Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE Si passa al punto I dell ordine del giorno.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l onorevole Sanzeri è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 13 al 14 novembre 2003.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Istituzione di una società finanziaria regionale per il medio
credito alle imprese siciliane (n. 713)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Segreto, Sanzeri, Nicotra,
Amendolia, Antinoro, Paffumi in data 8 novembre 2003
- Riforma dell Ente di sviluppo agricolo (ESA) e determinazione
delle sue nuove attribuzioni come ente strumentale della Regione
(n. 714)
- d iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Basile, D Antoni, Lo Monte in data
8 novembre 2003.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che, alle competenti Commissioni
legislative, sono stati inviati i seguenti disegni di legge:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme a tutela della sicurezza nelle scuole di ogni ordine e
grado, pubbliche e private, e istituzione del fascicolo del
fabbricato scolastico (n. 709)
- d iniziativa parlamentare
- PARERE V COMMISSIONE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione del salario sociale (n. 708)
- d iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione delle federazioni regionali degli ordini e dei
collegi delle professioni sanitarie (n. 707)
- d iniziativa parlamentare
(INVIATI IN DATA 6 NOVEMBRE 2003)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
- N. 1393 - Iniziative per il completamento dei lavori di
manutenzione straordinaria della Chiesa di Sant'Angelo nel
Comune di Licata (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Firmatario: Manzullo Giovanni
- N. 1394 - Chiarimenti in ordine alla realizzazione nel comune
di Aragona (AG) e nel comune di Casteltermini (AG) rispettivamente
di una discarica e di un termovalorizzatore.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Firmatario: Miccichè Calogero
- N. 1396 - Revoca del decreto di accoglimento del ricorso
gerarchico contro la realizzazione della 'circonvallazione est'
del Comune di Belpasso (CT).
- Assessore Beni Culturali
- Firmatario: Barbagallo Giovanni
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
all ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
- N. 1395 - Notizie in ordine alla cessione gratuita da parte
dell'ESA di trattori in favore di agricoltori bosniaci.
- Assessore Agricoltura
- Firmatario: Barbagallo Giovanni
- N. 1397 - Accertamenti ispettivi presso il Comune di Castel di
Judica (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
- Firmatario: Basile Giuseppe
- N. 1398 - Richiesta di un'ispezione presso la sede AIAS di
Acireale (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Basile Giuseppe
Le interrogazioni testè annunziate sono state già inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
- N. 141 - Interventi per una rapida corresponsione degli
emolumenti spettanti ai Vigili del fuoco di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
- Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
- N. 142 - Interventi per garantire la continuità dei servizi
sanitari e dei collegamenti tra le isole Pelagie e la terraferma
anche in periodo invernale.
- Assessore Sanità
- Assessore Turismo
- Firmatari: Capodicasa Angelo; De Benedictis Roberto; Zago
Salvatore.
Trascorsi tre giorni dall odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all ordine del giorno
per essere svolte alloro turno.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge: Norme
finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione
per l'anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
materia di organizzazione amministrativa. (n. 699/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge: Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2003. Norme di
razionalizzazione in materia di organizzazione
amministrativa. (n. 699/A), posto al numero 1).
Ricordo che la discussione si era interrotta nella seduta
n. 171 del 6 novembre 2003, dopo la chiusura della
discussione generale e l approvazione del passaggio all esame
degli articoli.
Poiché l Assessore per il bilancio e le finanze non è
presente in Aula, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 11.40, è ripresa alle ore
11.47)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Do lettura dell articolo 1:
Articolo 1.
Riduzione di spese
1. Le spese autorizzate per l'esercizio 2003 dalle
leggi sotto elencate sono ridotte degli importi indicati
a fianco delle medesime:
a) legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, articolo 2,
comma 4
(UPB 1.4.1.5.1, capitolo 109702) 258 migliaia di euro;
b) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 2.2.2.6.1, capitolo 542802) 500
migliaia di euro;
c) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 106
(UPB
2.3.1.3.1 capitolo 147301) 1.000 migliaia di euro;
d) legge regionale 15 maggio 1986, n. 24, articolo 1 e
successive modifiche ed integrazioni (UPB 2.3.2.6.4,
capitolo 546005) 28.120 migliaia di euro;
e) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 4.2.2.6.1, capitolo 615603) 817
migliaia di euro;
f) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 5.2.1.3.4, capitolo 244102) 5.000
migliaia di euro
g) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella I (UPB 5.2.2.6.3, capitolo 642802) 4.000
migliaia di euro;
h) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 5.2.2.6.3, capitolo 642821) 374
migliaia di euro;
i) legge regionale 6 luglio 1990, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni (UPB 6.2.2.6.1, capitolo
672407) 9.629 migliaia di euro;
i) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 6.2.2.6.2, capitolo 672419) 1.800
migliaia di euro;
j) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 128
(UPB
6.2.2.6.4, capitolo 672092) 500 migliaia di euro;
k) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 3 e
16
(UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322101) 566 migliaia di euro;
l) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 5 e
16
(UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322102) 566 migliaia di euro;
m) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 8 e
16
(UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322103) 275 migliaia di euro;
n) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articolo 10
(UPB
7.4.1.3.1, capitolo 322104) 1.524 migliaia di euro;
o) legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, articolo 2
(UPB
7.4.1.3.1, capitolo 322110) 3.099 migliaia di euro;
p) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322112) 14.800
migliaia di euro;
q) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322113) 1.000
migliaia di euro;
r) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322120) 13.000
migliaia di euro;
s) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 7.4.1.3.2, capitolo 321702) 100
migliaia di euro;
t) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 3 e
16
(UPB 7.4.2.6.1, capitolo 720801) 550 migliaia di euro;
u) legge regionale 27 settembre 1995, n. 68, articolo 6
(UPB
8.2.2.6.2, capitolo 742812) 517 migliaia di euro;
v) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella I (UPB 8.3.1.3.2, capitolo 348105) 22.000
migliaia di euro;
w) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella I (UPB 8.3.1.3.2, capitolo 348106) 35.000
migliaia di euro;
x) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 9.3.1.3.4, capitolo 377320) 600
migliaia di euro;
y) legge regionale 28 marzo 1996, n. 11, articoli 2, 7
(UPB
9.3.2.6.3, capitolo 776801) 534 migliaia di euro;
z) legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, articolo 140,
tabella C (UPB 10.3.1.3.1, capitolo 417701) 250
migliaia di euro;
aa) legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, articolo 36,
comma 1, lettera C (UPB 12.3.1.3.1, capitolo 478109)
14.000 migliaia di euro;
bb) legge regionale 9 agosto 2002, n. 12, articolo 6
(UPB
12.3.1.3.1, capitolo 478110) 2.000 migliaia di euro.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
al comma 1:
- dagli onorevoli Speziale e Giannopolo: 1.2, soppressivo della
lettera N); 1.3, soppressivo della lettera O); 1.4, soppressivo
della lettera P); 1.5, soppressivo della lettera Q); 1.6,
soppressivo della lettera R) e 1.7, soppressivo della lettera T);
- dall onorevole Borzacchelli: 1.1, modificativo alla lettera
X).
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
questo Governo ha determinato un disastro in materia di
bilancio della sanità. Verrebbe voglia, assessore Pagano,
di chiedervi quando ve ne andrete da questo Governo che ha
fatto troppi danni alla Sicilia; avete ereditato una
Regione che aveva un tasso di crescita del 5 per cento, una
Regione, dopo la legge finanziaria numero 10 del 1999, che
tendeva a mettere sotto controllo e a riequilibrare i conti
in condizioni strutturali, soprattutto nel settore della
sanità. Avete ereditato una Regione che si affacciava sui
mercati finanziari internazionali con note positive, nel
senso che c'era un'attenzione alla convenienza
all'investimento.
Oggi il quadro della Regione è completamente capovolto:
nella nostra Regione nessuno è più disposto ad investire;
vi è cioè una riduzione notevole degli investimenti che
tendono ad azzerarsi. Come dicevo prima, per l'ultimo
trimestre del 2003, gli indicatori registrano una crescita
che è addirittura sotto lo zero e il Governo, anziché
preoccuparsi di utilizzare le risorse della Regione
finalizzate a ipotesi di incremento del tasso di crescita
attraverso la politica massiva per lo sviluppo economico e
per l'occupazione, si preoccupa di rispondere, in modo
clientelare, a questo o a talaltro deputato che pone
esigenze di natura squisitamente clientelare.
Insomma, ci troviamo di fronte a un Governo che mette
in campo una manovra finanziaria invito, quindi, i
colleghi che hanno un minimo senso di responsabilità a
prenderne visione - intesa soltanto ad utilizzare le
risorse dell'ex articolo 38 per coprire i buchi della
sanità, per poi inventarsi norme - come quella che riguarda
gli ospedali - che, sulla base della nostra pressione,
vengono poi dichiarate improponibili, anche se in un
dibattito svoltosi ieri a Gela, l'assessore Pagano che
pensa di utilizzare l'arma della furbizia, intervistato da
una televisione locale, ha dichiarato di prendere atto del
fatto che in Parlamento non c'è la volontà e non c è perchè
il Parlamento non è ancora maturo, non ha ancora capito
l'importanza di questo provvedimento. Ha aggiunto che fra
qualche mese, il Governo riproporrà l'emendamento che
riguarda la vendita degli ospedali, la possibilità di
patrimonizzare gli ospedali; cioè ci troviamo di fronte a
un Governo che sta destrutturando non solo il bilancio
della Regione, ma anche l'assetto sanitario e sociale della
nostra Regione.
Sono queste le motivazioni di fondo che ci spingono a
esprimere un giudizio negativo sulla manovra e che ci
spingono a chiedere al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana: rigore, rigore, Presidente
Non possiamo permettere che gruppi di parlamentari che
esercitano una pressione nei confronti del Governo possano
aggredire, attraverso norme come quelle contenute in queste
variazioni di bilancio, il bilancio della Regione. Non
possiamo tollerare ciò. E una prerogativa principale che
compete al Presidente dell'Assemblea; il Presidente
dell'Assemblea dichiari inammissibili tali norme rispetto,
altrimenti, al di là degli impegni assunti, le variazioni
di bilancio non fanno un passo avanti. Il Governo dichiari
ora, non dopo, non nel corso della discussione, quello che
è già stato stabilito in sede di Conferenza dei presidenti
dei gruppi parlamentari, su richiesta mia e del
centrosinistra, e cioè che il comma 9 dell'articolo 31 - ex
articolo 31, adesso non so cosa è diventato - non deve
essere mantenuto, ma stralciato immediatamente.
Che ci sia un emendamento del Governo immediato che
dichiari che quella parte non può essere messa in
discussione in Aula, altrimenti, signor Presidente, le
variazioni di bilancio costituiscono l'occasione per una
battaglia politica che intendiamo portare avanti, perché
non possiamo tollerare che si utilizzi questo strumento in
modo anticipato rispetto alla finanziaria soltanto per
determinare un aggressione al bilancio regionale,
un aggressione economica per soddisfare clientele e gruppi
di interessi.
Non possiamo più tollerare che si riduca così il
bilancio della Regione, che non abbia - come dicevo prima -
una strategia economica, una rotta che non guardi ai
settori della nostra economia, ai settori dell'artigianato,
del commercio, della piccola e media impresa, al settore
dell'agricoltura, una strategia, cioè che introduca
elementi innovativi che spingano in alto la nostra
economia, che le diano respiro, una economia che oggi è
ridotta al più basso tasso di crescita degli ultimi
cinquant'anni.
Ecco perché vogliamo, in questa occasione, porre in
essere un iniziativa politica, così come abbiamo fatto,
perché le variazioni di bilancio siano scarsamente previste
e, tuttavia, vengano reintrodotte norme che guardano ai
settori vitali della nostra economia, che diano linfa,
respiro ai settori in difficoltà, in crisi, in relazione
anche alle situazioni di crisi nazionale ed internazionale
e che, quindi, possano permettere un rilancio economico
della nostra Regione, anzichè adagiarsi, come spesso
avviene, per tirare a campare , per coprire buchi e per
mediare interessi interni alla maggioranza sulla base delle
spinte clientelari che vengono portate avanti.
Insomma, questo non è un Governo e questa non è una
manovra Questo non è un Governo che intesta gli interessi
della Sicilia, non è un Governo che pensa allo sviluppo
della Sicilia, che pensa che la Sicilia possa utilizzare le
risorse per innovare il suo apparato produttivo, per
arricchirlo, per renderlo più competitivo, per permettere
che ci siano condizioni di investimento più convenienti
nella nostra Regione.
