Presidenza del vicepresidente Fleres
TURANO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
COMUNICATO DEL PROGRAMMA DEI LAVORI
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, estesa ai Presidenti delle
Commissioni, nella riunione tenutasi oggi, 4 giugno 2003, presieduta
dal Presidente onorevole Guido Lo Porto e alla presenza del
Presidente della Regione, onorevole Salvatore Cuffaro e del
Vicepresidente dell'Ars onorevole Fleres, ha stabilito il seguente
programma dei lavori delle Commissioni e dell'Aula:
- le Commissioni sono autorizzate a riunirsi dalla data odierna
fino a martedì 17 giugno 2003 per l'esame prioritario dei seguenti
disegni di legge: 1) famiglia; 2) riforma urbanistica e riordino
delle coste; 3) medicina umanitaria; 4) interventi nel settore
sanitario e della riforma sociale (numero 298.6); 5) riforma
delle A.S.I. (numeri 19-20);
- la Commissione per il Regolamento terrà la sua seduta conclusiva
per l'esame delle proposte di modifica del Regolamento interno
dell'A.R.S., martedì 10 giugno 2003 alle ore 17,00; tali proposte
saranno successivamente sottoposte all'esame dell'Aula;
- l'Aula terrà seduta a partire da mercoledì 18 giugno 2003, alle
ore 17,30.
Comunico che la Conferenza dei Presidenti del Gruppi
parlamentari ha altresì stabilito che entro la corrente sessione
parlamentare, che dovrebbe tendenzialmente chiudersi giovedì 7
agosto 2003, saranno esaminati in via prioritaria i disegni di legge
concernenti: a) mobbing; b) riordino della struttura del Governo
regionale e spoil system; c) formazione professionale e riordino del
mercato del lavoro.
Il Governo si impegna a presentare entro il 30 giugno un
proprio disegno di legge in materia di riordino della formazione
professionale.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa al primo punto dell'ordine del giorno: Comunicazioni.
Presidenza del vicepresidente Fleres
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- "Provvedimenti per la promozione dei Giochi mondiali militari
2003" (n. 621)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione f.f. (Castiglione) su
proposta dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti (Cascio) in data 3 giugno 2003
- "Nuove norme sugli incarichi dirigenziali presso
l'Amministrazione regionale e sugli incarichi negli enti
sottoposti a controllo o vigilanza della Regione" (n. 622)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres ed altri in data 3 giugno 2003
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE Comunico, ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno, le seguenti richieste di parere pervenute dal
Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Consorzio ASI di Enna - Designazione presidente del collegio
dei revisori" (n. 150/I)
- "Camera di commercio di Ragusa - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti" (n. 151/I)
- "Consorzio ASI di Ragusa - Designazione presidente del collegio
dei revisori" (n. 152/I)
PERVENUTE IN DATA 29 MAGGIO 2003
INVIATE IN DATA 29 MAGGIO 2003
COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DI ATTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE
PRESIDENTE Comunico che la Corte dei conti - Sezione
giurisdizionale per la Regione siciliana nella personale del giudice
unico delle pensioni, con ordinanza n. 105 del 2003, vertente tra
Mancuso Angela e la Regione siciliana, ha dichiarato rilevante e non
manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale
dell'articolo 39, comma 1, secondo periodo e comma 2, della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, nella parte in cui, dopo avere
sospeso l'applicazione delle norme che consentivano i pensionamenti
di anzianità fa, però, salva l'applicazione dell'articolo 3 della
legge regionale 23 febbraio 1962, n. 2 per i dipendenti che abbiano
maturato l'anzianità di servizio utile ivi prevista o che tale
anzianità maturino entro il 31 dicembre 2003, con le modalità di cui
al successivo comma 2, con riferimento agli artt. 3 e 81, comma 4
della Costituzione, pertanto sospende il giudizio in corso ed ordina
l'immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1172 - Estensione della circolare n. 809/1995
dell'Assessorato regionale della sanità, ai tecnici di
radiologia in ruolo in possesso dell' abilitazione di
esperto qualificato in radioprotezione.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Tumino Carmelo
N. 1173 - Notizie sulla disponibilità finanziaria della
CRIAS.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Virzi' Gioacchino
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 106 - Notizie in merito all'ordine del giorno n. 243
Iniziative di sostegno a favore di Emergency .
- Presidente Regione
Miccichè Calogero
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza stessa
sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio
turno.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e
153 del Regolamento interno, della mozione numero 220 "Iniziative
riguardanti il personale ex LSU della Protezione civile", degli
onorevoli Feres, Catania Giuseppe, Maurici, Scoma.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TURANO segretario f.f.:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
premesso che:
- l'art. 23 quater del D.L. 30 gennaio 1998,
convertito con modificazione nella Legge 61 del
1998, stabilisce che 'per le attività previste dal
presente decreto le regioni e gli enti locali
provvedono, per un periodo massimo di tre anni, al
potenziamento dei propri uffici attraverso
assunzioni di personale tecnico ed amministrativo a
tempo determinato, in deroga alle vigenti
disposizioni di legge ...';
- ciò ha consentito alla Regione siciliana di
fronteggiare le esigenze legate alla salvaguardia
del patrimonio edilizio a rischio sismico;
- pur mantenendosi in vita la ratio dello schema
contrattuale originario del marzo 1999, per cui la
Regione ha assunto a tempo determinato il personale
in parola, per lo svolgimento dei compiti e degli
interventi di cui alla Legge 31 dicembre 1991, n.
433 e successive modifiche d integrazioni ed alla
Legge 25 settembre 1996, n. 496, si è rivelato
necessario fare proseguire i rapporti, avvalendosi
di detto personale che allo stato fronteggia le
esigenze operative e le finalità proprie del
Dipartimento regionale di Protezione Civile, in modo
qualificato e non sostituibile;
- per le attività connesse alle finalità di cui sopra,
il personale proveniente dal bacino dei lavoratori
socialmente utili è stato impiegato per assolvere
anche a funzioni di più larga portata ed importanza,
attribuite alla Regione siciliana dall'art. 8 D.lg.s
31 marzo 1998, n. 112 e successive modifiche;
- i singoli contratti dei lavoratori, contrariamente a
quanto previsto, non sono stati risolti alla
scadenza, essendo stati rinnovati per un eguale
periodo di tre anni;
- l'utilizzazione a termine dei lavoratori è uno
strumento diretto ad eludere la tutela del rapporto
di lavoro a tempo indeterminato;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a promuovere ogni iniziativa mirante a predisporre
l'adozione degli atti necessari per portare
all'esame dell'Assemblea regionale siciliana
l'argomento di cui in premessa;
- a riconoscere che nello svolgimento delle funzioni
assegnate, il personale non laureato, tecnico ed
amministrativo (informatico), già LSU, formato dal
Dipartimento di Protezione civile, opera in
condizioni di impiego pariordinate a quelle dei
dipendenti regionali, onde va osservato il principio
di non discriminazione;
- a prendere atto che il rinnovo del rapporto a tempo
determinato, che negli effetti e nella volontà della
Regione equivale a riassunzione a termine degli
stessi lavoratori, è intervenuto senza soluzione di
continuità rispetto alla prima scadenza
contrattuale;
- a prendere atto , inoltre, che l'utilizzazione del
personale diplomato e non laureato, per il quale è
rinnovato il rapporto per un uguale periodo di tre
anni, effettuata in assenza di interruzione
temporale tra i due contratti, consente di
riconoscere fondata la pretesa dei lavoratori che
invocano l'azione di accertamento dell'esistenza di
un rapporto a tempo indeterminato;
- a considerare che l'oggettivo fondamento di una
simile richiesta dei lavoratori interessati, induce
a ritenere opportuno di valutare favorevolmente la
loro posizione in vista dei considerevoli danni che
potrebbero derivare alla Regione dall'accoglimento
delle loro istanze in sede giudiziaria;
- a considerare che i contratti di lavoro a tempo
indeterminato rappresentano la forma comune dei
rapporti di lavoro e contribuiscono alla qualità
della vita dei lavoratori interessati e a
migliorarne il rendimento;
- a considerare che ai contratti di lavoro a tempo
determinato originariamente stipulati sono venute a
mancare, ormai, le ragioni oggettive giustificatrici
della temporaneità dell'impiego,
- nello stesso tempo non è possibile prescindere
dall'apporto tecnico e professionale dei lavoratori
interessati nell'ambito territoriale della Sicilia
orientale, area nella quale deve proseguire
stabilmente l'attività in corso, per la funzionalità
del dipartimento di Protezione Civile;
- a considerare che la Regione non può creare
condizioni precarie e di dubbia legittimità e deve
prevenire gli abusi derivanti dall'utilizzo in
successione, senza soluzione di continuità, di
contratti e rapporti di lavoro a tempo determinato,
in violazione dei diritti dei lavoratori impiegati a
rendere con indiscusso impegno un servizio ed una
utilità pubblici dai quali non può certamente
prescindersi;
- a dare corso ed adottare a brevissimo termine gli
opportuni atti con i quali, riconosciuta la
posizione formale e sostanziale in cat. 'D1' del
personale già LSU in possesso del diploma di
istruzione secondaria di 2 grado - tecnico -
amministrativo e informatico - nonché il ruolo e la
funzione espletata, venga disposta la stipula con
detto personale dei contratti a tempo indeterminato.
(28 maggio 2003)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - SCOMA
PRESIDENTE Dispongo che la mozione testé letta venga demandata
inviata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perché se ne determini la data di discussione.
Onorevoli colleghi, l'Assessore per l'industria sta per
raggiungere l'Aula; sospendo pertanto la seduta per tre minuti.
(La seduta sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 17.52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
DELLA RUBRICA "INDUSTRIA"
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
"Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
Industria".
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari le seguenti
interrogazioni si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta:
numero 441 "Costituzione di una scuola del marmo presso il Comune
di Custonaci (TP)", dell'onorevole Oddo;
numero 455 "Notizie sulle dismissioni degli Enti economici (vedi
nota) regionali", dell'onorevole Gurrieri;
numero 475 "Iniziative per il rifornimento idrico delle industrie
marmifere di Custonaci (TP)", dell'onorevole Oddo;
numero 493 "Rilancio dello stabilimento minerario di Petralia
Soprana-Salinella", dell'onorevole Giannopolo.
Si procede allo svolgimento congiunto dell'interrogazione
numero 543 "Notizie sul ritardo nella soppressione e liquidazione
dell'Ente minerario siciliano e sulla mancata ripresa della
produzione dei sali potassici", dell'onorevole Miccichè e
all'interpellanza numero 36 "Rilancio della produzione di sali
potassici", degli onorevoli Virzì, Formica, Ioppolo, Infurna nonché
dell'interrogazione numero 1073 "Notizie sui ritardi nella
soppressione e liquidazione dell'ente minerario siciliano, sulla
mancata ripresa della produzione di sali potassici e sulla mancata
ufficializzazione della relazione del Commissario liquidatore
dell'E.M.S.", dell'onorevole Miccichè.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria
premesso che:
- sono trascorsi più di 3 anni dall'emanazione della
legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, riguardante la
soppressione e liquidazione degli enti economici
regionali e le dismissioni delle partecipazioni
azionarie della Regione nei comparti produttivi;
- il commissario liquidatore, all'uopo designato, a
tutt'oggi non ha realizzato alcuna soluzione
riguardante il comparto dei sali;
- l'Assessore per l'industria non ha ancora presentato la
relazione trimestrale sullo stato di attuazione delle
dismissioni alla competente commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana (l'ultima relazione
risale al 4 ottobre u.s.);
- il convegno sulle risorse minerarie, organizzato ad
Agrigento nello scorso mese di marzo ha registrato un
notevole interesse da parte di tutti gli intervenuti,
rappresentanti nazionali e regionali dei seguenti
settori: accademico, tecnico-scientifico,
Amministrazione pubblica, politico, economico e
sindacale;
- in tale convegno, considerate ed analizzate le
prospettive di mercato, il settore dei sali è stato
concordemente e specificatamente indicato come una
risorsa irrinunciabile per lo sviluppo economico
produttivo della provincia di Agrigento, con
coinvolgimenti di interesse a carattere nazionale;
- le risorse potassiche presenti nel giacimento di
Realmonte, per quantità e per qualità, giustificano
ampiamente l'impegno e la valorizzazione industriale;
- il solfato potassico, prodotto finito ricavato dalla
lavorazione del minerale Kainitico, è fertilizzante
biologico che, dopo la chiusura nel 1992 delle miniere
di Pasquasia e Casteltermini, l'Italia è costretta ad
importare con notevoli aggravi per l'agricoltura
regionale e nazionale;
- le rilevanti ricadute occupazionali, enunciate dalla
società Italkali (l'impiego di circa 400 unità
lavorative nel diretto e il doppio nell'indotto) che,
in occasione del summenzionato convegno, ha illustrato
il piano di impresa, non possono essere trascurate o
colpevolmente disattese in una provincia connotata da
una esasperante emergenzialità occupazionale;
- il contenzioso insorto negli anni passati tra Regione e
società che opera nel settore dei sali non può
condizionare e ritardare la realizzazione dei progetti
di sviluppo e di occupazione ma, nell'interesse
pubblico, in maniera celere, bisogna trovare giusta ed
equa soluzione;
- le organizzazioni sindacali di Agrigento hanno
reiteratamente chiesto al Governo risposte concrete in
ordine alla possibile ripresa dell'attività estrattiva
dei sali potassici, ma al momento non hanno ricevuto
alcun riscontro. A questo si deve aggiungere:
a) un recente ordine del giorno dei Sindaci interessati
- Realmonte, Porto Empedocle, Racalmuto e
Casteltermini - rimasto inascoltato;
b) un appello del 21 novembre scorso, firmato
congiuntamente dalle organizzazioni sindacali e
dall'Unione degli industriali della provincia di
Agrigento, rimasto inesaudito;
c) infine la richiesta di una convocazione urgente
presentata dalle organizzazioni confederali
agrigentine ancora disattesa;
per sapere:
- se il Governo intenda mantenere un inspiegabile
silenzio che contribuisce a ritardare la ripresa della
produzione dei sali potassici;
- se il Governo voglia intervenire in maniera incisiva
sull'attuale Commissario liquidatore affinchè questi
si attivi per concludere in tempi brevi il compito
assegnatogli;
- quali siano i motivi per i quali l'Assessore per
l'industria non ha ancora presentato alla terza
Commissione legislativa la relazione trimestrale sullo
stato di attuazione delle dismissioni, come prevede il
