Presidenza del presidente Lo Porto
SBONA segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per l agricoltura:
N. 1064 - Provvedimenti circa il mancato inserimento di
alcuni dipendenti del Consorzio agrario di Enna, nell'area
speciale ad esaurimento istituita nella Resais S.p.A.,
dell onorevole Tumino.
da parte dell'Assessore per il bilancio:
N. 958 - Notizie in ordine alla regolarità della gestione
dell'Istituto dei ciechi 'Florio e Salamone' di Palermo,
degli onorevoli Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio;
Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara
Andrea
N. 1176 - Iniziative per garantire l'erogazione dei fondi
regionali e statali agli enti locali, dell onorevole Zago
da parte dell'Assessore per la sanità:
N. 611 - Interventi urgenti per fronteggiare la grave
situazione economica in cui versano le imprese siciliane che
prestano agli enti sanitari della Sicilia assistenza tecnica
in regime di esclusività, degli onorevoli Borzacchelli
Antonio; Savona Riccardo; Fratello Onofrio; Franchina
Giuseppe.
N. 688 - Interventi per garantire la piena funzionalità
dell'Ospedale di Termini Imprese, dell onorevole Cracolici.
N. 780 - Notizie in ordine al funzionamento dello SVES
118, degli onorevoli Borzacchelli Antonio; Savona Riccardo.
N. 880 - Informazioni circa la delibera 2347/02 dell'AUSL
n. 6 di Palermo, in materia di revoca di commissioni di
concorso, dell onorevole Antinoro.
N. 906 - Interventi per garantire la funzionalità del
Reparto di Pediatria dell'ospedale di Alcamo (TP),
dell onorevole Papania.
N. 929 - Iniziative per porre rimedio alla grave
esposizione debitoria delle strutture sanitarie pubbliche
della Sicilia, dell onorevole De Benedictis.
N. 1057 - Interventi a favore dell'associazione di
assistenza ai tossicodipendenti 'Casa Famiglia Rosetta',
dell onorevole Speziale
N. 1061 - Iniziative per dotare l'ospedale San Vito Santo
Spirito di Alcamo (TP) della T.A.C., dell onorevole Oddo.
N. 1062 - Provvedimenti per ridurre i tempi di attesa per
poter effettuare l'esame 'Doppler' presso l'Azienda
ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani, dell onorevole Oddo.
N. 1082 - Liquidazione delle spettanze agli operatori del
servizio ADI dell'ASL di Agrigento, dell onorevole Sanzeri.
N. 1110 - Salvaguardia dell'ospedale 'Vittorio Emanuele'
di Salemi (TP), dell onorevole Oddo.
N. 1158 - Provvedimenti nei confronti dell'AIAS di
Acireale, dell onorevole Villari.
da parte dell'Assessore per il territorio
N. 474 - Verifica dell'operato del Comune di Custonaci circa
l'ampliamento della zona artigianale, dell onorevole Oddo.
N. 781 - Iniziative per garantire la pubblica fruizione del
faro di Punta Libeccio di Marettimo (TP), dell onorevole Oddo.
N. 813 - Iniziative per una corretta pianificazione
urbanistica del territorio di Castellammare del Golfo (TP),
dell onorevole Oddo.
N. 821 - Ritiro del nulla osta rilasciato dall'Assessorato
territorio per la realizzazione di un edificio in zona di
interesse paesaggistico a Taormina, dell onorevole Speziale.
N. 854 - Interventi per sbloccare l'attuazione del Contratto
d'area di Messina, dell onorevole Panarello.
N. 1002 - Notizie circa le misure adottate per lo studio
delle cause dell'elevata incidenza di tumori e di
malformazioni congenite nella popolazione dell'area di Augusta-
Melilli-Priolo, dell onorevole De Bsnedictis.
N. 1008 - Notizie circa il rinnovo delle concessioni per
l'attività estrattiva della pietra pomice nell'Isola di
Lipari, dell onorevole Panarello.
N. 1009 - Notizie circa le Riserve naturali orientate
istituite nelle Isole Eolie, dell onorevole Panarello.
N. 1052 - Notizie circa le contestazioni di legittimità
relative al Piano regolatore generale delle isole Egadi,
dell onorevole Papania.
N. 1085 - Provvedimenti circa l'adozione del Piano
regolatore generale da parte del Comune di Carini (PA),
dell onorevole Cracolici.
Avverto che le risposte scritte testè annunziate saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Istituzione delle federazioni regionali degli ordini e dei
collegi delle professioni sanitarie (n. 707)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dall onorevole Lo Giudice Vincenzo in data 28
ottobre 2003
- Istituzione del salario sociale (n. 708)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 30
ottobre
- Norme a tutela della sicurezza nelle suole di ogni ordine e
grado, pubbliche e private, e istituzione del fascicolo del
fabbricato scolastico (n. 709)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dall onorevole Zago in data 31 ottobre 2003
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è
stato riassegnato alla competente Commissione legislativa
Attività Produttive (III).
- Norme per la determinazione del canone di concessione di
acque termali (n. 658)
- d iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 28 ottobre 2003
-
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico il seguente parere reso dalla
competente Commissione legislativa Affari Istituzionali (I)
in data 28 ottobre 2003.
- Bilancio finale di liquidazione AZASI (n. 201/III)
- reso in data 28 ottobre 2003
- trasmesso in data 29 ottobre 2003
-
Comunicazione delle assenze e delle sostituzioni alle riunioni
della IV Commissione
PRESIDENTE Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni della Commissione legislativa Ambiente e Territorio
(IV) del giorno 28 ottobre 2003:
Assenze
Riunione del 28.10.2003: Confalone, Guerrieri, Infurna,
Maurici, Sbona, Vicari.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1384 - Mancata erogazione dei pagamenti agli specialisti
convenzionati con l'Azienda USL di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1386 - Notizie circa la nomina del comitato esecutivo
dell'Azienda autonoma provinciale per l'incremento
turistico (AAPIT) di Ragusa.
- Assessore Turismo
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1387 - Ripristino delle condizioni di legalità presso il
Consiglio comunale di Maletto (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1388 - Provvedimenti riguardanti l'amministrazione del
Commissario straordinario dr Carmelo Alfano, presso
l'Opera Pia Rizza-Rosso di Chiaramonte Gulfi (RG).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1389 - Avvio delle procedure (ex l.r. n. 22 del 1986) per
l'estinzione dell'IPAB Pignatelli-Gulì di Palermo e
conseguente trasferimento del personale e dei beni al
Comune.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1390 Notizie sulla situazione dell Ente Fiera del
Mediterraneo di Palermo.
Assessore Cooperazione
Firmatari: Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
all ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione
con richiesta di risposta scritta:
N. 1385 - Interventi per rendere effettivo il diritto ai
mutui agevolati per l'acquisto della prima unità abitativa
(art. 137 della l.r. n. 25 del 1993).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Tumino Carmelo
L interrogazione ora annunziata è stata già inviata al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 134 - Iniziative per fronteggiare l'epidemia di
'Tristezza' (citrus tristezza virus-CTV) che ha colpito le
coltivazioni agrumicole siciliane)
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
N. 135 - Notizie sul commissariamento dell'Ente Autonomo
Porto di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Formica Santi
N. 136 - Notizie circa i risultati della Convenzione
stipulata con l'Agenzia del Demanio per la riscossione dei
proventi derivanti dall'occupazione di beni demaniali e
notizie circa l'opportunità di una rescissione della
stessa.
- Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca
Trascorsi tre giorni dall odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all ordine del giorno
per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che in data 28 ottobre 2003 è stata
presentata la seguente mozione:
N. 245 - Ripristino dei fondi necessari in ordine
all'assistenza farmaceutica convenzionata per i mesi di
ottobre, novembre e dicembre 2003, degli onorevoli Papania
Antonino; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe; Manzullo
Giovanni; Spampinato Giuseppe.
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 28 ottobre 2003,
pervenuta al Servizio Lavori d'Aula il 29 ottobre successivo,
l'onorevole Zangara ha chiesto di apporre la propria firma
all'interrogazione a risposta orale numero 1383 "Ripristino della
funzionalità del Consiglio comunale di S. Flavia", a firma
dell'onorevole Cracolici.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni numero 243 "Non
realizzazione in contrada Torre Inchiapparo di Mazara del Vallo
(TP) della distilleria richiesta dalla ditta Bertolino", a firma
degli onorevoli Oddo, Speziale ed altri e numero 244 "Interventi
per la realizzazione di 'Casa Sicilia' in Svizzera", a firma degli
onorevoli Raiti, Ferro, Miccichè, Morinello, Orlando.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che la tutela del patrimonio ambientale è un diritto
inalienabile di ogni comunità che intende salvaguardare le
prospettive di sviluppo del territorio e la definizione di un
progetto di rilancio eco-compatibile delle opportunità
occupazionali e di crescita economica;
considerato che la realizzazione di una distilleria nell'ambito
territoriale di Mazara del Vallo, in località Torre Inchiapparo,
si pone in netta contraddizione con la difesa dello stato dei
luoghi, che presenta un Bacino idrogeologico esteso su una
superficie di circa 160 km e comprendente gli abitanti di
Petrosino, Marsala e Campobello di Mazara (TP);
osservato che il bacino idrogeologico è sede di un acquifero
costiero, il cui regime idrodinamico ha subìto una modifica dei
flussi idrici sotterranei, a causa dei prelievi eccessivi, tale da
creare un impatto negativo sugli equilibri naturali, causando la
scomparsa di ambienti litoranei e di sorgenti di contatto, e che
gli indicatori ambientali di un eccessivo abbassamento della falda
idrica si possono notare sia nei livelli statici, ma anche lungo
tutta la costa che da Marsala porta a Mazara del Vallo (TP);
sottolineato che l'installazione della distilleria, con una
richiesta d'acqua giornaliera pari a circa 40 litri al secondo,
equivalente a quella che utilizza un centro abitato di 20.000-
30.000 persone, non farebbe altro che accelerare un processo già
in atto, di depauperamento della falda idrica, che nell'arco di un
ventennio porterebbe a prosciugare l'acquifero nelle zone più a
monte e che la stessa distilleria, ubicata nel progetto nell'ex
feudo Torre Inchiapparo, in un'area di 100 ettari, dove il livello
statico della falda ha una profondità attuale insufficiente,
rischierebbe di chiudere i battenti in pochi anni;
rilevato che l'area interessata all'insediamento della
distilleria è stata individuata, con decreto del Ministero
dell'Ambiente, nell'ambito di una zona più vasta, ai sensi di una
direttiva CEE, come sito d'importanza comunitaria al fine di
garantire il mantenimento, in uno stato di conservazione
soddisfacente, dell'habitat naturale per contribuire alla coerenza
della rete ecologica 'Natura 2000', e che l'importanza di questo
sito è stata già rilevata dal progettista del Piano agricolo-
forestale del Comune di Mazara del Vallo (TP) nell'ambito del
Piano regolatore generale e con la salvaguardia delle zone
cosiddette 'Sciare', inserite nella Rete ecologica;
osservato che nella realizzazione tecnico-illustrativa e
dall'esame del rischio ambientale, allegate al progetto di
realizzazione della distilleria, l'impianto proposto dalla ditta
Bertolino non è destinato a produrre alcuna energia da fonte
rinnovabile, ma in modo esclusivo e facilmente riscontrabile,
additivi per idrocarburi mediante la trasformazione di prodotti
dell'agricoltura, e che di conseguenza la natura di questo
impianto non rientra nella fattispecie ai sensi dell'art. 7 della
l.r. n. 65 del 1981 in quanto non si rivelano gli interessi di
carattere pubblico e non vi è alcuna produzione di energia da
fonti rinnovabili, che possa determinare la realizzazione
dell'impianto industriale, in difformità dallo strumento
urbanistico vigente nel Comune di Mazara del Vallo (TP),
impegna il Governo della Regione
- a negare l'autorizzazione per l'attingimento dei 40 litri al
secondo dai pozzi siti nella contrada sopra specificata, così come
richiesto dalla ditta Bertolino;
- a negare, di conseguenza, le ulteriori autorizzazioni per la
realizzazione della distilleria, rivedendo il parere favorevole
del Dipartimento regionale dell'Urbanistica che sta esaminando la
richiesta della ditta Bertolino in quanto ritenuta conforme alla
l.r. n. 65 del 1981 e facendo ricorso ad un combinato disposto con
la l.r. n. 32 del 2000, in base alla quale la produzione di fonti
d'energia rinnovabili è considerata d'interesse pubblico e di
pubblica utilità, anche se non eseguita dai soggetti
istituzionalmente competenti.» (243)
ODDO - SPEZIALE - CAPODICASA
CRACOLICI - CRISAFULLI
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO - PANARELLO
VILLARI - ZAGO - LO CURTO
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
- bisogna promuovere i prodotti del 'made in Sicily', sia che si
tratti di prodotti agricoli, di merci, di natura, arte e turismo,
sia che si tratti di immagine e cultura della Sicilia, al fine di
promuovere scambi commerciali, far apprezzare le meraviglie
paesaggistiche dell'Isola, far conoscere la produzione nostrana e
incentivare l'export;
- la Regione finanzia continuamente l'organizzazione di workshop,
fiere, esposizioni in Italia e all'estero per la promozione di cui
sopra, al fine di sviluppare l'economia dell'Isola, con notevole
dispendio di fondi e risorse, imitata da comuni e province;
