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Resoconto d'Aula della Seduta n. 168 di martedì 28 ottobre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   MICCICHE ,  segretario  f.f., dà lettura  del  processo  verbale
 della  seduta  precedente,  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
 intende approvato.

                              Missione

   PRESIDENTE    Comunico  che,  per  ragioni  del   suo   ufficio,
 l onorevole Scoma è in missione dal 24 al 29 ottobre 2003.

   Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
             invio allecompetenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati ed invitati  alle
 competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                    AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     -    Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
       legge regionale 20 giugno 1997, n. 19  (n. 702)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Cintola, Pistorio, Savarino in data
 22 ottobre 2003
 -   inviato in data 22 ottobre 2003;

     -    Norme per l erezione a comune autonomo della frazione di
       Canalicchio dei comuni di Catania, San Gregorio e Tremestieri
       Etneo  (n. 703)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
 in data 23 ottobre 2003
 -   inviato in data 28 ottobre 2003;

     -    Disposizioni sulla durata in carica degli organi elettivi dei
       comuni e delle province  (n. 705)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Leontini, Formica in data 23
 ottobre 2003
 -   inviato in data 28 ottobre 2003;

                   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     -    Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
       riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l uso
       del trasporto combinato strada-mare  (n. 700)
 -   d iniziativa governativa
 -   presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
 dell Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i
 trasporti (Cascio) in data 21 ottobre 2003
 -   inviato in data 28 ottobre 2003;

                CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     -    Riforma della formazione professionale  (n. 701)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Basile, D Antoni, Lo Monte in data
 21 ottobre 2003
 -   inviato in data 28 ottobre 2003;

     -    Disposizioni urgenti per la stabilizzazione dei soggetti
       avviati con contratto di diritto privato stipulato ai sensi degli
       articoli 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,
       nonché per l inserimento lavorativo di soggetti impegnati nel
       bacino delle attività socialmente utili  (n. 704)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Ioppolo, Sammartino, Virzì in data
 23 ottobre 2003
 -   inviato in data 28 ottobre 2003;

                SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

     -    Norme per la prevenzione, la cura ed il monitoraggio delle
       patologie asbestocorrelate a causa dell amianto  (n. 706)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 24 ottobre
 2003
 -   inviato in data 28 ottobre 2003.

           Comunicazione di invio di disegni di legge alle
                 competenti Commissioni legislative

  PRESIDENTE  Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
 inviati alle competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     -    Disposizione in materia di trasferimento di personale addetto
       al settore idrico  (n. 698)
 -    d iniziativa parlamentare
 -   PARERE IV COMMISSIONE;

                        BILANCIO (II)

     -    Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
       Regione per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
       materia di organizzazione amministrativa  (n. 699)
 -   d iniziativa governativa
 -   inviato in data 21 ottobre 2003
 -   PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE;

                   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     -    Istituzione di una commissione di indagine per accertare le
       cause dell inondazione verificatesi nelle province di Siracusa e
       Catania nella seconda decade del mese di settembre 2003  (n. 691)
 -   d iniziativa parlamentare.

                  (INVIATI IN DATA 28 OTTOBRE 2003)

                    Comunicazione di pareri resi

  PRESIDENTE  Comunico che dalla Commissione  Affari Istituzionali
 sono stati resi i seguenti pareri:

                    AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      Aziende   autonome   di  cura,  soggiorno   e   turismo
     dell Isola.   Designazione  componenti  dei   rispettivi
     collegi dei revisori  (n. 196/I)
     -   reso in data 21 ottobre 2003
 -   trasmesso in data 22 ottobre 2003

     -   "Azienda siciliana trasporti (AST)   Designazione componenti
       del collegio dei revisori  (n. 197/I)
 -   reso in data 21 ottobre 2003
 -   trasmesso in data 28 ottobre 2003

     -   Centro interaziendale per l addestramento professionale
       nell industria (CIAPI)   Designazione del presidente e di un
       componente del consiglio di amministrazione  (n. 200/I)
 -   reso in data 24 ottobre 2003
 -   trasmesso in data 24 ottobre 2003

     -    Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia
       Ricostituzione del consiglio di amministrazione  (n. 204/I)
 -   reso in data 24 ottobre 2003
 -   trasmesso in data 28 ottobre 2003

      Comunicazione di assenze alle riunioni delle Commissioni
                             legislative

  PRESIDENTE  Comunico le assenze alla riunione della Commissione
  Ambiente e Territorio :

 Riunione del 22.10.2003:  Sbona, Gurrieri, Infurna, Maurici,
 Spampanato.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE  Comunico che l onorevole Fleres, in data 22  ottobre
 2003,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di  legge
 n.  624  Modifica dell articolo 41 della legge regionale 19 maggio
 2003,   n.   7,  concernente  l edilizia  economica  popolare    e
 l onorevole  Morinello, in data 23 ottobre  2003,  ha  chiesto  di
 apporre  la  propria firma al disegno di legge n. 661  Istituzione
 del reddito minimo garantito .

        Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale

      PRESIDENTE  Comunico, ai sensi dell'articolo 83, lettera  b),
 del Regolamento interno, che la Corte Costituzionale, con sentenza
 n.   314  del  13  ottobre  2003,    nei  giudizi  di  legittimità
 costituzionale   del   disegno  di   legge   n.   1147   approvato
 dall Assemblea  regionale siciliana il  20  aprile  2001,  recante
 "Norme per il riconoscimento del periodo pre-ruolo per il restante
 personale  inquadrato  a norma della legge  regionale  25  ottobre
 1985,   n.   39   e  del  disegno  di  legge  n.  1176   approvato
 dall Assemblea  regionale  siciliana il  2  maggio  2001,  recante
  Estensione   dell applicazione  dell articolo  39   della   legge
 regionale  15  maggio  2000,  n. 10    promossi  con  ricorsi  del
 Commissario   dello Stato per la Regione siciliana, notificati  il
 27  aprile e il 9 maggio  2001, depositati  in cancelleria il 7 ed
 il  16  maggio successivi ed iscritti ai nn. 23 e 28 del  registro
 ricorsi  2001,   ha dichiarato l illegittimità costituzionale  del
 disegno  di  legge  n.  1147  approvato  dall Assemblea  regionale
 siciliana  il 20 aprile 2001, recante "Norme per il riconoscimento
 del  periodo  pre-ruolo  per il restante  personale  inquadrato  a
 norma   della  legge  regionale  25  ottobre  1985,  n.   39 ,   e
 l illegittimità  costituzionale  del  disegno  di  legge  n.  1176
 approvato  dall Assemblea regionale siciliana il  2  maggio  2001,
 recante  Estensione dell applicazione dell articolo 39 della legge
 regionale 15 maggio 2000, n. 10 .

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
 interrogazioni con richiesta di risposta orale:

 N.  1378  -  Notizie circa la nomina del dottor Filì a commissario
 straordinario dell'Ircac.
 - Assessore Cooperazione
 Speziale Calogero;

 N.   1381    -    Iniziative   per   rimuovere   le    cause    di
 incompatibilità     evidenziate     nelle    recenti      elezioni
 amministrative di Acate (RG).
 - Presidente Regione
 - Assessore Famiglia
 Raiti Salvatore;

  N. 1382  -  Chiarimenti  in  ordine alle denunce di illegittimità
 relative  al Piano regolatore generale di Castellammare del  Golfo
 (TP).
 - Assessore Territorio
 Oddo Camillo; Speziale Calogero; Cracolici Antonino;

 N.  1383 - Ripristino della funzionalità del Consiglio comunale di
 Santa Flavia (PA).
 - Assessore Famiglia
 Cracolici Antonino.

  Le  interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all ordine del
 giorno per essere svolte al loro turno.
  Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
 richiesta di risposta scritta:

   N. 1372 - Interventi per ridurre ulteriormente l'uso di sostanze
 chimiche e pesticidi in agricoltura.
 - Assessore Agricoltura
 Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;

  N.  1373  -  Misure  per il ripristino delle condizioni  igienico
 sanitarie  in via Macaluso e nelle strade limitrofe, nel quartiere
 di Picanello (Catania).
 - Assessore Famiglia
 - Assessore Sanità
 Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;

  N. 1374 - Interventi urgenti per ristabilire le condizioni minime
 di  sicurezza  e transitabilità delle strade che, intersecando  la
 circonvallazione, collegano Cibali con i quartieri San Nullo e San
 Giovanni Galermo (CT).
 - Presidente Regione
 - Assessore Famiglia
 Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;

  N.  1375  -  Interventi  per verificare il corretto  ed  efficace
 funzionamento  del servizio di manutenzione strade del  Comune  di
 Catania.
 - Assessore Famiglia
 Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;

  N.  1376  - Misure per garantire maggiore pulizia nella  contrada
 Mulino  in  località  S.  Maria La Scala nel  Comune  di  Acireale
 (Catania).
 - Assessore Famiglia
 - Assessore Turismo
 Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;

 N.  1377  -  Notizie circa la pulizia dei tombini  nel  Comune  di
 Giarre (CT).
 - Assessore Famiglia
 Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;

 N. 1379 - Notizie sulla nomina del Direttore dell'Azienda Autonoma
 delle Terme di Sciacca.
 - Presidente Regione
 - Assessore Turismo
 Virzi' Gioacchino;

 N.  1380  - Provvedimenti urgenti per il potenziamento dei servizi
 di  assistenza  sanitaria  e per l'istituzione  di  una  unità  di
 rianimazione nel presidio  ospedaliero  di Biancavilla (CT).
 - Presidente Regione
 - Assessore Sanità
 Ioppolo Giovanni.

  Le  interrogazioni  ora  annunziate sono  state  già  inviate  al
 Governo.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
 mozioni:

  N.  243  -  Non  realizzazione in contrada Torre  Inchiapparo  di
 Mazara  del  Vallo  (TP) della distilleria richiesta  dalla  ditta
 Bertolino.
  Oddo  Camillo;  Speziale Calogero; Capodicasa  Angelo;  Cracolici
 Antonino;  Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
 Domenico; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore;  Lo
 Curto Eleonora.
 Presentata il 21/10/03.

 N.  244  -  Interventi per la realizzazione di 'Casa  Sicilia'  in
 Svizzera.
 Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni; Miccichè  Calogero;  Morinello
 Salvatore; Orlando Leoluca.
 Presentata il 22/10/03.

  Informo   che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno   iscritte
 all ordine  del  giorno  della  seduta  successiva  perché  se  ne
 determini la data di discussione.

  Avverto,  ai  sensi dell articolo 127, comma 9,  del  Regolamento
 interno  che  nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
 mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE   Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
 "Lettura, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera d),
 della  mozione  n.  242 <<Adozione di iniziative per  l'attuazione
 della  Tregua  olimpica durante i giochi olimpici  del  2004>>,  a
 firma Raiti, Ferro, Orlando, Morinello e Micciché. Ne do lettura:

                 <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    considerato che:

          -  per  centinaia di anni dopo l'VIII  secolo  a.C.
           tutti  i  popoli  hanno rispettato  la  tradizione
           della  Tregua olimpica che, durante i  giorni  dei
           giochi  olimpici  e nelle settimane  precedente  e
           successiva, imponeva l'interruzione di ogni  forma
           di belligeranza fra popoli e Stati;

          -  la Tregua olimpica era espressione dello spirito
           stesso  dei  giochi, intesi come momento  di  sano
           agonismo  e competizione nobile e non di conflitto
           fra Stati;

          -  essa  era finalizzata a permettere agli  atleti,
           alle squadre ed agli spettatori di raggiungere  in
           assoluta sicurezza la sede olimpica;

          -  in  occasione delle prossime Olimpiadi, previste
           nel  2004 proprio ad Atene, torna di attualità  il
           ruolo  dell'Istituto internazionale ed  il  Centro
           della    Tregua    olimpica,   costituiti    dalla
           Commissione olimpica internazionale;

          -  la  Tregua  può  rappresentare un  primo  chiaro
           segnale delle volontà dei popoli e dei Governi  di
           tutto  il  mondo  di voler finalmente  porre  fine
           alle  violenze ed alle barbarie dei conflitti  fra
           Stati e all'interno degli Stati;

          ritenuto che:

          -   lo   spirito  delle  Olimpiadi  sia  di   forte
           attualità,    quale   espressione   della    pace,
           dell'amicizia  e  della  mutua  tolleranza  tra  i
           popoli  di  tutto il mondo e che lo  stesso  possa
           servire  a mobilitare coscienze, educare i giovani
           e    spronare   i   Governi   e   le   Istituzioni
           internazionali,

                  impegna il Governo della Regione ed invita
                  il Presidente
                         dell Assemblea regionale siciliana

           perchè  si  facciano interpreti presso il  Governo
           nazionale,  le  Nazioni  Unite  e  le  Istituzioni
           olimpiche internazionali della volontà del  popolo
           siciliano   che  le  prossime  Olimpiadi   possano
           essere  celebrate  anche con una  Tregua  olimpica
           che  veda  l'interruzione  di  ogni  conflitto   e
           belligeranza fra i popoli e gli Stati>>.

  Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la mozione  testè  letta
 venga   demandata  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
 parlamentari perché se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
  Agricoltura e foreste

   PRESIDENTE   Si  passa  al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
 Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3,  del Regolamento
 interno   di   interrogazioni  ed  interpellanze   della   Rubrica
  Agricoltura e foreste".
  Si  procede  con  lo svolgimento dell interrogazione  numero  828
  Interventi  straordinari  nelle aree  colpite  dalla  siccità,  a
 favore delle imprese agricole singole ed associate , a firma degli
 onorevoli Lo Curto, Oddo, Turano, Maurici, Papania e Fratello.  Ne
 do lettura:

         <<Al  Presidente della Regione ed all'Assessore  per
         l'agricoltura e le foreste, premesso che:

       - i  gravi danni all'agricoltura siciliana determinati
         da  eventi calamitosi legati al perdurante stato  di
         siccità che ha fortemente colpito la nostra Regione,
         hanno  provocato  negli  agricoltori  uno  stato  di
         profondo  disagio  che  è sfociato  nelle  ben  note
         azioni di protesta, manifestate attraverso organi di
         stampa   e   di   informazione,  cortei,   assemblee
         pubbliche, comizi ed allocazione di presidii innanzi
         al  competente  Assessorato  regionale  agricoltura,
         organizzati dalle associazioni di categoria;

       - il  Ministero delle Politiche Agricole  e  Forestali
         con  il  cosiddetto 'decreto omnibus' dell'8  luglio
         2OO2  e  precisamente con l'art, 13, commi 4 bis,  4
         ter,  4  quater  e  4  quinquies,  ha  provveduto  a
         stanziare  18  milioni di euro a favore  delle  aree
         colpite dalla siccità negli anni dal 2000 al 2002;

       - il   comma  4  ter  del  sopracitato  art.  13,   in
         particolare,  prevede la concessione di stanziamenti
         decennali  a favore delle imprese agricole,  singole
         ed associate, danneggiate dalla siccità in uno degli
         anni  dal  2000 al 2002 che negli anni dal  1995  al
         1999  siano  state danneggiate da eventi  calamitosi
         eccezionali  ed abbiano beneficiato o  acquisito  il
         diritto  alle  provvidenze della legge 14/2/1992  n.
         185 art. 3, comma 2, lettere b,c,d;

     considerato che:

       - la  provincia  di  Trapani è rimasta incredibilmente
         esclusa  dai  benefici previsti per gli  agricoltori
         dalle  norme sopracitate nonostante, come e  più  di
         altre  province  siciliane,  sia  stata  colpita  da
         eventi  calamitosi e siccità, oltre che da  ordinari
         fattori  climatici  negativi  dovuti  ai  quotidiani
         venti  sciroccali che si abbattono  soprattutto  nei
         comuni  costieri  come Trapani, Marsala,  Valderice,
         Mazara, ecc.;

       - la   provincia   di  Trapani  vive  soprattutto   di
         agricoltura  ed  in particolare di  vitivinicoltura,
         che   costituisce  da  sempre  l'attività  economica
         principale   su   cui  ruota  ogni  altra   attività
         direttamente collegata ed indotta;

     atteso  che  a fronte delle giustificate proteste  degli
         agricoltori trapanesi per l'esclusione dai  benefici
         previsti  dal  'decreto omnibus',  vissuta  comunque
         come  palese disparità di trattamento, il Parlamento
         siciliano  in  data 24.7.2002 ha approvato  l'ordine
         del giorno n. 106 per impegnare il Governo regionale
         a  farsi  carico  del  problema,  rappresentarlo  al
         competente  Ministero  delle  politiche  agricole  e
         forestali  ed  a  trovare  soluzioni  adeguate   per
         risarcire  agli  agricoltori  trapanesi   il   danno
         subito;

     visto che:

       - il Ministero delle Politiche agricole e forestali, a
         seguito  dell'intesa con la Conferenza Stato-Regione
         sulla   proposta   di  riparto   delle   somme,   ha
         predisposto  il piano definitivo di riparto  per  le
         regioni interessate;

       - per   la   Sicilia  è  stato  stanziato  un  acconto
         complessivo  di  2.869.570,76  euro  ma  alla   data
         odierna  non è dato ancora sapere se gli agricoltori
         della  provincia  di Trapani siano stati  ammessi  a
         godere delle provvidenze economiche per le eventuali
         quote agli stessi spettanti;

     per sapere  se,  nel  rispetto della  esplicita  volontà
         espressa dall'Assemblea regionale siciliana in  data
         24.7.2002,  il  Governo  siciliano  abbia  posto  in
         essere  atti  ed interventi a difesa  dei  legittimi
         interessi  degli  agricoltori  trapanesi   e   quali
         risposte possa in tal senso offrire>>. (828)

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
 all interrogazione.

   CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  In
 relazione all'interrogazione numero 828 rappresento che i problemi
 evidenziati dagli interroganti sono stati superati con la legge 13
 novembre 2002, n. 256.
  In  effetti,  il comma 4 ter dell'articolo 13 del  decreto  legge
 numero 138 del 2002 (cosiddetto decreto omnibus) - come modificato
 dalla  legge di conversione numero 178 del 2002 - escludeva alcune
 aree  della  Sicilia, e segnatamente la provincia di Trapani,  dal
 beneficio  dei  finanziamenti decennali a tasso agevolato  per  il
 pagamento  delle  rate  delle operazioni  di  credito  agrario  di
 esercizio e di miglioramento.
    Anche  in  forza dell'ordine del giorno numero  106,  approvato
 dall'Assemblea  regionale  siciliana  il  24  luglio   del   2002,
 richiamato dagli interroganti, il Governo della Regione ha  svolto
 un incisiva azione di pressione presso il Governo nazionale, ed in
 particolare  verso  il  Ministero  delle  politiche   agricole   e
 forestali,  per la modifica di tale disposizione normativa.
    Inoltre,  ho  tenuto  personalmente proficui  contatti  con  la
 deputazione siciliana ed il Parlamento al fine di individuare  gli
 strumenti per raggiungere l'obiettivo prefissato.
    Così,  in sede di conversione del decreto legge numero 200  del
 2002, con la già citata legge numero 256 del 2002, si è riusciti a
 modificare il comma 4 ter dell'articolo 13 del cosiddetto  decreto
 omnibus  in  modo  da ricomprendere la provincia  di  Trapani  tra
 quelle beneficiarie dell'intervento per i mutui decennali.
     Nell'occasione,  ritengo  opportuno  fornire   al   Parlamento
 regionale alcune brevi informazioni sull'attuazione della norma.
  In  primo luogo, le risorse nazionali disponibili - un limite  di
 impegno  di  18  milioni di euro per quindici anni  -  sono  state
 ripartite tra le regioni dal Ministero a seguito di accordo  nella
 Conferenza  Stato-Regioni.  Alla  Regione  siciliana  sono   stati
 attribuiti  complessivamente  circa  7,3  milioni  di   euro.   Va
 ricordato  che una parte del finanziamento statale è  condizionato
 dal  cofinanziamento regionale, pari a circa 4 milioni di euro per
 anno, per i quali l' ARS già ha legiferato con l'articolo 55 della
 legge regionale numero 4 del 2003.
   In secondo luogo, dopo avere acquisito le necessarie indicazioni
 nazionali  con  la  circolare del 20 gennaio  2003,  l'Assessorato
 regionale  Agricoltura e foreste ha emanato per i mutui  decennali
 una   circolare   del  14  febbraio  del  2003.   Sono   pervenute
 complessivamente circa 1700 istanze per un importo complessivo  da
 consolidare  di  circa 155 milioni di euro. In particolare,  dalla
 provincia di Trapani sono pervenute 193 istanze, per un importo da
 consolidare pari a 15 milioni di euro circa.
  L'Amministrazione  si è posta l'obiettivo di giungere,  entro  la
 fine  dell'anno, all'emanazione dei decreti di finanziamento  dopo
 avere   completato  sia  le  procedure  istruttorie,  sia   quelle
 dell'iscrizione delle somme in bilancio.
  Con  circolare del 4 agosto del 2003 l'Assessorato ha avviato  le
 procedure  per  concedere per gli anni 2001 e 2002  l'esonero  del
 pagamento dei contributi dovuti per la gestione dell'irrigazione e
 la riduzione fino al 50% degli oneri consortili.
  Al momento è in corso l'attività istruttoria.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Lo  Curto  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LO CURTO . Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione n. 864: <<Iniziative  di
 sostegno   al  settore  agricolo  della  provincia  di  Trapani>>,
 dell onorevole Papania.. Ne do lettura:

