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Resoconto d'Aula della Seduta n. 174 di mercoledì 12 novembre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
 precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE  Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
 seguenti interrogazioni:

     - da parte dell  Assessore Famiglia

             N.  707  Richiesta di ispezione presso il Comune
          di  Messina  circa il comportamento del  Presidente
          del  Consiglio comunale, degli onorevoli Panarello,
          Paffumi, Genovese, Francantonio; Lo Monte .

           Con  nota  9005 del 28 ottobre 2002 il  Presidente
        della  Regione ha delegato l'Assessore per  gli  enti
        locali.

             N.  957   Provvedimenti circa gli interventi  di
          recupero  ambientale  del territorio  disposti  dai
          comuni  di  S.  Filippo  del  Mela  e  di  Milazzo,
          dell onorevole:Formica Santi

             N. 1000  Provvedimenti circa l'affidamento di un
          appalto di servizi da parte del Comune di S. Teresa
          di Riva (ME), dell onorevole Panarello.

             Con  nota  prot.  2066  del  13  marzo  2003  il
          Presidente  della  Regione ha delegato  l'Assessore
          per gli enti locali.

             N. 1021  Ispezione presso il Comune di
          Campofelice di Roccella, dell onorevoleGiannopolo.

             N.   1024    Restauro   dell'ex   convento   dei
          Benedettini    di    S.Placido    Clonerò     (ME),
          dell onorevole Panarello.

             N. 1037  Chiarimenti in ordine alle modalità
          dell'attività di 'volantinaggio' deliberate dal
          Comune di Trapani, dell onorevole Morinello.

             N.      1051       Iniziative     volte     alla
          sostituzione  del Commissario del Comune di  Riesi,
          dell onorevole Speziale.

      Avverto  che  le risposte scritte testè annunziate  saranno
    pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
    odierna nella sua stesura definitiva.

                     Annunzio di interrogazioni

      PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le  seguenti
    interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

     -   N. 1400 - Provvedimenti urgenti in materia di collocamento a
       riposo ai sensi dell articolo 39 della legge regionale n. 10 del
       15 maggio 2000.
 -   Presidente Regione
 -   Assessore Presidenza
      Firmatario: Ioppolo Giovanni;

     -   N. 1401   Interventi al fine di procedere alla liquidazione
       delle  richieste di risarcimento avanzate  dai  produttori
       agrumicoltori del catanese.
 -   Assessore Agricoltura
 -   Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
 Giuseppe.

      Le  interrogazioni testè annunziate sono state già  inviate
    al Governo.

                         Annunzio di mozione

      PRESIDENTE.  Comunico  che è stata presentata  la  seguente
    mozione:

     -   N. 247   Interventi al fine di procedere alla liquidazione
       delle richieste di risarcimento avanzate dai produttori agrumicoli
       del catanese , degli onorevoli Fleres, Catania, Maurici e Scoma.
      Informo  che la stessa sarà iscritta all'ordine del  giorno
    della  seduta successiva perché se ne determini  la  data  di
    discussione.

      Avverto,   ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
    Regolamento   interno  che  nel  corso  della  seduta   potrà
    procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


 Sull' attentato occorso a rappresentanti dell Arma dei Carabinieri
                               in Iraq

                     (Tutti i deputati in piedi)

      PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,   è   con   profondo
 sentimento  di  commozione che apro la seduta  sottolineando
 il  brutto  risveglio  che ha colto l'Italia  intera  questa
 mattina  nel  momento in cui abbiamo appreso  dell'attentato
 perpetrato  in  Iraq in danno dell'Arma dei Carabinieri,  in
 quel Paese in missione di pace.
      I  carabinieri  sono stati salutati  dalla  popolazione
 irachena  con  la  cordialità che sempre  ha  circondato  la
 presenza  italiana  all'estero quando ci  siamo  recati  per
 offrire il nostro contributo alla ricostruzione della  pace.
 E  questo episodio naturalmente si inserisce nell'ambito  di
 una  vera  e  propria  guerriglia che sta  insanguinando  le
 città  dell'intero  Iraq  e, in  particolare,  la  città  di
 Baghdad.
      Noi  non  possiamo fare altro che esprimere  il  nostro
 cordoglio,  dichiarare  la  nostra  solidarietà,   esprimere
 tutta  la nostra passione in difesa della democrazia e della
 libertà, ma anche della pace in quello scacchiere.
      Urge  sicuramente il ripristino in quel  territorio  di
 una  legittimazione  internazionale  seriamente  compromessa
 dai   dati  obiettivi:  l'uscita,  per  esempio,   da   quei
 territori   della   Croce   Rossa   internazionale   e   dei
 rappresentanti delle Nazioni Unite di fronte ad un  fenomeno
 che  viene definito da alcuni terrorismo, da altri, di  vera
 e  propria guerriglia. Ma l'episodio che colpisce adesso  un
 corpo  di  spedizione  a fini pacifici  delle  forze  armate
 italiane,  ci induce a ritenere che la partita in  gioco  in
 quello  scacchiere,  è  assai delicata  e  non  si  può  più
 giocare,  non si può più decidere fra coloro che  propugnano
 e  praticano  le regole della libertà e coloro  che  vengono
 definiti,  secondo me molto frettolosamente, solamente  come
 terroristi.  Ci  vuole  il ripristino  della  legittimazione
 internazionale.
      Quello che io ritengo di avvertire in questo momento  è
 proprio  questa esigenza di un recupero della legittimazione
 internazionale  in Iraq dove è in corso una vera  e  propria
 guerra.
      Un   sentito  cordoglio,  pertanto,  e  solidarietà  ai
 parenti  delle  vittime,  all'Arma  dei  carabinieri  ed  un
 appello,  un  pensiero  affettuoso di fraternità  all'intero
 popolo italiano così, oggi come oggi, duramente colpito.
      Desidero   che   l'Assemblea  esprima  un   minuto   di
 raccoglimento in omaggio ai caduti.

            (I deputati osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito  della  discussione del disegno  di  legge  "Norme
   finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione
   per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
   materia di organizzazione amministrativa" (699/A)

    PRESIDENTE   Si  passa al secondo  punto  all'ordine  del
 giorno: Discussione di disegni di legge.
   Si procede con il seguito della discussione del disegno di
 legge  "Norme finanziarie urgenti e variazioni  al  bilancio
 della   Regione  per  l'anno  finanziario  2003.  Norme   di
 razionalizzazione     in    materia    di     organizzazione
 amministrativa" (699/A), posto al numero 1), il cui esame  è
 stato sospeso nella seduta numero 173.
      Invito i componenti la seconda Commissione,  Bilancio ,
 a prendere posto al banco delle commissioni.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, non farò della mia richiesta
 un  fatto  pregiudiziale, però vorrei invitare la Presidenza
 a   sollecitare  il  Governo  nel  momento  in  cui   stiamo
 affrontando  gli articoli aggiuntivi che non  riguardano  la
 prima  parte  del  disegno di legge, cioè le  variazioni  di
 bilancio,  per cui il Governo è molto ben rappresentato,  ma
 attengono  alla seconda parte del disegno di legge.  Quindi,
 sarebbe  opportuno che la Presidenza sollecitasse tutti  gli
 assessori ad essere presenti in Aula, perché non vorrei  che
 l'Assessore  per il bilancio venga a trovarsi in  difficoltà
 non  potendo  esprimere  pareri su norme  che  non  sono  di
 stretta competenza del suo ramo di amministrazione.
      Allora,  apprezzo  l'assessore Cittadini  che  da  ieri
 presenzia  i  lavori di quest'Aula e, quindi, sono  convinto
 che  nel momento in cui esamineremo norme che riguardano  la
 sanità  potremo avere il parere dell'Assessore al  ramo,  ma
 dovendosi  poi  trattare  norme che riguardano  agricoltura,
 urbanistica, ambiente e quanto altro, credo che,  anche  per
 un  fatto  di  rispetto nei confronti di quest  Aula,  tutti
 gli Assessori dovrebbero essere presenti ai nostri lavori.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, ne parleremo dopo,  quando
 tratteremo   gli  emendamenti  aggiuntivi.  Intanto   invito
 l'Assessore per il bilancio, che per natura del suo  ufficio
 deve  essere  presente,  a consultarsi  con  i  colleghi  di
 Governo, se lo riterrà opportuno.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Riprende l'esame del disegno di legge numero 699/A

  PRESIDENTE  Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             Articolo 4.
         Destinazione risorse dell'articolo 38 dello Statuto

       1.   Le  entrate  di  competenza  dell'esercizio  2003
     derivanti  dall'attualizzazione dei  limiti  di  impegno
     autorizzati  dall'articolo 55 della  legge  23  dicembre
     1999, n. 488 e dall'articolo 144 della legge 23 dicembre
     2000,  n.  388,  pari a 892.599 migliaia  di  euro  sono
     destinate al finanziamento degli interventi di cui  alla
     tabella E allegata alla presente legge.

       2.  Le  somme di cui al comma 1 del presente articolo,
     ai  sensi  dell'articolo 8 e dell'articolo 18, comma  1,
     della  legge  regionale 8 luglio 1977,  n.  47,  sono  a
     destinazione vincolata.

       3.  L'utilizzazione delle somme accantonate nel  fondo
     per   il   finanziamento  di  investimenti   finalizzati
     all'aumento  del  rapporto tra  prodotto  interno  lordo
     regionale   e  prodotto  interno  lordo  nazionale   UPB
     4.2.2.8.99  'Altri  oneri comuni', capitolo  613928,  in
     conformità  a  quanto  previsto dall'articolo  30  della
     legge 27 dicembre 2002, n. 289, avviene previa adozione,
     entro   il  31  gennaio  2004,  da  parte  della  Giunta
     regionale di un apposito piano.

       4. Con le medesime modalità di cui al comma 3, vengono
     utilizzate le assegnazioni di cui all'articolo 30  della
     legge 27 dicembre 2002, n. 289.

       5.  Una quota delle risorse di cui ai commi 3 e  4,  è
     destinata  al  finanziamento degli interventi  necessari
     all'attuazione degli interventi previsti nel  protocollo
     d'intesa  del  17 luglio 2002 stipulato tra  la  Regione
     siciliana  e Trenitalia, nonché alla predisposizione  ed
     al   finanziamento   di  un  piano   straordinario   per
     l'adeguamento  delle reti viarie provinciali  esistenti,
     tramite interventi di manutenzione e messa in sicurezza.

       6.   La   gestione   di  competenza  per   l'esercizio
     finanziario 2003 dei capitoli indicati nella tabella E -
     Parte   I   è  trasferita  ai  corrispondenti   capitoli
     istituiti in forza delle disposizioni di cui al presente
     articolo.

       7.  Una  quota delle entrate di cui al comma 1 pari  a
     59.787  migliaia  di euro è destinata al cofinanziamento
     regionale delle somme iscritte in bilancio ai sensi  del
     comma  3 dell'articolo 39 della legge regionale 17 marzo
     2000,   n.   8,  nell'esercizio  finanziario  2003,   in
     attuazione del programma operativo regionale  POR  2000-
     2006.»

      Comunico   che   sono  stati  presentati   i   seguenti
 emendamenti:

      -   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 4.3;
 -   dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: emendamenti  4.1 e
 4.2;
 -   dagli onorevoli Panarello, Speziale e Capodicasa:  emendamento
 4.4.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, durante i lavori  di  ieri
 spesso  si  è  fatto  riferimento  ad  un  accordo   tra   i
 capigruppo di maggioranza e di minoranza, - alcuni, mi  dice
 l'onorevole Ferro -, per determinare l'ordine dei  lavori  e
 dare   la  possibilità,  entro  la  giornata  di  oggi,   di
 licenziare il testo di legge alla nostra attenzione.
      Vorrei   capire,  anche  in  considerazione  di  alcune
 rimostranze  fatte dall'onorevole Cintola  nel  corso  della
 seduta  di  ieri,  quando alcuni deputati hanno  chiesto  il
 voto  segreto su un emendamento, ed in quell'occasione siamo
 stati  tacciati di non rispetto e ci è stato  contestato  il
 non  rispetto  dei  patti e di porre in  essere  un'attività
 ostruzionistica,  cosa  si  intende  per  ostruzionismo   in
 questa  Assemblea.  E  dico subito,  signor  Presidente,  se
 ostruzionismo significa dover esser costretti a svolgere  la
 propria    funzione    con   sovranità   limitata,    quindi
 l'impossibilità  di  svolgere a pieno la  propria  funzione,
 solo  per  dare  la possibilità a gran parte  dei  colleghi,
 deputati di maggioranza, di starsene tranquillamente a  casa
 o  nel  proprio  collegio elettorale, e non  potere  nemmeno
 chiedere  non  il  numero legale, ma una votazione  segreta,
 così  come il Regolamento consente, è chiaro che io  non  ci
 sto  a questo modo di fare. Infatti, se ci deve essere senso
 di  responsabilità  da  parte  dei  singoli  deputati,  deve
 essere  inizialmente  e  principalmente  dei  deputati   che
 sostengono   questo  Governo.  Ed  io   sono   d'accordo   e
 rispettoso dell'accordo fatto tra i capigruppo di non  porre
 in   essere   nessun   atteggiamento   ostruzionistico,   ma
 ostruzionistico  non è l'esercitare il proprio  mandato  con
 pienezza  di  poteri, così come invece le rimostranze  fatte
 dall'onorevole Cintola sembrerebbero significare.
      Sempre   l'onorevole  Cintola  ci   spiegava   che   la
 maggioranza,  per garantire la possibilità di  approvare  il
 testo  entro  la  giornata di oggi, ha  avuto  un  altissimo
 senso  di  responsabilità  nel  ritirare  l'emendamento  che
 prevedeva  la  vendita  degli  ospedali  siciliani.   Voglio
 ricordare a me stesso ed all'onorevole Cintola

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, parlare sull ordine dei
 lavori  non  significa introdursi nel merito  dei  problemi.
 Lei   può   sollevare  una  questione  relativa  ai   lavori
 parlamentari,  altrimenti può intervenire nell'ambito  della
 discussione  sull'articolo 4. Però,  se  chiede  di  parlare
 sull ordine  dei lavori deve essere appunto sull'ordine  dei
 lavori.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, allora entrerò nel  merito
 successivamente. Io le chiedo, in considerazione  del  fatto
 che   i  lavori  di  ieri  sono  stati  caratterizzati   dal
 richiamare  spesso  questo  accordo  tra  i  Presidenti  dei
 Gruppi  parlamentari, di poter essere rispettoso  di  questo
 accordo,  però  rispettando la dignità anche del  ruolo  del
 singolo parlamentare.

    PRESIDENTE   Certamente, questo però non  è  un  problema
 della  Presidenza né dell'Assemblea, è solo un  problema  di
 rapporti tra i Gruppi.

         Riprende l  esame del disegno di legge numero 699/A

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
 è  un  articolo  cruciale del disegno di legge  che,  a  mio
 giudizio,  il  Governo  farebbe bene a  trattare  con  molta
 cautela.  Non ho esitazioni a dire che se nel luglio  scorso
 -  se  non ricordo male - il Commissario dello Stato  avesse
 impugnato,  come  era  doveroso  fare,  l'articolo  che  noi
 stessi  avevamo contestato in quanto viziato di  legittimità
 costituzionale, relativo all'utilizzo dei fondi ex  articolo
 38,  oggi  forse non ci troveremmo in questa sgradevolissima
 situazione.
      So  bene  che  le motivazioni che il Governo  adduce  a
 sostegno  di   questa scelta sono motivazioni  che  meritano
 una  considerazione: il buco finanziario  e  il  deficit  di
 bilancio  è talmente gravoso che induce, poi, il  Governo  a
 compiere gesti - a mio parere - fuori da ogni regola.
      Sarebbe,  invece,  opportuno che un  deficit,  che  noi
 giudichiamo  essere strutturale, fosse aggredito  attraverso
 misure di razionalizzazione della spesa e l'introduzione  di
 norme   tali   da   garantire  un  riassorbimento   in   via
 continuativa  e  strutturale di questo deficit.  Invece,  il
 Governo    continua   nella   logica   di   aggredire    con
 provvedimenti  una  tantum  un  deficit  che  continuerà   a
 crescere se non vi si pone rimedio.
      Ogni   anno   si  presenta  una  proposta  di   manovra
 finanziaria che ha sempre le medesime caratteristiche,  cioè
 tappare  i  buchi  senza  dare una soluzione  definitiva  al
 problema.   Noi   sappiamo  che  è  soprattutto   la   spesa
 farmaceutica,    la   convenzionata   e    la    diagnostica
 convenzionata esterna, sì anche i ricoveri impropri di  cui,
 ogni  tanto,  parla  l'Assessore per  il  bilancio  (per  la
 verità  ne parla meno l'Assessore per la sanità),  che  sono
 alla  base  del grosso deficit che la sanità ha maturato  in
 Sicilia nell'arco di poco più di un triennio. Però,  è  vero
 anche  che,  per  ovviare a gravissime disfunzioni,  bisogna
 che  si  intervenga esattamente là dove il deficit  si  crea
 con  provvedimenti idonei a rimuovere le storture di  natura
 strutturale che, poi, ne determinano l'esito finale.
      Non  è reperendo risorse da qualunque parte per coprire
 il  buco che, alla fine, riusciremo a porre rimedio a questo
 male,  tanto  più quando il rimedio proposto è peggiore  del
 male,   come  nel  caso  in specie e cioè  la  proposta  del
 Governo  secondo la quale i fondi, che lo Stato ci  deve  ex
 articolo  38 dello Statuto, in virtù della nostra  autonomia
 speciale,  e  che dovrebbero essere destinati  -  per  norma
 statutaria    -  ad  investimenti  in  opere  pubbliche   da
 realizzare in Sicilia, vengono invece utilizzati per  pagare
 le  spese ordinarie di bilancio. Questo non vale perché,  lo
 abbiamo  già  detto nella discussione generale,  l'argomento
 del  Governo è che all'articolo 1 della legge 8 del 2000  si
 dice  che  tali spese possono essere individuate  anche  tra
 quelle  relative ad investimenti. Primo, perché anche quella
 norma  mi  lascia nel dubbio come ho già avuto occasione  di
 dire  per  quanto concerne la sua coerenza  con  il  dettato
 statutario,  ma  in secondo luogo, perché  la  proposta  del
 Governo   contenuta  nella  tabella  "E"  è   una   proposta
 assolutamente  indigeribile per motivi di  costituzionalità;
 in  essa infatti vengono inserite congerie di provvedimenti,
 di  interventi sui mutui, non solo spese di investimento  ma
 spese   ordinarissime  che,  pur  essendo  spese  in   conto
 capitale,  come  si  sa  hanno una natura  differente  dalle
 spese di investimento. Non è accettabile.
      Onorevole  Assessore,  la  risposta  che  ha  dato   in
 Commissione  e  che sommariamente ha ripreso  anche  qui  in
 Aula  l'altro  giorno è, a mio avviso,  debolissima;  se  io
 fossi  il  Commissario dello Stato impugnerei  questa  norma
 non  perché  c'è qualcuno che vuole vessare la  Regione,  ma
 perché  in  questo  caso  si tratterebbe  di  un  intervento
 giustificatissimo  e motivato che, ove il Commissario  dello
 Stato  non dovesse impugnarlo, aprirebbe una maglia che  per
 il futuro  non so a quali conseguenze potrebbe portarci.
      Allora,  propongo  un passo indietro  rispetto  a  tale
 proposta.  L'Assessore può anche chiedermi come  facciamo  a
 coprire  le  spese che sono in buona parte  contenute  nella
 tabella E. Noi abbiamo già dichiarato in Commissione,  e  lo
 dichiariamo  anche questa mattina, che siamo  prontissimi  a
 sedere  attorno  ad  un  tavolo  per  trovare  le  soluzioni
 possibili  e  non  ho  alcun dubbio  che,  armati  di  buona
 volontà,  questa soluzione la si possa trovare. Da un  lato,
 per  tamponare il buco della sanità che, nonostante ci siano
 differenti  vedute  circa  la sua  origine,  possiamo  tutti
 convenire  sulla necessità di coprirlo nei modi  dovuti,  ma
 anche  perché in questo modo eviteremmo di fare del male  ai
 siciliani,  alla  Sicilia che è ciò che si sta  facendo  dal
 momento   che  paghiamo  debiti  ordinari  con   fondi   che
 dovrebbero  servire allo sviluppo della Regione.  E  questo,
 come   si   sa,   non   è   possibile  farlo   per   ragioni
 costituzionali, ma non è lecito farlo neanche  da  un  punto
 di vista politico e morale.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
 una  norma  di questo genere, così come ha detto l'onorevole
 Capodicasa  che  mi  ha preceduto, deve destare  particolare
 attenzione  da  parte  di  questa  Aula  e  anche  da  parte
 dell'onorevole  Cintola  che  spesso  ci  fa  sermoni  sulla
 necessità di produrre normative di rigore che poi  di  fatto
 non   sono   altro  che  proclami  vuoti.  Infatti,   quando
 affrontiamo  questioni così importanti dal  punto  di  vista
 nodale  della  spesa di questa Regione, che è sull'orlo  del
 dissesto,   come   se   poi  nulla   accadesse,   perché   i
 provvedimenti devono passare tanto perché ci sono i  numeri
 Poi  chi  ha  da  pagare pagherà  E  questo l'oggetto  dell
 articolo 4
   E,   come  ho  già  detto,  nel  momento  in  cui   questa
 maggioranza   ha  approvato  la  legge  che   prevedeva   la
 cartolarizzazione  dei fondi destinati -  circa  oltre   800
 milioni  di  euro  - per le risorse di cui  all'articolo  38
 dello  Statuto,  di  fatto, questa  norma  va  a  completare
 quella  strategia assolutamente erronea, oserei  dire  quasi
 indecorosa
   Con  una  dichiarazione pubblica resa in  Aula,  ma  anche
 sulla  stampa,  ho  dichiarato  che  con  la  norma  di  cui
 trattasi  stiamo  tradendo  lo  spirito  della  legge,   che
 stabiliva,  invece,  la ripartizione  e  la  concessione  di
 queste  somme alla Regione Sicilia. La legge specifica,  con
 un  comma di quell'articolo - che adesso non ricordo  -  che
 l utilizzazione  di  quelle somme deve essere  fatta  previa
 approvazione  di un piano di investimenti pubblici;  orbene,
 la   ripartizione   delle  medesime   somme   è   successiva
 all approvazione del piano degli investimenti pubblici
   Qui,  invece, non abbiamo un  piano di investimenti,   c'è
 solo  un  impegno generico che nulla ha a che  fare  con  lo
 spirito   proprio  della  legge  e  che,  pertanto,    vizia
 l'effetto della norma stessa.
   Stiamo   trattando   una  norma  che   possiamo   definire
 illegittima,  illegale  e anticostituzionale  dal  punto  di
 vista  formale  e,  come  se non  bastasse     l ho  chiesto
 all'assessore Pagano e mi ha risposto in maniera  impropria,
 dirò    anche   perché   -   oggi   stiamo   operando    una
 cartolarizzazione,  utilizzando cioè  delle  somme  per  far
 cassa oggi e per lasciar debiti domani ai nostri figli
   Di  fatto,  si tratta di questo  In questo modo,  infatti,
 non  stiamo realizzando investimenti produttivi, non  stiamo
 predisponendo nulla che inneschi un meccanismo di  sviluppo;
 stiamo  soltanto cercando di racimolare delle somme, per  le
 quali  pagheremo  gli interessi della cartolarizzazione,  da
 spendere  nell immediato per fare cassa e per  pagare  tutto
 ciò  che non funziona, a partire dalla sanità, per finire  a
 tutti  gli altri settori. Poi, questi debiti li lasceremo  a
 chi verrà dopo, ai nostri figli
   Ebbene, come dicevo, l Assessore mi ha fornito la risposta
    se  si ricorda, onorevole Assessore, tramite la stampa  -
 dichiarando che non è stato lui a produrre  tali  debiti  ma
 i governi di sinistra che lo hanno preceduto
   Certamente, non sono e non devo essere io il difensore dei
 Governi che hanno preceduto quello di questa legislatura  in
 quanto,   personalmente,  questa   è   per   me   la   prima
 legislatura.  Ricordo tuttavia all'assessore  Pagano  che  i
 governi  della  scorsa legislatura, a parte  un  periodo  di
 meno  di due anni di governo di centro-sinistra, sono  stati
 tutti   di destra, tutti Governi di centrodestra, in  cui  i
 partiti  - oggi presenti nella maggioranza - erano i partiti
 fulcro di quelle esperienze politiche.
   Per   quanto  precede,  quindi,  non  vi  è  nemmeno   una
 responsabilità   politica  dei  governi  di  centrosinistra,
 anche  se,  ripeto,  non sono io a doverne  fare  l avvocato
 difensore
   Ciò  che mi preme sottolineare, piuttosto - e invito tutta
 l Aula  a  riflettervi -  è che non è possibile  far  debiti
 oggi  per  rimetterli domani sulle spalle dei nostri  figli
 E   immorale, ancor prima che illegittimo: è  su questo  che
 dovremmo  riflettere  e  accentuare il  nostro  orgoglio  di
 Siciliani
   Se  poi  vogliamo  dar seguito ai proclami  dell'onorevole
 Cintola   -   presidente   del   Gruppo   parlamentare   cui
 appartiene  il Presidente della Regione - che  sostiene  che
 occorre  rigore, rigore, rigore, ebbene, allora dimostratelo
 davvero   con  questo  articolo   Altrimenti,  vi   dobbiamo
 considerare   come  dei   pinocchi  politici :   fate   solo
 proclami,  proclami  per  poi continuare  a  far  debiti  su
 debiti a danno delle generazioni future

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò
 rapido  nel mio intervento. Desidero innanzitutto esprimere,
 in  merito  all articolo 4, la mia contrarietà sugli  ultimi
 interventi  in quanto ritengo che, in particolare  il  comma
 5,  sia una giusta decisione del Governo che lo ha proposto.
 E  ciò  perché  uno dei problemi irrisolti, da  anni,  nella
 nostra  Regione  è  proprio  la  mancata  realizzazione   di
 strade.
   Intendo  dire che prevedere, una volta per tutte,  che  la
 Regione  destinerà  fondi alle Province  é  una  cosa  buona
 proprio  per concretizzare ciò che di cui sento  parlare  da
 anni  in  Aula,  e  cioè  il problema relativo  alle  strade
 provinciali.
      Lo  ribadisco:  predisporre questo  articolo  -  ed  in
 particolare  il  comma in esame - é stata  una  buona  cosa.
 Devo   dire  che  già  l'URPS,  nel  2002,  manifestò  nella
 competente  Commissione  - che ho l'onore  di  presiedere  -
 tale  difficoltà  ed anomalia perché la Regione,  trasferite
 le  competenze alle Province per le strade, non ha mai dato,
 tuttavia,  i  finanziamenti necessari. Si tratta  quindi  di
 un'ottima norma che, finalmente, avvia qualcosa di serio
      Signor  Presidente, vorrei solo suggerire  -  purtroppo
 non  ho avuto il tempo di formalizzare un emendamento in tal
 senso      di  prestare  attenzione,  se  così  posso  dire,
 nell'aggiungere  la previsione relativa al  problema  viario
 affinché  non  ci  si limiti alla manutenzione  e  sicurezza
 delle  strade  ma si inserisca, se possibile,  l espressione
 "di  completamento"  in  quanto esistono  tantissime  strade
 provinciali  incomplete per piccoli tratti  che  potrebbero,
 attraverso  questa gestione dei fondi (si vedrà  poi  quanto
 spetterà)  essere  appunto definite. Non  vorrei  precludere
 pertanto  i completamenti di quelle strade che, negli  anni,
 le   Province  o  i  Comuni  hanno  avuto  finanziate  dalla
 Regione; il più delle volte, lo ribadisco, tali strade  sono
 rimaste  bloccate  per  piccoli tratti.  Se  il  Governo  lo
 ritiene, pertanto, ribadisco che come aggiustamento  tecnico
    senza, cioè, che sia necessario presentare un emendamento
    si  potrebbe  pensare di aggiungere anche le  parole  "di
 completamento",   cioè   a  dire,  tramite   interventi   di
 completamento, di manutenzione e di messa in  sicurezza.  Il
 mio   intervento  muove  in  questa  direzione  nel   volere
 conferire alla norma una maggiore portata.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come
 noto, dal 2000, le risorse finanziarie derivanti da mutui  -
 o  anche  dall'articolo 38 - dovevano essere  impiegate  per
 spese  di investimento. Paradossalmente, il Commissario  non
 ha  impugnato quest'articolo, in un precedente provvedimento
 e,  quindi,  in qualche modo, qualcuno ritiene di utilizzare
 quelle  risorse per spese correnti. Si tratta di una manovra
 che  noi  contestiamo nella maniera più assoluta trattandosi
 di  un  trucco contabile. Riteniamo, infatti,  che  i  fondi
 dell'articolo  38  debbano essere destinati,  nello  spirito
 dello stesso articolo, ad  investimenti, in particolare  per
 opere pubbliche ...

    CAPODICASA   Anche alla lettera, non solo  nello  spirito
   dell articolo 38

    BARBAGALLO   Anche  alla  lettera,  giustamente   osserva
 l'onorevole Capodicasa  Ebbene, purtroppo qui si sono  fatte
 alcune  cose  camuffandole per altre. Alcune spese  correnti
 vengono  poste, infatti, come se si trattasse  di  spese  in
 conto  capitale  ma, di fatto, viene compiuta  un'operazione
 che,  sul  piano contabile, é sbagliata. Basti  pensare,  ad
 esempio,  che  i fondi d'istituto per l'E.S.A.,  quelli  per
 pagare  gli  stipendi, vengono considerati  fondi  in  conto
 capitale  e  le risorse vengono reperite dai 500 milioni  di
 euro  destinati, appunto, a questa finalità  Dei 900 milioni
 di  euro  devoluti  alla Sicilia ai sensi dell'articolo  38,
 solo  400  milioni sono destinati ad investimenti per  opere
 pubbliche   mentre   i  restanti  500   a   spese   correnti
  camuffate , sia pure, da spese in conto capitale. Questo  é
 un  vizio  di  fondo  rispetto  all'intera  manovra   Questa
 manovra  non  é  in grado di incidere né di compiere  scelte
 radicali ed importanti
   Stiamo a mettere sempre pezze, pagando i debiti sempre una
 tantum,   senza   che  ci  sia  una  strategia   valida   di
 risanamento finanziario

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Il comma 5 dell'articolo 4 reca scritto:  "Una
   quota  delle risorse di cui ai commi 3 e 4 è destinata  al
   finanziamento di interventi necessari all'attuazione degli
   interventi  previsti nel protocollo  del  17  luglio  2002
   stipulato tra la Regione siciliana e Trenitalia".
      Dal momento che poi, gli altri interventi sono previsti
 per  manutenzione  delle  strade provinciali,  ci  chiediamo
 quale  sia  il  contenuto del protocollo e  cosa  finanziamo
 esattamente, pertanto, con l articolo in esame.

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
   parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Signor
 Presidente,  onorevoli colleghi, debbo necessariamente  fare
 un   rapido   excursus  perché  capisco   gli   appassionati
 interventi  dell'onorevole Capodicasa, come  pure  di  tutti
 gli  altri  colleghi  che  si  sono  succeduti,  addirittura
 riferendosi alle generazioni future. Questa è una cosa  che,
 personalmente,  mi fa emozionare: pensare, cioè,  che  tutti
 noi lavoriamo per questo obiettivo.
   Al   di   là  della  passione  e  della  retorica,   però,
 necessariamente,  devo far presente che su questo  argomento
 abbiamo  dibattuto  sui giornali, in  Commissione,  in  ogni
 momento   del  dibattito  e,  davvero,  non  so   più   come
 spiegarlo    Giacché  ognuno  rimane  sulle  proprie   tesi,
 allora,  mi  limito  semplicemente a  dire,  sinteticamente,
 ancora una volta, che si tratta di 514 milioni di euro,  per
 l'anno 2003, come da tabella E.
   La  tabella E è frutto di una programmazione che  non  può
 essere concertata ulteriormente, rimodulandola.
      Per  quanto riguarda, invece, gli altri 750 milioni  di
 euro,  checché se ne dica, il Commissario dello Stato  e  il
 Ministero  per  l Economia ci hanno dato pienamente  ragione
 e,  se vuole, le procurerò anche l'articolata argomentazione
 che  dimostra  quanto le sto dicendo. Non si è  trattato  di
 una  scelta  politica, si tratta di organismi  tecnici  che,
 certamente,   non   sono  condizionabili   sotto   l'aspetto
 politico
      Ebbene,  gli altri 750 milioni di euro, dicevo, saranno
 destinati  ad  investimenti,  per  gli  anni  2004,  2005  e
 seguenti  e sono già posti in un capitolo ad hoc, frutto  di
 una programmazione da parte del Governo della Regione.
      Per la prima volta, ci ritroviamo ad avere 1500 milioni
 di   euro,   cioè  3000  miliardi  di  lire,   che   saranno
 scaglionati  nel  corso  di questi  anni:  stiamo  ancora  a
 sottilizzare,   a   far   polemica   e   a   pensare    alla
 programmazione futura?

    CAPODICASA  Come sottilizzare

    PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze.  Per  la
 prima  volta, stiamo realizzando investimenti. Dopo di  che,
 sarà  compito del Governo della Regione, secondo scelte che,
 ovviamente,  attengono  ad  un livello  politico  di  nostra
 competenza.
      So  che  non  è  convinto  e  che  non  la  convincerò,
 onorevole  Capodicasa: lei continua a ribattere ogni  volta,
 ma,  con  la  massima simpatia e il massimo rispetto,  posso
 dirle però che la sua tesi è profondamente sbagliata
      Per    quanto    riguarda   le    osservazioni    mosse
 dall'onorevole  Beninati, ho formulato  un  emendamento  nel
 senso  richiesto, che prevede cioè, oltre alla  manutenzione
 e  alla  sicurezza,  quindi,  anche il  completamento  delle
 strade:   abbiamo,  infatti,  una  viabilità   assolutamente
 inadeguata,   le   nostre  strade   provinciali   non   sono
 certamente all'altezza di quelle di una Regione evoluta,  di
 un  Paese  che vuole affacciarsi in maniera competitiva  nel
 contesto europeo.
      Disponiamo   di  tante  preziose  risorse,  finalmente,
 saranno  utilizzate  esattamente in  questa  logica,  quindi
 anche per il completamento.
      Per   quanto   riguarda  l'osservazione  dell'onorevole
 Speziale  posso dire che il 17 luglio 2002 è  stata  firmata
 una  convenzione fra Trenitalia e l'Assessorato al  turismo,
 ovviamente  "benedetta" dal Presidente della Regione  e,  in
 terz ordine,  anche  dal  sottoscritto  assessore   per   il
 Bilancio
      Ebbene,   con  questo  protocollo  abbiamo  creato   le
 condizioni  affinché Trenitalia faccia un  investimento,  in
 termini  di  qualità, attraverso i loro mezzi  più  evoluti.
 Non  saprei  adesso spiegare che caratteristiche possiedono:
 si  tratta  del  "minuetto"; saranno  forniti  40  treni  di
 questo  genere  in Sicilia che cominceranno a percorrere  le
 nostre reti ferroviarie dal 2006. Contribuiremo a titolo  di
 compartecipazione che, se non sbaglio, è nell'ordine  di  60
 milioni  di euro: è chiaro, tuttavia, che, a fronte  di  una
 somma  così  considerevole,  come  quella  ex  articolo  38,
 disponiamo di risorse a iosa...

    SPEZIALE   Così,  noi  diamo i  soldi  a  Trenitalia  per
   acquistare le carrozze?

    PAGANO   assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  No,
 eroghiamo  un  cofinanziamento per creare  le  condizioni  e
 realizzare   un  investimento  serio.  Si   tratta   di   un
 cofinanziamento. Abbiamo accelerato una cosa straordinaria


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato  dal  Governo
 l emendamento 4.5, modificativo al comma 5.
     Si passa all emendamento 4.3.  Lo pongo in votazione. Il
 parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
   contrario si alzi.

                        (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 4.1.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,
 dichiaro  il voto contrario del Gruppo parlamentare  dei  DS
 perché l'emendamento, pur lodevole nelle sue intenzioni,  si
 è  totalmente  rovesciato nel momento in cui l'Assessore  ha
 dato  conto  all'Aula  del  contenuto  del  protocollo   con
 Trenitalia.  Noi  dovremmo finanziare,  con  i  fondi  della
 Regione  destinati  allo sviluppo  di   opere  pubbliche,  i
 vettori di Trenitalia
      Dovrebbe  essere piuttosto Trenitalia  a pagare  quelle
 vetture,  non  certo  la  Regione  siciliana,  ancorché   in
 cofinanziamento come dice l'Assessore Pagano. Non  sussiste,
 infatti,  alcun  obbligo  di cofinanziamento  per  strutture
 mobili di Trenitalia, che, peraltro, come noto, è oggi   una
 società di diritto privato.
      Invito    pertanto   l onorevole   Raiti   a   ritirare
 l'emendamento perché, viste le dichiarazioni del Governo,  a
 mio giudizio, non ha ragione di rimanere in vita.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO     Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
 approfitto  dell'emendamento a firma  dell onorevole  Raiti,
 per  invitare il Governo ad una riflessione. Non vi è dubbio
 che  abbiamo  il  dovere di utilizzare tutti  gli  strumenti
 possibili  e  immaginabili  per migliorare  la  qualità  dei
 trasporti  in  Sicilia;  però, per  quanto  ha  riferito  il
 Governo  in Aula, relativamente al protocollo di intesa  con
 Trenitalia,  mi  sovviene un dubbio:  la  Comunità  europea,
 preliminarmente, credo non preveda la possibilità   -  anche
 attraverso  protocolli di intesa - di finanziare con  denaro
 pubblico  aziende  private,  se  non  attraverso  meccanismi
 comunitari (bandi di gara e quant'altro )

    CAPODICASA  Si profilerebbe un regime di aiuti

    ACIERNO   Se  il  protocollo di intesa  è  limitato  alla
 realizzazione  di  carrozze ferroviarie,  credo  che  questa
 norma  sarà vanificata atteso che la Comunità l impugnerebbe
 immediatamente.

    PAGANO   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Da
 informazioni   riferitemi  dagli  uffici   -   non   essendo
 l'Assessore  al  ramo  e,  quindi,  potendo  utilizzare  una
 terminologia non adeguata   preciso che non si tratta di  un
 cofinanziamento.
      E',  infatti, l'intervento diretto a nostro carico  per
 effetto  delle  nuove  deleghe  conferite  alla  Regione  su
 questa  materia  e  che, sempre di più, spetteranno  per  il
 principio di federalismo alle Regioni medesime.
      Mi  sono  espresso male poc anzi, sono stato  corretto,
 faccio ammenda

    ACIERNO  Apprezzando il chiarimento fornito dal  Governo,
 bisognerebbe  anche che,  oltre a pensare all'ammodernamento
 delle  carrozze ferroviarie, l Esecutivo stimolasse  altresì
 Trenitalia  ad  attivare  la rete  ferroviaria  in  Sicilia,
 perché  -  voglio ricordarlo - tanti tratti  ferroviari,  ma
 uno  in  particolare, quello di Sciacca, non  è  servito  da
 Trenitalia
      Pertanto, oltre che ad ammodernare le carrozze, sarebbe
 auspicabile  dotare  la  Sicilia di un  sistema  ferroviario
 interno degno di tale nome

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    RAITI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritiro  del
 mio  emendamento.  Sono un inguaribile ottimista  e  pensavo
 che,  dopo  il  disastro ferroviario di Rometta  e  dopo  le
 tante  discussioni  avute  in  IV  Commissione,  gli  avvisi
 apparsi  sui giornali, i proclami della Casa delle  Libertà,
 la  quota  ivi  prevista fosse rivolta alla sicurezza  delle
 strade   statali  e  provinciali  e  al  coinvolgimento   di
 Trenitalia per l ammodernamento della nostra, per così  dire
 maledetta   rete  ferroviaria,  assolutamente   obsoleta   e
 quant'altro    L'emendamento  mirava   all attribuzione   di
 almeno  il  15  per  cento delle somme  per l ammodernamento
 della  rete  ferroviaria ma, ancora una volta, il  mio  sano
 ottimismo  si  scontra  con il muro  delle  decisioni  della
 maggioranza e, pertanto, ne prendo atto umilmente

    PRESIDENTE    L Assemblea   prende   atto   del    ritiro
   dell emendamento 4.1.
   Si  passa  all'emendamento 4.5 del Governo.  Lo  pongo  in
   votazione.
    Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor    Presidente,  onorevole   colleghi,
 capisco  che con il mio intervento sottrarrò qualche  minuto
 ai  lavori  di questa seduta ma ritengo opportuno,  non  già
 per  annunziare  l ordine del giorno -  che  è  mio  diritto
 presentare  -     chiedo la sospensione  di  un  minuto  dei
 lavori

    PRESIDENTE   Se il motivo della richiesta sospensione  si
 riferisce  alla pausa di raccoglimento in omaggio ai  caduti
 dell Arma  di  quest oggi,  onorevole  Miccichè,  le  faccio
 presente che l abbiamo già fatto ad inizio di seduta.

    MICCICHE'   Intendo  presentare una richiesta  di  ritiro
   delle nostre truppe

    PRESIDENTE  Potrà farlo nelle circostanze appropriate, la
 prego  di  non  sottrarre  importanza  a  questo  argomento,
 onorevole Miccichè. Purtroppo non è possibile
   Si passa all'emendamento 4.2.

    RAITI . Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE    L Assemblea  ne  prende  atto.   Si   passa
 all'emendamento 4.4.

    PANARELLO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO         Signor      Presidente,       onorevoli
 colleghi,  l'emendamento  da  me  presentato,   al   di   là
 dell indicazione   della  cifra,  vuole   rappresentare   la
 necessità, da parte del Parlamento e del Governo, di  tenere
 in  adeguata  considerazione il tema del  risanamento  delle
 aree  degradate della città di Messina, vicenda antica,  che
 pesa  tutt'oggi,  in maniera rilevante,  sulla  terza  città
 della  Sicilia e dalla cui soluzione dipende  il  futuro  di
 migliaia   di  cittadini  che  ancora  vivono  in  baracche;
 inoltre,  ci  sarebbe anche la possibilità di  recuperare  e
 riqualificare  aree  all'interno del  centro  cittadino  che
 potrebbero essere utilizzate diversamente.
      Sono  consapevole del fatto che, da parte del  Governo,
 in  sede  di  variazioni di bilancio, vengono  sottratte  le
 somme  non spese: quindi, questo emendamento richiama  anche
 la  tabella in cui sono recuperati al bilancio della Regione
 oltre 9 milioni di euro non spesi nell'anno 2003.
      Pongo due problemi. Il primo, segnatamente al comune di
 Messina  e  all'Istituto autonomo case popolari che  -  dopo
 che  la  Regione è intervenuta ulteriormente, con una  legge
 per  accelerare le procedure - affermano di avere ipotizzato
 un  programma di consistenti interventi che necessiterebbero
 di  un  adeguato finanziamento per l'anno 2004.  Il  secondo
 aspetto  si  riferisce alla circostanza che  la  Regione  ha
 ritenuto  tale  tema di interesse regionale  ed  è  pertanto
 intervenuta  con propria normativa erogando i finanziamenti:
 bisognerebbe procedere ad una verifica, anche esercitando  i
 poteri  sostitutivi, in modo che qualora  si  determinassero
 inadempienze,  si possa risolvere questo problema  annoso  e
 di  grande  rilievo sociale ed economico  per  la  città  di
 Messina.
      Chiedo,  quindi, agli assessori competenti  di  fornire
 una   risposta  in  merito  ed  eventualmente,  di  ritirare
 l'emendamento.

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
   parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Signor
 Presidente,  onorevoli  colleghi, l'apprezzabile  intervento
 dell'onorevole  Panarello, in verità,  ha  già  trovato  una
 soluzione  concreta per due ordini di motivi.  Innanzitutto,
 l emendamento non può essere inserito in questo  disegno  di
 legge,  in  particolare all articolo 4, perché espressamente
 tutti  gli interventi di programmazione sono stati  inseriti
 nella  tabella E  che fa riferimento all'articolo  38  dello
 Statuto.  Ebbene,  in questo caso, sarebbe una  duplicazione
 in  quanto  disponiamo  già di  una  legge  -  da  lei  pure
 sottoscritta,   onorevole   Panarello,   dopo    il    primo
 firmatario, l onorevole Bennati -,  legge che, per  le  aree
 degradate di Messina, prevede espressamente dei fondi.
   Come  se  ciò non bastasse, tuttavia, abbiamo incrementato
 questo  capitolo   di cui non ricordo gli estremi -  di  250
 mila  euro: abbiamo quindi risorse abbondanti e, certamente,
 lo spirito del suo emendamento è già colto.

    PANARELLO  In Finanziaria c'è un impegno adeguato?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
 Certamente  E  qui presente, oltretutto, l'Assessore  per  i
 lavori pubblici.

    SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori  pubblici.
   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori  pubblici.
 Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   allo
 scopo  di  precisare che, effettivamente, con le  variazioni
 al  bilancio  2003,  appare  una decurtazione  di  circa  10
 milioni   di   euro;  ciò  si  è  determinato   in   seguito
 all impossibilità  di  procedere  a  decretazione,  entro  i
 tempi previsti, per motivi tecnici.
   Questa stessa somma è stata già riportata nel 2004 su  cui
 prevedevamo, in base alle richieste del comune,  80  milioni
 di  euro,  divenuti adesso 90. Quindi, da  questo  punto  di
 vista, c'è soltanto uno sfalsamento temporale. Tra le  altre
 cose,  se  i tempi della Finanziaria saranno quelli  che  si
 auspicano,  a gennaio si potrà procedere. Dunque,  in  buona
 sostanza,  ci  sarà  un  ritardo  di  circa  tre  o  quattro
 settimane.

    PANARELLO  Dichiaro di ritirare l'emendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante, con
 l annessa tabella E (in allegato).
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Sono approvati)

   Si   riprende  l esame  dell articolo  5,  in   precedenza
 accantonato.

    PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Signor
   Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori.

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa per tre minuti.

       (la seduta, sospesa alle ore 12.30, è ripresa alle ore
                               12.33)

      Votazione a scrutinio segreto degli emendamenti 5.1 E 5.2

         CRACOLICI  Chiedo che la votazione degli emendamenti
 5.1  e 5.2, soppressivi dell articolo 5, avvenga a scrutinio
 segreto.

 (Alla   richiesta  si  associano  gli  onorevoli   Speziale,
 Forgione,  Panarello, Giannopolo, Liotta,   Miccichè,  Oddo,
 Raiti e Orlando)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  essendo  la  richiesta
   appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione a
   scrutinio segreto per il mantenimento dell articolo 5.

    LO GIUDICE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PRESIDENTE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, da  un
 paio   di   giorni  l'Aula  sta  affrontando   i   documenti
 finanziari   e spesso i nostri lavori sono stati  interrotti
 lasciando  i  deputati  ad  aspettare  senza  sapere  quando
 l'Aula  sarebbe  ricominciata  per  consentire  alle   forze
 politiche  e  ai capigruppo di perfezionare  un ragionamento
 che consentisse poi  di andare spediti.
      Se  le  riunioni dei capigruppo e delle forze politiche
 devono  avere un atteggiamento da  gatti  e, mi si  consenta
 l'espressione volgaruccia,  di futti e chianci ,  tutto  ciò
 a  me  non  piace, perchè il voto segreto - pur  essendo  un
 istituto  democratico consentito agli amici dell'opposizione
 -  possiamo  portarlo avanti; però, questo non ci consentirà
 di  procedere speditamente rinviando ogni mezz'ora  i nostri
 lavori  per incontri di capigruppo, per incontri di partito,
 eccetera,  per  ottenere chissà che cosa  Tutto  ciò  non  è
 corretto,  e non per la richiesta di   voto segreto  da  voi
 formalizzata:  sarete  comunque perdenti.  E   anche  questa
 richiesta  di  voto  segreto  per  cercare  di  pescare  nel
 torbido,  sicuramente, a mio giudizio, è un  grande  errore,
 perché,  se  ciascuno  di noi voterà secondo  disciplina  di
 partito,  voi  siete  minoranza  e  noi  siamo  maggioranza,
 quindi   il  risultato  non  potrà  che  essere   a   nostro
 vantaggio.

    FORGIONE  E  una minaccia la sua?

    LO  GIUDICE   .  Onorevole  Forgione,  la  prego  di  non
 interrompermi. Oggi, visto come vanno le cose  in  politica,
 la  politica  spettacolo è finita,  non  serve,  e  noi  non
 abbiamo  bisogno di un  Padre Pio in Sicilia. Lei  è  sempre
 portatore  di  cose  negative.  Da  quando  la  conosco,  in
 quest Aula,   non   ho  mai  sentito   un   suo   intervento
 costruttivo;  lei  non ha fatto mai una  proposta  positiva,
 lei  ha  solo  distrutto quello che gli altri  hanno  voluto
 fare.  Lasciateci  lavorare  in  pace  nell'interesse  della
 Sicilia
   Personalmente,  al  posto  di qualcuno  di  noi,  proverei
 rossore  e  vergogna. Siete continuamente all'assalto  della
 diligenza  e  chiedete  il  voto  segreto  per  pescare  nel
 torbido  Caro Forgione,  con noi non ci riuscirete.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l esito della votazione a  scrutinio
 segreto per il mantenimento dell articolo:

   Presenti e Votanti          55
   Maggioranza                 28
   Favorevoli                    22
   Contrari                        33

                      (L Assemblea non approva)

                       Sull ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo
 intervenire  sull'ordine  dei  lavori.  Ritengo  che  questo
 voto, ancorché poco significativo rispetto alla norma -  era
 una  norma  da  30  mila  Euro  -,  evidenzia  un  serissimo
 problema  all'interno  della  maggioranza.  Come  componente
 della  maggioranza  ho dedicato gli ultimi  giorni  del  mio
 lavoro   parlamentare  a  sostenere  il   Governo;   adesso,
 abbandono  questa sede perché ritengo che questa maggioranza
 non meriti la mia presenza in Aula.

         Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A

    PRESIDENTE   Si  passa  all'articolo  11,  in  precedenza
   accantonato. Ne do lettura:

                            «Articolo 11.
                Ripianamento delle passività dell'EAS

       1.  L'Ente acquedotti siciliani (EAS) è autorizzato  a
     contrarre,  nell'anno  2003, per il  ripianamento  delle
     proprie  passività e prioritariamente per  il  pagamento
     degli  oneri retributivi del personale, delle  forniture
     passive  d'acqua  e  dei  reattivi  chimici,  un   mutuo
     decennale  di  34.000 migliaia di euro da rimborsare  in
     dieci  annualità  costanti posticipate a  decorrere  dal
     2004.  Il  rimborso delle quote capitali è a carico  del
     bilancio dell'EAS.

       2.  Il  mutuo di cui al comma 1 deve essere  contratto
     alle  migliori  condizioni di mercato e comunque  ad  un
     tasso annuo non superiore al 'prime rate ABI' maggiorato
     di un punto.

       3. Il pagamento delle quote interessi è posto a carico
     del bilancio della Regione e viene disposto direttamente
     in favore degli istituti mutuanti.

       4.  Il mutuo è assistito da garanzia sussidiaria della
     Regione   prestata  dall'Assessore  regionale   per   il
     bilancio  e  le  finanze  in favore  degli  istituti  di
     credito mutuanti.

       5.  Per  le finalità di cui al comma 3, è autorizzato,
     per l'esercizio finanziario 2004, un limite decennale di
     impegno  di 2.700 migliaia di euro, cui si provvede  per
     il  biennio  2004-2005  con  parte  delle  disponibilità
     dell'UPB 4.2.1.5.2 accantonamento 1001.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
      -   dagli onorevoli Ortisi e Spampanato: 11.2;
 -   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 11.3;
 -   dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 11.1.

   Comunico  altresì  che  è stato presentato  dall onorevole
   Speziale l emendamento 11.4, modificativo al comma 1.
   Si  passa  agli  emendamenti  11.1  e  11.2,  di  identico
   contenuto.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in
 primo  luogo  sento  la  necessità  di  rappresentare   alla
 Presidenza  che  un  emendamento a  mia firma  e  di  alcuni
 componenti  del Gruppo DS tendente a sostituire   l'avverbio
 "prioritariamente" con  l avverbio "limitatamente",  non  lo
 vedo  riportato tra gli emendamenti presentati  all articolo
 in esame.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, non è mai  pervenuto  a
   questa Presidenza.

    SPEZIALE   Signor Presidente, in Commissione  Bilancio  è
   stata approvata la parola "limitatamente".

