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Resoconto d'Aula della Seduta n. 167 di martedì 21 ottobre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   PAFFUMI   segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
 seduta  precedente,  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
 approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Lo Curto  ha  inviato  una
 lettera  con  la  quale  chiede di porre  in  congedo  l'onorevole
 Acierno per la seduta odierna.
  L Assemblea ne prende atto.

                              Missione

   PRESIDENTE   Comunico  altresì  che  l onorevole  Orlando  è  in
 missione, per ragioni del suo ufficio, dal 21 al 25 ottobre 2003.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i  seguenti
 disegni di legge:

     -    Disposizioni in materia di trasferimento di personale addetto
       al settore idrico (n. 698)
     -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dall onorevole Dina  in data 17 ottobre 2003

     -     Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio  della
       Regione per l anno finanziario 2003 - Norme di razionalizzazione
       in materia di organizzazione amministrativa  (n. 699)
     -   d iniziativa governativa
     -   presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
       dell Assessore per il bilancio e le finanze (Pagano) in data 21
       ottobre 2003

            Annunzio di presentazione di disegni di legge
                     e di contestuale invio alle
                 competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE   Comunico che sono stati presentati ed inviati  alle
 competenti Commissione legislative i seguenti disegni di legge:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     -    Norme per il riconoscimento agli stranieri e agli apolidi dei
       diritti di elettorato attivo e passivo nella Regione siciliana
       (n. 696)
     -   d iniziativa parlamentare
     -    presentato  dagli onorevoli Barbagallo,  Ortisi,  Papania,
       Genovese,  Guerrieri,  Tumino, Vitrano, Zangara,  Spampinato,
       Galletti, Manzullo in data 16 ottobre 2003

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     -     Norme per la riduzione dell inquinamento luminoso  e  dei
       consumi  energetici provocati dagli impianti di illuminazione
       esterna  (n. 697)
     -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dall onorevole Moschetto in data 16 ottobre 2003

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     -     Interventi  in  materia di immigrazione. Conferimento  di
       funzioni e compiti amministrativi  (n. 695)
     -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Savarino, Cintola, Pistorio in data
 16 ottobre 2003
 -   PARERE I COMMISSIONE

       COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

     -    Disegno di legge voto per la modifica dell articolo 15 dello
       Statuto della Regione siciliana  (n. 694)
     -    d iniziativa parlamentare
     -   presentato dagli onorevoli Lo Porto, Fleres, Zangara, Turano,
       Crisafulli in data 16 ottobre 2003

                  (INVIATI IN DATA 17 OTTOBRE 2003)

           Comunicazione di invio di disegni di legge alle
                  competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE  Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
 inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     -      Norme   sull elezione  diretta  del   presidente   della
       circoscrizione e sul decentramento amministrativo dei comuni  (n.
       685)
     -    d iniziativa parlamentare

     -      Integrazioni  e modifiche all articolo  26  della  legge
       regionale 15 maggio 2000, n. 10, riguardante la rappresentatività
       sindacale  (n. 690)
     -   d iniziativa parlamentare

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

     -    Norme sul riordino delle camere di commercio  (n. 688)
 -   d iniziativa governativa

     -     Norme  concernenti il Centro euro-mediterraneo di servizi
       finanziari e assicurativi  (n. 689)
     -   d iniziativa governativa

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     -    Norme concernenti l abusivismo edilizio (n. 684)
 -   d iniziativa parlamentare

     -     Norme per la disciplina dell attività degli operatori del
       turismo subacqueo nella Regione siciliana  (n. 686)
     -   d iniziativa parlamentare

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

     -     Norme  per l assistenza sanitaria riguardante prestazioni
       indispensabili ed insostituibili per la tutela della salute (n.
       687)
     -   d iniziativa parlamentare

                  (INVIATI IN DATA 17 OTTOBRE 2003)

                Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE   Comunico  che  la  seguente  richiesta  di  parere,
 pervenuta   dal   Governo,  è  stata  assegnata  alla   competente
 Commissione legislativa:

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
                            BILANCIO (II)

    -   Utilizzazione risorse aree sottoutilizzate delibera CIPE n.
    17/2003  (n. 203/IV-II)
    -    pervenuto in data 14 ottobre 2003
 -   trasmesso in data 17 ottobre 2003

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
 interrogazioni con richiesta di risposta orale:

    N.  1368  -  Notizie  sulla guida turistica  dele  isole  Egadi
    prodotta  dal  Ministero dell'Ambiente e dall'Assessorato  beni
    culturali della Regione siciliana.
    - Assessore Beni Culturali
       Barbagallo Giovanni

    N.  1369  -  Notizie  sulla nomina dei 'project  managers'  dei
    Centri di Eccellenza sanitaria siciliani.
    - Assessore Sanità
      Giannopolo Domenico

    N.  1371  - Iniziative per impedire l'approvazione della  norma
    tendente  a  ridurre i benefici previdenziali per i  lavoratori
    che sono stati esposti all'amianto.
    - Presidente Regione
    - Assessore Lavoro
       Panarello Filippo

  Le  interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all ordine del
 giorno per essere svolte al loro turno.
  Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
 richiesta di risposta scritta:

    N.  1366 - Notizie in ordine alla incompatibilità tra la carica
    di  Assessore  provinciale e quella di Soprintendente  ai  beni
    culturali ed ambientali di Catania.
    - Presidente Regione
    - Assessore Beni Culturali
       Barbagallo  Giovanni;  Spampinato  Giuseppe;  Liotta  Santo;
    Raiti Salvatore

    N.  1367 - Provvedimenti circa la circolare dell'Assessore  per
    la  Sanità  relativa ai massimali dei pazienti per  i  pediatri
    operanti in Sicilia.
    - Presidente Regione
    - Assessore Sanità
       Moschetto Angelo

    N.   1370    -   Interventi   urgenti   per   scongiurare    la
    realizzazione di una nuova discarica nella Valle  del  Torrente
    Pace.
    - Presidente Regione
    - Assessore Territorio
      Genovese Francantonio

  Le  interrogazioni  ora  annunziate  sono  state  già  inviate  al
 Governo.

                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
 interpellanze:

    N.  132  -  Iniziative  per il rilancio dell'Ente  di  Sviluppo
    Agricolo  e  per  l'adozione di opportune misure  di  sicurezza
    degli invasi regionali.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura
      Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Orlando Leoluca

    N.  133 - Notizie sui finanziamenti relativi agli immobili  del
    comune  di  Floridia (SR) danneggiati a seguito del  sisma  del
    dicembre del 1990.
    - Presidente Regione
    - Assessore Territorio
      Ortisi Egidio; Spampinato Giuseppe

  Trascorsi  tre giorni dall odierno annunzio senza che il  Governo
 abbia  dichiarato  che  respinge le interpellanze  o  abbia  fatto
 conoscere  il  giorno in cui intende trattarle,  le  interpellanze
 stesse saranno iscritte all ordine del giorno per essere svolte al
 loro turno.

                         Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

    N.  242  - Adozione di iniziative per l'attuazione della Tregua
    olimpica durante i giochi olimpici del 2004.
    Raiti   Salvatore; Ferro  Giovanni; Orlando  Leoluca; Morinello
    Salvatore; Miccichè Calogero
    Presentata il 21/10/03

  Avverto  che la mozione testé annunziata sarà iscritta all ordine
 del  giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
 di discussione.

  Avverto,  ai  sensi dell articolo 127, comma 9,  del  Regolamento
 interno  che  nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
 mediante sistema elettronico.

              Comunicazione relativa ad interrogazione

   PRESIDENTE   Comunico che l interrogazione  a  risposta  scritta
  Notizie  circa  le  misure adottate per fronteggiare  i  problemi
 legati  al  rischio idrogeologico e ad altre calamità in Sicilia ,
 degli  onorevoli  Fleres, Catania Giuseppe e  Maurici,  annunziata
 nella seduta n. 161 dell 1 ottobre 2003 con il numero 1313,  è  da
 intendersi presentata con il numero 1333.
  L Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di apposizione di firma ad interpellanza

   PRESIDENTE   Comunico che, con nota del 15 ottobre  2003,  l on,
 Raiti ha chiesto di apporre la propria firma all interpellanza  n.
 131   Iniziative  del Governo in seguito alla  sentenza  5881  del
 Consiglio   di   Stato,  in  materia  di  dichiarazione   di   non
 appartenenza  alla  massoneria da parte dei pubblici  dipendenti ,
 degli onorevoli Virzì e Ioppolo.
  L Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Lo  Curto  ha  chiesto  di
 apporre la propria firma alla mozione n. 241.
      L'Assemblea ne prende atto.

 Comunicazione   del   programma  e  del  calendario   dei   lavori
 dell Assemblea per il periodo 22 ottobre   24 dicembre 2003.

   PRESIDENTE  Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
 parlamentari,  riunitasi oggi 21 ottobre 2003 sotto la  Presidenza
 del   Presidente   dell Assemblea,  on.  Lo  Porto,   e   con   la
 partecipazione dei Vicepresidenti dell ARS, on.le Fleres ed  on.le
 Crisafulli,   del  Presidente  della  Regione,  on.  Cuffaro,   ha
 deliberato  all unanimità  che  i  lavori  d Aula  della  corrente
 sessione e di quella di bilancio avranno il seguente svolgimento:

 Commissioni  (da mercoledì 22 ottobre a lunedì 27  ottobre  2003):
 esame  del  disegno  di  legge  di variazioni  di  bilancio  nelle
 Commissioni legislative permanenti, per le parti di competenza.
  Aula martedì 28 ottobre 2003 (seduta pomeridiana):
   -   ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento, la prima
      ora della seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni ed
      interpellanze;
 -   discussione del DPEF, documento di programmazione economico-
 finanziaria 2004-2006 (ai sensi dell  articolo 73 bis.1 del
 Regolamento).

 Commissioni  (da mercoledì 29 ottobre a martedì 4 novembre  2003):
 esame  del  disegno  di legge di variazioni di bilancio  da  parte
 della Commissione "Bilancio".
 Dopo   che    le   Commissioni  legislative   permanenti   avranno
 integralmente esaurito l'esame del disegno di legge di  variazioni
 di  bilancio, per le parti di rispettiva competenza, esse potranno
 riunirsi per l'esame di altri disegni di legge loro assegnati, con
 priorità  per  quello  concernente  interpretazione  autentica  di
 normativa elettorale, di imminente presentazione.
   La  Commissione speciale "Statuto" terrà riunione  nello  stesso
 periodo,  per  esaminare il disegno di legge n.  694,  disegno  di
 legge-voto  per la modifica dell'articolo 15 dello  Statuto  della
 Regione siciliana (voto amministrativo per gli immigrati).

 Aula  (da  giovedì 6 novembre a venerdì 7 novembre, con  eventuale
 prosecuzione, per la definitiva approvazione, sino al  9  novembre
 2003):
   l'Assemblea procederà alla discussione dei seguenti  disegni  di
 legge:
   1)  variazioni del bilancio;
 2)  disegno di legge-voto per la modifica dell'articolo 15 dello
 Statuto della Regione siciliana;
 3)  altri disegni di legge eventualmente esitati dalle competenti
 Commissioni legislative permanenti, con priorità per quello in
 materia di riassetto della struttura del Governo (n. 185) e per
 quello di interpretazione autentica di normativa elettorale (ove
 esitato per l Aula).
 La  seduta antimeridiana del 4 novembre sarà dedicata all'attività
 ispettiva e di indirizzo politico.
 Negli  altri  giorni, ai sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
 Regolamento,  la  prima  ora  della  seduta  sarà  dedicata   allo
 svolgimento di interrogazioni ed interpellanze.

                        SESSIONE DI BILANCIO
   Lunedì  10  novembre  2003: inizio della sessione  di  bilancio.
 Pertanto,  dalla  predetta data decorrono i quarantacinque  giorni
 previsti dall'articolo 73 bis del Regolamento.

  Commissioni:
 Entro   venerdì  17  novembre  2003  le  Commissioni   legislative
 permanenti,  dopo  aver  esaminato, per  le  parti  di  rispettiva
 competenza, il disegno di legge finanziaria 2004 ed il disegno  di
 legge  del  bilancio di previsione della Regione  per  l'esercizio
 finanziario   2004  e  pluriennale  per  il  triennio   2004-2006,
 invieranno  le  proprie osservazioni e proposte  alla  Commissione
 "Bilancio",  nominando  altresì un  relatore  che  partecipi,  per
 riferirvi,  alle sedute di quest'ultima Commissione. (articolo  73
 ter, comma 3, del Regolamento).
 Entro martedì 9 dicembre 2003, la Commissione "Bilancio", anche in
 mancanza  delle  osservazioni  e  proposte  delle  Commissioni  di
 merito,  esaminerà  il  disegno di legge finanziaria  2004  ed  il
 disegno  di  legge  del bilancio di previsione della  Regione  per
 l'esercizio  finanziario 2004 e pluriennale per il triennio  2004-
 2006,  e  nominerà il relatore per l'Assemblea (articolo  73  ter,
 comma 6, del Regolamento).
 I  giorni  da  mercoledì  10  a sabato 13  dicembre  2003  saranno
 utilizzati per adempimenti di natura tecnico-contabile  e  per  la
 stampa dei volumi del bilancio.

 Aula:
 A  partire  da lunedì 15 dicembre 2003, si svolgerà la discussione
 generale  congiunta del disegno di legge finanziaria  2004  e  del
 disegno  di  legge  del bilancio di previsione della  Regione  per
 l'esercizio  finanziario 2004 e pluriennale per il triennio  2004-
 2006.  Una  volta  chiusa  la discussione  generale  e  votato  il
 passaggio  all'esame degli articoli, verrà fissato il termine  per
 la presentazione degli emendamenti.
 A  partire  da mercoledì 17 dicembre 2003, si procederà  all'esame
 congiunto  del disegno di legge finanziaria 2004 e del disegno  di
 legge  del  bilancio di previsione della Regione  per  l'esercizio
 finanziario 2004 e pluriennale per il triennio 2004-2006.
 Il   termine   regolamentare  di  45  giorni  per  la   definitiva
 approvazione dei disegni di legge finanziaria e di bilancio  viene
 a scadere mercoledì 24 dicembre 2003.
      Avverto,  ai  sensi dell articolo 127,   comma  9,  del
 Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta   potrà
 procedersi a votazioni  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

   PRESIDENTE   Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
 Lettura ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8, lettera d),  e
 153  del  Regolamento interno, della mozione  n.  241  "Iniziative
 volte ad impedire l allocazione nel territorio di Mazara del Vallo
 di  un  impianto  industriale della distilleria Bertolino",  degli
 onorevoli Papania, Ortisi, Galletti, Marzullo, Spampinato.
      Ne do lettura:

                  L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

           -  il servizio Talassemia dell'ospedale 'Cervello'
           opera   dal   1983  nel  settore  della   diagnosi
           prenatale   di   emoglobinopatia,  eseguendo,   al
           dicembre '97, oltre 2.200 diagnosi prenatali;

           -     l'attività    del    servizio     Talassemia
           dell'ospedale 'Cervello' è stata svolta per  tutta
           la   Regione  siciliana  ed  ha  contribuito,  con
           l'intervento  per lo screening del portatore  sano
           di  emoglobinopatia,  ad  una  riduzione  dell'80%
           delle natalità per morbo di Cooley;

     CONSIDERATO che:

           -  il  27 maggio 1997 all'Assessorato Sanità si  è
           svolta   una   conferenza  di  servizi  presieduta
           dall'Assessore  per  la sanità,  pro-tempore,  cui
           parteciparono  anche  i  responsabili  dei  gruppi
           48 ,  54 ,  9   ed  una delegazione  di  ematologi
           rappresentati dai dottori Mangano, Maggio,  Rizzo,
           e  che  in  quella riunione l'Assessore chiese  la
           piena  condivisione  scritta  della  nascita   del
           centro  regionale di riferimento presso l'ospedale
           'Cervello'   da   parte  di   tutti   gli   attori
           siciliani;

           -  il 29 maggio 1997 tutti gli operatori regionali
           di  servizi  di talassemia inviarono all'Assessore
           per  la  sanità pro-tempore una nota  (la  n.  157
           Azienda   ospdaliera  'Cervello')   in   cui   era
           richiesto   il  riconoscimento  del  servizio   di
           talassemia  dell'Azienda 'Cervello'  quale  centro
           regionale    per   la   diagnosi   prenatale    di
           emoglobinopatia;

           -  il  24  settembre 1997, con  nota  Gab.  032/2,
           l'Assessore per la sanità pro-tempore  inviava  al
           dirigente coordinatore del gruppo 48  la nota  del
           29/5  sottoscritta dagli operatori dei servizi  di
           talassemia,   al  fine  di  predisporre   apposito
           provvedimento finalizzato alla nascita del  centro
           di   riferimento  e  alle  modalità  di   verifica
           dell'attività    da   parte   dell'Amministrazione
           regionale,

           -  il 24 ottobre 1997 il dirigente del gruppo  21
           (programmazione    finanziaria)   dell'Assessorato
           Sanità  esprimeva  il  proprio  parere  favorevole
           riguardo      all'individuazione      dell'Azienda
           ospedaliera    'Cervello'    quale    centro    di
           riferimento   per  la  diagnosi  prenatale   delle
           emoglobinopatie,   in   quanto   la    prevenzione
           (screening) avrebbe consentito la riduzione  della
           nascita  di pazienti affetti dal Morbo di  Cooley,
           con  conseguente riduzione della spesa  e  con  un
           discreto   vantaggio  economico  già   nel   medio
           periodo;

           -  il  30 dicembre 1997 l'Assessore regionale  per
           la   sanità   pro-tempore  convocava   una   nuova
           conferenza di servizi cui erano invitati  tutti  i
           direttori  generali  delle aziende  ospedaliere  e
           delle  aziende  unità sanitarie  locali  siciliane
           nonché   i   direttori  generali   delle   aziende
           Policlinico  di  Catania  e  Messina  al  fine  di
           individuare  il  centro  di  riferimento  per   la
           diagnosi prenatale di emoglobinopatia;

           -   il   16  gennaio  1998  si  è  svolto   presso
           l'Ispettorato  regionale sanitario  la  conferenza
           dei  servizi dei direttori generali delle  aziende
           ospedaliere  UU.SS.LL. e Policlinico  e  dei  loro
           delegati,  e  che, ancora una volta  all'unanimità
           gli  stessi  hanno concordato sulla  necessità  di
           far  nascere quanto prima il Centro di riferimento
           regionale,  nonché un'efficace rete  regionale  in
           grado  di  effettuare diagnosi,  ricerca,  cura  e
           prevenzione sulla talassemia,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
               ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER LA SANITA'

           -  ad  istituire al più presto il Centro regionale
           di  riferimento  per la diagnosi  prenatale  delle
           emoglobinopatie;

           -  ad  attivare  una rete regionale  in  grado  di
           effettuare  diagnosi, ricerca, cura e  prevenzione
           sulla talassemia;

           -  ad attribuire al predetto Centro di riferimento
           funzioni  e  prestazioni inerenti  alla  diagnosi,
           ricerca   e   terapia  prenatali  delle  patologie
           fetali    nelle    componenti   diagnostiche    di
           laboratorio;

           -  a  creare  un  collegamento  con  l'Ispettorato
           regionale   sanitario  al  fine  di   pianificare,
           coordinare   e   monitorare  gli   interventi   di
           prevenzione  delle emoglobinopatie nel  territorio
           regionale  (241).


   Presidenza del presidente Lo Porto


           SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
                       DELLA RUBRICA  SANITA

   PRESIDENTE   Si  passa  al  punto III  dell ordine  del  giorno:
 Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  rubrica
  Sanità .
  Si procede con lo svolgimento dell interpellanza n. 26   Adozione
 di  misure di sicurezza riguardo al problema  mucca pazza  , degli
 onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
  Ne do lettura:

          «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per
          l'agricoltura, premesso che:

          -  le recenti notizie di stampa hanno riproposto il
         problema  'mucca  pazza', peraltro  evidenziando  il
         primo caso di BSE proprio in Sicilia;

          -  tale  scoperta ha posto l'accento su un problema
         spesso poco trattato che è la tutela dei cittadini -
         consumatori;

          -  la  mancanza o il poco accurato controllo  sulla
         provenienza  delle carni o dei mangimi  è  la  prima
         causa di tale problema;

          -  la  legge  regionale 23 maggio 1994,  n.  7,  al
         comma   1   lettera  a)  dell'art.  2,  fa  espresso
         riferimento alla protezione contro i rischi  per  la
         salute del consumatore;

          per conoscere;

   -   quali controlli siano stati effettuati sulle importazioni
      delle carni e dei mangimi e quale sia stato il risultato di tali
      controlli;
 -   quali iniziative intenda intraprendere a futura garanzia dei
 consumatori;
 -   - se non intenda, qualora venisse riscontrata una zona a
 rischio particolare, provvedere ad accertamenti medici della
 popolazione eventualmente coinvolta.» (26).

  PRESIDENTE   Ha   facoltà  di  parlare  l onorevole  Fleres   per
 illustrare l interrogazione.
  .
  FLERES  Mi rimetto al testo.

  PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  fornire
 la risposta.

  CITTADINI,  assessore  per la sanità. In  riferimento  alla
 interpellanza N. 26, si rappresenta quanto segue.
 I  controlli sulle carni e, in genere, su tutti  i  prodotti
 di  origine  animale, vengono disposti dal  Ministero  della
 salute  tramite  l'ufficio veterinario per  gli  adempimenti
 Comunitari (UVCAC), con sede a Catania.
 E'  stato fatto l'esame di tutti i prodotti, ed è emerso che
 durante  il  2001  sono  stati introdotti  in  Sicilia  3185
 partite  di  carni  bovine,  per  un  totale  di  13.383.251
 chilogrammi   su   cui  sono  stati  fatti  160   controlli;
 altrettanto  sui  mangimi,  167 partite  per  un  totale  di
 3.755.655 chili di mangime e che non è stato rilevato  nulla
 di importante.
 Relativamente alla possibilità di interventi regionali  che,
 se  adottati  potranno essere integrativi e non  sostitutivi
 di   quelli   ministeriali,  saranno   oggetto   di   idoneo
 approfondimento.

   PRESIDENTE     Ha    facoltà   di   parlare    l onorevole
 interrogante  per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno   della
 risposta dell Assessore.

   FLERES  Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE    Si   procede  con   lo   svolgimento   della
 interrogazione  611  Interventi urgenti per fronteggiare  la
 grave   situazione  economica  in  cui  versano  le  imprese
 siciliane  che  prestano  agli enti sanitari  della  Sicilia
 assistenza   tecnica   in  regime  di  esclusività ,   degli
 onorevoli Borzacchelli ed altri.
  Per  assenza dall Aula del firmatario, l interrogazione  si
 intende  trasformata  in  interrogazione  con  richiesta  di
 risposta scritta, e sarà pubblicataa in allegato al presente
 resoconto stenografico

   Si  passa all interpellanza n. 44  Iniziative per  ovviare
 alle  gravissime  inadempienze della AUSL  7  di  Ragusa  in
 merito all istituzione dei PTE , dell onorevole Guerrieri.
   Per assenza dall Aula del firmatario, l interrogazione  si
 intende  trasformata  in  interrogazione  con  richiesta  di
 risposta   scritta,  pubblicato  in  allegato  al   presente
 resoconto stenografico.
   Si   procede   con   l interrogazione  n.   659    Notizie
 sull adozione  delle direttive in materia  di  accesso  alle
 prestazioni  diagnostiche  e  terapeutiche ,  dell'onorevole
 Galletti.
     Non essendo presente il firmatario, l interrogazione  si
 intende  trasformata  in  interrogazione  con  richiesta  di
 risposta scritta.

   Si  procede con lo svolgimento della interrogazione n. 674
  Verifica  del possesso dei requisiti di legge da parte  dei
 direttori  sanitari recentemente nominati , degli  onorevoli
 Miccichè ed altri.
   Ne do lettura:

         «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
         sanità, premesso che:

         -  con  recente provvedimento il Direttore  generale
         dell'Azienda  ospedaliera  'Piemonte'  di   Messina,
         dottor  Luigi Cardillo, ha nominato nuovo  Direttore
         sanitario  il dottor Francesco Scarfò, già  primario
         di Odontoiatria nella stessa Azienda ospedaliera;

         -   il   servizio   di  Odontoiatria   non   risulta
         funzionante   da  molti  mesi  perché   dispone   di
         insufficienti unità professionali;

         considerato  che il d. lgs. n. 502 del  30  dicembre
         1992, prevede quale imprescindibile requisito per la
         nomina  del  direttore sanitario l'aver svolto  'per
         almeno   cinque   anni,  qualificata   attività   di
         direzione  tecnico-sanitaria in  enti  o  strutture,
         pubbliche   oppure  private  di   media   o   grande
         dimensione';

         per sapere:

         -  se  l'Assessore  per la Sanità ritenga  opportuno
         accertare se i direttori sanitari, nominati dai vari
         direttori generali, abbiano i requisiti di  legge  e
         in particolare se detti requisiti sussistano in capo
         al   direttore  sanitario  dell'Azienda  ospedaliera
         'Piemonte' di Messina recentemente nominato;

         -   in  caso  di  accertamento  della  mancanza  dei
         requisiti,  se  non  ritenga  opportuno  avviare  la
         procedura  di  sospensione, non solo  dei  direttori
         sanitari ma degli stessi direttori generali, per  la
         accertata violazione della legge » (674).

     Ha  facoltà  di  parlare  l onorevole  interrogante  per
     illustrare l interrogazione.

      MICCICHE . Mi rimetto al testo.

      PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  per
     fornire la risposta.

   CITTADINI,  assessore per la sanità.  Gli  atti  ispettivi
 sono   stati  condotti  a  tutti  i  livelli  sui  direttori
 sanitari  ed  amministrativi,  anche  se  il  compito  della
 Regione   è  quello  di  controllare.  Le  nomine   tuttavia
 vengono  effettuate,   per  regolamento,  direttamente   dai
 direttori generali.
   Dagli atti ispettivi si è visto che il direttore sanitario
 dell'azienda ospedaliera Piemonte, per esempio, di  Messina,
 era  assolutamente in possesso dei titoli, perché  con  nota
 12355  del  21  ottobre, il direttore generale  dell'azienda
 Piemonte di Messina, ha motivato la scelta del dott.  Scarfò
 rappresentando   che  la  normativa  vigente   prevede   che
 l'incarico di direzione sanitaria aziendale sia riservato  a
 medici  di  qualifica dirigenziale che  abbiano  svolto  per
 almeno  cinque  anni attività di direzione tecnico-sanitaria
 in  enti o strutture sanitarie pubbliche e private, di media
 o  grande  dimensione, e che abbiano conseguito  l'attestato
 di  formazione  manageriale di cui all'articolo  7  previsto
 per   l'area   sanità   pubblica.   E   solo   come   titolo
 preferenziale  il  possesso della  specializzazione  in  una
 delle discipline dell'area di sanità pubblica.
   Il  direttore  generale fa presente che  il  dott.  Scarfò
 Francesco,  pur  non essendo in possesso di specializzazione
 in  una  delle  disciplina dell'area di sanità pubblica,  ha
 conseguito  una  notevole esperienza  di  direzione  con  lo
 svolgimento   di   attività   professionali   inerenti    le
 problematiche  sanitarie ed organizzative. Questo  il  senso
 della ispezione.

    PRESIDENTE     Ha   facoltà   di   parlare    l'onorevole
   interrogante  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della
   risposta dell'Assessore.

    MICCICHE'  Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

    PRESIDENTE    Si   passa   all'interrogazione   n.    688
  Interventi    per    garantire   la   piena    funzionalità
 dell ospedale  di  Termini  Imerese12  (PA),  dell'onorevole
 Cracolici.
     Non  essendo  presente in Aula l'onorevole interrogante,
 l interrogazione  viene trasformata  in  interrogazione  con
 richiesta di risposta scritta.

   Si  passa all'interrogazione n. 699  Abolizione del ticket
 per  le  visite mediche di idoneità all attività  sportiva ,
 dell'onorevole Galletti.
   Non    essendo    presente    l'onorevole    interrogante,
 l interrogazione  viene trasformata  in  interrogazione  con
 richiesta di risposta scritta.

