Presidenza del presidente Lo Porto
MICCICHE , segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l onorevole Scoma è in missione dal 24 al 29 ottobre 2003.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio allecompetenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati ed invitati alle
competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 (n. 702)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Cintola, Pistorio, Savarino in data
22 ottobre 2003
- inviato in data 22 ottobre 2003;
- Norme per l erezione a comune autonomo della frazione di
Canalicchio dei comuni di Catania, San Gregorio e Tremestieri
Etneo (n. 703)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
in data 23 ottobre 2003
- inviato in data 28 ottobre 2003;
- Disposizioni sulla durata in carica degli organi elettivi dei
comuni e delle province (n. 705)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Leontini, Formica in data 23
ottobre 2003
- inviato in data 28 ottobre 2003;
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l uso
del trasporto combinato strada-mare (n. 700)
- d iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti (Cascio) in data 21 ottobre 2003
- inviato in data 28 ottobre 2003;
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Riforma della formazione professionale (n. 701)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Basile, D Antoni, Lo Monte in data
21 ottobre 2003
- inviato in data 28 ottobre 2003;
- Disposizioni urgenti per la stabilizzazione dei soggetti
avviati con contratto di diritto privato stipulato ai sensi degli
articoli 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,
nonché per l inserimento lavorativo di soggetti impegnati nel
bacino delle attività socialmente utili (n. 704)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Sammartino, Virzì in data
23 ottobre 2003
- inviato in data 28 ottobre 2003;
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per la prevenzione, la cura ed il monitoraggio delle
patologie asbestocorrelate a causa dell amianto (n. 706)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 24 ottobre
2003
- inviato in data 28 ottobre 2003.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizione in materia di trasferimento di personale addetto
al settore idrico (n. 698)
- d iniziativa parlamentare
- PARERE IV COMMISSIONE;
BILANCIO (II)
- Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
materia di organizzazione amministrativa (n. 699)
- d iniziativa governativa
- inviato in data 21 ottobre 2003
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE;
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Istituzione di una commissione di indagine per accertare le
cause dell inondazione verificatesi nelle province di Siracusa e
Catania nella seconda decade del mese di settembre 2003 (n. 691)
- d iniziativa parlamentare.
(INVIATI IN DATA 28 OTTOBRE 2003)
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE Comunico che dalla Commissione Affari Istituzionali
sono stati resi i seguenti pareri:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo
dell Isola. Designazione componenti dei rispettivi
collegi dei revisori (n. 196/I)
- reso in data 21 ottobre 2003
- trasmesso in data 22 ottobre 2003
- "Azienda siciliana trasporti (AST) Designazione componenti
del collegio dei revisori (n. 197/I)
- reso in data 21 ottobre 2003
- trasmesso in data 28 ottobre 2003
- Centro interaziendale per l addestramento professionale
nell industria (CIAPI) Designazione del presidente e di un
componente del consiglio di amministrazione (n. 200/I)
- reso in data 24 ottobre 2003
- trasmesso in data 24 ottobre 2003
- Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia
Ricostituzione del consiglio di amministrazione (n. 204/I)
- reso in data 24 ottobre 2003
- trasmesso in data 28 ottobre 2003
Comunicazione di assenze alle riunioni delle Commissioni
legislative
PRESIDENTE Comunico le assenze alla riunione della Commissione
Ambiente e Territorio :
Riunione del 22.10.2003: Sbona, Gurrieri, Infurna, Maurici,
Spampanato.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che l onorevole Fleres, in data 22 ottobre
2003, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 624 Modifica dell articolo 41 della legge regionale 19 maggio
2003, n. 7, concernente l edilizia economica popolare e
l onorevole Morinello, in data 23 ottobre 2003, ha chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 661 Istituzione
del reddito minimo garantito .
Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale
PRESIDENTE Comunico, ai sensi dell'articolo 83, lettera b),
del Regolamento interno, che la Corte Costituzionale, con sentenza
n. 314 del 13 ottobre 2003, nei giudizi di legittimità
costituzionale del disegno di legge n. 1147 approvato
dall Assemblea regionale siciliana il 20 aprile 2001, recante
"Norme per il riconoscimento del periodo pre-ruolo per il restante
personale inquadrato a norma della legge regionale 25 ottobre
1985, n. 39 e del disegno di legge n. 1176 approvato
dall Assemblea regionale siciliana il 2 maggio 2001, recante
Estensione dell applicazione dell articolo 39 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 promossi con ricorsi del
Commissario dello Stato per la Regione siciliana, notificati il
27 aprile e il 9 maggio 2001, depositati in cancelleria il 7 ed
il 16 maggio successivi ed iscritti ai nn. 23 e 28 del registro
ricorsi 2001, ha dichiarato l illegittimità costituzionale del
disegno di legge n. 1147 approvato dall Assemblea regionale
siciliana il 20 aprile 2001, recante "Norme per il riconoscimento
del periodo pre-ruolo per il restante personale inquadrato a
norma della legge regionale 25 ottobre 1985, n. 39 , e
l illegittimità costituzionale del disegno di legge n. 1176
approvato dall Assemblea regionale siciliana il 2 maggio 2001,
recante Estensione dell applicazione dell articolo 39 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1378 - Notizie circa la nomina del dottor Filì a commissario
straordinario dell'Ircac.
- Assessore Cooperazione
Speziale Calogero;
N. 1381 - Iniziative per rimuovere le cause di
incompatibilità evidenziate nelle recenti elezioni
amministrative di Acate (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Raiti Salvatore;
N. 1382 - Chiarimenti in ordine alle denunce di illegittimità
relative al Piano regolatore generale di Castellammare del Golfo
(TP).
- Assessore Territorio
Oddo Camillo; Speziale Calogero; Cracolici Antonino;
N. 1383 - Ripristino della funzionalità del Consiglio comunale di
Santa Flavia (PA).
- Assessore Famiglia
Cracolici Antonino.
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all ordine del
giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1372 - Interventi per ridurre ulteriormente l'uso di sostanze
chimiche e pesticidi in agricoltura.
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
N. 1373 - Misure per il ripristino delle condizioni igienico
sanitarie in via Macaluso e nelle strade limitrofe, nel quartiere
di Picanello (Catania).
- Assessore Famiglia
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
N. 1374 - Interventi urgenti per ristabilire le condizioni minime
di sicurezza e transitabilità delle strade che, intersecando la
circonvallazione, collegano Cibali con i quartieri San Nullo e San
Giovanni Galermo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;
N. 1375 - Interventi per verificare il corretto ed efficace
funzionamento del servizio di manutenzione strade del Comune di
Catania.
- Assessore Famiglia
Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;
N. 1376 - Misure per garantire maggiore pulizia nella contrada
Mulino in località S. Maria La Scala nel Comune di Acireale
(Catania).
- Assessore Famiglia
- Assessore Turismo
Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;
N. 1377 - Notizie circa la pulizia dei tombini nel Comune di
Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;
N. 1379 - Notizie sulla nomina del Direttore dell'Azienda Autonoma
delle Terme di Sciacca.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Virzi' Gioacchino;
N. 1380 - Provvedimenti urgenti per il potenziamento dei servizi
di assistenza sanitaria e per l'istituzione di una unità di
rianimazione nel presidio ospedaliero di Biancavilla (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Ioppolo Giovanni.
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 243 - Non realizzazione in contrada Torre Inchiapparo di
Mazara del Vallo (TP) della distilleria richiesta dalla ditta
Bertolino.
Oddo Camillo; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Cracolici
Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore; Lo
Curto Eleonora.
Presentata il 21/10/03.
N. 244 - Interventi per la realizzazione di 'Casa Sicilia' in
Svizzera.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero; Morinello
Salvatore; Orlando Leoluca.
Presentata il 22/10/03.
Informo che le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 83, lettera d),
della mozione n. 242 <<Adozione di iniziative per l'attuazione
della Tregua olimpica durante i giochi olimpici del 2004>>, a
firma Raiti, Ferro, Orlando, Morinello e Micciché. Ne do lettura:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
considerato che:
- per centinaia di anni dopo l'VIII secolo a.C.
tutti i popoli hanno rispettato la tradizione
della Tregua olimpica che, durante i giorni dei
giochi olimpici e nelle settimane precedente e
successiva, imponeva l'interruzione di ogni forma
di belligeranza fra popoli e Stati;
- la Tregua olimpica era espressione dello spirito
stesso dei giochi, intesi come momento di sano
agonismo e competizione nobile e non di conflitto
fra Stati;
- essa era finalizzata a permettere agli atleti,
alle squadre ed agli spettatori di raggiungere in
assoluta sicurezza la sede olimpica;
- in occasione delle prossime Olimpiadi, previste
nel 2004 proprio ad Atene, torna di attualità il
ruolo dell'Istituto internazionale ed il Centro
della Tregua olimpica, costituiti dalla
Commissione olimpica internazionale;
- la Tregua può rappresentare un primo chiaro
segnale delle volontà dei popoli e dei Governi di
tutto il mondo di voler finalmente porre fine
alle violenze ed alle barbarie dei conflitti fra
Stati e all'interno degli Stati;
ritenuto che:
- lo spirito delle Olimpiadi sia di forte
attualità, quale espressione della pace,
dell'amicizia e della mutua tolleranza tra i
popoli di tutto il mondo e che lo stesso possa
servire a mobilitare coscienze, educare i giovani
e spronare i Governi e le Istituzioni
internazionali,
impegna il Governo della Regione ed invita
il Presidente
dell Assemblea regionale siciliana
perchè si facciano interpreti presso il Governo
nazionale, le Nazioni Unite e le Istituzioni
olimpiche internazionali della volontà del popolo
siciliano che le prossime Olimpiadi possano
essere celebrate anche con una Tregua olimpica
che veda l'interruzione di ogni conflitto e
belligeranza fra i popoli e gli Stati>>.
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la mozione testè letta
venga demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perché se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Agricoltura e foreste
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Agricoltura e foreste".
Si procede con lo svolgimento dell interrogazione numero 828
Interventi straordinari nelle aree colpite dalla siccità, a
favore delle imprese agricole singole ed associate , a firma degli
onorevoli Lo Curto, Oddo, Turano, Maurici, Papania e Fratello. Ne
do lettura:
<<Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- i gravi danni all'agricoltura siciliana determinati
da eventi calamitosi legati al perdurante stato di
siccità che ha fortemente colpito la nostra Regione,
hanno provocato negli agricoltori uno stato di
profondo disagio che è sfociato nelle ben note
azioni di protesta, manifestate attraverso organi di
stampa e di informazione, cortei, assemblee
pubbliche, comizi ed allocazione di presidii innanzi
al competente Assessorato regionale agricoltura,
organizzati dalle associazioni di categoria;
- il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
con il cosiddetto 'decreto omnibus' dell'8 luglio
2OO2 e precisamente con l'art, 13, commi 4 bis, 4
ter, 4 quater e 4 quinquies, ha provveduto a
stanziare 18 milioni di euro a favore delle aree
colpite dalla siccità negli anni dal 2000 al 2002;
- il comma 4 ter del sopracitato art. 13, in
particolare, prevede la concessione di stanziamenti
decennali a favore delle imprese agricole, singole
ed associate, danneggiate dalla siccità in uno degli
anni dal 2000 al 2002 che negli anni dal 1995 al
1999 siano state danneggiate da eventi calamitosi
eccezionali ed abbiano beneficiato o acquisito il
diritto alle provvidenze della legge 14/2/1992 n.
185 art. 3, comma 2, lettere b,c,d;
considerato che:
- la provincia di Trapani è rimasta incredibilmente
esclusa dai benefici previsti per gli agricoltori
dalle norme sopracitate nonostante, come e più di
altre province siciliane, sia stata colpita da
eventi calamitosi e siccità, oltre che da ordinari
fattori climatici negativi dovuti ai quotidiani
venti sciroccali che si abbattono soprattutto nei
comuni costieri come Trapani, Marsala, Valderice,
Mazara, ecc.;
- la provincia di Trapani vive soprattutto di
agricoltura ed in particolare di vitivinicoltura,
che costituisce da sempre l'attività economica
principale su cui ruota ogni altra attività
direttamente collegata ed indotta;
atteso che a fronte delle giustificate proteste degli
agricoltori trapanesi per l'esclusione dai benefici
previsti dal 'decreto omnibus', vissuta comunque
come palese disparità di trattamento, il Parlamento
siciliano in data 24.7.2002 ha approvato l'ordine
del giorno n. 106 per impegnare il Governo regionale
a farsi carico del problema, rappresentarlo al
competente Ministero delle politiche agricole e
forestali ed a trovare soluzioni adeguate per
risarcire agli agricoltori trapanesi il danno
subito;
visto che:
- il Ministero delle Politiche agricole e forestali, a
seguito dell'intesa con la Conferenza Stato-Regione
sulla proposta di riparto delle somme, ha
predisposto il piano definitivo di riparto per le
regioni interessate;
- per la Sicilia è stato stanziato un acconto
complessivo di 2.869.570,76 euro ma alla data
odierna non è dato ancora sapere se gli agricoltori
della provincia di Trapani siano stati ammessi a
godere delle provvidenze economiche per le eventuali
quote agli stessi spettanti;
per sapere se, nel rispetto della esplicita volontà
espressa dall'Assemblea regionale siciliana in data
24.7.2002, il Governo siciliano abbia posto in
essere atti ed interventi a difesa dei legittimi
interessi degli agricoltori trapanesi e quali
risposte possa in tal senso offrire>>. (828)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all interrogazione.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. In
relazione all'interrogazione numero 828 rappresento che i problemi
evidenziati dagli interroganti sono stati superati con la legge 13
novembre 2002, n. 256.
In effetti, il comma 4 ter dell'articolo 13 del decreto legge
numero 138 del 2002 (cosiddetto decreto omnibus) - come modificato
dalla legge di conversione numero 178 del 2002 - escludeva alcune
aree della Sicilia, e segnatamente la provincia di Trapani, dal
beneficio dei finanziamenti decennali a tasso agevolato per il
pagamento delle rate delle operazioni di credito agrario di
esercizio e di miglioramento.
Anche in forza dell'ordine del giorno numero 106, approvato
dall'Assemblea regionale siciliana il 24 luglio del 2002,
richiamato dagli interroganti, il Governo della Regione ha svolto
un incisiva azione di pressione presso il Governo nazionale, ed in
particolare verso il Ministero delle politiche agricole e
forestali, per la modifica di tale disposizione normativa.
Inoltre, ho tenuto personalmente proficui contatti con la
deputazione siciliana ed il Parlamento al fine di individuare gli
strumenti per raggiungere l'obiettivo prefissato.
Così, in sede di conversione del decreto legge numero 200 del
2002, con la già citata legge numero 256 del 2002, si è riusciti a
modificare il comma 4 ter dell'articolo 13 del cosiddetto decreto
omnibus in modo da ricomprendere la provincia di Trapani tra
quelle beneficiarie dell'intervento per i mutui decennali.
Nell'occasione, ritengo opportuno fornire al Parlamento
regionale alcune brevi informazioni sull'attuazione della norma.
In primo luogo, le risorse nazionali disponibili - un limite di
impegno di 18 milioni di euro per quindici anni - sono state
ripartite tra le regioni dal Ministero a seguito di accordo nella
Conferenza Stato-Regioni. Alla Regione siciliana sono stati
attribuiti complessivamente circa 7,3 milioni di euro. Va
ricordato che una parte del finanziamento statale è condizionato
dal cofinanziamento regionale, pari a circa 4 milioni di euro per
anno, per i quali l' ARS già ha legiferato con l'articolo 55 della
legge regionale numero 4 del 2003.
In secondo luogo, dopo avere acquisito le necessarie indicazioni
nazionali con la circolare del 20 gennaio 2003, l'Assessorato
regionale Agricoltura e foreste ha emanato per i mutui decennali
una circolare del 14 febbraio del 2003. Sono pervenute
complessivamente circa 1700 istanze per un importo complessivo da
consolidare di circa 155 milioni di euro. In particolare, dalla
provincia di Trapani sono pervenute 193 istanze, per un importo da
consolidare pari a 15 milioni di euro circa.
L'Amministrazione si è posta l'obiettivo di giungere, entro la
fine dell'anno, all'emanazione dei decreti di finanziamento dopo
avere completato sia le procedure istruttorie, sia quelle
dell'iscrizione delle somme in bilancio.
Con circolare del 4 agosto del 2003 l'Assessorato ha avviato le
procedure per concedere per gli anni 2001 e 2002 l'esonero del
pagamento dei contributi dovuti per la gestione dell'irrigazione e
la riduzione fino al 50% degli oneri consortili.
