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Resoconto d'Aula della Seduta n. 169 di martedì 04 novembre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   SBONA   segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
 seduta  precedente,  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
 approvato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE  Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
 seguenti interrogazioni:

       da parte dell'Assessore per l agricoltura:

       N.  1064  - Provvedimenti circa il mancato inserimento  di
    alcuni  dipendenti del Consorzio agrario di  Enna,  nell'area
    speciale  ad  esaurimento  istituita  nella  Resais   S.p.A.,
    dell onorevole Tumino.

       da parte dell'Assessore per il bilancio:

       N.  958 - Notizie in ordine alla regolarità della gestione
    dell'Istituto  dei  ciechi 'Florio e  Salamone'  di  Palermo,
    degli  onorevoli Barbagallo Giovanni; Genovese  Francantonio;
    Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara
    Andrea

       N.  1176 - Iniziative per garantire l'erogazione dei fondi
    regionali e statali agli enti locali, dell onorevole Zago

       da parte dell'Assessore per la sanità:

       N.  611  -  Interventi urgenti per fronteggiare  la  grave
    situazione economica in cui versano le imprese siciliane  che
    prestano agli enti sanitari della Sicilia assistenza  tecnica
    in   regime  di  esclusività,  degli  onorevoli  Borzacchelli
    Antonio;   Savona   Riccardo;  Fratello  Onofrio;   Franchina
    Giuseppe.

       N.  688  -  Interventi per garantire la piena funzionalità
    dell'Ospedale di Termini Imprese, dell onorevole Cracolici.

       N.  780  -  Notizie in ordine al funzionamento dello  SVES
    118, degli onorevoli Borzacchelli Antonio; Savona Riccardo.

       N.  880 - Informazioni circa la delibera 2347/02 dell'AUSL
    n.  6  di  Palermo,  in materia di revoca di  commissioni  di
    concorso, dell onorevole Antinoro.

       N.  906  -  Interventi per garantire la  funzionalità  del
    Reparto   di   Pediatria  dell'ospedale   di   Alcamo   (TP),
    dell onorevole Papania.

       N.   929  -  Iniziative  per  porre  rimedio  alla   grave
    esposizione  debitoria  delle strutture  sanitarie  pubbliche
    della Sicilia, dell onorevole De Benedictis.

       N.   1057  -  Interventi  a  favore  dell'associazione  di
    assistenza  ai  tossicodipendenti  'Casa  Famiglia  Rosetta',
    dell onorevole Speziale

       N.  1061 - Iniziative per dotare l'ospedale San Vito Santo
    Spirito di Alcamo (TP) della T.A.C., dell onorevole Oddo.

       N.  1062 - Provvedimenti per ridurre i tempi di attesa per
    poter   effettuare   l'esame  'Doppler'   presso    l'Azienda
    ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani, dell onorevole Oddo.

       N.  1082 - Liquidazione delle spettanze agli operatori del
    servizio ADI dell'ASL di Agrigento, dell onorevole Sanzeri.

       N.  1110  - Salvaguardia dell'ospedale 'Vittorio Emanuele'
    di Salemi (TP), dell onorevole Oddo.

       N.   1158  -  Provvedimenti  nei  confronti  dell'AIAS  di
    Acireale, dell onorevole Villari.

       da parte dell'Assessore per il territorio

       N. 474 - Verifica dell'operato del Comune di Custonaci circa
    l'ampliamento della zona artigianale, dell onorevole Oddo.

       N.  781 - Iniziative per garantire la pubblica fruizione del
    faro di Punta Libeccio di Marettimo (TP), dell onorevole Oddo.

       N.   813   -  Iniziative  per  una  corretta  pianificazione
    urbanistica  del  territorio di Castellammare del  Golfo  (TP),
    dell onorevole Oddo.

       N.  821  - Ritiro del nulla osta rilasciato dall'Assessorato
    territorio  per  la  realizzazione di un edificio  in  zona  di
    interesse paesaggistico a Taormina, dell onorevole Speziale.

       N. 854 - Interventi per sbloccare l'attuazione del Contratto
    d'area di Messina, dell onorevole Panarello.

       N.  1002  -  Notizie circa le misure adottate per lo  studio
    delle   cause   dell'elevata   incidenza   di   tumori   e   di
    malformazioni congenite nella popolazione dell'area di Augusta-
    Melilli-Priolo, dell onorevole De Bsnedictis.

       N.  1008  -  Notizie circa il rinnovo delle concessioni  per
    l'attività   estrattiva  della  pietra  pomice  nell'Isola   di
    Lipari, dell onorevole Panarello.

       N.  1009  -  Notizie  circa  le Riserve  naturali  orientate
    istituite nelle Isole Eolie, dell onorevole Panarello.

       N.  1052  -  Notizie circa le contestazioni  di  legittimità
    relative  al  Piano  regolatore  generale  delle  isole  Egadi,
    dell onorevole Papania.

       N.   1085   -  Provvedimenti  circa  l'adozione  del   Piano
    regolatore  generale  da  parte  del  Comune  di  Carini  (PA),
    dell onorevole Cracolici.

      Avverto  che  le risposte scritte testè annunziate  saranno
    pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
    odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

       PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i  seguenti
    disegni di legge:

     -    Istituzione delle federazioni regionali degli ordini e dei
       collegi delle professioni sanitarie  (n. 707)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dall onorevole Lo Giudice Vincenzo in data 28
 ottobre 2003

     -    Istituzione del salario sociale  (n. 708)
 -   d iniziativa parlamentare
 -    presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 30
 ottobre

     -    Norme a tutela della sicurezza nelle suole di ogni ordine e
       grado, pubbliche e private, e istituzione del fascicolo del
       fabbricato scolastico  (n. 709)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dall onorevole Zago in data 31 ottobre 2003

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

       PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è
    stato  riassegnato  alla  competente Commissione  legislativa
     Attività Produttive  (III).

     -    Norme per la determinazione del canone di concessione di
       acque termali  (n. 658)
     -   d iniziativa parlamentare
 -   trasmesso in data 28 ottobre 2003
 -
                    Comunicazione di parere reso

       PRESIDENTE   Comunico  il  seguente  parere   reso   dalla
    competente Commissione legislativa  Affari Istituzionali (I)
    in data 28 ottobre 2003.

     -    Bilancio finale di liquidazione AZASI  (n. 201/III)
 -   reso in data 28 ottobre 2003
 -   trasmesso in data 29 ottobre 2003
 -
   Comunicazione delle assenze e delle sostituzioni alle riunioni
                        della IV Commissione

       PRESIDENTE   Comunico le assenze e  le  sostituzioni  alle
    riunioni della Commissione legislativa  Ambiente e Territorio
    (IV) del giorno 28 ottobre 2003:

      Assenze
      Riunione  del  28.10.2003: Confalone,  Guerrieri,  Infurna,
    Maurici, Sbona, Vicari.

                     Annunzio di interrogazioni

       PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate le seguenti
    interrogazioni con richiesta di risposta orale:

     N.  1384 - Mancata erogazione dei pagamenti agli specialisti
       convenzionati con l'Azienda USL di Agrigento.
     - Presidente Regione
     - Assessore Sanità
     Firmatario: Miccichè Calogero

     N.  1386  -  Notizie circa la nomina del comitato  esecutivo
       dell'Azienda   autonoma   provinciale   per   l'incremento
       turistico (AAPIT) di Ragusa.
     - Assessore Turismo
     Firmatario: Zago Salvatore

     N.  1387 - Ripristino delle condizioni di legalità presso il
       Consiglio comunale di Maletto (CT).
     - Assessore Famiglia
     Firmatario: Villari Giovanni

     N.  1388  - Provvedimenti riguardanti l'amministrazione  del
       Commissario   straordinario  dr  Carmelo  Alfano,   presso
       l'Opera Pia Rizza-Rosso di Chiaramonte Gulfi (RG).
     - Assessore Famiglia
     Firmatario: Zago Salvatore

     N. 1389 - Avvio delle procedure (ex l.r. n. 22 del 1986) per
       l'estinzione  dell'IPAB  Pignatelli-Gulì  di   Palermo   e
       conseguente  trasferimento del personale  e  dei  beni  al
       Comune.
     - Assessore Famiglia
     Firmatario: Giannopolo Domenico

     N.  1390     Notizie  sulla situazione dell Ente  Fiera  del
       Mediterraneo di Palermo.
     Assessore Cooperazione
     Firmatari:  Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico

      Le   interrogazioni  testè  annunziate   saranno   iscritte
    all ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
      Comunico  che è stata presentata la seguente interrogazione
    con richiesta di risposta scritta:

     N.  1385  -  Interventi per rendere effettivo il diritto  ai
       mutui agevolati per l'acquisto della prima unità abitativa
       (art. 137 della l.r. n. 25 del 1993).
     - Presidente Regione
     - Assessore Lavori Pubblici
     Firmatario: Tumino Carmelo

      L interrogazione  ora  annunziata è stata  già  inviata  al
    Governo.

                      Annunzio di interpellanze

       PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate le seguenti
    interpellanze:

     N.   134   -  Iniziative  per  fronteggiare  l'epidemia   di
       'Tristezza' (citrus tristezza virus-CTV) che ha colpito le
       coltivazioni agrumicole siciliane)
     - Presidente Regione
     - Assessore Agricoltura
     Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni

     N.  135  -  Notizie sul commissariamento dell'Ente  Autonomo
       Porto di Messina.
     - Presidente Regione
     - Assessore Industria
     Firmatario: Formica Santi

     N.  136  -  Notizie  circa  i  risultati  della  Convenzione
       stipulata con l'Agenzia del Demanio per la riscossione dei
       proventi  derivanti dall'occupazione di beni  demaniali  e
       notizie  circa  l'opportunità  di  una  rescissione  della
       stessa.
     - Presidente Regione
     Firmatario: Orlando Leoluca

      Trascorsi  tre giorni dall odierno annunzio  senza  che  il
    Governo  abbia  dichiarato che respinge  le  interpellanze  o
    abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle,  le
    interpellanze stesse saranno iscritte all ordine  del  giorno
    per essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozione

       PRESIDENTE  Comunico che in data 28 ottobre 2003  è  stata
    presentata la seguente mozione:

     N.   245   -   Ripristino  dei  fondi  necessari  in  ordine
       all'assistenza farmaceutica convenzionata per  i  mesi  di
       ottobre, novembre e dicembre 2003, degli onorevoli Papania
       Antonino;  Ortisi  Egidio;  Galletti  Giuseppe;   Manzullo
       Giovanni; Spampinato Giuseppe.

      Informo  che la stessa sarà iscritta all'ordine del  giorno
    della  seduta successiva perché se ne determini  la  data  di
    discussione.

       Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione

   PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  28  ottobre   2003,
 pervenuta  al  Servizio  Lavori d'Aula il 29  ottobre  successivo,
 l'onorevole  Zangara  ha  chiesto  di  apporre  la  propria  firma
 all'interrogazione a risposta orale numero 1383 "Ripristino  della
 funzionalità  del  Consiglio  comunale  di  S.  Flavia",  a  firma
 dell'onorevole Cracolici.
  L'Assemblea ne prende atto.

  Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9,  del  Regolamento
 interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
 mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del   giorno:
 "Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,  lettera
 d),  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni numero 243  "Non
 realizzazione  in contrada Torre Inchiapparo di Mazara  del  Vallo
 (TP)  della distilleria richiesta dalla ditta Bertolino", a  firma
 degli  onorevoli Oddo, Speziale ed altri e numero 244  "Interventi
 per la realizzazione di 'Casa Sicilia' in Svizzera", a firma degli
 onorevoli Raiti, Ferro, Miccichè, Morinello, Orlando.
  Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

  premesso  che  la tutela del patrimonio ambientale è  un  diritto
 inalienabile  di  ogni  comunità  che  intende  salvaguardare   le
 prospettive  di  sviluppo del territorio e la  definizione  di  un
 progetto  di  rilancio     eco-compatibile    delle    opportunità
 occupazionali e di crescita economica;

  considerato  che la realizzazione di una distilleria  nell'ambito
 territoriale  di Mazara del Vallo, in località Torre  Inchiapparo,
 si  pone  in  netta contraddizione con la difesa dello  stato  dei
 luoghi,  che  presenta  un  Bacino  idrogeologico  esteso  su  una
 superficie  di  circa  160  km  e  comprendente  gli  abitanti  di
 Petrosino, Marsala e Campobello di Mazara (TP);

  osservato  che  il bacino idrogeologico è sede  di  un  acquifero
 costiero,  il  cui regime idrodinamico ha subìto una modifica  dei
 flussi idrici sotterranei, a causa dei prelievi eccessivi, tale da
 creare  un impatto negativo sugli equilibri naturali, causando  la
 scomparsa di ambienti litoranei e di sorgenti di contatto,  e  che
 gli indicatori ambientali di un eccessivo abbassamento della falda
 idrica  si possono notare sia nei livelli statici, ma anche  lungo
 tutta la costa che da Marsala porta a Mazara del Vallo (TP);

  sottolineato  che  l'installazione  della  distilleria,  con  una
 richiesta  d'acqua giornaliera pari a circa 40 litri  al  secondo,
 equivalente  a  quella che utilizza un centro abitato  di  20.000-
 30.000  persone, non farebbe altro che accelerare un processo  già
 in atto, di depauperamento della falda idrica, che nell'arco di un
 ventennio  porterebbe a prosciugare l'acquifero nelle zone  più  a
 monte  e  che la stessa distilleria, ubicata nel progetto  nell'ex
 feudo Torre Inchiapparo, in un'area di 100 ettari, dove il livello
 statico  della  falda  ha  una profondità  attuale  insufficiente,
 rischierebbe di chiudere i battenti in pochi anni;

  rilevato   che   l'area   interessata   all'insediamento    della
 distilleria  è  stata  individuata,  con  decreto  del   Ministero
 dell'Ambiente, nell'ambito di una zona più vasta, ai sensi di  una
 direttiva  CEE,  come  sito d'importanza comunitaria  al  fine  di
 garantire   il   mantenimento,  in  uno  stato  di   conservazione
 soddisfacente, dell'habitat naturale per contribuire alla coerenza
 della  rete ecologica 'Natura 2000', e che l'importanza di  questo
 sito  è  stata  già rilevata dal progettista del  Piano  agricolo-
 forestale  del  Comune  di Mazara del Vallo (TP)  nell'ambito  del
 Piano  regolatore  generale  e  con  la  salvaguardia  delle  zone
 cosiddette 'Sciare', inserite nella Rete ecologica;

  osservato   che   nella   realizzazione  tecnico-illustrativa   e
 dall'esame  del  rischio  ambientale,  allegate  al  progetto   di
 realizzazione della distilleria, l'impianto proposto  dalla  ditta
 Bertolino  non  è  destinato a produrre alcuna  energia  da  fonte
 rinnovabile,  ma  in  modo  esclusivo e facilmente  riscontrabile,
 additivi  per idrocarburi mediante la trasformazione  di  prodotti
 dell'agricoltura,  e  che  di  conseguenza  la  natura  di  questo
 impianto non rientra nella fattispecie ai sensi dell'art. 7  della
 l.r.  n.  65  del 1981 in quanto non si rivelano gli interessi  di
 carattere  pubblico  e non vi è alcuna produzione  di  energia  da
 fonti   rinnovabili,  che  possa  determinare   la   realizzazione
 dell'impianto   industriale,   in   difformità   dallo   strumento
 urbanistico vigente nel Comune di Mazara del Vallo (TP),

                  impegna il Governo della Regione

  -  a  negare l'autorizzazione per l'attingimento dei 40 litri  al
 secondo dai pozzi siti nella contrada sopra specificata, così come
 richiesto dalla ditta Bertolino;

  -  a  negare, di conseguenza, le ulteriori autorizzazioni per  la
 realizzazione  della distilleria, rivedendo il  parere  favorevole
 del Dipartimento regionale dell'Urbanistica che sta esaminando  la
 richiesta  della ditta Bertolino in quanto ritenuta conforme  alla
 l.r. n. 65 del 1981 e facendo ricorso ad un combinato disposto con
 la  l.r. n. 32 del 2000, in base alla quale la produzione di fonti
 d'energia  rinnovabili  è considerata d'interesse  pubblico  e  di
 pubblica   utilità,   anche   se   non   eseguita   dai   soggetti
 istituzionalmente competenti.» (243)

