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Resoconto d'Aula della Seduta n. 152 di martedì 22 luglio 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO  segretario, dà lettura del  processo  verbale
 della  seduta  precedente,  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
 intende approvato.

            ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

   PRESIDENTE   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
 disegni di legge.

  -   Norme  abrogative in materia agricola riguardanti la denuncia
  delle superfici vitate  (n. 650)
  - d iniziativa parlamentare
  -   presentato   dagli   onorevoli  Oddo,  Panarello,   Speziale,
  Capodicasa,  Cracolici,  Crisafulli, De  Benedictis,  Giannopolo,
  Villani, Zago in data 22 luglio 2003.

 COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE

   PRESIDENTE   Comunico  che in data 22  luglio  2003  l onorevole
 Beninati  ha  chiesto di apporre la propria firma  al  disegno  di
 legge  n.  634   Proroga  del termine per la  presentazione  della
 perizia  giurata  ai  fini dell ottenimento  della  concessione  o
 autorizzazione edilizia in sanatoria .

             COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DI ATTI DELLA
                           CORTE DEI CONTI

   PRESIDENTE  Comunico che la Sezione di controllo della Corte dei
 Conti per la Regione siciliana ha inviato, in data 22 luglio 2003,
 copia  della  relazione sull esito del controllo successivo  sulla
 gestione  delle  variazioni di bilancio di cui all art.  52  della
 legge regionale n. 6 del 2001 ed  all art. 3 della legge regionale
 n.  21 del 2001 relativamente al rendiconto generale della Regione
 siciliana per l esercizio finanziario 2002
  Si  comunica, altresì, che copia della sopra citata  relazione  è
 stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                     ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate   le
    seguenti   interrogazioni  con  richiesta   di   risposta
    scritta:

 N.  1240  -  Notizie su mancati interventi  EAS  sulla  rete
 idrica di Marineo.
 - Presidente Regione
 - Assessore Lavori Pubblici
 - Assessore Enti Locali
 Virzi' Gioacchino

 N.  1243 - Richiesta di intervento del Governo della Regione
 alle Ferrovie dello Stato riguardo alla Stazione ferroviaria
 di Enna.
 - Presidente Regione
 - Assessore Turismo
 Tumino Carmelo

 N.   1244  -  Incremento  delle  risorse  e  modifica  della
 normativa  sull'individuazione dei territori più vocati  per
 l'agricoltura biologica.
 - Presidente Regione
 - Assessore Agricoltura
 - Assessore Presidenza
 Tumino Carmelo

 N.  1245 - Notizie in merito alla pubblicazione di un  bando
 di  gara  per  l'assunzione di 12 lavoratori  interinali  da
 parte  della  Cassa  regionale per il Credito  alle  Imprese
 artigiane siciliane (CRIAS).
 - Presidente Regione
 - Assessore Cooperazione
 Garofalo Ottavio

 Le  interrogazioni ora annunziate sono state già inviate  al
 Governo.
 Comunico    che   sono   state   presentate   le    seguenti
 interrogazioni con richiesta di risposta orale.

 N.  1241  -  Notizie circa l'azienda siciliana zootecnica  e
 sulla quota latte ad essa attribuita.
 - Presidente Regione
 - Assessore Agricoltura
 Incardona Carmelo

 N.   1242   -  Risoluzione   del   grave   problema    della
 salinizzazione e desertificazione della zona iblea.
 - Presidente Regione
 Zago Salvatore

 N.  1246  -  Avvio di un monitoraggio e di un'indispensabile
 pianificazione  delle  risorse idriche  della  provincia  di
 Trapani.
 - Assessore Lavori Pubblici
 Oddo Camillo

 Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all ordine
 del giorno per essere svolte al loro turno.

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

  PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata la seguente
 interpellanza:

 N.  116 - Notizie sull'attuazione dell'ordine del giorno  n.
 236   'Difesa  e  valorizzazione  del  patrimonio   boschivo
 siciliano'.
 - Assessore Agricoltura
 Oddo Camillo

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

  PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate le seguenti
 mozioni:

 N.  229  -  Inserimento dei presidi 'non triennalisti',  che
 hanno  superato  il prescritto colloquio, nella  graduatoria
 regionale  ai  fini dell'incarico di presidenza  per  l'anno
 scolastico 2003/2004.
 Virzi'  Gioacchino; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Infurna
 Giuseppe;  Neri  Sebastiano; Leontini  Innocenzo;  Lo  Monte
 Carmelo; Acierno Alberto; Vitrano Gaspare; Cintola Salvatore
 Presentata il 22/07/03

 N.  230  -  Opportune iniziative in ordine alla vicenda  del
 consorzio 'Coop Casa Nostra' di Messina.
 Ferro   Giovanni;   Raiti  Salvatore;   Miccichè   Calogero;
 Morinello Salvatore
 Presentata il 22/07/03

 Le  mozioni testè annunziate saranno iscritte all ordine del
 giorno  della  seduta successiva perché se ne  determini  la
 data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

   PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  dell ordine  del  giorno:
 Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera  d),
 e  153   del  Regolamento interno della mozione n. 226   Pagamento
 delle  spettanze dovute ai lavoratori del settore della formazione
 professionale, e riforma dello stesso , degli onorevoli  Speziale,
 Villari,   Giannopolo,  Capodicasa,  Cracolici,   Crisafulli,   De
 Benedictis,   Oddo,  Panarello,  Zago,  della   mozione   n.   227
  Iniziative  al  fine di concedere la grazia  ad  Adriano  Sofri ,
 degli  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Scoma, e della
 mozione  n.  228   Provvedimenti  circa  la  vicenda  del  Catania
 Calcio , degli onorevoli Barbagallo, Genovese, Guerrieri,  Tumino,
 Vitrano, Zangara.
  Invito il deputato segretario a darne lettura.

   BURGARETTA APARO  , segretario:

  <<L'Assemblea Regionale Siciliana

  VISTA  la  grave  situazione di incertezza e di  rischio  per  il
 sistema  regionale  della  formazione professionale  generata  dal
 ritardato  avvio  del  PROF  2003 e  dalle  modifiche  legislative
 introdotte con l'articolo 39 della legge 23 dicembre 2002, n. 23;

  RILEVATO  come  ancora  esista una grave  emergenza  legata  alla
 lentezza  delle  procedure per l'erogazione del  finanziamento  ed
 all'incertezza  ed  alla  complessità delle  stesse,  che  trovano
 diverse  interpretazioni a seconda dell'interlocutore nei  diversi
 uffici della stessa amministrazione dell'Assessorato lavoro;

  CONSIDERATO che tale quadro di complessità e di incertezza non  è
 stato  risolto  neanche  a seguito della istituzione  del  'tavolo
 tecnico'  voluto  dal presidente Cuffaro dopo  l'incontro  con  le
 organizzazioni sindacali del 9 maggio ultimo scorso, e  presieduto
 dal  dott.  Inguanti, dell'Ufficio di Gabinetto  della  Presidenza
 della Regione;

  VISTO che:

  -  nei  fatti, rispetto al percepimento delle spettanze da  parte
 dei  lavoratori del settore non risulta disponibile quel 90 -  95%
 dei  titoli  di  spesa che sarebbe stato emanato dal  Dipartimento
 regionale  formazione professionale, in quanto  gran  parte  delle
 risorse  non  è ancora arrivata nei conti degli enti  gestori  che
 dovrebbero  poi  provvedere a pagare gli stipendi (in  particolare
 quelle legate al riconoscimento di spese pregresse per l'anno 2002
 ed  in  taluni casi anche degli anni precedenti, per cui  ci  sono
 lavoratori  che devono avere retribuite le spettanze del  mese  di
 dicembre, le tredicesime, e per i quali gli enti gestori non hanno
 provveduto all'accantonamento del TFR);

  -  altri lavoratori non percepiscono gli stipendi correnti perchè
 il  finanziamento  delle azioni formative su cui  essi  operano  è
 legato alla misura 3.02 del FSE, e le attività finanziate con tale
 misura sono state decretate con molto ritardo;

  -  per  ciò  che  riguarda le spese di gestione  degli  enti  non
 sussistono fatti concreti che possano indurre a ritenere che  esse
 vengano erogate in tempi brevi, a sette mesi dall'inizio dell'anno
 formativo;

  -  tale mancata erogazione produce gravi ripercussioni sulla vita
 stessa degli enti di formazione professionale e aggrava il rischio
 occupazionale degli addetti del settore;

  OSSERVATO   che,  in  ogni  caso,  i  titoli  di  spesa   emanati
 afferiscono  solo alla prima anticipazione delle  risorse  per  il
 personale (primo 50 per cento del finanziamento relativo),  e  per
 molti  enti  che  non  hanno esposto correttamente  la  spesa  del
 personale, non sono sufficienti a coprire i costi reali;

  RICORDATO che:

  -  il Governo, a seguito dello sciopero regionale degli operatori
 del 19 marzo 2003, si era impegnato a garantire il pagamento delle
 retribuzioni entro pochi giorni, ed invece il quadro, ad  oggi  16
 luglio, non è ancora completato;

  - per il secondo semestre dell'anno, peraltro, permangono tutti i
 dubbi  legati  all'emanazione dei titoli di spesa per  la  seconda
 anticipazione, per cui si stenta a ritenere che non si verificherà
 ancora  una  volta  lo  stesso calvario di  ritardi,  disposizioni
 incrociate e contraddittorie e sofferenze per i lavoratori;

  EVIDENZIATO   che  tali  lavoratori  sono  dipendenti   a   tempo
 indeterminato dagli enti gestori della formazione professionale  e
 che questo Governo, che afferma di volere eliminare il precariato,
 in  realtà  finisce col produrne altro, precarizzando settori  che
 dovrebbero invece godere di certezze, sia per le funzioni  sociali
 che  svolgono,  sia perché dal loro lavoro deriva l'erogazione  di
 servizi obbligati per la Regione siciliana (obbligo formativo);

  PRESO ATTO, inoltre, che:

  -  il  CCNL  della formazione professionale, scaduto nel  lontano
 1997,  è  stato rinnovato nell'ottobre del 2002 ed  ha  vigenza  a
 partire dal gennaio 1998 fino all'agosto del 2003;

  -  tale  scadenza è però stata prorogata di un anno  dalle  parti
 contraenti   nazionali,  alla  luce  degli  sviluppi   legislativi
 nazionali  (riforme della scuola con la legge  53  e  riforma  del
 mercato  del lavoro con la legge 30, per le quali non sono  ancora
 stati emanati regolamenti attuativi);

  EVIDENZIATO  che  in ogni caso, sotto il profilo  economico,  era
 stato anticipato un accordo separato già dal luglio 2001, che  dal
 settembre  dello stesso anno ha prodotto effetti in tutta  Italia,
 tranne  che  nella  Regione  siciliana,  dove  i  lavoratori  sono
 retribuiti   ancora   secondo  quanto   previsto   dal   contratto
 precedente, 1994/1997;

  SOTTOLINEATO che gli aumenti retributivi previsti non superano il
 valore  dell'inflazione reale dei rispettivi anni, appare pertanto
 incomprensibile la ragione per la quale l'Assessore per il  lavoro
 ha proposto sostanziosi tagli sugli arretrati, perché, a suo dire,
 il  costo che graverebbe sul piano formativo del 2003, non sarebbe
 sostenibile per la Regione siciliana;

  VISTO che il Presidente Cuffaro si era impegnato, nell'incontrare
 le organizzazioni sindacali a seguito dello sciopero del 19 marzo,
 a  portare il contratto in Giunta per il suo recepimento, o almeno
 per  una presa d'atto che cominciasse a produrre gli effetti tanto
 attesi  dai lavoratori, 'nella prima Giunta utile', come  recitava
 il verbale d'intesa con le organizzazioni sindacali;

  OSSERVATO  che tale situazione rischia di determinare in  Sicilia
 una  surrettizia gabbia salariale che colpirebbe esclusivamente  i
 lavoratori della formazione professionale;

  RICORDATO che:

  -  questo  Governo si era impegnato, entro il mese di  maggio,  a
 produrre  un  testo  di riforma organica del  settore  che  doveva
 essere  esitato dalla Giunta e che doveva essere depositato  in  V
 Commissione   legislativa  per  l'esame  ed   essere   incardinato
 successivamente nei lavori d'Aula entro la sessione estiva;

  -  ad  oggi tale testo non è stato ancora formalizzato, anche  se
 alcune bozze sono state discusse con le parti sociali per arrivare
 ad un testo condiviso;

  RISCONTRATO  che  il  Governo, pur ribadendo la  necessità  della
 riforma, appare ispirarsi a un modello che non tiene più conto del
 radicamento  nel  territorio delle strutture  alle  quali  sarebbe
 demandata  la gestione della formazione professionale,  mentre  le
 ultime    comunicazioni   dell'Assessore   alla   V    Commissione
 legislativa,   invece,  lasciano  intravedere  un   modello   neo-
 centralista,  che  accentra poteri invece che  decentrarli  e  che
 vedrebbe  una  mega-azienda  che  gestisce  personale  e  attività
 formative,  senza  che in questo percorso si  esplichi  una  reale
 garanzia   per   il  mantenimento  dei  livelli  occupazionali   e
 retributivi per gli operatori,

                  impegna il Governo della Regione

  -   a  garantire  e  a  verificare  l'effettivo  pagamento  delle
 retribuzioni,  a  partire dagli arretrati,  dei  dipendenti  della
 formazione professionale;

  -  ad applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro della
 Formazione  professionale 1998-2003 e ad assicurare  il  pagamento
 degli arretrati contrattuali;

  - ad accelerare il più volte annunciato progetto di riforma della
 formazione  professionale, prevedendo  un  reale  radicamento  nel
 territorio, previsto dalla normativa nazionale che in quasi  tutte
 le  Regioni italiane prevede la delega alle Province; in tal  modo
 si  favorirebbe l'intreccio con i sistemi della istruzione e della
 formazione  universitaria da una parte  e  con  il  sistema  delle
 imprese  dall'altra, creando veri presupposti  per  l'innalzamento
 qualitativo   del  sistema,  considerato  che  la  riforma   della
 formazione  professionale vede intrecci molto stretti  con  quella
 dei centri per l'impiego e con quella del sistema dell'istruzione,
 oggi più che mai attuali>>. (226)

                                    SPEZIALE - VILLARI - GIANNOPOLO
                                             CAPODICASA - CRACOLICI
                                         CRISAFULLI - DE BENEDICTIS
                                            ODDO - PANARELLO - ZAGO

  <<l'Assemblea Regionale Siciliana

  PREMESSO che:

  - sono passati ormai più di trenta anni dalla vicenda giudiziaria
 che ha visto coinvolto Adriano Sofri;

  - è stata ormai emessa la condanna definitiva contro i mandanti e
 gli esecutori dei fatti;

  -  la concessione della grazia non rappresenterebbe quindi motivo
 di  risentimento  per alcuno e, tra gli altri, i  familiari  della
 vittima non si sono opposti;

  -  l'atto  di  grazia,  invece, non è altro che  un'iniziativa  a
 tutela dei diritti fondamentali della persona umana, restituendo a
 Sofri la sua libertà,

      impegna il Governo della Regione ed invita il Presidente
                 dell'Assemblea Regionale Siciliana

  affinché, ognuno per la propria parte, possa adoperarsi presso il
 Governo  nazionale al fine di manifestare l'intendimento  dell'ARS
 di favorire la concessione della grazia al Prof. Adriano Sofri ed,
 inoltre,  a portare a conoscenza del Capo dello Stato il  presente
 documento e l'esito della sua trattazione>>. (227)

                                          FLERES - CATANIA GIUSEPPE
                                                    MAURICI - SCOMA

  <<l'Assemblea Regionale Siciliana

  PREMESSO  che  l'assurda sentenza della CAF,  per  effetto  della
 quale  il  Catania  potrebbe tornare in serie C1,  rappresenta  un
 oltraggio  nei  confronti  della città di  Catania  e  dell'intera
 Sicilia;

  CONSIDERATO  che  i  vertici della FIGC  e,  in  particolare,  il
 Presidente Carraro hanno operato immotivatamente e con una volontà
 palesemente persecutoria contro il Catania;

  CONSIDERATO  ancora che la cultura dell'illegalità pervade  ormai
 la  Federcalcio,  la  quale ha deciso di  annientare  una  società
 sportiva  e  di  umiliare una città non rispettando  ripetutamente
 chiarissime sentenze e ordinanze della giustizia ordinaria;

  RITENUTO che il Sottosegretario, on.le Pescante, anziché eseguire
 le   ordinanze  del  TAR  ha  preferito  dimettersi  dall'incarico
 affidatogli dai magistrati,

                  impegna il Governo della Regione

  ad   attivare   ogni   iniziativa   idonea   a   ristabilire   le
 irrinunciabili condizioni di correttezza e di legalità che debbono
 presiedere all'esercizio delle attività agonistiche e dei  diversi
 ruoli istituzionali>>. (228)

                                   BARBAGALLO - GENOVESE   GURRIERI
                                        TUMINO   VITRANO -  ZANGARA

 Avverto,   ai   sensi  dell articolo  127,  comma   9,   del
 Regolamento  interno,  che  nel  corso  della  seduta  potrà
 procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.

   1 bis 197-208-243-244-381/A

   Presidenza del presidente Lo Porto


 SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE  Norme per la
 tutela e la valorizzazione della famiglia (nn. 553 stralcio 1 bis
   197-208-243-244-381/A)

   PRESIDENTE. Ricordo all'Assemblea che l esame del  disegno
 di  legge  in  discussione era stato sospeso nella  fase  di
 esame  dell articolo  1  e dell illustrazione  dei  relativi
 emendamenti.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nel  mio
 intervento  di ieri ho tentato di esprimere una posizione  e
 di  invitare l'Aula a considerare questo testo non  come  un
 banco  di  prova  per una maggioranza nei confronti  di  una
 opposizione,  o  viceversa,  ma  un  testo  attraverso   cui
 pervenire  a  un  regime  di aiuti, che  tenga  conto  delle
 mutate condizioni della società nella quale viviamo.
      Dopo  l'appello del Presidente della Regione -  che  ho
 apprezzato  -  ho  tentato  di  formulare  una  ipotesi  che
 potesse  rappresentare una mediazione. Però, devo  dire  che
 ha  ragione il Presidente della Regione quando sostiene  che
 sulle  questioni  di  principio non è  possibile  realizzare
 alcuna mediazione.
      Sono  convinto  che  queste  posizioni  non  presentino
 elementi di incontro, che non abbiano alcuna possibilità  di
 conciliazione.  Il confronto che auspicavo e  che  doveva  e
 poteva  essere fondato su un risultato moderno, europeo,  in
 linea    con   i   contenuti   della   Costituzione,   della
 Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della  Carta
 europea,   non   è   condiviso,  pertanto,  ho   abbandonato
 l'ipotesi di una mediazione.
      Considero    l'emendamento   1.2   l unica   mediazione
 possibile,   che  tiene  conto  della  realtà  nella   quale
 viviamo,   spesso  poco  considerata  per   quella   che   è
 realmente.
      La  nostra  società è composta da famiglie fondate  sul
 matrimonio  e  da famiglie non fondate sul matrimonio.  Sono
 presenti  nuclei  familiari monoparentali  che  non  possono
 giungere   alla  contrazione  del  matrimonio  per  svariate
 ragioni,   e   che   noi,   attraverso   questo   meccanismo
 legislativo, rischiamo di discriminare.
      Non  so  se  il  testo nella sua formulazione  presenta
 elementi    di   incostituzionalità.   Sicuramente,    però,
 l'articolo  3  della Costituzione mi sembra  distante  dallo
 spirito del testo in discussione.
      Mi  sembra grave, peraltro, spingersi nella ricerca del
 consenso  attorno  ad una soluzione evocando  valori  legati
 alla  ragione  di  Stato. Non ci possono essere  ragioni  di
 Stato  in  conflitto con i valori della coscienza  o  con  i
 valori  ai  quali ciascuno di noi si rifà, prima ancora  che
 ai  partiti, alle maggioranze o alle coalizioni  alle  quali
 appartiene.
      Apprezzo  quanti  la  pensano  in  maniera  diversa  e,
 soprattutto,  apprezzo quanto ha detto il  Presidente  della
 Regione  ieri,  sostenendo,  correttamente,  che  su  alcune
 questioni  non  possono  esserci  mediazioni.  Pertanto,  mi
 arrendo a ogni ipotesi di mediazione, ma ricordo che le  mie
 considerazioni  di ieri avevano come unico obiettivo  quello
 di  non spaccare la società siciliana e, soprattutto, di non
 fare  compiere  a  questo Parlamento un  balzo  indietro  di
 alcune decine di anni.
      Mi   rendo  conto  che  questo  non  è  possibile,   le
 condizioni   sono  difficili;  tuttavia,   non   posso   che
 confermare  il  tema  contenuto  nell'emendamento  1.2   che
 considero  di  per  sè,  al di là della  contraddizione  che
 questo può far apparire, una mediazione.
      Andando  al  di  sotto  di questa  mediazione  possiamo
 ritenerci  fuori  dall'Europa (andremmo contro  il  diritto,
 contro  il codice civile, contro la giurisprudenza), saremmo
 fuori  dalla  logica,  dalla  ragione,  dalla  pur  semplice
 constatazione  di  quella che è la realtà  nella  quale  noi
 viviamo.
     Mi dispiace che questo accada.
      Vorrei   aggiungere   una  considerazione   di   natura
 politica: la posizione che assumo rispetto a questo  disegno
 di  legge  non  ha niente a che vedere con la mia  posizione
 nei   confronti   del  Governo  e  della   maggioranza   per
 l attività     che     riguarda     più     complessivamente
 l'amministrazione della Regione.
      Non  ho  apprezzato alcuni articoli di stampa di questa
 mattina  che,  invece,  miravano a  determinare  momenti  di
 conflittualità  tra il sottoscritto e la  maggioranza  o  il
 Governo  su  questioni che hanno valore di  coscienza  -  lo
 ripeto  - che hanno valori morali, etici o, addirittura,  su
 alcune  considerazioni  di stampa secondo  le  quali  io  mi
 sarei scoperto oggi di ispirazione liberale.
      Voglio soltanto ricordare che la mia posizione politica
 è sempre stata costantemente ancorata ai valori liberali
      Ritengo  che  la stampa di questi giorni è  una  stampa
 frettolosa,   in   alcuni   casi  interessata,   sicuramente
 disinformata,  ma sono gli atti parlamentari politici  della
 mia  storia personale che parlano al mio posto. Non aggiungo
 altro  poiché  ritengo che quanto detto  sia  sufficiente  a
 chiarire il valore dell'emendamento che ho presentato  e  il
 valore  della mia posizione rispetto all'intero  disegno  di
 legge.

   MOSCHETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MOSCHETTO.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
 intervengo  in  nome del gruppo di Forza Italia,  in  quanto
 autorizzato  dal  mio  Presidente, oggi  impossibilitato  ad
 essere presente.
   Non  vi è dubbio che l'emendamento 1.2 tratta un argomento
 delicato,  che investe fortemente le coscienze,  sia  quelle
 dei  cittadini  che  quelle  di  noi  parlamentari.  Ritengo
 superfluo  riproporre le motivazioni che  stanno  alla  base
 dell'emendamento 1.2 di cui, peraltro, sono firmatario.  Non
 posso  che  confermare  la  mia condivisione  alla  sostanza
 dell emendamento, precisando che ho apposto la mia firma  in
 piena libertà di coscienza, quella libertà di coscienza  che
 avrei preferito, da parlamentare, avere lasciata libera  nel
 momento del voto.
   All interno del gruppo di Forza Italia, abbiamo  avuto  un
 ampio  dibattito dal quale è emersa una maggioranza a favore
 dell'articolo 1 così come presentato dal Governo.  E'  stata
 ribadita    la   posizione   politica   di   Forza    Italia
 sull'argomento,  qualcuno ha ricordato che  sul  disegno  di
 legge  in  discussione alla Camera sulla fertilità assistita
 la  posizione  di  Forza  Italia  a  Roma  coincide  con  la
 posizione  dell'articolo 1 del disegno di  legge  presentato
 dal  Governo. E' stato fatto anche, e in maniera  forte,  un
 richiamo   alla   regola   dell'appartenenza,   che   spesso
 dimentichiamo   quando   ci  toccano   in   prima   persona.
 Certamente,  le  regole di appartenenza ad  un  partito  non
 dovrebbero  essere  mai dimenticate, ma  spesso  contrastano
 con  la  libertà di coscienza, quindi dobbiamo  considerarle
 ogni  qualvolta tra la libertà di coscienza e l'appartenenza
 dobbiamo prendere una posizione.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, per  tutte  queste
 motivazioni  ritiro  la mia firma dall'emendamento  1.2,  ed
 essendo  stato  autorizzato ritiro le firme degli  onorevoli
 Mercadante,  Catania Giuseppe e Leontini.  Personalmente  ed
 in  nome  del  gruppo  di  Forza  Italia  dichiaro  il  voto
 contrario  all'emendamento 1.2, nel caso in  cui  lo  stesso
 dovesse essere mantenuto da altri deputati.

   FORGIONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORGIONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  provo
 davvero  imbarazzo a partecipare a quanto sta  avvenendo  in
 quest Aula.  Vorrei che la stampa fosse  presente  a  questa
 seduta.  Io  che  vengo da una storia, ritengo  gloriosa  ma
 anche  tragica,  mi sento ripiombato negli  anni  bui  dello
 stalinismo, negli anni bui delle purghe.......

   SAMMARTINO. Più tragica che gloriosa

   FORGIONE. Se preferisce, caro Sammartino, diciamo pure dai
 tribunali fascisti
   Signor   Presidente,  condivido  interamente  l'intervento
 dell'onorevole Fleres. Sottolineo che stiamo ripiombando  in
 un   clima  da  Medioevo.  Peraltro,  l'intervento  che   mi
 ha.preceduto conferma tale affermazione.
      Potete fare la truppa quanto volete, aspetto ancora che
 gran  parte  di  voi  salga su questa tribuna  e  prenda  la
 parola  anche per sentire il tono di voce che avete da  qui;
 le truppe sono truppe, bisogna parlare.
      La libertà di coscienza   ripeto - è stata forzata; non
 l'ho  detto  io, l'ha detto il parlamentare di Forza  Italia
 intervenuto  prima di me. Lo stesso deputato  ha  dichiarato
 che  si  fa  prevalere  l'appartenenza di  partito  rispetto
 all'autonomia   e   alla   coscienza   libera   del    ruolo
 parlamentare sancito dalla Costituzione e dallo Statuto  per
 ognuno di noi.
      E guardate, onorevole Presidente della Regione e signor
 Presidente  dell'Assemblea, se questo è il clima -  fatemelo
 dire     nell attuale  fase di debolezza  complessiva  delle
 istituzioni  siciliane e dell'immagine del  Governo,  se  il
 clima  è l'affermazione del ricatto, dell arroganza  su  una
 legge  come  quella  della  famiglia  che  chiama  in  causa
 diritti  civili,  diritti  di libertà,  il  rapporto  tra  i
 sentimenti  e  il  diritto,  che chiama  in  causa  princìpi
 rispetto  ai  quali ognuno di noi si rapporta anche  con  la
 propria  coscienza di uomo e di donna liberi, se rispetto  a
 questo  fate  prevalere la caccia alle streghe al  punto  da
 operare  un ricatto che porta alcuni parlamentari a ritirare
 la  firma su un emendamento - come è stato dichiarato qui da
 chi  ha  parlato prima di me -, sottoscritto  liberamente  e
 secondo  la propria coscienza, ma costretto oggi  da  voi  e
 dal  suo  ricatto, signor Presidente della  Regione,  poichè
 quello  di  ieri  è  stato un ricatto politico  che  lei  ha
 operato sulla maggioranza...

    CUFFARO   presidente della Regione.  Il  ricatto  non  mi
 appartiene  culturalmente, è lei che  ricatta  continuamente
 tutto e tutti e su questioni di gran lunga più delicate

    FORGIONE   Io  non  ricatto  nessuno,  Presidente   della
 Regione,  sono  talmente libero da ogni cosa da  poter  dire
 quello che penso liberamente. Dimostri una cosa sulla  quale
 è  stato  ricattato  dal  sottoscritto  o  dalla  mia  parte
 politica.

    CUFFARO   presidente della Regione.  Onorevole  Forgione,
 non può ricattarmi su nulla

    FORGIONE   Trovi  la  serenità  che  ha  perduto,  signor
 Presidente,   ritrovi  la  serenità  della   sua   funzione.
 L'intervento  di  ieri  è  stato un  ricatto  politico  alla
 maggioranza...prendo  atto  che ieri  il  vicecapogruppo  di
 Forza  Italia ha chiesto una sospensione in quanto non c'era
 sintonia  tra  la  maggioranza e il  disegno  di  legge.  Il
 Presidente  della  Regione ha posto un problema  di  fiducia
 addirittura  sul  Governo, operando   ripeto  -  un  ricatto
 alla  sua stessa maggioranza, e oggi i parlamentari di Forza
 Italia  ritirano le firme da un emendamento  sostenendo  che
 sono  costretti a violare la loro coscienza, che  era  stata
 libera  nel sottoscrivere quell'emendamento. Prendiamo  atto
 che volete fare la legge in questo clima.
      Per  quanto  mi  riguarda, onorevole  Presidente  della
 Regione,   essendo  io  distante  dall'emendamento  proposto
 dall'onorevole  Fleres, ma per un fatto di sostegno  a  ogni
 forma  di  libera espressione, a differenza di quanti  hanno
 ritirato   la  firma  voglio  apporre  la  mia  al  suddetto
 emendamento.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

    CINTOLA  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
 ricordare  che, in seguito alla discussione  di  ieri  sera,
 l'Aula  stamattina era stata convocata per votare l'articolo
 1,  per cui voglio invitare sia la Presidenza che i colleghi
 ad attenersi  all'ordine dei lavori.
   E'  chiaro  che  ognuno può esprimere il  proprio  parere,
 positivo  o  negativo, ma questo divagare e  riprendere  una
 discussione con toni polemici non serve all'Aula.
   All'Aula   serve   piuttosto  una   compiuta   valutazione
 dell'articolo  1 e la possibilità che ognuno  esprima,  come
 hanno  fatto  i colleghi di Forza Italia, anche  in  maniera
 critica,  una  posizione che  interiormente lo  porta  anche
 verso  altre  soluzioni e che, però, politicamente,  ritenga
 di dover dare il proprio apporto e il proprio voto.
   Qui  non c'è  da gridare né allo scandalo nè ai ricatti  o
 ad  altro.  C'è una valutazione di ognuno di noi  che  resta
 libera di esprimersi come si vuole.
   Quando il Presidente della Regione, ieri sera, ha espresso
 un  richiamo forte a quello che è un punto programmatico del
 proprio Governo,  personalmente ritengo che non abbia  fatto
 nè  un  ricatto nè proposizioni negative nè altro.  C'è  una
 libertà  di  interpretazione e di voto che si  può  ottenere
 solo votando. Grazie, signor Presidente.

   1 bis 197-208-243-244-381/A

   Presidenza del presidente Lo Porto


 SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE  NORME PER LA
 TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA FAMIGLIA (nn. 553 stralcio 1 bis
   197-208-243-244-381/A)

    LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  EDOARDO. Signor Presidente, onorevole  Presidente
 della  Regione, onorevoli colleghi, intervengo poichè  sento
 il  dovere  di farlo considerato che in questo momento  sono
 tirati    in  ballo  libertà  di  coscienza  e  libertà   di
 difendere  principi nei quali ciascuno di  noi  crede  ed  è
 libero  di  farlo  con ogni conseguenza  di  tipo  politico.
 Quest'Aula  invita  tutti noi ad esprimerci  liberamente  su
 fatti che riguardano anche la nostra coscienza.
   Durante l'iter parlamentare di questo disegno di legge  ho
 partecipato,  da  due  mesi circa, a numerosissime  riunioni
 della  I  e  della  VI Commissione, anche  congiunte,  nelle
 quali  io ed altri rappresentanti della maggioranza  abbiamo
 assistito   ad   un  dibattito  serrato,  convinto,   serio,
 schietto,  sereno, appassionato, ed abbiamo  difeso  -  come
 maggioranza  e  come Forza Italia - il principio  sacrosanto
 sancito  dall'articolo 1 del disegno di legge  che,  per  la
 gran  parte  di  noi  -  anzi, per  la  quasi  totalità  dei
 componenti di quella Commissione -, era da difendere.
   Il    Presidente    Cuffaro   contro   quanto    proposto,
 egregiamente, in quelle occasioni anche dai colleghi  Ortisi
 e  Cracolici,  a supporto di convinzioni diverse,  in  tempi
 non  sospetti,  difendeva anch'egli lo stesso principio  che
 ci vedeva accomunati in questo disegno di legge.
   A tutto ciò oggi faccio richiamo, e in sede di riunione di
 gruppo   ho visto confluire sulla mia posizione il  consenso
 della  totalità  del gruppo stesso, ad eccezione  di  quella
 dell'onorevole  Fleres;  posizione  che  rispetto,  ma   non
 condivido,  in  quanto oggi mi sentirei a  disagio  a  dover
 sostenere  un  emendamento di questo tipo.  Prima  di  tutto
 come  uomo,  perché  anch'io ho le mie convinzioni  sociali,
 morali,   politiche,  religiose.  In  secondo   luogo   come
 politico,  perché  anch'io faccio parte di uno  schieramento
 che  sulle  linee  di principio difende alcuni  valori  come
 oggi  tutti, almeno quelli della maggioranza, e anche  tanti
 altri colleghi che non stanno nella maggioranza fanno.
   Mi  sentirei  in  imbarazzo come genitore  e  come  padre,
 perché  da  venti  anni,  nel mio ruolo  di  padre,  difendo
 all'interno della mia famiglia quei valori che oggi  vorrei,
 con  il  voto di tutti, diventassero principi di un  disegno
 di legge.
   Pertanto,  a difesa di questa libertà, di questi principi,
 in  cui  tanti  di  noi  crediamo, a difesa  di  tutto  ciò,
 onorevole   Forgione,  e  non  certo  delle   sue   alchimie
 politiche  che  tentano  - vedo insieme  ad  altri  colleghi
 egregi  del  mio  partito  - saltuariamente,  per  non  dire
 ripetutamente,  con  un  colpo  di  mano,  di   mettere   in
 difficoltà - chissà poi per quale motivo - alcune  azioni  e
 alcune  linee di Governo, ed a questo sono abituati anche  a
 tarda   ora   o   alle  prime  ore  del  mattino,   firmando
 emendamenti insieme a deputati dell'opposizione.
   Quindi,  a questo collega del mio partito dico in  maniera
 molto  chiara, in maniera molto serena, che se  si  trova  a
 disagio nello stare con noi, ce lo faccia sapere. Io non  mi
 trovo certo a disagio a stare all'interno di un partito  che
 difende questi principi e questi valori.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Moschetto, lei ha già parlato.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare per fatto personale.