Al momento è in corso l'attività istruttoria.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LO CURTO . Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 864: <<Iniziative di
sostegno al settore agricolo della provincia di Trapani>>,
dell onorevole Papania.. Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- nella provincia di Trapani, a causa di inerzie
dell'Assessorato regionale agricoltura e dei tempi
eccessivi dell'Ispettorato provinciale per
l'agricoltura, circa 530 giovani imprenditori
agricoli, che hanno aperto la partita IVA e si sono
iscritti alla Camera di commercio, non potranno
usufruire delle provvidenze previste dal Programma
operativo della Sicilia;
- pur potendo usufruire di una sorta di sanatoria, le
lentezze sopra evidenziate hanno impedito a questi
giovani imprenditori di avere le stesse opportunità
di altri loro colleghi;
- anche nel settore delle istanze per l'estirpazione
dei vigneti che vanno controllate preventivamente,
l'Ispettorato provinciale per l'agricoltura, secondo
i propri dirigenti, non riesce a svolgere questa
funzione a causa di mancanza di personale;
- nella stessa situazione si trovano le istanze che
favoriscono l'agricoltura biologica, che è
notoriamente il settore su cui si deve e si può
puntare di più per valorizzare la nostra
agricoltura;
- la provincia di Trapani è stata esclusa dalle
provvidenze spettanti a chi è stato colpito da
eventi siccitosi;
per sapere:
- quali provvedimenti intenda prendere per evitare che
si perdano le provvidenze descritte in premessa e se
non ritenga utile ed opportuno attivare tutti gli
strumenti che consentano all'Ispettorato di Trapani
di funzionare in maniera adeguata alle esigenze
degli agricoltori;
- quali provvedimenti intenda adottare per chiarire
quali responsabilità vi siano nel mancato
inserimento della provincia di Trapani nel decreto
nazionale riguardante le provvidenze per la siccità;
- se non ritenga di esprimere la propria posizione
riguardo al fatto che solo successivamente
all'emanazione del decreto sono state avanzate a
livello nazionale proposte di modifica (anche con
norme di legge) al decreto stesso, senza però
risolvere nulla a favore degli agricoltori ancora
oggi penalizzati>>. (864)
Non essendo l onorevole Papania presente in Aula,
l interrogazione testè letta si intende trasformata in
interrogazione con richiesta in risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 908 <<Corresponsione ai
lavoratori del Servizio antincendio boschivo della
quota dovuta a carico del bilancio regionale>>,
dell onorevole Oddo.. Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- gli impianti boschivi della Regione siciliana non
sono soltanto un patrimonio da salvaguardare e
difendere, ma possono sicuramente essere inseriti in
un progetto di sviluppo eco-compatibile, in grado di
aumentare le opportunità di lavoro;
- a tutela dei boschi è stato previsto un apposito
Servizio antincendio boschivo, che ha svolto la sua
funzione con buoni livelli di efficienza e
dedizione, tanto che proprio quest'anno si è
registrata, rispetto agli anni passati, una
riduzione della percentuale di incendi, spesso posti
in essere con una precisa strategia criminale;
- il confronto tra l'Assessorato competente ed i
rappresentanti del Servizio antincendio boschivo,
svoltosi in questi anni sulla condizione lavorativa
dei componenti di tale servizio, ha individuato una
serie di proposte per migliorare la qualità
dell'azione di prevenzione e d'intervento ed anche
la posizione lavorativa di chi viene utilizzato
nella difesa dei boschi siciliani;
- si sono più volte registrati ritardi nel pagamento
degli emolumenti ai lavoratori;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere
per superare il problema del mancato pagamento della
quota a carico del bilancio regionale, pari a
ventiquattro giorni lavorativi, non ancora
corrisposta ai lavoratori del Servizio antincendio
boschivo che hanno svolto il loro lavoro fino all'11
ottobre 2002, ricevendo solo le spettanze relative
alla quota a carico del POR Sicilia, pari a 77
giorni (cioè fino al 12 settembre 2002)» (908)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all interrogazione.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
all'interrogazione n. 908 presentata dall'onorevole Oddo
inerente alla corresponsione ai lavoratori del servizio
antincendio boschivo della quota dovuta a carico del
bilancio della Regione rappresento che la questione risulta
superata in quanto sono stati già liquidati gli emolumenti
spettanti ai lavoratori addetti al servizio antincendio
boschivo.
Eventuali ritardi nel pagamento delle spettanze nello
specifico caso sono da ricercare in problemi di liquidità
di cassa. Si chiarisce, inoltre, che le somme necessarie a
pagare gli emolumenti dei lavoratori in questione sono
totalmente a carico del bilancio della Regione.
Se, invece, l'onorevole interrogante intende riferirsi ai
lavoratori forestali impiegati in attività silvocolturali,
il ritardo nei pagamenti verificatosi è da imputare al
fatto che l'assestamento di bilancio è stato esitato
dall'Assemblea a fine dicembre del 2002.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
notare che l'interrogazione risale al 20 novembre 2002. E
ovvio che materie di questo tipo, evidentemente, ha senso
porle per avere risposte tempestive, e non come viene posta
la questione in oggetto alla quale si riferisce la risposta
testé letta dall'Assessore. Si tratta, infatti, di ritardi
di mesi; si parla per giunta di emolumenti, quindi di
qualcosa di urgente nei mesi successivi alle scadenze, cioè
di qualcosa che dovrebbe essere rispettato e che,
sostanzialmente, non lo è stato.
Vorrei, quindi, in questi pochi minuti segnalare -
capisco che è solo la voglia di segnalare e di essere meno
temporalmente inadeguati di come siamo -, che un anno di
tempo per rispondere ad una interrogazione del genere
lascia il tempo che trova. Poi, spesso e volentieri, anche
quando, possibilmente, le cose si sono sistemate, non ci
si può dichiarare soddisfatti, soprattutto per il fatto
che, comunque, si sono registrati enormi ritardi su una
questione che il Governo dovrebbe seguire con maggiore
attenzione, pur quando ci sono adempimenti d'Aula e quindi
delibere legislative collegate.
Però, credo che non è esagerato e non è assolutamente,
quindi, una posizione preconcetta dire di prestare
attenzione ai tempi, - e questa è una questione che attiene
ai lavori d'Aula e che mi permetto di sottolineare alla
Presidenza-, ma al contempo non mi pare che posso
dichirarmi soddisfatto del modo come sono andate le cose
per quanto concerne le quote che dovevano servire a pagare
i lavoratori.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 75 <<Notizie
circa il finanziamento di due progetti di rimboschimento
nei territori di Vittoria e Comiso (RG)>>, dell onorevole
Zago. Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- che nel 1998 sono stati approvati
definitivamente due progetti di rimboschimento su
terreni vincolati ricadenti nel bacino montano del
fiume Ippari nei territori dei comuni di Vittoria e
Comiso, in provincia di Ragusa, dell'importo di Euro
3.098.741,39 giusta D.A. n. 422 del 22 marzo 2000
(pari a Lit 6 miliardi) e di Euro 1.217.133,97 giusta
D.A. del 13 marzo 2000 (pari a Lit 2.356.700.000);
- tali progetti interessano circa 600 ettari
ricadenti in zona A della RNO del Pino di Aleppo e
prevedono la realizzazione di chiudende, la semina
diretta di seme autoctono di pino d'Aleppo,
interventi di recupero della vegetazione arborea
presente e cure colturali per due anni; il tutto
sotto la direzione dell'U.P.A. di Ragusa;
- sul progetto di Lit 6 miliardi nella prima decade
di novembre 2002 sono stati accreditati con O/A n.
1/01 Lit. 1.309.550.220 e sul progetto di
Lit.2.356.700.000 sono stati accreditati con O/A n.
1/02 Lit. 560.110.550;
- i lavori in corso, iniziati con notevole ritardo a
causa del tardivo accreditamento delle somme
occorrenti, saranno sospesi a dicembre del corrente
anno per fine turno degli operai forestali;
- è necessario continuare i lavori proprio in questo
periodo invernale al fine di non vanificare quanto
fino ad oggi realizzato;
- il territorio attende da anni la bonifica e il
recupero dei costoni e della valle dell'Ippari non
solo sotto il profilo naturalistico e ambientale ma
anche sotto l'aspetto occupazionale;
per conoscere se:
- le somme attualmente accreditate e non spendibili
nel corso del 2002 saranno riaccreditate nel 2003;
- le rimanenti somme previste nei due progetti (Euro
2.422.415,00 ed Euro 927.861,00) e non ancora
accreditate saranno messe a disposizione nell'anno
2003 dell'UPA di Ragusa con apposito O.A., per il
completamento dei lavori e la corresponsione
dell'indennità di espropriazione;
- non ritenga utile ampliare le aree già acquisite al
Demanio regionale forestale al fine di raggiungere
l'obiettivo previsto dal decreto istitutivo della
RNO del Pino d'Aleppo, in considerazione delle
numerose proposte di cessione volontaria dei
terreni da parte dei privati proprietari;
- non ritenga necessario costituire un presidio
forestale, ricostituendo il distaccamento di
Guardia forestale soppresso per carenza di
personale>>. (75)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Signor Presidente, intanto vorrei assicurare l'Aula e
ringrazio l'onorevole Oddo per le puntualizzazioni però la
mancata risposta all'interrogazione non significa una
mancata attività da parte del Governo, la sollecitazione
che veniva dall'onorevole Oddo è stata puntualmente
raccolta e quindi abbiamo fatto si che le somme venissero
liquidate nel più breve tempo possibile là dove era
necessario superare le esigenze di cassa della Regione.
Inoltre, c'è da riferire che diversi parlamentari che
hanno presentato atti ispettivi al Governo, e segnatamente
all'Assessore per l'agricoltura, in attesa di riferire in
Aula molto spesso le informazioni sono state date in
maniera celere, e quindi via fax o via e-mail, ai vari
deputati interroganti. Quindi mi rendo conto che il tempo
che intercorre tra l'interrogazione e la risposta in Aula
molto spesso è lungo, ed allora sopperiamo in altra
maniera. Da questo punto di vista devo dire che il Governo
si è fatto parte diligente nel rispondere alle
sollecitazioni dei deputati.
In riferimento, invece, alla interpellanza n. 75
dell'onorevole Zago "Notizie circa il finanziamento di due
progetti di rimboschimento nei territori di Vittoria e
Comiso" rappresento quanto segue.
Per l'esecuzione dei lavori di rimboschimento su terreni
vincolati nel bacino montano del fiume Ippari, in agro di
Vittoria e Comiso, sono stati predisposti a cura
dell'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa,
due distinti progetti che nel corso dell'esercizio
finanziario 1993 sono stati approvati e finanziati, in
particolare:
per il primo progetto è stato assunto l'impegno di spesa
di 7,1 miliardi di lire e, successivamente, con decreto del
22 marzo 2000 è stata approvata la variante al progetto
originario per l'importo ridotto a 6 miliardi di lire e
sono stati fissati i termini di inizio e fine lavori; per
il secondo progetto è stato assunto l'impegno di spesa di
2.356.700.000 lire e, successivamente, con decreto del 14
marzo 2000 è stata approvata la perizia di variante al
progetto originario, senza modifica dell'importo, e sono
stati fissati i termini di inizio e fine lavori.
Con due decreti del 16 ottobre 2001 l'Ispettorato
ripartimentale delle Foreste di Ragusa veniva autorizzato a
procedere all'occupazione dei terreni già individuati nelle
due perizie per i successivi interventi di rimboschimento.
Per l'avvio dei lavori, considerato che alla chiusura
dell'esercizio finanziario 1998 entrambe le somme, già
impegnate con i citati provvedimenti, si trovavano in
perenzione amministrativa, su richiesta dell'Ispettore
dell'IRF di Ragusa sono sono state reiscritte in bilancio
ed accreditate le seguenti somme: per il primo progetto
lire 1.309.550.220; per il secondo progetto lire
560.110.550.
Le stesse, a seguito del mancato trasporto dei residui
sugli ordini di accreditamento emessi, per effetto delle
nuove disposizioni, sono state riaccreditate per intero
allo stesso Ispettorato - all'epoca competente - nel corso
dell'esercizio finanziario 2001.
Nel successivo esercizio finanziario (2002) si è
provveduto a riaccreditare al dirigente dell'Ufficio
Provinciale dell'Azienda Regionale delle Foreste di Ragusa
- oggi competente su tali interventi - le somme residue
(non utilizzate nell'anno 2001), pari ad euro 660.743,89
(lire 1.279.378.570) per il primo progetto e di euro
287.481,14 (lire 556.641.100) per il secondo progetto.
Pertanto, le somme già accreditate nel corso
dell'esercizio finanziario 2002 e non utilizzate nello
stesso esercizio sono state automaticamente trasportate
d'ufficio all'esercizio finanziario in corso e, quindi,
sono nella disponibilità del dirigente dell'ufficio
Provinciale Azienda di Ragusa fin dall'inizio dell'anno
2003.
A fronte delle somme rimanenti (euro 2.422.415 ed euro
927.861,00), nel corso di questo esercizio finanziario sono
state reiscritte in bilancio ed accreditate al dirigente
dell'Ufficio Provinciale Azienda di Ragusa, su specifica
richiesta dello stesso, rispettivamente euro 1.054.462,00
per il primo progetto ed euro 379.967,00 per il secondo.
Le ulteriori somme perenti (euro 1.367.953,15 ed euro
547.894,00) saranno accreditate al dirigente dell'Ufficio
di Ragusa, a seguito di specifica e motivata richiesta,
previa reiscrizione in bilancio.
Quindi i due progetti sono interamente finanziati e le
somme necessarie sono nella disponibilità del dirigente
dell'Ufficio Provinciale dell'Azienda delle Foreste di
Ragusa.
Per quanto riguarda la problematica dell'ampliamento
del demanio forestale in generale, è opportuno sottolineare
che l'Amministrazione regionale sta procedendo, in ambito
regionale, alla realizzazione di interventi per
l'estensione della copertura boschiva mediante l'attuazione
delle misure comunitarie del Piano di Sviluppo Rurale
(misura H) e del Programma Operativo Regionale Sicilia
2000/2006 (misura 4.10).
Si tratta di interventi per lo più indirizzati a
imprenditori privati, finalizzati al mantenimento e
all'estensione della aree boschive. Complessivamente finora
hanno riguardato un ampliamento della superficie di 23.000
ettari, per un impegno finanziario pari a circa 100 milioni
di euro per opere riguardanti nuovi impianti boschivi. Sono
in corso di programmazioni ulteriori 10 milioni di euro
circa.
Nello specifico, per ciò che riguarda l'ampliamento del
demanio forestale in prossimità della Riserva Naturale
Orientata del Pino d'Aleppo, affidata al altro Ente
Gestore, le risorse finanziarie consentono di dare corso
solo a limitate acquisizioni, secondo le indicazioni
fissate dalla normativa vigente, a fronte di notevoli
istanze di conferimento.
In termini più generali, è opportuno evidenziare che -
a causa delle priorità espressamente indicate dal
legislatore ai commi 1 e 4 dell'articolo 31 della legge
regionale n. 16/1996 e per la limitate consistenza delle
poste finanziarie allocate in bilancio per questo scopo -
di fatto, l'acquisizione al demanio riguarda aree già
boscate, non potendosi quindi sostanziare in un reale
aumento della superficie boscata dell'isola.
L'onorevole interpellante chiede, infine, un presidio
forestale in quella località; in merito riferisco che
attualmente il distaccamento forestale di Vittoria per
carenza di personale è stato temporaneamente accorpato a
quello di Ragusa, e se ne prevede la riapertura non appena
sarà concluso il concorso per le guardie forestali.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 955, "Motivi
della mancata applicazione nella Regione Siciliana della
disposizione prevista dal comma 4 bis dell'articolo 13
della legge 178/2002 a favore delle aziende agricole
colpite dalla eccezionale siccità degli anni 2000, 2001 e
2002", degli onorevoli Villari, Barbagallo, Lotta, Raiti e
Spampinato.
Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che la legge n. 178 del 2002 al comma 4 bis
dell'articolo 13, ha disposto che siano concesse le
provvidenze della legge n. 185 del 1992, secondo le
procedure e le modalità in essa previste integrate
dalle disposizioni dello stesso articolo, alle
imprese agricole, singole e associate, e alle
cooperative agricole di conduzione ricadenti nei
territori danneggiati dalla siccità negli anni 2000,
2001 e 2002, dichiarata eccezionale con decreti del
Ministro delle Politiche agricole e forestali;
constatato in modo chiaro ed evidente che il
legislatore, inserendo in fase di approvazione della
legge (conversione del decreto legge n. 138 del
2002) tale disposizione, ha previsto che siano
concesse le provvidenze contenute nella legge n. 185
del 1992 alle aziende agricole di cui sopra, che
hanno subito danni da siccità in almeno uno degli
anni considerati;
considerato che, a seguito di pubblicazione nella
GURI della legge n. 178 del 2002, diverse aziende
agricole della provincia di Siracusa hanno inoltrato
al competente Ispettorato provinciale
dell'agricoltura le istanze per la concessione delle
suddette provvidenze, tenuto anche conto del fatto
che la provincia di Siracusa ha ottenuto la
delimitazione dei danni nel proprio territorio per
la siccità del 2001 (DM 21.12.2001, GURI n. 8 del
10.1.2002);
constatato, infine, che l'Ispettorato provinciale
dell'agricoltura della provincia di Siracusa ha
disposto l'archiviazione delle istanze prodotte con
la motivazione che 'le domande si riferiscono ad
evento calamitoso (siccità 2002) non ancora
riconosciuto con il prescritto decreto ministeriale
...';
preso atto che l'Assessorato dell'agricoltura e
delle foreste ha respinto i ricorsi per la
riammissione delle istanze presentati
successivamente in seguito a rassicurazioni in
merito date da funzionari dello stesso Assessorato,
con la semplice motivazione che le istanze di
rimborso dei danni possono essere presentate solo
dopo la pubblicazione dell'apposito decreto
ministeriale;
per sapere a quale logica risponda la non
applicazione nella Regione siciliana del comma 4 bis
dell'art. 13 della legge n. 178 del 2002, inserito
in fase di conversione del decreto legge n. 138 del
2002 a favore di aziende agricole che allo stato
dovranno aspettare la pubblicazione del decreto
ministeriale per la delimitazione della siccità
2002, pur non essendo questo espressamente previsto
dal comma citato, rendendone di fatto inutile
l'approvazione>>. (955)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in relazione alla
interrogazione numero 955, comunico che la problematica
rappresentata dall'onorevole Villari è stata positivamente
risolta e nel dettaglio ritengo utile rappresentare quanto
segue.