- l'Unione dei Siciliani in Svizzera (USS) ha presentato a
diversi esponenti del Governo regionale un business plan per la
creazione di 'Casa Sicilia' in Svizzera, (Assessore Stancanelli,
Palermo 30 gennaio 2002, Assessore Cimino, Zurigo 29 gennaio 2003,
Presidente Cuffaro, via e-mail 23 gennaio 2003) rimasta ancora
senza riscontro;
considerato che:
- in territorio elvetico vivono circa 500.000 italiani, di cui
circa 40.000 siciliani e che ciò ha consolidato la conoscenza e
l'apprezzamento del made in Italy e potrebbe, ancora di più,
essere indirizzato verso il 'made in Sicily';
- la creazione di una 'Casa Sicilia' in Svizzera si inserirebbe
in un mercato con 7.5 milioni di abitanti, caratterizzato dal
secondo reddito pro-capite mondiale e una forza d'acquisto tra le
più alte del mondo;
- è necessario contribuire al miglioramento dell'immagine della
Sicilia all'estero attraverso incontri, seminari, workshops,
presentazione di prodotti, della nostra cultura e storia, con
l'obiettivo di agevolare investimenti ed insediamenti di realtà
produttive svizzere in Sicilia, offrendo consulenza per chi vuole
investire attraverso gli sportelli 'investinsicilia';
- tra i circa 40.000 siciliani residenti in Svizzera, molti dei
quali prendono parte alle 32 associazioni sparse in tutto il
territorio elvetico, è presente una grossa collettività di
professionisti, artigiani, imprenditori, dirigenti, ricercatori
scienziati e manager ottimamente inseriti nel tessuto socio-
economico svizzero che faciliterebbero il compito di veicolare il
medesimo messaggio;
- con la reazione di una Casa Sicilia, sfruttando le
professionalità suddette, ne potrebbero approfittare i giovani
siciliani, attraverso apprendistati e stage di formazione
professionale e linguistica presso aziende svizzere, a gestione
siciliana e non;
- Basilea è una delle maggiori e più ricche città svizzere,
fortemente industrializzata, con una corposa presenza di
siciliani, ubicata al confine con la Francia e a pochi chilometri
dalla Germania, altrettanto ricche aree industrializzate;
- con i 7.5 milioni di agiati abitanti la Svizzera è la nazione
più viaggiatrice al mondo, quindi un'iniziativa di tal genere
potrebbe indirizzare questa grossa fetta di potenziale turistico
verso la Sicilia, attraverso fiere, workshops, presentazioni e
convenzioni con strutture e enti turistici, ma anche sfruttando la
buona immagine (renommé) e la presenza dei siciliani in Svizzera;
- la localizzazione di una 'Casa Sicilia' nel triangolo Svizzera-
Francia-Germania, oltre ad allargare il potenziale turistico,
facilita, con la presenza dell'aeroporto trinazionale Base-
Mulhouse-Freiburg, un funzionale celere raggiungimento delle mete
turistiche siciliane;
- con una lungimirante gestione, dopo quattro anni, si
autofinanzierebbe, continuando a garantire i servizi per cui è
stata realizzata;
- la Regione siciliana ha da poco avviato, attraverso una
convenzione stipulata dal Presidente Cuffaro, l'esperimento di
'Casa Sicilia' a Parigi, che aprirà nei primi mesi del prossimo
anno, con il proposito di seguirne l'esempio in altre capitali
sparse nel mondo;
ritenuto che:
- 'Casa Sicilia' potrebbe curare l'aspetto commerciale,
attraverso l'analisi di mercato dei prodotti e dei servizi offerti
dalle aziende siciliane e analisi di richieste dagli importatori
svizzeri ed effettuare la consulenza (Marketing) agli operatori
siciliani per facilitare la loro esportazione in base alle
esigenze specifiche del mercato svizzero, attraverso
l'allacciamento ed il coordinamento dei rapporti fra produttori ed
esportatori (siciliani) e tra gli importatori ed i consumatori
(svizzeri);
- i prodotti siciliani sono zavorrati dagli alti costi di
trasporto delle merci esportate e vengono pertanto penalizzati sul
piano della concorrenza a causa della lunga distanza e del
frazionamento del trasporto attraverso l'Italia ed in tale
direzione è possibile, attraverso apposite convenzioni, ridurre i
costi di circa il 40 per cento,
impegna il Governo della Regione
perché vengano predisposti celermente atti adeguati per la
realizzazione di 'Casa Sicilia' in Svizzera, in sinergia con
l'Unione dei siciliani in Svizzera.» (244)
RAITI - FERRO - MICCICHE'
MORINELLO - ORLANDO
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
"Beni culturali ed ambientali e Pubblica istruzione"
PRESIDENTE Si passa al III punto all'ordine del giorno:
"Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
'Beni culturali ed ambientali e Pubblica Istruzione' ".
Si passa alla interrogazione n. 887 "Provvedimenti circa
l'impiego dei fondi concessi al Comune di Catania per la
prevenzione sismica", a firma degli onorevoli Villari, Raiti ed
altri.
Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione, all'Assessore alla Presidenza,
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica
istruzione e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
- Catania è, tra le grandi città, quella a maggior rischio
sismico in Italia e, probabilmente, in Europa;
- per questo motivo era stata scelta come sede di un progetto-
pilota per l'elaborazione di scenari di danno in caso di sisma,
denominato 'Progetto Catania';
- con i risultati del 'Censimento di vulnerabilità degli edifici
pubblici strategici e speciali...' realizzato del Dipartimento di
Protezione Civile in collaborazione con il Ministero del Lavoro e
il Gruppo nazionale difesa dei terremoti, si ha oggi la conoscenza
degli edifici a maggior rischio;
- tali progetti hanno impegnato considerevoli somme di denaro
pubblico;
- da più di un anno l'Amministrazione comunale di Catania è in
possesso dei risultati di ambedue gli studi e non solo non ne ha
fatto oggetto di divulgazione e dibattito, utili per una maggiore
presa di coscienza, ma non li ha tenuti in alcun conto nella sua
attività limitandosi ad ignorarli;
- nonostante i due studi e, in particolare il 'Progetto Catania',
siano di fondamentale importanza anche per la discussione del PRG
e del Piano triennale dei lavori pubblici, dei loro risultati è
stato tenuto all'oscuro il Consiglio comunale e, a quanto pare,
anche l'Ufficio del Piano;
- è dovere delle pubbliche Amministrazioni informare e rendere
conto del proprio operato ai cittadini, secondo quanto stabilito
recentemente anche dalla legge n. 150 del 2000;
- la legge n. 228 del 1997 prevede, per la prima volta in Italia
e solo per la Sicilia orientale, la possibilità di intervenire per
la prevenzione sismica utilizzando i fondi residui della legge n.
433 del 1991 relativa al ripristino dei danni del terremoto del
1990;
- il Comune di Catania ha chiesto e già ottenuto dalla Regione
circa 20 miliardi di lire, sempre con i fondi per la prevenzione,
per:
- la realizzazione di una strada (viale De Gasperi), asserendo
che la stessa servirebbe a sostituire il lungomare che, in caso di
sisma, sarebbe soggetto agli effetti di un maremoto, mentre gli
studi dimostrano che ciò non è vero: anzi è proprio il lungomare
l'unico pezzo di costa dove non c'é rischio essendo 8-10 metri sul
livello del mare (si vedano a tal proposito: S. Tinti, Analisi di
aspetti selezionati del terremoto del 1693: Studio dello tsunami,
GNDT, 1998; Enzo Boschi-Emanuela Guidoboni, Catania terremoti e
lave, Bologna 2001);
- per l'ammodernamento della circonvallazione;
- entrambe le opere, pur utili, non possono rientrare nei criteri
di priorità definiti dal Metodo Augustus, ma vanno finanziate con
gli ordinari fondi comunali;
- in tal modo i 100 miliardi disponibili per la prevenzione in
provincia di Catania sarebbero tutti assorbiti dal Comune di
Catania e nulla resterebbe per gli altri enti (gli altri comuni,
la Provincia regionale, le AUSL, etc:);
- a causa di ciò numerosi Sindaci di Comuni della provincia hanno
protestato nel corso dell'assemblea del 25 febbraio alla presenza
del Presidente della Regione e lo stesso ha affermato con
nettezza, nella stessa sede, che i fondi sarebbero stati ripartiti
con criteri di equità tra i vari enti;
- tale modo di impegnare i fondi è contrario ai principi di
efficacia, efficienza ed economicità ed anzi rappresenta un palese
esempio di poca trasparenza e di falsa motivazione nelle scelte;
per sapere:
- se non ritenga illogiche e discutibili le scelte del Comune di
Catania che, in violazione delle linee guida nazionali e regionali
per la pianificazione di protezione civile, tenta di realizzare
opere ordinarie con motivazioni surrettizie e giustificazioni
scientifiche;
- se non ritenga censurabile e grave che il maggior comune a
rischio sismico non utilizzi gli studi che lo Stato ha fatto
eseguire appositamente per esso investendo ingenti somme;
- se gli uffici regionali conoscano gli studi citati e se alla
luce di tali studi non ritenga di dover revocare i finanziamenti
concessi per viale De Gasperi, utilizzandoli per opere che siano
veramente utili alla prevenzione sismica;
- quali iniziative intenda assumere per garantire il miglior
rapporto costi/benefici nell'utilizzazione delle somme per la
prevenzione;
- se non ritenga necessario e indispensabile impinguare i fondi
destinati alla prevenzione sismica nella Sicilia orientale;
- se non ritenga urgentissimo attivare ogni iniziativa, in un
quadro di coordinamento tra gli enti e i soggetti istituzionali
competenti, per l'immediato utilizzo dei fondi rimasti (circa 60
milioni di euro) per la verifica e la messa in sicurezza di tutte
le scuole di Catania e dei comuni della provincia, allo scopo di
scongiurare tragedie come quella di S. Giuliano nel Molise che ha
sconvolto l'opinione pubblica nazionale>>. (887)
VILLARI - BARBAGALLO
LIOTTA - RAITI - SPAMPINATO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
GRANATA assessore regionale per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, proprio questa prima interrogazione è tra quelle per le
quali chiedo il rinvio per mancanza di dati che sono stati già
richiesti, ma che non sono pervenuti da parte della Protezione
civile, che è l'ufficio competente.
Pertanto, chiedo che venga rinviata la relativa trattazione alla
prossima seduta.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l onorevole Raiti.
RAITI Sono d'accordo con la proposta di rinvio.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Comunico che, per assenza dei firmatari, l'interpellanza numero
73 "Notizie circa il progetto presentato dal Comune di Calatafimi
- Segesta per la realizzazione di infrastrutture di collegamento
in contrada Kaggera a Segesta", a firma dell'onorevole Ferro, le
interrogazioni numero 991 "Iniziative per garantire un servizio
adeguato presso la biblioteca del Museo 'Pepoli' di Trapani", e
numero 993 "Restauro e manutenzione di alcuni monumenti di Erice
(TP)", entrambe a firma dell'onorevole Oddo, le interrogazioni
numero 1008: "Notizie circa il rinnovo delle concessioni per
l'attività estrattiva della pietra pomice nell'isola di Lipari", e
numero 1024: "Restauro dell'ex Convento dei Benedettini di S.
Placido Calonerò (ME)", entrambe a firma dell'onorevole Panarello,
si intendono presentate con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1025 "Iniziative per la
funzionalità ed il pieno riconoscimento dell'Istituto superiore di
giornalismo di Palermo", a firma dell'onorevole Virzì.
Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
- la Regione siciliana, con decreto del Presidente n. 8/A del 31
gennaio 1954, istituì e riconobbe come ente morale l'Istituto
superiore di giornalismo di Palermo;
- con propria legge nel 1996, intervenne ulteriormente in
materia, riconoscendone le finalità e decidendo di 'intraprendere
tutte le azioni per il pieno riconoscimento dell'Istituto
superiore di giornalismo quale corso di studi di scuola superiore
a livello universitario';
per sapere:
- quali 'azioni' abbiano intrapreso dal 1996 i Governi della
Regione siciliana per garantire il pieno riconoscimento dei
diplomi rilasciati dall'Istituto superiore di giornalismo di
Palermo e se, quanto meno, sia stato esplicitato agli enti locali
siciliani il principio della equipollenza del citato titolo di
studio con gli altri diplomi di laurea quadriennali con indirizzo
giuridico e letterario, in conformità al parere espresso, nel
maggio 1991, dall'Ufficio legislativo e legale della Presidenza
della Regione;
- se il Governo della Regione non ritenga di dar seguito alla
storia qualificata e gloriosa dell'Istituto superiore di
giornalismo, non soltanto compiendo ulteriori passaggi
istituzionali per il suo pieno riconoscimento, ma anche
intervenendo concretamente ed organicamente sul piano finanziario
per garantire non solo la sopravvivenza ma anche l'espansione in
termini geografici e di qualità formativa nel contesto del
complessivo rilancio del mondo universitario siciliano>>. (1025)
VIRZI'
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
GRANATA assessore regionale per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, con riferimento all'interrogazione numero 1025, si fa
presente che l'Istituto Superiore di Giornalismo venne costituito
come fondazione in data 15/10/1953, e successivamente, giusto
decreto n. 8/A del 31 gennaio 1954, venne sancita la erezione
dell'Istituto ad Ente morale; lo Statuto, allegato al decreto di
istituzione, disciplina finalità, organizzazione ed organi di
amministrazione ; in particolare sono: il Presidente, il
Consiglio di amministrazione, il Consiglio dei professori ed il
Collegio dei revisori.
Nel 1979 il commissario straordinario dell'Istituto, dottor
Cardia, istituiva la sede staccata di Acireale; nel 1983 alla
succursale veniva attribuita autonomia gestionale rispetto alla
sede di Palermo.
Questo excursus storico è propedeutico per capire alcune
difficoltà del presente, che nascono lì, proprio con la
istituzione di questa succursale di Acireale.