    PRESIDENTE   Non  le posso dare la  parola  e  le  spiego
 perché.  Può  chiedere di intervenire  per  fatto  personale
 solo  a fine seduta e, poichè siamo in fase di dichiarazione
 di  voto  e lei ha già fatto la sua dichiarazione,  non  può
 intervenire di nuovo.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   è
 veramente  paradossale oggi assistere ad una discussione  su
 un  disegno  di legge che, come ha ben ricordato l'onorevole
 Leanza  Edoardo, ha visto impegnato il Parlamento attraverso
 le  due Commissioni parlamentari riunite - la I e la VI - ed
 ha  visto  la  presenza costante in queste  Commissioni  del
 Presidente  della  Regione, di tutti  i  parlamentari  e,  a
 maggior  ragione, di  tutti i partiti.  L'onorevole  Ortisi,
 che  era  di  posizione opposta rispetto a quella  sostenuta
 dalla  maggioranza  in  Commissione,  correttamente  ed   in
 maniera forte ha sostenuto lì le sue convinzioni .
   Quindi,  il  Parlamento  ha dibattuto  attraverso  i  suoi
 organi  e  ha  deliberato,  non su  una  proposta  di  legge
 qualsiasi, ma su una proposta di legge che faceva parte  del
 programma   del   Governo,  programma  con   il   quale   il
 Governatore si è presentato agli elettori e sulla  base  del
 quale  è stato votato.
   E  mi  imbarazza  sentire  che  questo  Governo  e  questa
 maggioranza,  laddove  rivendicano  il  diritto  di  portare
 avanti un programma, vengono tacciati dalle opposizioni -  o
 da  certe opposizioni, non da tutte, per fortuna  - come  se
 volessero  assumere  una posizione  di  ricatto.  Mi  chiedo
 quale sia il ricatto.
   E'  ricatto quello di un Governo e di una maggioranza  che
 porta  avanti una norma prevista nel suo programma e  che  è
 stata  ampiamente  dibattuta in  Commissione?  O  è  ricatto
 l'inverso:  quello di una posizione minoritaria  all'interno
 del  Parlamento  che vorrebbe a tutti i  costi  cercare,  in
 qualche  modo,  di  coartare  la  libera  espressione  della
 maggioranza?
   Ed  è  paradossale che si additi, ad esempio, la posizione
 di  alcuni parlamentari, come quella dell'onorevole  Fleres,
 parlamentare  di  prestigio  di  questa  Assemblea,  ma   ci
 mancherebbe altro
   L'onorevole Fleres, così come qualsiasi altro parlamentare
 in  quest'Aula,  ha il libero arbitrio, il diritto,  quindi,
 di  pensarla in maniera diversa su una norma; ma non può una
 minoranza  andare contro e cercare di impedire ciò  che  una
 maggioranza,  non  con  un colpo  di  mano,  ma  dopo  lungo
 dibattito in Commissione, ha stabilito di portare avanti.
   Pertanto,  il gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale  è
 favorevole a questo disegno di legge, non ha visto nulla  di
 ricattatorio  nella  posizione assunta ieri  dal  Presidente
 della  Regione, il quale umilmente ha portato avanti un  suo
 diritto,   che   è  anche  il  diritto  della   maggioranza,
 considerato  che  trattiamo una norma che faceva  parte  del
 programma di questa maggioranza.
   Ribadisco, quindi, che il gruppo parlamentare di  Alleanza
 Nazionale   è  favorevole a questo testo, così come  esitato
 dalla Commissione.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è
 imbarazzante doversi esprimere su un argomento  che,  a  mio
 giudizio,  se ci fosse stato un approccio diverso  da  parte
 del  Governo e della maggioranza, avrebbe potuto  portare  a
 una  conclusione ben diversa rispetto a quella a cui  stiamo
 pervenendo;   anche   ad   una  conclusione   a   stragrande
 maggioranza  se  solo qualche passaggio  della  legge  fosse
 stato  modificato, e avrebbe perfino potuto dare  alla  fine
 questo risultato.
   Questo  ci  induce  a pensare, e non  è  estraneo  a  tale
 posizione  il Presidente della Regione, che di questa  legge
 se  ne  voglia  fare  una legge-distintivo,  una  specie  di
 contrassegno   con   cui   potersi  presentare   all'esterno
 dell'Aula   per   dire   noi  siamo  quelli   che   vogliono
 un aderenza   totale,  piena  ai  valori  cristiani,   anche
 laddove  laicamente  chi  rappresenta  le  istituzioni  deve
 promuovere invece i bisogni sociali.
   La  Chiesa, che non è un Parlamento, quando si rivolge  al
 prossimo  lo fa con la carità cristiana che le è propria,  e
 lo  fa nei confronti di tutto il prossimo, anche  quello che
 secondo  il  magistero della Chiesa vive  in  condizione  di
 peccato.  Così  avviene  quando fa  assistenza,  addirittura
 rivolge  il  suo pensiero, il suo sguardo anche a  coloro  i
 quali  appartengono ad altre religioni, come nel caso  degli
 extra-comunitari.
   Qui,  invece, come si può constatare, si punta ad  operare
 una   distinzione:  l'urlo  di  ieri  del  Presidente  della
 Regione  nei  riguardi dell'onorevole  Forgione,  quando  ha
 sostenuto  che  è  orgoglioso di  avere  una  visione  della
 famiglia  diversa da quella esposta dallo stesso  onorevole,
 credo  che  sia  proprio improntato a  questo  spirito  poco
 tollerante  che  non  c'entra, a mio avviso,  con  i  valori
 cristiani. Sia detto ben chiaro: è un operazione politica.
   Il   Presidente  della  Regione  ha  richiamato   la   sua
 maggioranza,  usando  toni a mio  avviso   inaccettabili,  a
 seguirlo  su  questa impostazione, mettendo a tacere  quelle
 forme  di disagio che possono verificarsi in una materia  di
 questo  genere  e  che si erano verificate e  che  miravano,
 come  l'onorevole Fleres ha proposto, ad una mediazione  che
 non  era  sicuramente  quanto le opposizioni  chiedevano  in
 questo caso.
   Dunque  vi è una chiara forzatura, signor Presidente,  non
 c'è  materia  per alzare barricate e cordoni  sanitari  così
 marcati,   perché   a  mio  giudizio  la  formula   proposta
 nell'emendamento  dell'onorevole  Fleres  era   accettabile,
 ancorché non pienamente condivisibile da parte di tutti,  in
 quanto  siamo  un Parlamento e dobbiamo prestare  attenzione
 ai bisogni dei nostri amministrati, dei nostri governati.
   Quindi  serve  una  legge inclusiva,  non  una  legge  che
 esclude,  e  chiudo, signor Presidente. Questa  formulazione
 esclude,  perché crea un odiosa gerarchia tra  famiglie  che
 sono  ormai  largamente presenti nella realtà sociale  anche
 della  nostra  Regione, che non scardina  i  modelli  a  cui
 magari  tutti  possiamo aderire, quale  che  sia  la  nostra
 provenienza  e  la  nostra appartenenza  politica.  Infatti,
 non  è  patrimonio  né del Presidente della  Regione  né  di
 questo Governo una certa idea della famiglia, tant'è che  le
 coppie    di   fatto   esistono   nel   centrodestra,    nel
 centrosinistra,  potremmo  citare l esempio  del  Presidente
 Berlusconi,  del  Presidente  Casini,  dell'onorevole  Fini,
 vicepresidente del Consiglio, i quali - se non ricordo  male
 - vivono tutti all interno di coppie di fatto.
   E  aggiungo,   e  concludo, che questa  Assemblea  ha  già
 riconosciuto  le  coppie  di  fatto,  onorevole  Presidente,
 nella legge 20 sull'antimafia, con la quale abbiamo dato  il
 contributo  alla  convivente more uxorio di  Rocco  Dicillo,
 che  è stato assassinato, e la stessa è stata  assunta  alla
 Regione.  Onorevole Presidente, si informi   Facciamo  così,
 onorevole  Presidente, se le cose stanno come  diciamo  noi,
 lei cambia l'articolo 1 del disegno di legge.

    CUFFARO   presidente della Regione. Onorevole Capodicasa,
 quella  è  una  difesa  degli  interessi  patrimoniali,  non
 c'entra il riconoscimento.

    CAPODICASA  Quali sono gli interessi patrimoniali di  una
 convivente?

    FORGIONE  Onorevole Presidente, è nella legge, fui io  il
 relatore di quella legge.

    CAPODICASA   Lei fa una distinzione che non  fa  onore  a
 questo   Parlamento  tra  gli  interessi   patrimoniali,   i
 sentimenti sono anch'essi un patrimonio che vanno messi  nel
 conto   della  valutazione  e  così  noi,  in  questo  modo,
 escluderemo i figli di queste famiglie, di queste coppie  di
 fatto.
   E  da  un  uomo  che si dice profondamente cattolico,  che
 compie  i gesti - per la verità, anch'essi non condivisibili
 neanche  da  un  cattolico - che ha voluto  compiere,  a  me
 suonano  offesa  ai  valori cristiani.  Per  questo  motivo,
 onorevole     Presidente,    faccio    mio     l'emendamento
 dell'onorevole  Fleres  affinchè l'Aula si  pronunci  su  un
 emendamento  che,  a mio giudizio, non scardina  l'idea  che
 noi  qui  tutti abbiamo del modello familiare su  cui  debba
 assestarsi la nostra Regione.

    PRESIDENTE  La dichiarazione di far suo l'emendamento non
 vuol  dire  che lo fa proprio, in quanto l'onorevole  Fleres
 non lo ha ritirato. Aggiunge la sua firma?

    CAPODICASA  Aggiungo la mia firma.

    ROTELLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ROTELLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   c'è
 qualche  tentativo,  ovvio,  da parte  dell'opposizione,  da
 parte  dell'onorevole Forgione, di trasferire quello  che  è
 un  giudizio  personale, assolutamente rispettabile,  e  chi
 conosce  l'onorevole  Fleres sa  che  tutti  noi  assegniamo
 grande  rispetto e grande stima alla persona e alla  qualità
 dell'attività   legislativa   che   ha   sempre   messo    a
 disposizione di questa Assemblea.
   Non c'è nessuno scandalo, come prima è stato detto; c'è un
 dibattito  forse  articolato, in  democrazia  va  bene  pure
 così. Pertanto alla fine ci sono delle scelte da assumere  e
 credo  che il Presidente della Regione non abbia mai tentato
 di forzare la coscienza e la scelta di nessuno.
   C'è  ovviamente su questo tema un dibattito ampio  e,  per
 quanto  mi  riguarda,  capisco  che  il  problema  è   molto
 profondo,  impegna culture, impegna modi di essere,  impegna
 anche  un credo religioso che ha il suo spazio e che  ha  le
 sue ragioni.
   Mi  permetto soltanto di dire che, per quanto ci riguarda,
 il  gruppo  parlamentare  di  Nuova  Sicilia  voterà  contro
 l'emendamento presentato e certamente, comunque, questo  non
 svilisce  e  non squalifica anche una forma di opinione  che
 non è dissenso, ma  è legittimo diritto del parlamentare  di
 rappresentare  in quest'Aula un modo di esprimersi  su  temi
 così importanti e delicati.

    PISTORIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
 intendevo  riportare, se era possibile, questa  vicenda  nei
 suoi  esatti confini in quanto la questione si presta sia  a
 semplificazioni  sia  anche ad evidenti  strumentalizzazioni
 che  non  attengono soltanto a ragioni di  stile,  come  nel
 caso  del collega Forgione il quale ha forzatamente inserito
 nel  dibattito  elementi estranei allo stile del  dibattito,
 ma anche che snaturano il contenuto della norma.
   L'onorevole  Capodicasa  ha avviato  il  suo  ragionamento
 facendo  riferimento a una interpretazione vetero-cattolica,
 vetero-clericale che è totalmente estranea al  contenuto  di
 questa  norma.  E' una forzatura, una polemica assolutamente
 ingiustificata  perchè  nessuno  di  noi  ha  immaginato  di
 utilizzare   il  riferimento  del  matrimonio  cattolico   o
 ancorchè quello concordatario per ancorare il sistema  degli
 interventi legislativi.

    SPEZIALE  Ci avete pensato a questo

    PISTORIO   Questo  spiega  le  sciocchezze  sentite   sui
 matrimoni  o  sui secondi matimoni di personalità  politiche
 normalmente  coniugate;  la  qualcosa  mi  interessa  ancora
 meno.  Il ragionamento è tutto incentrato sull'istituto  del
 matrimonio  come elemento di riferimento giuridico  stretto,
 essenziale nella sua funzione all'interno dell'ordinamento.
   Ho  apprezzato  lo  stile  e  la  sostanza  dei  contenuti
 dell'intervento  dell'onorevole Fleres il  quale,  basandosi
 sulla  propria cultura liberare e su una sorta  di  laicità,
 ha   un   approccio  normativo  differente:   considera   il
 matrimonio   un   qualcosa   che  afferisce   alla   libertà
 personale.
   Ricordo  all'onorevole Fleres, con lo sforzo  che  la  mia
 scarsa  competenza giuridica mi consente, che il  matrimonio
 non  è  una  scelta  personale, è un istituto  giuridico  al
 quale  vengono  riconnessi una serie di  effetti  in  quanto
 l'ordinamento   considera  un  valore   la   stabilità   dei
 rapporti.  Ad esso sono connessi rapporti economici,  civile
 e giuridici; e ciò non determina l esclusione di altri.
   Noi  non  diamo nessun diritto fondamentale, non  facciamo
 alcuna tutela dei diritti essenziali dell'individuo o  della
 libertà personale. Ancoriamo ad un elemento di certezza,  di
 riferimento  nell'ordinamento una  serie  di  interventi  di
 promozione.
   Certo,  vorrei aggiungere, abbiamo una valutazione, questa
 sì  politica, interamente politica, che il matrimonio  e  la
 promozione della famiglia, anche con interventi economici  e
 di  sostegno,  sia un obiettivo da promuovere  nella  nostra
 società  poichè riteniamo che una società che si  disgregha,
 in  cui  la  famiglia perde quella capacità di aggregazione,
 anche  in  termini  di coesione sociale,  anche  in  termini
 pedagogico-educativi, è una società che si disgrega.
   Nessuno  mette  in  discussione  che  le  società  moderne
 individualizzate, edonistiche abbiano titoli e cittadinanza
 Noi  affermiamo  l'aspirazione, il  bisogno  che  le  nostre
 comunità tutelino, rafforzino, incoraggino - e non ho  paura
 di   dire  questo  -  la  famiglia  nella  sua  certezza  di
 riferimenti,  che  sono  un di più di responsabilità.  Amici
 carissimi  ognuno  è certamente libero di intraprendere  una
 convivenza,  affermare  una volontà  affettiva,  un  impegno
 sentimentale,  ma  l impegno è ancor di  più  se  a  ciò  si
 sancisce con il matrimonio.
      Questa è la scelta di fondo. Nessun diritto in meno, ma
 un  intervento,  un sostegno, un incoraggiamento  a  chi  fa
 questa  scelta  che lo impegnerà nel futuro e  che  affronta
 con  coraggio  nel  tentativo di far crescere  una  comunità
 dandole certezza.

    DE  BENEDICTIS .  Chiedo di parlare per dichiarazione  di
   voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS .  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
 sarò parsimonioso a proposito di risparmio. Dirò subito  che
 nel  merito  molto  è stato già detto, anzi  quasi  tutto  è
 stato  specificato  in  quanto a distinzione  e  dell'una  e
 dell'altra impostazione.
      E tuttavia, poiché è stato detto soltanto ieri a parole
 molto  chiare  dal  presidente Cuffaro:   noi  non  vogliamo
 tutelare  la  coppia di fatto", mi sia consentito  esprimere
 tutto  il  mio  imbarazzo di fronte a  tale  posizione  che,
 indipendentemente  da  ogni approccio  ideologico,  da  ogni
 convincimento  religioso  o  morale,  è  il  segno  di   una
 cattiveria   che  nulla  ha  a  che  fare  con  i   principi
 solidaristici  cui questa legge si vorrebbe ispirare

    CAPODICASA   Bravo  Presidente, è così   In  questo  modo
   escludiamo i figli delle famiglie di fatto.

    CUFFARO   presidente della Regione. I  figli  sono  tutti
 tutelati, si legga la legge onorevole Capodicasa.  Si  legga
 la legge, troverà gli stessi diritti per tutti i figli...

    CAPODICASA   E  allora  perché  non  vuole  tutelare   le
   famiglie di fatto?

    CUFFARO   presidente della Regione.  Non  dica  così   Si
   legga la legge, onorevole Capodicasa.

    DE  BENEDICTIS . Onorevole Presidente, si dà il caso  che
 se  lei  richiama l'onorevole Capodicasa a leggere la legge,
 altri l'hanno letta, possibilmente l'onorevole Capodicasa  è
 prevenuto  nella sua distorsione, ma altri l'hanno  letta  e
 solo   dopo  le sue parole sono stati indotti,  per  carità,
 liberamente, a fare un passo indietro

    CUFFARO  presidente della Regione. No, allora non l'hanno
   letta.

    DE BENEDICTIS . Non credo siano tutti incapaci di leggere
 quello  che  è  scritto;  è stata letta  da  molti  e  molto
 attentamente. Non abbia, pertanto, il tono saccente  di  chi
 ritiene  che gli altri non sappiano leggere quello  che  sta
 scritto qui
      Mi  scusi, onorevole Presidente della Regione,  ma  lei
 sta  interrompendo  ogni  intervento.  Io  capisco  che   la
 questione,  come  ha  detto lei, non può  non  prestarsi  ad
 un'animata  partecipazione dell'Aula. L'Aula  però  vorrebbe
 partecipare,  non  può parlare sempre lei,  Presidente.  Dal
 punto  di  vista  istituzionale, ciò per quanto  attiene  al
 merito della questione.
      Non  vi  è alcun dubbio, onorevoli colleghi, che questo
 disegno   di    legge  è  improntato  ad  una  politica   di
 solidarietà  nei  confronti dei bisogni  dei  componenti  le
 famiglie. Ha quindi un chiaro manifesto portante.
      Pertanto,   non   credo   che   un   Parlamento   debba
 allontanarsi   dal  suo dovere di promuovere  strumenti  che
 servano  al  miglioramento  delle condizioni  sociali  della
 famiglia;  che  servano  ad  alleviare  i  problemi  che  le
 famiglie  e  i relativi componenti in questo momento  hanno,
 ma   sia  invece  quello  di  scegliere  un  sistema  e   di
 preferirlo  per elevarlo a modello. Di  questo  infatti   si
 tratta.
      Quando  questo disegno di legge si pone l'obiettivo  di
 promuovere  e  di  tutelare  un  modello  di  organizzazione
 sociale rispetto ad un altro, rispetto ad altri modelli  che
 pure   esistono  nella  società,  viene  meno   al   proprio
 principio  di formulare un dispositivo di legge  per  venire
 incontro  alla società, ed assolve ad un mandato che  sta  a
 monte e che è tutto di natura ideologica ed integralista,  e
 cioè  di  imprimere  alla  società  un  proprio  modello.  E
 questo,  dal punto di vista istituzionale, sarebbe sbagliato
 che  si  facesse. Non lo si può fare a colpi di maggioranza,
 nemmeno se ci fosse una maggioranza trasversale. Noi non  ce
 lo  possiamo permettere. Non è questo che siamo  chiamati  a
 fare.
      In  ultimo, dal punto di vista prettamente politico,  e
 quindi per ciò che attiene a valutazioni che lei avrà  fatto
 per  primo  e  che  sta conducendo, se  è  stata  necessaria
 questa  forzatura - altre parole l'hanno irritata - e  se  è
 stata  necessaria, in conseguenza di questa  forzatura,  che
 il  gruppo di Forza Italia, che i deputati che hanno scritto
 l'emendamento 1.2 ritirassero l'emendamento stesso,  allora,
 a  questo  punto,  delle due l'una: o era  inutile  ritirare
 quell'emendamento   e  allora  si  è  voluto   semplicemente
 evitare  il  manifestarsi  di differenze  all'interno  della
 stessa maggioranza, oppure era utile e necessario perché  si
 temeva  che quell'emendamento potesse passare così  com'era.
 Pertanto,   si   dica  che  senza  questo   passo   indietro
 quest'Aula  avrebbe  approvato quell'emendamento.  Se  fosse
 stata   libera   di   scegliere,  tutti   quanti   avrebbero
 proseguito  nell'intenzione dichiarata  liberamente,  questa
 Aula  avrebbe  condizionato  quella  legge  ad  un  percorso
 diverso rispetto a quello che il Presidente vuole che sia.

    ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO    Signor   Presidente,   la   ringrazio   per    la
 interpretazione   tempestiva   per   quanto   concerne    il
 Regolamento.  Infatti, credo che in occasioni  come  questa,
 permettere  ai  deputati di intervenire  nell'evolversi  del
 dibattito  sia  cosa seria, e l'interpretazione,  in  questo
 caso, mi pare assolutamente adeguata.
      Credo  che  ognuno di noi abbia vissuto i contenuti  di
 questo  disegno di legge facendo i conti soprattutto con  la
 propria  cultura e la propria coscienza. Credo abbia  tenuto
 in  considerazione  i vincoli di appartenenza  e  penso  sia
 opportuno  che  ciò  venga  fatto.  Però,  anche  lì,  credo
 dovremmo essere molto più attenti di quanto non siamo  stati
 finora. Intendo riferirmi al fatto che ieri sera sono  stato
 particolarmente meravigliato dall'intervento del  Presidente
 della  Regione,  impostato in una  maniera  che,  per  certi
 versi,  a  me  appare  quasi  una forzatura.  Una  forzatura
 perché,  sostanzialmente, chiama a  raccolta  i  cosiddetti,
 fra  virgolette, dissidenti rispetto al taglio  del  disegno
 di  legge,  ai  contenuti del disegno di legge del  Governo,
 utilizzando  chiaramente e in maniera mirata  il  fatto  che
 questo  è  uno dei punti contenuti nel programma di  governo
 del presidente Cuffaro.
      Credo  che non vi sia Parlamento in cui argomenti  come
 questi  siano trattati con maggiore elasticità. Il  richiamo
 ai  dissidenti,  ai  mediatori, mi è sembrato  assolutamente
 fuori dal contenuto di questo disegno di legge.
      Ognuno di noi, probabilmente, si è posto con la propria
 coscienza  e i propri tratti culturali dinanzi all'argomento
 in  maniera   non  del  tutto convinta rispetto  anche  alle
 decisioni dei vari gruppi.
      Cari   colleghi   della   maggioranza,   non   è    che
 nell'opposizione  la  pensiamo tutti allo  stesso  modo,  la
 pensiamo anche diversamente. Abbiamo cercato anche  noi,  in
 queste  ore,  di  trovare  punti  di  mediazione  nobile  su
 argomenti  che  hanno   tale  valenza,  tanto  da  definirli
 argomenti su cui si richiama la coscienza di ognuno di noi.
      Vedete,  non  c'è soltanto la questione  della  tattica
 parlamentare  che mettiamo in campo. Infatti,  se  dovessimo
 parlare  soltanto di tattica parlamentare, ieri sera avremmo
 adottato  la  tattica  di  andare  al  voto  mezz ora  prima
 rispetto a quando sarebbe stata sospesa la seduta e  avremmo
 valutato  liberamente  cosa ci  indicava   la  coscienza  di
 ognuno di noi.
      Ecco   perché  mi  ha  meravigliato  l'intervento   del
 Presidente  della Regione, che non lo ritengo più  cattolico
 di  me,  lo dico con il massimo rispetto nei suoi confronti.
 Ma  essere cattolico non significa non riconoscere con ampie
 manifestazioni  di tolleranza e di comprensione  quello  che
 ormai  da trenta anni, e forse più, è avvenuto nella società
 italiana e siciliana.
      Bisogna   capire,  così  come  diceva  il  collega   De
 Benedictis,  in  che  modo  la  nostra  regione   tiene   in
 considerazione  anche  e  soprattutto  la  prole,  ciò   che
 scaturisce da un rapporto di convivenza stabile.
      La   cultura  del  cattolicesimo,  soprattutto   quello
 democratico, rispetto a queste tematiche in questi  anni  ha
 fatto  passi  da  gigante.  Non  cito  niente,  non  scomodo
 nessuna enciclica che potrebbe appesantire il dibattito,  ma
 penso   che   quanto  contenuto  nella  vera   cultura   del
 cattolicesimo   italiano  sia  da  tenere  in   strettissima
 considerazione, e soprattutto il fatto che  non  ci  si  può
 richiamare  semplicemente alla logica  di  coalizione,  alla
 logica  di  maggioranza  o alla logica  di  opposizione,  mi
 permetto di aggiungere, su argomenti così delicati e seri.
      Mi   sono   chiesto  in  queste  ore  se  l'emendamento
 dell'onorevole   Fleres  poteva  più  o  meno   essere   una
 mediazione  nobile. Non soddisfa tanti di  noi;  non  mi  ha
 soddisfatto,  ma  mi  ha convinto l'attenzione  e  anche  la
 tipologia  indicata  per  quanto concerne  la  tutela  della
 convivenza stabile. Pertanto, preannuncio di volere  apporre
 la mia  firma all'emendamento 1.2 dell'onorevole Fleres.
      Credo  invece  che  il  Presidente  della  Regione  nel
 richiamare  -  come ha fatto ieri sera - la sua maggioranza,
 l avrebbe  dovuta  tenere   in maggiore  considerazione.  Il
 nostro  non  è  soltanto un momento di tattica parlamentare;
 l'apposizione  della firma di tanti colleghi di  opposizione
 all'emendamento  Fleres  non  è solo  tattica  parlamentare,
 piuttosto  è  il  tentativo di riflettere e  capire  in  che
 misura  è  possibile ancora trovare un punto  di  equilibrio
 che  non  scompensi totalmente il contenuto del  disegno  di
 legge  del Governo, ma che allo stesso tempo lasci realmente
 questa  Aula  libera  di votare, lasci  ciascuno  libero  di
 votare  facendo i conti con la propria coscienza  e  con  la
 propria cultura.

  ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto

  PRESIDENTE  Ne ha facoltà

  ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  se  mi  è
 possibile  ricondurre il dialogo ad una dimensione culturale
 -  perché di tale dimensione si tratta e siamo consapevoli -
 ,  credo  che  faremmo  un  passo  avanti  sul  livello  del
 dibattito,  fermo  restando che ognuno di  noi  rispetti  le
 idee degli interlocutori.
   Io  credo che lei, presidente Cuffaro, ieri sera sia stato
 ingeneroso  nei confronti di questo Parlamento,  che  invece
 con  lei si è dimostrato alquanto generoso, in occasione  di
 tale  dibattito  svoltosi  ad  un  alto  livello  anche   in
 Commissione,   in   ordine   ad   un   disegno   di    legge
 importantissimo, che è una sorta di sfida all'interno  della
 maggioranza,  trascurando la dimensione legislativa  propria
 del  Parlamento che dà un senso anche alla nostra  presenza,
 ai nostri interventi, ai nostri studi.
     Vedete, ciò di cui stiamo parlando in questa occasione è
 un  argomento che i francesi chiamerebbero  De  histoire  de
 temps  longs   vale a dire   Da storia dei tempi  lunghi   e
 non    De   histoire  événementielle ,   cioè    Da   storia
 dell'avvenimento .  Questo per ricondurre  ad  un  argomento
 che  travalicherà  l'esperienza temporale del  suo  Governo,
 presidente  Cuffaro, e probabilmente di quelli che  verranno
 dopo  almeno  per due o tre legislature, ad un fatto  invece
 di  avvenimento  contingente che depaupera  anche  il  senso
 della  sua proposta politico-culturale in ordine al  disegno
 di  legge. La storia degli avvenimenti, infatti, è una parte
 di  storia, è la storia diplomatico-militare, è la storia di
 un  provvedimento,  di  un decreto  che  lei,  per  esempio,
 attraverso  il  suo  assessore intraprende;  la  storia  dei
 tempi   lunghi,   invece,  è  la  storia   delle   modifiche
 comportamentali  rispetto alle quali  gli  interventi  ancor
 più   se  autoritari  riescono  soltanto  a  valorizzare   i
 percorsi  devianti di quel grande  letto  che è  la  storia,
 appunto,   delle   modifiche   comportamentali,   anzi    ne
 accelerano le valenze discorsive.
    Io mi permetterei quindi di fare qualche esempio storico,
 perché  la  storia  serve a questo,  e   non  soltanto   per
 citazioni fine a se stesse.
   Quando i Macedoni si stanziarono in Persia, e la parte più
 retriva  voleva   impedire i matrimoni misti  fra  coloro  i
 quali  chiamavano  barbari (cioè balbuzienti)  tutti  coloro
 che  non parlavano il greco - tanto più i macedoni che erano
 la  parte  più  retriva  capeggiati dal  barbaro  Alessandro
 Magno,  che  come lei Presidente è il capo, dà  l'esempio  e
 sposa  Rossana,  la  figlia del re  della  Persia,  per  far
 capire  che non è un provvedimento  événementielle  che  può
 fermare  il  corso  della  storia. Quando  gli  accampamenti
 romani  andavano  fino al Danubio, ai  soldati  che  avevano
 bisogno  anche  di  far  sesso, nessuno  potè  impedire  che
 venissero  contratti  matrimoni misti  tra  le  persone  che
 stavano  accanto all'accampamento e far nascere  figli,  che
 figli    pure   erano,  che  la  parte   più   retriva   non
 accettava Quando  adesso si mettono i cartelli  in  dialetto
 con  un provvedimento legislativo, ciò non impedirà mai  che
 la  storia che ormai va verso l'uso dell'inglese stravolgerà
 i provvedimenti singoli, Presidente
      Allora, non c'è dubbio che la storia oggi vada verso il
 riconoscimento,  in  tutte le società  non  solo  in  quelle
 occidentali, di forme di convivenza che non sono più  quelle
 cattolico-cristiane, chiamiamole così, che vi  ricordo,  non
 rappresentano  la totalità, né la quasi totalità  di  quello
 che  succede  nel  mondo, esse rappresentano  una  minoranza
 culturale di quelli che sono i comportamenti del mondo.
      Nessuno quindi fermerà il corso della storia, anzi, voi
 accelererete le parti perverse, poichè consentirete a  tutti
 i    cattivi   contro  i  quali dite di  lottare,  di  avere
 sempre  tanta  gente in ginocchio, in difficoltà   pronti  a
 chiedere  un  sussidio e a permettere altresì ai    farisei
 di  battersi il petto e di non essere cristiani. E  comunque
 non  riuscirete a fermare la storia: che è la  storia  della
 libertà dei comportamenti. Rifletteteci, per favore: la  mia
 non è una polemica, è un appello.

    PANARELLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   mi
 sarei  aspettato dopo l alto confronto che c'è  stato  nella
 giornata  di  ieri,  che  il presidente  Cuffaro,  il  quale
 evidentemente  tiene  molto a questa  legge,  avesse  tenuto
 conto  della  natura del confronto e si fosse fatto  carico,
 in  qualche  maniera,  di coglierne  gli  aspetti  positivi,
 poichè  immagino  che il suo impegno con  gli  elettori  sia
 stato   volto  a  fare  leggi  positive  che  tengano  conto
 dell'interesse  della società siciliana e  non  soltanto  di
 una  parte. Ed io le assicuro, Presidente, che se lei avesse
 avuto  questo  approccio non avrebbe avuto un  atteggiamento
 ostile  alla  discussione che si è svolta qui. E  quindi  mi
 passi  il termine anche ostile nei confronti del Parlamento.
 Ritengo  infatti che le considerazioni sviluppatesi  qui  in
 una  situazione  di diversificazione sia nello  schieramento
 di  maggioranza che nello schieramento di minoranza fosse il
 contesto  migliore per assumere un atteggiamento dialogante,
 per  fare  una  legge che sia di sostegno alla famiglia,  ma
 sia utile soprattutto a tutti i siciliani.
   Lei non può sottrarsi, Presidente, a due questioni che qui
 sono  emerse  e  che la riguardano in quanto  Presidente  di
 tutti i siciliani e cioè: se una legge di questo genere  non
 rischia  di  penalizzare una parte della  società  siciliana
 che  o  ha  scelto liberamente - e vorrei che su  questo  ci
 fosse un suo pronunciamento - di convivere. Del resto,  come
 è  noto,  la convivenza ha una sua configurazione giuridica.
 E ciò lo dico anche ai colleghi della maggioranza.

    CUFFARO  presidente della Regione. Non è vero,  la  Corte
   costituzionale ha sancito che non è così.

    PANARELLO   Signor Presidente, poi mi risponderà  con  la
 sentenza della Corte costituzionale.
   Nel  corso  della discussione si è posto questo  problema,
 che  non  è un modo per minare l'istituto della famiglia;  è
 un  ragionamento  che non è conducente, è un  modo  per  non
 tenere   conto  di  scelte  che  una  parte  dei   cittadini
 siciliani  possono liberamente fare, e per tali scelte   non
 possono  essere  discriminati  Questo è il  problema  che  è
 stato posto.
   La seconda questione, ancora più delicata, riguarda coloro
    e  in questo senso ho sentito interventi sofferti, signor
 Presidente  della  Regione  - che possono  regolarizzare  la
 loro  situazione  che, in questo caso,  risultano  veramente
 penalizzati.
     Io non credo che l'ispirazione di una legge debba essere
 sottoposta a queste perplessità e a questi dubbi.  Io  penso
 che  il  Governo, il suo Presidente, la maggioranza  debbano
 farsi  carico  di  fugare questi dubbi e venire  incontro  a
 delle  proposte, ad opzioni anche culturali e politiche  che
 sono  portatrici   di una visione dei rapporti  sociali  che
 tiene conto di una pluralità di opzioni. Tale  pluralità  di
 opzioni  deve  essere ricondotta ad una sintesi  legislativa
 che  se  non  avesse  questa ispirazione  e  questo  spirito
 sarebbe  non soltanto una legge sbagliata ma, probabilmente,
 anche dannosa per il futuro della società siciliana.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non
 mi   ero  molto  appassionato  alla  discussione  di  questo
 disegno  di  legge perché pensavo che non poteva  essere  un
 terreno  di  scontro  politico né  ideologico.  Pensavo  che
 tutto  sarebbe stato governato dal buon senso. Invece,  dopo
 l'intervento di ieri del Presidente della Regione che  a  me
 è  sembrato  un  po   fuori le righe,  la  legge  assume  un
 carattere politico.
   Infatti,  questa  mattina  negli interventi  dei  colleghi
 della    maggioranza   che   hanno   ritirato    la    firma
 dall'emendamento Fleres, si evidenzia  che  è  prevalsa  una
 logica  di  appartenenza  rispetto  alle  motivazioni  della
 libera  scelta  che  deve investire  la  coscienza  di  ogni
 deputato.
      Signor  Presidente,   mi  rendo  conto  che  la  nostra
 discussione   è  un  po  finalizzata  a  che  tutto  rimanga
 com è,   visto  che  c'è  un  atteggiamento  che  piega   la
 maggioranza ad una ragione di appartenenza.
      E  tuttavia,  se mi permette, conoscendo anche  la  sua
 sensibilità,  vorrei  fare  soltanto  una  osservazione   di
 carattere  generale  e la voglio fare  di  fronte  ai  tanti
 colleghi  presenti.  Ciascuno di noi  incontra  ogni  giorno
 coppie  di fatto che hanno figli e si incontra con  famiglie
 che  hanno  figli. Il Presidente della Regione ha affermato,
 giustamente, che tutti devono essere tutelati. Però  c'è  un
 elemento  di  discriminazione oggettivo,  signor  Presidente
 della   Regione,   che  cristianamente  lei   non   dovrebbe
 tollerare,  ed  è  questo: l'intervento che  viene  previsto
 dalla  legge  per  un  bambino,  viene  previsto  attraverso
 l'intervento   della   coppia  sposata,   cioè    attraverso
 l'intervento  della famiglia; l'intervento previsto  per  un
 figlio  di  una  coppia  di  fatto è  previsto  l'intervento
 monoparentale.
      Vi  siete mai chiesti, onorevoli colleghi, se per  quel
 bambino  i suoi genitori non siano uguali ai genitori  della
 famiglia  sancita  dal  matrimonio?  Per  quel  bambino,  si
 tratta  del  papà  e della mamma  Quel testo  determina  una
 discriminazione  oggettiva  nella  natura  della  legge  che
 l'emendamento  a  firma dell'onorevole  Fleres,  come  anche
 altri emendamenti, tenta di correggere.
      Signor Presidente, penso che se su questo argomento lei
 avesse  un  approccio  non  ideologico,  ma  rispetto   alla
 questione di fatto,  capirebbe come stiamo introducendo  una
 discriminazione  tra i figli delle coppie di  fatto,  perché
 comunque   per   quel  bambino  quella   coppia   di   fatto
 rappresenta  i  propri genitori che devono trasmettergli  un
 sistema  di valori, di educazione, a prescindere  dal  fatto
 che  abbiano sancito o no il matrimonio davanti al Comune  o
 in  Chiesa, ma perché hanno deciso, attraverso il  grado  di
 compromissione  dei  loro  sentimenti,  di   vivere   quella
 stagione, più o meno lunga, di stare insieme e di dare  vita
 ad una famiglia, perché anche quella è una famiglia.
      Ecco, qui sta l'impostazione retriva di una logica  che
 tende,  invece,  a  calare  nella  società  un  modello  che
 prefigura necessariamente la carta da bollo e che  tenta  di
 prefigurare che la sfera dei sentimenti deve essere  sancita
 necessariamente  dalla carta da bollo e non  dal  fatto  che
 due persone liberamente possono stare insieme.
      E,  comunque   ripeto - mi pongo dal punto di vista del
 bambino:  per  quel bambino, figlio della coppia  di  fatto,
 prevediamo un intervento monoparentale ed abbiamo,  in  quel
 caso,  determinato una discriminazione oggettiva. Per questo
 motivo,  ritengo  che in merito all'obiezione  sollevata  di
 incostituzionalità di questa norma - e lo dico  qui  oggi  -
 penso   che   dovremmo  ricorrere,  anche  formalmente,   al
 Commissario  dello  Stato  ove si  dovesse  determinare,  da
 parte  della  maggioranza, una pervicace ed ostinata  azione
 di  sostegno  a questa concezione. Penso che in questo  caso
 si  determini un oggettiva discriminazione tra i figli della
 coppia  di  fatto  ed  i  figli  della  coppia  sancita  dal
 matrimonio.
      Per   questo,   signor  Presidente,  la   inviterei   a
 riflettere un attimo e vedere se è possibile determinare  su
 questa  legge  la  possibilità di  un  voto,  il  più  largo
 possibile, perché attorno al sistema di valori non  possiamo
 andare a colpi di maggioranza.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.
   Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prima
 di  iniziare  il  mio  intervento cercavo  conforto  da  una
 persona  che  ha  svolto attività sindacale ed  ha,  quindi,
 partecipato  a  tante  trattative,  ho  ricordato  la  legge
 cosiddetta   parentale   che  ha  esteso  i  benefici  sulle
 nascite  indistintamente  per l'uomo  e  per  la  donna.  Mi
 chiedevo  se  in  un  sistema  cosiddetto  "esclusivo",   di
 famiglia  fondata  sul matrimonio, della famiglia  costruita
 sul  rapporto monoparentale, stiamo facendo in  Sicilia  una
 legge  che  riconosce  quei benefici - riconosciuti  da  una
 legge  dello  Stato  -  soltanto ad  uno  dei  due  coniugi,
 qualora  il  figlio  sia frutto di una convivenza.  Lo  dico
 perché questo è il paradosso, il paradosso di questa norma.
      Devo   dire   che   fino  ad  ora  avevo   assunto   un
 atteggiamento  molto  conciliante  nel  tentativo  di   fare
 maturare  una condivisione, convinto come sono e  come  ero,
 su  questioni  che attengono alla coscienza  e  che  vengono
 vissute  come  tali da milioni di persone, al  di  là  delle
 appartenenze politiche.
      Alcuni   esponenti  politici  di  primo   piano   hanno
 manifestato  le  loro  convinzioni  politiche  al  riguardo;
 penso   al   Presidente   della  Camera,   il   quale   vive
 naturalmente  un rapporto di convivenza con  una  signora  e
 non  credo  che questo ne sminuisca l autorevolezza  morale,
 certamente non quella politica che è indubbia.
      Qui  stiamo facendo un operazione in cui l'integralismo
 diviene  opzione  politica  e  ragione  di  tenuta  di   una
 maggioranza.  Allora voglio essere molto  franco:  a  questo
 punto  della discussione, non credo che l'interlocutore  sia
 più il Presidente della Regione, il quale ha manifestato  in
 tutte  le  salse  che questa legge la sta facendo  diventare
 bandiera  di  una  nuova crociata. Chiedo  a  voi,  colleghi
 della  maggioranza, se questa concezione della  legislazione
 fondata  sull'integralismo possa costituire la  ragione  per
 la  quale  una  maggioranza larga come  la  vostra,  plurale
 anche  per  concezione e ispirazione che la motivano,  possa
 alla  fine ridursi a questo modello di società, di famiglia,
 a  questa  idea di stato sociale, di uno stato  sociale  non
 includente. Ricordiamo che le politiche del Welfare  servono
 ad  includere,   qui stiamo facendo una legge che  capovolge
 il  "Welfare",  che  sta  decidendo di  escludere,  che  sta
 decidendo  che  una  parte  della  società  non  può   avere
 benefici  previsti per un altra parte sol  perché  ha  fatto
 una  scelta di coscienza. Questa è una cosa intollerabile  -
 ripeto  -  al di là delle prestazioni, della quantità  delle
 prestazioni,  della dimensione, come ho  detto  ieri,  anche
 assai  visibile  della dimensione delle prestazioni  per  la
 quantità  di  risorse  impegnate in  questa  legge.  Qui  si
 tratta  di  una  questione di principio che  sta  affermando
 l esclusione, per ragioni di coscienza.
   Credo  che  quest Assemblea  su  questo  sia  chiamata   a
 decidere;   non  è  tollerabile cioè che  quello  che  viene
 vissuto come coscienza di libertà di milioni di persone,  in
 un Aula  parlamentare  in  nome  della  rappresentanza   del
 popolo,  si possa ridurre a ragione di fedeltà politica.  Mi
 auguro che in quest Assemblea possa prevalere il buon  senso
 nell emanare  norme che servano a tutti i  siciliani  e  non
 soltanto  ad una parte, magari assai larga, ma solo  ad  una
 parte della Sicilia.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole  Giambrone.
   Ne ha facoltà.