                                       ODDO - SPEZIALE - CAPODICASA
                                             CRACOLICI - CRISAFULLI
                             DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO - PANARELLO
                                          VILLARI - ZAGO - LO CURTO

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

  premesso che:

  -  bisogna promuovere i prodotti del 'made in Sicily', sia che si
 tratti  di prodotti agricoli, di merci, di natura, arte e turismo,
 sia che si tratti di immagine e cultura della Sicilia, al fine  di
 promuovere   scambi  commerciali,  far  apprezzare  le  meraviglie
 paesaggistiche dell'Isola, far conoscere la produzione nostrana  e
 incentivare l'export;

  - la Regione finanzia continuamente l'organizzazione di workshop,
 fiere, esposizioni in Italia e all'estero per la promozione di cui
 sopra,  al fine di sviluppare l'economia dell'Isola, con  notevole
 dispendio di fondi e risorse, imitata da comuni e province;

  -  l'Unione  dei  Siciliani in Svizzera  (USS)  ha  presentato  a
 diversi  esponenti del Governo regionale un business plan  per  la
 creazione  di  'Casa Sicilia' in Svizzera, (Assessore Stancanelli,
 Palermo 30 gennaio 2002, Assessore Cimino, Zurigo 29 gennaio 2003,
 Presidente  Cuffaro,  via e-mail 23 gennaio 2003)  rimasta  ancora
 senza riscontro;

  considerato che:

  -  in  territorio elvetico vivono circa 500.000 italiani, di  cui
 circa  40.000  siciliani e che ciò ha consolidato la conoscenza  e
 l'apprezzamento  del  made  in Italy e potrebbe,  ancora  di  più,
 essere indirizzato verso il 'made in Sicily';

  -  la  creazione di una 'Casa Sicilia' in Svizzera si inserirebbe
 in  un  mercato  con  7.5 milioni di abitanti, caratterizzato  dal
 secondo reddito pro-capite mondiale e una forza d'acquisto tra  le
 più alte del mondo;

  -  è  necessario contribuire al miglioramento dell'immagine della
 Sicilia   all'estero  attraverso  incontri,  seminari,  workshops,
 presentazione  di  prodotti, della nostra cultura  e  storia,  con
 l'obiettivo  di agevolare investimenti ed insediamenti  di  realtà
 produttive svizzere in Sicilia, offrendo consulenza per chi  vuole
 investire attraverso gli sportelli 'investinsicilia';

  -  tra i circa 40.000 siciliani residenti in Svizzera, molti  dei
 quali  prendono  parte alle 32 associazioni  sparse  in  tutto  il
 territorio  elvetico,  è  presente  una  grossa  collettività   di
 professionisti,  artigiani, imprenditori,  dirigenti,  ricercatori
 scienziati  e  manager  ottimamente inseriti  nel  tessuto  socio-
 economico svizzero che faciliterebbero il compito di veicolare  il
 medesimo messaggio;

  -   con   la   reazione  di  una  Casa  Sicilia,  sfruttando   le
 professionalità  suddette, ne potrebbero  approfittare  i  giovani
 siciliani,   attraverso  apprendistati  e  stage   di   formazione
 professionale  e linguistica presso aziende svizzere,  a  gestione
 siciliana e non;

  -  Basilea  è  una  delle maggiori e più ricche  città  svizzere,
 fortemente   industrializzata,  con  una   corposa   presenza   di
 siciliani,  ubicata al confine con la Francia e a pochi chilometri
 dalla Germania, altrettanto ricche aree industrializzate;

  -  con  i 7.5 milioni di agiati abitanti la Svizzera è la nazione
 più  viaggiatrice  al mondo, quindi un'iniziativa  di  tal  genere
 potrebbe  indirizzare questa grossa fetta di potenziale  turistico
 verso  la  Sicilia, attraverso fiere, workshops,  presentazioni  e
 convenzioni con strutture e enti turistici, ma anche sfruttando la
 buona immagine (renommé) e la presenza dei siciliani in Svizzera;

  - la localizzazione di una 'Casa Sicilia' nel triangolo Svizzera-
 Francia-Germania,  oltre  ad allargare  il  potenziale  turistico,
 facilita,  con  la  presenza  dell'aeroporto  trinazionale   Base-
 Mulhouse-Freiburg, un funzionale celere raggiungimento delle  mete
 turistiche siciliane;

  -   con   una  lungimirante  gestione,  dopo  quattro  anni,   si
 autofinanzierebbe, continuando a garantire i  servizi  per  cui  è
 stata realizzata;

  -  la  Regione  siciliana  ha  da poco  avviato,  attraverso  una
 convenzione  stipulata  dal Presidente Cuffaro,  l'esperimento  di
 'Casa  Sicilia' a Parigi, che aprirà nei primi mesi  del  prossimo
 anno,  con  il  proposito di seguirne l'esempio in altre  capitali
 sparse nel mondo;

  ritenuto che:

  -   'Casa   Sicilia'   potrebbe  curare  l'aspetto   commerciale,
 attraverso l'analisi di mercato dei prodotti e dei servizi offerti
 dalle  aziende siciliane e analisi di richieste dagli  importatori
 svizzeri  ed  effettuare la consulenza (Marketing) agli  operatori
 siciliani  per  facilitare  la  loro  esportazione  in  base  alle
 esigenze    specifiche    del   mercato    svizzero,    attraverso
 l'allacciamento ed il coordinamento dei rapporti fra produttori ed
 esportatori  (siciliani) e tra gli importatori  ed  i  consumatori
 (svizzeri);

  -  i  prodotti  siciliani  sono zavorrati  dagli  alti  costi  di
 trasporto delle merci esportate e vengono pertanto penalizzati sul
 piano  della  concorrenza  a  causa della  lunga  distanza  e  del
 frazionamento  del  trasporto  attraverso  l'Italia  ed  in   tale
 direzione è possibile, attraverso apposite convenzioni, ridurre  i
 costi di circa il 40 per cento,

                  impegna il Governo della Regione

  perché  vengano  predisposti  celermente  atti  adeguati  per  la
 realizzazione  di  'Casa  Sicilia' in Svizzera,  in  sinergia  con
 l'Unione dei siciliani in Svizzera.» (244)

                                          RAITI - FERRO - MICCICHE'
                                                MORINELLO - ORLANDO


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
        "Beni culturali ed ambientali e Pubblica istruzione"

   PRESIDENTE   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del  giorno:
 "Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  rubrica
 'Beni culturali ed ambientali e Pubblica Istruzione' ".

  Si   passa  alla  interrogazione  n.  887  "Provvedimenti   circa
 l'impiego  dei  fondi  concessi  al  Comune  di  Catania  per   la
 prevenzione  sismica", a firma degli onorevoli Villari,  Raiti  ed
 altri.
  Ne do lettura:

  <<Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  alla  Presidenza,
 all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica
 istruzione e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

  -  Catania  è,  tra  le grandi città, quella  a  maggior  rischio
 sismico in Italia e, probabilmente, in Europa;

  -  per  questo motivo era stata scelta come sede di un  progetto-
 pilota  per l'elaborazione di scenari di danno in caso  di  sisma,
 denominato 'Progetto Catania';

  -  con i risultati del 'Censimento di vulnerabilità degli edifici
 pubblici strategici e speciali...' realizzato del Dipartimento  di
 Protezione Civile in collaborazione con il Ministero del Lavoro  e
 il Gruppo nazionale difesa dei terremoti, si ha oggi la conoscenza
 degli edifici a maggior rischio;

  -  tali  progetti hanno impegnato considerevoli somme  di  denaro
 pubblico;

  -  da  più di un anno l'Amministrazione comunale di Catania è  in
 possesso dei risultati di ambedue gli studi e non solo non  ne  ha
 fatto  oggetto di divulgazione e dibattito, utili per una maggiore
 presa  di coscienza, ma non li ha tenuti in alcun conto nella  sua
 attività limitandosi ad ignorarli;

  - nonostante i due studi e, in particolare il 'Progetto Catania',
 siano di fondamentale importanza anche per la discussione del  PRG
 e  del  Piano triennale dei lavori pubblici, dei loro risultati  è
 stato  tenuto  all'oscuro il Consiglio comunale e, a quanto  pare,
 anche l'Ufficio del Piano;

  -  è  dovere delle pubbliche Amministrazioni informare e  rendere
 conto  del  proprio operato ai cittadini, secondo quanto stabilito
 recentemente anche dalla legge n. 150 del 2000;

  -  la legge n. 228 del 1997 prevede, per la prima volta in Italia
 e solo per la Sicilia orientale, la possibilità di intervenire per
 la  prevenzione sismica utilizzando i fondi residui della legge n.
 433  del  1991 relativa al ripristino dei danni del terremoto  del
 1990;

  -  il  Comune di Catania ha chiesto e già ottenuto dalla  Regione
 circa  20 miliardi di lire, sempre con i fondi per la prevenzione,
 per:

  -  la  realizzazione di una strada (viale De Gasperi),  asserendo
 che la stessa servirebbe a sostituire il lungomare che, in caso di
 sisma,  sarebbe soggetto agli effetti di un maremoto,  mentre  gli
 studi  dimostrano che ciò non è vero: anzi è proprio il  lungomare
 l'unico pezzo di costa dove non c'é rischio essendo 8-10 metri sul
 livello del mare (si vedano a tal proposito: S. Tinti, Analisi  di
 aspetti  selezionati del terremoto del 1693: Studio dello tsunami,
 GNDT,  1998;  Enzo Boschi-Emanuela Guidoboni, Catania terremoti  e
 lave, Bologna 2001);

  - per l'ammodernamento della circonvallazione;

  - entrambe le opere, pur utili, non possono rientrare nei criteri
 di  priorità definiti dal Metodo Augustus, ma vanno finanziate con
 gli ordinari fondi comunali;

  -  in  tal modo i 100 miliardi disponibili per la prevenzione  in
 provincia  di  Catania  sarebbero tutti assorbiti  dal  Comune  di
 Catania  e nulla resterebbe per gli altri enti (gli altri  comuni,
 la Provincia regionale, le AUSL, etc:);

  - a causa di ciò numerosi Sindaci di Comuni della provincia hanno
 protestato nel corso dell'assemblea del 25 febbraio alla  presenza
 del  Presidente  della  Regione  e  lo  stesso  ha  affermato  con
 nettezza, nella stessa sede, che i fondi sarebbero stati ripartiti
 con criteri di equità tra i vari enti;

  -  tale  modo  di  impegnare i fondi è contrario ai  principi  di
 efficacia, efficienza ed economicità ed anzi rappresenta un palese
 esempio di poca trasparenza e di falsa motivazione nelle scelte;

  per sapere:

  -  se non ritenga illogiche e discutibili le scelte del Comune di
 Catania che, in violazione delle linee guida nazionali e regionali
 per  la  pianificazione di protezione civile, tenta di  realizzare
 opere  ordinarie  con  motivazioni surrettizie  e  giustificazioni
 scientifiche;

  -  se  non  ritenga censurabile e grave che il maggior  comune  a
 rischio  sismico  non utilizzi gli studi che  lo  Stato  ha  fatto
 eseguire appositamente per esso investendo ingenti somme;

  -  se  gli uffici regionali conoscano gli studi citati e se  alla
 luce  di  tali studi non ritenga di dover revocare i finanziamenti
 concessi  per viale De Gasperi, utilizzandoli per opere che  siano
 veramente utili alla prevenzione sismica;

  -  quali  iniziative  intenda assumere per garantire  il  miglior
 rapporto  costi/benefici nell'utilizzazione  delle  somme  per  la
 prevenzione;

  -  se  non ritenga necessario e indispensabile impinguare i fondi
 destinati alla prevenzione sismica nella Sicilia orientale;

  -  se  non ritenga urgentissimo attivare ogni iniziativa,  in  un
 quadro  di  coordinamento tra gli enti e i soggetti  istituzionali
 competenti, per l'immediato utilizzo dei fondi rimasti  (circa  60
 milioni di euro) per la verifica e la messa in sicurezza di  tutte
 le  scuole di Catania e dei comuni della provincia, allo scopo  di
 scongiurare tragedie come quella di S. Giuliano nel Molise che  ha
 sconvolto l'opinione pubblica nazionale>>. (887)

                                               VILLARI - BARBAGALLO
                                        LIOTTA - RAITI - SPAMPINATO

    Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  rispondere
 all'interrogazione.

   GRANATA   assessore regionale per i beni culturali ed ambientali
 e   per  la  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli
 colleghi,  proprio questa prima interrogazione è tra quelle per le
 quali   chiedo il rinvio per mancanza di dati che sono  stati  già
 richiesti,  ma  che non sono pervenuti da parte  della  Protezione
 civile, che è l'ufficio competente.
  Pertanto, chiedo che venga rinviata la relativa trattazione  alla
 prossima seduta.

   PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l onorevole Raiti.

   RAITI  Sono d'accordo con la proposta di rinvio.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
  Comunico che, per assenza dei firmatari,  l'interpellanza  numero
 73  "Notizie circa il progetto presentato dal Comune di Calatafimi
 -  Segesta  per la realizzazione di infrastrutture di collegamento
 in  contrada Kaggera a Segesta", a firma dell'onorevole Ferro,  le
 interrogazioni  numero 991 "Iniziative per garantire  un  servizio
 adeguato  presso la biblioteca del Museo 'Pepoli' di Trapani",   e
 numero  993 "Restauro e manutenzione di alcuni monumenti di  Erice
 (TP)",  entrambe  a  firma dell'onorevole Oddo, le  interrogazioni
 numero  1008:  "Notizie  circa il rinnovo  delle  concessioni  per
 l'attività estrattiva della pietra pomice nell'isola di Lipari", e
 numero  1024:  "Restauro dell'ex Convento dei  Benedettini  di  S.
 Placido Calonerò (ME)", entrambe a firma dell'onorevole Panarello,
 si intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
  Si  passa  all'interrogazione  numero  1025  "Iniziative  per  la
 funzionalità ed il pieno riconoscimento dell'Istituto superiore di
 giornalismo di Palermo", a firma dell'onorevole Virzì.
  Ne do lettura:

  <<Al  Presidente  della  Regione  ed  all'Assessore  per  i  beni
 culturali  ed  ambientali e per la pubblica  istruzione,  premesso
 che:

  -  la Regione siciliana, con decreto del Presidente n. 8/A del 31
 gennaio  1954,  istituì  e riconobbe come ente  morale  l'Istituto
 superiore di giornalismo di Palermo;

  -  con  propria  legge  nel  1996,  intervenne  ulteriormente  in
 materia,  riconoscendone le finalità e decidendo di 'intraprendere
 tutte   le   azioni  per  il  pieno  riconoscimento  dell'Istituto
 superiore  di giornalismo quale corso di studi di scuola superiore
 a livello universitario';

  per sapere:

  -  quali  'azioni' abbiano intrapreso dal 1996  i  Governi  della
 Regione  siciliana  per  garantire  il  pieno  riconoscimento  dei
 diplomi  rilasciati  dall'Istituto  superiore  di  giornalismo  di
 Palermo e se, quanto meno, sia stato esplicitato agli enti  locali
 siciliani  il  principio della equipollenza del citato  titolo  di
 studio  con gli altri diplomi di laurea quadriennali con indirizzo
 giuridico  e  letterario, in conformità al  parere  espresso,  nel
 maggio  1991,  dall'Ufficio legislativo e legale della  Presidenza
 della Regione;

  -  se  il  Governo della Regione non ritenga di dar seguito  alla
 storia   qualificata   e  gloriosa  dell'Istituto   superiore   di
 giornalismo,    non   soltanto   compiendo   ulteriori    passaggi
 istituzionali   per   il  suo  pieno  riconoscimento,   ma   anche
 intervenendo concretamente ed organicamente sul piano  finanziario
 per  garantire non solo la sopravvivenza ma anche l'espansione  in
 termini  geografici  e  di  qualità  formativa  nel  contesto  del
 complessivo rilancio del mondo universitario siciliano>>. (1025)

                               VIRZI'

    Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore  per  rispondere
 all'interrogazione.

