Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute numero 174 del 12-13 novembre 2003 e numero 175 del 2
dicembre u.s., straordinaria con carattere di urgenza, che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE Si passa al punto I dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura
N. 864 - Iniziative di sostegno al settore agricolo della
provincia di Trapani.
Firmatari:Papania Antonino
- da parte dell'Assessore per i Beni culturali
N. 991 - Iniziative per garantire un servizio adeguato
presso la biblioteca del Museo 'Pepoli' di Trapani.
Firmatari:Oddo Camillo
N. 1008 - Notizie circa il rinnovo delle concessioni per
l'attività estrattiva della pietra pomice nell'Isola di
Lipari.
Firmatario:Panarello Filippo
N. 1104 - Notizie circa la selezione di personale bandita
dall'Associazione d'imprese Federico II e recentemente
svoltasi presso la Fiera del Mediterraneo di Palermo.
Firmatario:Cracolici Antonino
- da parte dell'Assessore per il Bilancio
-
N. 1146 - Provvedimenti circa lo soppressione della sede
del Banco di Sicilia di Enna quale capozona.
Firmatari:Tumino Carmelo
- N. 1010 - Intervento al fine di garantire la continuità
occupazionale per i lavoratori della da parte dell'Assessore per
il lavoro
Società cooperativa 'Progresso Ibleo'.
Firmatari:Liotta Santo; Forgione Francesco
- da parte dell'Assessore per la sanità
N. 308 - Notizie in ordine al funzionamento del servizio118
in Sicilia.
Firmatario:Raiti Salvatore
- N. 423 - Notizie sulla mancata emanazione del regolamento dei
Centri di medicina dello sport, ai sensi della legge regionale n.
36 del 2000.
- Firmatari:Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio;
Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
- N. 891 - Notizie circa la realizzazione di un polo oncologico
in provincia di Caltanissetta.
- Firmatari:Galletti Giuseppe
- N. 1156 - Notizie circa il personale delle società miste
Multiservizi e Arte e Vita.
- Firmatario:Giannopolo Domenico
-
- n. 1159 - Notizie circa l'utilizzazione irrazionale dei medici
anestesisti da parte dell'AUSL n. 3 di Catania.
- Firmatario:Barbagallo Giovanni
-
- N. 1258 - Tutela dei lavoratori dei profili professionali
delle categorie A e B del vigente Contratto collettivo nazionale
di lavoro del Comparto sanità.
- Firmatario:Moschetto Angelo
- da parte dell'Assessore per il Turismo
- N. 1243 - Richiesta di intervento del Governo della Regione
alle Ferrovie dello Stato riguardo alla Stazione ferroviaria di
Enna.
- Firmatario:Tumino Carmelo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Modifiche all'articolo 88 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni
riguardanti aiuti al bed and breakfast (n. 743)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
in data 12 dicembre 2003
Istituzione di aree e servizi destinati a camper service
(n. 744)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
in data 12 dicembre 2003
Abrogazione della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4,
istitutiva della Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia (n. 745)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 12
dicembre 2003.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e successivo
invio alle competenti commissioni.
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Estensione dei benefici di cui alla legge regionale 13
settembre 1999, n. 20, in favore dei familiari di Michele
Toscano e delle altre vittime dell'evento criminoso del 2
maggio 2003 e dei familiari del tunisino Mohamed Abid
deceduto eroicamente il 18 giugno 2003 (n. 716)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste
(Castiglione) in data 13 novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Norme per la costituzione delle province regionali.
Modifica ed interpretazione della legge regionale 6 marzo
1986, n. 9 (n. 721)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Ioppolo, Incardona, Infurna,
Neri, Sammartino, Virzì in data 18 novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Misure di solidarietà in favore delle vittime della strage
di Nassiriya, nati o residenti nel territorio siciliano
(n. 722)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Mercadante e Moschetto in data 19
novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Misure di solidarietà in favore dei familiari delle vittime
della strage avvenuta a Nassiriya il 12 novembre 2003 (n.
723)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Orlando in data 20
novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Norme in favore dei familiari delle vittime della strage di
Nassiriya in Iraq del 12 novembre 2003, residenti in
Sicilia, (n. 724)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Giannopolo, Speziale, Cracolici
in data 20 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Interventi a sostegno dei familiari delle vittime
dell'attentato di Nassiriya (n. 727)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 25
novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Riordino del sistema pensionistico regionale (n. 728)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore regionale alla Presidenza (Costa)
in data 25 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Istituzione dell'albo informatico presso l'Amministrazione
regionale e tutti gli enti sottoposti al controllo ed alla
vigilanza della Regione (n. 730)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Segreto, Nicotra, Paffumi,
Sanzeri, Amendolia, Antinoro in data 27 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Istituzione del garante dell'infanzia e dell'adolescenza
(n. 732)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fratello, Borzacchelli, Cintola,
Franchina, Leanza Edoardo, Dina, Burgaretta in data 27
novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Parere VI Commissione
Modifica del comma 5 dell'articolo 17 della legge regionale
1 settembre 1993, n. 26, riguardante le riunioni dei
consigli provinciali (n. 733)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Baldari, Giambrone, Moschetto,
Confalone, Leontini in data 27 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Disposizioni integrative all'articolo 101 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, concernente il Comitato
regionale comunicazioni (n. 734)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
in data 27 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
BILANCIO (II)
Nota di variazioni al disegno di legge n. 693 concernente
il bilancio di previsione della Regione per l'anno
finanziario 2004 e per il triennio 2004-2006 e tabelle
aggiornate relative al disegno di legge n. 692 riguardante
disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2004
(n. 737)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione f.f. (Castiglione)
su proposta dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze (Pagano) in data 1 dicembre 2003
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme per l'introduzione dei sistemi produttivi locali (n.
720)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Speziale,
Capodicasa, De Benedictis, Giannopolo, Zago, Cracolici,
Crisafulli, Villari in data 17 novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disposizioni riguardanti il servizio idrico integrato di
cui alla lettera f), del comma 1, dell'articolo 4 della
legge 5 gennaio 1994, n. 36 (n. 715)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Orlando, Ferro, Morinello, Raiti,
Miccichè in data 11 novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Provvedimenti per lo sviluppo della montagna e dei
territori montani (n. 726)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
Tumino, Vitrano, Zangara in data 21 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Parere I, III, V E VI Commissione
Norme per l'individuazione di un equo valore venale degli
alloggi popolari costruiti nel comune di Agrigento, ai
sensi della legge 28 settembre 1966, n. 749, assegnati ai
sinistrati' della frana del 19 luglio 1966 (n. 729)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Miccichè in data 26 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Misure urgenti per la privatizzazione delle società termali
di Acireale e Sciacca (n. 736)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Formica, Incardona, Infurna,
Ioppolo, Neri, Sammartino, Virzì in data 28 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Norme in materia di autorizzazione all'agibilità e per il
rilascio dei pareri igienico-sanitari, nonché per la
modifica della destinazione d'uso dei locali commerciali
(n. 740)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Villari in data 3 dicembre 2003
trasmesso in data 9 dicembre 2003
Dichiarazione di denuclearizzazione del territorio
regionale. Misure di prevenzione dall'inquinametno
proveniente da materiale radioattivo. Monitoraggio e
salvaguardia ambientale e della salute dei cittadini (n.
742)
d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Miccichè in data 4 dicembre 2003
- trasmesso in data 9 dicembre 2003
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme in materia di mobbing (n. 717)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Zago, Villari, Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis,
Giannopolo, Oddo, Panarello in data 13 novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Parere VI Commissione
Norme concernenti l'istituzione dell'assegno di
integrazione sociale (n. 718)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Segreto, Nicotra, Giambrone,
Mercadante, Confalone, Fleres, Antinoro, Vitrano,
Barbagallo, Baldari, Sanzeri, Paffumi, Cristaudo, Raiti,
Ferro, Savarino, Vicari, Incardona, Sammartino,
Capodicasa, Speziale, Oddo, Garofalo, Rotella, Fratello,
Basile, Papania, Leontini, Miccichè, Burgaretta,
Franchina, Infurna, Mancuso, Scoma in data 14 novembre
2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Norme in materia di job rotation' (n. 731)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Giannopolo,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Oddo,
Panarello, Zago in data 27 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Disposizioni in materia di tutela del lavoratore dalla
violenza e dalla persecuzione psicologica: mobbing (n.
735)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
in data 27 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Disposizioni regionali delle attività fisiche e motorie
finalizzate al miglioramento della qualità della vita (n.
738)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Cracolici,
Oddo, Panarello, in data 3 dicembre 2003
trasmesso in data 9 dicembre 2003
Parere VI Commissione
Introduzione nella scuola dell'obbligo della educazione
zooantropologica (n. 741)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Neri, Sammartino, Virzì in data 4 dicembre 2003
trasmesso in data 9 dicembre 2003
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Norme concernenti trasferimenti di sede per i titolari di
farmacia (n. 719)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Segreto, Sanzeri, Nicotra in data
14 novembre 2003
trasmesso in data 21 novembre 2003
Disciplina della professione di educatore professionale e
istituzione del relativo albo professionale (n. 725)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Scoma in data 20 novembre 2003
trasmesso in data 2 dicembre 2003
Parere I e V Commissione
Integrazioni alla legge regionale 31 luglio 2003, n. 10,
riguardante la tutela e la valorizzazione della famiglia
(n. 739)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Segreto, Leanza Nicola in data 3
dicembre 2003
trasmesso in data 9 dicembre 2003.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituzione del garante dei diritti delle persone private
della libertà personale (n. 711)
d'iniziativa parlamentare
trasmesso in data 21 novembre 2003
BILANCIO (II)
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2004
(n. 692)
d'iniziativa governativa
trasmesso in data 13 novembre 2003
Parere I, III. IV, V e VI Commissione
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio
2004-2006 (n. 693)
d'iniziativa governativa
trasmesso in data 13 novembre 2003
Parere I, III. IV, V e VI Commissione
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Istituzione di una società finanziaria regionale per il medio
credito alle imprese siciliane (n. 713)
- d'iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 21 novembre 2003
- Riforma dell'Ente di sviluppo agricolo (ESA) e determinazione
delle sue nuove attribuzioni come ente strumentale della Regione
(n. 714)
- d'iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 21 novembre 2003
Parere I Commissione
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Interpretazione autentica della legge regionale 10 agosto
1978, n. 35, in materia di espropriazione per pubblica utilità
(n. 710)
- d'iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 21 novembre 2003
- Modifiche all'articolo 41 della legge regionale 19 maggio
2003, n. 7 in materia di edilizia economica e popolare (n. 712)
- d'iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 21 novembre 2003
Parere I Commissione.
Comunicazione di deliberazioni del Presidente della Regione
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione
ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
- dalla n. 233 del 5 agosto 2003 alla n. 243 del 5 agosto 2003;
dalla n. 248 del 5 agosto 2003 alla n. 322 del 23 ottobre 2003;
dalla n. 325 del 23 ottobre 2003 alla n. 336 del 23 ottobre 2003;
- n. 357 del 21 novembre 2003 POR Sicilia 2000-2006. Adozione
definitiva delle modifiche approvate dalla Commissione europea con
decisione C003/3982/CE del 21 ottobre 2003 ;
- n. 358 del 21 novembre 2003 POR Sicilia 2000-2006. Modifica
delle misure 3.09 e 4.15 del Complemento di programmazione
Procedura scritta n. 8/03 .
-
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere
sono pervenute dal Governo e sono state assegnate alle
competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ente parco Floristella Grottacalda di Enna. Designazione
revisori dei conti (n. 205/I)
pervenuto in data 8 novembre 2003
trasmesso in data 11 ottobre 2003
IACP di Catania - Designazione componente del consiglio
di amministrazione (n. 206/I)
pervenuto in data 8 novembre 2003
trasmesso in data 11 ottobre 2003
- Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione
Sicilia (ARAN Sicilia) - Costituzione del comitato direttivo
(n. 208/I)
- pervenuto in data 17 novembre 2003
- trasmesso in data 19 novembre 2003
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Trasmissione piano di propaganda turistica 2004 (n. 207/IV)
- pervenuto in data 12 novembre 2003
- trasmesso in data 14 novembre 2003
- Comune di San Pier Niceto (ME) - Delibera di G.M. n. 65
dell'11.07.2003 - Richiesta autorizzazione di riserva alloggi di
cui al DPR n. 1035/72, art. 10 (n. 209/IV)
- pervenuto in data 28 novembre 2003
- trasmesso in data 1 dicembre 2003
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Richiesta cofinanziamento progetto Password' (n. 210/V)
- trasmesso in data 10 dicembre 2003
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI
CONCERNENTI L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Programma regionale per l'educazione ambientale orientata allo
sviluppo sostenibile e consapevole nelle aree protette della
Regione siciliana e adesione carta di Aalborg (n. 212/UE-IV)
- trasmesso in data 10 dicembre 2003
- PARERE IV COMMISSIONE
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
- INTERREG III A - Programma transfrontaliero Sicilia - Malta
(n. 211/UE)
- pervenuto in data 5 dicembre 2003
- trasmesso in data 10 dicembre 2003.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1402 - Revoca del decreto di commissariamento
del Consorzio ASI di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1403 - Intervento al fine di bonificare gli
impianti del petrolchimico ENI di Gela e garantire i
livelli occupazionali.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 1404 - Notizie in merito al mancato conferimento
alle province regionali di compiti e funzioni
amministrativi in materia di organizzazione del
mercato del lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavoro
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 1406 - Iniziative urgenti a tutela dei
lavoratori avviati con Progetti di Utilità Collettiva
(P.U.C.) ai sensi della legge regionale 21 dicembre
1995, n. 85.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Ioppolo Giovanni
N. 1408 - Notizie in merito all'anomala procedura
adottata per il rilascio della concessione di
coltivazione di sorgenti di acque minerali in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1409 - Iniziative volte all'istituzione
dell'Unità semplice di Terapia Intensiva Respiratoria
(U.T.I.R.) presso l'Azienda Ospedaliera Cannizzaro di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1410 - Notizie in merito al mancato inserimento
nel tariffario delle prestazioni di assistenza
ospedaliera della 'funicolocentesi con raccolta di
cellule staminali ematopoietiche'.
- Assessore Sanità
Firmatario: Moschetto Angelo
N. 1411 - Notizie circa il perdurante disagio dei
dipendenti dell'Opera Pia 'Pignatelli - Principessa
di Roviano' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 1413 - Notizie in merito alla sicurezza ed
all'efficienza della Ferrovia circumetnea.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1415 - Opportunità della riapertura dei termini
per l'accesso ai contributi previsti in favore delle
imprese artigiane per l'assunzione di lavoratori
apprendisti.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 1416 - Interventi per il ripristino delle
condizioni minime di sicurezza e transitabilità della
via P.S. Mattarella nel comune di Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe;
Catania Giuseppe
N. 1417 - Ripristino delle condizioni di
transitabilità di via Carnazza nel Comune di
Tremestieri (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1418 - Ripristino delle condizioni di sicurezza
nell'istituto comprensivo 'Fuccio La Spina' sito
nella frazione Balatelle del comune di Acireale (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1419 - Misure per il ripristino delle condizioni
minime di sicurezza e transitabilità della strada
provinciale che collega Giarre alle frazioni di S.
Giovanni Montebello e Sciara in provincia di Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
M. 1424 - Notizie in ordine ai criteri adottati
nella concessione dei contributi straordinari in
favore dei comuni.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1427 - Notizie in merito al potenziamento dei
servizi sanitari d'emergenza nelle isole di
Lampedusa e Linosa.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Orlando Leoluca; Raiti Salvatore
N. 1428 - Notizie in merito alla gestione del
personale da parte del Consorzio Autostrade
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Amendolia Antonino
N. 1429 - Notizie sulle motivazioni del parere
favorevole concesso dall'Assessorato del
territorio e ambiente (Commissione per la
valutazione d'incidenza ambientale - V.I.A.)
all'impianto della distilleria Bertolino presso il
Comune di Mazara del Vallo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 1436 - Notizie in merito alla nomina del
commissario straordinario presso il comune di
Scordia (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Liotta Santo
N. 1440 - Misure per garantire il corretto
funzionamento del passaggio a livello sito in
prossimità del cimitero di Misterbianco (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe;
Catania Giuseppe
N. 1441 - Interventi per ripristinare le condizioni
di sicurezza nella collina di Vampolieri, sita nel
comune di Acicatena (Catania).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1443 - Notizie in ordine alla quantificazione e
alla ripartizione dei crediti vantati dalle Unità
sanitarie locali nei confronti della Regione.
- Assessore Sanità
Firmatario: Lo Curto Eleonora
N. 1445 - Notizie circa la costituzione della rete
regionale per la diagnosi e terapia della talassemia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Fratello Onofrio
N. 1449 - Notizie circa il rilascio di
autorizzazioni da parte del Comune di San Michele di
Ganzaria in provincia di Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1450 - Notizie circa l'agibilità dei locali
adibiti a sede del Comune di San Michele di Ganzaria
in provincia di Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1451 - Notizie in merito all'ipotesi
d'esclusione del porto di Pozzallo quale sede di
autoporto.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 1452 - Notizie in ordine alla paventata chiusura
dell'Agenzia delle Entrate di S. Agata di Militello
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Firmatario: Lo Monte Carmelo
N. 1453 - Interventi al fine di provvedere alle
opere di ristrutturazione dell'hotel Costa a
Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
Avverto che le interrogazioni testè annunziate sono
state già inviate al Governo.
Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1405 - Interventi urgenti per la
ristrutturazione delle palazzine IACP di Largo
Martiri di via Fani nel comune di Ribera (AG).
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1407 - Notizie in merito al mancato rispetto
della normativa vigente nella costruzione di
un 'solarium attrezzato' nel tratto di costa tra
Catania e il comune di Acicastello.
- Assessore Territorio
- Assessore Turismo
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1412 - Provvedimenti urgenti per il
funzionamento e l'efficienza del Corpo Forestale
della Regione siciliana, e per la tutela dei suoi
componenti.
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Virzi' Gioacchino; Formica Santi;
Ioppolo Giovanni
N. 1414 - Iniziative per la realizzazione di
efficaci campagne informative per la prevenzione e
cura dell'epatite C.
- Assessore Sanità
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1420 - Notizie in merito alla possibile
realizzazione di un megaporto nella baia di
Villagonia a Taormina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1421 - Notizie in merito al piano nazionale di
assunzioni predisposto dall'ENEL.
- Presidente Regione
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1422 - Notizie in merito al mancato
rispetto dell'accordo relativo alla
rifunzionalizzazione del Presidio ospedaliero di
Avola-Noto in provincia di Siracusa.
- Assessore Sanità
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1423 - Notizie in merito al rinvenimento di
discariche abusive in provincia di Caltanissetta.
- Assessore Territorio
- Assessore Famiglia
Firmatari: Morinello Salvatore; Raiti Salvatore
N. 1425 - Notizie in merito alla gestione dei
lavoratori imbarcati sulle navi da trasporto
passeggeri della Tirrenia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Speziale Calogero; Giannopolo Domenico
N. 1426 - Iniziative per superare la situazione di
difficoltà in cui versa il servizio di resocontazione
presso i tribunali a seguito dell'emanazione della
circolare del Ministero della giustizia del 3
febbraio 2003.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1430 - Notizie in ordine al rilascio di una
concessione edilizia in contrada Volparo del Comune
di Resuttano (CL).