Con la legge n. 178/2002 di conversione del decreto n.
138/2002 (cosiddetto omnibus) il legislatore ha disposto
alcuni interventi agevolativi per le imprese agricole
colpite dalla prolungata siccità del periodo 200-2002.
In particolare, l'articolo 13 del decreto "omnibus",
come modificato in sede di conversione, prevede tra
l'altro, al comma 4-ter, la concessione di finanziamento
decennali a tasso agevolato per il pagamento delle rate
delle operazioni di credito agrario di esercizio e di
miglioramento.
Successivamente, con la legge 2002 n. 256, di
conversione del decreto legge n. 200/2002, sono state
apportate alcune modifiche al decreto "omnibus" - a seguito
anche di una forte sollecitazione della regione - che hanno
consentito di ricomprendere nell'ambito dell'intervento per
i mutui decennali anche territori inizialmente esclusi,
come la provincia di Trapani.
Nello stesso periodo il Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali procedeva ad una prima ripartizione
delle risorse disponibili e solo il 20 gennaio 2003 il
Ministero ha emanato la circolare esplicativa relativa al
decreto legge per gli interventi a sostegno delle aziende
agricole colpite dalla siccità.
In tutto questo periodo l'Assessorato regionale
Agricoltura e Foreste ha avuto un ruolo attivo, in primo
luogo, di analisi delle problematiche attuative e, in
secondo luogo, attraverso numerosi contatti ed incontri, di
stimolo e proposta verso gli Uffici del Ministero per la
definizione delle modalità operative e d'intervento.
Con la circolare n. 322 del 14 febbraio 2003,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione n. 10 del
28 febbraio 2003, l'Assessorato ha provveduto ad emanare le
disposizioni per l'attuazione degli interventi relativi ai
commi 4 bis e 4 ter dell'articolo 13 del decreto legge
138/2002, come modificato in sede di conversione in legge,
per la concessione dei finanziamenti dei mutui decennali.
All'articolo 10 della circolare vengono precisati o
termini e le modalità per la presentazione delle istanze di
finanziamento. Le imprese devono presentare tali istanze
entro il termine di 45 giorni dalla pubblicazione sulla
Gazzetta della stessa circolare. Una specifica disposizione
riguardava i territori per i quali non era ancora
intervenuto il prescritto decreto del Ministro di
declaratoria di calamità a causa della siccità.
Al momento sono in corso le procedure istruttorie e
l'Assessorato intende iniziare, entro la fine dell'anno, ad
emanare i decreti di concessione dei finanziamenti.
Da tutto quanto sopra emerge con chiarezza che i
benefici previsti dal cosiddetto decreto "omnibus" hanno
trovata compiuta applicazione in Sicilia, con la necessaria
attenzione e tempestività da parte dell'Amministrazione.
Per quanto attiene i problemi rilevati
dall'interrogante per alcune imprese di Siracusa, debbo
sottolineare la correttezza del comportamento degli Uffici
regionali che non potevano in alcun modo accettare istanze
di finanziamento prima dell'apertura dei termini e prima
che fossero definite le modalità attuative dell'intervento
pubblico.
Da quanto detto risulta evidente che i soggetti
indicati dall'onorevole interrogante hanno avuto -
successivamente alla pubblicazione sulla Gazzetta della
circolare n. 322/2003 - la possibilità di presentare nelle
forme previste le istanze di finanziamento; dunque non vi è
stata alcuna penalizzazione per tali aziende.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno.
VILLARI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 95 "Notizie
circa l'acquisto di agrumi siciliani da parte dell'AGEA", a
firma degli onorevoli Raiti, Ferro e Miccichè.
Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- il 15 marzo 2001 si svolse a Roma nella sede del
Ministero delle politiche agricole un incontro tra
l'allora Ministro, Alfonso Pecoraro Scanio,
l'Assessore regionale per l'agricoltura del tempo,
Salvatore Cuffaro, e il Direttore generale
dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura
(Agea), Edoardo Senes;
- in questo incontro fu presa la decisione di un
investimento governativo di 25 miliardi delle
vecchie lire per il ritiro degli agrumi siciliani;
- fu stabilito che gli agrumi (arance rosse, arance
bionde, mandarini e limoni) sarebbero stati inviati
ai paesi poveri;
considerato che:
- l'iniziativa presa di concerto tra il rappresentante
del Governo nazionale e l'Assessore competente si
inquadrava nell'ottica di togliere dal mercato, nel
corso della campagna agrumicola, ingenti
quantitativi di agrumi in modo da mantenere alto il
prezzo, sostenendo in questo modo l'agricoltura
siciliana e quindi la sua economia;
- si eviterebbe di perdere la produzione di svariate
tonnellate di agrumi, evitando ulteriori penose
perdite ai produttori siciliani, che avrebbero
potuto utilizzare lo stesso prodotto per fini
umanitari;
- in prospettiva sarebbe stata favorita
l'individuazione e l'apertura a nuovi mercati, per
dare nuovi sbocchi all'agonizzante agrumicoltura
siciliana;
- i paesi più bisognosi, a cui donare gli agrumi
siciliani, avrebbero dovuto essere individuati dalla
Direzione competente del Ministero degli esteri;
preso atto che:
- fu dato mandato all'Agea di acquistare gli agrumi
siciliani;
- si decise di stanziare venticinque dei sessanta
miliardi di lire previsti dalla Finanziaria per la
crisi del settore agrumario;
per conoscere:
- se e in che modo l'Agea abbia provveduto o stia
provvedendo all'acquisto degli agrumi siciliani;
- come siano stati utilizzati i fondi destinati al
sostenimento dell'agricoltura siciliana;
- da quali ditte siano stati acquistati gli agrumi
ed a quali scopi siano stati destinati>>. (95)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riscontro
all'interpellanza numero 95 dell'onorevole Raiti, relativa
a notizie circa l'acquisto di agrumi siciliani da parte
dell'Agea, si premette che con l'articolo 137della legge
388/2000 è stato assegnato alla Regione un limite di
impegno di 21 miliardi di lire, della durata di 15 anni,
corrispondente ad un capitale mutuabile di almeno 200
miliardi di lire da destinare per interventi diretti a
contenere i consumi e i costi energetici delle piccole e
medie imprese, fronteggiare la crisi del settore
agrumicolo, sostenere iniziative e investimenti nei comuni
sede di impianti di raffinazione, estrazione e stoccaggio
di prodotti petroliferi.
Con l'articolo 1, comma 4, della legge regionale n.
6/2001 "Finanziaria 2001" agli interventi per fronteggiare
la crisi del settore agrumicolo sono state destinate
risorse pari a 66,7 miliardi di lire, circa 34,4 milioni di
Euro, che sono iscritte nel capitolo 542912 del bilancio
della Regione.
Nel corso dello stesso anno (2001) l'Assessore per
l'agricoltura, di concerto con l'allora Ministro delle
Politiche Agricole e Forestali ed il Direttore dell'Agea,
stabilì che - data la gravità della crisi del settore
agrumicolo - fosse opportuno procedere in analogia a quanto
effettuato nel corso dell'anno 2000, ad un ritiro
straordinario degli agrumi da destinare, previa
trasformazione in succhi, ai Paesi PECO.
Di conseguenza, a valere sulle risorse di cui
all'articolo 137 della legge n. 388/200, in data 23 marzo
2001 è stato pubblicato dall'Assessorato regionale
dell'agricoltura e foreste, un bando di gara per il ritiro
di complessivi 115.000 quintali di arance bionde e rosse e
di 50.000 quintali di limoni da destinare, previa
trasformazione in succhi da parte delle industrie
aggiudicatrici, ai paesi PECO.
Complessivamente sono stati ritirati 98.487 quintali di
agrumi (a 430 lire per chilogrammo), corrispondenti al
costo di 4.234.941.000 lire (pari a circa 2,08 milioni di
euro). Il succo disponibile è pari a litri 1.320.750.
Nel frattempo il Ministero degli Esteri ha comunicato
l'elenco dei Paesi che hanno manifestato, attraverso i
canali diplomatici, il proprio interesse a ricevere tale
tipologia di aiuti ed ha richiesto le coordinate dell'Ente
designato a coordinare la fornitura e la distribuzione di
cui sopra.
L'Assessorato, tenuto conto che l'AGEA aveva coordinato
il ritiro effettuato nel 2000, ha chiesto a tale ente di
organizzare, di concerto con il Ministero degli Esteri, la
fornitura in questione. Tuttavia, poichè il ritiro delle
arance era stato effettuato con risorse regionali, l'AGEA
ha risposto che avrebbe potuto unicamente fornire alla
Regione un sussidio operativo, inviando le bozze di bandi
di gara per l'individuazione delle ditte per il trasporto,
sulla base dei quali e con la collaborazione del Ministero
degli affari esteri, la Regione avrebbe potuto procedere
direttamente alla consegna dei succhi ai Paesi PECO
interessati.
Al fine quindi di evitare alla Regione ulteriori oneri
finanziari (spese di trasporto ed organizzative),
l'Amministrazione ha contattato direttamente alcune
organizzazioni caritative (Caritas, Croce rossa, Unicef e
Banco alimentare) affinchè provvedano direttamente alla
distribuzione del succo.
Attualmente sono in corso le trattative per affidare a
tali enti la distribuzione dei succhi, che saranno forniti
nelle quantità previste dalle società aggiudicatrici nel
momento in cui si entrerà nella fase operativa.
Con ulteriori risorse nazionali dell'articolo 137 della
legge n. 388/2000, per la quota destinata al settore
agrumicolo dalla legge regionale n. 6/2001, tenuto conto di
quanto previsto dalla legge regionale n. 32/2000, in
particolare dall'articolo 100 relativo alle dotazioni
aggiuntive al POR Sicilia 2000-2006, l' Amministrazione ha
proceduto all'espletamento di un bando specifico per gli
agrumi relativo alla misura 4.06 "Investimenti aziendali
nel comparto agrumicolo", pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale della Regione numero 32 del 12 luglio 2002.
Il bando prevede il finanziamento di investimenti delle
aziende agrumicole finalizzati ad adeguare le4 produzioni
alle esigenze del mercato. A fronte della dotazione
finanziaria di 25 milioni di euro, prevista nel bando, sono
pervenute istanze ammissibili con una richiesta totale di
contributi per 15.238.646,56 euro; il finanziamento dei
progetti è in corso.
Un'ulteriore iniziativa attivata a valere sulle risorse
dell'art. 137 è quella relativa all'intera fornitura delle
arance per la manifestazione "arancia della salute"
organizzata dall'Associazione italiana ricerca cancro
(AIRC).
Infatti, la Giunta regionale con deliberazione n. 378
del 20 novembre 2002 "Interventi per fronteggiare la crisi
agrumicola" ha ritenuto di impegnare la Regione ad attivare
con le risorse disponibili ulteriori iniziative
promozionali per il settore. Tra l'altro, la Giunta ha dato
indicazione di rafforzare la collaborazione con l'AIRC per
accrescere l'aspetto promozionale per gli agrumi siciliani
dell'iniziativa ""Arancia della salute",al fine di ottenere
una maggiore visibilità del prodotto siciliano con elementi
promozionali aggiuntivi rispetto a quanto ordinariamente
previsto in base al contributo ex articolo 18 della legge
regionale n. 17/1996.
Dato il significativo ritorno d'immagine avuto dalla
Regione per l'importanza e l'eco dell'iniziativa a livello
nazionale, che pone la Sicilia in primo piano per le
caratteristiche salutistiche dei suoi prodotti, il Governo
intende confermare la linea seguita nel 2002 e nel 2003
ancora per i prossimi anni. A tale scopo è in corso la
stipula con l'AIRC una convenzione che regolerà per i
prossimi tre anni i rapporti tra la stessa Associazione e
la Regione e per la quale si prevede di riservare 3 milioni
di euro della dotazione finanziaria dell'articolo 137 nel
periodo 2004-2006.
Riepilogando, le risorse finanziarie per
l'agrumicoltura dell'articolo n. 137 della legge n.
388/2000 già utilizzate ammontano ad oggi a 18.862.516,85
euro; ulteriori 3 milioni di euro sono programmati per le
iniziative "arance della salute". Quindi il totale delle
risorse impegnate e programmate è pari a 21.862.516,85
euro, secondo la seguente ripartizione:
1) Euro 2.187.164,50: per il bando ritiro agrumi
espletato durante la campagna 2001;
2) Euro 15238.646,56: bando agrumi per il miglioramento
dell'efficienza delle aziende agrumicole siciliane (risorse
aggiuntive misura 4.06 del POR Sicilia);
3) Euro 632.032,71: manifestazione Arancia della salute
edizione 2002, organizzata dall'Associazione italiana
ricerca cancro (AIRC) quale azione promozionale a favore
degli agrumi siciliani;
4) Euro 804.673,08: manifestazione Arancia della Salute
edizione 2003, quale azione promozionale a favore degli
agrumi siciliani;
5) euro 3 milioni, prevista come importo massimo della
campagne AIRC per "L'arancia della salute" nel periodo
2004-2006.
Le risorse disponibili per ulteriori azioni da
programmare sono pari, pertanto, a 12.585.158,32 euro.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno.
RAITI Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 116 "Notizie
sull'attuazione dell'ordine del giorno n. 236 "Difesa e
valorizzazione del patrimonio boschivo siciliano", a firma
dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
- le finalità della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16, impegnano la Regione a promuovere la
valorizzazione del settore agro-silvo-pastorale, il
miglioramento delle condizioni di vita delle
popolazioni di montagna, l'indispensabile incremento
della superficie boscata, la prevenzione delle cause
di dissesto idrogeologico, la tutela degli ambienti
naturali, la ricostruzione ed il miglioramento della
copertura vegetale dei terreni marginali, la
fruizione sociale dei boschi anche a fini
ricreativi;
- la legge regionale suddetta non è stata pienamente
applicata, causando non poche deficienze e ritardi
nella valorizzazione, crescita e difesa del
patrimonio boschivo regionale;
- occorre, invece, consentire una più efficace
tutela del patrimonio boschivo, una difesa delle
aree protette e, in genere, una valorizzazione dello
straordinario patrimonio naturalistico e ambientale
ancora esistente nella nostra Regione;
- nella seduta n. 134 del 3-4 aprile 2003, è stato
approvato l'ordine del giorno n. 236 inerente alla
mancata attuazione di quanto previsto dalla legge
regionale n. 16 del 1996;
- il predetto ordine del giorno impegnava il Governo
della Regione e per esso l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste a porre in essere le
seguenti attività:
a) predisporre un ampio ed organico programma di
interventi forestali, anche a carattere pluriennale,
finalizzato all'estensione della copertura boschiva
nella nostra Regione ed alla riconversione a fini
naturalistici delle formazioni alloctone;
b) avviare, in via urgente, le procedure per la
redazione dell'inventario forestale, della carta
forestale, dei Piani di assestamento e dei Piani di
gestione per ogni sistema boscato, strumenti
indispensabili di pianificazione e programmazione
del corretto impiego degli operai stagionali;
c) valorizzare ampiamente il settore delle aree
naturali protette, utile per la fruizione, la
sentieristica, la rinaturalizzazione, il recupero
ambientale, valorizzando, anche in senso economico,
aree di demanio forestale di particolare prestigio
ambientale e paesaggistico;
d) orientare l'attività vivaistica verso la
produzione di specie autoctone e la conservazione e
moltiplicazione del germoplasma anche di specie
tradizionali o in via di scomparsa;
e) riqualificare l'intera politica di forestazione,
indirizzandola all'innalzamento dei livelli di
naturalità dei sistemi boscati, programmando e,
finalmente, realizzando diradamenti e
latifogliamenti, riconversione delle aree
estesamente interessate dalla presenza di specie
autoctone, adottando le tecniche della gestione
naturalistica per i complessi di maggiore pregio
sotto il profilo ambientale e paesaggistico;
f) rielaborare le prescrizioni di massima e di
polizia forestale secondo criteri gestionali
finalizzati alla tutela degli aspetti naturalistici,
nonché faunistici, delle aree boscate;
per conoscere:
- quali attività abbia posto in essere al fine di
dare seguito all'ordine del giorno n. 236;
- se intenda rispettare nel più breve tempo
possibile gli impegni che derivano al Governo
regionale dall'approvazione dell'ordine del giorno
suddetto da parte dell'Assemblea regionale
siciliana>>. (116)
Ha facoltà di parlare l onorevole Assessore per
rispondere all interpellanza.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e delle foreste.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in relazione
all'interpellanza numero 116 dell'onorevole Oddo, desidero
in primo luogo evidenziare come il Governo della Regione
stia attuando quanto previsto dall'ordine del giorno numero
236 approvato dal Parlamento regionale il 4 aprile scorso.
Ritengo utile procedere rispondendo a ciascun punto
contenuto nell'interpellanza.
Punto A). L'Amministrazione regionale sta procedendo
alla realizzazione per interventi per l'estensione della
copertura boschiva mediante l'attuazione delle misure
comunitarie del Piano di Sviluppo Rurale (misura H) e del
Programma Operativo Regionale Sicilia 2000-2006 (misura
4.10).