   GRANATA   assessore regionale per i beni culturali ed ambientali
 e   per  la  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli
 colleghi,  con riferimento all'interrogazione numero 1025,  si  fa
 presente  che l'Istituto Superiore di Giornalismo venne costituito
 come  fondazione  in  data  15/10/1953, e successivamente,  giusto
 decreto  n.  8/A  del 31 gennaio 1954, venne sancita  la  erezione
 dell'Istituto ad Ente morale; lo Statuto, allegato al  decreto  di
 istituzione,  disciplina  finalità, organizzazione  ed  organi  di
 amministrazione  ;   in  particolare  sono:  il   Presidente,   il
 Consiglio  di amministrazione, il Consiglio dei professori  ed  il
 Collegio dei revisori.
  Nel  1979  il  commissario  straordinario  dell'Istituto,  dottor
 Cardia,  istituiva  la sede staccata di Acireale;  nel  1983  alla
 succursale  veniva attribuita autonomia gestionale  rispetto  alla
 sede di Palermo.
  Questo   excursus  storico  è  propedeutico  per  capire   alcune
 difficoltà   del  presente,  che  nascono  lì,  proprio   con   la
 istituzione di questa succursale di Acireale.
  Successivamente la Regione siciliana, con legge numero 20  del  6
 aprile  1996,  in due articoli ha assunto un ulteriore  impegno  a
 favore  dell'Istituto.  Tale  provvedimento,  soprattutto  laddove
 intendeva perseguire il riconoscimento dell'Istituto come  "scuola
 superiore  di  livello universitario", non ha  però  avuto  ancora
 pratica realizzazione.
  Il          dottor        Giubilaro,        commissario        ad
 acta  dell'Istituto, ha elaborato e trasmesso la bozza  del  nuovo
 statuto   sulla   base  del  quale  riqualificare   la   struttura
 dell'istituto, in considerazione delle nuove realtà  universitarie
 e  professionali e, con delibera di Giunta del 14 ottobre 2003,  è
 stato   nominato   commissario  straordinario  l'avvocato   Danilo
 Incandela.
  Al di là delle alterne vicende amministrative, esiste un problema
 di  prospettive  in  generale  da risolvere  in  tempi  brevi.  E'
 evidente, infatti, che dovrà essere definita una modifica radicale
 dello  statuto che ridisegni la struttura, ancorata ad un  modello
 didattico  e  gestionale ormai superato, tenendo conto  sia  della
 normativa  che  regola l'accesso alla professione  di  giornalista
 professionista, che della normativa che regola l'ordinamento degli
 studi  universitari, con particolare riguardo alla possibilità  di
 rilasciare titoli giuridicamente validi.
  Il  corso  di  laurea  in giornalismo, presso l'Università  degli
 studi  di  Palermo, permette, infatti, di ottenere  un  titolo  di
 studio  valido e riconosciuto ufficialmente ed, inoltre, a seguito
 di  convenzione  con  l'ordine dei giornalisti,  è  possibile,  al
 termine del corso di studi, presentare direttamente la domanda per
 la    partecipazione   all'esame   di   stato    di    giornalista
 professionista,  in quanto la convenzione consente  ad  un  numero
 ridotto  di studente (15) di iscriversi al registro dei praticanti
 e  di  conseguire, pertanto, durante il corso di studi, il  titolo
 relativo all'avvenuta effettuazione del praticantato.
  Il  titolo rilasciato del nostro Istituto, dopo quattro  anni  di
 insegnamento,  divisi  tra  un  biennio  propedeutico  ed  uno  di
 specializzazione, è un titolo di cultura giornalistica, certamente
 non   equipollente  al  titolo  universitario   e   non   consente
 l'iscrizione all'esame di Stato di giornalista professionista,  in
 quanto  non  sostituisce i 18 mesi di praticantato,  previsti  per
 legge, da svolgere presso aziende giornalistiche qualificate.
  Esistono   oggi  in  Italia  solo  sei  scuole  di   giornalismo,
 rigorosamente   a  numero  chiuso,  accreditate   all'ordine   dei
 giornalisti  che,  al  termine  di un  corso  di  studi  biennale,
 consentono di sostenere direttamente l'esame di Stato in quanto il
 corso   svolto  presso  le  stesse  sostituisce  il   periodo   di
 praticantato.
  Tanto  premesso, si ritiene sul piano propositivo, di  richiamare
 le  proposte  contenute nella relazione del commissario  ad  acta,
 architetto  Rosanna  Prezioso,  del  2001,  che  puntualmente   si
 riportano:  revisione  dello  statuto;  nomina  degli  organi   di
 amministrazione ordinari; definizione delle problematiche relative
 alla  scelta  di  una  sede  idonea ad  accogliere  l'Istituto  di
 Giornalismo e assegnazione di un contributo regionale annuo.
  In  alternativa, facendo riferimento al disposto regionale n.  20
 del  1996,  potrebbe attivarsi un'interlocuzione con  il  M.I.U.R.
 che,  sulla base di una verificata agibilità dei percorsi tendenti
 al  riconoscimento legale del titolo rilasciato  e  dell'effettiva
 possibilità di garantire all'Istituto stesso un'adeguata copertura
 finanziaria  per i costi conseguenti la propria attività  potrebbe
 consentire  di  individuare le azioni da porre in  essere  per  la
 nuova   ricollocazione   dell'Istituto   nel   sistema   formativo
 universitario.
  Al  nuovo commissario vengono affidate queste riflessioni per  lo
 sviluppo  dell'Istituto che è particolarmente seguito  dall'intero
 Governo regionale.
  In  sintesi  devo dirle, onorevole Virzì, che lei  ha  colto  nel
 segno  perché il problema, così come in modo forse un  po'  troppo
 formale  la  risposta  scritta  alla  sua  interrogazione   va   a
 sottolineare, è dato da un'inadeguatezza di fondo, da parte  dello
 stesso Istituto, a rispondere all'offerta formativa che, invece, è
 propedeutica  all'esercizio della professione  giornalistica,  sia
 perché  parallelamente è avvenuta una trasformazione dei corsi  di
 studi  legati  all'università, sia perché l adeguamento  da  parte
 dell'Istituto non vi è stato.
  Il commissario, a tutt oggi, ha come mandato l interlocuzione con
 il  sistema  universitario  e  con  l'Ordine  dei  giornalisti   e
 consentire la predisposizione di uno statuto attraverso cui questo
 l Istituto  riacquisti  la validità della formazione  legata  alla
 professione  di  giornalista, viceversa, così  come  è  concepito,
 resta  totalmente - e nella migliore delle ipotesi -  un  Istituto
 fuori dalla possibilità di uno sbocco nel mercato del lavoro.
  Pertanto,  la sua interrogazione è perfettamente pertinente  alla
 riflessione, anche rapida, che il Governo sta svolgendo in  questa
 direzione e sarà il commissario, in tempi rapidissimi, a  fornirci
 la  risposta che avrò cura di farle pervenire.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Virzì   per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.

  VIRZI'.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ringrazio
 l'onorevole Granata per l'attenzione che ha dedicato a questo tema
 e  che  mi  costringe a dichiararmi soddisfatto perché  rilevo  la
 buona intenzione del Governo.
  Prendo  atto anche del fatto che è stato riconosciuto il problema
 di  un  nostro ritardo rispetto alla dichiarazione fatta con  atto
 normativo  (legge del 1996), con la quale testualmente la  Regione
 siciliana decideva di 'intraprendere tutte le azioni per il  pieno
 riconoscimento dell'Istituto superiore di giornalismo quale  corso
 di  studi  di scuola superiore a livello universitario',  la  qual
 cosa,  oggettivamente,  nella realtà  ha  prodotto  una  sorta  di
 illusione,  di  scorciatoia  ai  fini  della  professione   e   un
 contenzioso, spesso aspro, laddove si pretendeva il riconoscimento
 di  un'equipollenza  che in realtà era un obiettivo  che  non  era
 stato ancora raggiunto.
  Ben  venga  un rapidissimo intervento, mi permetto di dire  anche
 con  tempi manageriali, che induca il commissario a cavarsela  non
 con  la solita relazione polverosa di natura buro-diplomatica,  ma
 con  delle  indicazioni certe, e soprattutto in tempi  certi,  per
 rimettere  sul  mercato, poichè attualmente è  fuori  mercato,  un
 Istituto  che,  per  troppo  tempo  abbandonato  a  se  stesso,  è
 naturalmente ristagnato.
  Mi  permetto di dire che rimetterlo in carreggiata dipende anche,
 e  soprattutto,  dall'azione positiva che questo Governo  potrà  e
 saprà svolgere.

   PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione numero  1026  'Recupero
 del  complesso monumentale della Chiesa di S. Maria di  Mili',   a
 firma dell'onorevole Panarello.
  Ne do lettura:

  «Al   Presidente  della  Regione  ed  all'Assessore  per  i  beni
 culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che
 la  Chiesa di Santa Maria di Mili, nel comune di Messina, versa in
 condizioni di degrado ed è oggetto di atti vandalici;

  considerato che:

  -  la  predetta Chiesa, fondata nel 1092 dal Gran Conte  Ruggero,
 rappresenta  una  testimonianza  rilevante  di  architettura   del
 periodo normanno;

  -  all'inizio degli anni '80 furono eseguiti lavori  di  restauro
 per  impedire il crollo delle strutture, in vista di un intervento
 completo di recupero;

  -  successivamente la Sovrintendenza ai beni culturali di Messina
 ha redatto un progetto di recupero, per un importo di 6 milioni di
 euro, da finanziare con i fondi di Agenda 2000;

  -  il  recupero del complesso monumentale e della Chiesa di Santa
 Maria   di   Mili,   in   ragione   dell'importanza   storica   ed
 architettonica che riveste, è stato inserito nella  campagna  2002
 di Legambiente 'Salvalarte';

  -  come denunciato dall'associazione LAG-CTG, senza un tempestivo
 intervento  si rischia il degrado irreversibile della struttura  e
 si  preclude  la  possibilità  di  rendere  fruibile  un  bene  di
 inestimabile valore;

  per sapere:

  -  quale  sia la collocazione del progetto di recupero  di  Santa
 Maria nella graduatoria di Agenda 2000;

  -  in  quali  tempi  si  preveda  l'attuazione  del  progetto  di
 recupero;

  -   quali  atti  intendano  compiere  per  contrastare  l'attuale
 situazione  di  abbandono  e promuovere  la  valorizzazione  e  la
 fruibilità,   anche  a  fini  turistici,  di   un   complesso   di
 straordinario pregio.» (1026)

                              PANARELLO

    Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore per  dichiararsi
 soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
 pubblica  istruzione.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  il
 progetto  di  recupero di Santa Maria di Mili  si  trova  inserito
 nell'elenco  degli interventi previsti dai fondi  di  Agenda  2000
 della II priorità, al numero 58.
  Pertanto,  attualmente  non è rientrato nei  primi  finanziamenti
 che, appunto, riguardano il primo lotto, inseriti in priorità 1.
  Voglio  a  tal  fine  specificare, ed è bene che  i  colleghi  lo
 sappiano,  che  sulle  modalità  di  individuazione  dei  progetti
 relativi  al patrimonio ecclesiastico ottemperiamo, doverosamente,
 ad  un  protocollo  d'intesa sottoscritto dalla  Presidenza  della
 Regione  e  dall'Assessorato  beni  culturali  con  la  Conferenza
 episcopale siciliana che ci indica le priorità per diocesi per gli
 interventi da effettuare in base ai fondi stabiliti.
  Per    cui   abbiamo   eliminato   una   nostra   discrezionalità
 nell'individuazione dei progetti, ma abbiamo affidato proprio alle
 diocesi il potere effettivo di dirci quali siano le priorità, alla
 luce  delle loro considerazioni, su un patrimonio che  è  di  loro
 pertinenza,  che è sotto la nostra tutela e che rappresenta,  come
 voi  tutti  sapete, almeno il 78 per cento dell'intero  patrimonio
 culturale siciliano.
  L'ex  complesso  monastico è stato oggetto di  un  intervento  di
 indagini  preliminari  al  progetto di  restauro,  finanziato  con
 decreto  assessoriale, quindi con fondi ordinari, per  un  importo
 totale di 242.406.000 lire. Nell'ambito di questo intervento  sono
 state eseguite una serie di analisi ed è stato prodotto il rilievo
 plano-altimetrico di tutto il complesso monastico.
  In  seguito,  per  gli  immobili di proprietà  privata,  è  stato
 predisposto un progetto di esproprio per un importo complessivo di
 1.070.273.823 lire esitato favorevolmente dal Consiglio  regionale
 per i beni culturali in data 17 novembre 1998.
  Nell'ambito  del  POR  Sicilia 2000-2006 è stata  realizzata  una
 scheda  descrittiva dell'intervento a regia regionale del recupero
 di  tutto  il  complesso monastico, individuando tra  le  somme  a
 disposizione  del  progetto anche quelle  relative  all'esproprio,
 quindi  il progetto di priorità 2 prevede anche l'esproprio  della
 particella privata del complesso monastico.
  Tale   progetto   però   dovrà   essere   rielaborato   ai   fini
 dell'adeguamento alle nuove disposizioni legislative in materia di
 appalti pubblici e per individuare la destinazione d'uso che non è
 stata ancora formalmente stabilita.
  La destinazione d'uso, da recenti interpretazioni legislativi più
 che  da innovazioni delle stesse, deve essere sempre coerente alla
 utilizzazione per finalità legate al sito, quindi in  questo  caso
 finalità culturali.
  In  data 5 giugno 2002, in seguito a sopralluogo congiunto con la
 Prefettura  di  Messina  è stato constatato  l'aggravamento  dello
 stato  di  degrado delle strutture dell'ex Monastero  ed  è  stato
 operato un transennamento per garantire la pubblica incolumità.
  La  chiesa non presenta dissesti statici importanti, ma necessita
 tuttavia  di  un  intervento di restauro  e  consolidamento  delle
 strutture  lignee.  In  seguito al suddetto  sopralluogo  è  stata
 consegnata  alla  Prefettura di Messina una relazione  dettagliata
 dei  lavori necessari per la fruizione della chiesa, corredata dal
 quadro  tecnico economico per un importo totale di  euro  278.891,
 per ottenere il relativo finanziamento con fondi statali.
  In  data  28  gennaio 203 l'Ufficio territoriale del  Governo  di
 Messina ha espresso parere favorevole, pur rappresentando tuttavia
 che in considerazione della limitata disponibilità di bilancio del
 Fondo  edifici  per  il  culto, l'importo doveva  essere  di  euro
 230.000,00 è stato decurtato di qualche cifra.
  La   Soprintendenza  di  Messina  ha  rielaborato   il   progetto
 adeguandolo alla disponibilità finanziaria effettiva  ed  è  stato
 trasmesso  con nota protocollo numero 2447 del 17 marzo 2003.  Non
 appena  l'ente  finanziatore ovviamente  invierà  l'autorizzazione
 alla  spesa,  la  Soprintendenza di Messina avvierà  l'  iter  per
 appaltare l'opera.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Panarello  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   PANARELLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
 Assessore, mi ritengo  parzialmente soddisfatto,  nel senso che ho
 verificato  un attenzione  da parte dell'Assessorato  e  dei  suoi
 organi sul problema che ho sollevato e che è di grande rilievo  in
 una  realtà  come  quella di Messina che, come l'Assessore  sa,  è
 stata  interessata dal terribile terremoto del 1908 e,  quindi,  i
 monumenti  preesistenti  rimasti  in  piedi  sono  molto  pochi  e
 meritevoli,  quindi,  a  mio avviso, per questa  ragione,  di  una
 particolare attenzione.
  Capisco che esiste un ordine di priorità che viene demandato alla
 discrezionalità  delle  autorità  ecclesiastiche,  ma  proprio  in
 ragione  della peculiarità del comune di Messina,   credo  che  si
 debba insistere su questo aspetto.
  Ritengo che questo monumento, così come altri trattati in una mia
 precedente interrogazione riguardante il complesso di San  Placido
 Calonerò,  debba essere considerato in maniera particolare. Non ho
 compreso  se l'esclusione dalla prima tranche di Agenda  2000  può
 essere  successivamente  recuperata e mi  interessa  molto  questo
 aspetto poichè, fermo restando il cambio di destinazione d'uso che
 dovrà  essere  sicuramente  fatto,  volevo  sapere  qual  era   la
 prospettiva per un recupero integrale.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
 pubblica   istruzione.  Chiedo  di  parlare  per   una   ulteriore
 precisazione.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
 pubblica  istruzione.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  in
 riferimento al meccanismo delle graduatorie relativamente al  POR,
 misura 2.01 di Agenda 2000, sul recupero del patrimonio culturale,
 abbiamo  voluto,  ovviamente, circoscrivere in una  graduatoria  i
 progetti  resi  compatibili con un rapido recupero del  patrimonio
 culturale stesso.
  Le priorità, così come ho avuto modo di sottolineare nel caso dei
 beni   ecclesiastici,  sono  indicate  dalla  CESI,  quindi  dalle
 autorità   ecclesiastiche  proprietarie  dei  beni,  ma   l'essere
 inseriti in priorità 2 dà diritto all'entrare nei finanziamenti e,
 quindi, a potere usufruire dei fondi POR attraverso lo slittamento
 delle graduatorie.  Non ci saranno altre graduatorie.
  Questi  sono i progetti e non soltanto noi reindirizziamo risorse
 su questa misura con gli assestamenti che effettuiamo al tavolo di
 concertazione   con  chi  governa  tutta  la   misura   POR,   ma,
 soprattutto, c'è un fatto nuovo relativo proprio agli immobili. La
 nuova  legge  sugli  appalti ha determinato, e  ciò  dovrebbe  far
 riflettere  positivamente l'Aula, una serie di  ribassi  inusitati
 nelle gare che abbiamo aggiudicato.
  Basti  pensare alla Tonnara di Favignana che è stata  aggiudicata
 con un ribasso del 34 per cento. Vi  sono poi notizie relative  ad
 altre gare con ribassi che oscillano tra il 22, il 28 e il 30  per
 cento.  Quell'1,5  per  cento  di media  a  cui  eravamo  abituati
 certamente è lontano.
  Infatti,  nel  campo specifico dei restauri devo dirvi  che  sono
 personalmente convinto che non si tratta di ribassi anomali, ma si
 tratta, invece, probabilmente, e finalmente, di ribassi realistici
 rispetto a ciò che realmente i restauri vengano a costare.
  Le  somme recuperate attraverso questi ribassi, che sono un fatto
 di  grande  trasparenza, vengono reindirizzate  all'interno  della
 misura   2.01  e,  quindi,  rappresentano  un'altra  e   ulteriore
 possibilità  per  finanziare i progetti che  sono  in  graduatoria
 utile.
  Pertanto, da questo punto di vista, trattasi di un fatto positivo
 anche per la piena adesione al progetto di restauro dell'immobile.

   PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione numero 1055   Iniziative
 per  garantire  la  sicurezza dell edificio che ospita  la  scuola
 elementare  Don Milani  di Niscemi (CL) , a firma degli  onorevoli
 Raiti e Morinello.
  Ne do lettura:

  <<Al  Presidente  della  Regione  ed  all'Assessore  per  i  beni
 culturali  ed  ambientali e per la pubblica  istruzione,  premesso
 che:

  -  la  scuola  elementare Don Milani di  Niscemi  (CL)  versa  in
 condizioni  precarie (il tetto, il pavimento, le pareti,  la  rete
 idrica e di riscaldamento sono del tutto fatiscenti);

  -  la  stessa  scuola  è soggetta a frequenti allagamenti  dovuti
 all'acqua  piovana  che cade dal tetto ed allo  svuotamento  della
 cisterna  d'acqua causato dalle perdite lungo il  perimetro  dello
 stabile;

  ritenuto che:

  -  vengono disattese le più elementari norme in tema di sicurezza
 degli edifici pubblici;

  -  quest'Assemblea ha espresso con forza l'indirizzo politico  di
 garantire la massima sicurezza degli edifici scolastici;

  preso atto del fatto che:

  -  le  proteste  dei  genitori  degli  alunni  hanno  portato  il
 Consiglio  comunale  del  paese ad  affrontare  il  problema  e  a
 prendere i primi provvedimenti;

  -   i   lavori   di  sistemazione  realizzati  sono   del   tutto
 insufficienti  per  garantire  l'incolumità  dei  bambini  e   per
 riportare l'istituto a rispettare i canoni normativi;

  per sapere:

  -  se  il  Presidente della Regione e l'Assessore per la pubblica
 istruzione  siano  a  conoscenza delle  condizioni  in  cui  versa
 l'istituto scolastico Don Milani di Niscemi;

  -   quali   iniziative  intendano  intraprendere  per   garantire
 l'incolumità dei bambini e degli utenti e per la piena  attuazione
 del  diritto  allo  studio,  anche  al  fine  di  evitare  qualche
 tragedia>>. (1055)

                          RAITI - MORINELLO

    Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
 interrogazione.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
 pubblica  istruzione.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  su
 questa  interrogazione,  non è un fatto  personale  nei  confronti
 dell'onorevole  Raiti, non abbiamo ancora  avuto  la  risposta  da
 parte   del  nostro  organo  periferico,  cioè  da  parte  dell'ex
 Provveditorato  - che adesso si chiama in  altro modo.
  Trattasi, però, di una interrogazione che sottolinea un  dato  di
 estrema  urgenza nei confronti di una scuola di Niscemi  e  a  tal
 fine il Dipartimento ha predisposto un ispezione per verificare la
 consistenza  di questa emergenza e per  suggerire alla  scuola  la
 predisposizione di una proposta di somma urgenza per  eliminare il
 pericolo   e   intervenire,  successivamente,   in   maniera   più
 strutturale.
  Quindi,  all interrogazione non c'è una risposta organica scritta
 per  i  motivi che  ho espresso; però il fatto, così come è  stato
 opportunamente   sottolineato  dai   parlamentari,   è   di   tale
 preoccupazione, anche alla luce di un allarme diffuso nelle scuole
 in   cui   ci  muoviamo,  per  cui  il  Dipartimento  ha  attivato
 un'ispezione, predisponendo una perizia innanzitutto con carattere
 di somma urgenza nei confronti della scuola.

   RAITI  Prendo atto della risposta dell Assessore.

   PRESIDENTE  Si passa all'interpellanza n. 92  Vigilanza armata a
 tutela  dei beni artistici, culturali ed ambientali della  Regione
 siciliana , a firma degli onorevoli Virzi', Formica e Ioppolo.
  Ne do lettura:

  <<Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
 culturali  ed  ambientali e per la pubblica  istruzione,  premesso
 che,  ai  fini  della tutela dei beni culturali ed ambientali,  la
 legge  regionale n. 40 del 1999 prevedeva, all'art.  16,  per  gli
 agenti  tecnici  custodi,  compiti di  'vigilanza  anche  armata',
 diurna   e   notturna,  in  aree  archeologiche,   siti   museali,
 biblioteche   e  gallerie,  in  raccordo  con  il  Nucleo   tutela
 patrimonio artistico dell'Arma dei Carabinieri;

  atteso  che  il fenomeno del furto d'opere d'arte in  Sicilia  ha
 raggiunto  nel  tempo  livelli  da record  e  che  episodi,  anche
 recenti,   come  quello  di  Piazza  Armerina,  hanno   dimostrato
 un'eccessiva esposizione del nostro immenso patrimonio monumentale
 ed archeologico al rischio di atti vandalici;

  considerato  che  la  citata  legge  regionale  n.  10  del  1999
 individua  con  precisione il personale deputato a  garantire  sul
 territorio siciliano la vigilanza e la custodia dei beni culturali
 (anche  in  relazione  a servizi di scorta ed  accompagnamento  di
 reperti   di   rilevante  valore),  specificando   che   eventuali
 convenzioni  con  organizzazioni di  volontariato  possono  essere
 effettuate a titolo gratuito;

  preso  atto  che,  di fatto, la citata legge  regionale  è  stata
 ignorata,  aggirata  ed 'interpretata' da una  serie  di  soggetti
 privati  e  pubblici, con l'impiego di altro tipo di  personale  e
 persino  di  società private di vigilanza al posto  di  quello  di
 ruolo   dell'Amministrazione  regionale,  cui   pur   tuttavia   è
 riconosciuta l'indennità di pubblica sicurezza;

  per conoscere:

  -  se  risponda al vero che, a tutt'oggi, per gli agenti  tecnici
 custodi  di  cui alla legge regionale n. 10 del 1999, non  sarebbe
 stato   determinato   il  mansionario  per   i   diversi   profili
 professionali anche ai fini dell'assetto organizzativo interno;

  - se il Governo della Regione, nel rispetto formale e sostanziale
 della  citata legge, non ritenga prioritario tutelare,  attraverso
 le  proprie  specifiche strutture, uno dei patrimoni  artistico  -
 monumentali più rilevanti dell'umanità, attivando, all'uopo, anche
 la  vigilanza armata, garantendo così anche maggiore sicurezza  al
 proprio  personale,  spesso  impegnato  in  servizi  notturni   in
 quartieri degradati o in zone poco urbanizzate>>. (92)

                     VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO

    Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
 interpellanza.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e pubblica
 istruzione.     Onorevoli    colleghi,    si    fa     riferimento
 all'interpellanza   n.  92  a  firma  dell'onorevole   Virzì   che
 opportunamente   sottolinea  l esigenza   di   prevenire   alcuni,
 purtroppo, non rari esempi di saccheggio o di sottrazione di pezzi
 del  nostro patrimonio culturale. Si propone una forma  armata  di
 vigilanza,  sopratutto  a  tutela dei siti  maggiormente  esposti,
 quelli cosiddetti  a cielo aperto , perché si tratta di una  forma
 di   vigilanza  concepibile  ovviamente  all'interno  delle   aree
 archeologiche;  non  è  una forma - credo anche  nelle  intenzioni
 dell'onorevole Virzì - estensibile all'interno di un museo dove  i
 sistemi di protezione sono legati a un dato espositivo di un certo
 tipo.
  Relativamente  alla  tutela armata dei  beni  culturali,  di  cui
 all'articolo 16 della legge regionale 27.04.1999, n. 10,  ed  alla
 determinazione  del  mansionario che  consenta  di  individuare  i
 diversi  profili  professionali per  agenti  tecnici  custodi,  si
 segnala   che   con   la   legge   di   riforma   della   Pubblica
 Amministrazione, la legge regionale 10/2000, ed in particolare  in
 esecuzione dell'articolo 5 della stessa norma, è stato emanato  il
 sistema  di  classificazione,  articolato  in  quattro  categorie,
 ancora  integrato  dalla declaratoria riportata nell'allegato  "A"
 del DPR  22.06.2001 n. 10 che fissa i criteri per l'individuazione
 dei profili professionali.
  Tutto ciò per dire che, attraverso la normativa del 2000, si  sta
 cercando   di  venire  a  capo  finalmente  di  quello   strumento
 indispensabile,  del  mansionario,  per  capire  le  mansioni   di
 ciascuno e quali sono i confini,  i limiti ed anche i poteri e  le
 funzioni, in questo caso, del personale di custodia.
  Alle  norme, come sopra elencate, occorre, inoltre, accostare  la
 delibera n. 366 del 2.10.2001, adottata ai sensi dell'articolo  57
 comma  3  della  legge regionale 6/2001, che  demanda  la  materia
 attinente  alla  gestione  giuridica ed  economica  del  personale
 regionale all'Assessorato alla Presidenza.
    Appare, comunque, utile rilevare come l'attività diretta a dare
 attuazione  alla legge n. 10 del 1999 fosse stata  già  intrapresa
 dal   Dipartimento  Beni  Culturali,  ma  rallentata   dall'allora
 imminente    approvazione    della    riforma    della    Pubblica
 Amministrazione  che,  di  fatto, aveva ridotto  l'attività  delle
 organizzazioni  sindacali,  a  cui il  mansionario  doveva  essere
 sottoposto, proprio per l'attesa dell'allora approvanda legge.
  Nel  mese  di dicembre 2002 con propria nota n. 5469, dopo  avere
 accolto  i  suggerimenti  formulati  dal  Nucleo  dei  Carabinieri
 tendenti  a  limitare l'uso delle armi in luoghi  aperti  per  una
 maggiore  sicurezza, lo stesso Dipartimento Beni  Culturali  si  è
 fatto  promotore  della  riproposizione al competente  Assessorato
 alla  Presidenza  della  declaratoria  dei  profili  professionali
 specifici  dei  custodi, al fine di consentire la definizione  del
 mansionario   utile  al  proficuo  svolgimento  del  servizio   di
 vigilanza,  previa la necessaria approvazione delle organizzazioni
 sindacali  che  il Dipartimento Personale di certo  convocherà  in
 sede di contrattazione regionale.
  Fin  qui  la risposta scritta. La sostanza è che parliamo  di  un
 argomento  estremamente delicato che vede anche all'interno  dello
 stesso  personale  e delle stesse organizzazioni  sindacali  delle
 opinioni   molto  diverse  sull'idea,  per  altro   coerente   con
 l indennità di pubblica sicurezza che gli stessi percepiscono,  di
 potere   fornire  a  questo  personale  le  armi  per   effettuare
 determinati  servizi  in  alcune zone in cui,  oggettivamente,  il
 personale  è  esposto  a  molti rischi. Penso,  ad  esempio,  alla
 Sicilia   centrale,  a  Morgantina  ed  anche   ad   alcune   zone
 dell'agrigentino, in cui il personale può essere esposto a  rischi
 notevoli nell'attività di custodia notturna.
    E'  una  vicenda molto di confine - ripeto - per  i  complicati
 profili che investe. Infatti, l'idea di armare - perché di  questo
 parliamo  - un nucleo di tutela archeologica deve essere condivisa
 anzitutto dalle organizzazioni sindacali. E , però, un'idea un po'
 particolare, perché di fatto si verrebbe a creare un  nuovo  corpo
 di  polizia,  così come la Forestale, per certi versi,  in  alcune
 zone  in  questo momento è regolamentata. Personalmente, non  sono
 contrario a questa ipotesi, qualora fosse circoscritta a un nucleo
 di emergenza per alcune zone particolarmente sovraesposte.
    Ciò in quanto non credo che nei luoghi, nei parchi organizzati,
 che  per nostra fortuna sono sempre di più, la presenza di custodi
 armati  sia  anche, per così dire, esteticamente  compatibile  con
 un'idea  di  fruizione  del patrimonio  culturale  che  deve  dare
 un'immagine  serena  ai  visitatori. Però  ci  sono  luoghi,  come
 l'onorevole  Virzì  sa  -  e  giustamente  la  ragione  della  sua
 interrogazione,  credo, sia proprio questa - dove  un attrezzatura
 di tale livello potrebbe essere necessaria e persino auspicabile.
  Il  Nucleo  dei Carabinieri   in Sicilia i Carabinieri  hanno  un
 solo  Nucleo  di  tutela archeologica, poi vi  è  quello  centrale
 romano - ha ritenuto di sconsigliarci l'utilizzazione di personale
 armato  all'interno dei siti, ma di creare a questo personale  una
 possibilità di collegamento con proprie strutture. Si  è  pensato,
 pertanto,   di  dislocare  un'antenna  del  Nucleo  centrale   dei
 Carabinieri, presente a Palermo, nella Sicilia orientale e fornire
 a  quest ultima una task force, che di notte presidii i  siti  più
 esposti,  quanto meno delle attrezzature di comunicazione  con  il
 Nucleo dei Carabinieri.
  E'  una  materia molto discussa ed anche foriera di  aspetti  che
 vanno  approfonditi e studiati. Certo, una normativa  che  preveda
 l'istituzione di un Nucleo di tutela archeologica con  determinati
 requisiti,  con determinate finalità, non le nascondo  che  è  nei
 programmi  di  questo Governo. Tuttavia, ripeto,  bisogna  trovare
 innanzitutto  il  consenso del Parlamento e  delle  organizzazioni
 sindacali,  che  in larga parte sono state sempre  contrarie  alla
 possibilità  di  trasformazione di  una  parte  del  personale  di
 custodia in personale di Polizia archeologica. Infatti, è  proprio
 di questo che stiamo parlando.
  Quindi     ripeto - con la stessa problematicità con la quale  ho
 affrontato tale argomento ho inteso rispondere.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Virzì   per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rendo  conto
 che  su questa materia, andiamo ad intaccare il nocciolo culturale
 e  l'anima  profonda  di  tutto ciò che poi  in  quest'Aula  viene
 trasformato in politichese.
    Però, dicevano gli antichi:  Hic Rhodus hic salta . Non si  può
 prevedere  tra  i  compiti degli agenti  tecnici  di  custodia  la
 vigilanza notturna anche esterna, rispetto ai siti museali e  zone
 di  pregio  archeologico  che, ad esempio,  a  Palermo,  non  sono
 ubicati   ai  margini  della  città,  ma  in  un  centro   storico
 assolutamente degradato e spopolato di palermitani e pieno invece,
 non  di  immigrati  regolari,  ma  di  immigrati  clandestini.  In
 definitiva,  i  nostri veri tesori sono collocati  nei  posti  più
 scomodi da vigilare.
    Oltre  ai  furti  spesso  si  assiste  ad  atti  vandalici.  Va
 ricordato,  inoltre,  che  a  questo personale  noi  paghiamo  già
 l'indennità  di pubblica sicurezza. Se tale personale  non  svolge
 mansioni  di  pubblica sicurezza perché percepisce l'indennità?  E
 perché quando trasferiamo un bene all'estero per una mostra, o per
 una  mostra che si tiene nella nostra città, ad esempio a  Palazzo
 Steri,  l'Università, che dovrebbe essere l ente preposto  a  tale
 scopo  e dunque il primo ente ad osservare le leggi della Regione,
 invece   contravvenendo  al  dettato  esplicito  della  legge   fa
 convenzioni ben retribuite con organizzazioni di polizia  privata,
 mentre  invece dispone di personale istituzionalmente  delegato  a
 tale  tipo  di  funzioni? Credo non sia da Paese normale  spendere
 danaro  per  il personale quando la figura del  puliziere   esiste
 già secondo quanto disciplinato dal contratto collettivo nazionale
 del lavoro, controfirmato da tutti i soggetti interessati.
  Tutti  i  sindacati  hanno  chiesta con forza  il  riconoscimento
 dell'indennità di pubblica sicurezza; bravissimi a  chiedere  tale
 diritto, che adempiano, però, anche al dovere
    D'altro  canto, non parliamo di normativa da porre  in  essere.
 L'articolo 16 della legge n. 40 del 1999 esplicita già, per quanto
 attiene  agli agenti tecnici di custodia, quali sono i compiti  di
 vigilanza anche armata.
  In  relazione  a  ciò,  allorquando si prende  questo  importante
 argomento,   poi   si  giunge  a  parlare  del   mansionario.   Il
 mansionario, infatti, diventa quello che in etologia si chiama  il
 fattore  limitante . Poiché non esiste il mansionario non possiamo
 fare  una  distinzione  tra chi si dovesse  trovare  in  un  luogo
 assolutamente tranquillo e in pieno centro illuminato di Palermo e
 non  fa  servizio  notturno e chi invece è costretto  a  stare  in
 campagna  a presidiare un vecchio muro romano e deve espletare  il
 servizio di vigilanza armata. Di fatto - ed esistono testimonianze
 in  tal  senso - c'è un gravissimo stato di disagio  e  di  timore
 diffuso ed una preannunciata fuga di fronte a casi pericolosi.
 Ritengo  che  in  Sicilia si viva, lo ripeto  sempre,  un'assoluta
 anomalia. Noi abbiamo l'unico corpo di polizia armata che serve  a
 vigilare  gli  alberi,  un  eucalipto che  in  quattro  anni   può
 raggiungere   i  10  metri.  Mentre a vigilare  il  ritratto  pre-
 rinascimentale  nella  Chiesa Madre  di  Chiusa  Sclafani,  rubato
 alcuni  anni  fa,  non c era nessuno. Ci armiamo per  salvare  gli
 alberi   Credo  sia  molto più fruttuoso, e  dal  punto  di  vista
 criminale molto più motivante, rubare un'opera d'arte
 So   per  certo  che  la  Sicilia  è  in  testa  alle  classifiche
 internazionali per numero di furti di opere d'arte. Vacillare,  mi
 permetto di dire, forse per un pregiudizio culturale centrista, su
 una  cosa che è già sancita per legge e che non è stata certamente
 votata dal centrodestra   si tratta di una legge del '99   non  mi
 sembra il caso.
 Beh,  è  il centrosinistra forte e ricco - lo dico per cortesia  -
 della  sua  cultura pacifista che ha ritenuto che  questi  fossero
 beni  che  andavano tutelati. Ricordiamo che quello che  hanno  da
 rubarci  non  è  'il  sasso  dove  ha  posato  il  piede'   George
 Washington,  la cosa più antica che abbiano gli americani,  ma  si
 tratta di mura fenicie, di strade greche. Mi pare che dal punto di
 vista criminologico sia una motivazione molto forte e che da parte
 di  chi  dovrebbe  tutelare l'avvenire  della  Sicilia  la  nostra
 ricchezza sia questa.
  La nostra ricchezza sono i simboli araldici del nostro passato e,
 visto che le 'cattedrali del deserto' non le comprano nemmeno come
 ferro  vecchio,  cerchiamo  almeno di difendere  le  cose  che  in
 qualche  modo possono incrementare il turismo di qualità. Facciamo
 vedere che abbiamo capito che nel nostro splendido passato ci  può
 essere  una  prospettiva  di  sviluppo.  E  dunque  rendiamo   più
 accogliente e più sicura questa nostra terra.
  Mi  permetto anche di proporre, e lo faccio da parlamentare,  che
 la  risposta complessiva debba alla fine essere un fatto normativo
 assolutamente nuovo, come quello dell'istituzione di  una  polizia
 regionale contemplata all articolo 31 del nostro Statuto.
    E'  un  tema  indilazionabile di garanzia, di  sicurezza  e  di
 trasparenza.   Se   è  vero,  come  è  vero,   infatti,   che   le
 organizzazioni  ambientaliste  ci  riferiscono  che   in   Sicilia
 esistono 270 mila abitazioni abusive, è anche vero che non abbiamo
 il  nostro  braccio  armato, il nostro potere di  intimidazione  a
 tutela  delle  nostre  leggi. Infatti il Comune  ha  il  corpo  di
 Polizia  municipale,  la  Provincia ha la polizia  provinciale.  I
 rappresentanti del Land tedesco, credo fosse la Westfalia, che  si
 sono  incontrati con noi in prima Commissione, ci  hanno  chiesto:
  Ma  voi  approvate delibere consiliari o leggi? . E  noi  abbiamo
 risposto:    Approviamo  leggi. .  Credo  fosse   presente   anche
 l'onorevole Giannopolo. Poi ci hanno chiesto:  E avete una polizia
 per  fare  rispettare  questo  insieme  di  leggi? .  Noi  abbiamo
 risposto:   No  . Hanno sorriso perché i tedeschi  non  ridono  ad
 alta  voce come noi latini; ma sinceramente tutto ciò fa sorridere
 e fa riflettere.
  D'altro  canto,  gli analisti sostengono che il   disastro  della
 Regione  siciliana è causato dal fatto che il 90 per  cento  delle
 sue  leggi non trova pratica attuazione. E' come se noi mettessimo
 davanti   alle  banche  un  cartello  con  su  scritto:   'Vietato
 rapinare'  L'animo umano non ha raggiunto queste vette di nobiltà.
 Dobbiamo ancora difenderci.
    Io penso che la Regione nell'immediato per la tutela dei nostri
 beni  culturali e in prospettiva, per la sicurezza della  legge  e
 dei  diritti  di tutti i siciliani, debba dotarsi di un  corpo  di
 polizia regionale.

