Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura del processi verbali
delle sedute numeri 154 e 155 del 29 luglio 2003, che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE Si passa al punto I dell ordine del giorno:
Comunicazioni.
COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DI ATTI DELLA CORTE DEI CONTI
PRESIDENTE. Comunico che la sezione di controllo della Corte di
Conti per la Regione siciliana ha inviato, in data 25 luglio 2003,
copia della decisione riguardante la parificazione del rendiconto
generale della Regione siciliana e rendiconto allegato relativi
all esercizio finanziario 2002 emessa nell udienza del 30 giugno
2003.
Si comunica, altresì, che copia della sopracitata decisione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
COMUNICAZIONE DI TRASMISSIONE DELLA SITUAZIONE DI
CASSA DELLA REGIONE SICILIANA AL 31 DICEMBRE 2002
PRESIDENTE. Comunico che l Assessorato bilancio e finanze ha
inviato, in data 25 luglio 2003, copia della previsione e
situazione trimestrale di cassa e di tesoreria della Regione in
attuazione dell articolo 52, comma 5 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6. Situazione al 31 dicembre 2002.
Si comunica, altresì, che copia della sopracitata previsione e
situazione è stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
numero 1261 - Notizie circa le disposizioni che s'intendano
adottare a seguito della nuova ordinanza della Capitaneria di
porto di Palermo per la disciplina degli accosti nel golfo di
Palermo.
- Assessore Territorio
Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
L interrogazione ora annunziata è stata già inviata al Governo.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta orale.
numero 1262 - Notizie circa il Piano di utilizzo dei fondi per la
montagna per l anno 2003.
- Assessore Agricoltura
Oddo Camillo
L interrogazione ora annunziata sarà iscritta all ordine del
giorno per essere svolta al suo turno.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
numero 118 - Notizie sull'inquadramento degli ex dipendenti delle
compagnie assicuratrici siciliane assunti presso la Società
Multiservizi S.p.A..
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Assessore Lavoro
Virzi' Gioacchino; Formica Santi; Ioppolo Giovanni
Trascorsi tre giorni dall odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge l interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l interpellanza sarà
iscritta all ordine del giorno per essere svolta al suo turno.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 234 - Controllo sull'attività istruttoria delle banche
concessionarie sui progetti della legge n. 215 del 1992 ('Azioni
positive per l'imprenditoria femminile').
Lo Monte Carmelo; Basile Giuseppe; D'Antoni Sergio; Sbona
Sebastiano
Presentata il 29/07/03
La mozione testè annunziata sarà iscritta all ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la
data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNI DI LEGGE
NORME IN FAVORE DELLA MEDICINA UMANITARIA (417/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II all ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge .
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 417/A «Norme in favore della medicina umanitaria» posto al
numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione legislativa a prendere
posto nell apposito banco.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale, votato ed approvato il passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1
1. Al fine di incrementare le attività sociali ed umanitarie
nella Regione, al fine di sostenere i principi dei diritti
dell'uomo, volti al raggiungimento del livello più elevato di
salute senza distinzione di razza, religione, convinzione
politica, condizione sociale ed economica, nonché di di
sviluppare i rapporti culturali e scientifici tra la Sicilia ed
i vari Paesi extracomunitari, il Presidente della Regione è
autorizzato a concedere, a decorrere dall'anno finanziario
2003, all''Associazione internazionale per la medicina
umanitaria - International association for humanitarian
medicine Brock Chisholm', con sede a Palermo, presso il Centro
collaboratore dell'Organizzazione mondiale della sanità per la
prevenzione ed il trattamento delle ustioni e dei disastri da
fuoco, sito presso la Divisione di chirurgia plastica e terapia
delle ustioni dell'Azienda ospedaliera di riferimento nazionale
e di Alta specializzazione civico di Palermo, la somma di euro
500.000 (cinquecentomila) annui, quale contributo per il
raggiungimento dei suoi fini statutari .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2
1. 'L'Associazione internazionale per la medicina umanitaria -
International association for humanitarian medicine Brock
Chisholm' oltre a quanto previsto dallo statuto è anche
autorizzata a far pervenire nei Paesi in via di sviluppo che ne
facessero richiesta ufficiale, apparecchiature, strumentazioni
e materiale sanitario in genere, utilizzabili per la diagnosi e
cura delle malattie, quale frutto di donazioni da parte di
privati, Aziende unità sanitarie locali e Aziende ospedaliere
operanti nell'ambito della Regione .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3
1. Il contributo di cui all'articolo 1 è erogato entro 30 giorni
dalla data di pubblicazione della presente legge; per i
successivi contributi entro l'1 giugno di ciascun anno, con
le seguenti modalità:
a) l'80 per cento all'atto dell'impegno del contributo previa
presentazione di apposita domanda corredata di una relazione
del programma che si intende svolgere;
b) il restante 20 per cento a seguito di presentazione di una
relazione consuntiva di attività svolta .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del predetto disegno di legge
avverrà successivamente.
PRELIEVO DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 630/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, propongo il prelievo del disegno
di legge n. 630/A «Provvedimenti per il personale delle scuole
materne regionali», posto al numero 3).
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE PROVVEDIMENTI PER
IL PERSONALE DELLE SCUOLE MATERNE REGIONALI (630/A) .
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa pertanto al seguito
della discussione del disegno di legge n. 630/A Provvedimenti per
il personale delle scuole materne regionali.
Invito i componenti la V Commissione legislativa a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale, votato ed approvato il passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa all articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
1. Il comma 6, dell'articolo 5 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è sostituito dal seguente:
'6. Il personale di ruolo degli Istituti regionali d'arte non
ancora cessato dal servizio e incluso nei contingenti annuali
fissati ai sensi dell'articolo 39 della legge regionale 10
maggio 2000, n. 10, è collocato a riposo a decorrere dall'1
settembre 2003 e dall'1 settembre 2005. Il personale di ruolo
delle scuole materne regionali non ancora cessato dal servizio,
beneficiario delle disposizioni di cui all'articolo 39 della
legge regionale 10 maggio 2000, n. 10, è collocato a riposo a
decorrere dall'1 settembre 2004 e dall'1 settembre 2005.'
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché avevo presentato un emendamento che ritenevo fosse
compatibile con il contenuto del testo.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, la informo che tutti gli
emendamenti presentati sono stati spostati ad altro testo.
Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione .
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del predetto disegno di
legge avverrà successivamente.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.04, è ripresa alle ore 13.34)
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE PROROGA
DEI TERMINI DI CUI AGLI ARTICOLI 5 E 17 DELLA
LEGGE REGIONALE 16 APRILE 2003, N. 4 (634/A)
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 634/A Proroga dei termini di cui agli
articoli 5 e 17 della legge regionale 16 aprile 2003, numero 4,
posto al numero 2).
Invito i componenti la IV Commissione legislativa a prendere
posto nell apposito banco
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale, votato ed approvato il passaggio
all'esame degli articoli
Avverto che il titolo del disegno di legge sarà modificato.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell articolo 1.
BURGARETTA APARO, segretario:
Art. 1
Proroga di termini
1. Il termine di novanta giorni di cui all'articolo 5,
comma 4, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 è
prorogato al 31 dicembre 2003.
2. Il termine di novanta giorni di cui all'articolo
17, comma 1, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
è prorogato al 31 dicembre 2003.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E approvato)
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
- dall'onorevole Crisafulli: 1.1, 1.2, 1.3;
- dall'onorevole Speziale: 1.4;
- dagli onorevoli Leontini ed altri: 1.5;
- dagli onorevoli Speziale e Giannopolo: 1.6;
- dall'onorevole Sanzeri: 1.7;
- dagli onorevoli Speziale e Oddo: 1.8
- dal Governo:1.10, 1.11, 1.23, 1.24 e 1.26;
- dall'onorevole Formica 1.12 e 1.13;
- dall'onorevole Cintola 1.14 e 1.15;
- dal Governo 1.16
- dall'onorevole Beninati 1.17;
- dagli onorevoli Capodicasa e Sanzeri 1.18;
- dagli onorevoli Pisotrio ed altri 1.19 e 1.20;
- dall'onorevole Turano 1.21;
- dagli onorevoli Moschetto ed altri 1.22;
- dall'onorevole Antinoro 1.25.
Si passa all'emendamento 1.1.
CRISAFULLI Lo ritiro.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto
. Si passa all'emendamento n. 1.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ACIERNO Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento n. 1.3.
CRISAFULLI Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
n. 1.4 a firma dell'onorevole Speziale. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, il parere contrario della
Commissione è determinato dal fatto che questa norma - e mi
rivolgo anche al rappresentante del Governo secondo la quale
chi ha versato l'oblazione per una pratica di sanatoria ha diritto
alla sanatoria, diventa una devastante per il territorio della
Sicilia. Il versamento della semplice oblazione non fa scattare,
infatti, il diritto automatico alla sanatoria.
Invito, pertanto, il proponente a riformularlo o ritirarlo e
suggerirei al Governo di valutare meglio il suo parere in base
agli effetti che la norma così scritta provocherà sul territorio
della Sicilia.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che la
replica spetta al proponente, all'onorevole Speziale. Però,
l'onorevole Speziale, nella riunione dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha chiarito la sostanza dell'emendamento e cioè che
qualcuno ha presentato domanda per la sanatoria senza presentare
a corredo l oblazione, che viene fatta prima della presentazione
della domanda ed entro i termini della sanatoria stessa. Se è in
possesso dell oblazione e gli uffici hanno smarrito le domande - e
questo in Sicilia succede - allora si concede nuovamente il
diritto, perchè non può perderlo per errori della Pubblica
Amministrazione.
Se il tema è questo e solo questo, e non, invece, quello che può
anche paventarsi e cioè che colui il quale ha pagato l'oblazione,
senza preoccuparsi di fare la domanda in sanatoria, lo avrebbe
fatto per bloccare l'abusivismo e l'incontro con i giudici
sull'abusivismo, - pur essendo una cosa sbagliata in questo caso
darebbe corpo alle ragioni esposte nel suo intervento
dall'onorevole Acierno.
Nello stesso tempo, però, mi chiedo: quando andiamo in sanatoria?
Quando ciò avviene nel rispetto della sanatoria stessa e dei
limiti che la sanatoria impone. Per cui, anche in questo caso, non
andremmo a sanare l'insanabile, perché avverrebbe sempre secondo
le regole e la legge della sanatoria stessa. Per cui, il fatto di
dovere ammettere con la sola oblazione non costituisce un favore,
né una cortesia a chi sbagliato. Io ritengo che sia un fatto
giusto, ma penso che l'onorevole Speziale dovrebbe chiarirlo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, pensavo di essere stato abbastanza
chiaro, anche in presenza dell'onorevole Acierno, circa la natura
dell'emendamento; tuttavia, intendo spiegarlo all'Aula.
La questione sta in questi termini: tutti sanno che per potere
accedere alla domanda di sanatoria e presentare il relativo
progetto, la legge numero 47 e la legge numero 724 imponevano
l'obbligo del pagamento dell oblazione; se un cittadino non pagava
l'oblazione, non poteva presentare domanda di sanatoria, anzi,
per presentare domanda di sanatoria, alla domanda stessa andavano
allegate almeno le prime due rate del pagamento di oblazione.
Ci troviamo di fronte a dei cittadini che hanno regolarmente
pagato l'oblazione, che hanno continuato a pagare tutte le rate
successive, che hanno presentato regolare istanza e però l'istanza
non è in possesso dei comuni; si tratta in particolare, per
esempio, del mio comune, dove faccio l'assessore all'urbanistica.
Il fatto che il cittadino abbia pagato l'oblazione per me
costituisce un titolo per potere accedere a procedure di
sanatoria; quindi la norma tende soltanto a stabilire alcune
situazioni., per cui vale nel caso di chi ha pagato l'oblazione e
ha continuato a pagarla nei termini previsti dalla legge, in
perfetta buona fede, in quanto pensava che il comune avrebbe
esaminato il progetto presentato, mentre il progetto è stato
smarrito, e quindi, in questo modo, non gli si darebbe la
possibilità che la pratica venga, non sanata, ma esaminata.
Questo lo voglio chiarire, perché poi le procedure di sanatoria
attengono a formulazioni di carattere urbanistico che prescindono
dal pagamento dell oblazione, ma questo vale per chiunque abbia
presentato istanza di sanatoria: non è che automaticamente ha
diritto alla sanatoria, il comune vede se ha i requisiti, dopo di
che valuta se è ammissibile alla sanatoria; sulla base dell
ammissibilità procede al rilascio della concessione.
CRACOLICI Nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sia l'intervento
dell'onorevole Cintola che quello dell'onorevole Speziale, che
vedo distratto, chiariscono il senso che il proponente vuole dare
al suo emendamento.
Mi permetto a questo punto di dire alla Presidenza, che se il
significato è quello che hanno voluto esprimere l'onorevole
Cintola per la maggioranza, e l'onorevole Speziale per quanto
riguarda il Gruppo parlamentare dei DS, questo emendamento è
assolutamente inutile, perché i benefici di cui parla l'onorevole
Speziale sono già previsti nel citato articolo 17 approvato nella
legge finanziaria, che prescrive la possibilità, da parte del
cittadino che ha i requisiti - e tra i requisiti, c'è il
pagamento dell'oblazione - di poter accedere alla chiusura della
pratica di sanatoria o attraverso la normale prassi, quindi
quella dei comuni, o attraverso l'utilizzo del nuovo strumento,
previsto in finanziaria, che è la perizia giurata.