Si tratta di interventi per lo più indirizzati ad
imprenditori privati, finalizzata al mantenimento ed
all'estensione delle aree boschive, complessivamente finora
hanno riguardato un ampliamento della superficie di 23 mila
ettari per un impegno finanziario pari a 110 milioni di
euro per opere riguardanti nuovi impianti boschivi. Sono in
corso di programmazione ulteriori 10 milioni di euro.
Occorre ricordare che tra le finalità della regionale
n. 16/1996 al capo 3 , e segnatamente all'articolo 31, è
previsto un ampliamento del demanio forestale mediante la
formulazione di un piano per l'acquisizione dei terreni.
Tuttavia nei fatti - per le priorità espressamente indicate
dal legislatore ai commi 1 e 4 dello stesso articolo e per
la limitata consistenza delle poste finanziarie allocate in
bilancio per questo scopo - l'acquisizione al demanio ha
riguardato aree già boscate, non potendosi quindi
sostanziare in un reale aumento della superficie boscata
dell'isola.
Per quanto concerne la "riconversione a fini
naturalistici ... ", l'Amministrazione ha individuato tra
le proprie finalità proprio questa linea d'intervento per
la quale sono stati finanziati progetti in corso
d'esecuzione per 30,064 milioni di euro, mentre circa 25
milioni di euro sono già programmati nella misura 1.09 del
POR.
Punto B). Tra le priorità programmatiche della Regione,
inserite nel POR Sicilia 2000/2006 (misura 1.09, gestita
dal Dipartimento regionale delle Foreste) vi è la
realizzazione dell'inventario forestale e della relativa la
carta forestale.
Al riguardo, si rappresenta che l'Amministrazione ha
già emanato le linee guida per la redazione dell'inventario
(pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Regione del 4
ottobre 2002) e che sono state avviate le procedure per la
stesura di tale strumento.
E' opportuno sottolineare che, avvalendosi di risorse
comunitarie e statali, l'Amministrazione intende realizzare
un moderno Sistema Informativo Territoriale finalizzato sia
alla redazione dell'inventario e della carta forestale sia
al monitoraggio degli interventi e, in una visione dinamica
della pianificazione, all'aggiornamento ed all'adeguamento
di tali strumenti programmatici.
Allo scopo il Dipartimento regionale delle Foreste ha
predisposto un apposito progetto che prevede la
condivisione di informazioni geografiche riguardanti il
patrimonio boschivo regionale ed altri tematismi correlati.
Si prevedi di giungere alla pubblicazione del relativo
bando di gara entro la fine dell'anno.
La carta forestale regionale consentirà la
localizzazione e la rappresentazione grafica delle
indicazioni sui tipi forestali. Saranno, inoltre,
disponibili altri importanti tematismi utili alla
programmazione ed alla pianificazione regionale in materia,
tra cui si citano quelli relativi alle entità vegetazionali
interessate dagli incendi e della loro vulnerabilità, ai
suoli, all'erosione, agli incendi, ai vincoli (per esempio
idrogeologico), alla consistenza e condizioni della rete
viaria, alla disponibilità di risorse idriche da utilizzare
nella repressione degli incendi.
Sarà il Piano Forestale, in corso di stesura, che
detterà le regole per la redazione dei piani di
assestamento e di gestione, in ogni caso di competenza
degli Enti gestori dei complessi boscati o dei singoli
proprietari se trattasi di terreni privati.
Per quanto riguarda l'impiego degli operai stagionali,
si fa presente che, nelle more dell'approvazione dei piani
di assestamento forestale, l?Azienda regionale delle
Foreste Demaniali - secondo quanto previsto dal sesto comma
dell'articolo 13 della legge regionale n. 16/1996 - opera
mediante programmi annuali di attività che vengono
elaborati avvalendosi degli uffici periferici.
Punto C). L'Azienda regionale delle Foreste Demaniali
in atto gestisce 33 riserve, per circa 70 mila ettari di
territorio protetto, che investono il territorio di 8
province e 68 Comuni.
Attualmente, le risorse finanziarie disponibili per
l'impianto e l'esercizio delle aree naturali protette
gestite risultano alquanto limitate (nell'esercizio 2003,
meno di 2 milioni di euro) per una vasta politica di
valorizzazione delle stesse.
Pur nella limitatezza delle risorse, l'Amministrazione
ha in corso di redazione i piani di gestione; recentemente
sono stati presentati i primi due esempi di piano di
gestione, riguardanti le aree di Ficuzza e la Sughereta di
Niscemi.
Va rilevato che sono in corso le procedure per
l'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 6 della
legge regionale n. 10/99, che potrà contribuire -
disciplinando il pagamento di un biglietto d'ingresso - al
reperimento di risorse aggiuntive per la manutenzione e
l'implementazione dei servizi nelle aree protette.
Inoltre, si ricorda che - per favorire la conservazione
e la valorizzazione delle risorse ambientali -
l'Amministrazione regionale ha già dato corso
all'attuazione della prima fase della misura 1.11 "sistemi
integrati territoriali ad alta naturalità" del POR Sicilia,
mediante la sottoscrizione di un accordo di programma che
investe, tra gli altri soggetti gestori delle aree
protette, anche l'Azienda regionale Foreste Demaniali.
Punto D). Già da tempo l'attività vivaistica della
Regione é orientata alla produzione di specie autoctone,
tendendo anche al mantenimento di specie tradizionali o in
via di scomparsa, che costituiscono larga parte del
patrimonio floristico dei boschi naturali, di particolare
importanza per l'avifauna e per la conservazione degli
equilibri ecologici.
Una particolare attenzione è stata rivolta
all'Amministrazione regionale alla raccolta, conservazione
e moltiplicazione del germoplasma delle specie vegetali
autoctone ad interesse agrario e forestale, per la quale è
stata individuata una specifica misura (1.12) del POR
Sicilia. L'attuazione di questa misura è in corso sia per
la parte a titolarità regionale, cioè di interventi gestiti
direttamente dagli uffici della Regione, che per la parte a
regia regionale, cioè di progetti realizzati da altri enti
sulla base delle direttive programmatiche
dell'Amministrazione.
a) per la parte a titolarità regionale, il 17 aprile
2003 sono stati avviati i lavori relativi al progetto del
Centro regionale per il germoplasma di Vendicari (SR).
L'importo complessivo dei lavori è pari a 1.899.296,41
euro. Si prevede di ultimare i lavori per il mese di giugno
2005.
Ulteriori interventi diretti della Regione riguardano i
progetti per conservazione del germoplasma vegetale a
Marettimo e a Pantelleria e quello per la conservazione
germoplasma viticolo siciliano.
inoltre sono stati predisposti i progetti preliminari
per i centri di conservazione di Ficuzza, delle isole
minori e per il germoplasma dell'ulivo siciliano.
b) per la parte a regia regionale è stato chiuso il 10
giugno 2003 l'accordo di programma con dieci soggetti
beneficiari (enti pubblici), per un importo complessivo di
6.044.500 euro.
Punto E). Per quanto riguarda gli aspetti relativi
all'attività di programmazione e di pianificazione, il
dipartimento Foreste si è attivato per la redazione di un
Piano forestale regionale, documento programmatorio
generale con cui parametrare tutti gli interventi di
carattere forestale da realizzare nella nostra regione.
All'elaborazione del documento (lo studio preliminare è
in fase avanzata di definizione) forniscono il proprio
contributo, oltre agli Ispettorati ripartimentali delle
foreste, l'Azienda foreste demaniali quale ente gestore dei
terreni boscati facenti parte del patrimonio indisponibile
della Regione ed il dipartimento interventi strutturali in
agricoltura. Sono state inoltre utilizzate le risorse a tal
fine rese disponibili sulla misura 7.01 "Assistenza
tecnica" del POR.
Nella redazione del piano si terrà conto di tutte le
indicazioni emerse in sede internazionale in materia di
ambiente e politica forestale e concretizzatesi in impegni
formali assunti dall'Italia; in particolare si farà
riferimento a quelli riconducibili al controllo delle
emissioni di CO2 nonchè alla nozione di gestione forestale
sostenibile", intesa come programmazione di interventi che
tenga conto dei bisogni delle generazioni future oltre che
delle attuali ed avente come obiettivo primario la
salvaguardia dell'ambiente.
Inoltre sarà assicurato il rispetto delle direttive
europee: n. 92/43/CEE del Consiglio, relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della
flora e della fauna selvatiche; n. 96/62/CE del Consiglio,
in materia di valutazione e di gestione della qualità
dell'aria ambiente; n. 79/409/CEE del Consiglio,
concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
In particolare, l'indirizzo operativo che si sta
seguendo nella realizzazione del piano per il mantenimento
e lo sviluppo delle funzioni economiche, ecologiche e
sociali delle foreste, prevede lo sviluppo dei seguenti
aspetti tecnici:
Miglioramento e difesa del patrimonio forestale, con
particolare riferimento alla possibilità di realizzare
popolamenti forestali naturaliformi, polifunzionali e
permanenti, da gestire secondo i canoni di una selvicoltura
sostenibile, prevedendo la progressiva conversione del
governo dei boschi da ceduo a fustaia, il recupero del
patrimonio forestale con interventi di rinaturalizzazione e
di ricostituzione dei boschi danneggiati favorendo la
rinnovazione e l'introduzione di opere di difesa delle
principali calamità naturali, ed in primo luogo dagli
incendi, in accordo con la pianificazione antincendio e con
la normativa attualmente in vigore, comunitaria, nazionale
e regionale.
Azioni specifiche per l'aumento della superficie
boscata regionale, con particolare riferimento ad azioni
tendenti oltre all'incremento del demanio pubblico
(acquisizioni temporanee, espropri) anche favorendo
l'applicazione di interventi finanziati dalla Comunità
europea per l'imboschimento di terreni agricoli, e non, da
parte di comuni e privati (vedi misure del PSR e del POR).
Azioni specifiche per la conservazione della
biodiversità, con particolare riferimento ad azioni
tendenti alla protezione di specie autoctone minacciate ed
alla possibilità di latifogliamento dei boschi artificiali,
atti a costituire popolamenti forestali in equilibrio con
le condizooni ambientali della stazione d'intervento e
secondo i coretti canoni della selvioltura e garantendo il
dinamismo delle popolazioni forestali autoctone.
Prevenzione ed il contrasto alla erosione e alla
desertificazione, con riferimento ad interventi finalizzati
al pieno recupero delle funzioni idrogeologiche dei sistemi
forestali ed all'esecuzione di opere di bonifica montana,
finalizzate alla difesa del suolo per il contenimento di
fenomeni erosivi ed il ripristino di condizioni di
stabilità e di sicurezza in modo da contribuire al
miglioramento dell'equilibrio ecologico e alla difesa
dell'ambiente.
Azioni tendenti a favorire il valore del bosco, con
interventi atti a favorire la funzione produttiva (legname
da opera, da industria, legna da ardere e da carbone,
frutti, funghi, ecc.), la funzione protettiva a difesa del
suolo e dei disastri naturali, la funzione
turistico/ricreativa e di salvaguardia dell'ambiente
naturale con interventi atti a favorire una corretta
fruizione del patrimonio silvicolo, al fine di soddisfare
la crescente esigenza dei cittadini di riavvicinarsi agli
ambienti naturali e la funzione sociale del bosco quale
fonte di lavoro e quindi di reddito e benessere per i
lavoratori addetti al settore.
Il Piano Forestale verrà a porsi come quadro di
riferimento della politica regionale per la gestione dei
boschi e dei territori montani, assumendo, in una qualche
misura, valenza di piano territoriale; per tale ragione,
prima della sua stesura definitiva, si prevede di attivare
un momento di confronto e di raccordo con tutti i soggetti
interessati al fine di pervenire ad obiettivi condivisi.
Entro il prossimo mese di novembre il Dipartimento
prevede di presentare un documento denominato "Linee guida
del Piano Forestale Regionale", che rappresenta un primo
momento di consolidamento del percorso per la redazione del
Piano definitivo.
Punto F)
Il Dipartimento regionale delle Foreste ha già avviato
le procedure di aggiornamento delle Prescrizioni di Massima
e la Polizia Forestale previsto dall'articolo 6 della legge
regionale 6 aprile 1996, numero 16 e delle tabelle A e B
annesse alle stesse. All'aggiornamento partecipano gli
Ispettorati Dipartimentali delle Foreste e l'attività è in
fase avanzata.
Infine, per quanto attiene agli interventi di difesa
del suolo, il Dipartimento delle Foreste nel redigendo
Programma triennale delle opere pubbliche 2003-2005 e nel
relativo elenco annuale 2003 sta inserendo gli interventi
di sistemazioni idrauliche e forestali, manutenzioni dei
pendii e del reticolato idrografico, ritenuti necessari e
segnalati anche dagli Enti Locali, oltre che dagli Uffici
periferici.
Inoltre, si sono integrate le priorità previste dalla
legge 109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni
(manutenzioni, completamenti, ecc.), individuando come
prioritari (dopo quelli ovviamente fissati "ope legis") gli
interventi eventualmente ricadenti proprio nelle zone a
maggior rischio idrogeologico (zone R4 e R3 - rischio
idraulico e da frana - identificate nel Piano straordinario
per l'assetto Idrogeologico approvato con decreto
dell'Assessorato Territorio ed Ambiente).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non pensavo
di impegnare tante intelligenze dell'Assessorato
Agricoltura e Foreste per quanto concerne il richiamo anche
al contenuto dell'ordine del giorno numero 236 approvato da
quest'Aula mesi fa. Lo dico non per una battuta più o meno
ironica, ma perché è l impressione che ho tratto
ascoltando. Non credo sia il momento adatto, quindi,
impegnerò solo un minuto e concluderò.
Ascoltando quello che diceva l'Assessore, è il caso di
dire che sarebbe opportuno cominciare a parlare della legge
16/1996, di come è stata attuata e di come si interfaccia o
meno con le misure del POR Sicilia. Sarebbe un ottimo
argomento, per la verità, ma non credo sia il caso di
affrontarlo, oltretutto in pochi minuti, questa sera. Si
troverà il modo, evidentemente, con gli strumenti che
ognuno di noi ha a disposizione per ritornare
sull'argomento. Vorrei solo segnalare due aspetti - e
concludo - che erano in parte contenuti nella risposta
dell'Assessore, in parte fanno i conti con una realtà che
poi, spesso e volentieri, abbiamo modo di constatare che
non è del tutto virtuosa a differenza di come teoricamente
viene esposta, invece, nella risposta dell'Assessore.
Mi voglio soprattutto riferire a ciò che significa
pianificazione per quanto concerne i lavori forestali e non
solo per quanto concerne gli operai stagionali. Onorevole
Assessore, spesso, la pianificazione di questi lavori, è
un po' singolare.
Capisco che, evidentemente, quando il Governo
riferisce che si avvale degli Uffici periferici non può
fare altro, però, obiettivamente dovremmo dare questi
Uffici periferici delle indicazioni. Ad esempio,
occorrerebbe una visione più organica e strategica di
quello che si fa con i famosi cantieri. Spesso, infatti, ci
sono cantieri che potrebbero essere fatti tra un anno e,
invece, vengono fatti, non si capisce bene perché,
immediatamente. Ci sono, invece, interventi che sarebbero
assolutamente necessari e non mi riferisco soltanto alle
zone devastate da incendi e, invece, perdiamo tempo a
farli.
Quindi, mi permetto di sottolineare che la necessità di
avvalersi di Uffici periferici significa anche indicare
agli Uffici periferici l'esigenza di attestarsi su una
pianificazione complessiva, cosa che, evidentemente, non
c'è stata. Non mi pare che ci sia in questo momento anche
se prendo atto che la volontà espressa nella lunga e
articolata risposta dell'Assessore è quella di mettere
finalmente in atto i punti più importanti della legge
16/1996.
Vero è che abbiamo in atto bandi che si riferiscono a
misure specifiche del POR. Parliamo evidentemente di
recupero di terreni non solo devastati dagli incendi ma
anche di terreni sostanzialmente marginali. Parliamo di
possibilità di intervento da parte di comuni. Le segnalo,
per esempio, che in queste ore molti comuni si stanno
rivolgendo ai suoi uffici per chiedere se possono procedere
ad espropri.
Posso permettermi di pensare a un sistema boschivo;
posso permettermi di attrezzare un'area; posso permettermi
di far vivere la montagna in una maniera diversa; posso
permettermi di anticipare la legge sulla montagna che è
stata annunciata.
Poi, però, se non hai la proprietà dei terreni, non
puoi procedere e questa è, obiettivamente, una grossa
contraddizione. Se nel bando scriviamo che, invece, ci sono
le somme per l'espropriazione, allora dobbiamo metterci
d accordo.
Io capisco che, evidentemente, non è la serata, però
dobbiamo metterci d accordo su cosa effettivamente vogliamo
che diventi la Sicilia anche da questo punto di vista;
altrimenti, è chiaro che ogni giorno noteremo cose che non
vanno.
Quindi, mi dichiaro parzialmente soddisfatto perché ho
visto l'impegno che è stato messo nella risposta
alll'interrogazione e come gli uffici hanno lavorato. Spero
che dalla teoria si possa passare alla pratica in tempi
rapidi.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del documento di programmazione
economico-finanziaria (DPEF) per gli anni 2004-2006.
PRESIDENTE Si passa al IV punto dell ordine del giorno:
Discussione del documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2004-2006.
Invito i componenti la seconda Commissione. Bilancio ,
a prendere posto nel relativo banco. Ha facoltà di parlare
l onorevole Savona, relatore di maggioranza.
