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Resoconto d'Aula della Seduta n. 144 di mercoledì 18 giugno 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     ACIERNO segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che,  non   sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

     PRESIDENTE Avverto, ai  sensi  dell'articolo  127,  comma  9, del
  Regolamento interno che  nel  corso  della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.

           DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE  Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  221  "Interventi  per una
  rivisitazione   del  decreto  Tremonti  in  materia  di  credito  di
  imposta", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Scoma e Maurici.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     ACIERNO  segretario f.f.:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il  decreto del Ministro Tremonti, relativo al bonus
              fiscale,  ha  modificato  l'applicazione del credito
              d'imposta   per   le   aziende   che  investono  nel
              mezzogiorno;

            - gli  imprenditori  che  avevano  investito invece di
              utilizzare  il  bonus  come credito d'imposta in tre
              anni,  dovranno  usufruire  subito  del  10%  e  del
              restante  90%  nei successivi quindici anni, venendo
              meno   così   quei   benefici  fiscali  inizialmente
              previsti;

            - di  fatto  si  verrà  a  creare  una  paralisi delle
              attività  dovute al blocco degli investimenti poichè
              non più praticabili,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  attivarsi presso il Governo nazionale al fine di
              procedere   ad  una  rivisitazione  del  decreto  in
              premessa   citato,   in   modo  da  consentire  agli
              imprenditori    siciliani   di   effettuare   quegli
              investimenti  preventivati  in  base alla precedente
              normativa." (221)

     SPEZIALE   Chiedo  di  apporre  la  mia  firma alla mozione testè
  letta.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli colleghi,  dispongo  che  la  mozione  n.  221  venga
  demandata alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari
  perchè ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    DISCUSSIONE    DELLE   PROPOSTE   DI   MODIFICA   AL   REGOLAMENTO
    DELL'ASSEMBLEA (Doc. 1)

     PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione delle proposte di modifica al Regolamento dell'Assemblea
  (Doc. 1).


   Presidenza del presidente Lo Porto


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     BARBAGALLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO  Signor Presidente, mi rivolgo a lei in particolare ma
  anche  ai  colleghi,  circa  mezz'ora  fa  ho  ricevuto il documento
  contenente le proposte di modifica al Regolamento che la Commissione
  ha  esitato.  Si  tratta  di  un argomento estremamente interessante
  perché  riguarda  il  ruolo,  la  funzione di questa Assemblea ed in
  particolare  anche  il  nostro  compito,  alla  luce  delle  riforme
  istituzionali.
       Ricordo  ai colleghi che la legge n.  2 del 2001 prevedeva come
  fatto   transitorio   la  definizione,  appunto,  dei  rapporti  tra
  l'Esecutivo  e l'Assemblea e tra quest'ultima ed il Presidente della
  Regione direttamente eletto a suffragio universale.
       La Commissione ha svolto sicuramente un ottimo lavoro, ho letto
  qualche  articolo; tuttavia, signor Presidente, manifesto l'esigenza
  di  un  maggiore  approfondimento  considerato  il  fatto che il mio
  Gruppo   parlamentare,  composto  da  sei  deputati,  non  ha  alcun
  rappresentante nella Commissione per il Regolamento.
       Purtroppo,  quando  ad  inizio  della  legislatura  sono  state
  costituite  le  Commissioni  non  abbiamo  avuto  la  possibilità di
  designare   un   nostro  rappresentante  nella  Commissione  per  il
  Regolamento e, dunque, nessuno dei sei parlamentari del Gruppo della
  Margherita-DL  fa  parte  di  questa  Commissione.  Pertanto, Signor
  Presidente,  lei  comprenderà  che  ho  l'obbligo  di riunire il mio
  Gruppo  proprio  per approfondire aspetti delicatissimi, considerata
  tra  l'altro  la  stretta  connessione che vi è tra tutte le riforme
  istituzionali.
       Non  so,  ad  esempio, per quale ragione la Commissione Statuto
  non  abbia  completato  i  propri  lavori;  immaginavo  infatti  una
  sessione dedicata tutta alle riforme istituzionali, che comprendesse
  non  soltanto la modifica del Regolamento ma anche la modifica dello
  Statuto  e la stessa legge elettorale.
       Oggi  viene  portato  in  Aula  solo il documento contenente le
  proposte   di   modifica   al   Regolamento   dell'Assemblea;   sono
  disponibile   ad  affrontare  tale  tema  ma  la  pregherei,  signor
  Presidente,   di  rinviare  la  seduta  al  fine  di  consentire  ai
  componenti del mio Gruppo di approfondire tale argomento.

     CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  anch'io  mi
  associo   alla   richiesta   di   rinvio   della   seduta  formulata
  dall'onorevole Barbagallo e ne spiego la ragione.
       Certo,  la difficoltà rappresentata dall'onorevole Barbagallo è
  nelle   cose,   il   rebus  è  inevitabile:  il  suo  Gruppo  non  è
  rappresentato  in  Commissione  per  il  Regolamento,  ha  avuto  il
  documento  contenente le modifiche soltanto in questo momento; può e
  deve richiedere - così come ha già fatto - un rinvio.
       Io,  invece,  sono  stato  in  Commissione,  dove ho dato ampia
  delega  al Presidente dell'Assemblea perché  si portasse un testo in
  Aula:  ciò  avrebbe costituito un primo passo forte in quanto, a mio
  avviso,   il   Regolamento   va  mutato.  E  questo  sia  a  seguito
  dell'introduzione   dell'elezione  diretta  del   Presidente   della
  Regione,  ma  anche  perché  il "bla, bla" non  serve  più:  servono
  strumenti più snelli, più veloci, per andare incontro  ad esigenze e
  dare risposte concrete ai siciliani.
       Nell'esame  in  Aula del documento contenente  le  proposte  di
  modifica  al  Regolamento  non  mi  sentirei   mai   di   presentare
  emendamenti  che  fossero  votati  da  una maggioranza  più  o  meno
  trasversale  e  non  da  quella  larga maggioranza con  la  quale  è
  necessario che le modifiche al Regolamento siano approvate.
       Signor Presidente, devo  ringraziarla  per tutti gli sforzi che
  lei  ha  fatto  costantemente  e  con la volontà ferma  e  forte  di
  attribuire un significato diverso ai nostri lavori  in  direzione di
  una pragmatica volontà di azione del Parlamento stesso.
       Tuttavia,  poichè  anche  dal  Gruppo parlamentare  che  io  ho
  rappresentato in Commissione per il  Regolamento  vengono  sollevati
  alcuni  dubbi e perplessità (è necessario che  all'interno  del  mio
  Gruppo  io  debba  costantemente e fortemente  non  condizionare  ma
  comprendere,  discutere e definire), ritengo opportuno  che  non  si
  inizi  stasera  la  discussione  generale,  ma   riterrei  utile  ed
  essenziale riuscire a trovare, anche al di là  della Commissione per
  il Regolamento - non mi sento di chiedere il rinvio del documento in
  Commissione  -  attraverso  accordi  e  scambi  di   vedute   tra  i
  Capigruppo, prima della discussione generale, non dico una concordia
  di vedute, ma una maggiore serenità ed un maggiore sforzo conclusivo
  e positivo.
       Però, nel momento in cui richiedo anch'io  un  congruo  rinvio,
  devo dire che questo è l'ultimo e che se ci  sono ostacoli frapposti
  per mera volontà di remorare i lavori, allora la maggioranza non può
  non  tenere  conto  che  deve  rispondere   ai   consensi   ricevuti
  dall'elettorato siciliano.
       Mi rendo conto che non ci sarà bisogno di arrivare  a  tanto e,
  quindi.  mi  associo  alla  richiesta   dell'onorevole   Barbagallo,
  augurandomi che la maggioranza e i colleghi della minoranza facciano
  altrettanto  affinchè  questo  rinvio  non sia 'contro'  ma  sia  'a
  favore'. Infatti, abbiamo ormai iniziato l'iter  delle  modifiche al
  Regolamento e non si può più fermarlo.
       Suggerirei  soltanto  alla  Presidenza  di   non   iniziare  la
  discussione  generale  perché   si rischierebbe  di  inficiarla  con
  emendamenti  o con accordi che possono essere  invece  raggiunti  in
  sede di incontro prima all'interno dei singoli Gruppi e  poi  con  i
  Capigruppo,  in  maniera tale che questa volontà  di  modificare  il
  Regolamento trovi la più ampia intesa;  sulle  regole,  infatti, non
  c'é  maggioranza e opposizione ma la volontà di  andare  avanti  per
  migliorare i lavori d'Aula.
       Concludo  preannunziando  la mia intenzione  di  presentare  un
  emendamento  -  è una battaglia che conduco da ben  sette  anni  per
  penalizzare i deputato assenti (é  vero che si può  farlo  anche con
  un decreto del Consiglio di Presidenza) - affinchè  i  deputati  che
  risultano  assenti  sia  in Aula che in  Commissione  subiscano  una
  sanzione pecuniaria.

     PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

     ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  ritengo  sia
  doveroso,  proprio   perché   parliamo  di   Regolamento,  ricordare
  all'onorevole Barbagallo che la Commissione per il Regolamento ha un
  numero di componenti e la Margherita come  partito  é  rappresentato
  dall'onorevole  Spampinato.   Poi  che questo  Regolamento  consenta
  tecnicismi per cui lo stesso partito può creare più  Gruppi e quindi
  può verificarsi che un Gruppo non sia fisicamente presente in quella
  Commissione ma, di fatto, politicamente il  partito è rappresentato,
  mi pare un fatto tranquillamente superabile. Dico  ciò  senza  voler
  fare  nessuna  polemica  perché   é  diritto  l'applicazione  di  un
  regolamento e l'esercizio del proprio diritto ma credo che non possa
  essere portato a motivazione poichè verrebbe meno in  questa sede la
  figura  dell'onorevole  Spampinato  che, ad   oggi,  rappresenta  la
  Margherita ed é  componente della Commissione per il Regolamento.
       Quello  che  voglio  dire a questa Aula é  che,  tranne  quelle
  brevi modifiche che abbiamo apportato ad inizio  della legislatura e
  che sono state accolte da tutto l'arco  costituzionale e velocemente
  approvate,  adesso  dopo due anni, finalmente, arriva  in  Aula  una
  parte di modifica del Regolamento. Infatti, non abbiamo un testo che
  modifica  il  Regolamento  dell'Assemblea:  é   stato   iniziato  un
  percorso, secondo  me  lunghissimo, che dopo due anni  ci  porta  ad
  esaminare in Aula una serie di proposte che  dovrebbero accogliere -
  essendo  state  votate  all'unanimità dai  Gruppi  rappresentati  in
  Commissione   per   il   Regolamento  -   le   istanze   provenienti
  dall'esperienza  maturata  in  questa   legislatura,   profondamente
  diversa dalle precedenti.
       L'attuale legislatura, infatti, è la prima  in  cui l'Assemblea
  regionale non elegge più il Presidente della Regione nè il Governo e
  quindi é una esperienza nuova per tutti, anche per  coloro che hanno
  la presunzione, ma solo tale é, di considerarsi  dei  decani.
       Poichè invece questa é  una Assemblea dove  tutti siamo neofiti
  perché   il  rapporto  di cui ho sentito parlare  tra  Parlamento  e
  Governo  é  una novità per tutti e lo sforzo che é  stato  fatto  in
  questi  due  anni  in seno alla Commissione per  il  Regolamento  ha
  prodotto  un  buon  risultato,  credo  che  nessun  risultato  è  da
  considerarsi perfetto, tant'é  che si può, partendo dal testo che il
  Presidente   nella  qualità  di  relatore   ha   portato   all'Aula,
  intervenire  emendando  e  quindi sottoponendo  all'Assemblea  delle
  proposte  di  modifiche  del  testo  al nostro  esame.
       Chiedere in maniera assolutamente fuori  dalle prescrizioni del
  Regolamento un rinvio senza precisare se si tratti di  un  rinvio in
  Commissione  o meno, questo non lo ho  compreso  né  dall'intervento
  dell'onorevole Cintola né  da quello del collega della Margherita...
  Io  non  ho  capito  a  quale sede fa riferimento  la  richiesta  di
  rinvio. Tecnicamente, questa proposta di modifica  dovremmo di fatto
  rinviarla in Commissione per rivederla secondo i  criteri che alcuni
  prima di me hanno espresso; dopodichè la Commissione dovrà rinviarla
  in Aula.
       Potrebbe  essere  una  proposta  -  ed  io  la voglio formulare
  ufficialmente  -  quella di aprire la discussione generale e fissare
  un termine  per la presentazione degli emendamenti che vada oltre le
  canoniche ventiquattro ore. Il Presidente, che ne  ha ampia facoltà,
  può  anche  stabilire che il tempo per  presentare  gli  emendamenti
  coincida con quella pausa chiesta da chi mi ha  preceduto,  per  dar
  modo  ai Gruppi di approfondire il testo licenziato  per  l'Aula  e,
  quindi, poi affrontare con serenità il complesso  delle proposte che
  dovremo valutare e votare.
       Pertanto,  invito il Presidente a valutare l'ipotesi di dare un
  tempo più ampio delle ventiquattro ore per  la  presentazione  degli
  emendamenti; così un dato certo rimane: questa parte  di riforma del
  nostro  Regolamento  è  in Aula. Diamo una  settimana,  anche  dieci
  giorni - non è questo il problema - però, diamo un  tempo  certo  in
  Aula per procedere a questa riforma, conciliando in tal  modo sia la
  richiesta   dell'onorevole   Cintola   che   quella   dell'onorevole
  Barbagallo.

     PRESIDENTE    E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

     FLERES    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,  l'Assemblea
  regionale  siciliana  è  chiamata ad affrontare  un  argomento  che,
  quando viene definito, diventa di  ordinaria  amministrazione, prima
  che venga definito è di straordinaria importanza, perchè rappresenta
  -  come  diceva  poc'anzi  un altro collega - la  base  sulla  quale
  costruire i comportamenti amministrativi, giuridici,  procedurali  e
  politici di questa Istituzione.
       Affrontarlo   in   maniera  superficiale,  non  con  la  dovuta
  attenzione,  rischia  di  rinviare  alla sede della sua applicazione
  materiale   tutti   quei  problemi  che  non  sono  stati  presi  in
  considerazione, o nella giusta considerazione, nel momento in cui si
  è predisposto il Regolamento.
       Cosa  intendo  dire,  signor  Presidente?   Intendo   dire  che
  un'ipotesi di Regolamento si compone di più parti: c'è una parte che
  attiene agli aspetti di natura tecnica, c'è una  parte  che  attiene
  agli  aspetti  di  natura  politica, c'è una parte  che  attiene  al
  coordinamento tra gli aspetti di natura tecnica e  quelli  di natura
  politica.
       In nessuno caso, signor Presidente, un  Regolamento  può essere
  il  frutto  isolato  di  uno  studio,   ancorchè  approfondito,  che
  certamente  non  coinvolge  le diverse parti  che  intervengono  poi
  nell'applicazione del Regolamento stesso, nella sua interpretazione,
  nella  sua  esecuzione.   Non  può essere certamente  il  frutto  di
  un'indicazione unilaterale sbilanciata sulle competenze degli Uffici
  piuttosto che su quelle del Parlamento.
       Nessun  Parlamento  può  certamente rinunziare alle prerogative
  che  gli derivano dallo Statuto e dalle leggi  che  disciplinano  le
  competenze del Parlamento stesso. Io ritengo che nessun parlamentare
  possa abdicare a funzioni che gli sono proprie.
       Il   compito   di   un  Parlamento,  di  questo  Parlamento  in
  particolare,  non  può che essere quello, semmai, di semplificare le
  procedure, di accelerare i tempi, di fare in modo che la maggioranza
  e l'opposizione abbiano lo spazio che devono avere nella trattazione
  dei  diversi  argomenti, delle diverse questioni, che si individuino
  strumenti  adeguati  per  far  sì  che  il  Parlamento  sia  il  più
  produttivo  possibile,  senza  per  questo,  però,  far venir meno i
  presupposti di democraticità e di  rappresentatività  del Parlamento
  stesso.
       Non voglio in questa sede entrare nel merito  del contenuto del
  documento che ci è stato sottoposto, dico però - ed  io  la proposta
  la faccio formalmente pur non facendo parte della  Commissione - che
  è  opportuno che questo testo con i relativi  emendamenti  che  sono
  stati già presentati e con quelli che io  spero  vengano  presentati
  (auspico infatti che su questo tema ci sia  una  sensibilità diffusa
  da parte di tutti i deputati) vadano ripresi in considerazione.
       Non ho paura di perdere dieci giorni, quindici  giorni, un mese
  se dobbiamo riscrivere le regole che  disciplinano  i  comportamenti
  del  Parlamento  nel suo insieme, i rapporti tra  la  maggioranza  e
  l'opposizione,  tra  gli organi del Parlamento ed  il  Governo.  Non
  sono  certamente  i  dieci  giorni  in  più  o in  meno  che  devono
  preoccuparci  nel momento in cui stiamo riscrivendo  le  regole  che
  devono mettere questo Parlamento nei prossimi  anni nelle condizioni
  di essere funzionale a quelle che sono state le  modifiche di natura
  costituzionale, parlamentare, istituzionale che sono intervenute nel
  tempo.
       Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi,  la mia proposta
  è che questo testo con i relativi emendamenti  vada  approfondito in
  una  sede  politica  che  può  anche  essere   informale,   ma  vada
  approfondito e poi deliberato in una sede istituzionale  che non può
  che  essere la Commissione, per arrivare proprio  al  risultato  che
  diceva  l'onorevole  Cintola  e  che io condivido.  Non  ci  si  può
  dividere su un Regolamento che deve disciplinare  i comportamenti di
  tutti    Se  ci sono questioni che non  presentano  la  condivisione
  convinta è meglio forse non affrontarle piuttosto di  andare  ad  un
  voto che divide l'Aula rispetto a quelle che sono  le regole; questa
  eventualità, infatti, determinerebbe lo spostamento  in  avanti  dei
  problemi.
       Mi  rendo  conto  che  non è facile arrivare  ad  un  risultato
  unanime,  ma fortemente maggioritario sì
       Pertanto, la mia proposta - la sintetizzo - è  che  si sviluppi
  un  confronto di natura politica anche in maniera  informale,  e  si
  sviluppi un confronto di natura legislativa - perché in  fondo è una
  legge quella che stiamo discutendo - nella sede a ciò deputata che è
  la Commissione.

    PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare  l'onorevole  Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

    SPEZIALE. Signor Presidente, per la verità si  sta sviluppando una
  discussione abbastanza strana, visto che  le modifiche regolamentari
  sono state all'esame della Commissione per il  Regolamento  per  due
  anni.   Io avevo immaginato che tutto il lavoro  di  scrematura,  di
  rapporto  con i gruppi politici, con i  parlamentari,  tutto  questo
  lavoro fosse stato già fatto in Commissione e, quindi,  che il testo
  stasera  al  nostro  esame  in  Aula fosse il frutto  di  un  lavoro
  preparatorio che il Presidente dell'Assemblea, ma  anche  gli  altri
  componenti, avevano fatto.
       Per  esempio,  per  quanto  riguarda  il   mio  Gruppo,  avendo
  l'autorevole presenza dell'onorevole Capodicasa in  Commissione  per
  il  Regolamento, in tutti i passaggi  abbiamo  avuto  consapevolezza
  piena del contenuto del testo  all'esame dell'Aula.
       Tuttavia, se si pone l'esigenza di  un maggiore approfondimento
  per quanto ci riguarda nulla osta, perché  sono  d'accordo  con  chi
  dice che noi stiamo per scrivere le  regole dell'Assemblea regionale
  siciliana, del Parlamento regionale e quindi è utile, se necessario,
  un  tempo  adeguato perché  questo possa  dare  consapevolezza  alla
  stragrande  maggioranza  dei parlamentari e dare  altresì  il  tempo
  necessario per un ulteriore approfondimento.
       Non  vorrei  però  che si utilizzi l'argomento  che  le  regole
  devono essere scritte da tutti  in modo pretestuoso per ritornare in
  Commissione e pensare poi di fare forzature  nella  riscrittura  del
  Regolamento  stesso  in  Aula.   Perché  se  questo  principio  vale
  adesso, viene sancito adesso dalla volontà del  Parlamento,  non  si
  tornerà in Aula fino a quando il Regolamento non sarà uscito in modo
  unanime, o quasi, dalla Commissione e che quando  ritornerà in Aula,
  con  tutto  il rispetto che ho per le  prerogative  del  Parlamento,
  nessuno pensi  di  utilizzare lo strumento emendativo per modificare
  con voto di  maggioranza  il  Regolamento  e dividere il Parlamento.
  Dico ciò poichè so  che  è stato svolto un lavoro che ritengo utile,
  considerato che ho letto  il testo ed in larga misura mi ritrovo con
  quello  presentato  dalla  Commissione  e,  quindi,  dal  Presidente
  dell'Assemblea.   Occorre   evitare   che   successivamente  sia  in
  Commissione sia  in  Aula  si  possano  determinare  strumentalmente
  atteggiamenti  che   tendono   invece   a   creare  delle  forzature
  regolamentari.  Qualcuno,  invece  di  difendere  le prerogative dei
  parlamentari, sembra  più preoccupato di difendere le prerogative di
  una maggioranza piuttosto che di un'altra.
       Se l'esigenza è  quella  di un maggiore approfondimento - fermo
  restando che tutti  concorriamo  alla modifica del Regolamento e che
  il testo deve  avere la quasi unanimità dell'intero Parlamento prima
  di  essere   sottoposto  all'esame  dell'Aula  -  non  avrei  alcuna
  obiezione da sollevare. Se  ciò  è  utile io sono favorevole; se c'è
  l'esigenza di un ulteriore rinvio sono d'accordo.
       Vorrei cogliere  un  altro  problema,  posto in particolare dal
  collega Barbagallo:  considerato  che  in  sede  di  Conferenza  dei
  presidenti dei  gruppi  parlamentari è stato stabilito che bisognava
  aprire una  sessione  sulle riforme, oggi le modifiche regolamentari
  ne costituiscono un'anticipazione.
       Abbiamo davanti altre due grosse questioni:  quella riguardante
  la modifica dello Statuto e quella che più volte lei ha citato e che
  ha costituito, nell'ambito del suo primo intervento in Assemblea, un
  impegno solenne da  lei  assunto  di  fronte  al  Parlamento  ed  ai
  siciliani, cioè la riscrittura della legge elettorale.
       Le ricordo  che, per quanto riguarda il mio gruppo politico, se
  si dovesse  aprire una sessione delle riforme, noi, come sollecitato
  nel corso  della  Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari,
  saremo d'accordo nel senso di accelerare il lavoro delle Commissioni
  onde pervenire,  in  tempi  rapidi, all'approvazione degli altri due
  provvedimenti: modifica  del  Regolamento  e  dello Statuto, che fra
  l'altro è  norma  costituzionale, e modifica della legge elettorale.
       Si poneva  il  problema  del testo dal quale iniziare i lavori.
  Le ricordo che  i  diversi  gruppi parlamentari, in materia di legge
  elettorale, hanno  già  presentato disegni di legge alla Commissione
  competente;  vorrei che sollecitasse il Presidente della Commissione
  a prendere in  esame  uno  dei  testi già presentati, affinché sullo
  stesso si inizi una discussione, in modo tale da avere un lavoro che
  ci possa far pervenire rapidamente ad un esito positivo in Aula.
       Inoltre, le  ricordo  che  c'è un deliberato del Parlamento che
