Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Lo Curto ha inviato una
lettera con la quale chiede di porre in congedo l'onorevole
Acierno per la seduta odierna.
L Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE Comunico altresì che l onorevole Orlando è in
missione, per ragioni del suo ufficio, dal 21 al 25 ottobre 2003.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Disposizioni in materia di trasferimento di personale addetto
al settore idrico (n. 698)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dall onorevole Dina in data 17 ottobre 2003
- Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l anno finanziario 2003 - Norme di razionalizzazione
in materia di organizzazione amministrativa (n. 699)
- d iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell Assessore per il bilancio e le finanze (Pagano) in data 21
ottobre 2003
Annunzio di presentazione di disegni di legge
e di contestuale invio alle
competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati ed inviati alle
competenti Commissione legislative i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per il riconoscimento agli stranieri e agli apolidi dei
diritti di elettorato attivo e passivo nella Regione siciliana
(n. 696)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Ortisi, Papania,
Genovese, Guerrieri, Tumino, Vitrano, Zangara, Spampinato,
Galletti, Manzullo in data 16 ottobre 2003
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme per la riduzione dell inquinamento luminoso e dei
consumi energetici provocati dagli impianti di illuminazione
esterna (n. 697)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dall onorevole Moschetto in data 16 ottobre 2003
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Interventi in materia di immigrazione. Conferimento di
funzioni e compiti amministrativi (n. 695)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Savarino, Cintola, Pistorio in data
16 ottobre 2003
- PARERE I COMMISSIONE
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
- Disegno di legge voto per la modifica dell articolo 15 dello
Statuto della Regione siciliana (n. 694)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Porto, Fleres, Zangara, Turano,
Crisafulli in data 16 ottobre 2003
(INVIATI IN DATA 17 OTTOBRE 2003)
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme sull elezione diretta del presidente della
circoscrizione e sul decentramento amministrativo dei comuni (n.
685)
- d iniziativa parlamentare
- Integrazioni e modifiche all articolo 26 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, riguardante la rappresentatività
sindacale (n. 690)
- d iniziativa parlamentare
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme sul riordino delle camere di commercio (n. 688)
- d iniziativa governativa
- Norme concernenti il Centro euro-mediterraneo di servizi
finanziari e assicurativi (n. 689)
- d iniziativa governativa
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme concernenti l abusivismo edilizio (n. 684)
- d iniziativa parlamentare
- Norme per la disciplina dell attività degli operatori del
turismo subacqueo nella Regione siciliana (n. 686)
- d iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per l assistenza sanitaria riguardante prestazioni
indispensabili ed insostituibili per la tutela della salute (n.
687)
- d iniziativa parlamentare
(INVIATI IN DATA 17 OTTOBRE 2003)
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere,
pervenuta dal Governo, è stata assegnata alla competente
Commissione legislativa:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
BILANCIO (II)
- Utilizzazione risorse aree sottoutilizzate delibera CIPE n.
17/2003 (n. 203/IV-II)
- pervenuto in data 14 ottobre 2003
- trasmesso in data 17 ottobre 2003
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1368 - Notizie sulla guida turistica dele isole Egadi
prodotta dal Ministero dell'Ambiente e dall'Assessorato beni
culturali della Regione siciliana.
- Assessore Beni Culturali
Barbagallo Giovanni
N. 1369 - Notizie sulla nomina dei 'project managers' dei
Centri di Eccellenza sanitaria siciliani.
- Assessore Sanità
Giannopolo Domenico
N. 1371 - Iniziative per impedire l'approvazione della norma
tendente a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori
che sono stati esposti all'amianto.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Panarello Filippo
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all ordine del
giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1366 - Notizie in ordine alla incompatibilità tra la carica
di Assessore provinciale e quella di Soprintendente ai beni
culturali ed ambientali di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Barbagallo Giovanni; Spampinato Giuseppe; Liotta Santo;
Raiti Salvatore
N. 1367 - Provvedimenti circa la circolare dell'Assessore per
la Sanità relativa ai massimali dei pazienti per i pediatri
operanti in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Moschetto Angelo
N. 1370 - Interventi urgenti per scongiurare la
realizzazione di una nuova discarica nella Valle del Torrente
Pace.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Genovese Francantonio
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 132 - Iniziative per il rilancio dell'Ente di Sviluppo
Agricolo e per l'adozione di opportune misure di sicurezza
degli invasi regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Orlando Leoluca
N. 133 - Notizie sui finanziamenti relativi agli immobili del
comune di Floridia (SR) danneggiati a seguito del sisma del
dicembre del 1990.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Ortisi Egidio; Spampinato Giuseppe
Trascorsi tre giorni dall odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all ordine del giorno per essere svolte al
loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
N. 242 - Adozione di iniziative per l'attuazione della Tregua
olimpica durante i giochi olimpici del 2004.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Orlando Leoluca; Morinello
Salvatore; Miccichè Calogero
Presentata il 21/10/03
Avverto che la mozione testé annunziata sarà iscritta all ordine
del giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
di discussione.
Avverto, ai sensi dell articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Comunicazione relativa ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che l interrogazione a risposta scritta
Notizie circa le misure adottate per fronteggiare i problemi
legati al rischio idrogeologico e ad altre calamità in Sicilia ,
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici, annunziata
nella seduta n. 161 dell 1 ottobre 2003 con il numero 1313, è da
intendersi presentata con il numero 1333.
L Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma ad interpellanza
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 15 ottobre 2003, l on,
Raiti ha chiesto di apporre la propria firma all interpellanza n.
131 Iniziative del Governo in seguito alla sentenza 5881 del
Consiglio di Stato, in materia di dichiarazione di non
appartenenza alla massoneria da parte dei pubblici dipendenti ,
degli onorevoli Virzì e Ioppolo.
L Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Lo Curto ha chiesto di
apporre la propria firma alla mozione n. 241.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del programma e del calendario dei lavori
dell Assemblea per il periodo 22 ottobre 24 dicembre 2003.
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi 21 ottobre 2003 sotto la Presidenza
del Presidente dell Assemblea, on. Lo Porto, e con la
partecipazione dei Vicepresidenti dell ARS, on.le Fleres ed on.le
Crisafulli, del Presidente della Regione, on. Cuffaro, ha
deliberato all unanimità che i lavori d Aula della corrente
sessione e di quella di bilancio avranno il seguente svolgimento:
Commissioni (da mercoledì 22 ottobre a lunedì 27 ottobre 2003):
esame del disegno di legge di variazioni di bilancio nelle
Commissioni legislative permanenti, per le parti di competenza.
Aula martedì 28 ottobre 2003 (seduta pomeridiana):
- ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento, la prima
ora della seduta è dedicata allo svolgimento di interrogazioni ed
interpellanze;
- discussione del DPEF, documento di programmazione economico-
finanziaria 2004-2006 (ai sensi dell articolo 73 bis.1 del
Regolamento).
Commissioni (da mercoledì 29 ottobre a martedì 4 novembre 2003):
esame del disegno di legge di variazioni di bilancio da parte
della Commissione "Bilancio".
Dopo che le Commissioni legislative permanenti avranno
integralmente esaurito l'esame del disegno di legge di variazioni
di bilancio, per le parti di rispettiva competenza, esse potranno
riunirsi per l'esame di altri disegni di legge loro assegnati, con
priorità per quello concernente interpretazione autentica di
normativa elettorale, di imminente presentazione.
La Commissione speciale "Statuto" terrà riunione nello stesso
periodo, per esaminare il disegno di legge n. 694, disegno di
legge-voto per la modifica dell'articolo 15 dello Statuto della
Regione siciliana (voto amministrativo per gli immigrati).
Aula (da giovedì 6 novembre a venerdì 7 novembre, con eventuale
prosecuzione, per la definitiva approvazione, sino al 9 novembre
2003):
l'Assemblea procederà alla discussione dei seguenti disegni di
legge:
1) variazioni del bilancio;
2) disegno di legge-voto per la modifica dell'articolo 15 dello
Statuto della Regione siciliana;
3) altri disegni di legge eventualmente esitati dalle competenti
Commissioni legislative permanenti, con priorità per quello in
materia di riassetto della struttura del Governo (n. 185) e per
quello di interpretazione autentica di normativa elettorale (ove
esitato per l Aula).
La seduta antimeridiana del 4 novembre sarà dedicata all'attività
ispettiva e di indirizzo politico.
Negli altri giorni, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento, la prima ora della seduta sarà dedicata allo
svolgimento di interrogazioni ed interpellanze.
SESSIONE DI BILANCIO
Lunedì 10 novembre 2003: inizio della sessione di bilancio.
Pertanto, dalla predetta data decorrono i quarantacinque giorni
previsti dall'articolo 73 bis del Regolamento.
Commissioni:
Entro venerdì 17 novembre 2003 le Commissioni legislative
permanenti, dopo aver esaminato, per le parti di rispettiva
competenza, il disegno di legge finanziaria 2004 ed il disegno di
legge del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2004 e pluriennale per il triennio 2004-2006,
invieranno le proprie osservazioni e proposte alla Commissione
"Bilancio", nominando altresì un relatore che partecipi, per
riferirvi, alle sedute di quest'ultima Commissione. (articolo 73
ter, comma 3, del Regolamento).
Entro martedì 9 dicembre 2003, la Commissione "Bilancio", anche in
mancanza delle osservazioni e proposte delle Commissioni di
merito, esaminerà il disegno di legge finanziaria 2004 ed il
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2004 e pluriennale per il triennio 2004-
2006, e nominerà il relatore per l'Assemblea (articolo 73 ter,
comma 6, del Regolamento).
I giorni da mercoledì 10 a sabato 13 dicembre 2003 saranno
utilizzati per adempimenti di natura tecnico-contabile e per la
stampa dei volumi del bilancio.
Aula:
A partire da lunedì 15 dicembre 2003, si svolgerà la discussione
generale congiunta del disegno di legge finanziaria 2004 e del
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2004 e pluriennale per il triennio 2004-
2006. Una volta chiusa la discussione generale e votato il
passaggio all'esame degli articoli, verrà fissato il termine per
la presentazione degli emendamenti.
A partire da mercoledì 17 dicembre 2003, si procederà all'esame
congiunto del disegno di legge finanziaria 2004 e del disegno di
legge del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2004 e pluriennale per il triennio 2004-2006.
Il termine regolamentare di 45 giorni per la definitiva
approvazione dei disegni di legge finanziaria e di bilancio viene
a scadere mercoledì 24 dicembre 2003.
Avverto, ai sensi dell articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8, lettera d), e
153 del Regolamento interno, della mozione n. 241 "Iniziative
volte ad impedire l allocazione nel territorio di Mazara del Vallo
di un impianto industriale della distilleria Bertolino", degli
onorevoli Papania, Ortisi, Galletti, Marzullo, Spampinato.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il servizio Talassemia dell'ospedale 'Cervello'
opera dal 1983 nel settore della diagnosi
prenatale di emoglobinopatia, eseguendo, al
dicembre '97, oltre 2.200 diagnosi prenatali;
- l'attività del servizio Talassemia
dell'ospedale 'Cervello' è stata svolta per tutta
la Regione siciliana ed ha contribuito, con
l'intervento per lo screening del portatore sano
di emoglobinopatia, ad una riduzione dell'80%
delle natalità per morbo di Cooley;
CONSIDERATO che:
- il 27 maggio 1997 all'Assessorato Sanità si è
svolta una conferenza di servizi presieduta
dall'Assessore per la sanità, pro-tempore, cui
parteciparono anche i responsabili dei gruppi
48 , 54 , 9 ed una delegazione di ematologi
rappresentati dai dottori Mangano, Maggio, Rizzo,
e che in quella riunione l'Assessore chiese la
piena condivisione scritta della nascita del
centro regionale di riferimento presso l'ospedale
'Cervello' da parte di tutti gli attori
siciliani;
- il 29 maggio 1997 tutti gli operatori regionali
di servizi di talassemia inviarono all'Assessore
per la sanità pro-tempore una nota (la n. 157
Azienda ospdaliera 'Cervello') in cui era
richiesto il riconoscimento del servizio di
talassemia dell'Azienda 'Cervello' quale centro
regionale per la diagnosi prenatale di
emoglobinopatia;
- il 24 settembre 1997, con nota Gab. 032/2,
l'Assessore per la sanità pro-tempore inviava al
dirigente coordinatore del gruppo 48 la nota del
29/5 sottoscritta dagli operatori dei servizi di
talassemia, al fine di predisporre apposito
provvedimento finalizzato alla nascita del centro
di riferimento e alle modalità di verifica
dell'attività da parte dell'Amministrazione
regionale,
- il 24 ottobre 1997 il dirigente del gruppo 21
(programmazione finanziaria) dell'Assessorato
Sanità esprimeva il proprio parere favorevole
riguardo all'individuazione dell'Azienda
ospedaliera 'Cervello' quale centro di
riferimento per la diagnosi prenatale delle
emoglobinopatie, in quanto la prevenzione
(screening) avrebbe consentito la riduzione della
nascita di pazienti affetti dal Morbo di Cooley,
con conseguente riduzione della spesa e con un
discreto vantaggio economico già nel medio
periodo;
- il 30 dicembre 1997 l'Assessore regionale per
la sanità pro-tempore convocava una nuova
conferenza di servizi cui erano invitati tutti i
direttori generali delle aziende ospedaliere e
delle aziende unità sanitarie locali siciliane
nonché i direttori generali delle aziende
Policlinico di Catania e Messina al fine di
individuare il centro di riferimento per la
diagnosi prenatale di emoglobinopatia;
- il 16 gennaio 1998 si è svolto presso
l'Ispettorato regionale sanitario la conferenza
dei servizi dei direttori generali delle aziende
ospedaliere UU.SS.LL. e Policlinico e dei loro
delegati, e che, ancora una volta all'unanimità
gli stessi hanno concordato sulla necessità di
far nascere quanto prima il Centro di riferimento
regionale, nonché un'efficace rete regionale in
grado di effettuare diagnosi, ricerca, cura e
prevenzione sulla talassemia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER LA SANITA'
- ad istituire al più presto il Centro regionale
di riferimento per la diagnosi prenatale delle
emoglobinopatie;
- ad attivare una rete regionale in grado di
effettuare diagnosi, ricerca, cura e prevenzione
sulla talassemia;
- ad attribuire al predetto Centro di riferimento
funzioni e prestazioni inerenti alla diagnosi,
ricerca e terapia prenatali delle patologie
fetali nelle componenti diagnostiche di
laboratorio;
- a creare un collegamento con l'Ispettorato
regionale sanitario al fine di pianificare,
coordinare e monitorare gli interventi di
prevenzione delle emoglobinopatie nel territorio
regionale (241).
Presidenza del presidente Lo Porto
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
DELLA RUBRICA SANITA
PRESIDENTE Si passa al punto III dell ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Sanità .
Si procede con lo svolgimento dell interpellanza n. 26 Adozione
di misure di sicurezza riguardo al problema mucca pazza , degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura, premesso che:
- le recenti notizie di stampa hanno riproposto il
problema 'mucca pazza', peraltro evidenziando il
primo caso di BSE proprio in Sicilia;
- tale scoperta ha posto l'accento su un problema
spesso poco trattato che è la tutela dei cittadini -
consumatori;
- la mancanza o il poco accurato controllo sulla
provenienza delle carni o dei mangimi è la prima
causa di tale problema;
- la legge regionale 23 maggio 1994, n. 7, al
comma 1 lettera a) dell'art. 2, fa espresso
riferimento alla protezione contro i rischi per la
salute del consumatore;
per conoscere;
- quali controlli siano stati effettuati sulle importazioni
delle carni e dei mangimi e quale sia stato il risultato di tali
controlli;
- quali iniziative intenda intraprendere a futura garanzia dei
consumatori;
- - se non intenda, qualora venisse riscontrata una zona a
rischio particolare, provvedere ad accertamenti medici della
popolazione eventualmente coinvolta.» (26).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole Fleres per
illustrare l interrogazione.
.
FLERES Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire
la risposta.
CITTADINI, assessore per la sanità. In riferimento alla
interpellanza N. 26, si rappresenta quanto segue.
I controlli sulle carni e, in genere, su tutti i prodotti
di origine animale, vengono disposti dal Ministero della
salute tramite l'ufficio veterinario per gli adempimenti
Comunitari (UVCAC), con sede a Catania.
E' stato fatto l'esame di tutti i prodotti, ed è emerso che
durante il 2001 sono stati introdotti in Sicilia 3185
partite di carni bovine, per un totale di 13.383.251
chilogrammi su cui sono stati fatti 160 controlli;
altrettanto sui mangimi, 167 partite per un totale di
3.755.655 chili di mangime e che non è stato rilevato nulla
di importante.
Relativamente alla possibilità di interventi regionali che,
se adottati potranno essere integrativi e non sostitutivi
di quelli ministeriali, saranno oggetto di idoneo
approfondimento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole
interrogante per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell Assessore.
FLERES Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si procede con lo svolgimento della
interrogazione 611 Interventi urgenti per fronteggiare la
grave situazione economica in cui versano le imprese
siciliane che prestano agli enti sanitari della Sicilia
assistenza tecnica in regime di esclusività , degli
onorevoli Borzacchelli ed altri.
Per assenza dall Aula del firmatario, l interrogazione si
intende trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta, e sarà pubblicataa in allegato al presente
resoconto stenografico
Si passa all interpellanza n. 44 Iniziative per ovviare
alle gravissime inadempienze della AUSL 7 di Ragusa in
merito all istituzione dei PTE , dell onorevole Guerrieri.
Per assenza dall Aula del firmatario, l interrogazione si
intende trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta, pubblicato in allegato al presente
resoconto stenografico.
Si procede con l interrogazione n. 659 Notizie
sull adozione delle direttive in materia di accesso alle
prestazioni diagnostiche e terapeutiche , dell'onorevole
Galletti.
Non essendo presente il firmatario, l interrogazione si
intende trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento della interrogazione n. 674
Verifica del possesso dei requisiti di legge da parte dei
direttori sanitari recentemente nominati , degli onorevoli
Miccichè ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- con recente provvedimento il Direttore generale
dell'Azienda ospedaliera 'Piemonte' di Messina,
dottor Luigi Cardillo, ha nominato nuovo Direttore
sanitario il dottor Francesco Scarfò, già primario
di Odontoiatria nella stessa Azienda ospedaliera;
- il servizio di Odontoiatria non risulta
funzionante da molti mesi perché dispone di
insufficienti unità professionali;
considerato che il d. lgs. n. 502 del 30 dicembre
1992, prevede quale imprescindibile requisito per la
nomina del direttore sanitario l'aver svolto 'per
almeno cinque anni, qualificata attività di
direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture,
pubbliche oppure private di media o grande
dimensione';
per sapere:
- se l'Assessore per la Sanità ritenga opportuno
accertare se i direttori sanitari, nominati dai vari
direttori generali, abbiano i requisiti di legge e
in particolare se detti requisiti sussistano in capo
al direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera
'Piemonte' di Messina recentemente nominato;
- in caso di accertamento della mancanza dei
requisiti, se non ritenga opportuno avviare la
procedura di sospensione, non solo dei direttori
sanitari ma degli stessi direttori generali, per la
accertata violazione della legge » (674).
Ha facoltà di parlare l onorevole interrogante per
illustrare l interrogazione.
MICCICHE . Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per
fornire la risposta.
CITTADINI, assessore per la sanità. Gli atti ispettivi
sono stati condotti a tutti i livelli sui direttori
sanitari ed amministrativi, anche se il compito della
Regione è quello di controllare. Le nomine tuttavia
vengono effettuate, per regolamento, direttamente dai
direttori generali.
Dagli atti ispettivi si è visto che il direttore sanitario
dell'azienda ospedaliera Piemonte, per esempio, di Messina,
era assolutamente in possesso dei titoli, perché con nota
12355 del 21 ottobre, il direttore generale dell'azienda
Piemonte di Messina, ha motivato la scelta del dott. Scarfò
rappresentando che la normativa vigente prevede che
l'incarico di direzione sanitaria aziendale sia riservato a
medici di qualifica dirigenziale che abbiano svolto per
almeno cinque anni attività di direzione tecnico-sanitaria
in enti o strutture sanitarie pubbliche e private, di media
o grande dimensione, e che abbiano conseguito l'attestato
di formazione manageriale di cui all'articolo 7 previsto
per l'area sanità pubblica. E solo come titolo
preferenziale il possesso della specializzazione in una
delle discipline dell'area di sanità pubblica.
Il direttore generale fa presente che il dott. Scarfò
Francesco, pur non essendo in possesso di specializzazione
in una delle disciplina dell'area di sanità pubblica, ha
conseguito una notevole esperienza di direzione con lo
svolgimento di attività professionali inerenti le
problematiche sanitarie ed organizzative. Questo il senso
della ispezione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole
interrogante per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell'Assessore.
MICCICHE' Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 688
Interventi per garantire la piena funzionalità
dell ospedale di Termini Imerese12 (PA), dell'onorevole
Cracolici.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
l interrogazione viene trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 699 Abolizione del ticket
per le visite mediche di idoneità all attività sportiva ,
dell'onorevole Galletti.
Non essendo presente l'onorevole interrogante,
l interrogazione viene trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 702 Notizie circa gli
intendimenti del Governo in relazione al mantenimento della
titolarità della carica di Direttore generale dell AUSL 7
da parte del dott. Antonio Cusumano , dell'onorevole
Gurrieri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità,
premesso che risulta all'interrogante da notizie di
stampa (si allega copia dell'articolo del quotidiano
'Giornale di Sicilia') che l'attuale Direttore
generale dell'Azienda Unità sanitaria locale n. 7 di
Ragusa, dott. Cusumano, nella sua precedente qualità
di Direttore amministrativo dell'azienda medesima è
stato condannato con sentenza del Tribunale penale
di Ragusa per il reato di truffa ai danni
dell'Azienda U.S.L. 7, costituitasi parte civile, ed
all'interdizione dai pubblici uffici;
considerato che:
- la carica di Direttore generale, amministratore e
legale rappresentante dell'Azienda U.S.L. 7, oggi
ricoperta dal dott. Cusumano, risulta incompatibile
con la qualità di soggetto condannato per truffa ai
danni della medesima Azienda, parte civile offesa, e
tenuto al risarcimento dei danni alla stessa
Azienda;
- risulta parimenti non compatibile la titolarità e lo
svolgimento della carica di Direttore generale con
la disposta condanna all'interdizione temporanea dai
pubblici uffici;
preso atto che:
- per nulla reso più sensibile dai carichi pendenti
prima e dalla condanna penale dopo, il dott.
Cusumano, con un grande attivismo di facciata, ha
avviato una ricca campagna di esternazioni e
comunicati stampa, più o meno ben costruiti,
mantenendo nei fatti una gestione autocratica,
caratterizzata da arroganza e disattenzione verso le
esigenze del territorio e le esplicite richieste dei
Sindaci;
- ciò è dimostrato dalla scarsa attenzione alle
proteste circa il servizio 118 in provincia o, da
ultimo, dal repentino trasferimento, una settimana
fa, del 118 e di altri servizi di emergenza dal
centro urbano di Chiaramonte ad una sede a 5
chilometri di distanza, senza alcun preavviso ai
Comuni interessati e senza lasciare nemmeno un
cartello per l'ignaro cittadino che volesse recarsi
alla sede del servizio (si allega copia
dell'articolo comparso sul quotidiano 'La Sicilia');
per sapere:
- se siano stati informati dei suddetti fatti da parte
degli organi competenti dell'Azienda Unità sanitaria
locale di Ragusa, ai fini delle necessarie ed
opportune valutazioni conseguenti;
- se intendano applicare l'art. 3, comma 7, del
decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive
modifiche ed integrazioni, ritenendo che ricorrano
quei 'gravi motivi' e la 'violazione di leggi o del
principio di buon andamento e di imparzialità
dell'amministrazione' che determinano la risoluzione
del contratto da parte della Regione e la
dichiarazione della decadenza del Direttore
generale, con la sua conseguente sostituzione;
- se la titolarità e lo svolgimento della carica da
parte del dott. Cusumano sia compatibile con le
disposizioni di cui alla legge n. 16 del 1992 e con
quelle di cui alla legge n. 97 del 2001;
- quali iniziative intendano intraprendere al fine di
tutelare gli interessi pubblici e quelli
dell'Azienda Unità sanitaria locale n. 7 di Ragusa,
con riferimento ai fatti oggetto della suindicata
sentenza di condanna.» (702)
Ha facoltà di parlare l onorevole Gurrieri per svolgere
l interrogazione.