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nello
svolgere la relazione del DPEF 2004-2006, devo anzitutto
sottolineare che quest'anno il documento giunge all'esame
da parte dell'Aula in tempi più brevi rispetto
all'esperienza del passato, ma pur sempre dopo i documenti
contabili che nel triennio sono stati presentati
all'Assemblea dal Governo.
Come è noto, il documento di programmazione economico-
finanziaria ha tra i suoi fini precipui quello di
consentire al Parlamento di operare una valutazione di
coerenza programmatica, rispetto agli obiettivi in esso
indicati sia dalle previsioni di bilancio che dai contenuti
di legge finanziaria, così come dovranno essere predisposti
dal Governo sulla base delle linee individuate al DPEF.
La recente riforma del Regolamento interno
dell'Assemblea che ha uniformato l'esame del documento alle
previsioni di Camera e del Senato stabilendo il
coinvolgimento delle commissioni di merito nella procedura,
va certamente nella direzione di conferire una maggiore
attenzione e consentire una più articolata valutazione dei
contenuti del documento.
La legge colloca il documento nella fase iniziale di
costruzione dei conti di previsione; ciò nonostante, un
calendario sul quale hanno pesato difficoltà obiettive ha
finito con il determinare ancora una volta un esame a
ridosso delle discussioni del documento di bilancio le cui
previsioni per altro appaiono in linea con i contenuti del
DPEF.
Per quanto riguarda tali contenuti il DPEF reca una
serie di parametri relativi al collegamento tra variabili
reali dell'economia e variabili finanziarie, sia con
riferimento alla loro linea di tendenza, che in rapporto
agli obiettivi perseguiti con le manovre di finanzia
pubblica indicate e dunque i contenuti delle politiche
correttive che si intendono approntare; la definizione
degli indirizzi cui deve ispirarsi la legislazione di spesa
della Regione e le altre linee di politica economica che
rendano coerenti gli obiettivi dichiarati; la ricostruzione
di un quadro integrato della finanza della Regione e di
tutti gli enti del settore pubblico regionale e dunque la
sua evoluzione e dei fabbisogni complessivi.
Sul versante macroeconomico, il trend delle principali
variabili appare, nel periodo, non soddisfacente. Il PIL
regionale dovrebbe, infatti, crescere, in termini reali, ad
un saggio medio programmatico dell'1,3% nel 2003, per
salire sino al 3,4% nel 2006, scontando, in questo modo, le
forti incertezze dello scenario nazionale ed internazionale
ed il conseguente calo dei consumi interni e dall'estero.
Il DPEF 2004-2006 individua, poi, alcune aree e settori
che, in relazione al loro peso e alla loro recente
evoluzione, sono considerati dal Governo, terreni
prioritari di intervento dell'azione pubblica regionale. Si
tratta, in primo luogo, della riforma complessiva
dell'amministrazione, tesa a rendere la stessa più
sensibile alle istanze di ammodernamento e di rinnovamento
provenienti dalla società siciliana ed, in primo luogo,
dalle categorie produttive.
Occorre poi, perseguire con vigore il processo di
risanamento contabile già intrapreso con le precedenti
leggi finanziarie, attraverso un recupero di efficienza
nella gestione delle entrate ed un rigoroso rispetto dei
limiti di spesa assegnati alle diverse amministrazioni ed
enti. In questo contesto, si segnala che il percorso di
risanamento non potrà più contare, come nel recente
passato, del contributo riveniente dalla definizione del
contenzioso finanziario Stato-Regione, risolto con la
sottoscrizione del Protocollo di intesa del 10 maggio 2003.
Sarà pertanto, necessario aggredire i nodi strutturali
che determinano lo squilibrio delle finanze regionali,
riformando le politiche e le linee di azione settoriali,
intervenendo con particolare decisione sul sistema
sanitario, allo scopo di razionalizzare la spesa e liberare
risorse per il riequilibrio territoriale.
Basti pensare che la spesa sanitaria rappresenta il 45%
del totale della spesa di parte corrente del bilancio; che
nel triennio 2000-2002 la Regione é intervenuta a copertura
dei disavanzi delle aziende sanitarie ed ospedaliere, per
un importo superiore ad un miliardo di euro e che le prime
stime dell'Assessorato al bilancio indicano in 500 milioni
di euro, il deficit per il 2003, per rendersi conto
dell'importanza che riveste, nella politica di risanamento
finanziario, il contenimento e la razionalizzazione della
spesa del settore.
Una particolare attenzione dovrà essere ancora rivolta
alle condizioni del mercato del lavoro, le cui politiche
devono continuare a porsi, quale obiettivo, il
ridimensionamento del fenomeno del precariato, utilizzando
le opportunità offerte dalla recente riforma dei servizi
per l'impiego operata in ambito nazionale con la legge
"Biagi".
Le politiche per lo sviluppo dovranno articolarsi su
diverse direzioni, al fine di garantire unità all'azione di
programmazione. Sviluppi significativi si sono già
raggiunti nella predisposizione di nuovi Accordi programma
quadro e nell'elaborazione degli APQ in corso di
completamento. L'attuazione del POR Sicilia 2000-2006 è, a
sua volta, proseguita con il raggiungimento di importanti
risultati ed é ora alle soglie della riprogrammazione di
metà percorso. In questo contesto, un contributi
significativo può derivare dai "Programmi di iniziativa
comunitaria INTERREG III, LEADER PLUS, EQUAL e URBAN II" e
dagli strumenti dello sviluppo locale, costituiti in
particolare, dai progetti integrati territoriali (PIT), dai
Progetti integrati regionali (PIR), dai Patti territoriali
e dai Contratti di programma.
Ulteriori aree di intervento sono da individuare
nell'ambito della difesa dell'ambiente e della tutela delle
risorse naturali del superamento della criticità,
nell'approvvigionamento e nella distribuzione delle risorse
idriche, nel contenimento delle situazioni di rischio
idrogeologico, nel risanamento delle aree costiere, nella
realizzazione di adeguate politiche di raccolta e di
smaltimento dei rifiuti, nel potenziamento del settore
energetico, nella tutela delle aree protette, nella
definizione di strategie innovative per il turismo e la
valorizzazione dei beni culturali, nella razionalizzazione
del sistema dei trasporti e delle comunicazioni.
Si ritiene, altresì, necessaria una riqualificazione
dell'intervento pubblico nei settori tradizionali ed in
particolare, nei comparti dell'agricoltura, della
forestazione, del commercio, delle attività manifatturiere
e del credito.
Riguardo agli indirizzi per la politica di bilancio,
viene confermato, quale obiettivo fondamentale dell'azione
pubblica, il progressivo contenimento del ricorso al
mercato finanziario. Il quadro tendenziale di competenza
individua un ricorso pari a 554 milioni di euro per il
2004, a 333 milioni per il 2005 e a 312 milioni per il
2006.
Il Governo intende realizzare una manovra correttiva
tendente a ridurre il ricorso al mercato programmatico a
258 milioni per il 2004 e ad azzerarlo nei due anni
successivi, completando per questa via, il percorso di
risanamento finanziario intrapreso sin dall'insediamento.
La manovra per il 2004 sarà composta da misure di lungo
periodo e misure minori di interventi congiunturali. Tra le
prime la riforma del sistema fiscale regionale, la lotta
all'evasione e l'aumento della base imponibile dovrebbero
comportare maggiori entrate per 26 milioni di euro. La
riforma delle leggi settore dovrebbero tradursi in minori
spese per 140 milioni di euro. Gli effetti della crescita
del PIL nominale, a seguito dell'attuazione dei programmi
di sviluppo comunitario nazionale e regionale, dovrebbero
quantificarsi in 68 milioni di euro.
Tra le seconde le dismissioni e le privatizzazioni
dovrebbero fruttare quaranta milioni di euro e la
maggiorazione accordata dalla Regione a seguito della
definizione del contenzioso con lo Stato dovrebbe
attestarsi su 22 milioni di euro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa,
relatore di minoranza.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non mi senso di criticare il relatore
di maggioranza che ci ha riservato una scarna sintesi del
DPEF, scarna ma sostanziosa - dice l'Assessore - non mi
sento di criticarlo perché a partire dal Governo,
dall'Assessore che sottoscrive il DPEF che è l'Assessore al
bilancio e le finanze, la sottovalutazione di questo
documento è palese.
Vorrei ricordare che questo DPEF è stato esitato per la
prima volta in assenza dell'Assessore al Bilancio il che
costituisce una evidente forzatura del Regolamento;
tuttavia, la Commissione ha sentito il dovere di andare
avanti per non bloccare i lavori d'Aula e per ottemperare
ad una decisione della Conferenza dei Capigruppo. L assenza
dell Assessore ha impedito che vi fosse un reale dibattito
nella sede della Commissione per intervenire nel merito
del DPEF ed introdurre alcune modificazioni che a nostro
giudizio si sarebbero rese necessarie ed ancora oggi si
rendono necessarie.
Comprendiamo, però, che essendo già arrivati in Aula, il
meccanismo regolamentare rigido che presiede all'esame di
questo documento impedirà di introdurre modifiche, anche
perché, molto probabilmente, non c'è una volontà politica
della maggioranza in tal senso. Eppure, sarebbe opportuno
qualche aggiornamento dei dati, che come si sa in materia
economico-finanziaria variano in modo molto veloce e
rapido; bisognerebbe adeguare il documento alle nuove
previsioni, ai ritocchi che anche a livello nazionale sono
stati fatti al ribasso delle stime contenute nel DPEF
nazionale, ma soprattutto si dovrebbe depurare questo
documento da quella sorta di orgia propagandistica in cui
casca ogni anno l'estensore e, quindi, anche chi con
propria mano firma e, quindi, si intesta la titolarità del
documento. Infatti, un documento di programmazione
economico-finanziaria deve contenere gli elementi utili a
definire il quadro macroeconomico di politiche economiche e
di politiche finanziarie volte a individuare le performance
finanziarie e gli obiettivi finanziari da perseguire con
gli strumenti che l'esecutivo ha e il legislativo hanno nel
triennio preso in esame. Si deve, invece, evitare di fare
di questo documento l'occasione annuale per sbandierare
successi o per riproporre pie intenzioni oppure come
succede molto spesso, come è successo negli ultimi
documenti di programmazione economico-finanziaria compreso
quello che prendiamo in esame, di esaltare in modo
acritico l'operato del Governo.
Vero è che poi il DPEF. è zeppo di dati che sono più o
meno attendibili; infatti, il tutto si traduce nella
ponderazione, in via d'ufficio, di ciò che gli Istituti di
ricerca propongono. Vero è che, qua e là, vi è qualche
elemento di onesta resipiscenza, cosicché, ferma restando
l intenzione primaria di propagandare l'azione del Governo,
si ammette la verità, pur cercando, ovviamente, di
addolcirla e di renderla più digeribile per i lettori.
Comunque, questa verità interessa coloro i quali - ma non
sono molti - hanno o la passione o il dovere di esaminare
questo documento.
E allora, basterebbe rifarsi alla legge istitutiva del
DPEF, dove sono espressamente indicati i contenuti che deve
avere un documento di programmazione economico-finanziaria:
deve fornire in modo molto sintetico, ma anche abbastanza
preciso, ciò che serve per stabilire un quadro
programmatico, a cui va ancorata la manovra finanziaria di
bilancio. Sarebbe stato anche facile orientarsi sulla base
dei DPEF nazionali. Anche lì la tendenza è quella di
enfatizzare, soprattutto con l'ultimo DPEF approvato, gli
impegni che il Governo ha assunto nel periodo della
campagna elettorale. Tuttavia, rimane un documento che è
abbastanza contenuto nei giudizi e adeguato ai compiti che
la legge gli affida.
Se ci fosse, oggi, l'intenzione, da parte del Governo e
della maggioranza, di di ritoccare le stime, i dati e
quindi anche il documento, probabilmente noi qui avremmo
fatto un altro ragionamento, ma siccome già abbiamo
verificato con l'andamento dei lavori della Commissione che
questa intenzione non c'è, allora ci tocca ripercorrere
brevemente i lineamenti del DPEF al nostro esame, per
esprimere il nostro giudizio, negativo nel suo complesso,
ma articolato nel ragionamento.
Questo vale, soprattutto, per le due questioni
principali che premono e che sono, a nostro giudizio,
significative ai fini dell'esame del DPEF: da un lato il
grosso buco della spesa sanitaria che, da sola, impegna
ormai il 50% del bilancio della Regione; dall altro il
quadro tendenziale finanziario che conclude il ragionamento
che il DPEF sviluppa nell'arco di un centinaio di cartelle
dattiloscritte. Noi partiamo dai dati, perché abbiamo un
gap, uno scarto tra la parte iniziale e le conclusioni del
documento. La parte iniziale del DPEF riguarda l 'analisi
macroeconomica per la parte relativa alle tendenze
dell'economia internazionale. Queste sono veritiere ed
oggettive, anche perché si fondano su dati statistici e su
ricerche che vengono prodotte dagli Istituti di ricerca
internazionale: l'OCSE, il Fondo monetario internazionale,
Istituti di ricerca europea, quindi difficilmente in questo
campo si può fantasticare e si può inventare. Bisogna
riferirsi a quei dati. La stessa cosa vale, in qualche
misura, anche per i dati riguardanti l'economia nazionale.
Invece, c'è la parte relativa alla nostra Regione dove
il DPEF si lancia in una serie di previsioni fantasiose
quanto infondate e - a volere usare parole meno cariche -
per lo meno dobbiamo definirle ottimistiche. Infatti, i
dati che lo stesso DPEF fornisce sono i seguenti: la
ripresa economica a livello mondiale non parte, l'economia
degli Stati Uniti ha avuto nel 2002 una qualche
accelerazione, anzi un'accelerazione sostenuta,
raggiungendo un 2,4 per cento di crescita rispetto al PIL
mentre l'anno precedente, il 2001, era stato, invece, dello
0,3 rispetto al PIL. Il 2001 era stato l'anno 'orribilis',
che era culminato con l'attentato alle Torri Gemelle
dell'11 settembre.
Questo scatto in avanti dell'economia USA non ha
prodotto effetti significativi sull'Europa dove la crescita
è stata appena dello 0,8 per cento, con una domanda interna
che cresce solo dello 0,2 per cento. Si è avuto, nel corso
di questo periodo, un ritorno dell'inflazione con varianti
da Paese a Paese, molto più alta in Italia, più contenuta
negli altri Paesi europei, ma comunque ben oltre le stime
che erano state fatte preventivamente.
La previsione di crescita per il 2003 del prodotto
interno lordo degli Stati Uniti viene compresa tra il 2,2
per cento e il 2,5 per cento. Queste sono stime dell'OCSE e
del Fondo Monetario Internazionale; nel 2004 si prevede una
crescita, secondo le stime dell OCSE e del Fondo Monetario
Internazionale, al 3,6 per cento - mentre l Unione europea
la fissa ad un più modesto 2,5 per cento - sulla base di un
ragionamento che è attendibile relativamente ai
comportamenti sui mercati della famiglia americana, le
propensioni dell'economia americana.
L'area dell'euro dovrebbe crescere, sulla base di queste
stime, a un tasso vicino all'1 per cento nel 2003 e che
dovrebbe raggiungere il livello del 2,4 per cento nel 2004.
Anche la crescita del 2,4 per cento è una stima revocata in
dubbio per una serie di considerazioni che sono fondate.
Basta leggere i giornali in questi ultimi giorni.
In Italia, poi nel 2002 abbiamo avuto una crescita dello
0,4 per cento che fa a pugni, con le previsioni dei vari
DPEF, ivi compreso quello regionale dell'anno passato. Io
credo che sarebbe un esercizio divertentissimo andare a
rileggere i DPEF degli anni precedenti: alla luce di quello
che poi è successo ci sarebbe tanto da divertirsi. Le
previsioni sono state fatte, così come quelle dell'anno in
corso, con una propensione all'enfasi; i risultati sono uno
0,4 per cento di crescita del nostro Paese nel 2002, le
esportazioni nette sono calate dello 0,7 per cento, i
consumi privati da + 1 nel 2001 sono scesi a 0,4 per cento
nel 2002, gli investimenti fissi lordi dal 2,6 per cento nel
2001 passano a 0,5 per cento nel 2002.
L'andamento del primo trimestre del 2003, congiunturale,
conferma il rallentamento della crescita del prodotto interno
lordo rispetto al trimestre precedente: da 0,9 per cento si
scende a 0,8 per cento, con una caduta delle esportazione
dell 1,4 per cento, una caduta degli investimenti da 4,8 a
0,4 per cento. E un dato clamoroso che il DPEF cerca di
spiegare con la chiusura degli effetti della legge Tremonti,
ma è troppo benevola tale interpretazione, equivarrebbe a
dire che la legge Tremonti incide sugli investimenti per un
4,3 per cento che sarebbe clamoroso. Basterebbe allora fare
una legge Tremonti con durata permanente per sostenere gli
investimenti, ma non è così, come si sa.
Per l anno 2002, come abbiamo visto è un dato acquisito, un
+ 0,4 per cento, nel 2003 si prevede l'1 per cento di
crescita, nel 2004 il 2 per cento, nel 2005 il 2,4 per cento,
nel 2006 il 2,2 per cento.
Quindi, siamo nell'ambito di un quadro macro economico
tendente al ristagno, alla stasi e, comunque, ad incrementi
di prodotto interno lordo talmente bassi che non sono in
grado di stimolare la crescita nel nostro Paese, un Paese che
ormai aspetta la locomotiva internazionale per ripartire dal
punto di vista economico.