    CAPODICASA  Comunque sia, signor Presidente,  lo  abbiamo
   già  ripresentato.
      Sarò  brevissimo, perchè non voglio abusare  molto  del
 tempo    messomi   a   disposizione;   vorrei    soprattutto
 approfittare  della presenza in Aula  dell'Assessore  per  i
 lavori pubblici che, per competenza, tratta tale argomento.
      Noi  tutti ricorderemo che nelle passata finanziaria  -
 credo  fosse  quella relativa all anno  2002  -  il  Governo
 aveva   presentato   una   norma   con   la   quale,   dalla
 privatizzazione dell'EAS,  si prevedeva il  rientro  di  una
 cifra  pari  a  350 miliardi di lire circa, che incautamente
 il  Governo  inserì  anche  tra  le  poste  in  entrata  del
 bilancio della Regione.
         In  quella  occasione,  protestammo  vivacemente   e
 cercammo  di  dimostrare che quella cifra era  assolutamente
 inattendibile   circa  l'esito  finanziario  finale;   nello
 stesso  tempo,  sostenemmo che l'operazione che  il  Governo
 aveva  realizzato  sull'EAS - e cioè  la  creazione  di  una
 società  mista  ed  il mantenimento della società  madre  in
 vita  -,  difficilmente avrebbe portato  nelle  casse  della
 Regione risorse finanziarie fresche da utilizzare per   fini
 istituzionali.
      A  processo concluso, l'Assessore competente al ramo in
 Commissione  bilancio ci informò dello stato dell'evoluzione
 della  vicenda.  E  credo che oggi  si possa  affermare  che
 avevamo  avuto ragione noi: non ci saranno nuove entrate  al
 momento consoiderataaa l operazione che è stata fatta.  Però
 si passa dalla padella alla brace.
      Adesso  il  Governo con l'articolo  11  ci  propone  di
 autorizzare  l'EAS  a  contrarre un mutuo  decennale  di  70
 miliardi di lire circa, con l'onere degli interessi posti  a
 carico  della Regione e con le garanzie sussidiarie  fornite
 dalla  stessa Regione. E siccome l'EAS  - come si sa -  dopo
 le  operazioni  di  creazione della società  mista   Sicilia
 acque    rimarrà  un  guscio  vuoto,  in  cui  probabilmente
 verranno   parcheggiati  temporaneamente   una   parte   dei
 dipendenti.  E comunque sia, è assai improbabile  che  possa
 avere  margini operativi tali da consentirle  di  pagare  le
 rate  di  mutuo  per il tempo necessario.  In  sostanza,  il
 rischio  che  noi paventiamo è che si passi da un  eventuale
 incasso  della  Regione  a  un  certo  esborso  per  mancata
 ottemperanza  da  parte  dell'EAS degli  impegni  finanziari
 assunti.
      Ecco, allora la ragione per la quale noi, da una parte,
 abbiamo  proposto  l'abrogazione  dell'articolo  -  non   ci
 sembra  infatti che l'operazione sia lineare  e  trasparente
 dal  momento  che l'EAS fino a tre anni fa,  allorquando  si
 propose   la  sua  trasformazione  in  società  per   azioni
 dichiarava  di  essere  in attivo -   e  dall'altra,  a  noi
 sembra  che  l intera   operazione  alla  fine  finisca  per
 gravare direttamente sulle casse della Regione.
      La  nostra  proposta, subordinatamente alla  principale
 che  era  quella di cassare l'articolo, è quella di cambiare
 la  parola "prioritariamente" con la parola "limitatamente".
 Ciò  significa dire che l'eventuale mutuo da autorizzare per
 l'EAS  doveva avere unicamente la finalità di consentire  il
 pagamento  degli  oneri  retributivi  del  personale,  delle
 forniture  passive di acqua e dei reattivi chimici.  Invece,
 quando    si    dice    nell'articolo   "   da    utilizzare
 prioritariamente  per il pagamento degli  oneri  retributivi
 del  personale  etc..." , equivale  a  dire  che  una  parte
 prioritariamente   andrà  per  il  pagamento   degli   oneri
 retributivi  del  personale,  dei reattivi chimici  e  delle
 forniture  passive  d'acqua e  poi  per  il  resto.  Non  si
 capisce quindi a quale destinazione andranno.
      Ritengo  allora  che se  il Governo  dovesse  insistere
 nella  sua  proposta, perlomeno accolga la  nostra  proposta
 subordinata  che non consenta all'Ente Acquedotti  Siciliano
 di  operare  sperperi a carico della Regione; che  paghi  le
 spese  -  chiamiamole così - vive, quelle di  istituto,  che
 sono  le  spese  necessarie  per  il  passaggio  dalla  fase
 attuale alla gestione di  Sicilia acque .
      Il  mio  è un appello che rivolgo all'Assessore  ed  al
 Governo  perché  accettino almeno  questa  proposta  da  noi
 formulata   sotto forma di emendamento, ma che non  troviamo
 nel brogliaccio.

    SPAMPINATO     Chiedo   di   parlare    per    illustrare
   l emendamento 11.2.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo
 che  la  presentazione  di  questo  articolo  da  parte  del
 Governo  testimoni  il  fallimento politico  dell'operazione
 riguardante  la  privatizzazione dell'EAS.  Infatti,  nessun
 beneficio  è  stato  tratto dalla  privatizzazione  di  tale
 Ente.
   Dalla  presentazione  di  questo articolo  deriva  che  si
 autorizza l'Ente a contrarre un mutuo decennale e si  impone
 a  noi stessi di pagare le quote di interesse a carico della
 Regione,garantendo  con  lo  stesso  mutuo,   una   garanzia
 sussidiaria  prestato  dall'Assessorato  regionale  per   il
 bilancio e le finanze.
     A  questo  punto,  vorrei capire  il  perché  di  questa
 operazione  visto che oggi dobbiamo ricorrere  alla  stipula
 di  un  mutuo  e  dobbiamo sottostare a due  condizioni.  La
 prima,  quella di pagare gli interessi e lo stesso mutuo,  e
 la  seconda,  se  la futura società mista  a  partecipazione
 privata non sarà sufficientemente in grado di soddisfare  le
 condizioni dello stesso mutuo, che è autorizzato con  questa
 legge, dovremo essere noi a pagare le eventuali mancanze  da
 parte della società a partecipazione mista.
   Per  queste due condizioni poste dagli  articoli  3  e  4,
 credo   che  il  complesso  dell'articolo  11  debba  essere
 abrogato.

    SCAMMACCA  DELLA BRUCA, assessore per i lavori  pubblici.
   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SCAMMACCA  DELLA BRUCA, assessore per i lavori  pubblici.
 Credo  sia  opportuno  fare chiarezza  sull'operazione  EAS,
 posto  che  l'articolo in questione non riguarda minimamente
 la  cosiddetta  privatizzazione dell'EAS.  E  mi  duole  che
 l'onorevole Spampinato, già  presente in Commissione  quando
 ebbi  occasione di spiegare come si è adempiuto  al  dettato
 normativo   della   finanziaria  Piro   che   prevedeva   la
 trasformazione dell'EAS in società per azioni,  mi  permetto
 di   dire    incautamente   in  quanto  che  il   patrimonio
 sostanziale dell'EAS, dighe ed acquedotti, non è  patrimonio
 dell'EAS.   Pertanto,   non   poteva   essere   oggetto   di
 trasformazione in società di capitale traendone  i  vantaggi
 finanziari  dovuti. Ciò semplicemente perché  il  patrimonio
 dighe  e  acquedotti che questo Parlamento  ha  definito  di
 competenza   regionale   come   sovrambito   è   stato   per
 larghissima  parte  -  e  certamente  nella  totalità  degli
 impianti che abbiamo ceduto in gestione a  Sicilia Acque   -
 costruito  con finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno.  E
 pertanto   è   patrimonio   indisponibile   della    Regione
 siciliana.
   Tutto ciò ho già avuto occasione di spiegarlo e credo  sia
 opportuno chiarire che non c'è alcun collegamento tra EAS  e
  Sicilia  Acque   al  di là di una partecipazione  azionaria
 che  per  la  prima volta in Italia, pur essendo minoritaria
 da  un  punto  di vista di capitali, consente  il  controllo
 pubblico sulla società di gestione.
   Mi   permetto   di  aggiungere  che  si  è   trattato   di
 un'operazione brillantissima del nostro Governo,  operazione
 che  è  stata approvata dai quotidiani finanziari  di  mezza
 Europa;  essa è stata vista infatti come la prima operazione
 nella  quale  si  è  reso possibile adempiere  il  sogno  di
 creare   un'impresa  pubblica  con  capitale  a  maggioranza
 privato.
     Mi  permetto  anche  di  fare presente  che  la  Regione
 siciliana  nel suo complesso nei prossimi 40 anni  incasserà
 circa  2  mila  miliardi di vecchie lire dalla  gestione  di
  Sicilia  acque ;  e  se  sommiamo  a  tale  cifra  ciò  che
 incasseremo  dai  canoni di concessione,  come  investimenti
 sui   nostri   impianti,  come  redditività   della   nostra
 partecipazione     azionaria    e     come     rivalutazione
 dell'investimento  di 100 mila euro, allo   scadere  dei  40
 anni  il  valore complessivo sarà di 43 milioni di euro.  Se
 questa   è  un'operazione  finanziariamente  negativa   sono
 pronto a dimettermi
      Infine,  vorrei  anche  che  si  considerasse  che   la
 dissennata gestione pubblica dell EAS degli ultimi 40  anni,
 ci  comporta  contenziosi  che,  allo  stato  attuale  delle
 nostre conoscenze, sfiorano i 1000 miliardi.
      Dunque ben diverso è il futuro rispetto al passato  Ciò
 in  relazione alla operazione   Sicilia acque  che,  ripeto,
 non è oggetto dell'articolo 11.
      L'articolo  11 è stato proposto e adottato dal  Governo
 al  solo  fine  di  ripianare disavanzi di  cassa  dovuti  a
 difficoltà  di  esazione da parte dell'EAS rispetto  a  gran
 parte  degli  enti pubblici. Si tratta di  un  disavanzo  di
 liquidità.
      Per  quanto riguarda la parola "limitatamente",  vorrei
 fare  presente  che  quando si parla  di    ripianamento  di
 passività    la  parola   prioritariamente   o   la   parola
 "limitatamente"  poco definiscono in quanto,  allorquando  i
 soldi  affluiscono  in una cassa, non  sono  né  targati  né
 finalizzati.  Vorrà dire che con tali risorse  pagheremo  il
 personale,  con  altre  pagheremo altro.  Se  l'obiettivo  è
 modificare  la parola "prioritariamente" in "limitatamente",
 premettendo  che  tecnicamente significa ben  poco,  non  ho
 assolutamente nulla in contrario.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente,  il  Governo  per  bocca
 dell'onorevole  Assessore, mi pare che si dichiari  concorde
 nel  sostituire l'avverbio "prioritariamente" con l'avverbio
 "limitatamente".
   Io  non sono dello stesso avviso dell'Assessore circa  gli
 effetti   del   mutamento  di  avverbio,   tanto   più   che
 nell'emendamento    da    noi   presentato    alla    parola
 "limitatamente"  aggiungevamo anche  un  dimezzamento  della
 cifra:  da  34  milioni  di euro (la proposta  formulata  in
 Commissione), l emendamento pronto per l'Aula  recitava   15
 milioni    di    euro .   Ciò   perché,    ovviamente,    il
 "limitatamente"  ha un significato preciso e,  cioè,  quello
 di   destinare   o   di  contrarre  il  mutuo,   oltre   che
 finalizzarlo   limitatamente  agli  oneri  retributivi   del
 personale    ed   al   resto,   anche   ad    un    limitato
 approvvigionamento  finanziario  da  parte   delle   banche,
 perchè   se  poi  i  soldi  sono  in  cassa  -  ha   ragione
 l'Assessore  -  se abbondano rispetto agli oneri  finanziari
 ed  alle  altre incombenze che nell'articolo sono  previste,
 sono destinati, sicuramente,  ad una utilizzazione diversa.
      Quindi le due cose sono collegate. Il "limitatamente" è
 collegato    ad    una   riduzione   dell'approvvigionamento
 finanziario  che  noi avevamo previsto nella  misura  di  15
 milioni   di  euro.  Allora,  se  c'è  la  disponibilità   a
 correggere  anche la cifra, il "limitatamente" va  benissimo
 e  l'Assessore  accoglie ciò, ma se non  c'è  l'accoglimento
 della seconda proposta contenuta nel nostro emendamento,  mi
 pare   del   tutto  ovvio  che  le  notazioni   qui   svolte
 dall'Assessore  hanno un fondamento e,  in  quel  caso,  non
 abbiamo    nessuna   intenzione   di   essere   accontentati
 formalmente, ma sostanzialmente gabbati.

    PRESIDENTE   Non  ho  compreso  se  l emendamento   viene
   ritirato.

    CAPODICASA  Se il Governo è disposto a ridurre la cifra.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione gli emendamenti  11.2  e
   11.3, di identico contenuto.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione   l'emendamento   11.4,   a   firma
 dell'onorevole Speziale. Il parere del Governo?

    SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori  pubblici.
   Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.1, a firma  degli  onorevoli
 Raiti, Ferro, Morinello.

    RAITI  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
 per  dire     e  sarò  brevissimo -  che  non  condivido  il
 contenuto  dell'articolo  per le motivazioni  che  già  sono
 state   esposte.   Ritengo  che  sarebbe   stato   opportuno
 recuperare  le somme necessarie per ripianare le  passività,
 anche  attraverso  una sorta di condono per  la  riscossione
 dei  canoni nei confronti degli enti locali che hanno  avuto
 la fornitura dell'acqua.
      Ma,  a  parte  questo,  il comma  4,  che  con  il  mio
 emendamento  vorrei sopprimere, mi pare  vada  oltre  quella
 che  è  la  ratio  esplicita  dell'articolo,  perchè  quest
 ultimo  vorrebbe solamente autorizzare l'EAS a contrarre  il
 mutuo,  gravandone la Regione solo per quanto  riguarda  gli
 interessi. E, se così è, anche se non lo condividiamo -  tra
 l'altro, è passato - va bene.
      Il  problema  che  pone il comma 4 va  nella  direzione
 assolutamente  opposta rispetto a quella  ratio  precedente:
 autorizziamo  la  Regione  ad  assistere  questo  mutuo   di
 garanzia  sussidiaria: il che vuol dire, dal punto di  vista
 giuridico, che se l'EAS non pagherà mai le rate di  mutuo  -
 essendo,  di conseguenza, morosa nei confronti dell'istituto
 bancario  -  la  Regione  dovrà  rispondere  pagando  quelle
 somme,  oltre agli interessi che stiamo autorizzando pagherà
 anche il capitale.
      Considerato che l'EAS, come tutti sappiamo     cito  la
 vicenda   Sicilacque  -, è un ente che  va  in  dismissione,
 dal  punto di vista dell'attività propria, sono convinto che
 lo  stesso  ente  non pagherà mai il mutuo  e,  quindi,  con
 questo  articolo, da un lato, autorizziamo l'EAS a stipulare
 il  mutuo  ed a pagare gli interessi ma, nella sostanza,  ci
 stiamo  accollando un ulteriore onere finanziario.  Infatti,
 se   diamo  la garanzia sussidiaria, certamente  la  Regione
 sarà  chiamata  fra qualche anno a pagare quello  che  l'EAS
 non  potrà mai pagare. Se la reale volontà della Regione  è,
 dunque,   quella   di   autorizzare  il  mutuo,   quantomeno
 sopprimiamo  questo  comma  perché,  se  così   non   fosse,
 sappiate,  onorevoli  colleghi   e  mi  rivolgo  anche  alla
 maggioranza    che, di fatto, ricorreremmo ad  un  ulteriore
 indebitamento,  considerato  che   dovremmo  pagare   quelle
 somme  sia  per quanto riguarda il capitale sia  per  quanto
 riguarda gli interessi.

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  l'emendamento   11.1,
   soppressivo del comma 4 dell'articolo 11.

    RAITI   Chiedo  che  la votazione avvenga  per  scrutinio
   segreto.

   (Alla  richiesta  si  associano gli  onorevoli  Cracolici,
 Giannopolo,  Villari, Oddo, Capodicasa,  Speziale,  Orlando,
 Spampinato e Ferro)

    CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       CINTOLA   Signor  Presidente, non  contesto  il  fatto
 democratico  -  e  lo  sottolineo - di  richiedere  il  voto
 segreto. Mi preoccupa il fatto che alcuni deputati  che  non
 si  presentano  mai in Aula, alzano un dito per  dichiararsi
 favorevoli  e  farsi  così notare dalla stampa  presente  in
 quest Aula.
      Ma  il  tentativo  di ricorrere al  voto  segreto,  non
 potendosi   presumere  più  il  numero   legale,   significa
 rinviare  i  lavori  parlamentari  che  la  Conferenza   dei
 capigruppo  ha  deciso improrogabilmente di  chiudere  entro
 stasera.    Potremmo    proseguire    con    i    dibattiti,
 confrontandoci,  alla fine, alla luce del sole,  non  perché
 ci  sia  il  timore  che passi o non passi  un  emendamento;
 l'unico  timore  è  che saltino i lavori  d'Aula  e  che  si
 debbano riaggiornare se non si raggiunge il numero legale.
      Questo è il timore   ripeto - poi per il resto ognuno è
 libero  di agire nel segreto dell'urna come da vigliacchi  o
 di  farlo  apertamente  senza  vigliaccheria,  poiché,  così
 facendo, non  si contesta ufficialmente l'emendamento.
      Ritengo  che  sia una vigliaccheria l avere  approvato,
 per  esempio, come maggioranza, l'emendamento per le  fiere;
 lo  abbiamo fatto in Commissione bilancio con gli interventi
 in Aula; poi, sottobanco, abbiamo votato diversamente, ma  è
 pur sempre un voto democratico.
      Vorrei,  quindi, proporre al Presidente  dell'Assemblea
 ed  all'Aula di riconvocarci, in ogni caso, per le ore 15.00
 del  pomeriggio, annunziando fin d ora che si  procederà  ad
 oltranza. Significa che entro stanotte - le cinque, le  sei,
 le  sette,  quello che sarà   chiuderemmo i  nostri  lavori.
 Intendo  dire che il danno maggiore non è quello causato  da
 un  emendamento   oppressivo , in quanto  si  tratta  di  un
 emendamento oppressivo
      Ho  preso visione di tutti i sei emendamenti:  non  c'è
 la  costruzione  di una virgola, perchè è  facilissimo  dire
  abrogo, abrogo , è l'unica cosa che si sa scrivere.  Non  è
 così
      Concludo nella speranza di arrivare ad un risultato: la
 presenza  in  Aula   di  almeno  quarantasei  deputati.  Sto
 compiendo  uno  sforzo in questa direzione, per  tentare  di
 ridare  un  minimo  di  ordine. Non  possiamo  non  chiudere
 l esame  del  disegno  di legge entro  stanotte,  altrimenti
 significherebbe  che ci siamo  sporcati  la  bocca   dicendo
 che  si sarebbero approvati, entro il trentuno dicembre,  la
 finanziaria ed il bilancio, ma non ci arriveremo perché  non
 ci sono più i termini.
      Allora, vorrei chiedere   e concludo, signor Presidente
    di  valutare  se possiamo riprendere i  lavori  alle  ore
 quindici  per  effettuare una seduta  fiume  che  ci  porti,
 anche   a  notte  inoltrata,  al  completamento  dei  nostri
 lavori.

       PRESIDENTE  Se i proponenti lo scrutinio segreto  sono
 d'accordo, non ho nessuna difficoltà; viceversa,  non  posso
 dare   adito  al  voto,  perchè  eravamo  già  in  fase   di
 votazione.   Onorevole Raiti, è d'accordo ad un rinvio  alle
 ore  15.00?  Lei  ha  formulato la  richiesta  di  scrutinio
 segreto  che  è  stata appoggiata; ci troviamo  in  fase  di
 votazione.

    RAITI  Chiedo che si voti.

        Votazione per scrutinio segreto dell emendamento 11.1

    PRESIDENTE  Essendo la richiesta appoggiata a termini  di
 Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto
 sull emendamento 11.1, soppressivo del comma 4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì  preme  il
 pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi  si
 astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                     (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE     Proclamo  l esito  della   votazione   per
 scrutinio segreto:

                     Presenti e votanti     . 55
                        Maggioranza    .. .. 28
                         Favorevoli     .. 22
                         Contrari    .   .33

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 11, nel testo  risultante.
 Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la seduta  è  sospesa  e
 riprenderà alle ore 15.00.

      (La  seduta,  sospesa alle ore 13.13, è  ripresa  alle  ore
    15.15).

                PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

         PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato il disegno di
 legge:     "Disposizione  riguardante  il  servizio   idrico
 integrato  di  cui alla lettera f) del comma 1 dell'articolo
 4  della  legge n. 36 del 5 gennaio 1994  (n. 715)  ,  degli
 onorevoli Orlando, Ferro, Morinello, Raiti e Miccichè.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di parere,
 pervenute  dal  Governo, sono state assegnate alla  seguente
 Commissione legislativa:

                    AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     Ente   parco   Floristella  Grottacalda   di   Enna.
    Designazione revisori dei conti  (n. 205/I)
     -   pervenuto in data 8 novembre  2003
 -   trasmesso in data 11 ottobre 2003

          IACP di Catania  - Designazione componente  del
     consiglio di amministrazione  (n. 206/I)
     -   pervenuto in data 8 novembre  2003
 -   trasmesso in data 11 ottobre 2003

                     Annunzio di interrogazione

       PRESIDENTE    Comunico  che  è  stata  presentata   la
 seguente  interrogazione con richiesta di risposta scritta:
      n. 1492  -  "Revoca del decreto di commissariamento del
 Consorzio   ASI   di  Caltagirone"  a  firma  dell'onorevole
 Barbagallo Giovanni.

      L interrogazione ora annunziata è stata già inviata  al
 Governo.

        Seguito della discussione del disegno di legge numero
                                699/A

      PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si  passa  all esame
     dell'articolo  13,  in  precedenza  accantonato.  Ne  do
     lettura:

                            "Art. 13.
                     Lavori socialmente utili

       1. Al fine di consentire, nel corso dell'anno 2004, lo
     svolgimento  degli interventi in favore dei soggetti  in
     atto  impegnati  in attività socialmente  utili  di  cui
     all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, n.
     17  o  nelle attività di stabilizzazione previste  dalle
     norme  in  vigore, l'Assessorato regionale  del  lavoro,
     della previdenza sociale, della formazione professionale
     e dell'emigrazione può autorizzare la prosecuzione delle
     attività medesime.

       2.  Al fine di consentire la proroga dei contratti  di
     diritto   privato   riguardanti  i   soggetti   di   cui
     all'articolo 12 della legge regionale 21 dicembre  1995,
     n.   85   e   successive  modificazioni,   l'Assessorato
     regionale  del  lavoro della previdenza  sociale,  della
     formazione    professionale   e    dell'emigrazione    è
     autorizzato  a  finanziarie  i  contratti  medesimi  per
     ulteriori tre anni.

       3.  Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo  2
     della  legge  regionale  26  novembre  2000,  n.  24,  è
     autorizzato, per l'esercizio finanziario 2003, un limite
     di impegno quinquennale di 10.000 migliaia di euro.

       4. All'onere di cui al comma 3, pari a 10.000 migliaia
     di  euro,  si  provvede,  per  ciascuno  degli  esercizi
     finanziari  2004  e  2005, mediante  riduzione  di  pari
     importo di parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2,
     accantonamento 1001 per l'esercizio finanziario  2004  e
     accantonamento 1005 per l'esercizio finanziario 2005.

       5.   L'Assessorato   regionale   del   lavoro,   della
     previdenza  sociale,  della formazione  professionale  e
     dell'emigrazione,    è   autorizzato    a    finanziare,
     prioritariamente, con le risorse della misura  5.03  del
     Complemento di programmazione del POR Sicilia 2000-2006,
     alle  aziende unità sanitarie locali progetti volti alla
     stabilizzazione  di  lavoratori destinatari  del  regime
     transitorio dei lavori socialmente utili, in possesso di
     specifica  qualificazione  professionale  ed  utilizzati
     nell'ambito dei servizi di salute mentale."

      Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
     -   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 13.4;
 -   dagli onorevoli Speziale e Giannopolo 13.6;
 -   dall onorevole Fleres: 13.3;
 -   dal Governo: 33.A16, 13.2; emendamento aggiuntivo 13.9;
 -   dagli onorevoli Giannopolo e Capodicasa:  13.7.
 -   dall onorevole Leanza Edoardo: 13.5;
 -   dall onorevole Papania: 13.1;
 -   dagli onorevoli Speziale ed altri: 13.8.

     Si  passa all emendamento 13.4., degli onorevoli  Ortisi
     e Spampinato.
     Non essendo presenti i firmatari, l emendamento decade.
     Si  passa  all emendamento 13.6 a  firma  dell'onorevole
     Giannopolo e Speziale.
    Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
   seduto; chi è contrario si alzi.
                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  13.3,  a   firma
   dell'onorevole Fleres. Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione.   Chi  è  favorevole
   resti seduto;  chi è contrario si alzi.
                        (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 33.A16, a firma  del
   Governo.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione Chi è favorevole  resti
   seduto; chi è favorevole si alzi.
                        (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  13.2.  Il  parere
   della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione Chi è favorevole  resti
   seduto; chi è favorevole si alzi.
                        (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa  all'emendamento   13.7,   degli
   onorevoli Giannopolo e Capodicasa.  Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
   seduto; chi è contrario si alzi.
                       (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 13.5. Per assenza del firmatario,
   lo dichiaro decaduto.
   Si  passa  all emendamento  13.1  a  firma  dell'onorevole
   Papania. Il presentatore non è presente.

     GIANNOPOLO  Signor Presidente, dichiaro di riprenderlo.

    PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
   è contrario si alzi.

                                             (E  approvato)

   Pongo  in  votazione l emendamento 13.8. Chi è  favorevole
   resti seduto; chi è contrario si alzi.
                       (E  approvato)

   Pongo  in  votazione l articolo 13, nel testo  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                       (E  approvato)

   Pongo  in  votazione  l emendamento  aggiuntivo  13.9  del
   Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
   alzi.

                       (E  approvato)

   Si   riprende  l esame  dell articolo  16  in   precedenza
   accantonato. Ne do lettura:

                            "Art. 16.
          Iniziative promozionali in campo civile, economico,
                       sociale e culturale

       1.  A  valere sulle disponibilità dell'UPB  1.1.1.1.2,
     capitolo  100317,  la Presidenza della Regione  promuove
     interventi  diretti  e di sostegno per  la  ricerca,  la
     diffusione,   la   pubblicizzazione  e   la   promozione
     concernenti  temi  ed  iniziative di  interesse  civile,
     economico,    sociale   e   culturale    di    interesse
     istituzionale della Regione. Tali interventi, in ragione
     della   particolare  natura  che  li  caratterizza,   si
     realizzano,   nel   rispetto  delle  soglie   di   spesa
     comunitaria,  anche  mediante  affidamento  diretto   di
     appositi  incarichi  a singoli o a soggetti  pubblici  o
     privati  operanti  nel  settore connesso  all'intervento
     medesimo."

      Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
     -   dagli onorevoli Raiti ed altri: 16.1 e 16.3;
 -   dagli onorevoli Forgione e  Liotta:  16.2;
 -   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 16.5.

      Pongo in votazione congiuntamente gli emendamenti 16.1,
   16.2, 16.4, 16.5 e 16.6, di identico contenuto. .Il parere
   della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
   seduto; chi è contrario si alzi.

                       (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione l emendamento 16.3. Chi é  favorevole
   resti seduto; chi è contrario si alzi.

                       (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 16. Chi é favorevole  resti
   seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                            "Art. 19.
             Contributo a pareggio dell'Azienda autonoma
                     delle Terme di Acireale

       1.   Per   consentire   l'erogazione   della   seconda
     semestralità  del  contributo a pareggio  del  bilancio,
     relativo  all'esercizio finanziario  2001,  dell'Azienda
     autonoma   delle  terme  di  Acireale,  non  interamente
     impegnata alla chiusura dell'esercizio finanziario 2002,
     è  autorizzata, per l'anno finanziario 2003, la spesa di
     1.422   migliaia  di  euro  (UPB  12.2.1.3.4,   capitolo
     473302)".

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 19.1;
   dall onorevole Segreto: 19.2.

   Pongo  in  votazione l emendamento 19.1.   Il  parere  del
 Governo?.

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
   seduto; chi é contrario si alzi.

                       (Non é approvato)

      Pongo   in  votazione  l emendamento  19.2,   a   firma
 dell'onorevole Segreto. Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
   seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

 Pongo in votazione l'articolo 19 nel testo risultante. Chi è
 favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                            "Art. 20.
               Attività degli uffici del Genio civile

       1. Per le attività d'istituto che gli uffici del Genio
     civile  della  Regione espletano in favore dei  privati,
     sono  istituiti, con oneri a carico di questi ultimi,  i
     seguenti diritti fissi:
       a)  per il parere di competenza degli uffici del Genio
     civile  ai  sensi  della legge 2 febbraio  1974,  n.  64
     (legge  antisismica),  da rilasciare  nel  rispetto  dei
     termini  previsti dalla normativa vigente, è imposto  un
     diritto  fisso da calcolarsi su ogni nuova pratica  come
     di seguito:
          1)  cubatura  urbanistica complessiva  fino  a  330
       mc., euro 50,00;
          2)  cubatura urbanistica complessiva oltre 330  mc.
       e fino a 700 mc., euro 100,00;
          3)  cubatura urbanistica complessiva oltre 700  mc.
         e fino a 1.500 mc., euro 200,00;
          4)  cubatura  urbanistica complessiva  oltre  1.500
         mc. in un unico organismo strutturale, euro 300,00;
          5)  per  ogni  organismo strutturale aggiuntivo  ai
         1.500  mc. ed eccedente i 700 mc., euro 150,00.  Per
         le  varianti ai pareri l'importo è pari  al  50  per
         cento di quanto dovuto per le nuove costruzioni;
       b)  per  il  rilascio di attestazioni o certificazioni
    varie,  da  effettuare nel termine di sette giorni,  euro
    10,00;
       c) per la consultazione d'archivio dopo trentasei mesi
    dalla prima presentazione all'ufficio, euro 15,00.

       2.  Con  successivo  decreto,  emanato  dall'Assessore
     regionale  per  i  lavori  pubblici,  di  concerto   con
     l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, sono
     determinate le modalità di versamento degli  importi  di
     cui  al  comma  1 in entrata nel bilancio della  Regione
     siciliana".

       Comunico   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
     emendamenti:
     -   dagli onorevoli Raiti ed altri: 20.1;
 -   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 20.2;
 -   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 20.3.

       Pongo  congiuntamente  in  votazione  gli  emendamenti
     20.1, 20.2 e 20.3, di identico contenuto. Il parere  del
     Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
   seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 20 . Chi è favorevole resti
   seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  riprende  l esame  dell articolo  21  in
   precedenza accantonato. Ne do lettura:

                            "Art. 21.
                    Conferimenti patrimoniali

       1. In attuazione del terzo comma, dell'articolo 6, del
     decreto  legislativo 29 giugno 1996, n. 367, la  Regione
     partecipa al patrimonio della Fondazione Teatro  Massimo
     di  Palermo  nonché dell'Ente autonomo regionale  Teatro
     Massimo   Bellini   di  Catania,  successivamente   alla
     trasformazione  in fondazione prevista dall'articolo  35
     della  legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e  successive
     modifiche ed integrazioni, con il conferimento  di  beni
     immobili,  da  individuare  con  apposito  decreto   del
     Presidente  della  Regione,  di  valore  non   inferiore
     rispettivamente a 1.500 migliaia di euro ciascuno".

      Comunico che é stato presentato dall onorevole  Acierno
 l'emendamento  21.1.  Non  essendo  presente  in   Aula   il
 firmatario, l emendamento  decade.
     Comunico   che   é   stato   presentato    dal   Governo
     l'emendamento 21.2.

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  é  favorevole  resti  seduto;   chi   é
   contrario si alzi.

                        (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 21 nel testo risultante. Chi
   é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                        (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                            "Art. 22.
          Associazioni, fondazioni e centri studi impegnati
                      nella lotta alla mafia

       1.  Al  comma 2 dell'articolo 42 della legge regionale
     16 aprile 2003, n. 4, dopo le parole 'ivi previste' sono
     aggiunte le parole 'nonché all'associazione Centro Paolo
     Borsellino  di Palermo nella misura di 185  migliaia  di
     euro'.

       2. Per le finalità di cui al comma 2, dell'articolo 42
     della   legge  regionale  16  aprile  2003,  n.   4,   è
     autorizzata, per l'esercizio finanziario 2003, la  spesa
     di 599 migliaia di euro (UPB 9.3.1.3.7).

       3.   A   decorrere  dall'esercizio  finanziario  2004,
     l'onere  di  cui al comma 2 viene determinato  ai  sensi
     dell'articolo  3, lettera h), della legge  regionale  27
     aprile   1999,   n.  10,  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni>>.

       Comunico   che  sono  stati  presentati   i   seguenti
     emendamenti:
       dagli onorevoli Ferro ed altri: 22.6;
       dall onorevole Barbagallo: 22.8;
       dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 22.9;
       dagli onorevoli Forgiane e Liotta: 22.1, 22.2 e 22.3;
       dall onorevole Borzacchelli: 22.4 e 22.5;
       dal Governo: 22.7.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   su
 questo articolo sono stati presentati tre emendamenti da  me
 e  dal  mio  Gruppo.  Vedo che ce ne sono  anche  altri  dei
 colleghi  dell'opposizione. Avrei gradito che fosse presente
 a  questa  discussione anche il Presidente della Commissione
 regionale  antimafia,  il  quale  però  non  mi  pare  molto
 interessato né alla difesa di una legge, peraltro voluta  da
 un  suo  collega  di  partito  attualmente  assessore,  l'ex
 Presidente  della Commissione antimafia, onorevole  Granata,
 né  mi  pare  molto attento a ciò che sta avvenendo  proprio
 rispetto a questa legge in termini di smantellamento,  pezzo
 per pezzo, della stessa.
        Credo  che  su questo sarebbe utile che il Parlamento
 intervenisse  con  un'attenta  riflessione.  Il   Parlamento
 dovrebbe  intervenire,  più in generale,  sulle  istituzioni
 preposte alla lotta alla mafia, sia quelle finanziate  dalla
 Regione  -   sappiamo, infatti, che la Regione  finanzia  un
 cospicuo   numero  di  associazioni  preposte   all'attività
 antimafia  e  a  favore della legalità - ma  anche  rispetto
 all'azione della Commissione regionale antimafia.
         Per  questo  avrei  voluto  che  fosse  presente  il
 Presidente  della Commissione,- lo dico  perché  voglio  che
 rimanga agli atti -.
      Stiamo andando al rinnovo di tutte le Commissioni,  che
 solitamente   avviene  a  metà  della  legislatura,   tranne
 quello  della  Commissione Antimafia, che è una  Commissione
 speciale.  Ma tale Commissione -  e lo dico senza  ironia  -
 in  due  anni e mezzo, cioè metà legislatura,  si è  riunita
 in  tutto.  24 volte, comprese il numero delle sedute  nelle
 quali non si è registrato il numero legale.
         Altra   cosa  è  la  convocazione  dell'Ufficio   di
 Presidenza.  Per  esempio abbiamo visto che le  opposizioni,
 di  fronte  alle ultime vicende della clinica  di  Bagheria,
 del  coinvolgimento di alcuni parlamentari, eccetera,  hanno
 chiesto  la  convocazione della Commissione;  oggi  leggiamo
 sulla stampa che si è riunito l'Ufficio di Presidenza che  è
 altra  cosa  dalla  Commissione.  Se  funzionasse  così   la
 Commissione del Parlamento nazionale da più parti...

    CATANIA   Giuseppe.   Anche   l'opposizione   fa    parte
 dell'Ufficio  di Presidenza. Lei fa parte della  Commissione
 antimafia e non è mai venuto

    FORGIONE   L'Ufficio di Presidenza non è la  Commissione,
 onorevole  Catania   Lei intervenga e  parli.  Io  che   non
 faccio  parte dell'Ufficio di Presidenza,  che non ne   sono
 un componente, partecipo alle riunioni della Commissione.
    La Commissione in due anni e mezzo, onorevole Catania, si
 è  riunita  24  volte,  e  sfido tutti  i  Presidenti  delle
 Commissioni  di questo Parlamento, di qualunque  Commissione
 ordinaria,  a  dire  quante volte si sono riunite.  Lasciamo
 stare,   sto  portando   dati  ufficiali,  che  si   possono
 contestate,  dicendo  che la Commissione  si  è  riunita  47
 volte, ma non si può venire a dirmi  che  c'ero o non  c'ero
 o si è riunito l'Ufficio di Presidenza.
     Non  faccio  parte  dell'Ufficio di Presidenza.  Per  le
 opposizioni  -   e non sempre mi rappresenta perché  abbiamo
 posizioni   assolutamente   diverse   -    c'è   l'onorevole
 Barbagallo  che  risponde di sè stesso e  della  Margherita,
 non   di   Rifondazione  Comunista  e  del  mio   ruolo   di
 Commissario.
      Come  lei  sa,  onorevole  Catania,  quella  è  l'unica
 Commissione  dove i Commissari non sono sostituibili  perché
 sono  vincolati  al segreto e ai poteri di indagine  che  la
 Commissione ha. Detto questo,  non l'ho fatta a caso  questa
 polemica,   perché  la  legge 10,   approvata  all'unanimità
 da  questo  Parlamento nella passata legislatura (Presidente
 della   Commissione  Antimafia   l'onorevole   Granata,    e
 relatore  in  Aula   per  caso fui indicato  io),   è  stata
 smantellata pezzo per pezzo.
   Allora il Governo ci deve dire come mai  i Regolamenti che
 avevamo  previsti,  a  4 anni dall approvazione  di   quella
 legge,  non  sono  attuativi, non sono attuativi,  onorevole
 Catania   Se lei mi ascoltasse un po' forse scoprirebbe  che
 la  legge doveva istituire i 9 Uffici provinciali presso  le
 Province  che  diventavano  anche  degli  sportelli  per  le
 denunce  sul racket, sull'usura: In  nessuna provincia  sono
 stati istituiti.
   .  Sulle associazioni, onorevole Presidente Fleres,  siamo
 di   fronte   ad  una  situazione  che  ripeto   da   tempo,
 prendendomi  anche gli insulti dalle associazioni  antimafia
 per  questa  mia  posizione, sulla quale  insisto  perché  -
 come vedete - non è preconcetta.
     Ritengo che sia sbagliato finanziare associazioni benché
 portino  il  nome di uomini rispetto ai quali tutti  noi  ci
 inchiniamo  perché hanno sacrificato la loro  vita  in  nome
 della coerenza del loro impegno.
     E'  sbagliato finanziare queste associazioni  per  legge
 prescindendo  dai  loro  programmi  di  attività,  dai  loro
 rendiconti, dal finanziamento, dalle attività reali,  reali
 Ci  sono associazioni antimafia che fanno uno o due convegni
 l'anno,  nobilissimi,  magari nella strepitosa  Villa  Igea,
 ai quali diamo 200, 250 milioni di lire.
   La  legge  che questo Governo ha smantellato e  gli  altri
 governi    non   sono   stati   in   grado   di    applicare
 nell'ispirazione  che  aveva,  invece  prevedeva  un   altro
 principio:  quello  di  finanziare i programmi  di  attività
 rispetto ai quali bisognava rendicontare le spese;  per  cui
 si   misurava   sul  campo  realmente  l'efficacia   di   un
 intervento antimafia sul territorio in rapporto alle  scuole
 o  al  recupero di aree sociali degradata o al recupero  dei
 tossicodipendenti.
   In  questo  caso,  invece,  insistiamo  dal  momento  che,
 onorevoli  colleghi  - vi chiedo -  molte  di  quelle  leggi
 come  sono state fatte? Sono state fatte a seguito di eventi
 tragici,  sotto  la spinta emotiva, ed il Parlamento  le  ha
 approvate.
   Dopo  il  23 marzo fu istituita la fondazione Falcone,  di
 seguito   la   fondazione  Pio  La  Torre,   la   fondazione
 Terranova,  la  fondazione Costa. Mi sapete dire  quale  sia
 spesso  l'attività reale di tali associazioni? Faccio questa
 affermazione  ben  sapendo  che  subirò  le  critiche  delle
 associazioni stesse, ma ritengo che dovremmo,  in  un  certo
 senso  -  uso  un termine pesante - 'moralizzare'  anche  la
 gestione di questa spesa.
   Era   questa   l'ispirazione   della   legge:   modificare
 totalmente.  Non finanziamo più l'importanza del  'nome'  di
 quella   associazione,  ma  i  programmi   che   le   stesse
 sviluppano di anno in anno, presentati e rendicontati  sulla
 base di un albo che la Regione avrebbe dovuto istituire.
      Tutto  questo,  cari colleghi, è stato smantellato.  Di
 fronte  a questa volontà politica - ed io comprendo che  c'è
 stata  una  volontà politica - ora si propone di  finanziare
 per  oltre  180 mila euro - voi capite la delicatezza  -  il
 Centro 'Paolo Borsellino'.
      Non  ho niente contro il Centro 'Paolo Borsellino',  ma
 mi  si  deve  spiegare perchè si smantella la  logica  della
 legge  ancora esistente; potrei dunque proporvi altri centri
 da finanziare
      Avrei  potuto presentare un emendamento che,  oltre  al
 Centro  'Borsellino', avesse previsto un finanziamento,  per
 la  stessa cifra, del Centro studi 'Peppino Impastato ' che,
 come  sapete,  è  uno dei centri (discutibile  o  meno)  che
 svolge   un'attività  riconosciuta  di  collaborazione   con
 l'Università  olandese,  con  l'Università  del  Belgio,  di
 consulenza  con  la  Commissione parlamentare  Antimafia  di
 Centaro,  non con quella di Forgione, eccetera eccetera.  Vi
 suggerisco  di  visitare  il sito  del  Centro  'Impastato',
 l'unico  dove si evince chiaramente la cronologia dei  fatti
 delittuosi e dei processi.
      Avrei potuto proporre un tale emendamento, nel clima di
 'scambio'  presente  in quest Aula parlamentare  e,  in  una
 logica  di par condicio, secondo la quale si sponsorizza  un
 emendamento della destra ed uno della sinistra, avrei  anche
 potuto ottenere il finanziamento per il Centro  Impastato .
      Non   lo  faccio,  signor  Presidente,  non  solo   per
 principio,  ma  perchè  lo stesso Centro  'Impastato'  -  se
 avete   letto  i  giornali  di  ieri  -  assieme  ad   altre
 associazioni, chiedono a questo Parlamento di rispettare  lo
 spirito  della  legge, il che darebbe il senso  di  un  buon
 comportamento antimafia.
      In  un  convegno svoltosi a Brescia sulla  mafia  e  la
 legalità  -  tra  l'altra organizzato dai preti  e  non  dai
 comunisti  -  cui ho partecipato, era relatore  un  parroco,
 padre  Salvatore Lo Bue. Molti di voi lo conosceranno perchè
 dirige   una  cooperative  di  giovani  -  guarda  caso   di
 Bagheria,  perchè poi i territori non sono tutti infangabili
 per  un  marchio - che si chiama la  Casa dei giovani ,  che
 ha  ottenuto  un terreno di Bernardo Provenzano, sequestrato
 alla   mafia,   il  famoso  fondo  Latomia.  Il   presidente
 Capodicasa  sa  bene  che  ne abbiamo  dovuto  discutere  in
 quest'Aula,  in  quanto  si  trattava  di  uno  dei  terreni
 comprati  dall'ex presidente della Regione quando faceva  il
 consulente. Altra epoca storica, non apriamo quel capitolo.
      Quel fondo è stato sequestrato a Bernardo Provenzano  e
 consegnato  alla  struttura diretta  da  padre  Lo  Bue.  La
 Regione  ha  avuto  la  capacità di  mandare  gli  ispettori
 perchè   la   Finanza   ha  sequestrato   l'olio   che   nel
 frontespizio recava la dicitura 'olio prodotto  nella  terra
 di  Sicilia' e ciò evidenzierebbe un marchio di qualità  non
 identificabile.
      Il  presidente  della  Commissione regionale  Antimafia
 dovrebbe    fissare    un audizione    del    parroco,    in
 considerazione  del fatto che il Comune di Castelvetrano  ha
 posto  tanti  ostacoli per la produzione di quest olio,  che
 non  si fanno neanche ad una azienda che fa alterazione  del
 prodotto;  ci  sono  ragazzi  tossicodipendenti  che  stanno
 recuperando la loro vita lavorando in quella struttura.
      Quando ho fatto vedere al parroco - che come è noto non
 è  di  Rifondazione comunista - questo emendamento,  gli  ho
 chiesto  se  avesse  voluto  che lo  presentassi  (questo  è
 avvenuto  sabato  scorso); ma lui mi ha risposto  di  no  in
 quanto  la  sua  logica  è un altra:  quella  di  presentare
 progetti  e programmi di finanziamento e rispetto  a  quelli
 verificare la loro attività.
      Vedete  che  cosa vuol dire la coerenza antimafia?  Non
 credo  che  faremmo una buona antimafia se non  affermassimo
 un  sistema  di  coerenza, capace di parlare a  partire  dai
 nostri comportamenti.
      Stiamo demolendo la legge in vigore. Per tale motivo, e
 non  perché  abbia  qualcosa contro  il  Centro  Borsellino,
 propongo  che  lo stesso elabori dei programmi di  attività,
 li  presenti,  e che la Regione li finanzi. Tra  l'altro  la
 fondazione riceve finanziamenti anche da altri enti.
      In  questo modo ripristineremmo lo spirito della  legge
 che,  non per l articolo presentato dal Governo ma  per  una
 volontà politica, in questi anni è stato demolito, e  questa
 demolizione si perpetua nell articolo stesso.

       PRESIDENTE    Pongo   in   votazione   congiunta   gli
 emendamenti 22.6, 22.8 e 22.9. Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non sono approvati)

   Dichiaro decaduti gli emendamenti 22.4 e 22.5 per  assenza
   dall Aula del firmatario.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 22.1.  Il  parere  del
   Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

     Pongo  in  votazione l'emendamento 22.2. Il  parere  del
     Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 22.7. Lo pongo in votazione.  Il
 parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Favorevole.

    PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (E  approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 22.3.  Il  parere  del
   Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 22, nel testo  risultante.
 Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                        (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                           "Art. 31.
       Programmazione  finanziaria  delle  assegnazioni  alle
       aziende
                unità sanitarie locali e ospedaliere

       1.  Entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio
     della  Regione il Presidente della Regione,  l'Assessore
     regionale  per la sanità, l'Assessore regionale  per  il
     bilancio  e  le  finanze,  i  direttori  generali  delle
     aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere concordano
     la programmazione finanziaria delle risorse da assegnare
     alle  aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere  con
     riferimento sia alle assegnazioni ordinarie che a quelle
     relative   al   ripiano  di  disavanzi  degli   esercizi
     pregressi  definendo tempi e modalità  per  le  relative
     erogazioni."

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
     -   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 31.2;
     -   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa:  31.3, 31.4;
     -   dal Governo: 31.1.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
 chiedere  al Governo, e all Assessore Pagano in particolare,
 considerato  che  soprattutto  in  tema  di  sanità  sarebbe
 necessaria una programmazione  precisa e predeterminata,  se
 non   si   ritenga   che  questa  forma  di   programmazione
 anticipasse   l approvazione  del  bilancio  e   non   fosse
 successiva.
   Sono  d accordo  a  questa forma di concertazione  tra  il
 Presidente   della  Regione,  l Assessore  per  la   Sanità,
 l Assessore  per il Bilancio e i responsabili delle  Aziende
 Unità  sanitarie  locali, ma ritengo  che  la  stessa  possa
 produrre  frutti,  rispetto ad una proficua  programmazione,
 se anticipa e non se segue l approvazione del bilancio.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  onorevoli
 rappresentanti  del  Governo  sull articolo  32   ho   serie
 perplessità  e  gradirei  che il Governo  chiarisse  i  miei
 dubbi.

    PRESIDENTE   Onorevole Raiti, parliamo dell articolo  31,
 non  del  32  "Programmazione finanziaria delle assegnazioni
 alle aziende sanitarie locali ospedaliere".

    RAITI   Chiedo  scusa,  pensavo che  stessimo  discutendo
   dell'articolo 32.

    PRESIDENTE  Si passa agli emendamenti soppressivi 31.2  e
 31.3.  Li  pongo congiuntamente in votazione. Il parere  del
 Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE . Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non sono approvati)

    Si  passa  all'emendamento 31.1 del Governo. Lo pongo  in
 votazione. Il parere della Commissione.

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (E  approvato)

   Si  passa  all'emendamento  31.4.  Comunico  che  è  stato
 presentato   dagli  onorevoli  Capodicasa  e   Speziale   il
 subemendamento, il 31.4.1 all emendamento 31.4.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avevo
 già  presentato in Commissione questo emendamento che  serve
 a  dare  copertura  finanziaria ad una legge  impugnata  nel
 1994  dalla Comunità Europea e solo qualche mese fa -  anche
 grazie  all'impegno  di  ben due Ministri  dell'Agricoltura,
 quello  del Governo di centro-sinistra e quello del  Governo
 di  centro-destra  onorevole Alemanno - ha finalmente  avuto
 giustizia   attraverso  lo  sblocco  con  il  pronunciamento
 favorevole    da   parte   del   Consiglio   dei    Ministri
 dell Agricoltura a Bruxelles.
   Si  tratta  di  una legge che estende alla Sicilia  alcuni
 benefici   già   previsti  da  una   legge   nazionale   per
 fattispecie   analoghe.  Nella  legge  non  rientravano   la
 maggior   parte   dei  casi  siciliani  relativi   ai   soci
 fideiussori   di  strutture  cooperativistiche   andate   in
 fallimento  o  in  stato  di  insolvenza,  che  hanno  visto
 procedere giudiziariamente le banche - ivi compreso  l'Ircac
 che  è pure un istituto regionale - contro detti soci, nelle
 more  che l'Unione europea decidesse di sbloccare la  nostra
 legge.
   Molte famiglie di produttori vivono oggi nell'angoscia  in
 quanto  i  tribunali  hanno proceduto nel  pignoramento  dei
 loro beni. Hanno tutti bloccati i conti correnti bloccati  e
 le  partite Iva, con gravi ripercussione sulla loro attività
 di piccoli produttori e di commercianti nel campo agricolo.
   Il Governo della Regione ha seguito la vicenda, ed anch io
 sono  stato  invitato più volte a Roma, presso il Ministero,
 in   quanto   esperto   della   materia,   su   segnalazione
 dell'Assessorato  regionale competente.  Ne  è  derivato  un
 impegno   per  seguire  e  individuare  una  soluzione   del
 problema.
      Adesso che siamo arrivati al dunque, il Governo non può
 lasciare questa legge priva di copertura finanziaria  perché
 mentre  per altri, che passi un mese, dieci mesi, non cambia
 nulla,  per  tali  produttori se passano sei  mesi,  possono
 vedersi  pignorati  i beni, attraverso  l'intervento  di  un
 giudice a cui si sono rivolte le banche.
      Secondo  me ci troviamo di fronte a casi che  hanno  un
 carattere  sociale,  umano  e  di  equità,  perché   ipotesi
 rientranti  nella  legge nazionale sono  state  soddisfatte,
 altre   che  nella  legge  nazionale  non  si  sono   potute
 ricomprendere,  si sono agganciate alla normativa  regionale
 e non trovano la soluzione per il proprio problema.
      L'Assessore, in Commissione, nell'annunciare il  parere
 contrario  del  Governo,  mi  rispose  che  non  vi  era  la
 necessaria  copertura finanziaria. Adesso  nel  ripresentare
 l'emendamento  in  l'Aula,  ho fatto  in  modo  che  non  si
 intacchi  assolutamente la manovra, in quanto si  tratta  di
 un  reperimento di risorse ex lege n. 448 del 1998 e non 488
 come è stato erroneamente scritto nell'emendamento.
      E'   la  legge  cui  spesso  ricorre  il  Governo   per
 finanziare  iniziative  che  anche  in  questa  legge  hanno
 trovato  ingresso.  Qualcuno dovrebbe  spiegarmi  per  quale
 ragione si può attingere a quella legge per finanziare,  per
 esempio, le indennità compensative e non si può attingere  a
 quella   legge   per  dare  copertura  a  questa   normativa
 sbloccata da poco.
      Immagino  che  ci  debba  essere  una  ragione  valida,
 altrimenti debbo dedurne che c'è un pregiudiziale  contrasto
 del  Governo  che, da una parte si impegna  a  sbloccare  la
 legge e dall'altra torna a bloccarla nuovamente  senza  dare
 la  copertura  finanziaria.  Aggiungerei,  inoltre,  che  il
 Presidente  della  Regione  ha  previsto  un  incontro   per
 affrontare  l'argomento.  So  che  è  avvenuto  un  incontro
 presso l'Assessorato  Cooperazione.
      Mi  è  stato detto che un altro incontro è stato  fatto
 con  l'Assessore  per il l bilancio. Però, siccome  noi  non
 siamo  qui produttori, siamo parlamentari e sappiamo leggere
 le  cose,  se  passa la legge di variazione di bilancio,  se
 passa  la  finanziaria  e il bilancio, questo  finanziamento
 non  si  avrà  più fino all'anno prossimo e  nel  frattempo,
 forse,  quando avremo provveduto, non ci sarà più  nulla  da
 coprire  perché  intanto  'i buoi sono  scappati'  e  saremo
 arrivati tardi nel chiudere le porte.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è' giusto da
 parte  mia  riprendere  le questioni esposte  dall onorevole
 Capodicasa   che  indubbiamente,  per  i   tratti   che   ha
 utilizzato,    sono  condivisibili,  comunque  assolutamente
 serie  ed  indispensabili rispetto al  dibattito  che  si  è
 aperto sull'emendamento presentato.
      La prima cosa è la disponibilità dell'assessore  per il
 bilancio,  espressa   alcuni giorni  fa,  nel  tentativo  di
 analizzare  assieme  al comitato di coloro  che  si  trovano
 nella  delicata   condizione, di cui ha parlato  l'onorevole
 Capodicasa,   per   tentare  di  raggiungere   un'intesa   e
 individuare come procedere.
      La  disponibilità  dell'assessore da parte  nostra  non
 viene  sottovalutata perché è giusto e serio che  sia  detto
 che assieme ad altri parlamentari, l'onorevole Capodicasa  è
 stato   uno   di  quelli  che  ha  svolto  un  ruolo   anche
 importante, prima nella qualità di Presidente della  Regione
 e  poi per quanto concerne appuntamenti delicati fuori dalla
 nostra  Regione per cercare le soluzioni condivise da  parte
 del  Governo  e  dell'opposizione. Io credo  che  la  logica
 dell'emendamento sia quella di dire chiaramente, oggi,  alle
 banche,  agli istituti di credito siciliani che  la  Regione
 vuole  seriamente procedere, che vuole affrontare,  a  tutti
 gli  effetti, la questione in sede di negoziazione,  quindi,
 con  operazioni  transattive ma che, nel  contempo,  ritiene
 che   tutto  sommato  sia  giusto  disincagliare   quei   10
 miliardi, somma che al tempo del Governo Capodicasa,  credo,
 ci si impegnò ad allocare.
      Per  quanto  concerne  la  movimentazione  di  quei  10
 miliardi,  mi  permetto  di dire  che  il  Governo  dovrebbe
 riflettere  e  fare  il punto della situazione,  considerato
 che   non   è   detto  che  quei  miliardi  possano   essere
 movimentati  e  spesati;  inoltre,  dovrebbe  cominciare   a
 pensare alle risorse.
      Ovviamente,   rimane  la  volontà  di   affrontare   la
 questione  con  le banche in termini di carattere  generale,
 intraprendendo  un  percorso che  dia  un  segnale  serio  a
 tutti.  Ricordiamo tutti cosa è successo in  Italia  con  la
 237;  questa volta non ci troviamo nel fanalino di coda come
 Regione  che  cerca di prendere in giro l'Unione  europea
 ciò  ci  può  confortare -, ma sappiamo bene  che  l'impegno
 finanziario   è   comunque  un  fatto   che   non   possiamo
 assolutamente ignorare.
      Allora,     vorrei    dire    all'assessore     Pagano,
 ringraziandolo   per  la  grande  disponibilità   dimostrata
 durante  l'incontro con gli ex cooperatori, che un ulteriore
 sforzo,  fatto  questa  sera, non toglie  alcunché  all'idea
 strategica  che  il Governo può avere, e  che  noi  possiamo
 anche  condividere,  cioè chiudere  in  tempi  brevi  questa
 questione.
    Ritengo,  infatti,  che  ciò  possibilmente  rafforzerebbe
 quanto  il  Governo pensa di fare e quanto l'opposizione  sia
 disponibile  anche a condividere nei vari passaggi  delineati
 l'altro giorno durante l incontro; quindi, a mio avviso,  ciò
 non  confligge  col  fatto di apportare  una  x  somma,  anzi
 potrebbe aiutarci nella fase più delicata delle trattative.