         <<All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
         premesso che:

       - nella  provincia  di  Trapani, a  causa  di  inerzie
         dell'Assessorato regionale agricoltura e  dei  tempi
         eccessivi    dell'Ispettorato    provinciale     per
         l'agricoltura,   circa   530  giovani   imprenditori
         agricoli, che hanno aperto la partita IVA e si  sono
         iscritti  alla  Camera  di commercio,  non  potranno
         usufruire  delle provvidenze previste dal  Programma
         operativo della Sicilia;

       - pur potendo usufruire di una sorta di sanatoria,  le
         lentezze  sopra evidenziate hanno impedito a  questi
         giovani  imprenditori di avere le stesse opportunità
         di altri loro colleghi;

       - anche  nel  settore delle istanze per l'estirpazione
         dei  vigneti  che vanno controllate preventivamente,
         l'Ispettorato provinciale per l'agricoltura, secondo
         i  propri  dirigenti, non riesce a  svolgere  questa
         funzione a causa di mancanza di personale;

       - nella  stessa situazione si trovano le  istanze  che
         favoriscono   l'agricoltura   biologica,    che    è
         notoriamente  il settore su cui si  deve  e  si  può
         puntare   di   più   per   valorizzare   la   nostra
         agricoltura;

       - la  provincia  di  Trapani  è  stata  esclusa  dalle
         provvidenze  spettanti  a chi  è  stato  colpito  da
         eventi siccitosi;

         per sapere:

       - quali provvedimenti intenda prendere per evitare che
         si perdano le provvidenze descritte in premessa e se
         non  ritenga utile ed opportuno attivare  tutti  gli
         strumenti che consentano all'Ispettorato di  Trapani
         di  funzionare  in  maniera adeguata  alle  esigenze
         degli agricoltori;

       - quali  provvedimenti intenda adottare  per  chiarire
         quali    responsabilità   vi   siano   nel   mancato
         inserimento  della provincia di Trapani nel  decreto
         nazionale riguardante le provvidenze per la siccità;

       - se  non  ritenga  di esprimere la propria  posizione
         riguardo   al   fatto   che   solo   successivamente
         all'emanazione  del decreto sono  state  avanzate  a
         livello  nazionale proposte di modifica  (anche  con
         norme  di  legge)  al  decreto  stesso,  senza  però
         risolvere  nulla  a favore degli agricoltori  ancora
         oggi penalizzati>>. (864)

     Non   essendo  l onorevole  Papania  presente  in  Aula,
     l interrogazione testè letta si intende  trasformata  in
     interrogazione con richiesta in risposta scritta.
     Si  passa all'interrogazione n. 908 <<Corresponsione  ai
     lavoratori  del  Servizio  antincendio  boschivo   della
     quota   dovuta   a  carico  del  bilancio   regionale>>,
     dell onorevole Oddo.. Ne do lettura:

         <<All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
         premesso che:

       - gli  impianti  boschivi della Regione siciliana  non
         sono  soltanto  un  patrimonio  da  salvaguardare  e
         difendere, ma possono sicuramente essere inseriti in
         un progetto di sviluppo eco-compatibile, in grado di
         aumentare le opportunità di lavoro;

       - a  tutela  dei boschi è stato previsto  un  apposito
         Servizio antincendio boschivo, che ha svolto la  sua
         funzione   con   buoni  livelli  di   efficienza   e
         dedizione,  tanto  che  proprio  quest'anno   si   è
         registrata,   rispetto  agli   anni   passati,   una
         riduzione della percentuale di incendi, spesso posti
         in essere con una precisa strategia criminale;

         -  il  confronto tra l'Assessorato competente  ed  i
         rappresentanti  del  Servizio antincendio  boschivo,
         svoltosi  in questi anni sulla condizione lavorativa
         dei  componenti di tale servizio, ha individuato una
         serie   di   proposte  per  migliorare  la   qualità
         dell'azione di prevenzione e d'intervento  ed  anche
         la  posizione  lavorativa di  chi  viene  utilizzato
         nella difesa dei boschi siciliani;

         - si sono più volte registrati ritardi nel pagamento
         degli emolumenti ai lavoratori;

         per  sapere  quali iniziative intenda  intraprendere
         per superare il problema del mancato pagamento della
         quota  a  carico  del  bilancio  regionale,  pari  a
         ventiquattro   giorni   lavorativi,    non    ancora
         corrisposta  ai lavoratori del Servizio  antincendio
         boschivo che hanno svolto il loro lavoro fino all'11
         ottobre  2002, ricevendo solo le spettanze  relative
         alla  quota  a  carico del POR Sicilia,  pari  a  77
         giorni (cioè fino al 12 settembre 2002)» (908)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
     rispondere all interrogazione.

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
 Signor    Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  riferimento
 all'interrogazione  n.  908 presentata  dall'onorevole  Oddo
 inerente  alla  corresponsione ai  lavoratori  del  servizio
 antincendio  boschivo  della  quota  dovuta  a  carico   del
 bilancio della Regione rappresento che la questione  risulta
 superata  in quanto sono stati già liquidati gli  emolumenti
 spettanti  ai  lavoratori  addetti al  servizio  antincendio
 boschivo.
   Eventuali  ritardi  nel  pagamento delle  spettanze  nello
 specifico  caso sono da ricercare in problemi  di  liquidità
 di  cassa. Si chiarisce, inoltre, che le somme necessarie  a
 pagare  gli  emolumenti  dei lavoratori  in  questione  sono
 totalmente a carico del bilancio della Regione.
    Se, invece, l'onorevole interrogante intende riferirsi ai
 lavoratori  forestali impiegati in attività  silvocolturali,
 il  ritardo  nei  pagamenti verificatosi è  da  imputare  al
 fatto   che  l'assestamento  di  bilancio  è  stato  esitato
 dall'Assemblea a fine dicembre del 2002.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Oddo  per
   dichiararsi    soddisfatto   o   meno    della    risposta
   dell'Assessore.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  far
 notare  che l'interrogazione risale al 20 novembre 2002.  E
 ovvio  che materie di questo tipo, evidentemente,  ha  senso
 porle  per avere risposte tempestive, e non come viene posta
 la  questione in oggetto alla quale si riferisce la risposta
 testé  letta dall'Assessore. Si tratta, infatti, di  ritardi
 di  mesi;  si  parla  per  giunta di emolumenti,  quindi  di
 qualcosa di urgente nei mesi successivi alle scadenze,  cioè
 di   qualcosa   che  dovrebbe  essere  rispettato   e   che,
 sostanzialmente, non lo è stato.
      Vorrei,  quindi,  in  questi pochi minuti  segnalare  -
 capisco  che è solo la voglia di segnalare e di essere  meno
 temporalmente  inadeguati di come siamo -, che  un  anno  di
 tempo  per  rispondere  ad  una  interrogazione  del  genere
 lascia  il tempo che trova. Poi, spesso e volentieri,  anche
 quando,  possibilmente, le cose si sono sistemate,   non  ci
 si  può  dichiarare soddisfatti, soprattutto  per  il  fatto
 che,  comunque,  si sono registrati enormi  ritardi  su  una
 questione  che  il  Governo dovrebbe  seguire  con  maggiore
 attenzione, pur quando ci sono adempimenti d'Aula  e  quindi
 delibere legislative collegate.
      Però,  credo che non è esagerato e non è assolutamente,
 quindi,   una   posizione  preconcetta  dire   di   prestare
 attenzione ai tempi, - e questa è una questione che  attiene
 ai  lavori  d'Aula  e che mi permetto di  sottolineare  alla
 Presidenza-,   ma  al  contempo  non  mi  pare   che   posso
 dichirarmi  soddisfatto del modo come sono  andate  le  cose
 per  quanto concerne le quote che dovevano servire a  pagare
 i lavoratori.

    PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza n.  75  <<Notizie
   circa  il  finanziamento di due progetti di rimboschimento
   nei  territori di Vittoria e Comiso (RG)>>, dell onorevole
   Zago. Ne do lettura:

        <<All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le   foreste,
        premesso che:

            -    che    nel   1998   sono   stati   approvati
        definitivamente  due  progetti di  rimboschimento  su
        terreni  vincolati ricadenti nel bacino  montano  del
        fiume  Ippari nei territori dei comuni di Vittoria  e
        Comiso, in provincia di Ragusa, dell'importo di  Euro
        3.098.741,39  giusta D.A. n. 422 del  22  marzo  2000
        (pari a Lit 6 miliardi) e di Euro 1.217.133,97 giusta
        D.A. del 13 marzo 2000 (pari a Lit 2.356.700.000);

        - tali   progetti   interessano  circa   600   ettari
          ricadenti in zona A della RNO del Pino di Aleppo  e
          prevedono la realizzazione di chiudende, la  semina
          diretta   di  seme  autoctono  di  pino   d'Aleppo,
          interventi  di  recupero della vegetazione  arborea
          presente  e cure colturali per due anni;  il  tutto
          sotto la direzione dell'U.P.A. di Ragusa;

        - sul  progetto di Lit 6 miliardi nella prima  decade
          di  novembre 2002 sono stati accreditati con O/A n.
          1/01   Lit.   1.309.550.220  e  sul   progetto   di
          Lit.2.356.700.000 sono stati accreditati con O/A n.
          1/02 Lit. 560.110.550;

        - i  lavori in corso, iniziati con notevole ritardo a
          causa   del  tardivo  accreditamento  delle   somme
          occorrenti, saranno sospesi a dicembre del corrente
          anno per fine turno degli operai forestali;

        - è  necessario continuare i lavori proprio in questo
          periodo invernale al fine di non vanificare  quanto
          fino ad oggi realizzato;

        - il  territorio  attende da anni la  bonifica  e  il
          recupero dei costoni e della valle dell'Ippari  non
          solo sotto il profilo naturalistico e ambientale ma
          anche sotto l'aspetto occupazionale;

        per conoscere se:

        - le  somme  attualmente accreditate e non spendibili
          nel corso del 2002 saranno riaccreditate nel 2003;

        - le  rimanenti somme previste nei due progetti (Euro
          2.422.415,00  ed  Euro  927.861,00)  e  non  ancora
          accreditate saranno messe a disposizione  nell'anno
          2003  dell'UPA di Ragusa con apposito O.A., per  il
          completamento   dei  lavori  e  la   corresponsione
          dell'indennità di espropriazione;

        - non ritenga utile ampliare le aree già acquisite al
          Demanio  regionale forestale al fine di raggiungere
          l'obiettivo  previsto dal decreto istitutivo  della
          RNO  del  Pino  d'Aleppo, in  considerazione  delle
          numerose   proposte  di  cessione  volontaria   dei
          terreni da parte dei privati proprietari;

        - non   ritenga  necessario  costituire  un  presidio
          forestale,   ricostituendo  il   distaccamento   di
          Guardia   forestale  soppresso   per   carenza   di
          personale>>. (75)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
     rispondere all'interpellanza.

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
 Signor  Presidente,   intanto  vorrei  assicurare  l'Aula  e
 ringrazio l'onorevole Oddo per le puntualizzazioni  però  la
 mancata   risposta  all'interrogazione  non  significa   una
 mancata  attività  da parte del Governo,  la  sollecitazione
 che   veniva   dall'onorevole  Oddo  è  stata   puntualmente
 raccolta  e  quindi abbiamo fatto si che le somme  venissero
 liquidate  nel  più  breve  tempo  possibile  là  dove   era
 necessario superare le esigenze di cassa della Regione.
     Inoltre,  c'è  da riferire che diversi parlamentari  che
 hanno  presentato atti ispettivi al Governo, e  segnatamente
 all'Assessore  per l'agricoltura, in attesa di  riferire  in
 Aula  molto  spesso  le  informazioni  sono  state  date  in
 maniera   celere,  e quindi via fax o via  e-mail,  ai  vari
 deputati  interroganti. Quindi mi rendo conto che  il  tempo
 che  intercorre tra l'interrogazione e la risposta  in  Aula
 molto   spesso  è  lungo,  ed  allora  sopperiamo  in  altra
 maniera.  Da questo punto di vista devo dire che il  Governo
 si   è   fatto   parte   diligente   nel   rispondere   alle
 sollecitazioni dei deputati.
   In   riferimento,   invece,  alla  interpellanza   n.   75
 dell'onorevole Zago "Notizie circa il finanziamento  di  due
 progetti  di  rimboschimento nei  territori  di  Vittoria  e
 Comiso" rappresento quanto segue.
   Per  l'esecuzione dei lavori di rimboschimento su  terreni
 vincolati  nel bacino montano del fiume Ippari, in  agro  di
 Vittoria   e   Comiso,   sono  stati  predisposti   a   cura
 dell'Ispettorato  Ripartimentale delle  Foreste  di  Ragusa,
 due   distinti   progetti  che  nel   corso   dell'esercizio
 finanziario  1993  sono  stati approvati  e  finanziati,  in
 particolare:
   per  il primo progetto è stato assunto l'impegno di  spesa
 di  7,1 miliardi di lire e, successivamente, con decreto del
 22  marzo  2000  è stata approvata la variante  al  progetto
 originario  per  l'importo ridotto a 6 miliardi  di  lire  e
 sono  stati  fissati i termini di inizio e fine lavori;  per
 il  secondo progetto è stato assunto l'impegno di  spesa  di
 2.356.700.000  lire e, successivamente, con decreto  del  14
 marzo  2000  è  stata approvata la perizia  di  variante  al
 progetto  originario,  senza modifica dell'importo,  e  sono
 stati fissati i termini di inizio e fine lavori.
      Con  due  decreti  del  16 ottobre  2001  l'Ispettorato
 ripartimentale delle Foreste di Ragusa veniva autorizzato  a
 procedere all'occupazione dei terreni già individuati  nelle
 due perizie per i successivi interventi di rimboschimento.
      Per  l'avvio dei lavori, considerato che alla  chiusura
 dell'esercizio  finanziario  1998  entrambe  le  somme,  già
 impegnate  con  i  citati  provvedimenti,  si  trovavano  in
 perenzione   amministrativa,  su  richiesta   dell'Ispettore
 dell'IRF  di  Ragusa sono sono state reiscritte in  bilancio
 ed  accreditate  le  seguenti somme: per il  primo  progetto
 lire   1.309.550.220;   per   il   secondo   progetto   lire
 560.110.550.
      Le  stesse, a seguito del mancato trasporto dei residui
 sugli  ordini  di accreditamento emessi, per  effetto  delle
 nuove  disposizioni,  sono  state riaccreditate  per  intero
 allo  stesso Ispettorato - all'epoca competente - nel  corso
 dell'esercizio finanziario 2001.
      Nel  successivo  esercizio  finanziario  (2002)  si   è
 provveduto   a   riaccreditare  al  dirigente   dell'Ufficio
 Provinciale dell'Azienda Regionale delle Foreste  di  Ragusa
 -  oggi  competente su tali interventi -  le  somme  residue
 (non  utilizzate  nell'anno 2001), pari ad  euro  660.743,89
 (lire  1.279.378.570)  per  il  primo  progetto  e  di  euro
 287.481,14 (lire 556.641.100) per il secondo progetto.
      Pertanto,   le   somme   già  accreditate   nel   corso
 dell'esercizio  finanziario  2002  e  non  utilizzate  nello
 stesso  esercizio  sono  state  automaticamente  trasportate
 d'ufficio  all'esercizio finanziario  in  corso  e,  quindi,
 sono   nella   disponibilità  del   dirigente   dell'ufficio
 Provinciale  Azienda  di  Ragusa fin  dall'inizio  dell'anno
 2003.
      A  fronte delle somme rimanenti (euro 2.422.415 ed euro
 927.861,00), nel corso di questo esercizio finanziario  sono
 state  reiscritte  in bilancio ed accreditate  al  dirigente
 dell'Ufficio  Provinciale Azienda di  Ragusa,  su  specifica
 richiesta  dello  stesso, rispettivamente euro  1.054.462,00
 per il primo progetto ed euro 379.967,00 per il secondo.
      Le  ulteriori somme perenti (euro 1.367.953,15 ed  euro
 547.894,00)  saranno  accreditate al dirigente  dell'Ufficio
 di  Ragusa,  a  seguito di specifica e  motivata  richiesta,
 previa reiscrizione in bilancio.
      Quindi i due progetti sono interamente finanziati e  le
 somme  necessarie  sono  nella disponibilità  del  dirigente
 dell'Ufficio  Provinciale  dell'Azienda  delle  Foreste   di
 Ragusa.
      Per  quanto  riguarda la problematica  dell'ampliamento
 del  demanio forestale in generale, è opportuno sottolineare
 che  l'Amministrazione regionale sta procedendo,  in  ambito
 regionale,    alla   realizzazione   di    interventi    per
 l'estensione  della copertura boschiva mediante l'attuazione
 delle  misure  comunitarie  del  Piano  di  Sviluppo  Rurale
 (misura  H)  e  del  Programma Operativo  Regionale  Sicilia
 2000/2006 (misura 4.10).
      Si  tratta  di  interventi per  lo  più  indirizzati  a
 imprenditori   privati,  finalizzati   al   mantenimento   e
 all'estensione della aree boschive. Complessivamente  finora
 hanno  riguardato un ampliamento della superficie di  23.000
 ettari,  per un impegno finanziario pari a circa 100 milioni
 di  euro per opere riguardanti nuovi impianti boschivi. Sono
 in  corso  di  programmazioni ulteriori 10 milioni  di  euro
 circa.
      Nello specifico, per ciò che riguarda l'ampliamento del
 demanio  forestale  in  prossimità  della  Riserva  Naturale
 Orientata   del  Pino  d'Aleppo,  affidata  al  altro   Ente
 Gestore,  le  risorse finanziarie consentono di  dare  corso
 solo   a   limitate  acquisizioni,  secondo  le  indicazioni
 fissate  dalla  normativa  vigente,  a  fronte  di  notevoli
 istanze di conferimento.
      In termini più generali, è opportuno evidenziare che  -
 a   causa   delle   priorità  espressamente   indicate   dal
 legislatore  ai  commi 1 e 4 dell'articolo  31  della  legge
 regionale  n.  16/1996 e per la limitate  consistenza  delle
 poste  finanziarie allocate in bilancio per questo  scopo  -
 di  fatto,  l'acquisizione  al  demanio  riguarda  aree  già
 boscate,  non  potendosi  quindi  sostanziare  in  un  reale
 aumento della superficie boscata dell'isola.
      L'onorevole  interpellante chiede, infine, un  presidio
 forestale  in  quella  località;  in  merito  riferisco  che
 attualmente  il  distaccamento  forestale  di  Vittoria  per
 carenza  di  personale è stato temporaneamente  accorpato  a
 quello  di Ragusa, e se ne prevede la riapertura non  appena
 sarà concluso il concorso per le guardie forestali.

    PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione n. 955,  "Motivi
 della  mancata  applicazione nella Regione  Siciliana  della
 disposizione  prevista  dal comma  4  bis  dell'articolo  13
 della   legge  178/2002  a  favore  delle  aziende  agricole
 colpite  dalla eccezionale siccità degli anni 2000,  2001  e
 2002",  degli onorevoli Villari, Barbagallo, Lotta, Raiti  e
 Spampinato.
   Ne do lettura:

         <<All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
         premesso che la legge n. 178 del 2002 al comma 4 bis
         dell'articolo 13, ha disposto che siano concesse  le
         provvidenze della legge n. 185 del 1992, secondo  le
         procedure  e le modalità in essa previste  integrate
         dalle  disposizioni  dello  stesso  articolo,   alle
         imprese  agricole,  singole  e  associate,  e   alle
         cooperative  agricole  di conduzione  ricadenti  nei
         territori danneggiati dalla siccità negli anni 2000,
         2001 e 2002, dichiarata eccezionale con decreti  del
         Ministro delle Politiche agricole e forestali;

         constatato  in  modo  chiaro  ed  evidente  che   il
         legislatore, inserendo in fase di approvazione della
         legge  (conversione del decreto  legge  n.  138  del
         2002)  tale  disposizione,  ha  previsto  che  siano
         concesse le provvidenze contenute nella legge n. 185
         del  1992  alle aziende agricole di cui  sopra,  che
         hanno  subito danni da siccità in almeno  uno  degli
         anni considerati;

         considerato  che,  a seguito di pubblicazione  nella
         GURI  della  legge n. 178 del 2002, diverse  aziende
         agricole della provincia di Siracusa hanno inoltrato
         al      competente      Ispettorato      provinciale
         dell'agricoltura le istanze per la concessione delle
         suddette  provvidenze, tenuto anche conto del  fatto
         che   la  provincia  di  Siracusa  ha  ottenuto   la
         delimitazione  dei danni nel proprio territorio  per
         la  siccità del 2001 (DM 21.12.2001, GURI n.  8  del
         10.1.2002);

         constatato,  infine,  che l'Ispettorato  provinciale
         dell'agricoltura  della  provincia  di  Siracusa  ha
         disposto l'archiviazione delle istanze prodotte  con
         la  motivazione  che 'le domande si  riferiscono  ad
         evento   calamitoso  (siccità   2002)   non   ancora
         riconosciuto  con il prescritto decreto ministeriale
         ...';

         preso  atto  che  l'Assessorato  dell'agricoltura  e
         delle   foreste  ha  respinto  i  ricorsi   per   la
         riammissione      delle      istanze      presentati
         successivamente  in  seguito  a  rassicurazioni   in
         merito  date da funzionari dello stesso Assessorato,
         con  la  semplice  motivazione  che  le  istanze  di
         rimborso  dei  danni possono essere presentate  solo
         dopo    la   pubblicazione   dell'apposito   decreto
         ministeriale;

         per   sapere   a  quale  logica  risponda   la   non
         applicazione nella Regione siciliana del comma 4 bis
         dell'art.  13 della legge n. 178 del 2002,  inserito
         in  fase di conversione del decreto legge n. 138 del
         2002  a  favore di aziende agricole che  allo  stato
         dovranno  aspettare  la  pubblicazione  del  decreto
         ministeriale  per  la  delimitazione  della  siccità
         2002,  pur non essendo questo espressamente previsto
         dal   comma  citato,  rendendone  di  fatto  inutile
         l'approvazione>>. (955)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
     rispondere all'interrogazione.

