller  no.  In questo modo si alimentano solo contrasti all'interno
  della stessa categoria.
       Non  voglio  creare illusioni, come sta cercando di fare questo
  Governo  scaricando  responsabilità  sul  Ministero  del Tesoro, sul
  Ministro per le attività produttiva.
       Noi  abbiamo  il compito e il dovere di intervenire, di dare la
  sicurezza ai lavoratori della Keller ma anche a quelli dell'Imesi di
  Carini.
       Seguo  giornalmente  la  lotta  dei  lavoratori  della  Keller,
  conosco  le richieste; non chiedono elemosina, vengono presso il suo
  assessorato,  per  avere certezze.
       Questa interrogazione si inquadra in tale contesto, mi pare non
  sia stata data una  giusta  risposta.  Il gioco dello scarica barile
  non  è  giusto in  un  momento  di  crisi  occupazionale,  di  crisi
  industriale.  Le sue risposte  mostrano  la  corda  di una debolezza
  strutturale del programma politico di questo Governo: infatti non si
  ha un programma per uscire dalla crisi industriale che attraversa la
  Sicilia.
       E non mi pare che  questo  Governo  stia  dedicando  il massimo
  della  propria attenzione a  tale  aspetto.  Ne  sono  dimostrazione
  l'Italkali e anche l'ENI di  Gela  ed il Petrolchimico, nonchè tutta
  una serie di fattori industriali.  Sui  tali  temi, ritenendolo poco
  edificante,  non ho voluto fare  sempre  la  solita  opposizione  al
  Governo.
       Mi  riferisco  in  particolare  al  discorso che lei faceva sul
  Petrolchimico  di  Priolo  dove  sappiamo benissimo che ancora manca
  una serie  di  provvedimenti  amministrativi  regionali che non sono
  stati posti in essere.  Questo  la  dice  lunga  su  come il Governo
  voglia affrontare il  tema  della salvaguardia dei posti di lavoro e
  della ripresa industriale in Sicilia
       Su  questo  tema,  le  rivolgo, onorevole Assessore, dottoressa
  Noè,  una  richiesta  ufficiale,  quella     di  convocare un tavolo
  tecnico  tra  Governo  regionale  e  parti  interessate, la Keller e
  l'Imesi di Carini, per discutere. Cosa che è mancata.
       E'  un  accorato  appello che le  sto  facendo  partendo  dalla
  considerazione  che  non  bisogna dare spazio ad ipotesi strampalate
  che intravedono altri organi istituzionali - con tanto di rispetto -
  come, ad esempio, il  Ministro Marzano, ma che noi abbiamo il dovere
  e il compito istituzionale di dare risposta ai cittadini siciliani.

     NOE'  assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     NOE'   assessore  per l'industria. Signor Presidente, intervengo,
  in quanto ho solo la necessità di fornire un chiarimento.
       Riguardo   all'aspetto  da  lei  posto  in  rilievo,  onorevole
  Miccichè,  nel  rigettare le considerazioni che ha fatto di accuse a
  questo  Governo, devo dirle che il tavolo tecnico da lei sollecitato
  si  è già aperto, si è attivato più volte, e si è riunito più volte,
  sia  con  i  dipendenti  che con le parti sociali, sia relativamente
  alla  Keller  che all'Imesi, con il Governo nazionale e con gli enti
  interessati,  anche  con  il  prefetto,  e  la  soluzione  di questo
  problema  -  come  lei immagina - non attiene (non lo abbiamo detto)
  esclusivamente  al  Governo  regionale  e  non  giochiamo  a scarica
  barile.
       Abbiamo  detto  che,  poichè  le  società  sono  di  competenza
  nazionale,  essendo  società  del  gruppo  FIN  Meccanica,  vi  è la
  necessità  che  sia  il  Governo  centrale  insieme  con  il Governo
  regionale  (così come sta facendo) a prendere quelle decisioni e far
  sì  che  in  Sicilia possa continuare ad esserci il polo ferroviario
  che c'è sempre stato.
       Il Governo della Regione sin qui si  è attivato per evitare che
  potessero essere chiusi i poli siciliani  a tutto vantaggio di altre
  zone. Questo è quello che il Governo  regionale  ha  fatto.  Non sta
  giocando a scarica barile.

     PRESIDENTE  Onorevole colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
  18 giugno, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1) "Prime norme per la tutela e la valorizzazione della
          famiglia" (nn. 553 - stralcio 1 bis - 243 - 244 - 251 ed
          altri)

      2) "Norme per il riordino delle coste" (nn. 317 II stralcio -
          122 - 123 ed altri)

      3) "Norme urbanistiche" (nn. 317 I stralcio - 117 - 120 ed
          altri)

      4) "Norme a favore della medicina umanitaria" (n. 417)

      5) "Interventi nel settore sanitario" (n. 298.6)

      6) "Disciplina dei consorzi per le aree di sviluppo economico"
          (nn. 19 - 20)

    III - ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

     IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

      V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA  PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XVI - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

        La seduta è tolta alle ore 19.05.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.50)