Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge.
- Norme abrogative in materia agricola riguardanti la denuncia
delle superfici vitate (n. 650)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
Villani, Zago in data 22 luglio 2003.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Comunico che in data 22 luglio 2003 l onorevole
Beninati ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 634 Proroga del termine per la presentazione della
perizia giurata ai fini dell ottenimento della concessione o
autorizzazione edilizia in sanatoria .
COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DI ATTI DELLA
CORTE DEI CONTI
PRESIDENTE Comunico che la Sezione di controllo della Corte dei
Conti per la Regione siciliana ha inviato, in data 22 luglio 2003,
copia della relazione sull esito del controllo successivo sulla
gestione delle variazioni di bilancio di cui all art. 52 della
legge regionale n. 6 del 2001 ed all art. 3 della legge regionale
n. 21 del 2001 relativamente al rendiconto generale della Regione
siciliana per l esercizio finanziario 2002
Si comunica, altresì, che copia della sopra citata relazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta
scritta:
N. 1240 - Notizie su mancati interventi EAS sulla rete
idrica di Marineo.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Enti Locali
Virzi' Gioacchino
N. 1243 - Richiesta di intervento del Governo della Regione
alle Ferrovie dello Stato riguardo alla Stazione ferroviaria
di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Tumino Carmelo
N. 1244 - Incremento delle risorse e modifica della
normativa sull'individuazione dei territori più vocati per
l'agricoltura biologica.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Presidenza
Tumino Carmelo
N. 1245 - Notizie in merito alla pubblicazione di un bando
di gara per l'assunzione di 12 lavoratori interinali da
parte della Cassa regionale per il Credito alle Imprese
artigiane siciliane (CRIAS).
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Garofalo Ottavio
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 1241 - Notizie circa l'azienda siciliana zootecnica e
sulla quota latte ad essa attribuita.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Incardona Carmelo
N. 1242 - Risoluzione del grave problema della
salinizzazione e desertificazione della zona iblea.
- Presidente Regione
Zago Salvatore
N. 1246 - Avvio di un monitoraggio e di un'indispensabile
pianificazione delle risorse idriche della provincia di
Trapani.
- Assessore Lavori Pubblici
Oddo Camillo
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 116 - Notizie sull'attuazione dell'ordine del giorno n.
236 'Difesa e valorizzazione del patrimonio boschivo
siciliano'.
- Assessore Agricoltura
Oddo Camillo
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 229 - Inserimento dei presidi 'non triennalisti', che
hanno superato il prescritto colloquio, nella graduatoria
regionale ai fini dell'incarico di presidenza per l'anno
scolastico 2003/2004.
Virzi' Gioacchino; Formica Santi; Ioppolo Giovanni; Infurna
Giuseppe; Neri Sebastiano; Leontini Innocenzo; Lo Monte
Carmelo; Acierno Alberto; Vitrano Gaspare; Cintola Salvatore
Presentata il 22/07/03
N. 230 - Opportune iniziative in ordine alla vicenda del
consorzio 'Coop Casa Nostra' di Messina.
Ferro Giovanni; Raiti Salvatore; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore
Presentata il 22/07/03
Le mozioni testè annunziate saranno iscritte all ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la
data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al II punto dell ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno della mozione n. 226 Pagamento
delle spettanze dovute ai lavoratori del settore della formazione
professionale, e riforma dello stesso , degli onorevoli Speziale,
Villari, Giannopolo, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De
Benedictis, Oddo, Panarello, Zago, della mozione n. 227
Iniziative al fine di concedere la grazia ad Adriano Sofri ,
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Scoma, e della
mozione n. 228 Provvedimenti circa la vicenda del Catania
Calcio , degli onorevoli Barbagallo, Genovese, Guerrieri, Tumino,
Vitrano, Zangara.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
<<L'Assemblea Regionale Siciliana
VISTA la grave situazione di incertezza e di rischio per il
sistema regionale della formazione professionale generata dal
ritardato avvio del PROF 2003 e dalle modifiche legislative
introdotte con l'articolo 39 della legge 23 dicembre 2002, n. 23;
RILEVATO come ancora esista una grave emergenza legata alla
lentezza delle procedure per l'erogazione del finanziamento ed
all'incertezza ed alla complessità delle stesse, che trovano
diverse interpretazioni a seconda dell'interlocutore nei diversi
uffici della stessa amministrazione dell'Assessorato lavoro;
CONSIDERATO che tale quadro di complessità e di incertezza non è
stato risolto neanche a seguito della istituzione del 'tavolo
tecnico' voluto dal presidente Cuffaro dopo l'incontro con le
organizzazioni sindacali del 9 maggio ultimo scorso, e presieduto
dal dott. Inguanti, dell'Ufficio di Gabinetto della Presidenza
della Regione;
VISTO che:
- nei fatti, rispetto al percepimento delle spettanze da parte
dei lavoratori del settore non risulta disponibile quel 90 - 95%
dei titoli di spesa che sarebbe stato emanato dal Dipartimento
regionale formazione professionale, in quanto gran parte delle
risorse non è ancora arrivata nei conti degli enti gestori che
dovrebbero poi provvedere a pagare gli stipendi (in particolare
quelle legate al riconoscimento di spese pregresse per l'anno 2002
ed in taluni casi anche degli anni precedenti, per cui ci sono
lavoratori che devono avere retribuite le spettanze del mese di
dicembre, le tredicesime, e per i quali gli enti gestori non hanno
provveduto all'accantonamento del TFR);
- altri lavoratori non percepiscono gli stipendi correnti perchè
il finanziamento delle azioni formative su cui essi operano è
legato alla misura 3.02 del FSE, e le attività finanziate con tale
misura sono state decretate con molto ritardo;
- per ciò che riguarda le spese di gestione degli enti non
sussistono fatti concreti che possano indurre a ritenere che esse
vengano erogate in tempi brevi, a sette mesi dall'inizio dell'anno
formativo;
- tale mancata erogazione produce gravi ripercussioni sulla vita
stessa degli enti di formazione professionale e aggrava il rischio
occupazionale degli addetti del settore;
OSSERVATO che, in ogni caso, i titoli di spesa emanati
afferiscono solo alla prima anticipazione delle risorse per il
personale (primo 50 per cento del finanziamento relativo), e per
molti enti che non hanno esposto correttamente la spesa del
personale, non sono sufficienti a coprire i costi reali;
RICORDATO che:
- il Governo, a seguito dello sciopero regionale degli operatori
del 19 marzo 2003, si era impegnato a garantire il pagamento delle
retribuzioni entro pochi giorni, ed invece il quadro, ad oggi 16
luglio, non è ancora completato;
- per il secondo semestre dell'anno, peraltro, permangono tutti i
dubbi legati all'emanazione dei titoli di spesa per la seconda
anticipazione, per cui si stenta a ritenere che non si verificherà
ancora una volta lo stesso calvario di ritardi, disposizioni
incrociate e contraddittorie e sofferenze per i lavoratori;
EVIDENZIATO che tali lavoratori sono dipendenti a tempo
indeterminato dagli enti gestori della formazione professionale e
che questo Governo, che afferma di volere eliminare il precariato,
in realtà finisce col produrne altro, precarizzando settori che
dovrebbero invece godere di certezze, sia per le funzioni sociali
che svolgono, sia perché dal loro lavoro deriva l'erogazione di
servizi obbligati per la Regione siciliana (obbligo formativo);
PRESO ATTO, inoltre, che:
- il CCNL della formazione professionale, scaduto nel lontano
1997, è stato rinnovato nell'ottobre del 2002 ed ha vigenza a
partire dal gennaio 1998 fino all'agosto del 2003;
- tale scadenza è però stata prorogata di un anno dalle parti
contraenti nazionali, alla luce degli sviluppi legislativi
nazionali (riforme della scuola con la legge 53 e riforma del
mercato del lavoro con la legge 30, per le quali non sono ancora
stati emanati regolamenti attuativi);
EVIDENZIATO che in ogni caso, sotto il profilo economico, era
stato anticipato un accordo separato già dal luglio 2001, che dal
settembre dello stesso anno ha prodotto effetti in tutta Italia,
tranne che nella Regione siciliana, dove i lavoratori sono
retribuiti ancora secondo quanto previsto dal contratto
precedente, 1994/1997;
SOTTOLINEATO che gli aumenti retributivi previsti non superano il
valore dell'inflazione reale dei rispettivi anni, appare pertanto
incomprensibile la ragione per la quale l'Assessore per il lavoro
ha proposto sostanziosi tagli sugli arretrati, perché, a suo dire,
il costo che graverebbe sul piano formativo del 2003, non sarebbe
sostenibile per la Regione siciliana;
VISTO che il Presidente Cuffaro si era impegnato, nell'incontrare
le organizzazioni sindacali a seguito dello sciopero del 19 marzo,
a portare il contratto in Giunta per il suo recepimento, o almeno
per una presa d'atto che cominciasse a produrre gli effetti tanto
attesi dai lavoratori, 'nella prima Giunta utile', come recitava
il verbale d'intesa con le organizzazioni sindacali;
OSSERVATO che tale situazione rischia di determinare in Sicilia
una surrettizia gabbia salariale che colpirebbe esclusivamente i
lavoratori della formazione professionale;
RICORDATO che:
- questo Governo si era impegnato, entro il mese di maggio, a
produrre un testo di riforma organica del settore che doveva
essere esitato dalla Giunta e che doveva essere depositato in V
Commissione legislativa per l'esame ed essere incardinato
successivamente nei lavori d'Aula entro la sessione estiva;
- ad oggi tale testo non è stato ancora formalizzato, anche se
alcune bozze sono state discusse con le parti sociali per arrivare
ad un testo condiviso;
RISCONTRATO che il Governo, pur ribadendo la necessità della
riforma, appare ispirarsi a un modello che non tiene più conto del
radicamento nel territorio delle strutture alle quali sarebbe
demandata la gestione della formazione professionale, mentre le
ultime comunicazioni dell'Assessore alla V Commissione
legislativa, invece, lasciano intravedere un modello neo-
centralista, che accentra poteri invece che decentrarli e che
vedrebbe una mega-azienda che gestisce personale e attività
formative, senza che in questo percorso si esplichi una reale
garanzia per il mantenimento dei livelli occupazionali e
retributivi per gli operatori,
impegna il Governo della Regione
- a garantire e a verificare l'effettivo pagamento delle
retribuzioni, a partire dagli arretrati, dei dipendenti della
formazione professionale;
- ad applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro della
Formazione professionale 1998-2003 e ad assicurare il pagamento
degli arretrati contrattuali;
- ad accelerare il più volte annunciato progetto di riforma della
formazione professionale, prevedendo un reale radicamento nel
territorio, previsto dalla normativa nazionale che in quasi tutte
le Regioni italiane prevede la delega alle Province; in tal modo
si favorirebbe l'intreccio con i sistemi della istruzione e della
formazione universitaria da una parte e con il sistema delle
imprese dall'altra, creando veri presupposti per l'innalzamento
qualitativo del sistema, considerato che la riforma della
formazione professionale vede intrecci molto stretti con quella
dei centri per l'impiego e con quella del sistema dell'istruzione,
oggi più che mai attuali>>. (226)
SPEZIALE - VILLARI - GIANNOPOLO
CAPODICASA - CRACOLICI
CRISAFULLI - DE BENEDICTIS
ODDO - PANARELLO - ZAGO
<<l'Assemblea Regionale Siciliana
PREMESSO che:
- sono passati ormai più di trenta anni dalla vicenda giudiziaria
che ha visto coinvolto Adriano Sofri;
- è stata ormai emessa la condanna definitiva contro i mandanti e
gli esecutori dei fatti;
- la concessione della grazia non rappresenterebbe quindi motivo
di risentimento per alcuno e, tra gli altri, i familiari della
vittima non si sono opposti;
- l'atto di grazia, invece, non è altro che un'iniziativa a
tutela dei diritti fondamentali della persona umana, restituendo a
Sofri la sua libertà,
impegna il Governo della Regione ed invita il Presidente
dell'Assemblea Regionale Siciliana
affinché, ognuno per la propria parte, possa adoperarsi presso il
Governo nazionale al fine di manifestare l'intendimento dell'ARS
di favorire la concessione della grazia al Prof. Adriano Sofri ed,
inoltre, a portare a conoscenza del Capo dello Stato il presente
documento e l'esito della sua trattazione>>. (227)
FLERES - CATANIA GIUSEPPE
MAURICI - SCOMA
<<l'Assemblea Regionale Siciliana
PREMESSO che l'assurda sentenza della CAF, per effetto della
quale il Catania potrebbe tornare in serie C1, rappresenta un
oltraggio nei confronti della città di Catania e dell'intera
Sicilia;
CONSIDERATO che i vertici della FIGC e, in particolare, il
Presidente Carraro hanno operato immotivatamente e con una volontà
palesemente persecutoria contro il Catania;
CONSIDERATO ancora che la cultura dell'illegalità pervade ormai
la Federcalcio, la quale ha deciso di annientare una società
sportiva e di umiliare una città non rispettando ripetutamente
chiarissime sentenze e ordinanze della giustizia ordinaria;
RITENUTO che il Sottosegretario, on.le Pescante, anziché eseguire
le ordinanze del TAR ha preferito dimettersi dall'incarico
affidatogli dai magistrati,
impegna il Governo della Regione
ad attivare ogni iniziativa idonea a ristabilire le
irrinunciabili condizioni di correttezza e di legalità che debbono
presiedere all'esercizio delle attività agonistiche e dei diversi
ruoli istituzionali>>. (228)
BARBAGALLO - GENOVESE GURRIERI
TUMINO VITRANO - ZANGARA
Avverto, ai sensi dell articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
1 bis 197-208-243-244-381/A
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE Norme per la
tutela e la valorizzazione della famiglia (nn. 553 stralcio 1 bis
197-208-243-244-381/A)
PRESIDENTE. Ricordo all'Assemblea che l'esame del disegno
di legge in discussione era stato sospeso nella fase di
esame dell articolo 1 e dell illustrazione dei relativi
emendamenti.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio
intervento di ieri ho tentato di esprimere una posizione e
di invitare l'Aula a considerare questo testo non come un
banco di prova per una maggioranza nei confronti di una
opposizione, o viceversa, ma un testo attraverso cui
pervenire a un regime di aiuti, che tenga conto delle
mutate condizioni della società nella quale viviamo.
Dopo l'appello del Presidente della Regione - che ho
apprezzato - ho tentato di formulare una ipotesi che
potesse rappresentare una mediazione. Però, devo dire che
ha ragione il Presidente della Regione quando sostiene che
sulle questioni di principio non è possibile realizzare
alcuna mediazione.
Sono convinto che queste posizioni non presentino
elementi di incontro, che non abbiano alcuna possibilità di
conciliazione. Il confronto che auspicavo e che doveva e
poteva essere fondato su un risultato moderno, europeo, in
linea con i contenuti della Costituzione, della
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della Carta
europea, non è condiviso, pertanto, ho abbandonato
l'ipotesi di una mediazione.
Considero l'emendamento 1.2 l unica mediazione
possibile, che tiene conto della realtà nella quale
viviamo, spesso poco considerata per quella che è
realmente.
La nostra società è composta da famiglie fondate sul
matrimonio e da famiglie non fondate sul matrimonio. Sono
presenti nuclei familiari monoparentali che non possono
giungere alla contrazione del matrimonio per svariate
ragioni, e che noi, attraverso questo meccanismo
legislativo, rischiamo di discriminare.
Non so se il testo nella sua formulazione presenta
elementi di incostituzionalità. Sicuramente, però,
l'articolo 3 della Costituzione mi sembra distante dallo
spirito del testo in discussione.
Mi sembra grave, peraltro, spingersi nella ricerca del
consenso attorno ad una soluzione evocando valori legati
alla ragione di Stato. Non ci possono essere ragioni di
Stato in conflitto con i valori della coscienza o con i
valori ai quali ciascuno di noi si rifà, prima ancora che
ai partiti, alle maggioranze o alle coalizioni alle quali
appartiene.
Apprezzo quanti la pensano in maniera diversa e,
soprattutto, apprezzo quanto ha detto il Presidente della
Regione ieri, sostenendo, correttamente, che su alcune
questioni non possono esserci mediazioni. Pertanto, mi
arrendo a ogni ipotesi di mediazione, ma ricordo che le mie
considerazioni di ieri avevano come unico obiettivo quello
di non spaccare la società siciliana e, soprattutto, di non
fare compiere a questo Parlamento un balzo indietro di
alcune decine di anni.
Mi rendo conto che questo non è possibile, le
condizioni sono difficili; tuttavia, non posso che
confermare il tema contenuto nell'emendamento 1.2 che
considero di per sè, al di là della contraddizione che
questo può far apparire, una mediazione.
Andando al di sotto di questa mediazione possiamo
ritenerci fuori dall'Europa (andremmo contro il diritto,
contro il codice civile, contro la giurisprudenza), saremmo
fuori dalla logica, dalla ragione, dalla pur semplice
constatazione di quella che è la realtà nella quale noi
viviamo.
Mi dispiace che questo accada.
Vorrei aggiungere una considerazione di natura
politica: la posizione che assumo rispetto a questo disegno
di legge non ha niente a che vedere con la mia posizione
nei confronti del Governo e della maggioranza per
l attività che riguarda più complessivamente
l'amministrazione della Regione.
Non ho apprezzato alcuni articoli di stampa di questa
mattina che, invece, miravano a determinare momenti di
conflittualità tra il sottoscritto e la maggioranza o il
Governo su questioni che hanno valore di coscienza - lo
ripeto - che hanno valori morali, etici o, addirittura, su
alcune considerazioni di stampa secondo le quali io mi
sarei scoperto oggi di ispirazione liberale.
Voglio soltanto ricordare che la mia posizione politica
è sempre stata costantemente ancorata ai valori liberali
Ritengo che la stampa di questi giorni è una stampa
frettolosa, in alcuni casi interessata, sicuramente
disinformata, ma sono gli atti parlamentari politici della
mia storia personale che parlano al mio posto. Non aggiungo
altro poiché ritengo che quanto detto sia sufficiente a
chiarire il valore dell'emendamento che ho presentato e il
valore della mia posizione rispetto all'intero disegno di
legge.
MOSCHETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MOSCHETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo in nome del gruppo di Forza Italia, in quanto
autorizzato dal mio Presidente, oggi impossibilitato ad
essere presente.
Non vi è dubbio che l'emendamento 1.2 tratta un argomento
delicato, che investe fortemente le coscienze, sia quelle
dei cittadini che quelle di noi parlamentari. Ritengo
superfluo riproporre le motivazioni che stanno alla base
dell'emendamento 1.2 di cui, peraltro, sono firmatario. Non
posso che confermare la mia condivisione alla sostanza
dell emendamento, precisando che ho apposto la mia firma in
piena libertà di coscienza, quella libertà di coscienza che
avrei preferito, da parlamentare, avere lasciata libera nel
momento del voto.
All interno del gruppo di Forza Italia, abbiamo avuto un
ampio dibattito dal quale è emersa una maggioranza a favore
dell'articolo 1 così come presentato dal Governo. E' stata
ribadita la posizione politica di Forza Italia
sull'argomento, qualcuno ha ricordato che sul disegno di
legge in discussione alla Camera sulla fertilità assistita
la posizione di Forza Italia a Roma coincide con la
posizione dell'articolo 1 del disegno di legge presentato
dal Governo. E' stato fatto anche, e in maniera forte, un
richiamo alla regola dell'appartenenza, che spesso
dimentichiamo quando ci toccano in prima persona.
Certamente, le regole di appartenenza ad un partito non
dovrebbero essere mai dimenticate, ma spesso contrastano
con la libertà di coscienza, quindi dobbiamo considerarle
ogni qualvolta tra la libertà di coscienza e l'appartenenza
dobbiamo prendere una posizione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per tutte queste
motivazioni ritiro la mia firma dall'emendamento 1.2, ed
essendo stato autorizzato ritiro le firme degli onorevoli
Mercadante, Catania Giuseppe e Leontini. Personalmente ed
in nome del gruppo di Forza Italia dichiaro il voto
contrario all'emendamento 1.2, nel caso in cui lo stesso
dovesse essere mantenuto da altri deputati.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, provo
davvero imbarazzo a partecipare a quanto sta avvenendo in
quest Aula. Vorrei che la stampa fosse presente a questa
seduta. Io che vengo da una storia, ritengo gloriosa ma
anche tragica, mi sento ripiombato negli anni bui dello
stalinismo, negli anni bui delle purghe.......
SAMMARTINO. Più tragica che gloriosa
FORGIONE. Se preferisce caro Sammartino, diciamo pure dai
tribunali fascisti
Signor Presidente, condivido interamente l'intervento
dell'onorevole Fleres. Sottolineo che stiamo ripiombando in
un clima da Medioevo. Peraltro, l'intervento che mi
ha.preceduto conferma tale affermazione.
Potete fare la truppa quanto volete, aspetto ancora che
gran parte di voi salga su questa tribuna e prenda la
parola anche per sentire il tono di voce che avete da qui;
le truppe sono truppe, bisogna parlare.
La libertà di coscienza ripeto - è stata forzata; non
l'ho detto io, l'ha detto il parlamentare di Forza Italia
intervenuto prima di me. Lo stesso deputato ha dichiarato
che si fa prevalere l'appartenenza di partito rispetto
all'autonomia e alla coscienza libera del ruolo
parlamentare sancito dalla Costituzione e dallo Statuto per
ognuno di noi.
E guardate, onorevole Presidente della Regione e signor
Presidente dell'Assemblea, se questo è il clima - fatemelo
dire nell attuale fase di debolezza complessiva delle
istituzioni siciliane e dell'immagine del Governo, se il
clima è l'affermazione del ricatto, dell arroganza su una
legge come quella della famiglia che chiama in causa
diritti civili, diritti di libertà, il rapporto tra i
sentimenti e il diritto, che chiama in causa princìpi
rispetto ai quali ognuno di noi si rapporta anche con la
propria coscienza di uomo e di donna liberi, se rispetto a
questo fate prevalere la caccia alle streghe al punto da
operare un ricatto che porta alcuni parlamentari a ritirare
la firma su un emendamento - come è stato dichiarato qui da
chi ha parlato prima di me -, sottoscritto liberamente e
secondo la propria coscienza, ma costretto oggi da voi e
dal suo ricatto, signor Presidente della Regione, poichè
quello di ieri è stato un ricatto politico che lei ha
operato sulla maggioranza...
CUFFARO presidente della Regione. Il ricatto non mi
appartiene culturalmente, è lei che ricatta continuamente
tutto e tutti e su questioni di gran lunga più delicate
FORGIONE Io non ricatto nessuno, Presidente della
Regione, sono talmente libero da ogni cosa da poter dire
quello che penso liberamente. Dimostri una cosa sulla quale
è stato ricattato dal sottoscritto o dalla mia parte
politica.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Forgione,
non può ricattarmi su nulla
FORGIONE Trovi la serenità che ha perduto, signor
Presidente, ritrovi la serenità della sua funzione.
L'intervento di ieri è stato un ricatto politico alla
maggioranza...prendo atto che ieri il vicecapogruppo di
Forza Italia ha chiesto una sospensione in quanto non c'era
sintonia tra la maggioranza e il disegno di legge. Il
Presidente della Regione ha posto un problema di fiducia
addirittura sul Governo, operando ripeto - un ricatto
alla sua stessa maggioranza, e oggi i parlamentari di Forza
Italia ritirano le firme da un emendamento sostenendo che
sono costretti a violare la loro coscienza, che era stata
libera nel sottoscrivere quell'emendamento. Prendiamo atto
che volete fare la legge in questo clima.
Per quanto mi riguarda, onorevole Presidente della
Regione, essendo io distante dall'emendamento proposto
dall'onorevole Fleres, ma per un fatto di sostegno a ogni
forma di libera espressione, a differenza di quanti hanno
ritirato la firma voglio apporre la mia al suddetto
emendamento.
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
CINTOLA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
ricordare che, in seguito alla discussione di ieri sera,
l'Aula stamattina era stata convocata per votare l'articolo
1, per cui voglio invitare sia la Presidenza che i colleghi
ad attenersi all'ordine dei lavori.
E' chiaro che ognuno può esprimere il proprio parere,
positivo o negativo, ma questo divagare e riprendere una
discussione con toni polemici non serve all'Aula.
All'Aula serve piuttosto una compiuta valutazione
dell'articolo 1 e la possibilità che ognuno esprima, come
hanno fatto i colleghi di Forza Italia, anche in maniera
critica, una posizione che interiormente lo porta anche
verso altre soluzioni e che, però, politicamente, ritenga
di dover dare il proprio apporto e il proprio voto.
Qui non c'è da gridare né allo scandalo nè ai ricatti o
ad altro. C'è una valutazione di ognuno di noi che resta
libera di esprimersi come si vuole.
Quando il Presidente della Regione, ieri sera, ha espresso
un richiamo forte a quello che è un punto programmatico del
proprio Governo, personalmente ritengo che non abbia fatto
nè un ricatto nè proposizioni negative nè altro. C'è una
libertà di interpretazione e di voto che si può ottenere
solo votando. Grazie, signor Presidente.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NORME PER LA
TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA FAMIGLIA (nn. 553 stralcio 1 bis
197-208-243-244-381/A)
LEANZA EDOARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO. Signor Presidente, onorevole Presidente
della Regione, onorevoli colleghi, intervengo poichè sento
il dovere di farlo considerato che in questo momento sono
tirati in ballo libertà di coscienza e libertà di
difendere principi nei quali ciascuno di noi crede ed è
libero di farlo con ogni conseguenza di tipo politico.
Quest'Aula invita tutti noi ad esprimerci liberamente su
fatti che riguardano anche la nostra coscienza.
Durante l'iter parlamentare di questo disegno di legge ho
partecipato, da due mesi circa, a numerosissime riunioni
della I e della VI Commissione, anche congiunte, nelle
quali io ed altri rappresentanti della maggioranza abbiamo
assistito ad un dibattito serrato, convinto, serio,
schietto, sereno, appassionato, ed abbiamo difeso - come
maggioranza e come Forza Italia - il principio sacrosanto
sancito dall'articolo 1 del disegno di legge che, per la
gran parte di noi - anzi, per la quasi totalità dei
componenti di quella Commissione -, era da difendere.
Il Presidente Cuffaro contro quanto proposto,
egregiamente, in quelle occasioni anche dai colleghi Ortisi
e Cracolici, a supporto di convinzioni diverse, in tempi
non sospetti, difendeva anch'egli lo stesso principio che
ci vedeva accomunati in questo disegno di legge.
A tutto ciò oggi faccio richiamo, e in sede di riunione di
gruppo ho visto confluire sulla mia posizione il consenso
della totalità del gruppo stesso, ad eccezione di quella
dell'onorevole Fleres; posizione che rispetto, ma non
condivido, in quanto oggi mi sentirei a disagio a dover
sostenere un emendamento di questo tipo. Prima di tutto
come uomo, perché anch'io ho le mie convinzioni sociali,
morali, politiche, religiose. In secondo luogo come
politico, perché anch'io faccio parte di uno schieramento
che sulle linee di principio difende alcuni valori come
oggi tutti, almeno quelli della maggioranza, e anche tanti
altri colleghi che non stanno nella maggioranza fanno.
Mi sentirei in imbarazzo come genitore e come padre,
perché da venti anni, nel mio ruolo di padre, difendo
all'interno della mia famiglia quei valori che oggi vorrei,
con il voto di tutti, diventassero principi di un disegno
di legge.
Pertanto, a difesa di questa libertà, di questi principi,
in cui tanti di noi crediamo, a difesa di tutto ciò,
onorevole Forgione, e non certo delle sue alchimie
politiche che tentano - vedo insieme ad altri colleghi
egregi del mio partito - saltuariamente, per non dire
ripetutamente, con un colpo di mano, di mettere in
difficoltà - chissà poi per quale motivo - alcune azioni e
alcune linee di Governo, ed a questo sono abituati anche a
tarda ora o alle prime ore del mattino, firmando
emendamenti insieme a deputati dell'opposizione.
Quindi, a questo collega del mio partito dico in maniera
molto chiara, in maniera molto serena, che se si trova a
disagio nello stare con noi, ce lo faccia sapere. Io non mi
trovo certo a disagio a stare all'interno di un partito che
difende questi principi e questi valori.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Moschetto, lei ha già parlato.
MOSCHETTO Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE Non le posso dare la parola e le spiego
perché. Può chiedere di intervenire per fatto personale
solo a fine seduta e, poichè siamo in fase di dichiarazione
di voto e lei ha già fatto la sua dichiarazione, non può
intervenire di nuovo.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è
veramente paradossale oggi assistere ad una discussione su
un disegno di legge che, come ha ben ricordato l'onorevole
Leanza Edoardo, ha visto impegnato il Parlamento attraverso
le due Commissioni parlamentari riunite - la I e la VI - ed
ha visto la presenza costante in queste Commissioni del
Presidente della Regione, di tutti i parlamentari e, a
maggior ragione, di tutti i partiti. L'onorevole Ortisi,
che era di posizione opposta rispetto a quella sostenuta
dalla maggioranza in Commissione, correttamente ed in
maniera forte ha sostenuto lì le sue convinzioni .
Quindi, il Parlamento ha dibattuto attraverso i suoi
organi e ha deliberato, non su una proposta di legge
qualsiasi, ma su una proposta di legge che faceva parte del
programma del Governo, programma con il quale il
Governatore si è presentato agli elettori e sulla base del
quale è stato votato.
E mi imbarazza sentire che questo Governo e questa
maggioranza, laddove rivendicano il diritto di portare
avanti un programma, vengono tacciati dalle opposizioni - o
da certe opposizioni, non da tutte, per fortuna - come se
volessero assumere una posizione di ricatto. Mi chiedo
quale sia il ricatto.
E' ricatto quello di un Governo e di una maggioranza che
porta avanti una norma prevista nel suo programma e che è
stata ampiamente dibattuta in Commissione? O è ricatto
l'inverso: quello di una posizione minoritaria all'interno
del Parlamento che vorrebbe a tutti i costi cercare, in
qualche modo, di coartare la libera espressione della
maggioranza?
Ed è paradossale che si additi, ad esempio, la posizione
di alcuni parlamentari, come quella dell'onorevole Fleres,
parlamentare di prestigio di questa Assemblea, ma ci
mancherebbe altro
L'onorevole Fleres, così come qualsiasi altro parlamentare
in quest'Aula, ha il libero arbitrio, il diritto, quindi,
di pensarla in maniera diversa su una norma; ma non può una
minoranza andare contro e cercare di impedire ciò che una
maggioranza, non con un colpo di mano, ma dopo lungo
dibattito in Commissione, ha stabilito di portare avanti.