Quindi, onorevole Speziale, sono convinto della sua buona fede;
il rischio era invece che questa norma - come io ho detto -
ripristinasse la possibilità di sanare cose insanabili, soltanto
perché si era versata l'oblazione. Ma, ripeto, poichè lei e
l'onorevole Cintola avete chiarito che non volevate assolutamente
sortire questo effetto, a conclusione del mio intervento. invito
il proponente al ritiro, in quanto non c è alcun motivo di
scrivere tale norma, perchè è già prevista nell'articolo 17 della
legge finanziaria.
PRESIDENTE Se il parere del Governo non è pronto, propongo di
accantonare l emendamento 1.4. Non sorgendo osservazioni resta
così stabilito.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, mi permetto di sollevare un problema
di attinenza degli emendamenti al testo di legge, per cui la
invito presidente a volere controllare che gli emendamenti siano
attinenti e quindi dichiararli improponibili.
PRESIDENTE Si passa all emendamento 1.5. Comunico che
l onorevole Misuraca ha chiesto di apporvi la firma.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E approvato)
Si passa all'emendamento 1.6.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, assieme ad altri sub emendamenti ad esso
potenzialmente collegati, intervengono in modo sostanziale sulla
materia elettorale. Chiedo alla Presidenza di trasferirli alla
prima Commissione in modo da farne oggetto di un disegno di legge
organico da trattare con priorità a settembre con la riprese dei
lavori d'Aula.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'emendamento 1.7. Per assenza dall Aula del
firmatario, lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 1.8.. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.10, con la precisazione che deve
intendersi limitato al comma tre.
RAITI Chiedo di parlare sull'emendamento 1.10.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
sia un emendamento cui tutto il Parlamento deve prestare
attenzione, in maniera particolarmente attuale, perché si tratta
di una norma che va ad incidere nel tessuto economico della nostra
Regione e che avrà ripercussioni, da mio punto di vista, molto
negative per i prossimi anni sulla Regione siciliana, ma nello
stesso tempo crea una serie di violazioni di norme che è
assolutamente impossibile non evidenziare.
Sono certo, infatti, che se questo articolo passasse - così come
sono sicuro che passerà, perché il Governo ne farà una battaglia
campale - certamente sarà impugnato dal Commissario dello Stato,
in quanto è una norma che viola la Costituzione italiana; è una
norma che viola l'articolo 38 del nostro Statuto siciliano; è una
norma che segue la scia di quella finanza creativa inventata dal
Ministro Tremonti e che anche il Governo regionale vuole portare
avanti tappando, in maniera impropria, inopportuna e illegittima,
i buchi di cassa della Regione, posticipando i debiti attuali alle
future generazioni.
Il significato che ha l'articolo 3 è semplicissimo, onorevoli
colleghi, permette la violazione dell'articolo 119 della
Costituzione, dell'articolo 38 dello Statuto, cioè a dire del
Fondo di solidarietà dello Statuto, del DPEF della legge
finanziaria ultima approvata dallo Stato, articolo 30 comma 2;
viola tutta una serie di normative, in quanto si è stabilito con
l'articolo 30 della legge finanziaria che vengono date delle somme
alla Regione siciliana che vengono ripartite in quindici anni.
Nella nostra finanziaria regionale abbiamo stabilito che quelle
somme è possibile cartolarizzarle, cioè si possono fare dei debiti
su quelle somme, cedere quelle ipotesi di incasso alle banche,
queste ultime tratterranno una percentuale su quelle somme e ci
corrisponderanno subito una somma in cassa e quindi otterremmo
liquidità.
L'articolo 139 della Costituzione, l'articolo 38 dello Statuto e
la legge finanziaria, quello stesso articolo 30 che ci consentiva
e permetteva allo Stato di dare tali somme alla Sicilia dicono che
quelle destinate con l'obiettivo del Fondo di solidarietà
nazionale devono essere spese solo per investimenti.
Adesso con questa norma che il Governo vuole approvare faremmo
una cosa assolutamente contraria cioè consentiremmo al Governo
della Regione di cartolarizzare le somme che dovremmo incassare in
quindici anni. Se noi dovessimo incassare 100 lire in quindici
anni con la cartolarizzazione la Regione avrebbe oggi a
disposizione 90 lire.
Quelle 90 lire, però, dovrebbero essere tutte disposte per fare
investimenti, ma con la norma che andremmo ad approvare di
quelle 90 lire, anzicché destinarle tutte ad investimenti, oggi
ne vincoleremmo solo una quindicesima parte, cioè 7 lire, mentre
le altre 83 lire potrebbero essere utilizzate con un impiego di
cassa, cioè per destinazioni assolutamente diverse rispetto a
quelle che sono le norme di legge.
Di fatto. andremmo a coprire tutti i debiti che la Regione ha in
questo momento, andremmo a pagare e quindi a gestire questa massa
di denaro per cercare di tappare i buchi che ci sono nel bilancio,
senza una politica, senza una strategia, senza un percorso chiaro
e individuato, posticipando tutti questi debiti alle future
generazioni che dovrebbero utilizzare quelle somme nei prossimi
quindici anni per investimenti, invece noi oggi li consumeremmo
perché bloccheremmo solo una quota su quindici solo per
investimenti. Tutto il resto avrà una destinazione totalmente
diversa.
Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, io
ritengo questa una norma indecorosa, non dignitosa, dal punto di
vista finanziario, e che non debba passare in quest'Aula.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo perché rimanga traccia del parere contrario della Commissione
bilancio in quanto le tesi svolte dall'onorevole Raiti sono, a
nostro giudizio, fondate.
Noi stiamo utilizzando somme che, a norma dell'articolo 38 dello
Statuto, sono trasferite alla Sicilia e vincolate a un Piano di
investimenti per attività di cassa, che vengono ad essere
utilizzate per coprire spese correnti e pensiamo di metterci a
posto con la coscienza con la previsione di destinare annualmente,
pro quota, alle attività di investimento secondo le somme che ci
vengono trasferite annualmente dallo Stato.
E' un operazione ardita al cui fondamento c'è una violazione
dello spirito, e credo anche della lettera, dell'articolo 38,
anche se fuori verbale qualcuno può dirmi: Ma come paghiamo i
deficit del bilancio?
Non mi pae che sia questo il modo, perchè significherebbe dare
elementi a coloro i quali, nemici della Sicilia, non vogliono
trasferirci i fondi perchè li amministriamo male e sappiamo
quanta letteratura si è fatta a tal proposito; daremmo armi ai
nemici della Sicilia perchè lo Stato, in base alla specialità del
nostro Statuto, non ci corrisponda quanto dovuto ex articolo 38.
Io credo che il Governo, se insiste, abbia i numeri per approvare
questa norma, ma non può - di sicuro - avere il nostro accordo,
anzi noi siamo perchè il Governo la ritiri e mantenga, così
com'era, la previsione.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, anzitutto, credo
che sia assolutamente evidente che questo emendamento non ha
niente a che vedere con il disegno di legge che stiamo approvando.
La richiamo, quindi, ad applicare la norma regolamentare.
PRESIDENTE Onorevole Tumino, siccome questo è il suo secondo
intervento, la prego di consultarsi con il Presidente del suo
Gruppo parlamentare.
TUMINO Sì, ma io sono un parlamentare ed ho libertà di
espressione.
PRESIDENTE La consultazione però non lede nessuna libertà.
TUMINO Continuo ad essere dell'opinione che sono un
parlamentare ed ho libertà di espressione.
PRESIDENTE Ha ragione.
TUMINO Seconda questione. Questo è un emendamento che esprime
una situazione drammatica, una situazione disperata della nostra
Regione, talmente disperata che, se io ho la possibilità di avere
mille lire in quindici anni, mi accontento di averne cinquecento
subito e queste cinquecento devo utilizzarle in qualunque modo
perchè ho l'acqua alla gola.
Questo emendamento è l'espressione, cari colleghi, che siamo
dentro un baratro e stiamo precipitando, e siamo tutti consapevoli
che stiamo precipitando e nessuno di noi è in condizione di dire
'fermiamoci un istante e cerchiamo di mettere ordine'.
Questo è il senso di questo emendamento, per cui, qualunque siano
le condizioni e le posizioni, io esprimo il mio voto contrario se
si andrà a votare e la invito ad eccepire la mia considerazione di
non conformità dell'emendamento rispetto al testo del disegno di
legge.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevissimamente per due motivi: il primo per annunciare il voto
contrario della Margherita a questo emendamento, per le
motivazioni che sono state brillantemente illustrate dai colleghi
Raiti e Capodicasa e che, quindi, non ripeto. Il secondo perchè
sento aleggiare nell'Aula - qualcuno si è anche precipitato ad
esprimere tale giudizio dal podio - un 'accordo' fra i Presidenti
dei Gruppi parlamentari, in ordine alla presentazione degli
emendamenti, che non c'è mai stato e che probabilmente si è
consumato (come ormai per abitudine avviene in quest'Aula), tra
qualche Presidente di Gruppo della maggioranza e qualche Gruppo
della minoranza, rispetto al quale noi siamo completamente
estranei.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
esprimere il mio disappunto per la maniera in cui l'Assemblea sta
procedendo, perchè questo che è nato come un esame di emendamenti
al testo di legge, originariamente composto di due articoli, in
realtà si sta tramutando, si è già tramutato, in una nuova legge
con una serie di argomenti che nulla hanno a che fare con la legge
da cui si è partiti.
Quindi, intanto c'è una questione formale, e non capisco come le
l abbia risolta. In secondo luogo, cito soltanto a partire dal
punto in cui siamo arrivati.
Questa è una legge cui sono stati presentati emendamenti, alcuni
dei quali hanno sollecitato le perplessità su cui gli onorevoli
Raiti e Capodicasa, giustamente, hanno posto l'attenzione. Si
tratta di emendamenti che hanno un effetto rilevante e che si
stanno approvando attraverso una procedura che credo non sia degna
di questo Parlamento. Questa legge rischia di avere o avrà
risultati importantissimi - non so dire in questo momento se
positivi o negativi, perché non entro nel giudizio di merito -, ma
ritengo che questo non sia il modo giusto di legiferare da parte
di un Parlamento responsabile, autorevole come questo.
Invece, si tratterà una legge in cui si parla delle carcasse
bovine, si parlerà dei programmi di fuoriuscita, delle aziende
turistiche residenziali, del collegamento marittimo con le isole
minori, del demanio marittimo, dei medici dello sport, delle zone
carenti dell'assistenza pediatrica, dei bandi per concorsi
pubblici nelle Aziende sanitarie locali, e così via. Naturalmente
se questo è il modo di procedere, mi dissocio e ripeto che esitare
leggi seguendo tale procedura non fa onore al Parlamento.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e la Commissione Bilancio,
allargata a tutti i Capigruppo dell'Assemblea, ieri sera non hanno
deciso di fare una legge omnibus, ma di modificare - ed è il
senso dell'intervento che alla fine sarà fatto anche dal Governo -
l'intestazione del disegno di legge che stiamo discutendo con le
urgenze che si sono rese necessarie ed indifferibili per chi deve
governare la Sicilia.
Comprendo l'intervento dell'onorevole Capodicasa (quando lui
parla, lo ascolto con molta attenzione), e mi rendo conto che ci
sono materie differenti e non inglobabili in un solo disegno di
legge, però bisogna tenere conto delle necessità reali: pagare o
meno gli stipendi ai regionali, erogare o meno il denaro agli enti
locali, avere o meno una liquidità necessaria. Potrebbe accadere
che la Regione non paghi.
Siamo in grado di potere fare mille e cinquecento miliardi di
spese di investimento con l'urgenza, la necessità, i progetti e
tutto il resto o c'è una necessità più complessiva?
E concludo, anche perché non desidero generare un rapporto
conflittuale con le opposizioni che, in Commissione, sono state
costruttive, in quanto hanno già proposto e quest'Aula, con una
maggioranza diversa che quella minoranza non avrebbe potuto avere,
ha votato emendamenti divenuti già legge per richieste che abbiamo
ritenuto compatibili, serie ed urgenti, presentate dagli onorevoli
Speziale, Villari e Oddo.
E vero, abbiamo apposto le nostre firme a corredo ed a
rafforzamento di una idealità che veniva proposta
dall opposizione. Abbiamo già approvato questi emendamenti grazie
ad una maggioranza, che è diversa da quella che li ha proposti,
che li ha fatti passare e che li continuerà a fare passare, in
quanto noi manterremo gli impegni assunti in Commissione
Bilancio , con il conforto dei Capigruppo dell'intera Aula.
Non stiamo facendo niente, onorevole De Benedictis, che possa
avere frastornato o calpestato la minoranza. Abbiamo lavorato con
la minoranza per fare una legge che chiuda la stagione estiva e ci
porti, a settembre, a ricominciare quel dialogo che
costruttivamente abbiamo posto in essere stamattina e che
intendiamo continuare fino alla fine della seduta per approvare la
legge; niente che stia costringendo le minoranze a fare da
supporto alla maggioranza, quella maggioranza che, mantenendo gli
impegni, vota tutti quegli emendamenti sui quali abbiamo trovato
la necessità di un raccordo serio, proponente per la Sicilia.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, concordo con le considerazioni
esposte dall onorevole De Benedictis e chiedo, intanto, agli
uffici di segnalare il mio voto contrario a tutti gli emendamenti
che sono stati approvati fino ad ora.