    GIAMBRONE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
 l'importanza  dell'argomento mi induce ad  intervenire  -  e
 non  posso  esimermi  dal  farlo  -   per  chiarire  la  mia
 posizione  e quella di Forza Italia, partito in cui  milito.
 Preliminarmente  è necessario far rilevare  in  questa  sede
 che   nessuna  azione  coercitiva  è  stata  espletata   nei
 confronti di nessuno attorno a questo argomento,  che  è  di
 vitale importanza. Nell'ambito del nostro partito c'è  stato
 un  dibattito, un dibattito sereno, pur se ferrato,  dove  è
 emersa  una  linea  univoca  e la  dimostrazione,  da  parte
 nostra,  che  la libertà sta nel fatto che un  deputato  può
 pensare  in maniera diversa dal proprio gruppo; ciò  sta  ad
 indicare  che da noi c'è libertà, mentre negli altri  gruppi
 dell'opposizione  mi  pare  che ci  sia  un azione  univoca,
 prescindendo  poi dal fatto che qualcuno possa assumere  una
 posizione differenziata.
    Questo è un argomento molto importante che mi viene posto
 anche  a  livello morale; mi hanno insegnato che  la  morale
 non  è  tanto  una  serie di regole cui  sottostare,  ma  la
 volontà   di  rispondere  responsabilmente  ai  valori   che
 riteniamo   importanti,  quali  la  famiglia.  Qui   vengono
 richiamate  la nostra libertà e responsabilità. Sono  volate
 parole  pesantissime in quest Aula, espressione di  assoluta
 ed  estrema libertà, che intendiamo respingere perché non ci
 appartengono. Abbiamo dibattuto questo argomento  proprio
 dicevo  - stante l'importanza dello stesso ed abbiamo voluto
 dire  in  termini chiari qual è la nostra posizione,  che  è
 quella  che attiene anche alla nostra educazione.  Condivido
 e  trovo  puntuale, precisa, attenta, completa questa  legge
 ed   intendo  approvarla,  signor  Presidente,  perché  essa
 risponde alle esigenze ed alle richieste della gente.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               CONGEDI

    PRESIDENTE   Comunico  che  hanno  chiesto  congedo   gli
 onorevoli  Mancuso,  Stancanelli,  Granata,  Neri,  Paffumi,
 Sanzeri, Cascio, Catania Franco e Leontini.
   Non   sorgendo   osservazioni,  i  congedi  si   intendono
 accordati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


        VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO SULL EMENDAMENTO 1.2
                        DELL ONOREVOLE FLERES

  CAPODICASA   Chiedo  che la votazione sull emendamento  1.2
 avvenga per scrutinio segreto.

 (Si associano alla richiesta gli onorevoli Cracolici, Forgione,
 Panarello, Speziale, Giannopolo, Oddo, Ortisi, De Benedictis,
 Villari).

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, brevissimamente,  vorrei
 formulare  un  invito a coloro che hanno richiesto  il  voto
 segreto: c'è stato un dibattito articolato, ampio in Aula  e
 la  legge  comporta opzioni culturali di fondo,  scelte  che
 attengono  alle  posizioni politiche, ma anche  alla  nostra
 coscienza. Esprimo la mia opinione: su una legge  di  questo
 tipo   si  dovrebbe  votare  per  appello  nominale,  perché
 ciascuno  di  noi si deve assumere davanti ai  cittadini  la
 propria   posizione  chiaramente  e  liberamente.  Il   voto
 segreto  può  rappresentare una risposta politica  impropria
 rispetto   a  una  legge  che  abbiamo  caricato  anche   di
 contenuti ideali. Io sono contrario al voto segreto.

    PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini  di
 Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto
 sull'emendamento 1.2, a  firma dell'onorevole Fleres.
   Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole  preme
 il  pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
 chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti.....71
   Maggioranza...........36
   Favorevoli....... ....17
   Contrari............ ...54

                      (L'Assemblea non approva)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  1.1  degli
 onorevoli Forgione e Liotta.
 Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   1 bis 197-208-243-244-381/A

   Presidenza del presidente Lo Porto


   Pongo   in  votazione  l'emendamento  1.25  dell'onorevole
  Cracolici.
 Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   Presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.11  degli  onorevoli
 Panarello e De Benedictis.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

   PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti   seduto;   chi   è
 favorevole  si  alzi. Pongo in votazione l'emendamento  1.26
 dell onorevole Cracolici.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

                          (Non è approvato)

  Dichiaro  assorbiti  gli emendamenti 1.23  degli  onorevoli
 Segreto  ed altri, 1.12 degli onorevoli Panarello ed  altri,
 1.22  e  1.21 dell onorevole Morinello, 1.13 degli onorevoli
 Panarello  e  De  Benedictis, 1.16 e 1.17 dell onorevoli  De
 Benedictis,  1.14 degli onorevoli Panarello e De Benedictis,
 1.7  degli  onorevoli  Ortisi ed altri, 1.27  dell onorevole
 Cracolici, 1.28 degli onorevoli Fratello e Franchina.

  Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.10  dell onorevole
 Ortisi.  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.3  dell onorevole
 Giannopolo.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.8  degli  onorevoli
 Ortisi ed altri.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

 Pongo  in  votazione  l'emendamento 1.18  dell onorevole  De
 Benedictis.
 Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo    in   votazione   l emendamento   1.9   a    firma
 dell onorevole Ortisi.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
 notare  una incongruenza: al comma 2 dell'articolo 1  si  fa
 riferimento  alla  necessità  di  rilevazione  statistica  e
 sintesi  dei  bisogni dei componenti della  famiglia  perchè
 essa  funga  da  base  per  i provvedimenti  conseguenziali.
 Poiché  quello  che  abbiamo votato fa  riferimento  ad  una
 parte  pur maggioritaria di famiglie, la mia paura è  che  i
 provvedimenti nascano su una base statistica sbagliata,  che
 non  tiene  conto  di una realtà, come quella,  ad  esempio,
 delle  coppie  di  fatto, di cui abbiamo  discusso,  ma  che
 almeno  statisticamente dovrebbero essere rilevate  per  poi
 provvedere alle conseguenze di ordine legislativo,  per  cui
 l'emendamento  tende a ripristinare una base  statistica  di
 rilevamento che in queste condizioni non sarebbe  data.  Per
 questo vi invito a votarlo.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l emendamento  1.9.  Il
 parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l emendamento  1.15,  a
 firma degli onorevoli Panarello e De Benedictis.
 Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l emendamento 1.4, a  firma
 dell onorevole Giannopolo.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

   PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti   seduto;   chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione l emendamento  1.24,  a
 firma degli onorevoli Segreto ed altri.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   Presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione  l emendamento  1.5,  a
 firma dell onorevole Giannopolo.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l emendamento  1.6,  a
 firma degli onorevoli Moschetto ed altri.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione l emendamento  1.19,  a
 firma dell onorevole De Benedictis.
 Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione  e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi  è  contrario  resti  seduto;  chi   è
 favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Dichiaro  improponibile l emendamento 1.20, a firma  degli
   onorevoli Barbagallo e Raiti.

          VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL ARTICOLO 1

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l articolo 1.

    CAPODICASA   Chiedo  che  la  votazione  dell articolo  1
   avvenga per appello nominale.
   (Alla  richiesta si associano gli onorevoli De Benedictis,
   Giannopolo, Oddo, Cracolici, Speziale e Forgione)

    PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini  di
   Regolamento,  indìco la votazione per  scrutinio  nominale
   dell articolo 1.
   Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole  preme
 il  pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
 chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti.....68
   Maggioranza...........35
   Favorevoli....... ....55
   Contrari............ ...11
       Astenuti     .  2

                        (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la seduta  è  sospesa  e
 riprenderà alle ore 15,30.

       (La seduta, sospesa alle ore 14.25, è ripresa alle ore
                               16,26)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Do lettura dell articolo 2.

                               Art. 2.
         Obiettivi della politica regionale per la famiglia

        1.   Per  la  realizzazione  delle  finalità  di  cui
     all'articolo  1  ed,  in particolare,  per  agevolare  e
     sostenere  le  scelte rivolte alla formazione  di  nuove
     famiglie,  la  Regione promuove l'adozione di  politiche
     organiche ed intersettoriali volte a:

        a)   rimuovere  gli  ostacoli,  specie  di  carattere
     abitativo,   lavorativo   o   economico,   che   rendono
     difficoltosa  la  costituzione o lo  sviluppo  di  nuove
     famiglie;

        b)  riconoscere l'alto valore sociale della maternità
     e   della   paternità,   tutelando   il   diritto   alla
     procreazione,  valorizzando  e  sostenendo   l'esercizio
     delle responsabilità genitoriali;

        c)  tutelare il benessere di tutti i componenti della
     famiglia  concorrendo  a  rimuovere  le  situazioni  che
     incidono  negativamente sull'equilibrio  psicofisico  di
     ciascun   soggetto,  al  fine  di  favorire   l'armonico
     sviluppo   delle  relazioni  familiari  di   coppia   ed
     intergenerazionali;

        d) sviluppare iniziative di solidarietà alle famiglie
     al  cui  interno  figurino disabili,  finalizzandole  ad
     agevolare  il  loro  mantenimento in  seno  al  medesimo
     nucleo familiare;

        e)  definire  modelli d'intervento che  agevolino  la
     permanenza   degli   anziani  all'interno   del   nucleo
     familiare  riconoscendo  il  rilevante  valore   sociale
     dell'attività   di   cura  ed   assistenza   da   questo
     praticata;

        f)  rendere  compatibili le esigenze derivanti  dagli
     impegni   di   lavoro  dei  coniugi  con  quelle   della
     famiglia,   riconoscendo  a  pieno  titolo   il   lavoro
     domestico  e di cura, in quanto attività essenziale  per
     la  vita  della  famiglia e per il contesto  sociale  di
     riferimento;

        g) attuare il principio di libera scelta da parte del
     cittadino  e  della  famiglia nell'articolazione  e  nel
     funzionamento della rete degli interventi e dei  servizi
     di sostegno alla persona;

        h)   valorizzare,  in  attuazione  del  principio  di
     sussidiarietà,  l'associazionismo  familiare  rivolto  a
     dare  impulso alle reti primarie di solidarietà ed  alla
     cooperazione, per favorire forme di autorganizzazione  e
     di aiuto solidaristico tra le famiglie;

        i)  promuovere  attività  di  tutela,  assistenza   e
     consulenza   a  sostegno  delle  ragazze  madri,   delle
     vittime  di violenza sessuale, nonché dei minori abusati
     o deviati.

        l)  assicurare la realizzazione, da parte degli  enti
     locali,  di  iniziative  finalizzate  al  sostegno   dei
     nuclei   familiari  di  persone  immigrate,  anche   per
     consentire   l'inserimento   dei   minori   nel    ciclo
     scolastico educativo.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      - dagli onorevoli Tumino e Raiti: 2.16 e 2.19;
      - dagli onorevoli Segreto ed altri: 2.21 e 2.20;
      -  dagli onorevoli Fleres  e  Catania  Giuseppe:  2.14,
 2.15,  2.3 e 2.13;
      -  dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 2.6, 2.7,
 2.8, 2.9, 2.10, 2.11 e 2.12;
      - dall'onorevole   Cracolici:  2.23 e 2.22;
      - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 2.1 e 2:2;
      - dall'onorevole Giannopolo: 2.4;
      - dagli onorevoli Moschetto ed altri: 2.5.

   Dichiaro decaduto l emendamento 2.16 per assenza dall Aula
 del firmatario.
   Si passa all emendamento 2.21.

    SEGRETO  Dichiaro di  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro decaduto l emendamento 2.14 per assenza dall Aula
 del firmatario.
   Si passa all emendamento 2.20.

    SEGRETO  Dichiaro di  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
      Gli   emendamenti   2.6, 2.15  e 2.23  sono  dichiarati
 decaduti per assenza dall'Aula del firmatario.
 L'Assemblea ne prende atto
      Si passa all emendamento 2.1.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, questo emendamento è superato
   dall'articolo 1.

    PRESIDENTE   Lo  so  bene,  ma  vorrei  che   l'onorevole
 Forgione  lo  illustrasse.  In  materia  ho  già   una   mia
 opinione:    l'avere    stabilito   all'articolo    1    una
 proclamazione  solenne  sul  significato  che  questa  legge
 attribuisce  alla famiglia, non significa che  sia  preclusa
 la possibilità di aggiungere altre prerogative.

    ACIERNO  Signor Presidente, il nostro Regolamento non  lo
   consente.

    PRESIDENTE   Mi  sa indicare il numero dell'articolo?  Io
 non lo conosco. Ha facoltà di parlare l'onorevole Forgione.

    FORGIONE    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
 ripropongo   la   questione,  al  di  là   dell'approvazione
 dell'articolo  1,  in  quanto noi in  altre  materie,  e  ne
 abbiamo  parlato anche stamattina nella discussione generale
 citando  alcuni esempi,  interveniamo usando la  definizione
 di  coniuge  more uxorio - nel caso della legge antimafia  -
 ma ce ne sono altri.
   Credo  che  l'articolo 1, che pure definisce il quadro  di
 riferimento della famiglia, così come si è definita  con  il
 voto   di   stamattina,  non  precluda  la  possibilità   di
 indirizzare  alcuni interventi anche ad altre figure  al  di
 là di quella definizione.
   Quindi,   in  questo  caso,  ripropongo  la  questione   e
   mantengo in vita l'emendamento.

  PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  2.1  dell'onorevole
 Forgione.
 Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.1.  Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 2.7  dell'onorevole
   Panarello. Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO    assessore  regionale  per  la  famiglia,   le
   politiche sociali e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.7.  Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.8. Il parere della
   Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.8.  Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.9, degli onorevoli
   Panarello e De Benedictis.
    Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.9.  Chi  è
   contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.2 degli  onorevoli
   Forgione e Liotta..
    Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.2.  Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.10 degli onorevoli
   Panarello e De Benedictis. Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.10. Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (E  approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.11 degli onorevoli
   Panarello e De Benedictis.
    Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.11. Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.12 degli onorevoli
   Panarello e De Benedictis. Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.12. Chi  è
   favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 2.4  dell'onorevole
   Giannopolo.
    Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.4.  Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.5 degli  onorevoli
   Moschetto ed altri.

   MOSCHETTO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.3 degli  onorevoli
   Fleres e Catania Giuseppe.
    Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.3.  Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  2.13.  Il  parere
   della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.13. Chi  è
   contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.19 degli onorevoli
   Tumino e Raiti.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  pare
 che  questa  normativa  non dia la  giusta  attenzione  alle
 famiglie   già   costituite,  anche  famiglie   regolarmente
 costituite  con  matrimonio religioso  o  civile.  Pertanto,
 chiedo   venga  approvato  l'emendamento  da   me   proposto
 tendente   ad   attivare  iniziative  di  solidarietà   alle
 famiglie   senza   un  reddito  minimo,  nel   rispetto   di
 sussistenza ove ci sono minori disabili.
    Cioè il concetto fondamentale è quello che va tutelata la
 famiglia attuale non solo quella del futuro.

    PRESIDENTE  L emendamento 2.19 è accantonato.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto in
 risposta  alla  sua lecita domanda qual era  l'articolo  che
 citavo  sul  precedente emendamento, l'articolo  del  nostro
 regolamento  è  il  111, comma 2, che recita:  "Non  possono
 proporsi  sotto  qualsiasi  forma  articoli  aggiuntivi   od
 emendamenti   contrastanti   con  precedenti   deliberazioni
 dell'Assemblea adottate sull'argomento .

    PRESIDENTE  Si passa all emendamento  2.22.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
 sollecitare  il Governo e la Commissione rispetto  a  questo
 emendamento  che  in  realtà si  muove  nella  logica  della
 ovvietà;  e  però  ovvio  non è se consideriamo  l'obiettivo
 della  legge;  la  legge si propone di  costruire  politiche
 attraverso  soprattutto  le forme dell'autorganizzazione  in
 particolare    dell'associazionismo    familiare.     Questo
 emendamento  si  limita  tra gli  obiettivi  della  politica
 regionale   ad  affermare  il  mantenimento  e   l'ulteriore
 sviluppo  di una rete di servizi ad iniziativa pubblica  che
 favoriscano  la  universalità  di  accesso  ai  servizi   di
 sostegno alla persona.
   Ripeto: apparentemente è un principio del tutto ovvio,  ma
 il  senso con il quale stiamo andando ad operare con  questa
 norma,  rischia  di far passare in secondo  piano,  dare  un
 valore  residuale  se  non  addirittura  marginale  a  tutta
 l'attività  e  alla rete dei servizi pubblici esistenti;  un
 esempio  per tutti, la contrapposizione tra il nido famiglia
 e  gli  asili  nidi  pubblici  rischia  di  determinare  una
 condizione  per  cui i comuni, quei pochi comuni  che  hanno
 attivato  la  rete di servizi pubblici come gli asili  nido,
 rischiano  di  vivere  una  sorta di  paradosso,  di  venire
 penalizzati  per avere attivato ciò che la legge  prevedeva.
 Ecco perché mi limito ad affermare con questo principio  che
 è  obiettivo  della  politica  regionale  a  sostegno  della
 famiglia  anche  il mantenimento e lo sviluppo  dei  servizi
 pubblici  che  garantiscano i servizi alla  persona  e  alla
 famiglia.

    LO  GIUDICE, presidente della Commissione. Sono  convinto
 che  il ragionamento dell'onorevole Cracolici è accettabile;
 quindi  credo  che  la  Commissione  a  maggioranza  esprime
 parere favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.22. Chi  è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

      Sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta, sospesa alle ore 16,40, è ripresa alle ore
                               16,43)

     La seduta è ripresa.
      Si     riprende    l esame    dell'emendamento     2.19
 precedentemente accantonato. Lo pongo in votazione.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
 soltanto  chiedere al Governo un chiarimento in merito  alla
 copertura finanziaria.

    PRESIDENTE  Ho precisato che non prevede spesa.

    ACIERNO   Ma  stiamo  attenti,  perché  accettarlo   come
 principio,  se  fosse  un  ordine del  giorno  mi  convince,
 votare  questo  emendamento nella sua  attuale  formulazione
 creerà  problemi  di copertura finanziaria per  cui  siccome
 stiamo facendo una legge, non stiamo giocando, io credo  che
 il     Governo    potrebbe    invitare    il    presentatore
 dell'emendamento a trasformare l'emendamento  in  un  ordine
 del   giorno  e  quindi  diventa  una  norma  di  indirizzo,
 altrimenti  il Governo deve prima dichiarare in Aula che  ha
 la copertura finanziaria per come la norma è formulata.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Io  accetto il contenuto di quanto  il  collega
   Acierno ha espresso, però il Governo può in questo  stesso
   momento può dire che lo accetta come principio inserito in
   legge  e  poi  più in là se trova finanziamenti  può  dare
   anche un finanziamento che viene dopo.
      Ma  oggi nella interpretazione dell'emendamento a firma
 Tumino,  io ritengo che se il Governo dice in questo momento
 che  lo accetta come principio, allora significa che c'è una
 giustificazione assembleare che dice che non c'è bisogno  di
 una  copertura finanziaria, perchè se c'è necessità  opererà
 con  legge aggiuntiva con variazione di bilancio, certamente
 non con i soldi che per questa legge vengono inseriti.
      Avremmo  da  un  lato  superato un certo  ostacolo  che
 giustamente  il collega Acierno ha sollevato  ma  dall'altro
 avremmo  salvaguardato un principio coerente e corretto  che
 l'emendamento    Tumino   e   Raiti   pone    all'attenzione
 dell'Assemblea e del Governo e che io invito il  Governo  ad
 accettare come fatto di principio.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevole  colleghi,  volevo
 soltanto  invitare  il Governo a collegarlo  all'emendamento
 dell'onorevole  Tumino, sostanzialmente l'emendamento  2.15,
 che   era   stato   dichiarato  decaduto  e  relativo   alla
 facilitazione  -  è sempre una dichiarazione  di  intenti  -
 dell'applicazione di forme di lavoro flessibili  o  a  tempo
 parziale  nei  confronti di almeno di uno dei  membri  della
 famiglia che hanno soggetti disabili.
      Io  ho presentato il subemendamento che adesso deposito
 formalmente   perchè  esso  affronta  lo   stesso   tema   e
 sostanzialmente può essere recuperato in questa fase, se  il
 Governo è favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie  locali. Il Governo  è favorevole. Dobbiamo
   trovare il modo per collegarlo.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA     Signor    Presidente,   sul    subemendamento
 dell'onorevole  Fleres, che non fa altro che  riprendere  un
 emendamento  a sua firma che già in Aula non è  stato  messo
 in  discussione per assenza del firmatario, attendo  che  il
 Governo    faccia   un   esame   attento   sulla   richiesta
 dell'emendamento  perchè noi operiamo a  favore  del  lavoro
 dei  privati,  degli  industriali,  degli  artigiani  o  del
 pubblico impiego, con un inserimento di una nota che  non  è
 facile da digerire in quanto impegniamo terzi che non  siamo
 noi.
      Cioè è come dire che per fare il consigliere comunale o
 per  avere  il  permesso  di  fare  le  commissioni  in   un
 consiglio  comunale  è previsto il permesso  retribuito.  E'
 retribuito per lo Stato quando lo Stato fa una legge con  la
 quale si fa carico con i propri dipendenti di avere un  tipo
 di  intervento  del genere. Ma non può essere  collegato  ai
 privati  o  al  lavoro  dei privati per  i  quali  noi  come
 interveniamo  a dire che dimezziamo il loro lavoro  mettendo
 le spese di un privato al quale noi non riconosciamo nulla.
      Allora direi che oltre un subemendamento immediato,  io
 riterrei  che  su questo magari oggi, in questo  istante  lo
 superiamo,  ci  sono altri articoli nei quali possiamo  pure
 guardare  meglio e vedere se possiamo vedere con attenzione,
 ma  in  questo momento riterrei di approvare,  e  chiedo  al
 Governo  e  alla Commissione di andare avanti, l'emendamento
 Raiti  e  rinviare pure una problematica importante  che  il
 collega Fleres ha sollevato, ma dopo averlo sottoposto  agli
 uffici    per   vedere   se   abbiamo   competenza   diretta
 sull'argomento.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione  l'emendamento 2.19.

    ACIERNO   Signor Presidente, avevo sollevato un  problema
 di    copertura    finanziaria.   C'è   stato   l'intervento
 dell'onorevole   Cintola   che  ha   seguito   un   percorso
 legislativo. Vorrei però sentire il Governo.

    PRESIDENTE  Il Governo, aveva già dato una risposta  alla
 sua domanda.
     Al  momento della prima discussione dell'emendamento  il
 Governo aveva pregato l'onorevole Tumino di trasformarlo  in
 ordine del giorno...

    ACIERNO  Ma ora non è più ordine del giorno

    PRESIDENTE  Infatti, questo l'aveva già fatto il Governo,
 perché  nella sospensione che abbiamo ottenuto,  non  so  se
 lei  ha partecipato a quel breve lavoro, si è stabilito,  si
 è   capito,  si  è  ragionato  sulla  inesistenza  di  spesa
 all'interno di questo emendamento e quindi è stato  ritenuto
 proponibile.  Questo è quello che risulta qui in  Aula,  poi
 il Governo può dire quello che vuole.

    SPEZIALE   E  con la copertura data tra l'altro,  quindi,
   l'onorevole Acierno cosa vuole?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
 e  le autonomie locali. Abbiamo acclarato che è una norma di
 intenti  e  non una norma di spesa e, quindi, il Governo  ha
 dato parere favorevole.

    PRESIDENTE    Onorevole  Acierno,  è  soddisfatto   della
   risposta del Governo?
     Pongo in votazione l'emendamento 2.19.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali
   e le autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)
   Pongo in votazione l'articolo 2.

    FLERES  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  tono
 dei  lavori di questo Parlamento sta cominciando a diventare
 estremamente  sgradevole.  Con  questo  articolo  e  con  la
 mancata   trattazione  o  la  superficiale,  approssimativa,
 frettolosa, ingiusta, cattiva bocciatura di tutta una  serie
 di  emendamenti,  abbiamo detto no alle famiglie  che  hanno
 nel  loro  seno  handicappati, soggetti  disabili  e  minori
 svantaggiati.  Abbiamo  detto no ad introdurre  elementi  di
 civiltaggio contenuti nelle altre leggi.
     Io  non  credo  che questo sia quello che il  Parlamento
     vuole.   Non  credo  che  questo  sia  quello   che   la
     maggioranza vuole.
      Non  credo che questo tipo di atteggiamento sia  quello
 che   serve   nel   momento  in  cui  bisogna  riaccreditare
 un'azione politica fortemente delegittimata da una serie  di
 fatti.   Non   oi  risulta  essere  sgradevole   tenere   un
 atteggiamento   che   tenta   di   assicurare   coerenza   e
 legittimità  ad  un organismo istituzionale come  il  nostro
 quando impera l'incoerenza e l'illegittimità. Si rischia  di
 apparire    troppo    in    controtendenza    per     essere
 sufficientemente compresi.
      Dico soltanto che mi astengo anche sull'articolo 2 e mi
 auguro,  onorevoli colleghi, che domani l'opinione  pubblica
 sia  clemente nei confronti di questo Parlamento, perché  se
 dovesse  valutare  esattamente per le cose  che  sono  state
 fatte,  non  tanto  sull'articolo  1  sul  quale  ci   siamo
 confrontati su questioni di principio, quanto proprio  sull
 articolo 2.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 vorrei  subito  chiarire una cosa: tutti questi  emendamenti
 sono  assolutamente condivisibili, ma non possiamo fare  una
 legge  specificando  tutta  una  serie  di  scelte  che  pur
 condividiamo. Noi stiamo facendo una legge di sistema.  Sarà
 poi  l'assessore regionale per la famiglia, ad  individuare,
 nell'ambito  di  una  più complessiva programmazione,  tutta
 una  serie  di  interventi  che noi  condividiamo,  compresi
 questi   di   cui  parlava  l'onorevole  Fleres   ed   anche
 l'onorevole  Cracolici. Quindi, non è  che  siamo  contrari,
 ma,  individuiamo  la legge e lo schema  di  sistema,  nella
 programmazione  che l'Assessore regionale  per  la  famiglia
 farà,   inserita  anche  in  un  contesto   più   ampio   di
 programmazione  -  abbiamo altre normative  che  stiamo  già
 portando  avanti,  a  partire del recepimento  della  328  e
 tutta  una  serie  di  agevolazioni -  in  quel  sistema  di
 programmazione, che certamente noi condividiamo e  riteniamo
 opportune.
   .
      GIANNOPOLO  Dobbiamo recepire la 328?

       PRESIDENTE    Lo   abbiamo   già   fatto   con    atto
 amministrativo, onorevole Giannopolo, lei è indietro;  si  è
 distratto  in  questi  mesi. Ho detto  che  nella  328  sono
 previsti  tutta  una  serie  di interventi;  la  328  è  già
 operante. L'abbiamo fatta con delibera di Giunta e con  atto
 amministrativo.  All interno di questo contesto,  di  queste
 scelte,  noi  riteniamo,  così  come  ha  detto  l'onorevole
 Fleres  ed  altri,  che  sono  prioritarie.  Ma  non   serve
 metterle  nella legge; individuiamo uno schema  di  sistema,
 tutto il resto lo faremo con atti di programmazione.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo  2  nel  testo
   risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
   si alzi.

       (E  approvato, con l astensione dell onorevole Fleres)

   Si  passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario  a
   darne lettura.

   BURGARETTA APARO:
                             Art. 3.
                 Interventi e garanzie creditizie

        1.  Al  fine  di  superare  gli  ostacoli  di  natura
     economica  alla  formazione  di  nuove  famiglie  o  per
     intervenire   a   sostegno  di   nuclei   familiari   in
     condizione  di  temporaneo  e  particolare  disagio,  la
     Regione  interviene  con contributi  per  l'abbattimento
     parziale   o   totale   degli  interessi   su   prestiti
     quinquennali di importo non superiore a 25.000 euro,  da
     erogare    secondo   limiti   e   fasce    di    reddito
     predeterminati.

        2.  Destinatari  dell'intervento di cui  al  comma  1
        sono:

        a)  coppie in cui ciascun componente abbia un'età non
     superiore  ai trentacinque anni, che intendano contrarre
     matrimonio  entro un anno o che lo abbiano contratto  da
     non più di un anno dalla richiesta;

        b) famiglie con a carico e convivente uno o più dei
     seguenti soggetti:

        1)       anziano      ultrasessantacinquenne      non
        autosufficiente;

        2)  malato  psichico  o persona  portatore  di  grave
        handicap
     fisico o psichico;

        c)  famiglie monoparentali con a carico e  convivente
        uno o
     più dei seguenti soggetti:

        1) figlio minore di età;

        2)       anziano      ultrasessantacinquenne      non
        autosufficiente;

        3)  malato  psichico  o persona  portatore  di  grave
        handicap
     fisico o psichico.

        3.  Qualora  i destinatari dell'intervento creditizio
     non  siano  in  condizione di offrire le garanzie  reali
     richieste dall'istituto di credito erogante, la  Regione
     può     concedere,su    richiesta    di    quest'ultimo,
     fideiussione gratuita a garanzia di un importo  comunque
     non superiore al limite indicato al comma 1.

        4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si estendono
     anche  alle  famiglie  che,  successivamente  alla  loro
     costituzione,  decidono di accogliere e accudire  uno  o
     più  anziani,  parenti  in  linea  diretta  di  primo  e
     secondo  grado,  al fine di garantire  loro  uno  spazio
     minimo vitale.

        5.  Per  le  finalità di cui ai commi 1, 2,  3  e  4,
     l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali  e
     delle   autonomie  locali  è  autorizzato  a   stipulare
     apposite   convenzioni   con  istituti   bancari,   enti
     finanziari, assicurativi o previdenziali.

        6. Con decreto del Presidente della Regione, adottato
     su   proposta   dell'Assessore  per  la   famiglia,   le
     politiche  sociali e le autonomie locali, entro  novanta
     giorni  dall'entrata  in vigore  della  presente  legge,
     sono  fissati  limiti  e  fasce  di  reddito  nonché  le
     modalità  attuative dell'intervento di cui  al  presente
     articolo .

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CRACOLICI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
 rispetto  all'articolo  3, e qui  iniziamo  ad  entrare  nel
 merito  dei  primi interventi concreti di questa legge,  che
 si  riferisce alla creazione e formazione di nuove famiglie,
 per  la  verità, è una norma che in realtà è  già  contenuta
 nelle  norme dello Stato; che oltrettutto è stata finanziata
 attraverso  norme statali, e in Sicilia si  tratta  di  dare
 una mera attuazione, una mera esecuzione.
     Quello che sto dicendo è supportato dal fatto che questo
 articolo  3  di  questa  legge viene  finanziato  con  fondi
 trasferiti dallo Stato alla Regione. Però, voglio  ricordare
 al  Presidente  della Regione che abbiamo  esaminato  questo
 articolo   in   Commissione,  e  avevamo  colto   tutti   la
 difficoltà  di gestione di organizzazione operativa  di  una
 attività  di  sostegno al credito per  le  cosiddette  nuove
 coppie  o  per  le coppie che abbiamo alcuni  requisiti,  di
 soggetti  che  facciano  parte di  una  serie  di  categorie
 previste   dalla  norma.  In  particolare,  si   era   fatto
 riferimento  ad  un sistema che introducesse  una  sorta  di
 meccanismo tipo consorzio fidi. Il Presidente della  Regione
 aveva  colto  il senso della obiezione attuativa  di  questa
 norma  e  aveva annunciato che in sede di esame  assembleare
 il   Governo   avrebbe  fatto  una  proposta   di   migliore
 definizione,  di  migliore attuabilità di questa  norma.  In
 particolare,  voglio  ricordare il  terzo  comma  di  questo
 articolo che, sostanzialmente, stabilisce che la Regione  si
 sostituisce  al nucleo familiare per dare le garanzie  reali
 ai  fini  dell'ottenimento  di un  credito  da  parte  degli
 istituti autorizzati.
      Credo  che  tutti  noi abbiamo chiaro che  cosa  questo
 possa  significare,  quale livello di  contenziosi  potrebbe
 determinarsi nel rapporto tra la Regione e gli  istituti  di
 credito;  credo  che, invece, se si utilizzasse  un  sistema
 similare  al  meccanismo consorzio-fido, ovvero  la  Regione
 finanzi  uno  strumento  che  si autoalimenta,  forse  potrà
 funzionare; difficilmente questo meccanismo potrà avere  una
 reale attuazione.
       Ecco perché mi permetto di sollecitare il Governo o ad
 una  proposizione negli stessi intendimenti che erano  stati
 manifestati   in   Commissione,  o  di  accantonare   questo
 articolo  per  un  approfondimento vero  in  linea  tecnico-
 attuativa  rispetto ad una norma che, altrimenti, così  come
 è scritta, sarebbe difficilmente attuabile.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
 intervengo solo per chiedere al Presidente della Regione  di
 valutare  alcuni emendamenti che, peraltro,  non  provengono
 tutti dalle opposizioni.
     Ho  visto  che stiamo entrando nella parte più specifica
 degli  interventi  e  poiché già  con  questo  articolo,  si
 definisce   il  quadro  degli  interventi  a  favore   delle
 famiglie  o  delle  coppie che intendono diventare  famiglie
 con  o  senza il matrimonio   noi, con i nostri emendamenti,
 così  le  guardiamo - in particolari condizioni di  disagio.
 Ritengo già utile   definire un quadro di riferimento  degli
 interventi.
     Ad  esempio,  credo  che  sia anche  nell'interesse  del
 Governo  definire  un  limite  di  reddito  entro  il  quale
 finalizzare l'intervento per evitare che, poi,  ci  sia  una
 discrezionalità o una genericità della norma,  una  mancanza
 di  carattere  specifico; così come occorre -.  affronteremo
 la questione quando arriveranno alcuni nostri emendamenti  -
 definire  anche  il  periodo  entro  il  quale  si   intende
 diventare  famiglia  o  si intende contrarre  matrimonio  in
 modo più certo e tra gli istituti finanziari di credito  noi
 proponiamo  che  vengano  inseriti  anche  gli  istituti  di
 credito  etici  e, anche per il carattere di  questa  norma,
 credo  che  sarebbe  cosa buona inserire  tra  gli  istituti
 anche le banche etiche.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
 sollecitare  la  Presidenza a verificare  negli  emendamenti
 all'articolo  3, se risultino - come ho visto  in  alcuni  -
 dizioni come "coppie di fatto", essendo già stata fatta  una
 votazione   ai   sensi   dell'articolo   111   del    nostro
 Regolamento;   infatti,  o  si  chiede  al   proponente   di
 modificare   il   testo  dell'emendamento  o   si   dichiara
 inammissibile.
      Inoltre,  invito il Presidente della Regione  -  se  lo
 dovesse  convincere la mia tesi - a modificare la lettera  A
 del  secondo  comma, perché nel momento  in  cui  prevediamo
 coppie  che  abbiano intenzione di contrarre matrimonio,  se
 abbiamo  sancito all'articolo 1 il principio della famiglia,
 una  coppia  che  avesse intenzione di contrarre  matrimonio
 diventerebbe  una coppia di fatto perché non esiste  nessuna
 carta che obblighi in anticipo una coppia a trasformarsi  in
 famiglia.  Allora  noi  rischieremmo  con  l'articolo  3  di
 finanziare una coppia

    SAVARINO  Esistono le pubblicazioni

    ACIERNO   Noi  rischieremmo  intanto  di  finanziare  una
 coppia  che famiglia non è. Inoltre, signor Presidente,  noi
 prevediamo   la   possibilità   che   la   Regione   diventi
 fideiussore, fermo restando che nessuna legge può  garantire
 al  terzo  che  la  Regione  sarà in  condizioni  di  essere
 fideiussore, perché poi è sempre un sistema finanziario  che
 deve  accettare la garanzia proposta. Allora,  noi  potremmo
 rischiare di scrivere una norma che poi potrebbe in  qualche
 caso non essere applicata, creando un contenzioso.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   Presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 onorevoli colleghi, l intervento dell'onorevole Acierno,  ma
 anche  altri  interventi precedenti, pongono  all'attenzione
 del  Governo alcune riflessioni che il Governo, credo, abbia
 il   dovere  di  recepire.  La  riflessione  sul   comma   3
 dell'articolo  3  credo che sia giusta;  l'avevamo  lasciata
 perché  pensavamo di poterla riscrivere, così per com'è.  Il
 Governo  preannuncia un emendamento soppressivo del comma  3
 dell articolo 3.
   Per quanto riguarda, invece, il comma 2, le preoccupazioni
 avanzate  dall'onorevole Acierno le avevamo già discusse  ma
 sono  superabili,  nel senso che se non dovessero  contrarre
 matrimonio  perderebbero il beneficio; siccome il  beneficio
 di   cui   stiamo  parlando  è  l'accensione  di  un  mutuo,
 quest ultimo  rimarrebbe, ma la Regione non  pagherebbe  più
 la  parte,  quindi se il matrimonio non dovesse aver  luogo,
 in ogni caso, la Regione verrebbe svincolata dall'impegno.
      Quindi,  ritengo di dover accettare un emendamento  che
 cassi  il  comma 3 o, comunque, il Governo si fa  carico  di
 presentarlo.

    ACIERNO  Eliminando il comma 3.