GURRIERI Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole Assessore
per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. Con riferimento
all'interrogazione n. 702, si fa presente quanto segue. "A
seguito della richiesta da parte della nostra
Amministrazione di acquisizione della dichiarazione 19 del
1997 dal curriculum personale il dott. Cusumano Antonio ha
prodotto la seguente dichiarazione: di non aver riportato
condanne penali e di avere il seguente procedimento penale
in corso, procedimento n. 1114 del 1997 innanzi al
tribunale di Ragusa per quanto previsto dagli articoli 110,
323, 40, 347, 328, 61, 7 e 640.
Dall'esame della ispezione si è desunto che i reati,
per i quali il dott. Cusumano è imputato nei procedimenti
indicati, non rientrano nella fattispecie della
incompatibilità alla nomina prevista dall'articolo 3.11 del
decreto legislativo 502 del 1992 e come modificato ed
integrato dal 229 del 1999.
Conseguentemente, lo stesso è stato nominato direttore
generale. Successivamente con sentenza pronunziata in data
6 luglio 2002 il Tribunale ha condannato il dott. Cusumano
Antonio alla pena dei sette mesi di reclusione con la
sospensione condizionata della stessa e dalla interdizione
dai pubblici uffici per un anno.
Il presunto è stato, altresì, condannato unitamente ad
altri due al risarcimento dei danni e alle spese
processuali cagionati alla parte civile costituita, AUSL 7
di Ragusa, liquidando i primi in complessivi euro 52.670
con gli interessi compensativi delle singole date di
pagamento al saldo per la parte patrimoniale, e in
complessivi 10.000 euro per danno morale.
In merito alla condanna di primo grado si rappresenta
che essa non sembra incidere sul piano prettamente
giuridico all'impedimento e alla nomina di direttore
generale del dott. Cusumano Antonio e quindi al
mantenimento della carica ai sensi dell'articolo 3, comma
11, in quanto il punto uno dello stesso comma fa saldo gli
effetti disposti dal secondo comma dell'articolo 166 del
Codice penale, vale a dire la sospensione della pena.
Vorrei ancora ricordare, prima di leggere oltre che per
tutti gli atti noi acquisiamo l'autocertificazione al
momento delle nomine, e cioè preliminarmente alle nomine,
e dopo di esse acquisiamo tutti i casellari giudiziari e
tutta la documentazione; documenti che trasmettiamo alla I
Commissione Affari istituzionali , che li esaminerà
singolarmente nel caso in cui vi fossero dibattimenti sulla
eleggibilità o meno. Ed abbiamo avuto risposta positiva
dalla stessa Commissione.
Discorso diverso sembra doversi fare in ordine alla
condanna dello stesso al risarcimento dei danni in favore
dell'Azienda USL 7 di Ragusa costituitasi parte civile per
il quale si potrebbe appalesare un conflitto di interessi
tra il soggetto condannato e l'azienda beneficiaria, il cui
rappresentante legale è il soggetto condannato e per il
quale si è in attesa di acquisire l'apposto parere legale
richiesto di cui non si è avuto ancora riscontro.
Proprio ieri il Tribunale di Catania ci ha informati che
non si è ancora espresso in materia. E se non si dovesse
esprimere entro sette giorni da ieri, vale a dire lunedì, il
problema non esiste più, praticamente viene derubricato.
Peraltro, anche il dottor Cusumano si è appellato e
preferirebbe avere una sentenza che in un certo modo lo
liberi dalla condanna
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole
interrogante per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell'Assessore.
GURRIERI Signor Presidente, ritengo totalmente
insoddisfatto.
Onorevole Assessore, lei stesso, avendo affermato alcune
cose ha veramente contribuito a dare un'immagine negativa
di questa Assemblea regionale che non riesce a svolgere il
ruolo ispettivo che le compete. E, cioè, si registra di
fatto, oltre alla incompatibilità, un conflitto di
interesse, infatti - vedi caso - ha dovuto nominare un
avvocato contro se stesso, anzi a favore di se stesso
Siamo veramente al paradosso: non si può tenere un
direttore generale a dirigere un ente dove si gestiscono
miliardi, se lo stesso ha avuto una condanna in primo grado
e, quindi, una seconda condanna. Penso che anche a seguito
di quell'incidente, di cui lei è stato purtroppo causa, e
cioè di avermi detto, dopo avermelo annunciato in
Commissione, che c era il parere legale dell'Ufficio
legislativo e legale della Regione e, poi, ad una mia
richiesta specifica e formale, la risposta ufficiale da
parte del dirigente è stata quella di dirmi che non era
stata chiesto nessun parere legale.
Pertanto, ritengo che la situazione meriti un ulteriore
approfondimento in quanto siamo in presenza di un vero e
proprio scandalo.
Caro Assessore, le preannuncio che non farò soltanto
il deputato, ma farò anche l'indagatore assieme ad un
avvocato preparato su tali questioni. Io non posso -
ripeto - sentirmi soddisfatto della sua risposta in quanto
i presupposti per la sospensione e la revoca dell'incarico
ci sono tutti.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, l'onorevole Gurrieri ha
detto cose molto delicate e gravi. Seppure in questo caso
lei non ha possibilità di replica poichè si tratta di
interrogazione e non di interpellanza, purtuttavia, dato
che la materia è così incandescente, mi permetta di
invitarla al massimo di attenzione sul caso in esame che
presenta connotati veramente odiosi.
Si passa all'interpellanza n. 50 "Iniziative per il
recupero dell'ex ospedale Rocco La Russa di Erice",
dell'onorevole Oddo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire
la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. Signor Presidente,
non ho risposta a questa interpellanza che mi era stato
detto era stata posposta.
ODDO Signor Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, chiedo che all'interpellanza
venga data risposta scritta.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta
stabilito.
Si procede con lo svolgimento dell'interpellanza n. 51
Notizie sulle ragioni della classificazione in fascia E
dell ospedale di Alcamo (TP), dell'onorevole Papania.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la sanita', premesso che:
- il presidio ospedaliero di Alcamo, per effetto
del Decreto del 12 Giugno 2002 dell'Assessorato
regionale sanità, è stato classificato in fascia E ,
con conseguente riduzione nell'erogazione di risorse;
- il calcolo che ha determinato questa
classificazione non ha tenuto conto che nell'anno
1999 e in parte nell'anno 2000, il P. O. di Alcamo ha
subito un processo di ristrutturazione che non ha
consentito l'utilizzo integrale dei posti letto
disponibili;
- la direzione sanitaria di tale ospedale si è
preoccupata di intensificare le prestazioni
ambulatoriali e quelle in Day Hospital per
contenere le spese ed offrire un più efficace
servizio;
- nei mesi estivi gravata sull'ospedale di Alcamo
una popolazione maggiore visto che sul suo territorio
insistono le località balneari di Alcamo marina,
Scopello, etc, che determinano una maggiore attività
di pronto soccorso;
- le valutazioni relative agli anni 1998 e 1999
fatte dall'Assessorato sanità sono a parere del
Direttore Generale dott. Parisi, non rispondenti ai
dati forniti dal presidio ospedaliero di Alcamo;
- tali dati evidenziano una crescita coerente con
la programmazione e gli obiettivi regionali ed
aziendali;
per conoscere:
- se fosse a conoscenza di ciò e perché non abbia
ritenuto di classificare diversamente il presidio
ospedaliero di Alcamo, considerato che tutti gli
elementi in premessa erano stati forniti
all'Assessorato sanità dal direttore generale
dell'ospedale di Alcamo, dott. G. Parisi, con nota
del 11 Maggio 2002, prot. n. 219075178/A;
- se nella determinazione delle diverse fasce sia
stato acquisito il parere della competente
Commissione dell'ARS;
- se non ritenga che questa scelta produca un
progressivo ridimensionamento dell'ospedale di
Alcamo, ed il conseguente rischio di chiusura;
- se non ritenga di dovere rivedere la
classificazione del presidio ospedaliero di Alcamo
sulla base dei dati forniti dallo stesso.» (51)
Ha facoltà di parlare l onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. Anche sulla
interpellanza n. 51 non avevo una risposta da parte degli
Uffici, ma sono in grado di rispondere di persona. Riguarda
il presidio ospedaliero di Alcamo. La interpellanza è del
19 luglio 2002. Io credo che molte cose sono cambiate da
allora. E' stato deliberato l'acquisto della TAC; sono
state collaudate le nuove sale della ginecologia ed altre
sale operatorie; abbiamo dotato di molte altre attrezzature
e soprattutto di personale l'ospedale di Alcamo. In più vi
è da dire che la revisione delle fasce, di cui si parla
anche a proposito di altri ospedali, è stata completata
ieri mattina dal nostro Assessorato.
Vorrei ricordare che le tanto criticate fasce, in base
alle quali l'ospedale di Alcamo è stato declassato e così
anche quello di Ribera e di Termini Imerese, sono relative
alle valutazioni effettate dal 1997 al 1999. Le abbiamo
riviste e l'ospedale di Alcamo è sicuramente risalito di
una fascia.
In rapporto a queste nuove acquisizioni e comunque
verrà documentato anche nella prossima seduta attraverso un
estratto di questo grande elaborato di tutti i 67 ospedali
siciliani.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole
interpellante per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell'Assessore.
PAPANIA Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 706
"Iniziative per la parità di trattamento di tutto il
personale impiegato presso il servizio 118", dell'onorevole
Mercadante.
Ha facoltà di parlare il firmatario per illustrare
l interrogazione.
MERCADANTE Mi rimetto al testo.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento
all'interrogazione riguardante le iniziative per la parità
di trattamento del personale impiegato nel servizio 118, si
fa presente che con decorrenza da luglio il compenso orario
per l'attività libero-professionale in incentivazione al di
fuori dell'orario di lavoro per il servizio prestato per il
SUES dai medici anestesisti rianimatori e sempre con
decorrenza dal 1 luglio è stata fissata la nuova tariffa
oraria per il servizio prestato per il SUES dagli
infermieri e dagli ausiliari. Tutto è stato regolarizzato.
Vi sono altre interpellanze riguardanti il servizio 118
che probabilmente chiariranno altri aspetti di questa lunga
e tormentata vicenda.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Mercadante
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
MERCADANTE Mi dichiaro soddisfatto.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n.
718 Intendimenti del Governo in relazione al provvedimento
dell'Ausl 7 di Ragusa che istituisce il parcheggio a
pagamento nelle zone adiacenti l'Ospedale 'Maggiore' di
Modica , dell'onorevole Gurrieri.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- risulta all'interrogante da notizie di stampa (si
allega copia dell'articolo del quotidiano 'Gazzetta
del Sud) che la Direzione generale dell'Azienda
Unità Sanitaria Locale n. 7 di Ragusa ha autorizzato
l'istituzione di parcheggi a pagamento nelle zone
adiacenti l'Ospedale 'Maggiore' di Modica;
- il parcheggio a pagamento si configura come un
ulteriore ticket indiscriminato per parenti dei
degenti, visitatori e pazienti che hanno bisogno di
prestazioni specialistiche, che si aggiunge ai
ticket sulla salute già operanti, con la conseguenza
di rendere sempre meno accessibili i servizi
sanitari;
- sono numerose e forti le proteste dei cittadini e
degli utenti in genere della struttura;
considerato che:
- il sistema del parcheggio a pagamento rappresenta un
balzello ancora più odioso se si pensa che i
cittadini bisognosi di servizi sanitari non possono
nemmeno preventivare il tempo necessario per fruire
del servizio (ma quella delle liste d'attesa è
un'altra storia ), con la verosimile prospettiva di
vedersi contestare infrazioni (non è possibile
preventivare quanto costose) per il tempo prolungato
al di là di quello autorizzato con la scheda;
- non pare assolutamente compatibile con l'ordinamento
dell'AUSL 7 il potere di emettere provvedimenti
relativi alla viabilità;
- tutta la questione presenta margini di inquietante
prepotenza e arroganza mascherati con tratti di
apparente efficienza;
- in precedenza sono state inopinatamente chiuse le
vie di accesso all'area adiacente l'Ospedale
'Maggiore', precludendo agli utenti la possibilità
del parcheggio libero a pochi metri dall'ingresso
dell'Ospedale;
preso atto che l'attuale Direzione generale dell'AUSL 7
continua imperterrita a fare e strafare, nonostante
la condanna penale del titolare dott. Antonio
Cusumano, senza attenzione alle esigenze reali dei
cittadini, com'è stato denunciato in altre
interrogazioni (fino ad oggi senza risposta alcuna)
dallo scrivente;
per sapere:
- se siano a conoscenza dei suddetti fatti;
- se e quali decisioni si vogliano adottare per far
recedere l'AUSL 7 di Ragusa dal provvedimento di cui
in premessa;
- quali iniziative intendano intraprendere al fine di
tutelare gli interessi dei cittadini utenti del
servizio sanitario presso l'Ospedale 'Maggiore' di
Modica (718).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare il firmatario per
illustrare l interrogazione.
GURRIERI Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole
Assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. L'interrogazione
riguarda il parcheggio dell'ospedale 'Maggiore' di Modica.
Questa interrogazione riguarda il problema
dell'utilizzo da parte dell'ospedale 'Maggiore' di Modica
di un terreno per il parcheggio per 120 posti macchina. E'
una disquisizione tecnica molto lunga e complicata.
Preferirei fornire la a risposta in forma scritta.
PRESIDENTE Onorevole Gurrieri, accoglie la proposta
dell Assessore, o preferisce una sintesi ?
GURRIERI Preferirei una sintesi dell'Assessore.
PRESIDENTE Tuttavia l'Assessore non è in grado di
fornirle la risposta, se non sottoforma di testo scritto,
non lo si può costringere a fare una sintesi.
Signor Assessore, rimetto a lei la decisione.
CITTADINI assessore per la sanità. Rispondo, signor
Presidente.
In definitiva, il problema è che il parcheggio in
questione è stato trasformato in parcheggio a pagamento e
che tale operazione si è svolta in maniera irrazionale e
illegale secondo l'onorevole Gurrieri, in maniera
assolutamente normale secondo il direttore dell'Azienda. Lo
stesso procedimento, peraltro, è stato poi adottato per gli
altri ospedali della Azienda di Comiso e Vittoria, entrambi
affidati al consorzio 'Europa'.
Vi è stata poi una protesta dei sindaci che, in un primo
tempo, avevano accettato la soluzione e poi l'hanno
rigettata. In seguito a ciò, è stato presentato ricorso al
TAR e il direttore dell'Azienda conclude dicendo che egli
attende il dispositivo della sentenza del TAR, che
dovrebbe ormai essere disponibile a giorni: Dopodiché, sarà
il TAR a decidere se il presidio dovrà essere a pagamento o
gratuito.
Aggiungo, infine, che una risposta ben più ampia e
puntuale sarà inviata al riguardo all onorevole
interrogante.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole
interrogante per dichiararsi soddisfatto o meno della
risposta dell Assessore.
GUERRIERI Sono parzialmente soddisfatto e rimango in
attesa della risposta scritta per una valutazione
definitiva.
PRESIDENTE Si procede con lo svolgimento della
interrogazione n. 725 "Tutela dei diritti dei lavoratori
del servizio 118", dell'onorevole Raiti.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità,
premesso che:
- la scarsa funzionalità del servizio di emergenza 118
è già stata posta all'attenzione del Governo ed il
rischio di fallimento del funzionamento, dovuto a
seri errori gestionali, merita di essere nuovamente
posto all'attenzione dell'Amministrazione regionale;
- le notizie relative alle postazioni 118 sono
alquanto tragiche: volontari utilizzati per turni
massacranti in assoluta assenza di sicurezza, come
ogni presidio di emergenza richiede al fine di
garantire l'efficienza del servizio per l'utenza
cittadina;
- risulta il mancato pagamento delle spettanze dovute
agli autisti e ai soccorritori impegnati nella
copertura del servizio 118;
per sapere:
- quali siano i metodi di controllo che sono stati
predisposti ed in che modo siano state attuate le
necessarie misure per regolamentare le prestazioni
lavorative rese da parte del personale utilizzato
per l'espletamento del servizio di urgenza ed
emergenza sanitaria;
- quali siano i provvedimenti adottati da parte degli
enti cui è stata affidata la gestione del servizio,
per tutelare il lavoro degli operatori che vengono
utilizzati per il servizio di emergenza ed in che
modo vengono garantiti i pagamenti;
- se le modalità di espletamento del servizio reso da
soggetti diversi dalle Aziende sanitarie locali e
dalle Aziende ospedaliere, siano conformi alla
normativa regionale;
- quali misure intendano adottare per evitare la
paradossale situazione in cui versano gli operatori
del SUES, per il rispetto del faticoso lavoro da
loro svolto per garantire il servizio d'emergenza
sanitaria ai cittadini in Sicilia.» (725).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare il firmatario per
illustrare l interrogazione.
RAITI Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole
assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. Con riferimento
all interrogazione n. 725, si rassegna quanto segue.
L'articolo 9 dello Statuto della Croce Rossa Italiana
definisce "soci attivi" coloro i quali si impegnano
gratuitamente in maniera organizzata e con carattere
continuativa un'attività in favore della Croce Rossa.
Pertanto, tutti i soci regolarmente iscritti ad una
delle componenti della CRI (Corpo militare, Volontari del
soccorso, Pionieri, Donatori di sangue, ecc.), ogni
qualvolta vengano precettati e/o utilizzati per le varie
esigenze della CRI sono coperti in automatico da polizza
assicurativa (da parte del Comitato centrale Roma).
Inoltre, viene comunque segnalato che la volontarietà e
gratuità delle prestazioni dei soci ha da sempre costituito
il principio fondamentale della Associazione medesima.
A seguito dell'avvio, a titolo sperimentale del
S.U.E.S. 118, giusta Convenzione stipulata con la Regione
siciliana, Assessorato della Sanità, nonché circolare 913
dell'8/2/97, la CRI ha utilizzato a suo tempo sulle
ambulanze, nelle varie postazioni del S.U.E.S. 118, i
propri volontari (autisti, soccorritori), di provata
esperienza e in possesso di attestati di frequenza di corsi
di Primo soccorso, corsi O.V.A.S., nonché della patente di
guida per i mezzi CRI.
Detto personale ha svolto per la CRI numerosi periodi
di servizio di trasporto infermi, raggiungendo un ottimo
standard qualitativo che si ripercuote di conseguenza sulla
qualità ed efficienza del Servizio S.U.E.S. 118 nella
Regione Sicilia, anche grazie alla puntuale applicazione di
tutta la normativa vigente.
Infine, la CRI specifica che essendo un Ente pubblico
sottoposto alle limitazioni correnti sulle assunzioni di
personale ha affidato l'incarico per le procedure selettive
volte all'assunzione di autisti-soccorritori da utilizzare
nelle varie postazioni del S.U.E.S. 118 al Centro
Interaziendale per l'addestramento professionale regionale
(C.I.A.P.I.).
Si rappresenta infine che questa Amministrazione ha
provveduto al pagamento alla CRI dei canoni convenzionali,
relativi al personale in rapporto al numero delle
postazioni che risultano attivate secondo i requisiti della
Nuova convenzione (sono soltanto 92 su 145 le postazioni
nuove e solo per queste viene applicata la nuova
convenzione) nonchè ha provveduto al pagamento delle somme
relative agli acconti, secondo i parametri economici della
vecchia convenzione , per le altre 53 ambulanze che, per
differenza, risultano operative con i requisiti previsti
nella vecchia convenzione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo brevemente per dichiararmi assolutamente
insoddisfatto della risposta dell'Assessore, in quanto
anche se ci ha fornito dei dati utili per capire quello che
accade nella gestione del servizio del 118, tuttavia, in
pratica, non ha risposto alle domande poste in maniera
specifica dalla interrogazione: vale a dire quali sono
stati i metodi di controllo predisposti per evitare che
accada un utilizzo improprio di coloro i quali prestano la
loro attività nel 118. A ciò non è stata data risposta.
Quali sono i provvedimenti adottati da parte degli Enti cui è
stata affidata la gestione non della CRI ma anche di altri Enti
che svolgono tale servizio per tutelare coloro che dietro la
parvenza di prestazione volontaria, di fatto, svolgono turni
massacranti di ventiquattore al giorno e non hanno nemmeno alcuna
garanzia di sicurezza.
A questa e ad altre domande specifiche contenute
nell interrogazione in discussione non è stata data risposta
puntuale.
E vero che si stava procedendo ad un assunzione attraverso un
bando con il CIAPI - sappiamo ciò che è accaduto e che il percorso
è stato sospeso per una serie di irregolarità amministrative, per
cui tutto rimane in aria però sta di fatto che coloro i quali
ad oggi svolgono tale attività, assolutamente indispensabile, in
quanto se si fermano questi operatori si ferma gran parte del
servizio di assistenza e di emergenza, non hanno la tutela
necessaria, quella prevista dalle normative del nostro Stato di
diritto.
PRESIDENTE Se non abbiamo capito male, l onorevole Raiti si è
dichiarato insoddisfatto della risposta.
Si passa all'interrogazione n. 776 Notizie sull'avviso per
l'aggiornamento dell'elenco di aspiranti idonei alla nomina di
Direttore generale delle ASL e delle Aziende ospedaliere della
Sicilia , dell'on. Ioppolo.
Ne dò lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
- l'avviso per l'aggiornamento dell'elenco di
aspiranti idonei alla nomina di Direttore generale
delle A. S. L. e delle Aziende ospedaliere della
Regione siciliana, è stato effettuato in data 29
giugno 2001 sulla G. U. R. S. Serie speciale concorsi
n. 19;
- l'elenco integrativo degli idonei alla nomina di
cui sopra è stato pubblicato sulla parte I della
stessa Gazzetta Ufficiale,
per sapere:
- quale criterio sia stato adottato per la
pubblicità della selezione, scegliendo la
pubblicazione della stessa sulla parte Serie speciale
Concorsi pur non trattandosi di un bando ordinario di
concorso pubblico ed invece scegliendo, giustamente,
la parte I della G. U. R. S. per poi pubblicare
l'esito della selezione degli idonei;
- quale criterio di eguaglianza o diversità sia
stato seguito rispetto alle nomine precedenti al D.
A. 12 settembre 2000 (pubblicato sulla G. U. R. S
parte I n. 43 del 22 settembre 2000) con il quale si
era prevista la possibilità di partecipazione per
quei professionisti con oltre 10 anni di esperienza;
- se si sia voluto restringere il campo di
selezione a pochi soggetti, precludendo tale
possibilità ad una platea enorme di professionisti
con tanti anni di esperienza nei settori pubblico e
privato, che meglio eserciterebbero la delicatissima
funzione di 'Manager';
- se non ritenga di dover valutare l'ipotesi di
una riapertura delle selezioni, adottando criteri
univoci, con una pubblicità chiara ed esauriente
nonché cadenzata ed una regolare riapertura per
l'aggiornamento degli elenchi, al fine di dare spazio
ad altri soggetti che potranno al meglio interpretare
il delicato ruolo>>.(776)
PRESIDENTE L onorevole assessore ha facoltà di
rispondere all'interrogazione.
CITTADINI assessore per la sanità. Questa
Amministrazione ha trasmesso, con relative note, alla
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed al Ministero
di Grazia e Giustizia - Ufficio Pubblicazioni leggi e
decreti - l'avviso pubblico per la formazione dell'elenco
di aspiranti idonei alla nomina a Direttore generale.