E' un Governo che, invece, pensa a "vivacchiare", le
stesse dichiarazioni di crisi fatte da parte dell'onorevole
Miccichè, a gennaio dovrebbero determinare un rimpasto, ma
non si tratta di un rimpasto legato alla poca capacità
degli uomini di questo Governo di produrre atti di governo,
ma della difficoltà che ha il centrodestra a capire, a
interloquire con la Sicilia e ad avere proposte di Governo
per la Sicilia stessa. Si tratta di una difficoltà
strutturale, una crisi autentica di un Governo inadeguato e
di un centrodestra inadeguato a governare questi passaggi
di crisi.
Ecco le ragioni di fondo che ci spingono a dare un
giudizio negativo sulle variazioni di bilancio ed a
chiedere al Presidente dell'Assemblea rigore nella fase di
esame degli emendamenti; rigore
Gli emendamenti debbono essere sia quelli contenuti
nell'articolato, sia quelli esitati dalla Commissione di
merito, sia quelli esitati dalla Commissione Bilancio,
compatibili con le variazioni di bilancio. Norme
aggiuntive, che hanno, invece, il sapore di dare risposte
clientelari ad alcuni settori per soddisfare esigenze di
singoli parlamentari, che peraltro pressano sul Governo,
non possono essere contenute in questa legge. Nello stesso
tempo, invito l onorevole Pagano ad essere meno fantasioso
nell aggredire la sanità e le condizioni delle sue crisi
economiche, che si non inventi strumenti del tutto inutili,
ma cerchi di capire quali sono i gangli, i settori dove c'è
uno spreco, uno sperpero, ed intervenga.
Non si può pensare di mantenere inalterato tale settore
con tutti gli sprechi che esso contiene e,
contemporaneamente, pensare che quegli stessi sprechi si
possano utilizzare soltanto vendendo le strutture
pubbliche.
Al Governo regionale, quindi, la capacità di fare
adesso una proposta, di dare il senso, la rotta per una
manovra di bilancio e anche un riferimento per quella che
sarà poi la manovra finanziaria che è stata preannunciata.
Paradosso del paradosso: il Governo annuncia che non si
vende la SARCIS ed annuncia che si vendono gli ospedali.
(E' il paradosso di un Governo che si trova in uno stato
confusionale, che non sa esattamente cosa fare ed i cui
danni colpiscono la Sicilia e vengono pagati con prezzi
altissimi da parte della Sicilia e dei siciliani.)
Avremo numerosi emendamenti e non siamo disposti ad
alcuna mediazione d'Aula. Vogliamo valutare emendamento per
emendamento, vogliamo che il Parlamento sia messo nelle
condizioni di poter valutare emendamento per emendamento e
articolo per articolo, la ricaduta finanziaria di ogni
articolo in modo tale che si possa liberamente esprimere un
giudizio.
Rivolgo un appello ai singoli parlamentari: nel disegno
di legge di variazioni di bilancio vi sono troppe norme di
spesa che hanno sapore clientelare. Mi auguro che il
Presidente dell'Assemblea non le sottoponga all'esame
dell Aula e che, qualora lo faccia, l Aula sappia reagire e
non avalli scelte di spesa clientelare che finirebbero col
costituire soltanto un'aggressione al bilancio della
Regione che sarebbe successivamente pagata dalle nostre
future generazioni.
PRESIDENTE E iscritto a parlare l onorevole Miccichè.
Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevole assessore,
onorevoli colleghi, definire il disegno di legge in
discussione tipicamente clientelare è un eufemismo. Dico
ciò perché tutti gli strumenti finanziari negli ultimi anni
hanno avuto tale sapore. Definire così soltanto questo
bilancio è molto riduttivo in quanto è risaputo che tutti
gli strumenti finanziari hanno tale sapore.
Il vero problema è entrare nel merito delle questioni,
perché nelle enunciazioni generali si può dire di tutto.
Fare una discussione molto generica è facile, il vero
problema è quando si affronta l'argomento; e l'argomento a
mio avviso è l'articolato e gli emendamenti presentati,
soltanto in questa fase possiamo conoscere la realtà di
tale impostazione.
Sono in attesa di conoscere i restanti emendamenti
presentati sia dal Governo che dagli onorevoli colleghi per
avere una visione completa. Però, da una lettura del
disegno di legge, debbo dire che, in effetti, è uno
strumento molto discutibile: definirlo uno strumento
clientelare è riduttivo perché non ci dà l'esatta
dimensione della manovra.
Infatti, quella delle variazioni di bilancio dovrebbe
essere una manovra rigorosa, si dovrebbe cioè mettere da
parte e tagliare tutte quelle spese che non sono state
fatte e che non verranno fatte nella parte rimanente dell
anno. Sarebbe opportuno, invece, indirizzare tali risorse
su fatti avanzati già nell'arco dell'anno finanziario.
Per esempio, sulla questione delle vendite della
Siciliana Gas o della Sarcis, io non devo dare ragione
all'onorevole Speziale sulla Sarcis. Circa la Sarcis,
probabilmente sì, ma sulla ventilata vendita della
Siciliana Gas io sono contrario in quanto sono favorevole
soltanto a quelle vendite dove si sono riscontrate grosse
perdite, disagi, carrozzoni clientelari. In quel caso,
allora sì, ma nel caso della Siciliana Gas sarebbe un fatto
deleterio per la speranza dei siciliani di avere uno
strumento al servizio dell'autorità pubblica.
Ecco perchè a nome del Gruppo parlamentare di cui
faccio parte, ma soprattutto come deputato dei Verdi,
dichiaro che siamo favorevoli a che tutti i servizi, come
per esempio la distribuzione dell'acqua, non vengano dati a
privati, ma restino in mano pubblica. Questo è un
principio, ormai, che ho ben chiaro nella mia mente e , non
ci sarà nessun evento che mi potrà fare cambiare idea su
questo in quanto so che valore ha e può avere la vendita o
il permanere di una struttura pubblica al servizio di
uomini e di donne che vivono in condizioni di disagio
ambientale, come ad esempio nella nostra Sicilia
sudoccidentale, in cui la mancanza di acqua è un disastro
sociale, culturale, economico e anche sanitario.
Pertanto, queste variazioni di bilancio dovrebbero
sforzarsi di raccogliere quante più risorse possibili per
dare la sicurezza di una struttura pubblica, come anche per
la sanità, di cui oggi molto si discute. Certo, sulla
variazione di bilancio relativa alla sanità ci sono pochi
argomenti per un dibattito, ma sono sicuro che nella
finanziaria invece si dovrebbe discutere molto per dare un
impulso maggiore alla struttura pubblica della sanità. In
questo momento sarebbe il caso di rafforzare il concetto di
pubblico, di salute pubblica, perchè di questo si tratta,
proprio dato che in questi giorni si fa un gran parlare
delle strutture privare sanitarie con tante sfaccettature e
con tante diramazioni, con tanti argomenti che esulano dal
contesto finanziario.
Da quanto è accaduto dobbiamo desumere che occorre
cercare di cambiare rotta per dare alla struttura pubblica
sanitaria un grande aiuto, più di quello che si può dare
nella normalità dei casi.
Che dire di alcuni articoli di queste variazioni di
bilancio? Io ho presentato alcuni emendamenti che - sono
convinto - non saranno approvati per una questione
sicuramente di principio. Però se entriamo nel merito delle
questioni, vediamo che in effetti alcune cose non vanno. E
faccio un esempio per tutti: chi decide di togliere fondi,
per esempio, ai comuni per il risanamento dei centri
storici, in base a quale principio lo fa? Al comune di
Siracusa sono stati tolti finanziamenti per la
ristrutturazione del centro storico, e questo mi sembra
sbagliato. Qualcuno potrebbe dire che tecnicamente è
ineccepibile.
Onorevole Assessore, vorrei farle una domanda a cui
potrebbe rispondere successivamente nella sua replica:
qual è il principio grazie al quale vengono tolti i fondi
ai Comuni per il risanamento del centro storico, quando ci
sono leggi, che quest Aula ha approvato con tanto clamore,
per il risanamento ed il recupero delle città antiche come
Siracusa ed Agrigento? Non si capisce quali siano i
criteri, le ragioni.
Quando poi vado alla ricerca delle motivazioni, vengo a
sapere da rappresentanti di questi Comuni, particolarmente
quello di Agrigento, che sono esterrefatti per tali
decisioni. Debbo dire che è la prima volta che al Comune
di Agrigento, grazie all'emendamento presentato dal
sottoscritto alla finanziaria, è stato assegnato un
contributo di 516.000,000 euro per il finanziamento e il
completamento di alcune opere, di alcuni monumenti di
grande valore storico ed artistico. Il Comune di Agrigento,
subito dopo quell'emendamento, si è attivato, ha presentato
il progetto che è stato approvato dalla Sovrintendenza
competente. Però, appena si va per attivare la procedura
per la gara di appalto per ottenere questi finanziamenti,
la Regione li ritira. Questo è sbagliato
Prima di sopprimere un finanziamento non bisogna
guardare soltanto l'aspetto tecnico, di cassa, ma bisogna
vedere se effettivamente l'Ente si è impegnato a
utilizzarlo. Nonostante il Comune di Agrigento vada molto a
rilento in materia, e di questo ne abbiamo discusso
abbastanza, devo dire che stavolta è stato abbastanza
celere: nel giro di pochi mesi ha attivato un progetto, lo
ha fatto approvare dalla Sovrintendenza, si aspettava
soltanto il beneplacito dell'Assessorato competente per
erogare il finanziamento, e oggi questi fondi non ci sono
più. Dunque, significa penalizzare ancora una volta le
città che con grosse difficoltà stanno risalendo la china
sul recupero del centro storico. Così vale per Siracusa,
per Agrigento, vale anche per altre realtà, per altri
progetti.
Senza entrare nel merito di altre questioni, perché
evidentemente poi saranno affrontate nel corso dell esame
degli emendamenti che ho presentato e che andremo a
discutere, però ho voluto sottolineare questo per dire che
si usano due pesi e due misure: si è troppo ligi alla
norma del recupero di queste somme non spese per fare
cassa, per spendere poi in mille rivoli senza criterio
Ecco perché clientelare è un termine eufemistico; la
clientela si può fare anche per cose utili all'interesse
collettivo, per completare opere che servono alla
collettività.
Onorevole Assessore, quali sono i principi, qual è il
metro che ha regolato la procedura di queste variazioni di
bilancio? Tagliare somme non utilizzate per attivare spese
sicuramente non darà un grosso contributo alla ripresa
economica della nostra regione. Risanare i centri storici
significa far riprendere l'attività economica della
Sicilia, perché non solo attiva le procedure delle gare
d'appalto, ma dà lavoro, dà lustro, dà possibilità di un
recupero effettivo del territorio dei nostri centri storici
che hanno una grande rinomanza mondiale, ma purtroppo sono
indietro sotto il profilo del recupero.
Onorevole Assessore, se il principio vale solo dal
punto di vista tecnico, posso darle ragione, ma se
esaminiamo attentamente, credo che sotto il profilo
politico si sia commesso un grosso errore: tagliare, non
solo per questa realtà ma anche per altre situazioni, solo
da un punto di vista di cassa, da un punto di vista
finanziario.
Faccio un esempio: si è tagliata la spesa per le
convenzioni con le Università siciliane per l'assistenza al
coordinamento tecnico dei piani di disinquinamento e di
risanamento dei territori di Caltanissetta e Siracusa. Mi
riferisco al Petrolchimico di Gela, di Priolo e di Melilli.
Ebbene, la mancata stipula della convenzione con le
Università continua a far ritardare ulteriormente il
recupero di queste città, di queste zone, che sappiamo
essere ad alto rischio ambientale, dove l'inquinamento
ormai è arrivato al limite della sopportazione, tant'è che
la magistratura, in alcuni casi, ha anche posto i sigilli
ad alcuni siti industriali, proprio per l alto tasso di
inquinamento ambientale. E noi, come Regione, congeliamo i
fondi finanziati addirittura nel 1994, che non si attivano
sol perchè ancora non si è fatta una convenzione con
l'Università, di cui all'articolo 52 della legge 10, che
prevede che un controllo da parte di questi organi
scientifici previsti dalla norma nazionale e recepita da
quella regionale. E questo la dice lunga sull'interesse,
sull'impegno a tal riguardo.
