Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell Assessore Famiglia
N. 707 Richiesta di ispezione presso il Comune
di Messina circa il comportamento del Presidente
del Consiglio comunale, degli onorevoli Panarello,
Paffumi, Genovese, Francantonio; Lo Monte .
Con nota 9005 del 28 ottobre 2002 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per gli enti
locali.
N. 957 Provvedimenti circa gli interventi di
recupero ambientale del territorio disposti dai
comuni di S. Filippo del Mela e di Milazzo,
dell onorevole:Formica Santi
N. 1000 Provvedimenti circa l'affidamento di un
appalto di servizi da parte del Comune di S. Teresa
di Riva (ME), dell onorevole Panarello.
Con nota prot. 2066 del 13 marzo 2003 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per gli enti locali.
N. 1021 Ispezione presso il Comune di
Campofelice di Roccella, dell onorevoleGiannopolo.
N. 1024 Restauro dell'ex convento dei
Benedettini di S.Placido Clonerò (ME),
dell onorevole Panarello.
N. 1037 Chiarimenti in ordine alle modalità
dell'attività di 'volantinaggio' deliberate dal
Comune di Trapani, dell onorevole Morinello.
N. 1051 Iniziative volte alla
sostituzione del Commissario del Comune di Riesi,
dell onorevole Speziale.
Avverto che le risposte scritte testè annunziate saranno
pubblicate in allegato al resoconto stenografico della seduta
odierna nella sua stesura definitiva.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
- N. 1400 - Provvedimenti urgenti in materia di collocamento a
riposo ai sensi dell articolo 39 della legge regionale n. 10 del
15 maggio 2000.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
Firmatario: Ioppolo Giovanni;
- N. 1401 Interventi al fine di procedere alla liquidazione
delle richieste di risarcimento avanzate dai produttori
agrumicoltori del catanese.
- Assessore Agricoltura
- Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni testè annunziate sono state già inviate
al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
- N. 247 Interventi al fine di procedere alla liquidazione
delle richieste di risarcimento avanzate dai produttori agrumicoli
del catanese , degli onorevoli Fleres, Catania, Maurici e Scoma.
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull' attentato occorso a rappresentanti dell Arma dei Carabinieri
in Iraq
(Tutti i deputati in piedi)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è con profondo
sentimento di commozione che apro la seduta sottolineando
il brutto risveglio che ha colto l'Italia intera questa
mattina nel momento in cui abbiamo appreso dell'attentato
perpetrato in Iraq in danno dell'Arma dei Carabinieri, in
quel Paese in missione di pace.
I carabinieri sono stati salutati dalla popolazione
irachena con la cordialità che sempre ha circondato la
presenza italiana all'estero quando ci siamo recati per
offrire il nostro contributo alla ricostruzione della pace.
E questo episodio naturalmente si inserisce nell'ambito di
una vera e propria guerriglia che sta insanguinando le
città dell'intero Iraq e, in particolare, la città di
Baghdad.
Noi non possiamo fare altro che esprimere il nostro
cordoglio, dichiarare la nostra solidarietà, esprimere
tutta la nostra passione in difesa della democrazia e della
libertà, ma anche della pace in quello scacchiere.
Urge sicuramente il ripristino in quel territorio di
una legittimazione internazionale seriamente compromessa
dai dati obiettivi: l'uscita, per esempio, da quei
territori della Croce Rossa internazionale e dei
rappresentanti delle Nazioni Unite di fronte ad un fenomeno
che viene definito da alcuni terrorismo, da altri, di vera
e propria guerriglia. Ma l'episodio che colpisce adesso un
corpo di spedizione a fini pacifici delle forze armate
italiane, ci induce a ritenere che la partita in gioco in
quello scacchiere, è assai delicata e non si può più
giocare, non si può più decidere fra coloro che propugnano
e praticano le regole della libertà e coloro che vengono
definiti, secondo me molto frettolosamente, solamente come
terroristi. Ci vuole il ripristino della legittimazione
internazionale.
Quello che io ritengo di avvertire in questo momento è
proprio questa esigenza di un recupero della legittimazione
internazionale in Iraq dove è in corso una vera e propria
guerra.
Un sentito cordoglio, pertanto, e solidarietà ai
parenti delle vittime, all'Arma dei carabinieri ed un
appello, un pensiero affettuoso di fraternità all'intero
popolo italiano così, oggi come oggi, duramente colpito.
Desidero che l'Assemblea esprima un minuto di
raccoglimento in omaggio ai caduti.
(I deputati osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge "Norme
finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione
per l anno finanziario 2003. Norme di razionalizzazione in
materia di organizzazione amministrativa" (699/A)
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge "Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2003. Norme di
razionalizzazione in materia di organizzazione
amministrativa" (699/A), posto al numero 1), il cui esame è
stato sospeso nella seduta numero 173.
Invito i componenti la seconda Commissione, Bilancio ,
a prendere posto al banco delle commissioni.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, non farò della mia richiesta
un fatto pregiudiziale, però vorrei invitare la Presidenza
a sollecitare il Governo nel momento in cui stiamo
affrontando gli articoli aggiuntivi che non riguardano la
prima parte del disegno di legge, cioè le variazioni di
bilancio, per cui il Governo è molto ben rappresentato, ma
attengono alla seconda parte del disegno di legge. Quindi,
sarebbe opportuno che la Presidenza sollecitasse tutti gli
assessori ad essere presenti in Aula, perché non vorrei che
l'Assessore per il bilancio venga a trovarsi in difficoltà
non potendo esprimere pareri su norme che non sono di
stretta competenza del suo ramo di amministrazione.
Allora, apprezzo l'assessore Cittadini che da ieri
presenzia i lavori di quest'Aula e, quindi, sono convinto
che nel momento in cui esamineremo norme che riguardano la
sanità potremo avere il parere dell'Assessore al ramo, ma
dovendosi poi trattare norme che riguardano agricoltura,
urbanistica, ambiente e quanto altro, credo che, anche per
un fatto di rispetto nei confronti di quest Aula, tutti
gli Assessori dovrebbero essere presenti ai nostri lavori.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, ne parleremo dopo, quando
tratteremo gli emendamenti aggiuntivi. Intanto invito
l'Assessore per il bilancio, che per natura del suo ufficio
deve essere presente, a consultarsi con i colleghi di
Governo, se lo riterrà opportuno.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende l'esame del disegno di legge numero 699/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Articolo 4.
Destinazione risorse dell'articolo 38 dello Statuto
1. Le entrate di competenza dell'esercizio 2003
derivanti dall'attualizzazione dei limiti di impegno
autorizzati dall'articolo 55 della legge 23 dicembre
1999, n. 488 e dall'articolo 144 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, pari a 892.599 migliaia di euro sono
destinate al finanziamento degli interventi di cui alla
tabella E allegata alla presente legge.
2. Le somme di cui al comma 1 del presente articolo,
ai sensi dell'articolo 8 e dell'articolo 18, comma 1,
della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, sono a
destinazione vincolata.
3. L'utilizzazione delle somme accantonate nel fondo
per il finanziamento di investimenti finalizzati
all'aumento del rapporto tra prodotto interno lordo
regionale e prodotto interno lordo nazionale UPB
4.2.2.8.99 'Altri oneri comuni', capitolo 613928, in
conformità a quanto previsto dall'articolo 30 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, avviene previa adozione,
entro il 31 gennaio 2004, da parte della Giunta
regionale di un apposito piano.
4. Con le medesime modalità di cui al comma 3, vengono
utilizzate le assegnazioni di cui all'articolo 30 della
legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. Una quota delle risorse di cui ai commi 3 e 4, è
destinata al finanziamento degli interventi necessari
all'attuazione degli interventi previsti nel protocollo
d'intesa del 17 luglio 2002 stipulato tra la Regione
siciliana e Trenitalia, nonché alla predisposizione ed
al finanziamento di un piano straordinario per
l'adeguamento delle reti viarie provinciali esistenti,
tramite interventi di manutenzione e messa in sicurezza.
6. La gestione di competenza per l'esercizio
finanziario 2003 dei capitoli indicati nella tabella E -
Parte I è trasferita ai corrispondenti capitoli
istituiti in forza delle disposizioni di cui al presente
articolo.
7. Una quota delle entrate di cui al comma 1 pari a
59.787 migliaia di euro è destinata al cofinanziamento
regionale delle somme iscritte in bilancio ai sensi del
comma 3 dell'articolo 39 della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8, nell'esercizio finanziario 2003, in
attuazione del programma operativo regionale POR 2000-
2006.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 4.3;
- dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: emendamenti 4.1 e
4.2;
- dagli onorevoli Panarello, Speziale e Capodicasa: emendamento
4.4.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, durante i lavori di ieri
spesso si è fatto riferimento ad un accordo tra i
capigruppo di maggioranza e di minoranza, - alcuni, mi dice
l'onorevole Ferro -, per determinare l'ordine dei lavori e
dare la possibilità, entro la giornata di oggi, di
licenziare il testo di legge alla nostra attenzione.
Vorrei capire, anche in considerazione di alcune
rimostranze fatte dall'onorevole Cintola nel corso della
seduta di ieri, quando alcuni deputati hanno chiesto il
voto segreto su un emendamento, ed in quell'occasione siamo
stati tacciati di non rispetto e ci è stato contestato il
non rispetto dei patti e di porre in essere un'attività
ostruzionistica, cosa si intende per ostruzionismo in
questa Assemblea. E dico subito, signor Presidente, se
ostruzionismo significa dover esser costretti a svolgere la
propria funzione con sovranità limitata, quindi
l'impossibilità di svolgere a pieno la propria funzione,
solo per dare la possibilità a gran parte dei colleghi,
deputati di maggioranza, di starsene tranquillamente a casa
o nel proprio collegio elettorale, e non potere nemmeno
chiedere non il numero legale, ma una votazione segreta,
così come il Regolamento consente, è chiaro che io non ci
sto a questo modo di fare. Infatti, se ci deve essere senso
di responsabilità da parte dei singoli deputati, deve
essere inizialmente e principalmente dei deputati che
sostengono questo Governo. Ed io sono d'accordo e
rispettoso dell'accordo fatto tra i capigruppo di non porre
in essere nessun atteggiamento ostruzionistico, ma
ostruzionistico non è l'esercitare il proprio mandato con
pienezza di poteri, così come invece le rimostranze fatte
dall'onorevole Cintola sembrerebbero significare.
Sempre l'onorevole Cintola ci spiegava che la
maggioranza, per garantire la possibilità di approvare il
testo entro la giornata di oggi, ha avuto un altissimo
senso di responsabilità nel ritirare l'emendamento che
prevedeva la vendita degli ospedali siciliani. Voglio
ricordare a me stesso ed all'onorevole Cintola
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, parlare sull ordine dei
lavori non significa introdursi nel merito dei problemi.
Lei può sollevare una questione relativa ai lavori
parlamentari, altrimenti può intervenire nell'ambito della
discussione sull'articolo 4. Però, se chiede di parlare
sull ordine dei lavori deve essere appunto sull'ordine dei
lavori.
SPAMPINATO Signor Presidente, allora entrerò nel merito
successivamente. Io le chiedo, in considerazione del fatto
che i lavori di ieri sono stati caratterizzati dal
richiamare spesso questo accordo tra i Presidenti dei
Gruppi parlamentari, di poter essere rispettoso di questo
accordo, però rispettando la dignità anche del ruolo del
singolo parlamentare.
PRESIDENTE Certamente, questo però non è un problema
della Presidenza né dell'Assemblea, è solo un problema di
rapporti tra i Gruppi.
Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
è un articolo cruciale del disegno di legge che, a mio
giudizio, il Governo farebbe bene a trattare con molta
cautela. Non ho esitazioni a dire che se nel luglio scorso
- se non ricordo male - il Commissario dello Stato avesse
impugnato, come era doveroso fare, l'articolo che noi
stessi avevamo contestato in quanto viziato di legittimità
costituzionale, relativo all'utilizzo dei fondi ex articolo
38, oggi forse non ci troveremmo in questa sgradevolissima
situazione.
So bene che le motivazioni che il Governo adduce a
sostegno di questa scelta sono motivazioni che meritano
una considerazione: il buco finanziario e il deficit di
bilancio è talmente gravoso che induce, poi, il Governo a
compiere gesti - a mio parere - fuori da ogni regola.
Sarebbe, invece, opportuno che un deficit, che noi
giudichiamo essere strutturale, fosse aggredito attraverso
misure di razionalizzazione della spesa e l'introduzione di
norme tali da garantire un riassorbimento in via
continuativa e strutturale di questo deficit. Invece, il
Governo continua nella logica di aggredire con
provvedimenti una tantum un deficit che continuerà a
crescere se non vi si pone rimedio.
Ogni anno si presenta una proposta di manovra
finanziaria che ha sempre le medesime caratteristiche, cioè
tappare i buchi senza dare una soluzione definitiva al
problema. Noi sappiamo che è soprattutto la spesa
farmaceutica, la convenzionata e la diagnostica
convenzionata esterna, sì anche i ricoveri impropri di cui,
ogni tanto, parla l'Assessore per il bilancio (per la
verità ne parla meno l'Assessore per la sanità), che sono
alla base del grosso deficit che la sanità ha maturato in
Sicilia nell'arco di poco più di un triennio. Però, è vero
anche che, per ovviare a gravissime disfunzioni, bisogna
che si intervenga esattamente là dove il deficit si crea
con provvedimenti idonei a rimuovere le storture di natura
strutturale che, poi, ne determinano l'esito finale.
Non è reperendo risorse da qualunque parte per coprire
il buco che, alla fine, riusciremo a porre rimedio a questo
male, tanto più quando il rimedio proposto è peggiore del
male, come nel caso in specie e cioè la proposta del
Governo secondo la quale i fondi, che lo Stato ci deve ex
articolo 38 dello Statuto, in virtù della nostra autonomia
speciale, e che dovrebbero essere destinati - per norma
statutaria - ad investimenti in opere pubbliche da
realizzare in Sicilia, vengono invece utilizzati per pagare
le spese ordinarie di bilancio. Questo non vale perché, lo
abbiamo già detto nella discussione generale, l'argomento
del Governo è che all'articolo 1 della legge 8 del 2000 si
dice che tali spese possono essere individuate anche tra
quelle relative ad investimenti. Primo, perché anche quella
norma mi lascia nel dubbio come ho già avuto occasione di
dire per quanto concerne la sua coerenza con il dettato
statutario, ma in secondo luogo, perché la proposta del
Governo contenuta nella tabella "E" è una proposta
assolutamente indigeribile per motivi di costituzionalità;
in essa infatti vengono inserite congerie di provvedimenti,
di interventi sui mutui, non solo spese di investimento ma
spese ordinarissime che, pur essendo spese in conto
capitale, come si sa hanno una natura differente dalle
spese di investimento. Non è accettabile.
Onorevole Assessore, la risposta che ha dato in
Commissione e che sommariamente ha ripreso anche qui in
Aula l'altro giorno è, a mio avviso, debolissima; se io
fossi il Commissario dello Stato impugnerei questa norma
non perché c'è qualcuno che vuole vessare la Regione, ma
perché in questo caso si tratterebbe di un intervento
giustificatissimo e motivato che, ove il Commissario dello
Stato non dovesse impugnarlo, aprirebbe una maglia che per
il futuro non so a quali conseguenze potrebbe portarci.
Allora, propongo un passo indietro rispetto a tale
proposta. L'Assessore può anche chiedermi come facciamo a
coprire le spese che sono in buona parte contenute nella
tabella E. Noi abbiamo già dichiarato in Commissione, e lo
dichiariamo anche questa mattina, che siamo prontissimi a
sedere attorno ad un tavolo per trovare le soluzioni
possibili e non ho alcun dubbio che, armati di buona
volontà, questa soluzione la si possa trovare. Da un lato,
per tamponare il buco della sanità che, nonostante ci siano
differenti vedute circa la sua origine, possiamo tutti
convenire sulla necessità di coprirlo nei modi dovuti, ma
anche perché in questo modo eviteremmo di fare del male ai
siciliani, alla Sicilia che è ciò che si sta facendo dal
momento che paghiamo debiti ordinari con fondi che
dovrebbero servire allo sviluppo della Regione. E questo,
come si sa, non è possibile farlo per ragioni
costituzionali, ma non è lecito farlo neanche da un punto
di vista politico e morale.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
una norma di questo genere, così come ha detto l'onorevole
Capodicasa che mi ha preceduto, deve destare particolare
attenzione da parte di questa Aula e anche da parte
dell'onorevole Cintola che spesso ci fa sermoni sulla
necessità di produrre normative di rigore che poi di fatto
non sono altro che proclami vuoti. Infatti, quando
affrontiamo questioni così importanti dal punto di vista
nodale della spesa di questa Regione, che è sull'orlo del
dissesto, come se poi nulla accadesse, perché i
provvedimenti devono passare tanto perché ci sono i numeri
Poi chi ha da pagare pagherà E questo l'oggetto dell
articolo 4
E, come ho già detto, nel momento in cui questa
maggioranza ha approvato la legge che prevedeva la
cartolarizzazione dei fondi destinati - circa oltre 800
milioni di euro - per le risorse di cui all'articolo 38
dello Statuto, di fatto, questa norma va a completare
quella strategia assolutamente erronea, oserei dire quasi
indecorosa
Con una dichiarazione pubblica resa in Aula, ma anche
sulla stampa, ho dichiarato che con la norma di cui
trattasi stiamo tradendo lo spirito della legge, che
stabiliva, invece, la ripartizione e la concessione di
queste somme alla Regione Sicilia. La legge specifica, con
un comma di quell'articolo - che adesso non ricordo - che
l utilizzazione di quelle somme deve essere fatta previa
approvazione di un piano di investimenti pubblici; orbene,
la ripartizione delle medesime somme è successiva
all approvazione del piano degli investimenti pubblici
Qui, invece, non abbiamo un piano di investimenti, c'è
solo un impegno generico che nulla ha a che fare con lo
spirito proprio della legge e che, pertanto, vizia
l'effetto della norma stessa.
Stiamo trattando una norma che possiamo definire
illegittima, illegale e anticostituzionale dal punto di
vista formale e, come se non bastasse l ho chiesto
all'assessore Pagano e mi ha risposto in maniera impropria,
dirò anche perché - oggi stiamo operando una
cartolarizzazione, utilizzando cioè delle somme per far
cassa oggi e per lasciar debiti domani ai nostri figli
Di fatto, si tratta di questo In questo modo, infatti,
non stiamo realizzando investimenti produttivi, non stiamo
predisponendo nulla che inneschi un meccanismo di sviluppo;
stiamo soltanto cercando di racimolare delle somme, per le
quali pagheremo gli interessi della cartolarizzazione, da
spendere nell immediato per fare cassa e per pagare tutto
ciò che non funziona, a partire dalla sanità, per finire a
tutti gli altri settori. Poi, questi debiti li lasceremo a
chi verrà dopo, ai nostri figli
Ebbene, come dicevo, l Assessore mi ha fornito la risposta
se si ricorda, onorevole Assessore, tramite la stampa -
dichiarando che non è stato lui a produrre tali debiti ma
i governi di sinistra che lo hanno preceduto
Certamente, non sono e non devo essere io il difensore dei
Governi che hanno preceduto quello di questa legislatura in
quanto, personalmente, questa è per me la prima
legislatura. Ricordo tuttavia all'assessore Pagano che i
governi della scorsa legislatura, a parte un periodo di
meno di due anni di governo di centro-sinistra, sono stati
tutti di destra, tutti Governi di centrodestra, in cui i
partiti - oggi presenti nella maggioranza - erano i partiti
fulcro di quelle esperienze politiche.
Per quanto precede, quindi, non vi è nemmeno una
responsabilità politica dei governi di centrosinistra,
anche se, ripeto, non sono io a doverne fare l avvocato
difensore
Ciò che mi preme sottolineare, piuttosto - e invito tutta
l Aula a riflettervi - è che non è possibile far debiti
oggi per rimetterli domani sulle spalle dei nostri figli
E immorale, ancor prima che illegittimo: è su questo che
dovremmo riflettere e accentuare il nostro orgoglio di
Siciliani
Se poi vogliamo dar seguito ai proclami dell'onorevole
Cintola - presidente del Gruppo parlamentare cui
appartiene il Presidente della Regione - che sostiene che
occorre rigore, rigore, rigore, ebbene, allora dimostratelo
davvero con questo articolo Altrimenti, vi dobbiamo
considerare come dei pinocchi politici : fate solo
proclami, proclami per poi continuare a far debiti su
debiti a danno delle generazioni future
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
rapido nel mio intervento. Desidero innanzitutto esprimere,
in merito all articolo 4, la mia contrarietà sugli ultimi
interventi in quanto ritengo che, in particolare il comma
5, sia una giusta decisione del Governo che lo ha proposto.
E ciò perché uno dei problemi irrisolti, da anni, nella
nostra Regione è proprio la mancata realizzazione di
strade.
Intendo dire che prevedere, una volta per tutte, che la
Regione destinerà fondi alle Province é una cosa buona
proprio per concretizzare ciò che di cui sento parlare da
anni in Aula, e cioè il problema relativo alle strade
provinciali.
Lo ribadisco: predisporre questo articolo - ed in
particolare il comma in esame - é stata una buona cosa.
Devo dire che già l'URPS, nel 2002, manifestò nella
competente Commissione - che ho l'onore di presiedere -
tale difficoltà ed anomalia perché la Regione, trasferite
le competenze alle Province per le strade, non ha mai dato,
tuttavia, i finanziamenti necessari. Si tratta quindi di
un'ottima norma che, finalmente, avvia qualcosa di serio
Signor Presidente, vorrei solo suggerire - purtroppo
non ho avuto il tempo di formalizzare un emendamento in tal
senso di prestare attenzione, se così posso dire,
nell'aggiungere la previsione relativa al problema viario
affinché non ci si limiti alla manutenzione e sicurezza
delle strade ma si inserisca, se possibile, l espressione
"di completamento" in quanto esistono tantissime strade
provinciali incomplete per piccoli tratti che potrebbero,
attraverso questa gestione dei fondi (si vedrà poi quanto
spetterà) essere appunto definite. Non vorrei precludere
pertanto i completamenti di quelle strade che, negli anni,
le Province o i Comuni hanno avuto finanziate dalla
Regione; il più delle volte, lo ribadisco, tali strade sono
rimaste bloccate per piccoli tratti. Se il Governo lo
ritiene, pertanto, ribadisco che come aggiustamento tecnico
senza, cioè, che sia necessario presentare un emendamento
si potrebbe pensare di aggiungere anche le parole "di
completamento", cioè a dire, tramite interventi di
completamento, di manutenzione e di messa in sicurezza. Il
mio intervento muove in questa direzione nel volere
conferire alla norma una maggiore portata.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
noto, dal 2000, le risorse finanziarie derivanti da mutui -
o anche dall'articolo 38 - dovevano essere impiegate per
spese di investimento. Paradossalmente, il Commissario non
ha impugnato quest'articolo, in un precedente provvedimento
e, quindi, in qualche modo, qualcuno ritiene di utilizzare
quelle risorse per spese correnti. Si tratta di una manovra
che noi contestiamo nella maniera più assoluta trattandosi
di un trucco contabile. Riteniamo, infatti, che i fondi
dell'articolo 38 debbano essere destinati, nello spirito
dello stesso articolo, ad investimenti, in particolare per
opere pubbliche ...
CAPODICASA Anche alla lettera, non solo nello spirito
dell articolo 38
BARBAGALLO Anche alla lettera, giustamente osserva
l'onorevole Capodicasa Ebbene, purtroppo qui si sono fatte
alcune cose camuffandole per altre. Alcune spese correnti
vengono poste, infatti, come se si trattasse di spese in
conto capitale ma, di fatto, viene compiuta un'operazione
che, sul piano contabile, é sbagliata. Basti pensare, ad
esempio, che i fondi d'istituto per l'E.S.A., quelli per
pagare gli stipendi, vengono considerati fondi in conto
capitale e le risorse vengono reperite dai 500 milioni di
euro destinati, appunto, a questa finalità Dei 900 milioni
di euro devoluti alla Sicilia ai sensi dell'articolo 38,
solo 400 milioni sono destinati ad investimenti per opere
pubbliche mentre i restanti 500 a spese correnti
camuffate , sia pure, da spese in conto capitale. Questo é
un vizio di fondo rispetto all'intera manovra Questa
manovra non é in grado di incidere né di compiere scelte
radicali ed importanti
Stiamo a mettere sempre pezze, pagando i debiti sempre una
tantum, senza che ci sia una strategia valida di
risanamento finanziario
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Il comma 5 dell'articolo 4 reca scritto: "Una
quota delle risorse di cui ai commi 3 e 4 è destinata al
finanziamento di interventi necessari all'attuazione degli
interventi previsti nel protocollo del 17 luglio 2002
stipulato tra la Regione siciliana e Trenitalia".
Dal momento che poi, gli altri interventi sono previsti
per manutenzione delle strade provinciali, ci chiediamo
quale sia il contenuto del protocollo e cosa finanziamo
esattamente, pertanto, con l articolo in esame.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, debbo necessariamente fare
un rapido excursus perché capisco gli appassionati
interventi dell'onorevole Capodicasa, come pure di tutti
gli altri colleghi che si sono succeduti, addirittura
riferendosi alle generazioni future. Questa è una cosa che,
personalmente, mi fa emozionare: pensare, cioè, che tutti
noi lavoriamo per questo obiettivo.
Al di là della passione e della retorica, però,
necessariamente, devo far presente che su questo argomento
abbiamo dibattuto sui giornali, in Commissione, in ogni
momento del dibattito e, davvero, non so più come
spiegarlo Giacché ognuno rimane sulle proprie tesi,
allora, mi limito semplicemente a dire, sinteticamente,
ancora una volta, che si tratta di 514 milioni di euro, per
l'anno 2003, come da tabella E.
La tabella E è frutto di una programmazione che non può
essere concertata ulteriormente, rimodulandola.
Per quanto riguarda, invece, gli altri 750 milioni di
euro, checché se ne dica, il Commissario dello Stato e il
Ministero per l Economia ci hanno dato pienamente ragione
e, se vuole, le procurerò anche l'articolata argomentazione
che dimostra quanto le sto dicendo. Non si è trattato di
una scelta politica, si tratta di organismi tecnici che,
certamente, non sono condizionabili sotto l'aspetto
politico
Ebbene, gli altri 750 milioni di euro, dicevo, saranno
destinati ad investimenti, per gli anni 2004, 2005 e
seguenti e sono già posti in un capitolo ad hoc, frutto di
una programmazione da parte del Governo della Regione.
Per la prima volta, ci ritroviamo ad avere 1500 milioni
di euro, cioè 3000 miliardi di lire, che saranno
scaglionati nel corso di questi anni: stiamo ancora a
sottilizzare, a far polemica e a pensare alla
programmazione futura?
CAPODICASA Come sottilizzare
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Per la
prima volta, stiamo realizzando investimenti. Dopo di che,
sarà compito del Governo della Regione, secondo scelte che,
ovviamente, attengono ad un livello politico di nostra
competenza.
So che non è convinto e che non la convincerò,
onorevole Capodicasa: lei continua a ribattere ogni volta,
ma, con la massima simpatia e il massimo rispetto, posso
dirle però che la sua tesi è profondamente sbagliata
Per quanto riguarda le osservazioni mosse
dall'onorevole Beninati, ho formulato un emendamento nel
senso richiesto, che prevede cioè, oltre alla manutenzione
e alla sicurezza, quindi, anche il completamento delle
strade: abbiamo, infatti, una viabilità assolutamente
inadeguata, le nostre strade provinciali non sono
certamente all'altezza di quelle di una Regione evoluta, di
un Paese che vuole affacciarsi in maniera competitiva nel
contesto europeo.
Disponiamo di tante preziose risorse, finalmente,
saranno utilizzate esattamente in questa logica, quindi
anche per il completamento.
Per quanto riguarda l'osservazione dell'onorevole
Speziale posso dire che il 17 luglio 2002 è stata firmata
una convenzione fra Trenitalia e l'Assessorato al turismo,
ovviamente "benedetta" dal Presidente della Regione e, in
terz ordine, anche dal sottoscritto assessore per il
Bilancio
Ebbene, con questo protocollo abbiamo creato le
condizioni affinché Trenitalia faccia un investimento, in
termini di qualità, attraverso i loro mezzi più evoluti.
Non saprei adesso spiegare che caratteristiche possiedono:
si tratta del "minuetto"; saranno forniti 40 treni di
questo genere in Sicilia che cominceranno a percorrere le
nostre reti ferroviarie dal 2006. Contribuiremo a titolo di
compartecipazione che, se non sbaglio, è nell'ordine di 60
milioni di euro: è chiaro, tuttavia, che, a fronte di una
somma così considerevole, come quella ex articolo 38,
disponiamo di risorse a iosa...
SPEZIALE Così, noi diamo i soldi a Trenitalia per
acquistare le carrozze?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. No,
eroghiamo un cofinanziamento per creare le condizioni e
realizzare un investimento serio. Si tratta di un
cofinanziamento. Abbiamo accelerato una cosa straordinaria
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l emendamento 4.5, modificativo al comma 5.
Si passa all emendamento 4.3. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 4.1.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
dichiaro il voto contrario del Gruppo parlamentare dei DS
perché l'emendamento, pur lodevole nelle sue intenzioni, si
è totalmente rovesciato nel momento in cui l'Assessore ha
dato conto all'Aula del contenuto del protocollo con
Trenitalia. Noi dovremmo finanziare, con i fondi della
Regione destinati allo sviluppo di opere pubbliche, i
vettori di Trenitalia
Dovrebbe essere piuttosto Trenitalia a pagare quelle
vetture, non certo la Regione siciliana, ancorché in
cofinanziamento come dice l'Assessore Pagano. Non sussiste,
infatti, alcun obbligo di cofinanziamento per strutture
mobili di Trenitalia, che, peraltro, come noto, è oggi una
società di diritto privato.
Invito pertanto l onorevole Raiti a ritirare
l'emendamento perché, viste le dichiarazioni del Governo, a
mio giudizio, non ha ragione di rimanere in vita.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
approfitto dell'emendamento a firma dell onorevole Raiti,
per invitare il Governo ad una riflessione. Non vi è dubbio
che abbiamo il dovere di utilizzare tutti gli strumenti
possibili e immaginabili per migliorare la qualità dei
trasporti in Sicilia; però, per quanto ha riferito il
Governo in Aula, relativamente al protocollo di intesa con
Trenitalia, mi sovviene un dubbio: la Comunità europea,
preliminarmente, credo non preveda la possibilità - anche
attraverso protocolli di intesa - di finanziare con denaro
pubblico aziende private, se non attraverso meccanismi
comunitari (bandi di gara e quant'altro )
CAPODICASA Si profilerebbe un regime di aiuti
ACIERNO Se il protocollo di intesa è limitato alla
realizzazione di carrozze ferroviarie, credo che questa
norma sarà vanificata atteso che la Comunità l impugnerebbe
immediatamente.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Da
informazioni riferitemi dagli uffici - non essendo
l'Assessore al ramo e, quindi, potendo utilizzare una
terminologia non adeguata preciso che non si tratta di un
cofinanziamento.
E', infatti, l'intervento diretto a nostro carico per
effetto delle nuove deleghe conferite alla Regione su
questa materia e che, sempre di più, spetteranno per il
principio di federalismo alle Regioni medesime.
Mi sono espresso male poc anzi, sono stato corretto,
faccio ammenda
ACIERNO Apprezzando il chiarimento fornito dal Governo,
bisognerebbe anche che, oltre a pensare all'ammodernamento
delle carrozze ferroviarie, l Esecutivo stimolasse altresì
Trenitalia ad attivare la rete ferroviaria in Sicilia,
perché - voglio ricordarlo - tanti tratti ferroviari, ma
uno in particolare, quello di Sciacca, non è servito da
Trenitalia
Pertanto, oltre che ad ammodernare le carrozze, sarebbe
auspicabile dotare la Sicilia di un sistema ferroviario
interno degno di tale nome
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritiro del
mio emendamento. Sono un inguaribile ottimista e pensavo
che, dopo il disastro ferroviario di Rometta e dopo le
tante discussioni avute in IV Commissione, gli avvisi
apparsi sui giornali, i proclami della Casa delle Libertà,
la quota ivi prevista fosse rivolta alla sicurezza delle
strade statali e provinciali e al coinvolgimento di
Trenitalia per l ammodernamento della nostra, per così dire
maledetta rete ferroviaria, assolutamente obsoleta e
quant'altro L'emendamento mirava all attribuzione di
almeno il 15 per cento delle somme per l ammodernamento
della rete ferroviaria ma, ancora una volta, il mio sano
ottimismo si scontra con il muro delle decisioni della
maggioranza e, pertanto, ne prendo atto umilmente
PRESIDENTE L Assemblea prende atto del ritiro
dell emendamento 4.1.
Si passa all'emendamento 4.5 del Governo. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevole colleghi,
capisco che con il mio intervento sottrarrò qualche minuto
ai lavori di questa seduta ma ritengo opportuno, non già
per annunziare l ordine del giorno - che è mio diritto
presentare - chiedo la sospensione di un minuto dei
lavori
PRESIDENTE Se il motivo della richiesta sospensione si
riferisce alla pausa di raccoglimento in omaggio ai caduti
dell Arma di quest oggi, onorevole Miccichè, le faccio
presente che l abbiamo già fatto ad inizio di seduta.
MICCICHE' Intendo presentare una richiesta di ritiro
delle nostre truppe
PRESIDENTE Potrà farlo nelle circostanze appropriate, la
prego di non sottrarre importanza a questo argomento,
onorevole Miccichè. Purtroppo non è possibile
Si passa all'emendamento 4.2.
RAITI . Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 4.4.
PANARELLO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento da me presentato, al di là
dell indicazione della cifra, vuole rappresentare la
necessità, da parte del Parlamento e del Governo, di tenere
in adeguata considerazione il tema del risanamento delle
aree degradate della città di Messina, vicenda antica, che
pesa tutt'oggi, in maniera rilevante, sulla terza città
della Sicilia e dalla cui soluzione dipende il futuro di
migliaia di cittadini che ancora vivono in baracche;
inoltre, ci sarebbe anche la possibilità di recuperare e
riqualificare aree all'interno del centro cittadino che
potrebbero essere utilizzate diversamente.
Sono consapevole del fatto che, da parte del Governo,
in sede di variazioni di bilancio, vengono sottratte le
somme non spese: quindi, questo emendamento richiama anche
la tabella in cui sono recuperati al bilancio della Regione
oltre 9 milioni di euro non spesi nell'anno 2003.
Pongo due problemi. Il primo, segnatamente al comune di
Messina e all'Istituto autonomo case popolari che - dopo
che la Regione è intervenuta ulteriormente, con una legge
per accelerare le procedure - affermano di avere ipotizzato
un programma di consistenti interventi che necessiterebbero
di un adeguato finanziamento per l'anno 2004. Il secondo
aspetto si riferisce alla circostanza che la Regione ha
ritenuto tale tema di interesse regionale ed è pertanto
intervenuta con propria normativa erogando i finanziamenti:
bisognerebbe procedere ad una verifica, anche esercitando i
poteri sostitutivi, in modo che qualora si determinassero
inadempienze, si possa risolvere questo problema annoso e
di grande rilievo sociale ed economico per la città di
Messina.
Chiedo, quindi, agli assessori competenti di fornire
una risposta in merito ed eventualmente, di ritirare
l'emendamento.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'apprezzabile intervento
dell'onorevole Panarello, in verità, ha già trovato una
soluzione concreta per due ordini di motivi. Innanzitutto,
l emendamento non può essere inserito in questo disegno di
legge, in particolare all articolo 4, perché espressamente
tutti gli interventi di programmazione sono stati inseriti
nella tabella E che fa riferimento all'articolo 38 dello
Statuto. Ebbene, in questo caso, sarebbe una duplicazione
in quanto disponiamo già di una legge - da lei pure
sottoscritta, onorevole Panarello, dopo il primo
firmatario, l onorevole Bennati -, legge che, per le aree
degradate di Messina, prevede espressamente dei fondi.
Come se ciò non bastasse, tuttavia, abbiamo incrementato
questo capitolo di cui non ricordo gli estremi - di 250
mila euro: abbiamo quindi risorse abbondanti e, certamente,
lo spirito del suo emendamento è già colto.
PANARELLO In Finanziaria c'è un impegno adeguato?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Certamente E qui presente, oltretutto, l'Assessore per i
lavori pubblici.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo allo
scopo di precisare che, effettivamente, con le variazioni
al bilancio 2003, appare una decurtazione di circa 10
milioni di euro; ciò si è determinato in seguito
all impossibilità di procedere a decretazione, entro i
tempi previsti, per motivi tecnici.
Questa stessa somma è stata già riportata nel 2004 su cui
prevedevamo, in base alle richieste del comune, 80 milioni
di euro, divenuti adesso 90. Quindi, da questo punto di
vista, c'è soltanto uno sfalsamento temporale. Tra le altre
cose, se i tempi della Finanziaria saranno quelli che si
auspicano, a gennaio si potrà procedere. Dunque, in buona
sostanza, ci sarà un ritardo di circa tre o quattro
settimane.
PANARELLO Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante, con
l annessa tabella E (in allegato).
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si riprende l esame dell articolo 5, in precedenza
accantonato.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per tre minuti.
(la seduta, sospesa alle ore 12.30, è ripresa alle ore
12.33)
Votazione a scrutinio segreto degli emendamenti 5.1 E 5.2
CRACOLICI Chiedo che la votazione degli emendamenti
5.1 e 5.2, soppressivi dell articolo 5, avvenga a scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Speziale,
Forgione, Panarello, Giannopolo, Liotta, Miccichè, Oddo,
Raiti e Orlando)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione a
scrutinio segreto per il mantenimento dell articolo 5.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PRESIDENTE Signor Presidente, onorevoli colleghi, da un
paio di giorni l'Aula sta affrontando i documenti
finanziari e spesso i nostri lavori sono stati interrotti
lasciando i deputati ad aspettare senza sapere quando
l'Aula sarebbe ricominciata per consentire alle forze
politiche e ai capigruppo di perfezionare un ragionamento
che consentisse poi di andare spediti.
Se le riunioni dei capigruppo e delle forze politiche
devono avere un atteggiamento da gatti e, mi si consenta
l'espressione volgaruccia, di futti e chianci , tutto ciò
a me non piace, perchè il voto segreto - pur essendo un
istituto democratico consentito agli amici dell'opposizione
- possiamo portarlo avanti; però, questo non ci consentirà
di procedere speditamente rinviando ogni mezz'ora i nostri
lavori per incontri di capigruppo, per incontri di partito,
eccetera, per ottenere chissà che cosa Tutto ciò non è
corretto, e non per la richiesta di voto segreto da voi
formalizzata: sarete comunque perdenti. E anche questa
richiesta di voto segreto per cercare di pescare nel
torbido, sicuramente, a mio giudizio, è un grande errore,
perché, se ciascuno di noi voterà secondo disciplina di
partito, voi siete minoranza e noi siamo maggioranza,
quindi il risultato non potrà che essere a nostro
vantaggio.
FORGIONE E una minaccia la sua?
LO GIUDICE . Onorevole Forgione, la prego di non
interrompermi. Oggi, visto come vanno le cose in politica,
la politica spettacolo è finita, non serve, e noi non
abbiamo bisogno di un Padre Pio in Sicilia. Lei è sempre
portatore di cose negative. Da quando la conosco, in
quest Aula, non ho mai sentito un suo intervento
costruttivo; lei non ha fatto mai una proposta positiva,
lei ha solo distrutto quello che gli altri hanno voluto
fare. Lasciateci lavorare in pace nell'interesse della
Sicilia
Personalmente, al posto di qualcuno di noi, proverei
rossore e vergogna. Siete continuamente all'assalto della
diligenza e chiedete il voto segreto per pescare nel
torbido Caro Forgione, con noi non ci riuscirete.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l esito della votazione a scrutinio
segreto per il mantenimento dell articolo:
Presenti e Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 22
Contrari 33
(L Assemblea non approva)
Sull ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire sull'ordine dei lavori. Ritengo che questo
voto, ancorché poco significativo rispetto alla norma - era
una norma da 30 mila Euro -, evidenzia un serissimo
problema all'interno della maggioranza. Come componente
della maggioranza ho dedicato gli ultimi giorni del mio
lavoro parlamentare a sostenere il Governo; adesso,
abbandono questa sede perché ritengo che questa maggioranza
non meriti la mia presenza in Aula.
Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 11, in precedenza
accantonato. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Ripianamento delle passività dell'EAS
1. L'Ente acquedotti siciliani (EAS) è autorizzato a
contrarre, nell'anno 2003, per il ripianamento delle
proprie passività e prioritariamente per il pagamento
degli oneri retributivi del personale, delle forniture
passive d'acqua e dei reattivi chimici, un mutuo
decennale di 34.000 migliaia di euro da rimborsare in
dieci annualità costanti posticipate a decorrere dal
2004. Il rimborso delle quote capitali è a carico del
bilancio dell'EAS.
2. Il mutuo di cui al comma 1 deve essere contratto
alle migliori condizioni di mercato e comunque ad un
tasso annuo non superiore al 'prime rate ABI' maggiorato
di un punto.
3. Il pagamento delle quote interessi è posto a carico
del bilancio della Regione e viene disposto direttamente
in favore degli istituti mutuanti.
4. Il mutuo è assistito da garanzia sussidiaria della
Regione prestata dall'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze in favore degli istituti di
credito mutuanti.
5. Per le finalità di cui al comma 3, è autorizzato,
per l'esercizio finanziario 2004, un limite decennale di
impegno di 2.700 migliaia di euro, cui si provvede per
il biennio 2004-2005 con parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2 accantonamento 1001.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Ortisi e Spampanato: 11.2;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 11.3;
- dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 11.1.
Comunico altresì che è stato presentato dall onorevole
Speziale l emendamento 11.4, modificativo al comma 1.
Si passa agli emendamenti 11.1 e 11.2, di identico
contenuto.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
primo luogo sento la necessità di rappresentare alla
Presidenza che un emendamento a mia firma e di alcuni
componenti del Gruppo DS tendente a sostituire l'avverbio
"prioritariamente" con l avverbio "limitatamente", non lo
vedo riportato tra gli emendamenti presentati all articolo
in esame.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, non è mai pervenuto a
questa Presidenza.
SPEZIALE Signor Presidente, in Commissione Bilancio è
stata approvata la parola "limitatamente".
CAPODICASA Comunque sia, signor Presidente, lo abbiamo
già ripresentato.
Sarò brevissimo, perchè non voglio abusare molto del
tempo messomi a disposizione; vorrei soprattutto
approfittare della presenza in Aula dell'Assessore per i
lavori pubblici che, per competenza, tratta tale argomento.
Noi tutti ricorderemo che nelle passata finanziaria -
credo fosse quella relativa all anno 2002 - il Governo
aveva presentato una norma con la quale, dalla
privatizzazione dell'EAS, si prevedeva il rientro di una
cifra pari a 350 miliardi di lire circa, che incautamente
il Governo inserì anche tra le poste in entrata del
bilancio della Regione.