   Si  passa  all'interrogazione n. 702   Notizie  circa  gli
 intendimenti del Governo in relazione al mantenimento  della
 titolarità  della carica di  Direttore generale dell AUSL  7
 da   parte   del  dott.  Antonio  Cusumano ,  dell'onorevole
 Gurrieri.
   Ne do lettura:

         «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
         sanità,

     premesso  che  risulta all'interrogante  da  notizie  di
         stampa (si allega copia dell'articolo del quotidiano
         'Giornale   di  Sicilia')  che  l'attuale  Direttore
         generale dell'Azienda Unità sanitaria locale n. 7 di
         Ragusa, dott. Cusumano, nella sua precedente qualità
         di Direttore amministrativo dell'azienda medesima  è
         stato  condannato con sentenza del Tribunale  penale
         di   Ragusa  per  il  reato  di  truffa   ai   danni
         dell'Azienda U.S.L. 7, costituitasi parte civile, ed
         all'interdizione dai pubblici uffici;

     considerato che:

       - la  carica  di Direttore generale, amministratore  e
         legale  rappresentante dell'Azienda U.S.L.  7,  oggi
         ricoperta  dal dott. Cusumano, risulta incompatibile
         con la qualità di soggetto condannato per truffa  ai
         danni della medesima Azienda, parte civile offesa, e
         tenuto   al  risarcimento  dei  danni  alla   stessa
         Azienda;

       - risulta parimenti non compatibile la titolarità e lo
         svolgimento  della carica di Direttore generale  con
         la disposta condanna all'interdizione temporanea dai
         pubblici uffici;

     preso atto che:

       - per  nulla  reso più sensibile dai carichi  pendenti
         prima   e  dalla  condanna  penale  dopo,  il  dott.
         Cusumano,  con un grande attivismo di  facciata,  ha
         avviato   una  ricca  campagna  di  esternazioni   e
         comunicati   stampa,  più  o  meno  ben   costruiti,
         mantenendo   nei  fatti  una  gestione  autocratica,
         caratterizzata da arroganza e disattenzione verso le
         esigenze del territorio e le esplicite richieste dei
         Sindaci;

       - ciò   è  dimostrato  dalla  scarsa  attenzione  alle
         proteste  circa il servizio 118 in provincia  o,  da
         ultimo,  dal repentino trasferimento, una  settimana
         fa,  del  118  e  di altri servizi di emergenza  dal
         centro  urbano  di  Chiaramonte  ad  una  sede  a  5
         chilometri  di  distanza, senza alcun  preavviso  ai
         Comuni  interessati  e  senza  lasciare  nemmeno  un
         cartello per l'ignaro cittadino che volesse  recarsi
         alla    sede   del   servizio   (si   allega   copia
         dell'articolo comparso sul quotidiano 'La Sicilia');

     per sapere:

       - se siano stati informati dei suddetti fatti da parte
         degli organi competenti dell'Azienda Unità sanitaria
         locale  di  Ragusa,  ai  fini  delle  necessarie  ed
         opportune valutazioni conseguenti;

       - se  intendano  applicare  l'art.  3,  comma  7,  del
         decreto  legislativo n. 502 del  1992  e  successive
         modifiche  ed integrazioni, ritenendo che  ricorrano
         quei 'gravi motivi' e la 'violazione di leggi o  del
         principio   di  buon  andamento  e  di  imparzialità
         dell'amministrazione' che determinano la risoluzione
         del   contratto  da  parte  della   Regione   e   la
         dichiarazione   della   decadenza   del    Direttore
         generale, con la sua conseguente sostituzione;

       - se  la  titolarità e lo svolgimento della carica  da
         parte  del  dott.  Cusumano sia compatibile  con  le
         disposizioni di cui alla legge n. 16 del 1992 e  con
         quelle di cui alla legge n. 97 del 2001;

       - quali iniziative intendano intraprendere al fine  di
         tutelare    gli   interessi   pubblici   e    quelli
         dell'Azienda Unità sanitaria locale n. 7 di  Ragusa,
         con  riferimento  ai fatti oggetto della  suindicata
         sentenza di condanna.» (702)

   Ha  facoltà  di parlare l onorevole Gurrieri per  svolgere
 l interrogazione.

    GURRIERI  Mi rimetto al testo.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l onorevole  Assessore
 per fornire la risposta.

    CITTADINI   assessore  per  la  sanità.  Con  riferimento
 all'interrogazione n. 702, si fa presente quanto  segue.  "A
 seguito    della   richiesta   da   parte    della    nostra
 Amministrazione di acquisizione della dichiarazione  19  del
 1997  dal curriculum personale il dott. Cusumano Antonio  ha
 prodotto  la  seguente dichiarazione: di non aver  riportato
 condanne  penali e di avere il seguente procedimento  penale
 in   corso,  procedimento  n.  1114  del  1997  innanzi   al
 tribunale di Ragusa per quanto previsto dagli articoli  110,
 323, 40, 347, 328, 61, 7 e 640.
      Dall'esame  della ispezione si è desunto che  i  reati,
 per  i  quali  il dott. Cusumano è imputato nei procedimenti
 indicati,    non    rientrano   nella   fattispecie    della
 incompatibilità alla nomina prevista dall'articolo 3.11  del
 decreto  legislativo  502  del 1992  e  come  modificato  ed
 integrato dal 229 del 1999.
      Conseguentemente, lo stesso è stato nominato  direttore
 generale. Successivamente con sentenza pronunziata  in  data
 6  luglio  2002 il Tribunale ha condannato il dott. Cusumano
 Antonio  alla  pena  dei sette mesi  di  reclusione  con  la
 sospensione  condizionata della stessa e dalla  interdizione
 dai pubblici uffici per un anno.
      Il  presunto è stato, altresì, condannato unitamente ad
 altri   due   al  risarcimento  dei  danni  e   alle   spese
 processuali cagionati alla parte civile costituita,  AUSL  7
 di  Ragusa,  liquidando i primi in complessivi  euro  52.670
 con  gli  interessi  compensativi  delle  singole  date   di
 pagamento  al  saldo  per  la  parte  patrimoniale,   e   in
 complessivi 10.000 euro per danno morale.
      In  merito  alla condanna di primo grado si rappresenta
 che   essa   non  sembra  incidere  sul  piano   prettamente
 giuridico   all'impedimento  e  alla  nomina  di   direttore
 generale   del   dott.   Cusumano  Antonio   e   quindi   al
 mantenimento  della carica ai sensi dell'articolo  3,  comma
 11,  in quanto il punto uno dello stesso comma fa saldo  gli
 effetti  disposti  dal secondo comma dell'articolo  166  del
 Codice penale, vale a dire  la sospensione della pena.
      Vorrei ancora ricordare, prima di leggere oltre che per
 tutti  gli  atti  noi  acquisiamo   l'autocertificazione  al
 momento  delle nomine,  e cioè preliminarmente alle  nomine,
 e  dopo  di  esse acquisiamo tutti i casellari giudiziari  e
 tutta  la documentazione; documenti che trasmettiamo alla  I
 Commissione    Affari  istituzionali ,  che   li   esaminerà
 singolarmente nel caso in cui vi fossero dibattimenti  sulla
 eleggibilità  o  meno.  Ed abbiamo avuto  risposta  positiva
 dalla stessa Commissione.
      Discorso  diverso sembra doversi fare  in  ordine  alla
 condanna  dello stesso al risarcimento dei danni  in  favore
 dell'Azienda USL 7 di Ragusa costituitasi parte  civile  per
 il  quale  si potrebbe appalesare un conflitto di  interessi
 tra  il soggetto condannato e l'azienda beneficiaria, il cui
 rappresentante  legale è il soggetto  condannato  e  per  il
 quale  si  è in attesa di acquisire l'apposto parere  legale
 richiesto di cui non si è avuto ancora riscontro.
   Proprio  ieri il Tribunale di Catania ci ha informati  che
 non  si  è  ancora espresso in materia. E se non si  dovesse
 esprimere entro sette giorni da ieri, vale a dire lunedì, il
 problema  non  esiste più,  praticamente viene  derubricato.
 Peraltro,  anche  il  dottor  Cusumano  si  è  appellato   e
 preferirebbe  avere una sentenza che in  un  certo  modo  lo
 liberi dalla condanna

    PRESIDENTE     Ha   facoltà   di   parlare    l'onorevole
   interrogante  per  dichiararsi soddisfatto  o  meno  della
   risposta dell'Assessore.

    GURRIERI     Signor   Presidente,   ritengo    totalmente
 insoddisfatto.
   Onorevole  Assessore, lei stesso, avendo affermato  alcune
 cose  ha  veramente contribuito a dare un'immagine  negativa
 di  questa Assemblea regionale che non riesce a svolgere  il
 ruolo  ispettivo  che le compete. E, cioè,  si  registra  di
 fatto,   oltre   alla  incompatibilità,  un   conflitto   di
 interesse,  infatti  -  vedi caso - ha  dovuto  nominare  un
 avvocato contro se stesso, anzi a favore di se stesso
      Siamo  veramente  al paradosso: non si  può  tenere  un
 direttore  generale  a dirigere un ente dove  si  gestiscono
 miliardi, se lo stesso ha avuto una condanna in primo  grado
 e,  quindi, una seconda condanna. Penso che anche a  seguito
 di  quell'incidente, di cui lei è stato purtroppo  causa,  e
 cioè   di   avermi  detto,  dopo  avermelo   annunciato   in
 Commissione,   che  c era  il  parere  legale   dell'Ufficio
 legislativo  e  legale della Regione  e,  poi,  ad  una  mia
 richiesta  specifica  e  formale, la risposta  ufficiale  da
 parte  del  dirigente è stata quella di dirmi  che  non  era
 stata chiesto nessun parere legale.
      Pertanto, ritengo che la situazione meriti un ulteriore
 approfondimento in quanto siamo in presenza  di  un  vero  e
 proprio scandalo.
      Caro  Assessore,  le preannuncio che  non farò soltanto
 il  deputato,  ma  farò  anche l'indagatore  assieme  ad  un
 avvocato  preparato  su  tali questioni.   Io  non  posso  -
 ripeto  - sentirmi soddisfatto della sua risposta in  quanto
 i  presupposti  per la sospensione e la revoca dell'incarico
 ci sono tutti.

    PRESIDENTE  Onorevole Assessore, l'onorevole Gurrieri  ha
 detto  cose  molto delicate e gravi. Seppure in questo  caso
 lei  non  ha  possibilità di replica  poichè  si  tratta  di
 interrogazione  e  non di interpellanza,  purtuttavia,  dato
 che  la  materia  è  così  incandescente,  mi  permetta   di
 invitarla  al  massimo di attenzione sul caso in  esame  che
 presenta connotati veramente odiosi.

   Si  passa  all'interpellanza  n.  50  "Iniziative  per  il
 recupero   dell'ex  ospedale  Rocco  La  Russa  di   Erice",
 dell'onorevole Oddo.
   Ha  facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per fornire
 la risposta.

    CITTADINI   assessore per la sanità.  Signor  Presidente,
 non  ho   risposta a questa interpellanza che mi  era  stato
 detto era stata posposta.

    ODDO  Signor Presidente, chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, chiedo  che  all'interpellanza
 venga data risposta scritta.

    PRESIDENTE    Non  sorgendo  osservazioni,   così   resta
 stabilito.
   Si  procede  con lo svolgimento dell'interpellanza  n.  51
  Notizie  sulle ragioni della classificazione in fascia   E
 dell ospedale di Alcamo (TP),  dell'onorevole Papania.
   Ne do lettura:

          «All'Assessore per la sanita', premesso che:

          -  il  presidio ospedaliero di Alcamo, per  effetto
        del  Decreto  del  12  Giugno  2002  dell'Assessorato
        regionale sanità, è stato classificato in fascia E  ,
        con conseguente riduzione nell'erogazione di risorse;

          -    il   calcolo   che   ha   determinato   questa
        classificazione  non  ha tenuto conto  che  nell'anno
        1999 e in parte nell'anno 2000, il P. O. di Alcamo ha
        subito  un  processo di ristrutturazione che  non  ha
        consentito  l'utilizzo  integrale  dei  posti   letto
        disponibili;

          -  la  direzione sanitaria di tale  ospedale  si  è
          preoccupata   di   intensificare   le   prestazioni
          ambulatoriali   e  quelle  in  Day   Hospital   per
          contenere  le  spese  ed offrire  un  più  efficace
          servizio;

          -  nei  mesi estivi gravata sull'ospedale di Alcamo
        una popolazione maggiore visto che sul suo territorio
        insistono  le  località balneari  di  Alcamo  marina,
        Scopello, etc, che determinano una maggiore  attività
        di pronto soccorso;

          -  le  valutazioni relative agli anni 1998  e  1999
        fatte  dall'Assessorato  sanità  sono  a  parere  del
        Direttore  Generale dott. Parisi, non rispondenti  ai
        dati forniti dal presidio ospedaliero di Alcamo;

          -  tali dati evidenziano una crescita coerente  con
          la  programmazione  e  gli obiettivi  regionali  ed
          aziendali;

          per conoscere:

          -  se  fosse a conoscenza di ciò e perché non abbia
        ritenuto  di  classificare diversamente  il  presidio
        ospedaliero  di  Alcamo, considerato  che  tutti  gli
        elementi    in    premessa   erano   stati    forniti
        all'Assessorato   sanità   dal   direttore   generale
        dell'ospedale  di Alcamo, dott. G. Parisi,  con  nota
        del 11 Maggio 2002, prot. n. 219075178/A;

          -  se nella determinazione delle diverse fasce  sia
        stato    acquisito   il   parere   della   competente
        Commissione dell'ARS;

          -  se  non  ritenga  che questa scelta  produca  un
        progressivo   ridimensionamento   dell'ospedale    di
        Alcamo, ed il conseguente rischio di chiusura;

          -   se   non   ritenga   di  dovere   rivedere   la
        classificazione  del presidio ospedaliero  di  Alcamo
        sulla base dei dati forniti dallo stesso.» (51)

 Ha  facoltà di parlare l onorevole Assessore per fornire  la
 risposta.

    CITTADINI    assessore  per  la   sanità.   Anche   sulla
 interpellanza  n. 51 non avevo una risposta da  parte  degli
 Uffici,  ma sono in grado di rispondere di persona. Riguarda
 il  presidio ospedaliero di Alcamo. La interpellanza  è  del
 19  luglio  2002. Io credo che molte cose sono  cambiate  da
 allora.  E'  stato  deliberato l'acquisto  della  TAC;  sono
 state  collaudate le nuove sale della ginecologia  ed  altre
 sale  operatorie; abbiamo dotato di molte altre attrezzature
 e  soprattutto di personale l'ospedale di Alcamo. In più  vi
 è  da  dire  che la revisione delle fasce, di cui  si  parla
 anche  a  proposito  di altri ospedali, è  stata  completata
 ieri mattina dal nostro Assessorato.
      Vorrei ricordare che le tanto criticate fasce, in  base
 alle  quali l'ospedale di Alcamo è stato declassato  e  così
 anche  quello di Ribera e di Termini Imerese, sono  relative
 alle  valutazioni  effettate dal 1997 al  1999.  Le  abbiamo
 riviste  e  l'ospedale di Alcamo è sicuramente  risalito  di
 una fascia.
      In  rapporto  a queste nuove  acquisizioni  e  comunque
 verrà documentato anche nella prossima seduta attraverso  un
 estratto  di questo grande elaborato di tutti i 67  ospedali
 siciliani.

    PRESIDENTE     Ha   facoltà   di   parlare    l'onorevole
   interpellante  per dichiararsi soddisfatto  o  meno  della
   risposta dell'Assessore.

    PAPANIA  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE    Si   passa   all'interrogazione   n.    706
 "Iniziative  per  la  parità  di  trattamento  di  tutto  il
 personale  impiegato presso il servizio 118", dell'onorevole
 Mercadante.
   Ha   facoltà  di  parlare  il  firmatario  per  illustrare
 l interrogazione.

    MERCADANTE  Mi rimetto al testo.

    CITTADINI    assessore  per  la  sanità.  In  riferimento
 all'interrogazione riguardante le iniziative per  la  parità
 di  trattamento del personale impiegato nel servizio 118, si
 fa  presente che con decorrenza da luglio il compenso orario
 per l'attività libero-professionale in incentivazione al  di
 fuori dell'orario di lavoro per il servizio prestato per  il
  SUES   dai  medici  anestesisti rianimatori  e  sempre  con
 decorrenza  dal 1  luglio è stata fissata la  nuova  tariffa
 oraria  per  il  servizio  prestato  per  il   SUES    dagli
 infermieri  e  dagli ausiliari. Tutto è stato regolarizzato.
 Vi   sono  altre interpellanze riguardanti  il servizio  118
 che  probabilmente chiariranno altri aspetti di questa lunga
 e tormentata vicenda.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Mercadante
   per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno   della   risposta
   dell'Assessore.

    MERCADANTE  Mi dichiaro soddisfatto.

      Si  procede  con lo svolgimento dell'interrogazione  n.
 718   Intendimenti del Governo in relazione al provvedimento
 dell'Ausl  7  di  Ragusa  che  istituisce  il  parcheggio  a
 pagamento  nelle  zone  adiacenti l'Ospedale  'Maggiore'  di
 Modica  , dell'onorevole Gurrieri.
      Ne do lettura:

          Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
         sanità, premesso che:

       - risulta  all'interrogante da notizie di  stampa  (si
         allega  copia dell'articolo del quotidiano 'Gazzetta
         del  Sud)  che  la  Direzione generale  dell'Azienda
         Unità Sanitaria Locale n. 7 di Ragusa ha autorizzato
         l'istituzione  di parcheggi a pagamento  nelle  zone
         adiacenti l'Ospedale 'Maggiore' di Modica;

       - il  parcheggio  a  pagamento si  configura  come  un
         ulteriore  ticket  indiscriminato  per  parenti  dei
         degenti, visitatori e pazienti che hanno bisogno  di
         prestazioni  specialistiche,  che  si  aggiunge   ai
         ticket sulla salute già operanti, con la conseguenza
         di   rendere  sempre  meno  accessibili  i   servizi
         sanitari;

       -  sono  numerose e forti le proteste dei cittadini  e
       degli utenti in genere della struttura;

     considerato che:

       - il sistema del parcheggio a pagamento rappresenta un
         balzello  ancora  più  odioso  se  si  pensa  che  i
         cittadini bisognosi di servizi sanitari non  possono
         nemmeno preventivare il tempo necessario per  fruire
         del  servizio  (ma  quella delle  liste  d'attesa  è
         un'altra storia ), con la verosimile prospettiva  di
         vedersi   contestare  infrazioni  (non  è  possibile
         preventivare quanto costose) per il tempo prolungato
         al di là di quello autorizzato con la scheda;

       - non pare assolutamente compatibile con l'ordinamento
         dell'AUSL  7  il  potere  di emettere  provvedimenti
         relativi alla viabilità;

       - tutta  la  questione presenta margini di inquietante
         prepotenza  e  arroganza mascherati  con  tratti  di
         apparente efficienza;

       - in  precedenza sono state inopinatamente  chiuse  le
         vie   di   accesso  all'area  adiacente   l'Ospedale
         'Maggiore',  precludendo agli utenti la  possibilità
         del  parcheggio  libero a pochi metri  dall'ingresso
         dell'Ospedale;

     preso  atto che l'attuale Direzione generale dell'AUSL 7
         continua  imperterrita a fare e strafare, nonostante
         la   condanna  penale  del  titolare  dott.  Antonio
         Cusumano,  senza attenzione alle esigenze reali  dei
         cittadini,   com'è   stato   denunciato   in   altre
         interrogazioni (fino ad oggi senza risposta  alcuna)
         dallo scrivente;

     per sapere:

       - se siano a conoscenza dei suddetti fatti;

       - se  e  quali decisioni si vogliano adottare per  far
         recedere l'AUSL 7 di Ragusa dal provvedimento di cui
         in premessa;

       - quali iniziative intendano intraprendere al fine  di
         tutelare  gli  interessi dei  cittadini  utenti  del
         servizio  sanitario presso l'Ospedale 'Maggiore'  di
         Modica  (718).

      PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare il  firmatario  per
     illustrare l interrogazione.

      GURRIERI  Mi rimetto al testo.

      PRESIDENTE    Ha   facoltà   di   parlare   l onorevole
     Assessore per fornire la risposta.

    CITTADINI   assessore  per  la  sanità.  L'interrogazione
   riguarda il parcheggio dell'ospedale 'Maggiore' di Modica.
      Questa     interrogazione    riguarda    il    problema
 dell'utilizzo  da parte dell'ospedale 'Maggiore'  di  Modica
 di  un terreno per il parcheggio per 120 posti macchina.  E'
 una   disquisizione  tecnica  molto  lunga   e   complicata.
 Preferirei fornire  la a risposta in forma  scritta.

    PRESIDENTE   Onorevole  Gurrieri,  accoglie  la  proposta
   dell Assessore, o preferisce una sintesi ?

    GURRIERI  Preferirei una sintesi dell'Assessore.

    PRESIDENTE   Tuttavia  l'Assessore  non  è  in  grado  di
 fornirle  la  risposta, se non sottoforma di testo  scritto,
 non lo si può costringere a fare una sintesi.
     Signor Assessore, rimetto a lei la decisione.

    CITTADINI   assessore  per la  sanità.  Rispondo,  signor
 Presidente.
   In   definitiva,  il  problema  è  che  il  parcheggio  in
 questione  è  stato trasformato in parcheggio a pagamento  e
 che  tale  operazione si è svolta in maniera  irrazionale  e
 illegale   secondo   l'onorevole   Gurrieri,   in    maniera
 assolutamente normale secondo il direttore dell'Azienda.  Lo
 stesso procedimento, peraltro, è stato poi adottato per  gli
 altri  ospedali della Azienda di Comiso e Vittoria, entrambi
 affidati al consorzio 'Europa'.
   Vi  è  stata poi una protesta dei sindaci che, in un primo
 tempo,   avevano  accettato  la  soluzione  e  poi   l'hanno
 rigettata.  In seguito a ciò, è stato presentato ricorso  al
 TAR  e  il direttore dell'Azienda conclude dicendo che  egli
 attende   il  dispositivo  della   sentenza  del  TAR,   che
 dovrebbe ormai essere disponibile a giorni: Dopodiché,  sarà
 il TAR a decidere se il presidio dovrà essere a pagamento  o
 gratuito.
   Aggiungo,  infine,  che  una  risposta  ben  più  ampia  e
 puntuale    sarà    inviata   al   riguardo    all onorevole
 interrogante.

    PRESIDENTE     Ha   facoltà   di   parlare    l onorevole
 interrogante  per  dichiararsi  soddisfatto  o  meno   della
 risposta dell Assessore.

    GUERRIERI   Sono parzialmente soddisfatto  e  rimango  in
   attesa   della   risposta  scritta  per  una   valutazione
   definitiva.

    PRESIDENTE    Si   procede  con  lo   svolgimento   della
 interrogazione  n.  725 "Tutela dei diritti  dei  lavoratori
 del servizio 118", dell'onorevole Raiti.
 Ne do lettura:

         «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
         sanità,

     premesso che:

       - la scarsa funzionalità del servizio di emergenza 118
         è  già stata posta all'attenzione del Governo ed  il
         rischio  di fallimento del funzionamento,  dovuto  a
         seri  errori gestionali, merita di essere nuovamente
         posto all'attenzione dell'Amministrazione regionale;

       - le   notizie  relative  alle  postazioni  118   sono
         alquanto  tragiche: volontari utilizzati  per  turni
         massacranti  in assoluta assenza di sicurezza,  come
         ogni  presidio  di  emergenza richiede  al  fine  di
         garantire  l'efficienza del  servizio  per  l'utenza
         cittadina;

       - risulta il mancato pagamento delle spettanze  dovute
         agli  autisti  e  ai  soccorritori  impegnati  nella
         copertura del servizio 118;

     per sapere:

       - quali  siano  i metodi di controllo che  sono  stati
         predisposti  ed in che modo siano state  attuate  le
         necessarie  misure per regolamentare le  prestazioni
         lavorative  rese  da parte del personale  utilizzato
         per  l'espletamento  del  servizio  di  urgenza   ed
         emergenza sanitaria;

       - quali  siano i provvedimenti adottati da parte degli
         enti  cui è stata affidata la gestione del servizio,
         per  tutelare il lavoro degli operatori che  vengono
         utilizzati per il servizio di emergenza  ed  in  che
         modo vengono garantiti i pagamenti;

       - se  le modalità di espletamento del servizio reso da
         soggetti  diversi dalle Aziende sanitarie  locali  e
         dalle  Aziende  ospedaliere,  siano  conformi   alla
         normativa regionale;

       - quali  misure  intendano  adottare  per  evitare  la
         paradossale situazione in cui versano gli  operatori
         del  SUES,  per il rispetto del faticoso  lavoro  da
         loro  svolto  per garantire il servizio  d'emergenza
         sanitaria ai cittadini in Sicilia.» (725).

      PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare il  firmatario  per
     illustrare l interrogazione.

       RAITI  Mi rimetto al testo.

      PRESIDENTE    Ha   facoltà   di   parlare   l'onorevole
     assessore per fornire la risposta.

    CITTADINI   assessore  per  la  sanità.  Con  riferimento
 all interrogazione n. 725, si rassegna quanto segue.
   L'articolo  9  dello  Statuto della Croce  Rossa  Italiana
 definisce   "soci  attivi"  coloro  i  quali  si   impegnano
 gratuitamente   in  maniera  organizzata  e  con   carattere
 continuativa un'attività in favore della Croce Rossa.
      Pertanto,  tutti  i soci regolarmente iscritti  ad  una
 delle  componenti della CRI (Corpo militare,  Volontari  del
 soccorso,   Pionieri,  Donatori  di  sangue,   ecc.),   ogni
 qualvolta  vengano precettati e/o utilizzati  per  le  varie
 esigenze  della  CRI sono coperti in automatico  da  polizza
 assicurativa   (da  parte  del  Comitato   centrale   Roma).
 Inoltre,  viene  comunque segnalato che  la  volontarietà  e
 gratuità  delle prestazioni dei soci ha da sempre costituito
 il principio fondamentale della Associazione medesima.
      A   seguito  dell'avvio,  a  titolo  sperimentale   del
  S.U.E.S.  118, giusta Convenzione stipulata con la  Regione
 siciliana,  Assessorato della Sanità, nonché  circolare  913
 dell'8/2/97,  la  CRI  ha  utilizzato  a  suo  tempo   sulle
 ambulanze,  nelle  varie  postazioni  del  S.U.E.S.  118,  i
 propri   volontari  (autisti,  soccorritori),   di   provata
 esperienza e in possesso di attestati di frequenza di  corsi
 di  Primo soccorso, corsi O.V.A.S., nonché della patente  di
 guida per i mezzi CRI.
      Detto  personale ha svolto per la CRI numerosi  periodi
 di  servizio  di trasporto infermi, raggiungendo  un  ottimo
 standard qualitativo che si ripercuote di conseguenza  sulla
 qualità  ed  efficienza  del  Servizio  S.U.E.S.  118  nella
 Regione Sicilia, anche grazie alla puntuale applicazione  di
 tutta la normativa vigente.
      Infine,  la CRI specifica che essendo un Ente  pubblico
 sottoposto  alle  limitazioni correnti sulle  assunzioni  di
 personale  ha affidato l'incarico per le procedure selettive
 volte  all'assunzione di autisti-soccorritori da  utilizzare
 nelle   varie   postazioni  del  S.U.E.S.  118   al   Centro
 Interaziendale  per l'addestramento professionale  regionale
 (C.I.A.P.I.).
      Si  rappresenta  infine che questa  Amministrazione  ha
 provveduto  al  pagamento alla CRI dei canoni convenzionali,
 relativi   al   personale  in  rapporto  al   numero   delle
 postazioni che risultano attivate secondo i requisiti  della
  Nuova  convenzione  (sono soltanto 92 su 145 le  postazioni
 nuove   e   solo  per  queste  viene  applicata   la   nuova
 convenzione) nonchè ha provveduto al pagamento  delle  somme
 relative  agli acconti, secondo i parametri economici  della
  vecchia  convenzione , per  le altre 53 ambulanze che,  per
 differenza,  risultano operative con  i  requisiti  previsti
 nella   vecchia convenzione.

       PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Raiti
 per   dichiararsi   soddisfatto  o   meno   della   risposta
 dell'Assessore.

       RAITI     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
 intervengo    brevemente   per   dichiararmi   assolutamente
 insoddisfatto  della  risposta  dell'Assessore,  in   quanto
 anche se ci ha fornito dei dati utili per capire quello  che
 accade  nella  gestione del servizio del 118,  tuttavia,  in
 pratica,  non  ha  risposto alle domande  poste  in  maniera
 specifica  dalla  interrogazione: vale  a  dire  quali  sono
 stati  i  metodi  di controllo predisposti per  evitare  che
 accada  un utilizzo improprio di coloro i quali prestano  la
 loro attività nel 118. A ciò non è stata data risposta.

 Quali  sono  i provvedimenti adottati da parte degli  Enti  cui  è
 stata  affidata la gestione non della CRI ma anche di  altri  Enti
 che  svolgono  tale  servizio per tutelare coloro  che  dietro  la
 parvenza  di  prestazione volontaria, di  fatto,   svolgono  turni
 massacranti di  ventiquattore al giorno e non hanno nemmeno alcuna
 garanzia di sicurezza.
  A    questa    e   ad   altre   domande   specifiche    contenute
 nell interrogazione  in  discussione non  è  stata  data  risposta
 puntuale.
    E  vero che si stava procedendo ad un assunzione attraverso  un
 bando con il CIAPI - sappiamo ciò che è accaduto e che il percorso
 è stato sospeso  per una serie di irregolarità amministrative, per
 cui  tutto rimane in aria    però sta di fatto che coloro i  quali
 ad  oggi svolgono  tale attività, assolutamente indispensabile, in
 quanto  se  si  fermano questi operatori si ferma gran  parte  del
 servizio  di  assistenza  e  di emergenza,  non  hanno  la  tutela
 necessaria, quella  prevista  dalle normative del nostro Stato  di
 diritto.

   PRESIDENTE  Se non abbiamo capito male, l onorevole Raiti  si  è
 dichiarato insoddisfatto della risposta.
    Si  passa  all'interrogazione n. 776  Notizie  sull'avviso  per
 l'aggiornamento  dell'elenco di aspiranti idonei  alla  nomina  di
 Direttore  generale  delle ASL e delle Aziende  ospedaliere  della
 Sicilia , dell'on. Ioppolo.