L'inserimento viene operato dal responsabile della Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
Relativamente ai criteri seguiti per la predetta
selezione si comunica che la Commissione appositamente
istituita dal sottoscritto ha esaminato e valutato le
istanze pervenute adottando criteri univoci di valutazione
e nel rispetto dei requisiti richiesti di cui all'art. 3
bis comma 3 del Decreto legislativo 229 del 1999.
Sono state già immesse delle nuove figure, qualcuno vorrà
conoscerne i nomi, possiamo portarli la prossima settimana.
Per quanto riguarda l'ipotesi di una riapertura delle
selezioni per l'aggiornamento degli elenchi, si fa presente
che solo recentemente è stata avviata la procedura di
selezione con la quale sono stati nominati i Direttori
Generali per coprire le sedi resesi vacanti.
E di conseguenza per due anni almeno, da oggi, non si
prevede che vi siano nuove immissioni.
IOPPOLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 778.
CAPODICASA. Chiedo che venga abbinata anche
l'interpellanza n. 59 a firma mia e dell'onorevole
Cracolici, perché trattano lo stesso argomento.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni l'Assessore
risponderà congiuntamente e all'interrogazione
numero 778 Notizie circa il futuro dell ospedale di
Ribera , dell onorevole Miccichè ed
all interpellanza numero 59 Notizie sul futuro
dell ospedale di Ribera (AG)
<<Al Presidente della Regione e All'Assessore per la
sanità, premesso che gli atti compiuti in materia
sanitaria dal Governo nazionale e da quello
regionale puntano allo smantellamento dei diritti
sanitari dei cittadini, con provvedimenti come la
reintroduzione dei tickets sui farmaci o per i
servizi di pronto soccorso,
per sapere:
- quale sia il futuro dell'Ospedale di Ribera, in
modo da smentire definitivamente le voci sul
presunto accorpamento di alcuni reparti alla
struttura di Sciacca;
- perché tale struttura ospedaliera, dato il bacino
d'utenza, non sia stata ancora potenziata nella sua
dotazione tecnica (TAC, mammografo, eccetera) per
elevarne il livello professionale e garantire una
più completa assistenza;
- perché non vengano utilizzati i fondi assegnati
dal Governo nazionale (circa nove miliardi di lire)
per la messa a norma della struttura;
- perché non venga realizzata l'illuminazione della pista di
atterraggio per gli elicotteri>> (778).
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- si è recentemente diffusa una forte preoccupazione
e inquietudine fra le popolazioni servite
dall'ospedale di Ribera, prontamente raccolte dalle
istituzioni locali e dalle forze politiche, in
seguito all'ipotesi di chiusura o soppressione di
importantissimi reparti dell'ospedale di Ribera
(come cardiologia - ortopedia - laboratorio analisi)
definiti 'doppioni' di analoghi reparti già presenti
nella vicina Sciacca, da parte di taluni
parlamentari di centrodestra;
- tale ipotesi comporterebbe, ove attuata, il
ridimensionamento dei reparti dell'ospedale di
Ribera se non addirittura la sua chiusura;
considerato che:
- da tutto ciò scaturirebbero gravi disagi per i
cittadini del comprensorio riberese, e in
particolare per gli utenti dei paesi limitrofi, per
i quali la distanza dal primo centro ospedaliero
raggiungibile, aumenterebbe di circa 20 Km;
- ad oggi l'inadeguatezza e la fatiscenza delle reti
di collegamento stradali, la completa assenza di
quelle ferroviarie e di adeguati presidi
territoriali di primo livello, fa si che poche
decine di chilometri diventino ostacoli talvolta
tragici per l'utenza ospedaliera;
- nessun adeguamento o ammodernamento delle reti di
collegamento di questa zona è previsto nell'accordo
di programma quadro tra la Regione siciliana e lo
Stato;
notevoli difficoltà deriverebbero dalla chiusura del
presidio ospedaliero riberese, alla cittadinanza
della zona di Sciacca, che vedrebbe aggiungersi alla
propria utenza quella di un intero comprensorio,
alterando il rapporto posti-letto per abitante;
vista la grave crisi idrica che da anni oramai ha
messo in ginocchio l'economia riberese e dei paesi
limitrofi, e il drammatico impatto che la chiusura
dell'ospedale avrebbe su un'economia già gravemente
destabilizzata;
vista l'incertezza dell'azione legislativa della
maggioranza di governo in tema di sanità e le
continue e ripetute notizie circa la necessità di
soppressione o di ridimensionamento di interi centri
ospedalieri della nostra regione;
vista la protesta e le manifestazioni di piazza
della cittadinanza di Ribera e dei paesi limitrofi;
per conoscere:
- quali siano i reali progetti o intendimenti della
maggioranza di governo circa la sopravvivenza del
presidio ospedaliero riberese;
- quali iniziative o provvedimenti legislativi e
relativi impegni finanziari, intendano porre in
essere, al fine di ridare serenità alla cittadinanza
di un territorio che da tempo oramai si trova nella
trincea della precarietà economica e sociale>>. (59)
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'assessore per la
sanità per rispondere congiuntamente all'interrogazione ed
all'interpellanza, di analogo contenuto.
CITTADINI assessore per la sanità. Con riferimento
all'interrogazione in oggetto è un quesito relativo
all'illuminazione delle aree di superficie, si rappresenta
che tale quesito è stato superato dall'attività posta in
essere dalla Direzione generale dell'AUSL di Agrigento.
Difatti dalla documentazione trasmessa da tale AUSL risulta
che i lavori di realizzazione dell'area di superficie in
atto sono ultimati ed è in corso la procedura di chiusura
tecnica amministrativa da parte della Direzione dei lavori.
Tale area di superficie è stata realizzata in conformità
alle norme tecniche ed aereonautiche in atto vigenti ed è
dotata della prevista impiantistica antincendio e del
sistema di illuminazione notturna atto a consentire
interventi di elisoccorso di giorno e di notte. Allo stato
attuale è in corso la fase finale legata all'ottenimento
dell'autorizzazione da parte dell'Ente nazionale aviazione
civile per dichiarare idonea tale superficie all'uso di
elicotteri plurimotorici amplificati in classe A verticale
ed in grado di eseguire operazioni di atterraggio e decollo
con performance di classe privacy sia diurni che notturni.
Per quanto riguarda il futuro sono state fatte tante
ipotesi, ma io vorrei aver citato un solo ospedale di cui
non si è paventata la chiusura e un solo reparto in tutta
la Sicilia che è stato chiuso. Mai nessuno
L'idea nella rete ospedaliera era quella di attribuire 104
posti all'ospedale di Ribera, più o meno quanti ne ha
attualmente, dei quali 29 alla medicina ordinaria e 3 di
day hospital, alla cardiologia 7 ed 1, alla pediatria 7 e
1. Questo per l'area di medicina.Per la verità la
Commissione che ha girato l'ospedale di Ribera aveva fatto
notare che esiste una cardiologia a destra e a sinistra
dell'ospedale, cioè una ad Agrigento ed una a Sciacca,
entrambe dotate di cardiologia interventistica che è un pò
il futuro della cardiologia. Di conseguenza questa
cardiologia sembrava un pò in sofferenza tra due unità con
cardiologia interventistica ben avanzata. Però la risposta
è che la cardiologia serviva per l'ospedale in generale e
anche di supporto alle altre divisioni e non è stata
toccata.
Per l'area chirurgica abbiamo previsto trentadue letti
per la chirurgia generale nel modulo minimo, di cui
ventinove in ordinario e tre in day hospital, otto posti
per la ortopedia e la traumatologia, e sedici posti per la
ostetricia e ginecologia di cui quattordici ordinari e due
in day hospital. In totale arriviamo a centoquattro posti.
Devo dire che, secondo le direttive ministeriali,
bisognerebbe chiudere tutti gli ospedali che hanno meno di
centoventi posti letto. Di conseguenza, siccome non c'è
alcuna intenzione di chiudere l'ospedale di Ribera, stiamo
studiando la possibilità di inserire qualcosa
differenziandolo un po' dalle strutture viciniori,
soprattutto per quella di Sciacca
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
dichiaro non soddisfatto perché l'Assessore ha cercato di
giustificare la scelta, paventata già da diverso tempo,
dell'accorpamento di alcuni reparti dell'ospedale di Ribera
e di quello di Sciacca. Lei stesso ha detto che la
direttiva nazionale prevede che gli ospedali sotto i
centoventi posti dovrebbero essere chiusi. Noi prevediamo,
non la chiusura, ma l'accorpamento.
Un accorpamento del genere significa diminuire ancora di
più il numero dei posti letto.
CAPODICASA Non ha detto questo l'assessore
MICCICHE' Così ho inteso, o forse ho capito male.
CITTADINI assessore per la sanità. Quando abbiamo
parlato di accorpamento, abbiamo parlato di reperire altri
sedici posti nelle aree meno rappresentate negli altri due
ospedali appunto per evitare che si vada incontro
all'obiezione che l'ospedale non raggiunge i centoventi
posti minimi.
MICCICHE' Se il ragionamento è questo, potrei
dichiararmi parzialmente soddisfatto. Però,
nell'interrogazione facevo riferimento al fatto che nella
struttura manca ancora una TAC, un mammografo ed altri
strumenti indispensabili per rendere più efficiente
l ospedale. Oppure la possibilità di avere la pista di
atterraggio per un elisoccorso. Queste cose non sono state
evidenziate nella sua risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. Abbiamo parlato
dell'elisoccorso. C'è l'atterraggio verticale e
orizzontale. Si può atterrare di giorno e di notte, a
qualunque ora. Per quanto riguarda la TAC .
MICCICHE' O la TAC, o altri strumenti. Oggi c'è la
risonanza magnetica ...
CITTADINI assessore per la sanità. Dato che la questione
è riportata anche per altri ospedali vorrei fornire
un'informazione generale.
Quando questo Governo si è insediato, di quarantotto
ospedali territoriali, provinciali, c'erano tre TAC, oggi
ne hanno ventotto. Questo ci è stato rimproverato. Dobbiamo
prendere atto del fatto che la medicina nuova ha costi
nuovi e allora non ci si può dire, da un lato, di mettere
la TAC ad Alcamo, a Mazara e a Ribera, e poi accusarci di
spendere troppo. Perché si sa che una TAC vuol dire avere
almeno cinque radiologi in dotazione e francamente andare
ad aumentare abnormemente il numero delle TAC in una
provincia che già ne ha tre - perché attualmente ce
l'hanno Sciacca, Agrigento e Licata - francamente è una
spesa che noi crediamo sia superflua rispetto alle
esigenze.
Comunque i direttori generali hanno piena autonomia in
questo. Se loro faranno la richiesta della TAC, noi daremo
loro la TAC, così l'anno venturo avremo debordato ancora
di alcuni miliardi in più e ci sentiremo rimproverare di
fare una medicina eccessivamente costosa. Non c'è medicina
di qualità senza costi di qualità
MICCICHE' Su questo, brevemente, vorrei fare una
replica,onorevole, assessore. Lei parte dal principio di
economizzare, cercare di risparmiare, tagliare i rami
secchi, cercare di rientrare in un quadro che è stato
delineato dalle recenti leggi e dalla politica di questo
Governo.
Credo che i cittadini non guardino molto a questo
aspetto. Non interessa l'aspetto economico perché la
sanità, essendo un settore principale, di cui i cittadini
sperano di essere fruitori, quando è necessario
naturalmente, non pensano che si debba guardare più alla
questione del risparmio.
Certo sulle spese inutili potremmo anche essere
d'accordo, anzi dovremmo essere più duri, più inflessibili,
ma su questi aspetti, secondo me, una TAC in ogni
territorio significa probabilmente salvare una vita umana,
e lei sa benissimo cosa intendo dire tecnicamente.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa
per dichiararsi soddisfatto o meno.
CAPODICASA Onorevole Presidente la mia interpellanza
reca il titolo Notizie sul futuro dell ospedale di
Ribera : Su questo argomento l'assessore ha dato ampie
assicurazioni che non è prevista la chiusura dell'ospedale;
anzi ha affermato che, essendo oggi al di sotto dei 120
posti necessari per mantenere in vita una struttura
ospedaliera, secondo la normativa nazionale si adopererà
per fare in modo che si raggiunga questo livello e impedire
che una struttura così importante venga chiusa perché serve
un ambito territoriale che non sarebbe esattamente coperto
né dall'ospedale di Sciacca, né da quello di Agrigento che
gravitano su territori diversi. Quindi mi dichiaro
soddisfatto della risposta.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 780
"Notizie in ordine al funzionamento dello SVES 118", degli
onorevoli Borzacchelli e Savona.
Non essendo presenti in Aula gli interroganti, si
intende trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 61 Iniziative per il
rilancio dell Ospedale S. Cimino di Termini Imprese (PA) ,
degli onorevoli Manzullo, Vitrano, Zangara.
Poichè nessuno degli interpellanti è presente, non
sorgendo osservazioni, riceveranno risposta scritta.
Si passa alla interrogazione numero 830 Notizie in merito
allo stato di attuazione dell'accordo tra l'Assessorato
regionale della sanità e le parti sociali della provincia
di Siracusa , a firma Morinello, Raiti. Ne do lettura:
<<All'Assessore per la sanità, premesso che in
seguito all'accordo del 6 febbraio 2001 N, raggiunto
tra l'Assessore regionale per la sanità, i Sindaci
di Avola, Noto, Pachino, Portopalo e Rosolini e le
organizzazioni sindacali è stato stabilito un
potenziamento del servizio sanitario della zona;
considerato che:
- gli ospedali di Noto e di Avola sono ancora
sprovvisti dei reparti indispensabili per la
salvaguardia della salute previsti dall'accordo
precedente;
- i posti letto attualmente disponibili sono inferiori
alle effettive necessità;
- numerosi posti di personale medico e paramedico sono
ad oggi vacanti, così come non sono ancora stati
assunti primari i cui concorsi sono già stati
espletati;
per sapere:
- se l'Assessore per la sanità sia a conoscenza del
mancato rispetto degli accordi presi con le parti
sociali e i rappresentanti dei cittadini;
- quali iniziative intenda intraprendere per
assicurare ai cittadini che vivono nella zona sud di
Siracusa la possibilità di fruire di un servizio
sanitario efficiente>>. (830)
L'onorevole assessore ha facoltà di rispondere..
CITTADINI assessore per la sanità. Io vorrei ricordare
che l'accorpamento degli ospedali di Noto - Avola ha
rappresentato il primo tentativo o esperimento di
accorpamento nella nostra Regione e i presupposti erano
stati tutti studiati in partenza ed anche le proposte
operative erano stato valutate; inoltre il direttore
generale aveva garantito che avrebbe eseguito tutto ciò che
aveva previsto.
In pratica noi abbiamo mantenuto il numero globale dei
posti: erano 310 posti letto tra i due ospedali così
suddivisi: 246 per acuti, 32 per lungo degenza, 32 per
riabilitazione.
Abbiamo previsto che anche nei cinque comuni vicini - si
chiamano Pachino, Porto Palo, Rosolini - sia attivato un
PTE a Pachino, una ambulanza medicalizzata, vuol dire con
medico e infermiere a bordo; è stato mandato a Noto si sta
riadattando alla struttura incompleta di Pachino e si sono
mantenute le attuali postazioni di guardia medica.
Vorrei dire che del presupposto firmato da tutti i
sindacati di riduzione di 50 unità di guardie mediche in
tutta la Sicilia, oggi, non è stata soppressa una sola
guardia medica.
In rapporto al blocco dei concorsi, che dipende
dall articolo 34, paralizzando una parte di questa
realizzazione, devo dirvi che con decreto del Presidente
del Consiglio del 27 settembre sono state riattivate le
procedure concorsuali relativamente al 50 per cento dei
posti vacanti in organico.
Questo decreto è stato recepito dalla Regione siciliana
perché il DPCM nazionale diceva che le Regioni a Statuto
autonomo dovevano recepire o comunque legiferare
autonomamente. Per cui, abbiamo riprodotto il decreto
ministeriale, lo abbiamo inviato a tutti i direttori
generali e da questo momento la mobilità interregionale è
stata sbloccata e sono state sbloccate le assunzioni in
tutto il comparto socio sanitario limitatamente ripeto al
50 per cento dei posti letti in organico, al momento del
blocco da parte della finanziaria.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno.
RAITI Le preoccupazioni che stavano alla base delle
interrogazioni hanno trovato ampio riscontro, quindi, mi
dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 66 'Notizie
circa il conferimento di incarichi di consulenza legale da
parte della AUSL n. 6 di Palermo', a firma dell'onorevole
Antinoro, Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità,
PREMESSO che risultano conferiti dalla AUSL 6 di
Palermo, con delibere del Direttore generale (come
per esempio le delibere 582 e 583 del 23 aprile
2002) diversi incarichi di consulenza legale ad
avvocati del Foro di Palermo per il supporto ad
attività di contenzioso del tutto normali per
un'Azienda sanitaria di grande dimensione;
CONSIDERATO che l'Azienda stessa dispone di un proprio
ufficio legale dotato di nove professionisti;
PER CONOSCERE:
- se non ritenga di dover richiedere al Direttore
generale della USL 6 le ragioni del mancato impiego
delle professionalità legali interne all'Azienda,
tanto nelle circostanze citate che nelle altre che
eventualmente dovessero sussistere;
- se, a suo giudizio, non debba esser ritenuto uno
spreco di denaro pubblico l'assunzione di consulenze
esterne pagate a parcella, in presenza di un
efficiente servizio legale interno dotato del numero
di professionisti e dell'altro personale necessario
ad assicurare il servizio per gli affari legali e il
contenzioso;
- quali iniziative il Governo della Regione intenda
adottare per evitare il perpetuarsi di tale spreco>>.
(66)
PRESIDENTE Onorevole Antinoro intende illustrarla?
ANTINORO Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE L'onorevole assessore ha facoltà di
rispondere all'interpellanza.
CITTADINI assessore per la sanità. Questa interpellanza
dell'onorevole Antinoro è del 29 ottobre 2002, mi chiedo se
sia ancora attuale. Comunque, in riferimento a quanto
richiesto a questo Assessorato regionale, si precisa che i
provvedimenti deliberativi di affidamento di consulenze
esterne, citate dall'interrogante, riguardano specifiche
problematiche su cui era necessario provvedere in tal senso
per motivi di opportunità, per esempio per la deliberazione
n. 583 del 2002, che si allega in copia, e per fornire un
coerente quadro di insieme della normativa nazionale e
regionale anche in virtù di diversi pareri resi
dall'Ufficio legale aziendale. Si ritiene comunque
opportuno rappresentare il rilevante carico di lavoro che i
legali interni svolgono presso le sedi giudiziarie della
provincia di Palermo.
In parole povere sono state affidate consulenze per
incarichi speciali e, soprattutto, per problematiche di
affollamento di questioni legali.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Antinoro
per dichiararsi soddisfatto o meno.
ANTINORO Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 869
'Notizie circa le nomine di 14 dirigenti presso le Aziende
sanitarie siciliane' a firma degli onorevoli Barbagallo ed
altri. Ne do lettura:
<<All'Assessore per la sanità, premesso che:
- numerosi Direttori sanitari ed amministrativi delle
Aziende ospedaliere e delle Asl sono stati nominati
dai rispettivi Direttori generali pur se privi dei
requisiti richiesti dalla legge per l'affidamento
degli incarichi in questione;
- in particolare, 10 dirigenti sanitari e 4 dirigenti
amministrativi non sarebbero in possesso del
requisito richiesto dal DPR 10 dicembre 1977, n. 484
che all'art. 1 dispone che 'l'incarico di direzione
sanitaria aziendale è riservato ai medici di
qualifica dirigenziale che abbiano svolto per almeno
cinque anni attività di direzione tecnico-sanitaria
in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private,
di media o grande dimensione';
- l'Assessorato della sanità di recente ha richiesto
ai Direttori generali delle aziende interessate di
fornire un supplemento di documenti che accertino
l'effettivo possesso dei requisiti da parte dei 14
dirigenti suddetti;
per sapere:
- quali siano gli esiti della richiesta di
integrazione dei documenti rivolta dall'Assessorato
sanità ai direttori generali delle Aziende;
- perché nessun chiarimento sia stato richiesto relativamente ad
altri due direttori sanitari, anch'essi privi dei requisiti ma
tuttavia non compresi tra i dirigenti 'sotto inchiesta', e cioè il
direttore sanitario della A.S.L. 2 di Caltanissetta e il direttore
sanitario dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Di Dio>>.( 869)
-
L'onorevole assessore ha facoltà di rispondere
all'interrogazione.
CITTADINI assessore per la sanità. L interrogazione
riguarda sempre gli accertamenti della legalità delle nomine a
direttore sanitario, in questo caso l'Azienda ospedaliera San
Giovanni Di Dio di Agrigento e dell'Azienda n. 2 di
Caltanissetta.
In rapporto a un esposto già fatto dall'ANDO la scrivente
amministrazione, con nota n. 5862 del 29 aprile 2003, ha
avanzato richiesta ai direttori generali in ordine ai
provvedimenti di nomina di detti direttori.
In particolare, in merito alla nomina della dott.ssa
Mattaliano Anna Rita a direttore umero scrivente
amministrazione non ha ritenuto di fare richiesta di
chiarimenti alle due aziende citate.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
BARBAGALLO Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 872 Notizie
circa la futura creazione presso l'ospedale 'Giglio' di Cefalù
di un Centro di sperimentazione ad indirizzo oncologico , a
firma dell'onorevole Giannopolo.
Su richiesta dell assessore, si procede allo svolgimento
congiunto della interpellanza numero 67 Notizie circa la
prevista trasformazione dell'ospedale 'G. Giglio' di Cefalù in
centro di eccellenza ad indirizzo oncologico , a firma
dell'onorevole Antinoro e dell interrogazione numero 1092
Chiarimenti circa la prevista realizzazione di un Centro
d eccellenza oncologica a Cefalù (PA) , a firma dell'onorevole
Miccichè.