- Assessore Territorio
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1431 - Iniziative volte a ricondurre
l'amministrazione comunale di Borgetto (PA) ai
principi di legalità e trasparenza.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino;
Giannopolo Domenico
N. 1432 - Notizie a proposito delle iniziative
tendenti a prevenire l'utilizzo indiscriminato a fini
edificatori del territorio di Scopello-Guidaloca del
comune di Castellammare del Golfo (TP).
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1433 - Notizie in merito alla manutenzione
straordinaria e alla messa in sicurezza
dell'autostrada A29 Palermo-Trapani.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1434 - Notizie circa l'attività di vigilanza e
d'ispezione a tutela della salute pubblica e per il
rispetto delle direttive per l'accreditamento delle
strutture sanitarie nella Regione.
- Assessore Sanità
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1435 - Interventi in favore dei territori dei
comuni di Gela e Niscemi colpiti dal maltempo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Famiglia
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 1437 - Iniziative per scongiurare lo stoccaggio
di scorie nucleari nel territorio della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Speziale Calogero
N. 1438 - Iniziative per migliorare il trasporto
pubblico locale extraurbano da e per Palermo.
- Assessore Turismo
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 1439 - Notizie in ordine alle iniziative
adottate per evitare il rilascio di amianto nelle
condutture della diga Poma sul fiume Jato in
provincia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1442 - Notizie in merito al funzionamento del
Consiglio comunale di San Gregorio (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1444 - Notizie in ordine al finanziamento per
l'installazione di un impianto fotovoltaico in favore
dell'Assessore per l'industria.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatari: Speziale Calogero; Capodicasa Angelo
N. 1446 - Notizie circa l'imposizione di un tributo
per finanziare i controlli sugli impianti termici da
parte dell'amministrazione comunale di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1447 - Opportuni controlli degli enti preposti
per evitare il pericolo d'infiltrazione mafiosa
nell'ambito dell'assistenza sanitaria in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Bilancio
- Assessore Famiglia
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1448 - Iniziative per consentire una maggiore
fruizione del Museo regionale di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Panarello Filippo
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 143 - Ripristino della legalità all'interno
dell'AUSL n. 6 di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario:
Ferro Giovanni; Raiti Salvatore; Morinello Salvatore
----------------
N. 144 - Notizie circa gli interventi per il
rilancio del settore dell'apicoltura e di altri
settori colpiti pesantemente nell'anno 2003 da
avversità atmosferiche ed eventi calamitosi.
- Presidente Regione
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 145 - Iniziative per la revisione della
procedura di affidamento del servizio idrico
integrato dell'Ambito territoriale ottimale (ATO) di
Palermo.
- Presidente Regione
Firmatari: Orlando Leoluca; Ferro Giovanni
N. 146 - Iniziative per favorire un ottimale
espletamento del servizio per la raccolta
differenziata dei rifiuti in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 147 - Iniziative per salvaguardare il patrimonio
e le finalità istituzionali dell'Opera Pia Istituto
Pignatelli 'Principessa di Roviano' e per la tutela
dei diritti acquisiti dai suoi dipendenti.
- Presidente Regione
Firmatari: Orlando Leoluca; Ferro Giovanni
N. 148 - Interventi per il riconoscimento dello
stato di calamità nelle zone delle province di
Agrigento e Caltanissetta danneggiate da un recente
nubifragio.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Capodicasa Angelo; Speziale Calogero;
Oddo Camillo;
Panarello Filippo
N. 149 - Motivi della mancata nomina del difensore
civico nel Comune di ACI S. Antonio (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 150 - Notizie sull'impiego dei lavoratori della
società mista 'Arte e Vita'.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 151 - Interventi urgenti per eliminare la
pericolosità della Strada statale 120 che collega la
zona ionica della Sicilia con quella tirrenica.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Turismo
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 152 - Notizie circa le modalità ed i criteri di
gestione della spesa sanitaria da parte dei direttori
generali delle Aziende unità sanitarie locali.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 153 - Delucidazioni in ordine alle cariche
rivestite dal Presidente della Regione in seno a
CAPITALIA.
- Presidente Regione
Firmatari: Capodicasa Angelo; Speziale Calogero;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De
Benedictis Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo
Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago
Salvatore.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono stare presentate le seguenti
mozioni:
N. 248 - Proroga dei termini per la presentazione dei
progetti per gli interventi di riparazione degli edifici
danneggiati dagli eventi sismici del 27-29 ottobre 2002 e
successivi, in provincia di Catania ed istituzione di un
'Tavolo tecnico' per la determina delle direttive
tecniche.
Fleres Salvatore; Raiti Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
Presentata il 27/11/03
N. 249 - Iniziative presso il Governo nazionale perchè si
eviti lo stoccaggio in Sicilia delle scorie radioattive.
Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Orlando Leoluca; Raiti Salvatore
Presentata il 28/11/03
N. 250 - Iniziative in favore delle popolazioni della Valle
del Belice.
Papania Antonino; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe; Manzullo
Giovanni; Spampinato Giuseppe
Presentata il 28/11/03
N. 251 - Predisposizione del Piano energetico regionale ed
interventi per la manutenzione della rete di distribuzione
energetica della Sicilia.
Ferro Giovanni; Orlando Leoluca; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore; Raiti Salvatore
Presentata il 1/12/03
N. 252 - Iniziative al fine di dichiarare la Sicilia area
denuclearizzata.
Forgione Francesco; Speziale Calogero; Liotta Santo; Ortisi
Egidio; Papania Antonino; Oddo Camillo; Giannopolo
Domenico; De Benedictis Roberto; Formica Santi; Tumino
Carmelo; Barbagallo Giovanni; Vitrano Gaspare; Gurrieri
Sebastiano
Presentata il 2/12/03
Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine del
giorno della seduta successiva perché se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 12 novembre 2003,
pervenuta alla Segreteria Generale il 13 novembre ed al
Servizio Lavori d'Aula il 14 novembre successivi, l'onorevole
Giovanni Villari ha chiesto di apporre la propria firma
all'interrogazione a risposta scritta n. 1397 Accertamenti
ispettivi presso il Comune di Castel di Judica (CT) ,
dell'onorevole Basile, annunziata nella seduta numero 172
dell'11 novembre 2003.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di trasmissione di copia della situazione
trimestrale
di cassa e di tesoreria della Regione
PRESIDENTE Comunico che l'Assessore per il bilancio e le
finanze, onorevole Pagano ha trasmesso, in data 12 novembre
2003, copia della previsione e situazione trimestrale di
cassa e di tesoreria della Regione in attuazione dell'art.
52, comma 5 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.
Situazione al 30 settembre 2003.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata
documentazione è stata trasmessa alla II Commissione
legislativa.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 247
Interventi al fine di procedere alla liquidazione delle richieste
di risarcimento avanzate dai produttori agrumicoli del catanese.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO, segretario:
L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
- i produttori agrumicoli sono stati particolarmente danneggiati
dal susseguirsi di diverse calamità naturali che hanno fatto
registrare danni anche agli impianti;
- con provvedimento ministeriale del 28 febbraio 2003 sono stati
riconosciuti i danni causati dalle gelate dei mesi di dicembre
2001 e gennaio 2002 ed i relativi indennizzi per le imprese
costrette a procedere alla potatura straordinaria degli agrumeti;
- presso l'Ispettorato provinciale agrario di Catania, a seguito
dell'emanazione del predetto decreto, sono state depositate circa
7.000 istanze non ancora esitate;
- a distanza ormai di due anni, gli agrumicoltori non hanno
ancora beneficiato di alcun indennizzo e, malgrado tutto, hanno
continuato ad esercitare la propria attività con conseguenti
aggravi sui bilanci delle imprese;
- è ormai divenuto necessario porre in essere iniziative per un
sostegno e conseguente rilancio del settore,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a porre in essere ogni utile iniziativa per procedere al
risarcimento dei danni subiti dagli agrumicoltori a causa delle
gelate dei mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002, giusta decreto
ministeriale del 28 marzo 2003 (pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Repubblica italiana n. 60 del 13 marzo 2003.
FLERES - CATANIA G.
MAURICI - SCOMA
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica
"Cooperazione, commercio, artigianato e pesca "
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3 del Regolamento,
di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica "Cooperazione,
commercio ed artigianato".
Informo che l'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, onorevole Cimino, ha comunicato, con
nota dell'11 dicembre 2003, di non poter essere presente ai lavori
odierni trovandosi fuori sede per improrogabili impegni
istituzionali ed ha chiesto, quindi, di volere differire lo
svolgimento della Rubrica alla ripresa dei lavori d'Aula, dopo la
chiusura della sessione di bilancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla nomina del Segretario Generale
dell'Assemblea
PRESIDENTE Comunico che il Consiglio di Presidenza, nella
riunione di ieri, ha nominato il nuovo Segretario Generale
dell'Assemblea Regionale Siciliana, nella persona del dottor
Gianliborio Mazzola, al quale formulo, a nome dell' Assemblea, i
migliori auguri di buon lavoro.
Esprimo altresì i ringraziamenti dell'Assemblea al Segretario
generale uscente, dottore Giuffrida.
(Applausi)
PRESIDENZA del **PR
Discussione congiunta dei disegni di legge numero 693-737/A
"Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario e bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006" e
numero 692/A Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2004
PRESIDENTE Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con la discussione congiunta dei disegni di legge
numero 693-737/A "Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
2006"e numero 692/A Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2004 .
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione di maggioranza.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione
al bilancio e finanziaria 2003 resa in Aula lo scorso mese di
marzo poneva l'accento su quelle che consideravamo le due
distorsioni più evidenti, aldilà del merito della manovra
all'esame, che caratterizzavano i documenti di bilancio: la prima
distorsione riguardava la struttura della legge finanziaria e, in
particolare, la difficoltà di ricondurla al ruolo proprio che la
normativa vigente configura per essa e cioè quello di essere lo
strumento essenziale per la regolazione della politica finanziaria
senza che essa venga appesantita da normative ulteriori che
tendono a farne una legge omnibus; la seconda distorsione
riguardava il fatto che il bilancio approdava in Aula a marzo
inoltrato ripetendo una cattiva tradizione di questi anni; un
bilancio che sarebbe poi entrato in vigore a metà aprile ad
esercizio finanziario abbondantemente iniziato e dopo tre mesi di
esercizio provvisorio; una condizione che ha pesanti conseguenze
non solo politiche ma anche di funzionalità rispetto all'ordinato
svolgersi della vita amministrativa della Regione.
In quella occasione assumemmo l'impegno di non ripetere tale
esperienza sostenendo la necessità di ricondurre la manovra di
bilancio entro i suoi canali più corretti sia sotto il profilo dei
tempi di approvazione che del contenuto.
Ebbene, è con una certa soddisfazione che posso dire all'Aula
che entrambi gli obiettivi sono stati centrati quest'anno. L'Aula
viene posta oggi nelle condizioni di esaminare ed approvare nei
tempi regolari un bilancio ed una finanziaria che, anche sotto il
profilo del contenuto, si presenta essenziale ed aderente al
dettato normativo.
L'ultima volta che l'Assemblea ha votato il bilancio entro i
termini e senza autorizzare esercizi provvisori è stato nel 1996;
oggi vi sono finalmente le condizioni perché tutto venga
ricondotto ad una certa 'normalità' e si avvii con l'anno nuovo
un'attività legislativa più ordinata sotto il profilo procedurale
e più proficua sotto quello politico, senza dovere scontare i
ritardi e le tensioni connesse con una manovra di bilancio che va
avanti per mesi con la pretesa di affrontare tutte le tematiche
inevase, disseminate nelle varie Commissioni con il risultato di
sovraccaricare la finanziaria che diventa ingestibile e di
dilatare oltremisura la durata della sessione di bilancio. Dunque
siamo di fronte a traguardi che non sono solo formali ma sono
significativi sul piano politico non meno che su quello
istituzionale. Anche per tutto questo devo qui dare conto dello
spirito straordinariamente costruttivo che ha caratterizzato il
lavoro veramente egregio svolto in Commissione Bilancio' dove si
è dato vita ad un confronto approfondito, a volte aspro ma sempre
costruttivo e finalizzato ad individuare soluzioni politiche e
legislative all'altezza delle questioni sollevate. Le stesse
audizioni svolte sono state preziose e ci hanno indicato in alcuni
casi questioni che sono state trasfuse in articoli inseriti nel
disegno di legge che oggi viene sottoposto all'Aula.
Analoga attenzione è stata rivolta ai pareri delle Commissioni
di merito le cui indicazioni principali e coerenti con l'impianto
della legge sono state recepite ed inserite nel testo; per citare
solo le più significative basta ricordare la riformulazione del
ticket sanitario proposta dalla Commissione competente con le
novità introdotte rispetto al vecchio regime; la riforma
pensionistica regionale proposta dalla prima Commissione; della
quinta Commissione è stata accolta la proposta di riordino
normativo e finanziario del regime degli LSU e della Commissione
'Attività produttive' la proposta di attivare un nuovo limite di
impegno per il cofinanziamento regionale per gli interventi in
favore delle imprese agricole e dei Consorzi irrigui danneggiati
dalle siccità verificatesi negli anni 2000, 2001 e 2002; della
quarta Commissione è stato accolto l'emendamento che consente la
rinegoziazione dei mutui finalizzati al recupero degli impianti e
delle attrezzature sportive; in altri casi, pur essendoci trovati
di fronte alla prospettazione di emendamenti che pure ponevano
problemi rilevanti, è prevalso l'orientamento di preservare
rigorosamente il perimetro della finanziaria e dunque di non
accogliere le proposte trasmesse con l'auspicio che esse possano
trovare spazio di esame nell'ambito di specifiche iniziative
legislative che possono essere avviate alla ripresa dei lavori
dopo la sessione di bilancio.
In occasione della precedente finanziaria, avevamo assunto anche
un terzo impegno: quello di predisporre un progetto di revisione
della normativa sulla finanziaria e sul bilancio che, sulla scorta
dell'esperienza di questi anni, ci consentisse di meglio
organizzare e regolare l'intera manovra; su questo siamo invece
per il momento inadempienti ma ancora fortemente convinti che
l'impianto normativo che regola finanziaria e bilancio vada
rivisto; sul piano tecnico si è comunque avviato un lavoro
interessante che vede impegnati a collaborare gli uffici della
Commissione Bilancio' e dell'Assessorato del bilancio nella messa
a punto delle questioni da affrontare per cui ci ripromettiamo nel
corso del prossimo anno di potere sottoporre all'Assemblea alcune
ipotesi concrete di riforma.
Per venire ai contenuti della manovra, anche se essa può
definirsi essenziale, non per questo risulta poco incisiva o ricca
di novità. Il bilancio a legislazione vigente reca una previsione
complessiva di competenza per il 2004 di poco oltre 22 miliardi e
600 milioni di euro; di queste, le entrate finali ammontano a 15
miliardi e 622 milioni di euro; l'avanzo finanziario presunto
iscritto in bilancio supera i 7 miliardi di euro con riferimento
sia ai fondi vincolati che ai fondi ordinari della Regione.
La dimensione e la composizione dell'avanzo sono stati in questi
mesi oggetto di un confronto e di una discussione approfondita
anche sul piano tecnico e posso confermare che la Commissione
Bilancio' ed il Governo sono determinati a portare avanti un
lavoro serio di riconsiderazione sia per dare il massimo di
chiarezza contabile al bilancio che per ottimizzare la mole delle
risorse non utilizzate che si riproducono di anno in anno nella
contabilità.
Il totale della spesa in conto capitale nella previsione a
legislazione vigente ammonta a 7 miliardi e mezzo di euro mentre
le risorse stanziate per il triennio 2004-2006 iscritte sui
capitoli destinati ad interventi del POR 2000-2006 assommano a
quasi 3 miliardi e 600 milioni di euro di cui un miliardo e 150
milioni nel 2004. Sul punto vale la pena di giudicare quantomeno
incomprensibile l'indulgere su una polemica che appare sterile
sull'utilizzo dei fondi comunitari se si considera che, non tanto
fonti della Regione, ma fonti del Ministero del tesoro hanno
confermato che la Sicilia non solo ha le carte in regola, ma ha
posto in essere una capacità di attivazione della spesa da
conferirle titolo per le quote di premialità; del resto in sede di
giudizio di parifica del rendiconto 2002, quindi solo qualche mese
fa, la stessa Corte dei Conti in ordine al problema dell'utilizzo
dei fondi POR scriveva: 'Il rispetto dei tempi assegnati, finora
sostanzialmente positivo, dovrà essere mantenuto con il massimo
impegno nei mesi prossimi...'. Quindi, un giudizio positivo con
una raccomandazione a mantenere elevato l'impegno per il futuro
per continuare a centrare gli obiettivi di spesa; per quello che
ci riguarda si tratta di una valutazione e di una indicazione che
sottoscriviamo in pieno.
Sempre nel 2004 avremo, inoltre, l'effetto contabile ed
economico del piano di investimenti finanziato con le risorse
attualizzate ex articolo 38 dello Statuto secondo quanto previsto
dalla recente legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 'Variazioni
di bilancio 2003' le cui finalità sono state integrate con le
previsioni della finanziaria all'esame, che indirizza una quota
significativa di quelle risorse prioritariamente oltre che al
piano della manutenzione stradale ed all'intesa con Trenitalia,
anche alla messa in sicurezza degli edifici scolastici e di culto.
La sanità continua a rappresentare, anche per gli equilibri
contabili del bilancio, tema essenziale della discussione; la
scommessa continua ad essere quella di razionalizzare ed
economizzare le risorse senza penalizzare la qualità dei servizi
erogati. La previsione di spesa 2004 supera i 6 miliardi e 600
milioni di euro, con la quota a carico della Regione che è
arrivata a 2 miliardi e 865 milioni di euro, una quota pari al
42,5 per cento.
Il tutto in un quadro di finanziamento del settore che vede la
Regione in una condizione di responsabilità sempre più diretta,
sia nel concorrere alla determinazione del Fondo sanitario, che
nella copertura dei disavanzi come dimostrato anche dagli ultimi
consistenti interventi di ripiano dei deficit operati a carico
della finanza regionale. Dunque un'esigenza accresciuta di ben
governare il flusso delle risorse che affluiscono al settore.
Abbiamo varato, in particolare con le ultime finanziarie, una
serie di normative di razionalizzazione, responsabilizzazione e
controllo nel campo della gestione delle risorse destinate ai
servizi sanitari dalle quali ci attendiamo buoni risultati.
E' importante sottolineare intanto che con l'articolo 25 della
legge regionale n. 4 del 2003, grazie al nuovo sistema di
attribuzione dei fondi e di determinazione dei tetti di spesa, il
sistema sanitario avrà la certezza preventiva dell'ammontare delle
risorse, mentre l'articolo 26 ha messo a punto un efficace
meccanismo di monitoraggio della spesa. Va altresì sottolineato
che con la legge di variazioni abbiamo assicurato il
cofinanziamento regionale degli interventi in materia di edilizia
sanitaria, per cui si mobiliteranno rilevanti risorse nazionali
rivenienti dall'Accordo di programma quadro sulla Sanità
finalizzate all'ammodernamento delle strutture.
