Presidenza del presidente Lo Porto
ACIERNO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione n. 221 "Interventi per una
rivisitazione del decreto Tremonti in materia di credito di
imposta", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Scoma e Maurici.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ACIERNO segretario f.f.:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il decreto del Ministro Tremonti, relativo al bonus
fiscale, ha modificato l'applicazione del credito
d'imposta per le aziende che investono nel
mezzogiorno;
- gli imprenditori che avevano investito invece di
utilizzare il bonus come credito d'imposta in tre
anni, dovranno usufruire subito del 10% e del
restante 90% nei successivi quindici anni, venendo
meno così quei benefici fiscali inizialmente
previsti;
- di fatto si verrà a creare una paralisi delle
attività dovute al blocco degli investimenti poichè
non più praticabili,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivarsi presso il Governo nazionale al fine di
procedere ad una rivisitazione del decreto in
premessa citato, in modo da consentire agli
imprenditori siciliani di effettuare quegli
investimenti preventivati in base alla precedente
normativa." (221)
SPEZIALE Chiedo di apporre la mia firma alla mozione testè
letta.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, dispongo che la mozione n. 221 venga
demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL REGOLAMENTO
DELL'ASSEMBLEA (Doc. 1)
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione delle proposte di modifica al Regolamento dell'Assemblea
(Doc. 1).
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
BARBAGALLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, mi rivolgo a lei in particolare ma
anche ai colleghi, circa mezz'ora fa ho ricevuto il documento
contenente le proposte di modifica al Regolamento che la Commissione
ha esitato. Si tratta di un argomento estremamente interessante
perché riguarda il ruolo, la funzione di questa Assemblea ed in
particolare anche il nostro compito, alla luce delle riforme
istituzionali.
Ricordo ai colleghi che la legge n. 2 del 2001 prevedeva come
fatto transitorio la definizione, appunto, dei rapporti tra
l'Esecutivo e l'Assemblea e tra quest'ultima ed il Presidente della
Regione direttamente eletto a suffragio universale.
La Commissione ha svolto sicuramente un ottimo lavoro, ho letto
qualche articolo; tuttavia, signor Presidente, manifesto l'esigenza
di un maggiore approfondimento considerato il fatto che il mio
Gruppo parlamentare, composto da sei deputati, non ha alcun
rappresentante nella Commissione per il Regolamento.
Purtroppo, quando ad inizio della legislatura sono state
costituite le Commissioni non abbiamo avuto la possibilità di
designare un nostro rappresentante nella Commissione per il
Regolamento e, dunque, nessuno dei sei parlamentari del Gruppo della
Margherita-DL fa parte di questa Commissione. Pertanto, Signor
Presidente, lei comprenderà che ho l'obbligo di riunire il mio
Gruppo proprio per approfondire aspetti delicatissimi, considerata
tra l'altro la stretta connessione che vi è tra tutte le riforme
istituzionali.
Non so, ad esempio, per quale ragione la Commissione Statuto
non abbia completato i propri lavori; immaginavo infatti una
sessione dedicata tutta alle riforme istituzionali, che comprendesse
non soltanto la modifica del Regolamento ma anche la modifica dello
Statuto e la stessa legge elettorale.
Oggi viene portato in Aula solo il documento contenente le
proposte di modifica al Regolamento dell'Assemblea; sono
disponibile ad affrontare tale tema ma la pregherei, signor
Presidente, di rinviare la seduta al fine di consentire ai
componenti del mio Gruppo di approfondire tale argomento.
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi
associo alla richiesta di rinvio della seduta formulata
dall'onorevole Barbagallo e ne spiego la ragione.
Certo, la difficoltà rappresentata dall'onorevole Barbagallo è
nelle cose, il rebus è inevitabile: il suo Gruppo non è
rappresentato in Commissione per il Regolamento, ha avuto il
documento contenente le modifiche soltanto in questo momento; può e
deve richiedere - così come ha già fatto - un rinvio.
Io, invece, sono stato in Commissione, dove ho dato ampia
delega al Presidente dell'Assemblea perché si portasse un testo in
Aula: ciò avrebbe costituito un primo passo forte in quanto, a mio
avviso, il Regolamento va mutato. E questo sia a seguito
dell'introduzione dell'elezione diretta del Presidente della
Regione, ma anche perché il "bla, bla" non serve più: servono
strumenti più snelli, più veloci, per andare incontro ad esigenze e
dare risposte concrete ai siciliani.
Nell'esame in Aula del documento contenente le proposte di
modifica al Regolamento non mi sentirei mai di presentare
emendamenti che fossero votati da una maggioranza più o meno
trasversale e non da quella larga maggioranza con la quale è
necessario che le modifiche al Regolamento siano approvate.