La stessa cosa vale anche per altri argomenti che
andremo a discutere quando si affronteranno gli
emendamenti. Però, un'ultima cosa mi preme sottolineare: la
questione dei contributi che erogati ad associazioni.
Io non ho presentato emendamenti per la loro
abrogazione, perchè non vorrei apparire un Bastian
contrario in tutte le cose. Però ho presentato, e mi preme
sottolinearlo, un emendamento che ripristina l'ex articolo
16 della legge regionale n. 10 del 1999, legge che mette
ordine nell'assegnazione dei contributi alle associazioni
che lottano la mafia. Avere abrogato questa norma è stata
una mossa sbagliata del Governo nell'ultima finanziaria.
Io ho riproposto la norma che è stata abrogata
nell'aprile di quest'anno, nella legge finanziaria numero
4, che aveva abrogato l 'articolo 16 della legge n. 10 del
1999, con cui finalmente si dava certezza all'assegnazione
dei contributi a queste associazioni.
Con tutto il rispetto nei confronti delle associazioni:
l'associazione Pio La Torre, l'associazione Falcone,
l'associazione Borsellino, l'associazione Costa,
l'associazione Terranova, tutte meritevoli di attenzione da
parte della Regione per portare avanti nelle scuole, nelle
varie strutture sociali, in tutte le istituzioni il
concetto dell'antimafia, però non si possono avere due pesi
e due misure. Queste associazioni hanno il diritto di avere
i contributi, ma ve ne sono altre che dovrebbero averne.
Potevo presentare anche un emendamento a favore, per
esempio, del Centro documentazione antimafia Peppino
Impastato, ma non l'ho fatto perchè non è questo il
criterio. Io credo che sia sbagliato, in quanto
significherebbe lottizzare anche questo tipo di scelta, che
invece dovrebbe essere una scelta diversa, più trasparente.
Non dico che queste associazioni non siano trasparenti, ma
penso che loro sicuramente vorrebbero avere un contributo
alla luce del sole e non attraverso favoritismi. No, è
sbagliato Bisogna attivare le procedure giuste, bisogna
essere più precisi perchè tutti, anche altre associazioni, e
non solo l'associazione Impastato, possano usufruire di un
contributo per le attività, ad esempio penso a tante
associazioni di fatto che non producono attività editoriale,
però riescono a produrre nella società, nei mezzi di
comunicazione alternativa tutti i tipi di informazioni
contro la lotta alla mafia. Ecco perché ho presentato questo
emendamento: per ripristinare la vecchia norma che, in modo
ingiusto e ingiustificato, è stata tolta. Per questo,
considerato che il mio emendamento non è un emendamento che
....
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, ha superato il tempo
consentitole.
MICCICHE' Signor Presidente, ho concluso. Mi sono
soffermato di più su questo emendamento perché non
necessita di copertura finanziaria, ma nel momento in cui
ci troviamo tutti a dire di essere d'accordo a fare la
lotta alla mafia, nei fatti dobbiamo essere conseguenziali
anche nella procedura della lotta alla mafia, dando con
trasparenza la possibilità a tutti di impegnarsi nella
lotta per la giustizia e contro la mafia. Pertanto invito i
colleghi a soffermarsi su questo emendamento che non ha
bisogno di copertura finanziaria, ma di buon senso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Papania. Ne
ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho
avuto modo di ascoltare il relatore di maggioranza, così
come è stato per tutti, ma leggendo la relazione ho
constatato come sia condivisibile l'opinione sulla
problematica attinente al Titolo II e, cioè, che questo
certamente andava trattato in altra sede e con tempi di
approfondimento più adeguato. Né vale, credo, la
considerazione che ci sono atti indispensabili che bisogna
compiere e per cui l'emanazione di norme è urgente e
indispensabile.
Tutti sappiamo che la logica delle emergenze ha sempre
indirizzato la nostra Regione verso direzioni poco chiare e
non sempre utili per lo sviluppo e per il futuro della
Sicilia. Non bene ha fatto, quindi, il Governo a presentare
un disegno di legge al cui interno sono contenute norme di
varia natura, tra cui norme riguardanti il personale.
Soprattutto le norme riguardanti il personale avrebbero
avuto necessità di essere esaminate con la giusta serenità
e con un tempo più adeguato per la definizione delle norme
stesse. Mi sembra perciò apprezzabile e condivisibile
l'auspicio di poter approdare, prima o poi, a un modo più
ordinato di legiferare.
A questo si aggiunge una obiettiva difficoltà nell'esame
del testo da parte della Commissione Bilancio che si è
trovata nella condizione di dover valutare norme che più
propriamente dovevano essere valutate nelle Commissioni di
merito. Ritengo che soltanto l'abilità e la tenacia dei
funzionari della Commissione Bilancio, guidati dal dott. Di
Gregorio, hanno consentito approfondimenti e opinioni
altrimenti impossibili. Tuttavia, nemmeno questo ha evitato
qualche superficiale valutazione, così come nemmeno una
eccessiva volontà nel comprendere le ragioni degli altri
può impedire di considerare che, ancora una volta, ci si
ritrova a novembre per valutare variazioni di bilancio che
riguardano il 2003, mentre siamo a un passo dall'esame di
finanziaria e bilancio.
A me sembra che il seguito del DPEF e, cioè, le
variazioni, la finanziaria e il bilancio non consenta di
applicare, se utilizziamo questi tempi, qualsivoglia
strategia, e avrebbe pertanto necessità di snodarsi in una
diversa struttura di tempi e di modi.
Un'altra nota critica ampiamente da valutare è quella che
riguarda i tempi a disposizione delle Commissioni di merito
per l'esame delle materie assegnate nell'ambito di un
Regolamento che non può e non deve diventare un pretesto
per evitare l'esame delle questioni e l'emanazione dei
pareri. Spero si sia trattato solo di un incidente di
percorso che non preluda a nessuna posizione politica, ma
evidenzi difficoltà da superare con una diversa
programmazione e con il buon senso degli uomini. In
Commissione Bilancio la presenza dei componenti di
minoranza è stata costante: ha rinunciato ad ogni ipotesi
ostruzionistica, ha contribuito, laddove è stato
consentito, a tentativi di migliorare un testo per sua
natura troppo complesso per essere una legge di variazione
di bilancio.
Non mi dilungherò in questa sede sull'esame dei disavanzi
delle aziende sanitarie ed ospedaliere che con questa legge
si intendono ripianare ed il cui ammontare è così elevato,
ed ancor più elevato si presume per il 2003, da non
lasciare spazio a fragili considerazioni a difesa di un
sistema che evidentemente non regge e che rappresenta la
fonte principale del difficile risanamento dei conti
pubblici.
Mi limito a considerare che chi governa non può e non
deve mai negare le difficoltà: deve farsi carico
dell'analisi oggettiva delle questioni, sapere avanzare
proposte più valide, immaginare prospettive strategiche.
Perciò ritengo che norme di razionalizzazione e, comunque,
norme di sistema che riguardano la sanità non dovrebbero
inserirsi in leggi riguardanti il bilancio, ma dovrebbero
configurarsi nell'ambito di leggi di settore, da esaminare
e da approvare con i giusti tempi di approfondimento e di
espressione di posizioni politiche diverse.
Altre norme, come quelle riguardanti i lavori socialmente
utili, approdano nella legge di variazione di bilancio
perché non si sono affrontati i temi che riguardano tali
attività in una apposita sessione d'Aula, così come il
Governo si era impegnato a fare. Spero che nel corso
dell'esame in Aula del testo alcune norme che in
Commissione hanno avuto un iter tortuoso vengano soppresse
e che il testo possa essere definito in modo più snello e
in tempi doverosamente non eccessivi, ma che molto saranno
connessi alla volontà del Governo e della sua maggioranza.
Intendo dire che il Governo dovrebbe evitare la
presentazione di ulteriori emendamenti e che la maggioranza
dovrebbe assicurare una costante presenza d'Aula.
Per quel che mi riguarda, concludo esprimendo le mie
preoccupazioni per il difficile momento che vive la nostra
Regione e sostenendo, come sostengo, che il Governo e
l'assessore Pagano in particolare deve valutare come i
problemi dell'economia non si risolvano con l'economia, ma
si affrontano e si risolvono con la buona politica e la
buona prassi. A me sembra un obiettivo francamente lontano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.
Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
soltanto qualche breve considerazione dopo l'intervento
dell'onorevole Papania nel quale mi riconosco totalmente.
Queste variazioni di bilancio, come al solito, non
implicano una strategia di risanamento, non rappresentano
certamente una svolta. Oltre il 50 per cento della manovra
viene destinato al deficit della sanità, sul quale -
abbiamo visto - ci sono state prese di posizione molto
articolate tra i componenti del Governo Cuffaro. I dati
forniti in una recente riunione dal rappresentate delle
nove aziende sanitarie territoriali, pare non siano
condivise dall'Assessore per il bilancio. Io mi chiedo: su
questa materia della sanità, sui provvedimenti da assumere,
sulla capacità di fare veramente una politica sanitaria in
Sicilia il dibattito si può esaurire all'interno della
Giunta oppure è necessario anche un coinvolgimento delle
Commissioni e dell'Assemblea? La gente chiede chiarezza
perché le posizioni espresse dai diversi assessori spesso
sono contraddittorie tra di loro. Sono state avanzate
proposte, poi ritirate, perché manca una strategia
complessiva. Si tratta di proposte spesso improvvisate,
alcune anche degne di considerazione e di approfondimento.
Sorge qualche dubbio, e questa è la cosa più preoccupante,
allorquando un assessore della Giunta Cuffaro, intervenendo
su uno dei quotidiani più autorevoli della Sicilia,
dichiara di avere qualche preoccupazione, non dovuta al
fatto che rappresentava degli interessi privati, ma perchè
la sua famiglia aveva molti impegni in strutture sanitarie
(si parla di quattro, cinque strutture sanitarie)
Ho qualche dubbio. Ci sono comportamenti penalmente non
perseguibili ma politicamente censurabili. Se questo
conflitto d'interessi, anche non formale, dovesse
riguardare più assessori della giunta Cuffaro, avremmo
qualche preoccupazione.
In occasione della protesta dei farmacisti, la presa di
posizione di questo assessore, ci ha lasciati alquanto
perplessi. L'assessore Pagano aveva detto che c'era un
problema di tassi. Io sono convinto che l'assessore Pagano
fa il bene del bilancio della Regione e, quindi, non fa il
bene delle banche. Non ci sono scontri all'interno della
Giunta su chi deve fare questo benedetto factoring per
pagare tutti quelli che da sei, sette mesi aspettano i
soldi da parte della Regione.
Io non so se c è una Commissione d'inchiesta sterile,
ma desidero che l'assessore, che è il nostro referente,
venga in Commissione ed in Aula a dire qual è veramente
questo deficit e come lo vuole colmare.
Sorge, in effetti, un altro dubbio: se è vero che ci
sono queste incrostazioni, non si fa una politica per
eliminare gli sprechi, per eliminare le inefficienze, ma si
colpisce la sanità pubblica in maniera indiscriminata.
Basti pensare che nella provincia di Siracusa, i posti
della sanità privata hanno superato quelli della sanità
pubblica.
Allora, sorge qualche dubbio per il mantenimento dei
servizi essenziali nei confronti dei cittadini.
Nel documento di programmazione finanziaria,
l'assessore Pagano ha detto che uno dei momenti di
risanamento del bilancio poteva essere rappresentato
dall'approvazione di alcune leggi di settore. Egli
individuava, fra l'altro, per il 2004, un risparmio di
circa 300 miliardi.
Sono convinto che solo con le norme contabili noi non
risaniamo il bilancio. Sono convinto dell'eliminazione
degli sprechi e, quindi, dell'eliminazione dei carrozzoni,
dell'accelerazione della dismissione degli enti regionali,
dell'eliminazione delle consulenze degli enti inutili, così
come sono convinto della necessità di fare alcune riforme
di settore.
Perché non si fanno le riforme di settore? Perché a due
anni e mezzo dall'insediamento del governo Cuffaro non c'è
una legge che incide sui meccanismi dello sviluppo della
crescita. Sono state fatte alcune norme, ma certamente non
è stata fatta una norma significativa.
La legge quadro sul turismo non è stata recepita in
Sicilia lasciando il turismo in una condizione disastrosa.
Basti pensare agli sprechi che vengono realizzati nelle
aziende di soggiorno e cura, che vengono mantenute pur non
svolgendo la loro attività di istituto soltanto per pagare
gli stipendi.