Le considerazioni dell'onorevole Cintola non hanno niente a che
vedere quelle, a mio avviso, giuste dell onorevole De Benedictis,
che non riguardano né la qualità, né la natura, né la provenienza
degli emendamenti.
C è un dato che, a mio avviso, il Presidente per primo dovrebbe
valutare: nonostante le considerazioni fatte in precedenti
occasioni sull inopportunità di inserire in un'unica legge materie
diverse, che fanno presupporre a provvedimenti ed emendamenti
finalizzati ad esigenze particolari, noi riproponiamo, senza che
se ne sia alcuna necessità, lo stesso andazzo.
Non è vero, onorevole Cintola, che le esigenze finanziarie della
Regione stanno a cuore soltanto ai Capigruppo o ad una parte di
essi; stanno a cuore a tutti
Non c'era nessuna urgenza che non potesse essere accolta in
maniera lineare: il Governo presentava una norma, il Parlamento,
nei tempi giusti, la approvava, considerato che nessuno ha chiesto
di chiudere l'Assemblea ieri, oggi, piuttosto che fra una
settimana.
Quindi, il problema si pone, e si pone a tutti un surplus di
rigore, a partire dalla Presidenza, a proposito della congruità e
della proponibilità degli emendamenti ad un testo di legge così
congegnato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, su tale argomento, mi appello al
senso di responsabilità di tutti i Gruppi parlamentari.
Le occasioni precedenti, cui avete fatto riferimento, sono sia a
favore che contro. In molte occasioni precedenti la deroga è stata
tollerata da tutti, devo dire, però, che in questo caso la deroga
c'è sicuramente, ed è stata supportata, corroborata, sostenuta,
avallata, da un unanime valutazione dei Gruppi parlamentari.
Del resto, non potevo fare altro che seguire questo metodo,
considerato che ci troviamo nelle ultime ore della sessione
estiva. Non potevo trascurare alcuni elementi di assoluta
emergenza e necessità ed ho preteso - su ciò consentitemi almeno
questa attenuante - l'unanimità dei Gruppi parlamentari, non
disconoscendo il fatto che all'interno dei Gruppi stessi ci
possono essere, legittimamente, posizioni diverse.
ORTISI Signor Presidente, mi consenta, ma l'unanimità dei
Gruppi non c'è stata
PRESIDENTE Sugli emendamenti sì In Commissione "Bilancio" c'è
stata l'unanimità.
ORTISI Vorrei sapere da parte di quale capogruppo della
Margherita con Rutelli c è stata l unanimità?
PRESIDENTE Lo chieda al suo, onorevole Ortisi. In Commissione
Bilancio sono stati espressi consensi unanimi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la ringrazio, innanzitutto, per la precisazione che ha
voluto fare, considerato che dall'alto del suo podio e della sua
autorevolezza risulta un messaggio ancora più forte e intenso da
dare a questo autorevole Parlamento.
Un Parlamento che non deve dimenticare anche se ciò sarà
sfuggito alla maggior parte dei colleghi - che questo disegno di
legge è stato presentato in Giunta di Governo ed ha seguito tutto
l'iter, giungendo in Aula.
Questo disegno di legge che richiamava norme di carattere
finanziario aveva l'esigenza di rapportare una serie di misure fra
cui la più importante, quella che io potrei definire la madre di
tutte le norme, era rappresentata esattamente da questo
emendamento, il quale non è una furbata che nasce all'ultimo
minuto, non è un emendamento che viene fuori perché il Governo si
trova in difficoltà, nella maniera più assoluta. Abbiamo altri
tipi di difficoltà che sono state manifestate e dichiarate
apertamente, qui, invece, abbiamo fatto un'operazione
semplicissima, alla luce del sole, che penso non abbia bisogno, o
meglio, ritenevo che non avesse bisogno di ulteriori spiegazioni.
L'opposizione ha fatto delle osservazioni, quindi, devo
necessariamente replicare, non fosse altro perché rimanga traccia
nei verbali.
Onorevoli colleghi, 818 milioni di euro - a tanto ammonta la
manovra finanziaria che stiamo oggi discutendo - non potevano
essere oggetto di un indirizzo nei confronti del conto capitale,
perché è chiaro che già a monte esistono altre risorse finanziarie
considerevoli: i mutui che ogni anno contraiamo e che di fatto
obbligano la Regione al rispetto di questi investimenti, o meglio,
al rispetto della destinazione verso gli investimenti.
E' ovvio che tale cifra avrebbe fatto sbordare rispetto al
contesto complessivo, e quindi, per quanto fosse auspicabile -
perché certamente sarebbe desiderio da parte di tutti operare
all'interno di un privilegio nei confronti del conto capitale
rispetto alla spesa corrente -, purtroppo c'è una maniera
tecnicamente possibile e di conseguenza la norma che oggi abbiamo
voluto disegnare, di fatto, serviva esclusivamente a non essere
più realisti del re .
Rammento che cosa significa non essere più realisti del re . Lo
Stato aveva dato l'opportunità, con la legge finanziaria del 2000,
di attualizzare i crediti che vantavamo, ex articolo 38. Con
questa norma era stata data la possibilità, per 15 anni, di
ottenere 83 milioni di euro circa attraverso due interventi.
Ebbene, per due anni abbiamo avuto la possibilità di incassare le
rate, quest'anno abbiamo deciso di cartolarizzare, però la somma
destinata agli investimenti non poteva riguardare l'intera cifra,
non poteva riguardare il lordo, ma necessariamente ciò che lo
Stato aveva deciso illo tempore, e quindi, nel caso specifico, due
rate per un totale di 83 milioni di euro.
Dobbiamo limitarci a destinare investimenti, 83 milioni di euro,
per i prossimi tredici anni e con questa norma facciamo questo. In
verità, mi si potrebbe chiedere come mai non ci si era pensato
prima. Ricordo a tutti voi che la norma che sbloccava questo tipo
di opportunità risale all'anno 2000 e precisamente si tratta del
comma 3, della legge 8 del 2000; di conseguenza, in
quell'occasione, il legislatore non specificò la modalità
dell'intervento.
Oggi, dopo tre anni, ci rendiamo conto che è necessario
attualizzare e quindi proprio per questo motivo non possiamo
andare oltre, rispetto a quelle che sono le normali aspettative
che una Regione deve avere. Nel caso specifico la capacità di
sapere compenetrare e di sapere conciliare quelle che sono le
spese correnti - che ahimè esistono e che non possiamo negare che
esistono - e quelle che sono le spese in conto capitale che sono
necessarie, non fosse altro perché il dettato legislativo lo
prevede, ma anche perché la ragion di stato e la ragione di dovere
lo necessita.
Pertanto, onorevoli colleghi, ritengo che l'emendamento in
oggetto non rientri nell'ambito delle norme che possono essere
definite furbe, bensì rientra nell'ambito di una normale
operatività che il Governo manifesta quando ci sono casi del
genere e quindi vi invito, anche perché è norma fondamentale,
all'approvazione dello stesso.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.10.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.12, dell onorevole Formica.
FORMICA Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, l'emendamento in questione discende
da un obbligo comunitario e da un decreto ministeriale del 1999,
che obbliga alla classificazione delle carcasse animali.
La Sicilia, non ha recepito nel 1999, il decreto ministeriale
numero 298 del 4 maggio 1998 e precisamente l articolo 11, che
obbliga ai macelli di classificare le carcasse animali. A causa di
questa mancata classificazione i nostri allevatori perdono una
quota di contributi che la Comunità economia europea eroga in
virtù del fatto che la certificazione sia fatta dalla Regione.
Allora, non essendo previsto un capitolo all'interno
dell'Assessorato Agricoltura, lo stesso ne ha chiesto
l'istituzione di uno che preveda un fabbisogno di venticinquemila
euro.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la materia
relativa allo smaltimento, alla gestione delle carcasse è stata
oggetto d esame in Commissione, soprattutto relativamente ai
problemi avvertiti da parte dei produttori e degli allevatori.
In particolare, ciò che determina la formazione di un mercato
cosiddetto illecito è il fatto che non esiste una norma né una
modalità di sostegno, appunto, per lo smaltimento. Qui si prevede
la classificazione e si fa riferimento ad esperti classificatori,
abilitati dopo aver superato un apposito corso e dietro rilascio
di un tesserino. Ciò che mi chiedo è quali sono i requisiti per
accedere a questo corso e qual è l Ente che lo espleta.
FORMICA Il corso lo espleta il Ministero.
PRESIDENTE La perplessità dell'onorevole Cracolici è fondata
per la letteralità dell'espressione. In effetti non è precisato.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 14.20, è ripresa alle ore 14.22)
La seduta è ripresa.
Onorevoli Formica e Cracolici, metto ai voti l emendamento con la
riserva di attribuire agli uffici il compito di un coordinamento
che chiarisca le problematiche sollevate dall onorevole Cracolici.
Pongo in votazione l emendamento 1.12.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.13.
LO CURTO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, intendo rilevare che su questo
disegno di legge, complessivamente, ci sono parecchie difficoltà
di interpretazione rispetto a quanto il legislatore vuole
esprimere. Il legislatore, in primo luogo, deve avere la
chiarezza in ordine a ciò che deve legiferare, in caso contrario
il cittadino-utente avrà difficoltà ad utilizzare la norma a suo
vantaggio.
Pertanto, signor Presidente, nel valutare che non ci sono, per
quello che mi riguarda, condizioni di chiarezza, invito la
Presidenza ed eventualmente il Governo, a fornire un adeguato
contributo prima di approvare un emendamento o l intero disegno di
legge.
PRESIDENTE Onorevole Lo Curto, se potesse essere più concreta.
Lei intende dire di modificare letteralmente l'emendamento ai fini
di un coordinamento finale?
LO CURTO . Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE Va bene, mi impegno io a farlo.
Pongo in votazione l emendamento 1.13.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.14.R.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.15.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.16.R.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.17.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l emendamento 1.18.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 1.19 e 1.20 sono dichiarati improponibili perché
integrano una legge nazionale che non è possibile perfezionare con
legge regionale. Riguarda la contrattazione nazionale dei
contratti collettivi di lavoro - cosa che non è possibile fare -,
per cui la Presidenza, inappellabilmente, li dichiara
improponibili.
SULL ORDINE DEI LAVORI
PISTORIO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, le ho chiesto di intervenire, anche
se prendo atto della sua decisione. Avevamo già deciso che questa
legge non dovesse contenere altre questioni sulle quali stabilire
l improponibilità. Però, vorrei fare presente che c'è un dato
assolutamente inesatto. Questa norma non riguarda né i presupposti
del contratto, né le prerogative, ma semplicemente l intervento
sulla platea degli assistiti che è materia di competenza della
Regione e, quindi, non ha alcuna interferenza con la legislazione
nazionale. Si tratta, infatti, di definire semplicemente la platea
sulla base della quale si fa il calcolo; non c'è alcuna lesione
delle prerogative in materia di contrattazione collettiva. Chi ha
dato questa opinione è una opinione probabilmente disattenta alla
lettera della norma che andava meglio controllata.
PRESIDENTE Onorevole Pistorio, ne faccia oggetto di un organico
disegno di legge a settembre, sarà mia cura dare allo stesso la
priorità.
TURANO Dichiaro di ritirare l'emendamento 1.21.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Si passa all emendamento 1.22. Comunico che allo
stesso è stato presentato dagli onorevoli Leontini ed altri il
subemendamento 1.22.1.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 14.32 è ripresa alle ore 14.35)
La seduta è ripresa.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo ai
firmatari di ritirare l emendamento, perché in una Regione nella
quale in queste ore viene licenziato, a causa del buco della
sanità, personale medico che dopo anni ha avuto contratti con
aziende sanitarie anche di tipo universitario, mi riferisco
all'Azienda Policlinico di Palermo, dove sono stati licenziati in
questi giorni 16 medici che da anni avevano un contratto, fare una
norma che apparentemente non comporta spesa, ma così non è -
sappiamo tutti che non è così - credo sia un atto di ingiustizia.
Chiedo al Governo di farsi carico del problema che abbiamo nella
settore della sanità affrontando globalmente i problemi che ci
sono intanto a partire al personale al di là delle spese
sanitarie. Ecco perché rinnovo l'appello al governo e ai firmatari
di questo emendamento di soprassedere, per affrontare in maniera
organica il problema di diverse persone che vivono in questo
momento un dramma.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando
quanto detto dall'onorevole Cracolici, mi dispiace doverglielo
ricordare ma è inesatto. Peraltro, quei colleghi medici a cui si
riferisce l'onorevole Cracolici hanno tutti la nostra solidarietà
ed in altro momento cercheremo di trovare una giusta soluzione.
L emendamento al nostro esame non prevede nuova spesa, perché nei
primi anni di costituzione delle aziende sanitarie locali, nonché
delle aziende ospedaliere, si sono verificati alcuni casi in cui i
direttori generali per motivate necessità di servizio hanno
ordinato ad alcuni medici di essere mobilitati da una divisione
all'altra o da un'area all'altra o da una unità operativa
all'altra pur essendo già dirigenti medici in servizio, quindi con
spesa già impegnata. Nel frattempo si è creato una situazione di
disordine che oggi sostanzialmente questa norma tende a sanare:
noi prevediamo che senza ulteriore aggravio di spesa i medici in
possesso dei relativi titoli previsti dalla legge, compresa la
specializzazione, ove fossero stati mobilitati, possono a domanda
richiedere l'inquadramento definitivo.