Pertanto, il gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale è
favorevole a questo disegno di legge, non ha visto nulla di
ricattatorio nella posizione assunta ieri dal Presidente
della Regione, il quale umilmente ha portato avanti un suo
diritto, che è anche il diritto della maggioranza,
considerato che trattiamo una norma che faceva parte del
programma di questa maggioranza.
Ribadisco, quindi, che il gruppo parlamentare di Alleanza
Nazionale è favorevole a questo testo, così come esitato
dalla Commissione.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è
imbarazzante doversi esprimere su un argomento che, a mio
giudizio, se ci fosse stato un approccio diverso da parte
del Governo e della maggioranza, avrebbe potuto portare a
una conclusione ben diversa rispetto a quella a cui stiamo
pervenendo; anche ad una conclusione a stragrande
maggioranza se solo qualche passaggio della legge fosse
stato modificato, e avrebbe perfino potuto dare alla fine
questo risultato.
Questo ci induce a pensare, e non è estraneo a tale
posizione il Presidente della Regione, che di questa legge
se ne voglia fare una legge-distintivo, una specie di
contrassegno con cui potersi presentare all'esterno
dell'Aula per dire noi siamo quelli che vogliono
un aderenza totale, piena ai valori cristiani, anche
laddove laicamente chi rappresenta le istituzioni deve
promuovere invece i bisogni sociali.
La Chiesa, che non è un Parlamento, quando si rivolge al
prossimo lo fa con la carità cristiana che le è propria, e
lo fa nei confronti di tutto il prossimo, anche quello che
secondo il magistero della Chiesa vive in condizione di
peccato. Così avviene quando fa assistenza, addirittura
rivolge il suo pensiero, il suo sguardo anche a coloro i
quali appartengono ad altre religioni, come nel caso degli
extra-comunitari.
Qui, invece, come si può constatare, si punta ad operare
una distinzione: l'urlo di ieri del Presidente della
Regione nei riguardi dell'onorevole Forgione, quando ha
sostenuto che è orgoglioso di avere una visione della
famiglia diversa da quella esposta dallo stesso onorevole,
credo che sia proprio improntato a questo spirito poco
tollerante che non c'entra, a mio avviso, con i valori
cristiani. Sia detto ben chiaro: è un operazione politica.
Il Presidente della Regione ha richiamato la sua
maggioranza, usando toni a mio avviso inaccettabili, a
seguirlo su questa impostazione, mettendo a tacere quelle
forme di disagio che possono verificarsi in una materia di
questo genere e che si erano verificate e che miravano,
come l'onorevole Fleres ha proposto, ad una mediazione che
non era sicuramente quanto le opposizioni chiedevano in
questo caso.
Dunque vi è una chiara forzatura, signor Presidente, non
c'è materia per alzare barricate e cordoni sanitari così
marcati, perché a mio giudizio la formula proposta
nell'emendamento dell'onorevole Fleres era accettabile,
ancorché non pienamente condivisibile da parte di tutti, in
quanto siamo un Parlamento e dobbiamo prestare attenzione
ai bisogni dei nostri amministrati, dei nostri governati.
Quindi serve una legge inclusiva, non una legge che
esclude, e chiudo, signor Presidente. Questa formulazione
esclude, perché crea un odiosa gerarchia tra famiglie che
sono ormai largamente presenti nella realtà sociale anche
della nostra Regione, che non scardina i modelli a cui
magari tutti possiamo aderire, quale che sia la nostra
provenienza e la nostra appartenenza politica. Infatti,
non è patrimonio né del Presidente della Regione né di
questo Governo una certa idea della famiglia, tant'è che le
coppie di fatto esistono nel centrodestra, nel
centrosinistra, potremmo citare l esempio del Presidente
Berlusconi, del Presidente Casini, dell'onorevole Fini,
vicepresidente del Consiglio, i quali - se non ricordo male
- vivono tutti all interno di coppie di fatto.
E aggiungo, e concludo, che questa Assemblea ha già
riconosciuto le coppie di fatto, onorevole Presidente,
nella legge 20 sull'antimafia, con la quale abbiamo dato il
contributo alla convivente more uxorio di Rocco Dicillo,
che è stato assassinato, e la stessa è stata assunta alla
Regione. Onorevole Presidente, si informi Facciamo così,
onorevole Presidente, se le cose stanno come diciamo noi,
lei cambia l'articolo 1 del disegno di legge.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Capodicasa,
quella è una difesa degli interessi patrimoniali, non
c'entra il riconoscimento.
CAPODICASA Quali sono gli interessi patrimoniali di una
convivente?
FORGIONE Onorevole Presidente, è nella legge, fui io il
relatore di quella legge.
CAPODICASA Lei fa una distinzione che non fa onore a
questo Parlamento tra gli interessi patrimoniali, i
sentimenti sono anch'essi un patrimonio che vanno messi nel
conto della valutazione e così noi, in questo modo,
escluderemo i figli di queste famiglie, di queste coppie di
fatto.
E da un uomo che si dice profondamente cattolico, che
compie i gesti - per la verità, anch'essi non condivisibili
neanche da un cattolico - che ha voluto compiere, a me
suonano offesa ai valori cristiani. Per questo motivo,
onorevole Presidente, faccio mio l'emendamento
dell'onorevole Fleres affinchè l'Aula si pronunci su un
emendamento che, a mio giudizio, non scardina l'idea che
noi qui tutti abbiamo del modello familiare su cui debba
assestarsi la nostra Regione.
PRESIDENTE La dichiarazione di far suo l'emendamento non
vuol dire che lo fa proprio, in quanto l'onorevole Fleres
non lo ha ritirato. Aggiunge la sua firma?
CAPODICASA Aggiungo la mia firma.
ROTELLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è
qualche tentativo, ovvio, da parte dell'opposizione, da
parte dell'onorevole Forgione, di trasferire quello che è
un giudizio personale, assolutamente rispettabile, e chi
conosce l'onorevole Fleres sa che tutti noi assegniamo
grande rispetto e grande stima alla persona e alla qualità
dell'attività legislativa che ha sempre messo a
disposizione di questa Assemblea.
Non c'è nessuno scandalo, come prima è stato detto; c'è un
dibattito forse articolato, in democrazia va bene pure
così. Pertanto alla fine ci sono delle scelte da assumere e
credo che il Presidente della Regione non abbia mai tentato
di forzare la coscienza e la scelta di nessuno.
C'è ovviamente su questo tema un dibattito ampio e, per
quanto mi riguarda, capisco che il problema è molto
profondo, impegna culture, impegna modi di essere, impegna
anche un credo religioso che ha il suo spazio e che ha le
sue ragioni.
Mi permetto soltanto di dire che, per quanto ci riguarda,
il gruppo parlamentare di Nuova Sicilia voterà contro
l'emendamento presentato e certamente, comunque, questo non
svilisce e non squalifica anche una forma di opinione che
non è dissenso, ma è legittimo diritto del parlamentare di
rappresentare in quest'Aula un modo di esprimersi su temi
così importanti e delicati.
PISTORIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intendevo riportare, se era possibile, questa vicenda nei
suoi esatti confini in quanto la questione si presta sia a
semplificazioni sia anche ad evidenti strumentalizzazioni
che non attengono soltanto a ragioni di stile, come nel
caso del collega Forgione il quale ha forzatamente inserito
nel dibattito elementi estranei allo stile del dibattito,
ma anche che snaturano il contenuto della norma.
L'onorevole Capodicasa ha avviato il suo ragionamento
facendo riferimento a una interpretazione vetero-cattolica,
vetero-clericale che è totalmente estranea al contenuto di
questa norma. E' una forzatura, una polemica assolutamente
ingiustificata perchè nessuno di noi ha immaginato di
utilizzare il riferimento del matrimonio cattolico o
ancorchè quello concordatario per ancorare il sistema degli
interventi legislativi.
SPEZIALE Ci avete pensato a questo
PISTORIO Questo spiega le sciocchezze sentite sui
matrimoni o sui secondi matimoni di personalità politiche
normalmente coniugate; la qualcosa mi interessa ancora
meno. Il ragionamento è tutto incentrato sull'istituto del
matrimonio come elemento di riferimento giuridico stretto,
essenziale nella sua funzione all'interno dell'ordinamento.
Ho apprezzato lo stile e la sostanza dei contenuti
dell'intervento dell'onorevole Fleres il quale, basandosi
sulla propria cultura liberare e su una sorta di laicità,
ha un approccio normativo differente: considera il
matrimonio un qualcosa che afferisce alla libertà
personale.
Ricordo all'onorevole Fleres, con lo sforzo che la mia
scarsa competenza giuridica mi consente, che il matrimonio
non è una scelta personale, è un istituto giuridico al
quale vengono riconnessi una serie di effetti in quanto
l'ordinamento considera un valore la stabilità dei
rapporti. Ad esso sono connessi rapporti economici, civile
e giuridici; e ciò non determina l esclusione di altri.
Noi non diamo nessun diritto fondamentale, non facciamo
alcuna tutela dei diritti essenziali dell'individuo o della
libertà personale. Ancoriamo ad un elemento di certezza, di
riferimento nell'ordinamento una serie di interventi di
promozione.
Certo, vorrei aggiungere, abbiamo una valutazione, questa
sì politica, interamente politica, che il matrimonio e la
promozione della famiglia, anche con interventi economici e
di sostegno, sia un obiettivo da promuovere nella nostra
società poichè riteniamo che una società che si disgregha,
in cui la famiglia perde quella capacità di aggregazione,
anche in termini di coesione sociale, anche in termini
pedagogico-educativi, è una società che si disgrega.
Nessuno mette in discussione che le società moderne
individualizzate, edonistiche abbiano titoli e cittadinanza
Noi affermiamo l'aspirazione, il bisogno che le nostre
comunità tutelino, rafforzino, incoraggino - e non ho paura
di dire questo - la famiglia nella sua certezza di
riferimenti, che sono un di più di responsabilità. Amici
carissimi ognuno è certamente libero di intraprendere una
convivenza, affermare una volontà affettiva, un impegno
sentimentale, ma l impegno è ancor di più se a ciò si
sancisce con il matrimonio.
Questa è la scelta di fondo. Nessun diritto in meno, ma
un intervento, un sostegno, un incoraggiamento a chi fa
questa scelta che lo impegnerà nel futuro e che affronta
con coraggio nel tentativo di far crescere una comunità
dandole certezza.
DE BENEDICTIS^. Chiedo di parlare per dichiarazione di
voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS^. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sarò parsimonioso a proposito di risparmio. Dirò subito che
nel merito molto è stato già detto, anzi quasi tutto è
stato specificato in quanto a distinzione e dell'una e
dell'altra impostazione.
E tuttavia, poiché è stato detto soltanto ieri a parole
molto chiare dal presidente Cuffaro: noi non vogliamo
tutelare la coppia di fatto", mi sia consentito esprimere
tutto il mio imbarazzo di fronte a tale posizione che,
indipendentemente da ogni approccio ideologico, da ogni
convincimento religioso o morale, è il segno di una
cattiveria che nulla ha a che fare con i principi
solidaristici cui questa legge si vorrebbe ispirare
CAPODICASA Bravo Presidente, è così In questo modo
escludiamo i figli delle famiglie di fatto.
CUFFARO presidente della Regione. I figli sono tutti
tutelati, si legga la legge onorevole Capodicasa. Si legga
la legge, troverà gli stessi diritti per tutti i figli...
CAPODICASA E allora perché non vuole tutelare le
famiglie di fatto?
CUFFARO presidente della Regione. Non dica così Si
legga la legge, onorevole Capodicasa.
DE BENEDICTIS . Onorevole Presidente, si dà il caso che
se lei richiama l'onorevole Capodicasa a leggere la legge,
altri l'hanno letta, possibilmente l'onorevole Capodicasa è
prevenuto nella sua distorsione, ma altri l'hanno letta e
solo dopo le sue parole sono stati indotti, per carità,
liberamente, a fare un passo indietro
CUFFARO presidente della Regione. No, allora non l'hanno
letta.
DE BENEDICTIS . Non credo siano tutti incapaci di leggere
quello che è scritto; è stata letta da molti e molto
attentamente. Non abbia, pertanto, il tono saccente di chi
ritiene che gli altri non sappiano leggere quello che sta
scritto qui
Mi scusi, onorevole Presidente della Regione, ma lei
sta interrompendo ogni intervento. Io capisco che la
questione, come ha detto lei, non può non prestarsi ad
un'animata partecipazione dell'Aula. L'Aula però vorrebbe
partecipare, non può parlare sempre lei, Presidente. Dal
punto di vista istituzionale, ciò per quanto attiene al
merito della questione.
Non vi è alcun dubbio, onorevoli colleghi, che questo
disegno di legge è improntato ad una politica di
solidarietà nei confronti dei bisogni dei componenti le
famiglie. Ha quindi un chiaro manifesto portante.
Pertanto, non credo che un Parlamento debba
allontanarsi dal suo dovere di promuovere strumenti che
servano al miglioramento delle condizioni sociali della
famiglia; che servano ad alleviare i problemi che le
famiglie e i relativi componenti in questo momento hanno,
ma sia invece quello di scegliere un sistema e di
preferirlo per elevarlo a modello. Di questo infatti si
tratta.
Quando questo disegno di legge si pone l'obiettivo di
promuovere e di tutelare un modello di organizzazione
sociale rispetto ad un altro, rispetto ad altri modelli che
pure esistono nella società, viene meno al proprio
principio di formulare un dispositivo di legge per venire
incontro alla società, ed assolve ad un mandato che sta a
monte e che è tutto di natura ideologica ed integralista, e
cioè di imprimere alla società un proprio modello. E
questo, dal punto di vista istituzionale, sarebbe sbagliato
che si facesse. Non lo si può fare a colpi di maggioranza,
nemmeno se ci fosse una maggioranza trasversale. Noi non ce
lo possiamo permettere. Non è questo che siamo chiamati a
fare.
In ultimo, dal punto di vista prettamente politico, e
quindi per ciò che attiene a valutazioni che lei avrà fatto
per primo e che sta conducendo, se è stata necessaria
questa forzatura - altre parole l'hanno irritata - e se è
stata necessaria, in conseguenza di questa forzatura, che
il gruppo di Forza Italia, che i deputati che hanno scritto
l'emendamento 1.2 ritirassero l'emendamento stesso, allora,
a questo punto, delle due l'una: o era inutile ritirare
quell'emendamento e allora si è voluto semplicemente
evitare il manifestarsi di differenze all'interno della
stessa maggioranza, oppure era utile e necessario perché si
temeva che quell'emendamento potesse passare così com'era.
Pertanto, si dica che senza questo passo indietro
quest'Aula avrebbe approvato quell'emendamento. Se fosse
stata libera di scegliere, tutti quanti avrebbero
proseguito nell'intenzione dichiarata liberamente, questa
Aula avrebbe condizionato quella legge ad un percorso
diverso rispetto a quello che il Presidente vuole che sia.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, la ringrazio per la
interpretazione tempestiva per quanto concerne il
Regolamento. Infatti, credo che in occasioni come questa,
permettere ai deputati di intervenire nell'evolversi del
dibattito sia cosa seria, e l'interpretazione, in questo
caso, mi pare assolutamente adeguata.
Credo che ognuno di noi abbia vissuto i contenuti di
questo disegno di legge facendo i conti soprattutto con la
propria cultura e la propria coscienza. Credo abbia tenuto
in considerazione i vincoli di appartenenza e penso sia
opportuno che ciò venga fatto. Però, anche lì, credo
dovremmo essere molto più attenti di quanto non siamo stati
finora. Intendo riferirmi al fatto che ieri sera sono stato
particolarmente meravigliato dall'intervento del Presidente
della Regione, impostato in una maniera che, per certi
versi, a me appare quasi una forzatura. Una forzatura
perché, sostanzialmente, chiama a raccolta i cosiddetti,
fra virgolette, dissidenti rispetto al taglio del disegno
di legge, ai contenuti del disegno di legge del Governo,
utilizzando chiaramente e in maniera mirata il fatto che
questo è uno dei punti contenuti nel programma di governo
del presidente Cuffaro.
Credo che non vi sia Parlamento in cui argomenti come
questi siano trattati con maggiore elasticità. Il richiamo
ai dissidenti, ai mediatori, mi è sembrato assolutamente
fuori dal contenuto di questo disegno di legge.
Ognuno di noi, probabilmente, si è posto con la propria
coscienza e i propri tratti culturali dinanzi all'argomento
in maniera non del tutto convinta rispetto anche alle
decisioni dei vari gruppi.
Cari colleghi della maggioranza, non è che
nell'opposizione la pensiamo tutti allo stesso modo, la
pensiamo anche diversamente. Abbiamo cercato anche noi, in
queste ore, di trovare punti di mediazione nobile su
argomenti che hanno tale valenza, tanto da definirli
argomenti su cui si richiama la coscienza di ognuno di noi.
Vedete, non c'è soltanto la questione della tattica
parlamentare che mettiamo in campo. Infatti, se dovessimo
parlare soltanto di tattica parlamentare, ieri sera avremmo
adottato la tattica di andare al voto mezz ora prima
rispetto a quando sarebbe stata sospesa la seduta e avremmo
valutato liberamente cosa ci indicava la coscienza di
ognuno di noi.
Ecco perché mi ha meravigliato l'intervento del
Presidente della Regione, che non lo ritengo più cattolico
di me, lo dico con il massimo rispetto nei suoi confronti.
Ma essere cattolico non significa non riconoscere con ampie
manifestazioni di tolleranza e di comprensione quello che
ormai da trenta anni, e forse più, è avvenuto nella società
italiana e siciliana.
Bisogna capire, così come diceva il collega De
Benedictis, in che modo la nostra regione tiene in
considerazione anche e soprattutto la prole, ciò che
scaturisce da un rapporto di convivenza stabile.
La cultura del cattolicesimo, soprattutto quello
democratico, rispetto a queste tematiche in questi anni ha
fatto passi da gigante. Non cito niente, non scomodo
nessuna enciclica che potrebbe appesantire il dibattito, ma
penso che quanto contenuto nella vera cultura del
cattolicesimo italiano sia da tenere in strettissima
considerazione, e soprattutto il fatto che non ci si può
richiamare semplicemente alla logica di coalizione, alla
logica di maggioranza o alla logica di opposizione, mi
permetto di aggiungere, su argomenti così delicati e seri.
Mi sono chiesto in queste ore se l'emendamento
dell'onorevole Fleres poteva più o meno essere una
mediazione nobile. Non soddisfa tanti di noi; non mi ha
soddisfatto, ma mi ha convinto l'attenzione e anche la
tipologia indicata per quanto concerne la tutela della
convivenza stabile. Pertanto, preannuncio di volere apporre
la mia firma all'emendamento 1.2 dell'onorevole Fleres.
Credo invece che il Presidente della Regione nel
richiamare - come ha fatto ieri sera - la sua maggioranza,
l avrebbe dovuta tenere in maggiore considerazione. Il
nostro non è soltanto un momento di tattica parlamentare;
l'apposizione della firma di tanti colleghi di opposizione
all'emendamento Fleres non è solo tattica parlamentare,
piuttosto è il tentativo di riflettere e capire in che
misura è possibile ancora trovare un punto di equilibrio
che non scompensi totalmente il contenuto del disegno di
legge del Governo, ma che allo stesso tempo lasci realmente
questa Aula libera di votare, lasci ciascuno libero di
votare facendo i conti con la propria coscienza e con la
propria cultura.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se mi è
possibile ricondurre il dialogo ad una dimensione culturale
- perché di tale dimensione si tratta e siamo consapevoli -
, credo che faremmo un passo avanti sul livello del
dibattito, fermo restando che ognuno di noi rispetti le
idee degli interlocutori.
Io credo che lei, presidente Cuffaro, ieri sera sia stato
ingeneroso nei confronti di questo Parlamento, che invece
con lei si è dimostrato alquanto generoso, in occasione di
tale dibattito svoltosi ad un alto livello anche in
Commissione, in ordine ad un disegno di legge
importantissimo, che è una sorta di sfida all'interno della
maggioranza, trascurando la dimensione legislativa propria
del Parlamento che dà un senso anche alla nostra presenza,
ai nostri interventi, ai nostri studi.
Vedete, ciò di cui stiamo parlando in questa occasione è
un argomento che i francesi chiamerebbero De histoire de
temps longs vale a dire Da storia dei tempi lunghi e
non De histoire événementielle , cioè Da storia
dell'avvenimento . Questo per ricondurre ad un argomento
che travalicherà l'esperienza temporale del suo Governo,
presidente Cuffaro, e probabilmente di quelli che verranno
dopo almeno per due o tre legislature, ad un fatto invece
di avvenimento contingente che depaupera anche il senso
della sua proposta politico-culturale in ordine al disegno
di legge. La storia degli avvenimenti, infatti, è una parte
di storia, è la storia diplomatico-militare, è la storia di
un provvedimento, di un decreto che lei, per esempio,
attraverso il suo assessore intraprende; la storia dei
tempi lunghi, invece, è la storia delle modifiche
comportamentali rispetto alle quali gli interventi ancor
più se autoritari riescono soltanto a valorizzare i
percorsi devianti di quel grande letto che è la storia,
appunto, delle modifiche comportamentali, anzi ne
accelerano le valenze discorsive.
Io mi permetterei quindi di fare qualche esempio storico,
perché la storia serve a questo, e non soltanto per
citazioni fine a se stesse.
Quando i Macedoni si stanziarono in Persia, e la parte più
retriva voleva impedire i matrimoni misti fra coloro i
quali chiamavano barbari (cioè balbuzienti) tutti coloro
che non parlavano il greco - tanto più i macedoni che erano
la parte più retriva capeggiati dal barbaro Alessandro
Magno, che come lei Presidente è il capo, dà l'esempio e
sposa Rossana, la figlia del re della Persia, per far
capire che non è un provvedimento événementielle che può
fermare il corso della storia. Quando gli accampamenti
romani andavano fino al Danubio, ai soldati che avevano
bisogno anche di far sesso, nessuno potè impedire che
venissero contratti matrimoni misti tra le persone che
stavano accanto all'accampamento e far nascere figli, che
figli pure erano, che la parte più retriva non
accettava Quando adesso si mettono i cartelli in dialetto
con un provvedimento legislativo, ciò non impedirà mai che
la storia che ormai va verso l'uso dell'inglese stravolgerà
i provvedimenti singoli, Presidente
Allora, non c'è dubbio che la storia oggi vada verso il
riconoscimento, in tutte le società non solo in quelle
occidentali, di forme di convivenza che non sono più quelle
cattolico-cristiane, chiamiamole così, che vi ricordo, non
rappresentano la totalità, né la quasi totalità di quello
che succede nel mondo, esse rappresentano una minoranza
culturale di quelli che sono i comportamenti del mondo.
Nessuno quindi fermerà il corso della storia, anzi, voi
accelererete le parti perverse, poichè consentirete a tutti
i cattivi contro i quali dite di lottare, di avere
sempre tanta gente in ginocchio, in difficoltà pronti a
chiedere un sussidio e a permettere altresì ai farisei
di battersi il petto e di non essere cristiani. E comunque
non riuscirete a fermare la storia: che è la storia della
libertà dei comportamenti. Rifletteteci, per favore: la mia
non è una polemica, è un appello.
PANARELLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
sarei aspettato dopo l alto confronto che c'è stato nella
giornata di ieri, che il presidente Cuffaro, il quale
evidentemente tiene molto a questa legge, avesse tenuto
conto della natura del confronto e si fosse fatto carico,
in qualche maniera, di coglierne gli aspetti positivi,
poichè immagino che il suo impegno con gli elettori sia
stato volto a fare leggi positive che tengano conto
dell'interesse della società siciliana e non soltanto di
una parte. Ed io le assicuro, Presidente, che se lei avesse
avuto questo approccio non avrebbe avuto un atteggiamento
ostile alla discussione che si è svolta qui. E quindi mi
passi il termine anche ostile nei confronti del Parlamento.
Ritengo infatti che le considerazioni sviluppatesi qui in
una situazione di diversificazione sia nello schieramento
di maggioranza che nello schieramento di minoranza fosse il
contesto migliore per assumere un atteggiamento dialogante,
per fare una legge che sia di sostegno alla famiglia, ma
sia utile soprattutto a tutti i siciliani.
Lei non può sottrarsi, Presidente, a due questioni che qui
sono emerse e che la riguardano in quanto Presidente di
tutti i siciliani e cioè: se una legge di questo genere non
rischia di penalizzare una parte della società siciliana
che o ha scelto liberamente - e vorrei che su questo ci
fosse un suo pronunciamento - di convivere. Del resto, come
è noto, la convivenza ha una sua configurazione giuridica.
E ciò lo dico anche ai colleghi della maggioranza.
CUFFARO presidente della Regione. Non è vero, la Corte
costituzionale ha sancito che non è così.
PANARELLO Signor Presidente, poi mi risponderà con la
sentenza della Corte costituzionale.
Nel corso della discussione si è posto questo problema,
che non è un modo per minare l'istituto della famiglia; è
un ragionamento che non è conducente, è un modo per non
tenere conto di scelte che una parte dei cittadini
siciliani possono liberamente fare, e per tali scelte non
possono essere discriminati Questo è il problema che è
stato posto.
La seconda questione, ancora più delicata, riguarda coloro
e in questo senso ho sentito interventi sofferti, signor
Presidente della Regione - che possono regolarizzare la
loro situazione che, in questo caso, risultano veramente
penalizzati.
Io non credo che l'ispirazione di una legge debba essere
sottoposta a queste perplessità e a questi dubbi. Io penso
che il Governo, il suo Presidente, la maggioranza debbano
farsi carico di fugare questi dubbi e venire incontro a
delle proposte, ad opzioni anche culturali e politiche che
sono portatrici di una visione dei rapporti sociali che
tiene conto di una pluralità di opzioni. Tale pluralità di
opzioni deve essere ricondotta ad una sintesi legislativa
che se non avesse questa ispirazione e questo spirito
sarebbe non soltanto una legge sbagliata ma, probabilmente,
anche dannosa per il futuro della società siciliana.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
mi ero molto appassionato alla discussione di questo
disegno di legge perché pensavo che non poteva essere un
terreno di scontro politico né ideologico. Pensavo che
tutto sarebbe stato governato dal buon senso. Invece, dopo
l'intervento di ieri del Presidente della Regione che a me
è sembrato un po fuori le righe, la legge assume un
carattere politico.
Infatti, questa mattina negli interventi dei colleghi
della maggioranza che hanno ritirato la firma
dall'emendamento Fleres, si evidenzia che è prevalsa una
logica di appartenenza rispetto alle motivazioni della
libera scelta che deve investire la coscienza di ogni
deputato.
Signor Presidente, mi rendo conto che la nostra
discussione è un po finalizzata a che tutto rimanga
com è, visto che c'è un atteggiamento che piega la
maggioranza ad una ragione di appartenenza.
E tuttavia, se mi permette, conoscendo anche la sua
sensibilità, vorrei fare soltanto una osservazione di
carattere generale e la voglio fare di fronte ai tanti
colleghi presenti. Ciascuno di noi incontra ogni giorno
coppie di fatto che hanno figli e si incontra con famiglie
che hanno figli. Il Presidente della Regione ha affermato,
giustamente, che tutti devono essere tutelati. Però c'è un
elemento di discriminazione oggettivo, signor Presidente
della Regione, che cristianamente lei non dovrebbe
tollerare, ed è questo: l'intervento che viene previsto
dalla legge per un bambino, viene previsto attraverso
l'intervento della coppia sposata, cioè attraverso
l'intervento della famiglia; l'intervento previsto per un
figlio di una coppia di fatto è previsto l'intervento
monoparentale.
Vi siete mai chiesti, onorevoli colleghi, se per quel
bambino i suoi genitori non siano uguali ai genitori della
famiglia sancita dal matrimonio? Per quel bambino, si
tratta del papà e della mamma Quel testo determina una
discriminazione oggettiva nella natura della legge che
l'emendamento a firma dell'onorevole Fleres, come anche
altri emendamenti, tenta di correggere.
Signor Presidente, penso che se su questo argomento lei
avesse un approccio non ideologico, ma rispetto alla
questione di fatto, capirebbe come stiamo introducendo una
discriminazione tra i figli delle coppie di fatto, perché
comunque per quel bambino quella coppia di fatto
rappresenta i propri genitori che devono trasmettergli un
sistema di valori, di educazione, a prescindere dal fatto
che abbiano sancito o no il matrimonio davanti al Comune o
in Chiesa, ma perché hanno deciso, attraverso il grado di
compromissione dei loro sentimenti, di vivere quella
stagione, più o meno lunga, di stare insieme e di dare vita
ad una famiglia, perché anche quella è una famiglia.
Ecco, qui sta l'impostazione retriva di una logica che
tende, invece, a calare nella società un modello che
prefigura necessariamente la carta da bollo e che tenta di
prefigurare che la sfera dei sentimenti deve essere sancita
necessariamente dalla carta da bollo e non dal fatto che
due persone liberamente possono stare insieme.
E, comunque ripeto - mi pongo dal punto di vista del
bambino: per quel bambino, figlio della coppia di fatto,
prevediamo un intervento monoparentale ed abbiamo, in quel
caso, determinato una discriminazione oggettiva. Per questo
motivo, ritengo che in merito all'obiezione sollevata di
incostituzionalità di questa norma - e lo dico qui oggi -
penso che dovremmo ricorrere, anche formalmente, al
Commissario dello Stato ove si dovesse determinare, da
parte della maggioranza, una pervicace ed ostinata azione
di sostegno a questa concezione. Penso che in questo caso
si determini un oggettiva discriminazione tra i figli della
coppia di fatto ed i figli della coppia sancita dal
matrimonio.
Per questo, signor Presidente, la inviterei a
riflettere un attimo e vedere se è possibile determinare su
questa legge la possibilità di un voto, il più largo
possibile, perché attorno al sistema di valori non possiamo
andare a colpi di maggioranza.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.
Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima
di iniziare il mio intervento cercavo conforto da una
persona che ha svolto attività sindacale ed ha, quindi,
partecipato a tante trattative, ho ricordato la legge
cosiddetta parentale che ha esteso i benefici sulle
nascite indistintamente per l'uomo e per la donna. Mi
chiedevo se in un sistema cosiddetto "esclusivo", di
famiglia fondata sul matrimonio, della famiglia costruita
sul rapporto monoparentale, stiamo facendo in Sicilia una
legge che riconosce quei benefici - riconosciuti da una
legge dello Stato - soltanto ad uno dei due coniugi,
qualora il figlio sia frutto di una convivenza. Lo dico
perché questo è il paradosso, il paradosso di questa norma.
Devo dire che fino ad ora avevo assunto un
atteggiamento molto conciliante nel tentativo di fare
maturare una condivisione, convinto come sono e come ero,
su questioni che attengono alla coscienza e che vengono
vissute come tali da milioni di persone, al di là delle
appartenenze politiche.