Signor Presidente, devo ringraziarla per tutti gli sforzi che
lei ha fatto costantemente e con la volontà ferma e forte di
attribuire un significato diverso ai nostri lavori in direzione di
una pragmatica volontà di azione del Parlamento stesso.
Tuttavia, poichè anche dal Gruppo parlamentare che io ho
rappresentato in Commissione per il Regolamento vengono sollevati
alcuni dubbi e perplessità (è necessario che all'interno del mio
Gruppo io debba costantemente e fortemente non condizionare ma
comprendere, discutere e definire), ritengo opportuno che non si
inizi stasera la discussione generale, ma riterrei utile ed
essenziale riuscire a trovare, anche al di là della Commissione per
il Regolamento - non mi sento di chiedere il rinvio del documento in
Commissione - attraverso accordi e scambi di vedute tra i
Capigruppo, prima della discussione generale, non dico una concordia
di vedute, ma una maggiore serenità ed un maggiore sforzo conclusivo
e positivo.
Però, nel momento in cui richiedo anch'io un congruo rinvio,
devo dire che questo è l'ultimo e che se ci sono ostacoli frapposti
per mera volontà di remorare i lavori, allora la maggioranza non può
non tenere conto che deve rispondere ai consensi ricevuti
dall'elettorato siciliano.
Mi rendo conto che non ci sarà bisogno di arrivare a tanto e,
quindi. mi associo alla richiesta dell'onorevole Barbagallo,
augurandomi che la maggioranza e i colleghi della minoranza facciano
altrettanto affinchè questo rinvio non sia 'contro' ma sia 'a
favore'. Infatti, abbiamo ormai iniziato l'iter delle modifiche al
Regolamento e non si può più fermarlo.
Suggerirei soltanto alla Presidenza di non iniziare la
discussione generale perché si rischierebbe di inficiarla con
emendamenti o con accordi che possono essere invece raggiunti in
sede di incontro prima all'interno dei singoli Gruppi e poi con i
Capigruppo, in maniera tale che questa volontà di modificare il
Regolamento trovi la più ampia intesa; sulle regole, infatti, non
c'é maggioranza e opposizione ma la volontà di andare avanti per
migliorare i lavori d'Aula.
Concludo preannunziando la mia intenzione di presentare un
emendamento - è una battaglia che conduco da ben sette anni per
penalizzare i deputato assenti (é vero che si può farlo anche con
un decreto del Consiglio di Presidenza) - affinchè i deputati che
risultano assenti sia in Aula che in Commissione subiscano una
sanzione pecuniaria.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo sia
doveroso, proprio perché parliamo di Regolamento, ricordare
all'onorevole Barbagallo che la Commissione per il Regolamento ha un
numero di componenti e la Margherita come partito é rappresentato
dall'onorevole Spampinato. Poi che questo Regolamento consenta
tecnicismi per cui lo stesso partito può creare più Gruppi e quindi
può verificarsi che un Gruppo non sia fisicamente presente in quella
Commissione ma, di fatto, politicamente il partito è rappresentato,
mi pare un fatto tranquillamente superabile. Dico ciò senza voler
fare nessuna polemica perché é diritto l'applicazione di un
regolamento e l'esercizio del proprio diritto ma credo che non possa
essere portato a motivazione poichè verrebbe meno in questa sede la
figura dell'onorevole Spampinato che, ad oggi, rappresenta la
Margherita ed é componente della Commissione per il Regolamento.
Quello che voglio dire a questa Aula é che, tranne quelle
brevi modifiche che abbiamo apportato ad inizio della legislatura e
che sono state accolte da tutto l'arco costituzionale e velocemente
approvate, adesso dopo due anni, finalmente, arriva in Aula una
parte di modifica del Regolamento. Infatti, non abbiamo un testo che
modifica il Regolamento dell'Assemblea: é stato iniziato un
percorso, secondo me lunghissimo, che dopo due anni ci porta ad
esaminare in Aula una serie di proposte che dovrebbero accogliere -
essendo state votate all'unanimità dai Gruppi rappresentati in
Commissione per il Regolamento - le istanze provenienti
dall'esperienza maturata in questa legislatura, profondamente
diversa dalle precedenti.
L'attuale legislatura, infatti, è la prima in cui l'Assemblea
regionale non elegge più il Presidente della Regione nè il Governo e
quindi é una esperienza nuova per tutti, anche per coloro che hanno
la presunzione, ma solo tale é, di considerarsi dei decani.