In quella occasione, protestammo vivacemente e
cercammo di dimostrare che quella cifra era assolutamente
inattendibile circa l'esito finanziario finale; nello
stesso tempo, sostenemmo che l'operazione che il Governo
aveva realizzato sull'EAS - e cioè la creazione di una
società mista ed il mantenimento della società madre in
vita -, difficilmente avrebbe portato nelle casse della
Regione risorse finanziarie fresche da utilizzare per fini
istituzionali.
A processo concluso, l'Assessore competente al ramo in
Commissione bilancio ci informò dello stato dell'evoluzione
della vicenda. E credo che oggi si possa affermare che
avevamo avuto ragione noi: non ci saranno nuove entrate al
momento consoiderataaa l operazione che è stata fatta. Però
si passa dalla padella alla brace.
Adesso il Governo con l'articolo 11 ci propone di
autorizzare l'EAS a contrarre un mutuo decennale di 70
miliardi di lire circa, con l'onere degli interessi posti a
carico della Regione e con le garanzie sussidiarie fornite
dalla stessa Regione. E siccome l'EAS - come si sa - dopo
le operazioni di creazione della società mista Sicilia
acque rimarrà un guscio vuoto, in cui probabilmente
verranno parcheggiati temporaneamente una parte dei
dipendenti. E comunque sia, è assai improbabile che possa
avere margini operativi tali da consentirle di pagare le
rate di mutuo per il tempo necessario. In sostanza, il
rischio che noi paventiamo è che si passi da un eventuale
incasso della Regione a un certo esborso per mancata
ottemperanza da parte dell'EAS degli impegni finanziari
assunti.
Ecco, allora la ragione per la quale noi, da una parte,
abbiamo proposto l'abrogazione dell'articolo - non ci
sembra infatti che l'operazione sia lineare e trasparente
dal momento che l'EAS fino a tre anni fa, allorquando si
propose la sua trasformazione in società per azioni
dichiarava di essere in attivo - e dall'altra, a noi
sembra che l intera operazione alla fine finisca per
gravare direttamente sulle casse della Regione.
La nostra proposta, subordinatamente alla principale
che era quella di cassare l'articolo, è quella di cambiare
la parola "prioritariamente" con la parola "limitatamente".
Ciò significa dire che l'eventuale mutuo da autorizzare per
l'EAS doveva avere unicamente la finalità di consentire il
pagamento degli oneri retributivi del personale, delle
forniture passive di acqua e dei reattivi chimici. Invece,
quando si dice nell'articolo " da utilizzare
prioritariamente per il pagamento degli oneri retributivi
del personale etc..." , equivale a dire che una parte
prioritariamente andrà per il pagamento degli oneri
retributivi del personale, dei reattivi chimici e delle
forniture passive d'acqua e poi per il resto. Non si
capisce quindi a quale destinazione andranno.
Ritengo allora che se il Governo dovesse insistere
nella sua proposta, perlomeno accolga la nostra proposta
subordinata che non consenta all'Ente Acquedotti Siciliano
di operare sperperi a carico della Regione; che paghi le
spese - chiamiamole così - vive, quelle di istituto, che
sono le spese necessarie per il passaggio dalla fase
attuale alla gestione di Sicilia acque .
Il mio è un appello che rivolgo all'Assessore ed al
Governo perché accettino almeno questa proposta da noi
formulata sotto forma di emendamento, ma che non troviamo
nel brogliaccio.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per illustrare
l emendamento 11.2.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che la presentazione di questo articolo da parte del
Governo testimoni il fallimento politico dell'operazione
riguardante la privatizzazione dell'EAS. Infatti, nessun
beneficio è stato tratto dalla privatizzazione di tale
Ente.
Dalla presentazione di questo articolo deriva che si
autorizza l'Ente a contrarre un mutuo decennale e si impone
a noi stessi di pagare le quote di interesse a carico della
Regione,garantendo con lo stesso mutuo, una garanzia
sussidiaria prestato dall'Assessorato regionale per il
bilancio e le finanze.
A questo punto, vorrei capire il perché di questa
operazione visto che oggi dobbiamo ricorrere alla stipula
di un mutuo e dobbiamo sottostare a due condizioni. La
prima, quella di pagare gli interessi e lo stesso mutuo, e
la seconda, se la futura società mista a partecipazione
privata non sarà sufficientemente in grado di soddisfare le
condizioni dello stesso mutuo, che è autorizzato con questa
legge, dovremo essere noi a pagare le eventuali mancanze da
parte della società a partecipazione mista.
Per queste due condizioni poste dagli articoli 3 e 4,
credo che il complesso dell'articolo 11 debba essere
abrogato.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Credo sia opportuno fare chiarezza sull'operazione EAS,
posto che l'articolo in questione non riguarda minimamente
la cosiddetta privatizzazione dell'EAS. E mi duole che
l'onorevole Spampinato, già presente in Commissione quando
ebbi occasione di spiegare come si è adempiuto al dettato
normativo della finanziaria Piro che prevedeva la
trasformazione dell'EAS in società per azioni, mi permetto
di dire incautamente in quanto che il patrimonio
sostanziale dell'EAS, dighe ed acquedotti, non è patrimonio
dell'EAS. Pertanto, non poteva essere oggetto di
trasformazione in società di capitale traendone i vantaggi
finanziari dovuti. Ciò semplicemente perché il patrimonio
dighe e acquedotti che questo Parlamento ha definito di
competenza regionale come sovrambito è stato per
larghissima parte - e certamente nella totalità degli
impianti che abbiamo ceduto in gestione a Sicilia Acque -
costruito con finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno. E
pertanto è patrimonio indisponibile della Regione
siciliana.
Tutto ciò ho già avuto occasione di spiegarlo e credo sia
opportuno chiarire che non c'è alcun collegamento tra EAS e
Sicilia Acque al di là di una partecipazione azionaria
che per la prima volta in Italia, pur essendo minoritaria
da un punto di vista di capitali, consente il controllo
pubblico sulla società di gestione.
Mi permetto di aggiungere che si è trattato di
un'operazione brillantissima del nostro Governo, operazione
che è stata approvata dai quotidiani finanziari di mezza
Europa; essa è stata vista infatti come la prima operazione
nella quale si è reso possibile adempiere il sogno di
creare un'impresa pubblica con capitale a maggioranza
privato.
Mi permetto anche di fare presente che la Regione
siciliana nel suo complesso nei prossimi 40 anni incasserà
circa 2 mila miliardi di vecchie lire dalla gestione di
Sicilia acque ; e se sommiamo a tale cifra ciò che
incasseremo dai canoni di concessione, come investimenti
sui nostri impianti, come redditività della nostra
partecipazione azionaria e come rivalutazione
dell'investimento di 100 mila euro, allo scadere dei 40
anni il valore complessivo sarà di 43 milioni di euro. Se
questa è un'operazione finanziariamente negativa sono
pronto a dimettermi
Infine, vorrei anche che si considerasse che la
dissennata gestione pubblica dell EAS degli ultimi 40 anni,
ci comporta contenziosi che, allo stato attuale delle
nostre conoscenze, sfiorano i 1000 miliardi.
Dunque ben diverso è il futuro rispetto al passato Ciò
in relazione alla operazione Sicilia acque che, ripeto,
non è oggetto dell'articolo 11.
L'articolo 11 è stato proposto e adottato dal Governo
al solo fine di ripianare disavanzi di cassa dovuti a
difficoltà di esazione da parte dell'EAS rispetto a gran
parte degli enti pubblici. Si tratta di un disavanzo di
liquidità.
Per quanto riguarda la parola "limitatamente", vorrei
fare presente che quando si parla di ripianamento di
passività la parola prioritariamente o la parola
"limitatamente" poco definiscono in quanto, allorquando i
soldi affluiscono in una cassa, non sono né targati né
finalizzati. Vorrà dire che con tali risorse pagheremo il
personale, con altre pagheremo altro. Se l'obiettivo è
modificare la parola "prioritariamente" in "limitatamente",
premettendo che tecnicamente significa ben poco, non ho
assolutamente nulla in contrario.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, il Governo per bocca
dell'onorevole Assessore, mi pare che si dichiari concorde
nel sostituire l'avverbio "prioritariamente" con l'avverbio
"limitatamente".
Io non sono dello stesso avviso dell'Assessore circa gli
effetti del mutamento di avverbio, tanto più che
nell'emendamento da noi presentato alla parola
"limitatamente" aggiungevamo anche un dimezzamento della
cifra: da 34 milioni di euro (la proposta formulata in
Commissione), l emendamento pronto per l'Aula recitava 15
milioni di euro . Ciò perché, ovviamente, il
"limitatamente" ha un significato preciso e, cioè, quello
di destinare o di contrarre il mutuo, oltre che
finalizzarlo limitatamente agli oneri retributivi del
personale ed al resto, anche ad un limitato
approvvigionamento finanziario da parte delle banche,
perchè se poi i soldi sono in cassa - ha ragione
l'Assessore - se abbondano rispetto agli oneri finanziari
ed alle altre incombenze che nell'articolo sono previste,
sono destinati, sicuramente, ad una utilizzazione diversa.
Quindi le due cose sono collegate. Il "limitatamente" è
collegato ad una riduzione dell'approvvigionamento
finanziario che noi avevamo previsto nella misura di 15
milioni di euro. Allora, se c'è la disponibilità a
correggere anche la cifra, il "limitatamente" va benissimo
e l'Assessore accoglie ciò, ma se non c'è l'accoglimento
della seconda proposta contenuta nel nostro emendamento, mi
pare del tutto ovvio che le notazioni qui svolte
dall'Assessore hanno un fondamento e, in quel caso, non
abbiamo nessuna intenzione di essere accontentati
formalmente, ma sostanzialmente gabbati.
PRESIDENTE Non ho compreso se l emendamento viene
ritirato.
CAPODICASA Se il Governo è disposto a ridurre la cifra.
PRESIDENTE Pongo in votazione gli emendamenti 11.2 e
11.3, di identico contenuto.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 11.4, a firma
dell'onorevole Speziale. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.1, a firma degli onorevoli
Raiti, Ferro, Morinello.
RAITI Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dire e sarò brevissimo - che non condivido il
contenuto dell'articolo per le motivazioni che già sono
state esposte. Ritengo che sarebbe stato opportuno
recuperare le somme necessarie per ripianare le passività,
anche attraverso una sorta di condono per la riscossione
dei canoni nei confronti degli enti locali che hanno avuto
la fornitura dell'acqua.
Ma, a parte questo, il comma 4, che con il mio
emendamento vorrei sopprimere, mi pare vada oltre quella
che è la ratio esplicita dell'articolo, perchè quest
ultimo vorrebbe solamente autorizzare l'EAS a contrarre il
mutuo, gravandone la Regione solo per quanto riguarda gli
interessi. E, se così è, anche se non lo condividiamo - tra
l'altro, è passato - va bene.
Il problema che pone il comma 4 va nella direzione
assolutamente opposta rispetto a quella ratio precedente:
autorizziamo la Regione ad assistere questo mutuo di
garanzia sussidiaria: il che vuol dire, dal punto di vista
giuridico, che se l'EAS non pagherà mai le rate di mutuo -
essendo, di conseguenza, morosa nei confronti dell'istituto
bancario - la Regione dovrà rispondere pagando quelle
somme, oltre agli interessi che stiamo autorizzando pagherà
anche il capitale.
Considerato che l'EAS, come tutti sappiamo cito la
vicenda Sicilacque -, è un ente che va in dismissione,
dal punto di vista dell'attività propria, sono convinto che
lo stesso ente non pagherà mai il mutuo e, quindi, con
questo articolo, da un lato, autorizziamo l'EAS a stipulare
il mutuo ed a pagare gli interessi ma, nella sostanza, ci
stiamo accollando un ulteriore onere finanziario. Infatti,
se diamo la garanzia sussidiaria, certamente la Regione
sarà chiamata fra qualche anno a pagare quello che l'EAS
non potrà mai pagare. Se la reale volontà della Regione è,
dunque, quella di autorizzare il mutuo, quantomeno
sopprimiamo questo comma perché, se così non fosse,
sappiate, onorevoli colleghi e mi rivolgo anche alla
maggioranza che, di fatto, ricorreremmo ad un ulteriore
indebitamento, considerato che dovremmo pagare quelle
somme sia per quanto riguarda il capitale sia per quanto
riguarda gli interessi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.1,
soppressivo del comma 4 dell'articolo 11.
RAITI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici,
Giannopolo, Villari, Oddo, Capodicasa, Speziale, Orlando,
Spampinato e Ferro)
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, non contesto il fatto
democratico - e lo sottolineo - di richiedere il voto
segreto. Mi preoccupa il fatto che alcuni deputati che non
si presentano mai in Aula, alzano un dito per dichiararsi
favorevoli e farsi così notare dalla stampa presente in
quest Aula.
Ma il tentativo di ricorrere al voto segreto, non
potendosi presumere più il numero legale, significa
rinviare i lavori parlamentari che la Conferenza dei
capigruppo ha deciso improrogabilmente di chiudere entro
stasera. Potremmo proseguire con i dibattiti,
confrontandoci, alla fine, alla luce del sole, non perché
ci sia il timore che passi o non passi un emendamento;
l'unico timore è che saltino i lavori d'Aula e che si
debbano riaggiornare se non si raggiunge il numero legale.
Questo è il timore ripeto - poi per il resto ognuno è
libero di agire nel segreto dell'urna come da vigliacchi o
di farlo apertamente senza vigliaccheria, poiché, così
facendo, non si contesta ufficialmente l'emendamento.
Ritengo che sia una vigliaccheria l avere approvato,
per esempio, come maggioranza, l'emendamento per le fiere;
lo abbiamo fatto in Commissione bilancio con gli interventi
in Aula; poi, sottobanco, abbiamo votato diversamente, ma è
pur sempre un voto democratico.
Vorrei, quindi, proporre al Presidente dell'Assemblea
ed all'Aula di riconvocarci, in ogni caso, per le ore 15.00
del pomeriggio, annunziando fin d ora che si procederà ad
oltranza. Significa che entro stanotte - le cinque, le sei,
le sette, quello che sarà chiuderemmo i nostri lavori.
Intendo dire che il danno maggiore non è quello causato da
un emendamento oppressivo , in quanto si tratta di un
emendamento oppressivo
Ho preso visione di tutti i sei emendamenti: non c'è
la costruzione di una virgola, perchè è facilissimo dire
abrogo, abrogo , è l'unica cosa che si sa scrivere. Non è
così
Concludo nella speranza di arrivare ad un risultato: la
presenza in Aula di almeno quarantasei deputati. Sto
compiendo uno sforzo in questa direzione, per tentare di
ridare un minimo di ordine. Non possiamo non chiudere
l esame del disegno di legge entro stanotte, altrimenti
significherebbe che ci siamo sporcati la bocca dicendo
che si sarebbero approvati, entro il trentuno dicembre, la
finanziaria ed il bilancio, ma non ci arriveremo perché non
ci sono più i termini.
Allora, vorrei chiedere e concludo, signor Presidente
di valutare se possiamo riprendere i lavori alle ore
quindici per effettuare una seduta fiume che ci porti,
anche a notte inoltrata, al completamento dei nostri
lavori.
PRESIDENTE Se i proponenti lo scrutinio segreto sono
d'accordo, non ho nessuna difficoltà; viceversa, non posso
dare adito al voto, perchè eravamo già in fase di
votazione. Onorevole Raiti, è d'accordo ad un rinvio alle
ore 15.00? Lei ha formulato la richiesta di scrutinio
segreto che è stata appoggiata; ci troviamo in fase di
votazione.
RAITI Chiedo che si voti.
Votazione per scrutinio segreto dell emendamento 11.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
sull emendamento 11.1, soppressivo del comma 4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l esito della votazione per
scrutinio segreto:
Presenti e votanti . 55
Maggioranza .. .. 28
Favorevoli .. 22
Contrari . .33
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.13, è ripresa alle ore
15.15).
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il disegno di
legge: "Disposizione riguardante il servizio idrico
integrato di cui alla lettera f) del comma 1 dell'articolo
4 della legge n. 36 del 5 gennaio 1994 (n. 715) , degli
onorevoli Orlando, Ferro, Morinello, Raiti e Miccichè.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere,
pervenute dal Governo, sono state assegnate alla seguente
Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ente parco Floristella Grottacalda di Enna.
Designazione revisori dei conti (n. 205/I)
- pervenuto in data 8 novembre 2003
- trasmesso in data 11 ottobre 2003
IACP di Catania - Designazione componente del
consiglio di amministrazione (n. 206/I)
- pervenuto in data 8 novembre 2003
- trasmesso in data 11 ottobre 2003
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la
seguente interrogazione con richiesta di risposta scritta:
n. 1492 - "Revoca del decreto di commissariamento del
Consorzio ASI di Caltagirone" a firma dell'onorevole
Barbagallo Giovanni.
L interrogazione ora annunziata è stata già inviata al
Governo.
Seguito della discussione del disegno di legge numero
699/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all esame
dell'articolo 13, in precedenza accantonato. Ne do
lettura:
"Art. 13.
Lavori socialmente utili
1. Al fine di consentire, nel corso dell'anno 2004, lo
svolgimento degli interventi in favore dei soggetti in
atto impegnati in attività socialmente utili di cui
all'articolo 1 della legge regionale 5 novembre 2001, n.
17 o nelle attività di stabilizzazione previste dalle
norme in vigore, l'Assessorato regionale del lavoro,
della previdenza sociale, della formazione professionale
e dell'emigrazione può autorizzare la prosecuzione delle
attività medesime.
2. Al fine di consentire la proroga dei contratti di
diritto privato riguardanti i soggetti di cui
all'articolo 12 della legge regionale 21 dicembre 1995,
n. 85 e successive modificazioni, l'Assessorato
regionale del lavoro della previdenza sociale, della
formazione professionale e dell'emigrazione è
autorizzato a finanziarie i contratti medesimi per
ulteriori tre anni.
3. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 2
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, è
autorizzato, per l'esercizio finanziario 2003, un limite
di impegno quinquennale di 10.000 migliaia di euro.
4. All'onere di cui al comma 3, pari a 10.000 migliaia
di euro, si provvede, per ciascuno degli esercizi
finanziari 2004 e 2005, mediante riduzione di pari
importo di parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2,
accantonamento 1001 per l'esercizio finanziario 2004 e
accantonamento 1005 per l'esercizio finanziario 2005.
5. L'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione, è autorizzato a finanziare,
prioritariamente, con le risorse della misura 5.03 del
Complemento di programmazione del POR Sicilia 2000-2006,
alle aziende unità sanitarie locali progetti volti alla
stabilizzazione di lavoratori destinatari del regime
transitorio dei lavori socialmente utili, in possesso di
specifica qualificazione professionale ed utilizzati
nell'ambito dei servizi di salute mentale."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 13.4;
- dagli onorevoli Speziale e Giannopolo 13.6;
- dall onorevole Fleres: 13.3;
- dal Governo: 33.A16, 13.2; emendamento aggiuntivo 13.9;
- dagli onorevoli Giannopolo e Capodicasa: 13.7.
- dall onorevole Leanza Edoardo: 13.5;
- dall onorevole Papania: 13.1;
- dagli onorevoli Speziale ed altri: 13.8.
Si passa all emendamento 13.4., degli onorevoli Ortisi
e Spampinato.
Non essendo presenti i firmatari, l emendamento decade.
Si passa all emendamento 13.6 a firma dell'onorevole
Giannopolo e Speziale.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 13.3, a firma
dell'onorevole Fleres. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 33.A16, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 13.2. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione Chi è favorevole resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 13.7, degli
onorevoli Giannopolo e Capodicasa. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.5. Per assenza del firmatario,
lo dichiaro decaduto.
Si passa all emendamento 13.1 a firma dell'onorevole
Papania. Il presentatore non è presente.
GIANNOPOLO Signor Presidente, dichiaro di riprenderlo.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l emendamento 13.8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l articolo 13, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l emendamento aggiuntivo 13.9 del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
Si riprende l esame dell articolo 16 in precedenza
accantonato. Ne do lettura:
"Art. 16.
Iniziative promozionali in campo civile, economico,
sociale e culturale
1. A valere sulle disponibilità dell'UPB 1.1.1.1.2,
capitolo 100317, la Presidenza della Regione promuove
interventi diretti e di sostegno per la ricerca, la
diffusione, la pubblicizzazione e la promozione
concernenti temi ed iniziative di interesse civile,
economico, sociale e culturale di interesse
istituzionale della Regione. Tali interventi, in ragione
della particolare natura che li caratterizza, si
realizzano, nel rispetto delle soglie di spesa
comunitaria, anche mediante affidamento diretto di
appositi incarichi a singoli o a soggetti pubblici o
privati operanti nel settore connesso all'intervento
medesimo."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Raiti ed altri: 16.1 e 16.3;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 16.2;
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 16.5.
Pongo in votazione congiuntamente gli emendamenti 16.1,
16.2, 16.4, 16.5 e 16.6, di identico contenuto. .Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l emendamento 16.3. Chi é favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
"Art. 19.
Contributo a pareggio dell'Azienda autonoma
delle Terme di Acireale
1. Per consentire l'erogazione della seconda
semestralità del contributo a pareggio del bilancio,
relativo all'esercizio finanziario 2001, dell'Azienda
autonoma delle terme di Acireale, non interamente
impegnata alla chiusura dell'esercizio finanziario 2002,
è autorizzata, per l'anno finanziario 2003, la spesa di
1.422 migliaia di euro (UPB 12.2.1.3.4, capitolo
473302)".
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 19.1;
dall onorevole Segreto: 19.2.
Pongo in votazione l emendamento 19.1. Il parere del
Governo?.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(Non é approvato)
Pongo in votazione l emendamento 19.2, a firma
dell'onorevole Segreto. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
"Art. 20.
Attività degli uffici del Genio civile
1. Per le attività d'istituto che gli uffici del Genio
civile della Regione espletano in favore dei privati,
sono istituiti, con oneri a carico di questi ultimi, i
seguenti diritti fissi:
a) per il parere di competenza degli uffici del Genio
civile ai sensi della legge 2 febbraio 1974, n. 64
(legge antisismica), da rilasciare nel rispetto dei
termini previsti dalla normativa vigente, è imposto un
diritto fisso da calcolarsi su ogni nuova pratica come
di seguito:
1) cubatura urbanistica complessiva fino a 330
mc., euro 50,00;
2) cubatura urbanistica complessiva oltre 330 mc.
e fino a 700 mc., euro 100,00;
3) cubatura urbanistica complessiva oltre 700 mc.
e fino a 1.500 mc., euro 200,00;
4) cubatura urbanistica complessiva oltre 1.500
mc. in un unico organismo strutturale, euro 300,00;
5) per ogni organismo strutturale aggiuntivo ai
1.500 mc. ed eccedente i 700 mc., euro 150,00. Per
le varianti ai pareri l'importo è pari al 50 per
cento di quanto dovuto per le nuove costruzioni;
b) per il rilascio di attestazioni o certificazioni
varie, da effettuare nel termine di sette giorni, euro
10,00;
c) per la consultazione d'archivio dopo trentasei mesi
dalla prima presentazione all'ufficio, euro 15,00.
2. Con successivo decreto, emanato dall'Assessore
regionale per i lavori pubblici, di concerto con
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, sono
determinate le modalità di versamento degli importi di
cui al comma 1 in entrata nel bilancio della Regione
siciliana".
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Raiti ed altri: 20.1;
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 20.2;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 20.3.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
20.1, 20.2 e 20.3, di identico contenuto. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi é favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20 . Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si riprende l esame dell articolo 21 in
precedenza accantonato. Ne do lettura:
"Art. 21.
Conferimenti patrimoniali
1. In attuazione del terzo comma, dell'articolo 6, del
decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, la Regione
partecipa al patrimonio della Fondazione Teatro Massimo
di Palermo nonché dell'Ente autonomo regionale Teatro
Massimo Bellini di Catania, successivamente alla
trasformazione in fondazione prevista dall'articolo 35
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive
modifiche ed integrazioni, con il conferimento di beni
immobili, da individuare con apposito decreto del
Presidente della Regione, di valore non inferiore
rispettivamente a 1.500 migliaia di euro ciascuno".
Comunico che é stato presentato dall onorevole Acierno
l'emendamento 21.1. Non essendo presente in Aula il
firmatario, l emendamento decade.
Comunico che é stato presentato dal Governo
l'emendamento 21.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21 nel testo risultante. Chi
é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
"Art. 22.
Associazioni, fondazioni e centri studi impegnati
nella lotta alla mafia
1. Al comma 2 dell'articolo 42 della legge regionale
16 aprile 2003, n. 4, dopo le parole 'ivi previste' sono
aggiunte le parole 'nonché all'associazione Centro Paolo
Borsellino di Palermo nella misura di 185 migliaia di
euro'.
2. Per le finalità di cui al comma 2, dell'articolo 42
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2003, la spesa
di 599 migliaia di euro (UPB 9.3.1.3.7).
3. A decorrere dall'esercizio finanziario 2004,
l'onere di cui al comma 2 viene determinato ai sensi
dell'articolo 3, lettera h), della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, e successive modifiche ed
integrazioni>>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Ferro ed altri: 22.6;
dall onorevole Barbagallo: 22.8;
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 22.9;
dagli onorevoli Forgiane e Liotta: 22.1, 22.2 e 22.3;
dall onorevole Borzacchelli: 22.4 e 22.5;
dal Governo: 22.7.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, su
questo articolo sono stati presentati tre emendamenti da me
e dal mio Gruppo. Vedo che ce ne sono anche altri dei
colleghi dell'opposizione. Avrei gradito che fosse presente
a questa discussione anche il Presidente della Commissione
regionale antimafia, il quale però non mi pare molto
interessato né alla difesa di una legge, peraltro voluta da
un suo collega di partito attualmente assessore, l'ex
Presidente della Commissione antimafia, onorevole Granata,
né mi pare molto attento a ciò che sta avvenendo proprio
rispetto a questa legge in termini di smantellamento, pezzo
per pezzo, della stessa.
Credo che su questo sarebbe utile che il Parlamento
intervenisse con un'attenta riflessione. Il Parlamento
dovrebbe intervenire, più in generale, sulle istituzioni
preposte alla lotta alla mafia, sia quelle finanziate dalla
Regione - sappiamo, infatti, che la Regione finanzia un
cospicuo numero di associazioni preposte all'attività
antimafia e a favore della legalità - ma anche rispetto
all'azione della Commissione regionale antimafia.
Per questo avrei voluto che fosse presente il
Presidente della Commissione,- lo dico perché voglio che
rimanga agli atti -.
Stiamo andando al rinnovo di tutte le Commissioni, che
solitamente avviene a metà della legislatura, tranne
quello della Commissione Antimafia, che è una Commissione
speciale. Ma tale Commissione - e lo dico senza ironia -
in due anni e mezzo, cioè metà legislatura, si è riunita
in tutto. 24 volte, comprese il numero delle sedute nelle
quali non si è registrato il numero legale.
Altra cosa è la convocazione dell'Ufficio di
Presidenza. Per esempio abbiamo visto che le opposizioni,
di fronte alle ultime vicende della clinica di Bagheria,
del coinvolgimento di alcuni parlamentari, eccetera, hanno
chiesto la convocazione della Commissione; oggi leggiamo
sulla stampa che si è riunito l'Ufficio di Presidenza che è
altra cosa dalla Commissione. Se funzionasse così la
Commissione del Parlamento nazionale da più parti...
CATANIA Giuseppe. Anche l'opposizione fa parte
dell'Ufficio di Presidenza. Lei fa parte della Commissione
antimafia e non è mai venuto
FORGIONE L'Ufficio di Presidenza non è la Commissione,
onorevole Catania Lei intervenga e parli. Io che non
faccio parte dell'Ufficio di Presidenza, che non ne sono
un componente, partecipo alle riunioni della Commissione.
La Commissione in due anni e mezzo, onorevole Catania, si
è riunita 24 volte, e sfido tutti i Presidenti delle
Commissioni di questo Parlamento, di qualunque Commissione
ordinaria, a dire quante volte si sono riunite. Lasciamo
stare, sto portando dati ufficiali, che si possono
contestate, dicendo che la Commissione si è riunita 47
volte, ma non si può venire a dirmi che c'ero o non c'ero
o si è riunito l'Ufficio di Presidenza.
Non faccio parte dell'Ufficio di Presidenza. Per le
opposizioni - e non sempre mi rappresenta perché abbiamo
posizioni assolutamente diverse - c'è l'onorevole
Barbagallo che risponde di sè stesso e della Margherita,
non di Rifondazione Comunista e del mio ruolo di
Commissario.
Come lei sa, onorevole Catania, quella è l'unica
Commissione dove i Commissari non sono sostituibili perché
sono vincolati al segreto e ai poteri di indagine che la
Commissione ha. Detto questo, non l'ho fatta a caso questa
polemica, perché la legge 10, approvata all'unanimità
da questo Parlamento nella passata legislatura (Presidente
della Commissione Antimafia l'onorevole Granata, e
relatore in Aula per caso fui indicato io), è stata
smantellata pezzo per pezzo.
Allora il Governo ci deve dire come mai i Regolamenti che
avevamo previsti, a 4 anni dall approvazione di quella
legge, non sono attuativi, non sono attuativi, onorevole
Catania Se lei mi ascoltasse un po' forse scoprirebbe che
la legge doveva istituire i 9 Uffici provinciali presso le
Province che diventavano anche degli sportelli per le
denunce sul racket, sull'usura: In nessuna provincia sono
stati istituiti.
. Sulle associazioni, onorevole Presidente Fleres, siamo
di fronte ad una situazione che ripeto da tempo,
prendendomi anche gli insulti dalle associazioni antimafia
per questa mia posizione, sulla quale insisto perché -
come vedete - non è preconcetta.
Ritengo che sia sbagliato finanziare associazioni benché
portino il nome di uomini rispetto ai quali tutti noi ci
inchiniamo perché hanno sacrificato la loro vita in nome
della coerenza del loro impegno.
E' sbagliato finanziare queste associazioni per legge
prescindendo dai loro programmi di attività, dai loro
rendiconti, dal finanziamento, dalle attività reali, reali
Ci sono associazioni antimafia che fanno uno o due convegni
l'anno, nobilissimi, magari nella strepitosa Villa Igea,
ai quali diamo 200, 250 milioni di lire.
La legge che questo Governo ha smantellato e gli altri
governi non sono stati in grado di applicare
nell'ispirazione che aveva, invece prevedeva un altro
principio: quello di finanziare i programmi di attività
rispetto ai quali bisognava rendicontare le spese; per cui
si misurava sul campo realmente l'efficacia di un
intervento antimafia sul territorio in rapporto alle scuole
o al recupero di aree sociali degradata o al recupero dei
tossicodipendenti.
In questo caso, invece, insistiamo dal momento che,
onorevoli colleghi - vi chiedo - molte di quelle leggi
come sono state fatte? Sono state fatte a seguito di eventi
tragici, sotto la spinta emotiva, ed il Parlamento le ha
approvate.
Dopo il 23 marzo fu istituita la fondazione Falcone, di
seguito la fondazione Pio La Torre, la fondazione
Terranova, la fondazione Costa. Mi sapete dire quale sia
spesso l'attività reale di tali associazioni? Faccio questa
affermazione ben sapendo che subirò le critiche delle
associazioni stesse, ma ritengo che dovremmo, in un certo
senso - uso un termine pesante - 'moralizzare' anche la
gestione di questa spesa.
Era questa l'ispirazione della legge: modificare
totalmente. Non finanziamo più l'importanza del 'nome' di
quella associazione, ma i programmi che le stesse
sviluppano di anno in anno, presentati e rendicontati sulla
base di un albo che la Regione avrebbe dovuto istituire.
Tutto questo, cari colleghi, è stato smantellato. Di
fronte a questa volontà politica - ed io comprendo che c'è
stata una volontà politica - ora si propone di finanziare
per oltre 180 mila euro - voi capite la delicatezza - il
Centro 'Paolo Borsellino'.
Non ho niente contro il Centro 'Paolo Borsellino', ma
mi si deve spiegare perchè si smantella la logica della
legge ancora esistente; potrei dunque proporvi altri centri
da finanziare
Avrei potuto presentare un emendamento che, oltre al
Centro 'Borsellino', avesse previsto un finanziamento, per
la stessa cifra, del Centro studi 'Peppino Impastato ' che,
come sapete, è uno dei centri (discutibile o meno) che
svolge un'attività riconosciuta di collaborazione con
l'Università olandese, con l'Università del Belgio, di
consulenza con la Commissione parlamentare Antimafia di
Centaro, non con quella di Forgione, eccetera eccetera. Vi
suggerisco di visitare il sito del Centro 'Impastato',
l'unico dove si evince chiaramente la cronologia dei fatti
delittuosi e dei processi.
Avrei potuto proporre un tale emendamento, nel clima di
'scambio' presente in quest Aula parlamentare e, in una
logica di par condicio, secondo la quale si sponsorizza un
emendamento della destra ed uno della sinistra, avrei anche
potuto ottenere il finanziamento per il Centro Impastato .
Non lo faccio, signor Presidente, non solo per
principio, ma perchè lo stesso Centro 'Impastato' - se
avete letto i giornali di ieri - assieme ad altre
associazioni, chiedono a questo Parlamento di rispettare lo
spirito della legge, il che darebbe il senso di un buon
comportamento antimafia.
In un convegno svoltosi a Brescia sulla mafia e la
legalità - tra l'altra organizzato dai preti e non dai
comunisti - cui ho partecipato, era relatore un parroco,
padre Salvatore Lo Bue. Molti di voi lo conosceranno perchè
dirige una cooperative di giovani - guarda caso di
Bagheria, perchè poi i territori non sono tutti infangabili
per un marchio - che si chiama la Casa dei giovani , che
ha ottenuto un terreno di Bernardo Provenzano, sequestrato
alla mafia, il famoso fondo Latomia. Il presidente
Capodicasa sa bene che ne abbiamo dovuto discutere in
quest'Aula, in quanto si trattava di uno dei terreni
comprati dall'ex presidente della Regione quando faceva il
consulente. Altra epoca storica, non apriamo quel capitolo.
Quel fondo è stato sequestrato a Bernardo Provenzano e
consegnato alla struttura diretta da padre Lo Bue. La
Regione ha avuto la capacità di mandare gli ispettori
perchè la Finanza ha sequestrato l'olio che nel
frontespizio recava la dicitura 'olio prodotto nella terra
di Sicilia' e ciò evidenzierebbe un marchio di qualità non
identificabile.
Il presidente della Commissione regionale Antimafia
dovrebbe fissare un audizione del parroco, in
considerazione del fatto che il Comune di Castelvetrano ha
posto tanti ostacoli per la produzione di quest olio, che
non si fanno neanche ad una azienda che fa alterazione del
prodotto; ci sono ragazzi tossicodipendenti che stanno
recuperando la loro vita lavorando in quella struttura.
Quando ho fatto vedere al parroco - che come è noto non
è di Rifondazione comunista - questo emendamento, gli ho
chiesto se avesse voluto che lo presentassi (questo è
avvenuto sabato scorso); ma lui mi ha risposto di no in
quanto la sua logica è un altra: quella di presentare
progetti e programmi di finanziamento e rispetto a quelli
verificare la loro attività.
Vedete che cosa vuol dire la coerenza antimafia? Non
credo che faremmo una buona antimafia se non affermassimo
un sistema di coerenza, capace di parlare a partire dai
nostri comportamenti.
Stiamo demolendo la legge in vigore. Per tale motivo, e
non perché abbia qualcosa contro il Centro Borsellino,
propongo che lo stesso elabori dei programmi di attività,
li presenti, e che la Regione li finanzi. Tra l'altro la
fondazione riceve finanziamenti anche da altri enti.
In questo modo ripristineremmo lo spirito della legge
che, non per l articolo presentato dal Governo ma per una
volontà politica, in questi anni è stato demolito, e questa
demolizione si perpetua nell articolo stesso.
PRESIDENTE Pongo in votazione congiunta gli
emendamenti 22.6, 22.8 e 22.9. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Dichiaro decaduti gli emendamenti 22.4 e 22.5 per assenza
dall Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'emendamento 22.1. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.2. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22.7. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.3. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
"Art. 31.
Programmazione finanziaria delle assegnazioni alle
aziende
unità sanitarie locali e ospedaliere
1. Entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio
della Regione il Presidente della Regione, l'Assessore
regionale per la sanità, l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze, i direttori generali delle
aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere concordano
la programmazione finanziaria delle risorse da assegnare
alle aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere con
riferimento sia alle assegnazioni ordinarie che a quelle
relative al ripiano di disavanzi degli esercizi
pregressi definendo tempi e modalità per le relative
erogazioni."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 31.2;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 31.3, 31.4;
- dal Governo: 31.1.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
chiedere al Governo, e all Assessore Pagano in particolare,
considerato che soprattutto in tema di sanità sarebbe
necessaria una programmazione precisa e predeterminata, se
non si ritenga che questa forma di programmazione
anticipasse l approvazione del bilancio e non fosse
successiva.
Sono d accordo a questa forma di concertazione tra il
Presidente della Regione, l Assessore per la Sanità,
l Assessore per il Bilancio e i responsabili delle Aziende
Unità sanitarie locali, ma ritengo che la stessa possa
produrre frutti, rispetto ad una proficua programmazione,
se anticipa e non se segue l approvazione del bilancio.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
rappresentanti del Governo sull articolo 32 ho serie
perplessità e gradirei che il Governo chiarisse i miei
dubbi.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, parliamo dell articolo 31,
non del 32 "Programmazione finanziaria delle assegnazioni
alle aziende sanitarie locali ospedaliere".
RAITI Chiedo scusa, pensavo che stessimo discutendo
dell'articolo 32.
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti soppressivi 31.2 e
31.3. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 31.1 del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(E approvato)
Si passa all'emendamento 31.4. Comunico che è stato
presentato dagli onorevoli Capodicasa e Speziale il
subemendamento, il 31.4.1 all emendamento 31.4.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
già presentato in Commissione questo emendamento che serve
a dare copertura finanziaria ad una legge impugnata nel
1994 dalla Comunità Europea e solo qualche mese fa - anche
grazie all'impegno di ben due Ministri dell'Agricoltura,
quello del Governo di centro-sinistra e quello del Governo
di centro-destra onorevole Alemanno - ha finalmente avuto
giustizia attraverso lo sblocco con il pronunciamento
favorevole da parte del Consiglio dei Ministri
dell Agricoltura a Bruxelles.
Si tratta di una legge che estende alla Sicilia alcuni
benefici già previsti da una legge nazionale per
fattispecie analoghe. Nella legge non rientravano la
maggior parte dei casi siciliani relativi ai soci
fideiussori di strutture cooperativistiche andate in
fallimento o in stato di insolvenza, che hanno visto
procedere giudiziariamente le banche - ivi compreso l'Ircac
che è pure un istituto regionale - contro detti soci, nelle
more che l'Unione europea decidesse di sbloccare la nostra
legge.
Molte famiglie di produttori vivono oggi nell'angoscia in
quanto i tribunali hanno proceduto nel pignoramento dei
loro beni. Hanno tutti bloccati i conti correnti bloccati e
le partite Iva, con gravi ripercussione sulla loro attività
di piccoli produttori e di commercianti nel campo agricolo.
Il Governo della Regione ha seguito la vicenda, ed anch io
sono stato invitato più volte a Roma, presso il Ministero,
in quanto esperto della materia, su segnalazione
dell'Assessorato regionale competente. Ne è derivato un
impegno per seguire e individuare una soluzione del
problema.
Adesso che siamo arrivati al dunque, il Governo non può
lasciare questa legge priva di copertura finanziaria perché
mentre per altri, che passi un mese, dieci mesi, non cambia
nulla, per tali produttori se passano sei mesi, possono
vedersi pignorati i beni, attraverso l'intervento di un
giudice a cui si sono rivolte le banche.
Secondo me ci troviamo di fronte a casi che hanno un
carattere sociale, umano e di equità, perché ipotesi
rientranti nella legge nazionale sono state soddisfatte,
altre che nella legge nazionale non si sono potute
ricomprendere, si sono agganciate alla normativa regionale
e non trovano la soluzione per il proprio problema.
L'Assessore, in Commissione, nell'annunciare il parere
contrario del Governo, mi rispose che non vi era la
necessaria copertura finanziaria. Adesso nel ripresentare
l'emendamento in l'Aula, ho fatto in modo che non si
intacchi assolutamente la manovra, in quanto si tratta di
un reperimento di risorse ex lege n. 448 del 1998 e non 488
come è stato erroneamente scritto nell'emendamento.
E' la legge cui spesso ricorre il Governo per
finanziare iniziative che anche in questa legge hanno
trovato ingresso. Qualcuno dovrebbe spiegarmi per quale
ragione si può attingere a quella legge per finanziare, per
esempio, le indennità compensative e non si può attingere a
quella legge per dare copertura a questa normativa
sbloccata da poco.
Immagino che ci debba essere una ragione valida,
altrimenti debbo dedurne che c'è un pregiudiziale contrasto
del Governo che, da una parte si impegna a sbloccare la
legge e dall'altra torna a bloccarla nuovamente senza dare
la copertura finanziaria. Aggiungerei, inoltre, che il
Presidente della Regione ha previsto un incontro per
affrontare l'argomento. So che è avvenuto un incontro
presso l'Assessorato Cooperazione.
Mi è stato detto che un altro incontro è stato fatto
con l'Assessore per il l bilancio. Però, siccome noi non
siamo qui produttori, siamo parlamentari e sappiamo leggere
le cose, se passa la legge di variazione di bilancio, se
passa la finanziaria e il bilancio, questo finanziamento
non si avrà più fino all'anno prossimo e nel frattempo,
forse, quando avremo provveduto, non ci sarà più nulla da
coprire perché intanto 'i buoi sono scappati' e saremo
arrivati tardi nel chiudere le porte.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è' giusto da
parte mia riprendere le questioni esposte dall onorevole
Capodicasa che indubbiamente, per i tratti che ha
utilizzato, sono condivisibili, comunque assolutamente
serie ed indispensabili rispetto al dibattito che si è
aperto sull'emendamento presentato.
La prima cosa è la disponibilità dell'assessore per il
bilancio, espressa alcuni giorni fa, nel tentativo di
analizzare assieme al comitato di coloro che si trovano
nella delicata condizione, di cui ha parlato l'onorevole
Capodicasa, per tentare di raggiungere un'intesa e
individuare come procedere.
La disponibilità dell'assessore da parte nostra non
viene sottovalutata perché è giusto e serio che sia detto
che assieme ad altri parlamentari, l'onorevole Capodicasa è
stato uno di quelli che ha svolto un ruolo anche
importante, prima nella qualità di Presidente della Regione
e poi per quanto concerne appuntamenti delicati fuori dalla
nostra Regione per cercare le soluzioni condivise da parte
del Governo e dell'opposizione. Io credo che la logica
dell'emendamento sia quella di dire chiaramente, oggi, alle
banche, agli istituti di credito siciliani che la Regione
vuole seriamente procedere, che vuole affrontare, a tutti
gli effetti, la questione in sede di negoziazione, quindi,
con operazioni transattive ma che, nel contempo, ritiene
che tutto sommato sia giusto disincagliare quei 10
miliardi, somma che al tempo del Governo Capodicasa, credo,
ci si impegnò ad allocare.