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho motivo
 per  non  approvare l'articolo in questione, però vorrei chiedere,
 anche  per una maggiore contezza del Parlamento, il senso vero  di
 questo articolo. In buona sostanza l'Assessore per il bilancio, di
 concerto con l'Assessore per la sanità si incontra con i direttori
 delle  aziende,  e  cosa programma? L'erogazione  finanziaria  dei
 trasferimenti?  Ma questo già non esiste, a meno  che  l'Assessore
 non pensi di determinare nuovi parametri e nuovi criteri di questa
 programmazione   cosiddetta  finanziaria  di   concerto   con   il
 responsabile del servizio sanitario.
  Se,   invece,   l articolo  si  riferisce  ad  un   problema   di
 programmazione  con  riferimento  alle  esigenze  di  cassa  delle
 aziende  sanitarie, penso sia scritto in termini errati,  cioè  la
 genericità  e  l assenza  di parametri, di  criteri,  di  modalità
 concrete attraverso cui esplicare questa programmazione; pertanto,
 non capisco in che termini possa, il contenuto di questo articolo,
 differire da ciò che abitualmente si fa.
  Vorrei  una spiegazione in merito. Ricordo, infatti, che esisteva
 già  la  legge finanziaria del '97 che regolamentava  le  modalità
 attraverso le quali garantire i trasferimenti agli enti sottoposti
 a  controllo o vigilanza dalla Regione. Non capisco davvero  quale
 sia  la novità; comunque, sono desideroso di sapere dall'Assessore
 come intenda dare pratica attuazione all articolo in questione.

   PAGANO   assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
 parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
 Presidente, onorevoli colleghi, sarò velocissimo anche  perché  le
 argomentazioni fornite dall'onorevole Oddo mi pare che, di  fatto,
 diano  soddisfazione al ragionamento che anch io volevo  svolgere,
 anche se visto dal punto di vista del Governo.
  Nel  solidarizzare  con  queste persone  che,  certamente,  hanno
 vissuto   una  stagione  molto  difficile,  travagliata,   abbiamo
 l'esigenza di ricordare però, non soltanto all'Assemblea, ma  alla
 Sicilia   tutta,  l'ammontare  complessivo  delle   risorse   che,
 eventualmente sarebbero necessarie per coprire tutti questi oneri.
  A   seguito  di  capitalizzazione  di  interessi,  ormai   stiamo
 veleggiando  sui  duecento milioni di euro ed  oltre.  E'  chiaro,
 quindi, che soltanto un'impostazione

   CAPODICASA   Onorevole Assessore, non dica sciocchezze   C'è  il
 decreto, il disegno di legge che ha firmato lei...

   PAGANO   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
 Capodicasa, lei ha l'abitudine di interrompere e penso che ciò non
 sia  rispettoso, considerato, tra l altro che io non la interrompo
 mai.

   CAPODICASA  Assessore, è  il suo disegno di legge, non  il  mio.
 Dica le cose esatte

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le finanze.  Evidentemente
 non riesce a cogliere gli elementi più democratici che sono tipici
 di  questo Parlamento. Me ne dolgo e, purtroppo, devo dirle che le
 cose  non  stanno così come afferma lei, perché anche le categorie
 con  cui  abbiamo  parlato, si pronunziano esattamente  in  questi
 termini.

   CAPODICASA  E  un quarto di quello che lei afferma.  Si legga il
 suo disegno di legge

   PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze.  Dato  che,  in
 ogni  caso, abbiamo l'esigenza di raggiungere un risultato, al  di
 là  della polemica che lei vuole innescare, le dico subito che  il
 Governo  non  è disponibile ad operare all'interno di logiche  che
 sono  di vecchio tipo, ovvero ad inserire delle somme senza sapere
 a  quanto  ammonta ciò che lei sostiene, cosa bisogna fare,  quale
 interlocuzione   avere  con  le  banche,  che   tipo   di   potere
 contrattuale  instaurare, che transazione potere operare   Allora,
 proprio  per questo motivo abbiamo l'esigenza di confrontarci  col
 sistema  bancario,  di  parlare con  le  categorie:  percorso  già
 innescato. Lei non lo condivide, me ne dolgo per lei, perché è  un
 metodo  superato  a  cui,  certamente, questo  Governo  non  vuole
 uniformarsi.
  Per  quanto  riguarda  l'articolo 31, il   testo  originario,  mi
 riferisco  all'onorevole Giannopolo, la legge numero 6  del  1997,
 (penso  che  si  riferisca  a  questo)  escludeva  categoricamente
 proprio  le  aziende sanitarie ed i risultati si  vedono,  perché,
 tanto  in termini di programmazione, quanto in termini di cassa  e
 così  pure di copertura di deficit e di competenze, in questi anni
 non è mai accaduto alcun tipo di raccordo.
  In  passato, se accadeva qualcosa, ciò si verificava soltanto per
 iniziativa  del  singolo assessore;  ma nei  termini  di  concreta
 concertazione  e  di  impostazione, così come  visto,  non  è  mai
 accaduto.
  Quindi,  penso  che  tutto ciò sia benefico  e  positivo;  e  nel
 momento  stesso  in  cui  c'è un processo di  democratizzazione  -
 veniva  così  chiamato, una volta, da aree certamente  non  vicine
 alla  mia - questo potrebbe essere certamente visto e salutato  in
 termini positivi.

   CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  vorrei
 usare  parole  pesanti nei riguardi dell'Assessore,  che  tuttavia
 farebbe  bene, quando si parla di cose su cui altri hanno a  lungo
 lavorato, perlomeno a documentarsi
  Allora,  l'Assessore ha firmato un disegno di legge della  Giunta
 di  Governo,  che  è  depositato agli  atti,  dove  è  esattamente
 definita  la  cifra; nessuno deve inventarla,  in  quanto  risulta
 dalle carte, alla luce del decreto dell'assessore Cimino

   PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Ma   se
 l assessore Cimino non riesce a fare gli ultimi conteggi

   CAPODICASA  La prego, Assessore. C'è un decreto del suo  collega
 Cimino  che  identifica  la fattispecie e i soggetti  beneficiari.
 Accanto ad ognuno di questi è indicata la cifra e si sa già qual è
 la  somma  totale; l'UE non avrebbe sbloccato la legge se  non  ci
 fosse  stata  già  l'identificazione dei soggetti  e  delle  somme
 relative.
  L'unico  problema  che rimane è arrivare ad un  incontro  con  le
 banche  come ha già fatto il Governo nazionale, il Ministero,  per
 la  parte  di sua competenza, ed operare con loro una transazione,
 che è cosa diversa.
  Ma  una  cosa, infatti,  è andare a discutere con le  banche,  in
 assenza  di  disponibilità sul capitolo   o, al più,  10  miliardi
 appostati all'epoca del Governo di centro-sinistra alla Regione -,
 altra  cosa  è  avere  trenta miliardi per poi  dire  alle  banche
 "facciamo  l'abbattimento" come è stato fatto a livello nazionale,
 del  60 per cento, del 50 per cento, non ricordo esattamente,  del
 totale. Siccome, comunque, 30 miliardi che io le propongo.....

   PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Non   è
 compensato. L indennità compensativa non esiste più

   CAPODICASA  Cosa dice, onorevole Assessore, la prego  di  essere
 meno  nervoso e di stare al suo ruolo con maggiore lealtà  Avverto
 il  suo nervosismo  l'incontro avuto tra lei e i produttori     ai
 quali  ha  promesso  una  legge ai primi di  gennaio  per  coprire
 l'intero  ammontare    ha rassicurato loro  che  sono  andati  via
 tranquilli  Io invece non le credo
  Ed  allora  è  qui  che si decide la scelta, ora  o  nella  legge
 finanziaria  Passati questi due provvedimenti, sono sicuro che  né
 lei né altri verranno in quest'Aula a proporci la copertura
  Siccome  ne  sono convinto e non mi accontento delle  parole,  le
 propongo  questo  emendamento. Non può dire  che  manca  la  fonte
 finanziaria.

   PAGANO   assessore  per  il bilancio e le  finanze.  L'indennità
 compensativa non c'è più

   CAPODICASA  Che c'entra l'indennità compensativa  Le risorse  si
 prelevano  dalla  legge numero 448, dalle somme che  l'Assessorato
 tiene  da  parte  e  che  tira  fuori  solo  quando  gli  conviene
 piuttosto  che  porlo  in  evidenza  affinché  l'Assemblea   possa
 eventualmente utilizzarlo secondo le proprie decisioni.

   PRESIDENTE   Onorevole Assessore, sei lei non ritiene  di  dover
 ulteriormente  precisare  la  posizione  del  Governo,  pongo   in
 votazione il subemendamento 31.4.1.
  Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
 alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 31.4.  Il  parere
   del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
   alzi.

                       (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  31,  nel   testo
   risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  32, in precedenza  accantonato.  Ne  do
   lettura:

                             «Art. 32.
                         Trasporto pubblico locale

   1.  I  costi  economici standardizzati, già determinati  per  il
   1997, sono confermati per gli anni 2003, 2004, 2005 e 2006.

   2.  La  misura dei contributi di cui agli articoli 4 e  seguenti
   della  legge  regionale  14  giugno 1983,  n.  68  e  successive
   modifiche  ed  integrazioni, determinata ai sensi  dell'articolo
   10  della  legge  regionale 14 giugno 1983, n. 68  e  successive
   modifiche  ed  integrazioni,  è  stabilita  rispettivamente   in
   159.285  migliaia di euro per l'anno 2003 ed in 177.088 migliaia
   di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006.

   3.  Fino  alla  data  di  entrata in vigore  della  riforma  del
   trasporto  pubblico  locale in Sicilia e,  comunque,  sino  alla
   data  del  31  dicembre 2006 è fatto divieto di istituire  nuovi
   servizi  di  linea  in  concessione, ad  eccezione  dei  servizi
   previsti  dall'articolo 12 della legge  28  settembre  1939,  n.
   1822».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

     -   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 32.5;
 -   dagli onorevoli Raiti ed altri: 32.1;
 -   dall onorevole Barbagallo: 32.3, 32.2, 32.4;
 -   dal Governo:  32.4 bis.

   Preciso  che  gli  emendamenti 32.4.bis  e  32.4  sono  di
   identico contenuto.
   Comunico che l onorevole Spampinato ritira l emendamento 32.5.
   L Assemblea ne prende atto.

    RAITI  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  ricollego  a
   quanto  stavo per dire prima quando, per una svista, pensavo  si
   stesse discutendo l'articolo 32.
   Ho  presentato alcuni emendamenti che muovono nella direzione di
   capire - su questo chiedo che il Governo fornisca chiarimenti  -
   per  quale  motivo si sta esaminando l'articolo  32,  nonché  la
   ratio dell'emendamento 32.4 bis del Governo.
   In   IV  Commissione  legislativa,  della  quale  faccio  parte,
   infatti,  si  trovano  già due disegni  di  legge,  d iniziativa
   governativa, sulla riforma del trasporto pubblico  locale  e  la
   materia  disciplinata oggi da questi articoli vi è già contenuta
   nell ottica,  appunto, di una riforma complessiva del  trasporto
   pubblico.  Tra l'altro, in Commissione, il Governo e l'Assessore
   hanno  dichiarato  più  volte che questa è  una  delle  priorità
   dell Esecutivo che vuole finalmente mettere mano  alla  materia,
   in  base  ai  criteri  della normativa europea,  allo  scopo  di
   disciplinarla razionalmente.
   L'articolo e l'emendamento aggiuntivo, invece, procedono in  una
   direzione   parziale:  affrontano,  cioè,  solo  alcuni   punti,
   creando  una serie di scollamenti rispetto ai disegni  di  legge
   governativi  presenti in Commissione e quindi, complessivamente,
   con la materia in esame.
   Tra  l'altro,  alcune  delle  decisioni  assunte  hanno  formato
   oggetto di discussione con i rappresentanti della categoria  che
   hanno  espresso  opinioni divergenti rispetto al  contenuto  del
   citato emendamento 32.4 bis.
   Per  quanto precede, prima di assumere una decisione consapevole
   sul  voto degli articoli in esame, chiedo al Governo di  volerne
   illustrare  i  contenuti, così da capire quale   scelta  sta  in
   fondo a tale decisione, per così dire repentina, che va oltre  i
   disegni  di  legge in Commissione; in maniera tale che  l intero
   Parlamento  sia  nelle condizioni oggettive di fare  una  scelta
   ben  precisa  su  elementi quanto meno di  scelta  politica  del
   Governo che, a questo momento, non mi appaiono evidenti.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione l emendamento  32.1.  Il
   parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

      Non  essendo  presente in Aula l'onorevole  Barbagallo,
 gli emendamenti 32.3, 32.2 e 32.4 decadono.

    PAGANO   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Il
   Governo li riprende.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione l emendamento  32.3.  Il
   parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    GIANNOPOLO  L emendamento 32.3  fa riferimento a  mozioni
   parlamentari.

      PRESIDENTE   In  sede  di coordinamento  correggeremo  questa
 formula   che   certamente   è  inusuale.   Pongo   in   votazione
 l'emendamento 32.2.  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Comunico  che  è  stato presentato il subemendamento  32.4  bis.1
 degli  onorevoli  Speziale e Giannopolo agli  emendamenti  32.4  e
 32.4.bis.

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con   il
 subemendamento dopo la parola "giunta regionale" cioè l'assessore,
 sentita  la  giunta regionale istituisce l'albo,  fa  un  atto  di
 programmazione sentita soltanto la giunta regionale.  Ritengo  che
 trattandosi  di  trasporto  locale,  trattandosi  di  effetti  che
 determina  l'organizzazione della categoria,  chiedo  che  vengano
 audite  le  associazioni degli enti locali e le organizzazioni  di
 categoria interessate.

   PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   è   stato   presentato   un
 subemendamento, a firma del Governo, 32.4.ter, che può essere  una
 buona   mediazione   rispetto  all'emendamento   degli   onorevoli
 Giannopolo  e Speziale, che così recita: dopo le parole  "sentite"
 aggiungere "le organizzazioni di categoria e la Giunta regionale".
  Pongo  in votazione il subemendamento 32.4.bis.1. Il parere della
 Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  congiuntamente in votazione l'emendamento 32.4  bis
   del  Governo  ed il 32.4, come emendati. Il  parere  della
   Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                          (Sono  approvati)

  Il subemendamento  32.4.bis.1 è superato.
    Pongo in votazione l'articolo 32, nel testo risultante.  Chi  è
 favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE  Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                              «Art. 33.
            Interventi in materia di solidarietà sociale

       1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
     sociali   e   le   autonomie  locali  è  autorizzato   a
     cofinanziare,  per  l'esercizio  finanziario  2003,  gli
     interventi  previsti dall'articolo  81  della  legge  23
     dicembre  2000, n. 388, nella misura di 350 migliaia  di
     euro (UPB 3.2.1.3.1, capitolo 183733), mediante utilizzo
     del   fondo  per  i  cofinanziamenti  regionali  di  cui
     all'articolo 88, comma 1, della legge regionale 26 marzo
     2002, n. 2 (UPB 4.2.2.8.3, capitolo 613924)».

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

     -   dagli onorevoli Fleres e Leontini: 33.A1;
 -   dagli onorevoli Fleres ed altri: 33.A2;
 -   dagli onorevoli Forgione e Liotta 33.A3;
 -   dal Governo: 33.A14 e 33.A15, 33.A39;
 -   dall onorevole Acierno 33.A4;
 -   dall onorevole Barbagallo 32.A20, 33.A21, 33.A22,33.A23;
 -   dall onorevole Cintola: 33.A5, 33.A6;
 -   dall onorevole Miccichè 33.A7, 33.A8, 33.A9, 33.A10,  33.A11,
 33.A12;
 -   dagli onorevoli Leanza ed altri 33.A18;
 -   dagli onorevoli Sammartino ed altri 33.A19;
 -   dagli onorevoli Raiti ed altri: 33.A24;
 -   dall onorevole Leanza Edoardo: 33.A25;
 -   dall onorevole D Antoni: 33.A.26;
 -   dall onorevole Fratello ed altri 33.A27;
 -   dagli onorevoli Speziale e Cracolici 33.A31, 33.A32 e 33.A.33;
 -   dagli onorevoli Speziale e Villari 33.A34, 33.A35e 33.A36;
 -   dall onorevole Turano 33.A37;
 -   dagli onorevoli Speziale e Giannopolo 33.A14, 33.A14.2,
 33.A14.3, 33.A14.4;
 -   dagli onorevoli Formica ed altri 33.A19.1;
 -   dagli onorevoli Leontini ed altri 33.A39;
 -   dagli onorevoli Acierno ed altri 33.A40.
      E   stato altresì presentato l emendamento 33.A.17, la  cui
    firma è indecifrabile. Lo dichiaro pertanto improponibile.

  Comunico  altresì  che  sono  stati  presentati  dal  Governo  il
 subemendamento 33.A.1.1 all emendamento 33.A.1 e il subemendamento
 33.A.2.1 all emendamento 33.A.2.
  Pongo  in  votazione il subemendamento 33.A.1.1. Il parere  della
 Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
   alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione  l emendamento 33.A.1, come  modificato.  Il
 parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
   alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione il subemendamento 33.A.2.1. Il parere  della
 Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
   alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione  l emendamento 33.A.2, come  modificato.  Il
 parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
   alzi.

                           (E' approvato)

   FORGIONE  Chiedo di parlare per illustrare l emendamento 33.A.3.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l emendamento a
 mia   firma,  che  il  Governo  sembra  disponibile  a  discutere,
 ripristina  il  fondo antiusura che per legge aveva  una  scadenza
 triennale.   Scaduto  quel  termine,  ci  troviamo  senza   alcuna
 disponibilità  della  Regione in un Fondo che,  soprattutto  nella
 nostra  Terra,  ha  un  carattere non soltanto  significativo,  ma
 estremamente  delicato,  visto che  noi  incentiviamo  le  vittime
 dell'usura  a  denunciare alle autorità competenti  e,  quindi,  a
 poter  usufruire poi dei benefici della legge per la loro  tutela.
 In  questo caso, proprio in virtù di quella logica di cui  parlavo
 prima,  che  la  legge  viene  smantellata  pezzo  per  pezzo,  ci
 troveremmo in assenza del fondo antiusura.
    Visto  che  mi richiama l'onorevole Formica, una nota  polemica
 anche questa: lo smantellamento di questa legge sta avvenendo  nel
 silenzio  totale  della  Commissione  regionale  antifimafia;   ci
 facciamo  carico  noi  di  ripresentare il  ripristino  del  fondo
 antiusura che - credo - avrebbe provocato uno scandalo generale se
 nessuno  ci  avesse  pensato,  visto  che  la  stessa  Commissione
 regionale  antimafia non ha riflettuto sul fatto  che  la  Sicilia
 stava  per  rimanere  senza disponibilità  per  il  sostegno  alle
 vittime dell'usura. Quindi invito il Governo ad accogliere  questo
 emendamento.

   PAGANO   assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
 parlare,

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
 Presidente,  abbiamo  un  problema di copertura  triennale,  ma  è
 proprio un fatto tecnico, mi dicono gli uffici. In qualunque caso,
 si può dare la copertura finanziaria per un anno, per l'importo di
 100.000  euro,  con l'impegno di prorogarlo anche successivamente.
 Preannuncio un subemendamento in tal senso.

   PRESIDENTE   Comunico  che  è stato presentato  dal  Governo  il
 seguente  subemendamento  33.A.3.1 all'emendamento  dell'onorevole
 Forgione  33.A3:  Sostituire '200.000' con '100.000'  . Penso  che
 possa essere una buona mediazione per la copertura.
  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
   seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione  l'emendamento 33.A3,  come  modificato.  Il
 parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
   alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo  33, nel testo risultante.  Chi  è
   favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si   passa  all'emendamento  33.A.14.  Comunico  che  sono  stati
 presentati  dagli  onorevoli  Speziale  e  Giannopolo  i  seguenti
 subemendamenti: 33.A14.1, 33.A.14.2, 33.A.14.3 e 33.A.14.4.

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrarli.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
 questo  emendamento  del  Governo, che è  simile  anche  ad  altri
 emendamenti, e che riproduce per intero l'ex articolo 27 del testo
 del  disegno  di legge che la Commissione Bilancio ha ritenuto  di
 non  dovere prendere in esame. Quindi, sull'ex articolo 27 non c'è
 un  parere  della Commissione Bilancio; semmai, per la discussione
 che  lì  vi  è  stata,  tutto  lasciava  presupporre  che  potesse
 addirittura pervenirsi ad un parere contrario.
  Allora,  comunque torna in Aula l'argomento, mi dispiace che  non
 sia  presente  l'Assessore competente a chiarirci quali  sono  gli
 atti  portati avanti, quali sono le procedure sin qui  adottate  e
 seguite. Ricordo che nella legge finanziaria 4 del 2003, ci  siamo
 già occupati della questione degli interporti e si è stabilito che
 qualsiasi  società  dovesse realizzare  o  progettare  interporti,
 avrebbe  comunque dovuto rispettare la legge regionale sui  lavori
 pubblici,  sugli affidamenti, quindi, raccomandando  procedure  di
 evidenza pubblica nell'affidamento e nella realizzazione oltre che
 nella gestione di questi importanti infrastrutture.
  Preciso  che  condivido  appieno, avendo per  anni  teorizzato  e
 lavorato affinché la Sicilia diventasse una importante piattaforma
 logistica  del  Mediterraneo, ma ancor prima dell'Europa  e  anche
 verso l'America, una piattaforma logistica di realizzazione di una
 intermodalità avanzata, cioè di uno scambio tra i diversi modi  di
 trasporto, dal mare alla linea ferrata, dal trasporto gommato,  al
 trasporto aereo. La Sicilia è sicuramente - rispetto ad altre zone
 d'Italia,  del  Tirreno, del Mediterraneo - una zona  estremamente
 strategica.
  Da  questo punto di vista, sarebbe stato necessario che gli  atti
 di  programmazione,  di  definizione di una  politica  avanzata  e
 moderna  dei  trasporti in Sicilia fossero  coordinati  e  fossero
 assolutamente  in  sinergia con tutto  ciò  che  sta  maturando  a
 livello  europeo, anche con riferimento alle ultime  scelte  fatte
 dalla  Commissione  Europea che mettono in  collegamento  il  nord
 d'Italia  con il resto dell'Europa, e noi corriamo il  rischio  di
 essere ulteriormente emarginati.
  E   stato  un  errore  impegnare  la  discussione  sulla  Sicilia
 soltanto  per la questione riguardante la realizzazione del  ponte
 sullo  Stretto, perché adesso ci ritroviamo da un  lato  senza  il
 ponte   e,  dall'altro  lato,  senza  politiche  fondamentali   di
 strategia  e  di  collocazione della Sicilia in  un  contesto  più
 internazionale. Questo è il risultato anche degli effetti negativi
 della   politica   nazionale  e  regionale  portata   avanti   dal
 centrodestra.
  Sarebbe  stato,  pertanto, necessario dare alla  discussione  uno
 spessore   più   elevato,  pur  tuttavia  adesso  giungiamo   alla
 definizione   delle  procedure  per  la  realizzazione   dei   due
 interporti:  quello  di Termini Imerese, che realizza  il  sistema
 interportuale Termini-Palermo della Sicilia occidentale, e  quello
 di   Catania-Bicocca  che  realizza  l'interporto  della   Sicilia
 orientale. Se le cose stanno in questi termini, sarebbe  opportuno
 che il Governo ci proponesse la realizzazione di un unica società,
 non  solo  che  vada a progettare, a realizzare e  a  gestire  gli
 interporti della Sicilia, ma che vada anche a realizzare ulteriori
 e  diverse  sinergie.  Questa società deve  vedere  preminente  la
 presenza  della Regione e si deve realizzare anche con la presenza
 delle  varie  realtà  locali, delle Ferrovie, di  Trenitalia,  dei
 comuni  di  Palermo  e  di  Termini Imerese,  della  provincia  di
 Palermo,  altrettanto  dicasi per la  città  di  Catania,  per  la
 provincia di Catania e di altre; le compagnie portuali di  Palermo
 e  di  Termini  Imerese, la compagnia portuale  di  Catania  e  di
 Augusta.
  Se   stiamo   parlando  di  un  disegno  di  programmazione,   di
 definizione di una politica organica a livello regionale,  allora,
 tutto  ciò ha un senso. Diversamente si dia seguito e si concedano
 i finanziamenti, con quel vincolo della legge finanziaria numero 4
 del 2003, alla Società Interporto di Catania; si vada a costituire
 una  società ad hoc per l Interporto di Termini Imprese, che  deve
 vedere  la  presenza della provincia e del comune di Palermo,  del
 comune  di  Termini  Imerese,  dell'ANAS,  delle  Ferrovie,  della
 Compagnia   portuale  di  Palermo.  Questo  è  il  disegno   della
 intermodalità.
  Io  ho  l'impressione che vogliate fare una operazione  di  basso
 profilo,  di bassa lega. Non tanto per ciò che è nelle  intenzioni
 del  mondo istituzionale e imprenditoriale catanese, ma quanto per
 la traduzione che, a livello regionale, voi state facendo. Allora,
 ecco   perché   voglio  rilanciare  la  problematica  sottoponendo
 all attenzione  del Parlamento dei sub-emendamenti all'emendamento
 del Governo che riequilibrano la questione.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   VILLARI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  fare
 rilevare il ritardo con cui viene affrontata da parte del Governo,
 in questo disegno di legge, una norma che riguarda una materia tra
 le  più  importanti  della  nostra  Regione  rispetto  al  sistema
 dell'organizzazione dei trasporti.
  Naturalmente  prendo atto, anche se in ritardo, che  il  Governo,
 ma  anche  altri  parlamentari, compresi noi - c'è un  emendamento
 simile  a  quello  del  Governo firmato  da  me  e  dall'onorevole
 Speziale  che  riguarda  la  questione degli  interporti  -,  stia
 affrontando   la  questione,  e  che  siamo  ad  un  punto   della
 discussione avanzato.
  Noi  siamo  del  parere  di  procedere  in  questa  direzione,  e
 utilizzare  le  somme e le risorse che già sono  previste  da  due
 leggi finanziarie, precisamente dall'articolo 134 della legge  388
 del  2000, e dalla legge 448 del 2001. In tutti e due casi  si  fa
 riferimento  al sistema interportuale che è oggetto di discussione
 nella  nostra  Regione  da parecchi anni,  e  se  si  guarda  alla
 scadenza del il 2010 della zona di libero scambio, si capisce come
 in una norma di questa natura i finanziamenti per la realizzazione
 degli  interporti di Catania e Termini Imerese, rappresentano  uno
 degli elementi più importanti nel disegno dell'organizzazione  dal
 punto di vista del trasporto, della raccolta e della distribuzione
 delle merci nella nostra Regione.
  Propongo,   quindi,   di   approvare  in   breve   tempo   questo
 emendamento.  C'è stato qualche collega che ha posto il  problema,
 che  non  credo interessi in questa fase, dell'assetto  societario
 rispetto  alle province, alla localizzazione gli interporti,  cioè
 se  puntare  su  due società degli interporti,  una  a  Catania  e
 l altra a Termini Imprese.
  Io  credo che intanto si debbano utilizzare questi finanziamenti,
 la  materia che attiene agli assetti societari può essere trattata
 in  una fase successiva. Poiché ritengo che un passo avanti  è  in
 ogni caso un fatto positivo rispetto all'utilizzo di questi fondi,
 al  piano  che  l'Assessore deve redigere, è bene intanto  che  si
 faccia  questo  primo passo e che si faccia nel  tempo  più  breve
 possibile.  Ricordiamoci della scadenza del 2010,  della  zona  di
 libero  scambio,  e  ricordiamoci anche  delle  risorse  nazionali
 destinate alla società regionale Interporti siciliani, delle leggi
 nazionali che mettono a disposizione ben 30 milioni circa di Euro.

   CAPODICASA  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CAPODICASA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
 per  chiedere  un  minimo di riflessione da parte  dell'Aula,  del
 Governo,   dell'assessore  Castiglione  che  in   questo   momento
 rappresenta autorevolmente il Governo.
  Questo  emendamento era stato presentato in Commissione  Bilancio
 come  articolo  e  la stessa Commissione, dopo ampie  discussioni,
 convinse   il  Governo  a  ritirare  l'articolo.  Tra   le   tante
 motivazione vi erano quelle di merito.
  L'onorevole  Giannopolo ha presentato un gruppo di subemendamenti
 volti ad intervenire in materia societaria.

   CASTIGLIONE   vicepresidente della Regione. La  legge  nazionale
 lo  prevede.  Le  somme devono essere assegnate  solo  per  questo
 scopo.

   CAPODICASA  E si devono fare con affidamento diretto?

   CRISAFULLI  Se è così facile, può essere approvato per decreto.

   CAPODICASA   Allora perché non lo fate con un  decreto,  anziché
 farlo  per legge? Non condivido che si dica che una legge permette
 all'Assessore regionale per i trasporti di trasferire la somma  di
 30.988,00  Euro  alla  società  di  Interporti  siciliani  per  la
 realizzazione dei interporti di Catania-Bicocca e Termini Imerese.
  Inoltre,  sono  previsti altri 60 miliardi  di  vecchie  lire  al
 comma  4.  Reputo  che, anche a norma delle direttive  europee  in
 materie  di affidamento nel campo dei lavori pubblici, questo  non
 si possa fare.
  Bisogna  ricordare che una società consortile è una società  come
 tutte le altre, a maggioranza della Regione. Ma è una cosa che può
 essere   fatta  se,  come  dice  l'Assessore,  questa   scelta   è
 conseguente alla normativa nazionale. Allora lo si faccia con atto
 amministrativo  e  chi  la deve fare si assuma  la  responsabilità
 dell'atto.   Voi   volete  la  copertura   della   legge   perché,
 evidentemente, le cose non stanno esattamente come l'Assessore  ha
 dichiarato. A qualcuno forse trema la mano nel dovere  firmare  un
 atto  di  questo  genere senza la copertura di  legge.  Mi  sembra
 strano - e sotto certi profili anche grave - che si possa decidere
 con  legge di affidare direttamente ad una società una tale somma,
 che  riguarda  solo  i primi atti, perché poi serviranno  anche  i
 fondi  per la realizzazione. Questi, infatti, sono fondi necessari
 per la progettazione, solo per la fase iniziale.
  Onorevole  Giannopolo,  lei è in ritardo, perché  l'Assessore  ha
 dichiarato che tutto questo è già avvenuto.

   GIANNOPOLO  Su Termini Imerese non esiste neanche lo  studio  di
 fattibilità.

   CAPODICASA   Può  darsi  che la diversa interpretazione  dipenda
 dal  fatto  che l'onorevole Giannopolo conosce il caso di  Termini
 Imerese.
  Onorevole Panarello, non mi faccia domande difficili,  per  me  è
 già  abbastanza  complicato orientarmi  in  una  materia  che  non
 condivido.  In  passato, abbiamo litigato per  potere  affidare  a
 trattativa  privata  qualche centinaio di milioni,  mentre  invece
 adesso,  per  legge, se ne affidano 120 miliardi così  come  primo
 intervento, perchè poi ce ne saranno di altri.

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Si farà una gara.

   CAPODICASA   Onorevole Castiglione, qui c'è scritto  che  è
 autorizzato  a  trasferire  la predetta  somma  eccetera,  la
 società  Interporti  siciliani, per  la  realizzazione  degli
 interporti, non per indire la gara.

   CASTIGLIONE   vicepresidente   della   Regione.   Si    realizza
 attraverso una gara.

   CAPODICASA    Allora   è  forse  è  necessario   presentare   un
 subemendamento che faccia chiarezza.

   SPEZIALE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPEZIALE   Ricordo  che  il  Governo aveva  ritirato  l articolo
 presentato  in  Commissione Bilancio e, quindi,  non  ha  dato  la
 possibilità  di  un  approfondimento; adesso arriva  in  Aula  con
 profili  complessi. Tuttavia, essendo un tema interessante  perché
 riguarda  la  possibilità di realizzare due strutture fondamentali
 in   Sicilia   (Catania  e  Termini  Imerese),  per  evitare   che
 frettolosamente approviamo un emendamento senza renderci conto  di
 quello che approviamo, le chiedo di accantonarlo.
  Chiedo  al Governo, dopo l'accantonamento, dieci minuti di  pausa
 per  chiarire meglio i termini della questione e poi ritornare  in
 Aula per adottare eventualmente i propri comportamenti.

   PRESIDENTE   Non  sorgendo osservazioni, assessore  Castiglione,
 poichè  è  già programmata una breve sospensione dei lavori  della
 seduta  per  le  ore  18.30,  forse  è  opportuno  votare  intanto
 l'articolo 33, considerato che tutti gli emendamenti da  esaminare
 sono aggiuntivi.
  Potremmo  votare  il  predetto  articolo  e  continuare  con  gli
 emendamenti  aggiuntivi  che  ci  troviamo  nel  fascicolo  e  gli
 ulteriori, accantonando quelli per i quali è necessario realizzare
 un  approfondimento e utilizzando la sospensione che  ci  sarà  di
 un'ora tra le 18.30 e le 19.30 per fare gli approfondimenti di cui
 si parlava prima.

   SPAMPINATO   Signor  Presidente,  intervengo  in   merito   alla
 vicenda  società  Interporto  di  Catania,  non  conoscendo  -  lo
 confesso  -  la società Interporto di Termini Imerese. La  società
 Interporto Catania è una società pubblica; è partecipata con fondi
 privati,  ma  il  75  per cento del capitale è  pubblico,  quindi,
 chiaramente,  dovrà  in  qualsiasi  caso  sottostare  a  tutta  la
 normativa riguardante il soggetto pubblico.
  Credo  che questa sia una specificazione, a garanzia delle giuste
 perplessità  che  erano state sollevate dai  colleghi,  che  possa
 favorire   l'eventuale   determinazione   in   merito   a   questo
 emendamento.

   PRESIDENTE   Comunico  che  è stato presentato  dal  Governo  il
 subemendamento 33.A.14.5 all emendamento 33.A.14 del Governo.
  I  subemendamenti  33.A.14.1,  33.A.14.2,  33.A.14.3,  33.A.14.4,
 33.A.14.5 e l emendamento 33.A.14 sono accantonati.
  Si   passa  all'emendamento  aggiuntivo  33.A.5,  a  firma  degli
 onorevoli Cintola e Savona. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
 alzi.

                        (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 33.A.6 a firma dell'onorevole Cintola.
   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Acierno  ed
   altri    l emendamento   33.A.40,   avente   identico    oggetto
   dell emendamento  33.A.6  dell onorevole  Cintola,  ma  con  una
   differenza di stanziamento.  Tra i due emendamenti c'è solo  una
   differenza nella cifra: il primo è "380 mila euro" e il  secondo
   è "500 mila euro".
   Il   Governo  dà  parere  favorevole  all'emendamento  a   firma
   dell'onorevole   Acierno  per  380  mila  euro.   C'è   un'altra
   differenza:  l'emendamento  a firma  degli  onorevoli  Savona  e
   Acierno  si  riferisce  al 2004, quello a  firma  dell'onorevole
   Cintola si riferisce al 2003.

   RAITI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo contributo
 per  un  incendio  avvenuto  a Piazza  Generale  Cascino  è  stato
 sottoposto più volte all'attenzione di quest'Aula, e più  volte  è
 stato bocciato o ritirato. Viene ancora una volta ripresentato.
  L'osservazione che io faccio al Governo, così come  ai  colleghi,
 è  quella  che  già  ho  fatto  in precedenza:  si  tratta  di  un
 contributo  una tantum per un incendio avvenuto in  un  posto  ben
 indicato e ben evidenziato; a me pare che di questi problemi sulle
 attività commerciali ne sorgono numerosi in Sicilia come nel resto
 del  mondo e non capisco quale è la finalità per cui si possa dare
 un contributo così, ad personam, quando nel caso specifico ci sono
 le società di assicurazione che garantiscono i rimborsi in caso di
 incendi  perché vi sono le polizze incendio e furto. Pertanto  non
 capisco  perchè questo tipo di trattamento può essere dato  ad  un
 soggetto anzichè ad altri.
  Di  ciò  vorrei  spiegazioni da parte  del  Governo  e  dell'Aula
 perché, ripeto, più volte questo articolo è tornato in Aula e  più
 volte  è  stato  rinviato al mittente. Se oggi è cambiata  qualche
 cosa  rispetto al passato gradirei saperlo, ma nello stesso  tempo
 potrei capire l'interesse generale a dare sostegno a chi è vittima
 di  incendi;  ma allora perchè non farlo - come diceva l'onorevole
 Forgione ed altri colleghi che mi hanno preceduto -, con un  fondo
 ad  hoc  che stabilisce, nel caso in cui accadono eventi di questo
 genere che producono danni all'occupazione, con un regolamento ben
 disciplinato che la Regione, in base a dati oggettivi e  requisiti
 prestabiliti,  dia  un  contributo per  far  ripartire  l'attività
 occupazionale. Questo lo posso capire e lo condivido in pieno,  ma
 non  posso  condividere  nè accettare  una  articolo  con  cui  si
 stabilisce  di  dare un miliardo delle vecchie lire  per  un  caso
 specifico.  Tutte le altre centinaia di casi accaduti  in  Sicilia
 sono  forse   figli  di  un Dio minore ? Immagino  di  no,  quindi
 gradirei  avere spiegazioni dal Governo, anche se sono sicuro  che
 non  me  le  darà, come non le ha date poco fa. Ma  almeno  l'Aula
 abbia la accortezza di ragionare anche su queste cose.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 33.A.40. Il  parere
 del Governo?

   CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
 alzi.

                        (E' approvato)

  Gli   emendamenti  33.A.7,  33.A.8,  33.A.9,  33.A.10,   33.A.11,
 33.A.12,  33.A.13  dell onorevole Micciché sono improponibili,  in
 quanto privi di copertura finanziaria.
  Si  passa all emendamento 33.A.15.bis. Lo pongo in votazione.  Il
 parere della Commissione?

  SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
 alzi.

                        (E' approvato)

  Pertanto l'emendamento 33.A.15  è assorbito.
  L emendamento 33.A.18 è improponibile.
  Si passa all'emendamento 33.A.19.
  Comunico  che  sono  stati  presentati dagli  onorevoli  Formica,
 Sammartino  ed altri il subemendamento 33.A.19.1 e dal Governo  il
 33.A.19.2.

  CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Dichiaro  di  ritirare
 il subemendamento 33.A.19.2.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Pongo  in  votazione il subemendamento 33.A.19.1. Il  parere  del
 Governo?

  CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   SPEZIALE   Dichiaro  di apporre la mia firma  al  subemendamento
 33.A.19.1.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

  Pongo  in  votazione il subemendamento 33.A.19.1, con la relativa
 copertura  finanziaria.  Chi  è favorevole  resti  seduto,  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E   approvato)

   PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  33.A.19,  come
 modificato.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E   approvato)

  Si  passa  agli emendamenti 33.A.20, 33.A.21, 33.A.22 e  33.A.23.
 Essendo privi di copertura finanziaria li dichiaro improponibili.
  Si passa all emendamento 33.A.24.

   RAITI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   RAITI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
 vicepresidente  della Regione, visto che abbiamo appena  approvato
 un  emendamento che stabilisce un contributo di 380 mila euro  per
 l'incendio  di  Piazza  Generale Cascino,  ci  saranno  certamente
 ragioni  condivisibili, oggettive - qualche collega di Palermo  me
 le   ha   anche  spiegate  -,  premetto  che  io  rimango   sempre
 dell'opinione  che occorrono dei regolamenti e  regole  certe  per
 l'attribuzione dell'eventuale sovvenzione.
  Vorrei  porre  all'attenzione  del vicepresidente  della  Regione
 che,    tra   l'altro,   conosce   bene   la   questione   oggetto
 dell'emendamento  a mia firma, riguardante la ricostruzione  della
 stazione sciistica di Piano Provenzano di Linguaglossa che è stata
 distrutta dall'eruzione dell Etna e dal successivo  terremoto  del
 27 ottobre dell'anno scorso.
  E'  una stazione sciistica che ha una rilevanza di carattere  non
 solo regionale ma nazionale. Sappiamo tutti che è trascorso più di
 un  anno dall'evento calamitoso,  purtroppo non è stato  possibile
 procedere  al  ripristino degli impianti, in quanto il  comune  di
 Linguaglossa,  proprietario degli impianti  scioviari  localizzati
 sull'Etna, non ha ancora ricevuto i fondi per la ricostruzione  da
 parte della Protezione civile. Il mio emendamento vuole consentire
 la   rinascita    di  questa  stazione  sciistica  prevedendo   un
 contributo al comune di Linguaglossa, che è  un ente locale,  ente
 pubblico.
  Tutto ciò per consentire di rimettere in modo immediatamente  gli
 impianti  danneggiati dal terremoto, ma riattivabili con l impiego
 di  fondi  limitati.  Ripeto, è la prima stazione  sciistica,  per
 importanza  che  riveste in Sicilia, una delle più importanti  del
 Meridione d'Italia, e la  mancata attivazione produce enormi danni
 all'economia,   non  soltanto  del  comune  di  Linguaglossa,   ma
 dell'intera  provincia di Catania, perché oggetto  ogni  anno   di
 migliaia escursioni.
  Il   vicepresidente  della  Regione,  originario  del  comune  di
 Bronte,  ben conosce la situazione, così come dovrebbe  conoscerla
 tutto il Governo, in quanto nel novembre dell'anno scorso lì venne
 tenuta  una  riunione straordinaria della Giunta  regionale  nella
 sala  consiliare del comune di Linguaglossa, in quella sede  venne
 promesso un intervento immediato del Governo regionale.
  Insisto   affinché  questo  emendamento  venga  preso  in   seria
 considerazione,   dato   che  si  va   a  destinare    contributi,
 probabilmente  oggettivi e dovuti, a singole persone,  a  soggetti
 privati.   Gradirei sapere il  motivo per il  quale   non  si  può
 destinare   un  contributo  straordinario  per  risolvere   questa
 problematica  che,  tra  l'altro, innesterebbe  un  meccanismo  di
 sviluppo locale.
  Auspico,    pertanto,   il   parere   favorevole   del   Governo.
 Nell'emendamento  è previsto un contributo di 5 milioni  di  euro;
 potrebbe  essere  avvertito  come  eccessivo , dato  che  oggi  si
 discute in Aula di variazioni di bilancio. Ma, come atto di  buona
 volontà,   si potrebbe destinare un contributo minore, anche    un
 milione di euro, per rimettere in moto gli impianti, prevedendo un
 ulteriore stanziamento negli anni a venire.

   PRESIDENTE  L  emendamento 33.A.24 è improponibile.
  E   altresì improponibile l emendamento 33.A.25  per mancanza  di
 copertura.
  Si passa all'emendamento 33.A.26. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si   passa   all emendamento  33.A.27.  Comunico  che   è   stato
 presentato dal Governo il subemendamento 33.A.27.1. Ne do lettura:
    "La  sede  dell'enoteca regionale per la  Sicilia  orientale  è
 costituita presso il comune di Castiglione di Sicilia .
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione l'emendamento 33.A.27, come  modificato.  Il
 parere del Governo?

    CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'emendamento  33.A.31 degli  onorevoli  Speziale  e
 Cracolici.

   SPEZIALE  Signor Presidente, il Governo ha fatto sapere  che  il
 mio  emendamento  viene assorbito da un emendamento  del  Governo,
 quindi lo ritiro.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  agli   emendamenti 33.A. 32  e  33.A.33,  che  vengono
 accantonati.

  Si  passa  all'emendamento  33.A.34 degli  onorevoli  Speziale  e
 Villari.  Lo  dichiaro  improponibile per  mancanza  di  copertura
 finanziaria.

   VILLARI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   VILLARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire  che
 su  questo emendamento, in Commissione Bilancio, non è stata posta
 un'attenta    valutazione   sul   valore    e    il    significato
 dell'emendamento stesso.
    Siamo  di  fronte ad una questione che già è stata  oggetto  di
 trattazione  in precedenti disegni di  legge o in  leggi  che  non
 affrontano più queste tematiche: mi riferisco alla legge numero  1
 del  1979 che prevedeva la possibilità, da parte degli enti locali
 di   intervenire  per  le  opere  di  intervento  per  i   palazzi
 municipali,  per i palazzi cui hanno sede le  case comunali  ed  i
 cimiteri.
  La  norma, che io qui propongo,  fa riferimento alla necessità di
 avviare  una  graduale azione di consolidamento dei  palazzi  sede
 degli  uffici   municipali  e, laddove  questi  eventualmente  non
 esistessero  -  mi riferisco a quei comuni con popolazione  al  di
 sotto  dei  5.000 abitanti, ce ne sono diversi nella provincia  di
 Messina,  forse anche  nella provincia di Catania    e  quindi  di
 prevedere, visto che nella rubrica Lavori pubblici non è  prevista
 alcun  intervento, un'azione tendente al consolidamento di  questi
 edifici che rappresentano per i cittadini il riferimento dal punto
 di vista non solo istituzionale, ma anche della sicurezza pubblica
 e  della protezione civile; il riferimento in una zona, per altro,
 ad alto rischio sismico.
  Sono  perplesso  ed  anche  preoccupato  per  il  modo  come   la
 Commissione Bilancio  lavora rapidamente, magari smaltendo i primi
 emendamenti  e  poi dimenticandosi  degli altri.  Credo  che  vada
 fatto  un  lavoro  molto più attento e, quindi, chiedo  che  venga
 preso in seria considerazione questo emendamento, è un invito  che
 rivolgo  sia  alla  Commissione  Bilancio  che  al   Governo,  qui
 autorevolmente   rappresentato  dal  vicepresidente   Castiglione,
 affinchè si proceda rapidamente individuando nella Rubrica  Lavori
 pubblici  gli interventi e le disponibilità finanziarie  necessari
 ad avviare questi interventi.
  Infine,  signor Presidente, avendo presentato anche l emendamento
 33.A  35 chiedo di parlare anche su questo argomento che sta molto
 a  cuore  dei deputati catanesi: avviare studi di fattibilità  sul
 complesso  sistema  dei  trasporti e  della  mobilità.  Faccio  un
 appello  all'Aula perchè su questa problematica vi sia  la  dovuta
 attenzione.

   PRESIDENTE   Sull'emendamento 33.A.34 dichiarato  improponibile,
 i  deputati si sono resi disponibili a sottoscrivere un ordine del
 giorno  che consenta di realizzare l'obiettivo che lei annunziava,
 non  solo  per  gli edifici municipali e per le case comunali,  ma
 anche  per le caserme dei carabinieri. Mi sembra una ipotesi molto
 corretta.
  Si  passa  all emendamento 33.A.35, dagli  onorevoli  Speziale  e
 Villari. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto, chi è  favorevole  si
 alzi.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE   Si  passa all emendamento 33.A.36, dagli  onorevoli
 Speziali e Villari.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE     vicepresidente   della   Regione.    Favorevole,
 relativamente all anno l'anno 2003, e non   a decorrere  dall anno
 2004 .

   PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

  SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE    Si   passa   all emendamento   33.A37,   a   firma
 dell onorevole Turano.

   TURANO  Signor Presidente,  lo ritiro.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
  Onorevoli   colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
 seguenti emendamenti:

  dagli onorevoli Leontini ed altri: 33.A.39;
  dal Governo: subemendamento 33.A.39.1 all emendamento 33.A.39.
  Pongo  in  votazione il subemendamento del Governo 33.A.39.1.  Il
 parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  33.A.39,  come
 modificato. Il  parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Comunico che gli emendamenti 33.A.32 e 33.A.33 sono ritirati
  L Assemblea ne prende atto.
  Comunico   che  è  stato  presentato  dal  Governo  l emendamento
 33.A.38.  L emendamento viene accantonato  perché  inserito  nella
 manovra riferita al successivo articolo 41.
      Comunico  che  è stato presentato dal Governo l emendamento
    33.A.41. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)
      Sospendo la seduta.

      (La  seduta,  sospesa alle ore 17.15, è  ripresa  alle  ore
    17.30).

      La seduta è ripresa.

      Si   riprende  l esame  dell articolo  39,  in   precedenza
    accantonato, di cui do lettura:

                             "<Art. 39.
       Misure urgenti per la funzionalità dell'Amministrazione
                              regionale

  1.  Al  fine  di  ottimizzare l'impatto funzionale della  riforma
 dell'amministrazione  regionale  adeguandola  progressivamente  al
 vigente  ordinamento  statale, nonché di  sovvenire  alle  urgenti
 necessità di piena funzionalità amministrativa della Regione, sono
 introdotte le seguenti disposizioni.

  2.  I  rinnovi  contrattuali di cui all'articolo  9  della  legge
 regionale 15 maggio 2000, n. 10, possono essere disposti anche per
 un periodo minimo di un anno.

  3.  L'incarico di dirigente generale è conferito con decreto  del
 Presidente  della Regione previa delibera di Giunta,  su  proposta
 dell'Assessore competente, a dirigenti di prima fascia  nonché  ai
 soggetti  di cui al comma 8 dell'articolo 9 della legge  regionale
 15  maggio  2000,  n.  10;  tale  incarico  può  essere,  altresì,
 conferito  a dirigenti dell'amministrazione regionale appartenenti
 alle  altre  due  fasce purché, in tal caso, gli stessi  siano  in
 possesso  di  laurea,  abbiano  maturato  almeno  sette  anni   di
 anzianità  nella  qualifica di dirigente,  siano  in  possesso  di
 formazione  professionale  e  culturale  nonché  di  capacità   ed
 attitudini  adeguate alle funzioni da svolgere, riscontrabili  con
 riferimento  all'avere  espletato  attività  connesse  al  formale
 conferimento  di  funzioni  di  coordinamento,  di   direzione   o
 preposizione a uffici e/o strutture della pubblica amministrazione
 regionale,  nazionale  e locale, compresi gli  enti  sottoposti  a
 vigilanza e controllo da parte della Regione.