Poichè invece questa é una Assemblea dove tutti siamo neofiti
perché il rapporto di cui ho sentito parlare tra Parlamento e
Governo é una novità per tutti e lo sforzo che é stato fatto in
questi due anni in seno alla Commissione per il Regolamento ha
prodotto un buon risultato, credo che nessun risultato è da
considerarsi perfetto, tant'é che si può, partendo dal testo che il
Presidente nella qualità di relatore ha portato all'Aula,
intervenire emendando e quindi sottoponendo all'Assemblea delle
proposte di modifiche del testo al nostro esame.
Chiedere in maniera assolutamente fuori dalle prescrizioni del
Regolamento un rinvio senza precisare se si tratti di un rinvio in
Commissione o meno, questo non lo ho compreso né dall'intervento
dell'onorevole Cintola né da quello del collega della Margherita...
Io non ho capito a quale sede fa riferimento la richiesta di
rinvio. Tecnicamente, questa proposta di modifica dovremmo di fatto
rinviarla in Commissione per rivederla secondo i criteri che alcuni
prima di me hanno espresso; dopodichè la Commissione dovrà rinviarla
in Aula.
Potrebbe essere una proposta - ed io la voglio formulare
ufficialmente - quella di aprire la discussione generale e fissare
un termine per la presentazione degli emendamenti che vada oltre le
canoniche ventiquattro ore. Il Presidente, che ne ha ampia facoltà,
può anche stabilire che il tempo per presentare gli emendamenti
coincida con quella pausa chiesta da chi mi ha preceduto, per dar
modo ai Gruppi di approfondire il testo licenziato per l'Aula e,
quindi, poi affrontare con serenità il complesso delle proposte che
dovremo valutare e votare.
Pertanto, invito il Presidente a valutare l'ipotesi di dare un
tempo più ampio delle ventiquattro ore per la presentazione degli
emendamenti; così un dato certo rimane: questa parte di riforma del
nostro Regolamento è in Aula. Diamo una settimana, anche dieci
giorni - non è questo il problema - però, diamo un tempo certo in
Aula per procedere a questa riforma, conciliando in tal modo sia la
richiesta dell'onorevole Cintola che quella dell'onorevole
Barbagallo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assemblea
regionale siciliana è chiamata ad affrontare un argomento che,
quando viene definito, diventa di ordinaria amministrazione, prima
che venga definito è di straordinaria importanza, perchè rappresenta
- come diceva poc'anzi un altro collega - la base sulla quale
costruire i comportamenti amministrativi, giuridici, procedurali e
politici di questa Istituzione.
Affrontarlo in maniera superficiale, non con la dovuta
attenzione, rischia di rinviare alla sede della sua applicazione
materiale tutti quei problemi che non sono stati presi in
considerazione, o nella giusta considerazione, nel momento in cui si
è predisposto il Regolamento.
Cosa intendo dire, signor Presidente? Intendo dire che
un'ipotesi di Regolamento si compone di più parti: c'è una parte che
attiene agli aspetti di natura tecnica, c'è una parte che attiene
agli aspetti di natura politica, c'è una parte che attiene al
coordinamento tra gli aspetti di natura tecnica e quelli di natura
politica.
In nessuno caso, signor Presidente, un Regolamento può essere
il frutto isolato di uno studio, ancorchè approfondito, che
certamente non coinvolge le diverse parti che intervengono poi
nell'applicazione del Regolamento stesso, nella sua interpretazione,
nella sua esecuzione. Non può essere certamente il frutto di
un'indicazione unilaterale sbilanciata sulle competenze degli Uffici
piuttosto che su quelle del Parlamento.
Nessun Parlamento può certamente rinunziare alle prerogative
che gli derivano dallo Statuto e dalle leggi che disciplinano le
competenze del Parlamento stesso. Io ritengo che nessun parlamentare
possa abdicare a funzioni che gli sono proprie.
Il compito di un Parlamento, di questo Parlamento in
particolare, non può che essere quello, semmai, di semplificare le
procedure, di accelerare i tempi, di fare in modo che la maggioranza
e l'opposizione abbiano lo spazio che devono avere nella trattazione
dei diversi argomenti, delle diverse questioni, che si individuino
strumenti adeguati per far sì che il Parlamento sia il più
produttivo possibile, senza per questo, però, far venir meno i
presupposti di democraticità e di rappresentatività del Parlamento
stesso.
Non voglio in questa sede entrare nel merito del contenuto del
documento che ci è stato sottoposto, dico però - ed io la proposta
la faccio formalmente pur non facendo parte della Commissione - che
è opportuno che questo testo con i relativi emendamenti che sono
stati già presentati e con quelli che io spero vengano presentati
(auspico infatti che su questo tema ci sia una sensibilità diffusa
da parte di tutti i deputati) vadano ripresi in considerazione.