Per quanto concerne la movimentazione di quei 10
miliardi, mi permetto di dire che il Governo dovrebbe
riflettere e fare il punto della situazione, considerato
che non è detto che quei miliardi possano essere
movimentati e spesati; inoltre, dovrebbe cominciare a
pensare alle risorse.
Ovviamente, rimane la volontà di affrontare la
questione con le banche in termini di carattere generale,
intraprendendo un percorso che dia un segnale serio a
tutti. Ricordiamo tutti cosa è successo in Italia con la
237; questa volta non ci troviamo nel fanalino di coda come
Regione che cerca di prendere in giro l'Unione europea
ciò ci può confortare -, ma sappiamo bene che l'impegno
finanziario è comunque un fatto che non possiamo
assolutamente ignorare.
Allora, vorrei dire all'assessore Pagano,
ringraziandolo per la grande disponibilità dimostrata
durante l'incontro con gli ex cooperatori, che un ulteriore
sforzo, fatto questa sera, non toglie alcunché all'idea
strategica che il Governo può avere, e che noi possiamo
anche condividere, cioè chiudere in tempi brevi questa
questione.
Ritengo, infatti, che ciò possibilmente rafforzerebbe
quanto il Governo pensa di fare e quanto l'opposizione sia
disponibile anche a condividere nei vari passaggi delineati
l'altro giorno durante l incontro; quindi, a mio avviso, ciò
non confligge col fatto di apportare una x somma, anzi
potrebbe aiutarci nella fase più delicata delle trattative.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho motivo
per non approvare l'articolo in questione, però vorrei chiedere,
anche per una maggiore contezza del Parlamento, il senso vero di
questo articolo. In buona sostanza l'Assessore per il bilancio, di
concerto con l'Assessore per la sanità si incontra con i direttori
delle aziende, e cosa programma? L'erogazione finanziaria dei
trasferimenti? Ma questo già non esiste, a meno che l'Assessore
non pensi di determinare nuovi parametri e nuovi criteri di questa
programmazione cosiddetta finanziaria di concerto con il
responsabile del servizio sanitario.
Se, invece, l articolo si riferisce ad un problema di
programmazione con riferimento alle esigenze di cassa delle
aziende sanitarie, penso sia scritto in termini errati, cioè la
genericità e l assenza di parametri, di criteri, di modalità
concrete attraverso cui esplicare questa programmazione; pertanto,
non capisco in che termini possa, il contenuto di questo articolo,
differire da ciò che abitualmente si fa.
Vorrei una spiegazione in merito. Ricordo, infatti, che esisteva
già la legge finanziaria del '97 che regolamentava le modalità
attraverso le quali garantire i trasferimenti agli enti sottoposti
a controllo o vigilanza dalla Regione. Non capisco davvero quale
sia la novità; comunque, sono desideroso di sapere dall'Assessore
come intenda dare pratica attuazione all articolo in questione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sarò velocissimo anche perché le
argomentazioni fornite dall'onorevole Oddo mi pare che, di fatto,
diano soddisfazione al ragionamento che anch io volevo svolgere,
anche se visto dal punto di vista del Governo.
Nel solidarizzare con queste persone che, certamente, hanno
vissuto una stagione molto difficile, travagliata, abbiamo
l'esigenza di ricordare però, non soltanto all'Assemblea, ma alla
Sicilia tutta, l'ammontare complessivo delle risorse che,
eventualmente sarebbero necessarie per coprire tutti questi oneri.
A seguito di capitalizzazione di interessi, ormai stiamo
veleggiando sui duecento milioni di euro ed oltre. E' chiaro,
quindi, che soltanto un'impostazione
CAPODICASA Onorevole Assessore, non dica sciocchezze C'è il
decreto, il disegno di legge che ha firmato lei...
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Capodicasa, lei ha l'abitudine di interrompere e penso che ciò non
sia rispettoso, considerato, tra l altro che io non la interrompo
mai.
CAPODICASA Assessore, è il suo disegno di legge, non il mio.
Dica le cose esatte
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Evidentemente
non riesce a cogliere gli elementi più democratici che sono tipici
di questo Parlamento. Me ne dolgo e, purtroppo, devo dirle che le
cose non stanno così come afferma lei, perché anche le categorie
con cui abbiamo parlato, si pronunziano esattamente in questi
termini.
CAPODICASA E un quarto di quello che lei afferma. Si legga il
suo disegno di legge
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Dato che, in
ogni caso, abbiamo l'esigenza di raggiungere un risultato, al di
là della polemica che lei vuole innescare, le dico subito che il
Governo non è disponibile ad operare all'interno di logiche che
sono di vecchio tipo, ovvero ad inserire delle somme senza sapere
a quanto ammonta ciò che lei sostiene, cosa bisogna fare, quale
interlocuzione avere con le banche, che tipo di potere
contrattuale instaurare, che transazione potere operare Allora,
proprio per questo motivo abbiamo l'esigenza di confrontarci col
sistema bancario, di parlare con le categorie: percorso già
innescato. Lei non lo condivide, me ne dolgo per lei, perché è un
metodo superato a cui, certamente, questo Governo non vuole
uniformarsi.
Per quanto riguarda l'articolo 31, il testo originario, mi
riferisco all'onorevole Giannopolo, la legge numero 6 del 1997,
(penso che si riferisca a questo) escludeva categoricamente
proprio le aziende sanitarie ed i risultati si vedono, perché,
tanto in termini di programmazione, quanto in termini di cassa e
così pure di copertura di deficit e di competenze, in questi anni
non è mai accaduto alcun tipo di raccordo.
In passato, se accadeva qualcosa, ciò si verificava soltanto per
iniziativa del singolo assessore; ma nei termini di concreta
concertazione e di impostazione, così come visto, non è mai
accaduto.
Quindi, penso che tutto ciò sia benefico e positivo; e nel
momento stesso in cui c'è un processo di democratizzazione -
veniva così chiamato, una volta, da aree certamente non vicine
alla mia - questo potrebbe essere certamente visto e salutato in
termini positivi.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
usare parole pesanti nei riguardi dell'Assessore, che tuttavia
farebbe bene, quando si parla di cose su cui altri hanno a lungo
lavorato, perlomeno a documentarsi
Allora, l'Assessore ha firmato un disegno di legge della Giunta
di Governo, che è depositato agli atti, dove è esattamente
definita la cifra; nessuno deve inventarla, in quanto risulta
dalle carte, alla luce del decreto dell'assessore Cimino
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Ma se
l assessore Cimino non riesce a fare gli ultimi conteggi
CAPODICASA La prego, Assessore. C'è un decreto del suo collega
Cimino che identifica la fattispecie e i soggetti beneficiari.
Accanto ad ognuno di questi è indicata la cifra e si sa già qual è
la somma totale; l'UE non avrebbe sbloccato la legge se non ci
fosse stata già l'identificazione dei soggetti e delle somme
relative.
L'unico problema che rimane è arrivare ad un incontro con le
banche come ha già fatto il Governo nazionale, il Ministero, per
la parte di sua competenza, ed operare con loro una transazione,
che è cosa diversa.
Ma una cosa, infatti, è andare a discutere con le banche, in
assenza di disponibilità sul capitolo o, al più, 10 miliardi
appostati all'epoca del Governo di centro-sinistra alla Regione -,
altra cosa è avere trenta miliardi per poi dire alle banche
"facciamo l'abbattimento" come è stato fatto a livello nazionale,
del 60 per cento, del 50 per cento, non ricordo esattamente, del
totale. Siccome, comunque, 30 miliardi che io le propongo.....
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Non è
compensato. L indennità compensativa non esiste più
CAPODICASA Cosa dice, onorevole Assessore, la prego di essere
meno nervoso e di stare al suo ruolo con maggiore lealtà Avverto
il suo nervosismo l'incontro avuto tra lei e i produttori ai
quali ha promesso una legge ai primi di gennaio per coprire
l'intero ammontare ha rassicurato loro che sono andati via
tranquilli Io invece non le credo
Ed allora è qui che si decide la scelta, ora o nella legge
finanziaria Passati questi due provvedimenti, sono sicuro che né
lei né altri verranno in quest'Aula a proporci la copertura
Siccome ne sono convinto e non mi accontento delle parole, le
propongo questo emendamento. Non può dire che manca la fonte
finanziaria.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. L'indennità
compensativa non c'è più
CAPODICASA Che c'entra l'indennità compensativa Le risorse si
prelevano dalla legge numero 448, dalle somme che l'Assessorato
tiene da parte e che tira fuori solo quando gli conviene
piuttosto che porlo in evidenza affinché l'Assemblea possa
eventualmente utilizzarlo secondo le proprie decisioni.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, sei lei non ritiene di dover
ulteriormente precisare la posizione del Governo, pongo in
votazione il subemendamento 31.4.1.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.4. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 31, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32, in precedenza accantonato. Ne do
lettura:
«Art. 32.
Trasporto pubblico locale
1. I costi economici standardizzati, già determinati per il
1997, sono confermati per gli anni 2003, 2004, 2005 e 2006.
2. La misura dei contributi di cui agli articoli 4 e seguenti
della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 e successive
modifiche ed integrazioni, determinata ai sensi dell'articolo
10 della legge regionale 14 giugno 1983, n. 68 e successive
modifiche ed integrazioni, è stabilita rispettivamente in
159.285 migliaia di euro per l'anno 2003 ed in 177.088 migliaia
di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006.
3. Fino alla data di entrata in vigore della riforma del
trasporto pubblico locale in Sicilia e, comunque, sino alla
data del 31 dicembre 2006 è fatto divieto di istituire nuovi
servizi di linea in concessione, ad eccezione dei servizi
previsti dall'articolo 12 della legge 28 settembre 1939, n.
1822».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 32.5;
- dagli onorevoli Raiti ed altri: 32.1;
- dall onorevole Barbagallo: 32.3, 32.2, 32.4;
- dal Governo: 32.4 bis.
Preciso che gli emendamenti 32.4.bis e 32.4 sono di
identico contenuto.
Comunico che l onorevole Spampinato ritira l emendamento 32.5.
L Assemblea ne prende atto.
RAITI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ricollego a
quanto stavo per dire prima quando, per una svista, pensavo si
stesse discutendo l'articolo 32.
Ho presentato alcuni emendamenti che muovono nella direzione di
capire - su questo chiedo che il Governo fornisca chiarimenti -
per quale motivo si sta esaminando l'articolo 32, nonché la
ratio dell'emendamento 32.4 bis del Governo.
In IV Commissione legislativa, della quale faccio parte,
infatti, si trovano già due disegni di legge, d iniziativa
governativa, sulla riforma del trasporto pubblico locale e la
materia disciplinata oggi da questi articoli vi è già contenuta
nell ottica, appunto, di una riforma complessiva del trasporto
pubblico. Tra l'altro, in Commissione, il Governo e l'Assessore
hanno dichiarato più volte che questa è una delle priorità
dell Esecutivo che vuole finalmente mettere mano alla materia,
in base ai criteri della normativa europea, allo scopo di
disciplinarla razionalmente.
L'articolo e l'emendamento aggiuntivo, invece, procedono in una
direzione parziale: affrontano, cioè, solo alcuni punti,
creando una serie di scollamenti rispetto ai disegni di legge
governativi presenti in Commissione e quindi, complessivamente,
con la materia in esame.
Tra l'altro, alcune delle decisioni assunte hanno formato
oggetto di discussione con i rappresentanti della categoria che
hanno espresso opinioni divergenti rispetto al contenuto del
citato emendamento 32.4 bis.
Per quanto precede, prima di assumere una decisione consapevole
sul voto degli articoli in esame, chiedo al Governo di volerne
illustrare i contenuti, così da capire quale scelta sta in
fondo a tale decisione, per così dire repentina, che va oltre i
disegni di legge in Commissione; in maniera tale che l intero
Parlamento sia nelle condizioni oggettive di fare una scelta
ben precisa su elementi quanto meno di scelta politica del
Governo che, a questo momento, non mi appaiono evidenti.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 32.1. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Non essendo presente in Aula l'onorevole Barbagallo,
gli emendamenti 32.3, 32.2 e 32.4 decadono.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Il
Governo li riprende.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 32.3. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
GIANNOPOLO L emendamento 32.3 fa riferimento a mozioni
parlamentari.
PRESIDENTE In sede di coordinamento correggeremo questa
formula che certamente è inusuale. Pongo in votazione
l'emendamento 32.2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato il subemendamento 32.4 bis.1
degli onorevoli Speziale e Giannopolo agli emendamenti 32.4 e
32.4.bis.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con il
subemendamento dopo la parola "giunta regionale" cioè l'assessore,
sentita la giunta regionale istituisce l'albo, fa un atto di
programmazione sentita soltanto la giunta regionale. Ritengo che
trattandosi di trasporto locale, trattandosi di effetti che
determina l'organizzazione della categoria, chiedo che vengano
audite le associazioni degli enti locali e le organizzazioni di
categoria interessate.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, è stato presentato un
subemendamento, a firma del Governo, 32.4.ter, che può essere una
buona mediazione rispetto all'emendamento degli onorevoli
Giannopolo e Speziale, che così recita: dopo le parole "sentite"
aggiungere "le organizzazioni di categoria e la Giunta regionale".
Pongo in votazione il subemendamento 32.4.bis.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo congiuntamente in votazione l'emendamento 32.4 bis
del Governo ed il 32.4, come emendati. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Sono approvati)
Il subemendamento 32.4.bis.1 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 32, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Interventi in materia di solidarietà sociale
1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali è autorizzato a
cofinanziare, per l'esercizio finanziario 2003, gli
interventi previsti dall'articolo 81 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, nella misura di 350 migliaia di
euro (UPB 3.2.1.3.1, capitolo 183733), mediante utilizzo
del fondo per i cofinanziamenti regionali di cui
all'articolo 88, comma 1, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 (UPB 4.2.2.8.3, capitolo 613924)».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Fleres e Leontini: 33.A1;
- dagli onorevoli Fleres ed altri: 33.A2;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta 33.A3;
- dal Governo: 33.A14 e 33.A15, 33.A39;
- dall onorevole Acierno 33.A4;
- dall onorevole Barbagallo 32.A20, 33.A21, 33.A22,33.A23;
- dall onorevole Cintola: 33.A5, 33.A6;
- dall onorevole Miccichè 33.A7, 33.A8, 33.A9, 33.A10, 33.A11,
33.A12;
- dagli onorevoli Leanza ed altri 33.A18;
- dagli onorevoli Sammartino ed altri 33.A19;
- dagli onorevoli Raiti ed altri: 33.A24;
- dall onorevole Leanza Edoardo: 33.A25;
- dall onorevole D Antoni: 33.A.26;
- dall onorevole Fratello ed altri 33.A27;
- dagli onorevoli Speziale e Cracolici 33.A31, 33.A32 e 33.A.33;
- dagli onorevoli Speziale e Villari 33.A34, 33.A35e 33.A36;
- dall onorevole Turano 33.A37;
- dagli onorevoli Speziale e Giannopolo 33.A14, 33.A14.2,
33.A14.3, 33.A14.4;
- dagli onorevoli Formica ed altri 33.A19.1;
- dagli onorevoli Leontini ed altri 33.A39;
- dagli onorevoli Acierno ed altri 33.A40.
E stato altresì presentato l emendamento 33.A.17, la cui
firma è indecifrabile. Lo dichiaro pertanto improponibile.
Comunico altresì che sono stati presentati dal Governo il
subemendamento 33.A.1.1 all emendamento 33.A.1 e il subemendamento
33.A.2.1 all emendamento 33.A.2.
Pongo in votazione il subemendamento 33.A.1.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l emendamento 33.A.1, come modificato. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 33.A.2.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l emendamento 33.A.2, come modificato. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
FORGIONE Chiedo di parlare per illustrare l emendamento 33.A.3.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, l emendamento a
mia firma, che il Governo sembra disponibile a discutere,
ripristina il fondo antiusura che per legge aveva una scadenza
triennale. Scaduto quel termine, ci troviamo senza alcuna
disponibilità della Regione in un Fondo che, soprattutto nella
nostra Terra, ha un carattere non soltanto significativo, ma
estremamente delicato, visto che noi incentiviamo le vittime
dell'usura a denunciare alle autorità competenti e, quindi, a
poter usufruire poi dei benefici della legge per la loro tutela.
In questo caso, proprio in virtù di quella logica di cui parlavo
prima, che la legge viene smantellata pezzo per pezzo, ci
troveremmo in assenza del fondo antiusura.
Visto che mi richiama l'onorevole Formica, una nota polemica
anche questa: lo smantellamento di questa legge sta avvenendo nel
silenzio totale della Commissione regionale antifimafia; ci
facciamo carico noi di ripresentare il ripristino del fondo
antiusura che - credo - avrebbe provocato uno scandalo generale se
nessuno ci avesse pensato, visto che la stessa Commissione
regionale antimafia non ha riflettuto sul fatto che la Sicilia
stava per rimanere senza disponibilità per il sostegno alle
vittime dell'usura. Quindi invito il Governo ad accogliere questo
emendamento.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare,
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, abbiamo un problema di copertura triennale, ma è
proprio un fatto tecnico, mi dicono gli uffici. In qualunque caso,
si può dare la copertura finanziaria per un anno, per l'importo di
100.000 euro, con l'impegno di prorogarlo anche successivamente.
Preannuncio un subemendamento in tal senso.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo il
seguente subemendamento 33.A.3.1 all'emendamento dell'onorevole
Forgione 33.A3: Sostituire '200.000' con '100.000' . Penso che
possa essere una buona mediazione per la copertura.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 33.A3, come modificato. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 33, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.A.14. Comunico che sono stati
presentati dagli onorevoli Speziale e Giannopolo i seguenti
subemendamenti: 33.A14.1, 33.A.14.2, 33.A.14.3 e 33.A.14.4.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrarli.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo emendamento del Governo, che è simile anche ad altri
emendamenti, e che riproduce per intero l'ex articolo 27 del testo
del disegno di legge che la Commissione Bilancio ha ritenuto di
non dovere prendere in esame. Quindi, sull'ex articolo 27 non c'è
un parere della Commissione Bilancio; semmai, per la discussione
che lì vi è stata, tutto lasciava presupporre che potesse
addirittura pervenirsi ad un parere contrario.
Allora, comunque torna in Aula l'argomento, mi dispiace che non
sia presente l'Assessore competente a chiarirci quali sono gli
atti portati avanti, quali sono le procedure sin qui adottate e
seguite. Ricordo che nella legge finanziaria 4 del 2003, ci siamo
già occupati della questione degli interporti e si è stabilito che
qualsiasi società dovesse realizzare o progettare interporti,
avrebbe comunque dovuto rispettare la legge regionale sui lavori
pubblici, sugli affidamenti, quindi, raccomandando procedure di
evidenza pubblica nell'affidamento e nella realizzazione oltre che
nella gestione di questi importanti infrastrutture.
Preciso che condivido appieno, avendo per anni teorizzato e
lavorato affinché la Sicilia diventasse una importante piattaforma
logistica del Mediterraneo, ma ancor prima dell'Europa e anche
verso l'America, una piattaforma logistica di realizzazione di una
intermodalità avanzata, cioè di uno scambio tra i diversi modi di
trasporto, dal mare alla linea ferrata, dal trasporto gommato, al
trasporto aereo. La Sicilia è sicuramente - rispetto ad altre zone
d'Italia, del Tirreno, del Mediterraneo - una zona estremamente
strategica.
Da questo punto di vista, sarebbe stato necessario che gli atti
di programmazione, di definizione di una politica avanzata e
moderna dei trasporti in Sicilia fossero coordinati e fossero
assolutamente in sinergia con tutto ciò che sta maturando a
livello europeo, anche con riferimento alle ultime scelte fatte
dalla Commissione Europea che mettono in collegamento il nord
d'Italia con il resto dell'Europa, e noi corriamo il rischio di
essere ulteriormente emarginati.
E stato un errore impegnare la discussione sulla Sicilia
soltanto per la questione riguardante la realizzazione del ponte
sullo Stretto, perché adesso ci ritroviamo da un lato senza il
ponte e, dall'altro lato, senza politiche fondamentali di
strategia e di collocazione della Sicilia in un contesto più
internazionale. Questo è il risultato anche degli effetti negativi
della politica nazionale e regionale portata avanti dal
centrodestra.
Sarebbe stato, pertanto, necessario dare alla discussione uno
spessore più elevato, pur tuttavia adesso giungiamo alla
definizione delle procedure per la realizzazione dei due
interporti: quello di Termini Imerese, che realizza il sistema
interportuale Termini-Palermo della Sicilia occidentale, e quello
di Catania-Bicocca che realizza l'interporto della Sicilia
orientale. Se le cose stanno in questi termini, sarebbe opportuno
che il Governo ci proponesse la realizzazione di un unica società,
non solo che vada a progettare, a realizzare e a gestire gli
interporti della Sicilia, ma che vada anche a realizzare ulteriori
e diverse sinergie. Questa società deve vedere preminente la
presenza della Regione e si deve realizzare anche con la presenza
delle varie realtà locali, delle Ferrovie, di Trenitalia, dei
comuni di Palermo e di Termini Imerese, della provincia di
Palermo, altrettanto dicasi per la città di Catania, per la
provincia di Catania e di altre; le compagnie portuali di Palermo
e di Termini Imerese, la compagnia portuale di Catania e di
Augusta.
Se stiamo parlando di un disegno di programmazione, di
definizione di una politica organica a livello regionale, allora,
tutto ciò ha un senso. Diversamente si dia seguito e si concedano
i finanziamenti, con quel vincolo della legge finanziaria numero 4
del 2003, alla Società Interporto di Catania; si vada a costituire
una società ad hoc per l Interporto di Termini Imprese, che deve
vedere la presenza della provincia e del comune di Palermo, del
comune di Termini Imerese, dell'ANAS, delle Ferrovie, della
Compagnia portuale di Palermo. Questo è il disegno della
intermodalità.
Io ho l'impressione che vogliate fare una operazione di basso
profilo, di bassa lega. Non tanto per ciò che è nelle intenzioni
del mondo istituzionale e imprenditoriale catanese, ma quanto per
la traduzione che, a livello regionale, voi state facendo. Allora,
ecco perché voglio rilanciare la problematica sottoponendo
all attenzione del Parlamento dei sub-emendamenti all'emendamento
del Governo che riequilibrano la questione.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
rilevare il ritardo con cui viene affrontata da parte del Governo,
in questo disegno di legge, una norma che riguarda una materia tra
le più importanti della nostra Regione rispetto al sistema
dell'organizzazione dei trasporti.
Naturalmente prendo atto, anche se in ritardo, che il Governo,
ma anche altri parlamentari, compresi noi - c'è un emendamento
simile a quello del Governo firmato da me e dall'onorevole
Speziale che riguarda la questione degli interporti -, stia
affrontando la questione, e che siamo ad un punto della
discussione avanzato.
Noi siamo del parere di procedere in questa direzione, e
utilizzare le somme e le risorse che già sono previste da due
leggi finanziarie, precisamente dall'articolo 134 della legge 388
del 2000, e dalla legge 448 del 2001. In tutti e due casi si fa
riferimento al sistema interportuale che è oggetto di discussione
nella nostra Regione da parecchi anni, e se si guarda alla
scadenza del il 2010 della zona di libero scambio, si capisce come
in una norma di questa natura i finanziamenti per la realizzazione
degli interporti di Catania e Termini Imerese, rappresentano uno
degli elementi più importanti nel disegno dell'organizzazione dal
punto di vista del trasporto, della raccolta e della distribuzione
delle merci nella nostra Regione.
Propongo, quindi, di approvare in breve tempo questo
emendamento. C'è stato qualche collega che ha posto il problema,
che non credo interessi in questa fase, dell'assetto societario
rispetto alle province, alla localizzazione gli interporti, cioè
se puntare su due società degli interporti, una a Catania e
l altra a Termini Imprese.
Io credo che intanto si debbano utilizzare questi finanziamenti,
la materia che attiene agli assetti societari può essere trattata
in una fase successiva. Poiché ritengo che un passo avanti è in
ogni caso un fatto positivo rispetto all'utilizzo di questi fondi,
al piano che l'Assessore deve redigere, è bene intanto che si
faccia questo primo passo e che si faccia nel tempo più breve
possibile. Ricordiamoci della scadenza del 2010, della zona di
libero scambio, e ricordiamoci anche delle risorse nazionali
destinate alla società regionale Interporti siciliani, delle leggi
nazionali che mettono a disposizione ben 30 milioni circa di Euro.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per chiedere un minimo di riflessione da parte dell'Aula, del
Governo, dell'assessore Castiglione che in questo momento
rappresenta autorevolmente il Governo.
Questo emendamento era stato presentato in Commissione Bilancio
come articolo e la stessa Commissione, dopo ampie discussioni,
convinse il Governo a ritirare l'articolo. Tra le tante
motivazione vi erano quelle di merito.
L'onorevole Giannopolo ha presentato un gruppo di subemendamenti
volti ad intervenire in materia societaria.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. La legge nazionale
lo prevede. Le somme devono essere assegnate solo per questo
scopo.
CAPODICASA E si devono fare con affidamento diretto?
CRISAFULLI Se è così facile, può essere approvato per decreto.
CAPODICASA Allora perché non lo fate con un decreto, anziché
farlo per legge? Non condivido che si dica che una legge permette
all'Assessore regionale per i trasporti di trasferire la somma di
30.988,00 Euro alla società di Interporti siciliani per la
realizzazione dei interporti di Catania-Bicocca e Termini Imerese.
Inoltre, sono previsti altri 60 miliardi di vecchie lire al
comma 4. Reputo che, anche a norma delle direttive europee in
materie di affidamento nel campo dei lavori pubblici, questo non
si possa fare.
Bisogna ricordare che una società consortile è una società come
tutte le altre, a maggioranza della Regione. Ma è una cosa che può
essere fatta se, come dice l'Assessore, questa scelta è
conseguente alla normativa nazionale. Allora lo si faccia con atto
amministrativo e chi la deve fare si assuma la responsabilità
dell'atto. Voi volete la copertura della legge perché,
evidentemente, le cose non stanno esattamente come l'Assessore ha
dichiarato. A qualcuno forse trema la mano nel dovere firmare un
atto di questo genere senza la copertura di legge. Mi sembra
strano - e sotto certi profili anche grave - che si possa decidere
con legge di affidare direttamente ad una società una tale somma,
che riguarda solo i primi atti, perché poi serviranno anche i
fondi per la realizzazione. Questi, infatti, sono fondi necessari
per la progettazione, solo per la fase iniziale.
Onorevole Giannopolo, lei è in ritardo, perché l'Assessore ha
dichiarato che tutto questo è già avvenuto.
GIANNOPOLO Su Termini Imerese non esiste neanche lo studio di
fattibilità.
CAPODICASA Può darsi che la diversa interpretazione dipenda
dal fatto che l'onorevole Giannopolo conosce il caso di Termini
Imerese.
Onorevole Panarello, non mi faccia domande difficili, per me è
già abbastanza complicato orientarmi in una materia che non
condivido. In passato, abbiamo litigato per potere affidare a
trattativa privata qualche centinaio di milioni, mentre invece
adesso, per legge, se ne affidano 120 miliardi così come primo
intervento, perchè poi ce ne saranno di altri.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Si farà una gara.
CAPODICASA Onorevole Castiglione, qui c'è scritto che è
autorizzato a trasferire la predetta somma eccetera, la
società Interporti siciliani, per la realizzazione degli
interporti, non per indire la gara.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Si realizza
attraverso una gara.
CAPODICASA Allora è forse è necessario presentare un
subemendamento che faccia chiarezza.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Ricordo che il Governo aveva ritirato l articolo
presentato in Commissione Bilancio e, quindi, non ha dato la
possibilità di un approfondimento; adesso arriva in Aula con
profili complessi. Tuttavia, essendo un tema interessante perché
riguarda la possibilità di realizzare due strutture fondamentali
in Sicilia (Catania e Termini Imerese), per evitare che
frettolosamente approviamo un emendamento senza renderci conto di
quello che approviamo, le chiedo di accantonarlo.
Chiedo al Governo, dopo l'accantonamento, dieci minuti di pausa
per chiarire meglio i termini della questione e poi ritornare in
Aula per adottare eventualmente i propri comportamenti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, assessore Castiglione,
poichè è già programmata una breve sospensione dei lavori della
seduta per le ore 18.30, forse è opportuno votare intanto
l'articolo 33, considerato che tutti gli emendamenti da esaminare
sono aggiuntivi.
Potremmo votare il predetto articolo e continuare con gli
emendamenti aggiuntivi che ci troviamo nel fascicolo e gli
ulteriori, accantonando quelli per i quali è necessario realizzare
un approfondimento e utilizzando la sospensione che ci sarà di
un'ora tra le 18.30 e le 19.30 per fare gli approfondimenti di cui
si parlava prima.
SPAMPINATO Signor Presidente, intervengo in merito alla
vicenda società Interporto di Catania, non conoscendo - lo
confesso - la società Interporto di Termini Imerese. La società
Interporto Catania è una società pubblica; è partecipata con fondi
privati, ma il 75 per cento del capitale è pubblico, quindi,
chiaramente, dovrà in qualsiasi caso sottostare a tutta la
normativa riguardante il soggetto pubblico.
Credo che questa sia una specificazione, a garanzia delle giuste
perplessità che erano state sollevate dai colleghi, che possa
favorire l'eventuale determinazione in merito a questo
emendamento.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 33.A.14.5 all emendamento 33.A.14 del Governo.
I subemendamenti 33.A.14.1, 33.A.14.2, 33.A.14.3, 33.A.14.4,
33.A.14.5 e l emendamento 33.A.14 sono accantonati.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 33.A.5, a firma degli
onorevoli Cintola e Savona. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.A.6 a firma dell'onorevole Cintola.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Acierno ed
altri l emendamento 33.A.40, avente identico oggetto
dell emendamento 33.A.6 dell onorevole Cintola, ma con una
differenza di stanziamento. Tra i due emendamenti c'è solo una
differenza nella cifra: il primo è "380 mila euro" e il secondo
è "500 mila euro".
Il Governo dà parere favorevole all'emendamento a firma
dell'onorevole Acierno per 380 mila euro. C'è un'altra
differenza: l'emendamento a firma degli onorevoli Savona e
Acierno si riferisce al 2004, quello a firma dell'onorevole
Cintola si riferisce al 2003.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo contributo
per un incendio avvenuto a Piazza Generale Cascino è stato
sottoposto più volte all'attenzione di quest'Aula, e più volte è
stato bocciato o ritirato. Viene ancora una volta ripresentato.
L'osservazione che io faccio al Governo, così come ai colleghi,
è quella che già ho fatto in precedenza: si tratta di un
contributo una tantum per un incendio avvenuto in un posto ben
indicato e ben evidenziato; a me pare che di questi problemi sulle
attività commerciali ne sorgono numerosi in Sicilia come nel resto
del mondo e non capisco quale è la finalità per cui si possa dare
un contributo così, ad personam, quando nel caso specifico ci sono
le società di assicurazione che garantiscono i rimborsi in caso di
incendi perché vi sono le polizze incendio e furto. Pertanto non
capisco perchè questo tipo di trattamento può essere dato ad un
soggetto anzichè ad altri.
Di ciò vorrei spiegazioni da parte del Governo e dell'Aula
perché, ripeto, più volte questo articolo è tornato in Aula e più
volte è stato rinviato al mittente. Se oggi è cambiata qualche
cosa rispetto al passato gradirei saperlo, ma nello stesso tempo
potrei capire l'interesse generale a dare sostegno a chi è vittima
di incendi; ma allora perchè non farlo - come diceva l'onorevole
Forgione ed altri colleghi che mi hanno preceduto -, con un fondo
ad hoc che stabilisce, nel caso in cui accadono eventi di questo
genere che producono danni all'occupazione, con un regolamento ben
disciplinato che la Regione, in base a dati oggettivi e requisiti
prestabiliti, dia un contributo per far ripartire l'attività
occupazionale. Questo lo posso capire e lo condivido in pieno, ma
non posso condividere nè accettare una articolo con cui si
stabilisce di dare un miliardo delle vecchie lire per un caso
specifico. Tutte le altre centinaia di casi accaduti in Sicilia
sono forse figli di un Dio minore ? Immagino di no, quindi
gradirei avere spiegazioni dal Governo, anche se sono sicuro che
non me le darà, come non le ha date poco fa. Ma almeno l'Aula
abbia la accortezza di ragionare anche su queste cose.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 33.A.40. Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 33.A.7, 33.A.8, 33.A.9, 33.A.10, 33.A.11,
33.A.12, 33.A.13 dell onorevole Micciché sono improponibili, in
quanto privi di copertura finanziaria.
Si passa all emendamento 33.A.15.bis. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto l'emendamento 33.A.15 è assorbito.
L emendamento 33.A.18 è improponibile.
Si passa all'emendamento 33.A.19.
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Formica,
Sammartino ed altri il subemendamento 33.A.19.1 e dal Governo il
33.A.19.2.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Dichiaro di ritirare
il subemendamento 33.A.19.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 33.A.19.1. Il parere del
Governo?
CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
SPEZIALE Dichiaro di apporre la mia firma al subemendamento
33.A.19.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 33.A.19.1, con la relativa
copertura finanziaria. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 33.A.19, come
modificato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E approvato)
Si passa agli emendamenti 33.A.20, 33.A.21, 33.A.22 e 33.A.23.
Essendo privi di copertura finanziaria li dichiaro improponibili.
Si passa all emendamento 33.A.24.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
vicepresidente della Regione, visto che abbiamo appena approvato
un emendamento che stabilisce un contributo di 380 mila euro per
l'incendio di Piazza Generale Cascino, ci saranno certamente
ragioni condivisibili, oggettive - qualche collega di Palermo me
le ha anche spiegate -, premetto che io rimango sempre
dell'opinione che occorrono dei regolamenti e regole certe per
l'attribuzione dell'eventuale sovvenzione.
Vorrei porre all'attenzione del vicepresidente della Regione
che, tra l'altro, conosce bene la questione oggetto
dell'emendamento a mia firma, riguardante la ricostruzione della
stazione sciistica di Piano Provenzano di Linguaglossa che è stata
distrutta dall'eruzione dell Etna e dal successivo terremoto del
27 ottobre dell'anno scorso.
E' una stazione sciistica che ha una rilevanza di carattere non
solo regionale ma nazionale. Sappiamo tutti che è trascorso più di
un anno dall'evento calamitoso, purtroppo non è stato possibile
procedere al ripristino degli impianti, in quanto il comune di
Linguaglossa, proprietario degli impianti scioviari localizzati
sull'Etna, non ha ancora ricevuto i fondi per la ricostruzione da
parte della Protezione civile. Il mio emendamento vuole consentire
la rinascita di questa stazione sciistica prevedendo un
contributo al comune di Linguaglossa, che è un ente locale, ente
pubblico.
Tutto ciò per consentire di rimettere in modo immediatamente gli
impianti danneggiati dal terremoto, ma riattivabili con l impiego
di fondi limitati. Ripeto, è la prima stazione sciistica, per
importanza che riveste in Sicilia, una delle più importanti del
Meridione d'Italia, e la mancata attivazione produce enormi danni
all'economia, non soltanto del comune di Linguaglossa, ma
dell'intera provincia di Catania, perché oggetto ogni anno di
migliaia escursioni.
Il vicepresidente della Regione, originario del comune di
Bronte, ben conosce la situazione, così come dovrebbe conoscerla
tutto il Governo, in quanto nel novembre dell'anno scorso lì venne
tenuta una riunione straordinaria della Giunta regionale nella
sala consiliare del comune di Linguaglossa, in quella sede venne
promesso un intervento immediato del Governo regionale.
Insisto affinché questo emendamento venga preso in seria
considerazione, dato che si va a destinare contributi,
probabilmente oggettivi e dovuti, a singole persone, a soggetti
privati. Gradirei sapere il motivo per il quale non si può
destinare un contributo straordinario per risolvere questa
problematica che, tra l'altro, innesterebbe un meccanismo di
sviluppo locale.
Auspico, pertanto, il parere favorevole del Governo.
Nell'emendamento è previsto un contributo di 5 milioni di euro;
potrebbe essere avvertito come eccessivo , dato che oggi si
discute in Aula di variazioni di bilancio. Ma, come atto di buona
volontà, si potrebbe destinare un contributo minore, anche un
milione di euro, per rimettere in moto gli impianti, prevedendo un
ulteriore stanziamento negli anni a venire.
PRESIDENTE L emendamento 33.A.24 è improponibile.
E altresì improponibile l emendamento 33.A.25 per mancanza di
copertura.
Si passa all'emendamento 33.A.26. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all emendamento 33.A.27. Comunico che è stato
presentato dal Governo il subemendamento 33.A.27.1. Ne do lettura:
"La sede dell'enoteca regionale per la Sicilia orientale è
costituita presso il comune di Castiglione di Sicilia .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 33.A.27, come modificato. Il
parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 33.A.31 degli onorevoli Speziale e
Cracolici.
SPEZIALE Signor Presidente, il Governo ha fatto sapere che il
mio emendamento viene assorbito da un emendamento del Governo,
quindi lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 33.A. 32 e 33.A.33, che vengono
accantonati.
Si passa all'emendamento 33.A.34 degli onorevoli Speziale e
Villari. Lo dichiaro improponibile per mancanza di copertura
finanziaria.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che
su questo emendamento, in Commissione Bilancio, non è stata posta
un'attenta valutazione sul valore e il significato
dell'emendamento stesso.
Siamo di fronte ad una questione che già è stata oggetto di
trattazione in precedenti disegni di legge o in leggi che non
affrontano più queste tematiche: mi riferisco alla legge numero 1
del 1979 che prevedeva la possibilità, da parte degli enti locali
di intervenire per le opere di intervento per i palazzi
municipali, per i palazzi cui hanno sede le case comunali ed i
cimiteri.
La norma, che io qui propongo, fa riferimento alla necessità di
avviare una graduale azione di consolidamento dei palazzi sede
degli uffici municipali e, laddove questi eventualmente non
esistessero - mi riferisco a quei comuni con popolazione al di
sotto dei 5.000 abitanti, ce ne sono diversi nella provincia di
Messina, forse anche nella provincia di Catania e quindi di
prevedere, visto che nella rubrica Lavori pubblici non è prevista
alcun intervento, un'azione tendente al consolidamento di questi
edifici che rappresentano per i cittadini il riferimento dal punto
di vista non solo istituzionale, ma anche della sicurezza pubblica
e della protezione civile; il riferimento in una zona, per altro,
ad alto rischio sismico.
Sono perplesso ed anche preoccupato per il modo come la
Commissione Bilancio lavora rapidamente, magari smaltendo i primi
emendamenti e poi dimenticandosi degli altri. Credo che vada
fatto un lavoro molto più attento e, quindi, chiedo che venga
preso in seria considerazione questo emendamento, è un invito che
rivolgo sia alla Commissione Bilancio che al Governo, qui
autorevolmente rappresentato dal vicepresidente Castiglione,
affinchè si proceda rapidamente individuando nella Rubrica Lavori
pubblici gli interventi e le disponibilità finanziarie necessari
ad avviare questi interventi.
Infine, signor Presidente, avendo presentato anche l emendamento
33.A 35 chiedo di parlare anche su questo argomento che sta molto
a cuore dei deputati catanesi: avviare studi di fattibilità sul
complesso sistema dei trasporti e della mobilità. Faccio un
appello all'Aula perchè su questa problematica vi sia la dovuta
attenzione.
PRESIDENTE Sull'emendamento 33.A.34 dichiarato improponibile,
i deputati si sono resi disponibili a sottoscrivere un ordine del
giorno che consenta di realizzare l'obiettivo che lei annunziava,
non solo per gli edifici municipali e per le case comunali, ma
anche per le caserme dei carabinieri. Mi sembra una ipotesi molto
corretta.
Si passa all emendamento 33.A.35, dagli onorevoli Speziale e
Villari. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all emendamento 33.A.36, dagli onorevoli
Speziali e Villari.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole,
relativamente all anno l'anno 2003, e non a decorrere dall anno
2004 .
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all emendamento 33.A37, a firma
dell onorevole Turano.
TURANO Signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini ed altri: 33.A.39;
dal Governo: subemendamento 33.A.39.1 all emendamento 33.A.39.
Pongo in votazione il subemendamento del Governo 33.A.39.1. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 33.A.39, come
modificato. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti 33.A.32 e 33.A.33 sono ritirati
L Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l emendamento
33.A.38. L emendamento viene accantonato perché inserito nella
manovra riferita al successivo articolo 41.
Comunico che è stato presentato dal Governo l emendamento
33.A.41. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore
17.30).
La seduta è ripresa.
Si riprende l esame dell articolo 39, in precedenza
accantonato, di cui do lettura:
"<Art. 39.
Misure urgenti per la funzionalità dell'Amministrazione
regionale
1. Al fine di ottimizzare l'impatto funzionale della riforma
dell'amministrazione regionale adeguandola progressivamente al
vigente ordinamento statale, nonché di sovvenire alle urgenti
necessità di piena funzionalità amministrativa della Regione, sono
introdotte le seguenti disposizioni.
2. I rinnovi contrattuali di cui all'articolo 9 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, possono essere disposti anche per
un periodo minimo di un anno.
3. L'incarico di dirigente generale è conferito con decreto del
Presidente della Regione previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore competente, a dirigenti di prima fascia nonché ai
soggetti di cui al comma 8 dell'articolo 9 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10; tale incarico può essere, altresì,
conferito a dirigenti dell'amministrazione regionale appartenenti
alle altre due fasce purché, in tal caso, gli stessi siano in
possesso di laurea, abbiano maturato almeno sette anni di
anzianità nella qualifica di dirigente, siano in possesso di
formazione professionale e culturale nonché di capacità ed
attitudini adeguate alle funzioni da svolgere, riscontrabili con
riferimento all'avere espletato attività connesse al formale
conferimento di funzioni di coordinamento, di direzione o
preposizione a uffici e/o strutture della pubblica amministrazione
regionale, nazionale e locale, compresi gli enti sottoposti a
vigilanza e controllo da parte della Regione.
4. Ai dirigenti di ruolo di cui al comma 3 si applicano le
previsioni di cui al primo comma dell'articolo 23 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche ed
integrazioni.
5. Gli altri incarichi dirigenziali sono conferiti, per un
periodo non inferiore a due anni e non superiore a sette, con
facoltà di rinnovo per un periodo non inferiore ad un anno, a
dirigenti di prima, seconda e terza fascia a seconda della
complessità dell'attività da esercitare; i dirigenti ai quali non
sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali svolgono
funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri
incarichi previsti dall'ordinamento regionale.
6. Il limite del 5 per cento di cui al comma 8 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, è elevato al 20 per cento".