Un'ulteriore scommessa di contenimento e di razionalizzazione
delle risorse viene prospettata anche per altri settori
tradizionalmente 'critici' della spesa; ci si riferisce in
particolare ai settori della formazione professionale, dei
trasporti, del lavoro e della forestazione; si tratta di scommesse
che vanno vinte anzitutto sul piano politico facendo le riforme di
settore che aspettano da tempo immemorabile e che in tanti casi
giacciono nelle Commissioni: dunque nessun indugio e nessun alibi
per una maggioranza che deve sapere mettere in campo una capacità
operativa che spesso gli ha fatto difetto nel passato.
Nel settore dei trasporti è indubbiamente significativo
l'impegno finanziario attivato per dare piena attuazione agli
accordi di programma quadro con il potenziamento degli aeroporti,
delle autostrade del mare, del sistema ferroviario e viario allo
scopo di innalzare il livello qualitativo del sistema. Si punta
all'individuazione di un modello organizzativo del trasporto
plurimodale da cui far discendere le scelte prioritarie per
pervenire al riequilibrio delle modalità di trasporto in atto
fortemente sbilanciate su quello stradale e ciò anche in armonia
con la politica dei trasporti della Unione europea.
La Regione nel 2004 destinerà significative risorse finanziarie
per migliorare l'erogazione dei servizi offerti dagli enti gestori
delle aree protette, per la piena operatività dell'Agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente ARPA e per contrastare
il dissesto idrogeologico e il fenomeno della desertificazione e
salvaguardare l'ambiente mediante interventi per la protezione e
l'ampliamento del patrimonio boschivo.
Nel settore dell'energia si prevede il pieno utilizzo delle
risorse endogene attraverso investimenti pubblici e privati. Sono
previsti finanziamenti in favore delle imprese per la produzione
di energia da fonti rinnovabili biomasse, energia solare,
fotovoltaica e solare termica, eolica e geotermica.
Con riferimento alla finanziaria, va anzitutto posto in evidenza
che la dimensione quantitativa della manovra dopo l'approvazione
della legge di variazioni 2003 e per effetto dei suoi riflessi
contabili sull'esercizio 2004 le cui partite vanno perciò
contabilizzate nel bilancio a legislazione vigente, risulta
significativamente mutata rispetto al quadro presentato con il
disegno di legge iniziale del Governo; l'importo complessivo della
manovra all'esame dell'Aula, si attesta infatti sotto i 400
milioni di euro ed è riepilogata nel prospetto allegato
all'articolo 28 del disegno di legge. Un prospetto che riporta,
secondo quanto prescritto dalla normativa vigente, assieme al
quadro delle maggiori spese introdotte dalla finanziaria stessa,
le risorse utilizzate per la loro copertura.
Nel corso dell'esame istruttorio del provvedimento in
Commissione Bilancio', Governo e Commissione di intesa hanno
ritenuto opportuno, di fronte alla consistenza degli emendamenti
alle tabelle, riservarsi un'ulteriore fase di approfondimento,
licenziando per l'Aula la manovra così come proposta dal Governo e
rinviando appunto alla discussione in Aula il confronto sui
margini possibili di intervento nel merito della stessa, fermo
restando comunque il pieno rispetto dei saldi in essa contenuti.
L'esame delle tabelle richiederà, inoltre, un momento di
approfondimento tecnico rispetto al quale il Governo ha dato piena
disponibilità a fornire quegli elementi conoscitivi e chiarimenti
sulla esatta configurazione di alcune maggiori entrate e minori
spese riportate nello schema di copertura finanziaria della legge,
in riscontro alle osservazioni tecniche formulate sul punto
dall'ufficio della Commissione Bilancio' nella relazione
predisposta sulla copertura finanziaria del testo.
Con riferimento, invece, ai saldi riportati, due dati meritano
in particolare di essere sottolineati, anzitutto il fatto che il
ricorso al mercato a seguito della manovra è perfettamente
corrispondente alle previsioni del DPEF e cioè 258 milioni di
euro; e poi il fatto che nel 2004, l'ammontare dei prestiti che
verranno rimborsati, 291 milioni di euro, supererà il ricorso al
mercato che viene autorizzato, inducendo così un effetto positivo
sullo stock di debito della Regione.
La manovra dal punto di vista delle entrate, in conformità agli
impegni assunti con il DPEF, si muove all'interno di una strategia
che ha già raggiunto importanti risultati, attestati anche dalla
Corte dei Conti in sede di parifica del rendiconto 2002, con il
recupero di livelli di efficienza del sistema di riscossione
regionale che hanno determinato un incremento delle entrate
tributarie sia nel 2002 che nel 2003. La politica di rilancio e di
razionalizzazione attuata in questo fondamentale settore ha
consentito di manovrare la dimensione delle entrate senza
aumentare la pressione fiscale. Importanti interventi sono stati
già definiti, anche con le precedenti finanziarie in tutti i campi
del complesso sistema che gestisce le entrate finanziarie in
Sicilia:
a) un monitoraggio costante dei flussi di entrate provenienti
dalla struttura di gestione e dal concessionario;
b) la stipula di un protocollo con le agenzie fiscali operanti
in Sicilia al fine di superare il rapporto di avvalimento e
consentire alla Regione una piena attuazione della propria
autonomia tributaria;
c) interventi mirati a rivitalizzare il rapporto con il
concessionario della riscossione e di un più efficace controllo
sulla riscossione attraverso ruolo;
d) la creazione di un accesso informatico con l'anagrafe
tributaria da parte dei comuni che in tempo reale aggiorni i dati
anagrafici dei contribuenti.
Rimane da riferire su alcuni dei principali contenuti
dell'articolato della finanziaria. Anzitutto con riferimento
all'articolo 1, come già sottolineato in precedenza, va rimarcato
che i saldi fissati, saldo netto da finanziare e ricorso al
mercato, sono pienamente corrispondenti ai saldi-obiettivo
indicati dal DPEF e confermano il progressivo trend di rientro del
deficit che si intende perseguire.
L'articolo 2 del disegno di legge regge lo specifico
accantonamento negativo disposto in tabella A; si tratta dei 400
milioni di euro stimati come maggiore gettito riferito alle
entrate tributarie, per effetto dell'attuazione delle disposizioni
dell'articolo 3, comma 1, lettera b) della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, relativo alle modalità di applicazione dell'articolo 37
dello Statuto. Le maggiori risorse erano già state iscritte nelle
previsioni della finanziaria 2003 (200 milioni per il 2003 e 200
milioni per il 2004) con il medesimo meccanismo dei fondi negativi
e dunque il loro mancato accertamento nel 2003 non ha originato
contabilmente una minore entrata. La norma autorizza altresì
l'Assessore per il bilancio a destinare le entrate accertate a
tale titolo ad incremento dei fondi di riserva cui risulta
collegato l'accantonamento negativo.
L'articolo 4 introduce una disposizione che ha un significativo
rilievo contabile sotto il profilo del consolidamento degli
equilibri finanziari, poiché mette a regime 'a decorrere dal 2004'
la previsione di cui all'articolo 3 della legge regionale 26
ottobre 2001, n. 15, di accantonare in apposito fondo di riserva
l'avanzo finanziario relativo ai fondi senza vincolo di
destinazione non impiegandolo dunque ad incremento di capitoli
'operativi'. Viene inoltre recepita una indicazione formulata in
sede di giudizio di parifica del rendiconto 2002 dalla Corte dei
Conti disponendosi che le regolazioni contabili delle economie
realizzate sugli stanziamenti relativi alle quote di
cofinanziamento regionale o ad interventi regionali a destinazione
vincolata, vanno operate sul fondo di cui al comma 1 perché, per
quanto si tratti di fondi vincolati, costituiscono comunque
risorse 'ordinarie' della Regione.
L'articolo 5 prevede che gli uffici dell'Agenzia delle entrate
di cui la Regione siciliana si avvale provvedano a verificare lo
stato delle misure cautelari adottate dal concessionario sui beni
immobili dei debitori. Si tende così ad incentivare l'utilizzo da
parte del concessionario della riscossione, dello strumento
giuridico dell'iscrizione di ipoteca che, per la sua indubbia
efficacia deterrente, costituisce un importante ausilio
all'attività di riscossione coattiva; viene inoltre conferita una
maggiore sistematicità ai controlli di merito effettuati
dall'Agenzia delle entrate sulle comunicazioni di inesigibilità
per le partite di ruolo superiori a 50.000 euro.
L'articolo 6 introduce un provvedimento di 'sanatoria' per le
violazioni riguardanti il tributo speciale per il deposito in
discarica dei rifiuti solidi di cui all'art. 2 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, commesse dall'1 gennaio 1996 al 31 gennaio 2003,
prevedendone la definizione senza irrogazione di sanzioni e senza
applicazione di interessi. La norma non ha effetti contabili sulle
previsioni di 'competenza' del tributo per il 2004 poiché regola
partite fino al 31 dicembre 2003. Per quanto riguarda invece
l'attribuzione del gettito della sanatoria bisognerà tenere
presente che ai sensi dell'art. 2 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6, il 10 per cento del gettito del tributo spetta alle
province regionali. Viene, come anticipato prima, modificata la
disciplina della partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie, come stabilita dall'art. 9 della legge regionale n. 2
del 2002. Viene anzitutto abrogato il comma 2 dell'articolo 9
della legge regionale n. 2 del 2002 e dunque il pagamento del
ticket sul pronto soccorso.
E' introdotto, per le prestazioni di assistenza farmaceutica
relativa a farmaci di fascia A, ossia farmaci essenziali e per
malattie croniche, il seguente regime:
a) nessuna partecipazione al costo per i soggetti componenti
nuclei familiari con reddito complessivo lordo annuo, riferito
all'anno precedente, inferiore a 12.000 euro;
b) pagamento di un ticket di 1,50 euro per confezione per i
soggetti componenti nuclei familiari con reddito complessivo lordo
annuo, riferito all'anno precedente, compreso tra 12.000 e 36.000
euro;
c) pagamento di un ticket di 2,00 euro per confezione per i
soggetti componenti nuclei familiari con reddito complessivo lordo
annuo, riferito all'anno precedente, superiore a 36.000 euro.
Sono poi previste specifiche agevolazioni ed esenzioni per una
serie di categorie di soggetti elencati dalla norma mentre per i
farmaci aventi il prezzo di riferimento più basso, la
partecipazione al costo della prestazione è ridotta a 0,50 euro.
Il Titolo II del disegno di legge relativo alle politiche di
sviluppo introduce novità che possono rappresentare una autentica
svolta nella politica regionale: viene aperta per la prima volta
ed in concreto la prospettiva inedita e coraggiosa di disegnare un
sistema di fiscalità di vantaggio per i nuovi investimenti in
Sicilia la cui portata può risultare decisiva per il futuro della
Regione.
Insomma, la Regione decide di utilizzare pienamente le proprie
prerogative e le proprie risorse per dotarsi di strumenti di
sviluppo in piena sintonia con le esperienze che altre realtà in
Europa hanno già percorso. Una Sicilia centro finanziario di
riferimento per i paesi coinvolti nei processi di integrazione
indotti dal partenariato euro-mediterraneo non è solo una
prospettiva realistica, ma anche una prospettazione intelligente
delle possibilità concrete che stanno di fronte alla nostra
Regione che deve attrezzarsi al meglio per potere ambire a ruoli
che non siano di subordinazione e di marginalità rispetto ai
processi che si svilupperanno nell'area euro-mediterranea e che
costituiranno la vera chiave di svolta del nostro futuro
possibile.
La stessa norma che disciplina il regime di fiscalità per le
nuove imprese che si costituiranno in Sicilia a partire dal 2004,
è il frutto della capacità di dialogo che la Commissione ed il
Governo hanno mostrato di avere con le parti sociali, quando da
queste vengono indicazioni significative e praticabili.
Sono misure sulle quali bisognerà mettere in campo una forte
capacità tecnica e politica per sostenere anche le fasi di
confronto e di negoziato che la Regione dovrà sostenere per
garantirne la piena operatività; vi è sul punto un consenso
generale che coinvolge la gran parte delle componenti politiche
della Commissione che ambisce a svolgere un ruolo attivo e di
stimolo nel confronto che verrà.
Importante è anche l'articolo 14 del disegno di legge che
modifica aggiornandola la disciplina della legge n. 15 del 1993
sui prestiti partecipativi mentre l'articolo 15 riscrive la norma
sul fondo di rotazione destinato al finanziamento in favore degli
enti locali, delle spese di progettazione.
Sempre in riferimento agli enti locali viene introdotta una
norma molto importante che recependo l'intesa realizzata dal
Governo con ANCI e Unione delle province, fissa per l'intero
triennio 2004-2006 l'ammontare del fondo per lo svolgimento delle
funzioni amministrative; dunque non solo incremento dei
trasferimenti, ma concretizzazione di una prospettiva triennale
degli stessi che conferisce maggiori certezze al quadro
finanziario degli enti locali.
La Commissione Bilancio' ha profondamente modificato il testo
dell'articolo che prevede l'intervento della Regione a garanzia
delle esposizioni debitorie degli enti teatrali e delle fondazioni
liriche, introducendo limiti precisi in ordine ai soggetti
beneficiari, agli importi ammissibili, alle condizioni per
beneficiare dell'intervento.
Dal primo gennaio 2004 la Regione allinea i trattamenti di
quiescenza del proprio personale alla disciplina nazionale. Si
tratta di una decisione importante che ha alimentato e continua ad
alimentare una discussione politica e sindacale delicata e tesa
che è tuttora in corso e che è destinata a segnare anche il
confronto in Aula che ci apprestiamo a svolgere; bisogna tuttavia
che il ragionamento possa proseguire costruttivamente, senza
inutili esasperazioni e tenendo presenti i molteplici aspetti del
problema ed il quadro di riferimento generale entro cui la Regione
è chiamata a risolvere tale delicata questione. Al Presidente
della Regione va dato atto di avere assunto sul punto decisioni
chiare e risolute, non dissimulando la delicatezza delle questioni
e la portata delle valutazioni che hanno indotto il Governo a
proporre questa nuova disciplina.
Con questo spirito di lealtà e di sostegno all'azione del
Governo, la maggioranza, prima in Commissione 'Affari
istituzionali' e, successivamente, in Commissione 'Bilancio' hanno
dato il via libera all'esame in Aula della disciplina sul
pensionamento.
Importanti novità vengono introdotte anche in materia di lavori
socialmente utili: si apre una prospettiva di impegno pluriennale
mettendo in campo realmente gli strumenti giuridici e finanziari
per dare una decisiva spinta al programma di fuoruscita.
Sempre in materia di lavoro, continuano gli interventi in favore
dell'emersione del lavoro nero dando seguito ad un impegno
confermato dal Presidente della Regione al recente vertice di
Catania dei Ministri del lavoro dei Paesi comunitari. Sono stati
rifinanziati gli interventi per il funzionamento della Commissione
per l'emersione del lavoro non regolare e per l'impiego dei
carabinieri nelle attività inerenti.
La riforma dei servizi per l'impiego, che scaturisce
dall'applicazione delle norme nazionali 'pacchetto Biagi'
costituisce uno strumento efficace nell'ottica dell'incontro tra
offerta e domanda di lavoro.
Questi dunque alcuni dei principali contenuti dei provvedimenti
all'esame, ma anche da questa breve rassegna di temi, appare
evidente che quella che viene sottoposta all'Aula è una manovra
normativa e di bilancio incisiva, realistica e coraggiosa.
Abbiamo la possibilità, approvandola prontamente, non solo di
dotare la Regione dei propri strumenti contabili entro i termini
corretti, ma anche di approntare un quadro normativo e finanziario
in grado di attivare un processo virtuoso di sostegno alle
attività economiche ed imprenditoriali dell'Isola.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
svolgere la relazione di minoranza.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi accingo a svolgere una succinta relazione di
minoranza, perchè questo disegno di legge finanziaria ha
finalmente, per la prima volta, le caratteristiche che la norma
di legge prevede per tale fattispecie, sia grazie all'impegno da
parte dell'opposizione, ma anche per il fondamentale contributo
del Commissario dello Stato che, con la sua impugnativa, appena un
mese fa ha scoperchiato quel verminaio che erano le variazioni di
bilancio, mettendone in chiaro le incongruenze ed anche le
notevoli violazioni in quella legge contenute.
Così come rilevato dal relatore di maggioranza, in primo luogo
va sottolineato il fatto che dopo diversi anni si torna a
rispettare i tempi di approvazione del bilancio e della legge
finanziaria. Noi vi abbiamo ampiamente contribuito, con il nostro
comportamento, non tanto e non solo attraverso il succinto
dibattito delle opposizioni in commissione Bilancio, quanto,
soprattutto, direi, con il nostro apporto determinante
all'approvazione del Regolamento interno dell'Assemblea, avvenuto
solo qualche mese addietro, che ci ha messo nelle condizioni di
fissare tempi certi per le procedure parlamentari da adottare per
l'approvazione del bilancio e della finanziaria, consentendo così
a questo Parlamento, attraverso la pianificazione del calendario
e l' indizione della sessione di bilancio, di arrivare nei tempi
dovuti all'esame ed all'approvazione dei documenti finanziari.
Non c'è dunque, alcun merito per il Governo e per la
maggioranza, in quanto si tratta di ottemperare ad un dettato
regolamentare; se un merito va a qualcuno, esso va ascritto a chi
ha voluto fermamente l'approvazione del nuovo Regolamento che ci
impone tempi certi, alla sensibilità della Presidenza
dell'Assemblea che li ha fatti rispettare ed anche alla celerità
con cui le Commissioni prima e l'Aula stanno svolgendo il proprio
compito.
Non è ininfluente il fatto che, dopo la vicenda delle
variazioni, si sia deciso di procedere in maniera snella, anche
da parte della maggioranza, e con qualche titubanza da parte del
Governo, il quale in Commissione era pronto già ad inserire
qualche emendamento che solo la nostra protesta ha impedito
venisse inserito e che avrebbe nuovamente riaperto le porte alle
incursioni - così vengono definite - da parte dei parlamentari in
Aula sugli emendamenti.
Credo che dobbiamo salutare con un benvenuto l'intervento del
Commissario dello Stato che, a mio avviso, è stato opportuno per
alcuni argomenti che ha sollevato e che, a mio giudizio, si è
persino limitato nelle impugnative. Basti pensare alla tabella
relativa all'utilizzazione dei fondi dell'articolo 38, che in
quella manovra erano contenuti, che sono stati approvati in
aperta violazione della norma costituzionale dell'articolo 38
dello Statuto, in particolare, contenendo quella tabella delle
previsioni di utilizzazione di somme in conto capitale che avevano
come oggetto non investimenti produttivi, non opere pubbliche, ma
come in quella occasione abbiamo fatto rilevare, unicamente
interventi sostitutivi al bilancio della Regione in settori che
possono anche essere classificati come investimenti ma che
sicuramente non sono da ricomprendere tra gli interventi previsti
dall'articolo 38 dello Statuto e sopratutto meritevoli di
attenzione in un ambito che dovrebbe avere come unica finalità
quella di creare addizionalità, così si dice in gergo tecnico, e
sopratutto aumento del PIL e nuove infrastrutture.