  stabilisce che  la  legge  elettorale  deve  essere  elaborata dalla
  Commissione Statuto  e  dalla  I Commissione, che è competente, però
  ciò non mi  risulta  che sia stato fatto. Mi pare che ci troviamo in
  una condizione di stallo.
       Colgo l'occasione  per  ricordare  che  è  necessario  - e sono
  d'accordo con  l'onorevole  Barbagallo  -  che  si  pervenga  ad una
  riforma     organica:    quella    sul    Regolamento    costituisce
  un'anticipazione;  ma  la  riforma  comprende  necessariamente anche
  l'aggiornamento dello Statuto e la nuova legge elettorale.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando  si
  affronta il  tema  della  riforma  delle  regole  che  sottintendono
  all'attività di  un  Parlamento, si tocca sempre un tema delicato e,
  giustamente, ogni singolo deputato e tutti i gruppi politici pongono
  una  grande  attenzione  su  questi temi.  Non sono temi soggettivi,
  particolari,  settoriali,  ma sono lo stesso substrato essenziale su
  cui poggia l'attività del Parlamento stesso.
       Questo  Parlamento  sin  dall'inizio  della  legislatura,  come
  autorevolmente anticipato dal Presidente, ma con interventi da parte
  di tutti  i  gruppi  parlamentari,  ha  sottolineato  la necessità e
  l'urgenza  di   porre  mano  ad  alcune  modifiche  che  sono  ormai
  improcrastinabili per far sì che l'attività del Parlamento stesso ne
  trovi   maggiore   beneficio.  Non  dobbiamo  dimenticare  tutte  le
  polemiche che ci  sono  state  nel  corso  di  questi  due  anni  di
  legislatura sull'inefficacia, sull'inattività del Parlamento stesso,
  sul fatto che  questo Parlamento spesso - e non sempre per colpa dei
  parlamentari -  non  riesce  ad  esitare  velocemente, rapidamente o
  comunque in  maniera  efficace,  i disegni di legge posti all'ordine
  del giorno.
       Su questo credo  che vi sia una convergenza unanime da parte di
  tutti i  gruppi  parlamentari  e di tutti i singoli componenti degli
  stessi  presenti  in  questo  Parlamento.  In  sede  di  Giunta  del
  Regolamento  abbiamo  notato  che c'è stata una convergenza - oserei
  dire  quasi  unanime  -  da parte di tutti i gruppi parlamentari, da
  parte  quindi dei componenti della Giunta stessa, verso un testo che
  è  stato figlio di una proposizione fatta da tutti i suoi componenti
  e  che  ha  portato,  appunto,  a  delle  scelte, ad una proposta di
  modifica,  seppure  ancora  parziale, ma comunque significativa, del
  regolamento interno dell'Assemblea.
       Il  fatto che oggi si chieda un ulteriore approfondimento da un
  lato può  suonare  strano,  ma  dall'altro, vista l'importanza della
  materia, non ci deve meravigliare più di tanto.
       Vorrei però  sottolineare  un  dato,  secondo  me importante ed
  essenziale:  una  volta  esitato un testo - ripeto, con l'apporto ed
  il  consenso  di  tutti  i  gruppi parlamentari, di maggioranza e di
  opposizione  -  si  rischia  di  vanificare  tutto il lavoro fin qui
  svolto.
       Se  si  vuole  chiedere  la  sospensione  ed  il  rinvio  della
  trattazione del  testo,  mi  domando:  a  quando?  Sono  una persona
  pratica,  siamo   quasi   a  fine  giugno,  abbiamo  un'altra  legge
  importante in  calendario,  la  Conferenza dei presidenti dei gruppi
  parlamentari ha stabilito una priorità di interventi legislativi che
  da  qui  alla  fine della sessione debbono essere trattati.  Tutti i
  gruppi   parlamentari  ed  alcuni  degli  interventi  che  mi  hanno
  preceduto  lo  hanno,  ancora una volta, sottolineato, hanno chiesto
  che  ci  sia  una trattazione quanto più possibile ravvicinata della
  riforma  elettorale  ed  io  condivido  questa  richiesta  e  questa
  preoccupazione.  E',  pertanto, urgente ed indispensabile porre mano
  velocemente  alla  riforma  elettorale.  Non vorrei che non trattare
  oggi questo provvedimento ci portasse ad un rinvio sine die.
       La proposta  che  faccio,  perché  ritengo  utile che ci sia un
  approfondimento -  come è stato chiesto da diverse forze politiche -
  è   che   resti   incardinata   la   discussione   sulle   modifiche
  regolamentari,   si   proceda   alla  discussione  generale,  magari
  all'articolo  1,  come  è  stato  fatto  più volte, si stabilisca un
  periodo di sei, sette, otto giorni, quello che si vuole, per dare la
  possibilità  serenamente  alla  Commissione  ed  a  tutti  i  gruppi
  politici  di  riformulare,  di  rivedere, di arrivare a un testo che
  raccolga  la  convergenza  convinta di tutti. Vanno apportate quelle
  modifiche  ritenute  necessarie, senza stravolgerne l'impianto, come
  sosteneva  anche  l'onorevole  Speziale  ma anche altri colleghi, di
  modo  che  da  qui  alla fine della settimana prossima, o al massimo
  dell'altra   settimana,  si  possa  esitare  definitivamente  questo
  documento.