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 39.1, 39.2, 39.3;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 39.7, 39.8, 39.6,
39.5;
- dagli onorevoli Raiti ed altri: 39.4;
- dal Governo: 39.9, sostitutivo dell intero articolo.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se
l'assessore Castiglione sia pronto a fornire qualche delucidazione
sull'emendamento presentato, comunque sia, sottopongo due, tre
quesiti. Il primo riguarda il comma 8.
PRESIDENTE Assessore Castiglione, mi scusi, l'onorevole
Capodicasa le sta rivolgendo alcune domande che credo siano
fondamentali per il giudizio che esprimerà sull'emendamento.
CAPODICASA Innanzitutto, signor Presidente, volevo porre una
questione alla Presidenza: il comma 8 aumenta il limite del 5 per
cento al 20 per cento.
Sappiamo che riguarda i soggetti esterni da utilizzare
all interno dell Amministrazione, però, a nostro giudizio,
occorrerebbe la copertura finanziaria nell'ipotesi di utilizzo di
questo limite massimo.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, relativamente a tale questione
sia che si tratti di contratti rivolti agli interni, sia che si
tratti di contratti per gli esterni, il costo è identico, non si
altera la percentuale.
CRISAFULLI Signor Presidente, mi scusi, ma le hanno riferito
una cosa inesatta.
PRESIDENTE Se c'è una maggiorazione di spesa, il Governo deve
sicuramente dotare la norma di copertura finanziaria. O si nomina
un interno o un esterno, il costo complessivo è sempre lo stesso,
è la differenza che cambia.
CAPODICASA Il soggetto interno ha già lo stipendio, gli si
paga, semmai, l'indennità supplementare; al soggetto esterno
dobbiamo pagare lo stipendio più l'indennità.
PRESIDENTE Ma la dotazione organica è sempre la stessa. Ad
esempio, se la dotazione organica è di cento dirigenti, o sono
interni o sono esterni, rimane sempre cento.
Pertanto, l'attuale dotazione del capitolo è prevista per tale
dotazione.
CAPODICASA Signor Presidente, se sono cento interni hanno un
costo X, se sono cento esterni costano X più Y. C'è una
differenza di costo.
CRISAFULLI Il soggetto interno viene nominato e poi si paga
anche il soggetto esterno.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, se viene nominato direttore
un soggetto esterno, quello interno viene escluso.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio un
esempio: ho dieci dipendenti, se uno di questi dieci diventa
direttore, alle spettanze di questo direttore aggiungo il 20 per
cento di indennità, ma attribuisco 100 lire a ciascuno dei dieci.
Se lo assumo dall esterno, le 100 lire le debbo dare, comunque,
ai dieci e all'undicesimo gli devo dare il 20 per cento più le 100
lire. In definitiva, aumento di una unità il personale che ho a
carico. Questo è il concetto.
Sarei favorevole alla nomina di tutti, direttamente dall'esterno
o dall'interno, con massima libertà da parte del Governo
regionale, perché ritengo che in un regime di bipolarismo ognuno
si deve scegliere i collaboratori senza problemi.
Però, questo non può significare che non dobbiamo risolvere il
problema da questo punto di vista. Dopodiché mi si può dire di
prelevare i soldi dal fondo complessivo del personale, perché lì
ci sono, nell'ambito dei contratti.
Potrei fare finta di credere che questa sia una copertura
sufficiente, se l'assessore Castiglione mi dicesse che domani
manderà in pensione il personale, perché in caso contrario in
pensione non ci si deve andare, la dobbiamo tenere, la dobbiamo
pagare e poi dobbiamo anche prendere gli esterni. Credo che ci sia
un problema a tal proposito.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, continui se ci sono altri
quesiti, così il Governo potrà rispondere a tutti.
CAPODICASA Signor Presidente, in sede di discussione in
Commissione, il Presidente della Regione nell'illustrare il
contenuto dell'articolo, là dove si dice che i contratti possono
essere anche stipulati per un periodo di un anno , noi abbiamo
eccepito che tale periodo era insufficiente.
Ci è stato risposto che questa facoltà doveva essere mantenuta
per quei dirigenti che erano alle porte della pensione, cioè
mancava loro un anno per la pensione, e non si poteva, ovviamente,
stipulare con loro un contratto superiore al periodo in cui
sarebbero rimasti in servizio.
Ho presentato un sub-emendamento a tal proposito, altrimenti
potrebbe insorgere il dubbio che la norma possa essere usata con
dolo, quando invece è giusta e che, personalmente, condivido.
Se c'è un dirigente che l'anno prossimo dovrà andare in pensione
non posso stipulare un contratto per due anni e con questo sub-
emendamento chiedo che il contratto per un anno venga stipulato,
ma limitatamente a quei dirigenti ai quali manca un anno per il
collocamento in quiescenza.
FORGIONE Anche questo è sbagliato gli si stipula il contratto
per un anno, poi però viene prorogato.
CAPODICASA Quindi, propongo l'emendamento 39.7, di cui parlavo
poc'anzi, gli emendamenti 39.5 e 39.6 come sub-emendamenti
all'emendamento del Governo, perché la riscrittura di quest ultimo
non ha contemplato queste fattispecie, che seppur minime le
ritengo importanti.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, l emendamento 39.6 è quello
che fa riferimento alla fattispecie a cui lei faceva cenno
poc'anzi, cioè i contratti di un anno.
CAPODICASA No, quello che fa riferimento ai contratti per un
anno è l'emendamento 39.7.
PRESIDENTE Quindi, chiede il mantenimento di quali
emendamenti?
CAPODICASA Chiedo il mantenimento degli emendamenti 39.7, 39.6
e 39.5, alla fine.
Però potrei anche ritirare l emendamento 39.6 se mi si chiarisce
un punto. Con questo emendamento abrogo un comma o un periodo,
adesso non ricordo, in cui si stabilisce che i dirigenti che non
abbiano ricevuto incarico possono svolgere funzioni ispettive, di
consulenza e di studio .
Se questo è già previsto e se è precisato che ciò viene fatto
senza ulteriori oneri per la Regione, ritiro l'emendamento.
Viceversa, se vi sono oneri a carico della Regione, credo che non
sia possibile utilizzare i nostri dirigenti per fare i consulenti
e assumere poi i dirigenti esterni e pagarli profumatamente.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dall onorevole
Forgiane il subemendamento 39.9.1.
FORGIONE Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore ci sono varie parti contorte - e dico pasticciate - di
questo articolo, alcune le ha esposte l'onorevole Capodicasa, ma
è la filosofia generale di tutto l'articolo che noi contestiamo.
Ritengo, innanzitutto, onorevole Assessore - e spero che il
Commissario dello Stato faccia attenzione su questo articolo,
sulla cui filosofia credo sia intervenuto altre volte che ci
siano ragioni di incostituzionalità, cioè noi prevediamo un salto
di due livelli professionali per l'accesso alla categoria di
Direttore generale con l ipotesi che dopo 5 anni si passa
automaticamente a dirigenti di prima fascia, senza, quindi,
espletare i concorsi, così come previsto dalla legge.
Credo che questo articolo contenga tratti di incostituzionalità,
pertanto, inviterei il Governo a riflettere seriamente su questo.
Tra l altro questo Governo non ha mai voluto indire nessun
concorso; come si può accettare una norma attraverso la quale si
salta di due livelli senza espletare un concorso, previsto, tra
l'altro, per legge Vi invito, pertanto, a riflettere prima di
approvarlo.
Il secondo elemento che mi sembra addirittura macroscopico è
l estensione delle fasce di accesso alla qualifica di Direttore
generale; estendiamo le fasce interne per l'accesso e per la
nomina dei Direttori generali, poi però aumentiamo la percentuale
per la nomina di direttori esterni.
Da un lato affermiamo che quelli che ci sono non bastano, al
punto tale da allargare fino alla seconda e alla terza fascia,
nello stesso tempo portiamo a diverse centinaia la possibilità di
scelta dei Direttori generali interni all'Amministrazione, nel
contempo aumentiamo anche il contingente dal 5 al 20 per cento per
i Direttori che noi dovremmo assumere con contratto esterno,
avendo già aumentato a dismisura, cioè esteso a due fasce
dirigenziali, la quota di possibile accesso per i direttori.
Mi sembra che stiate facendo un pasticcio che da un lato ha
aspetti palesemente clientelari - e forse per alcuni si potrebbe
fare la fotografia -, dall'altro ha caratteri incostituzionali, e
su questo vi invito a riflettere.
Per quanto riguarda, in ultima analisi, l'applicazione del
contratto per un anno, alcuni aspetti sono stati trattati gia
dall'onorevole Capodicasa, ma vi invito, comunque, a riflettere su
un ultimo elemento, anche rispetto a quanto espresso dallo stesso
onorevole Capodicasa.
E cioè basta l'applicazione del contratto per un solo anno per
fare riqualificare la pensione - e parliamo di dirigenti che sono
ad un anno dal godimento della pensione - sulla base di quel
contratto che viene applicato per un solo anno; chiamatemela voi
in qualche altro modo e datemi voi una definizione che non sia la
volgare parola "clientelismo".
COSTA assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COSTA assessore alla Presidenza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, innanzitutto ritengo di potere affermare che non vi sono
vizi di incostituzionalità nella riscrittura dell'articolo 39,
anche per le cose espresse dall'onorevole Forgione, non c'è
assolutamente in tale riscrittura il passaggio a cui si riferiva
rispetto ai 5 anni perché è stato cassato.
Semmai proprio l'emendamento 39.7 è predisposto proprio per quei
dirigenti che devono andare a ricoprire incarichi anche negli
uffici speciali ed, inoltre, per dare la possibilità a coloro che
vengono inquadrati dall'esterno con contratti che, talvolta, per
esigenze di natura diversa, possono restringersi anche a 12 mesi.
Credo, inoltre, che questo articolo sostitutivo raccoglie lo
spirito della legge 10, voluta da questo Parlamento, fermo
restando che l'Amministrazione si muove per obiettivi e lo spirito
della norma è talmente preciso nell'identificare la volontà di
realizzare questi obiettivi con questi strumenti, che consentono
ad una amministrazione di pensare in maniera diversa rispetto ad
una ancorata ancora a vecchie logiche che sono quelle
imprenditoriali.
Per cui, fermo restando che non c'è nessuna logica e nessuna
incostituzionalità sulla norma, è solo il pensiero del Governo,
mi pare di potere dire, onorevole Capodicasa, che proprio per
questi motivi abbiamo fatto riferimento ad un solo anno di
contratto per i dirigenti superiori.
Credo che ulteriori osservazioni non ne siano state fatte, per
cui spero che il senso delle cose qui dette possa essere accolto
dal Parlamento.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 39.9, a firma del Governo,
che consente il mantenimento dell'emendamento 39.7, riferito al
comma 4; dell'emendamento 39.6, riferito al comma 7;
dell'emendamento 39.5, riferito al comma 8, tutti a firma degli
onorevoli Capodicasa e Speziale.
Si passa all emendamento 39.7.
CAPODICASA Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, non possiamo barare al gioco,
perché altrimenti la vita si complica. L'Assessore Costa ha detto
poc'anzi, nell'argomentare il mantenimento della parte relativa ai
contratti annuali, una tesi diversa da quella espressa dal
Presidente della Regione in Commissione.
Quest ultimo ha, infatti, affermato che il contratto annuale era
riferito unicamente a quei dirigenti che erano alle porte della
pensione, a cui mancava un anno per andare in pensione e per i
quali non si poteva rinnovare un contratto per due anni, perché
il servizio prevedeva ancora il mantenimento per un anno.
Quindi, sulla strada indicata dal Presidente della Regione ho
presentato degli emendamenti con i quali preciso "limitatamente a
quei dirigenti a cui manca ancora un anno per andare in
quiescenza".
L'Assessore, invece, adesso aggiunge che questo vale anche per
coloro i quali vanno a ricoprire incarichi speciali, riferito,
quindi, anche ai dirigenti esterni che devono essere assunti per
incarichi particolari della durata di un anno.
Qui ha ragione l'onorevole Forgione: questi incarichi, ancorché
conferiti per un anno, danno luogo alla rivalutazione della
pensione, quella indennità di centinaia di milioni l'anno che gli
si attribuisce diventa pensionabile, così come direbbe qualcuno.
Pertanto, comincio a sospettare che non si tratta di ovviare ad
una incongruenza.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
nella ipotesi di cui stiamo discutendo si parla di rinnovi
contrattuali e l ipotesi del prossimo pensionamento non è l'unica
ipotesi: si parla anche di ufficio speciale e questo può avere
terminato la propria esperienza.
Parliamo di rinnovi contrattuali, non confondiamo le acque,
inserire altri argomenti, di pensionamento o di prepensionamenti
è ultroneo rispetto alle cose di cui stiamo discutendo.
COSTA assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
COSTA assessore alla Presidenza. Signor Presidente, il comma
non è rivolto solamente a coloro che devono andare in pensione,
perché per coloro che devono andare in pensione, e che hanno
ancora un anno, non gli si può fare un contratto per due anni, se
fra un anno andranno in pensione.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, lei ha ragione ed hanno
ragione anche i membri del Governo. Però è opportuno regolare i
lavori, anche perché gli altri deputati devono potere comprendere
che cosa sta accadendo.
Completi il suo intervento, onorevole Capodicasa. Inoltre, hanno
chiesto di parlare l'onorevole Speziale e l'onorevole Crisafulli,
dopodiché il Governo farà la sua replica e si procederà con la
votazione.
SPEZIALE Rinuncio a parlare visto che il Governo ha accolto la
proposta dell'onorevole Capodicasa.
CAPODICASA Signor Presidente, non ho sognato il sub-emendamento
che ho presentato, è un sub-emendamento che ho tratto dalle
dichiarazioni del Presidente della Regione che ha detto: "Quella
cosa serve per questo". Allora io ho detto: "Scriviamolo che serve
per questo".
Ha fatto pure il nome del dottore Crosta.
LO GIUDICE . Si parla di rinnovo, no di un nuovo contratto.
FORGIONE Dov è la differenza
CAPODICASA Onorevole Lo Giudice, si parla di rinnovi
contrattuali, ma lei ha ascoltato l'onorevole Costa, che ha
parlato poc'anzi, il quale ha dichiarato "per dirigenti che
provengono dall'esterno".
L'onorevole Costa ha spostato il paletto più in là di quanto non
avesse fatto il Presidente della Regione. Dichiara, infatti, che
si tratta di dirigenti da preporre agli incarichi speciali e,
quindi, non di rinnovo, perché se sono preposti agli incarichi
speciali possono continuare a farlo senza bisogno di questa norma.
Aggiunge, l'onorevole Costa, che questo riguarda anche i
dirigenti da prendere dall'esterno per incarichi particolari.
Che il Governo dichiari una cosa sola: se sono rinnovi, ritiro
l'emendamento, anche se a mio avviso sarebbe necessario
mantenerlo.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'argomentazione dell'assessore Costa sia nel senso che la norma
non è prevista non solo per chi deve andare in pensione, perché
così recita la norma, prevalentemente, e probabilmente, per
costoro, perché scade un contratto, viene rinnovato e lo si può
rinnovare per un anno; ma deve essere prevista anche per quelli
che hanno incarichi speciali: una Commissione speciale, un gruppo
di lavoro speciale per fare un lavoro specifico, etc..
Per gli esterni credo che sia possibile perché è scritto lì che
si tratta di rinnovi, non si tratta di nuovi contratti.
Il problema che pongo è un altro: prevedere che in sede di
rinnovo, questo si possa fare una volta sola. Vorrei che questo
fosse chiaro a tutti i colleghi: fra la fine di novembre e
dicembre scadranno i contratti e potremmo in teoria avere un
Governo che decide di rinnovare i contratti per un anno; l anno
successivo scade e, secondo questa norma, si rinnova il contratto
di un anno, e così via, ottenendo il duplice risultato di
un'evidente precarietà nel ruolo di dirigente di chi deve
raggiungere obiettivi e dare conto dei risultati ottenuti.
La mia idea è quella, invece, di prevedere un contratto di un
anno e che possa essere rinnovato una sola volta.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Questa è una cosa
saggia.
CRISAFULLI Non avevo dubbi che la mia ipotesi era saggia
perché questo sancisce un percorso: considerata la
straordinarietà, un completamento di un lavoro, c'è da andare in
pensione e, allora, si proroga il contratto, perché si
tratterebbe di questo in buona sostanza, anche se si chiama
rinnovo si fa per un anno, perché altrimenti si applica l'altra
norma, quella dei contratti da due a sette anni e si può fare
tutto il lavoro normale e ordinario.
L'avere chiuso questa possibilità elastica consente di avere più
certezza, si fa una volta sola, per un fatto straordinario e non
si crea una sensazione di precariato nel contratto della dirigenza
a livello regionale.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, prendo spunto dall'ultimo intervento
dell'onorevole Crisafulli. E' chiaro che l'intendimento, con la
predisposizione di questo emendamento di riorganizzazione
dell'amministrazione regionale, è quello di dare maggiore
funzionalità, maggiore efficienza, migliore organizzazione delle
strutture dell'Amministrazione regionale.
L'ipotesi del rinnovo, perché si tratta di rinnovo contrattuale,
lo abbiamo specificamente scritto, per una sola volta, è
assolutamente realistica e, quindi, come tale va condivisa
l ipotesi contenuta nel sub-emendamento dell'onorevole
Crisafulli.
Rispondendo all'onorevole Capodicasa, per quanto riguarda la
copertura finanziaria dei soggetti esterni, il limite del 5% è
elevato al 20% e ciò non significa che l'Amministrazione ricorrerà
necessariamente agli esterni, significa che vi è un limite fissato
ad oggi al 5%, domani potrà essere fissato al 20% se l'Aula
approverà questa norma, però non necessariamente il Governo deve
fare ricorso agli esterni.
FORGIONE Però, vuol dire che c'è l'esigenza
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Nel caso in cui
ricorrerà agli esterni chiaramente rientrerà tra le spese
obbligatorie, ma è così, onorevole Crisafulli, c'è il fondo di
riserva a cui si potrà attingere, quindi mi pare che anche questa
obiezione è ampiamente superata.
C'è, invece, un altro elemento che il Governo vorrebbe
introdurre dove è scritto: "...il numero complessivo di aree e
servizi è fissato in 600" noi vorremmo inserire "fino a un massimo
di 600" perché laddove un'organizzazione, la più efficiente,
dovesse prevedere meno aree e servizi, quindi se dovessimo ridurli
- e l'auspicio è ridurre in maniera considerevole il numero delle
aree e dei servizi- a mio avviso, il tetto massimo è di 600, non
fissato in 600.
SPEZIALE Oggi quanti sono?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Saranno 550, quindi
riteniamo opportuno definire il limite delle aree fino ad un
massimo di 600.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il subemendamento
39.9.2 dal Governo, al quarto comma. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 39.7.
CAPODICASA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 39.6. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 39.5. Lo pongo in votazione.Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 39.9.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 39, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull attentato terroristico in Iraq
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, purtroppo mi è giunta
notizia che le vittime dell'attentato di questa mattina
aumentano; certamente questo addolora l'Italia ed anche la
Sicilia in quanto, purtroppo, molti dei militari uccisi
sono nostri concittadini siciliani.
L'invito che mi permetto di formulare all'Assemblea è
quello di tentare di andare avanti e rispondere per lo meno
con la nostra efficienza al momento drammatico che stiamo
attraversando.
Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
prego di rileggere il testo dell'emendamento che è stato
approvato su proposta dell'Assessore. Vorrei che la
Presidenza chiarisse se nell emendamento c'è scritto non
rinnovabile o una sola volta .
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, l emendamento recita e
non sono rinnovabili ulteriormente .
CRISAFULLI Con tutto il rispetto, avete deciso di non
rinnovare i contratti ai dirigenti? Lo fate soltanto di un
anno?
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, siamo al comma 4: i
rinnovi contrattuali di cui all'articolo 9 della l.r. 15
maggio 2000 n. 10 possono essere disposti anche per un
periodo minimo di un anno. Ci riferiamo soltanto ai
contratti rinnovabili per un anno, per un periodo minimo di
un anno. Se il Governo è d accordo l'emendamento potrebbe
essere così riformulato: per una sola volta .
CRISAFULLI D accordo signor Presidente, però non bisogna
scrivere altro, perché se ci scriviamo non rinnovabili
ulteriormente significa che chi è stato dirigente può
andare a casa.
FORGIONE Onorevole Crisafulli, lei ha ragione ma così si
modifica una cosa che è già stata approvata.
CRISAFULLI L'onorevole Forgione deve capire che una cosa
del genere comporta che domani mattina...
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, l emendamento era così
formulato, è stata la Presidenza che l aveva letto male, in
quanto non era sufficientemente chiara la formulazione.
Si passa all'articolo 41, in precedenza accantonato. Ne do
lettura:
«Articolo 41.
Modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001, n.
20
1. All'articolo 4 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
'2 bis. Il servizio di valutazione e controllo
strategico operante nell'ambito degli uffici di diretta
collaborazione del Presidente della Regione è diretto da
un unico soggetto o da un collegio di tre esperti anche
estranei all'Amministrazione regionale ed è composto da
sei soggetti, di cui due con qualifica dirigenziale.';
b) al comma 3 le parole 'del Presidente della Regione
e' sono soppresse;
2. Dopo l'articolo 4 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, è
aggiunto il seguente articolo:
'Art. 4 bis. Strumenti del controllo interno - 1.
Presso la Presidenza della Regione è costituita una
banca dati, accessibile in via telematica e pienamente
integrata nella rete unitaria della pubblica
amministrazione, alimentata dalle amministrazioni
regionali alla quale affluiscono, in ogni caso, le
direttive annuali del Presidente della Regione e degli
assessori regionali e gli indicatori di efficacia,
efficienza, economicità relativi ai centri di
responsabilità e alle funzioni obiettivo del bilancio
della Regione.
2. Per il coordinamento in materia di valutazione e
controllo strategico nelle amministrazioni della
Regione, la Presidenza della Regione si avvale
dell'osservatorio di cui al comma 3.
3. L'osservatorio è istituito nell'ambito della
Presidenza della Regione ed è organizzato con decreto
del Presidente della Regione. L'osservatorio opera in
posizione di assoluta autonomia e risponde direttamente
al Presidente della Regione. L'osservatorio fornisce
indicazioni e suggerimenti per l'aggiornamento e la
standardizzazione dei sistemi di controllo interno.
L'osservatorio può avvalersi di non più di 2 esperti
esterni di comprovata esperienza in materia di
metodologia della ricerca valutativa, in materia di
ingegneria gestionale, nelle discipline economiche,
giuridiche, politologiche, sociologiche e statistiche,
anche appartenenti ad amministrazioni dello Stato
operanti nel settore dei controlli. L'osservatorio
formula, anche a richiesta del Presidente della Regione,
valutazioni specifiche di politiche pubbliche o
programmi operativi plurisettoriali».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 41.2;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 41.4, 41.3;
- dagli onorevoli Ardizzone e Savona: 41.1.
Pongo in votazione l'emendamento 41.2. Il parere del
Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 41.4. Il parere del
Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 41.3. Il parere del
Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all emendamento 41.1.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, intervengo per esplicitare
un aspetto formale: dell'emendamento a mia firma. Laddove
si dice che "risponde direttamente al Presidente della
Regione" lo potremmo sostituire con "è posto alle dirette
dipendenze del Presidente della Regione".
PRESIDENTE Lo correggeremo in sede di coordinamento
formale, onorevole Capodicasa. Gli Uffici prendano nota che
si tratta di una correzione formale per omologare il
linguaggio testuale a quello contrattuale che si utilizza
per il personale alle dirette dipendenze del Presidente
della Regione.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si riprende l esame dell emendamento 41.1. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Invito l onorevole Ardizzone a ritirarlo in quanto il
Governo sta predisponendo un emendamento di riscrittura
dell articolo 41.
ARDIZZONE Ritiro l emendamento 41.1.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Si passa all emendamento 33.A38, del Governo, che per
omogeneità di materia è stato riferito all articolo 41. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l emendamento
49.37 di riscrittura dell emendamento 41.1. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 41, nel testo risultante, con
l avvertenza che in sede di coordinamento formale il comma 3
va riformulato nel senso che l Osservatorio è posto alle
dirette dipendenza del Presidente della Regione .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne dò lettura:
«Articolo 46.
Razionalizzazione assistenza pediatrica
1. Al fine di una maggiore razionalizzazione
dell'assistenza pediatrica nella città di Palermo, il
presidio ospedaliero 'Casa del Sole', nonché le unità
operative eroganti assistenza pediatrica presso il
presidio 'Enrico Albanese' transitano dall'Azienda unità
sanitaria locale n. 6 di Palermo, all'Azienda
Ospedaliera di rilievo nazionale (ARNAS) Civico,
Benfratelli, Di Cristina e Ascoli di Palermo.
2. I direttori generali delle due aziende, entro
quarantacinque giorni dalla pubblicazione della presente
legge, definiscono di concerto il piano di trasferimento
relativo alle strutture, attrezzature e personale
dandone comunicazione all'Assessorato regionale della
sanità.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Antinoro e Dina: 46.1 e 46.2;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 46.3;
- dagli onorevoli Speziale e Giannopolo: 46.4.
SPEZIALE Dichiaro di ritirare l emendamento 46.4.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
propongo di approvare l emendamento 46.3, soppressivo
dell'articolo 46, in quanto in Commissione Sanità, dove
stiamo lavorando in tal senso, riteniamo che tale articolo
è fuori tempo e termine; l'Enrico Albanese, infatti, non
esiste più, conseguentemente spero che il Governo esprima
parere favorevole alla soppressione dell'articolo.
CITTADINI assessore alla sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CITTADINI assessore alla sanità. Il Governo esprime il
parere favorevole.
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli
emendamenti soppressivi 46.1 e 46.3 di identico
contenuto.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Pertanto l articolo 46 è soppresso.
L'emendamento 46.2 è precluso.
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Articolo 49.
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Sono abrogati i commi 3 e 4, dell'articolo 4 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.
2. All'articolo 25 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni, dopo
il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
'1 bis. Le autorizzazioni di spesa in eccedenza
rispetto ai valori complessivi di cui al comma 1 sono
nulle.'
3. All'articolo 3, comma 2, della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 è aggiunta la seguente lettera:
'l) alla determinazione, in apposita tabella, dei
nuovi limiti di impegno autorizzati per ciascuno degli
anni considerati dal bilancio pluriennale, con
l'indicazione dell'anno di decorrenza e dell'anno
terminale;'.
4. All'articolo 56 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni sono
apportate le seguenti modifiche:
a) la lettera d) del comma 7 è così sostituita: 'd)
gestire gli accessi alla rete pubblica internet da parte
delle amministrazioni regionali.'
b) al comma 7 è aggiunta la seguente lettera: 'f)
promuovere la diffusione dell'innovazione tecnologica
nell'Amministrazione regionale anche mediante la
partecipazione a mostre, conferenze, processi formativi,
convegni e con la presentazione e la diffusione dei
prodotti realizzati.'
5. Il comma 3, dell'articolo 13 della legge regionale
23 dicembre 2002, n. 23 e successive modifiche ed
integrazioni, è sostituito dal seguente:
'3. Per le finalità di cui al comma 1 nonché per la
sottoscrizione della quota regionale del capitale
sociale della società di gestione del risparmio è
istituito un fondo a destinazione vincolata, la cui
dotazione finanziaria è determinata annualmente ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni.'
6. Al comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale
29 ottobre 1985, n. 41, la parola 'due' è sostituita con
la parola 'cinque'.
7. Le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 1,
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e di cui
all'articolo 17, commi da 2 ter a 2 sexies, della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8, trovano applicazione a
decorrere dall'esercizio finanziario 2004.
8. All'articolo 41 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, è aggiunto i seguente comma:
'3. Agli oneri derivanti dall'applicazione del
presente articolo, si provvede a valere sulle
disponibilità dell'UPB 2.3.2.6.5, capitolo 546401.'
9. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 9
agosto 2002, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni dopo le parole 'lungo termine' sono
aggiunte le parole 'comprese le operazioni di sale and
lease back di immobili di proprietà delle aziende
sanitarie ed ospedaliere, ancorché destinati
all'attività istituzionale di detti enti' e le parole
'al 20 per cento delle' sono sostituite con la parola
'alle'.
10. All'articolo 43, comma 4, lettera b), della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo le parole 'numero di
abitanti' aggiungere le parole 'e comunque non inferiore
a 25 migliaia di euro'.
11. Al comma 5, dell'articolo 35 della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2, le parole 'fino all'esercizio
successivo' sono sostituite dalle seguenti 'per i tre
anni successivi'.
12. All'articolo 20 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 21, le parole 'della Regione' sono sostituite
dalle seguenti 'regionale o comunque da essi donati alla
Regione stessa'.
13. All'articolo 120 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, sostituire '40' con '30'.
14. All'articolo 125 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, dopo le parole '(ex istituti magistrali)'
aggiungere le parole 'e scuole magistrali paritarie
sperimentali - progetto Egeria'.
15. All'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre
1962, n. 28, e successive modifiche ed integrazioni, al
paragrafo 'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze' sostituire le parole 'da una Ragioneria
centrale, che ha sede presso le singole amministrazioni'
con le parole 'dalle Ragionerie centrali'.
16. All'articolo 62, lettera a), della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, è soppressa la parola 'coesistenti'.
17. Al comma 1, dell'articolo 1 della legge regionale
7 agosto 1990, n. 24, è aggiunto il seguente comma:
'2. Il contributo di cui al comma 1 è, altresì,
concesso per le finalità di cui all'articolo 1 della
legge regionale 25 novembre 2002, n. 20'.
18. Alla legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è
aggiunto il seguente articolo:
'Art. 38 bis
Retribuzione di risultato dirigenti apicali
- 1. Per l'anno 2002, alla stregua dei criteri
individuati nel corso dell'ano medesimo ed in
applicazione di metodologie oggettive, ai fini della
corresponsione della retribuzione di risultato ai
dirigenti apicali è demandata al Presidente della
Regione ed agli assessori regionali, con il supporto dei
relativi servizi di valutazione e controllo strategico,
la verifica del raggiungimento degli obiettivi operativi
assegnati ai sensi dell'articolo 38 e con direttive
emanate nel corso dell'anno; ai dirigenti apicali è
demandata la verifica del raggiungimento degli obiettivi
operativi, di cui alla presente legge, assegnati alla
dirigenza inquadrata negli uffici di rispettiva
pertinenza.'.
19. All'articolo 24 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7, le parole 'sino a 5.000 abitanti' sono
sostituite con le parole 'sino a 3.000 abitanti'.
20. All'articolo 24 della legge regionale 16 dicembre
2000, n. 25, le parole 'tra 5.000' sono sostituite con
le parole 'tra 3.000'.
21. A decorrere dal primo gennaio 2004 l'articolo 38
della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è abrogato.
22. All'articolo 85 della legge regionale 26 marzo
2002,
n. 2, è aggiunto il seguente comma:
'2. Il fondo di cui al comma 1 è, altresì, utilizzato
per il cofinanziamento regionale delle somme iscritte in
bilancio ai sensi del comma 3, dell'articolo 39 della
legge regionale 17 marzo 2000, n. 8, in attuazione del
programma operativo regionale POR 2000-2006.'
23. All'articolo 25 della legge regionale 25 maggio
1995, n. 45, aggiungere le parole 'nonché per le
assunzioni dei disabili ai sensi della legge 12 marzo
1999 n. 68'.
24. All'articolo 43 della legge regionale 1 settembre
1997, n. 33, è aggiunto il seguente comma:
'7. Le società miste di cui all'articolo 44 della
presente legge rilasciano alle guardie da esse
dipendenti l'abilitazione a svolgere le mansioni di
guardie venatoria ed ambientalista.'.
25. Al comma 2 dell'articolo 44 della legge regionale
1 settembre 1997, n. 33, dopo le parole 'province
regionali' aggiungere le parole 'e dai comuni'.
26. All'articolo 17 della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23, dopo le parole 'vigilanza venatoria' sono
aggiunte le parole 'e che daranno esecuzione al servizio
stesso entro l'anno 2003'.
27. Al comma 3 dell'articolo 10 della legge regionale
2 novembre 2000, n. 20, è aggiunta la seguente lettera:
'e) attiva, ferme restando le dotazioni finanziarie
assegnate, coerentemente con quanto previsto dal
successivo articolo 13, progetti obiettivo, di
valorizzazione infra e plus orario di lavoro, secondo
quanto previsto dal decreto del Presidente della Regione
20 gennaio 1995 n. 11'.
28. L'articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, è sostituito dal seguente:
'Art. 7 - Convenzioni agenzie fiscali delle entrate e
delle dogane - 1. Nell'ambito delle funzioni esercitate
dal dipartimento delle finanze e del credito in materia
di tributi, l'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze è autorizzato a stipulare convenzioni con
l'Agenzia delle entrate e con quella delle dogane.'.
29. All'articolo 99 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, le parole 'nel termine previsto' sono
sostituite con le parole 'a partire dall'1 gennaio 2002
e fino alla data del 31 dicembre 2006'.
30. Il comma 6 dell'articolo 172 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32, è sostituito dal seguente:
'6. Le disponibilità destinate agli interventi di cui
al presente articolo sono quantificate annualmente ai
sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modificazioni, distinte per spese di funzionamento dei
consorzi e spese per le finalità di cui al comma 5 e
sono ripartite a favore dei consorzi di ripopolamento
ittico di Castellammare del Golfo di Patti e del Golfo
di Catania.'.
31. Al comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale
3 maggio 2001, n. 6, sostituire '2003' con '2004'.
32. Il comma 2 dell'articolo 48 della legge regionale
23 dicembre 2002, n. 23, è soppresso.
33. Al comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, dopo le parole 'del dirigente
generale del dipartimento bilancio e tesoro' aggiungere
'e del dirigente generale del dipartimento finanze e
credito'.
34. All'articolo 86 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 le parole 'e della legge regionale 12
giugno 1976, n. 78' sono soppresse;
b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
'2. Il tasso di interesse annuo a carico dei mutuatari
per le operazioni di mutuo di cui alla legge 12 giugno
1976, n. 78, è ridotto di 2,5 punti percentuali per i
mutui definitivi stipulati dopo l'entrata in vigore
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.'.
35. Al comma 4 dell'articolo 195 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32, come modificato dal comma 74
dell'articolo 139 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4, le parole 'al comitato permanente di partenariato
dei poteri locali e regionali (COPPEM)' sono sostituite
dalle parole 'alla federazione regionale siciliana
dell'AICCRE'.
36. All'articolo 23 della legge regionale 27 aprile
1999,n. 10, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 quinquies e successive modificazioni è
aggiunto il seguente periodo:
'Le stesse disposizioni si applicano anche in caso di
cessazioni differenziate di attività dell'Ente ed in
misura non superiore al personale convenzionalmente
attribuito alle attività cessate.';
b) dopo il comma 2 sexies è aggiunto il seguente
comma:
'2 septies. Al personale in servizio alla data
dell'entrata in vigore della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, cui alla stessa data non era applicato il
C.C.R.L., all'atto della liquidazione o cessazione
finale e/o parziale di attività dell'EAS si applicano le
previsioni dell'articolo 12 della legge 5 gennaio 1994,
n. 36.'.
37. Al comma 5 dell'articolo 101 della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2, le parole '5 unità' sono sostituite
dalle parole '30 unità'.
38. All'articolo 140, comma 8, tabella I, della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, è aggiunta la seguente
voce:
'Legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, articolo 37,
200 migliaia di euro'.
39. Dopo il comma 3 dell'articolo 5 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, è aggiunto il
seguente comma:
'3 bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi
precedenti, il Presidente della Regione, con proprio
decreto, previa deliberazione della Giunta regionale,
può disporre, per motivate esigenze di ufficio,
l'utilizzo del personale in servizio negli enti di cui
all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile 1991, n.
10, presso gli uffici e le sedi dell'amministrazione
regionale. Detto personale mantiene il trattamento
giuridico ed economico goduto in precedenza ed il
relativo onere grava sul bilancio regionale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- - dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamenti 49.13,
49.14, 49.15, 49.16, 49.17, 49.18, 49.19, 49.20, 49.21, 49.22,
49.23, 49.24, 49.25, 49.26, 49.27, 49.28, 49.29, 49.30;
- dagli onorevoli Raiti, Ferro ed altri: emendamenti 49.5, 49.6,
49.7, 49.8, 49.9, 49.10, 49.11;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 49.32,
49.34, 49.33, 48.A64, 49.35
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamenti 49.1, 49.2,
49.3, 49.4;
- - dal Governo: emendamento 49.38.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
sono intervenuto poco fa per fatto personale anche perché
alle parole sicuramente poco cortesi dell onorevole Cintola
(ma sono sicuro non sentite, perchè credo che la
considerazione che l'onorevole Cintola ha di me sia
diversa), ne sono seguite altre più distese che ho gradito
e lo ringrazio per questo.
Però, capisco anche il suo rammarico nel vedere presentare
una tale mole di emendamenti soppressivi. In qualche modo
devo giustificarmi con l'onorevole Cintola e con
l'Assemblea tutta, ma questa è stata soltanto una strategia
di rispetto nei miei confronti personali e nei confronti
dell'Assemblea stessa, nel senso che mi davo la possibilità
di capire ciò che votavo.
Onestamente, approvare al buio una cinquantina di norme
senza averne piena coscienza, era qualcosa che sentivo di
non dover fare; tra l'altro signor Presidente - lo segnalo
ma entreremo poi nel merito - si chiede di abrogare, anzi
di modificare un comma di una legge che non esiste: un
comma, il comma 7 dell'articolo 16 della legge n.10 del
2000; il comma 33 dell articolo 49 della legge in esame fa
riferimento ad una legge che ripeto - sia dal motore di
ricerca dell'Assemblea regionale, sia del motore di ricerca
della Camera dei Deputati, sembrerebbe non esistere.
Preannuncio che la gran parte degli emendamenti
soppressivi da me presentati all articolo 49 saranno
ritirati, tranquillizzando così l'onorevole Cintola sul
fatto che la mia non è un'attività ostruzionistica.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, quella parte a cui lei
fa riferimento a quale emendamento soppressivo corrisponde?
SPAMPINATO All emendamento 49.26, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, ritira gli altri
emendamenti soppressivi a sua firma?
SPAMPINATO No non tutti, signor Presidente, gran parte
li ritiro.
PRESIDENTE Può annunziare quelli che ritira per
semplificare i lavori della Presidenza'?
SPAMPINATO Dichiaro di ritirare i seguenti emendamenti a mia
firma: 49.13, 49.14, 49.15, 49.16, 49.17, 49.19, 49.20, 49.21,
49.23, 49.24, 49.25, 49.27, 49.29.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Onorevole Raiti, possiamo procedere alla stessa maniera
con gli emendamenti da lei presentati?
RAITI Ritiro gli emendamenti 49.9 e 49.6.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE Ritiro l emendamento 49.34.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 49.1, 49.5 E 49.13, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 49.7. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 49.8 e 49.18, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa agli emendamenti 49.10 e 49.22, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all emendamento 49.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevole Castiglione sull emendamento 49.26 è stata
sollevata una obiezione dall'onorevole Spampinato. Siamo in
grado di rispondere? Pare che la legge citata non esista.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Possiamo procedere.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E approvato)
Si passa agli emendamenti 49.3 e 49.28, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere
del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Comunico che è stato presentato dal Governo l emendamento
49.39, sostitutivo degli emendamenti 49.4, 49.11, 49.30,
49.35.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 49.31.
CAPODICASA Chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
regime di avanzamento tecnologico, si propone che
l'ufficio, a cui fa riferimento il comma, tra le incombenze
di legge e quelle che aggiungiamo con l'attuale articolo,
curi anche l'inserimento in Internet degli atti di Giunta e
delle delibere di Giunta, documenti che al momento
pervengono ai Gruppi per percorsi abbastanza misteriosi.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, penso che la proposta
dell'onorevole Capodicasa possa essere accettata. Ormai
siamo nel mondo della telematica, sicuramente questo serve
a favorire la conoscenza degli atti.
CAPODICASA E' paradossale che si possano leggere su
Internet gli atti dell'amministrazione americana e non
quelli della Giunta siciliana.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. E'
un progetto attuale: le deliberazioni della Giunta saranno
fruibili su Internet.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 49.31, con
la precisazione che la legge richiamata è la legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 49.A.58 è improponibile in quanto privo di
firma.
Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.28, è ripresa alle ore
19.00)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
- numero 308 «Iniziative presso il governo nazionale per dare
concreta e definitiva risposta alle legittime aspettative delle
popolazioni del Belice» a firma degli onorevoli: Ferro, Orlando,
Morinello ed altri;
- numero 309 «Finanziamento dei lavori di irregimentazione,
riqualificazione del torrente Lavinaio di Acicatena» a firma degli
onorevoli Nicotra, Paffumi, ed altri a cui aggiungo la mia firma;
- numero 310 «Ricostruzione e restauro della Chiesa seicentesca
di Santa Maria di Altofonte (PA» a firma degli onorevoli Nicotra,
Leontini ed altri;
- numero 311 «Ricostruzione del campanile della Chiesa di San
Cataldo» a firma degli onorevoli Leontini, Nicotra ed altri;
- numero 312 «Restauro della Chiesa madre di Altofonte» a firma
dell'onorevole Cracolici;
- numero 313 «Addossamento al servizio sanitario regionale dei
costi sopportati dai donatori di sangue per la terapia di
reintegro delle normali rioserve di ferro dell'organismo» a firma
degli onorevoli Raiti, Ferro, Leontini ed altri;
- numero 314 «Istituzione di una commissione parlamentare di
indagine sulla spesa sanitaria in Sicilia» a firma degli onorevoli
Giannopolo, Cracolici, ed altri;
- numero 315 «Concessione di un contributo al Comune di
Acquedolci destinato alla manifestazione del carnevale» a firma
degli onorevoli Leanza, ed altri;
- numero 316 «Concessione all'associazione culturale Piquichdi
Brolo di un contributo» a firma degli onorevoli Leanza ed altri;
- numero 317 «Ritiro delle truppe italiane dall'Iraq» a firma
dell'onorevole Micciche;
- numero 318 «Riconsiderazione dell'ubicazione di una
megadiscarica e di un termoventilatore in contrada Serra Palermo
nell'Agrigentino» a firma degli onorevoli Capodicasa, Giambrone ed
altri.
Comunico di volere apporre la mia firma all ordine del giorno n.
309.
Sul grave attentato in Iraq
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Vorrei esprimere in
quest'Aula il sentimento di sdegno e di durissima condanna, a nome
di tutto il popolo siciliano, per il gravissimo attentato di
matrice terroristica che quest'oggi ha duramente colpito il
personale militare italiano impegnato in Iraq nel difficile
compito di concorrere alla ricostruzione della pace e della
convivenza civile e democratica di quel Paese.
In questo momento di grande dolore ci stringiamo commossi e
siamo vicini, nella preghiera, a tutti i familiari delle vittime,
ed in particolare ai familiari di quei carabinieri e di quel
militare siciliani uccisi, il cui sacrificio rimarrà profondamente
impresso nella nostra mente e nel nostro cuore.