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
 Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  relazione  alla
 interrogazione  numero  955, comunico  che  la  problematica
 rappresentata  dall'onorevole Villari è stata  positivamente
 risolta  e nel dettaglio ritengo utile rappresentare  quanto
 segue.
      Con la legge n. 178/2002 di conversione del decreto  n.
 138/2002  (cosiddetto  omnibus) il legislatore  ha  disposto
 alcuni   interventi  agevolativi  per  le  imprese  agricole
 colpite dalla prolungata siccità del periodo 200-2002.
      In  particolare,  l'articolo 13 del decreto  "omnibus",
 come   modificato  in  sede  di  conversione,  prevede   tra
 l'altro,  al  comma 4-ter, la concessione  di  finanziamento
 decennali  a  tasso  agevolato per il pagamento  delle  rate
 delle  operazioni  di  credito agrario  di  esercizio  e  di
 miglioramento.
      Successivamente,  con  la  legge  2002   n.   256,   di
 conversione  del  decreto  legge  n.  200/2002,  sono  state
 apportate alcune modifiche al decreto "omnibus" - a  seguito
 anche  di una forte sollecitazione della regione - che hanno
 consentito di ricomprendere nell'ambito dell'intervento  per
 i  mutui  decennali  anche territori  inizialmente  esclusi,
 come la provincia di Trapani.
      Nello  stesso  periodo  il  Ministero  delle  Politiche
 Agricole  e  Forestali procedeva ad una  prima  ripartizione
 delle  risorse  disponibili e solo il  20  gennaio  2003  il
 Ministero  ha emanato la circolare esplicativa  relativa  al
 decreto  legge  per gli interventi a sostegno delle  aziende
 agricole colpite dalla siccità.
      In   tutto   questo  periodo  l'Assessorato   regionale
 Agricoltura  e  Foreste ha avuto un ruolo attivo,  in  primo
 luogo,  di  analisi  delle  problematiche  attuative  e,  in
 secondo luogo, attraverso numerosi contatti ed incontri,  di
 stimolo  e  proposta verso gli Uffici del Ministero  per  la
 definizione delle modalità operative e d'intervento.
      Con   la  circolare  n.  322  del  14  febbraio   2003,
 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione n. 10  del
 28  febbraio 2003, l'Assessorato ha provveduto ad emanare le
 disposizioni per l'attuazione degli interventi  relativi  ai
 commi  4  bis  e  4 ter dell'articolo 13 del  decreto  legge
 138/2002,  come modificato in sede di conversione in  legge,
 per la concessione dei finanziamenti dei mutui decennali.
      All'articolo  10  della circolare vengono  precisati  o
 termini e le modalità per la presentazione delle istanze  di
 finanziamento.  Le  imprese devono presentare  tali  istanze
 entro  il  termine  di  45 giorni dalla pubblicazione  sulla
 Gazzetta  della stessa circolare. Una specifica disposizione
 riguardava   i  territori  per  i  quali  non   era   ancora
 intervenuto   il   prescritto  decreto   del   Ministro   di
 declaratoria di calamità a causa della siccità.
      Al  momento  sono in corso le procedure  istruttorie  e
 l'Assessorato intende iniziare, entro la fine dell'anno,  ad
 emanare i decreti di concessione dei finanziamenti.
      Da  tutto  quanto  sopra emerge  con  chiarezza  che  i
 benefici  previsti  dal cosiddetto decreto  "omnibus"  hanno
 trovata  compiuta applicazione in Sicilia, con la necessaria
 attenzione e tempestività da parte dell'Amministrazione.
      Per     quanto    attiene    i    problemi     rilevati
 dall'interrogante  per  alcune imprese  di  Siracusa,  debbo
 sottolineare  la correttezza del comportamento degli  Uffici
 regionali  che non potevano in alcun modo accettare  istanze
 di  finanziamento prima dell'apertura dei termini   e  prima
 che  fossero  definite le modalità attuative dell'intervento
 pubblico.
      Da   quanto  detto  risulta  evidente  che  i  soggetti
 indicati   dall'onorevole   interrogante   hanno   avuto   -
 successivamente  alla  pubblicazione  sulla  Gazzetta  della
 circolare  n. 322/2003 - la possibilità di presentare  nelle
 forme previste le istanze di finanziamento; dunque non vi  è
 stata alcuna penalizzazione per tali aziende.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
   dichiararsi soddisfatto o meno.

    VILLARI Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza  n.  95  "Notizie
 circa l'acquisto di agrumi siciliani da parte dell'AGEA",  a
 firma degli onorevoli Raiti, Ferro e Miccichè.
    Ne do lettura:

         <<Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per
         l'agricoltura e le foreste, premesso che:

       - il  15  marzo 2001 si svolse a Roma nella  sede  del
         Ministero  delle politiche agricole un incontro  tra
         l'allora   Ministro,   Alfonso   Pecoraro    Scanio,
         l'Assessore regionale per l'agricoltura  del  tempo,
         Salvatore   Cuffaro,   e   il   Direttore   generale
         dell'Agenzia   per  le  erogazioni  in   agricoltura
         (Agea), Edoardo Senes;

       - in  questo  incontro  fu presa la  decisione  di  un
         investimento   governativo  di  25  miliardi   delle
         vecchie lire per il ritiro degli agrumi siciliani;

       - fu  stabilito  che gli agrumi (arance rosse,  arance
         bionde,  mandarini e limoni) sarebbero stati inviati
         ai paesi poveri;

     considerato che:

       - l'iniziativa presa di concerto tra il rappresentante
         del  Governo  nazionale e l'Assessore competente  si
         inquadrava nell'ottica di togliere dal mercato,  nel
         corso    della    campagna    agrumicola,    ingenti
         quantitativi di agrumi in modo da mantenere alto  il
         prezzo,  sostenendo  in  questo  modo  l'agricoltura
         siciliana e quindi la sua economia;

       - si  eviterebbe di perdere la produzione di  svariate
         tonnellate  di  agrumi,  evitando  ulteriori  penose
         perdite   ai  produttori  siciliani,  che  avrebbero
         potuto  utilizzare  lo  stesso  prodotto  per   fini
         umanitari;

       - in     prospettiva     sarebbe    stata     favorita
         l'individuazione e l'apertura a nuovi  mercati,  per
         dare  nuovi  sbocchi  all'agonizzante  agrumicoltura
         siciliana;

       - i  paesi  più  bisognosi, a cui  donare  gli  agrumi
         siciliani, avrebbero dovuto essere individuati dalla
         Direzione competente del Ministero degli esteri;

     preso atto che:

         -  fu dato mandato all'Agea di acquistare gli agrumi
         siciliani;

         -  si  decise di stanziare venticinque dei  sessanta
         miliardi di lire previsti dalla Finanziaria  per  la
         crisi del settore agrumario;

     per conoscere:

         -  se  e in che modo l'Agea abbia provveduto o  stia
         provvedendo all'acquisto degli agrumi siciliani;

         -  come siano stati utilizzati i fondi destinati  al
         sostenimento dell'agricoltura siciliana;

         -  da  quali ditte siano stati acquistati gli agrumi
         ed a quali scopi siano stati destinati>>. (95)

     Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
     rispondere all'interpellanza.

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
 Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,   in   riscontro
 all'interpellanza numero 95 dell'onorevole  Raiti,  relativa
 a  notizie  circa  l'acquisto di agrumi siciliani  da  parte
 dell'Agea,  si  premette che con l'articolo  137della  legge
 388/2000  è  stato  assegnato  alla  Regione  un  limite  di
 impegno  di  21 miliardi di lire, della durata di  15  anni,
 corrispondente  ad  un  capitale  mutuabile  di  almeno  200
 miliardi  di  lire  da  destinare per interventi  diretti  a
 contenere  i  consumi e i costi energetici delle  piccole  e
 medie   imprese,   fronteggiare   la   crisi   del   settore
 agrumicolo, sostenere iniziative e investimenti  nei  comuni
 sede  di  impianti di raffinazione, estrazione e  stoccaggio
 di prodotti petroliferi.
      Con  l'articolo  1, comma 4, della legge  regionale  n.
 6/2001  "Finanziaria 2001" agli interventi per  fronteggiare
 la   crisi  del  settore  agrumicolo  sono  state  destinate
 risorse pari a 66,7 miliardi di lire, circa 34,4 milioni  di
 Euro,  che  sono iscritte nel capitolo 542912  del  bilancio
 della Regione.
      Nel  corso  dello  stesso anno (2001)  l'Assessore  per
 l'agricoltura,  di  concerto  con  l'allora  Ministro  delle
 Politiche  Agricole  e Forestali ed il Direttore  dell'Agea,
 stabilì  che  -  data  la gravità della  crisi  del  settore
 agrumicolo - fosse opportuno procedere in analogia a  quanto
 effettuato   nel  corso  dell'anno  2000,   ad   un   ritiro
 straordinario    degli   agrumi   da    destinare,    previa
 trasformazione in succhi, ai Paesi PECO.
      Di   conseguenza,  a  valere  sulle  risorse   di   cui
 all'articolo  137 della legge n. 388/200, in data  23  marzo
 2001   è   stato   pubblicato   dall'Assessorato   regionale
 dell'agricoltura e foreste, un bando di gara per  il  ritiro
 di  complessivi 115.000 quintali di arance bionde e rosse  e
 di   50.000   quintali  di  limoni  da   destinare,   previa
 trasformazione   in   succhi  da   parte   delle   industrie
 aggiudicatrici, ai paesi PECO.
      Complessivamente sono stati ritirati 98.487 quintali di
 agrumi  (a  430  lire  per chilogrammo),  corrispondenti  al
 costo  di  4.234.941.000 lire (pari a circa 2,08 milioni  di
 euro). Il succo disponibile è pari a litri 1.320.750.
      Nel  frattempo il Ministero degli Esteri ha  comunicato
 l'elenco  dei  Paesi  che  hanno manifestato,  attraverso  i
 canali  diplomatici, il proprio interesse  a  ricevere  tale
 tipologia  di aiuti ed ha richiesto le coordinate  dell'Ente
 designato  a  coordinare la fornitura e la distribuzione  di
 cui sopra.
      L'Assessorato, tenuto conto che l'AGEA aveva coordinato
 il  ritiro  effettuato nel 2000, ha chiesto a tale  ente  di
 organizzare, di concerto con il Ministero degli  Esteri,  la
 fornitura  in  questione. Tuttavia, poichè il  ritiro  delle
 arance  era  stato effettuato con risorse regionali,  l'AGEA
 ha  risposto  che  avrebbe  potuto unicamente  fornire  alla
 Regione  un sussidio operativo, inviando le bozze  di  bandi
 di  gara  per l'individuazione delle ditte per il trasporto,
 sulla  base dei quali e con la collaborazione del  Ministero
 degli  affari  esteri, la Regione avrebbe  potuto  procedere
 direttamente  alla  consegna  dei  succhi  ai   Paesi   PECO
 interessati.
      Al  fine quindi di evitare alla Regione ulteriori oneri
 finanziari    (spese   di   trasporto   ed   organizzative),
 l'Amministrazione   ha   contattato   direttamente    alcune
 organizzazioni  caritative (Caritas, Croce rossa,  Unicef  e
 Banco  alimentare)  affinchè  provvedano  direttamente  alla
 distribuzione del succo.
      Attualmente sono in corso le trattative per affidare  a
 tali  enti la distribuzione dei succhi, che saranno  forniti
 nelle  quantità  previste dalle società  aggiudicatrici  nel
 momento in cui si entrerà nella fase operativa.
      Con ulteriori risorse nazionali dell'articolo 137 della
 legge  n.  388/2000,  per  la  quota  destinata  al  settore
 agrumicolo dalla legge regionale n. 6/2001, tenuto conto  di
 quanto  previsto  dalla  legge  regionale  n.  32/2000,   in
 particolare   dall'articolo  100  relativo  alle   dotazioni
 aggiuntive  al POR Sicilia 2000-2006, l' Amministrazione  ha
 proceduto  all'espletamento di un bando  specifico  per  gli
 agrumi  relativo  alla  misura 4.06 "Investimenti  aziendali
 nel   comparto   agrumicolo",  pubblicato   sulla   Gazzetta
 ufficiale della Regione numero 32 del 12 luglio 2002.
      Il bando prevede il finanziamento di investimenti delle
 aziende  agrumicole finalizzati ad adeguare  le4  produzioni
 alle   esigenze  del  mercato.  A  fronte  della   dotazione
 finanziaria di 25 milioni di euro, prevista nel bando,  sono
 pervenute  istanze ammissibili con una richiesta  totale  di
 contributi  per  15.238.646,56 euro;  il  finanziamento  dei
 progetti è in corso.
      Un'ulteriore iniziativa attivata a valere sulle risorse
 dell'art.  137 è quella relativa all'intera fornitura  delle
 arance   per   la  manifestazione  "arancia  della   salute"
 organizzata   dall'Associazione  italiana   ricerca   cancro
 (AIRC).
      Infatti, la Giunta regionale con deliberazione  n.  378
 del  20 novembre 2002 "Interventi per fronteggiare la  crisi
 agrumicola" ha ritenuto di impegnare la Regione ad  attivare
 con    le    risorse   disponibili   ulteriori    iniziative
 promozionali per il settore. Tra l'altro, la Giunta ha  dato
 indicazione di rafforzare la collaborazione con  l'AIRC  per
 accrescere  l'aspetto promozionale per gli agrumi  siciliani
 dell'iniziativa ""Arancia della salute",al fine di  ottenere
 una  maggiore visibilità del prodotto siciliano con elementi
 promozionali  aggiuntivi  rispetto a  quanto  ordinariamente
 previsto  in  base al contributo ex articolo 18 della  legge
 regionale n. 17/1996.
      Dato  il  significativo ritorno d'immagine avuto  dalla
 Regione  per l'importanza e l'eco dell'iniziativa a  livello
 nazionale,  che  pone  la Sicilia  in  primo  piano  per  le
 caratteristiche salutistiche dei suoi prodotti,  il  Governo
 intende  confermare la linea seguita nel  2002  e  nel  2003
 ancora  per  i  prossimi anni. A tale scopo è  in  corso  la
 stipula  con  l'AIRC  una convenzione  che  regolerà  per  i
 prossimi  tre  anni i rapporti tra la stessa Associazione  e
 la  Regione e per la quale si prevede di riservare 3 milioni
 di  euro  della dotazione finanziaria dell'articolo 137  nel
 periodo 2004-2006.
      Riepilogando,     le    risorse     finanziarie     per
 l'agrumicoltura  dell'articolo  n.  137   della   legge   n.
 388/2000  già  utilizzate ammontano ad oggi a  18.862.516,85
 euro;  ulteriori 3 milioni di euro sono programmati  per  le
 iniziative  "arance della salute". Quindi  il  totale  delle
 risorse  impegnate  e  programmate è  pari  a  21.862.516,85
 euro, secondo la seguente ripartizione:
     1)   Euro  2.187.164,50:  per  il  bando  ritiro  agrumi
     espletato durante la campagna 2001;
      2) Euro 15238.646,56: bando agrumi per il miglioramento
 dell'efficienza delle aziende agrumicole siciliane  (risorse
 aggiuntive misura 4.06 del POR Sicilia);
      3) Euro 632.032,71: manifestazione Arancia della salute
 edizione   2002,   organizzata  dall'Associazione   italiana
 ricerca  cancro  (AIRC) quale azione promozionale  a  favore
 degli agrumi siciliani;
      4) Euro 804.673,08: manifestazione Arancia della Salute
 edizione  2003,  quale azione promozionale  a  favore  degli
 agrumi siciliani;
     5)  euro 3 milioni, prevista come importo massimo  della
     campagne  AIRC per "L'arancia della salute" nel  periodo
     2004-2006.
      Le   risorse  disponibili  per  ulteriori   azioni   da
 programmare sono pari, pertanto, a 12.585.158,32 euro.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l onorevole  Raiti  per
 dichiararsi soddisfatto o meno.

    RAITI  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza n.  116  "Notizie
 sull'attuazione  dell'ordine del giorno  n.  236  "Difesa  e
 valorizzazione del patrimonio boschivo siciliano",  a  firma
 dell'onorevole Oddo.
   Ne do lettura:

         <<All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste,
         premesso che:

         -  le  finalità della legge regionale 6 aprile 1996,
         n.   16,  impegnano  la  Regione  a  promuovere   la
         valorizzazione del settore agro-silvo-pastorale,  il
         miglioramento   delle  condizioni  di   vita   delle
         popolazioni di montagna, l'indispensabile incremento
         della superficie boscata, la prevenzione delle cause
         di  dissesto idrogeologico, la tutela degli ambienti
         naturali, la ricostruzione ed il miglioramento della
         copertura   vegetale  dei  terreni   marginali,   la
         fruizione   sociale   dei  boschi   anche   a   fini
         ricreativi;

         - la legge regionale suddetta non è stata pienamente
         applicata, causando non poche deficienze  e  ritardi
         nella   valorizzazione,  crescita   e   difesa   del
         patrimonio boschivo regionale;

         -  occorre,  invece,  consentire  una  più  efficace
         tutela  del  patrimonio boschivo, una  difesa  delle
         aree protette e, in genere, una valorizzazione dello
         straordinario patrimonio naturalistico e  ambientale
         ancora esistente nella nostra Regione;

         -  nella seduta n. 134 del 3-4 aprile 2003, è  stato
         approvato  l'ordine del giorno n. 236 inerente  alla
         mancata  attuazione di quanto previsto  dalla  legge
         regionale n. 16 del 1996;

         - il predetto ordine del giorno impegnava il Governo
         della   Regione   e   per   esso   l'Assessore   per
         l'agricoltura  e  le foreste a porre  in  essere  le
         seguenti attività:

         a)  predisporre  un ampio ed organico  programma  di
         interventi forestali, anche a carattere pluriennale,
         finalizzato all'estensione della copertura  boschiva
         nella  nostra Regione ed alla riconversione  a  fini
         naturalistici delle formazioni alloctone;

         b)  avviare,  in  via urgente, le procedure  per  la
         redazione  dell'inventario  forestale,  della  carta
         forestale, dei Piani di assestamento e dei Piani  di
         gestione   per   ogni  sistema  boscato,   strumenti
         indispensabili  di pianificazione  e  programmazione
         del corretto impiego degli operai stagionali;

         c)  valorizzare  ampiamente il  settore  delle  aree
         naturali  protette,  utile  per  la  fruizione,   la
         sentieristica,  la rinaturalizzazione,  il  recupero
         ambientale, valorizzando, anche in senso  economico,
         aree  di  demanio forestale di particolare prestigio
         ambientale e paesaggistico;

         d)   orientare   l'attività  vivaistica   verso   la
         produzione di specie autoctone e la conservazione  e
         moltiplicazione  del  germoplasma  anche  di  specie
         tradizionali o in via di scomparsa;

         e)  riqualificare l'intera politica di forestazione,
         indirizzandola  all'innalzamento  dei   livelli   di
         naturalità  dei  sistemi  boscati,  programmando  e,
         finalmente,      realizzando      diradamenti      e
         latifogliamenti,    riconversione     delle     aree
         estesamente  interessate dalla  presenza  di  specie
         autoctone,  adottando  le  tecniche  della  gestione
         naturalistica  per  i complessi di  maggiore  pregio
         sotto il profilo ambientale e paesaggistico;

         f)  rielaborare  le prescrizioni  di  massima  e  di
         polizia   forestale   secondo   criteri   gestionali
         finalizzati alla tutela degli aspetti naturalistici,
         nonché faunistici, delle aree boscate;

     per conoscere:

         -  quali  attività abbia posto in essere al fine  di
         dare seguito all'ordine del giorno n. 236;

         -   se   intenda  rispettare  nel  più  breve  tempo
         possibile  gli  impegni  che  derivano  al   Governo
         regionale  dall'approvazione dell'ordine del  giorno
         suddetto    da   parte   dell'Assemblea    regionale
         siciliana>>. (116)

          Ha  facoltà  di parlare l onorevole  Assessore  per
 rispondere all interpellanza.

    CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura e delle foreste.
 Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,   in   relazione
 all'interpellanza numero 116 dell'onorevole  Oddo,  desidero
 in  primo  luogo evidenziare come il Governo  della  Regione
 stia  attuando quanto previsto dall'ordine del giorno numero
 236  approvato dal Parlamento regionale il 4 aprile  scorso.
 Ritengo   utile   procedere  rispondendo  a  ciascun   punto
 contenuto nell'interpellanza.
      Punto  A).  L'Amministrazione regionale sta  procedendo
 alla  realizzazione  per interventi per  l'estensione  della
 copertura   boschiva  mediante  l'attuazione  delle   misure
 comunitarie del Piano di Sviluppo Rurale (misura  H)  e  del
 Programma  Operativo  Regionale  Sicilia  2000-2006  (misura
 4.10).
      Si  tratta  di  interventi per lo  più  indirizzati  ad
 imprenditori   privati,  finalizzata  al   mantenimento   ed
 all'estensione delle aree boschive, complessivamente  finora
 hanno riguardato un ampliamento della superficie di 23  mila
 ettari  per  un  impegno finanziario pari a 110  milioni  di
 euro per opere riguardanti nuovi impianti boschivi. Sono  in
 corso di programmazione ulteriori 10 milioni di euro.
      Occorre  ricordare che tra le finalità della  regionale
 n.  16/1996  al capo 3 , e segnatamente all'articolo  31,  è
 previsto  un  ampliamento del demanio forestale mediante  la
 formulazione  di  un piano per l'acquisizione  dei  terreni.
 Tuttavia  nei fatti - per le priorità espressamente indicate
 dal  legislatore ai commi 1 e 4 dello stesso articolo e  per
 la  limitata consistenza delle poste finanziarie allocate in
 bilancio  per  questo scopo - l'acquisizione al  demanio  ha
 riguardato   aree   già   boscate,  non   potendosi   quindi
 sostanziare  in  un  reale aumento della superficie  boscata
 dell'isola.
      Per   quanto   concerne   la  "riconversione   a   fini
 naturalistici  ... ", l'Amministrazione ha  individuato  tra
 le  proprie  finalità proprio questa linea d'intervento  per
 la   quale   sono   stati  finanziati  progetti   in   corso
 d'esecuzione  per 30,064 milioni di euro,  mentre  circa  25
 milioni  di euro sono già programmati nella misura 1.09  del
 POR.
      Punto B). Tra le priorità programmatiche della Regione,
 inserite  nel  POR Sicilia 2000/2006 (misura  1.09,  gestita
 dal   Dipartimento  regionale  delle  Foreste)   vi   è   la
 realizzazione dell'inventario forestale e della relativa  la
 carta forestale.
      Al  riguardo,  si rappresenta che l'Amministrazione  ha
 già  emanato le linee guida per la redazione dell'inventario
 (pubblicate  sulla Gazzetta Ufficiale della  Regione  del  4
 ottobre 2002) e che sono state avviate le procedure  per  la
 stesura di tale strumento.
      E'  opportuno sottolineare che, avvalendosi di  risorse
 comunitarie e statali, l'Amministrazione intende  realizzare
 un  moderno Sistema Informativo Territoriale finalizzato sia
 alla  redazione dell'inventario e della carta forestale  sia
 al  monitoraggio degli interventi e, in una visione dinamica
 della  pianificazione, all'aggiornamento ed  all'adeguamento
 di tali strumenti programmatici.
      Allo  scopo il Dipartimento regionale delle Foreste  ha
 predisposto   un   apposito   progetto   che   prevede    la
 condivisione  di  informazioni  geografiche  riguardanti  il
 patrimonio  boschivo regionale ed altri tematismi correlati.
 Si  prevedi  di  giungere  alla pubblicazione  del  relativo
 bando di gara entro la fine dell'anno.
      La    carta    forestale   regionale   consentirà    la
 localizzazione   e   la   rappresentazione   grafica   delle
 indicazioni   sui   tipi   forestali.   Saranno,    inoltre,
 disponibili   altri   importanti   tematismi   utili    alla
 programmazione ed alla pianificazione regionale in  materia,
 tra  cui si citano quelli relativi alle entità vegetazionali
 interessate  dagli  incendi e della loro  vulnerabilità,  ai
 suoli,  all'erosione, agli incendi, ai vincoli (per  esempio
 idrogeologico),  alla  consistenza e condizioni  della  rete
 viaria,  alla disponibilità di risorse idriche da utilizzare
 nella repressione degli incendi.
      Sarà  il  Piano  Forestale, in corso  di  stesura,  che
 detterà   le   regole  per  la  redazione   dei   piani   di
 assestamento  e  di  gestione, in ogni  caso  di  competenza
 degli  Enti  gestori  dei complessi boscati  o  dei  singoli
 proprietari se trattasi di terreni privati.
      Per  quanto riguarda l'impiego degli operai stagionali,
 si  fa  presente che, nelle more dell'approvazione dei piani
 di   assestamento   forestale,  l?Azienda  regionale   delle
 Foreste Demaniali - secondo quanto previsto dal sesto  comma
 dell'articolo  13 della legge regionale n. 16/1996  -  opera
 mediante   programmi   annuali  di  attività   che   vengono
 elaborati avvalendosi degli uffici periferici.
      Punto  C).  L'Azienda regionale delle Foreste Demaniali
 in  atto  gestisce 33 riserve, per circa 70 mila  ettari  di
 territorio  protetto,  che  investono  il  territorio  di  8
 province e 68 Comuni.
      Attualmente,  le  risorse finanziarie  disponibili  per
 l'impianto  e  l'esercizio  delle  aree  naturali   protette
 gestite  risultano  alquanto limitate (nell'esercizio  2003,
 meno  di  2  milioni  di  euro) per una  vasta  politica  di
 valorizzazione delle stesse.
      Pur  nella limitatezza delle risorse, l'Amministrazione
 ha  in  corso di redazione i piani di gestione; recentemente
 sono  stati  presentati  i primi  due  esempi  di  piano  di
 gestione,  riguardanti le aree di Ficuzza e la Sughereta  di
 Niscemi.
      Va   rilevato  che  sono  in  corso  le  procedure  per
 l'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 6  della
 legge   regionale   n.  10/99,  che  potrà   contribuire   -
 disciplinando il pagamento di un biglietto d'ingresso  -  al
 reperimento  di  risorse aggiuntive per  la  manutenzione  e
 l'implementazione dei servizi nelle aree protette.
      Inoltre, si ricorda che - per favorire la conservazione
 e    la   valorizzazione   delle   risorse   ambientali    -
 l'Amministrazione    regionale    ha    già    dato    corso
 all'attuazione della prima fase della misura  1.11  "sistemi
 integrati territoriali ad alta naturalità" del POR  Sicilia,
 mediante  la  sottoscrizione di un accordo di programma  che
 investe,   tra  gli  altri  soggetti  gestori   delle   aree
 protette, anche l'Azienda regionale Foreste Demaniali.
      Punto  D).  Già  da  tempo l'attività vivaistica  della
 Regione  é  orientata alla produzione di  specie  autoctone,
 tendendo anche al mantenimento di specie tradizionali  o  in
 via   di  scomparsa,  che  costituiscono  larga  parte   del
 patrimonio  floristico dei boschi naturali,  di  particolare
 importanza  per  l'avifauna  e per  la  conservazione  degli
 equilibri ecologici.
      Una    particolare   attenzione   è    stata    rivolta
 all'Amministrazione  regionale alla raccolta,  conservazione
 e  moltiplicazione  del  germoplasma delle  specie  vegetali
 autoctone ad interesse agrario e forestale, per la  quale  è
 stata  individuata  una  specifica  misura  (1.12)  del  POR
 Sicilia.  L'attuazione di questa misura è in corso  sia  per
 la  parte a titolarità regionale, cioè di interventi gestiti
 direttamente dagli uffici della Regione, che per la parte  a
 regia  regionale, cioè di progetti realizzati da altri  enti
 sulla      base      delle     direttive      programmatiche
 dell'Amministrazione.
      a)  per  la parte a titolarità regionale, il 17  aprile
 2003  sono  stati avviati i lavori relativi al progetto  del
 Centro  regionale  per  il germoplasma  di  Vendicari  (SR).
 L'importo  complessivo  dei lavori  è  pari  a  1.899.296,41
 euro.  Si prevede di ultimare i lavori per il mese di giugno
 2005.
      Ulteriori interventi diretti della Regione riguardano i
 progetti  per  conservazione  del  germoplasma  vegetale   a
 Marettimo  e  a  Pantelleria e quello per  la  conservazione
 germoplasma viticolo siciliano.
      inoltre  sono stati predisposti i progetti  preliminari
 per  i  centri  di  conservazione di  Ficuzza,  delle  isole
 minori e per il germoplasma dell'ulivo siciliano.
      b)  per la parte a regia regionale è stato chiuso il 10
 giugno  2003  l'accordo  di  programma  con  dieci  soggetti
 beneficiari  (enti pubblici), per un importo complessivo  di
 6.044.500 euro.
      Punto  E).  Per  quanto riguarda gli  aspetti  relativi
 all'attività  di  programmazione  e  di  pianificazione,  il
 dipartimento  Foreste si è attivato per la redazione  di  un
 Piano    forestale   regionale,   documento   programmatorio
 generale  con  cui  parametrare  tutti  gli  interventi   di
 carattere forestale da realizzare nella nostra regione.
      All'elaborazione del documento (lo studio preliminare è
 in  fase  avanzata  di  definizione) forniscono  il  proprio
 contributo,  oltre  agli  Ispettorati  ripartimentali  delle
 foreste, l'Azienda foreste demaniali quale ente gestore  dei
 terreni  boscati facenti parte del patrimonio  indisponibile
 della  Regione ed il dipartimento interventi strutturali  in
 agricoltura. Sono state inoltre utilizzate le risorse a  tal
 fine   rese   disponibili  sulla  misura  7.01   "Assistenza
 tecnica" del POR.
      Nella  redazione del piano si terrà conto di  tutte  le
 indicazioni  emerse  in sede internazionale  in  materia  di
 ambiente  e politica forestale e concretizzatesi in  impegni
 formali   assunti  dall'Italia;  in  particolare   si   farà
 riferimento  a  quelli  riconducibili  al  controllo   delle
 emissioni  di CO2 nonchè alla nozione di gestione  forestale
 sostenibile",  intesa come programmazione di interventi  che
 tenga  conto dei bisogni delle generazioni future oltre  che
 delle   attuali  ed  avente  come  obiettivo   primario   la
 salvaguardia dell'ambiente.
      Inoltre  sarà  assicurato il rispetto  delle  direttive
 europee:   n.   92/43/CEE  del  Consiglio,   relativa   alla
 conservazione degli habitat naturali e seminaturali e  della
 flora  e  della fauna selvatiche; n. 96/62/CE del Consiglio,
 in  materia  di  valutazione  e di  gestione  della  qualità
 dell'aria    ambiente;   n.   79/409/CEE   del    Consiglio,
 concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
      In   particolare,  l'indirizzo  operativo  che  si  sta
 seguendo  nella realizzazione del piano per il  mantenimento
 e  lo  sviluppo  delle  funzioni  economiche,  ecologiche  e
 sociali  delle  foreste, prevede lo  sviluppo  dei  seguenti
 aspetti tecnici:
      Miglioramento  e difesa del patrimonio  forestale,  con
 particolare  riferimento  alla  possibilità  di   realizzare
 popolamenti   forestali  naturaliformi,   polifunzionali   e
 permanenti,  da gestire secondo i canoni di una selvicoltura
 sostenibile,  prevedendo  la  progressiva  conversione   del
 governo  dei  boschi  da ceduo a fustaia,  il  recupero  del
 patrimonio forestale con interventi di rinaturalizzazione  e
 di   ricostituzione  dei  boschi  danneggiati  favorendo  la
 rinnovazione  e  l'introduzione di  opere  di  difesa  delle
 principali  calamità  naturali,  ed  in  primo  luogo  dagli
 incendi, in accordo con la pianificazione antincendio e  con
 la  normativa attualmente in vigore, comunitaria,  nazionale
 e regionale.
      Azioni   specifiche  per  l'aumento  della   superficie
 boscata  regionale,  con particolare riferimento  ad  azioni
 tendenti   oltre   all'incremento   del   demanio   pubblico
 (acquisizioni   temporanee,   espropri)   anche    favorendo
 l'applicazione  di  interventi  finanziati  dalla   Comunità
 europea  per l'imboschimento di terreni agricoli, e non,  da
 parte di comuni e privati (vedi misure del PSR e del POR).
      Azioni   specifiche   per   la   conservazione    della
 biodiversità,   con   particolare  riferimento   ad   azioni
 tendenti  alla protezione di specie autoctone minacciate  ed
 alla  possibilità di latifogliamento dei boschi artificiali,
 atti  a  costituire popolamenti forestali in equilibrio  con
 le  condizooni  ambientali  della  stazione  d'intervento  e
 secondo  i coretti canoni della selvioltura e garantendo  il
 dinamismo delle popolazioni forestali autoctone.
   Prevenzione   ed  il  contrasto  alla  erosione   e   alla
 desertificazione, con riferimento ad interventi  finalizzati
 al  pieno recupero delle funzioni idrogeologiche dei sistemi
 forestali  ed  all'esecuzione di opere di bonifica  montana,
 finalizzate  alla  difesa del suolo per il  contenimento  di
 fenomeni   erosivi  ed  il  ripristino  di   condizioni   di
 stabilità   e  di  sicurezza  in  modo  da  contribuire   al
 miglioramento  dell'equilibrio  ecologico  e   alla   difesa
 dell'ambiente.
      Azioni  tendenti a favorire il valore  del  bosco,  con
 interventi  atti a favorire la funzione produttiva  (legname
 da  opera,  da  industria, legna da  ardere  e  da  carbone,
 frutti,  funghi, ecc.), la funzione protettiva a difesa  del
 suolo    e    dei    disastri    naturali,    la    funzione
 turistico/ricreativa   e   di   salvaguardia   dell'ambiente
 naturale   con  interventi  atti  a  favorire  una  corretta
 fruizione  del  patrimonio silvicolo, al fine di  soddisfare
 la  crescente  esigenza dei cittadini di riavvicinarsi  agli
 ambienti  naturali  e la funzione sociale  del  bosco  quale
 fonte  di  lavoro  e  quindi di reddito e  benessere  per  i
 lavoratori addetti al settore.
      Il  Piano  Forestale  verrà  a  porsi  come  quadro  di
 riferimento  della politica regionale per  la  gestione  dei
 boschi  e  dei territori montani, assumendo, in una  qualche
 misura,  valenza  di piano territoriale; per  tale  ragione,
 prima  della sua stesura definitiva, si prevede di  attivare
 un  momento di confronto e di raccordo con tutti i  soggetti
 interessati al fine di pervenire ad obiettivi condivisi.
      Entro  il  prossimo  mese di novembre  il  Dipartimento
 prevede  di presentare un documento denominato "Linee  guida
 del  Piano  Forestale Regionale", che rappresenta  un  primo
 momento di consolidamento del percorso per la redazione  del
 Piano definitivo.
   Punto F)
      Il  Dipartimento regionale delle Foreste ha già avviato
 le  procedure di aggiornamento delle Prescrizioni di Massima
 e  la Polizia Forestale previsto dall'articolo 6 della legge
 regionale  6 aprile 1996, numero 16 e delle tabelle  A  e  B
 annesse  alle  stesse.  All'aggiornamento  partecipano   gli
 Ispettorati Dipartimentali delle Foreste e l'attività  è  in
 fase avanzata.
      Infine,  per quanto attiene agli interventi  di  difesa
 del  suolo,  il  Dipartimento delle  Foreste  nel  redigendo
 Programma  triennale delle opere pubbliche 2003-2005  e  nel
 relativo  elenco annuale 2003 sta inserendo  gli  interventi
 di  sistemazioni  idrauliche e forestali,  manutenzioni  dei
 pendii  e  del reticolato idrografico, ritenuti necessari  e
 segnalati  anche dagli Enti Locali, oltre che  dagli  Uffici
 periferici.
      Inoltre,  si sono integrate le priorità previste  dalla
 legge  109/1994  e successive modificazioni ed  integrazioni
 (manutenzioni,   completamenti,  ecc.),  individuando   come
 prioritari (dopo quelli ovviamente fissati "ope legis")  gli
 interventi  eventualmente ricadenti  proprio  nelle  zone  a
 maggior  rischio  idrogeologico (zone  R4  e  R3  -  rischio
 idraulico  e da frana - identificate nel Piano straordinario
 per    l'assetto   Idrogeologico   approvato   con   decreto
 dell'Assessorato Territorio ed Ambiente).

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Oddo  per
 dichiararsi    soddisfatto    o    meno    della    risposta
 dell'Assessore.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non pensavo
 di    impegnare    tante    intelligenze    dell'Assessorato
 Agricoltura e Foreste per quanto concerne il richiamo  anche
 al  contenuto dell'ordine del giorno numero 236 approvato da
 quest'Aula mesi fa. Lo dico non per una battuta più  o  meno
 ironica,   ma   perché  è  l impressione   che   ho   tratto
 ascoltando.  Non  credo  sia  il  momento  adatto,   quindi,
 impegnerò solo un minuto e concluderò.
      Ascoltando quello che diceva l'Assessore, è il caso  di
 dire  che sarebbe opportuno cominciare a parlare della legge
 16/1996, di come è stata attuata e di come si interfaccia  o
 meno  con  le  misure  del POR Sicilia.  Sarebbe  un  ottimo
 argomento,  per  la  verità, ma non credo  sia  il  caso  di
 affrontarlo,  oltretutto in pochi minuti,  questa  sera.  Si
 troverà  il  modo,  evidentemente,  con  gli  strumenti  che
 ognuno    di   noi   ha   a   disposizione   per   ritornare
 sull'argomento.  Vorrei  solo  segnalare  due  aspetti  -  e
 concludo  -  che  erano  in parte contenuti  nella  risposta
 dell'Assessore, in parte fanno i conti con  una  realtà  che
 poi,  spesso  e  volentieri, abbiamo modo di constatare  che
 non  è  del tutto virtuosa a differenza di come teoricamente
 viene esposta, invece, nella risposta dell'Assessore.
        Mi  voglio  soprattutto riferire a ciò che  significa
 pianificazione per quanto concerne i lavori forestali e  non
 solo  per  quanto concerne gli operai stagionali.  Onorevole
 Assessore,  spesso, la  pianificazione di questi  lavori,  è
 un po' singolare.
         Capisco   che,  evidentemente,  quando  il   Governo
 riferisce  che  si  avvale degli Uffici periferici  non  può
 fare   altro,  però,  obiettivamente  dovremmo  dare  questi
 Uffici    periferici   delle   indicazioni.   Ad    esempio,
 occorrerebbe  una  visione  più  organica  e  strategica  di
 quello che si fa con i famosi cantieri. Spesso, infatti,  ci
 sono  cantieri che potrebbero essere fatti tra  un  anno  e,
 invece,   vengono  fatti,  non  si  capisce   bene   perché,
 immediatamente.  Ci sono, invece, interventi  che  sarebbero
 assolutamente  necessari   e non mi riferisco soltanto  alle
 zone  devastate  da incendi   e, invece,  perdiamo  tempo  a
 farli.
      Quindi, mi permetto di sottolineare che la necessità di
 avvalersi  di  Uffici  periferici significa  anche  indicare
 agli  Uffici  periferici l'esigenza  di  attestarsi  su  una
 pianificazione  complessiva, cosa  che,  evidentemente,  non
 c'è  stata.  Non mi pare che ci sia in questo momento  anche
 se  prendo  atto  che  la  volontà espressa  nella  lunga  e
 articolata  risposta  dell'Assessore  è  quella  di  mettere
 finalmente  in  atto  i  punti più  importanti  della  legge
 16/1996.
      Vero  è che abbiamo in atto bandi che si riferiscono  a
 misure   specifiche  del  POR.  Parliamo  evidentemente   di
 recupero  di  terreni non solo devastati  dagli  incendi  ma
 anche  di  terreni  sostanzialmente marginali.  Parliamo  di
 possibilità  di intervento da parte di comuni.  Le  segnalo,
 per  esempio,  che  in  queste ore molti  comuni  si  stanno
 rivolgendo ai suoi uffici per chiedere se possono  procedere
 ad espropri.
      Posso  permettermi  di pensare a un  sistema  boschivo;
 posso  permettermi di attrezzare un'area;  posso permettermi
 di  far  vivere  la montagna in una maniera  diversa;  posso
 permettermi  di  anticipare la legge sulla  montagna  che  è
 stata annunciata.
      Poi,  però,  se non hai la proprietà dei  terreni,  non
 puoi  procedere  e  questa  è,  obiettivamente,  una  grossa
 contraddizione. Se nel bando scriviamo che, invece, ci  sono
 le  somme  per  l'espropriazione, allora  dobbiamo  metterci
 d accordo.
      Io  capisco  che, evidentemente, non è la serata,  però
 dobbiamo  metterci d accordo su cosa effettivamente vogliamo
 che  diventi  la  Sicilia anche da questo  punto  di  vista;
 altrimenti, è chiaro che ogni giorno noteremo cose  che  non
 vanno.
      Quindi, mi dichiaro parzialmente soddisfatto perché  ho
 visto   l'impegno   che   è  stato  messo   nella   risposta
 alll'interrogazione e come gli uffici hanno lavorato.  Spero
 che  dalla  teoria  si possa passare alla pratica  in  tempi
 rapidi.