Non ho paura di perdere dieci giorni, quindici giorni, un mese
se dobbiamo riscrivere le regole che disciplinano i comportamenti
del Parlamento nel suo insieme, i rapporti tra la maggioranza e
l'opposizione, tra gli organi del Parlamento ed il Governo. Non
sono certamente i dieci giorni in più o in meno che devono
preoccuparci nel momento in cui stiamo riscrivendo le regole che
devono mettere questo Parlamento nei prossimi anni nelle condizioni
di essere funzionale a quelle che sono state le modifiche di natura
costituzionale, parlamentare, istituzionale che sono intervenute nel
tempo.
Allora, signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia proposta
è che questo testo con i relativi emendamenti vada approfondito in
una sede politica che può anche essere informale, ma vada
approfondito e poi deliberato in una sede istituzionale che non può
che essere la Commissione, per arrivare proprio al risultato che
diceva l'onorevole Cintola e che io condivido. Non ci si può
dividere su un Regolamento che deve disciplinare i comportamenti di
tutti Se ci sono questioni che non presentano la condivisione
convinta è meglio forse non affrontarle piuttosto di andare ad un
voto che divide l'Aula rispetto a quelle che sono le regole; questa
eventualità, infatti, determinerebbe lo spostamento in avanti dei
problemi.
Mi rendo conto che non è facile arrivare ad un risultato
unanime, ma fortemente maggioritario sì
Pertanto, la mia proposta - la sintetizzo - è che si sviluppi
un confronto di natura politica anche in maniera informale, e si
sviluppi un confronto di natura legislativa - perché in fondo è una
legge quella che stiamo discutendo - nella sede a ciò deputata che è
la Commissione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, per la verità si sta sviluppando una
discussione abbastanza strana, visto che le modifiche regolamentari
sono state all'esame della Commissione per il Regolamento per due
anni. Io avevo immaginato che tutto il lavoro di scrematura, di
rapporto con i gruppi politici, con i parlamentari, tutto questo
lavoro fosse stato già fatto in Commissione e, quindi, che il testo
stasera al nostro esame in Aula fosse il frutto di un lavoro
preparatorio che il Presidente dell'Assemblea, ma anche gli altri
componenti, avevano fatto.
Per esempio, per quanto riguarda il mio Gruppo, avendo
l'autorevole presenza dell'onorevole Capodicasa in Commissione per
il Regolamento, in tutti i passaggi abbiamo avuto consapevolezza
piena del contenuto del testo all'esame dell'Aula.
Tuttavia, se si pone l'esigenza di un maggiore approfondimento
per quanto ci riguarda nulla osta, perché sono d'accordo con chi
dice che noi stiamo per scrivere le regole dell'Assemblea regionale
siciliana, del Parlamento regionale e quindi è utile, se necessario,
un tempo adeguato perché questo possa dare consapevolezza alla
stragrande maggioranza dei parlamentari e dare altresì il tempo
necessario per un ulteriore approfondimento.
Non vorrei però che si utilizzi l'argomento che le regole
devono essere scritte da tutti in modo pretestuoso per ritornare in
Commissione e pensare poi di fare forzature nella riscrittura del
Regolamento stesso in Aula. Perché se questo principio vale
adesso, viene sancito adesso dalla volontà del Parlamento, non si
tornerà in Aula fino a quando il Regolamento non sarà uscito in modo
unanime, o quasi, dalla Commissione e che quando ritornerà in Aula,
con tutto il rispetto che ho per le prerogative del Parlamento,
nessuno pensi di utilizzare lo strumento emendativo per modificare
con voto di maggioranza il Regolamento e dividere il Parlamento.
Dico ciò poichè so che è stato svolto un lavoro che ritengo utile,
considerato che ho letto il testo ed in larga misura mi ritrovo con
quello presentato dalla Commissione e, quindi, dal Presidente
dell'Assemblea. Occorre evitare che successivamente sia in
Commissione sia in Aula si possano determinare strumentalmente
atteggiamenti che tendono invece a creare delle forzature
regolamentari. Qualcuno, invece di difendere le prerogative dei
parlamentari, sembra più preoccupato di difendere le prerogative di
una maggioranza piuttosto che di un'altra.