Peraltro, lo Stato già nel 2000 con la legge n. 401 aveva
previsto una norma esattamente uguale i cui termini sono scaduti.
Con questa norma oggi non facciamo altro che consentire a livello
regionale una proroga per quei medici che non erano riusciti a
presentare la domanda di sanatoria della propria posizione in
tempo utile.
Quindi, rispetto alle argomentazioni dell'onorevole Cracolici,
che sono tutte da condividere, ribadisco che nessuno vuole
esercitare forme di discriminazione di talune categorie
professionali rispetto ad altre.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 1.22.1. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l emendamento 1.22 come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
PRESIDENTE Si passa all emendamento 1.23 del Governo. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.24. Comunico che allo stesso è stato
presentato dall onorevole Dina il subemendamento 1.24.1. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l emendamento 1.24 come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Si passa all'emendamento n. 1.25.R del Governo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
riscrittura non può che da parte di Nuova Sicilia chiedere una
votazione per parti separate, perchè per quanto concerne il comma
1, e cioè il contributo a favore della associazione Recupero
Celebrolesi con sede in Palermo, era già stato espresso un parere
favorevole all'unanimità in Commissione Bilancio . Ora in questa
riscrittura presentata dal Governo vi è tutta una serie di novità:
mi riferisco ai commi 2, 3, 4 e 5 su cui preannuncio il voto
contrario e per questo chiedo alla Presidenza la votazione per
parti separate dell emendamento 1.25.R.
PRESIDENTE La sua richiesta è legittima. Le chiedo, pertanto,
di illustrare all'Aula quali sono le parti da lei individuate.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto che
il comma 1 venga votato separatamente in quanto allo stesso la
Commissione aveva dato parere favorevole all'unanimità. Annuncio
il voto contrario sui commi 2, 3 e 4.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere il mio parere contrario agli emendamenti presentati dal
Governo, anche perché, sul piano della procedura, vorrei fare
osservare che gli emendamenti aggiunti dal Governo dopo il primo
comma non erano stati presentati in Aula ma, impropriamente, in
Commissione; mentre gli emendamenti su cui la Commissione avrebbe
dovuto esprimere parere e dare copertura finanziaria erano quelli
presentati in Aula.
Chiedo che, tranne per il primo comma che è stato presentato in
Aula, tutti gli altri commi dell'emendamento di riscrittura
vengano dichiarati improponibili perché non presentati in Aula e,
quindi, non trasmessi alla Commissione Bilancio .
Mi limito soltanto a questo per non esprimere giudizi nel merito
che già ho avuto modo di esprimere in Commissione Bilancio .
Il Governo non può utilizzare l'ultimo istante di un ultimo
disegno di legge per favorire rapporti con settori di natura
clientelare, soprattutto con associazioni che svolgono attività
contrarie a quanto previsto dalla legge dello Stato.
Pongo un problema di natura procedurale e chiedo che i commi dal
2 al 5 vengano dichiarati improponibili.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi preme
sottolineare che è impossibile che undici Assessori su dodici non
sentano il bisogno di stare in Aula e che le riunioni di Giunta,
ancorché convocate, si svolgano contemporaneamente ai lavori
d Aula. Evidenzio ciò affinché se ne tenga conto anche ai fini di
quello che io ritengo essere necessario: l'azzeramento della
Giunta attuale per una sostituzione, quanto meno nell'ambito del
lavoro, che ogni singolo Assessore ha avuto affidato sin
dall'inizio della legislatura.
Poi, per un richiamo al Regolamento faccio presente che,
stamattina, in Commissione Bilancio è stato presentato un
emendamento, a firma dell onorevole Antinoro, al comma 1, sul
quale la Commissione Bilancio ha espresso parere favorevole. Il
Governo, però, ha presentato in Commissione tre subemendamenti che
sono stati posti in votazione con il voto contrario dell'onorevole
Acierno. Questi infatti giustamente non ha posto un problema
regolamentare in quanto sa che in Commissione Bilancio
stamattina all'intero emendamento è stata data copertura
finanziaria. L'onorevole Acierno pone un problema di natura
politica. Infatti, dice che approva il comma 1 dell emendamento in
questione, gli altri commi no.
Ma intanto la Commissione Bilancio , con il parere favorevole
del Governo firmatario dei tre subemendamenti che hanno completato
l'emendamento, li ha esitati favorevolmente con il voto contrario
delle opposizioni, che ne hanno motivo e ragione. Infatti, ha
ragione l'onorevole Speziale a dire che è contrario e ad usare
tutti gli strumenti necessari perchè questo emendamento non passi;
ha ragione l'onorevole Acierno a dire che vuole votare contro gli
altri emendamenti perchè così ha espresso il parere suo e del suo
Gruppo stamattina.
Però, dal punto di vista regolamentare, non c'è nulla da
eccepire, a meno che il Governo non voglia, pro bono pacis,
ritirare gli emendamenti; ma non per un fatto regolamentare,
perchè la Commissione Bilancio ha dato il parere ai tre
subemendamenti a maggioranza, per cui la discussione è legittima.
Il voto dell Aula può essere anche sfavorevole all emendamento, in
quanto l Aula ha il diritto di sindacare e di dare il proprio
parere in termini inequivocabili.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là del
metodo che ha posto il capogruppo dei DS, rispetto al quale
credo - la Presidenza debba orientarsi e dare una risposta, io
voglio porre un problema di merito.
Riguardo al comma 1, da palermitano conosco questa associazione
che oltretutto, svolgendo un'opera meritoria, gestisce un bene
confiscato, uno dei migliori beni confiscati della città di
Palermo: è stata consegnata a questa associazione una bella villa
e credo che nei confronti di questa associazione il sostegno
pubblico sia stato manifestato in più occasioni.
Passi pure la possibilità di avere ulteriori strumenti di
sostegno, mi chiedo, però, se facciamo un atto di giustizia nei
confronti di quelle tante altre associazioni che magari non hanno
qui lo sponsor parlamentare. Anche per un fatto di etica, dato che
sui giornali si legge del 'buco' e del disastro finanziario della
Regione, molti di noi si erano posti il problema di non
presentare emendamenti di spesa. Ma vedo che questa pratica non è
condivisa, soprattutto da parte di quanti sostengono che c'è il
'buco': mi riferisco, in particolare al Governo.
Credo, quindi, che sia un atto di 'buona creanza', lo definisco
così, evitare di gestire la prassi del sostegno ad associazioni,
che fanno cose importanti e che vanno ringraziate per la loro
opera, evitando però la pratica dei figli e figliastri .
Oltretutto abbiamo appena varato una norma che consente di
utilizzare i fondi della legge n. 328, oltre che i fondi della
legge sugli handicap per sostenere anche questo tipo di attività.
Evitiamo di fare diventare questo disegno di legge un mercato 'a
chi la spara più grossa'.
Quindi, inviterei al Governo, firmatario di questo emendamento,
di ritirarlo.
PRESIDENTE Dichiaro l'emendamento 1.25.R improponibile, come
pure l emendamento 1.25.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, mi rendo conto che spesso e
volentieri cerchiamo di correre contro il tempo, però io credo che
sia anche giunto il momento che ognuno si assuma la responsabilità
politica degli atti che produce e mi dispiace, da componente della
maggioranza, dovere assumere questo atteggiamento nei confronti
dell'onorevole Pagano.
Lei, Presidente, dichiara improponibile un emendamento soltanto
perché viene inquinato - e ripeto quello che ho già avuto modo
di dire in seno alla Commissione Bilancio - da un meccanismo
vergognoso che ogni volta riapre la discussione su vicende vere
mischiandole con vicende false. Allora, Presidente, lei ha
inappellabilmente dichiarato improponibile l'emendamento
originario che era l'emendamento 1.25 ...
PRESIDENTE No, no, l'emendamento è uno solo, ed è quello che ho
dichiarato improponibile, compreso il comma 1 naturalmente
ACIERNO Signor Presidente, lei ha dichiarato improponibile,
inappellabilmente ai sensi del nostro Regolamento, l'emendamento
1.25.
PRESIDENTE Vorrei precisare un'ultima e decisiva circostanza:
giacché a quell'emendamento se ne sono aggiunti altri dell'ultimo
momento, e dico legittimamente, in quanto non vedo perché si debba
fare sommariamente una selezione degli enti senza una organica
valutazione degli enti stessi.
ACIERNO Sono perfettamente d'accordo e plaudo alla decisione
della Presidenza, però voglio che rimanga agli atti che
l'assessore Pagano, il quale deve spiegare all'Aula le grandi
manovra finanziarie della Regione, ha creato per questo
emendamento una condizione di povertà politica: ha ridotto in
prima istanza il contributo per l'associazione delle famiglie dei
giovani cerebrolesi, lo ha prima ridotto del 50 per cento e poi
però è stato capace di trovare una somma tre volte superiore per
finanziare delle associazioni inesistenti, e questo è vergognoso
che lo faccia l'Assessore per il bilancio
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, con serenità sono rispettosissimo
delle sue decisioni che accetto a capo chino senza alcun problema;
vorrei solo far rilevare che già avevamo iniziato la discussione
sull emendamento e forse l'improponibilità, per quanto io
l'accetti a capo chino, andava dichiarata qualche minuto prima.
Fermo restando tutto ciò, non entro nel merito delle cose dette
dall'onorevole Acierno, sono convinto che chiunque abbia proposto
i commi 2, 3 e 4 lo ha fatto con il valore di ciò che proponeva.
Però, siccome ho sentito poco fa qualcuno parlare di norme
clientelari o quant'altro - in questo caso si dà soltanto, per
quanto riguarda l'emendamento da me proposto - voglio subito
precisare che si riteneva utile dare un aiuto a genitori di
ragazzi disabili che da anni in modo veramente volontaristico,
assolutamente sul piano della volontarietà di tutti questi nuclei
familiari, hanno contribuito a rendere più serena la vita di
ragazzi nei confronti dei quali la natura non è stata certamente
tenera.
Questo lo voglio dire con forza perché di clientelare non c'è
nulla, me ne guarderei bene anche solo dal pensarlo non dal farlo,
ed è importante in luoghi che meritano rispetto, come è il
Parlamento siciliano, che alcune cose vengano precisate. Dopodiché
mi rimetto alle decisioni della Presidenza.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso che la mia decisione non
è né repentina, né improvvisata. Io ho colto una ragion politica
che rivendico a tutta l'Aula: è una materia in cui non si può
prendere una decisione "estiva" nel residuo delle ore che ci
rimangono da qui alla chiusura della sessione estiva.
I rilievi mossi dagli oratori che hanno preceduto l onorevole
Antinoro mi sono apparsi convincenti sopratutto sulla base di
quanto egli ha finito di dire, e cioè che si tratta di materia
assai importante e delicata inerente soggetti assolutamente non
abbienti. Poiché sono sicuro che il rilievo di chi sostiene non
trattarsi soltanto di queste organizzazioni, di questi enti, ma di
un numero elevato di istituti e di istituzioni che pure meritano
il rispetto di questo Parlamento, l avere dichiarato improponibile
un emendamento non vuol dire non apprezzare la tematica, bensì -
come dichiaro in questa sede - farne oggetto di un'organica legge
che disciplini la materia individuando le istituzioni e gli enti
che hanno titolo e merito.
In questo modo, una semplice proposta estemporanea ed
improvvisata non credo renda la serenità a tutti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stavo
leggendo la Rassegna Stampa e, quindi, non ho sentito l oratore
che stava intervenendo ed ho avuto la sensazione che stesse
parlando l'onorevole Forgione, perché spesso è solito usare questo
tipo di linguaggio in Aula. Alzo la testa e vedo, invece, che si
tratta dell'onorevole Acierno e la cosa mi amareggia e mi dispiace
molto, perché questo emendamento presentato dal Governo - che io
condivido, sia estivo , o autunnale o invernale , perché
purtroppo le disgrazie nelle famiglie non hanno stagione - ero già
pronto a votarlo; anzi, mi ero permesso di migliorarlo con un
subemendamento.
Sentire parlare di "vergogna", di "clientela" su queste cose mi
ha semplicemente amareggiato e poichè ho un ottimo rapporto con
l'onorevole Acierno, lo pregherei per l avvenire di non utilizzare
questo linguaggio.
Lasciamo all onorevole Forgiane il "brevetto" di esprimersi in
questo modo, ma certamente non è nello stile dell'onorevole
Acierno e certamente l'Assessore Pagano non merita che possa
essere trattato in Aula in questo modo
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, devo convenire che il mio
intervento non era assolutamente previsto; anzi, se mi avessero
chiesto all'inizio se ci sarebbe stato un intervento del
sottoscritto, probabilmente su tutto avrei immaginato la
possibilità di interloquire con quest'Aula e di replicare, ma non
certamente su questo argomento.
Evidentemente, però, sono prevalse una serie di ragioni che io
oggi ho il dovere di rimarcare. Ragioni che sono, sicuramente, di
ordine ideologico perché continuo a verificare, continuo a
constatare che nell'anno 2003 persistono rimasugli, retaggi di un
passato che pensavamo ormai morto e sepolto in epoche lontane e
che erano forse finiti con la caduta di muri e di ideologie.