comma 5 dell'art. 2 della legge regionale 20 gennaio
1999, n. 5;
- cosa si pensi di fare per rimuovere tutti gli ostacoli
che bloccano attualmente l'azienda che gestisce il
comparto dei sali alcalini e pregiudicano l'avvio della
realizzazione del progetto di sviluppo economico ed
occupazionale nella provincia di Agrigento". (543)
MICCICHE'
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'industria,
PREMESSO che un interminabile procedimento penale, avviato
nel 1993, nonostante il proscioglimento per ben 20 dei
capi d'accusa per la non sussistenza dei fatti, ha di
fatto sospeso l'applicazione della legge della Regione
siciliana che regola l'esercizio della produzione dei
sali potassici, penalizzando la società che attraverso
l'EMS apparteneva il 51% alla stessa Regione;
VALUTATO che la Commissione europea di Bruxelles ha dovuto
riconoscere che la legge regionale n. 8 del 1991 non
violava le regole comunitarie sulla concorrenza, in
relazione alla costruzione, a carico della Regione,
delle infrastrutture pubbliche necessarie allo
smaltimento degli scarichi industriali;
ATTESO che:
- la produzione siciliana del solfato potassico e
magnesico, riconosciuta dal CIPE di prevalente
interesse nazionale e fondamentale per la medesima
agricoltura, è sostanzialmente bloccata con evidenti,
riscontrabili e plateali vantaggi per la concorrenza
straniera;
- a carico della Regione, viceversa ed a mò di beffa,
sono rimasti circa mille lavoratori del settore in
attesa di un eventuale ma improbabile reimpiego;
CONSIDERATO che gli impianti produttivi del settore versano
in stato di abbandono e sono oggetto di saccheggi e
devastazioni;
SOTTOLINEATO come tutta la nostra agricoltura sia
oggettivamente penalizzata dall'ingente rialzo di
prezzo dei sali potassici posto in essere dagli
esportatori di Francia e Germania;
RILEVATO come a più di tre anni e mezzo dall'emanazione
della legge regionale 20.1.1999 n. 5 'soppressione e
liquidazione degli Enti economici regionali' il
Commissario liquidatore, diventato formalmente e
sostanzialmente il gestore unico del patrimonio
pubblico regionale, non abbia messo in campo alcuna
soluzione per il comparto dei sali mentre nulla è dato
sapere sullo stato di attuazione delle dismissioni;
PRESO ATTO che una ripresa del settore, oltre che comportare
varie centinaia di nuovi posti di lavoro
nell'agrigentino, produrrebbe un benefico ritorno ad
una vera concorrenza con immediati vantaggi
per l'agricoltura regionale e nazionale;
PER CONOSCERE:
- se il Governo della Regione non ritenga giunto il
momento, dopo una lunga stagione di incertezze, di
orientarsi decisamente per la ripresa ed il rilancio
di un comparto che era diventato il fiore all'occhiello
dell'industria siciliana;
- se il Governo della Regione non ritenga doveroso
intervenire per sollecitare l'attuazione piena e
tempestiva dello spirito e della lettera della legge
sulla soppressione degli Enti, visto che il Commissario
liquidatore appare chiarissimamente orientato a
regolarsi sui tempi dell'eternità, con un atteggiamento
antagonistico e causidico che non corrisponde nè agli
interessi della Regione nè a quelli di una moderna
impresa capace e vogliosa di restare sul mercato;
- se il Governo della Regione non ritenga che il
Commissario abbia il preciso dovere, in tempi
accettabili e compatibili con le esigenze del terzo
millennio, di demandare ad un collegio indipendente il
regolamento di tutti i rapporti pendenti, a partire
dalla definizione e liquidazione del valore della
partecipazione regionale e della risoluzione del
contenzioso, per consentire alla società quella
complessiva ed onerosa opera di rilancio produttivo (in
collaborazione anche col CNR) che consentirebbe nel
breve termine il recupero di oltre un decennio di
stasi". (36)
VIRZI' - FORMICA - TRICOLI
IOPPOLO - INFURNA
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- il settore dei sali potassici dovrebbe essere uno dei
cardini dell'economia dell'Isola, viste le grandi
quantità e, soprattutto, l'elevata qualità del minerale
presente nel territorio siciliano, in particolare nelle
province di Agrigento e Caltanissetta;
- il prolungamento della soluzione del problema e la poca
chiarezza della posizione ufficiale del Governo nei
rapporti col suo socio di minoranza, bloccano di fatto
ogni iniziativa in Sicilia nel compartimento dei sali
potassici con relativo grave danno all'economia ed
all'occupazione;
per sapere:
- il motivo per il quale l'Assessore per l'industria
abbia presentato in ritardo, sette mesi dopo la
trasmissione della relazione del Commissario
liquidatore, ed in maniera non ufficiale, al Presidente
della Regione, la relazione sulle dismissioni dell'Ente
minerario siciliano;
- il motivo per cui l'Assessore per l'industria non
ritenga opportuno rispondere alle interrogazioni sul
tema presentate dai deputati dell'Assemblea regionale
siciliana;
- se la Regione siciliana non ritenga dannoso continuare
a bloccare, con i suoi ritardi, la cessione del 51% del
suo pacchetto di maggioranza, ponendosi chiaramente
oltre i termini di legge fissati dal Parlamento
siciliano con la legge regionale n. 2 del 1999;
- quali iniziative intendano assumere per rimuovere tutti
gli ostacoli che bloccano attualmente la produzione dei
sali potassici in Sicilia, pregiudicando l'avvio della
realizzazione del progetto di sviluppo economico ed
occupazionale nelle province siciliane e, in particolar
modo, in quella di Agrigento (si fa presente che
l'avvio dell'estrazione di tali minerali comporterebbe
nelle miniere di Realmonte e Racalmuto l'immissione al
lavoro di oltre 400 nuovi dipendenti)". (1073)
MICCICHE'
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
NOE' assessore per l'industria. In riferimento agli atti
ispettivi in oggetto indicati, si forniscono le informazioni
richieste agli onorevoli interroganti.
Si premette che i tre atti sono stati unificati nella risposta
in quanto interessano argomenti tra loro correlati.
Inoltre, anche in riferimento al secondo punto
dell'interrogazione numero 1073, si fa rilevare che le informazioni
di cui agli atti ispettivi 36 e 543, pur richiedenti la risposta
orale, sono state parzialmente fornite per iscritto, per maggiore
sollecitudine, con nota numero 145 del 27 gennaio 2003 inviata anche
al Servizio di Segreteria dell'ARS. In data odierna è adesso
possibile fornire le richieste risposte orali.
Si osserva preliminarmente, che le competenze del Commissario
Liquidatore degli Enti economici, sono quelle previste dalla legge
regionale numero 5/1999 e dalla vigente disciplina in materia di
liquidazione. Rientra nei suoi compiti la gestione, a fini di
liquidazione, del solo patrimonio degli Enti economici regionali
ESPI, EMS E AZASI, rimanendo pertanto esclusa la gestione,
eventuale, delle miniere di Pasquasia e Casteltermini.
In ottemperanza ai doveri ed obblighi del Liquidatore, come
individuati dalla disciplina codicistica e dalla L.R. 5/1999 che ad
essa rinvia e che sinteticamente rimandano alla più conveniente
alienazione dei beni sociali ed al recupero dei crediti vantati
dall'Ente, al fine della estinzione dei debiti sociali e
dell'eventuale riparto ai soci, il Commissario Liquidatore ha
assunto conseguenti iniziative, delle quali ha periodicamente
riferito in rapporti, relazioni o note di aggiornamento sullo stato
della liquidazione degli Enti economici regionali, trasmessi alla
scrivente.
Trattasi di iniziative volte alla dismissione della
partecipazione EMS nella ITALKALI S.p.A. nel rispetto della vigente
normativa e nell'interesse dell'EMS e della Regione ad una
conveniente vendita, nonchè di iniziative volte alla difesa degli
interessi e delle ragioni dell'Ente (e pertanto della Regione
siciliana), nonchè alla conservazione del patrimonio EMS, con
conseguente resistenza alle domande e pretese avanzate in giudizio
da ITALKALI nei confronti dell'EMS.
Si ritiene utile precisare inoltre quanto segue:
- con riguardo alla dismissione della partecipazione EMS nella
ITALKALI S.p.A., è stata avviata trattativa privata con i soci di
minoranza della Società;
- la valutazione della partecipazione azionaria è stata
prevalentemente effettuata in conformità all'art. 15 del
D.P.Reg.Sic. n. 37/1997, che obbliga alla acquisizione di una
doppia valutazione da parte di società di valutazione di
comprovata esperienza nazionale ed internazionale;
- tali advisors, selezionati previo esperimento di gara, hanno da
tempo espletato l'incarico e le valutazioni hanno collocato il
presumibile valore della partecipazione entro un range compreso
tra i 53 e i 70 miliardi di lire, con uno scarto dovuto alla non
chiara situazione del contenzioso tributario a quella data in
essere. Gli esiti della valutazione sono stati comunicati al
rappresentante designato dai potenziali acquirenti già con nota
del 6/12/2001. Attese reiterate richieste di chiarimenti, l'EMS,
al fine di accelerare la procedura, ha proposto l'avvio di un
confronto tra i propri valutatori ed esperti di fiducia dei
potenziali acquirenti. Ritenuta l'esistenza di controversia, gli
acquirenti hanno fatto ricorso ad arbitrato. Malgrado la nomina
dell'arbitro da parte dell'EMS, tempestivamente avvenuta e
successive sollecitazioni dell'arbitro designato dall'EMS nei
confronti dell'altro, la procedura seguita non ha avuto esito. La
sottoscritta ha quindi, in data 3 aprile 2003, emanato apposita
direttiva per rimuovere gli ostacoli alla realizzazione delle
prospettive di sviluppo elaborate dalla Società ITALKALI,
richiedendo l'attuazione immediata della procedura d'alienazione
della partecipazione dell'ente nell'Italkali, ai sensi del DPRS
primo settembre 1997, n. 37.
- Per quanto riguarda gli altri rapporti tra EMS ed ITALKALI
S.p.A., si fa presente che il contenzioso in atto è prossimo a
definirsi: in particolare, la più rilevante e decisiva
controversia avviata da ITALKALI contro EMS ed ISPEA, dopo che il
Tribunale di Palermo ha rigettato le domande di ITALKALI e la
Corte d'Appello di Palermo ha rigettato il conseguente appello,
pende già da un anno dinanzi alla Suprema Corte, su ricorso di
ITALKALI.
Per quanto attiene le iniziative riguardanti la liquidazione
dell'Ente Minerario Siciliano ed ai risultati, si ritiene di dover
far presente che, all'inizio della gestione liquidatoria, il gruppo
EMS comprendeva n. 15 società (4 in attività ed 11 in liquidazione)
e ad oggi comprende n. 6 società, di cui 2 in attività (ITALKALI e
SARCIS) e 4 in liquidazione (SITAS, ISAF, ISPEA, SARP). Va precisato
che la partecipazione SARP è in corso di trasferimento alla
"Iniziative industriali S.p.A." (gruppo ESPI) per la fusione per
incorporazione, mentre la chiusura dell'ISAF è subordinata
esclusivamente alal prossima bonifica dei siti inquinati. La
chiusura della liquidazione ISPEA è legata alla vicenda ITALKALI.
In sintesi, tenuto conto della recente alienazione dei beni
residui da parte di SITAS, alla chiusura dell'esercizio 2002 il
Gruppo EMS sarà costituito da due sole società in attività e da due
società in liquidazione. Inoltre si fa rilevare che nel triennio di
liquidazione, la gestione liquidatoria ha condotto alla chiusura, in
via transattiva, di circa un migliaio di vertenze con ex dipendenti
e, soprattutto, al recupero quasi integrale dei crediti vantati.
Tutto ciò premesso e rilevato, la sottoscritta concorda con le
preoccupazioni espresse dagli onorevoli interroganti, ma ritiene
doveroso sottolineare che il settore in cui opera la società in
argomento è già oggetto di particolare attenzione da parte
dell'Assessorato, in quanto in esso vengono valorizzate sia le
risorse che i prodotti endogeni.
Si rileva inoltre che per quanto di competenza di questo
Assessorato sono state create le condizioni, anche attraverso atti
di indirizzo tesi alla razionalizzazione ed allo snellimento delle
procedure amministrative, affinché gli operatori economici possano
realizzare senza alcun appesantimento burocratico le loro iniziative
imprenditoriali nel settore dei sali potassici.
In merito alla società Italkali, a cui fanno cenno gli on.li
interroganti, si ritiene utile far presente che a seguito di istanza
formulata da Italkali S.p.A. in data 14.11.2001, volta ad ottenere
il contributo previsto dall'art. 9 della legge 752/82 per la
realizzazione di un progetto di ricerca operativa su un processo di
produzione di solfato di potassio da kainite, oggetto della
concessione di sali alcalini denominata "Realmonte", di cui la
stessa istante è titolare, questo Assessorato ha espresso parere
favorevole, comunicato al Ministero delle Attività Produttive, con
nota del Servizio II, prot. 4023 del 26.06.2002.
L'Assessorato, infatti, considerato che già con il D.A.
Industria n. 518 del 18.05.2002, di proroga della concessione
"Realmonte", veniva ritenuta essenziale la ripresa produttiva nel
settore de quo e verificata preliminarmente ed in senso positivo, la
fattibilità tecnica economica del progetto, ha espresso l'ulteriore
considerazione che un eventuale esito positivo delle risultanze del
programma, può costituire valido presupposto per il rilancio della
produzione dei sali potassici in Sicilia, con evidenti ricadute
occupazionali sul territorio interessato.
In merito a quanto riportato al punto 3 della interrogazione
1073, relativo alla cessione del pacchetto di maggioranza di
proprietà regionale nella Italkali, si fa presente che il
Commissario liquidatore ha avviato le procedure propedeutiche a tale
operazione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Micchiché per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MICCICHE' Signor Presidente, Assessore per l'industria, mi
dichiaro insoddisfatto. Lei ha letto in maniera così veloce che mi è
stato difficile recepire.
Per quanto riguarda la parte relativa al discorso che fa
riferimento alla nota di autorizzazione per l'utilizzo, per il
programma stabilito e richiesto dalla società che ha chiesto non
contributi (non ha chiesto assolutamente niente) ma la messa in
produzione di un prodotto che non solo è di carattere nazionale ma
serve all'economia siciliana, mi pare che la Regione siciliana,
questo Governo, abbia messo il problema in secondo piano con la
scusa del contenzioso a cui anche lei ha fatto riferimento, ed è la
'cartina di tornasole', la giustificazione per non fare niente.
Ciò lo si può benissimo dimostrare col fatto che i tempi sono
stati lunghi e ingiustificati sia sotto il profilo politico che
sotto quello tecnico.
Faccio un esempio: in una riunione promossa dal Presidente
dell'Assemblea, qualche mese fa, esattamente nel mese di febbraio o
marzo - ho presentato anche una successiva interrogazione - sono
venuto a conoscenza del fatto che il commissario liquidatore ha
predisposto una nota, della quale io sono venuto a conoscenza solo
in quella sede, soltanto nel mese di marzo, cioè otto mesi dopo; ciò
vuol dire, senza ombra di dubbio, che c'è stato un lassismo, una
inadempienza a trattare questo argomento e rendere l'Assemblea, i
deputati che hanno presentato una interrogazione dotti
dell'argomento. Tanto è vero che io, insieme alla buonanima del
Presidente della terza Commissione, onorevole Tricoli, lo avevo
sollecitato e lui mi disse che aveva anche parlato con il
commissario o forse anche con lei per sollecitare un incontro in
Commissione al fine di definire questo argomento, Fortunatamente
oggi, per la prima volta, ufficialmente, il Governo sta trattando un
argomento spinoso, di notevole importanza, anche strategica, sotto
il profilo industriale.