    PRESIDENTE    Esiste   già  ed   è   l emendamento   3.17
   dell onorevole  Cracolici.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che
 il  Governo  si  sia  reso conto che l'articolo  3  contiene
 anche  gravi incongruenze anche rispetto alla stessa  logica
 di  chi lo propone, dello stesso Governo; alcune sono  state
 evidenziate  dallo stesso onorevole Acierno  ed  io  non  le
 condivido,   naturalmente,  ma   comunque   si   tratta   di
 incongruenze, ed è stato un bene averle fatte rilevare.
      Credo   che  se  il  Governo  facesse  una  riflessione
 complessiva  sull articolo  3,  altri  elementi   potrebbero
 essere posti all'attenzione del Governo; ad esempio,  io  lo
 faccio  in  fase  di illustrazione degli emendamenti  perché
 non avrò più occasione di verificarlo.
      Gli  emendamenti  di  cui sono firmatario,  in  qualche
 modo,  puntano  ad evidenziare queste incongruenze  interne:
 per  esempio  non  si  comprende la logica  di  allargare  i
 benefici alle coppie in cui ciascuno abbia meno di 35 anni.
      Non  credo  che sia questa la logica. Se la logica  del
 Governo  -  che  io  non  sposo e che  ovviamente  mi  trova
 all'opposizione  -  è quella di aiutare la formazione  delle
 famiglie,  anche quelle famiglie che essendo state  famiglie
 di  fatto,  coppie di fatto, decidessero poi - non  in  base
 ovviamente  a  questa  legge,  ma  autonomamente,  per  loro
 libera  scelta  -  di  addivenire  ad  un  matrimonio  e  lo
 facessero  dopo  i 35 anni, mi chiedo per  quale  motivo  la
 legge dovrebbe prevedere un'esclusione di queste coppie  dai
 benefici  previsti.  Quindi, io sul requisito  dei  35  anni
 invito il governo a una maggiore riflessione.
      L'altro  elemento  di riflessione al  quale  invito  il
 Governo, riguarda il punto C del comma 2. Mentre sia per  le
 coppie,  sia  per  le  famiglie da  formare  o  formate,  si
 stabilisce un tempo entro cui si deve formare la famiglia  o
 entro  il  quale  è già stata formata, non è indicato  nella
 legge  alcun  tempo  circa i conviventi,  cioè  le  famiglie
 monoparentali  che  abbiano  a carico  un  convivente  delle
 tipologie appresso indicate al punto C.
        Perché  dico  questo? Perché è più che ovvio  che  la
 famiglia  monoparentale che volesse accedere ai benefici  di
 questa  legge,  dovrebbe  essere nelle  medesime  condizioni
 delle  famiglie  biparentali  o multiparentali  che  debbono
 ubbidire  alla  regola di un anno per  la  formazione  della
 famiglia o dalla quale è stata formata la famiglia.
      Se  il  convivente  è convivente dal giorno  precedente
 alla  richiesta di mutuo, di accesso ai benefici, credo  che
 si   configuri  qui  una  particolare  discordanza  fra   il
 comportamento  nei  confronti  della  famiglia   a   cui   è
 richiesto  un  anno  e il comportamento  nei  confronti  del
 convivente a cui può essere richiesta soltanto un'ora.
     Un   convivente  di  un'ora  è  utile  per  accedere  al
     beneficio,  per  un  matrimonio  ci  vuole  un  anno  di
     matrimonio.    Credo  che  questo   sia   un   ulteriore
     elemento.
      Signor Presidente, ripeto, per concludere, quanto detto
 dall'onorevole Forgiane: ogni beneficio erogato dallo  Stato
 è commensurato sempre al reddito della famiglia.
     La  logica di commensurare i benefici al reddito  è  una
     logica   universale   alla  quale   questa   legge   non
     obbedisce.
      Nei  nostri  emendamenti è stato fissato  un  tetto  ed
 altri  se ne possono proporre; può darsi che quel tetto  non
 vada  bene, ma invito il Governo a riflettere sul fatto che,
 comunque,  un  tetto reddituale per accedere ai  benefici  è
 necessario.

    PRESIDENTE   Si passa all emendamento 3.6  dell'onorevole
 Fleres.  Lo dichiaro improponibile per mancanza di copertura
 finanziaria;  altrettanto  per l emendamento  3.16  a  firma
 dell'onorevole Papania e il 3.12 dell'onorevole Tumino.

     Si  passa all emendamento 3.13 degli onorevoli Tumino  e
     Raiti.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    TUMINO   Signor Presidente vorrei con questo  emendamento
 rendere più leggibile il comma 2 dello stesso articolo.  Non
 voglio  modificare la sostanza, tranne che  nella  parte  in
 cui   propongo  di  togliere  ciò  che  riguarda  l età  non
 superiore  ai 35 anni e la frase  non più di un  anno  dalla
 richiesta .
      Mi   sembra  che  in  questo  modo  il  comma  sia  più
 funzionale.  Se  il Governo rileggerà la  proposta  del  mio
 emendamento penso che potrà apprezzarlo.

    FLERES  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente,  volevo  fare  soltanto  una
 precisazione. Il primo emendamento, che porta la mia  firma,
 non   prevede   nuova  spesa  essendo  un   emendamento   di
 riscrittura  intera  dell'articolo  e  fa  riferimento  alla
 copertura   finanziaria  del  medesimo   articolo.   Dunque,
 l'Aula  può  bocciarlo ma non perché non  ci  sia  copertura
 finanziaria.

    PRESIDENTE    E  se  c'è  un  parere  della   Commissione
   negativo?

    FLERES    No,   la  Commissione  probabilmente   non   ha
   approfondito bene

    PRESIDENTE  Questo lo chieda alla Commissione.

    FLERES  No, signor Presidente, lo rimetto agli atti,  non
 insisto  su queste cose, peraltro mi rendo conto  che  siamo
 molto  lontani  da certi parametri. Voglio  dire  che  è  un
 emendamento di riscrittura  dell articolo stesso.
   Non   inserisce  nuova  spesa  rispetto  alla  riscrittura
 dell'articolo  stesso,  non inserisce  nuovi  interventi  di
 spesa   rispetto   all'articolo  stesso,   dunque,   non   è
 improponibile.  A a mio avviso, può essere bocciato  ma  per
 motivi  diversi non certo perché introduce nuova  spesa.  E'
 una  riscrittura  che  incide nella medesima  dotazione  che
 l'articolo già ha, di cui già dispone.

    PRESIDENTE  Onorevole Fleres,  ho i pareri negativi della
 II  Commissione.  Do  lettura della nota  inviata  dalla  II
 Commissione:   'Con  riferimento  alla  nota  indicata,   si
 comunica che questa Commissione, nella seduta n. 124  del  9
 luglio  2003,  ha preso in esame ai sensi dell'articolo  113
 del  Regolamento interno gli emendamenti trasmessi dall'Aula
 sul  disegno di legge in oggetto richiamato ed ha deliberato
 di  esprimere parere negativo su quelli che comportano oneri
 aggiuntivi'. Ed esattamente l'emendamento 3.16, 3.6 e 3.12.
     Pongo   in   votazione  l emendamento   3.13   a   firma
     dell'onorevole Tumino.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE ,  presidente della  Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
 resti seduto.

                       (Non è approvato)

   Si   passa  all emendamento  3.1  a  firma  dell'onorevole
   Forgione.

    FORGIONE  L'ho esposto prima.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Il parere della  Commissione?

    LO GIUDICE , Presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole si alzi; chi  è  contrario
 resti seduto.

                       (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.17  a  firma  dell'onorevole
 Morinello.   Per   assenza  dall Aula  del  firmatario,   lo
 dichiaro decaduto.

   Si passa all'emendamento 3.9 dell'onorevole Fleres.
    Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , Presidente della  Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE .  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
 contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.10  a  firma  dell'onorevole
 Beninati.  Per  assenza dall Aula del  firmatario,  dichiaro
 decaduto.
     Si  passa  all emendamento 3.2 a firma  degli  onorevoli
 Forgione e Liotta.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, questa è un'altra gradazione
 dell'altro emendamento e prevede anche la coppia  che  vuole
 andare  al matrimonio ma fissa un tetto di reddito familiare
 in 40 mila euro.  Credo che questo possa essere accolto.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO  presidente della Regione. Il comma 6 del disegno
 di   legge  prevede  che,  su  proposta  dell'Assessore,  il
 Presidente  della  Regione firmerà poi quelle  che  sono  le
 fasce  e tutto il resto è quindi inutile fissare rigidamente
 una  fascia.  Lo  farà il Governo valutando poi,  utilmente,
 quali sono le condizioni migliori.

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione, penso, tra l'altro,  che
 il  suo emendamento sia  superato perché, con l'approvazione
 dell'emendamento  3.9 a firma dell'onorevole  Fleres,  l'età
 non  superiore  ai trentacinque anni è già stata  approvata,
 mentre  il  reddito complessivo annuo non  superiore  ai  40
 mila euro è già stato bocciato.
     Si  passa  all'emendamento 2.18 a  firma  dell'onorevole
     Morinello.  Per  assenza dall Aula  del  firmatario,  lo
     dichiaro decaduto.
     Si  passa  all'emendamento 3.8 dell'onorevole  Panarello
     ed altri.
 Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
   contrario si alzi.

                       (Non è approvato)

   Si passa all emendamento 3.13 dell onorevole Tumino.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor  Presidente,  siccome  è  stato   accolto
 l'emendamento   dell onorevole  Fleres,   mi   permetto   di
 insistere  nel proporre di modificare il comma 2 in  maniera
 da  non  distinguere  le famiglie di cui  al  tipo  B  e  le
 famiglie  di  cui  al  tipo  C. Cioè,  questi  due  tipi  di
 famiglie  sono  analoghe  per cui  quando  io  propongo,  in
 questo  emendamento, la soppressione delle lettere  B  e  C,
 era  legato  al  comma che avevo presentato e  che  è  stato
 respinto.
     Rimane  il  fatto  che  mi sembra  opportuno  che  venga
 unificato  il  tutto  e  quindi chiedo  una  riscrittura  di
 questo articolo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, solo per un chiarimento.  Lei
 ha  messo  ai  voti l'emendamento 3.8 a firma Panarello,  De
 Benedictis.  In  questo  emendamento  si  fa  riferimento  a
 convivenza  stabile.  Io  avevo invitato  la  Presidenza  ad
 evitare  di  mettere  in votazione tutti quegli  emendamenti
 che non possono più essere votati ...

    PRESIDENTE   Questo  è un rilievo giustissimo,  onorevole
 Acierno,  qualora fosse stato approvato. Ma l'emendamento  è
 stato  bocciato,  quindi è un problema puramente  platonico.
 La ringrazio.

    ACIERNO   Signor Presidente, mi scusi, ma avevo  invitato
 la  Presidenza  a  non  mettere in  votazione  e  dichiarare
 inammissibili  tutti gli emendamenti che  ripropongono  temi
 già  bocciati da questa Assemblea perché si potrebbe correre
 il  rischio  che  noi, per un mero errore, approvassimo  una
 norma che va in contrasto con i princìpi dell'articolo 1  di
 questa legge.

    PRESIDENTE  Non è il nostro caso, per fortuna. Mi atterrò
   la prossima volta.
   Pongo  in  votazione l emendamento 3.13. Chi è  favorevole
   resti seduto; chi è contrario si alzi.

                       (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 3.3 degli onorevoli Forgione  e
   Liotta.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA   Signor Presidente, mi permetto di  far  rilevare
 che  l'emendamento in esame, il 3.3, è affatto  diverso  dal
 3.13  che prevedeva la soppressione delle lettere B e C.  In
 questo caso non si prevede la soppressione ma si propone  la
 condizione  della  "convivenza" sia nella famiglia  o  nella
 famiglia monoparentale di almeno un anno.

    CUFFARO   Presidente della Regione. Convivenza   Parliamo
   ancora di "convivenza"?.

    LIOTTA  Presidente, sta confondendo

    FORGIONE  E' scritto nella sua legge

    LIOTTA    Cerco  di  spiegarmi  meglio.   I   destinatari
 dell'intervento di cui al comma 1 sono - guardiamo il  punto
 B  -  "famiglie  con a carico e convivente  uno  o  più  dei
 seguenti  soggetti"; i soggetti conviventi  -  handicappati,
 anziani  e  quant'altri - che lo siano almeno  da  un  anno.
 Questa è la condizione che stiamo suggerendo.

    FLERES   Mettiamo "coabitanti", "conviventi" non  si  può
   dire.

    LIOTTA   "Conviventi" lo ha messo il  Governo,  non  l'ho
   messo io.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l emendamento  3.3.  Il
   parere della Commissione?

    LO  GIUDICE,  presidente  della  Commissione.  Chiedo  di
   parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO   GIUDICE,   presidente  della   Commissione.   Signor
 Presidente,  a questo punto c'è da aggiungere  qualcosa.  E'
 giusto  che  ci sia almeno la convivenza di  un  anno  ma  è
 giusto   che   si   stabilisca  la  continuità   di   questa
 convivenza, altrimenti gli anziani e gli ammalati  diventano
 merce  pregiata. Si spostano da famiglia a famiglia e fanno
 quindi  stabiliamo  che  ci possa  essere  questo.  Pertanto
 siamo   d'accordo  con  l'emendamento  affinché   il   mutuo
 continui.

    PRESIDENTE  Il Parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Favorevole.

     Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 3.14.
     Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    Lo GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 3.4.
     Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    Lo GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.17.
     Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    Lo GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.5.
     Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    Lo GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    CUFFARO  presidente della Regione. Condivido la filosofia
 dell'emendamento  però siamo convinti che tra  gli  istituti
 di  credito  sono, anche, compresi quelli etici.  Credo  che
 sia ultroneo aggiungere ciò.

    PRESIDENTE  Non c'è dubbio che non possono essere esclusi
   gli istituti etici da quelli ordinari.
    Pongo in votazione l'emendamento 3.5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non è approvato)

 L emendamento  3.12,  degli  onorevoli  Tumino  e  Raiti,  è
 improponibile per mancanza di copertura finanziaria.

     Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo
 parere  favorevole sull articolo 3. Tuttavia, faccio  notare
 al  Presidente  della  Regione che, nella  fretta,   abbiamo
 approvato  l'emendamento  a  firma  Segreto  ed  altri   che
 definisce alla lettera b)  persona non autosufficiente .  Ma
 abbiamo anche approvato l'emendamento a firma di Forgione  e
 Liotta che diventa enormemente penalizzante.
 Infatti,  se  l'intento era quello di dare un sostegno  alle
 famiglie  che  nel  proprio seno hanno  portatori  di  gravi
 handicap,   al  punto  tale  da  definirli  in  legge   "non
 autosufficienti",  stiamo dicendo a queste famiglie che  per
 un  anno  è  come  se  questo problema  non  l'avessero.  La
 gravità  è  rappresentata dal fatto che, quando si raggiunge
 il  grado di non autosufficienza, quella persona non  riesce
 neanche  a  viverci un anno con quanto prevede l emendametno
 a firma Forgione.

    SAVARINO  Non è così.

    ACIERNO   Sì è così. Spero che si sia colto il senso  del
 mio  intervento: non si può legare ad un anno  una  malattia
 che rende non autosufficiente una persona.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  L'emendamento  che
 abbiamo  approvato,  a  firma  degli  onorevoli  Forgione  e
 Liotta,  recita testualmente che:  il contributo di  cui  al
 comma   1  è  dovuto  anche  per  la  ristrutturazione   e/o
 l'adeguamento  della  prima  abitazione  all'esigenza  della
 persona portatrice di handicap".

    LIOTTA  E' un altro emendamento.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, l emendamento recita  che  le
 persone  non autosufficienti devono essere conviventi,  cioè
 inserite  nello stato di famiglia di quel nucleo  da  almeno
 un anno.  Questo è devastante.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo  3  nel  testo
   risultante.
     Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Si   passa   all emendamento  aggiuntivo  3.7,   a   firma
 dell'onorevole Moschetto ed altri.
   Poiché   non   ha  copertura  finanziaria,   lo   dichiaro
 improponibile.
   Si  passa  all emendamento 3.11, a firma  degli  onorevoli
 Barbagallo e Raiti.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole si alzi, chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

      Gli   emendamenti   3.15   e   3.18   sono   dichiarati
 improponibili per mancanza di copertura finanziaria.
     Si passa all articolo 4. Ne do lettura:

                            Art. 4.
                      Interventi abitativi

        1.  I  programmi  di  edilizia residenziale  pubblica
     convenzionata  o  sovvenzionata,  realizzati  ai   sensi
     della   normativa  vigente  in  materia  nella   Regione
     prevedono  una  riserva, pari  al  20  per  cento  degli
     alloggi  da  realizzare per l'assegnazione in  proprietà
     indivisa,  nel  rispetto del DPR 30  dicembre  1972,  n.
     1035  e  successive modifiche ed integrazioni, a  favore
     delle  coppie che intendano contrarre matrimonio  o  che
     lo abbiano contratto nei tre anni precedenti.

        2. Il 20 per cento delle quote di riserva individuate
     ai   sensi   del   comma  1  è  destinato   a   famiglie
     monoparentali   che   inoltrano   istanza   durante   la
     gravidanza  o  entro il primo anno di  vita  del  figlio
     convivente;  l'assegnazione definitiva ha effetto  dalla
     data del parto o riconoscimento del figlio.

        3. Con decreto del Presidente della Regione, adottato
     su   proposta   dell'Assessore  per  la   famiglia,   le
     politiche  sociali  e le autonomie locali,  di  concerto
     con  l'Assessore  per i lavori pubblici,  entro  novanta
     giorni  dall'entrata  in vigore  della  presente  legge,
     sono  determinate  le  modalità  di  compilazione  delle
     liste  di  cui  al comma 2 determinate  sulla  base  dei
     seguenti parametri:

        a)   livello   di  reddito  complessivo  del   nucleo
        familiare;

        b) carico familiare;

        c) costituzione o mantenimento della residenza presso
        comuni ubicati nelle isole minori.

        4.  A  valere sui fondi di cui all'articolo 46, comma
     2,  della  legge  27 dicembre 2002, n. 289,  l'Assessore
     regionale  per la famiglia, le politiche  sociali  e  le
     autonomie  locali è, altresì, autorizzato ad intervenire
     in  favore  delle  famiglie di  nuova  costituzione  per
     l'abbattimento totale degli interessi sui  prestiti  per
     l'acquisto    della   prima   casa    mediante    limite
     quindicennale  di impegno di 2.000 migliaia  di  euro  a
     decorrere  dall'esercizio finanziario 2003. Con  decreto
     del  medesimo  Assessore si determinano i criteri  ed  i
     parametri    per    l'individuazione    dei     soggetti
     beneficiari. Nei parametri si tiene, comunque, conto  di
     quanto  previsto dalle lettere a) e b) del comma  3  del
     presente articolo, nonché dell'età dei componenti  della
     famiglia di nuova costituzione.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
 per  un fatto tecnico. A me sembra che il comma 1, così come
 è  formulato,  non  raggiunge l'obiettivo meritorio  che  si
 prefigge.  Dare  la  possibilità alla coppie  che  intendono
 contrarre    matrimonio   di   partecipare   ai    programmi
 dell'assessorato     lavori    pubblici    per    l'edilizia
 residenziale pubblica, convenzionata o sovvenzionata,  senza
 indicare  il  limite temporale entro cui il matrimonio  deve
 essere   celebrato,  di  fatto  azzera  la  possibilità   di
 raggiungere  l'obiettivo  che  la  legge  vuole   garantire:
 quello della casa alle coppie che si devono costituire.
   Io  vorrei che il Presidente della Regione riflettesse  su
 questo  punto.  O noi diciamo che si tratta  di  coppie  che
 hanno contratto matrimonio nel triennio precedente o che  lo
 contrarranno;  o  dobbiamo  dire  che  intendono   contrarre
 matrimonio   purchè  lo  stesso  sia  celebrato   entro   la
 realizzazione del programma stesso. Diversamente,  diamo  la
 possibilità a tutti di aggredire la quota del 20  per  cento
 con  una  semplice intenzione di contrarre matrimonio,  così
 negheremmo   lo   spirito  che  determina  la   formulazione
 dell'articolo 4.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA  Signor Presidente, a conferma di quanto sostenuto
 dall'onorevole  Turano  faccio  notare  che  i   primi   due
 emendamenti  a firma Lotta e Forgione, 4.1 e 4.2,  insistono
 su  questo  argomento  e  pertanto invito  il  Presidente  a
 prestarvi attenzione.
      E'  ovvio  che l emendamento 4.1 ripete la  logica  del
 voler  costituire famiglia e non contrarre matrimonio perchè
 era  formulato nella ipotesi, poi rivelatasi infondata,  che
 passasse un altro principio all'articolo 1.
      Essendo  passato,  invece, il principio  del  contrarre
 matrimonio,   io   faccio   appello   al   Governo    perchè
 l emendamento   4.2  risolve interamente il  problema  posto
 dall'onorevole Turano.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  un
 chiarimento dal Governo, se possibile. Alla fine  del  comma
 1  si  parla  a favore delle coppie che intendano  contrarre
 matrimonio.  Siccome  su suggerimento del  collega  Acierno,
 abbiamo bocciato l'emendamento 3.1 perché si ipotizzava  che
 queste  coppie fossero le coppie di fatto e non i fidanzati,
 qui  si  verifica un caso di zeugma, cioè la  stessa  parola
 significa  due  cose diverse: all emendamento  3.1  sono  le
 coppie  di fatto che diventano poi ... qui sono i fidanzati.
 Come  dobbiamo  intenderla lungo  il  percorso  della  legge
 quando    incontriamo   coppie   che   intendano   contrarre
 matrimonio?  Fidanzati  o  coppie  di  fatto  che   vogliono
 regolarizzarsi, o altro? Prima domanda.
      Poi,   signor  Presidente,  le  vorrei  suggerire,   di
 prestare  attenzione perché la realtà delle  case  popolari,
 chiamiamole così, è attraversata da situazioni endemiche  di
 contrasto   fra  coloro  ai  quali  vengono  assegnati   gli
 appartamenti,   magari   temporaneamente,   e   i   titolari
 definitivi.
      Qui   stiamo  creando  una  possibilità  di   ulteriori
 contrasti    perché  l   ipotesi,  il  20   per   cento   di
 attingimento  alla  legge e poi la constatazione  del  fatto
 reale,  porterà  sicuramente  a  grandissime  difficoltà   e
 questo  andrà  tutto  e sempre a svantaggio  dei  disagiati,
 state attenti.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
 considero   questo  un  articolo  che,  in  realtà,   si   è
 qualificato   grazie   ad   un  emendamento   approvato   in
 Commissione, altrimenti era soltanto un articolo che  potrei
 definire   'acqua  fresca':  l'emendamento  che  prevede  la
 possibilità  per  le  giovani  coppie  dell'abbattimento  da
 parte  della  Regione della quota interessi  per  l'acquisto
 della prima casa.
      Mi   sembra  un  fatto  significativo  e  un  modo   di
 sostenere,   non  solo  la  creazione  della  famiglia,   ma
 l'autonomia  della  famiglia attraverso  la  possibilità  di
 dimorare in un'abitazione.
      Detto   questo,   vorrei  che  il  Presidente   facesse
 particolare  attenzione ad una cosa un po'  bizzarra  che  è
 scritta  al secondo comma di quest'articolo, dove si prevede
 che  oltre al 20 per cento di quota di riserva prevista  dal
 primo  comma,  cioè un quinto di quella riserva, è destinata
 a  famiglie monoparentali che inoltrano l'istanza durante la
 gravidanza,  o  entro  il  primo anno  di  vita  del  figlio
 convivente. Signor Presidente cosa vuol dire?
          Se   acquisiamo   il   principio   della   famiglia
 monoparentale,  si  tratta  di  una  famiglia  che   ha   un
 requisito  per poter partecipare ad un bando; che  significa
 un  anno di vita del figlio convivente? Dopo un anno, non  è
 più  monoparentale. Cioè obblighiamo a diventare una coppia,
 per  forza   biparentale , cioè deve avere  i  genitori  per
 legge, si devono definire i genitori per legge.
      Mi sembra una incongruenza, una bizzarria, ma in realtà
 è  frutto  anche di un modo di copiare, come ho  già  detto,
 alcuni  articoli  scritti, senza probabilmente  evidenziarne
 gli effetti.
      Infine, approfitterei di questa norma  per risolvere un
 problema,  se  noi  vogliamo  dare  reale  esecutività  agli
 effetti  delle riserve.  Capisco che non in tutti  i  Comuni
 succede  la stessa cosa, però faccio il caso del  comune  di
 Palermo,   grande  città,  dove  se  si  fa  un  bando   per
 l'assegnazione  di alloggi, mediamente, la  gestione  di  un
 bando  fino   alla  approvazione finale  della  graduatoria,
 richiede   dai tre ai quattro anni, fermo restando  la  fase
 dell'occupazione degli alloggi.
      Allora   propongo,  sollecitato anche da parte  di  chi
 opera  negli  IACP   e credo che lo stesso Presidente  della
 Regione  sia stato sollecitato in tal senso -, che  la  fase
 dell'accertamento  dei requisiti si faccia  nel  momento  in
 cui si assegna l'alloggio e non prima.
      Oggi  qual  è il paradosso? Che per accertare  tutti  i
 requisiti  per  stilare  la graduatoria, si  determina  quel
 lasso  di  tempo  per  cui,  molto  spesso,  chi  aveva   il
 requisito  all'atto della domanda, non  lo ha  più  all'atto
 in  cui  la  graduatoria viene approvata,  cioè  non  quando
 viene  assegnato  l'alloggio ma quando  viene  approvata  la
 graduatoria, proprio perché sono trascorsi  diversi anni.
      Allora,  la  mia  proposta  è  che  l'accertamento  dei
 requisiti  di idoneità, quindi comprese le quote di  riserva
 di   cui  al  20%,  si  effettui  all'atto  della  eventuale
 assegnazione. E  l'unico modo per dare certezza di avere  il
 requisito  al cittadino che ha fatto domanda,  ma  anche  di
 consentire  alla  pubblica Amministrazione  di  snellire  le
 procedure   per   la  definizione  delle   liste   e   delle
 graduatorie comunali o provinciali per l'assegnazione  degli
 alloggi.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
 riprendo  la discussione iniziata dall  onorevole Cracolici,
 per  fare alcune precisazioni che  mi pare  non siano  state
 accolte,  all'epoca,  dalla Commissione, presente  anche  il
 Presidente    della    Regione,   quando    ho    presentato
 l'emendamento relativo al primo comma dell'articolo 4.
      Esistono  qui due contraddizioni di fondo. La  prima  è
 che  non si capisce per quali ragioni, l'emendamento  a  mia
 firma   era nel rispetto del D.P.R. 1035 del 1972  (la legge
 prevede  il 25% di riserva e, per quanto riguarda la riserva
 per  le  categorie oggetto del beneficio, dovevano contrarre
 matrimonio  entro  i  5  anni).  Invece  qui   troviamo  una
 diminuzione dal 25% al 20% e da 5 anni a 3 anni,  quindi  mi
 pare  un arretramento sostanziale dello stesso  D.P.R.  1035
 del  1972,  di quasi 30 anni fa, approvato  in  un'epoca  in
 cui  c'era un monocolore democristiano appoggiato - mi  pare
 -   dalla   Destra  di  allora,  presidente  del   Consiglio
 Andreotti e Presidente della Repubblica Leone.
      Lo  ricordo  bene poiché in quel periodo  facevo  parte
 del  sindacato  inquilini  e  conoscevo  molto  bene  questa
 norma:   si può dire che fu, tutto sommato, una normativa  e
 avanzata  per quell'epoca. Oggi, a distanza di trenta  anni,
 in  cui si parla di difesa della famiglia e  del concetto di
 famiglia, qui ci troviamo ad un arretramento dello Stato  di
 diritto,  dello  Stato  sociale; quindi  non  capisco  quale
 beneficio,  in  questo momento, possono avere  le  famiglie,
 con   questa   norma,  perché   crea  confusione  applicando
 un'altra  legge  per l'assegnazione di alloggi  di  edilizia
 sovvenzionata.
      Qui  ci  troviamo  di  fronte a programmi  di  edilizia
 pubblica  convenzionata  e  sovvenzionata.  Convenzionata  è
 quando   un  privato  costruisce alloggi  e  li  vende  agli
 utenti,  cittadini  che hanno diritto ad accedere  a  questa
 edilizia  pubblica; sovvenzionata è quella a  carico  totale
 dello  Stato,  della  Regione o  dei  comuni.   Quindi   nel
 momento  in  cui c'è un bando per l assegnazione di  alloggi
 di  edilizia  sovvenzionata esso cozzerà  con  questa  norma
 che  si  vuole  approvare oggi, cioè   in  palese  contrasto
 normativo  nel momento in cui l'organo competente che  dovrà
 stilare  la  graduatoria  - non  sappiamo  se  sarà   ancora
 l'Istituto autonomo case popolari oppure i comuni o  qualche
 altro   organo  -  si  troverà  di  fronte   a   due   norme
 completamente contrastanti.
      Quindi, signor Presidente, quando ho presentato  questo
 emendamento circa un mese e mezzo fa, quando si discusse  in
 Commissione  il  disegno di legge, presente   il  Presidente
 della  Regione,  mi sembrava che avesse recepito  il   senso
 del mio ragionamento.
      Oggi qui lo vedo parzialmente applicato, anzi malamente
 applicato,  e  credo  che questo cozzerà  con  la  normativa
 vigente   per  l'assegnazione  degli  alloggi  di   edilizia
 pubblica.
      Ho   sperato  che  questo  emendamento,  in   fase   di
 rettifica,   potesse  essere  modificato,   ho  evitato   di
 presentare  ulteriori  emendamenti,in  quanto  pensavo   che
 fosse  un errore,  invece oggi non mi si chiarisce se  è  un
 errore  o  una convinzione, se devono essere tre  gli  anni,
 e  se  al posto del  venticinque per cento si deve applicare
 il venti per cento.
      Quindi,  chiarite  le  vostre  idee,  quali  siano   le
 ragioni  che  vi hanno spinto a formulare queste norme  così
 contraddittorie  con la norma nazionale vigente,  che  viene
 applicata   in  Sicilia.  Esiste  una  legge  regionale   al
 riguardo, basta andare a cercare nei codici legislativi.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,
 intervengo  per illustrare i miei quattro emendamenti  e  lo
 farò  sinteticamente.  Gli  emendamenti  introducono  alcuni
 temi  che  ritengo di fondamentale importanza: uno di questi
 tutela  il principio che la giovane coppia che abita in  una
 casa  in  affitto  venga  ugualmente sostenuta,  questo  per
 quanto  riguarda   la  giovane coppia  che  rientra  in  una
 fascia  reddituale abbastanza bassa, perchè  l'articolo  che
 stiamo   trattando  si  riferisce  solo  ed   esclusivamente
 all'acquisto    della   prima   casa   ed   all'assegnazione
 dell'alloggio.
      Credo   che   fra  le  fattispecie  abitative   bisogna
 annoverare  anche  la voce   affitto   ed  in  questo  senso
 l'emendamento  introduce il principio del cosiddetto  'buono
 casa',  alla  stregua  di  come predispone  la  legislazione
 nazionale,  che  tuttavia interviene solo limitatamente,  mi
 riferisco precisamente alla legge numero 431 del 1998.
      L'altro tema  introdotto dagli emendamenti riguarda  lo
 spopolamento    di  una  parte  del  territorio   siciliano,
 coincidente con i comuni montani.
      Questo  problema è molto rilevante e si sta presentando
 anche  nella  nostra  Regione, e bisogna  pur  dire  che  la
 legislazione  nazionale, esattamente la legge 97  del  1994,
 vi   aveva   cominciato  a  porre  rimedio   attraverso   la
 istituzione  del cosiddetto  premio di insediamento   presso
 i  comuni montani. Noi ci troviamo nella condizione per  cui
 quasi  tutte  le regioni, soprattutto quelle del  centronord
 d'Italia hanno istituito il  premio di insediamento   presso
 i   comuni   montani;  al  contrario   la  nostra   Regione,
 tardivamente, oggi  è arrivata ad utilizzare i  fondi  ed  i
 trasferimenti del  Fondo nazionale della montagna .  Abbiamo
 applicato  ciò  solo  dallo scorso anno  con  l'articolo  61
 della  legge  finanziaria  2 del 2002  e,  tuttavia,  quelle
 risorse   finanziarie  vengono,  a  mio  avviso,  utilizzate
 malissimo.  Sono  risorse  sperperate  -  parliamo  di   una
 trentina  di  miliardi  l'anno - in  sagre,  in  mostre,  in
 iniziative   promozionali  che   servono  a  promuovere   le
 società,   più  o  meno  amiche,  che  organizzano  convegni
 piuttosto  che l'oggetto artigianale o  l'agricoltura,  cioè
 tutte quelle cose che devono essere  promosse. Questo  è  un
 tema  che bisognerebbe, in altre sedi, affrontare con grande
 serietà.
      Con   questo   emendamento  si  propone,   invece,   la
 istituzione  di  un  premio  per  consentire  alle   giovani
 coppie,  non  solo di rimanere nei comuni montani,  dove  la
 vita  è  alquanto  difficile, ma di trasferirvisi  da  altro
 comune,  anche  non  montano, della Sicilia,  dall'Italia  o
 anche  dall'estero. Credo che questo debba essere  un  fatto
 da   attenzionare,  in  quanto  che    noi  ci  troviamo   a
 registrare    fenomeni    di   degrado    ambientale,    con
 l'impoverimento  della  società  civile  ed  il  conseguente
 impoverimento  della società politica, delle istituzioni,  e
 dell'economia  e il venir meno di un tratto  distintivo  che
 era  proprio  la  civiltà di questi  territori,  la  civiltà
 della montagna.
      Io, quindi, sottolineo all'attenzione del Governo e del
 Parlamento  questi  emendamenti   augurandomi  che   vengano
 positivamente apprezzati.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 4.11 che  decade per
   assenza del presentatore, onorevole Beninati.
     Si passa all'emendamento 4.1. Lo pongo in votazione.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE . presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi,  chi  è  contrario
   resti
 seduto

                        (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO  GIUDICE,  presidente  della  Commissione.  Chiedo  di
   parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  GIUDICE .  Onorevole  Presidente,   nell'articolo  si
 parla   di coppie che pensano di contrarre matrimonio,  però
 non   c'è  un  termine.   Entro  quanto  tempo?  In   questo
 emendamento invece si parla di un anno.

    CUFFARO   presidente della Regione.  C'è  un  emendamento
 successivo  dell'onorevole Fleres che  fissa  "a  matrimonio
 già  avvenuto".  Questo ci convince  di  più,  pertanto   il
 Governo è disponibile ad approvare quest ultimo.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente,  qui c'è una contraddizione.
 Abbiamo  approvato una serie di articoli che  prevedono   un
 anno  dal  matrimonio . Allora,  se noi diamo incentivi  già
 prevedendo   l'anticipo  di  un  anno  dalla  scadenza   del
 matrimonio,   poi  in  questo  caso  lo  dobbiamo   fare   a
 matrimonio  avvenuto.  Così capovolgiamo  tutto  e  rendiamo
 omogenei  gli  interventi,  se  finora  abbiamo  usato  come
 quadro   di  riferimento  un  anno  prima.   Perchè  invece,
 adesso,  non dobbiamo prevederlo? Per di più che  questo  ci
 consente   di  aiutare  quelle  coppie  che  hanno   bisogno
 dell'abitazione per ....

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 onorevoli   colleghi,  spiego  subito  che  siccome   stiamo
 parlando  di agevolazione sugli interventi di programmazione
 abitativa  -  che non avvengono entro un anno ma  che  hanno
 bisogno di una programmazione più ampia -, è chiaro che  c'è
 tutto   il  tempo,  a  partire  dal  matrimonio,  di   poter
 partecipare,  anche perchè siamo interessati  ad  accogliere
 un   emendamento  successivo  secondo  cui  la   commissione
 aggiudicatrice   verificherà  i  requisiti  alla   data   di
 approvazione della graduatoria. Quindi c'è tutto  il  tempo,
 non  serve  più prevedere  un anno prima  perchè è difficile
 che ci sia una programmazione di assegnazione di alloggi  in
 un anno.

    FORGIONE   Questo accelera la graduatoria   a  matrimonio
   avvenuto.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Siccome   c'è   un
 emendamento secondo cui accerteremo i requisiti  soltanto  a
 graduatoria   avvenuta,  questo  -   che   potrebbe   essere
 accettabile   come   emendamento   prevedendo     un    anno
 precedente  -, di fatto viene vanificato perchè   da  quando
 viene  presentata  la domanda a quando  viene  approvato  il
 programma, il matrimonio deve essere già avvenuto.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 4.2.  Chi  è
   favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa  all'emendamento 4.13 a firma degli  onorevoli
     Segreto,  Amendolia, Nicotra. Lo pongo in votazione.  Il
     parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE .  Chi è favorevole si alzi, chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa  all'emendamento 4.10 a firma degli  onorevoli
     Panarello,  De Benedictis. Lo pongo in votazione.  .  Il
     parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi,  chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa  all'emendamento 4.3  a  firma  dell'onorevole
     Fleres.   Lo   pongo  in  votazione.  Il  parere   della
     Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi,  chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nel
 secondo  comma  dell'articolo 4,  l'onorevole  Cracolici  ha
 sollevato  un  problema che condivido, perchè nella  volontà
 della  legge  c'è di riconoscere alle famiglie monoparentali
 la   possibilità  di  accedere  agli  alloggi  popolari.  Le
 famiglie monoparentali possono essere o le ragazze  madri  o
 quelle  donne  o  quegli uomini che si ritrovano  ad  essere
 vedovi   e  quindi,  da  una  famiglia  cosiddetta  normale,
 diventa  una  famiglia monoparentale per  caso  accidentale.
 Allora,   mentre  la  ragazza  madre  in  questo   modo   ha
 riconosciuta  la  possibilità  dell'alloggio,   la   vedova,
 paradossalmente,  con  figlio  minorenne  convivente,    più
 grande  di un anno rispetto a quanto dice la legge, verrebbe
 esclusa.
      Allora,  io proporrei al Governo di subemendare  questo
 emendamento  al comma 2, dando la possibilità alle  famiglie
 monoparentali  con  figlio minorenne convivente,  almeno  un
 figlio minorenne convivente, di accedere all'alloggio.
 Non  solo, basterebbe aggiungere  dopo  destinato a famiglie
 monoparentali  con  almeno un figlio  minorenne  convivente
 nonchè   per  le  donne in gravidanza che possono  inoltrare
 istanza  durante il periodo della gravidanza , così  come  è
 scritto.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO   presidente della Regione. Il Governo  è  favorevole  e
 preannunzia la presentazione di un emendamento in tal senso.

   PRESIDENTE   Gli  emendamenti  4.5, degli  onorevoli  Fleres  ed
 altri, e 4.16 dell'onorevole Cracolici, sono improponibili.
  Pongo  in votazione l'emendamento 4.4, dell onorevole Fleres.  Il
 parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE, presidente della VI  Commissione. Favorevole.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  stupito
 che questo emendamento sia a firma dell'onorevole Fleres, il quale
 ha  fatto  una battaglia che considero importante ma  che  qui  mi
 sembra  più  realista del re: stiamo affermando che l'istanza  per
 poter  avere  questa quota di riserva è legata ad  una  condizione
 anche  in  attesa di matrimonio. Mi ero permesso di  prevedere  un
 termine;  qui  non  è  previsto. Quindi,  uno  che  da  bambino  è
 fidanzato, potrà fare istanza
  Stabilire che il requisito scatta soltanto se c'è la celebrazione
 del  matrimonio è in contraddizione con ciò che diciamo prima.  Mi
 sembra un po  eccessivo

   FLERES  Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
 l'emendamento.