Ancora oggi verifichiamo, invece, che ci sono fondamenti di
relativismo etico che continuano a prevalere rispetto a quelli di
una logica comune e, nonostante molti si ammantino di mutualità,
di solidarietà, di gratuità, poi alla fine abbiamo potuto
verificare come questi elementi ideologici sono prevalsi ed è
stato, ritengo, non positivo che una parte dell'Aula si sia
adeguata a questo tipo di mentalità che, certamente, non è consona
e non è degna di questo Parlamento, ma, aggiungo, che non è
adatta ai tempi. Mi amareggia ancora di più, invece, quello che ho
ascoltato, non provenire da un'altra parte del Parlamento, ma
giungere da una sola persona che, in maniera assolutamente
inappropriata ed inopportuna, come è stato anche rimarcato, ha
usato un repertorio che a questo punto può essere classificato
solo ed esclusivamente all'interno di una rubrica: la rubrica di
chi, evidentemente, vuol fare pressioni politiche attraverso ciò
che viene chiamato ricatto politico e che vuole trovare una
mediazione o un compromesso che questo Governo e il sottoscritto,
in particolare, non sono abituati a subire.
Allora, ritengo che da questo punto di vista le cose che sono
state dette sono veramente gravi. Si parla di associazioni
inesistenti, quando è sotto gli occhi di tutti che il centro
Aiuto alla vita esiste dall'anno 1978 e fa cose meravigliose a
difesa della vita; così come esiste il centro Mario Luigi
Sturzo che svolge un'opera fondamentale nel recupero delle
famiglie dei carcerati; il centro di Padre Clemente diretto da
Padre Francesco Istituto di ricerca e formazione ; esiste e dà
grande prestigio anche l Associazione recupero cerebrolesi".
Non si riesce a capire perché doveva avvenire questo distinguo:
è addirittura povertà culturale immaginare che il Governo potesse
applicare due pesi e due misure. A quel punto avremmo assistito a
un'operazione clientelare. Ma nel momento stesso in cui si dà un
valore simbolico di appena 10.000 euro - che non penso salveranno
il bilancio della Regione - e nel momento in cui viene dato un
aiuto, di questo genere, a quattro associazioni che vengono
ritenute meritevoli, viene sollevato un caso politico che non dà
onore nè merito sicuramente al proponente.
Il sottoscritto respinge tutte le accuse, le rimanda
all'estensore e invita la Presidenza, alla luce di questo
ritrovato equilibrio e di questa ritrovata serenità dell'Aula, a
rivedere la sua decisione, giacché l'improponibilità è venuta
fuori in un momento di tensione. Qualora la stessa fosse oggetto
di una rivisitazione complessiva le chiederei, signor Presidente,
dall'alto della sua persona e potestà - è assolutamente legittimo
quello che lei ha fatto -, con l'umiltà di un Governo che vuole
rivedere la posizione e riproporre nuovamente l emendamento
1.25R.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.26. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione Bilancio ha fatto
pervenire la nota relativa alla valutazione degli emendamenti
originariamente riferiti al disegno di legge n. 630/A, che si è
stabilito fossero trattati nell ambito del disegno di legge in
esame. Ne do lettura:
<<Con riferimento alla nota indicata in oggetto, disegno di legge
"Provvedimenti per il personale delle scuole materne regionali" si
comunica che questa Commissione nella seduta 127 del 30 luglio ha
preso in esame, ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento
interno, gli emendamenti trasmessi dall'Aula sul disegno di legge
in oggetto richiamato ed ha deliberato di esprimere parere
favorevole agli emendamenti 1.1, 1.2 con le allegate proposte di
integrazione 1.1R1, 1.1R2".>>
Si passa all emendamento 1.1.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, sull'emendamento 1.1, come ho già
avuto modo di dire durante i lavori della Commissione Bilancio,
anche esprimendo parere contrario, ritengo gravissimo che venga
presentato dall'onorevole Granata, Assessore per i beni culturali,
un emendamento che di fatto toglie 1 milione di euro al capitolo
che riguarda musei, gallerie, pinacoteche regionali, collezioni
archeologiche e artistiche, per spostarlo su un capitolo che porta
il titolo "Spese per iniziative di carattere culturale, artistico
e scientifico di particolare rilevanza da attuarsi tramite enti
teatrali e cooperative, nonché istituti universitari specializzati
nei settori".
Inviterei il Governo a ritirare questo emendamento, ed a
chiarirci chi siano le cooperative beneficiarie di questo cadeau,
da un milione di euro, che improvvisamente si trovano prima delle
ferie estive, e quali sarebbero le "iniziative di carattere
culturale, artistico e scientifico di particolare rilevanza", così
rilevanti da togliere fondi economici a musei, gallerie e
pinacoteche. In un momento in cui la Sicilia accoglie turisti da
tutte le parti del mondo, noi pensiamo bene di togliere soldi a
strutture ricettive quali sono i musei e le pinacoteche.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, desidero rilevare che le
valutazioni dell'onorevole Acierno, in questo caso, sono
pertinenti perché si tratta di un emendamento assolutamente
generico.
Al contrario, ho avuto qualche dubbio
sull'improponibilità dell'articolo 1.25R perché lì, si
faceva esplicito riferimento ad enti che svolgono bene il
loro compito e che mi sento di difendere; invece, in
questo caso si tratta di un'operazione che da capitoli
certi destina somme a soggetti non meglio identificati.
Con questo emendamento si vogliono togliere
finanziamenti per collezioni archeologiche ed artistiche,
per darli ad imprecisate iniziative di carattere
culturale. Questa sì, mi sembra essere una logica veramente
clientelare.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, voglio fare un rilievo
anche se mi ha appena anticipato il collega Barbagallo.
Condivido anche le argomentazioni espresse dall'onorevole
Acierno. E stato dichiarato improponibile, poc anzi, un
emendamento che considero, giustamente improponibile, alla
luce anche delle motivazioni addotte dalla Presidenza,
affinchè si potesse, in qualche modo, avere un criterio
uniforme.
Adesso stiamo invece decidendo di affidare un principio
di assoluta astrazione ad una cosa che somiglia molto a ciò
che abbiamo dichiarato improponibile un minuto fa, andando
a togliere le risorse da un capitolo che sapevo essere
appena bastevole a finanziare i musei previsti dalla legge
regionale.
Ricordo che quest'Aula ha votato, con un emendamento
approvato nelle variazioni di bilancio per l'anno 2002, di
prevedere tra i musei a carattere regionale il museo
Gemellaro, - museo che, credo, lei ben conosca, però né
nel 2002, né nel 2003 il Museo non ha ancora ricevuto un
euro perché, si è detto che le risorse erano appena
sufficienti per i musei che storicamente erano stati
definiti tali con legge della Regione.
Allora, qui siamo al gioco delle tre carte , lo voglio
definire così; per cui ciò che è già legge della Regione
non si finanzia, ma si vanno ad attingere le risorse da un
capitolo, che la legge della Regione prevede di finanziare,
per finanziare altra cosa che nessuno, in quest'Aula -
almeno credo ha chiaro in mente cosa sia.
Ecco perché rinnovo l'appello al Governo a ritirare
l'emendamento 1.1R1.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'emendamento in discussione, senza voler riprendere le
argomentazioni fornite da chi mi ha preceduto, riguardo
alle ragioni di merito in favore del contributo che in
prima battuta si prevedeva con l'emendamento 1.25R per
quelle associazioni - che credo non sia opportuno
affrontare in questa sede perché credo abbiano i titoli e
il merito per potere ottenere quei fondi -, per le quali
non si procede in questo senso sono ragioni eminentemente
tecniche che condividiamo. Siamo d accordo anche da questo
punto di vista, signor Presidente, sulla sua decisione.
Vorrei specificare, anche su richiesta dell'onorevole
Acierno, - almeno questo è quello che emerge dal suo
intervento - che questa variazione, interna al bilancio
dell'Assessorato regionale beni culturali, interviene a
seguito di una disposizione ricevuta dal Governo nazionale
che invita gli assessorati regionali ai beni culturali a
predisporre dei fondi a sostegno delle attività culturali
previste per il semestre europeo di Presidenza dell'Unione
europea del Governo italiano.
Credo che tale variazione non penalizzi affatto i
musei, le pinacoteche ed anche le altre attività artistiche
alle quali si è fatto riferimento, perché si riferisce a
diversi capitoli che hanno una capienza sufficiente a
coprire le spese preventivate in favore di questi enti e
di queste istituzioni.
Il riferimento al museo Gemellaro - mi preme farlo
anche perché conosco questo istituto scientifico
prestigioso anche nel campo della conservazione della
memoria scientifica della natura e della fauna e della
flora regionale siciliana -, credo sia degno di
attenzione anche perché da questo punto di vista, sugli
altri capitoli dell'Assessorato dei beni culturali, esista
la copertura finalizzata a quell'intervento più volte
promesso e mai, effettivamente, realizzato.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, è sorto un aspetto nuovo
circa il senso di questo emendamento, anche se non è stato
il Governo a fornirlo all'Aula, ma un componente del Gruppo
di Alleanza Nazionale.
Sembrerebbe che questo spostamento di somme non sia
fatto in modo generico così come si legge in questo
emendamento, ma finalizzato al semestre italiano di
Presidenza in Europa. Allora, il Governo potrebbe - proprio
per sgomberare il campo da qualunque equivoco - riformulare
l'emendamento e finalizzare le nuove somme soltanto ad
eventi che riguardino il semestre italiano in Europa,
perché, così come è scritto, si riferisce ad eventi di
carattere culturale, scientifico, artistico in modo vago.
Se ciò deve essere, che venga finalizzato limitatamente a
questo tipo di eventi.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, non voglio neanche entrare
nel merito, voglio però che il Governo risponda ad una mia
domanda.
Ci troviamo di fronte a modifiche del bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno 2003?
L'assessore competente, nell'ambito delle rubriche di
propria pertinenza, propone delle modifiche, ma questo deve
essere fatto nel quadro generale di modifiche del bilancio.
Non si può introdurre una legislazione frammentata, per cui
noi, ogni volta che c'è un'esigenza, veniamo in Aula e
modifichiamo le previsioni di bilancio dell'anno in corso.
Questo non è straordinario, è assolutamente ordinario.
Il bilancio di previsione va modificato tutto, le
variazioni di bilancio vanno apportate nel loro insieme.
Non possiamo procedere a "spizzichi e bocconi", perché
così facendo introduciamo, per la prima volta, un modo di
legiferare assolutamente frammentario e pericoloso per il
futuro, signor Presidente. Pertanto le chiedo di
dichiarare l'emendamento improponibile, perché - lo ripeto
- si rischierebbe di stabilire un precedente
pericolosissimo.
Sono dell'avviso, signor Presidente, che le modifiche
alle previsioni di bilancio per l'anno 2003, se il Governo
sarà pronto, possano essere affrontate i primi giorni di
settembre. E nell'ambito di quel contesto, in modo
organico, si potrà affrontare anche una variazione di
bilancio che riguardi la Rubrica beni culturali.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per il
bilancio e le finanze.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente il Governo già sapeva che la destinazione di
questo capitolo, così rimodulato, doveva servire
esattamente per venire incontro alle esigenze delle
manifestazioni che si sarebbero svolte in Sicilia
riguardanti il semestre italiano di Presidenza europea.
Al momento opportuno avremmo replicato e,
evidentemente, se qualcuno si attendeva delle risposte
anzitempo, sono dispiaciuto. Per quanto riguarda
l'emendamento credo vada bene così; non va riscritto, non
ne vedo il motivo. Abbiamo il capitolo e, quindi, si può
mantenere e procedere, così come è stato stabilito in
Giunta di Governo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.1.Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
RICHIESTA DI VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta aderiscono gli onorevoli Giannopolo,
Cracolici, Genovese, Miccichè, Oddo, Panarello, Villari e
Zago.)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell emendamento 1.1. "
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione finale per
scrutinio segreto:
Presenti e votanti .. .. 57
Maggioranza ......... . 29
Favorevoli ............. .14
Contrari ............... .. 43
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.R1. Lo pongo in
votazione.
SPEZIALE Signor Presidente, chiedo che la votazione
avvenga per scrutinio segreto.
PAGANO assessore per il bilancio e finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e finanze. Signor
Presidente, con l'emendamento 1.1R1, viene dato un
contributo di 6 milioni e settecentoquattordicimila euro
al Teatro di Messina Vittorio Emanuele. Ricordo che
questo teatro, così come tutti gli altri che ci sono in
Sicilia, è stato gratificato di un contributo non più
tardi di due mesi fa, in occasione dell'approvazione della
legge finanziaria. In quella occasione per un mero errore,
proprio un mero errore, sono stati dati in meno 714 mila
euro al Teatro di Messina, di conseguenza, la cifra tonda
lo dimostrò abbondantemente, questa differenza in
qualunque caso deve essere data, così come per tutti gli
altri teatri, in sede di variazione di bilancio. La
mancata assegnazione della stessa sta comportando delle
difficoltà nel pagamento degli oneri contributivi, e, io
ritengo, anche nel pagamento degli stipendi, tra breve.
Tanto vi volevo rassegnare, dopo di che si esprima il
Parlamento.