Noi abbiamo un prodotto che si chiama "kainite", al quale ho
fatto riferimento, si tratta di un prodotto economicamente
strategico a livello nazionale e noi ne parliamo come se stessimo
parlando di qualcosa di poca importanza.
Invece è di fondamentale importanza, perché non solo fa
crescere il prodotto interno lordo nella nostra Regione ma crea
occupazione in un momento in cui la Sicilia, come tutti noi
sappiamo, ha un problema occupazionale. Quindi, la sua risposta mi
pare lacunosa, perché non si dà una scadenza.
L'interrogazione serve a stimolare ma l'unico stimolo che ha
avuto è il dibattito che stiamo facendo oggi in quest'Aula,
dopodiché calerà nuovamente il silenzio.
Spero che questa interrogazione possa essere da stimolo per
dare maggiore impulso alla signoria vostra per cercare di trovare la
soluzione.
Non sono convinto quando si dice: "c'è questo contenzioso
quindi ancora dobbiamo vedere come si concluderà".
Ma l'interrogazione non era incentrata sul discorso del
contenzioso, ma sulla fine che deve fare l'estrazione del salgemma
in Sicilia; perché non si dà un impulso maggiore affinché questo
prodotto possa essere messo sul mercato anziché importarlo dalla
Russia, dalla Germania o, addirittura, da qualche altro paese
extracomunitario?
Noi abbiamo un prodotto, specialmente nella nostra provincia di
Agrigento, che si chiama "kainite" che è il salgemma, sali
potassici, che può servire anche per l'agricoltura ma continuiamo ad
importare i fertilizzanti dall'estero, che avvelenano i nostri
campi, quando la kainite può servire per l'agricoltura nostra, per
creare agricoltura biologica.
Tutto questo non è trattato con una forza, con la convinzione
di risolvere il problema. C'è qualcosa che non quadra.
A me pare - spero di essere smentito - che ci sia qualche
intenzione di prolungare l'importazione del salgemma dall'estero
mentre le nostre miniere restano chiuse e possono essere sfruttate.
Io spero che questa interrogazione possa dare una spinta, una
propulsione maggiore affinché questo Governo possa trovare la
soluzione non solo sotto il profilo del contenzioso che è un
problema aperto, ne sono convinto, ma sotto il profilo della
risoluzione del problema vero: occupazione, produzione. Ma non mi
pare che ci sia un impegno da parte del Governo. Spero che questa
nostra breve discussione possa dare un insegnamento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria
per una breve replica.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, solo per
precisare: io ho lasciato agli atti la relazione; le consiglio di
rileggerla, perché ho detto esattamente l'opposto.
Quindi, il contenzioso non è un problema, l'ultima azione che
ha fatto il Governo è quella di indirizzare il commissario
liquidatore non più ad una trattativa diretta, in relazione al fatto
che il socio di minoranza, che le ricordo è il socio che gestisce la
società, la Regione siciliana non gestisce e non fa progetti
industriale ma è il socio che ne ha la gestione, che fa i progetti
industriali e su cui la Regione ha dato sempre parere positivo e
appunto è scritto nella citata relazione che ho letto e, inoltre, io
sono andata in Commissione 'Attività produttive' più volte,
relazionando proprio sugli enti economici, compresa anche la
situazione dell'Italkali.
Noi abbiamo da poco dato mandato affinché si potesse procedere
secondo quanto previsto dalla legge, per gli enti in liquidazione,
alla vendita della società con asta pubblica, in considerazione del
fatto che con il socio di minoranza non si riusciva ad arrivare ad
una soluzione. Per cui il Governo ha fatto esattamente l'opposto di
quello che lei ha dichiarato.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 559 "Modifica del
Decreto assessoriale dell'11 marzo 2002, relativamente ai criteri e
alle modalità di concessione di contributi ai comuni per la
realizzazione di reti di distribuzione del gas metano",
dell'onorerevole Spampinato.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole firmatario,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 568 "Iniziative in merito
all'esercizio di attività estrattive nel territorio del Comune di
Messina", dell'onorevole Panarello.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TURANO segretario f.f.:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all'Assessore per gli enti locali e
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
la pubblica istruzione,
premesso che:
- lo scrivente, con precedenti atti ispettivi, ha
sollecitato, tra l'altro, la nomina di un
Commissario-provveditore al fine di accertare la
corretta attuazione del piano di coltivazione relativo
alle attività estrattive ricadenti nel comune di
Messina, contrada Fiumara Guardia-Fortino, autorizzate
dal Corpo regionale delle miniere in favore della
società Margherita srl;
- successivamente, per evidenti ragioni d'ufficio ed al
fine di rendere pieno ed effettivo l'esercizio della
relativa funzione pubblica rivestita, l'interrogante ha
richiesto al Comune di Messina il rilascio della copia
del piano di coltivazione;
- inopinatamente, il predetto Ente, con nota prot. 190
del 30.1.2002, ha comunicato di '....non essere in
grado di rintracciare...' il piano richiesto,
suggerendo di rivolgersi al Corpo regionale delle
miniere;
- il Corpo regionale delle Miniere (distretto minerario
di Catania), all'uopo interpellato, con nota prot. 2993
del 7.4.2002, ha trasmesso copia del piano di
coltivazione, segnalando di averlo già trasmesso al
Comune di Messina per l'esercizio di vigilanza previsto
dalle leggi vigenti;
- l'illegittimo diniego di prendere visione del predetto
piano di coltivazione impedisce allo scrivente di
esercitare il controllo connesso alla carica rivestita;
- tuttavia, sulla base della parziale documentazione
rilasciata, è stato possibile rilevare che:
a) l'area interessata dall'attività estrattiva nel
precedente strumento urbanistico risultava
ricompresa 'in zona di interesse naturale e
paesaggistico';
b) la previsione urbanistica contenuta nella variante
generale al PRG (servizi F1, SP), adottata con
deliberazione di C.C. n. 29 del 1998, è
incompatibile con l'attività di cava;
c) il Corpo regionale delle miniere, distretto
minerario di Catania, ha ritenuto di dover
rilasciare, in vigenza del vincolo, l'autorizzazione
all'esercizio di cava di sabbia e ghiaia n. 9 del
1991, scaduta nel mese di dicembre del 2001;
d) il Comune di Messina, trattandosi di zona sottoposta
a vincolo, ha prescritto '.. il recupero ambientale
mediante sistemazione e modellamento dell'area
....';
e) il grave stato di degrado dei luoghi induce a
ritenere che il Comune di Messina, dichiaratamente
sprovvisto della documentazione, non abbia
esercitato i controlli previsti dalla legge;
f) scaduti i termini di validità dell'autorizzazione
decennale n. 9 del 1991, il Corpo regionale delle
miniere, distretto minerario di Catania, ha ritenuto
di 'prorogare sine die' la stessa autorizzazione,
in difetto della preventiva acquisizione del
nulla-osta all'impianto previsto dall'art. 5 della
legge regionale n. 181 del 1981, nonché dello
studio di impatto ambientale previsto dalle leggi
nazionali e regionali;
g) la proroga all'esercizio dell'attività di cava è
stata rilasciata nonostante la nuova e diversa
previsione urbanistica contenuta nello strumento di
pianificazione adottato (il comune di Messina, allo
stato, non può rilasciare l'apposita attestazione
prevista dall'art. 5 della legge regionale n. 181
del 1981);
h) la pretesa di completare il programma di
coltivazione contrasta con l'interesse pubblico di
salvaguardare un'area già sottoposta a vincolo
paesaggistico attraverso il recupero ed il
risanamento dello stesso;
- il degrado ambientale della zona consente di poter
affermare che nessuna sistemazione ambientale è stata
mai effettuata dall'inizio dell'attività estrattiva;
per sapere:
- se non ritengano, attraverso l'esercizio dei poteri
sostitutivi, di dover porre fine alla 'proroga sine
die' dell'autorizzazione rilasciata dal Corpo regionale
delle miniere, distretto minerario di Catania,
in difetto della preventiva acquisizione del nulla-osta
di impatto ambientale previsto dalle leggi nazionali e
regionali;
- se non ritengano improntato ai principi di trasparenza
e buon andamento della P.A. il rifiuto opposto dal
Corpo regionale delle miniere, distretto minerario di
Catania, al rilascio degli atti richiesti;
- se non intendano, considerato che il degrado ambientale
della zona consente di poter affermare che nessuna
sistemazione ambientale è stata mai effettuata
dall'inizio dell'attività estrattiva, disporre con la
massima urgenza un'ispezione presso il Comune di
Messina tendente ad accertare:
a) se siano stati effettuati controlli sulla regolarità
dell'esercizio delle attività estrattive, segnalando
eventuali inadempienze dell'Ente;
b) il rispetto del programma di lavori previsto con
il piano di coltivazione, nonchè delle prescrizioni
e degli obblighi previsti dall'autorizzazione per
l'esercizio dell'attività di cava;
c) se esista un piano di risanamento delle aree
attualmente destinate a cava;
- se non ritengano, a seguito dell'ispezione, di dover
disporre la nomina di un Commissario-provveditore al
fine di provvedere con la massima urgenza alla
sistemazione ambientale della zona;
- se non considerino necessario invitare la
Soprintendenza ai beni culturali e ambientali e
l'Ispettorato forestale, per quanto di loro competenza,
a farsi interpreti delle esigenze di rigorosa tutela
dell'area di interesse paesaggistico;
- quali iniziative intenda assumere il Governo della
Regione per il recupero ed il risanamento delle cave
della provincia di Messina al fine di salvaguardare
l'ambiente e rilanciare l'occupazione".
PANARELLO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria
per rispondere alla interrogazione.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in riferimento all'atto ispettivo in oggetto indicato,
trattandosi di richieste che investono anche la competenza di altri
assessorati, si forniscono le informazioni di competenza della
scrivente.
Di seguito si fornirà, solo per brevità, una sintesi di quello
che è il tormentato iter amministrativo relativo all'attività
estrattiva in argomento.
L'elencazione cronologica degli atti che sono stati adottati
dal Corpo regionale delle Miniere, viene per semplicità di
esposizione, depositata agli atti.
Le attività estrattive cui fa riferimento l'onorevole
interrogante, sono quelle della cava di sabbia e ghiaia, sita nella
contrada Fortino del comune di Messina, già in attività alla data
della prima autorizzazione provvisoria rilasciata dal distretto
minerario di Messina, il 13 luglio 1981.
Per il proseguimento dell'attività di cava, acquisiti i pareri
di competenza tra cui anche quello della Sovrintendenza competente,
ricadendo la cava in una zona vincolata, nel 1988 e poi nel 1991, è
stata rilasciata l'autorizzazione definitiva e poi la prosecuzione
fino al 2001 dell'attività di cava.
Nel maggio 2001, sei mesi prima della scadenza, la società
Margherita s.r.l., esercente l'attività, ha chiesto il rinnovo
dell'autorizzazione per poter proseguire i lavori estrattivi
nell'ambito della cava suddetta.
Nelle more della conclusione dell'iter procedimentale, il
Distretto minerario di Catania nel dicembre 2001 ha rilasciato un
provvedimento di proroga dell'autorizzazione, anche tenendo conto
del parere sulla materia rilasciato dall'Ufficio legislativo e
legale della Regione siciliana del 13 dicembre 2000.
Successivamente al provvedimento di proroga del Distretto
minerario di Catania, l'Assessorato del territorio e dell'ambiente,
con nota n. 27294, servizio VIA, del 13 maggio 2002, ha ritenuto di
non assoggettare il progetto di cava al procedimento di
compatibilità ambientale.
Sono stati successivamente acquisiti, il parere favorevole
dell'Ispettorato dipartimentale delle foreste, ai soli fini del
vincolo idrogeologico ed il nulla osta del Servizio geologico e
geofisico del CO.RE.MI..
Il comune di Messina, alla data dell'ultima informativa
trasmessa alla scrivente dal Distretto minerario di Catania (gennaio
2003), non aveva ancora espresso parere, mentre la Sovrintendenza di
Siracusa ha espresso parere contrario al rilascio della proroga.
Contro il provvedimento della Sovrintendenza è stato proposto,
dalla società interessata, motivato ricorso gerarchico, non ancora
definito.
In conclusione, la procedura amministrativa di cui trattasi è
abbastanza complessa, investe interessi contrastanti, tutti
meritevoli di considerazione ed è in via di risoluzione.
Ferma restando la massima attenzione ai problemi ambientali e
paesaggistici, questi devono essere contemperati, secondo però le
rigorose previsioni di legge, con gli interessi dell'economia e
dell'occupazione.
Sarà cura della scrivente, che tramite i dipartimenti
interessati ed i propri uffici, segue con attenzione il procedimento
in argomento, adottare le eventuali opportune misure di competenza,
non appena verranno chiarite alcune delle problematiche giuridiche
di dubbia interpretazione, non solo per la cava in argomento, ma in
generale per la prosecuzione delle attività di cava in aree
vincolate.
In merito a quanto richiesto al punto 2 dell'interrogazione
("accesso agli atti"), premesso che la scrivente già in data 13
marzo 2002 aveva richiamato l'attenzione dei dipartimenti in merito
all'applicazione della cosiddetta Legge sulla trasparenza
amministrativa (legge regionale n. 10 del 1991), nel caso specifico
si è provveduto ad invitare il dipartimento interessato ad una
corretta applicazione delle norme sul diritto di accesso.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO Signor Presidente, Assessore per l'industria, mi
ritengo soddisfatto per quanto riguarda il punto 2 e cioè per il
richiamo fatto agli uffici competenti sulla questione del rilascio
degli atti che, naturalmente, anche se non vorrei sottolinearlo,
segnala purtroppo un atteggiamento di resistenza, non solo del Corpo
regionale delle Miniere ma di diversi uffici della Regione, rispetto
alle richieste da parte dei parlamentari, tant'è che nella
finanziaria abbiamo dovuto inserire un'apposita norma.
Per quanto riguarda il resto, non mi posso dichiarare
soddisfatto perché, al di là delle considerazioni svolte
dall'Assessore, vorrei sottolineare - da qui la mia insoddisfazione
- e segnalare ulteriormente all'Assessore, che la cava di cui si
parla nell'interrogazione è situata in una collina della città di
Messina prospiciente lo stretto di Messina, quindi in una zona di
particolare pregio paesaggistico...
PRESIDENTE Per poco, dopo il ponte
PANARELLO Il ponte va di là, ammesso che si faccia il ponte
ovviamente. Quella zona non sarà toccata dalle infrastrutture di
collegamento del ponte. E' a ridosso, peraltro, del centro abitato
di Messina, anzi, in qualche maniera, è quasi circondata e, quindi,
è collocata dal punto di vista urbanistico e da quello paesaggistico
in maniera assolutamente anomala.