Successivamente la Regione siciliana, con legge numero 20 del 6
aprile 1996, in due articoli ha assunto un ulteriore impegno a
favore dell'Istituto. Tale provvedimento, soprattutto laddove
intendeva perseguire il riconoscimento dell'Istituto come "scuola
superiore di livello universitario", non ha però avuto ancora
pratica realizzazione.
Il dottor Giubilaro, commissario ad
acta dell'Istituto, ha elaborato e trasmesso la bozza del nuovo
statuto sulla base del quale riqualificare la struttura
dell'istituto, in considerazione delle nuove realtà universitarie
e professionali e, con delibera di Giunta del 14 ottobre 2003, è
stato nominato commissario straordinario l'avvocato Danilo
Incandela.
Al di là delle alterne vicende amministrative, esiste un problema
di prospettive in generale da risolvere in tempi brevi. E'
evidente, infatti, che dovrà essere definita una modifica radicale
dello statuto che ridisegni la struttura, ancorata ad un modello
didattico e gestionale ormai superato, tenendo conto sia della
normativa che regola l'accesso alla professione di giornalista
professionista, che della normativa che regola l'ordinamento degli
studi universitari, con particolare riguardo alla possibilità di
rilasciare titoli giuridicamente validi.
Il corso di laurea in giornalismo, presso l'Università degli
studi di Palermo, permette, infatti, di ottenere un titolo di
studio valido e riconosciuto ufficialmente ed, inoltre, a seguito
di convenzione con l'ordine dei giornalisti, è possibile, al
termine del corso di studi, presentare direttamente la domanda per
la partecipazione all'esame di stato di giornalista
professionista, in quanto la convenzione consente ad un numero
ridotto di studente (15) di iscriversi al registro dei praticanti
e di conseguire, pertanto, durante il corso di studi, il titolo
relativo all'avvenuta effettuazione del praticantato.
Il titolo rilasciato del nostro Istituto, dopo quattro anni di
insegnamento, divisi tra un biennio propedeutico ed uno di
specializzazione, è un titolo di cultura giornalistica, certamente
non equipollente al titolo universitario e non consente
l'iscrizione all'esame di Stato di giornalista professionista, in
quanto non sostituisce i 18 mesi di praticantato, previsti per
legge, da svolgere presso aziende giornalistiche qualificate.
Esistono oggi in Italia solo sei scuole di giornalismo,
rigorosamente a numero chiuso, accreditate all'ordine dei
giornalisti che, al termine di un corso di studi biennale,
consentono di sostenere direttamente l'esame di Stato in quanto il
corso svolto presso le stesse sostituisce il periodo di
praticantato.
Tanto premesso, si ritiene sul piano propositivo, di richiamare
le proposte contenute nella relazione del commissario ad acta,
architetto Rosanna Prezioso, del 2001, che puntualmente si
riportano: revisione dello statuto; nomina degli organi di
amministrazione ordinari; definizione delle problematiche relative
alla scelta di una sede idonea ad accogliere l'Istituto di
Giornalismo e assegnazione di un contributo regionale annuo.
In alternativa, facendo riferimento al disposto regionale n. 20
del 1996, potrebbe attivarsi un'interlocuzione con il M.I.U.R.
che, sulla base di una verificata agibilità dei percorsi tendenti
al riconoscimento legale del titolo rilasciato e dell'effettiva
possibilità di garantire all'Istituto stesso un'adeguata copertura
finanziaria per i costi conseguenti la propria attività potrebbe
consentire di individuare le azioni da porre in essere per la
nuova ricollocazione dell'Istituto nel sistema formativo
universitario.
Al nuovo commissario vengono affidate queste riflessioni per lo
sviluppo dell'Istituto che è particolarmente seguito dall'intero
Governo regionale.
In sintesi devo dirle, onorevole Virzì, che lei ha colto nel
segno perché il problema, così come in modo forse un po' troppo
formale la risposta scritta alla sua interrogazione va a
sottolineare, è dato da un'inadeguatezza di fondo, da parte dello
stesso Istituto, a rispondere all'offerta formativa che, invece, è
propedeutica all'esercizio della professione giornalistica, sia
perché parallelamente è avvenuta una trasformazione dei corsi di
studi legati all'università, sia perché l adeguamento da parte
dell'Istituto non vi è stato.
Il commissario, a tutt oggi, ha come mandato l interlocuzione con
il sistema universitario e con l'Ordine dei giornalisti e
consentire la predisposizione di uno statuto attraverso cui questo
l Istituto riacquisti la validità della formazione legata alla
professione di giornalista, viceversa, così come è concepito,
resta totalmente - e nella migliore delle ipotesi - un Istituto
fuori dalla possibilità di uno sbocco nel mercato del lavoro.
Pertanto, la sua interrogazione è perfettamente pertinente alla
riflessione, anche rapida, che il Governo sta svolgendo in questa
direzione e sarà il commissario, in tempi rapidissimi, a fornirci
la risposta che avrò cura di farle pervenire.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzì per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Granata per l'attenzione che ha dedicato a questo tema
e che mi costringe a dichiararmi soddisfatto perché rilevo la
buona intenzione del Governo.
Prendo atto anche del fatto che è stato riconosciuto il problema
di un nostro ritardo rispetto alla dichiarazione fatta con atto
normativo (legge del 1996), con la quale testualmente la Regione
siciliana decideva di 'intraprendere tutte le azioni per il pieno
riconoscimento dell'Istituto superiore di giornalismo quale corso
di studi di scuola superiore a livello universitario', la qual
cosa, oggettivamente, nella realtà ha prodotto una sorta di
illusione, di scorciatoia ai fini della professione e un
contenzioso, spesso aspro, laddove si pretendeva il riconoscimento
di un'equipollenza che in realtà era un obiettivo che non era
stato ancora raggiunto.
Ben venga un rapidissimo intervento, mi permetto di dire anche
con tempi manageriali, che induca il commissario a cavarsela non
con la solita relazione polverosa di natura buro-diplomatica, ma
con delle indicazioni certe, e soprattutto in tempi certi, per
rimettere sul mercato, poichè attualmente è fuori mercato, un
Istituto che, per troppo tempo abbandonato a se stesso, è
naturalmente ristagnato.
Mi permetto di dire che rimetterlo in carreggiata dipende anche,
e soprattutto, dall'azione positiva che questo Governo potrà e
saprà svolgere.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 1026 'Recupero
del complesso monumentale della Chiesa di S. Maria di Mili', a
firma dell'onorevole Panarello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che
la Chiesa di Santa Maria di Mili, nel comune di Messina, versa in
condizioni di degrado ed è oggetto di atti vandalici;
considerato che:
- la predetta Chiesa, fondata nel 1092 dal Gran Conte Ruggero,
rappresenta una testimonianza rilevante di architettura del
periodo normanno;
- all'inizio degli anni '80 furono eseguiti lavori di restauro
per impedire il crollo delle strutture, in vista di un intervento
completo di recupero;
- successivamente la Sovrintendenza ai beni culturali di Messina
ha redatto un progetto di recupero, per un importo di 6 milioni di
euro, da finanziare con i fondi di Agenda 2000;
- il recupero del complesso monumentale e della Chiesa di Santa
Maria di Mili, in ragione dell'importanza storica ed
architettonica che riveste, è stato inserito nella campagna 2002
di Legambiente 'Salvalarte';
- come denunciato dall'associazione LAG-CTG, senza un tempestivo
intervento si rischia il degrado irreversibile della struttura e
si preclude la possibilità di rendere fruibile un bene di
inestimabile valore;
per sapere:
- quale sia la collocazione del progetto di recupero di Santa
Maria nella graduatoria di Agenda 2000;
- in quali tempi si preveda l'attuazione del progetto di
recupero;
- quali atti intendano compiere per contrastare l'attuale
situazione di abbandono e promuovere la valorizzazione e la
fruibilità, anche a fini turistici, di un complesso di
straordinario pregio.» (1026)
PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell Assessore.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
progetto di recupero di Santa Maria di Mili si trova inserito
nell'elenco degli interventi previsti dai fondi di Agenda 2000
della II priorità, al numero 58.
Pertanto, attualmente non è rientrato nei primi finanziamenti
che, appunto, riguardano il primo lotto, inseriti in priorità 1.
Voglio a tal fine specificare, ed è bene che i colleghi lo
sappiano, che sulle modalità di individuazione dei progetti
relativi al patrimonio ecclesiastico ottemperiamo, doverosamente,
ad un protocollo d'intesa sottoscritto dalla Presidenza della
Regione e dall'Assessorato beni culturali con la Conferenza
episcopale siciliana che ci indica le priorità per diocesi per gli
interventi da effettuare in base ai fondi stabiliti.
Per cui abbiamo eliminato una nostra discrezionalità
nell'individuazione dei progetti, ma abbiamo affidato proprio alle
diocesi il potere effettivo di dirci quali siano le priorità, alla
luce delle loro considerazioni, su un patrimonio che è di loro
pertinenza, che è sotto la nostra tutela e che rappresenta, come
voi tutti sapete, almeno il 78 per cento dell'intero patrimonio
culturale siciliano.
L'ex complesso monastico è stato oggetto di un intervento di
indagini preliminari al progetto di restauro, finanziato con
decreto assessoriale, quindi con fondi ordinari, per un importo
totale di 242.406.000 lire. Nell'ambito di questo intervento sono
state eseguite una serie di analisi ed è stato prodotto il rilievo
plano-altimetrico di tutto il complesso monastico.
In seguito, per gli immobili di proprietà privata, è stato
predisposto un progetto di esproprio per un importo complessivo di
1.070.273.823 lire esitato favorevolmente dal Consiglio regionale
per i beni culturali in data 17 novembre 1998.
Nell'ambito del POR Sicilia 2000-2006 è stata realizzata una
scheda descrittiva dell'intervento a regia regionale del recupero
di tutto il complesso monastico, individuando tra le somme a
disposizione del progetto anche quelle relative all'esproprio,
quindi il progetto di priorità 2 prevede anche l'esproprio della
particella privata del complesso monastico.
Tale progetto però dovrà essere rielaborato ai fini
dell'adeguamento alle nuove disposizioni legislative in materia di
appalti pubblici e per individuare la destinazione d'uso che non è
stata ancora formalmente stabilita.
La destinazione d'uso, da recenti interpretazioni legislativi più
che da innovazioni delle stesse, deve essere sempre coerente alla
utilizzazione per finalità legate al sito, quindi in questo caso
finalità culturali.
In data 5 giugno 2002, in seguito a sopralluogo congiunto con la
Prefettura di Messina è stato constatato l'aggravamento dello
stato di degrado delle strutture dell'ex Monastero ed è stato
operato un transennamento per garantire la pubblica incolumità.
La chiesa non presenta dissesti statici importanti, ma necessita
tuttavia di un intervento di restauro e consolidamento delle
strutture lignee. In seguito al suddetto sopralluogo è stata
consegnata alla Prefettura di Messina una relazione dettagliata
dei lavori necessari per la fruizione della chiesa, corredata dal
quadro tecnico economico per un importo totale di euro 278.891,
per ottenere il relativo finanziamento con fondi statali.
In data 28 gennaio 203 l'Ufficio territoriale del Governo di
Messina ha espresso parere favorevole, pur rappresentando tuttavia
che in considerazione della limitata disponibilità di bilancio del
Fondo edifici per il culto, l'importo doveva essere di euro
230.000,00 è stato decurtato di qualche cifra.
La Soprintendenza di Messina ha rielaborato il progetto
adeguandolo alla disponibilità finanziaria effettiva ed è stato
trasmesso con nota protocollo numero 2447 del 17 marzo 2003. Non
appena l'ente finanziatore ovviamente invierà l'autorizzazione
alla spesa, la Soprintendenza di Messina avvierà l' iter per
appaltare l'opera.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, mi ritengo parzialmente soddisfatto, nel senso che ho
verificato un attenzione da parte dell'Assessorato e dei suoi
organi sul problema che ho sollevato e che è di grande rilievo in
una realtà come quella di Messina che, come l'Assessore sa, è
stata interessata dal terribile terremoto del 1908 e, quindi, i
monumenti preesistenti rimasti in piedi sono molto pochi e
meritevoli, quindi, a mio avviso, per questa ragione, di una
particolare attenzione.
Capisco che esiste un ordine di priorità che viene demandato alla
discrezionalità delle autorità ecclesiastiche, ma proprio in
ragione della peculiarità del comune di Messina, credo che si
debba insistere su questo aspetto.
Ritengo che questo monumento, così come altri trattati in una mia
precedente interrogazione riguardante il complesso di San Placido
Calonerò, debba essere considerato in maniera particolare. Non ho
compreso se l'esclusione dalla prima tranche di Agenda 2000 può
essere successivamente recuperata e mi interessa molto questo
aspetto poichè, fermo restando il cambio di destinazione d'uso che
dovrà essere sicuramente fatto, volevo sapere qual era la
prospettiva per un recupero integrale.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare per una ulteriore
precisazione.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
riferimento al meccanismo delle graduatorie relativamente al POR,
misura 2.01 di Agenda 2000, sul recupero del patrimonio culturale,
abbiamo voluto, ovviamente, circoscrivere in una graduatoria i
progetti resi compatibili con un rapido recupero del patrimonio
culturale stesso.
Le priorità, così come ho avuto modo di sottolineare nel caso dei
beni ecclesiastici, sono indicate dalla CESI, quindi dalle
autorità ecclesiastiche proprietarie dei beni, ma l'essere
inseriti in priorità 2 dà diritto all'entrare nei finanziamenti e,
quindi, a potere usufruire dei fondi POR attraverso lo slittamento
delle graduatorie. Non ci saranno altre graduatorie.