  4.  Ai  dirigenti  di ruolo di cui al comma  3  si  applicano  le
 previsioni  di  cui al primo comma dell'articolo  23  del  decreto
 legislativo  30  marzo  2001, n. 165  e  successive  modifiche  ed
 integrazioni.

  5.  Gli  altri  incarichi  dirigenziali sono  conferiti,  per  un
 periodo  non  inferiore a due anni e non superiore  a  sette,  con
 facoltà  di  rinnovo per un periodo non inferiore ad  un  anno,  a
 dirigenti  di  prima,  seconda  e terza  fascia  a  seconda  della
 complessità dell'attività da esercitare; i dirigenti ai quali  non
 sia   affidata  la  titolarità  di  uffici  dirigenziali  svolgono
 funzioni  ispettive,  di  consulenza, studio  e  ricerca  o  altri
 incarichi previsti dall'ordinamento regionale.

  6.  Il  limite  del  5 per cento di cui al comma  8  della  legge
 regionale 15 maggio 2000, n. 10, è elevato al 20 per cento".

      Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

     -   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 39.1, 39.2, 39.3;
 -   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 39.7,  39.8, 39.6,
 39.5;
 -   dagli onorevoli Raiti ed altri: 39.4;
 -   dal Governo: 39.9, sostitutivo dell intero articolo.

   CAPODICASA  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  so  se
 l'assessore Castiglione sia pronto a fornire qualche delucidazione
 sull'emendamento  presentato, comunque sia,  sottopongo  due,  tre
 quesiti. Il primo riguarda il comma 8.

   PRESIDENTE    Assessore  Castiglione,  mi   scusi,   l'onorevole
 Capodicasa  le  sta  rivolgendo alcune  domande  che  credo  siano
 fondamentali per il  giudizio  che  esprimerà sull'emendamento.

   CAPODICASA   Innanzitutto, signor Presidente, volevo  porre  una
 questione alla Presidenza: il comma 8 aumenta il limite del 5  per
 cento al 20 per cento.
  Sappiamo   che   riguarda  i  soggetti  esterni   da   utilizzare
 all interno   dell Amministrazione,  però,  a   nostro   giudizio,
 occorrerebbe la copertura finanziaria nell'ipotesi di utilizzo  di
 questo limite massimo.

   PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, relativamente a tale questione
 sia  che si tratti di contratti rivolti agli interni, sia  che  si
 tratti  di contratti per gli esterni, il costo è identico, non  si
 altera la percentuale.

   CRISAFULLI   Signor Presidente, mi scusi, ma le  hanno  riferito
 una cosa inesatta.

   PRESIDENTE   Se c'è una maggiorazione di spesa, il Governo  deve
 sicuramente dotare la norma di copertura finanziaria. O si  nomina
 un  interno o un esterno, il costo complessivo è sempre lo stesso,
 è la differenza che cambia.

   CAPODICASA   Il  soggetto interno ha già lo  stipendio,  gli  si
 paga,  semmai,  l'indennità  supplementare;  al  soggetto  esterno
 dobbiamo pagare lo stipendio più l'indennità.

   PRESIDENTE   Ma  la dotazione organica è sempre  la  stessa.  Ad
 esempio,  se  la dotazione organica è di cento dirigenti,  o  sono
 interni o sono esterni,  rimane sempre cento.
  Pertanto,  l'attuale dotazione del capitolo è prevista  per  tale
 dotazione.

   CAPODICASA   Signor Presidente, se sono cento interni  hanno  un
 costo  X,  se  sono  cento  esterni  costano  X  più  Y.  C'è  una
 differenza di costo.

   CRISAFULLI   Il soggetto interno viene nominato e  poi  si  paga
 anche il soggetto esterno.

   PRESIDENTE   Onorevole Crisafulli,  se viene nominato  direttore
 un soggetto esterno,  quello interno viene escluso.

   CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  faccio  un
 esempio:  ho  dieci  dipendenti, se uno di  questi  dieci  diventa
 direttore, alle spettanze di questo direttore aggiungo il  20  per
 cento  di indennità, ma attribuisco 100 lire a ciascuno dei dieci.
 Se  lo  assumo dall esterno, le 100 lire le debbo dare,  comunque,
 ai dieci e all'undicesimo gli devo dare il 20 per cento più le 100
 lire.  In definitiva, aumento di una unità il personale che  ho  a
 carico. Questo è il concetto.
  Sarei  favorevole alla nomina di tutti, direttamente dall'esterno
 o   dall'interno,  con  massima  libertà  da  parte  del   Governo
 regionale,  perché ritengo che in un regime di bipolarismo  ognuno
 si deve scegliere i collaboratori senza problemi.
  Però,  questo  non può significare che non dobbiamo risolvere  il
 problema  da  questo punto di vista. Dopodiché mi si può  dire  di
 prelevare  i soldi dal fondo complessivo del personale, perché  lì
 ci sono, nell'ambito dei contratti.
  Potrei  fare  finta  di  credere che  questa  sia  una  copertura
 sufficiente,  se  l'assessore Castiglione mi  dicesse  che  domani
 manderà  in  pensione il personale, perché  in caso  contrario  in
 pensione  non ci si  deve andare, la dobbiamo tenere, la  dobbiamo
 pagare e poi dobbiamo anche prendere gli esterni. Credo che ci sia
 un problema a tal proposito.

   PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, continui  se  ci  sono  altri
 quesiti, così il Governo potrà  rispondere a tutti.

   CAPODICASA   Signor  Presidente,  in  sede  di  discussione   in
 Commissione,  il  Presidente  della  Regione  nell'illustrare   il
 contenuto dell'articolo, là dove si dice che  i contratti  possono
 essere  anche  stipulati per un periodo di un anno ,  noi  abbiamo
 eccepito che tale periodo era insufficiente.
  Ci  è  stato risposto che questa facoltà doveva essere  mantenuta
 per  quei  dirigenti  che erano alle porte  della  pensione,  cioè
 mancava loro un anno per la pensione, e non si poteva, ovviamente,
 stipulare  con  loro  un contratto superiore  al  periodo  in  cui
 sarebbero rimasti in servizio.
  Ho  presentato  un  sub-emendamento a tal  proposito,  altrimenti
 potrebbe  insorgere il dubbio che la norma possa essere usata  con
 dolo, quando invece è giusta e che, personalmente, condivido.
  Se  c'è un dirigente che l'anno prossimo dovrà andare in pensione
 non  posso  stipulare un contratto per due anni e con questo  sub-
 emendamento  chiedo che il contratto per un anno venga  stipulato,
 ma  limitatamente a quei dirigenti ai quali manca un anno  per  il
 collocamento in quiescenza.

   FORGIONE   Anche questo è sbagliato gli si stipula il  contratto
 per un anno, poi però viene prorogato.

   CAPODICASA  Quindi, propongo l'emendamento 39.7, di cui  parlavo
 poc'anzi,   gli  emendamenti  39.5  e  39.6  come  sub-emendamenti
 all'emendamento del Governo, perché la riscrittura di quest ultimo
 non  ha  contemplato  queste fattispecie,  che  seppur  minime  le
 ritengo importanti.

   PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, l emendamento 39.6  è  quello
 che  fa  riferimento  alla fattispecie  a  cui  lei  faceva  cenno
 poc'anzi, cioè i contratti di un anno.

   CAPODICASA   No, quello che fa riferimento ai contratti  per  un
 anno è l'emendamento 39.7.

   PRESIDENTE    Quindi,    chiede   il   mantenimento   di   quali
 emendamenti?

   CAPODICASA  Chiedo il mantenimento degli emendamenti 39.7,  39.6
 e 39.5, alla fine.
  Però  potrei anche ritirare l emendamento 39.6 se mi si chiarisce
 un  punto.  Con questo emendamento abrogo un comma o  un  periodo,
 adesso non ricordo, in cui si stabilisce  che i dirigenti che  non
 abbiano ricevuto incarico possono svolgere funzioni ispettive,  di
 consulenza e di studio .
    Se  questo è già previsto e se è precisato che ciò viene  fatto
 senza ulteriori oneri per la Regione, ritiro l'emendamento.
  Viceversa, se vi sono oneri a carico della Regione, credo che non
 sia  possibile utilizzare i nostri dirigenti per fare i consulenti
 e assumere poi i dirigenti esterni e pagarli profumatamente.

   PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  dall onorevole
 Forgiane il subemendamento 39.9.1.

   FORGIONE  Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
 Assessore ci sono varie parti contorte  - e dico pasticciate -  di
 questo articolo,  alcune le ha esposte l'onorevole Capodicasa,  ma
 è la filosofia generale di tutto l'articolo che noi contestiamo.
  Ritengo,  innanzitutto, onorevole Assessore  -  e  spero  che  il
 Commissario  dello  Stato faccia attenzione  su  questo  articolo,
 sulla  cui filosofia credo sia intervenuto altre volte     che  ci
 siano  ragioni di incostituzionalità, cioè noi prevediamo un salto
 di  due  livelli  professionali per l'accesso  alla  categoria  di
 Direttore  generale  con  l ipotesi  che  dopo  5  anni  si  passa
 automaticamente  a  dirigenti  di prima  fascia,   senza,  quindi,
 espletare i concorsi, così come previsto dalla legge.
  Credo  che questo articolo contenga tratti di incostituzionalità,
 pertanto, inviterei il Governo a riflettere seriamente su questo.
  Tra  l altro   questo  Governo non ha mai  voluto  indire  nessun
 concorso; come si può accettare una norma attraverso la  quale  si
 salta  di  due livelli senza espletare un concorso, previsto,  tra
 l'altro,  per  legge  Vi invito, pertanto, a riflettere  prima  di
 approvarlo.
  Il  secondo  elemento  che mi sembra addirittura  macroscopico  è
 l estensione  delle fasce di accesso alla qualifica  di  Direttore
 generale;  estendiamo  le fasce interne per  l'accesso  e  per  la
 nomina  dei Direttori generali, poi però aumentiamo la percentuale
 per la nomina di direttori esterni.
  Da  un  lato  affermiamo che quelli che ci sono non  bastano,  al
 punto  tale  da  allargare fino alla seconda e alla terza  fascia,
 nello stesso tempo portiamo a diverse centinaia la possibilità  di
 scelta  dei  Direttori  generali interni all'Amministrazione,  nel
 contempo aumentiamo anche il contingente dal 5 al 20 per cento per
 i  Direttori  che  noi  dovremmo assumere con  contratto  esterno,
 avendo  già  aumentato  a  dismisura,  cioè  esteso  a  due  fasce
 dirigenziali, la quota di possibile accesso per i direttori.
  Mi  sembra  che  stiate facendo un pasticcio che da  un  lato  ha
 aspetti  palesemente clientelari - e forse per alcuni si  potrebbe
 fare la fotografia -, dall'altro ha caratteri incostituzionali,  e
 su questo vi invito a riflettere.
  Per  quanto  riguarda,  in  ultima  analisi,  l'applicazione  del
 contratto  per  un anno,  alcuni aspetti sono stati  trattati  gia
 dall'onorevole Capodicasa, ma vi invito, comunque, a riflettere su
 un  ultimo elemento, anche rispetto a quanto espresso dallo stesso
 onorevole Capodicasa.
  E  cioè  basta l'applicazione del contratto per un solo anno  per
 fare riqualificare la pensione  - e parliamo di dirigenti che sono
 ad  un  anno  dal godimento della  pensione - sulla base  di  quel
 contratto  che viene applicato per un solo anno; chiamatemela  voi
 in  qualche altro modo e datemi voi una definizione che non sia la
 volgare parola "clientelismo".

   COSTA  assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   COSTA   assessore alla Presidenza. Signor Presidente,  onorevoli
 colleghi, innanzitutto ritengo di potere affermare che non vi sono
 vizi  di  incostituzionalità nella riscrittura  dell'articolo  39,
 anche  per  le  cose  espresse dall'onorevole  Forgione,  non  c'è
 assolutamente in tale riscrittura il passaggio a cui  si  riferiva
 rispetto ai 5 anni perché è stato cassato.
  Semmai proprio l'emendamento 39.7 è predisposto proprio per  quei
 dirigenti  che  devono  andare a ricoprire incarichi  anche  negli
 uffici speciali ed, inoltre,  per dare la possibilità a coloro che
 vengono  inquadrati dall'esterno con contratti che, talvolta,  per
 esigenze di natura diversa, possono restringersi anche a 12 mesi.
  Credo,  inoltre,  che  questo articolo sostitutivo  raccoglie  lo
 spirito  della  legge  10,  voluta  da  questo  Parlamento,  fermo
 restando che l'Amministrazione si muove per obiettivi e lo spirito
 della  norma  è talmente preciso nell'identificare la  volontà  di
 realizzare  questi obiettivi con questi strumenti,  che consentono
 ad  una amministrazione di pensare in maniera diversa rispetto  ad
 una   ancorata   ancora  a  vecchie  logiche   che   sono   quelle
 imprenditoriali.
  Per  cui,  fermo  restando che non c'è nessuna logica  e  nessuna
 incostituzionalità sulla norma,   è solo il pensiero del  Governo,
 mi  pare  di  potere dire, onorevole Capodicasa, che  proprio  per
 questi  motivi  abbiamo  fatto riferimento  ad  un  solo  anno  di
 contratto per i dirigenti superiori.
  Credo  che  ulteriori osservazioni non ne siano state fatte,  per
 cui  spero che il senso delle cose qui dette possa essere  accolto
 dal Parlamento.

   PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 39.9, a firma  del Governo,
 che  consente il mantenimento dell'emendamento 39.7,  riferito  al
 comma   4;   dell'emendamento   39.6,   riferito   al   comma   7;
 dell'emendamento 39.5,  riferito al comma 8, tutti a  firma  degli
 onorevoli Capodicasa e Speziale.
  Si passa all emendamento 39.7.

   CAPODICASA  Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CAPODICASA   Signor Presidente, non possiamo  barare  al  gioco,
 perché altrimenti la vita si complica. L'Assessore Costa ha  detto
 poc'anzi, nell'argomentare il mantenimento della parte relativa ai
 contratti  annuali,  una  tesi  diversa  da  quella  espressa  dal
 Presidente della Regione in Commissione.
  Quest ultimo ha, infatti, affermato che il contratto annuale  era
 riferito  unicamente a quei dirigenti che erano alle  porte  della
 pensione,  a cui mancava un anno per andare in pensione  e  per  i
 quali  non  si poteva rinnovare un contratto per due anni,  perché
 il servizio prevedeva ancora il mantenimento per un anno.
  Quindi,  sulla  strada indicata dal Presidente della  Regione  ho
 presentato degli emendamenti con i quali preciso "limitatamente  a
 quei  dirigenti  a  cui  manca  ancora  un  anno  per  andare   in
 quiescenza".
  L'Assessore,  invece, adesso aggiunge che questo vale  anche  per
 coloro  i  quali  vanno a ricoprire incarichi speciali,  riferito,
 quindi,  anche ai dirigenti esterni che devono essere assunti  per
 incarichi particolari della durata di un anno.
  Qui  ha  ragione l'onorevole Forgione: questi incarichi, ancorché
 conferiti  per  un  anno,  danno luogo  alla  rivalutazione  della
 pensione, quella indennità di centinaia di milioni l'anno che  gli
 si attribuisce diventa pensionabile, così come direbbe qualcuno.
  Pertanto, comincio a sospettare che non si tratta di  ovviare  ad
 una incongruenza.

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE   vicepresidente della Regione.  Signor  Presidente,
 nella  ipotesi  di  cui  stiamo discutendo  si  parla  di  rinnovi
 contrattuali e l ipotesi del prossimo pensionamento non è  l'unica
 ipotesi:  si  parla anche di ufficio speciale e questo  può  avere
 terminato la propria esperienza.
  Parliamo  di  rinnovi  contrattuali, non  confondiamo  le  acque,
 inserire  altri argomenti, di pensionamento o di  prepensionamenti
 è ultroneo rispetto alle cose di cui stiamo discutendo.

   COSTA  assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   COSTA   assessore alla Presidenza. Signor Presidente,  il  comma
 non  è  rivolto solamente a coloro che devono andare in  pensione,
 perché  per  coloro  che devono andare in pensione,  e  che  hanno
 ancora un anno, non gli si può fare un contratto per due anni,  se
 fra un anno andranno in pensione.

   PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  lei  ha  ragione  ed  hanno
 ragione  anche i membri del Governo. Però è opportuno  regolare  i
 lavori,  anche perché gli altri deputati devono potere comprendere
 che cosa sta accadendo.
  Completi il suo intervento, onorevole Capodicasa. Inoltre,  hanno
 chiesto  di parlare l'onorevole Speziale e l'onorevole Crisafulli,
 dopodiché   il Governo farà la sua replica e si procederà  con  la
 votazione.

   SPEZIALE  Rinuncio a parlare  visto che il Governo ha accolto la
 proposta dell'onorevole Capodicasa.

   CAPODICASA  Signor Presidente, non ho sognato il sub-emendamento
 che  ho  presentato,   è un sub-emendamento che  ho  tratto  dalle
 dichiarazioni  del Presidente della Regione che ha detto:  "Quella
 cosa serve per questo". Allora io ho detto: "Scriviamolo che serve
 per questo".
  Ha fatto pure il nome del dottore Crosta.

   LO GIUDICE . Si parla di rinnovo, no di un nuovo contratto.

   FORGIONE  Dov è la differenza

   CAPODICASA    Onorevole  Lo  Giudice,  si   parla   di   rinnovi
 contrattuali,  ma  lei  ha  ascoltato l'onorevole  Costa,  che  ha
 parlato  poc'anzi,  il  quale  ha dichiarato  "per  dirigenti  che
 provengono dall'esterno".
  L'onorevole Costa ha spostato il paletto più in là di quanto  non
 avesse fatto il Presidente della Regione. Dichiara, infatti,   che
 si  tratta  di  dirigenti da preporre agli incarichi  speciali  e,
 quindi,  non  di  rinnovo, perché se sono preposti agli  incarichi
 speciali possono continuare a farlo senza bisogno di questa norma.
  Aggiunge,  l'onorevole  Costa,  che  questo  riguarda   anche   i
 dirigenti da prendere dall'esterno per incarichi particolari.
  Che   il  Governo dichiari una cosa sola: se sono rinnovi, ritiro
 l'emendamento,   anche   se  a  mio  avviso   sarebbe   necessario
 mantenerlo.

   CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
 l'argomentazione dell'assessore Costa sia nel senso che  la  norma
 non  è  prevista non solo per chi deve andare in pensione,  perché
 così  recita  la  norma,  prevalentemente,  e  probabilmente,  per
 costoro,  perché scade un contratto, viene rinnovato e lo  si  può
 rinnovare  per un anno; ma deve essere prevista anche  per  quelli
 che  hanno incarichi speciali: una Commissione speciale, un gruppo
 di lavoro speciale per fare un lavoro specifico, etc..
  Per  gli esterni credo che sia possibile perché è scritto lì  che
 si tratta di rinnovi, non si tratta di nuovi contratti.
  Il  problema  che  pongo è un altro: prevedere  che  in  sede  di
 rinnovo,  questo si possa fare una volta sola. Vorrei  che  questo
 fosse  chiaro  a  tutti  i colleghi: fra la  fine  di  novembre  e
 dicembre  scadranno  i contratti e potremmo  in  teoria  avere  un
 Governo  che  decide di rinnovare i contratti per un anno;  l anno
 successivo scade e, secondo questa norma, si rinnova il  contratto
 di  un  anno,  e  così  via,  ottenendo il  duplice  risultato  di
 un'evidente  precarietà  nel  ruolo  di  dirigente  di  chi   deve
 raggiungere obiettivi e dare conto dei risultati ottenuti.
  La  mia  idea è quella, invece, di prevedere un contratto  di  un
 anno e che possa essere rinnovato una sola volta.

   CASTIGLIONE   vicepresidente della Regione. Questa  è  una  cosa
 saggia.

     CRISAFULLI   Non  avevo dubbi che la mia  ipotesi  era  saggia
 perché    questo    sancisce   un   percorso:    considerata    la
 straordinarietà, un completamento di un lavoro, c'è da  andare  in
 pensione   e,   allora,  si  proroga  il  contratto,   perché   si
 tratterebbe  di  questo  in buona sostanza,  anche  se  si  chiama
 rinnovo  si  fa per un anno, perché altrimenti si applica  l'altra
 norma,  quella  dei contratti da due a sette anni e  si  può  fare
 tutto il lavoro normale e ordinario.
  L'avere chiuso questa possibilità elastica consente di avere  più
 certezza, si fa una volta sola, per un fatto straordinario  e  non
 si crea una sensazione di precariato nel contratto della dirigenza
 a livello regionale.

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE   vicepresidente della Regione.  Signor  Presidente,
 onorevoli   colleghi,    prendo  spunto   dall'ultimo   intervento
 dell'onorevole  Crisafulli. E' chiaro che l'intendimento,  con  la
 predisposizione   di   questo  emendamento   di   riorganizzazione
 dell'amministrazione  regionale,  è  quello   di   dare   maggiore
 funzionalità,  maggiore efficienza, migliore organizzazione  delle
 strutture dell'Amministrazione regionale.
  L'ipotesi  del rinnovo, perché si tratta di rinnovo contrattuale,
 lo   abbiamo  specificamente  scritto,  per  una  sola  volta,   è
 assolutamente  realistica  e,  quindi,  come  tale  va   condivisa
 l ipotesi    contenuta    nel    sub-emendamento    dell'onorevole
 Crisafulli.
  Rispondendo  all'onorevole Capodicasa,  per  quanto  riguarda  la
 copertura finanziaria dei soggetti  esterni,  il limite del  5%  è
 elevato al 20% e ciò non significa che l'Amministrazione ricorrerà
 necessariamente agli esterni, significa che vi è un limite fissato
 ad  oggi  al  5%, domani potrà essere  fissato al  20%  se  l'Aula
 approverà  questa norma, però non necessariamente il Governo  deve
 fare ricorso agli esterni.

   FORGIONE  Però, vuol dire che c'è l'esigenza

   CASTIGLIONE   vicepresidente della  Regione.  Nel  caso  in  cui
 ricorrerà  agli  esterni  chiaramente  rientrerà  tra   le   spese
 obbligatorie,  ma è così, onorevole Crisafulli, c'è  il  fondo  di
 riserva a cui si potrà attingere, quindi mi pare che anche  questa
 obiezione è ampiamente superata.
  C'è,   invece,   un  altro  elemento  che  il  Governo   vorrebbe
 introdurre  dove è scritto: "...il numero complessivo  di  aree  e
 servizi è fissato in 600" noi vorremmo inserire "fino a un massimo
 di  600"  perché  laddove un'organizzazione,  la  più  efficiente,
 dovesse prevedere meno aree e servizi, quindi se dovessimo ridurli
 -  e l'auspicio è ridurre in maniera considerevole il numero delle
 aree e dei servizi-  a mio avviso, il tetto massimo è di 600,  non
 fissato in 600.

   SPEZIALE  Oggi quanti sono?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Saranno  550,  quindi
 riteniamo  opportuno  definire il limite delle  aree  fino  ad  un
 massimo di 600.

   PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato il   subemendamento
 39.9.2 dal Governo, al quarto comma. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
  Si passa all'emendamento 39.7.

   CAPODICASA  Lo ritiro.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si passa all'emendamento 39.6. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
 chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

  Si  passa  all'emendamento 39.5. Lo pongo in votazione.Il  parere
 del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
 chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 39.9.1.  Lo pongo in votazione.
 Il parere del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 39, nel testo  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                        (E' approvato)

                 Sull attentato terroristico in Iraq

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, purtroppo  mi  è  giunta
 notizia  che  le  vittime dell'attentato di  questa  mattina
 aumentano; certamente questo addolora l'Italia ed  anche  la
 Sicilia  in  quanto,  purtroppo, molti dei  militari  uccisi
 sono nostri concittadini siciliani.
   L'invito  che  mi  permetto di formulare  all'Assemblea  è
 quello di tentare di andare avanti e rispondere per lo  meno
 con  la  nostra efficienza al momento drammatico che  stiamo
 attraversando.

         Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la
 prego  di  rileggere il testo dell'emendamento che  è  stato
 approvato   su  proposta  dell'Assessore.  Vorrei   che   la
 Presidenza  chiarisse se nell emendamento c'è  scritto   non
 rinnovabile  o  una sola volta .

    PRESIDENTE  Onorevole Crisafulli, l emendamento recita  e
 non sono rinnovabili ulteriormente .

    CRISAFULLI   Con tutto il rispetto, avete deciso  di  non
 rinnovare i contratti ai dirigenti? Lo fate soltanto  di  un
 anno?

    PRESIDENTE   Onorevole Crisafulli, siamo al  comma  4:  i
 rinnovi  contrattuali di cui all'articolo 9  della  l.r.  15
 maggio  2000  n.  10 possono essere disposti  anche  per  un
 periodo  minimo  di  un  anno.  Ci  riferiamo  soltanto   ai
 contratti rinnovabili per un anno, per un periodo minimo  di
 un  anno.  Se il Governo è d accordo l'emendamento  potrebbe
 essere così riformulato:  per una sola volta .

    CRISAFULLI  D accordo signor Presidente, però non bisogna
 scrivere  altro,  perché  se ci scriviamo   non  rinnovabili
 ulteriormente   significa  che chi  è  stato  dirigente  può
 andare a casa.

    FORGIONE  Onorevole Crisafulli, lei ha ragione ma così si
 modifica una cosa che è già stata approvata.

    CRISAFULLI  L'onorevole Forgione deve capire che una cosa
 del genere comporta che domani mattina...

    PRESIDENTE  Onorevole Crisafulli, l emendamento era  così
 formulato, è stata la Presidenza che l aveva letto male,  in
 quanto non era sufficientemente chiara la formulazione.
   Si passa all'articolo 41, in precedenza accantonato. Ne do
 lettura:

                            «Articolo 41.
         Modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001,  n.
         20

       1.  All'articolo 4 della legge regionale  10  dicembre
     2001, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, sono
     apportate le seguenti modifiche:

       a) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

       '2   bis.  Il  servizio  di  valutazione  e  controllo
     strategico operante nell'ambito degli uffici di  diretta
     collaborazione del Presidente della Regione è diretto da
     un  unico soggetto o da un collegio di tre esperti anche
     estranei all'Amministrazione regionale ed è composto  da
     sei soggetti, di cui due con qualifica dirigenziale.';

       b)  al comma 3 le parole 'del Presidente della Regione
       e' sono soppresse;

       2. Dopo l'articolo 4 della legge regionale 10 dicembre
     2001,  n.  20 e successive modifiche ed integrazioni,  è
     aggiunto il seguente articolo:

       'Art.  4  bis.  Strumenti del controllo interno  -  1.
     Presso  la  Presidenza della Regione  è  costituita  una
     banca  dati, accessibile in via telematica e  pienamente
     integrata    nella   rete   unitaria   della    pubblica
     amministrazione,   alimentata   dalle    amministrazioni
     regionali  alla  quale affluiscono,  in  ogni  caso,  le
     direttive annuali del Presidente della Regione  e  degli
     assessori  regionali  e  gli  indicatori  di  efficacia,
     efficienza,   economicità   relativi   ai   centri    di
     responsabilità  e alle funzioni obiettivo  del  bilancio
     della Regione.

       2.  Per  il coordinamento in materia di valutazione  e
     controllo   strategico   nelle   amministrazioni   della
     Regione,   la   Presidenza  della  Regione   si   avvale
     dell'osservatorio di cui al comma 3.

       3.   L'osservatorio  è  istituito  nell'ambito   della
     Presidenza  della Regione ed è organizzato  con  decreto
     del  Presidente della Regione. L'osservatorio  opera  in
     posizione  di assoluta autonomia e risponde direttamente
     al  Presidente  della  Regione. L'osservatorio  fornisce
     indicazioni  e  suggerimenti per  l'aggiornamento  e  la
     standardizzazione  dei  sistemi  di  controllo  interno.
     L'osservatorio  può avvalersi di non più  di  2  esperti
     esterni   di   comprovata  esperienza  in   materia   di
     metodologia  della  ricerca valutativa,  in  materia  di
     ingegneria   gestionale,  nelle  discipline  economiche,
     giuridiche,  politologiche, sociologiche e  statistiche,
     anche   appartenenti  ad  amministrazioni  dello   Stato
     operanti   nel  settore  dei  controlli.  L'osservatorio
     formula, anche a richiesta del Presidente della Regione,
     valutazioni   specifiche  di   politiche   pubbliche   o
     programmi operativi plurisettoriali».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

     -   dagli onorevoli Forgione e Liotta:  41.2;
 -   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 41.4, 41.3;
 -   dagli onorevoli Ardizzone e Savona: 41.1.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 41.2.  Il  parere  del
 Governo?

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 41.4.  Il  parere  del
 Governo?

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 41.3.  Il  parere  del
   Governo?

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

   Si passa all emendamento 41.1.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, intervengo per esplicitare
 un  aspetto  formale: dell'emendamento a mia firma.  Laddove
 si  dice  che  "risponde direttamente  al  Presidente  della
 Regione"  lo  potremmo sostituire con "è posto alle  dirette
 dipendenze del Presidente della Regione".

    PRESIDENTE   Lo  correggeremo in  sede  di  coordinamento
 formale, onorevole Capodicasa. Gli Uffici prendano nota  che
 si  tratta  di  una  correzione  formale  per  omologare  il
 linguaggio  testuale a quello contrattuale che  si  utilizza
 per  il  personale  alle dirette dipendenze  del  Presidente
 della Regione.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si  riprende  l esame dell emendamento 41.1. Lo  pongo  in
 votazione. Il parere del Governo?

  CASTIGLIONE   assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste.
 Invito  l onorevole  Ardizzone  a  ritirarlo  in  quanto  il
 Governo  sta  predisponendo  un emendamento  di  riscrittura
 dell articolo 41.

  ARDIZZONE  Ritiro l emendamento 41.1.

  PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
 Si  passa  all   emendamento 33.A38, del  Governo,  che  per
 omogeneità di materia è stato riferito all articolo  41.  Lo
 pongo in votazione. Il parere della Commissione?

  SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

  PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario
 si alzi.

                           (E  approvato)

 Comunico  che  è stato presentato dal Governo  l emendamento
 49.37  di  riscrittura dell emendamento 41.1.  Lo  pongo  in
 votazione.
 Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

 Pongo in votazione l'articolo 41, nel testo risultante,  con
 l avvertenza che in sede di coordinamento formale il comma 3
 va  riformulato nel senso che l Osservatorio  è  posto  alle
 dirette dipendenza del Presidente della Regione .
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     Si passa all'articolo 46. Ne dò lettura:

                          «Articolo 46.
                Razionalizzazione assistenza pediatrica

       1.   Al   fine   di   una  maggiore  razionalizzazione
     dell'assistenza pediatrica nella città  di  Palermo,  il
     presidio  ospedaliero 'Casa del Sole', nonché  le  unità
     operative  eroganti  assistenza  pediatrica  presso   il
     presidio 'Enrico Albanese' transitano dall'Azienda unità
     sanitaria   locale   n.   6  di   Palermo,   all'Azienda
     Ospedaliera   di   rilievo  nazionale  (ARNAS)   Civico,
     Benfratelli, Di Cristina e Ascoli di Palermo.

       2.  I  direttori  generali delle  due  aziende,  entro
     quarantacinque giorni dalla pubblicazione della presente
     legge, definiscono di concerto il piano di trasferimento
     relativo   alle  strutture,  attrezzature  e   personale
     dandone  comunicazione all'Assessorato  regionale  della
     sanità.»

      Comunico   che   sono  stati  presentati   i   seguenti
 emendamenti:

     -   dagli onorevoli Antinoro e Dina: 46.1 e 46.2;
 -   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 46.3;
 -   dagli onorevoli Speziale e Giannopolo: 46.4.

    SPEZIALE  Dichiaro di ritirare l emendamento 46.4.

    PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO   GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
 propongo   di   approvare  l emendamento  46.3,  soppressivo
 dell'articolo  46,  in  quanto in Commissione  Sanità,  dove
 stiamo  lavorando in tal senso, riteniamo che tale  articolo
 è  fuori  tempo e termine; l'Enrico Albanese,  infatti,  non
 esiste  più,  conseguentemente spero che il Governo  esprima
 parere favorevole alla soppressione dell'articolo.

    CITTADINI  assessore alla sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

  CITTADINI   assessore alla sanità. Il  Governo  esprime  il
 parere favorevole.

  PRESIDENTE    Pongo   congiuntamente   in   votazione   gli
 emendamenti   soppressivi  46.1     e   46.3   di   identico
 contenuto.
 Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (Sono approvati)

 Pertanto l articolo 46 è soppresso.
 L'emendamento 46.2 è precluso.
 Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                            «Articolo 49.
                  Abrogazioni e modifiche di norme

       1.  Sono abrogati i commi 3 e 4, dell'articolo 4 della
       legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.

       2.  All'articolo  25 della legge regionale  16  aprile
     2003, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni, dopo
     il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

       '1  bis.  Le  autorizzazioni  di  spesa  in  eccedenza
       rispetto ai valori complessivi di cui al comma 1  sono
       nulle.'

       3.  All'articolo 3, comma 2, della legge regionale  27
       aprile 1999, n. 10 è aggiunta la seguente lettera:

       'l)  alla  determinazione, in  apposita  tabella,  dei
     nuovi  limiti di impegno autorizzati per ciascuno  degli
     anni   considerati   dal   bilancio   pluriennale,   con
     l'indicazione  dell'anno  di  decorrenza   e   dell'anno
     terminale;'.

       4.  All'articolo  56 della legge regionale  27  aprile
     1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni  sono
     apportate le seguenti modifiche:

       a)  la  lettera d) del comma 7 è così sostituita:  'd)
     gestire gli accessi alla rete pubblica internet da parte
     delle amministrazioni regionali.'

       b)  al  comma  7 è aggiunta la seguente  lettera:  'f)
     promuovere  la  diffusione dell'innovazione  tecnologica
     nell'Amministrazione  regionale    anche   mediante   la
     partecipazione a mostre, conferenze, processi formativi,
     convegni  e  con  la presentazione e la  diffusione  dei
     prodotti realizzati.'

       5.  Il comma 3, dell'articolo 13 della legge regionale
     23  dicembre  2002,  n.  23  e successive  modifiche  ed
     integrazioni, è sostituito dal seguente:

       '3.  Per le finalità di cui al comma 1 nonché  per  la
     sottoscrizione  della  quota  regionale   del   capitale
     sociale  della  società  di  gestione  del  risparmio  è
     istituito  un  fondo a destinazione  vincolata,  la  cui
     dotazione finanziaria è determinata annualmente ai sensi
     dell'articolo  3,  comma  2,  lettera  g)  della   legge
     regionale  27 aprile 1999, n. 10 e successive  modifiche
     ed integrazioni.'

       6.  Al  comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale
     29 ottobre 1985, n. 41, la parola 'due' è sostituita con
     la parola 'cinque'.

       7.  Le  disposizioni di cui all'articolo 24, comma  1,
     della  legge regionale 16 aprile 2003, n.  4  e  di  cui
     all'articolo 17, commi da 2 ter a 2 sexies, della  legge
     regionale  17  marzo 2000, n. 8, trovano applicazione  a
     decorrere dall'esercizio finanziario 2004.

       8.  All'articolo  41 della legge regionale  16  aprile
     2003, n. 4, è aggiunto i seguente comma:

       '3.   Agli   oneri  derivanti  dall'applicazione   del
     presente   articolo,   si  provvede   a   valere   sulle
     disponibilità dell'UPB 2.3.2.6.5, capitolo 546401.'

       9. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale  9
     agosto   2002,   n.   10  e  successive   modifiche   ed
     integrazioni   dopo  le  parole  'lungo  termine'   sono
     aggiunte  le parole 'comprese le operazioni di sale  and
     lease  back  di  immobili  di  proprietà  delle  aziende
     sanitarie    ed    ospedaliere,    ancorché    destinati
     all'attività istituzionale di detti enti'  e  le  parole
     'al  20  per cento delle' sono sostituite con la  parola
     'alle'.

       10.  All'articolo 43, comma 4, lettera b), della legge
     regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo le parole 'numero di
     abitanti' aggiungere le parole 'e comunque non inferiore
     a 25 migliaia di euro'.

       11. Al comma 5, dell'articolo 35 della legge regionale
     26  marzo  2002,  n.  2, le parole  'fino  all'esercizio
     successivo' sono sostituite dalle seguenti  'per  i  tre
     anni successivi'.

       12.  All'articolo 20 della legge regionale 10 dicembre
     2001,  n.  21, le parole 'della Regione' sono sostituite
     dalle seguenti 'regionale o comunque da essi donati alla
     Regione stessa'.

       13.  All'articolo 120 della legge regionale 16  aprile
       2003, n. 4, sostituire '40' con '30'.

       14.  All'articolo 125 della legge regionale 16  aprile
     2003,  n.  4,  dopo le parole '(ex istituti magistrali)'
     aggiungere  le  parole  'e scuole  magistrali  paritarie
     sperimentali - progetto Egeria'.

       15.  All'articolo 8 della legge regionale 29  dicembre
     1962, n. 28, e successive modifiche ed integrazioni,  al
     paragrafo  'Assessorato regionale del bilancio  e  delle
     finanze'   sostituire  le  parole  'da  una   Ragioneria
     centrale, che ha sede presso le singole amministrazioni'
     con le parole 'dalle Ragionerie centrali'.

       16. All'articolo 62, lettera a), della legge regionale
     27   aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche  ed
     integrazioni, è soppressa la parola 'coesistenti'.

       17.  Al comma 1, dell'articolo 1 della legge regionale
     7 agosto 1990, n. 24, è aggiunto il seguente comma:

       '2.  Il  contributo  di cui al  comma  1  è,  altresì,
     concesso  per  le finalità di cui all'articolo  1  della
     legge regionale 25 novembre 2002, n. 20'.

       18.  Alla  legge  regionale 26 marzo  2002,  n.  2,  è
       aggiunto il seguente articolo:

                            'Art. 38 bis
             Retribuzione di risultato dirigenti apicali
     -   1.   Per  l'anno  2002,  alla  stregua  dei  criteri
     individuati   nel   corso  dell'ano   medesimo   ed   in
     applicazione  di metodologie oggettive,  ai  fini  della
     corresponsione  della  retribuzione  di   risultato   ai
     dirigenti  apicali  è  demandata  al  Presidente   della
     Regione ed agli assessori regionali, con il supporto dei
     relativi  servizi di valutazione e controllo strategico,
     la verifica del raggiungimento degli obiettivi operativi
     assegnati  ai  sensi dell'articolo 38  e  con  direttive
     emanate  nel  corso  dell'anno; ai dirigenti  apicali  è
     demandata la verifica del raggiungimento degli obiettivi
     operativi,  di  cui alla presente legge, assegnati  alla
     dirigenza   inquadrata   negli  uffici   di   rispettiva
     pertinenza.'.

       19.  All'articolo 24 della legge regionale  26  agosto
     1992,  n.  7,  le  parole 'sino a 5.000  abitanti'  sono
     sostituite con le parole 'sino a 3.000 abitanti'.

       20.  All'articolo 24 della legge regionale 16 dicembre
     2000,  n. 25, le parole 'tra 5.000' sono sostituite  con
     le parole 'tra 3.000'.

       21.  A decorrere dal primo gennaio 2004 l'articolo  38
       della
     legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è abrogato.

       22.  All'articolo  85 della legge regionale  26  marzo
       2002,
     n. 2, è aggiunto il seguente comma:

       '2.  Il fondo di cui al comma 1 è, altresì, utilizzato
     per il cofinanziamento regionale delle somme iscritte in
     bilancio  ai sensi del comma 3, dell'articolo  39  della
     legge  regionale 17 marzo 2000, n. 8, in attuazione  del
     programma operativo regionale POR 2000-2006.'

       23.  All'articolo 25 della legge regionale  25  maggio
     1995,  n.  45,  aggiungere  le  parole  'nonché  per  le
     assunzioni  dei disabili ai sensi della legge  12  marzo
     1999 n. 68'.

       24.  All'articolo 43 della legge regionale 1 settembre
     1997, n. 33, è aggiunto il seguente comma:

       '7.  Le  società  miste di cui all'articolo  44  della
     presente   legge   rilasciano  alle  guardie   da   esse
     dipendenti  l'abilitazione a  svolgere  le  mansioni  di
     guardie venatoria ed ambientalista.'.

       25.  Al comma 2 dell'articolo 44 della legge regionale
     1  settembre  1997,  n.  33, dopo  le  parole  'province
     regionali' aggiungere le parole 'e dai comuni'.

       26.  All'articolo 17 della legge regionale 23 dicembre
     2002,  n. 23, dopo le parole 'vigilanza venatoria'  sono
     aggiunte le parole 'e che daranno esecuzione al servizio
     stesso entro l'anno 2003'.

       27.  Al comma 3 dell'articolo 10 della legge regionale
     2 novembre 2000, n. 20, è aggiunta la seguente lettera:

       'e)  attiva,  ferme restando le dotazioni  finanziarie
     assegnate,   coerentemente  con  quanto   previsto   dal
     successivo   articolo   13,   progetti   obiettivo,   di
     valorizzazione  infra e plus orario di  lavoro,  secondo
     quanto previsto dal decreto del Presidente della Regione
     20 gennaio 1995 n. 11'.

       28.  L'articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2001,
     n. 6, è sostituito dal seguente:

       'Art. 7 - Convenzioni agenzie fiscali delle entrate  e
     delle  dogane - 1. Nell'ambito delle funzioni esercitate
     dal  dipartimento delle finanze e del credito in materia
     di  tributi, l'Assessore regionale per il bilancio e  le
     finanze  è  autorizzato  a  stipulare  convenzioni   con
     l'Agenzia delle entrate e con quella delle dogane.'.

       29.  All'articolo 99 della legge regionale  16  aprile
     2003,  n.  4,  le  parole  'nel termine  previsto'  sono
     sostituite con le parole 'a partire dall'1 gennaio  2002
     e fino alla data del 31 dicembre 2006'.

       30. Il comma 6 dell'articolo 172 della legge regionale
       23 dicembre 2000, n. 32, è sostituito dal seguente:

       '6.  Le disponibilità destinate agli interventi di cui
     al  presente  articolo sono quantificate annualmente  ai
     sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
     regionale   27   aprile  1999,  n.   10   e   successive
     modificazioni,  distinte per spese di funzionamento  dei
     consorzi  e spese per le finalità di cui al  comma  5  e
     sono  ripartite  a favore dei consorzi di  ripopolamento
     ittico  di Castellammare del Golfo di Patti e del  Golfo
     di Catania.'.

       31.  Al comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale
     3 maggio 2001, n. 6, sostituire '2003' con '2004'.

       32.  Il comma 2 dell'articolo 48 della legge regionale
     23 dicembre 2002, n. 23, è soppresso.

       33.  Al comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale
     15  maggio  2000, n. 10, dopo le parole  'del  dirigente
     generale  del dipartimento bilancio e tesoro' aggiungere
     'e  del  dirigente generale del dipartimento  finanze  e
     credito'.

       34.  All'articolo 86 della legge regionale 23 dicembre
       2000, n. 32, sono apportate le seguenti modifiche:

       a)  al  comma 1 le parole 'e della legge regionale  12
       giugno 1976, n. 78' sono soppresse;

       b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

       '2. Il tasso di interesse annuo a carico dei mutuatari
     per  le  operazioni di mutuo di cui alla legge 12 giugno
     1976,  n. 78, è ridotto di 2,5 punti percentuali  per  i
     mutui  definitivi  stipulati dopo  l'entrata  in  vigore
     della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.'.

       35. Al comma 4 dell'articolo 195 della legge regionale
     23  dicembre 2000, n. 32, come modificato dal  comma  74
     dell'articolo 139 della legge regionale 16 aprile  2003,
     n.  4, le parole 'al comitato permanente di partenariato
     dei  poteri locali e regionali (COPPEM)' sono sostituite
     dalle   parole  'alla  federazione  regionale  siciliana
     dell'AICCRE'.

       36.  All'articolo 23 della legge regionale  27  aprile
     1999,n. 10, sono apportate le seguenti modifiche:

       a)  al comma 2 quinquies e successive modificazioni  è
     aggiunto il seguente periodo:

       'Le stesse disposizioni si applicano anche in caso  di
     cessazioni  differenziate di attività  dell'Ente  ed  in
     misura  non  superiore  al  personale  convenzionalmente
     attribuito alle attività cessate.';

       b)  dopo  il  comma  2 sexies è aggiunto  il  seguente
       comma:

       '2   septies.  Al  personale  in  servizio  alla  data
     dell'entrata  in vigore della legge regionale  26  marzo
     2002,  n.  2, cui alla stessa data non era applicato  il
     C.C.R.L.,   all'atto  della  liquidazione  o  cessazione
     finale e/o parziale di attività dell'EAS si applicano le
     previsioni dell'articolo 12 della legge 5 gennaio  1994,
     n. 36.'.

       37. Al comma 5 dell'articolo 101 della legge regionale
     26 marzo 2002, n. 2, le parole '5 unità' sono sostituite
     dalle parole '30 unità'.

       38.  All'articolo 140, comma 8, tabella I, della legge
       regionale 16 aprile 2003, n. 4, è aggiunta la seguente
       voce:

       'Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, articolo 37,
       200 migliaia di euro'.

       39.  Dopo  il  comma  3 dell'articolo  5  della  legge
       regionale  15  maggio  2000,  n.  10,  è  aggiunto  il
       seguente comma:

       '3 bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi
     precedenti,  il  Presidente della Regione,  con  proprio
     decreto,  previa  deliberazione della Giunta  regionale,
     può   disporre,  per  motivate  esigenze   di   ufficio,
     l'utilizzo del personale in servizio negli enti  di  cui
     all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile 1991,  n.
     10,  presso  gli  uffici e le sedi  dell'amministrazione
     regionale.   Detto  personale  mantiene  il  trattamento
     giuridico  ed  economico  goduto  in  precedenza  ed  il
     relativo onere grava sul bilancio regionale».

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

 -   - dagli  onorevoli  Ortisi e Spampinato: emendamenti  49.13,
       49.14, 49.15, 49.16, 49.17, 49.18, 49.19, 49.20, 49.21, 49.22,
       49.23, 49.24, 49.25, 49.26, 49.27, 49.28, 49.29, 49.30;

  -   dagli onorevoli Raiti, Ferro ed altri: emendamenti 49.5, 49.6,
       49.7, 49.8, 49.9, 49.10, 49.11;

  -   dagli  onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti  49.32,
       49.34, 49.33, 48.A64, 49.35

 -  dagli  onorevoli Forgione e Liotta: emendamenti  49.1,  49.2,
 49.3, 49.4;

 -   - dal Governo: emendamento 49.38.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non
 sono  intervenuto poco fa per fatto personale  anche  perché
 alle  parole sicuramente poco cortesi dell onorevole Cintola
 (ma   sono   sicuro  non  sentite,  perchè  credo   che   la
 considerazione  che  l'onorevole  Cintola  ha  di   me   sia
 diversa),  ne sono seguite altre più distese che ho  gradito
 e lo ringrazio per questo.
   Però, capisco anche il suo rammarico nel vedere presentare
 una  tale  mole di emendamenti soppressivi. In qualche  modo
 devo   giustificarmi   con   l'onorevole   Cintola   e   con
 l'Assemblea tutta, ma questa è stata soltanto una  strategia
 di  rispetto  nei miei confronti personali e  nei  confronti
 dell'Assemblea stessa, nel senso che mi davo la  possibilità
 di capire ciò che votavo.
   Onestamente,  approvare al buio una cinquantina  di  norme
 senza  averne piena coscienza, era qualcosa che  sentivo  di
 non  dover fare; tra l'altro signor Presidente - lo  segnalo
 ma  entreremo  poi nel merito - si chiede di abrogare,  anzi
 di  modificare  un  comma di una legge che  non  esiste:  un
 comma,  il  comma 7 dell'articolo 16 della  legge  n.10  del
 2000;  il comma 33 dell articolo 49 della legge in esame  fa
 riferimento  ad una legge che   ripeto - sia dal  motore  di
 ricerca  dell'Assemblea regionale, sia del motore di ricerca
 della Camera dei Deputati, sembrerebbe non esistere.
   Preannuncio   che   la   gran  parte   degli   emendamenti
 soppressivi  da  me  presentati  all articolo   49   saranno
 ritirati,  tranquillizzando  così  l'onorevole  Cintola  sul
 fatto che la mia non è un'attività ostruzionistica.

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, quella parte a cui  lei
 fa riferimento a quale emendamento soppressivo corrisponde?

    SPAMPINATO  All emendamento 49.26, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevole  Spampinato,  ritira   gli   altri
 emendamenti soppressivi a sua firma?

    SPAMPINATO  No  non tutti, signor Presidente, gran  parte
   li ritiro.

    PRESIDENTE    Può  annunziare  quelli  che   ritira   per
 semplificare i lavori della Presidenza'?

   SPAMPINATO  Dichiaro di ritirare i seguenti emendamenti a  mia
 firma:  49.13, 49.14, 49.15, 49.16, 49.17, 49.19, 49.20,  49.21,
 49.23, 49.24, 49.25, 49.27, 49.29.

    PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
     Onorevole Raiti, possiamo procedere alla stessa  maniera
 con gli emendamenti da lei presentati?

    RAITI  Ritiro gli emendamenti 49.9 e 49.6.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPEZIALE  Ritiro l emendamento 49.34.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa agli emendamenti 49.1, 49.5 E 49.13, di identico
 contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere
 del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non sono approvati)

   Si  passa all'emendamento 49.7. Lo pongo in votazione.  Il
 parere del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

  Si  passa  agli  emendamenti  49.8  e  49.18,  di  identico
 contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere
 del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non sono approvati)

  Si  passa  agli  emendamenti 49.10  e  49.22,  di  identico
 contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere
 del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non sono approvati)

      Si  passa  all emendamento 49.2. Lo pongo in votazione.
 Il parere del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non è approvato)

      Onorevole  Castiglione sull emendamento 49.26  è  stata
 sollevata una obiezione dall'onorevole Spampinato. Siamo  in
 grado di rispondere? Pare che la legge citata non esista.

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Possiamo procedere.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                       (E  approvato)

  Si  passa  agli  emendamenti  49.3  e  49.28,  di  identico
 contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere
 del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto,   chi   è
   favorevole si alzi.

                       (Non sono approvati)

   Comunico  che è stato presentato dal Governo l emendamento
 49.39,  sostitutivo  degli emendamenti 49.4,  49.11,  49.30,
 49.35.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                       (E  approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 49.31.

    CAPODICASA     Chiedo   di   parlare    per    illustrare
   l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  in
 regime   di   avanzamento  tecnologico,   si   propone   che
 l'ufficio,  a cui fa riferimento il comma, tra le incombenze
 di  legge  e quelle che aggiungiamo con l'attuale  articolo,
 curi anche l'inserimento in Internet degli atti di Giunta  e
 delle   delibere  di  Giunta,  documenti  che   al   momento
 pervengono ai Gruppi per percorsi abbastanza misteriosi.

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore, penso che  la  proposta
 dell'onorevole  Capodicasa  possa  essere  accettata.  Ormai
 siamo  nel mondo della telematica, sicuramente questo  serve
 a favorire la conoscenza degli atti.

    CAPODICASA   E'  paradossale che si  possano  leggere  su
 Internet  gli  atti  dell'amministrazione  americana  e  non
 quelli della Giunta siciliana.

    CASTIGLIONE  assessore per l'agricoltura e le foreste. E'
 un  progetto attuale: le deliberazioni della Giunta  saranno
 fruibili su Internet.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  49.31,  con
   la  precisazione  che  la  legge  richiamata  è  la  legge
   regionale 27 aprile 1999, n. 10. Il parere del Governo?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e   foreste.
   Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto,   chi   è
   contrario si alzi.

                       (E' approvato)

   L'emendamento 49.A.58 è improponibile in quanto  privo  di
   firma.
   Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo risultante. Chi
 è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                        (E' approvato)

     La seduta è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.28, è ripresa alle ore
                               19.00)

     La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i  seguenti
   ordini del giorno:

  -  numero  308 «Iniziative presso il governo nazionale  per  dare
 concreta  e  definitiva risposta alle legittime aspettative  delle
 popolazioni  del Belice» a firma degli onorevoli: Ferro,  Orlando,
 Morinello ed altri;
  -  numero  309  «Finanziamento  dei lavori  di  irregimentazione,
 riqualificazione del torrente Lavinaio di Acicatena» a firma degli
 onorevoli Nicotra, Paffumi, ed altri a cui aggiungo la mia firma;
  -  numero  310 «Ricostruzione e restauro della Chiesa seicentesca
 di  Santa Maria di Altofonte (PA» a firma degli onorevoli Nicotra,
 Leontini ed altri;
  -  numero  311 «Ricostruzione del campanile della Chiesa  di  San
 Cataldo» a firma degli onorevoli Leontini, Nicotra ed altri;
  -  numero 312 «Restauro della Chiesa madre di Altofonte» a  firma
 dell'onorevole Cracolici;
  -  numero  313 «Addossamento al servizio sanitario regionale  dei
 costi  sopportati  dai  donatori  di  sangue  per  la  terapia  di
 reintegro delle normali rioserve di ferro dell'organismo» a  firma
 degli onorevoli Raiti, Ferro, Leontini ed altri;
  -  numero  314  «Istituzione di una commissione  parlamentare  di
 indagine sulla spesa sanitaria in Sicilia» a firma degli onorevoli
 Giannopolo, Cracolici, ed altri;
  -   numero  315  «Concessione  di  un  contributo  al  Comune  di
 Acquedolci  destinato alla manifestazione del carnevale»  a  firma
 degli onorevoli Leanza, ed altri;
  -  numero  316 «Concessione all'associazione culturale  Piquichdi
 Brolo di un contributo» a firma degli onorevoli Leanza ed altri;
  -  numero  317 «Ritiro delle truppe italiane dall'Iraq»  a  firma
 dell'onorevole Micciche;
  -   numero   318   «Riconsiderazione   dell'ubicazione   di   una
 megadiscarica  e di un termoventilatore in contrada Serra  Palermo
 nell'Agrigentino» a firma degli onorevoli Capodicasa, Giambrone ed
 altri.