   Presidenza del presidente Lo Porto


             Discussione del documento di programmazione
        economico-finanziaria (DPEF) per gli anni 2004-2006.

     PRESIDENTE  Si passa al IV punto dell ordine del giorno:
 Discussione  del  documento  di  programmazione   economico-
 finanziaria per gli anni 2004-2006.
      Invito i componenti la seconda Commissione.  Bilancio ,
 a  prendere posto nel relativo banco. Ha facoltà di  parlare
 l onorevole Savona, relatore di maggioranza.

    SAVONA   vicepresidente della commissione e  relatore  di
 maggioranza.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  nello
 svolgere  la  relazione del DPEF 2004-2006,  devo  anzitutto
 sottolineare  che  quest'anno il documento giunge  all'esame
 da   parte   dell'Aula   in   tempi   più   brevi   rispetto
 all'esperienza del passato, ma pur sempre dopo  i  documenti
 contabili   che   nel   triennio   sono   stati   presentati
 all'Assemblea dal Governo.
      Come  è noto, il documento di programmazione economico-
 finanziaria   ha  tra  i  suoi  fini  precipui   quello   di
 consentire  al  Parlamento  di operare  una  valutazione  di
 coerenza  programmatica, rispetto  agli  obiettivi  in  esso
 indicati  sia dalle previsioni di bilancio che dai contenuti
 di  legge finanziaria, così come dovranno essere predisposti
 dal Governo sulla base delle linee individuate al DPEF.
      La    recente    riforma   del   Regolamento    interno
 dell'Assemblea che ha uniformato l'esame del documento  alle
 previsioni   di   Camera   e  del   Senato   stabilendo   il
 coinvolgimento delle commissioni di merito nella  procedura,
 va  certamente  nella  direzione di conferire  una  maggiore
 attenzione  e consentire una più articolata valutazione  dei
 contenuti del documento.
      La  legge  colloca il documento nella fase iniziale  di
 costruzione  dei  conti di previsione;  ciò  nonostante,  un
 calendario  sul quale hanno pesato difficoltà  obiettive  ha
 finito  con  il  determinare ancora una  volta  un  esame  a
 ridosso delle discussioni del documento di bilancio  le  cui
 previsioni  per altro appaiono in linea con i contenuti  del
 DPEF.
      Per  quanto  riguarda tali contenuti il DPEF  reca  una
 serie  di  parametri relativi al collegamento tra  variabili
 reali   dell'economia  e  variabili  finanziarie,  sia   con
 riferimento  alla loro linea di tendenza,  che  in  rapporto
 agli   obiettivi  perseguiti  con  le  manovre  di  finanzia
 pubblica  indicate  e  dunque i  contenuti  delle  politiche
 correttive  che  si  intendono  approntare;  la  definizione
 degli  indirizzi cui deve ispirarsi la legislazione di spesa
 della  Regione  e le altre linee di politica  economica  che
 rendano  coerenti gli obiettivi dichiarati; la ricostruzione
 di  un  quadro  integrato della finanza della Regione  e  di
 tutti  gli  enti del settore pubblico regionale e dunque  la
 sua evoluzione e dei fabbisogni complessivi.
      Sul  versante macroeconomico, il trend delle principali
 variabili  appare,  nel periodo, non soddisfacente.  Il  PIL
 regionale dovrebbe, infatti, crescere, in termini reali,  ad
 un  saggio  medio  programmatico  dell'1,3%  nel  2003,  per
 salire sino al 3,4% nel 2006, scontando, in questo modo,  le
 forti  incertezze dello scenario nazionale ed internazionale
 ed il conseguente calo dei consumi interni e dall'estero.
      Il DPEF 2004-2006 individua, poi, alcune aree e settori
 che,   in  relazione  al  loro  peso  e  alla  loro  recente
 evoluzione,   sono   considerati   dal   Governo,    terreni
 prioritari di intervento dell'azione pubblica regionale.  Si
 tratta,   in   primo   luogo,  della   riforma   complessiva
 dell'amministrazione,   tesa  a  rendere   la   stessa   più
 sensibile  alle istanze di ammodernamento e di  rinnovamento
 provenienti  dalla  società siciliana ed,  in  primo  luogo,
 dalle categorie produttive.
      Occorre  poi,  perseguire con  vigore  il  processo  di
 risanamento  contabile  già  intrapreso  con  le  precedenti
 leggi  finanziarie,  attraverso un  recupero  di  efficienza
 nella  gestione  delle entrate ed un rigoroso  rispetto  dei
 limiti  di  spesa assegnati alle diverse amministrazioni  ed
 enti.  In  questo contesto, si segnala che  il  percorso  di
 risanamento   non  potrà  più  contare,  come  nel   recente
 passato,  del  contributo riveniente dalla  definizione  del
 contenzioso  finanziario  Stato-Regione,  risolto   con   la
 sottoscrizione del Protocollo di intesa del 10 maggio 2003.
      Sarà  pertanto, necessario aggredire i nodi strutturali
 che  determinano  lo  squilibrio  delle  finanze  regionali,
 riformando  le  politiche e le linee di  azione  settoriali,
 intervenendo   con   particolare   decisione   sul   sistema
 sanitario, allo scopo di razionalizzare la spesa e  liberare
 risorse per il riequilibrio territoriale.
      Basti pensare che la spesa sanitaria rappresenta il 45%
 del  totale della spesa di parte corrente del bilancio;  che
 nel  triennio 2000-2002 la Regione é intervenuta a copertura
 dei  disavanzi  delle aziende sanitarie ed ospedaliere,  per
 un  importo superiore ad un miliardo di euro e che le  prime
 stime  dell'Assessorato al bilancio indicano in 500  milioni
 di  euro,  il  deficit  per  il  2003,  per  rendersi  conto
 dell'importanza che riveste, nella politica  di  risanamento
 finanziario,  il  contenimento e la razionalizzazione  della
 spesa del settore.
      Una  particolare attenzione dovrà essere ancora rivolta
 alle  condizioni  del mercato del lavoro, le  cui  politiche
 devono    continuare   a   porsi,   quale   obiettivo,    il
 ridimensionamento  del fenomeno del precariato,  utilizzando
 le  opportunità  offerte dalla recente riforma  dei  servizi
 per  l'impiego  operata  in ambito nazionale  con  la  legge
 "Biagi".
      Le  politiche  per lo sviluppo dovranno articolarsi  su
 diverse direzioni, al fine di garantire unità all'azione  di
 programmazione.   Sviluppi   significativi   si   sono   già
 raggiunti  nella predisposizione di nuovi Accordi  programma
 quadro   e   nell'elaborazione  degli  APQ   in   corso   di
 completamento. L'attuazione del POR Sicilia 2000-2006  è,  a
 sua  volta,  proseguita con il raggiungimento di  importanti
 risultati  ed  é  ora alle soglie della riprogrammazione  di
 metà   percorso.   In   questo   contesto,   un   contributi
 significativo  può  derivare dai  "Programmi  di  iniziativa
 comunitaria INTERREG III, LEADER PLUS, EQUAL e URBAN  II"  e
 dagli   strumenti  dello  sviluppo  locale,  costituiti   in
 particolare, dai progetti integrati territoriali (PIT),  dai
 Progetti  integrati regionali (PIR), dai Patti  territoriali
 e dai Contratti di programma.
      Ulteriori   aree  di  intervento  sono  da  individuare
 nell'ambito della difesa dell'ambiente e della tutela  delle
 risorse    naturali   del   superamento   della   criticità,
 nell'approvvigionamento e nella distribuzione delle  risorse
 idriche,  nel  contenimento  delle  situazioni  di   rischio
 idrogeologico,  nel risanamento delle aree  costiere,  nella
 realizzazione  di  adeguate  politiche  di  raccolta  e   di
 smaltimento  dei  rifiuti,  nel  potenziamento  del  settore
 energetico,   nella  tutela  delle  aree   protette,   nella
 definizione  di  strategie innovative per il  turismo  e  la
 valorizzazione  dei beni culturali, nella  razionalizzazione
 del sistema dei trasporti e delle comunicazioni.
      Si  ritiene,  altresì, necessaria una  riqualificazione
 dell'intervento  pubblico  nei settori  tradizionali  ed  in
 particolare,    nei    comparti   dell'agricoltura,    della
 forestazione,  del commercio, delle attività  manifatturiere
 e del credito.
      Riguardo  agli indirizzi per la politica  di  bilancio,
 viene  confermato, quale obiettivo fondamentale  dell'azione
 pubblica,   il  progressivo  contenimento  del  ricorso   al
 mercato  finanziario.  Il quadro tendenziale  di  competenza
 individua  un  ricorso pari a 554 milioni  di  euro  per  il
 2004,  a  333  milioni per il 2005 e a 312  milioni  per  il
 2006.
      Il  Governo  intende realizzare una manovra  correttiva
 tendente  a  ridurre il ricorso al mercato  programmatico  a
 258  milioni  per  il  2004  e ad  azzerarlo  nei  due  anni
 successivi,  completando  per questa  via,  il  percorso  di
 risanamento finanziario intrapreso sin dall'insediamento.
      La manovra per il 2004 sarà composta da misure di lungo
 periodo e misure minori di interventi congiunturali. Tra  le
 prime  la  riforma del sistema fiscale regionale,  la  lotta
 all'evasione  e  l'aumento della base imponibile  dovrebbero
 comportare  maggiori  entrate per 26  milioni  di  euro.  La
 riforma  delle leggi settore dovrebbero tradursi  in  minori
 spese  per  140 milioni di euro. Gli effetti della  crescita
 del  PIL  nominale, a seguito dell'attuazione dei  programmi
 di  sviluppo  comunitario nazionale e regionale,  dovrebbero
 quantificarsi in 68 milioni di euro.
        Tra  le  seconde  le dismissioni e le privatizzazioni
 dovrebbero   fruttare  quaranta  milioni  di   euro   e   la
 maggiorazione  accordata  dalla  Regione  a  seguito   della
 definizione   del   contenzioso  con   lo   Stato   dovrebbe
 attestarsi su 22 milioni di euro.

    PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa,
 relatore di minoranza.

    CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Signor  Presidente,
 onorevoli  colleghi, non mi senso di criticare  il  relatore
 di  maggioranza che ci ha riservato una scarna  sintesi  del
 DPEF,  scarna ma sostanziosa - dice l'Assessore  -   non  mi
 sento   di   criticarlo  perché  a  partire   dal   Governo,
 dall'Assessore che sottoscrive il DPEF che è l'Assessore  al
 bilancio  e  le  finanze,  la  sottovalutazione  di   questo
 documento è palese.
      Vorrei ricordare che questo DPEF è stato esitato per la
 prima  volta  in assenza dell'Assessore al Bilancio  il  che
 costituisce   una   evidente  forzatura   del   Regolamento;
 tuttavia,  la  Commissione ha sentito il  dovere  di  andare
 avanti  per  non bloccare i lavori d'Aula e per  ottemperare
 ad  una decisione della Conferenza dei Capigruppo. L assenza
 dell Assessore  ha impedito che vi fosse un reale  dibattito
 nella  sede  della Commissione  per intervenire  nel  merito
 del  DPEF  ed introdurre alcune modificazioni che  a  nostro
 giudizio  si  sarebbero rese necessarie ed  ancora  oggi  si
 rendono necessarie.
   Comprendiamo, però, che essendo già arrivati in  Aula,  il
 meccanismo  regolamentare rigido che presiede  all'esame  di
 questo  documento  impedirà di introdurre  modifiche,  anche
 perché,  molto  probabilmente, non c'è una volontà  politica
 della  maggioranza in tal senso.  Eppure, sarebbe  opportuno
 qualche  aggiornamento dei dati, che come si sa  in  materia
 economico-finanziaria  variano  in  modo  molto   veloce   e
 rapido;  bisognerebbe  adeguare  il  documento  alle   nuove
 previsioni,  ai ritocchi che anche a livello nazionale  sono
 stati  fatti  al  ribasso  delle stime  contenute  nel  DPEF
 nazionale,  ma  soprattutto  si  dovrebbe  depurare   questo
 documento  da quella sorta di orgia propagandistica  in  cui
 casca  ogni  anno  l'estensore  e,  quindi,  anche  chi  con
 propria  mano firma e, quindi, si intesta la titolarità  del
 documento.   Infatti,   un   documento   di   programmazione
 economico-finanziaria deve contenere gli  elementi  utili  a
 definire il quadro macroeconomico di politiche economiche  e
 di  politiche finanziarie volte a individuare le performance
 finanziarie  e  gli obiettivi finanziari da  perseguire  con
 gli  strumenti che l'esecutivo ha e il legislativo hanno nel
 triennio preso in esame.  Si deve, invece, evitare  di  fare
 di  questo  documento  l'occasione annuale  per  sbandierare
 successi  o  per  riproporre  pie  intenzioni  oppure   come
 succede   molto  spesso,  come  è  successo   negli   ultimi
 documenti  di programmazione economico-finanziaria  compreso
 quello  che  prendiamo  in  esame,  di   esaltare  in   modo
 acritico l'operato del Governo.
      Vero è che poi il DPEF. è zeppo di dati che sono più  o
 meno   attendibili;  infatti,  il  tutto  si  traduce  nella
 ponderazione, in via d'ufficio, di ciò che gli  Istituti  di
 ricerca  propongono. Vero è che, qua  e  là,  vi  è  qualche
 elemento  di  onesta resipiscenza, cosicché, ferma  restando
 l intenzione primaria di propagandare l'azione del  Governo,
 si   ammette   la  verità,  pur  cercando,  ovviamente,   di
 addolcirla  e  di  renderla più digeribile  per  i  lettori.
 Comunque, questa verità interessa coloro i quali  -  ma  non
 sono  molti  - hanno o la passione o il dovere di  esaminare
 questo documento.
      E  allora, basterebbe rifarsi alla legge istitutiva del
 DPEF, dove sono espressamente indicati i contenuti che  deve
 avere  un documento di programmazione economico-finanziaria:
 deve  fornire  in modo molto sintetico, ma anche  abbastanza
 preciso,   ciò   che   serve   per   stabilire   un   quadro
 programmatico,  a cui va ancorata la manovra finanziaria  di
 bilancio.  Sarebbe stato anche facile orientarsi sulla  base
 dei  DPEF  nazionali.  Anche lì  la  tendenza  è  quella  di
 enfatizzare,  soprattutto con l'ultimo DPEF  approvato,  gli
 impegni  che  il  Governo  ha  assunto  nel  periodo   della
 campagna  elettorale. Tuttavia, rimane un  documento  che  è
 abbastanza  contenuto nei giudizi e adeguato ai compiti  che
 la legge gli affida.
      Se ci fosse, oggi, l'intenzione, da parte del Governo e
 della  maggioranza,  di di ritoccare  le  stime,  i  dati  e
 quindi  anche  il documento, probabilmente noi  qui  avremmo
 fatto   un  altro  ragionamento,  ma  siccome  già   abbiamo
 verificato con l'andamento dei lavori della Commissione  che
 questa  intenzione  non  c'è, allora ci  tocca  ripercorrere
 brevemente  i  lineamenti  del DPEF  al  nostro  esame,  per
 esprimere  il  nostro giudizio, negativo nel suo  complesso,
 ma articolato nel ragionamento.
      Questo   vale,   soprattutto,  per  le  due   questioni
 principali  che  premono  e  che sono,  a  nostro  giudizio,
 significative  ai fini dell'esame del DPEF: da  un  lato  il
 grosso  buco  della spesa sanitaria che,  da  sola,  impegna
 ormai  il  50%  del  bilancio della Regione;  dall altro  il
 quadro  tendenziale finanziario che conclude il ragionamento
 che  il  DPEF sviluppa nell'arco di un centinaio di cartelle
 dattiloscritte.  Noi partiamo dai dati,  perché  abbiamo  un
 gap,  uno scarto tra la parte iniziale e le conclusioni  del
 documento.  La  parte iniziale del DPEF riguarda  l 'analisi
 macroeconomica   per   la  parte  relativa   alle   tendenze
 dell'economia  internazionale.  Queste  sono  veritiere   ed
 oggettive, anche perché si fondano su dati statistici  e  su
 ricerche  che  vengono prodotte dagli  Istituti  di  ricerca
 internazionale:  l'OCSE, il Fondo monetario  internazionale,
 Istituti di ricerca europea, quindi difficilmente in  questo
 campo  si  può  fantasticare  e si  può  inventare.  Bisogna
 riferirsi  a  quei  dati. La stessa cosa  vale,  in  qualche
 misura, anche per i dati riguardanti l'economia nazionale.
      Invece, c'è la parte relativa alla nostra Regione  dove
 il  DPEF  si  lancia  in una serie di previsioni  fantasiose
 quanto  infondate e - a volere usare parole meno  cariche  -
 per  lo  meno  dobbiamo definirle ottimistiche.  Infatti,  i
 dati  che  lo  stesso  DPEF fornisce  sono  i  seguenti:  la
 ripresa  economica a livello mondiale non parte,  l'economia
 degli   Stati   Uniti  ha  avuto  nel   2002   una   qualche
 accelerazione,     anzi     un'accelerazione      sostenuta,
 raggiungendo  un 2,4 per cento di crescita rispetto  al  PIL
 mentre l'anno precedente, il 2001, era stato, invece,  dello
 0,3  rispetto  al PIL. Il 2001 era stato l'anno 'orribilis',
 che   era  culminato  con  l'attentato  alle  Torri  Gemelle
 dell'11 settembre.
      Questo  scatto  in  avanti  dell'economia  USA  non  ha
 prodotto  effetti significativi sull'Europa dove la crescita
 è  stata appena dello 0,8 per cento, con una domanda interna
 che  cresce solo dello 0,2 per cento. Si è avuto, nel  corso
 di  questo periodo, un ritorno dell'inflazione con  varianti
 da  Paese  a Paese, molto più alta in Italia, più  contenuta
 negli  altri Paesi europei, ma comunque ben oltre  le  stime
 che erano state fatte preventivamente.
      La  previsione  di  crescita per il  2003  del  prodotto
 interno  lordo degli Stati Uniti viene compresa  tra  il  2,2
 per  cento e il 2,5 per cento. Queste sono stime dell'OCSE  e
 del  Fondo Monetario Internazionale; nel 2004 si prevede  una
 crescita,  secondo le stime dell OCSE e del  Fondo  Monetario
 Internazionale,  al 3,6 per cento - mentre  l Unione  europea
 la  fissa ad un più modesto 2,5 per cento - sulla base di  un
 ragionamento    che    è   attendibile    relativamente    ai
 comportamenti  sui  mercati  della  famiglia  americana,   le
 propensioni dell'economia americana.
      L'area dell'euro dovrebbe crescere, sulla base di queste
 stime,  a  un  tasso vicino all'1 per cento nel  2003  e  che
 dovrebbe  raggiungere il livello del 2,4 per cento nel  2004.
 Anche  la crescita del 2,4 per cento è una stima revocata  in
 dubbio  per  una  serie di considerazioni che  sono  fondate.
 Basta leggere i giornali in questi ultimi giorni.
      In Italia, poi nel 2002 abbiamo avuto una crescita dello
 0,4  per  cento che fa a pugni, con le previsioni  dei   vari
 DPEF,  ivi  compreso quello regionale dell'anno  passato.  Io
 credo  che  sarebbe  un  esercizio divertentissimo  andare  a
 rileggere  i DPEF degli anni precedenti: alla luce di  quello
 che  poi  è  successo  ci  sarebbe tanto  da  divertirsi.  Le
 previsioni  sono state fatte, così come quelle  dell'anno  in
 corso, con una propensione all'enfasi; i risultati sono   uno
 0,4  per  cento  di crescita del nostro Paese  nel  2002,  le
 esportazioni  nette  sono  calate  dello  0,7  per  cento,  i
 consumi  privati da + 1  nel 2001 sono scesi a 0,4 per  cento
 nel  2002, gli investimenti fissi lordi dal 2,6 per cento nel
 2001 passano a 0,5  per cento nel 2002.
  L'andamento  del  primo trimestre del  2003,  congiunturale,
 conferma il rallentamento della crescita del prodotto interno
 lordo rispetto al trimestre precedente:  da 0,9 per cento  si
 scende  a  0,8  per cento, con una caduta delle  esportazione
 dell 1,4  per cento, una caduta degli investimenti da  4,8  a
 0,4  per  cento. E  un dato clamoroso che il  DPEF  cerca  di
 spiegare  con la chiusura degli effetti della legge Tremonti,
 ma  è  troppo  benevola tale interpretazione, equivarrebbe  a
 dire  che la legge Tremonti incide sugli investimenti per  un
 4,3  per cento che sarebbe clamoroso. Basterebbe allora  fare
 una  legge  Tremonti con durata permanente per sostenere  gli
 investimenti, ma non è così, come si sa.
  Per l anno 2002, come abbiamo visto è un dato acquisito,  un
 +  0,4  per  cento,  nel 2003 si prevede  l'1  per  cento  di
 crescita, nel 2004 il 2 per cento, nel 2005 il 2,4 per cento,
 nel 2006 il 2,2 per cento.
  Quindi,   siamo  nell'ambito di un  quadro  macro  economico
 tendente  al ristagno, alla stasi e, comunque, ad  incrementi
 di  prodotto  interno lordo talmente bassi che  non  sono  in
 grado di stimolare la crescita nel nostro Paese, un Paese che
 ormai aspetta la locomotiva internazionale per ripartire  dal
 punto di vista economico.
  Il  quadro italiano è un quadro che si è aggravato. Io credo
 che  tutti,  meno coloro i quali hanno attenzione per  questi
 fatti,   sono   rimasti  colpiti  dalle   dichiarazioni   del
 vicedirettore  della  Banca  d'Italia  (parliamo  non  di  un
 impenitente  bolscevico  o  rappresentante  dell'opposizione,
 parliamo  del vicedirettore della Banca d'Italia) il  dottore
 Ciocca, il quale in una sede qualificatissima, a Salerno,  in
 occasione   della  riunione  della  società  italiana   degli
 economisti - quindi non parlava dal pulpito di un comizio  ma
 in  una sede che era in grado di intendere le cose che lì  si
 esponevano   ha svolto una relazione da cui emerge un  quadro
 tragico,  disastroso per quanto concerne  le  prospettive  di
 crescita  del Paese, oltre a un giudizio tranciante circa  la
 politica  degli  ultimi  anni del  Governo  italiano  che  ha
 ridotto  il Paese nello stato che conosciamo, con i dati  che
 abbiamo appena visto e una tendenza ulteriore al ribasso.
     Ma,   anche  per  quanto  riguarda  le  prospettive,   le
 previsioni   che   lì   venivano   fatte   erano   fortemente
 preoccupanti,  direi  quasi  sconsolanti.  Le  responsabilità
 venivano,   come  è  d'obbligo per  un  tecnico  che  non  si
 addentra  nelle  analisi  politiche, ugualmente  spalmate  su
 governi,  imprese,  sindacati,  forze  politiche  senza   una
 identificazione precisa. Ma non è questo che ci si  aspettava
 dal  dottore  Ciocca;  ciò che, però, conta  è  conoscere  il
 giudizio del tecnico, di un tecnico che ha responsabilità  di
 quel  livello,  e le previsioni che si fanno sono  abbastanza
 preoccupanti e critiche.
  E  in  questo  quadro,  c é  la Sicilia.  Il  salto  che  il
 Documento di programmazione economica e finanziaria fa, dalla
 descrizione  di  un quadro grave,  allarmante,  preoccupante,
 quando   si  passa  ad  esaminare  il  caso  Sicilia  diventa
 immediatamente ottimistico: da un lato, si fa un esame  degli
 anni  precedenti  sostenendo che nel periodo  1998-2001  -  e
 vorrei  far  notare  che  si tratta del  periodo  in  cui  ha
 governato  il  Paese un Governo di centrosinistra  -  abbiamo
 avuto  fortissimi investimenti nel Mezzogiorno e in  Sicilia.
 Parliamo  di un periodo d'oro per quanto riguarda il sostegno
 alle imprese, non sono parole mie ma  sono dati riportati nel
 DPEF,  quindi  a firma dell'Assessore per il bilancio  e  del
 Presidente  della Regione che appartiene al  centrodestra,  i
 quali  ammettono che in quel periodo la Sicilia  ha  avuto  i
 contributi più rilevanti dallo Stato soprattutto ex legge 488
 del  1992.  Tale legge  ha inciso per il 47%  per  cento  sul
 totale  degli  investimenti e per  il  43%  per  cento  sulle
 agevolazioni  approvate. In quel periodo  abbiamo  avuto  ben
 2.993  iniziative industriali finanziate in Sicilia  per   un
 ammontare di 7 mila miliardi di euro e con incentivazioni che
 hanno  toccato  i tre settori fondamentali che  sono  coperti
 dalla  legge 488, turismo, industria e commercio,  che  hanno
 dato risultati brillantissimi con previsioni occupazionali di
 oltre 40.000 nuovi addetti.
  Quindi,  si dice che quel periodo è stato un periodo  felice
 per  le  politiche  condotte dai governi nazionali  verso  il
 Mezzogiorno e verso la Sicilia. E tuttavia, nonostante questa
 potente  iniezione di contributi, di finanziamenti  agevolati
 che   sono  arrivati  a  destinazione  attraverso  meccanismi
 automatici, come viene scritto anche nello stesso  DPEF,  con
 una  forte  spinta all'investimento, essa non ha  determinato
 effetti  significativi di recupero del divario tra la  nostra
 Regione  e il resto del Paese dal punto di vista del prodotto
 interno lordo pro-capite. Anzi,  nel 2002, quindi dopo questo
 periodo  felice,  abbiamo  avuto  una  flessione  nel   campo
 agricolo, sia per quanto riguarda gli addetti sia per  quanto
 riguarda gli investimenti; nel settore del commercio  abbiamo
 avuto un calo del volume di vendite dello 0,8 per cento.  Nel
 settore  dei servizi, che in Sicilia incide per il  79,6  per
 cento  in termini di valore aggiunto e per il 71,8 per  cento
 in  termini  di  unità  lavorative  impiegate,  occupate  nel
 settore - parliamo del settore più cospicuo,  più sostanzioso
 dal punto di vista occupazionale e del mercato in Sicilia che
 denotano  un  quadro preoccupante,  nonostante  la  messe  di
 finanziamenti,   quel   potente   stimolo    alle    attività
 imprenditoriali,  tuttavia nel 2002 é  successo  qualcosa  di
 inatteso:  non abbiamo avuto i risultati che quelle politiche
 dovevano determinare. E una ragione deve pur esserci che  non
 siano solo quelle che nel DPEF vengono addotte.
    Per  esempio,  per  quanto riguarda l'agricoltura,  si  fa
 riferimento agli eventi calamitosi degli ultimi anni; ma  non
 possono  essere questi eventi tali da determinare  un  crollo
 degli  addetti e un calo del volume di affari e del  prodotto
 lordo vendibile che si é registrato in questo periodo.
  Così  come,  credo, non si possa addebitare la  caduta  del
 settore  industria solamente alle vicissitudini di carattere
 nazionale, vedi il caso Fiat che incide sul prodotto interno
 lordo della nostra Regione per uno 0,5 per cento; però é pur
 sempre  limitato ad un solo settore, anzi direi, ad un  solo
 sito produttivo con tutto l'indotto che vi é collegato.
     Si   tratta,  evidentemente,  di  segnali  che   vengono
 dall'azione del Governo nazionale e dall'azione del  Governo
 regionale  che non sono in grado di spingere la ripresa,  di
 sostenere  l'economia in un momento di difficoltà,  ma  dove
 comunque vi sono segnali importanti. Il DPEF sostiene che vi
 sono criticità che contrastano le tendenze migliorative.  E'
 questo, allora, che bisogna valutare.
    Vi sono tendenze migliorative e, guarda caso, queste sono
 da  imputare alle politiche svolte dal 1998 al 2001; ma  poi
 vi   sono  le  criticità  che  contrastano  queste  tendenze
 migliorative ma che non possono essere addebitate anche alla
 politica, perché la politica ha il compito di orientare,  di
 indirizzare,  di spingere, di programmare, di investire,  di
 sostenere   l'azione  dell'imprenditoria  e  delle   imprese
 private. Per cui, il calo occupazionale che si é registrato,
 più  che un calo, il rallentamento con un modestissimo + 0,9
 per  cento  che  abbiamo  avuto nel  2002  ci  dice  che  la
 situazione é veramente allarmante.
  Abbiamo  un  dato  complessivo  che  non  fa  assolutamente
 presagire  una  performance  in miglioramento  nei  prossimi
 anni;  oltretutto nei settori per noi importanti - e proprio
 perchè  sono i settori dove accusiamo le maggiori debolezze,
 come  quello delle importazioni -, tendiamo ad aumentare  il
 volume  delle  importazioni,  mentre  abbiamo  in  calo   le
 esportazioni, dovute certo all'effetto del calo dei prodotti
 petroliferi  ma che non sono compensate, essendo  questa  la
 voce  principale  delle  nostre  esportazioni,  dalle  altre
 esportazioni in crescita, quelle dei settori più innovativi,
 come  i telematici e informatici, oppure quelle relative  ai
 prodotti di qualità nel settore agroalimentare.
  Il  tanto  declamato settore turistico anch'esso ha  subìto
 una  flessione  nel 2002, dopo circa un decennio  che  aveva
 visto  il  flusso turistico in crescita in tutta  la  nostra
 regione,  anche  in  controtendenza, a  volte,  rispetto  ai
 risultati della politica turistica nell'intero Paese.
  Io  vorrei leggervi un passo del DPEF, che così recita:  "A
 conclusione  di  questa  sintesi  panoramica,  è   possibile
 affermare  che, in retrospettiva, la Sicilia ha  partecipato
 al  processo  di  convergenza del Mezzogiorno,  rispetto  al
 resto  del  Paese, che è tornato ad avviarsi  nella  seconda
 metà  degli  anni  '90. Vi hanno contribuito  strumenti  più
 agili   e   selettivi  di  incentivazione   pubblica   degli
 investimenti"  -  e  sono quelli elaborati  dai  Governi  di
 centrosinistra come ho poc'anzi detto -  "ma anche emergenze
 spontanee  del  tessuto economico radicate  nelle  vocazioni
 produttive  locali  e  dotate  di  una  certa  capacità   di
 innovazione.  Su questo scenario agiscono al momento,  oltre
 ai   condizionamenti  strutturali  negativi  già  noti,  gli
 effetti  del rallentamento del ciclo economico nazionale  ed
 internazionale,  rispetto a cui l'economia regionale  mostra
 una rinnovata sensibilità. Il quadro delle azioni correttive
 pubbliche  ha  di  fronte  a  sè l'onere  di  attenuarne  le
 conseguenze per preparare la ripresa".
  Quindi,  il  DPEF, dopo l'analisi, sostiene che  l'economia
 siciliana,  che  manifesta  una  rinnovata  sensibilità   al
 pesante   quadro  nazionale  ed  internazionale,  oltre   ai
 condizionamenti strutturali negativi che già  si  conoscono,
 ha subìto gli effetti del rallentamento del ciclo economico.
  A  questo  punto,  dice  il DPEF,   bisogna  rilanciare  la
 ripresa   e   vediamo  come  lo  fa.  A  questo  punto,   il
 ragionamento  che  era  stato  stringente  fino  al  momento
 dell'analisi svapora, per avere qualche dato favorevole alla
 propria  impostazione si aggancia al DPEF nazionale  che  in
 materia  di  fantasia e di propagandismo non  è  secondo  di
 sicuro  al  Governo regionale, dunque si appiglia  a  questi
 dati  e  dice  che  bisogna  incidere  sulle  infrastrutture
 materiali ed immateriali.
  Quindi,  riprendendo  il ragionamento del  DPEF  nazionale,
 che  destina - dice il DPEF regionale rifacendosi  a  quello
 nazionale  -  il  45 per cento della spesa in infrastrutture
 per  il  Mezzogiorno,  riportando questo  dato  come  se  si
 trattasse di una rivoluzione, quando noi sappiamo che il gap
 infrastrutturale   che  è  stato  più   volte   quantificato
 dall'Istituto  Tagliacarne,  ma  anche  dall'ISTAT,  tra  la
 Sicilia,  il Mezzogiorno ed il resto del Paese è nell'ordine
 del   38-39  per  cento.  Non  basta,   quindi,   avere   un
 investimento   destinato   al  Mezzogiorno,   infrastrutture
 inferiore  alla metà dell'intero investimento nazionale  per
 riequilibrare  questo  dato,  anzi  occorrerebbe   investire
 esattamente al contrario: 2/3 nel Mezzogiorno e 1/3 nel Nord
 del  Paese  per tentare di chiudere questa forbice  che  nel
 corso del decenni si è via via  aperta.
    E  dunque, riportare questo dato con enfasi è un  autogol
 clamoroso  perché  è  esattamente il  contrario.  Se  rimane
 l indicazione  contenuta  nel DPEF  nazionale  di  investire
 soltanto   il  45  per  cento  per  le  infrastrutture   nel
 Mezzogiorno  (e poi vedremo la Sicilia)  va  detto  che  non
 solo  il gap non si riduce ma si amplia perché oggi dare  il
 55%  al  resto  del Paese e il 45% al Mezzogiorno  significa
 investire in favore del Nord del Paese.
  Poi   dice:   efficienza  della  pubblica  Amministrazione,
 quindi   crescerà  il  Mezzogiorno  perché   saranno   fatti
 investimenti    per   rendere   efficiente    la    pubblica
 Amministrazione,   non   sappiamo   quali    siano    questi
 investimenti.
  Il  terzo punto è la certezza degli incentivi. E qui  siamo
 proprio  nel campo del risibile, tenuto conto che  la  prima
 cosa  che  ha fatto il Governo di centrodestra assumendo  la
 guida  del  Paese è stata proprio eliminare la  certezza  di
 automatismi in materia di incentivi che le leggi  precedenti
 avevano  garantito, le leggi di incentivazione,  soprattutto
 quelle relative alla programmazione negoziata, al credito di
 imposta, al prestito d'onore e la 488.
    Quindi,  questo è il problema. Allora, come  fa  il  DPEF
 nazionale e, di conseguenza, quello regionale a prevedere un
 differenziale  di  crescita positivo tra la  Sicilia  ed  il
 Mezzogiorno?  Infatti,  di questo 45%  di  investimenti  per
 infrastrutture  si  sa che il grosso è   per  la  Salerno  -
 Reggio Calabria. Sono investimenti dai quali, basta dare una
 scorsa   rapida   a  tutti  i  documenti  di  programmazione
 elaborati  ultimamente ivi compreso  la  delibera  CIPE,  la
 legge obiettivo Lunardi, per rendersi conto che la Sicilia è
 totalmente fuori. L'unica cosa che ci veniva destinata è  il
 Ponte sullo Stretto che, per lo meno, riguarda una sorta  di
 sogno  che  si  lascia  balenare  davanti  agli  occhi   dei
 siciliani. Ma poi il  viceministro dell'Economia,  onorevole
 Micciché,   pochi  giorni  fa  ha  dichiarato    a   livello
 personale, Assessore? Lo ha fatto a livello personale?

    PISTORIO  Il ministro Lunardi lo ha smentito.