Il quadro italiano è un quadro che si è aggravato. Io credo
che tutti, meno coloro i quali hanno attenzione per questi
fatti, sono rimasti colpiti dalle dichiarazioni del
vicedirettore della Banca d'Italia (parliamo non di un
impenitente bolscevico o rappresentante dell'opposizione,
parliamo del vicedirettore della Banca d'Italia) il dottore
Ciocca, il quale in una sede qualificatissima, a Salerno, in
occasione della riunione della società italiana degli
economisti - quindi non parlava dal pulpito di un comizio ma
in una sede che era in grado di intendere le cose che lì si
esponevano ha svolto una relazione da cui emerge un quadro
tragico, disastroso per quanto concerne le prospettive di
crescita del Paese, oltre a un giudizio tranciante circa la
politica degli ultimi anni del Governo italiano che ha
ridotto il Paese nello stato che conosciamo, con i dati che
abbiamo appena visto e una tendenza ulteriore al ribasso.
Ma, anche per quanto riguarda le prospettive, le
previsioni che lì venivano fatte erano fortemente
preoccupanti, direi quasi sconsolanti. Le responsabilità
venivano, come è d'obbligo per un tecnico che non si
addentra nelle analisi politiche, ugualmente spalmate su
governi, imprese, sindacati, forze politiche senza una
identificazione precisa. Ma non è questo che ci si aspettava
dal dottore Ciocca; ciò che, però, conta è conoscere il
giudizio del tecnico, di un tecnico che ha responsabilità di
quel livello, e le previsioni che si fanno sono abbastanza
preoccupanti e critiche.
E in questo quadro, c é la Sicilia. Il salto che il
Documento di programmazione economica e finanziaria fa, dalla
descrizione di un quadro grave, allarmante, preoccupante,
quando si passa ad esaminare il caso Sicilia diventa
immediatamente ottimistico: da un lato, si fa un esame degli
anni precedenti sostenendo che nel periodo 1998-2001 - e
vorrei far notare che si tratta del periodo in cui ha
governato il Paese un Governo di centrosinistra - abbiamo
avuto fortissimi investimenti nel Mezzogiorno e in Sicilia.
Parliamo di un periodo d'oro per quanto riguarda il sostegno
alle imprese, non sono parole mie ma sono dati riportati nel
DPEF, quindi a firma dell'Assessore per il bilancio e del
Presidente della Regione che appartiene al centrodestra, i
quali ammettono che in quel periodo la Sicilia ha avuto i
contributi più rilevanti dallo Stato soprattutto ex legge 488
del 1992. Tale legge ha inciso per il 47% per cento sul
totale degli investimenti e per il 43% per cento sulle
agevolazioni approvate. In quel periodo abbiamo avuto ben
2.993 iniziative industriali finanziate in Sicilia per un
ammontare di 7 mila miliardi di euro e con incentivazioni che
hanno toccato i tre settori fondamentali che sono coperti
dalla legge 488, turismo, industria e commercio, che hanno
dato risultati brillantissimi con previsioni occupazionali di
oltre 40.000 nuovi addetti.
Quindi, si dice che quel periodo è stato un periodo felice
per le politiche condotte dai governi nazionali verso il
Mezzogiorno e verso la Sicilia. E tuttavia, nonostante questa
potente iniezione di contributi, di finanziamenti agevolati
che sono arrivati a destinazione attraverso meccanismi
automatici, come viene scritto anche nello stesso DPEF, con
una forte spinta all'investimento, essa non ha determinato
effetti significativi di recupero del divario tra la nostra
Regione e il resto del Paese dal punto di vista del prodotto
interno lordo pro-capite. Anzi, nel 2002, quindi dopo questo
periodo felice, abbiamo avuto una flessione nel campo
agricolo, sia per quanto riguarda gli addetti sia per quanto
riguarda gli investimenti; nel settore del commercio abbiamo
avuto un calo del volume di vendite dello 0,8 per cento. Nel
settore dei servizi, che in Sicilia incide per il 79,6 per
cento in termini di valore aggiunto e per il 71,8 per cento
in termini di unità lavorative impiegate, occupate nel
settore - parliamo del settore più cospicuo, più sostanzioso
dal punto di vista occupazionale e del mercato in Sicilia che
denotano un quadro preoccupante, nonostante la messe di
finanziamenti, quel potente stimolo alle attività
imprenditoriali, tuttavia nel 2002 é successo qualcosa di
inatteso: non abbiamo avuto i risultati che quelle politiche
dovevano determinare. E una ragione deve pur esserci che non
siano solo quelle che nel DPEF vengono addotte.
Per esempio, per quanto riguarda l'agricoltura, si fa
riferimento agli eventi calamitosi degli ultimi anni; ma non
possono essere questi eventi tali da determinare un crollo
degli addetti e un calo del volume di affari e del prodotto
lordo vendibile che si é registrato in questo periodo.
Così come, credo, non si possa addebitare la caduta del
settore industria solamente alle vicissitudini di carattere
nazionale, vedi il caso Fiat che incide sul prodotto interno
lordo della nostra Regione per uno 0,5 per cento; però é pur
sempre limitato ad un solo settore, anzi direi, ad un solo
sito produttivo con tutto l'indotto che vi é collegato.
Si tratta, evidentemente, di segnali che vengono
dall'azione del Governo nazionale e dall'azione del Governo
regionale che non sono in grado di spingere la ripresa, di
sostenere l'economia in un momento di difficoltà, ma dove
comunque vi sono segnali importanti. Il DPEF sostiene che vi
sono criticità che contrastano le tendenze migliorative. E'
questo, allora, che bisogna valutare.
Vi sono tendenze migliorative e, guarda caso, queste sono
da imputare alle politiche svolte dal 1998 al 2001; ma poi
vi sono le criticità che contrastano queste tendenze
migliorative ma che non possono essere addebitate anche alla
politica, perché la politica ha il compito di orientare, di
indirizzare, di spingere, di programmare, di investire, di
sostenere l'azione dell'imprenditoria e delle imprese
private. Per cui, il calo occupazionale che si é registrato,
più che un calo, il rallentamento con un modestissimo + 0,9
per cento che abbiamo avuto nel 2002 ci dice che la
situazione é veramente allarmante.
Abbiamo un dato complessivo che non fa assolutamente
presagire una performance in miglioramento nei prossimi
anni; oltretutto nei settori per noi importanti - e proprio
perchè sono i settori dove accusiamo le maggiori debolezze,
come quello delle importazioni -, tendiamo ad aumentare il
volume delle importazioni, mentre abbiamo in calo le
esportazioni, dovute certo all'effetto del calo dei prodotti
petroliferi ma che non sono compensate, essendo questa la
voce principale delle nostre esportazioni, dalle altre
esportazioni in crescita, quelle dei settori più innovativi,
come i telematici e informatici, oppure quelle relative ai
prodotti di qualità nel settore agroalimentare.
Il tanto declamato settore turistico anch'esso ha subìto
una flessione nel 2002, dopo circa un decennio che aveva
visto il flusso turistico in crescita in tutta la nostra
regione, anche in controtendenza, a volte, rispetto ai
risultati della politica turistica nell'intero Paese.
Io vorrei leggervi un passo del DPEF, che così recita: "A
conclusione di questa sintesi panoramica, è possibile
affermare che, in retrospettiva, la Sicilia ha partecipato
al processo di convergenza del Mezzogiorno, rispetto al
resto del Paese, che è tornato ad avviarsi nella seconda
metà degli anni '90. Vi hanno contribuito strumenti più
agili e selettivi di incentivazione pubblica degli
investimenti" - e sono quelli elaborati dai Governi di
centrosinistra come ho poc'anzi detto - "ma anche emergenze
spontanee del tessuto economico radicate nelle vocazioni
produttive locali e dotate di una certa capacità di
innovazione. Su questo scenario agiscono al momento, oltre
ai condizionamenti strutturali negativi già noti, gli
effetti del rallentamento del ciclo economico nazionale ed
internazionale, rispetto a cui l'economia regionale mostra
una rinnovata sensibilità. Il quadro delle azioni correttive
pubbliche ha di fronte a sè l'onere di attenuarne le
conseguenze per preparare la ripresa".
Quindi, il DPEF, dopo l'analisi, sostiene che l'economia
siciliana, che manifesta una rinnovata sensibilità al
pesante quadro nazionale ed internazionale, oltre ai
condizionamenti strutturali negativi che già si conoscono,
ha subìto gli effetti del rallentamento del ciclo economico.
A questo punto, dice il DPEF, bisogna rilanciare la
ripresa e vediamo come lo fa. A questo punto, il
ragionamento che era stato stringente fino al momento
dell'analisi svapora, per avere qualche dato favorevole alla
propria impostazione si aggancia al DPEF nazionale che in
materia di fantasia e di propagandismo non è secondo di
sicuro al Governo regionale, dunque si appiglia a questi
dati e dice che bisogna incidere sulle infrastrutture
materiali ed immateriali.
Quindi, riprendendo il ragionamento del DPEF nazionale,
che destina - dice il DPEF regionale rifacendosi a quello
nazionale - il 45 per cento della spesa in infrastrutture
per il Mezzogiorno, riportando questo dato come se si
trattasse di una rivoluzione, quando noi sappiamo che il gap
infrastrutturale che è stato più volte quantificato
dall'Istituto Tagliacarne, ma anche dall'ISTAT, tra la
Sicilia, il Mezzogiorno ed il resto del Paese è nell'ordine
del 38-39 per cento. Non basta, quindi, avere un
investimento destinato al Mezzogiorno, infrastrutture
inferiore alla metà dell'intero investimento nazionale per
riequilibrare questo dato, anzi occorrerebbe investire
esattamente al contrario: 2/3 nel Mezzogiorno e 1/3 nel Nord
del Paese per tentare di chiudere questa forbice che nel
corso del decenni si è via via aperta.
E dunque, riportare questo dato con enfasi è un autogol
clamoroso perché è esattamente il contrario. Se rimane
l indicazione contenuta nel DPEF nazionale di investire
soltanto il 45 per cento per le infrastrutture nel
Mezzogiorno (e poi vedremo la Sicilia) va detto che non
solo il gap non si riduce ma si amplia perché oggi dare il
55% al resto del Paese e il 45% al Mezzogiorno significa
investire in favore del Nord del Paese.
Poi dice: efficienza della pubblica Amministrazione,
quindi crescerà il Mezzogiorno perché saranno fatti
investimenti per rendere efficiente la pubblica
Amministrazione, non sappiamo quali siano questi
investimenti.
Il terzo punto è la certezza degli incentivi. E qui siamo
proprio nel campo del risibile, tenuto conto che la prima
cosa che ha fatto il Governo di centrodestra assumendo la
guida del Paese è stata proprio eliminare la certezza di
automatismi in materia di incentivi che le leggi precedenti
avevano garantito, le leggi di incentivazione, soprattutto
quelle relative alla programmazione negoziata, al credito di
imposta, al prestito d'onore e la 488.
Quindi, questo è il problema. Allora, come fa il DPEF
nazionale e, di conseguenza, quello regionale a prevedere un
differenziale di crescita positivo tra la Sicilia ed il
Mezzogiorno? Infatti, di questo 45% di investimenti per
infrastrutture si sa che il grosso è per la Salerno -
Reggio Calabria. Sono investimenti dai quali, basta dare una
scorsa rapida a tutti i documenti di programmazione
elaborati ultimamente ivi compreso la delibera CIPE, la
legge obiettivo Lunardi, per rendersi conto che la Sicilia è
totalmente fuori. L'unica cosa che ci veniva destinata è il
Ponte sullo Stretto che, per lo meno, riguarda una sorta di
sogno che si lascia balenare davanti agli occhi dei
siciliani. Ma poi il viceministro dell'Economia, onorevole
Micciché, pochi giorni fa ha dichiarato a livello
personale, Assessore? Lo ha fatto a livello personale?
PISTORIO Il ministro Lunardi lo ha smentito.
CAPODICASA Il ministro Lunardi lo ha smentito. Però io
dico qual è la mia interpretazione: l onorevole Miccichè non
si è confuso quando ha dichiarato che il Ponte non è una
priorità. E perché lo ha dichiarato? Perché nell'elenco che
il Governo italiano ha portato a Bruxelles per stabilire le
priorità delle grandi opere infrastrutturali, il Ponte sullo
Stretto su 20 grandi opere occupa il diciassettesimo posto
E ciò sol perché il Governo italiano ha fatto di tutto
perché non uscisse fuori dalle prime grandi venti opere, in
quanto ciò avrebbe significato non solo contraddire in modo
plateale e clamoroso il Presidente del Consiglio e il
programma di Governo in materia di infrastrutture, ma anche
mettere in ridicolo un Governo che su questo si era speso e
su cui aveva impostato buona parte della sua azione.
Quindi, c'è stato un gioco delle parti: l onorevole
Micciché ha preso alla lettera quanto si discuteva in quella
sede, ma il ministro Lunardi ha cercato di mettere una
pezza sopra per evitare che il fatto diventasse clamoroso.
E, quindi, se diciamo che le cose stanno così, non c'è più
neanche il Ponte. Di sicuro non c'è da qui al 2006, quale
che sia la posizione che ognuno di noi può avere circa
l opportunità di realizzare il Ponte sullo Stretto di
Messina.
Pertanto, questo differenziale positivo medio di crescita
rispetto al Mezzogiorno che la Sicilia dovrebbe avere è
assolutamente ingiustificato o, per lo meno, non è spiegato
nel DPEF ed è quindi arbitrario, a nostro avviso, anche ai
fini degli effetti che si devono produrre. Infatti, le
previsioni non sono fini a se stesse, ma servono poi a
definire il quadro finanziario. Quindi, con quali obiettivi
ci avviciniamo? Dice il Governo, nel suo DPEF, attraverso la
riforma della pubblica Amministrazione. E qui comprendiamo
effettivamente cosa intenda il Governo in Sicilia per
riforma della pubblica Amministrazione dal momento che fino
ad oggi ha solamente pasticciato in materia di pubblica
amministrazione.
Poi parla di federalismo fiscale, citando il fatto che dal
federalismo fiscale, dice il DPEF, dovrebbe derivarne un
incremento di entrate. Ma è veramente pensabile che questo
possa avvenire dal momento che, per quanto concerne questa
materia, si sa come inizia la discussione, ma nessuno sa
come si concluderà?
C'è l'alta Commissione per l'applicazione dell'articolo
37, i tempi sono stati ampiamente sforati rispetto a quanto
era previsto nella legge finanziaria dell'anno passato.
Avevate plaudito a quella norma, ma non è successo niente
fino ad oggi.
E così l'applicazione del Titolo V della Costituzione in
materia di tributi non porterà di sicuro neanche un euro in
più, perchè significa utilizzare una norma che già abbiamo
nel nostro Statuto, e cioè la capacità impositiva della
Regione. Pertanto non dovevamo attendere la modifica del
Titolo V della Costituzione per poterla applicare.
Per quanto riguarda poi i rapporti finanziari tra Stato e
Regione non si capisce cosa ciò dovrebbe determinare nei
nostri riguardi, anche perché non è affatto spiegato.
La riforma fiscale dello Stato, a cui il Governo
attribuisce una capacità di aumentare il gettito nella
nostra Regione, è priva di senso, considerato che sarebbe
improntata unicamente ad abbattere le aliquote IRPEF, a
superare gradualmente l'IRAP: il che equivale a dire che ci
saranno meno entrate per la Regione siciliana che incamera,
come si sa, la totalità dei tributi dello Stato e il gettito
dell'IRAP, dopo di che ovviamente anche dell'IRPEF.
Inoltre non si capisce come la politica dei condoni
prevista dal Governo nazionale agirà dal punto di vista
tributario, credo sia chiaro a tutti che decurterà
ulteriormente le entrate della Regione.
Abbiamo poi il grande buco della sanità. E qui c'è il
bluff contenuto nel DPEF che poi vedremo anche nella legge
finanziaria.
Da tutti è stato individuato nella sanità il gravissimo
problema che si è manifestato nell'arco di appena tre anni
nella Regione siciliana: fino al 2000 i conti della sanità
erano a posto, dal 2000 ad oggi abbiamo avuto 350 miliardi
di lire, non di euro, che sono fisiologici quanto il Lazio
ne aveva a quell'epoca 5.500 miliardi, la Lombardia e il
Piemonte ne avevano 5.000; noi eravamo l'ultima Regione, per
deficit sanitario, sulle venti regioni italiane.
Poi c'é stato lo sfondamento, avete deciso di condizionare
la campagna elettorale sfondando la cassa della Regione e,
poi, non siete stati più in grado di riprenderla. Questa è
la verità. E le proposte che fate per coprire il buco sono i
ticket Ma noi sappiamo che i ticket, dopo che avete
assegnato loro un valore taumaturgico, per vostra stessa
ammissione, hanno avuto effetti modestissimi sulla spesa,
tant è che la spesa ha continuato a crescere in modo
esponenziale.
L'acquisto centralizzato. Questo è il secondo obiettivo.
Ma anche qui, l'acquisto centralizzato tramite CONSIP o
altri meccanismi non ha comportato risparmi di una qualche
rilevanza.