Ultimamente sono stati nominati i revisori dei conti
senza i quali non era possibile approvare il bilancio.
Questi enti, infatti, non possono essere soltanto elementi
di lottizzazione o di speculazione politica.
E' da un anno e mezzo che la legge sul trasporto locale
si trova in Commissione. In tutta Italia si fanno già i
contratti di servizio e noi, invece, manteniamo l'Ast che
perde 50 miliardi l'anno Manteniamo un sistema obsoleto e
non provvediamo ad una legge di settore, che è una legge
fondamentale, per recuperare un minimo di razionalizzazione
anche sul disordine che c'è in materia di concessioni che
vengono mantenute e vengono aumentate nonostante l atto di
indirizzo di questa Assemblea tendente a bloccare le
concessioni in attesa della legge di riforma del trasporto
locale.
Io capisco che l'Assessore sia stato costretto ad
addivenire ad un accordo, che era - io ritengo
inevitabile in quanto, a quel punto, quaranta aziende
avevano fatto ricorso e, se fossero andati avanti i
procedimenti, probabilmente la Regione sarebbe stata
condannata in quanto non era stata rispetta la legge numero
68 e non abbiamo dato mai il 100 per cento dei contributi
che toccano a chi già ha espletato un servizio.
Questa legge è ferma in Commissione. Io non so quando
verrà fatta ed è uno dei punti sui quali il Governo aveva
la necessità di intervenire.
Non ci sono stati interventi sui beni culturali, non è
stato mai pensato un provvedimento per mettere a reddito il
nostro patrimonio. Si è pensato alla vendita dell'ospedale,
non considerando che la messa a reddito del patrimonio
regionale poteva costituire veramente un'occasione di
ritorno economico.
Penso ai tanti siti, di proprietà della Regione,
costruiti sulla fascia costiera oppure alle regie trazzere,
a tutto un patrimonio che non viene valorizzato e che
potrebbe avere un grande ritorno dal punto di vista
economico.
Questo Governo dica che non è in grado di fare le
riforme perché tutela interessi particolari, e chi tutela
interessi particolari e guarda allo scambio immediato non è
in grado di fare le riforme, perché se la politica che
concepisce il centrodestra in Sicilia è quella di fare
interventi che, poi, devono dare un ritorno immediato in
termini di consensi elettorali, questa non è politica. La
politica vera è seminare oggi per raccogliere domani;
invertire a redditività differita, avere un progetto,
pensare ad un disegno strategico per la nostra Terra e,
quindi, sapere anche che nella prima fase vanno selezionate
le domande dei cittadini e vanno pagati anche dei prezzi in
termini di consensi elettorali.
Io credo che questo Governo non sia in grado di
realizzare una politica che indichi ed abbia in sé la forza
di una prospettiva e di speranza per i Siciliani, proprio
perché non è in grado di fare scelte radicali.
Allora, se la logica del Governo è quella di andare
avanti con il clientelismo e con lo scambio, non c'è
speranza, perché senza riforma non si risanano né la sanità
né il bilancio.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha
ragione l'onorevole Barbagallo a proposito delle riforme,
ma per fare le riforme bisogna avere anche i numeri, non i
numeri politici, ma quelli dei bilanci; e noi sappiamo
degli enormi sacrifici e della grande volontà di
risanamento da parte del Governo negli ultimi due anni nei
confronti del bilancio della Regione e sicuramente ci
stiamo avviando verso quell'epoca in cui potremo anche
affrontare con grande serenità le riforme.
Mi piacerebbe avere oggi quella bacchetta magica che
consenta di non dover intervenire sulla sanità con 380
milioni di euro. Ma come si può fare? Cosa facciamo?
Diciamo ai nostri cittadini che chiudiamo gli ospedali
perché non ci sono più le attrezzature per la sala
operatoria o non c'è più ossigeno in rianimazione? Credo
che sia un modo come un altro di dire parole al vento.
Io dico che questa è una manovra da circa 500 milioni
di euro di cui quasi 400 milioni servono, appunto, agli
ospedali siciliani. Cosa c'è di così scandaloso rispetto
alle quello che ho sentito dire?
Ci sono 18 mila euro per gli imprenditori agricoli che
operano nelle zone svantaggiate: se questo è clientelismo
io voglio fare clientelismo; ci sono 20 milioni di euro per
il risanamento dei boschi siciliani e se questa è
clientelismo io firmo e voglio fare clientelismo perché
voglio salvaguardare i boschi siciliani; ci sono 14 milioni
di euro per il controllo degli incendi, se anche questo è
clientelismo, io lo sottoscrivo. Ma sottoscrivo anche il
clientelismo dell'onorevole Speziale - che, giustamente, ha
denunciato in Aula che questa è una manovra clientelare -,
sottoscrivo cioè quegli emendamenti dell'onorevole Speziale
riguardanti i 200 mila euro a favore del Teatro Vittorio
Emanuele di Messina; anche io voglio favorire quella
clientela perché ritengo che il Teatro Vittorio Emanuele di
Messina vada sostenuto dal Governo della Regione. Voglio
sottoscrivere anche il contributo di 100 mila euro, sempre
dell'onorevole Speziale, per l'Istituto Ricerca Sviluppo
Sperimentazione Ambiente e Territorio con sede in Catania;
sottoscrivo anche questo emendamento clientelare e mi
unisco all'onorevole Speziale sottoscrivendo anche quello
di 200 mila euro a favore del Museo geologico Gemellaro con
sede in Palermo; sottoscrivo anche questo emendamento
dell'onorevole Speziale
Ma di una cosa sono convinto: l'onorevole Speziale ha
presentato questi emendamenti solo per provocare una
discussione e sono sicuro che sarà il primo a ritirarli
perché in quest'Aula vogliamo fare altro. Ma, se così non
fosse, rimane la mia firma sugli emendamenti dell'onorevole
Speziale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne
ha facoltà .
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
d accordo con l'onorevole Acierno nell'affermare che il
Governo, con queste variazioni di bilancio, ha portato in
Aula una manovra per cercare di arginare i debiti e la
situazione economica e finanziaria della nostra Regione
che, certamente, non è delle più favorevoli, non è delle
più rosee.
Vorrei sottolineare, rifacendomi all'intervento
dell'onorevole Speziale, il fatto che è troppo facile dire
che abbiamo lasciato una Regione con prospettive rosee dal
punto di vista del mercato, della situazione economica e
dell'occupazione, non tenendo conto, nella stessa
valutazione, che, rispetto a tre anni fa, nel mondo sono
accaduti innumerevoli rivoluzioni, non tenendo conto che, a
partire dall'11 settembre, l'economia mondiale è entrata in
crisi, sono entrate in crisi le economie forti, paesi che
fino a pochi anni fa erano considerati i fari dell'economia
mondiale (mi riferisco alla Germania, alla Francia e a
tutti i paesi sviluppati che hanno subito, in questi ultimi
due-tre anni, una crisi dai contenuti fortissimi). Alcuni
paesi hanno, addirittura, subito un ribaltamento della loro
posizione rispetto al passato e sono in difficoltà
rispetto all'economia italiana.
La Germania non è in grado di onorare il patto di
Maastricht sulla stabilità, l'Italia è, quanto meno, dentro
quei parametri. La Germania era uno stato con una moneta
forte, lo stato con l'economia più forte al mondo e, oggi,
non è in grado di rispettarli.
Figuriamoci, pertanto, ciò che poteva e doveva accadere
all'economia di una regione del sud quale la Sicilia,
economia in crisi e fortemente in ritardo per ragioni
ataviche e storiche. Ripeto: se sono entrate in crisi le
economie forti, ma di che parliamo? Ma siamo seri Ma
ragioniamo La verità è che questo Governo ha proposto con
tali variazioni di bilancio una manovra tendente a porre,
appunto, rimedio alle necessità più impellenti, e mi
riferisco per esempio alla sanità; possiamo noi non cercare
di venire incontro alle esigenze di un comparto che
interessa tutti i siciliani? Non una parte, non una
categoria, non un settore ma tutti i siciliani: dai neonati
agli ultra ottantenni.
Quindi plauso alla manovra del Governo; invece,
l'invito è di cercare di fare presto anche perchè il
Governo stesso, venendo incontro alle sollecitazioni che
venivano dalla stessa maggioranza, oltre che
dall'opposizione, ha ritirato un provvedimento sulla sanità
pubblica, quello che riguardava la vendita e il successivo
riaffitto degli ospedali. E, ritirando questo
provvedimento, ha dato un contorno accettabile a tutta la
manovra. Ritengo, pertanto, che si possa celermente
approvare questa manovra e dare corso per la prima volta, o
forse una delle prime volte in Sicilia, all'approvazione
della legge di bilancio, della legge finanziaria, entro la
scadenza del corrente anno. Sarebbe questo un fatto storico
e sarebbe anche un segnale di rigore che mandiamo a tutti i
cittadini.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne
ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nei giorni
scorsi l'onorevole Trantino ha rilasciato una brillante
intervista a "Sette", che è il supplemento del Corriere
della Sera. In quella intervista, tra le altre cose, ci ha
spiegato in che modo è possibile pesare il fumo. Il fumo è
possibile pesarlo per differenza: bisogna pesare il sigaro
prima che venga fumato e la cenere che resta; la differenza
tra il peso del sigaro e il peso della cenere ci dà il peso
del fumo.
Perché ho voluto richiamare questa brillante
semplificazione dell'onorevole Trantino? Perché, avendo
ascoltato l'intervento dell'onorevole Speziale. credo che
noi stiamo compiendo la medesima operazione che è quella di
dover pesare il fumo sottraendo il sigaro - che era il
patrimonio complessivo della Regione, le sue attività, i
suoi impegni, i suoi progetti di sviluppo -, dopo che lo
stesso è stato fumato da un periodo di Governo di
centrosinistra che ha bruciato risorse, opportunità,
iniziative lasciandoci il compito di analizzare e di
gestire la "cenere". Dunque, la differenza tra il peso
della Regione prima di quella esperienza politica e la
"cenere" che ci rimane da gestire è il "fumo" che ha
determinato quel periodo di azione politica.
Certo, onorevoli colleghi, se ci fossimo trovati con
una Regione florida, con risorse economiche diverse, con la
possibilità di meglio programmare e scadenzare gli
obiettivi da raggiungere, probabilmente questa legge,
queste variazioni di bilancio e le relative norme di
accompagnamento sarebbero state scritte in maniera diversa,
avrebbero previsto risultati diversi ; invece, questo non è
possibile.
Non è possibile perché dobbiamo fare i conti con una
serie di iniziative, a cominciare dall abolizione dei
ticket farmaceutici, strumentale quanto dannosa, che risale
a quei periodi e che ha provocato, per esempio, nel settore
della sanità - ma è soltanto un esempio - i danni di natura
finanziaria che tutti noi conosciamo.
Dunque, il compito che spetta a questo Governo, che
spetta alla maggioranza che lo sostiene è fare in modo che
il bilancio della Regione "tenga", che la Regione possa
contemporaneamente affrontare le sue spese fisse e
sostenere un minimo di progetto di sviluppo attraverso
l'aiuto che è giusto venga fornito a quelle attività
economiche in grado di produrre valore aggiunto e, quindi,
entrate per il bilancio della Regione.
Non dimentichiamo che più interventi riusciamo a
determinare a favore delle attività produttive, più reddito
provochiamo da parte delle attività produttive, più la
Regione è in grado di veder crescere le proprie entrate
tributarie; più servizi eroghiamo, più siamo celeri
nell'erogazione di questi servizi, più consentiamo alla
macchina economica e sociale della Regione siciliana di
correre e di determinare virtuosi risultati per tutti.
All'interno di questo percorso ci possono essere delle
scelte difficili, ci possono essere degli obiettivi che
possono apparire anche velleitari, ma che velleitari non
sono, nella misura in cui ciascuno di noi è in grado di
comunicarne l'effettiva necessità.
Nei prossimi giorni parleremo di altri problemi che
dobbiamo affrontare e che riguardano la razionalizzazione
degli organici regionali, la loro riduzione a causa
dell'eccessivo onere che essi determinano e che la Regione
non è più in grado di sopportare, come già da anni i
giornali nazionali ci fanno sapere.