   TURANO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   TURANO    Signor   Presidente,   dichiaro   di   fare    proprio
 l emendamento 4.4.
    E   l'esatto  contrario di quello che l'onorevole Cracolici  ha
 prospettato:  in buona sostanza si tratta di evitare  che  qualche
 furbo  possa raggirare la norma promettendo in vendita immobili  a
 chi  fa soltanto un generica promessa di matrimonio, e non  si  sa
 con  chi, e se non lo dovesse ottemperare non c'è la sanzione  per
 assicurare la quota del 20 per cento alle famiglie che si sono già
 costituite   nell'ultimo  triennio  o  che   si   costituiranno.Il
 principio  del matrimonio in questo modo è l'unico modo  per  dare
 certezza   che  la  quota  di  riserva  del  20  per   cento   sia
 effettivamente garantita.

   CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CUFFARO     presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
 l onorevole  Cracolici mi stupisce, perchè  dopo  avere  posto  un
 problema  serio  che  il  Governo intende  fare  proprio,  poi  si
 confonde e non si capisce cosa dica.
  L'onorevole Cracolici poc anzi aveva spiegato che dalla  data  di
 presentazione  della  domanda  per  avere  assegnato  un  alloggio
 popolare a quando viene assegnato, certamente non passano meno  di
 tre  anni.  Successivamente presenta l emendamento  4.15,  che  il
 Governo  condivide, in cui dice che non alla data di presentazione
 della  domanda bensì alla data dell'approvazione della graduatoria
 dovranno provvedere ad accertare i requisiti.
  Onorevole  Cracolici, se mette insieme le  due  cose  si  renderà
 conto  che  se  qualcuno deve presentare la domanda per  avere  un
 requisito  anche un anno prima, aspirando a sposarsi  e  dovendone
 accertare  i  requisiti quando la graduatoria sarà pronta,  quindi
 non  meno  di  tre  anni,  si renderà conto  che  diventa  inutile
 metterci  un  anno  che è necessario avere il requisito  di  avere
 celebrato  il  matrimonio,  perchè  quando  sarà  verificato  deve
 esserci.
  Pertanto,   il   parere  del  Governo  sull emendamento   4.4   è
 favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  4.4.   Chi   è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in votazione l'emendamento 4.15  dell'onorevole Cracolici.
 Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Comunico   che   è   stato  presentato  dal  Governo   l'allegato
 emendamento 4.5 bis.
  Lo pongo in votazione. Il  parere della Commissione?

  LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Favorevole.

  PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione l'emendamento 4.6 dell'onorevole Giannopolo.
 Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Si passa all'emendamento 4.14 a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI  Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
  L'emendamento  4.12 dell'onorevole Beninati, decade  per  assenza
 dall Aula del firmatario.
    Pongo in votazione l emendamento 4.7 dell'onorevole Giannopolo.
 Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  L'emendamento   4.9  dell'onorevole  Cracolici,  è  improponibile
 perché privo di copertura finanziaria.
  Pongo  in  votazione  l'articolo 4 nel testo  risultante.  Chi  è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Comunico   che  è  stato  presentato  dall onorevole   Giannopolo
 l emendamento aggiuntivo 4.8.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE  Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              "Art. 5.
  Interventi  per  il  sostegno e la promozione della  procreazione
 responsabile

  1.  E'  fatto  obbligo pariteticamente ai consultori  pubblici  e
 privati  convenzionati di assicurare la realizzazione di programmi
 informativi  e  formativi riguardanti la procreazione,  rivolti  a
 gruppi omogenei di popolazione.

  2.  Nell'ambito  di  tali  programmi, sono  offerte  modalità  di
 sostegno e consulenza personalizzata, che garantiscano la  libertà
 delle scelte procreatrici nel rispetto delle convinzioni etiche  e
 dell'integrità psicofisica delle persone.

  3. Gli interventi previsti sono volti, in particolare, a:

  a) favorire la prevenzione e la rimozione delle cause che possono
 indurre la madre alla interruzione della gravidanza;

  b) prevenire le cause di potenziale fattore di danno per
  il nascituro;

  c) garantire gli interventi finalizzati alla prevenzione
  ed alla cura della abortività spontanea;

  d)  predisporre ed organizzare, per la famiglia che lo  richiede,
 un   piano   personalizzato   di  sostegno   psicologico,   socio-
 assistenziale e sanitario, utilizzando percorsi integrati idonei a
 valorizzare il ruolo delle associazioni di solidarietà familiare;

  e)   prevedere   programmi  ed  effettuare  interventi   relativi
 all'affido familiare ed all'adozione, intesa come esercizio  della
 paternità e maternità responsabile;

  f) garantire l'assistenza giuridica e pedagogica per i
  coniugi che intendono accedere all'adozione o affidamento".

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
  - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 5.1;
  - dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe: 5.2 e 5.3;
  - dall'onorevole Giannopolo: 5.4 e 5.5;
  - dagli onorevoli Lo Curto e Acierno: 5.6.

   FORGIONE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, all articolo  5
 il Gruppo parlamentare cui appartengo ha presentato un emendamento
 interamente sostitutivo, in quanto ritiene che, pur nel quadro  di
 un  disegno  di  legge come quello in discussione, ci  sono  ormai
 diritti  acquisiti che rispecchiano livelli di consapevolezza,  di
 nuova  coscienza diffusa, acquisiti dalle donne e non  solo  dalle
 donne  grazie  anche  alla  battaglia delle  donne  nel  corso  di
 decenni, acquisiti ormai come consapevolezza nuova, responsabilità
 acquisita da parte delle coppie, che vanno tutelati e garantiti.
  Anzi,   noi  pensiamo  che  bisogna  estendere  il  concetto   di
 procreazione  da  "responsabile" a "libera"; ovviamente,  non  c'è
 procreazione  responsabile senza procreazione libera.  Per  questo
 noi  ispiriamo questo nostro emendamento, interamente  sostitutivo
 dell'articolo che qui viene proposto, anche ad alcune leggi  dello
 Stato  alle  quali  noi  riteniamo si debba fare  riferimento,  in
 particolare alla legge 194 sull'aborto.
  Riteniamo  che  ci sia ormai un livello di diritti  acquisiti  da
 parte   delle  donne  rispetto  al  quale  la  Sicilia   non   può
 autoescludersi, nè può collocarsi fuori da un sistema  di  tutele,
 di diritti, di garanzie, garantiti nel resto dello Stato.
  Nell emendamento  interamente sostitutivo da  noi  presentato  si
 prevede  una  serie di servizi da garantire alle  coppie  ed  alle
 donne.  Parliamo innanzitutto dei servizi garantiti dalla pubblica
 amministrazione  e dal privato sociale in questa  Regione,  perchè
 riteniamo, sopratutto per la parte che riguarda l'informazione,  i
 consultori, per la parte che riguarda l'assistenza alle coppie sia
 nella   fase   prematrimoniale  che  nella  fase   precedente   la
 gravidanza, che il ruolo delle strutture pubbliche, ma  anche  del
 privato  sociale, laico o cattolico, è un ruolo  a  nostro  avviso
 centrale.
  Per  questo  parliamo  nell emendamento a  nostra  firma  di  una
 informazione sulla sessualità da garantire alle coppie nella  fase
 precedente  il  matrimonio e nella fase della gravidanza,  di  una
 informazione  sia  sulla  legislazione  che  sugli   effetti   che
 riguardano l'interruzione della gravidanza o anche il divorzio, di
 una  informazione  che riguarda tutte quelle condizioni  connesse,
 per  esempio, all'ambiente di lavoro che possono creare difficoltà
 al percorso della gravidanza stessa. Quindi, servizi di assistenza
 psicologica,  di  assistenza  materiale,  di  integrazione  e   di
 ampliamento  della  legislazione  nazionale  operante  su   queste
 materie  a  partire  dalla  legge  194  con  quelle  che  sono  le
 compatibilità  di  tutta  la strumentazione  e  le  normative  che
 riguardano la nostra Regione.
  Credo  che il nostro emendamento, pur nel quadro di una legge  la
 cui ispirazione di fondo non condividiamo, comunque possa renderla
 compatibile  con i livelli dei diritti ormai acquisiti  in  questo
 Paese e che da nessuna parte vengono messi in discussione. Sarebbe
 davvero  sbagliato e grave se a partire dai diritti  delle  donne,
 dai  principi di autodeterminazione di maternità e di procreazione
 responsabile  e  libera  proprio  la  nostra  regione  facesse  da
 battistrada ad una involuzione normativa e non invece ad  una  sua
 estensione e ad un percorso di ulteriore modernizzazione.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 5.1 degli onorevoli
 Forgione e Liotta. Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                          (Non è approvato)

  Gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono preclusi.

   CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CUFFARO     presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
 all emendamento  5.3  il  Governo  è  favorevole  perchè  non   si
 riferisce a conviventi, ma si potrebbe verificare il caso  di  una
 ragazza  madre  e  quindi credo sia giusto  sostituire  la  parola
 "coniugi" con la parola "soggetti".

   CRACOLICI    Se   non  sono  coniugi  non   possono   avere   né
 l'affidamento, nè l'adozione.

   PRESIDENTE  Infatti, sarebbe opportuno precisarlo.
  Pongo    in   votazione   l'emendamento   5.4   dell'   onorevole
 Giannopolo.Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE ,  presidente della VI Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
 alzi.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in votazione l'emendamento 5.6 degli  onorevoli  Lo  Curto
 ed Acierno.
  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  L emendamento  5.5   è   precluso  per   mancanza  di   copertura
 finanziaria.
  Pongo  in  votazione  l'articolo 5 nel testo  risultante.  Chi  è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               Art. 6.
            Tutela della maternità e della vita nascente

  1. La Regione tutela la maternità e sostiene il diritto alla vita
 fin dal concepimento e favorisce interventi finalizzati a:

  a)  prevenire  le difficoltà che possano indurre all'interruzione
 di gravidanza con aiuti economici o fornendo ospitalità alla madre
 presso famiglie o case alloggio;

  b) assicurare la continuità dell'assistenza dall'inizio
  della gravidanza fino all'allattamento;

  c) favorire un nuovo rapporto tra partorienti e istituzioni socio-
 sanitarie,  affinché il parto e il puerperio  siano  vissuti  come
 eventi naturali;

  d) assicurare al bambino in ambito ospedaliero la
  continuità del rapporto familiare affettivo.

  2.  Le  aziende  ospedaliere e le aziende unità sanitarie  locali
 organizzano corsi di preparazione al parto al fine di offrire alle
 donne  appropriate informazioni sulla gravidanza, nei suoi aspetti
 psico-fisici, sul parto e sull'allattamento.

  3. L'Assessore regionale per la sanità definisce un
  programma di interventi riguardanti:

  a) la difesa delle gestanti nei luoghi di lavoro per prevenire il
 rischio  di esposizione a sostanze tossiche, radiazioni ionizzanti
 o variazioni di pressione;

  b)  l'assistenza durante la gravidanza a scadenze programmate per
 l'individuazione precoce di casi ad alto rischio;

  c) la predisposizione del servizio di parto a domicilio
  per le gestanti che ne facciano richiesta.

  4.  Sulla  base di programmi di riorganizzazione strutturale  dei
 reparti  di  maternità, le Aziende sanitarie locali e  le  Aziende
 ospedaliere allestiscono:

  a)  sale  parto  dotate  di  tutte le attrezzature  necessarie  a
 garantire  all'evento nascita ed al parto la  massima  serenità  e
 naturalezza;

  d)  spazi  singoli  per  il travaglio e il puerperio  tendenti  a
 riprodurre  la  situazione domiciliare e a garantire  la  presenza
 continuativa ad entrambi i genitori;

  c)   reparti  di  patologia  neonatale  attigui  ai  reparti   di
 ostetricia;

  d)  una sala da adibire all'informazione e socializzazione  delle
 esperienze.

  Comunico che  sono stati presentati i seguenti emendamenti:
  - dall'onorevole Cracolici: 6.6;
  - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 6.1;
  - dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 6.2, 6.3 e 6.4;
  - dagli onorevoli Antinoro ed altri: 6.5;
  - dagli onorevoli Sammartino ed altri: 6.7.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   mi  sarei
 aspettato  che  a  chiedere la parola per prime fossero  le  poche
 donne  parlamentari  di  quest  Aula,  perchè   è  una  norma  che
 considero molto brutta.
  Questa  norma  non  era neanche contenuta nel  disegno  di  legge
 presentato dal Governo, è stata introdotta in Commissione ed è  la
 ragione  per  la  quale  invito  i parlamentari  ad  una  maggiore
 attenzione  poichè  l'articolo 6 non fa altro che  riscrivere  per
 parti  la  legge  194,  ovvero  quella  sulla  interruzione  della
 gravidanza. Credo, oltretutto, che non ha alcuna efficacia  perchè
 di  fatto cerca di affermare solo un principio. Fortunatamente, la
 materia  non  è  regolabile da leggi regionali ma da  legge  dello
 Stato,  che oltretutto è stata più volte oggetto di confronti,  di
 discussioni, persino di referendum.
  Ho    presentato    un   emendamento   interamente    soppressivo
 dell articolo  6,  perchè credo sia un profondo errore  provare  a
 dare  una  riscrittura  siciliana ad una  legge  che,  mi  auguro,
 funzioni  meglio di come funziona adesso, ma che possa  funzionare
 da  Lampedusa  alla Valle d'Aosta alla stesso modo, in  quanto  su
 questi  temi,  su questioni di sofferenza non credo  che  possiamo
 affermare i principi federalisti nella gestione della sofferenza e
 di tante patologie che producono problemi, innanzitutto alle donne
 ma anche alle famiglie.

   CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CUFFARO     presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
 l'onorevole  Cracolici  ricorda  bene:  il  Governo  non   l'aveva
 presentato, ma disse sin dall'inizio che questa legge  era  aperta
 al  contributo  di quanti in qualche modo volevano  costruirla  in
 positivo.
  In    Commissione   l'onorevole   Barbagallo,   che   fa    parte
 dell'opposizione   e   non  della  maggioranza,   propose   questo
 emendamento che il Governo ha ritenuto accettabile; la Commissione
 ha votato questo emendamento e adesso diventa parte integrante del
 disegno di legge.
  Quindi,  credo che questo dimostri la fattiva scelta del  Governo
 di  portare  avanti un disegno di legge col contributo  di  quanti
 ritengono  di volerlo fare. E  questa la ragione per cui  non  non
 c'era e adesso compare.

   FORGIONE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORGIONE  Signor Presidente, la nostra riscrittura coerente,  in
 continuità   anche   con  la  riscrittura  che  avevamo   proposto
 dell'articolo 5, è tesa a rendere anche in Sicilia coerente questa
 parte  che riguarda la tutela della maternità - e noi, ovviamente,
 emendiamo  già  il  titolo dell'articolo: voi parlate  della  vita
 nascente noi parliamo del percorso di nascita - tende ad estendere
 anche in Sicilia i principi e l'applicazione della legge 194.
  Come  sapete,  la  legge 194 in modo estremamente esemplificativo
 viene  detta  legge  sull'aborto, ma in effetti  è  una  legge  di
 educazione  alla  maternità  e  al  percorso  della  nascita,   di
 informazione, di preparazione della coppia ad una maternità libera
 e  consapevole,  di  adeguamento delle  strutture  pubbliche  alle
 esigenze della coppia nella fase prenatale.
  La  legge  194  è una legge tesa a prevenire anche l'interruzione
 della  gravidanza, ma a tutelare l'interruzione  della  gravidanza
 negando  i fenomeni che noi sappiamo invece di clandestinizzazione
 dell'interruzione della gravidanza stessa.
  Per  questo noi vi proponiamo un articolo che  blocchi il  vostro
 disegno di regredire rispetto ai principi e all'applicazione della
 194.
  Io  vorrei  fare  davvero appello ai parlamentari di  ispirazione
 cattolica: ma siamo convinti che questa legge e i principi che voi
 affermate, se mi consentite per quanto mi riguarda anche guardando
 con  interesse  al  mondo cattolico, regressivi  dei  livelli  già
 acquisiti  di coscienza e di consapevolezza che il mondo cattolico
 ha  ormai  verso  i diritti delle donne, voi pensate  davvero  che
 questa  legge  è  quanto  vi chiede oggi  la  chiesa  e  il  mondo
 cattolico  stesso?  Davvero non capisco perchè proprio in  Sicilia
 dobbiamo  fare  da  battistrada rispetto ad  una  regressione  sui
 principi e l'applicazione della legge 194.
  Questa era una delle regioni, come tutto il Sud, dove il fenomeno
 dell'aborto  clandestino era ai livelli più alti di questo  Paese.
 La  legge  194,  nelle sue forme di prevenzione, è servita  a  far
 crescere  la consapevolezza per bloccare tali fenomeni, per  farli
 regredire,  per ricondurre anche quel problema della  interruzione
 della gravidanza che le donne stesse ci hanno insegnato in anni ed
 anni  che,  comunque, anche quando è consapevole, è una  forma  di
 violenza  che la donna subisce anche consapevolmente quando  ne  è
 costretta.  Ma quella legge era servita a cambiare il corso  della
 storia e il sistema dei diritti.
  Mi  dispiace  che  l'ispirazione di  questo  articolo  sia  della
 Margherita e dell'onorevole Barbagallo, mi dispiace perché ritengo
 che quest'articolo non interpreta quanto è cresciuto in termini di
 coscienza  collettiva, anche sui diritti delle donne, anche  sulla
 maternità, nelle parti più avanzate del mondo cattolico.
  La  nostra riscrittura -  lo dico perché così è: è molto ispirata
 alla stessa legge della Valle d'Aosta - non solo prevede una parte
 che  riguarda  le  strutture, ma prevede una parte   che  riguarda
 anche l'adeguamento delle aziende sanitarie, degli ospedali, degli
 ambulatori  e  dei  consultori su questo proprio  per  avviare  un
 percorso,   non  solo  di  prevenzione,  ma  anche   di   crescita
 consapevole di quello che noi chiamiamo il percorso di  nascita  e
 la fase precedente alla gravidanza.
  Credo  che  faremmo buona cosa se almeno ci ragionassimo,  ma  mi
 rendo  conto  ormai che in quest'Aula, questo dibattito  e  questo
 confronto  è  talmente ideologizzato e chiuso per cui  è  preclusa
 ogni  possibilità di confronto di merito e di questo non  possiamo
 che dispiacercene.

   PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
 facoltà.

   ACIERNO  Facci sorridere

   PANARELLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità,
 già  ci  ha  messi di buon umore il Presidente Cuffaro  e  bisogna
 dargliene  atto perché ha dichiarato poc anzi  che  l'intento  del
 Governo  era  di  costruire in Aula la  legge  nel  confronto  con
 l'opposizione.  Abbiamo  visto quello che  è  successo  in  questi
 giorni, quindi ci ha messo di buon umore.
  Ho    presentato   alcuni   emendamenti   e   sostengo   comunque
 l'emendamento Cracolici per queste brevissime considerazioni.
  L'articolo,  così come è formulato, a parte alcuni contenuti  che
 possono  essere pure condivisi, ha un'impostazione che vuole  dare
 un  segnale, capisco il punto di vista e lo rispetto da  parte  di
 alcuni  parlamentari  che sono contrari all'aborto  e  anche  alla
 stessa 194, ma questa loro opinione personale rispettabile non può
 entrare  in  una  legge della Regione che,  com'è  noto,  non  può
 modificare questa impostazione.
  Ecco  perché  ho proposto una riformulazione per quanto  riguarda
 alcuni  punti  ma  sarebbe oltremodo utile che  l'intero  articolo
 venisse soppresso per evitare di acclarare l'idea che in una legge
 che  vuole  promuovere  politiche per le  famiglie  perché  questo
 dovrebbe  essere  l'ispirazione, s'introducono argomenti  impropri
 che  non possono essere regolati attraverso una legge regionale  e
 che  diventa una pura e semplice occasione di un messaggio. Ma  le
 leggi  non  possono lanciare messaggi, non sono  un'occasione  per
 esplicitare  punti di vista personali ancorché rispettabili.  Sono
 norme  che  devono  essere attuate e che non  possono  entrare  in
 conflitto  con la normativa nazionale, là dove la Regione  non  ha
 potestà primaria legislativa.
      Quindi,  suggerirei  al  Presidente  della  Regione  di
 riconsiderare    l articolo    alla    luce    di     queste
 considerazioni,    al   fine   di   evitare    un'operazione
 apparentemente  propagandistica,  ma  che  nei  fatti  rende
 ancora più pesante il contenuto della legge.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole  Lo  Curto.
   Ne ha facoltà.

    LO   CURTO .   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
 intervengo, non solo perché tirata in causa in quanto  donna
 e  in  quanto deputato donna di questa Assemblea, ma perché,
 complessivamente, su questa legge si è osservato un  livello
 di  dibattito così alto che mi sembra corretto  e  opportuno
 che   noi  donne  presenti  in  questo  Parlamento  -  siamo
 soltanto in tre - possiamo offrire il nostro contributo.
      Rispetto a quanto affermato circa l'articolo 6,  che  è
 titolato  "Tutela  della maternità e della  vita  nascente",
 confermo  la  mia  totale  adesione  allo  spirito  che   ne
 configura la formulazione, ma sostengo, altresì, che non  mi
 sembra affatto una riscrittura della legge 194, di cui  pure
 riconosco  il  valore  essenziale  in  un  Paese  nel  quale
 soltanto  l'ipocrisia  poteva fare dire  che  non  si  aveva
 bisogno  di  una  legge che, in qualche  maniera,  ordinasse
 anche  l'interruzione della gravidanza e tutelasse la  donna
 in  questo  difficile percorso di vita, in questa  difficile
 scelta.
      Io  non sto qui a difendere ad oltranza una scelta  che
 mi   pare  essere  della  Commissione  -  perché  nel  testo
 inizialmente esitato dal Governo non era presente a  livello
 così  pregiudiziale  -, ma ritengo  che  ci  sia  anche  una
 posizione politica che va difesa.
      Non  c'è  dubbio che c'è un diverso approccio culturale
 al  problema  della  tutela della  maternità  e  della  vita
 nascente,  di  una  parte politica che oggi  governa  questa
 Regione  e  che  con questo articolo - che ha fatto  proprio
 anche  il  Governo,  ma  che è della  Commissione  -,  vuole
 sancire  il  principio che, probabilmente, nella  legge  194
 non   era  sufficientemente  spiegato  della  tutela   della
 maternità. Il fatto che la Sicilia sia e funga da  apripista
 in  tal  senso,  mi  pare  un atto di  coraggiosa  presa  di
 posizione  a  favore  di  chi,  probabilmente,  proprio  per
 scarsità  di  mezzi,  di  informazione,  di  conoscenza,  di
 consapevolezza   rispetto   allo   stato   della   maternità
 potrebbe,  in maniera assolutamente non conforme al  dettato
 della  propria coscienza, interrompere la gravidanza  perché
 non ci sono le istituzioni che tutelano questo percorso.
      Quindi non solo mi dichiaro a favore, ma ritengo che le
 donne  - di destra o di sinistra poco importa, non è  questo
 il  problema  che  ora  va sollevato - si  debbano  ritenere
 soddisfatte nel momento in cui si tutela la maternità  e  si
 tutela la consapevolezza in questo momento importante  nella
 vita  di una donna, che è certamente un momento per il quale
 le  istituzioni e la Regione devono porre della  garanzie  e
 delle tutele, e lo stanno facendo con questa legge.
      Pertanto, ritengo che anche la riscrittura della  legge
 194  non sia configurabile con questo articolo, anche perché
 si  tratta  di  fonti  e  di diversi  livelli  della  legge,
 nazionale  e  regionale, che non sono né sovrapponibili,  né
 sostituibili  di per sè, quindi, si tratta di una  presa  di
 posizione  che,  in  quanto donna e in  quanto  deputato  di
 Nuova  Sicilia, confermo a favore di una scelta per la quale
 io trovo le ragioni della totale e piena condivisione.

    PRESIDENTE    E'  iscritto  a  parlare   l'onorevole   De
   Benedictis. Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
 intervengo  per  sollecitare l'attenzione, oltre  che  sugli
 emendamenti  6.2 e 6.3, a firma dell'onorevole  Panarello  e
 del  sottoscritto, i quali rientrano nello spirito di quanto
 già   affermato   dal  primo  firmatario,   in   particolare
 sull'emendamento  6.4, con il quale si chiede  semplicemente
 di  aggiungere,  alla possibilità del servizio  di  parto  a
 domicilio  per le gestanti che ne facciano richiesta  -  che
 in  questo  caso la Regione assume l'impegno di mantenere  e
 di   tutelare  -  l'impegno  da  parte  della  Regione,   di
 garantire condizioni igienico-sanitarie di sicurezza per  la
 madre  e  per  il  nascituro.  Crediamo  che  ciò  non   sia
 superfluo  perché,  nei  fatti,  questa  modalità  di  parto
 nasconde  dei rischi che è bene evitare, proprio a  garanzia
 della sicurezza di entrambi i soggetti.
      Inoltre, in un articolo di legge in cui ci si preoccupa
 di  dettagliare  la necessità di fornire informazioni  sulla
 gravidanza,  sul  parto,  sull'allattamento,  di   informare
 circa  i  rischi  di  esposizione a sostanze  tossiche  o  a
 variazioni  di pressione, quindi, con un grado di precisione
 abbastanza  elevato,  trovo che sia utile  sottolineare  nel
 caso  di  servizio  di parto a domicilio, che  questo  debba
 essere  fatto  con  garanzia di assoluta  sicurezza  per  il
 nascituro e per la madre.
      Quindi  inviterei  il  Governo  e  la  Commissione   ad
 attenzionare  questo  tema  e ad  accogliere  favorevolmente
 l'emendamento.

    PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 6.6, dell'onorevole
   Cracolici.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 6.1, dell'onorevole Forgione.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.1.  Chi  è
   favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa all'emendamento 6.2, degli onorevoli Panarello
     e De Benedictis.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.2.  Chi  è
   favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 6.3, dell'onorevole Panarello.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.3.  Chi  è
   favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa  all'emendamento 6.5, degli onorevoli Antinoro
     e Segreto.
     Non  essendo  presenti in Aula i firmatari, lo  dichiaro
     decaduto.  Si  passa all'emendamento 6.4, dell'onorevole
     Panarello.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.4.  Chi  è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si passa all'emendamento 6.7.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    CRACOLICI  Ma dov'è la copertura finanziaria?

    PRESIDENTE   La  copertura finanziaria  è  nella  tabella
   dell'articolo 6.

    CRACOLICI  E' un emendamento aggiuntivo.

    PRESIDENTE   No,  non  è  un  emendamento  aggiuntivo,  è
 nell'ambito  della rubrica dell'articolo  6,  esattamente  a
 pagina 68.
     Pongo in votazione l'emendamento 6.7.
     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                         (E' approvato)

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questo
 articolo, di cui condivido il secondo e il terzo comma,  non
 rispecchia  efficacemente  ciò  che  lo  ispira,  ovvero  la
 riscrittura parziale di una norma dello Stato. Infatti,  non
 mi  risulta che lo Statuto siciliano abbia nuovi  compiti  o
 abbia  dato  nuovi  compiti  alla  Regione  in  materia   e,
 fortunatamente, vige la legge dello Stato.
   Pertanto, vorrei esprimere un concetto che mette in dubbio
 persino  il  rilievo di costituzionalità  di  questa  norma.
 L'articolo  6  al primo comma recita "il diritto  alla  vita
 fin   dal  concepimento".  Tale  questione  ha  segnato   un
 dibattito  culturale,  politico, ideale  nel  nostro  Paese,
 affermarlo  in  una  legge, oltretutto in  una  legge  della
 Regione, mi sembra poco opportuno. Non credo che la  Regione
 abbia  tra  le  proprie competenze quella  di  definire  per
 legge  qual è  e  da  dove parte il diritto  alla  vita.  Il
 diritto alla vita è regolato dalla legge dello Stato,  dalla
 Costituzione, qui si sta facendo una forzatura e  mi  auguro
 che   il  Commissario  dello  Stato,  nell esaminare  questa
 legge,   faccia   i   rilievi   necessari   ai   dubbi    di
 costituzionalità  che  sono  stati  posti  al   centro   del
 dibattito in quest'Aula.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo  6  nel  testo
   risultante.
     Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

     Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

                           Art. 7.
          Concorso alle spese per le adozioni internazionali

       1. L'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
     le autonomie locali è autorizzato a concedere contributi
     fino  al  50  per  cento  delle  spese  sostenute  dalla
     famiglia adottiva per l'espletamento delle procedure  di
     adozione internazionale.

       2.  Con  decreto  da emanarsi entro 120  giorni  dalla
     entrata  in vigore della presente legge l'Assessore  per
     la  famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali
     determina  i  criteri  e  le  modalità  attuativi  della
     compartecipazione finanziaria di cui al comma 1.

     Dichiaro  aperta  la discussione generale  sull'articolo
     7.
     Poiché   nessun  deputato  chiede  di  parlare  dichiaro
     chiusa la discussione generale.
     Si   passa  all'esame  dell'  emendamento  7.2  a  firma
     dell'onorevole  Cracolici, con il parere negativo  della
     Commissione bilancio.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
 sollecitare  il  Presidente della Regione a rivedere  questo
 parere   contrario,   perché  le   adozioni   internazionali
 prevedono  una  fase di affidamento temporaneo  e,  dopo  un
 periodo  di  tempo  che va dai due ai tre  anni,  si  arriva
 all'adozione.  Pertanto, ritengo che l'emendamento  a  firma
 dell onorevole    Cracolici   debba    essere    preso    in
 considerazione.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente, per
 la  verità c'era già stato un emendamento all'articolo  1  a
 firma  dell'onorevole  Moschetto  che,  obiettivamente,  era
 degno  di  essere preso in considerazione, ma che purtroppo,
 è  sfuggito  al lavoro del Governo. Non siamo contrari  alla
 filosofia  dell'emendamento  però,  così  come  è   scritto,
 potrebbe essere interpretato in senso estensivo.
      Faccio un esempio banale: ogni anno arrivano in Sicilia
 in  affidamento temporaneo tanti bambini ospiti delle nostre
 famiglie  e,  con  questa  formulazione,  queste  potrebbero
 diventare  fautori del contributo. La filosofia complessiva,
 quindi,  non ci dispiace, però sarebbe opportuno accantonare
 l emendamento  e  riscriverlo in modo che possa  essere  ben
 individuato  l argomento e, in tal senso, il Governo  non  è
 contrario.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
 far  rilevare che la preoccupazione del Presidente è proprio
 lo   spirito   dell'emendamento.  Condivido   quanto   detto
 dall onorevole  Acierno, questo emendamento  non  si  occupa
 dell'affidamento, bensì dell'ospitalità.
      La  Sicilia  è tra la regioni che ha uno dei  più  alti
 tassi di ospitalità di bambini extracomunitari. Il fatto  di
 poter  contribuire alle spese di trasferimento,  chiaramente
 sulla  base  di redditi, con apposito decreto dell'Assessore
 che  fisserà  i requisiti, i parametri, è un modo  per  dare
 uno  strumento concreto alle famiglie che fanno  solidarietà
 concreta, ospitando bambini per un certo periodo, il  che  è
 un'altra cosa rispetto alle adozioni.
      Il  Presidente sa che l'articolo 7 è stato aggiunto  in
 Commissione  in  seguito  alla  presentazione  di   un   mio
 emendamento, perché la legge non prevedeva alcuno  strumento
 a  sostegno  delle  adozioni. Con  quest'emendamento  si  va
 oltre  i  contributi per le adozioni che, come  voi  sapete,
 hanno   costi  notevoli;  in  questo  caso  si  farebbe   un
 intervento soltanto per l'ospitalità.
     Se  il  Governo intende accettare il principio bene,  se
     non intende accettarlo va bene lo stesso.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       CUFFARO   presidente della Regione. Signor Presidente,
 onorevoli  colleghi,  ritengo che  il  gesto  di  generosità
 delle  famiglie siciliane che ogni anno ospitano con  grande
 passione  tanti  bambini  bisognosi  provenienti  da   altri
 paesi, non abbia bisogno dell intervento del Governo.  Dando
 un  contributo rischieremmo di far diventare quello che è un
 atto  di generosità qualcosa di più complicato - non  voglio
 qui   definirlo  -,  quindi  non  sono  d'accordo   con   le
 argomentazioni  dell'onorevole  Cracolici,   anche   se   la
 filosofia complessiva dell'impostazione dell'articolo -  che
 io ho rivisto, e che abbiamo accettato - mi convinceva.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 7.2.  Chi  è
   favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Pongo  in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti
     seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si  passa  all'emendamento 7.1  a  firma  dell'onorevole
     Tumino.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO     Signor    Presidente,   onorevoli    colleghi,
 quest'emendamento non ha bisogno di copertura  di  spesa,  è
 un  riconoscimento  che la Regione siciliana  dovrebbe  fare
 per  tutte  quelle  organizzazioni che  si  pongono  in  una
 posizione  di supporto alle famiglie che intendono  attivare
 delle  forme di adozione internazionale. Non vorrebbe essere
 assolutamente  un  elemento  di  distorsione  rispetto  alla
 legge, ma semplicemente un fatto costruttivo.

    CUFFARO  presidente della Regione, chiedo una sospensione
   di due minuti.

    PRESIDENTE  Sospendo la seduta.

               (La  seduta sospesa alle ore 18.50, è  ripresa
               alle ore 18.52)

 La seduta è ripresa.

    CUFFARO  presidente della Regione, chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 onorevoli  colleghi,  l'onorevole Tumino  pone  un  problema
 vero  che però - vorrei ricordare a questo Parlamento  -,  è
 regolato   dalle   norme  di  adozione  internazionale   che
 prevedono  già  un percorso rigidissimo e contemplano  quali
 sono gli enti a cui ci si può esclusivamente rivolgere.  Per
 cui,  essendo la materia già normata e prevista da una legge
 dello  Stato,  intervenire con un altro  albo  che  potrebbe
 essere  difforme  da  quello già  previsto  dal  regolamento
 delle adozioni internazionali, ci sembrerebbe inopportuno.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

      PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  7.1.  Chi
     è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                           <<Art. 8.
       Interventi per il sostegno alle relazioni familiari ed
       alle responsabilità educative

        1.  Al  fine  di  garantire un approccio  globale  ai
     bisogni  d'aiuto espressi dalla famiglia, sia  sotto  il
     profilo  dell'armonia  delle  relazioni  familiari   che
     dell'assunzione    delle    responsabilità    educative,
     l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali  e
     delle  autonomie  locali è autorizzato  a  concedere  in
     favore  dei consultori del servizio sanitario, di quelli
     privati   convenzionati   e   delle   associazioni    di
     solidarietà   familiare  appositamente   accreditate   i
     contributi  finalizzati  al  rilancio  degli  interventi
     sociali  ed  educativi  complementari  alle  prestazioni
     sanitarie e sociali a rilievo sanitario già erogate  dai
     consultori  medesimi ai sensi della legge  regionale  24
     luglio   1978,   n.   21  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni.

        2. Tali interventi devono prevedere in particolare:

        a)  iniziativa d'informazione e formazione rivolte ai
     genitori  ai  fini  di  un  approfondimento  delle  loro
     funzioni educative;

        b)  promozione ed organizzazione di momenti formativi
        misti tra genitori e tra genitori e figli;

        c)   iniziative   d'informazione  e  formazione,   da
     svolgersi  in  collaborazione con gli organi  collegiali
     della   scuola,   finalizzate  all'aggiornamento   degli
     insegnanti e al confronto educativo con i genitori;

        d)   sostegno   all'assunzione  delle  responsabilità
        genitoriali,     mediante     programmi     educativi
        individualizzati;

        e)  interventi di mediazione familiare  nei  casi  di
        gravi difficoltà relazionali nel rapporto di coppia.

        3.  Con  decreto dell'Assessore per la  famiglia,  le
     politiche  sociali e le autonomie locali adottato  entro
     trenta   giorni   dall'approvazione  del   bilancio   di
     previsione  vengono  definiti  criteri  e  modalità  per
     l'erogazione dei contributi di cui al presente  articolo
     prevedendo, altresì, le linee prioritarie d'intervento.

     Comunico  che  sono  stati  presentati  gli  emendamenti
     allegati:
     -   dall onorevole Basile:  8.10;
 -   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 8.1, 8.2 e 84;
 -   dall onorevole De Benedictis: 8.8;
 -   dall onorevole Cracolici 8.9;
 -   dagli onorevoli Moschetto ed altri 8.5 e 8.6;
 -   dagli onorevoli Barbagallo e Raiti 8.7;
 -    dagli onorevoli Lo Curto e Acierno 8.11, 8.12 e 8.13.
 -
       Si  passa  all'emendamento 8.10 a firma dell'onorevole
     Basile. Comunico che lo stesso non è proponibile  perché
     manca il parere favorevole della Commissione bilancio.

    BASILE  Dichiaro di ritirare l emendamento 8.10.

        PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 8.1  a  firma  degli  onorevoli
   Forgione e Liotta.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor   Presidente,   noi   proponiamo    la
 soppressione  delle  associazioni di  solidarietà  familiari
 appositamente  accreditate, così come previsto dall'articolo
 8,  cosa che poi ricorrerà nel resto dell'articolato, perché
 riteniamo  che le autonomie locali, attraverso i  consultori
 del   servizio   sanitario  e  le  strutture   del   privato
 convenzionato,  abbiano tutte le caratteristiche  per  poter
 rispondere a questi servizi.
      A  noi  pare che adesso emerga l altra faccia di questa
 legge,  e  cioè che si voglia creare una struttura economico
 finanziaria  privatistica alla quale delegare  funzioni  che
 devono  spettare al pubblico, o perché no, anche al  privato
 convenzionato  che su questo è già impegnato  e  svolge  già
 una  funzione.  Invece,  attraverso questa  legge  si  vuole
 creare  una rete economico-finanziaria e, perché  no,  anche
 di  potere,  parallela alle strutture pubbliche, competitiva
 con   le   strutture  pubbliche  e,  tra  qualche  settimana
 probabilmente  capiremo  anche a chi  fa  capo  questa  rete
 delle  associazioni di solidarietà familiare,  politicamente
 a  chi  risponde e a chi chiederà i finanziamenti  che,  tra
 l'altro, vengono già previsti all'interno di questa legge.
      Questa  è una delle parti più preoccupanti del  disegno
 di  legge, e poiché noi ritroveremo questo come unico canale
 di  smistamento  dei fondi delle Regioni  che  finanzieranno
 queste  strutture,  e  non le madri di giorno,  diventeranno
 addirittura   delle   agenzie  di  lavoro   interinale   che
 smisteranno, poi, l'attività lavorativa e le ore  lavorative
 delle   madri   di  giorno,  creando  un'altra   fascia   di
 precariato  in  questa  Regione.  Noi  avvertiamo,   quindi,
 questo  pericolo, che non è solo un sospetto, è una certezza
 prescritta per legge.
      Il  nostro emendamento è teso a chiarire, sin da questo
 articolo  e  per  quello che verrà dopo, che  dietro  questo
 disegno  di  legge  c'è  un'operazione economico-finanziaria
 palese,   tesa  a  smantellare  il  servizio  pubblico   per
 delegare  funzioni  e servizi ad associazioni  private  che,
 probabilmente,  sono  già  in  corso  di  costituzione   per
 volontà  di  chi ha ispirato questo disegno  di  legge.  Tra
 qualche  mese  vedremo  anche i  nomi  dei  protagonisti  di
 queste  associazioni, ma questa è l'altra faccia del disegno
 di  legge  rispetto al quale noi, con il nostro emendamento,
 vorremmo  indicare  un punto di arresto e vorremmo  invitare
 il   Governo  a  risparmiarci  un'operazione   -   la   dico
 politicamente così non vi offendo nessuno - di  speculazione
 politica.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 8.1.  Chi  è
   favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa all'emendamento 8.11 a firma dell'onorevole Lo
     Curto e Acierno. Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 8.11 a firma
 degli  onorevoli  Lo  Curto  e  Acierno.  Chi  è  favorevole
 rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si  passa all'emendamento 8.8 a firma dell'onorevole  De
     Benedictis.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS .  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
 con  l'emendamento si vuole rendere più coerente lo  spirito
 della   stessa   legge  con  quello  che  è  l'indirizzo   e
 l'orientamento  della  normativa  nazionale.   Ad   esempio,
 quello  della  legge  328  è  rivolto  specificatamente   ai
 bisogni  della persona, ma anche, e qui è coerente, con  gli
 intendimenti  della  stessa  legge  che  stiamo   trattando.
 L emendamento, in più di un punto, fra gli obiettivi che  si
 prefigge,  indica  non soltanto la famiglia  quale  soggetto
 beneficiario  degli  interventi della Regione,  ma  anche  e
 soltanto il soggetto -  e non tutti -  che ne fa parte.
        Faccio  riferimento al punto 1 dell articolo  2,  nel
 quale,   alla lettera c),  si parla di tutelare il benessere
 di  tutti,  di equilibrio psico-fisico di ciascun  soggetto;
 alla  lettera  f), dove si fa riferimento  agli  impegni  di
 lavoro dei coniugi.
        Non  c'è dubbio che in questo senso l'indirizzo della
 legge  è  rivolto al singolo soggetto. Ma ancora di  più  l
 attenzione  rivolta alla persona emerge al punto  g),   dove
 si  parla  di  libera  scelta da parte  del  cittadino  "nel
 funzionamento  della rete degli interventi e dei  servizi  e
 di  sostegno alle persone"; ed ancora al punto i) quando  si
 parla  delle  vittime  di violenza  sessuale  e  dei  minori
 abusati o deviati.
        Cioè  esiste un complesso di obiettivi che  non  sono
     necessariamente    individuabili   nell'insieme    della
     famiglia  ma  più  propriamente,  credo,  rivolti   alla
     persona.  Troverei  dunque  coerente  -  e  non  è   una
     limitazione,  ma  semplicemente un  ampliamento  ed  una
     precisazione  -   aggiungere alla dizione  "associazioni
     di   solidarietà   familiare"  (sulla   cui   natura   e
     considerazioni  sorvolo) la parola  "ed  alla  persona",
     cosicché   si   potrebbe   leggere   "associazione    di
     solidarietà  familiare  ed alla persona",  riconducendo,
     ripeto,   la  stessa  dizione degli istituti  introdotti
     allo  spirito  della  stessa  legge  e  alle  intenzioni
     solidaristiche che essa sottende.
          Vorrei,    pertanto,   che  la  Commissione   fosse
     attenta   a  tale  richiamo  e  che  anche  il   Governo
     esprimesse un parere Vorrei positivo.

      CUFFARO  Signor Presidente. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 capisco   le   considerazioni  espresse  dall onorevole   De
 Benedictis,  però  non riusciamo ad inserirle  nel  contesto
 dell'articolo  perchè parliamo di associazione  accreditata.
 Cosa    vuol    dire   "aggiungere   la   parola    'persone
 accreditate"?;   salta  tutto...Per   alte   ragione   siamo
 contrari.  Poi,  in  fase  di  coordinamento  vedremo   come
 aggiustarlo.
 .
    PRESIDENTE    Pongo   in  votazione   l emendamento   8.8
   dell onorevole De Benedictis.
   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole si alzi; chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 8.12 dell'onorevole Lo Curto.
     Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi  è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si passa all'emendamento 8.2 degli onorevoli Forgione  e
     Liotta.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, intervengo solo per invitare
 il   Presidente  della  Regione  a  riflettere   su   questo
 emendamento,  in  quanto prevedere centri  di  incontro  per
 preadolescenti  non credo snaturi i principi  del    disegno
 di  legge in esame ma che abbia anzi delle finalità ad  esso
 collegate  e  che ciò possa essere un utile sperimentazione,
 fra  l'altro  già  avviata  in diverse  regioni  del  nostro
 Paese.
 .
    PRESIDENTE    Pongo  in votazione l'emendamento  8.2.  Il
   parere del Governo?

    CUFFARO    presidente  della  Regione.   Il   Governo   è
 contrario,  in  quanto, subito dopo,   c'è  un  emendamento,
 l'8.7, che affronta il problema in maniera più ampia.
     Il  Governo, dunque,  si ripromette di riparlarle quando
 passeremo all emendamento 8.7.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
   resti seduto.

                     (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 8.3 dell'onorevole Forgione  ed
   altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    FORGIONE  Il parere del Governo?

    PRESIDENTE  Il Governo ha già espresso parere contrario.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, desidero sapere: se non  c'è
 una  pregiudiziale ideologica è solo ridicola la cosa    Voi
 esprimete  parere contrario al fatto che per  quel  servizio
 oltre  al personale della scuola possa concorrere  anche  il
 personale della USL  Ditemi se non c'è un pregiudizio

    CUFFARO  presidente della Regione. La formazione  con  le
   USL che c'entra?

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 8.3.

     Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 8.9 dell. onorevole Cracolici.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io
 credo  che  questo  emendamento  si  ponga  l'obiettivo   di
 realizzare   un'attività   che   considero   importante    e
 fondamentale  sia per la gestione dei genitori nel  rapporto
 con  i  propri  figli,  sia  nel  rapporto  tra  istituzione
 scolastica  -  corpo docenti - e genitori,   ovvero    tutta
 l'attività   di  formazione  e  informazione  all'educazione
 sessuale.
      Il   fatto  che  si  possa  affermare  che   in  questo
 provvedimento  legislativo,  tra  i  compiti   educativi   a
 sostegno   della   famiglia,   vi  sia   la   formazione   e
 l'informazione  sulla sessualità lo considero  un  fatto  di
 civiltà e di avanzamento del processo educativo.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l emendamento  8.9.  Il
   parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 8.4 degli  onorevoli
   Forgione e Liotta..

    FORGIONE  Signor Presidente, passi il fatto che  neghiamo
 l'educazione sessuale nelle scuole, ma  stiamo  facendo  una
 legge  così  medioevale  che non solo  pretendiamo   di  non
 informare  i  ragazzi  e di non renderli  consapevoli  anche
 dell'educazione  sessuale, ma,   se  poi  succede  qualcosa,
 neghiamo   loro pure i diritti acquisiti con  le  leggi  che
 potrebbero  tutelarli.  Ognuno si  merita,  per  così  dire,
 l'età   storica   di  riferimento:  stiamo   ritornando   al
 medioevo .
      Ma  torniamo alle cose più concrete e meno ideologiche.
 Signor  Presidente della Regione,  nel suo disegno di  legge
 c'è  scritto:  "sostegno all'assunzione delle responsabilità
 genitoriali  mediante programmi educativi individualizzati";
 io  le  propongo  -  e ovviamente lei sarà  d'accordo     di
 aggiungere   "con   l'eventuale   supporto   di    personale
 qualificato messo a disposizione degli enti pubblici .

    PRESIDENTE    Pongo  in votazione l'emendamento  8.4.  Il
   parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi,  chi  è  contrario
   resti seduto.

                          (E'approvato)

     Si  passa  all emendamento 8.5, a firma del Governo.  Lo
     pongo in votazione.
      Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE ,  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE .  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo  8  nel  testo
   risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
   si alzi.

                        (E' approvato)

     Si  passa  all emendamento 8.6 dell onorevole Moschetto,
     Baldari ed altri.

    MOSCHETTO  Ne chiedo l'accantonamento.

    PRESIDENTE  Perché onorevole Moschetto?

    MOSCHETTO     Signor    Presidente,    l emendamento    è
 direttamente collegato ad un altro sull'articolo 16, per  le
 risorse   finanziarie.  Io  chiedo  di  discuterlo   insieme
 all'emendamento  16.3,  in  quanto,   se  il  principio  sta
 nell'8.6  e  gli  uffici  lo hanno  catalogato,  le  risorse
 finanziarie stanno nell'emendamento 16.3.
   Discutendo separatamente l emendamento 8.3 mancherebbe  la
 copertura finanziaria.

    PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni,  resta  stabilito
   che   l emendamento  8.6  verrà  esaminato  congiuntamente
   all'articolo 16.
     Si  passa  all'emendamento aggiuntivo 8.7 a firma  degli
     onorevoli Barbagallo e Raiti..

      ARDIZZONE    Chiedo   di   apporre   la    mia    firma
     all emendamento 8.7.

         BASILE    Anch io   desidero   apporre   la    firma
 all emendamento.

      FORMICA  Formulo anch io la stessa richiesta.

      PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
      Onorevoli colleghi, relativamente all emendamento  8.7,
 mi  viene  comunicato dagli Uffici, ma io  questo  non  l'ho
 ancora  accertato,  che  si tratta  di  norma  programmatica
 senza copertura finanziaria.
     Sospendo la seduta per cinque minuti per accertarlo.

        (La seduta  sospesa alle ore 19,13 è ripresa alle ore
                               19.27)

     La seduta è ripresa.

    CUFFARO   presidente della Regione.   Chiedo  di  parlare
   sull'emendamento 8.7.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente,  il
 Governo   condivide  la  filosofia  complessiva  di   questo
 emendamento, nel senso che siamo assolutamente favorevoli  e
 convinti  che  potrebbe anche essere discusso  ed  approvato
 stasera;   però   ci  rendiamo  conto  che   l'argomento   è
 importante.
   Se  la  Presidenza, su richiesta del Governo, ritiene  che
 sull argomento  si possa sviluppare un dibattito,  come  noi
 riteniamo  giusto  debba essere,  ma  che  ci  sia  o  possa
 esserci  la garanzia che venga calendarizzato sin da adesso,
 (per  noi  va bene anche la prossima settimana, ma anche  al
 più  tardi  alla  ripresa  dei  lavori  d'Aula)  il  Governo
 chiederebbe  - pur condividendone l'impegno -  all'onorevole
 Barbagallo, se lo ritiene,  di  ritirare l emendamento,  con
 l'impegno  della Presidenza di calendarizzare  il  dibattito
 su un apposito disegno di legge...

    PRESIDENTE    La   Presidenza  non   ha    difficoltà   a
 calendarizzare   un  disegno  di  legge  del   Governo;   se
 l'onorevole  Barbagallo  ritira  l'emendamento,  così  resta
 stabilito.

    BARBAGALLO  Ritiro il mio emendamento.

    PRESIDENTE    L'Assemblea  ne  prende  atto.   Si   passa
   all'articolo 9. Ne do lettura:

                            Art. 9.
                     Centri di accoglienza

       1.  La Regione eroga contributi per la copertura delle
     spese  di primo impianto alle associazioni di donne  che
     organizzano centri di accoglienza per donne  vittime  di
     maltrattamenti in famiglia e per i loro figli minori,  o
     a rischio di maltrattamento fisico o psichico.

       2.  I  centri di accoglienza sono gestiti da  donne  e
     provvedono al ricovero diurno e/o notturno delle donne e
     dei  loro  figli  in  case  il cui  domicilio  è  tenuto
     riservato e possibilmente lontane dal luogo di residenza
     per un periodo massimo di un anno.

       3.  I  centri  di  accoglienza  forniscono  assistenza
     legale  e  psicologica alle donne e  ai  loro  figli,  e
     favoriscono  il  reinserimento  lavorativo,  sociale   e
     scolastico  delle vittime di maltrattamenti e  dei  loro
     figli minori.

       4.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per   la
     famiglia,  le  politiche sociali e le  autonomie  locali
     sono   determinate  le  modalità  di  attuazione   degli
     interventi di cui al presente articolo .

     Comunico  che  all articolo 9 sono  stati  presentati  i
     seguenti emendamenti:

     -   dagli onorevoli Segreto ed altri:
     emendamento 9.3

     -   dagli onorevoli Barbagallo e Raiti:
     emendamento 9.1;
     emendamento 9.2.

     Si passa all emendamento 9.3. Lo pongo in votazione.
     Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi,  chi  è  contrario
   resti seduto.

                        (Non è approvato)

     Si passa all emendamento 9.2. Lo pongo in votazione.
     Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi,  chi  è  contrario
   resti seduto.

                        (Non è approvato)

       Si passa all emendamento 9.1 Lo dichiaro improponibile
 per mancanza di copertura finanziaria.

       Pongo  in  votazione l'articolo 9.  Chi  è  favorevole
 resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:

                           <<Art. 10.
                     Buono socio-sanitario

       1.   L'Assessorato  della  famiglia,  delle  politiche
     sociali  e  delle  autonomie  locali  è  autorizzato   a
     promuovere,  anche  mediante  i  comuni,  interventi  di
     carattere  innovativo e sperimentale  in  ambito  socio-
     sanitario  da  realizzare attraverso l'attribuzione,  in
     base  a livelli di reddito predeterminati, di erogazioni
     finanziarie   denominate   buoni   socio-sanitari,    da
     corrispondere  con  carattere periodico  in  alternativa
     alle  prestazioni  di natura residenziale  eventualmente
     dovute,  alla  luce  della vigente normativa,  a  nuclei
     familiari  i  quali comprendano nel loro ambito  anziani
     non autosufficienti o disabili gravi.

       2.   Il  buono  può  essere  altresì  impiegato  dalla
     famiglia per l'acquisto di prestazioni socio-sanitarie a
     carattere  domiciliare, in favore dei medesimi  soggetti
     di  cui  al  comma  1, offerte da enti ed  organismi  no
     profit,  accreditati  secondo strumenti  e  modalità  in
     grado   di   consentire  la  libera  scelta  dell'utente
     nell'ambito  di  una  gamma di  prestazioni  determinate
     riconducibili  alla  condizione  dell'utente   medesimo,
     nonché  una concreta ed effettiva verifica, in  rapporto
     alla  natura  delle prestazioni stesse  richieste  dalla
     famiglia,  sull'appropriatezza  dell'intervento,   sulla
     qualità  dei  comportamenti dell'ente  erogatore  e  dei
     singoli operatori.

       3. L'importo del buono non può, in ogni caso, superare
     l'ammontare     dell'indennità    di     accompagnamento
     predeterminata dalla disciplina vigente in materia.

       4.  Con decreto del Presidente della Regione, adottato
     su proposta dell'Assessore per la famiglia, le politiche
     sociali  e le autonomie locali, entro centoventi  giorni
     dall'entrata  in  vigore della presente  legge,  vengono
     determinati i livelli di reddito complessivi del  nucleo
     familiare, le modalità per l'accesso al buono e  per  il
     suo  utilizzo in attuazione di quanto previsto dai commi
     1  e  2,  nonché  il  sistema  di  accreditamento  degli
     organismi eroganti unitamente agli strumenti di verifica
     e controllo.

     Comunico  che  all articolo 10 sono stati  presentati  i
     seguenti emendamenti:

     -   dall onorevole De Benedictis:
     emendamento 10.4;

     -   dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe:
     emendamento 10.2;

     -   dagli onorevoli Forgione e Liotta:
     emendamento 10.1;

     -   dall onorevole Ortisi:
     emendamento 10.3.

       Dichiaro precluso l emendamento 10.2 per contrasto con
 precedenti    deliberazioni   dell Assemblea.    Si    passa
 all emendamento 10.4. Lo pongo in votazione.
        Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

       PRESIDENTE  Lo pongo in votazione, chi è favorevole si
 alzi, chi è contrario resti seduto.

                        (Non è approvato)

          Si   passa  all'emendamento  10.1.   Lo  pongo   in
 votazione.
        Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

       PRESIDENTE   Lo pongo in votazione, chi  è  favorevole
 resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.3.

    ORTISI  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESDIENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi  prego
 di  non guardare con pregiudizio alla posizione complessiva.
 La  mia preoccupazione relativamente a questo emendamento  è
 che  nelle  more  della regolamentazione  del  buono  socio-
 sanitario  si possano riaccendere contratti fra la  Pubblica
 Amministrazione   e   associazioni   mediante    gare    che
 porterebbero  poi ad un doppio regime nel corso  del  tempo.
 Ritengo  che prorogare quelle che sono in scadenza  fino  al
 giorno  della  pubblicazione, per mesi 12, ma anche  per  un
 periodo minore   ciò dipende dal tempo che il Governo  pensa
 di  utilizzare  per  la regolamentazione  del  buono  socio-
 sanitario  -  eviterebbe di incontrare poi delle  difficoltà
 ed  anche  l accensione di contenziosi. Ad esempio,  se  una
 amministrazione  stipula  un contratto  con  un'associazione
 che  vince  una  gara per tre anni e poi  ci  si  ritrova  a
 regime sul buono socio-sanitario. Sono certo che ci sarà  un
 gran  trambusto, ma  possiamo evitarlo intervenendo come  ho
 suggerito   poc anzi.   E   un  contributo,   spero,   senza
 pregiudizio

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 10.3. Chi  è
 favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                       (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.
 Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E'approvato)

     Si passa all'articolo 11.

                           "Art. 11.
                         Madri di giorno

        1.  Per 'madre di giorno' s'intende una casalinga  in
     possesso   di   un'esperienza   abilitante,   conseguita
     attraverso  la  personale esperienza della  maternità  o
     attraverso  apposite esperienze formative,  che  durante
     il  giorno assista, fornendo le cure materne e familiari
     e  contribuisca ad educare, nel proprio domicilio, uno o
     più  minori  appartenenti ad altri nuclei  familiari  in
     età da asilo nido.

        2.  La  madre  di  giorno opera in forma  individuale
     attraverso  rapporto  di  collaborazione  coordinata   e
     continuativa    intrattenuto   con    associazioni    di
     solidarietà   familiare,   ad   esclusione   di   quelle
     costituite  ai  sensi  della legge  regionale  7  giugno
     1994,  n.  22  che,  in  un  quadro  di  sostegno   alle
     responsabilità genitoriali, abbiano anche  lo  scopo  di
     promuovere  l'esperienza  delle  madri  di  giorno,   di
     fornire  loro la necessaria preparazione o di  integrare
     quella   già   posseduta,  di   assisterle   sul   piano
     amministrativo  e  tecnico, di garantire  la  continuità
     della  presa in cura del minore nel caso di  malattia  o
     impedimento,  di  fornire  le necessarie  consulenze  in
     campo  psicopedagogico, di assumere gli oneri  derivanti
     dalle   coperture  assicurative  per  la  responsabilità
     civile  verso  terzi e di provvedere alla fornitura  dei
     beni   strumentali   o   di   consumo   necessari   allo
     svolgimento del servizio.

        3.  La  madre  di  giorno svolge la propria  attività
     senza  ricevere  alcun  compenso  dalle  famiglie  degli
     utenti, che versano alle associazioni di cui al comma  2
     un  corrispettivo  per il servizio ricevuto  determinato
     in   misura   da  consentire  la  copertura  dei   costi
     necessari al suo mantenimento.

        4.  I  comuni possono erogare alle famiglie,  secondo
     livelli   di   reddito   e   criteri   di   attribuzione
     predeterminati,    vaucher    spendibili    presso    le
     associazioni  di cui al comma 2, accreditate  presso  la
     stessa  amministrazione  comunale  mediante  stipula  di
     apposita convenzione.

        5. Le convenzioni, di cui al comma 4, prevedono:

        a)   determinazione  del  corrispettivo  relativo  al
        servizio
     ricevuto in conformità a quanto stabilito al comma 3;

        b)  procedure e modalità d'integrazione tra i servizi
     pubblici all'infanzia, i servizi socio-assistenziali  ed
     i servizi delle madri di giorno;

        c)   standard  minimi  di  esperienza  o   formazione
     abilitante  per  lo  svolgimento del servizio  da  parte
     della madre di giorno;

        d) modalità di verifica periodica della qualità del
     servizio."

     Dichiaro aperta  la discussione generale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo
 che  questo  sia  uno degli articoli madre  del  disegno  di
 legge  sulla  famiglia  (scusate  l'espressione,  visto  che
 parliamo  delle  madri di giorno), in quanto istituisce  una
 figura,  anche  se  viene denominata in  maniera  impropria.
 Infatti,  la maternità non ha orario e l'idea che  si  possa
 essere madre di giorno e non di notte è assai singolare.
      Ciò  che stupisce, al di là della denominazione, è  che
 in  realtà  questa norma è un po' edulcorata per regolare  -
 si   presume   che   voglia  fare  questo   -   una   figura
 professionale  o pseudo tale, che esiste da molti  anni,  da
 quando esiste lo spirito educativo.
      Una   volta   si  chiamava   tata ,  oggi   si   chiama
  babysitter .  Noi stiamo stabilendo di chiamarla  madre  di
 giorno.   Quello  su  cui  vorrei  richiamare  l attenzione,
 poiché  ritengo che su  questo articolo il Parlamento  dovrà
 assumere  comunque un orientamento, mi auguro serio,  è  che
 in  esso si stabilisce che quest'attività che io chiamo  più
 semplicemente   di   bebisitteraggio   può   essere   svolta
 soltanto  da  colei  che è madre o da  colei  che  ha  avuto
 un'apposita esperienza formativa.
      A prescindere dal fatto che vorrei conoscere quali sono
 le  scuole  di  formazione  per  diventare  madre,  ritengo,
 appunto,   che   sia    assai   singolare   stabilire    che
 un'attività di assistenza e quindi di servizio alla madre  o
 al  bambino  può essere esercitata soltanto da colei  che  a
 sua volta è stata madre.
      L'altro aspetto che mi sembra assai singolare è che  in
 nome  della  libertà di scelta, (ricordiamoci, infatti,  che
 questa  è una legge sia pure a vantaggio della famiglia,  ma
 che  vuole  affermare  il principio di  libertà  dell'utente
 nell'accesso  ai  servizi), si stabilisce che  la  madre  di
 giorno    può    essere   utilizzata   soltanto   attraverso
 un'associazione  familiare.  Quindi  non  si   instaura   un
 rapporto  diretto tra  la famiglia e la prestatrice d'opera,
 bensì   c è   un   rapporto  mediato   e   intermediato   da
 un'associazione familiare. Fatto ancora più singolare è  che
 la  Regione rilascia un voucher alla famiglia, la quale  può
 ricorrere  alla  madre di giorno a secondo della  fascia  di
 reddito in cui rientra.
      Presumo,  quindi,  che chi può utilizzare la  madre  di
 giorno  sia una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano
 e  sono  persone  che  probabilmente  hanno  una  situazione
 reddituale  tale  da determinare un aiuto diretto  da  parte
 della Regione.
      Mi auguro che il Parlamento, con una prova di saggezza,
 cancelli  per intero questa norma, in quanto, a  mio  avviso
 essa  è  da  considerare arretrata. Affermo ciò, considerato
 che  in  essa  si  stabilisce che il rapporto  di  lavoro  è
 regolato  dal  CO.Co.Co,  ma ricordo  a  voi  tutti  che  il
 Governo  nazionale ha approvato recentemente un decreto  che
 stabilisce  che i contratti di collaborazione  coordinata  e
 continuata  non esistono più e che dal 1  settembre  nascono
 i  cosiddetti 'lavori a progetto'.  Inoltre, tale norma è da
 considerarsi    arretrata  anche  sul  piano  dell effettiva
 gestione  di un servizio, che mi auguro si possa diffondere,
 ma  con  la  libertà di scelta delle famiglie  che,  quindi,
 potranno valutare chi assumere  per stare insieme ai  propri
 figli.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
 l'onorevole  Virzì  mi invita a sorridere,  parafrasando  il
 titolo  di  un bellissimo film: "Non ci resta che piangere",
 considerato  che  gli articoli di questo  disegno  di  legge
 ripropongono   un   modello  sociale  e  culturale   gretto,
 pericoloso,  sbagliato,  con  un involuzione  dell'idea   di
 società.  Mi  riferisco al fatto che  per  essere  madri  di
 giorno   (non  le  chiamiamo  più  babysitter,  in   quanto,
 ovviamente,  il  riferimento è  la  madre  suprema)  bisogna
 avere  avuto  esperienze  dirette di  maternità;  in  questa
 norma  si privilegia ciò o, in seconda battuta si menzionano
 le esperienze acquisite.
   Alcuni colleghi, coloro i quali sono più anziani di  me  e
 che  hanno avuto la tata, ricorderanno certamente che  quasi
 sempre  non  era una donna sposata o con esperienze  dirette
 di  maternità,  eppure a lei  veniva delegata  la  cura,  la
 crescita e la prima formazione del bambino.
   Onorevoli  colleghi, quante studentesse vivono facendo  le
 babysitter, e quante famiglie delegano a giovani  ragazze  -
 studentesse  che  acquisiscono una  formazione  diretta  nel
 rapporto  con  il bambino, con la famiglia, un  rapporto  di
 fiducia  o  anche  di parentela lontana  -  il  ruolo  della
 crescita,  della  cura  dei bambini  durante  le  ore  della
 giornata  in  cui i genitori lavorano?  Noi   precludiamo  a
 questi soggetti ogni possibilità di intervento
      C'è qualcosa di peggio ed insisto anche su questo:  voi
 state    costruendo   una   nuova   struttura    finanziaria
 speculativa  per alimentare una nuova fascia  di  precariato
 nella nostra  Regione. Dovete spiegarmi, infatti, perché  la
 Regione  non  concede  i  finanziamenti  alla  famiglia  per
 pagare  direttamente la madre di giorno, ma li concede  alla
 famiglia  che  è  vincolata però a passarli all'associazione
 di  solidarietà familiare, la quale deve stipulare contratti
 di  collaborazione coordinata e continuativa con le madri di
 giorno.
      Questa   struttura,  quindi,  tesa  ad  alimentare   il
 precariato,   diventa   di  fatto   un'agenzia   di   lavoro
 interinale  ed  in  tal modo voi contribuite  a  creare  una
 nuova  fascia  di precariato neo-clientelare che  risponderà
 ai vostri interessi politici e finanziari.
      Non  durerà  molto questo giocattolo perché  non  siamo
 così  sciocchi da non capire che dietro tale articolo  vi  è
 un operazione speculativa.
      Così facendo state affermando la doppia morale. Fate la
 morale  nella sfera del sacro e poi gli affari  nella  sfera
 del profano
      Da   un   lato   riproponete  le  forme   peggiori   di
 integralismo  cattolico e, dall'altro, in  nome  di  questo,
 state  precostituendo un sistema di affari e  una  struttura
 lavorativa   tesa  a  creare  precariato  sottopagato,   non
 retribuito,  non  riconosciuto in  quanto   i  contratti  di
 collaborazione continuata e coordinata comportano  questo  e
 voi lo sapete.
      Possibile  che non arrossite di fronte a ciò che  state
 facendo?  Mi  rendo conto che non vi importa,  tanto  questa
 legge  l avete fatta tra di voi  Avete già le  strutture,  e
 tra  qualche  giorno riusciremo ad avere anche  l'elenco  di
 tutte le associazioni di solidarietà familiare, vi diremo  a
 chi  corrispondono, chi le ha alimentate, dove sono le sedi,
 da  quanti  mesi sono pronte e chi fa parte dei consigli  di
 amministrazione   State  facendo tutto  ciò  in  nome  della
 famiglia, della vostra famiglia

        FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
 mi  riguarda  gli  elementi  di preoccupazione,  rispetto  a
 questa norma, aumentano.
      Tra questi elementi c è il fatto che mi sento costretto
 a  condividere  l'intervento dell'onorevole  Forgione,  così
 come lui ha più volte condiviso, rispetto a questa legge,  i
 miei interventi.
      Questo è per me un elemento di grande preoccupazione in
 quanto  si determina una sorta di sovrapposizione ideologica
 che avrei voluto evitare.
      Ma  c'è  un'altra  cosa  che  mi  preoccupa  in  questo
 articolo, onorevole Presidente: i corsi di maternità.
      Non  oso  pensare  al contenuto dei programmi  di  tali
 corsi;  non  oso  pensarlo  e  non  oso  alludere  a  nulla
 Intendo,   invece,  alludere  alla  più  volte   manifestata
 volontà  da  parte del Governo di non alimentare,  forme  di
 ulteriore precariato.
      Ci  sono state dichiarazioni altisonanti anche rispetto
 a  questioni  poste dal sottoscritto e che affrontavano  ben
 altra  fattispecie  e  ben  altra  attività  della  Pubblica
 Amministrazione  inadempiente, ma ci sono intere  pagine  di
 giornali   dedicate  all interruzione   del   fenomeno   del
 precariato  e all alimentazione di strumenti che determinano
 l'aumento del fenomeno del precariato.
            La  vicenda delle madri di giorno e dei nidi,  di
 cui al successivo articolo 12, è significativa.

              PRESIDENTE  Comunico  che  all articolo 11 sono
 stati  presentati i  seguenti     emendamenti:

     -   dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe:
     emendamenti 11.3 e 11.2;
     -   dall'onorevole Beninati:
     emendamento 11.13;

     -   dall'onorevole Cracolici:
     emendamenti 11.20, 11.21 e 11.22;

     -   dagli  onorevoli Forgione e Liotta:
     emendamento 11.1;

     -   dall'onorevole Giannopolo:
     emendamenti 11.4, 11.5, 11.6, 11.7 e 11.8;

     -   dagli onorevoli  Panarello e De Benedictis:
     emendamenti 11.9, 11.10 e   11.11;

     -   dagli onorevoli Franchina e Fratello:
     emendamento 11.24;

     -   dal Governo:
      subemendamento 11.24.1;

     - dagli onorevoli Segreto ed altri:
     emendamenti 11.14 e 11.15;

     -   dagli onorevoli Fratello ed altri:
     emendamento 11.25;

     -   dall'onorevole Papania:
     emendamenti  11.16, 11.17 e 11.18;

     -   dall'onorevole De Benedictis:
     emendamento 11.19;

     -   dall'onorevole Ortisi:
     emendamento 11.12.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo  brevemente  la
   seduta.

        (La seduta sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore
                               19.56.)

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.
   Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,
 intervengo  sugli emendamenti all'articolo 11.  Ritengo  che
 qui  non si metta in discussione il diritto di sostenere  la
 famiglia  e le esigenze educative della prole attraverso  il
 ricorso  a questa forma di collaborazione chiamata madre  di
 giorno,      ma      non     considero     l'intermediazione
 dell'associazione  familiare di  solidarietà   un  passaggio
 indispensabile.
      Ritengo che il rapporto tra la famiglia, tra il  nucleo
 parentale,  che  ha  bisogno  di questa  collaborazione,  di
 questo  sostegno educativo, pedagogico, psicologico, sociale
 e   assistenziale,  e  la  madre  di  giorno  possa   essere
 direttamente   intrattenuto  tra  le   parti   senza   dover
 necessariamente passare attraverso l'associazione  familiare
 di  solidarietà. Quindi, dichiaro la mia personale posizione
 favorevole  alla cassazione dei commi 3, 4 e 5 dell'articolo
 11,  cioè  quelli che prevedono il passaggio  attraverso  le
 associazioni di solidarietà familiare.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  soppressivo
   11.3.

         CRACOLICI    Chiedo  che la  votazione  avvenga  per
 scrutinio segreto.

        VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 11.3

          PRESIDENTE    Onorevoli    colleghi,   essendo   la
 richiesta   appoggiata  a  termini  di   Regolamento   dagli
 onorevoli   Giannopolo,  Liotta,  Oddo,  Papania,  Speziale,
 Forgione,  Morinello   e  Ortisi  indìco  la  votazione  per
 scrutinio segreto dell'emendamento 11.3.
         Dichiaro aperta la votazione.

   Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole  preme
 il  pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
 chi si astiene preme il pulsante bianco.
     Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

      PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

      PRESENTI   .     56
      VOTANTI       56
            MAGGIORANZA 29
            FAVOREVOLI  28
            CONTRARI  ..  .28

                      (L Assemblea non approva)

     Si  passa  all'emendamento 11.1, a firma  dell'onorevole
     Forgione.
 Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è favorevole si alzi;chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.4,  a  firma  dell'onorevole
   Giannopolo.
 Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

     Si  passa  all'emendamento 11.9, a firma degli onorevoli
     Panarello  e  De Benedictis. Lo pongo in  votazione.  Il
     parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi;  chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

      Comunico   che   è   stato   presentato   dal   Governo
 l emendamento 11.24.1:
         "Al  primo  rigo  del  punto  2  cassare  le  parole
 'coordinata e continuativa'".

    PRESIDENTE  .  Lo pongo in votazione.  Il   parere  della
   Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 11.24 degli onorevoli Franchina e
   Fratello.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione.  Contrario.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole si alzi; chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 11.10. Lo pongo in votazione. Il
   parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signor
 Presidente   della  Regione,  vorrei  sollecitare   la   sua
 attenzione. Questo emendamento si limita a cassare  ciò  che
 considerano  in tanti una forzatura innaturale sul  servizio
 di   babysitteraggio , cioè eliminare  l'obbligatorietà  che
 per  fare  la  madre di giorno si debba essere a  sua  volta
 madre,  cioè  l'idea che per fare questo servizio  lo  possa
 fare  soltanto  chi ha già avuto dei figli. Lo  consideriamo
 in  tanti una cosa fuori dal raziocinio, dal buon senso, per
 cui inviterei il Governo ad accettare questo emendamento.
      Vorrei approfondire il concetto e vorrei altresì che il
 Governo  fosse  attento  nel senso che  quest'emendamento  a
 firma    dell'onorevole   Panarello   chiede   di    cassare
 l'obbligatorietà   di  essere  madre  per   poter   svolgere
 l'attività di madre di giorno; cioè il concetto per  cui  la
 madre  di giorno per farlo deve essere soltanto colei che  è
 già  madre è una cosa che molti considerano fuori  dal  buon
 senso.
     Chiedo  pertanto  al Governo di valutare  il  parere  su
     questo emendamento.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO  presidente della Regione. Siamo contrari  perché
 già  nell'articolo  1 del testo del disegno  di  legge  sono
 previste   esperienze  formative  diverse,  quindi   è   già
 espressa la volontà del Governo.

    PRESIDENTE  Il Governo ribadisce il voto contrario.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ad  un
 certo  punto  si avverte un senso di impotenza,  si  parlano
 linguaggi  diversi. Che vuol dire 'o anche coloro che  hanno
 esperienze  formative'.  Il problema  è  questo:  basta  non
 definirlo.
     Le  madri  di  giorno,  vi  segnalo,  che  sostituiscono
 praticamente le baby-sitter. Noi diciamo che le ragazze  che
 fanno  le studentesse universitarie e si mantengono  facendo
 le  baby-sitter,  che ragazze, giovani donne  che  non  sono
 madri,  ma  che sono sposate e quel l reddito gli serve  per
 integrare  un  reddito  familiare  che  è   debole,  non  lo
 possono fare, solo se poi, però, qualcuno le avrebbe  dovuto
 formare,   e  dobbiamo  decidere  chi  le  formerà,   queste
 professionalità  tali  da  integrare  quelle  che,   invece,
 naturalmente sono votate a fare "le madri di giorno"  perché
 sono  già madri; tra l'altro mi sembra una cosa folle quella
 che  stiamo  facendo, assolutamente folle,  ma  siamo  fuori
 dall'Europa,  fuori dal mondo civile, fuori. Volete  che  ci
 mettiamo il "burqa"?  Cosa dobbiamo fare?
      Se  il  Presidente della Regione dice "però c'è scritto
 quelle  che  sono...", allora aboliamolo;  lo  possono  fare
 tutte le donne.

    LO CURTO . L'istinto materno è nella donna

    FORGIONE  L'istinto materno è nella donna sia  che  abbia
 vissuto  l'esperienza della maternità, sia che  non  l abbia
 vissuto.

