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Resoconto d'Aula della Seduta n. 172 di martedì 11 novembre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
 precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE  Si passa al punto I dell ordine del giorno.

                              Missione

   PRESIDENTE  Comunico che l onorevole Sanzeri è in missione,  per
 ragioni del suo ufficio, dal 13 al 14 novembre 2003.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
 disegni di legge:

     -    Istituzione di una società finanziaria regionale per il medio
       credito alle imprese siciliane (n. 713)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Segreto, Sanzeri, Nicotra,
 Amendolia, Antinoro, Paffumi in data 8 novembre 2003

     -    Riforma dell Ente di sviluppo agricolo (ESA) e determinazione
       delle sue nuove attribuzioni come ente strumentale della Regione
       (n. 714)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   presentato dagli onorevoli Basile, D Antoni, Lo Monte in data
 8 novembre 2003.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

      PRESIDENTE.   Comunico  che,  alle  competenti  Commissioni
    legislative, sono stati inviati i seguenti disegni di legge:

                   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

     -    Norme a tutela della sicurezza nelle scuole di ogni ordine e
       grado, pubbliche e private, e istituzione del fascicolo del
       fabbricato scolastico  (n. 709)
 -   d iniziativa parlamentare
 -   PARERE V  COMMISSIONE

                CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     -    Istituzione del salario sociale  (n. 708)
 -   d iniziativa parlamentare

                SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

     -    Istituzione delle federazioni regionali degli ordini e dei
       collegi delle professioni sanitarie  (n. 707)
 -   d iniziativa parlamentare

                 (INVIATI IN DATA 6 NOVEMBRE  2003)

                     Annunzio di interrogazioni

      PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le  seguenti
    interrogazioni con richiesta di risposta orale:

     -    N. 1393 - Iniziative per il completamento dei lavori di
       manutenzione   straordinaria della Chiesa di Sant'Angelo nel
       Comune di Licata (AG).
 -    Presidente Regione
 -    Assessore Lavori Pubblici
 -   Firmatario: Manzullo Giovanni

     -   N. 1394 - Chiarimenti in ordine alla realizzazione nel comune
       di Aragona (AG) e nel comune di Casteltermini (AG) rispettivamente
       di una discarica e di un termovalorizzatore.
 -   Presidente Regione
 -    Assessore Territorio
 -   Firmatario: Miccichè Calogero

     -   N. 1396 - Revoca del decreto di accoglimento del ricorso
       gerarchico contro la realizzazione della 'circonvallazione est'
       del Comune di Belpasso (CT).
 -    Assessore Beni Culturali
 -   Firmatario: Barbagallo Giovanni

      Le   interrogazioni  testè  annunziate   saranno   iscritte
    all ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
      Comunico    che   sono   state   presentate   le   seguenti
    interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

     -   N. 1395 - Notizie in ordine alla cessione gratuita da parte
       dell'ESA di trattori in  favore di agricoltori bosniaci.
 -   Assessore Agricoltura
 -   Firmatario: Barbagallo Giovanni

     -   N. 1397 - Accertamenti ispettivi presso il Comune di Castel di
       Judica (CT).
 -    Presidente Regione
 -    Assessore Famiglia
 -   Firmatario: Basile Giuseppe

     -   N. 1398 - Richiesta di un'ispezione presso la sede AIAS di
       Acireale (CT).
 -    Presidente Regione
 -    Assessore Sanità
 -   Firmatario: Basile Giuseppe

      Le  interrogazioni testè annunziate sono state già  inviate
    al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

      PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le  seguenti
    interpellanze:

     -    N. 141 - Interventi per una rapida corresponsione degli
       emolumenti spettanti ai Vigili del fuoco di Catania.
 -    Presidente Regione
 -    Assessore Bilancio
 -   Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni

     -   N. 142 - Interventi per garantire la continuità dei servizi
       sanitari e dei  collegamenti tra le isole Pelagie e la terraferma
       anche in periodo invernale.
 -    Assessore Sanità
 -    Assessore Turismo
 -   Firmatari: Capodicasa Angelo; De Benedictis Roberto; Zago
 Salvatore.

      Trascorsi  tre giorni dall odierno annunzio  senza  che  il
    Governo  abbia  dichiarato che respinge  le  interpellanze  o
    abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle,  le
    interpellanze stesse saranno iscritte all ordine  del  giorno
    per essere svolte alloro turno.

      Avverto,   ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
    Regolamento  interno,  che  nel  corso  della  seduta   potrà
    procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Seguito della discussione del disegno di legge:  Norme
     finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione
     per l'anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
        materia di organizzazione amministrativa. (n. 699/A)

      PRESIDENTE.  Si passa al punto II dell'ordine  del  giorno:
    Discussione di disegni di legge.
      Si  procede con il seguito della discussione del disegno di
    legge:   Norme finanziarie urgenti e variazioni  al  bilancio
    della   Regione  per  l'anno  finanziario  2003.   Norme   di
    razionalizzazione     in    materia     di     organizzazione
    amministrativa. (n. 699/A), posto al numero 1).
      Ricordo  che la discussione si era interrotta nella  seduta
    n.   171  del  6  novembre  2003,  dopo  la  chiusura   della
    discussione generale e l approvazione del passaggio all esame
    degli articoli.
      Poiché  l Assessore  per il bilancio e  le  finanze  non  è
    presente in Aula, sospendo brevemente la seduta.

        (La seduta sospesa alle ore 11.40, è ripresa alle ore
                               11.47)

      La seduta è ripresa.

      PRESIDENTE. Do lettura dell articolo 1:

                            Articolo 1.
                        Riduzione di spese

       1.  Le  spese autorizzate per l'esercizio  2003  dalle
     leggi sotto elencate sono ridotte degli importi indicati
     a fianco delle medesime:

     a)  legge  regionale 3 maggio 2001, n.  6,  articolo  2,
     comma 4
       (UPB 1.4.1.5.1, capitolo 109702) 258 migliaia di euro;

     b)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella   C  (UPB  2.2.2.6.1,  capitolo  542802)   500
       migliaia di euro;

     c)  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  106
     (UPB
       2.3.1.3.1 capitolo 147301) 1.000 migliaia di euro;

     d)  legge regionale 15 maggio 1986, n. 24, articolo 1  e
       successive  modifiche ed integrazioni (UPB  2.3.2.6.4,
       capitolo 546005) 28.120 migliaia di euro;

     e)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella   C  (UPB  4.2.2.6.1,  capitolo  615603)   817
       migliaia di euro;

     f)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  C  (UPB  5.2.1.3.4,  capitolo  244102)  5.000
       migliaia di euro

     g)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  I  (UPB  5.2.2.6.3,  capitolo  642802)  4.000
       migliaia di euro;

     h)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella   C  (UPB  5.2.2.6.3,  capitolo  642821)   374
       migliaia di euro;

     i)  legge  regionale 6 luglio 1990, n. 10, e  successive
       modifiche  ed  integrazioni (UPB  6.2.2.6.1,  capitolo
       672407) 9.629 migliaia di euro;

     i)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  C  (UPB  6.2.2.6.2,  capitolo  672419)  1.800
       migliaia di euro;

     j)  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  128
     (UPB
       6.2.2.6.4, capitolo 672092) 500 migliaia di euro;

     k) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 3 e
     16
       (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322101) 566 migliaia di euro;

     l) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 5 e
     16
       (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322102) 566 migliaia di euro;

     m) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 8 e
     16
       (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322103) 275 migliaia di euro;

     n)  legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articolo 10
     (UPB
       7.4.1.3.1, capitolo 322104) 1.524 migliaia di euro;

     o)  legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, articolo  2
     (UPB
       7.4.1.3.1, capitolo 322110) 3.099 migliaia di euro;

     p)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  C  (UPB  7.4.1.3.1, capitolo  322112)  14.800
       migliaia di euro;

     q)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  C  (UPB  7.4.1.3.1,  capitolo  322113)  1.000
       migliaia di euro;

     r)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  C  (UPB  7.4.1.3.1, capitolo  322120)  13.000
       migliaia di euro;

     s)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella   C  (UPB  7.4.1.3.2,  capitolo  321702)   100
       migliaia di euro;

     t) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 3 e
     16
       (UPB 7.4.2.6.1, capitolo 720801) 550 migliaia di euro;

     u) legge regionale 27 settembre 1995, n. 68, articolo  6
     (UPB
       8.2.2.6.2, capitolo 742812) 517 migliaia di euro;

     v)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  I  (UPB  8.3.1.3.2, capitolo  348105)  22.000
       migliaia di euro;

     w)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  I  (UPB  8.3.1.3.2, capitolo  348106)  35.000
       migliaia di euro;

     x)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella   C  (UPB  9.3.1.3.4,  capitolo  377320)   600
       migliaia di euro;

     y)  legge regionale 28 marzo 1996, n. 11, articoli 2,  7
     (UPB
       9.3.2.6.3, capitolo 776801) 534 migliaia di euro;

     z)  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo  140,
       tabella  C  (UPB  10.3.1.3.1,  capitolo  417701)   250
       migliaia di euro;

     aa)  legge  regionale 3 maggio 2001, n. 6, articolo  36,
       comma  1, lettera C (UPB 12.3.1.3.1, capitolo  478109)
       14.000 migliaia di euro;

     bb)  legge  regionale 9 agosto 2002, n. 12,  articolo  6
     (UPB
       12.3.1.3.1, capitolo 478110) 2.000 migliaia di euro.

      Comunico  che sono stati presentati i seguenti  emendamenti
    al comma 1:

     -   dagli onorevoli Speziale e Giannopolo:  1.2, soppressivo della
       lettera N); 1.3, soppressivo della lettera O); 1.4, soppressivo
       della lettera P); 1.5, soppressivo della lettera Q);  1.6,
       soppressivo della lettera R) e 1.7, soppressivo della lettera T);

     -   dall onorevole Borzacchelli:  1.1, modificativo alla lettera
       X).

      SPEZIALE  Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
 questo  Governo  ha determinato un disastro  in  materia  di
 bilancio  della  sanità. Verrebbe voglia, assessore  Pagano,
 di  chiedervi quando ve ne andrete da questo Governo che  ha
 fatto  troppi  danni  alla  Sicilia;  avete  ereditato   una
 Regione che aveva un tasso di crescita del 5 per cento,  una
 Regione,  dopo la legge finanziaria numero 10 del 1999,  che
 tendeva a mettere sotto controllo e a riequilibrare i  conti
 in  condizioni  strutturali, soprattutto nel  settore  della
 sanità.  Avete  ereditato una Regione che si affacciava  sui
 mercati  finanziari  internazionali con note  positive,  nel
 senso    che    c'era    un'attenzione   alla    convenienza
 all'investimento.
      Oggi il quadro della Regione è completamente capovolto:
 nella  nostra  Regione nessuno è più disposto ad  investire;
 vi  è  cioè  una  riduzione notevole degli investimenti  che
 tendono  ad  azzerarsi.  Come  dicevo  prima,  per  l'ultimo
 trimestre  del 2003, gli indicatori registrano una  crescita
 che  è  addirittura  sotto lo zero  e  il  Governo,  anziché
 preoccuparsi   di  utilizzare  le  risorse   della   Regione
 finalizzate  a ipotesi di incremento del tasso  di  crescita
 attraverso  la politica massiva per lo sviluppo economico  e
 per  l'occupazione,  si  preoccupa di  rispondere,  in  modo
 clientelare,  a  questo  o  a  talaltro  deputato  che  pone
 esigenze di natura squisitamente clientelare.
      Insomma,  ci troviamo di fronte a un Governo che  mette
 in  campo  una  manovra finanziaria     invito,  quindi,   i
 colleghi  che  hanno  un minimo senso  di  responsabilità  a
 prenderne  visione  -  intesa  soltanto  ad  utilizzare   le
 risorse  dell'ex  articolo  38 per  coprire  i  buchi  della
 sanità,  per poi inventarsi norme - come quella che riguarda
 gli  ospedali  -  che,  sulla base della  nostra  pressione,
 vengono  poi  dichiarate  improponibili,  anche  se  in   un
 dibattito  svoltosi  ieri  a Gela,  l'assessore  Pagano  che
 pensa  di utilizzare l'arma della furbizia, intervistato  da
 una  televisione locale, ha dichiarato di prendere atto  del
 fatto  che in Parlamento non c'è la volontà e non c è perchè
 il  Parlamento  non è ancora maturo, non  ha  ancora  capito
 l'importanza  di questo provvedimento. Ha aggiunto  che  fra
 qualche  mese,  il  Governo  riproporrà  l'emendamento   che
 riguarda  la  vendita  degli  ospedali,  la  possibilità  di
  patrimonizzare  gli ospedali; cioè ci troviamo di fronte  a
 un  Governo  che  sta destrutturando non  solo  il  bilancio
 della  Regione, ma anche l'assetto sanitario e sociale della
 nostra Regione.
      Sono  queste le motivazioni di fondo che ci spingono  a
 esprimere  un  giudizio  negativo sulla  manovra  e  che  ci
 spingono  a chiedere al Presidente dell'Assemblea  regionale
 siciliana:  rigore, rigore, Presidente
      Non  possiamo permettere che gruppi di parlamentari che
 esercitano  una pressione nei confronti del Governo  possano
 aggredire, attraverso norme come quelle contenute in  queste
 variazioni  di  bilancio,  il bilancio  della  Regione.  Non
 possiamo  tollerare ciò. E  una prerogativa  principale  che
 compete   al   Presidente  dell'Assemblea;   il   Presidente
 dell'Assemblea  dichiari inammissibili tali norme  rispetto,
 altrimenti,  al di là degli impegni assunti,  le  variazioni
 di  bilancio non fanno un passo avanti. Il Governo  dichiari
 ora,  non dopo, non nel corso della discussione, quello  che
 è  già  stato stabilito in sede di Conferenza dei presidenti
 dei   gruppi   parlamentari,  su   richiesta   mia   e   del
 centrosinistra, e cioè che il comma 9 dell'articolo 31 -  ex
 articolo  31,  adesso  non so cosa è diventato  -  non  deve
 essere mantenuto, ma stralciato immediatamente.
      Che  ci  sia  un emendamento del Governo immediato  che
 dichiari   che  quella  parte  non  può  essere   messa   in
 discussione  in  Aula,  altrimenti,  signor  Presidente,  le
 variazioni  di  bilancio costituiscono l'occasione  per  una
 battaglia  politica  che intendiamo portare  avanti,  perché
 non  possiamo tollerare che si utilizzi questo strumento  in
 modo  anticipato  rispetto  alla  finanziaria  soltanto  per
 determinare    un aggressione   al    bilancio    regionale,
 un aggressione economica per soddisfare clientele  e  gruppi
 di interessi.
      Non  possiamo  più  tollerare che  si  riduca  così  il
 bilancio della Regione, che non abbia - come dicevo prima  -
 una  strategia  economica,  una  rotta  che  non  guardi  ai
 settori  della nostra economia, ai settori dell'artigianato,
 del  commercio,  della piccola e media impresa,  al  settore
 dell'agricoltura,   una  strategia,   cioè   che   introduca
 elementi   innovativi  che  spingano  in  alto   la   nostra
 economia,  che  le diano respiro, una economia  che  oggi  è
 ridotta  al  più  basso  tasso  di  crescita  degli   ultimi
 cinquant'anni.
      Ecco  perché  vogliamo, in questa occasione,  porre  in
 essere  un iniziativa  politica, così  come  abbiamo  fatto,
 perché  le variazioni di bilancio siano scarsamente previste
 e,  tuttavia,  vengano reintrodotte norme  che  guardano  ai
 settori  vitali  della  nostra economia,  che  diano  linfa,
 respiro  ai  settori in difficoltà, in crisi,  in  relazione
 anche  alle  situazioni di crisi nazionale ed internazionale
 e  che,  quindi,  possano permettere un  rilancio  economico
 della   nostra  Regione,  anzichè  adagiarsi,  come   spesso
 avviene,  per  tirare a campare , per coprire  buchi  e  per
 mediare interessi interni alla maggioranza sulla base  delle
 spinte clientelari che vengono portate avanti.
      Insomma,  questo non è un Governo e questa  non  è  una
 manovra   Questo non è un Governo che intesta gli  interessi
 della  Sicilia,  non  è un Governo che pensa  allo  sviluppo
 della Sicilia, che pensa che la Sicilia possa utilizzare  le
 risorse  per  innovare  il  suo  apparato  produttivo,   per
 arricchirlo,  per renderlo più competitivo,  per  permettere
 che  ci  siano  condizioni di investimento  più  convenienti
 nella nostra Regione.
      E'  un  Governo che, invece, pensa a "vivacchiare",  le
 stesse  dichiarazioni di crisi fatte da parte dell'onorevole
 Miccichè,  a gennaio dovrebbero determinare un rimpasto,  ma
 non  si  tratta  di  un rimpasto legato alla  poca  capacità
 degli  uomini di questo Governo di produrre atti di governo,
 ma  della  difficoltà che ha il centrodestra  a   capire,  a
 interloquire con la Sicilia e ad avere proposte  di  Governo
 per   la   Sicilia  stessa.  Si  tratta  di  una  difficoltà
 strutturale, una crisi autentica di un Governo inadeguato  e
 di  un  centrodestra inadeguato a governare questi  passaggi
 di crisi.
      Ecco  le  ragioni di fondo che ci spingono  a  dare  un
 giudizio  negativo  sulle  variazioni  di  bilancio   ed   a
 chiedere al Presidente dell'Assemblea rigore nella  fase  di
 esame degli emendamenti; rigore
      Gli  emendamenti  debbono essere sia  quelli  contenuti
 nell'articolato,  sia  quelli esitati dalla  Commissione  di
 merito,  sia  quelli  esitati  dalla  Commissione  Bilancio,
 compatibili   con   le   variazioni   di   bilancio.   Norme
 aggiuntive,  che hanno, invece, il sapore di  dare  risposte
 clientelari  ad  alcuni settori per soddisfare  esigenze  di
 singoli  parlamentari,  che peraltro pressano  sul  Governo,
 non  possono essere contenute in questa legge. Nello  stesso
 tempo,  invito l onorevole Pagano ad essere meno  fantasioso
 nell aggredire  la sanità e le condizioni  delle  sue  crisi
 economiche, che si non inventi strumenti del tutto  inutili,
 ma  cerchi di capire quali sono i gangli, i settori dove c'è
 uno spreco, uno sperpero, ed intervenga.
      Non si può pensare di mantenere inalterato tale settore
 con    tutti    gli   sprechi   che   esso    contiene    e,
 contemporaneamente,  pensare che quegli  stessi  sprechi  si
 possano    utilizzare   soltanto   vendendo   le   strutture
 pubbliche.
      Al  Governo  regionale, quindi,  la  capacità  di  fare
 adesso  una  proposta, di dare il senso, la  rotta  per  una
 manovra  di  bilancio e anche un riferimento per quella  che
 sarà poi la manovra finanziaria che è stata preannunciata.
      Paradosso del paradosso: il Governo annuncia che non si
 vende  la  SARCIS ed annuncia che si vendono  gli  ospedali.
 (E'  il  paradosso di un Governo che si trova in  uno  stato
 confusionale,  che non sa esattamente cosa  fare  ed  i  cui
 danni  colpiscono  la Sicilia e vengono  pagati  con  prezzi
 altissimi da parte della Sicilia e dei siciliani.)
      Avremo  numerosi  emendamenti e non siamo  disposti  ad
 alcuna mediazione d'Aula. Vogliamo valutare emendamento  per
 emendamento,  vogliamo  che il Parlamento  sia  messo  nelle
 condizioni  di poter valutare emendamento per emendamento  e
 articolo  per  articolo,  la ricaduta  finanziaria  di  ogni
 articolo in modo tale che si possa liberamente esprimere  un
 giudizio.
      Rivolgo un appello ai singoli parlamentari: nel disegno
 di  legge di variazioni di bilancio vi sono troppe norme  di
 spesa  che  hanno  sapore  clientelare.  Mi  auguro  che  il
 Presidente   dell'Assemblea  non  le  sottoponga   all'esame
 dell Aula e che, qualora lo faccia, l Aula sappia reagire  e
 non  avalli scelte di spesa clientelare che finirebbero  col
 costituire   soltanto  un'aggressione  al   bilancio   della
 Regione  che  sarebbe  successivamente pagata  dalle  nostre
 future generazioni.