  .  PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione n. 1104  Notizie circa
 la  selezione  di personale bandita dall'Associazione  di  imprese
 Federico   II  e  recentemente  svoltasi  presso  la   Fiera   del
 Mediterraneo di Palermo , dell onorevole Cracolici.
  Assente il firmatario, l'interrogazione si intende presentata con
 richiesta di risposta scritta.

  Si  passa  alla  interrogazione n. 1120  Notizie circa  gli  Enti
 lirico-sinfonici  della  Sicilia , degli onorevoli  Raiti,  Ferro,
 Morinello e Miccichè.
   Ne do lettura:

   Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  turismo,  le
 comunicazioni e per i trasporti, all'Assessore i beni culturali ed
 ambientali  e  per la pubblica istruzione e all'Assessore  per  il
 bilancio e le finanze, premesso che:

  -  degli oltre 100 miliardi di vecchie lire stanziati normalmente
 dalla  Regione  per  Enti  e Fondazioni lirico-sinfoniche  (Teatro
 Massimo  di Palermo, Teatro Bellini di Catania, Vittorio  Emanuele
 di   Messina)   parte  consistente  risulta  la   quota   per   il
 finanziamento dell'Orchestra sinfonica siciliana;

  -  le  cariche  di direttore artistico, direttore musicale  e  il
 direttore  stabile  sono ad oggi attribuite ad  un  musicista  che
 risulta  ricoprire  stabilmente  e  contemporaneamente  altri  tre
 incarichi  presso altri organismi musicali del centro e  del  nord
 Italia, e molto spesso si trova all'estero;

  -  è  stato riscontrato che l'Orchestra sinfonica siciliana,  pur
 dotata  di  organico  efficiente e di singole  professionalità  di
 elevato livello, non ha mai prodotto le realizzazioni musicali che
 aveva garantito all'atto dell'insediamento;

  -  l'ultimo  e  recente concorso espletato per la stabilizzazione
 dei musicisti in organico orchestrale è stato contestato da almeno
 un'organizzazione sindacale dei lavoratori;

  per sapere:

  -  quale  sia l'ammontare dei finanziamenti destinati ai  singoli
 Enti per gli anni 2000-2001 e 2001-2002;

  -  quali  siano le spese rendicontate dagli Enti con  particolare
 riferimento ai costi dell'organico orchestrale e amministrativo;

  -  a  quanto  ammontino  gli emolumenti del direttore  artistico,
 distinguendo gli emolumenti dal rimborso delle spese sostenute per
 missioni e trasferte;

  - se i verbali delle procedure concorsuali per la stabilizzazione
 dei  musicisti  siano  stati sottoscritti da  tutti  i  commissari
 d'esame;

  -   se  corrisponda  a  verità  che  un  impiegato  di  categoria
 esecutiva,  privo di titoli ed esperienza nel settore,  sia  stato
 incaricato   dall'attuale  Commissario  regionale   di   ricoprire
 funzioni dirigenziali;

  -  se  non  ritengano opportuno avviare, dopo avere accertato  le
 disfunzioni gestionali, un'indagine tecnico-contabile al  fine  di
 accertare   la  documentazione  di  supporto  amministrativo   per
 l'erogazione  dei  finanziamenti pubblici  e  la  congruità  delle
 spese,  anche al fine di salvaguardare i lavoratori orchestrali  e
 amministrativi;

  -  quali iniziative intenda adottare al fine di salvaguardare  il
 buon nome di una delle poche Orchestre sinfoniche ancora attive in
 Italia,  vanto della Sicilia e volano di crescita culturale  della
 nostra Isola.   (1120)

  Ha  facoltà  di  parlare  l onorevole Assessore  per  fornire  la
 risposta.

   GRANATA   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
 pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
 l interrogazione  n.  1120, pur facendo espressamente  riferimento
 nel  titolo  agli enti lirico-sinfonici siciliani, fa  particolare
 riferimento all'Orchestra sinfonica siciliana.
   Devo ricordare a quest'Aula che, per una strana concezione delle
 competenze,   l'Orchestra  sinfonica  siciliana  è  l'unico   ente
 musicale  sinfonico  non di competenza dell'assessorato  dei  beni
 culturali, come gli altri enti e altri teatri, ma dell'assessorato
 turismo.  Nonostante  ciò, preliminarmente occorre  rilevare  come
 l'interrogazione  1120  sembri  riguardare  per  lo  più  problemi
 relativi  all'Orchestra sinfonica siciliana che si  ritiene  siano
 stati   già   superati   dagli   eventi   successivi   alla   data
 dell'interrogazione.
  In  relazione alla richiesta di quantificazione dei finanziamenti
 destinati ai singoli Enti per gli anni 2000-2001- e 2001-2002,  si
 ricorda  che  gli  stessi  sono concessi  attraverso  il  bilancio
 regionale  a  cui  i  deputati  hanno  facile  accesso  e   quindi
 facilmente   confrontabili;  anche   allo   scopo   di   escludere
 quell'affermato    vantaggio    finanziario    attribuito    dagli
 interroganti in favore dell'Orchestra sinfonica siciliana che,  in
 realtà,  appare non rispondente alle reali esigenze  rappresentate
 dall'Ente  stesso che, peraltro non gode, come altri, di ulteriori
 aggiuntive  fonti  di  finanziamento,  assegnazioni  o  contributi
 previste nei bilanci di altri Enti Locali.
    Qui è riportato come esempio il Teatro Massimo di Palermo. Devo
 dire  che  forse  è  l'unico esempio degno di nota,  in  quanto  i
 contributi degli altri enti minori relativamente alle altre grandi
 istituzioni culturali siciliane, dal Vittorio Emanuele di  Messina
 al  Bellini  di  Catania, allo stesso Biondo e allo stesso  Teatro
 Stabile di Catania, sono realmente proporzionalmente irrisorie.
  Per   quanto   riguarda  l'emolumento  percepito  dal   direttore
 artistico e stabile della Fondazione, il maestro Veronesi, esso  è
 stabilito     dal    contratto    stipulato    su     designazione
 dell'Amministrazione  precedente  in  lire  380  milioni,  la  cui
 scadenza  è prevista per il mese di giugno 2004. Occorre precisare
 come  lo  stesso maestro Veronesi ha accettato senza  alcun  onere
 aggiuntivo  l'incarico  di  direttore  artistico  affidatogli  dal
 Commissario regionale.
  In  atto  non risultano, come contrariamente affermato, contrasti
 di  alcun  genere  relativi ad assunzioni né promozioni  a  valere
 sulla  copertura  dell'unico  posto  di  dirigente  amministrativo
 previsto  in  organico ad oggi non ancora ricoperto. Né  risultano
 affidate   funzioni  di  dirigente  ad  impiegati   di   categoria
 inferiore,  ma piuttosto generali consensi su piani di risanamento
 ad opera della nuova gestione, a cui occorre dare fiducia e che in
 breve  tempo potranno essere sottoposti all'attenzione dell'intero
 Governo,  che solo allora potrà decidere se intraprendere  o  meno
 quelle  attività che riterrà utili per dare sempre maggiore lustro
 all'Orchestra Sinfonica siciliana.
  Capirete  che  sono  notizie che abbiamo attinto  dal  competente
 Assessorato  Turismo  e  sono notizie  relative  ad  una  fase  di
 gestione  sui  cui  risultati poi l'Assemblea, il  Parlamento,  le
 forze  politiche,  dovranno giudicare  quando  questa  fase  verrà
 portata a compimento.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Raiti   per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   RAITI   Signor  Presidente, onorevole colleghi,  non  posso  che
 apprezzare  lo  sforzo fatto dall'Assessore per i Beni  culturali.
 Sapevo,  facendo  anche  parte  della  IV  Commissione,   che   la
 competenza  relativa  alla materia in oggetto  è  dell'Assessorato
 Turismo.  Tra l'altro, sulla stessa interrogazione aveva risposto,
 per  quanto  riguarda  gli oneri finanziari,  l'Assessore  per  il
 Bilancio.
  Pur apprezzando lo sforzo dell'Assessore per i Beni culturali,  e
 non poteva essere altrimenti, la risposta è assolutamente generica
 su  alcuni  dati  importanti e su alcune richieste specifiche  che
 abbiamo fatto sulla gestione dell'EAOSS.
  Già  mi pare strano che questa interrogazione sia stata trasmessa
 una  prima  volta  soltanto all'Assessore per il  Bilancio  e  non
 all'Assessore per il Turismo e una seconda volta all'Assessore per
 i  Beni  culturali e non all'Assessore per il  Turismo, competente
 in  questa  materia.  La stranezza mi porta  a  chiedere  risposte
 puntuali;   quelle   che   l'interrogazione   merita   per    fare
 definitivamente  luce  sulle problematiche  evidenziate  che  sono
 gravi,  perché  nello  scorso  anno l'EAOSS  è  stato  oggetto  di
 grandissime  tensioni che hanno avuto gli onori  della  cronaca  a
 livello  regionale  e  non solo, per alcuni  fatti  denunciati  in
 questa interrogazione.
  Ritengo  sia opportuno trasmettere l'interrogazione all'Assessore
 per  il  Turismo,  competente in materia, in  modo  da  avere  una
 risposta  più  concreta  e  realistica per  fare  luce  sui  fatti
 lamentati che   ripeto - sono di particolare rilevanza sia per  la
 gravità,  sia  per  il  fatto  che  l'EAOSS  é  l'unica  orchestra
 siciliana di grande rilievo non solo a livello regionale ma  anche
 nazionale al cui buon funzionamento, credo, teniamo tutti.