     PRESIDENTE   Conclusa  questa discussione sull'ordine dei lavori,
  sento il  dovere  di  replicare brevemente alle osservazioni fin qui
  fatte.  Sembrerebbe,  dal  contenuto  di  molte opinioni espresse in
  questa  sede, che si sia pervenuti in Aula con insufficiente analisi
  del  problema  e  con  scarso  impegno  da  parte  della  Giunta del
  Regolamento di produrre un testo adeguato.
       Tengo  a precisare che ho insistito molto affinché il documento
  arrivasse  all'esame  dell'Aula - e ringrazio coloro che me ne hanno
  dato atto,  si  tratta  di  un dato di fatto reale - per la semplice
  ragione  che malgrado sia cosciente che la Giunta forse non lo abbia
  approfondito,  discusso  al  punto tale - come esige una riforma del
  Regolamento  -  da ottenere il massimo consenso se non, addirittura,
  l'unanime consenso.
       Ho dovuto fare  ciò  per dare una spinta ad una riforma vitale,
  essenziale, che  è  anche  doverosa  eticamente,  considerato che ci
  troviamo  di  fronte  a  riforme statutarie che hanno reso inattuale
  parte - anche se esigua ma sicuramente essenziale - del Regolamento.
       La  Giunta  del  Regolamento non è una Commissione legislativa,
  onorevole  Fleres;  secondo  me,  erroneamente viene considerata una
  Commissione,  perché  è una Giunta e non devo essere io ad insegnare
  a nessuno,  men  che  meno a lei, che è un espertissimo deputato, la
  differenza fra Commissione e Giunta.
       In  ogni caso è un organismo che sebbene investito di una assai
  elevata responsabilità, al punto tale da dover ricorrere alle giuste
  consultazioni con i partiti politici e con i gruppi parlamentari per
  comporla  è,  tuttavia,  una  Giunta,  cioè un organismo di assoluta
  derivazione  fiduciaria  del  Presidente.  Questo  sia  chiaro
       Si può essere sicuri che l'organo che deve impostare la riforma
  del  Regolamento  è  aperto  all'apporto  di tutti, purché aperto in
  termini  di  costruttività  e  di  operosità  reale, perché  'Dio ne
  liberi'  se  dovessimo  ricorrere  ai puri formalismi per assicurare
  alla Giunta del Regolamento il massimo di fluidità e celerità
       Se è accaduto che la Giunta precedente abbia deciso di arrivare
  in  Aula  con uno stralcio di riforma, si deve, obiettivamente, dare
  atto  che  c'è  stata un'analisi seria, condotta dai deputat, con il
  concorso degli uffici.
       Siamo  arrivati  agli  stralci  con una conclusione serena, non
  dico unanime, ma sicuramente consensuale. Non ho ritenuto neppure di
  mettere ai  voti  il  testo  -  e  avrei  potuto  farlo - perché  ho
  raccolto  il  consenso verbale di tutti i gruppi rappresentati nella
  Giunta,  con  una  sola  riserva  che  devo ammettere espressa da un
  collega non rappresentante della Giunta stessa, sia pure qualificato
  come l'onorevole Fleres.
       All'onorevole  Fleres  che  poneva delle giuste perplessità nei
  confronti di  taluni punti assicuravo, in quella fase, un mio sforzo
  personale,  un  mio  impegno  personale  di raccogliere le istanze e
  farne oggetto  di  una  modifica,  vedremo  quale e come, se utile o
  dannosa, al testo, onde superare la sua legittima critica.
       Può accadere,  onorevoli  colleghi,  che  la  sintonia  fra chi
  rappresenta i gruppi  parlamentari nella Giunta del Regolamento ed i
  gruppi  parlamentari   stessi   non   sia   tale  da  assicurare  il
  coinvolgimento di  tutti  i deputati; perché il rappresentante nella
  Giunta dovrebbe informare  il proprio gruppo del risultato delle sue
  decisioni personali e politiche.  Talora ciò non accade - ed io temo
  che  non accada  per  tante  ragioni,  anche  per  una  consuetudine
  inveterata nei decenni.
       Può essere persino  merito  di tutti quello di avere attribuito
  ai componenti della  Giunta  del  Regolamento  nel  suo  insieme una
  delega capace di permetterle  di agire e di proporre. Se questo è il
  motivo  per  cui  i  gruppi  vengono  scarsamente  coinvolti,  siano
  benvenute le decisioni della Giunta, se veramente espressione di una
  delega  che   i   gruppi   stessi   hanno   conferito   al   proprio
  rappresentante.  Ma se  questo, come avverto, non è accaduto, almeno
  per alcune parti,  è  un  problema  che  riguarda solamente i gruppi
  parlamentari e non certamente la Presidenza, che ha un solo dovere e
  cioè quello di  portare  un  testo che risponda all'esigenza ed alla
  doverosa funzionalità del Parlamento siciliano.
       Sono  d'accordo  con  l'onorevole  Cintola:  vorrei  evitare il
  ritorno in Giunta.  Nella  veste  di relatore della proposta, potrei
  svolgere  la  relazione  ed  incardinare  la  discussione  generale,
  proposta che fra quelle che ho ascoltato credo sia la più funzionale
  e la più immediatamente esercitabile.
       Non ho  nessuna  difficoltà, naturalmente, al ritorno in Giunta