Questi sono i progetti e non soltanto noi reindirizziamo risorse
su questa misura con gli assestamenti che effettuiamo al tavolo di
concertazione con chi governa tutta la misura POR, ma,
soprattutto, c'è un fatto nuovo relativo proprio agli immobili. La
nuova legge sugli appalti ha determinato, e ciò dovrebbe far
riflettere positivamente l'Aula, una serie di ribassi inusitati
nelle gare che abbiamo aggiudicato.
Basti pensare alla Tonnara di Favignana che è stata aggiudicata
con un ribasso del 34 per cento. Vi sono poi notizie relative ad
altre gare con ribassi che oscillano tra il 22, il 28 e il 30 per
cento. Quell'1,5 per cento di media a cui eravamo abituati
certamente è lontano.
Infatti, nel campo specifico dei restauri devo dirvi che sono
personalmente convinto che non si tratta di ribassi anomali, ma si
tratta, invece, probabilmente, e finalmente, di ribassi realistici
rispetto a ciò che realmente i restauri vengano a costare.
Le somme recuperate attraverso questi ribassi, che sono un fatto
di grande trasparenza, vengono reindirizzate all'interno della
misura 2.01 e, quindi, rappresentano un'altra e ulteriore
possibilità per finanziare i progetti che sono in graduatoria
utile.
Pertanto, da questo punto di vista, trattasi di un fatto positivo
anche per la piena adesione al progetto di restauro dell'immobile.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 1055 Iniziative
per garantire la sicurezza dell edificio che ospita la scuola
elementare Don Milani di Niscemi (CL) , a firma degli onorevoli
Raiti e Morinello.
Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
- la scuola elementare Don Milani di Niscemi (CL) versa in
condizioni precarie (il tetto, il pavimento, le pareti, la rete
idrica e di riscaldamento sono del tutto fatiscenti);
- la stessa scuola è soggetta a frequenti allagamenti dovuti
all'acqua piovana che cade dal tetto ed allo svuotamento della
cisterna d'acqua causato dalle perdite lungo il perimetro dello
stabile;
ritenuto che:
- vengono disattese le più elementari norme in tema di sicurezza
degli edifici pubblici;
- quest'Assemblea ha espresso con forza l'indirizzo politico di
garantire la massima sicurezza degli edifici scolastici;
preso atto del fatto che:
- le proteste dei genitori degli alunni hanno portato il
Consiglio comunale del paese ad affrontare il problema e a
prendere i primi provvedimenti;
- i lavori di sistemazione realizzati sono del tutto
insufficienti per garantire l'incolumità dei bambini e per
riportare l'istituto a rispettare i canoni normativi;
per sapere:
- se il Presidente della Regione e l'Assessore per la pubblica
istruzione siano a conoscenza delle condizioni in cui versa
l'istituto scolastico Don Milani di Niscemi;
- quali iniziative intendano intraprendere per garantire
l'incolumità dei bambini e degli utenti e per la piena attuazione
del diritto allo studio, anche al fine di evitare qualche
tragedia>>. (1055)
RAITI - MORINELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
interrogazione.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su
questa interrogazione, non è un fatto personale nei confronti
dell'onorevole Raiti, non abbiamo ancora avuto la risposta da
parte del nostro organo periferico, cioè da parte dell'ex
Provveditorato - che adesso si chiama in altro modo.
Trattasi, però, di una interrogazione che sottolinea un dato di
estrema urgenza nei confronti di una scuola di Niscemi e a tal
fine il Dipartimento ha predisposto un ispezione per verificare la
consistenza di questa emergenza e per suggerire alla scuola la
predisposizione di una proposta di somma urgenza per eliminare il
pericolo e intervenire, successivamente, in maniera più
strutturale.
Quindi, all interrogazione non c'è una risposta organica scritta
per i motivi che ho espresso; però il fatto, così come è stato
opportunamente sottolineato dai parlamentari, è di tale
preoccupazione, anche alla luce di un allarme diffuso nelle scuole
in cui ci muoviamo, per cui il Dipartimento ha attivato
un'ispezione, predisponendo una perizia innanzitutto con carattere
di somma urgenza nei confronti della scuola.
RAITI Prendo atto della risposta dell Assessore.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 92 Vigilanza armata a
tutela dei beni artistici, culturali ed ambientali della Regione
siciliana , a firma degli onorevoli Virzi', Formica e Ioppolo.
Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che, ai fini della tutela dei beni culturali ed ambientali, la
legge regionale n. 40 del 1999 prevedeva, all'art. 16, per gli
agenti tecnici custodi, compiti di 'vigilanza anche armata',
diurna e notturna, in aree archeologiche, siti museali,
biblioteche e gallerie, in raccordo con il Nucleo tutela
patrimonio artistico dell'Arma dei Carabinieri;
atteso che il fenomeno del furto d'opere d'arte in Sicilia ha
raggiunto nel tempo livelli da record e che episodi, anche
recenti, come quello di Piazza Armerina, hanno dimostrato
un'eccessiva esposizione del nostro immenso patrimonio monumentale
ed archeologico al rischio di atti vandalici;
considerato che la citata legge regionale n. 10 del 1999
individua con precisione il personale deputato a garantire sul
territorio siciliano la vigilanza e la custodia dei beni culturali
(anche in relazione a servizi di scorta ed accompagnamento di
reperti di rilevante valore), specificando che eventuali
convenzioni con organizzazioni di volontariato possono essere
effettuate a titolo gratuito;
preso atto che, di fatto, la citata legge regionale è stata
ignorata, aggirata ed 'interpretata' da una serie di soggetti
privati e pubblici, con l'impiego di altro tipo di personale e
persino di società private di vigilanza al posto di quello di
ruolo dell'Amministrazione regionale, cui pur tuttavia è
riconosciuta l'indennità di pubblica sicurezza;
per conoscere:
- se risponda al vero che, a tutt'oggi, per gli agenti tecnici
custodi di cui alla legge regionale n. 10 del 1999, non sarebbe
stato determinato il mansionario per i diversi profili
professionali anche ai fini dell'assetto organizzativo interno;
- se il Governo della Regione, nel rispetto formale e sostanziale
della citata legge, non ritenga prioritario tutelare, attraverso
le proprie specifiche strutture, uno dei patrimoni artistico -
monumentali più rilevanti dell'umanità, attivando, all'uopo, anche
la vigilanza armata, garantendo così anche maggiore sicurezza al
proprio personale, spesso impegnato in servizi notturni in
quartieri degradati o in zone poco urbanizzate>>. (92)
VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere alla
interpellanza.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e pubblica
istruzione. Onorevoli colleghi, si fa riferimento
all'interpellanza n. 92 a firma dell'onorevole Virzì che
opportunamente sottolinea l esigenza di prevenire alcuni,
purtroppo, non rari esempi di saccheggio o di sottrazione di pezzi
del nostro patrimonio culturale. Si propone una forma armata di
vigilanza, sopratutto a tutela dei siti maggiormente esposti,
quelli cosiddetti a cielo aperto , perché si tratta di una forma
di vigilanza concepibile ovviamente all'interno delle aree
archeologiche; non è una forma - credo anche nelle intenzioni
dell'onorevole Virzì - estensibile all'interno di un museo dove i
sistemi di protezione sono legati a un dato espositivo di un certo
tipo.
Relativamente alla tutela armata dei beni culturali, di cui
all'articolo 16 della legge regionale 27.04.1999, n. 10, ed alla
determinazione del mansionario che consenta di individuare i
diversi profili professionali per agenti tecnici custodi, si
segnala che con la legge di riforma della Pubblica
Amministrazione, la legge regionale 10/2000, ed in particolare in
esecuzione dell'articolo 5 della stessa norma, è stato emanato il
sistema di classificazione, articolato in quattro categorie,
ancora integrato dalla declaratoria riportata nell'allegato "A"
del DPR 22.06.2001 n. 10 che fissa i criteri per l'individuazione
dei profili professionali.
Tutto ciò per dire che, attraverso la normativa del 2000, si sta
cercando di venire a capo finalmente di quello strumento
indispensabile, del mansionario, per capire le mansioni di
ciascuno e quali sono i confini, i limiti ed anche i poteri e le
funzioni, in questo caso, del personale di custodia.
Alle norme, come sopra elencate, occorre, inoltre, accostare la
delibera n. 366 del 2.10.2001, adottata ai sensi dell'articolo 57
comma 3 della legge regionale 6/2001, che demanda la materia
attinente alla gestione giuridica ed economica del personale
regionale all'Assessorato alla Presidenza.
Appare, comunque, utile rilevare come l'attività diretta a dare
attuazione alla legge n. 10 del 1999 fosse stata già intrapresa
dal Dipartimento Beni Culturali, ma rallentata dall'allora
imminente approvazione della riforma della Pubblica
Amministrazione che, di fatto, aveva ridotto l'attività delle
organizzazioni sindacali, a cui il mansionario doveva essere
sottoposto, proprio per l'attesa dell'allora approvanda legge.
Nel mese di dicembre 2002 con propria nota n. 5469, dopo avere
accolto i suggerimenti formulati dal Nucleo dei Carabinieri
tendenti a limitare l'uso delle armi in luoghi aperti per una
maggiore sicurezza, lo stesso Dipartimento Beni Culturali si è
fatto promotore della riproposizione al competente Assessorato
alla Presidenza della declaratoria dei profili professionali
specifici dei custodi, al fine di consentire la definizione del
mansionario utile al proficuo svolgimento del servizio di
vigilanza, previa la necessaria approvazione delle organizzazioni
sindacali che il Dipartimento Personale di certo convocherà in
sede di contrattazione regionale.
Fin qui la risposta scritta. La sostanza è che parliamo di un
argomento estremamente delicato che vede anche all'interno dello
stesso personale e delle stesse organizzazioni sindacali delle
opinioni molto diverse sull'idea, per altro coerente con
l indennità di pubblica sicurezza che gli stessi percepiscono, di
potere fornire a questo personale le armi per effettuare
determinati servizi in alcune zone in cui, oggettivamente, il
personale è esposto a molti rischi. Penso, ad esempio, alla
Sicilia centrale, a Morgantina ed anche ad alcune zone
dell'agrigentino, in cui il personale può essere esposto a rischi
notevoli nell'attività di custodia notturna.
E' una vicenda molto di confine - ripeto - per i complicati
profili che investe. Infatti, l'idea di armare - perché di questo
parliamo - un nucleo di tutela archeologica deve essere condivisa
anzitutto dalle organizzazioni sindacali. E , però, un'idea un po'
particolare, perché di fatto si verrebbe a creare un nuovo corpo
di polizia, così come la Forestale, per certi versi, in alcune
zone in questo momento è regolamentata. Personalmente, non sono
contrario a questa ipotesi, qualora fosse circoscritta a un nucleo
di emergenza per alcune zone particolarmente sovraesposte.
Ciò in quanto non credo che nei luoghi, nei parchi organizzati,
che per nostra fortuna sono sempre di più, la presenza di custodi
armati sia anche, per così dire, esteticamente compatibile con
un'idea di fruizione del patrimonio culturale che deve dare
un'immagine serena ai visitatori. Però ci sono luoghi, come
l'onorevole Virzì sa - e giustamente la ragione della sua
interrogazione, credo, sia proprio questa - dove un attrezzatura
di tale livello potrebbe essere necessaria e persino auspicabile.
Il Nucleo dei Carabinieri in Sicilia i Carabinieri hanno un
solo Nucleo di tutela archeologica, poi vi è quello centrale
romano - ha ritenuto di sconsigliarci l'utilizzazione di personale
armato all'interno dei siti, ma di creare a questo personale una
possibilità di collegamento con proprie strutture. Si è pensato,
pertanto, di dislocare un'antenna del Nucleo centrale dei
Carabinieri, presente a Palermo, nella Sicilia orientale e fornire
a quest ultima una task force, che di notte presidii i siti più
esposti, quanto meno delle attrezzature di comunicazione con il
Nucleo dei Carabinieri.
E' una materia molto discussa ed anche foriera di aspetti che
vanno approfonditi e studiati. Certo, una normativa che preveda
l'istituzione di un Nucleo di tutela archeologica con determinati
requisiti, con determinate finalità, non le nascondo che è nei
programmi di questo Governo. Tuttavia, ripeto, bisogna trovare
innanzitutto il consenso del Parlamento e delle organizzazioni
sindacali, che in larga parte sono state sempre contrarie alla
possibilità di trasformazione di una parte del personale di
custodia in personale di Polizia archeologica. Infatti, è proprio
di questo che stiamo parlando.
Quindi ripeto - con la stessa problematicità con la quale ho
affrontato tale argomento ho inteso rispondere.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzì per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che su questa materia, andiamo ad intaccare il nocciolo culturale
e l'anima profonda di tutto ciò che poi in quest'Aula viene
trasformato in politichese.
Però, dicevano gli antichi: Hic Rhodus hic salta . Non si può
prevedere tra i compiti degli agenti tecnici di custodia la
vigilanza notturna anche esterna, rispetto ai siti museali e zone
di pregio archeologico che, ad esempio, a Palermo, non sono
ubicati ai margini della città, ma in un centro storico
assolutamente degradato e spopolato di palermitani e pieno invece,
non di immigrati regolari, ma di immigrati clandestini. In
definitiva, i nostri veri tesori sono collocati nei posti più
scomodi da vigilare.