Alcuni esponenti politici di primo piano hanno
manifestato le loro convinzioni politiche al riguardo;
penso al Presidente della Camera, il quale vive
naturalmente un rapporto di convivenza con una signora e
non credo che questo ne sminuisca l autorevolezza morale,
certamente non quella politica che è indubbia.
Qui stiamo facendo un operazione in cui l'integralismo
diviene opzione politica e ragione di tenuta di una
maggioranza. Allora voglio essere molto franco: a questo
punto della discussione, non credo che l'interlocutore sia
più il Presidente della Regione, il quale ha manifestato in
tutte le salse che questa legge la sta facendo diventare
bandiera di una nuova crociata. Chiedo a voi, colleghi
della maggioranza, se questa concezione della legislazione
fondata sull'integralismo possa costituire la ragione per
la quale una maggioranza larga come la vostra, plurale
anche per concezione e ispirazione che la motivano, possa
alla fine ridursi a questo modello di società, di famiglia,
a questa idea di stato sociale, di uno stato sociale non
includente. Ricordiamo che le politiche del Welfare servono
ad includere, qui stiamo facendo una legge che capovolge
il "Welfare", che sta decidendo di escludere, che sta
decidendo che una parte della società non può avere
benefici previsti per un altra parte sol perché ha fatto
una scelta di coscienza. Questa è una cosa intollerabile -
ripeto - al di là delle prestazioni, della quantità delle
prestazioni, della dimensione, come ho detto ieri, anche
assai visibile della dimensione delle prestazioni per la
quantità di risorse impegnate in questa legge. Qui si
tratta di una questione di principio che sta affermando
l esclusione, per ragioni di coscienza.
Credo che quest Assemblea su questo sia chiamata a
decidere; non è tollerabile cioè che quello che viene
vissuto come coscienza di libertà di milioni di persone, in
un Aula parlamentare in nome della rappresentanza del
popolo, si possa ridurre a ragione di fedeltà politica. Mi
auguro che in quest Assemblea possa prevalere il buon senso
nell emanare norme che servano a tutti i siciliani e non
soltanto ad una parte, magari assai larga, ma solo ad una
parte della Sicilia.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Giambrone.
Ne ha facoltà.
GIAMBRONE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'importanza dell'argomento mi induce ad intervenire - e
non posso esimermi dal farlo - per chiarire la mia
posizione e quella di Forza Italia, partito in cui milito.
Preliminarmente è necessario far rilevare in questa sede
che nessuna azione coercitiva è stata espletata nei
confronti di nessuno attorno a questo argomento, che è di
vitale importanza. Nell'ambito del nostro partito c'è stato
un dibattito, un dibattito sereno, pur se ferrato, dove è
emersa una linea univoca e la dimostrazione, da parte
nostra, che la libertà sta nel fatto che un deputato può
pensare in maniera diversa dal proprio gruppo; ciò sta ad
indicare che da noi c'è libertà, mentre negli altri gruppi
dell'opposizione mi pare che ci sia un azione univoca,
prescindendo poi dal fatto che qualcuno possa assumere una
posizione differenziata.
Questo è un argomento molto importante che mi viene posto
anche a livello morale; mi hanno insegnato che la morale
non è tanto una serie di regole cui sottostare, ma la
volontà di rispondere responsabilmente ai valori che
riteniamo importanti, quali la famiglia. Qui vengono
richiamate la nostra libertà e responsabilità. Sono volate
parole pesantissime in quest Aula, espressione di assoluta
ed estrema libertà, che intendiamo respingere perché non ci
appartengono. Abbiamo dibattuto questo argomento proprio
dicevo - stante l'importanza dello stesso ed abbiamo voluto
dire in termini chiari qual è la nostra posizione, che è
quella che attiene anche alla nostra educazione. Condivido
e trovo puntuale, precisa, attenta, completa questa legge
ed intendo approvarla, signor Presidente, perché essa
risponde alle esigenze ed alle richieste della gente.
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo gli
onorevoli Mancuso, Stancanelli, Granata, Neri, Paffumi,
Sanzeri, Cascio, Catania Franco e Leontini.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono
accordati.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO SULL EMENDAMENTO 1.2
DELL ONOREVOLE FLERES
CAPODICASA Chiedo che la votazione sull emendamento 1.2
avvenga per scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Cracolici, Forgione,
Panarello, Speziale, Giannopolo, Oddo, Ortisi, De Benedictis,
Villari).
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, brevissimamente, vorrei
formulare un invito a coloro che hanno richiesto il voto
segreto: c'è stato un dibattito articolato, ampio in Aula e
la legge comporta opzioni culturali di fondo, scelte che
attengono alle posizioni politiche, ma anche alla nostra
coscienza. Esprimo la mia opinione: su una legge di questo
tipo si dovrebbe votare per appello nominale, perché
ciascuno di noi si deve assumere davanti ai cittadini la
propria posizione chiaramente e liberamente. Il voto
segreto può rappresentare una risposta politica impropria
rispetto a una legge che abbiamo caricato anche di
contenuti ideali. Io sono contrario al voto segreto.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
sull'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Fleres.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme
il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti.....71
Maggioranza...........36
Favorevoli....... ....17
Contrari............ ...54
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1 degli
onorevoli Forgione e Liotta.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.25 dell'onorevole
Cracolici.
Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE Presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11 degli onorevoli
Panarello e De Benedictis.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi. Pongo in votazione l'emendamento 1.26
dell onorevole Cracolici.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
(Non è approvato)
Dichiaro assorbiti gli emendamenti 1.23 degli onorevoli
Segreto ed altri, 1.12 degli onorevoli Panarello ed altri,
1.22 e 1.21 dell onorevole Morinello, 1.13 degli onorevoli
Panarello e De Benedictis, 1.16 e 1.17 dell onorevoli De
Benedictis, 1.14 degli onorevoli Panarello e De Benedictis,
1.7 degli onorevoli Ortisi ed altri, 1.27 dell onorevole
Cracolici, 1.28 degli onorevoli Fratello e Franchina.
Pongo in votazione l'emendamento 1.10 dell onorevole
Ortisi. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.3 dell onorevole
Giannopolo.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.8 degli onorevoli
Ortisi ed altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.18 dell onorevole De
Benedictis.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l emendamento 1.9 a firma
dell onorevole Ortisi.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
notare una incongruenza: al comma 2 dell'articolo 1 si fa
riferimento alla necessità di rilevazione statistica e
sintesi dei bisogni dei componenti della famiglia perchè
essa funga da base per i provvedimenti conseguenziali.
Poiché quello che abbiamo votato fa riferimento ad una
parte pur maggioritaria di famiglie, la mia paura è che i
provvedimenti nascano su una base statistica sbagliata, che
non tiene conto di una realtà, come quella, ad esempio,
delle coppie di fatto, di cui abbiamo discusso, ma che
almeno statisticamente dovrebbero essere rilevate per poi
provvedere alle conseguenze di ordine legislativo, per cui
l'emendamento tende a ripristinare una base statistica di
rilevamento che in queste condizioni non sarebbe data. Per
questo vi invito a votarlo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.9. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.15, a
firma degli onorevoli Panarello e De Benedictis.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.4, a firma
dell onorevole Giannopolo.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.24, a
firma degli onorevoli Segreto ed altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE Presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.5, a
firma dell onorevole Giannopolo.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.6, a
firma degli onorevoli Moschetto ed altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.19, a
firma dell onorevole De Benedictis.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro improponibile l emendamento 1.20, a firma degli
onorevoli Barbagallo e Raiti.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL ARTICOLO 1
PRESIDENTE Pongo in votazione l articolo 1.
CAPODICASA Chiedo che la votazione dell articolo 1
avvenga per appello nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli De Benedictis,
Giannopolo, Oddo, Cracolici, Speziale e Forgione)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme
il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti.....68
Maggioranza...........35
Favorevoli....... ....55
Contrari............ ...11
Astenuti . 2
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 15,30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.25, è ripresa alle ore
16,26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Do lettura dell articolo 2.
Art. 2.
Obiettivi della politica regionale per la famiglia
1. Per la realizzazione delle finalità di cui
all'articolo 1 ed, in particolare, per agevolare e
sostenere le scelte rivolte alla formazione di nuove
famiglie, la Regione promuove l'adozione di politiche
organiche ed intersettoriali volte a:
a) rimuovere gli ostacoli, specie di carattere
abitativo, lavorativo o economico, che rendono
difficoltosa la costituzione o lo sviluppo di nuove
famiglie;
b) riconoscere l'alto valore sociale della maternità
e della paternità, tutelando il diritto alla
procreazione, valorizzando e sostenendo l'esercizio
delle responsabilità genitoriali;
c) tutelare il benessere di tutti i componenti della
famiglia concorrendo a rimuovere le situazioni che
incidono negativamente sull'equilibrio psicofisico di
ciascun soggetto, al fine di favorire l'armonico
sviluppo delle relazioni familiari di coppia ed
intergenerazionali;
d) sviluppare iniziative di solidarietà alle famiglie
al cui interno figurino disabili, finalizzandole ad
agevolare il loro mantenimento in seno al medesimo
nucleo familiare;
e) definire modelli d'intervento che agevolino la
permanenza degli anziani all'interno del nucleo
familiare riconoscendo il rilevante valore sociale
dell'attività di cura ed assistenza da questo
praticata;
f) rendere compatibili le esigenze derivanti dagli
impegni di lavoro dei coniugi con quelle della
famiglia, riconoscendo a pieno titolo il lavoro
domestico e di cura, in quanto attività essenziale per
la vita della famiglia e per il contesto sociale di
riferimento;
g) attuare il principio di libera scelta da parte del
cittadino e della famiglia nell'articolazione e nel
funzionamento della rete degli interventi e dei servizi
di sostegno alla persona;
h) valorizzare, in attuazione del principio di
sussidiarietà, l'associazionismo familiare rivolto a
dare impulso alle reti primarie di solidarietà ed alla
cooperazione, per favorire forme di autorganizzazione e
di aiuto solidaristico tra le famiglie;
i) promuovere attività di tutela, assistenza e
consulenza a sostegno delle ragazze madri, delle
vittime di violenza sessuale, nonché dei minori abusati
o deviati.
l) assicurare la realizzazione, da parte degli enti
locali, di iniziative finalizzate al sostegno dei
nuclei familiari di persone immigrate, anche per
consentire l'inserimento dei minori nel ciclo
scolastico educativo.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Tumino e Raiti: 2.16 e 2.19;
- dagli onorevoli Segreto ed altri: 2.21 e 2.20;
- dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe: 2.14,
2.15, 2.3 e 2.13;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 2.6, 2.7,
2.8, 2.9, 2.10, 2.11 e 2.12;
- dall'onorevole Cracolici: 2.23 e 2.22;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 2.1 e 2:2;
- dall'onorevole Giannopolo: 2.4;
- dagli onorevoli Moschetto ed altri: 2.5.
Dichiaro decaduto l emendamento 2.16 per assenza dall Aula
del firmatario.
Si passa all emendamento 2.21.
SEGRETO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro decaduto l emendamento 2.14 per assenza dall Aula
del firmatario.
Si passa all emendamento 2.20.
SEGRETO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 2.6, 2.15 e 2.23 sono dichiarati
decaduti per assenza dall'Aula del firmatario.
L'Assemblea ne prende atto
Si passa all emendamento 2.1.
FORGIONE Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, questo emendamento è superato
dall'articolo 1.
PRESIDENTE Lo so bene, ma vorrei che l'onorevole
Forgione lo illustrasse. In materia ho già una mia
opinione: l'avere stabilito all'articolo 1 una
proclamazione solenne sul significato che questa legge
attribuisce alla famiglia, non significa che sia preclusa
la possibilità di aggiungere altre prerogative.
ACIERNO Signor Presidente, il nostro Regolamento non lo
consente.
PRESIDENTE Mi sa indicare il numero dell'articolo? Io
non lo conosco. Ha facoltà di parlare l'onorevole Forgione.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ripropongo la questione, al di là dell'approvazione
dell'articolo 1, in quanto noi in altre materie, e ne
abbiamo parlato anche stamattina nella discussione generale
citando alcuni esempi, interveniamo usando la definizione
di coniuge more uxorio - nel caso della legge antimafia -
ma ce ne sono altri.
Credo che l'articolo 1, che pure definisce il quadro di
riferimento della famiglia, così come si è definita con il
voto di stamattina, non precluda la possibilità di
indirizzare alcuni interventi anche ad altre figure al di
là di quella definizione.
Quindi, in questo caso, ripropongo la questione e
mantengo in vita l'emendamento.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.1 dell'onorevole
Forgione.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^, assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.7 dell'onorevole
Panarello. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^ assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.8. Il parere della
Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.8. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.9, degli onorevoli
Panarello e De Benedictis.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^ assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.9. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.2 degli onorevoli
Forgione e Liotta..
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.10 degli onorevoli
Panarello e De Benedictis. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^ assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.10. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(E approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.11 degli onorevoli
Panarello e De Benedictis.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^ assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.11. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.12 degli onorevoli
Panarello e De Benedictis. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^ assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.12. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.4 dell'onorevole
Giannopolo.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.4. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.5 degli onorevoli
Moschetto ed altri.
MOSCHETTO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.3 degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.13. Il parere
della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.13. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.19 degli onorevoli
Tumino e Raiti.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare
che questa normativa non dia la giusta attenzione alle
famiglie già costituite, anche famiglie regolarmente
costituite con matrimonio religioso o civile. Pertanto,
chiedo venga approvato l'emendamento da me proposto
tendente ad attivare iniziative di solidarietà alle
famiglie senza un reddito minimo, nel rispetto di
sussistenza ove ci sono minori disabili.
Cioè il concetto fondamentale è quello che va tutelata la
famiglia attuale non solo quella del futuro.
PRESIDENTE L emendamento 2.19 è accantonato.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto in
risposta alla sua lecita domanda qual era l'articolo che
citavo sul precedente emendamento, l'articolo del nostro
regolamento è il 111, comma 2, che recita: "Non possono
proporsi sotto qualsiasi forma articoli aggiuntivi od
emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni
dell'Assemblea adottate sull'argomento .
PRESIDENTE Si passa all emendamento 2.22.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sollecitare il Governo e la Commissione rispetto a questo
emendamento che in realtà si muove nella logica della
ovvietà; e però ovvio non è se consideriamo l'obiettivo
della legge; la legge si propone di costruire politiche
attraverso soprattutto le forme dell'autorganizzazione in
particolare dell'associazionismo familiare. Questo
emendamento si limita tra gli obiettivi della politica
regionale ad affermare il mantenimento e l'ulteriore
sviluppo di una rete di servizi ad iniziativa pubblica che
favoriscano la universalità di accesso ai servizi di
sostegno alla persona.
Ripeto: apparentemente è un principio del tutto ovvio, ma
il senso con il quale stiamo andando ad operare con questa
norma, rischia di far passare in secondo piano, dare un
valore residuale se non addirittura marginale a tutta
l'attività e alla rete dei servizi pubblici esistenti; un
esempio per tutti, la contrapposizione tra il nido famiglia
e gli asili nidi pubblici rischia di determinare una
condizione per cui i comuni, quei pochi comuni che hanno
attivato la rete di servizi pubblici come gli asili nido,
rischiano di vivere una sorta di paradosso, di venire
penalizzati per avere attivato ciò che la legge prevedeva.
Ecco perché mi limito ad affermare con questo principio che
è obiettivo della politica regionale a sostegno della
famiglia anche il mantenimento e lo sviluppo dei servizi
pubblici che garantiscano i servizi alla persona e alla
famiglia.
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Sono convinto
che il ragionamento dell'onorevole Cracolici è accettabile;
quindi credo che la Commissione a maggioranza esprime
parere favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.22. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16,40, è ripresa alle ore
16,43)
La seduta è ripresa.
Si riprende l esame dell'emendamento 2.19
precedentemente accantonato. Lo pongo in votazione.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
soltanto chiedere al Governo un chiarimento in merito alla
copertura finanziaria.
PRESIDENTE Ho precisato che non prevede spesa.
ACIERNO Ma stiamo attenti, perché accettarlo come
principio, se fosse un ordine del giorno mi convince,
votare questo emendamento nella sua attuale formulazione
creerà problemi di copertura finanziaria per cui siccome
stiamo facendo una legge, non stiamo giocando, io credo che
il Governo potrebbe invitare il presentatore
dell'emendamento a trasformare l'emendamento in un ordine
del giorno e quindi diventa una norma di indirizzo,
altrimenti il Governo deve prima dichiarare in Aula che ha
la copertura finanziaria per come la norma è formulata.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Io accetto il contenuto di quanto il collega
Acierno ha espresso, però il Governo può in questo stesso
momento può dire che lo accetta come principio inserito in
legge e poi più in là se trova finanziamenti può dare
anche un finanziamento che viene dopo.
Ma oggi nella interpretazione dell'emendamento a firma
Tumino, io ritengo che se il Governo dice in questo momento
che lo accetta come principio, allora significa che c'è una
giustificazione assembleare che dice che non c'è bisogno di
una copertura finanziaria, perchè se c'è necessità opererà
con legge aggiuntiva con variazione di bilancio, certamente
non con i soldi che per questa legge vengono inseriti.
Avremmo da un lato superato un certo ostacolo che
giustamente il collega Acierno ha sollevato ma dall'altro
avremmo salvaguardato un principio coerente e corretto che
l'emendamento Tumino e Raiti pone all'attenzione
dell'Assemblea e del Governo e che io invito il Governo ad
accettare come fatto di principio.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevole colleghi, volevo
soltanto invitare il Governo a collegarlo all'emendamento
dell'onorevole Tumino, sostanzialmente l'emendamento 2.15,
che era stato dichiarato decaduto e relativo alla
facilitazione - è sempre una dichiarazione di intenti -
dell'applicazione di forme di lavoro flessibili o a tempo
parziale nei confronti di almeno di uno dei membri della
famiglia che hanno soggetti disabili.
Io ho presentato il subemendamento che adesso deposito
formalmente perchè esso affronta lo stesso tema e
sostanzialmente può essere recuperato in questa fase, se il
Governo è favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Il Governo è favorevole. Dobbiamo
trovare il modo per collegarlo.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, sul subemendamento
dell'onorevole Fleres, che non fa altro che riprendere un
emendamento a sua firma che già in Aula non è stato messo
in discussione per assenza del firmatario, attendo che il
Governo faccia un esame attento sulla richiesta
dell'emendamento perchè noi operiamo a favore del lavoro
dei privati, degli industriali, degli artigiani o del
pubblico impiego, con un inserimento di una nota che non è
facile da digerire in quanto impegniamo terzi che non siamo
noi.
Cioè è come dire che per fare il consigliere comunale o
per avere il permesso di fare le commissioni in un
consiglio comunale è previsto il permesso retribuito. E'
retribuito per lo Stato quando lo Stato fa una legge con la
quale si fa carico con i propri dipendenti di avere un tipo
di intervento del genere. Ma non può essere collegato ai
privati o al lavoro dei privati per i quali noi come
interveniamo a dire che dimezziamo il loro lavoro mettendo
le spese di un privato al quale noi non riconosciamo nulla.
Allora direi che oltre un subemendamento immediato, io
riterrei che su questo magari oggi, in questo istante lo
superiamo, ci sono altri articoli nei quali possiamo pure
guardare meglio e vedere se possiamo vedere con attenzione,
ma in questo momento riterrei di approvare, e chiedo al
Governo e alla Commissione di andare avanti, l'emendamento
Raiti e rinviare pure una problematica importante che il
collega Fleres ha sollevato, ma dopo averlo sottoposto agli
uffici per vedere se abbiamo competenza diretta
sull'argomento.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.19.
ACIERNO Signor Presidente, avevo sollevato un problema
di copertura finanziaria. C'è stato l'intervento
dell'onorevole Cintola che ha seguito un percorso
legislativo. Vorrei però sentire il Governo.
PRESIDENTE Il Governo, aveva già dato una risposta alla
sua domanda.
Al momento della prima discussione dell'emendamento il
Governo aveva pregato l'onorevole Tumino di trasformarlo in
ordine del giorno...
ACIERNO Ma ora non è più ordine del giorno
PRESIDENTE Infatti, questo l'aveva già fatto il Governo,
perché nella sospensione che abbiamo ottenuto, non so se
lei ha partecipato a quel breve lavoro, si è stabilito, si
è capito, si è ragionato sulla inesistenza di spesa
all'interno di questo emendamento e quindi è stato ritenuto
proponibile. Questo è quello che risulta qui in Aula, poi
il Governo può dire quello che vuole.
SPEZIALE E con la copertura data tra l'altro, quindi,
l'onorevole Acierno cosa vuole?
D'AQUINO^ assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Abbiamo acclarato che è una norma di
intenti e non una norma di spesa e, quindi, il Governo ha
dato parere favorevole.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, è soddisfatto della
risposta del Governo?
Pongo in votazione l'emendamento 2.19.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO^ assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2.
FLERES Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tono
dei lavori di questo Parlamento sta cominciando a diventare
estremamente sgradevole. Con questo articolo e con la
mancata trattazione o la superficiale, approssimativa,
frettolosa, ingiusta, cattiva bocciatura di tutta una serie
di emendamenti, abbiamo detto no alle famiglie che hanno
nel loro seno handicappati, soggetti disabili e minori
svantaggiati. Abbiamo detto no ad introdurre elementi di
civiltaggio contenuti nelle altre leggi.
Io non credo che questo sia quello che il Parlamento
vuole. Non credo che questo sia quello che la
maggioranza vuole.
Non credo che questo tipo di atteggiamento sia quello
che serve nel momento in cui bisogna riaccreditare
un'azione politica fortemente delegittimata da una serie di
fatti. Non oi risulta essere sgradevole tenere un
atteggiamento che tenta di assicurare coerenza e
legittimità ad un organismo istituzionale come il nostro
quando impera l'incoerenza e l'illegittimità. Si rischia di
apparire troppo in controtendenza per essere
sufficientemente compresi.
Dico soltanto che mi astengo anche sull'articolo 2 e mi
auguro, onorevoli colleghi, che domani l'opinione pubblica
sia clemente nei confronti di questo Parlamento, perché se
dovesse valutare esattamente per le cose che sono state
fatte, non tanto sull'articolo 1 sul quale ci siamo
confrontati su questioni di principio, quanto proprio sull
articolo 2.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
vorrei subito chiarire una cosa: tutti questi emendamenti
sono assolutamente condivisibili, ma non possiamo fare una
legge specificando tutta una serie di scelte che pur
condividiamo. Noi stiamo facendo una legge di sistema. Sarà
poi l'assessore regionale per la famiglia, ad individuare,
nell'ambito di una più complessiva programmazione, tutta
una serie di interventi che noi condividiamo, compresi
questi di cui parlava l'onorevole Fleres ed anche
l'onorevole Cracolici. Quindi, non è che siamo contrari,
ma, individuiamo la legge e lo schema di sistema, nella
programmazione che l'Assessore regionale per la famiglia
farà, inserita anche in un contesto più ampio di
programmazione - abbiamo altre normative che stiamo già
portando avanti, a partire del recepimento della 328 e
tutta una serie di agevolazioni - in quel sistema di
programmazione, che certamente noi condividiamo e riteniamo
opportune.
.
GIANNOPOLO Dobbiamo recepire la 328?
PRESIDENTE Lo abbiamo già fatto con atto
amministrativo, onorevole Giannopolo, lei è indietro; si è
distratto in questi mesi. Ho detto che nella 328 sono
previsti tutta una serie di interventi; la 328 è già
operante. L'abbiamo fatta con delibera di Giunta e con atto
amministrativo. All interno di questo contesto, di queste
scelte, noi riteniamo, così come ha detto l'onorevole
Fleres ed altri, che sono prioritarie. Ma non serve
metterle nella legge; individuiamo uno schema di sistema,
tutto il resto lo faremo con atti di programmazione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E approvato, con l astensione dell onorevole Fleres)
Si passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
BURGARETTA APARO:
Art. 3.
Interventi e garanzie creditizie
1. Al fine di superare gli ostacoli di natura
economica alla formazione di nuove famiglie o per
intervenire a sostegno di nuclei familiari in
condizione di temporaneo e particolare disagio, la
Regione interviene con contributi per l'abbattimento
parziale o totale degli interessi su prestiti
quinquennali di importo non superiore a 25.000 euro, da
erogare secondo limiti e fasce di reddito
predeterminati.
2. Destinatari dell'intervento di cui al comma 1
sono:
a) coppie in cui ciascun componente abbia un'età non
superiore ai trentacinque anni, che intendano contrarre
matrimonio entro un anno o che lo abbiano contratto da
non più di un anno dalla richiesta;
b) famiglie con a carico e convivente uno o più dei
seguenti soggetti:
1) anziano ultrasessantacinquenne non
autosufficiente;
2) malato psichico o persona portatore di grave
handicap
fisico o psichico;
c) famiglie monoparentali con a carico e convivente
uno o
più dei seguenti soggetti:
1) figlio minore di età;
2) anziano ultrasessantacinquenne non
autosufficiente;
3) malato psichico o persona portatore di grave
handicap
fisico o psichico.
3. Qualora i destinatari dell'intervento creditizio
non siano in condizione di offrire le garanzie reali
richieste dall'istituto di credito erogante, la Regione
può concedere,su richiesta di quest'ultimo,
fideiussione gratuita a garanzia di un importo comunque
non superiore al limite indicato al comma 1.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si estendono
anche alle famiglie che, successivamente alla loro
costituzione, decidono di accogliere e accudire uno o
più anziani, parenti in linea diretta di primo e
secondo grado, al fine di garantire loro uno spazio
minimo vitale.
5. Per le finalità di cui ai commi 1, 2, 3 e 4,
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali è autorizzato a stipulare
apposite convenzioni con istituti bancari, enti
finanziari, assicurativi o previdenziali.
6. Con decreto del Presidente della Regione, adottato
su proposta dell'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
sono fissati limiti e fasce di reddito nonché le
modalità attuative dell'intervento di cui al presente
articolo .
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
rispetto all'articolo 3, e qui iniziamo ad entrare nel
merito dei primi interventi concreti di questa legge, che
si riferisce alla creazione e formazione di nuove famiglie,
per la verità, è una norma che in realtà è già contenuta
nelle norme dello Stato; che oltrettutto è stata finanziata
attraverso norme statali, e in Sicilia si tratta di dare
una mera attuazione, una mera esecuzione.
Quello che sto dicendo è supportato dal fatto che questo
articolo 3 di questa legge viene finanziato con fondi
trasferiti dallo Stato alla Regione. Però, voglio ricordare
al Presidente della Regione che abbiamo esaminato questo
articolo in Commissione, e avevamo colto tutti la
difficoltà di gestione di organizzazione operativa di una
attività di sostegno al credito per le cosiddette nuove
coppie o per le coppie che abbiamo alcuni requisiti, di
soggetti che facciano parte di una serie di categorie
previste dalla norma. In particolare, si era fatto
riferimento ad un sistema che introducesse una sorta di
meccanismo tipo consorzio fidi. Il Presidente della Regione
aveva colto il senso della obiezione attuativa di questa
norma e aveva annunciato che in sede di esame assembleare
il Governo avrebbe fatto una proposta di migliore
definizione, di migliore attuabilità di questa norma. In
particolare, voglio ricordare il terzo comma di questo
articolo che, sostanzialmente, stabilisce che la Regione si
sostituisce al nucleo familiare per dare le garanzie reali
ai fini dell'ottenimento di un credito da parte degli
istituti autorizzati.
Credo che tutti noi abbiamo chiaro che cosa questo
possa significare, quale livello di contenziosi potrebbe
determinarsi nel rapporto tra la Regione e gli istituti di
credito; credo che, invece, se si utilizzasse un sistema
similare al meccanismo consorzio-fido, ovvero la Regione
finanzi uno strumento che si autoalimenta, forse potrà
funzionare; difficilmente questo meccanismo potrà avere una
reale attuazione.
Ecco perché mi permetto di sollecitare il Governo o ad
una proposizione negli stessi intendimenti che erano stati
manifestati in Commissione, o di accantonare questo
articolo per un approfondimento vero in linea tecnico-
attuativa rispetto ad una norma che, altrimenti, così come
è scritta, sarebbe difficilmente attuabile.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo solo per chiedere al Presidente della Regione di
valutare alcuni emendamenti che, peraltro, non provengono
tutti dalle opposizioni.
Ho visto che stiamo entrando nella parte più specifica
degli interventi e poiché già con questo articolo, si
definisce il quadro degli interventi a favore delle
famiglie o delle coppie che intendono diventare famiglie
con o senza il matrimonio noi, con i nostri emendamenti,
così le guardiamo - in particolari condizioni di disagio.
Ritengo già utile definire un quadro di riferimento degli
interventi.
Ad esempio, credo che sia anche nell'interesse del
Governo definire un limite di reddito entro il quale
finalizzare l'intervento per evitare che, poi, ci sia una
discrezionalità o una genericità della norma, una mancanza
di carattere specifico; così come occorre -. affronteremo
la questione quando arriveranno alcuni nostri emendamenti -
definire anche il periodo entro il quale si intende
diventare famiglia o si intende contrarre matrimonio in
modo più certo e tra gli istituti finanziari di credito noi
proponiamo che vengano inseriti anche gli istituti di
credito etici e, anche per il carattere di questa norma,
credo che sarebbe cosa buona inserire tra gli istituti
anche le banche etiche.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
sollecitare la Presidenza a verificare negli emendamenti
all'articolo 3, se risultino - come ho visto in alcuni -
dizioni come "coppie di fatto", essendo già stata fatta una
votazione ai sensi dell'articolo 111 del nostro
Regolamento; infatti, o si chiede al proponente di
modificare il testo dell'emendamento o si dichiara
inammissibile.
Inoltre, invito il Presidente della Regione - se lo
dovesse convincere la mia tesi - a modificare la lettera A
del secondo comma, perché nel momento in cui prevediamo
coppie che abbiano intenzione di contrarre matrimonio, se
abbiamo sancito all'articolo 1 il principio della famiglia,
una coppia che avesse intenzione di contrarre matrimonio
diventerebbe una coppia di fatto perché non esiste nessuna
carta che obblighi in anticipo una coppia a trasformarsi in
famiglia. Allora noi rischieremmo con l'articolo 3 di
finanziare una coppia
SAVARINO Esistono le pubblicazioni
ACIERNO Noi rischieremmo intanto di finanziare una
coppia che famiglia non è. Inoltre, signor Presidente, noi
prevediamo la possibilità che la Regione diventi
fideiussore, fermo restando che nessuna legge può garantire
al terzo che la Regione sarà in condizioni di essere
fideiussore, perché poi è sempre un sistema finanziario che
deve accettare la garanzia proposta. Allora, noi potremmo
rischiare di scrivere una norma che poi potrebbe in qualche
caso non essere applicata, creando un contenzioso.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l intervento dell'onorevole Acierno, ma
anche altri interventi precedenti, pongono all'attenzione
del Governo alcune riflessioni che il Governo, credo, abbia
il dovere di recepire. La riflessione sul comma 3
dell'articolo 3 credo che sia giusta; l'avevamo lasciata
perché pensavamo di poterla riscrivere, così per com'è. Il
Governo preannuncia un emendamento soppressivo del comma 3
dell articolo 3.