Un sentimento di particolare vicinanza desideriamo manifestare,
inoltre, verso l'Arma dei Carabinieri che nel suo silenzioso,
quotidiano e tenace adempimento del dolore è stata chiamata, oggi,
ad un così alto tributo di sangue, non solo per le vittime
dell'Iraq; purtroppo, anche un altro carabiniere ha perso oggi la
vita in un incidente mentre tornava da fare il suo dovere di
carabiniere nel centro di accoglienza di Agrigento.
Da una terra le cui radici affondano in una millenaria
tradizione di dialogo e di pacifica convivenza tra le diverse
identità religiose e culturali che si affacciano nel Mediterraneo,
leviamo con forza un grido vigoroso contro ogni tipo di violenza e
di prevaricazione che ostacoli il cammino di pace che ogni popolo
ha il diritto di compiere verso la democrazia e verso la libertà.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, come saprà,
questa mattina l'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio per
commemorare le vittime di tale attentato terroristico.
Riprende l'esame del disegno di legge n. 699/A
PRESIDENTE Si procede all esame degli ordini del giorno
iniziando da quelli la cui presentazione è stata comunicata nella
seduta n. 173 dell 11 novembre 2003.
Si passa all'esame dell ordine del giorno numero 258 «Iniziative
per l'annullamento del provvedimento di soppressione della sede
decentrata dell'INPS di Mascalcia», a firma degli onorevoli
Villari, Raiti ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all ordine del giorno numero 261 «Completamento della
diga di Pietrarossa», a firma degli onorevoli Ioppolo, Neri,
Leanza ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VILLARI. Dichiaro di volere apporre la mia firma all ordine del
giorno numero 261.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Si passa all ordine del giorno numero 262 «Interventi presso il
Governo nazionale per il ripristino di una adeguata politica di
finanziamento al Mezzogiorno», a firma degli onorevoli Villari ed
altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all ordine del giorno numero 263 «Iniziative per la
scelta della Sicilia quale sede dell'Agenzia europea per la tutela
dei prodotti ittici e della sorveglianza della pesca», a firma
degli onorevoli Lo Porto, Fleres, Turano ed altri. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all ordine del giorno numero 264 «Intervento a favore
dei soggetti non udenti», a firma degli onorevoli Fleres, Catania
G., Maurici e Scoma. . Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Informo che l'ordine del giorno numero 265 «Iniziative per
scongiurare la condanna a morte di Amina Lawal Kurami», a firma
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Scoma è superato
perché nel frattempo la donna nigeriana in questione è stata
graziata.
Si passa all'ordine del giorno numero 266 «Iniziative per
garantire l'assistenza sanitaria all'interno delle carceri in
Sicilia», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Scoma.
CINTOLA. Dichiaro di volere apporre la mia firma all ordine del
giorno n. 266.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 267 «Interventi per una
rivisitazione del decreto Tremonti in materia di credito
d'imposta», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Cintola, che appone la firma.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 268 «Iniziative per
coordinare la partecipazione delle Assemblee legislative regionali
al processo di costruzione delle politiche europee», a firma degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Scoma. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 269 «Impegno per la
continua informazione dell'Assemblea regionale siciliana circa i
contenuti del prossimo incontro a Palermo dei Ministri per il
Commercio estero dell'Unione Europea», a firma dell onorevole
Miccichè.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo ordine
del giorno non è superato perché il WTO di Cancun si è concluso in
modo positivo per i Paesi del Terzo Mondo, e questo la dice lunga
su tutta una serie di posizioni che il Governo nazionale ha preso,
a cominciare dalla Kermesse che c'è stata a Palermo in occasione
dell'incontro dei rappresentanti dell'Unione Europea nel campo del
commercio.
E' la dimostrazione che questo ordine del giorno tendeva a
impegnare il Governo regionale, che era stato tagliato fuori da
ogni discussione su questo argomento. Mi pare, infatti, che la
Conferenza di Cancun ha dimostrato il fallimento della politica
dei Paesi cosiddetti "industriali", ed ha sostanzialmente dato un
aspetto positivo a quei paesi che si affacciano nel resto del
mondo, soprattutto nei paesi dell'America latina e dell'Africa.
Questa è la dimostrazione che il Governo nazionale ha perso
l'occasione di schierarsi a favore dei Paesi in via di sviluppo.
Ciò che si è verificato a Cancun, evidentemente, sarà lo spunto
per un nuovo ordine internazionale purtroppo funestato dalla
tragedia e dell'attentato di questa mattina. Per questo dico che
il WTO di Cancun non è stato un fatto negativo, e il Governo
nazionale di Berlusconi e il suo Ministro, l'onorevole Urso, che
ha partecipato a questa Conferenza, ne ha preso anche atto.
Per questo ritengo che il nostro Governo avrebbe dovuto fare di
tutto per dire la sua su tale questione, ma non ha avuto alcun
ruolo, forse perché è stato esautorato per volere del Governo
nazionale.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio avviso
questo è un ordine del giorno riciclato, bisogna correggerlo
perché ad un certo punto reca: "è in questo quadro che il 6 e 7
luglio prossimi, a Palermo, i ministri del Commercio estero
dell'Unione Europea e dei Paesi aspiranti membri, si incontreranno
per definire.."
PRESIDENTE Si sono già incontrati.
CAPODICASA Infatti.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa la Presidenza aveva avvertito
l'Aula che l'ordine del giorno era superato. Non posso permetterle
di dire che l'onorevole Miccichè ricicla l'ordine del giorno.
CAPODICASA Signor Presidente, non intendevo in senso negativo,
ma forse prima l'aveva presentato e adesso lo ha riproposto non
aggiornato. La Conferenza a Cancun si è già tenuta
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno 269. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 270 «Provvedimenti circa
il rinnovo delle Commissioni provinciali per l'artigianato», a
firma degli onorevoli Leanza E, Gonfalone, Mercadante e Baldari.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 273 «Istituzione di una
Commissione parlamentare di indagine sulla spesa sanitaria», a
firma degli onorevoli Barbagallo, Genovese, Guerrieri, Tumino,
Vitrano e Zangara.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 277 «Impegno del Governo
della regione avendone nota la politica industriale dei prossimi
anni nonchè il piano industriale per il rilancio economico della
Sicilia», a firma degli onorevoli Miccichè, Ortisi, Ferro e
Garofalo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno numero 279 «Provvedimenti in
merito della gestione dell'EAOSS», a firma degli onorevoli
Cracolici, Giannopolo, De Benedictis, Oddo, Panarello e Speziale».
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 284 «Intervento allo scopo
di individuare le risorse economiche necessarie per un corretto
funzionamento del Registro Territoriale di Patologia di Siracusa»,
a firma dell onorevole Sbona al quale dichiara di voler apporre la
firma l onorevole De Benedictis.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di volere apporre la mia firma
all ordine del giorno n. 284.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'ordine del giorno numero 285 «Iniziativa per la
partecipazione alla Marcia per la pace Perugia Assisi del prossimo
ottobre 2003», a firma Ferro, Orlando, Raiti e Morinello.
FERRO. Dichiaro anche a nome degli altri firmatari di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 286 «Iniziative per
consentire la piena fruibilità del Parco dei Nebrodi», a firma
degli onorevoli Ioppolo, Spampinato, Villari, Incardona e altri.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 287 «Iniziative per
semplificare le procedure di erogazione delle provvidenze
spettanti agli invalidi civili», a firma degli onorevoli Lo Curto,
Gurrieri, Oddo e altri al quale dichiara di voler apporre la
propria firma l'onorevole Spampinato.
SPAMPINATO. Dichiaro di volere apporre la mia firma all ordine
del giorno n. 287.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 289 «Tutela dei diritti
dei dipendenti del CE.SI.FO.P di Siracusa». Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 293 «Interventi a sostegno
della cooperativa Casa dei giovani di Castelvetrano», a firma
degli onorevoli Lo Curto e Cristaudo.
Onorevole Lo Curto, così come formulato sarebbe improponibile
perchè non si può operare in deroga alle direttive comunitarie, se
lo consideriamo riformulato e il Governo lo accetta come
raccomandazione allora va bene, altrimenti, viene dichiarato
improponibile.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Comunico che l'ordine del giorno numero 294 «Iniziative per la
semplificazione delle procedure di erogazione delle indennità di
invalidità civile in Sicilia», a firma degli onorevoli Lo Curto,
Acierno ed altri.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 296 «Interventi per
assicurare la trasparente gestione del sistema di aiuti economici
e sociali erogata a cura degli Enti locali in Sicilia», a firma
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Scoma. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 297 «Stato di attuazione
della legge regionale 8/2002», a firma degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici e Scoma. . Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 298 «Iniziative al fine di
concedere la grazia ad Adriano Sofri», a firma degli onorevoli
Fleres, Catania G. e Maurici, al quale dichiarano di voler apporre
la firma anche gli onorevoli Panarello, Forgione, Spampinato,
Orlando, Leontini, De Benedictis, Ferro, Cracolici e Papania.
L Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 299 «Interventi per una
rivisitazione del decreto Tremonti in materia di credito di
imposta», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici, di
identico contenuto dell ordine del giorno n. 267.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 300 «Istituzione del
registro regionale degli amministratori di condominio di
immobili», a firma degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Scoma. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 301 «Iniziative
riguardanti il personale ex LSU, protezione civile», a firma degli
onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 302 «Iniziative miranti
alla predisposizione degli atti necessari riserva di Santo
Pietro», a firma degli onorevoli Fleres e Pistorio. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 303 «Iniziative e memoria
delle vittime della strage dell'11 settembre», a firma degli
onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 304 «Finanziamento di
tutti gli interventi necessari al rifacimento, restauro e
consolidamento della Chiesa di Santa Maria di Altofonte (PA)», a
firma dell onorevole Cintola, di analogo contenuto degli ordini
del giorno numeri 310 e 312 Li pongo congiuntamente in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'ordine del giorno numero 305 «Iniziative
riguardanti attività di trasporto di viaggiatori effettuate
durante noleggio con conducente», a firma degli onorevoli Fleres,
Catania G. e Maurici. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 306 «Interventi al fine di
procedere alla liquidazione a richiesta di risarcimento avanzata
dai produttori agrumicoli siciliani», a firma degli onorevoli
Fleres, Catania G. e Maurici. . Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 307 «Iniziative al fine di
conoscere la ricerca di biofisica clinica», a firma degli
onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici. . Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 308 «Iniziative presso il
Governo nazionale per dare concreta e definitiva risposta alle
legittime aspettative delle popolazioni del Belice», a firma degli
onorevoli Ferro, Orlando, Morinello, Miccichè e Raiti.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 309 «Finanziamento dei
lavori di irregimentazione e riqualificazione del torrente
Lavinaio di Acicatena», a firma degli onorevoli Nicotra, Paffumi
ed altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 311 «Ricostruzione del
campanile della Chiesa della Mercede (detta del Convento) di S.
Cataldo (CL)», a firma degli onorevoli Nicotra, Paffumi ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 313 «Addossamento al
Servizio sanitario regionale dei costi sopportati dai donatori di
sangue, per la terapia di reintegro delle normali riserve di ferro
dell organismo», degli onorevoli Leontini, Formica, Speziale ed
altri. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 314 «Istituzione di una
commissione parlamentare di indagine sulla Sanità in Sicilia», a
firma degli onorevoli Giannopolo, Cracolici, Speziale ed altri.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
formalmente che nella prima riunione utile della Conferenza dei
Capigruppo si ponga all'ordine del giorno la costituzione della
Commissione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A nome del
Governo lo accetto come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 315 «Concessione di un
contributo al Comune di Acquedolci (ME) destinato alle
manifestazioni del carnevale», a firma degli onorevoli Leanza
Vincenzo ed altri.
CINTOLA. Dichiaro di voler apporre la mia firma all ordine del
giorno n, 315.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 316 «Concessione
all Associazione culturale Pickwich di Brolo (ME) di un contributo
per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali», a
firma degli onorevoli Leanza Vincenzo, Formica, Beninati, Baldari
e Ardizzone. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 317 «Ritiro delle truppe
italiane dall Iraq», a firma dell onorevole Miccichè.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è
evidentemente una giornata terribile per l'Italia e, in
particolare, per noi siciliani. Una giornata in cui si registra la
perdita di tre nostri corregionali che sono morti in quelle terre
lontane.
Condivido tutte le iniziative di principio contro il terrorismo
di ogni forma. Bisogna, però, riflettere perché, questa tragedia
che ci ha colpiti, è una tragedia annunciata. La presenza italiana
in un territorio così difficile come l'Iraq già annunciava
all'origine gravi lutti.
Il nostro Governo nazionale, purtroppo, in modo quasi cinico,
tenta di strumentalizzare queste vite umane che sono state portate
via da una logica di guerra.
Noi in questo momento dovremmo tutti scendere in piazza per
manifestare il nostro dissenso contro questa presenza
ingiustificata. Si era detto che le nostre truppe erano lì solo
per portare la pace.
La pace portata con le armi non ha mai portato niente
di buono.
Spesso gli accorati appelli del Santo Padre, vengono
presi come questione di principio ma non come fatto di
assoluta osservanza: se c'è qualcosa che oggi noi dovremmo
osservare e avere come esempio è la tenacia e la forza che
questo Pontefice, con tutte le sue difficoltà, ha in questi
ultimi tempi enunciato.
Con la guerra si porta solo distruzione e morte. Per
quale causa sono morti, i nostri connazionali? Hanno solo
ottenuto una medaglia d'oro al valor militare, ma
chiaramente, onorevoli colleghi, è una tragedia immane che
colpirà le famiglie, ma colpirà soprattutto la nostra
coscienza di uomini pacifici.
Questo ordine del giorno chiede di far voti a questa
Assemblea perché il Governo nazionale disponga l'immediato
ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.
Sono stato pochi minuti fa davanti la Prefettura di
Palermo, dove si è raccolto un considerevole numero di
cittadini palermitani per manifestare il proprio dissenso
sulla politica che questo Governo sta attuando nei
confronti dello stesso popolo italiano, che è stato ostile
a questa guerra, è stato ostile a che venissero mandate le
nostre forze armate in un territorio dove c'è guerra.
Il termine "guerra" qualcuno non lo vuole usare, parla
solo di "lotta al terrorismo". Probabilmente il terrorismo
c'è, ma il terrorismo si è rafforzato, si è alimentato
grazie a questa presenza, anche nostra, in Iraq.
Vero è che il popolo iracheno ha fatto dei distinguo,
però chi fa azioni di guerra non fa alcun distinguo, non
importa se sono americani o italiani o russi o inglesi o
francesi.
Dobbiamo fare di tutto perché i nostri ragazzi lascino
subito l'Iraq. Immediatamente. Dobbiamo lasciare Bush alle
sue responsabilità, le sue gravi responsabilità.
Già la maggioranza del popolo americano sta cominciando
a capire che Bush ha portato il proprio paese in un vicolo
cieco. Il nostro Governo ha seguito questa strada sbagliata
come se noi chissà quale risultato potevamo raggiungere in
questo territorio lontano. Lontano non solo come distanza
chilometrica, ma lontano come obiettivo. Lontano dalle
nostre possibilità di capire perché questo Governo ha
accettato le lusinghe di chi ha portato il mondo sull'orlo
del disastro.
La vittoria decantata anticipatamente in Iraq era una
trappola ed i fatti di questa mattina lo dimostrano.
Non si può sconfiggere il terrorismo con i metodi della
guerra. Con questi metodi il terrorismo si rafforza. Le
ideologie terroristiche si propagheranno in una maniera
ancora più forte perchè chi vuole pescare nel torbido non
spera altro che in queste situazioni.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, la invito a concludere.
MICCICHE . Bisogna spogliarsi dalle proprie divise e
uscire dagli schieramenti politici. Noi siamo siciliani e
italiani nello stesso tempo, ma siamo siciliani soprattutto
nell'animo, perchè noi abbiamo nel nostro DNA la lotta
alla guerra, i siciliani hanno sempre ripudiato la guerra
perchè sono stati vittima della guerra.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
chiesto la parola perchè io assieme ad altri colleghi,
anche assieme agli onorevoli Liotta, Spampinato, Raiti,
Crisafulli, Ferro, nonchè l onorevole Morinello che chiede
di apporre la propria firma, abbiamo proposto un ordine
del giorno che può essere accorpato.
PRESIDENTE Gli uffici prendono atto di questa
comunicazione.
FORGIONE Mi rendo conto, onorevole Presidente ed
onorevoli colleghi, che c'è anche il momento del silenzio
di fronte alla drammaticità di eventi come quelli che hanno
colpito l'Arma dei Carabinieri, il nostro Esercito, il
nostro Paese.
Proprio in questo momento è in corso la visita di una
delegazione di Rifondazione comunista, guidata
dall'onorevole Di Lello, nello stesso nostro palazzo dove
ha sede la Legione dei Carabinieri, per incontrare il
Comandante generale della Legione dei Carabinieri in
Sicilia.
Noi avvertiamo il dolore di un intero popolo, e nello
stesso tempo avvertiamo il dolore per una guerra assurda.
Io credo che la dicotomia terrorismo-guerra si alimenta a
vicenda; non ci può essere la denuncia, la più netta e la
più rigorosa dell'una senza la denuncia netta e rigorosa
dell'altra.
Siamo in una fase della storia del mondo in cui la
coppia dicotomica guerra-terrorismo sembra aver
partecipato ad una operazione militare, perché di questo si
tratta. Oggi purtroppo ne paghiamo le conseguenze.
In Iraq non c'è stata la conclusione della guerra nei
primi di maggio e in Iraq non c'è mai stata una pax
americana, l'Iraq continua ad essere teatro di guerra, e
ciò che abbiamo di fronte non è solo l'espressione di un
terrorismo suicida, ma è l'espressione di una guerra che lì
viene combattuta anche con lo strumento del suicidio e
dell'attentato KamiKaze.
Per questo l'organizzazione delle Nazioni Unite ha
abbandonato l'Iraq, per questo qualche giorno fa la Croce
Rossa internazionale ha abbandonato l'Iraq.
Noi non chiediamo di abbandonare il popolo iracheno al
suo destino, chiediamo che il popolo iracheno si
autodetermini nella scelta del proprio destino.
Invece vediamo che una guerra imperiale lì ha
alimentato le condizione di una spirale violenta.
La guerra americana non ha creato condizioni di
successo nella lotta al terrorismo, non l'aveva creata
nella caccia a Bin Laden, non l'aveva creata nella caccia
al Mullà Omar, non l'ha creata nella caccia a Saddam
Hussein, ammesso che questo fosse un obiettivo legittimo.
Saddam Hussein non è stato assicurato alla giustizia
internazionale, ammesso che ci sia una giustizia
internazionale, a questa stessa giustizia non è stato
assicurato nè Bin Laden né il Mullà Omar, ma non solo: le
condizioni dell'intera area si sono aggravate come è sotto
gli occhi di tutti, basta guardare soltanto al dramma e
alla tragedia del popolo palestinese e alla violenza
dell'occupazione militare israeliana condotta dal Governo
Sharon sul popolo e sui territori della Palestina.
Allora, bisogna cambiare politica. E' sotto gli occhi
di tutti, e concludo, signor Presidente, dicendo che
dall'11 settembre ad oggi la risposta della guerra non è
utile a combattere il terrorismo.
La violenza non sconfigge il fondamentalismo, anzi, il
fondamentalismo religioso viene alimentato assieme al
fondamentalismo politico dalla recrudescenza della guerra
imperiale.
Lo ripeto: siamo in una fase in questo mondo in cui i
concetti di guerra/terrorismo accoppiati si alimentano a
vicenda. Per questo abbiamo chiesto all'Italia e
all'Europa, assieme al popolo della pace in questi ultimi
anni e negli ultimi mesi, arrivando a costituire quella che
il New York Times ha definito una grande super potenza
mondiale, cioè l'opinione pubblica del pacifismo, contro
invece gli eserciti e le armi, di interrompere la spirale
della coppia terrorismo/guerra.
Abbiamo chiesto all'Europa e all'Italia di non
partecipare a questa avventura. Simili avventure possono
produrre solo simili tragedie.
Oggi siamo in lutto sia l'Arma dei Carabinieri,
l'Esercito, la Nazione, il nostro intero popolo, sia la
nostra Sicilia, colpita con 5 caduti nel feroce e barbaro
attentato. Allora, onorevole Presidente della Regione e
signor Presidente dell'Assemblea, con il nostro ordine del
giorno, chiediamo - noi che lo firmiamo provenienti da
culture, da politiche, da storie diverse ma animati da
questa vocazione pacifista - di impegnare il Governo della
Regione a farsi portatore presso il Governo nazionale di
questa volontà di pace, e di interrompere le scelte
politiche sin qui seguite e di intraprendere un'altra
strada: quella della riapertura del dialogo e della
soluzione pacifica dei conflitti.
Ma per fare questo non c'è bisogno solo di atti di
buona volontà, c'è bisogno di scelte politiche. La prima
scelta politica è quella di sottrarre i nostri soldati e i
nostri carabinieri all'esposizione della guerra e del
terrorismo e di ritirare il contingente militare italiano,
ancora in terra irachena, perché la permanenza in quella
terra vuol dire condividere una scelta di guerra, perché
quello è un teatro di guerra, una scelta di guerra e una
politica imperiale che può prefigurare e presagire soltanto
nuovi lutti al nostro popolo, e non un ruolo pacifico e
solidale che è l'aspirazione che la Sicilia, cuore del
mediterraneo, ha sempre avuto nella storia dei secoli.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo, però credo che in un momento come questo la
maggioranza abbia il dovere non soltanto di fare quadrare i
conti ma di farsi presente con qualche dichiarazione
politica condivisa che non ci faccia rivelare per persone
perdute nella routine che non sanno cogliere le cose
importanti che accadono fuori da quest'Aula.
Che si vada ogni tanto fuori dall'ordinaria
amministrazione è giusto e che ogni tanto questa
maggioranza ricordi di essere aggregata anche su un dato
politico largamente condiviso, questo, è importante. Allora
ci permettiamo di ricordare, nel momento in cui dovremmo
essere tutti più addolorati che polemici, che la missione
italiana, fermo restando che più o meno trattata bene nel
corso dei decenni, l'Italia fa parte di questo Occidente e
non può portarselo come il fardello della vergogna, il che
prescinde dagli ordinamenti interni dei singoli Paesi.
Qualcuno, in passato, da sinistra, ha applaudito alle bombe
americane che cadevano su questo Paese come liberatrici e
importatrici di democrazia.
Noi non siamo intervenuti con la missione militare
italiana nella fase bellica. D'altro canto, non ci troviamo
di fronte un atto di guerra, ma di fronte ad un attentato
terroristico che cerca di colpire l'alleanza che c'è, sul
piano morale, politico e storico, e l ha fatto colpendola
nel suo anello più debole, sapendo che qui siamo dei
sentimentali, molto più sensibili al dolore, perchè siamo
un popolo che è vissuto nel dolore.
Ma di questo non è lecito abusare perchè siamo stati
colpiti dalle stesse persone che hanno colpito in Iraq la
Croce rossa internazionale, l'ONU, e che non hanno esitato
a sparare su diplomatici.
Non ci troviamo di fronte ad una guerra di oppressione;
non vorrei apparire riduttivo nel dichiarare che siamo
andati in Iraq a fare i vigili urbani, ma siamo andati a
fare gli accompagnatori per la ricostruzione di un paese
uscito dalle macerie, che non sono soltanto quelle della
guerra, ma anche quelle di una ferocissima dittatura che
non merita una lacrima di rimpianto da parte di nessun uomo
civile.
Ricordo che Saddam Hussein è stato aiutato, in diversi
periodi, anche dagli americani che non gli hanno certamente
instillato i concetti base a fondamento dei quali lui poi
ha costruito lo stato iracheno come si è configurato nella
storia del mondo moderno.
Io credo che, come italiani, abbiamo il diritto di
rivendicare la giustezza, la fondatezza e la correttezza
della nostra linea politica a livello nazionale, che non ci
ha visti fra i promotori di una guerra, ma che ci ha visti
intervenire come pacieri e come pompieri. Sì, come pompieri
ed i pompieri muoiono
Così come sono morti i pompieri di New York,
nell attentato alle Twin Towers.
I nostri carabinieri sono morti in Iraq in un atto di
civiltà e di amore di cui tutti dobbiamo andare orgogliosi
perchè non siamo andati là a perseguitare alcuno E
stupisce che qualcuno, che, magari quando parla di libera
determinazione dei popoli, pensi all'istigazione su masse
ignoranti operata da fondamentalisti che sognano ancora la
guerra di religione: la Jihad contro l'Occidente intero e
tutto ciò che esso rappresenta.
Con tutto ciò, senza entrare nei dettagli delle scelte
americane, mi permetto di dire che la posizione italiana è
stata molto responsabile, molto differenziata e che,
certamente, questo non era nè il momento nè la sede per
speculazioni sull'argomento.
(Applausi dai banchi di destra)
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Il
Governo nel condividere appieno l intervento
dell'onorevole. Virzì, si dichiara contrario all'ordine
del giorno.
PRESIDENTE Pongo in votazione congiunta, con il parere
contrario del Governo, gli ordini del giorno n. 317 e n.
320 aventi medesimo contenuto.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'ordine del giorno n. 318:
'Riconsiderazione dell'ubicazione di una megadiscarica per
la termovalorizzazione ...', a firma degli onorevoli
Capodicasa, Giambrone e altri.
MORINELLO. Dichiaro di volere apporre la mia firma
all ordine del giorno n. 318.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Contrario.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
capisco il senso dell'ordine del giorno. Se i firmatari
ritengono di ritirarlo, assumo l'impegno come Presidente
della Regione e come Commissario, di audire le autonomie
locali interessate.
Però, se dovesse essere messo ai voti, non posso che
esprimere parere contrario. Se, invece, verrà ritirato c'è
l'impegno del Presidente della Regione a convocare i
sindaci coinvolti per discutere con loro dell'argomento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, con l impegno assunto dal
Presidente della Regione i firmatari ritirano l ordine
del giorno n.318?
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, noi chiediamo,
esattamente, che il Presidente convochi le istituzioni
locali ...
PRESIDENTE Allora, può essere considerata come una
raccomandazione?
CUFFARO presidente della Regione. Ma voi volete che
l incontro si abbia affinché io riveda la mia decisione?
...
CAPODICASA Certo, per rivedere la decisione
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, il
Governo lo accetta come raccomandazione?
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della regione. Non posso dire che
rivedrò le decisioni. Può darsi che le rivedano loro.
Onorevole Capodicasa, i termovalorizzatori sono nel cuore
delle città più moderne, da Reggio Emilia a Firenze.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che il parere del
Governo è contrario.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Onorevole Presidente, non ho capito se il
Governo lo accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE No, il Governo è contrario.
SPAMPINATO Signor Presidente, lo chiedevo al Presidente
della Regione.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, il Governo ha
comunicato che ascolterà i rappresentati del territorio in
questione, ma è contrario all'ordine del giorno.
SPAMPINATO Signor Presidente, io le chiedo di convocare
i rappresentati di tutti i comuni interessati alle
installazioni dei tre termovalorizzatori che dovrebbero
essere costruiti, proprio nelle loro zone.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il tema inerente ai
termovalorizzatori, credo non sia possibile discuterlo
stasera, perchè è un tema troppo importante.
La verità è che noi abbiamo avuto approvato dalla
Commissione europea, con lode, il piano per lo smaltimento
dei rifiuti che viene ormai condiviso da tutti, perchè non
si può fare a meno di impiantare termovalorizzatori per
una scelta orientata verso lo smaltimento; tra l'altro,
abbiamo già chiuso duecento discariche perché sature ed
abusive, quelle che rimangono saranno sature tra qualche
giorno.
Accetto di incontrare, e questo lo dico con grande
franchezza, i comuni interessati per discutere con loro,
per spiegare che non c'è nessun pericolo di impatto
ambientale, perchè ormai i termovalorizzatori garantiscono
una elevata sicurezza, tant è che vengono installati dentro
le città.
LIOTTA Signor Presidente, non è a conoscenza di nulla.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Liotta,
quando avrà l arduo compito di governare la Sicilia,
spiegherà, che i termovalorizzatori sono ambientalmente
inaccettabili; io la penso diversamente Perché sono
confortato dalle più alte esperienze scientifiche.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Onorevole Presidente della regione, onorevoli
colleghi, io sono della provincia di Agrigento, mio
collegio elettorale, quindi avrei potuto fare come hanno
fatto gli altri, apporre la firma a quel documento; però
io ho la sensazione che su questo argomento si voglia solo
speculare. Quindi, faccio mia la proposta del Presidente
della Regione,
I termovalorizzatori, caro Angelo Capodicasa, devono
essere ubicati in quattro o cinque zone della Sicilia;
devono essere per forza ubicati perché, come diceva
giustamente il Presidente della Regione, quanto prima le
discariche chiuderanno. Sappiamo tutti che si tratta di
alta tecnologia Bruciano i rifiuti ad oltre diecimila
gradi, per tanto non si produce diossina. allora presidente
della regione, se nell'incontro con i sindaci della
provincia di Agrigento, dovesse incontrare difficoltà,
considerato l'importanza e anche il momento chiedo se è
possibile, che l impianto di termovalorizzazione venga
avvicinato alla mia Canicattì.
MICCICHE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che l'onorevole Presidente della Regione, sia poco
informato sull'argomento
CUFFARO presidente della Regione. Sono abbastanza
informato, come gli amministratori dei comuni di colore
politico opposto al mio, noi soltanto non siamo
adeguatamente informati...
MICCICHE' ..e cercherò di erudirlo. Noi abbiamo un
piano regionale dei rifiuti che è stato varato, dal Governo
di centrosinistra, presieduto dall'onorevole Capodicasa.
Però questo piano dei rifiuti così come oggi noi lo
conosciamo non ha niente a che vedere con l avvio del
programma del piano di rifiuti fatto dall'onorevole
Capodicasa, perchè dagli atti risulta che, dopo la
estromissione della commissione scientifica nominata
dall'onorevole Capodicasa, ne è stata nominata un'altra che
ha completamente stravolto il programma regionale dei
rifiuti, portato avanti da quel comitato scientifico.
Innanzitutto, vero è, che vengono chiamati
termovalorizzatori, ma sarebbe meglio chiamarli
inceneritori e informo il signor Presidente, che questi
termovalorizzatori producono diossina., Non è assolutamente
vero quello che dice lei, perchè è poco informato della
procedura relativa alla Valorizzazione dei rifiuti.
Il termovalorizzatore, così come voi lo chiamate,
sarebbe più opportuno chiamarlo inceneritore, smaltisce
rifiuti indifferenziati : plastica e tutti i rifiuti
secchi. Sapete benissimo che quando brucia la plastica si
produce diossina.
Questi impianti producono il 37 per cento del prodotto
bruciato in scorie tossiche; le scorie che vengono
rilasciate da questi impianti sono scorie tossiche che
non possono esser gettate in una discarica qualsiasi ma
devono essere trattate in speciali discariche
Facciamo dei calcoli: se un solo termovalorizzzatore
brucerà spazzatura prodotta da un milione e 150 mila
abitanti, significa che produrrà rifiuti tossici pari al 37
per cento del totale di tonnellate di rifiuti solidi
urbani.
Signor Presidente, credo che l'unica strada al
superamento della emergenza rifiuti sia la raccolta
differenziata, cosa che questo piano dei rifiuti non
prevede. Nel 2003 si è stimata una raccolta differenziata
pari al 12 per per cento.
Negli atti ufficiali risulta che noi abbiamo una
raccolta differenziata pari all'1,5 per cento dei rifiuti
solidi urbani raccolti in Sicilia. Si rischia di fare un
passo indietro rispetto alla legge Ronchi.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi desidero rivolgere un invito,
in questo mio breve intervento, affinchè il Presidente
della Regione, in qualità di commissario straordinario per
l'emergenza dei rifiuti e delle acque, facesse una
riflessione insieme ai rappresentanti degli enti locali di
quelle realtà, come ad esempio la città di Paternò e dei
comuni vicini, dove è prevista l'installazione di un
termovalorizzatore, a seguito dell avviso pubblico del
Commissario straordinario, e la realizzazione di un
progetto costituito da un raggruppamento temporaneo di
imprese che, in quelle realtà, propone la costruzione del
termovalorizzatore e del sito delle discariche e
successivamente il processo di trattamento.
Dal punto di vista scientifico, personalmente, non ho
argomenti forti; so, però, informandomi, che laddove c'è
l'esperienza del termovalorizzatore per il fatto che a
monte non c'è la raccolta differenziata, perché siamo al 3
per cento, e per il fatto che si mette nel
termovalorizzatore anche la plastica, esisterebbe - dicono
gli esperti - una produzione di diossina.
Pur tuttavia, ritengo che bisogna, rispetto a questa
tematica, avere un approccio tale da permettere agli enti
locali di avviare una discussione di merito perché, come
nel caso del termovalorizzatore di Paternò, è stato
individuato il sito in un'area di interesse comunitario.
Esiste una forte propensione dello sviluppo
dell'agricoltura, dal punto di vista archeologico, ci sono
oggetti di valore che non possono essere dimenticate, vi
sono tutta una serie di questioni che impongono, onorevole
Presidente Cuffaro, una discussione di merito.
Ritengo che la condizione entro cui noi operiamo sia,
anche dal punto di vista tecnico ed ambientale, diversa,
come ricordavo prima facendo riferimento al problema della
raccolta differenziata.
Pertanto, se si potesse individuare la costruzione del
termovalorizzatore nell'area industriale di Pantano d'Arci,
si potrebbe valutare e se non fosse possibile farlo,
cerchiamo di capire il perché. Non è possibile pensare che
si tratta di impianti moderni e che di conseguenza
garantiscono dal punto di vista dell'impatto ambientale.
Se non c'è un approccio di merito, che permette di
ragionare con le comunità locali, rischiamo di fare
un'operazione che viene interpretata come una forzatura. Da
questo le proteste che sono nate in questi giorni anche nel
catanese.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi invito a
sintetizzare il più possibile. Tra l'altro stiamo parlando
per dichiarazione di voto, non stiamo approvando una legge,
né un piano di dislocazione di questi impianti; stiamo
soltanto fornendo indicazioni al Governo. E si può fare
anche in pochi minuti.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, cercherò di accogliere il
suo invito, anche se devo confessarle che trovo qualche
difficoltà perché il tema è tra quelli complicati e
complessi. Aveva ragione il Presidente della Regione quando
ha dichiarato che questo non era forse il momento per
affrontare questo tema.
Mi atterrò ai tempi che il Presidente mi ha voluto
indicare, ma, come minimo, mi aspetto che il Presidente
della Regione mi ascolti, poi andrà dai Sindaci a
convincerli che il termovalorizzatore è la quintessenza
della soluzione dei problemi in materia di rifiuti.
Due sono i problemi fondamentali: uno è su questo tema,
e preannunzio la presentazione di una mozione sulla scelta
di politica di smaltimento dei rifiuti che riguarda i
termovalorizzatori; l'altro riguarda la scelta del sito.
Sono due temi profondamente diversi, che si
intrecciano, ma che hanno motivazioni e argomentazioni
profondamente diverse.
Per quanto riguarda il primo aspetto: non è affatto
scontato - e lo stesso decreto Ronchi prevede, prima di
arrivare ai termovalorizzatori, tutta una serie di altri
meccanismi per lo smaltimento dei rifiuti - che la
termovalorizzazione debba rappresentare nelle nostre aree
il metodo migliore, più opportuno per smaltire i rifiuti,
che poi sia pericoloso o meno lasciamolo dire ad
altrettanti esperti di quanti non se ne siano pronunciati a
favore.
Macro-inquinanti, metalli pesanti e micro-inquinanti
che finiscono nell'atmosfera, ma soprattutto per rispondere
ad un'obiezione che mi viene fatta sempre più spesso in
questi giorni: "perché a Vienna, a Parigi questi impianti
funzionano e qui da noi no?".
Perché lì il rapporto costi-benefici ha un senso, non
ragiono sugli inquinanti, ma sui rapporti costi-benefici.
Se 100 per cento è l'energia prodotta da un
termovalorizzatore, 75 per cento di questa energia è
calore, non lavoro, non energia elettrica, ma calore, e 25
per cento è energia elettrica.
Bene Mentre per noi quel 25 per cento, ovviamente, non
h economico produrre con un sistema integrato che deve
partire dall'umido per produrre il secco, per produrre il
compostaggio d'agricoltura, fosse grigie e quant'altro; non
è vero che vengono eliminate le discariche perché asservite
ai termovalorizzatori, vi sono discariche di due tipi,
quella prevista a Paternò è di sei milioni di metri cubi di
capacità, due milioni per l'inceneritore e quattro milioni
di metri cubi di discarica tradizionale che è, quindi,
prevista accanto al termovalorizzatore.
Non ci venga a dire "o il termovalorizzatore o le
discariche tradizionali", perché si stanno facendo
discariche tradizionali insieme al termovalorizzatore.
Tornando alla questione, mentre a Vienna o a Parigi
quel 75 per cento di energia che si produce è smaltita con
il teleriscaldamento - e ha un senso - vorrei comprendere
cosa succede per quel 75 per cento di energia che si
produce sotto forma di calore, e che lei non può
riutilizzare - signor Presidente, i siciliani le hanno dato
tutte le facoltà di questo mondo, ma non le possono
consentire di violare leggi della fisica, perché questo non
è in suo potere -, quello lei lo dovrà disperdere
nell'ambiente e il 75 per cento di calore disperso
nell'ambiente attraverso il vettore acqua è un inquinante
Ed è uno degli inquinanti più gravi; basta riversare
nel Simeto, unico corso d'acqua significativo della Piana
di Catania, i quantitativi di acqua che serviranno a
smaltire quel calore in eccesso e si innalza la
temperatura, non sto parlando né di diossine nè di furanime
e nient'altro, ma della distruzione di uno degli
ecosistemi, fra l'altro protetto dalla Regione con una
riserva integrale alla foce del Simeto.
Quindi, scelta dei siti fatta non in maniera
cervellotica, ma in maniera politica.
Sistema di smaltimento dei rifiuti che non tiene in
alcun conto il rispetto dell'ambiente. Non è certamente
questo il momento per parlarne. Preannunciamo la
presentazione di una mozione su questo.
L'ordine del giorno, per quanto mi riguarda, lo
considero estremamente limitativo perché non si presenta un
ordine del giorno del genere, io non ho presentato un
ordine del giorno sul termovalorizzatore degli ATO di
Messina e di Catania e, successivamente, ne presentiamo un
altro sul termovalorizzatore che si deve costruire in un
altro ambito
Qui bisogna occuparsi, da un lato, di tutta la politica
di smaltimento dei rifiuti di cui questa Regione si vuole
dotare e, dall'altro, della produzione di energia e della
scelta dei siti di questa Regione. Scelta dei siti sulla
quale, signor Presidente, il Commissario, ovviamente, non è
tenuto a relazionare in quest'Aula. Tuttavia questo
Parlamento su un tema così importante qualcosa la vuole
esprimere.
Sulla scelta del sito invito il Presidente a rivedere
alcune scelte perché sono possibili scelte alternative e
altrettanto vantaggiose, lasciando l impianto così come è
pensato, ma obbedendo almeno a un minimo di regole, per
esempio, l'insediamento in aree industriali, anziché un
insediamento in un sito dove c'è l'interesse comunitario.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, vi invito a utilizzare il tempo a
disposizione per formulare la dichiarazione di voto così
come è previsto dal Regolamento, altrimenti la Presidenza
sarà costretta a togliere la parola. Tuttavia non si può
sviluppare un dibattito di natura politica durante una
dichiarazione di voto su un ordine del giorno per il quale,
in linea di massima, sappiamo già quale sarà l'esito.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente Cuffaro, sono firmataria di quell'ordine del
giorno e ritengo di dovere difendere la mia firma nella
stessa misura in cui credo nella necessità che il
territorio venga ascoltato e venga anche utilizzato un
criterio, un metodo che è quello della concertazione delle
scelte e della collegialità.
Non v'è dubbio che quando ho manifestato insieme alla
popolazione di quel territorio ho cercato di capire quali
fossero le informazioni reali che la gente aveva acquisito
fino a quel momento e mi sono resa conto che c'è tanta
disinformazione. La stessa disinformazione che peraltro c'è
anche in questo Parlamento, visto che ciascuno di noi ha
un'opinione, ma nessuno ha la certezza delle proprie
opinioni, nel senso che tante questioni, poste questa sera
all'attenzione e alla riflessione del Parlamento,
probabilmente non si riconfigurano all'interno di una sola
teoria.
Abbiamo l'esigenza, Presidente Cuffaro, di capire una
cosa - ce l'ho anche come rappresentante di questo
Parlamento e come membro della IV Commissione che si occupa
di territorio e di ambiente, lo devo agli amici con i quali
ho manifestato -, che lei parli con questa gente; anche
perché lei è agrigentino, e non voglio e non posso pensare
che lei intenda trasformare, in modo assolutamente
irresponsabile, il suo territorio, la sua città, le
contrade nelle quali lei è cresciuto, in un grande
fumaiolo, in un grande inceneritore.
Quindi, sostengo la necessità di una politica della
chiarezza, sostengo anche il mantenimento della mia firma
su quell'ordine del giorno perché aspiro ad una maggiore
chiarezza anche nell'impostazione delle scelte, nella
dimostrazione della strategia di questa scelta, e auspico
che lei - e prendo per buona la decisione che lei saprà
adottare - parli con gli amministratori e con tutti i
rappresentanti che quel giorno hanno manifestato perché la
condivisione della scelta è garanzia della legittimità
della scelta.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Presidente della Regione, perché vorrei in un minuto
termovalorizzare i dubbi e le perplessità dei colleghi
precedenti, e in particolar modo dell'onorevole Liotta,
esponente di spicco del territorio del paternese, invitando
il Presidente Cuffaro a darmi solo 10 secondi del mio
minuto, chiedendo - visto che l'onorevole Liotta ha grosse
perplessità di termovalorizzare le sue perplessità.
Vogliamo trasferire lì l impianto, qualora lei fosse
d'accordo, nel territorio del mio comune Raddusa, che ha
appena 3 chilometri quadrati, qualora fosse possibile
tecnicamente. La ringrazio, signor Presidente perché
farebbe un'opera meritoria per i cittadini di Raddusa.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
volevo intervenire sull'argomento, ma lo faccio considerato
che sono stato - mio malgrado - Presidente di Messina-
Ambiente SpA per tre anni, e forse so qualcosa riguardo
alla termovalorizzazione.
Noi spesso in Italia siamo i Principi del tutto e del
contrario di tutto, siamo partiti dal fatto che il Governo
nazionale ha dovuto commissariare ben quattro Regioni
proprio perché, a causa dei localismi troppo accentuati, e,
quindi, delle presunte difese di ogni campanile, non si
riusciva a porre rimedio ad un problema che pone e vede
l'Italia all'ultimo posto in Europa per quanto riguarda il
trattamento dei rifiuti. Ed è un fatto vergognoso, perché
ci avvicina più al Terzo Mondo che al mondo civilizzato,
oltre che arrecare danni incalcolabili all'ambiente.