Ne do lettura:
<<All'Assessore per la sanità, premesso che:
- in data 4 ottobre 2002 è stato sottoscritto un
protocollo d'intenti tra la Regione siciliana,
rappresentata dall'Assessore regionale per la
sanità, il Comune di Cefalù, rappresentato dal
Sindaco, l'AUSL n. 6, rappresentata dal Direttore
generale, e il Presidente della Fondazione Centro
San Raffaele del Monte Tabor, per la creazione
presso l'ospedale 'Giglio' di Cefalù di un Centro
d'eccellenza di sperimentazione gestionale a
indirizzo oncologico;
- con il sopraddetto protocollo d'intenti la Regione
siciliana si impegna a erogare fino a 250.000 euro
alla Fondazione San Raffaele, per l'elaborazione di
un progetto preliminare per la creazione del Centro
di sperimentazione presso il presidio ospedaliero di
Cefalù;
vista l'importanza per il territorio madonita servito
dall'ospedale di Cefalù e la rilevanza del progetto
in questione per la programmazione sanitaria nella
provincia di Palermo e più in generale nella nostra
Regione;
per sapere:
- se non ritenga opportuno sottoporre preliminarmente
l'idea del progetto di creazione del Centro di
sperimentazione ad indirizzo oncologico, alla
Conferenza provinciale degli amministratori comunali
istituita per la programmazione degli interventi
sanitari sul territorio, e comunque ai Comuni
ricadenti nel distretto socio-sanitario di Cefalù,
nonché alla VI Commissione legislativa dell'ARS;
- quali motivi abbiano indotto la Regione siciliana ad
individuare nella Fondazione San Raffaele
l'interlocutore per la creazione di un centro di
sperimentazione ad indirizzo oncologico;
- quali motivi abbiano indotto la Regione siciliana ad
individuare in una struttura privata e non in una
struttura pubblica rientrante a pieno titolo nel
Servizio sanitario nazionale, il soggetto al quale
affidare la realizzazione di un Centro di eccellenza
ad indirizzo oncologico presso l'ospedale di Cefalù;
- se non ritenga opportuno precisare sin d'ora che la
realizzazione del Centro non comporterà comunque la
soppressione degli attuali servizi ospedalieri che
dovranno continuare ad assicurare prestazioni
sanitarie generali e di base alla popolazione che
gravita sull'ospedale di Cefalù;
- se non intenda precisare sin d'ora che il personale
medico e paramedico che non transiterà nuovamente
nella nuova gestione, non sarà posto in mobilità
presso altre strutture sanitarie ma continuerà ad
operare presso il presidio di Cefalù per garantire i
servizi sanitari ospedalieri programmati;
- se non ritenga opportuno precisare che l'utilizzo
delle risorse finanziarie del Servizio sanitario e
della Regione avverrà sulla base di un piano
economico finanziario che dovrà essere approvato
dall'AUSL n. 6 e portato a conoscenza di volta in
volta delle rappresentanze sindacali aziendali;
- se non consideri opportuno modificare la previsione
della presenza minoritaria della Regione e degli
altri soggetti pubblici, mentre la presenza della
Fondazione San Raffaele dovrebbe essere
maggioritaria nel Consiglio di amministrazione della
Fondazione che sarà creata appositamente per la
gestione dell'Ospedale;
- se non ritenga opportuno eliminare la previsione,
nella ipotetica futura convenzione, della facoltà
dell'Ente gestore (leggasi San Raffaele) di avere
forme di collaborazione e interazione con terzi
prescindendo dalla funzione e dalle decisioni degli
Enti facenti parte del Servizio sanitario nazionale;
- se non intenda modificare le previsioni delle
scadenze temporali della sperimentazione (cinque
anni) e del passaggio a regime della convenzione
(ulteriori quindici anni), dal momento che entrambe
le scadenze temporali sono da ritenere troppo lunghe
e dettate solo dalle esigenze finanziarie della
Fondazione San Raffaele;
- se non consideri opportuno prevedere sin d'ora nella
convenzione l'applicazione di DRG ai fini del
finanziamento nella misura prevista per le Aziende
di rilievo regionale nella fase di sperimentazione,
e solo successivamente, qualora i risultati della
sperimentazione fossero valutati positivamente,
nella misura prevista per le Aziende di rilievo
nazionale;
- se non ritenga opportuno inoltre stabilire che la
Regione in caso di disavanzo interviene a
riequilibrare in parte gli squilibri di bilancio,
così come in caso di avanzo di amministrazione
decurta di pari importo i trasferimenti per l'anno
successivo;
- in che modo e con quali strumenti intenda
sovrintendere al 'progetto Cefalù' allo scopo di
garantire il massimo di trasparenza e di efficacia
nella definizione degli accordi e della convenzione,
sia in fase preliminare che definitiva>>. (872)
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità,
PREMESSO che alcuni giorni or sono, presso l'Ospedale
'G. Giglio' di Cefalù si è tenuta una riunione tra
il personale ed il Dirigente generale ASL n. 6, da
cui l'Ospedale dipende, durante la quale è stata
distribuita una 'lettera d'intenti - accordo quadro'
che porta le firme dell'Assessore regionale per la
sanità, del Sindaco di Cefalù, del Direttore
generale della ASL 6 e del legale rappresentante del
Centro S. Raffaele del Monte Tabor;
CONSIDERATO che:
- con la citata lettera d'intenti, 'ai sensi
dell'articolo 9 bis del decreto legislativo n. 502
del 1992', pur prevedendo la necessità di apposita
normativa regionale, si propone che:
- l'Ospedale 'G. Giglio' di Cefalù, potenzialmente
dotato di 260 posti letto, una volta completato e
dotato delle necessarie attrezzature tecnologiche,
venga trasformato in un centro di eccellenza a
indirizzo oncologico, con attività di assistenza
sanitaria e di ricerca scientifica e formazione;
- il soggetto designato a realizzare il progetto sia
la 'Fondazione Centro S. Raffaele del Monte Tabor'
di Milano, senza bisogno di ricerca e confronto con
altri soggetti, perché 'tale scelta risulta
obiettivamente giustificata'
- il soggetto al quale verrà affidata la gestione
sarà una fondazione alla quale il Centro S. Raffaele
e la Regione parteciperanno, in percentuali diverse
da quelle previste dall'articolo 9 bis citato;
- con tale accordo preliminare le parti (Regione e
Fondazione Centro S. Raffaele) si impegnano:
1) la Fondazione, ad elaborare il progetto al quale
sarà apposto il marchio 'S. Raffaele', e la Regione
a sostenerne i costi fino all'entrata in funzione a
regime e a pieno utilizzo dei posti letto;
2) la Fondazione e la Regione ad affidare la
gestione ad un ente no profit appositamente
costituito, dove la Fondazione S. Raffaele avrà la
maggioranza nel Consiglio d'amministrazione (organo
di governo); mentre la Regione avrà la maggioranza
soltanto nel Collegio dei revisori dei conti (organo
di controllo);
3) la Fondazione a gestire l'Ospedale in convenzione
e la Regione ad esercitare il controllo secondo le
modalità stabilite dalla Fondazione, che comunque si
riserva di condurre la gestione affidandola a chi
vuole;
4) la Regione a garantire l'equilibrio di bilancio
dell'iniziativa, o attraverso i D.R.G. (nella
massima misura prevista) o, se non bastasse, con
finanziamenti ulteriori ad integrazione; la
Fondazione, a far fronte alle esigenze di personale
mantenendo, a proprio insindacabile giudizio, le
professionalità esistenti, se funzionali al nuovo
indirizzo, oppure procedendo ad assunzioni dirette,
con contratto di diritto privato, previa formazione
professionale;
CONSIDERATO che:
- il periodo di sperimentazione della gestione del
modello pubblico-privato delineato secondo i criteri
sopra illustrati avrà, secondo la lettera d'intenti,
la durata di cinque anni, e, purché la Regione
continui a fornire il supporto finanziario per gli
investimenti e ad assicurare l'equilibrio di
bilancio, una durata indefinita e comunque non
inferiore a 15 anni;
- per l'attuazione del progetto si rende
indispensabile un'apposita iniziativa legislativa,
il che dimostra la consapevolezza, da parte dei
firmatari della lettera d'intenti, che l'oggetto
dell'accordo è cosa ben diversa dai programmi di
sperimentazione previsti e regolati dall'articolo 9
bis del decreto legislativo n. 502 del 1992;
- il progetto preliminare sarà redatto dalla
Fondazione Monte Tabor, ma a spese della Regione;
- il Ministro della Sanità ha già annunziato la
realizzazione dei tre poli d'eccellenza siciliani
(pediatrico a Palermo, ortopedico a Catania,
oncologico a Messina);
- presso l'Azienda Ospedaliera Civico di Palermo
esiste già l'Ospedale Maurizio Ascoli, presidio
oncologico specializzato e funzionante e che anche
presso l'Azienda Policlinico di Palermo vi sono
strutture ad indirizzo oncologico operative,
PER CONOSCERE:
- quale sia, ove ci sia, l'interesse della Regione a
portare avanti un accordo che costituisce una sorta
di 'patto leonino' con oneri e obblighi ad esclusivo
carico della Regione e vantaggi ad esclusivo
beneficio della controparte;
- se la trasformazione dell'Ospedale G. Giglio di
Cefalù in un presidio oncologico di eccellenza sia
prevista nel piano sanitario regionale;
- se la sottoscrizione della lettera d'intenti
comporti già oneri e spese a carico
dell'Amministrazione regionale;
- se esista o se sia in itinere un'iniziativa
legislativa destinata a sostenere tale accordo, che
prevede per l'Amministrazione un impegno ventennale;
- chi sia il soggetto incaricato, definito nella
lettera d'intenti 'figura professionale di elevata
qualificazione e posizione funzionale all'interno
della dirigenza regionale', di sovrintendere al
progetto Cefalù e alla sua attuazione;
- se non ritenga il contenuto della lettera
d'intenti totalmente confliggente con la citata
norma del decreto legislativo n. 502 del 1992, che
alle sperimentazioni gestionali pubblico-private in
campo sanitario pone precisi limiti anche temporali
e impone, ad esempio, al contrario di ciò che con
l'accordo preliminare si vorrebbe, che la
partecipazione privata alle sperimentazioni non
superi il 49 per cento;
- dove siano, in particolare, le 'ragioni di
convenienza economica del progetto gestionale di
miglioramento della qualità dell'assistenza' e la
'coerenza con le previsioni del Piano sanitario
regionale' e i criteri di garanzia stabiliti con lo
stesso articolo 9 bis del decreto legislativo n. 502
del 1992>>. (67)
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
sanità e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'
emigrazione,
PREMESSO che:
- la decisione della Regione siciliana di ricorrere ad
una Fondazione con soggetti privati per consentire
l'adeguato utilizzo delle strutture dell'Ospedale
Nuovo di Cefalù, potrebbe rappresentare un notevole
passo in avanti per il livello quantitativo e
qualitativo delle prestazioni erogate;
- con il protocollo d'intesa, sottoscritto dalle
rappresentanze istituzionali e dal Presidente della
Fondazione Centro San Raffaele, per la creazione di
un Centro d'eccellenza di sperimentazione a
indirizzo oncologico, la Regione siciliana
interviene anche finanziariamente;
CONSIDERATO che:
- il progetto è d'importanza rilevante per la
popolazione del territorio interessato e per tutta
la nostra Isola;
- l'avvio del Centro d'eccellenza crea preoccupazione
tra il personale sanitario impegnato nella struttura
ospedaliera del 'G. Giglio', poiché non risulta
ancora chiaro il passaggio giuridico dei dipendenti
dell'ospedale;
PER SAPERE:
- se sia stato precedentemente avviato uno studio
epidemiologico nella Regione per valutare la
necessità di investire nella costituzione del nuovo
polo oncologico, considerata l'esistenza di altri
centri di alta specializzazione a Palermo e Messina;
- se non ritengano opportuno precisare, fin dalla fase
costituente, che la realizzazione del Centro non
penalizzerà la zona madonita con la soppressione
degli attuali presidi ospedalieri, che resteranno
per assicurare le prestazioni sanitarie di base ai
cittadini dei comuni del territorio interessato;
- quali iniziative intendano adottare per scongiurare
il paventato pericolo della mobilità presso altre
strutture sanitarie del personale medico e
paramedico, assicurando fin da ora che esso
continuerà ad operare presso la struttura di Cefalù
per garantire i servizi sanitari ospedalieri
programmati;
- quali siano le modalità e gli strumenti utili
adottati per garantire il massimo della trasparenza
e dell'efficienza, sia nella fase preliminare che
definitiva del progetto.» (1092)
L'onorevole Assessore ha facoltà di rispondere.
CITTADINI assessore per la sanità. In linea di massima
ritengo che tutte le notizie siano in parte falsate dal titolo
'Notizie circa la futura creazione presso l'Ospedale Giglio di
un centro di sperimentazione ad indirizzo oncologico'.
Mai nessuno ha parlato di centro ad indirizzo oncologico.
Noi abbiamo parlato di una sperimentazione gestionale che
avrebbe inglobato, e mantenuto, i 187 posti teorici, di cui 86
attivati, per le cinque divisioni e i tre servizi preesistenti,
più la necessità di continuare ad ospitare, anche se sono
servizi territoriali e non ospedalieri, il servizio di
psichiatria e il servizio immunotrasfusionale, e di imporre per
meno di 100 posti letto, 90 posti letto, una sperimentazione
gestionale che riguardasse per 32 posti letto l'ortopedia, per
24 posti letto l'aumento della riabilitazionee soltanto per 30
posti letto l'oncologia medica e chirurgica.
Questa è la premessa; devo dire che questa sperimentazione
gestionale, che è stata oggetto di tante polemiche, non è ancora
oggi partita per un motivo molto semplice: l'Azienda 6 non ha
mai consegnato la parte nuova dell'ospedale che avrebbe dovuto
ospitare i cento posti in più dell'ospedalità normale
territoriale e i posti, viceversa, della gestione sperimentale.
Soltanto il 27 settembre sono stati consegnati i posti letto
del nuovo ospedale, ma quando si sono aperti i diaframmi che
chiudevano questi nuovi reparti ci si è accorti che erano
sprovvisti di ascensori, impianto di termo-ventilazione e di gas
medicali, sprovvisti nel senso che questi servizi non erano stati
attivati.
Soltanto il 10 ottobre questi tre impianti sono stati
attivati, ma ci si è accorti che le sale operatorie, non solo le
quattro sale operatorie e le quattro sale terapia intensiva, non
erano mai state collaudate ma non era neppure stato affidato
l'incarico di collaudo né è stata mai ordinata una sola
attrezzatura prevista che riguardasse le quattro sale operatorie,
le quattro sale di terapia intensiva post operatoria, la tac e la
risonanza previste dall'ospedale.
Di conseguenza, con molto pragmatismo, i medici del San
Raffaele hanno detto di non potersi esporre ad operare in un
ospedale senza nessuna risorsa, dove tutti gli interventi
chirurgici erano stati praticati in una sala operatoria e mezza,
cioè in una sala operatoria per tutto l'ospedale, con i gas
medicali dentro la sala operatoria, e un'altra saletta più
piccola per i piccoli interventi, forse, di ostetricia e
ginecologia ed hanno rimandato l'inizio della gestione
sperimentale a quando queste strutture saranno consegnate,
collaudate ed efficienti.
Io credo che questo avverrà non prima dell'1 gennaio. Vorrei
rassicurare che fino ad allora, cioè dal 1 luglio quando grosso
modo è partita questa avventura mista, questa gestione mista
pubblico-privato, ad oggi non è stato mai corrisposto nessun DRG
né nella fascia superiore, né sono stati previsti i DRG
incrementati dalla natura della fondazione.
Ci si è limitati soltanto a pagare il 50 per cento del
corrispettivo dell'anno precedente 2002, cioè, per esempio, se
fossero 25 miliardi, 12 miliardi, di questo ne sono stati
utilizzati soltanto 5 miliardi - e non 50 o 500, come è stato
scritto; questo può essere documentato con grande facilità - e si
è rimandato tutto il discorso all'inizio della gestione
sperimentale sempreché vi sia intenzione da entrambe le parti -
ho notizie molto sicure che la gestione stessa se la fede vacilla
di fronte alle difficoltà di percorso enorme che si è trovato ad
affrontare lungo questa situazione così tormentata, se
cominceranno dal 1 gennaio e dal 1 gennaio scatterà la
gestione sperimentale.
In rapporto ad altri quesiti posti vorrei chiarire che ci è
stato scritto che un intervento fatto all'ospedale di Cefalù
costerà tre volte più di quello fatto all'ospedale San Raffaele.
Noi non abbiamo previsto alcun aumento, alcuna differenza tra i
DRG di Cefalù e quelli di qualunque altro ospedale, soltanto che
quando inizierà la gestione sperimentale godrà del passaggio in
fascia A, che è un 5 per cento in più; quindi, per esempio, se
l'intervento in una sede costerà 3.000.000, lì potrà costare un
massimo di 3.150.000, cioè 150.000 lire.
Non esistono queste problematiche, non capisco, francamente,
di che cosa si tratti, sono state fatte tante critiche a questa
impostazione di gestione sperimentale ma ci sono delle
documentazioni che io vi ho portato e che sono disponibile a
darvi: è la normativa nazionale che dice che l'articolo 9 bis del
decreto legislativo e successive modificazioni ed integrazioni
rappresenta un momento di svolta della disciplina in quanto
apporta variazioni sostanziali nell'ambito della potestà
autorizzativa della sperimentazione e che il termine sperimentale
fa sottintendere qualcosa di diverso dalla gestione ordinaria.
Qualcosa che comporti una maggiore snellezza nei processi
burocratici e amministrativi.
L'articolo 4 della legge 30 dicemnre 1991, n. 412 ha
introdotto l'istituto della sperimentazione gestionale senza
fornire una nozione precisa, riferendosi, in modo generico, alla
possibilità di attuare forme di collaborazione tra pubblico e
privato finalizzate all'acquisizione di risorse finanziarie, di
conoscenza e di esperienza per migliorare l'efficacia del sistema
sanitario. la scelta del metodo sperimentale, per regolare una
pluralità di aspetti ritenuti rilevanti per le funzionalità del
sistema, in alternativa a quello tradizionale, evidenzia
l'intento del legislatore di individuare strumenti di gestione
innovativi e flessibili, ricavati o ricavabili dalla esperienza
della imprenditorialità privata. Tale intento veniva sottolineato
dalla prevista possibilità di adottare una diversa disciplina
della sperimentazione, anche in deroga alla normativa vigente".
Questi fogli sono a vostra disposizione. Io non credo che sia
stata commessa alcuna irregolarità e illegalità, comunque siamo
pronti a discutere, in qualunque momento. la sperimentazione non
è partita certamente non per colpa del San Raffaele. Debbo dire
che quasi nessun operatore del San Raffaele è entusiasta di
venire a lavorare in un contesto di conflittualità che,
francamente è difficile da spiegare.
Vi ricordo che il presupposto per cui fu ideato questo
percorso era quello di un ente che perdeva 11 miliardi l'anno e
che non produceva niente, l'addove a venti chilometri c'era un
ospedale in fase di netto rilancio, l'ospedale di Termini
Imerese, a trenta chilometri da Petralia Soprana.
Questa era l'operazione prevista. Più o meno sono le risposte
che mi sento di dare. A tutti i punti citati nelle tre
interrogazioni ho risposto mediante un elaborato che,
probabilmente, serva a rispondere a tutti e tre e che è a vostra
disposizione, così come lo sono io per qualunque altro
chiarimento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, io dichiaro di sentirmi un po' disarmato, se vogliamo,
un po' in imbarazzo, per la risposta non-risposta dell'Assessore
Cittadini. Della non-risposta perché per il 90 per cento dei
punti esposti nella interrogazione, non viene fornita alcuna
risposta, né convincente, né non convincente: non c'è la
risposta.
Per un altro dieci per cento viene data una risposta e, in
più, l'assessore aggiunge delle cose che, francamente, mi
lasciano lo ripeto - disarmato e, parecchio imbarazzato.
L'Assessore ci ha detto che la sperimentazione gestionale
sull'ospedale Giglio di Cefalù, ad opera della Fondazione Giglio
San Raffaele, non è ancora partita; però ci dice che sono state
anticipate delle somme. Allora delle due, l'una: o la
sperimentazione è partita, o la sperimentazione non è partita. la
sperimentazione è partita il 1 luglio 2003. E' una
sperimentazione che, come volevasi dimostrare, non ha fatto i
conti con la realtà; innanzi tutto sul piano amministrativo e sul
piano legislativo.
L'Assessore ci dice che, invece, la sperimentazione
gestionale effettivamente partirà l'1 gennaio del 2004 e ci
annuncia che, in ordine all'inizio e al concretizzarsi di questa
sperimentazione mostra le sue evidenti perplessità e il suo
pessimismo.
Bene, assessore, io penso che lei avrebbe fatto bene, fin
dall'inizio di questa storia, a mostrare più realismo e a farsi
carico, di una cultura procedurale, ma anche.di una cultura
democratica. Avrebbe fatto bene, cioè, a sottoporre
immediatamente al parere della sesta Commissione legislativa e,
quindi, al parere del Parlamento regionale, come andava fatto,
tutto il progetto relativo alla sperimentazione.
Affermo ciò, perché a mio avviso ne avrebbe guadagnato,
sicuramente, la sperimentazione stessa, un tipo di esperimento,
questo di cui stiamo parlando, su un presidio ospedaliero a
carattere zonale, territoriale che oggi rischia di essere messo in
crisi senza ottenere nulla in cambio.
La verità è che questa vicenda è costellata da tante
illegittimità ed anche da alcune illegalità. Ed io, mi consenta
signor Assessore, brevemente, voglio esporle.
Lei ha affermato che nessuno ha mai parlato di sperimentazione
gestionale di indirizzo oncologico. A tal proposito, le voglio
leggere il protocollo di intenti del 4 ottobre 2002, laddove fra
le premesse viene detto che: "tra gli ospedali che presentano
idonee caratteristiche strutturali", per giustificarne la scelta,
"e di rilevanza, per il servizio sanitario regionale , rientra il
complesso ospedaliero 'Giglio' di Cefalù, struttura in fase
avanzata di completamento con una dotazione potenziale di 260
posti letto, che, previa dotazione delle necessarie attrezzature
tecnologiche, potrà diventare un centro di eccellenza ad indirizzo
oncologico.
Questo protocollo di intenti è stato sottoscritto da lei, signor
Assessore, in data 4 ottobre 2002, ad esso, poi, sono succeduti
altri atti che hanno portato, nel maggio del 2003, alla stipula
della convenzione; convenzione che sembra a lei sconosciuta. Se lo
ritiene opportuno, signor Assessore, vorrei fornirgliene copia -
considerato che credo lei non abbia mai avuto il modo ed il tempo
di leggerla - per sua maggiore scienza e per sua maggiore
conoscenza di ciò che è stato fatto.
In breve, comunque, lei e la Regione avete pagato 500 milioni
delle vecchie lire all'Istituto San Raffaele di Milano per
confezionare un progetto di 150 pagine che avrebbe potuto
elaborare qualsiasi dipendente della USL o dell'Ospedale Giglio di
Cefalù.
A questo punto, vorrei conoscere i motivi per i quali
all istituto San Raffaele avete regalato 250 mila euro ed invece
dalla Fondazione Maugeri pretendete la realizzazione del progetto
a totale carico della Fondazione stessa. Questa è la prima
questione.
Seconda questione: l'interrogazione si riferiva alla prima
ipotesi formulata dal protocollo di intenti, cioè quella di avere
un Consiglio di amministrazione a maggioranza e voi avete previsto
un Consiglio di amministrazione a maggioranza del San Raffaele,
cioè a maggioranza del privato; eventualità espressamente vietata
dall'articolo 9 bis e successive modificazioni, così come da lei
stesso citato. Quando vi è stato evidenziata tale, come dire,
piccola dimenticanza, siete corsi ai ripari ed avete capovolto i
rapporti.
In buona sostanza, però, nella gestione di questa sperimentazione
gestionale è rimasta la prevalenza del privato, laddove è previsto
che è facoltà del privato di nominare il direttore generale, che è
magna pars nella gestione del progetto di sperimentazione
gestionale e, laddove avete previsto anche le nomine all'interno
del Consiglio di amministrazione, di cui una, anche se eccellente,
è quella del professore Umberto Veronesi, sicuramente, emanazione
diretta anche da parte dell'istituto San Raffaele. Ma quel che
conta è che avete costituito un Consiglio di amministrazione con
persone prive dei requisiti previsti dalla legge.
E quello che è ancora più grave è che avete attribuito con lo
Statuto e con l'atto costitutivo una sorta di potere di veto, così
come esiste all'ONU, al privato, laddove viene detto che qualsiasi
deliberazione deve avere il voto favorevole almeno di uno dei due
componenti dell'Istituto San Raffaele, del privato.
Questa è quindi una sperimentazione che sposa totalmente le
ragioni del privato. Del resto vorrei che si sapesse - ce lo ha
detto l'onorevole Miccichè in una sua famosa intervista rilasciata
al Giornale di Sicilia - questa sperimentazione o si fa alle
condizioni del San Raffaele o non si fa, o si fa secondo i
desideri del San Raffaele o non esiste alcuna possibilità di
sperimentazione. Ciò è stato detto dagli stessi uomini del San
Raffaele, è stato amplificato e ripetuto anche dall'onorevole
Miccichè ed è stato ripetuto ed amplificato anche in più occasioni
da altri esponenti politici di questa maggioranza.
L'altra questione è che nel progetto di sperimentazione viene
prevista non soltanto la soppressione di alcuni servizi, quali
quello dell'immuno-trasfusione e lo spostamento in altre sedi
della psichiatria, ma si parla anche di una non convenienza
nell'attivazione del pronto soccorso e del reparto di ostetricia,
poiché tratterebbero patologie non di elezione e quindi non
convenienti sul piano della remunerabilità e della remunerazione
in termini di DRG al San Raffaele.