Se l'esigenza è quella di un maggiore approfondimento - fermo
restando che tutti concorriamo alla modifica del Regolamento e che
il testo deve avere la quasi unanimità dell'intero Parlamento prima
di essere sottoposto all'esame dell'Aula - non avrei alcuna
obiezione da sollevare. Se ciò è utile io sono favorevole; se c'è
l'esigenza di un ulteriore rinvio sono d'accordo.
Vorrei cogliere un altro problema, posto in particolare dal
collega Barbagallo: considerato che in sede di Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari è stato stabilito che bisognava
aprire una sessione sulle riforme, oggi le modifiche regolamentari
ne costituiscono un'anticipazione.
Abbiamo davanti altre due grosse questioni: quella riguardante
la modifica dello Statuto e quella che più volte lei ha citato e che
ha costituito, nell'ambito del suo primo intervento in Assemblea, un
impegno solenne da lei assunto di fronte al Parlamento ed ai
siciliani, cioè la riscrittura della legge elettorale.
Le ricordo che, per quanto riguarda il mio gruppo politico, se
si dovesse aprire una sessione delle riforme, noi, come sollecitato
nel corso della Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari,
saremo d'accordo nel senso di accelerare il lavoro delle Commissioni
onde pervenire, in tempi rapidi, all'approvazione degli altri due
provvedimenti: modifica del Regolamento e dello Statuto, che fra
l'altro è norma costituzionale, e modifica della legge elettorale.
Si poneva il problema del testo dal quale iniziare i lavori.
Le ricordo che i diversi gruppi parlamentari, in materia di legge
elettorale, hanno già presentato disegni di legge alla Commissione
competente; vorrei che sollecitasse il Presidente della Commissione
a prendere in esame uno dei testi già presentati, affinché sullo
stesso si inizi una discussione, in modo tale da avere un lavoro che
ci possa far pervenire rapidamente ad un esito positivo in Aula.
Inoltre, le ricordo che c'è un deliberato del Parlamento che
stabilisce che la legge elettorale deve essere elaborata dalla
Commissione Statuto e dalla I Commissione, che è competente, però
ciò non mi risulta che sia stato fatto. Mi pare che ci troviamo in
una condizione di stallo.
Colgo l'occasione per ricordare che è necessario - e sono
d'accordo con l'onorevole Barbagallo - che si pervenga ad una
riforma organica: quella sul Regolamento costituisce
un'anticipazione; ma la riforma comprende necessariamente anche
l'aggiornamento dello Statuto e la nuova legge elettorale.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando si
affronta il tema della riforma delle regole che sottintendono
all'attività di un Parlamento, si tocca sempre un tema delicato e,
giustamente, ogni singolo deputato e tutti i gruppi politici pongono
una grande attenzione su questi temi. Non sono temi soggettivi,
particolari, settoriali, ma sono lo stesso substrato essenziale su
cui poggia l'attività del Parlamento stesso.
Questo Parlamento sin dall'inizio della legislatura, come
autorevolmente anticipato dal Presidente, ma con interventi da parte
di tutti i gruppi parlamentari, ha sottolineato la necessità e
l'urgenza di porre mano ad alcune modifiche che sono ormai
improcrastinabili per far sì che l'attività del Parlamento stesso ne
trovi maggiore beneficio. Non dobbiamo dimenticare tutte le
polemiche che ci sono state nel corso di questi due anni di
legislatura sull'inefficacia, sull'inattività del Parlamento stesso,
sul fatto che questo Parlamento spesso - e non sempre per colpa dei
parlamentari - non riesce ad esitare velocemente, rapidamente o
comunque in maniera efficace, i disegni di legge posti all'ordine
del giorno.
Su questo credo che vi sia una convergenza unanime da parte di
tutti i gruppi parlamentari e di tutti i singoli componenti degli
stessi presenti in questo Parlamento. In sede di Giunta del
Regolamento abbiamo notato che c'è stata una convergenza - oserei
dire quasi unanime - da parte di tutti i gruppi parlamentari, da
parte quindi dei componenti della Giunta stessa, verso un testo che
è stato figlio di una proposizione fatta da tutti i suoi componenti
e che ha portato, appunto, a delle scelte, ad una proposta di
modifica, seppure ancora parziale, ma comunque significativa, del
regolamento interno dell'Assemblea.
Il fatto che oggi si chieda un ulteriore approfondimento da un
lato può suonare strano, ma dall'altro, vista l'importanza della
materia, non ci deve meravigliare più di tanto.
Vorrei però sottolineare un dato, secondo me importante ed
essenziale: una volta esitato un testo - ripeto, con l'apporto ed
il consenso di tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di
opposizione - si rischia di vanificare tutto il lavoro fin qui
svolto.