Per quanto riguarda, invece, il comma 2, le preoccupazioni
avanzate dall'onorevole Acierno le avevamo già discusse ma
sono superabili, nel senso che se non dovessero contrarre
matrimonio perderebbero il beneficio; siccome il beneficio
di cui stiamo parlando è l'accensione di un mutuo,
quest ultimo rimarrebbe, ma la Regione non pagherebbe più
la parte, quindi se il matrimonio non dovesse aver luogo,
in ogni caso, la Regione verrebbe svincolata dall'impegno.
Quindi, ritengo di dover accettare un emendamento che
cassi il comma 3 o, comunque, il Governo si fa carico di
presentarlo.
ACIERNO Eliminando il comma 3.
PRESIDENTE Esiste già ed è l emendamento 3.17
dell onorevole Cracolici.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
il Governo si sia reso conto che l'articolo 3 contiene
anche gravi incongruenze anche rispetto alla stessa logica
di chi lo propone, dello stesso Governo; alcune sono state
evidenziate dallo stesso onorevole Acierno ed io non le
condivido, naturalmente, ma comunque si tratta di
incongruenze, ed è stato un bene averle fatte rilevare.
Credo che se il Governo facesse una riflessione
complessiva sull articolo 3, altri elementi potrebbero
essere posti all'attenzione del Governo; ad esempio, io lo
faccio in fase di illustrazione degli emendamenti perché
non avrò più occasione di verificarlo.
Gli emendamenti di cui sono firmatario, in qualche
modo, puntano ad evidenziare queste incongruenze interne:
per esempio non si comprende la logica di allargare i
benefici alle coppie in cui ciascuno abbia meno di 35 anni.
Non credo che sia questa la logica. Se la logica del
Governo - che io non sposo e che ovviamente mi trova
all'opposizione - è quella di aiutare la formazione delle
famiglie, anche quelle famiglie che essendo state famiglie
di fatto, coppie di fatto, decidessero poi - non in base
ovviamente a questa legge, ma autonomamente, per loro
libera scelta - di addivenire ad un matrimonio e lo
facessero dopo i 35 anni, mi chiedo per quale motivo la
legge dovrebbe prevedere un'esclusione di queste coppie dai
benefici previsti. Quindi, io sul requisito dei 35 anni
invito il governo a una maggiore riflessione.
L'altro elemento di riflessione al quale invito il
Governo, riguarda il punto C del comma 2. Mentre sia per le
coppie, sia per le famiglie da formare o formate, si
stabilisce un tempo entro cui si deve formare la famiglia o
entro il quale è già stata formata, non è indicato nella
legge alcun tempo circa i conviventi, cioè le famiglie
monoparentali che abbiano a carico un convivente delle
tipologie appresso indicate al punto C.
Perché dico questo? Perché è più che ovvio che la
famiglia monoparentale che volesse accedere ai benefici di
questa legge, dovrebbe essere nelle medesime condizioni
delle famiglie biparentali o multiparentali che debbono
ubbidire alla regola di un anno per la formazione della
famiglia o dalla quale è stata formata la famiglia.
Se il convivente è convivente dal giorno precedente
alla richiesta di mutuo, di accesso ai benefici, credo che
si configuri qui una particolare discordanza fra il
comportamento nei confronti della famiglia a cui è
richiesto un anno e il comportamento nei confronti del
convivente a cui può essere richiesta soltanto un'ora.
Un convivente di un'ora è utile per accedere al
beneficio, per un matrimonio ci vuole un anno di
matrimonio. Credo che questo sia un ulteriore
elemento.
Signor Presidente, ripeto, per concludere, quanto detto
dall'onorevole Forgiane: ogni beneficio erogato dallo Stato
è commensurato sempre al reddito della famiglia.
La logica di commensurare i benefici al reddito è una
logica universale alla quale questa legge non
obbedisce.
Nei nostri emendamenti è stato fissato un tetto ed
altri se ne possono proporre; può darsi che quel tetto non
vada bene, ma invito il Governo a riflettere sul fatto che,
comunque, un tetto reddituale per accedere ai benefici è
necessario.
PRESIDENTE Si passa all emendamento 3.6 dell'onorevole
Fleres. Lo dichiaro improponibile per mancanza di copertura
finanziaria; altrettanto per l emendamento 3.16 a firma
dell'onorevole Papania e il 3.12 dell'onorevole Tumino.
Si passa all emendamento 3.13 degli onorevoli Tumino e
Raiti.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
TUMINO Signor Presidente vorrei con questo emendamento
rendere più leggibile il comma 2 dello stesso articolo. Non
voglio modificare la sostanza, tranne che nella parte in
cui propongo di togliere ciò che riguarda l età non
superiore ai 35 anni e la frase non più di un anno dalla
richiesta .
Mi sembra che in questo modo il comma sia più
funzionale. Se il Governo rileggerà la proposta del mio
emendamento penso che potrà apprezzarlo.
FLERES Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, volevo fare soltanto una
precisazione. Il primo emendamento, che porta la mia firma,
non prevede nuova spesa essendo un emendamento di
riscrittura intera dell'articolo e fa riferimento alla
copertura finanziaria del medesimo articolo. Dunque,
l'Aula può bocciarlo ma non perché non ci sia copertura
finanziaria.
PRESIDENTE E se c'è un parere della Commissione
negativo?
FLERES No, la Commissione probabilmente non ha
approfondito bene
PRESIDENTE Questo lo chieda alla Commissione.
FLERES No, signor Presidente, lo rimetto agli atti, non
insisto su queste cose, peraltro mi rendo conto che siamo
molto lontani da certi parametri. Voglio dire che è un
emendamento di riscrittura dell articolo stesso.
Non inserisce nuova spesa rispetto alla riscrittura
dell'articolo stesso, non inserisce nuovi interventi di
spesa rispetto all'articolo stesso, dunque, non è
improponibile. A a mio avviso, può essere bocciato ma per
motivi diversi non certo perché introduce nuova spesa. E'
una riscrittura che incide nella medesima dotazione che
l'articolo già ha, di cui già dispone.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, ho i pareri negativi della
II Commissione. Do lettura della nota inviata dalla II
Commissione: 'Con riferimento alla nota indicata, si
comunica che questa Commissione, nella seduta n. 124 del 9
luglio 2003, ha preso in esame ai sensi dell'articolo 113
del Regolamento interno gli emendamenti trasmessi dall'Aula
sul disegno di legge in oggetto richiamato ed ha deliberato
di esprimere parere negativo su quelli che comportano oneri
aggiuntivi'. Ed esattamente l'emendamento 3.16, 3.6 e 3.12.
Pongo in votazione l emendamento 3.13 a firma
dell'onorevole Tumino.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all emendamento 3.1 a firma dell'onorevole
Forgione.
FORGIONE L'ho esposto prima.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.17 a firma dell'onorevole
Morinello. Per assenza dall Aula del firmatario, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 3.9 dell'onorevole Fleres.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.10 a firma dell'onorevole
Beninati. Per assenza dall Aula del firmatario, dichiaro
decaduto.
Si passa all emendamento 3.2 a firma degli onorevoli
Forgione e Liotta.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, questa è un'altra gradazione
dell'altro emendamento e prevede anche la coppia che vuole
andare al matrimonio ma fissa un tetto di reddito familiare
in 40 mila euro. Credo che questo possa essere accolto.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Il comma 6 del disegno
di legge prevede che, su proposta dell'Assessore, il
Presidente della Regione firmerà poi quelle che sono le
fasce e tutto il resto è quindi inutile fissare rigidamente
una fascia. Lo farà il Governo valutando poi, utilmente,
quali sono le condizioni migliori.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, penso, tra l'altro, che
il suo emendamento sia superato perché, con l'approvazione
dell'emendamento 3.9 a firma dell'onorevole Fleres, l'età
non superiore ai trentacinque anni è già stata approvata,
mentre il reddito complessivo annuo non superiore ai 40
mila euro è già stato bocciato.
Si passa all'emendamento 2.18 a firma dell'onorevole
Morinello. Per assenza dall Aula del firmatario, lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 3.8 dell'onorevole Panarello
ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all emendamento 3.13 dell onorevole Tumino.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, siccome è stato accolto
l'emendamento dell onorevole Fleres, mi permetto di
insistere nel proporre di modificare il comma 2 in maniera
da non distinguere le famiglie di cui al tipo B e le
famiglie di cui al tipo C. Cioè, questi due tipi di
famiglie sono analoghe per cui quando io propongo, in
questo emendamento, la soppressione delle lettere B e C,
era legato al comma che avevo presentato e che è stato
respinto.
Rimane il fatto che mi sembra opportuno che venga
unificato il tutto e quindi chiedo una riscrittura di
questo articolo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, solo per un chiarimento. Lei
ha messo ai voti l'emendamento 3.8 a firma Panarello, De
Benedictis. In questo emendamento si fa riferimento a
convivenza stabile. Io avevo invitato la Presidenza ad
evitare di mettere in votazione tutti quegli emendamenti
che non possono più essere votati ...
PRESIDENTE Questo è un rilievo giustissimo, onorevole
Acierno, qualora fosse stato approvato. Ma l'emendamento è
stato bocciato, quindi è un problema puramente platonico.
La ringrazio.
ACIERNO Signor Presidente, mi scusi, ma avevo invitato
la Presidenza a non mettere in votazione e dichiarare
inammissibili tutti gli emendamenti che ripropongono temi
già bocciati da questa Assemblea perché si potrebbe correre
il rischio che noi, per un mero errore, approvassimo una
norma che va in contrasto con i princìpi dell'articolo 1 di
questa legge.
PRESIDENTE Non è il nostro caso, per fortuna. Mi atterrò
la prossima volta.
Pongo in votazione l emendamento 3.13. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.3 degli onorevoli Forgione e
Liotta.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, mi permetto di far rilevare
che l'emendamento in esame, il 3.3, è affatto diverso dal
3.13 che prevedeva la soppressione delle lettere B e C. In
questo caso non si prevede la soppressione ma si propone la
condizione della "convivenza" sia nella famiglia o nella
famiglia monoparentale di almeno un anno.
CUFFARO Presidente della Regione. Convivenza Parliamo
ancora di "convivenza"?.
LIOTTA Presidente, sta confondendo
FORGIONE E' scritto nella sua legge
LIOTTA Cerco di spiegarmi meglio. I destinatari
dell'intervento di cui al comma 1 sono - guardiamo il punto
B - "famiglie con a carico e convivente uno o più dei
seguenti soggetti"; i soggetti conviventi - handicappati,
anziani e quant'altri - che lo siano almeno da un anno.
Questa è la condizione che stiamo suggerendo.
FLERES Mettiamo "coabitanti", "conviventi" non si può
dire.
LIOTTA "Conviventi" lo ha messo il Governo, non l'ho
messo io.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 3.3. Il
parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Signor
Presidente, a questo punto c'è da aggiungere qualcosa. E'
giusto che ci sia almeno la convivenza di un anno ma è
giusto che si stabilisca la continuità di questa
convivenza, altrimenti gli anziani e gli ammalati diventano
merce pregiata. Si spostano da famiglia a famiglia e fanno
quindi stabiliamo che ci possa essere questo. Pertanto
siamo d'accordo con l'emendamento affinché il mutuo
continui.
PRESIDENTE Il Parere del Governo?
CUFFARO Presidente della regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.14.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
Lo GIUDICE^, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.4.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
Lo GIUDICE^, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.17.
Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
Lo GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.5.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
Lo GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
CUFFARO presidente della Regione. Condivido la filosofia
dell'emendamento però siamo convinti che tra gli istituti
di credito sono, anche, compresi quelli etici. Credo che
sia ultroneo aggiungere ciò.
PRESIDENTE Non c'è dubbio che non possono essere esclusi
gli istituti etici da quelli ordinari.
Pongo in votazione l'emendamento 3.5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L emendamento 3.12, degli onorevoli Tumino e Raiti, è
improponibile per mancanza di copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo
parere favorevole sull articolo 3. Tuttavia, faccio notare
al Presidente della Regione che, nella fretta, abbiamo
approvato l'emendamento a firma Segreto ed altri che
definisce alla lettera b) persona non autosufficiente . Ma
abbiamo anche approvato l'emendamento a firma di Forgione e
Liotta che diventa enormemente penalizzante.
Infatti, se l'intento era quello di dare un sostegno alle
famiglie che nel proprio seno hanno portatori di gravi
handicap, al punto tale da definirli in legge "non
autosufficienti", stiamo dicendo a queste famiglie che per
un anno è come se questo problema non l'avessero. La
gravità è rappresentata dal fatto che, quando si raggiunge
il grado di non autosufficienza, quella persona non riesce
neanche a viverci un anno con quanto prevede l emendametno
a firma Forgione.
SAVARINO Non è così.
ACIERNO Sì è così. Spero che si sia colto il senso del
mio intervento: non si può legare ad un anno una malattia
che rende non autosufficiente una persona.
CUFFARO presidente della Regione. L'emendamento che
abbiamo approvato, a firma degli onorevoli Forgione e
Liotta, recita testualmente che: il contributo di cui al
comma 1 è dovuto anche per la ristrutturazione e/o
l'adeguamento della prima abitazione all'esigenza della
persona portatrice di handicap".
LIOTTA E' un altro emendamento.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, l emendamento recita che le
persone non autosufficienti devono essere conviventi, cioè
inserite nello stato di famiglia di quel nucleo da almeno
un anno. Questo è devastante.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all emendamento aggiuntivo 3.7, a firma
dell'onorevole Moschetto ed altri.
Poiché non ha copertura finanziaria, lo dichiaro
improponibile.
Si passa all emendamento 3.11, a firma degli onorevoli
Barbagallo e Raiti.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 3.15 e 3.18 sono dichiarati
improponibili per mancanza di copertura finanziaria.
Si passa all articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Interventi abitativi
1. I programmi di edilizia residenziale pubblica
convenzionata o sovvenzionata, realizzati ai sensi
della normativa vigente in materia nella Regione
prevedono una riserva, pari al 20 per cento degli
alloggi da realizzare per l'assegnazione in proprietà
indivisa, nel rispetto del DPR 30 dicembre 1972, n.
1035 e successive modifiche ed integrazioni, a favore
delle coppie che intendano contrarre matrimonio o che
lo abbiano contratto nei tre anni precedenti.
2. Il 20 per cento delle quote di riserva individuate
ai sensi del comma 1 è destinato a famiglie
monoparentali che inoltrano istanza durante la
gravidanza o entro il primo anno di vita del figlio
convivente; l'assegnazione definitiva ha effetto dalla
data del parto o riconoscimento del figlio.
3. Con decreto del Presidente della Regione, adottato
su proposta dell'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, di concerto
con l'Assessore per i lavori pubblici, entro novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
sono determinate le modalità di compilazione delle
liste di cui al comma 2 determinate sulla base dei
seguenti parametri:
a) livello di reddito complessivo del nucleo
familiare;
b) carico familiare;
c) costituzione o mantenimento della residenza presso
comuni ubicati nelle isole minori.
4. A valere sui fondi di cui all'articolo 46, comma
2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, l'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali è, altresì, autorizzato ad intervenire
in favore delle famiglie di nuova costituzione per
l'abbattimento totale degli interessi sui prestiti per
l'acquisto della prima casa mediante limite
quindicennale di impegno di 2.000 migliaia di euro a
decorrere dall'esercizio finanziario 2003. Con decreto
del medesimo Assessore si determinano i criteri ed i
parametri per l'individuazione dei soggetti
beneficiari. Nei parametri si tiene, comunque, conto di
quanto previsto dalle lettere a) e b) del comma 3 del
presente articolo, nonché dell'età dei componenti della
famiglia di nuova costituzione.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per un fatto tecnico. A me sembra che il comma 1, così come
è formulato, non raggiunge l'obiettivo meritorio che si
prefigge. Dare la possibilità alla coppie che intendono
contrarre matrimonio di partecipare ai programmi
dell'assessorato lavori pubblici per l'edilizia
residenziale pubblica, convenzionata o sovvenzionata, senza
indicare il limite temporale entro cui il matrimonio deve
essere celebrato, di fatto azzera la possibilità di
raggiungere l'obiettivo che la legge vuole garantire:
quello della casa alle coppie che si devono costituire.
Io vorrei che il Presidente della Regione riflettesse su
questo punto. O noi diciamo che si tratta di coppie che
hanno contratto matrimonio nel triennio precedente o che lo
contrarranno; o dobbiamo dire che intendono contrarre
matrimonio purchè lo stesso sia celebrato entro la
realizzazione del programma stesso. Diversamente, diamo la
possibilità a tutti di aggredire la quota del 20 per cento
con una semplice intenzione di contrarre matrimonio, così
negheremmo lo spirito che determina la formulazione
dell'articolo 4.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, a conferma di quanto sostenuto
dall'onorevole Turano faccio notare che i primi due
emendamenti a firma Lotta e Forgione, 4.1 e 4.2, insistono
su questo argomento e pertanto invito il Presidente a
prestarvi attenzione.
E' ovvio che l emendamento 4.1 ripete la logica del
voler costituire famiglia e non contrarre matrimonio perchè
era formulato nella ipotesi, poi rivelatasi infondata, che
passasse un altro principio all'articolo 1.
Essendo passato, invece, il principio del contrarre
matrimonio, io faccio appello al Governo perchè
l emendamento 4.2 risolve interamente il problema posto
dall'onorevole Turano.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei un
chiarimento dal Governo, se possibile. Alla fine del comma
1 si parla a favore delle coppie che intendano contrarre
matrimonio. Siccome su suggerimento del collega Acierno,
abbiamo bocciato l'emendamento 3.1 perché si ipotizzava che
queste coppie fossero le coppie di fatto e non i fidanzati,
qui si verifica un caso di zeugma, cioè la stessa parola
significa due cose diverse: all emendamento 3.1 sono le
coppie di fatto che diventano poi ... qui sono i fidanzati.
Come dobbiamo intenderla lungo il percorso della legge
quando incontriamo coppie che intendano contrarre
matrimonio? Fidanzati o coppie di fatto che vogliono
regolarizzarsi, o altro? Prima domanda.
Poi, signor Presidente, le vorrei suggerire, di
prestare attenzione perché la realtà delle case popolari,
chiamiamole così, è attraversata da situazioni endemiche di
contrasto fra coloro ai quali vengono assegnati gli
appartamenti, magari temporaneamente, e i titolari
definitivi.
Qui stiamo creando una possibilità di ulteriori
contrasti perché l ipotesi, il 20 per cento di
attingimento alla legge e poi la constatazione del fatto
reale, porterà sicuramente a grandissime difficoltà e
questo andrà tutto e sempre a svantaggio dei disagiati,
state attenti.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
considero questo un articolo che, in realtà, si è
qualificato grazie ad un emendamento approvato in
Commissione, altrimenti era soltanto un articolo che potrei
definire 'acqua fresca': l'emendamento che prevede la
possibilità per le giovani coppie dell'abbattimento da
parte della Regione della quota interessi per l'acquisto
della prima casa.
Mi sembra un fatto significativo e un modo di
sostenere, non solo la creazione della famiglia, ma
l'autonomia della famiglia attraverso la possibilità di
dimorare in un'abitazione.
Detto questo, vorrei che il Presidente facesse
particolare attenzione ad una cosa un po' bizzarra che è
scritta al secondo comma di quest'articolo, dove si prevede
che oltre al 20 per cento di quota di riserva prevista dal
primo comma, cioè un quinto di quella riserva, è destinata
a famiglie monoparentali che inoltrano l'istanza durante la
gravidanza, o entro il primo anno di vita del figlio
convivente. Signor Presidente cosa vuol dire?
Se acquisiamo il principio della famiglia
monoparentale, si tratta di una famiglia che ha un
requisito per poter partecipare ad un bando; che significa
un anno di vita del figlio convivente? Dopo un anno, non è
più monoparentale. Cioè obblighiamo a diventare una coppia,
per forza biparentale , cioè deve avere i genitori per
legge, si devono definire i genitori per legge.
Mi sembra una incongruenza, una bizzarria, ma in realtà
è frutto anche di un modo di copiare, come ho già detto,
alcuni articoli scritti, senza probabilmente evidenziarne
gli effetti.
Infine, approfitterei di questa norma per risolvere un
problema, se noi vogliamo dare reale esecutività agli
effetti delle riserve. Capisco che non in tutti i Comuni
succede la stessa cosa, però faccio il caso del comune di
Palermo, grande città, dove se si fa un bando per
l'assegnazione di alloggi, mediamente, la gestione di un
bando fino alla approvazione finale della graduatoria,
richiede dai tre ai quattro anni, fermo restando la fase
dell'occupazione degli alloggi.
Allora propongo, sollecitato anche da parte di chi
opera negli IACP e credo che lo stesso Presidente della
Regione sia stato sollecitato in tal senso -, che la fase
dell'accertamento dei requisiti si faccia nel momento in
cui si assegna l'alloggio e non prima.
Oggi qual è il paradosso? Che per accertare tutti i
requisiti per stilare la graduatoria, si determina quel
lasso di tempo per cui, molto spesso, chi aveva il
requisito all'atto della domanda, non lo ha più all'atto
in cui la graduatoria viene approvata, cioè non quando
viene assegnato l'alloggio ma quando viene approvata la
graduatoria, proprio perché sono trascorsi diversi anni.
Allora, la mia proposta è che l'accertamento dei
requisiti di idoneità, quindi comprese le quote di riserva
di cui al 20%, si effettui all'atto della eventuale
assegnazione. E l'unico modo per dare certezza di avere il
requisito al cittadino che ha fatto domanda, ma anche di
consentire alla pubblica Amministrazione di snellire le
procedure per la definizione delle liste e delle
graduatorie comunali o provinciali per l'assegnazione degli
alloggi.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi,
riprendo la discussione iniziata dall onorevole Cracolici,
per fare alcune precisazioni che mi pare non siano state
accolte, all'epoca, dalla Commissione, presente anche il
Presidente della Regione, quando ho presentato
l'emendamento relativo al primo comma dell'articolo 4.
Esistono qui due contraddizioni di fondo. La prima è
che non si capisce per quali ragioni, l'emendamento a mia
firma era nel rispetto del D.P.R. 1035 del 1972 (la legge
prevede il 25% di riserva e, per quanto riguarda la riserva
per le categorie oggetto del beneficio, dovevano contrarre
matrimonio entro i 5 anni). Invece qui troviamo una
diminuzione dal 25% al 20% e da 5 anni a 3 anni, quindi mi
pare un arretramento sostanziale dello stesso D.P.R. 1035
del 1972, di quasi 30 anni fa, approvato in un'epoca in
cui c'era un monocolore democristiano appoggiato - mi pare
- dalla Destra di allora, presidente del Consiglio
Andreotti e Presidente della Repubblica Leone.
Lo ricordo bene poiché in quel periodo facevo parte
del sindacato inquilini e conoscevo molto bene questa
norma: si può dire che fu, tutto sommato, una normativa e
avanzata per quell'epoca. Oggi, a distanza di trenta anni,
in cui si parla di difesa della famiglia e del concetto di
famiglia, qui ci troviamo ad un arretramento dello Stato di
diritto, dello Stato sociale; quindi non capisco quale
beneficio, in questo momento, possono avere le famiglie,
con questa norma, perché crea confusione applicando
un'altra legge per l'assegnazione di alloggi di edilizia
sovvenzionata.
Qui ci troviamo di fronte a programmi di edilizia
pubblica convenzionata e sovvenzionata. Convenzionata è
quando un privato costruisce alloggi e li vende agli
utenti, cittadini che hanno diritto ad accedere a questa
edilizia pubblica; sovvenzionata è quella a carico totale
dello Stato, della Regione o dei comuni. Quindi nel
momento in cui c'è un bando per l assegnazione di alloggi
di edilizia sovvenzionata esso cozzerà con questa norma
che si vuole approvare oggi, cioè in palese contrasto
normativo nel momento in cui l'organo competente che dovrà
stilare la graduatoria - non sappiamo se sarà ancora
l'Istituto autonomo case popolari oppure i comuni o qualche
altro organo - si troverà di fronte a due norme
completamente contrastanti.
Quindi, signor Presidente, quando ho presentato questo
emendamento circa un mese e mezzo fa, quando si discusse in
Commissione il disegno di legge, presente il Presidente
della Regione, mi sembrava che avesse recepito il senso
del mio ragionamento.
Oggi qui lo vedo parzialmente applicato, anzi malamente
applicato, e credo che questo cozzerà con la normativa
vigente per l'assegnazione degli alloggi di edilizia
pubblica.
Ho sperato che questo emendamento, in fase di
rettifica, potesse essere modificato, ho evitato di
presentare ulteriori emendamenti,in quanto pensavo che
fosse un errore, invece oggi non mi si chiarisce se è un
errore o una convinzione, se devono essere tre gli anni,
e se al posto del venticinque per cento si deve applicare
il venti per cento.
Quindi, chiarite le vostre idee, quali siano le
ragioni che vi hanno spinto a formulare queste norme così
contraddittorie con la norma nazionale vigente, che viene
applicata in Sicilia. Esiste una legge regionale al
riguardo, basta andare a cercare nei codici legislativi.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per illustrare i miei quattro emendamenti e lo
farò sinteticamente. Gli emendamenti introducono alcuni
temi che ritengo di fondamentale importanza: uno di questi
tutela il principio che la giovane coppia che abita in una
casa in affitto venga ugualmente sostenuta, questo per
quanto riguarda la giovane coppia che rientra in una
fascia reddituale abbastanza bassa, perchè l'articolo che
stiamo trattando si riferisce solo ed esclusivamente
all'acquisto della prima casa ed all'assegnazione
dell'alloggio.
Credo che fra le fattispecie abitative bisogna
annoverare anche la voce affitto ed in questo senso
l'emendamento introduce il principio del cosiddetto 'buono
casa', alla stregua di come predispone la legislazione
nazionale, che tuttavia interviene solo limitatamente, mi
riferisco precisamente alla legge numero 431 del 1998.
L'altro tema introdotto dagli emendamenti riguarda lo
spopolamento di una parte del territorio siciliano,
coincidente con i comuni montani.
Questo problema è molto rilevante e si sta presentando
anche nella nostra Regione, e bisogna pur dire che la
legislazione nazionale, esattamente la legge 97 del 1994,
vi aveva cominciato a porre rimedio attraverso la
istituzione del cosiddetto premio di insediamento presso
i comuni montani. Noi ci troviamo nella condizione per cui
quasi tutte le regioni, soprattutto quelle del centronord
d'Italia hanno istituito il premio di insediamento presso
i comuni montani; al contrario la nostra Regione,
tardivamente, oggi è arrivata ad utilizzare i fondi ed i
trasferimenti del Fondo nazionale della montagna . Abbiamo
applicato ciò solo dallo scorso anno con l'articolo 61
della legge finanziaria 2 del 2002 e, tuttavia, quelle
risorse finanziarie vengono, a mio avviso, utilizzate
malissimo. Sono risorse sperperate - parliamo di una
trentina di miliardi l'anno - in sagre, in mostre, in
iniziative promozionali che servono a promuovere le
società, più o meno amiche, che organizzano convegni
piuttosto che l'oggetto artigianale o l'agricoltura, cioè
tutte quelle cose che devono essere promosse. Questo è un
tema che bisognerebbe, in altre sedi, affrontare con grande
serietà.
Con questo emendamento si propone, invece, la
istituzione di un premio per consentire alle giovani
coppie, non solo di rimanere nei comuni montani, dove la
vita è alquanto difficile, ma di trasferirvisi da altro
comune, anche non montano, della Sicilia, dall'Italia o
anche dall'estero. Credo che questo debba essere un fatto
da attenzionare, in quanto che noi ci troviamo a
registrare fenomeni di degrado ambientale, con
l'impoverimento della società civile ed il conseguente
impoverimento della società politica, delle istituzioni, e
dell'economia e il venir meno di un tratto distintivo che
era proprio la civiltà di questi territori, la civiltà
della montagna.
Io, quindi, sottolineo all'attenzione del Governo e del
Parlamento questi emendamenti augurandomi che vengano
positivamente apprezzati.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 4.11 che decade per
assenza del presentatore, onorevole Beninati.
Si passa all'emendamento 4.1. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE . presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti
seduto
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Onorevole Presidente, nell'articolo si
parla di coppie che pensano di contrarre matrimonio, però
non c'è un termine. Entro quanto tempo? In questo
emendamento invece si parla di un anno.
CUFFARO presidente della Regione. C'è un emendamento
successivo dell'onorevole Fleres che fissa "a matrimonio
già avvenuto". Questo ci convince di più, pertanto il
Governo è disponibile ad approvare quest ultimo.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, qui c'è una contraddizione.
Abbiamo approvato una serie di articoli che prevedono un
anno dal matrimonio . Allora, se noi diamo incentivi già
prevedendo l'anticipo di un anno dalla scadenza del
matrimonio, poi in questo caso lo dobbiamo fare a
matrimonio avvenuto. Così capovolgiamo tutto e rendiamo
omogenei gli interventi, se finora abbiamo usato come
quadro di riferimento un anno prima. Perchè invece,
adesso, non dobbiamo prevederlo? Per di più che questo ci
consente di aiutare quelle coppie che hanno bisogno
dell'abitazione per ....
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, spiego subito che siccome stiamo
parlando di agevolazione sugli interventi di programmazione
abitativa - che non avvengono entro un anno ma che hanno
bisogno di una programmazione più ampia -, è chiaro che c'è
tutto il tempo, a partire dal matrimonio, di poter
partecipare, anche perchè siamo interessati ad accogliere
un emendamento successivo secondo cui la commissione
aggiudicatrice verificherà i requisiti alla data di
approvazione della graduatoria. Quindi c'è tutto il tempo,
non serve più prevedere un anno prima perchè è difficile
che ci sia una programmazione di assegnazione di alloggi in
un anno.
FORGIONE Questo accelera la graduatoria a matrimonio
avvenuto.