    ARDIZZONE   presidente  della I Commissione  e  relatore.
   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente  della I Commissione  e  relatore.
 Signor  Presidente, onorevoli colleghi, essendo  tra  coloro
 che  hanno seguito attentamente i lavori che si sono  svolti
 in    Commissione,   posso   dire   che   questo   problema,
 oggettivamente, è stato sollevato in Commissione; però ci  è
 stato  spiegato da tutti coloro che hanno partecipato  e  ci
 ha   convinto.  Peraltro,  abbiamo  un  articolo  abbastanza
 recente  che parla proprio delle "mamme di giorno" che  sono
 un'esperienza  positiva  proprio  in  Germania.  Altro   che
 involuzione  o  Medioevo E  tutt'altro,  perché  sono  delle
 figure che si affiancano.
      Ci  è  stato spiegato che la "madre di giorno", proprio
 perché  ha  un'esperienza particolare di madre, assiste  nel
 proprio  domicilio,  insieme ai suoi figli,  i  figli  degli
 altri;  questo è stato il concetto fondamentale, tant'è  che
 l'incongruenza,  probabilmente, si poneva con  il  passaggio
 successivo  ma non è in contrasto né con gli asili  pubblici
 o   asili  privati  e  dico  tutt'altro  perché  sono  delle
 esperienze  che  stanno partendo, tra  qualche  giorno,  tra
 qualche mese partiranno a Milano, ma è un'esperienza  che  è
 stata  prevista con successo proprio in Germania.  Onorevole
 Forgione,   ripeto:  altro  che  involuzione   o   Medioevo,
 tutt'altro
      Con  questa  legge  noi  stiamo  facendo  un  un  passo
 notevole  in  avanti rispetto ad altre Regioni  e  ad  altri
 Comuni,  perché c'è stata una esperienza proprio del sindaco
 Veltroni  che, purtroppo, non so se per incapacità o  altro,
 si è bloccata ma che non è stata portata avanti.
      Questo  è  il  significato della "madre di giorno":  un
 soggetto, cioè, che da madre assiste altri bambini,  insieme
 ai  suoi  bambini  perché  nello  stesso  condominio,  nella
 stessa  famiglia  non  si  possono  assistere  più  di  tre,
 quattro, al massimo sette bambini.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
 Presidente   della  Commissione  ha  risposto   in   maniera
 impropria ad un problema che è stato sollevato.
      Qui non si mette in discussione il sistema, si è voluto
 sottolineare,  in  questo  caso  specifico,  quando  abbiamo
 votato  l'emendamento  soppressivo. E   chiaro  che  abbiamo
 messo  in  discussione il sistema. Qui si tratta di un'altra
 cosa:  si  dice che il fatto di essere madre  di  per  sé  è
 elemento sufficiente ad avere l'affidamento del bambino.
      Questo  è  un  concetto che non ha nessuna  consistenza
 scientifica  ed è anche offensivo per donne che non  possono
 avere figli, che hanno fatto la scelta di non avere figli  e
 che   non  possono  essere  essere  penalizzate  per  questo
 aspetto.
      Io  mi collego anche alla questione della casalinga che
 non  voleva essere un emendamento che metteva in discussione
 l'impianto della legge.
      Pregherei il Presidente della Regione di rileggersi  il
 testo della legge, visto che ci tiene tanto, quando si  dice
 che  'la  madre  di giorno è una casalinga', è  un  concetto
 riduttivo,  caso mai si dovrebbe scrivere  'una  donna,  una
 persona di sesso femminile', ma che significa casalinga?  E'
 un  modo  per  qualificare, anche dal  punto  di  vista  del
 linguaggio,  una  legge in termini negativi  ed  in  termini
 offensivi   per   una  parte  delle  persone   che   possono
 considerare utile questo sistema.
      Quindi, sono emendamenti che non mettono in discussione
 l'impianto  ma  cercano di sottolineare il dato  che  queste
 modalità  di  affidamento possono  essere  svolte  anche  da
 persone che non sono casalinghe - perché non c'è bisogno  di
 qualificarle  in  questa maniera -  e  che  non  sono  state
 madri,  perché, per esempio, non hanno potuto avere figli  o
 cose del genere. Niente altro.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 prendo  atto  dell'interesse che sta  suscitando  l'articolo
 11.   Prendo  atto  anche  del  fatto  -  così  come  diceva
 l'onorevole Panarello - che non è in discussione la  qualità
 dell'articolo, avevamo in qualche modo avuto il dubbio  che,
 invece,    fosse   messa   in   discussione    la    qualità
 dell'articolo.
      Questo ci sarebbe sembrato alquanto strano, dato che la
 Sicilia  non  arriva prima nella scelta di questa  filosofia
 dell'articolo 11 delle madri di giorno, perché prima di  noi
 sono  già  arrivate  altre Regioni: parlo  della  Lombardia,
 dell'Emilia  Romagna, del Lazio, quindi noi stiamo  tentando
 di   recuperare  su  un  tema  che  riteniamo  assolutamente
 importante.
     Non   disquisirei  sulla  parola  'casalinga'   o   'non
     casalinga'.
      La  parola  'casalinga', fra l'altro ripresa  anche  da
 molti   emendamenti  dell'opposizione,  non  ultimo   quello
 dell'onorevole  Forgione, che per  la  verità  nel  comma  1
 della  sua  riscrittura dell'articolo 11  credo  addirittura
 possa  essere  assolutamente  condivisibile  da  parte   del
 Governo,   ricita   il   nome   'casalinga',   si    intende
 ulteriormente   riaffermare  l'idea  che  qui   non   stiamo
 parlando  di  organizzare nuovi asili  nido  o  altre  cose,
 stiamo  tentando di far passare un principio che  non  credo
 possa  essere non accettato anche dalle opposizioni,  che  è
 il principio della 'sussidarietà'.
      Qui     noi     vogliamo    valorizzare    il     ruolo
 dell'associazionismo familiare, che non vuole  creare  nuovi
 artifici  lontano da noi: se in un palazzo di  10  piani  ci
 sono  7-8  famiglie  che ritengono di  fare  un'associazione
 familiare  ed  affidare ad una delle famiglie che  abita  in
 quel  palazzo  - quindi ad una casalinga che vive  lì  -  la
 possibilità  di  poter  accudire  i  bambini,  noi  vogliamo
 raggiungere  questo  obiettivo, siamo lontani  da  tutte  le
 altre storie che qui abbiamo ascoltato.
      Quindi, vorremmo fortemente privilegiare il ruolo della
 sussidarietà,  il  ruolo  dell'impresa  sociale,  perché  lo
 riteniamo  assolutamente importante e credo che  questa  sia
 ormai  una  filosofia che è entrata nell'ordine  complessivo
 delle  cose, quindi non mi stupisco e non mi scandalizzo  se
 continuiamo  a  parlare di casalinga,  perché  vuole  essere
 rafforzato  un  ruolo: quello di una donna che  abbia  avuto
 l'esperienza  della  maternità, ma  anche  se  non  l'avesse
 avuto  -   come  dice l articolo - 'che abbia esperienza  in
 tal senso', poi possiamo anche discutere.
      L emendamento  11.25 si fa promotore  di  come  possono
 essere  qualificate  alcune  di queste  esperienze  che  noi
 possiamo anche condividere.
      Vogliamo   far  passare  questo  princìpio,   non   c'è
 nient altro di nascosto o chissà quali richiami  a  ciò  che
 ho  ascoltato in questo Parlamento da alcuni deputati: è  un
 princìpio  che  in  alcune città ed  in  alcune  regioni  ha
 funzionato,   che  prima  in  assoluto  i   tedeschi   hanno
 sperimentato.  Onorevole Forgione, il nome originario  delle
 madri  di  giorno in tedesco è   'Tages Mutter',   lo  hanno
 sperimentato quindici anni fa i Tedeschi e, soprattutto,  in
 Italia  in Trentino Alto Adige. Il meccanismo ha funzionato,
 può  essere  un  vero  ruolo per la  sussidiarietà.  Noi  lo
 stiamo  proponendo  e  mi  fa piacere  che  qui  ci  sia  un
 dibattito  propositivo  per  tentare di  organizzare  meglio
 le 'madri di giorno'.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, credo che lei  ed  anche  il
 presidente  Ardizzone - ve l'ho già detto in  Commissione  e
 l'ho  detto  anche  all'ispiratore della  legge,  al  dottor
 Taormina  -  facciate una gran confusione e siate pochissimo
 documentati  sull'argomento; fate confusione  fra  due  cose
 complementari, le 'madri di giorno' e i nidi  familiari  che
 sono  due  cose diverse, le cui esperienze - vi ho  spiegato
 in   Commissione   e   reitero,  scusate  l'altezzosità   di
 spiegarvi  in questa sede - sono cose diverse. Innanzitutto,
 perché,  come  vi  dirò quando affronteremo  l'articolo  12,
 questi nidi familiari non sono sostitutivi dell'asilo  nido,
 come  lei  può  andare  a  vedere a  pagina  3  della  legge
 nazionale numero 285.
    In secondo luogo, perché mi vien da ridere quando mi dite
 che  devono  essere madri di giorno persone  con  esperienze
 materne  e  poi  affidate la formazione ad  associazioni  di
 solidarietà familiare, possibilmente formate da  nubili.  Ma
 cosa andate cianciando?

    LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
 vorrei  spiegare cosa si intende per  madre di  giorno .  Il
 Presidente Cuffaro ha cercato di spiegarlo e secondo me  c'è
 riuscito.   Questa esperienza nasce in Belgio, poi  è  stata
 seguita   in   Germania   e  adesso   adottata   nell'Italia
 settentrionale.  C'è  solo  una differenza  e  cioè  che  la
 nostra   realtà   rispetto a quella della  Lombardia  o  del
 Trentino  è  completamente diversa. Lì in un palazzo  di  20
 piani  non  lavora una sola mamma, qui in un palazzo  di  20
 piani  non lavorano 20 mamme, quindi può diventare veramente
 difficile  scegliere la persona alla quale  affidare  questo
 bambino.
      Allora,  il  problema  qual  è?  Perché  mamma?  Perché
 nell'accezione iniziale del termine era la mamma  che  aveva
 deciso  di  non  lavorare per stare con i figli  ed  a  quel
 punto  è stata fatta la madre di giorno, quindi veniva  data
 alla  mamma,  a quella mamma, la possibilità di  continuare,
 in quel condominio, a tenere i bambini degli altri.
      Secondo  me, non siamo molto lontani dalla  realtà.  La
 realtà  è  questa.  L'associazione di tipo  familiare  nasce
 nello  stesso  condominio,  nello  stesso  palazzo,  tra  le
 persone  che vi abitano, non può essere importata da  altri,
 non  può  esserci  un  altro momento, perché  è  lì  che  si
 caratterizza  la  'madre di giorno'. C è un grande  rapporto
 di  fiducia, c'è un grande rapporto di conoscenza perché gli
 si  affidano i propri figli, non  stiamo affidando un pacco,
 non  gli  stiamo  consegnando qualcosa  di  diverso,  stiamo
 dando  nostro figlio ad una persona che conosciamo, non  non
 ci  può  essere altra soluzione, non ci può essere un  altro
 tipo di ragionamento.
        Qual  è  la  differenza? C'è stata  un'esperienza  in
 Sicilia  e  un altra con un progetto 'Youthstart',  progetto
 occupazione  dell'Unione  Europea,  ad  Acicastello  che  si
 chiamava  proprio  'madre  di giorno'  ma   non  è  riuscito
 perché  dopo  due anni di sperimentazione quel progetto  non
 ha  proprio  visto  la luce, infatti, la realtà  in  cui  si
 caratterizzava era totalmente diversa da quella in  cui  era
 stata impiantata.
        Allora, secondo me, su questa base, ritengo  che,  se
 l'Assessore  riesce ad individuare in maniera molto  chiara,
 con  proprio  decreto, i paletti giusti,  questa  'madre  di
 giorno'  può  risultare  una  giusta  risoluzione  a  questa
 attività,  partendo  dal  presupposto  che  una  'madre   di
 giorno'   non  guadagnerà  chissà  quanto  ma  quel   minimo
 indispensabile che  gli consente di tenere i propri figli  e
 quelli  degli  altri; non stiamo parlando di  un'occupazione
 stabile  o  di  precariato  o  di  un'occupazione  a   tempo
 indeterminato. E  un rapporto fiduciario tra  famiglie  dove
 si  affida  ad  un'altra famiglia, ad una  mamma  di  questo
 contesto,  questo  tipo di attività;  non  deve  essere  per
 forza una madre; su questo sono assolutamente d'accordo.
      Ha  ragione  l onorevole Panarello: se  all'interno  di
 quel  condominio  c'è  una maestra  d'asilo  o  una  maestra
 elementare  o  una  puericultrice o una  suora,  secondo  me
 anche  quella persona ha tutte le caratteristiche per essere
 indicata come mamma di giorno.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MOSCHETTO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
 solo    trasferire    una   riflessione   alla    Presidenza
 dell'Assemblea  che  è una riflessione  all'incontrario,  ma
 solo   per   dare   un   contributo  per   potere   valutare
 l'opportunità di portare avanti gli articoli  11 e 12.
      Io  non  credo che con questi due articoli  si  vada  a
 creare  un  nuovo precariato, assolutamente.  Credo  che  le
 finalità siano valide, però la riflessione è al contrario.
        Noi  abbiamo approvato con la legge sul buono  scuola
 una  norma  con la quale abbiamo detto a tutte le  strutture
 private - ed io ho ricevuto parecchie lamentele da parte  di
 queste  ultime -  di adeguarle perché vi diamo la  struttura
 di  qualifiche  paritarie per potere accedere ai  contributi
 all'attività prevista dal buono scuola.
      Allora,  la  mia  riflessione  all'incontrario   è   la
 seguente:  attivando  questi nuovi  meccanismi  validi,  non
 voglio  metterlo  in dubbio,  è stata fatta una  riflessione
 su  quanta disoccupazione potremmo eventualmente creare  nel
 momento  in  cui  le strutture private si  sono  potenziate,
 sono  diventate paritarie, sono state convenzionate ed oggi,
 invece, andiamo a creare questi spazi occupazionali?
       Ribadisco che la mia vuole essere solo una riflessione
 che sottopongo alla valutazione del Governo.

    ARDIZZONE   presidente  della I Commissione  e  relatore.
   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente  della I Commissione  e  relatore.
 Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,   mi   consenta,
 onorevole  professore  Ortisi,  le  posso  dire  che  io  da
 alunno,  da  studente  non  mi  intimorivo  dei  professori,
 tutt'altro,  quando  un professore alle rimostranze  di  noi
 alunni,  all'incalzare di noi alunni  reagiva  in  modo  non
 professionale,    forse    era    l'atteggiamento    proprio
 professorale  di  colui  che voleva imporre  una  teoria  in
 mancanza  di  argomenti  posti a fondamento  di  quello  che
 voleva affermare.
   Quindi,  con  il  permesso dell'Aula e del  Presidente  di
 quest'Assemblea,  mi permetto di leggere,  per  non  più  di
 tre  minuti,  un articolo del quale farò dono  all'onorevole
 Ortisi,  perché tutti noi ci possiamo apprestare, però,  con
 la  modestia  che occorre in questi casi  -   nessuno  è  un
 tuttologo  -  all'argomento che ha una notevole valenza:  il
 successo  delle  mamme a giornata. Chi sono queste  mamme  a
 giornata,  che  non  c'entrano niente con  i  nidi  famiglia
 previsti dall'articolo successivo?
       Gli  asili nidi scarseggiano in Germania , diceva bene
 l'onorevole  Lino  Leanza,  ed in  alcuni  lander  non  sono
 nemmeno  previsti  come  istituzione  pubblica.  Per  questa
 ragione   negli  ultimi  anni  ha  guadagnato   sempre   più
 popolarità  la cura dei bambini sotto i tre anni,  da  parte
 di  una   tages  mutter , una mamma a  giornata,  con  figli
 suoi,  questo è il concetto: una casa abbastanza grande  per
 accogliere  altri bimbi sino ad un massimo di  tre,  di  età
 prossima a quella del suo, di educazione e, spesso, di  ceto
 sociale  analoghi  e  naturalmente, con  un'attitudine  alla
 cura dei bambini.
      In  istituzione del tutto privata, sviluppatasi in modo
 rapido  in  ragione, anche, dei costi non troppo  elevati  -
 aveva  ragione  l'onorevole Nicola Leanza - e  che  rispetto
 alle  varie  istituzioni pubbliche offrono una  flessibilità
 particolare, permettendo orari creati  su misura  sia per  i
 genitori e molto spesso per le mamme single.
      Innumerevoli, anche  on line, le offerte di tag mutter,
 specializzate, con alle spalle corsi formativi in  pedagogia
 infantile..
      I  punti  di  forza delle mamme ad ore,  rispetto  agli
 asili  nido, sono costituiti dal numero ristretto dei  bimbi
 ospiti,  dall'ambiente familiare e da un  basso  rischio  di
 trasmissione  di  malattie infantili. I  costi  si  aggirano
 intorno ad 1,5 euro per ora, per 40 ore settimanali,  o  1,7
 euro  per  20  ore, con la fornitura di pasti  a  menu,  con
 costi  che  oscillano  tra  i 4  e  i  7  euro.  Questo  per
 evidenziare  il basso costo di questi servizi,  e   come  si
 può venire incontro ai ceti sociali più bassi.
      Anche  se  le  istituzioni comunali,  formalmente,  non
 intervengono nella scelta delle famiglie, in alcuni  Lander,
 l'Ente  per  la  protezione giovanile attua,  di  fatto,  un
 controllo delle mamme cosiddette   a prestito ; é  a  questo
 che  servono  le associazioni familiari, per  realizzare  un
 controllo,    perché   non    può   esserci    una    scelta
 indiscriminata   di   queste   madri   a   giorno .   Queste
 associazioni     possono     raccomandare         nominativi
 particolari    e    sostenere finanziariamente  le  famiglie
 o  le  mamme  con basso reddito, che hanno la  necessità  di
 recarsi al lavoro durante la giornata.

                (Proteste dai banchi della sinistra)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.10 a firma
   Panarello, De Benedictis.
     Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE .  Chi  é  favorevole  resti  seduto;  chi   é
   contrario si alzi.

                       (Non é approvato)

     Si  passa  all'emendamento 11.15 a firma  dell'onorevole
     Segreto.
 Il parere della commissione?

    LO GIUDICE, presidente della commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi é  favorevole  si
   alzi;
 chi é contrario resti seduto.

                       (Non é approvato)
      All'emendamento 11.25 , a firma dell onorevole Fratello
 ed  altri, é stato presentato, da parte del Governo, il  sub
 emendamento  11.25.1.  Lo pongo ai voti.  Chi  è  favorevole
 resti seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

      Pongo  in  votazione  l'emendamento  11.25,  nel  testo
 risultante   a  firma  degli  onorevoli  Fratello,   Leanza,
 Franchina. Il parere della commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
   seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

      L'emendamento  11.5 a firma Giannopolo é  superato,  in
 quanto  abbiamo precedentemente approvato l'emendamento  che
 cassava    le    parole   "collaborazione    coordinata    e
 continuativa".  Anche l'emendamento 11.17 é  superato,  così
 come  l'emendamento 11.19  avendo votato  la  riformulazione
 del comma 1. Gli emendamenti 11.16, 11.14  sono superati.
      Si  passa  all emendamento 11.7 a firma  dell onorevole
 Giannopolo.

    GIANNOPOLO  Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

   (Alla   richiesta  aderiscono  gli  onorevoli  Capodicasa,
   Cracolici,  De  Benedictis, Forgiane,  Ortisi,  Panarello,
   Speziale e Villari)

                  VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO

    PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini  di
 Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto
 dell'emendamento  11.7  a  firma dell'onorevole  Giannopolo,
 con il parere contrario del Governo e della Commissione.
      Chiarisco  il  significato del voto: chi  è  favorevole
 preme  il  pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante
 rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
     Dichiaro aperta la votazione.

                  (Si procede alla votazione)

     Dichiaro chiusa la votazione.

                    RISULTATO DELLA VOTAZIONE

      PRESIDENTE    Proclamo  l'esito  della  votazione   per
     scrutinio segreto:

        Presenti e votanti     64
        Maggioranza 33
        Favorevoli 32
        Contrari      31
        Astenuto       1

                   (L Assemblea non approva)

     Si   passa   all'emendamento   11.11   degli   onorevoli
     Panarello e De Benedictis. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  si
   alzi, chi è contrario resti seduto.

                   (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 11.2 dell'onorevole
   Fleres. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  si
   alzi, chi
 è contrario resti seduto.

                   (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 11.20 dell'onorevole
   Cracolici. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  si
   alzi, chi
 è contrario resti seduto.

                   (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 11.6 dell'onorevole
   Giannopolo. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole  si
   alzi; chi è contrario resti seduto.

                   (Non è approvato)

    PRESIDENTE     Si    passa   agli   emendamenti    11.18,
 dell'onorevole Ortisi, e 11.12, dell'onorevole Papania.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  vorrei   ritirare  il   mio
 emendamento  11.12,  perchè credo  che  l'onorevole  Papania
 abbia  espresso meglio di me il concetto.

       PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l emendamento 11.18 a firma Papania. Il
   parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE . presidente della Commissione. Favorevole

     Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si  passa  all'emendamento 11.21 a firma  dell'onorevole
     Cracolici.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
   si alzi.

                       (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 11.8.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                       (Non è approvato)

     Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.

    CRACOLICI  Chiedo che la votazione avvenga  per scrutinio
   segreto.

                  VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO

  PRESIDENTE   Essendo  la richiesta appoggiata  anche  dagli
 onorevoli     Capodicasa,    Cracolici,    De    Benedictis,
 Forgione,  Giannopolo,  Liotta,  Oddo,  Speziale  e Villari,
     indìco  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
 11 nel testo risultante.
 Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
 pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi
 si astiene preme il pulsante bianco.
 Dichiaro aperta la votazione. .

                 (Si procede alla votazione)

     Dichiaro chiusa la votazione.

       Presenti e votanti 65
       Maggioranza        33
       Favorevoli         39
       Contrari           26
       Astenuti            0

                        (L Assemblea approva)

    CUFFARO  presidente della regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO  presidente della regione. Signor Presidente,  il
 Governo   ha   fatto   una  riflessione  sull'articolo   12.
 Riteniamo che dal contenuto del dibattito, per quel  che  ci
 riguarda,  già  le   madri  di  giorno   possano  certamente
 essere  validi soggetti utili allo scopo. Siamo coerenti,  e
 crediamo   che  con  l articolo  11  si  sia  già  raggiunto
 quell obbiettivo  che  l Aula si era prefissato,  quindi  il
 governo è favorevole alla soppressione dell articolo 12  del
 disegno di legge.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  voglio
 intervenire  per  far  notare  che  proprio  l'articolo  12,
 relativo  alla  trattazione  dei   nidi  di  famiglia ,  era
 l'articolo  che  a  differenza  dell'11   realizzava  quanto
 prescritto   dal  comma  2  dell'articolo  2   della   legge
 regionale   30   del  2000  che  prevede  il   concetto   di
 sussidiarietà orizzontale.
      Perché,  mentre i nidi di famiglia, checchè ne dica  la
 lettura  di  quell articolo fatta   dal  collega  Ardizzone,
 l'articolo 11 prevede la figura delle  madri di giorno   che
 passano    nella   loro   organizzazione   attraverso    una
 associazione  estranea alle  madri di giorno  medesime,   ma
 passano  nella  formazione  e  nell'affiliazione  attraverso
 associazioni di solidarietà familiare terze.
      Quindi  non applicano il concetto di sussidiarietà,  nè
 verticale  nè  orizzontale; il  nido di  famiglia ,  invece,
 prevede  l'organizzazione  diretta  fra  le  mamme    e   le
 famiglie che operando in ordine parentale, quindi sul  piano
 orizzontale,  o  per  ordine amicale,  e  quindi  sul  piano
 verticale, come possono fare gli amici di un condominio  che
 si  organizzano  perchè  chi non va  a  lavorare  svolga  la
 funzione   di   educatrice,  anche  di  madre   di   giorno,
 sostenendo  questi  bambini di età inferiore  ai  tre  anni.
 Personalmente  l'ho  sperimentato  da  sindaco  con   ottimo
 successo  e con grande risparmio; solo che bisogna avere  le
 idee  chiare cosa che i colleghi non hanno.   Non è il  nido
 di  famiglia  sostitutivo dell'asilo nido, come non lo è  la
 madre di giorno, tutto ciò è complementare, come prevede  la
 legge 285 che citavo.
      Esiste  una  contraddizione di fondo:  un  Governo  che
 vorrebbe  realizzare  il  concetto di  sussidiarietà  e  che
 proprio   nell'articolo  in  cui  ha   la   possibilità   di
 realizzarlo,  preferisce ritirarlo ed  una  maggioranza  che
 non   realizza  il  concetto  di  sussidiarietà  orizzontale
 perché  si affida, come dicevo, a terzi e non ha un rapporto
 diretto che è quello della sussidiarietà orizzontale.
      Questo Governo - consentitemi - sul piano del progetto,
 e  questa  maggioranza,  vanno a  tentoni  e  dimostrano  di
 improvvisare.  Questo non va bene, né al Governo  -  che  ha
 sottomesso  il  Parlamento alle difficoltà  contingenti  del
 rapporto  all'interno della maggioranza -  ma non  va   bene
 al  Parlamento intero che eletto direttamente  dalla  gente.
 Un    parlamento   deve    fare   leggi   che    prescindano
 dall imposizione che un  colonnello del Governo del  momento
 cerca  di imprimere, perché rispetto al Governo che dura  in
 carica  cinque anni, le leggi tentano di avere  vigenza  più
 lunga,  venti, trent'anni, altrimenti non sono leggi.

       PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato   dal
 Governo l'emendamento 12.R.. Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
   seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si passa all'articolo 13.  Ne do lettura:

                           'Art. 13
                Tutela dell'equilibrio psico-fisico
               dei bambini nelle strutture sanitarie

        1.  Al  fine di garantire l'equilibrio e il benessere
     psico-fisico del bambino, i presidi sanitari pubblici  e
     privati  convenzionati della Regione  garantiscono,  sia
     nelle   modalità   organizzative  della   degenza,   sia
     nell'attuazione     degli    interventi     diagnostico-
     terapeutici,  il  rispetto  delle  esigenze   affettive,
     cognitive  ed  espressive proprie dell'età del  bambino,
     facilitando la continuità del rapporto con la  famiglia,
     nonché  per  i  bambini in età scolare,  con  la  classe
     frequentata.

        2.  Per  il  conseguimento delle finalità di  cui  al
     comma  1, in tutti i reparti pediatrici sono individuate
     modalità organizzative atte a permettere:

        a)  l'accesso  e  la permanenza dei  genitori,  o  di
     persona   di  loro  fiducia  affettivamente  legata   al
     bambino,   nell'intero  arco  delle  ventiquattro   ore,
     consentendo  il riposo accanto al bambino, e garantendo,
     a pagamento, l'accesso alla mensa ospedaliera;

        b)  la  presenza  dei genitori,  o  persona  di  loro
     fiducia,  durante la visita medica di reparto,  all'atto
     dei  prelievi  per esami di laboratorio, le  medicazioni
     ed altre attività
     terapeutiche,    purché    precise     controindicazioni
     igienico-sanitarie non la impediscano;

        c)  l'attività ludico-espressiva del bambino  con  la
     destinazione  di una stanza del reparto  a  sala  giochi
     fornita   di   quanto  necessario  allo  svago   e   con
     l'adozione  di  tutte le misure idonee a  riprodurre  in
     ospedale condizioni ordinarie di vita.

        3.   I   medici   del   reparto   ed   il   personale
     infermieristico sono tenuti a fornire ai genitori  tutte
     le   informazioni  sulla  natura  e  il  decorso   della
     malattia, sulle prestazioni mediche cui il bambino  sarà
     sottoposto e sui tempi di attuazione, nonché a  favorire
     un  rapporto  di fiducia con il bambino; a tal  fine  la
     direzione  sanitaria dell'ospedale  organizza  corsi  di
     formazione  per  il  personale  adibito  ai  reparti  di
     pediatria.

        4.  Presso ogni reparto di pediatria è assicurata  la
     presenza  di  uno  psicologo  che  offra  assistenza  ai
     bambini   e  ai  genitori  nell'affrontare  l'esperienza
     dell'ospedalizzazione.

        5.  Le  disposizioni dei commi precedenti, in  quanto
     applicabili,    valgono   anche    per    le    attività
     ambulatoriali  e  di  day hospital di  tutti  i  presidi
     sanitari pubblici e privati convenzionati.'

      Comunico che è stato presentato l'emendamento  13.1,  a
 firma  degli  onorevoli  Fleres ed altri:  l'articolo  13  è
 soppresso.

     Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE     Pongo   in   votazione   il   mantenimento
   dell articolo. Chi è favorevole si alzi, chi  è  contrario
   resti seduto.

                       (E  approvato)

     Si passa all'articolo 14.  Ne do lettura:

                           'Art. 14.
        Coordinamento degli orari, pianificazione dei servizi
        e
                         banche del tempo

        1. Al fine di agevolare lo svolgimento dei compiti di
     cura   ed   assistenza   familiare,   armonizzando    il
     funzionamento  dei  servizi  locali  con   le   esigenze
     complessive   di  convivenza  proprie  della   famiglia,
     l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali  e
     delle  autonomie  locali promuove,  nel  rispetto  delle
     competenze  regolamentari  e  di  programmazione   delle
     autonomie   locali,   le   iniziative   di   studio    e
     pianificazione  dei  comuni  dirette   a   favorire   la
     costituzione   di   banche   del   tempo,   nonché    il
     coordinamento   degli   orari  e   delle   modalità   di
     funzionamento  degli esercizi commerciali,  dei  servizi
     pubblici,  delle istituzioni educative e  scolastiche  e
     dell'apertura al pubblico degli uffici periferici  delle
     amministrazioni  pubbliche.  Per  banche  del  tempo  si
     intendono  forme  di organizzazione  mediante  le  quali
     persone  disponibili ad offrire gratuitamente parte  del
     proprio   tempo  per  attività  di  cura,  custodia   ed
     assistenza  vengono poste in relazione  con  soggetti  o
     famiglie    in   condizione   di   bisogno    attraverso
     associazioni di solidarietà familiare.

        2.  L'Assessorato  della  famiglia,  delle  politiche
     sociali  e  delle  autonomie  locali  è  autorizzato   a
     concedere ai comuni un contributo pari al 50 per  cento,
     e  per un importo comunque non superiore ai 25.000 euro,
     delle  spese  da  sostenere  per  lo  svolgimento  degli
     incarichi di studio e di pianificazione di cui al  comma
     1.

        3. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
     legge  di  bilancio  l'Assessore  per  la  famiglia,  le
     politiche sociali e le autonomie locali fissa criteri  e
     modalità  per  l'erogazione dei  contributi  di  cui  al
     comma   2,   prevedendo  altresì  le  linee  prioritarie
     d'intervento  per le banche del tempo già  costituite  e
     provvede all'istituzione di uno sportello regionale  per
     le banche del tempo.'

 Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

     -  dagli  onorevoli Forgione e Liotta: 14.1;
     - dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 14.3;
     - dall'onorevole De Benedictis: 14.4 e 14.5;
     - dall'onorevole Giannopolo: 14.2;
     - dall'onorevole Cracolici: 14.6.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
 semplicemente far rilevare che quest'articolo ha  un  titolo
 eccessivamente ambizioso: il coordinamento degli  orari,  la
 pianificazione  e  banche del tempo  che  io  considero  far
 parte   di   quelle   poche  cose  che   ritengo   strumenti
 interessanti da sperimentare nella nostra Regione.
      Mi  chiedo però - ed è il senso dell'emendamento che io
 ho  proposto all'Aula - qual è il ruolo della Regione che in
 qualche  modo  intende assolvere proprio per valorizzare,  e
 sostenere  le  esigenze della famiglia e in  particolare  il
 diritto  alla  maternità ed alla paternità dei genitori,  il
 ruolo  della Regione ai fini della pianificazione dei  tempi
 delle  città anche nel rapporto tra organizzazioni datoriali
 ed organizzazioni lavorative.
      Faccio  un esempio per tutti. Noi abbiamo vissuto,  con
 la  modifica della legge sulle città d'arte, un  sistema  di
 assoluta  deregulation  degli orari per  quanto  attiene  ad
 esempio l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni  di
 domenica.
      Palermo  è  così  diventata  una  città  dove    intere
 categorie  di  lavoratori sono costretti a lavorare,  ormai,
 sette  giorni su sette.  Non prendiamoci in giro  sul  fatto
 che  il  datore di lavoro conceda durante la  settimana   il
 turno di riposo.
      Credo  che  la Regione, proprio per tutelare i  diritti
 della  famiglia,  deve  avere  un  ruolo  attivo,  un  ruolo
 promotore al fine di garantire una organizzazione dei  tempi
 delle  città,  dei tempi di gestione e quindi dei  tempi  di
 vita che siano in grado di essere conciliabili.
  E   questo  il  senso dell'emendamento 14.6 a mia  firma  che  mi
 auguro venga approvato.

   DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
 presentato due emendamenti all articolo 14 che tendono a dare alla
 "banca  del tempo" il significato che più gli è proprio e  con  il
 quale questo istituto è nato.
  Mentre  qui  è riduttivamente inteso solamente come  un  servizio
 svolto e finalizzato alla cura della famiglia, in realtà la "banca
 del  tempo" può - e questo sarebbe ancora una volta un ampliamento
 delle sue possibilità e non una riduzione - venire direttamente in
 soccorso  del  soggetto  più  debole  e  più  bisognoso  di  tempo
 all'interno della famiglia e cioè  la donna.
  Proprio   in  una  legge  che  muove  dal  bisogno  di   maggiore
 organizzazione  sociale e di supporto alla  famiglia  che  carica,
 nonostante  e  proprio per le carenze del sistema pubblico,  sulla
 famiglia e quindi sulla donna il peso di questi bisogni, io  credo
 che  quest'articolo  che  introduce le "banche  del  tempo"  possa
 essere  un'occasione per venire incontro alle  donne  e  non  alle
 donne soltanto in quanto madri, perché solo a questo è finalizzato
 questo articolo, ma alle donne in quanto soggetti e persone.
  Non  sfugge ad alcuno, e in particolar modo immagino alle  nostre
 colleghe, quanto sia necessario, proprio per svolgere anche meglio
 la  cura  della propria casa, della propria famiglia e dei  propri
 figli,  che  le  donne abbiano momenti di equilibrio,  momenti  di
 serenità e che siano alleviate nello stress che la vita quotidiana
 invece procura loro.
  Le  "banche  del  tempo" sono nate, ed invece nella  formulazione
 attuale dell'articolo negato, proprio per consentire alle donne di
 avere più tempo anche per se stesse e quindi essere anche di aiuto
 per gli altri.
  Allora, io credo che enunciare all'articolo 1, introducendo  dopo
 le parole "al fine", che il fine di sostenere donne nelle famiglie
 in  quanto  persone  serva  a  rafforzare  questo  concetto  e   a
 modernizzarlo.   Così   come   l emendamento   14.5   che    tende
 semplicemente ad affermare che le "banche del tempo" sono forme di
 organizzazione  volte  -  e queste sono le  parole  che  introduce
 l'emendamento - a sopperire ad esigenze di tempo altrui, anche per
 attività  di cura, di custodia ed assistenza, che sono  le  parole
 che  già  l'articolo contiene e che non vengono, in  questo  caso,
 cancellate   ma   semplicemente  integrate  da   quelle   proposte
 dall'emendamento stesso, serve, appunto, a maggiore garanzia delle
 donne,  se è vero come è vero, che stiamo caricando su di esse  il
 peso maggiore degli intendimenti solidaristici di questa legge.
  Quindi,  rivolgo l invito a non avere preclusioni, come in  altri
 momenti  del  dibattito  si  sono  manifestate,  e  ad  accogliere
 positivamente  questo emendamento e in tal senso  faccio   appello
 sia al Governo che alla Commissione.

                               CONGEDI

   PRESIDENTE   Comunico  che da parte del Gruppo  parlamentare  di
 Forza  Italia  sono  pervenute richieste di  congedo  relative  ai
 deputati  Castiglione, Misuraca e Vicari.

  RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 553
 - STRALCIO 1 BIS

   PRESIDENTE   Pongo congiuntamente in votazione  gli  emendamenti
 14.1,  degli  onorevoli Forgione e Lotta, e 14.3, degli  onorevoli
 Panarello  e De Benedictis, aventi identico contenuto.  Il  parere
 della Commissione?

   ARDIZZONE  Presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

  CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                        (Non sono approvati)

  Pongo   in   votazione  l'emendamento  14.4   dell onorevole   De
 Benedictis.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , Presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo   in   votazione  l'emendamento  14.5   dell onorevole   De
 Benedictis.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo in votazione l'emendamento 14.2 dell onorevole Giannopolo.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in  votazione l'emendamento 14.6 dell onorevole Cracolici.
 Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo in votazione l'articolo 14 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               Art. 15.
                      Sportelli per la famiglia

  1.  I  comuni,  singoli e associati, attivano, nell'ambito  delle
 risorse   destinate   dal   piano  socio-assistenziale,   appositi
 sportelli per la famiglia, che assicurino attività di supporto per
 agevolare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali,
 regionali  e locali in materia di politiche familiari e  l'accesso
 ai servizi rivolti ai nuclei familiari.

  2.  Gli enti di cui al comma 1, in collaborazione con la Regione,
 individuano  forme  di  coordinamento tra  gli  sportelli  per  la
 famiglia  ed  i  servizi regionali, provinciali,  comunali,  delle
 aziende  unità  sanitarie locali e degli altri enti  pubblici  che
 svolgono attività di interesse per i nuclei familiari al  fine  di
 fornire un supporto complessivo alla famiglia.

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

  - dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 15.2;
  - dall'onorevole Papania: 15.3;
  - dagli onorevoli Moschetto ed altri: 15.1.

  Pongo  in votazione l'emendamento 15.2, degli onorevoli Panarello
 ed altri.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , Presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo in votazione l'emendamento 15.3  dell onorevole Papania.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in  votazione l'emendamento 15.1 degli onorevoli Moschetto
 ed altri.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione l'articolo 15 nel testo  risultante.  Chi  è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               Art. 16.
       Riconoscimento e valorizzazione dell'associazionismo di
                        solidarietà familiare

  1.  In  attuazione  del  principio di  sussidiarietà  la  Regione
 riconosce  e  valorizza  le associazioni di solidarietà  familiare
 rivolte a:

  a)  dare  impulso  e  attivare esperienze di  auto-organizzazione
 sociale delle famiglie;

  b)  promuovere  e gestire esperienze di sostegno e valorizzazione
 della famiglia;

  c)  favorire  il mutuo aiuto nel lavoro domestico e nell'attività
 di  cura  familiare anche attraverso le madri di  giorno,  i  nidi
 famiglia e le banche del tempo.

  2.  Per  le  finalità  di  cui  al comma  1  è  istituito  presso
 l'Assessorato  della  famiglia, delle politiche  sociali  e  delle
 autonomie  locali  un  Registro regionale  delle  associazioni  di
 solidarietà familiare al quale accedono le associazioni che, oltre
 al rispetto dei requisiti statutari previsti dall'articolo 3 della
 legge  7  dicembre 2000, n. 383 per le associazioni di  promozione
 sociale,  assicurino il perseguimento delle  finalità  di  cui  al
 comma 1, e siano operanti almeno da sei mesi rispetto alla data di
 richiesta d'iscrizione.

  3. Le associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro
 regionale possono stipulare le convenzioni di cui agli articoli 11
 e  12,  partecipano attraverso proprie rappresentanze nelle  forme
 previste dagli atti di programmazione regionale in materia  socio-
 assistenziale  e  socio-sanitaria,  alla  progettazione   e   alla
 gestione  dei servizi, possono beneficiare dell'utilizzo  mediante
 comodato  gratuito di beni mobili dismessi o di beni  immobili  in
 proprietà  della Regione, degli enti locali, delle  aziende  unità
 sanitarie locali e di ogni altro ente di cui all'articolo 1, comma
 1, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.

  4.  Con  decreto  dell'Assessore per la  famiglia,  le  politiche
 sociali e le autonomie locali da adottare entro centottanta giorni
 dall'entrata  in vigore della presente legge sono disciplinate  le
 modalità   di   tenuta   del  Registro   nonché   d'iscrizione   e
 cancellazione dallo stesso.