    PRESIDENTE   E  iscritto a parlare l onorevole  Miccichè.
   Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,  onorevole   assessore,
 onorevoli  colleghi,  definire  il   disegno  di  legge   in
 discussione  tipicamente clientelare è  un  eufemismo.  Dico
 ciò  perché tutti gli strumenti finanziari negli ultimi anni
 hanno  avuto  tale  sapore. Definire  così  soltanto  questo
 bilancio  è molto riduttivo in quanto è risaputo  che  tutti
 gli strumenti finanziari hanno tale sapore.
      Il  vero problema è entrare nel merito delle questioni,
 perché  nelle  enunciazioni generali si può dire  di  tutto.
 Fare  una  discussione  molto generica  è  facile,  il  vero
 problema  è quando si affronta l'argomento; e l'argomento  a
 mio  avviso  è  l'articolato e gli  emendamenti  presentati,
 soltanto   in  questa fase possiamo conoscere la  realtà  di
 tale impostazione.
      Sono  in  attesa  di  conoscere i restanti  emendamenti
 presentati sia dal Governo che dagli onorevoli colleghi  per
 avere  una  visione  completa.  Però,  da  una  lettura  del
 disegno  di  legge,  debbo  dire  che,  in  effetti,  è  uno
 strumento   molto  discutibile:  definirlo   uno   strumento
 clientelare   è   riduttivo  perché  non  ci   dà   l'esatta
 dimensione della manovra.
      Infatti,  quella delle variazioni di bilancio  dovrebbe
 essere  una  manovra rigorosa, si dovrebbe cioè  mettere  da
 parte  e  tagliare  tutte quelle spese che  non  sono  state
 fatte  e che non verranno fatte nella parte rimanente  dell
 anno.  Sarebbe opportuno, invece, indirizzare  tali  risorse
 su fatti avanzati già nell'arco dell'anno finanziario.
        Per  esempio,  sulla  questione delle  vendite  della
 Siciliana  Gas  o  della Sarcis, io non  devo  dare  ragione
 all'onorevole  Speziale  sulla  Sarcis.  Circa  la   Sarcis,
 probabilmente   sì,   ma  sulla  ventilata   vendita   della
 Siciliana  Gas  io sono contrario in quanto sono  favorevole
 soltanto  a  quelle vendite dove si sono riscontrate  grosse
 perdite,  disagi,  carrozzoni  clientelari.  In  quel  caso,
 allora sì, ma nel caso della Siciliana Gas sarebbe un  fatto
 deleterio  per  la  speranza  dei  siciliani  di  avere  uno
 strumento al servizio dell'autorità pubblica.
      Ecco  perchè  a  nome  del Gruppo parlamentare  di  cui
 faccio  parte,  ma  soprattutto  come  deputato  dei  Verdi,
 dichiaro  che  siamo favorevoli a che tutti i servizi,  come
 per esempio la distribuzione dell'acqua, non vengano dati  a
 privati,  ma   restino  in  mano  pubblica.  Questo   è   un
 principio, ormai, che ho ben chiaro nella mia mente e ,  non
 ci  sarà  nessun evento che mi potrà fare cambiare  idea  su
 questo  in quanto so che valore ha e può avere la vendita  o
 il  permanere  di  una  struttura pubblica  al  servizio  di
 uomini  e  di  donne  che  vivono in condizioni  di  disagio
 ambientale,   come   ad   esempio   nella   nostra   Sicilia
 sudoccidentale, in cui la mancanza di acqua  è  un  disastro
 sociale, culturale, economico e anche sanitario.
      Pertanto,  queste  variazioni di  bilancio   dovrebbero
 sforzarsi  di  raccogliere quante più risorse possibili  per
 dare la sicurezza di una struttura pubblica, come anche  per
 la  sanità,  di  cui  oggi molto si  discute.  Certo,  sulla
 variazione  di bilancio relativa alla sanità ci  sono  pochi
 argomenti  per  un  dibattito,  ma  sono  sicuro  che  nella
 finanziaria invece si dovrebbe discutere molto per  dare  un
 impulso  maggiore alla struttura pubblica della  sanità.  In
 questo momento sarebbe il caso di rafforzare il concetto  di
 pubblico,  di salute pubblica, perchè di questo  si  tratta,
 proprio  dato  che in questi giorni si fa  un  gran  parlare
 delle strutture privare sanitarie con tante sfaccettature  e
 con  tante diramazioni, con tanti argomenti che esulano  dal
 contesto finanziario.
      Da  quanto  è  accaduto dobbiamo desumere  che  occorre
 cercare  di cambiare rotta per dare alla struttura  pubblica
 sanitaria  un grande aiuto, più di quello che  si  può  dare
 nella normalità dei casi.
      Che  dire  di  alcuni articoli di queste variazioni  di
 bilancio?  Io ho presentato alcuni emendamenti  che  -  sono
 convinto   -   non  saranno  approvati  per  una   questione
 sicuramente di principio. Però se entriamo nel merito  delle
 questioni, vediamo che in effetti alcune cose non  vanno.  E
 faccio  un esempio per tutti: chi decide di togliere  fondi,
 per  esempio,  ai  comuni  per  il  risanamento  dei  centri
 storici,  in  base  a quale principio lo fa?  Al  comune  di
 Siracusa   sono   stati   tolti   finanziamenti    per    la
 ristrutturazione  del centro storico,  e  questo  mi  sembra
 sbagliato.   Qualcuno  potrebbe  dire  che  tecnicamente   è
 ineccepibile.
      Onorevole  Assessore, vorrei farle una  domanda  a  cui
 potrebbe  rispondere  successivamente  nella  sua   replica:
 qual  è  il principio grazie al quale vengono tolti i  fondi
 ai  Comuni per il risanamento del centro storico, quando  ci
 sono  leggi, che quest Aula ha approvato con tanto  clamore,
 per  il risanamento ed il recupero delle città antiche  come
 Siracusa  ed  Agrigento?  Non  si  capisce  quali  siano   i
 criteri, le ragioni.
      Quando poi vado alla ricerca delle motivazioni, vengo a
 sapere  da rappresentanti di  questi Comuni, particolarmente
 quello   di  Agrigento,  che  sono  esterrefatti  per   tali
 decisioni.   Debbo dire che è la prima volta che  al  Comune
 di   Agrigento,   grazie  all'emendamento   presentato   dal
 sottoscritto   alla  finanziaria,  è  stato   assegnato   un
 contributo  di 516.000,000  euro per il finanziamento  e  il
 completamento  di  alcune  opere,  di  alcuni  monumenti  di
 grande  valore storico ed artistico. Il Comune di Agrigento,
 subito  dopo quell'emendamento, si è attivato, ha presentato
 il  progetto  che  è  stato approvato  dalla  Sovrintendenza
 competente.  Però,  appena si va per attivare  la  procedura
 per  la  gara  di appalto per ottenere questi finanziamenti,
 la Regione li ritira. Questo è sbagliato
        Prima  di  sopprimere  un finanziamento  non  bisogna
 guardare  soltanto l'aspetto tecnico, di cassa,  ma  bisogna
 vedere   se   effettivamente  l'Ente  si   è   impegnato   a
 utilizzarlo. Nonostante il Comune di Agrigento vada molto  a
 rilento   in  materia,  e  di  questo  ne  abbiamo  discusso
 abbastanza,  devo  dire  che  stavolta  è  stato  abbastanza
 celere:  nel giro di pochi mesi ha attivato un progetto,  lo
 ha   fatto  approvare  dalla  Sovrintendenza,  si  aspettava
 soltanto  il  beneplacito  dell'Assessorato  competente  per
 erogare  il finanziamento, e oggi questi fondi non  ci  sono
 più.  Dunque,  significa penalizzare  ancora  una  volta  le
 città  che con grosse difficoltà stanno risalendo  la  china
 sul  recupero  del centro storico. Così vale  per  Siracusa,
 per  Agrigento,  vale  anche per  altre  realtà,  per  altri
 progetti.
      Senza  entrare  nel  merito di altre questioni,  perché
 evidentemente  poi  saranno affrontate nel corso  dell esame
 degli  emendamenti  che  ho  presentato  e  che  andremo   a
 discutere, però ho voluto sottolineare questo per  dire  che
 si  usano  due  pesi e due misure:  si è  troppo  ligi  alla
 norma  del  recupero  di queste somme  non  spese  per  fare
 cassa, per spendere poi in mille rivoli senza criterio
       Ecco perché  clientelare  è un termine eufemistico; la
 clientela  si  può  fare anche per cose utili  all'interesse
 collettivo,   per   completare  opere   che   servono   alla
 collettività.
        Onorevole Assessore, quali sono i principi, qual è il
 metro  che ha regolato la procedura di queste variazioni  di
 bilancio?  Tagliare somme non utilizzate per attivare  spese
 sicuramente  non  darà  un  grosso contributo  alla  ripresa
 economica  della nostra regione. Risanare i  centri  storici
 significa   far   riprendere  l'attività   economica   della
 Sicilia,  perché  non  solo attiva le procedure  delle  gare
 d'appalto,  ma  dà lavoro, dà lustro, dà possibilità  di  un
 recupero effettivo del territorio dei nostri centri  storici
 che  hanno una grande rinomanza mondiale, ma purtroppo  sono
 indietro sotto il profilo del recupero.
      Onorevole  Assessore,  se il principio  vale  solo  dal
 punto   di  vista  tecnico,  posso  darle  ragione,  ma   se
 esaminiamo   attentamente,  credo  che  sotto   il   profilo
 politico  si  sia commesso un grosso errore:  tagliare,  non
 solo  per questa realtà ma anche per altre situazioni,  solo
 da  un  punto  di  vista  di cassa, da  un  punto  di  vista
 finanziario.
      Faccio  un  esempio:  si è tagliata  la  spesa  per  le
 convenzioni con le Università siciliane per l'assistenza  al
 coordinamento  tecnico  dei piani di  disinquinamento  e  di
 risanamento  dei territori di Caltanissetta e  Siracusa.  Mi
 riferisco al Petrolchimico di Gela, di Priolo e di Melilli.
      Ebbene,  la  mancata stipula della convenzione  con  le
 Università   continua  a  far  ritardare  ulteriormente   il
 recupero  di  queste  città, di queste  zone,  che  sappiamo
 essere  ad  alto  rischio  ambientale,  dove  l'inquinamento
 ormai  è arrivato al limite della sopportazione, tant'è  che
 la  magistratura, in alcuni casi, ha anche posto  i  sigilli
 ad  alcuni   siti industriali, proprio per l alto  tasso  di
 inquinamento  ambientale. E noi, come Regione, congeliamo  i
 fondi  finanziati addirittura nel 1994, che non si  attivano
 sol  perchè  ancora  non  si  è fatta  una  convenzione  con
 l'Università,  di cui all'articolo 52 della  legge  10,  che
 prevede   che  un  controllo  da  parte  di  questi   organi
 scientifici  previsti dalla norma nazionale  e  recepita  da
 quella  regionale.  E  questo la dice lunga  sull'interesse,
 sull'impegno a tal  riguardo.
      La  stessa  cosa  vale  anche per altri  argomenti  che
 andremo   a   discutere   quando   si   affronteranno    gli
 emendamenti. Però, un'ultima cosa mi preme sottolineare:  la
 questione dei contributi che erogati ad associazioni.
      Io   non   ho  presentato  emendamenti  per   la   loro
 abrogazione,   perchè   non  vorrei  apparire   un   Bastian
 contrario in tutte le cose. Però ho presentato, e  mi  preme
 sottolinearlo, un emendamento che ripristina  l'ex  articolo
 16  della  legge regionale n. 10 del 1999, legge  che  mette
 ordine  nell'assegnazione dei contributi  alle  associazioni
 che  lottano la mafia. Avere abrogato questa norma  è  stata
 una mossa sbagliata del Governo nell'ultima finanziaria.
      Io   ho  riproposto  la  norma  che  è  stata  abrogata
 nell'aprile  di  quest'anno, nella legge finanziaria  numero
 4,  che aveva abrogato l 'articolo 16 della legge n. 10  del
 1999,  con cui  finalmente si dava certezza all'assegnazione
 dei contributi a queste associazioni.
      Con tutto il rispetto nei confronti delle associazioni:
 l'associazione   Pio   La  Torre,  l'associazione   Falcone,
 l'associazione     Borsellino,     l'associazione     Costa,
 l'associazione Terranova, tutte meritevoli di attenzione  da
 parte  della Regione per portare avanti nelle scuole,  nelle
 varie   strutture  sociali,  in  tutte  le  istituzioni   il
 concetto dell'antimafia, però non si possono avere due  pesi
 e  due misure. Queste associazioni hanno il diritto di avere
 i contributi, ma ve ne sono altre che dovrebbero averne.
 Potevo  presentare  anche  un  emendamento  a  favore,   per
 esempio,   del   Centro  documentazione  antimafia   Peppino
 Impastato,  ma   non  l'ho  fatto perchè  non  è  questo  il
 criterio.   Io   credo   che  sia   sbagliato,   in   quanto
 significherebbe lottizzare anche questo tipo di scelta,  che
 invece  dovrebbe essere una scelta diversa, più trasparente.
 Non dico che queste associazioni non siano trasparenti,   ma
 penso  che  loro sicuramente vorrebbero avere un  contributo
 alla  luce  del  sole  e non attraverso favoritismi.  No,  è
 sbagliato   Bisogna  attivare le procedure  giuste,  bisogna
 essere più precisi perchè tutti, anche altre associazioni, e
 non  solo l'associazione Impastato, possano usufruire di  un
 contributo  per  le  attività,  ad  esempio  penso  a  tante
 associazioni di fatto che non producono attività editoriale,
 però  riescono  a  produrre  nella  società,  nei  mezzi  di
 comunicazione  alternativa  tutti  i  tipi  di  informazioni
 contro la lotta alla mafia. Ecco perché ho presentato questo
 emendamento: per ripristinare la vecchia norma che, in  modo
 ingiusto  e  ingiustificato,  è  stata  tolta.  Per  questo,
 considerato che il mio emendamento non è un emendamento  che
 ....