Quando parlate di inquinamento, dimenticate che le
migliaia e migliaia di discariche esistenti in tutta la
Sicilia, in ogni piccolo Comune della Sicilia, vanno poi ad
inquinare le falde acquifere e i terreni in maniera
perenne, a volte per centinaia di anni, con l'impossibilità
di utilizzare e di attingere alle fonti e alle falde
acquifere per alimentare i nostri acquedotti.
Di cosa stiamo parlando? Parliamo forse del fatto che
esistevano gli impianti termodistruttori da decine e decine
di anni, non sto parlando ancora di termovalorizzazioni, ma
di termodistruzione dei rifiuti, da decine e decine di
anni, in tutta l'Europa civilizzata nel cuore vero: da
Copenaghen a Parigi, a tutte le altre grandi città europee
Termodistruttori, e senza neanche le preoccupazioni e le
precauzioni prese
Perché, vedete, il "problema diossina" oggi non esiste
più. Da quando si è scoperto che basta elevare la
temperatura di emissione da 7560 gradi ad 8500 - e finisco,
onorevole Cintola - già da 8500 in su, non ci può essere
materialmente, meccanicamente, fisicamente il pericolo di
emissione di diossina. Funziona ad oltre 10.000 calorie.
A Messina c'è l unico inceneritore del Meridione,
funziona de decine di anni. Bene, in questo inceneritore,
già con gli interventi fatti alcuni anni fa, era stato
scongiurato il pericolo diossina, figuriamoci per dei
termovalorizzatori, modernissimi che dovranno ancora essere
costruiti.
Ma veramente vogliamo continuare a dire "io non lo
voglio qua, mettiamolo là", finiamola. Siamo seri E poi,
però, protestiamo se vediamo i rifiuti per strada, siamo i
primi a dire che non siamo al passo con i tempi. Serietà,
serietà. Come diceva l'onorevole Presidente della VI
Commissione "ogni tanto serietà", non dico altro.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, non approfitterò della
sua generosità, perché, in effetti, ero già intervenuto,
anche se in una fase in cui non erano ancora emersi degli
elementi che varrebbe la pena commentare, ma annuncio -
così come ha fatto l'onorevole Liotta - un atto
parlamentare che consenta una discussione più approfondita,
anche per il Presidente della Regione, perché mi pare
giusto che tutte le voci e le opinioni entrino in campo.
Allora riservo per quella sede un esame più approfondito.
Al momento vorrei, però, dire che l'ordine del giorno
contiene due elementi: uno è la megadiscarica che servirà
cento Comuni, cento E che viene ubicata a non più di due
chilometri, in linea d'aria, dal centro abitato di Aragona
e Comitini; e, quindi, lì è il primo problema.
Non parliamo del termovalorizzatore, ma della
discarica. C'è una discarica che servirà circa 92 Comuni.
Altra cosa è dire ormai è tutto deciso e, quindi, possiamo
solo spiegare .
Signor Presidente, ci sarà un modo per rendere
consapevole l'impresa. Da dove nasce l'ubicazione? Non c'è
un piano del Commissario che destina ed ubica il
termovalorizzatore e le discariche. Sono le imprese che
scelgono sulla base del bando emesso dal Commissario
delegato. Quindi, questi ha emanato il bando in cui era
contenuta la previsione che l'impresa aggiudicatrice
avrebbe deciso il sito.
Mi chiedo se si può fare presente a queste imprese che
quel sito per la megadiscarica è troppo vicino ai centri
abitati ed è in un'altura dove i venti dominanti finiscono
per danneggiare - l'altura si chiama Serra Palermo ed è
proprio dirimpetto al comune di Comitini a poche centinaia
di metri dal comune di Aragona - la salubrità dell'aria di
questi comuni
Sono il primo a sostenere che occorrono i
termovalorizzatori, ma il problema è che cosa andiamo a
termovalorizzare. Siccome in Sicilia, come sostiene
l'onorevole Miccichè, siamo a livelli bassissimi di
raccolta differenziata è chiaro che quei termovalorizzatori
bruceranno tutto, e non la parte residua. E questo
comporterà dei problemi.
Il secondo problema è dato dal sito: perché dobbiamo
realizzare un termovalorizzatore a poche centinaia di metri
dal Museo Miniera regionale Cozzo Disi?
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 318.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
- n. 319 Istituzione, di apposito capitolo di bilancio
concernente la realizzazione o consolidamento dei palazzi
municipali e delle caserme nei comuni al di sotto di cinquemila
abitanti , degli onorevoli Villari, Formica ed altri;
- n. 320 Ritiro dei contingenti militari in Iraq degli
onorevoli Forgione, Liotta, Morinello, Ferro e Spampinato;
- n. 321 Concessione al Comune di Acquedolci (ME) di un
contributo per l organizzazione, promozione e gestione del
carnevale , dell onorevole Fleres;
- n. 322 Realizzazione ad Alcamo (TP) della Fabbrica delle
arti e della cultura , dell onorevole Turano;
- n. 323 Adempimenti per adibire a Casa per disabili l immobile
acquistato dall Associazione Mani Unite ed adeguamento della
Scuola materna Rosa Gattorno , degli onorevoli Lo Giudice,
Formica, Sbona e Turano;
- n. 324 Erogazione all Associazione Mani Unite di Canicattì
di un contributo per la Casa dei disabili , degli onorevoli Lo
Giudice, Cintola e Capodicasa;
- n. 325 Dichiarazione della Sicilia Regione OGM free e
predisposizione di un disegno di legge quadro sulla biodiversità
e il sostegno all agricoltura biologica , degli onorevoli Orlando,
Ferro, Raiti, Morinello, Miccichè e Lo Curto;
- n. 325 bis Costituzione della Fondazione con compiti di
ricerca e di studio in materia di beni culturali e di arte , degli
onorevoli Savarino e Segreto;
- n. 326 Dichiarazione del 30 novembre Giornata mondiale
contro la pena di morte degli onorevoli Orlando, Ferro, Raiti,
Morinello, Miccichè e Lo Curto;
- n. 327 Impegno del Presidente della Regione in materia di
bandi di gara concernenti il servizio idrico integrato , degli
onorevoli Cracolici e Gianopolo.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 319. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 321. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 322. Il parere del
Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 323. Il parere del
Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 324. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 325. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. E accolto come
raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PANARELLO Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno
numero 325.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 325 bis.
SEGRETO Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno
numero 325 bis.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo lo accoglie come
raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 326.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
FLERES Dichiaro di voler apporre la mia firma all ordine del
giorno 326.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 327. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. E accolto come
raccomandazione.
CRACOLICI C'è un emendamento del Governo che ancora dobbiamo
votare.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Non ha importanza, onorevole Cracolici,
l'ordine del giorno è un atto di impegno, o è collegato ad
un emendamento, o è generico e collegato complessivamente
alla legge è comunque un atto di impegno, il Governo lo
accetta come raccomandazione. Mi pare che questo possa
essere sufficiente.
Onorevoli colleghi, il Governo ha già predisposto, così
come annunziato, un maxi emendamento. Ha chiesto di avere
qualche minuto di tempo per poterlo mettere a punto. Noi
abbiamo intanto accantonato all'articolo 33 l'emendamento
riguardante l'interporto, se il Governo ha preparato la sua
riformulazione potremmo intanto votare l'emendamento
riguardante l'interporto, poi sospendere per qualche minuto
la seduta in modo tale da consentire al Governo di mettere
a punto il maxiemendamento che verrà successivamente
distribuito, sospenderemo ulteriormente per qualche minuto
in modo tale che i deputati possano rendersi conto del
testo dell'emendamento per poi tornare in Aula per il voto
sul maxiemendamento e sulle relative tabelle.
Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.
Comunico che, a seguito dell'andamento dei lavori
dell'Aula e del protrarsi dell'iter parlamentare del
disegno di legge concernente le variazioni di bilancio, il
calendario della sessione di bilancio è così rimodulato:
- Giovedì 13 novembre 2003: Avvio della sessione di
bilancio,
- Martedì 16 dicembre 2003: Inizio dell'esame in Aula
dei documenti finanziari.
Il termine fissato per la conclusione della sessione
predetta è rideterminato in quello di martedì 23 dicembre
2003. Ne consegue che gli uffici di Presidenza di ciascuna
Commissione legislativa permanente sono invitati, ai sensi
dell'articolo 69 ter del Regolamento interno, ad
organizzare i lavori per assicurare il rispetto dei tempi
programmati.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CINTOLA Signor Presidente, vorrei ricordare che vi é
un altro disegno di legge che è stato già incardinato dall
Aula, di due soli articoli. Pertanto, se non sorgono
osservazioni, potremmo completarne l esame in maniera tale
da portarlo al voto finale come gli altri disegni di legge
che già abbiamo fatto. Questo consentirebbe anche al
Governo di riscrivere il maxiemendamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non sorgendo
osservazioni, così resta stabilito per quanto riguarda la
comunicazione del calendario dei lavori.
SPEZIALE E' una anomalia questa
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non è una anomalia
perché, purtroppo, l andamento dei lavori non l'ha
stabilito questa Presidenza.
Onorevoli colleghi, l onorevole Cintola ha proposto
che, dopo la votazione dell emendamento aggiuntivo 33.A.14
e dei relativi subemendamenti in precedenza accantonati, si
sospenda l esame di questo disegno di legge e si passi al
seguito della discussione del disegno di legge n. 702/A
Norma di interpretazione autentica dell articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997 n. 19 .
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si riprende, pertanto, l esame dell'emendamento 33.A.14
del Governo, che così recita: «L'Assessore regionale per i
trasporti è autorizzato a trasferire le somme di 30.988
migliaia di euro alla Società Interporto Catania S.p.A. che
si trasformerà in seguito in Società degli Interporti
siciliani per la realizzazione degli interporti di Catania-
Bicocca e Termini Imerese con il vincolo della destinazione
delle somme di 15.000 migliaia di euro alla realizzazione
della struttura di Termini Imerese. I procedimenti per la
realizzazione delle suddette opere osserveranno le regole
di evidenza pubblica previste dalla normativa comunitaria».
Comunico che è stato presentato dal Governo l emendamento
33.A.14 bis e dagli onorevoli Speziale, Giannopolo ed altri
il subemendamento 33.A.14 bis.1:
«Dopo le parole ''Società interporti siciliani aggiungere
promuovendo il coinvolgimento e la partecipazione
societaria dei soggetti pubblici istituzionali
territorialmente interessati''».
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, nutro
perplessità sulla stesura del testo, in primo luogo perché
la discussione che abbiamo fatto, evidentemente, ha
prodotto alcuni risultati visto che nel testo presentato
dal Governo non si prevede più l affidamento alla Società
Interporti siciliani che - apprendiamo ora dal testo del
Governo - non esiste. Noi avremmo affidato, se non si
fosse sollevata la discussione, ben trenta milioni di euro,
cioè sessanta miliardi delle vecchie lire, ad una Società
che non esisteva Ora apprendiamo che la Società
Interporti di Catania si deve trasformare in Società
Interporti siciliani ed avrà il finanziamento.
CASTIGLIONE assessore per l agricoltura e le foreste. Cambierà
denominazione
CAPODICASA Sì certo, cambierà denominazione; noi, però,
stavamo erogando un finanziamento ad una Società che aveva
un'altra denominazione, e da come si era detto da parte del
Governo precedentemente non si trattava di una SpA ma di
una società consortile.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Consortile per azioni.
CAPODICASA No, società consortile è una cosa; società
consortile per azioni è un'altra Ora apprendiamo che è una
società consortile per azioni.
Mi chiedo, poi, cosa significhi "attraverso le procedure
di evidenza pubblica secondo le norme comunitarie". Non
sono un esperto in materia di appalti, però se qualcuno
fosse in grado di spiegarmi quale tipo di procedura, quale
fattispecie comprende questa formulazione, se vi è
l'appalto-concorso, l'asta pubblica, la trattativa privata.
La procedura di evidenza pubblica non mi dice nulla, se
non il fatto che prevede qualche procedura. Vorrei capire
per fare cosa e come serviranno questi finanziamenti, se
noi li daremo.
La mia è una modestissima opinione. Se ci saranno le
spiegazioni ne prenderò atto, altrimenti mi regolerò di
conseguenza senza dovere per questo fare le barricate in
Aula.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
perplessità sollevate dall'onorevole Capodicasa hanno
sicuramente un fondamento. E' la prima volta che la Regione
siciliana affida ad una SpA la realizzazione di strutture
interportuali, intermodali, di grande rilevanza. Stiamo
adesso parlando di 60 miliardi, ma dobbiamo sapere che,
successivamente, la realizzazione di questi interporti
comporterà l impegno di centinaia di miliardi di risorse
finanziarie.
E la prima volta che la Regione affida ad un soggetto di
diritto privato, ancorché partecipato interamente da
soggetti pubblici, il compito di realizzare strutture di
così grande rilevanza.
All'articolo 74 della legge finanziaria n. 4/2003, quando
si parla di interporti, è scritto "ferme restando le
disposizioni di cui alla legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 - ricordo questo passaggio perché si trattava di un
emendamento a mia firma - per la realizzazione di
interporti nella Regione siciliana con le risorse di cui
all'articolo 52, comma 34 della legge 28 dicembre 2001, n.
448, il Dipartimento regionale trasporti è autorizzato ad
avvalersi anche di società con prevalente capitale pubblico
e partecipando anche a capitali di società operanti nel
settore". Poiché la legge 7 del 2002 e successive
modifiche, all'articolo 2, quando individua i soggetti
obbligati ad applicare la stessa legge, cioè i soggetti a
cui si rivolge la legge medesima, individua anche la
fattispecie delle SpA partecipate interamente dalla
Regione, se noi vogliamo introdurre maggiore chiarezza
dobbiamo richiamare anche la legge regionale 7 del 2002
sugli appalti.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Seguiranno la legge.
GIANNOPOLO No, onorevole assessore, questo è molto
opinabile. Se noi lo esplicitiamo creiamo un vincolo di
legge.
CAPODICASA Si citano solo le norme comunitarie.
GIANNOPOLO Onorevole assessore, sarebbe opportuno
aggiungere norme comunitarie e regionali vigenti .
Signor Presidente, in ultimo dichiaro di ritirare i
subemendamenti 33.A.14.3 e 33.14.4.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 33.A.14.1
degli onorevoli Speziale e Giannopolo. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 33.A.14.2 degli
onorevoli Speziale e Giannopolo. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 33.A.14.bis.1 degli
onorevoli Speziale, Giannopolo ed altri. Il parere del
Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
L emendamento 33.A.14.5 è ritirato.
L Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 33.A.14.bis, come
modificato. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
(Gli onorevoli Cracolici, Panarello, Capodicasa, Forgione, Ferro
e Oddo hanno votato contro)
Seguito della discussione del disegno di legge
Norma di interpretazione autentica dell articolo 13
della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 (n.
702/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo
si sospende l esame del disegno di legge n. 699/A e si
procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
702/A "Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13
della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19", posto al numero
2), il cui esame era stato sospeso nella seduta numero 170
del 6 novembre 2003.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto nel
banco delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Norma di interpretazione autentica
1. Il comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, n. 19, va interpretato, fin dal giorno
della sua entrata in vigore, nel senso che le
condizioni di ineleggibilità dei deputati all'Assemblea
regionale siciliana sono regolate, sia per ciò che
concerne l'individuazione delle singole cause
dell'ineleggibilità e di incompatibilità, sia per
quanto riguarda la disciplina degli aspetti
procedurali, dagli articoli 2, 3 e 4 della legge 23
aprile 1981, n. 154.
2. Ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 20
giugno 1997, n. 19, resta in vigore soltanto il punto 4
del primo comma dell'articolo 8 della legge regionale
20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni ed
integrazioni.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Speziale e Crisafulli:1.1;
- dagli onorevoli Savarino, Cintola e Pistorio: 1.2.
L'emendamento 1.1 è improponibile.
Si passa all'emendamento 1.2.
SPEZIALE Sarebbe opportuno che qualcuno ci spiegasse
l'emendamento.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma
2 resta in vigore, il che significa che l'articolo 4 della
legge nazionale 154 nel territorio siciliano rimane non
applicato. La legge nazionale prevede la incompatibilità tra
la carica di sindaco e quella di deputato regionale. In
questo caso, non fa riferimento a quella fattispecie, ma
rimanendo in vigore il comma 2 l'articolo 4 non si applica
nella Regione siciliana.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, credo sia necessario, e mi
rimetto alla valutazione degli uffici, che venga specificato
che la legge 154 è quella dello Stato.
PRESIDENTE Quando non è scritto che è legge regionale si
tratta di legge nazionale, onorevole Crisafulli, e comunque
così è inteso.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, il comma 2 dell'articolo 13 a
cui si fa riferimento, se ho capito bene, prevede che colui
che è in carica come deputato regionale, per esempio, possa
anche fare il sindaco di Palermo. Capisco che ci sarà una
qualche ragione non chiara, penso sia opportuno che ciascun
parlamentare faccia una riflessione su quella che è la
illegittima necessità di cumulare cariche, per cui poi non si
riesce a fare bene ne l'uno nè l'altro. Quindi, vorrei che il
Parlamento almeno fosse a conoscenza di cosa stiamo votando.
PRESIDENTE Pongo in votazione l emendamento 1.2. Il
parere del Governo?
D AQUINO assessore per la famiglia, le politiche
comunitarie e le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E approvato)
Pongo in votazione l articolo 1 nel testo risultante.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, io voterò contro perchè mi
pare che si stia cercando di confondere un po' le idee; non
credo, infatti, che tutti i colleghi abbiano le idee chiare
su cosa stiamo votando. In Commissione mi ero astenuto su
questo disegno di legge perchè non avevo ancora chiaro l'idea
di cosa si parlasse. Oggi, approfondendo l'argomento, devo
manifestare il mio dissenso anche per l'ultima norma che è
stata introdotta con questo emendamento. A mio avviso il
disegno di legge ha qualcosa di illegittimo, per cui
manifesto il mio dissenso e il mio voto contrario.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, vorrei capire la tecnica
legislativa che usate per l'approvazione di questo disegno di
legge. Noi stiamo, con questo disegno di legge, da una parte
dando una interpretazione autentica di una norma e,
dall'altra, diciamo che una norma continua ad esistere, senza
che sia intervenuta nessuna norma in contrasto con la norma
citata che ne prevede l'approvazione.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, l'interpretazione
riguarda il comma 1; l'emendamento che abbiamo già votato
riguarda il comma 2 e, quindi, la precisazione si rendeva
necessaria proprio per evitare che si ingenerasse confusione
rispetto a quale parte l'Assemblea stesse interpretando. Sta
interpretando il comma 1, come peraltro scritto.
SPAMPINATO E con legge noi dobbiamo specificare che tutto
il resto resta in vigore?
PRESIDENTE Mi rendo conto, onorevole Spampinato, che è
ultroneo, che potrebbe essere ultroneo. Ma poichè nel più c'è
il meno, da questo punto di vista non stiamo commettendo
alcun errore.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, mi associo alla richiesta
dell'onorevole Speziale di mettere i deputati in condizione
di conoscere tutte le incompatibilità e le ineleggibilità
previste dalla legge 154.
PRESIDENTE Onorevole Formica, le fotocopie della legge
154 sono in distribuzione; ogni collega può sicuramente
leggerla, confrontarsi, studiarla.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la clausola di entrata in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione . Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale avverrà successivamente.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per consentire al
Governo la predisposizione di un maxiemendamento al disegno
di legge numero 699/A.
(La seduta, sospesa alle ore 20.52, è ripresa alle ore 21.25)
La seduta è ripresa.
Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
PRESIDENTE Si riprende l esame del disegno di legge numero
699/A.
Comunico che sono stati presentati dal Governo i maxiemendamenti
1G e 2G, rispettivamente al testo ed alle tabelle.
Onorevoli colleghi, dopo la distribuzione dei due maxiemendamenti
ed un tempo relativamente breve per consentirne l esame, la
Presidenza chiederà ai firmatari degli emendamenti presentati di
comunicare l'eventuale ritiro degli stessi in modo tale che si
possa poi pronunciare sull ammissibilità o inammissibilità,
sull'assorbimento o sulla decadenza degli emendamenti restanti.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 22.40.
(La seduta, sospesa alle ore 22.28, è ripresa alle ore
22.46)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, penso che il tempo che ci siamo dati per
l'esame dei due maxiemendamenti sia stato sufficiente.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che siamo
arrivati allo snodo finale e per snodo finale intendo
l'approvazione da parte dell'Aula.
Vorrei capire lo spirito e vorrei che il Governo ribadisse se
questo emendamento è esaustivo degli emendamenti aggiuntivi
presentati, perché se questo è ciò che penso debba essere,
allora, l'atteggiamento di volgere uno sguardo approfondito, di
chiedere qualche delucidazione, ci porta a dire che stiamo
completando un lavoro iniziato da qualche giorno e che può
produrre, anche attraverso questo emendamento, un ulteriore
rafforzamento della manovra annunziata, che è stata discussa in
Commissione bilancio, che ha avuto ulteriori discussioni e momenti
d incontro per una sua definizione.
Se il valore è questo, siamo agli sgoccioli; diversamente, non
capisco l'attesa. Comprendo che anche questi ulteriori cinque
minuti del mio intervento possano servire ad approfondire ancora
di più l'emendamento presentato dal Governo.
Allora, se è così, abbiamo un emendamento unico; tentiamo di
dare una definizione immediata al problema, di passare ad
approvare le tabelle relative ed andare a votare i disegni di
legge, che sono cinque o sei, pronti per il voto finale.
Mi sono accorto che nel testo non ci sono emendamenti che
esaltano nè il ruolo, nè il numero dei deputati, né altro.
Ritengo quindi che la definizione del problema, con questo ultimo
emendamento, debba portarci ad approvarlo in silenzio, ed è la
prima volta che mi pronuncio, perché più ne parliamo e più
potremmo non essere capiti. Quando parlo di silenzio non intendo
tappare bocca alcuna, se ci riscontriamo negli incontri fatti - e
questa è obbiettivamente la sintesi degli incontri avvenuti tra
di noi - con il Governo, nelle condizioni di un bilancio che non
esiste.
Ritengo, quindi, che si debba arrivare ad una conclusione,
perché abbiamo dato fondo a tutto, non c'è più nulla.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avendo
avuto modo di interloquire nei modi e nelle forme che qui ci
ha descritto, o comunque alle quali ha alluso l'onorevole
Cintola, esprimo tutto il mio sconcerto per il fatto che, a
partire dall illustrazione di questo documento fatta
dall'assessore Pagano all'inizio, siamo di fronte ad un epilogo
del tutto incomprensibile e contraddittorio con le cose che ha
detto l'assessore Pagano.
Ci troviamo di fronte a numerosi emendamenti che non hanno
niente a che vedere con il tema delle variazioni di bilancio
che affrontano al solito questioni che riguardano norme
urbanistiche, il personale e varie ed eventuali che hanno tutta
l'aria di rispondere a questioni molto settoriali e specifiche.
Anche la forma dell'emendamento che ci viene proposto, in
quanto scritto e dattiloscritto in qualche parte e manoscritto
in qualche altra parte, dà il senso di una operazione che non
ha una sua linearità, che non ha nessuna coerenza e che
h del tutto contraddittoria con le stesse
considerazioni che faceva l'onorevole Cintola. Credo che se
dobbiamo affrontare con questo spirito anche la sessione di
bilancio, faremo cose di gran lunga peggiori rispetto a quelle che
già lo scorso anno ci siamo trovati a dovere gestire.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAPODICASA. Signor Presidente, intervengo per dichiarare tutto il
mio imbarazzo di fronte ad un maxiemendamento che - ho dato una
scorsa rapidissima - contiene citazioni di ben 57, 58 leggi della
Regione, dello Stato, direttive comunitarie e, probabilmente,
risoluzioni dell'ONU.
Oltretutto, si tratta, nella quasi totalità, di nuove norme; e la
quasi totalità è in violazione del Regolamento approvato un mese
fa, il quale prevedeva che le norme che non avessero avuto
l'approvazione, o comunque, il parere della Commissione di merito,
non avrebbero trovato ingresso in Aula. Proprio il Presidente di
turno dell'Assemblea ricorderà che il problema principale che ci
eravamo posti era come disciplinare le procedure emendative
dell'Aula, per evitare quello che, purtroppo, abbiamo constatato
nel passato, cioé fare queste nottate - anzi siamo ancora alle ore
23.00 - ma in passato abbiamo superato le ore notturne, arrivando
alle ore mattutine, senza dormire, in circostanze tali da non
garantire né la lucidità dei parlamentari, né un livello minimo di
attenzione.
Siamo di nuovo alle solite Debbo dire che un maxiemendamento in
cui sono previsti assunzioni, concorsi riservati nella pubblica
amministrazioni prevede l istituzione di un agenzia, l'agenzia per
il Mediterraneo, con una complessa articolazione - di cui io
personalmente non ne sento assolutamente l'esigenza - con la
facoltà di nominare consulenti a iosa.
Voglio assumermi un piccolo incarico, per conto di coloro i quali
hanno la curiosità di sapere quanti nuovi consulenti abbiamo
introdotto nell amministrazione regionale dall'inizio di questa
legislatura da un punto di vista normativo; non si contato più:
consulenti esterni edirigenti esterni - tutti pagati
profumatamente - per dare consulenze che nessuno conosce e che non
hanno portato, come non porteranno, nessun beneficio all'attività
amministrativa della Regione E' una vergogna. Lo dico senza
enfasi, ma con la piena consapevolezza che si sta andando oltre il
segno. Dopodiché, per quanto mi riguarda, se non c'è il tempo
sufficiente per approfondire il maxiemendamento, che non è un
emendamento - sono per lo meno una decina di leggi, una dietro
l'altra e non si può spacciare per un emendamento, ancorchè maxi,
come qualcosa che, in altro momento e con altra procedura,
l'Assemblea esamina in settimane, non in minuti, in settimane
Se volete insistere su questa procedura, che è in violazione del
Regolamento, io mi richiamo alle facoltà della Presidenza perchè
non si può discutere un anno circa per riformare il Regolamento,
che doveva servire a ricondurre ad una disciplina migliore
l'attività parlamentare, ma soprattutto doveva servire ad evitare
i vizi che riemergono con frequenza nei lavori e nell'attività
dell'Assemblea, per poi vedersi, nel giro di appena venti giorni,
un mese, totalmente revocato, di fatto, il lavoro svolto e tornare
tranquillamente, senza colpo ferire, alla prassi precedente tanto
criticata, giustamente, non solo da alcuni parlamentari, ma dalla
stampa e dall'opinione pubblica.
Non intendo far passare tutto questo senza levare la mia voce di
protesta. I regolamenti non possono servire, onorevole Cintola,
soltanto a fissare gli orari e le scadenze per fare le leggi e per
terminare le riunioni o per intervenire da questo podio, servono a
garanzia delle opposizioni e, invece; voi i regolamenti li
approvate soltanto per stringere qualche cosa ai parlamentari di
opposizione. Ecco qual è la realtà
E, allora, se non valgono le regole per questa carta straccia
che ci date, non capisco perchè debbano valere per me quando devo
- in Commissione - esitare il disegno di legge per forza entro la
mezzanotte perchè la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha deciso che l indomani mattina dobbiamo andare in
Aula
A me di queste cose, da questo momento in poi, non importa nulla,
sia chiaro Ivi compreso il calendario che la Presidenza ha
indicato questa mattina sui tempi di approvazione della
Finanziaria. Poi ne discuteremo in Commissione Bilancio e in
Aula perchè questo non è modo di agire I regolamenti non sono
fatti per cavare gli occhi all'opposizione, bensì per essere
rispettati, prima di tutto, dalla maggioranza, ed io credo che la
Presidenza debba almeno garantire questo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza ha seguito
costantemente gli orientamenti dell'Aula. Tutti noi sappiamo
quello che è accaduto e come si sono sviluppati i fatti. Che i due
maxi emendamenti del Governo possano non essere interamente
interpretativi delle esigenze e delle volontà dei diversi Gruppi
politici è un fatto, ma che ci si meravigli alle 23.00 di quello
che è accaduto e di come si è proceduto mi sembra un po'
eccessivo
Io mi permetto di fare appello al buon senso e al buon gusto di
ciascuno di noi e, soprattutto, all esigenza di concludere con
sufficiente celerità un lavoro lungo che ha impegnato tutti, che
ha visto protagonisti tutti, ciascuno per la propria parte
politica, ma non meravigliamoci perchè è accaduto soltanto quello
che ciascuno di noi ha voluto che accadesse.
CAPODICASA Lei è il Presidente dell'Assemblea non può fare
questo ragionamento. Lei ha il dovere di applicare il Regolamento
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, di volta in volta ho chiamato
l'Assemblea a pronunciarsi sulle scelte che sono state compiute e,
di volta in volta, l'Assemblea mi ha dato mandato di proseguire
secondo quelle che erano le proposte che venivano formulate.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, non posso limitarmi ad esprimere
una condizione di disagio rispetto all emendamento presentato che,
in molti casi, nulla ha a che vedere con la natura finanziaria
dell'attività per cui si era aperta questa sessione chiamata a
discutere le variazioni di bilancio. Stiamo, di fatto, modificando
buona parte delle norme della Regione e introducendo norme senza
avere avuto la opportunità e l'occasione di poter fare un esame
approfondito nelle Commissioni di merito.
Voglio, però, limitare il mio intervento non ripetendo ciò che ha
già detto l'onorevole Capodicasa relativamente al punto 21 di
questo maxiemendamento o quella parte relativa alle norme.
Vorrei intanto ricordare che quest Aula, a seguito anche di una
iniziativa che è stata al centro della cronaca di questi ultimi
giorni, che in qualche modo ha creato un certo disagio
nell'opinione pubblica siciliana, qualche ora fa si è determinata
nel rimuovere il famoso comma 9 che introduceva l'acquisto e
l'affitto degli ospedali e l'estensione fino al 100 per cento
dell'entrate proprie della autorizzazione che veniva data alle
Aziende sanitarie e alle Aziende ospedaliere per l'indebitamento a
medio, lungo e a breve termine, modificando una norma che è stata
introdotta dall'assessore Pagano nella scorsa finanziaria, che
prima era al 15 per cento e poi è stata portata al 20 per cento
delle entrate proprie. Questo Parlamento, quindi, qualche ora fa,
ha rimosso dal testo delle variazioni di bilancio questa norma.
Qualche ora dopo, una parte di questa norma per cui il Governo ha
chiesto di rimuoverlo, viene riproposta nell'emendamento in
questione. Io considero ciò inaccettabile: è il gioco delle tre
carte
Nel merito, dico subito che noi stiamo introducendo il princìpio
di finanziarizzare il bilancio della Regione. Stiamo decidendo -
e non so quanti colleghi, visto l'ora e la stanchezza, potranno in
qualche modo comprendere la mia eventuale facilità di spiegazione
del tema di cui stiamo discutendo - di autorizzare i direttori
generali a contrarre mutui fino al 100 per cento delle entrate
proprie delle aziende stesse. Stiamo decidendo di ridurre dalla
gestione ordinaria le entrate proprie.
Io non voglio banalizzare ma ricordo che fra le entrate proprie
ci sono anche i ticket e, quindi, stiamo decidendo che i ticket
servono a pagare le operazioni non di riduzione o
compartecipazione alla spesa sanitaria ma di compartecipazione
alla spesa finanziaria della sanità, cioè agli oneri finanziari
relativi alle modalità con le quali, purtroppo, le difficoltà
finanziarie hanno determinato un grande buco e una grande
esposizione con relativi oneri finanziari aggiuntivi.
Ma, al di là del fatto in sè disdicevole, stiamo decidendo che
riduciamo nella gestione di competenza le entrate proprie delle
aziende perché le entrate proprie serviranno totalmente a pagare
le rate di mutuo per intervenire sull'indebitamento delle aziende
stesse.
Tra l'altro, in questi giorni si è registrata una polemica nei
confronti dell Assessore per il bilancio e del Direttore dei
Consorzi delle Aziende con modalità diverse. Probabilmente, ha
ragione l'uno o l'altro, in questo momento non mi interessa
entrare nel merito, dico soltanto che certamente questa norma
stabilisce un metodo con il quale noi dobbiamo intervenire
sull'indebitamento. Le aziende cioè devono indebitarsi
intervenendo sul rating della Regione, determinando un ulteriore
appesantimento sull'attuale situazione debitoria, mentre, com è
noto, ci sono altre ipotesi riguardanti, ad esempio, il
factoring da parte dei creditori che non graverebbe direttamente
almeno sull'indebitamento diretto della Regione.
Dunque ripeto - è inaccettabile che venga proposta la norma
dopo che è stata rimossa qualche ora fa, lo considero sbagliato
sul piano della gestione finanziaria perchè questa norma non aiuta
a risolvere i problemi dell'indebitamento, anzi li aggrava e li
rende permanenti perché stiamo portando la gestione corrente
inevitabilmente ad essere gestione di debito: noi, cioè
incassiamo nel presente per pagare soltanto i debiti del passato
producendo debiti su debiti Credo che questa non sia una tecnica
finanziaria e di bilancio corretta e, comunque, non aiuta le
aziende ad uscire dal vicolo cieco in cui sono.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, sono convinto che dobbiamo arrivare
ad una conclusione che investa l'intera Aula e che non ci possano
essere fughe troppo in avanti né arretramenti improvvisi che non
servono - a mio avviso - alla approvazione di questo disegno di
legge.
L'ho detto ieri e lo ribadisco anche oggi: questa non è la legge
della maggioranza, abbiamo lavorato per approvare un disegno di
legge non della maggioranza ma dell'Aula. Ed è la prima volta,
forse più delle altre volte, che ci siamo avvicinati molto ad
avere una presenza che ha dato all'Assemblea il senso che ci siamo
e ci siamo tutti, nel tentativo non di ottenere qualcosa, il
campanile, o quant altro, c'è stata invece una cooperazione che
ha poi portato dei frutti anche positivi.
Quando l onorevole Cracolici punta il suo dito su un fatto che
espone la Regione in materia di sanità non dice cose che sono
sbagliate, però non tiene conto di un altro fatto, e cioè che quel
Governo ha la necessità di risolvere alcuni problemi. Allora,
possono esserci fatti mediativi? Non so se il Governo sia nelle
condizioni di dire che dal 20 per cento assicurato prima non va
al 100 per cento e va al 80, al 75 o al 70 per cento .
Quindi, se rivolgo un appello al Governo è perchè sull'argomento
possa salvaguardare il Governo stesso per le proprie incombenze e
a chi, come Cracolici, sottolinea una battaglia, io dico di
provarci e di chiudere interamente il discorso. Posso pure
rendermi conto che l onorevole Capodicasa, al quale riconosco
l onestà intellettuale di muoversi dentro i regolamenti e con i
regolamenti -e non ho dubbi su questo -, abbia qualcosa di
importante da dire limitatamente a questa manovra e per tentare di
chiuderla.
Se c'è un'agenzia in più o in meno, non sarà per una agenzia in
più o in meno che noi non chiudiamo assieme questa legge. C è la
necessità di dare una risposta alla Sicilia e, mentre avvertiamo
che ci sono dei bisogni, noi qui non ci accapigliamo perchè c'è la
cosiddetta invenzione dell'ultimo istante.
Allora voglio dire con chiarezza adesso, se è possibile, e lo
dico prima al Governo Cuffaro e a Pagano, che noi abbiamo lavorato
con la minoranza in quest'Aula durante tutto il percorso, tutta la
minoranza, non solo i DS perchè sono dieci, con tutti abbiamo
lavorato seriamente e abbiamo tentato di chiuderla seriamente
anche con qualche piccola baruffa, però alla fine ci siamo
arrivati votando e anche velocemente, debbo dire senza
ostruzionismi di parte.
Perchè, ora in questo istante dobbiamo farci per forza lo
steccato per le battaglie comiziali. Abbiamo la necessità di
chiudere seriamente questo provvedimento questa sera e di
chiuderlo in pro bona pacis non della maggioranza o della
opposizione ma della Sicilia, anche con le pecche che
l'opposizione ci riconosce, ci sottolinea ma anche con il fatto
che questa maggioranza non si è avvalsa di essere maggioranza in
molte occasioni o in quasi tutte le occasioni così come
riconosciamo che anche nella commissione Bilancio abbiamo trovato
disponibilità al colloquio e al dialogo. Non interrompiamolo
perchè non è la legge che se ne va, ma se ne va un modo di
concepire diverso che stiamo dando, onorevole Capodicasa, e ad
oggi ci siamo riusciti, fino a dieci minuti fa, tentando di
approvare in disegno di legge che potesse dare a tutti la
possibilità di ritrovarsi anche con scarse possibilità di
cosiddetto successo ideale.
Ritengo, pertanto, di dover dire ai colleghi di stabilire, nel
giro di pochi minuti, quello che serve per chiudere e al Governo
in cambio di continuare il suo parlamentarismo con ogni singolo
deputato, compresi i colleghi assessori che avrebbero potuto
parlarsi addosso tanto tempo fa e non lo hanno fatto, perchè pare
parlino lingue diverse: uno parla il catanese e l'altro il
nisseno, quindi non riescono ad avere un colloquio diretto e
serio; non riescono a capirsi.
Quindi, voglio dire al Governo, che è loquace quando vuole e che
non ascolta quando è necessario, di parlare, di capire, di
comprendere che dobbiamo chiudere e che sia necessario anche da
parte del Governo anche fare qualche passo e comprendere che in
queste dieci pagine o sette, otto pagine se c'è da togliere
qualcosa a qualcuno non ci sono difficoltà a farlo perchè noi
abbiamo un solo vero impegno: chiudere stasera ed aprire domani
mattina la sessione di bilancio per potere arrivare a dicembre non
nelle condizioni di oggi.
Per questo dico al Governo, che ha fatto una buona finanziaria,
di non pensare di aggiungere altro, dovremmo anzi togliere
qualcosa. I l bilancio è quello che è ed è impacchettato, i tempi
per poter chiudere prima di Natale ci sono se abbiamo anche
questa sera un minimo di serietà, perchè questa sera può essere il
presupposto della credibilità del domani tralasciando le piccole
cose, Signor Presidente dell'Assemblea, al quale noi dobbiamo
molto, perché senza la sua sapiente regia non so se saremmo potuti
arrivare al punto in cui siamo.
Quindi, vorrei evitare i toni alti suoi e di altri. La
stanchezza può provocare colpi di mano e far arrivare a chiedere
al Governo se, sulla sanità, c'è qualche passo da fare. E se
l'agenzia, che facciamo solo stasera, c'è la possibilità per la
maggioranza di vedere, se nella finanziaria o con legge unica, può
riuscire a farla anche chiedendo una finestra parlamentare, per
chiudere anche questa vertenza che è importante, che è sollecitata
anche bene e sino in fondo, anche se tardivamente.
Io affido alla Presidenza la mediazione, al Governo la capacità
di muoversi e all'opposizione e alle minoranze, compresa la nostra
maggioranza, di comprendere che il dato importante è che da domani
inizi la sessione di bilancio.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono da considerare in congedo per la
seduta odierna gli onorevoli Granata, Stancanelli, Neri, Vicari,
Cascio, Catania Franco e Cimino.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, intendo fornire all'Aula un dato
statistico: alla fine delle mediazioni, come le chiama l'onorevole
Cintola, risultano non assorbiti o preclusi dal maxiemendamento
del Governo appena 19 emendamenti, due dei quali, il 48.A.11 e il
48.A.9, vengono immediatamente ritirati perché sono a mia firma,
in segno di collaborazione con quello che è l'andamento celere dei
lavori che ci siamo dati. Si tratta, quindi, soltanto di 17
emendamenti. Dunque, tutta questa tentata violazione,
stravolgimento di quelli che erano gli orientamenti maturati
dall'Aula, francamente non mi pare che si sia verificata.
La proposta della Presidenza è, pertanto, quella di porre in
votazione i maxiemendamenti del Governo, dopo di che porre in
votazione gli emendamenti che non risultano essere assorbiti e
così, per fasi successive, approssimarci alla conclusione della
discussione del disegno di legge.
. L'onorevole Ardizzone poc anzi ha comunicato alla Presidenza
che ritira gli emendamenti 48.A.55 e 48.A.54. Sono 15 gli
emendamenti che non risultano essere stati assorbiti.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli: Granata, Stancanelli, Neri, Cascio, Vicari, Catania
Franco e Cimino.
L Assemblea ne prende atto.
Riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
CINTOLA Il Gruppo UDC ritira tutti gli emendamenti a firma dei
componenti.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto. Sono ritirati gli
emendamenti 48.A.11, 48.A.54, 48.A.55, 48.A.17, 48.A.20, 48.A.21,
48.A.35, 35.2, 48.A.9.
CRISAFULLI Dichiaro di ritirare l emendamento 48.A.2 a mia
firma.
PRESIDENTE L Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, decadono i seguenti emendamenti:
48.A.74, 48.A.50, 48.A.68, 48.A.25, 48.A.3, 48.A.73, 48.A.69,
48.A.53.
DE BENEDICTIS^. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS^. Signor Presidente, intervengo per dichiararmi
d accordo con le argomentazione dell'onorevole Capodicasa. Io
penso che ancora una volta ci troviamo di fronte alla solita
vicenda.
Questo è un Parlamento che non si è mai tirato indietro né di
fronte al proprio dovere nè ai bisogni del popolo che sempre
invoca nell'esercizio delle nostre funzioni. E, tuttavia, credo
che quello di assolverlo in questa maniera non faccia onore al
Parlamento.
Trovarsi per l ennesima volta, notte tempo, con un Parlamento che
per settimane non fa nulla, a discutere di un maxiemendamento di
tale natura, credo non sia coerente con la funzionalità propria
che ci si vuole dare.
Questo maxiemendamento contiene norme di ogni natura e specie. Io
capisco le ragioni di tutti, da parte del Governo che ritiene così
di andare avanti, da parte della maggioranza che naturalmente non
si pronuncia mai e a testa bassa segue il Governo, e, mi dispiace,
anche da parte dell'opposizione con chi all'interno
dell'opposizione stessa ha ritenuto di asseverare questo metodo
del concordamento che taglia fuori comunque la possibilità di
comprensione da parte di molti deputati.
Poiché io rispondo prima di tutto a me stesso, come credo ogni
deputato debba fare riguardo alle scelte che questo Parlamento
compie, non ritengo di essere nelle condizioni di valutare ciò che
questo maxiemendamento contiene. Avrò dei limiti, ma mi sentirei
ancora più disonesto intellettualmente nel non denunciarli e fare
finta di niente.
Se l Aula ritiene di dover andare avanti con questo
maxiemendamento tradendo la sua funzione di comprensione e di
costruzione di un processo razionale utile a tutti noi in primo
luogo per svolgere la nostra funzione, io credo di non poter
ulteriormente partecipare ai lavori.
Quindi, la invito, naturalmente associandomi a quelle parole che
sono state dette in tal senso da altri, a rinviare la seduta per
consentire a tutti di prendere atto e contezza di questo
maxiemendamento e, comunque, mi sento di biasimare, ancora una
volta, questo metodo che è assolutamente contraddittorio e che
contraddice il percorso che dovremmo svolgere.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente onorevoli colleghi, vorrei fare mie
le considerazioni espresse da coloro che mi hanno preceduto e,
soprattutto, vorrei prendere in considerazione anche i rilievi
mossi dall'onorevole Capodicasa.