   PRESIDENTE  Onorevole Raiti, sono d accordo con lei nel ritenere
 che  la  questione  non può considerarsi chiusa  con  la  risposta
 dell'Assessore per i Beni culturali, perché la vicenda EAOSS é  di
 esclusiva pertinenza dell'Assessorato al turismo.
  Si  passa  all'interpellanza n. 103 "Notizie circa  l'affidamento
 della  gestione  dei servizi aggiuntivi per il Parco  archeologico
 della  Valle  dei  Templi", degli onorevoli Capodicasa,  Speziale,
 Giannopolo e Villari.
   Ne do lettura:

  «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  la  pubblica
 istruzione, premesso che:

  -  l'ARS  con propria legge ha istituito nell'anno 2000 il  Parco
 archeologico della Valle dei Templi di Agrigento;

  -  tale  legge prevede l'affidamento della gestione di  tutte  le
 attività  che  si  dovranno svolgere nell'ambito  del  Parco  alla
 competenza degli organi del Parco;

  -  codesto Assessorato si appresta ad affidare in concessione  la
 gestione dei servizi aggiuntivi per alcuni siti archeologici della
 provincia  di  Agrigento  e  Caltanissetta,  tra  cui   il   Parco
 archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi;

  -   tale  affidamento  consegue  all'espletamento  di  una   gara
 effettuata  sulla base del relativo capitolato emanato da  codesto
 Assessorato;

  -  tale  gara è stata aggiudicata ad un raggruppamento di imprese
 avente  come capofila la ditta Shop Museo Archeologico (capogruppo
 dell'ATI);

  -  il capitolato prevede tra i servizi aggiuntivi al punto f)  il
 'servizio  di caffetteria che dovrà essere comunque fornito  anche
 tramite uso di distributori automatici di bevande e vivande';

  -  la  selezione  del  personale, così come  è  accaduto  per  la
 provincia di Palermo, dove tra le imprese aggiudicatarie risultano
 esserci  parentele  eccellenti  con rappresentanti  politici,  sta
 avvenendo  su  base  clientelare  e  per  finalità  politiche   ed
 elettorali;

  per conoscere:

  -   se  non  ritenga  illegittimo  ed  in  violazione  di  legge,
 l'emanazione  del  bando  da parte di  codesto  Assessorato  e  la
 conseguente   gara  alla  luce  delle  disposizioni  della   legge
 regionale  n.  20  del 2000 che affida tutte le  competenze  delle
 attività al Consiglio del Parco già costituito ed operante;

  - se non ritenga essere in difformità con le succitate previsioni
 del bando lo schema di convenzione accessoria laddove si parla  di
 'servizio  ristorazione'  che non era previsto  nel  bando  e  nel
 relativo capitolato;

  -  se  non  risulti, così come a Palermo, che  tra  i  soci  e  i
 dirigenti  delle  imprese aggiudicatarie  ci  siano  familiari  di
 esponenti politici ed istituzionali;

  -  se  non  ritenga  di dovere intervenire  per  far  si  che  la
 selezione del personale avvenga in modo oggettivo e trasparente  e
 quanto   più   possibile  sganciato  da  clientele  politiche   ed
 elettorali» (103)

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore  per  rispondere
 all'interpellanza.

   GRANATA   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
 pubblica istruzione. In riferimento all'interpellanza n.  103,  si
 fa  presente  che la gara per l'affidamento del servizio  é  stata
 predisposta  ed espletata dal servizio promozione e valorizzazione
 di  questo  assessorato il cui dirigente dottor Angileri  é  stato
 nominato responsabile del procedimento.
  Circa l'asserita illegittimità dell'emanazione del bando di  gara
 per    l'aggiudicazione   dei   servizi   aggiuntivi   da    parte
 dell'Assessorato beni culturali, si rassicurano gli  interpellanti
 sulla legittimità dell'atto redatto, ai sensi degli articoli 112 e
 113  del  decreto  legislativo 490  del  1999  (legge  Ronchey)  e
 conforme alle disposizioni contenute nel regolamento n. 139/97 del
 Ministero  dei  Beni e le Attività culturali, alla cui  successiva
 pubblicazione  nella GURS il 15 giugno 2001 non  é  stata  opposta
 impugnativa alcuna.
  All'articolo  3  del  succitato  regolamento  viene  prevista  la
 possibilità che si attivino una serie di servizi in più  istituti,
 la  cui  competenza  é dell'assessorato per i beni  culturali;  ed
 infatti  l'attivazione dei servizi aggiuntivi é partita  non  solo
 nel  Parco  archeologico della Valle dei Templi,  ma  anche  nella
 totalità dei siti museali ed archeologici regionali nelle province
 di Agrigento e Caltanissetta.
  La   modalità  dell'affidamento  dei  servizi  aggiuntivi   nelle
 province di Agrigento e Caltanissetta che scaturisce dall'esigenza
 di  affidare  al  concessionario individuato  attraverso  apposita
 gara,  sia  siti di consolidato richiamo turistico che  siti  meno
 fruiti,  ha  imposto una gara interprovinciale che ha superato  le
 competenze  degli  organi  del Parco  e  della  Soprintendenza  di
 Caltanissetta.
  Per  quanto attiene al secondo punto, si fa presente che il Parco
 ha  stipulato  una  convenzione accessoria dietro  indicazione  di
 questo  Assessorato  ed  esiste, inoltre,  l'atto  di  concessione
 generale  assessoriale, che riguarda tutti i siti, sia quelli  ove
 sarà  attivato il servizio di ristorazione sia quelli  ove  questo
 servizio non é previsto.
  Si  fa  presente  che  nel bando di gara,  nel  punto  dove  sono
 descritti  i servizi aggiuntivi, (lettera f del bando) si  intende
 che, ove possibile, il servizio di caffetteria o ristorazione  può
 essere  attivato  anche attraverso l'installazione  di  postazioni
 fisse.
  Allo  stato attuale comunque non é stato attivato alcun  servizio
 di ristorazione nella Valle.
  Non  risulta, infine, che tra i soci della società aggiudicataria
 vi  siano  familiari  o  parenti di esponenti  politici  mentre  é
 opportuno  specificare che trattandosi di imprese private  non  si
 può   intervenire  sulle  modalità  di  selezione  del  personale.
 Tuttavia, l'Assessorato, per casi analoghi, ha già fatto conoscere
 il proprio punto di vista invitando l'aggiudicatario a selezionare
 il  personale  quanto  più  possibile nel  rispetto  dei  principi
 generali dell'ordinamento oltre che del capitolato d'appalto.
  Posso  solo aggiungere che ci sono anche altre interpellanze  sul
 meccanismo di assegnazione di questi servizi aggiuntivi, che sono,
 come  tutti  sapete,  un  elemento  essenziale  per  arricchire  e
 valorizzare l'offerta culturale dei nostri siti.
 La  scelta che ha fatto l'Assessorato di accorpare alcune province
 i  legata a due ordini di considerazioni, credo, condivisibili. La
 prima:  alcuni siti non avrebbero avuto partecipanti  se  avessimo
 messo,  ad esempio, all'asta esclusivamente i siti della provincia
 di  Caltanissetta, senza quelli della provincia di Agrigento ed in
 questo  caso  avremmo avuto serie difficoltà. Ma  soprattutto  noi
 abbiamo voluto accorpare in tre o quattro grandi macrodistretti  i
 siti. In tal modo, infatti, cerchiamo di stimolare una funzione di
 rete,  di  distretto  culturale che superi il confine  burocratico
 della  provincia e che organizzi il sistema della  cultura  in  un
 modo  più  organico,  ma al contempo anche  più  completo  su  una
 porzione  di territorio più vasta, con la possibilità di inserire,
 in prospettiva, anche biglietti unici e, quindi, carte dei servizi
 rispetto ai circuiti culturali.
  Coloro  i  quali si aggiudicano le regolari gare di  appalto  che
 vengono  bandite per questi siti sono soggetti privati, rispondono
 della  qualità del servizio, secondo il capitolato, alla  Regione,
 possono  - anzi devono - assumere chi vogliono, nel senso che  non
 c'è  alcuna  possibilità - né deve esserci - di indicazione  o  di
 controllo  da  parte della autorità, quindi dell'Assessorato  Beni
 culturali,  su  questo  aspetto. A noi interessa  la  qualità  del
 servizio espletato e che il tipo di servizio sia corrispondente  a
 ciò che è stato messo in gara.
  E   questo, quindi, lo stato dei fatti. Peraltro, c'è stato anche
 un  ritardo  nel fare partire questi siti, perché in  molti  degli
 stessi  ci  sono  delle difficoltà dovute, ad esempio,  a  vincoli
 archeologici o di altro tipo, per cui la individuazione di  luoghi
 corrispondenti e, comunque, adatti sia all'interno dei  Musei  che
 dei  Parchi  per  potere effettuare e rendere al  pubblico  questi
 servizi, non è delle più facili.
  A  tal  fine,  abbiamo recentemente approvato in Giunta  una  mia
 proposta tendente ad accollare i costi aggiuntivi degli interventi
 sulla  strutturazione dei servizi all'interno dei siti alle  ditte
 che hanno vinto le gare le quali poi si rifaranno, nel corso degli
 anni,  sull'aggio, cioè sulla percentuale che devono versare  alla
 Regione sui biglietti. Ciò per far sì che i servizi partano il più
 rapidamente  possibile: entro questa primavera credo che  tutti  i
 siti  di  competenza  regionale  saranno  forniti,  non  tutti  di
 servizio  di  ristorazione, ma certamente tutti  di  biglietteria,
 certamente  tutti  di  servizio  di  libreria,  di  bookshop,   di
 merchandising, con un minimo di oggettistica legato al sito  e  di
 caffetteria, quindi di ristorazione leggera. In alcuni casi,  dove
 sono previsti, anche i servizi di ristorazione.
  Aggiungo,  inoltre,  che  non  va sottovalutata  la  funzione  di
 trasparenza  relativa  alla gestione privata  della  biglietteria,
 perché   finalmente  (e  già  alcuni  dati  confermano  le  nostre
 previsioni)  vediamo  come  i  biglietti,  quando  sono   staccati
 regolarmente dalle nostre biglietterie, configurano un livello  di
 visitatori dei siti ben più alto rispetto ad alcuni dati ufficiali
 legati al vecchio modo di organizzazione delle biglietterie.
  Su  questo  sono state avviate anche ispezioni per verificare  le
 motivazioni vere di tale tipo di meccanismo.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Capodicasa  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   CAPODICASA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  sono
 particolarmente soddisfatto della risposta fornita  dall'Assessore
 in riferimento alle domande che abbiamo posto. Più soddisfacente è
 stato    a    proposito    della    illustrazione    dell'attività
 dell'Assessorato per quanto concerne l'organizzazione dei  servizi
 aggiuntivi  e  l'intervento  che  esso  sta  mettendo   in   atto.
 L'interpellanza, però, poneva delle domande specifiche riferite al
 Parco archeologico della Valle dei Templi.
  L'illegittimità  che noi ventiliamo a proposito della  emanazione
 del  bando  da  parte dell'Assessorato, non è  riferita,  come  si
 evince dalla risposta, alle procedure adottate per quanto concerne
 la  gara, quanto al fatto che il potere di emanare un bando,  cioè
 di  indire una gara, non compete all assessorato, così come si può
 ricavare dalla legge istitutiva del Parco archeologico della Valle
 dei Templi, ma al Consiglio del Parco.
  Il  Parco  archeologico della valle dei Templi, fra i tanti  beni
 culturali di cui dispone la Sicilia, ha una particolarità: è stato
 costituito  con legge e con legge gli sono state attribuite  delle
 competenze tra le quali anche quella di organizzare i servizi  nel
 Parco   e   di   gestire  il  potere  organizzatorio  e,   quindi,
 concessorio. Questo è dato dalla legge al Consiglio del Parco.
  La  risposta  che dà l'Assessore, cioè che per poter rendere  più
 appetibili siti di minore importanza, è stato necessario accorpare
 in  unico  bando  questi  siti  con  siti  di  maggiore  rilevanza
 turistica  e  culturale,  è una risposta  ragionevole.  Rimane  il
 fatto, però, che cozza con una normativa esistente, che quest'Aula
 ha  approvato con propria legge, e che, quindi, andava  rispettata
 anche da parte dell'Assessorato.
  Per  quanto  attiene,  poi, alla risposta data  su  altri  punti,
 l'Assessore  dichiara  che  non vi  è  alcuna  difformità  tra  la
 previsione  del bando e la convenzione accessoria. Nel momento  in
 cui  noi  abbiamo presentato l'interpellanza le posso  assicurare,
 onorevole   Assessore,  che  nella  convenzione   accessoria,   in
 difformità  del  bando dove si parlava solamente  di  servizio  di
 caffetteria, sottoposta all'approvazione o al parere del Consiglio
 del  Parco, si parlava, invece, di servizio di ristorazione.  Sono
 due   cose   diverse.  Un impresa  può  ritenere   appetibile   la
 partecipazione  ad  una  gara  dove  è  previsto  il  servizio  di
 ristorazione, può ritenere non appetibile partecipare ad una  gara
 dove  è  previsto  solo il servizio di caffetteria,  per  cui  una
 diversa  concessione rispetto al bando non solo è illegittima,  ma
 avrebbe alterato il rapporto tra l'aggiudicatario e l'aggiudicante
 in  modo abbastanza sostanzioso, in un sito dove ogni anno passano
 decine   di   migliaia   di  turisti  che,  peraltro,   hanno   la
 caratteristica   di  essere  turisti  "mordi  e  fuggi",   quindi,
 interessati ad un servizio di ristorazione nel parco. Dunque,  lei
 può   capire  che  fa  differenza  anche  da  un  punto  di  vista
 quantitativo e finanziario.
  Poi  c'è il problema, secondario quanto si vuole, ma che, per  un
 ambito  locale,  può  avere  la sua importanza,  che  non  è  come
 sostiene  l'Assessore il quale dichiara che  tra  le  imprese  che
 hanno  partecipato  al raggruppamento che poi ha  vinto  la  gara,
 avente per capofila la ditta Shop Museo Archeologico non vi  siano
 familiari di personalità eccellenti.
  Onorevole  Assessore,  vi sono cognati di  personalità  di  primo
 piano,  istituzionali della provincia di Agrigento, del  Polo,  di
 Forza  Italia,  di  Assessore  comunali,  alla  provincia.  Questa
 presenza  è  ben evidente all'interno di questo raggruppamento  di
 imprese  che ha come capofila una società iscritta a Bolzano  o  a
 Trento, adesso non so esattamente, ma la gestione concreta,  vera,
 effettiva  sul  territorio della Valle dei  Templi  è  affidata  a
 questa società agrigentina che ha queste parentele eccellenti.
  Non  richiamo questo fatto per fare dello scandalismo  ma  perché
 tutto questo fa un po' il paio con la situazione di Palermo che ha
 suscitato  scandalo  sulla stampa, ma anche  perché  ha  dato  una
 curvatura  di  tipo  clientelare, elettoralistica,  all'assunzione
 che,  ovviamente,  come  afferma l'Assessore,  è  di  strettissima
 competenza della società che ha vinto e che può fare la  selezione
 come  vuole; questo va da sé, ci arrivavamo anche da soli a questa
 conclusione che, però, voleva segnalare un problema che sta più  a
 monte, di cui l'assunzione clientelare è solo la parte terminale.
  Per    quanto    riguarda,   invece,   la   questione    relativa
 all'organizzazione  in  rete di alcuni siti  di  cui  l'Assessore,
 benevolmente, ci ha voluto informare, credo, onorevole  Assessore,
 che  questa sia una corretta impostazione, nel senso che  mi  pare
 giusto che siti minori non scompaiano dalla circuitazione e questo
 può avvenire solo se vengono inseriti in rete, ma devono avere  un
 senso logico dal anche punto di vista culturale.
  Collegare Agrigento con Caltanissetta ritengo che non abbia molto
 senso  dal  punto di vista culturale. Io, il biglietto  unico  tra
 Agrigento e Caltanissetta, non lo comprerei mai, perché,  ancorché
 mi  fosse imposto e lo acquistassi come turista, non visiterei mai
 Caltanissetta, perché Agrigento e la Valle dei Templi fanno  parte
 di  un  altro circuito, che è quello collegato con Selinunte,  con
 Eraclea   Minoa,  con  Gela,  con  tutti  i  siti   di   interesse
 archeologico della Magna Grecia.
  Credo,  quindi,  che,  se  non  vuole  diventare  un'imposizione,
 diciamo  a titolo oneroso di un percorso ai tour operators  ed  ai
 turisti che sono interessati, dobbiamo organizzare le cose in modo
 tale che possano rivestire un interesse culturale specifico.
  Io  faccio il giro della Magna Grecia, allora un biglietto  unico
 che  interessi Eraclea Minoa, Selinunte, Agrigento, Gela, etc.  ha
 un  senso.  Se  poi  da Agrigento mi si porta  a  Caltanissetta  a
 visitare  qualcosa  che è eccentrico rispetto a  questo  interesse
 preminente che io da turista ho, mi pare chiaro che, a quel punto,
 il  biglietto  unico  avrebbe solo il valore  di  prelevare  dalle
 tasche  dei  turisti  qualche euro  in  più  senza  che  ne  venga
 stimolato l'interesse ai cosiddetti siti minori.

   PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione numero 1147   Interventi
 a  tutela di alcuni collaboratori scolastici (personale ATA) della
 provincia di Catania , a firma dell onorevole Villari.
  Per  assenza dall'Aula del firmatario, si intende trasformata  in
 interrogazione con richiesta di risposta scritta.

  Si  passa  all'interrogazione  numero  1153   Iniziative  per  il
 passaggio  alle  dipendenze dello Stato del  personale  scolastico
 attualmente  dipendente  dagli  Enti  locali ,  sempre   a   firma
 dell'onorevole Villari
  Per  assenza dall'Aula del firmatario, si intende trasformata  in
 interrogazione con richiesta di risposta scritta.

  Si   passa  all'interpellanza  numero  109   Valorizzazione   del
 patrimonio   artistico   e  culturale   di   Messina ,   a   firma
 dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:

  <<Al   Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  i  beni
 culturali ed ambientali e la pubblica istruzione, premesso che:

  -  il  9  luglio 2003 a Londra, presso Christie's,  sarà  battuto
 all'asta un dipinto (Madonna con Bambino e sul retro l'Ecce  Homo)
 attribuito, da numerosi critici e storici dell'arte, ad  Antonello
 da Messina;

  -  è  stato  annunciato  il trasferimento, sia  pure  temporaneo,
 presso la Galleria regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, di  un
 importante  dipinto del Caravaggio, facente parte  del  patrimonio
 del Museo regionale di Messina, dov'è permanentemente esposto;

  CONSIDERATO che:

  - l'opera attribuita ad Antonello da Messina viene battuta con un
 prezzo, a base d'asta, di circa un miliardo delle vecchie lire;

  -  il  dipinto  di Antonello da Messina (uno dei massimi  artisti
 siciliani)  costituirebbe un indubbio arricchimento del patrimonio
 artistico dell'Isola;

  -  il  trasferimento  del  Caravaggio  ha  destato  comprensibili
 preoccupazioni  tra  gli  esperti,  gli  operatori   turistici   e
 l'opinione pubblica messinese;

  -  sottrarre alla fruizione pubblica, durante il periodo  estivo,
 il famoso dipinto del Caravaggio potrebbe determinare contraccolpi
 negativi sui flussi turistici legati a motivazioni culturali;

  -  la  contemporaneità dei due avvenimenti ha fatto  emergere  il
 fondato  timore di un disimpegno degli Enti locali e della Regione
 verso  l'incremento e la valorizzazione, anche a  fini  turistici,
 del patrimonio culturale di Messina;

  per conoscere:

  -  se non ritengano di dover compiere, tempestivamente, tutti gli
 atti necessari perché sia acquistato dalla Regione e destinato  al
 Museo  regionale di Messina, il predetto dipinto di  Antonello  da
 Messina;

  -  quanto  tempo  è  previsto debba durare il  trasferimento  del
 Caravaggio  a  Siracusa ed in che modo intendano concretizzare  la
 proclamata promozione del Museo regionale di Messina;

  -    se  non  valutino opportuno promuovere, nel  quadro  di  una
 valorizzazione  del  patrimonio  culturale  siciliano,   superando
 l'inerzia  degli  Enti  locali  messinesi  e  destinando  adeguate
 risorse,  specifiche iniziative di valorizzazione  del  patrimonio
 artistico, culturale e monumentale della città di Messina>>. (109)

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole l onorevole  Assessore  per
 rispondere all'interpellanza.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
 pubblica  istruzione. L interpellanza numero  109,  dell onorevole
 Panarello,  è certamente legata a questioni che, poi,  sono  state
 oggetto     come  risulta dalla cronaca -  di  azioni  di  Governo
 perfettamente in linea e coerenti con l'interpellanza stessa.
  Potrei,  quindi, anche non rispondere da questo punto  di  vista.
 Però,  voglio  sottolineare  un dato  relativo  alla  prima  parte
 dell'interpellanza e cioè quando l'onorevole Panarello ritiene  di
 dovere  sottolineare come ci sia stata, da parte dell'Assessorato,
 un  errore  nel  trasferire un importantissimo  quadro  del  Museo
 regionale di Messina presso il Palazzo Bellomo di Siracusa dove  è
 custodito  un  altro  Caravaggio di proprietà dell'Amministrazione
 regionale per adibire una mostra che è durata all'incirca un mese.
  Credo  che, da parte dell'onorevole Panarello, di cui conosco  la
 sensibilità  culturale,  ci sia l'assoluta  buona  fede  nel  dare
 questo tipo di indicazione, ma anche lui si rende conto di come le
 nostre  opere,  molto  spesso, girino  anche  per  mesi  in  musei
 internazionali. E se un grande evento culturale - perché in quella
 fase a Siracusa si svolgeva una grande manifestazione culturale  -
 ha  potuto far conoscere ad altre persone, non soltanto il quadro,
 ma  anche  il  luogo  dove  il quadro è custodito,  abbiamo  fatto
 semplicemente  un'operazione di promozione  culturale  verso  quel
 Caravaggio  e  verso  quel museo. Era scritto  a  chiare  lettere,
 infatti,  che questo quadro, così come adesso è tornato ad  essere
 custodito, era custodito presso il Museo regionale di Messina che,
 dal  punto  di  vista storico dell'arte, certamente,  senza  nulla
 togliere  all'Abatellis e al Bellomo, è il  più  importante  museo
 regionale della nostra Isola.
  Io  dico, anzi, che da parte dell'onorevole Panarello questo tipo
 di  sottolineatura  è  stata uno stimolo ad  un  confronto,  anche
 rispetto  ad  alcune tematiche. Altre interpellanze,  rispetto  al
 tema,  sono  state  più  discutibili anche perché  provenivano  da
 soggetti che non sapevano non soltanto che il Caravaggio esistesse
 a  Messina  ma,  probabilmente, non  sapevano  neanche  chi  fosse
 Caravaggio  e,  quindi, erano mossi certamente da  finalità  molto
 diverse da quelle del collega Panarello.
  Per quanto riguarda, invece, lo stimolo relativo all'Antonello da
 Messina  battuto  recentemente all'asta dalla Christie's,  in  cui
 Panarello  per  primo  indicò  all'Assessorato  la  necessità   di
 interessarci   a   questa  operazione,  devo   dire   con   grande
 soddisfazione,  penso da parte di tutti, che questa  operazione  è
 stata portata a compimento, che abbiamo acquistato l'Antonello  da
 Messina, che nei prossimi giorni, lunedì o martedì, l'Antonello da
 Messina sarà prelevato appunto presso la Christie's di Londra  per
 essere  riportato  a  Messina dove in data 17 novembre,  alle  ore
 11.00,  al  Museo regionale di Messina, dove il quadro  ovviamente
 resterà, sarà presentato alla stampa e alle autorità.
  E'  un'acquisizione straordinariamente importante per due motivi:
 il  primo  per motivi oggettivi; si tratta dell'ultimo  Antonello
 sul  mercato, non esisterà mai più la possibilità di acquisire  un
 Antonello  da  Messina  sul  mercato  internazionale  e  anche  la
 esiguità  rispetto  al  valore enorme  dell'opera  con  cui  siamo
 riusciti  ad  attribuircelo fa parte di questa  soddisfazione.  Il
 secondo   motivo   è   che  si  tratta  di   una   operazione   in
 controtendenza,  al  fine  di  arricchire  il  nostro   patrimonio
 culturale  e  ad  arricchirlo di un quadro che  rappresenterà  per
 Messina e per la Sicilia un ulteriore motivo di attrazione;  anche
 perché   quel   museo   è  sottoposto  ad  importante   opera   di
 ristrutturazione - la gara è stata già aggiudicata - che darà  una
 nobiltà  di  contenitore, adeguato e proporzionale  all'importanza
 delle opere che in quel museo sono raccolte.
  Quindi,  ovviamente,  rassicurandola  di  fatto  sul  Caravaggio,
 perché è già tornato a casa e sul fatto che l'Antonello da Messina
 non  solo è stato acquistato ma tornerà a Messina il 17, credo  di
 potere  rassicurare  da  tutte  e due  le  angolature  l'onorevole
 Panarello  che, comunque, ringrazio per la sua consueta attenzione
 ai fatti legati alla cultura.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Panarello  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   PANARELLO   Signor Presidente, onorevole Assessore, naturalmente
 sono  soddisfatto  della risposta anche perché esibisce  un  fatto
 incontrovertibile:   si  è  acquisito  al   patrimonio   culturale
 siciliano  un'importante opera d'arte e bisogna, in  questo  caso,
 dare  atto  all'Assessore Granata di una  grande  sensibilità.  Mi
 preme  sottolineare  che, nel momento in cui  si  è  attenti  alla
 necessità  di  salvaguardare,  valorizzare  e,  in  questo   caso,
 incrementare il patrimonio culturale si trovano anche le forme,  i
 modi  per  superare lentezze e difficoltà burocratiche ed  essere,
 addirittura,  in grado di competere in un'asta internazionale  per
 l'acquisizione di un quadro.
  Per  quanto  riguarda la questione del Caravaggio,  all'Assessore
 non  sarà sfuggito che, in quel momento, si era determinata  nella
 città  di  Messina una situazione singolare, cioè non c'era  stata
 una  risposta  adeguata, anche perché l'Assessore  non  era  stato
 sollecitamente   interpellato,  rispetto  a  questa   opportunità,
 dell'acquisto del quadro di Antonello da Messina.
    Si  era enfatizzato il trasporto del quadro del Caravaggio che,
 certamente, non può essere un patrimonio comunale, per  consentire
 un evento importante in un'altra città.
  Io   ho  raccolto  solo  -  ma  ero  certo  dell'attenzione   che
 l'assessore  e l'amministrazione mettevano in questo  senso  -  un
 problema  di  attenzione  all'opera,  ma  volevo  rappresentare  e
 sottolineare che c'è un problema per quanto riguarda la città e la
 provincia  di Messina, che discende da una disattenzione,  da  una
 mancanza di strategie di cui si devono fare carico gli Enti locali
 che  non  assumono  a sufficienza l'obiettivo  di  valorizzare  in
 maniera  adeguata  il  patrimonio di cui dispone  la  città  e  la
 provincia di Messina.
  In  questo  senso, il Museo regionale di Messina  può  essere  un
 riferimento   importante,  ha  bisogno  di  essere   adeguatamente
 sostenuto  e  valorizzato, non solo completandolo per gli  aspetti
 strutturali ma costruendo attorno ad importanti opere che lì  sono
 presenti  -  dal  Caravaggio, ad Antonello da  Messina,  ad  altre
 importanti espressioni artistiche - una politica che solleciti  la
 fruizione ed anche la valorizzazione di questa struttura per  fare
 in  modo che il patrimonio culturale siciliano sia occasione anche
 di un turismo culturale i cui flussi sono sempre più consistenti e
 che  noi  possiamo  attrarre  sempre  più  se  c'è  una  strategia
 regionale  che  metta  assieme  ed in  sinergia  tutte  le  realtà
 siciliane.

  PRESIDENTE.  Si passa alla interrogazione numero 1215 "Interventi
 per  impedire la realizzazione di un progetto di completamento del
 porto  turistico  di  Presidiana a Cefalù" a firma  dell'onorevole
 Giannopolo. Ne do lettura:

  <<Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali
 ed ambientali e per la pubblica istruzione, e all'Assessore per il
 territorio e l'ambiente, premesso che:

  -  a  Cefalù  la  Kalura o Caldura è uno dei pochi luoghi,  forse
 l'unico, che tutto sommato è cambiato poco negli ultimi vent'anni;

  - il resto del territorio, e soprattutto della costa attorno alla
 Rocca,  è stato teatro di impietosi interventi che hanno stravolto
 l'ambiente e il paesaggio;

  rilevato che:

  -  l'unica  cosa che è mutata è la trasparenza, il  colore  e  la
 limpidezza  del mare, da quando è stato costruito nell'incantevole
 golfo, il porto di Presidiana;

  -  il  28 maggio scorso è apparso sui giornali un avviso pubblico
 dell'Amministrazione comunale di Cefalù che  annunciava  di  voler
 realizzare,  mediante Project Financing, 'opere per  la  messa  in
 sicurezza  e completamento delle infrastrutture a mare e  a  terra
 del  porto turistico di Presidiana, atte a realizzare servizi  per
 un'utenza di circa 650 posti barca';

  -  l'Amministrazione comunale annuncia di possedere un  'progetto
 preliminare  suscettibile di integrazioni e miglioramenti',  e  le
 proposte sarebbero dovute pervenire entro il 30 giugno;

  -  il progetto dell'Amministrazione comunale di Cefalù prevede la
 realizzazione  di  una diga che 'chiuderà'  il  golfo,  lunga  350
 metri,  con una base a fondo di 17.500 mq circa, realizzata  tutta
 in cemento e in blocchi di 28 tonnellate ciascuno;

  -  tale diga, secondo il progetto depositato in Comune, si alzerà
 dal  livello del mare di oltre 5 metri, mentre pare che ci sia  un
 orientamento  della  Soprintendenza che la farebbe  diventare  una
 diga soffolta, vale a dire sott'acqua;

  considerato che:

  -  in  entrambi i casi, il golfo diventerebbe uno stagno  per  lo
 stravolgimento  delle  correnti  e  con  il  divieto  assoluto  di
 balneazione previsto per legge, essendo tutto il golfo trasformato
 in area di porto;

  -  il  danno  per  la  collettività e per  le  numerose  attività
 imprenditoriali   che   si   affacciano   sulla   Kalura   sarebbe
 incalcolabile;

  rilevato  che, inoltre, una colata di cemento coprirebbe  sia  le
 aree  a terra del porto sia una parte dello specchio d'acqua,  con
 la  realizzazione  di  circa 40 mila mq di  opere,  per  piazzali,
 banchine e strutture di servizio;

  considerato  che,  se  mai si realizzasse questo  sconsiderato  e
 faraonico  progetto,  la  Kalura sarà  stravolta  totalmente,  non
 esisterà   più,   con  l'ambiente  e  il  paesaggio  completamente
 sfigurati, con la cementificazione e la distruzione di  uno  degli
 ultimi angoli di paradiso che, ancora oggi, il mondo ci invidia;

  per sapere:

  -  se  il progetto presentato abbia tutti i pareri necessari,  da
 quello  della  Soprintendenza ai beni culturali e ambientali  alla
 V.I.A. del Ministero per l'ambiente per la tipologia di porto;

  -  se  i  lavori da realizzare saranno compatibili con i  diversi
 importanti reperti di archeologia subacquea presenti nel golfo;

  -  se  il  Consiglio comunale di Cefalù sia stato preliminarmente
 coinvolto, essendo questo progetto una variante urbanistica  e  un
 vero e proprio Piano regolatore portuale;

  -   se  esista  la  certificazione  urbanistica  dell'Assessorato
 regionale territorio e ambiente;

  -  se  non  ritengano  che siano pochi 33  giorni  di  tempo  per
 permettere  ai  privati di presentare proposte  serie  di  Project
 Financing  con un investimento finanziario di oltre 20 milioni  di
 euro;

  -  visto  che il porto diventerà solo turistico e gestito  da  un
 privato,  che fine farà la flotta peschereccia che, finora,  si  è
 appoggiata a Presidiana e che coinvolge oltre quaranta famiglie  e
 occupa una settantina di addetti;

  - se, alla luce delle considerazioni sopra esposte, non intendano
 intervenire,   con   la  massima  urgenza,  per   fermare   questo
 sconsiderato  e  sconcertante  progetto  di  cementificazione  del
 territorio e del paesaggio>>. (1215)

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
 all'interrogazione.

   GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
 pubblica istruzione. In riferimento alla interrogazione numero1215
 dell onorevole Giannopolo, si comunica che questo Assessorato,  al
 fine  di  definire  ed  approfondire  tutti  i  complessi  aspetti
 relativi al porto in oggetto, ha indetto una conferenza di servizi
 entro  il mese corrente per meglio specificare ed approfondire  il
 progetto  stesso sia nei materiali utilizzati sia nell'entità  del
 progetto.
  Faccio  riserva,  quindi,  di offrire  successivamente  a  questa
 conferenza  dei  servizi, anche per via scritta, gli  elementi  in
 risposta  all'interrogazione, rassicurando l'onorevole  Giannopolo
 di una oggettiva, grande attenzione dell'Assessorato regionale per
 i  beni culturali relativamente ai temi legati al paesaggio,  come
 considerazione  convinta  che  il  paesaggio  è  in  sé  un   bene
 culturale;  da  questo  derivano tutta una  serie  di  conseguenze
 relativamente  ad  una politica di salvaguardia del  territorio  e
 anche  un  invito  forte, rivolto proprio in  questi  giorni  alle
 Soprintendenze, affinché predispongano luogo per luogo,  provincia
 per  provincia, dei piani paesistici che siano definitivi, in modo
 tale  che,  da  una  parte, si capisca ciò che va  preservato,  va
 vincolato  e  quali  sono  gli  elementi  culturali,  compreso  il
 paesaggio,  che sono inattaccabili e, dall'altro,  si  possa  dare
 certezza di diritto agli enti ed ai privati che vogliono investire
 in servizi, in insediamenti turistici, in strutture.
  Bisogna sapere, prima, con quali regole si gioca. Purtroppo, devo
 rilevare che, molto spesso, c'è stato un ritardo rispetto a questa
 esigenza    e    questo   ritardo,   attraverso    una    generale
 riorganizzazione   del   metodo   di   apposizione   dei   vincoli
 paesaggistici,   sarà   certamente  razionalizzato.   Il   vincolo
 paesaggistico,  così  come concepito dall'articolo  5  del  nostro
 ordinamento, è un vincolo di emergenza che risolve, che tampona un
 problema,  ma  non  è  un'operazione strategica.  La  strategia  è
 legata,  soprattutto,  all'individuazione di  piani  paesaggistici
 dove  si sappia, dapprima, cosa si può e cosa non si può fare,  in
 modo tale che, poi, progettisti, sindaci, amministratori o privati
 non  abbiano l'alibi solito, ricorrente in Sicilia, spesse  volte,
 dei  cosiddetti   soldi  che si perdono  se  non  si  riesce  e  a
 realizzare l'opera .
  Su  questa  linea     credo - abbiamo dato una  dimostrazione  di
 grande  rigore, e anche per quanto riguarda Cefalù.  Cefalù  e  la
 Sicilia  hanno  il diritto di avere un approdo turistico  che  sia
 coerente  rispetto  al  grande  valore  paesaggistico  che  Cefalù
 contiene.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   GIANNOPOLO   Signor Presidente, prendo atto delle  dichiarazioni
 che  ho  ascoltato,  ma l'assessore Granata aveva  avuto  modo  di
 esternare nei giorni scorsi la sua opinione circa il fatto che  su
 Cefalù  bisogna  essere  più cauti nel realizzare  interventi  sul
 territorio  che  rischiano di alterarlo irreversibilmente;  prendo
 atto  del  fatto  che  l'Assessore ha indetto  una  conferenza  di
 servizi dove immagino, presumo ci sarà anche la Soprintendenza.
  Io  chiedo  nell'interrogazione che ci sia anche la verifica  del
 parere  e  delle autorizzazioni che deve rilasciare  l'Assessorato
 regionale  al  territorio e all'ambiente,  quindi,  vorrei  che  a
 questa  conferenza  dei servizi fosse invitato  anche  quest'altro
 ramo dell'Amministrazione regionale.
  Tuttavia,   vorrei   esplicitare   ancora   di   più,   non   per
 drammatizzare, non per enfatizzare una questione che  va  trattata
 per  quello  che  è,  che  va ricondotta sicuramente  a  un  fatto
 amministrativo che deve, comunque, segnare il rispetto delle leggi
 e delle regole.
  L'opera  che si intende realizzare - poi dirò anche sul  fatto  e
 sull'opportunità che a Cefalù possa realizzarsi un porto turistico
 -  determina un impatto ambientale estremamente negativo per  quel
 lembo  di territorio che vorrei precisare è di estrema delicatezza
 oltre che di estrema bellezza: il porto di Presidiana.
  Vero è che bisognava - quarant'anni fa, quando si cominciarono  a
 costruire le prime opere che davano l'idea di un porto -  impedire
 fin  da  allora  che  fosse localizzato  lì  il  porto;  tuttavia,
 l errore  di  quarant'anni  fa non può  costituire  l'alibi  o  il
 preteso per continuare nell'errore.
  Vorrei  dire che il porto di Presidiana nasce su un'area che  ha,
 intanto,  un'emergenza importante sul piano geologico: lì emergono
 le  sorgenti sotto il mare di Presidiana, che drenano, trasportano
 tutta l'acqua che deriva da Piano Battaglia e da Piano Zucchi.  E'
 stata fatta un'indagine attraverso un tracciamento isotopico ed  è
 stato  visto  che  dopo  quattordici anni il tracciante  isotopico
 messo  a  Piano  Battaglia  è  stato  rilevato  alle  sorgenti  di
 Presidiana. Quindi, punto primo: c'è un fatto naturale  di  grande
 rilevanza.
  Sono  state  rinvenute  delle emergenze archeologiche  subacquee,
 altro  fatto  di grande rilevanza. Immediatamente  a  sud-est  del
 porto  di Presidiana c'è il promontorio della Calura, che è  stato
 riconosciuto  come  uno dei cinque posti più  affascinanti  e  più
 belli  del  Mediterraneo. Il promontorio  della  Calura  ha  avuto
 l'onore della copertina della rivista Time.
  Poi  abbiamo, a nord-ovest la Rocca di Cefalù, che è stata  tanto
 decantata anche da Goethe nel suo viaggio in Sicilia. Questa opera
 che  si vuole realizzare è lunga 350 metri, non è il prolungamento
 della  diga  Foranea, ma è un'opera ancora più arretrata  rispetto
 alla  battigia, un'opera lunga 350 metri che si alza  dal  livello
 del  mare di 5 metri; noi dobbiamo immaginare questa grande stecca
 di cemento che si alza 5 metri in mezzo al mare, non agganciata  a
 nessuna  parte e che è di 17.500 metri quadri, considerando  tutto
 quanto il corpo cementizio.
  Quest'opera,  alla  fine, determinerà che la parte  di  mare  che
 arriva  fino alla battigia sarà una specie di acquitrino.  Non  ci
 sarà più la protezione dai venti e dalle correnti ma semplicemente
 una  specie  di palude, una specie di acquitrino, con gli  effetti
 che  questo  determina in termini ambientali e di vita  del  mare.
 Poi,  la realizzazione a terra di una banchina di 40 metri  quadri
 di  cemento, una colata di cemento di 40 mila metri quadri,  tutto
 questo a fronte di un porto turistico che dovrebbe servire sì e no
 650 posti barca.
  Quindi, noi stiamo parlando di un porticciolo turistico,  non  di
 un  porto  turistico  che  si può candidare  ad  essere  punto  di
 riferimento di tutti gli utenti che navigano sul Mar Tirreno o sui
 mari   vicini,  sullo  Ionio,  e  così  via  dicendo;  quindi   un
 porticciolo  di 650 posti barca. Io non so chi andrà a  realizzare
 tutto  questo se troverà conveniente sul piano del rapporto costi-
 benefici, poiché sono opere in project-financing, gestire un'opera
 che  necessita di investimenti notevoli, a fronte di utili che  mi
 sembrano abbastanza irrilevanti.
  Ma la questione che io voglio qui anche dire all'Assessore - ed è
 un  problema che bisogna in qualche modo risolvere - sta accadendo
 con  i  PRUSST,  sta accadendo anche con molte di queste  opere  a
 projetc-financing,  di realizzazione di porti turistici,  per  cui
 sui progetti preliminari, che ancorché siano redatti da consulenti
 del  Ministero  dell'ambiente non li abilita a ritenere  che  quei
 progetti  preliminari  non debbano siano  oro  colato .  Anzi,  in
 questo caso, si tratterebbe di  cemento colato .
  Non  abilita  questi progetti preliminari -  o chi  li  fa  -   a
 ritenere  che  non  debbano essere preventivamente  sottoposti  al
 parere    delle  autorità  competenti.  Perché,  veda,   onorevole
 Assessore,  sta accadendo che si fanno i progetti preliminari,  si
 individua l impresa che deve realizzare tali progetti e l opera; e
 poi,   in  un  momento  successivo,  si  chiedono  i  pareri  alla
 Soprintendenza, all Assessorato Territorio e via di  seguito,  con
 l effetto  di  avere determinato l individuazione di  imprese,  di
 interessi  economici  che premono poi sulle Soprintendenze,  sugli
 enti  che  devono  esprimere tali pareri, con effetti  sicuramente
 negativi, sia per l impresa sia il soggetto che deve rilasciare il
 parere.
  Allora,  questa è una questione che va risolta. Si  è  verificata
 con i PRUSST, perché si è detto che, andando in deroga, in Sicilia
 si è sviluppato di tutto e di più.
  Tutto  ciò che nel corso di tanti anni non ha trovato posto nella
 realizzazione  da  parte di questa Regione e degli  enti  ad  essa
 sottoposti al controllo e vigilanza, tutto ciò che non ha  trovato
 posto-  perché  era impresentabile -  adesso si sta  ripresentando
 con la storia dei PRUSST.
  E'  la  stessa  storia  Onorevole Assessore, lei  giustamente  si
 batte  contro  la  sanatoria edilizia nazionale, si  batte  contro
 l'assalto  al  territorio.  Occorre  che  di  tali  questioni   il
 Parlamento discuta, che il Governo venga a riferire su ciò che sta
 accadendo  nel territorio siciliano anche attraverso gli strumenti
 dei PRUSST, ed altri strumenti.
    La  vicenda di Cefalù non riguarderà solo Cefalù. Nei  prossimi
 mesi  vedremo  che tante altre località, perché i porti  si  fanno
 sulle  località  marittime,  ed il più  delle  volte  le  località
 marittime sono località turistiche che vanno salvaguardate. Noi ne
 vedremo delle belle. E allora sarà importante che questo......

   PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo, per sua informazione, siamo  a
 dieci minuti, sui cinque concessi.

   GIANNOPOLO  Signor Presidente, la ringrazio per la pazienza.

   PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione numero 1218 "Chiarimenti
 riguardanti il parere rilasciato dalla Sovrintendenza  di  Messina
 sulla   costruzione  del  Ponte  sullo  Stretto',   dell'onorevole
 Miccichè.

  Ne do lettura:

   Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
 ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

  - compito della Soprintendenza è salvaguardare i beni
  culturali e ambientali della Regione;

  -  l'impatto  del  Ponte  sull'area dello Stretto,  in  un'ottica
 paesaggistica, non può che configurarsi come elemento fuori scala,
 privo  di  rapporti  armonici  con  il  territorio,  date  le  sue
 componenti  dimensionali,  sia in elevato  con  le  torri  che  in
 orizzontale con i cavi e l'impalcato;

  -  anche  un eventuale tentativo di migliorare le caratteristiche
 architettoniche   del   manufatto,   attraverso   interventi    di
 riprogettazione, apparirebbe velleitario e insignificante rispetto
 alle dimensioni ciclopiche imposte dall'orografia dei luoghi;

  per sapere:

  -  perché  nel  parere della Soprintendenza di  Messina  è  stato
 sottaciuto  che, laddove nel progetto preliminare poggiano  i  due
 piloni  da 380 metri del ponte e dove cadono le pile del  viadotto
 che  lo  collega  alle  colline sovrastanti,  esiste  una  riserva
 naturale  orientata,  detta 'Laguna del  Peloro'  istituita  dalla
 stessa Regione;

  -  perché  la  Soprintendenza di Messina, nonostante  il  rischio
 scorto  dalla  Commissione  speciale del  Ministero  dell'ambiente
 (nello  stesso  progetto preliminare), di prosciugamento  dei  due
 laghi  della  'Laguna Peloro' (che si ricorda essere  un  sito  di
 importanza  comunitaria  in  quanto  zona  umida  protetta   dalle
 convenzioni  internazionali), non  ha  -  nel  parere  espresso  -
 attivato  la  sua  opposizione al progetto di  difesa  del  nostro
 patrimonio ambientale;

  -  se  l'Assessore al ramo non intenda valutare l'opportunità  di
 far rivedere alla Soprintendenza di Messina il parere sul progetto
 preliminare del Ponte, richiamandola ad attenersi strettamente  ai
 doveri  d'ufficio  e  ai  suoi compiti di  difesa  del  territorio
 siciliano  (1218).

  Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   GRANATA   assessore  per i beni culturali  ed  ambientali  e  la
 pubblica  istruzione. Signor Presidente, ho difficoltà a dire  che
 chiedo  il  rinvio dello svolgimento di questo atto ispettivo.  Si
 tratta   di  un  parere  che  l'Assessorato  regionale  dei   beni
 culturali, ed io personalmente, attendiamo con impazienza e, però,
 non è ancora arrivato.
   Per questo motivo non posso dare una risposta all interrogazione
 dell'onorevole Miccichè. Mi riprometto di farlo in forma  scritta,
 oppure   nella   prossima  seduta,  dedicata  alla  rubrica   Beni
 culturali.
  E   un  parere  che,  essendo  dato da  un  organismo  periferico
 dell'Assessorato,  dalla Soprintendenza,  ovviamente  deve  essere
 dalla stessa motivato. Non mi hanno trasmesso la copia, quindi non
 posso relazionare su un oggetto che non conosco.

   PRESIDENTE  Se ne prende atto, onorevole Assessore.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Su cosa, onorevole Miccichè?

   MICCICHE'  Sull'argomento.

   PRESIDENTE   No,  la risposta dell'Assessore  non  c'è.  Lei  ha
 diritto   di  replica  soltanto  per  dichiararsi  soddisfatto   o
 insoddisfatto della risposta.

   MICCICHE'    Signor  Presidente,  chiedo  soltanto,  considerata
 l importanza dell argomento, che l interrogazione venga svolta  il
 più presto possibile.

  PRESIDENTE.   Onorevole  Miccichè,  è  disposto   a   trasformare
 l interrogazione  in  interrogazione  con richiesta   di  risposta
 scritta?

   MICCICHÈ  No, signor Presidente.

   PRESIDENTE   In questo caso, onorevole Miccichè, ne  riparleremo
 in una prossima seduta.
  Onorevole  colleghi, la seduta è rinviata a  giovedì  6  novembre
 2003, alle ore 11,00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I  -     COMUNICAZIONI.

 II  -    LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
 LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
        N.  245     Ripristino  dei  fondi  necessari  in  ordine
        all assistenza farmaceutica convenzionata per i  mesi  di
        ottobre, novembre e dicembre 2003.
        Papania, Ortisi, Galletti, Manzullo, Spampinato.

        (28.10.2003)

       III  -   SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
        REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA    Industria   (V. allegato)

       IV  -    DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Norme finanziarie urgenti e variazioni al  bilancio della
          Regione per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
          materia di organizzazione amministrativa  (n. 699);

       2)   Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
          legge regionale 20 giugno 1997, n. 19  (n. 702/A)

                 Relatore: on. Leanza Edoardo.

       V  -     VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)    Variazioni  al  bilancio della  Regione  ed  al  bilancio
      dell Azienda delle foreste demaniali della Regione    siciliana
      per l anno finanziario  2003   Assestamento  (n. 654/A)

   2)   Approvazione del  rendiconto generale dell Amministrazione
      della  Regione  e dell Azienda delle foreste  demaniali  per
      l esercizio finanziario 2000  (n. 342/A)

   3)   Approvazione del rendiconto generale  dell Amministrazione
      della  Regione  e dell Azienda delle foreste  demaniali  per
      l esercizio finanziario 1999  (n. 436/A)

   4)   Approvazione del rendiconto  generale dell Amministrazione
      della  Regione  e dell Azienda delle foreste  demaniali  per
      l esercizio finanziario 2001  (n. 629/A)

   5)    Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della  Regione  e dell Azienda  delle foreste demaniali  per
      l esercizio finanziario 2002  (n. 655/A)

                  La seduta è tolta alle ore 12,36.

      Licenziato dal Servizio dei Lavori d Aula alle ore 15.30.