Le verifiche periodiche sugli obiettivi finanziari di
budget delle aziende sanitarie. Ma quali sono queste
verifiche periodiche? Se dobbiamo prestare fede a ciò che
abbiamo visto finora come verifiche periodiche, allora siamo
perduti, considerato che né l'assessorato della sanità né
l'assessorato del bilancio che si era preso questa
competenza, attraverso una norma inserita nella legge
finanziaria, hanno preventivamente esaminato i bilanci delle
USL e hanno fatto scorrere col meccanismo del silenzio-
assenso di averle approvate con un deficit contenuto in quei
bilanci di circa 350 miliardi di vecchie lire.
Poi si dice: sistema di monitoraggio della spesa;
programmi di sperimentazione per nuovi modelli gestionali
pubblico-privati; dismissioni di immobili non utilizzati;
nuovi ticket perché, si intende che quando il DPEF dice
rivisitazione equivale a dire che dobbiamo introdurre nuovi
ticket. Inoltre, controllo e monitoraggio delle prescrizioni
mediche, farmaceutiche e specialiste; la riduzione dei
ricoveri impropri; la razionalizzazione della rete
ospedaliera. Tutte chiacchiere che non sono state realizzate
fino ad ora e non saranno realizzate da ora in avanti
Non si capisce perché non l'avete fatto l'anno passato,
non l'avete fatto l'anno prima ancora, quando il buco
della sanità era già a livelli stratosferici. Non capisco,
veramente, con quale senso di responsabilità il Governo
presenti un documento che in una materia così delicata quale
il deficit della sanità, presenta questi caratteri elusivi
e, in qualche caso fantasiosi.
Poi il DPEF continua passando ad altra materia, con gli
enti strumentali,. Dobbiamo concludere le dismissioni,
peperò, mentre dice così il Governo presenta una legge
finanziaria in cui tira fuori dalle dismissioni degli enti
economici, le società SARCIS e la Siciliana Gas, con
l'argomentazione ridicola che si tratta di aziende che
operano in settori strategici e quindi la Regione deve
controllare. Il presidente della Regione sul "Giornale" ha
detto: "basti pensare a quello che è successo con il black-
out". Appunto, essendo la Regione presente nella SARCIS e
nella Siciliana Gas è avvenuto il black-out e la Sicilia è
stata l'ultima regione in Italia i ad avere avuto la
riattivazione della corrente elettrica.
Si dimostra così esattamente il contrario, e cioè che
avere in mano la Siciliana Gas o la SARCIS non ci ha né
protetti dal black-out né comunque siamo in grado di
condizionare la politica energetica. E' una cosa ridicola
sostenere questo in un periodo in cui la politica energetica
in Europa è stata liberalizzata; è stata liberalizzata in
Italia dove già lo Stato ha privatizzato l'Enel. Lo Stato ha
fatto quello che ha fatto in questa materia perché esso a
sua volta non è in grado di condizionare la politica
energetica se non attraverso i piani energetici. E noi la
vogliamo condizionare e governare attraverso la detenzione
delle azioni della Siciliana Gas che è una società, non da
sola in regime di monopolio, ma in concorrenza con società
private e con altre compresa l Italgas che gestisce reti di
distribuzione? Ma quale politica energetica si può
condizionare tramite la Siciliana Gas che distribuisce gas
per uso domestico. Ma è ridicolo Si cerchi un altro
argomento per sostenere che bisogna tenere in piedi due
società per garantire la presidenza del consiglio di
amministrazione a qualche sodale di partito, qualche posto
in consiglio di amministrazione; si cerchi un altro
argomento Si dice: "siamo a corto di posti, abbiamo tanti
clienti da soddisfare, per piacere lasciateci fare questa
cosa". Ma non si vadano a scomodare i santi per dovere
sostenere una cosa di questo genere
Assessore, io so che il suo partito minaccia di toglierle
la carica di Assessore se il presidente Cuffaro va avanti su
questa linea. Che a pagare alla fine sarà lei. Però, io
esiste un disegno di legge a firma Pagano che indica il
mantenimento della Sarcis e della Siciliana Gas tra le
società che devono rimanere alla Regione senza contare che
sono due società che pesano finanziariamente
C'è una delibera di giunta del mese di luglio o agosto
in cui la giunta regionale autorizza l'Assessore per
l industria a dare 20 milioni di euro, vale a dire circa
quaranta miliardi di lire alla Sarcis, per potere
fronteggiare i suoi debiti, per pagare il personale. Cioè
noi in periodo di dismissioni, quando stiamo vendendo i
gioielli e questo è giusto che lo si faccia in quanto
la Regione non deve essere più Regione imprenditrice, non è
il suo mestiere e non lo sa fare -, noi continuiamo a
volere mantenere in piedi società a cui solo qualche mese fa
pur essendo in piena crisi finanziaria regaliamo, diamo 20
milioni di euro per risanare il bilancio di quella società?
Credo che bisogna dire basta a tutto questo. Ed anche in
questo campo la teoria della golden share, come dice il
Presidente della Regione, è una cosa che non sta in piedi:
la golden share in società che hanno questo carattere e
questo peso minuscolo nelle politiche di settore? Dopodiché
non parlo di Sicilia Acque, degli enti lirici e sinfonici
dove si dice nel DPEF che bisogna trasformarli in
fondazioni. Ma io ho letto, adesso non ricordo se nel
disegno di legge di variazione di bilancio o nella
finanziaria che viene invece proposto un meccanismo diverso
di ripianamento del debito degli enti lirici e sinfonici e
dei teatri. Quindi, non c'è coerenza tra le cose dette nel
documento del DPEF e ciò che è scritto poi nelle leggi
finanziarie. Dopodiché, si passa a alla parte relativa ad
Agenda 2000, agli Accordi di programma quadro, sui quali
dirò soltanto due cose, considerato che l intera materia noi
siamo intenzionati a portarla in Aula attraverso una
mozione che affronti il tema con un dibattito specifico. A
nostro avviso, infatti, l intera materia non può ovviamente
essere trattata in una relazione di minoranza al DPEF.
Va notato che dopo tre anni gli APQ sottoscritti sono
sempre quelli che avevamo elaborati con il Governo di
centrosinistra: si tratta dell APQ sui trasporti e quello
sull'idrico, rimaneggiati entrambi dal governo Cuffaro e
firmati poi successivamente.
L unico APQ nuovo sottoscritto è quello sullo sviluppo
locale, tutti gli altri sono al palo: quello sull'energia,
quello sulla sanità, quello sulla emarginazione. Tutto ciò
che di nuovo si doveva fare - e vale la pena di ricordare
che l'intesa istituzionale di programma prevedeva che
avrebbero dovuto essere sottoscritti entro l'anno 2000
(siamo alla fine del 2003) - ancora non è stato portato a
termine perché questi APQ sono soltanto in uno stato di
avanzamento ancora non ben definito.
Agenda 2000, che vuole essere per il governo Cuffaro il
suo fiore all'occhiello - come ha dichiarato l'onorevole
Pittella nella sua relazione al Parlamento europeo in
materia di attuazione di Agenda 2000 la Regione siciliana
è invece l ultima tra le Regioni italiane. Ma anche su
questo torneremo, perché deve esserci un approfondimento,
anche alla luce della relazione del rapporto del valutatore
indipendente Ernst & Young, presentato nel mese di
settembre nel quale sono emersi elementi e spunti
interessantissimi per la discussione.
Poi abbiamo i PIC, non si capisce bene cosa ci si aspetti
dai Programmi di iniziativa comunitaria quando dalla stessa
illustrazione che fa il Documento di programmazione
economica e finanziaria, si vede che è cosa modestissima,
fatta eccezione per quel poco che dà Intereg 3.
Inoltre, volevo aggiungere una nota relativa ai PIT.
Sento avanzare una vivace polemica su una delle cose più
innovative contenute in Agenda 2000 riguarda i Programmi
Integrati Territoriali, che vedono gli enti locali come
soggetti attivi i quali finalmente hanno decentrato la
spesa e hanno reso più ravvicinata la programmazione ai
bisogni reali della gente.
Vorremmo che tutto ciòo non preludesse a qualcosa più in
avanti, quando si dovrà fare la rimodulazione di metà
percorso di Agenda 2000. Noi comunque saremo vigili e
attenti anche su questo versante.
Dopodiché, permettetemi una breve considerazione sulla
parte finale del Documento, quella relativa alla manovra
finanziaria.
Si dice a proposito della finanza pubblica regionale del
DPEF che bisogna intervenire con le leggi di settore. E qui
c'è una affermazione nel DPEF elusiva poiché si dice che
sono ancora in itinere le riforme di settore necessarie per
incidere sulla spesa regionale.
Per non dire che non c'è stata neanche una legge di
settore Siamo già a metà del cammino della legislatura, e
non ce n è neanche una Non una sola legge di settore è
giunta sino a noi.
Per quanto riguarda le privatizzazioni si prevedono
circa cinquanta miliardi nel 2004, ma non si capisce quali
saranno queste privatizzazioni, considerato che il Governo
già tira fuori la Siciliana Gas e tira fuori la Sarci che
sono le uniche società che possono dare qualche euro dalle
privatizzazioni, abbiamo cioè un quadro che è irrealistico
quello che ci viene fornito. E questo quadro tendenziale
che arriva addirittura a prevedere il pareggio di bilancio
è solo fumo negli occhi, considerato che noi avremo un
trasferimento per il fondo sanitario nazionale in ribasso;
avremo, come si sa, una politica dei condoni di
agevolazioni che porteranno una riduzione delle entrate
tributarie, mentre invece rimarranno costanti le spese
correnti fino al 2006 come dice lo stesso DPEF e avremo
l'appesantimento dovuto alla sanità che, come credo, aver
avuto moto di argomentare, non saremo in grado di ridurre
con le politiche che si mettono in campo.
Quindi, con tutto questo alle spalle, come si fa a
prevedere una crescita del PIL del 4,2 per cento nel 2004,
del 5,2 nel 2005, del 5,2 nel 2006? Addirittura una
crescita dell'occupazione del 5 per cento nel triennio,
cioè su un milione di disoccupati che abbiamo in Sicilia
noi pensiamo in tre anni di assorbirne 500.000. Una cosa
assolutamente irrealistica.
Nell'industria si prevede un incremento, in termini
reali, del valore aggiunto del 7 per cento, riduzione del
GAP infrastrutturale: è un libro dei sogni e non c'entra
niente con la realtà effettuale. Quindi, io credo che noi
dovremmo essere molto più modesti, prendere atto della
situazione. Onorevole assessore, i governi sono tali. Se
hanno la dignità, nei momenti di difficoltà, di dire la
verità alla gente, non di nascondere i fatti, di nascondere
la realtà per poi alla fine prendere atto che tutto ciò che
si è detto, promesso non arriva a un risultato, a un esito
positivo, e poi magari attribuire la responsabilità - mi
suggerisce l'onorevole Formica - al destino ...
In conclusione, signor Presidente, credo che bisogna
darsi una regolata. I conti che presentate sono
assolutamente infondati. Il quadro tendenziale, signor
assessore, lo dico anche nel suo interesse perché lei alla
fine passerà alla storia come l'assessore che si è visto
passare sotto il naso una grande occasione e l'ha perduta
per ignavia, cioè per non aver voluto combattere una
battaglia anche all'interno della sua maggioranza. Come si
fa a non calare per esempio le cartolarizzazioni che
giustamente mettete nel 2004, poi li riproponete nel 2005 e
nel 2006? Ma la cartolarizzazione si fa una volta e vale
per un ann Voi le mettete in bilancio, ma non c'è. Non è
previsto il fatto che noi poi avremo nel 2005 e nel 2006
non so quanti miliardi, forse novecento milioni di euro in
meno. Quindi i conti non tornano. Non solo dal punto di
vista degli obiettivi, delle previsioni, dei percorsi che
si individuano.
E dato che ho finalmente concluso, la prego, signor
assessore, di perdere un minuto con me. Se lei poi mi
spiega cosa significa che con la riforma della legge di
settore dobbiamo recuperare 140 milioni di euro, sono 280
miliardi, sono cioè 300 miliardi nel 2004, 110 milioni di
euro nel 2005 e poi 43 nel 2006. Ci date solo 43 milioni di
euro derivanti dalla riforma delle leggi di settore, io le
sarò grato, vuol dire che abbiamo letto male le cose, che
voi avete visto più lontano di noi, ma ancora la legge sul
trasporto pubblico locale dopo tre anni non fa un passo. La
verità è che se voi mettete mano alla legge di settore non
siete capaci di produrre effetti positivi da un punto di
vista finanziario perchè sono tanti gli interessi che si
aggrovigliano e condizionano questo Governo che non è in
grado di fare scelte veramente radicali, non è in grado di
razionalizzare la spesa. E questo vale per la sanità, per i
trasporti.
Lei non deve dimenticare che avete messo mano a un decreto
taglia-spese nel settore sanità.
E a conclusione del percorso, proprio perchè non siete
capaci di dire no a nessuno il decreto tagliaspese
si è tradotto in un decreto aumenta spese. Questo è
soltanto un esempio, e vale anche per i trasporti.
Pertanto, dire che ricaveremo 280 miliardi nel 2004 da
leggi di settore è un utopia Io ormai è da 18 che sono in
questo Parlamento però prima che me ne vada vorrei vederla
una legge di settore che porta 280 miliardi di risparmio in
questa regione
Non siete sicuramente voi quelli che lo potrete fare, per
le note ragioni, poiché non avete una politica veramente di
rigore nonostante il DPEF sia pieno di questo termine, ad
ogni pagina è ripetuto 10 volte, ma in realtà solo manovre
contingenti sapete fare, come nella sanità, settore in cui
manovre da 400-500 milioni di euro sono necessarie per
tamponare le falle, ma politiche organiche che affrontino i
nodi strutturali veramente come è necessario fare in una
situazione finanziaria così grave non siete assolutamente
capaci di risolverli.
Ed è questa la ragione per cui abbiamo deciso di preparare
questa relazione di minoranza e ci apprestiamo a dare il
nostro voto contrario.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 295, degli onorevoli Formica, Pistorio, Lo Monte e
Mercadante, di cui do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
VISTO il Documento di programmazione economica e
finanziaria per gli anni 2004-2006,
CONSIDERATA l illustrazione in Aula dello stesso,
lo approva .
Allo stesso è stato presentato un emendamento:
Argomento che si vuole aggiungere nella discussione in
Aula alle tematiche del DPEF della Regione siciliana 2004-
2006, di cui alla delibera di Giunta n. 233 del 5.08.2003 :
Al fine di favorire la infrastrutturazione presso le aree
di sviluppo industriale, si inserisce la proposta di una
razionalizzazione economica che eviti sprechi e disservizi e
contemporaneamente rispetti l ambiente, nella collocazione,
l uso e la gestione dei servizi situati nel sottosuolo i
quali si dovranno uniformare alle disposizioni contenute nel
DPCM 3 marzo 1999 (GURI 11 marzo 1999 numero 58 direttiva
per la razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti
tecnologici ). Le norme ivi contenute, riguardanti la
razionale sistemazione degli impianti tecnologici, si
propongono di promuovere la scelta di interventi che non
comportino, in prospettiva, la diminuzione della fluidità
del traffico per i ripetuti lavori interessanti le strade
urbane, contribuendo così sia ad evitare gli effetti di
congestionamento causato dalle sezioni occupate, sia a
contenere i consumi energetici, ridurre i livelli di
inquinamento, nonché l impatto visivo al fine di
salvaguardare l ambiente ed il paesaggio e realizzare
economie a lungo termine (art.5). L iniziativa potrà
beneficiare di contributi da parte della Cassa Depositi e
Prestiti.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, non potrei dopo una ricca e soprattutto lunga
relazione della minoranza esposta bene da un punto di vista
dell'argomentazione fine a se stessa, ma assolutamente di
parte e quindi non condivisibile perché non esprime un
punto di vista oggettivo.
Onorevole Capodicasa, su questo DPEF lei può dire tutto
quello che vuole, potrà argomentarlo girando e rigirando la
frittata in tutte le maniere, però, devo dire che nonostante
i tentativi di rigirare la frittata la soluzione non è
quella che è stata proposta, vale a dire di un prodotto che
assolutamente non è valido, e le spiego perchè in poche
battute.
Il Dipartimento delle politiche dello sviluppo del
Ministero dell'Economia ha avuto modo di studiare questo
documento e di giudicarlo serio, attendibile. Stiamo
parlando da un punto di vista tecnico perchè noi facciamo
dei confronti con i dirigenti. E sa perchè l'hanno giudicato
serio? Non per le politiche che ovviamente non vengono
conosciute, loro non sanno la ricaduta che può avere una
scelta piuttosto che un'altra. Queste sono cose discutibili
che attengono alla politica. Il DPEF per forza di cose
essendo indispensabile per realizzare le entrate, e lei lo
dovrebbe sapere bene perchè ha cominciato proprio lei questa
iniziativa legislativa, in Sicilia nasce nel 1999 col suo
Governo e di conseguenza lei sa l'origine, onorevole
Capodicasa, la motivazione, la ratio per cui il DPEF esiste:
Ed è chiaro che deve essere coerente attorno ad una serie di
parametri, pena la non riuscita non soltanto di tutte le
conseguenze e le refluenze economiche e finanziarie che da
esso dipendono ma soprattutto dall'impalcatura complessiva.
Tradotto concretamente: le entrate della Regione siciliana
dipendono da quelle che sono le previsioni di entrata, se
noi utilizzassimo dei termini finanziari sbagliati o delle
previsioni troppo ottimistiche è chiaro che di conseguenza
noi dovremmo iscrivere tra le entrate cifre diverse rispetto
a quelle che poi da lì a qualche mese saranno oggetto di una
verifica puntuale.