  Comunico di volere apporre la mia firma all ordine del giorno  n.
 309.

                     Sul grave attentato in Iraq

   CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CUFFARO    presidente  della  Regione.   Vorrei   esprimere   in
 quest'Aula il sentimento di sdegno e di durissima condanna, a nome
 di  tutto  il  popolo  siciliano, per il gravissimo  attentato  di
 matrice  terroristica  che  quest'oggi  ha  duramente  colpito  il
 personale  militare  italiano  impegnato  in  Iraq  nel  difficile
 compito  di  concorrere  alla ricostruzione  della  pace  e  della
 convivenza civile e democratica di quel Paese.
  In  questo  momento  di  grande dolore ci stringiamo  commossi  e
 siamo  vicini, nella preghiera, a tutti i familiari delle vittime,
 ed  in  particolare  ai familiari di quei carabinieri  e  di  quel
 militare siciliani uccisi, il cui sacrificio rimarrà profondamente
 impresso nella nostra mente e nel nostro cuore.
  Un  sentimento di particolare vicinanza desideriamo  manifestare,
 inoltre,  verso  l'Arma dei Carabinieri che  nel  suo  silenzioso,
 quotidiano e tenace adempimento del dolore è stata chiamata, oggi,
 ad  un  così  alto  tributo di sangue, non  solo  per  le  vittime
 dell'Iraq; purtroppo, anche un altro carabiniere ha perso oggi  la
 vita  in  un  incidente mentre tornava da fare il  suo  dovere  di
 carabiniere nel centro di accoglienza di Agrigento.
  Da   una   terra  le  cui  radici  affondano  in  una  millenaria
 tradizione  di  dialogo e di pacifica convivenza  tra  le  diverse
 identità religiose e culturali che si affacciano nel Mediterraneo,
 leviamo con forza un grido vigoroso contro ogni tipo di violenza e
 di  prevaricazione che ostacoli il cammino di pace che ogni popolo
 ha il diritto di compiere verso la democrazia e verso la libertà.

   PRESIDENTE   Onorevole  Presidente della  Regione,  come  saprà,
 questa mattina l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio  per
 commemorare le vittime di tale attentato terroristico.

           Riprende l'esame del disegno di legge n. 699/A

   PRESIDENTE  Si  procede  all esame  degli  ordini   del   giorno
 iniziando da quelli la cui presentazione è stata comunicata  nella
 seduta n. 173 dell 11 novembre 2003.
  Si  passa all'esame dell ordine del giorno numero 258 «Iniziative
 per  l'annullamento del provvedimento di soppressione  della  sede
 decentrata  dell'INPS  di  Mascalcia»,  a  firma  degli  onorevoli
 Villari,  Raiti  ed altri. Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
 Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all ordine del giorno numero 261 «Completamento  della
 diga  di  Pietrarossa»,  a  firma degli onorevoli  Ioppolo,  Neri,
 Leanza ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  VILLARI.  Dichiaro di volere apporre la mia firma all ordine  del
 giorno numero 261.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
  Si  passa all ordine del giorno numero 262 «Interventi presso  il
 Governo  nazionale per il ripristino di una adeguata  politica  di
 finanziamento al Mezzogiorno», a firma degli onorevoli Villari  ed
 altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all ordine del giorno numero 263  «Iniziative  per  la
 scelta della Sicilia quale sede dell'Agenzia europea per la tutela
 dei  prodotti  ittici e della sorveglianza della pesca»,  a  firma
 degli  onorevoli Lo Porto, Fleres, Turano ed altri.  Lo  pongo  in
 votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all ordine del giorno numero 264 «Intervento a  favore
 dei  soggetti non udenti», a firma degli onorevoli Fleres, Catania
 G.,  Maurici  e  Scoma.  . Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
 Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Informo  che  l'ordine  del  giorno numero  265  «Iniziative  per
 scongiurare  la condanna a morte di Amina Lawal Kurami»,  a  firma
 degli  onorevoli  Fleres, Catania G., Maurici e Scoma  è  superato
 perché  nel  frattempo  la donna nigeriana in  questione  è  stata
 graziata.

  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  266  «Iniziative  per
 garantire  l'assistenza  sanitaria all'interno  delle  carceri  in
 Sicilia»,  a firma degli onorevoli Fleres, Catania G.,  Maurici  e
 Scoma.

  CINTOLA.  Dichiaro di volere apporre la mia firma all ordine  del
 giorno n. 266.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 267 «Interventi  per  una
 rivisitazione   del  decreto  Tremonti  in  materia   di   credito
 d'imposta», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici  e
 Cintola, che appone la firma.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  268  «Iniziative  per
 coordinare la partecipazione delle Assemblee legislative regionali
 al processo di costruzione delle politiche europee», a firma degli
 onorevoli  Fleres,  Catania  G., Maurici  e  Scoma.  Lo  pongo  in
 votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  269  «Impegno  per  la
 continua informazione dell'Assemblea regionale siciliana  circa  i
 contenuti  del  prossimo incontro a Palermo dei  Ministri  per  il
 Commercio  estero  dell'Unione Europea»,  a  firma  dell onorevole
 Miccichè.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  ordine
 del giorno non è superato perché il WTO di Cancun si è concluso in
 modo  positivo per i Paesi del Terzo Mondo, e questo la dice lunga
 su tutta una serie di posizioni che il Governo nazionale ha preso,
 a  cominciare dalla Kermesse che c'è stata a Palermo in  occasione
 dell'incontro dei rappresentanti dell'Unione Europea nel campo del
 commercio.
  E'  la  dimostrazione  che questo ordine  del  giorno  tendeva  a
 impegnare  il Governo regionale, che era stato tagliato  fuori  da
 ogni  discussione su questo argomento. Mi pare,  infatti,  che  la
 Conferenza  di  Cancun ha dimostrato il fallimento della  politica
 dei Paesi cosiddetti "industriali", ed ha sostanzialmente dato  un
 aspetto  positivo  a quei paesi che si affacciano  nel  resto  del
 mondo, soprattutto nei paesi dell'America latina e dell'Africa.
  Questa  è  la  dimostrazione che il Governo  nazionale  ha  perso
 l'occasione di schierarsi a favore dei Paesi in via di sviluppo.
  Ciò  che si è verificato a Cancun, evidentemente, sarà lo  spunto
 per  un  nuovo  ordine  internazionale purtroppo  funestato  dalla
 tragedia  e dell'attentato di questa mattina. Per questo dico  che
 il  WTO  di  Cancun non è stato un fatto negativo,  e  il  Governo
 nazionale  di Berlusconi e il suo Ministro, l'onorevole Urso,  che
 ha partecipato a questa Conferenza, ne ha preso anche atto.
  Per  questo ritengo che il nostro Governo avrebbe dovuto fare  di
 tutto  per  dire la sua su tale questione, ma non ha  avuto  alcun
 ruolo,  forse  perché è stato esautorato per  volere  del  Governo
 nazionale.

   CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio  avviso
 questo  è  un  ordine  del giorno riciclato,  bisogna  correggerlo
 perché ad un certo punto reca: "è in questo quadro che il  6  e  7
 luglio  prossimi,  a  Palermo,  i ministri  del  Commercio  estero
 dell'Unione Europea e dei Paesi aspiranti membri, si incontreranno
 per definire.."

   PRESIDENTE  Si sono già incontrati.

   CAPODICASA  Infatti.

   PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa la Presidenza aveva  avvertito
 l'Aula che l'ordine del giorno era superato. Non posso permetterle
 di dire che l'onorevole Miccichè ricicla l'ordine del giorno.

   CAPODICASA  Signor Presidente, non intendevo in senso  negativo,
 ma  forse  prima l'aveva presentato e adesso lo ha riproposto  non
 aggiornato. La Conferenza a Cancun si è già tenuta

   PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'ordine  del  giorno  269.  Il
 parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

  PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
 alzi.

                          (Non è approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 270 «Provvedimenti  circa
 il  rinnovo  delle  Commissioni provinciali per l'artigianato»,  a
 firma degli onorevoli Leanza E, Gonfalone, Mercadante e Baldari.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine del giorno numero 273 «Istituzione  di  una
 Commissione  parlamentare di indagine sulla  spesa  sanitaria»,  a
 firma  degli  onorevoli Barbagallo, Genovese,  Guerrieri,  Tumino,
 Vitrano e Zangara.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine del giorno numero 277 «Impegno del  Governo
 della  regione avendone nota la politica industriale dei  prossimi
 anni  nonchè il piano industriale per il rilancio economico  della
 Sicilia»,  a  firma  degli  onorevoli Miccichè,  Ortisi,  Ferro  e
 Garofalo.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

  Si  passa  all'ordine  del giorno numero  279  «Provvedimenti  in
 merito   della  gestione  dell'EAOSS»,  a  firma  degli  onorevoli
 Cracolici, Giannopolo, De Benedictis, Oddo, Panarello e Speziale».

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa all'ordine del giorno numero 284 «Intervento allo scopo
 di  individuare le risorse economiche necessarie per  un  corretto
 funzionamento del Registro Territoriale di Patologia di Siracusa»,
 a firma dell onorevole Sbona al quale dichiara di voler apporre la
 firma l onorevole De Benedictis.

  DE   BENEDICTIS.  Dichiaro  di  volere  apporre  la   mia   firma
 all ordine del giorno n. 284.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Comunico  che l'ordine del giorno numero 285 «Iniziativa  per  la
 partecipazione alla Marcia per la pace Perugia Assisi del prossimo
 ottobre 2003», a firma Ferro, Orlando, Raiti e Morinello.

  FERRO. Dichiaro anche a nome degli altri firmatari di ritirarlo.

  PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  286  «Iniziative  per
 consentire  la  piena fruibilità del Parco dei Nebrodi»,  a  firma
 degli onorevoli Ioppolo, Spampinato, Villari, Incardona e altri.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  287  «Iniziative  per
 semplificare   le   procedure  di  erogazione  delle   provvidenze
 spettanti agli invalidi civili», a firma degli onorevoli Lo Curto,
 Gurrieri,  Oddo  e  altri al quale dichiara di  voler  apporre  la
 propria firma l'onorevole Spampinato.

  SPAMPINATO.  Dichiaro di volere apporre la mia  firma  all ordine
 del giorno n. 287.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 289 «Tutela  dei  diritti
 dei dipendenti del CE.SI.FO.P di Siracusa». Lo pongo in votazione.
 Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 293 «Interventi a sostegno
 della  cooperativa  Casa dei giovani  di Castelvetrano»,  a  firma
 degli onorevoli Lo Curto e Cristaudo.
  Onorevole  Lo  Curto,  così come formulato sarebbe  improponibile
 perchè non si può operare in deroga alle direttive comunitarie, se
 lo   consideriamo  riformulato  e  il  Governo  lo  accetta   come
 raccomandazione  allora  va  bene,  altrimenti,  viene  dichiarato
 improponibile.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
    Comunico che l'ordine del giorno numero 294 «Iniziative per  la
 semplificazione delle procedure di erogazione delle  indennità  di
 invalidità civile in Sicilia», a firma degli onorevoli  Lo  Curto,
 Acierno ed altri.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  296  «Interventi  per
 assicurare la trasparente gestione del sistema di aiuti  economici
 e  sociali erogata a cura degli Enti locali in Sicilia»,  a  firma
 degli  onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Scoma. Lo pongo  in
 votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 297 «Stato di  attuazione
 della  legge  regionale 8/2002», a firma degli  onorevoli  Fleres,
 Catania  G., Maurici e Scoma. . Lo pongo in votazione.  Il  parere
 del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 298 «Iniziative al fine di
 concedere  la  grazia ad Adriano Sofri», a firma  degli  onorevoli
 Fleres, Catania G. e Maurici, al quale dichiarano di voler apporre
 la  firma  anche  gli  onorevoli Panarello, Forgione,  Spampinato,
 Orlando, Leontini, De Benedictis, Ferro, Cracolici e Papania.
  L Assemblea ne prende atto.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 299 «Interventi  per  una
 rivisitazione  del  decreto Tremonti  in  materia  di  credito  di
 imposta», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici, di
 identico contenuto dell ordine del giorno n. 267.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  300  «Istituzione  del
 registro   regionale  degli  amministratori   di   condominio   di
 immobili», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G.,  Maurici  e
 Scoma. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si   passa   all'ordine   del  giorno  numero   301   «Iniziative
 riguardanti il personale ex LSU, protezione civile», a firma degli
 onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del giorno numero 302 «Iniziative  miranti
 alla   predisposizione  degli  atti  necessari  riserva  di  Santo
 Pietro»,  a firma degli onorevoli Fleres e Pistorio. Lo  pongo  in
 votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 303 «Iniziative e  memoria
 delle  vittime  della  strage dell'11 settembre»,  a  firma  degli
 onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici. Lo pongo in votazione.  Il
 parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine  del giorno numero  304  «Finanziamento  di
 tutti   gli  interventi  necessari  al  rifacimento,  restauro   e
 consolidamento della Chiesa di Santa Maria di Altofonte  (PA)»,  a
 firma  dell onorevole Cintola, di analogo contenuto  degli  ordini
 del  giorno numeri 310 e 312 Li pongo congiuntamente in votazione.
 Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Li  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Sono approvati)

  Si   passa   all'ordine   del  giorno  numero   305   «Iniziative
 riguardanti  attività  di  trasporto  di  viaggiatori   effettuate
 durante  noleggio con conducente», a firma degli onorevoli Fleres,
 Catania  G.  e  Maurici.   Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
 Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 306 «Interventi al fine di
 procedere  alla liquidazione a richiesta di risarcimento  avanzata
 dai  produttori  agrumicoli siciliani», a  firma  degli  onorevoli
 Fleres, Catania G. e Maurici. .  Lo pongo in votazione. Il  parere
 del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 307 «Iniziative al fine di
 conoscere  la  ricerca  di  biofisica  clinica»,  a  firma   degli
 onorevoli  Fleres, Catania G. e Maurici. .  Lo pongo in votazione.
 Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 308 «Iniziative presso  il
 Governo  nazionale  per dare concreta e definitiva  risposta  alle
 legittime aspettative delle popolazioni del Belice», a firma degli
 onorevoli Ferro, Orlando, Morinello, Miccichè e Raiti.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine  del giorno numero 309  «Finanziamento  dei
 lavori   di  irregimentazione  e  riqualificazione  del   torrente
 Lavinaio  di Acicatena», a firma degli onorevoli Nicotra,  Paffumi
 ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine  del giorno numero 311  «Ricostruzione  del
 campanile  della Chiesa della Mercede (detta del Convento)  di  S.
 Cataldo (CL)», a firma degli onorevoli Nicotra, Paffumi ed  altri.
 Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  313  «Addossamento  al
 Servizio sanitario regionale dei costi sopportati dai donatori  di
 sangue, per la terapia di reintegro delle normali riserve di ferro
 dell organismo»,  degli onorevoli Leontini, Formica,  Speziale  ed
 altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 314 «Istituzione  di  una
 commissione  parlamentare di indagine sulla Sanità in Sicilia»,  a
 firma degli onorevoli Giannopolo, Cracolici, Speziale ed altri.

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   chiedo
 formalmente  che nella prima riunione utile della  Conferenza  dei
 Capigruppo  si  ponga all'ordine del giorno la costituzione  della
 Commissione.

   PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  A  nome  del
 Governo lo accetto come raccomandazione.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Si  passa  all'ordine del giorno numero 315  «Concessione  di  un
 contributo   al   Comune  di  Acquedolci   (ME)   destinato   alle
 manifestazioni  del  carnevale», a firma  degli  onorevoli  Leanza
 Vincenzo ed altri.

  CINTOLA.  Dichiaro di voler apporre la mia firma  all ordine  del
 giorno n, 315.

  PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si   passa   all'ordine  del  giorno  numero   316   «Concessione
 all Associazione culturale Pickwich di Brolo (ME) di un contributo
 per  il  perseguimento  delle proprie finalità  istituzionali»,  a
 firma degli onorevoli Leanza Vincenzo, Formica, Beninati,  Baldari
 e Ardizzone. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

  PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
 seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si  passa  all'ordine del giorno numero 317 «Ritiro delle  truppe
 italiane dall Iraq», a firma dell onorevole Miccichè.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa  è
 evidentemente   una  giornata  terribile  per   l'Italia   e,   in
 particolare, per noi siciliani. Una giornata in cui si registra la
 perdita di tre nostri corregionali che sono morti in quelle  terre
 lontane.
  Condivido  tutte le iniziative di principio contro il  terrorismo
 di  ogni  forma. Bisogna, però, riflettere perché, questa tragedia
 che ci ha colpiti, è una tragedia annunciata. La presenza italiana
 in  un  territorio  così  difficile  come  l'Iraq  già  annunciava
 all'origine gravi lutti.
  Il  nostro  Governo nazionale, purtroppo, in modo  quasi  cinico,
 tenta di strumentalizzare queste vite umane che sono state portate
 via da una logica di guerra.
  Noi  in  questo  momento dovremmo tutti scendere  in  piazza  per
 manifestare   il   nostro   dissenso   contro   questa    presenza
 ingiustificata. Si era detto che le nostre truppe  erano  lì  solo
 per portare la pace.
      La  pace portata con le armi non ha mai portato  niente
 di buono.
      Spesso  gli  accorati appelli del Santo Padre,  vengono
 presi  come  questione di principio ma  non  come  fatto  di
 assoluta  osservanza: se c'è qualcosa che oggi noi  dovremmo
 osservare  e avere come esempio è la tenacia e la forza  che
 questo  Pontefice, con tutte le sue difficoltà, ha in questi
 ultimi tempi enunciato.
      Con  la  guerra si porta solo distruzione e morte.  Per
 quale  causa sono morti, i nostri connazionali?  Hanno  solo
 ottenuto   una   medaglia  d'oro  al  valor   militare,   ma
 chiaramente, onorevoli colleghi, è una tragedia  immane  che
 colpirà  le  famiglie,  ma  colpirà  soprattutto  la  nostra
 coscienza di uomini pacifici.
      Questo  ordine del giorno chiede di far voti  a  questa
 Assemblea  perché il Governo nazionale disponga  l'immediato
 ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.
      Sono  stato  pochi minuti fa davanti la  Prefettura  di
 Palermo,  dove  si  è  raccolto un considerevole  numero  di
 cittadini  palermitani per manifestare il  proprio  dissenso
 sulla   politica  che  questo  Governo  sta   attuando   nei
 confronti  dello stesso popolo italiano, che è stato  ostile
 a  questa guerra, è stato ostile a che venissero mandate  le
 nostre forze armate in un territorio dove c'è guerra.
      Il  termine "guerra" qualcuno non lo vuole usare, parla
 solo  di  "lotta al terrorismo". Probabilmente il terrorismo
 c'è,  ma  il  terrorismo si è rafforzato,  si  è  alimentato
 grazie a questa presenza, anche nostra, in Iraq.
      Vero  è  che il popolo iracheno ha fatto dei distinguo,
 però  chi  fa  azioni di guerra non fa alcun distinguo,  non
 importa   se sono americani o italiani o russi o  inglesi  o
 francesi.
      Dobbiamo fare di tutto perché i nostri ragazzi  lascino
 subito  l'Iraq. Immediatamente. Dobbiamo lasciare Bush  alle
 sue responsabilità, le sue gravi responsabilità.
      Già la maggioranza del popolo americano sta cominciando
 a  capire che Bush ha portato il proprio paese in un  vicolo
 cieco.  Il nostro Governo ha seguito questa strada sbagliata
 come  se noi chissà quale risultato potevamo raggiungere  in
 questo  territorio lontano. Lontano non solo  come  distanza
 chilometrica,  ma  lontano  come  obiettivo.  Lontano  dalle
 nostre  possibilità  di  capire  perché  questo  Governo  ha
 accettato  le lusinghe di chi ha portato il mondo  sull'orlo
 del disastro.
      La  vittoria decantata anticipatamente in Iraq era  una
 trappola ed i fatti di questa mattina  lo dimostrano.
      Non si può sconfiggere il terrorismo con i metodi della
 guerra.  Con  questi metodi il terrorismo  si  rafforza.  Le
 ideologie  terroristiche si propagheranno   in  una  maniera
 ancora  più  forte perchè chi vuole pescare nel torbido  non
 spera altro che in queste situazioni.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, la invito a concludere.

      MICCICHE .  Bisogna spogliarsi dalle proprie  divise  e
 uscire  dagli schieramenti politici. Noi siamo  siciliani  e
 italiani  nello stesso tempo, ma siamo siciliani soprattutto
 nell'animo,  perchè  noi abbiamo nel  nostro  DNA  la  lotta
 alla  guerra, i siciliani hanno sempre ripudiato  la  guerra
 perchè sono stati vittima della guerra.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
 chiesto  la  parola  perchè io assieme  ad  altri  colleghi,
 anche   assieme  agli  onorevoli Liotta, Spampinato,  Raiti,
 Crisafulli, Ferro, nonchè l onorevole Morinello che   chiede
 di  apporre  la propria  firma, abbiamo proposto  un  ordine
 del giorno che può essere accorpato.

    PRESIDENTE    Gli   uffici  prendono   atto   di   questa
   comunicazione.

    FORGIONE    Mi  rendo  conto,  onorevole  Presidente   ed
 onorevoli  colleghi, che c'è anche il momento  del  silenzio
 di  fronte alla drammaticità di eventi come quelli che hanno
 colpito  l'Arma  dei  Carabinieri, il  nostro  Esercito,  il
 nostro Paese.
   Proprio  in  questo momento è in corso la  visita  di  una
 delegazione     di    Rifondazione    comunista,     guidata
 dall'onorevole  Di Lello, nello stesso nostro  palazzo  dove
 ha  sede  la  Legione  dei Carabinieri,  per  incontrare  il
 Comandante   generale  della  Legione  dei  Carabinieri   in
 Sicilia.
      Noi  avvertiamo il dolore di un intero popolo, e  nello
 stesso  tempo  avvertiamo il dolore per una guerra  assurda.
 Io  credo  che la dicotomia terrorismo-guerra si alimenta  a
 vicenda;  non ci può essere la denuncia, la più netta  e  la
 più  rigorosa  dell'una senza la denuncia netta  e  rigorosa
 dell'altra.
      Siamo  in  una fase della storia del mondo  in  cui  la
 coppia    dicotomica     guerra-terrorismo    sembra    aver
 partecipato ad una operazione militare, perché di questo  si
 tratta. Oggi purtroppo ne  paghiamo le conseguenze.
      In  Iraq non c'è stata la conclusione della guerra  nei
 primi  di  maggio  e  in  Iraq non c'è  mai  stata  una  pax
 americana,  l'Iraq continua ad essere teatro  di  guerra,  e
 ciò  che  abbiamo di fronte non è solo l'espressione  di  un
 terrorismo suicida, ma è l'espressione di una guerra che  lì
 viene  combattuta  anche  con lo strumento  del  suicidio  e
 dell'attentato KamiKaze.
      Per  questo  l'organizzazione delle  Nazioni  Unite  ha
 abbandonato  l'Iraq, per questo qualche giorno fa  la  Croce
 Rossa internazionale ha abbandonato l'Iraq.
      Noi non chiediamo di abbandonare il popolo iracheno  al
 suo   destino,   chiediamo  che  il   popolo   iracheno   si
 autodetermini nella scelta del proprio destino.
         Invece  vediamo  che  una  guerra  imperiale  lì  ha
 alimentato le condizione di una spirale violenta.
      La   guerra  americana  non  ha  creato  condizioni  di
 successo  nella  lotta  al terrorismo,  non  l'aveva  creata
 nella  caccia  a Bin Laden, non l'aveva creata nella  caccia
 al  Mullà  Omar,  non  l'ha creata  nella  caccia  a  Saddam
 Hussein, ammesso che questo fosse un obiettivo legittimo.
        Saddam Hussein non è  stato assicurato alla giustizia
 internazionale,   ammesso   che   ci   sia   una   giustizia
 internazionale,  a  questa  stessa  giustizia  non  è  stato
 assicurato  nè Bin Laden né il Mullà Omar, ma non  solo:  le
 condizioni dell'intera area si sono aggravate come  è  sotto
 gli  occhi  di tutti, basta guardare soltanto  al  dramma  e
 alla   tragedia  del  popolo  palestinese  e  alla  violenza
 dell'occupazione  militare israeliana condotta  dal  Governo
 Sharon sul popolo e sui territori della Palestina.
        Allora, bisogna cambiare politica. E' sotto gli occhi
 di   tutti,  e  concludo,  signor  Presidente,  dicendo  che
 dall'11  settembre ad oggi la risposta della  guerra  non  è
 utile a combattere il terrorismo.
       La violenza non sconfigge il fondamentalismo, anzi, il
 fondamentalismo  religioso  viene  alimentato   assieme   al
 fondamentalismo  politico dalla recrudescenza  della  guerra
 imperiale.
      Lo  ripeto: siamo in una fase in questo mondo in cui  i
 concetti  di  guerra/terrorismo accoppiati si  alimentano  a
 vicenda.   Per   questo   abbiamo   chiesto   all'Italia   e
 all'Europa,  assieme al popolo della pace in  questi  ultimi
 anni e negli ultimi mesi, arrivando a costituire quella  che
 il  New  York  Times  ha definito una grande  super  potenza
 mondiale,  cioè  l'opinione pubblica del  pacifismo,  contro
 invece  gli  eserciti e le armi, di interrompere la  spirale
 della coppia terrorismo/guerra.
      Abbiamo   chiesto  all'Europa  e  all'Italia   di   non
 partecipare  a  questa avventura. Simili  avventure  possono
 produrre solo simili tragedie.
      Oggi  siamo  in  lutto   sia  l'Arma  dei  Carabinieri,
 l'Esercito,  la  Nazione, il nostro intero popolo,   sia  la
 nostra  Sicilia, colpita con 5 caduti nel feroce  e  barbaro
 attentato.  Allora,  onorevole Presidente  della  Regione  e
 signor  Presidente dell'Assemblea, con il nostro ordine  del
 giorno,  chiediamo  -  noi  che lo firmiamo  provenienti  da
 culture,  da  politiche, da storie  diverse  ma  animati  da
 questa vocazione pacifista -  di impegnare il Governo  della
 Regione  a  farsi portatore presso il Governo  nazionale  di
 questa   volontà  di  pace,  e  di  interrompere  le  scelte
 politiche  sin  qui  seguite  e  di  intraprendere  un'altra
 strada:   quella  della  riapertura  del  dialogo  e   della
 soluzione pacifica dei conflitti.
      Ma  per  fare questo non c'è bisogno solo  di  atti  di
 buona  volontà,  c'è bisogno di scelte politiche.  La  prima
 scelta politica è  quella di sottrarre i nostri soldati e  i
 nostri  carabinieri  all'esposizione  della  guerra  e   del
 terrorismo  e di ritirare il contingente militare  italiano,
 ancora   in  terra irachena, perché la permanenza in  quella
 terra  vuol  dire condividere una scelta di  guerra,  perché
 quello  è  un teatro di guerra, una scelta di guerra  e  una
 politica  imperiale che può prefigurare e presagire soltanto
 nuovi  lutti  al nostro popolo,  e non un ruolo  pacifico  e
 solidale  che  è  l'aspirazione che la  Sicilia,  cuore  del
 mediterraneo, ha sempre avuto nella storia dei secoli.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sarò
 brevissimo,  però  credo che in un momento  come  questo  la
 maggioranza abbia il dovere non soltanto di fare quadrare  i
 conti   ma  di  farsi  presente  con  qualche  dichiarazione
 politica  condivisa che non ci faccia rivelare  per  persone
 perdute  nella  routine  che  non  sanno  cogliere  le  cose
 importanti che accadono fuori da quest'Aula.
      Che   si   vada   ogni   tanto   fuori   dall'ordinaria
 amministrazione   è   giusto  e  che   ogni   tanto   questa
 maggioranza  ricordi di essere aggregata anche  su  un  dato
 politico largamente condiviso, questo, è importante.  Allora
 ci  permettiamo  di ricordare, nel momento in  cui  dovremmo
 essere  tutti più addolorati che polemici, che  la  missione
 italiana,  fermo restando che più o meno trattata  bene  nel
 corso  dei decenni, l'Italia fa parte di questo Occidente  e
 non  può portarselo come il fardello della vergogna, il  che
 prescinde  dagli  ordinamenti  interni  dei  singoli  Paesi.
 Qualcuno, in passato, da sinistra, ha applaudito alle  bombe
 americane  che  cadevano su questo Paese come liberatrici  e
 importatrici di democrazia.
      Noi  non  siamo  intervenuti con la  missione  militare
 italiana  nella fase bellica. D'altro canto, non ci troviamo
 di  fronte  un atto di guerra, ma di fronte ad un  attentato
 terroristico  che cerca di colpire l'alleanza che  c'è,  sul
 piano  morale, politico e storico, e  l ha fatto  colpendola
 nel  suo  anello  più  debole, sapendo  che  qui  siamo  dei
 sentimentali,  molto più sensibili al dolore,  perchè  siamo
 un popolo che è vissuto nel dolore.
      Ma  di  questo non è lecito abusare perchè siamo  stati
 colpiti  dalle stesse persone che hanno colpito in  Iraq  la
 Croce  rossa internazionale, l'ONU, e  che non hanno esitato
 a sparare su diplomatici.
      Non ci troviamo di fronte ad una guerra di oppressione;
 non  vorrei  apparire  riduttivo nel  dichiarare  che  siamo
 andati  in Iraq  a fare i vigili urbani, ma siamo  andati  a
 fare  gli  accompagnatori per la ricostruzione di  un  paese
 uscito  dalle  macerie, che non sono soltanto  quelle  della
 guerra,  ma   anche quelle di una ferocissima dittatura  che
 non  merita una lacrima di rimpianto da parte di nessun uomo
 civile.
      Ricordo  che Saddam Hussein è stato aiutato, in diversi
 periodi,  anche dagli americani che non gli hanno certamente
 instillato  i concetti base a fondamento dei quali  lui  poi
 ha  costruito lo stato iracheno come si è configurato  nella
 storia del mondo moderno.
      Io  credo  che,  come italiani, abbiamo il  diritto  di
 rivendicare  la  giustezza, la fondatezza e  la  correttezza
 della nostra linea politica a livello nazionale, che non  ci
 ha  visti fra i promotori di una guerra, ma che ci ha  visti
 intervenire come pacieri e come pompieri. Sì, come  pompieri
 ed  i  pompieri muoiono
        Così  come  sono   morti  i  pompieri  di  New  York,
 nell attentato alle Twin Towers.
        I nostri carabinieri sono morti in Iraq in un atto di
 civiltà  e  di amore di cui tutti dobbiamo andare orgogliosi
 perchè  non  siamo  andati  là  a  perseguitare  alcuno    E
 stupisce  che qualcuno, che, magari quando parla  di  libera
 determinazione  dei popoli, pensi all'istigazione  su  masse
 ignoranti  operata da fondamentalisti che sognano ancora  la
 guerra  di religione:  la Jihad contro l'Occidente intero  e
 tutto ciò che esso rappresenta.
      Con  tutto ciò, senza entrare nei dettagli delle scelte
 americane,  mi permetto di dire che la posizione italiana  è
 stata   molto  responsabile,  molto  differenziata  e   che,
 certamente,  questo non era nè il momento  nè  la  sede  per
 speculazioni sull'argomento.

               (Applausi dai banchi di destra)

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
   parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Il
 Governo     nel     condividere     appieno     l intervento
 dell'onorevole.  Virzì,  si dichiara   contrario  all'ordine
 del giorno.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione congiunta, con  il  parere
 contrario  del Governo, gli ordini del giorno n.  317  e  n.
 320 aventi medesimo contenuto.
    Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                    (Non sono approvati)

      Si    passa    all'ordine   del    giorno    n.    318:
 'Riconsiderazione  dell'ubicazione di una megadiscarica  per
 la   termovalorizzazione  ...',  a  firma  degli   onorevoli
 Capodicasa, Giambrone e altri.

      MORINELLO.  Dichiaro  di volere apporre  la  mia  firma
 all ordine del giorno n. 318.
      PRESIDENTE   L Assemblea ne prende atto.  Lo  pongo  in
     votazione. Il parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Contrario.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 capisco  il  senso dell'ordine del giorno.  Se  i  firmatari
 ritengono  di  ritirarlo, assumo l'impegno  come  Presidente
 della  Regione  e come Commissario, di audire  le  autonomie
 locali interessate.
   Però,  se  dovesse  essere messo ai voti,  non  posso  che
 esprimere  parere contrario. Se, invece, verrà ritirato  c'è
 l'impegno  del  Presidente  della  Regione  a  convocare   i
 sindaci coinvolti per discutere con loro dell'argomento.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, con l impegno assunto dal
   Presidente  della  Regione  i firmatari ritirano  l ordine
   del giorno n.318?

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     Signor    Presidente,    noi    chiediamo,
   esattamente,  che  il Presidente convochi  le  istituzioni
   locali ...

    PRESIDENTE   Allora,  può essere  considerata  come   una
   raccomandazione?

    CUFFARO   presidente della Regione.  Ma  voi  volete  che
   l incontro  si abbia affinché io riveda la mia  decisione?
   ...

    CAPODICASA  Certo, per rivedere la decisione

    PRESIDENTE   Onorevole  Presidente  della   Regione,   il
   Governo lo accetta come raccomandazione?

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della regione. Non  posso  dire  che
   rivedrò  le  decisioni. Può darsi che  le  rivedano  loro.
   Onorevole  Capodicasa, i termovalorizzatori sono nel cuore
   delle città più moderne, da Reggio Emilia a Firenze.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, avverto che il parere del
   Governo è contrario.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Onorevole Presidente, non ho  capito  se  il
   Governo lo accetta come raccomandazione.

    PRESIDENTE  No, il Governo è contrario.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, lo  chiedevo al Presidente
   della Regione.

    PRESIDENTE    Onorevole   Spampinato,   il   Governo   ha
 comunicato  che ascolterà i rappresentati del territorio  in
 questione, ma è contrario all'ordine del giorno.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, io le chiedo di  convocare
 i   rappresentati   di  tutti  i  comuni  interessati   alle
 installazioni   dei tre  termovalorizzatori  che  dovrebbero
 essere costruiti, proprio nelle loro zone.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Signor  Presidente,
 onorevoli     colleghi,      il     tema     inerente     ai
 termovalorizzatori,  credo   non  sia  possibile  discuterlo
 stasera, perchè è un tema troppo importante.
     La  verità  è  che  noi  abbiamo avuto  approvato  dalla
 Commissione  europea, con lode, il piano per lo  smaltimento
 dei  rifiuti che viene ormai condiviso da tutti, perchè  non
 si  può  fare  a meno di impiantare  termovalorizzatori  per
 una  scelta  orientata  verso lo smaltimento;  tra  l'altro,
 abbiamo  già  chiuso duecento discariche  perché  sature  ed
 abusive,  quelle  che rimangono saranno sature  tra  qualche
 giorno.
   Accetto  di  incontrare,  e  questo  lo  dico  con  grande
 franchezza,  i  comuni interessati per discutere  con  loro,
 per  spiegare  che  non  c'è  nessun  pericolo  di   impatto
 ambientale,  perchè ormai i termovalorizzatori  garantiscono
 una  elevata sicurezza, tant è che vengono installati dentro
 le città.

    LIOTTA  Signor Presidente, non è a conoscenza di nulla.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Onorevole  Liotta,
 quando   avrà  l arduo  compito  di  governare  la  Sicilia,
 spiegherà,  che  i  termovalorizzatori  sono  ambientalmente
 inaccettabili;  io  la  penso  diversamente     Perché  sono
 confortato dalle più alte esperienze scientifiche.

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO GIUDICE. Onorevole Presidente della regione, onorevoli
 colleghi,   io  sono  della  provincia  di  Agrigento,   mio
 collegio  elettorale, quindi avrei potuto  fare  come  hanno
 fatto  gli   altri, apporre la firma a quel documento;  però
 io  ho la sensazione che su questo argomento si voglia  solo
 speculare.  Quindi,  faccio mia la proposta  del  Presidente
 della Regione,
     I  termovalorizzatori,  caro Angelo  Capodicasa,  devono
 essere   ubicati  in  quattro o cinque zone  della  Sicilia;
 devono   essere  per  forza  ubicati  perché,  come   diceva
 giustamente  il Presidente della Regione,  quanto  prima  le
 discariche  chiuderanno. Sappiamo tutti  che  si  tratta  di
 alta  tecnologia   Bruciano i rifiuti   ad  oltre  diecimila
 gradi,  per tanto non si produce diossina. allora presidente
 della   regione,  se  nell'incontro  con  i  sindaci   della
 provincia   di  Agrigento,  dovesse  incontrare  difficoltà,
 considerato  l'importanza e anche il momento   chiedo  se  è
 possibile,  che  l impianto  di  termovalorizzazione   venga
 avvicinato alla mia  Canicattì.

    MICCICHE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
 che   l'onorevole   Presidente  della  Regione,   sia   poco
 informato sull'argomento

    CUFFARO    presidente  della  Regione.  Sono   abbastanza
 informato,  come  gli amministratori dei  comuni  di  colore
 politico   opposto   al   mio,  noi   soltanto   non   siamo
 adeguatamente informati...

       MICCICHE'  ..e  cercherò di erudirlo. Noi  abbiamo  un
 piano  regionale dei rifiuti che è stato varato, dal Governo
 di centrosinistra, presieduto dall'onorevole Capodicasa.
      Però  questo  piano dei rifiuti  così come oggi noi  lo
 conosciamo  non  ha  niente a che vedere  con  l avvio   del
 programma   del   piano  di  rifiuti  fatto   dall'onorevole
 Capodicasa,   perchè  dagli  atti  risulta  che,   dopo   la
 estromissione   della   commissione   scientifica   nominata
 dall'onorevole Capodicasa, ne è stata nominata un'altra  che
 ha   completamente  stravolto  il  programma  regionale  dei
 rifiuti, portato avanti da quel  comitato scientifico.
      Innanzitutto,    vero   è,   che    vengono    chiamati
 termovalorizzatori,    ma    sarebbe    meglio     chiamarli
 inceneritori  e  informo  il signor Presidente,  che  questi
 termovalorizzatori producono diossina., Non è  assolutamente
 vero  quello  che  dice lei, perchè è poco  informato  della
 procedura relativa alla  Valorizzazione  dei rifiuti.
      Il  termovalorizzatore,  così  come  voi  lo  chiamate,
 sarebbe  più  opportuno  chiamarlo  inceneritore,  smaltisce
 rifiuti   indifferenziati :  plastica  e   tutti  i  rifiuti
 secchi.   Sapete benissimo che quando brucia la plastica  si
 produce diossina.
      Questi  impianti producono il 37 per cento del prodotto
 bruciato   in   scorie  tossiche;  le  scorie  che   vengono
 rilasciate  da  questi impianti sono   scorie  tossiche  che
 non  possono  esser  gettate in una discarica  qualsiasi  ma
 devono essere trattate in speciali discariche
      Facciamo  dei  calcoli: se un solo  termovalorizzzatore
 brucerà  spazzatura  prodotta da  un   milione  e  150  mila
 abitanti, significa che produrrà rifiuti tossici pari al  37
 per  cento  del  totale  di  tonnellate  di  rifiuti  solidi
 urbani.
         Signor  Presidente,  credo  che  l'unica  strada  al
 superamento   della  emergenza  rifiuti  sia   la   raccolta
 differenziata,  cosa  che  questo  piano  dei  rifiuti   non
 prevede.   Nel  2003 si è stimata una raccolta differenziata
 pari al 12 per per cento.
      Negli  atti  ufficiali  risulta  che  noi  abbiamo  una
 raccolta  differenziata pari all'1,5 per cento  dei  rifiuti
 solidi  urbani raccolti  in Sicilia. Si rischia di  fare  un
 passo indietro rispetto alla legge Ronchi.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente, onorevole Presidente  della
 Regione,  onorevoli colleghi desidero rivolgere  un  invito,
 in  questo  mio  breve  intervento, affinchè  il  Presidente
 della  Regione, in qualità di commissario straordinario  per
 l'emergenza   dei  rifiuti  e  delle  acque,   facesse   una
 riflessione insieme ai rappresentanti degli enti  locali  di
 quelle  realtà, come ad esempio la città di  Paternò  e  dei
 comuni  vicini,  dove  è  prevista  l'installazione  di   un
 termovalorizzatore,  a  seguito  dell avviso  pubblico   del
 Commissario   straordinario,  e  la  realizzazione   di   un
 progetto  costituito  da  un  raggruppamento  temporaneo  di
 imprese  che,  in quelle realtà, propone la costruzione  del
 termovalorizzatore   e   del   sito   delle   discariche   e
 successivamente il processo di trattamento.
      Dal  punto di vista scientifico, personalmente, non  ho
 argomenti  forti; so, però, informandomi,  che  laddove  c'è
 l'esperienza  del  termovalorizzatore per  il  fatto  che  a
 monte non c'è la raccolta differenziata, perché siamo  al  3
 per   cento,   e   per   il   fatto   che   si   mette   nel
 termovalorizzatore anche la plastica, esisterebbe  -  dicono
 gli esperti - una produzione di diossina.
      Pur  tuttavia, ritengo che bisogna, rispetto  a  questa
 tematica,  avere un approccio tale da permettere  agli  enti
 locali  di  avviare una discussione di merito  perché,  come
 nel   caso  del  termovalorizzatore  di  Paternò,  è   stato
 individuato il  sito in un'area di interesse comunitario.
      Esiste    una   forte   propensione   dello    sviluppo
 dell'agricoltura, dal punto di vista archeologico,  ci  sono
 oggetti  di  valore che non possono essere  dimenticate,  vi
 sono  tutta una serie di questioni che impongono,  onorevole
 Presidente Cuffaro, una discussione di merito.
      Ritengo  che la condizione entro cui noi operiamo  sia,
 anche  dal  punto  di vista tecnico ed ambientale,  diversa,
 come  ricordavo prima facendo riferimento al problema  della
 raccolta differenziata.
      Pertanto, se si potesse individuare la costruzione  del
 termovalorizzatore nell'area industriale di Pantano  d'Arci,
 si  potrebbe  valutare  e  se  non  fosse  possibile  farlo,
 cerchiamo  di capire il perché. Non è possibile pensare  che
 si   tratta   di  impianti  moderni  e  che  di  conseguenza
 garantiscono dal punto di vista dell'impatto ambientale.
      Se  non  c'è  un approccio di merito, che  permette  di
 ragionare  con  le  comunità  locali,  rischiamo   di   fare
 un'operazione che viene interpretata come una forzatura.  Da
 questo le proteste che sono nate in questi giorni anche  nel
 catanese.

       PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   vi   invito    a
 sintetizzare  il più possibile. Tra l'altro stiamo  parlando
 per  dichiarazione di voto, non stiamo approvando una legge,
 né  un  piano  di  dislocazione di questi  impianti;  stiamo
 soltanto  fornendo indicazioni al Governo.  E  si  può  fare
 anche in pochi minuti.

       LIOTTA  Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       LIOTTA   Signor Presidente, cercherò di accogliere  il
 suo  invito,  anche  se devo confessarle che  trovo  qualche
 difficoltà  perché  il  tema  è  tra  quelli  complicati   e
 complessi. Aveva ragione il Presidente della Regione  quando
 ha  dichiarato  che  questo non era  forse  il  momento  per
 affrontare questo tema.
      Mi  atterrò  ai tempi che il Presidente  mi  ha  voluto
 indicare,  ma,  come minimo, mi aspetto  che  il  Presidente
 della   Regione  mi  ascolti,  poi  andrà  dai   Sindaci   a
 convincerli  che  il termovalorizzatore  è  la  quintessenza
 della soluzione dei problemi in materia di rifiuti.
      Due sono i problemi fondamentali: uno è su questo tema,
 e  preannunzio la presentazione di una mozione sulla  scelta
 di  politica  di  smaltimento dei  rifiuti  che  riguarda  i
 termovalorizzatori; l'altro riguarda la scelta del sito.
      Sono   due   temi   profondamente   diversi,   che   si
 intrecciano,  ma  che  hanno  motivazioni  e  argomentazioni
 profondamente diverse.
      Per  quanto  riguarda il primo aspetto: non  è  affatto
 scontato  -  e  lo stesso decreto Ronchi prevede,  prima  di
 arrivare  ai  termovalorizzatori, tutta una serie  di  altri
 meccanismi  per  lo  smaltimento  dei  rifiuti  -   che   la
 termovalorizzazione debba rappresentare  nelle  nostre  aree
 il  metodo  migliore, più opportuno per smaltire i  rifiuti,
 che   poi   sia  pericoloso  o  meno  lasciamolo   dire   ad
 altrettanti esperti di quanti non se ne siano pronunciati  a
 favore.
      Macro-inquinanti,  metalli pesanti  e  micro-inquinanti
 che  finiscono nell'atmosfera, ma soprattutto per rispondere
 ad  un'obiezione  che mi viene fatta sempre  più  spesso  in
 questi  giorni:  "perché a Vienna, a Parigi questi  impianti
 funzionano e qui da noi no?".
      Perché  lì il rapporto costi-benefici ha un senso,  non
 ragiono  sugli  inquinanti, ma  sui rapporti costi-benefici.
 Se    100   per   cento   è   l'energia   prodotta   da   un
 termovalorizzatore,  75  per  cento  di  questa  energia   è
 calore, non lavoro, non energia elettrica, ma calore,  e  25
 per cento è energia elettrica.
      Bene  Mentre per noi quel 25 per cento, ovviamente, non
 h  economico  produrre  con un sistema  integrato  che  deve
 partire  dall'umido per produrre il secco, per  produrre  il
 compostaggio d'agricoltura, fosse grigie e quant'altro;  non
 è  vero che vengono eliminate le discariche perché asservite
 ai  termovalorizzatori,  vi sono  discariche  di  due  tipi,
 quella prevista a Paternò è di sei milioni di metri cubi  di
 capacità,  due milioni per l'inceneritore e quattro  milioni
 di  metri  cubi  di discarica tradizionale  che  è,  quindi,
 prevista accanto al termovalorizzatore.
      Non   ci venga a dire "o il  termovalorizzatore  o   le
 discariche   tradizionali",   perché   si   stanno   facendo
 discariche tradizionali insieme al termovalorizzatore.
      Tornando  alla questione, mentre a Vienna  o  a  Parigi
 quel  75 per cento di energia che si produce è smaltita  con
 il  teleriscaldamento  - e ha un senso - vorrei  comprendere
 cosa  succede  per   quel 75 per cento  di  energia  che  si
 produce   sotto  forma  di  calore,  e  che  lei   non   può
 riutilizzare - signor Presidente, i siciliani le hanno  dato
 tutte  le  facoltà  di  questo  mondo,  ma  non  le  possono
 consentire di violare leggi della fisica, perché questo  non
 è   in  suo  potere   -,  quello  lei  lo  dovrà  disperdere
 nell'ambiente   e  il  75  per  cento  di  calore   disperso
 nell'ambiente attraverso il vettore acqua è un inquinante
      Ed  è  uno  degli inquinanti più gravi; basta riversare
 nel  Simeto,  unico corso d'acqua significativo della  Piana
 di  Catania,  i  quantitativi  di  acqua  che  serviranno  a
 smaltire   quel   calore  in  eccesso  e   si   innalza   la
 temperatura, non sto parlando né di diossine nè di  furanime
 e   nient'altro,   ma  della  distruzione   di   uno   degli
 ecosistemi,  fra  l'altro protetto  dalla  Regione  con  una
 riserva integrale alla foce del Simeto.
      Quindi,   scelta   dei  siti  fatta  non   in   maniera
 cervellotica, ma in maniera politica.
      Sistema  di  smaltimento dei rifiuti che non  tiene  in
 alcun  conto  il  rispetto dell'ambiente. Non  è  certamente
 questo   il   momento   per   parlarne.   Preannunciamo   la
 presentazione di una mozione su questo.
      L'ordine  del  giorno,  per  quanto  mi  riguarda,   lo
 considero estremamente limitativo perché non si presenta  un
 ordine  del  giorno  del genere, io  non  ho  presentato  un
 ordine  del  giorno  sul  termovalorizzatore  degli  ATO  di
 Messina e di Catania e, successivamente,  ne presentiamo  un
 altro  sul  termovalorizzatore che si deve costruire  in  un
 altro ambito
      Qui bisogna occuparsi, da un lato, di tutta la politica
 di  smaltimento dei rifiuti di cui questa Regione  si  vuole
 dotare  e, dall'altro, della produzione di energia  e  della
 scelta  dei  siti di questa Regione. Scelta dei  siti  sulla
 quale, signor Presidente, il Commissario, ovviamente, non  è
 tenuto   a   relazionare  in  quest'Aula.  Tuttavia   questo
 Parlamento  su  un  tema così importante qualcosa  la  vuole
 esprimere.
      Sulla  scelta del sito invito il Presidente a  rivedere
 alcune  scelte  perché sono possibili scelte  alternative  e
 altrettanto  vantaggiose, lasciando l impianto così  come  è
 pensato,  ma  obbedendo almeno a un minimo  di  regole,  per
 esempio,  l'insediamento  in aree industriali,   anziché  un
 insediamento in un sito dove c'è l'interesse comunitario.

       LO CURTO. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
      Onorevoli colleghi, vi invito a utilizzare il  tempo  a
 disposizione  per formulare la dichiarazione  di  voto  così
 come  è  previsto dal Regolamento, altrimenti la  Presidenza
 sarà  costretta a togliere la parola. Tuttavia  non  si  può
 sviluppare  un  dibattito  di natura  politica  durante  una
 dichiarazione di voto su un ordine del giorno per il  quale,
 in linea di massima, sappiamo già quale sarà l'esito.

       LO   CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
 Presidente  Cuffaro,  sono firmataria  di  quell'ordine  del
 giorno  e  ritengo di dovere difendere la  mia  firma  nella
 stessa   misura  in  cui  credo  nella  necessità   che   il
 territorio  venga  ascoltato e  venga  anche  utilizzato  un
 criterio,  un metodo che è quello della concertazione  delle
 scelte e della collegialità.
      Non  v'è dubbio che quando ho manifestato insieme  alla
 popolazione  di quel territorio ho cercato di  capire  quali
 fossero  le informazioni reali che la gente aveva  acquisito
 fino  a  quel  momento e mi sono resa conto  che  c'è  tanta
 disinformazione. La stessa disinformazione che peraltro  c'è
 anche  in  questo Parlamento, visto che ciascuno di  noi  ha
 un'opinione,  ma  nessuno  ha  la  certezza  delle   proprie
 opinioni,  nel senso che tante questioni, poste questa  sera
 all'attenzione   e   alla   riflessione   del    Parlamento,
 probabilmente non si riconfigurano all'interno di  una  sola
 teoria.
      Abbiamo  l'esigenza, Presidente Cuffaro, di capire  una
 cosa   -   ce  l'ho  anche  come  rappresentante  di  questo
 Parlamento e come membro della IV Commissione che si  occupa
 di  territorio e di ambiente, lo devo agli amici con i quali
 ho  manifestato  -,  che lei parli con questa  gente;  anche
 perché   lei è agrigentino, e non voglio e non posso pensare
 che   lei   intenda   trasformare,  in  modo   assolutamente
 irresponsabile,  il  suo  territorio,  la  sua   città,   le
 contrade   nelle  quali  lei  è  cresciuto,  in  un   grande
 fumaiolo, in un grande inceneritore.
      Quindi,  sostengo  la necessità di una  politica  della
 chiarezza,  sostengo anche il mantenimento della  mia  firma
 su  quell'ordine  del giorno perché aspiro ad  una  maggiore
 chiarezza   anche  nell'impostazione  delle  scelte,   nella
 dimostrazione  della strategia di questa scelta,  e  auspico
 che  lei  -   e prendo per buona la decisione che lei  saprà
 adottare  -   parli con gli amministratori  e  con  tutti  i
 rappresentanti che quel giorno hanno manifestato  perché  la
 condivisione  della  scelta  è  garanzia  della  legittimità
 della scelta.

       MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       MOSCHETTO   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
 Presidente  della  Regione,  perché  vorrei  in  un   minuto
  termovalorizzare   i  dubbi e le perplessità  dei  colleghi
 precedenti,  e  in  particolar modo  dell'onorevole  Liotta,
 esponente  di spicco del territorio del paternese, invitando
 il  Presidente  Cuffaro  a darmi solo  10  secondi  del  mio
 minuto,  chiedendo - visto che l'onorevole Liotta ha  grosse
 perplessità   di termovalorizzare le sue perplessità.
      Vogliamo  trasferire lì l impianto, qualora lei   fosse
 d'accordo,  nel  territorio del mio comune Raddusa,  che  ha
 appena   3  chilometri  quadrati,  qualora  fosse  possibile
 tecnicamente.   La   ringrazio,  signor  Presidente   perché
 farebbe un'opera meritoria per i cittadini di Raddusa.

       FORMICA  Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       FORMICA   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non
 volevo  intervenire sull'argomento, ma lo faccio considerato
 che  sono  stato  -  mio malgrado - Presidente  di  Messina-
 Ambiente  SpA  per  tre anni, e forse so  qualcosa  riguardo
 alla termovalorizzazione.
      Noi  spesso in Italia siamo i Principi del tutto e  del
 contrario  di tutto, siamo partiti dal fatto che il  Governo
 nazionale  ha  dovuto  commissariare  ben  quattro   Regioni
 proprio perché, a causa dei localismi troppo accentuati,  e,
 quindi,  delle  presunte difese di ogni  campanile,  non  si
 riusciva  a  porre rimedio ad un problema che  pone  e  vede
 l'Italia  all'ultimo posto in Europa per quanto riguarda  il
 trattamento  dei  rifiuti. Ed è un fatto vergognoso,  perché
 ci  avvicina  più  al Terzo Mondo che al mondo  civilizzato,
 oltre che arrecare danni incalcolabili all'ambiente.
      Quando  parlate  di  inquinamento, dimenticate  che  le
 migliaia  e  migliaia di discariche esistenti  in  tutta  la
 Sicilia, in ogni piccolo Comune della Sicilia, vanno poi  ad
 inquinare  le  falde  acquifere  e  i  terreni  in   maniera
 perenne,  a volte per centinaia di anni, con l'impossibilità
 di  utilizzare  e  di  attingere alle  fonti  e  alle  falde
 acquifere per alimentare i nostri acquedotti.
      Di  cosa stiamo parlando? Parliamo forse del fatto  che
 esistevano gli impianti termodistruttori da decine e  decine
 di  anni, non sto parlando ancora di termovalorizzazioni, ma
 di  termodistruzione  dei rifiuti, da  decine  e  decine  di
 anni,  in  tutta  l'Europa civilizzata nel  cuore  vero:  da
 Copenaghen a Parigi, a tutte le altre grandi città  europee
 Termodistruttori,  e  senza neanche le preoccupazioni  e  le
 precauzioni prese
      Perché, vedete, il "problema diossina" oggi non  esiste
 più.   Da  quando  si  è  scoperto  che  basta  elevare   la
 temperatura di emissione da 7560 gradi ad 8500 - e  finisco,
 onorevole  Cintola - già da 8500 in su, non  ci  può  essere
 materialmente,  meccanicamente, fisicamente il  pericolo  di
 emissione di diossina. Funziona ad oltre 10.000 calorie.
      A  Messina  c'è  l unico  inceneritore  del  Meridione,
 funziona  de  decine di anni. Bene, in questo  inceneritore,
 già  con  gli  interventi fatti alcuni anni  fa,  era  stato
 scongiurato  il  pericolo  diossina,  figuriamoci  per   dei
 termovalorizzatori, modernissimi che dovranno ancora  essere
 costruiti.
      Ma  veramente  vogliamo continuare a dire  "io  non  lo
 voglio  qua, mettiamolo là", finiamola. Siamo seri   E  poi,
 però,  protestiamo se vediamo i rifiuti per strada, siamo  i
 primi  a  dire che non siamo al passo con i tempi.  Serietà,
 serietà.   Come  diceva  l'onorevole  Presidente  della   VI
 Commissione "ogni tanto serietà", non dico altro.

       CAPODICASA  Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       CAPODICASA  Signor Presidente, non approfitterò  della
 sua  generosità,  perché, in effetti, ero  già  intervenuto,
 anche  se  in una fase in cui non erano ancora emersi  degli
 elementi  che  varrebbe la pena commentare,  ma  annuncio  -
 così   come   ha  fatto  l'onorevole  Liotta   -   un   atto
 parlamentare  che consenta una discussione più approfondita,
 anche  per  il  Presidente  della Regione,  perché  mi  pare
 giusto  che  tutte le voci e le opinioni entrino  in  campo.
 Allora riservo per quella sede un esame più approfondito.
      Al  momento vorrei, però, dire che l'ordine del  giorno
 contiene  due elementi: uno è la megadiscarica  che  servirà
 cento  Comuni, cento  E che viene ubicata a non più  di  due
 chilometri, in linea d'aria, dal centro abitato  di  Aragona
 e Comitini;  e, quindi, lì è il primo problema.
      Non   parliamo   del   termovalorizzatore,   ma   della
 discarica.  C'è una discarica che servirà circa  92  Comuni.
 Altra  cosa è dire  ormai è tutto deciso e, quindi, possiamo
 solo spiegare .
      Signor   Presidente,  ci  sarà  un  modo  per   rendere
 consapevole l'impresa. Da dove nasce l'ubicazione?  Non  c'è
 un   piano   del  Commissario  che  destina  ed   ubica   il
 termovalorizzatore  e le discariche.  Sono  le  imprese  che
 scelgono   sulla  base  del  bando  emesso  dal  Commissario
 delegato.  Quindi, questi ha emanato il  bando  in  cui  era
 contenuta   la   previsione  che  l'impresa   aggiudicatrice
 avrebbe deciso il sito.
      Mi  chiedo se si può fare presente a queste imprese che
 quel  sito  per la megadiscarica è troppo vicino  ai  centri
 abitati  ed è in un'altura dove i venti dominanti  finiscono
 per  danneggiare  - l'altura si chiama Serra  Palermo  ed  è
 proprio  dirimpetto al comune di Comitini a poche  centinaia
 di  metri dal comune di Aragona - la salubrità dell'aria  di
 questi comuni
      Sono   il   primo   a   sostenere   che   occorrono   i
 termovalorizzatori, ma il problema è  che   cosa  andiamo  a
 termovalorizzare.   Siccome  in   Sicilia,   come   sostiene
 l'onorevole   Miccichè,  siamo  a  livelli   bassissimi   di
 raccolta  differenziata è chiaro che quei termovalorizzatori
 bruceranno  tutto,   e  non  la  parte  residua.  E   questo
 comporterà dei problemi.
      Il  secondo  problema è dato dal sito: perché  dobbiamo
 realizzare un termovalorizzatore a poche centinaia di  metri
 dal Museo Miniera regionale Cozzo Disi?

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno  numero  318.
 Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
 alzi.

                          (Non è approvato)

      Comunico  che sono stati presentati i seguenti  ordini  del
    giorno:

     -    n.  319   Istituzione, di apposito capitolo di bilancio
       concernente la realizzazione o consolidamento dei  palazzi
       municipali e delle caserme nei comuni al di sotto di cinquemila
       abitanti , degli onorevoli Villari, Formica ed altri;
 -   n. 320  Ritiro dei contingenti militari in Iraq  degli
 onorevoli Forgione, Liotta, Morinello, Ferro e Spampinato;
 -   n. 321 Concessione al Comune di Acquedolci (ME) di un
 contributo per l organizzazione, promozione e gestione del
 carnevale , dell onorevole Fleres;
 -   n. 322  Realizzazione ad Alcamo (TP) della  Fabbrica delle
 arti e della cultura , dell onorevole Turano;
 -   n. 323 Adempimenti per adibire a Casa per disabili l immobile
 acquistato dall Associazione  Mani Unite  ed adeguamento della
 Scuola materna  Rosa Gattorno  , degli onorevoli Lo Giudice,
 Formica, Sbona e Turano;
 -   n. 324  Erogazione all Associazione  Mani Unite  di Canicattì
 di un contributo per la Casa dei disabili  , degli onorevoli Lo
 Giudice, Cintola e Capodicasa;
 -   n. 325  Dichiarazione della Sicilia  Regione OGM free  e
 predisposizione di un disegno di legge   quadro sulla biodiversità
 e il sostegno all agricoltura biologica , degli onorevoli Orlando,
 Ferro, Raiti, Morinello, Miccichè e Lo Curto;
 -   n. 325 bis  Costituzione della Fondazione con compiti di
 ricerca e di studio in materia di beni culturali e di arte , degli
 onorevoli Savarino e Segreto;
 -   n. 326  Dichiarazione del 30 novembre  Giornata mondiale
 contro la pena di morte  degli onorevoli Orlando, Ferro, Raiti,
 Morinello, Miccichè e Lo Curto;
 -   n. 327  Impegno del Presidente della Regione in materia di
 bandi di gara concernenti il servizio idrico integrato , degli
 onorevoli Cracolici e Gianopolo.

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 319. Il parere  del
 Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
 alzi.

                          (Non è approvato)

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero  321. Il parere del
 Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
   alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 322. Il parere  del
 Governo?

   CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 323. Il parere  del
 Governo?

   CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E  approvato)

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 324. Il parere  del
 Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 325. Il parere  del
 Governo?

   CUFFARO     presidente   della   Regione.   E    accolto    come
 raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   PANARELLO  Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del  giorno
 numero 325.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 325 bis.

   SEGRETO   Chiedo di apporre la mia firma all'ordine  del  giorno
 numero 325 bis.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Il parere del Governo?

   CUFFARO   presidente della Regione. Il Governo lo accoglie  come
 raccomandazione.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno  numero  326.
 Il parere del Governo?

   CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

   FLERES   Dichiaro di voler apporre la mia firma  all ordine  del
 giorno 326.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 327. Il parere  del
 Governo?

   CUFFARO     presidente   della   Regione.   E    accolto    come
 raccomandazione.

   CRACOLICI   C'è  un emendamento del Governo che ancora  dobbiamo
 votare.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       PRESIDENTE   Non  ha importanza, onorevole  Cracolici,
 l'ordine  del giorno è un atto di impegno, o è collegato  ad
 un  emendamento,  o è generico e collegato  complessivamente
 alla  legge  è  comunque un atto di impegno, il  Governo  lo
 accetta  come  raccomandazione. Mi  pare  che  questo  possa
 essere sufficiente.
      Onorevoli colleghi, il Governo ha già predisposto, così
 come  annunziato, un maxi emendamento. Ha chiesto  di  avere
 qualche  minuto di tempo per poterlo mettere  a  punto.  Noi
 abbiamo  intanto  accantonato all'articolo 33  l'emendamento
 riguardante l'interporto, se il Governo ha preparato la  sua
 riformulazione   potremmo   intanto   votare   l'emendamento
 riguardante l'interporto, poi sospendere per qualche  minuto
 la  seduta in modo tale da consentire al Governo di  mettere
 a   punto   il  maxiemendamento  che  verrà  successivamente
 distribuito,  sospenderemo ulteriormente per qualche  minuto
 in  modo  tale  che  i deputati possano rendersi  conto  del
 testo  dell'emendamento per poi tornare in Aula per il  voto
 sul maxiemendamento e sulle relative tabelle.
      Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.
      Comunico  che,  a  seguito  dell'andamento  dei  lavori
 dell'Aula   e  del  protrarsi  dell'iter  parlamentare   del
 disegno  di legge concernente le variazioni di bilancio,  il
 calendario della sessione di bilancio è così rimodulato:

      -  Giovedì  13 novembre 2003: Avvio della  sessione  di
 bilancio,
      -  Martedì 16 dicembre 2003: Inizio dell'esame in  Aula
 dei documenti finanziari.
      Il  termine  fissato per la conclusione della  sessione
 predetta  è  rideterminato in quello di martedì 23  dicembre
 2003.  Ne  consegue che gli uffici di Presidenza di ciascuna
 Commissione legislativa permanente sono invitati,  ai  sensi
 dell'articolo   69   ter   del   Regolamento   interno,   ad
 organizzare  i lavori per assicurare il rispetto  dei  tempi
 programmati.

       CINTOLA  Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà

       CINTOLA  Signor Presidente, vorrei ricordare che vi  é
 un  altro disegno di legge che è stato già incardinato dall
 Aula,  di  due  soli  articoli.  Pertanto,  se  non  sorgono
 osservazioni, potremmo completarne l esame in  maniera  tale
 da  portarlo al voto finale come gli altri disegni di  legge
 che  già  abbiamo  fatto.  Questo  consentirebbe  anche   al
 Governo di riscrivere il maxiemendamento.

       PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,    non   sorgendo
 osservazioni,  così resta stabilito per quanto  riguarda  la
 comunicazione del calendario dei lavori.

    SPEZIALE  E' una anomalia questa

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  non  è  una   anomalia
 perché,   purtroppo,  l andamento  dei   lavori   non   l'ha
 stabilito questa Presidenza.
      Onorevoli  colleghi,  l onorevole Cintola  ha  proposto
 che,  dopo la votazione dell emendamento aggiuntivo  33.A.14
 e  dei relativi subemendamenti in precedenza accantonati, si
 sospenda  l esame di questo disegno di legge e si  passi  al
 seguito  della  discussione del disegno di  legge  n.  702/A
  Norma  di interpretazione autentica dell articolo 13  della
 legge regionale 20 giugno 1997 n. 19 .
  Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si  riprende,  pertanto, l esame dell'emendamento  33.A.14
 del Governo, che così recita:  «L'Assessore regionale per  i
 trasporti  è  autorizzato a trasferire le  somme  di  30.988
 migliaia di euro alla Società Interporto Catania S.p.A.  che
 si  trasformerà  in  seguito  in  Società  degli  Interporti
 siciliani per la realizzazione degli interporti di  Catania-
 Bicocca  e Termini Imerese con il vincolo della destinazione
 delle  somme  di 15.000 migliaia di euro alla  realizzazione
 della  struttura di Termini Imerese. I procedimenti  per  la
 realizzazione  delle suddette opere osserveranno  le  regole
 di evidenza pubblica previste dalla normativa comunitaria».
   Comunico  che è stato presentato dal Governo l emendamento
 33.A.14 bis e dagli onorevoli Speziale, Giannopolo ed  altri
 il subemendamento 33.A.14 bis.1:
   «Dopo le parole ''Società interporti siciliani  aggiungere
  promuovendo   il   coinvolgimento   e   la   partecipazione
 societaria     dei    soggetti    pubblici     istituzionali
 territorialmente interessati''».

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nutro
 perplessità  sulla stesura del testo, in primo luogo  perché
 la   discussione   che  abbiamo  fatto,  evidentemente,   ha
 prodotto  alcuni   risultati visto che nel testo  presentato
 dal   Governo non si prevede più l affidamento alla  Società
 Interporti  siciliani che - apprendiamo ora  dal  testo  del
 Governo  -   non esiste. Noi avremmo  affidato,  se  non  si
 fosse  sollevata la discussione, ben trenta milioni di euro,
 cioè  sessanta miliardi delle vecchie lire, ad  una  Società
 che   non   esisteva   Ora  apprendiamo   che   la   Società
  Interporti  di  Catania   si deve  trasformare  in  Società
  Interporti siciliani  ed avrà il finanziamento.

   CASTIGLIONE  assessore per l agricoltura e le foreste.  Cambierà
 denominazione

    CAPODICASA  Sì certo, cambierà denominazione; noi,  però,
 stavamo  erogando un finanziamento ad una Società che  aveva
 un'altra denominazione, e da come si era detto da parte  del
 Governo  precedentemente non si trattava di una  SpA  ma  di
 una società consortile.

   CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
 Consortile per azioni.

    CAPODICASA   No, società consortile è una  cosa;  società
 consortile per azioni è un'altra  Ora apprendiamo che è  una
 società consortile per azioni.
   Mi  chiedo, poi, cosa significhi "attraverso le  procedure
 di  evidenza  pubblica  secondo le norme  comunitarie".  Non
 sono  un  esperto  in materia di appalti, però  se  qualcuno
 fosse  in grado di spiegarmi quale tipo di procedura,  quale
 fattispecie   comprende  questa  formulazione,   se   vi   è
 l'appalto-concorso, l'asta pubblica, la trattativa privata.
   La  procedura di evidenza pubblica non mi dice  nulla,  se
 non  il  fatto che prevede qualche procedura. Vorrei  capire
 per  fare  cosa  e come serviranno questi finanziamenti,  se
 noi li daremo.
   La  mia  è  una  modestissima opinione. Se ci  saranno  le
 spiegazioni  ne  prenderò atto, altrimenti  mi  regolerò  di
 conseguenza  senza dovere per questo fare  le  barricate  in
 Aula.

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  le
 perplessità   sollevate  dall'onorevole   Capodicasa   hanno
 sicuramente un fondamento. E' la prima volta che la  Regione
 siciliana  affida ad una SpA la realizzazione  di  strutture
 interportuali,  intermodali,  di  grande  rilevanza.  Stiamo
 adesso  parlando  di  60 miliardi, ma dobbiamo  sapere  che,
 successivamente,  la  realizzazione  di  questi   interporti
 comporterà  l impegno  di centinaia di miliardi  di  risorse
 finanziarie.
   E   la prima volta che la Regione affida ad un soggetto di
 diritto   privato,  ancorché  partecipato   interamente   da
 soggetti  pubblici,  il compito di realizzare  strutture  di
 così grande rilevanza.
   All'articolo 74 della legge finanziaria n. 4/2003,  quando
 si  parla  di  interporti,  è scritto   "ferme  restando  le
 disposizioni di cui alla legge regionale 2 agosto  2002,  n.
 7   -  ricordo  questo passaggio perché si  trattava  di  un
 emendamento  a  mia  firma  -    per  la  realizzazione   di
 interporti  nella Regione siciliana con le  risorse  di  cui
 all'articolo 52, comma 34 della legge 28 dicembre  2001,  n.
 448,  il  Dipartimento regionale trasporti è autorizzato  ad
 avvalersi anche di società con prevalente capitale  pubblico
 e  partecipando  anche  a capitali di società  operanti  nel
 settore".   Poiché  la  legge   7  del  2002  e   successive
 modifiche,  all'articolo  2,  quando  individua  i  soggetti
 obbligati  ad applicare la stessa legge, cioè i  soggetti  a
 cui  si  rivolge  la  legge  medesima,  individua  anche  la
 fattispecie   delle   SpA  partecipate   interamente   dalla
 Regione,  se  noi  vogliamo  introdurre  maggiore  chiarezza
 dobbiamo  richiamare  anche la legge regionale  7  del  2002
 sugli appalti.

   CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
 Seguiranno la legge.

   GIANNOPOLO   No,  onorevole  assessore,  questo   è   molto
 opinabile.  Se  noi  lo esplicitiamo creiamo  un  vincolo  di
 legge.

   CAPODICASA  Si citano solo le norme comunitarie.

   GIANNOPOLO    Onorevole   assessore,   sarebbe    opportuno
 aggiungere  norme comunitarie e regionali vigenti .
  Signor  Presidente,  in  ultimo  dichiaro  di  ritirare    i
 subemendamenti 33.A.14.3 e 33.14.4.

   PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento  33.A.14.1
 degli onorevoli Speziale e Giannopolo. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
 Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E  approvato)

  Pongo   in  votazione  il  subemendamento  33.A.14.2   degli
 onorevoli Speziale e Giannopolo. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
 Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E  approvato)

  Pongo  in  votazione  il subemendamento 33.A.14.bis.1  degli
 onorevoli  Speziale,  Giannopolo ed  altri.   Il  parere  del
 Governo?

   CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
 Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E  approvato)

   L  emendamento  33.A.14.5 è ritirato.
  L Assemblea ne prende atto.
  Pongo   in   votazione   l'emendamento   33.A.14.bis,   come
 modificato. Il parere della Commissione?

   SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E  approvato)

  (Gli  onorevoli Cracolici, Panarello, Capodicasa, Forgione, Ferro
 e Oddo hanno votato contro)

           Seguito della discussione del disegno di legge
         Norma di interpretazione autentica dell articolo 13
          della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19  (n.
                               702/A)

   PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, su richiesta  del  Governo
 si  sospende  l esame  del disegno di legge  n.  699/A  e  si
 procede al seguito della discussione del disegno di legge  n.
 702/A  "Norma  di interpretazione autentica dell'articolo  13
 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19", posto al numero
 2),  il  cui esame era stato sospeso nella seduta numero  170
 del 6 novembre 2003.
    Invito i componenti la I Commissione a prendere posto  nel
 banco delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                           «Articolo 1.
                 Norma di interpretazione autentica

        1.  Il comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale
     20  giugno 1997, n. 19, va interpretato, fin dal  giorno
     della   sua  entrata  in  vigore,  nel  senso   che   le
     condizioni  di ineleggibilità dei deputati all'Assemblea
     regionale  siciliana  sono regolate,  sia  per  ciò  che
     concerne    l'individuazione   delle    singole    cause
     dell'ineleggibilità  e  di  incompatibilità,   sia   per
     quanto    riguarda   la   disciplina    degli    aspetti
     procedurali,  dagli articoli 2, 3 e  4  della  legge  23
     aprile 1981, n. 154.

        2. Ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 20
     giugno 1997, n. 19, resta in vigore soltanto il punto  4
     del  primo  comma dell'articolo 8 della legge  regionale
     20  marzo  1951,  n.  29 e successive  modificazioni  ed
     integrazioni.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
  -   dagli onorevoli Speziale e Crisafulli:1.1;
 -   dagli onorevoli Savarino, Cintola e Pistorio: 1.2.
   L'emendamento 1.1 è improponibile.
   Si passa all'emendamento 1.2.

   SPEZIALE    Sarebbe   opportuno  che   qualcuno   ci   spiegasse
 l'emendamento.

   LEONTINI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   LEONTINI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  comma
 2  resta  in vigore, il che significa che l'articolo 4  della
 legge  nazionale  154  nel territorio  siciliano  rimane  non
 applicato. La legge nazionale prevede la incompatibilità  tra
 la  carica  di  sindaco  e quella di deputato  regionale.  In
 questo  caso,  non  fa riferimento a quella  fattispecie,  ma
 rimanendo  in vigore il comma 2 l'articolo 4 non  si  applica
 nella Regione siciliana.

   CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRISAFULLI  Signor Presidente, credo sia necessario,  e  mi
 rimetto  alla valutazione degli uffici, che venga specificato
 che la legge 154 è quella dello Stato.

   PRESIDENTE   Quando non è scritto che è legge regionale  si
 tratta  di legge nazionale, onorevole Crisafulli, e  comunque
 così è inteso.

   FERRO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FERRO   Signor  Presidente, il comma 2 dell'articolo  13  a
 cui  si fa riferimento, se ho capito bene, prevede che  colui
 che  è  in carica come deputato regionale, per esempio, possa
 anche  fare  il sindaco di Palermo. Capisco che ci  sarà  una
 qualche  ragione non chiara, penso sia opportuno che  ciascun
 parlamentare  faccia  una riflessione  su  quella  che  è  la
 illegittima necessità di cumulare cariche, per cui poi non si
 riesce a fare bene ne l'uno nè l'altro. Quindi, vorrei che il
 Parlamento almeno fosse a conoscenza di cosa stiamo votando.

   PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l emendamento  1.2.   Il
 parere del Governo?

   D AQUINO    assessore   per  la   famiglia,   le   politiche
 comunitarie e le autonomie locali. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

  ARDIZZONE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
 alzi.

                           (E  approvato)

  Pongo in votazione l articolo 1 nel testo risultante.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'   Signor Presidente, io voterò contro  perchè  mi
 pare  che si stia cercando di confondere un po' le idee;  non
 credo,  infatti, che tutti i colleghi abbiano le idee  chiare
 su  cosa  stiamo votando. In Commissione mi ero  astenuto  su
 questo disegno di legge perchè non avevo ancora chiaro l'idea
 di  cosa  si parlasse. Oggi, approfondendo l'argomento,  devo
 manifestare  il mio dissenso anche per l'ultima norma  che  è
 stata  introdotta con questo emendamento.  A  mio  avviso  il
 disegno  di  legge  ha  qualcosa  di  illegittimo,   per  cui
 manifesto il mio dissenso e il mio voto contrario.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO   Signor Presidente, vorrei  capire  la  tecnica
 legislativa che usate per l'approvazione di questo disegno di
 legge. Noi stiamo, con questo disegno di legge, da una  parte
 dando   una  interpretazione  autentica  di  una   norma   e,
 dall'altra, diciamo che una norma continua ad esistere, senza
 che  sia intervenuta nessuna norma in contrasto con la  norma
 citata che ne prevede l'approvazione.

   PRESIDENTE     Onorevole   Spampinato,    l'interpretazione
 riguarda  il  comma 1; l'emendamento che abbiamo  già  votato
 riguarda  il  comma 2 e, quindi, la precisazione  si  rendeva
 necessaria  proprio per evitare che si ingenerasse confusione
 rispetto a quale parte l'Assemblea stesse interpretando.  Sta
 interpretando il comma 1, come peraltro scritto.

   SPAMPINATO  E con legge noi dobbiamo specificare che  tutto
 il resto resta in vigore?

   PRESIDENTE   Mi  rendo conto, onorevole Spampinato,  che  è
 ultroneo, che potrebbe essere ultroneo. Ma poichè nel più c'è
 il  meno,  da  questo  punto di vista non stiamo  commettendo
 alcun  errore.

   FORMICA  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORMICA   Signor  Presidente,  mi  associo  alla  richiesta
 dell'onorevole Speziale di mettere i deputati  in  condizione
 di  conoscere  tutte le incompatibilità e  le  ineleggibilità
 previste dalla  legge 154.

   PRESIDENTE   Onorevole Formica, le  fotocopie  della  legge
 154  sono  in  distribuzione; ogni  collega  può  sicuramente
 leggerla, confrontarsi, studiarla.
  Pongo  in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.  Chi
 è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)
  Si passa all articolo 2. Ne do lettura:

                           «Art. 2.

        1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
        ufficiale della Regione siciliana.

        2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
        di farla osservare come legge della Regione.»

  Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo  in  votazione la clausola di  entrata  in  vigore  il
 giorno  stesso  della sua pubblicazione .  Chi  è  favorevole
 resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Avverto che la votazione finale avverrà successivamente.
  Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta  per  consentire  al
 Governo  la predisposizione di un maxiemendamento al  disegno
 di legge numero 699/A.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.52, è ripresa alle ore 21.25)

  La seduta è ripresa.

         Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A

   PRESIDENTE   Si  riprende l esame del disegno  di  legge  numero
 699/A.
  Comunico  che sono stati presentati dal Governo i maxiemendamenti
 1G e 2G, rispettivamente al testo ed alle tabelle.
  Onorevoli colleghi, dopo la distribuzione dei due maxiemendamenti
 ed  un  tempo  relativamente  breve per  consentirne  l esame,  la
 Presidenza  chiederà ai firmatari degli emendamenti presentati  di
 comunicare  l'eventuale ritiro degli stessi in modo  tale  che  si
 possa   poi   pronunciare  sull ammissibilità  o  inammissibilità,
 sull'assorbimento o sulla decadenza degli emendamenti restanti.
  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
  La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22.40.

       (La seduta, sospesa alle ore 22.28, è ripresa alle ore
                               22.46)

  La seduta è ripresa.

  Onorevoli  colleghi, penso che il tempo che  ci  siamo  dati  per
 l'esame dei due maxiemendamenti sia stato sufficiente.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che siamo
 arrivati   allo   snodo   finale  e  per  snodo   finale   intendo
 l'approvazione da parte dell'Aula.
  Vorrei  capire lo spirito e vorrei che il  Governo  ribadisse  se
 questo   emendamento  è  esaustivo  degli  emendamenti  aggiuntivi
 presentati,  perché  se  questo è ciò  che  penso   debba  essere,
 allora,  l'atteggiamento di volgere uno sguardo  approfondito,  di
 chiedere  qualche  delucidazione,  ci  porta  a  dire  che  stiamo
 completando  un  lavoro  iniziato da  qualche  giorno  e  che  può
 produrre,   anche  attraverso  questo  emendamento,  un  ulteriore
 rafforzamento  della manovra annunziata, che è stata  discussa  in
 Commissione bilancio, che ha avuto ulteriori discussioni e momenti
 d incontro per una sua definizione.
    Se  il valore è questo, siamo agli sgoccioli; diversamente, non
 capisco  l'attesa.  Comprendo che anche  questi  ulteriori  cinque
 minuti  del mio intervento possano servire  ad approfondire ancora
 di più l'emendamento presentato dal Governo.
    Allora,  se  è così, abbiamo un emendamento unico; tentiamo  di
 dare  una  definizione  immediata  al  problema,  di  passare   ad
 approvare  le  tabelle relative ed andare a votare  i  disegni  di
 legge, che sono cinque o sei, pronti per  il voto finale.
  Mi  sono accorto che nel  testo  non  ci  sono  emendamenti   che
 esaltano nè il ruolo, nè il numero dei deputati, né  altro.
  Ritengo quindi che la definizione del problema, con questo ultimo
 emendamento,  debba portarci ad approvarlo in silenzio,  ed  è  la
 prima  volta  che  mi pronuncio, perché  più  ne  parliamo  e  più
 potremmo non essere capiti. Quando parlo di silenzio  non  intendo
 tappare bocca alcuna, se ci riscontriamo negli incontri  fatti - e
 questa  è obbiettivamente la  sintesi degli incontri avvenuti  tra
 di  noi - con il Governo, nelle condizioni di un bilancio che  non
 esiste.
  Ritengo,  quindi,  che  si  debba arrivare  ad  una  conclusione,
 perché abbiamo dato fondo a tutto, non c'è più nulla.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  non  avendo
 avuto modo di interloquire nei modi  e  nelle  forme  che  qui  ci
 ha  descritto,  o  comunque alle  quali   ha   alluso  l'onorevole
 Cintola,  esprimo tutto il mio sconcerto per  il  fatto   che,   a
 partire   dall illustrazione    di    questo   documento     fatta
 dall'assessore  Pagano all'inizio, siamo di fronte ad  un  epilogo
 del  tutto incomprensibile e  contraddittorio con le cose  che  ha
 detto l'assessore Pagano.
  Ci  troviamo di fronte  a  numerosi  emendamenti  che  non  hanno
 niente  a  che vedere con il  tema  delle  variazioni  di bilancio
 che    affrontano   al  solito  questioni  che  riguardano   norme
 urbanistiche, il personale e varie ed eventuali  che  hanno  tutta
 l'aria di rispondere  a questioni molto settoriali e specifiche.
  Anche  la  forma  dell'emendamento  che  ci  viene  proposto,  in
 quanto  scritto e dattiloscritto  in  qualche  parte e manoscritto
 in qualche altra  parte, dà il senso di  una  operazione  che  non
 ha  una  sua linearità,  che  non  ha  nessuna   coerenza   e  che
 h     del     tutto     contraddittoria     con     le      stesse
 considerazioni   che   faceva l'onorevole Cintola.  Credo  che  se
 dobbiamo   affrontare  con  questo spirito anche  la  sessione  di
 bilancio, faremo cose di gran lunga peggiori rispetto a quelle che
 già lo scorso anno ci siamo trovati a dovere gestire.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CAPODICASA. Signor Presidente, intervengo per dichiarare tutto il
 mio  imbarazzo di fronte ad un maxiemendamento che - ho  dato  una
 scorsa rapidissima - contiene citazioni di ben 57, 58 leggi  della
 Regione,  dello  Stato,  direttive comunitarie  e,  probabilmente,
 risoluzioni dell'ONU.
  Oltretutto, si tratta, nella quasi totalità, di nuove norme; e la
 quasi  totalità è in violazione del Regolamento approvato un  mese
 fa,  il  quale  prevedeva  che le norme  che  non  avessero  avuto
 l'approvazione, o comunque, il parere della Commissione di merito,
 non  avrebbero trovato ingresso in Aula. Proprio il Presidente  di
 turno  dell'Assemblea ricorderà che il problema principale che  ci
 eravamo  posti  era  come  disciplinare  le  procedure  emendative
 dell'Aula,  per evitare quello che, purtroppo, abbiamo  constatato
 nel passato, cioé fare queste nottate - anzi siamo ancora alle ore
 23.00 - ma in passato  abbiamo superato le ore notturne, arrivando
 alle  ore  mattutine, senza dormire, in circostanze  tali  da  non
 garantire né la lucidità dei parlamentari, né un livello minimo di
 attenzione.
  Siamo di nuovo alle solite  Debbo dire che un maxiemendamento  in
 cui  sono  previsti assunzioni, concorsi riservati nella  pubblica
 amministrazioni prevede l istituzione di un agenzia, l'agenzia per
 il  Mediterraneo,  con una complessa articolazione  -  di  cui  io
 personalmente  non  ne sento assolutamente  l'esigenza  -  con  la
 facoltà di nominare consulenti a iosa.
  Voglio assumermi un piccolo incarico, per conto di coloro i quali
 hanno  la  curiosità  di  sapere quanti nuovi  consulenti  abbiamo
 introdotto  nell amministrazione regionale dall'inizio  di  questa
 legislatura  da un punto di vista normativo; non si  contato  più:
 consulenti    esterni   edirigenti   esterni   -   tutti    pagati
 profumatamente - per dare consulenze che nessuno conosce e che non
 hanno  portato, come non porteranno, nessun beneficio all'attività
 amministrativa  della  Regione  E' una  vergogna.  Lo  dico  senza
 enfasi, ma con la piena consapevolezza che si sta andando oltre il
 segno.  Dopodiché, per quanto mi riguarda, se  non  c'è  il  tempo
 sufficiente  per approfondire il maxiemendamento,  che  non  è  un
 emendamento  -  sono per lo meno una decina di leggi,  una  dietro
 l'altra e non si può spacciare per un emendamento, ancorchè  maxi,
 come  qualcosa  che,  in  altro momento  e  con  altra  procedura,
 l'Assemblea esamina in settimane, non in minuti, in settimane
  Se  volete insistere su questa procedura, che è in violazione del
 Regolamento,  io mi richiamo alle facoltà della Presidenza  perchè
 non  si  può discutere un anno circa per riformare il Regolamento,
 che  doveva  servire  a  ricondurre  ad  una  disciplina  migliore
 l'attività parlamentare, ma soprattutto doveva servire ad  evitare
 i  vizi  che  riemergono con frequenza nei lavori e  nell'attività
 dell'Assemblea, per poi vedersi, nel giro di appena venti  giorni,
 un mese, totalmente revocato, di fatto, il lavoro svolto e tornare
 tranquillamente, senza colpo ferire, alla prassi precedente  tanto
 criticata, giustamente, non solo da alcuni parlamentari, ma  dalla
 stampa e dall'opinione pubblica.
  Non intendo far passare tutto questo senza levare la mia voce  di
 protesta.  I  regolamenti non possono servire, onorevole  Cintola,
 soltanto a fissare gli orari e le scadenze per fare le leggi e per
 terminare le riunioni o per intervenire da questo podio, servono a
 garanzia  delle  opposizioni  e,  invece;  voi  i  regolamenti  li
 approvate  soltanto per stringere qualche cosa ai parlamentari  di
 opposizione. Ecco qual è la realtà
    E,  allora, se non valgono le regole per questa carta  straccia
 che ci date, non capisco perchè debbano valere  per me quando devo
 -  in Commissione - esitare il disegno di legge per forza entro la
 mezzanotte   perchè  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
 parlamentari ha deciso che l indomani mattina dobbiamo  andare  in
 Aula
  A me di queste cose, da questo momento in poi, non importa nulla,
 sia  chiaro   Ivi  compreso il calendario  che  la  Presidenza  ha
 indicato   questa   mattina  sui  tempi  di   approvazione   della
 Finanziaria.  Poi ne discuteremo in Commissione   Bilancio   e  in
 Aula  perchè  questo non è modo di agire  I regolamenti  non  sono
 fatti  per  cavare  gli occhi all'opposizione,  bensì  per  essere
 rispettati, prima di tutto, dalla maggioranza, ed  io credo che la
 Presidenza debba almeno garantire questo.

   PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza   ha   seguito
 costantemente  gli  orientamenti  dell'Aula.  Tutti  noi  sappiamo
 quello che è accaduto e come si sono sviluppati i fatti. Che i due
 maxi  emendamenti  del  Governo  possano  non  essere  interamente
 interpretativi  delle esigenze e delle volontà dei diversi  Gruppi
 politici  è un fatto, ma che ci si meravigli alle 23.00 di  quello
 che  è  accaduto  e  di  come  si è proceduto  mi  sembra  un  po'
 eccessivo
  Io  mi permetto di fare appello al buon senso e al buon gusto  di
 ciascuno  di  noi e, soprattutto,  all esigenza di concludere  con
 sufficiente celerità un lavoro lungo che ha impegnato  tutti,  che
 ha  visto  protagonisti  tutti,  ciascuno  per  la  propria  parte
 politica, ma non meravigliamoci perchè è accaduto soltanto  quello
 che ciascuno di noi ha voluto che accadesse.

   CAPODICASA   Lei  è il Presidente dell'Assemblea  non  può  fare
 questo ragionamento. Lei ha il dovere di applicare il Regolamento

   PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, di volta in volta ho  chiamato
 l'Assemblea a pronunciarsi sulle scelte che sono state compiute e,
 di  volta  in volta, l'Assemblea mi ha dato mandato di  proseguire
 secondo quelle che erano le proposte che venivano formulate.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

  CRACOLICI  Signor  Presidente,  non posso limitarmi ad  esprimere
 una condizione di disagio rispetto all emendamento presentato che,
 in  molti  casi,  nulla ha a che vedere con la natura  finanziaria
 dell'attività  per  cui si era aperta questa sessione  chiamata  a
 discutere le variazioni di bilancio. Stiamo, di fatto, modificando
 buona  parte delle norme della Regione e introducendo norme  senza
 avere  avuto la opportunità e l'occasione di poter fare  un  esame
 approfondito nelle Commissioni di merito.
  Voglio, però, limitare il mio intervento non ripetendo ciò che ha
 già  detto  l'onorevole Capodicasa relativamente al  punto  21  di
 questo maxiemendamento o quella parte relativa alle norme.
  Vorrei  intanto ricordare che quest Aula, a seguito anche di  una
 iniziativa  che è stata al centro della cronaca di  questi  ultimi
 giorni,   che   in  qualche  modo  ha  creato  un  certo   disagio
 nell'opinione pubblica siciliana, qualche ora fa si è  determinata
 nel  rimuovere  il  famoso  comma 9 che introduceva  l'acquisto  e
 l'affitto  degli  ospedali e l'estensione fino al  100  per  cento
 dell'entrate  proprie della autorizzazione che  veniva  data  alle
 Aziende sanitarie e alle Aziende ospedaliere per l'indebitamento a
 medio, lungo e a breve termine, modificando una norma che è  stata
 introdotta  dall'assessore Pagano nella  scorsa  finanziaria,  che
 prima  era  al 15 per cento e poi è stata portata al 20 per  cento
 delle entrate proprie. Questo Parlamento, quindi, qualche ora  fa,
 ha  rimosso  dal testo delle variazioni di bilancio questa  norma.
 Qualche ora dopo, una parte di questa norma per cui il Governo  ha
 chiesto  di  rimuoverlo,  viene  riproposta  nell'emendamento   in
 questione. Io  considero ciò inaccettabile:  è il gioco delle  tre
 carte
  Nel  merito, dico subito che noi stiamo introducendo il princìpio
 di  finanziarizzare  il bilancio della Regione. Stiamo decidendo -
 e non so quanti colleghi, visto l'ora e la stanchezza, potranno in
 qualche  modo comprendere la mia eventuale facilità di spiegazione
 del  tema  di  cui stiamo discutendo - di autorizzare i  direttori
 generali  a  contrarre mutui fino al 100 per cento  delle  entrate
 proprie  delle  aziende stesse. Stiamo decidendo di ridurre  dalla
 gestione ordinaria le entrate proprie.
  Io  non  voglio banalizzare ma ricordo che fra le entrate proprie
 ci  sono  anche i ticket e, quindi, stiamo decidendo che i  ticket
 servono   a   pagare   le   operazioni   non   di   riduzione    o
 compartecipazione  alla  spesa sanitaria ma  di  compartecipazione
 alla  spesa  finanziaria della sanità, cioè agli oneri  finanziari
 relativi  alle  modalità  con le quali, purtroppo,  le  difficoltà
 finanziarie  hanno  determinato  un  grande  buco  e   una  grande
 esposizione con relativi oneri finanziari aggiuntivi.
  Ma,  al  di là del fatto in sè disdicevole, stiamo decidendo  che
 riduciamo  nella gestione di competenza le entrate  proprie  delle
 aziende  perché le entrate proprie serviranno totalmente a  pagare
 le  rate di mutuo per intervenire sull'indebitamento delle aziende
 stesse.
    Tra l'altro, in questi giorni si è registrata una polemica  nei
 confronti  dell Assessore  per il bilancio  e  del  Direttore  dei
 Consorzi  delle  Aziende con modalità diverse.  Probabilmente,  ha
 ragione  l'uno  o  l'altro,  in questo momento  non  mi  interessa
 entrare  nel  merito,  dico soltanto che certamente  questa  norma
 stabilisce  un  metodo  con  il  quale  noi  dobbiamo  intervenire
 sull'indebitamento.   Le   aziende   cioè    devono    indebitarsi
 intervenendo  sul rating della Regione, determinando un  ulteriore
 appesantimento  sull'attuale situazione debitoria,  mentre,  com è
 noto,  ci  sono  altre  ipotesi   riguardanti,  ad  esempio,    il
 factoring  da parte dei creditori che  non graverebbe direttamente
 almeno sull'indebitamento diretto della Regione.
  Dunque     ripeto - è inaccettabile che venga proposta  la  norma
 dopo  che  è stata rimossa qualche ora fa, lo considero  sbagliato
 sul piano della gestione finanziaria perchè questa norma non aiuta
 a  risolvere i problemi dell'indebitamento, anzi li aggrava  e  li
 rende  permanenti  perché stiamo portando   la  gestione  corrente
 inevitabilmente   ad  essere  gestione  di   debito:   noi,   cioè
 incassiamo  nel presente per pagare soltanto i debiti del  passato
 producendo debiti su debiti  Credo che questa non sia una  tecnica
 finanziaria  e  di  bilancio corretta e, comunque,  non  aiuta  le
 aziende ad uscire dal vicolo cieco in cui sono.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CINTOLA  Signor Presidente, sono convinto che dobbiamo  arrivare
 ad  una conclusione che investa l'intera Aula e che non ci possano
 essere  fughe troppo in avanti né arretramenti improvvisi che  non
 servono  -  a mio avviso - alla approvazione di questo disegno  di
 legge.
   L'ho detto ieri e lo ribadisco anche oggi: questa non è la legge
 della  maggioranza, abbiamo lavorato per approvare un  disegno  di
 legge  non  della maggioranza ma dell'Aula. Ed è la  prima  volta,
 forse  più  delle  altre volte, che ci siamo avvicinati  molto  ad
 avere una presenza che ha dato all'Assemblea il senso che ci siamo
 e  ci  siamo  tutti, nel tentativo non di ottenere   qualcosa,  il
 campanile,  o quant altro, c'è stata invece  una cooperazione  che
 ha poi portato dei frutti anche positivi.
  Quando  l onorevole  Cracolici punta il suo dito su un fatto  che
 espone  la  Regione in materia di sanità non dice  cose  che  sono
 sbagliate, però non tiene conto di un altro fatto, e cioè che quel
 Governo  ha  la  necessità di risolvere alcuni  problemi.  Allora,
 possono  esserci fatti mediativi? Non so se il Governo  sia  nelle
 condizioni di dire che dal 20 per cento  assicurato prima  non  va
 al 100 per cento e va al 80, al 75 o al 70 per cento .
  Quindi,  se rivolgo un appello al Governo è perchè sull'argomento
 possa  salvaguardare il Governo stesso per le proprie incombenze e
 a  chi,  come  Cracolici, sottolinea una  battaglia,  io  dico  di
 provarci  e  di  chiudere  interamente  il  discorso.  Posso  pure
 rendermi  conto  che  l onorevole Capodicasa, al  quale  riconosco
 l onestà intellettuale di muoversi dentro i regolamenti  e  con  i
 regolamenti  -e  non  ho  dubbi su questo  -,  abbia  qualcosa  di
 importante da dire limitatamente a questa manovra e per tentare di
 chiuderla.
  Se  c'è un'agenzia in più o in meno, non sarà per una agenzia  in
 più  o in meno che noi non chiudiamo assieme questa legge. C è  la
 necessità  di dare una risposta alla Sicilia e, mentre  avvertiamo
 che ci sono dei bisogni, noi qui non ci accapigliamo perchè c'è la
 cosiddetta invenzione dell'ultimo istante.
  Allora  voglio  dire con chiarezza adesso, se è possibile,  e  lo
 dico prima al Governo Cuffaro e a Pagano, che noi abbiamo lavorato
 con la minoranza in quest'Aula durante tutto il percorso, tutta la
 minoranza,  non  solo i DS perchè sono dieci,  con  tutti  abbiamo
 lavorato  seriamente  e  abbiamo tentato di  chiuderla  seriamente
 anche  con  qualche  piccola baruffa,  però  alla  fine  ci  siamo
 arrivati   votando   e  anche  velocemente,   debbo   dire   senza
 ostruzionismi di parte.
  Perchè,  ora  in  questo  istante dobbiamo  farci  per  forza  lo
 steccato  per  le  battaglie comiziali. Abbiamo  la  necessità  di
 chiudere  seriamente  questo  provvedimento  questa  sera   e   di
 chiuderlo  in  pro  bona  pacis  non  della  maggioranza  o  della
 opposizione   ma   della  Sicilia,  anche  con   le   pecche   che
 l'opposizione ci riconosce, ci sottolinea ma anche  con  il  fatto
 che  questa maggioranza non si è avvalsa di essere maggioranza  in
 molte   occasioni  o  in  quasi  tutte  le  occasioni  così   come
 riconosciamo che anche nella commissione Bilancio abbiamo  trovato
 disponibilità  al  colloquio  e  al dialogo.  Non  interrompiamolo
 perchè  non  è  la  legge che se ne va, ma se ne  va  un  modo  di
 concepire  diverso che stiamo dando, onorevole  Capodicasa,  e  ad
 oggi  ci  siamo  riusciti, fino a dieci  minuti  fa,  tentando  di
 approvare  in  disegno  di  legge che  potesse  dare  a  tutti  la
 possibilità   di  ritrovarsi  anche  con  scarse  possibilità   di
 cosiddetto successo ideale.
  Ritengo,  pertanto,  di dover dire ai colleghi di stabilire,  nel
 giro  di  pochi minuti, quello che serve per chiudere e al Governo
 in  cambio  di continuare il suo parlamentarismo con ogni  singolo
 deputato,  compresi  i  colleghi assessori  che  avrebbero  potuto
 parlarsi addosso tanto tempo fa e non lo hanno fatto, perchè  pare
 parlino  lingue  diverse:  uno parla  il  catanese  e  l'altro  il
 nisseno,  quindi  non  riescono ad avere un  colloquio  diretto  e
 serio; non riescono a capirsi.
   Quindi, voglio dire al Governo, che è loquace quando vuole e che
 non  ascolta  quando è necessario,  di  parlare,  di   capire,  di
 comprendere  che dobbiamo chiudere e che sia necessario  anche  da
 parte  del Governo anche fare qualche passo e comprendere  che  in
 queste  dieci  pagine  o sette, otto pagine  se  c'è  da  togliere
 qualcosa  a  qualcuno non ci sono difficoltà a  farlo  perchè  noi
 abbiamo  un  solo vero impegno: chiudere stasera ed aprire  domani
 mattina la sessione di bilancio per potere arrivare a dicembre non
 nelle condizioni di oggi.
  Per  questo dico al Governo, che ha  fatto una buona finanziaria,
 di  non   pensare  di  aggiungere altro,  dovremmo  anzi  togliere
 qualcosa. I l bilancio è quello che è ed è impacchettato, i  tempi
 per  poter  chiudere  prima di Natale ci  sono  se  abbiamo  anche
 questa sera un minimo di serietà, perchè questa sera può essere il
 presupposto della credibilità del domani tralasciando  le  piccole
 cose,  Signor   Presidente dell'Assemblea, al quale  noi  dobbiamo
 molto, perché senza la sua sapiente regia non so se saremmo potuti
 arrivare al punto in cui siamo.
    Quindi,  vorrei  evitare  i toni alti   suoi  e  di  altri.  La
 stanchezza  può provocare colpi di mano e far arrivare a  chiedere
 al  Governo  se, sulla sanità, c'è qualche passo  da  fare.  E  se
 l'agenzia,  che facciamo solo stasera, c'è la possibilità  per  la
 maggioranza di vedere, se nella finanziaria o con legge unica, può
 riuscire  a  farla anche chiedendo una finestra parlamentare,  per
 chiudere anche questa vertenza che è importante, che è sollecitata
 anche bene e sino in fondo, anche se tardivamente.
  Io  affido alla Presidenza la mediazione, al Governo la  capacità
 di muoversi e all'opposizione e alle minoranze, compresa la nostra
 maggioranza, di comprendere che il dato importante è che da domani
 inizi la sessione di bilancio.

                               Congedi

   PRESIDENTE  Comunico che sono da considerare in congedo  per  la
 seduta  odierna gli onorevoli Granata, Stancanelli, Neri,  Vicari,
 Cascio, Catania Franco e Cimino.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A

   PRESIDENTE Onorevoli colleghi, intendo fornire all'Aula un  dato
 statistico: alla fine delle mediazioni, come le chiama l'onorevole
 Cintola,  risultano  non assorbiti o preclusi dal  maxiemendamento
 del Governo appena 19 emendamenti, due dei quali, il 48.A.11 e  il
 48.A.9,  vengono immediatamente ritirati perché sono a mia  firma,
 in segno di collaborazione con quello che è l'andamento celere dei
 lavori  che  ci  siamo  dati. Si tratta, quindi,  soltanto  di  17
 emendamenti.    Dunque,   tutta   questa    tentata    violazione,
 stravolgimento  di  quelli  che erano  gli  orientamenti  maturati
 dall'Aula, francamente non mi pare che si sia verificata.
    La  proposta della Presidenza è, pertanto, quella di  porre  in
 votazione  i  maxiemendamenti del Governo, dopo di  che  porre  in
 votazione  gli  emendamenti che non risultano essere  assorbiti  e
 così,  per  fasi successive, approssimarci alla conclusione  della
 discussione del disegno di legge.
  .  L'onorevole Ardizzone poc anzi  ha comunicato alla  Presidenza
 che  ritira  gli  emendamenti  48.A.55  e  48.A.54.  Sono  15  gli
 emendamenti che non risultano essere stati assorbiti.

                               Congedi

   PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
 onorevoli:  Granata,  Stancanelli, Neri, Cascio,  Vicari,  Catania
 Franco e Cimino.
  L Assemblea ne prende atto.

         Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A

   CINTOLA  Il Gruppo UDC ritira tutti gli emendamenti a firma  dei
 componenti.

   PRESIDENTE   L Assemblea  ne  prende  atto.  Sono  ritirati  gli
 emendamenti 48.A.11, 48.A.54, 48.A.55, 48.A.17, 48.A.20,  48.A.21,
 48.A.35,  35.2, 48.A.9.

   CRISAFULLI   Dichiaro di  ritirare l emendamento  48.A.2  a  mia
 firma.

   PRESIDENTE  L Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, decadono i seguenti emendamenti:
 48.A.74,  48.A.50,   48.A.68, 48.A.25, 48.A.3,  48.A.73,  48.A.69,
 48.A.53.

   DE BENEDICTIS^. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS^.  Signor Presidente, intervengo  per  dichiararmi
 d accordo  con  le  argomentazione dell'onorevole  Capodicasa.  Io
 penso  che  ancora  una volta ci troviamo di  fronte  alla  solita
 vicenda.
  Questo  è un Parlamento che non si è mai tirato indietro  né   di
 fronte  al  proprio  dovere nè ai bisogni del  popolo  che  sempre
 invoca  nell'esercizio delle nostre funzioni. E,  tuttavia,  credo
 che  quello  di assolverlo in questa maniera non faccia  onore  al
 Parlamento.
  Trovarsi per l ennesima volta, notte tempo, con un Parlamento che
 per  settimane non fa nulla, a discutere di un maxiemendamento  di
 tale  natura,  credo non sia coerente con la funzionalità  propria
 che ci si vuole dare.
  Questo maxiemendamento contiene norme di ogni natura e specie. Io
 capisco le ragioni di tutti, da parte del Governo che ritiene così
 di  andare avanti, da parte della maggioranza che naturalmente non
 si pronuncia mai e a testa bassa segue il Governo, e, mi dispiace,
 anche    da    parte   dell'opposizione   con   chi    all'interno
 dell'opposizione  stessa ha ritenuto di asseverare  questo  metodo
 del   concordamento  che taglia fuori comunque la  possibilità  di
 comprensione da parte di molti deputati.
  Poiché  io  rispondo prima di tutto a me stesso, come credo  ogni
 deputato  debba  fare riguardo alle scelte che  questo  Parlamento
 compie, non ritengo di essere nelle condizioni di valutare ciò che
 questo  maxiemendamento contiene. Avrò dei limiti, ma mi  sentirei
 ancora più disonesto intellettualmente nel non denunciarli e  fare
 finta di niente.
  Se   l Aula   ritiene   di  dover  andare   avanti   con   questo
 maxiemendamento  tradendo la sua funzione  di  comprensione  e  di
 costruzione  di un processo razionale utile a tutti noi  in  primo
 luogo  per  svolgere  la nostra funzione, io credo  di  non  poter
 ulteriormente partecipare ai lavori.
  Quindi, la invito, naturalmente associandomi a quelle parole  che
 sono  state dette in tal senso da altri, a rinviare la seduta  per
 consentire  a  tutti  di  prendere  atto  e  contezza  di   questo
 maxiemendamento  e,  comunque, mi sento di biasimare,  ancora  una
 volta,  questo  metodo che è assolutamente contraddittorio  e  che
 contraddice il percorso che dovremmo svolgere.