Oltre ai furti spesso si assiste ad atti vandalici. Va
ricordato, inoltre, che a questo personale noi paghiamo già
l'indennità di pubblica sicurezza. Se tale personale non svolge
mansioni di pubblica sicurezza perché percepisce l'indennità? E
perché quando trasferiamo un bene all'estero per una mostra, o per
una mostra che si tiene nella nostra città, ad esempio a Palazzo
Steri, l'Università, che dovrebbe essere l ente preposto a tale
scopo e dunque il primo ente ad osservare le leggi della Regione,
invece contravvenendo al dettato esplicito della legge fa
convenzioni ben retribuite con organizzazioni di polizia privata,
mentre invece dispone di personale istituzionalmente delegato a
tale tipo di funzioni? Credo non sia da Paese normale spendere
danaro per il personale quando la figura del puliziere esiste
già secondo quanto disciplinato dal contratto collettivo nazionale
del lavoro, controfirmato da tutti i soggetti interessati.
Tutti i sindacati hanno chiesta con forza il riconoscimento
dell'indennità di pubblica sicurezza; bravissimi a chiedere tale
diritto, che adempiano, però, anche al dovere
D'altro canto, non parliamo di normativa da porre in essere.
L'articolo 16 della legge n. 40 del 1999 esplicita già, per quanto
attiene agli agenti tecnici di custodia, quali sono i compiti di
vigilanza anche armata.
In relazione a ciò, allorquando si prende questo importante
argomento, poi si giunge a parlare del mansionario. Il
mansionario, infatti, diventa quello che in etologia si chiama il
fattore limitante . Poiché non esiste il mansionario non possiamo
fare una distinzione tra chi si dovesse trovare in un luogo
assolutamente tranquillo e in pieno centro illuminato di Palermo e
non fa servizio notturno e chi invece è costretto a stare in
campagna a presidiare un vecchio muro romano e deve espletare il
servizio di vigilanza armata. Di fatto - ed esistono testimonianze
in tal senso - c'è un gravissimo stato di disagio e di timore
diffuso ed una preannunciata fuga di fronte a casi pericolosi.
Ritengo che in Sicilia si viva, lo ripeto sempre, un'assoluta
anomalia. Noi abbiamo l'unico corpo di polizia armata che serve a
vigilare gli alberi, un eucalipto che in quattro anni può
raggiungere i 10 metri. Mentre a vigilare il ritratto pre-
rinascimentale nella Chiesa Madre di Chiusa Sclafani, rubato
alcuni anni fa, non c era nessuno. Ci armiamo per salvare gli
alberi Credo sia molto più fruttuoso, e dal punto di vista
criminale molto più motivante, rubare un'opera d'arte
So per certo che la Sicilia è in testa alle classifiche
internazionali per numero di furti di opere d'arte. Vacillare, mi
permetto di dire, forse per un pregiudizio culturale centrista, su
una cosa che è già sancita per legge e che non è stata certamente
votata dal centrodestra si tratta di una legge del '99 non mi
sembra il caso.
Beh, è il centrosinistra forte e ricco - lo dico per cortesia -
della sua cultura pacifista che ha ritenuto che questi fossero
beni che andavano tutelati. Ricordiamo che quello che hanno da
rubarci non è 'il sasso dove ha posato il piede' George
Washington, la cosa più antica che abbiano gli americani, ma si
tratta di mura fenicie, di strade greche. Mi pare che dal punto di
vista criminologico sia una motivazione molto forte e che da parte
di chi dovrebbe tutelare l'avvenire della Sicilia la nostra
ricchezza sia questa.
La nostra ricchezza sono i simboli araldici del nostro passato e,
visto che le 'cattedrali del deserto' non le comprano nemmeno come
ferro vecchio, cerchiamo almeno di difendere le cose che in
qualche modo possono incrementare il turismo di qualità. Facciamo
vedere che abbiamo capito che nel nostro splendido passato ci può
essere una prospettiva di sviluppo. E dunque rendiamo più
accogliente e più sicura questa nostra terra.
Mi permetto anche di proporre, e lo faccio da parlamentare, che
la risposta complessiva debba alla fine essere un fatto normativo
assolutamente nuovo, come quello dell'istituzione di una polizia
regionale contemplata all articolo 31 del nostro Statuto.
E' un tema indilazionabile di garanzia, di sicurezza e di
trasparenza. Se è vero, come è vero, infatti, che le
organizzazioni ambientaliste ci riferiscono che in Sicilia
esistono 270 mila abitazioni abusive, è anche vero che non abbiamo
il nostro braccio armato, il nostro potere di intimidazione a
tutela delle nostre leggi. Infatti il Comune ha il corpo di
Polizia municipale, la Provincia ha la polizia provinciale. I
rappresentanti del Land tedesco, credo fosse la Westfalia, che si
sono incontrati con noi in prima Commissione, ci hanno chiesto:
Ma voi approvate delibere consiliari o leggi? . E noi abbiamo
risposto: Approviamo leggi. . Credo fosse presente anche
l'onorevole Giannopolo. Poi ci hanno chiesto: E avete una polizia
per fare rispettare questo insieme di leggi? . Noi abbiamo
risposto: No . Hanno sorriso perché i tedeschi non ridono ad
alta voce come noi latini; ma sinceramente tutto ciò fa sorridere
e fa riflettere.
D'altro canto, gli analisti sostengono che il disastro della
Regione siciliana è causato dal fatto che il 90 per cento delle
sue leggi non trova pratica attuazione. E' come se noi mettessimo
davanti alle banche un cartello con su scritto: 'Vietato
rapinare' L'animo umano non ha raggiunto queste vette di nobiltà.
Dobbiamo ancora difenderci.
Io penso che la Regione nell'immediato per la tutela dei nostri
beni culturali e in prospettiva, per la sicurezza della legge e
dei diritti di tutti i siciliani, debba dotarsi di un corpo di
polizia regionale.
. PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1104 Notizie circa
la selezione di personale bandita dall'Associazione di imprese
Federico II e recentemente svoltasi presso la Fiera del
Mediterraneo di Palermo , dell onorevole Cracolici.
Assente il firmatario, l'interrogazione si intende presentata con
richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione n. 1120 Notizie circa gli Enti
lirico-sinfonici della Sicilia , degli onorevoli Raiti, Ferro,
Morinello e Miccichè.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e per i trasporti, all'Assessore i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che:
- degli oltre 100 miliardi di vecchie lire stanziati normalmente
dalla Regione per Enti e Fondazioni lirico-sinfoniche (Teatro
Massimo di Palermo, Teatro Bellini di Catania, Vittorio Emanuele
di Messina) parte consistente risulta la quota per il
finanziamento dell'Orchestra sinfonica siciliana;
- le cariche di direttore artistico, direttore musicale e il
direttore stabile sono ad oggi attribuite ad un musicista che
risulta ricoprire stabilmente e contemporaneamente altri tre
incarichi presso altri organismi musicali del centro e del nord
Italia, e molto spesso si trova all'estero;
- è stato riscontrato che l'Orchestra sinfonica siciliana, pur
dotata di organico efficiente e di singole professionalità di
elevato livello, non ha mai prodotto le realizzazioni musicali che
aveva garantito all'atto dell'insediamento;
- l'ultimo e recente concorso espletato per la stabilizzazione
dei musicisti in organico orchestrale è stato contestato da almeno
un'organizzazione sindacale dei lavoratori;
per sapere:
- quale sia l'ammontare dei finanziamenti destinati ai singoli
Enti per gli anni 2000-2001 e 2001-2002;
- quali siano le spese rendicontate dagli Enti con particolare
riferimento ai costi dell'organico orchestrale e amministrativo;
- a quanto ammontino gli emolumenti del direttore artistico,
distinguendo gli emolumenti dal rimborso delle spese sostenute per
missioni e trasferte;
- se i verbali delle procedure concorsuali per la stabilizzazione
dei musicisti siano stati sottoscritti da tutti i commissari
d'esame;
- se corrisponda a verità che un impiegato di categoria
esecutiva, privo di titoli ed esperienza nel settore, sia stato
incaricato dall'attuale Commissario regionale di ricoprire
funzioni dirigenziali;
- se non ritengano opportuno avviare, dopo avere accertato le
disfunzioni gestionali, un'indagine tecnico-contabile al fine di
accertare la documentazione di supporto amministrativo per
l'erogazione dei finanziamenti pubblici e la congruità delle
spese, anche al fine di salvaguardare i lavoratori orchestrali e
amministrativi;
- quali iniziative intenda adottare al fine di salvaguardare il
buon nome di una delle poche Orchestre sinfoniche ancora attive in
Italia, vanto della Sicilia e volano di crescita culturale della
nostra Isola. (1120)
Ha facoltà di parlare l onorevole Assessore per fornire la
risposta.
GRANATA assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l interrogazione n. 1120, pur facendo espressamente riferimento
nel titolo agli enti lirico-sinfonici siciliani, fa particolare
riferimento all'Orchestra sinfonica siciliana.
Devo ricordare a quest'Aula che, per una strana concezione delle
competenze, l'Orchestra sinfonica siciliana è l'unico ente
musicale sinfonico non di competenza dell'assessorato dei beni
culturali, come gli altri enti e altri teatri, ma dell'assessorato
turismo. Nonostante ciò, preliminarmente occorre rilevare come
l'interrogazione 1120 sembri riguardare per lo più problemi
relativi all'Orchestra sinfonica siciliana che si ritiene siano
stati già superati dagli eventi successivi alla data
dell'interrogazione.
In relazione alla richiesta di quantificazione dei finanziamenti
destinati ai singoli Enti per gli anni 2000-2001- e 2001-2002, si
ricorda che gli stessi sono concessi attraverso il bilancio
regionale a cui i deputati hanno facile accesso e quindi
facilmente confrontabili; anche allo scopo di escludere
quell'affermato vantaggio finanziario attribuito dagli
interroganti in favore dell'Orchestra sinfonica siciliana che, in
realtà, appare non rispondente alle reali esigenze rappresentate
dall'Ente stesso che, peraltro non gode, come altri, di ulteriori
aggiuntive fonti di finanziamento, assegnazioni o contributi
previste nei bilanci di altri Enti Locali.
Qui è riportato come esempio il Teatro Massimo di Palermo. Devo
dire che forse è l'unico esempio degno di nota, in quanto i
contributi degli altri enti minori relativamente alle altre grandi
istituzioni culturali siciliane, dal Vittorio Emanuele di Messina
al Bellini di Catania, allo stesso Biondo e allo stesso Teatro
Stabile di Catania, sono realmente proporzionalmente irrisorie.
Per quanto riguarda l'emolumento percepito dal direttore
artistico e stabile della Fondazione, il maestro Veronesi, esso è
stabilito dal contratto stipulato su designazione
dell'Amministrazione precedente in lire 380 milioni, la cui
scadenza è prevista per il mese di giugno 2004. Occorre precisare
come lo stesso maestro Veronesi ha accettato senza alcun onere
aggiuntivo l'incarico di direttore artistico affidatogli dal
Commissario regionale.
In atto non risultano, come contrariamente affermato, contrasti
di alcun genere relativi ad assunzioni né promozioni a valere
sulla copertura dell'unico posto di dirigente amministrativo
previsto in organico ad oggi non ancora ricoperto. Né risultano
affidate funzioni di dirigente ad impiegati di categoria
inferiore, ma piuttosto generali consensi su piani di risanamento
ad opera della nuova gestione, a cui occorre dare fiducia e che in
breve tempo potranno essere sottoposti all'attenzione dell'intero
Governo, che solo allora potrà decidere se intraprendere o meno
quelle attività che riterrà utili per dare sempre maggiore lustro
all'Orchestra Sinfonica siciliana.
Capirete che sono notizie che abbiamo attinto dal competente
Assessorato Turismo e sono notizie relative ad una fase di
gestione sui cui risultati poi l'Assemblea, il Parlamento, le
forze politiche, dovranno giudicare quando questa fase verrà
portata a compimento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
RAITI Signor Presidente, onorevole colleghi, non posso che
apprezzare lo sforzo fatto dall'Assessore per i Beni culturali.
Sapevo, facendo anche parte della IV Commissione, che la
competenza relativa alla materia in oggetto è dell'Assessorato
Turismo. Tra l'altro, sulla stessa interrogazione aveva risposto,
per quanto riguarda gli oneri finanziari, l'Assessore per il
Bilancio.
Pur apprezzando lo sforzo dell'Assessore per i Beni culturali, e
non poteva essere altrimenti, la risposta è assolutamente generica
su alcuni dati importanti e su alcune richieste specifiche che
abbiamo fatto sulla gestione dell'EAOSS.
Già mi pare strano che questa interrogazione sia stata trasmessa
una prima volta soltanto all'Assessore per il Bilancio e non
all'Assessore per il Turismo e una seconda volta all'Assessore per
i Beni culturali e non all'Assessore per il Turismo, competente
in questa materia. La stranezza mi porta a chiedere risposte
puntuali; quelle che l'interrogazione merita per fare
definitivamente luce sulle problematiche evidenziate che sono
gravi, perché nello scorso anno l'EAOSS è stato oggetto di
grandissime tensioni che hanno avuto gli onori della cronaca a
livello regionale e non solo, per alcuni fatti denunciati in
questa interrogazione.
Ritengo sia opportuno trasmettere l'interrogazione all'Assessore
per il Turismo, competente in materia, in modo da avere una
risposta più concreta e realistica per fare luce sui fatti
lamentati che ripeto - sono di particolare rilevanza sia per la
gravità, sia per il fatto che l'EAOSS é l'unica orchestra
siciliana di grande rilievo non solo a livello regionale ma anche
nazionale al cui buon funzionamento, credo, teniamo tutti.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, sono d accordo con lei nel ritenere
che la questione non può considerarsi chiusa con la risposta
dell'Assessore per i Beni culturali, perché la vicenda EAOSS é di
esclusiva pertinenza dell'Assessorato al turismo.