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè,  ha  superato  il  tempo
   consentitole.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  ho  concluso.  Mi   sono
 soffermato   di  più  su  questo  emendamento   perché   non
 necessita di copertura finanziaria,  ma nel momento  in  cui
 ci  troviamo  tutti  a dire di essere d'accordo  a  fare  la
 lotta  alla  mafia, nei fatti dobbiamo essere conseguenziali
 anche  nella  procedura della lotta alla  mafia,  dando  con
 trasparenza  la  possibilità a  tutti  di  impegnarsi  nella
 lotta per la giustizia e contro la mafia. Pertanto invito  i
 colleghi  a  soffermarsi su questo emendamento  che  non  ha
 bisogno di copertura finanziaria, ma di buon senso.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Papania. Ne
   ha facoltà.

    PAPANIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  ho
 avuto  modo  di  ascoltare il relatore di maggioranza,  così
 come  è  stato  per  tutti,  ma  leggendo  la  relazione  ho
 constatato   come   sia   condivisibile   l'opinione   sulla
 problematica  attinente al Titolo II  e,  cioè,  che  questo
 certamente  andava trattato in altra sede  e  con  tempi  di
 approfondimento   più   adeguato.   Né   vale,   credo,   la
 considerazione che ci sono atti indispensabili  che  bisogna
 compiere  e  per  cui  l'emanazione di  norme  è  urgente  e
 indispensabile.
     Tutti  sappiamo che la logica delle emergenze ha  sempre
 indirizzato la nostra Regione verso direzioni poco chiare  e
 non  sempre  utili  per lo sviluppo e per  il  futuro  della
 Sicilia.  Non bene ha fatto, quindi, il Governo a presentare
 un  disegno di legge al cui interno sono contenute norme  di
 varia  natura,  tra  cui  norme  riguardanti  il  personale.
 Soprattutto  le  norme  riguardanti il  personale  avrebbero
 avuto  necessità di essere esaminate con la giusta  serenità
 e  con  un tempo più adeguato per la definizione delle norme
 stesse.   Mi  sembra  perciò  apprezzabile  e  condivisibile
 l'auspicio  di poter approdare, prima o poi, a un  modo  più
 ordinato di legiferare.
     A questo si aggiunge una obiettiva difficoltà nell'esame
 del  testo  da  parte della Commissione Bilancio  che  si  è
 trovata  nella  condizione di dover valutare norme  che  più
 propriamente  dovevano essere valutate nelle Commissioni  di
 merito.  Ritengo  che soltanto l'abilità e  la  tenacia  dei
 funzionari della Commissione Bilancio, guidati dal dott.  Di
 Gregorio,   hanno  consentito  approfondimenti  e   opinioni
 altrimenti impossibili. Tuttavia, nemmeno questo ha  evitato
 qualche  superficiale  valutazione, così  come  nemmeno  una
 eccessiva  volontà  nel comprendere le ragioni  degli  altri
 può  impedire  di considerare che, ancora una volta,  ci  si
 ritrova  a novembre per valutare variazioni di bilancio  che
 riguardano  il  2003, mentre siamo a un passo dall'esame  di
 finanziaria e bilancio.
     A  me  sembra  che  il  seguito del  DPEF  e,  cioè,  le
 variazioni,  la  finanziaria e il bilancio non  consenta  di
 applicare,   se   utilizziamo  questi  tempi,   qualsivoglia
 strategia, e avrebbe pertanto necessità di snodarsi  in  una
 diversa struttura di tempi e di modi.
   Un'altra nota critica ampiamente da valutare è quella  che
 riguarda i tempi a disposizione delle Commissioni di  merito
 per  l'esame  delle  materie  assegnate  nell'ambito  di  un
 Regolamento  che  non può e non deve diventare  un  pretesto
 per  evitare  l'esame  delle questioni  e  l'emanazione  dei
 pareri.  Spero  si  sia trattato solo  di  un  incidente  di
 percorso  che  non preluda a nessuna posizione politica,  ma
 evidenzi   difficoltà   da   superare   con   una    diversa
 programmazione  e  con  il  buon  senso  degli  uomini.   In
 Commissione   Bilancio  la  presenza   dei   componenti   di
 minoranza  è  stata costante: ha rinunciato ad ogni  ipotesi
 ostruzionistica,   ha   contribuito,   laddove    è    stato
 consentito,  a  tentativi di migliorare  un  testo  per  sua
 natura  troppo complesso per essere una legge di  variazione
 di bilancio.
   Non  mi dilungherò in questa sede sull'esame dei disavanzi
 delle  aziende sanitarie ed ospedaliere che con questa legge
 si  intendono ripianare ed il cui ammontare è così  elevato,
 ed  ancor  più  elevato  si presume  per  il  2003,  da  non
 lasciare  spazio a fragili considerazioni  a  difesa  di  un
 sistema  che  evidentemente non regge e che  rappresenta  la
 fonte   principale  del  difficile  risanamento  dei   conti
 pubblici.
     Mi  limito a considerare che chi governa non può  e  non
 deve   mai   negare   le  difficoltà:  deve   farsi   carico
 dell'analisi  oggettiva  delle  questioni,  sapere  avanzare
 proposte  più  valide,  immaginare prospettive  strategiche.
 Perciò  ritengo che norme di razionalizzazione e,  comunque,
 norme  di  sistema che riguardano la sanità  non  dovrebbero
 inserirsi  in  leggi riguardanti il bilancio, ma  dovrebbero
 configurarsi  nell'ambito di leggi di settore, da  esaminare
 e  da  approvare con i giusti tempi di approfondimento e  di
 espressione di posizioni politiche diverse.
   Altre  norme, come quelle riguardanti i lavori socialmente
 utili,  approdano  nella  legge di  variazione  di  bilancio
 perché  non  si  sono affrontati i temi che riguardano  tali
 attività  in  una  apposita sessione d'Aula,  così  come  il
 Governo  si  era  impegnato  a fare.  Spero  che  nel  corso
 dell'esame   in  Aula  del  testo  alcune   norme   che   in
 Commissione  hanno avuto un iter tortuoso vengano  soppresse
 e  che  il testo possa essere definito in modo più snello  e
 in  tempi doverosamente non eccessivi, ma che molto  saranno
 connessi  alla volontà del Governo e della sua  maggioranza.
 Intendo   dire   che   il   Governo  dovrebbe   evitare   la
 presentazione di ulteriori emendamenti e che la  maggioranza
 dovrebbe assicurare una costante presenza d'Aula.
     Per  quel  che mi riguarda, concludo esprimendo  le  mie
 preoccupazioni per il difficile momento che vive  la  nostra
 Regione  e  sostenendo,  come sostengo,  che  il  Governo  e
 l'assessore  Pagano  in particolare  deve  valutare  come  i
 problemi  dell'economia non si risolvano con l'economia,  ma
 si  affrontano  e si risolvono con la buona  politica  e  la
 buona prassi. A me sembra un obiettivo francamente lontano.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.
   Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
 soltanto  qualche  breve  considerazione  dopo  l'intervento
 dell'onorevole  Papania nel quale mi  riconosco  totalmente.
 Queste   variazioni  di  bilancio,  come  al   solito,   non
 implicano  una  strategia di risanamento, non  rappresentano
 certamente  una svolta. Oltre il 50 per cento della  manovra
 viene  destinato  al  deficit  della  sanità,  sul  quale  -
 abbiamo  visto  -  ci  sono state prese di  posizione  molto
 articolate  tra  i componenti del Governo  Cuffaro.  I  dati
 forniti  in  una  recente riunione dal  rappresentate  delle
 nove   aziende  sanitarie  territoriali,  pare   non   siano
 condivise  dall'Assessore per il bilancio. Io mi chiedo:  su
 questa  materia della sanità, sui provvedimenti da assumere,
 sulla  capacità di fare veramente una politica sanitaria  in
 Sicilia  il  dibattito  si  può esaurire  all'interno  della
 Giunta  oppure  è  necessario anche un coinvolgimento  delle
 Commissioni  e  dell'Assemblea? La  gente  chiede  chiarezza
 perché  le  posizioni espresse dai diversi assessori  spesso
 sono  contraddittorie  tra  di  loro.  Sono  state  avanzate
 proposte,   poi   ritirate,  perché  manca   una   strategia
 complessiva.  Si  tratta  di proposte  spesso  improvvisate,
 alcune anche degne di considerazione e di approfondimento.
   Sorge qualche dubbio, e questa è la cosa più preoccupante,
 allorquando  un assessore della Giunta Cuffaro, intervenendo
 su   uno   dei  quotidiani  più  autorevoli  della  Sicilia,
 dichiara  di  avere qualche preoccupazione,  non  dovuta  al
 fatto  che rappresentava degli interessi privati, ma  perchè
 la  sua  famiglia aveva molti impegni in strutture sanitarie
 (si parla di quattro, cinque strutture sanitarie)
      Ho qualche dubbio. Ci sono comportamenti penalmente non
 perseguibili   ma  politicamente  censurabili.   Se   questo
 conflitto   d'interessi,   anche   non   formale,    dovesse
 riguardare  più  assessori  della  giunta  Cuffaro,  avremmo
 qualche preoccupazione.
      In occasione della protesta dei farmacisti, la presa di
 posizione  di  questo  assessore, ci  ha  lasciati  alquanto
 perplessi.  L'assessore  Pagano aveva  detto  che  c'era  un
 problema  di tassi. Io sono convinto che l'assessore  Pagano
 fa  il bene del bilancio della Regione e, quindi, non fa  il
 bene  delle  banche. Non ci sono scontri  all'interno  della
 Giunta  su  chi  deve  fare questo benedetto  factoring  per
 pagare  tutti  quelli  che da sei, sette  mesi  aspettano  i
 soldi da parte della Regione.
      Io  non  so se c è una Commissione d'inchiesta sterile,
 ma  desidero  che  l'assessore, che è il  nostro  referente,
 venga  in  Commissione ed in Aula a dire  qual  è  veramente
 questo deficit e come lo vuole colmare.
      Sorge,  in effetti, un altro dubbio: se è vero  che  ci
 sono  queste  incrostazioni, non  si  fa  una  politica  per
 eliminare gli sprechi, per eliminare le inefficienze, ma  si
 colpisce  la  sanità  pubblica  in  maniera  indiscriminata.
 Basti  pensare  che  nella provincia di  Siracusa,  i  posti
 della  sanità  privata hanno superato  quelli  della  sanità
 pubblica.
      Allora,  sorge  qualche dubbio per il mantenimento  dei
 servizi essenziali nei confronti dei cittadini.
      Nel    documento    di   programmazione    finanziaria,
 l'assessore  Pagano  ha  detto  che  uno  dei   momenti   di
 risanamento   del   bilancio  poteva  essere   rappresentato
 dall'approvazione   di  alcune  leggi   di   settore.   Egli
 individuava,  fra  l'altro, per il  2004,  un  risparmio  di
 circa 300 miliardi.
      Sono  convinto che solo con le norme contabili noi  non
 risaniamo   il  bilancio.  Sono  convinto  dell'eliminazione
 degli  sprechi e, quindi, dell'eliminazione dei  carrozzoni,
 dell'accelerazione della dismissione degli  enti  regionali,
 dell'eliminazione delle consulenze degli enti inutili,  così
 come  sono  convinto della necessità di fare alcune  riforme
 di settore.
      Perché non si fanno le riforme di settore? Perché a due
 anni  e mezzo dall'insediamento del governo Cuffaro non  c'è
 una  legge  che  incide sui meccanismi dello sviluppo  della
 crescita. Sono state fatte alcune norme, ma certamente   non
 è stata fatta una norma significativa.
      La  legge  quadro sul turismo non è stata  recepita  in
 Sicilia  lasciando il turismo in una condizione  disastrosa.
 Basti  pensare  agli  sprechi che vengono  realizzati  nelle
 aziende  di soggiorno e cura, che vengono mantenute pur  non
 svolgendo  la loro attività di istituto soltanto per  pagare
 gli stipendi.
      Ultimamente  sono stati nominati i revisori  dei  conti
 senza  i  quali  non  era possibile approvare  il  bilancio.
 Questi  enti, infatti, non possono essere soltanto  elementi
 di lottizzazione o di speculazione politica.
      E' da un anno e mezzo che la legge sul trasporto locale
 si  trova  in  Commissione. In tutta Italia si fanno  già  i
 contratti  di servizio e noi, invece, manteniamo  l'Ast  che
 perde  50 miliardi l'anno  Manteniamo un sistema obsoleto  e
 non  provvediamo ad una legge di settore, che  è  una  legge
 fondamentale,  per recuperare un minimo di razionalizzazione
 anche  sul  disordine che c'è in materia di concessioni  che
 vengono  mantenute e vengono aumentate nonostante l atto  di
 indirizzo  di  questa  Assemblea  tendente  a  bloccare   le
 concessioni  in attesa della legge di riforma del  trasporto
 locale.
      Io  capisco  che  l'Assessore sia  stato  costretto  ad
 addivenire   ad  un  accordo,  che  era  -  io   ritengo
 inevitabile  in  quanto,  a  quel  punto,  quaranta  aziende
 avevano  fatto  ricorso  e,  se  fossero  andati  avanti   i
 procedimenti,   probabilmente  la  Regione   sarebbe   stata
 condannata in quanto non era stata rispetta la legge  numero
 68  e  non  abbiamo dato mai il 100 per cento dei contributi
 che toccano a chi già ha espletato un servizio.
      Questa  legge è ferma in Commissione. Io non so  quando
 verrà  fatta  ed è uno dei punti sui quali il Governo  aveva
 la necessità di intervenire.
      Non ci sono stati interventi sui beni culturali, non  è
 stato mai pensato un provvedimento per mettere a reddito  il
 nostro  patrimonio. Si è pensato alla vendita dell'ospedale,
 non  considerando  che  la messa a  reddito  del  patrimonio
 regionale   poteva  costituire  veramente  un'occasione   di
 ritorno economico.
      Penso  ai  tanti  siti,  di  proprietà  della  Regione,
 costruiti  sulla fascia costiera oppure alle regie trazzere,
 a  tutto  un  patrimonio  che non viene  valorizzato  e  che
 potrebbe  avere  un  grande  ritorno  dal  punto  di   vista
 economico.
      Questo  Governo  dica che non è in  grado  di  fare  le
 riforme  perché tutela interessi particolari, e  chi  tutela
 interessi particolari e guarda allo scambio immediato non  è
 in  grado  di  fare le riforme, perché se  la  politica  che
 concepisce  il  centrodestra in Sicilia  è  quella  di  fare
 interventi  che,  poi, devono dare un ritorno  immediato  in
 termini  di  consensi elettorali, questa non è politica.  La
 politica  vera  è  seminare  oggi  per  raccogliere  domani;
 invertire   a  redditività  differita,  avere  un  progetto,
 pensare  ad  un  disegno strategico per la nostra  Terra  e,
 quindi,  sapere anche che nella prima fase vanno selezionate
 le  domande dei cittadini e vanno pagati anche dei prezzi in
 termini di consensi elettorali.
      Io  credo  che  questo  Governo non  sia  in  grado  di
 realizzare una politica che indichi ed abbia in sé la  forza
 di  una  prospettiva e di speranza per i Siciliani,  proprio
 perché non è in grado di fare scelte radicali.
      Allora,  se  la logica del Governo è quella  di  andare
 avanti  con  il  clientelismo e  con  lo  scambio,  non  c'è
 speranza, perché senza riforma non si risanano né la  sanità
 né il bilancio.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ha
 ragione  l'onorevole Barbagallo a proposito  delle  riforme,
 ma  per fare le riforme bisogna avere anche i numeri, non  i
 numeri  politici,  ma  quelli dei bilanci;  e  noi  sappiamo
 degli   enormi   sacrifici  e  della   grande   volontà   di
 risanamento da parte del Governo negli ultimi due  anni  nei
 confronti  del  bilancio  della  Regione  e  sicuramente  ci
 stiamo  avviando  verso quell'epoca  in  cui  potremo  anche
 affrontare con grande serenità le riforme.
      Mi  piacerebbe avere oggi quella bacchetta  magica  che
 consenta  di  non  dover intervenire sulla  sanità  con  380
 milioni  di  euro.  Ma  come  si può  fare?  Cosa  facciamo?
 Diciamo  ai  nostri  cittadini che  chiudiamo  gli  ospedali
 perché  non  ci  sono  più  le  attrezzature  per  la   sala
 operatoria  o  non  c'è più ossigeno in rianimazione?  Credo
 che sia un modo come un altro di dire parole al vento.
      Io  dico  che questa è una manovra da circa 500 milioni
 di  euro  di  cui quasi 400 milioni servono,  appunto,  agli
 ospedali  siciliani.  Cosa c'è di così  scandaloso  rispetto
 alle quello che ho sentito dire?
      Ci  sono 18 mila euro per gli imprenditori agricoli che
 operano  nelle  zone svantaggiate: se questo è  clientelismo
 io  voglio fare clientelismo; ci sono 20 milioni di euro per
 il   risanamento  dei  boschi  siciliani  e  se   questa   è
 clientelismo  io  firmo  e voglio fare  clientelismo  perché
 voglio  salvaguardare i boschi siciliani; ci sono 14 milioni
 di  euro  per il controllo degli incendi, se anche questo  è
 clientelismo,  io  lo sottoscrivo. Ma sottoscrivo  anche  il
 clientelismo dell'onorevole Speziale - che, giustamente,  ha
 denunciato  in Aula che questa è una manovra clientelare  -,
 sottoscrivo cioè quegli emendamenti dell'onorevole  Speziale
 riguardanti  i  200 mila euro a favore del  Teatro  Vittorio
 Emanuele  di  Messina;  anche  io  voglio  favorire   quella
 clientela perché ritengo che il Teatro Vittorio Emanuele  di
 Messina  vada  sostenuto dal Governo della  Regione.  Voglio
 sottoscrivere anche il contributo di 100 mila  euro,  sempre
 dell'onorevole  Speziale,  per l'Istituto  Ricerca  Sviluppo
 Sperimentazione Ambiente e Territorio con sede  in  Catania;
 sottoscrivo  anche  questo  emendamento  clientelare  e   mi
 unisco  all'onorevole Speziale sottoscrivendo  anche  quello
 di  200 mila euro a favore del Museo geologico Gemellaro con
 sede   in  Palermo;  sottoscrivo  anche  questo  emendamento
 dell'onorevole Speziale
      Ma  di una cosa sono convinto: l'onorevole Speziale  ha
 presentato   questi  emendamenti  solo  per  provocare   una
 discussione  e  sono sicuro che sarà il  primo  a  ritirarli
 perché  in quest'Aula vogliamo fare altro. Ma, se  così  non
 fosse,  rimane la mia firma sugli emendamenti dell'onorevole
 Speziale.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne
   ha facoltà .