Proprio per queste ragioni ho inteso segnalare un'attenzione
maggiore da parte dell'Assessorato e degli uffici competenti a
partire dal Corpo regionale delle Miniere, perché si tratta di un
insediamento produttivo o, per meglio dire, di un'attività di
escavazione che avviene in un contesto particolare. Ecco perché
considero assolutamente necessario che gli atti già avviati da parte
dell'Assessorato siano completati rapidamente per restituire quella
parte del territorio di Messina alla sua naturale utilizzazione e
fruizione da parte della città.
Assessore, fra l'altro, le segnalo che avendo ascoltato con
attenzione la sua risposta non mi sembra che lei abbia detto
alcunché sul ripristino dei luoghi che pure è una delle clausole
della concessione per l'attività di escavazione. Non risulta a vista
d'occhio, e ci sono state anche numerose segnalazioni sulla stampa,
che all'attività di escavazione si sia accompagnata un'attività di
ripristino ambientale, almeno fino ad ora. Eppure l'attività di
escavazione, come ha ricordato, esiste da almeno venti anni quindi
già l'azienda a prima vista appare inadempiente e credo che ci sia
su questo punto anche un problema che riguarda l'organo di vigilanza
e cioè il Corpo regionale delle Miniere.
Le segnalo, infine, che il fatto che il Comune di Messina non
abbia risposto fino ad ora è indicativo di un imbarazzo da parte...
NOE' assessore per l'industria. Ha dato parere favorevole.
PANARELLO Il Comune di Messina? Allora non ho capito bene.
NOE' assessore per l'industria. Solo la Sovrintendenza di
Siracusa.
PANARELLO Mi pare che lei dicesse che il Comune di Messina fino
al 2003 non aveva dato risposta
NOE' assessore per l'industria. Ha ragione, avevo capito
risposta negativa. No, non ha dato risposta.
PANARELLO E' indicativo di un imbarazzo da parte
dell'Amministrazione comunale di Messina, molto criticabile
ovviamente, perché avrebbe dovuto dare già parere negativo, ma
rispetto, appunto, alla prosecuzione di un'attività che è collocata
male dal punto di vista urbanistico e, oggettivamente, costituisce
uno scempio in una zona di particolare rilievo dal punto di vista
paesaggistico-ambientale del Comune di Messina.
PRESIDENTE Si procede allo svolgimento dell'interrogazione n.
621 "Notizie in merito al futuro occupazionale dei 100 operai della
Smim impianti di Gela, in cassa integrazione", degli onorevoli
Morinello e Miccichè.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TURANO segretario f.f.:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione,
premesso che:
- la ditta Smim impianti è un'impresa che opera
prevalentemente acquisendo commesse dall'Eni di Gela;
- la crisi dell'Eni ha determinato una caduta
occupazionale negativa, colpendo sia la Smim che le
altre aziende dell'indotto;
- complessivamente sono circa 350 gli operai dell'indotto
che rischiano di perdere il loro posto di lavoro;
- la Smim occupa circa 200 operai di cui 100 sono stati
collocati in cassa integrazione due anni fa;
considerato che:
- la cassa integrazione per i 100 operai della Smim è
scaduta il primo maggio;
- il Governo nazionale si era impegnato ad emanare un
decreto per salvaguardare l'occupazione nell'indotto
gelese dell'Eni;
- ad oggi tale decreto non è stato ancora emanato, ma è
stato fissato un'incontro tra le parti per il 10 di
giugno a Roma presso il Ministero del Lavoro;
- gli avvenimenti dei mesi precedenti hanno creato
tensione nella popolazione gelese sul futuro economico
di tutto il comprensorio, situazione che rischia di
divenire nuovamente esplosiva con ripercussioni
negative sull'ordine pubblico;
ritenuto che la situazione della Smim è comune a tutte le
imprese che vivono di commesse, del petrolchimico
gelese;
per sapere:
- se il Governo regionale sia a conoscenza del fatto;
- quali provvedimenti intenda adottare e se intenda
intervenire presso il Ministero del Lavoro affinchè
venga risolto definitivamente il problema della Smim e
di tutto l'indotto gelese del petrolchimico,
salvaguardando l'occupazione e creando la possibilità
di uno sviluppo economico che tenga anche conto della
salvaguardia dell'ambiente".
MORINELLO - MICCICHE'
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria
per rispondere alla interrogazione.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in questo caso rispondo a braccio perché non ho preparato
nessuna relazione.
Sapete che la ditta Smim che opera prevalentemente a Gela con
il gruppo Eni (ma non solo a Gela), è un'azienda che ha avuto dei
problemi legati al fatto di aver perduto alcune gare di appalto.
Questo, ovviamente, così come accade in molti siti di interesse, per
così dire, petrolchimico, provoca alcuni periodi di tensione, cioè a
dire gli investimenti del settore petrolchimico, le manutenzioni
così come gli ulteriori investimenti produttivi hanno, ovviamente,
un inizio ed una fine; nel momento in cui l'investimento ha termine,
di fatto accade che le aziende, che normalmente operano in
quell'area, hanno un surplus di manodopera qualora non riescano a
prendere altre gare d'appalto.
Questo è quello che è accaduto alla Smim, so però, per aver
partecipato attivamente a numerosi incontri sia con l'associazione
degli industriali che all'Asi di Gela che con la stessa azienda, che
il problema è, di fatto, ad oggi rientrato in relazione ad un nuovo
appalto che la Smim si è aggiudicato.
Il periodo di crisi che queste aziende dell'indotto subiscono è
un fatto più o meno ciclico; ovviamente abbiamo interessato il
Ministero del lavoro, così come l'onorevole interrogante fa
rilevare, per trattare gli argomenti legati ad un decreto che il
Ministero del Lavoro stesso ha già in parte fatto di cui ha
utilizzato solo in parte Gela, e che si sta vedendo di modificare in
modo da poter creare quegli ammortizzatori sociali che consentono in
questi momenti alle aziende di non entrare in crisi definitiva ma di
riuscire a superare il momento con questi ammortizzatori previsti
per le aziende del settore relativamente al personale che ha una
certa anzianità.
Ciò che si sta facendo con il Ministero del lavoro è di
intervenire in modo tale che l'anzianità venga considerata
un'anzianità d'area e non della singola azienda.
Questo risolverebbe in gran parte il problema legato alle
aziende dell'indotto di Gela così come ad altre aziende degli
indotti di Siracusa e di Milazzo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MICCICHE' Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che alla
interpellanza numero 42 "Emanazione del bando per l'erogazione dei
contributi per impianti di produzione di energia elettrica pulita",
dell'onorevole Moschetto, l'assessore invierà risposta scritta.
Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari le seguenti
interrogazioni si intendono presentate con richiesta di risposta
scritta:
- numero 658 "Iniziative per evitare la chiusura del polo
chimico in Sicilia", dell'onorevole Ortisi;
- numero 690 "Iniziative urgenti a difesa dei Poli
industriali della Sicilia e del Polo chimico in
particolare", dell'onorevole Sbona.
Si procede allo svolgimento congiunto delle interrogazioni n.
748 "Iniziative per scongiurare la chiusura della Keyes' di
Fiumefreddo (CT), dell'onorevole Villari e n. 779 "Provvedimenti
riguardanti l'azienda 'keyes' di Fiumefreddo (CT) degli onorevoli
Raiti, Ferro, Spampinato, Leanza Nicola, Fleres, Liotta, Barbagallo,
Moschetto e Garofalo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TURANO segretario f.f.:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
- la KEYES, industria manifatturiera storicamente
insediata nel territorio del Comune di Fiumefreddo
(CT), ha rappresentato un importante polo industriale
nel settore della produzione degli imballaggi e della
trasformazione della carta, procedimento quest'ultimo
di grande importanza ed attualità oggi più che nel
passato;
- la stessa azienda ha garantito fino ad oggi
l'occupazione a 56 lavoratori, oltre alle attività di
lavoro indotto che hanno impegnato decine di
lavoratori;
- le organizzazioni sindacali e i lavoratori hanno sempre
agito nell'ottica di offrire le migliori convenienze
industriali e di lavoro all'azienda, allo scopo di
garantire il mantenimento del sito produttivo e
l'occupazione di tutti i lavoratori, come dimostrano
anche gli strumenti utilizzati nell'ambito degli
accordi sindacali, (non ultimo i contratti di
solidarietà ancora in vigore);
vista:
- la grave decisione assunta dal commissario incaricato
della società di chiudere l'azienda sulla base di
decisioni assunte dagli organi di gestione della KEYES,
in un momento che non consente neppure un sereno
confronto sulla fondatezza, qualora vi fosse, delle
ragioni di una così grave decisione;
- che anche la messa in mobilità dei lavoratori non è
ancora stata definita e anzi appare tutt'altro che
scontata nella procedura, come dimostrano le
manifestate difficoltà avanzate dal commissario;
considerato che se tutto quanto sopra menzionato dovesse
verificarsi concretamente, rappresenterebbe un fatto di
eccezionale gravità in una provincia come quella
catanese, ed, in particolare, in un territorio come
quello dell'area di Fiumefreddo, dove già esistono
diffuse difficoltà economiche e sociali, mentre stenta
a decollare qualsiasi altra ipotesi di sviluppo in
altri settori del territorio (turismo, valorizzazione
beni ambientali e culturali, etc. ...);
per sapere:
- se non ritengano di intervenire con la massima e
straordinaria urgenza per bloccare le decisioni assunte
dagli organi di amministrazione dell'azienda, non solo
al fine di salvaguardare l'occupazione dei lavoratori
impegnati direttamente e di quelli dell'indotto nonchè
il reddito delle loro famiglie, ma di non permettere la
scomparsa di un sito produttivo storicamente punto di
riferimento per l'economia del territorio;
- se non ritengano, inoltre, qualora l'azienda ed i suoi
massimi vertici tentassero in tutti i modi di portare
fino in fondo tale assurda ed incomprensibile
decisione, di mettere in atto come Governo della
Regione, anche in una azione coordinata con gli enti
locali e le forze sociali, ogni iniziativa ed ogni
strumento teso comunque a salvaguardare il lavoro dei
lavoratori della KEYES, di quelli dell'indotto, il
reddito di decine di famiglie e più complessivamente
l'economia di questo territorio". (748)
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'Industria e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
- la Keyes Italiana, azienda cartiera specializzata
nell'imballaggio per alimenti opera da 37 anni nel
settore industriale manifatturiero di Fiumefreddo (CT);
- la Keyes ha rappresentato un importante polo
industriale, impiegando numerosi lavoratori e favorendo
lo sviluppo dell'indotto;
- attualmente nell'azienda sono impiegati 56
lavoratori;
considerato che:
- la Keyes versa in uno stato di crisi che ha portato
i vertici aziendali alla decisione di porre in
liquidazione l'azienda;
- la decisione di liquidare la Keyes è stata presa
secondo quanto riferito dai dirigenti dell'azienda agli
organi di stampa per evitare il perdurare della grave
situazione che determinerebbe la dichiarazione di
fallimento con ripercussioni ben più gravi;
- la messa in liquidazione della Keyes porterebbe
alla perdita dell'occupazione per i 56 lavoratori, dopo
un breve periodo di mobilità;
ritenuto che:
- ancora non è stata presa alcuna decisione
definitiva sul futuro della Keyes;
- sono state paventate soluzioni alternative alla
liquidazione, come la possibilità di cedere l'azienda ad
altri investitori in modo da far proseguire l'attività
salvaguardando i posti di lavoro;
- la liquidazione della Keyes oltre a una ricaduta
occupazionale negativa aggraverebbe una situazione
economica e sociale già grave in un territorio come
quello dell'area di Fiumefreddo;
- non è ancora stata individuata una soluzione
alternativa credibile su come impiegare i lavoratori che
perderebbero il loro posto di lavoro;
- l'unica soluzione individuata riguarda la
possibilità già annunciata dell'utilizzo della struttura
nel settore turistico;
- la possibilità della riconversione nel settore
turistico, impiegando gli ex lavoratori della Keyes,
presenta sia tempi lunghi per la sua realizzazione che
difficoltà oggettive sulla sua concreta fattibilità;
per sapere quali interventi intendano intraprendere
prima che i vertici dell'azienda prendano decisioni che
possano compromettere definitivamente i livelli
occupazionali dell'azienda in questione e dell'indotto".
(779)
RAITI - FERRO - SPAMPINATO
LEANZA N. - FLERES - LIOTTA-
BARBAGALLO - MOSCHETTO - GAROFALO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria
per rispondere alle interrogazioni.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in riferimento agli atti ispettivi in argomento si
forniscono, per quanto di competenza, le informazioni richieste
dagli onorevoli interroganti.
Si premette che le due interrogazioni sono state unificate
nella risposta in quanto relative ad argomenti tra loro correlati.
La vicenda relativa all'aziende Keyes di Fiumefreddo è stata
seguita dallo scrivente Assessorato con particolare attenzione
sollecitando, per quanto di competenza, sia la stessa società, che
intervenendo anche appresso altri enti ed organismi per arrivare ad
una positiva soluzione della vertenza.
E' stata anche avviata, con l'azione coordinate delle parti
sociali e dell'ente locale, la procedura per la realizzazione di un
accordo di programma che prevede la creazione di un polo cartario
con il coinvolgimento di importanti imprenditori nazionali del
settore.
Tale operazione potrà determinare non solo la ricollocazione
dei dipendenti Keyes ma anche di altre unità.
L'Assessorato, attualmente, sta seguendo con particolare
attenzione le problematiche in argomento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se posso
farlo, ma, prima di dichiararmi soddisfatto o meno, intendevo
vincolare la mia dichiarazione sulla risposta dell'Assessore ai
tempi di attuazione dell'accordo di programma, presumibili, e per la
creazione di questo polo cartario a cui lei faceva riferimento,
considerato che l'Assessore sa bene che in quell'area sono in atto
altri processi che riguardano insediamenti turistici e quant'altro.
Quindi, vorrei capire se eventualmente, rispetto ai tempi, non
si determinerà, cosa che credo possa essere possibile, un intreccio
tra un processo in atto che sembra privilegiare in quell'area la
creazione di poli turistici, parchi divertimento e quant'altro, con
una ipotesi, e se questa è compatibile, di polo turistico per avere
così una idea chiara.
Per il resto sono sostanzialmente soddisfatto della risposta
dell'Assessore. Però, questa integrazione alla risposta è
importante per capire come si governano effettivamente i processi a
partire da quelli della Regione che può avere in quell'area.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria per
una breve replica.
NOE' assessore per l'industria. Onorevole Villari, concordo con
lei che il sito è talmente prestigioso per la Regione siciliana che
bisogna attuare tutte quelle forme di sinergia e di collaborazione
affinché possa essere utilizzata a fini turistici. E', in realtà,
tragico vedere come in molte coste siciliane siano sorti
insediamenti produttivi di altro genere in torto al turismo che può
essere fatto.