  del documento,  ma  attenzione,  ciò  significherebbe  riaprire nodi
  politici già superati.  Se abbiamo raggiunto un'intesa di massima su
  uno stralcio che riguarda una parte importante della riforma, quella
  legata alle riforme  statutarie  già intervenute, ciò è stato frutto
  di mediazioni, di convergenze, di opinioni diverse sintetizzate alla
  fine  nel  doveroso  documento  unitario.  Sono  d'accordo  con  chi
  sostiene  che  il   Regolamento   non  è  un  momento  di  divisione
  legislativa fra maggioranza  e opposizione, ma è la norma che guida,
  che regola i rapporti  non solo politici fra di noi, ma anche quelli
  interpersonali.
       Non ho nessuna difficoltà, anche se devo dire che sono lieto di
  potere constatare  la  sempre  più diffusa coscienza della necessità
  della riforma. Il fatto che finalmente se ne stia parlando, dimostra
  che questa coscienza è  maturata  nella  mente  di  noi tutti, e già
  questo è un  grande  risultato.  Se  vogliamo  fare  opera veramente
  coerente con questo nostro sentimento di adesione al principio della
  riforma regolamentare,  possiamo  stabilire  un  rinvio  congruo, di
  qualche giorno,  che  permetta  quella  sessione  politica  e quelle
  trattative che, alla  fine,  possano  condurre ad una soluzione.
       Ma non mi  chiedete  il  ritorno  in  Giunta, perché, in quella
  sede,  mi  troverei  costretto  a  chiedere  di  nuovo  un  radicale
  dibattito per tutto l'organico progetto di riforma.  Altrimenti, non
  avrebbe senso tornare  a  discutere  di  uno  stralcio  sul quale la
  Giunta del Regolamento ha già abbondantemente dibattuto, anche delle
  parti che hanno  suscitato qualche perplessità, delle parti che sono
  state  oggetto  di  un  mio  personale  impegno  di  lavoro,  da  me
  rinnovate,   modificate,   sostanzialmente  corrette  rispetto  alle
  perplessità manifestatemi.
       La relazione che ora non leggo per non tediarvi, secondo il mio
  modesto punto  di vista, risponde adeguatamente alle perplessità che
  mi sono pervenute  non  soltanto  da parte dell'onorevole Fleres, ma
  anche da parte di altri colleghi.
       Se così  stanno le cose, nessuna difficoltà nell'annunciare che
  mi rimetto alla relazione  a tutti voi distribuita;  le riforme e le
  modifiche che ho  ritenuto  di elaborare, di studiare e di apportare
  al  testo originario  le  tengo  qui  gelosamente  nel  mio  tavolo;
  liberissimi voi  di  chiedermene  copia.  Credo,  infatti,  che tali
  modifiche corrispondano perfettamente ai testi di taluni emendamenti
  già pervenutimi.
       Se questo è un  modo  di  aderire  voi  alla mia tesi e io alle
  vostre più  che  legittime istanze, il discorso lo possiamo chiudere
  rinviando la discussione generale a martedì prossimo. Nel frattempo,
  come Presidente,  prenderò  i  dovuti contatti, i rapporti necessari
  perché si limi il  testo  quanto più possibile nel modo più unitario
  possibile.  Invito anche  i  gruppi  parlamentari a farne oggetto di
  dibattito interno per evitare interventi di deputati disinformati.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor Presidente, ho la vaga sensazione che ci sia un
  equivoco da chiarire  in  Aula.  Come  dicevo prima, da parte nostra
  non vi sono obiezioni, considerato che abbiamo partecipato ai lavori
  della Giunta del  Regolamento  e,  come lei sa, abbiamo concorso per
  parte nostra a stilare il testo che è all'esame dell'Aula.
       Tuttavia, Presidente sono preoccupato da un elemento che vorrei
  qui  rappresentare a lei ed ai colleghi parlamentari: siccome questa
  sera abbiamo sancito il princìpio che non possiamo andare avanti sul
  Regolamento a colpi di emendamenti modificativi di un testo che deve
  essere condiviso largamente da parte di tutti i gruppi parlamentari,
  la procedura  che  lei  ci  suggerisce,  seppur  corretta  sul piano
  formale, cioè quella  di sottoporre il testo martedì prossimo per la
  discussione generale  e  per  l'esame  degli  emendamenti,  potrebbe
  comportare  l'effetto  contrario  a  quello  desiderato.  Potrebbero
  essere presentati  emendamenti tali da scardinare la struttura delle
  modifiche regolamentari  proposte  per  poi  procedere  con  voti di
  maggioranza.
       Esprimo   quindi  soltanto  una  preoccupazione:  lei  dovrebbe
  garantire, durante tutto  l'iter,  che  ci  sia  un testo largamente
  condiviso. Se sul testo intervengono modifiche, proposte emendative,
  tendenti  a  dividere   il  Parlamento  e  ad  utilizzarlo  per  una
  contrapposizione sulle regole, lei  deve fare in modo che ciò non si
  verifichi perchè, in quel caso, si aprirebbe una lacerazione interna
  al Parlamento difficilmente sanabile.
       Mi scuso con  lei  per  essermi permesso di intervenire dopo le
  sue   dichiarazioni,  tuttavia  esprimo  questa  preoccupazione  che
  avverto come presente anche nel corso del dibattito di stasera.