CUFFARO presidente della Regione. Siccome c'è un
emendamento secondo cui accerteremo i requisiti soltanto a
graduatoria avvenuta, questo - che potrebbe essere
accettabile come emendamento prevedendo un anno
precedente -, di fatto viene vanificato perchè da quando
viene presentata la domanda a quando viene approvato il
programma, il matrimonio deve essere già avvenuto.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Chi è
favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.13 a firma degli onorevoli
Segreto, Amendolia, Nicotra. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE . Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.10 a firma degli onorevoli
Panarello, De Benedictis. Lo pongo in votazione. . Il
parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.3 a firma dell'onorevole
Fleres. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
secondo comma dell'articolo 4, l'onorevole Cracolici ha
sollevato un problema che condivido, perchè nella volontà
della legge c'è di riconoscere alle famiglie monoparentali
la possibilità di accedere agli alloggi popolari. Le
famiglie monoparentali possono essere o le ragazze madri o
quelle donne o quegli uomini che si ritrovano ad essere
vedovi e quindi, da una famiglia cosiddetta normale,
diventa una famiglia monoparentale per caso accidentale.
Allora, mentre la ragazza madre in questo modo ha
riconosciuta la possibilità dell'alloggio, la vedova,
paradossalmente, con figlio minorenne convivente, più
grande di un anno rispetto a quanto dice la legge, verrebbe
esclusa.
Allora, io proporrei al Governo di subemendare questo
emendamento al comma 2, dando la possibilità alle famiglie
monoparentali con figlio minorenne convivente, almeno un
figlio minorenne convivente, di accedere all'alloggio.
Non solo, basterebbe aggiungere dopo destinato a famiglie
monoparentali con almeno un figlio minorenne convivente
nonchè per le donne in gravidanza che possono inoltrare
istanza durante il periodo della gravidanza , così come è
scritto.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo è favorevole e
preannunzia la presentazione di un emendamento in tal senso.
PRESIDENTE Gli emendamenti 4.5, degli onorevoli Fleres ed
altri, e 4.16 dell'onorevole Cracolici, sono improponibili.
Pongo in votazione l'emendamento 4.4, dell onorevole Fleres. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Favorevole.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stupito
che questo emendamento sia a firma dell'onorevole Fleres, il quale
ha fatto una battaglia che considero importante ma che qui mi
sembra più realista del re: stiamo affermando che l'istanza per
poter avere questa quota di riserva è legata ad una condizione
anche in attesa di matrimonio. Mi ero permesso di prevedere un
termine; qui non è previsto. Quindi, uno che da bambino è
fidanzato, potrà fare istanza
Stabilire che il requisito scatta soltanto se c'è la celebrazione
del matrimonio è in contraddizione con ciò che diciamo prima. Mi
sembra un po eccessivo
FLERES Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
l'emendamento.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, dichiaro di fare proprio
l emendamento 4.4.
E l'esatto contrario di quello che l'onorevole Cracolici ha
prospettato: in buona sostanza si tratta di evitare che qualche
furbo possa raggirare la norma promettendo in vendita immobili a
chi fa soltanto un generica promessa di matrimonio, e non si sa
con chi, e se non lo dovesse ottemperare non c'è la sanzione per
assicurare la quota del 20 per cento alle famiglie che si sono già
costituite nell'ultimo triennio o che si costituiranno.Il
principio del matrimonio in questo modo è l'unico modo per dare
certezza che la quota di riserva del 20 per cento sia
effettivamente garantita.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
l onorevole Cracolici mi stupisce, perchè dopo avere posto un
problema serio che il Governo intende fare proprio, poi si
confonde e non si capisce cosa dica.
L'onorevole Cracolici poc anzi aveva spiegato che dalla data di
presentazione della domanda per avere assegnato un alloggio
popolare a quando viene assegnato, certamente non passano meno di
tre anni. Successivamente presenta l emendamento 4.15, che il
Governo condivide, in cui dice che non alla data di presentazione
della domanda bensì alla data dell'approvazione della graduatoria
dovranno provvedere ad accertare i requisiti.
Onorevole Cracolici, se mette insieme le due cose si renderà
conto che se qualcuno deve presentare la domanda per avere un
requisito anche un anno prima, aspirando a sposarsi e dovendone
accertare i requisiti quando la graduatoria sarà pronta, quindi
non meno di tre anni, si renderà conto che diventa inutile
metterci un anno che è necessario avere il requisito di avere
celebrato il matrimonio, perchè quando sarà verificato deve
esserci.
Pertanto, il parere del Governo sull emendamento 4.4 è
favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 4.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.15 dell'onorevole Cracolici.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 4.5 bis.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.6 dell'onorevole Giannopolo.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.14 a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 4.12 dell'onorevole Beninati, decade per assenza
dall Aula del firmatario.
Pongo in votazione l emendamento 4.7 dell'onorevole Giannopolo.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 4.9 dell'onorevole Cracolici, è improponibile
perché privo di copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dall onorevole Giannopolo
l emendamento aggiuntivo 4.8.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
"Art. 5.
Interventi per il sostegno e la promozione della procreazione
responsabile
1. E' fatto obbligo pariteticamente ai consultori pubblici e
privati convenzionati di assicurare la realizzazione di programmi
informativi e formativi riguardanti la procreazione, rivolti a
gruppi omogenei di popolazione.
2. Nell'ambito di tali programmi, sono offerte modalità di
sostegno e consulenza personalizzata, che garantiscano la libertà
delle scelte procreatrici nel rispetto delle convinzioni etiche e
dell'integrità psicofisica delle persone.
3. Gli interventi previsti sono volti, in particolare, a:
a) favorire la prevenzione e la rimozione delle cause che possono
indurre la madre alla interruzione della gravidanza;
b) prevenire le cause di potenziale fattore di danno per
il nascituro;
c) garantire gli interventi finalizzati alla prevenzione
ed alla cura della abortività spontanea;
d) predisporre ed organizzare, per la famiglia che lo richiede,
un piano personalizzato di sostegno psicologico, socio-
assistenziale e sanitario, utilizzando percorsi integrati idonei a
valorizzare il ruolo delle associazioni di solidarietà familiare;
e) prevedere programmi ed effettuare interventi relativi
all'affido familiare ed all'adozione, intesa come esercizio della
paternità e maternità responsabile;
f) garantire l'assistenza giuridica e pedagogica per i
coniugi che intendono accedere all'adozione o affidamento".
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 5.1;
- dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe: 5.2 e 5.3;
- dall'onorevole Giannopolo: 5.4 e 5.5;
- dagli onorevoli Lo Curto e Acierno: 5.6.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, all articolo 5
il Gruppo parlamentare cui appartengo ha presentato un emendamento
interamente sostitutivo, in quanto ritiene che, pur nel quadro di
un disegno di legge come quello in discussione, ci sono ormai
diritti acquisiti che rispecchiano livelli di consapevolezza, di
nuova coscienza diffusa, acquisiti dalle donne e non solo dalle
donne grazie anche alla battaglia delle donne nel corso di
decenni, acquisiti ormai come consapevolezza nuova, responsabilità
acquisita da parte delle coppie, che vanno tutelati e garantiti.
Anzi, noi pensiamo che bisogna estendere il concetto di
procreazione da "responsabile" a "libera"; ovviamente, non c'è
procreazione responsabile senza procreazione libera. Per questo
noi ispiriamo questo nostro emendamento, interamente sostitutivo
dell'articolo che qui viene proposto, anche ad alcune leggi dello
Stato alle quali noi riteniamo si debba fare riferimento, in
particolare alla legge 194 sull'aborto.
Riteniamo che ci sia ormai un livello di diritti acquisiti da
parte delle donne rispetto al quale la Sicilia non può
autoescludersi, nè può collocarsi fuori da un sistema di tutele,
di diritti, di garanzie, garantiti nel resto dello Stato.
Nell emendamento interamente sostitutivo da noi presentato si
prevede una serie di servizi da garantire alle coppie ed alle
donne. Parliamo innanzitutto dei servizi garantiti dalla pubblica
amministrazione e dal privato sociale in questa Regione, perchè
riteniamo, sopratutto per la parte che riguarda l'informazione, i
consultori, per la parte che riguarda l'assistenza alle coppie sia
nella fase prematrimoniale che nella fase precedente la
gravidanza, che il ruolo delle strutture pubbliche, ma anche del
privato sociale, laico o cattolico, è un ruolo a nostro avviso
centrale.
Per questo parliamo nell emendamento a nostra firma di una
informazione sulla sessualità da garantire alle coppie nella fase
precedente il matrimonio e nella fase della gravidanza, di una
informazione sia sulla legislazione che sugli effetti che
riguardano l'interruzione della gravidanza o anche il divorzio, di
una informazione che riguarda tutte quelle condizioni connesse,
per esempio, all'ambiente di lavoro che possono creare difficoltà
al percorso della gravidanza stessa. Quindi, servizi di assistenza
psicologica, di assistenza materiale, di integrazione e di
ampliamento della legislazione nazionale operante su queste
materie a partire dalla legge 194 con quelle che sono le
compatibilità di tutta la strumentazione e le normative che
riguardano la nostra Regione.
Credo che il nostro emendamento, pur nel quadro di una legge la
cui ispirazione di fondo non condividiamo, comunque possa renderla
compatibile con i livelli dei diritti ormai acquisiti in questo
Paese e che da nessuna parte vengono messi in discussione. Sarebbe
davvero sbagliato e grave se a partire dai diritti delle donne,
dai principi di autodeterminazione di maternità e di procreazione
responsabile e libera proprio la nostra regione facesse da
battistrada ad una involuzione normativa e non invece ad una sua
estensione e ad un percorso di ulteriore modernizzazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.1 degli onorevoli
Forgione e Liotta. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 5.2 e 5.3 sono preclusi.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
all emendamento 5.3 il Governo è favorevole perchè non si
riferisce a conviventi, ma si potrebbe verificare il caso di una
ragazza madre e quindi credo sia giusto sostituire la parola
"coniugi" con la parola "soggetti".
CRACOLICI Se non sono coniugi non possono avere né
l'affidamento, nè l'adozione.
PRESIDENTE Infatti, sarebbe opportuno precisarlo.
Pongo in votazione l'emendamento 5.4 dell' onorevole
Giannopolo.Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.6 degli onorevoli Lo Curto
ed Acierno.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della VI Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L emendamento 5.5 è precluso per mancanza di copertura
finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Tutela della maternità e della vita nascente
1. La Regione tutela la maternità e sostiene il diritto alla vita
fin dal concepimento e favorisce interventi finalizzati a:
a) prevenire le difficoltà che possano indurre all'interruzione
di gravidanza con aiuti economici o fornendo ospitalità alla madre
presso famiglie o case alloggio;
b) assicurare la continuità dell'assistenza dall'inizio
della gravidanza fino all'allattamento;
c) favorire un nuovo rapporto tra partorienti e istituzioni socio-
sanitarie, affinché il parto e il puerperio siano vissuti come
eventi naturali;
d) assicurare al bambino in ambito ospedaliero la
continuità del rapporto familiare affettivo.
2. Le aziende ospedaliere e le aziende unità sanitarie locali
organizzano corsi di preparazione al parto al fine di offrire alle
donne appropriate informazioni sulla gravidanza, nei suoi aspetti
psico-fisici, sul parto e sull'allattamento.
3. L'Assessore regionale per la sanità definisce un
programma di interventi riguardanti:
a) la difesa delle gestanti nei luoghi di lavoro per prevenire il
rischio di esposizione a sostanze tossiche, radiazioni ionizzanti
o variazioni di pressione;
b) l'assistenza durante la gravidanza a scadenze programmate per
l'individuazione precoce di casi ad alto rischio;
c) la predisposizione del servizio di parto a domicilio
per le gestanti che ne facciano richiesta.
4. Sulla base di programmi di riorganizzazione strutturale dei
reparti di maternità, le Aziende sanitarie locali e le Aziende
ospedaliere allestiscono:
a) sale parto dotate di tutte le attrezzature necessarie a
garantire all'evento nascita ed al parto la massima serenità e
naturalezza;
d) spazi singoli per il travaglio e il puerperio tendenti a
riprodurre la situazione domiciliare e a garantire la presenza
continuativa ad entrambi i genitori;
c) reparti di patologia neonatale attigui ai reparti di
ostetricia;
d) una sala da adibire all'informazione e socializzazione delle
esperienze.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 6.6;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 6.1;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 6.2, 6.3 e 6.4;
- dagli onorevoli Antinoro ed altri: 6.5;
- dagli onorevoli Sammartino ed altri: 6.7.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei
aspettato che a chiedere la parola per prime fossero le poche
donne parlamentari di quest Aula, perchè è una norma che
considero molto brutta.
Questa norma non era neanche contenuta nel disegno di legge
presentato dal Governo, è stata introdotta in Commissione ed è la
ragione per la quale invito i parlamentari ad una maggiore
attenzione poichè l'articolo 6 non fa altro che riscrivere per
parti la legge 194, ovvero quella sulla interruzione della
gravidanza. Credo, oltretutto, che non ha alcuna efficacia perchè
di fatto cerca di affermare solo un principio. Fortunatamente, la
materia non è regolabile da leggi regionali ma da legge dello
Stato, che oltretutto è stata più volte oggetto di confronti, di
discussioni, persino di referendum.
Ho presentato un emendamento interamente soppressivo
dell articolo 6, perchè credo sia un profondo errore provare a
dare una riscrittura siciliana ad una legge che, mi auguro,
funzioni meglio di come funziona adesso, ma che possa funzionare
da Lampedusa alla Valle d'Aosta alla stesso modo, in quanto su
questi temi, su questioni di sofferenza non credo che possiamo
affermare i principi federalisti nella gestione della sofferenza e
di tante patologie che producono problemi, innanzitutto alle donne
ma anche alle famiglie.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
l'onorevole Cracolici ricorda bene: il Governo non l'aveva
presentato, ma disse sin dall'inizio che questa legge era aperta
al contributo di quanti in qualche modo volevano costruirla in
positivo.
In Commissione l'onorevole Barbagallo, che fa parte
dell'opposizione e non della maggioranza, propose questo
emendamento che il Governo ha ritenuto accettabile; la Commissione
ha votato questo emendamento e adesso diventa parte integrante del
disegno di legge.
Quindi, credo che questo dimostri la fattiva scelta del Governo
di portare avanti un disegno di legge col contributo di quanti
ritengono di volerlo fare. E questa la ragione per cui non non
c'era e adesso compare.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, la nostra riscrittura coerente, in
continuità anche con la riscrittura che avevamo proposto
dell'articolo 5, è tesa a rendere anche in Sicilia coerente questa
parte che riguarda la tutela della maternità - e noi, ovviamente,
emendiamo già il titolo dell'articolo: voi parlate della vita
nascente noi parliamo del percorso di nascita - tende ad estendere
anche in Sicilia i principi e l'applicazione della legge 194.
Come sapete, la legge 194 in modo estremamente esemplificativo
viene detta legge sull'aborto, ma in effetti è una legge di
educazione alla maternità e al percorso della nascita, di
informazione, di preparazione della coppia ad una maternità libera
e consapevole, di adeguamento delle strutture pubbliche alle
esigenze della coppia nella fase prenatale.
La legge 194 è una legge tesa a prevenire anche l'interruzione
della gravidanza, ma a tutelare l'interruzione della gravidanza
negando i fenomeni che noi sappiamo invece di clandestinizzazione
dell'interruzione della gravidanza stessa.
Per questo noi vi proponiamo un articolo che blocchi il vostro
disegno di regredire rispetto ai principi e all'applicazione della
194.
Io vorrei fare davvero appello ai parlamentari di ispirazione
cattolica: ma siamo convinti che questa legge e i principi che voi
affermate, se mi consentite per quanto mi riguarda anche guardando
con interesse al mondo cattolico, regressivi dei livelli già
acquisiti di coscienza e di consapevolezza che il mondo cattolico
ha ormai verso i diritti delle donne, voi pensate davvero che
questa legge è quanto vi chiede oggi la chiesa e il mondo
cattolico stesso? Davvero non capisco perchè proprio in Sicilia
dobbiamo fare da battistrada rispetto ad una regressione sui
principi e l'applicazione della legge 194.
Questa era una delle regioni, come tutto il Sud, dove il fenomeno
dell'aborto clandestino era ai livelli più alti di questo Paese.
La legge 194, nelle sue forme di prevenzione, è servita a far
crescere la consapevolezza per bloccare tali fenomeni, per farli
regredire, per ricondurre anche quel problema della interruzione
della gravidanza che le donne stesse ci hanno insegnato in anni ed
anni che, comunque, anche quando è consapevole, è una forma di
violenza che la donna subisce anche consapevolmente quando ne è
costretta. Ma quella legge era servita a cambiare il corso della
storia e il sistema dei diritti.
Mi dispiace che l'ispirazione di questo articolo sia della
Margherita e dell'onorevole Barbagallo, mi dispiace perché ritengo
che quest'articolo non interpreta quanto è cresciuto in termini di
coscienza collettiva, anche sui diritti delle donne, anche sulla
maternità, nelle parti più avanzate del mondo cattolico.
La nostra riscrittura - lo dico perché così è: è molto ispirata
alla stessa legge della Valle d'Aosta - non solo prevede una parte
che riguarda le strutture, ma prevede una parte che riguarda
anche l'adeguamento delle aziende sanitarie, degli ospedali, degli
ambulatori e dei consultori su questo proprio per avviare un
percorso, non solo di prevenzione, ma anche di crescita
consapevole di quello che noi chiamiamo il percorso di nascita e
la fase precedente alla gravidanza.
Credo che faremmo buona cosa se almeno ci ragionassimo, ma mi
rendo conto ormai che in quest'Aula, questo dibattito e questo
confronto è talmente ideologizzato e chiuso per cui è preclusa
ogni possibilità di confronto di merito e di questo non possiamo
che dispiacercene.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Facci sorridere
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità,
già ci ha messi di buon umore il Presidente Cuffaro e bisogna
dargliene atto perché ha dichiarato poc anzi che l'intento del
Governo era di costruire in Aula la legge nel confronto con
l'opposizione. Abbiamo visto quello che è successo in questi
giorni, quindi ci ha messo di buon umore.
Ho presentato alcuni emendamenti e sostengo comunque
l'emendamento Cracolici per queste brevissime considerazioni.
L'articolo, così come è formulato, a parte alcuni contenuti che
possono essere pure condivisi, ha un'impostazione che vuole dare
un segnale, capisco il punto di vista e lo rispetto da parte di
alcuni parlamentari che sono contrari all'aborto e anche alla
stessa 194, ma questa loro opinione personale rispettabile non può
entrare in una legge della Regione che, com'è noto, non può
modificare questa impostazione.
Ecco perché ho proposto una riformulazione per quanto riguarda
alcuni punti ma sarebbe oltremodo utile che l'intero articolo
venisse soppresso per evitare di acclarare l'idea che in una legge
che vuole promuovere politiche per le famiglie perché questo
dovrebbe essere l'ispirazione, s'introducono argomenti impropri
che non possono essere regolati attraverso una legge regionale e
che diventa una pura e semplice occasione di un messaggio. Ma le
leggi non possono lanciare messaggi, non sono un'occasione per
esplicitare punti di vista personali ancorché rispettabili. Sono
norme che devono essere attuate e che non possono entrare in
conflitto con la normativa nazionale, là dove la Regione non ha
potestà primaria legislativa.
Quindi, suggerirei al Presidente della Regione di
riconsiderare l articolo alla luce di queste
considerazioni, al fine di evitare un'operazione
apparentemente propagandistica, ma che nei fatti rende
ancora più pesante il contenuto della legge.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Curto.
Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo, non solo perché tirata in causa in quanto donna
e in quanto deputato donna di questa Assemblea, ma perché,
complessivamente, su questa legge si è osservato un livello
di dibattito così alto che mi sembra corretto e opportuno
che noi donne presenti in questo Parlamento - siamo
soltanto in tre - possiamo offrire il nostro contributo.
Rispetto a quanto affermato circa l'articolo 6, che è
titolato "Tutela della maternità e della vita nascente",
confermo la mia totale adesione allo spirito che ne
configura la formulazione, ma sostengo, altresì, che non mi
sembra affatto una riscrittura della legge 194, di cui pure
riconosco il valore essenziale in un Paese nel quale
soltanto l'ipocrisia poteva fare dire che non si aveva
bisogno di una legge che, in qualche maniera, ordinasse
anche l'interruzione della gravidanza e tutelasse la donna
in questo difficile percorso di vita, in questa difficile
scelta.
Io non sto qui a difendere ad oltranza una scelta che
mi pare essere della Commissione - perché nel testo
inizialmente esitato dal Governo non era presente a livello
così pregiudiziale -, ma ritengo che ci sia anche una
posizione politica che va difesa.
Non c'è dubbio che c'è un diverso approccio culturale
al problema della tutela della maternità e della vita
nascente, di una parte politica che oggi governa questa
Regione e che con questo articolo - che ha fatto proprio
anche il Governo, ma che è della Commissione -, vuole
sancire il principio che, probabilmente, nella legge 194
non era sufficientemente spiegato della tutela della
maternità. Il fatto che la Sicilia sia e funga da apripista
in tal senso, mi pare un atto di coraggiosa presa di
posizione a favore di chi, probabilmente, proprio per
scarsità di mezzi, di informazione, di conoscenza, di
consapevolezza rispetto allo stato della maternità
potrebbe, in maniera assolutamente non conforme al dettato
della propria coscienza, interrompere la gravidanza perché
non ci sono le istituzioni che tutelano questo percorso.
Quindi non solo mi dichiaro a favore, ma ritengo che le
donne - di destra o di sinistra poco importa, non è questo
il problema che ora va sollevato - si debbano ritenere
soddisfatte nel momento in cui si tutela la maternità e si
tutela la consapevolezza in questo momento importante nella
vita di una donna, che è certamente un momento per il quale
le istituzioni e la Regione devono porre della garanzie e
delle tutele, e lo stanno facendo con questa legge.
Pertanto, ritengo che anche la riscrittura della legge
194 non sia configurabile con questo articolo, anche perché
si tratta di fonti e di diversi livelli della legge,
nazionale e regionale, che non sono né sovrapponibili, né
sostituibili di per sè, quindi, si tratta di una presa di
posizione che, in quanto donna e in quanto deputato di
Nuova Sicilia, confermo a favore di una scelta per la quale
io trovo le ragioni della totale e piena condivisione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole De
Benedictis. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per sollecitare l'attenzione, oltre che sugli
emendamenti 6.2 e 6.3, a firma dell'onorevole Panarello e
del sottoscritto, i quali rientrano nello spirito di quanto
già affermato dal primo firmatario, in particolare
sull'emendamento 6.4, con il quale si chiede semplicemente
di aggiungere, alla possibilità del servizio di parto a
domicilio per le gestanti che ne facciano richiesta - che
in questo caso la Regione assume l'impegno di mantenere e
di tutelare - l'impegno da parte della Regione, di
garantire condizioni igienico-sanitarie di sicurezza per la
madre e per il nascituro. Crediamo che ciò non sia
superfluo perché, nei fatti, questa modalità di parto
nasconde dei rischi che è bene evitare, proprio a garanzia
della sicurezza di entrambi i soggetti.
Inoltre, in un articolo di legge in cui ci si preoccupa
di dettagliare la necessità di fornire informazioni sulla
gravidanza, sul parto, sull'allattamento, di informare
circa i rischi di esposizione a sostanze tossiche o a
variazioni di pressione, quindi, con un grado di precisione
abbastanza elevato, trovo che sia utile sottolineare nel
caso di servizio di parto a domicilio, che questo debba
essere fatto con garanzia di assoluta sicurezza per il
nascituro e per la madre.
Quindi inviterei il Governo e la Commissione ad
attenzionare questo tema e ad accogliere favorevolmente
l'emendamento.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.6, dell'onorevole
Cracolici.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.1, dell'onorevole Forgione.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.2, degli onorevoli Panarello
e De Benedictis.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.2. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.3, dell'onorevole Panarello.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.5, degli onorevoli Antinoro
e Segreto.
Non essendo presenti in Aula i firmatari, lo dichiaro
decaduto. Si passa all'emendamento 6.4, dell'onorevole
Panarello.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.7.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
CRACOLICI Ma dov'è la copertura finanziaria?
PRESIDENTE La copertura finanziaria è nella tabella
dell'articolo 6.
CRACOLICI E' un emendamento aggiuntivo.
PRESIDENTE No, non è un emendamento aggiuntivo, è
nell'ambito della rubrica dell'articolo 6, esattamente a
pagina 68.
Pongo in votazione l'emendamento 6.7.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
articolo, di cui condivido il secondo e il terzo comma, non
rispecchia efficacemente ciò che lo ispira, ovvero la
riscrittura parziale di una norma dello Stato. Infatti, non
mi risulta che lo Statuto siciliano abbia nuovi compiti o
abbia dato nuovi compiti alla Regione in materia e,
fortunatamente, vige la legge dello Stato.
Pertanto, vorrei esprimere un concetto che mette in dubbio
persino il rilievo di costituzionalità di questa norma.
L'articolo 6 al primo comma recita "il diritto alla vita
fin dal concepimento". Tale questione ha segnato un
dibattito culturale, politico, ideale nel nostro Paese,
affermarlo in una legge, oltretutto in una legge della
Regione, mi sembra poco opportuno. Non credo che la Regione
abbia tra le proprie competenze quella di definire per
legge qual è e da dove parte il diritto alla vita. Il
diritto alla vita è regolato dalla legge dello Stato, dalla
Costituzione, qui si sta facendo una forzatura e mi auguro
che il Commissario dello Stato, nell esaminare questa
legge, faccia i rilievi necessari ai dubbi di
costituzionalità che sono stati posti al centro del
dibattito in quest'Aula.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
Art. 7.
Concorso alle spese per le adozioni internazionali
1. L'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali è autorizzato a concedere contributi
fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla
famiglia adottiva per l'espletamento delle procedure di
adozione internazionale.
2. Con decreto da emanarsi entro 120 giorni dalla
entrata in vigore della presente legge l'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali
determina i criteri e le modalità attuativi della
compartecipazione finanziaria di cui al comma 1.
Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo
7.
Poiché nessun deputato chiede di parlare dichiaro
chiusa la discussione generale.
Si passa all'esame dell' emendamento 7.2 a firma
dell'onorevole Cracolici, con il parere negativo della
Commissione bilancio.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sollecitare il Presidente della Regione a rivedere questo
parere contrario, perché le adozioni internazionali
prevedono una fase di affidamento temporaneo e, dopo un
periodo di tempo che va dai due ai tre anni, si arriva
all'adozione. Pertanto, ritengo che l'emendamento a firma
dell onorevole Cracolici debba essere preso in
considerazione.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, per
la verità c'era già stato un emendamento all'articolo 1 a
firma dell'onorevole Moschetto che, obiettivamente, era
degno di essere preso in considerazione, ma che purtroppo,
è sfuggito al lavoro del Governo. Non siamo contrari alla
filosofia dell'emendamento però, così come è scritto,
potrebbe essere interpretato in senso estensivo.
Faccio un esempio banale: ogni anno arrivano in Sicilia
in affidamento temporaneo tanti bambini ospiti delle nostre
famiglie e, con questa formulazione, queste potrebbero
diventare fautori del contributo. La filosofia complessiva,
quindi, non ci dispiace, però sarebbe opportuno accantonare
l emendamento e riscriverlo in modo che possa essere ben
individuato l argomento e, in tal senso, il Governo non è
contrario.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
far rilevare che la preoccupazione del Presidente è proprio
lo spirito dell'emendamento. Condivido quanto detto
dall onorevole Acierno, questo emendamento non si occupa
dell'affidamento, bensì dell'ospitalità.
La Sicilia è tra la regioni che ha uno dei più alti
tassi di ospitalità di bambini extracomunitari. Il fatto di
poter contribuire alle spese di trasferimento, chiaramente
sulla base di redditi, con apposito decreto dell'Assessore
che fisserà i requisiti, i parametri, è un modo per dare
uno strumento concreto alle famiglie che fanno solidarietà
concreta, ospitando bambini per un certo periodo, il che è
un'altra cosa rispetto alle adozioni.
Il Presidente sa che l'articolo 7 è stato aggiunto in
Commissione in seguito alla presentazione di un mio
emendamento, perché la legge non prevedeva alcuno strumento
a sostegno delle adozioni. Con quest'emendamento si va
oltre i contributi per le adozioni che, come voi sapete,
hanno costi notevoli; in questo caso si farebbe un
intervento soltanto per l'ospitalità.
Se il Governo intende accettare il principio bene, se
non intende accettarlo va bene lo stesso.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo che il gesto di generosità
delle famiglie siciliane che ogni anno ospitano con grande
passione tanti bambini bisognosi provenienti da altri
paesi, non abbia bisogno dell intervento del Governo. Dando
un contributo rischieremmo di far diventare quello che è un
atto di generosità qualcosa di più complicato - non voglio
qui definirlo -, quindi non sono d'accordo con le
argomentazioni dell'onorevole Cracolici, anche se la
filosofia complessiva dell'impostazione dell'articolo - che
io ho rivisto, e che abbiamo accettato - mi convinceva.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.1 a firma dell'onorevole
Tumino.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
quest'emendamento non ha bisogno di copertura di spesa, è
un riconoscimento che la Regione siciliana dovrebbe fare
per tutte quelle organizzazioni che si pongono in una
posizione di supporto alle famiglie che intendono attivare
delle forme di adozione internazionale. Non vorrebbe essere
assolutamente un elemento di distorsione rispetto alla
legge, ma semplicemente un fatto costruttivo.
CUFFARO presidente della Regione, chiedo una sospensione
di due minuti.
PRESIDENTE Sospendo la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 18.50, è ripresa
alle ore 18.52)
La seduta è ripresa.
CUFFARO presidente della Regione, chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'onorevole Tumino pone un problema
vero che però - vorrei ricordare a questo Parlamento -, è
regolato dalle norme di adozione internazionale che
prevedono già un percorso rigidissimo e contemplano quali
sono gli enti a cui ci si può esclusivamente rivolgere. Per
cui, essendo la materia già normata e prevista da una legge
dello Stato, intervenire con un altro albo che potrebbe
essere difforme da quello già previsto dal regolamento
delle adozioni internazionali, ci sembrerebbe inopportuno.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Chi
è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
<<Art. 8.
Interventi per il sostegno alle relazioni familiari ed
alle responsabilità educative
1. Al fine di garantire un approccio globale ai
bisogni d'aiuto espressi dalla famiglia, sia sotto il
profilo dell'armonia delle relazioni familiari che
dell'assunzione delle responsabilità educative,
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali è autorizzato a concedere in
favore dei consultori del servizio sanitario, di quelli
privati convenzionati e delle associazioni di
solidarietà familiare appositamente accreditate i
contributi finalizzati al rilancio degli interventi
sociali ed educativi complementari alle prestazioni
sanitarie e sociali a rilievo sanitario già erogate dai
consultori medesimi ai sensi della legge regionale 24
luglio 1978, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Tali interventi devono prevedere in particolare:
a) iniziativa d'informazione e formazione rivolte ai
genitori ai fini di un approfondimento delle loro
funzioni educative;
b) promozione ed organizzazione di momenti formativi
misti tra genitori e tra genitori e figli;
c) iniziative d'informazione e formazione, da
svolgersi in collaborazione con gli organi collegiali
della scuola, finalizzate all'aggiornamento degli
insegnanti e al confronto educativo con i genitori;
d) sostegno all'assunzione delle responsabilità
genitoriali, mediante programmi educativi
individualizzati;
e) interventi di mediazione familiare nei casi di
gravi difficoltà relazionali nel rapporto di coppia.