Se si vuole chiedere la sospensione ed il rinvio della
trattazione del testo, mi domando: a quando? Sono una persona
pratica, siamo quasi a fine giugno, abbiamo un'altra legge
importante in calendario, la Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari ha stabilito una priorità di interventi legislativi che
da qui alla fine della sessione debbono essere trattati. Tutti i
gruppi parlamentari ed alcuni degli interventi che mi hanno
preceduto lo hanno, ancora una volta, sottolineato, hanno chiesto
che ci sia una trattazione quanto più possibile ravvicinata della
riforma elettorale ed io condivido questa richiesta e questa
preoccupazione. E', pertanto, urgente ed indispensabile porre mano
velocemente alla riforma elettorale. Non vorrei che non trattare
oggi questo provvedimento ci portasse ad un rinvio sine die.
La proposta che faccio, perché ritengo utile che ci sia un
approfondimento - come è stato chiesto da diverse forze politiche -
è che resti incardinata la discussione sulle modifiche
regolamentari, si proceda alla discussione generale, magari
all'articolo 1, come è stato fatto più volte, si stabilisca un
periodo di sei, sette, otto giorni, quello che si vuole, per dare la
possibilità serenamente alla Commissione ed a tutti i gruppi
politici di riformulare, di rivedere, di arrivare a un testo che
raccolga la convergenza convinta di tutti. Vanno apportate quelle
modifiche ritenute necessarie, senza stravolgerne l'impianto, come
sosteneva anche l'onorevole Speziale ma anche altri colleghi, di
modo che da qui alla fine della settimana prossima, o al massimo
dell'altra settimana, si possa esitare definitivamente questo
documento.
PRESIDENTE Conclusa questa discussione sull'ordine dei lavori,
sento il dovere di replicare brevemente alle osservazioni fin qui
fatte. Sembrerebbe, dal contenuto di molte opinioni espresse in
questa sede, che si sia pervenuti in Aula con insufficiente analisi
del problema e con scarso impegno da parte della Giunta del
Regolamento di produrre un testo adeguato.
Tengo a precisare che ho insistito molto affinché il documento
arrivasse all'esame dell'Aula - e ringrazio coloro che me ne hanno
dato atto, si tratta di un dato di fatto reale - per la semplice
ragione che malgrado sia cosciente che la Giunta forse non lo abbia
approfondito, discusso al punto tale - come esige una riforma del
Regolamento - da ottenere il massimo consenso se non, addirittura,
l'unanime consenso.
Ho dovuto fare ciò per dare una spinta ad una riforma vitale,
essenziale, che è anche doverosa eticamente, considerato che ci
troviamo di fronte a riforme statutarie che hanno reso inattuale
parte - anche se esigua ma sicuramente essenziale - del Regolamento.
La Giunta del Regolamento non è una Commissione legislativa,
onorevole Fleres; secondo me, erroneamente viene considerata una
Commissione, perché è una Giunta e non devo essere io ad insegnare
a nessuno, men che meno a lei, che è un espertissimo deputato, la
differenza fra Commissione e Giunta.
In ogni caso è un organismo che sebbene investito di una assai
elevata responsabilità, al punto tale da dover ricorrere alle giuste
consultazioni con i partiti politici e con i gruppi parlamentari per
comporla è, tuttavia, una Giunta, cioè un organismo di assoluta
derivazione fiduciaria del Presidente. Questo sia chiaro
Si può essere sicuri che l'organo che deve impostare la riforma
del Regolamento è aperto all'apporto di tutti, purché aperto in
termini di costruttività e di operosità reale, perché 'Dio ne
liberi' se dovessimo ricorrere ai puri formalismi per assicurare
alla Giunta del Regolamento il massimo di fluidità e celerità
Se è accaduto che la Giunta precedente abbia deciso di arrivare
in Aula con uno stralcio di riforma, si deve, obiettivamente, dare
atto che c'è stata un'analisi seria, condotta dai deputat, con il
concorso degli uffici.
Siamo arrivati agli stralci con una conclusione serena, non
dico unanime, ma sicuramente consensuale. Non ho ritenuto neppure di
mettere ai voti il testo - e avrei potuto farlo - perché ho
raccolto il consenso verbale di tutti i gruppi rappresentati nella
Giunta, con una sola riserva che devo ammettere espressa da un
collega non rappresentante della Giunta stessa, sia pure qualificato
come l'onorevole Fleres.
All'onorevole Fleres che poneva delle giuste perplessità nei
confronti di taluni punti assicuravo, in quella fase, un mio sforzo
personale, un mio impegno personale di raccogliere le istanze e
farne oggetto di una modifica, vedremo quale e come, se utile o
dannosa, al testo, onde superare la sua legittima critica.