Al riguardo, signor Assessore, la prego di fornire risposta non
soltanto ai cittadini di Cefalù che vogliono appartenere al
comprensorio, ma anche agli amministratori di Cefalù, ai
consiglieri comunali degli altri comuni del comprensorio, i quali
vogliono essere rassicurati sul fatto che il pronto soccorso non
verrà mai soppresso lungo il percorso del progetto di
sperimentazione.
Esiste un solo modo per rassicurare i cittadini e l'utenza:
creare un atto integrativo alla convenzione che modifichi questa
parte del progetto e che affermi esplicitamente che il pronto
soccorso e l'ostetricia sono reparti che funzioneranno.
Signor Presidente, vorrei procedere velocemente su altre
questioni, su altri punti. L'Assessore questa sera ci ha detto che
l'Ospedale non è stato consegnato nella sua interezza perché su
alcune strutture, su alcune questioni logistiche, esso non era
pronto. Vorremmo sapere con quali somme di denaro si renderanno
agibili e usufruibili quei reparti, quelle strutture edilizie che
dovrebbero giustificare l'accreditamento.
Lei, signor Assessore, ha già pagato un anticipo di cinque
miliardi delle vecchie lire al San Raffaele e qualche cifra in più
ad una struttura che non è ancora accreditata. Mi chiedo, quindi
come può giustificare l'erogazione di una tale somma di denaro ad
una struttura che è una fondazione ex novo, che deve essere
accreditata per le strutture che ha, per determinate prestazioni
che voi avete incominciato ad erogare.
Mi chiedo ancora come sarà pagato il personale e quale sarà il
regime giuridico del personale dal momento che ancora viene pagato
dalla USL 6.
Avete affermato che attiverete l'istituto del comando o del
distacco, cioè istituti che valgono all interno della Pubblica
Amministrazione, in quanto non si è ancora visto un istituto di
comando, di distacco di un medico o di un qualsiasi dipendente
pubblico verso una struttura privata. Questo si può fare soltanto
a partire dal 2002 con gli istituti nazionali di ricerca pubblica,
gli Ircs, ma sicuramente non con una Fondazione di questo tipo.
Signor Assessore, vuole spiegarci come sarà regolata la vita del
personale, a meno ché non deciderete di espellere tutto quanto il
personale, di procedere a nuove assunzioni e di porre l intero
personale in mobilità, visto che ciò ancora non è chiaro e non è
dato sapere e non è dato capire
Inoltre, avete inserito questa clausola capestro, secondo la
quale le gare, sostanzialmente per tutti gli acquisti, compreso i
completamenti a cui lei si riferisce, dovranno essere espletate
sul parere tecnico del San Raffaele, che dovrà assistere alle
procedure di gara, cioè sostanzialmente le procedure, gli
affidamenti saranno effettuati dal San Raffaele.
Signor Assessore, sono davvero indignato per la prevaricazione
che avete dimostrato nell intera vicenda. Non avete mai sentito
l'opinione dei sindaci di quel comprensorio, non avete mai sentito
il dovere di consultarvi attraverso la conferenza dei sindaci, non
avete ancora oggi, a due mesi dalle richieste di incontro che vi
sono state avanzate, risposto e rassicurato i cittadini circa il
pronto soccorso e l'ostetricia.
Concludo, signor Presidente, con una dichiarazione: invierò la
risposta dell Assessore e gli atti relativi alla Commissione
trasparenza, in quanto vorrei capire come stanno effettivamente le
cose, per evitare che in futuro si possa procedere lungo questa
strada, che è impraticabile non soltanto per il servizio sanitario
regionale, ma anche per il buon senso e per una questione di
estetica e di legittimità degli stessi atti.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 877 Iniziative
per il recepimento della legge 180 in materia di assistenza
psichiatrica , a firma dell'on. Miccichè.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
- l'assistenza psichiatrica in Sicilia si è da tempo
caratterizzata per una mancanza di adeguate risposte sociali e
strutturali ai soggetti affetti da malattie mentali;
- la legge n. 180 pur nelle difficoltà dei primi anni di
applicazione, ha riconosciuto la piena dignità del malato di
mente, ha aperto la strada a terapie e a riabilitazioni e ha posto
fine al degrado non più tollerabile degli ospedali psichiatrici,
riportando nel circuito della società i malati di mente non più
ghettizzati;
- la legge 180 ha certamente bisogno di essere aggiornata per
rispondere ai nuovi bisogni dei malati di mente e delle loro
famiglie, che vanno supportate e sostenute;
per sapere:
- dato che, anche nelle difficoltà sopra ricordate, tale legge n.
180 si è rilevata efficace, se il Governo regionale non ritenga
opportuno farsi promotore del recepimento di tale legge
conformandosi così a tutte le altre regioni d'Italia;
- se il Presidente della Regione non ritenga di farsi interprete
presso il Presidente del Senato, della Camera e presso i
Capigruppo in Parlamento, di una netta contrarietà ad ogni
iniziativa legislativa che invece di favorire la riabilitazione e
la reintegrazione dei malati di mente, sostenendo e aiutando le
famiglie, di fatto favorisce la loro emarginazione con un
approccio carico di pregiudizi e incentiva la rinuncia ad
investire sulle possibilità di miglioramento della qualità della
vita per ciascun malato.» (877)
Ha facoltà di parlare l onorevole interrogante per svolgere
l interrogazione.
MICCICHE .Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento
all'interrogazione si rappresenta quanto segue. La Regione
siciliana, in ottemperanza a quanto disposto dall'art. 64 della
legge n. 833/78 per il riordino dell'assistenza psichiatrica e
tenendo conto delle innovazioni apportate in campo nazionale in
tema di salute mentale con la legge 180/78 ha emanato la legge
regionale n. 215 del 14.9.1979 di "Riorganizzazione della tutela
della salute mentale nella Regione Sicilia" (GURS n. 41 del
15.9.1979) le cui finalità, esposte nell'articolo 1 erano le
seguenti:
1) tutela e promozione della salute mentale attraverso attività
svolte a livello prevalentemente territoriale e rivolte alla
prevenzione, cura e reinserimento sociale, attraverso interventi
che agiscano soprattutto sui bisogni socio-psicologici della
comunità e dei soggetti affetti da malattie mentali;
2) integrazione dei presidi e dei servizi per la tutela della
salute mentale con le altre strutture sanitarie e loro
coordinamento con i servizi sociali o operanti sul territorio;
3) superamento degli ospedali psichiatrici e loro diversa
utilizzazione realizzando la massima partecipazione dei comuni.
L'articolo 3 della legge regionale n. 215/1979 in ordine alla
programmazione sul territorio delle strutture per la realizzazione
del Servizio Territoriale di Tutela della Salute Mentale (STTSM)
rimandava ad un apposito piano regionale da predisporre a cura
dell'Assessorato regionale della sanità che doveva essere
sottoposto all'approvazione della VII Commissione legislativa
dell'ARS.
L'articolo 16 stabiliva le somme da destinare per l'applicazione
della legge n. 215 del 1979 nel triennio 1979-1981. In data
8.7.1981 con apposito D.A., sentito il parere della VII
Commissione dell'ARS fu approvato il piano relativo alla
programmazione sul territorio regionale delle strutture per la
realizzazione dei Servizi territoriali di tutela della salute
mentale. Tale piano, oltre che ripartire le somme stanziate alle
nove provincie, fissò al 31.12.1981 il termine per la cessazione
della deroga ai ricoveri negli ospedali pschiatrici ed, inoltre,
stabilì la tipologia e la compatenza delle strutture di cui doveva
dotarsi ciascun STTSM e fornì indicazioni sui percorsi da seguire
per addivenire alla dismissione degli ospedali psichiatrici.
Con i successivi decreti assessoriali 21.10.1996 e 3.12.1996
furono rideterminate le piante organiche di ciascun STTSM delle
UU.SS.LL. della Regione.
Appare, dunque, evidente che la Regione Sicilia con l'emanazione
della legge n. 215 del 1979 e dei successivi provvedimenti dalla
stessa scaturenti ha di fatto oltre che recepito la legge n. 180
del 1978, fornito le risorse finanziarie e umane per l'attuazione
della stessa.
Appare opportuno, inoltre, evidenziare che, in ottemperanza al
D.P.R. 7.4.1994, alla legge n. 724/1994 e alla legge 662/1996, in
data 30.12.1996 con D.A. Sanità è stato approvato il Progetto
regionale relativo al definitivo superamento degli ex ospedali
psichiatrici e in data 31.1.1997 con D.A. sanità è stato
approvato il Progetto regionale tutela della salute mentale .
Tanto in evasione all'atto ispettivo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
insoddisfatto, ma non perché ciò che ha detto l'Assessore non
corrisponda a verità, ma in quanto il professore Cittadini ha
semplicemente elencato tutta una serie di provvedimenti, direttive
e circolari che l'Assemblea regionale e il Governo regionale hanno
emanato negli ultimi anni. Inoltre, dalla stessa lettura è
evidente che si tratta di provvedimenti ormai superati, dai tempi
e dalle situazioni di totale inadeguatezza, specie di quella
strutturale. Sappiamo bene che mancano le strutture per poter
applicare, non dico al cento per cento ma neanche in minima parte,
le disposizioni della legge 180 e successive modifiche vigenti
negli ultimi anni in Italia.
Sicuramente, non su tutto il territorio nazionale esiste una
uniformità nell'applicazione del superamento della struttura
psichiatrica, però lei sa benissimo che in Sicilia, nonostante
l'applicazione di certe norme esistono ancora ex ospedali
psichiatrici definiamoli ex -, che di fatto sono rimasti tali e
quali in quanto le strutture sono totalmente inadeguate ad
affrontare la malattia mentale come una malattia non senza via di
ritorno.
Sappiamo benissimo che la riabilitazione e la reintegrazione dei
malati di mente non vanno considerate soltanto sotto il profilo
neurologico, ma anche sotto il profilo sociale; è questo ciò che
dobbiamo mettere in atto. Conosciamo perfettamente le tragedie
delle famiglie che assistono ad una regressione di situazioni
drammatiche, quasi quotidianamente, situazioni che si ripercuotono
in ogni ambito considerati anche alcuni fatti tragici cui abbiamo
assistito negli ultimi tempi anche in Sicilia.
Signor Assessore, l'interrogazione, alla fine, chiede non
soltanto uno sforzo maggiore, ma anche che il Presidente della
Regione si faccia promotore di questa situazione presso il Senato,
la Camera, presso i capigruppo del Parlamento nazionale, al fine
di trovare la soluzione a temi, a disegni di legge che giacciono
presso il Parlamento nazionale. Infatti, noi non abbiamo la
possibilità di risolverli al cento per cento, se non vi sono degli
indirizzi nazionali, ma soprattutto i sostegni finanziari per
applicare totalmente la riforma prevista dalla legge 180, che
diventa un punto di riferimento, anche se oggi è insufficiente.
Evidentemente, nel breve termine, questo è un tema di difficile
soluzione, però se non si comincia, non si arriverà mai a trovare
un avvio per una soluzione parziale della questione soprattutto
dal punto di vista strutturale, ricordo, infatti, che le strutture
attualmente sono totalmente inadeguate per potere superare e
applicare la legge 180.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 880:
"Informazioni circa la delibera 2347/02 dell'Azienda unità
sanitaria locale n. 6 di Palermo in materia di revoca di
commissioni di concorso.", a firma dell'onorevole Antinoro.
Per assenza dall Aula dell onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione numero 891: Notizie circa la
realizzazione di un Polo oncologico in provincia di
Caltanissetta. , a firma dell onorevole Galletti.
Per assenza dall Aula dell onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si procede con l interrogazione numero 892: Notizie sulla
classificazione dell ospedale di Corleone) come Presidio
ospedaliero essenziale . , a firma degli onorevoli Capodicasa,
Cracolici e Speziale.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la sanità,
premesso che
nel documento di organizzazione dell'AUSL n. 6 di Palermo per il
Presidio ospedaliero di Corleone viene inventata la definizione di
'presidio ospedaliero essenziale', non previsto né dal Piano
sanitario regionale né dalla legge regionale n. 30 del 1993, in
cui gli ospedali vengono classificati in 'aziende di rilievo
nazionale', 'aziende di riferimento regionale', 'presidi
ospedalieri di area e specializzati' e 'ospedali di comunità';
considerato che
il Presidio ospedaliero di Petralia Sottana, simile a quello di
Corleone, nello stesso documento di organizzazione viene definito
'presidio ospedaliero generale';
ravvisato il rischio che detta classificazione anomala possa
preannunciare una marginalizzazione del Presidio ospedaliero di
Corleone, fino ad una futura eventuale soppressione, con tutte le
conseguenze negative sulla tutela della salute dei cittadini di un
vasto territorio della Sicilia interna;
per sapere:
- per quali ragioni venga adottata in documenti
dell'Amministrazione sanitaria una terminologia impropria;
- se non ritenga che dietro tale terminologia possa individuarsi
un disegno di riorganizzazione che passi attraverso la progressiva
marginalizzazione e la successiva soppressione del Presidio
ospedaliero di Corleone;
- se non ritenga che un simile processo sia contrario alle
necessarie politiche di sostegno alle comunità agricole e montane,
che così vedrebbero mortificato il proprio diritto alla salute
unitamente alla riconosciuta professionalità degli operatori che
lì intendono svolgere la propria attività;
- se non consideri urgente la necessità d'intervenire presso la
Direzione generale dell'AUSL n. 6 di Palermo perché provveda alla
modifica del piano di organizzazione aziendale classificando
l'ospedale di Corleone come 'ospedale generale di zona' o
'ospedale di comunità'.» (892)
Ha facoltà di parlare l Assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità, rispetto a questa
interrogazione l'Azienda unità sanitaria locale n. 6 all uopo
interpellata ha fatto sapere che:
- il documento di organizzazione dell'Azienda USL n. 6 di Palermo
è stato deliberato con atto n. 550 del 13 febbraio 2003;
- tale documento non riporta la dizione Presidio ospedaliero
essenziale in riferimento ad alcun ospedale, pertanto neanche in
riferimento all'ospedale di Corleone.
Si ritiene pertanto che il presupposto dell'interrogazione venga
a mancare.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo partiti
nel promuovere l'interrogazione dalla notizia che l'ospedale di
Corleone era stato classificato come Azienda Ospedaliera
essenziale. Ciò ha destato preoccupazione tra le forze politiche e
sociali locali. Se l'Assessore afferma che a seguito di
comunicazioni della AUSL questa definizione non esiste, prendo
atto di tale comunicazione.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 893 "Insediamento
del nuovo manager dell'ASL n. 9 e rinnovo degli incarichi al
personale infermieristico in servizio presso l'ospedale di
Salemi", a firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la sanità,
premesso che
- l'ospedale di Salemi (TP) effettua prestazioni sanitarie in
favore di utenti in gran parte provenienti dalla Valle del Belice;
- sono state di fatto incrementate le attività delle singole
unità operative, dei servizi già esistenti e sono stati attivati
nuovi servizi;
- la suddetta condizione impone, per effettive necessità, la
presenza di un congruo numero di addetti;
- ad oggi non sono stati rinnovati gli incarichi in scadenza
riguardanti il personale infermieristico in servizio presso
l'ospedale di Salemi (TP);
- il perdurante mancato rinnovo degli incarichi comporterà per il
suddetto ospedale gravi difficoltà operative che potrebbero
addirittura sfociare nell'interruzione dell'erogazione di
importanti prestazioni;
- tale situazione riveste i caratteri di necessità ed urgenza in
quanto riguarda la tutela del diritto alla salute dei cittadini,
per sapere:
- se non ritenga opportuno intervenire per accelerare l'iter
amministrativo relativo all'insediamento del nuovo manager
dell'ASL n. 9;
- quali iniziative intenda intraprendere affinchè si provveda al
rinnovo degli incarichi al personale infermieristico in servizio
presso l'ospedale di Salemi, al fine di evitare la prevedibile
interruzione dell'erogazione di alcune prestazioni e garantire al
contempo un adeguato ed efficiente servizio ospedaliero.» (893)
Ha facoltà di parlare l onorevole Oddo per svolgere
l interrogazione.
ODDO Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In merito a quanto richiesto
con l interrogazione numero 893, si rappresenta che, allo stato
attuale si può intendere superato il punto dell'interrogazione, in
quanto con D.P. n. 269/Serv.1/U.O.-IS.G. del 22 novembre 2002, in
esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n. 360 del
15 novembre 2002, è stato nominato, Direttore Generale
dell'Azienda USL n. 9 di Trapani il dott. Manno Fulvio.
Circa la problematica sollevata relativamente al rinnovo degli
incarichi al personale infermieristico in servizio presso
l'ospedale di Salemi, determinatasi per effetto dei DD.AA. n. 1561
del 12 agosto 2002 e n. 1772 del 30 settembre 2002, l'AUSL n. 9 ha
comunicato che la stessa è stata risolta mediante un provvedimento
di modifica qualitativa della dotazione organica dell'Azienda.
Quanto sopra ha consentito, nelle more dell'attivazione delle
procedure concorsuali, di conferire complessivamente n. 72
incarichi a tempo determinato di personale infermieristico,
distribuito come di seguito specificato nei sei presidi
ospedalieri dell'Azienda.
Presidio ospedaliero di Alcamo: n. 5
Presidio ospedaliero di Castelvetrano: n. 13
Presidio ospedaliero di Marsala: n. 19
Presidio ospedaliero di Ma zara del Vallo: n. 11
Presidio ospedaliero di Pantelleria: n. 4
Presidio ospedaliero di Salemi: n. 20
Attualmente nel presidio ospedaliero di Salemi sono stati immessi
in servizio n. 20 unità di infermieri con le modalità sopra
descritte, tali da poter garantire una assistenza infermieristica
adeguata agli utenti che accedono alla struttura sanitaria.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia opportuno
mettere in rilievo, nel dichiararmi più o meno soddisfatto,
l'aspetto che riguarda la precarietà in cui, obiettivamente, al di
fuori di qualsiasi pregiudizio, si svolge il lavoro
infermieristico all interno dell'ospedale di Salemi e si potrebbe
aggiungere anche in altre strutture ospedaliere della provincia di
Trapani, chiaramente facenti capo all'AUSL n. 9. Il Governo ha
cognizione che, spesso e volentieri, il ricorrere a questo modello
di intervento e cioè all'incarico trimestrale - se tutto ciò si
svolge nell'arco di 7, 8 o 9 anni diventa, obiettivamente,
qualcosa che non soltanto non fa i conti con le esigenze
complessive della struttura, ma di per se lascia anche qualche
perplessità sotto il profilo procedurale.
Non vorrei sollevare questioni di legittimità degli atti, ma
ritengo che 6, 7 anni di condizione particolare, per quanto
concerne l'efficienza effettiva di interi reparti di ospedali
trapanesi, ma nel contempo con personale ad incarico trimestrale,
sinceramente, credo richieda uno sforzo ed una riflessione
maggiori da parte del Governo.
Gli indirizzi che indubbiamente il Governo deve dare anche ai
manager delle AUSL debbono necessariamente tener conto del fatto
che noi non possiamo continuare con incarichi di questa natura,
pur comprendendo che il personale infermieristico è essenziale.
Bisognerebbe parlare seriamente di come, anche con prospettive
strategiche, pensiamo che gli infermieri possano stare all interno
dei nostri ospedali. Ritengo, nel rispetto di tutto ciò che
dispongono le leggi nazionali in materia. Ma noi sappiamo bene
che, come servizio sanitario siciliano, possiamo - non c'è bisogno
che lo affermi io in quest'Aula - intervenire ed intervenire con
una forma di pianificazione, che metta, finalmente, le nostre
strutture in condizione di non registrare più quei disagi che si
sono avuti quando - ad esempio non si è insediato il manager, o
per questioni di ordine finanziario è venuto meno ed è scaduto
il famoso rapporto temporaneo con questi signori, i quali da anni
svolgono questo servizio delicato.
Quindi, caro Assessore, non posso che dichiararmi insoddisfatto,
in quanto, obiettivamente, non possiamo considerare la questione
della vita degli ospedali della provincia di Trapani con questa
ormai assoluta temporaneità del personale in servizio, senza che
ci sia una prospettiva per quanto concerne anche il modo in cui si
vuole intervenire, tenendo conto delle esigenze dei vari reparti,
di tutte le strutture ospedaliere, non soltanto, quindi
dell ospedale di Salemi.
Dovremmo avere finalmente, anche da questo punto di vista, un
orientamento che tenga conto di cosa è una struttura ospedaliera,
non soltanto - ripeto - quella di Salemi, considerato che lei,
signor Assessore, ha successivamente elencato il modo in cui sono
state distribuite. Ciò fa intravedere che 72 unità vengono
utilizzate con questo tipo di incarico temporaneo in strutture
ospedaliere ed io credo che siano tutte importanti. Non esiste una
struttura ospedaliera che non sia importante in Sicilia e potremmo
andare anche oltre.
Quindi, mi permetto, non soltanto, di consigliare al Governo un
approfondimento della materia ma di intervenire in tempi brevi,
perché non possiamo, nel momento in cui ci interessiamo e dobbiamo
interessarci della vita, dell'efficienza di servizi come questi,
trovarci, ancora oggi, dinanzi a metodi che lasciano il tempo che
trovano
Non possiamo più accettare di trovarci ancora una volta in
Sicilia, dove parliamo di alta specializzazione, di investimenti
di un certo tipo, di rimodulazione di determinate politiche
sanitarie, con 72 infermieri con incarico trimestrale che cercano
di far fronte e di far funzionare nei vari reparti i servizi
infermieristici.
La mia dichiarazione di insoddisfazione è legata al fatto che
manca una programmazione e l'effettivo disagio che vivono queste
strutture, obiettivamente, mi porta a chiedere insistentemente di
fare qualcosa. Fate qualcosa per i nostri ospedali
PRESIDENTE Si procede con l'interrogazione numero 894:
Iniziative per far fronte all'attuale situazione di crisi
operativa del servizio di pronto soccorso dell'ospedale 'Abele
Ajello' di Mazara del Vallo , a firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la sanità,
premesso che:
- da circa 23 anni la dotazione organica del servizio di pronto
soccorso dell'ospedale 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo (TP) è
rimasta invariata;
- il numero di prestazione effettuate dal 1980 ad oggi è
raddoppiato ed il personale medico ed infermieristico, al fine di
garantire il servizio, ha sostenuto, negli anni, carichi di lavoro
particolarmente gravosi;
- tale situazione non permette un'adeguata assistenza ai pazienti
bisognosi di interventi urgenti, in quanto il servizio entra
facilmente in crisi specialmente in presenza di contemporaneità di
determinate urgenze o a causa del notevole flusso di utenza;
- la situazione è resa ancora più grave dal pessimo stato in cui
si trovano le ambulanze che dovrebbero assicurare un'attività
indispensabile e quanto complementare a quella di pronto soccorso;
- il pronto soccorso rappresenta un servizio di medicina di base
indispensabile;
per sapere:
- quali iniziative intenda intraprendere per far fronte
all'attuale situazione di crisi operativa del servizio di pronto
soccorso dell'ospedale 'Abele Ajello' di Mazara del Vallo;
- se intenda intervenire presso l'AUSL n. 9 di Trapani al fine
di potenziare la dotazione organica, nonché le apparecchiature
relative alla diagnostica.» (894)
Ha facoltà di parlare l onorevole interrogante per rispondere
all interrogazione.
ODDO Mi rimetto al testo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento
all'interrogazione numero 894, l'Azienda unità sanitaria locale n.
9 di Trapani all'uopo interpellata, ha fatto sapere relativamente
alla crisi operativa del pronto soccorso dell'ospedale di Mazara
si è ripetutamente intervenuti con il conferimento di incarichi a
tempo determinato, con i limiti della vigente pianta organica e le
occasionali difficoltà nel reperimento degli specialisti di
branca.