PANARELLO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
d'accordo con l'emendamento e chiederei al mio gruppo di
rinunciare alla richiesta di voto segreto, perché per una
volta, mi passi la battuta, l'assessore Pagano ha
ricostruito fedelmente i fatti avvenuti nel corso della
finanziaria, e concludo sottolineando la utilità
dell'emendamento, la sua necessità. Infatti, confermo
all'assessore Pagano che il personale del Teatro Vittorio
Emanuele di Messina non ha avuto erogato lo stipendio per
il mese in corso proprio in ragione di tale fatto.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarò
rapidissimo. Ritengo che questo emendamento è giusto e
dimostra che non si tratta di un problema politico.
Questo, infatti, come dice l'onorevole Panarello, è un
problema tecnico in quanto, al momento dell esame del
bilancio c'è stata questa svista; aggiungo di più: l
aggravarsi della situazione è anche dovuta perché è stata
approvata, ormai è legge, una ripartizione dei fondi
originari, per una parte vincolati del 15% per un'altra
cosa. Pertanto questa correzione da parte del Governo è
da applaudire, e certamente una cosa giusta fare.
SPEZIALE Ritiro la richiesta di scrutinio segreto a
seguito del chiarimento dell'onorevole Panarello.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, mi
volevo complimentare con l'onorevole Panarello, perché ha
portato chiarezza in questa Aula. Sono convinto che non è
della provincia di Messina, sono anche convinto che non
sia un fatto clientelare, e questo è un momento importante
da ricordare. A volte si fanno interventi di un certo
tipo che bisogna ricordare: ha invitato il suo gruppo a
ritirare la richiesta di votazione per scrutinio segreto,
e il suo gruppo, considerato che l'onorevole Panarello
chiede che si voti affinché passi questo emendamento
che, come dice l'onorevole Beninati é cosa buona e
giusta; quando si tratta di cose che interessano la
collettività sono cose buone e giuste. Credo che se al
posto del Teatro di Messina si fosse trattato del Teatro
di Partitico, probabilmente l'onorevole Panarello non
avrebbe svolto il suo intervento.
(Applausi dai banchi della destra)
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, prendo la parola per chiedere
chiarimenti al Governo sull emendamento.
PRESIDENTE Invito il Governo ad illustrare
l'emendamento.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Nell'ultima legge finanziaria, signor Presidente, noi
abbiamo approvati alcuni articoli che ritengo fondamentali
per le casse e l'economia della nostra Regione. Fra queste
dobbiamo ricordare l'articolo 25 sul tetto di spesa per la
sanità, l articolo 24, sui patti di stabilità degli enti
locali e l'articolo 23 sui patti di stabilità per altri
enti. Ebbene, noi abbiamo ritenuto che tutti gli enti
vigilati dalla Regione, e faccio presente che sono 120,
dovessero rientrare attraverso il controllo severo e
puntuale e soprattutto il rispetto dei cosiddetti patti di
stabilità che, anno dopo anno, devono essere stabiliti,
così prevede la legge, attraverso una concertazione nel
senso di una pattuizione fra la parte interessate e il
Governo della Regione.
E' evidente che vi restavano fuori alcuni enti, fra
questi sicuramente gli enti con fatturato superiore a 2
milioni di euro. Pertanto abbiamo ritenuto giusto fare
rientrare anche questi.
Il secondo comma invece riguarda le tesorerie; le
tesorerie per alcuni enti sono a tutti gli effetti per la
Regione una vera e propria iattura, una gestione
difficilissima. Riteniamo a questo punto opportuno
delegare la tesoreria, ogni ente se la faccia per i
fatti suoi; naturalmente se rientra all'interno di questi
paramenti. Quindi è una norma di efficienza e di
efficacia.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.R1, con
il parere favorevole della Commissione.Chi è favorevole
resti seduto; chi contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi,
(E' approvato)
Si passa all emendamento 1.3.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando
abbiamo approvato la legge 14 sul buono scuola,
all articolo 6 abbiamo stabilito che spetta un assegno 'una
tantum' di 750 euro per i ragazzi, gli studenti che
frequentano le scuole statali. Questo assegno è l importo
massimo dal quale bisogna detrarre gli eventuali
trasferimenti che lo studente, o la famiglia dello
studente, ha ottenuto attraverso precedenti altre leggi,
fra cui anche i rimborsi dei trasporti scolastici.
Poichè, però uno studente che viaggia ogni giorno e
che ha diritto all'assegno 'una tantum', da tale assegno
deve detrarre il rimborso dei trasporti scolastici, può
accadere che viene a trovarsi nella condizione per cui allo
stesso non spetta l'assegno perché ha già esaurito il
plafon.
Lo studente che invece non deve viaggiare ogni giorno e
che rientra nei requisiti, paradossalmente non solo è più
agevolato perché non deve viaggiare, ma perché non
viaggiando percepisce l intero assegno. Quindi, per le
altre condizioni non c'è un trattamento di disparità, se
noi mettiamo ad integrazione i trasporti scolastici
interurbani si crea una disparità di trattamento, se invece
specifichiamo trasporti scolastici urbani, che è una
fattispecie non ricorrente, abbiamo sanato questa disparità
di trattamento.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, solo
per integrare quello che ha detto l'onorevole Giannopolo. I
Comuni rimborsano ai ragazzi pendolari le spese per il
viaggio; chiaramente sono somme della Regione che vengono
trasferite ai Comuni e i Comuni le utilizzano per questo,
mentre i trasporti urbani non vengono mai rimborsati.
Nell'ambito del buono scuola relativo agli studenti
delle scuole statali è prevista la voce trasporti ; però,
quando abbiamo fatto la legge non abbiamo aggiunto la
parola 'urbani' perché i trasporti extraurbani sono già
coperti da un'altra legge. Credo che l'onorevole Giannopolo
voglia dire di sanare questa situazione facendo in modo che
nell'ambito della somma complessiva che il buono scuola
prevede, 750 euro al massimo, per gli alunni delle scuole
statali tra le altre cose è anche previsto il trasporto
urbano, se ne ha diritto e se lo usa.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.3
dell onorevole Giannopolo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 15.35, è ripresa
alle ore 15.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si riprende l esame dell emendamento 1.4,
dell onorevole Speziale, in precedenza accantonato. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione .
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge numero 634/A,
avvertendo che sarà riformulato anche il titolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE "NORME IN FAVORE DELLA MEDICINA UMANITARIA"
(417/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 417/A: "Norme in
favore della medicina umanitaria".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti . 51
Maggioranza .. 26
Favorevoli . 37
Contrari 14
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE "PROVVEDIMENTI PER IL PERSONALE DELLE SCUOLE
MATERNE REGIONALI" (630/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 630/A: "Provvedimenti
per il personale delle scuole materne regionali".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti .. .53
Maggioranza ...... ...27
Favorevoli ........... .35
Contrari ............... 18
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE PROROGA DEI
TERMINI DI CUI AGLI ARTICOLI 5 E 17 DELLA LEGGE
REGIONALE 16 APRILE 2003, N. 4 (634/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale del disegno di
legge numero 634/A Proroga dei termini di cui agli
articoli 5 e 17 della legge regionale 16 aprile 2003, n.
4 .
Comunico che, ai sensi dell articolo 117 del
Regolamento interno, sono state presentate le seguenti
proposte di correzione formale di emendamenti approvati:
- da parte dell onorevole Crisafulli, riscrittura
dell emendamento 1.2;
- da parte dell onorevole Beninati, modificativo
dell emendamento 1.17;
- da parte del Governo, modificativo al comma 5 dell emendamento
1.24.
Pongo in votazione le predette proposte di modifica.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, colleghi, questa legge è stata
sostanzialmente stravolta e contiene una accozzaglia di
norme l'una indipendente dall'altra. La ritengo una legge
omnibus: questo è il nome di questa legge. Io credo che sia
opportuno che ognuno di noi esprima la propria opinione su
questa legge, una opinione che sia assolutamente libera da
condizionamenti anche di appartenenza politica.
Personalmente dichiaro che voterò contro e chiedo alla
Presidenza, se i colleghi mi appoggeranno, che la votazione
avvenga per scrutinio segreto.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, sento il bisogno di
esprimere un profondo disagio sulla procedura che abbiamo
adottato nell'esame di questo disegno di legge. Ero tentato
di andare via senza votare, ma ho ritenuto giusto invece
alla fine esprimere qualche brevissima considerazione in
sede di dichiarazione di voto. Inizialmente l'accordo che
era stato previsto, che mi risulta per comunicazioni che mi
sono state date, riguardava l'inserimento di alcune norme
urgenti legate ad esigenze e scadenze improrogabili, alcune
delle quali di natura finanziaria e di bilancio che hanno
ricadute anche su enti locali, organi ed enti che agiscono
autonomamente. Strada facendo, come di solito succede in
quest'Aula, il disegno di legge si è caricato di una serie
di norme alcune delle quali diciamo poco condivisibili e
altre che io considero addirittura meritevoli di essere
riprese in riconsiderazione dall'Aula.
Per esempio, sull'esame dell'emendamento 1.5,
riguardante il contratto dell'Ircac e della Crias, a causa
di una mia momentanea assenza dall'Aula non ho potuto
prendere la parola; ma in quell occasione avrei invitato i
presentatori a ritirare quell'emendamento che considero
gravissimo, pesantissimo per gli effetti che produrrà, da
un punto di vista finanziario, sugli enti di competenza
Ircac e Crias, i cui dirigenti vedranno scattare in avanti
i loro emolumenti di non saprei quanto adesso (infatti, la
norma razionalizzatrice introdotta allora dal Governo
Provenzano e poi riscritta dalla finanziaria che porta il
numero 10 dell'anno 1999 la confermava e la precisava
perché si voleva equiparare la retribuzione del personale
degli enti vigilati e controllati dalla Regione al tetto
massimo dei dirigenti della Regione stessa, quindi per non
creare doppi livelli che in alcuni casi erano scandalosi).
I contratti dell'Ircac e della Crias erano equiparati a
quelli del settore bancario delle banche nazionali; essendo
- come, invece, noi tutti sappiamo - istituti che operano a
livello regionale, e quindi con poche unità di personale,
non hanno per nulla le caratteristiche di grandi enti dove
magari l'emolumento di parecchi centinaia di milioni di
retribuzione può perfino essere giustificato.
Bene, noi con questa norma abbiamo fatto saltare quel
tetto con la conseguenza che ognuno può immaginare cosa
potrebbe succedere da domani.
Io mi impegno, al momento in cui torneremo in
quest'Aula per le variazioni di bilancio, a presentare un
emendamento che abroghi questa norma.
Mi meraviglia che il Governo, nella persona
dell'Assessore Pagano, che era già presente nella
precedente legislatura, quindi sosteneva il Governo
Provenzano e addirittura ne faceva parte, oggi nella veste
di assessore alle Finanze, consapevole del peso che hanno
le lire e gli Euro, abbia dato parere favorevole.
Lo voglio prendere come esempio di alcune norme esitate
durante la calura estiva, senza che fosse chiaro il
percorso da adottare a tutti.
Vero è che il Presidente può dire che ci sono stati
incontri tra i capigruppo, ma le riunioni dei capigruppo,
che io sappia, hanno avuto ben altro contenuto e, comunque,
tutto questo non ha avuto il "passaggio d'Aula" è diventata
una piccola "legge omnibus" che mi auguro, ove l'Aula alla
ripresa autunnale dovesse approvare finalmente le norme
regolamentari, diventi l'ultima delle leggi omnibus
ancorché questo non può certamente costituire una
soddisfazione.
Aggiungo che la legge merita un voto contrario anche
per la norma relativa all'articolo 38 che, come abbiamo
detto quando abbiamo trattato l'emendamento, è chiaramente
incostituzionale: nello spirito tradisce certamente
l'articolo 38 e a mio giudizio lo tradisce anche nella
lettera; oltretutto, è un'operazione che può apparire
furba, ma di furbo nel campo finanziario non c'è mai nulla
perché arriva il momento in cui il nodo arriva al
pettine".
La finanza, cosiddetta "creativa" ha dei limiti oltre i
quali non può andare perché poi alla fine se i soldi ci
sono, ci sono, ma se non ci sono, non emergono fuori per
magia per effetto della nostra approvazione.
Noi abbiamo cartolarizzato quanto lo Stato ci deve in
quindici anni, li attualizziamo ad oggi, li spenderemo per
"Spese correnti" e poi la Regione dovrà , però, in quindici
anni, accantonare o impegnare somme, stanziare somme,
relativamente alla quota che lo Stato ci ha accordato, con
un evidente violazione costituzionale in quanto noi abbiamo
tradito lo spirito dell'articolo 38 per fare cassa, per
utilizzare a fini di spesa corrente quanto lo Stato ci dà,
invece, per fini di investimento.
Mi sembrano ottime ragioni per votare contro questo
disegno di legge.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, volevo associarmi alle valutazioni fatte da chi
mi ha preceduto in relazione al voto contrario su questo
disegno di legge. Quegli argomenti li faccio miei, ma
voglio precisare anche il mio voto contrario facendo
riferimento, in maniera quasi "de relato", alla relazione
della Corte dei conti, che è stata approvata e presentata
il 30 giugno 2003, che, onorevole Assessore, lei
dovrebbe conoscere a menadito...