Io credo che, quindi, non ci sia alcun merito della maggioranza
e del Governo se alla fine hanno dovuto piegare la testa ad una
condotta sobria. E' una sobrietà forzata, una sobrietà imposta
perchè non hanno avuto spazio, anche da parte del Commissario
dello Stato che, a mio giudizio, più frequentemente dovrebbe
intervenire, vista la qualità della proposta dell'attuale Governo
e della produzione legislativa.
Del resto, come il relatore di maggioranza ricordava, altro non
si è fatto che attenersi alla legge che prescrive in modo
preciso quali sono le norme che possono entrare nella
finanziaria. Si tratta dunque di un'ottemperanza di legge e,
laddove ciò non è avvenuto in passato, unico responsabile è il
Governo e, per esso, il responsabile del bilancio che è
l'assessore competente, il quale, in occasione
dell'approvazione delle variazioni di bilancio si vantava di avere
avuto l'illuminazione di aggirare la norma di legge modificandone
il titolo, consentendo quindi al Governo di introdurre norme
spurie e facendo di quella legge una sorta di obbrobrio, un
mostro giuridico e legislativo.
Non ci si accorgeva, però, che questo era un modo di fare
karakiri, perché significava consentire anche al Parlamento, al
singolo parlamentare di farlo.
Questo è un comportamento che non può assolutamente essere
accettato, tanto più quando ad ispirarlo è lo stesso Governo con
il suo rappresentante al bilancio, il quale - mi si consenta di
dire - che intende la carica come una sorta di strumento di potere
per contrattare, per accettare o respingere raccomandazioni che
vengono dai parlamentari, dai capigruppo della maggioranza e non
intende, invece, disimpegnare quella carica con l' equanimità,
oserei dire, con lo spirito di servizio che in un ramo così
delicato dell'Amministrazione si richiede.
Se dovessimo fare un po' i calcoli di quello che è successo
negli ultimi due anni e mezzo in materia di manovra finanziaria e
di bilancio, in questa Regione, fatta eccezione per qualche
sporadico intervento che, per quanto ci riguarda, non siamo
alieni dal disconoscere, il complesso della manovra che ne è
uscita e i risultati che ci consegnano sono di un'evidenza
palmare: disastrosi.
E tutto ciò non ha avuto conseguenze ancora più gravi, in
quanto, in questi anni, ci si è giovati di alcune partite una
tantum, di cui il Governo ha potuto disporre, che sono quelle
relative ai fondi ex articolo 38, ancorché utilizzate malamente e
malamente impegnate. Sono i fondi rinvenuti dalla chiusura del
contenzioso con lo Stato, la vecchia partita che si trascinava e
che aveva avuto già una prima delibazione nel 1999 e nel 2000 e
che è arrivata adesso a conclusione. Senza tali iniezioni di
finanza noi saremmo oggi al disastro finanziario.
Siccome, però si tratta di partite una tantum, che non potranno
essere ovviamente ripetute per gli esercizi finanziari futuri, noi
fortissimamente temiamo che il disastro sia prossimo venturo, a
meno che non succeda qualcosa di importante, una svolta nella
politica finanziaria di questo Governo, con una revisione radicale
anche degli uomini che la gestiscono, se non si comincia a pensare
a qualcosa di serio dal punto di vista delle strategie con le
quali si vuole affrontare la materia.
Se dobbiamo però giudicare questo atteggiamento dal disegno di
legge che ci si propone, in questa finanziaria, in questo
bilancio, si dà seguito alle parole al vento che molto spesso
sentiamo produrre da chi, con tentativi maldestri, lancia il sasso
e poi non si vergogna di tentare di nascondere la mano, facendo
così delle figure puerili, facilmente sottolineabili, che mal si
addicono a chi assolve compiti di Governo. Il Presidente
dell'Assemblea, l'ha fatto, quando, rispondendo ad una lettera
dell'Assessore per il bilancio, ha evidenziato che gli
emendamenti su cui il Governo cercava di declinare le
responsabilità, erano stati presentati dal Governo stesso.
Ed il fatto che magari taluno di questi portasse la firma di
rappresentanti del Parlamento, di parlamentari di maggioranza o
anche di opposizione, non assolve, anzi, a mio avviso, aggrava
la responsabilità di chi, sapendo di non avere molte frecce al
proprio arco per sostenere una manovra, alla fine, altro non fa
che cercare di contrattare con il rappresentante dell'opposizione,
sottoscrivendo qualche emendamento.
Quegli emendamenti rimangono improponibili, rimangono in
contrasto con la norma di legge, quale che sia la firma che viene
apposta, di maggioranza o di opposizione, ed è tanto più grave
quando la firma è quella di un uomo di Governo che viene a
coprirla, mentre invece magari poi si fanno disinvolte ripicche,
anch'esse da definire infantili, con provvedimenti che invece
potrebbero benissimo trovare ingresso nelle leggi finanziarie,
perchè non sono controindicate da alcuna norma in vigore nè di
legge, nè regolamentare.
Ora mi voglio solo soffermare brevemente sulla manovra; non
credo infatti che essa meriti molti approfondimenti, e vorrei
usare sui due versanti, quello finanziario e quello economico-
sociale, che dovrebbero essere i contenuti della manovra, due
argomenti, a computazione dell'uno e dell'altro, che non sono
miei. Sottolineo non sono miei, perchè li abbiamo recepiti così
come emergono dai documenti e dagli atti.
La manovra si compone di due parti grosso modo: una parte è
quella di natura finanziaria, la manovra in senso stretto, a
copertura del disegno di legge e delle norme che vi sono
ricomprese; l'altra è quella che, pomposamente, viene definita
politica di sviluppo, che costituiscono credo il titolo II - se
non ricordo male- del disegno di legge.
Partirei da questa prima parte ed ho con me la sintesi
dell'intervento svolto in audizione in Commissione Bilancio dal
Presidente della Confindustria.
Badate, non sto facendo riferimento all'intervento delle
organizzazioni sindacali, che possono magari essere considerate di
parte, pregiudizialmente contrarie al Governo, organizzazioni
ispirate o influenzate dal movimento dei lavoratori che
organizzano o no. Mi riferisco a Confindustria che, per bocca del
suo Presidente, dottor Artioli, ha manifestato un "je accuse"
della politica economica di questo Governo e, in parte, anche di
quello nazionale, che neanche io saprei fare, a proposito di
incentivi alle imprese. Egli si è espresso con parole durissime
sul metodo utilizzato per incentivare l'impresa su base
discrezionale o con strumenti a pioggia che non danno alcun valore
aggiunto, non raggiungono mai la massa critica necessaria per
creare la svolta.
A proposito delle misure, della mancata risposta da parte della
Regione alle aspettative di centinaia di imprese che hanno - in
virtù di leggi approvate da quest'Aula - espletato nuove
assunzioni e che attendono oramai da anni il corrispettivo
rimborso da parte della Regione per un importo di circa 800
miliardi di vecchie lire - stiamo parlando della piccola e media
impresa siciliana normalmente sottofinanziata, sottocapitalizzata
che ha enormi problemi di liquidità - ebbene, quest'ultima non
viene corrisposta nelle proprie aspettative, oserei dire nei
propri diritti, al punto che il dottor Artioli ha comunicato che
la Confindustria ha dato indicazione ai propri aderenti di
attivare azioni legali contro la Regione. Stiamo parlando, quindi,
di diritti riconosciuti da una norma di legge
Il dottor Artioli ha continuato con una serie di rilievi,
chiamiamoli così, relativamente alla manovra di bilancio. Ha
chiesto in particolare di finirla con la crescita delle spese
correnti; di definire il più presto possibile in maniera positiva
tutta la vicenda relativa al precariato; si è espresso contro la
politica del Governo in materia di società miste per i servizi,
finanziate con denaro pubblico, considerandole false società miste
in quanto si tratta, in realtà, di società pubbliche che operano
in regime di diritto privato. Si tratta, ripeto, dal punto di
vista tecnico di società miste per i quali lavori vi è un concorso
finanziario altissimo a carico della Regione. Gli stessi lavori
potrebbero essere disimpegnati da altre imprese private con oneri
minori. Vi è quindi una impropria concorrenza tra società che
vengono definite miste, ma che invece miste non sono.
A tale proposito, il nostro Gruppo si farà carico di una
proposta volta a dare un senso a queste false società miste e si
impegna a trovare il partner privato perché esse diventino
effettivamente miste al fine di stare sul mercato ed operare sulla
base di regole effettive di mercato. Non si può rischiare che
queste società miste diventino impropriamente degli enti
regionali, carrozzoni finanziati a piè di lista che servono a ogni
bisogna dell'organo politico e di governo per il disbrigo di
bassa cucina' cui normalmente sono chiamate a svolgere.
Questi rilievi del dottor Artioli che qui non voglio richiamare,
credo possano essere agevolmente desunti dal verbale della
Commissione.
A fronte di questa impietosa disamina della politica del
Governo, quest'ultimo con che cosa si presenta in questa
finanziaria? Si presenta con la proposta della cosiddetta
'fiscalità di vantaggio', con la creazione di un improbabile
centro finanziario - i giornali l'hanno definito scherzosamente
'duty free' -, un luogo dove dovrebbero essere concentrati
capitali, società ed aziende operanti nel campo della
intermediazione finanziaria, del brokeraggio, delle assicurazioni,
una sorta di paradiso fiscale per enti e società che dovrebbero -
non si capisce bene il perché - contribuire a dare uno sviluppo
alla nostra Regione.
Una scelta che ha, da un lato, il significato di elaborare un
sogno perché trattandosi di fiscalità di vantaggio (la norma non
può non essere così) deve essere sottoposta preventivamente dalla
Commissione all'approvazione della Comunità europea, la quale,
fino a questo momento, ha risposto picche su tale materia non solo
a livello regionale ma anche statale.
Il commissario Monti, che è Commissario per la concorrenza, ha
più volte bocciato alcune richieste avanzate per la costruzione
di zone franche o iniziative volte ad incentivare fiscalità di
vantaggio per altre parti del nostro Paese ed attivate dal Governo
nazionale.
Le motivazioni a supporto di tale orientamento sono note ed
abbastanza rigide, non sono peregrine. E non si può fare
l'accostamento alla vicenda irlandese per ovvie ragioni di
contesto geografico, ma soprattutto di contesto storico per cui
quelle esenzioni sono state accordate dalla Commissione europea.
Pertanto, da un lato, vi è questo elemento di contrasto,
dall'altro, invece, vi è un problema di merito. E, come già è
stato rilevato da alcuni interventi sulla stampa, se si dovesse
intervenire attraverso una così ampia deregulation in materia di
finanziaria, in Sicilia ciò potrebbe comportare rischi serissimi
per il particolare peso che ha l'economia occulta nell'ambito
dell'economia siciliana.
A che serve dunque una norma di tale genere? Serve soltanto a
fare un po' di propaganda. Non si può parlare infatti di
improbabili zone franche' da istituire sapendo tutti che ciò non
potrà avvenire perché non c'è alcun segnale di mutamento di
indirizzo della Commissione europea.
Altri elementi che qui vengono considerati ed inseriti in questa
parte relativa alle politiche di sviluppo sono il Fondo
partecipativo e il Fondo rischi, che altro non sono che
aggiustamenti dell'esistente. A mio giudizio non c'è nulla di
nuovo e nulla che, in realtà, possa far pensare ad un salto di
qualità nel settore.
In finanziaria le uniche cose in positivo che sono state
inserite sono state proposte in Commissione dall'opposizione. E
ciò lo devo sottolineare, anche se di fronte a questa
rivendicazione di paternità, ad alcuni rappresentanti della
maggioranza e del Governo viene una sorta di prurito'. Purtroppo
è così.
La proposta di esenzione IRAP per le società operanti nel
settore industriale è stata una proposta dell'opposizione, anche
se non ne siamo ancora pienamente soddisfatti nella formulazione,
e in tal senso ne proporremo una rivisitazione.
Lo stesso provvedimento di messa in sicurezza del sistema
edilizio scolastico siciliano, che è gravemente a rischio, come è
stato dimostrato in occasione di non rilevanti eventi sismici
accaduti nella Regione siciliana, nasce pure da una nostra
proposta. Noi volevamo che fosse un unico provvedimento
affrontato in modo globale, talchè avevamo proposto che fossero
utilizzati tutti i fondi dell'articolo 38, vale a dire la seconda
tranche che è disciplinata in questo disegno di legge, unicamente
destinati al finanziamento della manutenzione e alla realizzazione
di strade interne della nostra Regione e al finanziamento
dell'accordo con Trenitalia per alcuni vettori da utilizzare sulle
strade ferrate siciliane, ed avevamo chiesto che tutto il resto
venisse apposto per la messa in sicurezza del sistema
dell'edilizia scolastica siciliana.
Non siamo riusciti appieno nel nostro intento di far mutare
opinione al Governo, però, un buon risultato l'abbiamo ottenuto
sia pure in forma alquanto incerta, ma comunque abbastanza chiara
da potervi rintracciare una finalità della spesa per
investimento. La norma è stata inserita e noi cercheremo con i
nostri emendamenti di migliorarla ulteriormente.
Dopodiché non c'è altro in questa finanziaria che possa avere il
significato di dare un'accelerazione alle politiche di sviluppo. I
cofinanziamenti legati al POR di cui parlava il relatore di
maggioranza sono fatti ordinari, non avremmo i soldi della
Comunità economica europea e dello Stato se non vi fosse il
cofinanziamento della Regione
Quindi, di cosa ci si vanta? Di avere messo nel bilancio e nella
finanziaria i fondi di cofinanziamento? Mi pare che questo sia il
minimo che un Governo debba fare, così come credo che non si possa
fare a noi dell'opposizione, ed in particolare a noi Democratici
di sinistra, un richiamo - come sembra fare il relatore di
maggioranza a proposito della polemica sulla spesa dei fondi
strutturali o del POR -, considerato che tale polemica è stata
fatta a ragione in risposta ad una improvvida dichiarazione del
sottosegretario o "ministro junior" come adesso si chiama,
l'onorevole Miccichè, il quale aveva portato il risultato della
premialità come risultato attestante la buona qualità della
spesa.
Abbiamo dimostrato - ed invito il relatore di maggioranza a
prenderne atto perchè se non lo facesse siamo in grado di
dimostrarglielo con le carte alla mano quando vorrà - che quella
premialità è una premialità legata ad una ottemperanza puramente
formale, cartacea, di alcuni parametri. Avere istituito l'ARPA e
averne nominato il direttore è un criterio per ottenere la
premialità, oppure avere nominato i dirigenti in capo ai quali
debbano essere emesse alcune procedure di spesa, cioè tutta
materia che non ha niente a che vedere né con la quantità né con
la qualità della spesa.
Per quanto attiene la quantità l'unico requisito richiesto è
quello di non avere avuto il disimpegno automatico per la prima
annualità - cosa facilissima da ottenere considerato che per
quella prima annualità la Commissione europea consentiva
l'utilizzo dei cosiddetti "progetti di sponda" o "progetti
coerenti", come vengono definiti.
Pertanto, finora la qualità della spesa non c'è stata, o meglio
non è stata ancora accertata, e non è stata accertata neanche la
quantità secondo il programma del Piano operativo regionale.
Allora qual è il contenuto di questa finanziaria? Quella sociale
ed economica, come abbiamo visto, non c'è; andiamo a quella di
natura finanziaria.
C'è sicuramente il vizio tremontiano di inserire sanatorie: in
questa finanziaria ne abbiamo già due; due belle sanatorie in 26
articoli La prima, all'articolo 3 sulle tasse relative alle
concessioni regionali; la seconda, all'articolo 6 in materia di
rifiuti.
Mi chiedo a chi si stia facendo questo regalo. Perché, per
quanto riguarda il deposito in discarica dei rifiuti solidi
urbani, certo non è una sanatoria a favore dei cittadini. Vorrei
capire a favore di chi è rivolta allora
Lo stesso dicasi per le concessioni regionali: una sanatoria
per quanto riguarda il mancato pagamento di tasse. Il ministro
Tremonti almeno, nell'individuare sanatorie e condoni, ha
beneficiato un po' tutti: sono rientrati perfino coloro che non
avevano pagato il bollo dell'auto o il canone televisivo Quindi
qualcuno, pur criticando la politica dei condoni, alla fine ne ha
avuto un beneficio, sia pure ridotto o parziale, e se ne duole per
una parte, per la parte di sé che incide nella sfera pubblica, non
se ne duole certamente per la parte di sé che è interessata al
fatto privato.
Ma nel nostro caso siamo di fronte a sanatorie che non vanno in
quella direzione. Bisognerebbe allora che qualcuno ci spiegasse
meglio la questione.
Andiamo adesso al tanto decantato articolo 4. Ho visto che
anche la relazione di maggioranza si sofferma su di esso quasi si
trattasse di un grande risultato.
In realtà, noi abbiamo una severa critica da muovere su tale
articolo perché, andando alla radice della norma, vale a dire
l'articolo 3 della legge regionale 15 del 2001, esso cosa
prevede? Si era costituito un fondo in cui far confluire alcune
partite, l'80-90 per cento delle quali erano e rimangono partite
inesigibili. Nell'idea di chi ha inventato quella norma, se n'è
discusso all'epoca, vi era l'obiettivo di non mettere in circuito
nel bilancio della Regione fondi che, credo, ammontino ad alcune
migliaia di miliardi di lire che non erano esigibili.
Sappiamo bene cosa determina normalmente tutto questo: determina
il fatto che poi, pur essendo inesigibili, le entrate, le spese
diventavano tutte operative, tutte immediatamente attivabili.
Allora giustamente - e do atto per l'intelligenza e il senso di
responsabilità dimostrato in quel senso - si è costituito quel
fondo, si sono inserite quelle partite. Ma tali partire non sono
state messe in circuito per evitare di sfondare il bilancio -
cosa che sarebbe stata quasi logica conseguenza. Cosa fa il
Governo con l'articolo 4? Altro non fa che far confluire su questo
fondo anche l'avanzo di amministrazione, imponendo però che su
quel fondo avvengano le regolazioni contabili relative al
finanziamento dei fondi strutturali. Cosa significa ciò? Vorrei
chiedere al Governo qual è stato l'avanzo di amministrazione della
Regione siciliana per il 2002, quello reale, non quello
"gonfiato dai fondi Stato, i quali non sono utilizzabili.
Ritengo che, avendo utilizzato i fondi soprattutto per pagare i
debiti della sanità (con le variazioni di bilancio di fine anno
abbiamo raschiato il fondo del barile ), l'avanzo finanziario -
se ben ricordo - è pressoché zero.
A questo punto cosa facciamo? Abbiamo un Fondo che contiene le
partite inesigibili, si fa confluire la cifra zero o quasi zero
dell'avanzo dell'Amministrazione, però su quel Fondo imputiamo
tutte le regolazioni contabili relative ai fondi strutturali che
sono soldi che dobbiamo forzatamente uscire. Questa è
un'operazione di falsificazione del bilancio Chiamiamo le cose
con il loro nome La verità è il risultato di questo fantomatico
articolo 4.