L'intervento strutturale che si sta predisponendo riguarda la
trasformazione di tutte le UU.OO. di pronto soccorso in UU.OO. di
medicina e chirurgia d'urgenza ed osservazione breve, con il
relativo adeguamento della pianta organica ai requisiti minimi
previsti dal disposto assessoriale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, egregio Assessore,
intanto mi sarei aspettato, lo dico francamente, che sulla
questione che riguarda lo stato delle ambulanze in quell'ospedale,
ci fosse stata una maggiore attenzione da parte degli uffici
dell'AUSL, che hanno evidentemente passato gli elementi per
rispondere all'interrogazione.
C'è molta distrazione, invece, su argomenti che noi riteniamo
assolutamente importanti. Un'ambulanza spesso non attrezzata bene,
in condizioni sicuramente fatiscenti, può costare la vita ad una
persona. Sappiamo bene cosa significa e, per la verità, non
abbiamo gridato e non ho gridato allo scandalo nel momento in cui
in quell'ospedale veniva a mancare il personale, le ambulanze si
trovavano in quello stato e da 23 anni non si fa niente per
mettere un punto a questa situazione e ripartire nel modo giusto.
Stiamo solo civilmente ponendo una questione che ha bisogno
dell'attenzione di un Governo che possa, caro Assessore,
dimostrare veramente che è capace di cambiare il volto di quella
struttura. Quella è una struttura che, peraltro, fa i conti con un
bacino, un utenza che supera i 120 mila abitanti; é una struttura
che fa i conti con tutto ciò che significa anche immigrazione
regolare; é una struttura che da 23 anni viene lasciata comunque
in condizioni assolutamente non ottimali, sia come personale, sia
come ambulanze e sia come personale medico.
Io potrei introdurre, evidentemente, in questi due minuti che mi
rimangono, argomenti che potrebbero più o meno fare rilevare che
non solo non ci siamo, ma che c'é veramente una incapacità
nell'affrontare le questioni, facendo anche una scala di priorità.
Certo, stabilire le priorità in una situazione di difficoltà non è
facile, ma bisogna farlo, siamo costretti a farlo perché,
evidentemente, non mi pare, caro Assessore, che questo Governo
riesca anche ad entrare nelle pieghe di una visione complessiva,
completa, esaustiva della situazione di certe strutture e che,
senza che nessuno ponga eventualmente la questione in Aula,
interviene per assicurare il pieno diritto alla salute.
Io lo dico non solo da oppositore, ma come deputato di questa
Assemblea, che pensa che sia giusto provare a chiedere a voi di
fare ancora meglio, perché é assolutamente sconcertante arrivare,
visitare quella struttura e guardare che ancora oggi ci sono
problemi per il personale che va sull ambulanza, per l'ambulanza
che ha un problema meccanico, per qualcosa che non funziona anche
dal punto di vista delle apparecchiature di primo intervento - lei
che è medico sa di che cosa parlo, non c'é bisogno che lo dica io,
che faccio un altro mestiere -.
Questo è lo stato, non sto drammatizzando, Presidente, sto
dicendo come realmente vive da 23 anni quella struttura
ospedaliera. Non mi si può venire a dire che con l'assunzione,
anche temporanea, risolviamo il problema, lì, con l'assunzione
temporanea del personale infermieristico, non risolviamo niente.
Il Governo metta mano, capisca che c'é da intervenire, che c'é da
comprare apparecchiature, che c'é da sostituire ambulanze, che c'é
da fare una politica che non trasferisca soldi da una realtà ad
un altra, pur se evidentemente si richiamano le leggi che lo
prevedono - ci mancherebbe altro, perché spesso si risponde che le
leggi lo prevedono - ma in queste ore, caro assessore, dove si
dice, bene, dall azienda x all azienda y passano 16, 20, 25
miliardi e non si fanno i conti con le esigenze, invece, di una
provincia e di tante strutture, mi pare ovvio che c'é un grossa
contraddizione, perché abbiamo ancora oggi standard qualitativi
bassi, strutture che non offrono il livello evidentemente di
garanzia. Non si entra nell Ospedale di Mazara sicuri di potere
uscire, come sarebbe giusto
Quindi, la mia insoddisfazione, caro Presidente, è dettata
proprio dal fatto che forse sarebbe bene che l'assessore Cittadini
si recasse a visitare - forse lo ha fatto, ed in tal caso mi fa
piacere - alcune strutture della nostra realtà regionale, perché
se il nostro Servizio sanitario regionale deve continuare a
funzionare in questa maniera, siamo veramente nei guai
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 906 Interventi per
garantire la funzionalità del Reparto di Pediatria dell'ospedale
di Alcamo (TP) , dell onorevole Papania. Per assenza dall Aula del
firmatario, la stessa si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 911 Notizie sulla mancata
corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti dell'Azienda
ospedaliera Civico 'Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo , a
firma degli onorevoli Guerrieri, Vitrano, Barbagallo, Tumino e
Zangara. Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
la sanità, premesso che:
- è stata data comunicazione alla stampa da parte del
Direttore generale dell'Azienda ospedaliera Civico
'Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo, che
l'Azienda non potrà procedere al pagamento delle
retribuzioni di dicembre e della tredicesima
mensilità ai dipendenti, a causa della mancata
disponibilità finanziaria conseguente all'avvenuta
erogazione dei fondi per il pagamento dei servizi
del 118;
per sapere se sia stato dato esplicito mandato al
Direttore generale per procedere all'erogazione in
favore del Servizio 118 e se, in questo caso, sia
stata data esplicita autorizzazione per procedere
allo storno delle risorse utili al pagamento delle
retribuzioni>>. (911)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all interrogazione..
CITTADINI assessore per la Sanità. In riferimento
all'interrogazione in oggetto si comunica che non è stata
data nessuna autorizzazione all'Azienda Ospedaliera Civico
'Maurizio Ascoli e Di Cristina' di Palermo a stornare somme
da un capitolo all'altro.
In riferimento alla problematica dei servizi del 118 si
comunica che sono state fatte delle riunioni che hanno di
fatto sbloccato il pagamento a decorrere dal 1 gennaio
2003.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Vitrano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall Assessore.
VITRANO Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 917
Iniziative per il rilancio ed il potenziamento
dell ospedale di Alcamo (Trapani) , a firma dell'onorevole
Oddo. Ne do lettura:
<<All'Assessore per la sanità, premesso che:
- la riorganizzazione della rete ospedaliera ha di
fatto penalizzato la provincia di Trapani, con un
metodo di riclassificazione delle sue strutture che
porta ad una loro irreversibile crisi;
- tra gli ospedali maggiormente penalizzati c'é
quello di Alcamo, che tuttavia si trova in una
posizione di grande importanza come bacino d'utenza
e punto di riferimento tra le province di Trapani e
Palermo;
- alla qualità dei servizi offerti dalla struttura
ospedaliera è stata preferita l'applicazione pseudo
ragionieristica del rapporto abitanti-posti letto,
per giunta calcolato in maniera incomprensibile,
rischiando di condurre alla 'declassificazione' del
nosocomio;
- all'interno di tale struttura ci sono notevoli
professionalità che consentono di garantire servizi
di alta qualità specialistica, come riconosciuto
nell'intero territorio siciliano ed anche a livello
nazionale con attestati di stima nei confronti della
sua classe medica;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere
per scongiurare il pericolo di un'evidente
penalizzazione di una struttura ospedaliera che
invece deve essere potenziata nei suoi settori
migliori, nell'ambito di un progetto complessivo di
rilancio della rete ospedaliera della provincia di
Trapani>>. (917)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all interrogazione.
CITTADINI assessore per la Sanità. La riorganizzazione
della rete ospedaliera ha, di fatto, penalizzato la
provincia di Trapani. Io ritengo che la provincia di
Trapani abbia i migliori sette ospedali di tutte le
province di Sicilia.
In riferimento all'interrogazione parlamentare n. 917,
la citata Azienda Unità sanitaria locale n. 9 di Trapani,
all'uopo interpellata, ha fatto sapere che è ferma
intenzione dell'Azienda stessa mantenere ed incrementare
gli standard funzionali di attività del presidio
ospedaliero di Alcamo, nel quale è stato quasi completato
l'intervento di ristrutturazione ed anche tecnologico.
Il progetto aziendale prevede inoltre l'attivazione di
una unità di diabetologia, di dialisi, di lunga degenza e
di riabilitazione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall Assessore.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
di quanto dichiarato dall'Assessore. Vorrei, solo per un
attimo, richiamare l'attenzione su un punto che riguarda
l'ospedale di Alcamo. Ho sentito, poco fa, anche le
risposte dell'Assessore alle interrogazioni di altri
colleghi, credo che, per certi versi, si possa anche essere
soddisfatti, però c'è un punto, Assessore, che vorrei
segnalarle e si tratta del fatto di non cercare nelle varie
strutture ospedaliere - questo lo dico perché evidentemente
la visione organica ce l'ha lei, io forse ce l'ho meno, e
mi pare ovvio - di non ritagliare dalle varie branche
specialistiche pezzi per comporre altri mosaici. Non so se
mi sono spiegato; se non mi sono spiegato vado avanti, ma
lei sorride e quindi presumo che abbia capito bene. Perché,
se cominciamo con la politica che ritaglia pezzi a destra e
pezzi a manca noi non vogliamo fare i conti con il
territorio, non vogliamo fare i conti con quanto in alcune
strutture funziona, ed anche bene, e non c'è bisogno di
andare a guardare i DRG, che sono comunque indicativi, ma
c'è solo bisogno di chiedere con una telefonata, spesso,
come alcune branche specialistiche possano avere
all'interno bravi medici.
Concludo dicendo che sono parzialmente soddisfatto
rispetto a quanto lei ha affermato, ma ho la sensazione che
ci sia il tentativo e un po' la voglia di gestire la sanità
con la logica di far contenti alcuni.
Dobbiamo stare molto attenti, lo dico prima di tutti a
me stesso; molto attenti Perché il ritagliare, il toccare,
il muovere, il mettere in mezzo possibilmente argomenti che
fino ad oggi sono stati bene affrontati con sperimentazioni
assolutamente interessanti possono provocare sicuramente
una mancata efficienza di un servizio che noi, per esempio
in quella realtà alcamese, prestiamo da tempo ed in maniera
ottimale.
Mi riferisco ad alcuni interventi che riguardano
evidentemente la specialistica, anche per casi che lei
sicuramente avrà seguito: interventi specialistici che
riguardano l'apparato digerente, interventi specialistici
che riguardano evidentemente particolari patologie, sempre
dell'apparato digerente. Credo che una attenzione maggiore
da parte del Governo e da parte dell'assessore Cittadini
sull'ospedale di Alcamo, e su come evidentemente si
affronta la questione del modo in cui spesso si mettono in
difficoltà reparti interi, sia una buona cosa.
Nel prenderne atto, signor Presidente, concludo dicendo
che, rispetto a quanto l'assessore Cittadini ha detto prima
ed ora, c'è comunque da sperare bene per quanto concerne le
parti che guardano a potenziare quella struttura e che
guardano soprattutto a mettere in rilievo le
professionalità che all'interno di quella struttura
agiscono.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 929
Iniziative per porre rimedio alla grave esposizione
debitoria delle strutture sanitarie pubbliche della
Sicilia , dell onorevole De Benediciti. Per assenza
dall Aula del firmatario, la stessa si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
.
Si passa all'interrogazione n. 940 'Notizie sui
risultati del monitoraggio della Commissione regionale di
cardiochirurgia sull'Unità operativa di cardiochirurgia
dell'Azienda ospedaliera 'Papardo' e iniziative urgenti per
il potenziamento di tale Unità', a firma dell'onorevole
Beninati. Ne do lettura:
<<All'Assessore per la sanità, premesso che:
- nei giorni di dicembre dell'anno 2002 su organi di
stampa sono state diffuse notizie circa il
monitoraggio dei Centri regionali di
cardiochirurgia, da parte della Commissione
regionale presieduta dal dott. Mauro Abate;
- è stata monitorata anche la situazione della
cardiochirurgia dell'Azienda ospedaliera 'Papardo',
analizzando come riferimento l'anno 2001;
considerato che:
- l'attività di cardiochirurgia nell'Ospedale Papardo
è iniziata ufficialmente il 23 ottobre 2000, con
Direttore il dott. Gula;
- al 4 giugno 2001 erano stati effettuati 28
interventi chirurgici con un tasso di mortalità pari
al 23 per cento;
- in data 5 giugno 2001 è stato chiamato a dirigere
l'Unità operativa di cardiochirurgia il dott. V.
Mazzei, della scuola di cardiochirurgia di Chieti,
imprimendo una netta inversione di tendenza sugli
interventi eseguiti, che al 31 dicembre 2001 si
attestavano a 98, triplicando in sei mesi quanto
fatto precedentemente;
- dal 31 gennaio 2002 a tutto il mese di novembre 2002
sono stati effettuati ulteriori 195 interventi
cardiochirurgici;
- nel complesso, con l'arrivo all'Azienda ospedaliera
'Papardo' del dott. Mazzei, ad oggi sono stati
eseguiti poco meno di 300 interventi e precisamente
293 interventi cardiochirurgici (congeniti adulti,
coronarici valvolari, aneurismi dell'aorta
ascendente) con mortalità globale dell'1,2 per
cento;
- dei 293 interventi suddetti 242 sono stati
rappresentati da by-pass coronarici isolati, (116 di
questi, pari al 48 per cento circa, effettuati a
cuore battente);
- i numeri dimostrano, senza alcun dubbio, la grande
capacità e professionalità che non può non
riconoscersi al Direttore dell'Unità operativa di
cardiochirurgia dell'Azienda ospedaliera Papardo;
ritenuto che:
- l'Unità operativa di cardiochirurgia dell'Azienda
ospedaliera di contro viene supportata soltanto da 3
cardioanestesisti, con responsabile la dott.ssa
Zucchetti, che solo da pochi mesi sono stati
integrati di una unità ancora in training di
apprendimento;
- detto numero è certamente esiguo per assicurare
anche la minima copertura di tutte le guardie
settimanali in TIPO (Terapia intensiva post-
operatoria), al punto di dover ricorrere all'ausilio
di alcuni cardiochirurghi disponibili ad effettuare
le guardie vacanti;
- detta carenza inequivocabile, già evidenziata dalla
Direzione generale dell'Azienda all'Assessorato
regionale della sanità nell'ottobre 2001 e
nuovamente nel marzo-aprile 2002, ad oggi non ha
sortito alcun intervento risolutivo per la modifica
dei posti in pianta organica ed per la creazione di
un servizio interdipartimentale di cardioanestesia e
rianimazione con almeno 8 operatori;
- inoltre detta carenza provoca l'inattività della
seconda sala operatoria che, se attivata,
consentirebbe di operare a pieno regime e, quindi,
di soddisfare il fabbisogno cardiochirurgico
dell'intera provincia e le tantissime richieste
extra-provinciali, purtroppo inevase, per un totale
di circa 600 interventi l'anno;
per sapere se intenda:
- valutare attentamente, per quanto sopra esposto, i
dati ed i risultati raggiunti dalla Commissione
regionale di cardiochirurgia che, se letti così come
sembra siano stati prodotti, limitandoli all'anno
2001, non rispecchiano assolutamente la verità per
quanto riguarda l'attività svolta dal mese di giugno
del 2001 ad oggi nell'Azienda ospedaliera Papardo
dall'Unità operativa di cardiochirurgia, in
particolare dall'arrivo del nuovo direttore, dott.
Mazzei;
- intervenire in maniera risolutiva ed in brevissimo
tempo per potenziare il servizio di cardioanestesia
e rianimazione dotandolo di almeno 8 unità ed
istituire un servizio interdipartimentale di
cardioanestesia e rianimazione;
- vista la numerosa e qualificata operosità dell'Unità
operativa emodinamica diretta dal dott. Grassi,
istituire un dipartimento medico-chirurgico di
cardiologia>>. (940)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all' interrogazione.
CITTADINI assessore per la Sanità. Signor Presidente,
l interrogazione riguarda l'ospedale Papardo di Messina,
dove è stato attivato un servizio di cardiochirurgia di
alto profilo professionale, che ha cambiato il volto
dell'Azienda, in assenza, tuttavia, di un'anestesia di
supporto adeguato, nel senso che vi è solo un servizio di
anestesia e noi abbiamo istituito, in un primo tempo, una
seconda unità di Anestesia e Rianimazione con un organico
costituito da un direttore di struttura complessa e 6
dirigenti medici, di cui 3 di nuova istituzione, mediante
la trasformazione di posti vacanti, e 4 da coprire mediante
mobilità interna dalla preesistente U.O. di Anestesia e
Rianimazione.
Su tale atto deliberativo, in sede di valutazione
tecnico-sanitaria, questo Assessorato espresse il proprio
avviso con il quale venivano evidenziati alcuni elementi di
criticità che non consentivano l'espressione di una
valutazione positiva sull'atto in questione.
Con nota del 22 gennaio 2002, protocollo n. 89, il
Direttore Generale dell'Azienda forniva esaurienti ed
esaustive motivazioni sulle scelte operate e chiariva che
con l'assetto organizzativo proposto sarebbe stato
possibile garantire un adeguata assistenza
cardioanestesiologica e cardiorianimatoria ai pazienti,
consentendo così il completo avvio delle attività di
cardiochirurgia.
Sulla base dei chiarimenti pervenuti, questo
Assessorato ha ritenuto superate le criticità in precedenza
evidenziate e, pertanto, con nota del 19 marzo 2002 ha
espresso una valutazione tecnico-sanitaria favorevole
sull'atto deliberativo n.1468/01 sopra citato e, di
conseguenza, l Unità del Papardo dispone di una seconda
unità di anestesia e rianimazione, soprattutto funzionale
alla cardiochirurgia che vi opera.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
BENINATI Signor Presidente, onorevole Assessore, io
ringrazio e desidero intervenire perché sono un po' in
controtendenza con gli interventi fatti in questa sede,
perché mi ritengo soddisfatto.
Siccome chi è intervenuto prima di me si è dichiarato
insoddisfatto, io desidero esprimere la mia soddisfazione
alla risposta. Devo dire, e questo un po mi dispiace. di
aver sentito in molti interventi di tanti colleghi, i quali
forse non ricordano bene che, da qualche anno a questa
parte, in questo caso l'assessore Cittadini - ma poteva
essere chiunque altro - in poco tempo (perché un anno o due
anni sono poco tempo rispetto a decenni di manchevolezze
nel settore della sanità nella Regione Sicilia) -, avrebbe
dovuto risolvere tutti i problemi, anzi in questa sede
continuamente si fa carico all'Assessore di risolvere tutte
le cose di qualunque tipo, dimenticandosi che in effetti la
gestione della sanità è affidata all'Assessorato, ma ci
sono i direttori sanitari, i manager, i direttori
amministrativi che hanno avuto ampia delega dall'assessore
Cittadini.
Quindi oggi riconosco che il decentramento, che un po'
tutti chiediamo, è stato fatto e forse è stato uno dei modi
per migliorare il rapporto col territorio.
Il mio intervento non è a difesa, ma vuole essere
principalmente su di un tema così delicato, qual è un
problema che negli anni si era cercato di risolvere e un
po' per diversi motivi, e in particolare per la
cardiochirurgia e l'anestesia collegata alla
cardiochirurgia che è ben altra cosa, c'erano delle forze
interne, non so quali esse siano, che impedivano questa
accelerazione di un'anestesia al servizio della
cardiochirurgia che è ben altra cosa dell'anestesia
normale. Quindi io ringrazio di questo atto. Stiamo
parlando di una cardiochirurgia che, nella città di Messina
come in altre città della Sicilia, è all'avanguardia. E' un
settore che funziona molto bene, che potrebbe andare ancora
meglio solo se fosse dotato di anestesisti adatti alla
cardiochirurgia; cosa che, in effetti, non era così.
Dovete pensare che si tratta di una struttura che
faceva in due anni circa 280 interventi, tra cui un 50 per
cento a cuore aperto, e aveva sì e no tre anestesisti;
ebbene, ringrazio l'Assessore che ha preso a cuore questo
problema, perché è ovvio che il manager ha fatto la sua
parte, ma che quando arrivava all'Assessorato trovava
sempre un ostacolo. Quindi lo ringrazio perché è
intervenuto in un settore che forse potrà dare delle
risposte a chiunque, per salvare la vita.
PRESIDENTE Si passa all interpellanza n. 76
Istituzione di un Osservatorio sanitario a Biancavilla per
la diagnosi precoce delle patologie broncopolmonari dovute
a inquinamento ambientale da fibre aerodisperse di
fluoroedenite , dell onorevole Moschetto 706. Per assenza
dall Aula del firmatario e non sorgendo osservazioni,
dispongo che verrà data risposta scritta alla interpellanza
n. 76.
Si passa alla interpellanza n. 88 Provvedimenti circa
l'installazione di un'antenna-ripetitore nella zona
'Calvario' di Alessandria della Rocca , degli onorevoli
Capodicasa, Speziale, Cracolici ed altri. Per assenza
dall Aula del firmatario e non sorgendo osservazioni,
dispongo che verrà data risposta scritta alla interpellanza
n. 88.
Si passa alla interrogazione n. 1002:. Notizie circa
le misure adottate per lo studio delle cause dell'elevata
incidenza di tumori e di malformazioni congenite nella
popolazione dell'area di Augusta-Melilli-Priolo ,
dell onorevole De Benedictis. Per assenza dall Aula dei
firmatari, la interrogazione n. 1002 si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione n. 1011 Modifica del
decreto dell'Assessore per la sanità del 7 agosto 2002
recante 'Determinazione dei posti letto e delle rette in
residenze sanitarie assistite per anziani non
autosufficienti e disabili' , dell onorevole Barbagallo.
Per assenza dall Aula dell interrogante, la stessa si
intende presentata con richiesta di risposta scritta.
Si passa allo svolgimento dell interrogazione n. 1030
Iniziative circa i ritardi nei pagamenti delle prestazioni
sanitarie erogate in forma indiretta da parte della Ausl n.
6 di Palermo , a firma dell'onorevole Giannopolo.
Ne do lettura:
<<All'Assessore per la sanità, premesso che:
- l'art. 2 della legge regionale n. 88 del 1980 ha
previsto la possibilità di erogare in forma
indiretta le prestazioni sanitarie, farmaceutiche,
diagnostiche, dietetico-medicamentose, nonchè i
presidii terapeutici nei casi in sui siano giudicati
'indispensabili e insostituibili alla tutela della
salute del cittadino';
- a seguito della legge regionale n. 88 del 1980 molte
strutture accreditate erogano le prestazioni in
forma indiretta su conforme parere del servizio
tecnico dell'Azienda sanitaria locale;
- il comma 3 del suddetto art. 2 prevede inoltre che
il pagamento delle relative spese debba avvenire
entro e non oltre il sessantesimo giorno dalla
richiesta dell'avente diritto;
considerato che:
- i centri autorizzati dall'Ausl n. 6 di Palermo
all'erogazione di prestazioni salvavita, quali
quelle di emodialisi, devono percepire il rimborso
delle spese relative al mese di giugno 2002, e
quindi abbondantemente oltre i sessanta giorni
previsti dalla legge;
- i centri autorizzati alle prestazioni sanitarie in
forma indiretta hanno più volte diffidato l'Ausl n.
6 a provvedere ai pagamenti pena l'attribuzione
degli interessi legali maturati e la sospensione
delle prestazioni, con grande danno per i pazienti;
per sapere:
- se non ritenga opportuno accertare in tempi rapidi
la situazione relativa ai ritardi nei pagamenti
dell'Ausl n. 6 di Palermo delle prestazioni erogate
in forma indiretta, ai sensi della legge regionale
n. 88 del 1980;
- se non ritenga opportuno diffidare il Direttore
generale dell'Ausl n. 6 dal continuare a perseguire
una sostanziale omissione di quanto prevede la legge
in ordine alla perentorietà dei pagamenti per le
prestazioni erogate in forma indiretta, anche allo
scopo di evitare riflessi negativi sull'utenza e
danni patrimoniali per l'Azienda sanitaria locale in
questione>>. (1030)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all interrogazione.