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono
 d accordo  con  l'onorevole Acierno  nell'affermare  che  il
 Governo,  con queste variazioni di bilancio, ha  portato  in
 Aula  una  manovra per cercare di arginare  i  debiti  e  la
 situazione  economica  e finanziaria  della  nostra  Regione
 che,  certamente, non è delle più favorevoli,  non  è  delle
 più rosee.
      Vorrei    sottolineare,   rifacendomi    all'intervento
 dell'onorevole Speziale, il fatto che è troppo  facile  dire
 che  abbiamo lasciato una Regione con prospettive rosee  dal
 punto  di  vista del mercato, della situazione  economica  e
 dell'occupazione,   non   tenendo   conto,   nella    stessa
 valutazione,  che, rispetto a tre anni fa,  nel  mondo  sono
 accaduti innumerevoli rivoluzioni, non tenendo conto che,  a
 partire dall'11 settembre, l'economia mondiale è entrata  in
 crisi,  sono entrate in crisi le economie forti,  paesi  che
 fino  a pochi anni fa erano considerati i fari dell'economia
 mondiale  (mi  riferisco alla Germania,  alla  Francia  e  a
 tutti  i paesi sviluppati che hanno subito, in questi ultimi
 due-tre  anni,  una crisi dai contenuti fortissimi).  Alcuni
 paesi hanno, addirittura, subito un ribaltamento della  loro
 posizione   rispetto  al  passato   e  sono  in   difficoltà
 rispetto all'economia italiana.
      La  Germania  non  è in grado di onorare  il  patto  di
 Maastricht sulla stabilità, l'Italia è, quanto meno,  dentro
 quei  parametri. La Germania  era uno stato con  una  moneta
 forte, lo stato con l'economia più forte al mondo  e,  oggi,
 non è in grado di rispettarli.
      Figuriamoci, pertanto, ciò che poteva e doveva accadere
 all'economia  di  una  regione del  sud  quale  la  Sicilia,
 economia  in  crisi  e  fortemente in  ritardo  per  ragioni
 ataviche  e  storiche. Ripeto: se sono entrate in  crisi  le
 economie  forti,  ma  di che parliamo?  Ma  siamo  seri   Ma
 ragioniamo   La verità è che questo Governo ha proposto  con
 tali  variazioni di bilancio una manovra tendente  a  porre,
 appunto,  rimedio  alle  necessità  più  impellenti,  e   mi
 riferisco per esempio alla sanità; possiamo noi non  cercare
 di   venire  incontro  alle  esigenze  di  un  comparto  che
 interessa  tutti  i  siciliani?  Non  una  parte,  non   una
 categoria, non un settore ma tutti i siciliani: dai  neonati
 agli ultra ottantenni.
      Quindi   plauso  alla  manovra  del  Governo;   invece,
 l'invito  è  di  cercare  di fare  presto  anche  perchè  il
 Governo  stesso,  venendo incontro alle  sollecitazioni  che
 venivano    dalla    stessa    maggioranza,    oltre     che
 dall'opposizione, ha ritirato un provvedimento sulla  sanità
 pubblica,  quello che riguardava la vendita e il  successivo
 riaffitto    degli    ospedali.    E,    ritirando    questo
 provvedimento, ha dato un contorno accettabile  a  tutta  la
 manovra.   Ritengo,  pertanto,  che  si   possa   celermente
 approvare questa manovra e dare corso per la prima volta,  o
 forse  una  delle  prime volte in Sicilia,  all'approvazione
 della  legge di bilancio, della legge finanziaria, entro  la
 scadenza del corrente anno. Sarebbe questo un fatto  storico
 e  sarebbe anche un segnale di rigore che mandiamo a tutti i
 cittadini.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.  Ne
   ha facoltà.

   FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei  giorni
 scorsi  l'onorevole  Trantino ha  rilasciato  una  brillante
 intervista  a  "Sette",  che è il supplemento  del  Corriere
 della  Sera. In quella intervista, tra le altre cose, ci  ha
 spiegato in che modo è possibile pesare il fumo. Il  fumo  è
 possibile  pesarlo per differenza: bisogna pesare il  sigaro
 prima  che venga fumato e la cenere che resta; la differenza
 tra  il peso del sigaro e il peso della cenere ci dà il peso
 del fumo.
      Perché    ho   voluto   richiamare   questa   brillante
 semplificazione  dell'onorevole  Trantino?  Perché,   avendo
 ascoltato  l'intervento dell'onorevole Speziale.  credo  che
 noi stiamo compiendo la medesima operazione che è quella  di
 dover  pesare  il fumo sottraendo il sigaro  -  che  era  il
 patrimonio  complessivo della Regione, le  sue  attività,  i
 suoi  impegni, i suoi progetti di sviluppo -,  dopo  che  lo
 stesso   è  stato  fumato  da  un  periodo  di  Governo   di
 centrosinistra   che   ha  bruciato  risorse,   opportunità,
 iniziative  lasciandoci  il  compito  di  analizzare  e   di
 gestire  la  "cenere".  Dunque, la differenza  tra  il  peso
 della  Regione  prima  di quella esperienza  politica  e  la
 "cenere"  che  ci  rimane da gestire  è  il  "fumo"  che  ha
 determinato quel periodo di azione politica.
      Certo,  onorevoli colleghi, se ci fossimo  trovati  con
 una Regione florida, con risorse economiche diverse, con  la
 possibilità   di   meglio  programmare  e   scadenzare   gli
 obiettivi   da  raggiungere,  probabilmente  questa   legge,
 queste  variazioni  di  bilancio  e  le  relative  norme  di
 accompagnamento sarebbero state scritte in maniera  diversa,
 avrebbero previsto risultati diversi ; invece, questo non  è
 possibile.
      Non  è  possibile perché dobbiamo fare i conti con  una
 serie  di  iniziative,  a  cominciare  dall abolizione   dei
 ticket  farmaceutici, strumentale quanto dannosa, che risale
 a  quei periodi e che ha provocato, per esempio, nel settore
 della  sanità - ma è soltanto un esempio - i danni di natura
 finanziaria che tutti noi conosciamo.
      Dunque,  il  compito che spetta a questo  Governo,  che
 spetta  alla maggioranza che lo sostiene è fare in modo  che
 il  bilancio  della Regione "tenga", che  la  Regione  possa
 contemporaneamente  affrontare  le   sue   spese   fisse   e
 sostenere  un  minimo  di  progetto di  sviluppo  attraverso
 l'aiuto  che  è  giusto  venga  fornito  a  quelle  attività
 economiche  in grado di produrre valore aggiunto e,  quindi,
 entrate per il bilancio della Regione.
      Non  dimentichiamo  che  più  interventi  riusciamo   a
 determinare a favore delle attività produttive, più  reddito
 provochiamo  da  parte  delle attività  produttive,  più  la
 Regione  è  in  grado di veder crescere le  proprie  entrate
 tributarie;   più  servizi  eroghiamo,  più   siamo   celeri
 nell'erogazione  di  questi servizi,  più  consentiamo  alla
 macchina  economica  e  sociale della Regione  siciliana  di
 correre  e  di  determinare virtuosi  risultati  per  tutti.
 All'interno  di  questo  percorso ci  possono  essere  delle
 scelte  difficili,  ci possono essere  degli  obiettivi  che
 possono  apparire  anche velleitari, ma che  velleitari  non
 sono,  nella  misura in cui ciascuno di noi è  in  grado  di
 comunicarne l'effettiva necessità.
      Nei  prossimi  giorni parleremo di altri  problemi  che
 dobbiamo  affrontare  e che riguardano la  razionalizzazione
 degli   organici  regionali,  la  loro  riduzione  a   causa
 dell'eccessivo onere che essi determinano e che  la  Regione
 non  è  più  in  grado di sopportare, come  già  da  anni  i
 giornali nazionali ci fanno sapere.
      Nei   prossimi  giorni  parleremo  di  rilancio   della
 politica  dei  trasporti, di piano dei trasporti,  auspicato
 anche   dall'onorevole   Barbagallo   poc'anzi.   Parleremo,
 insomma,  di quelle iniziative che servono a determinare  la
 seconda  fase  dell'azione  di  Governo  per  il  2004;  nel
 frattempo,  però,  abbiamo bisogno di  chiudere  le  partite
 riguardanti  il  2003,  di  compensare  alcuni  momenti   di
 gestione  di  questo  Governo  consentendo  allo  stesso  di
 operare  nell'ambito  di quel presidenzialismo  che  abbiamo
 voluto,  che  abbiamo  sostenuto e che  ora  ha  bisogno  di
 essere  corroborato dalle norme che stiamo scrivendo e  che,
 mi auguro, approveremo.
      Se    non   predisponiamo   questi   atti,   che   sono
 propedeutici, se non costruiamo un saldo di bilancio per  il
 2003  e  non  costruiamo, successivamente,  un  progetto  di
 bilancio  per  il 2004, quelle iniziative che dovranno  fare
 crescere  la nostra economia e migliorare la nostra società,
 difficilmente   potranno  trovare  una  loro   realizzazione
 concreta.
      Sono  convinto che l'Aula, come al solito, avendo  cura
 di  ascoltare le ragioni di tutti e di selezionare da queste
 tutte  quelle  che  sono  compatibili  con  le  ragioni  del
 Governo  e  con  le condizioni della cassa regionale,  saprà
 predisporre  un testo di legge che consentirà  di  coniugare
 le   esigenze   del   presidenzialismo  con   quelle   della
 contabilità,  dello  sviluppo  e,  anche,  della  visibilità
 politica  che  ciascuno  di noi rivendica  relativamente  al
 raggiungimento di un obiettivo piuttosto che di un altro.
      Sono  fiducioso  che,  alla fine, questo  risultato  si
 otterrà  perché sono convinto che la maturità di  quest'Aula
 ci   metterà  nelle  condizioni  di  costruire  il  percorso
 migliore  possibile,  di realizzare gli  obiettivi  migliori
 possibili,  di  assicurare quel punto di equilibrio  tra  le
 esigenze  diverse che in quest'Aula concorrono  alle  scelte
 finali,  così da costruire un documento legislativo ottimale
 relativamente   al  tempo  che  viviamo,   alle   condizioni
 politiche  che  reggono la nostra azione in  questi  giorni,
 alle  innovazioni normative di carattere nazionale che vanno
 in  questi giorni in Aula al Parlamento di Roma per la  loro
 approvazione,  insomma con tutte quelle  esigenze  e  quelle
 necessità che servono alla Sicilia per la fine del  2003  e,
 soprattutto,  in  vista di una seria programmazione  per  il
 2004.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne
   ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo
 che,  da  parte della maggioranza, con gli interventi  degli
 onorevoli    Acierno,   Formica   e   Fleres,   sia    stata
 abbondantemente   evidenziata  la  bontà   possibile   delle
 variazioni  di bilancio, possibile nelle condizioni  in  cui
 le  asfittiche  risorse finanziarie della Regione  navigano.
 Nessuna  maggioranza può inventarsi ciò che non ha e nessuna
 maggioranza, se tale è, può muoversi senza tenere conto  del
 domani.
      Da  un  lato,  c'è  chi dice che queste  variazioni  di
 bilancio siano alla ricerca di un consenso spicciolo tra  la
 gente;   dall'altro  lato,  abbiamo  evidenziato,  con   gli
 interventi  che non ripeterò, la bontà della manovra  stessa
 ed  una  per tutte: se i ticket che vengono posti in  essere
 sono  il  consenso che questo Governo cerca, allora  abbiamo
 un Governo di handicappati mentali.
      Infatti, la cosa più grave, più eclatante per le tasche
 dei   siciliani   è   dare  loro  un   ulteriore   balzello,
 considerato  quanto  un  famigerato  Governo  nazionale   ha
 condotto sulla pelle dei siciliani, dandoci un onere che  in
 nessun'altra regione d'Italia c'è e che ci fa  perdere  -  e
 ci   fa  disperdere-,  dalle  già  asfittiche  risorse   del
 bilancio  della  Regione siciliana, parecchie  centinaia  di
 miliardi.
      Ritengo, pertanto, che oggi  - ed è in questo senso che
 voglio  impostare il mio intervento - il Governo  non  abbia
 bisogno  di  essere  osannato dal Presidente  e  dal  Gruppo
 dell'UDC,  perché quanto il Governo ha fatto era il  massimo
 possibile  in  queste  condizioni. E  plaudiamo  anche  alla
 correttezza  con  la quale l'Assessore per  il  bilancio  ha
 cercato, in tutti i modi, di tenere a freno le velleità  non
 dell'Aula,  che  sono state poche e, anzi,  a  sostegno  del
 rigore,  ma quelle dei suoi colleghi assessori, i quali  non
 sono  stati sempre contenti, o non sono rimasti contenti  di
 una  manovra  che li penalizza - se così può  dire  -  nelle
 loro  attività del quotidiano, quelle attività  che  servono
 poco  alla Sicilia e possono servire, forse, a qualcuno  che
 non si è reso conto che il dramma è di ordine generale.
      Programmare  significa lanciare un appello  anche  alle
 minoranze   a  comprendere.  Che  cosa?  Che  non   dovremmo
 arrivare  alle  cinque o alle sei del mattino  per  chiudere
 queste variazioni di bilancio.
      Abbiamo  il dovere - come abbiamo annunziato e  chiesto
 agli  altri colleghi della maggioranza - di ritirare il  più
 possibile   gli   emendamenti   presentati;   anzi,   se   è
 necessario,  eliminare anche alcuni articoli del  testo  che
 possono    essere    discussi    col    Governo    per    un
 ridimensionamento ulteriore.
      Noi  siamo  favorevoli  anche alla  riduzione  all osso
 delle  variazioni  di bilancio, a che non vi  sia  l assalto
 notturno alla diligenza notturna e che ci sia chiarezza  sul
 testo  di ogni emendamento, su ciò che dice e sull obiettivo
 che  si vuole realisticamente centrare.
      E  allora  l'appello  che rivolgo è  che  subito  dopo,
 considerato  che  in  mattinata  chiuderemo  la  discussione
 generale,  ci sia un incontro, un ulteriore incontro  tra  i
 capigruppo,  il  Governo e la Presidenza dell'Assemblea.  Ma
 subito   dopo,  perchè?  Perchè  intanto  ritengo   che   il
 Presidente  dell'Assemblea ha una prerogativa, che  non  può
 essere  disconosciuta dall'Aula: quella della  dichiarazione
 di   improponibilità  degli  emendamenti.   Ma   io   voglio
 rafforzare  questo potere della Presidenza perché,  se  esso
 viene  attuato con forza, anche il Presidente dell'Assemblea
 avrà  dato  un aiuto alla Sicilia. E non alla maggioranza  o
 all'opposizione, ma alla Sicilia tutta.
      Auspico  che  nell  incontro che faremo possa  emergere
 quello  che  di  importante  anche  le  minoranze  hanno  da
 sottoporre  alla  maggioranza e al Governo,  e  che  non  si
 cerchi  di  mercanteggiare  ma di  rendere  percorribile  la
 legge  di cui parliamo per approvarla nei tempi che  servono
 alla  Sicilia,  e  non ai DS o all'UDC o a Forza  Italia.  E
 allora  noi diciamo che questa non è una sfida che lanciamo,
 ma  è un appello accorato e forte a che ci si possa occupare
 in Aula delle questioni più importanti.
      Emarginiamo le piccole cose, e discutiamo dei fatti più
 importanti.  Onorevole Capodicasa, mi rivolgo a  lei  non  a
 caso e non solo perchè interverrà dopo, ma in quanto so  che
 da  Presidente  della  Regione,  in  quell'anno  in  cui  ha
 operato  bene,  sa  bene più di ieri  che  queste  non  sono
 condizioni di una legge,...

    CAPODICASA  Ma lo dica anche per l'onorevole  Fleres  che
   non lo sa

    FLERES  Ero distratto, onorevole Capodicasa.

    CINTOLA ... che queste operazioni di bilancio non servono
 nè  alla  maggioranza per farle passare  nè  all'opposizione
 per  opporsi.  Sono  elemento essenziale  della  vita  della
 Regione  siciliana. Allora voliamo alto tutti   Abbandoniamo
 le  piccole cose al loro destino. Non facciamole entrare  in
 questa  legge  e,  se ce ne sono entrate,  eliminiamole.  Lo
 ripeto   con   forza:  esaurita  la  discussione   generale,
 incontriamoci, attestiamoci su alcuni emendamenti che  siano
 forti.  Chiediamo,  se  è necessario,  che  altri  articoli,
 interi  articoli, già passati, possano essere cassati,  cioè
 a  dire  quelli che riteniamo non abbiano una tale  valenza.
 Incontriamoci  per definire il tutto. Perché  domani  e  non
 stasera?   Perché  non  stasera  stessa,  con  tranquillità,
 tentando  di  dare  il  massimo  contributo,  non   ad   una
 maggioranza  o ad una minoranza ma all'Aula che,  nella  sua
 interezza,  si  rende  promotrice  dei  rimedi  necessari  a
 correggere eventuali storture.
      Ce  ne  sono?  Dico  che possono  essercene  e  non  mi
 trincero   sul  fatto  che  il  Presidente  di   un   Gruppo
 parlamentare  -  cui  è anche iscritto il  Presidente  della
 Regione - difenda l'indifendibile. Assolutamente no   Voglio
 aggiungere,  anzi,  che sono disponibile a  perdere  qualche
  penna   che  il Governo ritiene importante: potrà  pensarci
 il  Governo  stesso  con  una legge,  se  ha  la  forza,  la
 capacità,  ma  solo dopo, a gennaio, quando affronteremo  la
 legge  elettorale come primo punto, come primo punto bis  e,
 in  analogia,  mi  riferisco alla riforma  della  formazione
 della  quale non si può più fare a meno  Giù le  mani  dalla
 formazione   - e mi rivolgo all Esecutivo -.  Non  ci  siano
 trucchetti:  si  arrivi invece a dare, intanto  a  chi  deve
 andare  in  pensione, la possibilità di porsi a riposo,  non
 prolungando il servizio, avendo frattanto superato i  limiti
 di  età,  a cominciare appunto dalla stessa formazione.  Una
 cosa orrenda e di cui non capisco il motivo
      Ci  vuole, infatti, soltanto un atto amministrativo,  è
 sufficiente una lettera, non certo una legge, per  porre  in
 pensione   le  persone  che  abbiano  già  raggiunto   l'età
 pensionabile  e che invece devono continuare a  lavorare  e,
 così,  restare  a  carico del bilancio della  Regione  -  mi
 rivolgo all onorevole Assessore Pagano   e aggiungo  che  lo
 sto  ripetendo  già  da sei mesi, però ritengo  che  nessuno
 ascolti  e nessuno si faccia carico di fatti che non  sempre
 sono  ideali. Perché se è vero che ci sono 500,  400  -  più
 altri  Co.Co.Co. - allora stiamo scherzando: perché,  da  un
 lato  invochiamo  il rigore, dall'altro, nel  piccolo  orto,
 zappiamo in maniera inefficiente e non agiamo in termini  di
 prospettiva
      E   sia   chiaro  per  tutti  quanto  detto    Governo,
 maggioranza  o  minoranza, non importa  Le spese  che  vanno
 tagliate  devono esserlo  Assessore Pagano - diventi  ancora
 più  furbo,  più  forte, più rigoroso -  imponga  il  rigore
 prima  a se stesso e poi agli altri, prima al Governo e  poi
 all Aula
      Mi  avvio alla conclusione con la serena valutazione di
 chi,  come  tanti altri colleghi della Commissione Bilancio,
 ha  svolto  un  lavoro  altrettanto sereno  e  serio,  senza
 badare a fatti personali o di piccolo clan. Ritengo che,  da
 parte   delle   minoranze,   del   Governo   e   dell'intera
 maggioranza,  l'incontro  -  che  sto  chiedendo  si  faccia
 subito   dopo  la  discussione  generale  -  possa  produrre
 l effetto,   onorevole  Acierno,  di  evitarle   di   dovere
 sottoscrivere  altrui  emendamenti che  dovremmo  annullare,
 evitando  appunto di farle apporre  la firma; e se il  caso,
 riscoprire anche quanto abbiamo esitato per l Aula e, se  ci
 sono  previsioni  da tagliare, lo faremo senza  guardare  in
 faccia nessuno
      Una  considerazione per tutte, e concludo: plaudo  fino
 in  fondo  -  con  l'intero  Gruppo  parlamentare  al  quale
 appartengo  - alla rinegoziazione dei mutui che  il  Governo
 ha  proposto  per evitare quel salasso indegno e  indecoroso
 di  quel  16  per cento che grava sui  mutui  della  Regione
 contratti  con  le  banche. Anche  questo,  credo,  non  sia
 clientelismo bensì lungimiranza
      Mi ha chiesto un giornalista poc anzi se fosse vero che
 l'UDC  intende sopprimere tale emendamento: su di esso siamo
 abbarbicati  fortemente  e fino in  fondo,  ritenendo  pure,
 tuttavia,  che se ci incontriamo tutti - e anche questo  può
 essere cassato o migliorato - non abbiamo difficoltà
      La difficoltà è una sola, piuttosto: vogliamo discutere
 in  Aula di fatti importanti, che servano alla gente e  alla
 Sicilia,  che  siano  utili  a questo  Governo  e  a  questa
 maggioranza  ma che sono propedeutici per altre maggioranze,
 se   crediamo   ancora  nell'alternanza  e  nell'alternativa
 democratica,  affinché  non  si lasci  ad  altri,  onorevole
 Presidente,  ciò  che  questa  maggioranza,  purtroppo,   ha
 trovato  all'inizio del suo mandato  Non ha trovato  rose  e
 fiori   Ha trovato piuttosto pesanti negligenze del passato
 E,  a  quelle  negligenze,  non  possono  sommarsene  altre,
 bisogna stringere la cinghia, essere anche impopolari,  come
 lo  siamo  stati finora, nel tentativo, forte e  nobile,  di
 tentare una programmazione.
      Non   mi   interessa,  onorevole  Governo  e  onorevoli
 colleghi, che entro il 31 dicembre si approvi il bilancio  e
 la  Finanziaria  per poter mettere il fiore all'occhiello  e
 inorgoglirci di ciò  E' importante che ci riusciamo, sì   Ma
 è  importante,  allo stesso modo, che ci  riusciamo  facendo
 bene: altrimenti, il solo titolo "Al 28 abbiamo chiuso"  non
 servirebbe  né  al  Governo  né  alla  maggioranza  né  alla
 Sicilia
      Abbiamo una Finanziaria snella, meno male  Abbiamo però
 riprodotto  nelle variazioni di bilancio tutti i guasti  che
 negli  anni  precedenti  erano  presenti  nella  Finanziaria
 medesima:  orbene,  cerchiamo  di  porre  rimedio  a  questi
 guasti   nella   giornata   odierna,   onorevole   Speziale,
 onorevole  Papania,  onorevoli colleghi  dell'opposizione  -
 prima  che  della maggioranza stessa   affinché, in  serata,
 noi  si  possa  chiudere  senza  guardare  al   piccolo   ma
 piuttosto  in  prospettiva,  a  ciò  che  la  Sicilia  e   i
 siciliani   intendono  (e  io  dico  pure  a  quella   parte
 nazionale  che sta guardando, sempre con maggiore  distacco,
 e  forse  anche con odio di ordine politico - se odio  è  la
 parola  giusta  - che sta guardando, dicevo,   alla  Sicilia
 come  se  fossimo gli  spendaccioni , gli inabili al lavoro,
 gli   invalidi  di  professione ).  Al  contrario,  c'è   la
 necessità vera di presentarci con le carte in regola  ad  un
 Governo nazionale la cui sottolineatura che prevede  che  il
 Presidente   della  Regione  entri,  a  pieno  titolo,   nel
 Consiglio  dei Ministri, è una conquista che da  50  abbiamo
 inseguito e che, solo ora, abbiamo ottenuto
      In  base  a  tutto  quanto sopra, per  terminare  -  mi
 dispiace non sia presente l'assessore Cittadini, tuttavia  è
 presente  un  componente il Governo che potrà  rapportare
 riferisco  sulla situazione che stanno facendosi in  Sicilia
 le  Commissioni degli invalidi civili in tutti i  paesi.  Ma
 che  ci  vuole a prevedere, con un atto di trasparenza,  che
 nessun  cittadino  medico,  residente  laddove  insiste   la
 Commissione, possa far parte della Commissione medesima?