Nei prossimi giorni parleremo di rilancio della
politica dei trasporti, di piano dei trasporti, auspicato
anche dall'onorevole Barbagallo poc'anzi. Parleremo,
insomma, di quelle iniziative che servono a determinare la
seconda fase dell'azione di Governo per il 2004; nel
frattempo, però, abbiamo bisogno di chiudere le partite
riguardanti il 2003, di compensare alcuni momenti di
gestione di questo Governo consentendo allo stesso di
operare nell'ambito di quel presidenzialismo che abbiamo
voluto, che abbiamo sostenuto e che ora ha bisogno di
essere corroborato dalle norme che stiamo scrivendo e che,
mi auguro, approveremo.
Se non predisponiamo questi atti, che sono
propedeutici, se non costruiamo un saldo di bilancio per il
2003 e non costruiamo, successivamente, un progetto di
bilancio per il 2004, quelle iniziative che dovranno fare
crescere la nostra economia e migliorare la nostra società,
difficilmente potranno trovare una loro realizzazione
concreta.
Sono convinto che l'Aula, come al solito, avendo cura
di ascoltare le ragioni di tutti e di selezionare da queste
tutte quelle che sono compatibili con le ragioni del
Governo e con le condizioni della cassa regionale, saprà
predisporre un testo di legge che consentirà di coniugare
le esigenze del presidenzialismo con quelle della
contabilità, dello sviluppo e, anche, della visibilità
politica che ciascuno di noi rivendica relativamente al
raggiungimento di un obiettivo piuttosto che di un altro.
Sono fiducioso che, alla fine, questo risultato si
otterrà perché sono convinto che la maturità di quest'Aula
ci metterà nelle condizioni di costruire il percorso
migliore possibile, di realizzare gli obiettivi migliori
possibili, di assicurare quel punto di equilibrio tra le
esigenze diverse che in quest'Aula concorrono alle scelte
finali, così da costruire un documento legislativo ottimale
relativamente al tempo che viviamo, alle condizioni
politiche che reggono la nostra azione in questi giorni,
alle innovazioni normative di carattere nazionale che vanno
in questi giorni in Aula al Parlamento di Roma per la loro
approvazione, insomma con tutte quelle esigenze e quelle
necessità che servono alla Sicilia per la fine del 2003 e,
soprattutto, in vista di una seria programmazione per il
2004.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne
ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
che, da parte della maggioranza, con gli interventi degli
onorevoli Acierno, Formica e Fleres, sia stata
abbondantemente evidenziata la bontà possibile delle
variazioni di bilancio, possibile nelle condizioni in cui
le asfittiche risorse finanziarie della Regione navigano.
Nessuna maggioranza può inventarsi ciò che non ha e nessuna
maggioranza, se tale è, può muoversi senza tenere conto del
domani.
Da un lato, c'è chi dice che queste variazioni di
bilancio siano alla ricerca di un consenso spicciolo tra la
gente; dall'altro lato, abbiamo evidenziato, con gli
interventi che non ripeterò, la bontà della manovra stessa
ed una per tutte: se i ticket che vengono posti in essere
sono il consenso che questo Governo cerca, allora abbiamo
un Governo di handicappati mentali.
Infatti, la cosa più grave, più eclatante per le tasche
dei siciliani è dare loro un ulteriore balzello,
considerato quanto un famigerato Governo nazionale ha
condotto sulla pelle dei siciliani, dandoci un onere che in
nessun'altra regione d'Italia c'è e che ci fa perdere - e
ci fa disperdere-, dalle già asfittiche risorse del
bilancio della Regione siciliana, parecchie centinaia di
miliardi.
Ritengo, pertanto, che oggi - ed è in questo senso che
voglio impostare il mio intervento - il Governo non abbia
bisogno di essere osannato dal Presidente e dal Gruppo
dell'UDC, perché quanto il Governo ha fatto era il massimo
possibile in queste condizioni. E plaudiamo anche alla
correttezza con la quale l'Assessore per il bilancio ha
cercato, in tutti i modi, di tenere a freno le velleità non
dell'Aula, che sono state poche e, anzi, a sostegno del
rigore, ma quelle dei suoi colleghi assessori, i quali non
sono stati sempre contenti, o non sono rimasti contenti di
una manovra che li penalizza - se così può dire - nelle
loro attività del quotidiano, quelle attività che servono
poco alla Sicilia e possono servire, forse, a qualcuno che
non si è reso conto che il dramma è di ordine generale.
Programmare significa lanciare un appello anche alle
minoranze a comprendere. Che cosa? Che non dovremmo
arrivare alle cinque o alle sei del mattino per chiudere
queste variazioni di bilancio.
Abbiamo il dovere - come abbiamo annunziato e chiesto
agli altri colleghi della maggioranza - di ritirare il più
possibile gli emendamenti presentati; anzi, se è
necessario, eliminare anche alcuni articoli del testo che
possono essere discussi col Governo per un
ridimensionamento ulteriore.
Noi siamo favorevoli anche alla riduzione all osso
delle variazioni di bilancio, a che non vi sia l assalto
notturno alla diligenza notturna e che ci sia chiarezza sul
testo di ogni emendamento, su ciò che dice e sull obiettivo
che si vuole realisticamente centrare.
E allora l'appello che rivolgo è che subito dopo,
considerato che in mattinata chiuderemo la discussione
generale, ci sia un incontro, un ulteriore incontro tra i
capigruppo, il Governo e la Presidenza dell'Assemblea. Ma
subito dopo, perchè? Perchè intanto ritengo che il
Presidente dell'Assemblea ha una prerogativa, che non può
essere disconosciuta dall'Aula: quella della dichiarazione
di improponibilità degli emendamenti. Ma io voglio
rafforzare questo potere della Presidenza perché, se esso
viene attuato con forza, anche il Presidente dell'Assemblea
avrà dato un aiuto alla Sicilia. E non alla maggioranza o
all'opposizione, ma alla Sicilia tutta.
Auspico che nell incontro che faremo possa emergere
quello che di importante anche le minoranze hanno da
sottoporre alla maggioranza e al Governo, e che non si
cerchi di mercanteggiare ma di rendere percorribile la
legge di cui parliamo per approvarla nei tempi che servono
alla Sicilia, e non ai DS o all'UDC o a Forza Italia. E
allora noi diciamo che questa non è una sfida che lanciamo,
ma è un appello accorato e forte a che ci si possa occupare
in Aula delle questioni più importanti.
Emarginiamo le piccole cose, e discutiamo dei fatti più
importanti. Onorevole Capodicasa, mi rivolgo a lei non a
caso e non solo perchè interverrà dopo, ma in quanto so che
da Presidente della Regione, in quell'anno in cui ha
operato bene, sa bene più di ieri che queste non sono
condizioni di una legge,...
CAPODICASA Ma lo dica anche per l'onorevole Fleres che
non lo sa
FLERES Ero distratto, onorevole Capodicasa.
CINTOLA ... che queste operazioni di bilancio non servono
nè alla maggioranza per farle passare nè all'opposizione
per opporsi. Sono elemento essenziale della vita della
Regione siciliana. Allora voliamo alto tutti Abbandoniamo
le piccole cose al loro destino. Non facciamole entrare in
questa legge e, se ce ne sono entrate, eliminiamole. Lo
ripeto con forza: esaurita la discussione generale,
incontriamoci, attestiamoci su alcuni emendamenti che siano
forti. Chiediamo, se è necessario, che altri articoli,
interi articoli, già passati, possano essere cassati, cioè
a dire quelli che riteniamo non abbiano una tale valenza.
Incontriamoci per definire il tutto. Perché domani e non
stasera? Perché non stasera stessa, con tranquillità,
tentando di dare il massimo contributo, non ad una
maggioranza o ad una minoranza ma all'Aula che, nella sua
interezza, si rende promotrice dei rimedi necessari a
correggere eventuali storture.
Ce ne sono? Dico che possono essercene e non mi
trincero sul fatto che il Presidente di un Gruppo
parlamentare - cui è anche iscritto il Presidente della
Regione - difenda l'indifendibile. Assolutamente no Voglio
aggiungere, anzi, che sono disponibile a perdere qualche
penna che il Governo ritiene importante: potrà pensarci
il Governo stesso con una legge, se ha la forza, la
capacità, ma solo dopo, a gennaio, quando affronteremo la
legge elettorale come primo punto, come primo punto bis e,
in analogia, mi riferisco alla riforma della formazione
della quale non si può più fare a meno Giù le mani dalla
formazione - e mi rivolgo all Esecutivo -. Non ci siano
trucchetti: si arrivi invece a dare, intanto a chi deve
andare in pensione, la possibilità di porsi a riposo, non
prolungando il servizio, avendo frattanto superato i limiti
di età, a cominciare appunto dalla stessa formazione. Una
cosa orrenda e di cui non capisco il motivo
Ci vuole, infatti, soltanto un atto amministrativo, è
sufficiente una lettera, non certo una legge, per porre in
pensione le persone che abbiano già raggiunto l'età
pensionabile e che invece devono continuare a lavorare e,
così, restare a carico del bilancio della Regione - mi
rivolgo all onorevole Assessore Pagano e aggiungo che lo
sto ripetendo già da sei mesi, però ritengo che nessuno
ascolti e nessuno si faccia carico di fatti che non sempre
sono ideali. Perché se è vero che ci sono 500, 400 - più
altri Co.Co.Co. - allora stiamo scherzando: perché, da un
lato invochiamo il rigore, dall'altro, nel piccolo orto,
zappiamo in maniera inefficiente e non agiamo in termini di
prospettiva
E sia chiaro per tutti quanto detto Governo,
maggioranza o minoranza, non importa Le spese che vanno
tagliate devono esserlo Assessore Pagano - diventi ancora
più furbo, più forte, più rigoroso - imponga il rigore
prima a se stesso e poi agli altri, prima al Governo e poi
all Aula
Mi avvio alla conclusione con la serena valutazione di
chi, come tanti altri colleghi della Commissione Bilancio,
ha svolto un lavoro altrettanto sereno e serio, senza
badare a fatti personali o di piccolo clan. Ritengo che, da
parte delle minoranze, del Governo e dell'intera
maggioranza, l'incontro - che sto chiedendo si faccia
subito dopo la discussione generale - possa produrre
l effetto, onorevole Acierno, di evitarle di dovere
sottoscrivere altrui emendamenti che dovremmo annullare,
evitando appunto di farle apporre la firma; e se il caso,
riscoprire anche quanto abbiamo esitato per l Aula e, se ci
sono previsioni da tagliare, lo faremo senza guardare in
faccia nessuno
Una considerazione per tutte, e concludo: plaudo fino
in fondo - con l'intero Gruppo parlamentare al quale
appartengo - alla rinegoziazione dei mutui che il Governo
ha proposto per evitare quel salasso indegno e indecoroso
di quel 16 per cento che grava sui mutui della Regione
contratti con le banche. Anche questo, credo, non sia
clientelismo bensì lungimiranza
Mi ha chiesto un giornalista poc anzi se fosse vero che
l'UDC intende sopprimere tale emendamento: su di esso siamo
abbarbicati fortemente e fino in fondo, ritenendo pure,
tuttavia, che se ci incontriamo tutti - e anche questo può
essere cassato o migliorato - non abbiamo difficoltà
La difficoltà è una sola, piuttosto: vogliamo discutere
in Aula di fatti importanti, che servano alla gente e alla
Sicilia, che siano utili a questo Governo e a questa
maggioranza ma che sono propedeutici per altre maggioranze,
se crediamo ancora nell'alternanza e nell'alternativa
democratica, affinché non si lasci ad altri, onorevole
Presidente, ciò che questa maggioranza, purtroppo, ha
trovato all'inizio del suo mandato Non ha trovato rose e
fiori Ha trovato piuttosto pesanti negligenze del passato
E, a quelle negligenze, non possono sommarsene altre,
bisogna stringere la cinghia, essere anche impopolari, come
lo siamo stati finora, nel tentativo, forte e nobile, di
tentare una programmazione.