CITTADINI assessore per la Sanità. I ritardi non
riguardano soltanto i pagamenti delle prestazioni in forma
indiretta, ma riguardano tutti i pagamenti. Purtroppo, la
situazione finanziaria è stata ampiamente sviscerata dai
giornali in questi giorni; la si conosce bene, a meno che
non si voglia parlare della ex indiretta, relativa a
prestazioni di radioterapia, che non sono previste in
nessun prontuario, né regionale né nazionale, e che dunque
non possono essere, a norma di quanto stabilito
dall'Avvocatura dello Stato e dalla Corte dei Conti,
oggetto di rimborso.
A parte il fatto che la dizione "salvavita" applicata a
queste prestazioni è una dizione assolutamente impropria, i
trattamenti salvativi e medicina sono soltanto la dialisi e
la rianimazione. A parte questo, noi abbiamo comunque
tempestivamente, come abbiamo comunicato oggi alla VI
Commissione legislativa, aggiornato il prontuario
terapeutico, immettendo in questo le prestazioni di
radioterapia; è stato mandato già il prontuario terapeutico
nuovo aggiornato alla Gazzetta Ufficiale. Pensiamo che da
questo venerdì o, al massimo, dal prossimo, queste
prestazioni saranno incluse nel prontuario e, dunque, da
questo momento rimborsabili.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall Assessore..
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevole Assessore, a me
dispiace non fare cosa gradita all'onorevole Beninati se
ripeto la formula, che si può ritenere di rito, se si
vuole, di non ritenermi soddisfatto perchè, in verità,
l'Assessore non ha risposto.
Onorevole Assessore, nell interrogazione io parlo
esplicitamente della emodialisi e mi riferisco all'articolo
2, comma 3, della legge n. 88/80, che recita testualmente:
"il rimborso delle relative spese da parte della competente
Unità sanitaria locale avviene al costo, su richiesta
dell'avente diritto, documentata e corredata da fatture
debitamente quietanzate entro e non oltre il sessantesimo
giorno".
Questo "entro e non oltre" è del tutto evidente che
determina una condizione di perentorietà e,
nell interrogazione, al secondo punto si dice: "considerato
che i centri autorizzati dalla Ausl n. 6 di Palermo
all erogazione di prestazioni salvavita, quali quelle di
emodialisi, devono percepire ancora ..." e via di seguito.
Non è vero, Assessore, che la situazione è chiara. Io spero
che, nel pranzo di oggi, lei, l'assessore Pagano e
l'onorevole Leontini vi siate chiariti - come dire - così
come stanno le cose, se ha ragione lei o se ha ragione
l'assessore Pagano. In ogni caso, chi dovesse avere ragione
o dovesse avere torto, spero solo che il conto, veramente,
l'abbiate fatto pagare all'onorevole Leontini e non abbiate
stabilito di farlo pagare a qualche altro, almeno stando
alle dichiarazioni dell'assessore Pagano rilasciate
nell'intervista di oggi. La situazione, però, davvero non è
per niente chiara, Assessore. C'è qui un turbinio di
cifre, di confusione, anche di modi di parametrare i debiti
e le passività. C'è una confusione tra la cassa e la
competenza che davvero ci preoccupa, perché intanto fa
capire che questa Regione non è in grado di sapere quanto,
cosa, come e dove spende nel settore della sanità e non è
in grado di capirlo, anche perché soprattutto le sue
strutture periferiche hanno alimentato, nel corso di questi
anni, questa condizione, per cui la spesa sanitaria ormai
in Sicilia è al di fuori di ogni controllo.
Capisco che lei si trova a dovere fare i conti con un
compito anche immane ed ingrato e, tuttavia, la questione
che qui viene posta è il rispetto di una norma di legge,
per cui, superati i 60 giorni, è certo che possono scattare
interventi sostitutivi o interventi sanzionatori a carico
della pubblica amministrazione, a carico di coloro i quali
si rendono morosi rispetto a questo tipo di prestazione.
Voglio dire ciò perché questa questione è una delle
priorità a cui, comunque, tra i tanti creditori, l Ausl
sicuramente deve fare fronte.
Vorrei ricordare che l'articolo 30 della legge
finanziaria di quest'anno ha stabilito, ancora una volta,
quale deve essere l'ordine di priorità nei pagamenti verso
i creditori del sistema sanitario regionale.
Le prestazioni salvavita lei poi le vuole definire in
un altro modo? Bene, si modifichi la legge Si modifichi
l'articolo 2 della legge n. 88 del 1980 E' tempo di farlo
Ma, allo stato attuale, è quella legge che deve essere
applicata ed anche le sue modifiche ed integrazioni.
Ora, lei, Assessore, non ha risposto; lei non ha
risposto in merito alle tante ingiustizie, alle tante
sperequazioni, alle tante discrezionalità che cominciano ad
essere, anche, qualche cosa di pesante, di cui è infarcita
la gestione della sanità, soprattutto nella provincia di
Palermo.
Bisogna mettere mano radicalmente alle questioni, prima
che tutto il sistema venga travolto e, nel travolgere il
sistema, non vi è ombra di dubbio che ad essere travolti
saranno innanzitutto gli utenti ed i cittadini.
Per questo motivo, a me dispiace, signor Presidente,
entrare in conflitto con il professore Cittadini, perché
alla luce anche della scontata distinzione tra carica
politica e meriti professionali sono sicuro che i meriti
professionali del professore Cittadini alla fine
supereranno sicuramente anche quelli politici, però, caro
assessore Cittadini, credo che lei abbia bisogno di
meditare e di riflettere più attentamente sul destino
della sanità in Sicilia e di introdurre delle correzioni
profonde, delle innovazioni radicali, senza le quali sarà
difficile poterne venire a galla.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 1033
Verifica dell'incidenza di patologie tumorali nella
provincia di Trapani , dell onorevole Oddo. Per assenza
dall Aula del firmatario, la stessa si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1045 Iniziative per
garantire un adeguato livello qualitativo del servizio
sanitario nei piccoli centri della Sicilia , a firma
dell'onorevole Raiti. Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- da tempo le istituzioni e i cittadini residenti
nella Sezione territoriale di Paternò-Biancavilla-
AdranoBelpasso e Ragalna rivendicano il diritto alla
salute che lo Stato e la Regione devono assicurare
indipendentemente dal luogo e dalla densità di
popolazione esistente;
- il dato, tristemente noto, degli ultimi anni è
quello del disservizio sanitario soprattutto nei
piccoli centri, ulteriormente aggravato in seguito
alla soppressione dei pochi servizi esistenti,
mantenuti da personale medico e paramedico che solo
con la propria professionalità ed esperienza riesce
a dare assistenza ed a portare soccorso in tempi
rapidi laddove si verificano eventi patologici gravi
riuscendo a salvare molto spesso la vita;
- ai tagli sanitari 'necessari' per salvare l'economia
del Paese sono stati 'affiancati' finanziamenti per
costruire e supportare 'cattedrali nel deserto'
come:
1) l'Ospedale nuovo di Biancavilla in Sicilia,
costruito e lasciato in preda ai vandali;
2) il padiglione attiguo alla Pediatria, nell'Ospedale
di Paternò, costruito da quasi trent'anni nel quale
mai nessuno ha messo piede;
3) i fitti delle strutture sanitarie, pagati
immotivatamente perché avrebbero potuto essere
allocate nella rete immobiliare delle Aziende unità
sanitarie locali;
4) le attrezzature sanitarie funzionanti dismesse con
la giustificazione che sarebbero state rimontate
altrove e che finora giacciono smontate in balia
della polvere e destinate all'autodistruzione, (come
ad esempio la radiologia telecomandata di Adrano);
5) le apparecchiature esistenti, guaste da qualche
anno e non ancora riparate, proprio in quei Servizi
dove, contemporaneamente, si sta pagando la
specialistica convenzionata;
6) l'assunzione, da parte dei managers, di consulenti
professionisti in qualità di 'esperti' per ricoprire
ruoli che non apportano nessun beneficio all'utenza;
- non esiste un monitoraggio dell'attività
'intramoenia' per verificare a danno di chi e a
vantaggio di chi viene svolta;
- risulta che le Cooperative che hanno in appalto i
servizi di pulizie non forniscono ai loro dipendenti
il materiale per potere effettuare il lavoro
necessario per garantire l'igiene indispensabile;
per sapere:
- quali provvedimenti urgenti il Governo regionale
intenda assumere al fine di garantire la qualità dei
servizi sanitari nei piccoli centri;
- quali provvedimenti si intendano attivare al fine di
accelerare l'istituzione del PTE al fine di avviare
un processo di equa distribuzione delle risorse
nelle zone dove sono assenti, o rischiano di cessare
di esistere, le strutture indispensabili per la
tutela dei diritti del malato;
- quali misure siano state predisposte o saranno
attuate dalla Regione siciliana, ed in particolare
dall'Assessorato Sanità, per tutelare il diritto
alla salute di tutti i cittadini ed in tutto il
territorio dell'Isola;
- se non ritengano opportuno avviare le opportune
indagini conoscitive al fine di verificare la
legalità di tutte le attività svolte all'interno
delle strutture sanitarie della zona>>. (1045)
Ha facoltà di parlare l onorevole assessore per
rispondere all'interrogazione.
CITTADINI assessore per la sanità. Si è proceduto al
riassetto della Rete ospedaliera con la Delibera di Giunta
135 del 4 maggio 2003 con cui si è introdotto
nell'organizzazione sanitaria della nostra Regione un nuovo
modello di Ospedale di Comunità per sopperire alle esigenze
del bacino servito, cioè una struttura che garantisca la
funzione ambulatoriale per almeno 12 ore al giorno, un
numero adeguato di posti letto per ricoveri ordinari e
diurni per acuti oltre a posti letto per post-acutiae e
lungo degenza e posti letto per riabilitazione, definendo
in tal modo un percorso assistenziale completo e prevedendo
la possibilità di una struttura aperta anche per i medici
di medicina generale e specialisti, e si è prevista altresì
l'attivazione dell'ospedalizzazione domiciliare e
dell'assistenza domiciliare integrata.
Contestualmente si sta procedendo al riassetto della
rete delle guardie mediche e dei punti di emergenza
territoriale, tenendo conto che la rete del 118 nella
Regione Siciliana prevede 145 ambulanze, tutte
medicalizzate, di cui 25 di rianimazione e con dotazioni
tecnologiche molto simili a quella dell'ambulanza di
rianimazione, ma che devono essere gestite da medici di
guarda medica che abbiano superato il corso di formazione
in emergenza.
Sono state assunte dall'attuale Governo numerose
iniziative per tutelare il diritto alla salute dei nostri
cittadini e per evitare i tanti tristemente noti viaggi
della speranza.
Sono stati previsti interventi per l'adeguamento
tecnologico-strutturale e per il completamento delle
strutture ospedaliere oltre alla creazione e
all'adeguamento della rete ambulatoriale pubblica e della
residenza sanitaria assistita utilizzando i fondi
dell'articolo 20, legge 67/88.
Tra detti interventi sono stati stanziati 34 miliardi
per l'adeguamento dell'Ospedale di Biancavilla e per
interventi del territorio e 18 miliardi per l'adeguamento
dell'Ospedale di Paternò.
Per quanto concerne il comune di Ragalna è pervenuta
una richiesta da parte del Sindaco per istituire un punto
di emergenza territoriale ma l'azienda USL n. 3 non ha
ancora formulato adeguate proposte al riguardo.
Io credo che tutta la materia sia in rielaborazione,
soprattutto quella che riguarda il territorio della zona di
Catania.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, mi
dichiaro non soddisfatto perché l'onorevole Assessore ha
fatto un quadro delle azioni che sono state intraprese nel
corso degli ultimi mesi, come l'approvazione della nuova
rimodulazione della rete ospedaliera e di altre cose in via
generale che, in qualche maniera, toccano di striscio
l'interrogazione proposta. Perché l'interrogazione,
onorevole Assessore, partiva da quei presupposti che sono
stati affrontati nella mia risposta, che tra l'altro sono
oggetto di una valutazione, come certamente lei sa,
assolutamente negativa da parte di tutte le forze politiche
del centro sinistra, perché non condividono molte delle
cose che sono state fatte come scelte politiche in questi
mesi, ma l interrogazione che noi stiamo esaminando
prevedeva di avere una serie di risposte specifiche.
Il nuovo ospedale di Biancavilla è stato lasciato ai
vandali, è stato costruito, sono state spese delle somme ed
è stato danneggiato perché non era utilizzato. Chi paga
tutti i danni che si sono verificati? Di chi sono le
responsabilità di questa custodia? Di ciò non si ha alcuna
risposta.
Nel padiglione attiguo alla Pediatria dell'Ospedale di
Paternò, che è stato costruito da quasi trent'anni, nessuno
vi ha mai messo piede. Che vogliamo fare per riutilizzarlo?
Lo vogliamo riconvertire? Lo vendiamo? Lo affittiamo e così
via? E così tutta una serie di altre domande specifiche.
Ci sono sei punti che affrontano delle questioni
specifiche in maniera analitica; sarebbe stato opportuno
che si rispondesse dettagliatamente all'atto ispettivo in
questa direzione. Ma, al di là di questo, prendiamo atto
che ciò non è stato fatto.
Mi auguro, onorevole Assessore, che, siccome siamo in prossimità
della scadenza dei contratti dei manager e dei direttori, su
queste cose si faccia opportuno accertamento in maniera tale che
il Governo possa valutare, così come è previsto dalla legge, con
dati obiettivi e certi, sul miglioramento dei servizi, sulla
economicità, sulla trasparenza dell azione dei manager, e, sulla
base di accertamenti specifici, se riconfermare o meno il manager,
perché non vorrei, così com è accaduto nel recente passato - che
le griglie di valutazione poste alla base della scelta
discrezionale, ma sempre volute dal Governo, siano totalmente
disattese.
Non si affrontano queste problematiche specifiche che non sono
assolutamente preminenti nella direzione di garantire il diritto
alla salute dei cittadini, ma certamente sono delle problematiche
che devono essere fortemente valutate per poter mettere finalmente
mano con serietà al risparmio e alla gestione razionalizzata delle
risorse della sanità. Se così non facciamo, il deficit che lei e
il Governo vi troverete ad affrontare, anno dopo anno, certamente
aumenterà, non diminuirà mai. E non serviranno i ticket ad aiutare
le casse regionali.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1057 Interventi a
favore dell'associazione di assistenza ai tossicodipendenti 'Casa
famiglia Rosetta' , a firma dell'onorevole Speziale.
Non essendo l'onorevole Speziale presente in Aula,
l'interrogazione si intende trasformata con richiesta di risposta
scritta.
Per assenza dall Aula del firmatario, le interrogazioni n. 1060
Potenziamento dell'organico di ostetricia dell'AUSL n. 9 di
Trapani , n. 1061 Iniziative per dotare l'ospedale San Vito Santo
Spirito di Alcamo e n. 1062 Provvedimenti per ridurre i tempi di
attesa per poter effettuare l'esame 'Doppler' presso l'Azienda
ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani , a firma dell'onorevole
Oddo, si intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1069 Provvedimenti urgenti per
evitare la costituzione di discariche abusive , a firma
dell'onorevole Raiti.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento a questa
interrogazione si rappresenta che l'AIAS, sezione di Acireale, in
data 19 maggio 2003, ha lasciato i locali dell'ospedale di
Randazzo e, quindi, si è trasferita nei locali della sezione sita
in via Carmine n. 76, adeguati secondo gli standard regionali.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno.
RAITI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1069 Provvedimenti
urgenti per evitare la costituzione di discariche abusive , a
firma degli onorevoli Raiti ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento alla
interrogazione numero 1069, l'AUSL n. 3 - Settore di igiene
pubblica, assistenza sanitaria in ambienti di vita e lavoro -
all'uopo interpellata in relazione alla presenza di discariche
abusive nelle zone di San Giovanni La Punta, Gravina, Trecastagni
e Pedara, ha fatto sapere che, allo stato attuale, le analisi
effettuate sulle acque enunciate in queste località ed in quelle a
valle delle stesse, non presentano discrepanze che possono essere
imputate alla presenza di inquinanti nelle discariche abusive
sopra elencate.
Tuttavia la stessa Azienda fa sapere che, se durante la già
intensificata attività di controllo delle acque destinate al
consumo umano dovessero emergere delle difformità inerenti alla
presenza di sostanze tossiche o inquinanti, l'Azienda avrà cura
di intervenire tempestivamente.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Per assenza dall Aula del firmatario,
l'interrogazione n. 1082 Liquidazione delle spettanze agli
operatori del servizio ADI dell'ASL di Agrigento , a firma
dell'onorevole Sanzeri, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 94 Notizie circa l'apertura del
nuovo ospedale in contrada Consolida (AG) e circa il conferimento
di un incarico di collaborazione da parte dell'Azienda ospedaliera
'San Giovanni di Dio' di Agrigento , a firma dell'onorevole
Capodicasa.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. L oggetto dell atto ispettivo
riguarda l'ospedale 'San Giovanni di Dio', oggetto anche di
un'altra interrogazione sempre a firma dell'onorevole Capodicasa.
Ma, in riferimento a questa interpellanza l'Azienda ospedaliera
'San Giovanni di Dio' di Agrigento, all'uopo interpellata, ha
fatto sapere che il conferimento dell'incarico di collaborazione,
conferito al dottor Roberto Mangione, è stato voluto dalla
Direzione per l'esperienza maturata dall'incaricato nella sanità
siciliana, nella qualità di direttore generale dell'Azienda
ospedaliera 'Garibaldi' di Catania, nonché per la professionalità
acquisita in Aziende private.
L'obiettivo era quello di arricchire il team dello staff
direzionale, impegnato nel percorso finalizzato all'apertura del
nuovo complesso ospedaliero di Contrada Consolida, creando anche
una certa divisione dei compiti.
Il dottor Mangione ha collaborato intensamente e in sinergia con
la Direzione aziendale secondo le indicazioni e nell'ambito delle
strategie stabilite dalla Direzione generale, e ha svolto funzioni
anche di supporto e di monitoraggio, nonché di approfondimento
delle tematiche legate ai lavori di completamento del nuovo
complesso ospedaliero, rilevando le varie problematiche insorte da
portare a conoscenza e alla valutazione della Direzione aziendale.
Nell'attività di planning ha redatto resoconti periodici e ha
presentato un piano di priorità finale, fornendo alla Direzione
una panoramica generale dei contatti avuti per conto della
Direzione e indicando il loro esito e lo stato di avanzamento dei
lavori.
Poiché il rapporto instaurato prevedeva anche la possibilità di
risoluzione anticipata del rapporto, il dottor Mangione
avvalendosi di tale facoltà, in data 6 marzo 2003, ha rassegnato
le proprie dimissioni con decorrenza dal 1 maggio 2003.
Con delibera numero 203 del 10 aprile 2003 l'Azienda ha preso atto
della volontà del consulente di recedere dal rapporto.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
insoddisfatto in quanto credo che una interpellanza di ben tre
cartelle dattiloscritte meriti una risposta più esauriente, tenuto
conto che l'Assessore altro non ha fatto che riportare il punto di
vista del direttore generale, il quale è artefice di questa
consulenza che costa, ed è costata, all'Azienda Ospedaliera San
Giovanni di Dio ben 80 mila euro, cifra difficilmente
riscontrabile per altre consulenze.
Tutto ciò cozza, Assessore, con gli orientamenti del suo
Assessorato, orientamenti da lei espressi tramite circolari con
la quale diffidava - se possiamo usare questo termine - i vari
direttori generali dall'intraprendere perigliosi , nonché onerosi
contratti di consulenza che, oltre tutto, come in questo caso non
danno alcun esito. Tra le tante ipotesi - ho visto la bozza
della delibera con la quale è stato conferito l'incarico si
tratta di mansioni che si richiedono al consulente, tutte di
strettissima competenza del direttore generale.
In primo luogo, doveva assumersi il compito di trasferire la sede
del vecchio ospedale al nuovo, che credo sia la principale delle
attività a cui dovrebbe dedicarsi il direttore generale, tanto è
vero che per diverso tempo, da quando ha assunto l'incarico, ha
più volte fissato per l'apertura del nuovo ospedale dei termini,
che sono stati regolarmente disattesi. Ancora oggi, ad eccezione
degli Uffici del direttore generale, della segreteria e di
qualche Servizio marginale, non è stato trasferito alcun reparto.
CITTADINI assessore per la sanità. Onorevole Capodicasa, questo
è oggetto di un'altra interrogazione.
CAPODICASA Sì, questo è oggetto di un'altra interrogazione. Però
le volevo dire che il dottor Mangione, nel frattempo - come
giustamente viene detto nella risposta - ha rassegnato le
dimissioni. Le motivazioni di tali dimissioni sono secretate, in
quanto il dottor Mangione le ha comunicate al direttore generale
tramite lettera riservata; già con successiva interpellanza -
non inserita tra quelle a cui lei darà risposta oggi, ma che ho
inoltrato di recente - chiediamo di conoscere le motivazioni
reali, in quanto quella risposta che lei, Assessore, dà su input
del direttore generale è molto evasiva e non riferisce in merito a
ciò che è effettivamente successo.
Il direttore generale ha già risposto, attraverso la stampa, ad
una mia successiva interpellanza, nella quale contesto la linea
della Direzione generale di esternalizzare tutti i servizi, (poi
ci sarà un altro atto ispettivo avente per oggetto l affidamento
esterno del servizio di cucina), ancor prima che lei, Assessore,
rispondesse che tale servizio è già stato affidato con incarico
trimestrale ad una società di Caltanissetta, a titolo
sperimentale. Ma non si capisce bene cosa si deve sperimentare in
un servizio come quello di cucina E' chiaro, che ci troviamo di
fronte ad una linea di cui spero l'Assessore voglia occuparsene;
in merito sto tallonando il direttore generale.
Sempre il direttore generale ha esternalizzato, pochi giorni fa,
il servizio di assistenza per l'Ospice, servizio che viene reso
ai malati terminali per quanto riguarda il riassetto dei letti, la
pulizia e l'igiene delle stanze, e che potrebbe benissimo
espletare il personale interno.
Con il servizio di cucina si è fatto così, con il servizio di
prenotazione è avvenuta pura la stessa cosa: entrambi sono stati
esternalizzati.
Il direttore generale afferma di avere somme a disposizione,
afferma altresì che avanza somme - non ricordo quanto -
dall'Assessorato Sanità; pertanto, l Azienda ospedaliera non è in
deficit nè ritiene di essere in qualche modo condizionata dal
deficit della sanità in Sicilia.
Credo che questa sia una ben strana interpretazione del ruolo di
direttore generale, perchè il fatto di avere somme a disposizione
non significa che queste debbano essere sprecate. Inoltre penso
di occuparmi fin da ora del bilancio della AUSL per vedere se le
cose stanno effettivamente così; in caso diverso presenterò altri
atti ispettivi.
L'interpellanza aveva lo scopo di attirare l'attenzione
dell'Assessorato sul modo in cui sta operando il direttore
generale dell'Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio di
Agrigento, per evitare, se possibile, che si sviluppi una linea
di sperpero del denaro pubblico che sta già creando allarme tra i
dipendenti, i quali paventano il rischio di una esternalizzazione
di tutti i servizi, anche di quelli di più modesto spessore dal
punto di vista qualitativo.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 1107 "Notizie
circa l'esternalizzazione del servizio di cucina presso l'ospedale
'S. Giovanni di Dio' di Agrigento" dell'onorevole Capodicasa.