   CAPODICASA   Il ministro Lunardi lo ha smentito.  Però  io
 dico qual è la mia interpretazione: l onorevole Miccichè non
 si  è  confuso quando ha dichiarato che il Ponte non  è  una
 priorità. E  perché lo ha dichiarato? Perché nell'elenco che
 il  Governo italiano ha portato a Bruxelles per stabilire le
 priorità delle grandi opere infrastrutturali, il Ponte sullo
 Stretto su 20 grandi opere occupa il diciassettesimo  posto
 E   ciò  sol  perché il Governo italiano ha fatto  di  tutto
 perché non uscisse fuori dalle prime grandi venti opere,  in
 quanto ciò avrebbe significato non solo contraddire in  modo
 plateale  e  clamoroso  il Presidente  del  Consiglio  e  il
 programma di Governo in materia di infrastrutture, ma  anche
 mettere in ridicolo un Governo che su questo si era speso  e
 su cui aveva impostato buona parte della sua azione.
  Quindi,   c'è  stato  un  gioco  delle  parti:  l onorevole
 Micciché ha preso alla lettera quanto si discuteva in quella
 sede,  ma  il  ministro Lunardi ha cercato di  mettere   una
 pezza  sopra  per evitare che il fatto diventasse clamoroso.
 E,  quindi, se diciamo che le cose stanno così, non c'è  più
 neanche  il  Ponte. Di sicuro non c'è da qui al 2006,  quale
 che  sia  la  posizione che ognuno di noi  può  avere  circa
 l opportunità  di  realizzare  il  Ponte  sullo  Stretto  di
 Messina.
  Pertanto,  questo differenziale positivo medio di  crescita
 rispetto  al  Mezzogiorno che la Sicilia  dovrebbe  avere  è
 assolutamente ingiustificato o, per lo meno, non è  spiegato
 nel  DPEF ed è quindi arbitrario, a nostro avviso, anche  ai
 fini  degli  effetti  che si devono  produrre.  Infatti,  le
 previsioni  non  sono fini a se stesse, ma   servono  poi  a
 definire  il quadro finanziario. Quindi, con quali obiettivi
 ci avviciniamo? Dice il Governo, nel suo DPEF, attraverso la
 riforma  della pubblica Amministrazione. E qui  comprendiamo
 effettivamente  cosa  intenda  il  Governo  in  Sicilia  per
 riforma della pubblica Amministrazione dal momento che  fino
 ad  oggi  ha  solamente pasticciato in materia  di  pubblica
 amministrazione.
  Poi  parla di federalismo fiscale, citando il fatto che dal
 federalismo  fiscale,  dice il DPEF, dovrebbe  derivarne  un
 incremento  di entrate. Ma è veramente pensabile che  questo
 possa  avvenire dal momento che, per quanto concerne  questa
 materia,  si  sa come inizia la discussione, ma  nessuno  sa
 come si concluderà?
  C'è  l'alta  Commissione  per l'applicazione  dell'articolo
 37,  i tempi sono stati ampiamente sforati rispetto a quanto
 era  previsto  nella  legge finanziaria  dell'anno  passato.
 Avevate  plaudito a quella norma,  ma non è successo  niente
 fino ad oggi.
  E  così  l'applicazione del Titolo V della Costituzione  in
 materia di tributi  non porterà di sicuro neanche un euro in
 più,   perchè significa utilizzare una norma che già abbiamo
 nel  nostro  Statuto,  e cioè la capacità  impositiva  della
 Regione.  Pertanto non dovevamo attendere  la  modifica  del
 Titolo V della Costituzione per poterla applicare.
  Per  quanto riguarda poi i rapporti finanziari tra Stato  e
 Regione   non si capisce cosa ciò dovrebbe  determinare  nei
 nostri riguardi, anche  perché non è affatto spiegato.
  La   riforma   fiscale  dello  Stato,  a  cui  il   Governo
 attribuisce  una  capacità  di aumentare  il  gettito  nella
 nostra  Regione, è priva di senso, considerato  che  sarebbe
 improntata  unicamente ad abbattere le  aliquote  IRPEF,   a
 superare gradualmente l'IRAP: il che equivale a dire che  ci
 saranno  meno entrate per la Regione siciliana che incamera,
 come si sa, la totalità dei tributi dello Stato e il gettito
 dell'IRAP, dopo di che ovviamente anche dell'IRPEF.
  Inoltre  non  si  capisce  come  la  politica  dei  condoni
 prevista  dal  Governo nazionale agirà dal  punto  di  vista
 tributario,   credo  sia  chiaro  a  tutti   che   decurterà
 ulteriormente le entrate della Regione.
  Abbiamo  poi  il grande buco della sanità.  E  qui  c'è  il
 bluff  contenuto nel DPEF che poi vedremo anche nella  legge
 finanziaria.
  Da  tutti  è  stato individuato nella sanità il  gravissimo
 problema che si è manifestato nell'arco di appena  tre  anni
 nella  Regione siciliana: fino al 2000  i conti della sanità
 erano  a  posto, dal 2000 ad oggi abbiamo avuto 350 miliardi
 di  lire, non di euro, che sono fisiologici quanto il  Lazio
 ne  aveva  a quell'epoca 5.500 miliardi, la Lombardia  e  il
 Piemonte ne avevano 5.000; noi eravamo l'ultima Regione, per
 deficit sanitario, sulle venti regioni italiane.
  Poi  c'é stato lo sfondamento, avete deciso di condizionare
 la  campagna elettorale sfondando la cassa della Regione  e,
 poi,  non siete stati più in grado di riprenderla. Questa  è
 la verità. E le proposte che fate per coprire il buco sono i
 ticket   Ma  noi  sappiamo  che i  ticket,  dopo  che  avete
 assegnato  loro  un valore taumaturgico, per  vostra  stessa
 ammissione,  hanno avuto effetti modestissimi  sulla  spesa,
 tant è  che  la  spesa  ha continuato  a  crescere  in  modo
 esponenziale.
  L'acquisto  centralizzato. Questo è il  secondo  obiettivo.
 Ma  anche  qui,  l'acquisto centralizzato tramite  CONSIP  o
 altri  meccanismi non ha comportato risparmi di una  qualche
 rilevanza.
  Le  verifiche  periodiche  sugli  obiettivi  finanziari  di
 budget   delle  aziende  sanitarie.  Ma  quali  sono  queste
 verifiche  periodiche? Se dobbiamo prestare fede a  ciò  che
 abbiamo visto finora come verifiche periodiche, allora siamo
 perduti,  considerato che né l'assessorato della  sanità  né
 l'assessorato   del  bilancio  che  si  era   preso   questa
 competenza,  attraverso  una  norma  inserita  nella   legge
 finanziaria, hanno preventivamente esaminato i bilanci delle
 USL  e  hanno  fatto scorrere col meccanismo  del  silenzio-
 assenso di averle approvate con un deficit contenuto in quei
 bilanci di circa 350 miliardi di vecchie lire.
  Poi   si   dice:  sistema  di  monitoraggio  della   spesa;
 programmi  di  sperimentazione per nuovi modelli  gestionali
 pubblico-privati;  dismissioni di immobili  non  utilizzati;
 nuovi  ticket  perché, si intende che quando  il  DPEF  dice
 rivisitazione equivale a dire che dobbiamo introdurre  nuovi
 ticket. Inoltre, controllo e monitoraggio delle prescrizioni
 mediche,  farmaceutiche  e  specialiste;  la  riduzione  dei
 ricoveri   impropri;   la   razionalizzazione   della   rete
 ospedaliera. Tutte chiacchiere che non sono state realizzate
 fino ad ora e non saranno realizzate da ora in avanti
  Non  si  capisce  perché non l'avete fatto l'anno  passato,
 non  l'avete  fatto l'anno prima ancora,  quando  il   buco
 della  sanità era già a livelli stratosferici. Non  capisco,
 veramente,  con  quale  senso di responsabilità  il  Governo
 presenti un documento che in una materia così delicata quale
 il  deficit della sanità, presenta questi caratteri  elusivi
 e, in qualche caso fantasiosi.
  Poi  il  DPEF continua passando ad altra materia,  con  gli
 enti   strumentali,.  Dobbiamo  concludere  le  dismissioni,
 peperò,  mentre  dice  così il Governo  presenta  una  legge
 finanziaria in cui tira fuori dalle dismissioni  degli  enti
 economici,  le  società  SARCIS  e  la  Siciliana  Gas,  con
 l'argomentazione  ridicola che  si  tratta  di  aziende  che
 operano  in  settori  strategici e quindi  la  Regione  deve
 controllare.  Il presidente della Regione sul "Giornale"  ha
 detto:  "basti pensare a quello che è successo con il black-
 out".  Appunto, essendo la Regione presente nella  SARCIS  e
 nella  Siciliana Gas è avvenuto il black-out e la Sicilia  è
 stata  l'ultima  regione  in Italia  i  ad  avere  avuto  la
 riattivazione della corrente elettrica.
  Si  dimostra  così  esattamente il contrario,  e  cioè  che
 avere  in  mano la Siciliana Gas o la SARCIS non  ci  ha  né
 protetti  dal  black-out  né  comunque  siamo  in  grado  di
 condizionare  la politica energetica. E' una  cosa  ridicola
 sostenere questo in un periodo in cui la politica energetica
 in  Europa  è stata liberalizzata; è stata liberalizzata  in
 Italia dove già lo Stato ha privatizzato l'Enel. Lo Stato ha
 fatto  quello che ha fatto in questa materia perché  esso  a
 sua  volta  non  è  in  grado  di condizionare  la  politica
 energetica se non attraverso i piani energetici.  E  noi  la
 vogliamo  condizionare e governare attraverso la  detenzione
 delle  azioni della Siciliana Gas che è una società, non  da
 sola  in  regime di monopolio, ma in concorrenza con società
 private e con altre compresa l Italgas che gestisce reti  di
 distribuzione?   Ma   quale  politica  energetica   si   può
 condizionare  tramite la Siciliana Gas che distribuisce  gas
 per  uso  domestico.  Ma  è ridicolo   Si  cerchi  un  altro
 argomento  per  sostenere che bisogna tenere  in  piedi  due
 società  per  garantire  la  presidenza  del  consiglio   di
 amministrazione a qualche sodale di partito,  qualche  posto
 in   consiglio  di  amministrazione;  si  cerchi  un   altro
 argomento   Si dice: "siamo a corto di posti, abbiamo  tanti
 clienti  da  soddisfare, per piacere lasciateci fare  questa
 cosa".  Ma  non  si  vadano a scomodare i santi  per  dovere
 sostenere una cosa di questo genere
  Assessore, io so che il suo partito  minaccia di  toglierle
 la carica di Assessore se il presidente Cuffaro va avanti su
 questa  linea.  Che a pagare alla fine sarà  lei.  Però,  io
 esiste  un  disegno di legge a firma Pagano che  indica   il
 mantenimento  della  Sarcis e della  Siciliana  Gas  tra  le
 società  che devono rimanere alla Regione senza contare  che
 sono due società che pesano finanziariamente
    C'è  una delibera di giunta del mese di  luglio o  agosto
 in   cui  la  giunta  regionale  autorizza  l'Assessore  per
 l industria  a dare 20 milioni di euro, vale  a  dire  circa
 quaranta   miliardi   di  lire  alla  Sarcis,   per   potere
 fronteggiare  i  suoi debiti, per pagare il personale.  Cioè
 noi  in  periodo  di dismissioni, quando stiamo  vendendo  i
  gioielli    e  questo è giusto che lo si faccia  in  quanto
 la Regione non deve essere più  Regione imprenditrice, non è
 il  suo  mestiere  e  non lo sa fare  -, noi  continuiamo  a
 volere mantenere in piedi società a cui solo qualche mese fa
 pur  essendo in piena crisi finanziaria regaliamo, diamo  20
 milioni di euro per risanare il bilancio di quella società?
    Credo che bisogna dire basta a tutto questo. Ed anche  in
 questo  campo  la teoria della golden share,  come  dice  il
 Presidente della Regione, è una cosa che non sta  in  piedi:
 la  golden  share  in società che hanno questo  carattere  e
 questo  peso minuscolo nelle politiche di settore? Dopodiché
 non  parlo  di Sicilia Acque, degli enti lirici e  sinfonici
 dove   si   dice  nel  DPEF  che  bisogna  trasformarli   in
 fondazioni.  Ma  io  ho letto,  adesso non  ricordo  se  nel
 disegno   di  legge  di  variazione  di  bilancio  o   nella
 finanziaria che viene invece proposto un meccanismo  diverso
 di  ripianamento del debito degli enti lirici e sinfonici  e
 dei  teatri. Quindi, non c'è coerenza tra le cose dette  nel
 documento  del  DPEF  e ciò che è scritto  poi  nelle  leggi
 finanziarie.  Dopodiché, si passa a alla parte  relativa  ad
 Agenda  2000,  agli Accordi di programma quadro,  sui  quali
 dirò soltanto due cose, considerato che l intera materia noi
 siamo  intenzionati  a  portarla  in  Aula   attraverso  una
 mozione  che affronti il tema con un dibattito specifico.  A
 nostro avviso, infatti,  l intera materia non può ovviamente
 essere trattata in una relazione di minoranza al DPEF.
  Va  notato  che  dopo  tre anni gli APQ  sottoscritti  sono
 sempre  quelli  che  avevamo elaborati  con  il  Governo  di
 centrosinistra:  si tratta dell APQ sui trasporti  e  quello
 sull'idrico,  rimaneggiati entrambi dal  governo  Cuffaro  e
 firmati poi successivamente.
  L unico  APQ  nuovo  sottoscritto è quello  sullo  sviluppo
 locale,  tutti  gli altri sono al palo: quello sull'energia,
 quello  sulla sanità, quello sulla emarginazione. Tutto  ciò
 che  di  nuovo si doveva fare - e vale la pena  di ricordare
 che   l'intesa  istituzionale  di  programma  prevedeva  che
 avrebbero  dovuto  essere  sottoscritti  entro  l'anno  2000
 (siamo  alla fine del 2003)  - ancora non è stato portato  a
 termine  perché  questi APQ sono soltanto in  uno  stato  di
 avanzamento ancora non ben definito.
  Agenda  2000,  che vuole essere per il governo  Cuffaro  il
 suo  fiore  all'occhiello - come ha  dichiarato  l'onorevole
 Pittella  nella  sua  relazione  al  Parlamento  europeo  in
 materia  di attuazione di Agenda 2000   la Regione siciliana
 è  invece  l ultima  tra le Regioni italiane.  Ma  anche  su
 questo  torneremo,  perché deve esserci un  approfondimento,
 anche  alla luce della relazione del rapporto del valutatore
 indipendente  Ernst  &  Young,   presentato  nel   mese   di
 settembre   nel   quale  sono  emersi  elementi   e   spunti
 interessantissimi per la discussione.
  Poi  abbiamo i PIC, non si capisce bene cosa ci si  aspetti
 dai  Programmi di iniziativa comunitaria quando dalla stessa
 illustrazione   che   fa  il  Documento  di   programmazione
 economica  e  finanziaria, si vede che è cosa  modestissima,
 fatta eccezione per quel poco che dà Intereg 3.
  Inoltre, volevo aggiungere una nota relativa ai PIT.
  Sento  avanzare una vivace polemica su una delle  cose  più
 innovative   contenute in Agenda 2000 riguarda  i  Programmi
 Integrati  Territoriali, che vedono  gli  enti  locali  come
 soggetti  attivi   i  quali finalmente hanno  decentrato  la
 spesa  e  hanno  reso più ravvicinata la  programmazione  ai
 bisogni reali della gente.
  Vorremmo  che tutto ciòo non preludesse a qualcosa  più  in
 avanti,  quando  si  dovrà  fare la  rimodulazione  di  metà
 percorso  di  Agenda  2000. Noi  comunque  saremo  vigili  e
 attenti anche su questo versante.
  Dopodiché,  permettetemi   una breve  considerazione  sulla
 parte  finale  del Documento, quella relativa  alla  manovra
 finanziaria.
  Si  dice  a proposito della finanza pubblica regionale  del
 DPEF che bisogna intervenire con le leggi di settore. E  qui
 c'è  una  affermazione nel DPEF elusiva poiché  si dice  che
 sono ancora in itinere le riforme di settore necessarie  per
 incidere sulla spesa regionale.
  Per  non  dire  che  non  c'è stata neanche  una  legge  di
 settore  Siamo già a metà del cammino della legislatura, e
    non  ce n è neanche una  Non una sola legge di settore  è
 giunta sino a noi.
      Per  quanto  riguarda le privatizzazioni  si  prevedono
 circa  cinquanta miliardi nel 2004, ma non si capisce  quali
 saranno  queste privatizzazioni, considerato che il  Governo
 già  tira  fuori la Siciliana Gas e tira fuori la Sarci  che
 sono  le uniche società che possono dare qualche euro  dalle
 privatizzazioni, abbiamo cioè un quadro che  è  irrealistico
 quello  che  ci  viene fornito. E questo quadro  tendenziale
 che  arriva addirittura a prevedere il pareggio di  bilancio
 è  solo  fumo  negli occhi, considerato che noi   avremo  un
 trasferimento per il fondo sanitario nazionale  in  ribasso;
 avremo,   come   si  sa,  una  politica   dei   condoni   di
 agevolazioni  che  porteranno una  riduzione  delle  entrate
 tributarie,  mentre  invece  rimarranno  costanti  le  spese
 correnti  fino  al 2006 come dice lo stesso  DPEF  e  avremo
 l'appesantimento  dovuto alla sanità che, come  credo,  aver
 avuto  moto  di argomentare, non saremo in grado di  ridurre
 con le politiche che si mettono in campo.
      Quindi,  con  tutto questo alle spalle, come  si  fa  a
 prevedere  una crescita del PIL del 4,2 per cento nel  2004,
 del  5,2  nel  2005,  del  5,2  nel  2006?  Addirittura  una
 crescita  dell'occupazione del 5  per  cento  nel  triennio,
 cioè  su  un  milione di disoccupati che abbiamo in  Sicilia
 noi  pensiamo  in tre anni di assorbirne 500.000.  Una  cosa
 assolutamente irrealistica.
      Nell'industria  si  prevede un incremento,  in  termini
 reali,  del  valore aggiunto del 7 per cento, riduzione  del
 GAP  infrastrutturale: è un libro dei sogni  e  non  c'entra
 niente  con la realtà effettuale. Quindi, io credo  che  noi
 dovremmo  essere  molto  più modesti,  prendere  atto  della
 situazione.  Onorevole assessore, i governi  sono  tali.  Se
 hanno  la  dignità, nei momenti di difficoltà,  di  dire  la
 verità  alla gente, non di nascondere i fatti, di nascondere
 la  realtà per poi alla fine prendere atto che tutto ciò che
 si  è  detto, promesso non arriva a un risultato, a un esito
 positivo,  e  poi magari attribuire la responsabilità  -  mi
 suggerisce l'onorevole Formica - al destino ...
      In  conclusione, signor Presidente, credo  che  bisogna
 darsi   una   regolata.   I  conti   che   presentate   sono
 assolutamente  infondati.  Il  quadro  tendenziale,   signor
 assessore, lo dico anche nel suo interesse perché  lei  alla
 fine  passerà alla storia come l'assessore che  si  è  visto
 passare  sotto il naso una grande occasione e  l'ha  perduta
 per  ignavia,  cioè  per  non  aver  voluto  combattere  una
 battaglia anche all'interno della sua maggioranza.  Come  si
 fa  a  non  calare  per  esempio  le  cartolarizzazioni  che
 giustamente mettete nel 2004, poi li riproponete nel 2005  e
 nel  2006?  Ma la cartolarizzazione si fa una volta  e  vale
 per  un ann  Voi le mettete in bilancio,  ma non c'è. Non  è
 previsto  il fatto che noi poi avremo nel 2005  e  nel  2006
 non  so quanti miliardi, forse novecento milioni di euro  in
 meno.  Quindi  i conti non tornano. Non solo  dal  punto  di
 vista  degli  obiettivi, delle previsioni, dei percorsi  che
 si individuano.
      E  dato  che  ho finalmente concluso, la prego,  signor
 assessore,  di  perdere un minuto con  me.  Se  lei  poi  mi
 spiega  cosa  significa che con la riforma  della  legge  di
 settore  dobbiamo recuperare 140 milioni di euro,  sono  280
 miliardi,  sono cioè 300 miliardi nel 2004, 110  milioni  di
 euro nel 2005 e poi 43 nel 2006. Ci date solo 43 milioni  di
 euro  derivanti dalla riforma delle leggi di settore, io  le
 sarò  grato, vuol dire che abbiamo letto male le  cose,  che
 voi  avete visto più lontano di noi, ma ancora la legge  sul
 trasporto pubblico locale dopo tre anni non fa un passo.  La
 verità  è che se voi mettete mano alla legge di settore  non
 siete  capaci di produrre effetti positivi da  un  punto  di
 vista  finanziario perchè sono tanti gli  interessi  che  si
 aggrovigliano e condizionano questo Governo  che  non  è  in
 grado di fare scelte veramente radicali, non è  in grado  di
 razionalizzare la spesa. E questo vale per la sanità, per  i
 trasporti.
  Lei  non deve dimenticare che avete messo mano a un decreto
 taglia-spese nel settore sanità.
    E  a  conclusione del percorso, proprio perchè non  siete
 capaci di dire no a nessuno il decreto tagliaspese
  si  è  tradotto  in  un decreto aumenta  spese.   Questo  è
 soltanto  un esempio, e vale anche  per i trasporti.
  Pertanto,  dire che ricaveremo 280 miliardi   nel  2004  da
 leggi di settore è un utopia  Io ormai è da 18 che sono   in
 questo  Parlamento però prima che me ne vada vorrei  vederla
 una legge di settore che porta 280 miliardi di risparmio  in
 questa regione
  Non  siete sicuramente voi quelli che lo potrete fare,  per
 le note ragioni, poiché  non avete una politica veramente di
 rigore  nonostante il DPEF sia pieno di questo  termine,  ad
 ogni  pagina è ripetuto 10 volte, ma in realtà solo  manovre
 contingenti sapete fare, come nella sanità, settore  in  cui
 manovre  da  400-500  milioni di euro  sono  necessarie  per
 tamponare le falle, ma politiche organiche che affrontino  i
 nodi  strutturali veramente come è necessario  fare  in  una
 situazione  finanziaria così grave non  siete  assolutamente
 capaci di risolverli.
  Ed  è questa la ragione per cui abbiamo deciso di preparare
 questa  relazione di minoranza  e ci apprestiamo a  dare  il
 nostro voto contrario.

   PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato l'ordine  del
 giorno n. 295, degli onorevoli Formica, Pistorio, Lo Monte e
 Mercadante, di cui do lettura:
   L'Assemblea regionale siciliana
     VISTO   il  Documento  di  programmazione  economica   e
 finanziaria per gli anni 2004-2006,
  CONSIDERATA l illustrazione in Aula dello stesso,
                            lo approva .

  Allo stesso è stato presentato un emendamento:

   Argomento  che  si vuole aggiungere nella  discussione  in
 Aula  alle tematiche del DPEF della Regione siciliana  2004-
 2006, di cui alla delibera di Giunta n. 233 del 5.08.2003 :
   Al  fine di favorire la infrastrutturazione presso le aree
 di  sviluppo  industriale, si inserisce la proposta  di  una
 razionalizzazione economica che eviti sprechi e disservizi e
 contemporaneamente rispetti l ambiente, nella  collocazione,
 l uso  e  la  gestione dei servizi situati nel sottosuolo  i
 quali si dovranno uniformare alle disposizioni contenute nel
 DPCM  3  marzo 1999 (GURI 11 marzo 1999 numero 58  direttiva
 per  la razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti
 tecnologici ).  Le  norme  ivi  contenute,  riguardanti   la
 razionale   sistemazione  degli  impianti  tecnologici,   si
 propongono  di  promuovere la scelta di interventi  che  non
 comportino,  in  prospettiva, la diminuzione della  fluidità
 del  traffico per i ripetuti lavori interessanti  le  strade
 urbane,  contribuendo  così sia ad evitare  gli  effetti  di
 congestionamento  causato  dalle  sezioni  occupate,  sia  a
 contenere  i  consumi  energetici,  ridurre  i  livelli   di
 inquinamento,   nonché   l impatto   visivo   al   fine   di
 salvaguardare  l ambiente  ed  il  paesaggio  e   realizzare
 economie  a  lungo  termine    (art.5).  L iniziativa  potrà
 beneficiare  di contributi da parte della Cassa  Depositi  e
 Prestiti.

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo  di
 parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Signor
 Presidente,  non  potrei dopo una ricca e soprattutto  lunga
 relazione della minoranza esposta bene da un punto di  vista
 dell'argomentazione fine a se stessa,  ma  assolutamente  di
 parte  e  quindi  non condivisibile perché non  esprime   un
 punto di vista oggettivo.
  Onorevole  Capodicasa, su questo DPEF lei  può  dire  tutto
 quello che vuole, potrà argomentarlo girando e rigirando  la
 frittata in tutte le maniere, però, devo dire che nonostante
 i  tentativi  di  rigirare la frittata la  soluzione  non  è
 quella che è stata proposta, vale a dire di un prodotto  che
 assolutamente  non  è valido, e le spiego  perchè  in  poche
 battute.
  Il   Dipartimento  delle  politiche  dello   sviluppo   del
 Ministero  dell'Economia ha avuto modo  di  studiare  questo
 documento   e  di  giudicarlo  serio,  attendibile.   Stiamo
 parlando  da  un punto di vista tecnico perchè noi  facciamo
 dei confronti con i dirigenti. E sa perchè l'hanno giudicato
 serio?  Non  per  le  politiche che ovviamente  non  vengono
 conosciute,  loro non sanno la ricaduta che  può  avere  una
 scelta  piuttosto che un'altra. Queste sono cose discutibili
 che  attengono  alla politica. Il DPEF  per  forza  di  cose
 essendo indispensabile per realizzare le entrate, e  lei  lo
 dovrebbe sapere bene perchè ha cominciato proprio lei questa
 iniziativa  legislativa, in Sicilia nasce nel 1999  col  suo
 Governo   e  di  conseguenza  lei  sa  l'origine,  onorevole
 Capodicasa, la motivazione, la ratio per cui il DPEF esiste:
 Ed è chiaro che deve essere coerente attorno ad una serie di
 parametri,  pena la non riuscita non soltanto  di  tutte  le
 conseguenze e le refluenze economiche e finanziarie  che  da
 esso dipendono ma soprattutto dall'impalcatura complessiva.
  Tradotto  concretamente: le entrate della Regione siciliana
 dipendono  da quelle che sono le previsioni di  entrata,  se
 noi  utilizzassimo dei termini finanziari sbagliati o  delle
 previsioni  troppo ottimistiche è chiaro che di  conseguenza
 noi dovremmo iscrivere tra le entrate cifre diverse rispetto
 a quelle che poi da lì a qualche mese saranno oggetto di una
 verifica puntuale.
  Onorevole  Capodicasa, lei non può dire  queste  cose;  non
 può  utilizzare tecniche che appartengono a logiche superate
 di  tipo  marxista o leninista. Lei stesso  infatti  ha  più
 volte  dichiarato che ciò fa parte della sua  storia,  della
 sua  cultura,  del suo passato ma non più del suo  presente.
 Quindi, non utilizzi tecniche di disinformazione perchè  non
 è  più così e proverò a dirlo e a spiegarlo anche in maniera
 spero concreta ed efficace.
  A  parte  il  fatto che le entrate devono  essere  un  dato
 certo   in  quanto  devono  essere  confermate  in   maniera
 assoluta.  E  guardi mi dispiace dirlo, ma noi  puntualmente
 abbiamo un DPEF che in termini di PIL è persino più prudente
 del   Ministero  dell'economia:  Siamo  stati  quindi    più
 realisti del re , il Ministero dell'economia ci dà tassi  di
 crescita  ogni  anno superiori a uno 02   03; l'anno  scorso
 per l esercizio 2002 è stata fatta una previsione al ribasso
 e  noi non abbiamo abbassato nulla perchè eravamo stati  già
 prudenti.  E  questa  è storia. E le  entrate  che  si  sono
 verificate al 31 dicembre 2002 sono state esattamente quelle
 che  avevamo previsto:  era esattamente il prodotto  interno
 lordo che avevamo immaginato.
  E  non  solo,  per  la prima volta nella storia  di  questa
 Regione,  da  quando esiste questo Governo, le  entrate  che
 prima erano giuridicamente perfette ma economicamente un po'
 troppo  azzardate  perchè venivano  iscritte  fino  all'anno
 precedente a che ci siamo insediati noi...