Quest'anno, forse, per la prima volta l'Assemblea regionale ha
dato, all'esterno, un immagine di efficienza, di produttività e di
collaborazione su questa manovra di assestamento di bilancio.
Forse per la prima volta questo Parlamento è riuscito a fare il
parlamento, tanto è vero che - voglio ricordare ai colleghi
dell'opposizione, e credo che me ne daranno atto - che una manovra
che è arrivata in Parlamento, proposta dal Governo, che prevedeva
una serie di provvedimenti e di articoli i quali, passati al
vaglio del Parlamento (maggioranza e opposizione) non hanno,
appunto, superato questa soglia e questo vaglio. Il che, intanto,
dimostra e fa piazza pulita di un pregiudizio che questo
parlamento è ostaggio del Governo e della nuova forma che ha
assunto l'"istituzione governo". Questo Parlamento, infatti, è
riuscito a tagliare alcune norme importanti che facevano parte
originariamente della proposta che è arrivata in Parlamento.
E' un dato obiettivo, posso pure elencare gli articoli che sono
stati cassati, che erano articoli importanti, dalla vendita con
successivo affitto - lo voglio dire in italiano e non in inglese
- delle strutture ospedaliere ad una serie di comitati di studio
previsti in varie materia - i colleghi dell'opposizione che mi
ascoltano, siccome sono persone perbene, sanno a cosa mi riferisco
- e, quindi, devono avere l'onestà intellettuale di ammettere che
c'è stata un'azione originale, autonoma, svincolata da diktat di
Governo da parte del Parlamento.
Sulle perplessità che sono nate a proposito dell'Agenzia del
Mediterraneo, voglio essere chiaro e franco una volta per tutte:
entro il 2010 cadranno le barriere commerciali, per il trattato di
Barcellona, con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo. Nel prossimo
mese di dicembre la Comunità economica europea, proprio qui a
Palermo, verrà a fare una maxi-convention - vi chiedo scusa per il
mio inglese -, un grande raduno comunque: ci sarà Prodi, ci sarà
la Commissione proprio per trattare gli argomenti inerenti
all'Agenzia del Mediterraneo.
Ora, vi pare giusto che noi da una vita, da quando mi ricordo
frequentavo le Aule di questo Parlamento, parliamo del ruolo
centrale della Sicilia all'interno del Mediterraneo, di questa
piattaforma protesa nel Mediterraneo e, poi, andiamo a spezzettare
le competenze che riguardano la Regione mediterranea allargata in
quattro assessorati. Noi abbiamo prebende per tutti, per comitati
di ogni genere e grado, non voglio aggiungere altro.
Vogliamo portare avanti un'idea seria che è quella di dire che
noi abbiamo un ruolo in questo Mediterraneo e questo ruolo lo
vogliamo nobilitare con un organismo serio?
In effetti, rispetto alla proposta originaria di quest'Agenzia si
è traslocata al 2004 la possibilità di dare attuazione a questa
norma ed io non credo che questo Parlamento, che si spende per i
carnevali, e che si è speso per i carnevali, voglia negarsi per
un'istituzione seria, di prestigio e che si rifà a tutto il
programma, costante e futuro che si è sempre presentato in tutti i
governi ed in tutti i programmi di governo di questa Regione. Non
voglio aggiungere altro.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, a differenza
di quanto generalmente ho affermato da questo podio durante
episodi simili che sono accaduti nel corso di approvazione delle
leggi finanziarie, non sono per nulla sorpreso di quanto accaduto
e mi riferisco, in particolare, all'onorevole Capodicasa.
Onorevole Capodicasa, quello che lei ha lamentato nel suo
intervento è una cosa assolutamente legittima, veritiera e piena
di fondamenti, ma è qualche cosa che tutti noi ormai ci dovevamo
aspettare perché non vi è dubbio che il metodo e il modo come
questo Parlamento procede ormai è a conoscenza di tutti. Non vi
sono regolamenti che tengono, non vi sono dichiarazioni o proclami
che tengono perché le norme si fanno e poi si disfanno
applicandole costantemente, così come si ritiene opportuno
applicarle.
Se noi abbiamo capito che la maggioranza ha questo modo di
procedere - e non ce lo possiamo negare altrimenti faremmo i finti
tonti - ne dobbiamo prendere assolutamente atto perché così è
stato, così è e così sarà per domani, caro Presidente e cari
colleghi.
Il fatto che la maggioranza ogni volta da questo podio ci viene a
dire che viene a trattare e che gli emendamenti sono di tutti, va
sempre in una direzione, cioè a dire quella di coinvolgere in
corresponsabilità tutti, perché siamo tutti uguali. Loro fanno il
loro lavoro perché procedono con un ritmo e con un ritmo di marcia
che è quello previsto e che conosciamo ormai tutti.
Allora, io mi sento di fare un appello soprattutto alla
minoranza, non alla maggioranza: se noi vogliamo essere seri e
vogliamo prepararci a governare presto questo Paese, dobbiamo
dimostrare, anche su queste cose, che non accettiamo compromessi.
I compromessi li accettiamo su cose certe, dove portiamo avanti
interessi legittimi e che vanno nel gioco regolare della politica,
ma ad ogni cosa c'è un limite.
Quando si supera quel limite è responsabilità di un'opposizione
seria che ne prende le conseguenze e se noi vogliamo essere questo
- e così io spero che siamo - a quell'appello accorato dell'ex
Presidente della Regione del centrosinistra dobbiamo essere
consequenziali perché, se così non siamo, vuol dire che accettiamo
questo sistema e vuol dire che ci dobbiamo comportare tutti quanti
accettando quelle regole del gioco perché se giochiamo a scacchi e
siamo seduti tutti attorno allo stesso tavolo dobbiamo utilizzare
quelle regole, altrimenti quel gioco non lo facciamo.
Per quanto mi riguarda - e parlo a voce del gruppo Sicilia 2010
- noi a questo gioco non ci stiamo perché non abbiamo nulla da
trattare che sia personale, se possiamo ragionare come si ragiona
sempre in politica per contemperare interessi legittimi siamo
pronti a farlo, non abbiamo trattato nessuna norma di carattere,
norma-fotografia, non vogliamo accettare questo metodo anche per
il futuro, perché vogliamo dare un'indicazione seria che il
centrosinistra si distingue anche in questi metodi dal
centrodestra; poi saranno gli elettori a giudicare, ma queste
responsabilità ce le dobbiamo assumere soprattutto nei confronti
dei nostri elettori.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da ieri
mattina, da quando è iniziata questa lunga seduta - e speriamo si
concluda presto in ogni caso - che io sono presente in Aula
cercando di dare il mio modesto, ma dignitoso, contributo per
l'approvazione di questo disegno di legge.
Il contributo da me dato, forse inutile, deve qui venire meno nel
rispetto della dignità che io devo a me stesso e credo che non si
possa continuare in questa maniera.
Avrei avuto voglia di fare un po di battaglia, di chiedere di
fare richiami al Regolamento, di chiedere tutta la normativa
necessaria per poter capire quello che eventualmente avremmo
dovuto approvare, verificare con voi se ci sono norme che sono
state bocciate in scorsi procedimenti legislativi ma anche - così
come ci ricordava l'onorevole Cracolici - norme che sono state
bocciate sia nel corso dell'esame di questo stesso disegno di
legge in Aula ma anche in Commissione.
Avrei avuto voglia di chiedere termini per potere procedere nella
maniera più consona all'approvazione, ma mi rendo conto che,
probabilmente, anche da parte di alcuni colleghi della minoranza,
questo tipo di atteggiamento forse non sarebbe stato gradito.
Ecco perché faccio mio il consiglio datoci dall'onorevole Cintola
che è quello di parlarne meno possibile. Io non ne parlo più
perché abbandono l'Aula e non parteciperò al voto finale di questo
disegno di legge.
Signor Presidente, lei parlava di emendamento non interamente
rappresentativo della volontà dei gruppi politici. Infatti, questo
emendamento, per quanto mi riguarda, è assolutamente non
rappresentativo della mia volontà.
Lei faceva riferimento al buon senso e credo di averne avuto in
questi giorni; lei faceva riferimento ancora al buon gusto, questo
maxi-emendamento offende anche il gusto estetico perché il collage
che ci state presentando offende anche l'estetica parlamentare.
Ecco perché io non so se questa sarà la legge del Parlamento,
sono certo che non sarà la mia legge.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che il metodo seguito relativo al maxi-emendamento ha riaperto, di
fatto, la discussione.
Forse sarebbe stato più utile e più proficuo per i lavori d'Aula
se si fosse andato avanti con i singoli emendamenti sottoposti
alla autonoma valutazione dell'Aula. L'idea che si vuole dare è
quella che si è determinata una consociazione finalizzata a un
accordo per permettere l'approvazione del maxi-emendamento.
Io tengo a precisare che il testo delle variazioni di bilancio
sta uscendo con un tratto diverso da quello presentato perché si è
fatta la battaglia parlamentare. Mi riferisco, in particolare, ad
un paio di norme che noi abbiamo considerato fondamentali: quella
relativa alla vendita degli ospedali, quella relativa al passaggio
dei dipendenti degli enti periferici della Regione e degli enti
locali presso la Regione siciliana e abbiamo cercato, dal nostro
punto di vista, di introdurre elementi correttivi alla manovra di
bilancio.
C'è stata una discussione, uno scontro sulla natura dell'articolo
4, abbiamo sollevato in Aula obiezioni di carattere costituzionale
rispetto alla manovra che il Governo ha proposto e siamo stati
purtroppo pochi, cioè quelli di una parte politica, a sostenere
che il taglio complessivo della manovra messa in campo da parte
del Governo non solo era sbagliata ma, in alcuni suoi elementi,
nella definizione dell'utilizzo dei fondi dell'ex articolo 38, è
anche incostituzionale.
Io penso che il Commissario dello Stato, in qualche modo, segua
il dibattito, quindi abbiamo messo in discussione le fondamenta
stesse della logica della manovra. Tuttavia, questo non impedisce
che i singoli parlamentari, in rappresentanza degli interessi
generali, abbiano titolo a predisporre e presentare emendamenti
migliorativi.
Quindi, la questione relativa al maxi-emendamento - lo voglio
dire a qualcuno che pensa che nel dibattito parlamentare debba
essere impedita la funzione di interesse generale del singolo
parlamentare - nel presentare emendamenti migliorativi, perché
questo deve piegare ad una presunta battaglia ideologica di
scontro frontale tra maggioranza ed opposizione, eliminando e
riducendo la dialettica parlamentare soltanto lo scontro di
contrapposizione, ritengo che questo sia sbagliato e che il
parlamentare ha titolo per presentare emendamenti nell'interesse
di una rappresentazione di interesse generale tendenti a
migliorare il senso della manovra.
Per questo io penso che, nel maxi-emendamento, il limite che
alcuni emendamenti, che io condivido, sono contenuti nel maxi-
emendamento che avrei potuto votare; altri emendamenti contenuti
nel maxi-emendamento, che io non condivido, se fossero stati
portati all'approvazione di ogni singolo provvedimento all'Aula,
ognuno avrebbe potuto distinguere le proprie responsabilità
rispetto ai singoli emendamenti presentati. E voglio qui riportare
alcune questioni. Primo: l'emendamento riguardante la
redistribuzione degli enti locali nelle province di fonti, in modo
perequativo, per impedire che ci sia una sofferenza nelle piccole
province, non ha niente di personale, è un emendamento, onorevole
Raiti, che ha carattere generale e che i deputati della provincia
di Enna e di Caltanissetta abbiamo inteso rappresentare perché
vogliamo rappresentare gli interessi di quel territorio che,
altrimenti sarebbero fortemente penalizzati dai provvedimenti
previsti dalle norme attuali.
IOPPOLO. Caltanissetta non c'entra
SPEZIALE. C'entra, invece. Caltanissetta è il centro della
Sicilia. Per quanto riguarda il 2003, l'emendamento dell'onorevole
Giannopolo, contenuto nel maxi-emendamento, relativo al fatto che
continuano ad applicarsi il comma 7 dell'articolo 13 della legge
regionale numero 8 del 2000, è un altro emendamento di interesse
generale che praticamente stabilisce che i comuni piccoli che non
sono sede di istituti e che debbono sopperire con i propri bilanci
al pagamento dei trasporti degli alunni con incarico comunale, con
il rischio di dissesto finanziario di centinaia di piccoli comuni,
non è un emendamento personale, è un emendamento che viene
avvistato dal gruppo dei DS nell'interesse di intere comunità che,
altrimenti, se debbono gravare. il costo del trasporto pubblico a
carico dei bilanci comunali, rischierebbero il dissesto.
Così come l'emendamento che noi abbiamo presentato, relativo
alla crisi del settore marmo, o alla vicenda che riguarda il
censimento delle aree vitivinicole e altre, tutto questo è nelle
prerogative del parlamentare. L'errore, è di non avere permesso
una discussione autonoma per mettere il Parlamento nelle
condizioni di fare le proprie autonome valutazioni.
Quindi, niente che riguardi proposte di natura personale. Siamo
una forza politica e singoli parlamentari che hanno fatto proposte
nell'interesse generale, interpretando bisogni ed esigenze
presenti nella nostra comunità. Anche perché non siamo un partito
estraneo rispetto agli interessi diffusi della nostra Regione.
Per questo, signor Presidente, mi permetto di dire un'altra cosa,
potrei suggerire un altro metodo e cioè quello che si ritorni agli
emendamenti, emendamento per emendamento per evitare che si dia
l'idea che tutto quello che qui è contenuto debba essere
approvato, tutto quello che qui non è contenuto, si è già
stabilito con questo metodo a stralcio, che non può essere messo
alla valutazione da parte dell'Aula, per cui io penso che bisogna
ritornare al metodo originario.
Si presentino al Parlamento singoli emendamenti, si dia la
possibilità ai singoli parlamentari di poterli illustrare e al
Parlamento di poterli valutare, in modo autonomo, e decidere per
evitare letture strumentali, capziose, per evitare letture che
hanno il significato soltanto di creare, intorpidire il clima
dentro il Parlamento in modo tale che chi ha contribuito
fattivamente a migliorare possa uscire dall'Aula dicendo 'noi
abbiamo migliorato il testo, abbiamo raggiunto risultati
positivi'; o quando la maggioranza dovesse approvare o respingere
emendamenti dell'opposizione di fronte al Paese, alla Sicilia, noi
possiamo dire 'abbiamo depositato questi emendamenti, la
maggioranza li ha respinti'.
Signor Presidente, mi deve scusare se ho abusato di qualche
minuto in più, in modo tale che siano distinte le responsabilità
ma nessuno può pensare che il Parlamento si possa ridurre soltanto
ad una contrapposizione tra schieramenti in senso ideologico che
debba piegare e, ridurre al minimo, la funzione e l'autonomia di
proposta del singolo parlamentare.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Sanzeri e l'onorevole
D'Antoni sono da considerarsi in congedo. Non sorgendo
osservazioni il congedo si intende accordato.
Si riprende l esame del disegno di legge numero 699/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti subemendamenti:
1G.1 dall onorevole Borzacchelli;
1G.2 dal Governo;
2G.1 dal Governo.
CRACOLICI Signor Presidente, avevo posto un'obiezione
parlamentare ed aspetto ancora una risposta.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, lo ripeto, la Presidenza ha
assunto questa determinazione: si votano i maxi-emendamenti,
dopodiché si verifica quali sono gli emendamenti che restano in
piedi dopo il voto sui maxi-emendamenti e si votano gli
emendamenti che restano in piedi.
Per un richiamo al Regolamento
CRACOLICI Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, a me dispiace dovere insistere e
fare un richiamo al Regolamento perché lei mi ha: risposto non
rispondendomi .
Io ho posto un'obiezione formale e sostanziale. Sostanziale l'ho
spiegata; adesso esplicito quella sul piano formale.
Qualche ora fa, all'articolo 49, l'Aula si è espressa approvando
un emendamento che sopprimeva il comma 9. Qualche ora dopo, nel
maxi-emendamento di cui stiamo discutendo, una parte di ciò che
era contenuto nel comma 9 viene riproposto nel cosiddetto maxi-
emendamento.
Ai sensi del Regolamento d'Aula, chiedo alla Presidenza di
ritenere inammissibile la riproposizione su un pezzo di un
emendamento su cui l'Aula si è già espressa, ripeto, qualche ora
fa.
Oltretutto, voglio ricordare, che proprio qualche ora fa lei ha
annunciato l'apertura della sessione di bilancio e, quindi, credo
che anche la natura finanziaria, e questo è il merito della norma
che viene proposta, se il Governo insiste e dovesse essere
approvato soltanto fra qualche settimana, non credo che ciò
modificherebbe le condizioni della situazione già disastrata delle
finanze delle Aziende sanitarie.
Ripeto, ai sensi del Regolamento, le chiedo di non dichiarare
ammissibile il punto 21 - se non ricordo male - del maxi-
emendamento
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, la Presidenza, anche essendosi
consultata con gli Uffici e avendo visto i precedenti, ritiene che
la formulazione contenuta nel maxi-emendamento sia diversa nella
sostanza da quella contenuta nell'emendamento a cui lei faceva
riferimento e, pertanto, non lo considera improponibile.
CRACOLICI Questo non è vero
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, basterebbe pensare che le
percentuali indicate sono diverse per ritenere esattamente una
cosa diversa.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi il comma 9 che
abbiamo approvato, l'emendamento soppressivo, fa riferimento al
terzo rigo quando dice "al comma 1 .... Ancorché ...." e le parole
"al 20 per cento del" sono sostituite dalla parola "alle". Questo
è lo stesso testo che è contenuto nel maxi-emendamento. Cioè non è
modificata né la percentuale né persino la grammatica.
Quindi, lei non mi può rispondere che è una formulazione diversa
perché letteralmente ciò che è scritto nel comma 9 dell'articolo
49.
Io le ripeto e la invito per evitare anche spiacevoli precedenti,
che poiché l'Aula si è già espressa, qualche ora fa, intanto venga
dichiarato improponibile. Siamo già alla vigilia della sessione di
bilancio, ciò può consentire eventualmente una rapida valutazione
ed approvazione da parte di questo Parlamento della norma in
oggetto.
Non vengano utilizzate altre espressioni che non corrispondano a
quello che è contenuto nelle norme di cui stiamo parlando.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho notato una grande
considerazione di se stesso nelle parole dell'onorevole Cracolici
al punto da negare quello che è, invece, la normalità delle cose e
che lui stesso ha fatto intendere nel suo intervento.
La normalità è che questa norma non ha niente a che vedere con
sale and lease back e che è indispensabile non solo per il Governo
ma per la Regione siciliana. Tanto che lo stesso onorevole
Cracolici dice che è pronto ad accettare da qui a dieci giorni
quello che è la potenziale modifica.
Proverò a spiegarlo bene, intanto perché non c'è nessun errore.
L'emendamento del Governo soppressivo, se lo guarda nella versione
originaria, dice "eliminazione della parte che riguarda il 'sale
and lease back' e mantenimento di tutto il resto sostituendo le
parole fino al 20 per cento.
Per un mero errore, perché l'emendamento è lì - ci sono i
verbali, ci sono i blocchi - non è stato adottato. Al punto che io
potrei anche dire che forse sarebbe opportuno fare leva
sull'articolo 117. Siccome riteniamo di essere chiari e
trasparenti lo abbiamo non riproposto come dice lei, ma proposto
esattamente nella versione originaria così come avevamo detto.
E provo a spiegarlo all'Aula ciò che significa tutto questo.
Noi abbiamo, in questo momento, la possibilità di creare una
forma di indebitamento equilibrato da parte delle Aziende
sanitarie in una misura non superiore al 20 per cento delle
entrate proprie, così recita la norma. Tradotto con un esempio:
posto 100 il trasferimento che le aziende sanitarie ricevono dalla
Regione, questo 100 è quota capitale. Loro si possono indebitare
in termini di interesse fino ad un 20 per cento. Naturalmente se
questo trova copertura con le entrate proprie che significa i
ticket.
Se ciò viene portato al 100 per cento non produce nessun tipo di
indebitamento supplementare perché gli interessi verrebbero pagati
solo ed esclusivamente da questa quota che sarebbe quella dei
ticket e quella delle entrate proprie. La quota capitale
servirebbe a pagare il debito quindi con questa norma noi andiamo
a mettere equilibrio ed ordine ad un settore che certamente è in
difficoltà Perché anziché decreti ingiuntivi a convenzionati
esterni a farmaceutiche, noi andiamo a pagare i debiti.
Le dirò di più, onorevole Cracolici, questa norma l'ha inventata
il sottoscritto perché, esattamente un anno fa, la presentò nel
limite del 15 per cento. I fatti hanno dimostrato concretamente
che questo non era sufficiente e nella manovra di qualche mese fa
l'abbiamo portata al 20. Ci rendiamo conto che questa situazione
non si può reggere a tutt'oggi. E quindi, giocoforza, l'aumentiamo
non al 100 per cento, ma esattamente com'era prima. Lo portiamo
allo "status quo ante" cioè a quando il sottoscritto impostò la
norma al 15 per cento.
Dove sta la grande novità che è a garanzia di tutto il sistema?
Che rispetto ad un anno fa è l'assessore per il bilancio che
reputa se tale indebitamento sia congruo ed esserne soddisfatto.
Alla luce di quanto detto, la prego di non polemizzare più perché
questa norma è fondamentale correndo il rischio di creare
ulteriori disastri, gli stessi cui lei tanto si riferisce.
Per quanto ci riguarda, invece, siamo convintissimi che questa
norma contribuirà a porre ordine e quindi vi prego di cessare ogni
polemica; è tardi, cerchiamo di approvare le norme che poggiano su
ragionamenti seri.
Lo ribadisco, la norma in esame è più che seria
SPEZIALE Possiamo porre la norma in Finanziaria
PRESIDENTE Con l'argomentazione del Governo la
Presidenza, peraltro, conferma le proprie osservazioni.
Presidenza del presidente Lo Porto
Per richiamo al Regolamento
CAPODICASA Chiedo di parlare per richiamo al
Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'Assessore, per convincerci della necessità di riapprovare
la norma, ha svolto un ragionamento di merito sul quale
credo non occorre tornare ancora. L'onorevole Cracolici ha
tuttavia sollevato una questione regolamentare, non di
merito
Sul merito, infatti, c'è chi può essere d'accordo, possono
esserci pareri diversi. L'Assessore è convinto di fare una
proposta mirabolante, noi, al contrario, siamo convinti che
ci si sta inoltrando, ormai, passo dopo passo, in un
processo di indebitamento del sistema allargato, non solo
del bilancio. Ad un certo punto, credo bisognerà fare i
conti: noi autorizziamo a contrarre mutui alle AUSL,
all'EAS, come abbiamo fatto quest'oggi, per 70 miliardi,
autorizziamo a contrarre mutui a tutti ma vogliamo fare un
calcolo, una volta per tutte, e verificare cosa sta
succedendo?
Stiamo impegnando finanche le mutande di questa Regione e
degli enti allargati per i prossimi venti anni
Autorizziamo il ricorso a mutui e a cartolarizzazioni, di
continuo, attraverso l'articolo 38
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, non avrebbe dovuto
intervenire sul merito?
CAPODICASA Signor Presidente, accetto l'obiezione
Ebbene, non intervenendo sul merito, il Regolamento recita,
all articolo 111, secondo comma che "non possono proporsi,
sotto qualsiasi forma, articoli aggiuntivi o emendamenti
contrastanti con precedenti deliberazioni dell'Assemblea
adottate sull'argomento o estranee allo specifico oggetto
della discussione".
L'onorevole Cracolici ha dimostrato che la riproposizione
non è solo sull'argomento, perfino sulla lettera della
norma che abbiamo deliberato E vorrei ricordare
all'onorevole Assessore che, per abrogare e sopprimere il
comma 9, si già è votato l'unico nostro emendamento
soppressivo. Invito gli uffici a voler verificare...
FORMICA Sa bene che è sufficiente un solo emendamento,
onorevole Capodicasa
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, la questione è molto
controversa...
CAPODICASA Onorevole Formica, la prego, sulla base di
questa interpretazione possiamo cancellare il comma secondo
del Regolamento interno Non ci sarebbe argomento che possa
passare da quest'Aula che, a sua volta, non possa essere,
con un subemendamento, ridotto di una virgola Ecco perché
il Regolamento riferisce in termini di argomento e non già
di norma specifica: ovviamente, in tal caso, il dettato
regolamentare sarebbe facilmente aggirabile. Non a caso, lo
ribadisco, si usa la parola argomento
Signor Presidente, il ragionamento condotto dall'onorevole
Cracolici mi sembra opportuno. Inizia già domani la
sessione di bilancio, non c'è bisogno di aspettare anni
considerato che l'obiettivo che ci poniamo quest'anno è di
chiudere - se le cose procedono come devono andare, nel
senso che se si rispetta il Regolamento e le norme - entro
il mese di dicembre, al massimo ai primissimi di gennaio,
non succede nulla, onorevole Assessore. Evitiamo uno
strappo regolamentare
Presidenza del presidente Lo Porto
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. C'è
l'emendamento 49.12
CAPODICASA Abbiamo approvato il nostro emendamento
soppressivo
CRACOLICI E' stato approvato l'emendamento soppressivo
dell'intero comma
CAPODICASA Il Regolamento tratta solo aspetti formali e,
in quanto alla forma, c'è un nostro emendamento soppressivo
al comma. La prego, onorevole Assessore, domani potrà
ripresentarlo: avremo occasione di discuterne e tratteremo
il merito e poi anche il metodo.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.06, del 13 novembre 2003,
è ripresa alle ore 00.10)
La seduta è ripresa.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza che
nessuno possa modificare il Regolamento, ritengo che
l'onorevole Cracolici abbia ragione e, proprio per questo,
ho presentato un subemendamento affinché non si ripeta il
100 per cento; ho previsto piuttosto la cifra del 90 per
cento, cosa che in quest'Aula - e ovunque - si è sempre
fatta, avendo avuto in Aula emendamenti che partivano da un
milione, poi 999 mila, 998 mila per arrivare a zero.
Allora, sulla cifra ha ragione il collega Cracolici
Sul fatto che il Governo avesse presentato un elemento
soppressivo, confermando la regola e il ricorso al sostegno
dei mutui, è vero. Purtroppo però, per un mero disguido, è
stato approvato l'emendamento dell opposizione, quello
dell'onorevole Capodicasa e quindi l'Aula non può ripetere
la formulazione originaria. Però, sulla previsione al 90
per cento, l'Aula è libera di poter esprimere il proprio
giudizio, non contravvenendo al Regolamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'Aula, a mio avviso, non
avrebbe violato il Regolamento neanche in quel caso,
trattandosi di una parte che, nell'emendamento del Governo,
peraltro, non veniva neanche presa in considerazione.
Tuttavia, ci sono gli emendamenti che vado indicando.
Si passa pertanto all emendamento 1.G1. Non essendo
presente in Aula l onorevole firmatario, lo dichiaro
decaduto.
L Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.G3. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono
cose che vanno al di là del merito. Non sono mai una
persona che si innamora ideologicamente delle proprie
ragioni, sono sempre disponibile ad ascoltare, soprattutto
in materie così complesse, così articolate, qual è,
appunto, la materia finanziaria.
Ci sono, tuttavia, questioni che attengono ai principi. Un
patto, che è proprio di una vita parlamentare - qualunque
Assemblea ha bisogno di un patto condiviso è costituito,
appunto, dalle regole.
Insisto, signor Presidente, in quanto lei continua a
sostenere una tesi che personalmente considero
inaccettabile: malgrado l'evidenza - che è senso comune di
tutti i colleghi che sono qui ad ascoltarla ebbene,
malgrado l'evidenza del fatto che il richiamo al
Regolamento appena fatto non fa una piega, lei continua ad
ostinarsi, interpretando a suo modo la giustezza della sua
decisione.
Ora, come dire, nel cosiddetto maxiemendamento, ci sono
cose più o meno condivisibili, come può essere la soluzione
(o speriamo che lo sia) dei lavoratori del servizio idrico
integrato e ai quali, in qualche modo, si dà una speranza
rispetto alla folle decisione, così come è stata gestita
tutta la vicenda, ma non da questo Parlamento,
(probabilmente errori che vengono da lontano) Ebbene,
detto questo, ci sono questioni, però, che attengono ai
principi che, per quanto mi riguarda, offendono le persone.
E per questa ragione che dichiaro di non partecipare più
ad alcun momento dell'approvazione di questa variazione di
bilancio.
Dichiaro, pertanto, di abbandonare l'Aula
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, mi permetto soltanto di
fare una osservazione. Lei ritiene che se si è contrari
alle biciclette, di per sé, si è contrari alle ruote?
Io ritengo di no
Per quanto precede, mi pare che questa osservazione
traslata sia sufficiente a far comprendere il motivo per
cui la Presidenza si è espressa nel modo esplicitato.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, questo emendamento rientra
esattamente nella fattispecie di cui abbiamo parlato
poc'anzi perché l'analogia che l'onorevole Cintola faceva
con precedenti esami da parte dell'Aula, segnatamente ad
ipotesi di proposte a scalare, da 100 a 90, ancora a 80, e
così via, non è per nulla pertinente. In quel caso,
infatti, si tratta di proposte riferite ad un unico oggetto
con l'esame, da parte dell'Aula, delle proposte che più si
allontanano dal testo, come recita il Regolamento. Quindi,
si comincia da quelle più lontane e, via via, si procede.
Non è questa la fattispecie: qui c'è l'Aula che, con sua
deliberazione, si è già determinata e chiuso l'argomento;
con nuovo emendamento, in altra parte della legge, si
ripropone ancora l'argomento, sia pure ridotto di un 10 per
cento
Ma è l'argomento che non può riproporsi, essendosi
l'Aula si è già pronunciata. E sul comma 9 che andavano
semmai presentati gli emendamenti a scalare, 90, 80, 50,
30 fino ad arrivare a 20. Non si può certo riproporre, con
nuova proposta, dopo 5 ore su un altro articolo , non
c'entra niente
CINTOLA C'è il cosiddetto maxiemendamento cui
facciamo riferimento
CAPODICASA Ma cosa dice, onorevole Cintola E lei è
anche membro della Commissione per il Regolamento E dice
queste cose Le assicuro, non è come dice lei
Ritengo, signor Presidente, che questa interpretazione
è assolutamente capziosa, volta unicamente a far passare la
linea del Governo: a questo punto, seguo l'opzione
dell'onorevole Cracolici. Se va avanti questa norma anch io
abbandono la seduta
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
conferito con lei, signor Presidente, informalmente, per
dirle che se avesse presieduto con violazione manifesta del
Regolamento ebbene, una cosa è discutere il merito del
provvedimento, altra cosa è scoprire che il Presidente -
che dovrebbe, per il suo prestigio e la sua autorevolezza,
garantire l'assoluta imparzialità di comportamento ed
essere il garante dell'applicazione del Regolamento - per
primo, vìola il Regolamento o, comunque, lo permette. Tale
atteggiamento pone un problema nel rapporto tra la
Presidenza e l'Aula. E si dà il caso che ciò si ripete,
regolarmente, ogni volta che lei presiede
PRESIDENTE Onorevole Speziale, accade ogni volta che
io presiedo e, tuttavia, presiedo ogni volta
SPEZIALE Ogni volta che lei presiede ci troviamo di
fronte ad un suo atteggiamento che intende o forzare o,
come in questo caso, violare il Regolamento.
Lei non si rende conto del fatto che la violazione del
Regolamento produce un vulnus nel rapporto tra il
Parlamento e la Presidenza che ci costringe ad un atto
estremo che non era nelle nostre intenzioni: se abbiamo
lavorato in tutta la fase delle variazioni di bilancio -
nelle singole Commissioni ed in quella Bilancio ciò è
pure grazie alla nostra competenza, alle nostre proposte
Anzi, voglio ricordare che, in gran parte delle Commissioni
di merito, le riunioni delle stesse hanno potuto aver luogo
grazie alla presenza dei parlamentari dell'opposizione.
Nessun atteggiamento ostruzionistico tendente a
differire i lavori, anzi, il tentativo estremo di
rispettare gli impegni assunti E poi arriva lei, signor
Presidente, che con una posizione incomprensibile - è un
emendamento che può presentarsi in sede di Finanziaria
visto che la sessione di bilancio parte già da domani
ebbene, arriva lei e vìola il Regolamento inducendoci ad un
atto estremo.
Signor Presidente, invito il Governo a ritirare
l'emendamento ovvero lei a dichiararlo improponibile per le
ragioni dette sia dall'onorevole Capodicasa che dal collega
Cracolici.
Diversamente, il Gruppo parlamentare dei Democratici di
Sinistra sarà costretto ad abbandonare l'Aula
PRESIDENTE La Presidenza conferma la propria opinione
in maniera sempre più convinta. Ribadisco, pertanto, che
l'essere contrari ad una complessità di disposizioni non
significa essere contrari alle singole disposizioni. Ho
riportato poc'anzi l'esempio della bicicletta e della
ruota, proprio per confermare l'orientamento della
Presidenza, ancorché si debba tener conto di un altro
aspetto. L'emendamento originario del Governo, infatti, tra
l'altro, non riguardava questa parte, ma altre parti
dell'emendamento.
Aggiungo, altresì, che il subemendamento dell'onorevole
Cintola, tra l'altro, cambia completamente non soltanto la
sostanza, ma anche la dotazione finanziaria prevista e,
quindi, modifica completamente il senso stesso di
quell'emendamento.
Pongo in votazione l emendamento 1.G.3 del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
(I deputati del Gruppo parlamentare dei Democratici di
Sinistra abbandonano l Aula)
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l emendamento 1.G.2 del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1G, come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 49.36 bis del Governo. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all emendamento 2.G.1 del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l intero emendamento 2G, nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34, come risulta dalle
tabelle. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 35, con l'annessa tabella
A (in allegato). Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19 bis del Governo. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36, con l'annessa Tabella
B (in allegato). Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19 ter del Governo. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 37, con l'annessa Tabella
C (in allegato). Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 38, con l'annessa Tabella
D (in allegato). Chi è favorevole resti seduto;chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 50. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Prima di passare alla votazione finale del disegno di
legge n. 699/A, comunico che sono stati presentati, ai
sensi dell articolo 117 del Regolamento interno, gli
emendamenti 117.1 del Governo, e 117.2 degli onorevoli
Giannopolo e Papania. Li pongo in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge: "Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio
della Regione per l'anno finanziario 2003. Norme e
razionalizzazione in materia di organizzazione
amministrativa" (n. 699/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge: "Norme finanziarie urgenti e
variazioni al bilancio della Regione per l'anno finanziario
2003. Norme di razionalizzazione in materia di
organizzazione amministrativa" (n. 699/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
SAVARINO Non trovando la mia scheda magnetica, esprimo
verbalmente il mio voto favorevole.
PRESIDENTE Invito gli uffici a computare l espressione
verbale di voto favorevole dell'onorevole Savarino.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione finale per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti ....... 46
Maggioranza .............. 24
Favorevoli ....... ....... 46
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge "Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13
della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19" (702/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge: "Norma di interpretazione
autentica dell'articolo 13 della legge regionale 20 giugno
1997, n. 19" (702/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
SAVARINO Non trovando la mia scheda magnetica, esprimo
verbalmente il mio voto favorevole.
PRESIDENTE Invito gli uffici a computare l espressione
verbale di voto favorevole dell'onorevole Savarino.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti ....... 45
Maggioranza .............. 23
Favorevoli ....... ....... 45
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Approvazione del rendiconto generale
dell Amministrazione della Regione e dell Azienda delle
foreste demaniali per l esercizio finanziario 2000» (n.
342/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge «Approvazione del rendiconto generale
dell Amministrazione della Regione e dell Azienda delle foreste
demaniali per l esercizio finanziario 2000» (n. 342/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
(Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
avere votato favorevolmente)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 46
Maggioranza . 23
Favorevoli . 46
(L Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 1999» (n. 436/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge «Approvazione del rendiconto generale
dell Amministrazione della Regione e dell Azienda delle foreste
demaniali per l esercizio finanziario 1999» (n. 436/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
(Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
avere votato favorevolmente)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 46
Maggioranza . 23
Favorevoli . 46
(L Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2001» (n. 629/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge «Approvazione del rendiconto generale
dell Amministrazione della Regione e dell Azienda delle foreste
demaniali per l esercizio finanziario 2001» (n. 629/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
(Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
avere votato favorevolmente)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 44
Maggioranza . 22
Favorevoli . 44
(L Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Approvazione del rendiconto generale dell Amministrazione
della Regione e dell Azienda delle foreste demaniali per
l esercizio finanziario 2002» (n. 655/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge «Approvazione del rendiconto generale
dell Amministrazione della Regione e dell Azienda delle foreste
demaniali per l esercizio finanziario 2002» (n. 655/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
(Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
avere votato favorevolmente)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 45
Maggioranza . 23
Favorevoli . 45
(L Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Schema di disegno di legge costituzionale da sottoporre al
Parlamento nazionale ai sensi dell articolo 18 dello Statuto
della Regione siciliana, recante Modifiche dell articolo 48
della Costituzione e dell articolo 15 dello Statuto della
Regione Siciliana in materia di elettorato attivo attribuito,
negli enti locali, agli immigrati regolari (n. 694/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge "Schema di disegno di legge costituzionale da
sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi dell articolo 18 dello
Statuto della Regione siciliana, recante Modifiche dell articolo
48 della Costituzione e dell articolo 15 dello Statuto della
Regione siciliana in materia di elettorato attivo attribuito,
negli enti locali, agli immigrati regolari" (n. 694/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
(Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
avere votato favorevolmente)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 43
Maggioranza . 22
Favorevoli . 43
(L Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
"Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
per l anno finanziario 2003 - Assestamento" (n. 654/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge "Variazioni al bilancio della Regione ed al
bilancio dell Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l anno finanziario 2003 Assestamento" (n. 654/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
(Nel corso della votazione l onorevole Savarino dichiara di
avere votato favorevolmente)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Proclamo l esito della votazione per scrutinio nominale:
Presenti e votanti 43
Maggioranza . 22
Favorevoli . 43
(L Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la Presidenza esprime la propria
soddisfazione per l'andamento dei lavori e per l'esito finale
dei diversi disegni di legge che mostrano l'attività
dell'Assemblea, che è stata complessa, difficile, ma che,
alla fine, ha sortito l'effetto desiderato, quello di dotare
la Regione degli strumenti finanziari necessari. Ringrazio
altresì i funzionari dell'Assemblea per l'assistenza fornita
e vi auguro buon lavoro per l'attività delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16
dicembre 2003, alle ore 10.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 247 Interventi al fine di procedere alla
liquidazione delle richieste di risarcimento
avanzate dai produttori agrumicoli del Catanese.
Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Scoma
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E PESCA .
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l anno
finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006
(n. 693)
2) Disposizioni programmatiche e finanziarie per l anno 2004
(n. 692)
La seduta è tolta alle ore 00,35 di giovedì 13 novembre
2003
Licenziato dal Servizio Lavori d Aula il 14 novembre 2003 alle
ore 11.00
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 174 DEL 12 13 NOVEMBRE 2003
ALLEGATO
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE "NORME FINANZIARIE URGENTI E VARIAZIONI AL
BILANCIO DELLA REGIONE PER L ANNO FINANZIARIO 2003. NORME DI
RAZIONALIZZAZIONE IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
(N. 699/A)
- All articolo 4:
Emendamento 4.5:
Al comma 5 sostituire le parole da di manutenzione a
sicurezza con le seguenti altre di completamento, di
manutenzione e di messa in sicurezza .
- All articolo 5:
Emendamenti 5.1 e 5.2:
Sopprimere l articolo 5.
- All articolo 11:
Emendamento 11.4:
Al comma 1, sostituire la parola prioritariamente con la
seguente altra limitatamente
- All articolo 13
Emendamento 13.3:
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata, per
l esercizio finanziario 2004, la spesa di euro 187.000 migliaia,
cui si provvede mediante riduzione di pari importo di parte
delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1005.
Emendamento 33.A16:
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata, per
l esercizio finanziario 2004, la spesa di euro 187.000 migliaia,
cui si provvede mediante riduzione di pari importo di parte
delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.1.5.2, accantonamento 1005
Emendamento 13.2:
1. I commi 3 e 4 dell articolo 13 sono soppressi.
2. Alla tabella B sono apportate le seguenti modifiche in
migliaia di euro:
AMMINISTRAZIONE 04 - BILANCIO E FINANZE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE
BILANCIO E TESORO
TITOLO 02 - SPESE IN CONTO CAPITALE
U.P.B. 4.2.2.8.1 CAP. 613903
+ 10.000
AMMINISTRAZIONE 07 - LAVORO
RUBRICA 04 - AGENZIA REGIONALE PER
L IMPIEGO, ETC.
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
U.P.B. 7.4.1.3.1 CAP. 321301
- 10.000
Emendamento 13.1:
Aggiungere il seguente articolo:
1. I contratti di cui all articolo 1 della legge regionale 21
dicembre 1985, n. 85 e successive modifiche ed integrazioni,
possono essere confermati, per un ulteriore periodo di anni 3,
dagli enti finanziatori utilizzatori a condizione che sussista
l interesse all espletamento della prestazione e la relativa
copertura finanziaria a carico dei rispettivi bilanci nel
periodo di competenza .
Emendamento 13.8:
Al comma 5 dopo le parole aziende unità sanitarie locali
aggiungere e agli enti locali ed alla fine dopo le parole
salute mentale aggiungere e socio-assistenziali
Emendamento 13.9:
Aggiungere il seguente comma:
Gli enti locali e le aziende unità sanitarie possono effettuare
assunzioni, anche part-time, di soggetti impegnati in attività
socialmente utili di cui alla legge regionale 3 marzo 2001, n. 2
e dagli stessi utilizzati, nell ambito delle rispettive
disponibilità finanziarie, con le modalità di cui all articolo
78, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e successive
modifiche ed integrazioni.
Per le predette finalità l Assessorato regionale del lavoro,
della previdenza sociale, della formazione professionale e
dell emigrazione è autorizzato a corrispondere ai predetti enti
un incentivo una tantum pari ad un importo massimo di 30
migliaia di euro per ciascun lavoratore assunto, che verrà
proporzionalmente ridotto nel caso di assunzioni part-time.
Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata, per
l esercizio finanziario 2003, la spesa di 250 migliaia di euro,
cui si provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità
della U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo 613903
- All articolo 19:
Emendamento 19.2:
Aggiungere il seguente comma:
2. Per consentire l esecuzione del progetto esecutivo di
intercettazione e separazione dei reflui civili da quelli
termali nonché per l esecuzione del progetto esecutivo di
rifacimento del viale del Parco Termale e del relativo impianto
di illuminazione è concesso per l esercizio finanziario 2003 un
contributo straordinario in favore dell Azienda Autonoma delle
Terme di Sciacca pari a 410 migliaia di euro al cui onere si
provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità della
U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo 613903
- All articolo 21:
Emendamento 21.2:
Dopo le parole non inferiore rispettivamente inserire le
parole a 3.000 migliaia di euro e
- All articolo 22:
Emendamento 22.7:
Al comma 2 l importo 599 migliaia di euro è sostituito con
l importo 645 migliaia di euro .