Ne dò lettura:
«All'Assessore per la sanità, premesso che:
- presso l'Azienda Ospedaliera 'S. Giovanni di Dio' di Agrigento
il servizio di cucina è da sempre effettuato in regime di gestione
diretta con l'utilizzazione di personale proprio oltre al
personale fornito dalla Multiservizi SpA;
- tale servizio sembrerebbe avere dato buona prova nonostante le
difficoltà derivanti dal mancato trasferimento dell'ospedale nella
nuova struttura di contrada Consolida;
- il mancato trasferimento, più volte annunciato e ancora oggi non
attuato, determina disservizi per via del fatto che la cucina è
ubicata nei nuovi locali mentre i reparti sono ancora nella
vecchia struttura;
- malgrado questa situazione il servizio continua a funzionare in
modo sufficiente;
- alla luce di quanto sopra non si comprenderebbe l'intenzione di
esternalizzare il servizio per come paventato dalle organizzazioni
sindacali anche a seguito di denunce verbali ricevute da
dipendenti che hanno subito pressioni e intimidazioni;
per sapere:
- se risulti a codesto Assessorato l'intenzione della Direzione
generale dell'Azienda Ospedaliera 'S. Giovanni di Dio' di
esternalizzare il servizio di cucina;
- in caso affermativo, quale sia in proposito l'opinione di
codesto Assessorato».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. Vorrei precisare che non si
tratta di risposta trasmessa dal direttore generale, dottor
D'Antoni, in quanto abbiamo mandato un nostro ispettore, nella
persona del dottore Randi. In riferimento all'interrogazione
numero 1107, l'Azienda ospedaliera S. Giovanni di Dio, all'uopo
interpellata, ha fatto sapere che il servizio di ristorazione ai
degenti effettuato in regime di gestione diretta con proprio
personale è stata una precisa scelta della direzione strategica
che ha voluto e favorito tale investimento nei nuovi locali in
contrada Consolida, per creare un servizio funzionale e ben
organizzato rispondente a tutti i requisiti igienico sanitari
previsti dalla normativa vigente.
Tale progetto, attivato nel dicembre 2001, si è reso
indispensabile a causa delle condizioni di degrado della cucina
del vecchio plesso di via Giovanni XXIII e ha trovato gradimento
da parte dell'utenza, come più volte evidenziato dagli organi di
stampa.
In ordine al quesito inerente l'esternalizzazione del servizio,
pur potendo rientrare le gestioni affidate all'esterno in
un'ottica di razionalizzazione, semplificazione ed economicità,
questa Amministrazione non ha mai palesato alcuna intenzione al
riguardo.
A quanto pare, questo è in contrasto con quanto detto
dall'onorevole Oddo. Si tratta di una risposta di sette giorni fa.
CAPODICASA In contrasto con quanto è già avvenuto, Assessore.
CITTADINI assessore per la sanità. Tuttavia, qualora in futuro
si dovesse ravvisare la necessità, per ragioni di pubblico
interesse e di economicità di gestione, di procedere
all'esternalizzazione del servizio, tutto ciò avverrà nel rispetto
della normativa vigente con la salvaguardia delle posizioni
raggiunte dal personale di ruolo dell'azienda.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAPODICASA Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto. Infatti
qui apprendiamo che nel caso in cui si deciderà di esternalizzare
il servizio di cucina, ciò avverrà nel rispetto delle leggi
esistenti. Perché, avremmo forse dovuto temere che tutto questo
potesse avvenire nel dispregio delle leggi?
Assessore, non posso che ribadire quanto detto poc'anzi:
l'esternalizzazione, sia pure sotto forma di sperimentazione
trimestrale, è già avvenuta. Ho motivo di ritenere che, a
conclusione di questo trimestre di sperimentazione, alla fine il
servizio si esternalizzerà.
Ripeto, questo è l'ennesimo servizio che viene esternalizzato.
Presso l Assessorato si trovano altre interpellanze che ho già
presentato, in cui segnalo tutte le esternalizzazioni che sono
intervenute via via. Sembrerebbe quasi che il direttore generale
si sia convinto che bisogna disfarsi di tutti i servizi
possibili.
Invito, pertanto, il Governo ad occuparsi della questione inviando
funzionari di sua fiducia in loco.
PRESIDENTE Per assenza dall Aula del firmatario l'interrogazione
n. 1110 Salvaguardia dell Ospedale Vittorio Emanuele di Salemi
(TP) dell'onorevole Oddo si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1111 Accoglimento della richiesta
di autorizzazione dell Azienda ospedaliera universitaria di
Messina per la realizzazione di un blocco operatorio di
cardiochirurgia , a firma dell'onorevole Panarello.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire la
risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento
all'interrogazione numero 1111, si comunica che, con nota del 14
settembre 2000, a seguito di istanza prodotta dal direttore
generale dell'Azienda policlinico 'Paolo Giaccone' di Palermo, è
stato richiesto all'Ispettorato parere tecnico sanitario
riguardante l'attivazione di un reparto di cardiochirurgia presso
la suddetta azienda universitaria.
Dopo attento esame dell'istanza di che trattasi unitamente
all'analisi della domanda/offerta di prestazioni cardiochirurgiche
del territorio di pertinenza, nell'ambito di una visione globale
degli indirizzi programmatici della Regione siciliana,
l'Ispettorato ha espresso le proprie valutazioni in merito
all'argomento con la relazione del 29 settembre 2000 trasmessa
all'Ispettore regionale f.f. in carica a quella data.
Successivamente la Giunta regionale di Governo, con atto
deliberativo n. 250 del 2000, ha proceduto all'attivazione di una
unità operativa di cardiochirurgia presso il Policlinico
universitario di Palermo.
Con nota del 24 gennaio 2003 veniva richiesto a questo ufficio di
esprimere il proprio avviso in merito all'istanza del Rettore
dell'università di Messina circa l'accreditamento di un centro di
cardiochirurgia.
La suddetta istanza è stata presa in esame e, in considerazione
degli indici di attività delle unità operative ad oggi operanti in
ambito regionale, tenuto conto del fatto che gli atti
programmatori della Regione non prevedono ulteriori incrementi
nell'ambito dell'attività connessa alla disciplina in questione
ivi comprese le attività assistenziali, nel rispetto di quanto
disposto a livello nazionale con i decreti legislativi n. 229 e
517 del 1999, questo Dipartimento ha espresso il proprio avviso
con la nota del 26 febbraio 2003.
Infine, si significa che eventuali e diverse conclusioni in merito
a quanto sopra potranno essere determinate dalla Commissione
regionale sulla cardiochirurgia.
Ma vorrei chiarire che, nel frattempo, dal 2000 al 2003 la domanda
di cardiochirurgia in Sicilia si é abbassata da 5000 a 2600 casi
per anno, in ragione del fatto che il 50 per cento delle pratiche
chirurgiche vengono già espletate mediante cardiologia
interventista; non abbiamo più mobilità sanitaria, abbiamo avuto
215 casi nel 2003 sempre a fronte dei 1500 che avevamo in passato;
abbiamo 9 unità operative di cardiochirurgia in Sicilia a fronte
delle 5 al massimo che dovremmo avere. Abbiamo significato
all'Università di Messina, fin dall'inizio, prima che
l'ospedale Papardo nominasse il primario, dottor Mattei, che
la cosa più corretta da fare era stipulare una convenzione tra i
due ospedali che distano tra di loro circa otto chilometri. Ci é
stato risposto che la didattica dell'Università di Messina
imponeva la presenza di un reparto di cardiochirurgia.
Francamente, non conosco nessun esempio di studenti portati ad
esaminare pazienti ricoverati presso la cardiochirurgia, sono
interventi molto episodici: l'Università di Messina, l'Ospedale
stesso di Messina ne fa 200 o 270. L'intromissione a Palermo di
questa ulteriore unità ha fatto crollare il numero dei casi
praticati dall'Ospedale Civico mettendo in crisi, appunto, quella
unità. Abbiamo un eccesso di reparti di cardiochirurgia che non
potevamo non prendere in considerazione. Abbiamo tuttavia
sottoposto il caso alla Commissione di cardiochirurgia e questa,
nel documento che ha esitato un mese addietro, ha dato parere
negativo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno.
PANARELLO Sono soddisfatto per la puntualità della risposta, non
sono soddisfatto in rapporto ai quesiti sollevati con
l interrogazione. Prendo atto comunque che la Commissione di
cardiochirurgia un mese fa ha espresso parere negativo a questa
ipotesi. Nel momento in cui ho sollevato la questione
l'Assessorato aveva demandato la possibilità di istituire questo
servizio alla firma di protocolli di intesa fra Regione e
Università. Quindi, a quel momento, veniva considerata fondata la
richiesta avanzata non solo dall'Università, ma soprattutto dalla
Facoltà di Medicina, in rapporto alla possibilità di avere un
riscontro dal punto di vista della domanda di questa
specializzazione, ma anche dal punto di vista didattico e
formativo. D'altro canto, la proposta presentata dall'Università
era di una integrazione con la cardiochirurgia esistente
all'Azienda Papardo, che naturalmente non poteva essere messa in
alternativa.
Io prendo atto della decisione della Commissione, che é una
novità, dalla quale evidentemente non si può prescindere. Ho la
sensazione, però, anche in ragione delle considerazioni che lei,
Assessore, svolgeva a proposito della situazione di Palermo, che
probabilmente procedere in maniera organica per una integrazione
tra attività didattica e attività operativa, con uno sforzo in
questa direzione, potrebbe essere utile ad affrontare tale tema.
Sullo sfondo c'é la questione che viene evocata, per quanto
riguarda la Università di Messina, dei protocolli di intesa: io
presentato altre interrogazioni su questo argomento e vorrei
sollecitare anche in questa circostanza l'Assessore a prestare
attenzione a questo tema,a tenere la barra dritta anche dal punto
di vista delle esigenze della sanità in Sicilia, e quindi, anche
di una razionalizzazione della spesa che non penalizzi ovviamente
l'università di Messina, ma che tenga conto delle esigenze
effettive sia della sanità che della didattica nella provincia di
Messina.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 101 Notizie circa
le modalità di svolgimento di un concorso a due posti di dirigente
medico odontoiatra presso la AUSL n. 6 di Palermo dell'onorevole
Capodicasa.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
- è in corso di svolgimento un concorso, per titoli ed esami, per
due posti di dirigente medico odontoiatra indetto dalla USL 6 di
Palermo;
- il bando di concorso prevede una prova scritta, una prova
pratica e una orale;
- espletata la prova scritta, la Commissione di concorso ha
indetto la prova pratica;
- la Commissione, anziché procede alla prova pratica 'su tecniche
e manualità peculiari della disciplina', ha fatto svolgere una
prova orale, di una parte della quale è stata richiesta la stesura
in forma scritta;
- tutto ciò è avvenuto senza la dovuta pubblicità, considerato che
i partecipanti sono stati invitati ad uscire dalla sala dove la
Commissione svolgeva le interrogazioni;
- tutto ciò ha fatto seriamente dubitare della regolarità e
dell'imparzialità del concorso;
PER CONOSCERE:
- se siano a conoscenza di tali notizie;
- se non ritengano di verificarne l'eventuale fondatezza;
- se, ove risultino vere, non ritengano di dovere intervenire per
ricondurre a condizioni di legalità le procedure concorsuali».
Ha facoltà di parlare l Assessore per fornire la risposta.
CITTADINI assessore per la sanità. In riferimento
all interpellanza numero 101, la Direzione generale dell'Azienda
unità sanitaria locale n. 6, all'uopo interpellata, ha fatto
sapere che la prova pratica del concorso a due posti di dirigente
di odontoiatria dell'Ospedale Cervello e dell'Ospedale Ingrassia,
è stata eseguita all'interno di un ambulatorio odontoiatrico e
quindi in presenza di materiali ed apparecchi come previsto dal
comma 3, articolo 15, del DPR n.483 del 1997.
La Commissione, come previsto dal comma 2 dello stesso articolo
15, prima dello svolgimento della prova pratica, ha stabilito le
modalità ed i contenuti della stessa avendo cura che questi
fossero di uguale impegno per tutti i candidati.
L'esame costituito da domande relative a tecniche e manualità
peculiari della disciplina, ad esempio 'descrizione della tecnica
operatoria per praticare l'avulsione di un molare del giudizio'.
I candidati hanno risposto anche mediante un'illustrazione
schematica scritta come previsto dall'articolo 30, lettera b),
dello stesso DPR.
Si precisa, inoltre, che per tale prova non è prevista la presenza
di pubblico come invece lo stesso DPR, all'articolo 16, prevede in
modo specifico per la prova orale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno.
CAPODICASA Signor Presidente, nel dichiararmi insoddisfatto,
manifesto la mia sorpresa nel sentirmi rispondere che vi sono
concorsi in Italia in cui non è prevista la presenza del pubblico
alla prova orale.
Una prova orale non è considerata meritevole di essere seguita
dagli stessi concorrenti che sono lì in attesa di essere
interrogati.
PANARELLO Bisogna cambiare la dizione concorso privato , non
concorso pubblico.
CAPODICASA Infatti. Andrò ad esaminare le norme di legge a cui
l Assessore ha fatto riferimento e non escludo che, alla luce di
quanto verificherò, non debba ripresentare l'atto ispettivo,
questa volta comunicandolo, se ritengo di avere ragione dei miei
sospetti, anche alla Procura della Repubblica.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 102 Notizie
sull'apertura di un nuovo ospedale in contrada Consolida ad
Agrigento , a firma dell'onorevole Capodicasa.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la Sanità,
premesso che:
- da tempo ad Agrigento si annuncia l'apertura del nuovo Ospedale
in contrada Consolida;
- tali annunci sono stati puntualmente disattesi nonostante i
formali impegni assunti da rappresentanti del Governo e dal
Direttore generale;
- da ultimo, il Direttore generale ha dichiarato che non era in
grado di fissare una nuova data per il trasferimento nel nuovo
ospedale;
- le responsabilità, sia politiche che gestionali, sono evidenti,
così come è stato denunciato con atti ispettivi;
- in occasione di una recente visita ad Agrigento il Presidente
della Regione e l'Assessore per la Sanità hanno nuovamente e
incautamente dichiarato che entro quest'anno aprirà il nuovo
ospedale;
- queste dichiarazioni appaiono, ferma restando la situazione
attuale, un'ulteriore illusoria uscita propagandistica;
- infatti nessun fatto nuovo è intervenuto nè può essere
considerata tale la destinazione di otto milioni di Euro per il
finanziamento di opere 'non essenziali' all'apertura della nuova
struttura;
- invece i ritardi accumulati, come quello relativo alla
costruzione della Chiesa e del reparto di Medicina nucleare (per
il quale sono trascorsi ben sei mesi dalla notifica al Direttore
generale del parere legale, da egli richiesto, prima che si
deliberasse la presa d'atto della sentenza del TAR, che disponeva
la revoca dell'aggiudicazione della gara e la riapertura delle
operazioni), configurano il persistere di negligenze e remore che
fino ad oggi hanno impedito di raggiungere l'obiettivo,
per conoscere:
- sulla base di quali elementi il Presidente della Regione e
l'Assessore per la sanità hanno dichiarato che entro l'anno aprirà
l'Ospedale di Consolida;
- quali atti abbiano compiuto o intendano compiere per garantire
che tale obiettivo venga raggiunto».
CITTADINI assessore per la sanità. L Ufficio ha predisposto una
relazione molto estesa che io vorrei consegnarle, onorevole
Capodicasa.
CAPODICASA So già quale può essere la risposta, se me la
consegna risparmiamo tempo.
CITTADINI assessore per la sanità. Si riferisce soltanto ad
alcuni punti: intanto non sono stati aperti soltanto servizi
generali ma anche altri servizi come la dialisi, il servizio di
talassemia, l'unico esistente nella Regione.
CAPODICASA Non il servizio di talassemia. Ma chi vuole
sottoporsi al prelievo del sangue deve andare e venire
dall'ospedale perché il servizio è diviso a metà tra l'ospedale
vecchio e quello nuovo.
CITTADINI assessore per la sanità. Qualcuno ha detto che io
dovrei girare gli ospedali della Sicilia. Io ho fatto ben 180
visite presso gli ospedali dell isola e, nel 97 per cento dei
casi, mi è stato risposto che mai avevano visto nella storia di
quell'ospedale un assessore regionale recarsi in visita.
Onorevole Capodicasa, le garantisco che entro il 19 novembre
riceverà l'invito per l'inaugurazione di quattro nuovi reparti
che verranno trasferiti, entro l'anno saranno trasferiti tutti i
reparti di medicina, ed entro la fine di marzo 2004 sarà
trasferito l intero ospedale, ad eccezione della medicina
nucleare, che resterà per un altro anno nella vecchia sede in
quanto non è stato ancora bandito il concorso.
CAPODICASA Siamo in attesa, Assessore.
PRESIDENTE Per assenza dall Aula del firmatario la
interrogazione numero 1137 Interventi in merito al presidio
ospedaliero di Linguaglossa (CT) a firma dell'onorevole Villari,
si intende presentata con richiesta di risposta scritta.
RAITI Signor Presidente,siccome l atto ispettivo riguarda
l'ospedale di Linguaglossa chiedo di poter ricevere copia della
risposta scritta.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Non sorgendo osservazioni resta altresì stabilito che l Assessore
fornirà risposta scritta alle interrogazioni: n. 1140,
Provvedimenti circa la mobilità di personale sanitario presso
l'AUSL n. 6 , degli onorevoli Speziale e Giannopolo; n. 1150,
Provvedimenti per garantire l'efficienza dell'Ufficio protesi
dell'ASL di Caltagirone (CT) , e n. 1151, Notizie circa i tempi
di attesa per l'effettuazione di mammografie presso l'ospedale M.
Ascoli di Palermo , entrambe dell onorevole Raiti.
Per assenza dall Aula del firmatario, l interrogazione n. 1158,
Provvedimenti nei confronti dell'AIAS di Acireale ,
dell onorevole Villari, si intende presentata con richiesta di
risposta scritta .
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28 ottobre
2003, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I COMUNICAZIONI.
II LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83, LETTERA
D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 242 Adozione di iniziative per l attuazione della tregua
olimpica durante i giochi olimpici del 2004, degli onorevoli Raiti
- Ferro Orlando Morinello - Miccichè.
III SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Agricoltura e foreste
IV DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO -
FINANZIARIA PER GLI ANNI 2004-2006.
V VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell Azienda
delle foreste demaniali della Regione siciliana per l anno
finanziario 2003 Assestamento (n. 654/A)
Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per l esercizio
finanziario 2000 (n. 342/A)
Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per l esercizio
finanziario 1999 (n. 436/A)
Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per l esercizio
finanziario 2001 (n. 629/A)
Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione della
Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per l esercizio
finanziario 2002 (n. 655/A)
La seduta è tolta alle ore 20.35
Licenziato dal Servizio lavori d Aula alle ore 24.05
ALLEGATO
RISPOSTA ALLA INTERROGAZIONE N. 611
BORZACCHELLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la sanità, premesso che:
- le Aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere
sono state, nel tempo, destinatarie delle direttive
appositamente emanate con circolare 16 marzo 1995,
201/00851 e ribadite con nota 27 gennaio 1996, n.
2N26/0301 dall'Assessorato Sanità in materia di
stipula di contratti di manutenzione delle
apparecchiature elettromedicali, di alta tecnologia
e specialistiche;
- dall'applicazione delle cennate direttive, emanate
in osservanza anche alle disposizioni comunitarie e
nazionali, discende per le Aziende unità sanitarie
locali ed ospedaliere l'obbligo di avvalersi,
prioritariamente, di imprese che operino in regime
di esclusività con le case costruttrici delle
attrezzature;
- le ditte esclusiviste devono disporre, prontamente,
di:
a) tecnici abilitati, a seguito del superamento di
corsi
di specializzazione ed aggiornamento e,
conseguentemente, in possesso di specifiche
competenze per effettuare gli interventi di
assistenza tecnica sulle attrezzature;
b) pezzi di ricambio 'originali', il cui costo
praticato all'ente sanitario siciliano è uguale
nell'intero territorio nazionale;
- le Unità sanitarie locali ed ospedaliere dell'Isola
fanno invece continuo e costante ricorso a contratti
di manutenzione con ditte 'global service', le quali
non sono in grado di effettuare interventi di
assistenza tecnico-manutentiva, caratterizzati da
ottimali standards di sicurezza, in quanto privi
dell'obbligatoria certificazione di esclusività
rilasciata dalle case costruttrici;
- pertanto, il servizio 'global service',
apparentemente più vantaggioso sotto il profilo
economico, in realtà si rivela più oneroso, in
ragione dei maggiori tempi di fermo tecnico
necessario per la riparazione delle attrezzature,
che comportano il ricorso a prestazioni presso
strutture convenzionate esterne, in palese dispregio
delle disposizioni dell'art. 28 della legge
regionale n. 2 del 2002, che dispone l'obbligo di
garantire l'equilibrio economico delle Aziende
sanitarie;
- le ditte che erogano il servizio di manutenzione
'global service' hanno sede fuori dal territorio
regionale e, pertanto, le ingenti risorse economiche
loro versate dagli enti sanitari non ricadono sul
tessuto economico-sociale della Sicilia;
per sapere:
- se non ritengano necessario disporre un'indagine
ispettiva presso le Aziende unità sanitarie locali
ed ospedaliere volta a:
a) accertare se le ditte o le società miste, che
prestano attività 'global service' di assistenza
tecnico-manutentiva, siano in possesso della
certificazione di esclusività rilasciata dalle case
costruttrici e se, conseguentemente, dispongano di
tecnici che, ancorché bravi, siano in possesso di
specifiche competenze per aver superato corsi di
specializzazione ed aggiornamento;
b) verificare il grado di soddisfazione dei
responsabili dei servizi ospedalieri dell'assistenza
tecnica 'global service', atteso che nella maggior
parte dei casi, le attrezzature vengono dichiarate
obsolete, fuori norma o fuori uso, sia per
incapacità ad effettuare l'intervento per carente
specializzazione, sia perché non in possesso del
ricambio 'originale' perché ditta non esclusivista;
c) stabilire se, effettivamente, per gli enti sanitari
si pervenga al risparmio, stante che nell'intervento
di manutenzione sono esclusi costosissimi ricambi
(quali, ad esempio, le sonde ecografiche, etc.) e
che, inoltre, il procurato fermo tecnico delle
attrezzature si ripercuote inesorabilmente sul
paziente, oltre al danno derivante da una spesa
inutilmente sostenuta;
d) acclarare le responsabilità eventualmente a carico
degli amministratori degli enti sanitari, derivanti
dalla mancata applicazione delle direttive vigenti
al riguardo, tenuto presente anche che già alcuni
enti ospedalieri della Sicilia (ancora pochi, in
verità) hanno di recente revocato 'per motivi di
sopravvenuta opportunità' la gara relativa
all'affidamento del servizio di manutenzione 'global
service' delle apparecchiature elettromedicali e che
le case di cura private, che operano nel territorio
regionale, non si avvalgono del sistema 'global
service';
- quali iniziative intendano adottare al fine di:
1) sostenere concretamente le numerose imprese
siciliane che, per prestare assistenza tecnica in
regime di esclusività, hanno investito cospicui
capitali nella specializzazione e nell'aggiornamento
dei tecnici, onde garantire agli enti sanitari i
prescritti ottimali standards di sicurezza;
2) impedire che le Aziende unità sanitarie locali ed
ospedaliere continuino ad avvalersi delle ditte
'global service' le quali, avendo tutte sede fuori
dalla Sicilia, esportano le ingenti risorse
economiche loro liquidate fuori dal territorio
regionale.» (611).
RISPOSTA. «L'interrogazione n. 611 riguarda l'affidamento
del controllo delle attrezzature sanitarie a ditte esterne.
Si chiedeva come mai non si potesse affidare direttamente
alle ditte produttrici, ma naturalmente queste ditte sono
tantissime e sparse su tutto il territorio. In Sicilia,
allora, si è adottata la delibera ad affidare tutto alla
Global Service che, a sua volta, ha ottenuto la esclusività
dalle singole ditte per i controlli. Naturalmente dispone
dei pezzi di ricambio originali.
L'ultima obiezione che veniva fatta era che, così facendo,
si favoriva una ditta che opera interamente sul territorio
continentale e non sul nostro territorio insulare. In ogni
caso, qualunque ditta produttrice di grande attrezzature
sanitarie opera, comunque, sul territorio nazionale».
L Assessore Cittadini