   CAPODICASA  relatore  di minoranza.  Questa  è  una  norma
 finanziaria che abbiamo introdotto prima del vostro Governo.

   PAGANO .  assessore per il bilancio e  le  finanze  .sulla
 base  delle uscite da che si è insediato questo Governo sono
 risultate    giuridicamente   perfette   ed   economicamente
 perfette.  Ma  sa perchè glielo dico questo  senza  tema  di
 smentita? Perchè parlano i fatti, perchè le entrate da  quel
 momento in poi, e precisamente dal primo agosto 2001 si sono
 puntualmente  realizzate sulla base  dell'articolo  54.  Non
 vorrei sbagliare ma è proprio questo; è dovuto alla legge  6
 approvata qualche mese prima non dal nostro Governo  ma  dal
 Governo  precedente che sostanzialmente ha fatto passare  un
 principio che è quello...

   CAPODICASA . relatore di minoranza.ma che cosa dice

   PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze..che
 abbiamo applicato perfettamente Guardi si vada a leggere  la
 relazione della Corte dei conti che ci ha dato pieno merito,
 cosa  che  non  è  mai accaduta compreso nei  suoi  governi,
 praticamente  il  principio  che  l'accertato  è  uguale  al
 riscosso. Per cui,  noi scriviamo tra le entrate quello  che
 è realmente il riscosso, cosa che invece non accadeva prima,
 per  cui abbiamo entrate che sotto il profilo giuridico sono
 assolutamente  non discutibili e sotto il profilo  economico
 assolutamente  certe.  E  la  Corte  dei  conti  nell'ultimo
 consuntivo  ci ha dato pieno atto e merito di questo e lo ha
 riconosciuto nei fatti.
  Onorevole Capodicasa, noi negli ultimi tre anni solari,  da
 che  ci  siamo insediati, quindi 2 esercizi e mezzo, abbiamo
 fatto  aumentare le entrate in questa Regione del  17%,  17%
 senza  aumentare le imposte. E tutto questo  perchè  abbiamo
 migliorato i rapporti con l'agenzia delle entrate, cosa  che
 prima era inesistente. Abbiamo migliorato il nostro rapporto
 col   concessionario,   abbiamo  realizzato   dei   rapporti
 straordinariamente  efficaci con  i  comuni  attraverso  una
 serie  di  leggi che abbiamo azzeccato. Leggi che ci  stanno
 copiando in tutta Italia.
    Noi  siamo  riusciti  a coprire il deficit  della  sanità
 perchè siamo riusciti ad aumentare del 17% le entrate, e  il
 17%   delle   entrate  vengono  fuori  sia  perchè   abbiamo
 migliorato i rapporti, come dicevo poc'anzi, ma anche perchè
 abbiamo  un prodotto interno lordo che prevediamo in maniera
 perfetta. Pertanto, non riesco a capire come lei possa  dire
 che questo documento è un documento falso; mi può dire che è
 un  libro dei sogni in qualche passaggio, io lo posso  anche
 capire non lo stiamo qui a negare.
  Siamo  figli di questa realtà, é giusto che si faccia anche
 marketing  politico  e,  quindi,  un  po'  di  ottimismo   é
 indispensabile non foss'altro perché si ha la speranza e  la
 si vuole realizzare.
      Ma  che  mi  si   dica  - lei che conosce  bene  questa
 Regione  e sa come venivano fatti i bilanci in precedenza  -
 che  almeno  da  un  punto  di  vista  della  strutturazione
 giuridico-contabile  questo  documento   é   falso,   guardi
 perlomeno  mi fa ridere  Lo dico con rispetto ma pur  sempre
 mi viene  da ridere
      Partendo  da questo presupposto,  a questo  punto  devo
 entrare nel vivo del ragionamento,  perché,  veda,  ci  sono
 due,  tre punti - tutti glieli possiamo fare passare     che
 non  possiamo  farle passare. In materia di  privatizzazione
 non  diciamo cose che non stanno né in cielo, né  in  terra.
 E'  chiaro  che  all'interno di questo  Parlamento,  non  di
 questo  Governo, esiste una differenza di posizione che  non
 appartiene ad un partito piuttosto che ad un altro.  Lei  fa
 parte  di  uno schieramento che é l'opposizione, all'interno
 del  suo  schieramento ci sono posizioni di retroguardia,  a
 proposito  dei  processi  di  privatizzazione,  e  ci   sono
 posizioni  di  avanguardia, lei appartiene a queste  ultime.
 Non  ci  sono  dubbi che all'interno del nostro schieramento
 ci  sono posizioni e punti di vista culturali perché  questo
 non  ha  niente a che vedere con il fatto politico  che  già
 tutti  la  pensano  esattamente  alla  stessa  maniera.   Lo
 scontro che sta ...

    CAPODICASA  relatore di minoranza. Questo è il Presidente
 della  Regione  con  il suo partito. E,  lei  ha  votato  un
 disegno  di  legge  in  cui  é  contenuto  il  disegno   del
 Presidente della Regione. Ci ha fatto caso?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze.  Va  bene
 ma  il  Presidente  della Regione é il mio Presidente  della
 Regione,  io lo difendo e lo porto avanti. Poi il Presidente
 della  Regione non é che é "scienza infusa".  Lui  stesso  é
 uno  che  si mette in discussione tutti i giorni  e  la  sua
 grandezza,  da questo punto di vista, sta in questo.  Non  é
 che é un uomo che dice "si fa questo perché lo ha deciso  il
 Presidente della Regione". E' uno che si siede in Giunta  di
 Governo,  discute,  ci sono posizioni diverse:  certe  volte
 impone il suo punto di vista perché tutti ci rendiamo  conto
 che  é  la  posizione  giusta e in altri  casi  no.  E'  una
 dialettica  normale  che  in un Paese  democratico  con  una
 legge democratica appartiene al nostro contesto di cui   non
 bisogna vergognarsi, nascondendola.
     Dov è  un Presidente della Regione che 100 volte su  100
 indovina?   Sarebbe   la  California,    anzi   nemmeno   la
 California  perché finora é stata gestita da democratici  ed
 ha  prodotto 54 milioni di deficit;i sarebbe la Florida che,
 da  questo  punto  di vista,  almeno è più  efficiente.  C'è
 Schwarznegger  che  speriamo aggiusti i disastri  che  hanno
 combinato quelli che lo hanno preceduto.
   Poiché, dunque, penso che abbiamo da dirci delle cose  più
 interessanti e più importanti, esaminiamo tali aspetti.
      Onorevole  Capodicasa, non è che  la  sanità  siciliana
 abbia   cominciato  ad avere problemi dall'oggi  al  domani.
 Lei  non  mi può dichiarare che quando c'era il suo  Governo
 il deficit era di 220 milioni di euro

    CAPODICASA  relatore di minoranza. Non esisteva l'euro  a
   quei tempi

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Glielo
 posso  dire io che era di 200 milioni di euro perché abbiamo
 prodotto   400  miliardi.  Allora  aveva  400  miliardi   di
 deficit.

    CAPODICASA  relatore di minoranza. Erano 300 miliardi  in
   10 anni.

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Se  le
 piace in vecchie lire glielo traduciamo così. Ma non mi  può
 dire  che  era  fisiologico,  la  prego     Per  favore  non
 cominciamo  a  dire  che esistono opposizioni  dove  c'é  un
 assessore  che  é più bravo, che quello che  c'era  nel  suo
 Governo  -  che non so nemmeno chi fosse   era più  bravo  e
 quello che cè adesso è meno bravo.
      Da   questo  punto  di  vista  non  esiste  un  deficit
 fisiologico.  Se  è deficit è deficit e se c'é.una  capacità
 di  migliorare  la  situazione dobbiamo lavorare  tutti  per
 realizzare  tutto  ciò. Come si fa? Lo  abbiamo  spiegato  a
 pagina  95  di questo documento di programmazione  economico
 finanziaria,  quello che lei ha spiegato con il  sorriso  in
 bocca,  ma  che purtroppo o per forza di cose, le piaccia  o
 non le piaccia,  é l'unica soluzione oggettiva.
     Su  un deficit che in vecchie lire, in atto,  é di quasi
 20  miliardi, proponiamo un processo di recupero in tre anni
 che  sostanzialmente dovrebbe portare al pareggio e  andremo
 quanto meno al recupero delle risorse finanziarie.
     Noi abbiamo messo 140 milioni di Euro che guardi che non
 é  una  cifra stratosferica, perché gli studi di Medio banca
 dicono  che  in Italia - e, quindi, anche in  Sicilia  -  ci
 sono  mediamente il 20 per cento degli sprechi,  il  50  per
 cento  delle  chirurgie siciliane hanno  ricoveri  impropri.
 Ogni  giorno  di  ricovero improprio equivale  a  600  euro.
 Quindi, onorevole Capodicasa, far funzionare la medicina  di
 base  significa  -  semplicemente facendo  fare  delle  cose
 normali  -  realizzare delle economie di scala  incredibili,
 che nemmeno si riescono ad immaginare.
      Quindi  quali  140 milioni di euro  Intanto  ci  stiamo
 riflettendo,  ci  stiamo  ragionando,  stiamo   facendo   un
 dibattito.  Se  il  fatto  stesso  che  in  tre  anni  siamo
 riusciti  a coprire il deficit ed a recuperare 3000 miliardi
 di  vecchie lire, perchè questo Governo è riuscito in questi
 tre  anni  a  coprire e non fare aumentare  il  deficit  che
 avevamo.

    CAPODICASA  relatore di minoranza E' questo l'obiettivo?

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Questo
 non  è  l'obiettivo, questo è quello che abbiamo realizzato.
 L'obiettivo certamente è quello di razionalizzare

    CAPODICASA    relatore  di  minoranza.   Quanto   abbiamo
 bruciato in tre anni nel settore della sanità?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Non lo so
 e  non  lo voglio sapere, io le posso raccontare come stanno
 andando  le  cose  e  quello che stiamo  facendo.  Il  fatto
 stesso  che  con  l'Assessore per la sanità,  in  Giunta  di
 Governo  si  sia  fatto un piano, che si sia scritto  quello
 che  si è scritto - cosa che non è mai stato fatto prima,  e
 finora  abbiamo  messo  zero:  riforme  di  strutture  nella
 sanità  zero  e  che  per la prima volta quest'anno  abbiamo
 messo  140  milioni  di euro -. è' evidente  che  per  avere
 scritto  questa  cifra ci sarà stato un dibattito,  ci  sarà
 stata una programmazione, ci sarà stato un confronto che  ha
 visto   protagonista  l'Assessore  per  la  sanità   e   che
 personalmente io ho tutto il dovere di appoggiare  in  toto,
 perché,   rispetto  ad un passato dove, invece,  il  deficit
 veniva  considerato  fisiologico, come  dice  lei,  oggi  si
 comincia  a  capire che bisogna aggredirlo, bisogna  ridurlo
 perchè  evidentemente  è  una  necessità  del  Paese  o,  se
 vogliamo, della Regione.
      Allora,  caro onorevole Capodicasa, finiamola  di  fare
 affermazioni  che, secondo il mio modesto parere,  non  sono
 in  linea con una visione oggettiva, sono in linea  con  una
 visione  di  parte  e  questo glielo posso  riconoscere,  ma
 oggettiva  no, perchè Lei deve ammettere che in  questi  tre
 anni  -  lo dice la Corte dei Conti, ce lo dice Merril Linch
 ,  ce  lo  dice   Moody s  -   siamo  riusciti  a  contenere
 all'1,60  per  cento  le  nostre  uscite:  le  nostre  spese
 correnti  quest'anno  sono  aumentate  appena  del'1,60  per
 cento.
        Quanto erano l'anno scorso rispetto al 2001? il 10,80
 per  cento;  quanto erano nel 2001 rispetto al 2000?  il  12
 per  cento; quanto erano nel 2000 rispetto al 1999 -   e  mi
 pare che c'era  lei - ? L'11 per cento.
      Per  la  prima  volta le portiamo all'1,60  per  cento,
 dovremmo essere contenti e lei mi dice che facciamo le  cose
 sbagliate.  Ce lo dice persino Merril Linch,   l'agenzia  di
 rating,  che  ha ammesso che le nostre uscite per  la  prima
 volta sono all'interno di un patto di stabilità.
      Quindi   lei  rimarrà  nella  sua  posizione,   io   la
 continuerò  a rispettare, ci faremo anche le risate  assieme
 ma  questo  documento  di  programmazione  finanziaria  sarà
 eccessivo  in  certi  voli pindarici perchè,  come  dicevamo
 poc'anzi,  ha il diritto anche di immaginare degli obiettivi
 di  massima, però un documento falso almeno da un  punto  di
 vista  del  quadro  programmatico  finanziario  non   lo   è
 senz'altro
      Chiudo con una serie di considerazioni. Questo DPEF  ha
 fatto  una  serie  di  valutazioni  da  un  punto  di  vista
 economico  e, quindi, contro il rallentamento che  il  ciclo
 economico  sta  subendo in Europa, ha potuto realizzare  una
 serie  di  cose che mi piace oggi evidenziare non tanto  per
 dare  delle  risposte  alla  sua tesi,  quanto  per  poterle
 ribadire a questa autorevole Aula.
      1)  Siamo  convinti, e quindi lo possiamo vantare,  di
 avere   avuto   dei  buoni  risultati  nelle  politiche   di
 incentivazione delle attività produttive che annunciano  una
 nuova   propensione  agli  investimenti  ed   una   migliore
 tipologia  degli stessi. Mi riferisco alla  488,  ai  patti,
 alla  società  dell'informatica, cose che hanno  contribuito
 ad  aumentare il prodotto interno lordo limitato, basso, non
 ottimale  ma che sicuramente è stato superiore a quello  del
 resto  d'Italia, questo è un dato che è sotto gli  occhi  di
 tutti.
      Ancora   abbiamo   verificato   una   dinamica    della
 produttività   del   lavoro   in   settori   del   terziario
 importanti,   in  maniera  più che  positiva  rispetto  alla
 media  nazionale. Nel turismo siamo l'unica regione d'Italia
 che continua a mantenere i tassi di crescita in aumento,  il
 settore  informatica,  grazie  all'Etnavallei,  continua  ad
 essere superiore ...

    CAPODICASA  relatore di minoranza. C'è una flessione ....

    PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze.  Io  sto
 facendo  una  comparazione tra noi e il resto d'Italia:  noi
 stiamo  diminuendo meno, siamo con una percentuale inferiore
 di  crescita rispetto all'anno precedente; questo è un  dato
 di fatto ed è certo, è scritto nel DPEF.
      Altro  dato  di comparazione. Sto cercando di  spiegare
 che  abbiamo  un  tasso  di crescita superiore  rispetto  al
 resto d'Italia e come sta venendo fuori questo.
     Terzo  elemento: crescita negli importi totali  e  nella
     dimensione  e del settore dell'informatica, l'avevo  già
     citato.
      Chiudendo  con  questo sforzo programmatico  che  spero
 venga  apprezzato, non dico da tutti, perché questo  sarebbe
 impensabile ed utopistico, ma sicuramente dai più, mi  sento
 di  potere dire che il documento è in linea con i  tempi che
 stiamo  percorrendo  e  che stiamo vivendo,  pur  tra  mille
 difficoltà che attengono a quello che anche lei in parte  ha
 spiegato  e che certamente meritano una riflessione  comune,
 anche  una  sensibilità comune, che lei  può  contribuire  a
 fare anche con le sue critiche che certamente serviranno  ai
 più  a  far  riflettere e a far pensare come meglio  operare
 nel  futuro. Chi è buon intenditore potrà sicuramente capire
 anche il senso delle  mie parole.

       PRESIDENTE    Ha   facoltà  di   parlare   l onorevole
 Assessore   per  illustrare  l emendamento  all ordine   del
 giorno n. 295.

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Questo
 emendamento  mi  è stato presentato fuori tempo  massimo  da
 Confindustria.  Sostanzialmente  fa  proprio  un  DPCM   del
 Governo  '99. E' un DPCM che prevede una cosa, se  vogliamo,
 di  grande profilo, sia ambientale che economico. Assistiamo
 quotidianamente nei lavori di manutenzione e  riparazione  a
 delle vergogne  che sono sotto gli occhi di tutti. Parlo  di
 strade.   Linee  che  vengono  interrotte  per  manutenzione
 dell'Enel, poi il giorno successivo dell'Ente acquedotto.
     In questa maniera nei quartieri che vengono concepiti ex
 novo,   oppure   nelle  aree  di  sviluppo   industriale   è
 indispensabile.
   Da  questo punto di vista  abbiamo solo due esperienze  in
 Sicilia,   una   nell'area   di  sviluppo   industriale   di
 Caltanissetta - da qui la sollecitazione che mi  è  arrivata
 -   e   l'altra  invece  a  Librino  (CT).,  dove  si  vuole
 realizzare   quest'opera  che  sostanzialmente  prevede   la
 razionale sistemazione del sottosuolo.
    In altre parole una sorta di canale unico da dove possono
 passare  tutte le reti. E questo nei quartieri nuovi,  nelle
 aree  di  sviluppo  industriale nuove    come  dicevo  -   è
 indispensabile.  Messo  come  documento  di   programmazione
 diventa a tutti gli effetti una battaglia di civiltà che  ci
 consentirà di risparmiare miliardi delle vecchie lire,  ogni
 anno e soprattutto disagi alla cittadinanza.

    CAPODICASA   relatore di minoranza. Perché nel  DPF?  Che
   senso ha?

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Perché
 diventa  di  programmazione, infatti mi è stato chiesto  non
 come  legge, come finanziaria, che mi è stata chiesta e sarà
 inserita, ma come documento di programmazione.

    PRESIDENTE    Pongo  in  votazione  l'emendamento   testé
 illustrato dall'onorevole assessore. Chi è favorevole  resti
 seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione,  così  come  emendato,
 l'ordine   del   giorno  numero  295  di  approvazione   del
 Documento  di  Programmazione economico finanziaria  (DPEF).
 Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a
   martedì 4 novembre 2003 alle 10.30, con il seguente ordine
   del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I  -     COMUNICAZIONI.

 II  -    LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
 LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
        N.  243    Non realizzazione in contrada Torre Inchiapparo
        di Mazara del Vallo (TP) della distilleria richiesta dalla
        ditta Bertolino.
        Oddo   Camillo;  Speziale  Calogero;  Capodicasa   Angelo;
        Cracolici  Antonino; Crisafulli Vladimiro;  De  Benedictis
        Roberto;  Giannopolo Domenico; Panarello Filippo;  Villari
        Giovanni; Zago Salvatore; Lo Curto Eleonora.
        (21.10.2003)

        N. 244   Interventi per la realizzazione di  Casa Sicilia
        in Svizzera.
        Raiti   Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè   Calogero;
        Morinello Salvatore; Orlando Leoluca.
        (22.10.2003)

       III  -   SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA:  Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione

 IV  -    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
         Norma  di interpretazione autentica dell articolo 13  della
        legge regionale 20 giugno 1997, n. 19  (n. 702/A)

        Relatore: on. Leanza Edoardo.

       V  -     VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)   Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
      dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
      l anno finanziario 2003   Assestamento  (n. 654/A)

   2)   Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
      l esercizio finanziario 2000  (n. 342/A)

   3)   Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
      l esercizio finanziario 1999  (n. 436/A)

   4)   Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
      l esercizio finanziario 2001  (n. 629/A)

   5)   Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
      l esercizio finanziario 2002  (n. 655/A)

                  La seduta è tolta alle ore 20.15

      Licenziato dal Servizio dei Lavori d Aula alle ore 23,00.