  Ne dò lettura:

     «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
                            premesso che:

          -   l'avviso  per  l'aggiornamento  dell'elenco  di
        aspiranti  idonei  alla nomina di Direttore  generale
        delle  A.  S.  L.  e delle Aziende ospedaliere  della
        Regione  siciliana,  è stato effettuato  in  data  29
        giugno 2001 sulla G. U. R. S. Serie speciale concorsi
        n. 19;

          -  l'elenco integrativo degli idonei alla nomina di
        cui  sopra  è  stato pubblicato sulla parte  I  della
        stessa Gazzetta Ufficiale,

          per sapere:

          -   quale  criterio  sia  stato  adottato  per   la
        pubblicità    della    selezione,    scegliendo    la
        pubblicazione della stessa sulla parte Serie speciale
        Concorsi pur non trattandosi di un bando ordinario di
        concorso  pubblico ed invece scegliendo, giustamente,
        la  parte  I  della  G. U. R. S. per  poi  pubblicare
        l'esito della selezione degli idonei;

          -  quale  criterio di eguaglianza o  diversità  sia
        stato  seguito rispetto alle nomine precedenti al  D.
        A.  12  settembre 2000 (pubblicato sulla G. U.  R.  S
        parte I n. 43 del 22 settembre 2000) con il quale  si
        era  prevista  la  possibilità di partecipazione  per
        quei professionisti con oltre 10 anni di esperienza;

          -   se  si  sia  voluto  restringere  il  campo  di
        selezione   a   pochi  soggetti,   precludendo   tale
        possibilità  ad  una platea enorme di  professionisti
        con  tanti anni di esperienza nei settori pubblico  e
        privato,  che meglio eserciterebbero la delicatissima
        funzione di 'Manager';

          -  se  non  ritenga di dover valutare l'ipotesi  di
        una  riapertura  delle selezioni,  adottando  criteri
        univoci,  con  una  pubblicità chiara  ed  esauriente
        nonché  cadenzata  ed  una  regolare  riapertura  per
        l'aggiornamento degli elenchi, al fine di dare spazio
        ad altri soggetti che potranno al meglio interpretare
        il delicato ruolo>>.(776)

    PRESIDENTE    L onorevole   assessore   ha   facoltà   di
   rispondere all'interrogazione.

    CITTADINI     assessore    per    la    sanità.    Questa
 Amministrazione  ha  trasmesso,  con  relative  note,   alla
 Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana ed al  Ministero
 di  Grazia  e  Giustizia  - Ufficio  Pubblicazioni  leggi  e
 decreti  -   l'avviso pubblico per la formazione dell'elenco
 di  aspiranti  idonei  alla  nomina  a  Direttore  generale.
 L'inserimento viene operato dal responsabile della  Gazzetta
 ufficiale della Regione siciliana.
      Relativamente  ai  criteri  seguiti  per  la   predetta
 selezione  si  comunica  che  la  Commissione  appositamente
 istituita  dal  sottoscritto  ha  esaminato  e  valutato  le
 istanze  pervenute adottando criteri univoci di  valutazione
 e  nel  rispetto dei requisiti richiesti di cui  all'art.  3
 bis comma 3 del Decreto legislativo 229 del 1999.
   Sono  state già immesse delle nuove figure, qualcuno vorrà
 conoscerne i nomi, possiamo portarli la prossima settimana.
   Per  quanto  riguarda  l'ipotesi di una  riapertura  delle
 selezioni per l'aggiornamento degli elenchi, si fa  presente
 che  solo  recentemente  è  stata avviata  la  procedura  di
 selezione  con  la  quale sono stati  nominati  i  Direttori
 Generali per coprire le sedi resesi vacanti.
   E  di  conseguenza per due anni almeno, da  oggi,  non  si
 prevede che vi siano nuove immissioni.

   IOPPOLO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 778.

   CAPODICASA.    Chiedo    che    venga    abbinata    anche
 l'interpellanza   n.  59  a  firma   mia  e   dell'onorevole
 Cracolici, perché trattano lo stesso argomento.

         PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni  l'Assessore
         risponderà   congiuntamente   e   all'interrogazione
         numero 778  Notizie circa il futuro dell ospedale di
         Ribera ,       dell onorevole      Miccichè       ed
         all interpellanza  numero  59   Notizie  sul  futuro
         dell ospedale di Ribera (AG)

         <<Al Presidente della Regione e All'Assessore per la
         sanità,  premesso che gli atti compiuti  in  materia
         sanitaria   dal  Governo  nazionale  e   da   quello
         regionale  puntano allo smantellamento  dei  diritti
         sanitari  dei cittadini, con provvedimenti  come  la
         reintroduzione  dei  tickets sui  farmaci  o  per  i
         servizi di pronto soccorso,

         per sapere:

         -  quale  sia il futuro dell'Ospedale di Ribera,  in
         modo   da  smentire  definitivamente  le  voci   sul
         presunto   accorpamento  di  alcuni   reparti   alla
         struttura di Sciacca;

         -  perché tale struttura ospedaliera, dato il bacino
         d'utenza, non sia stata ancora potenziata nella  sua
         dotazione  tecnica (TAC, mammografo,  eccetera)  per
         elevarne  il  livello professionale e garantire  una
         più completa assistenza;

         -  perché  non vengano utilizzati i fondi  assegnati
         dal  Governo nazionale (circa nove miliardi di lire)
         per la messa a norma della struttura;

         -   perché non venga realizzata l'illuminazione della pista di
           atterraggio per gli elicotteri>> (778).

         <<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
         sanità, premesso che:

         - si è recentemente diffusa una forte preoccupazione
         e    inquietudine   fra   le   popolazioni   servite
         dall'ospedale di Ribera, prontamente raccolte  dalle
         istituzioni  locali  e  dalle  forze  politiche,  in
         seguito  all'ipotesi di chiusura o  soppressione  di
         importantissimi  reparti  dell'ospedale  di   Ribera
         (come cardiologia - ortopedia - laboratorio analisi)
         definiti 'doppioni' di analoghi reparti già presenti
         nella   vicina   Sciacca,   da   parte   di   taluni
         parlamentari di centrodestra;

         -   tale  ipotesi  comporterebbe,  ove  attuata,  il
         ridimensionamento  dei  reparti   dell'ospedale   di
         Ribera se non addirittura la sua chiusura;

         considerato che:

         -  da  tutto ciò scaturirebbero gravi disagi  per  i
         cittadini   del   comprensorio   riberese,   e    in
         particolare per gli utenti dei paesi limitrofi,  per
         i  quali  la  distanza dal primo centro  ospedaliero
         raggiungibile, aumenterebbe di circa 20 Km;

         - ad oggi l'inadeguatezza e la fatiscenza delle reti
         di  collegamento  stradali, la completa  assenza  di
         quelle    ferroviarie   e   di   adeguati    presidi
         territoriali  di  primo livello,  fa  si  che  poche
         decine  di  chilometri diventino  ostacoli  talvolta
         tragici per l'utenza ospedaliera;

         -  nessun adeguamento o ammodernamento delle reti di
         collegamento  di questa zona è previsto nell'accordo
         di  programma quadro tra la Regione siciliana  e  lo
         Stato;

         notevoli difficoltà deriverebbero dalla chiusura del
         presidio  ospedaliero  riberese,  alla  cittadinanza
         della zona di Sciacca, che vedrebbe aggiungersi alla
         propria  utenza  quella di un  intero  comprensorio,
         alterando il rapporto posti-letto per abitante;

         vista  la  grave crisi idrica che da anni oramai  ha
         messo  in ginocchio l'economia riberese e dei  paesi
         limitrofi,  e il drammatico impatto che la  chiusura
         dell'ospedale avrebbe su un'economia già  gravemente
         destabilizzata;

         vista  l'incertezza  dell'azione  legislativa  della
         maggioranza  di  governo in  tema  di  sanità  e  le
         continue  e  ripetute notizie circa la necessità  di
         soppressione o di ridimensionamento di interi centri
         ospedalieri della nostra regione;

         vista  la  protesta  e le manifestazioni  di  piazza
         della cittadinanza di Ribera e dei paesi limitrofi;

         per conoscere:

         -  quali siano i reali progetti o intendimenti della
         maggioranza  di  governo circa la sopravvivenza  del
         presidio ospedaliero riberese;

         -  quali  iniziative o provvedimenti  legislativi  e
         relativi  impegni  finanziari,  intendano  porre  in
         essere, al fine di ridare serenità alla cittadinanza
         di  un territorio che da tempo oramai si trova nella
         trincea della precarietà economica e sociale>>. (59)

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare  l'assessore  per  la
   sanità per rispondere congiuntamente all'interrogazione ed
   all'interpellanza, di analogo contenuto.

    CITTADINI   assessore  per  la  sanità.  Con  riferimento
 all'interrogazione   in  oggetto  è  un   quesito   relativo
 all'illuminazione delle aree di superficie,  si  rappresenta
 che  tale  quesito è stato superato dall'attività  posta  in
 essere  dalla  Direzione  generale dell'AUSL  di  Agrigento.
 Difatti  dalla documentazione trasmessa da tale AUSL risulta
 che  i  lavori  di realizzazione dell'area di superficie  in
 atto  sono  ultimati ed è in corso la procedura di  chiusura
 tecnica amministrativa da parte della Direzione dei lavori.
   Tale  area  di superficie è stata realizzata in conformità
 alle  norme tecniche ed aereonautiche in atto vigenti  ed  è
 dotata  della  prevista  impiantistica  antincendio  e   del
 sistema   di   illuminazione  notturna  atto  a   consentire
 interventi  di elisoccorso di giorno e di notte. Allo  stato
 attuale  è  in  corso la fase finale legata  all'ottenimento
 dell'autorizzazione  da parte dell'Ente nazionale  aviazione
 civile  per  dichiarare  idonea tale superficie  all'uso  di
 elicotteri  plurimotorici amplificati in classe A  verticale
 ed  in grado di eseguire operazioni di atterraggio e decollo
 con performance di classe privacy sia diurni che notturni.
   Per  quanto  riguarda  il futuro sono  state  fatte  tante
 ipotesi,  ma io vorrei aver citato un solo ospedale  di  cui
 non  si  è paventata la chiusura e un solo reparto in  tutta
 la Sicilia che è stato chiuso. Mai nessuno
   L'idea nella rete ospedaliera era quella di attribuire 104
 posti  all'ospedale  di Ribera, più  o  meno  quanti  ne  ha
 attualmente,  dei quali 29 alla medicina ordinaria  e  3  di
 day  hospital, alla cardiologia 7 ed 1, alla pediatria  7  e
 1.   Questo   per  l'area  di  medicina.Per  la  verità   la
 Commissione  che ha girato l'ospedale di Ribera aveva  fatto
 notare  che  esiste una cardiologia a destra  e  a  sinistra
 dell'ospedale,  cioè  una ad Agrigento  ed  una  a  Sciacca,
 entrambe dotate di cardiologia interventistica che è  un  pò
 il   futuro   della   cardiologia.  Di  conseguenza   questa
 cardiologia sembrava un pò in sofferenza tra due  unità  con
 cardiologia  interventistica ben avanzata. Però la  risposta
 è  che  la cardiologia serviva per l'ospedale in generale  e
 anche  di  supporto  alle  altre divisioni  e  non  è  stata
 toccata.
      Per  l'area chirurgica abbiamo previsto trentadue letti
 per   la  chirurgia  generale  nel  modulo  minimo,  di  cui
 ventinove  in  ordinario e tre in day hospital,  otto  posti
 per  la ortopedia e la traumatologia, e sedici posti per  la
 ostetricia e ginecologia di cui quattordici ordinari  e  due
 in day hospital. In totale arriviamo a centoquattro posti.
      Devo  dire  che,  secondo  le  direttive  ministeriali,
 bisognerebbe chiudere tutti gli ospedali che hanno  meno  di
 centoventi  posti  letto. Di conseguenza,  siccome  non  c'è
 alcuna  intenzione di chiudere l'ospedale di Ribera,  stiamo
 studiando    la    possibilità    di    inserire    qualcosa
 differenziandolo   un   po'   dalle   strutture   viciniori,
 soprattutto per quella di Sciacca

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Miccichè
   per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno   della   risposta
   dell'Assessore.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi
 dichiaro  non soddisfatto perché l'Assessore ha  cercato  di
 giustificare  la  scelta,  paventata già da  diverso  tempo,
 dell'accorpamento di alcuni reparti dell'ospedale di  Ribera
 e  di  quello  di  Sciacca.  Lei  stesso  ha  detto  che  la
 direttiva  nazionale  prevede  che  gli  ospedali  sotto   i
 centoventi  posti dovrebbero essere chiusi. Noi  prevediamo,
 non la chiusura, ma l'accorpamento.
   Un  accorpamento del genere significa diminuire ancora  di
 più il numero dei  posti letto.

    CAPODICASA  Non ha detto questo l'assessore

    MICCICHE'  Così ho inteso, o forse ho capito male.

    CITTADINI   assessore  per  la  sanità.  Quando   abbiamo
 parlato  di accorpamento, abbiamo parlato di reperire  altri
 sedici  posti nelle aree meno rappresentate negli altri  due
 ospedali   appunto   per  evitare  che  si   vada   incontro
 all'obiezione  che  l'ospedale non  raggiunge  i  centoventi
 posti minimi.

    MICCICHE'    Se   il  ragionamento   è   questo,   potrei
 dichiararmi       parzialmente      soddisfatto.       Però,
 nell'interrogazione facevo riferimento al  fatto  che  nella
 struttura  manca  ancora  una TAC, un  mammografo  ed  altri
 strumenti   indispensabili  per   rendere   più   efficiente
 l ospedale.  Oppure  la possibilità di  avere  la  pista  di
 atterraggio per un elisoccorso. Queste cose non  sono  state
 evidenziate nella sua risposta.

    CITTADINI   assessore  per  la  sanità.  Abbiamo  parlato
 dell'elisoccorso.    C'è    l'atterraggio    verticale     e
 orizzontale.  Si  può  atterrare di giorno  e  di  notte,  a
 qualunque ora. Per quanto riguarda la TAC .

    MICCICHE'   O  la  TAC, o altri strumenti.  Oggi  c'è  la
   risonanza magnetica ...

    CITTADINI  assessore per la sanità. Dato che la questione
 è   riportata  anche  per  altri  ospedali  vorrei   fornire
 un'informazione generale.
     Quando  questo  Governo si è insediato,  di  quarantotto
 ospedali  territoriali, provinciali, c'erano tre  TAC,  oggi
 ne  hanno ventotto. Questo ci è stato rimproverato. Dobbiamo
 prendere  atto  del  fatto che la medicina  nuova  ha  costi
 nuovi  e  allora non ci si può dire, da un lato, di  mettere
 la  TAC  ad Alcamo, a Mazara e a Ribera, e poi accusarci  di
 spendere  troppo. Perché si sa che una TAC vuol  dire  avere
 almeno  cinque radiologi  in dotazione e francamente  andare
 ad  aumentare  abnormemente  il  numero  delle  TAC  in  una
 provincia  che  già  ne  ha  tre -   perché  attualmente  ce
 l'hanno   Sciacca, Agrigento e Licata -  francamente  è  una
 spesa   che   noi  crediamo  sia  superflua  rispetto   alle
 esigenze.
      Comunque i direttori generali hanno piena autonomia  in
 questo.  Se loro faranno la richiesta della TAC, noi  daremo
 loro   la  TAC, così l'anno venturo avremo debordato  ancora
 di  alcuni  miliardi in più e ci sentiremo  rimproverare  di
 fare  una  medicina eccessivamente costosa. Non c'è medicina
 di qualità senza costi di qualità

    MICCICHE'   Su  questo,  brevemente,  vorrei   fare   una
 replica,onorevole,  assessore. Lei parte  dal  principio  di
 economizzare,  cercare  di  risparmiare,  tagliare  i   rami
 secchi,  cercare  di  rientrare in un  quadro  che  è  stato
 delineato  dalle  recenti leggi e dalla politica  di  questo
 Governo.
      Credo  che  i  cittadini non guardino  molto  a  questo
 aspetto.   Non  interessa  l'aspetto  economico  perché   la
 sanità,  essendo un settore  principale, di cui i  cittadini
 sperano    di   essere   fruitori,   quando   è   necessario
 naturalmente,  non  pensano che si debba guardare  più  alla
 questione del risparmio.
        Certo  sulle  spese  inutili  potremmo  anche  essere
 d'accordo,  anzi dovremmo essere più duri, più inflessibili,
 ma  su  questi  aspetti,   secondo  me,   una  TAC  in  ogni
 territorio  significa probabilmente salvare una vita  umana,
 e lei sa benissimo cosa intendo dire tecnicamente.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Capodicasa
   per dichiararsi soddisfatto o meno.

    CAPODICASA   Onorevole Presidente  la  mia  interpellanza
 reca   il  titolo   Notizie  sul  futuro  dell ospedale   di
 Ribera :  Su  questo  argomento l'assessore  ha  dato  ampie
 assicurazioni  che non è prevista la chiusura dell'ospedale;
 anzi  ha  affermato che, essendo oggi al di  sotto  dei  120
 posti   necessari  per  mantenere  in  vita  una   struttura
 ospedaliera,  secondo  la normativa nazionale  si  adopererà
 per  fare in modo che si raggiunga questo livello e impedire
 che  una struttura così importante venga chiusa perché serve
 un  ambito territoriale che non sarebbe esattamente  coperto
 né  dall'ospedale di Sciacca, né da quello di Agrigento  che
 gravitano   su   territori  diversi.  Quindi   mi   dichiaro
 soddisfatto della risposta.

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  interrogazione  numero  780
 "Notizie  in ordine al funzionamento dello SVES 118",  degli
 onorevoli Borzacchelli e Savona.
     Non  essendo  presenti   in Aula  gli  interroganti,  si
 intende  trasformata  in  interrogazione  con  richiesta  di
 risposta scritta.
   Si  passa all'interpellanza numero 61  Iniziative  per  il
 rilancio  dell Ospedale S. Cimino di Termini Imprese  (PA) ,
 degli onorevoli  Manzullo, Vitrano, Zangara.
   Poichè   nessuno  degli  interpellanti  è  presente,   non
 sorgendo osservazioni, riceveranno risposta scritta.

 Si  passa alla interrogazione numero 830  Notizie in  merito
 allo  stato  di  attuazione dell'accordo  tra  l'Assessorato
 regionale  della  sanità e le parti sociali della  provincia
 di Siracusa ,  a firma Morinello, Raiti. Ne do lettura:

         <<All'Assessore  per  la  sanità,  premesso  che  in
         seguito all'accordo del 6 febbraio 2001 N, raggiunto
         tra  l'Assessore regionale per la sanità, i  Sindaci
         di  Avola, Noto, Pachino, Portopalo e Rosolini e  le
         organizzazioni  sindacali  è  stato   stabilito   un
         potenziamento del servizio sanitario della zona;

     considerato che:

       - gli   ospedali  di  Noto  e  di  Avola  sono  ancora
         sprovvisti   dei  reparti  indispensabili   per   la
         salvaguardia   della  salute  previsti  dall'accordo
         precedente;

       - i posti letto attualmente disponibili sono inferiori
         alle effettive necessità;

       - numerosi posti di personale medico e paramedico sono
         ad  oggi  vacanti, così come non sono  ancora  stati
         assunti  primari  i  cui  concorsi  sono  già  stati
         espletati;

     per sapere:

       - se  l'Assessore  per la sanità sia a conoscenza  del
         mancato  rispetto degli accordi presi con  le  parti
         sociali e i rappresentanti dei cittadini;

       - quali    iniziative   intenda   intraprendere    per
         assicurare ai cittadini che vivono nella zona sud di
         Siracusa  la  possibilità di fruire di  un  servizio
         sanitario efficiente>>. (830)

     L'onorevole assessore ha facoltà di rispondere..

    CITTADINI   assessore per la sanità. Io vorrei  ricordare
 che  l'accorpamento  degli  ospedali  di  Noto  -  Avola  ha
 rappresentato   il   primo  tentativo   o   esperimento   di
 accorpamento  nella  nostra Regione e  i  presupposti  erano
 stati  tutti  studiati  in partenza ed   anche  le  proposte
 operative   erano  stato  valutate;  inoltre  il   direttore
 generale aveva garantito che avrebbe eseguito tutto ciò  che
 aveva previsto.
   In  pratica  noi abbiamo mantenuto il numero  globale  dei
 posti:  erano  310  posti  letto tra  i  due  ospedali  così
 suddivisi:  246  per acuti,  32 per lungo  degenza,  32  per
 riabilitazione.
   Abbiamo previsto che anche nei cinque comuni vicini -   si
 chiamano  Pachino, Porto Palo, Rosolini -  sia  attivato  un
 PTE  a  Pachino, una ambulanza medicalizzata, vuol dire  con
 medico e infermiere a bordo;  è stato mandato a Noto si  sta
 riadattando alla struttura incompleta di Pachino e  si  sono
 mantenute le attuali postazioni di guardia medica.
   Vorrei  dire  che  del  presupposto  firmato  da  tutti  i
 sindacati  di  riduzione di 50 unità di guardie  mediche  in
 tutta  la  Sicilia,  oggi, non è stata  soppressa  una  sola
 guardia medica.
   In   rapporto   al  blocco  dei  concorsi,   che   dipende
 dall articolo   34,  paralizzando  una   parte   di   questa
 realizzazione,  devo  dirvi che con decreto  del  Presidente
 del  Consiglio  del  27 settembre sono state  riattivate  le
 procedure  concorsuali relativamente al  50  per  cento  dei
 posti vacanti in organico.
   Questo  decreto  è stato recepito dalla Regione  siciliana
 perché  il  DPCM nazionale diceva che le Regioni  a  Statuto
 autonomo    dovevano   recepire   o   comunque    legiferare
 autonomamente.  Per  cui,   abbiamo  riprodotto  il  decreto
 ministeriale,   lo  abbiamo  inviato  a  tutti  i  direttori
 generali  e  da questo momento la mobilità interregionale  è
 stata  sbloccata  e sono state sbloccate  le  assunzioni  in
 tutto  il  comparto socio sanitario limitatamente ripeto  al
 50  per  cento dei posti letti in organico, al  momento  del
 blocco da parte della finanziaria.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Raiti  per
 dichiararsi soddisfatto o meno.

    RAITI   Le  preoccupazioni che stavano  alla  base  delle
 interrogazioni  hanno  trovato ampio riscontro,  quindi,  mi
 dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE  Si passa all'interpellanza numero 66 'Notizie
 circa  il conferimento di incarichi di consulenza legale  da
 parte  della  AUSL n. 6 di Palermo', a firma  dell'onorevole
 Antinoro, Ne do lettura:

         <<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
         sanità,

     PREMESSO  che  risultano  conferiti  dalla  AUSL  6   di
         Palermo,  con delibere del Direttore generale  (come
         per  esempio  le delibere 582 e 583  del  23  aprile
         2002)  diversi  incarichi di  consulenza  legale  ad
         avvocati  del  Foro di Palermo per  il  supporto  ad
         attività  di  contenzioso  del  tutto  normali   per
         un'Azienda sanitaria di grande dimensione;

     CONSIDERATO che l'Azienda stessa dispone di un proprio
         ufficio legale dotato di nove professionisti;

     PER CONOSCERE:

       - se  non  ritenga  di dover richiedere  al  Direttore
         generale della USL 6 le ragioni del mancato  impiego
         delle  professionalità legali  interne  all'Azienda,
         tanto  nelle circostanze citate che nelle altre  che
         eventualmente dovessero sussistere;

       - se,  a  suo  giudizio, non debba esser ritenuto  uno
         spreco di denaro pubblico l'assunzione di consulenze
         esterne  pagate  a  parcella,  in  presenza  di   un
         efficiente servizio legale interno dotato del numero
         di  professionisti e dell'altro personale necessario
         ad assicurare il servizio per gli affari legali e il
         contenzioso;

       -  quali  iniziative il Governo della Regione  intenda
       adottare  per evitare il perpetuarsi di tale spreco>>.
       (66)

    PRESIDENTE  Onorevole Antinoro intende illustrarla?

    ANTINORO  Mi rimetto al testo.

    PRESIDENTE     L'onorevole  assessore   ha   facoltà   di
   rispondere all'interpellanza.

    CITTADINI   assessore per la sanità. Questa interpellanza
 dell'onorevole Antinoro è del 29 ottobre 2002, mi chiedo  se
 sia  ancora  attuale.  Comunque,  in  riferimento  a  quanto
 richiesto a questo Assessorato regionale, si precisa  che  i
 provvedimenti  deliberativi  di  affidamento  di  consulenze
 esterne,  citate  dall'interrogante,  riguardano  specifiche
 problematiche su cui era necessario provvedere in tal  senso
 per  motivi di opportunità, per esempio per la deliberazione
 n.  583  del 2002, che si allega in copia, e per fornire  un
 coerente  quadro  di  insieme della  normativa  nazionale  e
 regionale   anche   in   virtù  di   diversi   pareri   resi
 dall'Ufficio   legale   aziendale.   Si   ritiene   comunque
 opportuno rappresentare il rilevante carico di lavoro che  i
 legali  interni  svolgono presso le sedi  giudiziarie  della
 provincia di Palermo.
      In  parole  povere sono state affidate  consulenze  per
 incarichi  speciali  e, soprattutto,  per  problematiche  di
 affollamento di questioni legali.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Antinoro
   per dichiararsi soddisfatto  o meno.

    ANTINORO  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione  numero    869
 'Notizie  circa le nomine di 14 dirigenti presso le  Aziende
 sanitarie  siciliane' a firma degli onorevoli Barbagallo  ed
 altri. Ne do lettura:

         <<All'Assessore per la sanità, premesso che:

       - numerosi Direttori sanitari ed amministrativi  delle
         Aziende  ospedaliere e delle Asl sono stati nominati
         dai  rispettivi Direttori generali pur se privi  dei
         requisiti  richiesti dalla legge  per  l'affidamento
         degli incarichi in questione;

       - in  particolare, 10 dirigenti sanitari e 4 dirigenti
         amministrativi   non  sarebbero  in   possesso   del
         requisito richiesto dal DPR 10 dicembre 1977, n. 484
         che  all'art. 1 dispone che 'l'incarico di direzione
         sanitaria   aziendale  è  riservato  ai  medici   di
         qualifica dirigenziale che abbiano svolto per almeno
         cinque  anni attività di direzione tecnico-sanitaria
         in  enti o strutture sanitarie, pubbliche o private,
         di media o grande dimensione';

       - l'Assessorato della sanità di recente  ha  richiesto
         ai  Direttori generali delle aziende interessate  di
         fornire  un  supplemento di documenti che  accertino
         l'effettivo possesso dei requisiti da parte  dei  14
         dirigenti suddetti;

     per sapere:

       - quali   siano   gli   esiti   della   richiesta   di
         integrazione  dei documenti rivolta dall'Assessorato
         sanità ai direttori generali delle Aziende;

         -   perché nessun chiarimento sia stato richiesto relativamente ad
           altri due direttori sanitari, anch'essi privi dei requisiti ma
           tuttavia non compresi tra i dirigenti 'sotto inchiesta', e cioè il
           direttore sanitario della A.S.L. 2 di Caltanissetta e il direttore
           sanitario dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Di Dio>>.( 869)
 -
 L'onorevole    assessore    ha   facoltà    di    rispondere
 all'interrogazione.

    CITTADINI    assessore   per  la  sanità.   L interrogazione
 riguarda sempre gli accertamenti della legalità delle nomine  a
 direttore  sanitario, in questo caso l'Azienda ospedaliera  San
 Giovanni  Di  Dio  di  Agrigento  e  dell'Azienda   n.   2   di
 Caltanissetta.
   In  rapporto  a un esposto già fatto dall'ANDO  la  scrivente
 amministrazione,  con  nota n. 5862  del  29  aprile  2003,  ha
 avanzato   richiesta  ai  direttori  generali  in   ordine   ai
 provvedimenti di nomina di detti direttori.
   In   particolare,  in  merito  alla  nomina  della   dott.ssa
 Mattaliano    Anna    Rita   a   direttore   umero    scrivente
 amministrazione   non  ha  ritenuto  di   fare   richiesta   di
 chiarimenti alle due aziende citate.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Barbagallo
 per   dichiararsi   soddisfatto  o   meno   della   risposta
 dell'Assessore.

    BARBAGALLO  Mi ritengo soddisfatto.

    PRESIDENTE  Si passa alla interrogazione numero 872  Notizie
 circa  la futura creazione presso l'ospedale 'Giglio' di Cefalù
 di  un  Centro  di sperimentazione ad indirizzo oncologico ,  a
 firma dell'onorevole Giannopolo.
   Su  richiesta  dell assessore, si  procede  allo  svolgimento
 congiunto  della  interpellanza numero  67   Notizie  circa  la
 prevista trasformazione dell'ospedale 'G. Giglio' di Cefalù  in
 centro   di  eccellenza  ad  indirizzo  oncologico ,  a   firma
 dell'onorevole  Antinoro  e   dell interrogazione  numero  1092
  Chiarimenti  circa  la  prevista realizzazione  di  un  Centro
 d eccellenza  oncologica a Cefalù (PA) , a firma dell'onorevole
 Miccichè.