Si passa all'interpellanza n. 103 "Notizie circa l'affidamento
della gestione dei servizi aggiuntivi per il Parco archeologico
della Valle dei Templi", degli onorevoli Capodicasa, Speziale,
Giannopolo e Villari.
Ne do lettura:
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la pubblica
istruzione, premesso che:
- l'ARS con propria legge ha istituito nell'anno 2000 il Parco
archeologico della Valle dei Templi di Agrigento;
- tale legge prevede l'affidamento della gestione di tutte le
attività che si dovranno svolgere nell'ambito del Parco alla
competenza degli organi del Parco;
- codesto Assessorato si appresta ad affidare in concessione la
gestione dei servizi aggiuntivi per alcuni siti archeologici della
provincia di Agrigento e Caltanissetta, tra cui il Parco
archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi;
- tale affidamento consegue all'espletamento di una gara
effettuata sulla base del relativo capitolato emanato da codesto
Assessorato;
- tale gara è stata aggiudicata ad un raggruppamento di imprese
avente come capofila la ditta Shop Museo Archeologico (capogruppo
dell'ATI);
- il capitolato prevede tra i servizi aggiuntivi al punto f) il
'servizio di caffetteria che dovrà essere comunque fornito anche
tramite uso di distributori automatici di bevande e vivande';
- la selezione del personale, così come è accaduto per la
provincia di Palermo, dove tra le imprese aggiudicatarie risultano
esserci parentele eccellenti con rappresentanti politici, sta
avvenendo su base clientelare e per finalità politiche ed
elettorali;
per conoscere:
- se non ritenga illegittimo ed in violazione di legge,
l'emanazione del bando da parte di codesto Assessorato e la
conseguente gara alla luce delle disposizioni della legge
regionale n. 20 del 2000 che affida tutte le competenze delle
attività al Consiglio del Parco già costituito ed operante;
- se non ritenga essere in difformità con le succitate previsioni
del bando lo schema di convenzione accessoria laddove si parla di
'servizio ristorazione' che non era previsto nel bando e nel
relativo capitolato;
- se non risulti, così come a Palermo, che tra i soci e i
dirigenti delle imprese aggiudicatarie ci siano familiari di
esponenti politici ed istituzionali;
- se non ritenga di dovere intervenire per far si che la
selezione del personale avvenga in modo oggettivo e trasparente e
quanto più possibile sganciato da clientele politiche ed
elettorali» (103)
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere
all'interpellanza.
GRANATA assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. In riferimento all'interpellanza n. 103, si
fa presente che la gara per l'affidamento del servizio é stata
predisposta ed espletata dal servizio promozione e valorizzazione
di questo assessorato il cui dirigente dottor Angileri é stato
nominato responsabile del procedimento.
Circa l'asserita illegittimità dell'emanazione del bando di gara
per l'aggiudicazione dei servizi aggiuntivi da parte
dell'Assessorato beni culturali, si rassicurano gli interpellanti
sulla legittimità dell'atto redatto, ai sensi degli articoli 112 e
113 del decreto legislativo 490 del 1999 (legge Ronchey) e
conforme alle disposizioni contenute nel regolamento n. 139/97 del
Ministero dei Beni e le Attività culturali, alla cui successiva
pubblicazione nella GURS il 15 giugno 2001 non é stata opposta
impugnativa alcuna.
All'articolo 3 del succitato regolamento viene prevista la
possibilità che si attivino una serie di servizi in più istituti,
la cui competenza é dell'assessorato per i beni culturali; ed
infatti l'attivazione dei servizi aggiuntivi é partita non solo
nel Parco archeologico della Valle dei Templi, ma anche nella
totalità dei siti museali ed archeologici regionali nelle province
di Agrigento e Caltanissetta.
La modalità dell'affidamento dei servizi aggiuntivi nelle
province di Agrigento e Caltanissetta che scaturisce dall'esigenza
di affidare al concessionario individuato attraverso apposita
gara, sia siti di consolidato richiamo turistico che siti meno
fruiti, ha imposto una gara interprovinciale che ha superato le
competenze degli organi del Parco e della Soprintendenza di
Caltanissetta.
Per quanto attiene al secondo punto, si fa presente che il Parco
ha stipulato una convenzione accessoria dietro indicazione di
questo Assessorato ed esiste, inoltre, l'atto di concessione
generale assessoriale, che riguarda tutti i siti, sia quelli ove
sarà attivato il servizio di ristorazione sia quelli ove questo
servizio non é previsto.
Si fa presente che nel bando di gara, nel punto dove sono
descritti i servizi aggiuntivi, (lettera f del bando) si intende
che, ove possibile, il servizio di caffetteria o ristorazione può
essere attivato anche attraverso l'installazione di postazioni
fisse.
Allo stato attuale comunque non é stato attivato alcun servizio
di ristorazione nella Valle.
Non risulta, infine, che tra i soci della società aggiudicataria
vi siano familiari o parenti di esponenti politici mentre é
opportuno specificare che trattandosi di imprese private non si
può intervenire sulle modalità di selezione del personale.
Tuttavia, l'Assessorato, per casi analoghi, ha già fatto conoscere
il proprio punto di vista invitando l'aggiudicatario a selezionare
il personale quanto più possibile nel rispetto dei principi
generali dell'ordinamento oltre che del capitolato d'appalto.
Posso solo aggiungere che ci sono anche altre interpellanze sul
meccanismo di assegnazione di questi servizi aggiuntivi, che sono,
come tutti sapete, un elemento essenziale per arricchire e
valorizzare l'offerta culturale dei nostri siti.
La scelta che ha fatto l'Assessorato di accorpare alcune province
i legata a due ordini di considerazioni, credo, condivisibili. La
prima: alcuni siti non avrebbero avuto partecipanti se avessimo
messo, ad esempio, all'asta esclusivamente i siti della provincia
di Caltanissetta, senza quelli della provincia di Agrigento ed in
questo caso avremmo avuto serie difficoltà. Ma soprattutto noi
abbiamo voluto accorpare in tre o quattro grandi macrodistretti i
siti. In tal modo, infatti, cerchiamo di stimolare una funzione di
rete, di distretto culturale che superi il confine burocratico
della provincia e che organizzi il sistema della cultura in un
modo più organico, ma al contempo anche più completo su una
porzione di territorio più vasta, con la possibilità di inserire,
in prospettiva, anche biglietti unici e, quindi, carte dei servizi
rispetto ai circuiti culturali.
Coloro i quali si aggiudicano le regolari gare di appalto che
vengono bandite per questi siti sono soggetti privati, rispondono
della qualità del servizio, secondo il capitolato, alla Regione,
possono - anzi devono - assumere chi vogliono, nel senso che non
c'è alcuna possibilità - né deve esserci - di indicazione o di
controllo da parte della autorità, quindi dell'Assessorato Beni
culturali, su questo aspetto. A noi interessa la qualità del
servizio espletato e che il tipo di servizio sia corrispondente a
ciò che è stato messo in gara.
E questo, quindi, lo stato dei fatti. Peraltro, c'è stato anche
un ritardo nel fare partire questi siti, perché in molti degli
stessi ci sono delle difficoltà dovute, ad esempio, a vincoli
archeologici o di altro tipo, per cui la individuazione di luoghi
corrispondenti e, comunque, adatti sia all'interno dei Musei che
dei Parchi per potere effettuare e rendere al pubblico questi
servizi, non è delle più facili.
A tal fine, abbiamo recentemente approvato in Giunta una mia
proposta tendente ad accollare i costi aggiuntivi degli interventi
sulla strutturazione dei servizi all'interno dei siti alle ditte
che hanno vinto le gare le quali poi si rifaranno, nel corso degli
anni, sull'aggio, cioè sulla percentuale che devono versare alla
Regione sui biglietti. Ciò per far sì che i servizi partano il più
rapidamente possibile: entro questa primavera credo che tutti i
siti di competenza regionale saranno forniti, non tutti di
servizio di ristorazione, ma certamente tutti di biglietteria,
certamente tutti di servizio di libreria, di bookshop, di
merchandising, con un minimo di oggettistica legato al sito e di
caffetteria, quindi di ristorazione leggera. In alcuni casi, dove
sono previsti, anche i servizi di ristorazione.
Aggiungo, inoltre, che non va sottovalutata la funzione di
trasparenza relativa alla gestione privata della biglietteria,
perché finalmente (e già alcuni dati confermano le nostre
previsioni) vediamo come i biglietti, quando sono staccati
regolarmente dalle nostre biglietterie, configurano un livello di
visitatori dei siti ben più alto rispetto ad alcuni dati ufficiali
legati al vecchio modo di organizzazione delle biglietterie.
Su questo sono state avviate anche ispezioni per verificare le
motivazioni vere di tale tipo di meccanismo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono
particolarmente soddisfatto della risposta fornita dall'Assessore
in riferimento alle domande che abbiamo posto. Più soddisfacente è
stato a proposito della illustrazione dell'attività
dell'Assessorato per quanto concerne l'organizzazione dei servizi
aggiuntivi e l'intervento che esso sta mettendo in atto.
L'interpellanza, però, poneva delle domande specifiche riferite al
Parco archeologico della Valle dei Templi.
L'illegittimità che noi ventiliamo a proposito della emanazione
del bando da parte dell'Assessorato, non è riferita, come si
evince dalla risposta, alle procedure adottate per quanto concerne
la gara, quanto al fatto che il potere di emanare un bando, cioè
di indire una gara, non compete all assessorato, così come si può
ricavare dalla legge istitutiva del Parco archeologico della Valle
dei Templi, ma al Consiglio del Parco.
Il Parco archeologico della valle dei Templi, fra i tanti beni
culturali di cui dispone la Sicilia, ha una particolarità: è stato
costituito con legge e con legge gli sono state attribuite delle
competenze tra le quali anche quella di organizzare i servizi nel
Parco e di gestire il potere organizzatorio e, quindi,
concessorio. Questo è dato dalla legge al Consiglio del Parco.
La risposta che dà l'Assessore, cioè che per poter rendere più
appetibili siti di minore importanza, è stato necessario accorpare
in unico bando questi siti con siti di maggiore rilevanza
turistica e culturale, è una risposta ragionevole. Rimane il
fatto, però, che cozza con una normativa esistente, che quest'Aula
ha approvato con propria legge, e che, quindi, andava rispettata
anche da parte dell'Assessorato.
Per quanto attiene, poi, alla risposta data su altri punti,
l'Assessore dichiara che non vi è alcuna difformità tra la
previsione del bando e la convenzione accessoria. Nel momento in
cui noi abbiamo presentato l'interpellanza le posso assicurare,
onorevole Assessore, che nella convenzione accessoria, in
difformità del bando dove si parlava solamente di servizio di
caffetteria, sottoposta all'approvazione o al parere del Consiglio
del Parco, si parlava, invece, di servizio di ristorazione. Sono
due cose diverse. Un impresa può ritenere appetibile la
partecipazione ad una gara dove è previsto il servizio di
ristorazione, può ritenere non appetibile partecipare ad una gara
dove è previsto solo il servizio di caffetteria, per cui una
diversa concessione rispetto al bando non solo è illegittima, ma
avrebbe alterato il rapporto tra l'aggiudicatario e l'aggiudicante
in modo abbastanza sostanzioso, in un sito dove ogni anno passano
decine di migliaia di turisti che, peraltro, hanno la
caratteristica di essere turisti "mordi e fuggi", quindi,
interessati ad un servizio di ristorazione nel parco. Dunque, lei
può capire che fa differenza anche da un punto di vista
quantitativo e finanziario.
Poi c'è il problema, secondario quanto si vuole, ma che, per un
ambito locale, può avere la sua importanza, che non è come
sostiene l'Assessore il quale dichiara che tra le imprese che
hanno partecipato al raggruppamento che poi ha vinto la gara,
avente per capofila la ditta Shop Museo Archeologico non vi siano
familiari di personalità eccellenti.
Onorevole Assessore, vi sono cognati di personalità di primo
piano, istituzionali della provincia di Agrigento, del Polo, di
Forza Italia, di Assessore comunali, alla provincia. Questa
presenza è ben evidente all'interno di questo raggruppamento di
imprese che ha come capofila una società iscritta a Bolzano o a
Trento, adesso non so esattamente, ma la gestione concreta, vera,
effettiva sul territorio della Valle dei Templi è affidata a
questa società agrigentina che ha queste parentele eccellenti.
Non richiamo questo fatto per fare dello scandalismo ma perché
tutto questo fa un po' il paio con la situazione di Palermo che ha
suscitato scandalo sulla stampa, ma anche perché ha dato una
curvatura di tipo clientelare, elettoralistica, all'assunzione
che, ovviamente, come afferma l'Assessore, è di strettissima
competenza della società che ha vinto e che può fare la selezione
come vuole; questo va da sé, ci arrivavamo anche da soli a questa
conclusione che, però, voleva segnalare un problema che sta più a
monte, di cui l'assunzione clientelare è solo la parte terminale.
Per quanto riguarda, invece, la questione relativa
all'organizzazione in rete di alcuni siti di cui l'Assessore,
benevolmente, ci ha voluto informare, credo, onorevole Assessore,
che questa sia una corretta impostazione, nel senso che mi pare
giusto che siti minori non scompaiano dalla circuitazione e questo
può avvenire solo se vengono inseriti in rete, ma devono avere un
senso logico dal anche punto di vista culturale.
Collegare Agrigento con Caltanissetta ritengo che non abbia molto
senso dal punto di vista culturale. Io, il biglietto unico tra
Agrigento e Caltanissetta, non lo comprerei mai, perché, ancorché
mi fosse imposto e lo acquistassi come turista, non visiterei mai
Caltanissetta, perché Agrigento e la Valle dei Templi fanno parte
di un altro circuito, che è quello collegato con Selinunte, con
Eraclea Minoa, con Gela, con tutti i siti di interesse
archeologico della Magna Grecia.