3. Con decreto dell'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali adottato entro
trenta giorni dall'approvazione del bilancio di
previsione vengono definiti criteri e modalità per
l'erogazione dei contributi di cui al presente articolo
prevedendo, altresì, le linee prioritarie d'intervento.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti
allegati:
- dall onorevole Basile: 8.10;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 8.1, 8.2 e 84;
- dall onorevole De Benedictis: 8.8;
- dall onorevole Cracolici 8.9;
- dagli onorevoli Moschetto ed altri 8.5 e 8.6;
- dagli onorevoli Barbagallo e Raiti 8.7;
- dagli onorevoli Lo Curto e Acierno 8.11, 8.12 e 8.13.
-
Si passa all'emendamento 8.10 a firma dell'onorevole
Basile. Comunico che lo stesso non è proponibile perché
manca il parere favorevole della Commissione bilancio.
BASILE Dichiaro di ritirare l emendamento 8.10.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.1 a firma degli onorevoli
Forgione e Liotta.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, noi proponiamo la
soppressione delle associazioni di solidarietà familiari
appositamente accreditate, così come previsto dall'articolo
8, cosa che poi ricorrerà nel resto dell'articolato, perché
riteniamo che le autonomie locali, attraverso i consultori
del servizio sanitario e le strutture del privato
convenzionato, abbiano tutte le caratteristiche per poter
rispondere a questi servizi.
A noi pare che adesso emerga l altra faccia di questa
legge, e cioè che si voglia creare una struttura economico
finanziaria privatistica alla quale delegare funzioni che
devono spettare al pubblico, o perché no, anche al privato
convenzionato che su questo è già impegnato e svolge già
una funzione. Invece, attraverso questa legge si vuole
creare una rete economico-finanziaria e, perché no, anche
di potere, parallela alle strutture pubbliche, competitiva
con le strutture pubbliche e, tra qualche settimana
probabilmente capiremo anche a chi fa capo questa rete
delle associazioni di solidarietà familiare, politicamente
a chi risponde e a chi chiederà i finanziamenti che, tra
l'altro, vengono già previsti all'interno di questa legge.
Questa è una delle parti più preoccupanti del disegno
di legge, e poiché noi ritroveremo questo come unico canale
di smistamento dei fondi delle Regioni che finanzieranno
queste strutture, e non le madri di giorno, diventeranno
addirittura delle agenzie di lavoro interinale che
smisteranno, poi, l'attività lavorativa e le ore lavorative
delle madri di giorno, creando un'altra fascia di
precariato in questa Regione. Noi avvertiamo, quindi,
questo pericolo, che non è solo un sospetto, è una certezza
prescritta per legge.
Il nostro emendamento è teso a chiarire, sin da questo
articolo e per quello che verrà dopo, che dietro questo
disegno di legge c'è un'operazione economico-finanziaria
palese, tesa a smantellare il servizio pubblico per
delegare funzioni e servizi ad associazioni private che,
probabilmente, sono già in corso di costituzione per
volontà di chi ha ispirato questo disegno di legge. Tra
qualche mese vedremo anche i nomi dei protagonisti di
queste associazioni, ma questa è l'altra faccia del disegno
di legge rispetto al quale noi, con il nostro emendamento,
vorremmo indicare un punto di arresto e vorremmo invitare
il Governo a risparmiarci un'operazione - la dico
politicamente così non vi offendo nessuno - di speculazione
politica.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.11 a firma dell'onorevole Lo
Curto e Acierno. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.11 a firma
degli onorevoli Lo Curto e Acierno. Chi è favorevole
rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.8 a firma dell'onorevole De
Benedictis.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con l'emendamento si vuole rendere più coerente lo spirito
della stessa legge con quello che è l'indirizzo e
l'orientamento della normativa nazionale. Ad esempio,
quello della legge 328 è rivolto specificatamente ai
bisogni della persona, ma anche, e qui è coerente, con gli
intendimenti della stessa legge che stiamo trattando.
L emendamento, in più di un punto, fra gli obiettivi che si
prefigge, indica non soltanto la famiglia quale soggetto
beneficiario degli interventi della Regione, ma anche e
soltanto il soggetto - e non tutti - che ne fa parte.
Faccio riferimento al punto 1 dell articolo 2, nel
quale, alla lettera c), si parla di tutelare il benessere
di tutti, di equilibrio psico-fisico di ciascun soggetto;
alla lettera f), dove si fa riferimento agli impegni di
lavoro dei coniugi.
Non c'è dubbio che in questo senso l'indirizzo della
legge è rivolto al singolo soggetto. Ma ancora di più l
attenzione rivolta alla persona emerge al punto g), dove
si parla di libera scelta da parte del cittadino "nel
funzionamento della rete degli interventi e dei servizi e
di sostegno alle persone"; ed ancora al punto i) quando si
parla delle vittime di violenza sessuale e dei minori
abusati o deviati.
Cioè esiste un complesso di obiettivi che non sono
necessariamente individuabili nell'insieme della
famiglia ma più propriamente, credo, rivolti alla
persona. Troverei dunque coerente - e non è una
limitazione, ma semplicemente un ampliamento ed una
precisazione - aggiungere alla dizione "associazioni
di solidarietà familiare" (sulla cui natura e
considerazioni sorvolo) la parola "ed alla persona",
cosicché si potrebbe leggere "associazione di
solidarietà familiare ed alla persona", riconducendo,
ripeto, la stessa dizione degli istituti introdotti
allo spirito della stessa legge e alle intenzioni
solidaristiche che essa sottende.
Vorrei, pertanto, che la Commissione fosse
attenta a tale richiamo e che anche il Governo
esprimesse un parere Vorrei positivo.
CUFFARO Signor Presidente. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
capisco le considerazioni espresse dall onorevole De
Benedictis, però non riusciamo ad inserirle nel contesto
dell'articolo perchè parliamo di associazione accreditata.
Cosa vuol dire "aggiungere la parola 'persone
accreditate"?; salta tutto...Per alte ragione siamo
contrari. Poi, in fase di coordinamento vedremo come
aggiustarlo.
.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 8.8
dell onorevole De Benedictis.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.12 dell'onorevole Lo Curto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.2 degli onorevoli Forgione e
Liotta.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, intervengo solo per invitare
il Presidente della Regione a riflettere su questo
emendamento, in quanto prevedere centri di incontro per
preadolescenti non credo snaturi i principi del disegno
di legge in esame ma che abbia anzi delle finalità ad esso
collegate e che ciò possa essere un utile sperimentazione,
fra l'altro già avviata in diverse regioni del nostro
Paese.
.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.2. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo è
contrario, in quanto, subito dopo, c'è un emendamento,
l'8.7, che affronta il problema in maniera più ampia.
Il Governo, dunque, si ripromette di riparlarle quando
passeremo all emendamento 8.7.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.3 dell'onorevole Forgione ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
FORGIONE Il parere del Governo?
PRESIDENTE Il Governo ha già espresso parere contrario.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, desidero sapere: se non c'è
una pregiudiziale ideologica è solo ridicola la cosa Voi
esprimete parere contrario al fatto che per quel servizio
oltre al personale della scuola possa concorrere anche il
personale della USL Ditemi se non c'è un pregiudizio
CUFFARO presidente della Regione. La formazione con le
USL che c'entra?
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.3.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.9 dell. onorevole Cracolici.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
credo che questo emendamento si ponga l'obiettivo di
realizzare un'attività che considero importante e
fondamentale sia per la gestione dei genitori nel rapporto
con i propri figli, sia nel rapporto tra istituzione
scolastica - corpo docenti - e genitori, ovvero tutta
l'attività di formazione e informazione all'educazione
sessuale.
Il fatto che si possa affermare che in questo
provvedimento legislativo, tra i compiti educativi a
sostegno della famiglia, vi sia la formazione e
l'informazione sulla sessualità lo considero un fatto di
civiltà e di avanzamento del processo educativo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 8.9. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 8.4 degli onorevoli
Forgione e Liotta..
FORGIONE Signor Presidente, passi il fatto che neghiamo
l'educazione sessuale nelle scuole, ma stiamo facendo una
legge così medioevale che non solo pretendiamo di non
informare i ragazzi e di non renderli consapevoli anche
dell'educazione sessuale, ma, se poi succede qualcosa,
neghiamo loro pure i diritti acquisiti con le leggi che
potrebbero tutelarli. Ognuno si merita, per così dire,
l'età storica di riferimento: stiamo ritornando al
medioevo .
Ma torniamo alle cose più concrete e meno ideologiche.
Signor Presidente della Regione, nel suo disegno di legge
c'è scritto: "sostegno all'assunzione delle responsabilità
genitoriali mediante programmi educativi individualizzati";
io le propongo - e ovviamente lei sarà d'accordo di
aggiungere "con l'eventuale supporto di personale
qualificato messo a disposizione degli enti pubblici .
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.4. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(E'approvato)
Si passa all emendamento 8.5, a firma del Governo. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all emendamento 8.6 dell onorevole Moschetto,
Baldari ed altri.
MOSCHETTO Ne chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE Perché onorevole Moschetto?
MOSCHETTO Signor Presidente, l emendamento è
direttamente collegato ad un altro sull'articolo 16, per le
risorse finanziarie. Io chiedo di discuterlo insieme
all'emendamento 16.3, in quanto, se il principio sta
nell'8.6 e gli uffici lo hanno catalogato, le risorse
finanziarie stanno nell'emendamento 16.3.
Discutendo separatamente l emendamento 8.3 mancherebbe la
copertura finanziaria.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito
che l emendamento 8.6 verrà esaminato congiuntamente
all'articolo 16.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 8.7 a firma degli
onorevoli Barbagallo e Raiti..
ARDIZZONE Chiedo di apporre la mia firma
all emendamento 8.7.
BASILE Anch io desidero apporre la firma
all emendamento.
FORMICA Formulo anch io la stessa richiesta.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, relativamente all emendamento 8.7,
mi viene comunicato dagli Uffici, ma io questo non l'ho
ancora accertato, che si tratta di norma programmatica
senza copertura finanziaria.
Sospendo la seduta per cinque minuti per accertarlo.
(La seduta sospesa alle ore 19,13 è ripresa alle ore
19.27)
La seduta è ripresa.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare
sull'emendamento 8.7.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo condivide la filosofia complessiva di questo
emendamento, nel senso che siamo assolutamente favorevoli e
convinti che potrebbe anche essere discusso ed approvato
stasera; però ci rendiamo conto che l'argomento è
importante.
Se la Presidenza, su richiesta del Governo, ritiene che
sull argomento si possa sviluppare un dibattito, come noi
riteniamo giusto debba essere, ma che ci sia o possa
esserci la garanzia che venga calendarizzato sin da adesso,
(per noi va bene anche la prossima settimana, ma anche al
più tardi alla ripresa dei lavori d'Aula) il Governo
chiederebbe - pur condividendone l'impegno - all'onorevole
Barbagallo, se lo ritiene, di ritirare l emendamento, con
l'impegno della Presidenza di calendarizzare il dibattito
su un apposito disegno di legge...
PRESIDENTE La Presidenza non ha difficoltà a
calendarizzare un disegno di legge del Governo; se
l'onorevole Barbagallo ritira l'emendamento, così resta
stabilito.
BARBAGALLO Ritiro il mio emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Centri di accoglienza
1. La Regione eroga contributi per la copertura delle
spese di primo impianto alle associazioni di donne che
organizzano centri di accoglienza per donne vittime di
maltrattamenti in famiglia e per i loro figli minori, o
a rischio di maltrattamento fisico o psichico.
2. I centri di accoglienza sono gestiti da donne e
provvedono al ricovero diurno e/o notturno delle donne e
dei loro figli in case il cui domicilio è tenuto
riservato e possibilmente lontane dal luogo di residenza
per un periodo massimo di un anno.
3. I centri di accoglienza forniscono assistenza
legale e psicologica alle donne e ai loro figli, e
favoriscono il reinserimento lavorativo, sociale e
scolastico delle vittime di maltrattamenti e dei loro
figli minori.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali
sono determinate le modalità di attuazione degli
interventi di cui al presente articolo .
Comunico che all articolo 9 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Segreto ed altri:
emendamento 9.3
- dagli onorevoli Barbagallo e Raiti:
emendamento 9.1;
emendamento 9.2.
Si passa all emendamento 9.3. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all emendamento 9.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all emendamento 9.1 Lo dichiaro improponibile
per mancanza di copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
<<Art. 10.
Buono socio-sanitario
1. L'Assessorato della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali è autorizzato a
promuovere, anche mediante i comuni, interventi di
carattere innovativo e sperimentale in ambito socio-
sanitario da realizzare attraverso l'attribuzione, in
base a livelli di reddito predeterminati, di erogazioni
finanziarie denominate buoni socio-sanitari, da
corrispondere con carattere periodico in alternativa
alle prestazioni di natura residenziale eventualmente
dovute, alla luce della vigente normativa, a nuclei
familiari i quali comprendano nel loro ambito anziani
non autosufficienti o disabili gravi.
2. Il buono può essere altresì impiegato dalla
famiglia per l'acquisto di prestazioni socio-sanitarie a
carattere domiciliare, in favore dei medesimi soggetti
di cui al comma 1, offerte da enti ed organismi no
profit, accreditati secondo strumenti e modalità in
grado di consentire la libera scelta dell'utente
nell'ambito di una gamma di prestazioni determinate
riconducibili alla condizione dell'utente medesimo,
nonché una concreta ed effettiva verifica, in rapporto
alla natura delle prestazioni stesse richieste dalla
famiglia, sull'appropriatezza dell'intervento, sulla
qualità dei comportamenti dell'ente erogatore e dei
singoli operatori.
3. L'importo del buono non può, in ogni caso, superare
l'ammontare dell'indennità di accompagnamento
predeterminata dalla disciplina vigente in materia.
4. Con decreto del Presidente della Regione, adottato
su proposta dell'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, entro centoventi giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, vengono
determinati i livelli di reddito complessivi del nucleo
familiare, le modalità per l'accesso al buono e per il
suo utilizzo in attuazione di quanto previsto dai commi
1 e 2, nonché il sistema di accreditamento degli
organismi eroganti unitamente agli strumenti di verifica
e controllo.
Comunico che all articolo 10 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dall onorevole De Benedictis:
emendamento 10.4;
- dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe:
emendamento 10.2;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta:
emendamento 10.1;
- dall onorevole Ortisi:
emendamento 10.3.
Dichiaro precluso l emendamento 10.2 per contrasto con
precedenti deliberazioni dell Assemblea. Si passa
all emendamento 10.4. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione, chi è favorevole si
alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.1. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione, chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.3.
ORTISI Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESDIENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego
di non guardare con pregiudizio alla posizione complessiva.
La mia preoccupazione relativamente a questo emendamento è
che nelle more della regolamentazione del buono socio-
sanitario si possano riaccendere contratti fra la Pubblica
Amministrazione e associazioni mediante gare che
porterebbero poi ad un doppio regime nel corso del tempo.
Ritengo che prorogare quelle che sono in scadenza fino al
giorno della pubblicazione, per mesi 12, ma anche per un
periodo minore ciò dipende dal tempo che il Governo pensa
di utilizzare per la regolamentazione del buono socio-
sanitario - eviterebbe di incontrare poi delle difficoltà
ed anche l accensione di contenziosi. Ad esempio, se una
amministrazione stipula un contratto con un'associazione
che vince una gara per tre anni e poi ci si ritrova a
regime sul buono socio-sanitario. Sono certo che ci sarà un
gran trambusto, ma possiamo evitarlo intervenendo come ho
suggerito poc anzi. E un contributo, spero, senza
pregiudizio
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.3. Chi è
favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 11.
"Art. 11.
Madri di giorno
1. Per 'madre di giorno' s'intende una casalinga in
possesso di un'esperienza abilitante, conseguita
attraverso la personale esperienza della maternità o
attraverso apposite esperienze formative, che durante
il giorno assista, fornendo le cure materne e familiari
e contribuisca ad educare, nel proprio domicilio, uno o
più minori appartenenti ad altri nuclei familiari in
età da asilo nido.
2. La madre di giorno opera in forma individuale
attraverso rapporto di collaborazione coordinata e
continuativa intrattenuto con associazioni di
solidarietà familiare, ad esclusione di quelle
costituite ai sensi della legge regionale 7 giugno
1994, n. 22 che, in un quadro di sostegno alle
responsabilità genitoriali, abbiano anche lo scopo di
promuovere l'esperienza delle madri di giorno, di
fornire loro la necessaria preparazione o di integrare
quella già posseduta, di assisterle sul piano
amministrativo e tecnico, di garantire la continuità
della presa in cura del minore nel caso di malattia o
impedimento, di fornire le necessarie consulenze in
campo psicopedagogico, di assumere gli oneri derivanti
dalle coperture assicurative per la responsabilità
civile verso terzi e di provvedere alla fornitura dei
beni strumentali o di consumo necessari allo
svolgimento del servizio.
3. La madre di giorno svolge la propria attività
senza ricevere alcun compenso dalle famiglie degli
utenti, che versano alle associazioni di cui al comma 2
un corrispettivo per il servizio ricevuto determinato
in misura da consentire la copertura dei costi
necessari al suo mantenimento.
4. I comuni possono erogare alle famiglie, secondo
livelli di reddito e criteri di attribuzione
predeterminati, vaucher spendibili presso le
associazioni di cui al comma 2, accreditate presso la
stessa amministrazione comunale mediante stipula di
apposita convenzione.
5. Le convenzioni, di cui al comma 4, prevedono:
a) determinazione del corrispettivo relativo al
servizio
ricevuto in conformità a quanto stabilito al comma 3;
b) procedure e modalità d'integrazione tra i servizi
pubblici all'infanzia, i servizi socio-assistenziali ed
i servizi delle madri di giorno;
c) standard minimi di esperienza o formazione
abilitante per lo svolgimento del servizio da parte
della madre di giorno;
d) modalità di verifica periodica della qualità del
servizio."
Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che questo sia uno degli articoli madre del disegno di
legge sulla famiglia (scusate l'espressione, visto che
parliamo delle madri di giorno), in quanto istituisce una
figura, anche se viene denominata in maniera impropria.
Infatti, la maternità non ha orario e l'idea che si possa
essere madre di giorno e non di notte è assai singolare.
Ciò che stupisce, al di là della denominazione, è che
in realtà questa norma è un po' edulcorata per regolare -
si presume che voglia fare questo - una figura
professionale o pseudo tale, che esiste da molti anni, da
quando esiste lo spirito educativo.
Una volta si chiamava tata , oggi si chiama
babysitter . Noi stiamo stabilendo di chiamarla madre di
giorno. Quello su cui vorrei richiamare l attenzione,
poiché ritengo che su questo articolo il Parlamento dovrà
assumere comunque un orientamento, mi auguro serio, è che
in esso si stabilisce che quest'attività che io chiamo più
semplicemente di bebisitteraggio può essere svolta
soltanto da colei che è madre o da colei che ha avuto
un'apposita esperienza formativa.
A prescindere dal fatto che vorrei conoscere quali sono
le scuole di formazione per diventare madre, ritengo,
appunto, che sia assai singolare stabilire che
un'attività di assistenza e quindi di servizio alla madre o
al bambino può essere esercitata soltanto da colei che a
sua volta è stata madre.
L'altro aspetto che mi sembra assai singolare è che in
nome della libertà di scelta, (ricordiamoci, infatti, che
questa è una legge sia pure a vantaggio della famiglia, ma
che vuole affermare il principio di libertà dell'utente
nell'accesso ai servizi), si stabilisce che la madre di
giorno può essere utilizzata soltanto attraverso
un'associazione familiare. Quindi non si instaura un
rapporto diretto tra la famiglia e la prestatrice d'opera,
bensì c è un rapporto mediato e intermediato da
un'associazione familiare. Fatto ancora più singolare è che
la Regione rilascia un voucher alla famiglia, la quale può
ricorrere alla madre di giorno a secondo della fascia di
reddito in cui rientra.
Presumo, quindi, che chi può utilizzare la madre di
giorno sia una famiglia in cui entrambi i genitori lavorano
e sono persone che probabilmente hanno una situazione
reddituale tale da determinare un aiuto diretto da parte
della Regione.
Mi auguro che il Parlamento, con una prova di saggezza,
cancelli per intero questa norma, in quanto, a mio avviso
essa è da considerare arretrata. Affermo ciò, considerato
che in essa si stabilisce che il rapporto di lavoro è
regolato dal CO.Co.Co, ma ricordo a voi tutti che il
Governo nazionale ha approvato recentemente un decreto che
stabilisce che i contratti di collaborazione coordinata e
continuata non esistono più e che dal 1 settembre nascono
i cosiddetti 'lavori a progetto'. Inoltre, tale norma è da
considerarsi arretrata anche sul piano dell effettiva
gestione di un servizio, che mi auguro si possa diffondere,
ma con la libertà di scelta delle famiglie che, quindi,
potranno valutare chi assumere per stare insieme ai propri
figli.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Virzì mi invita a sorridere, parafrasando il
titolo di un bellissimo film: "Non ci resta che piangere",
considerato che gli articoli di questo disegno di legge
ripropongono un modello sociale e culturale gretto,
pericoloso, sbagliato, con un involuzione dell'idea di
società. Mi riferisco al fatto che per essere madri di
giorno (non le chiamiamo più babysitter, in quanto,
ovviamente, il riferimento è la madre suprema) bisogna
avere avuto esperienze dirette di maternità; in questa
norma si privilegia ciò o, in seconda battuta si menzionano
le esperienze acquisite.
Alcuni colleghi, coloro i quali sono più anziani di me e
che hanno avuto la tata, ricorderanno certamente che quasi
sempre non era una donna sposata o con esperienze dirette
di maternità, eppure a lei veniva delegata la cura, la
crescita e la prima formazione del bambino.
Onorevoli colleghi, quante studentesse vivono facendo le
babysitter, e quante famiglie delegano a giovani ragazze -
studentesse che acquisiscono una formazione diretta nel
rapporto con il bambino, con la famiglia, un rapporto di
fiducia o anche di parentela lontana - il ruolo della
crescita, della cura dei bambini durante le ore della
giornata in cui i genitori lavorano? Noi precludiamo a
questi soggetti ogni possibilità di intervento
C'è qualcosa di peggio ed insisto anche su questo: voi
state costruendo una nuova struttura finanziaria
speculativa per alimentare una nuova fascia di precariato
nella nostra Regione. Dovete spiegarmi, infatti, perché la
Regione non concede i finanziamenti alla famiglia per
pagare direttamente la madre di giorno, ma li concede alla
famiglia che è vincolata però a passarli all'associazione
di solidarietà familiare, la quale deve stipulare contratti
di collaborazione coordinata e continuativa con le madri di
giorno.
Questa struttura, quindi, tesa ad alimentare il
precariato, diventa di fatto un'agenzia di lavoro
interinale ed in tal modo voi contribuite a creare una
nuova fascia di precariato neo-clientelare che risponderà
ai vostri interessi politici e finanziari.
Non durerà molto questo giocattolo perché non siamo
così sciocchi da non capire che dietro tale articolo vi è
un operazione speculativa.
Così facendo state affermando la doppia morale. Fate la
morale nella sfera del sacro e poi gli affari nella sfera
del profano
Da un lato riproponete le forme peggiori di
integralismo cattolico e, dall'altro, in nome di questo,
state precostituendo un sistema di affari e una struttura
lavorativa tesa a creare precariato sottopagato, non
retribuito, non riconosciuto in quanto i contratti di
collaborazione continuata e coordinata comportano questo e
voi lo sapete.
Possibile che non arrossite di fronte a ciò che state
facendo? Mi rendo conto che non vi importa, tanto questa
legge l avete fatta tra di voi Avete già le strutture, e
tra qualche giorno riusciremo ad avere anche l'elenco di
tutte le associazioni di solidarietà familiare, vi diremo a
chi corrispondono, chi le ha alimentate, dove sono le sedi,
da quanti mesi sono pronte e chi fa parte dei consigli di
amministrazione State facendo tutto ciò in nome della
famiglia, della vostra famiglia
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
mi riguarda gli elementi di preoccupazione, rispetto a
questa norma, aumentano.
Tra questi elementi c è il fatto che mi sento costretto
a condividere l'intervento dell'onorevole Forgione, così
come lui ha più volte condiviso, rispetto a questa legge, i
miei interventi.
Questo è per me un elemento di grande preoccupazione in
quanto si determina una sorta di sovrapposizione ideologica
che avrei voluto evitare.
Ma c'è un'altra cosa che mi preoccupa in questo
articolo, onorevole Presidente: i corsi di maternità.
Non oso pensare al contenuto dei programmi di tali
corsi; non oso pensarlo e non oso alludere a nulla
Intendo, invece, alludere alla più volte manifestata
volontà da parte del Governo di non alimentare, forme di
ulteriore precariato.
Ci sono state dichiarazioni altisonanti anche rispetto
a questioni poste dal sottoscritto e che affrontavano ben
altra fattispecie e ben altra attività della Pubblica
Amministrazione inadempiente, ma ci sono intere pagine di
giornali dedicate all interruzione del fenomeno del
precariato e all alimentazione di strumenti che determinano
l'aumento del fenomeno del precariato.
La vicenda delle madri di giorno e dei nidi, di
cui al successivo articolo 12, è significativa.
PRESIDENTE Comunico che all articolo 11 sono
stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe:
emendamenti 11.3 e 11.2;
- dall'onorevole Beninati:
emendamento 11.13;
- dall'onorevole Cracolici:
emendamenti 11.20, 11.21 e 11.22;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta:
emendamento 11.1;
- dall'onorevole Giannopolo:
emendamenti 11.4, 11.5, 11.6, 11.7 e 11.8;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis:
emendamenti 11.9, 11.10 e 11.11;
- dagli onorevoli Franchina e Fratello:
emendamento 11.24;
- dal Governo:
subemendamento 11.24.1;
- dagli onorevoli Segreto ed altri:
emendamenti 11.14 e 11.15;
- dagli onorevoli Fratello ed altri:
emendamento 11.25;
- dall'onorevole Papania:
emendamenti 11.16, 11.17 e 11.18;
- dall'onorevole De Benedictis:
emendamento 11.19;
- dall'onorevole Ortisi:
emendamento 11.12.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore
19.56.)
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.
Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo sugli emendamenti all'articolo 11. Ritengo che
qui non si metta in discussione il diritto di sostenere la
famiglia e le esigenze educative della prole attraverso il
ricorso a questa forma di collaborazione chiamata madre di
giorno, ma non considero l'intermediazione
dell'associazione familiare di solidarietà un passaggio
indispensabile.
Ritengo che il rapporto tra la famiglia, tra il nucleo
parentale, che ha bisogno di questa collaborazione, di
questo sostegno educativo, pedagogico, psicologico, sociale
e assistenziale, e la madre di giorno possa essere
direttamente intrattenuto tra le parti senza dover
necessariamente passare attraverso l'associazione familiare
di solidarietà. Quindi, dichiaro la mia personale posizione
favorevole alla cassazione dei commi 3, 4 e 5 dell'articolo
11, cioè quelli che prevedono il passaggio attraverso le
associazioni di solidarietà familiare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento soppressivo
11.3.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 11.3
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la
richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Giannopolo, Liotta, Oddo, Papania, Speziale,
Forgione, Morinello e Ortisi indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento 11.3.
Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme
il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
PRESENTI . 56
VOTANTI 56
MAGGIORANZA 29
FAVOREVOLI 28
CONTRARI .. .28
(L Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 11.1, a firma dell'onorevole
Forgione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi;chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.4, a firma dell'onorevole
Giannopolo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.9, a firma degli onorevoli
Panarello e De Benedictis. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo
l emendamento 11.24.1:
"Al primo rigo del punto 2 cassare le parole
'coordinata e continuativa'".
PRESIDENTE . Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della VI Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.24 degli onorevoli Franchina e
Fratello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.10. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della VI Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, vorrei sollecitare la sua
attenzione. Questo emendamento si limita a cassare ciò che
considerano in tanti una forzatura innaturale sul servizio
di babysitteraggio , cioè eliminare l'obbligatorietà che
per fare la madre di giorno si debba essere a sua volta
madre, cioè l'idea che per fare questo servizio lo possa
fare soltanto chi ha già avuto dei figli. Lo consideriamo
in tanti una cosa fuori dal raziocinio, dal buon senso, per
cui inviterei il Governo ad accettare questo emendamento.
Vorrei approfondire il concetto e vorrei altresì che il
Governo fosse attento nel senso che quest'emendamento a
firma dell'onorevole Panarello chiede di cassare
l'obbligatorietà di essere madre per poter svolgere
l'attività di madre di giorno; cioè il concetto per cui la
madre di giorno per farlo deve essere soltanto colei che è
già madre è una cosa che molti considerano fuori dal buon
senso.
Chiedo pertanto al Governo di valutare il parere su
questo emendamento.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Siamo contrari perché
già nell'articolo 1 del testo del disegno di legge sono
previste esperienze formative diverse, quindi è già
espressa la volontà del Governo.
PRESIDENTE Il Governo ribadisce il voto contrario.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ad un
certo punto si avverte un senso di impotenza, si parlano
linguaggi diversi. Che vuol dire 'o anche coloro che hanno
esperienze formative'. Il problema è questo: basta non
definirlo.
Le madri di giorno, vi segnalo, che sostituiscono
praticamente le baby-sitter. Noi diciamo che le ragazze che
fanno le studentesse universitarie e si mantengono facendo
le baby-sitter, che ragazze, giovani donne che non sono
madri, ma che sono sposate e quel l reddito gli serve per
integrare un reddito familiare che è debole, non lo
possono fare, solo se poi, però, qualcuno le avrebbe dovuto
formare, e dobbiamo decidere chi le formerà, queste
professionalità tali da integrare quelle che, invece,
naturalmente sono votate a fare "le madri di giorno" perché
sono già madri; tra l'altro mi sembra una cosa folle quella
che stiamo facendo, assolutamente folle, ma siamo fuori
dall'Europa, fuori dal mondo civile, fuori. Volete che ci
mettiamo il "burqa"? Cosa dobbiamo fare?
Se il Presidente della Regione dice "però c'è scritto
quelle che sono...", allora aboliamolo; lo possono fare
tutte le donne.