A questo poi dobbiamo aggiungere che si inserisce, sia pure sotto
forma di fondo negativo, la cifra non indifferente di 400 milioni
di euro, che equivalgono a circa 800 miliardi delle vecchie lire,
relativa alle entrate ex articolo 37 dello Statuto.
L'anno scorso il Governo ci propose 200 milioni di euro (circa
400 miliardi delle vecchie lire) che, ovviamente, non sono
confluiti nelle casse della Regione. Non occorreva avere la "testa
di Marconi", come dice spesso l'onorevole Crisafulli, per capire
che quei soldi non sarebbero arrivati.
L'anno successivo non solo non sono entrati i 400 miliardi di
lire ma addirittura il Governo ha raddoppiato la cifra: siamo
peggio che al gioco a quiz di lascia o raddoppia Infatti, il
Governo, invece di 200 milioni di euro ha raddoppiato la cifra a
400 milioni di euro considerato che il Commissario dello Stato, da
voi minacciato, insultato e denigrato, in realtà sulle cose grosse
finora non è intervenuto, perché segue una linea, da sempre messa
in atto, di non intervenire in materia finanziaria ma sulle norme
sostanziali.
Mi auguro, quindi, che adesso il Commissario dello Stato
intervenga perchè l'interesse pubblico va tutelato, prima di
tutto a partire da queste scelte che possiamo definire suicide
per chi pensa di rappresentare gli interessi della Regione.
Non aggiungo altro, ho già detto che per la parte sociale mi
dovevo riferire a quanto detto dal dottor Artioli, mentre per la
parte finanziaria voglio fare riferimento ad un eccellente
documento, che consiglio al Governo di leggere nelle ore libere,
considerato che non lo fa durante le ore di lavoro. Si tratta del
documento n. 15/2003 che accompagna il disegno di legge e che è
stato elaborato dagli uffici della Commissione Bilancio , in
particolare dal dottor Di Gregorio, al quale va dato atto di avere
svolto un eccellente lavoro di competenza e di serietà, e che per
questo merita di essere messo in evidenza.
Quando mi sono battuto per l'introduzione nel Regolamento
dell'Assemblea del cosiddetto organismo tecnico , pensavo proprio
al tipo di lavoro espletato oggi dagli Uffici della Commissione
Bilancio. Un lavoro che serve a dare maggiori chiarimenti ai
parlamentari, ma che serve anche al Governo per fare un minimo di
riflessione.
Nella parte relativa all'articolo 20 del disegno di legge, quello
in esame in Commissione (non so adesso quale sia il numero
dell'articolo nel testo esitato per l'Aula), figura una nota
dell'Ufficio che, nel fare una ricostruzione (su questo vorrei una
risposta da parte del Governo perchè è una macchia gravissima che
si porta dietro il disegno di legge) partendo dalle norme
esistenti in materia di copertura finanziaria - in particolare si
fa riferimento alla legge 468 del 1978, articolo 11, commi 5 e 6 -
stabilisce in che modo deve essere data copertura alla legge
finanziaria. Tale nota afferma che alla copertura delle leggi
finanziarie si provvede con maggiori entrate o minori spese, le
quali debbono essere determinate nel contesto della stessa
manovra, senza cioè che si debba attingere ai fondi ordinari di
bilancio.
Si può controbattere affermando che questa è una legge dello
Stato e in Sicilia una legge analoga non esiste; giustamente,
però, la nota dell'Ufficio evidenzia che, essendo tale norma
attuativa dell'articolo 81 della Costituzione, è valida anche per
la nostra Regione, in quanto, trattandosi di norma costituzionale,
è applicabile in tutto il territorio nazionale.
Sulla base di un ragionamento che sarebbe molto lungo riprendere,
ma a cui ovviamente rimando per chi voglia approfondire
l'argomento, scaturisce che l'intera manovra manca della copertura
finanziaria ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, così
come disciplinato poi con l'articolo 11, commi 5 e 6, della legge
468 del 1978.
E' quanto noi abbiamo da sempre sostenuto anche nelle finanziarie
passate, qui il ragionamento è fatto sulla base di norme tecniche
come è giusto che un funzionario faccia. Non c'è dubbio che noi lo
abbiamo sempre fatto basandoci su ragionamenti di natura politica,
di pura strategia finanziaria, ma oggi siamo in grado di dire che
questo nostro ragionamento trova conferma nella nota che l'Ufficio
ha predisposto. Mi riferisco al fatto che si mettono a copertura
della finanziaria perfino le minori spese previste per quanto
riguarda il settore della sanità. Anche questa è una previsione
che non ha alcun fondamento di legge, anzi, è esattamente un
violazione della legge Potremmo ulteriormente fare riferimento al
fatto che si copre con le rimodulazioni che, giustamente dice la
nota, non sono riduzioni di spesa, bensì spostamenti ad altre
annualità di spese che erano previste per l'anno in corso.
Quindi, non si tratta di risparmi - per usare un termine
improprio - che possono essere poi utilizzati a copertura della
manovra. Si tratta di alcuni elementi che mi pare dicano con
circostanziate valutazioni come, alla fine, tutta questa
operazione, così come quelle messe in atto negli anni precedenti,
manchino del presupposto della validità di legge.
Dunque, io credo che bastino questi due elementi per affermare
che la manovra è non solo inadeguata, il che sarebbe fin troppo
ovvio affermarlo, ma manca dei presupposti di credibilità e di
fondatezza dal punto di vista finanziario.
Per non parlare poi dell'ulteriore perseguimento della linea
circa l'ulteriore indebitamento indiretto della Regione attraverso
la prestazione di garanzie sussidiarie ad enti collegati o
sottoposti a vigilanza, i quali si impegnano a contrarre mutui: lo
avevamo fatto nelle variazioni di bilancio con l'EAS, lo si fa
ancora in questa legge finanziaria con gli enti e le fondazioni
teatrali.
Vi è poi la norma, che non si comprende, relativa ai
prepensionamenti dei dipendenti della Regione, il cui esito finale
è ancora incerto. Il relatore di maggioranza, poc'anzi, ha dato
per scontato che la norma approvata prima in Commissione di merito
e poi in Commissione Bilancio sarà approvata anche in Aula. Ha
detto - leggendo la relazione di maggioranza - che, con un atto
di coraggio, il Governo ha finalmente deciso di chiudere la
partita dei prepensionamenti.
Onorevole Savona, è in anticipo di qualche ora, perché, mentre
lei su questa materia faceva affermazioni coraggiose a nome della
maggioranza, quest'ultima si è riunita e con l'apporto del Governo
è stato deciso di non portare più avanti il blocco dei
prepensionamenti. Verrà predisposta, a quanto sembra, una
normetta che congelerà ancora per sei mesi l'avvio del secondo
contingente e, poi, di qua a sei mesi provvederà Dio
La verità è che, altro che coraggio, questo Governo non ha il
coraggio di fare alcunché Non ha il coraggio né di andare avanti
né di tornare indietro Riesce a stento a mantenere le sue
posizioni.
La materia è scottante in quanto si presta a diversi
ragionamenti. Sapete qual è il nostro giudizio e la nostra
interpretazione circa questo tentativo del Governo? A nostro
avviso si vuole sfuggire al problema vero, che è la ragione per la
quale la norma sul prepensionamento, l'articolo 39 della legge 10
del 2000, era collegata, quella cioè della sussidiarietà nei
confronti degli enti locali.
Per la prima volta nel titolo terzo di quella legge - se non
ricordo male - è previsto che la Regione ha competenza in questa
materia, tutto ciò che residua viene trasferito come competenza
agli enti locali. Applicare quell'articolo è una rivoluzione - lo
comprendiamo bene - al punto che il Presidente della Regione, dopo
essersi insediato, chiese a quest'Aula nella prima finanziaria che
si approvò di modificare il regolamento previsto in quella norma
di legge per disciplinare tale trasferimento. Voleva, infatti, che
venisse cambiato in decreto in quanto il Regolamento comporta
tempi lunghissimi, all'incirca un anno, un anno e mezzo, dovendo
passare al vaglio del CGA. Qualora l'Aula avesse dato la facoltà
di farlo per decreto, entro sei mesi si sarebbe potuto avere il
decreto attuativo.
Lo abbiamo fatto: sono passati quasi due anni e ancora quel
decreto non arriva. Il motivo vero è che la Regione non crede alla
sussidiarietà, se non a parole, ovvero l'unica sussidiarietà in
cui crede è quella verso i privati, verso le famose compagnie
delle opere che fanno poca fede e molte opere.
Ciò che noi pensiamo, invece, è che la norma sui prepensionamenti
ha un senso se collegata al trasferimento dei poteri, in quanto la
Regione dovrebbe trasferire parallelamente circa il 50 per cento
del bilancio per finanziare quelle competenze che generalmente
trasferiamo ai Comuni ed agli Enti locali.
Dunque, qualcuno mi spieghi che senso ha tenere in servizio alla
Regione siciliana 18.700 dipendenti per disimpegnare competenze
che sarebbero il 50 per cento di quelle che attualmente
disimpegna. Salterebbe troppo facilmente agli occhi l'insensatezza
di una norma di tale natura. Probabilmente i due aspetti sono
connessi. Per non parlare ovviamente della parte finanziaria;
anche lì ci sarebbe un discorso molto lungo da fare.
Per quanto riguarda la questione strutturale, il provvedimento
non parte in quanto si vuole bloccare la parte sostanziale di
quella scelta, che è la scelta del decentramento, la scelta della
sussidiarietà verticale verso gli Enti.
Ecco allora che probabilmente sarà stata una tempesta in un
bicchiere d'acqua. Onorevole Savona, non si scaldi troppo la
prossima volta: conti fino a dieci prima di fare affermazioni
impegnative in quanto, come ha visto, è bastato poco meno di
un'ora perché le sue incaute affermazioni venissero smentite. Noi
non avevamo dubbi in proposito; quindi ci troviamo perfettamente a
nostro agio, considerato che con questo Governo, con questo
Assessore, non c'è proprio da stare allegri
Concludo qui, signor Presidente, queste poche considerazioni. Si
poteva fare di più ma, forse, l'occasione non era quella migliore
Per richiamo al Regolamento
CINTOLA Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rammarico del
fatto di non essere stato presente ad una riunione più o meno
informale tenutasi stamattina nella stanza del Presidente
dell'Assemblea, riunione nella quale pare siano emerse alcune
considerazioni, riprese dall'onorevole Capodicasa nella parte
conclusiva del suo intervento.
Chiedo, pertanto: se c'è stata una riunione di Capigruppo per
quale motivo non sono stato convocato? Se c'è stata una riunione
informale, per quale ragione non mi è stato detto nulla? Se sono
state assunte delle decisioni, mi chiedo perchè non aprire un
dibattito che abbia come conseguenzialità non l'affrontare l'esame
della finanziaria e del bilancio in un clima di incertezza, bensì
stabilire un percorso che dia certezza all'Aula sui tempi e sulle
modalità?
Mi auguro che sia stato soltanto un caffè preso nella stanza del
Presidente dell'Assemblea, diversamente se si fosse trattato di
una riunione nella quale il Governo, il Presidente dell'Assemblea
e qualche deputato abbiano assunto decisioni, allora non capirei
più se faccio ancora parte di quest'Aula o meno e se i poteri che
vengono attribuiti alla Presidenza e al Governo siano tali da
disconoscere che i capigruppo di Forza Italia e UDC non sono stati
convocati né informati. Sarebbe un incidente di percorso
spiacevole che non potrebbe passare sotto silenzio
PRESIDENTE Onorevole Cintola, vorrei chiarire l'argomento.
L'occasione di questa mattina non prevedeva la convocazione dei
capigruppo ma la discussione di un metodo che permettesse alla
maggioranza, ed in particolare al Governo, di superare un'ipotesi
di difficoltà in ordine a qualche argomento presente nel testo
della finanziaria.
Per risolvere questo problema puramente tecnico, non politico,
occorreva il parere dell'opposizione la quale ha tutto il diritto
di esercitare il suo ruolo impedendo ipotesi di superamento delle
difficoltà della maggioranza.
E' stato, probabilmente, un atto di superficialità non avere
convocato anche i capigruppo della maggioranza. Ma nessuno dei
Gruppi della maggioranza è stato convocato, non solamente Forza
Italia e UDC; chi era presente lo era a titolo assolutamente
occasionale e personale.
Abbiamo ritenuto di chiedere alla minoranza di permetterci di
superare taluni nodi obiettivamente presenti nel testo della
finanziaria, in omaggio non tanto al merito, quanto alla forma,
perché ci stiamo impegnando per evitare che si vada oltre le
vacanze natalizie, ci stiamo impegnando per arrivare in tempo
entro venerdì notte a concludere l'esame dei testi finanziari.
Diversamente, se non arriviamo entro venerdì notte - lei mi
insegna - i tempi di pubblicazione andrebbero oltre la fine
dell'anno. E solo per questo ho ritenuto di consultarmi con i
rappresentati dei Gruppi di minoranza al fine di ottenere una
facilitazione dell'iter, non nel merito politico ma sulla
questione dei termini, perché finalmente l'esame della
finanziaria e del bilancio possa essere ultimato entro venerdì
prossimo.
Questa è la verità dei fatti Lei è autorizzato a desumerne tutte
le conseguenze politiche che crede, ma le posso assicurare che la
procedura è stata ispirata solamente da tale scopo, quindi posso
confermare l'assoluta assenza di riserve mentali in questo
episodio particolare. La prego di considerare chiusa la questione
perché è irrituale un dibattito fra me e lei.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, ho ascoltato la sua risposta e
l'accetto. Però mi conferma che lei ha fatto, giustamente, nell'
ambito delle sue prerogative, un incontro con la minoranza per
togliere delle difficoltà alla maggioranza che io non le avevo
rappresentato, questo solo le posso dire. Siccome faccio parte
della maggioranza dico che ad oggi io, come capogruppo del mio
partito - non so cosa dirà l'onorevole Leontini - non le avevo
rappresentato alcuna difficoltà. Forse le difficoltà sono
all'interno del Gruppo che lei rappresenta, indipendentemente dal
fatto che lei sia Presidente dell'Assemblea, e pertanto ha voluto
portare avanti qualcosa che potesse agevolare.
Comunque, non ho più nulla da dire sull'argomento.
CAPODICASA Il Presidente dell'Assemblea rappresenta il
Parlamento
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento che cercherò di
sviluppare necessariamente deve tenere conto di quelle che sono
state le argomentazioni fornite dal relatore di maggioranza e dal
relatore di minoranza.
Non sono certo argomenti che servono a sviluppare e a spiegare la
manovra nel suo complesso, perché ritengo che sia più corretto e
giusto rimandare ad una relazione scritta che considero allegata
alla presente discussione, non fosse altro perché è
indispensabile risparmiare tempo, ed il tempo è prezioso in un
momento in cui il Governo ha deciso di spingere sull'acceleratore
per promulgare la legge finanziaria e di bilancio entro il 31
dicembre prossimo ed, in secondo luogo, perché scripta manent.
Quindi, dare uno strumento che può essere oggetto di attenta
verifica da parte di coloro che vogliono farlo proprio in termini
conoscitivi, penso che sia doveroso, sia il minimo che si possa
fare
Quindi, punterò l'attenzione oggi solo sugli argomenti che sono
stati oggetto di una discussione polemica, cercando non tanto di
convincere chi probabilmente è inconvincibile, ma cercando di dare
delle spiegazioni che rimangano anche come traccia nei resoconti
parlamentari.
Questo penso sia doveroso, non fosse altro perché venga detto e
venga data spiegazione a chi verrà dopo, a chi forse un giorno
avrà il piacere di far diventare storia quella che oggi
probabilmente è cronaca.
Devo necessariamente cominciare con un ragionamento di ordine
politico-culturale, giacché siamo stati censurati sul fatto che il
Commissario dello Stato ha bocciato articoli delle variazioni di
bilancio: un evento che certamente ha colpito questo Parlamento
come un pugno allo stomaco, giacché sono stati ben 15 gli articoli
censurati, anche se poi in verità 4, 5 di questi erano soltanto
delle correzioni oppure degli appunti, non certo delle bocciature.
Le bocciature, anche se sono nell'ordine di 9 - 10 articoli,
rappresentano certo un record negativo non certo edificante, un
record che appartiene a tutto il Parlamento, perché io non
dimentico che moltissimi di questi emendamenti bocciati,
moltissimi, quasi il 50, per non dire il 60 per cento, poi, alla
fine, venivano dalle aree più disparate, comprese quelle
dell'opposizione, che hanno presentato emendamenti in una logica
costruttiva, in una logica di mediazione, per far sì che il
disegno di legge di variazione venisse approvato entro il mese di
novembre e consentire, quindi, che la legge di bilancio e la
finanziaria venissero approvate entro il 31 dicembre.
La presente legge, in altre parole, era vincolata dal rispetto
temporale della precedente legge e, quindi, all'interno di una
presunta costruttività, di una capacità di immaginare un percorso
positivo per la Regione siciliana, era stato immaginato anche un
percorso di accettazione e di confronto sereno, come questo
Governo ha sempre fatto nei confronti dell'opposizione. Un
confronto che, qualora fosse - in passato qualche volta lo è
stato - costruttivo, poteva certamente produrre effetti benefici
per la nostra legislazione.
Sembrerebbe che così non è stato, o perlomeno così non si è
verificato, perché il fatto stesso che il 50 per cento degli
emendamenti bocciati dal Commissario dello Stato recavano come
firma originaria quella dell'opposizione, la dice lunga sul fatto
che chi in questo momento si permette di additare responsabilità e
di fare il censore, probabilmente dovrebbe fare una rivisitazione,
non fosse altro in termini di correttezza e di giusta
responsabilità.
Noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, abbiamo
sbagliato - lo dico come parte della maggioranza - però, non
possiamo permetterci che qualcuno dica che, in verità, la
responsabilità è solo del Governo o della maggioranza.
Certo, questo è un fatto che deve farci riflettere, che deve
servire a tutti da monito; non possiamo più permetterci, in un
futuro prossimo, di avere altri simili tipi di censura, perché non
è giusto nei confronti dell'opinione pubblica, nei confronti di
chi ci osserva, non è giusto nei confronti del resto d'Italia che
immagina che questo Parlamento, in verità, legiferi in maniera
assolutamente occasionale, e spesso personale. Non è così, è
dimostrato da decine di fatti, da centinaia di fatti che
dimostrano esattamente il contrario. Però, alla fine, si rimane
negativamente impressi nella memoria altrui per i fatti negativi,
mentre la positività, essendo normalità, ovviamente viene
dimenticata.
Di questo dobbiamo farne tutti tesoro ed è chiaro che il
Governo, in tal senso assumendosene la responsabilità, sarà
attentissimo in un prossimo futuro, ad evitare che si cada in
errori di faciloneria.
Per quanto riguarda la lettera che è stata inviata al Presidente
dell'Assemblea, una lettera che è stata particolarmente citata dal
relatore dell'opposizione, quasi a voler creare uno stato di
tensione tra Governo e Presidente dell'Assemblea, dobbiamo
necessariamente rigettare questo tipo di intendimento perché la
lettera, checché se ne dica, è di una chiarezza esemplare, non
perché l'abbia scritta io e, quindi, vuol essere referenziale - me
ne guarderei bene e me ne scuso con chi, evidentemente, immagina
questo, non è sicuramente l'intendimento del Governo -, ma perché
in quella lettera abbiamo semplicemente detto due cose.