Da questo punto di vista, devo dirle che più volte abbiamo
parlato con chi guida l'Amministrazione comunale ritenendo che sia
possibile, comunque, allocare l'impresa produttiva in siti diversi
da quelli dove oggi c'è lo stabilimento Keyes.
Quindi, prescindendo dal sito Keyes l'accordo sul polo cartario
potrà avvenire nella Regione siciliana, con riferimento al
territorio catanese, in una zona che possa avere la possibilità di
accogliere una parte di questo polo cartario che si presenta di
notevoli dimensioni.
Gli imprenditori hanno fatto già richiesta sia con la 448 che
per i contratti di localizzazione in quanto l'iter degli accordi di
programma è risultato un po' più lungo. Da questo punto di vista, le
richieste sono di questi giorni, stiamo proprio discutendo la
possibilità di istituire il polo in assoluta sinergia e, quindi,
senza nessuna contraddizione rispetto allo sviluppo turistico di
quella zona.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula del firmatario l'interrogazione
numero 749 "Verifica delle modalità di gestione dell'A.S.I. di
Siracusa", dell'onorevole Sbona, si intende presentata con richiesta
di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento dell'interrogazione numero 854
"Interventi per sbloccare l'attuazione del Contratto d'area di
Messina", dell'onorevole Panarello.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TURANO segretario f.f.:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- gli investimenti previsti dal Contratto d'area di
Messina, stipulato dopo la chiusura dello stabilimento
Pirelli di Villafranca Tirrena, sono bloccati a causa
di un'improvvisa prescrizione del CRU al Piano
regolatore dell'ASI di Messina;
- la predetta prescrizione indica, infatti, come
'propedeutica all'insediamento di iniziative
produttive' la realizzazione di un'ulteriore strada di
collegamento con la SS 113, impedendo la realizzazione
di insediamenti produttivi nell'area dismessa della
Pirelli;
considerato che:
- da oltre nove mesi, dopo un iter lungo e tormentato, è
stato sottoscritto il primo protocollo aggiuntivo al
Contratto d'area di Messina;
- il programma di interventi prevede l'insediamento di 24
aziende, l'occupazione di circa 700 lavoratori e
investimenti di quasi 7 milioni di euro;
- le imprese, in base alla normativa vigente, devono
completare gli investimenti entro 48 mesi dalla data di
avvio dell'istruttoria dei progetti, pena la perdita di
agevolazioni;
- essendo la data limite per completare gli investimenti
il 30 giugno 2004, la prescrizione del CRU ne
impedirebbe il rispetto, vanificando, di conseguenza,
la possibilità di realizzare le iniziative produttive
connesse al Contratto d'area;
- in data 6 agosto 2002 l'Amministratore delegato di
Messina sviluppo (società di gestione del Contratto
d'area) ha segnalato all'Assessore per l'industria la
necessità di intervenire al fine di superare gli
effetti negativi della predetta prescrizione;
- in data 9 agosto 2002 il Sindaco di Villafranca Tirrena
(responsabile unico del Contratto d'area) ha
sollecitato l'Assessorato territorio a rivedere le
predette prescrizioni;
- in data 4 settembre 2002 l'Associazione degli
industriali e Cgil-Cisl-Uil di Messina hanno denunciato
i ritardi già accumulatisi ed il rischio di
annullamento del programma di deindustrializzazione;
- alla fine di settembre il Presidente della Regione,
contattato dal Presidente della Messina sviluppo, ha
assicurato un immediato intervento per sbloccare la
situazione;
- si profila, il 31 dicembre 2002, la scadenza per i
lavoratori in CIG della ex Pirelli che dovranno essere
collocati nelle aziende insediate nell'area di
Villafranca Tirrena;
per sapere:
- quali atti siano stati compiuti per rimuovere
l'impedimento determinato dalla prescrizione del CRU
all'attuazione del Protocollo aggiuntivo al Contratto
d'area;
- se non ritenga disdicevole per l'immagine
dell'Amministrazione regionale e della Sicilia il fatto
che, nell'attuale situazione di crisi dell'apparato
produttivo siciliano, a fronte di un significativo
programma di investimenti e di occupazione, invece di
accelerarne l'attuazione, si frappongono ostacoli
burocratici e normativi;
- se non valuti necessario un intervento urgente per
sbloccare una situazione assurda ed intollerabile e per
dare risposte positive alle forze sociali, agli
operatori economici ed alle popolazioni interessate,
consentendo l'utilizzazione dei benefici previsti dal
Contratto d'area e l'immediata attuazione della
deindustrializzazione dell'area dismessa della ex
Pirelli di Villafranca Tirrena".
PANARELLO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria
per rispondere all'interrogazione.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in riferimento all'atto ispettivo in oggetto si forniscono
le informazioni di competenza della scrivente.
Si premette che le preoccupazioni espresse dall'onorevole
interrogante sono state condivise dalla scrivente che, nell'ambito
delle proprie competenze, si è subito attivata per contribuire a
rimuovere gli impedimenti citati nell'atto ispettivo come risulta
anche dalla comunicazione fatta dallo stesso assessorato alla
segreteria generale della Presidenza in data 21 gennaio 2003.
Inoltre, pur ritenendo che il decreto dirigenziale numero 940
del 31 ottobre 2002 del Dirigente generale Dipartimento regionale
urbanistica dia compiuto riscontro alle problematiche oggetto
dell'interrogazione, l'assessorato per l'industria avrà cura di
adottare con la massima sollecitudine tutti gli atti e le direttive
necessarie affinché venga data completa attuazione agli obiettivi
del contratto d'area.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che la
questione che era stata sollevata è stata rimossa anche per
l'intervento dell'Assessore Noè e, quindi, per questo aspetto mi
dichiaro soddisfatto.
Sottolineo, però, che tutta la materia che riguarda la
realizzazione del contratto d'area, proprio per le caratteristiche
che quel contratto ha, per il rilievo che nella situazione siciliana
dal punto di vista occupazionale e produttivo ha, meritano un
impegno molto forte anche perché, come è noto, da parte del Governo
nazionale sono intervenute per tutta questa materia difficoltà che
solo di recente sono state superate, si sono accumulati gravi
ritardi, che meritano un impegno costante per tentare di dare una
risposta ad una parte della Sicilia che è stata molto penalizzata
sul terreno delle dismissioni di impianti produttivi ed è molto
segnata dal problema della disoccupazione.
PRESIDENTE Si procede allo svolgimento dell'interrogazione
numero 868 "Provvedimenti in merito alla composizione del Consiglio
di amministrazione del Parco scientifico e tecnologico della
Sicilia", degli onorevoli Raiti, Miccichè, Morinello e Ferro.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
TURANO segretario f.f.:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- il Parco scientifico e tecnologico della Sicilia è,
come noto, una società consortile per azioni, la cui
partecipazione azionaria maggioritaria è di proprietà
dell'Ente siciliano per la promozione industriale, in
fase di accelerato processo di liquidazione;
- tale società fa parte del gruppo di partecipazioni
azionarie della Regione non suscettibili di dismissione
e, quindi, ai sensi dell'art. 2 della legge regionale
n. 5 del 1999, da trasferire al patrimonio della
Regione stessa;
- il Parco è attualmente amministrato da un Consiglio di
Amministrazione composto di 15 membri, in contrasto con
quanto disposto dalla legge regionale n. 50 del 1973
che all'art. 18 prescrive che 'I consigli di
amministrazione ed i collegi sindacali delle società
per azioni a prevalente partecipazione dell'AZASI,
dell'EMS e dell'ESPI, sono composti da un numero di
membri non superiore a cinque';
- il Presidente del Parco è professore ordinario in
servizio a tempo pieno presso l'università di Catania,
e quindi in una situazione di chiara ed inequivoca
incompatibilità con l'incarico ai sensi degli artt.
11-13-15 del DPR 382/80;
rilevato che:
- già il precedente presidente del Parco, trovandosi in
analoga situazione di incompatibilità, è stato
inquisito dalla Procura della Repubblica di Trieste e
costretto a dimettersi dalla carica lasciando la
società priva di guida per lungo tempo, con gravi
conseguenze amministrative;
- le situazioni di così palese illegittimità segnano in
modo negativo la dinamica della proficua gestione
aziendale ed anche oggi il Parco si ritrova esposto
alle stesse problematiche che potrebbero compromettere
la sua operatività, nonostante nel documento 'Strategia
regionale per l'Innovazione in Sicilia' l'Assessore per
l'industria affermi che 'il Parco scientifico e
tecnologico della Sicilia è nella volontà della Regione
uno degli attori principali del sistema di innovazione
in Sicilia ed è nell'agenda dell'Assessorato
dell'Industria la sua organizzazione e valorizzazione';
- risulta, inoltre, che il Presidente ed i vari
componenti del Consiglio di amministrazione si
attribuiscono incarichi operativi sui progetti di
ricerca, con la conseguenza di determinare situazioni
di palese incompatibilità e difficoltà nei controlli,
venendosi a sommare le funzioni di controllore e di
controllato;
- il decreto del Presidente della Regione n. 189 del
28.7.1979, nel determinare i compensi per gli
amministratori delle società collegate degli enti
economici regionali, prescrive di escludere la
corresponsione di qualsiasi altro compenso comunque
denominato per l'esercizio delle funzioni di
amministratore;
- il Consiglio di amministrazione ha deliberato di
acquistare la partecipazione dell'ESPI nel CEOM,
società di servizi al 95 per cento di proprietà
dell'ENI (partecipazione verso cui l'ENI stesso
manifesta totale indifferenza), senza che questa
decisione sia stata sostenuta da motivazioni valide in
termini di strategie operative aziendali;
per sapere:
- se il Governo della Regione sia a conoscenza della
posizione del Prof. Antonino Catara, presidente del
Parco, presso l'Università di Catania dove svolge il
servizio di professore ordinario a tempo pieno, in
ampio contrasto con le regole sull'incompatibilità
degli incarichi;
- quali provvedimenti intenda assumere per evitare il
protrarsi delle inadempienze descritte, gravemente
lesive del proficuo funzionamento del Parco;
- se non ritenga opportuno vigilare sul tentativo di
acquistare la partecipazione dell'ESPI nel CEOM, con
l'indifferenza dell'ENI, tenendo conto del fatto che il
Presidente del CEOM è anche consigliere di
amministrazione del Parco;
- quali interventi intenda adottare per evitare il
protrarsi di situazioni di palese incompatibilità
all'interno dell'organo amministrativo, che hanno
segnato in modo negativo la dinamica della gestione
aziendale per effetto di carenza di autorevolezza e
credibilità".(868)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'industria
per rispondere alla interrogazione.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in riferimento all'atto ispettivo in oggetto si forniscono
le informazioni di competenza della scrivente.
Si premette che al fine di dare compiuto riscontro alle notizie
richieste dall'interrogante, sono state richieste apposite
informazioni al commissario liquidatore.
In riferimento al primo punto dell'interrogazione, si specifica
che il presidente del Parco, professore ordinario dell'Università di
Catania, è stato autorizzato dal Rettore della citata Università, a
ricoprire la carica per il periodo che va dal 12 marzo 2001 all'11
aprile 2004. Nessun componente del Consiglio d'Amministrazione ha
percepito compensi, salvo quello inerente la funzione di
amministratore, pur avendo collaborato in modo fattivo con i soci e
con il comitato scientifico al buon esito dei progetti già in corso,
nonché all'elaborazione di nuovi progetti di ricerca di alta
formazione, a valere di bandi PON ed altri strumenti.
Al momento sono stati avviati tre progetti di alta formazione
nei quali non è presente alcuno dei consiglieri né il Presidente.
Per quanto riguarda l'acquisto della partecipazione dell'ESPI
nel CEOM si fa rilevare che:
a) il Parco ha sviluppato nel recente passato una proficua
collaborazione con CEOM in un progetto di innovazione su "Sviluppo e
sperimentazione di tecniche e tecnologie di maricoltura off-shore"
ormai giunto a conclusione;
b) una seconda proposta di ricerca presentata al MIUR sul tema
"Messa a punto di sistemi innovativi di gestione e monitoraggio
ambientale di gabbie di allevamento off-shore e verifica delle
prestazioni" in fase di istruttoria avanzata;
c) una ulteriore esperienza di collaborazione PSTS-CEOM si è
avuta nella redazione dei progetti promossi in partenariato con il
Comune di Mazara del Vallo. Essi riguardano "Sistemi e procedure per
la certificazione. Etichettatura e normalizzazione dei prodotti nel
settore dell'acquacoltura"; "Sistemi innovativi per il miglioramento
delle condizioni di lavoro e per le condizioni sanitarie dei
prodotti a bordo e a terra"; "Elaborazione di un modello di gestione
delle risorse e della fascia costiera del tratto di mare antistante
il Comune di Mazara";
d) vari Enti e centri di ricerca, fra cui il CNR e l'Università
di Messina, hanno manifestato l'interesse a realizzare una rete di
competenza tecnologica specializzata nello studio delle risorse
marine e nella erogazione di servizi alle piccole e medie imprese;
e) nel documento programmatico per il triennio 2002/2004,
inviato al MIUR il 30 ottobre 2001, il Parco ha incluso tra le
attività del Centro di Competenza per le Biotecnologie applicate una
sezione specifica sulle Biotecnologie marine.
Sulla base di quanto sopra, tenuto conto dell'interesse
rilevante che la maricoltura riveste per molti centri rivieraschi
dell'Isola, tenuto conto del fatto che le risorse marine sono
oggetto di attenzione da parte della Regione Siciliana, alla luce
anche dell'opportunità ed utilità di rendere fruibili per il
territorio i risultati dei progetti di ricerca e di innovazione, il
Consiglio di Amministrazione ritiene l'acquisto delle azioni CEOM di
proprietà ESPI "strategico al fine di una più incisiva presenza nel
settore della ricerca". Infatti, "le specifiche competenze del CEOM,
consentirebbero al Parco scientifico tecnologico siciliano di
arricchire il proprio patrimonio di expertise utile per lo sviluppo
di alcune iniziative regionali riconducibili al POR Sicilia".
Per quanto attiene l'ultimo punto dell'interrogazione si fa
rilevare che dal momento dell'insediamento dell'attuale Consiglio di
amministrazione, l'attività del Parco ha registrato un'accelerazione
notevole documentata dal numero e dalla quantità delle iniziative
portate avanti al fine di sviluppare la rete dell'innovazione
tecnologica, di migliorare la collaborazione tra Università , Centri
di ricerca e Imprese, di accrescere la visibilità e la credibilità
del Parco in campo nazionale ed europeo. Ciò risulta dalle
iniziative assunte, dagli atti prodotti, dal numero dei progetti di
formazione, alta formazione e ricerca approvati ed attivati oltre
che, indirettamente, dagli articoli di stampa.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
RAITI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula dei rispettivi firmatari, le
seguenti interrogazioni si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta:
numero 907 "Definizione del Piano regionale delle cave",
dell'onorevole Oddo;
numero 957 "Provvedimenti circa gli interventi di recupero
ambientale del territorio disposti dai Comuni di S. Filippo del
Mela e di Milazzo", dell'onorevole Formica;
numero 1032 "Sollecitazioni ed interventi per il rilancio
dell'Area di sviluppo industriale di Lentini", dell'onorevole
Sbona;
numero 1068 "Interventi presso l'AGIP circa la gestione del
servizio di antinquinamento e disinquinamento nello stabilimento
petrolchimico di Gela", dell'onorevole Speziale;
numero 1144 "Iniziative per il rilancio dello stabilimento
Fincantieri di Palermo", dell'onorevole Cracolici.