   Ne do lettura:

         <<All'Assessore per la sanità, premesso che:

       - in  data  4  ottobre  2002 è stato  sottoscritto  un
         protocollo   d'intenti  tra  la  Regione  siciliana,
         rappresentata   dall'Assessore  regionale   per   la
         sanità,  il  Comune  di  Cefalù,  rappresentato  dal
         Sindaco,  l'AUSL n. 6, rappresentata  dal  Direttore
         generale,  e  il Presidente della Fondazione  Centro
         San  Raffaele  del  Monte Tabor,  per  la  creazione
         presso  l'ospedale 'Giglio' di Cefalù di  un  Centro
         d'eccellenza   di   sperimentazione   gestionale   a
         indirizzo oncologico;

       - con  il  sopraddetto protocollo d'intenti la Regione
         siciliana  si impegna a erogare fino a 250.000  euro
         alla Fondazione San Raffaele, per l'elaborazione  di
         un  progetto preliminare per la creazione del Centro
         di sperimentazione presso il presidio ospedaliero di
         Cefalù;

     vista  l'importanza  per il territorio madonita  servito
         dall'ospedale di Cefalù e la rilevanza del  progetto
         in  questione per la programmazione sanitaria  nella
         provincia di Palermo e più in generale nella  nostra
         Regione;

     per sapere:

       - se  non ritenga opportuno sottoporre preliminarmente
         l'idea  del  progetto  di creazione  del  Centro  di
         sperimentazione   ad  indirizzo   oncologico,   alla
         Conferenza provinciale degli amministratori comunali
         istituita  per  la  programmazione degli  interventi
         sanitari  sul  territorio,  e  comunque  ai   Comuni
         ricadenti  nel distretto socio-sanitario di  Cefalù,
         nonché alla VI Commissione legislativa dell'ARS;

       - quali motivi abbiano indotto la Regione siciliana ad
         individuare    nella   Fondazione   San     Raffaele
         l'interlocutore  per la creazione di  un  centro  di
         sperimentazione ad indirizzo oncologico;

       - quali motivi abbiano indotto la Regione siciliana ad
         individuare in una struttura privata e  non  in  una
         struttura  pubblica rientrante a  pieno  titolo  nel
         Servizio  sanitario nazionale, il soggetto al  quale
         affidare la realizzazione di un Centro di eccellenza
         ad indirizzo oncologico presso l'ospedale di Cefalù;

       - se  non ritenga opportuno precisare sin d'ora che la
         realizzazione del Centro non comporterà comunque  la
         soppressione  degli attuali servizi ospedalieri  che
         dovranno   continuare   ad  assicurare   prestazioni
         sanitarie  generali e di base alla  popolazione  che
         gravita sull'ospedale di Cefalù;

       - se  non intenda precisare sin d'ora che il personale
         medico  e  paramedico che non transiterà  nuovamente
         nella  nuova  gestione, non sarà posto  in  mobilità
         presso  altre  strutture sanitarie ma continuerà  ad
         operare presso il presidio di Cefalù per garantire i
         servizi sanitari ospedalieri programmati;

       - se  non  ritenga opportuno precisare che  l'utilizzo
         delle  risorse finanziarie del Servizio sanitario  e
         della   Regione  avverrà  sulla  base  di  un  piano
         economico  finanziario  che dovrà  essere  approvato
         dall'AUSL  n. 6 e portato a conoscenza di  volta  in
         volta delle rappresentanze sindacali aziendali;

       - se  non consideri opportuno modificare la previsione
         della  presenza  minoritaria della Regione  e  degli
         altri  soggetti  pubblici, mentre la presenza  della
         Fondazione    San    Raffaele    dovrebbe     essere
         maggioritaria nel Consiglio di amministrazione della
         Fondazione  che  sarà  creata appositamente  per  la
         gestione dell'Ospedale;

       - se  non  ritenga opportuno eliminare la  previsione,
         nella  ipotetica futura convenzione,  della  facoltà
         dell'Ente  gestore (leggasi San Raffaele)  di  avere
         forme  di  collaborazione e  interazione  con  terzi
         prescindendo dalla funzione e dalle decisioni  degli
         Enti facenti parte del Servizio sanitario nazionale;

       - se   non  intenda  modificare  le  previsioni  delle
         scadenze  temporali  della  sperimentazione  (cinque
         anni)  e  del  passaggio a regime della  convenzione
         (ulteriori quindici anni), dal momento che  entrambe
         le scadenze temporali sono da ritenere troppo lunghe
         e  dettate  solo  dalle esigenze  finanziarie  della
         Fondazione San Raffaele;

       - se non consideri opportuno prevedere sin d'ora nella
         convenzione  l'applicazione  di  DRG  ai  fini   del
         finanziamento nella misura prevista per  le  Aziende
         di  rilievo regionale nella fase di sperimentazione,
         e  solo  successivamente, qualora i risultati  della
         sperimentazione   fossero  valutati   positivamente,
         nella  misura  prevista per le  Aziende  di  rilievo
         nazionale;

       - se  non  ritenga opportuno inoltre stabilire che  la
         Regione   in   caso   di  disavanzo   interviene   a
         riequilibrare  in parte gli squilibri  di  bilancio,
         così  come  in  caso  di avanzo  di  amministrazione
         decurta  di pari importo i trasferimenti per  l'anno
         successivo;

       - in   che   modo   e  con  quali  strumenti   intenda
         sovrintendere  al 'progetto Cefalù'  allo  scopo  di
         garantire  il massimo di trasparenza e di  efficacia
         nella definizione degli accordi e della convenzione,
         sia in fase preliminare che definitiva>>. (872)

         <<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
         sanità,

     PREMESSO  che  alcuni giorni or sono, presso  l'Ospedale
         'G.  Giglio' di Cefalù si è tenuta una riunione  tra
         il  personale ed il Dirigente generale ASL n. 6,  da
         cui  l'Ospedale dipende, durante la  quale  è  stata
         distribuita una 'lettera d'intenti - accordo quadro'
         che  porta le firme dell'Assessore regionale per  la
         sanità,   del  Sindaco  di  Cefalù,  del   Direttore
         generale della ASL 6 e del legale rappresentante del
         Centro S. Raffaele del Monte Tabor;

     CONSIDERATO che:

         -   con  la  citata  lettera  d'intenti,  'ai  sensi
         dell'articolo 9 bis del decreto legislativo  n.  502
         del  1992', pur prevedendo la necessità di  apposita
         normativa regionale, si propone che:

         -  l'Ospedale  'G. Giglio' di Cefalù, potenzialmente
         dotato  di  260 posti letto, una volta completato  e
         dotato  delle  necessarie attrezzature tecnologiche,
         venga  trasformato  in  un centro  di  eccellenza  a
         indirizzo  oncologico,  con attività  di  assistenza
         sanitaria e di ricerca scientifica e formazione;

         - il soggetto designato a realizzare il progetto sia
         la  'Fondazione Centro S. Raffaele del Monte  Tabor'
         di  Milano, senza bisogno di ricerca e confronto con
         altri   soggetti,   perché  'tale   scelta   risulta
         obiettivamente giustificata'

         -  il  soggetto al quale verrà affidata la  gestione
         sarà una fondazione alla quale il Centro S. Raffaele
         e  la Regione parteciperanno, in percentuali diverse
         da quelle previste dall'articolo 9 bis citato;

         -  con tale accordo preliminare le parti (Regione  e
         Fondazione Centro S. Raffaele) si impegnano:

         1)  la Fondazione, ad elaborare il progetto al quale
         sarà  apposto il marchio 'S. Raffaele', e la Regione
         a  sostenerne i costi fino all'entrata in funzione a
         regime e a pieno utilizzo dei posti letto;

         2)  la  Fondazione  e  la  Regione  ad  affidare  la
         gestione   ad   un  ente  no  profit   appositamente
         costituito, dove la Fondazione S. Raffaele  avrà  la
         maggioranza nel Consiglio d'amministrazione  (organo
         di  governo); mentre la Regione avrà la  maggioranza
         soltanto nel Collegio dei revisori dei conti (organo
         di controllo);

         3) la Fondazione a gestire l'Ospedale in convenzione
         e  la Regione ad esercitare il controllo secondo  le
         modalità stabilite dalla Fondazione, che comunque si
         riserva  di condurre la gestione affidandola  a  chi
         vuole;

         4)  la  Regione a garantire l'equilibrio di bilancio
         dell'iniziativa,  o  attraverso  i   D.R.G.   (nella
         massima  misura  prevista) o, se non  bastasse,  con
         finanziamenti   ulteriori   ad   integrazione;    la
         Fondazione, a far fronte alle esigenze di  personale
         mantenendo,  a  proprio insindacabile  giudizio,  le
         professionalità  esistenti, se funzionali  al  nuovo
         indirizzo, oppure procedendo ad assunzioni  dirette,
         con  contratto di diritto privato, previa formazione
         professionale;

     CONSIDERATO che:

         -  il periodo di sperimentazione della gestione  del
         modello pubblico-privato delineato secondo i criteri
         sopra illustrati avrà, secondo la lettera d'intenti,
         la  durata  di  cinque anni, e,  purché  la  Regione
         continui a fornire il supporto finanziario  per  gli
         investimenti   e   ad  assicurare  l'equilibrio   di
         bilancio,  una  durata  indefinita  e  comunque  non
         inferiore a 15 anni;

         -   per   l'attuazione   del   progetto   si   rende
         indispensabile  un'apposita iniziativa  legislativa,
         il  che  dimostra la consapevolezza,  da  parte  dei
         firmatari  della  lettera d'intenti,  che  l'oggetto
         dell'accordo  è  cosa ben diversa dai  programmi  di
         sperimentazione previsti e regolati dall'articolo  9
         bis del decreto legislativo n. 502 del 1992;

         -   il   progetto  preliminare  sarà  redatto  dalla
         Fondazione Monte Tabor, ma a spese della Regione;

         -  il  Ministro  della Sanità ha già  annunziato  la
         realizzazione  dei  tre poli d'eccellenza  siciliani
         (pediatrico   a  Palermo,  ortopedico   a   Catania,
         oncologico a Messina);

         -  presso  l'Azienda Ospedaliera Civico  di  Palermo
         esiste  già  l'Ospedale  Maurizio  Ascoli,  presidio
         oncologico specializzato e funzionante e  che  anche
         presso  l'Azienda  Policlinico di  Palermo  vi  sono
         strutture ad indirizzo oncologico operative,

     PER CONOSCERE:

         - quale sia, ove ci sia, l'interesse della Regione a
         portare avanti un accordo che costituisce una  sorta
         di 'patto leonino' con oneri e obblighi ad esclusivo
         carico   della  Regione  e  vantaggi  ad   esclusivo
         beneficio della controparte;

         -  se  la trasformazione dell'Ospedale G. Giglio  di
         Cefalù  in un presidio oncologico di eccellenza  sia
         prevista nel piano sanitario regionale;

         -  se  la  sottoscrizione  della  lettera  d'intenti
         comporti    già    oneri   e    spese    a    carico
         dell'Amministrazione regionale;

         -  se  esista  o  se  sia  in itinere  un'iniziativa
         legislativa destinata a sostenere tale accordo,  che
         prevede per l'Amministrazione un impegno ventennale;

         -  chi  sia  il soggetto incaricato, definito  nella
         lettera  d'intenti 'figura professionale di  elevata
         qualificazione  e  posizione funzionale  all'interno
         della  dirigenza  regionale',  di  sovrintendere  al
         progetto Cefalù e alla sua attuazione;

         -   se   non  ritenga  il  contenuto  della  lettera
         d'intenti  totalmente  confliggente  con  la  citata
         norma  del decreto legislativo n. 502 del 1992,  che
         alle sperimentazioni gestionali pubblico-private  in
         campo  sanitario pone precisi limiti anche temporali
         e  impone, ad esempio, al contrario di ciò  che  con
         l'accordo   preliminare   si   vorrebbe,   che    la
         partecipazione  privata  alle  sperimentazioni   non
         superi il 49 per cento;

         -   dove  siano,  in  particolare,  le  'ragioni  di
         convenienza  economica  del progetto  gestionale  di
         miglioramento  della qualità dell'assistenza'  e  la
         'coerenza  con  le  previsioni del  Piano  sanitario
         regionale' e i criteri di garanzia stabiliti con  lo
         stesso articolo 9 bis del decreto legislativo n. 502
         del 1992>>. (67)

         «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per  la
         sanità  e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
         sociale,   la   formazione   professionale   e    l'
         emigrazione,

         PREMESSO che:

       - la decisione della Regione siciliana di ricorrere ad
         una  Fondazione con soggetti privati per  consentire
         l'adeguato  utilizzo  delle strutture  dell'Ospedale
         Nuovo  di Cefalù, potrebbe rappresentare un notevole
         passo  in  avanti  per  il  livello  quantitativo  e
         qualitativo delle prestazioni erogate;

       - con   il  protocollo  d'intesa,  sottoscritto  dalle
         rappresentanze istituzionali e dal Presidente  della
         Fondazione Centro San Raffaele, per la creazione  di
         un   Centro   d'eccellenza  di   sperimentazione   a
         indirizzo    oncologico,   la   Regione    siciliana
         interviene anche finanziariamente;

         CONSIDERATO che:

       - il   progetto  è  d'importanza  rilevante   per   la
         popolazione del territorio interessato e  per  tutta
         la nostra Isola;

       - l'avvio  del Centro d'eccellenza crea preoccupazione
         tra il personale sanitario impegnato nella struttura
         ospedaliera  del  'G. Giglio',  poiché  non  risulta
         ancora  chiaro il passaggio giuridico dei dipendenti
         dell'ospedale;

         PER SAPERE:

       - se  sia  stato  precedentemente avviato  uno  studio
         epidemiologico   nella  Regione  per   valutare   la
         necessità di investire nella costituzione del  nuovo
         polo  oncologico, considerata l'esistenza  di  altri
         centri di alta specializzazione a Palermo e Messina;

       - se non ritengano opportuno precisare, fin dalla fase
         costituente,  che la realizzazione  del  Centro  non
         penalizzerà  la  zona madonita con  la  soppressione
         degli  attuali  presidi ospedalieri, che  resteranno
         per  assicurare le prestazioni sanitarie di base  ai
         cittadini dei comuni del territorio interessato;

       - quali  iniziative intendano adottare per scongiurare
         il  paventato  pericolo della mobilità presso  altre
         strutture   sanitarie   del   personale   medico   e
         paramedico,   assicurando  fin  da  ora   che   esso
         continuerà ad operare presso la struttura di  Cefalù
         per   garantire   i  servizi  sanitari   ospedalieri
         programmati;

       - quali  siano  le  modalità  e  gli  strumenti  utili
         adottati  per garantire il massimo della trasparenza
         e  dell'efficienza, sia nella fase  preliminare  che
         definitiva del progetto.» (1092)

     L'onorevole Assessore ha facoltà di rispondere.

    CITTADINI   assessore  per  la sanità.  In  linea  di  massima
 ritengo  che tutte le notizie siano in parte falsate  dal  titolo
 'Notizie  circa la futura creazione presso l'Ospedale  Giglio  di
 un centro di sperimentazione ad indirizzo oncologico'.
      Mai  nessuno  ha parlato di centro ad indirizzo  oncologico.
 Noi   abbiamo  parlato  di  una  sperimentazione  gestionale  che
 avrebbe  inglobato, e mantenuto, i 187 posti teorici, di  cui  86
 attivati,  per  le cinque divisioni e i tre servizi preesistenti,
 più  la  necessità  di  continuare ad  ospitare,  anche  se  sono
 servizi   territoriali  e  non  ospedalieri,   il   servizio   di
 psichiatria  e il servizio immunotrasfusionale, e di imporre  per
 meno  di  100  posti  letto, 90 posti letto, una  sperimentazione
 gestionale  che  riguardasse per 32 posti letto l'ortopedia,  per
 24  posti letto l'aumento della riabilitazionee soltanto  per  30
 posti letto l'oncologia medica e chirurgica.
      Questa  è  la premessa; devo dire che questa sperimentazione
 gestionale, che è stata oggetto di tante polemiche, non è  ancora
 oggi  partita per un motivo molto semplice: l'Azienda  6  non  ha
 mai  consegnato  la parte nuova dell'ospedale che avrebbe  dovuto
 ospitare   i   cento   posti   in  più  dell'ospedalità   normale
 territoriale e i posti, viceversa, della gestione sperimentale.
      Soltanto il 27 settembre sono stati consegnati i posti  letto
 del  nuovo  ospedale,  ma quando si sono aperti  i  diaframmi  che
 chiudevano  questi  nuovi  reparti  ci  si  è  accorti  che  erano
 sprovvisti di ascensori, impianto di termo-ventilazione e  di  gas
 medicali, sprovvisti nel senso che questi servizi non erano  stati
 attivati.
      Soltanto  il  10  ottobre  questi  tre  impianti  sono  stati
 attivati, ma ci si è accorti che le sale operatorie, non  solo  le
 quattro  sale operatorie e le quattro sale terapia intensiva,  non
 erano  mai  state  collaudate ma non era  neppure  stato  affidato
 l'incarico  di  collaudo  né  è  stata  mai  ordinata   una   sola
 attrezzatura prevista che riguardasse le quattro sale  operatorie,
 le  quattro sale di terapia intensiva post operatoria, la tac e la
 risonanza previste dall'ospedale.
      Di  conseguenza,  con molto pragmatismo,  i  medici  del  San
 Raffaele  hanno  detto di non potersi esporre  ad  operare  in  un
 ospedale   senza  nessuna  risorsa,  dove  tutti  gli   interventi
 chirurgici erano stati praticati in una sala operatoria  e  mezza,
 cioè  in  una  sala  operatoria per tutto l'ospedale,  con  i  gas
 medicali  dentro  la  sala  operatoria,  e  un'altra  saletta  più
 piccola   per  i  piccoli  interventi,  forse,  di  ostetricia   e
 ginecologia   ed   hanno   rimandato   l'inizio   della   gestione
 sperimentale   a  quando  queste  strutture  saranno   consegnate,
 collaudate ed efficienti.
      Io  credo che questo avverrà non prima dell'1 gennaio. Vorrei
 rassicurare  che fino ad allora, cioè dal 1  luglio quando  grosso
 modo  è  partita  questa  avventura mista, questa  gestione  mista
 pubblico-privato, ad oggi non è stato mai corrisposto  nessun  DRG
 né   nella  fascia  superiore,  né  sono  stati  previsti  i   DRG
 incrementati dalla natura della fondazione.
        Ci  si  è  limitati soltanto a pagare il 50 per  cento  del
 corrispettivo  dell'anno precedente 2002, cioè,  per  esempio,  se
 fossero  25  miliardi,  12  miliardi,  di  questo  ne  sono  stati
 utilizzati  soltanto 5 miliardi - e non 50 o  500,  come  è  stato
 scritto; questo può essere documentato con grande facilità - e  si
 è   rimandato   tutto  il  discorso  all'inizio   della   gestione
 sperimentale sempreché vi sia intenzione da entrambe  le  parti  -
 ho  notizie molto sicure che la gestione stessa se la fede vacilla
 di  fronte alle difficoltà di percorso enorme che si è trovato  ad
 affrontare   lungo   questa   situazione   così   tormentata,   se
 cominceranno  dal  1   gennaio   e  dal  1   gennaio  scatterà  la
 gestione sperimentale.
      In  rapporto ad altri quesiti posti vorrei chiarire che ci  è
 stato  scritto  che  un  intervento fatto all'ospedale  di  Cefalù
 costerà  tre volte più di quello fatto all'ospedale San  Raffaele.
 Noi  non abbiamo previsto alcun aumento, alcuna  differenza tra  i
 DRG  di Cefalù e quelli di qualunque altro ospedale, soltanto  che
 quando  inizierà la gestione sperimentale godrà del  passaggio  in
 fascia  A,  che è un 5 per cento in più; quindi, per  esempio,  se
 l'intervento  in una sede costerà 3.000.000, lì potrà  costare  un
 massimo di 3.150.000, cioè 150.000 lire.
      Non  esistono queste problematiche, non capisco, francamente,
 di  che  cosa si tratti, sono state fatte tante critiche a  questa
 impostazione   di   gestione  sperimentale  ma   ci   sono   delle
 documentazioni  che  io  vi ho portato e che  sono  disponibile  a
 darvi: è la normativa nazionale che dice che l'articolo 9 bis  del
 decreto  legislativo  e successive modificazioni  ed  integrazioni
 rappresenta  un  momento  di  svolta della  disciplina  in  quanto
 apporta   variazioni   sostanziali   nell'ambito   della   potestà
 autorizzativa della sperimentazione e che il termine  sperimentale
 fa  sottintendere  qualcosa di diverso dalla  gestione  ordinaria.
 Qualcosa   che  comporti  una  maggiore  snellezza  nei   processi
 burocratici e amministrativi.
      L'articolo  4  della  legge  30  dicemnre  1991,  n.  412  ha
 introdotto  l'istituto  della  sperimentazione  gestionale   senza
 fornire  una nozione precisa, riferendosi, in modo generico,  alla
 possibilità  di  attuare forme di collaborazione  tra  pubblico  e
 privato  finalizzate all'acquisizione di risorse  finanziarie,  di
 conoscenza e di esperienza per migliorare l'efficacia del  sistema
 sanitario.  la  scelta del metodo sperimentale, per  regolare  una
 pluralità  di  aspetti ritenuti rilevanti per le funzionalità  del
 sistema,   in   alternativa   a  quello  tradizionale,   evidenzia
 l'intento  del  legislatore di individuare strumenti  di  gestione
 innovativi  e  flessibili, ricavati o ricavabili dalla  esperienza
 della  imprenditorialità privata. Tale intento veniva sottolineato
 dalla  prevista  possibilità di adottare  una  diversa  disciplina
 della sperimentazione, anche in deroga alla normativa vigente".
      Questi fogli sono a vostra disposizione. Io non credo che sia
 stata  commessa alcuna irregolarità e  illegalità, comunque  siamo
 pronti  a discutere, in qualunque momento. la sperimentazione  non
 è  partita  certamente non per colpa del San Raffaele. Debbo  dire
 che  quasi  nessun  operatore del San  Raffaele  è  entusiasta  di
 venire   a   lavorare  in  un  contesto  di  conflittualità   che,
 francamente è difficile da spiegare.
        Vi  ricordo  che  il presupposto per cui fu  ideato  questo
 percorso  era quello di un ente che perdeva 11 miliardi  l'anno  e
 che  non  produceva niente, l'addove a venti chilometri  c'era  un
 ospedale  in  fase  di  netto  rilancio,  l'ospedale  di   Termini
 Imerese, a trenta chilometri da Petralia Soprana.
      Questa era l'operazione prevista. Più o meno sono le risposte
 che   mi  sento  di  dare.  A  tutti  i  punti  citati  nelle  tre
 interrogazioni   ho   risposto   mediante   un   elaborato    che,
 probabilmente, serva a rispondere a tutti e tre e che è  a  vostra
 disposizione,   così   come  lo  sono  io  per   qualunque   altro
 chiarimento.

       PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l onorevole Giannopolo per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevole assessore,  onorevoli
 colleghi,  io dichiaro di sentirmi un po' disarmato, se  vogliamo,
 un  po'  in imbarazzo, per la risposta non-risposta dell'Assessore
 Cittadini.  Della  non-risposta perché per il  90  per  cento  dei
 punti  esposti  nella  interrogazione, non  viene  fornita  alcuna
 risposta,  né  convincente,  né  non  convincente:  non   c'è   la
 risposta.
      Per  un altro dieci per cento viene data una risposta  e,  in
 più,   l'assessore  aggiunge  delle  cose  che,  francamente,   mi
 lasciano   lo ripeto -  disarmato e, parecchio imbarazzato.
      L'Assessore  ci  ha  detto che la sperimentazione  gestionale
 sull'ospedale  Giglio di Cefalù, ad opera della Fondazione  Giglio
 San  Raffaele, non è ancora partita; però ci dice che  sono  state
 anticipate   delle   somme.  Allora  delle  due,   l'una:   o   la
 sperimentazione è partita, o la sperimentazione non è partita.  la
 sperimentazione   è   partita  il   1    luglio   2003.   E'   una
 sperimentazione  che, come volevasi dimostrare,  non  ha  fatto  i
 conti con la realtà; innanzi tutto sul piano amministrativo e  sul
 piano legislativo.
         L'Assessore   ci  dice  che,  invece,  la  sperimentazione
 gestionale  effettivamente partirà l'1   gennaio  del  2004  e  ci
 annuncia  che, in ordine all'inizio e al concretizzarsi di  questa
 sperimentazione  mostra  le  sue evidenti  perplessità  e  il  suo
 pessimismo.
      Bene,  assessore, io penso che lei avrebbe  fatto  bene,  fin
 dall'inizio di questa storia, a mostrare più realismo  e  a  farsi
 carico,  di  una  cultura  procedurale, ma  anche.di  una  cultura
 democratica.    Avrebbe   fatto   bene,   cioè,    a    sottoporre
 immediatamente  al parere della sesta Commissione  legislativa  e,
 quindi,  al  parere del Parlamento regionale, come  andava  fatto,
 tutto il progetto relativo alla sperimentazione.
  Affermo   ciò,  perché  a  mio  avviso  ne  avrebbe   guadagnato,
 sicuramente,  la  sperimentazione stessa, un tipo di  esperimento,
 questo  di  cui  stiamo  parlando, su un  presidio  ospedaliero  a
 carattere zonale, territoriale che oggi rischia di essere messo in
 crisi senza ottenere nulla in cambio.
  La   verità   è  che  questa  vicenda  è  costellata   da   tante
 illegittimità  ed anche da alcune illegalità. Ed io,  mi  consenta
 signor Assessore, brevemente,  voglio esporle.
  Lei  ha  affermato che nessuno ha mai parlato di  sperimentazione
 gestionale  di  indirizzo oncologico. A tal proposito,  le  voglio
 leggere  il protocollo di intenti del 4 ottobre 2002, laddove  fra
 le  premesse  viene  detto che: "tra gli ospedali  che  presentano
 idonee  caratteristiche strutturali", per giustificarne la scelta,
 "e  di rilevanza, per il servizio sanitario regionale , rientra il
 complesso  ospedaliero  'Giglio'  di  Cefalù,  struttura  in  fase
 avanzata  di  completamento con una dotazione  potenziale  di  260
 posti  letto,  che, previa dotazione delle necessarie attrezzature
 tecnologiche, potrà diventare un centro di eccellenza ad indirizzo
 oncologico.
  Questo  protocollo di intenti è stato sottoscritto da lei, signor
 Assessore,  in  data 4 ottobre 2002, ad esso, poi, sono  succeduti
 altri  atti  che hanno portato, nel maggio del 2003, alla  stipula
 della convenzione; convenzione che sembra a lei sconosciuta. Se lo
 ritiene  opportuno, signor Assessore, vorrei fornirgliene copia  -
 considerato che credo lei non abbia mai avuto il modo ed il  tempo
 di  leggerla  -  per  sua  maggiore scienza  e  per  sua  maggiore
 conoscenza di ciò che è stato fatto.
  In  breve,  comunque, lei e la Regione avete pagato  500  milioni
 delle  vecchie  lire  all'Istituto  San  Raffaele  di  Milano  per
 confezionare  un  progetto  di  150  pagine  che  avrebbe   potuto
 elaborare qualsiasi dipendente della USL o dell'Ospedale Giglio di
 Cefalù.
  A   questo  punto,  vorrei  conoscere  i  motivi  per   i   quali
 all istituto San Raffaele avete regalato 250 mila euro  ed  invece
 dalla  Fondazione Maugeri pretendete la realizzazione del progetto
 a  totale  carico  della  Fondazione stessa.  Questa  è  la  prima
 questione.
  Seconda  questione:  l'interrogazione  si  riferiva  alla   prima
 ipotesi formulata dal protocollo di intenti, cioè quella di  avere
 un Consiglio di amministrazione a maggioranza e voi avete previsto
 un  Consiglio  di amministrazione a maggioranza del San  Raffaele,
 cioè  a maggioranza del privato; eventualità espressamente vietata
 dall'articolo 9 bis e successive modificazioni, così come  da  lei
 stesso  citato.  Quando vi è stato evidenziata  tale,  come  dire,
 piccola  dimenticanza, siete corsi ai ripari ed avete capovolto  i
 rapporti.
  In buona sostanza, però, nella gestione di questa sperimentazione
 gestionale è rimasta la prevalenza del privato, laddove è previsto
 che è facoltà del privato di nominare il direttore generale, che è
 magna   pars   nella  gestione  del  progetto  di  sperimentazione
 gestionale  e, laddove avete previsto anche le nomine  all'interno
 del Consiglio di amministrazione, di cui una, anche se eccellente,
 è  quella del professore Umberto Veronesi, sicuramente, emanazione
 diretta  anche da parte dell'istituto San Raffaele.  Ma  quel  che
 conta  è che avete costituito un Consiglio di amministrazione  con
 persone prive dei requisiti previsti dalla legge.
  E  quello  che è ancora più grave è che avete attribuito  con  lo
 Statuto e con l'atto costitutivo una sorta di potere di veto, così
 come esiste all'ONU, al privato, laddove viene detto che qualsiasi
 deliberazione deve avere il voto favorevole almeno di uno dei  due
 componenti dell'Istituto San Raffaele, del privato.
  Questa  è  quindi  una  sperimentazione che sposa  totalmente  le
 ragioni  del privato. Del resto vorrei che si sapesse - ce  lo  ha
 detto l'onorevole Miccichè in una sua famosa intervista rilasciata
 al  Giornale  di Sicilia - questa sperimentazione  o  si  fa  alle
 condizioni  del  San  Raffaele o non si fa,  o  si  fa  secondo  i
 desideri  del  San  Raffaele o non esiste  alcuna  possibilità  di
 sperimentazione.  Ciò è stato detto dagli stessi  uomini  del  San
 Raffaele,  è  stato  amplificato e ripetuto  anche  dall'onorevole
 Miccichè ed è stato ripetuto ed amplificato anche in più occasioni
 da altri esponenti politici di questa maggioranza.
  L'altra  questione  è  che nel progetto di sperimentazione  viene
 prevista  non  soltanto la soppressione di alcuni  servizi,  quali
 quello  dell'immuno-trasfusione e lo  spostamento  in  altre  sedi
 della  psichiatria,  ma  si parla anche  di  una  non  convenienza
 nell'attivazione del pronto soccorso e del reparto di  ostetricia,
 poiché  tratterebbero  patologie non  di  elezione  e  quindi  non
 convenienti  sul piano della remunerabilità e della  remunerazione
 in termini di DRG al San Raffaele.
  Al  riguardo, signor Assessore, la prego di fornire risposta  non
 soltanto  ai  cittadini  di  Cefalù che  vogliono  appartenere  al
 comprensorio,   ma  anche  agli  amministratori  di   Cefalù,   ai
 consiglieri comunali degli altri comuni del comprensorio, i  quali
 vogliono  essere rassicurati sul fatto che il pronto soccorso  non
 verrà   mai   soppresso  lungo  il  percorso   del   progetto   di
 sperimentazione.
  Esiste  un  solo  modo  per rassicurare i cittadini  e  l'utenza:
 creare  un atto integrativo alla convenzione che modifichi  questa
 parte  del  progetto e che affermi esplicitamente  che  il  pronto
 soccorso e l'ostetricia sono reparti che funzioneranno.
  Signor   Presidente,  vorrei  procedere  velocemente   su   altre
 questioni, su altri punti. L'Assessore questa sera ci ha detto che
 l'Ospedale  non è stato consegnato nella sua interezza  perché  su
 alcune  strutture, su alcune questioni logistiche,  esso  non  era
 pronto.  Vorremmo sapere con quali somme di denaro  si  renderanno
 agibili e usufruibili quei reparti, quelle strutture edilizie  che
 dovrebbero giustificare l'accreditamento.
  Lei,  signor  Assessore,  ha già pagato  un  anticipo  di  cinque
 miliardi delle vecchie lire al San Raffaele e qualche cifra in più
 ad  una  struttura che non è ancora accreditata. Mi chiedo, quindi
 come può giustificare l'erogazione di una tale somma di denaro  ad
 una  struttura  che  è  una fondazione ex novo,  che  deve  essere
 accreditata  per le strutture che ha, per determinate  prestazioni
 che voi avete incominciato ad erogare.
  Mi  chiedo ancora come sarà pagato il personale e quale  sarà  il
 regime giuridico del personale dal momento che ancora viene pagato
 dalla USL 6.
  Avete  affermato  che attiverete l'istituto  del  comando  o  del
 distacco,  cioè  istituti che valgono all interno  della  Pubblica
 Amministrazione, in quanto non si è ancora visto  un  istituto  di
 comando,  di  distacco  di un medico o di un qualsiasi  dipendente
 pubblico  verso una struttura privata. Questo si può fare soltanto
 a partire dal 2002 con gli istituti nazionali di ricerca pubblica,
 gli Ircs, ma sicuramente non con una Fondazione di questo tipo.
  Signor Assessore,  vuole spiegarci come sarà regolata la vita del
 personale, a meno ché non deciderete di espellere tutto quanto  il
 personale,  di  procedere a nuove assunzioni e di  porre  l intero
 personale in mobilità, visto che ciò ancora non è chiaro e  non  è
 dato sapere e non è dato capire
  Inoltre,  avete  inserito questa clausola  capestro,  secondo  la
 quale le gare, sostanzialmente per tutti gli acquisti, compreso  i
 completamenti  a  cui lei si riferisce, dovranno essere  espletate
 sul  parere  tecnico  del San Raffaele, che dovrà  assistere  alle
 procedure   di  gara,  cioè  sostanzialmente  le  procedure,   gli
 affidamenti saranno effettuati dal San Raffaele.
  Signor  Assessore,  sono davvero indignato per la  prevaricazione
 che  avete  dimostrato nell intera vicenda. Non avete mai  sentito
 l'opinione dei sindaci di quel comprensorio, non avete mai sentito
 il dovere di consultarvi attraverso la conferenza dei sindaci, non
 avete  ancora oggi, a due mesi dalle richieste di incontro che  vi
 sono  state avanzate, risposto e rassicurato i cittadini circa  il
 pronto soccorso e l'ostetricia.
  Concludo,  signor Presidente, con una dichiarazione:  invierò  la
 risposta  dell Assessore  e  gli atti  relativi  alla  Commissione
 trasparenza, in quanto vorrei capire come stanno effettivamente le
 cose,  per  evitare che in futuro si possa procedere lungo  questa
 strada, che è impraticabile non soltanto per il servizio sanitario
 regionale,  ma  anche  per il buon senso e per  una  questione  di
 estetica e di legittimità degli stessi atti.

   PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione numero 877   Iniziative
 per  il  recepimento  della  legge 180 in  materia  di  assistenza
 psichiatrica , a firma dell'on. Miccichè.
  Ne do lettura:

  «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,

  premesso che:

  -   l'assistenza  psichiatrica  in  Sicilia   si   è   da   tempo
 caratterizzata  per  una mancanza di adeguate risposte  sociali  e
 strutturali ai soggetti affetti da malattie mentali;

  -  la  legge  n.  180  pur nelle difficoltà  dei  primi  anni  di
 applicazione,  ha  riconosciuto la piena  dignità  del  malato  di
 mente, ha aperto la strada a terapie e a riabilitazioni e ha posto
 fine  al  degrado non più tollerabile degli ospedali psichiatrici,
 riportando  nel circuito della società i malati di mente  non  più
 ghettizzati;

  -  la  legge  180 ha certamente bisogno di essere aggiornata  per
 rispondere  ai  nuovi bisogni dei malati di  mente  e  delle  loro
 famiglie, che vanno supportate e sostenute;

  per sapere:

  - dato che, anche nelle difficoltà sopra ricordate, tale legge n.
 180  si  è rilevata efficace, se il Governo regionale non  ritenga
 opportuno   farsi  promotore  del  recepimento   di   tale   legge
 conformandosi così a tutte le altre regioni d'Italia;

  -  se il Presidente della Regione non ritenga di farsi interprete
 presso  il  Presidente  del  Senato,  della  Camera  e  presso   i
 Capigruppo  in  Parlamento,  di  una  netta  contrarietà  ad  ogni
 iniziativa legislativa che invece di favorire la riabilitazione  e
 la  reintegrazione dei malati di mente, sostenendo e  aiutando  le
 famiglie,  di  fatto  favorisce  la  loro  emarginazione  con   un
 approccio  carico  di  pregiudizi  e  incentiva  la  rinuncia   ad
 investire  sulle possibilità di miglioramento della qualità  della
 vita per ciascun malato.» (877)

  Ha  facoltà  di  parlare  l onorevole interrogante  per  svolgere
 l interrogazione.

   MICCICHE .Mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  fornire  la
 risposta.

   CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In    riferimento
 all'interrogazione  si  rappresenta  quanto  segue.   La   Regione
 siciliana,  in ottemperanza a quanto disposto dall'art.  64  della
 legge  n.  833/78 per il riordino dell'assistenza  psichiatrica  e
 tenendo  conto delle innovazioni apportate in campo  nazionale  in
 tema  di  salute mentale con la legge 180/78 ha emanato  la  legge
 regionale  n. 215 del 14.9.1979 di "Riorganizzazione della  tutela
 della  salute  mentale  nella Regione Sicilia"  (GURS  n.  41  del
 15.9.1979)  le  cui  finalità, esposte nell'articolo  1  erano  le
 seguenti:
  1)  tutela e promozione della salute mentale attraverso  attività
 svolte  a  livello  prevalentemente territoriale  e  rivolte  alla
 prevenzione,  cura e reinserimento sociale, attraverso  interventi
 che  agiscano  soprattutto  sui  bisogni  socio-psicologici  della
 comunità e dei soggetti affetti da malattie mentali;
  2)  integrazione  dei presidi e dei servizi per la  tutela  della
 salute   mentale   con  le  altre  strutture  sanitarie   e   loro
 coordinamento con i servizi sociali o operanti sul territorio;
  3)   superamento  degli  ospedali  psichiatrici  e  loro  diversa
 utilizzazione realizzando la massima partecipazione dei comuni.
  L'articolo  3  della legge regionale n. 215/1979 in  ordine  alla
 programmazione sul territorio delle strutture per la realizzazione
 del  Servizio Territoriale di Tutela della Salute Mentale  (STTSM)
 rimandava  ad  un apposito piano regionale da predisporre  a  cura
 dell'Assessorato   regionale  della  sanità  che   doveva   essere
 sottoposto  all'approvazione  della  VII  Commissione  legislativa
 dell'ARS.
  L'articolo  16 stabiliva le somme da destinare per l'applicazione
 della  legge  n.  215  del 1979 nel triennio  1979-1981.  In  data
 8.7.1981   con  apposito  D.A.,  sentito  il  parere   della   VII
 Commissione   dell'ARS  fu  approvato  il  piano   relativo   alla
 programmazione  sul territorio regionale delle  strutture  per  la
 realizzazione  dei  Servizi territoriali di  tutela  della  salute
 mentale.  Tale piano, oltre che ripartire le somme stanziate  alle
 nove  provincie, fissò al 31.12.1981 il termine per la  cessazione
 della  deroga ai ricoveri negli ospedali pschiatrici ed,  inoltre,
 stabilì la tipologia e la compatenza delle strutture di cui doveva
 dotarsi  ciascun STTSM e fornì indicazioni sui percorsi da seguire
 per addivenire alla dismissione degli ospedali psichiatrici.
  Con  i  successivi  decreti assessoriali 21.10.1996  e  3.12.1996
 furono  rideterminate le piante organiche di ciascun  STTSM  delle
 UU.SS.LL. della Regione.
  Appare,  dunque, evidente che la Regione Sicilia con l'emanazione
 della  legge n. 215 del 1979 e dei successivi provvedimenti  dalla
 stessa  scaturenti ha di fatto oltre che recepito la legge n.  180
 del  1978, fornito le risorse finanziarie e umane per l'attuazione
 della stessa.
  Appare  opportuno, inoltre, evidenziare che, in  ottemperanza  al
 D.P.R. 7.4.1994, alla legge n. 724/1994 e alla legge 662/1996,  in
 data  30.12.1996  con D.A. Sanità è stato approvato  il   Progetto
 regionale  relativo al definitivo superamento  degli  ex  ospedali
 psichiatrici   e  in  data  31.1.1997  con  D.A.  sanità  è  stato
 approvato il  Progetto regionale tutela della salute mentale .
  Tanto in evasione all'atto ispettivo.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Miccichè  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dichiaro
 insoddisfatto,  ma  non  perché ciò che ha detto  l'Assessore  non
 corrisponda  a  verità,  ma in quanto il professore  Cittadini  ha
 semplicemente elencato tutta una serie di provvedimenti, direttive
 e circolari che l'Assemblea regionale e il Governo regionale hanno
 emanato  negli  ultimi  anni.  Inoltre,  dalla  stessa  lettura  è
 evidente che si tratta di provvedimenti ormai superati, dai  tempi
 e  dalle  situazioni  di totale inadeguatezza,  specie  di  quella
 strutturale.  Sappiamo  bene che mancano le  strutture  per  poter
 applicare, non dico al cento per cento ma neanche in minima parte,
 le  disposizioni  della legge 180 e successive  modifiche  vigenti
 negli ultimi anni in Italia.
    Sicuramente,  non su tutto il territorio nazionale  esiste  una
 uniformità  nell'applicazione  del  superamento  della   struttura
 psichiatrica,  però  lei sa benissimo che in  Sicilia,  nonostante
 l'applicazione  di  certe  norme  esistono  ancora   ex   ospedali
 psichiatrici   definiamoli ex -, che di fatto sono rimasti tali  e
 quali  in  quanto  le  strutture  sono  totalmente  inadeguate  ad
 affrontare la malattia mentale come una malattia non senza via  di
 ritorno.
  Sappiamo benissimo che la riabilitazione e la reintegrazione  dei
 malati  di  mente non vanno considerate soltanto sotto il  profilo
 neurologico, ma anche sotto il profilo sociale; è questo  ciò  che
 dobbiamo  mettere  in atto. Conosciamo perfettamente  le  tragedie
 delle  famiglie  che  assistono ad una regressione  di  situazioni
 drammatiche, quasi quotidianamente, situazioni che si ripercuotono
 in  ogni ambito considerati anche alcuni fatti tragici cui abbiamo
 assistito negli ultimi tempi anche in Sicilia.
  Signor  Assessore,   l'interrogazione,  alla  fine,  chiede   non
 soltanto  uno  sforzo maggiore, ma anche che il  Presidente  della
 Regione si faccia promotore di questa situazione presso il Senato,
 la  Camera, presso i capigruppo del Parlamento nazionale, al  fine
 di  trovare la soluzione a temi, a disegni di legge che  giacciono
 presso  il  Parlamento  nazionale. Infatti,  noi  non  abbiamo  la
 possibilità di risolverli al cento per cento, se non vi sono degli
 indirizzi  nazionali,  ma  soprattutto i sostegni  finanziari  per
 applicare  totalmente  la riforma prevista dalla  legge  180,  che
 diventa un punto di riferimento, anche se oggi è insufficiente.
    Evidentemente, nel breve termine, questo è un tema di difficile
 soluzione, però se non si comincia, non si arriverà mai a  trovare
 un  avvio  per una soluzione parziale della questione  soprattutto
 dal punto di vista strutturale, ricordo, infatti, che le strutture
 attualmente  sono  totalmente inadeguate  per  potere  superare  e
 applicare la legge 180.

   PRESIDENTE    Si   passa   alla   interrogazione   numero   880:
 "Informazioni   circa  la  delibera  2347/02  dell'Azienda   unità
 sanitaria  locale  n.  6  di  Palermo  in  materia  di  revoca  di
 commissioni di concorso.", a firma dell'onorevole Antinoro.
  Per     assenza     dall Aula    dell onorevole     interrogante,
 l'interrogazione si intende presentata con richiesta  di  risposta
 scritta.

  Si   passa  all'interrogazione  numero  891:   Notizie  circa  la
 realizzazione   di   un   Polo   oncologico   in   provincia    di
 Caltanissetta. , a firma dell onorevole Galletti.
  Per     assenza     dall Aula    dell onorevole     interrogante,
 l'interrogazione si intende presentata con richiesta  di  risposta
 scritta.

  Si  procede  con  l interrogazione  numero  892:   Notizie  sulla
 classificazione   dell ospedale  di   Corleone)   come    Presidio
 ospedaliero  essenziale . ,  a firma degli  onorevoli  Capodicasa,
 Cracolici e Speziale.
  Ne do lettura:

  «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità,

  premesso che

  nel documento di organizzazione dell'AUSL n. 6 di Palermo per  il
 Presidio ospedaliero di Corleone viene inventata la definizione di
 'presidio  ospedaliero  essenziale', non  previsto  né  dal  Piano
 sanitario  regionale né dalla legge regionale n. 30 del  1993,  in
 cui  gli  ospedali  vengono classificati in  'aziende  di  rilievo
 nazionale',   'aziende   di   riferimento   regionale',   'presidi
 ospedalieri di area e specializzati' e 'ospedali di comunità';

  considerato che

  il  Presidio ospedaliero di Petralia Sottana, simile a quello  di
 Corleone, nello stesso documento di organizzazione viene  definito
 'presidio ospedaliero generale';

  ravvisato  il  rischio  che detta classificazione  anomala  possa
 preannunciare  una marginalizzazione del Presidio  ospedaliero  di
 Corleone, fino ad una futura eventuale soppressione, con tutte  le
 conseguenze negative sulla tutela della salute dei cittadini di un
 vasto territorio della Sicilia interna;

  per sapere:

  -    per    quali    ragioni   venga   adottata   in    documenti
 dell'Amministrazione sanitaria una terminologia impropria;

  -  se non ritenga che dietro tale terminologia possa individuarsi
 un disegno di riorganizzazione che passi attraverso la progressiva
 marginalizzazione  e  la  successiva  soppressione  del   Presidio
 ospedaliero di Corleone;

  -  se  non  ritenga  che un simile processo  sia  contrario  alle
 necessarie politiche di sostegno alle comunità agricole e montane,
 che  così  vedrebbero mortificato il proprio diritto  alla  salute
 unitamente  alla riconosciuta professionalità degli operatori  che
 lì intendono svolgere la propria attività;

  -  se non consideri urgente la necessità d'intervenire presso  la
 Direzione generale dell'AUSL n. 6 di Palermo perché provveda  alla
 modifica  del  piano  di  organizzazione  aziendale  classificando
 l'ospedale  di  Corleone  come  'ospedale  generale  di  zona'   o
 'ospedale di comunità'.» (892)

  Ha facoltà di parlare l Assessore per fornire la risposta.

   CITTADINI    assessore  per  la  sanità,   rispetto   a   questa
 interrogazione  l'Azienda unità sanitaria  locale  n.  6  all uopo
 interpellata ha fatto sapere che:
 -  il documento di organizzazione dell'Azienda USL n. 6 di Palermo
 è stato deliberato con atto n. 550 del 13 febbraio 2003;
 -  tale  documento  non  riporta la dizione  Presidio  ospedaliero
 essenziale  in riferimento ad alcun ospedale, pertanto neanche  in
 riferimento all'ospedale di Corleone.
   Si ritiene pertanto che il presupposto dell'interrogazione venga
 a mancare.

   PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare  l'onorevole  Capodicasa  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.

   CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo partiti
 nel  promuovere l'interrogazione dalla notizia che  l'ospedale  di
 Corleone   era   stato   classificato  come  Azienda   Ospedaliera
 essenziale. Ciò ha destato preoccupazione tra le forze politiche e
 sociali   locali.  Se  l'Assessore  afferma  che  a   seguito   di
 comunicazioni  della AUSL questa definizione  non  esiste,  prendo
 atto di tale comunicazione.

   PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione numero 893 "Insediamento
 del  nuovo  manager  dell'ASL n. 9 e rinnovo  degli  incarichi  al
 personale   infermieristico  in  servizio  presso  l'ospedale   di
 Salemi", a firma dell'onorevole Oddo.
  Ne do lettura:

  «All'Assessore per la sanità,

  premesso che

  -  l'ospedale  di Salemi (TP) effettua prestazioni  sanitarie  in
 favore di utenti in gran parte provenienti dalla Valle del Belice;

  -  sono  state  di fatto incrementate le attività  delle  singole
 unità  operative, dei servizi già esistenti e sono stati  attivati
 nuovi servizi;

  -  la  suddetta  condizione impone, per effettive  necessità,  la
 presenza di un congruo numero di addetti;

  -  ad  oggi  non sono stati rinnovati gli incarichi  in  scadenza
 riguardanti  il  personale  infermieristico  in  servizio   presso
 l'ospedale di Salemi (TP);

  - il perdurante mancato rinnovo degli incarichi comporterà per il
 suddetto   ospedale  gravi  difficoltà  operative  che  potrebbero
 addirittura   sfociare   nell'interruzione   dell'erogazione    di
 importanti prestazioni;

  -  tale situazione riveste i caratteri di necessità ed urgenza in
 quanto riguarda la tutela del diritto alla salute dei cittadini,

  per sapere:

  -  se  non  ritenga  opportuno intervenire per accelerare  l'iter
 amministrativo   relativo  all'insediamento  del   nuovo   manager
 dell'ASL n. 9;

  -  quali iniziative intenda intraprendere affinchè si provveda al
 rinnovo  degli incarichi al personale infermieristico in  servizio
 presso  l'ospedale  di Salemi, al fine di evitare  la  prevedibile
 interruzione dell'erogazione di alcune prestazioni e garantire  al
 contempo un adeguato ed efficiente servizio ospedaliero.» (893)

 Ha facoltà di parlare l onorevole Oddo per svolgere
 l interrogazione.

   ODDO  Mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  fornire  la
 risposta.

   CITTADINI  assessore per la sanità. In merito a quanto richiesto
 con  l interrogazione numero 893, si rappresenta che,  allo  stato
 attuale si può intendere superato il punto dell'interrogazione, in
 quanto con D.P. n. 269/Serv.1/U.O.-IS.G. del 22 novembre 2002,  in
 esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n.  360  del
 15   novembre   2002,   è  stato  nominato,   Direttore   Generale
 dell'Azienda USL n. 9 di Trapani il dott. Manno Fulvio.
  Circa  la  problematica sollevata relativamente al rinnovo  degli
 incarichi   al   personale  infermieristico  in  servizio   presso
 l'ospedale di Salemi, determinatasi per effetto dei DD.AA. n. 1561
 del 12 agosto 2002 e n. 1772 del 30 settembre 2002, l'AUSL n. 9 ha
 comunicato che la stessa è stata risolta mediante un provvedimento
 di  modifica  qualitativa della dotazione  organica  dell'Azienda.
 Quanto  sopra  ha  consentito, nelle more  dell'attivazione  delle
 procedure  concorsuali,  di  conferire  complessivamente   n.   72
 incarichi   a  tempo  determinato  di  personale  infermieristico,
 distribuito   come  di  seguito  specificato   nei   sei   presidi
 ospedalieri dell'Azienda.
  Presidio ospedaliero di Alcamo: n. 5
  Presidio ospedaliero di Castelvetrano: n. 13
  Presidio ospedaliero di Marsala: n. 19
  Presidio ospedaliero di Ma zara del Vallo: n. 11
  Presidio ospedaliero di Pantelleria: n. 4
  Presidio ospedaliero di Salemi: n. 20
  Attualmente nel presidio ospedaliero di Salemi sono stati immessi
 in  servizio  n.  20  unità di infermieri con  le  modalità  sopra
 descritte,  tali da poter garantire una assistenza infermieristica
 adeguata agli utenti che accedono alla struttura sanitaria.

   PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Oddo   per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.

   ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia opportuno
 mettere  in  rilievo,  nel  dichiararmi più  o  meno  soddisfatto,
 l'aspetto che riguarda la precarietà in cui, obiettivamente, al di
 fuori    di   qualsiasi   pregiudizio,   si   svolge   il   lavoro
 infermieristico all interno dell'ospedale di Salemi e si  potrebbe
 aggiungere anche in altre strutture ospedaliere della provincia di
 Trapani,  chiaramente facenti capo all'AUSL n. 9.  Il  Governo  ha
 cognizione che, spesso e volentieri, il ricorrere a questo modello
 di  intervento e cioè all'incarico trimestrale - se tutto  ciò  si
 svolge  nell'arco  di  7,  8  o 9 anni   diventa,  obiettivamente,
 qualcosa  che  non  soltanto  non  fa  i  conti  con  le  esigenze
 complessive  della  struttura, ma di per se lascia  anche  qualche
 perplessità sotto il profilo procedurale.
  Non  vorrei  sollevare questioni di legittimità  degli  atti,  ma
 ritengo  che  6,  7  anni  di condizione particolare,  per  quanto
 concerne  l'efficienza  effettiva di interi  reparti  di  ospedali
 trapanesi,  ma nel contempo con personale ad incarico trimestrale,
 sinceramente,  credo  richieda  uno  sforzo  ed  una   riflessione
 maggiori da parte del Governo.
  Gli  indirizzi  che indubbiamente il Governo deve dare  anche  ai
 manager  delle AUSL debbono necessariamente tener conto del  fatto
 che  noi  non possiamo continuare con incarichi di questa  natura,
 pur comprendendo che il personale infermieristico è essenziale.
  Bisognerebbe  parlare seriamente di come, anche  con  prospettive
 strategiche, pensiamo che gli infermieri possano stare all interno
 dei  nostri  ospedali.  Ritengo, nel rispetto  di  tutto  ciò  che
 dispongono  le  leggi nazionali in materia. Ma noi  sappiamo  bene
 che, come servizio sanitario siciliano, possiamo - non c'è bisogno
 che  lo affermi io in quest'Aula - intervenire ed intervenire  con
 una  forma  di  pianificazione, che metta, finalmente,  le  nostre
 strutture in condizione di non registrare più quei disagi  che  si
 sono  avuti  quando - ad esempio non si è insediato il manager,  o
 per   questioni di ordine finanziario   è venuto meno ed è scaduto
 il  famoso rapporto temporaneo con questi signori, i quali da anni
 svolgono questo servizio delicato.
  Quindi,  caro Assessore, non posso che dichiararmi insoddisfatto,
 in  quanto, obiettivamente, non possiamo considerare la  questione
 della  vita  degli ospedali della provincia di Trapani con  questa
 ormai  assoluta temporaneità del personale in servizio, senza  che
 ci sia una prospettiva per quanto concerne anche il modo in cui si
 vuole  intervenire, tenendo conto delle esigenze dei vari reparti,
 di   tutte   le   strutture  ospedaliere,  non  soltanto,   quindi
 dell ospedale di Salemi.
  Dovremmo  avere finalmente, anche da questo punto  di  vista,  un
 orientamento  che tenga conto di cosa è una struttura ospedaliera,
 non  soltanto  - ripeto - quella di Salemi, considerato  che  lei,
 signor Assessore, ha successivamente elencato il modo in cui  sono
 state  distribuite.  Ciò  fa  intravedere  che  72  unità  vengono
 utilizzate  con  questo tipo di incarico temporaneo  in  strutture
 ospedaliere ed io credo che siano tutte importanti. Non esiste una
 struttura ospedaliera che non sia importante in Sicilia e potremmo
 andare anche oltre.
  Quindi,  mi permetto, non soltanto, di consigliare al Governo  un
 approfondimento  della materia ma di intervenire in  tempi  brevi,
 perché non possiamo, nel momento in cui ci interessiamo e dobbiamo
 interessarci  della vita, dell'efficienza di servizi come  questi,
 trovarci, ancora oggi, dinanzi a metodi che lasciano il tempo  che
 trovano
  Non  possiamo  più  accettare di trovarci  ancora  una  volta  in
 Sicilia,  dove parliamo di alta specializzazione, di  investimenti
 di  un  certo  tipo,  di  rimodulazione di  determinate  politiche
 sanitarie, con 72 infermieri con incarico trimestrale che  cercano
 di  far  fronte  e  di far funzionare nei vari reparti  i  servizi
 infermieristici.
  La  mia  dichiarazione di insoddisfazione è legata al  fatto  che
 manca  una programmazione e l'effettivo disagio che vivono  queste
 strutture, obiettivamente, mi porta a chiedere insistentemente  di
 fare qualcosa. Fate qualcosa per i nostri ospedali

   PRESIDENTE    Si  procede  con  l'interrogazione   numero   894:
  Iniziative  per  far  fronte  all'attuale  situazione  di   crisi
 operativa  del  servizio di pronto soccorso  dell'ospedale  'Abele
 Ajello' di Mazara del Vallo , a firma dell'onorevole Oddo.
  Ne do lettura:

  «All'Assessore per la sanità,

  premesso che:

  -  da  circa 23 anni la dotazione organica del servizio di pronto
 soccorso dell'ospedale 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo  (TP)  è
 rimasta invariata;

  -  il  numero  di  prestazione effettuate  dal  1980  ad  oggi  è
 raddoppiato ed il personale medico ed infermieristico, al fine  di
 garantire il servizio, ha sostenuto, negli anni, carichi di lavoro
 particolarmente gravosi;

  - tale situazione non permette un'adeguata assistenza ai pazienti
 bisognosi  di  interventi  urgenti, in quanto  il  servizio  entra
 facilmente in crisi specialmente in presenza di contemporaneità di
 determinate urgenze o a causa del notevole flusso di utenza;

  -  la situazione è resa ancora più grave dal pessimo stato in cui
 si  trovano  le  ambulanze che dovrebbero  assicurare  un'attività
 indispensabile e quanto complementare a quella di pronto soccorso;

  -  il pronto soccorso rappresenta un servizio di medicina di base
 indispensabile;

  per sapere:

  -   quali   iniziative  intenda  intraprendere  per  far   fronte
 all'attuale situazione di crisi operativa del servizio  di  pronto
 soccorso dell'ospedale 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo;

  -    se intenda intervenire presso l'AUSL n. 9 di Trapani al fine
     di potenziare la dotazione organica, nonché le apparecchiature
     relative alla diagnostica.» (894)

  Ha  facoltà  di  parlare l onorevole interrogante per  rispondere
 all interrogazione.

   ODDO  Mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE  Ha  facoltà di parlare l'Assessore  per  fornire  la
 risposta.

   CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In    riferimento
 all'interrogazione numero 894, l'Azienda unità sanitaria locale n.
 9  di Trapani all'uopo interpellata, ha fatto sapere relativamente
 alla  crisi operativa del pronto soccorso dell'ospedale di  Mazara
 si è ripetutamente intervenuti con il conferimento di incarichi  a
 tempo determinato, con i limiti della vigente pianta organica e le
 occasionali  difficoltà  nel  reperimento  degli  specialisti   di
 branca.
  L'intervento  strutturale  che si sta predisponendo  riguarda  la
 trasformazione di tutte le UU.OO. di pronto soccorso in UU.OO.  di
 medicina  e  chirurgia  d'urgenza ed osservazione  breve,  con  il
 relativo  adeguamento della pianta organica  ai  requisiti  minimi
 previsti dal disposto assessoriale.

   PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Oddo   per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, egregio Assessore,
 intanto  mi  sarei  aspettato,  lo  dico  francamente,  che  sulla
 questione che riguarda lo stato delle ambulanze in quell'ospedale,
 ci  fosse  stata  una  maggiore attenzione da parte  degli  uffici
 dell'AUSL,  che  hanno  evidentemente  passato  gli  elementi  per
 rispondere all'interrogazione.
  C'è  molta  distrazione, invece, su argomenti che  noi  riteniamo
 assolutamente importanti. Un'ambulanza spesso non attrezzata bene,
 in  condizioni sicuramente fatiscenti, può costare la vita ad  una
 persona.  Sappiamo  bene cosa significa  e,  per  la  verità,  non
 abbiamo gridato e non ho gridato allo scandalo nel momento in  cui
 in  quell'ospedale veniva a mancare il personale, le ambulanze  si
 trovavano  in  quello  stato e da 23 anni non  si  fa  niente  per
 mettere un punto a questa situazione e ripartire nel modo giusto.
  Stiamo  solo  civilmente  ponendo una questione  che  ha  bisogno
 dell'attenzione   di  un  Governo  che  possa,   caro   Assessore,
 dimostrare veramente che è capace di cambiare il volto  di  quella
 struttura. Quella è una struttura che, peraltro, fa i conti con un
 bacino,  un utenza che supera i 120 mila abitanti; é una struttura
 che  fa  i  conti  con tutto ciò che significa anche  immigrazione
 regolare;  é una struttura che da 23 anni viene lasciata  comunque
 in  condizioni assolutamente non ottimali, sia come personale, sia
 come ambulanze e sia come personale medico.
  Io  potrei introdurre, evidentemente, in questi due minuti che mi
 rimangono,  argomenti che potrebbero più o meno fare rilevare  che
 non  solo  non  ci  siamo,  ma che c'é  veramente  una  incapacità
 nell'affrontare le questioni, facendo anche una scala di priorità.
 Certo, stabilire le priorità in una situazione di difficoltà non è
 facile,   ma  bisogna  farlo,  siamo  costretti  a  farlo  perché,
 evidentemente,  non  mi pare, caro Assessore, che  questo  Governo
 riesca  anche  ad entrare nelle pieghe di una visione complessiva,
 completa,  esaustiva della situazione di certe  strutture  e  che,
 senza   che  nessuno  ponga eventualmente la  questione  in  Aula,
 interviene per assicurare il pieno diritto alla salute.
  Io  lo  dico non solo da oppositore, ma come deputato  di  questa
 Assemblea, che pensa che sia giusto provare a chiedere  a  voi  di
 fare  ancora meglio, perché é assolutamente sconcertante arrivare,
 visitare  quella  struttura e guardare che  ancora  oggi  ci  sono
 problemi  per il personale che va sull ambulanza, per  l'ambulanza
 che  ha un problema meccanico, per qualcosa che non funziona anche
 dal punto di vista delle apparecchiature di primo intervento - lei
 che è medico sa di che cosa parlo, non c'é bisogno che lo dica io,
 che faccio un altro mestiere -.
  Questo  è  lo  stato,  non  sto drammatizzando,  Presidente,  sto
 dicendo   come   realmente  vive  da  23  anni  quella   struttura
 ospedaliera.  Non  mi si può venire a dire che  con  l'assunzione,
 anche   temporanea, risolviamo il problema, lì,  con  l'assunzione
 temporanea  del personale infermieristico, non risolviamo  niente.
 Il  Governo metta mano, capisca che c'é da intervenire, che c'é da
 comprare apparecchiature, che c'é da sostituire ambulanze, che c'é
 da  fare  una politica che non trasferisca soldi da una realtà  ad
 un altra,  pur  se evidentemente si richiamano  le  leggi  che  lo
 prevedono - ci mancherebbe altro, perché spesso si risponde che le
 leggi  lo  prevedono - ma in queste ore, caro assessore,  dove  si
 dice,  bene, dall azienda  x  all azienda  y  passano 16,  20,  25
 miliardi  e non si fanno i conti con le esigenze, invece,  di  una
 provincia  e di tante strutture, mi pare ovvio che c'é  un  grossa
 contraddizione,  perché abbiamo ancora oggi  standard  qualitativi
 bassi,  strutture  che  non  offrono il livello  evidentemente  di
 garanzia.  Non si entra nell Ospedale di Mazara sicuri  di  potere
 uscire, come sarebbe giusto
  Quindi,  la  mia  insoddisfazione,  caro  Presidente,  è  dettata
 proprio dal fatto che forse sarebbe bene che l'assessore Cittadini
 si  recasse a visitare - forse lo ha fatto, ed in tal caso  mi  fa
 piacere -  alcune strutture della nostra realtà regionale,  perché
 se  il  nostro  Servizio sanitario regionale   deve  continuare  a
 funzionare in questa maniera, siamo veramente nei guai

   PRESIDENTE  Si passa alla interrogazione n. 906  Interventi  per
 garantire  la  funzionalità del Reparto di Pediatria dell'ospedale
 di Alcamo (TP) , dell onorevole Papania. Per assenza dall Aula del
 firmatario,  la  stessa  si intende presentata  con  richiesta  di
 risposta scritta.

  Si   passa  all'interrogazione  n.  911   Notizie  sulla  mancata
 corresponsione  delle  retribuzioni  ai  dipendenti   dell'Azienda
 ospedaliera Civico 'Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo ,  a
 firma  degli  onorevoli Guerrieri, Vitrano, Barbagallo,  Tumino  e
 Zangara. Ne do lettura:

         <<Al  Presidente della Regione ed all'Assessore  per
         la sanità, premesso che:

       - è  stata data comunicazione alla stampa da parte del
         Direttore  generale dell'Azienda ospedaliera  Civico
         'Maurizio  Ascoli  e Di Cristina'  di  Palermo,  che
         l'Azienda  non  potrà procedere al  pagamento  delle
         retribuzioni   di   dicembre  e  della   tredicesima
         mensilità  ai  dipendenti,  a  causa  della  mancata
         disponibilità  finanziaria conseguente  all'avvenuta
         erogazione  dei fondi per il pagamento  dei  servizi
         del 118;

       per  sapere  se  sia stato dato esplicito  mandato  al
         Direttore  generale per procedere all'erogazione  in
         favore  del Servizio 118 e se, in questo  caso,  sia
         stata  data  esplicita autorizzazione per  procedere
         allo  storno delle risorse utili al pagamento  delle
         retribuzioni>>. (911)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
     rispondere all interrogazione..

    CITTADINI    assessore  per  la  Sanità.  In  riferimento
 all'interrogazione in oggetto si comunica che  non  è  stata
 data  nessuna autorizzazione all'Azienda Ospedaliera  Civico
 'Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo a stornare  somme
 da un capitolo all'altro.
      In riferimento alla problematica dei servizi del 118 si
 comunica  che sono state fatte delle riunioni che  hanno  di
 fatto  sbloccato  il pagamento a decorrere  dal  1   gennaio
 2003.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole Vitrano per
 dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della  risposta   fornita
 dall Assessore.

    VITRANO  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE    Si   passa   all'interrogazione   n.    917
  Iniziative    per   il   rilancio   ed   il   potenziamento
 dell ospedale  di Alcamo (Trapani) , a firma  dell'onorevole
 Oddo. Ne do lettura:

         <<All'Assessore per la sanità, premesso che:

         -  la riorganizzazione della rete ospedaliera ha  di
         fatto  penalizzato la provincia di Trapani,  con  un
         metodo di riclassificazione delle sue strutture  che
         porta ad una loro irreversibile crisi;

         -  tra  gli  ospedali maggiormente  penalizzati  c'é
         quello  di  Alcamo, che tuttavia  si  trova  in  una
         posizione di grande importanza come bacino  d'utenza
         e  punto di riferimento tra le province di Trapani e
         Palermo;

         -  alla  qualità dei servizi offerti dalla struttura
         ospedaliera è stata preferita l'applicazione  pseudo
         ragionieristica  del rapporto abitanti-posti  letto,
         per  giunta  calcolato  in maniera  incomprensibile,
         rischiando di condurre alla 'declassificazione'  del
         nosocomio;

         -  all'interno  di tale struttura ci  sono  notevoli
         professionalità che consentono di garantire  servizi
         di  alta  qualità  specialistica, come  riconosciuto
         nell'intero territorio siciliano ed anche a  livello
         nazionale con attestati di stima nei confronti della
         sua classe medica;

         per  sapere  quali iniziative intenda  intraprendere
         per   scongiurare   il   pericolo   di   un'evidente
         penalizzazione  di  una  struttura  ospedaliera  che
         invece  deve  essere  potenziata  nei  suoi  settori
         migliori, nell'ambito di un progetto complessivo  di
         rilancio  della rete ospedaliera della provincia  di
         Trapani>>. (917)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
     rispondere all interrogazione.

    CITTADINI   assessore per la Sanità. La  riorganizzazione
 della   rete  ospedaliera  ha,  di  fatto,  penalizzato   la
 provincia  di  Trapani.  Io  ritengo  che  la  provincia  di
 Trapani  abbia  i  migliori  sette  ospedali  di  tutte   le
 province di Sicilia.
      In  riferimento all'interrogazione parlamentare n. 917,
 la  citata  Azienda Unità sanitaria locale n. 9 di  Trapani,
 all'uopo   interpellata,  ha  fatto  sapere  che   è   ferma
 intenzione  dell'Azienda  stessa mantenere  ed  incrementare
 gli   standard   funzionali   di   attività   del   presidio
 ospedaliero  di  Alcamo, nel quale è stato quasi  completato
 l'intervento di ristrutturazione ed anche tecnologico.
      Il  progetto aziendale prevede inoltre l'attivazione di
 una  unità  di diabetologia, di dialisi, di lunga degenza  e
 di riabilitazione.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Oddo  per
   dichiararsi  soddisfatto  o meno  della  risposta  fornita
   dall Assessore.

    ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  prendo atto
 di  quanto  dichiarato dall'Assessore. Vorrei, solo  per  un
 attimo,  richiamare  l'attenzione su un punto  che  riguarda
 l'ospedale  di  Alcamo.  Ho  sentito,  poco  fa,  anche   le
 risposte   dell'Assessore  alle  interrogazioni   di   altri
 colleghi, credo che, per certi versi, si possa anche  essere
 soddisfatti,  però  c'è  un  punto,  Assessore,  che  vorrei
 segnalarle e si tratta del fatto di non cercare nelle  varie
 strutture  ospedaliere - questo lo dico perché evidentemente
 la  visione organica ce l'ha lei, io forse ce l'ho  meno,  e
 mi  pare  ovvio  -  di  non ritagliare dalle  varie  branche
 specialistiche pezzi per comporre altri mosaici. Non  so  se
 mi  sono  spiegato; se non mi sono spiegato vado avanti,  ma
 lei  sorride e quindi presumo che abbia capito bene. Perché,
 se cominciamo con la politica che ritaglia pezzi a destra  e
 pezzi  a  manca  noi  non  vogliamo  fare  i  conti  con  il
 territorio, non vogliamo fare i conti con quanto  in  alcune
 strutture  funziona, ed anche bene, e  non  c'è  bisogno  di
 andare  a  guardare i DRG, che sono comunque indicativi,  ma
 c'è  solo  bisogno  di chiedere con una telefonata,  spesso,
 come    alcune   branche   specialistiche   possano    avere
 all'interno bravi medici.
      Concludo  dicendo  che  sono  parzialmente  soddisfatto
 rispetto a quanto lei ha affermato, ma ho la sensazione  che
 ci  sia il tentativo e un po' la voglia di gestire la sanità
 con la logica di far contenti alcuni.
      Dobbiamo stare molto attenti, lo dico prima di tutti  a
 me  stesso; molto attenti  Perché il ritagliare, il toccare,
 il  muovere, il mettere in mezzo possibilmente argomenti che
 fino  ad oggi sono stati bene affrontati con sperimentazioni
 assolutamente  interessanti  possono  provocare  sicuramente
 una  mancata efficienza di un servizio che noi, per  esempio
 in  quella realtà alcamese, prestiamo da tempo ed in maniera
 ottimale.
      Mi   riferisco  ad  alcuni  interventi  che  riguardano
 evidentemente  la  specialistica, anche  per  casi  che  lei
 sicuramente  avrà  seguito:  interventi  specialistici   che
 riguardano  l'apparato  digerente, interventi  specialistici
 che  riguardano evidentemente particolari patologie,  sempre
 dell'apparato  digerente. Credo che una attenzione  maggiore
 da  parte  del  Governo e da parte dell'assessore  Cittadini
 sull'ospedale   di  Alcamo,  e  su  come  evidentemente   si
 affronta  la questione del modo in cui spesso si mettono  in
 difficoltà reparti interi, sia una buona cosa.
      Nel prenderne atto, signor Presidente, concludo dicendo
 che,  rispetto a quanto l'assessore Cittadini ha detto prima
 ed  ora, c'è comunque da sperare bene per quanto concerne le
 parti  che  guardano  a potenziare quella  struttura  e  che
 guardano    soprattutto   a   mettere    in    rilievo    le
 professionalità   che   all'interno  di   quella   struttura
 agiscono.

       PRESIDENTE   Si  passa  alla  interrogazione  n.   929
  Iniziative   per  porre  rimedio  alla  grave   esposizione
 debitoria   delle   strutture  sanitarie   pubbliche   della
 Sicilia ,   dell onorevole  De   Benediciti.   Per   assenza
 dall Aula  del  firmatario, la stessa si intende  presentata
 con richiesta di risposta scritta.
   .
      Si   passa  all'interrogazione  n.  940  'Notizie   sui
 risultati  del monitoraggio della Commissione  regionale  di
 cardiochirurgia   sull'Unità  operativa  di  cardiochirurgia
 dell'Azienda ospedaliera 'Papardo' e iniziative urgenti  per
 il  potenziamento  di  tale Unità', a  firma  dell'onorevole
 Beninati. Ne do lettura:

         <<All'Assessore per la sanità, premesso che:

       - nei  giorni di dicembre dell'anno 2002 su organi  di
         stampa   sono   state  diffuse  notizie   circa   il
         monitoraggio     dei     Centri     regionali     di
         cardiochirurgia,   da   parte   della    Commissione
         regionale presieduta dal dott. Mauro Abate;

       - è   stata  monitorata  anche  la  situazione   della
         cardiochirurgia dell'Azienda ospedaliera  'Papardo',
         analizzando come riferimento l'anno 2001;

       considerato che:

       - l'attività di cardiochirurgia nell'Ospedale  Papardo
         è  iniziata  ufficialmente il 23 ottobre  2000,  con
         Direttore il dott. Gula;

       - al   4   giugno  2001  erano  stati  effettuati   28
         interventi chirurgici con un tasso di mortalità pari
         al 23 per cento;

       - in  data  5 giugno 2001 è stato chiamato a  dirigere
         l'Unità  operativa di cardiochirurgia  il  dott.  V.
         Mazzei,  della scuola di cardiochirurgia di  Chieti,
         imprimendo  una  netta inversione di tendenza  sugli
         interventi  eseguiti, che al  31  dicembre  2001  si
         attestavano  a  98, triplicando in sei  mesi  quanto
         fatto precedentemente;

       - dal 31 gennaio 2002 a tutto il mese di novembre 2002
         sono   stati  effettuati  ulteriori  195  interventi
         cardiochirurgici;

       - nel  complesso, con l'arrivo all'Azienda ospedaliera
         'Papardo'  del  dott. Mazzei,  ad  oggi  sono  stati
         eseguiti  poco meno di 300 interventi e precisamente
         293  interventi cardiochirurgici (congeniti  adulti,
         coronarici     valvolari,    aneurismi    dell'aorta
         ascendente)  con  mortalità  globale  dell'1,2   per
         cento;

       - dei   293   interventi  suddetti  242   sono   stati
         rappresentati da by-pass coronarici isolati, (116 di
         questi,  pari  al 48 per cento circa,  effettuati  a
         cuore battente);

       - i  numeri dimostrano, senza alcun dubbio, la  grande
         capacità   e   professionalità  che  non   può   non
         riconoscersi  al Direttore dell'Unità  operativa  di
         cardiochirurgia dell'Azienda ospedaliera Papardo;

       ritenuto che:

       - l'Unità  operativa  di cardiochirurgia  dell'Azienda
         ospedaliera di contro viene supportata soltanto da 3
         cardioanestesisti,  con  responsabile  la   dott.ssa
         Zucchetti,  che  solo  da  pochi  mesi  sono   stati
         integrati  di  una  unità  ancora  in  training   di
         apprendimento;

       - detto  numero  è  certamente esiguo  per  assicurare
         anche  la  minima  copertura  di  tutte  le  guardie
         settimanali   in   TIPO  (Terapia  intensiva   post-
         operatoria), al punto di dover ricorrere all'ausilio
         di  alcuni cardiochirurghi disponibili ad effettuare
         le guardie vacanti;

       - detta  carenza inequivocabile, già evidenziata dalla
         Direzione   generale  dell'Azienda   all'Assessorato
         regionale   della   sanità   nell'ottobre   2001   e
         nuovamente  nel marzo-aprile 2002, ad  oggi  non  ha
         sortito  alcun intervento risolutivo per la modifica
         dei posti in pianta organica ed per la creazione  di
         un servizio interdipartimentale di cardioanestesia e
         rianimazione con almeno 8 operatori;

       - inoltre  detta  carenza provoca  l'inattività  della
         seconda    sala   operatoria   che,   se   attivata,
         consentirebbe di operare a pieno regime  e,  quindi,
         di   soddisfare   il   fabbisogno   cardiochirurgico
         dell'intera  provincia  e  le  tantissime  richieste
         extra-provinciali, purtroppo inevase, per un  totale
         di circa 600 interventi l'anno;

       per sapere se intenda:

       - valutare  attentamente, per quanto sopra esposto,  i
         dati  ed  i  risultati raggiunti  dalla  Commissione
         regionale di cardiochirurgia che, se letti così come
         sembra  siano  stati prodotti, limitandoli  all'anno
         2001,  non rispecchiano assolutamente la verità  per
         quanto riguarda l'attività svolta dal mese di giugno
         del  2001  ad oggi nell'Azienda ospedaliera  Papardo
         dall'Unità   operativa   di   cardiochirurgia,    in
         particolare  dall'arrivo del nuovo direttore,  dott.
         Mazzei;

       - intervenire  in maniera risolutiva ed in  brevissimo
         tempo  per potenziare il servizio di cardioanestesia
         e  rianimazione  dotandolo  di  almeno  8  unità  ed
         istituire   un   servizio   interdipartimentale   di
         cardioanestesia e rianimazione;

       - vista la numerosa e qualificata operosità dell'Unità
         operativa  emodinamica  diretta  dal  dott.  Grassi,
         istituire   un  dipartimento  medico-chirurgico   di
         cardiologia>>. (940)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
   rispondere all' interrogazione.

       CITTADINI  assessore per la Sanità. Signor Presidente,
 l interrogazione  riguarda l'ospedale  Papardo  di  Messina,
 dove  è  stato  attivato un servizio di  cardiochirurgia  di
 alto   profilo  professionale,  che  ha  cambiato  il  volto
 dell'Azienda,  in  assenza,  tuttavia,  di  un'anestesia  di
 supporto  adeguato, nel senso che vi è solo un  servizio  di
 anestesia  e noi abbiamo istituito, in un primo  tempo,  una
 seconda  unità di Anestesia e Rianimazione con  un  organico
 costituito  da  un  direttore di  struttura  complessa  e  6
 dirigenti  medici,  di cui 3 di nuova istituzione,  mediante
 la  trasformazione di posti vacanti, e 4 da coprire mediante
 mobilità  interna  dalla preesistente U.O.  di  Anestesia  e
 Rianimazione.
      Su  tale  atto  deliberativo, in  sede  di  valutazione
 tecnico-sanitaria,  questo Assessorato espresse  il  proprio
 avviso con il quale venivano evidenziati alcuni elementi  di
 criticità   che  non  consentivano  l'espressione   di   una
 valutazione positiva sull'atto in questione.
      Con  nota  del 22 gennaio 2002, protocollo  n.  89,  il
 Direttore   Generale  dell'Azienda  forniva  esaurienti   ed
 esaustive  motivazioni sulle scelte operate e  chiariva  che
 con   l'assetto   organizzativo   proposto   sarebbe   stato
 possibile       garantire       un adeguata       assistenza
 cardioanestesiologica  e  cardiorianimatoria  ai   pazienti,
 consentendo  così  il  completo  avvio  delle  attività   di
 cardiochirurgia.
      Sulla    base   dei   chiarimenti   pervenuti,   questo
 Assessorato ha ritenuto superate le criticità in  precedenza
 evidenziate  e,  pertanto, con nota del  19  marzo  2002  ha
 espresso   una   valutazione  tecnico-sanitaria   favorevole
 sull'atto   deliberativo  n.1468/01  sopra  citato   e,   di
 conseguenza,  l Unità  del Papardo dispone  di  una  seconda
 unità  di  anestesia e rianimazione, soprattutto  funzionale
 alla cardiochirurgia che vi opera.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Beninati
   per  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
   dall'Assessore.

    BENINATI   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,  io
 ringrazio  e  desidero intervenire perché  sono  un  po'  in
 controtendenza  con  gli interventi fatti  in  questa  sede,
 perché  mi ritengo soddisfatto.
      Siccome  chi è intervenuto prima di me si è  dichiarato
 insoddisfatto,  io  desidero esprimere la mia  soddisfazione
 alla  risposta. Devo dire, e questo un po  mi  dispiace.  di
 aver  sentito in molti interventi di tanti colleghi, i quali
 forse  non  ricordano  bene che, da qualche  anno  a  questa
 parte,  in  questo caso l'assessore Cittadini  -  ma  poteva
 essere chiunque altro - in poco tempo (perché un anno o  due
 anni  sono  poco  tempo rispetto a decenni di  manchevolezze
 nel  settore della sanità nella Regione Sicilia) -,  avrebbe
 dovuto  risolvere  tutti i problemi,  anzi  in  questa  sede
 continuamente si fa carico all'Assessore di risolvere  tutte
 le  cose di qualunque tipo, dimenticandosi che in effetti la
 gestione  della  sanità  è affidata all'Assessorato,  ma  ci
 sono   i   direttori  sanitari,  i  manager,   i   direttori
 amministrativi  che hanno avuto ampia delega  dall'assessore
 Cittadini.
      Quindi oggi riconosco che il decentramento, che un  po'
 tutti chiediamo, è stato fatto e forse è stato uno dei  modi
 per migliorare il rapporto col territorio.
      Il  mio  intervento  non è a difesa,  ma  vuole  essere
 principalmente  su  di  un tema così  delicato,  qual  è  un
 problema  che  negli anni si era cercato di risolvere  e  un
 po'   per   diversi   motivi,  e  in  particolare   per   la
 cardiochirurgia     e     l'anestesia     collegata     alla
 cardiochirurgia  che è ben altra cosa, c'erano  delle  forze
 interne,  non  so  quali esse siano, che  impedivano  questa
 accelerazione    di   un'anestesia   al    servizio    della
 cardiochirurgia   che   è  ben  altra  cosa   dell'anestesia
 normale.   Quindi  io  ringrazio  di  questo  atto.   Stiamo
 parlando di una cardiochirurgia che, nella città di  Messina
 come in altre città della Sicilia, è all'avanguardia. E'  un
 settore che funziona molto bene, che potrebbe andare  ancora
 meglio  solo  se  fosse  dotato di anestesisti  adatti  alla
 cardiochirurgia; cosa che, in effetti, non era così.
      Dovete  pensare  che  si tratta di  una  struttura  che
 faceva  in due anni circa 280 interventi, tra cui un 50  per
 cento  a  cuore  aperto, e aveva sì e  no  tre  anestesisti;
 ebbene,  ringrazio l'Assessore che ha preso a  cuore  questo
 problema,  perché è ovvio che il manager  ha  fatto  la  sua
 parte,   ma  che  quando  arrivava  all'Assessorato  trovava
 sempre   un   ostacolo.  Quindi   lo  ringrazio   perché   è
 intervenuto  in  un  settore  che  forse  potrà  dare  delle
 risposte a chiunque, per salvare la vita.

       PRESIDENTE    Si   passa   all interpellanza   n.   76
  Istituzione di un Osservatorio sanitario a Biancavilla  per
 la  diagnosi precoce delle patologie broncopolmonari  dovute
 a   inquinamento   ambientale  da  fibre   aerodisperse   di
 fluoroedenite ,  dell onorevole Moschetto 706.  Per  assenza
 dall Aula   del  firmatario  e  non  sorgendo  osservazioni,
 dispongo  che verrà data risposta scritta alla interpellanza
 n. 76.

      Si passa alla interpellanza n. 88  Provvedimenti  circa
 l'installazione   di   un'antenna-ripetitore   nella    zona
 'Calvario'  di  Alessandria della  Rocca ,  degli  onorevoli
 Capodicasa,  Speziale,  Cracolici  ed  altri.  Per   assenza
 dall Aula   del  firmatario  e  non  sorgendo  osservazioni,
 dispongo  che verrà data risposta scritta alla interpellanza
 n. 88.

      Si  passa alla interrogazione n. 1002:.  Notizie  circa
 le  misure  adottate per lo studio delle cause  dell'elevata
 incidenza  di  tumori  e  di malformazioni  congenite  nella
 popolazione     dell'area     di    Augusta-Melilli-Priolo ,
 dell onorevole  De  Benedictis. Per  assenza  dall Aula  dei
 firmatari,   la interrogazione n. 1002 si intende presentata
 con richiesta di risposta scritta.
        Si  passa  alla interrogazione n. 1011  Modifica  del
 decreto  dell'Assessore  per la sanità  del  7  agosto  2002
 recante  'Determinazione dei posti letto e  delle  rette  in
 residenze    sanitarie    assistite    per    anziani    non
 autosufficienti  e  disabili' ,  dell onorevole  Barbagallo.
 Per  assenza  dall Aula  dell interrogante,  la  stessa   si
 intende presentata con richiesta di risposta scritta.
      Si  passa allo svolgimento dell interrogazione n.  1030
  Iniziative  circa i ritardi nei pagamenti delle prestazioni
 sanitarie erogate in forma indiretta da parte della Ausl  n.
 6 di Palermo , a firma dell'onorevole Giannopolo.
      Ne do lettura:

         <<All'Assessore per la sanità, premesso che:

       - l'art.  2  della legge regionale n. 88 del  1980  ha
         previsto   la  possibilità  di  erogare   in   forma
         indiretta  le  prestazioni sanitarie, farmaceutiche,
         diagnostiche,  dietetico-medicamentose,   nonchè   i
         presidii terapeutici nei casi in sui siano giudicati
         'indispensabili e insostituibili alla  tutela  della
         salute del cittadino';

       - a seguito della legge regionale n. 88 del 1980 molte
         strutture  accreditate  erogano  le  prestazioni  in
         forma  indiretta  su  conforme parere  del  servizio
         tecnico dell'Azienda sanitaria locale;

       - il  comma 3 del suddetto art. 2 prevede inoltre  che
         il  pagamento  delle relative spese  debba  avvenire
         entro  e  non  oltre  il sessantesimo  giorno  dalla
         richiesta dell'avente diritto;

     considerato che:

       - i  centri  autorizzati dall'Ausl  n.  6  di  Palermo
         all'erogazione   di  prestazioni  salvavita,   quali
         quelle  di emodialisi, devono percepire il  rimborso
         delle  spese  relative al mese  di  giugno  2002,  e
         quindi   abbondantemente  oltre  i  sessanta  giorni
         previsti dalla legge;

       - i  centri autorizzati alle prestazioni sanitarie  in
         forma indiretta hanno più volte diffidato l'Ausl  n.
         6  a  provvedere  ai  pagamenti pena  l'attribuzione
         degli  interessi  legali maturati e  la  sospensione
         delle prestazioni, con grande danno per i pazienti;

     per sapere:

       - se  non  ritenga opportuno accertare in tempi rapidi
         la  situazione  relativa ai  ritardi  nei  pagamenti
         dell'Ausl n. 6 di Palermo delle prestazioni  erogate
         in  forma  indiretta, ai sensi della legge regionale
         n. 88 del 1980;

       - se  non  ritenga  opportuno diffidare  il  Direttore
         generale  dell'Ausl n. 6 dal continuare a perseguire
         una sostanziale omissione di quanto prevede la legge
         in  ordine  alla perentorietà dei pagamenti  per  le
         prestazioni erogate in forma indiretta,  anche  allo
         scopo  di  evitare riflessi negativi  sull'utenza  e
         danni patrimoniali per l'Azienda sanitaria locale in
         questione>>. (1030)

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
 all interrogazione.