Signor Presidente, questo Regolamento, per quanto abbia fatto
fare dei passi in avanti rispetto al passato, continua ad avere
maglie larghe e, quindi, il Governo non è nelle condizioni di
essere sereno in determinate scelte perché, nell'arco temporale di
qualche minuto, deve decidere sulla proponibilità,
sull'ammissibilità o sulla capacità di dare copertura finanziaria
all'emendamento stesso.
Questo, anche se si fosse animati da buona volontà, non è
tecnicamente possibile perché ci sono norme che non attengono alla
politica ma che devono essere supportate politicamente. Quindi,
proprio per tale motivo, il giusto raccordo tra Governo e uffici
tecnici è indispensabile e questo fatto ci è stato precluso. A
questo, probabilmente, dobbiamo addebitare alcune delle
responsabilità della mancata approvazione di norme da parte del
Commissario dello Stato.
Mi sono permesso di dire questo come anche di dire al Presidente
di vigilare per evitare che gli uffici vengano stressati,
tediati, infastiditi - aggiungo - da deputati che, probabilmente,
nella giusta ricerca di una soluzione tecnica ai loro emendamenti
e alle loro istanze, di fatto non fanno lavorare gli stessi
uffici. Quindi, quando il Governo si trova in una sorta di corto
circuito informativo' su argomenti di un certo tipo, può accadere
quello che si è verificato.
Non mi pare che questa lettera sia da vedere come un fatto del
tipo - così come diceva l'onorevole Capodicasa - "tiro il sasso e
poi nascondo la mano", semmai è esattamente il contrario.
Signor Presidente, ci aiuti, mi aiuti a far in modo che in
futuro non accadano più difficoltà del genere. Bastano questi due,
tre passaggi che ho appena citato da fare rispettare per
migliorare probabilmente il tutto.
Comunque, è grave quello che ha detto l'onorevole Capodicasa
circa minacce che sono state rivolte al Commissario dello Stato.
Mi rifiuto di immaginare che questo sia il pensiero dell'onorevole
Capodicasa; certamente egli è stato catalizzato dalla sua verve
oratoria e gli è sfuggito; probabilmente, quando rileggerà il
resoconto stenografico, chiederà di cancellare quella frase;
conoscendolo, ne sono certo Non è possibile, infatti, che si dica
una cosa del genere quando tutti noi componenti del Governo - e
qui siamo in due ad averlo fatto apertamente - abbiamo sempre
detto: "noi riconosciamo al Commissario dello Stato quello che è
il ruolo del Commissario dello Stato" e, cioè, la vigilanza
costituzionale nei confronti delle leggi regionali in maniera tale
che si eviti un conflitto perenne nei confronti della Corte
Costituzionale.
Tenuto conto che attraversiamo un processo di cambiamento
culturale che dobbiamo tutti raggiungere come obiettivo - perché è
innegabile che culturalmente questa Regione, questo Parlamento,
sta facendo un salto qualitativo rispetto ad un passato quando i
governi duravano dodici mesi e quando tutto era visto in un'ottica
di assenza di programmazione -, con questa nuova filosofia, con
queste nuove leggi, è chiaro che c'è un cambiamento di mentalità
e, probabilmente, si manifesta in una sorta di conflitto.
Quindi, proprio per questo motivo, tale processo di cambiamento
culturale viene salutato positivamente dal Governo, e il
Commissario dello Stato certamente rappresenta una salvaguardia.
Lo abbiamo detto più volte: le critiche mosse in certi momenti
sono state forse solo su un giudizio politico che è stato espresso
in qualche circostanza, ma non certo si è trattato di una censura
nei confronti del Commissario che per noi rappresenta un punto di
riferimento.
Per quanto riguarda tutti gli altri argomenti, mi dispiace andare
velocemente perché ognuno di questi meriterebbe grande spazio, ma
non vorrei commettere lo stesso errore fatto dal relatore e cioè
rischiare di distrarre tutta l'Assemblea.
Comincio con l'articolo 38: non dimentico la critica condotta
dall'opposizione nel mese di agosto quando abbiamo fatto passare
il principio che l'articolo 38 potesse essere oggetto di una
cartolarizzazione. L'articolo 38 che, poi, però a salvaguardia di
tutto, così come abbiamo dimostrato al Commissario dello Stato ed
al Ministro del Tesoro, veniva a confluire in un unico fondo che
doveva essere destinato ad investimenti. Siamo stati criticati in
maniera vergognosa per un intero mese sui giornali e nel dibattito
in Aula e, alla fine, si scopre oggi che l'onorevole Capodicasa
dice che stiamo qui a discutere - leggo testualmente - sulle
iniezioni finanziarie occasionali e, comunque, sulla scarsezza
della qualità degli interventi .
Ma se abbiamo dimostrato concretamente che quella operazione era
legittima e che per la prima volta abbiamo appostato 750 milioni
di euro per investimenti con fondi regionali in questo Parlamento
e poi, successivamente, nel documento contabile cosa deve fare di
più il Governo? Ha realizzato un'opera meritoria, ha creato le
condizioni perché ci fossero investimenti per una cifra
considerevole (750 milioni di euro) e questi investimenti erano
assenti dal Parlamento, in queste dimensione, in queste quantità,
in queste misure, da decenni.
Di questo dovremmo essere orgogliosi, dovremmo essere contenti e,
invece, continuano le polemiche sterili circa la possibilità da
parte del Governo di iniettare' risorse per coprire buchi. Ma a
cosa servono le risorse finanziarie quando ci sono? Servono per
far fronte a spese, e noi non abbiamo mai negato che abbiamo avuto
difficoltà anche legate ad un deficit, che sappiamo altresì essere
legato ad un settore ben preciso del nostro bilancio.
Ma ciò non significa che il fatto che si immettono risorse
finanziarie venga fatto soltanto per coprire il tutto sotto il
profilo contabile perché è dimostrato dal fatto che queste somme
sono state iniettate' - è vero - da un punto di vista della cassa
ma, da un punto di vista della competenza, sono somme appostate
nell'articolo 38, e sono investimenti strutturali ed investimenti
della Regione.
E' chiaro che, da questo punto di vista, non possiamo non
condividere l'impostazione data dal relatore di minoranza e
speriamo che, almeno in un futuro, l'argomento dell'articolo 38,
che certamente non rappresenta una pagina positiva, non venga più
ripreso.
Invece, siamo convinti che un buon confronto, un sano confronto,
debba essere fatto sulle politiche di sviluppo e abbiamo fatto
nostre le osservazioni del Presidente di Confindustria che in
audizione in Commissione ha detto una serie di cose e, siccome
erano sensate e assolutamente condivise da tutto il Parlamento, le
abbiamo fatte nostre. Ricordo quali sono: le politiche giovanili
che possono godere di un'esenzione IRAP per cinque anni per tutte
le attività - attualmente è di tre anni, ma abbiamo già
l'emendamento per portarla a cinque - e poi l'esenzione IRAP per
tutte le iniziative imprenditoriali anche fuori dal contesto
temporale giovanile.
Quindi, qualsiasi imprenditore che vorrà fare nuove imprese nel
2004, per cinque anni sarà esentato dall'IRAP. Però, onorevole
Capodicasa, l'abbiamo vincolato ad alcuni settori strategici e
precisamente: lo sfruttamento dei beni culturali, l'industria
dell'accoglienza e del turismo, l'industria agro-alimentare,
l'industria della information technology.
Abbiamo detto pure che, per qualsiasi altra attività
produttiva, vi è un limite di 10 milioni di Euro. Perché lo
abbiamo detto? Perché siamo convinti che sia necessario
indirizzare i nostri investimenti in questi settori in quanto
si tratta di settori dove certamente non soffriremo mai la
competizione.
Sui beni culturali, grazie ad un nostro passato storico, siamo i
primi al mondo in stermini di patrimonio; in termini di industria
dell'accoglienza potenzialmente potremmo essere una terra di
grande sviluppo e di grandi opportunità; il settore agro-
alimentare ce lo invidia tutto il mondo e sulla information
technology siamo nelle condizioni di inseguire le nuove tendenze
mondiali su cui (l'esperienza di Etna Valley lo dimostra),
probabilmente non siamo secondi a nessuno.
Questo è un ragionamento serio che in parte ci era stato fatto da
Confindustria e che abbiamo fatto nostro. Ed invece, anziché dire
che il Governo ha assecondato quello che è un bisogno collettivo,
si va alla critica per la critica. Qual è la critica per la
critica? Alla fine, nulla deve essere realizzato, nulla deve
essere portato avanti perché anche se viene fatto è un atto
dovuto (sono le testuali parole del relatore dell'opposizione);
mentre le cose che non vengono fatte è perché, evidentemente, sono
scelte scellerate.
Questo non va bene perché mi sembra di cogliere le stesse parole
del ministro Costa, allora ministro dell'Ulivo, oggi sindaco di
Venezia, quando disse che il ponte sullo Stretto non si doveva
fare perché avrebbe collegato due zone povere. E', quindi, la
critica per la critica.
Non penso che qui stiamo facendo un ragionamento politico. Che si
faccia politica è giusto, è normale, è indispensabile, tuttavia,
che si faccia all'interno di un ragionamento di bene comune, di
rispetto e di osservanza di buone regole che producono benefici
per la nostra Regione. E, per quanto mi riguarda, non mi sembra di
avere colto nelle norme di sviluppo che abbiamo presentato fatti
negativi; e aggiungerei, a tutto questo, le zone franche.
Ma porca miseria - esclamerebbe Totò -.
Nel momento stesso in cui viene portata avanti una problematica
seria - l'ho spiegato anche ai giornali - ed il Dipartimento
degli Esteri e quello delle Politiche per lo sviluppo supportano
la nostra iniziativa sulle zone franche, ebbene, nel momento
stesso in cui tutto ciò viene discusso, analizzato, presentato
come legge (e poi siamo convinti che sarà portato in discussione
in Parlamento europeo), dicevo, tutto ciò ci viene negato a priori
perché sembrerebbe che ciò non si debba fare a motivo che l'Unione
europea ci ha sempre detto di no
Non mi sembra corretto, non mi sembra giusto. Abbiamo il dovere
di combattere la nostra battaglia e in questo ci aspettiamo di
avere al nostro fianco anche l'opposizione E, invece, la critica
per la critica
Altro elemento di discussione: la sanatoria di concessioni
governative e rifiuti solidi urbani. Ancora una volta, emerge la
teoria del sospetto: per chi sono state fatte, cioè, queste
sanatorie? Glielo dico chiaramente, onorevole Capodicasa: sono
state fatte a vantaggio dei comuni, su istanza degli stessi enti
locali che, in materia di rifiuti solidi urbani, hanno bisogno -
tutti, 390 probabilmente - di regolarizzare la loro posizione.
Poi, per quanto riguarda le tasse di concessioni governative che
devono riscuotere - ma che non hanno avuto la capacità di
riscuotere in questi anni - il rischio è che andavano in
prescrizione ovvero, come ci avevano richiesto, che venisse varata
una sorta di sanatoria. Mi riferisco alle licenze commerciali,
alle licenze alberghiere, a quelle di affissione etcetera tutta
una serie di problematiche, difficili da controllare, per le quali
i comuni ci hanno rassicurato per il futuro ma che, per il
passato, hanno segnalato l'opportunità di venir loro incontro
attraverso una sanatoria.
Avremmo dovuto forse prendere atto che sono incapaci di
riscuotere imposte, al punto da farle andare in prescrizione?
Diversamente, dal punto di vista operativo mi sembra una buona
norma e, tutto sommato, ritengo che il Governo abbia fatto bene.
Quindi, come vede, onorevole Capodicasa, nessun tipo di politica
a vantaggio di qualcuno o di qualcosa ma, piuttosto, una
realpolitik che tiene conto delle nostre difficoltà e per le
quali, in un dibattito serio, assieme ai comuni, il Governo cerca
di trovare una soluzione.
Sono in dirittura di arrivo. Un altro degli aspetti che ci è
stato criticato riguarda il fatto che il Governo continua,
imperterrito, a prevedere entrate per 200 milioni di euro;
addirittura, è un dato citato dall'onorevole Capodicasa, nel 2004,
si va al raddoppio, 400 milioni di euro in entrata a proposito
dell'articolo 37, e segnatamente al federalismo che produrrebbe,
in un futuro speriamo non tanto lontano, tali nuove entrate.
Mi sorprende quanto dice l'onorevole Capodicasa il quale,
certamente, non ha guardato il bilancio: se lo avesse studiato,
avrebbe notato che non abbiamo posto somme in entrata perché tale
logica non appartiene a questo Governo. Fino al 2001 avevamo
bilanci giuridicamente perfetti ma economicamente falsi; dal 2001,
invece, abbiamo posto entrate certe, giuridicamente certe ed
economicamente certe. Tant'è che queste entrate che egli ha letto
come tali, se avesse guardato bene avrebbe trovato la
contropartita dove le stesse somme venivano ad essere
sterilizzate; cioè, sono state messe in un apposito fondo, quasi
a volere dire - scusate la banalità ma il senso è quello che conta
- che su queste somme non si perde la prerogativa dell'incasso
(quindi faccio mie quelle che sono le direttive nazionali e, spero
prima o dopo, di incassarle, tant'è che le iscrivo, anche per
potere far nascere un contenzioso) però, nello stesso tempo,
contabilmente, è come se non ci fossero: nel momento stesso in cui
sono iscritte anche in un fondo al passivo, infatti, le somme
vengono così annullate e, quindi, di fatto, risultano
sterilizzate.
In altri termini, mi mantengo giuridicamente le condizioni per
l'incasso ma, nello stesso tempo, non le utilizzo da un punto di
vista finanziario.
Spero che si tratti di una distrazione che non si ripeterà più,
altrimenti, diventerebbe uno slogan. Io capisco la critica,
capisco la condanna, capisco pure la non condivisione, che è
normale: questa è politica e non tutti la pensiamo nella stessa
maniera, ringraziando Iddio
Ciò, però, non significa assumere argomenti che, alla fine,
rischiano di far perdere di vista il vero problema o i diversi
problemi: se abbiamo problematiche di tipo diverso, infatti, su
qualche argomento di ampia portata che merita di essere
approfondito, ben venga il dibattito
E' giusto. Probabilmente, dal confronto può essere che nasca
anche una posizione diversa rispetto a quella iniziale del
Governo. Ma ciò deve avvenire sui veri problemi, non su tali
aspetti che sono finti problemi che rischiano di depistare anche
l'opinione pubblica.
Ma che cosa si viene a dire, che il Governo apposta in bilancio
entrate false? Ci rifiutiamo categoricamente
In questo momento riteniamo che l'opposizione abbia avuto una
svista - e ne siamo convinti -, però, la prossima volta, qualora
si dovesse insistere su queste tesi, abbiamo il dovere di
denunciare tutto nei termini e cogli aggettivi giusti, anche nei
confronti dei mass media
Segnalo, in conclusione, la copertura finanziaria della manovra e
l'utilizzo delle tabelle, aspetto che sembrerebbe un'altra delle
nostre lacune, in particolare sull'avanzo.
Sempre a quest'ultimo proposito, ricordiamo a tutti che abbiamo
ereditato oltre 7 miliardi di avanzo che, certamente, non è cosa
edificante.
Cosa ha fatto il Governo in questi anni? Nel 2001, subito dopo
esserci insediati, ha immediatamente accantonato le quote non
utilizzate. Abbiamo cominciato a sterilizzare 2 miliardi e 65
milioni di euro. Adesso, con la norma di quest'anno - mi pare che
sia l'articolo 4 o 5 - abbiamo previsto l'accantonamento dei fondi
liberi per altri 2 miliardi e 538 milioni. In altre parole, queste
somme vengono sterilizzate e saranno accantonate soltanto in due
occasioni: se le somme verranno incassate, ovviamente,
diventeranno sopravvenienze in termini di entrate; se, invece, non
verranno incassate e saranno quindi certificate quali del tutto
perse, basterà stornare i due rispettivi capitoli, in entrata
avanzo ed in uscita fondo , per potere annullare le partite
così da creare le condizioni per realizzare due aspetti. Il
primo, far cioè sì che l'avanzo accantonato sia utilizzato in
maniera corretta, rispetto ad un passato in cui invece ciò
avveniva, e, in secondo luogo, eliminare i residui.
Mi pare di poter dire che questa sia una manovra coraggiosa del
Governo, che finalmente comincia a porre ordine. Ci aspetteremmo,
quindi, da questo punto di vista, la formulazione di complimenti,
non certo critiche fini a se stesse
Per la prima volta si fa pulizia eliminando problematiche che
hanno coinvolto la Regione per decenni. Per la prima volta non
vengono utilizzati gli avanzi, in termini contabili, per coprire
deficit che, a loro volta, con tale meccanismo, avrebbero generato
ugualmente deficit di cassa, cash flow negativi (comprenderete,
quindi, una negatività che, prima o dopo, si sarebbe riversata nei
confronti del sistema economico stesso). Ebbene, dicevo, per la
prima volta abbiamo fatto quanto nessuno aveva mai fatto, per la
prima volta, lo ribadisco, abbiamo realizzato le condizioni per
potere accantonare l'avanzo ed eliminare così residui attivi e,
quindi, per fare le cosiddette pulizie di bilancio .
E' di questi giorni l'approvazione, da parte del Governo
nazionale, del nuovo diritto societario: una norma rivoluzionaria
che produrrà, speriamo, tanti effetti positivi e proprio uno
degli elementi cardine su cui si è mosso il legislatore
nazionale, in tal senso, è stato quello di fare pulizia nei
bilanci delle aziende private. Tale aspetto costituisce la
battaglia clou di quella legge perché è chiaro che, se i bilanci
delle aziende private vengono resi puliti, disinquinati,
probabilmente, di casi come quelli della Parmalat o della Cirio -
o forse pure di qualche grossa banca - ce ne saranno sempre meno.
Vi faccio presente che la Parmalat è passata, in tre giorni, dal
rating A2 al rating AD, in soli tre giorni
E' chiaro che abbiamo l'interesse - forti anche di questa
esperienza del legislatore nazionale e, parimenti, delle
esperienze concrete dell'economia nazionale - che vengano
eliminati problemi che potrebbero essere per la Regione, un
giorno, potenzialmente verificabili.
Allora, per quanto sopra, far pulizia nei bilanci e creare le
condizioni per poter lavorare in una certa maniera, in termini di
trasparenza, di correttezza e di piena legalità, significa
probabilmente prevenire problemi che, in linea teorica, potrebbero
anche verificarsi.
In tutto questo, non ci sentiamo assolutamente - come dire -
dalla parte del torto: abbiamo piuttosto la presunzione di dire
che abbiamo operato bene Abbiamo una legge finanziaria snella.