Si procede con lo svolgimento congiunto dell'interpellanza
numero 65 "Iniziative circa il futuro dell'impianto petrolchimico di
Gela", degli onorevoli Raiti, Miccichè, Morinello e Ferro e
dell'interrogazione numero 1139 "Rilancio dell'industria chimica
siciliana", dell'onorevole Morinello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- la raffineria di Gela più volte nelle sedi ufficiali
è stata definita competitiva e strategica dai vertici
dell'ENI;
- gli impianti gelesi occupano attualmente circa 1.300
unità;
- più volte nel corso dell'anno gli operai e gli
impiegati che lavorano direttamente nell'azienda e
nell'indotto hanno dovuto fronteggiare diverse
situazioni di crisi legate alle vicende del pet coke;
considerato che:
- è notizia di questi giorni la volontà della proprietà
di creare un circuito delle raffinerie italiane che
rimangono direttamente nelle mani dell'ENI;
- in tale circuito saranno presenti i siti di Livorno,
Taranto e Marghera, mentre, secondo le notizie apprese
dalla stampa che riporta le dichiarazioni dei manager
dell'ENI, non dovrebbe figurare la raffineria di Gela;
- la raffineria di Gela dovrebbe essere gestita da una
società che avrà sede direttamente nel paese siciliano
e sarà controllata in toto dall'ENI;
- a fronte di queste notizie ampiamente propagandate, non
è stato ancora reso noto il piano industriale;
PRESO ATTO che tale notizia ha creato agitazione nei
lavoratori della raffineria e nei sindacati,
preoccupati che la vera volontà dell'ENI sia di
iniziare la dismissione dell'impianto gelese, partendo
per l'appunto dalla sua estromissione dal circuito
delle raffinerie;
per conoscere:
- se sia vero, come denunciato dai sindacati, che dietro
questa operazione dell'ENI vi sia in realtà un accordo
con il Governo regionale per ottenere entrate fiscali e
altri vantaggi derivanti da varie forme di
finanziamento;
- se il Governo non ritenga che lo scorporo della
raffineria di Gela non possa configurare l'alienazione
e la dismissione della presenza dell'AGIP Petroli a
Gela;
- quali iniziative il Governo, ed in particolare
l'Assessore per l'industria, intendano mettere in atto
affinchè vengano fugati i timori degli operai circa la
vendita a società americane che da tempo hanno preso
contatti per l'acquisto della raffineria".(65)
MORINELLO - FERRO -
MICCICHE'- RAITI
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- da diverso tempo i lavoratori della chimica manifestano
malessere nei confronti delle scelte compiute dai
vertici dell'Eni;
- contro le dismissioni e i ritardi del Piano di
risanamento ambientale, della bonifica dei territori,
dell'ammodernamento tecnologico degli impianti, si è
scioperato in questi giorni in tutti i siti industriali
dell'Eni;
- la situazione occupazionale, in seguito agli eventi
degli ultimi mesi e alle scelte dei managers del
colosso della chimica, è particolarmente grave a Gela e
nel suo comprensorio;
considerato che il territorio e il contesto socio-economico
di Gela presenta peculiarità che lo rendono degno di
attenzione e fonte di preoccupazione per i risvolti
sull'ordine pubblico che potrebbero avere decisioni che
abbassano i livelli occupazionali;
preso atto del fatto che:
- è notizia di questi giorni che la Green Stream (società
del gruppo Eni) intende assicurare un'importante
commessa per la stazione di ricevimento del gas
proveniente dalla Libia ad una società di Ravenna;
- una società di Gela che ha partecipato alla gara è
stata inaspettatamente e clamorosamente esclusa;
- la scelta dell'Eni di escludere la società siciliana
penalizza ancora una volta le imprese che operano
nell'area industriale di Gela;
ritenuto che l'esclusione della società gelese arriva in un
momento in cui le imprese locali sono prive di commesse
e i lavoratori dell'industria e dell'indotto versano
in condizioni di gravissimo disagio e precarietà;
per sapere:
- se l'Assessore per l'Industria sia a conoscenza del
fatto;
- se non intendano intervenire presso i vertici dell'Eni
affinchè si proceda a un rilancio dei siti industriali
siciliani e non al loro progressivo smantellamento".(1139)
MORINELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per fornire la
risposta.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, preciso preliminarmente, con riferimento agli atti
ispettivi in oggetto, che la risposta ricomprende anche le
interrogazioni numeri 658 e 690.In particolare si forniscono le
informazioni di competenza dello scrivente Assessorato.
Si deve far rilevare, in premessa, che il settore petrolchimico
nei poli siciliani sconta una forte crisi caratterizzata in alcuni
casi da cicli produttivi obsoleti.
Solo a titolo esemplificativo, prendendo spunto dai recenti
fenomeni di inquinamento nel sito petrolchimico di Priolo Gargallo,
l'impianto Enichem incriminato, di cloro-soda, utilizza nei processi
produttivi celle a mercurio ed i costi di produzione sono
influenzati sia dall'alto costo dell'energia elettrica che dallo
smaltimento delle fanghiglie.
Questi aspetti, inerenti i costi di produzione, non rendono i
prodotti petrolchimici competitivi rispetto alle produzioni
realizzate all'estero.
Va altresì evidenziato che le celle a mercurio, dovranno essere
dismesse entro il 31.12.2003 per essere sostituite da quelle a
membrana.
La riconversione degli impianti che oggi, potenzialmente, può
produrre inquinamento da mercurio, riveste il carattere di urgenza
e, pertanto, si impongono processi produttivi che prevedono la
sostituzione immediata delle celle a mercurio con quelle a membrana.
Questo tipo di considerazioni vanno estese, salvo pregevoli
eccezioni, alle generalità dei processi produttivi dei siti
petrolchimici, sia a Priolo che a Gela.
Un progetto di rilancio industriale dei siti petrolchimici che
non prevede investimenti finalizzati a rendere attuali le esigenze
economiche e sociali ed ambientali dei siti, porrà fuori mercato le
attuali produzioni.
L'Assessorato, in merito a quanto evidenziato circa la
problematica particolare di Gela, é intervenuto sia presso l'ENI che
presso il Governo centrale, in modo da eliminare o, nei casi di
impossibilità, ridurre al minimo l'impatto sull'occupazione ed il
tessuto produttivo.
Per quanto attiene in particolare l'azione in positivo dello
scrivente Assessorato, in merito sia allo sviluppo che, nei limiti
di competenza, al risanamento dei siti industriali, si ritiene utile
far rilevare quanto segue.
Per creare le condizioni per il rilancio dei siti industriali
su cui insistono gli impianti chimici, l'Assessore Regionale per
l'Industria, per far valere sul tavolo delle trattative le ragioni
comuni e creare un fronte unitario, ha siglato un protocollo di
intesa con gli Assessori delle Regioni Sardegna e Puglia.
Con tale protocollo di intesa, partendo dalla constatazione che
quanto avviene in questo momento nel settore chimico nazionale,
desta fortissime preoccupazioni per il futuro del settore
produttivo, con possibili e consistenti ripercussioni occupazionali,
e ritenendo di dover salvaguardare gli insediamenti produttivi
dislocati nelle aree industriali delle tre Regioni, ha chiesto al
Governo nazionale:
1. La predisposizione di provvedimenti di legge di livello
statale, volti a difendere, potenziare e riqualificare e
reindustrializzare, anche attraverso piani di attrazione
d'investimenti, l'apparato produttivo chimico della Regione.
2. La condivisione sul modello di quanto già accade, di
importanti provvedimenti, quali Accordi di Programma, per la
qualificazione dei poli chimici.
3. La predisposizione, in accordo con le Giunte Regionali, di
un Piano di rilancio dei siti industriali su cui insistono gli
impianti chimici, anche attraverso la realizzazione di nuovi
impianti costruiti nel rispetto dell'ambiente e della sicurezza,
nonché in ambito della chimica terziaria, farmaceutica e della
ricerca scientifica.
Si é poi dato seguito all'azione iniziata con il protocollo
d'intesa con le Regioni Puglia e Sardegna, portando all'attenzione
del Ministro alle Attività Produttive, delle proposte operative
concrete che consentano di condurre verso soluzioni positive le
problematiche, anche ambientali, dei siti petrolchimici.
Particolare attenzione é stata rivolta, anche all'attenuazione
strutturale dei danni ambientali e quindi socio economici nei
territori sede di attività di estrazione e raffinazione di prodotti
petroliferi ed alla riqualificazione ambientale di detti territori.
A tal fine é stato emanato in data 18.04.02 il D.A. n. 40, con cui
viene approvata la circolare che disciplina le procedure per la
richiesta e per l'erogazione del finanziamento pubblico, per la
realizzazione di interventi nei comuni in cui insistono le attività
prima citate.
Tale circolare é attuativa delle disposizioni di cui all'art.
137 lett. c) della legge 23 dicembre 2000 n. 388, legge finanziaria
2001, e all'art. 1 c. 4 lettera c) della legge regionale 3 maggio
2001 n. 6.
L'Assessorato infine, facendo seguito alle iniziative
dell'On.le Presidente della Regione, finalizzate ad affrontare la
situazione di crisi dei poli chimici, con la possibilità di attuare
azioni per una riconversione degli impianti produttivi, sta
procedendo alla definizione di un Accordo di Programma sulla
Chimica, con il coinvolgimento degli Organismi istituzionali,
regionali, nazionali, sindacali e privati per pianificare le risorse
da reperire.
Si ritiene in proposito di evidenziare in sintesi, qui di
seguito, gli obiettivi delle azioni che saranno intraprese:
- risanamento ambientale e riqualificazione delle aree
industriali dismesse e il loro utilizzo per nuovi insediamenti
produttivi,
- costruzione e mantenimento, nel polo industriale, di
condizioni ottimali per la tutela dell'ambiente, della salute e
della sicurezza,
- promozione di nuove attività industriali appartenenti anche a
nuovi settori produttivi;
- rilancio e riqualificazione, attraverso la formazione, delle
possibilità occupazionali dei siti.
Le azioni attuative riguardano bonifiche, infrastrutturazione
delle aree, adeguamento dei costi energetici, rafforzamento delle
aziende dell'indotto, offerta di servizi alle imprese,
individuazione delle filiere da promuovere, promozione del
territorio per l'attrazione di nuove iniziative.
Le azioni da intraprendere, potranno essere coordinate
dall'Osservatorio Nazionale della Chimica, d'intesa con
l'Assessorato Industria e gli Osservatori locali per il settore
chimico e richiederanno la partecipazione delle Amministrazioni
centrali dello Stato, Ministero attività produttive, Ministero del
lavoro, Enti territoriali, Associazioni di categoria e Parti
sociali.
Sull'argomento sono già stati svolti incontri con le parti
interessate con i sindacati nonché con gli operatori economici delle
varie zone interessate e si ritiene di poter concludere in tempi
brevi l'accordo finale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti, per
dichiararsi soddisfatto o meno, della risposta dell'Assessore.
RAITI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1008, a firma
dell'onorevole Panarello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria, all'Assessore per il territorio e
per l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che
nel prossimo mese di novembre andranno rinnovate le
concessioni per l'attività estrattiva della pietra
pomice dell'isola di Lipari, da parte delle industrie
private Pumex S.p.A.;
rilevato che l'Unesco ha ripetutamente dichiarato di volere
cancellare le isole Eolie dall'elenco dei siti
dichiarati Patrimonio dell'Umanità, anche per la
presenza delle cave di pomice;
considerato che una tale eventualità arrecherebbe un grave
danno all'immagine dell'arcipelago e alla sua economia
fondata sul turismo;
per sapere:
- se le industrie abbiano presentato i progetti previsti
per il rinnovo delle concessioni;
- se gli eventuali progetti presentati abbiano previsto
incrementi occupazionali;
- quali aree siano interessate da interventi di recupero
e sistemazione a seguito della fine dell'attività
estrattiva;
- se negli eventuali progetti presentati ci siano nuove
aree coinvolte nell'attività estrattiva e come si
rapportino con gli strumenti di programmazione
regionale, quali la Riserva naturale orientata
dell'isola di Lipari e il Piano Territoriale
Paesistico".(1008)
PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore, per fornire la
risposta.
NOE' assessore per l'industria. In riferimento all'atto
ispettivo in oggetto indicato, trattandosi di richieste che
investono anche le competenze di altri Assessorati, si forniscono le
informazioni di competenza della scrivente, acquisite anche tramite
il Distretto Minerario di Catania, competente per territorio.
La Pumex S.p.A., società citata nell'interrogazione, ha
presentato regolare istanza per il rinnovo temporale delle
autorizzazioni accompagnate dagli elaborati tecnici.
Da tali elaborati tecnici, non si evince un incremento dei
livelli occupazionali, in atto i livelli assommano a circa 130
addetti tra dipendenti ed indotto e presumibilmente saranno
mantenuti tali a meno di incrementi legati alle richieste di
mercato.
La Pumex, ha previsto a suo tempo il recupero ambientale e le
aree interessate dagli interventi di recupero ambientale riguardano
l'area oggetto di coltivazione.
Trattandosi di rinnovo temporale dell'autorizzazione vigente,
non sono previste modifiche al progetto a suo tempo approvato e
pertanto non ci sono nuove aree coinvolte nell'attività estrattive
oltre quelle autorizzate.
Per quanto attiene, inoltre, i rapporti con gli strumenti di
programmazione regionale, per quanto di competenza, si rappresenta
che le aree interessate dall'attività estrattiva ricadono in aree
gravate da usi civici (secondo le dichiarazioni del Podestà di
Lipari per gli effetti della legge 16.6.1927 n. 1776) e l'art. 89,
comma 5, della l.r. 3.5.2001 n. 6 in tal senso recita testualmente
"Alle aree gravate da usi civici sulle quali insistono attività
produttive ancora in esercizio non si applicano le norme dei piani
territoriali paesistici, se in contrasto con l'esercizio dell'uso
civico nella sua originaria estensione".
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiarare se sia soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto. Infatti,
al di là delle considerazioni di merito rispetto all'iter delle
concessioni, anche qui siamo in presenza di attività estrattiva che
insiste in un territorio di particolarissimo pregio paesistico,
tant'é - come l'Assessore avrà letto nella premessa
all'interrogazione - che l'Unesco ha ripetutamente dichiarato di
voler cancellare le isole Eolie dall'elenco dei siti dichiarati
patrimonio dell'umanità. Ciò anche per la presenza delle attività
estrattive.