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

  - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 16.1;
  - dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 16.4;
  - dall'onorevole De Benedictis: 16.9 e 16.10;
  - dagli onorevoli Fratello ed altri: 16.12, 16.13 e 16.14;
  - dall'onorevole Beninati: 16.5 e 16.6;
  - dall'onorevole Giannopolo: 16.2;
  - dagli onorevoli Segreto ed altri: 16.7;
  - dall'onorevole Papania: 16.15 e 16.8;
  - dall'onorevole Cracolici: 16.11;
  - dagli onorevoli Moschetto ed altri: 16.3.

  Pongo congiuntamente in votazione agli emendamenti 16.1 e 16.4 di
 identico contenuto.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE    Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
 seduto.

                        (Non sono approvati)

  Pongo   in   votazione  l'emendamento  16.9   dell onorevole   De
 Benedictis. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in  votazione l'emendamento 16.12 degli onorevoli Fratello
 ed altri..
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Si  passa  all'emendamento  16.5,  dell onorevole  Beninati.  Per
 assenza dall Aula del firmatario, l emendamento decade.
  Pongo   in   votazione  l'emendamento  16.10  dell onorevole   De
 Benedictis. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in  votazione l'emendamento 16.13 degli onorevoli Fratello
 ed altri. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo   in   votazione  l'emendamento  16.9   dell onorevole   De
 Benedictis.
  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE  , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  congiuntamente  in votazione gli emendamenti  16.2,  16.6,
 16.7 e 16.15 di identico contenuto.
  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                          (Sono approvati)

  Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Formica ed  altri
 il   seguente   subemendamento  16.11.1   all emendamento   16.11:
 "sostituire le parole 'dopo 180 giorni' con 'dopo 90 giorni'.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  senso
 dell emendamento  a mia firma voleva essere quello  di  consentire
 ai  siciliani che volessero costituire delle associazioni di avere
 un  lasso di tempo, di almeno 90 giorni, tra i 180 giorni entro  i
 quali  bisognava stabilire il registro delle associazioni e  i  90
 giorni  precedenti di iscrizione all'atto della pubblicazione  del
 registro.  Se si porta tutto a 90 giorni significa che,  entro  90
 giorni  bisogna fare il registro delle associazione,  e  avere  90
 giorni  di  iscrizione  significa che  stiamo  stabilendo  che  le
 associazioni che potranno essere iscritte in questo registro  sono
 solo quelle già costituite.
  Credo che l'Aula, nel votare quell'emendamento che il Governo  ha
 accolto,  ha  inteso stabilire che non ci può essere un  pacchetto
 preconfezionato. Pertanto, ritiro l'emendamento  per  impedire  di
 azzerare ciò che abbiamo cercato di riaprire un minuto fa.

   PRESIDENTE    L Assemblea   ne   prende   atto.   Pertanto,   il
 subemendamento 16.11.1 decade.
  Pongo  in  votazione l'emendamento 16.14 degli onorevoli Fratello
 ed altri. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  L'emendamento 16.8 è superato.
  Pongo  in  votazione l'articolo 16 nel testo  risultante.  Chi  è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si   passa   all emendamento  aggiuntivo  16.3  degli   onorevoli
 Moschetto ed altri.

   MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MOSCHETTO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   poc anzi
 avevamo detto che l emendamento  8.6 era collegato al 16.3.
    Il  Governo aveva manifestato alcune perplessità circa il fatto
 che  al  comma  1  dell'emendamento  8.6  era  scritto  "promuove,
 organizza  e  finanzia". Il Governo si era espresso favorevolmente
 sul  contenuto, aveva però delle perplessità sul finanziamento per
 il   reperimento  delle  somme.  Ho  pregato  la   Presidenza   di
 accantonarlo  e  di  discuterlo unitamente  al   16.3,  perchè  le
 risorse  finanziarie,  a  mio avviso, erano  contenuto  in  questo
 emendamento  che così recita:  Art. 16 bis    Prime norme  per  la
 tutela  e la valorizzazione della famiglia.   1.  Nell'ambito  dei
 servizi  socio-assistenziali la Regione riconosce la  priorità  di
 finanziamento,  oltre ad una premialità pari al  venti  per  cento
 dell'importo  di  progetti  e/o delle richieste  di  finanziamento
 presentati  ai Comuni organizzati in consorzio. I progetti  devono
 riguardare   l informazione,   la  formazione,  l educazione,   la
 diffusione  di  principi riportati nella presente legge",  cioè  a
 dire  tutti gli obiettivi che sono indicati nell'emendamento  8.6.
 Poichè i servizi socio-assistenziali sono finanziati attraverso la
 ex  328  recepita con atto amministrativo dal Governo, ritengo  si
 possano  esaminare  congiuntamente e  faccio  appello  al  Governo
 perchè esprima parere favorevole sull emendamento.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  far
 rilevare che l'emendamento in questione istituisce il principio di
 premialità per un sistema consortile dei comuni. Nei confronti del
 piano  socio-sanitario che abbiamo definito ed approvato ha invece
 individuato  nei distretti socio-sanitari, che sono già  strumenti
 di  tipo  consortile,  tranne  le grandi  città  che  sono  invece
 distretti a sé stanti, lo strumento attraverso il quale promuovere
 i progetti socio-assistenziali.
  A   questo  punto  c'è  un  rischio:  che  gli  unici  ad  essere
 penalizzati  da  questa norma sono appunto le  grandi  città,  che
 essendo  non  consorziate  con  altri  comuni  ed  essendo  invece
 distretti  unici di ambito urbano, rischiano di non  avere  alcuna
 premialità. E questo mi sembra quanto meno improprio.

   CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CUFFARO    presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   le
 spiegazioni fornite dall'onorevole Cracolici  che hanno  preceduto
 le mie sono le stesse: la 328 è distrettualizzata, quindi di fatto
 c'è  già  il consorzio, mentre sull'altro emendamento che  avevamo
 accantonato  c'è il parere favorevole del Governo.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 8.6 degli onorevoli
 Moschetto ed altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
 si alzi.

                           (E' approvato)

   MOSCHETTO  Signor Presidente, ritiro l emendamento 16.3..

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
  Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.

                               Art. 17.
            Studi, ricerche, monitoraggio e divulgazione

  1.  Al  fine  di consentire una permanente implementazione  delle
 politiche  regionali  socio-assistenziali  e socio-sanitarie,  nel
 quadro  di  un crescente livello d'integrazione e di  qualità  del
 sistema  di  welfare  regionale  e  locale,  l'Assessorato   della
 famiglia,  delle  politiche sociali e  delle  autonomie  locali  è
 autorizzato a finanziare studi, ricerche, monitoraggi ed  attività
 di  comunicazione  o  divulgazione concernenti l'analisi  sociale,
 socio-economica,   socio-culturale  e  statistica   del   contesto
 regionale,  l'elaborazione di innovativi  modelli  gestionali  dei
 servizi o degli interventi, l'elaborazione e l'utilizzo di sistemi
 di  verifica  e  rilevamento della qualità prodotta  e  percepita,
 l'impatto  delle politiche adottate, la promozione e la diffusione
 di tematiche comunque inerenti il sistema di protezione sociale.

  2.  Per  le  finalità  di  cui  al comma  1  l'Assessorato  della
 famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali stipula
 direttamente   convenzioni  con  singoli  esperti  di   comprovata
 qualificazione ovvero con enti ed istituzioni pubbliche o  private
 no profit operanti nei settori di riferimento.

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

  - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 17.1;
  - dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 17.2;
  - dall'onorevole Beninati: 17.3;
  - dall'onorevole Papania: 17.4;
  - dall'onorevole Cracolici: 17.5.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI  Signor presidente, onorevoli colleghi, é quanto  meno
 singolare,  per  le stesse argomentazioni che ho  usato  poc anzi:
 noi abbiamo previsto, unica Regione, sul piano socio-sanitario una
 quota, nel distribuire le cosiddette quote 63, 20 e 17. Il sistema
 del  17 per cento - che é gestito dall'assessorato regionale della
 famiglia  - delle risorse trasferite ai sensi della 328,  serve  a
 finanziare,  oltre a progetti in ambito regionale,  una  serie  di
 studi, ricerche, incarichi e monitoraggio di ogni tipo.
  Abbiamo  già una norma che consente all'assessorato di  attivare,
 con  risorse  trasferite dallo Stato, una  serie  di  attività  di
 studio  e  monitoraggio per le politiche di Welfare.  Qui  stiamo,
 addirittura, prevedendo un'altra norma, dove stanziamo fondi della
 Regione  per fare le stesse cose che abbiamo già definito  con  il
 piano  socio-sanitario. Abbiamo già stanziato  circa  10  miliardi
 destinati all'assessorato della famiglia per fare, anche, attività
 di studio, monitoraggio, incarichi previsti con la 328.
  Approvare  una  norma che con risorse della Regione  preveda   di
 fare  le  stesse  cose, mi sembra bizzarro. Ecco  perché  sostengo
 l'emendamento soppressivo dell'intero articolo.

   PRESIDENTE   Pongo congiuntamente in votazione  gli  emendamenti
 soppressivi  17.1, 17.2, 17.3 e 17.5, di identico contenuto.

   CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
 segreto.

  (Alla  richiesta  si  associano  gli  onorevoli  Capodicasa,   De
 Benedictis,  Ortisi, Forgione, Speziale, Giannopolo,  Panarello  e
 Villari)

  VOTAZIONE PER SCRUTINIO  SEGRETO  DEGLI EMENDAMENTI 17.1, 17.2,
 17.3 E 17.5

   PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termine   di
 Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  segreto  degli
 emendamenti 17.1, 17.2, 17.3 e 17.5.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

  PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per  scrutinio
 segreto:

                       Presenti e votanti  59
                        Maggioranza.....   30
                       Favorevoli.........  28
                       Contrari.........   31

                      (L Assemblea non approva)

  Pongo  in  votazione   l'emendamento 17.4 a firma  dell'onorevole
 Papania. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE   Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
 chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.

                               Art. 18.
               Osservatorio permanente sulle famiglie

  1.  E'  istituito  presso  l'Assessorato  della  famiglia,  delle
 politiche   sociali   e  delle  autonomie  locali   l'Osservatorio
 permanente sulle famiglie, di seguito denominato Osservatorio.

  2. L'Osservatorio, in particolare:

  a)  studia  e analizza le situazioni di disagio, di devianza,  di
 violenza,   di   monoparentalità,   nonché   del   rapporto    tra
 responsabilità familiari, impegni lavorativi e accesso ai  servizi
 socio-educativo-assistenziali;

  b)  valuta l'efficacia degli interventi in favore delle  famiglie
 realizzati  dalla  Regione,  dagli enti  locali,  da  altri  enti,
 pubblici e privati, da gruppi e associazioni;

  c)  presenta  agli  organi regionali proposte  sulla  politica  a
 sostegno della famiglia;

  d)  esprime  pareri  in ordine ai provvedimenti  concernenti  gli
 strumenti  regionali  di programmazione sociale  e  sanitaria  che
 abbiano interesse per la famiglia.

  3.    La    composizione    dell'Osservatorio    è    determinata
 dall'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali  e  delle
 autonomie  locali,  il  quale assicura la presenza  di  funzionari
 dell'Assessorato,   di   dirigenti   delle   strutture   regionali
 direttamente   interessate  e  di  esperti  scelti   fra   docenti
 universitari  e  rappresentanti delle associazioni di  solidarietà
 familiare.

  4.  L'Osservatorio,  per lo svolgimento dei  propri  compiti,  si
 avvale  delle  strutture  regionali di ricerca  ed  analisi.  Può,
 previa apposita convenzione, avvalersi anche di enti specializzati
 e di istituti universitari.

  Comunico che sono stati presentati  i seguenti  emendamenti:

  - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 18.1;
  - dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 18.2;
  - dall'onorevole Beninati: 18.4;
  - dall'onorevole Cracolici: 18.7;
  - dagli onorevoli Giannopolo e Capodicasa: 18.3;
  - dall'onorevole Ortisi: 18.6;
  - dagli onorevoli Speziale e Giannopolo: 18 bis e 18 bis.1;
  - dall'onorevole Leanza Vincenzo: 18 bis.2;
  - dall'onorevole Cintola: 18 bis.3.

  Pongo   in   votazione  l emendamenti  18.2.  Il   parere   della
 Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  Pongo  in  votazione  l emendamento 18.1 a  firma  dell'onorevole
 Forgione. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE   Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
 seduto.

                          (Non è approvato)

  L emendamento  18.4  a firma dell'onorevole Bennati,  decade  per
 assenza del firmatario.
  Pongo  in  votazione  l emendamento 18.7 a  firma  dell'onorevole
 Cracolici. Il parere della Commissione?

   LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  L emendamento  18.3  è improponibile perché  privo  di  copertura
 finanziaria.
  Pongo  in  votazione l'articolo 18 nel testo  risultante.  Chi  è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Dichiaro improponibili gli emendamenti aggiuntivi 18 bis, 18  bis
 2  e  18  bis 3 perché vertenti su materia estranea al disegno  di
 legge.
    Per  quel  che  concerne l emendamento 18 bis 1, è  ammissibile
 sebbene gli uffici sostengano che c'è un errore materiale  che  va
 corretto,  esattamente  nel periodo 'decreto  del  Presidente  del
 Consiglio dei Ministri n. 142 del 4 aprile 2002' il numero sarebbe
 sbagliato.
      Il parere della Commissione?

    LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  18  bis  1.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

     Comunico che è stato presentato dagli Lo Curto ed  altri
     l emendamento 18 bis 6 fatto proprio dal Governo.
        Lo  dichiaro  improponibile.  Comunico  che  è  stato
     presentato dal Governo l emendamento 18.5.R.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, vorrei leggere l emendamento
 18   bis   1   per  capire  se  richiede  o  meno  copertura
 finanziaria:   convenzioni  da  stipulare  tra   istituzioni
 scolastiche,   amministrazioni  comunali,  associazioni   di
 solidarietà  o cooperative qualificate al fine di  garantire
 attività  di  pre-scuola  e post-scuola.  Cioè,  questo  non
 richiede copertura finanziaria? Almeno siamo onesti  tra  di
 noi.  Le convenzioni tra istituzioni e cooperative prevedono
 certamente una copertura finanziaria.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo  brevemente  la
   seduta.

                 (La  seduta sospesa alle ore 21.36 è ripresa
                 alle ore 21.40)

 La seduta è ripresa.

   Si passa all'emendamento 18.5R .
   Lo pongo in votazione.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, con questo  intervento  mi
 rivolgo  al  Presidente della Regione.  Abbiamo  normato  il
 finanziamento    alle    associazioni    culturali,     alle
 associazioni  sociali  è  proprio necessario?  E'  vero  che
 abbiamo  fermato  gli  oratori e le parrocchie,  ma  tra  le
 tante  associazioni  che  fanno attività  di  sostegno  alle
 famiglie dei carcerati, ai carcerati stessi quando escono  a
 fine  pena,  che  noi  ne  dobbiamo scegliere  e  finanziare
 soltanto una e non fare una norma?
      Vorrei vedere l'onorevole Fleres che su questo è  stato
 impegnato  anche con la sua associazione così come  ci  sono
 state  iniziative delle associazioni Liberale  Caino.  Pongo
 solo questa questione.

    PRESIDENTE  L'emendamento 18.5R è ritirato.
    L Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                              Art. 19.
                          Norma finanziaria

        1. Per le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 14,
     17  e  18  è  autorizzata, per ciascuno  degli  esercizi
     finanziari  2003,  2004 e 2005 la spesa  complessiva  di
     1.400 migliaia di euro, come di seguito suddivisa:

                         (migliaia di euro)
                  2003           2004          2005

          Art. 6           200            200           200
               Art. 7           200            200           200
          Art. 8           100            100           100
          Art. 9           200            200           200
          Art. 10          300            300           300
          Art. 14          200            200           200
          Art. 17          100            100           100
          Art. 18          100            100           100

        2.  All'onere  di  cui al comma  1,  per  l'esercizio
     finanziario   2003,   si  provvede   con   parte   delle
     disponibilità  dell'UPB 4.2.1.5.2.  (capitolo  215704  -
     accantonamento   1001).  Per  ciascuno  degli   esercizi
     finanziari  2004  e  2005, la spesa, valutata  in  1.400
     migliaia   di   euro,  trova  riscontro   nel   bilancio
     pluriennale  della  Regione  UPB  4.2.1.5.2.  -   codice
     120201 - accantonamento 1001.

        3.  Per  le  finalità dell'articolo  3,  comma  1,  è
     autorizzato  il  limite quinquennale di impegno  di  600
     migliaia  di euro, per l'esercizio finanziario  2003  ed
     il  limite quinquennale di impegno di 2.000 migliaia  di
     euro  per  ciascuno  degli esercizi  finanziari  2004  e
     2005.   All'onere  relativo  all'esercizio   finanziario
     2003,  quantificato in 600 migliaia di euro, si provvede
     con   parte   delle  disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2.
     (capitolo  215704  -  accantonamento  1001).   Per   gli
     esercizi  finanziari 2004 e 2005, la spesa, quantificata
     rispettivamente in 2.600 e 4.600 migliaia di euro  trova
     riscontro nel bilancio pluriennale della Regione
     - UPB 4.2.1.5.2. - codice 120201 - accantonamento 1001.

        4. Gli interventi previsti dagli articoli 7 e 14 sono
     attivati nei limiti delle spese autorizzate dal comma  1
     del presente articolo.

     Comunico  che  all articolo 19 è stato presentato  dagli
     onorevoli Lo Curto ed altri l emendamento 19.1.
     Lo dichiaro improponibile.
     Pongo in votazione l'articolo 19.
     Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                           Art. 20.

        1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
     Ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
     il    quindicesimo    giorno   successivo    alla    sua
     pubblicazione.

        2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
        di farla osservare come legge della Regione.

     Lo pongo in votazione.
     Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

       Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
 coordinamento formale del disegno di legge numero 553
 stralcio 1 bis-197-208-243-244-381/A.

                        (E' approvata)

 VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO SEGRETO DEL DISEGNO DI  LEGGE
 NUMERO 553 STRALCIO 1 BIS  197-208-243-244-381/A.

  PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale del disegno di
 legge numero 553 stralcio 1 bis-197-208-243-244-381/A.

    SPEZIALE   Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
   segreto.

 (Alla   richiesta   aderiscono  gli  onorevoli   Capodicasa,
 Cracolici,  De Benedictis, Forgione, Giannopolo,  Micciche ,
 Morinello, Ortisi, Panarello, Raiti e Villari).

                  VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO

    PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini  di
 Regolamento, indìco la votazione per scrutinio  segreto  del
 disegno  di  legge 'Norme per la tutela e la  valorizzazione
 della famiglia'.
      Chiarisco  il  significato del voto: chi  è  favorevole
 preme  il  pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante
 rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.

                     (Si procede alla votazione)

     Dichiaro chiusa la votazione.

                    RISULTATO DELLA VOTAZIONE

    PRESIDENTE    Proclamo  l'esito   della   votazione   per
   scrutinio segreto:

   Presenti     68
   Votanti      68
   Maggioranza   35
   Favorevoli    51
   Contrari     16
   Astenuti       1

                        (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE   Convoco  la Conferenza  dei  Presidenti  dei
 gruppi parlamentari per domani giovedì 24 luglio 2003,  alle
 ore 10.30, per decidere il calendario dei lavori.
      Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  29
 luglio  2003,  alle  ore 17.00, con il seguente  ordine  del
 giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


 I  -   COMUNICAZIONI.

 II    LETTURA,  AI  SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI   ARTICOLI
    83,  LETTERA  D),  E 153 DEL REGOLAMENTO  INTERNO,  DELLE
    MOZIONI:

  N. 229 - Inserimento dei presidi 'non triennalisti', che hanno
 superato il prescritto colloquio, nella graduatoria regionale ai
 fini dell'incarico di presidenza per l'anno scolastico 2003/2004.

                 L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 PREMESSO  che  il  decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.
 165,(Norme   generali  sull'ordinamento  del   lavoro   alle
 dipendenze delle Amministrazioni pubbliche (Rif. GU  n.  106
 del   9.5.2001),  all'art.  1,  lettera  'a',   prevede   di
 'accrescere  l'efficienza  delle  Amministrazioni',  e  alla
 lettera  'c'  la realizzazione della 'migliore utilizzazione
 delle risorse umane';

 CONSIDERATO  che con il decreto del Direttore  generale  del
 M.I.U.R.  del  17  dicembre 2002 è stato bandito  un  corso-
 concorso  selettivo  di formazione per  il  reclutamento  di
 dirigenti scolastici per la scuola elementare e media e  per
 la scuola secondaria superiore e per gli istituti educativi,
 riservato  a  coloro  che  hanno ricoperto  la  funzione  di
 preside incaricato per almeno un triennio (Rif. GU n. 100  -
 IV Serie speciale - del 20.12.2002);

 ATTESO  che  il predetto decreto del Direttore generale  del
 M.I.U.R.  del  17  dicembre 2002 esclude di  fatto  tutti  i
 presidi  che alla data del bando di concorso abbiano  svolto
 da  uno  a  poco meno di tre anni di incarico di  presidenza
 presso istituzioni scolastiche;

 RITENUTO  che  i  suddetti presidi hanno comunque  acquisito
 capacità e competenze gestionali, avendo diretto istituzioni
 scolastiche  e  assicurato all'utenza il  servizio  pubblico
 nelle  scuole,  al  pari dei dirigenti  scolastici  a  tempo
 indeterminato o dei presidi incaricati ultratriennalisti;

 VISTO che, in ottemperanza ad ordinanza del TAR del Lazio, i
 presidi  non triennalisti di tutte le Regioni d'Italia  sono
 stati  ammessi  al colloquio selettivo per  l'ammissione  al
 predetto   corso  di  formazione  di  dirigente  scolastico,
 ottenendo votazioni anche migliori dei presidi triennalisti,
 dimostrando  così di possedere un patrimonio di preparazione
 e  formazione  professionale che non  è  da  meno  dei  loro
 colleghi triennalisti;

 OSSERVATO  che per l'anno scolastico 2003/2004,  nella  sola
 Regione  siciliana, la disponibilità dei posti  da  dare  ad
 incarico  di  dirigente scolastico è di n.  462,  e  che  il
 numero  dei  presidi  triennalisti  che  hanno  superato  il
 predetto  colloquio,  ammonta  a  n.  156  per  il   settore
 formativo di 1  grado e n. 54 per quello di 2  grado,per  un
 totale di n. 210 scuole, più n. 1 per gli istituti educativi
 (Convitto nazionale), si evince che i rimanenti n. 251 posti
 dovranno    per   l'anno   scolastico   2003/2004   comunque
 necessariamente  essere  ricoperti da  presidi  che  avranno
 maturato da uno a quattro anni di incarico,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     ad  attivarsi presso gli organi competenti del  M.I.U.R.
 al  fine  di  ottenere, come già avvenuto in altre  Regioni,
 quali  Lombardia, Piemonte, Lazio, Calabria, Veneto, Marche,
 Umbria,  l'inserimento dei presidi 'non  triennalisti',  che
 hanno superato il colloquio, nella graduatoria regionale  ai
 fini  dell'incarico  di  presidenza  per  l'anno  scolastico
 2003/2004  ed  inoltre al corso di formazione per  dirigenti
 scolastici  della  Regione  siciliana,  di  cui  al  decreto
 direttoriale  del  M.I.U.R., pubblicato nella  G.U.R.I.,  IV
 Serie speciale, n. 100 del 20.12.2002, sino a copertura  dei
 posti    messi   a   concorso   nella   Regione   siciliana,
 riconoscendone  i  diritti  connessi  all'iter   concorsuale
 previsto dagli articoli 16 e 17 del citato decreto.
           (22 luglio 2003)
                              VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO -
                              INFURNA - NERI - LEONTINI -
                              LO MONTE - ACIERNO - VITRANO -
                              CINTOLA.

 N.  230  -  Opportune iniziative in ordine alla vicenda  del
 consorzio 'Coop Casa Nostra' di Messina.

                 L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

 PREMESSO che:

   -  nel  lontano  1976, nella città di  Messina,  nasce  il
   consorzio 'Coop Casa Nostra' con l'obiettivo di realizzare
   nuovi alloggi per migliaia di cittadini;

   -  dopo le tribolate vicende - con particolare riferimento
   al  reperimento  dei  fondi  per  la  realizzazione  degli
   alloggi   -  il  Consorzio  riesce  a  reperire  i   fondi
   necessari;

   -  già  nel 1986 viene contestata all'impresa appaltatrice
   la cattiva esecuzione dei lavori, con particolare riguardo
   alle opere di fondazione;

   -  numerosi procedimenti giudiziari sono stati e  sono  in
   corso su tutta la vicenda;

   CONSIDERATO che:

   -  il  Consorzio oggi è commissariato, e che numerosi soci
   sono  stati  espulsi  in virtù di un contenzioso  tra  gli
   stessi e gli amministratori del Consorzio;

   -  diverse  famiglie  risultano di  fatto  truffate  dagli
   amministratori  e  vivono  in  condizioni  di   gravissimo
   pericolo per l'incolumità pubblica,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

    d'intesa  con  la Commissione legislativa competente,  ad
    assumere tutti i provvedimenti urgenti ed idonei per:

    a) ristabilire il principio di equità tra tutti i soci;

    b)  accertare lo stato di sicurezza degli immobili, e, in
    caso  di  esito negativo, procedere al giusto  indennizzo
    dei soci.

          (22 luglio 2003)
                                FERRO - RAITI - MICCICHE' -
                                MORINELLO.

 III- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

    1)   Provvedimenti per il personale delle scuole materne
      regionali (n. 630/A)

      Relatore: on. Giuseppe Segreto

   2)   Proroga dei termini di cui agli articoli 5 e 17 della
      legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 (n.634/A).

      Relatore: on. Eleonora Lo Curto

 IV -  SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL
    REGOLAMENTO DELL ASSEMBLEA  (Doc. I)

            Relatore: il Presidente

  V -     ELEZIONE   DI  QUATTRO  COMPONENTI   DEL   COMITATO
    AMMINISTRATIVO PER LA  GESTIONE  DEL  FONDO DI  ROTAZIONE
    PER  IL  COMMERCIO ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART.  9
    DELLA LEGGE REGIONALE 4 AGOSTO 1978, N. 26.

 VI -      ELEZIONE    DI   TRE   COMPONENTI   DEL   COMITATO
    AMMINISTRATIVO  PER  LA GESTIONE  DEI   FONDI   ISTITUITI
    PRESSO    L'IRFIS  PER  LE  PICCOLE  E   MEDIE   IMPRESE,
    PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981, N. 96.

 VII   -     ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI  DELLA   CONSULTA
    REGIONALE DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

 VIII     -    ELEZIONE  DI  UNDICI COMPONENTI  DEL  COMITATO
    REGIONALE PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE.

 IX -    ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO  REGIONALE
    PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

  X   -  ELEZIONE  DI  TRE  COMPONENTI DEL  COMITATO  PER  LA
    GESTIONE  DEL  CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE,  IL
    RESTAURO E PER LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE  AI  BENI
    CULTURALI.

 XI -    ELEZIONE  DI  TRE  COMPONENTI DEL  COMITATO  PER  LA
    GESTIONE  DEL  CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,   LA
    CATALOGAZIONE  E LA DOCUMENTAZIONE GRAFICA,  FOTOGRAFICA,
    AEROFOTOGRAFICA, AUDIOVISIVA.

 XII-    ELEZIONE  DI  SEI  COMPONENTI ESPERTI  DEL  COMITATO
    REGIONALE PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

 XIII  -   ELEZIONE DI TRE MEMBRI  DEL COMITATO REGIONALE PER
    LA    PROGRAMMAZIONE    SPORTIVA     SCELTI     TRA     I
    COMPONENTI  DEI CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

 XIV-      ELEZIONE  DI   CINQUE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA
    REGIONALE PER LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

 X V-     ELEZIONE   DI  TRE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO   DI
    AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI PALERMO.

 XVI-     ELEZIONE   DI  TRE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO   DI
    AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI CATANIA.

 XVII -  ELEZIONE  DI UN COMPONENTE DEL  COMITATO   DIRETTIVO
      DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

 XVIII  -  ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
    DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE   E
    AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

                 (La seduta è tolta alle ore 21.55)

      Licenziato dal Servizio dei Lavori d Aula alle ore 00.15.

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII  LEGISLATURA

                  SEDUTA N. 153 DEL 23 LUGLIO 2003

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

 DISEGNO  DI  LEGGE "NORME PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE  DELLA
 FAMIGLIA"  (NN. 553 - STRALCIO 1 BIS - 197 - 208    243  -  244  -
 381/A).

 - All articolo 2

 Emendamento      2.10
  Alla lettera h) dopo la parola  sussidiarietà  aggiungere le
 parole  favorendo tutte le forme di autoorganizzazione
 solidaristica tra o per le famiglie

 Emendamento 2.12
    Alla lettera i) sostituire le parole  delle ragazze madri   con
 le parole  dei nuclei monoparentale

 Emendamento 2.22
  Dopo la lettera l) aggiungere la seguente:
  m)  mantenere  e  sviluppare una rete di  servizi  ad  iniziativa
 pubblica che favoriscano la universalità di accesso ai servizi  di
 sostegno alla persona.

 Emendamento  2.19
  Dopo la lettera l)  aggiungere la seguente:
  m)  sviluppare iniziative di solidarietà alle famiglie  senza  un
 reddito  minimo di sussistenza ed  al cui interno figurino  minori
 e/o disabili, finalizzandole ad agevolare la loro esistenza ed  il
 loro mantenimento in seno al medesimo nucleo familiare.

 - All articolo  3:

 Emendamento 3.9
  Al  comma  2,  lettera a) sopprimere le parole   in  cui  ciascun
 componente abbia un età non superiore ai trentacinque anni.

  Emendamento 3.3
  Alle  lettere  b)  e  c) del comma 2 dopo la parola   convivente
 aggiungere le parole  da almeno un anno.

  Emendamento 3.14
  Al  comma  2, lettera b) sostituire il punto 2) con  il  seguente
  persona non autosufficiente.

 Emendamento 3.4
  Alla fine del comma 2 aggiungere il seguente punto:
  Nei  casi  previsti dalle lettere b) punto 2 e  c)  punto  3,  il
 contributo   di   cui   al  comma  1  è  dovuto   anche   per   la
 ristrutturazione  e/o  l adeguamento della prima  abitazione  alle
 esigenze della persona portatrice di handicap.

 Emendamento 3.17
  Sopprimere il comma 3.

 - All articolo 4:

 Emendamento  4.4
  Al   comma   1   aggiungere   alla  fine   le   seguenti   parole
  l assegnazione   dell alloggio   è   condizionata   all effettiva
 celebrazione del matrimonio.

 Emendamento  4.15
  Dopo il comma 1 aggiungere:
  Le  commissioni  di assegnazione alloggi previste  dalle  vigenti
 leggi,   al   fine   di   accelerare   le   procedure   successive
 all emanazione   dei  bandi,  procederanno   alla   verifica   dei
 requisiti,  di  cui ai bandi, solo per gli assegnatari  a  seguito
 della  graduatoria  redatta  dai  comuni  sulla  base  delle  sole
 autocertificazioni .

 Emendamento  4.5 bis
  Dopo le parole  famiglie monoparentali  aggiungere  con almeno un
 figlio  minorenne  convivente nonché  per  le  donne  che  possono
 inoltrare istanza durante il periodo di gravidanza   e cassare  le
 parole da  inoltrano  a  riconoscimento del figlio .

 - All articolo 5:

 Emendamento  5.6
   Dopo il punto f) aggiungere:
  g) garantire assistenza pedagogica alle famiglie il cui stato  di
 povertà   e  di  marginalità  configurino  condizioni  di  rischio
 educativo per i figli.

 - All articolo 6:

 Emendamento  6.4
  Alla   lettera  c)  del  comma  3  dopo  la  parola    richiesta
 aggiungere:  purchè siano garantite condizioni igienico  sanitarie
 di assoluta sicurezza per la madre e per il nascituro.

 Emendamento  6.7
  Aggiuntivo all articolo 6:
  La  Regione stabilisce l erogazione di un bonus di 1.000 euro per
 ogni  nascituro, al fine di garantire e promuovere la riduzione  e
 il   superamento   degli   ostacoli  di  ordine   economico   alla
 procreazione  per  le  famiglie  meno  abbienti,  sulla  base   di
 parametri   reddituali  predeterminati  e   in   conformità   alle
 competenze   in  materia  delegate  dallo  Stato  alle   autonomie
 locali.

 - All articolo 8:

 Emendamento  8.11
    Al  comma  1  dopo le parole  convenzionati  aggiungere   delle
 istituzioni scolastiche .

 Emendamento  8.12
  Al   comma   2   dopo   la  parola   genitori    aggiungere    al
 coinvolgimento   di   questi  ultimi  in  attività   laboratoriali
 organizzate dalle istituzioni scolastiche.

 Emendamento 8.4
  Alla  lettera  d)  del comma 2  dopo la parola  individualizzati
 aggiungere  le  parole   con  l eventuale  supporto  di  personale
 qualificato messo a  disposizione  dagli enti  pubblici .

 Emendamento 8.5
  Al comma 2 dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:
  f)  consulenza legale sul diritto di famiglia per le separazioni,
 adozioni, affido, questioni patrimoniali .

  - All articolo 10:

 Emendamento 10.1
  Il comma 3 è così sostituito:
  3.  L'importo  del  buono  non può, in ogni  caso,  superare  per
 ciascuno  dei soggetti che si trovano nelle condizione di  anziano
 non  autosufficienti o disabili gravi, l'ammontare  dell'indennità
 di  accompagnamento  predeterminata dalla  disciplina  vigente  in
 materia.

 - All articolo 11:

 Emendamento  11.24.1
  Al primo rigo del comma 2 cassare le parole  coordinata e
 continuativa.

 Emendamento  11.25
  Sostituire il comma 2 con il seguente:
  2.  Le  associazioni di solidarietà familiare, ad  esclusione  di
 quelle costituite ai sensi della legge regionale 7 giugno 1994, n.
 22,  e  le  formazioni di privato sociale, onlus, in un quadro  di
 sostegno  alle  responsabilità  genitoriali,  hanno  lo  scopo  di
 promuovere l esperienza delle madri di giorno, di fornire loro  la
 necessaria  preparazione o di integrare quella già  posseduta,  di
 assisterle  sul  piano amministrativo e tecnico, di  garantire  la
 continuità  della presa in cura del minore nel caso di malattia  o
 impedimento,  di fornire le necessarie consulenze in campo  psico-
 pedagogico,  di  assumere  gli  oneri  derivanti  dalle  coperture
 assicurative  per  la  responsabilità  civile  verso  terzi  e  di
 provvedere  alla  fornitura  dei beni  strumentali  o  di  consumo
 necessari allo svolgimento del servizio.

 Emendamento  11.25 .1
 Emendamento all emendamento 11.25
 Sostituire  le parole  formazioni  con  enti  ed aggiungere,  dopo
 le  parole   privato  sociale, onlus ,  le  parole   che   abbiano
 maturato esperienza .

 Emendamento 11.18
  Al  comma  4, dopo la parola  convenzione , aggiungere le  parole
  L accreditamento  delle associazioni  di  cui  al  comma  2  sarà
 effettuato  per tutte le associazioni aventi i requisiti  previsti
 dalla presente legge.

 - All articolo 12:

 Emendamento 12.R
  L articolo 12 è soppresso

 - All articolo 14:

 Emendamento 14.6
  Dopo il comma 1 aggiungere il seguente comma:
  1  bis.  L Assessorato della famiglia, delle politiche sociali  e
 delle  autonomie locali promuove, altresì, iniziative sperimentali
 per la stipula di accordi fra le organizzazioni imprenditoriali  e
 sindacali  che  prevedano  forme di articolazione  delle  attività
 lavorative  volte  a conciliare tempi di vita e tempi  di  lavoro,
 anche  in attuazione della legge n. 53 del 2000 (Disposizioni  per
 il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla
 cura  ed  alla formazione e per il coordinamento dei  tempi  della
 città).

 - All articolo 15:

 Emendamento 15.1
  Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
  3.  Le  forme di coordinamento di cui al comma 2 sono determinate
 con  deliberazione della  Giunta regionale, sentite le Commissioni
 legislative competenti dell Assemblea regionale siciliana.

 - All articolo 16:

 Emendamenti  16.2, 16.6, 16.7, 16.15
  All ultimo  rigo  del comma 2 sopprimere le  parole      e  siano
 operanti  almeno  da  sei  mesi rispetto alla  data  di  richiesta
 d iscrizione .

 Emendamento 8.6
  Aggiungere il seguente articolo:
  Art. 8 bis.
 1.    La   Regione,   nell ambito  dell attività   di   formazione
   professionale di sua competenza e preferibilmente con l intervento
   dei comuni e delle province, promuove, organizza e finanzia:
   a)  programmi rivolti prioritariamente alle donne in particolare
       in materia di aggiornamento e riconversione professionale per
       agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro del cittadino che
       ha interrotto l attività lavorativa per motivi di maternità e/o di
       cura di un componente del nucleo familiare;
   b)  corsi di formazione per portatori di handicap;
   c)  corsi di formazione e riqualificazione per gli operatori dei
       servizi   socio-educativi  e  socio-assistenziali  coinvolti
       nell attuazione della presente legge.
 2.   La  Regione  riconosce e sovvenziona i servizi alla  famiglia
   erogati da soggetti  pubblici e privati accreditati per svolgere
   attività  di  informazione e formazione sulla vita  coniugale  e
   familiare  e  sulla valorizzazione personale e sociale  e  della
   maternità e paternità.
 3.   I consultori pubblici e privati autorizzati devono realizzare
   programmi di formazione dei giovani al futuro ruolo di coniugi e
   di genitori, nonchè programmi formativi ed informativi riguardanti
   la  procreazione  responsabile, rivolti  a  gruppi  omogenei  di
   popolazione. Nell ambito di tali programmi devono essere offerte
   modalità  di  sostegno  e  di  consulenza  personalizzata,   che
   garantiscono la libertà di scelta procreativa, nel rispetto della
   deontologia  professionale degli operatori e  delle  convinzioni
   etiche  e  delle integrità psicofisiche delle persone.  Adeguata
   informazione  deve essere data,  in particolare, sui diritti della
   donna  in  stato di gravidanza e sui servizi socio  sanitari  ed
   assistenziali esistenti sul territorio a favore del bambino ed a
   tutela dei suoi diritti.

 - All articolo 18:

 Emendamento 18.7
  Al comma 3, dopo le parole  solidarietà familiare , aggiungere le
 parole   e  rappresentanti delle associazioni dei comuni  e  delle
 province .