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni i
trasporti. La conosco a memoria
RAITI Mi fa piacere. Dice nel paragrafo relativo
all'evoluzione della spesa per il pagamento di interessi
passivi, e questo argomento riguarda proprio l'emendamento
di questa legge omnibus che prevede la destinazione delle
spese degli 880 milioni di euro del fondo di solidarietà a
spese per fare cassa, cioè a dire per avere liquidità, per
pagare i debiti che oggi abbiamo, la Corte dei Conti dice
in questo capitolo: "Particolare attenzione si ritiene di
dover prestare all'evoluzione subita dalla spesa per il
pagamento degli interessi passivi ai fattori che l'hanno
generata, innanzitutto in considerazione del menzionato
aumento della stessa registratosi nell'ultimo triennio
rispetto al 2000 fino ad arrivare al 32,53 per cento",
questo non teneva conto di quello che oggi stiamo facendo.
Poi dice che la Carta Costituzionale ha stabilito tra
l'altro che i comuni, le province, le città metropolitane,
le regioni possono ricorrere all'indebitamento - quello che
oggi noi stiamo facendo - solo per finanziare spese di
investimento. Detto principio trovava già ampio spazio
nella legislazione ordinaria e costituisce da un punto di
vista economico un canone di sana gestione ineludibile per
tutte le amministrazioni chiamate in una logica di
corresponsabilizzazione a cooperare nell'opera di
risanamento della finanza pubblica. In via di
interpretazione si può affermare che, a seguito della
novella costituzionale, il ricorso alla stipula di mutui,
all'emissione di prestiti obbligazionari e così via è
possibile solo se le affluenti risorse aggiuntive siano
destinate a determinare finalità di bilancio e l'operazione
di indebitamento ne costituisca fonte di copertura
specifica. Resta, invece, preclusa ogni altra iniziativa
volta ad accrescere i mezzi finanziari a disposizione
dell'ente o di soggetti dallo stesso dipendente per
finalità diverse da quelle previste dalla norma. Lo dice la
Corte dei Conti, come se non bastasse, un mese fa e noi
oggi, caro Governo, stiamo facendo una norma che interessa
880 milioni di euro che va in direzione totalmente
contraria e opposta a quello che anche la Corte dei Conti,
oltre che le norme ordinarie e le norme costituzionali ci
impongono di non fare. Per questo voterò no.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è
una legge-calderone del peggiore retaggio dell'Assemblea
regionale siciliana. Sta passando di tutto a conclusione
della sessione estiva dei lavori con la gentile
consociativa partecipazione anche di alcuni colleghi
dell'opposizione che, a fronte della concessione
paternalista del Governo di attenzione ad alcune loro
esigenze, rompono il fronte dell'opposizione medesima e
svolgono il ruolo di sgabello all'opera di sutura
dell'immagine e del disastro finanziario dell'attuale
Governo. E non è la prima volta che tale operazione di
alcuni caporali dell'Aula passa sulla testa dei tanti
inconsapevole deputati
Urge una rivolta morale, di dignità personale, prima che
politica, perché i deputati si riapproprino del loro ruolo
e soprattutto della loro dignità, ancora una volta oggi
calpestata
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i
seguenti ordini del giorno:
n. 278 "Opportune iniziative a livello
nazionale per prospettare il trasferimento di RAI 3 a
Palermo, e per il potenziamento del Centro di
produzione RAI siciliano e di RAI Med", degli
onorevoli Lo Porto, Fleres e Crisafulli;
n. 281 "Miglioramento e potenziamento per i
servizi di trasporto per le isole minori e, in
particolare, con le Isole Eolie", degli onorevoli
Panarello, Oddo ed altri;
n. 282 "Inserimento dei presidi non 'triennalisti'
nel corso di formazione per dirigenti scolastici della
Regione siciliana", degli onorevoli Virzì, Leontini,
Cintola, Formica ed altri.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- da oltre dieci anni a Palermo esiste un Centro di
produzione Rai che ha strutture e professionalità in
gran parte inutilizzate;
- rilevato che dal maggio 2001 trasmette da Palermo il canale
satellitare RAI denominato RAI Med ;
VISTO che:
- il consiglio di amministrazione della RAI ha deliberato di
trasferire la direzione di RAI 2 a Milano;
CONSIDERATO che:
- lo scorso settembre, proprio a Palermo, in occasione del 54
Prix Italia , il Ministro delle comunicazioni e l'allora
Presidente della RAI hanno annunciato l imminente insediamento a
Palermo del quinto Centro di produzione RAI ;
VISTO che:
- in tale occasione, è stato assicurato il rafforzamento del
ruolo di RAI Med, che inoltre sarebbe diventata, come già
previsto dal CDA RAI, un S.p.A. aperta anche al contributo della
Regione siciliana e dei privati, sia italiani che stranieri ;
RILEVATO che:
- il Ministero delle comunicazioni ha istituito a Palermo il
Segretariato del Forum internazionale per lo sviluppo delle
comunicazioni del Mediterraneo per promuovere il progetto
Mednet , per la collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo
nei settori della comunicazione e della multimedialità;
CONSIDERATO altresì:
- il ruolo geopolitica che la Sicilia ha ed avrà sempre più
forte nel Mediterraneo, grazie agli accordi bilaterali già
esistenti ed in vista del mercato di libero scambio del 2010;
RITENUTO primario:
- il ruolo della comunicazione radiotelevisiva del servizio
pubblico, anche in vista dell imminente conversione del sistema da
analogico a digitale;
VISTO che:
- la legge regionale assegna al Presidente della Regione ed al
Presidente dell Assemblea i poteri di nomina dei componenti del
Comitato regionale per le comunicazioni,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a porre in essere presso il Ministro delle
comunicazioni ed i vertici della RAI, tutte le azioni
idonee per prospettare il trasferimento della
direzione di RAI 3 a Palermo e per il potenziamento
del Centro di produzione RAI siciliano e di RAI Med;
FA VOTI
- affinché il Presidente dell Assemblea si faccia interprete di
tali istanze. (278)
L ASSEMBLEA REGIONALE ICILIANA
PREMESSO che:
- l ammodernamento del sistema e dei mezzi di trasporto per le
isole Eolie è essenziale al fine di migliorare la qualità della
vita dei residenti e per incrementare l attività turistica;
CONSIDERATO che:
- la società Siremar ha, opportunamente, programmato
l ammodernamento della flotta e, in particolare, la sostituzione,
nella tratta Napoli-Eolie , della obsoleta motonave Piero della
Francesca con la nave Scorpio ;
- la predetta Siremar ha previsto, a proprio carico,
l adeguamento dei pontili di attracco;
- sono intervenute difficoltà che rischiano di pregiudicare la
realizzazione di questa ipotesi;
- L ARS ha più volte sottolineato la necessità di migliorare i
servizi di trasporto con le isole minori e, segnatamente, con le
isole Eolie
impegna il Governo della Regione
a rimuovere tempestivamente gli ostacoli che si
frappongono alla realizzazione del programma della
Siremar di ammodernamento della flotta e degli
attracchi e segnalare, così, attenzione ed impegno
alla crescita economica e civile delle isole Eolie.
(281)
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il Decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001
(Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
Amministrazioni Pubbliche (Rif. GU n.106 del 09/05/2001), all Art.
1, comma a prevede di accrescere l efficienza delle
Amministrazioni , e al comma c la realizzazione della
migliore utilizzazione delle risorse umane ;
Considerato che con il Decreto del Direttore Generale del M.I.U.R.
del 17 dicembre 2002 è stato bandito un Corso-concorso selettivo
di formazione per il reclutamento di dirigenti scolastici per la
scuola elementare e media e per la scuola secondaria superiore e
per gli istituti educativi, riservato a coloro che hanno ricoperto
la funzione di preside incaricato per almeno un triennio (Rif. GU
n.100 - 4ª Serie Speciale del 20/12/2002);
Atteso che il predetto Decreto del Direttore Generale del M.I.U.R.
del 17 dicembre 2002 esclude di fatto tutti i presidi che alla
data del bando di concorso hanno svolto da uno a poco meno di tre
anni di incarico di presidenza presso istituzioni scolastiche;
Ritenuto che il suddetti presidi hanno comunque acquisito capacità
e competenze gestionali avendo diretto istituzioni scolastiche e
assicurato all utenza il servizio pubblico nelle scuole, al pari
dei Dirigenti Scolastici a tempo indeterminato o dei presidi
incaricati ultratriennalisti;
Visto che in ottemperanza di Ordinanza del T.A.R. del Lazio, i
presidi non triennalisti di tutte le regioni d Italia sono stati
ammessi al colloquio selettivo per l ammissione al predetto Corso
di Formazione di Dirigente Scolastico, ottenendo votazioni anche
migliori dei presidi triennalisti, dimostrando così di possedere
un patrimonio di preparazione e formazione professionale che non è
da meno dei loro colleghi triennalisti;
Osservato che per l Anno Scolastico 2003/2004, nella sola Regione
Sicilia, la disponibilità dei posti da dare ad incarico di
Dirigente Scolastico è di n. 462 e che il numero dei presidi
triennalisti che hanno superato il predetto colloquio, ammonta a
N 156 per il settore formativo di 1 grado e n 54 per quello di
2 grado per un totale di n 210 scuole, più n 1 per gli
Istituti Educativi (Convitto Nazionale), si evince che i rimanenti
n 251 posti dovranno per l A. Sc. 2003/2004 comunque
necessariamente essere ricoperti da presidi che avranno maturato
da uno a quattro anni di incarico;
impegna il Governo della Regione
Ad attivarsi presso gli organi competenti del MIUR al fine di
ottenere, come già avvenuto in altre regioni, l inserimento dei
Presidi non triennalisti che hanno superato il colloquio, nel
corso di formazione per Dirigenti scolastici della Regione
Sicilia, di cui al Decreto direttoriale del MIUR, pubblicato sulla
G.U.R.I., IV serie speciale, n.100 del 20.12.2002, sino a
copertura dei posti messi a concorso nella Regione Sicilia
riconoscendone i diritti connessi all iter concorsuale previsto
dagli artt. 16 e 17 del citato Decreto. (282)
Pongo in votazione l ordine del giorno numero 278.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l ordine del giorno numero 281. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l ordine del giorno numero 282. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto
congedo per la seduta odierna gli onorevoli Mancuso, Costa, Leanza
Edoardo, Catania Franco, Cimino e D Aquino.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
Si passa alla votazione finale del disegno di legge numero
634/A.
BARBAGALLO Signor Presidente, chiedo che la votazione
avvenga per scrutinio segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Capodicasa,
Genovese, Giannopolo, Miccichè, Ortisi, Panarello, Papania,
Raiti, Speziale, Tumino e Zago)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO SEGRETO DEL DISEGNO DI LEGGE
N. 634/A PROROGA DEI TERMINI DI CUI AGLI ARTICOLI 5 E 17
DELLA LEGGE REGIONALE 16 APRILE 2003 N. 4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione finale a scrutinio segreto del
disegno di legge n. 634/A "Proroga dei termini di cui agli
articoli 5 e 17 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4".
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti . ... 61
Maggioranza .............. 31
Favorevoli ............. . 34
Contrari .............. ... 27
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che martedì, 16 settembre 2003, sarà
convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
l'approvazione di una sessione dei lavori d Aula.
La seduta è rinviata a martedì, 16 settembre 2003, alle ore
17,30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI
83, LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA
MOZIONE:
numero 234 - Controllo sull'attività delle banche
concessionarie sui progetti della legge n. 215 del 1992
('Azioni positive per l'imprenditoria femminile')
III SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Territorio e ambiente .
IV SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Bilancio e finanze .
V - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AL
REGOLAMENTO DELL ASSEMBLEA (Doc. I)
Relatore: il Presidente
VI - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE 4
AGOSTO 1978, N. 26.
VII- ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
IX - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER
LA TUTELA DELL'AMBIENTE.
X - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XII- ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE
DEL CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XIII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO
REGIONALE PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIV - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XV-ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER LA
PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XVI- ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 16.03.
Licenziato dal Servizio Lavori d Aula alle ore 19,00.
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 156 DEL 30 LUGLIO 2003
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE PROROGA DEI TERMINI DI CUI AGLI ARTICOLI 5 E 17
DELLA LEGGE REGIONALE 16 APRILE 2003, N. 4 (N. 634/A).
- All articolo 1
Emendamento aggiuntivo 1.2:
Al comma 2 dell articolo 18 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4 aggiungere e di tutti i volumi regolarmente realizzati anche
in verde agricolo è altresì consentita la variazione della
destinazione d uso dei volumi regolarmente realizzati per favorire
l insediamento di attività produttive
Emendamento aggiuntivo 1.5:
Il comma 7 dell articolo 55 della legge regionale 30 aprile 1999,
n. 10 è sostituito con il seguente: Le disposizioni previste
dall articolo 31 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 non si
applicano al personale degli enti previsti dal presente articolo .
Emendamento aggiuntivo 1.8:
Al personale in atto in servizio, assunto ai sensi dell articolo
14 della legge regionale n. 26 del 1986 il cui rapporto di lavoro
è stato trasformato a tempo indeterminato per effetto
dell articolo 1 comma 1 della legge regionale n. 9 del 1993, si
continua ad applicare il C.C.N.L. delle stesse amministrazioni ivi
compresa la progressione economica orizzontale e verticale.
Emendamento aggiuntivo 1.10:
Al comma 3 dell articolo 1 della legge regionale 17 marzo 2000,
n. 8 e successive modifiche ed integrazioni sostituire le parole
le entrate investimento con le seguenti altre la Regione
destina annualmente a spese di investimento risorse pari alle
quote annuali assegnate dallo Stato .