Non mi interessa, onorevole Governo e onorevoli
colleghi, che entro il 31 dicembre si approvi il bilancio e
la Finanziaria per poter mettere il fiore all'occhiello e
inorgoglirci di ciò E' importante che ci riusciamo, sì Ma
è importante, allo stesso modo, che ci riusciamo facendo
bene: altrimenti, il solo titolo "Al 28 abbiamo chiuso" non
servirebbe né al Governo né alla maggioranza né alla
Sicilia
Abbiamo una Finanziaria snella, meno male Abbiamo però
riprodotto nelle variazioni di bilancio tutti i guasti che
negli anni precedenti erano presenti nella Finanziaria
medesima: orbene, cerchiamo di porre rimedio a questi
guasti nella giornata odierna, onorevole Speziale,
onorevole Papania, onorevoli colleghi dell'opposizione -
prima che della maggioranza stessa affinché, in serata,
noi si possa chiudere senza guardare al piccolo ma
piuttosto in prospettiva, a ciò che la Sicilia e i
siciliani intendono (e io dico pure a quella parte
nazionale che sta guardando, sempre con maggiore distacco,
e forse anche con odio di ordine politico - se odio è la
parola giusta - che sta guardando, dicevo, alla Sicilia
come se fossimo gli spendaccioni , gli inabili al lavoro,
gli invalidi di professione ). Al contrario, c'è la
necessità vera di presentarci con le carte in regola ad un
Governo nazionale la cui sottolineatura che prevede che il
Presidente della Regione entri, a pieno titolo, nel
Consiglio dei Ministri, è una conquista che da 50 abbiamo
inseguito e che, solo ora, abbiamo ottenuto
In base a tutto quanto sopra, per terminare - mi
dispiace non sia presente l'assessore Cittadini, tuttavia è
presente un componente il Governo che potrà rapportare
riferisco sulla situazione che stanno facendosi in Sicilia
le Commissioni degli invalidi civili in tutti i paesi. Ma
che ci vuole a prevedere, con un atto di trasparenza, che
nessun cittadino medico, residente laddove insiste la
Commissione, possa far parte della Commissione medesima?
FORMICA Da ASL ad ASL è così
CINTOLA Purtroppo non è così Perché le pressioni
indegne sui manager stanno riportando le stesse cose che
prima si era tentato di evitare e che oggi stanno
diventando nuovamente il leit motiv così da metterci il
consigliere comunale Tizio, l'altro consigliere comunale
Caio... E con questo abbiamo raggiunto serietà di
prospettiva
Sto dicendo una cosa seria: nelle Commissioni di
invalidi civili - a Misilmeri come a Bagheria è
necessario che i medici residenti nella stessa località ove
ha sede la Commissione medesima, non abbiano diritto di
accesso. Che esercitino in altra zona, laddove non sono
interessati direttamente a fare della sanità una politica,
sporca e indegna
A conclusione del mio intervento, sto additando al
Governo quanto sopra perché è su queste cose che vorrei
essere partecipe con la minoranza e dire con forza: ora
basta. Ora basta La Sicilia non ha bisogno di invalidi. Ha
bisogno di posti di lavoro certi. Non ha bisogno di
precari, ha bisogno piuttosto di lavoro certo, di sviluppo
e di uno sviluppo programmato. Ha bisogno che l'Aula, nella
sua interezza, la smetta di confrontarsi ideologicamente e
svolga, invece, il proprio dovere fino in fondo
Quando non daremo prova di essere all'altezza del
compito affidatoci - anche nel rapporto, serio e corretto
che bisogna avere con le minoranze - allora avremo perso,
sì, il titolo di potere essere degni di governare questa
terra di Sicilia
PRESIDENTE L ultimo iscritto a parlare è l'onorevole
Capodicasa. Ne ha facoltà.
CAPODICASA Volevo fare dapprima un complimento
all'onorevole Cintola che, ogni volta di più, dimostra una
grande attitudine alla battaglia di opposizione Dovremmo
provvedere, al più presto, a fare qualcosa per esaltare
questa sua vocazione
CINTOLA Da indipendente
(Sorrisi in Aula)
CAPODICASA Signor Presidente, sono imbarazzato perché
ho capito il motivo per cui l'onorevole Fleres - che adesso
non vedo in Aula - ha strenuamente difeso il suo
emendamento quando è venuta all'esame la proposta di
modifica del Regolamento. Egli ha voluto ridurre
ulteriormente i tempi per la discussione generale a dieci
minuti, probabilmente perché aveva in mente che, in questa
sede, si possono fare delle provocazioni e, avendo così i
rappresentanti dell'opposizione pochissimo tempo da
dedicare alla discussione generale, non possono di
conseguenza rispondere alle sue provocazioni, pena,
altrimenti, la decisione di non intervenire sui disegni di
legge
L'onorevole Fleres si è perso gratuitamente - perché
non ce n era motivo - (non è neanche l'opinione del
Governo, se l'onorevole Pagano interverrà, dirà quello che
ha più volte sostenuto in passato, riconoscendo l'azione di
risanamento dei conti svolta dai governi di centro-
sinistra) dicevo, l onorevole Fleres si è perso nel fumo,
ha cominciato col pesarlo e, alla fine, nelle nebbie del
fumo, si è perduto. Non è qui il caso di tornare su questo
argomento, chiarito più volte ed in più occasioni - anche
in più documenti, compresi quelli redatti dalla Corte dei
Conti, con apposite sentenze in sede di parifica di
bilancio -: abbiamo dimostrato come quel Governo si impegnò
e operò risparmi stratosferici che, poi, i Governi
successivi hanno bruciato nell'arco di tre, quattro mesi e,
non paghi di tutto ciò, hanno ulteriormente sfondato le
casse della Regione fino a 2500 miliardi; e, poi ancora,
proprio nel settore della sanità, con il buco del 2001,
ormai rimasto famoso, quando in un solo anno, in tale
settore, abbiamo bruciato oltre 1200 miliardi i quali,
sommati agli altri, hanno determinato la situazione
catastrofica di oggi.
Ora, non è qui il caso di discutere del passato,
discutiamo piuttosto del presente, di questo disegno di
legge su cui esprimiamo un giudizio negativo, ancora più
negativo nel momento in cui il testo, esitato dalla Giunta
di Governo, è pervenuto in Commissione Bilancio dove -
grazie anche alla nostra battaglia di opposizione - sono
saltate alcune di quelle norme clientelari, queste sì, ma
soprattutto improntate ad una logica di sperpero.
In quell'occasione, il Governo, nella sua relazione -
poi anche parlamentari di maggioranza - avevano molto
esaltato la sobrietà del disegno di legge, appena 30
articoli, per la prima volta, sostenendo che le variazioni
di bilancio avevano tenuto rispetto alle pressioni che,
solitamente, vengono esercitate dai singoli rami
dell'Amministrazione.
In realtà, come abbiamo dimostrato, quel disegno di
legge non era composto di 30 articoli, bensì 70-80,
camuffati attraverso commi aggiuntivi, all'articolo 31 e
all'articolo 37 del testo pervenuto in Commissione, commi,
poi, in parte rimasti: una somma di articoli che, in
passato, venivano presentati in forma autonoma e che oggi
vengono presentati cumulativamente. Adesso c'è questa
tecnica Anche le leggi finanziarie statali, del passato,
constano di un unico articolo: si può dire quindi che, ad
esempio, la legge numero 48 del 1999 o del 2000 - adesso
non ricordo esattamente - è la manovra finanziaria più
sobria della storia della Repubblica (constava, infatti, di
un solo articolo, peccato contenesse 600 commi e 600
disposizioni diverse ).
Orbene, non prendiamoci in giro Questo è un disegno
di legge esitato formalmente dalla Commissione, che consta
di cinquanta articoli, ma che, di fatto, ne contiene quasi
il doppio Non oso immaginare a quanti arriveremo alla fine
dell esame dell'Aula Perché vedete, signor Presidente,
onorevoli colleghi, il Governo, in Commissione, si è
autolodato, ha recitato le lodi di se stesso (cosa da non
raccomandarsi, normalmente, perché, dice il proverbio, "chi
si loda, si imbroda "), sostenendo che questo disegno di
legge fosse volto al contenimento delle spese ma,
soprattutto, avesse introdotto alcune norme che,
ordinariamente per Regolamento, nelle variazioni di
bilancio, non potevano entrare.
E noi, a tal proposito, abbiamo condotto una battaglia
in Commissione affinché fossero espunte quelle norme non
attinenti con la manovra finanziaria; e l' assessore Pagano
disse che, questa volta, non potevamo gridare allo scandalo
regolamentare perché si era aggiunta una frasetta nel
titolo del disegno di legge. Oltre alle norme finanziarie
urgenti e variazioni al bilancio della Regione, infatti, si
è aggiunta l espressione norme di razionalizzazione in
materia di organizzazione amministrativa". In sostanza,
cioè, si è svolta un operazione che vorrebbe essere furba
ma che è sciocca - mi sia consentito - non certo per chi
l'ha immaginata, non ovviamente l'Assessore per il
bilancio.
E' sciocca perché mi domando a chi giovi un operazione
di tale genere O contro chi si realizzi Non va certo
contro l'opposizione che combatte la sua battaglia di
coerenza regolamentare, con l'obiettivo di
rifunzionalizzare le norme di spesa rispetto agli obiettivi
di contenimento. Va contro lo stesso Governo Infatti,
quando si amplia l'oggetto del disegno di legge - vero è
che consente tale artificio al Governo, di inserire cioè
alcune norme che, altrimenti, non potrebbero entrare - ma
altro non si realizza che invitare i deputati, singoli o
associati, a presentare altrettanti emendamenti della
stessa natura E su ciò, poi, voglio capire con quale
autorevolezza si dice al deputato che non può presentare
un emendamento di spesa, se poi è il Governo per primo a
presentarlo Non importa sia un deputato di maggioranza o
di opposizione
Onorevole Acierno, ha un bel polemizzare con
l'onorevole Speziale a proposito degli emendamenti di spesa
che lo stesso ha presentato; ma deve essere chiaro, una
volta per tutte, che se non cambia la conduzione dei
disegni di legge da parte del Governo in materia
finanziaria, non quelli che ha presentato l'onorevole
Speziale, ma un altro migliaio li presenteremo noi Non
possiamo fare, infatti, la guardia al bidone vuoto
Continueremo altrimenti a difendere norme procedurali e
regolamentari che poi, sistematicamente, la maggioranza
disattende, autolimitando i nostri parlamentari nella
presentazione di emendamenti. Questo non può più succedere
perché, a quel punto, da coerenti diventiamo fessi e per
tali, mi pare, non vuol passar nessuno
Procediamo subito, allora, con le questioni di merito.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge esitato ricalca esattamente l'andazzo dei disegni di
legge precedenti, nulla di nuovo, anzi ne aggrava i
contenuti. Questa presunta manovra di contenimento si fonda
solo su alcuni presupposti.
L'onorevole Acierno ha sostenuto di non ravvedere lo
scandalo se reperiamo risorse per pagare il deficit del
comparto Sanità o per corrispondere l'indennità
compensativa. Ebbene, lo scandalo sta già nel fatto che c'è
un debito della sanità di quelle proporzioni E lo scandalo
sta pure nel fatto che non c'è una, una sola misura
strutturale per aggredire un deficit diventato strutturale
Qui si paga con interventi una tantum. Qui si paga con i
fondi dell'articolo 38 Si commette un operazione
incostituzionale prego il Commissario dello Stato di
prender nota - perché si utilizzano i fondi dell'articolo
38 nella Tabella E con una disinvoltura scandalosa Si
definanziano capitoli di bilancio ordinari e tali minori
risorse vengono compensate con la tabella E che, essendo
finanziata con i fondi dell'articolo 38, deve essere
utilizzata per il finanziamento di un piano di opere
pubbliche.
La finalità dell'articolo 38, secondo quanto recita, è
legata alla compensazione del deficit infrastrutturale
della Sicilia rispetto alle altre regioni del Paese: è per
tale finalità che intervengono i finanziamenti ed è lo
scopo che abbiamo difeso in quanto tale
Quei fondi non possono andare a copertura dei debiti
Questo è il risultato della mancata impugnativa del
Commissario dello Stato, nel luglio o agosto di quest'anno,
quando non impugnò quella norma che apre la strada
all'operazione di oggi.
L'Assessore per il bilancio ha voluto risponderci, "off
the records", che quella norma è agganciata all'articolo 1
della legge numero 8 del 2000 - l'ultima legge finanziaria
approvata durante il mio Governo - laddove si dice che i
fondi dell'articolo 38, autorizzati con la legge statale
numero 48, potevano essere utilizzati per spese di
investimento.
Ora, quella norma mi lascia già perplesso, pur essendo
stata approvata durante il mio Governo ma, tuttavia, sulle
spese di investimento, possiamo discuterne
Al contrario, il Governo va oltre, commettendo
un'operazione che, personalmente, considero veramente
grave, laddove finanzia nella Tabella E, all'U.P.B. 23265,
capitolo 546401, una somma da versare all'Ente di sviluppo
agricolo per l'attuazione dei compiti di istituto.
Cosa significa? Che prendiamo i soldi dell'articolo 38
e li disponiamo a favore dell E.S.A. per i compiti di
istituto, pure comprese le spese normali di gestione? E
quest ultime le chiamiamo spese di investimento?