LO CURTO . L'istinto materno è nella donna
FORGIONE L'istinto materno è nella donna sia che abbia
vissuto l'esperienza della maternità, sia che non l abbia
vissuto.
ARDIZZONE presidente della I Commissione e relatore.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della I Commissione e relatore.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, essendo tra coloro
che hanno seguito attentamente i lavori che si sono svolti
in Commissione, posso dire che questo problema,
oggettivamente, è stato sollevato in Commissione; però ci è
stato spiegato da tutti coloro che hanno partecipato e ci
ha convinto. Peraltro, abbiamo un articolo abbastanza
recente che parla proprio delle "mamme di giorno" che sono
un'esperienza positiva proprio in Germania. Altro che
involuzione o Medioevo E tutt'altro, perché sono delle
figure che si affiancano.
Ci è stato spiegato che la "madre di giorno", proprio
perché ha un'esperienza particolare di madre, assiste nel
proprio domicilio, insieme ai suoi figli, i figli degli
altri; questo è stato il concetto fondamentale, tant'è che
l'incongruenza, probabilmente, si poneva con il passaggio
successivo ma non è in contrasto né con gli asili pubblici
o asili privati e dico tutt'altro perché sono delle
esperienze che stanno partendo, tra qualche giorno, tra
qualche mese partiranno a Milano, ma è un'esperienza che è
stata prevista con successo proprio in Germania. Onorevole
Forgione, ripeto: altro che involuzione o Medioevo,
tutt'altro
Con questa legge noi stiamo facendo un un passo
notevole in avanti rispetto ad altre Regioni e ad altri
Comuni, perché c'è stata una esperienza proprio del sindaco
Veltroni che, purtroppo, non so se per incapacità o altro,
si è bloccata ma che non è stata portata avanti.
Questo è il significato della "madre di giorno": un
soggetto, cioè, che da madre assiste altri bambini, insieme
ai suoi bambini perché nello stesso condominio, nella
stessa famiglia non si possono assistere più di tre,
quattro, al massimo sette bambini.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Presidente della Commissione ha risposto in maniera
impropria ad un problema che è stato sollevato.
Qui non si mette in discussione il sistema, si è voluto
sottolineare, in questo caso specifico, quando abbiamo
votato l'emendamento soppressivo. E chiaro che abbiamo
messo in discussione il sistema. Qui si tratta di un'altra
cosa: si dice che il fatto di essere madre di per sé è
elemento sufficiente ad avere l'affidamento del bambino.
Questo è un concetto che non ha nessuna consistenza
scientifica ed è anche offensivo per donne che non possono
avere figli, che hanno fatto la scelta di non avere figli e
che non possono essere essere penalizzate per questo
aspetto.
Io mi collego anche alla questione della casalinga che
non voleva essere un emendamento che metteva in discussione
l'impianto della legge.
Pregherei il Presidente della Regione di rileggersi il
testo della legge, visto che ci tiene tanto, quando si dice
che 'la madre di giorno è una casalinga', è un concetto
riduttivo, caso mai si dovrebbe scrivere 'una donna, una
persona di sesso femminile', ma che significa casalinga? E'
un modo per qualificare, anche dal punto di vista del
linguaggio, una legge in termini negativi ed in termini
offensivi per una parte delle persone che possono
considerare utile questo sistema.
Quindi, sono emendamenti che non mettono in discussione
l'impianto ma cercano di sottolineare il dato che queste
modalità di affidamento possono essere svolte anche da
persone che non sono casalinghe - perché non c'è bisogno di
qualificarle in questa maniera - e che non sono state
madri, perché, per esempio, non hanno potuto avere figli o
cose del genere. Niente altro.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
prendo atto dell'interesse che sta suscitando l'articolo
11. Prendo atto anche del fatto - così come diceva
l'onorevole Panarello - che non è in discussione la qualità
dell'articolo, avevamo in qualche modo avuto il dubbio che,
invece, fosse messa in discussione la qualità
dell'articolo.
Questo ci sarebbe sembrato alquanto strano, dato che la
Sicilia non arriva prima nella scelta di questa filosofia
dell'articolo 11 delle madri di giorno, perché prima di noi
sono già arrivate altre Regioni: parlo della Lombardia,
dell'Emilia Romagna, del Lazio, quindi noi stiamo tentando
di recuperare su un tema che riteniamo assolutamente
importante.
Non disquisirei sulla parola 'casalinga' o 'non
casalinga'.
La parola 'casalinga', fra l'altro ripresa anche da
molti emendamenti dell'opposizione, non ultimo quello
dell'onorevole Forgione, che per la verità nel comma 1
della sua riscrittura dell'articolo 11 credo addirittura
possa essere assolutamente condivisibile da parte del
Governo, ricita il nome 'casalinga', si intende
ulteriormente riaffermare l'idea che qui non stiamo
parlando di organizzare nuovi asili nido o altre cose,
stiamo tentando di far passare un principio che non credo
possa essere non accettato anche dalle opposizioni, che è
il principio della 'sussidarietà'.
Qui noi vogliamo valorizzare il ruolo
dell'associazionismo familiare, che non vuole creare nuovi
artifici lontano da noi: se in un palazzo di 10 piani ci
sono 7-8 famiglie che ritengono di fare un'associazione
familiare ed affidare ad una delle famiglie che abita in
quel palazzo - quindi ad una casalinga che vive lì - la
possibilità di poter accudire i bambini, noi vogliamo
raggiungere questo obiettivo, siamo lontani da tutte le
altre storie che qui abbiamo ascoltato.
Quindi, vorremmo fortemente privilegiare il ruolo della
sussidarietà, il ruolo dell'impresa sociale, perché lo
riteniamo assolutamente importante e credo che questa sia
ormai una filosofia che è entrata nell'ordine complessivo
delle cose, quindi non mi stupisco e non mi scandalizzo se
continuiamo a parlare di casalinga, perché vuole essere
rafforzato un ruolo: quello di una donna che abbia avuto
l'esperienza della maternità, ma anche se non l'avesse
avuto - come dice l articolo - 'che abbia esperienza in
tal senso', poi possiamo anche discutere.
L emendamento 11.25 si fa promotore di come possono
essere qualificate alcune di queste esperienze che noi
possiamo anche condividere.
Vogliamo far passare questo princìpio, non c'è
nient altro di nascosto o chissà quali richiami a ciò che
ho ascoltato in questo Parlamento da alcuni deputati: è un
princìpio che in alcune città ed in alcune regioni ha
funzionato, che prima in assoluto i tedeschi hanno
sperimentato. Onorevole Forgione, il nome originario delle
madri di giorno in tedesco è 'Tages Mutter', lo hanno
sperimentato quindici anni fa i Tedeschi e, soprattutto, in
Italia in Trentino Alto Adige. Il meccanismo ha funzionato,
può essere un vero ruolo per la sussidiarietà. Noi lo
stiamo proponendo e mi fa piacere che qui ci sia un
dibattito propositivo per tentare di organizzare meglio
le 'madri di giorno'.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, credo che lei ed anche il
presidente Ardizzone - ve l'ho già detto in Commissione e
l'ho detto anche all'ispiratore della legge, al dottor
Taormina - facciate una gran confusione e siate pochissimo
documentati sull'argomento; fate confusione fra due cose
complementari, le 'madri di giorno' e i nidi familiari che
sono due cose diverse, le cui esperienze - vi ho spiegato
in Commissione e reitero, scusate l'altezzosità di
spiegarvi in questa sede - sono cose diverse. Innanzitutto,
perché, come vi dirò quando affronteremo l'articolo 12,
questi nidi familiari non sono sostitutivi dell'asilo nido,
come lei può andare a vedere a pagina 3 della legge
nazionale numero 285.
In secondo luogo, perché mi vien da ridere quando mi dite
che devono essere madri di giorno persone con esperienze
materne e poi affidate la formazione ad associazioni di
solidarietà familiare, possibilmente formate da nubili. Ma
cosa andate cianciando?
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei spiegare cosa si intende per madre di giorno . Il
Presidente Cuffaro ha cercato di spiegarlo e secondo me c'è
riuscito. Questa esperienza nasce in Belgio, poi è stata
seguita in Germania e adesso adottata nell'Italia
settentrionale. C'è solo una differenza e cioè che la
nostra realtà rispetto a quella della Lombardia o del
Trentino è completamente diversa. Lì in un palazzo di 20
piani non lavora una sola mamma, qui in un palazzo di 20
piani non lavorano 20 mamme, quindi può diventare veramente
difficile scegliere la persona alla quale affidare questo
bambino.
Allora, il problema qual è? Perché mamma? Perché
nell'accezione iniziale del termine era la mamma che aveva
deciso di non lavorare per stare con i figli ed a quel
punto è stata fatta la madre di giorno, quindi veniva data
alla mamma, a quella mamma, la possibilità di continuare,
in quel condominio, a tenere i bambini degli altri.
Secondo me, non siamo molto lontani dalla realtà. La
realtà è questa. L'associazione di tipo familiare nasce
nello stesso condominio, nello stesso palazzo, tra le
persone che vi abitano, non può essere importata da altri,
non può esserci un altro momento, perché è lì che si
caratterizza la 'madre di giorno'. C è un grande rapporto
di fiducia, c'è un grande rapporto di conoscenza perché gli
si affidano i propri figli, non stiamo affidando un pacco,
non gli stiamo consegnando qualcosa di diverso, stiamo
dando nostro figlio ad una persona che conosciamo, non non
ci può essere altra soluzione, non ci può essere un altro
tipo di ragionamento.
Qual è la differenza? C'è stata un'esperienza in
Sicilia e un altra con un progetto 'Youthstart', progetto
occupazione dell'Unione Europea, ad Acicastello che si
chiamava proprio 'madre di giorno' ma non è riuscito
perché dopo due anni di sperimentazione quel progetto non
ha proprio visto la luce, infatti, la realtà in cui si
caratterizzava era totalmente diversa da quella in cui era
stata impiantata.
Allora, secondo me, su questa base, ritengo che, se
l'Assessore riesce ad individuare in maniera molto chiara,
con proprio decreto, i paletti giusti, questa 'madre di
giorno' può risultare una giusta risoluzione a questa
attività, partendo dal presupposto che una 'madre di
giorno' non guadagnerà chissà quanto ma quel minimo
indispensabile che gli consente di tenere i propri figli e
quelli degli altri; non stiamo parlando di un'occupazione
stabile o di precariato o di un'occupazione a tempo
indeterminato. E un rapporto fiduciario tra famiglie dove
si affida ad un'altra famiglia, ad una mamma di questo
contesto, questo tipo di attività; non deve essere per
forza una madre; su questo sono assolutamente d'accordo.
Ha ragione l onorevole Panarello: se all'interno di
quel condominio c'è una maestra d'asilo o una maestra
elementare o una puericultrice o una suora, secondo me
anche quella persona ha tutte le caratteristiche per essere
indicata come mamma di giorno.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
solo trasferire una riflessione alla Presidenza
dell'Assemblea che è una riflessione all'incontrario, ma
solo per dare un contributo per potere valutare
l'opportunità di portare avanti gli articoli 11 e 12.
Io non credo che con questi due articoli si vada a
creare un nuovo precariato, assolutamente. Credo che le
finalità siano valide, però la riflessione è al contrario.
Noi abbiamo approvato con la legge sul buono scuola
una norma con la quale abbiamo detto a tutte le strutture
private - ed io ho ricevuto parecchie lamentele da parte di
queste ultime - di adeguarle perché vi diamo la struttura
di qualifiche paritarie per potere accedere ai contributi
all'attività prevista dal buono scuola.
Allora, la mia riflessione all'incontrario è la
seguente: attivando questi nuovi meccanismi validi, non
voglio metterlo in dubbio, è stata fatta una riflessione
su quanta disoccupazione potremmo eventualmente creare nel
momento in cui le strutture private si sono potenziate,
sono diventate paritarie, sono state convenzionate ed oggi,
invece, andiamo a creare questi spazi occupazionali?
Ribadisco che la mia vuole essere solo una riflessione
che sottopongo alla valutazione del Governo.
ARDIZZONE presidente della I Commissione e relatore.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della I Commissione e relatore.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi consenta,
onorevole professore Ortisi, le posso dire che io da
alunno, da studente non mi intimorivo dei professori,
tutt'altro, quando un professore alle rimostranze di noi
alunni, all'incalzare di noi alunni reagiva in modo non
professionale, forse era l'atteggiamento proprio
professorale di colui che voleva imporre una teoria in
mancanza di argomenti posti a fondamento di quello che
voleva affermare.
Quindi, con il permesso dell'Aula e del Presidente di
quest'Assemblea, mi permetto di leggere, per non più di
tre minuti, un articolo del quale farò dono all'onorevole
Ortisi, perché tutti noi ci possiamo apprestare, però, con
la modestia che occorre in questi casi - nessuno è un
tuttologo - all'argomento che ha una notevole valenza: il
successo delle mamme a giornata. Chi sono queste mamme a
giornata, che non c'entrano niente con i nidi famiglia
previsti dall'articolo successivo?
Gli asili nidi scarseggiano in Germania , diceva bene
l'onorevole Lino Leanza, ed in alcuni lander non sono
nemmeno previsti come istituzione pubblica. Per questa
ragione negli ultimi anni ha guadagnato sempre più
popolarità la cura dei bambini sotto i tre anni, da parte
di una tages mutter , una mamma a giornata, con figli
suoi, questo è il concetto: una casa abbastanza grande per
accogliere altri bimbi sino ad un massimo di tre, di età
prossima a quella del suo, di educazione e, spesso, di ceto
sociale analoghi e naturalmente, con un'attitudine alla
cura dei bambini.
In istituzione del tutto privata, sviluppatasi in modo
rapido in ragione, anche, dei costi non troppo elevati -
aveva ragione l'onorevole Nicola Leanza - e che rispetto
alle varie istituzioni pubbliche offrono una flessibilità
particolare, permettendo orari creati su misura sia per i
genitori e molto spesso per le mamme single.
Innumerevoli, anche on line, le offerte di tag mutter,
specializzate, con alle spalle corsi formativi in pedagogia
infantile..
I punti di forza delle mamme ad ore, rispetto agli
asili nido, sono costituiti dal numero ristretto dei bimbi
ospiti, dall'ambiente familiare e da un basso rischio di
trasmissione di malattie infantili. I costi si aggirano
intorno ad 1,5 euro per ora, per 40 ore settimanali, o 1,7
euro per 20 ore, con la fornitura di pasti a menu, con
costi che oscillano tra i 4 e i 7 euro. Questo per
evidenziare il basso costo di questi servizi, e come si
può venire incontro ai ceti sociali più bassi.
Anche se le istituzioni comunali, formalmente, non
intervengono nella scelta delle famiglie, in alcuni Lander,
l'Ente per la protezione giovanile attua, di fatto, un
controllo delle mamme cosiddette a prestito ; é a questo
che servono le associazioni familiari, per realizzare un
controllo, perché non può esserci una scelta
indiscriminata di queste madri a giorno . Queste
associazioni possono raccomandare nominativi
particolari e sostenere finanziariamente le famiglie
o le mamme con basso reddito, che hanno la necessità di
recarsi al lavoro durante la giornata.
(Proteste dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.10 a firma
Panarello, De Benedictis.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE . Chi é favorevole resti seduto; chi é
contrario si alzi.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 11.15 a firma dell'onorevole
Segreto.
Il parere della commissione?
LO GIUDICE, presidente della commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole si
alzi;
chi é contrario resti seduto.
(Non é approvato)
All'emendamento 11.25 , a firma dell onorevole Fratello
ed altri, é stato presentato, da parte del Governo, il sub
emendamento 11.25.1. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole
resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 11.25, nel testo
risultante a firma degli onorevoli Fratello, Leanza,
Franchina. Il parere della commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 11.5 a firma Giannopolo é superato, in
quanto abbiamo precedentemente approvato l'emendamento che
cassava le parole "collaborazione coordinata e
continuativa". Anche l'emendamento 11.17 é superato, così
come l'emendamento 11.19 avendo votato la riformulazione
del comma 1. Gli emendamenti 11.16, 11.14 sono superati.
Si passa all emendamento 11.7 a firma dell onorevole
Giannopolo.
GIANNOPOLO Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
(Alla richiesta aderiscono gli onorevoli Capodicasa,
Cracolici, De Benedictis, Forgiane, Ortisi, Panarello,
Speziale e Villari)
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.7 a firma dell'onorevole Giannopolo,
con il parere contrario del Governo e della Commissione.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole
preme il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per
scrutinio segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 32
Contrari 31
Astenuto 1
(L Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 11.11 degli onorevoli
Panarello e De Benedictis. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si
alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 11.2 dell'onorevole
Fleres. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si
alzi, chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 11.20 dell'onorevole
Cracolici. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si
alzi, chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 11.6 dell'onorevole
Giannopolo. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 11.18,
dell'onorevole Ortisi, e 11.12, dell'onorevole Papania.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, vorrei ritirare il mio
emendamento 11.12, perchè credo che l'onorevole Papania
abbia espresso meglio di me il concetto.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l emendamento 11.18 a firma Papania. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE . presidente della Commissione. Favorevole
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.21 a firma dell'onorevole
Cracolici.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.8.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo risultante.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata anche dagli
onorevoli Capodicasa, Cracolici, De Benedictis,
Forgione, Giannopolo, Liotta, Oddo, Speziale e Villari,
indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
11 nel testo risultante.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme il
pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione. .
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 39
Contrari 26
Astenuti 0
(L Assemblea approva)
CUFFARO presidente della regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della regione. Signor Presidente, il
Governo ha fatto una riflessione sull'articolo 12.
Riteniamo che dal contenuto del dibattito, per quel che ci
riguarda, già le madri di giorno possano certamente
essere validi soggetti utili allo scopo. Siamo coerenti, e
crediamo che con l articolo 11 si sia già raggiunto
quell obbiettivo che l Aula si era prefissato, quindi il
governo è favorevole alla soppressione dell articolo 12 del
disegno di legge.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
intervenire per far notare che proprio l'articolo 12,
relativo alla trattazione dei nidi di famiglia , era
l'articolo che a differenza dell'11 realizzava quanto
prescritto dal comma 2 dell'articolo 2 della legge
regionale 30 del 2000 che prevede il concetto di
sussidiarietà orizzontale.
Perché, mentre i nidi di famiglia, checchè ne dica la
lettura di quell articolo fatta dal collega Ardizzone,
l'articolo 11 prevede la figura delle madri di giorno che
passano nella loro organizzazione attraverso una
associazione estranea alle madri di giorno medesime, ma
passano nella formazione e nell'affiliazione attraverso
associazioni di solidarietà familiare terze.
Quindi non applicano il concetto di sussidiarietà, nè
verticale nè orizzontale; il nido di famiglia , invece,
prevede l'organizzazione diretta fra le mamme e le
famiglie che operando in ordine parentale, quindi sul piano
orizzontale, o per ordine amicale, e quindi sul piano
verticale, come possono fare gli amici di un condominio che
si organizzano perchè chi non va a lavorare svolga la
funzione di educatrice, anche di madre di giorno,
sostenendo questi bambini di età inferiore ai tre anni.
Personalmente l'ho sperimentato da sindaco con ottimo
successo e con grande risparmio; solo che bisogna avere le
idee chiare cosa che i colleghi non hanno. Non è il nido
di famiglia sostitutivo dell'asilo nido, come non lo è la
madre di giorno, tutto ciò è complementare, come prevede la
legge 285 che citavo.
Esiste una contraddizione di fondo: un Governo che
vorrebbe realizzare il concetto di sussidiarietà e che
proprio nell'articolo in cui ha la possibilità di
realizzarlo, preferisce ritirarlo ed una maggioranza che
non realizza il concetto di sussidiarietà orizzontale
perché si affida, come dicevo, a terzi e non ha un rapporto
diretto che è quello della sussidiarietà orizzontale.
Questo Governo - consentitemi - sul piano del progetto,
e questa maggioranza, vanno a tentoni e dimostrano di
improvvisare. Questo non va bene, né al Governo - che ha
sottomesso il Parlamento alle difficoltà contingenti del
rapporto all'interno della maggioranza - ma non va bene
al Parlamento intero che eletto direttamente dalla gente.
Un parlamento deve fare leggi che prescindano
dall imposizione che un colonnello del Governo del momento
cerca di imprimere, perché rispetto al Governo che dura in
carica cinque anni, le leggi tentano di avere vigenza più
lunga, venti, trent'anni, altrimenti non sono leggi.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal
Governo l'emendamento 12.R.. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
'Art. 13
Tutela dell'equilibrio psico-fisico
dei bambini nelle strutture sanitarie
1. Al fine di garantire l'equilibrio e il benessere
psico-fisico del bambino, i presidi sanitari pubblici e
privati convenzionati della Regione garantiscono, sia
nelle modalità organizzative della degenza, sia
nell'attuazione degli interventi diagnostico-
terapeutici, il rispetto delle esigenze affettive,
cognitive ed espressive proprie dell'età del bambino,
facilitando la continuità del rapporto con la famiglia,
nonché per i bambini in età scolare, con la classe
frequentata.
2. Per il conseguimento delle finalità di cui al
comma 1, in tutti i reparti pediatrici sono individuate
modalità organizzative atte a permettere:
a) l'accesso e la permanenza dei genitori, o di
persona di loro fiducia affettivamente legata al
bambino, nell'intero arco delle ventiquattro ore,
consentendo il riposo accanto al bambino, e garantendo,
a pagamento, l'accesso alla mensa ospedaliera;
b) la presenza dei genitori, o persona di loro
fiducia, durante la visita medica di reparto, all'atto
dei prelievi per esami di laboratorio, le medicazioni
ed altre attività
terapeutiche, purché precise controindicazioni
igienico-sanitarie non la impediscano;
c) l'attività ludico-espressiva del bambino con la
destinazione di una stanza del reparto a sala giochi
fornita di quanto necessario allo svago e con
l'adozione di tutte le misure idonee a riprodurre in
ospedale condizioni ordinarie di vita.
3. I medici del reparto ed il personale
infermieristico sono tenuti a fornire ai genitori tutte
le informazioni sulla natura e il decorso della
malattia, sulle prestazioni mediche cui il bambino sarà
sottoposto e sui tempi di attuazione, nonché a favorire
un rapporto di fiducia con il bambino; a tal fine la
direzione sanitaria dell'ospedale organizza corsi di
formazione per il personale adibito ai reparti di
pediatria.
4. Presso ogni reparto di pediatria è assicurata la
presenza di uno psicologo che offra assistenza ai
bambini e ai genitori nell'affrontare l'esperienza
dell'ospedalizzazione.
5. Le disposizioni dei commi precedenti, in quanto
applicabili, valgono anche per le attività
ambulatoriali e di day hospital di tutti i presidi
sanitari pubblici e privati convenzionati.'
Comunico che è stato presentato l'emendamento 13.1, a
firma degli onorevoli Fleres ed altri: l'articolo 13 è
soppresso.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione il mantenimento
dell articolo. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario
resti seduto.
(E approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
'Art. 14.
Coordinamento degli orari, pianificazione dei servizi
e
banche del tempo
1. Al fine di agevolare lo svolgimento dei compiti di
cura ed assistenza familiare, armonizzando il
funzionamento dei servizi locali con le esigenze
complessive di convivenza proprie della famiglia,
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali promuove, nel rispetto delle
competenze regolamentari e di programmazione delle
autonomie locali, le iniziative di studio e
pianificazione dei comuni dirette a favorire la
costituzione di banche del tempo, nonché il
coordinamento degli orari e delle modalità di
funzionamento degli esercizi commerciali, dei servizi
pubblici, delle istituzioni educative e scolastiche e
dell'apertura al pubblico degli uffici periferici delle
amministrazioni pubbliche. Per banche del tempo si
intendono forme di organizzazione mediante le quali
persone disponibili ad offrire gratuitamente parte del
proprio tempo per attività di cura, custodia ed
assistenza vengono poste in relazione con soggetti o
famiglie in condizione di bisogno attraverso
associazioni di solidarietà familiare.
2. L'Assessorato della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali è autorizzato a
concedere ai comuni un contributo pari al 50 per cento,
e per un importo comunque non superiore ai 25.000 euro,
delle spese da sostenere per lo svolgimento degli
incarichi di studio e di pianificazione di cui al comma
1.
3. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
legge di bilancio l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali fissa criteri e
modalità per l'erogazione dei contributi di cui al
comma 2, prevedendo altresì le linee prioritarie
d'intervento per le banche del tempo già costituite e
provvede all'istituzione di uno sportello regionale per
le banche del tempo.'
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 14.1;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 14.3;
- dall'onorevole De Benedictis: 14.4 e 14.5;
- dall'onorevole Giannopolo: 14.2;
- dall'onorevole Cracolici: 14.6.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
semplicemente far rilevare che quest'articolo ha un titolo
eccessivamente ambizioso: il coordinamento degli orari, la
pianificazione e banche del tempo che io considero far
parte di quelle poche cose che ritengo strumenti
interessanti da sperimentare nella nostra Regione.
Mi chiedo però - ed è il senso dell'emendamento che io
ho proposto all'Aula - qual è il ruolo della Regione che in
qualche modo intende assolvere proprio per valorizzare, e
sostenere le esigenze della famiglia e in particolare il
diritto alla maternità ed alla paternità dei genitori, il
ruolo della Regione ai fini della pianificazione dei tempi
delle città anche nel rapporto tra organizzazioni datoriali
ed organizzazioni lavorative.
Faccio un esempio per tutti. Noi abbiamo vissuto, con
la modifica della legge sulle città d'arte, un sistema di
assoluta deregulation degli orari per quanto attiene ad
esempio l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni di
domenica.
Palermo è così diventata una città dove intere
categorie di lavoratori sono costretti a lavorare, ormai,
sette giorni su sette. Non prendiamoci in giro sul fatto
che il datore di lavoro conceda durante la settimana il
turno di riposo.
Credo che la Regione, proprio per tutelare i diritti
della famiglia, deve avere un ruolo attivo, un ruolo
promotore al fine di garantire una organizzazione dei tempi
delle città, dei tempi di gestione e quindi dei tempi di
vita che siano in grado di essere conciliabili.
E questo il senso dell'emendamento 14.6 a mia firma che mi
auguro venga approvato.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
presentato due emendamenti all articolo 14 che tendono a dare alla
"banca del tempo" il significato che più gli è proprio e con il
quale questo istituto è nato.
Mentre qui è riduttivamente inteso solamente come un servizio
svolto e finalizzato alla cura della famiglia, in realtà la "banca
del tempo" può - e questo sarebbe ancora una volta un ampliamento
delle sue possibilità e non una riduzione - venire direttamente in
soccorso del soggetto più debole e più bisognoso di tempo
all'interno della famiglia e cioè la donna.
Proprio in una legge che muove dal bisogno di maggiore
organizzazione sociale e di supporto alla famiglia che carica,
nonostante e proprio per le carenze del sistema pubblico, sulla
famiglia e quindi sulla donna il peso di questi bisogni, io credo
che quest'articolo che introduce le "banche del tempo" possa
essere un'occasione per venire incontro alle donne e non alle
donne soltanto in quanto madri, perché solo a questo è finalizzato
questo articolo, ma alle donne in quanto soggetti e persone.
Non sfugge ad alcuno, e in particolar modo immagino alle nostre
colleghe, quanto sia necessario, proprio per svolgere anche meglio
la cura della propria casa, della propria famiglia e dei propri
figli, che le donne abbiano momenti di equilibrio, momenti di
serenità e che siano alleviate nello stress che la vita quotidiana
invece procura loro.
Le "banche del tempo" sono nate, ed invece nella formulazione
attuale dell'articolo negato, proprio per consentire alle donne di
avere più tempo anche per se stesse e quindi essere anche di aiuto
per gli altri.
Allora, io credo che enunciare all'articolo 1, introducendo dopo
le parole "al fine", che il fine di sostenere donne nelle famiglie
in quanto persone serva a rafforzare questo concetto e a
modernizzarlo. Così come l emendamento 14.5 che tende
semplicemente ad affermare che le "banche del tempo" sono forme di
organizzazione volte - e queste sono le parole che introduce
l'emendamento - a sopperire ad esigenze di tempo altrui, anche per
attività di cura, di custodia ed assistenza, che sono le parole
che già l'articolo contiene e che non vengono, in questo caso,
cancellate ma semplicemente integrate da quelle proposte
dall'emendamento stesso, serve, appunto, a maggiore garanzia delle
donne, se è vero come è vero, che stiamo caricando su di esse il
peso maggiore degli intendimenti solidaristici di questa legge.
Quindi, rivolgo l invito a non avere preclusioni, come in altri
momenti del dibattito si sono manifestate, e ad accogliere
positivamente questo emendamento e in tal senso faccio appello
sia al Governo che alla Commissione.
CONGEDI
PRESIDENTE Comunico che da parte del Gruppo parlamentare di
Forza Italia sono pervenute richieste di congedo relative ai
deputati Castiglione, Misuraca e Vicari.
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 553
- STRALCIO 1 BIS
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
14.1, degli onorevoli Forgione e Lotta, e 14.3, degli onorevoli
Panarello e De Benedictis, aventi identico contenuto. Il parere
della Commissione?
ARDIZZONE Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 14.4 dell onorevole De
Benedictis.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.5 dell onorevole De
Benedictis.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.2 dell onorevole Giannopolo.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.6 dell onorevole Cracolici.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
Art. 15.
Sportelli per la famiglia
1. I comuni, singoli e associati, attivano, nell'ambito delle
risorse destinate dal piano socio-assistenziale, appositi
sportelli per la famiglia, che assicurino attività di supporto per
agevolare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali,
regionali e locali in materia di politiche familiari e l'accesso
ai servizi rivolti ai nuclei familiari.
2. Gli enti di cui al comma 1, in collaborazione con la Regione,
individuano forme di coordinamento tra gli sportelli per la
famiglia ed i servizi regionali, provinciali, comunali, delle
aziende unità sanitarie locali e degli altri enti pubblici che
svolgono attività di interesse per i nuclei familiari al fine di
fornire un supporto complessivo alla famiglia.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 15.2;
- dall'onorevole Papania: 15.3;
- dagli onorevoli Moschetto ed altri: 15.1.
Pongo in votazione l'emendamento 15.2, degli onorevoli Panarello
ed altri.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.3 dell onorevole Papania.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 15.1 degli onorevoli Moschetto
ed altri.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
Art. 16.
Riconoscimento e valorizzazione dell'associazionismo di
solidarietà familiare
1. In attuazione del principio di sussidiarietà la Regione
riconosce e valorizza le associazioni di solidarietà familiare
rivolte a:
a) dare impulso e attivare esperienze di auto-organizzazione
sociale delle famiglie;
b) promuovere e gestire esperienze di sostegno e valorizzazione
della famiglia;
c) favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e nell'attività
di cura familiare anche attraverso le madri di giorno, i nidi
famiglia e le banche del tempo.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali un Registro regionale delle associazioni di
solidarietà familiare al quale accedono le associazioni che, oltre
al rispetto dei requisiti statutari previsti dall'articolo 3 della
legge 7 dicembre 2000, n. 383 per le associazioni di promozione
sociale, assicurino il perseguimento delle finalità di cui al
comma 1, e siano operanti almeno da sei mesi rispetto alla data di
richiesta d'iscrizione.