Emendamento aggiuntivo 1.11:
Il comma 1 dell articolo 28 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4, è abrogato con effetto dall entrata in vigore della medesima
legge. Con la medesima decorrenza i commi da 2 a 6 dell articolo 3
della legge regionale 9 agosto 2002, n. 10 trovano applicazione
con le seguenti modifiche:
a) ai commi 2 e 3 le parole 31 dicembre 2001 sono sostituite
con le parole 31 dicembre 2000 ;
b) al comma 2 l importo di 737.500 migliaia di euro è
sostituito con 229.500 migliaia di euro ;
c) ai commi 5 e 6 le parole esercizio finanziario 2002 sono
sostituite con le parole esercizio finanziario 2003;
d) al comma 5 le parole 73.750 migliaia di euro sono sostituite
con le parole 22.950 migliaia di euro .
Emendamento 1.12:
Al fine del potenziamento sul territorio della Regione delle
attività di controllo per l accertamento dell effettuazione delle
operazioni di classificazione delle carcasse bovine, l Assessorato
regionale dell Agricoltura e delle foreste è autorizzato a
stipulare convenzioni con le figure professionali, esterne
all Amministrazione, aventi la qualifica di esperti
classificatori in possesso di abilitazione e di tesserino
rilasciati previo superamento di apposito corso.
Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per l esercizio
finanziario 2003, la spesa di 26.000,00 euro cui si fa fronte con
parte delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.1.5.2. (capitolo 215704
cod. 1001).
Per i successivi esercizi 2004 e 2005 la spesa di cui al comma
precedente, valutata in 26 migliaia di euro annui, trova riscontro
nel bilancio pluriennale U.P.B. 4.2.1.5.2. (capitolo 215704 cod.
1001).
Emendamento aggiuntivo 1.13:
Le somme impegnate nell esercizio finanziario 2002 ai sensi
dell articolo 17 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23,
per le finalità di cui all articolo 44 della legge regionale 1
settembre 1997, n. 33 (U.P.B. 22132 capitolo 143311) possono
essere utilizzate per le medesime finalità nell esercizio
finanziario 2003.
Emendamento aggiuntivo 1.14 R:
All articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è
aggiunto il seguente comma:
5. i trasferimenti a carico del bilancio regionale e le somme
previste nei bilanci degli enti locali finalizzati al
finanziamento dei programmi di fuoruscita predisposti ai sensi
dell articolo 5 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, non
devono essere considerati fra le spese correnti soggette al
vincolo del patto di stabilità .
Emendamento aggiuntivo 1.15:
L assimilazione delle aziende turistiche residenziali con
attività ricettiva aperta al pubblico anche con permanenza a
rotazione a gestione unitaria alle imprese turistiche, operata
dall articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 27 e
successive modifiche ed integrazioni, ha effetto retroattivo a far
data dalla richiesta dei contributi all Amministrazione.
Emendamento aggiuntivo 1.16 R:
Il comma 1 de articolo 6 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
12, è sostituito dai seguenti:
1. al fine di assicurare la continuità dei servizi di
collegamento marittimo con le isole minori, dal momento
dell attivazione del sistema di affidamento degli stessi mediante
procedura concorsuale, è autorizzata la spesa per gli anni 2003 e
2004 rispettivamente valutata in 24.015 migliaia di euro e in
23.757 migliaia di euro.
1 bis. Per le medesime finalità di cui al comma precedente, è
consentita l assunzione di impegni di spesa a carattere
pluriennale secondo le modalità previste dal comma 6 dell articolo
11 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, così come
sostituito dall articolo 64 della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10 .
Emendamento aggiuntivo 1.17:
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. All articolo 6, comma 1 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, dopo le parole e le opere fisse regolarmente
realizzate su demanio marittimo inserire le seguenti: o che
rientrino nelle fattispecie di cui all articolo 14 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 .
Emendamento aggiuntivo 1.18:
Alla fine del comma 1 dell articolo 6 della legge regionale n. 36
del 2000 aggiungere nonché da medici specialisti in medicina
dello sport .
Emendamento aggiuntivo 1.22:
Il personale appartenente alla dirigenza medica del S.S.R., che
alla data di entrata in vigore della presente legge risulti in
servizio da almeno due anni, con formale atto di data certa
emanato dal legale rappresentante dall ente, in un posto di area o
disciplina diversa da quella per la quale è stato assunto, è
inquadrato, a domanda, senza ulteriori aggravi di spesa, con la
medesima posizione funzionale nell area o nella disciplina nella
quale ha esercitato le funzioni, purché in possesso dei requisiti
specifici richiesti per la posizione oggetto del nuovo
inquadramento.
Emendamento 1.22.1:
All emendamento 1.22 apportare le seguenti modifiche ed
integrazioni:
dopo la parola inquadrato aggiungere le parole entro quattro
mesi ;
dopo la parola richiesti aggiungere le parole dal D.P.R.
483/1997 .
Alla fine dell emendamento aggiungere le seguenti parole: Le
relative domande saranno presentate entro trenta giorni dalla data
di pubblicazione della presente legge .
Emendamento sostitutivo 1.23:
L articolo 25 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 è
sostituito dal seguente:
Nell ambito delle risorse destinate al Fondo sanitario regionale
derivanti dal riparto annuale del Fondo sanitario nazionale
effettuato con delibera del CIPE ai sensi dell articolo 12, comma
3 del decreto legislativo 30/12/1992, n. 502, al fine di
perseguire gli obiettivi di finanza pubblica regionale, entro il
30 novembre di ogni anno, con decreto dell Assessore per la sanità
di concerto con l Assessore per il bilancio e le finanze vengono
definiti analiticamente i singoli aggregati economici ed i tetti
di spesa per provincia per l anno successivo.
1. Nel caso in cui entro il termine di cui al comma precedente
non sia stata ancora adottata dal CIPE la delibera di riparto del
Fondo sanitario nazionale per l anno successivo, il limite delle
risorse destinate al Servizio sanitario regionale non può superare
quello complessivamente stabilito dall ultima delibera di riparto
adottata dal CIPE.
Le eventuali successive maggiori assegnazioni sono ripartite per
il finanziamento di attività sanitarie riferite all esercizio di
adozione del provvedimento di assegnazione.
2. Fermo restando il rispetto dei valori complessivi di cui al
comma 1, eventuali eccezionali motivati scostamenti possono
realizzarsi mediante compensazione tra i singoli aggregati
economici, con le modalità di cui al medesimo comma.
3. I direttori generali delle Aziende sanitarie locali, nei
successivi trenta giorni, negoziano con ogni singola struttura
l ammontare delle prestazioni erogabili ai sensi dell articolo 28,
comma 6 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 .
Emendamento aggiuntivo 1. 24
Aggiungere il seguente articolo:
Articolo aggiuntivo
Raccolta dati sulle patologie oncologiche
1. L Assessore regionale per la sanità è autorizzato a
concedere un contributo annuo a favore del Dipartimento
di Igiene e Microbiologia Sezione Igiene
dell Università di Palermo per l istituzione e la
gestione del Registro tumori.
2.L Assessore regionale per la sanità è altresì
autorizzato a concedere un contributo annuo all Azienda
ospedaliera di riferimento per l emergenza di secondo
livello Ospedale civile OMPA di Ragusa per la
gestione ed il funzionamento delle attività di servizio
del Registro tumori.
3. L Assessore regionale per la sanità è altresì
autorizzato a concedere al Dipartimento di Oncologia
dell ARNAS Ospedale Civico e Benfratelli di Palermo ed
al Dipartimento di Igiene e Microbiologia - Sezione
Igiene - dell Università di Palermo, un contributo annuo
per la concessione di n. 8 borse studio annuali per il
personale addetto alle rilevazioni e raccolta dati di cui
al comma I al fine di realizzare un incisivo impegno nel
campo della ricerca scientifica finalizzata alla
prevenzione delle gravi patologie oncologiche.
4.E istituito presso l istituto di Igiene
dell Università di Catania, in collaborazione con
l Ordine dei medici e chirurghi della provincia di
Catania e presso l Ospedale Papardo di Messina, il
Registro tumori integrato per il monitoraggio della
patologia oncologica nel territorio delle province di
Catania e Messina, per fornire dati alle istituzioni
sanitarie al fine di una più appropriata programmazione
degli interventi di prevenzione e cura e per lo studio
dei fenomeni connessi alle cause. Il Registro tumori
integrato di Catania e quello di Messina si configurano
come registro di popolazione e di sorveglianza della
malattia oncologica. Il Registro tumori integrato è
funzionalmente ed amministrativamente diretto da un
comitato tecnico scientifico composto da medici esperti
in oncologia. Per la realizzazione di detti Registri
tumori integrati l Assessore regionale per la Sanità è
autorizzato a concedere un contributo annuo.
5.Le spese occorrenti per l attuazione dei commi
precedenti sono poste a carico del fondo sanitario
nazionale di parte corrente.
6. Entro il 28 febbraio di ogni anno i soggetti di cui
ai commi precedenti inviano all Assessorato regionale per
la sanità un dettagliato rendiconto dell attività svolta
e dei risultati conseguiti al 31 dicembre dell anno
precedente con il contributo di cui al commi precedenti.
7. L articolo 2 della legge regionale 28 marzo 1995, n.
25 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
Emendamento 1.24.1:
Subemendamento all emendamento 1.24:
Al comma 1, dopo le parole registro tumori aggiungere le parole
della provincia di Palermo
Al comma 2, dopo le parole registro tumori aggiungere le parole
della provincia di Ragusa .
Emendamento aggiuntivo 1.26:
L articolo 17 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21, è
abrogato.
Al comma 2 dell articolo 14 della legge regionale 29 dicembre
1975, n. 88 dopo le parole al comma 1 aggiungere nonché alle
assegnazioni statali e comunitarie già di competenza del
dipartimento regionale Foreste .
Emendamento aggiuntivo 1.1.R1
Il contributo di cui alla tabella H allegata alla legge regionale
16 aprile 2003, n. 4 UPB 9.3.1.3.6 (capitolo 377317) relativo
all Ente autonomo teatro di Messina ed all orchestra del teatro V.
Emanuele di Messina, è elevato, per l esercizio finanziario 2003,
a 6.714 migliaia di euro.
Emendamento 1.1 R 2
Aggiungere il seguente comma:
1. All articolo 23 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23
è aggiunto il seguente comma:
3. L erogazione dei contributi non inferiori a 2 milioni di euro
è effettuata sulla base di protocolli d intesa stipulati con le
Associazioni e Fondazioni beneficiarie che individuano i parametri
finanziari per il perseguimento degli obiettivi di finanza
pubblica regionale (patto di stabilità regionale) ;
2. L espressione settore pubblico regionale contenuta
nell articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni ricomprende tutti gli enti
strumentalmente e finanziariamente collegati con la Regione purché
aventi personalità giuridica pubblica.
Emendamento 1.2
Articolo aggiuntivo
Modifiche al bilancio di previsione della Regione siciliana per
l anno 2003
1. Nel bilancio di previsione della Regione siciliana per
l esercizio finanziario 2003, approvato con legge 16 aprile 2003,
n. 5, sono apportate le seguenti modifiche:
le seguenti UPB sono soppresse:
9.4.1.1.2 Ufficio speciale per la tutela paesaggistica e la
valorizzazione delle isole Eolie 0
9.4.1.6.2 Ufficio speciale per la tutela paesaggistica e la
valorizzazione delle isole Eolie 0
la seguente UPB è ridotta:
9.2.1.3.2 372523 Spese per l organizzazione di seminari per lo
scambio di esperienze
e per l attività informativa,
comuni agli asili nido ed alle scuole
materne e dell obbligo diretti al
personale di assistenza degli asili
nido, agli insegnanti di classe e
di sostegno ed al personale direttivo
ed ispettivo
- 55
sono istituite le seguenti unità previsionali di base:
9.4.1.1.2 Ufficio speciale per l erogazione del
buono scuola 25
9.4.2.6.2Ufficio speciale per l erogazione del buono scuola
30
Emendamento 1.3:
Aggiungere il seguente articolo:
Articolo aggiuntivo
1. Al comma 2 dell articolo 6 della legge regionale n. 14 del
2002 dopo la parola trasporti è aggiunta la parola urbani .
Emendamento 1.4
Aggiungere il seguente articolo:
Articolo aggiuntivo
1. I benefici di cui all articolo 17 della legge 16 aprile 2003,
n. 4 si applicano anche alle pratiche la cui oblazione risulti
pagata entro i termini di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47
e 23 dicembre 1994, n. 724.
Emendamenti ai sensi dell articolo 117 del Regolamento interno.
Riformulazione dell emendamento aggiuntivo 1.2:
All articolo 18, comma 2, della legge regionale n. 4 del 16
aprile 2003 aggiungere: o altresì la variazione della
destinazione d uso di tutti i volumi regolarmente realizzati anche
in verde agricolo sia per favorire l insediamento di attività
produttive sia per fini abitativi .
Modificativo all emendamento 1.17:
Sostituire di cui all articolo 14 con di cui all articolo 1,
comma 6, lettera a) della legge 21 dicembre 2001, n. 443
Modificativo al comma 5 dell emendamento 1.24:
Al comma 5 aggiungere le seguenti parole con le modalità di
riparto del fondo medesimo
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