   FORMICA  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORMICA  Signor Presidente onorevoli colleghi, vorrei  fare  mie
 le  considerazioni  espresse da coloro che mi hanno  preceduto  e,
 soprattutto,  vorrei prendere in considerazione  anche  i  rilievi
 mossi dall'onorevole Capodicasa.
  Quest'anno,  forse, per la prima volta l'Assemblea  regionale  ha
 dato, all'esterno, un immagine di efficienza, di produttività e di
 collaborazione su questa manovra di assestamento di bilancio.
  Forse  per la prima volta questo Parlamento è riuscito a fare  il
 parlamento,  tanto  è  vero  che - voglio  ricordare  ai  colleghi
 dell'opposizione, e credo che me ne daranno atto - che una manovra
 che è arrivata in Parlamento, proposta dal Governo,  che prevedeva
 una  serie  di  provvedimenti e di articoli i  quali,  passati  al
 vaglio  del  Parlamento  (maggioranza e  opposizione)  non  hanno,
 appunto,  superato questa soglia e questo vaglio. Il che, intanto,
 dimostra  e  fa  piazza  pulita  di  un  pregiudizio  che   questo
 parlamento  è  ostaggio del Governo e della  nuova  forma  che  ha
 assunto  l'"istituzione governo". Questo Parlamento,  infatti,   è
 riuscito  a  tagliare alcune norme importanti che  facevano  parte
 originariamente della proposta che è arrivata in Parlamento.
  E'  un dato obiettivo, posso pure elencare gli articoli che  sono
 stati  cassati, che erano articoli importanti, dalla  vendita  con
 successivo affitto -  lo voglio dire in italiano e non in  inglese
 -  delle strutture ospedaliere ad una serie di comitati di  studio
 previsti  in  varie materia - i colleghi dell'opposizione  che  mi
 ascoltano, siccome sono persone perbene, sanno a cosa mi riferisco
 -  e, quindi, devono avere l'onestà intellettuale di ammettere che
 c'è  stata un'azione originale, autonoma, svincolata da diktat  di
 Governo da parte del Parlamento.
  Sulle  perplessità  che  sono nate a proposito  dell'Agenzia  del
 Mediterraneo, voglio essere chiaro e franco una volta  per  tutte:
 entro il 2010 cadranno le barriere commerciali, per il trattato di
 Barcellona, con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo. Nel prossimo
 mese  di  dicembre la Comunità economica europea,  proprio  qui  a
 Palermo, verrà a fare una maxi-convention - vi chiedo scusa per il
 mio  inglese -, un grande raduno comunque: ci sarà Prodi, ci  sarà
 la   Commissione  proprio  per  trattare  gli  argomenti  inerenti
 all'Agenzia del Mediterraneo.
  Ora,  vi  pare giusto che noi da una vita, da quando  mi  ricordo
 frequentavo  le  Aule  di questo Parlamento,  parliamo  del  ruolo
 centrale  della  Sicilia all'interno del Mediterraneo,  di  questa
 piattaforma protesa nel Mediterraneo e, poi, andiamo a spezzettare
 le  competenze che riguardano la Regione mediterranea allargata in
 quattro  assessorati. Noi abbiamo prebende per tutti, per comitati
 di ogni genere e grado, non voglio aggiungere altro.
  Vogliamo  portare avanti un'idea seria che è quella di  dire  che
 noi  abbiamo  un  ruolo in questo Mediterraneo e questo  ruolo  lo
 vogliamo nobilitare con un organismo serio?
  In effetti, rispetto alla proposta originaria di quest'Agenzia si
 è  traslocata al 2004 la possibilità di dare attuazione  a  questa
 norma  ed io non credo che questo Parlamento, che si spende per  i
 carnevali,  e che si è speso per i carnevali, voglia  negarsi  per
 un'istituzione  seria,  di prestigio e che  si  rifà  a  tutto  il
 programma, costante e futuro che si è sempre presentato in tutti i
 governi ed in tutti i programmi di governo di questa Regione.  Non
 voglio aggiungere altro.

   RAITI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, a  differenza
 di  quanto  generalmente  ho affermato  da  questo  podio  durante
 episodi  simili che sono accaduti nel corso di approvazione  delle
 leggi  finanziarie, non sono per nulla sorpreso di quanto accaduto
 e mi riferisco, in particolare, all'onorevole Capodicasa.
  Onorevole  Capodicasa,  quello  che  lei  ha  lamentato  nel  suo
 intervento è una cosa assolutamente legittima, veritiera  e  piena
 di  fondamenti, ma è qualche cosa che tutti noi ormai ci  dovevamo
 aspettare  perché non vi è dubbio che il metodo  e  il  modo  come
 questo  Parlamento procede ormai è a conoscenza di tutti.  Non  vi
 sono regolamenti che tengono, non vi sono dichiarazioni o proclami
 che   tengono  perché  le  norme  si  fanno  e  poi  si   disfanno
 applicandole   costantemente,  così  come  si  ritiene   opportuno
 applicarle.
  Se  noi  abbiamo  capito che la maggioranza  ha  questo  modo  di
 procedere - e non ce lo possiamo negare altrimenti faremmo i finti
 tonti  -  ne  dobbiamo prendere assolutamente atto perché  così  è
 stato,  così  è  e  così sarà per domani, caro Presidente  e  cari
 colleghi.
  Il fatto che la maggioranza ogni volta da questo podio ci viene a
 dire che viene a trattare e che gli emendamenti sono di tutti,  va
 sempre  in  una  direzione, cioè a dire quella di  coinvolgere  in
 corresponsabilità tutti, perché siamo tutti uguali. Loro fanno  il
 loro lavoro perché procedono con un ritmo e con un ritmo di marcia
 che è quello previsto e che conosciamo ormai tutti.
    Allora,  io  mi  sento  di  fare un  appello  soprattutto  alla
 minoranza,  non alla maggioranza: se noi vogliamo  essere  seri  e
 vogliamo  prepararci  a  governare presto questo  Paese,  dobbiamo
 dimostrare,  anche su queste cose, che non accettiamo compromessi.
 I  compromessi  li accettiamo su cose certe, dove portiamo  avanti
 interessi legittimi e che vanno nel gioco regolare della politica,
 ma ad ogni cosa c'è un limite.
    Quando si supera quel limite è responsabilità di un'opposizione
 seria che ne prende le conseguenze e se noi vogliamo essere questo
 -  e  così  io spero che siamo - a quell'appello accorato  dell'ex
 Presidente  della  Regione  del  centrosinistra  dobbiamo   essere
 consequenziali perché, se così non siamo, vuol dire che accettiamo
 questo sistema e vuol dire che ci dobbiamo comportare tutti quanti
 accettando quelle regole del gioco perché se giochiamo a scacchi e
 siamo  seduti tutti attorno allo stesso tavolo dobbiamo utilizzare
 quelle regole, altrimenti quel gioco non lo facciamo.
  Per  quanto mi riguarda -  e parlo a voce del gruppo Sicilia 2010
 -  noi  a  questo gioco non ci stiamo perché non abbiamo nulla  da
 trattare che sia personale, se possiamo ragionare come si  ragiona
 sempre  in  politica  per contemperare interessi  legittimi  siamo
 pronti  a  farlo, non abbiamo trattato nessuna norma di carattere,
 norma-fotografia, non vogliamo accettare questo metodo  anche  per
 il  futuro,  perché  vogliamo  dare un'indicazione  seria  che  il
 centrosinistra   si   distingue  anche  in   questi   metodi   dal
 centrodestra;  poi  saranno gli elettori a  giudicare,  ma  queste
 responsabilità ce le dobbiamo assumere soprattutto  nei  confronti
 dei nostri elettori.

   SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  da  ieri
 mattina, da quando è iniziata questa lunga seduta - e speriamo  si
 concluda  presto  in  ogni caso - che io  sono  presente  in  Aula
 cercando  di  dare  il mio modesto, ma dignitoso,  contributo  per
 l'approvazione di questo disegno di legge.
  Il contributo da me dato, forse inutile, deve qui venire meno nel
 rispetto della dignità che io devo a me stesso e credo che non  si
 possa continuare in questa maniera.
  Avrei  avuto  voglia di fare un po  di battaglia, di chiedere  di
 fare  richiami  al  Regolamento, di chiedere  tutta  la  normativa
 necessaria  per  poter  capire quello  che  eventualmente  avremmo
 dovuto  approvare, verificare con voi se ci sono  norme  che  sono
 state bocciate in scorsi procedimenti legislativi ma anche -  così
 come  ci  ricordava l'onorevole Cracolici - norme che  sono  state
 bocciate  sia  nel  corso dell'esame di questo stesso  disegno  di
 legge in Aula ma anche in Commissione.
  Avrei avuto voglia di chiedere termini per potere procedere nella
 maniera  più  consona  all'approvazione, ma mi  rendo  conto  che,
 probabilmente, anche da parte di alcuni colleghi della  minoranza,
 questo tipo di atteggiamento forse non sarebbe stato gradito.
  Ecco perché faccio mio il consiglio datoci dall'onorevole Cintola
 che  è  quello  di parlarne meno possibile. Io non  ne  parlo  più
 perché abbandono l'Aula e non parteciperò al voto finale di questo
 disegno di legge.
  Signor  Presidente,  lei parlava di emendamento  non  interamente
 rappresentativo della volontà dei gruppi politici. Infatti, questo
 emendamento,   per   quanto  mi  riguarda,  è  assolutamente   non
 rappresentativo della mia volontà.
  Lei  faceva riferimento al buon senso e credo di averne avuto  in
 questi giorni; lei faceva riferimento ancora al buon gusto, questo
 maxi-emendamento offende anche il gusto estetico perché il collage
 che ci state presentando offende anche l'estetica parlamentare.
  Ecco  perché  io  non so se questa sarà la legge del  Parlamento,
 sono certo che non sarà la mia legge.

   SPEZIALE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo  conto
 che il metodo seguito relativo al maxi-emendamento ha riaperto, di
 fatto,  la discussione.
  Forse  sarebbe stato più utile e più proficuo per i lavori d'Aula
 se  si  fosse  andato avanti con i singoli emendamenti  sottoposti
 alla  autonoma valutazione dell'Aula. L'idea che si vuole  dare  è
 quella  che  si è determinata una consociazione finalizzata  a  un
 accordo per permettere l'approvazione del maxi-emendamento.
  Io  tengo  a precisare che il testo delle variazioni di  bilancio
 sta uscendo con un tratto diverso da quello presentato perché si è
 fatta la battaglia parlamentare. Mi riferisco, in particolare,  ad
 un  paio di norme che noi abbiamo considerato fondamentali: quella
 relativa alla vendita degli ospedali, quella relativa al passaggio
 dei  dipendenti degli enti periferici della Regione e  degli  enti
 locali  presso la Regione siciliana e abbiamo cercato, dal  nostro
 punto di vista, di introdurre elementi correttivi alla manovra  di
 bilancio.
  C'è stata una discussione, uno scontro sulla natura dell'articolo
 4, abbiamo sollevato in Aula obiezioni di carattere costituzionale
 rispetto  alla  manovra che il Governo ha proposto e  siamo  stati
 purtroppo  pochi, cioè quelli di una parte politica,  a  sostenere
 che  il  taglio complessivo della manovra messa in campo da  parte
 del  Governo  non solo era sbagliata ma, in alcuni suoi  elementi,
 nella  definizione dell'utilizzo dei fondi dell'ex articolo 38,  è
 anche incostituzionale.
  Io  penso che il Commissario dello Stato, in qualche modo,  segua
 il  dibattito,  quindi abbiamo messo in discussione le  fondamenta
 stesse  della logica della manovra. Tuttavia, questo non impedisce
 che  i  singoli  parlamentari, in rappresentanza  degli  interessi
 generali,  abbiano  titolo a predisporre e presentare  emendamenti
 migliorativi.
  Quindi,  la  questione relativa al maxi-emendamento -  lo  voglio
 dire  a  qualcuno  che pensa che nel dibattito parlamentare  debba
 essere  impedita  la  funzione di interesse generale  del  singolo
 parlamentare  -  nel  presentare emendamenti migliorativi,  perché
 questo  deve  piegare  ad  una presunta  battaglia  ideologica  di
 scontro  frontale  tra  maggioranza ed opposizione,  eliminando  e
 riducendo  la  dialettica  parlamentare  soltanto  lo  scontro  di
 contrapposizione,  ritengo  che questo  sia  sbagliato  e  che  il
 parlamentare  ha titolo per presentare emendamenti  nell'interesse
 di   una   rappresentazione  di  interesse  generale  tendenti   a
 migliorare il senso della manovra.
  Per  questo  io  penso che, nel maxi-emendamento, il  limite  che
 alcuni  emendamenti,  che io condivido, sono contenuti  nel  maxi-
 emendamento  che avrei potuto votare; altri emendamenti  contenuti
 nel  maxi-emendamento,  che  io non condivido,  se  fossero  stati
 portati  all'approvazione di ogni singolo provvedimento  all'Aula,
 ognuno   avrebbe  potuto  distinguere  le  proprie  responsabilità
 rispetto ai singoli emendamenti presentati. E voglio qui riportare
 alcune    questioni.   Primo:   l'emendamento    riguardante    la
 redistribuzione degli enti locali nelle province di fonti, in modo
 perequativo, per impedire che ci sia una sofferenza nelle  piccole
 province,  non ha niente di personale, è un emendamento, onorevole
 Raiti,  che ha carattere generale e che i deputati della provincia
 di  Enna  e  di Caltanissetta abbiamo inteso rappresentare  perché
 vogliamo  rappresentare  gli interessi  di  quel  territorio  che,
 altrimenti  sarebbero  fortemente  penalizzati  dai  provvedimenti
 previsti dalle norme attuali.

   IOPPOLO. Caltanissetta non c'entra

   SPEZIALE.  C'entra,  invece.  Caltanissetta  è  il  centro  della
 Sicilia. Per quanto riguarda il 2003, l'emendamento dell'onorevole
 Giannopolo, contenuto nel maxi-emendamento, relativo al fatto  che
 continuano  ad applicarsi il comma 7 dell'articolo 13 della  legge
 regionale  numero 8 del 2000, è un altro emendamento di  interesse
 generale che praticamente stabilisce che i comuni piccoli che  non
 sono sede di istituti e che debbono sopperire con i propri bilanci
 al pagamento dei trasporti degli alunni con incarico comunale, con
 il rischio di dissesto finanziario di centinaia di piccoli comuni,
 non  è  un  emendamento  personale, è  un  emendamento  che  viene
 avvistato dal gruppo dei DS nell'interesse di intere comunità che,
 altrimenti, se debbono gravare. il costo del trasporto pubblico  a
 carico dei bilanci comunali, rischierebbero il dissesto.
    Così  come  l'emendamento che noi abbiamo presentato,  relativo
 alla  crisi  del  settore marmo, o alla vicenda  che  riguarda  il
 censimento delle aree vitivinicole e altre, tutto questo  è  nelle
 prerogative  del parlamentare. L'errore, è di non  avere  permesso
 una   discussione   autonoma  per  mettere  il  Parlamento   nelle
 condizioni di fare le proprie autonome valutazioni.
  Quindi,  niente che riguardi proposte di natura personale.  Siamo
 una forza politica e singoli parlamentari che hanno fatto proposte
 nell'interesse   generale,  interpretando  bisogni   ed   esigenze
 presenti nella nostra comunità. Anche perché non siamo un  partito
 estraneo rispetto agli interessi diffusi della nostra Regione.
  Per questo, signor Presidente, mi permetto di dire un'altra cosa,
 potrei suggerire un altro metodo e cioè quello che si ritorni agli
 emendamenti, emendamento per emendamento per evitare  che  si  dia
 l'idea   che  tutto  quello  che  qui  è  contenuto  debba  essere
 approvato,  tutto  quello  che qui  non  è  contenuto,  si  è  già
 stabilito  con questo metodo a stralcio, che non può essere  messo
 alla  valutazione da parte dell'Aula, per cui io penso che bisogna
 ritornare al metodo originario.
  Si  presentino  al  Parlamento singoli  emendamenti,  si  dia  la
 possibilità  ai  singoli parlamentari di poterli illustrare  e  al
 Parlamento  di poterli valutare, in modo autonomo, e decidere  per
 evitare  letture  strumentali, capziose, per evitare  letture  che
 hanno  il  significato  soltanto di creare, intorpidire  il  clima
 dentro   il  Parlamento  in  modo  tale  che  chi  ha  contribuito
 fattivamente  a  migliorare possa uscire  dall'Aula  dicendo  'noi
 abbiamo   migliorato   il  testo,  abbiamo   raggiunto   risultati
 positivi';  o quando la maggioranza dovesse approvare o respingere
 emendamenti dell'opposizione di fronte al Paese, alla Sicilia, noi
 possiamo   dire   'abbiamo  depositato  questi   emendamenti,   la
 maggioranza li ha respinti'.
  Signor  Presidente,  mi  deve scusare se ho  abusato  di  qualche
 minuto  in  più, in modo tale che siano distinte le responsabilità
 ma nessuno può pensare che il Parlamento si possa ridurre soltanto
 ad  una contrapposizione tra schieramenti in senso ideologico  che
 debba  piegare e, ridurre al minimo, la funzione e l'autonomia  di
 proposta del singolo parlamentare.

                               Congedi

   PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Sanzeri  e  l'onorevole
 D'Antoni   sono   da   considerarsi  in  congedo.   Non   sorgendo
 osservazioni il congedo si intende accordato.

        Si riprende l esame del disegno di legge numero 699/A

   PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,   comunico  che   sono   stati
 presentati i seguenti subemendamenti:
  1G.1 dall onorevole Borzacchelli;
  1G.2 dal Governo;
  2G.1 dal Governo.

   CRACOLICI    Signor   Presidente,   avevo   posto   un'obiezione
 parlamentare ed aspetto ancora una risposta.

   PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, lo ripeto,  la  Presidenza  ha
 assunto  questa  determinazione:  si  votano  i  maxi-emendamenti,
 dopodiché  si verifica quali sono gli emendamenti che  restano  in
 piedi   dopo  il  voto  sui  maxi-emendamenti  e  si  votano   gli
 emendamenti che restano in piedi.

                   Per un richiamo al Regolamento

   CRACOLICI  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor Presidente, a me dispiace dovere insistere  e
 fare  un  richiamo al Regolamento perché lei mi ha:  risposto  non
 rispondendomi .
  Io  ho posto un'obiezione formale e sostanziale. Sostanziale l'ho
 spiegata; adesso esplicito quella sul piano formale.
  Qualche  ora fa, all'articolo 49, l'Aula si è espressa approvando
 un  emendamento che sopprimeva il comma 9. Qualche ora  dopo,  nel
 maxi-emendamento di cui stiamo discutendo, una parte  di  ciò  che
 era  contenuto  nel comma 9 viene riproposto nel cosiddetto  maxi-
 emendamento.
  Ai  sensi  del  Regolamento  d'Aula, chiedo  alla  Presidenza  di
 ritenere  inammissibile  la  riproposizione  su  un  pezzo  di  un
 emendamento  su cui l'Aula si è già espressa, ripeto, qualche  ora
 fa.
    Oltretutto, voglio ricordare, che proprio qualche ora fa lei ha
 annunciato l'apertura della sessione di bilancio e, quindi,  credo
 che  anche la natura finanziaria, e questo è il merito della norma
 che  viene  proposta,  se  il Governo  insiste  e  dovesse  essere
 approvato  soltanto  fra  qualche settimana,  non  credo  che  ciò
 modificherebbe le condizioni della situazione già disastrata delle
 finanze delle Aziende sanitarie.
  Ripeto,  ai  sensi del Regolamento, le chiedo di  non  dichiarare
 ammissibile  il  punto   21  - se non ricordo  male  -  del  maxi-
 emendamento

   PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, la Presidenza, anche  essendosi
 consultata con gli Uffici e avendo visto i precedenti, ritiene che
 la  formulazione contenuta nel maxi-emendamento sia diversa  nella
 sostanza  da  quella contenuta nell'emendamento a cui  lei  faceva
 riferimento e,  pertanto,  non lo considera improponibile.

   CRACOLICI  Questo non è vero

   PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,  basterebbe  pensare  che  le
 percentuali  indicate  sono diverse per ritenere  esattamente  una
 cosa diversa.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi il comma 9  che
 abbiamo  approvato, l'emendamento soppressivo, fa  riferimento  al
 terzo rigo quando dice "al comma 1 .... Ancorché ...." e le parole
 "al  20 per cento del" sono sostituite dalla parola "alle". Questo
 è lo stesso testo che è contenuto nel maxi-emendamento. Cioè non è
 modificata né la percentuale né persino la grammatica.
  Quindi,  lei non mi può rispondere che è una formulazione diversa
 perché  letteralmente ciò che è scritto nel comma 9  dell'articolo
 49.
  Io le ripeto e la invito per evitare anche spiacevoli precedenti,
 che poiché l'Aula si è già espressa, qualche ora fa, intanto venga
 dichiarato improponibile. Siamo già alla vigilia della sessione di
 bilancio,  ciò può consentire eventualmente una rapida valutazione
 ed  approvazione  da  parte di questo Parlamento  della  norma  in
 oggetto.
  Non vengano utilizzate altre espressioni che non corrispondano  a
 quello che è contenuto nelle norme di cui stiamo parlando.

   PAGANO   assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
 parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
 Presidente,   onorevoli   colleghi,   ho   notato    una    grande
 considerazione di se stesso nelle parole dell'onorevole  Cracolici
 al punto da negare quello che è, invece, la normalità delle cose e
 che lui stesso ha fatto intendere nel suo intervento.
  La  normalità è che questa norma non ha niente a che  vedere  con
 sale and lease back e che è indispensabile non solo per il Governo
 ma  per  la  Regione  siciliana. Tanto  che  lo  stesso  onorevole
 Cracolici  dice  che è pronto ad accettare da qui a  dieci  giorni
 quello che è la potenziale modifica.
  Proverò  a spiegarlo bene, intanto perché non c'è nessun  errore.
 L'emendamento del Governo soppressivo, se lo guarda nella versione
 originaria, dice "eliminazione della parte che riguarda  il  'sale
 and  lease  back' e mantenimento di tutto il resto sostituendo  le
 parole fino al 20 per cento.
  Per  un  mero  errore, perché l'emendamento è  lì  -  ci  sono  i
 verbali, ci sono i blocchi - non è stato adottato. Al punto che io
 potrei   anche  dire  che  forse  sarebbe  opportuno   fare   leva
 sull'articolo   117.  Siccome  riteniamo  di   essere   chiari   e
 trasparenti  lo abbiamo non riproposto come dice lei, ma  proposto
 esattamente nella versione originaria così come avevamo detto.
  E provo a spiegarlo all'Aula ciò che significa tutto questo.
  Noi  abbiamo,  in questo momento, la possibilità  di  creare  una
 forma   di  indebitamento  equilibrato  da  parte  delle   Aziende
 sanitarie  in  una  misura non superiore al  20  per  cento  delle
 entrate  proprie, così recita la norma. Tradotto con  un  esempio:
 posto 100 il trasferimento che le aziende sanitarie ricevono dalla
 Regione,  questo 100 è quota capitale. Loro si possono  indebitare
 in  termini di interesse fino ad un 20 per cento. Naturalmente  se
 questo  trova  copertura con le entrate proprie  che  significa  i
 ticket.
  Se  ciò viene portato al 100 per cento non produce nessun tipo di
 indebitamento supplementare perché gli interessi verrebbero pagati
 solo  ed  esclusivamente da questa quota che  sarebbe  quella  dei
 ticket   e   quella  delle  entrate  proprie.  La  quota  capitale
 servirebbe a pagare il debito quindi con questa norma noi  andiamo
 a  mettere equilibrio ed ordine ad un settore che certamente è  in
 difficoltà  Perché  anziché  decreti  ingiuntivi  a  convenzionati
 esterni a farmaceutiche, noi andiamo a pagare i debiti.
  Le  dirò di più, onorevole Cracolici, questa norma l'ha inventata
 il  sottoscritto perché, esattamente un anno fa, la  presentò  nel
 limite  del  15  per cento. I fatti hanno dimostrato concretamente
 che questo non era sufficiente e nella manovra di qualche mese  fa
 l'abbiamo  portata al 20. Ci rendiamo conto che questa  situazione
 non si può reggere a tutt'oggi. E quindi, giocoforza, l'aumentiamo
 non  al  100 per cento, ma esattamente com'era prima. Lo  portiamo
 allo  "status quo ante" cioè a quando il sottoscritto  impostò  la
 norma al 15 per cento.
  Dove  sta  la grande novità che è a garanzia di tutto il sistema?
 Che  rispetto  ad  un anno fa è l'assessore per  il  bilancio  che
 reputa  se  tale indebitamento sia congruo ed esserne soddisfatto.
 Alla  luce di quanto detto, la prego di non polemizzare più perché
 questa   norma  è  fondamentale  correndo  il  rischio  di  creare
 ulteriori disastri, gli stessi cui lei tanto si riferisce.
  Per  quanto  ci riguarda, invece, siamo convintissimi che  questa
 norma contribuirà a porre ordine e quindi vi prego di cessare ogni
 polemica; è tardi, cerchiamo di approvare le norme che poggiano su
 ragionamenti seri.
  Lo ribadisco, la norma in esame è più che seria

    SPEZIALE  Possiamo porre la norma in Finanziaria

    PRESIDENTE    Con   l'argomentazione   del   Governo   la
   Presidenza, peraltro, conferma le proprie osservazioni.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     Per richiamo al Regolamento

    CAPODICASA    Chiedo   di   parlare   per   richiamo   al
   Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,
 l'Assessore, per convincerci della necessità di  riapprovare
 la  norma,  ha  svolto un ragionamento di merito  sul  quale
 credo  non occorre tornare ancora. L'onorevole Cracolici  ha
 tuttavia  sollevato  una  questione  regolamentare,  non  di
 merito
   Sul merito, infatti, c'è chi può essere d'accordo, possono
 esserci  pareri diversi. L'Assessore è convinto di fare  una
 proposta mirabolante, noi, al contrario, siamo convinti  che
 ci  si  sta  inoltrando,  ormai, passo  dopo  passo,  in  un
 processo  di indebitamento del sistema allargato,  non  solo
 del  bilancio.  Ad  un certo punto, credo bisognerà  fare  i
 conti:   noi  autorizziamo  a  contrarre  mutui  alle  AUSL,
 all'EAS,  come  abbiamo fatto quest'oggi, per  70  miliardi,
 autorizziamo a contrarre mutui a tutti  ma vogliamo fare  un
 calcolo,  una  volta  per  tutte,  e  verificare  cosa   sta
 succedendo?
    Stiamo impegnando finanche le mutande di questa Regione e
 degli   enti   allargati   per  i   prossimi   venti   anni
 Autorizziamo  il  ricorso a mutui e a cartolarizzazioni,  di
 continuo, attraverso l'articolo 38

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  non  avrebbe  dovuto
   intervenire sul merito?

    CAPODICASA    Signor  Presidente,  accetto   l'obiezione
 Ebbene,  non intervenendo sul merito, il Regolamento recita,
 all articolo  111, secondo comma che "non possono  proporsi,
 sotto  qualsiasi  forma, articoli aggiuntivi  o  emendamenti
 contrastanti  con  precedenti  deliberazioni  dell'Assemblea
 adottate  sull'argomento o estranee allo  specifico  oggetto
 della discussione".
   L'onorevole  Cracolici ha dimostrato che la riproposizione
 non  è  solo  sull'argomento, perfino  sulla  lettera  della
 norma   che   abbiamo   deliberato    E   vorrei   ricordare
 all'onorevole  Assessore che, per abrogare e  sopprimere  il
 comma   9,  si  già  è  votato  l'unico  nostro  emendamento
 soppressivo.  Invito gli  uffici a voler verificare...

    FORMICA   Sa  bene che è sufficiente un solo emendamento,
   onorevole Capodicasa

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, la questione  è  molto
   controversa...

    CAPODICASA   Onorevole Formica, la prego, sulla  base  di
 questa  interpretazione possiamo cancellare il comma secondo
 del  Regolamento interno  Non ci sarebbe argomento che possa
 passare  da  quest'Aula che, a sua volta, non possa  essere,
 con  un  subemendamento, ridotto di una virgola  Ecco perché
 il  Regolamento riferisce in termini di argomento e non  già
 di  norma  specifica: ovviamente, in tal  caso,  il  dettato
 regolamentare sarebbe facilmente aggirabile. Non a caso,  lo
 ribadisco, si usa la parola  argomento
   Signor Presidente, il ragionamento condotto dall'onorevole
 Cracolici   mi  sembra  opportuno.  Inizia  già  domani   la
 sessione  di  bilancio, non c'è bisogno di  aspettare  anni
 considerato che l'obiettivo che ci poniamo quest'anno  è  di
 chiudere  -  se  le cose procedono come devono  andare,  nel
 senso  che se si rispetta il Regolamento e le norme -  entro
 il  mese  di dicembre, al massimo ai primissimi di  gennaio,
 non   succede  nulla,  onorevole  Assessore.  Evitiamo   uno
 strappo regolamentare


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PAGANO   assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  C'è
   l'emendamento 49.12

    CAPODICASA   Abbiamo  approvato  il  nostro   emendamento
   soppressivo

    CRACOLICI   E' stato approvato l'emendamento  soppressivo
   dell'intero comma

    CAPODICASA  Il Regolamento tratta solo aspetti formali e,
 in  quanto alla forma, c'è un nostro emendamento soppressivo
 al  comma.  La  prego,  onorevole Assessore,  domani   potrà
 ripresentarlo:  avremo occasione di discuterne e  tratteremo
 il merito e poi anche il metodo.

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa per due minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 00.06, del 13 novembre 2003,
                      è ripresa alle ore 00.10)

   La seduta è ripresa.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza che
 nessuno   possa  modificare  il  Regolamento,  ritengo   che
 l'onorevole  Cracolici abbia ragione e, proprio per  questo,
 ho  presentato un subemendamento affinché non si  ripeta  il
 100  per  cento; ho previsto piuttosto la cifra del  90  per
 cento,  cosa  che in quest'Aula - e ovunque -  si  è  sempre
 fatta, avendo avuto in Aula emendamenti che partivano da  un
 milione,  poi  999  mila, 998 mila   per  arrivare  a  zero.
 Allora, sulla cifra ha ragione il collega Cracolici
   Sul  fatto  che il Governo avesse presentato  un  elemento
 soppressivo, confermando la regola e il ricorso al  sostegno
 dei  mutui, è vero. Purtroppo però, per un mero disguido,  è
 stato   approvato  l'emendamento  dell opposizione,   quello
 dell'onorevole Capodicasa e quindi l'Aula non  può  ripetere
 la  formulazione  originaria. Però, sulla previsione  al  90
 per  cento,  l'Aula è libera di poter esprimere  il  proprio
 giudizio, non contravvenendo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'Aula, a mio avviso, non
 avrebbe  violato  il  Regolamento  neanche  in  quel   caso,
 trattandosi di una parte che, nell'emendamento del  Governo,
 peraltro,   non  veniva  neanche  presa  in  considerazione.
 Tuttavia, ci sono gli emendamenti che vado indicando.
   Si   passa  pertanto  all emendamento  1.G1.  Non  essendo
 presente   in  Aula  l onorevole   firmatario,  lo  dichiaro
 decaduto.
   L Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 1.G3.  Lo pongo in votazione. Il
 parere del Governo?

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
   Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono
 cose  che  vanno  al  di là del merito.  Non  sono  mai  una
 persona   che  si  innamora  ideologicamente  delle  proprie
 ragioni,  sono sempre disponibile ad ascoltare,  soprattutto
 in   materie  così  complesse,  così  articolate,  qual   è,
 appunto, la materia finanziaria.
   Ci sono, tuttavia, questioni che attengono ai principi. Un
 patto,  che  è proprio di una vita parlamentare -  qualunque
 Assemblea  ha bisogno di un patto condiviso   è  costituito,
 appunto, dalle regole.
   Insisto,  signor  Presidente, in  quanto  lei  continua  a
 sostenere    una    tesi    che   personalmente    considero
 inaccettabile: malgrado l'evidenza - che è senso  comune  di
 tutti  i  colleghi  che  sono qui ad  ascoltarla     ebbene,
 malgrado   l'evidenza  del  fatto   che   il   richiamo   al
 Regolamento  appena fatto non fa una piega, lei continua  ad
 ostinarsi, interpretando a suo modo la giustezza  della  sua
 decisione.
   Ora,  come dire, nel cosiddetto maxiemendamento,  ci  sono
 cose  più o meno condivisibili, come può essere la soluzione
 (o  speriamo che lo sia) dei lavoratori del servizio  idrico
 integrato  e  ai quali, in qualche modo, si dà una  speranza
 rispetto  alla  folle decisione, così come è  stata  gestita
 tutta   la   vicenda,   ma   non   da   questo   Parlamento,
 (probabilmente  errori  che  vengono  da  lontano)   Ebbene,
 detto  questo,  ci  sono questioni, però, che  attengono  ai
 principi che, per quanto mi riguarda, offendono le persone.
   E   per questa ragione che dichiaro di non partecipare più
 ad  alcun momento dell'approvazione di questa variazione  di
 bilancio.
   Dichiaro, pertanto, di  abbandonare l'Aula

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, mi permetto soltanto  di
 fare  una  osservazione. Lei ritiene che se  si  è  contrari
 alle biciclette, di per sé, si è contrari alle ruote?
   Io ritengo di no
     Per  quanto  precede,  mi pare che  questa  osservazione
 traslata  sia  sufficiente a far comprendere il  motivo  per
 cui la Presidenza si è espressa nel modo esplicitato.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, questo emendamento rientra
 esattamente   nella  fattispecie  di  cui  abbiamo   parlato
 poc'anzi  perché l'analogia che l'onorevole  Cintola  faceva
 con  precedenti  esami da parte dell'Aula,  segnatamente  ad
 ipotesi di proposte a scalare, da 100 a 90, ancora a  80,  e
 così  via,  non  è  per  nulla  pertinente.  In  quel  caso,
 infatti, si tratta di proposte riferite ad un unico  oggetto
 con  l'esame, da parte dell'Aula, delle proposte che più  si
 allontanano  dal testo, come recita il Regolamento.  Quindi,
 si comincia da quelle più lontane e, via via, si procede.
   Non  è questa la fattispecie: qui c'è l'Aula che, con  sua
 deliberazione,  si  è già determinata e chiuso  l'argomento;
 con  nuovo  emendamento,  in altra  parte  della  legge,  si
 ripropone ancora l'argomento, sia pure ridotto di un 10  per
 cento
      Ma  è  l'argomento  che  non può riproporsi,  essendosi
 l'Aula  si  è già pronunciata.  E  sul comma 9 che  andavano
 semmai  presentati gli emendamenti a scalare,  90,  80,  50,
 30   fino ad arrivare a 20. Non si può certo riproporre, con
 nuova  proposta,  dopo  5 ore su un  altro  articolo  ,  non
 c'entra niente

       CINTOLA    C'è   il  cosiddetto  maxiemendamento   cui
 facciamo riferimento

       CAPODICASA  Ma cosa dice, onorevole Cintola  E  lei  è
 anche  membro della Commissione per il Regolamento   E  dice
 queste cose  Le assicuro, non è come dice lei
      Ritengo,  signor Presidente, che questa interpretazione
 è  assolutamente capziosa, volta unicamente a far passare la
 linea   del   Governo:  a  questo  punto,  seguo   l'opzione
 dell'onorevole Cracolici. Se va avanti questa norma  anch io
 abbandono la seduta

       SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

       PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
 conferito  con  lei,  signor Presidente, informalmente,  per
 dirle che se avesse presieduto con violazione manifesta  del
 Regolamento  ebbene,  una  cosa è discutere  il  merito  del
 provvedimento,  altra cosa è scoprire che  il  Presidente  -
 che  dovrebbe,  per il suo prestigio e la sua autorevolezza,
 garantire   l'assoluta  imparzialità  di  comportamento   ed
 essere  il garante dell'applicazione del Regolamento  -  per
 primo,  vìola il Regolamento o, comunque, lo permette.  Tale
 atteggiamento   pone  un  problema  nel  rapporto   tra   la
 Presidenza  e  l'Aula. E si dà il caso che  ciò  si  ripete,
 regolarmente, ogni volta che lei presiede

       PRESIDENTE  Onorevole Speziale, accade ogni volta  che
 io presiedo e, tuttavia, presiedo ogni volta

       SPEZIALE   Ogni volta che lei presiede ci troviamo  di
 fronte  ad  un  suo atteggiamento che intende o  forzare  o,
 come in questo caso, violare il Regolamento.
      Lei  non si rende conto del fatto che la violazione del
 Regolamento   produce  un  vulnus  nel   rapporto   tra   il
 Parlamento  e  la  Presidenza che ci costringe  ad  un  atto
 estremo  che  non  era nelle nostre intenzioni:  se  abbiamo
 lavorato  in  tutta la fase delle variazioni di  bilancio  -
 nelle  singole  Commissioni ed in quella Bilancio     ciò  è
 pure  grazie  alla nostra competenza, alle nostre  proposte
 Anzi,  voglio ricordare che, in gran parte delle Commissioni
 di  merito, le riunioni delle stesse hanno potuto aver luogo
 grazie alla presenza dei parlamentari dell'opposizione.
      Nessun   atteggiamento   ostruzionistico   tendente   a
 differire   i   lavori,  anzi,  il  tentativo   estremo   di
 rispettare  gli  impegni assunti  E poi arriva  lei,  signor
 Presidente,  che con una posizione incomprensibile  -  è  un
 emendamento  che  può  presentarsi in  sede  di  Finanziaria
 visto  che  la sessione di bilancio parte già  da  domani
 ebbene, arriva lei e vìola il Regolamento inducendoci ad  un
 atto estremo.
      Signor   Presidente,  invito  il  Governo  a   ritirare
 l'emendamento ovvero lei a dichiararlo improponibile per  le
 ragioni  dette sia dall'onorevole Capodicasa che dal collega
 Cracolici.
      Diversamente, il Gruppo parlamentare dei Democratici di
 Sinistra sarà costretto ad abbandonare l'Aula

       PRESIDENTE  La Presidenza conferma la propria opinione
 in  maniera  sempre più convinta. Ribadisco,  pertanto,  che
 l'essere  contrari  ad una complessità di  disposizioni  non
 significa  essere  contrari alle  singole  disposizioni.  Ho
 riportato  poc'anzi  l'esempio  della  bicicletta  e   della
 ruota,   proprio   per   confermare   l'orientamento   della
 Presidenza,  ancorché  si  debba tener  conto  di  un  altro
 aspetto. L'emendamento originario del Governo, infatti,  tra
 l'altro,  non  riguardava  questa  parte,  ma  altre   parti
 dell'emendamento.
      Aggiungo, altresì, che il subemendamento dell'onorevole
 Cintola,  tra l'altro, cambia completamente non soltanto  la
 sostanza,  ma  anche  la dotazione finanziaria  prevista  e,
 quindi,   modifica   completamente  il   senso   stesso   di
 quell'emendamento.
      Pongo in votazione l emendamento 1.G.3 del Governo.  Il
 parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

       (I deputati del Gruppo parlamentare dei Democratici di
                    Sinistra abbandonano l Aula)

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo in votazione l emendamento 1.G.2 del Governo.  Il
 parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo  in  votazione l'emendamento 1G, come modificato.
 Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Si  passa  all'emendamento 49.36 bis  del  Governo.  Lo
 pongo in votazione. Il parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Si passa all emendamento 2.G.1 del Governo. Lo pongo in
 votazione. Il parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo  in votazione l intero emendamento 2G, nel  testo
 risultante. Il parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo  in  votazione l'articolo 34, come risulta  dalle
 tabelle.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
 alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 35, con l'annessa tabella
 A  (in  allegato).  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Si  passa all'emendamento 19 bis del Governo. Lo  pongo
 in votazione. Il parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 36, con l'annessa Tabella
 B  (in  allegato).  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Si  passa all'emendamento 19 ter del Governo. Lo  pongo
 in votazione. Il parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

       PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 37, con l'annessa Tabella
 C  (in  allegato).  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo in votazione l'articolo 38, con l'annessa Tabella
 D  (in  allegato).  Chi  è  favorevole  resti  seduto;chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo  in  votazione l'articolo 50.  Chi  è  favorevole
 resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Pongo  in  votazione la delega alla Presidenza  per  il
 coordinamento  formale  del  disegno  di   legge.    Chi   è
 favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

      Prima  di passare alla votazione finale del disegno  di
 legge  n.  699/A,  comunico che sono  stati  presentati,  ai
 sensi   dell articolo  117  del  Regolamento  interno,   gli
 emendamenti  117.1  del  Governo, e  117.2  degli  onorevoli
 Giannopolo  e Papania. Li pongo in votazione. Il parere  del
 Governo?

       PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.
 Favorevole.

       PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

       SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

       PRESIDENTE    Chi  è favorevole resti  seduto;  chi  è
 contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                Votazione finale di disegni di legge

    PRESIDENTE  Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
 Votazione finale di disegni di legge.

   Votazione  finale per scrutinio nominale  del  disegno  di
 legge:  "Norme finanziarie urgenti e variazioni al  bilancio
 della   Regione   per  l'anno  finanziario  2003.  Norme   e
 razionalizzazione     in    materia    di     organizzazione
 amministrativa" (n. 699/A)

    PRESIDENTE   Indìco  la votazione  finale  per  scrutinio
 nominale del disegno di legge: "Norme finanziarie urgenti  e
 variazioni  al bilancio della Regione per l'anno finanziario
 2003.    Norme   di   razionalizzazione   in   materia    di
 organizzazione amministrativa" (n. 699/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì  preme  il
 pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi  si
 astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                   (seguono le operazioni di voto)

    SAVARINO   Non trovando la mia scheda magnetica,  esprimo
 verbalmente il mio voto favorevole.

    PRESIDENTE   Invito gli uffici a computare  l espressione
 verbale di voto favorevole dell'onorevole Savarino.
   Dichiaro chiusa la votazione.
                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione  finale  per
 scrutinio nominale:

   Presenti e votanti ....... 46
   Maggioranza .............. 24
   Favorevoli ....... ....... 46

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Votazione  finale per scrutinio nominale  del  disegno  di
 legge  "Norma di interpretazione autentica dell'articolo  13
 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19" (702/A)

    PRESIDENTE   Indìco  la votazione  finale  per  scrutinio
 nominale  del  disegno di legge: "Norma  di  interpretazione
 autentica  dell'articolo 13 della legge regionale 20  giugno
 1997, n. 19" (702/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì  preme  il
 pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi  si
 astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                   (seguono le operazioni di voto)

    SAVARINO   Non trovando la mia scheda magnetica,  esprimo
 verbalmente il mio voto favorevole.

    PRESIDENTE   Invito gli uffici a computare  l espressione
 verbale di voto favorevole dell'onorevole Savarino.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE    Proclamo  l'esito   della   votazione   per
 scrutinio nominale:

   Presenti e votanti ....... 45
   Maggioranza ..............      23
   Favorevoli ....... ....... 45

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno  di
 legge      «Approvazione     del     rendiconto     generale
 dell Amministrazione  della  Regione  e  dell Azienda  delle
 foreste  demaniali   per l esercizio finanziario  2000»  (n.
 342/A)

   PRESIDENTE  Indìco la votazione finale, per scrutinio  nominale,
 del   disegno  di  legge  «Approvazione  del  rendiconto  generale
 dell Amministrazione  della Regione e dell Azienda  delle  foreste
 demaniali per l esercizio finanziario 2000» (n. 342/A).
  Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
 verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
 il pulsante bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     (Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
                    avere votato favorevolmente)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

  Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:

  Presenti e votanti       46
  Maggioranza      .   23
  Favorevoli       .   46

                        (L Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
              l esercizio finanziario 1999» (n. 436/A)

   PRESIDENTE  Indìco la votazione finale, per scrutinio  nominale,
 del   disegno  di  legge  «Approvazione  del  rendiconto  generale
 dell Amministrazione  della Regione e dell Azienda  delle  foreste
 demaniali per l esercizio finanziario 1999» (n. 436/A).
  Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
 verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
 il pulsante bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     (Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
                    avere votato favorevolmente)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

  Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:

  Presenti e votanti       46
  Maggioranza      .   23
  Favorevoli       .   46

                        (L Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
              l esercizio finanziario 2001» (n. 629/A)

   PRESIDENTE  Indìco la votazione finale, per scrutinio  nominale,
 del   disegno  di  legge  «Approvazione  del  rendiconto  generale
 dell Amministrazione  della Regione e dell Azienda  delle  foreste
 demaniali per l esercizio finanziario 2001» (n. 629/A).
  Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
 verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
 il pulsante bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     (Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
                    avere votato favorevolmente)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

  Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:

  Presenti e votanti       44
  Maggioranza      .   22
  Favorevoli       .   44

                        (L Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
      della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
              l esercizio finanziario 2002» (n. 655/A)

   PRESIDENTE  Indìco la votazione finale, per scrutinio  nominale,
 del   disegno  di  legge  «Approvazione  del  rendiconto  generale
 dell Amministrazione  della Regione e dell Azienda  delle  foreste
 demaniali per l esercizio finanziario 2002» (n. 655/A).
  Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
 verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
 il pulsante bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     (Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
                    avere votato favorevolmente)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

  Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:

  Presenti e votanti       45
  Maggioranza      .   23
  Favorevoli       .   45

                        (L Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
    Parlamento nazionale ai sensi dell articolo 18 dello Statuto
    della Regione siciliana, recante  Modifiche dell articolo 48
      della Costituzione e dell articolo 15 dello Statuto della
    Regione Siciliana in materia di elettorato attivo attribuito,
       negli enti locali, agli immigrati regolari   (n. 694/A)

   PRESIDENTE  Indìco la votazione finale, per scrutinio  nominale,
 del disegno di legge "Schema di disegno di legge costituzionale da
 sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi dell articolo 18 dello
 Statuto  della Regione siciliana, recante  Modifiche dell articolo
 48  della  Costituzione  e dell articolo 15  dello  Statuto  della
 Regione  siciliana  in  materia di elettorato  attivo  attribuito,
 negli enti locali, agli immigrati regolari"  (n. 694/A).
  Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
 verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
 il pulsante bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     (Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
                    avere votato favorevolmente)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

  Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:

  Presenti e votanti       43
  Maggioranza      .   22
  Favorevoli       .   43

                        (L Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
        "Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
    dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
       per l anno finanziario 2003 - Assestamento" (n. 654/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE  Indìco la votazione finale, per scrutinio  nominale,
 del  disegno di legge "Variazioni al bilancio della Regione ed  al
 bilancio  dell Azienda  delle  foreste  demaniali  della   Regione
 siciliana per l anno finanziario 2003   Assestamento" (n. 654/A).
  Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
 verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
 il pulsante bianco.
  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

     (Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
                    avere votato favorevolmente)

  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

  Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:

  Presenti e votanti       43
  Maggioranza      .   22
  Favorevoli       .   43

                        (L Assemblea approva)

  Onorevoli   colleghi,  la  Presidenza  esprime  la   propria
 soddisfazione per l'andamento dei lavori e per l'esito finale
 dei   diversi  disegni  di  legge  che  mostrano   l'attività
 dell'Assemblea,  che è stata complessa,  difficile,  ma  che,
 alla  fine, ha sortito l'effetto desiderato, quello di dotare
 la  Regione  degli strumenti finanziari necessari.  Ringrazio
 altresì  i funzionari dell'Assemblea per l'assistenza fornita
 e vi auguro buon lavoro per l'attività delle Commissioni.
  Onorevoli  colleghi,  la  seduta è rinviata  a  martedì,  16
 dicembre  2003,  alle ore 10.00, con il seguente  ordine  del
 giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I   -    COMUNICAZIONI.
 II   -   LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
 LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N. 247   Interventi    al   fine   di   procedere    alla
                liquidazione  delle  richieste  di  risarcimento
                avanzate dai produttori agrumicoli del Catanese.

                        Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Scoma

      III   -  SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA  COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA .
 IV   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l anno
         finanziario 2004 e  bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006
         (n. 693)

       2)    Disposizioni programmatiche e finanziarie per l anno 2004
         (n. 692)

       La seduta è tolta alle ore 00,35 di giovedì 13 novembre
                                2003

   Licenziato dal  Servizio Lavori d Aula il 14 novembre 2003 alle
                              ore 11.00

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

              SEDUTA N. 174  DEL 12   13 NOVEMBRE  2003

                              ALLEGATO

            EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO DELLA SEDUTA

 DISEGNO  DI   LEGGE "NORME FINANZIARIE URGENTI  E  VARIAZIONI  AL
 BILANCIO  DELLA  REGIONE PER L ANNO FINANZIARIO  2003.  NORME  DI
 RAZIONALIZZAZIONE  IN  MATERIA DI ORGANIZZAZIONE  AMMINISTRATIVA
 (N. 699/A)

   -   All articolo 4:

  Emendamento 4.5:

 Al  comma  5  sostituire   le  parole  da    di  manutenzione  a
 sicurezza    con   le  seguenti  altre   di  completamento,   di
 manutenzione e di messa in sicurezza .

   -   All articolo 5:

  Emendamenti 5.1 e 5.2:

 Sopprimere l articolo 5.

   -   All articolo 11:

  Emendamento 11.4:

 Al  comma  1,  sostituire  la parola  prioritariamente   con  la
 seguente altra  limitatamente

   -   All articolo 13

  Emendamento 13.3:

 Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:

  Per  le  finalità  di  cui ai commi 1 e 2  è  autorizzata,  per
 l esercizio finanziario 2004, la spesa di euro 187.000 migliaia,
 cui  si  provvede  mediante riduzione di pari importo  di  parte
 delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1005.

  Emendamento 33.A16:

 Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

  Per  le  finalità  di  cui ai commi 1 e 2  è  autorizzata,  per
 l esercizio finanziario 2004, la spesa di euro 187.000 migliaia,
 cui  si  provvede  mediante riduzione di pari importo  di  parte
 delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1005

  Emendamento 13.2:

 1. I commi 3 e 4 dell articolo 13 sono soppressi.

 2.  Alla  tabella  B  sono apportate le  seguenti  modifiche  in
 migliaia di euro:

 AMMINISTRAZIONE     04 -  BILANCIO E FINANZE

 RUBRICA                          02  -  DIPARTIMENTO   REGIONALE
 BILANCIO E TESORO

 TITOLO                             02 -  SPESE IN CONTO CAPITALE

 U.P.B.     4.2.2.8.1                             CAP.     613903
 + 10.000

 AMMINISTRAZIONE     07 -  LAVORO

 RUBRICA                          04  -   AGENZIA REGIONALE   PER
 L IMPIEGO, ETC.

 TITOLO                             01 -  SPESE CORRENTI

 U.P.B.     7.4.1.3.1                             CAP.     321301
 - 10.000

  Emendamento 13.1:

 Aggiungere il seguente articolo:

  1.  I contratti di cui all articolo 1 della legge regionale  21
 dicembre  1985,  n. 85 e successive modifiche  ed  integrazioni,
 possono  essere confermati, per un ulteriore periodo di anni  3,
 dagli  enti finanziatori utilizzatori a condizione che  sussista
 l interesse  all espletamento della prestazione  e  la  relativa
 copertura  finanziaria  a  carico dei  rispettivi   bilanci  nel
 periodo di competenza .

  Emendamento 13.8:

 Al  comma  5  dopo  le parole  aziende unità  sanitarie  locali
 aggiungere   e  agli enti locali  ed alla fine  dopo  le  parole
  salute mentale  aggiungere  e socio-assistenziali

  Emendamento 13.9:

 Aggiungere il seguente comma:

  Gli enti locali e le aziende unità sanitarie possono effettuare
 assunzioni,  anche part-time, di soggetti impegnati in  attività
 socialmente utili di cui alla legge regionale 3 marzo 2001, n. 2
 e   dagli   stessi  utilizzati,  nell ambito  delle   rispettive
 disponibilità  finanziarie, con le modalità di cui  all articolo
 78,  comma  6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive
 modifiche ed integrazioni.

 Per  le  predette finalità l Assessorato regionale  del  lavoro,
 della  previdenza  sociale,  della  formazione  professionale  e
 dell emigrazione è autorizzato a corrispondere ai predetti  enti
 un  incentivo  una  tantum  pari ad un  importo  massimo  di  30
 migliaia  di  euro  per ciascun lavoratore  assunto,  che  verrà
 proporzionalmente ridotto nel caso di assunzioni part-time.