Onorevole Capodicasa, lei non può dire queste cose; non
può utilizzare tecniche che appartengono a logiche superate
di tipo marxista o leninista. Lei stesso infatti ha più
volte dichiarato che ciò fa parte della sua storia, della
sua cultura, del suo passato ma non più del suo presente.
Quindi, non utilizzi tecniche di disinformazione perchè non
è più così e proverò a dirlo e a spiegarlo anche in maniera
spero concreta ed efficace.
A parte il fatto che le entrate devono essere un dato
certo in quanto devono essere confermate in maniera
assoluta. E guardi mi dispiace dirlo, ma noi puntualmente
abbiamo un DPEF che in termini di PIL è persino più prudente
del Ministero dell'economia: Siamo stati quindi più
realisti del re , il Ministero dell'economia ci dà tassi di
crescita ogni anno superiori a uno 02 03; l'anno scorso
per l esercizio 2002 è stata fatta una previsione al ribasso
e noi non abbiamo abbassato nulla perchè eravamo stati già
prudenti. E questa è storia. E le entrate che si sono
verificate al 31 dicembre 2002 sono state esattamente quelle
che avevamo previsto: era esattamente il prodotto interno
lordo che avevamo immaginato.
E non solo, per la prima volta nella storia di questa
Regione, da quando esiste questo Governo, le entrate che
prima erano giuridicamente perfette ma economicamente un po'
troppo azzardate perchè venivano iscritte fino all'anno
precedente a che ci siamo insediati noi...
CAPODICASA relatore di minoranza. Questa è una norma
finanziaria che abbiamo introdotto prima del vostro Governo.
PAGANO . assessore per il bilancio e le finanze .sulla
base delle uscite da che si è insediato questo Governo sono
risultate giuridicamente perfette ed economicamente
perfette. Ma sa perchè glielo dico questo senza tema di
smentita? Perchè parlano i fatti, perchè le entrate da quel
momento in poi, e precisamente dal primo agosto 2001 si sono
puntualmente realizzate sulla base dell'articolo 54. Non
vorrei sbagliare ma è proprio questo; è dovuto alla legge 6
approvata qualche mese prima non dal nostro Governo ma dal
Governo precedente che sostanzialmente ha fatto passare un
principio che è quello...
CAPODICASA . relatore di minoranza.ma che cosa dice
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze..che
abbiamo applicato perfettamente Guardi si vada a leggere la
relazione della Corte dei conti che ci ha dato pieno merito,
cosa che non è mai accaduta compreso nei suoi governi,
praticamente il principio che l'accertato è uguale al
riscosso. Per cui, noi scriviamo tra le entrate quello che
è realmente il riscosso, cosa che invece non accadeva prima,
per cui abbiamo entrate che sotto il profilo giuridico sono
assolutamente non discutibili e sotto il profilo economico
assolutamente certe. E la Corte dei conti nell'ultimo
consuntivo ci ha dato pieno atto e merito di questo e lo ha
riconosciuto nei fatti.
Onorevole Capodicasa, noi negli ultimi tre anni solari, da
che ci siamo insediati, quindi 2 esercizi e mezzo, abbiamo
fatto aumentare le entrate in questa Regione del 17%, 17%
senza aumentare le imposte. E tutto questo perchè abbiamo
migliorato i rapporti con l'agenzia delle entrate, cosa che
prima era inesistente. Abbiamo migliorato il nostro rapporto
col concessionario, abbiamo realizzato dei rapporti
straordinariamente efficaci con i comuni attraverso una
serie di leggi che abbiamo azzeccato. Leggi che ci stanno
copiando in tutta Italia.
Noi siamo riusciti a coprire il deficit della sanità
perchè siamo riusciti ad aumentare del 17% le entrate, e il
17% delle entrate vengono fuori sia perchè abbiamo
migliorato i rapporti, come dicevo poc'anzi, ma anche perchè
abbiamo un prodotto interno lordo che prevediamo in maniera
perfetta. Pertanto, non riesco a capire come lei possa dire
che questo documento è un documento falso; mi può dire che è
un libro dei sogni in qualche passaggio, io lo posso anche
capire non lo stiamo qui a negare.
Siamo figli di questa realtà, é giusto che si faccia anche
marketing politico e, quindi, un po' di ottimismo é
indispensabile non foss'altro perché si ha la speranza e la
si vuole realizzare.
Ma che mi si dica - lei che conosce bene questa
Regione e sa come venivano fatti i bilanci in precedenza -
che almeno da un punto di vista della strutturazione
giuridico-contabile questo documento é falso, guardi
perlomeno mi fa ridere Lo dico con rispetto ma pur sempre
mi viene da ridere
Partendo da questo presupposto, a questo punto devo
entrare nel vivo del ragionamento, perché, veda, ci sono
due, tre punti - tutti glieli possiamo fare passare che
non possiamo farle passare. In materia di privatizzazione
non diciamo cose che non stanno né in cielo, né in terra.
E' chiaro che all'interno di questo Parlamento, non di
questo Governo, esiste una differenza di posizione che non
appartiene ad un partito piuttosto che ad un altro. Lei fa
parte di uno schieramento che é l'opposizione, all'interno
del suo schieramento ci sono posizioni di retroguardia, a
proposito dei processi di privatizzazione, e ci sono
posizioni di avanguardia, lei appartiene a queste ultime.
Non ci sono dubbi che all'interno del nostro schieramento
ci sono posizioni e punti di vista culturali perché questo
non ha niente a che vedere con il fatto politico che già
tutti la pensano esattamente alla stessa maniera. Lo
scontro che sta ...
CAPODICASA relatore di minoranza. Questo è il Presidente
della Regione con il suo partito. E, lei ha votato un
disegno di legge in cui é contenuto il disegno del
Presidente della Regione. Ci ha fatto caso?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Va bene
ma il Presidente della Regione é il mio Presidente della
Regione, io lo difendo e lo porto avanti. Poi il Presidente
della Regione non é che é "scienza infusa". Lui stesso é
uno che si mette in discussione tutti i giorni e la sua
grandezza, da questo punto di vista, sta in questo. Non é
che é un uomo che dice "si fa questo perché lo ha deciso il
Presidente della Regione". E' uno che si siede in Giunta di
Governo, discute, ci sono posizioni diverse: certe volte
impone il suo punto di vista perché tutti ci rendiamo conto
che é la posizione giusta e in altri casi no. E' una
dialettica normale che in un Paese democratico con una
legge democratica appartiene al nostro contesto di cui non
bisogna vergognarsi, nascondendola.
Dov è un Presidente della Regione che 100 volte su 100
indovina? Sarebbe la California, anzi nemmeno la
California perché finora é stata gestita da democratici ed
ha prodotto 54 milioni di deficit;i sarebbe la Florida che,
da questo punto di vista, almeno è più efficiente. C'è
Schwarznegger che speriamo aggiusti i disastri che hanno
combinato quelli che lo hanno preceduto.
Poiché, dunque, penso che abbiamo da dirci delle cose più
interessanti e più importanti, esaminiamo tali aspetti.
Onorevole Capodicasa, non è che la sanità siciliana
abbia cominciato ad avere problemi dall'oggi al domani.
Lei non mi può dichiarare che quando c'era il suo Governo
il deficit era di 220 milioni di euro
CAPODICASA relatore di minoranza. Non esisteva l'euro a
quei tempi
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Glielo
posso dire io che era di 200 milioni di euro perché abbiamo
prodotto 400 miliardi. Allora aveva 400 miliardi di
deficit.
CAPODICASA relatore di minoranza. Erano 300 miliardi in
10 anni.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Se le
piace in vecchie lire glielo traduciamo così. Ma non mi può
dire che era fisiologico, la prego Per favore non
cominciamo a dire che esistono opposizioni dove c'é un
assessore che é più bravo, che quello che c'era nel suo
Governo - che non so nemmeno chi fosse era più bravo e
quello che cè adesso è meno bravo.
Da questo punto di vista non esiste un deficit
fisiologico. Se è deficit è deficit e se c'é.una capacità
di migliorare la situazione dobbiamo lavorare tutti per
realizzare tutto ciò. Come si fa? Lo abbiamo spiegato a
pagina 95 di questo documento di programmazione economico
finanziaria, quello che lei ha spiegato con il sorriso in
bocca, ma che purtroppo o per forza di cose, le piaccia o
non le piaccia, é l'unica soluzione oggettiva.
Su un deficit che in vecchie lire, in atto, é di quasi
20 miliardi, proponiamo un processo di recupero in tre anni
che sostanzialmente dovrebbe portare al pareggio e andremo
quanto meno al recupero delle risorse finanziarie.
Noi abbiamo messo 140 milioni di Euro che guardi che non
é una cifra stratosferica, perché gli studi di Medio banca
dicono che in Italia - e, quindi, anche in Sicilia - ci
sono mediamente il 20 per cento degli sprechi, il 50 per
cento delle chirurgie siciliane hanno ricoveri impropri.
Ogni giorno di ricovero improprio equivale a 600 euro.
Quindi, onorevole Capodicasa, far funzionare la medicina di
base significa - semplicemente facendo fare delle cose
normali - realizzare delle economie di scala incredibili,
che nemmeno si riescono ad immaginare.
Quindi quali 140 milioni di euro Intanto ci stiamo
riflettendo, ci stiamo ragionando, stiamo facendo un
dibattito. Se il fatto stesso che in tre anni siamo
riusciti a coprire il deficit ed a recuperare 3000 miliardi
di vecchie lire, perchè questo Governo è riuscito in questi
tre anni a coprire e non fare aumentare il deficit che
avevamo.
CAPODICASA relatore di minoranza E' questo l'obiettivo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Questo
non è l'obiettivo, questo è quello che abbiamo realizzato.
L'obiettivo certamente è quello di razionalizzare
CAPODICASA relatore di minoranza. Quanto abbiamo
bruciato in tre anni nel settore della sanità?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Non lo so
e non lo voglio sapere, io le posso raccontare come stanno
andando le cose e quello che stiamo facendo. Il fatto
stesso che con l'Assessore per la sanità, in Giunta di
Governo si sia fatto un piano, che si sia scritto quello
che si è scritto - cosa che non è mai stato fatto prima, e
finora abbiamo messo zero: riforme di strutture nella
sanità zero e che per la prima volta quest'anno abbiamo
messo 140 milioni di euro -. è' evidente che per avere
scritto questa cifra ci sarà stato un dibattito, ci sarà
stata una programmazione, ci sarà stato un confronto che ha
visto protagonista l'Assessore per la sanità e che
personalmente io ho tutto il dovere di appoggiare in toto,
perché, rispetto ad un passato dove, invece, il deficit
veniva considerato fisiologico, come dice lei, oggi si
comincia a capire che bisogna aggredirlo, bisogna ridurlo
perchè evidentemente è una necessità del Paese o, se
vogliamo, della Regione.
Allora, caro onorevole Capodicasa, finiamola di fare
affermazioni che, secondo il mio modesto parere, non sono
in linea con una visione oggettiva, sono in linea con una
visione di parte e questo glielo posso riconoscere, ma
oggettiva no, perchè Lei deve ammettere che in questi tre
anni - lo dice la Corte dei Conti, ce lo dice Merril Linch
, ce lo dice Moody s - siamo riusciti a contenere
all'1,60 per cento le nostre uscite: le nostre spese
correnti quest'anno sono aumentate appena del'1,60 per
cento.
Quanto erano l'anno scorso rispetto al 2001? il 10,80
per cento; quanto erano nel 2001 rispetto al 2000? il 12
per cento; quanto erano nel 2000 rispetto al 1999 - e mi
pare che c'era lei - ? L'11 per cento.
Per la prima volta le portiamo all'1,60 per cento,
dovremmo essere contenti e lei mi dice che facciamo le cose
sbagliate. Ce lo dice persino Merril Linch, l'agenzia di
rating, che ha ammesso che le nostre uscite per la prima
volta sono all'interno di un patto di stabilità.
Quindi lei rimarrà nella sua posizione, io la
continuerò a rispettare, ci faremo anche le risate assieme
ma questo documento di programmazione finanziaria sarà
eccessivo in certi voli pindarici perchè, come dicevamo
poc'anzi, ha il diritto anche di immaginare degli obiettivi
di massima, però un documento falso almeno da un punto di
vista del quadro programmatico finanziario non lo è
senz'altro
Chiudo con una serie di considerazioni. Questo DPEF ha
fatto una serie di valutazioni da un punto di vista
economico e, quindi, contro il rallentamento che il ciclo
economico sta subendo in Europa, ha potuto realizzare una
serie di cose che mi piace oggi evidenziare non tanto per
dare delle risposte alla sua tesi, quanto per poterle
ribadire a questa autorevole Aula.
1) Siamo convinti, e quindi lo possiamo vantare, di
avere avuto dei buoni risultati nelle politiche di
incentivazione delle attività produttive che annunciano una
nuova propensione agli investimenti ed una migliore
tipologia degli stessi. Mi riferisco alla 488, ai patti,
alla società dell'informatica, cose che hanno contribuito
ad aumentare il prodotto interno lordo limitato, basso, non
ottimale ma che sicuramente è stato superiore a quello del
resto d'Italia, questo è un dato che è sotto gli occhi di
tutti.
Ancora abbiamo verificato una dinamica della
produttività del lavoro in settori del terziario
importanti, in maniera più che positiva rispetto alla
media nazionale. Nel turismo siamo l'unica regione d'Italia
che continua a mantenere i tassi di crescita in aumento, il
settore informatica, grazie all'Etnavallei, continua ad
essere superiore ...
CAPODICASA relatore di minoranza. C'è una flessione ....
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Io sto
facendo una comparazione tra noi e il resto d'Italia: noi
stiamo diminuendo meno, siamo con una percentuale inferiore
di crescita rispetto all'anno precedente; questo è un dato
di fatto ed è certo, è scritto nel DPEF.
Altro dato di comparazione. Sto cercando di spiegare
che abbiamo un tasso di crescita superiore rispetto al
resto d'Italia e come sta venendo fuori questo.
Terzo elemento: crescita negli importi totali e nella
dimensione e del settore dell'informatica, l'avevo già
citato.
Chiudendo con questo sforzo programmatico che spero
venga apprezzato, non dico da tutti, perché questo sarebbe
impensabile ed utopistico, ma sicuramente dai più, mi sento
di potere dire che il documento è in linea con i tempi che
stiamo percorrendo e che stiamo vivendo, pur tra mille
difficoltà che attengono a quello che anche lei in parte ha
spiegato e che certamente meritano una riflessione comune,
anche una sensibilità comune, che lei può contribuire a
fare anche con le sue critiche che certamente serviranno ai
più a far riflettere e a far pensare come meglio operare
nel futuro. Chi è buon intenditore potrà sicuramente capire
anche il senso delle mie parole.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole
Assessore per illustrare l emendamento all ordine del
giorno n. 295.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Questo
emendamento mi è stato presentato fuori tempo massimo da
Confindustria. Sostanzialmente fa proprio un DPCM del
Governo '99. E' un DPCM che prevede una cosa, se vogliamo,
di grande profilo, sia ambientale che economico. Assistiamo
quotidianamente nei lavori di manutenzione e riparazione a
delle vergogne che sono sotto gli occhi di tutti. Parlo di
strade. Linee che vengono interrotte per manutenzione
dell'Enel, poi il giorno successivo dell'Ente acquedotto.
In questa maniera nei quartieri che vengono concepiti ex
novo, oppure nelle aree di sviluppo industriale è
indispensabile.
Da questo punto di vista abbiamo solo due esperienze in
Sicilia, una nell'area di sviluppo industriale di
Caltanissetta - da qui la sollecitazione che mi è arrivata
- e l'altra invece a Librino (CT)., dove si vuole
realizzare quest'opera che sostanzialmente prevede la
razionale sistemazione del sottosuolo.
In altre parole una sorta di canale unico da dove possono
passare tutte le reti. E questo nei quartieri nuovi, nelle
aree di sviluppo industriale nuove come dicevo - è
indispensabile. Messo come documento di programmazione
diventa a tutti gli effetti una battaglia di civiltà che ci
consentirà di risparmiare miliardi delle vecchie lire, ogni
anno e soprattutto disagi alla cittadinanza.
CAPODICASA relatore di minoranza. Perché nel DPF? Che
senso ha?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Perché
diventa di programmazione, infatti mi è stato chiesto non
come legge, come finanziaria, che mi è stata chiesta e sarà
inserita, ma come documento di programmazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento testé
illustrato dall'onorevole assessore. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione, così come emendato,
l'ordine del giorno numero 295 di approvazione del
Documento di Programmazione economico finanziaria (DPEF).
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
martedì 4 novembre 2003 alle 10.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 243 Non realizzazione in contrada Torre Inchiapparo
di Mazara del Vallo (TP) della distilleria richiesta dalla
ditta Bertolino.
Oddo Camillo; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo; Villari
Giovanni; Zago Salvatore; Lo Curto Eleonora.
(21.10.2003)
N. 244 Interventi per la realizzazione di Casa Sicilia
in Svizzera.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore; Orlando Leoluca.
(22.10.2003)
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 (n. 702/A)
Relatore: on. Leanza Edoardo.
V - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l anno finanziario 2003 Assestamento (n. 654/A)
2) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2000 (n. 342/A)
3) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 1999 (n. 436/A)
4) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2001 (n. 629/A)
5) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2002 (n. 655/A)
La seduta è tolta alle ore 20.15
Licenziato dal Servizio dei Lavori d Aula alle ore 23,00.