    CITTADINI   assessore  per  la  Sanità.  I  ritardi   non
 riguardano soltanto i pagamenti delle prestazioni  in  forma
 indiretta,  ma  riguardano tutti i pagamenti. Purtroppo,  la
 situazione  finanziaria  è stata ampiamente  sviscerata  dai
 giornali  in questi giorni; la si conosce bene, a  meno  che
 non  si  voglia  parlare  della  ex  indiretta,  relativa  a
 prestazioni  di  radioterapia,  che  non  sono  previste  in
 nessun  prontuario, né regionale né nazionale, e che  dunque
 non   possono   essere,   a  norma   di   quanto   stabilito
 dall'Avvocatura  dello  Stato  e  dalla  Corte  dei   Conti,
 oggetto di rimborso.
   A  parte  il fatto che la dizione "salvavita" applicata  a
 queste prestazioni è una dizione assolutamente impropria,  i
 trattamenti salvativi e medicina sono soltanto la dialisi  e
 la  rianimazione.  A  parte  questo,  noi  abbiamo  comunque
 tempestivamente,  come  abbiamo  comunicato  oggi  alla   VI
 Commissione    legislativa,   aggiornato    il    prontuario
 terapeutico,   immettendo  in  questo  le   prestazioni   di
 radioterapia; è stato mandato già il prontuario  terapeutico
 nuovo  aggiornato alla Gazzetta Ufficiale. Pensiamo  che  da
 questo   venerdì   o,  al  massimo,  dal  prossimo,   queste
 prestazioni  saranno incluse nel prontuario  e,  dunque,  da
 questo momento rimborsabili.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo
   per  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
   dall Assessore..

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevole Assessore, a  me
 dispiace  non  fare cosa gradita all'onorevole  Beninati  se
 ripeto  la  formula,  che si può ritenere  di  rito,  se  si
 vuole,  di  non  ritenermi soddisfatto  perchè,  in  verità,
 l'Assessore non ha risposto.
      Onorevole  Assessore,  nell interrogazione   io   parlo
 esplicitamente della emodialisi e mi riferisco  all'articolo
 2,  comma  3, della legge n. 88/80, che recita testualmente:
 "il  rimborso delle relative spese da parte della competente
 Unità  sanitaria  locale  avviene  al  costo,  su  richiesta
 dell'avente  diritto,  documentata e  corredata  da  fatture
 debitamente  quietanzate entro e non oltre  il  sessantesimo
 giorno".
      Questo  "entro  e non oltre" è del tutto  evidente  che
 determina     una    condizione    di    perentorietà     e,
 nell interrogazione, al secondo punto si dice:  "considerato
 che  i  centri  autorizzati  dalla  Ausl  n.  6  di  Palermo
 all erogazione  di prestazioni salvavita,  quali  quelle  di
 emodialisi, devono percepire ancora ..." e via di seguito.
 Non  è vero, Assessore, che la situazione è chiara. Io spero
 che,   nel  pranzo  di  oggi,  lei,  l'assessore  Pagano   e
 l'onorevole  Leontini vi siate chiariti - come dire  -  così
 come  stanno  le  cose, se ha ragione lei o  se  ha  ragione
 l'assessore Pagano. In ogni caso, chi dovesse avere  ragione
 o  dovesse  avere torto, spero solo che il conto, veramente,
 l'abbiate fatto pagare all'onorevole Leontini e non  abbiate
 stabilito  di  farlo pagare a qualche altro,  almeno  stando
 alle    dichiarazioni   dell'assessore   Pagano   rilasciate
 nell'intervista di oggi. La situazione, però, davvero non  è
 per  niente  chiara,  Assessore.  C'è  qui  un  turbinio  di
 cifre,  di confusione, anche di modi di parametrare i debiti
 e  le  passività.  C'è una confusione  tra  la  cassa  e  la
 competenza  che  davvero  ci preoccupa,  perché  intanto  fa
 capire  che questa Regione non è in grado di sapere  quanto,
 cosa,  come e dove spende nel settore della sanità e  non  è
 in  grado  di  capirlo,  anche  perché  soprattutto  le  sue
 strutture periferiche hanno alimentato, nel corso di  questi
 anni,  questa  condizione, per cui la spesa sanitaria  ormai
 in Sicilia è al di fuori di ogni controllo.
      Capisco che lei si trova a dovere fare i conti  con  un
 compito  anche immane ed ingrato  e, tuttavia, la  questione
 che  qui  viene posta è il rispetto di una norma  di  legge,
 per  cui, superati i 60 giorni, è certo che possono scattare
 interventi  sostitutivi o interventi sanzionatori  a  carico
 della  pubblica amministrazione, a carico di coloro i  quali
 si rendono morosi rispetto a questo tipo di prestazione.
      Voglio  dire  ciò perché questa questione è  una  delle
 priorità  a  cui,  comunque, tra i tanti  creditori,  l Ausl
 sicuramente deve fare fronte.
      Vorrei   ricordare  che  l'articolo  30   della   legge
 finanziaria  di quest'anno ha stabilito, ancora  una  volta,
 quale  deve essere l'ordine di priorità nei pagamenti  verso
 i creditori del sistema sanitario regionale.
      Le  prestazioni salvavita lei poi le vuole definire  in
 un  altro  modo? Bene, si modifichi la legge   Si  modifichi
 l'articolo 2 della legge n. 88 del 1980  E' tempo di  farlo
 Ma,  allo  stato  attuale, è quella legge  che  deve  essere
 applicata ed anche le sue modifiche ed integrazioni.
      Ora,  lei,  Assessore,  non ha  risposto;  lei  non  ha
 risposto  in  merito  alle  tante  ingiustizie,  alle  tante
 sperequazioni, alle tante discrezionalità che cominciano  ad
 essere,  anche, qualche cosa di pesante, di cui è  infarcita
 la  gestione  della sanità, soprattutto nella  provincia  di
 Palermo.
      Bisogna mettere mano radicalmente alle questioni, prima
 che  tutto  il  sistema venga travolto e, nel travolgere  il
 sistema,  non  vi  è ombra di dubbio che ad essere  travolti
 saranno innanzitutto gli utenti ed i cittadini.
      Per  questo  motivo, a me dispiace, signor  Presidente,
 entrare  in  conflitto con il professore  Cittadini,  perché
 alla  luce  anche  della  scontata  distinzione  tra  carica
 politica  e  meriti professionali sono sicuro che  i  meriti
 professionali   del   professore   Cittadini    alla    fine
 supereranno  sicuramente anche quelli politici,  però,  caro
 assessore  Cittadini,  credo  che  lei  abbia   bisogno   di
 meditare  e  di  riflettere   più attentamente  sul  destino
 della  sanità  in  Sicilia e di introdurre delle  correzioni
 profonde,  delle innovazioni radicali, senza le  quali  sarà
 difficile poterne venire a galla.

    PRESIDENTE    Si  passa  alla  interrogazione   n.   1033
  Verifica   dell'incidenza  di  patologie   tumorali   nella
 provincia  di  Trapani , dell onorevole  Oddo.  Per  assenza
 dall Aula  del firmatario, la stessa  si intende  presentata
 con richiesta di risposta scritta.
 Si   passa   all'interrogazione  n.  1045   Iniziative   per
 garantire  un  adeguato  livello  qualitativo  del  servizio
 sanitario  nei  piccoli  centri  della  Sicilia ,  a   firma
 dell'onorevole Raiti. Ne do lettura:

         <<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
         sanità, premesso che:

       - da  tempo  le  istituzioni e i  cittadini  residenti
         nella  Sezione  territoriale di Paternò-Biancavilla-
         AdranoBelpasso e Ragalna rivendicano il diritto alla
         salute  che  lo Stato e la Regione devono assicurare
         indipendentemente  dal  luogo  e  dalla  densità  di
         popolazione esistente;

       - il  dato,  tristemente noto,  degli  ultimi  anni  è
         quello  del  disservizio sanitario  soprattutto  nei
         piccoli  centri, ulteriormente aggravato in  seguito
         alla   soppressione  dei  pochi  servizi  esistenti,
         mantenuti da personale medico e paramedico che  solo
         con  la propria professionalità ed esperienza riesce
         a  dare  assistenza ed a portare soccorso  in  tempi
         rapidi laddove si verificano eventi patologici gravi
         riuscendo a salvare molto spesso la vita;

       - ai tagli sanitari 'necessari' per salvare l'economia
         del  Paese sono stati 'affiancati' finanziamenti per
         costruire  e  supportare  'cattedrali  nel  deserto'
         come:

       1)   l'Ospedale  nuovo  di  Biancavilla  in   Sicilia,
       costruito e lasciato in preda ai vandali;

       2) il padiglione attiguo alla Pediatria, nell'Ospedale
         di  Paternò, costruito da quasi trent'anni nel quale
         mai nessuno ha messo piede;

       3)   i   fitti   delle  strutture  sanitarie,   pagati
         immotivatamente  perché  avrebbero   potuto   essere
         allocate nella rete immobiliare delle Aziende  unità
         sanitarie locali;

       4)  le attrezzature sanitarie funzionanti dismesse con
         la  giustificazione  che sarebbero  state  rimontate
         altrove  e  che finora giacciono smontate  in  balia
         della polvere e destinate all'autodistruzione, (come
         ad esempio la radiologia telecomandata di Adrano);

       5)  le  apparecchiature esistenti, guaste  da  qualche
         anno  e non ancora riparate, proprio in quei Servizi
         dove,   contemporaneamente,  si   sta   pagando   la
         specialistica convenzionata;

       6)  l'assunzione, da parte dei managers, di consulenti
         professionisti in qualità di 'esperti' per ricoprire
         ruoli che non apportano nessun beneficio all'utenza;

       - non    esiste    un    monitoraggio    dell'attività
         'intramoenia'  per verificare a danno  di  chi  e  a
         vantaggio di chi viene svolta;

       - risulta  che le Cooperative che hanno in  appalto  i
         servizi di pulizie non forniscono ai loro dipendenti
         il   materiale  per  potere  effettuare  il   lavoro
         necessario per garantire l'igiene indispensabile;

     per sapere:

       - quali  provvedimenti  urgenti il  Governo  regionale
         intenda assumere al fine di garantire la qualità dei
         servizi sanitari nei piccoli centri;

       - quali provvedimenti si intendano attivare al fine di
         accelerare l'istituzione del PTE al fine di  avviare
         un  processo  di  equa distribuzione  delle  risorse
         nelle zone dove sono assenti, o rischiano di cessare
         di  esistere,  le  strutture indispensabili  per  la
         tutela dei diritti del malato;

       - quali  misure  siano  state  predisposte  o  saranno
         attuate  dalla Regione siciliana, ed in  particolare
         dall'Assessorato  Sanità, per  tutelare  il  diritto
         alla  salute  di tutti i cittadini ed  in  tutto  il
         territorio dell'Isola;

       - se  non  ritengano  opportuno avviare  le  opportune
         indagini  conoscitive  al  fine  di  verificare   la
         legalità  di  tutte  le attività svolte  all'interno
         delle strutture sanitarie della zona>>. (1045)

     Ha   facoltà   di  parlare  l onorevole  assessore   per
 rispondere all'interrogazione.

    CITTADINI   assessore per la sanità. Si  è  proceduto  al
 riassetto  della Rete ospedaliera con la Delibera di  Giunta
 135   del   4   maggio  2003  con  cui   si   è   introdotto
 nell'organizzazione sanitaria della nostra Regione un  nuovo
 modello  di Ospedale di Comunità per sopperire alle esigenze
 del  bacino  servito, cioè una struttura che  garantisca  la
 funzione  ambulatoriale per almeno  12  ore  al  giorno,  un
 numero  adeguato  di  posti letto per  ricoveri  ordinari  e
 diurni  per  acuti  oltre a posti letto per  post-acutiae  e
 lungo  degenza  e posti letto per riabilitazione,  definendo
 in  tal modo un percorso assistenziale completo e prevedendo
 la  possibilità di una struttura aperta anche per  i  medici
 di  medicina generale e specialisti, e si è prevista altresì
 l'attivazione     dell'ospedalizzazione    domiciliare     e
 dell'assistenza domiciliare integrata.
      Contestualmente  si sta procedendo al  riassetto  della
 rete   delle  guardie  mediche  e  dei  punti  di  emergenza
 territoriale,  tenendo  conto che  la  rete  del  118  nella
 Regione    Siciliana    prevede   145    ambulanze,    tutte
 medicalizzate,  di cui 25 di rianimazione  e  con  dotazioni
 tecnologiche   molto  simili  a  quella  dell'ambulanza   di
 rianimazione,  ma  che devono essere gestite  da  medici  di
 guarda  medica  che abbiano superato il corso di  formazione
 in emergenza.
      Sono   state  assunte  dall'attuale  Governo   numerose
 iniziative  per tutelare il diritto alla salute  dei  nostri
 cittadini  e  per  evitare i tanti tristemente  noti  viaggi
 della speranza.
      Sono   stati   previsti  interventi  per  l'adeguamento
 tecnologico-strutturale  e  per   il   completamento   delle
 strutture    ospedaliere    oltre    alla    creazione     e
 all'adeguamento  della rete ambulatoriale pubblica  e  della
 residenza   sanitaria   assistita   utilizzando   i    fondi
 dell'articolo 20, legge 67/88.
      Tra  detti interventi sono stati stanziati 34  miliardi
 per   l'adeguamento  dell'Ospedale  di  Biancavilla  e   per
 interventi  del  territorio e 18 miliardi per  l'adeguamento
 dell'Ospedale di Paternò.
      Per  quanto  concerne il comune di Ragalna è  pervenuta
 una  richiesta da parte del Sindaco per istituire  un  punto
 di  emergenza  territoriale ma l'azienda USL  n.  3  non  ha
 ancora formulato adeguate proposte al riguardo.
      Io  credo  che  tutta la materia sia in rielaborazione,
 soprattutto quella che riguarda il territorio della zona  di
 Catania.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Raiti  per
 dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della  risposta   fornita
 dall'Assessore.

    RAITI    Signor  Presidente,  onorevole   Assessore,   mi
 dichiaro  non  soddisfatto perché l'onorevole  Assessore  ha
 fatto  un quadro delle azioni che sono state intraprese  nel
 corso  degli  ultimi mesi, come l'approvazione  della  nuova
 rimodulazione della rete ospedaliera e di altre cose in  via
 generale  che,  in  qualche  maniera,  toccano  di  striscio
 l'interrogazione    proposta.    Perché    l'interrogazione,
 onorevole  Assessore, partiva da quei presupposti  che  sono
 stati  affrontati nella mia risposta, che tra  l'altro  sono
 oggetto   di  una  valutazione,  come  certamente  lei   sa,
 assolutamente negativa da parte di tutte le forze  politiche
 del  centro  sinistra,  perché non condividono  molte  delle
 cose  che  sono state fatte come scelte politiche in  questi
 mesi,   ma   l interrogazione  che  noi  stiamo   esaminando
 prevedeva di avere una serie di risposte specifiche.
      Il  nuovo  ospedale di Biancavilla è stato lasciato  ai
 vandali, è stato costruito, sono state spese delle somme  ed
 è  stato  danneggiato  perché non era utilizzato.  Chi  paga
 tutti  i  danni  che  si sono verificati?  Di  chi  sono  le
 responsabilità di questa custodia? Di ciò non si  ha  alcuna
 risposta.
      Nel padiglione attiguo alla Pediatria dell'Ospedale  di
 Paternò, che è stato costruito da quasi trent'anni,  nessuno
 vi  ha mai messo piede. Che vogliamo fare per riutilizzarlo?
 Lo  vogliamo riconvertire? Lo vendiamo? Lo affittiamo e così
 via? E così tutta una serie di altre domande specifiche.
      Ci  sono  sei  punti  che  affrontano  delle  questioni
 specifiche  in  maniera analitica; sarebbe  stato  opportuno
 che  si  rispondesse dettagliatamente all'atto ispettivo  in
 questa  direzione.  Ma, al di là di questo,  prendiamo  atto
 che ciò non è stato fatto.
 Mi  auguro,  onorevole Assessore, che, siccome siamo in prossimità
 della  scadenza  dei  contratti dei manager e  dei  direttori,  su
 queste  cose si faccia opportuno accertamento in maniera tale  che
 il  Governo possa valutare, così come è previsto dalla legge,  con
 dati  obiettivi  e  certi, sul miglioramento  dei  servizi,  sulla
 economicità, sulla trasparenza dell azione dei manager,  e,  sulla
 base di accertamenti specifici, se riconfermare o meno il manager,
 perché non vorrei, così com è accaduto nel recente passato  -  che
 le   griglie   di  valutazione  poste  alla  base   della   scelta
 discrezionale,  ma  sempre  volute dal Governo,  siano  totalmente
 disattese.
 Non  si  affrontano queste problematiche specifiche che  non  sono
 assolutamente preminenti nella direzione di garantire  il  diritto
 alla  salute dei cittadini, ma certamente sono delle problematiche
 che devono essere fortemente valutate per poter mettere finalmente
 mano con serietà al risparmio e alla gestione razionalizzata delle
 risorse della sanità. Se così non facciamo, il deficit che  lei  e
 il  Governo vi troverete ad affrontare, anno dopo anno, certamente
 aumenterà, non diminuirà mai. E non serviranno i ticket ad aiutare
 le casse regionali.

  PRESIDENTE   Si  passa all'interrogazione n. 1057   Interventi  a
 favore dell'associazione di assistenza ai tossicodipendenti  'Casa
 famiglia Rosetta' , a firma dell'onorevole Speziale.
     Non   essendo   l'onorevole   Speziale   presente   in   Aula,
 l'interrogazione si intende trasformata con richiesta di  risposta
 scritta.
 Per  assenza dall Aula del firmatario, le interrogazioni  n.  1060
  Potenziamento  dell'organico  di ostetricia  dell'AUSL  n.  9  di
 Trapani , n. 1061  Iniziative per dotare l'ospedale San Vito Santo
 Spirito di Alcamo  e n. 1062  Provvedimenti per ridurre i tempi di
 attesa  per  poter  effettuare l'esame 'Doppler' presso  l'Azienda
 ospedaliera  S.  Antonio Abate di Trapani , a firma dell'onorevole
 Oddo, si intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
 Si  passa  all'interrogazione n. 1069  Provvedimenti  urgenti  per
 evitare   la   costituzione  di  discariche  abusive ,   a   firma
 dell'onorevole Raiti.
 Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

  CITTADINI   assessore  per la sanità.  In  riferimento  a  questa
 interrogazione si rappresenta che l'AIAS, sezione di Acireale,  in
 data  19  maggio  2003,  ha  lasciato i  locali  dell'ospedale  di
 Randazzo e, quindi, si è trasferita nei locali della sezione  sita
 in via Carmine n. 76, adeguati secondo gli standard regionali.

  PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Raiti   per
 dichiararsi soddisfatto o meno.

  RAITI  Mi dichiaro soddisfatto.

  PRESIDENTE   Si  passa all'interrogazione n. 1069   Provvedimenti
 urgenti  per  evitare  la costituzione di discariche  abusive ,  a
 firma degli onorevoli Raiti ed altri.
 Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

  CITTADINI    assessore  per  la  sanità.  In   riferimento   alla
 interrogazione  numero  1069, l'AUSL n.  3  -  Settore  di  igiene
 pubblica,  assistenza sanitaria in ambienti di  vita  e  lavoro  -
 all'uopo  interpellata  in relazione alla presenza  di  discariche
 abusive nelle zone di  San Giovanni La Punta, Gravina, Trecastagni
 e  Pedara,  ha  fatto sapere che, allo stato attuale,  le  analisi
 effettuate sulle acque enunciate in queste località ed in quelle a
 valle  delle stesse, non presentano discrepanze che possono essere
 imputate  alla  presenza  di inquinanti nelle  discariche  abusive
 sopra elencate.
 Tuttavia  la  stessa  Azienda fa sapere che,  se  durante  la  già
 intensificata  attività  di controllo  delle  acque  destinate  al
 consumo  umano  dovessero emergere delle difformità inerenti  alla
 presenza  di sostanze tossiche o inquinanti, l'Azienda  avrà  cura
 di intervenire tempestivamente.

  PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Raiti   per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

  RAITI  Mi dichiaro soddisfatto.

  PRESIDENTE     Per    assenza    dall Aula    del     firmatario,
 l'interrogazione  n.  1082   Liquidazione  delle  spettanze   agli
 operatori  del  servizio  ADI  dell'ASL  di  Agrigento ,  a  firma
 dell'onorevole  Sanzeri, si intende presentata  con  richiesta  di
 risposta scritta.
 Si  passa  all'interpellanza n. 94  Notizie circa  l'apertura  del
 nuovo  ospedale in contrada Consolida (AG) e circa il conferimento
 di un incarico di collaborazione da parte dell'Azienda ospedaliera
 'San  Giovanni  di  Dio'  di Agrigento ,  a  firma  dell'onorevole
 Capodicasa.
 Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

  CITTADINI  assessore per la sanità. L oggetto dell atto ispettivo
 riguarda  l'ospedale  'San Giovanni di  Dio',   oggetto  anche  di
 un'altra  interrogazione sempre a firma dell'onorevole Capodicasa.
 Ma,  in  riferimento a questa interpellanza l'Azienda  ospedaliera
 'San  Giovanni  di  Dio' di Agrigento, all'uopo  interpellata,  ha
 fatto  sapere che il conferimento dell'incarico di collaborazione,
 conferito  al  dottor  Roberto  Mangione,  è  stato  voluto  dalla
 Direzione  per l'esperienza maturata dall'incaricato nella  sanità
 siciliana,   nella  qualità  di  direttore  generale  dell'Azienda
 ospedaliera  'Garibaldi' di Catania, nonché per la professionalità
 acquisita in Aziende private.
 L'obiettivo   era  quello  di  arricchire  il  team  dello   staff
 direzionale,  impegnato nel percorso finalizzato all'apertura  del
 nuovo  complesso ospedaliero di Contrada Consolida, creando  anche
 una certa divisione dei compiti.
 Il  dottor Mangione ha collaborato intensamente e in sinergia  con
 la  Direzione aziendale secondo le indicazioni e nell'ambito delle
 strategie stabilite dalla Direzione generale, e ha svolto funzioni
 anche  di  supporto  e di monitoraggio, nonché di  approfondimento
 delle  tematiche  legate  ai  lavori di  completamento  del  nuovo
 complesso ospedaliero, rilevando le varie problematiche insorte da
 portare a conoscenza e alla valutazione della Direzione aziendale.
 Nell'attività  di  planning ha redatto resoconti  periodici  e  ha
 presentato  un  piano di priorità finale, fornendo alla  Direzione
 una  panoramica  generale  dei  contatti  avuti  per  conto  della
 Direzione e indicando il loro esito e lo stato di avanzamento  dei
 lavori.
 Poiché  il  rapporto instaurato prevedeva anche la possibilità  di
 risoluzione   anticipata   del  rapporto,   il   dottor   Mangione
 avvalendosi  di tale facoltà, in data 6 marzo 2003, ha  rassegnato
 le proprie dimissioni con decorrenza dal 1  maggio 2003.
 Con delibera numero 203 del 10 aprile 2003 l'Azienda ha preso atto
 della volontà del consulente di recedere dal rapporto.

  PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Capodicasa  per
 dichiararsi soddisfatto o meno.

  CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dichiaro
 insoddisfatto  in quanto credo che una interpellanza  di  ben  tre
 cartelle dattiloscritte meriti una risposta più esauriente, tenuto
 conto che l'Assessore altro non ha fatto che riportare il punto di
 vista  del  direttore  generale, il quale  è  artefice  di  questa
 consulenza  che  costa, ed è costata, all'Azienda Ospedaliera  San
 Giovanni   di   Dio   ben   80  mila  euro,  cifra   difficilmente
 riscontrabile  per altre consulenze.
 Tutto   ciò  cozza,  Assessore,  con  gli  orientamenti  del   suo
 Assessorato,  orientamenti da lei espressi  tramite circolari  con
 la  quale diffidava - se possiamo usare questo termine  -  i  vari
 direttori generali dall'intraprendere  perigliosi , nonché onerosi
 contratti di consulenza che, oltre tutto, come in questo caso  non
 danno  alcun  esito.  Tra le tante ipotesi -  ho  visto  la  bozza
 della  delibera  con la quale è stato conferito  l'incarico     si
 tratta  di  mansioni  che si richiedono al  consulente,  tutte  di
 strettissima competenza del direttore generale.
 In  primo luogo, doveva assumersi il compito di trasferire la sede
 del  vecchio ospedale al nuovo, che credo sia la principale  delle
 attività a cui dovrebbe dedicarsi il direttore generale,  tanto  è
 vero  che  per diverso tempo, da quando ha assunto l'incarico,  ha
 più  volte fissato per l'apertura del nuovo ospedale dei  termini,
 che  sono stati regolarmente disattesi.  Ancora oggi, ad eccezione
 degli  Uffici  del  direttore generale,  della  segreteria  e   di
 qualche Servizio marginale, non è stato trasferito alcun reparto.

  CITTADINI  assessore per la sanità. Onorevole Capodicasa,  questo
 è oggetto di un'altra interrogazione.

  CAPODICASA  Sì, questo è oggetto di un'altra interrogazione. Però
 le  volevo  dire  che  il dottor Mangione, nel  frattempo  -  come
 giustamente  viene  detto  nella  risposta  -  ha  rassegnato   le
 dimissioni.  Le motivazioni di tali dimissioni sono secretate,  in
 quanto   il dottor Mangione le ha comunicate al direttore generale
 tramite  lettera  riservata;  già  con successiva interpellanza  -
 non  inserita  tra quelle a cui lei darà risposta oggi, ma che  ho
 inoltrato  di  recente  -  chiediamo di conoscere  le  motivazioni
 reali,  in quanto quella risposta che lei, Assessore, dà su  input
 del direttore generale è molto evasiva e non riferisce in merito a
 ciò che è effettivamente successo.
 Il  direttore generale ha già risposto,  attraverso la stampa,  ad
 una  mia  successiva interpellanza, nella quale contesto la  linea
 della  Direzione generale di esternalizzare tutti i servizi,  (poi
 ci  sarà un altro atto ispettivo  avente per oggetto l affidamento
 esterno  del servizio di cucina), ancor prima che lei,  Assessore,
 rispondesse  che tale servizio è già stato affidato  con  incarico
 trimestrale   ad   una   società  di   Caltanissetta,   a   titolo
 sperimentale. Ma  non si capisce bene cosa si deve sperimentare in
 un  servizio come quello di cucina  E' chiaro, che ci troviamo  di
 fronte  ad una linea di cui spero  l'Assessore voglia occuparsene;
 in merito  sto tallonando il direttore generale.
 Sempre  il direttore generale ha esternalizzato, pochi giorni  fa,
 il  servizio di assistenza per l'Ospice,  servizio che viene  reso
 ai malati terminali per quanto riguarda il riassetto dei letti, la
 pulizia  e  l'igiene  delle  stanze,   e  che  potrebbe  benissimo
 espletare il personale interno.
 Con  il  servizio di   cucina si è fatto così, con il servizio  di
 prenotazione è avvenuta pura la stessa cosa: entrambi  sono  stati
 esternalizzati.
 Il  direttore  generale  afferma di avere  somme  a  disposizione,
 afferma   altresì  che  avanza  somme  -  non  ricordo  quanto   -
 dall'Assessorato Sanità; pertanto, l Azienda ospedaliera non è  in
 deficit  nè  ritiene  di essere in qualche modo  condizionata  dal
 deficit della sanità in Sicilia.
 Credo che questa sia una ben strana interpretazione del  ruolo  di
 direttore  generale, perchè il fatto di avere somme a disposizione
 non   significa che queste debbano essere sprecate. Inoltre  penso
 di  occuparmi fin da ora  del bilancio della AUSL per vedere se le
 cose  stanno effettivamente così; in caso diverso presenterò altri
 atti ispettivi.
 L'interpellanza   aveva   lo   scopo  di   attirare   l'attenzione
 dell'Assessorato  sul  modo  in  cui  sta  operando  il  direttore
 generale  dell'Azienda  ospedaliera   San  Giovanni  di  Dio    di
 Agrigento, per evitare, se  possibile, che si sviluppi  una  linea
 di sperpero del denaro pubblico che sta già creando allarme tra  i
 dipendenti, i quali paventano il rischio di una  esternalizzazione
 di  tutti  i servizi, anche di quelli di più modesto spessore  dal
 punto di vista qualitativo.