Può accadere, onorevoli colleghi, che la sintonia fra chi
rappresenta i gruppi parlamentari nella Giunta del Regolamento ed i
gruppi parlamentari stessi non sia tale da assicurare il
coinvolgimento di tutti i deputati; perché il rappresentante nella
Giunta dovrebbe informare il proprio gruppo del risultato delle sue
decisioni personali e politiche. Talora ciò non accade - ed io temo
che non accada per tante ragioni, anche per una consuetudine
inveterata nei decenni.
Può essere persino merito di tutti quello di avere attribuito
ai componenti della Giunta del Regolamento nel suo insieme una
delega capace di permetterle di agire e di proporre. Se questo è il
motivo per cui i gruppi vengono scarsamente coinvolti, siano
benvenute le decisioni della Giunta, se veramente espressione di una
delega che i gruppi stessi hanno conferito al proprio
rappresentante. Ma se questo, come avverto, non è accaduto, almeno
per alcune parti, è un problema che riguarda solamente i gruppi
parlamentari e non certamente la Presidenza, che ha un solo dovere e
cioè quello di portare un testo che risponda all'esigenza ed alla
doverosa funzionalità del Parlamento siciliano.
Sono d'accordo con l'onorevole Cintola: vorrei evitare il
ritorno in Giunta. Nella veste di relatore della proposta, potrei
svolgere la relazione ed incardinare la discussione generale,
proposta che fra quelle che ho ascoltato credo sia la più funzionale
e la più immediatamente esercitabile.
Non ho nessuna difficoltà, naturalmente, al ritorno in Giunta
del documento, ma attenzione, ciò significherebbe riaprire nodi
politici già superati. Se abbiamo raggiunto un'intesa di massima su
uno stralcio che riguarda una parte importante della riforma, quella
legata alle riforme statutarie già intervenute, ciò è stato frutto
di mediazioni, di convergenze, di opinioni diverse sintetizzate alla
fine nel doveroso documento unitario. Sono d'accordo con chi
sostiene che il Regolamento non è un momento di divisione
legislativa fra maggioranza e opposizione, ma è la norma che guida,
che regola i rapporti non solo politici fra di noi, ma anche quelli
interpersonali.
Non ho nessuna difficoltà, anche se devo dire che sono lieto di
potere constatare la sempre più diffusa coscienza della necessità
della riforma. Il fatto che finalmente se ne stia parlando, dimostra
che questa coscienza è maturata nella mente di noi tutti, e già
questo è un grande risultato. Se vogliamo fare opera veramente
coerente con questo nostro sentimento di adesione al principio della
riforma regolamentare, possiamo stabilire un rinvio congruo, di
qualche giorno, che permetta quella sessione politica e quelle
trattative che, alla fine, possano condurre ad una soluzione.
Ma non mi chiedete il ritorno in Giunta, perché, in quella
sede, mi troverei costretto a chiedere di nuovo un radicale
dibattito per tutto l'organico progetto di riforma. Altrimenti, non
avrebbe senso tornare a discutere di uno stralcio sul quale la
Giunta del Regolamento ha già abbondantemente dibattuto, anche delle
parti che hanno suscitato qualche perplessità, delle parti che sono
state oggetto di un mio personale impegno di lavoro, da me
rinnovate, modificate, sostanzialmente corrette rispetto alle
perplessità manifestatemi.
La relazione che ora non leggo per non tediarvi, secondo il mio
modesto punto di vista, risponde adeguatamente alle perplessità che
mi sono pervenute non soltanto da parte dell'onorevole Fleres, ma
anche da parte di altri colleghi.
Se così stanno le cose, nessuna difficoltà nell'annunciare che
mi rimetto alla relazione a tutti voi distribuita; le riforme e le
modifiche che ho ritenuto di elaborare, di studiare e di apportare
al testo originario le tengo qui gelosamente nel mio tavolo;
liberissimi voi di chiedermene copia. Credo, infatti, che tali
modifiche corrispondano perfettamente ai testi di taluni emendamenti
già pervenutimi.
Se questo è un modo di aderire voi alla mia tesi e io alle
vostre più che legittime istanze, il discorso lo possiamo chiudere
rinviando la discussione generale a martedì prossimo. Nel frattempo,
come Presidente, prenderò i dovuti contatti, i rapporti necessari
perché si limi il testo quanto più possibile nel modo più unitario
possibile. Invito anche i gruppi parlamentari a farne oggetto di
dibattito interno per evitare interventi di deputati disinformati.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, ho la vaga sensazione che ci sia un
equivoco da chiarire in Aula. Come dicevo prima, da parte nostra
non vi sono obiezioni, considerato che abbiamo partecipato ai lavori
della Giunta del Regolamento e, come lei sa, abbiamo concorso per
parte nostra a stilare il testo che è all'esame dell'Aula.