Quindi, al di là della notizia confortante che da parte della
Pumex non c'è una richiesta di estensione territoriale delle cave di
pomice, resta il problema di un contenimento, ed in prospettiva di
un superamento di questa attività produttiva, per evitare che sulle
isole Eolie scatti l'orientamento dell'Unesco che sarebbe fortemente
negativo per le stesse e per l'intera Sicilia.
Il problema non è dunque di trascurare l'occupazione che le
attività estrattive danno a Lipari o di minimizzare il ruolo
importante che dal punto di vista economico ha l'attività della
Pumex spa. Si tratta piuttosto di contemperare questa esigenza con
una prospettiva che guardi alle isole Eolie come una terra attraente
e redditizia dal punto di vista economico in quanto impegnata ad
assicurare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio paesaggistico
e naturalistico di cui gode.
Il riferimento nell'interrogazione alla riserva naturale
orientata e al piano territoriale paesistico ha questo fondamento:
si tratta di avere da parte della Regione siciliana, non solo da
parte dell'Assessorato all'Industria, un'attenzione per le isole
Eolie che guardi e scelga in modo diverso. Affinchè, cioè, non ci si
trovi, come nella sostanza è attualmente, che l'Assessorato per i
beni culturali rivendichi la necessità che le Eolie continuino ad
essere patrimonio dell'umanità, e quindi abbiano questo
riconoscimento da parte dell'Unesco.
Si accolga, pertanto, l'invito a superare le attività
estrattive esistenti e, per altro verso, da parte dell'Assessorato
all'industria, si dica sulla base della normativa, che tali attività
estrattive debbano continuare.
Io penso che sarebbe utile immaginare con la gradualità
necessaria il superamento di questa attività senza creare
contraccolpi dal punto di vista occupazionale ma riconvertendo e
offrendo alla comunità eoliana prospettive occupazionali e
produttive nel campo del turismo e della salvaguardia e
valorizzazione del patrimonio straordinario che le isole Eolie
costituiscono.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 89: "Notizie circa
il rispetto, da parte della Resais S.p.A., dell'articolo 5 della
legge regionale n. 5 del 1999 in materia di collocamento in
quiescenza del personale dipendente", a firma degli onorevoli
Capodicasa, Oddo, Panarello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- la legge regionale 20 gennaio 1999 n. 5, nel prevedere
la soppressione degli Enti economici regionali (ESPI,
EMS, AZASI), ha individuato nella Resais S.p.A.
(società a totale partecipazione regionale controllata
dall'ESPI) lo strumento per agevolare, accelerare e
portare a compimento la dismissione del personale
dipendente all'interno del comparto di riferimento,
economizzando le risorse a parità di tutele
normativo-previdenziali;
- nella supposta ottica, l'articolo 5 della legge
regionale suddetta ha previsto l'obbligatorio e
generalizzato ricorso da parte della Resais S.p.A. ai
meccanismi di legge nazionale in materia di
'ammortizzatori sociali' (articoli 4, 7 e 24 della
legge n. 223 del 1991);
- la Resais è, pertanto, tenuta inderogabilmente ad
adottare il provvedimento di risoluzione del rapporto
di lavoro nei confronti dei propri dipendenti, non
appena questi siano in possesso dei requisiti minimi di
legge per l'ottenimento della pensione di vecchiaia o
di anzianità, al termine dei periodi massimi di
fruizione dei benefici dell'istituto della 'mobilità';
- in forza della suesposta previsione di legge la Resais
S.p.A., dal febbraio del 1999 ad oggi, ha proceduto a
risolvere - senza eccezione alcuna - il rapporto di
lavoro con circa duemila unità in possesso dei
requisiti minimi di cui alla legge n. 223 del 1991 (età
anagrafica di almeno 53 anni ed anzianità contributiva
di almeno 31 anni);
- l'adozione dei superiori meccanismi di legge ha
consentito di ridurre a circa seicento unità la forza
residua della Resais, realizzando un risparmio per le
finanze regionali di circa il 70% (dai 170 miliardi del
1999 ai 50 miliardi del 2002);
- il Governo regionale ha giudicato talmente valido e
proficuo il suesposto meccanismo da sottoporne al
legislatore regionale l'estensione e l'utilizzo
all'analoga fattispecie del personale delle
'cooperative agricole cantine sociali, loro consorzi e
consorzi agrari', pervenendosi, così, alla formulazione
della legge regionale 28 novembre 2002 n. 21 che ha,
appunto, esteso ad altre cinquecento unità il complesso
di norme obbligatorie e vincolanti in esame;
per conoscere:
- perchè la Resais S.p.A. mantenga ancora in forza, alla
data odierna (come si evince dall'elenco del personale
Resais in forza al 31 dicembre 2002) alcune unità di
dipendenti già in possesso di quei requisiti anagrafici
e contributivi, come sopra individuati, in presenza dei
quali la legge regionale impone - senza eccezione
alcuna - l'obbligatoria ed inderogabile adozione del
provvedimento di risoluzione del rapporto di lavoro;
- se non ritenga che l'erario regionale subisca un danno
a causa dei summenzionati comportamenti omissivi della
Resais S.p.A., stimabili in circa il 60% del
complessivo costo - lavoro annuo che per qualche
dipendente, sin dal mese di settembre 2002, avrebbe
dovuto cessare di gravare sui conti della Società per
essere gestito dall'INPS;
- se risponda a verità l'ulteriore circostanza per cui
oltre a disapplicare la legge regionale, ponendo in
essere le suesposte odiose, illegali discriminazioni,
la Resais S.p.a. si accingerebbe a riconoscere 'ex
post' a qualche dirigente che avrebbe dovuto licenziare
il 30 settembre 2002, la qualifica di dirigente di
azienda industriale, retrodatandone gli effetti
giuridici ad un momento antecedente all'obbligo di
risoluzione del rapporto di lavoro per legge;
- questi dirigenti sarebbero così esentati
surrettiziamente da tale inderogabile provvedimento, in
quanto per i dirigenti non trovano applicazione le
norme della legge nazionale n. 223 del 1991 in materia
di 'mobilità' e, quindi, le disposizioni dell'articolo
5 della legge regionale n. 5 del 1999;
- in tal caso, se non si evidenzi l'assoluta
illegittimità di un eventuale siffatto ingiustificato
provvedimento di promozione individuale, modificativo
di 'status' giuridico oltrechè economico, dei suddetti
dipendenti, da parte della Resais S.p.A., in quanto:
contrario a quanto previsto dall'articolo 4, comma 3,
della legge regionale n. 76 del 1976;
inedito nella seppur tormentata storia degli Enti
economici regionali;
incoerente e contraddittorio rispetto alle finalità di
legge della Resais S.p.A. - strumento della
liquidazione degli Enti economici e non di 'luminose
carriere clientelari';
incongruo con le previsioni dell'articolo 6, comma 3,
della legge regionale n. 5 del 1999 che, prevedendo
forme gratuite di utilizzo del personale
'prepensionato' a carico della Regione siciliana,
fornisce gli strumenti idonei a sopperire a quelle
eventuali professionalità - anche dirigenziali - che
l'obbligatorietà e la inderogabilità della norma di cui
all'articolo 5 della medesima legge regionale dovesse
necessariamente espellere;
si evidenzia ancora l'ulteriore effetto dirompente 'a
cascata' del lamentato comportamento omissivo ed
illegittimo della Resais S.p.A. - che disapplica oggi
l'articolo 5 della legge regionale n. 5 del 1999 -
rispetto alle circa duemila unità dipendenti della
società le quali, licenziate in forza dell'applicazione
del medesimo disposto normativo, si riterranno
autorizzate - a fronte dell'odierna ingiustificata
eccezione - ad avviare un contenzioso avverso la Resais
S.p.A. per essere reintegrate in servizio e/o
indennizzate per i danni economici subiti per
promozioni loro negate;
si ricorda, infine, che l'organo legislativo regionale
ha già respinto recentemente in occasione della legge
di assestamento al bilancio 2002, il tentativo di
introdurre eccezioni particolaristiche alla regola
generale dell'articolo 5 della legge regionale n. 5 del
1999, riconfermando così l'obbligatorietà,
l'universalità, l'inderogabilità e l'intangibilità
della norma in esame e la bontà del relativo strumento
operativo;
- se non ritenga, infine, di rimuovere la lamentata
situazione di palese illegittimità con il ripristino
dell'integrale rispetto della normativa in oggetto,
senza eccezione alcuna, e la garanzia della correttezza
dei comportamenti da parte della Resais S.p.A."(89)
CAPODICASA - ODDO -
PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
NOE' assessore per l'industria. Si premette che all'inizio del
2001 il direttore della società aveva improvvisamente chiesto il
prepensionamento secondo le modalità previste dall'art. 6 della L.R.
20/01/1999 N. 5, rendendo necessaria e improrogabile la sua
sostituzione.
Pertanto, nell'esigenza di reperire in tempi stretti, tra le
risorse umane disponibili in azienda, una nuova unità che, essendo
già stata coinvolta con funzioni di responsabilità in tutte le più
importanti problematiche operative, potesse garantire, nel segno
della continuità con il passato, la massima efficienza possibile, la
Società ha scelto il dottor Alessio Arcudi, che era l'unico a
possedere il bagaglio di conoscenze ed esperienze necessarie per il
buon funzionamento della Società in vista del raggiungimento degli
obiettivi aziendali.
Tale incarico si è reso necessario anche perchè la RESAIS si
trovava (e si trova tuttora) chiamata ad affrontare gravosi compiti
quali gli adempimenti di cui alla L.R. 4/01/2000, n. 4,
l'elaborazione dei conteggi e la predisposizione delle buste paga
per le 1.117 unità in prepensionamento al 31/12/2000 (giusta delega
dell'assessorato regionale per l'industria), la gestione ordinaria
delle 816 unità in servizio al 31/12/2000 (assegnazione in utilizzo
lavorativo presso gli enti fruitori, liquidazione retribuzioni e
adempimenti connessi, relativo contenzioso etc.) e dei trattamenti
di mobilità e prepensionamento.
Negli ultimi due anni il funzionario prescelto ha avuto ampi e
autonomi poteri direttivi, ha coordinato l'attività aziendale, ha
attuato le delibere e gli indirizzi dell'organo amministrativo
rappresentando la Società sia in sede giudiziale che
extragiudiziale, in tutti gli incontri e nelle riunioni con
l'Assessorato regionale industria e con le organizzazioni sindacali
e ha definito, in nome e per conto della RESAIS, presso gli uffici
provinciali del lavoro e della massima occupazione della Sicilia,
quei verbali di conciliazione che si sono resi necessari (oltre
700).
L'Azienda rimarca il fatto che la sua professionalità e
l'impegno profuso sono stati riconosciuti anche dalla relazione
conclusiva della ispezione predisposta dall'azionista di riferimento
in seguito ad un esposto anonimo nel quale si evidenziano
"irregolarità amministrative, errori e favoritismi nella gestione
della Società e, in particolare, sugli incentivi su mobilità e
prepensionamento" accuse rivelatesi poi del tutto infondate.
La RESAIS ha posto in mobilità, con decorrenza 31/12/2002, n. 6
dipendenti che avevano i requisiti di legge e con i quali è stato
risolto il rapporto di lavoro.
Su contestazione del dottor Arcudi non si è ritenuto
applicabile allo stesso il trattamento della mobilità in quanto,
anche a seguito di pareri legali che gli riconoscono "ex ante"
(aprile 2001) la qualifica di dirigente, non era da considerarsi
impiegato.
Pertanto la Società, chiamata a decidere sulle scelte da
operare, non rinviabile nemmeno a breve ed in assenza di soggetti
con qualifica e professionalità appropriate a ricoprire il delicato
ruolo, ha riconosciuto l'inquadramento a dirigente al dottor Arcudi,
con decorrenza 1/12/2002, invitandolo a continuare a prestare la sua
opera, anche alla luce dei nuovi gravosi incarichi affidatigli
(mandato per la trattazione e firma di provvedimenti autorizzativi
della cassa integrazione guadagni, ex ITALKALI) e dell'applicazione
della L.R. 28/11/2002, n. 21, che trasferisce alla RESAIS, dalle ex
cantine sociali e dai consorzi agrari, circa 500 unità.
La retribuzione da dirigente attribuita al dottor Alessio
Arcudi, come comunicato dalla RESAIS, non è maggiore rispetto a
quella dallo stesso precedentemente percepita. Il dottore Arcudi non
ha beneficiato, nè beneficerà, dell'incentivo di cui all'accordo
5/11/1997 nè dell'indennità di mobilità, ed inoltre con il
riconoscimento dell'inquadramento dirigenziale e la conseguente
continuazione del rapporto di lavoro con il dottore Arcudi, la
Società è stata sollevata dalla ricerca di una non facile soluzione
alternativa esterna, economicamente più onerosa.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiarare se sia soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 90: "Notizie su
un'operazione di indebitamento bancario recentemente effettuata
dalla Resais s.p.a.", a firma degli onorevoli Capodicasa, Oddo,
Panarello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- la Resais S.p.A. è una Società a totale
partecipazione regionale controllata dall'ESPI in
liquidazione, che ne detiene la totalità della relativa
partecipazione azionaria nelle more della concreta
attuazione del disposto dell'articolo 2 della legge
regionale n. 5 del 1999, in base al quale la stessa è
trasferita al patrimonio della Regione;
- la Resais S.p.A., carente per sua stessa natura
statutaria di mezzi finanziari propri, vive unicamente
dei contributi annualmente erogati dalla Regione
siciliana mediante l'iscrizione nell'apposito capitolo
di bilancio, giusta articolo 12 della legge regionale
n. 5 del 1999;
- la legge regionale 8 luglio 1977 n. 53, all'articolo
3, fa divieto agli Enti economici (ESPI, EMS, AZASI) di
contrarre debiti a breve termine e di accollarsi i
debiti a breve termine delle società collegate o di
garantirli;
- da ormai quattro anni l'ESPI, azionista della Resais
S.p.A., si trova in stato di liquidazione per essere
soppresso (articolo 1 della legge regionale n. 5 del
1999) insieme all'EMS ed all'AZASI;
per conoscere:
- le motivazioni che hanno condotto la Resais S.p.A. a
contrarre un mutuo di Euro 5.164.569,00 (dieci miliardi
di vecchie lire) in data 19 luglio 2002, a rogito
Notaio Dr. Sparti numero di repertorio n. 9393;
- se la Resais S.p.A. sia stata autorizzata ad adottare
tale provvedimento di indebitamento con il sistema
bancario, ovvero se sia stata una propria autonoma
iniziativa solo successivamente comunicata, come,
peraltro, risulterebbe dalla lettura del verbale di
assemblea ordinaria della Società del 26 Luglio 2002,
punto 3;
- perché la Resais S.p.A. abbia attinto al mercato
bancario esterno, a titolo oneroso, omettendo di
chiedere l'intervento della finanza regionale, stante
che dalla data di sua costituzione tutte le sue
necessità finanziarie sono state sempre ricoperte dal
bilancio della Regione siciliana, in forza di un
preciso dettato normativo/istituzionale;
- perché la Resais S.p.A. non abbia, a fronte di tale
esigenza per sopperire alla carenza di liquidità
connessa alla normale gestione, chiesto l'intervento
finanziario al proprio ente azionista unico (ESPI in
liquidazione), dotato dei relativi mezzi in questione;
- se l'Amministratore unico della Resais S.p.A.,
scaduto dalla carica come risulta dalla lettura del
punto 1 del verbale di assemblea del 26 luglio 2002,
abbia avuto attribuiti i necessari poteri richiesti
per un atto di straordinaria amministrazione quale
indebitare la Società e per essa l'Ente Azionista in
liquidazione, in violazione, peraltro, del disposto di
legge citato in premessa;
- se le autorità sovraordinate operino i dovuti,
necessari controlli sulla gestione della Resais S.p.A.,
visto che la stessa vive unicamente di finanziamento
regionale, tra l'altro rimpinguato, da ultimo, con la
legge di assestamento di bilancio adottata nel 2002;
- se le autorità sovraordinate siano consapevoli che
l'indebitamento operato dalla Resais S.p.A. si
riverbera sul bilancio della Regione, impegnandolo al
ripianamento del debito contratto e dei costi
correlativi;
- quale sia il costo complessivo del superiore
indebitamento;
- quali provvedimenti le autorità sovraordinate
intendano adottare in presenza di siffatta iniziativa,
che aggrava i conti del bilancio regionale e
l'indebitamento della Regione siciliana;
- se non ritenga di dover disporre una apposita
ispezione per la verifica delle circostanze illustrate
sopra".(90)
CAPODICASA - ODDO - PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
NOE' assessore per l'industria. Si premette che la RESAIS ha
stipulato, in data 19/07/2002, un contratto di mutuo con la Banca
per la finanza alle opere pubbliche e alle infrastrutture S.p.A.,
appartenente al gruppo bancario San Paolo-IMI, con il quale, a
fronte di un finanziamento di euro 5.164.569.00, ha ceduto in
garanzia crediti IRPEG relativi agli anni 1995, 1996 e 1997.