Credo, quindi, che, se non vuole diventare un'imposizione,
diciamo a titolo oneroso di un percorso ai tour operators ed ai
turisti che sono interessati, dobbiamo organizzare le cose in modo
tale che possano rivestire un interesse culturale specifico.
Io faccio il giro della Magna Grecia, allora un biglietto unico
che interessi Eraclea Minoa, Selinunte, Agrigento, Gela, etc. ha
un senso. Se poi da Agrigento mi si porta a Caltanissetta a
visitare qualcosa che è eccentrico rispetto a questo interesse
preminente che io da turista ho, mi pare chiaro che, a quel punto,
il biglietto unico avrebbe solo il valore di prelevare dalle
tasche dei turisti qualche euro in più senza che ne venga
stimolato l'interesse ai cosiddetti siti minori.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 1147 Interventi
a tutela di alcuni collaboratori scolastici (personale ATA) della
provincia di Catania , a firma dell onorevole Villari.
Per assenza dall'Aula del firmatario, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1153 Iniziative per il
passaggio alle dipendenze dello Stato del personale scolastico
attualmente dipendente dagli Enti locali , sempre a firma
dell'onorevole Villari
Per assenza dall'Aula del firmatario, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza numero 109 Valorizzazione del
patrimonio artistico e culturale di Messina , a firma
dell'onorevole Panarello. Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e la pubblica istruzione, premesso che:
- il 9 luglio 2003 a Londra, presso Christie's, sarà battuto
all'asta un dipinto (Madonna con Bambino e sul retro l'Ecce Homo)
attribuito, da numerosi critici e storici dell'arte, ad Antonello
da Messina;
- è stato annunciato il trasferimento, sia pure temporaneo,
presso la Galleria regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, di un
importante dipinto del Caravaggio, facente parte del patrimonio
del Museo regionale di Messina, dov'è permanentemente esposto;
CONSIDERATO che:
- l'opera attribuita ad Antonello da Messina viene battuta con un
prezzo, a base d'asta, di circa un miliardo delle vecchie lire;
- il dipinto di Antonello da Messina (uno dei massimi artisti
siciliani) costituirebbe un indubbio arricchimento del patrimonio
artistico dell'Isola;
- il trasferimento del Caravaggio ha destato comprensibili
preoccupazioni tra gli esperti, gli operatori turistici e
l'opinione pubblica messinese;
- sottrarre alla fruizione pubblica, durante il periodo estivo,
il famoso dipinto del Caravaggio potrebbe determinare contraccolpi
negativi sui flussi turistici legati a motivazioni culturali;
- la contemporaneità dei due avvenimenti ha fatto emergere il
fondato timore di un disimpegno degli Enti locali e della Regione
verso l'incremento e la valorizzazione, anche a fini turistici,
del patrimonio culturale di Messina;
per conoscere:
- se non ritengano di dover compiere, tempestivamente, tutti gli
atti necessari perché sia acquistato dalla Regione e destinato al
Museo regionale di Messina, il predetto dipinto di Antonello da
Messina;
- quanto tempo è previsto debba durare il trasferimento del
Caravaggio a Siracusa ed in che modo intendano concretizzare la
proclamata promozione del Museo regionale di Messina;
- se non valutino opportuno promuovere, nel quadro di una
valorizzazione del patrimonio culturale siciliano, superando
l'inerzia degli Enti locali messinesi e destinando adeguate
risorse, specifiche iniziative di valorizzazione del patrimonio
artistico, culturale e monumentale della città di Messina>>. (109)
Ha facoltà di parlare l'onorevole l onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. L interpellanza numero 109, dell onorevole
Panarello, è certamente legata a questioni che, poi, sono state
oggetto come risulta dalla cronaca - di azioni di Governo
perfettamente in linea e coerenti con l'interpellanza stessa.
Potrei, quindi, anche non rispondere da questo punto di vista.
Però, voglio sottolineare un dato relativo alla prima parte
dell'interpellanza e cioè quando l'onorevole Panarello ritiene di
dovere sottolineare come ci sia stata, da parte dell'Assessorato,
un errore nel trasferire un importantissimo quadro del Museo
regionale di Messina presso il Palazzo Bellomo di Siracusa dove è
custodito un altro Caravaggio di proprietà dell'Amministrazione
regionale per adibire una mostra che è durata all'incirca un mese.
Credo che, da parte dell'onorevole Panarello, di cui conosco la
sensibilità culturale, ci sia l'assoluta buona fede nel dare
questo tipo di indicazione, ma anche lui si rende conto di come le
nostre opere, molto spesso, girino anche per mesi in musei
internazionali. E se un grande evento culturale - perché in quella
fase a Siracusa si svolgeva una grande manifestazione culturale -
ha potuto far conoscere ad altre persone, non soltanto il quadro,
ma anche il luogo dove il quadro è custodito, abbiamo fatto
semplicemente un'operazione di promozione culturale verso quel
Caravaggio e verso quel museo. Era scritto a chiare lettere,
infatti, che questo quadro, così come adesso è tornato ad essere
custodito, era custodito presso il Museo regionale di Messina che,
dal punto di vista storico dell'arte, certamente, senza nulla
togliere all'Abatellis e al Bellomo, è il più importante museo
regionale della nostra Isola.
Io dico, anzi, che da parte dell'onorevole Panarello questo tipo
di sottolineatura è stata uno stimolo ad un confronto, anche
rispetto ad alcune tematiche. Altre interpellanze, rispetto al
tema, sono state più discutibili anche perché provenivano da
soggetti che non sapevano non soltanto che il Caravaggio esistesse
a Messina ma, probabilmente, non sapevano neanche chi fosse
Caravaggio e, quindi, erano mossi certamente da finalità molto
diverse da quelle del collega Panarello.
Per quanto riguarda, invece, lo stimolo relativo all'Antonello da
Messina battuto recentemente all'asta dalla Christie's, in cui
Panarello per primo indicò all'Assessorato la necessità di
interessarci a questa operazione, devo dire con grande
soddisfazione, penso da parte di tutti, che questa operazione è
stata portata a compimento, che abbiamo acquistato l'Antonello da
Messina, che nei prossimi giorni, lunedì o martedì, l'Antonello da
Messina sarà prelevato appunto presso la Christie's di Londra per
essere riportato a Messina dove in data 17 novembre, alle ore
11.00, al Museo regionale di Messina, dove il quadro ovviamente
resterà, sarà presentato alla stampa e alle autorità.
E' un'acquisizione straordinariamente importante per due motivi:
il primo per motivi oggettivi; si tratta dell'ultimo Antonello
sul mercato, non esisterà mai più la possibilità di acquisire un
Antonello da Messina sul mercato internazionale e anche la
esiguità rispetto al valore enorme dell'opera con cui siamo
riusciti ad attribuircelo fa parte di questa soddisfazione. Il
secondo motivo è che si tratta di una operazione in
controtendenza, al fine di arricchire il nostro patrimonio
culturale e ad arricchirlo di un quadro che rappresenterà per
Messina e per la Sicilia un ulteriore motivo di attrazione; anche
perché quel museo è sottoposto ad importante opera di
ristrutturazione - la gara è stata già aggiudicata - che darà una
nobiltà di contenitore, adeguato e proporzionale all'importanza
delle opere che in quel museo sono raccolte.
Quindi, ovviamente, rassicurandola di fatto sul Caravaggio,
perché è già tornato a casa e sul fatto che l'Antonello da Messina
non solo è stato acquistato ma tornerà a Messina il 17, credo di
potere rassicurare da tutte e due le angolature l'onorevole
Panarello che, comunque, ringrazio per la sua consueta attenzione
ai fatti legati alla cultura.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO Signor Presidente, onorevole Assessore, naturalmente
sono soddisfatto della risposta anche perché esibisce un fatto
incontrovertibile: si è acquisito al patrimonio culturale
siciliano un'importante opera d'arte e bisogna, in questo caso,
dare atto all'Assessore Granata di una grande sensibilità. Mi
preme sottolineare che, nel momento in cui si è attenti alla
necessità di salvaguardare, valorizzare e, in questo caso,
incrementare il patrimonio culturale si trovano anche le forme, i
modi per superare lentezze e difficoltà burocratiche ed essere,
addirittura, in grado di competere in un'asta internazionale per
l'acquisizione di un quadro.
Per quanto riguarda la questione del Caravaggio, all'Assessore
non sarà sfuggito che, in quel momento, si era determinata nella
città di Messina una situazione singolare, cioè non c'era stata
una risposta adeguata, anche perché l'Assessore non era stato
sollecitamente interpellato, rispetto a questa opportunità,
dell'acquisto del quadro di Antonello da Messina.
Si era enfatizzato il trasporto del quadro del Caravaggio che,
certamente, non può essere un patrimonio comunale, per consentire
un evento importante in un'altra città.
Io ho raccolto solo - ma ero certo dell'attenzione che
l'assessore e l'amministrazione mettevano in questo senso - un
problema di attenzione all'opera, ma volevo rappresentare e
sottolineare che c'è un problema per quanto riguarda la città e la
provincia di Messina, che discende da una disattenzione, da una
mancanza di strategie di cui si devono fare carico gli Enti locali
che non assumono a sufficienza l'obiettivo di valorizzare in
maniera adeguata il patrimonio di cui dispone la città e la
provincia di Messina.
In questo senso, il Museo regionale di Messina può essere un
riferimento importante, ha bisogno di essere adeguatamente
sostenuto e valorizzato, non solo completandolo per gli aspetti
strutturali ma costruendo attorno ad importanti opere che lì sono
presenti - dal Caravaggio, ad Antonello da Messina, ad altre
importanti espressioni artistiche - una politica che solleciti la
fruizione ed anche la valorizzazione di questa struttura per fare
in modo che il patrimonio culturale siciliano sia occasione anche
di un turismo culturale i cui flussi sono sempre più consistenti e
che noi possiamo attrarre sempre più se c'è una strategia
regionale che metta assieme ed in sinergia tutte le realtà
siciliane.
PRESIDENTE. Si passa alla interrogazione numero 1215 "Interventi
per impedire la realizzazione di un progetto di completamento del
porto turistico di Presidiana a Cefalù" a firma dell'onorevole
Giannopolo. Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
- a Cefalù la Kalura o Caldura è uno dei pochi luoghi, forse
l'unico, che tutto sommato è cambiato poco negli ultimi vent'anni;
- il resto del territorio, e soprattutto della costa attorno alla
Rocca, è stato teatro di impietosi interventi che hanno stravolto
l'ambiente e il paesaggio;
rilevato che:
- l'unica cosa che è mutata è la trasparenza, il colore e la
limpidezza del mare, da quando è stato costruito nell'incantevole
golfo, il porto di Presidiana;
- il 28 maggio scorso è apparso sui giornali un avviso pubblico
dell'Amministrazione comunale di Cefalù che annunciava di voler
realizzare, mediante Project Financing, 'opere per la messa in
sicurezza e completamento delle infrastrutture a mare e a terra
del porto turistico di Presidiana, atte a realizzare servizi per
un'utenza di circa 650 posti barca';
- l'Amministrazione comunale annuncia di possedere un 'progetto
preliminare suscettibile di integrazioni e miglioramenti', e le
proposte sarebbero dovute pervenire entro il 30 giugno;
- il progetto dell'Amministrazione comunale di Cefalù prevede la
realizzazione di una diga che 'chiuderà' il golfo, lunga 350
metri, con una base a fondo di 17.500 mq circa, realizzata tutta
in cemento e in blocchi di 28 tonnellate ciascuno;
- tale diga, secondo il progetto depositato in Comune, si alzerà
dal livello del mare di oltre 5 metri, mentre pare che ci sia un
orientamento della Soprintendenza che la farebbe diventare una
diga soffolta, vale a dire sott'acqua;
considerato che:
- in entrambi i casi, il golfo diventerebbe uno stagno per lo
stravolgimento delle correnti e con il divieto assoluto di
balneazione previsto per legge, essendo tutto il golfo trasformato
in area di porto;
- il danno per la collettività e per le numerose attività
imprenditoriali che si affacciano sulla Kalura sarebbe
incalcolabile;
rilevato che, inoltre, una colata di cemento coprirebbe sia le
aree a terra del porto sia una parte dello specchio d'acqua, con
la realizzazione di circa 40 mila mq di opere, per piazzali,
banchine e strutture di servizio;
considerato che, se mai si realizzasse questo sconsiderato e
faraonico progetto, la Kalura sarà stravolta totalmente, non
esisterà più, con l'ambiente e il paesaggio completamente
sfigurati, con la cementificazione e la distruzione di uno degli
ultimi angoli di paradiso che, ancora oggi, il mondo ci invidia;
per sapere:
- se il progetto presentato abbia tutti i pareri necessari, da
quello della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali alla
V.I.A. del Ministero per l'ambiente per la tipologia di porto;
- se i lavori da realizzare saranno compatibili con i diversi
importanti reperti di archeologia subacquea presenti nel golfo;
- se il Consiglio comunale di Cefalù sia stato preliminarmente
coinvolto, essendo questo progetto una variante urbanistica e un
vero e proprio Piano regolatore portuale;
- se esista la certificazione urbanistica dell'Assessorato
regionale territorio e ambiente;
- se non ritengano che siano pochi 33 giorni di tempo per
permettere ai privati di presentare proposte serie di Project
Financing con un investimento finanziario di oltre 20 milioni di
euro;
- visto che il porto diventerà solo turistico e gestito da un
privato, che fine farà la flotta peschereccia che, finora, si è
appoggiata a Presidiana e che coinvolge oltre quaranta famiglie e
occupa una settantina di addetti;
- se, alla luce delle considerazioni sopra esposte, non intendano
intervenire, con la massima urgenza, per fermare questo
sconsiderato e sconcertante progetto di cementificazione del
territorio e del paesaggio>>. (1215)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. In riferimento alla interrogazione numero1215
dell onorevole Giannopolo, si comunica che questo Assessorato, al
fine di definire ed approfondire tutti i complessi aspetti
relativi al porto in oggetto, ha indetto una conferenza di servizi
entro il mese corrente per meglio specificare ed approfondire il
progetto stesso sia nei materiali utilizzati sia nell'entità del
progetto.