Tuttavia, Presidente sono preoccupato da un elemento che vorrei
qui rappresentare a lei ed ai colleghi parlamentari: siccome questa
sera abbiamo sancito il princìpio che non possiamo andare avanti sul
Regolamento a colpi di emendamenti modificativi di un testo che deve
essere condiviso largamente da parte di tutti i gruppi parlamentari,
la procedura che lei ci suggerisce, seppur corretta sul piano
formale, cioè quella di sottoporre il testo martedì prossimo per la
discussione generale e per l'esame degli emendamenti, potrebbe
comportare l'effetto contrario a quello desiderato. Potrebbero
essere presentati emendamenti tali da scardinare la struttura delle
modifiche regolamentari proposte per poi procedere con voti di
maggioranza.
Esprimo quindi soltanto una preoccupazione: lei dovrebbe
garantire, durante tutto l'iter, che ci sia un testo largamente
condiviso. Se sul testo intervengono modifiche, proposte emendative,
tendenti a dividere il Parlamento e ad utilizzarlo per una
contrapposizione sulle regole, lei deve fare in modo che ciò non si
verifichi perchè, in quel caso, si aprirebbe una lacerazione interna
al Parlamento difficilmente sanabile.
Mi scuso con lei per essermi permesso di intervenire dopo le
sue dichiarazioni, tuttavia esprimo questa preoccupazione che
avverto come presente anche nel corso del dibattito di stasera.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non possiamo riaprire la
discussione sull'ordine dei lavori.
SPEZIALE Non voglio riaprire la discussione, dico solo che lei è
in possesso di emendamenti che sono stati presentati da alcuni
deputati. Le suggerisco di convocare la Giunta del Regolamento ed i
presidenti dei gruppi parlamentari per cercare di approdare ad un
testo...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, mi scusi se la interrompo. Forse
le è sfuggito, o probabilmente non sono stato sufficientemente
chiaro, il passaggio sull'appello ai gruppi parlamentari che devono
pervenire all'unanimità sperata da parte nostra.
Se i gruppi parlamentari non svolgeranno questo ruolo, allora
ne prenderemo atto e vedremo cosa fare; ma l'unica speranza che ho
di non riaprire il discorso è quella di coinvolgere tutti gli stessi
gruppi parlamentari.
Raccolgo il suo appello al ruolo di garanzia del Presidente, ma
chiedo ai gruppi di impegnarsi al riguardo.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULLA CONDIZIONE DEL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
SPAMPINATO Chiedo di parlare, ai sensi del 2 comma
dell'articolo 83 del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
fare ricorso alla facoltà concessami dal Regolamento per
sottolineare all'Aula ed alla Presidenza la grave crisi in cui versa
in questo momento la giustizia amministrativa siciliana.
Signor Presidente, è chiaro che formalizzerò la mia iniziativa
con un atto ispettivo nei confronti della Presidenza della
Regione. Come i colleghi sanno e come anche lei sa, la mancata
registrazione da parte della Corte dei Conti delle nomine dei membri
del CGA designati da parte del Presidente della Regione comporta, di
fatto, un blocco delle funzioni del Consiglio di Giustizia
Amministrativa e, quindi, dell'organo di appello della giustizia
amministrativa. Sostanzialmente, si potrebbe anche andare incontro
a gravi pregiudizi per la normale attività delle amministrazioni
della nostra Isola, in considerazione che attività anche speculative
con ricorsi strumentali potrebbero bloccare importanti campi
dell'amministrazione regionale.
Un ulteriore problema è stato posto dal Presidente del
Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano, il quale ritiene
incostituzionale la presenza di membri laici all'interno del
Consiglio medesimo. Auspico che si intervenga per risolvere al più
presto questa vicenda che, ripeto, potrebbe portare gravissimo
nocumento all'attività amministrativa in generale nella Regione
siciliana.
PRESIDENTE Non mancherò di sollecitare il problema al Presidente
della Regione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 24 giugno
2003, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL REGOLAMENTO
DELL'ASSEMBLEA (Doc. I).
Relatore: il Presidente.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia" (nn.
553 - stralcio 1 bis - 197 - 208 - 243 - 244 - 381/A).
Relatore: on. Giovanni Ardizzone.
2) "Norme a favore della medicina umanitaria" (n. 417)
IV- ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI- ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PERLA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII- ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19,29.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.45)