Tale decisione è stata presa a fronte di un debito di Euro
12.420.000 (già £ 24.048.000.000) che la RESAIS aveva nel giugno
2002 nei confronti di n. 185 dipendenti già licenziati e posti in
"mobilità".
Detti dipendenti rivendicavano il saldo di quanto loro
spettante, evidenziando il mancato rispetto dei tempi previsti dal
disciplinare 3-02-1999 (180 gg. dalla data di risoluzione del
rapporto di lavoro) e minacciando azioni giudiziarie tendenti ad
ottenere anche gli interessi legali. Le stesse OO.SS., tra l'altro,
con verbale di consultazione sindacale del 26/03/2002, avevano
chiesto "La corresponsione immediata del saldo incentivi a tutto il
personale esodato".
L'unica motivazione che ha indotto la RESAIS a contrarre tale
mutuo è stata, quindi, quella di soddisfare le giuste esigenze del
personale che, posto in "mobilità", doveva essere saldato o comunque
avere acconti sulle somme spettanti e che non poteva aspettare i
tempi lunghi del rimborso dell'IRPEG da parte dell'Erario.
Pertanto, ottenuto tale importo, la Società ha provveduto a
dare acconti ai dipendenti posti in mobilità ai sensi della L.R.
5/99 ed a saldare n. 82 dipendenti per un importo complessivo di
circa euro 5.000.000.
Per tale mutuo è dovuto un interesse pari all'Euribor
maggiorato dello 0,70 (oggi 4,086%), mentre l'Erario sui crediti
vantati dalla Società ha riconosciuto il 5%.
E' di tutta evidenza che la RESAIS ha soltanto trasferito il
proprio debito o, meglio, parte di esso, dalla voce "dipendenti" a
quella "Banca" e che il costo complessivo della suesposta
operazione, specifica la RESAIS, è pari a zero dato che gli
interessi maturandi dall'Erario sono maggiori di quelli che saranno
pagati alla Banca.
La Società ha fatto inoltre presente che, anche grazie a questa
operazione bancaria la RESAIS non ha, ad oggi, nessun contenzioso
con il personale posto in "mobilità" né ha sopportato alcun esborso
a titolo di interessi.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiarare se sia soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 1084 "Notizie
sull'ipotizzata fusione fra la Keller elettromeccanica e l'IMESI di
Carini", a firma dell'onorevole Miccichè.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria ed all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione premesso che:
- la Keller elettromeccanica è una delle maggiori
industrie nel settore della produzione di materiale
rotabile e, nonostante gli anni di crisi finanziaria,
ha notevoli commesse da parte di diversi enti pubblici
e privati;
- da tempo i dipendenti della Keller e le loro
rappresentanze sindacali hanno avanzato l'ipotesi di
procedere progressivamente all'accorpamento con
l'Imesi di Carini, altra grande azienda locale
impegnata nel settore del materiale rotabile;
- l'ipotesi di fusione con l'Imesi consentirebbe la
creazione di un vero e proprio 'polo industriale' di
elevatissima competitività che riuscirebbe a
valorizzare le professionalità e le risorse umane
impegnate nelle due industrie, nello stesso settore;
- la notizia dell'ipotesi di vendita dello stabilimento
Imesi di Carini alla Keller di Palermo crea
contrapposizioni tra le parti;
per sapere:
- se non ritengano opportuno verificare, in tempi
brevissimi, quali siano le reali possibilità e
soprattutto le modalità di accorpamento fra la Keller e
l'Imesi e, in ogni caso, per la salvaguardia dei
livelli occupazionali e delle professionalità
esistenti;
- quali iniziative intendano assumere anche nei confronti
del Governo nazionale per la risoluzione della vertenza
in corso e per evitare speculazioni che non
garantirebbero il futuro produttivo di un'importante
realtà industriale dell'Isola, alla luce degli ultimi
incontri tenutisi presso il Ministero;
- se l'Assessore per l'industria non ritenga opportuno
convocare un tavolo tecnico da sottoporre all'esame
della III Commissione legislativa permanente - Attività
produttive - dell'A.R.S., per verificare le possibilità
di intervento da compiere sia in sede regionale che in
sede nazionale al fine di avviare un confronto tra le
parti per contribuire alla risoluzione delle
contrapposizioni nell'interesse di tutti i lavoratori
delle due industrie".(1084)
MICCICHE'
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
NOE' assessore per l'industria. In riferimento all'atto
ispettivo in oggetto indicato, si forniscono le informazioni, di
competenza dello scrivente Assessorato, richieste dali on.li
interroganti.
Le problematiche della KELLER ELETTROMECCANICA e dell'IMESI di
Carini, che sono alquanto complesse e coinvolgono diversi e
apparentemente contrastanti interessi, sono già state oggetto di
particolare attenzione di questo Assessorato.
In particolare, per quanto riguarda la Keller, in data 4
settembre 2002, è stato sottoscritto, presso il Ministero delle
Attività produttive, apposito verbale di accordo, di cui il piano
industriale fa parte integrante, tra le parti interessate.
L'esecuzione di quanto previsto nell'accordo, avrebbe
consentito una positiva soluzione della vertenza ma, in base alle
verifiche effettuate da questo Assessorato, che ha seguito da vicino
l'evolversi della problematica, l'accordo non sembra aver trovato
per intero applicazione.
Preso atto di ciò e considerato che il problema della politica
industriale dei gruppi interessati, deve essere comunque affrontato
a livello nazionale, coinvolgendo nella soluzione il Governo
centrale, in data 30.01.03 è stato formalmente chiesto l'intervento
dell'onorevole Ministro per le Attività produttive per la verifica
di quanto contenuto nell'accordo sopracitato.
La vicenda ha poi subito una ulteriore evoluzione, seguita da
vicino dall'Assessorato Industria, con interventi finalizzati a
risolvere positivamente la questione, contemperando gli interessi
dei lavoratori dei due stabilimenti.
Rilevato tutto ciò, si fa comunque presente che le
preoccupazioni relative al futuro occupazionale ed al rilancio
produttivo sia dello stabilimento Keller di Palermo che della IMESI
di Carini, sono condivise dalla scrivente che, nell'ambito delle
proprie competenze, seguirà l'evoluzione della problematica ed
adotterà tutti gli atti necessari per una sua positiva risoluzione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'on. Miccichè per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MICCICHE' Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto. Ciò
proprio a motivo del modo con cui è stata data risposta a questa
interrogazione.
Infatti i buoni propositi vengono 'scaricati' su altre
competenze e ciò non mi convince anche perchè l'interrogazione aveva
anche un altro obiettivo. Onorevole Assessore, avrà letto
sicuramente nel testo dell'atto ispettivo a mia firma, se ritenga
opportuno convocare un tavolo tecnico da sottoporre all'esame della
terza Commissione per verificare la possibilità di porre in essere
interventi da compiere, sia in sede regionale che in sede nazionale,
al fine di avviare un confronto fra le parti.
Mi pare che questa mia richiesta non sia stata soddisfatta. Non
c'è traccia nella sua risposta, onorevole Assessore
Il ragionamento che lei fa riferendosi al Ministro
dell'attività produttiva Marzano, che sembra che abbia preso in
considerazione una soluzione per risolvere il problema, lascia il
tempo che trova.
Anche se la competenza va al di là della nostra Regione
dobbiamo ricordarci che noi siamo stati votati dal popolo siciliano
e i lavoratori della Keller o della Imesi di Carini sono elettori
siciliani e vogliono dalla Regione, dai rappresentanti della Regione
risposte concrete.
Il gioco dello scarica barile non è assolutamente
giustificabile in una situazione complessa come quella alla quale
lei fa riferimento.
Certo, è complessa; ma evidentemente i lavoratori della Keller
come quelli dell'Imesi di Carini vogliono certezza e questa mi pare
che non ci sia. Chi la deve dare? Dobbiamo aspettare il Governo
nazionale? Mi pare non possiamo attendere che il Ministro dia
indicazioni.
Abbiamo un Governo regionale, abbiamo un Parlamento che si deve
fare carico di queste cose; le dichiarazioni di principio non
servono. L'interrogazione aveva anche questo scopo: sollecitare lei,
onorevole Assessore, affinchè si portasse nelle sedi istituzionali,
Aula e terza Commissione, la questione.
Al riguardo sottolineo il ruolo fondamentale della Commissione
in quanto questo aspetto non è stato preso in considerazione. Le
rchieste degli operai della Keller mirano ad avere certezze,
l'ipotizzata fusione della Keller e l'Imesi di Carini pare non sia
vista di buon occhio da una parte dei lavoratori.
Non dobbiamo far fare la guerra tra i poveri: i lavoratori
hanno tutto da perdere, in questo caso noi dobbiamo trovare l'unità
degli stessi dando certezza del posto di lavoro
Mi pare che questo Governo non vada in questa direzione
Non è opportuno dire che i lavoratori dell'Imesi di Carini
godano già di un rapporto di lavoro sicuro mentre quelli della
Keller no. In questo modo si alimentano solo contrasti all'interno
della stessa categoria.
Non voglio creare illusioni, come sta cercando di fare questo
Governo scaricando responsabilità sul Ministero del Tesoro, sul
Ministro per le attività produttiva.
Noi abbiamo il compito e il dovere di intervenire, di dare la
sicurezza ai lavoratori della Keller ma anche a quelli dell'Imesi di
Carini.
Seguo giornalmente la lotta dei lavoratori della Keller,
conosco le richieste; non chiedono elemosina, vengono presso il suo
assessorato, per avere certezze.
Questa interrogazione si inquadra in tale contesto, mi pare non
sia stata data una giusta risposta. Il gioco dello scarica barile
non è giusto in un momento di crisi occupazionale, di crisi
industriale. Le sue risposte mostrano la corda di una debolezza
strutturale del programma politico di questo Governo: infatti non si
ha un programma per uscire dalla crisi industriale che attraversa la
Sicilia.
E non mi pare che questo Governo stia dedicando il massimo
della propria attenzione a tale aspetto. Ne sono dimostrazione
l'Italkali e anche l'ENI di Gela ed il Petrolchimico, nonchè tutta
una serie di fattori industriali. Sui tali temi, ritenendolo poco
edificante, non ho voluto fare sempre la solita opposizione al
Governo.
Mi riferisco in particolare al discorso che lei faceva sul
Petrolchimico di Priolo dove sappiamo benissimo che ancora manca
una serie di provvedimenti amministrativi regionali che non sono
stati posti in essere. Questo la dice lunga su come il Governo
voglia affrontare il tema della salvaguardia dei posti di lavoro e
della ripresa industriale in Sicilia
Su questo tema, le rivolgo, onorevole Assessore, dottoressa
Noè, una richiesta ufficiale, quella di convocare un tavolo
tecnico tra Governo regionale e parti interessate, la Keller e
l'Imesi di Carini, per discutere. Cosa che è mancata.
E' un accorato appello che le sto facendo partendo dalla
considerazione che non bisogna dare spazio ad ipotesi strampalate
che intravedono altri organi istituzionali - con tanto di rispetto -
come, ad esempio, il Ministro Marzano, ma che noi abbiamo il dovere
e il compito istituzionale di dare risposta ai cittadini siciliani.
NOE' assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
NOE' assessore per l'industria. Signor Presidente, intervengo,
in quanto ho solo la necessità di fornire un chiarimento.
Riguardo all'aspetto da lei posto in rilievo, onorevole
Miccichè, nel rigettare le considerazioni che ha fatto di accuse a
questo Governo, devo dirle che il tavolo tecnico da lei sollecitato
si è già aperto, si è attivato più volte, e si è riunito più volte,
sia con i dipendenti che con le parti sociali, sia relativamente
alla Keller che all'Imesi, con il Governo nazionale e con gli enti
interessati, anche con il prefetto, e la soluzione di questo
problema - come lei immagina - non attiene (non lo abbiamo detto)
esclusivamente al Governo regionale e non giochiamo a scarica
barile.
Abbiamo detto che, poichè le società sono di competenza
nazionale, essendo società del gruppo FIN Meccanica, vi è la
necessità che sia il Governo centrale insieme con il Governo
regionale (così come sta facendo) a prendere quelle decisioni e far
sì che in Sicilia possa continuare ad esserci il polo ferroviario
che c'è sempre stato.
Il Governo della Regione sin qui si è attivato per evitare che
potessero essere chiusi i poli siciliani a tutto vantaggio di altre
zone. Questo è quello che il Governo regionale ha fatto. Non sta
giocando a scarica barile.
PRESIDENTE Onorevole colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
18 giugno, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Prime norme per la tutela e la valorizzazione della
famiglia" (nn. 553 - stralcio 1 bis - 243 - 244 - 251 ed
altri)
2) "Norme per il riordino delle coste" (nn. 317 II stralcio -
122 - 123 ed altri)
3) "Norme urbanistiche" (nn. 317 I stralcio - 117 - 120 ed
altri)
4) "Norme a favore della medicina umanitaria" (n. 417)
5) "Interventi nel settore sanitario" (n. 298.6)
6) "Disciplina dei consorzi per le aree di sviluppo economico"
(nn. 19 - 20)
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19.05.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.50)