Non è una legge finanziaria carrarmato , come quelle degli anni
precedenti, dove dovevamo colmare lacune accumulatesi nei lustri
precedenti. Disponiamo di una Finanziaria snella in cui, però,
nella ventina di articoli di cui è composta, ce ne sono sette,
otto di grandissima portata: le zone franche, le esenzioni IRAP,
la fiscalità di vantaggio, l'azzeramento dei residui, le norme sui
comuni e sanità
Riteniamo che sia una finanziaria seria, snella ma seria
Alla luce del ragionamento di cui sopra, vi chiedo, pertanto,
onorevoli colleghi, non soltanto di seguire con velocità tutto
l'iter ma anche di credere fortemente in questo progetto
finanziario che, certamente, produrrà buoni vantaggi per la nostra
Regione e speriamo per i nostri figli.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
LEONTINI Chiedo di parlare sulla discussione generale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina
era stata informalmente promossa e convocata una riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di
opposizione, proprio per agevolare il lavoro della Presidenza e
pervenire così ad un percorso d'Aula che fosse rispettoso del
disegno di legge esitato dalla Commissione, capace di filtrare
l'attività di integrazione delle norme venute fuori, senza
aggiunte che ne alterassero la fisionomia o ne ingigantissero il
tessuto normativo e, soprattutto, al fine di concordare, con i
colleghi dell'opposizione, un percorso d'Aula il più costruttivo e
lineare possibile.
Tale riunione non si è potuta svolgere per qualche ritardo e
anche perché poi c'è stata questa improvvisata ed estemporanea
riunione in Presidenza senza che fossero presenti i Presidenti dei
Gruppi di Forza Italia, dell'UDC, dei Liberali-Riformisti ed
altri, credo pure il Presidente della Margherita.
Non so se il Governo, in quella sede - che, per quanto la più
importante, dal punto di vista istituzionale, risultava
incompleta, sotto l'aspetto tecnico e politico, per l'assenza di
numerosi Capigruppo - abbia assunto delle decisioni o anticipato
delle linee di comportamento.
A me preme dire che, per noi della maggioranza, il disegno di
legge di riferimento è quello esitato dalla II Commissione:
trattasi dello schema fondamentale, rispetto al quale si vuole,
nel dibattito d'Aula - e anche attraverso soluzioni concordate
preventivamente con i Capigruppo - attuare un'attività di
emendamento che possa essere compatibile, tuttavia, con il
mantenimento dello schema fondamentale medesimo del disegno di
legge.
Su quello stesso schema e sulle sue caratteristiche di merito
fondamentali, sostanziali e caratterizzanti, il Governo,
sicuramente, non può avere anticipato (e non credo lo abbia fatto)
alcuna decisione di restrizione o di allargamento che fosse, in
qualche modo, alterativo dell'aspetto relativo e dei suoi
contenuti.
Pertanto, rimane l'utilità di quella riunione - semmai potrà
essere concordato tra i Capigruppo se rinviare all'esame
dell'articolato (ma fino ad ora non è stato comunicato perché non
poteva esserlo) - che credo essere fondamentalmente utile perché,
da parte del Governo, con la sua maggioranza, si potrà stabilire
la linea di condotta conseguente da seguire in Aula e, nello
stesso tempo, con altrettanta lealtà e chiarezza di intenti e
correttezza di rapporti, con l'opposizione, si possa stabilire
quali sono gli orientamenti per quanto riguarda il lavoro d'Aula.
Pertanto, a nome del Gruppo al quale appartengo e dell'intera
maggioranza, preannuncio che il nostro proposito - anche nella
riunione dei Capigruppo che, informalmente, mi accingerò a
promuovere, subito dopo l'interruzione dei lavori d'Aula - mira al
rispetto di un impegno legislativo, già avvenuto, e cioè quello
risultante dalle Commissioni di merito e dalla seconda Commissione
e rispetto al quale il Governo, in questo momento, non può
anticipare nessuna forma di comportamento diverso, nessuna
decisione sostanzialmente diversa perché non c'è stata una sede
nella quale la maggioranza, con i Capigruppo, si sia in tal senso
confrontata e abbia deliberato.
In ordine al percorso da seguire per i lavori d'Aula, quindi,
tanto tenevo a sottolineare al fine di agevolare il lavoro della
Presidenza - ed agevolare un lavoro celere - atteso altresì che,
proprio in II Commissione, abbiamo tutti cooperato a questo fine
(come affermato anche dall'assessore Pagano) ottenendo un lavoro
di grande rilevanza, fondato su norme di grande valore strategico.
Adesso vogliamo mantenere questo impegno affinché la finanziaria
risulti snella e utile ai siciliani, affinché rappresenti una
svolta. Ma, in tal senso, una svolta è anche la capacità di
poterla approvare, insieme al bilancio, prima della fine
dell'anno.
Questa è una grande scommessa che indicherà, sicuramente, una
buona amministrazione, una buona attività di Governo, un
comportamento politico-parlamentare all'altezza degli impegni
assunti con gli elettori.
PRESIDENTE Onorevole Leontini, come ho già riferito
all'onorevole Cintola quando ha sollevato pressoché lo stesso
problema, non c'è chi non veda la legittimità di quanto voi
chiedete che, però, nell'articolazione con la quale l'avete
manifestata, risulta incoerente con la richiesta di fondo di
procedere velocemente per rispettare i termini. L'ho già detto
rispondendo all'onorevole Cintola, lo ribadisco a lei, onorevole
Leontini.
La riunione di questa mattina non verteva sui metodi di rapidità
del processo di formazione della legge finanziaria e di bilancio:
ciò rientrava, infatti, nel pieno esercizio dei diritti di tutti i
parlamentari di elaborare e praticare una prassi rapida e veloce
che rispettasse almeno i termini di venerdì notte.
Non sarebbe la prima volta che - ma, come vede, non sta accadendo
- che, in omaggio a questa regola di rapidità o di funzionalità,
senza alcuna convocazione della Conferenza dei Capigruppo, si
procedesse con la chiusura immediata della discussione generale,
con il richiamo della medesima a livello di articolato. Da questo
punto di vista, quindi, la riunione di questa mattina, che era una
riunione informale, come da voi stessi dichiarato, non ha deciso
niente: si è fatto sempre, infatti, con una veloce, informale,
capacità di contatto avvenuta con tutti i Capigruppo, con tutti i
deputati quando abbiamo ritenuto opportuno velocizzare.
Se il problema che voi sollevate è piuttosto un problema politico
esistito ieri, questa mattina, oggi e probabilmente nelle prossime
ore, allora, il discorso è diverso. Se il problema politico è
quello di un'ipotesi di stralcio, di enucleazione, di proposta di
proroga, di tutto quanto le forze politiche hanno il pieno diritto
di proporre in merito alla questione spinosa, adesso, senza
ipocrisia, parlo della questione delle pensioni. Giustamente vi
lamentate di ciò, ma la maggioranza non ha nulla di cui lamentarsi
poiché non abbiamo fatto nulla, tanto più che erano presenti
esponenti della medesima.
Nella riunione - che voi stessi avete definito informale - non
abbiamo fatto altro che raccogliere la pressante richiesta del
Governo nella persona dell'Assessore Pagano, presente alle
riunioni, e del Presidente della Regione, telefonicamente
impegnato nella ricerca di una soluzione politica. La maggioranza
non ha rischiato niente, non ha perduto niente, non ha neanche
subito una violazione di immagine e ciò in quanto l'iniziativa è
stata espressione politica, per eccellenza, della maggioranza,
qual'è il Governo.
Quindi, onorevoli colleghi, posso pure riconoscere che sarebbe
stato utilissimo avervi presenti, ma se non lo siete stati è stato
perché il Governo ci ha offerto un'occasione di dialogo con le
minoranze, alle quali abbiamo dovuto rassegnare le condizioni
affinché non ci si arenasse e fare in modo che si insistesse su
una tesi governativa che, alla fine, avrebbe portato,
fatalmente, al superamento dei termini che ci siamo prefissati.
Personalmente ho fatto in questo modo e lo rivendico come atto di
responsabilità di un Presidente che ha ritenuto di obbedire alle
esigenze del Parlamento sulla base delle altrettanto legittime
esigenze del Governo.
Se ritenete che questa soluzione sia irrituale e volete chiedere
la riunione, ma questa volta si tratta di una riunione di
maggioranza che non mi compete convocare ..
CINTOLA Le compete convocare soltanto la riunione di
minoranza?
PRESIDENTE Onorevole Cintola, personalmente l'ho fatto
parecchie volte, e glielo ripeto per la quarta volta, visto che
lei ostenta di non ascoltarmi, continuerò a farlo.
A questo punto potete dire di volere fare rapidamente, ma di
cogliere le occasioni legittime di allungare il dibattito per
tutto il giorno.
La discussione generale è aperta, ci sono iscritti a parlare.
Personalmente, non ho difficoltà a continuarla.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevole colleghi, il tema della
discussione è molto elevato ed importante e tuttavia mi sembra che
si stia scadendo in termini che non sono consoni al ruolo
dell'Assemblea e all'argomento in discussione, legge finanziaria
e bilancio.
Pertanto, nel sottolineare che sull'argomento condivido
interamente l'intervento del Presidente del gruppo parlamentare
Forza Italia, onorevole Leontini, intendo soltanto dire che
nessuno può vietare al Presidente dell'Assemblea o sindacarlo se
questi, sentito il Governo, si adopera chiamando le minoranze,
solo le minoranze e parte della maggioranza, al fine di arrivare a
specifiche conclusioni che possano giovare all'Assemblea per
l'approvazione della legge in tempi brevi.
Ma tutto ciò non è utile, si tratta di trasformare un fatto
informale e farlo diventare, nella sua interezza, dell'Assemblea.
A quel punto la riunione dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
maggioranza e minoranza, convocata dal Presidente dell'Assemblea
rientra tra i doveri dello stesso se si vuole seguire il solito
percorso e cioè avviare la discussione generale sull'articolo 1 e
poi concedere le 24 ore di tempo per gli emendamenti.
Normalissima amministrazione, qualora venisse comunicata prima o
se venisse discussa prima dal Presidente con i Presidenti dei
gruppi parlamentari, altrimenti sarebbe diverso: significherebbe
che basta che il Presidente ha una parte, una larga parte, una
minima parte di indicazione che questa stessa diventa
dell'intera Assemblea.
Non è così Il Regolamento va rispettato e non c'è niente di
strano in questo, lo abbiamo fatto tante volte e lo possiamo
confermare, come lo stiamo facendo anche adesso, che stabilito un
principio questo venga portato avanti nella sua linearità,
concretezza e nella realtà che già ora stiamo affrontando.
E' diverso, Signor Presidente, mi creda, se il Governo, nella sua
massima espressione cioè attraverso l'onorevole Cuffaro, che ne è
il Presidente, e dell'Assessore al bilancio, comunica al
Presidente dell'Assemblea una motivazione ulteriore, anche sulle
pensioni, di un diverso atteggiamento da parte dello stesso
Governo al fine di arrivare più celermente alla conclusione dei
lavori.
Si poteva chiedere uno stralcio, di fare una legge a se stante,
al fine di ottenere, entro il 31 di dicembre, una corsia
preferenziale sull'argomento delle pensioni da parte
dell'Assemblea e consentire la pubblicazione della norma,
emendamento o legge che sia ed evitare così che al primo di
gennaio ci fossero due leggi vigenti in contrapposizione tra loro.
Tutto questo il Governo, onorevole Presidente della Assemblea, lo
sottopone e lo chiede al Presidente dell'Assemblea perché possa
raccordare un percorso con le forze politiche e con l'intera
Assemblea. E lì casca l'asino, signor Presidente Mentre il
Governo ha ragione a chiederglielo, mi consenta - glielo dico
sommessamente perché ho rispetto non solo per la sua persona, ma
anche per la sua carica istituzionale - in quel momento, ha il
diritto-dovere di chiamarci tutti, non minoranza soltanto, tutti,
perché ognuno di noi ha già espresso un parere nelle Commissioni
competenti e nella Commissione Bilancio.
E' vero, per esempio, che nella Commissione Bilancio l'onorevole
Formica si è astenuto su quell'argomento e, quindi, più facilmente
può accettare quello che lei poi concorda. Io e gli altri
Presidenti dei gruppi parlamentari, onorevoli Lo Monte e Leontini,
siamo stati, invece, forti e validi assertori della norma in
questione e intendiamo porre gli stessi temi e termini posti in
Commissione bilancio e vogliamo che anche l'Assemblea affronti il
testo così per come il Governo l'ha presentato e che noi, in
quella occasione, abbiamo votata.
Su questo argomento la maggioranza è del parere che bisogna
seguire pedissequamente quanto è stato fatto in Commissione
Bilancio e se c'è stata una intermediazione, ci dispiace, signor
Presidente, non siamo dentro quella intermediazione.
Le stiamo comunicando ufficialmente che le intermediazioni o si
fanno insieme a noi, con una concorde volontà, o non hanno nessuna
validità ancorché siano presentate dal Presidente dell'Assemblea,
che non ha poteri sull'argomento per potere definire percorsi
differenti.
Ho concluso il mio intervento sulla discussione generale e le
confermo la volontà e la bontà da parte del gruppo che rappresento
- e di altri colleghi della maggioranza che mi hanno preceduto,
quale l'onorevole Leontini per Forza Italia, e di quanti nella
maggioranza si faranno riconoscere in questo tipo di argomento -
di volere andare avanti così come la Commissione Bilancio ha
definito il problema delle pensioni, intendendolo come fatto
eclatante, importante. Sarebbe immorale fare diversamente: saremmo
contro l'Italia e a favore solo di alcuni scioperanti che
possibilmente sono ricevuti in qualche segreteria politica più
facilmente che in altre.
PRESIDENTE Quindi, prendiamo atto che lei propone, con questo
suo intervento, di mantenere inalterato il testo della
Finanziaria.
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente non
entro nelle diatribe della maggioranza, assistiamo oramai a
spettacoli che la maggioranza fornisce al popolo siciliano e devo
dire che ormai ci stiamo abituando a tali spettacoli. Mi riferisco
a problemi di ordine regolamentare.
Stamattina, lo dico all'onorevole Cintola se mi segue, nella
qualità di presidente di gruppo parlamentare sono stato invitato
ad un incontro con il Governo, il quale ci ha chiesto di
stralciare la parte relativa alle pensioni dei regionali ,
pensando che tale stralcio avrebbe accelerato la procedura di
approvazione.
Abbiamo fatto notare che il Governo è nelle condizioni di farlo
in qualsiasi momento, cioè può chiedere di stralciare la norma in
Aula, di non approvarla: il Governo nella sua autonomia può fare
quello che ritiene opportuno.
Quando ci è stato suggerito che lo stralcio della norma poteva
essere surrogato da un emendamento che avrebbe prorogato il blocco
dell'attuale sistema ancora per sei mesi, un anno, per un tempo
indefinito, abbiamo fatto rilevare che questo non comporta la
modifica del calendario, perché, comunque, la nostra espressione
politica in merito alla norma che sarebbe stata stralciata e
l'espressione politica che avremmo espresso rispetto al blocco di
un anno per noi non sarebbe stata diversa; il Governo ha proposto
il blocco con la proposta della norma a regime nei successivi due
mesi dell'anno prossimo.
Spiegato questo, non capisco adesso di cosa stiamo parlando Si è
concordato, così come avvenuto in tantissime occasioni, che dopo
lo svolgimento delle relazioni di maggioranza e di minoranza si
sarebbe proseguito con l'esame degli articoli e la discussione
generale dell'articolo 1.
CINTOLA A noi non è stato comunicato
SPEZIALE Lo ha chiesto il Governo alla presenza del Presidente
dell'Assemblea.
Personalmente, signor Presidente, non ho nessuna difficoltà,
eventualmente, a partecipare ad una riunione formale dei
Presidenti dei gruppi parlamentari per definire il calendario dei
lavori d'Aula sulla base di un argomento cardine che qui voglio
esprimere, ossia che da parte dell'opposizione, in questa materia
di legge finanziaria e di variazioni di bilancio, non è stato
assunto alcun atteggiamento dilatorio, perché noi riteniamo che la
legge deve essere approvata in tempi ragionevoli e abbiamo
concorso a riformulare il Regolamento per raggiungere questo
obiettivo.
Trattasi di un regolamento di carattere generale, tuttavia
riteniamo che il Regolamento deve essere a tutela e garanzia del
Parlamento e di chi governa , oggi occasionalmente il Centro-
Destra, noi ci auguriamo che alle prossime elezioni, visto lo
spettacolo che continuate a fornire alla Sicilia, governerà il
Centro-Sinistra.
Pertanto, signor Presidente, personalmente mi rimetto alla sua
autonoma valutazione e cioè di svolgere il dibattito generale con
l'articolo 1 e presentare gli emendamenti entro stasera.
Se si dovesse modificare questo orientamento, chiedo formalmente
che si passi da una riunione della Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, cioè si sospenda ora e si stabilisca il
lavoro che dobbiamo svolgere da qui a giorno 20, data ultima entro
la quale ci sarebbe l'impegno di massima di approvare la legge
finanziaria e il bilancio.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, assistiamo
spesso in quest'Aula a tempeste che si svolgono in un bicchier
d'acqua e assistiamo altrettanto spesso a posizioni che possono
apparire paradossali.
Potrei partire dall'ultima dichiarazione del Presidente del
gruppo parlamentare di opposizione, cioè dall'onorevole Speziale,
il quale sollecita una rapida approvazione del disegno di legge
della finanziaria, che è il più importante disegno di legge per la
nostra Regione, così come per tutti gli ordinamenti statuali.
Oppure potrei partire da affermazioni che fanno risalire ad una
mancanza di primogenitura su una decisione che il Governo,
proponente il documento finanziario da sottoporre all'approvazione
del Parlamento, autonomamente prende scegliendo di privilegiare
una parte del documento da lui stesso presentato o di presentare
un'altra parte in tempi successivi, e tutto ciò al fine di
agevolare il percorso di quella parte di legge che ritiene più
importante per le ragioni della nostra terra, cioè della Sicilia e
dei siciliani.
Ma ciò che più mi ha colpito in questa discussione è che anziché
sottolineare gli indubbi elementi di novità che rappresenta questa
finanziaria e cioè che per la prima volta, o forse una delle poche
volte, questo Parlamento riesce ad approvare la legge finanziaria
e di bilancio entro l'anno corrente, che per la prima volta, una
delle poche volte, si evita di ricorrere all'esercizio
provvisorio, che per la prima volta si smentiscono le tante
Cassandre sulle sorti della finanza regionale, che si evita che ci
sia una mancanza di programmazione nella spesa dei Fondi della
Regione e che finalmente si ha la certezza ....
SPEZIALE Onorevole Formica, se continua così andremo a
febbraio, anziché riconoscere che l'opposizione è concorde.
FORMICA Onorevole Cintola, vedo che lei è d'accordo una volta
con le opposizioni, una volta con la maggioranza; e di questo ne
prendo atto.
A volte si ha l'impressione di essere bravi nel cercare di
oscurare o, comunque, di tarpare le ali, di far passare in secondo
piano ciò che di buono l'intero Parlamento si appresta a fare.
La Commissione Bilancio, nella sua interezza, ha esitato già da
una settimana la legge per l'Aula e questo non è un dato
smentibile né comprimibile; questo vuol dire che ci siamo
incamminati in una strada che ci può permettere di approvare la
legge finanziaria nei tempi utili per evitare l'esercizio
provvisorio.