 Per  le  finalità  di cui al presente comma è  autorizzata,  per
 l esercizio finanziario 2003, la spesa di 250 migliaia di  euro,
 cui  si provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità
 della U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo 613903

   -   All articolo 19:

  Emendamento 19.2:

 Aggiungere il seguente comma:

  2.  Per  consentire  l esecuzione  del  progetto  esecutivo  di
 intercettazione  e  separazione  dei  reflui  civili  da  quelli
 termali  nonché  per  l esecuzione  del  progetto  esecutivo  di
 rifacimento del viale del Parco Termale e del relativo  impianto
 di  illuminazione è concesso per l esercizio finanziario 2003 un
 contributo  straordinario in favore dell Azienda Autonoma  delle
 Terme  di  Sciacca pari a 410 migliaia di euro al cui  onere  si
 provvede  mediante riduzione di parte delle disponibilità  della
 U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo 613903

   -   All articolo 21:

  Emendamento 21.2:

 Dopo  le  parole   non  inferiore rispettivamente   inserire  le
 parole  a 3.000 migliaia di euro e

   -   All articolo 22:

  Emendamento 22.7:

 Al  comma  2  l importo  599 migliaia di euro  è sostituito  con
 l importo  645 migliaia di euro .

 All onere di cui al comma precedente si provvede con parte delle
 disponibilità dell U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo 613903.

   -   All articolo 31:

  Emendamento 31.1:

 Aggiungere il seguente comma:

  Al  comma  1 dell articolo 55 della legge regionale  16  aprile
 2003, n. 4 , le parole  per l anno 2003  sono soppresse .

   -   All articolo 32:

  Emendamento 32.3:

 Il comma 3 è così sostituito:

  3.  Fino  alla  data  di entrata in vigore  della  riforma  del
 trasporto pubblico locale in Sicilia e, comunque, sino alla data
 del  31 dicembre 2006 è fatto divieto di istituire nuovi servizi
 di   linea   in   concessione  compreso   i   servizi   previsti
 dall articolo 12 della legge 28 settembre 1939, n. 1822, e  sono
 fatti  salvi   gli  effetti  degli atti  emanati  in  attuazione
 dell indirizzo adottato dall Assemblea regionale  siciliana  con
 la mozione n. 154 del 23 febbraio 1998.

  Emendamento 32.2:

 Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti commi:

  4.  Le nuove esigenze di mobilità dei cittadini sono assicurate
 autorizzando  l adeguamento  e/o  la  modifica  delle  autolinee
 esistenti;

 5.  Entro  sessanta  giorni della pubblicazione  della  presente
 legge, le Aziende concessionarie del servizio pubblico locale in
 Sicilia  adotteranno  la  Carta  dei  Servizi,  secondo   quanto
 previsto  dalla  direttiva  del  Presidente  del  Consiglio  dei
 Ministri  del  27 gennaio 1994, dalla legge 11 luglio  1995,  n.
 273,  dalla  legge  14  novembre 1995,  n.  481  e  dal  decreto
 legislativo 30 luglio 1999, n. 286 e dal decreto legislativo  18
 agosto 2000, n. 267 e, entro centottanta giorni, adotteranno  un
 piano  per  procedere alla certificazione di qualità secondo  le
 norme ISO.

  Emendamento 32.4 ter:

 Dopo la parola  sentita  aggiungere le parole  le organizzazioni
 di categoria

  Emendamento 32.4 bis:

  Art. 32 bis.   Recepimento norme in materia di trasporti.

 1.  La  legge  11  agosto  2003,  n.  218,  recante   Disciplina
 dell attività  di  trasporto  viaggiatori  effettuato   mediante
 noleggio  di  autobus con conducente  si applica nel  territorio
 della Regione siciliana.

 2.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
 presente  legge,  l Assessore  regionale  per  il  turismo,   le
 comunicazioni e i trasporti, con proprio decreto, istituisce  il
 registro  delle  imprese  esercenti  il  noleggio  autobus   con
 conducente e stabilisce, sentita la Giunta regionale:

 a)   le   modalità   e  i  requisiti  per  il   rilascio   delle
 autorizzazioni con particolare riferimento alla capacità tecnico-
 economica  delle  aziende anche in funzione alla  sicurezza  dei
 viaggiatori;

 b) le modalità per l accertamento periodico della permanenza dei
 requisiti;

 c)  l importo da corrispondere alla Regione per la iscrizione al
 registro  ed  il  contributo annuale per il  mantenimento  della
 stessa iscrizione;

 d) gli ulteriori provvedimenti sanzionatori di cui  all articolo
 8 della legge 11 agosto 2003, n. 218.

 3. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con i contenuti di
 cui ai commi 1 e 2.

   -   All articolo 33:

  Subemendamento 33.A1.1:

 I commi 2 e 3 sono sostituiti dal seguente:

  2.  Gli  oneri di cui al comma 1 sono determinati, a  decorrere
 dall esercizio  finanziario  2004,  ai  sensi  dell articolo  3,
 lettera  g),  della  legge regionale 27 aprile  1999,  n.  10  e
 successive modifiche ed integrazioni .

  Emendamento 33.A1:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.     - 1. Ai familiari del Sindaco di Acicastello  e  delle
 altre vittime della strage verificatasi in data 2 maggio 2003 si
 applicano  i benefici di cui agli articoli 2, 3 e 4 della  legge
 regionale 13 settembre1999, n. 20.

 2.  Per le finalità di cui al precedente comma è autorizzata  la
 spesa di   80.000 euro per l anno 2004.

 3.  Per gli anni successivi l onere trova riscontro nel bilancio
 pluriennale della Regione.

  Subemendamento 33.A2.1:

 Le parole da   Per la copertura  .  a  euro  sono sostituite con
 il seguente periodo:

  Per  le  finalità di cui al presente articolo è autorizzata  la
 spesa  di 100 migliaia di euro cui si provvede mediante utilizzo
 del  fondo  per i cofinanziamenti regionali di cui  all articolo
 88, comma 1, della legge regionale 26 marzo 2002,  n. 2  (U.P.B.
 4.2.2.8.3, capitolo 613924)

  Emendamento 33.A2:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art .  -  1. Al fine di aderire al programma di cofinanziamento
 relativo  all art.  74  della legge 27  dicembre  2002,  n.  289
  Programmi regionali di investimento per la riqualificazione   e
 il potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza delle
 PMI commerciali  l assessore regionale per la cooperazione,   il
 commercio, l artigianato e la pesca è autorizzato a concedere
 nell ambito  della regola  de minimis    un contributo  a  fondo
 perduto per l installazione di impianti di videosorveglianza con
 collegamento  telematico con gli organi di polizia,  conformi  a
 quelli   previsti  da  protocolli  d intesa  con  il   Ministero
 dell Interno.

 2.  Il contributo di cui al comma precedente può essere concesso
 nella  misura massima del 50 per cento della spesa  sostenuta  e
 verrà  erogato  con la procedura automatica di cui  all articolo
 186 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.

 3.  Per  la copertura delle spese di cui al presente articolo  è
 previsto, per l esercizio finanziario in corso, la somma di  250
 mila euro.

  Subemendamento 33.A31:

 Sostituire  200  con  100 ;

 aggiungere    all onere si provvede con riduzione  del  capitolo
 613903

  Emendamento 33.A3:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.  .- 1. Per le finalità di cui al comma 4 dell articolo  13
 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, è autorizzato il
 limite  poliennale di impegno di 200 migliaia di euro per l anno
 2003.

 Emendamento 33.A5:
 Aggiungere il seguente articolo:

  Art .1.  Al  fine  di  consentire l erogazione  del  saldo  del
 contributo  previsto dalla legge regionale n.  25  del  6  marzo
 1976,   in   favore  del  CIAPI     Centro  Interaziendale   per
 l Addestramento  Professionale Integrato   di  Palermo  aferente
 all anno 2002, è autorizzata per l esercizio finanziario 2003 la
 spesa di Euro 473.000,00 .

 Compensazione Tab. A

 U.P.B.  4.2.2.8.1.

 CAP.      613903.

  Emendamento 33.A40:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art   -  Contributi  incendio  Piazza  Generale  Cascino.    1.
 L assessore per la cooperazione, il commercio l artigianato e la
 pesca, a seguito dell incendio verificatosi il 27 agosto 1999 in
 Piazza  Generale Cascino, al fine di garantire la ripresa  delle
 attività  commerciali e artigianali nonché il  mantenimento  dei
 livelli  occupazionali alla data del sinistro, è autorizzato  ad
 erogare  un  contributo una tantum in base al danno  ricevuto  e
 stimato tramite perizia giurata e fino ad un massimo del 50  per
 cento dell importo risultante dalla perizia medesima.

 2.  Dal  beneficio  di cui al comma 1 sono  esclusi  i  soggetti
 coinvolti  nel  caso  in  cui  sia  accertata  l origine  dolosa
 dell incendio.  L importo dell indennizzo non  può  superare  il
 limite della regola de minimis.

 3.  Per  le  finalità di cui al comma 1 è autorizzata  la  spesa
 complessiva  di  380.000 euro per l esercizio finanziario  2004,
 che trova riscontro nel bilancio pluriennale 2003-2005.

  Emendamento 33.A15 bis:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.  .- Trasporto non di linea in servizio di piazza.   1. Per
 le  finalità dell articolo 5, comma 1, della legge regionale   6
 aprile  1996, n. 29, è autorizzata, per l esercizio  finanziario
 2003,  la  spesa  di  1.100 migliaia di euro (UPB  12.3.1.3.1
 capitolo   478106),  di  cui  550  migliaia  di  euro  destinate
 all erogazione dei contributi relativi all anno 2002.

 2. All onere di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione di
 parte  della  disponibilità  della  U.P.B.  4.2.2.8.1,  capitolo
 613903.

  Subemendamento 33.A19.1:

 Dopo il comma 1 aggiungere:

 2.  Per  le  finalità  di cui al comma  1  si  provvede  con  le
 disponibilità del capitolo 613903.

 3.  Per gli esercizi successivi si provvede con la tabella H  in
 finanziaria.

 4. Al comma 1 cassare le parole  2004-2006

  Emendamento 33.A19:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.     Targa Florio. 1. Al  fine di  consentire  il  regolare
 svolgimento  della  celebrazione  del  centenario  della   Targa
 Florio  che si terrà nel 2006, l Assessore regionale per i  beni
 culturali   ed  ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione   è
 autorizzato   a   concedere,   per   il   triennio    2004-2006,
 all Automobile Club di Palermo, un contributo ordinario annuo di
 euro   trecentoventimila,  per  la  realizzazione,  secondo   le
 finalità del disposto dell articolo 23 della legge regionale  n.
 9  del  2002,  rispettivamente della 88 , 89^, 90^  (centenario)
 Targa Florio, nonché delle eventuali rievocazioni storiche.

 2.  Con  successivi decreti assessoriali verranno  stabilite  le
 modalità  di erogazione del contributo in favore dell Automobile
 Club di Palermo per la realizzazione di detti eventi.

  Emendamento 33.A26:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.     1.  Al  fine di consentire la massima fruizione  degli
 attuali   siti   culturali  della  Regione   siciliana,   nonché
 l apertura  di nuovi siti archeologici e museali e di assicurare
 l espletamento   dei  servizi  di  custodia,   conservazione   e
 fruizione  degli  stessi,  l Assessorato  regionale   dei   beni
 culturali   ed   ambientali  e  della  pubblica   istruzione   è
 autorizzato    all ampliamento   della   convenzione    ed    al
 reclutamento,  attraverso la società Arte Vita (legge  regionale
 n. 26 del 1995), di n. 344 lavoratori provenienti dai bacini già
 individuati   all Assessorato regionale per i beni culturali  ed
 ambientali  e  per  la pubblica istruzione di  concerto  con  le
 Organizzazioni  sindacali  (ex  Libero  Grassi       manifattura
 Miraglia, ex Spatafora, ecc.).

 2. Al relativo onere di euro 1.070.000 si provvede con riduzione
 corrispondente alla  Tabella B del capitolo 613903

  Subemendamento 33.A27.1:

 La  sede  dell Enoteca  regionale  della  Sicilia  orientale   è
 costituita presso il comune di Castiglione di Sicilia.

  Emendamento 33.A27:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.   1. Conformemente a quanto disposto dall articolo 5 della
 legge  regionale  2  agosto 2002, n. 5, è  istituita  presso  il
 Castello  dei  Conti  di  Modica,  sito  in  Alcamo,   la   sede
 occidentale dell Enoteca regionale della Sicilia.

 2.   L Assessore  regionale  per  l agricoltura  e  le   foreste
 stabilisce  con  decreto l organizzazione, ed  il  funzionamento
 dell Enoteca di cui al comma 1.

  Emendamento 33.A36:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art.   1. Al fine di promuovere ogni utile iniziativa nel campo
 della  ricerca,  dell ambiente e dello sviluppo del  territorio,
 l Assessore  regionale  per il turismo,  le  comunicazioni  e  i
 trasporti è autorizzato ad erogare all IRSSAT (Istituto ricerca,
 sviluppo,  sperimentazione, ambiente e territorio)  con  sede  a
 Catania,  un  contributo annuo, a decorrere  dal  2003  di  euro
 100.000 per il conseguimento delle finalità statutarie

  Subemendamento 33.A39.1:

 E  aggiunto il seguente comma:

  All onere di cui al presente articolo si fa fronte mediante
 riduzione di parte delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.2.8.1,
 capitolo 613903

  Emendamento 33.A39:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art     1.  Al fine di assicurare un sostegno agli imprenditori
 del settore zootecnico interessati dal divieto di movimentazione
 degli  animali,  imposto  in osservanza delle  disposizioni  del
 Ministero   della  salute,  per  fronteggiare   il   diffondersi
 dell influenza   catarrale  dei  ruminanti  (blue   tongue),   è
 autorizzata la spesa di 1.000.000 di euro per la concessione  di
 aiuti  alle  singole imprese a compensazione dei maggiori  oneri
 sostenuti  per  la tenuta e l alimentazione del  bestiame  e  le
 perdite subite in conseguenza dello stesso divieto.

 2.  L entità  e  le  modalità  di erogazione  degli  aiuti  sono
 stabilite con decreto dell Assessore regionale per l agricoltura
 e  le  foreste  da adottare entro trenta giorni  dalla  data  di
 entrata in vigore della presente legge.

 3.  L attuazione degli interventi previsti dal presente articolo
 è   subordinata   alla  definizione  delle  procedure   di   cui
 all articolo  88, paragrafi 2 e 3 del Trattato istitutivo  della
 Commissione europea.

  Emendamento 33.A41:

 Aggiungere il seguente articolo:

  Art     1.  Per le finalità di cui all articolo 88 della  legge
 regionale   10   dicembre  2001,  n.  21,  è  autorizzata,   per
 l esercizio  finanziario 2003, l ulteriore spesa di 90  migliaia
 di euro.

 2. All onere di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione di
 parte   delle  disponibilità  dell U.P.B.  4.2.2.8.1,   capitolo
 613903.

  Subemendamento 33.A14.1:

 Al comma 1 dopo le parole  Territorio ed ambiente  sono aggiunte
 le parole   le ASI .

  Subemendamento 33.A14.2:

 Al  comma  1  dopo le parole   studio di fattibilità  aggiungere
  che  dovrà valutare prioritariamente la possibilità di allocare
 gli autoporti all interno delle aree industriali già esistenti .

  Subemendamento 33.A.14.bis.1

 Dopo  le  parole     società interporti siciliani    aggiungere:
  promuovendo  il  coinvolgimento e la partecipazione  societaria
 dei    soggetti    pubblici    istituzionali    territorialmente
 interessati .

  Subemendamento 33.A.14.bis.

 Il comma 4 dell emendamento 33.a.14  è modificato come segue:

 L'Assessore  regionale  per il turismo,  le  comunicazioni  e  i
 trasporti è autorizzato a trasferire la somma di 30.988 migliaia
 di  euro  alla   Società  Interporto   Catania  S.p.A ,  che  si
 trasformerà  in   Società degli Interporti  siciliani ,  per  la
 realizzazione  degli  impianti  di  Catania-Bicocca  e   Termini
 Imerese, con il vincolo della destinazione della somma di 15.000
 migliaia di euro per la realizzazione della struttura di Termini
 Imerese.  I  procedimenti  per la realizzazione  delle  suddette
 opere  osservano le regole di evidenza pubblica  previste  dalla
 normativa comunitaria.

  Emendamento 33.A.14:

  Art -  Provvedimenti  per  favorire  la  ristrutturazione   del
 settore trasporto merci in Sicilia.

 1.   Al  fine  di  migliorare  il  sistema  di  raccolta  e   di
 distribuzione   delle   merci   la   Regione   individua   nella
 realizzazione  degli autoporti le infrastrutture  logistiche  di
 secondo livello da porre al servizio dell autotrasporto, che per
 consentire la modernizzazione e lo sviluppo di tale settore  nel
 territorio  siciliano. L Assessore regionale per il Turismo,  le
 Comunicazioni  ed i Trasporti, con proprio decreto,  sentiti  in
 conferenza  di  servizi  l assessorato  regionale  Territorio  e
 Ambiente  ed  i  comuni  interessati,   adotta  il  piano  degli
 autoporti  siciliani  tenendo conto di  un  apposito  studio  di
 fattibilità  ed  individua  il procedimento  di  erogazione  dei
 relativi finanziamenti.

 2.  L adozione del piano degli autoporti siciliani  comporta  la
 variazione della destinazione urbanistica delle aree interessate
 nonché  l inserimento  dei  correlati interventi  nel  programma
 triennale delle opere pubbliche.

 3.  Al  fine di migliorare l integrazione tra i vari sistemi  di
 trasporto,  nonché per rendere disponibile  la  modalità   o  la
 combinazione di modi più adeguati al trasporto di ogni  tipo  di
 merce, la Regione promuove la realizzazione degli interporti  di
 Catania-Bicocca e Termini Imerese.

 4. Per gli interventi di cui ai commi precedenti, è autorizzata,
 rispettivamente, la spesa di 30.901 migliaia di euro e di 30.988
 migliaia di euro, a valere sulle risorse di cui all articolo 134
 della  legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all articolo  52,  comma
 34,  della legge 28 dicembre 2001, n. 448. L Assessore regionale
 per i trasporti è autorizzato a trasferire la predetta somma  di
 30.988 migliaia di eruo alla Società Interporti Siciliani per la
 realizzazione  degli  interporti di  Catania-Bicocca  e  Termini
 Imerese .

   -   All articolo 39:

 Submendamento 39.9.2:

 Al   comma  4  dell emendamento  39.9  dopo  la  parola    anno
 aggiungere le parole   e possono essere rinnovati per un anno.

  Emendamento 39.9:

 Sostituire l articolo 39 con il seguente:

                               Art. 39

       Misure urgenti per la funzionalità dell Amministrazione
                              regionale

 1.  Al  fine  di ottimizzare l'impatto funzionale della  riforma
 dell'amministrazione  regionale  e  di  sovvenire  alle  urgenti
 necessità  di  piena funzionalità amministrativa della  Regione,
 nell ambito di un processo di progressivo adeguamento al vigente
 ordinamento statale, sono introdotte le seguenti disposizioni.

 2.  L individuazione delle strutture intermedie dei dipartimenti
 regionali  è  operata,  su  proposta dell Assessore  competente,
 sentito  il  dirigente  generale interessato,  con  decreto  del
 Presidente  della Regione previa delibera di Giunta.  Il  numero
 complessivo di aree e servizi è fissato in 600. Resta  fermo  il
 potere  di  organizzazione  interna del  dirigente  generale  in
 ordine  alla costituzione di unità operative di base  ed  uffici
 semplici. Sono abrogati il comma 4, dell articolo 4 della  legge
 regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed il comma 3, dell articolo  57
 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.

 3.  L accesso  di cui al comma 5, dell articolo  6  della  legge
 regionale  15  maggio 2000, n. 10, è attivato, con  le  medesime
 procedure  ed alle stesse condizioni ivi previste, entro  il  31
 dicembre 2006.

 4.  I  rinnovi  contrattuali di cui all'articolo 9  della  legge
 regionale  15 maggio 2000, n. 10, possono essere disposti  anche
 per un periodo minimo di un anno e possono essere rinnovati. per
 un anno.

  5. L'incarico di dirigente generale è conferito con decreto del
 Presidente della Regione previa delibera di Giunta, su  proposta
 dell'Assessore competente, a dirigenti di prima fascia nonché ai
 soggetti  di  cui  al  comma  8,  dell'articolo  9  della  legge
 regionale 15 maggio 2000, n. 10.

 6.   L incarico  di  dirigente  generale  può  essere,  altresì,
 conferito    a    dirigenti    dell'amministrazione    regionale
 appartenenti  alle  altre due fasce purché,  in  tal  caso,  gli
 stessi  siano  in  possesso di laurea, abbiano  maturato  almeno
 sette  anni di anzianità nella qualifica di dirigente, siano  in
 possesso  di  formazione professionale  e  culturale  nonché  di
 capacità  ed  attitudini  adeguate alle  funzioni  da  svolgere,
 riscontrabili  con  riferimento  all'avere  espletato   attività
 connesse  al  formale conferimento di funzioni di coordinamento,
 di  direzione  o  preposizione  a  uffici  e/o  strutture  della
 pubblica amministrazione regionale, nazionale e locale, compresi
 gli  enti  sottoposti  a vigilanza e controllo  da  parte  della
 Regione, purchè non siano incorsi nella valutazione negativa  di
 cui all articolo 10 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
 La distinzione in fasce non rileva ai soli fini del conferimento
 dell incarico di cui al presente comma.

 7.  Gli  altri  incarichi dirigenziali sono  conferiti,  per  un
 periodo  non inferiore a due anni e non superiore a  sette,  con
 facoltà  di rinnovo per un periodo non inferiore ad un  anno,  a
 dirigenti di prima, seconda e terza fascia; i dirigenti ai quali
 non  sia  affidata la titolarità di uffici dirigenziali svolgono
 funzioni  ispettive, di consulenza, studio  e  ricerca  o  altri
 incarichi previsti dall'ordinamento regionale. La distinzione in
 fasce  non  rileva ai soli fini del conferimento degli incarichi
 di cui al presente comma.

 8. Il limite del 5 per cento di cui al comma 8, dell articolo  9
 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, è elevato al 20 per
 cento.

   -   All articolo 41:

  Emendamento 33.A38:

 Aggiungere il seguente comma:

  Al  comma 2, dell articolo 3 della legge regionale 10  dicembre
 2001,  n.  20, sono apportate le seguenti modifiche:  le  parole
  Con  il  provvedimento di costituzione dell ufficio di  cui  al
 comma  1,  posto alle esclusive dipendenze del Presidente  della
 Regione   sono  sostituite  dalle  seguenti   Con  decreto   del
 Presidente  della Regione su proposta del Segretario  generale ;
 le  parole   da destinare a supporto del predetto ufficio   sono
 soppresse ;  dopo  le parole  comma 1  sono aggiunte  le  parole
  con  lo stesso decreto sono individuate le particolari modalità
 di   svolgimento  del  servizio  ed  il  Dipartimento  regionale
 deputato alla conseguente attività di gestione .

  Emendamento 49.37:

 Aggiungere il seguente comma:

  All articolo 2 della legge regionale 20 dicembre 2001,  n.  20,
 dopo  le parole  dirigente dell amministrazione regionale   sono
 aggiunte le parole   ancorchè in quiescenza .

   -   All articolo  46:

  Emendamenti 46.1 e  46.3:

 Sopprimere l articolo 46.

   -   All articolo 49:

  Emendamento 49.26:

 Sopprimere il comma 33.

  Emendamento 49.39:

 Sono soppressi i commi 9 e 39.

  Emendamento 49.31:

 Alla  lettera  c), del comma 7, dell articolo 56,   della  legge
 regionale  27  aprile  1999, n. 10, dopo   Internet   aggiungere
  curare l inserimento in essa degli atti prodotti dalla   Giunta
 e delle sue deliberazioni

  Emendamento 1.G:

 1. Per l'esercizio finanziario 2003 l'assegnazione in favore dei
 comuni  per  lo  svolgimento  delle  funzioni  amministrative  è
 incrementata  della  somma di 11.000,00 migliaia  di  euro  (UPB
 3.2.1.3  -  Cap.  183303)da  ripartire  interamente  secondo   i
 parametri  ed  i  criteri  determinati  ai  sensi  del  comma  1
 dell'articolo  64  della legge regionale 26 marzo  2002,  n.  2.
 Sulla  predetta  somma  non  si applica  nessuna  delle  riserve
 previste dalla normativa vigente.

 2. L'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
 le  autonomie  locali,  nell'ambito del  riparto  delle  risorse
 destinate  agli  enti  locali,  individua  criteri  compensativi
 stabili  al fine di garantire il riequilibrio finanziario  delle
 province che sono costituite esclusivamente da aree interne.

 3.  Al  comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
 2000,  n.  10,  dopo  le  parole  'del  dirigente  generale  del
 dipartimento  bilancio  e tesoro' aggiungere  'e  del  dirigente
 generale del dipartimento finanze e credito'.

 4.  In coerenza con le indicazioni contenute nel Piano sanitario
 regionale  2000-2002, il personale con qualifica  di  ausiliario
 specializzato,   già   addetto   all'assistenza   del   presidio
 manicomiale dell'ex ospedale psichiatrico privato 'Villa Stagno'
 di  Palermo ed utilizzato sino al maggio 2002 presso  i  presidi
 sanitari dell'Azienda unità sanitaria locale n. 6, in analogia a
 quanto  previsto  dall'articolo 64,  comma  5,  della  legge  23
 dicembre  1978,  n.  833, può, a domanda, essere  assunto  dalle
 Aziende  unità sanitarie locali della Regione, per le  necessità
 delle strutture territoriali dei dipartimenti di Salute mentale,
 nei  limiti  dei  posti  vacanti  in  pianta  organica  per   la
 pertinente qualifica.

 5.  Il  termine  di cui all'articolo 18, comma  1,  della  legge
 regionale  16 aprile 2003, n. 4, è prorogato fino alla  data  di
 approvazione della presente legge.

 6.  L'articolo 41 della legge regionale 19 maggio 2003, n. 7,  è
 abrogato.

 7.  All'articolo 17 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 15,
 dopo la parola 'riconosciuta' aggiungere le parole 'Il Consiglio
 siciliano  della  caccia,  della  pesca,  dell'ambiente,   della
 cinofilia e dello sport".

 8.  Alla  fine del primo comma dell'articolo 55 dell'Ordinamento
 amministrativo degli enti locali, approvato con legge  regionale
 15   marzo   1963,  n.  16,  sostituito  con  il   primo   comma
 dell'articolo 14 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  30,
 sono aggiunte le seguenti parole: 'o fra i segretari comunali  e
 provinciali  aventi  qualifica dirigenziale  in  servizio  o  in
 quiescenza'.

 9.  Alla fine del primo comma dell'articolo 145 dell'ordinamento
 amministrativo degli enti locali, approvato con legge  regionale
 15   marzo  1963,  n.  16,  sostituito  con  il  secondo   comma
 dell'articolo 14 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  30,
 sono aggiunte le seguenti parole: 'o fra i segretari comunali  e
 provinciali  aventi  qualifica dirigenziale  in  servizio  o  in
 quiescenza'.

 10. Per l'anno 2003 continuano ad applicarsi le disposizioni  di
 cui  al comma 7 dell'articolo 13 della legge regionale 17  marzo
 2000, n. 8.

 11.  All'articolo 4 della legge regionale 1 settembre  1993,  n.
 25, è aggiunto il seguente comma:

 '5  quater. I benefici di cui al comma 1 dell'articolo  4  della
 legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, possono essere concessi
 alle  imprese  che  abbiano sospensioni dal  lavoro  conseguenti
 all'attivazione  di  procedure per la  concessione  a  qualsiasi
 titolo di interventi straordinari di integrazione salariale sino
 alla data di attivazione delle medesime procedure.'.

  Comma 12

 1.  Il  pagamento  delle rate scadute o che andranno  a  scadere
 entro  la  data  di entrata in vigore della presente  legge  dei
 finanziamenti   agevolati   concessi   dall'IRFIS,   ai    sensi
 dell'articolo 20 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7  e
 successive  modifiche  ed integrazioni, a favore  delle  imprese
 operanti nel settore dei materiali lapidei di pregio, così  come
 individuato  ai sensi e per gli effetti della legge regionale  9
 dicembre  1980, n. 127, è sospeso sino alla data del 31 dicembre
 2005  senza  alcun onere aggiuntivo per le imprese beneficiarie.
 Il pagamento delle rate sospese è effettuato in coda al piano di
 ammortamento, dopo la naturale scadenza del finanziamento.

 2.  L'articolo 73 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2  non
 si  applica  alle  garanzie concesse ai sensi dell'articolo  20,
 ultimo comma, della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7.

 3.  Il  pagamento  delle rate scadute o che andranno  a  scadere
 entro  la  data  di entrata in vigore della presente  legge  dei
 crediti  di esercizio o dei mutui concessi dall'IRCAC, ai  sensi
 della  legge  regionale  7 febbraio 1963,  n.  12  e  successive
 modifiche  e  integrazioni, a favore delle imprese operanti  nel
 settore  dei  materiali lapidei di pregio, così come individuato
 ai  sensi  e  per gli effetti della legge regionale  9  dicembre
 1980,  n.  127,  è sospeso fino alla data del 31  dicembre  2005
 senza  alcun  onere aggiuntivo per le imprese  beneficiarie.  Il
 pagamento  delle rate sospese è effettuato in coda al  piano  di
 ammortamento, dopo la naturale scadenza del finanziamento.

 4.  Il  pagamento  delle rate scadute o che andranno  a  scadere
 entro  la  data  di entrata in vigore della presente  legge  dei
 finanziamenti   agevolati   concessi   dall'IRFIS,   ai    sensi
 dell'articolo 32 della legge regionale 11 maggio  1993,  n.  15,
 come  modificato  dall'articolo  67  della  legge  regionale  23
 dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni,  a
 favore  delle imprese operanti nel settore dei materiali lapidei
 di  pregio,  così  come individuato ai sensi e per  gli  effetti
 della  legge  regionale 9 dicembre 1980, n. 127 è  sospeso  fino
 alla data del 31 dicembre 2005 senza alcun onere aggiuntivo  per
 le  imprese  beneficiarie. Il pagamento  delle  rate  sospese  è
 effettuato  in coda al piano di ammortamento, dopo  la  naturale
 scadenza del finanziamento.

 5.  Gli  aiuti  previsti  dai  precedenti  commi  sono  concessi
 nell'ambito del de minimis.

 13.  All'articolo 8, comma 1, punto 2), della legge regionale  6
 agosto 1997, n. 28, le parole 'a) dal secondo sabato del mese di
 gennaio' sono sostituite con le parole 'a) dal secondo sabato di
 febbraio'.

 14.  All'articolo  7, comma 3, della legge  regionale  25  marzo
 1996,  n. 9, modificato dall'articolo 7 della legge regionale  6
 agosto  1997, n. 28, le parole 'dal secondo sabato del  mese  di
 luglio'  sono  sostituite con le parole  'dal  primo  giorno  di
 agosto'.

 15.  All'articolo 12, comma 5, della legge regionale 22 dicembre
 1999, n. 28, dopo le parole 'quelli del mese di dicembre, e fino
 ad un massimo di ulteriori' la parola 'otto' è sostituita con la
 parola 'nove'.

 16.  All'articolo 12, comma 2, della legge regionale 22 dicembre
 1999,  n.  28,  dopo le parole 'fatto salvo quanto  disposto  al
 comma  4',  aggiungere le parole 'e fermo restando l'obbligo  di
 chiusura per le date del 2 giugno, 1 novembre e 8 dicembre'.

  Comma 17

 1.  Il  terzo  comma dell'articolo 10 della legge  regionale  13
 agosto 1979, n. 198, come sostituito dall'articolo 5 della legge
 regionale 21 agosto 1984, n. 51, è abrogato.

 2.  Resta  comunque l'obbligo per le Aziende agricole singole  o
 associate  e  per le cooperative cantine sociali di  presentare,
 contestualmente   alla  dichiarazione  annuale   di   produzione
 vitivinicola prevista dal Regolamento comunitario n.  1493/1999,
 e  comunque  entro  il  10 dicembre di ogni  anno,  solo  presso
 l'Ufficio regionale repressione frodi vinicole, i modelli B e  C
 allegati  al decreto dell'Assessorato regionale dell'agricoltura
 e delle foreste n. 616 del 5 luglio 2002.

 3.  Il  punto  4) del primo comma dell'articolo  4  della  legge
 regionale 13 agosto 1979, n. 198, è abrogato.

 4. L'articolo 19 della legge regionale 23 maggio 1991, n. 32,  è
 abrogato.

 18.  Al  comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 3 maggio
 2001,  n.  6,  dopo le parole 'midollo osseo' sono  aggiunte  le
 parole  'per implementare nuove tecniche e terapie ricostruttive
 finalizzate  al  trattamento  delle patologie  degenerative  del
 sistema nervoso centrale'.

 19. Il personale dipendente del Servizio sanitario regionale  in
 servizio di ruolo nelle Aziende unità sanitarie locali  o  nelle
 Aziende  ospedaliere,  in  possesso del  diploma  di  laurea,  è
 inquadrato nel grado di accesso della qualifica dirigenziale del
 ruolo  sanitario mediante concorso interno riservato a copertura
 dei  posti  vacanti  nelle  piante  organiche  dell'Azienda   di
 appartenenza, in mancanza di posti, in sovrannumero,  purchè  in
 possesso  di  diploma  di specializzazione specifico,  affine  o
 equipollente.

  Comma 20

 1.  Le  disposizioni  di  cui alla  lettera  c),  del  comma  1,
 dell'articolo 72, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
 in  conformità a quanto previsto dalla lettera a)  del  comma  1
 dell'articolo 16 della medesima legge, si interpretano nel senso
 che  i  consorzi fidi operanti in tutti i settori e gli istituti
 di  credito  determinano liberamente il tasso  da  applicare  ai
 crediti  a  breve,  a  medio e a lungo  termine.  Il  contributo
 regionale  in  conto interessi, corrisposto per il  tramite  dei
 consorzi  fidi, è pari al 60 per cento del tasso di  riferimento
 determinato  per  ciascun  settore  dalla  Commissione  europea,
 maggiorato di tre punti per i crediti a breve termine e  di  due
 punti  per  i crediti a medio e lungo termine, anche  quando  il
 tasso   concordato  sia  maggiore.  In  quest'ultimo   caso   il
 contributo del 60 per cento è calcolato in relazione al predetto
 tasso determinato dalla Commissione europea con le maggiorazioni
 previste. Il contributo corrisposto dai consorzi fidi è concesso
 anche  nel  caso in cui le operazioni di credito siano assistite
 da  garanzie poste a carico di altri fondi, costituiti presso  i
 consorzi fidi medesimi, alimentati da sovvenzioni pubbliche.

 2.  Il  comma  5,  dell'articolo 95, della  legge  regionale  23
 dicembre 2000, n. 32, è sostituito con il seguente:

 '5.  L'Amministrazione  regionale è  autorizzata  a  versare  ai
 consorzi fidi di primo grado un contributo annuale erogato nella
 misura del 2 per cento dei finanziamenti garantiti in essere  al
 31  dicembre, al netto dei rientri, diretto alla costituzione di
 un  apposito fondo che può essere utilizzato dai consorzi stessi
 per   reintegrare  prelevamenti,  anche  a  titolo  provvisorio,
 effettuati sui propri fondi di garanzia da parte degli  istituti
 di credito convenzionati, per qualsivoglia finanziamento per cui
 il  consorzio abbia prestato garanzia. La garanzia concessa alle
 imprese  a  carico del fondo di cui al presente  comma  non  può
 superare   la  misura  del  de  minimis  per  ciascuna   impresa
 consorziata. Ai fini della quantificazione del beneficio  finale
 per  l'impresa  il valore della garanzia è calcolato  secondo  i
 criteri  fissati dalla normativa vigente per i fondi di garanzia
 statali in conformità agli orientamenti comunitari per gli aiuti
 di Stato concessi sotto forma di garanzia'.

 3.  All'articolo 94 della legge regionale 23 dicembre  2000,  n.
 32, sono apportate le seguenti modifiche:

 a)  al  comma  4,  primo periodo dopo le parole 'trenta  aziende
 associate'  sono  aggiunte le parole 'ovvero  di  cento  aziende
 associate per i consorzi costituiti dopo il 30 giugno 2003';

 b) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

 '4  bis.  In  caso di accorpamento tra consorzi fidi, costituiti
 alla  data  del  30 giugno 2003, anche appartenenti  ai  diversi
 settori  produttivi, l'integrazione regionale  al  fondo  rischi
 viene  erogata in misura pari alla somma degli importi spettanti
 a ciascun consorzio fidi'.

 4.  All'articolo 97, della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
 32, sono apportate le seguenti modifiche:

 a)  alla lettera a), del comma 2, aggiungere il seguente periodo
 'e, nel caso di consorzi misti di cui ai commi successivi, di un
 rappresentante  dell'Assessorato  competente  in  ragione  della
 prevalenza  del  numero  delle  imprese  associate  dei  diversi
 settori produttivi';

 b)  alla  lettera  d), del comma 2, dopo le  parole  'di  quanto
 residuo' aggiungere le altre 'dell'integrazione regionale';

 c) sono aggiunti i seguenti commi:

 '5.  Per  i  consorzi  misti di cui al  comma  4  lo  statuto  è
 approvato  dall'Assessore regionale competente in ragione  della
 prevalenza  del  numero  delle  imprese  associate  dei  diversi
 settori   produttivi,  previo  parere  degli  altri  Assessorati
 interessati.   Trascorsi   sessanta   giorni   dalla   richiesta
 presentata  dal  consorzio il parere si  intende  favorevolmente
 reso.  Analogamente nel caso in cui un consorzio estenda la  sua
 attività  ad  altri  settori produttivi le necessarie  modifiche
 statutarie  sono  autorizzate dall'Assessore  regionale  che  ha
 provveduto  all'approvazione dello statuto, previo parere  degli
 altri  Assessorati  interessati  e  nel  rispetto  dello  stesso
 termine, decorso il quale si forma il silenzio assenso.

 6.  I  consorzi fidi che procedono a operazioni di  accorpamento
 continuano ad operare con gli assessorati competenti sulla  base
 degli  statuti approvati, anche nel caso in cui siano necessarie
 modifiche  statutarie ovvero un nuovo statuto, nelle more  della
 loro approvazione.'

 5. Il comma 2, dell'articolo 5, della legge regionale 30 ottobre
 2002, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è abrogato.

 6. I consorzi fidi costituiti sia sotto forma di consorzi che di
 cooperative,   sono  autorizzati  a  concedere   garanzie   fino
 all'importo  di 1.549.370,00 euro, purchè siano in possesso  dei
 seguenti requisiti, anche in seguito ad accorpamenti:

 a) attività finanziaria minima pari a 51.000.000,00 di euro;

 b)  patrimonio  netto minimo, comprensivo degli eventuali  fondi
 rischi indisponibili, 5.000.000,00 di euro;

 c) minimo cinque convenzioni bancarie.

 Le garanzie possono essere concesse anche senza l'intervento dei
 consorzi  fidi  di  secondo grado e i  consorzi  possono  essere
 beneficiari  di  tutte  le agevolazioni di  settore  previste  a
 favore dei consorzi fidi e delle PMI associate.

 21.  Al  comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 9  agosto
 2002, n. 10 e successive modifiche e integrazioni sostituire  le
 parole '20 per cento' con le parole '90 per cento'.

  Comma 22

 I  commi  1  e  2  dell'articolo 78  della  legge  regionale  23
 dicembre 2000, n. 32 sono sostituiti dai seguenti:

 '1.  L'importo  dei  mutui  assistiti dal  contributo  in  conto
 interessi  è determinato nella misura massima del 75  per  cento
 del costo ammissibile dell'investimento;

 2.  Il  contributo in conto interessi di cui all'articolo  76  è
 concesso  per  mutui di durata non superiore a 20  anni  per  le
 opere murarie ed impianti fissi ed a 10 anni per le attrezzature
 e  per  l'arredamento ed è determinato nella misura  del  5  per
 cento annuale dell'ammontare complessivo dei predetti mutui.

 2  bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche
 alle imprese turistiche finanziate ai sensi degli articoli 76  e
 seguenti della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.

 2  ter.  In ogni caso i contributi sulle operazioni di mutuo  di
 cui  agli  articoli  76 e seguenti non possono  complessivamente
 superare la misura massima stabilita nel comma 1.

 23. All'articolo 180 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
 dopo  le parole 'del 27 luglio 1980' aggiungere le parole 'e  di
 Punta Raisi del 23 dicembre 1978'.

 24. L'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20 e
 successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:

 'Art. 8. - 1. Per gli appalti di fornitura di beni e servizi  di
 importo   superiore  a  100.000,00  euro  delle  amministrazioni
 centrali  e periferiche della Regione e delle restanti pubbliche
 amministrazioni si applicano le disposizioni di cui alla lettera
 d)  del  comma 1 dell'articolo 5 della legge 1 agosto  2003,  n.
 212.

 25.  Al comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale 19 maggio
 2003,  n.  7  dopo le parole 'ferma restando la possibilità  del
 progettista, del direttore dei lavori' aggiungere le parole 'del
 geologo'   e   dopo  le  parole  'presentazione  del   progetto'
 aggiungere le parole 'e della relazione geologica'.

 26.  Alla  tabella h) del comma 7 dell'articolo 140 della  legge
 regionale 16 aprile 2003, n. 4, è aggiunta la seguente voce:

                                2003

 'Casa        del        sorriso            UPB        3.2.1.3.1.
 30 migliaia di euro'

  Comma 27

 '39  bis.  Al comma 3 dell'articolo 23 della legge regionale  15
 maggio 2000, n. 10, dopo le parole 'decreto del Presidente della
 Repubblica  3  agosto  1990, n. 333' aggiungere  le  parole  'Il
 medesimo  inquadramento e la stessa decorrenza si applica  anche
 al  personale  con  la qualifica di interprete  appartenente  al
 ruolo  dei  servizi  speciali  della  presidenza  della  Regione
 siciliana'.

  Comma 28

 Norme di attuazione dell'articolo 12 della legge 5 gennaio 1994,
 n. 36, in applicazione dell'articolo 69 della legge regionale 27
 aprile 1999, n. 10.

 1.  Il  personale  soggetto  al  trasferimento  ai  gestori  del
 servizio  idrico integrato, per essere utilizzato  nei  relativi
 ambiti di appartenenza, è quello dipendente ed in servizio  alla
 data  di entrata in vigore della legge regionale 27 aprile 1999,
 n. 10 ed ancora in servizio alla data di entrata in vigore della
 presente legge presso enti pubblici o soggetti privati,  adibito
 ai servizi individuati dalla lettera f), comma 1 dell'articolo 4
 della legge 5 gennaio 1994, n. 36.

 2.  Il  personale  dipendente dai soggetti di cui  al  comma  1,
 eventualmente  assunto o assegnato ai predetti servizi  in  data
 successiva all'entrata in vigore della legge regionale 27 aprile
 1999, n. 10, e, comunque, non oltre la data di approvazione  dei
 piani d'ambito, di cui al comma 3 dell'articolo 11 della legge 5
 gennaio 1994, n. 36, può essere trasferito presso i gestori  del
 servizio  idrico integrato solo in presenza di disponibilità  di
 posti  nell'organico  massimo previsto per  ciascun  ambito  dal
 modello   gestionale   ed  organizzativo  territoriale   ed   in
 conformità   ad  appositi  criteri  da  definire  d'intesa   tra
 l'autorità    d'ambito    e    le    organizzazioni    sindacali
 territorialmente competenti. In caso di esubero l'Assessore  per
 i  lavori  pubblici  è  autorizzato ad utilizzare  il  personale
 residuo  presso  gli enti locali del territorio della  provincia
 interessata.

 3.  Il  personale dipendente dagli enti locali, in  presenza  di
 disponibilità  dell'ente, da definire in sede di  contrattazione
 decentrata, ha facoltà di optare per rimanere in servizio presso
 la stessa amministrazione con l'attribuzione di compiti inerenti
 la propria categoria.

 4.  In  sede  di  prima applicazione, il soggetto  gestore,  ove
 esistano motivazioni legate alla funzionalità del servizio,  può
 richiedere  all'ente  locale  di appartenenza,  ai  sensi  della
 normativa vigente, il comando e/o il distacco dei dipendenti con
 competenze  professionali ritenute necessarie per  garantire  la
 continuità  del  servizio con le modalità da stabilirsi  con  le
 organizzazioni sindacali territoriali competenti.

 5.  Non  è soggetto a trasferimento il personale dipendente  dai
 soggetti le cui gestioni sono salvaguardate in applicazione  del
 comma  4 dell'articolo 9 della legge 5 gennaio 1994, n.  36.  Al
 termine del periodo di salvaguardia al personale interessato  si
 applicano le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 6, 7 e 8.

 6.  La  ricognizione  del  personale,  previa  verifica  con  le
 organizzazioni sindacali di categoria, è effettuata dagli enti o
 dai  soggetti dai quali il lavoratore proviene, certificata  dal
 legale  rappresentante e trasmessa con apposito elenco suddiviso
 per  livello  o  categoria e profilo professionale  all'autorità
 d'ambito di competenza.

 7.  Il  Presidente  della Regione, previa consultazione  con  le
 organizzazioni  sindacali,  con  proprio  decreto   dispone   il
 trasferimento  del  personale, elencato nelle certificazioni  di
 cui  al  comma 6, al soggetto gestore. Il personale mantiene  ad
 personam il trattamento giuridico ed economico di miglior favore
 in godimento alla data del trasferimento.

 8.  Al  personale  trasferito viene corrisposto  il  trattamento
 economico  e normativo previsto dal vigente contratto collettivo
 nazionale unico di settore Gas-Acqua.

  Comma 29

 Dopo  la  lettera a), del comma 1 dell'articolo 12  della  legge
 regionale 19 maggio 2003, n. 7, è aggiunta la seguente lettera:

 'a  bis)  al  comma 1 dell'articolo 18 della legge  11  febbraio
 1994, n. 109 è aggiunto il seguente comma:

 '1 bis. Nell'importo dei progetti relativi ad opere marittime  e
 portuali  finanziati dalla Regione, redatti dagli  organismi  ed
 uffici  di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo  17,  è
 prevista,  tra  le  somme  a disposizione  dell'amministrazione,
 l'aliquota dello 0,50 per cento sull'importo dei lavori  a  base
 d'asta  che  viene  utilizzata per indennità di  missione  e  di
 viaggio,  per  rilievi ed attrezzature relative,  per  spese  di
 funzionamento  e  di gestione, ivi comprese  le  spese  postali,
 telefoniche e telegrafiche'.

  Comma 30

 1. E' istituita l'Agenzia per le politiche mediterranee.

 2.  L'Agenzia,  operando in raccordo con  gli  uffici  istituiti
 presso  la  Presidenza della Regione in materia di  partenariato
 euromediterraneo ed insularità, di cooperazione decentrata  allo
 sviluppo e di relazioni diplomatiche ed internazionali, svolge i
 seguenti compiti:

 a)  divulgazione delle opportunità offerte dalle politiche dello
 Stato,   dell'Unione   europea   e   delle   altre   istituzioni
 internazionali  nei  paesi del Mediterraneo e  sensibilizzazione
 del  tessuto  imprenditoriale regionale in relazione all'accesso
 alle  forme  di finanziamento ed alle opportunità economiche  ad
 esse connesse;

 b)  prestazione di  consulenza ad enti pubblici e privati  nella
 realizzazione  di progetti da finanziare da parte  dello  Stato,
 dell'Unione europea e delle altre istituzioni internazionali;

 c)  gestione   della programmazione per i progetti formulati  da
 imprese operanti in Sicilia;

 d)  realizzazione di iniziative per il rafforzamento,  nell'area
 euromediterranea, del dialogo tra le culture e  le  civiltà,  la
 promozione  e  la  salvaguardia dei  diritti  fondamentali,  dei
 diritti  umani  e  di  cittadinanza, in cooperazione  con  altre
 istituzioni  similari  anche private, incluse  le  Case  Sicilia
 istituite con l'articolo 89 della legge regionale 26 marzo 2002,
 n.  2.  A  tal  fine viene costituito, in seno  all'Agenzia,  un
 apposito   dipartimento,   che   presenta   al   consiglio    di
 amministrazione    dell'Agenzia   una    relazione    semestrale
 sull'attività svolta e sulle eventuali iniziative da realizzare;

 e)  prestazione di attività di consulenza in favore della Giunta
 regionale e dell'Assemblea regionale siciliana;

 f)   svolgimento   di  attività  di  ricerca   sulle   questioni
 giuridiche,  economiche  e sociali rilevanti  per  le  politiche
 mediterranee.

 3.  Per  la realizzazione delle proprie finalità, l'Agenzia  può
 stipulare   convenzioni   con  enti,   istituti   ed   organismi
 specializzati, pubblici e privati.

 4.  L'Agenzia  ha personalità giuridica di diritto pubblico.  Ha
 autonomia  organizzativa  e contabile  nei  limiti  del  proprio
 bilancio.

 5. L'attività dell'Agenzia si svolge nell'ambito delle direttive
 generali  emanate dal Presidente della Regione. Il consiglio  di
 amministrazione predispone, all'inizio di ciascun  triennio,  un
 programma  pluriennale  di  massima  e  formula,  entro  il   30
 settembre di ciascun anno, il programma annuale e, entro  il  30
 aprile,  la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente.
 I  programmi e la relazione sono approvati dal Presidente  della
 Regione.

 6.  Gli  enti sottoposti a controllo della Regione  e  gli  enti
 locali  possono avvalersi dell'assistenza dell'Agenzia  ai  fini
 della realizzazione di iniziative di rilevanza mediterranea.

 7. Sono organi dell'Agenzia:

 a) il presidente;

 b) il consiglio di amministrazione;

 c) il direttore;

 d) il collegio dei revisori.

 8.  Il  presidente dell'Agenzia è nominato dal Presidente  della
 Regione  e  resta  in  carica  tre anni.  Il  presidente  ha  la
 rappresentanza  legale  dell'Agenzia,  convoca  e  presiede   il
 Consiglio di amministrazione. Il presidente è scelto tra:

 a)   gli  appartenenti  alla  carriera  diplomatica,  anche   in
 quiescenza,  che  ricoprano o abbiano  ricoperto  un  grado  non
 inferiore a quello di consigliere di ambasciata;

 b)  i  professori   ordinari, anche  in  quiescenza,  presso  le
 università italiane statali e non statali, nelle discipline  del
 diritto    internazionale,    diritto    comunitario,    diritto
 commerciale,      statistica,      economia      internazionale,
 organizzazione internazionale e discipline affini;

 c)  le  personalità  che  hanno maturato consolidata  esperienza
 nell'area   mediterranea,   con   specifico   riferimento   alla
 promozione   e/o  alla  realizzazione  di  attività   culturali,
 economiche  e  politico-sociali. Nella suddetta categoria  vanno
 compresi coloro i quali ricoprono o abbiano ricoperto la  carica
 di deputato nazionale, regionale o di senatore della Repubblica.

 9.   Il   consiglio  di  amministrazione  è  l'organo   preposto
 all'amministrazione dell'Agenzia, può delegare funzioni a taluno
 dei  suoi  componenti  e può nominare consulenti  fissandone  il
 compenso. Esso è composto dal presidente e da sei membri, di cui
 tre  nominati dal Presidente della Regione e tre dal  Presidente
 dell'Assemblea   regionale   siciliana.   Del    consiglio    di
 amministrazione  fanno  parte,  altresì,  quali  componenti   di
 d ritto,   il   direttore  dell'A enzia  e  il   direttore   del
 amministrazione   fra  sogget i  di  comprovata   esperienza   e
 collegio  è nominato dal Presidente della Regione; i componenti,

 responsabile del dipartimento per il dialogo delle culture e  la

 sull'Agenzia sono riserva   al Pr sidente d     Regione.
 e successive modifiche ed integrazioni.

 comunicazioni  ed  i  trasporti,  entro  sessanta  giorni,    no
 n.  6  e successive modifiche ed integrazioni, la parola  'e'  è
 impianto di distribuzione carburanti, possono essere autorizzati
 gasolio,  senza che ciò comporti rinuncia ad alcuna concessione,
 si   ezza a condizione che:
 impianto  esistente, o autor   ato da realizzare,  di  G P.L.  o
 integrazioni è abro ato.
 All artico    2 della legg  regionale 10 dicembre 2001,  n.  20,
 pensionistico statale.
 1, possono essere destinati alle attività previste dal 'articolo

 possesso  di  titolo di specializzazione, vengono inquadrati,  a

 approvata  con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   10
 r  ionale  num ro 32 del 1991 è a rogato .
 sostituire le parole      per cento  con le  parole   90 per

   -   All emendamento 13. :
 utilizzati,    nell ambito   delle   rispettive    di ponibilità
 proporzionalmente ridotto  el caso di a sunz  ni part-time.

 D LL ARTICO O 13 DELLA LEGGE REGIONALE 20 GIUGNO 1997, N. 19  (N.