       FORMICA  Da ASL ad ASL è così

       CINTOLA   Purtroppo  non è così  Perché  le  pressioni
 indegne  sui  manager stanno riportando le stesse  cose  che
 prima   si  era  tentato  di  evitare  e  che  oggi   stanno
 diventando  nuovamente il leit motiv  così  da  metterci  il
 consigliere  comunale  Tizio, l'altro  consigliere  comunale
 Caio...   E   con  questo  abbiamo  raggiunto   serietà   di
 prospettiva
      Sto  dicendo  una  cosa  seria:  nelle  Commissioni  di
 invalidi  civili  -  a  Misilmeri  come  a  Bagheria       è
 necessario che i medici residenti nella stessa località  ove
 ha  sede  la  Commissione medesima, non abbiano  diritto  di
 accesso.  Che  esercitino in altra zona,  laddove  non  sono
 interessati  direttamente a fare della sanità una  politica,
 sporca e indegna
      A  conclusione  del mio intervento,  sto  additando  al
 Governo  quanto  sopra perché è su queste  cose  che  vorrei
 essere  partecipe  con la minoranza e dire  con  forza:  ora
 basta. Ora basta  La Sicilia non ha bisogno di invalidi.  Ha
 bisogno  di  posti  di  lavoro  certi.  Non  ha  bisogno  di
 precari,  ha bisogno piuttosto di lavoro certo, di  sviluppo
 e  di uno sviluppo programmato. Ha bisogno che l'Aula, nella
 sua  interezza, la smetta di confrontarsi ideologicamente  e
 svolga,  invece, il proprio dovere fino in fondo
      Quando  non  daremo  prova di  essere  all'altezza  del
 compito  affidatoci - anche nel rapporto, serio  e  corretto
 che  bisogna  avere con le minoranze - allora avremo  perso,
 sì,   il  titolo di potere essere degni di governare  questa
 terra di Sicilia

       PRESIDENTE  L ultimo iscritto a parlare è  l'onorevole
 Capodicasa. Ne ha facoltà.

       CAPODICASA    Volevo  fare  dapprima  un   complimento
 all'onorevole Cintola che, ogni volta di più,  dimostra  una
 grande  attitudine  alla battaglia di opposizione   Dovremmo
 provvedere,  al  più  presto, a fare qualcosa  per  esaltare
 questa sua vocazione

       CINTOLA  Da indipendente

                          (Sorrisi in Aula)

       CAPODICASA  Signor Presidente, sono imbarazzato perché
 ho  capito il motivo per cui l'onorevole Fleres - che adesso
 non   vedo  in  Aula  -  ha  strenuamente  difeso   il   suo
 emendamento  quando  è  venuta  all'esame  la  proposta   di
 modifica   del   Regolamento.   Egli   ha   voluto   ridurre
 ulteriormente  i tempi per la discussione generale  a  dieci
 minuti,  probabilmente perché aveva in mente che, in  questa
 sede,  si possono fare delle provocazioni e, avendo  così  i
 rappresentanti   dell'opposizione   pochissimo   tempo    da
 dedicare   alla   discussione  generale,  non   possono   di
 conseguenza   rispondere   alle  sue   provocazioni,   pena,
 altrimenti, la decisione di non intervenire sui  disegni  di
 legge
        L'onorevole Fleres si è perso gratuitamente -  perché
 non  ce  n era  motivo  -   (non è  neanche  l'opinione  del
 Governo,  se l'onorevole Pagano interverrà, dirà quello  che
 ha  più volte sostenuto in passato, riconoscendo l'azione di
 risanamento  dei  conti  svolta  dai  governi   di   centro-
 sinistra)  dicevo, l onorevole Fleres si è perso  nel  fumo,
 ha  cominciato  col pesarlo e, alla fine, nelle  nebbie  del
 fumo,  si è perduto. Non è qui il caso di tornare su  questo
 argomento,  chiarito più volte ed in più occasioni  -  anche
 in  più  documenti, compresi quelli redatti dalla Corte  dei
 Conti,  con  apposite  sentenze  in  sede  di  parifica   di
 bilancio -: abbiamo dimostrato come quel Governo si  impegnò
 e   operò   risparmi  stratosferici  che,  poi,  i   Governi
 successivi hanno bruciato nell'arco di tre, quattro mesi  e,
 non  paghi  di  tutto ciò, hanno ulteriormente  sfondato  le
 casse  della  Regione fino a 2500 miliardi; e,  poi  ancora,
 proprio  nel  settore della sanità, con il  buco  del  2001,
 ormai   rimasto  famoso, quando in un  solo  anno,  in  tale
 settore,  abbiamo  bruciato oltre  1200  miliardi  i  quali,
 sommati   agli  altri,   hanno  determinato  la   situazione
 catastrofica di oggi.
        Ora,  non  è  qui il caso di discutere  del  passato,
 discutiamo  piuttosto  del presente, di  questo  disegno  di
 legge  su  cui esprimiamo un giudizio negativo,  ancora  più
 negativo  nel momento in cui il testo, esitato dalla  Giunta
 di  Governo,  è  pervenuto in Commissione  Bilancio  dove  -
 grazie  anche  alla nostra battaglia di opposizione  -  sono
 saltate  alcune di quelle norme clientelari, queste  sì,  ma
 soprattutto improntate ad una logica di sperpero.
      In  quell'occasione, il Governo, nella sua relazione  -
 poi  anche  parlamentari  di  maggioranza  -  avevano  molto
 esaltato  la  sobrietà  del  disegno  di  legge,  appena  30
 articoli,  per la prima volta, sostenendo che le  variazioni
 di  bilancio  avevano  tenuto rispetto alle  pressioni  che,
 solitamente,    vengono   esercitate   dai   singoli    rami
 dell'Amministrazione.
      In  realtà,  come abbiamo dimostrato, quel  disegno  di
 legge   non  era  composto  di  30  articoli,  bensì  70-80,
  camuffati  attraverso commi aggiuntivi, all'articolo  31  e
 all'articolo  37 del testo pervenuto in Commissione,  commi,
 poi,  in  parte  rimasti:  una somma  di  articoli  che,  in
 passato,  venivano presentati in forma autonoma e  che  oggi
 vengono   presentati  cumulativamente.  Adesso  c'è   questa
 tecnica   Anche le leggi finanziarie statali,  del  passato,
 constano  di un unico articolo: si può dire quindi  che,  ad
 esempio,  la  legge numero 48 del 1999 o del 2000  -  adesso
 non  ricordo  esattamente  - è la  manovra  finanziaria  più
 sobria della storia della Repubblica (constava, infatti,  di
 un  solo  articolo,  peccato  contenesse  600  commi  e  600
 disposizioni diverse ).
        Orbene, non prendiamoci in giro  Questo è un  disegno
 di  legge esitato formalmente dalla Commissione, che  consta
 di  cinquanta articoli, ma che, di fatto, ne contiene  quasi
 il  doppio  Non oso immaginare a quanti arriveremo alla fine
 dell esame  dell'Aula   Perché  vedete,  signor  Presidente,
 onorevoli  colleghi,  il  Governo,  in  Commissione,  si   è
 autolodato,  ha recitato le lodi di se stesso (cosa  da  non
 raccomandarsi, normalmente, perché, dice il proverbio,  "chi
 si  loda,  si imbroda "), sostenendo che questo  disegno  di
 legge   fosse   volto  al  contenimento  delle   spese   ma,
 soprattutto,   avesse   introdotto   alcune    norme    che,
 ordinariamente   per   Regolamento,  nelle   variazioni   di
 bilancio, non potevano entrare.
      E  noi, a tal proposito, abbiamo condotto una battaglia
 in  Commissione  affinché fossero espunte quelle  norme  non
 attinenti con la manovra finanziaria; e l' assessore  Pagano
 disse  che, questa volta, non potevamo gridare allo scandalo
 regolamentare  perché  si era aggiunta  una   frasetta   nel
 titolo  del  disegno di legge. Oltre alle norme  finanziarie
 urgenti e variazioni al bilancio della Regione, infatti,  si
 è  aggiunta  l espressione  norme  di  razionalizzazione  in
 materia  di  organizzazione  amministrativa".  In  sostanza,
 cioè,  si  è svolta un operazione che vorrebbe essere  furba
 ma  che  è sciocca - mi sia consentito -  non certo per  chi
 l'ha   immaginata,   non  ovviamente  l'Assessore   per   il
 bilancio.
      E'  sciocca perché mi domando a chi giovi un operazione
 di  tale  genere   O contro chi si realizzi   Non  va  certo
 contro  l'opposizione  che  combatte  la  sua  battaglia  di
 coerenza      regolamentare,     con     l'obiettivo      di
 rifunzionalizzare le norme di spesa rispetto agli  obiettivi
 di  contenimento.  Va  contro lo  stesso  Governo   Infatti,
 quando  si amplia l'oggetto del disegno di legge  -  vero  è
 che  consente  tale artificio al Governo, di  inserire  cioè
 alcune  norme che, altrimenti, non potrebbero entrare  -  ma
 altro  non  si realizza che invitare i deputati,  singoli  o
 associati,   a  presentare  altrettanti  emendamenti   della
 stessa  natura   E  su  ciò, poi, voglio  capire  con  quale
 autorevolezza  si dice al deputato che non   può  presentare
 un  emendamento di spesa, se poi è il Governo  per  primo  a
 presentarlo   Non importa sia un deputato di  maggioranza  o
 di opposizione
         Onorevole   Acierno,  ha  un  bel  polemizzare   con
 l'onorevole Speziale a proposito degli emendamenti di  spesa
 che  lo  stesso  ha presentato; ma deve essere  chiaro,  una
 volta  per  tutte,  che  se  non cambia  la  conduzione  dei
 disegni   di   legge  da  parte  del  Governo   in   materia
 finanziaria,  non  quelli  che  ha  presentato   l'onorevole
 Speziale,  ma  un altro migliaio li presenteremo  noi    Non
 possiamo   fare,  infatti,  la  guardia  al  bidone   vuoto
 Continueremo  altrimenti  a difendere  norme  procedurali  e
 regolamentari  che  poi,  sistematicamente,  la  maggioranza
 disattende,   autolimitando  i  nostri  parlamentari   nella
 presentazione  di emendamenti. Questo non può più  succedere
 perché,  a  quel punto, da coerenti diventiamo fessi  e  per
 tali, mi pare, non vuol passar nessuno
      Procediamo subito, allora, con le questioni di merito.
      Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  disegno  di
 legge  esitato ricalca esattamente l'andazzo dei disegni  di
 legge  precedenti,  nulla  di  nuovo,  anzi  ne  aggrava   i
 contenuti. Questa presunta manovra di contenimento si  fonda
 solo su alcuni presupposti.
      L'onorevole  Acierno ha sostenuto di non  ravvedere  lo
 scandalo  se  reperiamo risorse per pagare  il  deficit  del
 comparto    Sanità    o   per   corrispondere    l'indennità
 compensativa. Ebbene, lo scandalo sta già nel fatto che  c'è
 un  debito della sanità di quelle proporzioni  E lo scandalo
 sta  pure  nel  fatto  che  non c'è  una,  una  sola  misura
 strutturale  per aggredire un deficit diventato strutturale
 Qui  si  paga con interventi una tantum. Qui si paga  con  i
 fondi    dell'articolo   38    Si   commette   un operazione
 incostituzionale     prego  il Commissario  dello  Stato  di
 prender  nota  - perché si utilizzano i fondi  dell'articolo
 38  nella  Tabella  E  con una disinvoltura  scandalosa   Si
 definanziano  capitoli di bilancio ordinari  e  tali  minori
 risorse  vengono compensate con la tabella  E  che,  essendo
 finanziata  con  i  fondi  dell'articolo  38,  deve   essere
 utilizzata  per  il  finanziamento  di  un  piano  di  opere
 pubbliche.
      La finalità dell'articolo 38, secondo quanto recita,  è
 legata   alla  compensazione  del  deficit  infrastrutturale
 della  Sicilia rispetto alle altre regioni del Paese: è  per
 tale  finalità  che  intervengono i finanziamenti  ed  è  lo
 scopo che abbiamo difeso in quanto tale
      Quei  fondi non possono andare a copertura dei  debiti
 Questo   è  il  risultato  della  mancata  impugnativa   del
 Commissario  dello Stato, nel luglio o agosto di quest'anno,
 quando   non  impugnò  quella  norma  che  apre  la   strada
 all'operazione di oggi.
      L'Assessore per il bilancio ha voluto risponderci, "off
 the  records", che quella norma è agganciata all'articolo  1
 della  legge  numero 8 del 2000 - l'ultima legge finanziaria
 approvata  durante il mio Governo -  laddove si dice  che  i
 fondi  dell'articolo 38,  autorizzati con la  legge  statale
 numero   48,  potevano  essere  utilizzati  per   spese   di
 investimento.
      Ora,  quella norma mi lascia già perplesso, pur essendo
 stata  approvata durante il mio Governo ma, tuttavia,  sulle
 spese di investimento, possiamo discuterne
      Al   contrario,   il  Governo  va  oltre,   commettendo
 un'operazione   che,   personalmente,  considero   veramente
 grave,  laddove finanzia nella Tabella E, all'U.P.B.  23265,
 capitolo  546401, una somma da versare all'Ente di  sviluppo
 agricolo per l'attuazione dei compiti di istituto.
      Cosa significa? Che prendiamo i soldi dell'articolo  38
 e  li  disponiamo  a favore dell E.S.A.  per  i  compiti  di
 istituto,  pure  comprese le spese normali  di  gestione?  E
 quest ultime le chiamiamo spese di investimento?
      Qui  c'è  confusione,  onorevole assessore   Voi  state
 confondendo  le  spese in conto capitale  con  le  spese  di
 investimento    I   fondi   per  l'E.S.A.   possono   essere
 considerati spese in conto capitale, ma non di sicuro  spese
 per investimenti
      E  quale attinenza ha con le opere pubbliche, cioè  con
 la  capacità  di incrementare il reddito dei  siciliani,  il
 capitolo 776013 che prevede spese per l'acquisto di  mobili,
 arredi,  macchine  ed  attrezzature, comprese  quelle  delle
 Soprintendenze   per   i   beni  culturali?   Noi,   quindi,
 autorizziamo  a  comprare  la  fotocopiatrice   con   questi
 fondi    L'articolo 38 considera tali oneri quali  spese  di
 investimento?  Ma a chi la vogliamo dare a  bere,  onorevole
 Assessore?
      Tutta  questa  operazione di contenimento della  spesa,
 onorevole  Fleres,  è,  nella  migliore  delle  ipotesi,  un
 equivoco     ma io ritengo - un abuso  Siete un  Governo  di
 bari  Non con la  b  maiuscola, con la minuscola   Questo  è
 un atto di pirateria finanziaria e costituzionale
      Se  volete  effettivamente discutere del merito,  siamo
 pronti  a  farlo  senza ricorrere a riunioni  particolari  o
 quella  specie di incontri carbonari che di solito si fanno
 Disponiamo   dell Aula,  discutiamo  in  Aula,  apertamente,
 perché gradiremmo anche che le posizioni

    CINTOLA  Intendete presentare mille emendamenti?