     PRESIDENTE    Onorevole   Speziale,  non   possiamo  riaprire  la
  discussione sull'ordine dei lavori.

     SPEZIALE  Non voglio riaprire la discussione, dico solo che lei è
  in possesso  di  emendamenti  che  sono  stati  presentati da alcuni
  deputati. Le suggerisco  di convocare la Giunta del Regolamento ed i
  presidenti dei gruppi  parlamentari  per  cercare di approdare ad un
  testo...

     PRESIDENTE  Onorevole  Speziale, mi scusi se la interrompo. Forse
  le è  sfuggito,  o  probabilmente  non  sono  stato sufficientemente
  chiaro, il  passaggio sull'appello ai gruppi parlamentari che devono
  pervenire all'unanimità sperata da parte nostra.
       Se i  gruppi  parlamentari non svolgeranno questo ruolo, allora
  ne prenderemo atto e  vedremo  cosa fare; ma l'unica speranza che ho
  di non riaprire il discorso è quella di coinvolgere tutti gli stessi
  gruppi parlamentari.
       Raccolgo il suo appello al ruolo di garanzia del Presidente, ma
  chiedo ai gruppi di impegnarsi al riguardo.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SULLA CONDIZIONE DEL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

     SPAMPINATO    Chiedo   di   parlare,   ai   sensi  del  2   comma
  dell'articolo 83 del Regolamento interno.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO    Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  vorrei
  fare  ricorso   alla   facoltà   concessami   dal   Regolamento  per
  sottolineare all'Aula ed alla Presidenza la grave crisi in cui versa
  in questo momento la giustizia amministrativa siciliana.
       Signor  Presidente, è chiaro che formalizzerò la mia iniziativa
  con  un   atto   ispettivo  nei  confronti  della  Presidenza  della
  Regione.  Come i colleghi  sanno  e  come  anche  lei sa, la mancata
  registrazione da parte della Corte dei Conti delle nomine dei membri
  del CGA designati da parte del Presidente della Regione comporta, di
  fatto,  un   blocco   delle  funzioni  del  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa e,  quindi,  dell'organo  di  appello della giustizia
  amministrativa.  Sostanzialmente,  si potrebbe anche andare incontro
  a gravi  pregiudizi  per  la  normale attività delle amministrazioni
  della nostra Isola, in considerazione che attività anche speculative
  con   ricorsi   strumentali  potrebbero  bloccare  importanti  campi
  dell'amministrazione regionale.
       Un  ulteriore   problema  è  stato  posto  dal  Presidente  del
  Consiglio di  Giustizia  Amministrativa  siciliano, il quale ritiene
  incostituzionale  la   presenza  di  membri  laici  all'interno  del
  Consiglio medesimo. Auspico  che  si intervenga per risolvere al più
  presto questa  vicenda  che,  ripeto,  potrebbe  portare  gravissimo
  nocumento  all'attività  amministrativa  in  generale  nella Regione
  siciliana.

     PRESIDENTE  Non mancherò di sollecitare il problema al Presidente
  della Regione.

       Onorevoli colleghi,  la  seduta  è rinviata a martedì 24 giugno
  2003, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE  DELLE   PROPOSTE  DI  MODIFICA  AL  REGOLAMENTO
          DELL'ASSEMBLEA (Doc. I).

          Relatore: il Presidente.

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

      1) "Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia" (nn.
          553 - stralcio 1 bis - 197 - 208 - 243 - 244 - 381/A).

          Relatore: on. Giovanni Ardizzone.

      2) "Norme a favore della medicina umanitaria" (n. 417)

     IV- ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N.  26.

      V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N.  96.

     VI- ELEZIONE  DI   NOVE   COMPONENTI   DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI  DEL COMITATO REGIONALE PERLA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII- ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA  PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI  DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

   XVII - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

     La seduta è tolta alle ore 19,29.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45)