Qui c'è confusione, onorevole assessore Voi state
confondendo le spese in conto capitale con le spese di
investimento I fondi per l'E.S.A. possono essere
considerati spese in conto capitale, ma non di sicuro spese
per investimenti
E quale attinenza ha con le opere pubbliche, cioè con
la capacità di incrementare il reddito dei siciliani, il
capitolo 776013 che prevede spese per l'acquisto di mobili,
arredi, macchine ed attrezzature, comprese quelle delle
Soprintendenze per i beni culturali? Noi, quindi,
autorizziamo a comprare la fotocopiatrice con questi
fondi L'articolo 38 considera tali oneri quali spese di
investimento? Ma a chi la vogliamo dare a bere, onorevole
Assessore?
Tutta questa operazione di contenimento della spesa,
onorevole Fleres, è, nella migliore delle ipotesi, un
equivoco ma io ritengo - un abuso Siete un Governo di
bari Non con la b maiuscola, con la minuscola Questo è
un atto di pirateria finanziaria e costituzionale
Se volete effettivamente discutere del merito, siamo
pronti a farlo senza ricorrere a riunioni particolari o
quella specie di incontri carbonari che di solito si fanno
Disponiamo dell Aula, discutiamo in Aula, apertamente,
perché gradiremmo anche che le posizioni
CINTOLA Intendete presentare mille emendamenti?
CAPODICASA Onorevole Cintola, il Presidente
dell'Assemblea, per Regolamento, dispone dei poteri
affidatigli per dichiarare improponibili quegli emendamenti
che ritiene tali.
Quindi, l'improponibilità la può dichiarare operando
già una selezione. Dopo di che, il Governo, se ha
intenzione di contenere gli emendamenti - ma io non mi fido
molto del Governo, lei capirà (non perché non l'abbia
votato, o meglio non solamente per questo) un Governo che
presenta una manovra di questa natura non merita
assolutamente alcuna fiducia Qui c'è, infatti,
un'operazione di pirateria che non può passare sotto
silenzio, perché - non so se lei ha ascoltato le cose che
ho già detto - è qualcosa di grave...
CINTOLA Ho già chiesto conto e ragione al Governo
Vada avanti
CAPODICASA Potrei enumerare altri esempi Ne ho
citato solo due, onorevole Cintola, potrei continuare con
decine di altri esempi sulla Tabella E, su quanto sta
succedendo noi stiamo finanziando capitoli ordinari di
bilancio con i fondi dell'articolo 38 Vogliamo dire
chiaramente cosa significa tutto ciò? Che, così operando,
stiamo sottraendo risorse allo sviluppo della Sicilia
perché quei fondi servono piuttosto a creare maggiore
reddito, maggiore PIL per la nostra Regione. Siccome del
PIL, all'assessore Pagano, non gliene importa nulla,
allora, l'operazione si compie ugualmente
CINTOLA Non è vero che non gliene importa
CAPODICASA Vorrei fare qualche considerazione a
margine, ci saranno poi altre occasioni per intervenire ma,
sin d ora, voglio prendermi una soddisfazione, onorevole
Assessore
Abbiamo discusso il DPEF della Regione, appena una
settimana fa, in cui erano contenute stime stratosferiche
di crescita del PIL nella nostra Regione. Faccio ammenda
per aver sostenuto, in quell'occasione, che, alla luce
delle stime che istituti di ricerca internazionale ed il
Fondo monetario prevedevano per l'economia ed il PIL
americano - che si attestavano intorno al 3,6 per cento -
avevo ritenuto più congrua la previsione formulata
dall'Unione europea, che si attestava intorno al 2,6 per
cento. I dati di questo trimestre, in effetti, danno più
ragione a chi stima al 3,6 per cento il PIL degli Stati
Uniti d'America e non alle stime dell'Unione europea. Su
questo punto faccio ammenda
Ma la prego faccia ammenda lei, onorevole Assessore, o,
per lo meno, informi l'onorevole Miccichè, che, due giorni
fa, ha dichiarato sul Giornale di Sicilia, che non c'è
alcun aumento del PIL differenziale del Mezzogiorno nei
confronti del Nord; dice testualmente, "sono tutte
chiacchiere, fesserie". E l'onorevole Miccichè è molto
diretto, non si paluda Sostiene, infatti, che si tratta di
chiacchiere per imbrogliare i meridionali La crescita del
PIL nel Mezzogiorno non c'è e non c'è, quindi, neanche in
Sicilia. Ma non solo: questa crescita del PIL, col
differenziale in aumento rispetto al PIL nazionale, è tutto
un imbroglio, dicendoci che cresceremo ma, in realtà, non
cresceremo affatto
Allora, la prego, onorevole Assessore, corregga - sia
pure postumo - il DPEF e si dia una regolata, considerando
che anche il ponte sullo Stretto, le grandi infrastrutture
che venivano date come la chiave di volta per aumentare il
PIL nella nostra Regione, la stessa Unione europea l'ha
declassato non considerandolo un'opera prioritaria: di
tutto ciò che era stato promesso alla nostra Regione, in
termini di grandi opere, non ci verrà elargito nulla e
dovremo così arrangiarci con quello che passa il convento
In ultimo, signor Presidente, man mano che esamineremo
gli articoli, se avremo ancora delle osservazioni da
svolgere, ci preoccuperemo di farlo in quell'occasione,
sperando nella sua considerazione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole
Assessore.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, siccome su questo argomento
penso che, durante tutto il corso delle giornate - speriamo
poche - ci confronteremo più volte, non credo che oggi mi
dilungherò; anzi, cercherò di essere estremamente diretto,
quasi a rimarcare gli argomenti che meritano di essere
attenzionati, senza tuttavia dilungarmi in discussioni che
potrebbero anche essere interessanti, ma che potrebbero far
perdere la verve al dibattito e al confronto complessivo.
Intanto, vorrei tranquillizzare l'onorevole Speziale,
che ho visto particolarmente piccato e stizzito, perchè il
Governo per definizione è Governo, e se fa qualche
dichiarazione a mezzo stampa significa che fa a tutti gli
effetti una vera e propria certificazione. Quella stessa
dichiarazione faceva il paio con quanto dichiarato in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, dove
naturalmente c'era anche lei, onorevole Speziale, e dove
soprattutto c'era il Presidente dell'Assemblea che nel caso
in specie ne rappresenta il notaio.
Allora, caro onorevole Speziale, io so che
probabilmente molte di queste cose vengono dette perchè
rimangano agli atti e perchè un giorno si dica che
l'opposizione è stata concreta ed efficace avendo detto
cose che hanno avuto una grande rilevanza nei
capovolgimenti e nei destini della Regione. Questo lo posso
capire perché rientra nell'ambito della dialettica
politica; però, è pur vero che le cose che non vanno
sostenute, almeno sotto il profilo etico, non devono essere
sostenute. E questo lo dico senza polemica soprattutto per
non riprendere più cose che sono oggetto di argomento
pubblico, in quanto la Conferenza dei capigruppo, quando
raggiunge l unanimità, compie a tutti gli effetti un atto
notarile. Se lei, onorevole Speziale, vuole dare conferma,
le dico subito che l'emendamento con cui è stato cassato
l'articolo 31 comma 9 è segnato al numero 49/12 e ciò per
darle conferma che non c'è polemica alcuna: non c'è niente.
Sulla questione del lease back possiamo discutere a
lungo anche perchè, ovviamente, abbiamo posizioni diverse,
abbiamo modi diversi di intendere la finanza e in generale
l'Amministrazione. Su questo lei può sbizzarrirsi in tesi
che siano giuste, valide, anche opposte alle mie; però non
diciamo cose che non stanno nè in cielo nè in terra, perchè
la Conferenza dei capigruppo ha stabilito una cosa e quella
cosa è stata rispettata. Ripeto, quando la Conferenza dei
capigruppo raggiunge l unanimità, rappresenta il massimo
consesso politico che questa Assemblea può esprimere.
Letto in questa logica certamente mi sento di dire che
il lease back non sarà ripresentato, onorevole Speziale, in
quanto non ci sono furbizie da parte del Governo però ho più
volte detto, anche a mezzo stampa, che un argomento
importante deve essere largamente condiviso in quanto
l'opinione pubblica non può essere confusa da vari
argomenti. Io sono disponibile a confrontarmi, e fra
l'altro su questa tematica mi sento molto sicuro, però non
è corretto depistare l'opinione pubblica con una
comunicazione inefficace, per non dire maliziosa, ed è
chiaro che il primo a non cadere in questa trappola è
proprio il Governo ed il sottoscritto in particolare.
Vorrei quindi tranquillizzarla da questo punto di vista,
onorevole Speziale, perchè fino a quando questo non
diventerà un fenomeno culturalmente diffuso e tutti avranno
la certezza che si tratta di qualcosa di positivo,
certamente il Governo non è così autolesionista da
presentarlo; però, se questo per assurdo dovesse accadere
fra un mese, il Governo non esiterà a ripresentarlo; in
verità, però, prevedo che i tempi debbano essere molto più
lunghi.
Per quanto riguarda, invece, le scelte clientelari a
cui lei ha accennato,onorevole Speziale, la ringrazio per
il suo intervento perchè il Governo ha bisogno di questo
tipo di sponda. Io ho sempre sostenuto, e non mi stancherò
mai di farlo, che è in atto uno scontro culturale fra
posizioni diverse e io penso già che questo sia un fatto
assolutamente positivo in quanto soltanto due anni fa era
inimmaginabile affrontare discussioni come quelle di oggi
se non in termini sterili di dibattito.
Ringrazio lei e tutti gli altri componenti
dell'opposizione e della maggioranza perchè portate avanti
argomenti che tendono a bloccare scelte clientelari o
addirittura iniziative legislative senza copertura
finanziaria, come alcune norme che sono state presentate e
sono passate anche in Commissione o addirittura norme che
rischiano di essere impugnate dal Commissario dello Stato.
E' già accaduto altre volte e siamo riusciti a bloccare
tali deliri e tali derive. Tuttavia, spesso la sola forza
del Governo non è sufficiente considerato l attuale
dibattito culturale in atto. E allora, si vada avanti su
questa strada e certamente il Governo non potrà essere
piccato, anzi francamente potrà essere solo contento; e in
questo senso tale manovra finanziaria ha una sua strategia,
non fosse altro perchè tentiamo di mettere mano al deficit
sanitario, non fosse altro perchè cerchiamo di affrontare
tre argomenti fondamentali che ritengo utile qui ribadire.
Su tali argomenti, come ho più volte dichiarato alla
stampa, penso che non ci sia nè destra nè sinistra, ma solo
il bene della Sicilia.
Uno di questi argomenti se ne è già parlato è la
negoziazione dei mutui. Gli Istituti di credito, dopo la
sentenza sfavorevole del TAR, vogliono infatti offrirci
cifre ridicole. Ebbene, ci giungono notizie - le ho
ricevute personalmente e penso che presto saranno
ufficializzate a mezzo stampa - che adesso ci sono Istituti
di credito che vogliono prestarci denaro al 12,17 per
cento, cioè esattamente quello che noi volevamo ottenere
soltanto qualche mese fa.
Per due anni sono state condotte trattative attorno ad
un tavolo e non siamo riusciti a sbloccare quello che per
noi costituiva un vantaggio economico non indifferente per
queste realtà bancarie. Adesso che è arrivata la sentenza
del TAR, adesso che il Governo è coeso, deciso, forte nella
determinazione di raggiungere quegli obiettivi, ci offrono,
guarda caso, quello che per anni avevamo chiesto.
Pensate un po', ci stanno mettendo sul tavolo 50
milioni di euro quando, in verità, si parla ormai di numeri
che devono essere pari a quelli dei tassi di mercato; i
tassi di mercato possono essere del 4,50 5 per cento,
non sono bene informato, ma certamente non è più il tasso
del 12,17 per cento.
E chiaro che, su questo fronte, tutti ci dovremo
misurare e ci misureremo, anche a livello personale,
perché, qualora dovessero intraprendersi iniziative di tipo
opposto, bisognerà vagliare caso per caso e in maniera
palese come ci si dovrà comportare e cosa si vorrà
ottenere.
Questo è un ragionamento positivo che, certamente, vede
larghi strati, anche dell'opposizione, d'accordo con il
Governo e di questo non possiamo che essere contenti;
quando il Governo trova l appoggio anche di forze
politiche che non sono parte della propria maggioranza, non
può che essere soddisfatto: vuol dire che si sta portando
avanti un progetto complessivamente valido per tutti.