    CAPODICASA     Onorevole    Cintola,    il     Presidente
 dell'Assemblea,   per  Regolamento,   dispone   dei   poteri
 affidatigli  per dichiarare improponibili quegli emendamenti
 che ritiene tali.
      Quindi,  l'improponibilità la può  dichiarare  operando
 già  una  selezione.   Dopo  di  che,  il  Governo,  se   ha
 intenzione di contenere gli emendamenti - ma io non mi  fido
 molto  del  Governo,  lei  capirà (non  perché  non  l'abbia
 votato,  o  meglio non solamente per questo) un Governo  che
 presenta   una   manovra  di  questa   natura   non   merita
 assolutamente    alcuna   fiducia     Qui   c'è,    infatti,
 un'operazione  di  pirateria   che  non  può  passare  sotto
 silenzio,  perché - non so se lei ha ascoltato le  cose  che
 ho già detto - è qualcosa di grave...

       CINTOLA   Ho già chiesto conto e ragione  al  Governo
 Vada avanti

       CAPODICASA   Potrei  enumerare  altri  esempi   Ne  ho
 citato  solo due,  onorevole Cintola, potrei continuare  con
 decine  di  altri  esempi sulla Tabella  E,  su  quanto  sta
 succedendo   noi  stiamo finanziando  capitoli  ordinari  di
 bilancio  con  i  fondi  dell'articolo  38   Vogliamo   dire
 chiaramente  cosa significa tutto ciò? Che,  così  operando,
 stiamo   sottraendo  risorse  allo  sviluppo  della  Sicilia
 perché  quei  fondi  servono  piuttosto  a  creare  maggiore
 reddito,  maggiore  PIL per la nostra Regione.  Siccome  del
 PIL,   all'assessore  Pagano,  non  gliene  importa   nulla,
 allora, l'operazione si compie ugualmente

       CINTOLA  Non è vero che non gliene importa

       CAPODICASA   Vorrei  fare  qualche  considerazione   a
 margine, ci saranno poi altre occasioni per intervenire  ma,
 sin  d ora,  voglio  prendermi una soddisfazione,  onorevole
 Assessore
      Abbiamo  discusso  il  DPEF della Regione,  appena  una
 settimana  fa,  in cui erano contenute stime  stratosferiche
 di  crescita  del PIL nella nostra Regione.  Faccio  ammenda
 per  aver  sostenuto,  in quell'occasione,  che,  alla  luce
 delle  stime  che istituti di ricerca internazionale  ed  il
 Fondo  monetario  prevedevano  per  l'economia  ed  il   PIL
 americano -  che si attestavano intorno al 3,6 per  cento  -
 avevo   ritenuto   più   congrua  la  previsione   formulata
 dall'Unione  europea, che si attestava intorno  al  2,6  per
 cento.  I  dati di questo trimestre, in effetti,  danno  più
 ragione  a  chi  stima al 3,6 per cento il PIL  degli  Stati
 Uniti  d'America  e non alle stime dell'Unione  europea.  Su
 questo punto faccio ammenda
      Ma la prego faccia ammenda lei, onorevole Assessore, o,
 per  lo  meno, informi l'onorevole Miccichè, che, due giorni
 fa,  ha  dichiarato  sul Giornale di Sicilia,  che  non  c'è
 alcun  aumento  del  PIL differenziale del  Mezzogiorno  nei
 confronti   del   Nord;  dice  testualmente,   "sono   tutte
 chiacchiere,  fesserie".  E  l'onorevole  Miccichè  è  molto
 diretto, non si paluda  Sostiene, infatti, che si tratta  di
 chiacchiere  per imbrogliare i meridionali  La crescita  del
 PIL  nel  Mezzogiorno non c'è e non c'è, quindi, neanche  in
 Sicilia.   Ma  non  solo:  questa  crescita  del  PIL,   col
 differenziale in aumento rispetto al PIL nazionale, è  tutto
 un  imbroglio, dicendoci che cresceremo ma, in  realtà,  non
 cresceremo affatto
      Allora, la prego, onorevole Assessore, corregga  -  sia
 pure  postumo  - il DPEF e si dia una regolata, considerando
 che  anche  il ponte sullo Stretto, le grandi infrastrutture
 che  venivano date come la chiave di volta per aumentare  il
 PIL  nella  nostra  Regione, la stessa Unione  europea  l'ha
 declassato  non  considerandolo  un'opera  prioritaria:   di
 tutto  ciò  che era stato promesso alla nostra  Regione,  in
 termini  di  grandi  opere, non ci verrà  elargito  nulla  e
 dovremo così arrangiarci con quello che passa il convento
      In  ultimo, signor Presidente, man mano che esamineremo
 gli  articoli,  se  avremo  ancora  delle  osservazioni   da
 svolgere,  ci  preoccuperemo di  farlo  in  quell'occasione,
 sperando nella sua considerazione.

       PRESIDENTE    Ha   facoltà  di   parlare   l'onorevole
 Assessore.

       PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Signor
 Presidente, onorevoli colleghi, siccome su questo  argomento
 penso  che, durante tutto il corso delle giornate - speriamo
 poche  -  ci confronteremo più volte, non credo che oggi  mi
 dilungherò;  anzi, cercherò di essere estremamente  diretto,
 quasi  a  rimarcare  gli argomenti che  meritano  di  essere
 attenzionati,  senza tuttavia dilungarmi in discussioni  che
 potrebbero anche essere interessanti, ma che potrebbero  far
 perdere la verve al dibattito e al confronto complessivo.
      Intanto,  vorrei tranquillizzare l'onorevole  Speziale,
 che  ho visto particolarmente piccato e stizzito, perchè  il
 Governo   per  definizione  è  Governo,  e  se  fa   qualche
 dichiarazione a mezzo stampa significa che fa  a  tutti  gli
 effetti  una  vera e propria certificazione.  Quella  stessa
 dichiarazione  faceva  il  paio  con  quanto  dichiarato  in
 Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  dove
 naturalmente  c'era anche lei, onorevole  Speziale,  e  dove
 soprattutto c'era il Presidente dell'Assemblea che nel  caso
 in specie ne rappresenta il notaio.
      Allora,   caro   onorevole   Speziale,   io   so    che
 probabilmente  molte  di queste cose  vengono  dette  perchè
 rimangano  agli  atti  e  perchè  un  giorno  si  dica   che
 l'opposizione  è  stata  concreta ed efficace  avendo  detto
 cose   che   hanno   avuto   una   grande   rilevanza    nei
 capovolgimenti e nei destini della Regione. Questo lo  posso
 capire   perché   rientra   nell'ambito   della   dialettica
 politica;  però,  è  pur  vero che le  cose  che  non  vanno
 sostenute, almeno sotto il profilo etico, non devono  essere
 sostenute.  E questo lo dico senza polemica soprattutto  per
 non  riprendere  più  cose  che sono  oggetto  di  argomento
 pubblico,  in  quanto la Conferenza dei  capigruppo,  quando
 raggiunge  l unanimità, compie a tutti gli effetti  un  atto
 notarile.  Se lei, onorevole Speziale, vuole dare  conferma,
 le  dico  subito che l'emendamento con cui è  stato  cassato
 l'articolo 31 comma 9 è segnato al numero 49/12  e  ciò  per
 darle conferma che non c'è polemica alcuna: non c'è niente.
      Sulla questione del lease back  possiamo    discutere a
 lungo anche perchè, ovviamente, abbiamo posizioni   diverse,
 abbiamo  modi diversi di intendere la finanza e in  generale
 l'Amministrazione.  Su questo lei può sbizzarrirsi  in  tesi
 che  siano giuste, valide, anche opposte alle mie; però  non
 diciamo cose che non stanno nè in cielo nè in terra,  perchè
 la  Conferenza dei capigruppo ha stabilito una cosa e quella
 cosa  è  stata rispettata. Ripeto, quando la Conferenza  dei
 capigruppo  raggiunge  l unanimità, rappresenta  il  massimo
 consesso politico che questa Assemblea può esprimere.
      Letto in questa logica certamente mi sento di dire  che
 il lease back non sarà ripresentato, onorevole Speziale,  in
 quanto non ci sono furbizie da parte del Governo però ho più
 volte   detto,  anche  a  mezzo  stampa,  che  un  argomento
 importante  deve  essere  largamente  condiviso  in   quanto
 l'opinione   pubblica  non  può  essere  confusa   da   vari
 argomenti.  Io  sono  disponibile  a  confrontarmi,  e   fra
 l'altro  su questa tematica mi sento molto sicuro, però  non
 è   corretto   depistare   l'opinione   pubblica   con   una
 comunicazione  inefficace, per  non  dire  maliziosa,  ed  è
 chiaro  che  il  primo  a non cadere in  questa  trappola  è
 proprio  il  Governo  ed  il  sottoscritto  in  particolare.
 Vorrei  quindi  tranquillizzarla da questo punto  di  vista,
 onorevole   Speziale,  perchè  fino  a  quando  questo   non
 diventerà un fenomeno culturalmente diffuso e tutti  avranno
 la   certezza  che  si  tratta  di  qualcosa  di   positivo,
 certamente   il   Governo  non  è  così  autolesionista   da
 presentarlo;  però, se questo per assurdo  dovesse  accadere
 fra  un  mese,  il  Governo non esiterà a ripresentarlo;  in
 verità,  però, prevedo che i tempi debbano essere molto  più
 lunghi.
      Per  quanto  riguarda, invece, le scelte clientelari  a
 cui  lei  ha accennato,onorevole Speziale, la ringrazio  per
 il  suo  intervento perchè il Governo ha bisogno  di  questo
 tipo  di  sponda. Io ho sempre sostenuto, e non mi stancherò
 mai  di  farlo,  che  è  in atto uno scontro  culturale  fra
 posizioni  diverse e io penso già che questo  sia  un  fatto
 assolutamente positivo in quanto soltanto due  anni  fa  era
 inimmaginabile  affrontare discussioni come quelle  di  oggi
 se non in termini sterili di dibattito.
   Ringrazio    lei    e    tutti   gli   altri    componenti
 dell'opposizione e della maggioranza perchè  portate  avanti
 argomenti  che  tendono  a  bloccare  scelte  clientelari  o
 addirittura    iniziative   legislative   senza    copertura
 finanziaria,  come alcune norme che sono state presentate  e
 sono  passate anche in Commissione o addirittura  norme  che
 rischiano  di essere impugnate dal Commissario dello  Stato.
 E'  già  accaduto  altre volte e siamo riusciti  a  bloccare
 tali  deliri e tali derive. Tuttavia, spesso la  sola  forza
 del   Governo   non  è  sufficiente  considerato   l attuale
 dibattito  culturale in atto. E allora, si  vada  avanti  su
 questa  strada  e  certamente il Governo  non  potrà  essere
 piccato, anzi francamente potrà essere solo contento;  e  in
 questo  senso tale manovra finanziaria ha una sua strategia,
 non  fosse altro perchè tentiamo di mettere mano al  deficit
 sanitario,  non fosse altro perchè cerchiamo  di  affrontare
 tre  argomenti fondamentali che ritengo utile qui  ribadire.
 Su  tali  argomenti,  come  ho  più  volte  dichiarato  alla
 stampa, penso che non ci sia nè destra nè sinistra, ma  solo
 il bene della Sicilia.
      Uno  di questi argomenti   se ne è già parlato    è  la
 negoziazione  dei  mutui. Gli Istituti di credito,  dopo  la
 sentenza  sfavorevole  del  TAR, vogliono  infatti  offrirci
 cifre  ridicole.  Ebbene,  ci  giungono  notizie  -  le   ho
 ricevute   personalmente   e  penso   che   presto   saranno
 ufficializzate a mezzo stampa - che adesso ci sono  Istituti
 di  credito  che  vogliono prestarci  denaro  al  12,17  per
 cento,  cioè  esattamente quello che noi  volevamo  ottenere
 soltanto qualche mese fa.
      Per due anni sono state condotte trattative attorno  ad
 un  tavolo e non siamo riusciti a sbloccare quello  che  per
 noi  costituiva un vantaggio economico non indifferente  per
 queste  realtà bancarie. Adesso che è arrivata  la  sentenza
 del  TAR, adesso che il Governo è coeso, deciso, forte nella
 determinazione di raggiungere quegli obiettivi, ci  offrono,
 guarda caso, quello che per anni avevamo chiesto.
      Pensate  un  po',  ci  stanno mettendo  sul  tavolo  50
 milioni di euro quando, in verità, si parla ormai di  numeri
 che  devono  essere pari a quelli dei tassi  di  mercato;  i
 tassi  di  mercato possono essere del 4,50    5  per  cento,
 non  sono bene informato, ma certamente non è più il   tasso
 del 12,17 per cento.
      E   chiaro  che,  su questo fronte,  tutti  ci  dovremo
 misurare   e  ci  misureremo,  anche  a  livello  personale,
 perché, qualora dovessero intraprendersi iniziative di  tipo
 opposto,  bisognerà  vagliare caso per  caso  e  in  maniera
 palese  come  ci  si  dovrà  comportare  e  cosa  si   vorrà
 ottenere.
      Questo è un ragionamento positivo che, certamente, vede
 larghi  strati,  anche dell'opposizione,  d'accordo  con  il
 Governo  e  di  questo  non possiamo  che  essere  contenti;
 quando   il  Governo  trova  l appoggio  anche   di    forze
 politiche che non sono parte della propria maggioranza,  non
 può  che  essere soddisfatto: vuol dire che si sta  portando
 avanti un progetto complessivamente valido per tutti.
      Non  mi  sembra che questo sia un evento  negativo  che
 vada  addirittura verso la direttrice della  "navigazione  a
 vista".  Siamo molto soddisfatti delle iniziative  prese  in
 materia   di  trasporti.  Avevamo  un  problema  serio,   un
 contenzioso   che  ci  avrebbe  visto,  quasi   sicuramente,
 soccombenti, abbiamo creato le condizioni per un'intesa  con
 il  settore  dei  trasporti che ha visto entrambe  le  parti
 interessate  soddisfatte,  e  questo  ci  ha  consentito  di
 risolvere il problema in maniera seria.
      Non   dobbiamo   però  dimenticare  che  è   necessario
 risolvere  tale  problema attraverso norme  specifiche.  Nel
 caso  concreto, mi riferisco a leggi di riforma che dovranno
 essere affrontate, prima o poi, in Aula.
      Onorevole  Acierno, lo dico a lei che più volte  ne  ha
 fatto un suo cavallo di battaglia.
      Un ultima  notazione  vorrei  rivolgerla  all'onorevole
 Capodicasa,  il  quale,  nella  sua  citazione  a  proposito
 dell'ESA,  ha  "bacchettato"   almeno così mi è  sembrato  -
 il  Governo  circa  una  presunta,  cattiva  interpretazione
 dell'articolo   38.  Secondo  l onorevole  Capodicasa   tale
 articolo   è  stato  indirizzato,  a  proposito   di   spese
 dell'ESA, per spese di funzionamento.
      Oggi le posso dire questo dal momento che è evidente  e
 non  si  può  più sottacere: la mia strategia  è  quella  di
 rispondere  colpo  su  colpo, non intendo  fare  chiacchiere
 inutili  dal  momento che se ne fanno già  troppe.  Tuttavia
 lei  deve ammettere che, per quanto riguarda l'articolo  38,
 noi   possiamo  entrare  nel  merito  soltanto  per   quanto
 riguarda la bontà dell'investimento.
      Su  questo  io  posso avere dei dubbi e posso  pensarla
 probabilmente  come  lei  - con l'Assessore  Castiglione  ci
 siamo  confrontati poc'anzi e sta portando avanti il disegno
 di  riforma  -  perchè probabilmente l'ESA sta scontando  un
 periodo in cui gli investimenti non sono efficaci.