All onere di cui al comma precedente si provvede con parte delle
disponibilità dell U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo 613903.
- All articolo 31:
Emendamento 31.1:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 1 dell articolo 55 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 , le parole per l anno 2003 sono soppresse .
- All articolo 32:
Emendamento 32.3:
Il comma 3 è così sostituito:
3. Fino alla data di entrata in vigore della riforma del
trasporto pubblico locale in Sicilia e, comunque, sino alla data
del 31 dicembre 2006 è fatto divieto di istituire nuovi servizi
di linea in concessione compreso i servizi previsti
dall articolo 12 della legge 28 settembre 1939, n. 1822, e sono
fatti salvi gli effetti degli atti emanati in attuazione
dell indirizzo adottato dall Assemblea regionale siciliana con
la mozione n. 154 del 23 febbraio 1998.
Emendamento 32.2:
Dopo il comma 3 aggiungere i seguenti commi:
4. Le nuove esigenze di mobilità dei cittadini sono assicurate
autorizzando l adeguamento e/o la modifica delle autolinee
esistenti;
5. Entro sessanta giorni della pubblicazione della presente
legge, le Aziende concessionarie del servizio pubblico locale in
Sicilia adotteranno la Carta dei Servizi, secondo quanto
previsto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 27 gennaio 1994, dalla legge 11 luglio 1995, n.
273, dalla legge 14 novembre 1995, n. 481 e dal decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286 e dal decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e, entro centottanta giorni, adotteranno un
piano per procedere alla certificazione di qualità secondo le
norme ISO.
Emendamento 32.4 ter:
Dopo la parola sentita aggiungere le parole le organizzazioni
di categoria
Emendamento 32.4 bis:
Art. 32 bis. Recepimento norme in materia di trasporti.
1. La legge 11 agosto 2003, n. 218, recante Disciplina
dell attività di trasporto viaggiatori effettuato mediante
noleggio di autobus con conducente si applica nel territorio
della Regione siciliana.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, con proprio decreto, istituisce il
registro delle imprese esercenti il noleggio autobus con
conducente e stabilisce, sentita la Giunta regionale:
a) le modalità e i requisiti per il rilascio delle
autorizzazioni con particolare riferimento alla capacità tecnico-
economica delle aziende anche in funzione alla sicurezza dei
viaggiatori;
b) le modalità per l accertamento periodico della permanenza dei
requisiti;
c) l importo da corrispondere alla Regione per la iscrizione al
registro ed il contributo annuale per il mantenimento della
stessa iscrizione;
d) gli ulteriori provvedimenti sanzionatori di cui all articolo
8 della legge 11 agosto 2003, n. 218.
3. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con i contenuti di
cui ai commi 1 e 2.
- All articolo 33:
Subemendamento 33.A1.1:
I commi 2 e 3 sono sostituiti dal seguente:
2. Gli oneri di cui al comma 1 sono determinati, a decorrere
dall esercizio finanziario 2004, ai sensi dell articolo 3,
lettera g), della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni .
Emendamento 33.A1:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Ai familiari del Sindaco di Acicastello e delle
altre vittime della strage verificatasi in data 2 maggio 2003 si
applicano i benefici di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge
regionale 13 settembre1999, n. 20.
2. Per le finalità di cui al precedente comma è autorizzata la
spesa di 80.000 euro per l anno 2004.
3. Per gli anni successivi l onere trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione.
Subemendamento 33.A2.1:
Le parole da Per la copertura . a euro sono sostituite con
il seguente periodo:
Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata la
spesa di 100 migliaia di euro cui si provvede mediante utilizzo
del fondo per i cofinanziamenti regionali di cui all articolo
88, comma 1, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 (U.P.B.
4.2.2.8.3, capitolo 613924)
Emendamento 33.A2:
Aggiungere il seguente articolo:
Art . - 1. Al fine di aderire al programma di cofinanziamento
relativo all art. 74 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
Programmi regionali di investimento per la riqualificazione e
il potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza delle
PMI commerciali l assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l artigianato e la pesca è autorizzato a concedere
nell ambito della regola de minimis un contributo a fondo
perduto per l installazione di impianti di videosorveglianza con
collegamento telematico con gli organi di polizia, conformi a
quelli previsti da protocolli d intesa con il Ministero
dell Interno.
2. Il contributo di cui al comma precedente può essere concesso
nella misura massima del 50 per cento della spesa sostenuta e
verrà erogato con la procedura automatica di cui all articolo
186 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
3. Per la copertura delle spese di cui al presente articolo è
previsto, per l esercizio finanziario in corso, la somma di 250
mila euro.
Subemendamento 33.A31:
Sostituire 200 con 100 ;
aggiungere all onere si provvede con riduzione del capitolo
613903
Emendamento 33.A3:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. .- 1. Per le finalità di cui al comma 4 dell articolo 13
della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, è autorizzato il
limite poliennale di impegno di 200 migliaia di euro per l anno
2003.
Emendamento 33.A5:
Aggiungere il seguente articolo:
Art .1. Al fine di consentire l erogazione del saldo del
contributo previsto dalla legge regionale n. 25 del 6 marzo
1976, in favore del CIAPI Centro Interaziendale per
l Addestramento Professionale Integrato di Palermo aferente
all anno 2002, è autorizzata per l esercizio finanziario 2003 la
spesa di Euro 473.000,00 .
Compensazione Tab. A
U.P.B. 4.2.2.8.1.
CAP. 613903.
Emendamento 33.A40:
Aggiungere il seguente articolo:
Art - Contributi incendio Piazza Generale Cascino. 1.
L assessore per la cooperazione, il commercio l artigianato e la
pesca, a seguito dell incendio verificatosi il 27 agosto 1999 in
Piazza Generale Cascino, al fine di garantire la ripresa delle
attività commerciali e artigianali nonché il mantenimento dei
livelli occupazionali alla data del sinistro, è autorizzato ad
erogare un contributo una tantum in base al danno ricevuto e
stimato tramite perizia giurata e fino ad un massimo del 50 per
cento dell importo risultante dalla perizia medesima.
2. Dal beneficio di cui al comma 1 sono esclusi i soggetti
coinvolti nel caso in cui sia accertata l origine dolosa
dell incendio. L importo dell indennizzo non può superare il
limite della regola de minimis.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa
complessiva di 380.000 euro per l esercizio finanziario 2004,
che trova riscontro nel bilancio pluriennale 2003-2005.
Emendamento 33.A15 bis:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. .- Trasporto non di linea in servizio di piazza. 1. Per
le finalità dell articolo 5, comma 1, della legge regionale 6
aprile 1996, n. 29, è autorizzata, per l esercizio finanziario
2003, la spesa di 1.100 migliaia di euro (UPB 12.3.1.3.1
capitolo 478106), di cui 550 migliaia di euro destinate
all erogazione dei contributi relativi all anno 2002.
2. All onere di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione di
parte della disponibilità della U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo
613903.
Subemendamento 33.A19.1:
Dopo il comma 1 aggiungere:
2. Per le finalità di cui al comma 1 si provvede con le
disponibilità del capitolo 613903.
3. Per gli esercizi successivi si provvede con la tabella H in
finanziaria.
4. Al comma 1 cassare le parole 2004-2006
Emendamento 33.A19:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. Targa Florio. 1. Al fine di consentire il regolare
svolgimento della celebrazione del centenario della Targa
Florio che si terrà nel 2006, l Assessore regionale per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione è
autorizzato a concedere, per il triennio 2004-2006,
all Automobile Club di Palermo, un contributo ordinario annuo di
euro trecentoventimila, per la realizzazione, secondo le
finalità del disposto dell articolo 23 della legge regionale n.
9 del 2002, rispettivamente della 88 , 89^, 90^ (centenario)
Targa Florio, nonché delle eventuali rievocazioni storiche.
2. Con successivi decreti assessoriali verranno stabilite le
modalità di erogazione del contributo in favore dell Automobile
Club di Palermo per la realizzazione di detti eventi.
Emendamento 33.A26:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. Al fine di consentire la massima fruizione degli
attuali siti culturali della Regione siciliana, nonché
l apertura di nuovi siti archeologici e museali e di assicurare
l espletamento dei servizi di custodia, conservazione e
fruizione degli stessi, l Assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione è
autorizzato all ampliamento della convenzione ed al
reclutamento, attraverso la società Arte Vita (legge regionale
n. 26 del 1995), di n. 344 lavoratori provenienti dai bacini già
individuati all Assessorato regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione di concerto con le
Organizzazioni sindacali (ex Libero Grassi manifattura
Miraglia, ex Spatafora, ecc.).
2. Al relativo onere di euro 1.070.000 si provvede con riduzione
corrispondente alla Tabella B del capitolo 613903
Subemendamento 33.A27.1:
La sede dell Enoteca regionale della Sicilia orientale è
costituita presso il comune di Castiglione di Sicilia.
Emendamento 33.A27:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. Conformemente a quanto disposto dall articolo 5 della
legge regionale 2 agosto 2002, n. 5, è istituita presso il
Castello dei Conti di Modica, sito in Alcamo, la sede
occidentale dell Enoteca regionale della Sicilia.
2. L Assessore regionale per l agricoltura e le foreste
stabilisce con decreto l organizzazione, ed il funzionamento
dell Enoteca di cui al comma 1.
Emendamento 33.A36:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. Al fine di promuovere ogni utile iniziativa nel campo
della ricerca, dell ambiente e dello sviluppo del territorio,
l Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti è autorizzato ad erogare all IRSSAT (Istituto ricerca,
sviluppo, sperimentazione, ambiente e territorio) con sede a
Catania, un contributo annuo, a decorrere dal 2003 di euro
100.000 per il conseguimento delle finalità statutarie
Subemendamento 33.A39.1:
E aggiunto il seguente comma:
All onere di cui al presente articolo si fa fronte mediante
riduzione di parte delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.2.8.1,
capitolo 613903
Emendamento 33.A39:
Aggiungere il seguente articolo:
Art 1. Al fine di assicurare un sostegno agli imprenditori
del settore zootecnico interessati dal divieto di movimentazione
degli animali, imposto in osservanza delle disposizioni del
Ministero della salute, per fronteggiare il diffondersi
dell influenza catarrale dei ruminanti (blue tongue), è
autorizzata la spesa di 1.000.000 di euro per la concessione di
aiuti alle singole imprese a compensazione dei maggiori oneri
sostenuti per la tenuta e l alimentazione del bestiame e le
perdite subite in conseguenza dello stesso divieto.
2. L entità e le modalità di erogazione degli aiuti sono
stabilite con decreto dell Assessore regionale per l agricoltura
e le foreste da adottare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
3. L attuazione degli interventi previsti dal presente articolo
è subordinata alla definizione delle procedure di cui
all articolo 88, paragrafi 2 e 3 del Trattato istitutivo della
Commissione europea.
Emendamento 33.A41:
Aggiungere il seguente articolo:
Art 1. Per le finalità di cui all articolo 88 della legge
regionale 10 dicembre 2001, n. 21, è autorizzata, per
l esercizio finanziario 2003, l ulteriore spesa di 90 migliaia
di euro.
2. All onere di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione di
parte delle disponibilità dell U.P.B. 4.2.2.8.1, capitolo
613903.
Subemendamento 33.A14.1:
Al comma 1 dopo le parole Territorio ed ambiente sono aggiunte
le parole le ASI .
Subemendamento 33.A14.2:
Al comma 1 dopo le parole studio di fattibilità aggiungere
che dovrà valutare prioritariamente la possibilità di allocare
gli autoporti all interno delle aree industriali già esistenti .
Subemendamento 33.A.14.bis.1
Dopo le parole società interporti siciliani aggiungere:
promuovendo il coinvolgimento e la partecipazione societaria
dei soggetti pubblici istituzionali territorialmente
interessati .
Subemendamento 33.A.14.bis.
Il comma 4 dell emendamento 33.a.14 è modificato come segue:
L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti è autorizzato a trasferire la somma di 30.988 migliaia
di euro alla Società Interporto Catania S.p.A , che si
trasformerà in Società degli Interporti siciliani , per la
realizzazione degli impianti di Catania-Bicocca e Termini
Imerese, con il vincolo della destinazione della somma di 15.000
migliaia di euro per la realizzazione della struttura di Termini
Imerese. I procedimenti per la realizzazione delle suddette
opere osservano le regole di evidenza pubblica previste dalla
normativa comunitaria.
Emendamento 33.A.14:
Art - Provvedimenti per favorire la ristrutturazione del
settore trasporto merci in Sicilia.
1. Al fine di migliorare il sistema di raccolta e di
distribuzione delle merci la Regione individua nella
realizzazione degli autoporti le infrastrutture logistiche di
secondo livello da porre al servizio dell autotrasporto, che per
consentire la modernizzazione e lo sviluppo di tale settore nel
territorio siciliano. L Assessore regionale per il Turismo, le
Comunicazioni ed i Trasporti, con proprio decreto, sentiti in
conferenza di servizi l assessorato regionale Territorio e
Ambiente ed i comuni interessati, adotta il piano degli
autoporti siciliani tenendo conto di un apposito studio di
fattibilità ed individua il procedimento di erogazione dei
relativi finanziamenti.
2. L adozione del piano degli autoporti siciliani comporta la
variazione della destinazione urbanistica delle aree interessate
nonché l inserimento dei correlati interventi nel programma
triennale delle opere pubbliche.
3. Al fine di migliorare l integrazione tra i vari sistemi di
trasporto, nonché per rendere disponibile la modalità o la
combinazione di modi più adeguati al trasporto di ogni tipo di
merce, la Regione promuove la realizzazione degli interporti di
Catania-Bicocca e Termini Imerese.
4. Per gli interventi di cui ai commi precedenti, è autorizzata,
rispettivamente, la spesa di 30.901 migliaia di euro e di 30.988
migliaia di euro, a valere sulle risorse di cui all articolo 134
della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all articolo 52, comma
34, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. L Assessore regionale
per i trasporti è autorizzato a trasferire la predetta somma di
30.988 migliaia di eruo alla Società Interporti Siciliani per la
realizzazione degli interporti di Catania-Bicocca e Termini
Imerese .
- All articolo 39:
Submendamento 39.9.2:
Al comma 4 dell emendamento 39.9 dopo la parola anno
aggiungere le parole e possono essere rinnovati per un anno.
Emendamento 39.9:
Sostituire l articolo 39 con il seguente:
Art. 39
Misure urgenti per la funzionalità dell Amministrazione
regionale
1. Al fine di ottimizzare l'impatto funzionale della riforma
dell'amministrazione regionale e di sovvenire alle urgenti
necessità di piena funzionalità amministrativa della Regione,
nell ambito di un processo di progressivo adeguamento al vigente
ordinamento statale, sono introdotte le seguenti disposizioni.
2. L individuazione delle strutture intermedie dei dipartimenti
regionali è operata, su proposta dell Assessore competente,
sentito il dirigente generale interessato, con decreto del
Presidente della Regione previa delibera di Giunta. Il numero
complessivo di aree e servizi è fissato in 600. Resta fermo il
potere di organizzazione interna del dirigente generale in
ordine alla costituzione di unità operative di base ed uffici
semplici. Sono abrogati il comma 4, dell articolo 4 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed il comma 3, dell articolo 57
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.
3. L accesso di cui al comma 5, dell articolo 6 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, è attivato, con le medesime
procedure ed alle stesse condizioni ivi previste, entro il 31
dicembre 2006.
4. I rinnovi contrattuali di cui all'articolo 9 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, possono essere disposti anche
per un periodo minimo di un anno e possono essere rinnovati. per
un anno.
5. L'incarico di dirigente generale è conferito con decreto del
Presidente della Regione previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore competente, a dirigenti di prima fascia nonché ai
soggetti di cui al comma 8, dell'articolo 9 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10.
6. L incarico di dirigente generale può essere, altresì,
conferito a dirigenti dell'amministrazione regionale
appartenenti alle altre due fasce purché, in tal caso, gli
stessi siano in possesso di laurea, abbiano maturato almeno
sette anni di anzianità nella qualifica di dirigente, siano in
possesso di formazione professionale e culturale nonché di
capacità ed attitudini adeguate alle funzioni da svolgere,
riscontrabili con riferimento all'avere espletato attività
connesse al formale conferimento di funzioni di coordinamento,
di direzione o preposizione a uffici e/o strutture della
pubblica amministrazione regionale, nazionale e locale, compresi
gli enti sottoposti a vigilanza e controllo da parte della
Regione, purchè non siano incorsi nella valutazione negativa di
cui all articolo 10 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
La distinzione in fasce non rileva ai soli fini del conferimento
dell incarico di cui al presente comma.
7. Gli altri incarichi dirigenziali sono conferiti, per un
periodo non inferiore a due anni e non superiore a sette, con
facoltà di rinnovo per un periodo non inferiore ad un anno, a
dirigenti di prima, seconda e terza fascia; i dirigenti ai quali
non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali svolgono
funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri
incarichi previsti dall'ordinamento regionale. La distinzione in
fasce non rileva ai soli fini del conferimento degli incarichi
di cui al presente comma.
8. Il limite del 5 per cento di cui al comma 8, dell articolo 9
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, è elevato al 20 per
cento.
- All articolo 41:
Emendamento 33.A38:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 2, dell articolo 3 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 20, sono apportate le seguenti modifiche: le parole
Con il provvedimento di costituzione dell ufficio di cui al
comma 1, posto alle esclusive dipendenze del Presidente della
Regione sono sostituite dalle seguenti Con decreto del
Presidente della Regione su proposta del Segretario generale ;
le parole da destinare a supporto del predetto ufficio sono
soppresse ; dopo le parole comma 1 sono aggiunte le parole
con lo stesso decreto sono individuate le particolari modalità
di svolgimento del servizio ed il Dipartimento regionale
deputato alla conseguente attività di gestione .
Emendamento 49.37:
Aggiungere il seguente comma:
All articolo 2 della legge regionale 20 dicembre 2001, n. 20,
dopo le parole dirigente dell amministrazione regionale sono
aggiunte le parole ancorchè in quiescenza .
- All articolo 46:
Emendamenti 46.1 e 46.3:
Sopprimere l articolo 46.
- All articolo 49:
Emendamento 49.26:
Sopprimere il comma 33.
Emendamento 49.39:
Sono soppressi i commi 9 e 39.
Emendamento 49.31:
Alla lettera c), del comma 7, dell articolo 56, della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, dopo Internet aggiungere
curare l inserimento in essa degli atti prodotti dalla Giunta
e delle sue deliberazioni
Emendamento 1.G:
1. Per l'esercizio finanziario 2003 l'assegnazione in favore dei
comuni per lo svolgimento delle funzioni amministrative è
incrementata della somma di 11.000,00 migliaia di euro (UPB
3.2.1.3 - Cap. 183303)da ripartire interamente secondo i
parametri ed i criteri determinati ai sensi del comma 1
dell'articolo 64 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
Sulla predetta somma non si applica nessuna delle riserve
previste dalla normativa vigente.
2. L'assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, nell'ambito del riparto delle risorse
destinate agli enti locali, individua criteri compensativi
stabili al fine di garantire il riequilibrio finanziario delle
province che sono costituite esclusivamente da aree interne.
3. Al comma 7 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, dopo le parole 'del dirigente generale del
dipartimento bilancio e tesoro' aggiungere 'e del dirigente
generale del dipartimento finanze e credito'.
4. In coerenza con le indicazioni contenute nel Piano sanitario
regionale 2000-2002, il personale con qualifica di ausiliario
specializzato, già addetto all'assistenza del presidio
manicomiale dell'ex ospedale psichiatrico privato 'Villa Stagno'
di Palermo ed utilizzato sino al maggio 2002 presso i presidi
sanitari dell'Azienda unità sanitaria locale n. 6, in analogia a
quanto previsto dall'articolo 64, comma 5, della legge 23
dicembre 1978, n. 833, può, a domanda, essere assunto dalle
Aziende unità sanitarie locali della Regione, per le necessità
delle strutture territoriali dei dipartimenti di Salute mentale,
nei limiti dei posti vacanti in pianta organica per la
pertinente qualifica.
5. Il termine di cui all'articolo 18, comma 1, della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, è prorogato fino alla data di
approvazione della presente legge.
6. L'articolo 41 della legge regionale 19 maggio 2003, n. 7, è
abrogato.
7. All'articolo 17 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 15,
dopo la parola 'riconosciuta' aggiungere le parole 'Il Consiglio
siciliano della caccia, della pesca, dell'ambiente, della
cinofilia e dello sport".
8. Alla fine del primo comma dell'articolo 55 dell'Ordinamento
amministrativo degli enti locali, approvato con legge regionale
15 marzo 1963, n. 16, sostituito con il primo comma
dell'articolo 14 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
sono aggiunte le seguenti parole: 'o fra i segretari comunali e
provinciali aventi qualifica dirigenziale in servizio o in
quiescenza'.
9. Alla fine del primo comma dell'articolo 145 dell'ordinamento
amministrativo degli enti locali, approvato con legge regionale
15 marzo 1963, n. 16, sostituito con il secondo comma
dell'articolo 14 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
sono aggiunte le seguenti parole: 'o fra i segretari comunali e
provinciali aventi qualifica dirigenziale in servizio o in
quiescenza'.
10. Per l'anno 2003 continuano ad applicarsi le disposizioni di
cui al comma 7 dell'articolo 13 della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8.
11. All'articolo 4 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25, è aggiunto il seguente comma:
'5 quater. I benefici di cui al comma 1 dell'articolo 4 della
legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, possono essere concessi
alle imprese che abbiano sospensioni dal lavoro conseguenti
all'attivazione di procedure per la concessione a qualsiasi
titolo di interventi straordinari di integrazione salariale sino
alla data di attivazione delle medesime procedure.'.
Comma 12
1. Il pagamento delle rate scadute o che andranno a scadere
entro la data di entrata in vigore della presente legge dei
finanziamenti agevolati concessi dall'IRFIS, ai sensi
dell'articolo 20 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni, a favore delle imprese
operanti nel settore dei materiali lapidei di pregio, così come
individuato ai sensi e per gli effetti della legge regionale 9
dicembre 1980, n. 127, è sospeso sino alla data del 31 dicembre
2005 senza alcun onere aggiuntivo per le imprese beneficiarie.
Il pagamento delle rate sospese è effettuato in coda al piano di
ammortamento, dopo la naturale scadenza del finanziamento.
2. L'articolo 73 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 non
si applica alle garanzie concesse ai sensi dell'articolo 20,
ultimo comma, della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 7.
3. Il pagamento delle rate scadute o che andranno a scadere
entro la data di entrata in vigore della presente legge dei
crediti di esercizio o dei mutui concessi dall'IRCAC, ai sensi
della legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12 e successive
modifiche e integrazioni, a favore delle imprese operanti nel
settore dei materiali lapidei di pregio, così come individuato
ai sensi e per gli effetti della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127, è sospeso fino alla data del 31 dicembre 2005
senza alcun onere aggiuntivo per le imprese beneficiarie. Il
pagamento delle rate sospese è effettuato in coda al piano di
ammortamento, dopo la naturale scadenza del finanziamento.
4. Il pagamento delle rate scadute o che andranno a scadere
entro la data di entrata in vigore della presente legge dei
finanziamenti agevolati concessi dall'IRFIS, ai sensi
dell'articolo 32 della legge regionale 11 maggio 1993, n. 15,
come modificato dall'articolo 67 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, a
favore delle imprese operanti nel settore dei materiali lapidei
di pregio, così come individuato ai sensi e per gli effetti
della legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127 è sospeso fino
alla data del 31 dicembre 2005 senza alcun onere aggiuntivo per
le imprese beneficiarie. Il pagamento delle rate sospese è
effettuato in coda al piano di ammortamento, dopo la naturale
scadenza del finanziamento.
5. Gli aiuti previsti dai precedenti commi sono concessi
nell'ambito del de minimis.
13. All'articolo 8, comma 1, punto 2), della legge regionale 6
agosto 1997, n. 28, le parole 'a) dal secondo sabato del mese di
gennaio' sono sostituite con le parole 'a) dal secondo sabato di
febbraio'.
14. All'articolo 7, comma 3, della legge regionale 25 marzo
1996, n. 9, modificato dall'articolo 7 della legge regionale 6
agosto 1997, n. 28, le parole 'dal secondo sabato del mese di
luglio' sono sostituite con le parole 'dal primo giorno di
agosto'.
15. All'articolo 12, comma 5, della legge regionale 22 dicembre
1999, n. 28, dopo le parole 'quelli del mese di dicembre, e fino
ad un massimo di ulteriori' la parola 'otto' è sostituita con la
parola 'nove'.
16. All'articolo 12, comma 2, della legge regionale 22 dicembre
1999, n. 28, dopo le parole 'fatto salvo quanto disposto al
comma 4', aggiungere le parole 'e fermo restando l'obbligo di
chiusura per le date del 2 giugno, 1 novembre e 8 dicembre'.
Comma 17
1. Il terzo comma dell'articolo 10 della legge regionale 13
agosto 1979, n. 198, come sostituito dall'articolo 5 della legge
regionale 21 agosto 1984, n. 51, è abrogato.
2. Resta comunque l'obbligo per le Aziende agricole singole o
associate e per le cooperative cantine sociali di presentare,
contestualmente alla dichiarazione annuale di produzione
vitivinicola prevista dal Regolamento comunitario n. 1493/1999,
e comunque entro il 10 dicembre di ogni anno, solo presso
l'Ufficio regionale repressione frodi vinicole, i modelli B e C
allegati al decreto dell'Assessorato regionale dell'agricoltura
e delle foreste n. 616 del 5 luglio 2002.
3. Il punto 4) del primo comma dell'articolo 4 della legge
regionale 13 agosto 1979, n. 198, è abrogato.
4. L'articolo 19 della legge regionale 23 maggio 1991, n. 32, è
abrogato.
18. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, dopo le parole 'midollo osseo' sono aggiunte le
parole 'per implementare nuove tecniche e terapie ricostruttive
finalizzate al trattamento delle patologie degenerative del
sistema nervoso centrale'.
19. Il personale dipendente del Servizio sanitario regionale in
servizio di ruolo nelle Aziende unità sanitarie locali o nelle
Aziende ospedaliere, in possesso del diploma di laurea, è
inquadrato nel grado di accesso della qualifica dirigenziale del
ruolo sanitario mediante concorso interno riservato a copertura
dei posti vacanti nelle piante organiche dell'Azienda di
appartenenza, in mancanza di posti, in sovrannumero, purchè in
possesso di diploma di specializzazione specifico, affine o
equipollente.
Comma 20
1. Le disposizioni di cui alla lettera c), del comma 1,
dell'articolo 72, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
in conformità a quanto previsto dalla lettera a) del comma 1
dell'articolo 16 della medesima legge, si interpretano nel senso
che i consorzi fidi operanti in tutti i settori e gli istituti
di credito determinano liberamente il tasso da applicare ai
crediti a breve, a medio e a lungo termine. Il contributo
regionale in conto interessi, corrisposto per il tramite dei
consorzi fidi, è pari al 60 per cento del tasso di riferimento
determinato per ciascun settore dalla Commissione europea,
maggiorato di tre punti per i crediti a breve termine e di due
punti per i crediti a medio e lungo termine, anche quando il
tasso concordato sia maggiore. In quest'ultimo caso il
contributo del 60 per cento è calcolato in relazione al predetto
tasso determinato dalla Commissione europea con le maggiorazioni
previste. Il contributo corrisposto dai consorzi fidi è concesso
anche nel caso in cui le operazioni di credito siano assistite
da garanzie poste a carico di altri fondi, costituiti presso i
consorzi fidi medesimi, alimentati da sovvenzioni pubbliche.
2. Il comma 5, dell'articolo 95, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, è sostituito con il seguente:
'5. L'Amministrazione regionale è autorizzata a versare ai
consorzi fidi di primo grado un contributo annuale erogato nella
misura del 2 per cento dei finanziamenti garantiti in essere al
31 dicembre, al netto dei rientri, diretto alla costituzione di
un apposito fondo che può essere utilizzato dai consorzi stessi
per reintegrare prelevamenti, anche a titolo provvisorio,
effettuati sui propri fondi di garanzia da parte degli istituti
di credito convenzionati, per qualsivoglia finanziamento per cui
il consorzio abbia prestato garanzia. La garanzia concessa alle
imprese a carico del fondo di cui al presente comma non può
superare la misura del de minimis per ciascuna impresa
consorziata. Ai fini della quantificazione del beneficio finale
per l'impresa il valore della garanzia è calcolato secondo i
criteri fissati dalla normativa vigente per i fondi di garanzia
statali in conformità agli orientamenti comunitari per gli aiuti
di Stato concessi sotto forma di garanzia'.
3. All'articolo 94 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 4, primo periodo dopo le parole 'trenta aziende
associate' sono aggiunte le parole 'ovvero di cento aziende
associate per i consorzi costituiti dopo il 30 giugno 2003';
b) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
'4 bis. In caso di accorpamento tra consorzi fidi, costituiti
alla data del 30 giugno 2003, anche appartenenti ai diversi
settori produttivi, l'integrazione regionale al fondo rischi
viene erogata in misura pari alla somma degli importi spettanti
a ciascun consorzio fidi'.
4. All'articolo 97, della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) alla lettera a), del comma 2, aggiungere il seguente periodo
'e, nel caso di consorzi misti di cui ai commi successivi, di un
rappresentante dell'Assessorato competente in ragione della
prevalenza del numero delle imprese associate dei diversi
settori produttivi';
b) alla lettera d), del comma 2, dopo le parole 'di quanto
residuo' aggiungere le altre 'dell'integrazione regionale';
c) sono aggiunti i seguenti commi:
'5. Per i consorzi misti di cui al comma 4 lo statuto è
approvato dall'Assessore regionale competente in ragione della
prevalenza del numero delle imprese associate dei diversi
settori produttivi, previo parere degli altri Assessorati
interessati. Trascorsi sessanta giorni dalla richiesta
presentata dal consorzio il parere si intende favorevolmente
reso. Analogamente nel caso in cui un consorzio estenda la sua
attività ad altri settori produttivi le necessarie modifiche
statutarie sono autorizzate dall'Assessore regionale che ha
provveduto all'approvazione dello statuto, previo parere degli
altri Assessorati interessati e nel rispetto dello stesso
termine, decorso il quale si forma il silenzio assenso.
6. I consorzi fidi che procedono a operazioni di accorpamento
continuano ad operare con gli assessorati competenti sulla base
degli statuti approvati, anche nel caso in cui siano necessarie
modifiche statutarie ovvero un nuovo statuto, nelle more della
loro approvazione.'
5. Il comma 2, dell'articolo 5, della legge regionale 30 ottobre
2002, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è abrogato.
6. I consorzi fidi costituiti sia sotto forma di consorzi che di
cooperative, sono autorizzati a concedere garanzie fino
all'importo di 1.549.370,00 euro, purchè siano in possesso dei
seguenti requisiti, anche in seguito ad accorpamenti:
a) attività finanziaria minima pari a 51.000.000,00 di euro;
b) patrimonio netto minimo, comprensivo degli eventuali fondi
rischi indisponibili, 5.000.000,00 di euro;
c) minimo cinque convenzioni bancarie.
Le garanzie possono essere concesse anche senza l'intervento dei
consorzi fidi di secondo grado e i consorzi possono essere
beneficiari di tutte le agevolazioni di settore previste a
favore dei consorzi fidi e delle PMI associate.
21. Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 9 agosto
2002, n. 10 e successive modifiche e integrazioni sostituire le
parole '20 per cento' con le parole '90 per cento'.
Comma 22
I commi 1 e 2 dell'articolo 78 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 sono sostituiti dai seguenti:
'1. L'importo dei mutui assistiti dal contributo in conto
interessi è determinato nella misura massima del 75 per cento
del costo ammissibile dell'investimento;
2. Il contributo in conto interessi di cui all'articolo 76 è
concesso per mutui di durata non superiore a 20 anni per le
opere murarie ed impianti fissi ed a 10 anni per le attrezzature
e per l'arredamento ed è determinato nella misura del 5 per
cento annuale dell'ammontare complessivo dei predetti mutui.
2 bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche
alle imprese turistiche finanziate ai sensi degli articoli 76 e
seguenti della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
2 ter. In ogni caso i contributi sulle operazioni di mutuo di
cui agli articoli 76 e seguenti non possono complessivamente
superare la misura massima stabilita nel comma 1.
23. All'articolo 180 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
dopo le parole 'del 27 luglio 1980' aggiungere le parole 'e di
Punta Raisi del 23 dicembre 1978'.
24. L'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20 e
successive modifiche ed integrazioni è così sostituito:
'Art. 8. - 1. Per gli appalti di fornitura di beni e servizi di
importo superiore a 100.000,00 euro delle amministrazioni
centrali e periferiche della Regione e delle restanti pubbliche
amministrazioni si applicano le disposizioni di cui alla lettera
d) del comma 1 dell'articolo 5 della legge 1 agosto 2003, n.
212.
25. Al comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale 19 maggio
2003, n. 7 dopo le parole 'ferma restando la possibilità del
progettista, del direttore dei lavori' aggiungere le parole 'del
geologo' e dopo le parole 'presentazione del progetto'
aggiungere le parole 'e della relazione geologica'.
26. Alla tabella h) del comma 7 dell'articolo 140 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, è aggiunta la seguente voce:
2003
'Casa del sorriso UPB 3.2.1.3.1.
30 migliaia di euro'
Comma 27
'39 bis. Al comma 3 dell'articolo 23 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, dopo le parole 'decreto del Presidente della
Repubblica 3 agosto 1990, n. 333' aggiungere le parole 'Il
medesimo inquadramento e la stessa decorrenza si applica anche
al personale con la qualifica di interprete appartenente al
ruolo dei servizi speciali della presidenza della Regione
siciliana'.
Comma 28
Norme di attuazione dell'articolo 12 della legge 5 gennaio 1994,
n. 36, in applicazione dell'articolo 69 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10.
1. Il personale soggetto al trasferimento ai gestori del
servizio idrico integrato, per essere utilizzato nei relativi
ambiti di appartenenza, è quello dipendente ed in servizio alla
data di entrata in vigore della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10 ed ancora in servizio alla data di entrata in vigore della
presente legge presso enti pubblici o soggetti privati, adibito
ai servizi individuati dalla lettera f), comma 1 dell'articolo 4
della legge 5 gennaio 1994, n. 36.
2. Il personale dipendente dai soggetti di cui al comma 1,
eventualmente assunto o assegnato ai predetti servizi in data
successiva all'entrata in vigore della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, e, comunque, non oltre la data di approvazione dei
piani d'ambito, di cui al comma 3 dell'articolo 11 della legge 5
gennaio 1994, n. 36, può essere trasferito presso i gestori del
servizio idrico integrato solo in presenza di disponibilità di
posti nell'organico massimo previsto per ciascun ambito dal
modello gestionale ed organizzativo territoriale ed in
conformità ad appositi criteri da definire d'intesa tra
l'autorità d'ambito e le organizzazioni sindacali
territorialmente competenti. In caso di esubero l'Assessore per
i lavori pubblici è autorizzato ad utilizzare il personale
residuo presso gli enti locali del territorio della provincia
interessata.
3. Il personale dipendente dagli enti locali, in presenza di
disponibilità dell'ente, da definire in sede di contrattazione
decentrata, ha facoltà di optare per rimanere in servizio presso
la stessa amministrazione con l'attribuzione di compiti inerenti
la propria categoria.
4. In sede di prima applicazione, il soggetto gestore, ove
esistano motivazioni legate alla funzionalità del servizio, può
richiedere all'ente locale di appartenenza, ai sensi della
normativa vigente, il comando e/o il distacco dei dipendenti con
competenze professionali ritenute necessarie per garantire la
continuità del servizio con le modalità da stabilirsi con le
organizzazioni sindacali territoriali competenti.
5. Non è soggetto a trasferimento il personale dipendente dai
soggetti le cui gestioni sono salvaguardate in applicazione del
comma 4 dell'articolo 9 della legge 5 gennaio 1994, n. 36. Al
termine del periodo di salvaguardia al personale interessato si
applicano le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 6, 7 e 8.
6. La ricognizione del personale, previa verifica con le
organizzazioni sindacali di categoria, è effettuata dagli enti o
dai soggetti dai quali il lavoratore proviene, certificata dal
legale rappresentante e trasmessa con apposito elenco suddiviso
per livello o categoria e profilo professionale all'autorità
d'ambito di competenza.
7. Il Presidente della Regione, previa consultazione con le
organizzazioni sindacali, con proprio decreto dispone il
trasferimento del personale, elencato nelle certificazioni di
cui al comma 6, al soggetto gestore. Il personale mantiene ad
personam il trattamento giuridico ed economico di miglior favore
in godimento alla data del trasferimento.
8. Al personale trasferito viene corrisposto il trattamento
economico e normativo previsto dal vigente contratto collettivo
nazionale unico di settore Gas-Acqua.
Comma 29
Dopo la lettera a), del comma 1 dell'articolo 12 della legge
regionale 19 maggio 2003, n. 7, è aggiunta la seguente lettera:
'a bis) al comma 1 dell'articolo 18 della legge 11 febbraio
1994, n. 109 è aggiunto il seguente comma:
'1 bis. Nell'importo dei progetti relativi ad opere marittime e
portuali finanziati dalla Regione, redatti dagli organismi ed
uffici di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 17, è
prevista, tra le somme a disposizione dell'amministrazione,
l'aliquota dello 0,50 per cento sull'importo dei lavori a base
d'asta che viene utilizzata per indennità di missione e di
viaggio, per rilievi ed attrezzature relative, per spese di
funzionamento e di gestione, ivi comprese le spese postali,
telefoniche e telegrafiche'.
Comma 30
1. E' istituita l'Agenzia per le politiche mediterranee.
2. L'Agenzia, operando in raccordo con gli uffici istituiti
presso la Presidenza della Regione in materia di partenariato
euromediterraneo ed insularità, di cooperazione decentrata allo
sviluppo e di relazioni diplomatiche ed internazionali, svolge i
seguenti compiti:
a) divulgazione delle opportunità offerte dalle politiche dello
Stato, dell'Unione europea e delle altre istituzioni
internazionali nei paesi del Mediterraneo e sensibilizzazione
del tessuto imprenditoriale regionale in relazione all'accesso
alle forme di finanziamento ed alle opportunità economiche ad
esse connesse;
b) prestazione di consulenza ad enti pubblici e privati nella
realizzazione di progetti da finanziare da parte dello Stato,
dell'Unione europea e delle altre istituzioni internazionali;
c) gestione della programmazione per i progetti formulati da
imprese operanti in Sicilia;
d) realizzazione di iniziative per il rafforzamento, nell'area
euromediterranea, del dialogo tra le culture e le civiltà, la
promozione e la salvaguardia dei diritti fondamentali, dei
diritti umani e di cittadinanza, in cooperazione con altre
istituzioni similari anche private, incluse le Case Sicilia
istituite con l'articolo 89 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2. A tal fine viene costituito, in seno all'Agenzia, un
apposito dipartimento, che presenta al consiglio di
amministrazione dell'Agenzia una relazione semestrale
sull'attività svolta e sulle eventuali iniziative da realizzare;
e) prestazione di attività di consulenza in favore della Giunta
regionale e dell'Assemblea regionale siciliana;
f) svolgimento di attività di ricerca sulle questioni
giuridiche, economiche e sociali rilevanti per le politiche
mediterranee.
3. Per la realizzazione delle proprie finalità, l'Agenzia può
stipulare convenzioni con enti, istituti ed organismi
specializzati, pubblici e privati.
4. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico. Ha
autonomia organizzativa e contabile nei limiti del proprio
bilancio.
5. L'attività dell'Agenzia si svolge nell'ambito delle direttive
generali emanate dal Presidente della Regione. Il consiglio di
amministrazione predispone, all'inizio di ciascun triennio, un
programma pluriennale di massima e formula, entro il 30
settembre di ciascun anno, il programma annuale e, entro il 30
aprile, la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente.
I programmi e la relazione sono approvati dal Presidente della
Regione.
6. Gli enti sottoposti a controllo della Regione e gli enti
locali possono avvalersi dell'assistenza dell'Agenzia ai fini
della realizzazione di iniziative di rilevanza mediterranea.
7. Sono organi dell'Agenzia:
a) il presidente;
b) il consiglio di amministrazione;
c) il direttore;
d) il collegio dei revisori.
8. Il presidente dell'Agenzia è nominato dal Presidente della
Regione e resta in carica tre anni. Il presidente ha la
rappresentanza legale dell'Agenzia, convoca e presiede il
Consiglio di amministrazione. Il presidente è scelto tra:
a) gli appartenenti alla carriera diplomatica, anche in
quiescenza, che ricoprano o abbiano ricoperto un grado non
inferiore a quello di consigliere di ambasciata;
b) i professori ordinari, anche in quiescenza, presso le
università italiane statali e non statali, nelle discipline del
diritto internazionale, diritto comunitario, diritto
commerciale, statistica, economia internazionale,
organizzazione internazionale e discipline affini;
c) le personalità che hanno maturato consolidata esperienza
nell'area mediterranea, con specifico riferimento alla
promozione e/o alla realizzazione di attività culturali,
economiche e politico-sociali. Nella suddetta categoria vanno
compresi coloro i quali ricoprono o abbiano ricoperto la carica
di deputato nazionale, regionale o di senatore della Repubblica.
9. Il consiglio di amministrazione è l'organo preposto
all'amministrazione dell'Agenzia, può delegare funzioni a taluno
dei suoi componenti e può nominare consulenti fissandone il
compenso. Esso è composto dal presidente e da sei membri, di cui
tre nominati dal Presidente della Regione e tre dal Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana. Del consiglio di
amministrazione fanno parte, altresì, quali componenti di
d ritto, il direttore dell'A enzia e il direttore del
amministrazione fra sogget i di comprovata esperienza e
collegio è nominato dal Presidente della Regione; i componenti,
responsabile del dipartimento per il dialogo delle culture e la
sull'Agenzia sono riserva al Pr sidente d Regione.
e successive modifiche ed integrazioni.
comunicazioni ed i trasporti, entro sessanta giorni, no
n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, la parola 'e' è
impianto di distribuzione carburanti, possono essere autorizzati
gasolio, senza che ciò comporti rinuncia ad alcuna concessione,
si ezza a condizione che:
impianto esistente, o autor ato da realizzare, di G P.L. o
integrazioni è abro ato.
All artico 2 della legg regionale 10 dicembre 2001, n. 20,
pensionistico statale.
1, possono essere destinati alle attività previste dal 'articolo
possesso di titolo di specializzazione, vengono inquadrati, a
approvata con decreto del Presidente della Repubblica 10
r ionale num ro 32 del 1991 è a rogato .
sostituire le parole per cento con le parole 90 per
- All emendamento 13. :
utilizzati, nell ambito delle rispettive di ponibilità
proporzionalmente ridotto el caso di a sunz ni part-time.
D LL ARTICO O 13 DELLA LEGGE REGIONALE 20 GIUGNO 1997, N. 19 (N.