  PRESIDENTE   Si  passa all'interrogazione  numero  1107  "Notizie
 circa l'esternalizzazione del servizio di cucina presso l'ospedale
 'S. Giovanni di Dio' di Agrigento" dell'onorevole Capodicasa.
 Ne dò lettura:

 «All'Assessore per la sanità, premesso che:

 -  presso  l'Azienda Ospedaliera 'S. Giovanni di Dio' di Agrigento
 il servizio di cucina è da sempre effettuato in regime di gestione
 diretta   con  l'utilizzazione  di  personale  proprio  oltre   al
 personale fornito dalla Multiservizi SpA;

 -  tale servizio sembrerebbe avere dato buona prova nonostante  le
 difficoltà derivanti dal mancato trasferimento dell'ospedale nella
 nuova struttura di contrada Consolida;

 - il mancato trasferimento, più volte annunciato e ancora oggi non
 attuato,  determina disservizi per via del fatto che la  cucina  è
 ubicata  nei  nuovi  locali  mentre i reparti  sono  ancora  nella
 vecchia struttura;

 -  malgrado questa situazione il servizio continua a funzionare in
 modo sufficiente;

 -  alla luce di quanto sopra non si comprenderebbe l'intenzione di
 esternalizzare il servizio per come paventato dalle organizzazioni
 sindacali   anche  a  seguito  di  denunce  verbali  ricevute   da
 dipendenti che hanno subito pressioni e intimidazioni;

 per sapere:

 -  se  risulti a codesto Assessorato l'intenzione della  Direzione
 generale  dell'Azienda  Ospedaliera  'S.  Giovanni  di   Dio'   di
 esternalizzare il servizio di cucina;

 -  in  caso  affermativo,  quale sia in  proposito  l'opinione  di
 codesto Assessorato».

 PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare  l'Assessore  per  fornire  la
 risposta.

  CITTADINI  assessore per la sanità. Vorrei precisare che  non  si
 tratta  di  risposta  trasmessa  dal  direttore  generale,  dottor
 D'Antoni,  in  quanto  abbiamo mandato un nostro ispettore,  nella
 persona  del  dottore  Randi.  In  riferimento  all'interrogazione
 numero  1107,  l'Azienda ospedaliera S. Giovanni di Dio,  all'uopo
 interpellata,  ha fatto sapere che il servizio di ristorazione  ai
 degenti  effettuato  in  regime di gestione  diretta  con  proprio
 personale  è  stata una precisa scelta della direzione  strategica
 che  ha  voluto e favorito tale investimento nei nuovi  locali  in
 contrada  Consolida,  per  creare un  servizio  funzionale  e  ben
 organizzato  rispondente  a  tutti i requisiti  igienico  sanitari
 previsti dalla normativa vigente.
 Tale   progetto,   attivato  nel  dicembre   2001,   si   è   reso
 indispensabile  a causa delle condizioni di degrado  della  cucina
 del  vecchio plesso di via Giovanni XXIII e ha trovato  gradimento
 da  parte dell'utenza, come più volte evidenziato dagli organi  di
 stampa.
 In  ordine  al quesito inerente l'esternalizzazione del  servizio,
 pur   potendo  rientrare  le  gestioni  affidate  all'esterno   in
 un'ottica  di  razionalizzazione, semplificazione ed  economicità,
 questa  Amministrazione non ha mai palesato alcuna  intenzione  al
 riguardo.
 A   quanto   pare,  questo  è  in  contrasto  con   quanto   detto
 dall'onorevole Oddo. Si tratta di una risposta di sette giorni fa.

  CAPODICASA  In contrasto con quanto è già avvenuto, Assessore.

  CITTADINI  assessore per la sanità. Tuttavia, qualora  in  futuro
 si  dovesse  ravvisare  la  necessità,  per  ragioni  di  pubblico
 interesse   e   di   economicità   di   gestione,   di   procedere
 all'esternalizzazione del servizio, tutto ciò avverrà nel rispetto
 della  normativa  vigente  con  la  salvaguardia  delle  posizioni
 raggiunte dal personale di ruolo dell'azienda.

  PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Capodicasa  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

  CAPODICASA  Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto. Infatti
 qui  apprendiamo che nel caso in cui si deciderà di esternalizzare
 il  servizio  di  cucina,  ciò avverrà nel  rispetto  delle  leggi
 esistenti.  Perché, avremmo forse dovuto temere che  tutto  questo
 potesse  avvenire nel dispregio delle leggi?
 Assessore,   non   posso  che  ribadire  quanto  detto   poc'anzi:
 l'esternalizzazione,  sia  pure  sotto  forma  di  sperimentazione
 trimestrale,  è  già  avvenuta.  Ho  motivo  di  ritenere  che,  a
 conclusione di questo trimestre di sperimentazione, alla  fine  il
 servizio si esternalizzerà.
 Ripeto,  questo  è  l'ennesimo servizio che viene  esternalizzato.
 Presso  l  Assessorato si trovano altre interpellanze che  ho  già
 presentato,  in  cui segnalo tutte le esternalizzazioni  che  sono
 intervenute  via via. Sembrerebbe quasi che il direttore  generale
 si   sia   convinto  che  bisogna  disfarsi  di  tutti  i  servizi
 possibili.
 Invito, pertanto, il Governo ad occuparsi della questione inviando
 funzionari di sua fiducia in loco.

  PRESIDENTE  Per assenza dall Aula del firmatario l'interrogazione
 n.  1110   Salvaguardia dell Ospedale Vittorio Emanuele di  Salemi
 (TP)   dell'onorevole Oddo si intende presentata con richiesta  di
 risposta scritta.
 Si  passa all'interrogazione n. 1111  Accoglimento della richiesta
 di   autorizzazione  dell Azienda  ospedaliera  universitaria   di
 Messina   per   la  realizzazione  di  un  blocco  operatorio   di
 cardiochirurgia , a firma dell'onorevole Panarello.
 Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per la sanità per  fornire  la
 risposta.

  CITTADINI     assessore   per   la   sanità.    In    riferimento
 all'interrogazione numero 1111, si comunica che,  con nota del  14
 settembre  2000,  a  seguito  di istanza  prodotta  dal  direttore
 generale  dell'Azienda policlinico 'Paolo Giaccone' di Palermo,  è
 stato   richiesto   all'Ispettorato   parere   tecnico   sanitario
 riguardante l'attivazione di un reparto di cardiochirurgia  presso
 la suddetta azienda universitaria.
 Dopo   attento  esame  dell'istanza  di  che  trattasi  unitamente
 all'analisi della domanda/offerta di prestazioni cardiochirurgiche
 del  territorio di pertinenza, nell'ambito di una visione  globale
 degli    indirizzi   programmatici   della   Regione    siciliana,
 l'Ispettorato  ha  espresso  le  proprie  valutazioni  in   merito
 all'argomento  con  la relazione del 29 settembre  2000  trasmessa
 all'Ispettore   regionale   f.f.  in   carica   a   quella   data.
 Successivamente   la  Giunta  regionale  di  Governo,   con   atto
 deliberativo n. 250 del 2000, ha proceduto all'attivazione di  una
 unità   operativa   di  cardiochirurgia  presso   il   Policlinico
 universitario di Palermo.
 Con nota del 24 gennaio 2003 veniva richiesto a questo ufficio  di
 esprimere  il  proprio  avviso in merito all'istanza  del  Rettore
 dell'università di Messina circa l'accreditamento di un centro  di
 cardiochirurgia.
 La  suddetta  istanza è stata presa in esame e, in  considerazione
 degli indici di attività delle unità operative ad oggi operanti in
 ambito   regionale,   tenuto  conto  del  fatto   che   gli   atti
 programmatori  della  Regione non prevedono  ulteriori  incrementi
 nell'ambito  dell'attività connessa alla disciplina  in  questione
 ivi  comprese  le attività assistenziali, nel rispetto  di  quanto
 disposto  a livello nazionale con i decreti legislativi n.  229  e
 517  del  1999, questo Dipartimento ha espresso il proprio  avviso
 con la nota del 26 febbraio 2003.
 Infine, si significa che eventuali e diverse conclusioni in merito
 a  quanto  sopra  potranno  essere determinate  dalla  Commissione
 regionale sulla cardiochirurgia.
 Ma vorrei chiarire che, nel frattempo, dal 2000 al 2003 la domanda
 di  cardiochirurgia in Sicilia si é abbassata da 5000 a 2600  casi
 per  anno, in ragione del fatto che il 50 per cento delle pratiche
 chirurgiche    vengono   già   espletate   mediante    cardiologia
 interventista; non abbiamo più mobilità sanitaria,  abbiamo  avuto
 215 casi nel 2003 sempre a fronte dei 1500 che avevamo in passato;
 abbiamo  9 unità operative di cardiochirurgia in Sicilia a  fronte
 delle  5  al  massimo  che  dovremmo  avere.  Abbiamo  significato
 all'Università   di   Messina,  fin   dall'inizio,    prima    che
 l'ospedale   Papardo  nominasse il   primario, dottor Mattei,  che
 la cosa più corretta da fare era stipulare  una convenzione tra  i
 due  ospedali che distano tra di loro circa otto chilometri. Ci  é
 stato   risposto  che  la  didattica  dell'Università  di  Messina
 imponeva   la   presenza   di  un  reparto   di   cardiochirurgia.
 Francamente,  non  conosco nessun esempio di studenti  portati  ad
 esaminare   pazienti  ricoverati  presso la cardiochirurgia,  sono
 interventi  molto  episodici: l'Università di Messina,  l'Ospedale
 stesso  di  Messina ne fa 200 o 270. L'intromissione a Palermo  di
 questa  ulteriore  unità  ha fatto crollare  il  numero  dei  casi
 praticati dall'Ospedale Civico mettendo in crisi, appunto,  quella
 unità.  Abbiamo un eccesso di reparti di cardiochirurgia  che  non
 potevamo   non   prendere  in  considerazione.  Abbiamo   tuttavia
 sottoposto il caso alla Commissione di cardiochirurgia  e  questa,
 nel  documento  che ha esitato un mese addietro,  ha  dato  parere
 negativo.

  PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Panarello  per
 dichiararsi soddisfatto o meno.

  PANARELLO  Sono soddisfatto per la puntualità della risposta, non
 sono   soddisfatto   in   rapporto  ai   quesiti   sollevati   con
 l interrogazione.  Prendo  atto comunque  che  la  Commissione  di
 cardiochirurgia  un mese fa ha espresso parere negativo  a  questa
 ipotesi.   Nel   momento   in  cui  ho  sollevato   la   questione
 l'Assessorato  aveva demandato la possibilità di istituire  questo
 servizio  alla  firma  di  protocolli  di  intesa  fra  Regione  e
 Università. Quindi, a quel momento, veniva considerata fondata  la
 richiesta avanzata non solo dall'Università, ma soprattutto  dalla
 Facoltà  di  Medicina, in rapporto alla possibilità  di  avere  un
 riscontro   dal   punto   di  vista  della   domanda   di   questa
 specializzazione,  ma  anche  dal  punto  di  vista  didattico   e
 formativo.  D'altro canto, la proposta presentata  dall'Università
 era   di   una  integrazione  con  la  cardiochirurgia   esistente
 all'Azienda Papardo, che naturalmente non poteva essere  messa  in
 alternativa.
   Io  prendo  atto della decisione della Commissione,  che  é  una
 novità,  dalla quale evidentemente non si può prescindere.  Ho  la
 sensazione, però, anche in ragione delle considerazioni  che  lei,
 Assessore,  svolgeva a proposito della situazione di Palermo,  che
 probabilmente  procedere in maniera organica per una  integrazione
 tra  attività  didattica e attività operativa, con uno  sforzo  in
 questa  direzione, potrebbe essere utile ad affrontare tale  tema.
 Sullo  sfondo  c'é  la  questione che viene  evocata,  per  quanto
 riguarda  la Università di Messina, dei protocolli di  intesa:  io
 presentato  altre  interrogazioni su  questo  argomento  e  vorrei
 sollecitare  anche  in questa circostanza l'Assessore  a  prestare
 attenzione a questo tema,a tenere la barra dritta anche dal  punto
 di  vista delle esigenze della sanità in Sicilia, e quindi,  anche
 di  una razionalizzazione della spesa che non penalizzi ovviamente
 l'università  di  Messina,  ma  che  tenga  conto  delle  esigenze
 effettive sia della  sanità che della didattica nella provincia di
 Messina.

  PRESIDENTE  Si passa all'interpellanza numero 101  Notizie  circa
 le modalità di svolgimento di un concorso a due posti di dirigente
 medico  odontoiatra presso la AUSL n. 6 di Palermo  dell'onorevole
 Capodicasa.
 Ne do lettura:

 «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  sanità,
 premesso che:

 -  è in corso di svolgimento un concorso, per titoli ed esami, per
 due  posti di dirigente medico odontoiatra indetto dalla USL 6  di
 Palermo;

 -   il  bando  di  concorso prevede una prova scritta,  una  prova
 pratica e una orale;

 -  espletata  la  prova  scritta, la Commissione  di  concorso  ha
 indetto la prova pratica;

 -  la Commissione, anziché procede alla prova pratica 'su tecniche
 e  manualità  peculiari della disciplina', ha fatto  svolgere  una
 prova orale, di una parte della quale è stata richiesta la stesura
 in forma scritta;

 - tutto ciò è avvenuto senza la dovuta pubblicità, considerato che
 i  partecipanti sono stati invitati ad uscire dalla sala  dove  la
 Commissione svolgeva le interrogazioni;

 -  tutto  ciò  ha  fatto seriamente dubitare  della  regolarità  e
 dell'imparzialità del concorso;

 PER CONOSCERE:

 - se siano a conoscenza di tali notizie;

 - se non ritengano di verificarne l'eventuale fondatezza;

 -  se, ove risultino vere, non ritengano di dovere intervenire per
 ricondurre a condizioni di legalità le procedure concorsuali».

 Ha facoltà di parlare l  Assessore per fornire la risposta.

  CITTADINI     assessore   per   la   sanità.    In    riferimento
 all interpellanza  numero 101, la Direzione generale  dell'Azienda
 unità  sanitaria  locale  n. 6, all'uopo  interpellata,  ha  fatto
 sapere  che la prova pratica del concorso a due posti di dirigente
 di  odontoiatria dell'Ospedale Cervello e dell'Ospedale Ingrassia,
 è  stata  eseguita all'interno di un ambulatorio  odontoiatrico  e
 quindi  in  presenza di materiali ed apparecchi come previsto  dal
 comma 3, articolo 15, del DPR n.483 del 1997.
 La  Commissione,  come previsto dal comma 2 dello stesso  articolo
 15,  prima dello svolgimento della prova pratica, ha stabilito  le
 modalità  ed  i  contenuti della stessa  avendo  cura  che  questi
 fossero di uguale impegno per tutti i candidati.
 L'esame  costituito  da domande relative a  tecniche  e  manualità
 peculiari della disciplina, ad esempio 'descrizione della  tecnica
 operatoria per praticare l'avulsione di un molare del giudizio'.
 I   candidati   hanno  risposto  anche  mediante  un'illustrazione
 schematica  scritta come previsto dall'articolo  30,  lettera  b),
 dello stesso DPR.
 Si precisa, inoltre, che per tale prova non è prevista la presenza
 di pubblico come invece lo stesso DPR, all'articolo 16, prevede in
 modo specifico per la prova orale.

  PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Capodicasa  per
 dichiararsi soddisfatto o meno.

  CAPODICASA   Signor  Presidente, nel  dichiararmi  insoddisfatto,
 manifesto  la  mia sorpresa nel sentirmi rispondere  che  vi  sono
 concorsi  in Italia in cui non è prevista la presenza del pubblico
 alla prova orale.
   Una  prova orale non è considerata meritevole di essere  seguita
 dagli   stessi  concorrenti  che  sono  lì  in  attesa  di  essere
 interrogati.

  PANARELLO   Bisogna cambiare la dizione  concorso  privato ,  non
 concorso pubblico.

  CAPODICASA  Infatti. Andrò ad esaminare le norme di legge  a  cui
 l Assessore ha fatto riferimento e non escludo che, alla  luce  di
 quanto  verificherò,  non  debba  ripresentare  l'atto  ispettivo,
 questa  volta comunicandolo, se ritengo di avere ragione dei  miei
 sospetti, anche alla Procura della Repubblica.

  PRESIDENTE   Si  passa  all'interpellanza  numero  102    Notizie
 sull'apertura  di  un  nuovo ospedale  in  contrada  Consolida  ad
 Agrigento , a firma dell'onorevole Capodicasa.
 Ne do lettura:

 «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  la  Sanità,
 premesso che:

 -  da tempo ad Agrigento si annuncia l'apertura del nuovo Ospedale
 in contrada Consolida;

 -  tali  annunci  sono stati puntualmente disattesi  nonostante  i
 formali  impegni  assunti  da rappresentanti  del  Governo  e  dal
 Direttore generale;

 -  da  ultimo, il Direttore generale ha dichiarato che non era  in
 grado  di  fissare una nuova data per il trasferimento  nel  nuovo
 ospedale;

 -  le responsabilità, sia politiche che gestionali, sono evidenti,
 così come è stato denunciato con atti ispettivi;

 -  in  occasione di una recente visita ad Agrigento il  Presidente
 della  Regione  e  l'Assessore per la Sanità  hanno  nuovamente  e
 incautamente  dichiarato  che entro  quest'anno  aprirà  il  nuovo
 ospedale;

 -  queste  dichiarazioni  appaiono, ferma restando  la  situazione
 attuale, un'ulteriore illusoria uscita propagandistica;

 -   infatti  nessun  fatto  nuovo  è  intervenuto  nè  può  essere
 considerata  tale la destinazione di otto milioni di Euro  per  il
 finanziamento di opere 'non essenziali' all'apertura  della  nuova
 struttura;

 -   invece  i  ritardi  accumulati,  come  quello  relativo   alla
 costruzione  della Chiesa e del reparto di Medicina nucleare  (per
 il  quale  sono trascorsi ben sei mesi dalla notifica al Direttore
 generale  del  parere  legale, da egli  richiesto,  prima  che  si
 deliberasse la presa d'atto della sentenza del TAR, che  disponeva
 la  revoca  dell'aggiudicazione della gara e la  riapertura  delle
 operazioni), configurano il persistere di negligenze e remore  che
 fino ad oggi hanno impedito di raggiungere l'obiettivo,

 per conoscere:

 -  sulla  base  di  quali elementi il Presidente della  Regione  e
 l'Assessore per la sanità hanno dichiarato che entro l'anno aprirà
 l'Ospedale di Consolida;

 -  quali  atti abbiano compiuto o intendano compiere per garantire
 che tale obiettivo venga raggiunto».

  CITTADINI  assessore per la sanità. L Ufficio ha predisposto  una
 relazione  molto  estesa   che  io vorrei  consegnarle,  onorevole
 Capodicasa.

  CAPODICASA   So  già  quale può essere  la  risposta,  se  me  la
 consegna risparmiamo tempo.

  CITTADINI   assessore  per la sanità. Si  riferisce  soltanto  ad
 alcuni  punti:  intanto  non sono stati  aperti  soltanto  servizi
 generali  ma anche altri servizi come  la dialisi, il servizio  di
 talassemia, l'unico esistente  nella Regione.

  CAPODICASA   Non  il  servizio  di  talassemia.  Ma  chi    vuole
 sottoporsi   al   prelievo  del  sangue  deve  andare   e   venire
 dall'ospedale  perché il servizio è diviso a metà  tra  l'ospedale
 vecchio e quello nuovo.

  CITTADINI   assessore per la sanità. Qualcuno  ha  detto  che  io
 dovrei  girare  gli ospedali della Sicilia. Io ho fatto  ben   180
 visite  presso  gli  ospedali dell isola e, nel 97 per  cento  dei
 casi,  mi  è stato risposto che mai avevano visto nella storia  di
 quell'ospedale  un assessore regionale recarsi in visita.
 Onorevole  Capodicasa,  le garantisco che  entro  il  19  novembre
 riceverà  l'invito per l'inaugurazione di quattro  nuovi   reparti
 che  verranno trasferiti, entro l'anno saranno trasferiti tutti  i
 reparti  di  medicina,  ed  entro  la  fine  di  marzo  2004  sarà
 trasferito   l intero  ospedale,  ad  eccezione   della   medicina
 nucleare,  che  resterà per un altro anno nella  vecchia  sede  in
 quanto non è stato ancora bandito il concorso.

  CAPODICASA  Siamo in attesa, Assessore.

  PRESIDENTE     Per   assenza   dall Aula   del   firmatario    la
 interrogazione  numero  1137  Interventi  in  merito  al  presidio
 ospedaliero  di Linguaglossa (CT) a firma dell'onorevole  Villari,
 si intende presentata con richiesta di risposta scritta.

  RAITI    Signor  Presidente,siccome  l atto  ispettivo   riguarda
 l'ospedale  di Linguaglossa chiedo di poter ricevere  copia  della
 risposta scritta.

  PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così  stabilito.
 Non  sorgendo osservazioni resta altresì stabilito che l Assessore
 fornirà   risposta   scritta   alle  interrogazioni:    n.   1140,
  Provvedimenti  circa  la mobilità di personale  sanitario  presso
 l'AUSL  n.  6 ,  degli onorevoli Speziale e Giannopolo;  n.  1150,
  Provvedimenti   per garantire  l'efficienza dell'Ufficio  protesi
 dell'ASL di Caltagirone (CT) , e n. 1151,  Notizie circa  i  tempi
 di  attesa per l'effettuazione di mammografie presso l'ospedale M.
 Ascoli di Palermo , entrambe dell onorevole Raiti.
 Per  assenza dall Aula del firmatario, l interrogazione  n.  1158,
  Provvedimenti    nei    confronti   dell'AIAS    di    Acireale ,
 dell onorevole  Villari,  si intende presentata con  richiesta  di
 risposta scritta .

 Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  28  ottobre
 2003, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


 I  COMUNICAZIONI.

 II  LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
 D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
 N.  242     Adozione di iniziative per l attuazione  della  tregua
 olimpica durante i giochi olimpici del 2004, degli onorevoli Raiti
 -  Ferro   Orlando   Morinello - Miccichè.

 III   SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
 REGOLAMENTO  INTERNO  DI  INTERROGAZIONI  E  INTERPELLANZE   DELLA
 RUBRICA:  Agricoltura e foreste

 IV  DISCUSSIONE  DEL  DOCUMENTO  DI  PROGRAMMAZIONE  ECONOMICO   -
 FINANZIARIA PER GLI ANNI 2004-2006.

 V  VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
   Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell Azienda
 delle   foreste  demaniali  della  Regione  siciliana  per  l anno
 finanziario 2003   Assestamento  (n. 654/A)

    Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
 Regione  e  dell Azienda delle foreste demaniali  per  l esercizio
 finanziario 2000  (n. 342/A)

    Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
 Regione  e  dell Azienda delle foreste demaniali  per  l esercizio
 finanziario 1999  (n. 436/A)

    Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
 Regione  e  dell Azienda delle foreste demaniali  per  l esercizio
 finanziario 2001  (n. 629/A)

    Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
 Regione  e  dell Azienda delle foreste demaniali  per  l esercizio
 finanziario 2002  (n. 655/A)

                  La seduta è tolta alle ore 20.35

        Licenziato dal Servizio lavori d Aula alle ore 24.05

                              ALLEGATO

                 RISPOSTA ALLA INTERROGAZIONE N. 611

 BORZACCHELLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
 per la sanità, premesso che:

       - le  Aziende  unità sanitarie locali  ed  ospedaliere
         sono  state, nel tempo, destinatarie delle direttive
         appositamente emanate con circolare 16  marzo  1995,
         201/00851  e ribadite con nota 27 gennaio  1996,  n.
         2N26/0301  dall'Assessorato  Sanità  in  materia  di
         stipula   di   contratti   di   manutenzione   delle
         apparecchiature elettromedicali, di alta  tecnologia
         e specialistiche;

       - dall'applicazione  delle cennate direttive,  emanate
         in osservanza anche alle disposizioni comunitarie  e
         nazionali,  discende per le Aziende unità  sanitarie
         locali   ed   ospedaliere  l'obbligo  di  avvalersi,
         prioritariamente, di imprese che operino  in  regime
         di   esclusività  con  le  case  costruttrici  delle
         attrezzature;

       -  le ditte esclusiviste devono disporre, prontamente,
       di:

       a)  tecnici  abilitati, a seguito del  superamento  di
       corsi
         di     specializzazione    ed    aggiornamento    e,
         conseguentemente,   in   possesso   di    specifiche
         competenze   per   effettuare  gli   interventi   di
         assistenza tecnica sulle attrezzature;

       b)   pezzi  di  ricambio  'originali',  il  cui  costo
         praticato  all'ente  sanitario  siciliano  è  uguale
         nell'intero territorio nazionale;

       - le  Unità sanitarie locali ed ospedaliere dell'Isola
         fanno invece continuo e costante ricorso a contratti
         di manutenzione con ditte 'global service', le quali
         non  sono  in  grado  di  effettuare  interventi  di
         assistenza  tecnico-manutentiva,  caratterizzati  da
         ottimali  standards di sicurezza,  in  quanto  privi
         dell'obbligatoria  certificazione   di   esclusività
         rilasciata dalle case costruttrici;

       - pertanto,     il    servizio    'global    service',
         apparentemente  più  vantaggioso  sotto  il  profilo
         economico,  in  realtà  si rivela  più  oneroso,  in
         ragione   dei   maggiori  tempi  di  fermo   tecnico
         necessario  per  la riparazione delle  attrezzature,
         che  comportano  il  ricorso  a  prestazioni  presso
         strutture convenzionate esterne, in palese dispregio
         delle   disposizioni  dell'art.   28   della   legge
         regionale  n.  2 del 2002, che dispone l'obbligo  di
         garantire   l'equilibrio  economico  delle   Aziende
         sanitarie;

       - le  ditte  che  erogano il servizio di  manutenzione
         'global  service'  hanno sede fuori  dal  territorio
         regionale e, pertanto, le ingenti risorse economiche
         loro  versate  dagli enti sanitari non ricadono  sul
         tessuto economico-sociale della Sicilia;

     per sapere:

       - se  non  ritengano  necessario disporre  un'indagine
         ispettiva  presso le Aziende unità sanitarie  locali
         ed ospedaliere volta a:

       a)  accertare  se  le  ditte o le società  miste,  che
       prestano  attività  'global  service'  di   assistenza
       tecnico-manutentiva,   siano   in    possesso    della
       certificazione  di esclusività rilasciata  dalle  case
       costruttrici  e  se, conseguentemente,  dispongano  di
       tecnici  che,  ancorché bravi, siano  in  possesso  di
       specifiche  competenze  per  aver  superato  corsi  di
       specializzazione ed aggiornamento;

       b)   verificare   il   grado  di   soddisfazione   dei
         responsabili dei servizi ospedalieri dell'assistenza
         tecnica  'global service', atteso che nella  maggior
         parte  dei  casi, le attrezzature vengono dichiarate
         obsolete,   fuori  norma  o  fuori  uso,   sia   per
         incapacità  ad effettuare l'intervento  per  carente
         specializzazione,  sia perché non  in  possesso  del
         ricambio 'originale' perché ditta non esclusivista;

       c) stabilire se, effettivamente, per gli enti sanitari
         si pervenga al risparmio, stante che nell'intervento
         di  manutenzione  sono esclusi costosissimi  ricambi
         (quali,  ad esempio, le sonde ecografiche,  etc.)  e
         che,  inoltre,  il  procurato  fermo  tecnico  delle
         attrezzature   si  ripercuote  inesorabilmente   sul
         paziente,  oltre  al danno derivante  da  una  spesa
         inutilmente sostenuta;

       d)  acclarare le responsabilità eventualmente a carico
         degli  amministratori degli enti sanitari, derivanti
         dalla  mancata applicazione delle direttive  vigenti
         al  riguardo, tenuto presente anche che  già  alcuni
         enti  ospedalieri  della Sicilia (ancora  pochi,  in
         verità)  hanno  di recente revocato 'per  motivi  di
         sopravvenuta    opportunità'   la   gara    relativa
         all'affidamento del servizio di manutenzione 'global
         service' delle apparecchiature elettromedicali e che
         le  case di cura private, che operano nel territorio
         regionale,  non  si  avvalgono del  sistema  'global
         service';

       - quali iniziative intendano adottare al fine di:

       1)   sostenere   concretamente  le  numerose   imprese
         siciliane  che, per prestare assistenza  tecnica  in
         regime  di  esclusività,  hanno  investito  cospicui
         capitali nella specializzazione e nell'aggiornamento
         dei  tecnici,  onde garantire agli enti  sanitari  i
         prescritti ottimali standards di sicurezza;

       2)  impedire che le Aziende unità sanitarie locali  ed
         ospedaliere  continuino  ad  avvalersi  delle  ditte
         'global  service' le quali, avendo tutte sede  fuori
         dalla   Sicilia,   esportano  le   ingenti   risorse
         economiche   loro  liquidate  fuori  dal  territorio
         regionale.» (611).

 RISPOSTA.  «L'interrogazione n. 611  riguarda  l'affidamento
 del  controllo delle attrezzature sanitarie a ditte esterne.
 Si  chiedeva  come mai non si potesse affidare  direttamente
 alle  ditte  produttrici, ma naturalmente queste ditte  sono
 tantissime  e  sparse  su tutto il territorio.  In  Sicilia,
 allora,  si  è adottata la delibera ad affidare  tutto  alla
 Global  Service che, a sua volta, ha ottenuto la esclusività
 dalle  singole  ditte per i controlli. Naturalmente  dispone
 dei pezzi di ricambio originali.
 L'ultima  obiezione che veniva fatta era che, così  facendo,
 si  favoriva una ditta che opera interamente sul  territorio
 continentale e non sul nostro territorio insulare.  In  ogni
 caso,  qualunque  ditta produttrice di  grande  attrezzature
 sanitarie opera, comunque, sul territorio nazionale».

                                    L Assessore  Cittadini