3. Le associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro
regionale possono stipulare le convenzioni di cui agli articoli 11
e 12, partecipano attraverso proprie rappresentanze nelle forme
previste dagli atti di programmazione regionale in materia socio-
assistenziale e socio-sanitaria, alla progettazione e alla
gestione dei servizi, possono beneficiare dell'utilizzo mediante
comodato gratuito di beni mobili dismessi o di beni immobili in
proprietà della Regione, degli enti locali, delle aziende unità
sanitarie locali e di ogni altro ente di cui all'articolo 1, comma
1, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
4. Con decreto dell'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali da adottare entro centottanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge sono disciplinate le
modalità di tenuta del Registro nonché d'iscrizione e
cancellazione dallo stesso.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 16.1;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 16.4;
- dall'onorevole De Benedictis: 16.9 e 16.10;
- dagli onorevoli Fratello ed altri: 16.12, 16.13 e 16.14;
- dall'onorevole Beninati: 16.5 e 16.6;
- dall'onorevole Giannopolo: 16.2;
- dagli onorevoli Segreto ed altri: 16.7;
- dall'onorevole Papania: 16.15 e 16.8;
- dall'onorevole Cracolici: 16.11;
- dagli onorevoli Moschetto ed altri: 16.3.
Pongo congiuntamente in votazione agli emendamenti 16.1 e 16.4 di
identico contenuto.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 16.9 dell onorevole De
Benedictis. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.12 degli onorevoli Fratello
ed altri..
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 16.5, dell onorevole Beninati. Per
assenza dall Aula del firmatario, l emendamento decade.
Pongo in votazione l'emendamento 16.10 dell onorevole De
Benedictis. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.13 degli onorevoli Fratello
ed altri. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.9 dell onorevole De
Benedictis.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 16.2, 16.6,
16.7 e 16.15 di identico contenuto.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Formica ed altri
il seguente subemendamento 16.11.1 all emendamento 16.11:
"sostituire le parole 'dopo 180 giorni' con 'dopo 90 giorni'.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso
dell emendamento a mia firma voleva essere quello di consentire
ai siciliani che volessero costituire delle associazioni di avere
un lasso di tempo, di almeno 90 giorni, tra i 180 giorni entro i
quali bisognava stabilire il registro delle associazioni e i 90
giorni precedenti di iscrizione all'atto della pubblicazione del
registro. Se si porta tutto a 90 giorni significa che, entro 90
giorni bisogna fare il registro delle associazione, e avere 90
giorni di iscrizione significa che stiamo stabilendo che le
associazioni che potranno essere iscritte in questo registro sono
solo quelle già costituite.
Credo che l'Aula, nel votare quell'emendamento che il Governo ha
accolto, ha inteso stabilire che non ci può essere un pacchetto
preconfezionato. Pertanto, ritiro l'emendamento per impedire di
azzerare ciò che abbiamo cercato di riaprire un minuto fa.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto. Pertanto, il
subemendamento 16.11.1 decade.
Pongo in votazione l'emendamento 16.14 degli onorevoli Fratello
ed altri. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 16.8 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 16 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all emendamento aggiuntivo 16.3 degli onorevoli
Moschetto ed altri.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, poc anzi
avevamo detto che l emendamento 8.6 era collegato al 16.3.
Il Governo aveva manifestato alcune perplessità circa il fatto
che al comma 1 dell'emendamento 8.6 era scritto "promuove,
organizza e finanzia". Il Governo si era espresso favorevolmente
sul contenuto, aveva però delle perplessità sul finanziamento per
il reperimento delle somme. Ho pregato la Presidenza di
accantonarlo e di discuterlo unitamente al 16.3, perchè le
risorse finanziarie, a mio avviso, erano contenuto in questo
emendamento che così recita: Art. 16 bis Prime norme per la
tutela e la valorizzazione della famiglia. 1. Nell'ambito dei
servizi socio-assistenziali la Regione riconosce la priorità di
finanziamento, oltre ad una premialità pari al venti per cento
dell'importo di progetti e/o delle richieste di finanziamento
presentati ai Comuni organizzati in consorzio. I progetti devono
riguardare l informazione, la formazione, l educazione, la
diffusione di principi riportati nella presente legge", cioè a
dire tutti gli obiettivi che sono indicati nell'emendamento 8.6.
Poichè i servizi socio-assistenziali sono finanziati attraverso la
ex 328 recepita con atto amministrativo dal Governo, ritengo si
possano esaminare congiuntamente e faccio appello al Governo
perchè esprima parere favorevole sull emendamento.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
rilevare che l'emendamento in questione istituisce il principio di
premialità per un sistema consortile dei comuni. Nei confronti del
piano socio-sanitario che abbiamo definito ed approvato ha invece
individuato nei distretti socio-sanitari, che sono già strumenti
di tipo consortile, tranne le grandi città che sono invece
distretti a sé stanti, lo strumento attraverso il quale promuovere
i progetti socio-assistenziali.
A questo punto c'è un rischio: che gli unici ad essere
penalizzati da questa norma sono appunto le grandi città, che
essendo non consorziate con altri comuni ed essendo invece
distretti unici di ambito urbano, rischiano di non avere alcuna
premialità. E questo mi sembra quanto meno improprio.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, le
spiegazioni fornite dall'onorevole Cracolici che hanno preceduto
le mie sono le stesse: la 328 è distrettualizzata, quindi di fatto
c'è già il consorzio, mentre sull'altro emendamento che avevamo
accantonato c'è il parere favorevole del Governo.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.6 degli onorevoli
Moschetto ed altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
MOSCHETTO Signor Presidente, ritiro l emendamento 16.3..
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
Art. 17.
Studi, ricerche, monitoraggio e divulgazione
1. Al fine di consentire una permanente implementazione delle
politiche regionali socio-assistenziali e socio-sanitarie, nel
quadro di un crescente livello d'integrazione e di qualità del
sistema di welfare regionale e locale, l'Assessorato della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è
autorizzato a finanziare studi, ricerche, monitoraggi ed attività
di comunicazione o divulgazione concernenti l'analisi sociale,
socio-economica, socio-culturale e statistica del contesto
regionale, l'elaborazione di innovativi modelli gestionali dei
servizi o degli interventi, l'elaborazione e l'utilizzo di sistemi
di verifica e rilevamento della qualità prodotta e percepita,
l'impatto delle politiche adottate, la promozione e la diffusione
di tematiche comunque inerenti il sistema di protezione sociale.
2. Per le finalità di cui al comma 1 l'Assessorato della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali stipula
direttamente convenzioni con singoli esperti di comprovata
qualificazione ovvero con enti ed istituzioni pubbliche o private
no profit operanti nei settori di riferimento.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 17.1;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 17.2;
- dall'onorevole Beninati: 17.3;
- dall'onorevole Papania: 17.4;
- dall'onorevole Cracolici: 17.5.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor presidente, onorevoli colleghi, é quanto meno
singolare, per le stesse argomentazioni che ho usato poc anzi:
noi abbiamo previsto, unica Regione, sul piano socio-sanitario una
quota, nel distribuire le cosiddette quote 63, 20 e 17. Il sistema
del 17 per cento - che é gestito dall'assessorato regionale della
famiglia - delle risorse trasferite ai sensi della 328, serve a
finanziare, oltre a progetti in ambito regionale, una serie di
studi, ricerche, incarichi e monitoraggio di ogni tipo.
Abbiamo già una norma che consente all'assessorato di attivare,
con risorse trasferite dallo Stato, una serie di attività di
studio e monitoraggio per le politiche di Welfare. Qui stiamo,
addirittura, prevedendo un'altra norma, dove stanziamo fondi della
Regione per fare le stesse cose che abbiamo già definito con il
piano socio-sanitario. Abbiamo già stanziato circa 10 miliardi
destinati all'assessorato della famiglia per fare, anche, attività
di studio, monitoraggio, incarichi previsti con la 328.
Approvare una norma che con risorse della Regione preveda di
fare le stesse cose, mi sembra bizzarro. Ecco perché sostengo
l'emendamento soppressivo dell'intero articolo.
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
soppressivi 17.1, 17.2, 17.3 e 17.5, di identico contenuto.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa, De
Benedictis, Ortisi, Forgione, Speziale, Giannopolo, Panarello e
Villari)
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DEGLI EMENDAMENTI 17.1, 17.2,
17.3 E 17.5
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termine di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 17.1, 17.2, 17.3 e 17.5.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 59
Maggioranza..... 30
Favorevoli......... 28
Contrari......... 31
(L Assemblea non approva)
Pongo in votazione l'emendamento 17.4 a firma dell'onorevole
Papania. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.
Art. 18.
Osservatorio permanente sulle famiglie
1. E' istituito presso l'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali l'Osservatorio
permanente sulle famiglie, di seguito denominato Osservatorio.
2. L'Osservatorio, in particolare:
a) studia e analizza le situazioni di disagio, di devianza, di
violenza, di monoparentalità, nonché del rapporto tra
responsabilità familiari, impegni lavorativi e accesso ai servizi
socio-educativo-assistenziali;
b) valuta l'efficacia degli interventi in favore delle famiglie
realizzati dalla Regione, dagli enti locali, da altri enti,
pubblici e privati, da gruppi e associazioni;
c) presenta agli organi regionali proposte sulla politica a
sostegno della famiglia;
d) esprime pareri in ordine ai provvedimenti concernenti gli
strumenti regionali di programmazione sociale e sanitaria che
abbiano interesse per la famiglia.
3. La composizione dell'Osservatorio è determinata
dall'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali, il quale assicura la presenza di funzionari
dell'Assessorato, di dirigenti delle strutture regionali
direttamente interessate e di esperti scelti fra docenti
universitari e rappresentanti delle associazioni di solidarietà
familiare.
4. L'Osservatorio, per lo svolgimento dei propri compiti, si
avvale delle strutture regionali di ricerca ed analisi. Può,
previa apposita convenzione, avvalersi anche di enti specializzati
e di istituti universitari.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 18.1;
- dagli onorevoli Panarello e De Benedictis: 18.2;
- dall'onorevole Beninati: 18.4;
- dall'onorevole Cracolici: 18.7;
- dagli onorevoli Giannopolo e Capodicasa: 18.3;
- dall'onorevole Ortisi: 18.6;
- dagli onorevoli Speziale e Giannopolo: 18 bis e 18 bis.1;
- dall'onorevole Leanza Vincenzo: 18 bis.2;
- dall'onorevole Cintola: 18 bis.3.
Pongo in votazione l emendamenti 18.2. Il parere della
Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l emendamento 18.1 a firma dell'onorevole
Forgione. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L emendamento 18.4 a firma dell'onorevole Bennati, decade per
assenza del firmatario.
Pongo in votazione l emendamento 18.7 a firma dell'onorevole
Cracolici. Il parere della Commissione?
LO GIUDICE , presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L emendamento 18.3 è improponibile perché privo di copertura
finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 18 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro improponibili gli emendamenti aggiuntivi 18 bis, 18 bis
2 e 18 bis 3 perché vertenti su materia estranea al disegno di
legge.
Per quel che concerne l emendamento 18 bis 1, è ammissibile
sebbene gli uffici sostengano che c'è un errore materiale che va
corretto, esattamente nel periodo 'decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 142 del 4 aprile 2002' il numero sarebbe
sbagliato.
Il parere della Commissione?
LO GIUDICE^, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 18 bis 1.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli Lo Curto ed altri
l emendamento 18 bis 6 fatto proprio dal Governo.
Lo dichiaro improponibile. Comunico che è stato
presentato dal Governo l emendamento 18.5.R.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, vorrei leggere l emendamento
18 bis 1 per capire se richiede o meno copertura
finanziaria: convenzioni da stipulare tra istituzioni
scolastiche, amministrazioni comunali, associazioni di
solidarietà o cooperative qualificate al fine di garantire
attività di pre-scuola e post-scuola. Cioè, questo non
richiede copertura finanziaria? Almeno siamo onesti tra di
noi. Le convenzioni tra istituzioni e cooperative prevedono
certamente una copertura finanziaria.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta sospesa alle ore 21.36 è ripresa
alle ore 21.40)
La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 18.5R .
Lo pongo in votazione.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, con questo intervento mi
rivolgo al Presidente della Regione. Abbiamo normato il
finanziamento alle associazioni culturali, alle
associazioni sociali è proprio necessario? E' vero che
abbiamo fermato gli oratori e le parrocchie, ma tra le
tante associazioni che fanno attività di sostegno alle
famiglie dei carcerati, ai carcerati stessi quando escono a
fine pena, che noi ne dobbiamo scegliere e finanziare
soltanto una e non fare una norma?
Vorrei vedere l'onorevole Fleres che su questo è stato
impegnato anche con la sua associazione così come ci sono
state iniziative delle associazioni Liberale Caino. Pongo
solo questa questione.
PRESIDENTE L'emendamento 18.5R è ritirato.
L Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
Art. 19.
Norma finanziaria
1. Per le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 14,
17 e 18 è autorizzata, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2003, 2004 e 2005 la spesa complessiva di
1.400 migliaia di euro, come di seguito suddivisa:
(migliaia di euro)
2003 2004 2005
Art. 6 200 200 200
Art. 7 200 200 200
Art. 8 100 100 100
Art. 9 200 200 200
Art. 10 300 300 300
Art. 14 200 200 200
Art. 17 100 100 100
Art. 18 100 100 100
2. All'onere di cui al comma 1, per l'esercizio
finanziario 2003, si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2. (capitolo 215704 -
accantonamento 1001). Per ciascuno degli esercizi
finanziari 2004 e 2005, la spesa, valutata in 1.400
migliaia di euro, trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione UPB 4.2.1.5.2. - codice
120201 - accantonamento 1001.
3. Per le finalità dell'articolo 3, comma 1, è
autorizzato il limite quinquennale di impegno di 600
migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2003 ed
il limite quinquennale di impegno di 2.000 migliaia di
euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2004 e
2005. All'onere relativo all'esercizio finanziario
2003, quantificato in 600 migliaia di euro, si provvede
con parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2.
(capitolo 215704 - accantonamento 1001). Per gli
esercizi finanziari 2004 e 2005, la spesa, quantificata
rispettivamente in 2.600 e 4.600 migliaia di euro trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione
- UPB 4.2.1.5.2. - codice 120201 - accantonamento 1001.
4. Gli interventi previsti dagli articoli 7 e 14 sono
attivati nei limiti delle spese autorizzate dal comma 1
del presente articolo.
Comunico che all articolo 19 è stato presentato dagli
onorevoli Lo Curto ed altri l emendamento 19.1.
Lo dichiaro improponibile.
Pongo in votazione l'articolo 19.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
Art. 20.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il quindicesimo giorno successivo alla sua
pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge numero 553
stralcio 1 bis-197-208-243-244-381/A.
(E' approvata)
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO SEGRETO DEL DISEGNO DI LEGGE
NUMERO 553 STRALCIO 1 BIS 197-208-243-244-381/A.
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale del disegno di
legge numero 553 stralcio 1 bis-197-208-243-244-381/A.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta aderiscono gli onorevoli Capodicasa,
Cracolici, De Benedictis, Forgione, Giannopolo, Micciche ,
Morinello, Ortisi, Panarello, Raiti e Villari).
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
disegno di legge 'Norme per la tutela e la valorizzazione
della famiglia'.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole
preme il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per
scrutinio segreto:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 51
Contrari 16
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Convoco la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari per domani giovedì 24 luglio 2003, alle
ore 10.30, per decidere il calendario dei lavori.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29
luglio 2003, alle ore 17.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI
83, LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE
MOZIONI:
N. 229 - Inserimento dei presidi 'non triennalisti', che hanno
superato il prescritto colloquio, nella graduatoria regionale ai
fini dell'incarico di presidenza per l'anno scolastico 2003/2004.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,(Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle Amministrazioni pubbliche (Rif. GU n. 106
del 9.5.2001), all'art. 1, lettera 'a', prevede di
'accrescere l'efficienza delle Amministrazioni', e alla
lettera 'c' la realizzazione della 'migliore utilizzazione
delle risorse umane';
CONSIDERATO che con il decreto del Direttore generale del
M.I.U.R. del 17 dicembre 2002 è stato bandito un corso-
concorso selettivo di formazione per il reclutamento di
dirigenti scolastici per la scuola elementare e media e per
la scuola secondaria superiore e per gli istituti educativi,
riservato a coloro che hanno ricoperto la funzione di
preside incaricato per almeno un triennio (Rif. GU n. 100 -
IV Serie speciale - del 20.12.2002);
ATTESO che il predetto decreto del Direttore generale del
M.I.U.R. del 17 dicembre 2002 esclude di fatto tutti i
presidi che alla data del bando di concorso abbiano svolto
da uno a poco meno di tre anni di incarico di presidenza
presso istituzioni scolastiche;
RITENUTO che i suddetti presidi hanno comunque acquisito
capacità e competenze gestionali, avendo diretto istituzioni
scolastiche e assicurato all'utenza il servizio pubblico
nelle scuole, al pari dei dirigenti scolastici a tempo
indeterminato o dei presidi incaricati ultratriennalisti;
VISTO che, in ottemperanza ad ordinanza del TAR del Lazio, i
presidi non triennalisti di tutte le Regioni d'Italia sono
stati ammessi al colloquio selettivo per l'ammissione al
predetto corso di formazione di dirigente scolastico,
ottenendo votazioni anche migliori dei presidi triennalisti,
dimostrando così di possedere un patrimonio di preparazione
e formazione professionale che non è da meno dei loro
colleghi triennalisti;
OSSERVATO che per l'anno scolastico 2003/2004, nella sola
Regione siciliana, la disponibilità dei posti da dare ad
incarico di dirigente scolastico è di n. 462, e che il
numero dei presidi triennalisti che hanno superato il
predetto colloquio, ammonta a n. 156 per il settore
formativo di 1 grado e n. 54 per quello di 2 grado,per un
totale di n. 210 scuole, più n. 1 per gli istituti educativi
(Convitto nazionale), si evince che i rimanenti n. 251 posti
dovranno per l'anno scolastico 2003/2004 comunque
necessariamente essere ricoperti da presidi che avranno
maturato da uno a quattro anni di incarico,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivarsi presso gli organi competenti del M.I.U.R.
al fine di ottenere, come già avvenuto in altre Regioni,
quali Lombardia, Piemonte, Lazio, Calabria, Veneto, Marche,
Umbria, l'inserimento dei presidi 'non triennalisti', che
hanno superato il colloquio, nella graduatoria regionale ai
fini dell'incarico di presidenza per l'anno scolastico
2003/2004 ed inoltre al corso di formazione per dirigenti
scolastici della Regione siciliana, di cui al decreto
direttoriale del M.I.U.R., pubblicato nella G.U.R.I., IV
Serie speciale, n. 100 del 20.12.2002, sino a copertura dei
posti messi a concorso nella Regione siciliana,
riconoscendone i diritti connessi all'iter concorsuale
previsto dagli articoli 16 e 17 del citato decreto.
(22 luglio 2003)
VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO -
INFURNA - NERI - LEONTINI -
LO MONTE - ACIERNO - VITRANO -
CINTOLA.
N. 230 - Opportune iniziative in ordine alla vicenda del
consorzio 'Coop Casa Nostra' di Messina.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nel lontano 1976, nella città di Messina, nasce il
consorzio 'Coop Casa Nostra' con l'obiettivo di realizzare
nuovi alloggi per migliaia di cittadini;
- dopo le tribolate vicende - con particolare riferimento
al reperimento dei fondi per la realizzazione degli
alloggi - il Consorzio riesce a reperire i fondi
necessari;
- già nel 1986 viene contestata all'impresa appaltatrice
la cattiva esecuzione dei lavori, con particolare riguardo
alle opere di fondazione;
- numerosi procedimenti giudiziari sono stati e sono in
corso su tutta la vicenda;
CONSIDERATO che:
- il Consorzio oggi è commissariato, e che numerosi soci
sono stati espulsi in virtù di un contenzioso tra gli
stessi e gli amministratori del Consorzio;
- diverse famiglie risultano di fatto truffate dagli
amministratori e vivono in condizioni di gravissimo
pericolo per l'incolumità pubblica,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
d'intesa con la Commissione legislativa competente, ad
assumere tutti i provvedimenti urgenti ed idonei per:
a) ristabilire il principio di equità tra tutti i soci;
b) accertare lo stato di sicurezza degli immobili, e, in
caso di esito negativo, procedere al giusto indennizzo
dei soci.
(22 luglio 2003)
FERRO - RAITI - MICCICHE' -
MORINELLO.
III- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Provvedimenti per il personale delle scuole materne
regionali (n. 630/A)
Relatore: on. Giuseppe Segreto
2) Proroga dei termini di cui agli articoli 5 e 17 della
legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 (n.634/A).
Relatore: on. Eleonora Lo Curto
IV - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL
REGOLAMENTO DELL ASSEMBLEA (Doc. I)
Relatore: il Presidente
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO
AMMINISTRATIVO PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE
PER IL COMMERCIO ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9
DELLA LEGGE REGIONALE 4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO
AMMINISTRATIVO PER LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI
PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE,
PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO 1981, N. 96.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA
REGIONALE DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO
REGIONALE PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE
PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA
GESTIONE DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL
RESTAURO E PER LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI
CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA
GESTIONE DEL CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA
CATALOGAZIONE E LA DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA,
AEROFOTOGRAFICA, AUDIOVISIVA.
XII- ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO
REGIONALE PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER
LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I
COMPONENTI DEI CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV- ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA
REGIONALE PER LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
X V- ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI PALERMO.
XVI- ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
(La seduta è tolta alle ore 21.55)
Licenziato dal Servizio dei Lavori d Aula alle ore 00.15.
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 153 DEL 23 LUGLIO 2003
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE "NORME PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA
FAMIGLIA" (NN. 553 - STRALCIO 1 BIS - 197 - 208 243 - 244 -
381/A).
- All articolo 2
Emendamento 2.10
Alla lettera h) dopo la parola sussidiarietà aggiungere le
parole favorendo tutte le forme di autoorganizzazione
solidaristica tra o per le famiglie
Emendamento 2.12
Alla lettera i) sostituire le parole delle ragazze madri con
le parole dei nuclei monoparentale
Emendamento 2.22
Dopo la lettera l) aggiungere la seguente:
m) mantenere e sviluppare una rete di servizi ad iniziativa
pubblica che favoriscano la universalità di accesso ai servizi di
sostegno alla persona.
Emendamento 2.19
Dopo la lettera l) aggiungere la seguente:
m) sviluppare iniziative di solidarietà alle famiglie senza un
reddito minimo di sussistenza ed al cui interno figurino minori
e/o disabili, finalizzandole ad agevolare la loro esistenza ed il
loro mantenimento in seno al medesimo nucleo familiare.
- All articolo 3:
Emendamento 3.9
Al comma 2, lettera a) sopprimere le parole in cui ciascun
componente abbia un età non superiore ai trentacinque anni.
Emendamento 3.3
Alle lettere b) e c) del comma 2 dopo la parola convivente
aggiungere le parole da almeno un anno.
Emendamento 3.14
Al comma 2, lettera b) sostituire il punto 2) con il seguente
persona non autosufficiente.
Emendamento 3.4
Alla fine del comma 2 aggiungere il seguente punto:
Nei casi previsti dalle lettere b) punto 2 e c) punto 3, il
contributo di cui al comma 1 è dovuto anche per la
ristrutturazione e/o l adeguamento della prima abitazione alle
esigenze della persona portatrice di handicap.
Emendamento 3.17
Sopprimere il comma 3.
- All articolo 4:
Emendamento 4.4
Al comma 1 aggiungere alla fine le seguenti parole
l assegnazione dell alloggio è condizionata all effettiva
celebrazione del matrimonio.
Emendamento 4.15
Dopo il comma 1 aggiungere:
Le commissioni di assegnazione alloggi previste dalle vigenti
leggi, al fine di accelerare le procedure successive
all emanazione dei bandi, procederanno alla verifica dei
requisiti, di cui ai bandi, solo per gli assegnatari a seguito
della graduatoria redatta dai comuni sulla base delle sole
autocertificazioni .
Emendamento 4.5 bis
Dopo le parole famiglie monoparentali aggiungere con almeno un
figlio minorenne convivente nonché per le donne che possono
inoltrare istanza durante il periodo di gravidanza e cassare le
parole da inoltrano a riconoscimento del figlio .
- All articolo 5:
Emendamento 5.6
Dopo il punto f) aggiungere:
g) garantire assistenza pedagogica alle famiglie il cui stato di
povertà e di marginalità configurino condizioni di rischio
educativo per i figli.
- All articolo 6:
Emendamento 6.4
Alla lettera c) del comma 3 dopo la parola richiesta
aggiungere: purchè siano garantite condizioni igienico sanitarie
di assoluta sicurezza per la madre e per il nascituro.
Emendamento 6.7
Aggiuntivo all articolo 6:
La Regione stabilisce l erogazione di un bonus di 1.000 euro per
ogni nascituro, al fine di garantire e promuovere la riduzione e
il superamento degli ostacoli di ordine economico alla
procreazione per le famiglie meno abbienti, sulla base di
parametri reddituali predeterminati e in conformità alle
competenze in materia delegate dallo Stato alle autonomie
locali.
- All articolo 8:
Emendamento 8.11
Al comma 1 dopo le parole convenzionati aggiungere delle
istituzioni scolastiche .
Emendamento 8.12
Al comma 2 dopo la parola genitori aggiungere al
coinvolgimento di questi ultimi in attività laboratoriali
organizzate dalle istituzioni scolastiche.
Emendamento 8.4
Alla lettera d) del comma 2 dopo la parola individualizzati
aggiungere le parole con l eventuale supporto di personale
qualificato messo a disposizione dagli enti pubblici .
Emendamento 8.5
Al comma 2 dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:
f) consulenza legale sul diritto di famiglia per le separazioni,
adozioni, affido, questioni patrimoniali .
- All articolo 10:
Emendamento 10.1
Il comma 3 è così sostituito:
3. L'importo del buono non può, in ogni caso, superare per
ciascuno dei soggetti che si trovano nelle condizione di anziano
non autosufficienti o disabili gravi, l'ammontare dell'indennità
di accompagnamento predeterminata dalla disciplina vigente in
materia.
- All articolo 11:
Emendamento 11.24.1
Al primo rigo del comma 2 cassare le parole coordinata e
continuativa.
Emendamento 11.25
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Le associazioni di solidarietà familiare, ad esclusione di
quelle costituite ai sensi della legge regionale 7 giugno 1994, n.
22, e le formazioni di privato sociale, onlus, in un quadro di
sostegno alle responsabilità genitoriali, hanno lo scopo di
promuovere l esperienza delle madri di giorno, di fornire loro la
necessaria preparazione o di integrare quella già posseduta, di
assisterle sul piano amministrativo e tecnico, di garantire la
continuità della presa in cura del minore nel caso di malattia o
impedimento, di fornire le necessarie consulenze in campo psico-
pedagogico, di assumere gli oneri derivanti dalle coperture
assicurative per la responsabilità civile verso terzi e di
provvedere alla fornitura dei beni strumentali o di consumo
necessari allo svolgimento del servizio.
Emendamento 11.25 .1
Emendamento all emendamento 11.25
Sostituire le parole formazioni con enti ed aggiungere, dopo
le parole privato sociale, onlus , le parole che abbiano
maturato esperienza .
Emendamento 11.18
Al comma 4, dopo la parola convenzione , aggiungere le parole
L accreditamento delle associazioni di cui al comma 2 sarà
effettuato per tutte le associazioni aventi i requisiti previsti
dalla presente legge.
- All articolo 12:
Emendamento 12.R
L articolo 12 è soppresso
- All articolo 14:
Emendamento 14.6
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente comma:
1 bis. L Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali promuove, altresì, iniziative sperimentali
per la stipula di accordi fra le organizzazioni imprenditoriali e
sindacali che prevedano forme di articolazione delle attività
lavorative volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro,
anche in attuazione della legge n. 53 del 2000 (Disposizioni per
il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla
cura ed alla formazione e per il coordinamento dei tempi della
città).
- All articolo 15:
Emendamento 15.1
Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
3. Le forme di coordinamento di cui al comma 2 sono determinate
con deliberazione della Giunta regionale, sentite le Commissioni
legislative competenti dell Assemblea regionale siciliana.
- All articolo 16:
Emendamenti 16.2, 16.6, 16.7, 16.15
All ultimo rigo del comma 2 sopprimere le parole e siano
operanti almeno da sei mesi rispetto alla data di richiesta
d iscrizione .
Emendamento 8.6
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 8 bis.
1. La Regione, nell ambito dell attività di formazione
professionale di sua competenza e preferibilmente con l intervento
dei comuni e delle province, promuove, organizza e finanzia:
a) programmi rivolti prioritariamente alle donne in particolare
in materia di aggiornamento e riconversione professionale per
agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro del cittadino che
ha interrotto l attività lavorativa per motivi di maternità e/o di
cura di un componente del nucleo familiare;
b) corsi di formazione per portatori di handicap;
c) corsi di formazione e riqualificazione per gli operatori dei
servizi socio-educativi e socio-assistenziali coinvolti
nell attuazione della presente legge.
2. La Regione riconosce e sovvenziona i servizi alla famiglia
erogati da soggetti pubblici e privati accreditati per svolgere
attività di informazione e formazione sulla vita coniugale e
familiare e sulla valorizzazione personale e sociale e della
maternità e paternità.
3. I consultori pubblici e privati autorizzati devono realizzare
programmi di formazione dei giovani al futuro ruolo di coniugi e
di genitori, nonchè programmi formativi ed informativi riguardanti
la procreazione responsabile, rivolti a gruppi omogenei di
popolazione. Nell ambito di tali programmi devono essere offerte
modalità di sostegno e di consulenza personalizzata, che
garantiscono la libertà di scelta procreativa, nel rispetto della
deontologia professionale degli operatori e delle convinzioni
etiche e delle integrità psicofisiche delle persone. Adeguata
informazione deve essere data, in particolare, sui diritti della
donna in stato di gravidanza e sui servizi socio sanitari ed
assistenziali esistenti sul territorio a favore del bambino ed a
tutela dei suoi diritti.
- All articolo 18:
Emendamento 18.7
Al comma 3, dopo le parole solidarietà familiare , aggiungere le
parole e rappresentanti delle associazioni dei comuni e delle
province .