Non mi sembra che questo sia un evento negativo che
vada addirittura verso la direttrice della "navigazione a
vista". Siamo molto soddisfatti delle iniziative prese in
materia di trasporti. Avevamo un problema serio, un
contenzioso che ci avrebbe visto, quasi sicuramente,
soccombenti, abbiamo creato le condizioni per un'intesa con
il settore dei trasporti che ha visto entrambe le parti
interessate soddisfatte, e questo ci ha consentito di
risolvere il problema in maniera seria.
Non dobbiamo però dimenticare che è necessario
risolvere tale problema attraverso norme specifiche. Nel
caso concreto, mi riferisco a leggi di riforma che dovranno
essere affrontate, prima o poi, in Aula.
Onorevole Acierno, lo dico a lei che più volte ne ha
fatto un suo cavallo di battaglia.
Un ultima notazione vorrei rivolgerla all'onorevole
Capodicasa, il quale, nella sua citazione a proposito
dell'ESA, ha "bacchettato" almeno così mi è sembrato -
il Governo circa una presunta, cattiva interpretazione
dell'articolo 38. Secondo l onorevole Capodicasa tale
articolo è stato indirizzato, a proposito di spese
dell'ESA, per spese di funzionamento.
Oggi le posso dire questo dal momento che è evidente e
non si può più sottacere: la mia strategia è quella di
rispondere colpo su colpo, non intendo fare chiacchiere
inutili dal momento che se ne fanno già troppe. Tuttavia
lei deve ammettere che, per quanto riguarda l'articolo 38,
noi possiamo entrare nel merito soltanto per quanto
riguarda la bontà dell'investimento.
Su questo io posso avere dei dubbi e posso pensarla
probabilmente come lei - con l'Assessore Castiglione ci
siamo confrontati poc'anzi e sta portando avanti il disegno
di riforma - perchè probabilmente l'ESA sta scontando un
periodo in cui gli investimenti non sono efficaci.
CAPODICASA Ho fatto solo un esempio, ma ce ne sono
decine di casi come questo
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Per
quanto riguarda la sostanza dell'investimento è chiaro che
l'articolo 38 può servire soltanto a questo, e le confermo
puntualmente che gli investimenti dell'ESA sono in conto
capitale, vale a dire sono per investimenti.
CAPODICASA Non faccia confusione fra conto capitale ed
investimenti.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Su
questo le posso dare ragione, onorevole Capodicasa,
parliamo di investimento latu sensu.
Fornisco qualche dato: con l'articolo 38 abbiamo
stanziato per gli investimenti 892 milioni di euro, in
questa sorta di calderone, di cui 514 con un primo
finanziamento e gli altri oggi sono confluiti in questo
apposito conto e verranno utilizzati per investimenti.
Penso che questa sia una buona notizia per il
Parlamento che certamente è sensibile a tali argomenti.
Concludo confermando quello che è stato detto in
Conferenza dei capigruppo: se il Presidente dell'Assemblea
dà facoltà, il Governo è disponibile a riunirsi con i
capigruppo, subito dopo l'Aula, per fare una scrematura di
quegli articoli che possono essere dichiarati ammissibili.,
considerato che l'onorevole Speziale ha dichiarato- ed è
stato peraltro condiviso, come ho detto poc'anzi -, che
alcune norme sono passate, a suo giudizio, in maniera
clientelare, io dico in maniera disattenta.
Apro una parentesi per richiuderla immediatamente.
Signor Presidente, chiedo a nome del Governo più tempo per
esaminare gli emendamenti, perché non è possibile esprimere
un parere su emendamenti presentati soltanto un quarto
d'ora prima della loro discussione: non siamo tuttologi e
non abbiamo competenza su tutti i rami e probabilmente ogni
tanto qualche errore può scappare. Ma è solo in questi
termini, e noi ne daremo conferma.
Onorevole Speziale, se lei si riferisce all'articolo
49, comma 39, che certamente sforerà la spesa perchè non ha
copertura finanziaria, ed è a rischio di impugnativa da
parte del Commissario dello Stato, non c'è bisogno di
scomodare nessuno. Il Governo, la maggioranza, gli
onorevoli Cintola e Leontini si sono pronunciati così,
siamo tutti d'accordo.
Però un conto è discutere su argomenti che certamente
sono fuori dalle logiche di questo Parlamento, un conto è
invece affrontare in maniera serena il dibattito.
Chiedo informalmente alla Presidenza di stabilire un
incontro nel più breve tempo possibile in modo tale da fare
una scrematura dell'articolato e concludere i nostri lavori
entro domani.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, non posso dare
ufficialità a tale incontro, poiché si tratta di un
incontro informale la cui circostanza valuteremo in altra
sede.
Dichiaro improponibili gli emendamenti 1.2, 1.3, 1.4,
1.5, 1.6, 1.7, 1.1, perché prevedono la soppressione di
disposizioni relative a riduzioni di spesa senza prevedere
le corrispondenti compensazioni.
GIANNOPOLO Ma che vuol dire? Non c'è più la
compensazione.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, quando si sopprime un
articolo di spesa e non si indica la compensazione
successiva, naturalmente è un emendamento senza copertura.
Sull'ordine dei lavori
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, desidero chiarire che
l'emendamento 1.2 non tende ad introdurre nuove spese per
cui esiste l'obbligo della compensazione, ma tende invece
a mantenere integro il capitolo così come è previsto nel
bilancio della Regione.
Gli emendamenti da me presentati, qualora approvati,
dovrebbero indurre il Governo e l'Assessore per il bilancio
e le finanze a trovare successivamente le modalità
attraverso le quali ridurre ulteriori spese o aumentare le
entrate.
Fino ad ora sono stati dichiarati improponibili gli
emendamenti che introducono nuove spese, per i quali esiste
l'obbligo di indicare la compensazione. Il bilancio della
Regione è già compensato.
Propongo di mantenere compensato così com'è il bilancio
della Regione; e propongo, quindi, di lasciare integri quei
capitoli di bilancio che fra l'altro attengono a misure
volte alla stabilizzazione del precariato, così come
stabilito in Commissione, durante la discussione della
legge finanziaria e del bilancio della Regione. Da ciò
derivano determinate previsioni legate esattamente
all'obbligo del Governo di procedere alla stabilizzazione
dei precari.
Se le cose stanno in questi termini, il mantenimento di
quei capitoli di bilancio riconduce il Parlamento a tener
fede agli impegni assunti in sede di bilancio, e a
procedere, entro l'esercizio finanziario 2003, alla
stabilizzazione del precariato attraverso le borse di
autoimpiego, attraverso i contratti di collaborazione, il
finanziamento di ulteriori contratti di diritto privato,
l'utilizzo di risorse finanziarie volte ad attivare tutte
quelle misure e quegli articoli della legge n. 24 del 2000
concepiti per uscire dal precariato.
Ha ragione il sindaco di Palermo, l'avvocato Diego
Cammarata, quando afferma che il Governo di questa Regione
si appresta a creare ulteriori sacche di precariato più che
a stabilizzarli e che sono già a carico della Regione.
La riduzione dei capitoli di bilancio è esattamente in
linea con l'aumento del precariato e con la rinuncia ad
ogni politica di stabilizzazione del precariato.
Caro Assessore, questa è la verità Altro che
compensare: il capitolo di bilancio; esso è già compensato
di per sè e corrisponde ad un impegno assunto in quest Aula
allorquando si approvò il bilancio e la legge finanziaria.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, abbia rispetto di quello
che sto per dire. Non le posso dare la parola se non mi
dice su quale argomento, in quanto gli emendamenti sono già
stati dichiarati improponibili.
Lei può prendere la parola soltanto sull ordine dei
lavori, ma consideri che per il suo Gruppo ha già parlato
l onorevole Giannopolo e, per motivi regolamentari, devo
rispettare tale adempimento.
Ripeto, onorevole Speziale, non è pura formalità, è
sostanza questa.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
questo Parlamento si introduce un criterio senza
precedenti, da parte della Presidenza, di improponibilità
di emendamenti per quanto riguarda la riduzione della
spesa. Può darsi che abbia ragione lei, non voglio
discutere, però tale criterio non è stato mai adottato.
In Commissione Bilancio, per esempio, non si è mai fatto,
non l'abbiamo fatto neanche in occasione della discussione
sulla legge finanziaria. Se l'orientamento della Presidenza
è quello che ogni emendamento deve essere compensato, tutti
i nostri emendamenti conseguentemente saranno dichiarati
improponibili. Pertanto, ci dia il tempo necessario per
compensarli. Signor Presidente, ripeto, non voglio
contestare la sua decisione, voglio soltanto che il
Parlamento sia posto nelle condizioni di poter presentare
gli emendamenti essendo stato adottato, da parte della
Presidenza, un criterio nuovo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Non è
così.
SPEZIALE Le posso assicurare che è così. In Commissione
Bilancio noi abbiamo presentato gli stessi emendamenti.
CAPODICASA Forse è successo tre volte nell arco di una
legislatura.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, è un argomento del suo
collega, non il mio. Non è la prima volta, è vero, è
successo altre volte. Vorrei che fossero rispettate le
regole in modo tale da accelerare i nostri lavori.
SPEZIALE Sono d'accordo con lei. Però visto che si vuole
introdurre il criterio della compensazione per i numerosi
emendamenti presentati, le chiedo una sospensione dei
lavori in modo tale da permettere ai deputati proponenti di
poterli compensare.
PRESIDENTE La sua è una proposta ragionevole. Ma il
principio secondo il quale - come sostenuto dall'onorevole
Giannopolo - le risorse previste da questa legge sono
unicamente ricavate dalle riduzioni di spesa e quindi che
sia improponibile un emendamento sulle riduzioni di spesa
senza compensazione, perché crolla letteralmente la
manovra, tale ragionamento, mi dovete dare atto, è corretto
e sacrosanto.
SPEZIALE Signor Presidente, sto utilizzando un altro
argomento.
PRESIDENTE Infatti, ne prendo atto ed è una novità. Se i
Capigruppo della maggioranza sono d accordo, prendo atto
della sua proposta e rinvio la seduta.
FORMICA Chiedo di parlare sull ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Regolamento dà il potere alla Presidenza di dichiarare
improponibili determinati emendamenti. Nulla vieta che se
ci sono emendamenti compensati questi possono essere
successivamente presentati in Aula come subemendamenti.
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
la proposta dell onorevole Speziale meritevole di
accoglimento. Egli propone di chiudere i lavori ora in
maniera tale che, quando si riaprirà l'Aula, si sia in
grado di correggere il tiro e di presentare dei
subemendamenti per la compensazione richiesta dal
Presidente.
Nel momento in cui il Presidente dell Assemblea dichiara
l'inammissibilità di un emendamento, non possiamo più
intervenire sull'argomento.
Però, nel momento in cui l onorevole Speziale dice cosa
diversa da quanto detto dall'onorevole Giannopolo, mi si
dia la possibilità di presentare subemendamenti ad
emendamenti già presentati, in maniera tale che possano
essere resi proponibili almeno per quanto attiene la
compensazione. Altri argomenti non possono essere messi in
discussione, per cui se il Presidente dell'Assemblea, anche
con la compensazione, li dichiara improponibili per altra
motivazione, restano tali.
Se il Presidente è d accordo, proporrei di riunirci alle
ore 16.00 in Commissione Bilancio con i Capigruppo che
vogliono essere presenti - e questo non è né un espediente
né altro per fare un lavoro di scrematura degli
emendamenti, ed riprendere i nostri lavori alle 17.30.
PRESIDENTE Accolgo la proposta dell'onorevole Cintola,
pertanto la Commissione Bilancio è convocata alle ore
16.00.
La seduta è rinviata ad oggi, martedì 11 novembre 2003,
alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
materia di organizzazione amministrativa. (n. 699/A) (Seguito);
2) Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19. (n. 702/A) (Seguito).
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l anno finanziario 2003 Assestamento (n. 654/A)
2) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 2000 (n. 342/A)
3) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 1999 (n. 436/A)
4) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2001 (n. 629/A)
5) Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2002 (n. 655/A)
6) Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell articolo 18 dello Statuto della
Regione siciliana, recante Modifiche dell articolo 48 della
Costituzione e dell articolo 15 dello Statuto della Regione
siciliana in materia di elettorato attivo attribuito, negli enti
locali, agli immigrati regolari. (n 694/A)
La seduta è tolta alle ore 13.50.