Faccio riserva, quindi, di offrire successivamente a questa
conferenza dei servizi, anche per via scritta, gli elementi in
risposta all'interrogazione, rassicurando l'onorevole Giannopolo
di una oggettiva, grande attenzione dell'Assessorato regionale per
i beni culturali relativamente ai temi legati al paesaggio, come
considerazione convinta che il paesaggio è in sé un bene
culturale; da questo derivano tutta una serie di conseguenze
relativamente ad una politica di salvaguardia del territorio e
anche un invito forte, rivolto proprio in questi giorni alle
Soprintendenze, affinché predispongano luogo per luogo, provincia
per provincia, dei piani paesistici che siano definitivi, in modo
tale che, da una parte, si capisca ciò che va preservato, va
vincolato e quali sono gli elementi culturali, compreso il
paesaggio, che sono inattaccabili e, dall'altro, si possa dare
certezza di diritto agli enti ed ai privati che vogliono investire
in servizi, in insediamenti turistici, in strutture.
Bisogna sapere, prima, con quali regole si gioca. Purtroppo, devo
rilevare che, molto spesso, c'è stato un ritardo rispetto a questa
esigenza e questo ritardo, attraverso una generale
riorganizzazione del metodo di apposizione dei vincoli
paesaggistici, sarà certamente razionalizzato. Il vincolo
paesaggistico, così come concepito dall'articolo 5 del nostro
ordinamento, è un vincolo di emergenza che risolve, che tampona un
problema, ma non è un'operazione strategica. La strategia è
legata, soprattutto, all'individuazione di piani paesaggistici
dove si sappia, dapprima, cosa si può e cosa non si può fare, in
modo tale che, poi, progettisti, sindaci, amministratori o privati
non abbiano l'alibi solito, ricorrente in Sicilia, spesse volte,
dei cosiddetti soldi che si perdono se non si riesce e a
realizzare l'opera .
Su questa linea credo - abbiamo dato una dimostrazione di
grande rigore, e anche per quanto riguarda Cefalù. Cefalù e la
Sicilia hanno il diritto di avere un approdo turistico che sia
coerente rispetto al grande valore paesaggistico che Cefalù
contiene.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GIANNOPOLO Signor Presidente, prendo atto delle dichiarazioni
che ho ascoltato, ma l'assessore Granata aveva avuto modo di
esternare nei giorni scorsi la sua opinione circa il fatto che su
Cefalù bisogna essere più cauti nel realizzare interventi sul
territorio che rischiano di alterarlo irreversibilmente; prendo
atto del fatto che l'Assessore ha indetto una conferenza di
servizi dove immagino, presumo ci sarà anche la Soprintendenza.
Io chiedo nell'interrogazione che ci sia anche la verifica del
parere e delle autorizzazioni che deve rilasciare l'Assessorato
regionale al territorio e all'ambiente, quindi, vorrei che a
questa conferenza dei servizi fosse invitato anche quest'altro
ramo dell'Amministrazione regionale.
Tuttavia, vorrei esplicitare ancora di più, non per
drammatizzare, non per enfatizzare una questione che va trattata
per quello che è, che va ricondotta sicuramente a un fatto
amministrativo che deve, comunque, segnare il rispetto delle leggi
e delle regole.
L'opera che si intende realizzare - poi dirò anche sul fatto e
sull'opportunità che a Cefalù possa realizzarsi un porto turistico
- determina un impatto ambientale estremamente negativo per quel
lembo di territorio che vorrei precisare è di estrema delicatezza
oltre che di estrema bellezza: il porto di Presidiana.
Vero è che bisognava - quarant'anni fa, quando si cominciarono a
costruire le prime opere che davano l'idea di un porto - impedire
fin da allora che fosse localizzato lì il porto; tuttavia,
l errore di quarant'anni fa non può costituire l'alibi o il
preteso per continuare nell'errore.
Vorrei dire che il porto di Presidiana nasce su un'area che ha,
intanto, un'emergenza importante sul piano geologico: lì emergono
le sorgenti sotto il mare di Presidiana, che drenano, trasportano
tutta l'acqua che deriva da Piano Battaglia e da Piano Zucchi. E'
stata fatta un'indagine attraverso un tracciamento isotopico ed è
stato visto che dopo quattordici anni il tracciante isotopico
messo a Piano Battaglia è stato rilevato alle sorgenti di
Presidiana. Quindi, punto primo: c'è un fatto naturale di grande
rilevanza.
Sono state rinvenute delle emergenze archeologiche subacquee,
altro fatto di grande rilevanza. Immediatamente a sud-est del
porto di Presidiana c'è il promontorio della Calura, che è stato
riconosciuto come uno dei cinque posti più affascinanti e più
belli del Mediterraneo. Il promontorio della Calura ha avuto
l'onore della copertina della rivista Time.
Poi abbiamo, a nord-ovest la Rocca di Cefalù, che è stata tanto
decantata anche da Goethe nel suo viaggio in Sicilia. Questa opera
che si vuole realizzare è lunga 350 metri, non è il prolungamento
della diga Foranea, ma è un'opera ancora più arretrata rispetto
alla battigia, un'opera lunga 350 metri che si alza dal livello
del mare di 5 metri; noi dobbiamo immaginare questa grande stecca
di cemento che si alza 5 metri in mezzo al mare, non agganciata a
nessuna parte e che è di 17.500 metri quadri, considerando tutto
quanto il corpo cementizio.
Quest'opera, alla fine, determinerà che la parte di mare che
arriva fino alla battigia sarà una specie di acquitrino. Non ci
sarà più la protezione dai venti e dalle correnti ma semplicemente
una specie di palude, una specie di acquitrino, con gli effetti
che questo determina in termini ambientali e di vita del mare.
Poi, la realizzazione a terra di una banchina di 40 metri quadri
di cemento, una colata di cemento di 40 mila metri quadri, tutto
questo a fronte di un porto turistico che dovrebbe servire sì e no
650 posti barca.
Quindi, noi stiamo parlando di un porticciolo turistico, non di
un porto turistico che si può candidare ad essere punto di
riferimento di tutti gli utenti che navigano sul Mar Tirreno o sui
mari vicini, sullo Ionio, e così via dicendo; quindi un
porticciolo di 650 posti barca. Io non so chi andrà a realizzare
tutto questo se troverà conveniente sul piano del rapporto costi-
benefici, poiché sono opere in project-financing, gestire un'opera
che necessita di investimenti notevoli, a fronte di utili che mi
sembrano abbastanza irrilevanti.
Ma la questione che io voglio qui anche dire all'Assessore - ed è
un problema che bisogna in qualche modo risolvere - sta accadendo
con i PRUSST, sta accadendo anche con molte di queste opere a
projetc-financing, di realizzazione di porti turistici, per cui
sui progetti preliminari, che ancorché siano redatti da consulenti
del Ministero dell'ambiente non li abilita a ritenere che quei
progetti preliminari non debbano siano oro colato . Anzi, in
questo caso, si tratterebbe di cemento colato .
Non abilita questi progetti preliminari - o chi li fa - a
ritenere che non debbano essere preventivamente sottoposti al
parere delle autorità competenti. Perché, veda, onorevole
Assessore, sta accadendo che si fanno i progetti preliminari, si
individua l impresa che deve realizzare tali progetti e l opera; e
poi, in un momento successivo, si chiedono i pareri alla
Soprintendenza, all Assessorato Territorio e via di seguito, con
l effetto di avere determinato l individuazione di imprese, di
interessi economici che premono poi sulle Soprintendenze, sugli
enti che devono esprimere tali pareri, con effetti sicuramente
negativi, sia per l impresa sia il soggetto che deve rilasciare il
parere.
Allora, questa è una questione che va risolta. Si è verificata
con i PRUSST, perché si è detto che, andando in deroga, in Sicilia
si è sviluppato di tutto e di più.
Tutto ciò che nel corso di tanti anni non ha trovato posto nella
realizzazione da parte di questa Regione e degli enti ad essa
sottoposti al controllo e vigilanza, tutto ciò che non ha trovato
posto- perché era impresentabile - adesso si sta ripresentando
con la storia dei PRUSST.
E' la stessa storia Onorevole Assessore, lei giustamente si
batte contro la sanatoria edilizia nazionale, si batte contro
l'assalto al territorio. Occorre che di tali questioni il
Parlamento discuta, che il Governo venga a riferire su ciò che sta
accadendo nel territorio siciliano anche attraverso gli strumenti
dei PRUSST, ed altri strumenti.
La vicenda di Cefalù non riguarderà solo Cefalù. Nei prossimi
mesi vedremo che tante altre località, perché i porti si fanno
sulle località marittime, ed il più delle volte le località
marittime sono località turistiche che vanno salvaguardate. Noi ne
vedremo delle belle. E allora sarà importante che questo......
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, per sua informazione, siamo a
dieci minuti, sui cinque concessi.
GIANNOPOLO Signor Presidente, la ringrazio per la pazienza.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 1218 "Chiarimenti
riguardanti il parere rilasciato dalla Sovrintendenza di Messina
sulla costruzione del Ponte sullo Stretto', dell'onorevole
Miccichè.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
- compito della Soprintendenza è salvaguardare i beni
culturali e ambientali della Regione;
- l'impatto del Ponte sull'area dello Stretto, in un'ottica
paesaggistica, non può che configurarsi come elemento fuori scala,
privo di rapporti armonici con il territorio, date le sue
componenti dimensionali, sia in elevato con le torri che in
orizzontale con i cavi e l'impalcato;
- anche un eventuale tentativo di migliorare le caratteristiche
architettoniche del manufatto, attraverso interventi di
riprogettazione, apparirebbe velleitario e insignificante rispetto
alle dimensioni ciclopiche imposte dall'orografia dei luoghi;
per sapere:
- perché nel parere della Soprintendenza di Messina è stato
sottaciuto che, laddove nel progetto preliminare poggiano i due
piloni da 380 metri del ponte e dove cadono le pile del viadotto
che lo collega alle colline sovrastanti, esiste una riserva
naturale orientata, detta 'Laguna del Peloro' istituita dalla
stessa Regione;
- perché la Soprintendenza di Messina, nonostante il rischio
scorto dalla Commissione speciale del Ministero dell'ambiente
(nello stesso progetto preliminare), di prosciugamento dei due
laghi della 'Laguna Peloro' (che si ricorda essere un sito di
importanza comunitaria in quanto zona umida protetta dalle
convenzioni internazionali), non ha - nel parere espresso -
attivato la sua opposizione al progetto di difesa del nostro
patrimonio ambientale;
- se l'Assessore al ramo non intenda valutare l'opportunità di
far rivedere alla Soprintendenza di Messina il parere sul progetto
preliminare del Ponte, richiamandola ad attenersi strettamente ai
doveri d'ufficio e ai suoi compiti di difesa del territorio
siciliano (1218).
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione. Signor Presidente, ho difficoltà a dire che
chiedo il rinvio dello svolgimento di questo atto ispettivo. Si
tratta di un parere che l'Assessorato regionale dei beni
culturali, ed io personalmente, attendiamo con impazienza e, però,
non è ancora arrivato.
Per questo motivo non posso dare una risposta all interrogazione
dell'onorevole Miccichè. Mi riprometto di farlo in forma scritta,
oppure nella prossima seduta, dedicata alla rubrica Beni
culturali.
E un parere che, essendo dato da un organismo periferico
dell'Assessorato, dalla Soprintendenza, ovviamente deve essere
dalla stessa motivato. Non mi hanno trasmesso la copia, quindi non
posso relazionare su un oggetto che non conosco.
PRESIDENTE Se ne prende atto, onorevole Assessore.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Su cosa, onorevole Miccichè?
MICCICHE' Sull'argomento.
PRESIDENTE No, la risposta dell'Assessore non c'è. Lei ha
diritto di replica soltanto per dichiararsi soddisfatto o
insoddisfatto della risposta.
MICCICHE' Signor Presidente, chiedo soltanto, considerata
l importanza dell argomento, che l interrogazione venga svolta il
più presto possibile.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, è disposto a trasformare
l interrogazione in interrogazione con richiesta di risposta
scritta?
MICCICHÈ No, signor Presidente.
PRESIDENTE In questo caso, onorevole Miccichè, ne riparleremo
in una prossima seduta.
Onorevole colleghi, la seduta è rinviata a giovedì 6 novembre
2003, alle ore 11,00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 245 Ripristino dei fondi necessari in ordine
all assistenza farmaceutica convenzionata per i mesi di
ottobre, novembre e dicembre 2003.
Papania, Ortisi, Galletti, Manzullo, Spampinato.
(28.10.2003)
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA Industria (V. allegato)
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
materia di organizzazione amministrativa (n. 699);
2) Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 (n. 702/A)
Relatore: on. Leanza Edoardo.
V - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
per l anno finanziario 2003 Assestamento (n. 654/A)
2) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2000 (n. 342/A)
3) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 1999 (n. 436/A)
4) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2001 (n. 629/A)
5) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2002 (n. 655/A)
La seduta è tolta alle ore 12,36.
Licenziato dal Servizio dei Lavori d Aula alle ore 15.30.