    CAPODICASA   Ho  fatto solo un esempio,  ma  ce  ne  sono
   decine di casi come questo

    PAGANO   assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Per
 quanto  riguarda la sostanza dell'investimento è chiaro  che
 l'articolo  38 può servire soltanto a questo, e le  confermo
 puntualmente  che gli investimenti dell'ESA  sono  in  conto
 capitale, vale a dire sono per investimenti.

    CAPODICASA  Non faccia confusione fra conto  capitale  ed
   investimenti.

    PAGANO    assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Su
   questo   le  posso  dare  ragione,  onorevole  Capodicasa,
   parliamo di investimento latu sensu.
      Fornisco  qualche  dato:  con  l'articolo  38   abbiamo
 stanziato  per  gli  investimenti 892 milioni  di  euro,  in
 questa  sorta  di  calderone,  di  cui  514  con  un   primo
 finanziamento  e  gli  altri oggi sono confluiti  in  questo
 apposito conto e verranno utilizzati per investimenti.
      Penso   che  questa  sia  una  buona  notizia  per   il
 Parlamento che certamente è sensibile a tali argomenti.
      Concludo  confermando  quello  che  è  stato  detto  in
 Conferenza  dei  capigruppo: se il Presidente dell'Assemblea
 dà  facoltà,  il  Governo è disponibile  a  riunirsi  con  i
 capigruppo,  subito dopo l'Aula, per fare una scrematura  di
 quegli  articoli che possono essere dichiarati ammissibili.,
 considerato  che  l'onorevole Speziale ha dichiarato-  ed  è
 stato  peraltro  condiviso, come ho detto  poc'anzi  -,  che
 alcune  norme  sono  passate, a  suo  giudizio,  in  maniera
 clientelare, io dico in maniera disattenta.
      Apro  una  parentesi  per  richiuderla  immediatamente.
 Signor  Presidente, chiedo a nome del Governo più tempo  per
 esaminare  gli emendamenti, perché non è possibile esprimere
 un  parere  su  emendamenti presentati  soltanto  un  quarto
 d'ora  prima  della loro discussione: non siamo tuttologi  e
 non  abbiamo competenza su tutti i rami e probabilmente ogni
 tanto  qualche  errore può scappare. Ma  è  solo  in  questi
 termini, e noi ne daremo conferma.
      Onorevole  Speziale,  se lei si riferisce  all'articolo
 49, comma 39, che certamente sforerà la spesa perchè non  ha
 copertura  finanziaria,  ed è a rischio  di  impugnativa  da
 parte  del  Commissario  dello Stato,  non  c'è  bisogno  di
 scomodare   nessuno.   Il  Governo,  la   maggioranza,   gli
 onorevoli  Cintola  e  Leontini si  sono  pronunciati  così,
 siamo tutti d'accordo.
      Però  un  conto è discutere su argomenti che certamente
 sono  fuori dalle logiche di questo Parlamento, un  conto  è
 invece affrontare in maniera serena il dibattito.
      Chiedo  informalmente alla Presidenza di  stabilire  un
 incontro nel più breve tempo possibile in modo tale da  fare
 una  scrematura dell'articolato e concludere i nostri lavori
 entro domani.

       PRESIDENTE   Onorevole  Assessore,  non   posso   dare
 ufficialità  a  tale  incontro,  poiché  si  tratta  di   un
 incontro  informale la cui circostanza valuteremo  in  altra
 sede.

      Dichiaro  improponibili gli emendamenti 1.2, 1.3,  1.4,
 1.5,  1.6,  1.7,  1.1, perché prevedono la  soppressione  di
 disposizioni  relative a riduzioni di spesa senza  prevedere
 le corrispondenti compensazioni.

    GIANNOPOLO    Ma  che  vuol  dire?   Non   c'è   più   la
   compensazione.

    PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo, quando si  sopprime  un
 articolo   di   spesa  e  non  si  indica  la  compensazione
 successiva, naturalmente è un emendamento senza copertura.

                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  desidero  chiarire  che
   l'emendamento 1.2 non tende ad introdurre nuove spese  per
   cui  esiste l'obbligo della compensazione, ma tende invece
   a  mantenere integro il capitolo così come è previsto  nel
   bilancio della Regione.
      Gli  emendamenti  da me presentati, qualora  approvati,
 dovrebbero indurre il Governo e l'Assessore per il  bilancio
 e   le   finanze  a  trovare  successivamente  le   modalità
 attraverso  le quali ridurre ulteriori spese o aumentare  le
 entrate.
      Fino  ad  ora  sono stati dichiarati improponibili  gli
 emendamenti che introducono nuove spese, per i quali  esiste
 l'obbligo  di  indicare la compensazione. Il bilancio  della
 Regione è già compensato.
      Propongo di mantenere compensato così com'è il bilancio
 della Regione; e propongo, quindi, di lasciare integri  quei
 capitoli  di  bilancio che fra l'altro  attengono  a  misure
 volte   alla  stabilizzazione  del  precariato,  così   come
 stabilito  in  Commissione,  durante  la  discussione  della
 legge  finanziaria  e  del bilancio della  Regione.  Da  ciò
 derivano    determinate   previsioni   legate    esattamente
 all'obbligo  del  Governo di procedere alla  stabilizzazione
 dei precari.
      Se le cose stanno in questi termini, il mantenimento di
 quei  capitoli di bilancio riconduce il Parlamento  a  tener
 fede  agli  impegni  assunti  in  sede  di  bilancio,  e   a
 procedere,   entro   l'esercizio  finanziario   2003,   alla
 stabilizzazione  del  precariato  attraverso  le  borse   di
 autoimpiego,  attraverso i contratti di  collaborazione,  il
 finanziamento  di  ulteriori contratti di  diritto  privato,
 l'utilizzo  di  risorse finanziarie volte ad attivare  tutte
 quelle  misure e quegli articoli della legge n. 24 del  2000
 concepiti per uscire dal precariato.
      Ha  ragione  il  sindaco di Palermo,  l'avvocato  Diego
 Cammarata,  quando afferma che il Governo di questa  Regione
 si  appresta a creare ulteriori sacche di precariato più che
 a stabilizzarli e che sono già a carico della Regione.
      La  riduzione dei capitoli di bilancio è esattamente in
 linea  con  l'aumento del precariato e con  la  rinuncia  ad
 ogni politica di stabilizzazione del precariato.
      Caro   Assessore,  questa  è  la  verità    Altro   che
 compensare:  il capitolo di bilancio; esso è già  compensato
 di  per sè e corrisponde ad un impegno assunto in quest Aula
 allorquando si approvò il bilancio e la legge finanziaria.

    SPEZIALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, abbia rispetto di  quello
 che  sto  per dire. Non le posso dare la parola  se  non  mi
 dice su quale argomento, in quanto gli emendamenti sono  già
 stati dichiarati improponibili.
   Lei  può  prendere  la  parola  soltanto  sull ordine  dei
 lavori,  ma  consideri che per il suo Gruppo ha già  parlato
 l onorevole  Giannopolo  e, per motivi  regolamentari,  devo
 rispettare tale adempimento.
   Ripeto,  onorevole  Speziale,  non  è  pura  formalità,  è
 sostanza questa.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in
 questo   Parlamento   si   introduce   un   criterio   senza
 precedenti,  da  parte della Presidenza, di  improponibilità
 di  emendamenti  per  quanto  riguarda  la  riduzione  della
 spesa.   Può  darsi  che  abbia  ragione  lei,  non   voglio
 discutere, però tale criterio non è stato mai adottato.
   In  Commissione Bilancio, per esempio, non si è mai fatto,
 non  l'abbiamo fatto neanche in occasione della  discussione
 sulla  legge finanziaria. Se l'orientamento della Presidenza
 è  quello che ogni emendamento deve essere compensato, tutti
 i  nostri  emendamenti conseguentemente  saranno  dichiarati
 improponibili.  Pertanto, ci dia  il  tempo  necessario  per
 compensarli.   Signor   Presidente,   ripeto,   non   voglio
 contestare  la  sua  decisione,  voglio  soltanto   che   il
 Parlamento  sia  posto nelle condizioni di poter  presentare
 gli  emendamenti  essendo  stato adottato,  da  parte  della
 Presidenza, un criterio nuovo.

  PAGANO    assessore per il bilancio e  le  finanze.  Non  è
 così.

    SPEZIALE   Le posso assicurare che è così. In Commissione
 Bilancio noi abbiamo presentato gli stessi emendamenti.

    CAPODICASA  Forse è successo tre volte nell arco  di  una
   legislatura.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, è un argomento del  suo
 collega,   non  il  mio. Non è la prima  volta,  è  vero,  è
 successo  altre  volte.  Vorrei che  fossero  rispettate  le
 regole in modo tale da accelerare i nostri lavori.

    SPEZIALE  Sono d'accordo con lei. Però visto che si vuole
 introdurre  il criterio della compensazione per  i  numerosi
 emendamenti  presentati,  le  chiedo  una  sospensione   dei
 lavori in modo tale da permettere ai deputati proponenti  di
 poterli compensare.

    PRESIDENTE   La  sua è una proposta  ragionevole.  Ma  il
 principio  secondo il quale -  come sostenuto dall'onorevole
 Giannopolo  -  le  risorse previste  da  questa  legge  sono
 unicamente  ricavate dalle riduzioni di spesa e  quindi  che
 sia  improponibile un emendamento sulle riduzioni  di  spesa
 senza   compensazione,   perché  crolla   letteralmente   la
 manovra,  tale ragionamento, mi dovete dare atto, è corretto
 e sacrosanto.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, sto utilizzando  un  altro
   argomento.

    PRESIDENTE  Infatti, ne prendo atto ed è una novità. Se i
 Capigruppo  della  maggioranza sono d accordo,  prendo  atto
 della sua proposta e rinvio la seduta.

    FORMICA  Chiedo di parlare sull ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il
 Regolamento  dà  il  potere  alla Presidenza  di  dichiarare
 improponibili determinati emendamenti. Nulla  vieta  che  se
 ci   sono  emendamenti  compensati  questi  possono   essere
 successivamente presentati in Aula come subemendamenti.

    CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo
 la    proposta   dell onorevole   Speziale   meritevole   di
 accoglimento.  Egli  propone di chiudere  i  lavori  ora  in
 maniera  tale  che,  quando si riaprirà l'Aula,  si  sia  in
 grado   di   correggere  il  tiro  e   di   presentare   dei
 subemendamenti   per   la   compensazione   richiesta    dal
 Presidente.
   Nel  momento in cui il Presidente dell Assemblea  dichiara
 l'inammissibilità  di  un  emendamento,  non  possiamo   più
 intervenire sull'argomento.
   Però,  nel  momento in cui l onorevole Speziale dice  cosa
 diversa  da  quanto detto dall'onorevole Giannopolo,  mi  si
 dia   la   possibilità  di  presentare   subemendamenti   ad
 emendamenti  già  presentati, in maniera  tale  che  possano
 essere  resi  proponibili  almeno  per  quanto  attiene   la
 compensazione. Altri argomenti non possono essere  messi  in
 discussione, per cui se il Presidente dell'Assemblea,  anche
 con  la  compensazione, li dichiara improponibili per  altra
 motivazione, restano tali.
   Se  il Presidente è d accordo, proporrei di riunirci  alle
 ore  16.00  in  Commissione Bilancio con  i  Capigruppo  che
 vogliono  essere presenti - e questo non è né un  espediente
 né   altro     per  fare  un  lavoro  di  scrematura   degli
 emendamenti, ed riprendere i nostri lavori alle 17.30.

    PRESIDENTE   Accolgo la proposta dell'onorevole  Cintola,
 pertanto  la  Commissione  Bilancio  è  convocata  alle  ore
 16.00.
   La  seduta  è rinviata ad oggi, martedì 11 novembre  2003,
 alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I   -    COMUNICAZIONI.
      II   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
       1)   Norme finanziarie urgenti e variazioni al  bilancio della
         Regione per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
         materia di organizzazione amministrativa.  (n. 699/A) (Seguito);
       2)   Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
      legge regionale 20 giugno 1997, n. 19.   (n. 702/A)  (Seguito).

      III   -  VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
       1)    Variazioni al bilancio della Regione ed al  bilancio
         dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
         l anno finanziario  2003    Assestamento     (n. 654/A)
       2)   Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
       della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
       l'esercizio finanziario 2000   (n. 342/A)

       3)   Approvazione del rendiconto generale  dell Amministrazione
         della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
         l esercizio finanziario 1999   (n. 436/A)

       4)   Approvazione del rendiconto  generale dell Amministrazione
         della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
         l esercizio finanziario 2001   (n. 629/A)

       5)   Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
         della Regione e dell Azienda  delle foreste demaniali per
         l esercizio finanziario 2002    (n. 655/A)

       6)   Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
         Parlamento nazionale ai sensi dell articolo 18 dello Statuto della
         Regione siciliana, recante  Modifiche dell articolo 48 della
         Costituzione e dell articolo 15 dello Statuto della Regione
         siciliana in materia di elettorato attivo attribuito, negli enti
         locali, agli immigrati regolari.    (n 694/A)

       La seduta è tolta alle ore 13.50.