Ritengo che questo sia un dato molto positivo e, quindi, a nome
mio e dell'intero Gruppo parlamentare a cui appartengo, esprimo il
compiacimento per il percorso di questa finanziaria e per i
contenuti che essa stessa prospetta al Parlamento.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori della
Giunta, credo che ogni deputato debba assolvere appieno alle
proprie funzioni, soprattutto quando si tratta di un argomento
così serio come quello della finanziaria ed è risaputo che la
legge finanziaria rientra tra le leggi più importanti approvate
da un Parlamento.
La discussione di oggi, però, è più politica che tecnica, e
poiché non voglio entrare nelle questioni personali, vorrei,
tuttavia, lanciare un messaggio di buon auspicio, di augurio per
la posizione che ha assunto anche una parte della maggioranza e mi
riferisco alla soppressione dell'articolo 39.
Non conosco bene le questioni che riguardano la quiescenza
dei dipendenti regionali però gli stessi mi hanno convinto a
presentare un emendamento, sia in Commissione che in Aula, per
annullare l'emendamento presentato dal Governo che non vuole
prendere in considerazione il prepensionamento dei dipendenti
regionali.
Fa onore al Presidente dell'Assemblea avere messo in
discussione questo argomento per potere capire l'orientamento a
tal proposito del Governo e di altri deputati, perché non
condivido assolutamente il termine usato in modo dispregiativo
dell'onorevole Cintola che definisce i dipendenti regionali
scioperanti". A mio avviso, non lo sono ancora e, se lo faranno,
sarà l'esercizio di un loro diritto. I dipendenti regionali hanno
acquisito un diritto che deriva da una normativa ancora vigente.
Ne hanno già usufruito alcuni dipendenti regionali e mi riesce
difficile capire come si possa tornare indietro.
Il Governo ha incentrato la questione sul disavanzo che
l'operazione prepensionamento creerebbe sul bilancio regionale;
allora, la mia posizione é quella di abolire l'emendamento del
Governo per le ragioni che spiegherò in seguito, quando si passerà
all'esame dell'articolo 17.
Discuteremo sulle valide ragioni per cui bisogna votare
positivamente per mantenere il prepensionamento dei dipendenti
regionali. Verrà fuori che alcune ragioni sono state date
strumentalmente in pasto ai moralisti, ma mi chiedo se è più
morale mantenere un indirizzo che porta più danno alla Regione e
anche a tutti i dipendenti che hanno già usufruito di un loro
diritto.
Volevo, però, entrare nel merito della discussione sulla
finanziaria.
Anticipo che ho presentato due emendamenti soppressivi che
illustrerò nel prosieguo dei lavori, ma ho anche presentato degli
emendamenti aggiuntivi. Mi auguro che il Presidente non li
dichiari improponibili, specialmente quelli aggiuntivi, e così
anche quelli che non hanno la copertura finanziaria.
Un emendamento ho però particolarmente a cuore, relativo al
cosiddetto software libero , che potrebbe fare risparmiare la
Regione siciliana tanti milioni di euro.
L'Assessore per il bilancio e le finanze è già a conoscenza
di questa opportunità. L'emendamento da me presentato fa parte di
un mio disegno di legge che in questi giorni ha avuto una grande
eco multimediale. Perché è importante che la pubblica
Amministrazione utilizzi software liberi? Perché l'informazione
deve essere libera, Internet deve essere di tutti e per tutti, per
diffondere nel nostro Paese e nel mondo intero una circolazione di
libere idee informatiche, in quanto l'informazione oggi è come
l'alfabetizzazione e il pane ieri; quindi, se manca l'informazione
manca il pane. Manca la vera democrazia che tante Nazioni
proclamano di possedere.
Onorevole Assessore, lei è parte di Forza Italia e le debbo
dire che un suo collega ha già attivato un percorso che dà la
possibilità al Governo italiano di intraprendere questo cammino.Mi
riferisco al Ministro per le innovazioni e le tecnologie, Lucio
Stanca, che proprio nella Giornata nazionale del 'software libero'
ha dato un'ampia adesione a questo progetto che produce un
notevole risparmio alle casse dello Stato.
Faccio un esempio. Quando acquistiamo un computer una parte
considerevole di questa spesa giunge nelle tasche di Bill Gates,
per i diritti che derivano dai brevetti che tutelano il software
del sistema operativo. La Microsoft ha monopolizzato il nostro
futuro, la nostra informazione e tutto questo a danno dello
sviluppo globale della democrazia, dell'informazione e della
conoscenza.
Alcuni addetti ai lavori mi chiarivano che la Regione
potrebbe risparmiare parecchi milioni di euro l'anno, aderendo al
progetto software libero. Purtroppo mi sembra di capire che
l'Assessore su questo argomento non abbia dato la sua
disponibilità. Forse perché non ha ancora approfondito la materia.
Però, approfondendo l'argomento, l'Assessore si renderebbe
conto che del grande vantaggio economico e finanziario che
l'Assemblea regionale siciliana e la Regione siciliana, nel suo
complesso, potrebbe trarne. Purtroppo notiamo il totale silenzio.
Sono dispiaciuto di questo, perché ad una buona proposta
dovrebbe seguirne l'adesione.
Ho letto, sul testo esitato dalla Commissione Bilancio, un
articolo che tratta dell'acquisto di strumenti informatici per le
scuole. In proposito ho presentato un emendamento, che aggiunge
dopo le parole "attività informatiche" le parole "di software
libero . Perché se dobbiamo dare alle scuole degli strumenti
informatici, non sarebbe male cominciare proprio dalle scuole
dotandole di software libero; uno strumento democratico come il
software libero non costerebbe, anzi farebbe diminuire
ulteriormente la spesa per l'acquisto di questi strumenti. Sarebbe
già il segnale di una piccola rivoluzione.
Io non entro nella discussione, come ha fatto l'onorevole
Capodicasa, che ha snocciolato tutti gli aspetti di questa
finanziaria, mi limito solo a comunicarvi che ho presentato pochi
emendamenti aggiuntivi al disegno di legge e molti di questi sono
compensativi hanno la corrispettiva copertura finanziaria.
Uno, in modo particolare, spero incontri il voto favorevole
dei colleghi deputati. Alcuni mesi fa ho distribuito a tutti i
deputati dell'Assemblea un libro che trattava della frana di
Agrigento e preannunziai che avrei concluso la mia azione con un
disegno di legge per tentare di risolvere, dopo 37 anni, l'annosa
questione del calvario che centinaia di famiglie della città di
Agrigento vivono ancora aspettando una risposta. Oggi le vittime
della frana non chiedono più la casa. Ormai hanno anche provveduto
anche a questo facendo grandi sacrifici per acquistarla; ma
attendono ancora un indennizzo per quella casa che è stata
espropriata.
Ripropongo questa tematica perché, esaminando il testo del
disegno di legge di bilancio, ho notato che vengono erogate
ancora somme al comune di Messina per l'evento catastrofico che lo
colpì più di un secolo addietro.
Purtroppo, la città di Agrigento non ha avuto alcun beneficio
da parte dell'Assemblea regionale siciliana così come accadde in
occasione del terremoto nella Valle del Belice dove molti paesi
aspettavano le provvidenze promesse dallo Stato, e che a quanto
pare, nell'ultima finanziaria, sono state concesse. Per quanto
riguarda Agrigento, nonostante questa città abbia avuto grandi
attenzioni su tutti gli aspetti che conosciamo, questo argomento
non è stato affrontato. Ed allora, che cosa chiedo? Chiedo poco
In questi giorni ho condotto, presso la Presidenza della
Regione, un gruppo di cittadini agrigentini, o eredi di questi -
considerato che molti di loro erano anziani, ma vi erano anche dei
giovani, figli di questi sinistrati dalla frana - per un incontro
con il Presidente della Regione per commentare il libro in cui
racconto le vicissitudini di 37 anni addietro, a decorrere da quel
lontano 19 luglio 1966.
Il Presidente della Regione, che nel 1966 aveva 10 anni, ha
affermato di non avere alcuna responsabilità per quei ritardi
atavici, e che si sarebbe impegnato a risolvere tale problema in
questa finanziaria.
Il mio disegno di legge prevede uno stanziamento di circa 16
miliardi di vecchie lire per risolvere definitivamente la vicenda
relativa alla frana di Agrigento. Ma il Presidente mi ha riferito
che non è possibile trovare tutti questi fondi, tutt'al più, si
potrebbe rinvenire una prima tranche, attraverso un emendamento al
bilancio e alla finanziaria, e così ho presentato un emendamento
in tal senso. In I Commissione l'emendamento a mia firma ha avuto
esito positivo, mentre in II Commissione non è stato approvato in
quanto non vi era la copertura finanziaria.
Oggi, signor Presidente, presentando un altro emendamento ho
trovato quei fondi: si tratta di un emendamento compensativo.
Ovviamente, sarà distribuito a tutti i colleghi in modo tale che
ciascuno possa prendere visione del testo.
Ho voluto fare questa precisazione, all'inizio della
discussione generale sulla finanziaria, in quanto nella fase
concitata di presentazione degli emendamenti, l'argomento poteva
anche sfuggire all'attenzione di quest'Aula ed invece a me
premeva evidenziarlo.
PRESIDENTE Non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ricordo che da questo momento decorrono i
termini per la presentazione degli emendamenti.
Per quanto riguarda la richiesta di convocazione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, prima di
pronunciarmi, desidero conoscere il parere del Governo, tenendo
presente, tuttavia, che ci sono due passaggi da valutare ai fini
di individuare l'opportunità di una convocazione: il primo è
quello di rendere più celeri i lavori d'Aula, aspetto condiviso da
tutti e, quindi, ritengo che in merito a questo argomento non
abbia valore la richiesta della suddetta convocazione; il secondo
riguarda, invece, la valutazione politica vera e propria e su tale
aspetto ho bisogno di conoscere il parere del Governo, tenendo
presente che domani, di fatto, si aprirà la vera sessione di
bilancio, intorno alle ore 10 - 10.30. Ma questo possiamo
deciderlo unanimemente.
CINTOLA Signor Presidente, la invito a attenersi a quanto
disposto dal Regolamento.
PRESIDENTE In teoria, trascorrono le 24 ore. Possiamo
attribuire un'interpretazione estensiva o ristrettiva. Questo
dipende da tutti noi.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, sempre con grande rispetto,
ritengo che il Governo abbia interesse a velocizzare il
percorso e ad iniziare l'esame dell'articolato, quindi,
propongo che già da domani dalle ore 11.00 - tutto sommato,
rispetto alle 14.00, ora in cui è prevista la chiusura
della discussione generale, mancherebbero 3 ore e mezza -
fino alle 14.30 si possano accettare gli emendamenti. Non
succederebbe nulla. Cominciamo già la discussione dei primi
articoli.
Questa potrebbe essere la nostra modesta proposta. Per
quanto riguarda, invece, la Conferenza dei presidenti dei
gruppi parlamentari, riteniamo, alla luce di quello che è
successo in Aula, cioè di questo percorso informale che ha
prodotto alcune peraltro giuste discrepanze, anche se il
percorso di condivisione è stato già avviato, ritengo che
debba essere convocata certamente nell'arco di domani o
dopodomani, ma alla presenza del Presidente della Regione.
Si inizi, quindi, la discussione dell'articolato per
procedere poi, alla presenza dell'onorevole Cuffaro, con la
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Il passaggio agli articoli è stato votato alle
ore 14.30. Non essendoci posizioni contrarie, gli
emendamenti devono essere presentati entro e non oltre le
ore 14.30 di domani.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, c'è un equivoco. Gli
emendamenti si possono presentare entro il termine della
discussione generale che è stata chiusa. Possiamo, come
abbiamo fatto altre volte, fissare un termine di comodità
per gli uffici.
CINTOLA Volevo aggiungere che la Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari o viene convocata per il
pomeriggio di oggi o al massimo per la mattinata di domani,
in maniera tale che su tutto - finanziaria e bilancio - ci
sia preventivamente un tipo di raccordo che indichi una
strada, il tempo, la volontà di chiudere ad una certa ora.
Se questa volontà viene confermata in un incontro che
può e deve essere fatto alla presenza del Governo, non
solo dell'assessore Pagano ma anche di Cuffaro e perchè no
di tutti e dodici gli Assessori, almeno li vediamo una
volta tutti insieme e mi auguro per l'ultima volta perchè
poi deve esserci un seguito; non è possibile che si resti
ancora con questi assenteisti spaventosi.
Si faccia, dunque, una riunione con i dodici assessori
e il Presidente, così conosciamo il parere di tutti, tutte
le sfaccettature, tutti i connotati, i colpi di coda, le
astensioni, i voti contrari in Commissione; diversamente,
non avremo un indirizzo reale da seguire con una
maggioranza ed una opposizione per arrivare senza
trionfalismi. Se arriveremo ad approvare questo benedetto
disegno di legge di bilancio e questo disegno di legge
finanziaria, il merito sarà del Governo che ha presentato
una finanziaria finalmente entro i limiti di tempo e nel
rispetto del rigore con il quale la Commissione Bilancio ha
agito e sempre che non venga tramutato in un assalto alla
diligenza ora e nelle ultime ventiquattro ore, perchè non
ci si arriverebbe più, e sulle pensione si è detto che c'è
già una strada tracciata.
Domani potremmo iniziare a fare quello che è il nostro
dovere, cioè l 'articolato, sapendo con certezza che gli
emendamenti sono presentati o vengono presentati anche in
serata dando così uno spazio, come abbiamo sempre fatto, e
quindi la possibilità agli uffici di avere gli emendamenti
per non rincorrere all'ultimo momento i famosi foglietti
volanti che li contengono. Al contrario, se questi
emendamenti saranno già ben raccolti entro la serata di
oggi, domani si potrà lavorare meglio. E' necessario anche
il passaggio dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari con la presenza del Governo - con Cuffaro o
no, l'assessore Pagano dice di sì - e, ripeto, con
l'intero Governo per avere un minimo di raccordo definito
su ciò che devono essere i percorsi e stabilire se entro
venerdì dobbiamo veramente chiudere i lavori.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, credo che comunque
l'Assessore abbia dato una risposta al riguardo. Onorevole
Pagano, ce la riferisca in maniera più chiara.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. A questo
punto vorrei ulteriormente affinarla. Visto che vi è un
percorso abbastanza chiaro sui lavori d'Aula che il
Presidente dell'Assemblea ha ulteriormente ribadito, a
questo punto, anche in sede di Conferenza dei presidenti
dei gruppi parlamentari, oggi pomeriggio, considerato che
sarà trattato un argomento particolarmente importante -
quello delle pensioni - ritengo necessaria la presenza del
Presidente della Regione.
CINTOLA Allora che si faccia domani e ti raccordi con il
Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Pertanto,
ritengo che oggi debba essere fatto qualora ci siano le
condizioni; speriamo che il Presidente Cuffaro ci sia e la
facciamo anche oggi pomeriggio.
PRESIDENTE Mi riservo questa decisione non appena avremo
concordato con l'Assessore ed il Governo la possibilità di
convocare la Conferenza o nel pomeriggio di oggi o domani,
quando sarà più facile trovare un'intesa.
Sulla base di quanto emerso, il termine per la
presentazione degli emendamenti resta fissato per le ore
20,00 di oggi.
Per quanto riguarda la discussione che sarà avviata da
qui a poco, la Presidenza avverte che l'ordine d'esame di
votazione dei singoli articoli del bilancio a legislazione
vigente e della legge finanziaria avverrà, così come
previsto all'articolo 121 sexies del Regolamento interno,
procedendo nell'ordine con l'esame degli articoli e le
tabelle del disegno di legge di bilancio, esame che verrà
sospeso prima della sua votazione finale per passare agli
articoli e alle tabelle del disegno di legge della
finanziaria ed alla sua votazione finale. Approvato il
disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà sospesa per
consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni
al bilancio, a seguito dell'approvazione della legge
finanziaria e alla nota di variazioni di bilancio, a
seguito dell'approvazione della legge finanziaria ed alla
Commissione bilancio di esprimere, sulla stessa, il parere
di cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno.
Si procederà, quindi, alla votazione finale del disegno di
legge di bilancio, così come modificato dalla nota di
variazioni.
Con riferimento ai termini ed alle modalità di
presentazione degli emendamenti, la Presidenza avverte che
oltre che le disposizioni generali del Regolamento interno
che disciplinano la materia, gli emendamenti al disegno di
legge di bilancio ed alla finanziaria devono osservare i
limiti di contenuto previsti dalla legge e dal Regolamento
e, per quelli che prevedono nuove o maggiori spese, devono
recare la necessaria compensazione. Nel valutare la
compensatività degli emendamenti, la Presidenza considererà
inammissibili gli emendamenti privi di compensazione, gli
emendamenti la cui compensazione in base agli elementi
disponibili risulti insufficienti, gli emendamenti recanti
compensazioni manifestamente inidonee sul piano formale,
emendamenti recanti compensazioni tra variazioni delle
tabelle di bilancio con variazioni delle tabelle della
finanziaria. Spetta, invece, al Governo fornire ulteriori
dati ed elementi d'informazioni che dimostrino l'eventuale
inadeguatezza delle modalità di compensazione previste
dall'emendamento.
In tali casi, l'ammissibilità potrà essere considerata
alla luce degli elementi eventualmente forniti dal Governo.
La Presidenza avverte, altresì, che gli emendamenti al
disegno di legge di bilancio che riguardino le tabelle
devono essere riferiti alle unità previsionali di base
(UPB), nel caso in cui un emendamento contenga il
riferimento, oltre che all'unità revisionale, anche ad uno
o più capitoli contenuti all'interno di questa; il
riferimento ad essi deve intendersi sostanzialmente come
non apposto.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 17 dicembre
2003 alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
numero 248 <<Proroga dei termini per la presentazione
dei progetti per gli interventi di riparazione degli
edifici danneggiati dagli eventi sismici del 27-29 ottobre
2002 e successivi, in provincia di Catania ed istituzione
di un 'Tavolo tecnico' per la determina delle direttive
tecniche>>, degli onorevoli Fleres, Raiti, Catania Giuseppe
e Maurici;
numero 249 <<Iniziative presso il Governo nazionale
perché si eviti lo stoccaggio in Sicilia delle scorie
radioattive>>, degli onorevoli Morinello, Ferro, Miccichè,
Orlando e Raiti;
numero 250 <<Iniziative in favore delle popolazioni
della Valle del Belice>>, degli onorevoli Papania, Ortisi,
Galletti, Manzullo e Spampanato;
numero 251 <<Predisposizione del Piano energetico
regionale ed interventi per la manutenzione della rete di
distribuzione energetica della Sicilia>>, degli onorevoli
Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello e Raiti;
numero 252 <<Iniziative al fine di dichiarare la
Sicilia area denuclearizzata>>, degli onorevoli Forgione,
Speziale, Liotta, Ortisi, Papania, Oddo, Giannopolo, De
Benedictis, Formica, Tumino, Barbagallo, Vitrano e
Guerrieri;
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) <<Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
2006>>. (numeri 693- 737/A)
2) <<Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2004>>.
(numero 692/A).
La seduta è tolta alle ore 14.50.
Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 17.30